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Resoconto d'Aula della Seduta n. 66 di mercoledì 25 febbraio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, essendo in corso la
  riunione  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.05, è ripresa alle ore 17.33)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Marinello,  Panepinto,
  Termine,  Ferrara e Fiorenza hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli:  Fagone, dal  20  al  27  febbraio  2009;
  Falcone,  il  25 febbraio 2009; Ruggirello, dal 27 febbraio   all'1
  marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per   i   lavori  pubblici,  le  risposte  scritte  alle   seguenti
  interrogazioni:

   numero  24 «Intervento urgente per la salvaguardia della sicurezza
  pubblica  sul ponte di collegamento tra Monreale e la  contrada  di
  Pezzingoli (PA)», dell'onorevole Caputo;

   numero  53  «Provvedimenti  per  garantire  la  trasparenza  delle
  fatture emesse dall'EAS nei confronti dei cittadini del Trapanese»,
  dell'onorevole Oddo;

   numero  155  «Interventi  di risanamento  nella  chiesa  madre  di
  Lentini (SR)», dell'onorevole Vinciullo;

   numero  289 «Proroga dei termini per la realizzazione di programmi
  di edilizia agevolata convenzionata», dell'onorevole Raia.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Disposizioni in materia di elezioni primarie» (n. 367)
   presentato dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo, Marrocco  e  Aricò
  in data 19 febbraio 2009;

   «Interventi  per  l'emersione  del  lavoro  non  regolare  e  alla
  diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro in Sicilia» (n.
  368)
   presentato  dagli  onorevoli  Fagone,  Maira,  Dina,  Cordaro,  Lo
  Giudice, Ragusa, Cascio S. e Savona in data 20 febbraio 2009;

   «Norme in sostegno dell'editoria e della comunicazione» (n. 369)
   presentato dagli onorevoli Caputo e Lupo in data 24 febbraio 2009;

   «Iniziative a sostegno della pesca siciliana» (n. 370)
   presentato  dagli  onorevoli  Caputo,  Scilla,  Pogliese,   Aricò,
  Currenti, Falcone e Vinciullo in data 24 febbraio 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato,  in  data  19 febbraio 2009, alla Commissione  legislativa
   Ambiente e territorio' (IV):

   «Iniziative a sostegno delle Isole minori» (n. 363)
   di iniziativa parlamentare
   PARERE I - VI

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  che  da parte della  Commissione   Attività
  produttive  (III) è stato reso il seguente parere:

   «APQ  -  Contratto  di localizzazione dell'impresa   International
  Terminal  Services of Augusta s.r.l' per una iniziativa nel  comune
  di Augusta» (n. 20/III)
   reso in data 16 febbraio 2009
   inviato in data 18 febbraio 2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate:

   BOSCO, segretario f.f.:
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti, premesso che il 25 febbraio  2009  la
  divisione  navigazione  di  Messina  sopprimerà  le  corse   finora
  effettuate da una nave a quattro binari nella tratta tra Messina  e
  Villa San Giovanni;

   considerato che:

   la  predetta decisione comporta la soppressione di oltre  trecento
  posti di lavoro tra dipendenti delle Ferrovie dello Stato e addetti
  delle  ditte  private  che  gestiscono  i  servizi  di  pulizia   e
  ristorazione;

   i   dipendenti   delle   ditte   esterne   rischiano   l'immediato
  licenziamento,   aggravando  una  situazione  sociale   già   molto
  difficile nella città di Messina;

   la  soppressione del servizio sarebbe conseguenza della  decisione
  di  Rete  ferroviaria italiana (RFI) di eliminare l'attività  della
  CARGO nel Sud Italia;

   tale   inaccettabile  orientamento  equivale  all'abolizione   del
  trasporto  merci  su ferrovia da e per la Sicilia, con  conseguenze
  gravi per l'economia siciliana;

   RFI giustifica la sua discutibile scelta con la carenza di fondi e
  la mancata convenzione con la Regione siciliana;

   la   predetta  soppressione  costituisce  l'ultimo  atto   di   un
  preoccupante  disimpegno delle Ferrovie dello Stato  dalla  Sicilia
  che  ha  già  determinato pesanti contraccolpi per l'utenza  e  per
  l'occupazione, soprattutto nel nodo ferroviario di Messina;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario intervenire urgentemente sul Governo
  nazionale e sulle Ferrovie dello Stato per bloccare la soppressione
  del servizio-merci da e per la Sicilia;

   se  non valutino opportuno promuovere un confronto con le Ferrovie
  dello  Stato  per garantire un impegno delle stesse  adeguato  alle
  esigenze di sviluppo economico e sociale della Sicilia per il quale
  risulta  essenziale un moderno sistema dei trasporti su  ferrovia».
  (421)

                                                            PANARELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005,
  n.  15  e  s.m.i.,  stabilisce che  per la piena  attuazione  delle
  misure   per   il   contenimento  della  spesa  sanitaria,   presso
  l'Assessorato regionale della sanità può essere disposto il comando
  di  personale  delle  aziende  sanitarie  locali  e  delle  aziende
  ospedaliere  nel  numero  massimo di 35  unità  da  inquadrare  con
  provvedimento del dirigente generale del dipartimento presso cui il
  personale è comandato ( ...). ;

   in  attuazione  di quanto previsto dalla predetta disposizione  di
  legge  sono stati disposti diversi provvedimenti di comando  presso
  l'Assessorato   Sanità  di  personale  proveniente  dalle   aziende
  sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere;

   il   personale  comandato  ha  operato  contribuendo  in   maniera
  inequivocabile   e   considerevole  nella  attività   istituzionale
  dell'Assessorato ed in particolare al piano di rientro,  sia  nella
  fase di individuazione degli obiettivi e delle relative misure, sia
  nella fase successiva dell'adozione delle misure e del monitoraggio
  degli interventi;

   sembra   siano   state   assunte  alcune   iniziative   da   parte
  dell'Assessore per la sanità, il quale immotivatamente ha disposto,
  da un lato, la cessazione del comando per alcune unità di personale
  e,    dall'altro,   altrettanto   immotivatamente,    l'attivazione
  dell'istituto   del  comando  di  altrettante   nuove    unità   di
  personale;

   per sapere:

   quante   unità  di  personale  in  atto  siano  comandate   presso
  l'Assessorato  per  la  sanità e le relative qualifiche,  in  quale
  dipartimento siano in servizio ed i rispettivi carichi di lavoro;

   quanti  e  quali  provvedimenti di cessazione  del  comando  abbia
  disposto l'Assessore per la sanità;

   quanti  e  quali  provvedimenti di nuovi  comandi  abbia  disposto
  l'Assessore per la sanità;

   se  sia intendimento dell'Assessore della sanità non continuare ad
  avvalersi delle unità di personale comandate, rinunciando di  fatto
  a   professionalità   indiscutibili  e  specificatamente   maturate
  nell'affrontare le problematiche relative al piano di rientro;

   se   non   ritenga  fuorviante,  discriminatorio  ed  estremamente
  discrezionale l'eventuale cessazione del comando per personale  già
  in  servizio  ed  in possesso di tutti i requisiti,  oltre  che  di
  particolate  esperienza,  a  favore di nuovo  personale  che  dovrà
  inevitabilmente  acquisire  nel  tempo  la  giusta  esperienza  per
  affrontare  situazioni  che  secondo  dichiarazioni  dello   stesso
  Assessore vanno risolte in tempi rapidissimi». (423)

                                                                MAIRA

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso che:

   il  gruppo Tirrenia ha convocato per il 10 febbraio ultimo scorso,
  presso la sede gli uffici del Ministero delle infrastrutture e  dei
  trasporti,  una  riunione tecnica per discutere della  problematica
  attinente gli assetti nautici per l'anno 2009;

   che  la  questione  dei  collegamenti  via  mare,  per  il  nostro
  territorio, è di attuale importanza ed interesse principalmente per
  i collegamenti che interessano le isole minori;

   considerato che un'eventuale modifica dell'attuale assetto nautico
  che  preveda  riduzioni o annullamento di tratte via  mare  per  le
  isole  minori  pregiudicherebbe la vita sociale ed economica  delle
  realtà isolane presente sul nostro territorio regionale;

   ritenuto che:

   anche  in  prossimità del periodo estivo, stante la  numerosissima
  presenza  di visitatori e turisti che si recano presso le isole,  è
  necessario garantire non solo il mantenimento dei collegamenti,  ma
  prevedere  un  piano di trasporti via mare tale  da  consentire  un
  servizio  più efficiente, in modo da non determinare una  riduzione
  del turismo locale e straniero;

   un'eventuale  scelta in senso contrario provocherebbe  conseguenze
  negative sia in termini sociali, per i cittadini residenti, sia  in
  senso economico per la mancanza di presenze turistiche.

   per  sapere i contenuti di quanto stabilito e deciso alla riunione
  di  cui  in  premessa  e  quali provvedimenti  il  Governo  intenda
  adottare  per  salvaguardare i collegamenti via mare con  le  isole
  minori.» (424)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   con  decreto  del Presidente della Repubblica del 5 ottobre  2007,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2007,  è
  stata  soppressa  l'autorità portuale di Trapani,  istituita  il  2
  aprile  2003 ai sensi dell'art. 6, comma 8, della legge 28  gennaio
  1994, n. 84;

   il  medesimo  destino  è  toccato anche all'autorità  portuale  di
  Manfredonia  (FG) sciolta con DPR del 12 ottobre 2007;  avverso  il
  suddetto  decreto  di  scioglimento è stato  proposto  ricorso  con
  incidentale domanda di sospensione innanzi al competente TAR Lazio,
  sezione terza, per il quale ha rigettato la domanda cautelare;

   avverso l'ordinanza di rigetto è stato proposto appello innanzi al
  Consiglio di Stato, il quale, in riforma della decisione  del  TAR,
  in applicazione dei principi delineati dall'art. 1, comma 989 della
  legge  n.  296  del  2006  (legge finanziaria  per  il  2007),  con
  ordinanza  dell'11  gennaio 2008 r.o. 121/08, evidenziava  come  il
  Governo avrebbe dovuto emanare un apposito decreto per regolare  lo
  scioglimento dell'autorità portuale;

   in  particolare,  il regolamento avrebbe dovuto indicare  principi
  ben precisi per la verifica del possesso dei requisiti previsti per
  la  conferma o la loro eventuale soppressione, tenendo conto  della
  rilevanza  nazionale ed internazionale dei porti, del  collegamento
  con le reti strategiche nazionali ed internazionali, del volume dei
  traffici e della capacità di autofinanziamento;

   i  principi  enucleati nell'ordinanza cautelare del  Consiglio  di
  Stato   sono   applicabili   anche  al  decreto   di   scioglimento
  dell'autorità portuale di Trapani che, pertanto, andrebbe revocato;

   infatti,  nel caso di Trapani non si è tenuto conto della capacità
  di autofinanziamento dell'autorità e dell'importanza strategica del
  porto   per   lo   sviluppo  del  sistema  portuale   italiano   in
  considerazione  della posizione strategica che  questo  occupa  nel
  Mediterraneo;

   per  sapere se non ritenga doveroso intervenire nei confronti  del
  Governo  nazionale  affinché  proroghi l'incarico  del  commissario
  liquidatore   dell'autorità  portuale  di  Trapani,  chiedendo   al
  contempo al Ministro competente di attivare le procedure di  revoca
  del decreto di scioglimento della predetta Autorità in applicazione
  delle  norme  di  cui  alla legge finanziaria del  2007  così  come
  applicate dal Consiglio di Stato nella decisione dell' 11  novembre
  2008 relativamente all'autorità portuale di Manfredonia». (425)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  considerato che:

   in questi giorni si sta ponendo la giusta attenzione sulle vicende
  giudiziarie legate agli impianti eolici siciliani;

   l'Assessore ha correttamente avviato delle azioni di verifica  per
  accertare  se  tra i progetti di eolico in attesa di autorizzazione
  vi siano aziende coinvolte nelle attività giudiziarie;

   tenuto  conto che da anni esiste un mercato delle licenze  per  la
  realizzazione di impianti di produzione energetica

   preso atto che l'imprenditore Salvo Moncada, attivamente impegnato
  nella  gestione  di  impianti eolici, ha  dichiarato  alla  stampa:
  '...ho  visto  con  i  miei  occhi dipendenti  dell'amministrazione
  regionale  che  hanno  elaborato progetti per impianti  di  energia
  rinnovabile. Ha sempre funzionato così';

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno approfondire l'azione di verifica, già
  intrapresa  al  fine  di accertare, non solo se  esistano  progetti
  giacenti presentati dalle aziende sotto inchiesta, ma anche come  e
  da chi queste abbiano acquistato le licenze;

   se   corrisponde   al  vero  che  dipendenti  dell'amministrazione
  regionale  abbiano  elaborato  progetti  per  la  realizzazione  di
  impianti energetici e in caso affermativo, quali;

   se l'eventuale progettazione affidata a dipendenti regionali abbia
  influito sull'iter di approvazione delle istanze». (426)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                           DI BENEDETTO-DONEGANI-ODDO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   a  seguito  ed in concomitanza di una 'inopportuna' riduzione  del
  personale  dell'ente 'Parco della Valle dei Templi'  di  Agrigento,
  attraverso  un  processo di mobilità verso la protezione  civile  e
  altri   uffici   regionali,   l'Assessorato   ha   provveduto    ad
  esternalizzare   con   gara   i  servizi   aggiuntivi,   quali   la
  biglietteria, l'assistenza culturale e l'ospitalità;

   alla  scadenza  dell'appalto  nel  giugno  2008  l'Assessorato  ha
  provveduto a prorogare l'affidamento sino a dicembre 2008;

   dal  giugno  2008  a  dicembre 2008 si  è  assistito  all'assoluta
  inerzia  da  parte  dell'Assessorato che non  ha  provveduto  né  a
  potenziare il personale dell'ente parco e neppure ad espletare  una
  nuova gara;

   essendosi  palesato  il concreto rischio di chiusura  al  pubblico
  della   Valle  dei  Templi  di  Agrigento,  l'Assemblea   regionale
  siciliana,  nella  seduta del 10 dicembre  2008,  ha  approvato  un
  ordine del giorno (n. 65) con il quale il Governo della Regione  si
  impegnava ad avviare un indagine finalizzata ad accertare  ostacoli
  e  possibili  risoluzioni dei problemi relativi alla fruizione  del
  'Parco della Valle dei Templi';

   il  Governo della Regione, su proposta dell'Assessore per  i  beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, ha provveduto a
  prorogare  ulteriormente per la seconda volta, fino a giugno  2009,
  la gestione dei servizi alla ditta affidataria;

   considerato che:

   con  il  personale in servizio l'ente è impossibilitato a svolgere
  direttamente i servizi di biglietteria ed aggiuntivi;

   ad  oggi, nessuna procedura è stata avviata né per implementare il
  personale  né per avviare un nuovo bando di gara, con  il  concreto
  rischio di ritrovarsi, nuovamente, a giugno 2009, in una situazione
  di emergenza;

   rilevato che:

   tale  reiterato  comportamento da parte dell'Assessorato  consente
  alla  ditta privata di proseguire un appalto già scaduto nel giugno
  2008;

   tenuto conto che:

   insistenti   notizie   rappresentano   la   volontà    da    parte
  dell'Assessorato  a  non  procedere con  nuovo  bando  per  potere,
  giustificato dall'emergenza, alla scadenza della proroga nel giugno
  2009, affidare i servizi aggiuntivi alla società Arte e Vita o alla
  Beni culturali S.p.A.;

   ritenuto che:

   risulta  indispensabile dare certezza e continuità  alla  gestione
  dei   servizi   aggiuntivi  nella  Valle   dei   Templi   per   non
  comprometterne una corretta fruizione da parte dei visitatori;

   tale   giusto  obiettivo  non  debba  tramutarsi  in  un'ulteriore
  occasione per operazioni ai limiti della legittimità;

   per sapere:

   se  e  quando  si sia dato corso all'ordine del giorno  citato  in
  premessa,  quali  esiti abbia prodotto e se siano  state  accertate
  eventuali responsabilità amministrative;

   se     corrisponda al vero l'intenzione dell'Assessore di affidare
  alla  società Arte e Vita o alla Beni culturali s.p.a. la  gestione
  dei servizi aggiuntivi, ed in caso affermativo, per quali ragioni o
  con quali refluenze, anche di ordine finanziario, per la Regione;

   se  non ritengano opportuno e urgente provvedere rapidamente  alla
  definizione di quanto necessario per l'espletamento della  gara  ad
  evidenza  pubblica,  consentendo così un corretto  affidamento  dei
  servizi aggiuntivi per il pubblico». (428)

                                                         DI BENEDETTO

   Inserire testo

   numero  433  «Mantenimento dei collegamenti via mare  della  linea
  Ustica-Napoli»
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Caputo Salvino

   numero 434 «Revoca della circolare dell'Assessore per la sanità in
  materia di denuncia inizio attività»
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Oddo Camillo

   numero  435 «Erogazione di risorse per gli stipendi dei dipendenti
  degli enti di formazione professionale»
   - Assessore Lavoro
   Firmatario: Oddo Camillo

   numero  436  «Crisi del settore della estrazione della lavorazione
  del marmo»
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario: Marrocco Livio

   numero  437 «Riduzione dell'inquinamento prodotto da emissioni  di
  elettrosmog»
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Marrocco Livio

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   la  ST  Microelectronics  di Catania con  oltre  4000  dipendenti,
  escluso  l'indotto, rappresenta il più grande polmone occupazionale
  della Sicilia e la più grande opportunità di sviluppo;

   è presente un modernissimo insediamento industriale, noto come M6,
  originariamente  realizzato  per  la  produzione   di   dispositivi
  elettronici  denominati memorie non volatili, e  non  utilizzato  a
  causa  della  cessione  del ramo d'azienda a favore  della  società
  Numonyx che ha espresso palesemente, al tavolo del Ministero  dello
  sviluppo  economico,  la  volontà di disimpegnarsi  dal  completare
  l'opera   e   quindi  di  non  avviare  la  produzione   di   detti
  semiconduttori;

   considerato che:

   gli  esuberi stimati sono oltre 600 per la chiusura di un  reparto
  denominato  CT6  della  ST che avrebbe dovuto trovare  collocazione
  nell'M6;

   a   Catania,   esistono  tutte  le  condizioni:   università   CNR
  all'interno della ST di Catania, ricerca e sviluppo avviata da anni
  nel  settore della realizzazione di dispositivi fotovoltaici,  area
  edificata  su  una  superficie  di 25 ettari  comprendenti  uffici,
  fabbrica  e servizi pronti all'uso; personale altamente qualificato
  composto da ingegneri e tecnici specializzati;

   è  in corso un accordo tra Sharp, ENEL ed ST Microelectronics  per
  un'alleanza  per  investire  nella produzione  di  sistemi  per  il
  fotovoltaico;

   una diversificazione dell'attività da parte di ST rappresenterebbe
  un'opportunità  non  solo per la salvaguardia dell'occupazione,  ma
  anche  per  lo sviluppo, consentendo di impiegare altri 1000  nuovi
  lavoratori,  rappresentando  ciò una controtendenza  nei  confronti
  degli   effetti   che  l'attuale  congiuntura       economica   sta
  producendo sull'occupazione;

   il  Governo francese da tempo si è adoperato e continua a farlo in
  tal  senso per rendere appetibili gli investimenti societari di  ST
  nel proprio Paese;

   per  sapere se intenda intervenire presso il Governo nazionale per
  proteggere  e  rilanciare  l'assetto  dell'elettronica  nel  nostro
  Paese,  per  fare  in  modo che l'accordo tra  Sharp,  ENEL  ed  ST
  Microelectronics  possa  concretizzarsi  per  avviare  i   relativi
  progetti a Catania, sostenendo, così, una politica di aiuti per  il
  settore e destinando risorse per favorire lo sviluppo in quest'area
  geografica marginale». (420)

             (Gli interroganti chiedono risposta scritta)

                                                 POGLIESE - VINCIULLO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il  responsabile del settore urbanistico del comune di  Castronovo
  di  Sicilia  ha disposto la notifica del provvedimento al  fine  di
  consentire  la legittimazione di terreni gravati da  uso  civico  a
  circa  settanta cittadini, legittimi proprietari di terreni ubicati
  nel medesimo comune, ex feudo Marcato Bianco;

   con  delibera n. 184 del 4 settembre 2008, la giunta  comunale  ha
  disposto la revoca dei provvedimenti notificati a causa dell'errato
  indirizzo,  in  essi  contenuto, presso il  quale  trasmettere  gli
  eventuali  ricorsi o istanze, eccezion fatta per quei provvedimenti
  che hanno sortito l'effetto della presentazione dei ricorsi davanti
  al commissario per la liquidazione degli usi civici della Sicilia;

   considerato che con detti provvedimenti i legittimi proprietari di
  terreni  in agro di Castronovo di Sicilia, ex feudo Marcato Bianco,
  sono stati ritenuti occupanti  abusivi' degli stessi, da parte  del
  commissario  degli  usi civici, ai sensi e per  gli  effetti  della
  legge  n.  1766  del  16  giugno 1927 e seguenti,  pur  essendo  in
  possesso di regolari e legittimi titoli di proprietà;

   preso atto che:

   il  comune  di  Castronovo  di  Sicilia,  ha  intentato  una  lite
  nell'anno  1842  per  chiedere  il compenso  degli  usi  civici  da
  sciogliere;

   successivamente il comune propose cinque appelli solo  per  alcuni
  feudi,  ma  non  per Marcato Bianco, e che questi  furono  tutti  e
  cinque  definiti con esito sfavorevole a causa della non veridicità
  della  prova documentale prodotta dal comune, dichiarandosi quindi,
  con  decisione  dell'8 luglio 1846 dalla Corte,  non  competere  al
  comune  niun compenso' mancando del possesso dei feudi;

   furono  pronunziate ben cinque ordinanze dell'intendente e  cinque
  decisioni  della  Gran  Corte dei conti, con  le  quali  non  venne
  riconosciuto  alcun diritto agli abitanti del comune di  Castronovo
  di  Sicilia  per  eventuali usi civici, spazzando via,  in  maniera
  definitiva,  possibili  diritti attuali  del  comune.  Usi  civici,
  quindi,  inesistenti perché non più esercitati o esercitabili,  con
  sentenze passate in giudicato;

   tali    sentenze,   infatti,   hanno   accertato,    in    maniera
  incontrovertibile ed inconfutabile, che gli abitanti di  Castronovo
  di  Sicilia  non  esercitavano già nel 1800 alcun  diritto  di  uso
  civico sui feudi, compreso quello di Marcato Bianco;

   giudizi  e prove documentali inoppugnabili accertano la cessazione
  degli usi civici, nella loro natura ed estensione, anteriormente al
  1800, come richiamato dalla legge n. 1766 del 16 giugno 1927 e  mai
  dichiarati o rivendicati da alcuno in forza della stessa legge;

   osservato  che, alla luce di quanto sopra affermato, la  richiesta
  di liquidazione appare infondata, anacronistica e paradossale nello
  spirito delle regole elementari che governano il sistema ancestrale
  della  materia  usi  civici, il quale appare oggi,  a  distanza  di
  secoli, non più proponibile;

   considerato ancora che:

   secondo  quanto  riportato nella relazione  del  prof.  Savagnone,
  nell'ex  feudo Marcato Bianco, secondo lo Stato del  1842,  non  vi
  sono  boschi ma seminativi per cui ne deriva che nessun uso  civico
  poteva  essere  esercitato laddove veniva coltivato e  seminato  da
  privati cittadini che sfruttavano i fondi in proprio, venendo  meno
  così  le condizioni obiettive per l'esercizio del diritto da  parte
  della collettività di Castronovo di Sicilia;

   la  rivendicazione degli usi civici per l'ex feudo Marcato  Bianco
  si  basa su una presunzione e su titoli di carattere generale privi
  di  valore: non esistono boschi, pascoli, cave o altro,  in  quanto
  Marcato Bianco ne è stato sempre privo;

   l'istruttrice degli usi civici ha assunto, secondo  lo  Stato  del
  1842,  come  estensione del feudo di Marcato Bianco  la  misura  di
  salme  888,  mentre,  come  si  legge  nella  relazione  del  prof.
  Savagnone,  in  generale i dati di questo Stato  non  sembrano  ben
  sicuri';

   ritenuto  che la stessa istruttrice, tra l'altro, ha  commesso  un
  grave  errore  nel  calcolo  di tale superficie,  attribuendo  alla
   salma'  una  superficie di ettari 1.74.62 anziché ettari  2.67.95,
  secondo la misurazione del tempo, quando una salma era pari a canne
  20,  rendendo così ancora più delicata la rivendicazione degli  usi
  civici su un feudo di cui non si riesce a stabilire quale fosse  la
  vera estensione;

   ritenuto ancora che:

   con  detti provvedimenti si è determinata una condizione di  grave
  danno  economico per gli attuali proprietari dei fondi proprio  per
  l'incertezza   della   natura   giuridica   della   richiesta    di
  liquidazione,  con  la  conseguenza di una caduta  verticale  delle
  compravendite e dei prezzi dei terreni di quella zona;

   dalla  richiesta  di  legittimazione è  emerso  un  serio  allarme
  sociale che potrebbe sfociare in manifestazioni e contestazioni con
  possibili gravi disordini;

   tenuto   conto   che   sul  piano  giuridico   la   richiesta   di
  legittimazione  si  presenta infondata  alla  luce  dei  titoli  di
  proprietà  posseduti da privati, validi e mai contestati da  alcuna
  autorità da secoli, anche alla luce di quanto riportato nella legge
  16 giugno 1927, n. 1766 e seguenti;

   per sapere se intenda:

   intraprendere  ogni  utile, necessaria  e  tempestiva  azione  per
  sospendere le procedure poste in essere dal commissario per gli usi
  civici  con sede in Palermo, dichiarando infondata la richiesta  di
  legittimazione e mettendo così i proprietari delle aziende agricole
  nelle  condizioni di difendere il diritto di proprietà  consolidato
  ininterrottamente da secoli con passaggi inter vivos e mortis causa
  e con il legittimo possesso e godimento dei beni;

   dichiarare   priva   di   fondatezza   giuridica   la    relazione
  dell'istruttrice    demaniale   in   quanto    contenente    errori
  nell'accertamento  della superficie dell'ex feudo  Marcato  Bianco,
  rendendo indeterminato l'oggetto delle rivendicazioni;

   far  carico  al  commissario per gli  usi  civici  di  provare  la
  fondatezza  delle  proprie  richieste e dimostrare  il  conseguente
  esercizio   degli  usi  civici  da  parte  della  collettività   di
  Castronovo   di   Sicilia  fino  ad  oggi,  nonché  l'esistenza   e
  l'osservanza  degli  adempimenti richiesti dalla  legge  16  giugno
  1927, n. 1766 e seguenti». (422)

             (Gli interroganti chiedono risposta scritta)

                          CAPUTO-VINCIULLO-MARROCCO-CURRENTI-POGLIESE

   «All'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per il territorio e
  l'ambiente, premesso che:

   il  territorio della provincia di Messina, per il suo  particolare
  aspetto  idro-geologico, è stato devastato dalle recenti  alluvioni
  che hanno fortemente provato la popolazione residente;

   già  nel  mese  di dicembre 2008 la strada statale 114  è  rimasta
  interrotta  al  transito  veicolare nel  tratto  tra  i  comuni  di
  Scaletta  e  Itala per quasi due mesi e ancora oggi si  percorre  a
  doppio senso alternato di marcia;

   a  seguito di un ulteriore movimento franoso del 21 gennaio  u.s.,
  in  località Vallone Impisi del comune di Alì Terme, l'alveo  della
  S.S.   114   è  stato  nuovamente  invaso  da  materiale   franoso,
  distaccatosi  dal costone limitrofo, in presenza di una  fatiscente
  opera  di  contenimento  rappresentata da una  rete  elettrosaldata
  dimostratasi ormai inidonea;

   considerato  che  la  vivibilità, la sicurezza  e  l'economia  dei
  comuni costieri della zona è stata già pesantemente sconvolta dalla
  precedente chiusura della strada statale medesima e non è in  grado
  di sopportare ulteriori penalizzazioni anche solo per pochi giorni,
  rilevato  che  (la strada statale è in atto chiusa dal  21  gennaio
  2009);

   ritenuto  che  sia quanto mai necessario e urgente  un  intervento
  globale, mirato alla tutela e alla conservazione del territorio con
  l'immediato  coinvolgimento dell'ANAS in un apposito  programma  di
  ripristino  delle condizioni minime di sicurezza per  la  viabilità
  delle   strade  statali,  recuperando  immediatamente  le   risorse
  necessarie  (statali,  regionali e provinciali)  per  il  richiesto
  intervento di messa in sicurezza del tratto stradale in oggetto;

   per sapere:

   se e quali immediate iniziative siano state sinora poste in essere
  per  fronteggiare l'emergenza in oggetto, che delimitata per entità
  ed estensione sarebbe, dunque, di non difficile soluzione tecnica;

   se  non  ritengano di doversi attivare con urgenza per l'immediato
  ripristino della viabilità, anche in modo parziale e in  regime  di
  assoluta  sicurezza,  sul tratto di strada interessato  dall'evento
  franoso;

   se   non   ritengano,  infine,  di  dover  predisporre  un   piano
  complessivo   per   il  riordino  di  tutto  il   tratto   stradale
  frequentemente interessato da ripetuti eventi franosi e fin  troppo
  provato,  nel recente passato, da continui sconvolgimenti  del  suo
  territorio». (427)

                                                             PICCIOLO

   «Al Presidente della Regione, e all'Assessore per i beni culturali
  e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   nel  1997  è  stato inaugurato il complesso monumentale 'Guglielmo
  II'  nella  città  di Monreale (PA), sito all'interno  dell'omonimo
  monumento;

   in  particolare, per la prima volta è stato aperto al pubblico  il
  'Dormitorio  dei  Benedettini', sempre  facente  parte  del  citato
  complesso monumentale;

   dopo  l'inaugurazione,  il  dormitorio  è  stato  interdetto  alla
  pubblica   fruizione,   in  quanto  è  stato  ritenuto   totalmente
  inadeguato   l'impianto  di  sicurezza  e  in  particolare   quello
  antincendio;

   la  soprintendenza  ai beni culturali ha predisposto  un  progetto
  esecutivo  per  la  realizzazione degli  impianti  di  sicurezza  e
  antincendio  il  cui costo è stato quantificato in euro  300.000,00
  circa;

   la  somma è stata imputata al ribasso d'asta, derivante dalle gare
  pubbliche effettuate per le opere di ristrutturazione;

   considerato che la citata perizia è in atto sottoposta alla  firma
  e all'autorizzazione del funzionario competente;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo  della
  Regione   per  consentire  l'avvio  dei  lavori  per  il   recupero
  dell'importantissimo complesso monumentale». (429)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'assessore per il bilancio e  le
  finanze e all'Assessore alla Presidenza, premesso che:

   l'art.  1, comma 202, della legge finanziaria statale 29  dicembre
  2006,  n. 296, ha introdotto, sia pure in via residuale, la Regione
  fra i soggetti destinatari dei cespiti confiscati;

   la  Presidenza  della Regione siciliana ha subito  interagito  con
  l'agenzia   del   demanio,  filiale  Sicilia,  per  concordare   il
  trasferimento,  per le previste finalità istituzionali  e  sociali,
  degli immobili confiscati;

   si  é  data priorità ai plessi già in uso, a titolo locativo, sedi
  degli  Assessorati  regionali  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca (via  degli  Emiri)  e  dei  Beni
  culturali  e  ambientali  e della pubblica  istruzione  (via  delle
  Croci).

   tuttavia,  in  sede  di  applicazione  della  legge,  sono  emerse
  difficoltà  operative  relativamente  agli  immobili  sopraccitati,
  compresi  nelle  quote societarie delle Aziende confiscate,  poiché
  trattasi  di  beni  aziendali che vengono mantenuti  al  patrimonio
  dello Stato per essere destinati all'affitto o alla vendita ... con
  le modalità previste dalla legge ;

   la  questione,  oltre ad interessare l'amministrazione  regionale,
  riguarda  anche il comune di Palermo e la provincia  regionale  che
  hanno  diritto  ad avere assegnati numerosi plessi,  inclusi  nelle
  quote  societarie appartenenti ad aziende confiscate,  destinati  a
  scuole e ad altre istituzioni pubbliche;

   l'Agenzia  del  demanio, a tale riguardo, ha prospettato  che  gli
  immobili, compresi in quote societarie, potessero invece costituire
  oggetto  di scorporo e quindi cespiti autonomi rispetto all'azienda
  confiscata, richiedendo nel contempo un assorbimento in percentuale
  del personale della società confiscata presso gli enti coinvolti;

   per   conseguenza,  nell'attesa  del  detto  scorporo,   è   stato
  comunicato  alla Regione siciliana che, a far data  dall'1  gennaio
  2008, non era più dovuto alcun canone di affitto;

   ora, di contro a tale individuato percorso peraltro già operativo,
  il  commissario  straordinario del Governo per  la  gestione  e  la
  destinazione  dei  beni confiscati, ha manifestato  perplessità  in
  ordine  alla  compatibilità con la normativa vigente  del  percorso
  originariamente  individuato che non consente  di  addivenire  alla
  prospettata  soluzione  di  destinare agli  enti  territoriali  gli
  immobili  dagli stessi utilizzati senza incorrere in responsabilità
  derivanti  dalla  distrazione dei cespiti in argomento  dalla  loro
  naturale destinazione;

   ciò comporta che l'amministrazione regionale si vedrebbe costretta
  a  pagare per gli immobili in questione un canone annuo al  momento
  di   circa   euro  3.000.000,00  (in  aumento)  di   cui   peraltro
  l'Amministrazione statale non viene a beneficiare;

   considerato che:

   gli  immobili, compresi nelle quote societarie, sono  già  in  uso
  alle  amministrazioni pubbliche - tra cui la Regione  siciliana  si
  rende   necessario   intervenire  presso  le  competenti   autorità
  nazionali al fine di procedere alla relativa integrazione normativa
  per  armonizzare  i disposti di cui ai commi 2  e  3  dello  stesso
  articolo 2 undecies;

   la  Regione  si trova nelle paradossali condizioni di  pagare  per
  l'utilizzo  a  pubbliche  finalità  di  un  bene  confiscato   alla
  criminalità  organizzata, impiegando risorse pubbliche,  per  altro
  non  disponibili; per sapere quali provvedimenti sta  attivando  il
  Governo regionale». (430)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso  che  l'attuale stato di assoluta emergenza  rappresentato
  dall'elevato  numero  di  morti  sul lavoro  andrebbe  fronteggiato
  attraverso  la  promozione ed il potenziamento della cultura  della
  legalità   in  ogni  contesto  lavorativo,  poiché  la   conoscenza
  unitamente  al  rispetto  delle regole in materia  di  prevenzione,
  l'emersione del lavoro nero, la regolarizzazione delle aziende e la
  chiusura   di  quei  cantieri  operanti  in  regime  di  conclamata
  illegalità ridurrebbe il rischio di infortuni;

   ritenuto  essenziale un incremento delle ispezioni e dei controlli
  nelle   aziende  per  verificare  l'applicazione  delle  norme   di
  sicurezza, nonché un potenziamento degli organi di vigilanza ed una
  migliore  distribuzione  sul  territorio  dei  controlli  ispettivi
  attraverso  l'utilizzo di tutte le risorse umane disponibili  utili
  per  migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei  luoghi  di
  lavoro;

   per   sapere   se  non  ritenga  utile  includere  gli  istruttori
  direttivi,    che   abbiano   presentato   regolare   istanza    di
  partecipazione  al  bando  CIAPI,  tra  i  soggetti   abilitati   a
  frequentare il corso di formazione per ispettori del lavoro». (431)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso

   che numerosi operatori della formazione professionale, da mesi  in
  stato  di  agitazione, denunciano gravi inadempienze  da  parte  di
  taluni enti gestori dei corsi della provincia di Trapani presso cui
  prestano  il  loro servizio, lamentando il mancato  versamento  dei
  contributi   previdenziali  e  l'accantonamento  della   quota   di
  trattamento  di  fine  rapporto,  incorrendo,  in  tal   modo,   in
  gravissime  violazioni  di prescrizioni  normative  in  materia  di
  lavoro;

   considerato  che  le suddette inadempienze sono state  rilevate  e
  opportunamente documentate dagli ispettori del lavoro che ne  hanno
  dato notizia ai dipendenti interessati;

   per sapere

   se  non  ritengano di dovere disporre ulteriori ispezioni o  altri
  urgenti provvedimenti sanzionatori nei confronti degli enti gestori
  di  corsi di formazione professionale che risultassero inadempienti
  secondo quanto evidenziato in premessa;

   se   non   ritengano   opportuno,  di  fronte  alla   perseverante
  inadempienza,  escludere dalla partecipazione  al  Piano  regionale
  dell'offerta  formativa (P.R.O.F.) 2009, di imminente approvazione,
  gli enti trasgressori». (432)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interpellanza presentata:

   BOSCO, segretario f.f.:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'Assessorato Territorio e ambiente, in data 15 gennaio  2009,  ha
  emanato  il  decreto dirigenziale che autorizza l'uso agricolo  dei
  fanghi  di  depurazione  della distilleria  Bertolino  nei  terreni
  ubicati in contrada San Nicola in Mazara del Vallo (TP);

   successivamente  il  decreto è stato opportunamente  sospeso,  sia
  pure temporaneamente;

   il  comune  di  Mazara del Vallo ha evidenziato come  i  lotti  di
  terreno  destinati  all'utilizzo  dei  fanghi  distino  solo  pochi
  centinaia  di metri dai pozzi destinati alla fornitura  idrica  del
  predetto  comune;  detti pozzi potrebbero subire  contaminazioni  a
  causa  dell'uso agricolo dei fanghi di depurazione ad  opera  della
  distilleria Bertolino;

   il  comune  di Mazara del Vallo rileva, altresì, che  le  aree  di
  utilizzo  sono  contigue ad aree soggette a vincolo  di  protezione
  ambientale in relazione anche all'area protetta delle cave di Cusa;

   i  consigli  comunali di Marsala, Mazara del Vallo, Campobello  di
  Mazara,  Castelvetrano e Petrosino hanno approvato proprie delibere
  con le quali attestano l'incompatibilità dell'utilizzo agricolo dei
  fanghi di depurazione rispetto all'esigenza di tutela ambientale di
  un  territorio  che  si  caratterizza  per  un  spiccata  vocazione
  turistica e per la qualità dei suoi prodotti agricoli;

   il   consiglio   provinciale  di  Trapani,  sulla   scorta   delle
  indicazioni  del  comune  di  Mazara del  Vallo  e  delle  delibere
  approvate    dai   suddetti   consigli   comunali,   ha   approvato
  all'unanimità un ordine del giorno che chiede la revoca  definitiva
  del predetto decreto dirigenziale;

   inoltre, l'attività dei consessi civici è stata supportata da  una
  vasta  mobilitazione delle popolazioni coinvolte,  le  quali  hanno
  raccolto  oltre  10  mila firme e nel 2005  hanno  organizzato  una
  manifestazione con oltre 4 mila partecipanti;

   per  conoscere se non ritenga opportuno, alla luce di quanto sopra
  esposto,   intervenire  per  determinare  la  revoca  del   decreto
  dirigenziale  del 15 gennaio 2009 che autorizza l'uso agricolo  dei
  fanghi di depurazione della distilleria Bertolino, nei terreni siti
  in contrada San Nicola nel comune di Mazara del Vallo». (52)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza  che
  il  Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o  abbia
  fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
  stessa  sarà  iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta  al
  proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero 98 «Iniziative per impedire la contrazione produttiva dello
  stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA) e per il suo rilancio», a
  firma   degli  onorevoli  Caputo,  Pogliese,  Marrocco,   Aricò   e
  Vinciullo, presentata il 20 febbraio 2009;

   numero  99 «Interventi urgenti per il mantenimento ed il  rilancio
  dell'ente  'Fiera  del  Mediterraneo'»,  a  firma  degli  onorevoli
  Caputo,  Correnti, Aricò, Pogliese e Vinciullo,  presentata  il  20
  febbraio 2009;

   numero  100  «Revoca del decreto dell'Assessore per la  sanità  in
  materia di registrazione delle attività alimentari», a firma  degli
  onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Vitrano, Donegani e Marinello,
  presentata il 24 febbraio 2009.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   BOSCO, segretario f.f.:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  gruppo  FIAT ha avviato un processo di ristrutturazione  delle
  proprie  attività  produttive soprattutto con riferimento  al  ramo
  auto;

   in  tale contesto sono stati avviati processi di messa in mobilità
  di  lavoratori  dipendenti, finalizzati al ridimensionamento  della
  base produttiva;

   tutto  ciò sta determinando effetti estremamente negativi su tutti
  gli stabilimenti auto, compreso quello di Termini Imerese (PA) dove
  sono  stati posti in mobilità oltre duecento lavoratori  (quasi  il
  dieci per cento della forza lavoro complessiva) con una contrazione
  notevole  del  numero di autovetture prodotte ogni giorno  rispetto
  alle potenzialità dello stabilimento;

   il  ridimensionamento della base produttiva alla FIAT  di  Termini
  Imerese  ha  riflessi  negativi anche sulle  attività  dell'indotto
  presenti nella realtà termitana;

   considerato che:

   da  parte delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze di
  fabbrica  vengono  sollevati timori seri sulle prospettive  di  più
  lungo termine;

   lo  stabilimento FIAT di Termini Imerese, nonostante sia oggi  uno
  dei  più  produttivi  e  di maggiore qualità,  è  destinato  ad  un
  progressivo     depotenziamento,     con      effetti     micidiali
  sull'occupazione e sull'economia di tutta la Sicilia;

   considerato, altresì, che:

   la  FIAT  per  lo  stabilimento  di Termini  Imerese  ha  ricevuto
  pubblici  finanziamenti  sia  per  gli  investimenti   che  per   i
  contratti di formazione-lavoro,

                   impegna il Governo della Regione

   a  convocare  un tavolo di confronto regionale con la  FIAT  e  le
  organizzazioni  sindacali  al fine di affrontare  le  problematiche
  connesse  alla presenza FIAT in Sicilia ed alla crisi  del  settore
  auto;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale e in  tutte  le  sedi
  necessarie  per rappresentare l'esigenza che la Sicilia  non  venga
  penalizzata  dalla crisi FIAT né sotto il profilo occupazionale  né
  sotto quello della qualità della presenza industriale;

   se  non  ritenga opportuno investire della problematica  anche  il
  Ministro  del  lavoro della salute e delle politiche sociali,  allo
  scopo di aprire un tavolo di trattativa nazionale per affrontare il
  tema del rilancio produttivo degli stabilimenti FIAT nel Meridione,
  compreso quello di Termini Imprese.» (98)

                            CAPUTO-POGLIESE-MARROCCO-ARICO'-VINCIULLO

                      «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il commissario straordinario dell'ente 'Fiera del Mediterraneo' ed
  il commissario ad acta, con apposita relazione, hanno denunciato la
  gravissima situazione in cui attualmente versa l'ente. Nella citata
  nota,  invero,  i  soggetti preposti espongono  l'impossibilità  di
  amministrare  e gestire l'ente a causa delle gravissime  difficoltà
  incontrate per l'impossibilità finanziaria e strutturale  dell'ente
  stesso;

   in  particolare  è  stata  evidenziata  una  situazione  debitoria
  definita  'paradossale',  atteso che le  disponibilità  finanziarie
  presso   i  conto  correnti  bancari  non  sono  utilizzabili   per
  l'esistenza  dei pignoramenti presso terzi effettuati dai  soggetti
  creditori dell'ente;

   a  ciò deve aggiungersi anche la mole di contenzioso attivata  dai
  dipendenti  dell'ente che hanno agito per vie legali  per  presunte
  illegittimità subite quali disparità di trattamento, emolumenti non
  percepiti,  irregolarità nelle procedure di reinquadramento  nonché
  azioni di mobbing;

   la  situazione non migliora se si osserva l'aspetto strutturale  e
  logistico  dell'ente. Le attuali condizioni dei  padiglioni  ed  il
  sistema  viario  risultano  precarie per  la  mancata  manutenzione
  ordinaria;

   per  quanto attiene alle condizioni igienico-sanitarie si  osserva
  che  a  decorrere dal mese di giungo 2008 non viene  effettuato  il
  servizio  di raccolta dei rifiuti per mancato pagamento  di  quanto
  dovuto all'AMIA;

   negli uffici infine risultano carenti anche mobili, attrezzature e
  strumenti   da   lavoro  (computers,  impianti  di  climatizzazione
  eccetera)  molti  dei  quali  allo  stato  pignorati  dai  numerosi
  creditori;

   considerato che:

   non  sussistono le condizioni economico-strutturali per  garantire
  una  minima funzionalità della struttura per l'anno in corso, tanto
  che risultano essere state cancellate tutte le manifestazioni e gli
  eventi, compresa la campionaria del maggio giungo 2009;

   a  causa delle predette condizioni il commissario straordinario  e
  quello  ad  acta hanno proposto come unica soluzione  l'attivazione
  della  procedura  di liquidazione dell'ente per mancanza  di  mezzi
  finanziari e per continua inattività;

   l'ente invece deve essere mantenuto e rivalutato;

   ritenuto che,

   conseguenza immediata della proposta avanzata dai due commissari è
  la  chiusura dell'ente con ricadute negative per l'economia locale.
  Tale  chiusura impedirebbe alla Sicilia di potere usufruire di  uno
  dei  più  importanti poli fieristici, necessario  per  lo  sviluppo
  economico e sociale che ogni regione dovrebbe avere;

   la  chiusura  dell'ente avrebbe risvolti negativi sotto  l'aspetto
  occupazionale per la perdita del posto di lavoro dei  dipendenti  e
  sotto  l'aspetto economico la mancanza di una struttura di rilancio
  delle attività produttive siciliane e del Mediterraneo,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare ogni iniziativa istituzionale al fine di  trovare  le
  condizioni   per  il  mantenimento  ed  il  rilancio  dell'attività
  dell'ente 'Fiera del Mediterraneo'». (99)

                             CAPUTO-CURRENTI-ARICÒ-POGLIESE-VINCIULLO

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'Assessore  regionale  per  la sanità,  con  proprio  decreto  27
  febbraio  2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana  21  marzo  2008,  n.  13, ha  disciplinato  le  modalità
  attuative   del   regolamento   CE  n.   852/2004   relativo   alle
  registrazioni delle attività alimentari;

   le   disposizioni   recate  dal  decreto  comportano   adempimenti
  farraginosi e assai onerosi, in particolare per le piccole e  medie
  imprese, visto che non si fa alcuna distinzione fra micro aziende e
  grandi aziende industriali;

   le organizzazioni di categoria, nel corso delle audizioni tenutesi
  presso   la   III  Commissione  legislativa  permanente   'Attività
  Produttive'  nel  mese  di dicembre 2008 e  nello  scorso  mese  di
  gennaio,  vibrate  proteste  in quanto  gli  adempimenti  cui  sono
  sottoposte le imprese appaiono onerosi e a volte incomprensibili;

   considerato  che la Regione poteva e può disciplinare  la  materia
  rendendo  meno  costosi i vari adempimenti, vista  anche  la  grave
  crisi  economica  e finanziaria che sta investendo  quasi  tutti  i
  settori produttivi regionali,

                   impegna il Governo della Regione
                e, per esso, l'Assessore per la sanità

   a   modificare,  nel  più  breve  tempo  possibile,   il   decreto
  prescrivendo  solo  gli oneri strettamente necessari  ad  escludere
  rischi per la salute pubblica;

   ad   impartire  le  necessarie  istruzioni  affinché  gli   uffici
  sospendano,   in   attesa   delle  nuove  disposizioni,   eventuali
  contestazioni  di inadempienza nei confronti delle  imprese  ed  in
  particolare di quelle piccole e medie». (100)

                   ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-VITRANO-DONEGANI-MARINELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le mozioni saranno iscritte all'ordine del
  giorno  della seduta successiva perché se ne determini la  data  di
  discussione, ad eccezione della mozione numero 100 che è stata  già
  calendarizzata   dalla   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari di questa mattina.


   Presidenza del presidente Cascio


                Comunicazione del calendario dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa mattina  sotto
  la   Presidenza   del  sottoscritto  ed  alla  presenza   dei   due
  Vicepresidenti,  onorevole  Formica  e  onorevole  Oddo,   con   la
  partecipazione  dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le
  finanze, onorevole Cimino, ha stabilito quanto segue:

   l'Aula terrà seduta oggi e domani per l'esame dei seguenti disegni
   di legge:

   1)  «Disposizioni in materia di rilascio di concessioni  demaniali
  marittime  per la realizzazione di strutture dedicate alla  nautica
  da  diporto.  Modifica  dell'articolo 5 della  legge  regionale  29
  novembre 2005, n. 15» (nn. 226-233-244-266/A);

   2)  «Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e  tra  le
  cariche di componente della Giunta regionale e di componente  delle
  giunte di enti locali»(nn. 342-339-86-231-262/A);

   da  martedì,  3  marzo  2009,  con  eventuale  prosecuzione  nella
  settimana successiva:

   per la discussione delle seguenti mozioni:

   numero   88   «Misure  immediate  per  fronteggiare  il   fenomeno
  migratorio», a firma dell'onorevole Lupo ed altri;

   numero  96  «Iniziative urgenti finalizzate alla  riorganizzazione
  funzionale  dell'Amministrazione regionale», a firma dell'onorevole
  Cracolici ed altri;

   numero  97 «Censura nei confronti dell'Assessore regionale per  la
  sanità», a firma dell'onorevole Leontini ed altri;

   numero  100  «Revoca del decreto dell'Assessore regionale  per  la
  sanità  in  materia di registrazione delle attività alimentari»,  a
  firma dell'onorevole Oddo ed altri;

   per la discussione dei seguenti disegni di legge:

   eventuale seguito dell'esame dei predetti disegni di legge, nonché
  per l'esame dei seguenti disegni di legge:

   1)  «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248-
  227-162);

   2)  «Indennità di disagiata residenza in favore dei titolari delle
  farmacie rurali aventi sede nelle isole minori» (n. 253).

   Le  Commissioni di merito proseguiranno l'esame, con priorità, dei
  seguenti disegni di legge:

   1)  Documenti finanziari;
   2) Nuove norme in materia di gestione integrata dei rifiuti e delle
  acque (305-280-141);
  3) Norme sui regimi di aiuto alle imprese (119-stralcio I);
  4) Norme in materia di bilancio e contabilità (119).

     La  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  sarà
  convocata  martedì, 10 marzo 2009, per l'organizzazione dei  lavori
  parlamentari riguardanti l'esame dei documenti finanziari.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Determinazione della data di discussione della mozione numero 97

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della mozione numero 97 «Censura nei confronti
  dell'Assessore regionale per la sanità», degli onorevoli  Leontini,
  Marrocco,  Marinese, Maira, Caputo, Buzzanca, Lo  Giudice,  Savona,
  Cascio  Salvatore, Cordaro, Pogliese, Aricò, Dina, Fagone,  Ragusa,
  Vinciullo,  Limoli, Corona, Torregrossa, Mancuso,  Leanza  Edoardo,
  Scilla,  Falcone,  Currenti, Caronia, Forzese, D'Asero  e  Formica.
  Invito il deputato segretario a darne lettura.

   BOSCO, segretario f.f.:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'ufficio  di  deputato regionale si caratterizza per  l'attività
  parlamentare  svolta  nelle  sedi  istituzionali  attraverso   gli
  strumenti  precipuamente individuati dalla legge e dai regolamenti
  parlamentari;

   come   sancito  dalla  Corte  costituzionale,  devono   ritenersi
  insindacabili quelle espressioni  extra moenia' che consistano  in
  una  mera  riproduzione  all'esterno  delle  attività  ritualmente
  svolte  attraverso iniziative realizzatesi all'interno delle  sede
  istituzionale di appartenenza;

   dall'attività  svolta  all'esterno  dal  deputato  scaturisce   la
  funzione  di  ispezione, di divulgazione, di critica e di  denuncia
  politica, connessa alla funzione parlamentare;

   considerato che:

   l'Assessore  regionale  per la sanità,  dott.  Massimo  Russo,  ha
  emanato  una circolare, indirizzata a tutto il personale  regionale
  in  servizio  presso le strutture ad esso preposte, in cui  dispone
  d'astenersi,  nell'esercizio del proprio ufficio, dall'intrattenere
  con    organi   politici   rapporti   che,   stante    la    natura
  dell'interlocutore,   appartengono   alla   sfera   di   competenza
  dell'Assessore  o  degli  uffici di  diretta  collaborazione  dello
  stesso;

   la  stessa  disposizione  che,  a  detta  dell'Assessore,  mira  a
  garantire il più funzionale svolgimento del lavoro degli uffici  in
  un  momento  così  delicato  che  vede  l'Assessorato  fattivamente
  impegnato  nel processo di riorganizzazione del sistema  sanitario,
  risulterebbe invece in netta contrapposizione con i principi  e  le
  prerogative  parlamentari,  limitando  le  garanzie  connesse   con
  l'esercizio del mandato parlamentare;

   la  normativa  richiamata  alla  base  del  provvedimento,  ovvero
  l'articolo  2  della legge regionale 15 maggio  2000,  n.  10,  non
  riconosce  l'organizzazione  e la gestione  diretta  delle  risorse
  umane   in  capo  all'Assessore,  ma  ne  confina  l'esercizio   in
  compartecipazione  con il dirigente generale del  dipartimento,  il
  quale è di fatto il capo del personale,

                            esprime censura

   nei  confronti del comportamento politico dell'Assessore regionale
  per la sanità, dott. Massimo Russo». (97)

           LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA - CAPUTO - BUZZANCA
        LO GIUDICE - SAVONA - CASCIO S. - CORDARO - POGLIESE - ARICO'
   DINA - FAGONE - RAGUSA - VINCIULLO - LIMOLI - CORONA - TORREGROSSA
          MANCUSO - LEANZA E. - SCILLA - FALCONE - CURRENTI - CARONIA
                                          FORZESE - D'ASERO - FORMICA

   PRESIDENTE.   Avverto  che  la  determinazione   della   data   di
  discussione della suddetta mozione è già stata calendarizzata dalla
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  che  ho  testé
  comunicato, e cioè a decorrere da martedì, 3 marzo 2009.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
     materia di rilascio di concessioni demaniali marittime per la
     realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
  Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
                        15» (226-233-244-266/A)

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia  di
  rilascio di concessioni demaniali marittime per la realizzazione di
  strutture  dedicate alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo
  5  della  legge  regionale 29 novembre 2005, n.  15»  (226-233-244-
  266/A).
   Invito  i  componenti la IV Commissione  Ambiente e territorio   a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta  numero  65 del 18 febbraio 2009, a seguito del  rinvio  del
  disegno  di legge in Commissione ai sensi dell'articolo 121  quater
  del  Regolamento  interno e della determinazione di  concludere  la
  discussione  generale  del  disegno di  legge  oggi,  mercoledì  25
  febbraio,   consentendo  fino  ad  allora   la   presentazione   di
  emendamenti.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo   di
  parlare  in  questa  fase perché, nella scorsa  seduta,  su  questo
  disegno   di   legge,   c'è  stata  una  questione   sulla   quale,
  personalmente,  al di là del merito, ho chiesto il  rispetto  della
  procedura regolamentare.
   Ancor  prima che si passi alla discussione generale, vorrei  porre
  una questione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, siamo già in fase di discussione
  generale, anzi ci apprestiamo a chiuderla.

   CRACOLICI. In che senso, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Nel  senso che i prossimi interventi  saranno  ancora
  sulla discussione generale, dopodiché la dichiarerò chiusa.

   CRACOLICI.  Ho capito. Intanto, signor Presidente, ho  chiesto  di
  parlare sull'ordine dei lavori.
   Onorevoli  colleghi, credo che il disegno di legge in esame  ponga
  una questione seria e delicata a questo Parlamento.
   Vorrei  usarlo come pretesto perché ritengo che questo  Parlamento
  abbia  l'esigenza  di approvare delle buone leggi,  al  di  là  del
  giudizio di merito, se si è d'accordo o si è contrari.
   Innanzitutto, approvare delle buone leggi che superino  la  prova,
  alla  luce  della  conoscenza tecnica, da parte  dei  parlamentari,
  delle  situazioni giuridiche esistenti su singoli aspetti di  norme
  che riguardano questioni come quelle che ci apprestiamo a trattare.
   Un disegno di legge di questo tipo, proprio per la complessità che
  attiene  a  principi  fissati  dalle norme  sulla  concorrenza  dal
  Trattato europeo necessita, a mio avviso - e questo è uno di quelli
  -  di una relazione tecnica di accompagnamento che metta i deputati
  nelle   condizioni  di  valutare  gli  effetti  di  una  norma   e,
  soprattutto,  se  quella norma interviene  quando  si  legifera  su
  principi  che  non sono, invece, violabili da parte del  Parlamento
  regionale.
   Qui  rischiamo  di trovarci, di volta in volta, in una  situazione
  surreale
   Un  disegno  di  legge arriva in Aula; poi, magari si  scopre  che
  quella  norma  difficilmente passerà l'esame della  valutazione  di
  legittimità costituzionale e magari, con emendamenti, procediamo  a
  modificarla.
   Credo  che  abbiamo  l'esigenza, signor Presidente,  di  approvare
  delle  leggi  supportate  da valutazioni e relazioni  tecniche  che
  consentano ai deputati di sapere di che cosa stiamo parlando.
   Nella  fattispecie, appare evidente, alla luce di alcune  sentenze
  dei  Tribunali amministrativi regionali di questo Paese e non  solo
  di  questa Regione, alla luce di procedure di infrazione  che  sono
  state aperte nei confronti dello Stato italiano dall'Unione europea
  sulle  modalità  concessorie verso terzi, che  questa  legge,  così
  com'è,  non  si  può  approvare.  Dico  ciò  perché  sia  le  norme
  comunitarie  sia  quelle nazionali che hanno recepito  il  trattato
  dell'Unione europea stabiliscono che le modalità di affidamento  di
  concessioni  e  di  gestioni concessorie debbano  avvenire  secondo
  procedure  che  la  legge numero 509 prevede  con  bando  pubblico,
  avviso pubblico, gare, eccetera.
   Aggiungo, signor Presidente, che la norma lo vieta, anche  laddove
  dovesse esservi una società interamente - intendo dire al cento per
  cento  - partecipata da un ente pubblico, perché la fattispecie  di
  una   società,  e  quindi  non  di  un  ente  territoriale,  è  una
  fattispecie  diversa  fissata da sentenze che impedisce  di  potere
  accedere  con  affidamento diretto alla concessione, tanto  più  al
  trasferimento  di  godimento, che è un'altra fattispecie  giuridica
  che  il  legislatore impedisce che possa esercitarsi  tra  soggetti
  terzi se non, ripeto, con procedure di gare.
   Qualcuno  dice:   prevediamo che si facciano le  gare'.  Bene,  se
  dobbiamo  prevedere che si facciano le gare, vorrei  ricordare  che
  già  la  legge  esiste, è la legge 509, recepita in  Sicilia  dalla
  legge 4 del 2003.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il recepimento della legge 509  è
  la legge 15 del 2005, la legge Cascio, me la ricordo perfettamente.

   CRACOLICI. Lei ha memoria della legge.

   PRESIDENTE.  Ho memoria, perché casualmente ero io  l'Assessore  a
  quel tempo.

   CRACOLICI.  Perché ne è il padre  Tanto meglio, signor Presidente,
  parlo di  corde in casa dell'impiccato'
   Credo di poter dire che si debba operare in forza di una legge che
  è  già  in  Sicilia e prevede una fattispecie fissata da  regole  e
  norme, oppure non capisco di cosa parliamo.
   Ripeto,  ho voluto usare la fase dell'ordine dei lavori per  porre
  una questione alla Presidenza, perché non si possono fare leggi  di
  questa delicatezza con una  relanzioncina  del proponente che non è
  supportata da una valutazione, sia degli uffici della Regione sia -
  mi  permetto di dire - anche degli uffici dell'Assemblea, in quanto
  nella   materia   il   parere  degli  uffici  dell'Assemblea,   che
  fortunatamente  cominciano a funzionare - e voglio  dare  plauso  a
  questa  attività  di  supporto all'attività parlamentare  da  parte
  degli  uffici dell'Assemblea - potrebbe consentire ai  deputati  di
  fare una valutazione alla luce della normativa vigente e dei limiti
  della nostra possibilità di legiferare.
   Pongo  questa questione, in quanto non ho capito come  si  intende
  procedere in questa vicenda. Ho notizia che ci sono emendamenti  di
  riscrittura, di rivoluzione, e siccome riscrittura significa che si
  prende  atto  di  una cosa, signor Presidente, era  ciò  che  avevo
  suggerito,  e  per  la quale qualcuno si è offeso,  quando  avevamo
  rinviato  il  disegno di legge in Commissione. Non era  la  tecnica
  dilatoria di qualcuno che non voleva approvare il disegno di  legge
  rinviandolo  in Commissione, bensì era un modo per consentire  alla
  Commissione  di  riscrivere il disegno di legge,  alla  luce  delle
  compatibilità legislative vigenti.
   La  Commissione  non  si è voluta riunire,  cosa  che  secondo  me
  costituisce  un precedente grave; infatti, non si è mai  verificato
  che  un  Presidente decida di non convocarla, anche se qui  abbiamo
  assistito  a  dichiarazioni  di scuse che  lasciano  il  tempo  che
  trovano sul piano della procedura regolamentare.
   Ora  il  disegno di legge ci viene riproposto in Aula, e  dovremmo
  modificarlo  o renderlo compatibile con la legislazione  europea  e
  nazionale vigente con semplici emendamenti.
   Non  mi  pare un bel modo di fare buona legislazione. Temo,  e  lo
  dico  manifestando una preoccupazione, che questo disegno di  legge
  al di là dell'esito che avrà in Aula, sarà un disegno di legge alla
  fine  così pasticciato che, invece di risolvere i problemi  che  si
  vogliono   risolvere,   credo  che  oggi   stiamo   rischiando   di
  complicarli,  anche  per  una  legislazione  che  alla  fine   sarà
  contraddittoria.
   Infatti,  signor  Presidente, c'è un grande tema non  risolto,  la
  legge  15,  certamente  è  stata  una  legge  di  recepimento   con
  modifiche, ma non ha fatto una cosa essenziale, che era  quella  di
  definire i compiti della Regione e dei comuni.
   Nel  limbo di questa incertezza tra i soggetti istituzionali, oggi
  molto  spesso  l'uno e l'altro agiscono non sapendo  quali  sono  i
  confini dell'uno e i confini dell'altro.
   Il  risultato  è  che  siamo  poi nel marasma,  le  conferenze  di
  servizio  non  riescono  a  risolvere i problemi  perché  non  sono
  definite per legge le competenze della Regione e dei comuni.
   Allora  se  avessimo provato a fare questo invece di risolvere  il
  singolo problema, che risolveremo, allora avremmo fatto cosa  buona
  e giusta in questa Regione.


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 226-
                             233-244-266/A

   FORMICA. Chiedo di parlare sulla discussione generale.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi ci  apprestiamo  a
  discutere  un  provvedimento di legge  per  il  quale  siamo  stati
  necessitati da un iter procedurale e da un accavallamento di  norme
  per  quanto  riguarda  la nostra Regione, che  ha  portato  diversi
  comuni  nella  situazione di dover rinunciare  a  un  finanziamento
  ottenuto  attraverso un atto programmatorio della Regione siciliana
  perché, come purtroppo spesso accade in questa nostra Regione,  noi
  siamo  molto  bravi  a  complicarci il  cammino,  così  come  siamo
  altrettanto  lesti, pronti, veloci nel piangerci  addosso  poi  con
  lacrime di coccodrillo.
   Intanto  inquadriamo il contesto per il quale  abbiamo  presentato
  questo disegno di legge, anche con una certa urgenza, per vedere di
  risolvere un problema.
   Il  disegno di legge è stato presentato a settembre, e  quindi  ha
  avuto modo di essere discusso in Commissione e approdare quindi  in
  Aula.
   Devo  dire  che  quanto sostenuto dall'onorevole Cracolici  non  è
  privo  di  alcuni  fondamentali aspetti, e devo  dire  altresì  che
  riguardo agli auspici che l'onorevole Cracolici ha qui esplicitato,
  e  cioè  che  ci  fosse un approfondimento da  parte  degli  uffici
  dell'Assemblea,  e quindi atti tali da mettere in grado  l'Aula  di
  poter approvare un disegno di legge con grande cognizione di causa,
  anche  questa  è una richiesta corretta, ma è una richiesta  che  è
  stata  esaudita  dagli uffici della Regione che hanno  approfondito
  abbondantemente  gli  aspetti che si  potevano  presentare,  o  che
  potevano prestare il fianco a dubbia interpretazione.
   Da  questo  punto di vista sono stati presentati degli emendamenti
  che  tendono,  da  un  lato, a precisare  le  linee  di  intervento
  specifiche   della   legge   riguardo  agli   aspetti   di   natura
  pubblicistica  da una lato, e dall'altro lato anche  alle  sentenze
  del  TAR  che  ci  sono  state e alle prescrizioni  della  Comunità
  economica   europea  in  merito  alla  fattibilità  di  determinate
  procedure,  proprio per evitare che si possa incorrere nell'esitare
  un  provvedimento  di  legge che potrebbe poi  essere  tacciato  di
  aspetti di incostituzionalità.
   Quindi,  da  questo punto di vista, l'Aula è posta serenamente  di
  fronte  all'approvazione di un disegno di legge che -  ripeto  -  è
  limitato  solo a quei comuni che sono stati oggetto di una delibera
  di  Giunta regionale che aveva accordato loro un finanziamento  per
  realizzare quelle determinate opere.
   Quindi,  da  un lato evitiamo che quel finanziamento possa  essere
  perduto,  dall'altro lato risolviamo un problema  di  conflitto  di
  competenze  e di poteri che è stato innescato dalla Regione  stessa
  con un atto deliberativo e programmatorio. Tale atto, non solo dava
  il finanziamento, ma indicava ai comuni anche l'iter da seguire per
  la  individuazione del progetto di finanza per la realizzazione  di
  determinate  opere, iter che poi non poteva essere seguito  proprio
  perché, essendoci nella nostra Regione la legge 7 che disciplina in
  maniera diversa rispetto al decreto Burlando; c'eravamo ficcati  in
  un  cul de sac che impediva ai comuni da un lato di dare esecuzione
  a  quanto stabilito nella delibera, nell'atto programmatorio  della
  Regione, e dall'altro lato di perdere i finanziamenti impedendo  di
  fatto la realizzazione delle opere e la perdita dei fondi stessi.
   Questa   legge  non  stravolge  il  decreto  Burlando  in  maniera
  assoluta,  non interviene nel decreto Burlando, precisa i  contorni
  verso  cui è diretta, risolve un conflitto di interessi che è stato
  generato  dalla presenza di legislazione concorrente  sulla  stessa
  materia, ma in conflitto tra le stesse due legislazioni.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  certamente l'operato del Presidente della Commissione non sia stato
  dei  migliori anche rispetto a quello che era stato un voto d'Aula,
  e   forse  la  Commissione  sarebbe  stato  il  luogo  giusto   per
  approfondire  alcuni argomenti. Però oggi siamo  già  a  circa  due
  rinvii,  quindi credo che i termini fissati dalla Presidenza  siano
  quelli per presentare gli emendamenti.
   Pertanto,  signor  Presidente, occorre  da  una  parte  tenere  in
  considerazione  gli aspetti tecnico-legislativi,  dall'altra  parte
  tenere  anche in evidenza quelle che sono le possibili  perdite  di
  risorse.
   Sta  poi agli uffici dell'Assemblea valutare, con la presentazione
  degli  emendamenti - come diceva l'onorevole Cracolici - se  questi
  emendamenti  rispecchiano quella che è una buona  legge  o  non  la
  rispecchiano.  Però  io  non  ci sto a  questi  continui  rinvii  o
  rimpalli  fra  Parlamento e Commissione, Commissione  e  Parlamento
  perché credo che l'ostruzionismo non serva più a nessuno.
   Se  il  Presidente  della Commissione, per  una  sua  scelta,  non
  accettata,  ha ritenuto, sbagliando rispetto a quella  che  era  la
  volontà del Parlamento, di non tornare in Commissione, credo che la
  valutazione  degli  emendamenti debba essere fatta  con  rigore  da
  parte degli uffici.
   Ho  presentato anch'io degli emendamenti che credo vadano incontro
  proprio  al  superamento  di  quelle  che  possono  essere   alcune
  osservazioni,  perché  chiaramente non si può  condividere  che  la
  concessione demaniale venga tolta a chi ce l'ha e venga  rispettato
  il  teorema  per cui sia l'Amministrazione pubblica,  e  quindi  il
  comune,  o  la  società pubblica al 100% a potere  avere  la  nuova
  concessione  demaniale. Il problema che non  si  comprende  è  che,
  rispetto alla normativa Burlando, i tempi in Sicilia sono circa due
  anni, rispetto a quelle che sono le indicazioni che devono avere.
   Allora  la  mia  proposta è, signor Presidente, di  andare  avanti
  dando   il   tempo  per  la  presentazione  degli  emendamenti   e,
  sicuramente,  nella fase di valutazione degli stessi,  con  rigore,
  affrontare  quelle possibili osservazioni che vengono  poste  dagli
  uffici stessi dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome in  discussione  generale
  abbiamo  già  abbondantemente parlato nella scorsa  seduta,  vorrei
  tornare   un   attimo   all'intervento   dell'onorevole   Cracolici
  sull'ordine  dei  lavori  che,  sostanzialmente,  non   posso   non
  condividere nel merito, nel senso che, non soltanto come  Assemblea
  regionale  abbiamo il compito di fare leggi, ma ovviamente  abbiamo
  il  dovere di fare buone leggi, per cui, proprio per questo motivo,
  già  nel  mese di ottobre, io mi ero premunito di inviare una  nota
  circolare  a  tutte  le  Commissioni  per  osservare  un   corretto
  andamento, soprattutto un conforme comportamento da parte di  tutte
  le  Commissioni parlamentari, proprio nell'interesse comune di fare
  buone leggi.
   A  questo  proposito voglio leggere brevemente un paragrafo  della
  mia  circolare  tendente  a migliorare la  qualità  legislativa  di
  questo  Parlamento:   per acquisire elementi utili  all'istruttoria
  legislativa,  le Commissioni si avvalgono del Governo  regionale  e
  della  pubblica amministrazione regionale, invero, ai  sensi  degli
  articoli  68  e 69 le Commissioni possono richiedere ai  competenti
  assessori  stabilmente ed ai dirigenti di assessorati informazioni,
  notizie,  documenti,  riferire anche per iscritto  in  merito  alle
  esecuzioni di leggi o sull'esito di ordini del giorno. Poi  possono
  anche  avvalersi della Corte dei conti, dei pareri  resi  da  altre
  Commissioni,  dell'eventuale consultazione, tramite  audizioni,  di
  rappresentanti degli interessi professionali o degli organi tecnici
  regionali,  insomma  di indagini conoscitive, di  supporto  tecnico
  degli uffici tecnici dell'Assemblea, di esperti.
   Insomma,  gli strumenti utili per produrre buone leggi ci  sono  e
  sono  previsti  dal  nostro Regolamento e dalla  circolare  che  ho
  predisposto  ad  ottobre, in più l'articolo 68 del Regolamento,  al
  comma 4, recita testualmente:  che nel corso dell'esame dei disegni
  di  legge,  la  Commissione può richiedere al  Governo   -  un  po'
  insiste  sulla  circolare  che  ho letto  poco  fa  -   di  fornire
  ulteriori  dati ed elementi informativi necessari per  l'esame  del
  disegno di legge stesso.
   Ancora ricordo che l'Aula torna ad occuparsi di questo disegno  di
  legge per la seconda o terza volta, peraltro concedendo un percorso
  straordinario, percorso che diamo a tutti i disegni  di  legge  che
  riteniamo  di importanza strategica, cioè un tempo abnorme  per  la
  presentazione degli emendamenti rispetto al normale, che  è  quello
  che  prevede la presentazione degli stessi entro la chiusura  della
  discussione  generale.  Abbiamo  lasciato  una  finestra   di   una
  settimana  proprio perché avevamo chiara la consapevolezza  che  si
  tratta di una norma delicata.
   Ormai  siamo in Aula, ovviamente non possiamo pensare di riportare
  nuovamente il disegno di legge in Commissione, né possiamo  pensare
  di  ripensare  la  norma  stessa; ci  sono  tanti  emendamenti  già
  presentati e credo che qualche altro sia in fase di presentazione -
  avevo  previsto  che  sarebbe successo  questo  -  per  cui  volevo
  chiudere  il  termine lunedì scorso per potere oggi  già  avere  un
  fascicolo  con gli emendamenti definito su cui gli uffici avrebbero
  potuto dare un parere tecnico.
   Questo  non  è stato possibile, il termine di presentazione  degli
  emendamenti  è  ancora  aperto, quindi  ancora  adesso  si  possono
  presentare.
   Con  la  chiusura  della  discussione  generale,  adesso,  non  si
  potranno  più  presentare  emendamenti, ma  ovviamente  per  quanto
  riguarda  l'analisi  di  questa materia, dovendo  dare  tempo  agli
  uffici  di  produrre  la documentazione che ci servirà  per  potere
  adeguarci dovremo rinviare l'esame del disegno di legge alla seduta
  di domani.
   Poi,  ovviamente, sta a noi e all'aiuto che gli uffici ci daranno,
  produrre  la  legge migliore possibile, ma certamente non  possiamo
  fermarci.
   Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  altri  deputati  iscritti  a
  parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
   La seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 25 febbraio 2009, alle ore
  18.20, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -Comunicazioni

   II   -    Lettura, ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle    mozioni:

   numero  98   «Iniziative  per impedire la  contrazione  produttiva
  dello  stabilimento  FIAT di Termini Imerese  (PA)  e  per  il  suo
  rilancio.»

                     CAPUTO - POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - VINCIULLO

   numero  99 «Interventi urgenti per il mantenimento ed il  rilancio
  dell'Ente 'Fiera del Mediterraneo'»

                     CAPUTO - CURRENTI - ARICÒ - POGLIESE - VINCIULLO

   III  -Discussione dei disegni di legge:
   1)   -  «Norme sulla incompatibilità dei deputati regionali e  tra
  le  cariche  di  componente della Giunta regionale e di  componente
  delle Giunte di Enti locali» (342-339-86-231-262/A);

    2)   -  «Disposizioni  in  materia  di  rilascio  di  concessioni
  demaniali marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla
  nautica  da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale
  29 novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A) (Seguito).

                   La seduta è tolta alle ore 18.16

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   CAPUTO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i  lavori
  pubblici, premesso che:

   per raggiungere la contrada Pezzingoli, territorio di Monreale,  è
  necessario  attraversare un ponte che collega la  zona  esterna  di
  Monreale con il popoloso centro abitato;

   da  diversi mesi il predetto ponte è stato dichiarato inagibile in
  quanto  pericolante  ed  è  stato  transennato  in  maniera   molto
  rudimentale;

   ogni  giorno  migliaia  di  macchine  attraversano  il  ponte  con
  gravissimi pericoli per la salute e la sicurezza pubblica;

   per sapere:

   quali provvedimenti intenda adottare il Governo della Regione  con
  carattere  di estrema urgenza al fine di salvaguardare la sicurezza
  e l'incolumità pubblica;

   se  intenda  altresì  delegare il Genio  civile  di  Palermo  alla
  realizzazione  di  interventi di somma urgenza  per  il  ripristino
  dell'asse viario». (24)

   Risposta. In riferimento all'interrogazione numero 24, trasformata
  con richiesta di risposta scritta, in occasione della seduta d'Aula
  del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
   E'  opportuno  precisare che da notizie acquisite dalla  Direzione
  Viabilità  dell'Area  Metropolitana  e  Trasporti  della  Provincia
  regionale  di  Palermo il ponte di collegamento tra Monreale  e  la
  contrada   Pezzingoli  è inserito nella Strada  provinciale  68bis,
  tipologia   di   infrastruttura,   quest'ultima,   per   la   quale
  l'Assessorato  regionale dei LL.PP. non ha alcuna competenza  circa
  l'adozione  di  provvedimenti atti ad eliminare  gli  inconvenienti
  come quelli segnalati nell'interrogazione.
   Tuttavia,  l'Assessorato regionale LL.PP.  si  è  attivato  presso
  l'Ufficio  tecnico  della Provincia che, con nota  del  16/01/2009,
  oltre  a  confermare la propria competenza in materia ha assicurato
  l'adozione  di  immediati  interventi  di  manutenzione   ordinaria
  riguardanti   lavori  d'installazione  di  lamiere  metalliche   di
  sicurezza attualmente mancanti.
   Inoltre,  la  suddetta provincia, ha rappresentato che  nel  piano
  triennale   delle   Opere   Pubbliche   2009-2011,   in   fase   di
  predisposizione,  verrà  inserita  una  perizia   di   manutenzione
  straordinaria su tutto l'intero tratto stradale che prevede, anche,
  il risanamento del suddetto ponte».

                                                  L'ASSESSORE GENTILE

   ODDO. «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   a  numerosi cittadini della provincia di Trapani ed in particolare
  dei  comuni  di  Castellammare del Golfo, Valderice,  Custonaci  ed
  Isole  Egadi  stanno arrivando, da parte dell'EAS (Ente  acquedotti
  siciliani), bollette di importi estremamente rilevanti connesse  al
  consumo idrico;

   l'entità delle bollette sarebbe da attribuire a contatori  con  un
  funzionamento  anomalo  ed in ogni caso le bollette  non  sarebbero
  sufficientemente chiare in relazione alla natura delle richieste di
  pagamento;

   coinvolti  dai cittadini, anche i difensori civici della provincia
  e   di  alcuni  comuni  sono  intervenuti  con  una  propria  nota,
  sollecitando  un  rapido  intervento, al fine  di  assicurare  alle
  cittadinanze  chiarezza e certezze in ordine alla regolarità  delle
  bollette contestate ed in generale inviate dall'EAS;

   i  difensori civici hanno suggerito una moratoria immediata  di  6
  mesi  per  procedere di concerto con tutte le autorità preposte  al
  fine di chiarire la situazione e dare certezze ai cittadini;

   evidentemente  bisogna fare chiarezza a favore  dei  cittadini  in
  relazione  ai costi di un bene primario qual è l'acqua  ed  evitare
  ogni  possibile  contestazione  in  ordine  alla  correttezza   dei
  contatori utilizzati dall'Ente acquedotti siciliani in primo  luogo
  per rispetto alla buona fede dei cittadini siciliani;

   per  sapere quali misure intenda adottare per tutelare i cittadini
  e  dare loro chiarezza in ordine alle bollette inviate dall'EAS  ed
  al  regolare funzionamento dei contatori montati dall'ente  per  la
  misurazione  dei  consumi, considerate anche  le  condizioni  degli
  utenti, già vessati da un servizio spesso precario». (53)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   numero    53,
  trasformata con richiesta di risposta scritta , in occasione  della
  seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
   Si  osserva preliminarmente che l'Assessorato regionale dei lavori
  pubblici  sino  all'entrata  in  vigore  della  recentissima   l.r.
  20/12/2008,  n.  20, pubblicata nella GURS n. 59  del  24  dicembre
  2008,  era  preposto,  ai sensi dell'art. 20 della  l.r.  212/79  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni, alla  vigilanza  dell'Ente
  Acquedotti Siciliani.
   L'esercizio dell'attività di vigilanza comportava un controllo  di
  legittimità  su tutte le delibere EAS, oltre all'approvazione   del
  bilancio di previsione e del relativo consuntivo.
   A  seguito  della  costituzione della società  mista   Siciliacque
  S.p.A.   ed  in attuazione dell'art. 23  della legge  regionale  27
  aprile  1999,  n.  10  e successive modifiche  ed  integrazioni,  a
  decorrere dal 1  settembre 2004 l'Ente Acquedotti Siciliani è stato
  posto in liquidazione.
   Ad  attuare  il  processo di liquidazione   dell'ente,  la  Giunta
  regionale,  con delibera n. 314 del 14/9/2004, resa  esecutiva  con
  decreto  del  Presidente  della Regione n.  237/Serv.  1  S.G.  del
  20/9/2004,   ha   incaricato,  come  è  noto,  il  dott.   Marcello
  Massimelli, quale Commissario liquidatore.
   L'EAS,  ad  oggi,  continua a svolgere attività  di  gestione  del
  servizio idrico, correlata al mancato avvio degli AA.TT.OO.  idrici
  di  ME,  TP  e RG, nelle more dell'affidamento del servizio  idrico
  integrato nei predetti ambiti.
   Ciò  implica una continuazione dell'attività di gestione ordinaria
  in  relazione ai compiti istituzionali per i quali l'Ente  è  stato
  costituito (in particolare  la distribuzione dell'acqua in  diversi
  comuni   dell'isola),  con  la  necessità  di  acquistare   l'acqua
  all'ingrosso dalla Siciliacque S.p.A. ed in minima parte dagli enti
  gestori   dei   dissalatori.   Il  perdurare   di   tale   attività
  evidentemente comporta degli squilibri finanziari.
   Tale  attività  residuale ha di fatto rallentato  il  processo  di
  liquidazione   e   prodotto  l'ulteriore  stato  di   indebitamento
  dell'ente che attualmente manifesta gravi problemi gestionali anche
  a causa del mancato raggiungimento della parità di bilancio.
   Pertanto,  allo stato, l'attività dell'EAS posta in  liquidazione,
  riguarda  quasi  esclusivamente  aspetti  economico-  finanziari  e
  contabili,  per i quali l'Assessorato LL.PP. non ha  una  specifica
  competenza;  peraltro con la citata legge regionale n. 20/08,  sono
  state  trasferite all'Assessorato regionale Bilancio e  Finanze  le
  competenze  riguardanti la liquidazione e vigilanza  dell'Ente,  in
  ragione della materia di che trattasi.
   In  particolare, per quanto attiene all'interrogazione sono  stati
  chiesti   chiarimenti  all'EAS  riguardo  alle  carenze  gestionali
  evidenziate nella stessa.
   L'EAS,  con  nota  n. 16650 del 6 agosto 2008, ha  relazionato  di
  avere  avviato  con  i  difensori  civici  di  Erice,  Valderice  e
  Custonaci,  le  verifiche  dagli stessi richiesti  per  gli  utenti
  interessati  e  che alcune di esse sono state già  concluse,  altre
  sono in via di definizione.
   Il percorso seguito dall'EAS, pertanto, tende al superamento delle
  anomalie  segnalate  via  via  che le  stesse  emergono,  lasciando
  intendere che la questione non riveste carattere di sistematicità».

                                                  L'ASSESSORE GENTILE

   VINCIULLO. «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la chiesa madre di Lentini in provincia di Siracusa, intitolata  a
  Santa Maria la Cava ed a S'Alfio già Basilica e sede vescovile,  ha
  subito  gravissimi  danni  in seguito al  terremoto  del  13  e  16
  dicembre del 1990;

   il  Presidente  della  Repubblica in  data  31  dicembre  1991  ha
  promulgato  la legge 433 del 1991 per consolidare e/o ristrutturare
  tutti gli immobili colpiti da detto evento calamitoso;

   anche la sopraccitata chiesa è stata inserita tra gli immobili  di
  rilevante pregio artistico ed architettonico destinatarie di  detti
  fondi;

   rilevato che:

   il progetto per l'intervento sulla chiesa madre di Lentini è stato
  assegnato, su incarico della curia e del genio civile di  Siracusa,
  a  dei  professionisti  esterni  all'amministrazione  pubblica;  il
  progetto  in  origine prevedeva un impegno di  un  miliardo  e  800
  milioni di lire;

   di detto progetto è stato finanziato un primo stralcio, utilizzato
  per  i lavori di consolidamento, relativamente alle coperture,  per
  un  importo a base d'asta di circa 800 milioni di lire e di  questi
  sono  stati effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517 milioni
  di lire;

   per   la  parte  non  eseguita  del  progetto  iniziale  è   stato
  successivamente  richiesto  uno stralcio  delle  priorità,  tenendo
  conto di una disponibilità di 500 mila euro così come si evince dal
  piano  di rimodulazione dei fondi della suddetta legge n.  433  del
  1991;

   considerato che:

   ad  oggi  i  professionisti,  a suo tempo  incaricati,  non  hanno
  provveduto  a consegnare il progetto stralcio per potere utilizzare
  le somme già da troppo tempo stanziate;

   sono  passati  oltre  5 anni dall'ultima rimodulazione  dei  fondi
  della Legge n. 433 del 1991 ancora disponibili;

   che   appare  del  tutto  improprio  che,  dopo  tanti   anni,   i
  professionisti, a suo tempo incaricati, non abbiano  consegnato  il
  progetto  stralcio  dei lavori, nonostante siano  stati  più  volte
  invitati e sollecitati a farlo;

   per  sapere se non ritenga utile procedere con urgenza alla revoca
  dell'incarico  a  suo tempo assegnato ai suddetti professionisti  e
  procedere alla nuova nomina di nuovi tecnici, onde evitare  che  il
  tempo possa provocare ulteriori gravissimi ed irreparabili danni al
  tempio cristiano». (155)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   numero   155,
  trasformata  con richiesta di risposta scritta, in occasione  della
  seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
   E'  opportuno  precisare  che  la problematica  rappresentata  non
  rientra nella competenza dell'Assessorato LL.PP..
   Infatti, non risulta pervenuta, almeno nell'esercizio 2008, alcuna
  richiesta  di  finanziamento per i lavori  nella  Chiesa  Madre  di
  Lentini e S.Alfio, già basilica e sede vescovile.
   Peraltro  la  revoca  dell'incarico  a  suo  tempo  assegnato   ai
  professionisti  di redigere il progetto, rientra  nelle  competenze
  del  legale rappresentante dell'Ente di culto, che, come si  evince
  dall'interrogazione, è individuato nella Curia di Siracusa.
   Tuttavia,  pur  non avendo specifica competenza sull'argomento  ed
  avendo  ricevuto la delega Presidenziale alla trattazione dell'atto
  ispettivo, lo scrivente ha interessato il Genio Civile di  Siracusa
  in  merito al risanamento della chiesa in questione.  Il   predetto
  Ufficio  ha  comunicato  che,  con decreto   del  Presidente  della
  Regione  del  2  luglio 1996, è stato approvato il Disciplinare  di
  incarico,  stipulato  in data 11/3/1996, con il  quale  l'Assessore
  alla  Presidenza pro-tempore conferiva l'incarico di redazione  del
  progetto   esecutivo,   direzione  lavori   e   studi   preliminari
  dell'intervento nella Chiesa Madre S. Maria  e S. Alfio in  Lentini
  per  l'importo  di lire 800.000.000 ai liberi professionisti  arch.
  Luigi Dantes ed ing. Cirino Cillepi.
   I  predetti  professionisti elaborarono  un  progetto  esorbitante
  l'importo finanziato e, pertanto, fu loro richiesto di limitare  il
  progetto  all'importo finanziato. Quest'ultimo così  rimodulato  ha
  trovato  attuazione,  tanto è che i lavori  sono  stati  collaudati
  dall'ing. Giuseppe Cacciatore con atto di collaudo del 19/3/2004.
   Il  Genio  Civile  di  Siracusa non ha, pertanto,  affidato  alcun
  incarico, né risulta che per le opere di completamento siano  stati
  incaricati gli stessi o altri professionisti .
   Ulteriori   notizie  sulla  vicenda  potranno   essere   acquisite
  dall'Assessore regionale con delega alla Protezione civile».

                                                  L'ASSESSORE GENTILE

   RAIA.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i  lavori
  pubblici premesso che si sta approssimando la scadenza del  termine
  del 31 dicembre 2008, fissato dalla legge regionale n. 20 del 2007,
  per  imprese e cooperative per pervenire all'inizio dei lavori  per
  la realizzazione di programmi di edilizia agevolata convenzionata;

   constatate le difficoltà riscontrate da imprese e cooperative  sia
  in  ordine  al  reperimento delle aree, sia in ordine al  complesso
  iter  burocratico, che rischiano di non permettere l'avvio di buona
  parte  degli  interventi  in programma, non essendo  oggettivamente
  possibile  rispettare il termine ad oggi previsto per l'inizio  dei
  lavori;

   ritenuto  che l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un  effetto
  immediato  sul fronte occupazionale, mantenendo anche l'opportunità
  di accesso all'acquisto della prima casa;

   considerato  che  il  problema abitativo ha assunto  connotati  di
  emergenza sociale che non investe più soltanto le fasce deboli,  ma
  anche  la  classe  media  proprio per le difficoltà  di  questa  ad
  accedere al mercato immobiliare, mentre gli interventi in questione
  rappresentano un sistema di acquisizione del 'bene casa'  a  prezzi
  calmierati,  ancora  di più nell'attuale situazione  di  difficoltà
  economica del Paese e della nostra Regione;

   per  sapere se non condividano le preoccupazioni sopra espresse  e
  non ritengano quindi necessario intervenire con urgenza affinché si
  possa  determinare  una proroga del termine  in  questione,  almeno
  biennale,  onde  consentire, senza costi ulteriori a  carico  della
  Regione, la definizione degli adempimenti previsti e il conseguente
  avvio dei lavori». (289)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   numero   289,
  trasformata  con richiesta di risposta scritta, in occasione  della
  seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
   E'  opportuno precisare che, in merito a quanto richiesto,  è  già
  stato elaborato un apposito disegno di legge che prevede la proroga
  dei   termini  per  la  realizzazione  dei  programmi  di  edilizia
  agevolata e convenzionata, considerato che era già intenzione dello
  scrivente inserire la proroga come emendamento nel disegno di legge
  finanziaria  2009, disegno di legge che, come è noto, non  è  stato
  ancora posto all'ordine del giorno dei lavori d'Aula».

                                                  L'ASSESSORE GENTILE