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Resoconto d'Aula della Seduta n. 63 di martedì 03 febbraio 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   FARAONE,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Leanza Edoardo e Mineo.

   Poiché  l'onorevole  Mineo è presente  in  Aula  la  richiesta  di
  congedo è da ritenersi superata.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio, gli onorevoli Caputo, Apprendi e Bosco dal 2 al 3 febbraio
  2009 e l'onorevole Gennuso dal 3 al 7 febbraio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
  l'emigrazione, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   -  numero  89  «Interventi  a  favore  dei  dipendenti  FIDELITER,
  cooperativa   che  ha  svolto  il  servizio  di  vigilanza   presso
  l'università degli studi di Palermo».
   Firmatario: Caputo Salvino

   -   numero   99  «Richiesta  di  istituzione  di  un  osservatorio
  regionale per fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia».
   Firmatari:  Ammatuna  Roberto; Galvagno  Michele;  Lupo  Giuseppe;
  Picciolo Giuseppe; Rinaldi Francesco; Laccoto Giuseppe.

   -  numero  101 «Notizie sulla mancata applicazione della legge  n.
  323   del  2000,  recante  disposizioni  in  favore  dei  siciliani
  residenti all'estero».
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   -  numero  275  « Iniziative allo scopo di tutelare  i  lavoratori
  precari  in  Sicilia  dall'applicazione dell'art.  49  della  legge
  133/2008 (c.d. decreto Brunetta)».
   Firmatario: D'Antoni Orazio.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Provvedimenti  a  favore delle scuole, delle università  e  della
  comunità  siciliana  per contribuire alla  lotta  contro  tutte  le
  mafie» (numero 351),
   di iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Aricò,  Vinciullo,
  Falcone e Bosco in data 28  gennaio 2009;

   «Promozione della cooperazione internazionale per lo sviluppo e la
  solidarietà tra i popoli» (numero 352),
   di iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli onorevoli Lupo, Cracolici, Galvagno,  Gucciardi,
  Panarello, De Benedictis, Panepinto, Apprendi, Rinaldi, Mattarella,
  Bonomo, Laccoto, Fiorenza, Barbagallo e Ammatuna in data 28 gennaio
  2009;

   «Transito del personale in servizio presso le basi USA in  Sicilia
  nei ruoli dell'Amministrazione regionale» (numero 353),
   di iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Fiorenza in data 29 gennaio 2009.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Disposizioni  per  l'utilizzo delle  agevolazioni  creditizie  in
  favore delle cooperative edilizie» (numero 281),
   di iniziativa governativa,
   inviato in data 29 gennaio 2009.

   «Disciplina dell'attività di acconciatore» (numero 348),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 29 gennaio 2009,
   PARERE V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni
  del demanio marittimo» (numero 343),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 28 gennaio 2009.
   «Norme  in  materia  di concessioni demaniali  per  uso  abitativo
   Modifica  dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre  2005,
  n. 15'» (numero 347),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 28 gennaio 2009.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Insegnamento  della  storia e della letteratura  siciliana  nelle
    scuole della Regione» (numero 344),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 28 gennaio 2009.

   «Insegnamento  dell'educazione motoria  e  sportiva  nelle  scuole
  primarie» (numero 345),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 28 gennaio 2009.

   «Istituzione  della  figura  dello psicologo  scolastico»  (numero
  346),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 29 gennaio 2009,
   PARERE VI.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Asero, in data  28  gennaio
  2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 318
  «Norme  in materia di segretari comunali e provinciali. Istituzione
  dell'Albo  regionale,  dell'Agenzia  autonoma  regionale   per   la
  gestione  dell'Albo dei segretari comunali e provinciali,  e  della
  scuola  superiore  della  pubblica  amministrazione  locale   della
  Regione».

   Comunico  che  l'onorevole Cascio Salvatore, in  data  29  gennaio
  2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 340
  «Norme   per  la  disciplina  del  trattamento  pensionistico   del
  personale regionale in quiescenza».

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FARAONE, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   da  anni  la  Sicilia è meta privilegiata di migranti  provenienti
  dall'Africa;

   il  numero  di  sbarchi  di clandestini a  Lampedusa  non  conosce
  riduzioni  e  che le strutture del centro di permanenza  temporanea
  (CPT)  sono intasate da un numero di ospiti (circa 1900) che supera
  di più del doppio la capienza media stimata (di 800);

   visto  che  le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità  sono
  seriamente  messe  in  discussione dalla  sovrappopolazione  e  che
  questo  incide  gravemente in modo particolare su un  centinaio  di
  minori, costretti a convivere con sporcizia e spazzatura, fognature
  intasate e servizi igienici insufficienti;

   considerato che la decisione del Governo centrale di costruire  un
  ulteriore  centro  per  la  identificazione  ed  espulsione   degli
  immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri  centri
  per  un  rapido rimpatrio di quelli arrivati a Lampedusa ha destato
  grave  allarme nella popolazione che si sente danneggiata  da  tale
  massiccia  affluenza e dall'insufficiente capacità di gestione  del
  fenomeno da parte delle forze dell' ordine;

   per sapere:

   come  il  Governo  regionale intenda rassicurare  la  comunità  di
  Lampedusa  e  quali  interventi intenda avviare presso  il  Governo
  nazionale perché siano rispettate le norme che regolano la gestione
  dei  CPT,  nel rispetto della dignità umana, secondo le convenzioni
  europee e il diritto internazionale;

   se  condivida  la ventilata realizzazione di un nuovo  centro  per
  l'identificazione e l'espulsione degli immigrati  presso  i  locali
  dell'ex base navale o se intenda esprimere presso il Consiglio  dei
  Ministri (nella qualità di Ministro e per le competenze in  materia
  di  ordine pubblico per la Sicilia secondo norma di Statuto) la più
  netta contrarietà a una simile ipotesi;

   se  non  ritenga  urgente  e necessario predisporre  un  piano  di
  accoglienza  dei  migranti in raccordo con gli  enti  locali  e  le
  associazioni di volontariato e assistenza;

   se  non  valuti  opportuno  proporre l'istituzione  di  un  tavolo
  tecnico  che  coinvolga,  insieme alle  autorità  nazionali,  anche
  quelle siciliane e dei Paesi del Nord Africa interessati. (364)

                                                             APPRENDI

   «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per la cooperazione,
  il   commercio,  l'artigianato  e  la  pesca,  premesso   che,   in
  riferimento ai mutui contratti dalle cooperative edilizie ai  sensi
  delle disposizioni della legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79, e
  della  legge regionale 6 maggio 1981, n. 86, il tasso di interesse,
  che  ammonta  a circa il 13,20 per cento, è a carico della  Regione
  siciliana per circa il 9%;

   considerato che le cooperative edilizie interessate, aderendo alla
  rinegoziazione  degli  stessi mutui agevolati,  di  cui  all'avviso
  dell'Assessorato  Bilancio  e  finanze  pubblicato  sulla  Gazzetta
  ufficiale  della Regione siciliana n. 17 del 22 aprile 2005,  hanno
  conseguito  una prima parziale attenuazione dei carichi  finanziari
  che gravano sui singoli soci;

   ritenuto  che, rispetto all'attuale situazione di crisi  economica
  internazionale e nazionale con relativo abbassamento dei  tassi  di
  interesse  bancari, è assolutamente opportuno operare affinché  sia
  dato  un  ulteriore  segnale da parte della  Regione  siciliana  in
  direzione di un abbassamento dei carichi finanziari che gravano sui
  soci delle cooperative edilizie sopra individuate;

   per  sapere  se il Governo della Regione e, per esso,  l'Assessore
  per  la  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la  pesca  non
  condivida  le  preoccupazioni sopra esposte e non ritenga,  quindi,
  opportuno  ed  urgente adottare tutte le iniziative  di  competenza
  affinché  siano  ridotti  i  carichi  finanziari  per  i  soci   di
  cooperative edilizie che abbiano contratto mutui agevolati, fruenti
  di  contributi nel pagamento degli interessi da parte della Regione
  siciliana,  abbassando  ancora la parte degli  stessi  interessi  a
  carico dei soci». (365)

                                                             MARZIANO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   la  normativa  vigente  in  materia  di  tutela  dall'inquinamento
  atmosferico,  ed  in  particolare il decreto legislativo  4  agosto
  1999, n. 351, prevede per le regioni l'obbligo di:

   -  individuare  le  zone  del proprio territorio  nelle  quali  il
  livello dell'inquinamento presente in atmosfera comporta dei rischi
  per  la  popolazione,  e  individuare  l'autorità  competente  alla
  gestione del rischio;

   -  definire  piani  d'azione con le misure  necessarie  nel  breve
  periodo  per ridurre il rischio di superamento dei valori limite  e
  delle  soglie  d'allarme, misure di controllo e, se necessario,  di
  sospensione  delle  attività  che  contribuiscono  all'inquinamento
  atmosferico;

   -  definire  zone  ed agglomerati nei quali i  livelli  di  agenti
  inquinanti superano il valore limite;

   -  adottare  specifici piani o programmi per  ritornare  sotto  il
  valore limite entro un termine stabilito, mettendoli a disposizione
  del pubblico e degli enti locali;

   -  garantire  che informazioni aggiornate sulla qualità  dell'aria
  ambiente,  relativamente agli inquinanti normati  dal  d.  lgs.  n.
  351/99,  siano  messe  a  disposizione del pubblico  e  degli  enti
  interessati,  facendo in modo che tali informazioni  siano  chiare,
  comprensibili ed accessibili;

   accertato che:

   la  Regione siciliana avrebbe dovuto dare seguito agli adempimenti
  attuativi del d.lgs. n. 351/99 a partire dal 2003 ma, fino al 2007,
  avrebbe  omesso  di  dare seguito agli adempimenti  previsti  dalla
  normativa vigente;

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare  ha  ripetutamente contestato negli anni passati alla  Regione
  siciliana le violazioni della normativa in questione;

   dalla  consultazione dell'annuario dei dati ambientali  pubblicato
  da  ARPA  Sicilia si evince che nel triennio 2004 -  2006  si  sono
  verificati  ripetuti fenomeni di inquinamento atmosferico,  con  il
  superamento  delle soglie d'allarme previste per più  parametri  di
  controllo;

   l'Unione europea ha avviato nei confronti dell'Italia la procedura
  di  infrazione  n. 2182/2007 del 27 giugno 2007 e la  procedura  di
  infrazione  n. 2008/4808 del 26 giugno 2008, per la violazione,  da
  parte  della Regione siciliana, delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE
  in materia di tutela della qualità dell'aria;

   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare  ha  informato la Regione dell'avvio di un'altra procedura  di
  infrazione, per la violazione dell'articolo 8 del d. lgs. n. 351/99
  e della direttiva 96/62/CE, con riferimento agli anni 2005 - 2006;

   considerato che:

   secondo  la  normativa dell'Unione europea la  soglia  di  allarme
  costituisce il livello oltre il quale vi è un rischio per la salute
  umana  anche in caso di esposizione di breve durata e raggiunto  il
  quale si deve immediatamente intervenire;

   la  violazione  delle  norme di legge a tutela  della  salute  dei
  cittadini  comporta  oltre  alla perdita  di  finanziamenti,  anche
  responsabilità  di  vario  tipo  (penale,  civile,  amministrativo,
  contabile);

   il   mancato  adempimento  rispetto  agli  obblighi  in  questione
  costituisce una violazione delle norme comunitarie a seguito  della
  quale  l'Italia,  secondo  quanto  riportato  dalla  stampa,   sarà
  deferita alla Corte di giustizia delle Comunità europee;

   preso atto che, in base a quanto riportato dagli organi di stampa,
  la  Regione  siciliana, a partire dal 2007, ha  avviato  una  corsa
  contro  il  tempo adottando le iniziative necessarie per recuperare
  le  omissioni  degli  anni passati, con l'approvazione  del   piano
  regionale  di  coordinamento per la tutela della qualità  dell'aria
  ambiente';

   ritenuto  che  sia necessario verificare quale sia  la  situazione
  attuale  per  quanto  riguarda  la  tutela  della  popolazione   ed
  accertare le eventuali responsabilità dei funzionari inadempienti;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano state prese dagli organi  competenti  per
  porre rimedio alle violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero
  dell'ambiente e dall'Unione europea;

   quali  iniziative  siano  state prese per  garantire  i  cittadini
  minacciati  dai fenomeni di inquinamento atmosferico  ripetutamente
  rilevati  dagli  organi di controllo, ai fini  della  tutela  della
  salute pubblica e dell'ambiente;

   quali  iniziative siano state assunte per informare  correttamente
  la  popolazione  in  merito  allo stato dell'aria  e  all'eventuale
  superamento dei valori limite e delle soglie d'allarme,  così  come
  previsto dalla normativa vigente;

   quali  uffici avessero il compito di dare seguito agli adempimenti
  in oggetto, quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti
  riportati dalla stampa e quali provvedimenti siano stati presi  nei
  confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili  delle
  violazioni  contestate  dal Ministero dell'ambiente  e  dall'Unione
  europea;

   se  sia  stata  trasmessa  la necessaria informativa  all'autorità
  giudiziaria  ed alla procura regionale della Corte  dei  conti  per
  l'accertamento delle responsabilità correlate». (366)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             MARINESE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   già  da  diversi  mesi  il Ministero dello sviluppo  economico  ha
  individuato i territori comunali dove sperimentare le zone  franche
  urbane  (ZFU)  e  che  in Sicilia nella relativa  graduatoria  sono
  inseriti i progetti delle città di Catania, Erice e Gela;

   tale strumento di fiscalità agevolata territorialmente localizzata
  potrebbe  essere  un  volano  non  solo  per  l'economia  dell'area
  direttamente  coinvolta,  ma  anche  per  le  aree  circostanti   e
  costituire  uno degli strumenti per contrastare l'attuale  fase  di
  recessione;

   con  le leggi finanziarie nazionali del 2007 e del 2008 sono state
  istituite le zone franche urbane prevedendo per la loro attivazione
  uno stanziamento di 50 mila euro;

   oggi,  a  distanza  di  più  di  2  anni  dall'approvazione  della
  normativa  testé  richiamata,  non è stato  ancora  adottato  alcun
  provvedimento per l'attuazione;

   da  recenti  notizie di stampa si apprende che tale situazione  di
  empasse potrebbe essere stata determinata da condotte omissive  del
  Ministero  dell'economia, che non ha ancora emanato  gli  opportuni
  atti normativi per consentire gli sgravi fiscali delle ZFU;

   già  negli scorsi mesi, lo stesso Ministero ha sottratto più di  1
  miliardo di euro per interventi destinati alla Sicilia (risorse  ex
  ponte sullo stretto, etc...) destinandoli altrove;

   sarebbe auspicabile un ulteriore intervento normativo regionale al
  fine   di  incrementare  l'efficacia  delle  zone  franche   urbane
  siciliane, eventualmente anche attraverso l'utilizzo di  fondi  del
  POR 2007/2013;

   per sapere:

   quali  interventi intenda intraprendere nei confronti del  Governo
  nazionale affinché vengano effettivamente attivate le zone  franche
  urbane   e  sbloccate  le  relative  risorse,  indispensabili   per
  rilanciare  l'economia  di  questi territori  che  versano  in  una
  situazione di seria crisi economica-occupazionale;

   se  intenda  intervenire attraverso atti normativi  e  finanziari,
  anche  con i fondi del POR 2007/2013, a supportare le ZFU siciliane
  di cui trattasi». (368)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  l'Assessorato Sanità, pur in presenza del  piano  di
  rientro,  ha  ritenuto di dover autorizzare le strutture  sanitarie
  pubbliche, ASL e policlinici universitari, alla stabilizzazione del
  personale  precario  paramedico (ausiliari, infermieri  e  tecnici)
  secondo  le  linee guida definite a sua tempo con le organizzazioni
  sindacali,  escludendo  però  l'area  della  dirigenza   medica   e
  veterinaria;

   considerato che:

   i  predetti accordi sindacali ponevano in essere i contenuti della
  legge   finanziaria   nazionale   che   rendeva   obbligatoria   la
  stabilizzazione del personale paramedico;

   numerose  regioni  italiane (Calabria, Sardegna,  Puglia,  Veneto,
  Marche,   Emilia-Romagna,   Toscana,  Piemonte)   hanno   proceduto
  all'emanazione di provvedimenti atti alla stabilizzazione anche del
  personale   inquadrato   nell'area   della   dirigenza   medica   e
  veterinaria;

   in  Sicilia  il personale in oggetto (circa 700 unità) svolge  una
  funzione  essenziale  nel  garantire l'operatività  delle  numerose
  strutture sanitarie;

   questo  personale  opera da molti anni e pertanto  ha  maturato  i
  requisiti ai fini della stabilizzazione;

   il  superamento  della condizione di precarietà consentirebbe  una
  più  efficiente erogazione dell'assistenza sanitaria nelle numerose
  strutture interessate;

   per  sapere  se non valutino necessario procedere alla definizione
  degli  atti funzionali alla stabilizzazione del personale dell'area
  della  dirigenza medica e veterinaria allo scopo di soddisfare,  in
  analogia  a  quanto  già  avvenuto in altre  regioni  italiane,  la
  legittima aspirazione al superamento della condizione di precarietà
  in  cui  versa  detto  personale  e contestualmente  contribuire  a
  rendere  più efficiente il sistema sanitario pubblico in  Sicilia».
  (369)

              PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DIGIACOMO-MARZIANO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che in una
  recente  conferenza  stampa  l'Assessore  per  l'agricoltura  e  le
  foreste  ha preannunciato un'intesa con la rete distributiva  della
  CONAD  per  la  vendita  al pubblico di  arance  rosse  di  Sicilia
  I.G.P.  al prezzo di euro 0.60 al chilogrammo;

   considerato   che  le  spese  vive  per  potere   predisporre   un
  chilogrammo di prodotto per i supermercati prevede:
   a) raccolta in campagna con lavoratori regolari, 10 centesimi;
   b) lavorazione magazzino, 10 centesimi
   c)  imballaggi (anche riutilizzabili), pedane, rigetta o rete  per
  legare, sigilli ed etichette, 12 centesimi;
   d) trasporto con camion, 8 centesimi;
   e) spese amministrative, 5 centesimi;
   f)  sconto su fattura (nella migliore delle ipotesi 4%, quindi  60
  centesimi), 24 centesimi e che, sommando tutto, le sole  spese  per
  portare  un  chilogrammo  di arance nei depositi  delle  catene  di
  distribuzione ammontano a 474 centesimi;

   rilevato  che  il  proposto prezzo al pubblico  di  euro  0,60  al
  chilogrammo, sottratte le spese che tutti devono sostenere per fare
  arrivare le arance nei depositi dei supermercati, offre un  margine
  di soli 126 centesimi;

   osservato  che, a questo punto, il prezzo da pagare ai  produttori
  in  campagna sarebbe uguale al prezzo che paga l'industria  per  le
  arance da spremitura;

   per sapere:

   se l'Assessore abbia presente che il marchio di provenienza IGP  è
  un  valore  aggiunto  (che i produttori cercano  in  ogni  modo  di
  sostenere)  e  che le misure preannunciate, invece,  propongono  un
  declassamento del prodotto con marchio IGP;

   quali   misure   intenda  adottare  per  promuovere   la   qualità
  dell'arancia rossa con marchio IGP;

   se  non ritenga di dovere immediatamente rettificare l'accordo con
  la  CONAD  e definire un prezzo al pubblico adeguato a sostenere  i
  produttori di arance rosse IGP». (370)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                     DI GUARDO - RAIA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  piano  di rientro dal deficit della sanità siciliana  è  stato
  positivamente riscontrato dal Governo nazionale;

   per  l'attuazione di detto piano, l'Assemblea regionale  siciliana
  sarà  chiamata  a discutere e deliberare in ordine  ai  disegni  di
  legge che ridisegnano la mappa della sanità siciliana;

   in data 10 luglio 2002, in aderenza alla nota del Presidente della
  Regione   pro  tempore  n.  11260  del  9  luglio  2002,  è   stato
  sottoscritto fra il Ministero della salute e l'Assessorato  Sanità,
  l'accordo  di programma che prevede la realizzazione in Sicilia  di
  tre  centri  di eccellenza per i settori maggiormente esposti  alla
  mobilità sanitaria verso altre Regioni;

   all'uopo, sono state individuate le sedi dei suddetti tre centri e
  precisamente: Messina (oncologia), Palermo ( materno  infantile)  e
  Catania (ortopedia);

   per  la  gestione  e  realizzazione del centro  di  eccellenza  in
  oncologia nel 2004 è stata istituita un'apposita fondazione, a  cui
  aderiscono  la  Regione  siciliana,  l'università  di   Messina   e
  l'azienda ospedaliera  Papardo';

   il  progetto  di  realizzazione del centro  di  eccellenza  presso
  l'ospedale  Papardo' è in fase avanzata;

   da recenti notizie stampa, nell'illustrare la riorganizzazione dei
  dipartimenti sul territorio siciliano, si fa riferimento ad un polo
  di eccellenza  a Catania  presso l'ospedale  Garibaldi';

   ritenuto che:

   l'individuazione  di  Messina come sede  del  polo  di  eccellenza
  presso  l'ospedale Papardo è stato frutto di una  scelta  condivisa
  dalla  Regione siciliana, a seguito di una pressante sollecitazione
  della   stampa  locale  e  dell'opinione  pubblica,   che   impegnò
  fortemente alla mobilitazione tutta la classe politica messinese;

   il  sindaco Scapagnini principale esponente della classe dirigente
  di  Catania del tempo, alla notizia dell'individuazione di  Messina
  come   centro  di  eccellenza,  dichiarò  dl  essere   sorpreso   e
  rammaricato della scelta effettuata dall'Assessore per  la  sanità,
  perché  Catania ha tutte le carte in regola per ospitare il  centro
  di oncologia  e che non si sarebbe  rassegnato  per tale scelta;

   per  sapere  se  la realizzazione dei tre centri di  eccellenza  a
  Messina   (oncologia),  Palermo  (materno  infantile)   e   Catania
  (ortopedia) rientrano ancora nei programmi dei Governo regionale  e
  come  si  articolerebbero  nell'ambito della  riorganizzazione  dei
  servizi sanitari pubblici in Sicilia;

   se  risulti conforme al vero che l'ospedale  Garibaldi' di Catania
  dovrebbe diventare un grande hub di eccellenza per l'oncologia  ed,
  in caso positivo, se non ritenga doveroso spiegarne la portata e la
  differenza con quello di Messina». (372)

                                                            ARDIZZONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   ancora   oggi   non  sono  stati  completati  gli  interventi   di
  ricostruzione  e  riparazione  degli  immobili  adibiti  a   civile
  abitazione, di recupero dei centri storici, di realizzazione  delle
  urbanizzazioni e delle altre opere pubbliche nei comuni della Valle
  del Belice, colpiti dal sisma del 1968;

   nonostante siano trascorsi 40 anni dal terremoto del 1968  che  ha
  devastato il territorio di cui trattasi, a causa della mancanza  di
  un  provvedimento  legislativo  organico,  dell'inesistenza  di  un
  progetto di sviluppo complessivo del territorio interessato e della
  mancata  puntuale erogazione delle risorse finanziarie  necessarie,
  non   è   stato   possibile,  di  fatto,  il  completamento   della
  ricostruzione;

   il  fabbisogno finanziario e le richieste dei comuni hanno trovato
  riscontro in Parlamento, che con un atto di indirizzo il Governo ha
  impegnato a reperire le risorse finanziarie necessarie a completare
  gli  interventi di edilizia privata per un ammontare,  pari  a  430
  milioni  di  euro, e quelli relativi alle opere di  urbanizzazione,
  pari a 133 milioni di euro;

   con  l'articolo  1,  comma  1010, della  legge  n.  296/06  (legge
  finanziaria 2007), il Parlamento, fissando per legge all'1  gennaio
  2007,  il termine per la presentazione delle domande di contributo,
  cristallizzando il fabbisogno, ha destinato al completamento  della
  ricostruzione dei comuni delle Valle del Belice, la  somma  dì  100
  milioni  di  euro,  di cui 20 milioni nell'anno  2007,  30  milioni
  nell'anno 2008 e 50 milioni nell'anno 2009;

   con  la  successiva legge n. 244/07, articolo  2,  comma  258,  il
  Parlamento  ha  destinato alla medesima finalità  la  somma  di  50
  milioni  di  euro  a  valere sul fondo per l'edilizia  residenziale
  pubblica dell'anno 2008;

   le  risorse  finanziarie  a valere sull'esercizio  2007  (euro  20
  milioni)  sono state trasferite ai comuni solo nel marzo del  2008,
  mentre  la quota-parte relativa al medesimo anno, pari a 30 milioni
  di  euro,  non risulta ancora trasferita, nonostante ì  comuni,  in
  attuazione della direttiva del Ministero delle infrastrutture e dei
  trasporti  del  2 agosto 2007, abbiano provveduto a programmare  la
  destinazione  delle  risorse per addivenire al completamento  degli
  interventi nei tempi concordati;

   con la legge 6 agosto 2008, n. 133, il Parlamento, su proposta del
  Governo,  non solo ha cancellato dal bilancio dello Stato la  somma
  di  50  milioni  di euro stanziati con la finanziaria  2008  (legge
  244/07)  e destinata alle opere di urbanizzazione dei comuni  della
  Valle  del Belice, ma ha, altresì, abrogato con l'articolo 24 della
  medesima  legge,  con  decorrenza dal  22  dicembre  2008,  ben  15
  provvedimenti normativi riguardanti gli interventi di ricostruzione
  nella valle de quo, tra i quali la legge 29 aprile 1976, n. 178, la
  legge 4 agosto 1978, n. 464, e la legge 31 dicembre 1991, n. 433;

   per  effetto  dell'abrogazione delle disposizioni contenute  nelle
  sopra  richiamate  norme  e  dell'eliminazione  degli  stanziamenti
  previsti,  si  è  bloccato  il processo di  ricostruzione  relativo
  all'edilizia privata, e ciò a causa anche della cancellazione della
  commissione   competente   all'attribuzione   dei   contributi    e
  all'approvazione dei progetti, nonché delle norme che  regolano  il
  riconoscimento del diritto alle provvidenze economiche e alla  loro
  erogazione  ed  infine  delle procedure che  consentono  ai  comuni
  l'acquisizione al loro patrimonio degli immobili abbandonati o  dei
  ruderi per i quali i proprietari hanno usufruito dei contributi per
  ricostruire fuori dai centri colpiti dal sisma;

   la  situazione, pertanto, risulta paradossale, in quanto non  solo
  sono   stati   cancellati  i  fondi  messi  a  disposizione   dalla
  finanziaria 2007 ma, soprattutto, sono state eliminate le norme che
  regolavano  l'intero procedimento per l'erogazione  delle  risorse,
  creando  delle disparità di trattamento tra i cittadini che avevano
  ottenuto  i  fondi  prima  di  questi  interventi  e,  soprattutto,
  rendendo  difficoltoso  il reperimento o lo stanziamento  di  nuovi
  fondi;

   in  data  28  ottobre  2008  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha
  approvato  un ordine del giorno che impegnava il Governo  a   farsi
  interprete  delle  istanze e a dare voce al territorio  dei  Comuni
  della  Valle  del Belice chiedendo al governo nazionale l'immediata
  attivazione  di un tavolo di confronto con la Regione siciliana  ed
  il  coordinamento dei Sindaci della Valle del Belice finalizzato a:
  verificare  lo stato di attuazione della ricostruzione; concordare,
  alla luce delle verifiche già effettuate dai Comuni e dal Ministero
  delle   infrastrutture,  gli  interventi  necessari  al  definitivo
  completamento  della  ricostruzione  nei  vari  Comuni,   sia   per
  l'edilizia  privata che per l'urbanizzazione e le opere  pubbliche;
  individuare il fabbisogno finanziario e i tempi di erogazione delle
  relative  risorse; approntare gli strumenti normativi  necessari  a
  superare  i problemi operativi creati dall'abrogazione delle  leggi
  ad opera dell'art. 24 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 ;

   per sapere:

   quali iniziative intenda intraprendere presso il Governo nazionale
  affinché   venga   ripristinato  l'impianto  normativo   necessario
  all'erogazione  dei fondi per il completamento della  ricostruzione
  delle unità abitative, dei comuni della Valle del Belice, distrutte
  dal  sisma  del  1968, con particolare riferimento  alla  legge  n.
  464/78,  ripristinando,  nel contempo,  le  indispensabili  risorse
  finanziarie già in parte previste dal Governo Prodi;

   quali  iniziative siano state intraprese dal Governo della Regione
  per dare esecuzione all'ordine del giorno succitato». (373)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   sulla GURS n. 42 del 12 settembre 2008 è stato pubblicato un bando
  pubblico  nell'ambito del POR Sicilia 2000/2006, misura  4.06,   al
  fine  di  creare  un  parco  aggiuntivo  di  interventi  con  spese
  rendicontabili nel POR Sicilia 2000/06 ;

   la  dotazione finanziaria del bando è pari a 45 mila  migliaia  di
  euro;

   tale   somma,  recita  il  bando,  può  essere  incrementata   con
   eventuali   risorse   finanziarie   che   si   dovessero   rendere
  disponibili ;

   la  modalità  di presentazione prescelta, al fine  di  snellire  i
  tempi,  è  stata quella della presentazione a sportello utilizzando
  gli uffici postali presenti in tutta la Regione siciliana;

   tale  bando si è reso necessario perché la Regione siciliana,  non
  avendo  sufficienti progetti cantierabili entro la data di scadenza
  per  la rendicontazione delle spese effettuate nell'ambito del  POR
  Sicilia 2000/2006, rischia di restituire all'Unione europea diversi
  milioni di euro della precedente programmazione;

   la  mattina  del  13  ottobre  2008, primo  giorno  utile  per  la
  presentazione delle richieste di finanziamento, circa 4.000  utenti
  hanno  invaso gli uffici postali della Regione, esaurendo nel  giro
  di 4-5 minuti la dotazione finanziaria disponibile;

   purtroppo  in  parecchi uffici postali vi sono stati  disguidi  di
  diversa  natura,  che  hanno comportato ritardi  nell'inizio  delle
  operazioni  di  spedizione  delle  raccomandate,  per  cui  diversi
  utenti,   malgrado  si  trovassero  in  fila  anche   dalla   notte
  precedente, si sono visti esclusi dai finanziamenti;

   questa evidente disparità di trattamento sta comportando una serie
  di ricorsi con il rischio di vedere affossato l'intero bando;

   l'esiguità  dei  tempi  a disposizione per  la  realizzazione  dei
  progetti   ha  comportato  che  la  stragrande  maggioranza   delle
  richieste  sia  rivolta  all'acquisto di  macchine  e  attrezzature
  agricole;

   la  somma  totale  dei  progetti presentati ammonta  a  circa  300
  milioni di euro;

   l'incremento   della   copertura  finanziaria   del   bando   sino
  all'inclusione  di tutte le domande presentate non  comporta  alcun
  problema normativo e sotto il profilo finanziario consentirebbe  di
  migliorare  i  livelli  di  spesa  del  POR  Sicilia  2000/2006  in
  relazione   al  quale  ad  oggi  si  rischia  di  dover  restituire
  all'Unione europea oltre un miliardo di euro;

   pertanto, un simile intervento non è solo auspicabile per  evitare
  disparità di trattamento tra i presentatori ed inutili contenziosi,
  ma   anche   estremamente  opportuno  al  fine  di  consentire   il
  raggiungimento dei livelli di utilizzazione delle risorse  del  POR
  Sicilia 2000/2006;

   per   sapere   se   non  ritenga  opportuno  ed  utile   procedere
  all'incremento  della  dotazione finanziaria del  bando  pubblicato
  sulla  GURS n. 42 del 12 settembre 2008 nell'ambito del POR Sicilia
  2000/2006,  misura 4.06, al fine di creare un parco  aggiuntivo  di
  interventi  con  spese rendicontabili, portandone  l'entità  a  300
  milioni  di  euro,  onde consentire il finanziamento  di  tutte  le
  domande regolarmente presentate». (374)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   dal 1980 nei relativi piani di settore viene inserita, per poi non
  essere  realizzata, la costruzione     della bretella  autostradale
  Trapani - Mazara del Vallo;

   ad  oggi i lavori sono fermi presso la città di Marsala e l'opera,
  come tante della nostra Sicilia, è, sostanzialmente, incompiuta;

   grande  è  il  disagio  per  i collegamenti  essendo  i  cittadini
  costretti all'utilizzo della strada statale 115 che attraversa  sia
  la  città  di  Mazara  del Vallo che molte frazioni  di  Marsala  e
  Trapani  e conta lungo il suo tragitto ben 23 semafori costeggiando
  anche numerose scuole di vari gradi;

   lungo  la suddetta strada statale 115 avvengono ogni anno numerosi
  incidenti  molti dei quali mortali, sia tra automobilisti  che  con
  pedoni,   i   quali   ovviamente  hanno  bisogno  di   attraversare
  regolarmente il tratto stradale all'altezza delle aree urbane;

   l'elevato numero di incidenti è da ascrivere senza ombra di dubbio
  all'inadeguatezza dell'asse viario rispetto al notevole  flusso  di
  traffico dal medesimo registrato;

   ogni   ritardo   nel   completamento   della   predetta   bretella
  autostradale  comporta un'inaccettabile costo, non solo  economico,
  ma in vite umane che potrebbero essere risparmiate;

   per  sapere  se  intenda  intervenire al  fine  di  prevedere  nei
  relativi  piani  di  settore  la  realizzazione     della  bretella
  autostradale  Trapani-Mazara  del  Vallo  al  fine  di  dotare   il
  territorio  della  provincia  di  Trapani  di  una  necessaria   ed
  importante infrastruttura che permetterebbe una mobilità più veloce
  e sicura». (375)

                                                                 ODDO
   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  sindacato dei lavoratori britannici sta manifestando ormai  da
  diversi  giorni  contro i lavoratori della IREM  di  Siracusa,  che
  dovrebbero  lavorare  per  il  completamento  della  raffineria  di
  Lindsey  nel  Lincolshire, essendo la società stessa  assegnataria,
  tramite la società Jacobs, di contratto con la Total;

   i  suddetti lavoratori siciliani, costretti, nell'impossibilità di
  trovare alloggi e per ragioni di sicurezza, alla permanenza a bordo
  di  una  chiatta  di  fronte  alla raffineria,  stanno  subendo  un
  trattamento discriminatorio, contrario alle norme internazionali in
  materia di concorrenza e di tutela dei diritti dei lavoratori;

   il   caso   è   all'attenzione  di  numerosi  organi   di   stampa
  internazionali  come El Paìs e il Tageszeitung, che sottolinea  che
  la  protesta  del  sindacato britannico rischia  di  assumere  toni
  xenofobi;

   a  regime nel cantiere di Grimsby dovrebbero lavorare 300  persone
  circa della società IREM;

   che  l'affermarsi  di  una  politica  protezionista   arrecherebbe
  grave  danno  alle  imprese siciliane che necessitano  di  cogliere
  nuove opportunità di internazionalizzazione nell'attuale momento di
  grave crisi economica;

   per  sapere quali iniziative politiche abbia intrapreso o  intenda
  intraprendere  il  Governo  regionale  nei  confronti  del  Governo
  nazionale  e  del Governo della Gran Bretagna a tutela dei  diritti
  dei suddetti lavoratori siciliani della IREM, dell'immagine e degli
  interessi imprenditoriali e sociali della Sicilia». (376)

                                                                 LUPO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   FARAONE, segretario f.f.:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  data  9 gennaio 2009 i rappresentanti sindacali di CGIL-Sanità
  e UIL.FpL hanno sottoscritto con la direzione generale dell'azienda
  ospedaliera  Villa Sofia - CTO un accordo relativo  alla  dotazione
  organica  dell'azienda,  bloccata sin dal 2004  per  effetto  delle
  normative prodotte dalle varie leggi finanziarie;

   l'accordo  prevede  l'istituzione di circa  216  posti  per  varie
  categorie,  tra  cui  n.  111  posti di  coadiutore  amministrativo
  riservati  agli  ex  lavoratori  socialmente  utili  in  regime  di
  precariato presso l'azienda;

   l'accordo  prevede  inoltre che, attraverso le  posizioni  che  si
  libereranno  a seguito della copertura dei posti di cui  sopra,  si
  terrà  conto  del  personale interno che  in  atto  è  destinato  a
  mansioni diverse dalla qualifica di inquadramento;

   l'azienda  ospedaliera  Villa Sofia  ha  attualmente  in  organico
  circa 40 dipendenti (di cui 15 coadiutori amministrativi) destinati
  a  mansioni diverse da quelle previste dal loro inquadramento  (dei
  cosiddetti  fuori  posto), che attendono da tempo  dalla  direzione
  l'attribuzione  delle  funzioni previste dal proprio  contratto  di
  lavoro;

   per sapere:

   se, al fine di garantire il personale interno, non sia il caso  di
  attribuire le funzioni previste dal loro inquadramento agli addetti
  attualmente  destinati a funzioni diverse prima di  procedere  alle
  nuove assunzioni;

   quali  iniziative intenda intraprendere l'Assessore  in  indirizzo
  per  intervenire presso la direzione dell'azienda ospedaliera Villa
  Sofia  affinché ai lavoratori fuori posto sia assegnata la funzione
  prevista dal loro contratto di lavoro». (367)

             (Gli interroganti chiedono risposta scritta)

                                                      ARICO' - CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il  campanile di Poggioreale (TP) rappresenta forse la  principale
  potenziale  ricchezza  del paese che quotidianamente  raccoglie  un
  flusso  spontaneo  di turisti e che con il tempo ha  acquisito  una
  grande notorietà;

   detta  struttura,  oggi,  è in completo stato  di  abbandono,  con
  possibili rischi di cedimento strutturali dell'intera costruzione;

   considerato  che  negli  ultimi  anni  l'inesorabile  processo  di
  deterioramento   quotidiano   del  fabbricato   si   è   accelerato
  enormemente, a causa anche delle calamità naturali;

   tenuto   conto   che   urgente  è  la  necessità   di   interventi
  conservativi, di misure straordinarie di contenimento  al  fine  di
  evitare il collasso totale della struttura;

   visto   che  il  campanile  costituisce  non  solo  un  patrimonio
  d'eccezionale  valore  storico,  culturale  ed  architettonico,  ma
  riveste anche un particolare valore simbolico per tutti i cittadini
  di Poggioreale;

   per   sapere  se  non  ritengano  opportuno  intervenire  con   un
  provvedimento urgente che stabilisca misure di messa in sicurezza e
  restauro  dell'immobile  affinché si  possa  restituire  all'intera
  comunità  di Poggioreale una struttura dal forte valore  storico  e
  simbolico». (371)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             MARROCCO

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   FARAONE, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   a  far  data dall'1 gennaio 2009, a seguito del pensionamento  del
  dottor Mirto, si è determinata la vacatio del ruolo di direttore di
  struttura   complessa   dell'unità  operativa   di   ematologia   I
  dell'ospedale Cervello di Palermo;

   ai  sensi  dell'art.  18  del contratto nazionale  di  lavoro  del
  comparto  medico, l'amministrazione ha provveduto  alla  temporanea
  nomina  del  sostituto che, ai sensi del citato contratto,  ha  una
  durata  di  sei  mesi,  rinnovabile per tale periodo  soltanto  una
  volta;

   tale  atto  rientra nell'autonomia e discrezionalità del direttore
  generale e che in particolare il quadro normativo vigente non fissa
  limiti e condizioni per la nomina in questione;

   tale  provvedimento nasce dall'evidente ed ineliminabile necessità
  di  avere un responsabile in ogni unità operativa per assicurare il
  miglior servizio al paziente;

   ancor  prima  che l'atto di nomina temporanea venisse  pubblicato,
  con una nota firmata dall'Assessore per la sanità è stata richiesta
  copia del provvedimento e di altri atti ad esso connessi;

   la  richiesta  di  acquisizione degli atti  è  stata  formalizzata
  brevi manu dal capo della segreteria tecnica dell'Assessorato;

   considerato che il modus operandi dell'Assessore regionale per  la
  sanità appare quanto meno inusuale e potrebbe essere recepito  come
  atto di pressione psicologica;

   per conoscere:

   sulla base di quale elemento oggettivo l'Assessore abbia posto  in
  essere l'irrituale iniziativa di cui trattasi;

   se  l'azione  posta in essere miri a tutelare l'interesse  privato
  di eventuali altri aspiranti alla carica;

   le  ragioni per cui non si sia servito del Servizio ispettivo  del
  Dipartimento regionale, configurandosi in tal modo un'iniziativa di
  carattere   politico  a  causa  dell'utilizzazione   di   uno   dei
  responsabili   di  strutture  poste  alle  dirette   collaborazioni
  dell'Assessore». (46)

                                                                MAIRA

   PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza  che
  il  Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o  abbia
  fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
  stessa  sarà  iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta  al
  proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in  data  28  gennaio  2009  è   stata
  presentata dagli onorevoli D'Antoni, Colianni, Federico e Arena  la
  mozione numero 90 «Differimento al 31 dicembre 2009 della normativa
  statale  in  materia  di  ridimensionamento  degli  organici  delle
  aziende del servizio sanitario regionale». Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  nel  contesto  del  processo  di  rinnovamento  del
  sistema sanitario regionale conseguente all'attuazione del piano di
  rientro, tra gli obiettivi volti a ridimensionare le componenti che
  hanno  finora  influenzato la spesa sanitaria  sono  ricomprese  le
  dotazioni organiche delle aziende del servizio sanitario regionale;

   considerata   la  direttiva  emanata  in  data  8   ottobre   2008
  dall'Assessorato  regionale della sanità  che  invita  i  direttori
  generali  delle  aziende  sanitarie ad applicare  la  'disposizione
  contenuta  nel  comma 11 dell'art. 72 del decreto legge  25  giugno
  2008,  n.  112, convertito nella legge 3 agosto 2008, n.  133,  nei
  confronti  del  personale che abbia raggiunto  l'anzianità  massima
  contributiva di 40 anni;

   ritenuto che le drastiche misure stabilite, determinando di  fatto
  un   importante   ridimensionamento  degli   organici,   potrebbero
  compromettere    l'ordinario    funzionamento    delle    strutture
  ospedaliere, in attesa della legge di riforma dell'intero settore,

                   impegna il Governo della Regione

   a  differire  al  31 dicembre 2009 l'applicazione  alle  dotazioni
  organiche  delle  aziende  del servizio sanitario  regionale  della
  normativa statale di cui al comma 11 dell'art. 72 del decreto legge
  25  giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 3 agosto  2008,  n.
  133». (90)

                                 D'ANTONI - COLIANNI - FEDERICO-ARENA

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  2   febbraio   2009,
  l'onorevole  Caronia  ha dichiarato, a norma dell'articolo  23  del
  Regolamento interno, di aderire al Gruppo parlamentare  Misto'.
   Conseguentemente,  a  decorrere dalla  suddetta  data,  lo  stesso
  deputato cessa di fare parte del Gruppo parlamentare  MPA'.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno,  della  mozione  numero  89  «Interventi  nel
  comparto agricolo ed in quello zootecnico», degli onorevoli Caputo,
  Pogliese, Falcone, Marrocco e Vinciullo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura   e  la  zootecnia  rappresentano  l'asse   portante
  dell'economia  della  Sicilia per il ruolo multifunzionale  svolto,
  unitamente  a  quello  intersettoriale di approvvigionamento  della
  filiera agro-alimentare regionale e nazionale e di committenza  per
  numerose attività dell'indotto che ruotano attorno alle aziende  ed
  alle   produzioni  agricole  e  costituiscono  attività  di  grande
  interesse  a valenza sociale che si esplica attraverso il presidio,
  la  difesa, la salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente,  del
  territorio e delle aree rurali ed interne dell'Isola;

   i  principali comparti agricoli e quello zootecnico della  Sicilia
  vivono una situazione di pesantissima e preoccupante difficoltà, le
  cui   cause   non  sono  da  ricercare  in  uno  stato   di   crisi
  congiunturale, ma bensì in quell'insieme di ritardi nelle dotazioni
  infrastrutturali,  nelle  scelte  di  politica  agraria   e   negli
  investimenti interni ed esterni alla Regione ed alla stessa  Unione
  europea,  che  fanno  emergere  chiaramente  come  la  causa  della
  riduzione  di competitività dell'agricoltura siciliana nei  mercati
  interni  ed  internazionali sia prevalentemente  e  pericolosamente
  strutturale;

   la   globalizzazione  dei  mercati,  l'allargamento  dell'UE,   il
  sostanziale  avvio  dei processi di apertura  dell'area  di  libero
  scambio   del  bacino  del  Mediterraneo,  gli  indirizzi  politici
  affermati con la riforma della politica agricola comune (PAC) e  la
  modifica  della  dinamica  dei consumi, i  processi  produttivi  di
  delocalizzazione  non sono stati governati da idonee  politiche  di
  accompagnamento e di supporto, necessarie per fronteggiare le nuove
  sfide  che l'insieme di questi nuovi eventi impongono alle  aziende
  agricole dell'Isola;

   per  salvaguardare  il ruolo, la funzione e la prospettiva  stessa
  dell'agricoltura  siciliana  si  rende  indispensabile  e  non  più
  rinviabile   l'attuazione  di  interventi  capaci  di   determinare
  condizioni di pari opportunità, concorrenza e competitività con  le
  altre  agricolture europee (del bacino del Mediterraneo, dei  Paesi
  del   Sud  America  e  del  continente  asiatico),  attraverso   il
  superamento   dei  problemi  legati  alla  sua  insularità   e   la
  definizione  di  regole e competenze chiare  per  l'attivazione  di
  misure  che  tutelino  le  produzioni regionali  e  garantiscano  i
  consumatori  circa  la  sicurezza alimentare, attraverso  controlli
  relativi  alle norme di qualità, ai residui di fitofarmaci  e  alla
  destinazione   finale  sui  prodotti  ortofrutticoli,  semilavorati
  alimentari,   succhi  di  agrumi,  olio  d'oliva,  mosti   e   vini
  provenienti dai Paesi terzi;

   lo  stato  di  crisi,  che ha già colpito  il  comparto  serricolo
  dell'uva da tavola e da mosto, sta interessando altri importanti  e
  vitali  comparti  agricoli  dell'Isola e  lo  stato  di  agitazione
  coinvolge ora anche i produttori di tali prodotti;

   l'andamento del settore agricolo regionale nel corso degli  ultimi
  anni ha avuto una contrazione di circa il 20 per cento, pochi punti
  in  meno rispetto al dato nazionale che si aggira intorno al 24 per
  cento;

   tra  i  comparti dove si è registrata una minore produzione spicca
  quello  agrumicolo, passato da 20 milioni di quintali  a  circa  16
  milioni con un decremento che si aggira intorno al 20 per cento;

   il  vero  problema  è legato all'andamento dei  prezzi  pagati  al
  produttore,  che  nel  2008  ha  registrato  su  base   annua   una
  diminuzione  del  6,9 per cento rispetto all'anno  precedente,  con
  riduzioni  più consistenti per i cereali (-33,3 per cento),  per  i
  vini (-12 per cento), per l'olio di oliva (-13,5 per cento), per il
  latte (-6,9 per cento) e per gli ortaggi (4,2 per cento);

   l'analisi  effettuata sui dati ISTAT riferiti al mese  di  ottobre
  2008 rileva come il calo del 6,9 per cento dei prezzi agricoli alla
  produzione è in netta controtendenza con gli aumenti al consumo  su
  base  annuale,  riportati per gli alimentari (+ 4,7  per  cento)  e
  conferma  la presenza di forti distorsioni esistenti nel  passaggio
  dal  campo alla tavola. Un caso clamoroso è quello della pasta  che
  continua  a  far  registrare un aumento dei  prezzi  vertiginoso  e
  ingiustificato  (+  30  per cento secondo l'ISTAT)  nonostante  che
  dall'inizio dell'anno il prezzo del grano duro per la pasta sia più
  che  dimezzato  al di sotto dei valori di 20 anni fa,  determinando
  una situazione drammatica nelle campagne;

   le  grosse  produzioni cerealicole mondiali del 2008, inserite  in
  un  panorama  di  crisi economico-finanziaria internazionale  e  le
  congiunture sfavorevoli hanno determinato un crollo dei prezzi che,
  in   particolare   per   il  grano  duro,  ha   creato   situazioni
  insostenibili per le aziende siciliane, che hanno dovuto far fronte
  a  un  contemporaneo  e  per certi versi inspiegabile  aumento  dei
  fattori di produzione;

   se  consideriamo che in Sicilia la produzione media di  un  ettaro
  di  seminativo varia dai 30 ai 40 qli/ha, si può comprendere  come,
  oltre  a  non produrre alcun profitto, oggi l'impresa agricola  non
  riesce  a  coprire neppure i costi di produzione,  a  ciò  si  deve
  aggiungere il rischio di impresa;

   considerato che:

   è  necessario  adottare iniziative a sostegno del mondo  agricolo,
  quali:

   il   recupero   delle  infrastrutture  produttive  esistenti   nel
  territorio;
   il piano di potabilizzazione delle acque;
   l'utilizzazione delle acque reflue per l'irrigazione;
   l'elettrificazione rurale;
   la regolamentazione degli usi civici;
   il  piano  di  manutenzione periodica delle strade nel  territorio
  provinciale e/o comunale;
   il recupero e la messa a regime dei campi boari;

   l'introduzione  di incentivi attraverso l'adozione di  regolamenti
  comunali di cui si riportano alcuni esempi:

   contributo  in  conto capitale per l'accesso  al  credito  tramite
  consorzi fidi;

   attuazione  dell'articolo  15  della  legge  di  orientamento  che
  costituisce il più importante incentivo all'offerta di 'servizi' da
  parte  delle  imprese  agricole  e  le  amministrazioni  locali  ne
  potranno  dare  concreta  attuazione  scegliendo  gli  imprenditori
  agricoli quali affidatari di importanti lavori, evidenziando  nelle
  convenzioni  la finalità 'di ottenere servizi utili  alla  comunità
  locale ad un costo economicamente vantaggioso'. Ciò può realizzarsi
  attraverso  convenzioni  che esaltano il carattere  multifunzionale
  dell'impresa agricola, prevedendo la sistemazione e la manutenzione
  del  territorio, la salvaguardia del paesaggio agrario e forestale,
  la   cura  e  il  mantenimento  dell'assetto  idrogeologico  e   la
  promozione delle vocazioni produttive del territorio;

   l'incentivazione del rapporto tra il produttore e  il  consumatore
  attraverso  la  vendita diretta con la creazione  dei  mercati  del
  contadino;

   l'adozione  di regolamenti comunali per rendere operativa  fin  da
  subito la nostra proposta di legge 'prodotti a km 0';

   occorre,  inoltre,  pensare all'istituzione  di  un  tavolo  agro-
  alimentare  tra  la provincia, i comuni e le parti sociali  per  il
  coordinamento delle politiche economiche e strutturali del  settore
  agricolo,  agro-alimentare ed agro-industriale e per  discutere  le
  questioni  relative  allo  sviluppo dell'intera  filiera  agricolo-
  alimentare ed agro-industriale;

   in  particolare  occorre  incentivare  la  realizzazione  di  mini
  impianti aziendali per la produzione dell'energia alternativa;

   bisogna  reindirizzare la politica provinciale verso la  creazione
  e  la  valorizzazione  di un paniere di prodotti  d'eccellenza  che
  possano   caratterizzare   l'intero  suo  territorio,   promuovendo
  contestualmente   un'azione  di  coordinamento  dei   mercati   del
  contadino anche attraverso la creazione di una vetrina virtuale;

   nella  logica concertativa, occorre che provincia e comuni studino
  la  possibilità  di creare un itinerario turistico  enogastronomico
  che  permetta  il  superamento delle vecchie  sagre  paesane  e  la
  nascita  di  un  percorso organico attraverso  il  quale  si  possa
  integrare  l'offerta  turistica  legandola  a  particolari   eventi
  tradizionali e supportandola con eventi culturali,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  istituire  un tavolo di confronto con il Governo  regionale  e
  nazionale   ove   discutere  come  superare  l'attuale   crisi   ed
  individuare soluzioni urgenti, tra le quali la dichiarazione  dello
  stato  di crisi del settore agricolo siciliano e quant'altro  possa
  essere  ritenuto  utile  per la ripresa della  produzione  e  della
  vendita;

   ad  attivare  ogni  iniziativa per  arrivare  in  tempi  brevi  al
  pagamento di tutte le indennità o aiuti di provenienza comunitaria,
  nazionale  e regionale, dovuti alle imprese agricole della  Sicilia
  in  conseguenza di calamità naturali, intervenendo anche presso  il
  Governo  nazionale  per l'immediata conclusione  degli  adempimenti
  procedurali di competenza ministeriale;

   ad  adottare  le  iniziative necessarie  per  presentare  in  sede
  comunitaria  un  ordine  del  giorno  che  preveda  lo  slittamento
  dell'apertura  delle  frontiere  nel  2010  per  l'intero   settore
  agricolo,   ipotizzando  una  fase  di  transizione  che   dia   la
  possibilità  ai  produttori  e a tutta la  filiera  commerciale  di
  adeguare le loro attività per fronteggiare il mercato globale;

   a  proporre, in tempi brevi, all'Assemblea regionale siciliana  un
  organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo che,
  valorizzando  le produzioni tipiche siciliane, lo renda  finalmente
  competitivo con le altre realtà agricole, sia nazionali che estere,
  e  assicuri  agli agricoltori e agli operatori della filiera  agro-
  alimentare il raggiungimento di redditi equi e adeguati livelli  di
  vita economica e sociale;

   ad   intervenire  nelle  sedi  competenti  al  fine  di   ottenere
  l'effettuazione di controlli, a livello nazionale e comunitario, in
  tutti   i   posti   di   introduzione,  transito,   lavorazione   e
  commercializzazione  (all'ingrosso e al dettaglio),  su  tutti  gli
  agrumi e sui loro succhi e/o derivati importati, per verificare:

   se   rispondano  ai  requisiti  sanitari  previsti  dalle  vigenti
  disposizioni,  e miranti a garantire i consumatori  in  materia  di
  'sicurezza alimentare';

   se  i quantitativi delle produzioni provenienti dai Paesi terzi  e
  presenti  sui  mercati  europei ed italiani rientrino  o  meno  nei
  limiti   previsti   dai  vigenti  accordi  extra  mediterranei   ed
  internazionali;

   l'avvio  di tutte le necessarie verifiche per l'attivazione  delle
  procedure  per applicare le 'clausole di salvaguardia' al  fine  di
  tutelare  le  produzioni agrumicole nazionali e gli  interessi  dei
  produttori;

   l'adozione  di  misure straordinarie ed urgenti per  tonificare  i
  mercati  con  procedure tali da accorciare i  tempi  burocratici  e
  tecnici rispetto alla scorsa campagna». (89)

   Dispongo  che la predetta mozione venga demandata alla  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne  determini  la
  data di discussione.

   Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                           rubrica «Lavoro,
     previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
  «Lavoro,   previdenza   sociale,   formazione   professionale    ed
  emigrazione».

   Avverto  che  l'Assessore per il lavoro, con nota del  29  gennaio
  2009,  ha comunicato di non poter intervenire alla presente  seduta
  per  precedenti inderogabili impegni istituzionali .

   Nel  prendere atto della suddetta comunicazione, questa Presidenza
  rileva  che  non  è  la  prima volta che un Assessore,  chiamato  a
  rispondere  agli atti ispettivi di Sua competenza, si  sottragga  a
  tale  compito,  adducendo   la  causa  di  precedenti  inderogabili
  impegni istituzionali .
   Invero,  un  simile  comportamento  -  ove  non  giustificato   da
  circostanze  veramente  eccezionali - è da  stigmatizzare,  perché,
  così facendo, da un lato si vanifica l'esercizio della funzione  di
  controllo  statutariamente prevista e, dall'altro, si  finisce  per
  danneggiare,   complessivamente,   l'immagine   delle   istituzioni
  democratiche.
   La  Presidenza si augura, quindi, che il Governo, per  l'avvenire,
  ove  non  ostino  - ripeto - circostanze veramente eccezionali,  si
  presenti puntualmente in Aula per svolgere il suo ruolo.

   Lo   svolgimento   della  rubrica  «Lavoro,  previdenza   sociale,
  formazione  professionale ed emigrazione» è  pertanto  rinviato  ad
  altra seduta.

   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Comunicazione del programma dei lavori parlamentari e del relativo
                              calendario

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 3 febbraio 2009,
  alle  ore  12.30,  sotto  la Presidenza del  Presidente,  onorevole
  Francesco  Cascio,  presenti il  Vicepresidente  vicario  dell'ARS,
  onorevole  Formica  e   il  Vicepresidente,  onorevole   Oddo,   ha
  stabilito quanto segue:

   L'Aula terrà seduta:

    -martedì  17  febbraio 2009, ore 17.00, per la discussione  della
       mozione  numero  88  «Misure  immediate  di  intervento    per
       fronteggiare  il fenomeno migratorio in Sicilia», a firma degli
       onorevoli Lupo ed altri.

   -  La  Commissione  Bilancio e le Commissioni di merito,  ciascuna
  per  le parti di rispettiva competenza, sono autorizzate a riunirsi
  per  esaminare  con  priorità i seguenti disegni  di  legge,  fermo
  restando  che  potranno approdare in Aula soltanto i  provvedimenti
  che  non  comportino nuove o maggiori spese ovvero  diminuzioni  di
  entrate:

    -Documenti finanziari (in via assolutamente prioritaria);
  -Norme in materia di riforma sanitaria  (numeri 248-227-162);
  -Nuove norme in materia di gestione integrata dei rifiuti (numeri
  305-280-141);
  -Norme per la semplificazione, l'accelerazione del procedimento
  amministrativo, la trasparenza, l'agevolazione delle iniziative
  economiche e l'efficienza della pubblica amministrazione (numero
  241);
  -Norme in materia di aiuti alle imprese (numero 119-stralcio I);
  -Norma in materia di trasporto aereo (numero 142);
  -Modifica di norme e nuove norme in materia di usi civici (numero
  260);
  -Disposizioni in materia di rilascio di concessioni demaniali
  marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
  da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
  novembre 2005, numero 15 (numeri 226-233-244-266/A);
  -Istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro. Norme per il
  contrasto al lavoro irregolare (numero 138).

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a   martedì,
  17  febbraio  2009,  alle  ore 17.00, con il  seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -Comunicazioni

    II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
    lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

       numero  90  -   «Differimento al  31   dicembre   2009   della
     normativa  statale   in   materia  di ridimensionamento    degli
     organici     delle    aziende    del     servizio      sanitario
     regionale».

                                                D'ANTONI - COLIANNI -
                                                     FEDERICO - ARENA

    III  -Discussione della mozione:

       numero  88  - «Misure immediate di intervento per fronteggiare
     il fenomeno migratorio in Sicilia».

                                          LUPO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
                              GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO-PANEPINTO
                            AMMATUNA-GUCCIARDI-RINALDI-BONOMO-LACCOTO
                                           BARBAGALLO-VITRANO-FERRARA

                   La seduta è tolta alle ore 18.01.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

    ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   l'università degli studi di Palermo si è avvalsa del  servizio  di
  vigilanza  con la FIDELITER, una società cooperativa  di  vigilanza
  privata fino alla scadenza naturale di tale appalto;

   tale cooperativa, causa la mancata aggiudicazione dell'ultima gara
  d'appalto  bandita dall'università degli studi di Palermo,  dal  23
  settembre  2007  ha posto in mobilità i 65 dipendenti  con  profilo
  professionale di guardia particolare giurata;

   considerato che:

   tale grave provvedimento viene assunto per i seguenti motivi:

   scadenza  dell'appalto  bandito  dall'università  degli  studi  di
  Palermo;

   mancata  aggiudicazione della gara bandita  dall'università  degli
  studi di Palermo;

   impossibilità di collocazione alternativa in seno all'azienda  per
  mancanza di ulteriori clienti;

   65 famiglie si ritrovano senza di che sopravvivere;

   atteso che:

   i suddetti lavoratori hanno esercitano il ruolo di guardia giurata
  armata presso l'università degli studi di Palermo da oltre 25 anni;

   nel corso degli anni si è instaurato un rapporto di fiducia con  i
  membri del rettorato e del policlinico universitario;

   ritenuto che:

   gli  studenti  dell'ateneo palermitano, provenienti  da  tutta  la
  Sicilia,  hanno diritto alla giusta salvaguardia da eventuali  atti
  vandalici;

   ci   sono   studenti   che   abitano  al  pensionato   all'interno
  dell'università degli studi di Palermo;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per assicurare la  continuità
  del  posto  di  lavoro  ai  65 lavoratori che  si  ritrovano  senza
  occupazione dopo 25 anni di servizio;

   se  non  sia il caso di convocare un tavolo tecnico di lavoro  che
  permetta  di  trovare  immediate soluzioni al  grave  problema  dei
  suddetti lavoratori». (89)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  numero  89  del
  1/08/2008 indicata in oggetto, si forniscono dl seguito le  notizie
  informative  di   risposta  all'atto  parlamentare  in  parola.  In
  particolare si riferisce quanto segue.
   La  FIDELITER  società cooperativa ha espletato, nel  corso  degli
  anni  precedenti,  servizi di vigilanza presso  l'Università  degli
  Studi di Palermo fino a naturale scadenza del contratto d'appalto.
   La  stessa  società,  in conseguenza della mancata  aggiudicazione
  dell'ultima  gara di appalto bandita dall'Università in  parola  il
  23.09.2007,  ha  licenziato  60 lavoratori  in  data  19.11.2007  e
  successivamente    ulteriori  2  lavoratori,   rispettivamente   il
  28.11.2007 ed il 28.12.2007. Per i riferiti licenziamenti  è  stata
  attivata la procedura di mobilità ex legge numero 233/1991.
   La  Commissione regionale per l'impiego, con deliberazioni  numero
  95  del  19.03.2008  e  numero 445 dell'8.10.2008,  ha  accolto  le
  istanze  della FIDELITER relative alla collocazione nella lista  di
  mobilità  della  Regione siciliana di tutti i  lavoratori  da  essa
  licenziati.
   Va  peraltro  riferito che l'Università degli Studi di  Palermo  -
  area  gare ed appalti/ settore Provveditorato d'Ateneo - a  seguito
  di  procedura  di  gara aperta per l'affidamento  del  servizio  di
  vigilanza  armata,  esperitasi  il 23.01.2008,  con  determinazione
  numero  951 del 6.03.2008 ha aggiudicato l'affidamento del servizio
  di che trattasi in alcuni plessi dell'Ateneo di Palermo all'A.T.S.,
  costituita  dalle  seguenti società: FIDELITER  Soc.  Coop.va,  KSM
  S.p.a., MONDIALPOL Security S.P.A. e SICURCENTER S.p.a.
   All'uopo,  le  predette  imprese  si  sono  costituite   in   data
  27.03.2008  in  Associazione Temporanea d'Impresa, nominando  quale
  impresa  capofila  la FIDELITER Soc. Cooperativa,  suddividendo  il
  servizio   in   appalto  da  svolgere  nelle  misure   di   seguito
  specificate:
   FIDELITER Soc. Coop.va il 50 per cento;
   KSM S.p.a. Il 20 per cento;
   MONDIALPOL Security S.P.A. Il 20 per cento;
   SICURCENTER S.p.a. Il residuo 10 per cento.
   In  relazione  all'aggiudicazione di  tale  appalto,  l'A.T.S.  ha
  proceduto  all'assunzione di 19 unità di G.P.G.. dei 62  lavoratori
  posti in mobilità dalla FIDELITER Soc. Cooperativa.

   Da  ulteriori accertamenti svolti dall'Ispettorato provinciale del
  lavoro  di  Palermo  è,  altresì, risultato  che  l'impresa  S.G.R.
  s.r.l.,  aggiudicataria dell'appalto per il servizio di  portierato
  presso  l'Opedale  Policlinico  di  Palermo,  ha  peraltro  assunto
  ulteriori  14  lavoratori posti in mobilità dalla   FIDELITER  Soc.
  Cooperativa.
   Per  i restanti 29 lavoratori posti in mobilità non sono pervenuti
  tuttora  elementi  di  notizia in merito alla  loro  ricollocazione
  lavorativa.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

   AMMATUNA - GALVAGNO - LUPO - PICCIOLO - RINALDI - LACCOTO.  -  «Al
  Presidente della Regione, premesso che:

   il  fenomeno dell'immigrazione clandestina in Sicilia ha raggiunto
  ormai   picchi  estremamente  elevati,  tant'è  che  i  clandestini
  sbarcati nel primo semestre del 2008 sono raddoppiati rispetto allo
  stesso periodo dell'anno precedente;

   persiste,  comunque,  in  tutta la sua  drammaticità,  l'emergenza
  della  prima accoglienza, dell'ospitalità immediata in  attesa  del
  trasferimento  del rimpatrio, compito che i comuni di  frontiera  -
  Lampedusa,  Pozzallo, Pantelleria, Portopalo,  Linosa  -  assolvono
  andando molte volte oltre i loro compiti istituzionali;

   gli uomini del volontariato e della protezione civile si impegnano
  allo  spasimo  in quest'opera umanitaria ed i comuni sopportano  un
  onere  economico  rilevante,  al quale  la  Regione  siciliana  non
  contribuisce in maniera adeguata;

   considerato  che non ci si può trincerare dietro al fatto  che  si
  tratta  di  un  esodo  biblico al quale può  porre  freno  soltanto
  l'Unione  europea  perchè,  se  l'UE  non  interviene,  la  Regione
  siciliana non può rimanere inerte di fronte alle necessità  di  chi
  svolge  compiti  e  ruoli  che non gli appartengono,  sobbarcandosi
  carichi  enormi  di carattere finanziario e riuscendo  a  dare  una
  forma di accoglienza adeguata  non  soltanto grazie all'apporto del
  volontariato;

   ritenuto  che  la netta crescita delle donne fra  i  migranti  che
  arrivano sulle coste siciliane - pur essendo ancora una minoranza -
  e  la presenza di minori rendono, tra l'altro, necessari interventi
  di accoglienza e ospitalità di livello più elevato;

   ritenuto,  inoltre, che il fenomeno migratorio è causa di  allarme
  fra  la  popolazione per le conseguenze che produce sul turismo  ed
  ultimamente  anche per motivi di sicurezza sanitaria, come  per  il
  caso  di  tubercolosi  di cui è affetto un  migrante  ospite  della
  struttura di prima accoglienza di Pozzallo;

   ritenuto, infine, opportuno ed urgente affidare ad un osservatorio
  regionale  -  costituito in aggiunta ai rappresentanti del  Governo
  regionale   e   dell'Assemblea  regionale   siciliana,   anche   da
  rappresentanti  dell'ANCI,  della Protezione  civile,  delle  Forze
  dell'ordine,   delle   organizzazioni  di  volontariato   e   delle
  organizzazioni  sindacali  - il compito di  individuare  le  misure
  immediate di intervento per fronteggiare il fenomeno migratorio  in
  Sicilia;

   per  sapere  se  il  Governo della Regione non  ritenga  di  dover
  istituire   un   osservatorio  regionale  per   fronteggiare,   con
  immediatezza  e  interventi  adatti,  il  fenomeno  migratorio   in
  Sicilia». (99)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  a  quanto  rappresentato   nella
  interrogazione  di cui all'oggetto, si comunica che  le  competenze
  dello  scrivente Assessorato in materia di immigrazione si limitano
  soltanto  alla  gestione  informatica del sistema  di  assegnazione
  delle  quote  d'ingresso  dei lavoratori  extracomunitari  regolari
  nelle  singole  province  siciliane, nonché  all'attività  gestoria
  della   sola  V  annualità  del  Fondo  nazionale  delle  politiche
  migratorie.
   Sotto  tale  profilo si ricorda che quest'ultimo ormai  da  alcuni
  anni  come  ambito di gestione è stato attribuito  alla  competenza
  dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali
  ed autonomie locali.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   la  legge  numero 323 del 7/12/2000 sancisce l'istituzione  di  un
  apposito  albo  delle  associazioni che  operano  in  favore  degli
  emigrati sia in Sicilia che all'estero;

   tale  norma  è  applicabile e rigorosamente  rispettata  in  altre
  regioni (Veneto, Puglia, Lombardia, etc.);

   considerato che in Sicilia nessun governo ha ritenuto di applicare
  la  predetta  normativa  dalla  sua  entrata  in  vigore  ad  oggi,
  nonostante  siano previste regole di accesso, requisiti e  modalità
  improntate alla massima trasparenza;

   ritenuto  che la Sicilia, con i suoi 595.749 iscritti all'anagrafe
  degli  italiani  residenti all'estero, occupa  il  primo  posto  in
  Italia  in  quanto a numero assoluto di espatri nel 2007,  come  ha
  rilevato   il   rapporto   2007  italiani  nel   mondo   presentato
  dall'associazione Migrantes;

   ritenuto  ancora che, con l'applicazione della predetta normativa,
  andrebbero disciplinati tutti i vari passaggi per il riconoscimento
  delle associazioni che operano in favore degli emigrati;

   per sapere le ragioni per le quali non è stata attuata la predetta
  legge 382 del 7/12/200». (101)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione numero  101  del
  9.09.2008 indicata in oggetto, si forniscono di seguito le relative
  notizie informative di  risposta.
   Con  l'atto  parlamentare in parola, l'interrogante si occupa  del
  problema  della  mancata applicazione della legge  numero  323  del
  2000,  recante  disposizioni  in  favore  dei  siciliani  residenti
  all'estero.
   Va  preliminarmente  detto che i riferimenti legislativi  indicati
  dall'interrogazione che si commenta risultano quantomeno imprecisi;
  in ogni caso probabilmente l'interrogante fa riferimento alla legge
  7.12.2000  n.  383  in  tema di  Disciplina delle  Associazioni  di
  promozione sociale .
   Sotto  tale  profilo, relativamente alla creazione  nella  Regione
  siciliana  di  un  Registro  ed Osservatorio  dell'Associazionismo,
  quest'ultimo   non   si   riferisce   esclusivamente   al     mondo
  dell'Emigrazione ,    ma    ad    un    ambito     più     generale
  dell'Associazionismo.
   Oltremodo  la gestione costitutiva ed attuativa di esso  in  campo
  nazionale  è  ascrivibile  alla  competenza  del  Ministero   della
  Solidarietà   sociale  ed  in  Sicilia  a  quella  dell'Assessorato
  regionale  della  Famiglia, delle politiche  sociali  ed  autonomie
  locali.
   Volendosi   riferire   proprio  al  mondo   dell'Emigrazione   dei
  siciliani, si ribadisce che l'esigenza della creazione dell'Albo  o
  Registro  delle  Associazioni  è  fortemente  condivisa  da  questo
  Assessorato  e  che  in  mancanza di una  disciplina  di  carattere
  generale   l'argomento   in   questione   troverà   una   specifica
  regolamentazione  nel disegno di legge in corso di  predisposizione
  per la riforma del Settore Emigrazione.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

   D'ANTONI.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   il  Governo nazionale ha intrapreso una linea di azione che riduce
  la prospettiva di possibili proroghe di contratti di lavoro a tempo
  determinato   e  di  stabilizzazione  a  tempo  indeterminato   dei
  lavoratori  precari  ex ASU ed ex PUC (con contratto  di  lavoro  a
  tempo  determinato ex articoli 11 e 12 della legge regionale numero
  85  del 1995; ex articolo 25 legge regionale numero 21 del 2003; ex
  legge regionale numero 16 del 2006);

   l'articolo 49 della legge numero 133/2008 prevede che i  contratti
  di  lavoro a tempo indeterminato non possono avere durata superiore
  a tre anni nell'ultimo quinquennio, e non possono essere rinnovati;

   l'applicazione   di   questa   norma   in   Sicilia   ai   precari
  contrattualizzati  (ex  ASU)  produrrebbe  conseguenze  disastrose,
  impedendo  la  possibilità di rinnovare i  contratti  stipulati  in
  applicazione  delle leggi regionali numero 85/95 e  numero  16/2006
  che dovrebbero cessare alla scadenza naturale del contratto;

   considerato che:

   il  mancato  rinnovo  dei contratti comporterebbe  il  venir  meno
  dell'aspettativa  di un lavoro stabile per una  platea  di  precari
  storici composta da circa 20 mila lavoratori ormai 'over 40 anni';

   il  Governo regionale a tutt'oggi non ha emanato alcuna norma  che
  in modo espresso faccia chiarezza circa gli effetti dell'attuazione
  della  norma  in Sicilia e che altrettanto chiaramente sancisca  la
  non applicabilità nella nostra Regione dell'articolo 49 della legge
  numero 133/2008;

   rilevato che:

   appare  necessario, altresì, dare completa attuazione  alla  legge
  regionale  numero 16/2006 completando la stipula dei  contratti  di
  diritto  privato  per  i  lavoratori ex  articolo  23  della  legge
  regionale  numero 67/88 e per le altre categorie di lavoratori  ASU
  (circ. 331/1999 e d.lgs. numero 280/1997);

   appare  necessario  adeguare l'orario  a  24  ore  settimanali  ai
  contrattualizzati  ex  articolo 25  della  legge  regionale  numero
  1/2003;

   occorre fare chiarezza sui motivi per cui la Regione siciliana  ha
  sospeso  il  finanziamento per le richieste di assunzione  a  tempo
  indeterminato  da  parte  di  quegli  enti  che  ne  avevano  fatto
  richiesta;

   occorre  trasformare i rapporti di lavoro a tempo  determinato  in
  contratti di lavoro a tempo indeterminato, facendo valere i  titoli
  di   studio  effettivamente  posseduti  e  senza  applicazione   di
  declassamenti con la previsione di cospicui stanziamenti  regionali
  consolidati   da   trasferire   agli   enti   che   applicano    la
  stabilizzazione,  in  modo  da garantire  la  copertura  dei  costi
  dell'assunzione del suddetto personale;

   occorre   predisporre  una  normativa  che   obblighi   gli   enti
  utilizzatori del suddetto personale precario ad immettere in  ruolo
  il  personale contrattualizzato, assorbendolo in pianta organica  a
  copertura dei posti vacanti;
   per sapere:

   se  il  Governo regionale reputi applicabile in Sicilia l'articolo
  49 della legge numero 133/2008;

   se  non  ritenga opportuno ed urgente predisporre ogni  iniziativa
  utile   a  far  luce  sugli  effetti  conseguenti  all'applicazione
  dell'articolo  49 della legge numero 133/2008 e se non  ritenga,  a
  tal  fine,  di adottare misure a tutela dei lavoratori  interessati
  dalla  norma  in  questione  al fine  di  garantire  continuità  ai
  contratti  di lavoro di prossima scadenza nonché provvedimenti  per
  la   definitiva   stabilizzazione  dei  lavoratori  in   argomento,
  eliminando così il precariato in Sicilia». (275)

   Risposta.   -   «Con  l'atto  parlamentare  di  cui   all'oggetto,
  l'interrogante  chiede  un  intervento allo  scopo  di  tutelare  i
  lavoratori  precari in Sicilia dall'applicazione  dell'articolo  49
  della Legge numero 133/2008.
   Al  riguardo,  con riferimento a tale aspetto, la problematica  di
  che  trattasi ha trovato una adeguata risoluzione con la  circolare
  assessoriale  numero 91 del 30.12.2008, che ad ogni  buon  fine  si
  acclude in copia.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

             Circolare assessoriale numero 91 del 30.12.08

                               Premessa

   Con  la  legge  regionale 29 dicembre 2008,  numero  24,  è  stata
  disposta  l'autorizzazione  di  spesa,  per  l'anno  2009,  per  la
  prosecuzione  delle  attività  e delle  misure  di  stabilizzazione
  previste dalla legislazione vigente a carico del Fondo unico per il
  precariato.
   Va,  al  riguardo,  puntualizzato che  non  sussistono  condizioni
  ostative  alla  conferma, alla prosecuzione ovvero al  rinnovo  dei
  contratti  a  termine  di  lavoratori provenienti  da  processi  di
  stabilizzazione di soggetti già utilizzati in attività  socialmente
  utili.
   Infatti,  come  chiarito  dall'Ufficio legislativo  e  legale  con
  parere protocollo  numero 5300/43.11.2008, i predetti contratti non
  sono  assoggettati  alle  disposizioni limitative  previste  per  i
  rapporti  di  lavoro a termine, sia per la previsione dell'articolo
  77, comma 2, della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17, sia
  per  la peculiare disciplina che costituisce lex specialis e -  non
  in ultimo - per la genesi previdenziale dei contratti stessi.

                    1. Prosecuzione interventi in favore dei soggetti impegnati
                 in attività socialmente utili con oneri a carico del
               bilancio regionale

    La  legge regionale in oggetto autorizza l'Assessore del  lavoro,
  della   previdenza  sociale,  della  formazione   professionale   e
  dell'emigrazione a disporre, per l'anno 2009, la prosecuzione degli
  interventi in favore dei soggetti in atto impegnati nelle  attività
  socialmente  utili  di cui all'articolo 1 della legge  regionale  5
  novembre 2001, numero 17.
    In  dipendenza  di  ciò le attività dei predetti  lavoratori,  in
  scadenza  alla data del 31 dicembre 2008, possono proseguire  e,  a
  tal  fine,  gli  enti  utilizzatori  adotteranno  i  relativi  atti
  deliberativi con le modalità di cui alla circolare assessoriale  19
  dicembre  2006, numero 78, pubblicata nella GURS -  Parte  I  -  29
  dicembre 2006, numero 59.
    Si  raccomanda  la  puntuale trasmissione delle deliberazioni  al
  Centro per l'impiego competente per territorio, alla sede dell'INPS
  territorialmente competente e all'Agenzia regionale per l'impiego e
  la  formazione professionale - Servizio V - L.S.U. e Workfare - Via
  Imperatore  Federico numero 52 - Palermo facendo  presente  che  la
  mancata  trasmissione delle deliberazioni in questione  all'Agenzia
  regionale  per  l'impiego comporterà l'impossibilità di  comunicare
  all'INPS  i  dati  relativi, con la conseguenza che  ai  lavoratori
  interessati non potrà essere corrisposto da parte della  competente
  sede INPS il relativo assegno di utilizzo.

                    2. Contratti di diritto privato

   Com'è  noto l'articolo 4 della legge regionale numero 16 del  2006
  apporta  delle modifiche ed integrazioni alla disciplina in materia
  di  contratti  di  diritto  privato; in  particolare,  il  comma  5
  sostituisce  il comma 8 dell'articolo 12 della legge  regionale  21
  dicembre  1995,  numero  85,  così  come  modificato  ed  integrato
  dall'articolo 2 della legge regionale 31 marzo 2001, numero 2,  nel
  modo seguente:
    8.  I  contratti di cui al presente articolo possono avere durata
  da uno a cinque anni e possono essere confermati alla scadenza .
   Pertanto, i contratti a tempo determinato e parziale a 24 ore  già
  stipulati  ai sensi dell'articolo 4 della predetta legge  regionale
  numero 16 del 2006, in scadenza, potranno essere confermati.
   Al  fine  di  pervenire  all'erogazione del  contributo  gli  enti
  dovranno  fare  pervenire a questo Assessorato - Agenzia  regionale
  per  l'impiego  e la formazione professionale - Servizio  V  -  Via
  Imperatore Federico, numero 52 - Palermo:

       ·  Apposita richiesta dell'accreditamento delle somme relative
     alla  quota  a  carico  della Regione siciliana  necessarie  per
     l'anno 2009;
       ·  Atto  deliberativo con il quale gli enti assumono a proprio
     carico  la  quota di cui all'articolo 12, comma 6,  della  legge
     regionale 21 dicembre 1995, numero 85, e successive modifiche  e
     integrazioni;
       ·  Elenco  nominativo  di  tutti i soggetti  per  i  quali  si
     richiede  il  finanziamento come da prospetto  allegato  in  cui
     vanno   inclusi  tutti  i  lavoratori  in  servizio  a  24   ore
     contrattualizzati ex novo ai sensi della legge regionale  numero
     16/2006  nonché quelli provenienti dalla legge regionale  numero
     85/95  che hanno completato la conferma triennale ai sensi della
     legge regionale 3 dicembre 2003, numero 20, entro l'anno 2008;
       ·   Prospetto   delle   retribuzioni   redatto   sull'apposita
     modulistica  di  cui all'Allegato B al Decreto  assessioriale  3
     aprile  1998, pubblicato sulla G.U.R.S., parte I, numero 30  del
     13 giugno 1998.
       ·  Eventuale  elenco  dei  soggetti  ancora  in  servizio  con
     contratti  di diritto privato a 18 ore attivati ai  sensi  della
     legge  regionale  21 dicembre 1995, numero 85  e  confermati  ai
     sensi  dell'articolo  39,  comma  2,  della  legge  regionale  3
     dicembre   2003,   numero   20   e  relativo   prospetto   delle
     retribuzioni;

    Infatti  i contratti di cui all'articolo 12 della legge regionale
  21 dicembre 1995, numero 85 e successive modifiche ed integrazioni,
  confermati dagli enti finanziatori e utilizzatori per un  ulteriore
  periodo  di 3 anni ai sensi dell'articolo 39, comma 2, della  legge
  regionale  3 dicembre 2003, numero 20, cui va a scadere  nel  corso
  dell'anno  2009 l'ultima annualità della conferma, potranno  essere
  stipulati ai sensi della legge regionale 14 aprile 2006, numero  16
  con  rapporto di lavoro a tempo parziale a 24 ore. In tal  caso  la
  richiesta  di  finanziamento dovrà essere  corredata  di  numero  2
  prospetti delle retribuzioni, uno per ciascun periodo contrattuale.
    Al  finanziamento si provvederà secondo l'ordine  cronologico  di
  presentazione  delle  istanze  nei  limiti  degli  stanziamenti  di
  bilancio  con  le  risorse  disponibili  sul  fondo  unico  per  il
  precariato di cui all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre
  2004, numero 17.

   3. Contributo ex articolo 2, comma 1, legge regionale 26 novembre
                           2000, numero 24,
                 e successive modifiche ed integrazioni

    Com'è  noto  l'articolo  2,  comma 3, della  legge  regionale  31
  dicembre 2007, numero  27 dispone che  I contributi già concessi ai
  sensi del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26 novembre
  2000,  numero  24  e successive modifiche ed integrazioni,  possono
  essere corrisposti per un ulteriore quinquennio. Al relativo  onere
  si  farà fronte, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con  le
  risorse  destinate  al  Fondo  unico  per  il  precariato  di   cui
  all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17 .
    Ai  fini  del  finanziamento gli enti interessati  dovranno  fare
  pervenire a questo Assessorato - Agenzia regionale per l'impiego  e
  la  formazione  professionale - Servizio V "LSU e Workfare"  -  Via
  Imperatore Federico, numero 52 - Palermo, oltre al numero di codice
  fiscale  e  conto  corrente  in formato  IBAN,  atto  deliberativo,
  esecutivo nelle forme di legge, contenente:

    1. Autorizzazione a richiedere il finanziamento;
    2.  Assunzione  dell'impegno di spesa  delle  somme  da  porre  a
  proprio carico;
    3.  Elenco  nominativo  di  tutti i  lavoratori  già  oggetto  di
  precedente finanziamento e in servizio presso l'ente alla  scadenza
  del  quinquennio contrattuale con l'indicazione della tipologia del
  rapporto  di lavoro e la decorrenza del contratto come da  allegato
  prospetto;
    4.  Dichiarazione  dalla  quale  si  evinca  che  il  trattamento
  economico mensile per ogni lavoratore non sia inferiore a   671,39.

    Ove il numero dei lavoratori fosse diverso da quello dei soggetti
  destinatari del precedente finanziamento dovranno essere indicati i
  motivi.
    Nell'elenco  dei lavoratori saranno annotate anche  le  eventuali
  modifiche  della  natura  dei contratti effettuate  nel  corso  del
  quinquennio  previa autorizzazione della Commissione regionale  per
  l'impiego.
    Al  finanziamento si provvederà secondo l'ordine  cronologico  di
  presentazione   delle  istanze  previo  assenso  della   Ragioneria
  generale della Regione sulla compatibilità finanziaria in relazione
  alle  risorse disponibili sul fondo unico per il precariato di  cui
  all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17.
    La  presente  circolare sarà pubblicata sulla  G.U.R.S.  e  potrà
  essere   consultata  sul  sito  Internet  ufficiale  della  Regione
  siciliana, all'indirizzo www.regione.sicilia.it/lavoro.

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

   Il Dirigente generale
         Lo Nigro