Presidenza del vicepresidente Oddo
FARAONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Leanza Edoardo e Mineo.
Poiché l'onorevole Mineo è presente in Aula la richiesta di
congedo è da ritenersi superata.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli Caputo, Apprendi e Bosco dal 2 al 3 febbraio
2009 e l'onorevole Gennuso dal 3 al 7 febbraio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
- numero 89 «Interventi a favore dei dipendenti FIDELITER,
cooperativa che ha svolto il servizio di vigilanza presso
l'università degli studi di Palermo».
Firmatario: Caputo Salvino
- numero 99 «Richiesta di istituzione di un osservatorio
regionale per fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia».
Firmatari: Ammatuna Roberto; Galvagno Michele; Lupo Giuseppe;
Picciolo Giuseppe; Rinaldi Francesco; Laccoto Giuseppe.
- numero 101 «Notizie sulla mancata applicazione della legge n.
323 del 2000, recante disposizioni in favore dei siciliani
residenti all'estero».
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
- numero 275 « Iniziative allo scopo di tutelare i lavoratori
precari in Sicilia dall'applicazione dell'art. 49 della legge
133/2008 (c.d. decreto Brunetta)».
Firmatario: D'Antoni Orazio.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Provvedimenti a favore delle scuole, delle università e della
comunità siciliana per contribuire alla lotta contro tutte le
mafie» (numero 351),
di iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Aricò, Vinciullo,
Falcone e Bosco in data 28 gennaio 2009;
«Promozione della cooperazione internazionale per lo sviluppo e la
solidarietà tra i popoli» (numero 352),
di iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Lupo, Cracolici, Galvagno, Gucciardi,
Panarello, De Benedictis, Panepinto, Apprendi, Rinaldi, Mattarella,
Bonomo, Laccoto, Fiorenza, Barbagallo e Ammatuna in data 28 gennaio
2009;
«Transito del personale in servizio presso le basi USA in Sicilia
nei ruoli dell'Amministrazione regionale» (numero 353),
di iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Fiorenza in data 29 gennaio 2009.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Disposizioni per l'utilizzo delle agevolazioni creditizie in
favore delle cooperative edilizie» (numero 281),
di iniziativa governativa,
inviato in data 29 gennaio 2009.
«Disciplina dell'attività di acconciatore» (numero 348),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 29 gennaio 2009,
PARERE V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni
del demanio marittimo» (numero 343),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 gennaio 2009.
«Norme in materia di concessioni demaniali per uso abitativo
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005,
n. 15'» (numero 347),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 gennaio 2009.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Insegnamento della storia e della letteratura siciliana nelle
scuole della Regione» (numero 344),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 gennaio 2009.
«Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle scuole
primarie» (numero 345),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 gennaio 2009.
«Istituzione della figura dello psicologo scolastico» (numero
346),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 29 gennaio 2009,
PARERE VI.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Asero, in data 28 gennaio
2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 318
«Norme in materia di segretari comunali e provinciali. Istituzione
dell'Albo regionale, dell'Agenzia autonoma regionale per la
gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali, e della
scuola superiore della pubblica amministrazione locale della
Regione».
Comunico che l'onorevole Cascio Salvatore, in data 29 gennaio
2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 340
«Norme per la disciplina del trattamento pensionistico del
personale regionale in quiescenza».
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FARAONE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
da anni la Sicilia è meta privilegiata di migranti provenienti
dall'Africa;
il numero di sbarchi di clandestini a Lampedusa non conosce
riduzioni e che le strutture del centro di permanenza temporanea
(CPT) sono intasate da un numero di ospiti (circa 1900) che supera
di più del doppio la capienza media stimata (di 800);
visto che le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità sono
seriamente messe in discussione dalla sovrappopolazione e che
questo incide gravemente in modo particolare su un centinaio di
minori, costretti a convivere con sporcizia e spazzatura, fognature
intasate e servizi igienici insufficienti;
considerato che la decisione del Governo centrale di costruire un
ulteriore centro per la identificazione ed espulsione degli
immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri centri
per un rapido rimpatrio di quelli arrivati a Lampedusa ha destato
grave allarme nella popolazione che si sente danneggiata da tale
massiccia affluenza e dall'insufficiente capacità di gestione del
fenomeno da parte delle forze dell' ordine;
per sapere:
come il Governo regionale intenda rassicurare la comunità di
Lampedusa e quali interventi intenda avviare presso il Governo
nazionale perché siano rispettate le norme che regolano la gestione
dei CPT, nel rispetto della dignità umana, secondo le convenzioni
europee e il diritto internazionale;
se condivida la ventilata realizzazione di un nuovo centro per
l'identificazione e l'espulsione degli immigrati presso i locali
dell'ex base navale o se intenda esprimere presso il Consiglio dei
Ministri (nella qualità di Ministro e per le competenze in materia
di ordine pubblico per la Sicilia secondo norma di Statuto) la più
netta contrarietà a una simile ipotesi;
se non ritenga urgente e necessario predisporre un piano di
accoglienza dei migranti in raccordo con gli enti locali e le
associazioni di volontariato e assistenza;
se non valuti opportuno proporre l'istituzione di un tavolo
tecnico che coinvolga, insieme alle autorità nazionali, anche
quelle siciliane e dei Paesi del Nord Africa interessati. (364)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che, in
riferimento ai mutui contratti dalle cooperative edilizie ai sensi
delle disposizioni della legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79, e
della legge regionale 6 maggio 1981, n. 86, il tasso di interesse,
che ammonta a circa il 13,20 per cento, è a carico della Regione
siciliana per circa il 9%;
considerato che le cooperative edilizie interessate, aderendo alla
rinegoziazione degli stessi mutui agevolati, di cui all'avviso
dell'Assessorato Bilancio e finanze pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana n. 17 del 22 aprile 2005, hanno
conseguito una prima parziale attenuazione dei carichi finanziari
che gravano sui singoli soci;
ritenuto che, rispetto all'attuale situazione di crisi economica
internazionale e nazionale con relativo abbassamento dei tassi di
interesse bancari, è assolutamente opportuno operare affinché sia
dato un ulteriore segnale da parte della Regione siciliana in
direzione di un abbassamento dei carichi finanziari che gravano sui
soci delle cooperative edilizie sopra individuate;
per sapere se il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore
per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca non
condivida le preoccupazioni sopra esposte e non ritenga, quindi,
opportuno ed urgente adottare tutte le iniziative di competenza
affinché siano ridotti i carichi finanziari per i soci di
cooperative edilizie che abbiano contratto mutui agevolati, fruenti
di contributi nel pagamento degli interessi da parte della Regione
siciliana, abbassando ancora la parte degli stessi interessi a
carico dei soci». (365)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
la normativa vigente in materia di tutela dall'inquinamento
atmosferico, ed in particolare il decreto legislativo 4 agosto
1999, n. 351, prevede per le regioni l'obbligo di:
- individuare le zone del proprio territorio nelle quali il
livello dell'inquinamento presente in atmosfera comporta dei rischi
per la popolazione, e individuare l'autorità competente alla
gestione del rischio;
- definire piani d'azione con le misure necessarie nel breve
periodo per ridurre il rischio di superamento dei valori limite e
delle soglie d'allarme, misure di controllo e, se necessario, di
sospensione delle attività che contribuiscono all'inquinamento
atmosferico;
- definire zone ed agglomerati nei quali i livelli di agenti
inquinanti superano il valore limite;
- adottare specifici piani o programmi per ritornare sotto il
valore limite entro un termine stabilito, mettendoli a disposizione
del pubblico e degli enti locali;
- garantire che informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria
ambiente, relativamente agli inquinanti normati dal d. lgs. n.
351/99, siano messe a disposizione del pubblico e degli enti
interessati, facendo in modo che tali informazioni siano chiare,
comprensibili ed accessibili;
accertato che:
la Regione siciliana avrebbe dovuto dare seguito agli adempimenti
attuativi del d.lgs. n. 351/99 a partire dal 2003 ma, fino al 2007,
avrebbe omesso di dare seguito agli adempimenti previsti dalla
normativa vigente;
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha ripetutamente contestato negli anni passati alla Regione
siciliana le violazioni della normativa in questione;
dalla consultazione dell'annuario dei dati ambientali pubblicato
da ARPA Sicilia si evince che nel triennio 2004 - 2006 si sono
verificati ripetuti fenomeni di inquinamento atmosferico, con il
superamento delle soglie d'allarme previste per più parametri di
controllo;
l'Unione europea ha avviato nei confronti dell'Italia la procedura
di infrazione n. 2182/2007 del 27 giugno 2007 e la procedura di
infrazione n. 2008/4808 del 26 giugno 2008, per la violazione, da
parte della Regione siciliana, delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE
in materia di tutela della qualità dell'aria;
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha informato la Regione dell'avvio di un'altra procedura di
infrazione, per la violazione dell'articolo 8 del d. lgs. n. 351/99
e della direttiva 96/62/CE, con riferimento agli anni 2005 - 2006;
considerato che:
secondo la normativa dell'Unione europea la soglia di allarme
costituisce il livello oltre il quale vi è un rischio per la salute
umana anche in caso di esposizione di breve durata e raggiunto il
quale si deve immediatamente intervenire;
la violazione delle norme di legge a tutela della salute dei
cittadini comporta oltre alla perdita di finanziamenti, anche
responsabilità di vario tipo (penale, civile, amministrativo,
contabile);
il mancato adempimento rispetto agli obblighi in questione
costituisce una violazione delle norme comunitarie a seguito della
quale l'Italia, secondo quanto riportato dalla stampa, sarà
deferita alla Corte di giustizia delle Comunità europee;
preso atto che, in base a quanto riportato dagli organi di stampa,
la Regione siciliana, a partire dal 2007, ha avviato una corsa
contro il tempo adottando le iniziative necessarie per recuperare
le omissioni degli anni passati, con l'approvazione del piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria
ambiente';
ritenuto che sia necessario verificare quale sia la situazione
attuale per quanto riguarda la tutela della popolazione ed
accertare le eventuali responsabilità dei funzionari inadempienti;
per sapere:
quali iniziative siano state prese dagli organi competenti per
porre rimedio alle violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero
dell'ambiente e dall'Unione europea;
quali iniziative siano state prese per garantire i cittadini
minacciati dai fenomeni di inquinamento atmosferico ripetutamente
rilevati dagli organi di controllo, ai fini della tutela della
salute pubblica e dell'ambiente;
quali iniziative siano state assunte per informare correttamente
la popolazione in merito allo stato dell'aria e all'eventuale
superamento dei valori limite e delle soglie d'allarme, così come
previsto dalla normativa vigente;
quali uffici avessero il compito di dare seguito agli adempimenti
in oggetto, quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti
riportati dalla stampa e quali provvedimenti siano stati presi nei
confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili delle
violazioni contestate dal Ministero dell'ambiente e dall'Unione
europea;
se sia stata trasmessa la necessaria informativa all'autorità
giudiziaria ed alla procura regionale della Corte dei conti per
l'accertamento delle responsabilità correlate». (366)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
MARINESE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
già da diversi mesi il Ministero dello sviluppo economico ha
individuato i territori comunali dove sperimentare le zone franche
urbane (ZFU) e che in Sicilia nella relativa graduatoria sono
inseriti i progetti delle città di Catania, Erice e Gela;
tale strumento di fiscalità agevolata territorialmente localizzata
potrebbe essere un volano non solo per l'economia dell'area
direttamente coinvolta, ma anche per le aree circostanti e
costituire uno degli strumenti per contrastare l'attuale fase di
recessione;
con le leggi finanziarie nazionali del 2007 e del 2008 sono state
istituite le zone franche urbane prevedendo per la loro attivazione
uno stanziamento di 50 mila euro;
oggi, a distanza di più di 2 anni dall'approvazione della
normativa testé richiamata, non è stato ancora adottato alcun
provvedimento per l'attuazione;
da recenti notizie di stampa si apprende che tale situazione di
empasse potrebbe essere stata determinata da condotte omissive del
Ministero dell'economia, che non ha ancora emanato gli opportuni
atti normativi per consentire gli sgravi fiscali delle ZFU;
già negli scorsi mesi, lo stesso Ministero ha sottratto più di 1
miliardo di euro per interventi destinati alla Sicilia (risorse ex
ponte sullo stretto, etc...) destinandoli altrove;
sarebbe auspicabile un ulteriore intervento normativo regionale al
fine di incrementare l'efficacia delle zone franche urbane
siciliane, eventualmente anche attraverso l'utilizzo di fondi del
POR 2007/2013;
per sapere:
quali interventi intenda intraprendere nei confronti del Governo
nazionale affinché vengano effettivamente attivate le zone franche
urbane e sbloccate le relative risorse, indispensabili per
rilanciare l'economia di questi territori che versano in una
situazione di seria crisi economica-occupazionale;
se intenda intervenire attraverso atti normativi e finanziari,
anche con i fondi del POR 2007/2013, a supportare le ZFU siciliane
di cui trattasi». (368)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che l'Assessorato Sanità, pur in presenza del piano di
rientro, ha ritenuto di dover autorizzare le strutture sanitarie
pubbliche, ASL e policlinici universitari, alla stabilizzazione del
personale precario paramedico (ausiliari, infermieri e tecnici)
secondo le linee guida definite a sua tempo con le organizzazioni
sindacali, escludendo però l'area della dirigenza medica e
veterinaria;
considerato che:
i predetti accordi sindacali ponevano in essere i contenuti della
legge finanziaria nazionale che rendeva obbligatoria la
stabilizzazione del personale paramedico;
numerose regioni italiane (Calabria, Sardegna, Puglia, Veneto,
Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte) hanno proceduto
all'emanazione di provvedimenti atti alla stabilizzazione anche del
personale inquadrato nell'area della dirigenza medica e
veterinaria;
in Sicilia il personale in oggetto (circa 700 unità) svolge una
funzione essenziale nel garantire l'operatività delle numerose
strutture sanitarie;
questo personale opera da molti anni e pertanto ha maturato i
requisiti ai fini della stabilizzazione;
il superamento della condizione di precarietà consentirebbe una
più efficiente erogazione dell'assistenza sanitaria nelle numerose
strutture interessate;
per sapere se non valutino necessario procedere alla definizione
degli atti funzionali alla stabilizzazione del personale dell'area
della dirigenza medica e veterinaria allo scopo di soddisfare, in
analogia a quanto già avvenuto in altre regioni italiane, la
legittima aspirazione al superamento della condizione di precarietà
in cui versa detto personale e contestualmente contribuire a
rendere più efficiente il sistema sanitario pubblico in Sicilia».
(369)
PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DIGIACOMO-MARZIANO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che in una
recente conferenza stampa l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste ha preannunciato un'intesa con la rete distributiva della
CONAD per la vendita al pubblico di arance rosse di Sicilia
I.G.P. al prezzo di euro 0.60 al chilogrammo;
considerato che le spese vive per potere predisporre un
chilogrammo di prodotto per i supermercati prevede:
a) raccolta in campagna con lavoratori regolari, 10 centesimi;
b) lavorazione magazzino, 10 centesimi
c) imballaggi (anche riutilizzabili), pedane, rigetta o rete per
legare, sigilli ed etichette, 12 centesimi;
d) trasporto con camion, 8 centesimi;
e) spese amministrative, 5 centesimi;
f) sconto su fattura (nella migliore delle ipotesi 4%, quindi 60
centesimi), 24 centesimi e che, sommando tutto, le sole spese per
portare un chilogrammo di arance nei depositi delle catene di
distribuzione ammontano a 474 centesimi;
rilevato che il proposto prezzo al pubblico di euro 0,60 al
chilogrammo, sottratte le spese che tutti devono sostenere per fare
arrivare le arance nei depositi dei supermercati, offre un margine
di soli 126 centesimi;
osservato che, a questo punto, il prezzo da pagare ai produttori
in campagna sarebbe uguale al prezzo che paga l'industria per le
arance da spremitura;
per sapere:
se l'Assessore abbia presente che il marchio di provenienza IGP è
un valore aggiunto (che i produttori cercano in ogni modo di
sostenere) e che le misure preannunciate, invece, propongono un
declassamento del prodotto con marchio IGP;
quali misure intenda adottare per promuovere la qualità
dell'arancia rossa con marchio IGP;
se non ritenga di dovere immediatamente rettificare l'accordo con
la CONAD e definire un prezzo al pubblico adeguato a sostenere i
produttori di arance rosse IGP». (370)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
DI GUARDO - RAIA
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il piano di rientro dal deficit della sanità siciliana è stato
positivamente riscontrato dal Governo nazionale;
per l'attuazione di detto piano, l'Assemblea regionale siciliana
sarà chiamata a discutere e deliberare in ordine ai disegni di
legge che ridisegnano la mappa della sanità siciliana;
in data 10 luglio 2002, in aderenza alla nota del Presidente della
Regione pro tempore n. 11260 del 9 luglio 2002, è stato
sottoscritto fra il Ministero della salute e l'Assessorato Sanità,
l'accordo di programma che prevede la realizzazione in Sicilia di
tre centri di eccellenza per i settori maggiormente esposti alla
mobilità sanitaria verso altre Regioni;
all'uopo, sono state individuate le sedi dei suddetti tre centri e
precisamente: Messina (oncologia), Palermo ( materno infantile) e
Catania (ortopedia);
per la gestione e realizzazione del centro di eccellenza in
oncologia nel 2004 è stata istituita un'apposita fondazione, a cui
aderiscono la Regione siciliana, l'università di Messina e
l'azienda ospedaliera Papardo';
il progetto di realizzazione del centro di eccellenza presso
l'ospedale Papardo' è in fase avanzata;
da recenti notizie stampa, nell'illustrare la riorganizzazione dei
dipartimenti sul territorio siciliano, si fa riferimento ad un polo
di eccellenza a Catania presso l'ospedale Garibaldi';
ritenuto che:
l'individuazione di Messina come sede del polo di eccellenza
presso l'ospedale Papardo è stato frutto di una scelta condivisa
dalla Regione siciliana, a seguito di una pressante sollecitazione
della stampa locale e dell'opinione pubblica, che impegnò
fortemente alla mobilitazione tutta la classe politica messinese;
il sindaco Scapagnini principale esponente della classe dirigente
di Catania del tempo, alla notizia dell'individuazione di Messina
come centro di eccellenza, dichiarò dl essere sorpreso e
rammaricato della scelta effettuata dall'Assessore per la sanità,
perché Catania ha tutte le carte in regola per ospitare il centro
di oncologia e che non si sarebbe rassegnato per tale scelta;
per sapere se la realizzazione dei tre centri di eccellenza a
Messina (oncologia), Palermo (materno infantile) e Catania
(ortopedia) rientrano ancora nei programmi dei Governo regionale e
come si articolerebbero nell'ambito della riorganizzazione dei
servizi sanitari pubblici in Sicilia;
se risulti conforme al vero che l'ospedale Garibaldi' di Catania
dovrebbe diventare un grande hub di eccellenza per l'oncologia ed,
in caso positivo, se non ritenga doveroso spiegarne la portata e la
differenza con quello di Messina». (372)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
ancora oggi non sono stati completati gli interventi di
ricostruzione e riparazione degli immobili adibiti a civile
abitazione, di recupero dei centri storici, di realizzazione delle
urbanizzazioni e delle altre opere pubbliche nei comuni della Valle
del Belice, colpiti dal sisma del 1968;
nonostante siano trascorsi 40 anni dal terremoto del 1968 che ha
devastato il territorio di cui trattasi, a causa della mancanza di
un provvedimento legislativo organico, dell'inesistenza di un
progetto di sviluppo complessivo del territorio interessato e della
mancata puntuale erogazione delle risorse finanziarie necessarie,
non è stato possibile, di fatto, il completamento della
ricostruzione;
il fabbisogno finanziario e le richieste dei comuni hanno trovato
riscontro in Parlamento, che con un atto di indirizzo il Governo ha
impegnato a reperire le risorse finanziarie necessarie a completare
gli interventi di edilizia privata per un ammontare, pari a 430
milioni di euro, e quelli relativi alle opere di urbanizzazione,
pari a 133 milioni di euro;
con l'articolo 1, comma 1010, della legge n. 296/06 (legge
finanziaria 2007), il Parlamento, fissando per legge all'1 gennaio
2007, il termine per la presentazione delle domande di contributo,
cristallizzando il fabbisogno, ha destinato al completamento della
ricostruzione dei comuni delle Valle del Belice, la somma dì 100
milioni di euro, di cui 20 milioni nell'anno 2007, 30 milioni
nell'anno 2008 e 50 milioni nell'anno 2009;
con la successiva legge n. 244/07, articolo 2, comma 258, il
Parlamento ha destinato alla medesima finalità la somma di 50
milioni di euro a valere sul fondo per l'edilizia residenziale
pubblica dell'anno 2008;
le risorse finanziarie a valere sull'esercizio 2007 (euro 20
milioni) sono state trasferite ai comuni solo nel marzo del 2008,
mentre la quota-parte relativa al medesimo anno, pari a 30 milioni
di euro, non risulta ancora trasferita, nonostante ì comuni, in
attuazione della direttiva del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti del 2 agosto 2007, abbiano provveduto a programmare la
destinazione delle risorse per addivenire al completamento degli
interventi nei tempi concordati;
con la legge 6 agosto 2008, n. 133, il Parlamento, su proposta del
Governo, non solo ha cancellato dal bilancio dello Stato la somma
di 50 milioni di euro stanziati con la finanziaria 2008 (legge
244/07) e destinata alle opere di urbanizzazione dei comuni della
Valle del Belice, ma ha, altresì, abrogato con l'articolo 24 della
medesima legge, con decorrenza dal 22 dicembre 2008, ben 15
provvedimenti normativi riguardanti gli interventi di ricostruzione
nella valle de quo, tra i quali la legge 29 aprile 1976, n. 178, la
legge 4 agosto 1978, n. 464, e la legge 31 dicembre 1991, n. 433;
per effetto dell'abrogazione delle disposizioni contenute nelle
sopra richiamate norme e dell'eliminazione degli stanziamenti
previsti, si è bloccato il processo di ricostruzione relativo
all'edilizia privata, e ciò a causa anche della cancellazione della
commissione competente all'attribuzione dei contributi e
all'approvazione dei progetti, nonché delle norme che regolano il
riconoscimento del diritto alle provvidenze economiche e alla loro
erogazione ed infine delle procedure che consentono ai comuni
l'acquisizione al loro patrimonio degli immobili abbandonati o dei
ruderi per i quali i proprietari hanno usufruito dei contributi per
ricostruire fuori dai centri colpiti dal sisma;
la situazione, pertanto, risulta paradossale, in quanto non solo
sono stati cancellati i fondi messi a disposizione dalla
finanziaria 2007 ma, soprattutto, sono state eliminate le norme che
regolavano l'intero procedimento per l'erogazione delle risorse,
creando delle disparità di trattamento tra i cittadini che avevano
ottenuto i fondi prima di questi interventi e, soprattutto,
rendendo difficoltoso il reperimento o lo stanziamento di nuovi
fondi;
in data 28 ottobre 2008 l'Assemblea regionale siciliana ha
approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a farsi
interprete delle istanze e a dare voce al territorio dei Comuni
della Valle del Belice chiedendo al governo nazionale l'immediata
attivazione di un tavolo di confronto con la Regione siciliana ed
il coordinamento dei Sindaci della Valle del Belice finalizzato a:
verificare lo stato di attuazione della ricostruzione; concordare,
alla luce delle verifiche già effettuate dai Comuni e dal Ministero
delle infrastrutture, gli interventi necessari al definitivo
completamento della ricostruzione nei vari Comuni, sia per
l'edilizia privata che per l'urbanizzazione e le opere pubbliche;
individuare il fabbisogno finanziario e i tempi di erogazione delle
relative risorse; approntare gli strumenti normativi necessari a
superare i problemi operativi creati dall'abrogazione delle leggi
ad opera dell'art. 24 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 ;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere presso il Governo nazionale
affinché venga ripristinato l'impianto normativo necessario
all'erogazione dei fondi per il completamento della ricostruzione
delle unità abitative, dei comuni della Valle del Belice, distrutte
dal sisma del 1968, con particolare riferimento alla legge n.
464/78, ripristinando, nel contempo, le indispensabili risorse
finanziarie già in parte previste dal Governo Prodi;
quali iniziative siano state intraprese dal Governo della Regione
per dare esecuzione all'ordine del giorno succitato». (373)
ODDO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
sulla GURS n. 42 del 12 settembre 2008 è stato pubblicato un bando
pubblico nell'ambito del POR Sicilia 2000/2006, misura 4.06, al
fine di creare un parco aggiuntivo di interventi con spese
rendicontabili nel POR Sicilia 2000/06 ;
la dotazione finanziaria del bando è pari a 45 mila migliaia di
euro;
tale somma, recita il bando, può essere incrementata con
eventuali risorse finanziarie che si dovessero rendere
disponibili ;
la modalità di presentazione prescelta, al fine di snellire i
tempi, è stata quella della presentazione a sportello utilizzando
gli uffici postali presenti in tutta la Regione siciliana;
tale bando si è reso necessario perché la Regione siciliana, non
avendo sufficienti progetti cantierabili entro la data di scadenza
per la rendicontazione delle spese effettuate nell'ambito del POR
Sicilia 2000/2006, rischia di restituire all'Unione europea diversi
milioni di euro della precedente programmazione;
la mattina del 13 ottobre 2008, primo giorno utile per la
presentazione delle richieste di finanziamento, circa 4.000 utenti
hanno invaso gli uffici postali della Regione, esaurendo nel giro
di 4-5 minuti la dotazione finanziaria disponibile;
purtroppo in parecchi uffici postali vi sono stati disguidi di
diversa natura, che hanno comportato ritardi nell'inizio delle
operazioni di spedizione delle raccomandate, per cui diversi
utenti, malgrado si trovassero in fila anche dalla notte
precedente, si sono visti esclusi dai finanziamenti;
questa evidente disparità di trattamento sta comportando una serie
di ricorsi con il rischio di vedere affossato l'intero bando;
l'esiguità dei tempi a disposizione per la realizzazione dei
progetti ha comportato che la stragrande maggioranza delle
richieste sia rivolta all'acquisto di macchine e attrezzature
agricole;
la somma totale dei progetti presentati ammonta a circa 300
milioni di euro;
l'incremento della copertura finanziaria del bando sino
all'inclusione di tutte le domande presentate non comporta alcun
problema normativo e sotto il profilo finanziario consentirebbe di
migliorare i livelli di spesa del POR Sicilia 2000/2006 in
relazione al quale ad oggi si rischia di dover restituire
all'Unione europea oltre un miliardo di euro;
pertanto, un simile intervento non è solo auspicabile per evitare
disparità di trattamento tra i presentatori ed inutili contenziosi,
ma anche estremamente opportuno al fine di consentire il
raggiungimento dei livelli di utilizzazione delle risorse del POR
Sicilia 2000/2006;
per sapere se non ritenga opportuno ed utile procedere
all'incremento della dotazione finanziaria del bando pubblicato
sulla GURS n. 42 del 12 settembre 2008 nell'ambito del POR Sicilia
2000/2006, misura 4.06, al fine di creare un parco aggiuntivo di
interventi con spese rendicontabili, portandone l'entità a 300
milioni di euro, onde consentire il finanziamento di tutte le
domande regolarmente presentate». (374)
ODDO
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
dal 1980 nei relativi piani di settore viene inserita, per poi non
essere realizzata, la costruzione della bretella autostradale
Trapani - Mazara del Vallo;
ad oggi i lavori sono fermi presso la città di Marsala e l'opera,
come tante della nostra Sicilia, è, sostanzialmente, incompiuta;
grande è il disagio per i collegamenti essendo i cittadini
costretti all'utilizzo della strada statale 115 che attraversa sia
la città di Mazara del Vallo che molte frazioni di Marsala e
Trapani e conta lungo il suo tragitto ben 23 semafori costeggiando
anche numerose scuole di vari gradi;
lungo la suddetta strada statale 115 avvengono ogni anno numerosi
incidenti molti dei quali mortali, sia tra automobilisti che con
pedoni, i quali ovviamente hanno bisogno di attraversare
regolarmente il tratto stradale all'altezza delle aree urbane;
l'elevato numero di incidenti è da ascrivere senza ombra di dubbio
all'inadeguatezza dell'asse viario rispetto al notevole flusso di
traffico dal medesimo registrato;
ogni ritardo nel completamento della predetta bretella
autostradale comporta un'inaccettabile costo, non solo economico,
ma in vite umane che potrebbero essere risparmiate;
per sapere se intenda intervenire al fine di prevedere nei
relativi piani di settore la realizzazione della bretella
autostradale Trapani-Mazara del Vallo al fine di dotare il
territorio della provincia di Trapani di una necessaria ed
importante infrastruttura che permetterebbe una mobilità più veloce
e sicura». (375)
ODDO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il sindacato dei lavoratori britannici sta manifestando ormai da
diversi giorni contro i lavoratori della IREM di Siracusa, che
dovrebbero lavorare per il completamento della raffineria di
Lindsey nel Lincolshire, essendo la società stessa assegnataria,
tramite la società Jacobs, di contratto con la Total;
i suddetti lavoratori siciliani, costretti, nell'impossibilità di
trovare alloggi e per ragioni di sicurezza, alla permanenza a bordo
di una chiatta di fronte alla raffineria, stanno subendo un
trattamento discriminatorio, contrario alle norme internazionali in
materia di concorrenza e di tutela dei diritti dei lavoratori;
il caso è all'attenzione di numerosi organi di stampa
internazionali come El Paìs e il Tageszeitung, che sottolinea che
la protesta del sindacato britannico rischia di assumere toni
xenofobi;
a regime nel cantiere di Grimsby dovrebbero lavorare 300 persone
circa della società IREM;
che l'affermarsi di una politica protezionista arrecherebbe
grave danno alle imprese siciliane che necessitano di cogliere
nuove opportunità di internazionalizzazione nell'attuale momento di
grave crisi economica;
per sapere quali iniziative politiche abbia intrapreso o intenda
intraprendere il Governo regionale nei confronti del Governo
nazionale e del Governo della Gran Bretagna a tutela dei diritti
dei suddetti lavoratori siciliani della IREM, dell'immagine e degli
interessi imprenditoriali e sociali della Sicilia». (376)
LUPO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
FARAONE, segretario f.f.:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
in data 9 gennaio 2009 i rappresentanti sindacali di CGIL-Sanità
e UIL.FpL hanno sottoscritto con la direzione generale dell'azienda
ospedaliera Villa Sofia - CTO un accordo relativo alla dotazione
organica dell'azienda, bloccata sin dal 2004 per effetto delle
normative prodotte dalle varie leggi finanziarie;
l'accordo prevede l'istituzione di circa 216 posti per varie
categorie, tra cui n. 111 posti di coadiutore amministrativo
riservati agli ex lavoratori socialmente utili in regime di
precariato presso l'azienda;
l'accordo prevede inoltre che, attraverso le posizioni che si
libereranno a seguito della copertura dei posti di cui sopra, si
terrà conto del personale interno che in atto è destinato a
mansioni diverse dalla qualifica di inquadramento;
l'azienda ospedaliera Villa Sofia ha attualmente in organico
circa 40 dipendenti (di cui 15 coadiutori amministrativi) destinati
a mansioni diverse da quelle previste dal loro inquadramento (dei
cosiddetti fuori posto), che attendono da tempo dalla direzione
l'attribuzione delle funzioni previste dal proprio contratto di
lavoro;
per sapere:
se, al fine di garantire il personale interno, non sia il caso di
attribuire le funzioni previste dal loro inquadramento agli addetti
attualmente destinati a funzioni diverse prima di procedere alle
nuove assunzioni;
quali iniziative intenda intraprendere l'Assessore in indirizzo
per intervenire presso la direzione dell'azienda ospedaliera Villa
Sofia affinché ai lavoratori fuori posto sia assegnata la funzione
prevista dal loro contratto di lavoro». (367)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta)
ARICO' - CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il campanile di Poggioreale (TP) rappresenta forse la principale
potenziale ricchezza del paese che quotidianamente raccoglie un
flusso spontaneo di turisti e che con il tempo ha acquisito una
grande notorietà;
detta struttura, oggi, è in completo stato di abbandono, con
possibili rischi di cedimento strutturali dell'intera costruzione;
considerato che negli ultimi anni l'inesorabile processo di
deterioramento quotidiano del fabbricato si è accelerato
enormemente, a causa anche delle calamità naturali;
tenuto conto che urgente è la necessità di interventi
conservativi, di misure straordinarie di contenimento al fine di
evitare il collasso totale della struttura;
visto che il campanile costituisce non solo un patrimonio
d'eccezionale valore storico, culturale ed architettonico, ma
riveste anche un particolare valore simbolico per tutti i cittadini
di Poggioreale;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire con un
provvedimento urgente che stabilisca misure di messa in sicurezza e
restauro dell'immobile affinché si possa restituire all'intera
comunità di Poggioreale una struttura dal forte valore storico e
simbolico». (371)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MARROCCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
FARAONE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
a far data dall'1 gennaio 2009, a seguito del pensionamento del
dottor Mirto, si è determinata la vacatio del ruolo di direttore di
struttura complessa dell'unità operativa di ematologia I
dell'ospedale Cervello di Palermo;
ai sensi dell'art. 18 del contratto nazionale di lavoro del
comparto medico, l'amministrazione ha provveduto alla temporanea
nomina del sostituto che, ai sensi del citato contratto, ha una
durata di sei mesi, rinnovabile per tale periodo soltanto una
volta;
tale atto rientra nell'autonomia e discrezionalità del direttore
generale e che in particolare il quadro normativo vigente non fissa
limiti e condizioni per la nomina in questione;
tale provvedimento nasce dall'evidente ed ineliminabile necessità
di avere un responsabile in ogni unità operativa per assicurare il
miglior servizio al paziente;
ancor prima che l'atto di nomina temporanea venisse pubblicato,
con una nota firmata dall'Assessore per la sanità è stata richiesta
copia del provvedimento e di altri atti ad esso connessi;
la richiesta di acquisizione degli atti è stata formalizzata
brevi manu dal capo della segreteria tecnica dell'Assessorato;
considerato che il modus operandi dell'Assessore regionale per la
sanità appare quanto meno inusuale e potrebbe essere recepito come
atto di pressione psicologica;
per conoscere:
sulla base di quale elemento oggettivo l'Assessore abbia posto in
essere l'irrituale iniziativa di cui trattasi;
se l'azione posta in essere miri a tutelare l'interesse privato
di eventuali altri aspiranti alla carica;
le ragioni per cui non si sia servito del Servizio ispettivo del
Dipartimento regionale, configurandosi in tal modo un'iniziativa di
carattere politico a causa dell'utilizzazione di uno dei
responsabili di strutture poste alle dirette collaborazioni
dell'Assessore». (46)
MAIRA
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che in data 28 gennaio 2009 è stata
presentata dagli onorevoli D'Antoni, Colianni, Federico e Arena la
mozione numero 90 «Differimento al 31 dicembre 2009 della normativa
statale in materia di ridimensionamento degli organici delle
aziende del servizio sanitario regionale». Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nel contesto del processo di rinnovamento del
sistema sanitario regionale conseguente all'attuazione del piano di
rientro, tra gli obiettivi volti a ridimensionare le componenti che
hanno finora influenzato la spesa sanitaria sono ricomprese le
dotazioni organiche delle aziende del servizio sanitario regionale;
considerata la direttiva emanata in data 8 ottobre 2008
dall'Assessorato regionale della sanità che invita i direttori
generali delle aziende sanitarie ad applicare la 'disposizione
contenuta nel comma 11 dell'art. 72 del decreto legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito nella legge 3 agosto 2008, n. 133, nei
confronti del personale che abbia raggiunto l'anzianità massima
contributiva di 40 anni;
ritenuto che le drastiche misure stabilite, determinando di fatto
un importante ridimensionamento degli organici, potrebbero
compromettere l'ordinario funzionamento delle strutture
ospedaliere, in attesa della legge di riforma dell'intero settore,
impegna il Governo della Regione
a differire al 31 dicembre 2009 l'applicazione alle dotazioni
organiche delle aziende del servizio sanitario regionale della
normativa statale di cui al comma 11 dell'art. 72 del decreto legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 3 agosto 2008, n.
133». (90)
D'ANTONI - COLIANNI - FEDERICO-ARENA
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 2 febbraio 2009,
l'onorevole Caronia ha dichiarato, a norma dell'articolo 23 del
Regolamento interno, di aderire al Gruppo parlamentare Misto'.
Conseguentemente, a decorrere dalla suddetta data, lo stesso
deputato cessa di fare parte del Gruppo parlamentare MPA'.
L'Assemblea ne prende atto.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 89 «Interventi nel
comparto agricolo ed in quello zootecnico», degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Falcone, Marrocco e Vinciullo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura e la zootecnia rappresentano l'asse portante
dell'economia della Sicilia per il ruolo multifunzionale svolto,
unitamente a quello intersettoriale di approvvigionamento della
filiera agro-alimentare regionale e nazionale e di committenza per
numerose attività dell'indotto che ruotano attorno alle aziende ed
alle produzioni agricole e costituiscono attività di grande
interesse a valenza sociale che si esplica attraverso il presidio,
la difesa, la salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente, del
territorio e delle aree rurali ed interne dell'Isola;
i principali comparti agricoli e quello zootecnico della Sicilia
vivono una situazione di pesantissima e preoccupante difficoltà, le
cui cause non sono da ricercare in uno stato di crisi
congiunturale, ma bensì in quell'insieme di ritardi nelle dotazioni
infrastrutturali, nelle scelte di politica agraria e negli
investimenti interni ed esterni alla Regione ed alla stessa Unione
europea, che fanno emergere chiaramente come la causa della
riduzione di competitività dell'agricoltura siciliana nei mercati
interni ed internazionali sia prevalentemente e pericolosamente
strutturale;
la globalizzazione dei mercati, l'allargamento dell'UE, il
sostanziale avvio dei processi di apertura dell'area di libero
scambio del bacino del Mediterraneo, gli indirizzi politici
affermati con la riforma della politica agricola comune (PAC) e la
modifica della dinamica dei consumi, i processi produttivi di
delocalizzazione non sono stati governati da idonee politiche di
accompagnamento e di supporto, necessarie per fronteggiare le nuove
sfide che l'insieme di questi nuovi eventi impongono alle aziende
agricole dell'Isola;
per salvaguardare il ruolo, la funzione e la prospettiva stessa
dell'agricoltura siciliana si rende indispensabile e non più
rinviabile l'attuazione di interventi capaci di determinare
condizioni di pari opportunità, concorrenza e competitività con le
altre agricolture europee (del bacino del Mediterraneo, dei Paesi
del Sud America e del continente asiatico), attraverso il
superamento dei problemi legati alla sua insularità e la
definizione di regole e competenze chiare per l'attivazione di
misure che tutelino le produzioni regionali e garantiscano i
consumatori circa la sicurezza alimentare, attraverso controlli
relativi alle norme di qualità, ai residui di fitofarmaci e alla
destinazione finale sui prodotti ortofrutticoli, semilavorati
alimentari, succhi di agrumi, olio d'oliva, mosti e vini
provenienti dai Paesi terzi;
lo stato di crisi, che ha già colpito il comparto serricolo
dell'uva da tavola e da mosto, sta interessando altri importanti e
vitali comparti agricoli dell'Isola e lo stato di agitazione
coinvolge ora anche i produttori di tali prodotti;
l'andamento del settore agricolo regionale nel corso degli ultimi
anni ha avuto una contrazione di circa il 20 per cento, pochi punti
in meno rispetto al dato nazionale che si aggira intorno al 24 per
cento;
tra i comparti dove si è registrata una minore produzione spicca
quello agrumicolo, passato da 20 milioni di quintali a circa 16
milioni con un decremento che si aggira intorno al 20 per cento;
il vero problema è legato all'andamento dei prezzi pagati al
produttore, che nel 2008 ha registrato su base annua una
diminuzione del 6,9 per cento rispetto all'anno precedente, con
riduzioni più consistenti per i cereali (-33,3 per cento), per i
vini (-12 per cento), per l'olio di oliva (-13,5 per cento), per il
latte (-6,9 per cento) e per gli ortaggi (4,2 per cento);
l'analisi effettuata sui dati ISTAT riferiti al mese di ottobre
2008 rileva come il calo del 6,9 per cento dei prezzi agricoli alla
produzione è in netta controtendenza con gli aumenti al consumo su
base annuale, riportati per gli alimentari (+ 4,7 per cento) e
conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio
dal campo alla tavola. Un caso clamoroso è quello della pasta che
continua a far registrare un aumento dei prezzi vertiginoso e
ingiustificato (+ 30 per cento secondo l'ISTAT) nonostante che
dall'inizio dell'anno il prezzo del grano duro per la pasta sia più
che dimezzato al di sotto dei valori di 20 anni fa, determinando
una situazione drammatica nelle campagne;
le grosse produzioni cerealicole mondiali del 2008, inserite in
un panorama di crisi economico-finanziaria internazionale e le
congiunture sfavorevoli hanno determinato un crollo dei prezzi che,
in particolare per il grano duro, ha creato situazioni
insostenibili per le aziende siciliane, che hanno dovuto far fronte
a un contemporaneo e per certi versi inspiegabile aumento dei
fattori di produzione;
se consideriamo che in Sicilia la produzione media di un ettaro
di seminativo varia dai 30 ai 40 qli/ha, si può comprendere come,
oltre a non produrre alcun profitto, oggi l'impresa agricola non
riesce a coprire neppure i costi di produzione, a ciò si deve
aggiungere il rischio di impresa;
considerato che:
è necessario adottare iniziative a sostegno del mondo agricolo,
quali:
il recupero delle infrastrutture produttive esistenti nel
territorio;
il piano di potabilizzazione delle acque;
l'utilizzazione delle acque reflue per l'irrigazione;
l'elettrificazione rurale;
la regolamentazione degli usi civici;
il piano di manutenzione periodica delle strade nel territorio
provinciale e/o comunale;
il recupero e la messa a regime dei campi boari;
l'introduzione di incentivi attraverso l'adozione di regolamenti
comunali di cui si riportano alcuni esempi:
contributo in conto capitale per l'accesso al credito tramite
consorzi fidi;
attuazione dell'articolo 15 della legge di orientamento che
costituisce il più importante incentivo all'offerta di 'servizi' da
parte delle imprese agricole e le amministrazioni locali ne
potranno dare concreta attuazione scegliendo gli imprenditori
agricoli quali affidatari di importanti lavori, evidenziando nelle
convenzioni la finalità 'di ottenere servizi utili alla comunità
locale ad un costo economicamente vantaggioso'. Ciò può realizzarsi
attraverso convenzioni che esaltano il carattere multifunzionale
dell'impresa agricola, prevedendo la sistemazione e la manutenzione
del territorio, la salvaguardia del paesaggio agrario e forestale,
la cura e il mantenimento dell'assetto idrogeologico e la
promozione delle vocazioni produttive del territorio;
l'incentivazione del rapporto tra il produttore e il consumatore
attraverso la vendita diretta con la creazione dei mercati del
contadino;
l'adozione di regolamenti comunali per rendere operativa fin da
subito la nostra proposta di legge 'prodotti a km 0';
occorre, inoltre, pensare all'istituzione di un tavolo agro-
alimentare tra la provincia, i comuni e le parti sociali per il
coordinamento delle politiche economiche e strutturali del settore
agricolo, agro-alimentare ed agro-industriale e per discutere le
questioni relative allo sviluppo dell'intera filiera agricolo-
alimentare ed agro-industriale;
in particolare occorre incentivare la realizzazione di mini
impianti aziendali per la produzione dell'energia alternativa;
bisogna reindirizzare la politica provinciale verso la creazione
e la valorizzazione di un paniere di prodotti d'eccellenza che
possano caratterizzare l'intero suo territorio, promuovendo
contestualmente un'azione di coordinamento dei mercati del
contadino anche attraverso la creazione di una vetrina virtuale;
nella logica concertativa, occorre che provincia e comuni studino
la possibilità di creare un itinerario turistico enogastronomico
che permetta il superamento delle vecchie sagre paesane e la
nascita di un percorso organico attraverso il quale si possa
integrare l'offerta turistica legandola a particolari eventi
tradizionali e supportandola con eventi culturali,
impegna il Presidente della Regione
ad istituire un tavolo di confronto con il Governo regionale e
nazionale ove discutere come superare l'attuale crisi ed
individuare soluzioni urgenti, tra le quali la dichiarazione dello
stato di crisi del settore agricolo siciliano e quant'altro possa
essere ritenuto utile per la ripresa della produzione e della
vendita;
ad attivare ogni iniziativa per arrivare in tempi brevi al
pagamento di tutte le indennità o aiuti di provenienza comunitaria,
nazionale e regionale, dovuti alle imprese agricole della Sicilia
in conseguenza di calamità naturali, intervenendo anche presso il
Governo nazionale per l'immediata conclusione degli adempimenti
procedurali di competenza ministeriale;
ad adottare le iniziative necessarie per presentare in sede
comunitaria un ordine del giorno che preveda lo slittamento
dell'apertura delle frontiere nel 2010 per l'intero settore
agricolo, ipotizzando una fase di transizione che dia la
possibilità ai produttori e a tutta la filiera commerciale di
adeguare le loro attività per fronteggiare il mercato globale;
a proporre, in tempi brevi, all'Assemblea regionale siciliana un
organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo che,
valorizzando le produzioni tipiche siciliane, lo renda finalmente
competitivo con le altre realtà agricole, sia nazionali che estere,
e assicuri agli agricoltori e agli operatori della filiera agro-
alimentare il raggiungimento di redditi equi e adeguati livelli di
vita economica e sociale;
ad intervenire nelle sedi competenti al fine di ottenere
l'effettuazione di controlli, a livello nazionale e comunitario, in
tutti i posti di introduzione, transito, lavorazione e
commercializzazione (all'ingrosso e al dettaglio), su tutti gli
agrumi e sui loro succhi e/o derivati importati, per verificare:
se rispondano ai requisiti sanitari previsti dalle vigenti
disposizioni, e miranti a garantire i consumatori in materia di
'sicurezza alimentare';
se i quantitativi delle produzioni provenienti dai Paesi terzi e
presenti sui mercati europei ed italiani rientrino o meno nei
limiti previsti dai vigenti accordi extra mediterranei ed
internazionali;
l'avvio di tutte le necessarie verifiche per l'attivazione delle
procedure per applicare le 'clausole di salvaguardia' al fine di
tutelare le produzioni agrumicole nazionali e gli interessi dei
produttori;
l'adozione di misure straordinarie ed urgenti per tonificare i
mercati con procedure tali da accorciare i tempi burocratici e
tecnici rispetto alla scorsa campagna». (89)
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la
data di discussione.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica «Lavoro,
previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione»
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
«Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione».
Avverto che l'Assessore per il lavoro, con nota del 29 gennaio
2009, ha comunicato di non poter intervenire alla presente seduta
per precedenti inderogabili impegni istituzionali .
Nel prendere atto della suddetta comunicazione, questa Presidenza
rileva che non è la prima volta che un Assessore, chiamato a
rispondere agli atti ispettivi di Sua competenza, si sottragga a
tale compito, adducendo la causa di precedenti inderogabili
impegni istituzionali .
Invero, un simile comportamento - ove non giustificato da
circostanze veramente eccezionali - è da stigmatizzare, perché,
così facendo, da un lato si vanifica l'esercizio della funzione di
controllo statutariamente prevista e, dall'altro, si finisce per
danneggiare, complessivamente, l'immagine delle istituzioni
democratiche.
La Presidenza si augura, quindi, che il Governo, per l'avvenire,
ove non ostino - ripeto - circostanze veramente eccezionali, si
presenti puntualmente in Aula per svolgere il suo ruolo.
Lo svolgimento della rubrica «Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione» è pertanto rinviato ad
altra seduta.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione del programma dei lavori parlamentari e del relativo
calendario
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 3 febbraio 2009,
alle ore 12.30, sotto la Presidenza del Presidente, onorevole
Francesco Cascio, presenti il Vicepresidente vicario dell'ARS,
onorevole Formica e il Vicepresidente, onorevole Oddo, ha
stabilito quanto segue:
L'Aula terrà seduta:
-martedì 17 febbraio 2009, ore 17.00, per la discussione della
mozione numero 88 «Misure immediate di intervento per
fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia», a firma degli
onorevoli Lupo ed altri.
- La Commissione Bilancio e le Commissioni di merito, ciascuna
per le parti di rispettiva competenza, sono autorizzate a riunirsi
per esaminare con priorità i seguenti disegni di legge, fermo
restando che potranno approdare in Aula soltanto i provvedimenti
che non comportino nuove o maggiori spese ovvero diminuzioni di
entrate:
-Documenti finanziari (in via assolutamente prioritaria);
-Norme in materia di riforma sanitaria (numeri 248-227-162);
-Nuove norme in materia di gestione integrata dei rifiuti (numeri
305-280-141);
-Norme per la semplificazione, l'accelerazione del procedimento
amministrativo, la trasparenza, l'agevolazione delle iniziative
economiche e l'efficienza della pubblica amministrazione (numero
241);
-Norme in materia di aiuti alle imprese (numero 119-stralcio I);
-Norma in materia di trasporto aereo (numero 142);
-Modifica di norme e nuove norme in materia di usi civici (numero
260);
-Disposizioni in materia di rilascio di concessioni demaniali
marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, numero 15 (numeri 226-233-244-266/A);
-Istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro. Norme per il
contrasto al lavoro irregolare (numero 138).
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,
17 febbraio 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 90 - «Differimento al 31 dicembre 2009 della
normativa statale in materia di ridimensionamento degli
organici delle aziende del servizio sanitario
regionale».
D'ANTONI - COLIANNI -
FEDERICO - ARENA
III -Discussione della mozione:
numero 88 - «Misure immediate di intervento per fronteggiare
il fenomeno migratorio in Sicilia».
LUPO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO-PANEPINTO
AMMATUNA-GUCCIARDI-RINALDI-BONOMO-LACCOTO
BARBAGALLO-VITRANO-FERRARA
La seduta è tolta alle ore 18.01.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
l'università degli studi di Palermo si è avvalsa del servizio di
vigilanza con la FIDELITER, una società cooperativa di vigilanza
privata fino alla scadenza naturale di tale appalto;
tale cooperativa, causa la mancata aggiudicazione dell'ultima gara
d'appalto bandita dall'università degli studi di Palermo, dal 23
settembre 2007 ha posto in mobilità i 65 dipendenti con profilo
professionale di guardia particolare giurata;
considerato che:
tale grave provvedimento viene assunto per i seguenti motivi:
scadenza dell'appalto bandito dall'università degli studi di
Palermo;
mancata aggiudicazione della gara bandita dall'università degli
studi di Palermo;
impossibilità di collocazione alternativa in seno all'azienda per
mancanza di ulteriori clienti;
65 famiglie si ritrovano senza di che sopravvivere;
atteso che:
i suddetti lavoratori hanno esercitano il ruolo di guardia giurata
armata presso l'università degli studi di Palermo da oltre 25 anni;
nel corso degli anni si è instaurato un rapporto di fiducia con i
membri del rettorato e del policlinico universitario;
ritenuto che:
gli studenti dell'ateneo palermitano, provenienti da tutta la
Sicilia, hanno diritto alla giusta salvaguardia da eventuali atti
vandalici;
ci sono studenti che abitano al pensionato all'interno
dell'università degli studi di Palermo;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per assicurare la continuità
del posto di lavoro ai 65 lavoratori che si ritrovano senza
occupazione dopo 25 anni di servizio;
se non sia il caso di convocare un tavolo tecnico di lavoro che
permetta di trovare immediate soluzioni al grave problema dei
suddetti lavoratori». (89)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 89 del
1/08/2008 indicata in oggetto, si forniscono dl seguito le notizie
informative di risposta all'atto parlamentare in parola. In
particolare si riferisce quanto segue.
La FIDELITER società cooperativa ha espletato, nel corso degli
anni precedenti, servizi di vigilanza presso l'Università degli
Studi di Palermo fino a naturale scadenza del contratto d'appalto.
La stessa società, in conseguenza della mancata aggiudicazione
dell'ultima gara di appalto bandita dall'Università in parola il
23.09.2007, ha licenziato 60 lavoratori in data 19.11.2007 e
successivamente ulteriori 2 lavoratori, rispettivamente il
28.11.2007 ed il 28.12.2007. Per i riferiti licenziamenti è stata
attivata la procedura di mobilità ex legge numero 233/1991.
La Commissione regionale per l'impiego, con deliberazioni numero
95 del 19.03.2008 e numero 445 dell'8.10.2008, ha accolto le
istanze della FIDELITER relative alla collocazione nella lista di
mobilità della Regione siciliana di tutti i lavoratori da essa
licenziati.
Va peraltro riferito che l'Università degli Studi di Palermo -
area gare ed appalti/ settore Provveditorato d'Ateneo - a seguito
di procedura di gara aperta per l'affidamento del servizio di
vigilanza armata, esperitasi il 23.01.2008, con determinazione
numero 951 del 6.03.2008 ha aggiudicato l'affidamento del servizio
di che trattasi in alcuni plessi dell'Ateneo di Palermo all'A.T.S.,
costituita dalle seguenti società: FIDELITER Soc. Coop.va, KSM
S.p.a., MONDIALPOL Security S.P.A. e SICURCENTER S.p.a.
All'uopo, le predette imprese si sono costituite in data
27.03.2008 in Associazione Temporanea d'Impresa, nominando quale
impresa capofila la FIDELITER Soc. Cooperativa, suddividendo il
servizio in appalto da svolgere nelle misure di seguito
specificate:
FIDELITER Soc. Coop.va il 50 per cento;
KSM S.p.a. Il 20 per cento;
MONDIALPOL Security S.P.A. Il 20 per cento;
SICURCENTER S.p.a. Il residuo 10 per cento.
In relazione all'aggiudicazione di tale appalto, l'A.T.S. ha
proceduto all'assunzione di 19 unità di G.P.G.. dei 62 lavoratori
posti in mobilità dalla FIDELITER Soc. Cooperativa.
Da ulteriori accertamenti svolti dall'Ispettorato provinciale del
lavoro di Palermo è, altresì, risultato che l'impresa S.G.R.
s.r.l., aggiudicataria dell'appalto per il servizio di portierato
presso l'Opedale Policlinico di Palermo, ha peraltro assunto
ulteriori 14 lavoratori posti in mobilità dalla FIDELITER Soc.
Cooperativa.
Per i restanti 29 lavoratori posti in mobilità non sono pervenuti
tuttora elementi di notizia in merito alla loro ricollocazione
lavorativa.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
AMMATUNA - GALVAGNO - LUPO - PICCIOLO - RINALDI - LACCOTO. - «Al
Presidente della Regione, premesso che:
il fenomeno dell'immigrazione clandestina in Sicilia ha raggiunto
ormai picchi estremamente elevati, tant'è che i clandestini
sbarcati nel primo semestre del 2008 sono raddoppiati rispetto allo
stesso periodo dell'anno precedente;
persiste, comunque, in tutta la sua drammaticità, l'emergenza
della prima accoglienza, dell'ospitalità immediata in attesa del
trasferimento del rimpatrio, compito che i comuni di frontiera -
Lampedusa, Pozzallo, Pantelleria, Portopalo, Linosa - assolvono
andando molte volte oltre i loro compiti istituzionali;
gli uomini del volontariato e della protezione civile si impegnano
allo spasimo in quest'opera umanitaria ed i comuni sopportano un
onere economico rilevante, al quale la Regione siciliana non
contribuisce in maniera adeguata;
considerato che non ci si può trincerare dietro al fatto che si
tratta di un esodo biblico al quale può porre freno soltanto
l'Unione europea perchè, se l'UE non interviene, la Regione
siciliana non può rimanere inerte di fronte alle necessità di chi
svolge compiti e ruoli che non gli appartengono, sobbarcandosi
carichi enormi di carattere finanziario e riuscendo a dare una
forma di accoglienza adeguata non soltanto grazie all'apporto del
volontariato;
ritenuto che la netta crescita delle donne fra i migranti che
arrivano sulle coste siciliane - pur essendo ancora una minoranza -
e la presenza di minori rendono, tra l'altro, necessari interventi
di accoglienza e ospitalità di livello più elevato;
ritenuto, inoltre, che il fenomeno migratorio è causa di allarme
fra la popolazione per le conseguenze che produce sul turismo ed
ultimamente anche per motivi di sicurezza sanitaria, come per il
caso di tubercolosi di cui è affetto un migrante ospite della
struttura di prima accoglienza di Pozzallo;
ritenuto, infine, opportuno ed urgente affidare ad un osservatorio
regionale - costituito in aggiunta ai rappresentanti del Governo
regionale e dell'Assemblea regionale siciliana, anche da
rappresentanti dell'ANCI, della Protezione civile, delle Forze
dell'ordine, delle organizzazioni di volontariato e delle
organizzazioni sindacali - il compito di individuare le misure
immediate di intervento per fronteggiare il fenomeno migratorio in
Sicilia;
per sapere se il Governo della Regione non ritenga di dover
istituire un osservatorio regionale per fronteggiare, con
immediatezza e interventi adatti, il fenomeno migratorio in
Sicilia». (99)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento a quanto rappresentato nella
interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le competenze
dello scrivente Assessorato in materia di immigrazione si limitano
soltanto alla gestione informatica del sistema di assegnazione
delle quote d'ingresso dei lavoratori extracomunitari regolari
nelle singole province siciliane, nonché all'attività gestoria
della sola V annualità del Fondo nazionale delle politiche
migratorie.
Sotto tale profilo si ricorda che quest'ultimo ormai da alcuni
anni come ambito di gestione è stato attribuito alla competenza
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
ed autonomie locali.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
la legge numero 323 del 7/12/2000 sancisce l'istituzione di un
apposito albo delle associazioni che operano in favore degli
emigrati sia in Sicilia che all'estero;
tale norma è applicabile e rigorosamente rispettata in altre
regioni (Veneto, Puglia, Lombardia, etc.);
considerato che in Sicilia nessun governo ha ritenuto di applicare
la predetta normativa dalla sua entrata in vigore ad oggi,
nonostante siano previste regole di accesso, requisiti e modalità
improntate alla massima trasparenza;
ritenuto che la Sicilia, con i suoi 595.749 iscritti all'anagrafe
degli italiani residenti all'estero, occupa il primo posto in
Italia in quanto a numero assoluto di espatri nel 2007, come ha
rilevato il rapporto 2007 italiani nel mondo presentato
dall'associazione Migrantes;
ritenuto ancora che, con l'applicazione della predetta normativa,
andrebbero disciplinati tutti i vari passaggi per il riconoscimento
delle associazioni che operano in favore degli emigrati;
per sapere le ragioni per le quali non è stata attuata la predetta
legge 382 del 7/12/200». (101)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 101 del
9.09.2008 indicata in oggetto, si forniscono di seguito le relative
notizie informative di risposta.
Con l'atto parlamentare in parola, l'interrogante si occupa del
problema della mancata applicazione della legge numero 323 del
2000, recante disposizioni in favore dei siciliani residenti
all'estero.
Va preliminarmente detto che i riferimenti legislativi indicati
dall'interrogazione che si commenta risultano quantomeno imprecisi;
in ogni caso probabilmente l'interrogante fa riferimento alla legge
7.12.2000 n. 383 in tema di Disciplina delle Associazioni di
promozione sociale .
Sotto tale profilo, relativamente alla creazione nella Regione
siciliana di un Registro ed Osservatorio dell'Associazionismo,
quest'ultimo non si riferisce esclusivamente al mondo
dell'Emigrazione , ma ad un ambito più generale
dell'Associazionismo.
Oltremodo la gestione costitutiva ed attuativa di esso in campo
nazionale è ascrivibile alla competenza del Ministero della
Solidarietà sociale ed in Sicilia a quella dell'Assessorato
regionale della Famiglia, delle politiche sociali ed autonomie
locali.
Volendosi riferire proprio al mondo dell'Emigrazione dei
siciliani, si ribadisce che l'esigenza della creazione dell'Albo o
Registro delle Associazioni è fortemente condivisa da questo
Assessorato e che in mancanza di una disciplina di carattere
generale l'argomento in questione troverà una specifica
regolamentazione nel disegno di legge in corso di predisposizione
per la riforma del Settore Emigrazione.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
D'ANTONI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
il Governo nazionale ha intrapreso una linea di azione che riduce
la prospettiva di possibili proroghe di contratti di lavoro a tempo
determinato e di stabilizzazione a tempo indeterminato dei
lavoratori precari ex ASU ed ex PUC (con contratto di lavoro a
tempo determinato ex articoli 11 e 12 della legge regionale numero
85 del 1995; ex articolo 25 legge regionale numero 21 del 2003; ex
legge regionale numero 16 del 2006);
l'articolo 49 della legge numero 133/2008 prevede che i contratti
di lavoro a tempo indeterminato non possono avere durata superiore
a tre anni nell'ultimo quinquennio, e non possono essere rinnovati;
l'applicazione di questa norma in Sicilia ai precari
contrattualizzati (ex ASU) produrrebbe conseguenze disastrose,
impedendo la possibilità di rinnovare i contratti stipulati in
applicazione delle leggi regionali numero 85/95 e numero 16/2006
che dovrebbero cessare alla scadenza naturale del contratto;
considerato che:
il mancato rinnovo dei contratti comporterebbe il venir meno
dell'aspettativa di un lavoro stabile per una platea di precari
storici composta da circa 20 mila lavoratori ormai 'over 40 anni';
il Governo regionale a tutt'oggi non ha emanato alcuna norma che
in modo espresso faccia chiarezza circa gli effetti dell'attuazione
della norma in Sicilia e che altrettanto chiaramente sancisca la
non applicabilità nella nostra Regione dell'articolo 49 della legge
numero 133/2008;
rilevato che:
appare necessario, altresì, dare completa attuazione alla legge
regionale numero 16/2006 completando la stipula dei contratti di
diritto privato per i lavoratori ex articolo 23 della legge
regionale numero 67/88 e per le altre categorie di lavoratori ASU
(circ. 331/1999 e d.lgs. numero 280/1997);
appare necessario adeguare l'orario a 24 ore settimanali ai
contrattualizzati ex articolo 25 della legge regionale numero
1/2003;
occorre fare chiarezza sui motivi per cui la Regione siciliana ha
sospeso il finanziamento per le richieste di assunzione a tempo
indeterminato da parte di quegli enti che ne avevano fatto
richiesta;
occorre trasformare i rapporti di lavoro a tempo determinato in
contratti di lavoro a tempo indeterminato, facendo valere i titoli
di studio effettivamente posseduti e senza applicazione di
declassamenti con la previsione di cospicui stanziamenti regionali
consolidati da trasferire agli enti che applicano la
stabilizzazione, in modo da garantire la copertura dei costi
dell'assunzione del suddetto personale;
occorre predisporre una normativa che obblighi gli enti
utilizzatori del suddetto personale precario ad immettere in ruolo
il personale contrattualizzato, assorbendolo in pianta organica a
copertura dei posti vacanti;
per sapere:
se il Governo regionale reputi applicabile in Sicilia l'articolo
49 della legge numero 133/2008;
se non ritenga opportuno ed urgente predisporre ogni iniziativa
utile a far luce sugli effetti conseguenti all'applicazione
dell'articolo 49 della legge numero 133/2008 e se non ritenga, a
tal fine, di adottare misure a tutela dei lavoratori interessati
dalla norma in questione al fine di garantire continuità ai
contratti di lavoro di prossima scadenza nonché provvedimenti per
la definitiva stabilizzazione dei lavoratori in argomento,
eliminando così il precariato in Sicilia». (275)
Risposta. - «Con l'atto parlamentare di cui all'oggetto,
l'interrogante chiede un intervento allo scopo di tutelare i
lavoratori precari in Sicilia dall'applicazione dell'articolo 49
della Legge numero 133/2008.
Al riguardo, con riferimento a tale aspetto, la problematica di
che trattasi ha trovato una adeguata risoluzione con la circolare
assessoriale numero 91 del 30.12.2008, che ad ogni buon fine si
acclude in copia.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
Circolare assessoriale numero 91 del 30.12.08
Premessa
Con la legge regionale 29 dicembre 2008, numero 24, è stata
disposta l'autorizzazione di spesa, per l'anno 2009, per la
prosecuzione delle attività e delle misure di stabilizzazione
previste dalla legislazione vigente a carico del Fondo unico per il
precariato.
Va, al riguardo, puntualizzato che non sussistono condizioni
ostative alla conferma, alla prosecuzione ovvero al rinnovo dei
contratti a termine di lavoratori provenienti da processi di
stabilizzazione di soggetti già utilizzati in attività socialmente
utili.
Infatti, come chiarito dall'Ufficio legislativo e legale con
parere protocollo numero 5300/43.11.2008, i predetti contratti non
sono assoggettati alle disposizioni limitative previste per i
rapporti di lavoro a termine, sia per la previsione dell'articolo
77, comma 2, della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17, sia
per la peculiare disciplina che costituisce lex specialis e - non
in ultimo - per la genesi previdenziale dei contratti stessi.
1. Prosecuzione interventi in favore dei soggetti impegnati
in attività socialmente utili con oneri a carico del
bilancio regionale
La legge regionale in oggetto autorizza l'Assessore del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione a disporre, per l'anno 2009, la prosecuzione degli
interventi in favore dei soggetti in atto impegnati nelle attività
socialmente utili di cui all'articolo 1 della legge regionale 5
novembre 2001, numero 17.
In dipendenza di ciò le attività dei predetti lavoratori, in
scadenza alla data del 31 dicembre 2008, possono proseguire e, a
tal fine, gli enti utilizzatori adotteranno i relativi atti
deliberativi con le modalità di cui alla circolare assessoriale 19
dicembre 2006, numero 78, pubblicata nella GURS - Parte I - 29
dicembre 2006, numero 59.
Si raccomanda la puntuale trasmissione delle deliberazioni al
Centro per l'impiego competente per territorio, alla sede dell'INPS
territorialmente competente e all'Agenzia regionale per l'impiego e
la formazione professionale - Servizio V - L.S.U. e Workfare - Via
Imperatore Federico numero 52 - Palermo facendo presente che la
mancata trasmissione delle deliberazioni in questione all'Agenzia
regionale per l'impiego comporterà l'impossibilità di comunicare
all'INPS i dati relativi, con la conseguenza che ai lavoratori
interessati non potrà essere corrisposto da parte della competente
sede INPS il relativo assegno di utilizzo.
2. Contratti di diritto privato
Com'è noto l'articolo 4 della legge regionale numero 16 del 2006
apporta delle modifiche ed integrazioni alla disciplina in materia
di contratti di diritto privato; in particolare, il comma 5
sostituisce il comma 8 dell'articolo 12 della legge regionale 21
dicembre 1995, numero 85, così come modificato ed integrato
dall'articolo 2 della legge regionale 31 marzo 2001, numero 2, nel
modo seguente:
8. I contratti di cui al presente articolo possono avere durata
da uno a cinque anni e possono essere confermati alla scadenza .
Pertanto, i contratti a tempo determinato e parziale a 24 ore già
stipulati ai sensi dell'articolo 4 della predetta legge regionale
numero 16 del 2006, in scadenza, potranno essere confermati.
Al fine di pervenire all'erogazione del contributo gli enti
dovranno fare pervenire a questo Assessorato - Agenzia regionale
per l'impiego e la formazione professionale - Servizio V - Via
Imperatore Federico, numero 52 - Palermo:
· Apposita richiesta dell'accreditamento delle somme relative
alla quota a carico della Regione siciliana necessarie per
l'anno 2009;
· Atto deliberativo con il quale gli enti assumono a proprio
carico la quota di cui all'articolo 12, comma 6, della legge
regionale 21 dicembre 1995, numero 85, e successive modifiche e
integrazioni;
· Elenco nominativo di tutti i soggetti per i quali si
richiede il finanziamento come da prospetto allegato in cui
vanno inclusi tutti i lavoratori in servizio a 24 ore
contrattualizzati ex novo ai sensi della legge regionale numero
16/2006 nonché quelli provenienti dalla legge regionale numero
85/95 che hanno completato la conferma triennale ai sensi della
legge regionale 3 dicembre 2003, numero 20, entro l'anno 2008;
· Prospetto delle retribuzioni redatto sull'apposita
modulistica di cui all'Allegato B al Decreto assessioriale 3
aprile 1998, pubblicato sulla G.U.R.S., parte I, numero 30 del
13 giugno 1998.
· Eventuale elenco dei soggetti ancora in servizio con
contratti di diritto privato a 18 ore attivati ai sensi della
legge regionale 21 dicembre 1995, numero 85 e confermati ai
sensi dell'articolo 39, comma 2, della legge regionale 3
dicembre 2003, numero 20 e relativo prospetto delle
retribuzioni;
Infatti i contratti di cui all'articolo 12 della legge regionale
21 dicembre 1995, numero 85 e successive modifiche ed integrazioni,
confermati dagli enti finanziatori e utilizzatori per un ulteriore
periodo di 3 anni ai sensi dell'articolo 39, comma 2, della legge
regionale 3 dicembre 2003, numero 20, cui va a scadere nel corso
dell'anno 2009 l'ultima annualità della conferma, potranno essere
stipulati ai sensi della legge regionale 14 aprile 2006, numero 16
con rapporto di lavoro a tempo parziale a 24 ore. In tal caso la
richiesta di finanziamento dovrà essere corredata di numero 2
prospetti delle retribuzioni, uno per ciascun periodo contrattuale.
Al finanziamento si provvederà secondo l'ordine cronologico di
presentazione delle istanze nei limiti degli stanziamenti di
bilancio con le risorse disponibili sul fondo unico per il
precariato di cui all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre
2004, numero 17.
3. Contributo ex articolo 2, comma 1, legge regionale 26 novembre
2000, numero 24,
e successive modifiche ed integrazioni
Com'è noto l'articolo 2, comma 3, della legge regionale 31
dicembre 2007, numero 27 dispone che I contributi già concessi ai
sensi del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26 novembre
2000, numero 24 e successive modifiche ed integrazioni, possono
essere corrisposti per un ulteriore quinquennio. Al relativo onere
si farà fronte, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con le
risorse destinate al Fondo unico per il precariato di cui
all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17 .
Ai fini del finanziamento gli enti interessati dovranno fare
pervenire a questo Assessorato - Agenzia regionale per l'impiego e
la formazione professionale - Servizio V "LSU e Workfare" - Via
Imperatore Federico, numero 52 - Palermo, oltre al numero di codice
fiscale e conto corrente in formato IBAN, atto deliberativo,
esecutivo nelle forme di legge, contenente:
1. Autorizzazione a richiedere il finanziamento;
2. Assunzione dell'impegno di spesa delle somme da porre a
proprio carico;
3. Elenco nominativo di tutti i lavoratori già oggetto di
precedente finanziamento e in servizio presso l'ente alla scadenza
del quinquennio contrattuale con l'indicazione della tipologia del
rapporto di lavoro e la decorrenza del contratto come da allegato
prospetto;
4. Dichiarazione dalla quale si evinca che il trattamento
economico mensile per ogni lavoratore non sia inferiore a 671,39.
Ove il numero dei lavoratori fosse diverso da quello dei soggetti
destinatari del precedente finanziamento dovranno essere indicati i
motivi.
Nell'elenco dei lavoratori saranno annotate anche le eventuali
modifiche della natura dei contratti effettuate nel corso del
quinquennio previa autorizzazione della Commissione regionale per
l'impiego.
Al finanziamento si provvederà secondo l'ordine cronologico di
presentazione delle istanze previo assenso della Ragioneria
generale della Regione sulla compatibilità finanziaria in relazione
alle risorse disponibili sul fondo unico per il precariato di cui
all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17.
La presente circolare sarà pubblicata sulla G.U.R.S. e potrà
essere consultata sul sito Internet ufficiale della Regione
siciliana, all'indirizzo www.regione.sicilia.it/lavoro.
L'Assessore
Carmelo Incardona
Il Dirigente generale
Lo Nigro