Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, essendo in corso la
riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.05, è ripresa alle ore 17.33)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marinello, Panepinto,
Termine, Ferrara e Fiorenza hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Fagone, dal 20 al 27 febbraio 2009;
Falcone, il 25 febbraio 2009; Ruggirello, dal 27 febbraio all'1
marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per i lavori pubblici, le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
numero 24 «Intervento urgente per la salvaguardia della sicurezza
pubblica sul ponte di collegamento tra Monreale e la contrada di
Pezzingoli (PA)», dell'onorevole Caputo;
numero 53 «Provvedimenti per garantire la trasparenza delle
fatture emesse dall'EAS nei confronti dei cittadini del Trapanese»,
dell'onorevole Oddo;
numero 155 «Interventi di risanamento nella chiesa madre di
Lentini (SR)», dell'onorevole Vinciullo;
numero 289 «Proroga dei termini per la realizzazione di programmi
di edilizia agevolata convenzionata», dell'onorevole Raia.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Disposizioni in materia di elezioni primarie» (n. 367)
presentato dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo, Marrocco e Aricò
in data 19 febbraio 2009;
«Interventi per l'emersione del lavoro non regolare e alla
diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro in Sicilia» (n.
368)
presentato dagli onorevoli Fagone, Maira, Dina, Cordaro, Lo
Giudice, Ragusa, Cascio S. e Savona in data 20 febbraio 2009;
«Norme in sostegno dell'editoria e della comunicazione» (n. 369)
presentato dagli onorevoli Caputo e Lupo in data 24 febbraio 2009;
«Iniziative a sostegno della pesca siciliana» (n. 370)
presentato dagli onorevoli Caputo, Scilla, Pogliese, Aricò,
Currenti, Falcone e Vinciullo in data 24 febbraio 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 19 febbraio 2009, alla Commissione legislativa
Ambiente e territorio' (IV):
«Iniziative a sostegno delle Isole minori» (n. 363)
di iniziativa parlamentare
PARERE I - VI
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che da parte della Commissione Attività
produttive (III) è stato reso il seguente parere:
«APQ - Contratto di localizzazione dell'impresa International
Terminal Services of Augusta s.r.l' per una iniziativa nel comune
di Augusta» (n. 20/III)
reso in data 16 febbraio 2009
inviato in data 18 febbraio 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate:
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che il 25 febbraio 2009 la
divisione navigazione di Messina sopprimerà le corse finora
effettuate da una nave a quattro binari nella tratta tra Messina e
Villa San Giovanni;
considerato che:
la predetta decisione comporta la soppressione di oltre trecento
posti di lavoro tra dipendenti delle Ferrovie dello Stato e addetti
delle ditte private che gestiscono i servizi di pulizia e
ristorazione;
i dipendenti delle ditte esterne rischiano l'immediato
licenziamento, aggravando una situazione sociale già molto
difficile nella città di Messina;
la soppressione del servizio sarebbe conseguenza della decisione
di Rete ferroviaria italiana (RFI) di eliminare l'attività della
CARGO nel Sud Italia;
tale inaccettabile orientamento equivale all'abolizione del
trasporto merci su ferrovia da e per la Sicilia, con conseguenze
gravi per l'economia siciliana;
RFI giustifica la sua discutibile scelta con la carenza di fondi e
la mancata convenzione con la Regione siciliana;
la predetta soppressione costituisce l'ultimo atto di un
preoccupante disimpegno delle Ferrovie dello Stato dalla Sicilia
che ha già determinato pesanti contraccolpi per l'utenza e per
l'occupazione, soprattutto nel nodo ferroviario di Messina;
per sapere:
se non ritengano necessario intervenire urgentemente sul Governo
nazionale e sulle Ferrovie dello Stato per bloccare la soppressione
del servizio-merci da e per la Sicilia;
se non valutino opportuno promuovere un confronto con le Ferrovie
dello Stato per garantire un impegno delle stesse adeguato alle
esigenze di sviluppo economico e sociale della Sicilia per il quale
risulta essenziale un moderno sistema dei trasporti su ferrovia».
(421)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2005,
n. 15 e s.m.i., stabilisce che per la piena attuazione delle
misure per il contenimento della spesa sanitaria, presso
l'Assessorato regionale della sanità può essere disposto il comando
di personale delle aziende sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere nel numero massimo di 35 unità da inquadrare con
provvedimento del dirigente generale del dipartimento presso cui il
personale è comandato ( ...). ;
in attuazione di quanto previsto dalla predetta disposizione di
legge sono stati disposti diversi provvedimenti di comando presso
l'Assessorato Sanità di personale proveniente dalle aziende
sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere;
il personale comandato ha operato contribuendo in maniera
inequivocabile e considerevole nella attività istituzionale
dell'Assessorato ed in particolare al piano di rientro, sia nella
fase di individuazione degli obiettivi e delle relative misure, sia
nella fase successiva dell'adozione delle misure e del monitoraggio
degli interventi;
sembra siano state assunte alcune iniziative da parte
dell'Assessore per la sanità, il quale immotivatamente ha disposto,
da un lato, la cessazione del comando per alcune unità di personale
e, dall'altro, altrettanto immotivatamente, l'attivazione
dell'istituto del comando di altrettante nuove unità di
personale;
per sapere:
quante unità di personale in atto siano comandate presso
l'Assessorato per la sanità e le relative qualifiche, in quale
dipartimento siano in servizio ed i rispettivi carichi di lavoro;
quanti e quali provvedimenti di cessazione del comando abbia
disposto l'Assessore per la sanità;
quanti e quali provvedimenti di nuovi comandi abbia disposto
l'Assessore per la sanità;
se sia intendimento dell'Assessore della sanità non continuare ad
avvalersi delle unità di personale comandate, rinunciando di fatto
a professionalità indiscutibili e specificatamente maturate
nell'affrontare le problematiche relative al piano di rientro;
se non ritenga fuorviante, discriminatorio ed estremamente
discrezionale l'eventuale cessazione del comando per personale già
in servizio ed in possesso di tutti i requisiti, oltre che di
particolate esperienza, a favore di nuovo personale che dovrà
inevitabilmente acquisire nel tempo la giusta esperienza per
affrontare situazioni che secondo dichiarazioni dello stesso
Assessore vanno risolte in tempi rapidissimi». (423)
MAIRA
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
il gruppo Tirrenia ha convocato per il 10 febbraio ultimo scorso,
presso la sede gli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, una riunione tecnica per discutere della problematica
attinente gli assetti nautici per l'anno 2009;
che la questione dei collegamenti via mare, per il nostro
territorio, è di attuale importanza ed interesse principalmente per
i collegamenti che interessano le isole minori;
considerato che un'eventuale modifica dell'attuale assetto nautico
che preveda riduzioni o annullamento di tratte via mare per le
isole minori pregiudicherebbe la vita sociale ed economica delle
realtà isolane presente sul nostro territorio regionale;
ritenuto che:
anche in prossimità del periodo estivo, stante la numerosissima
presenza di visitatori e turisti che si recano presso le isole, è
necessario garantire non solo il mantenimento dei collegamenti, ma
prevedere un piano di trasporti via mare tale da consentire un
servizio più efficiente, in modo da non determinare una riduzione
del turismo locale e straniero;
un'eventuale scelta in senso contrario provocherebbe conseguenze
negative sia in termini sociali, per i cittadini residenti, sia in
senso economico per la mancanza di presenze turistiche.
per sapere i contenuti di quanto stabilito e deciso alla riunione
di cui in premessa e quali provvedimenti il Governo intenda
adottare per salvaguardare i collegamenti via mare con le isole
minori.» (424)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
con decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2007,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2007, è
stata soppressa l'autorità portuale di Trapani, istituita il 2
aprile 2003 ai sensi dell'art. 6, comma 8, della legge 28 gennaio
1994, n. 84;
il medesimo destino è toccato anche all'autorità portuale di
Manfredonia (FG) sciolta con DPR del 12 ottobre 2007; avverso il
suddetto decreto di scioglimento è stato proposto ricorso con
incidentale domanda di sospensione innanzi al competente TAR Lazio,
sezione terza, per il quale ha rigettato la domanda cautelare;
avverso l'ordinanza di rigetto è stato proposto appello innanzi al
Consiglio di Stato, il quale, in riforma della decisione del TAR,
in applicazione dei principi delineati dall'art. 1, comma 989 della
legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007), con
ordinanza dell'11 gennaio 2008 r.o. 121/08, evidenziava come il
Governo avrebbe dovuto emanare un apposito decreto per regolare lo
scioglimento dell'autorità portuale;
in particolare, il regolamento avrebbe dovuto indicare principi
ben precisi per la verifica del possesso dei requisiti previsti per
la conferma o la loro eventuale soppressione, tenendo conto della
rilevanza nazionale ed internazionale dei porti, del collegamento
con le reti strategiche nazionali ed internazionali, del volume dei
traffici e della capacità di autofinanziamento;
i principi enucleati nell'ordinanza cautelare del Consiglio di
Stato sono applicabili anche al decreto di scioglimento
dell'autorità portuale di Trapani che, pertanto, andrebbe revocato;
infatti, nel caso di Trapani non si è tenuto conto della capacità
di autofinanziamento dell'autorità e dell'importanza strategica del
porto per lo sviluppo del sistema portuale italiano in
considerazione della posizione strategica che questo occupa nel
Mediterraneo;
per sapere se non ritenga doveroso intervenire nei confronti del
Governo nazionale affinché proroghi l'incarico del commissario
liquidatore dell'autorità portuale di Trapani, chiedendo al
contempo al Ministro competente di attivare le procedure di revoca
del decreto di scioglimento della predetta Autorità in applicazione
delle norme di cui alla legge finanziaria del 2007 così come
applicate dal Consiglio di Stato nella decisione dell' 11 novembre
2008 relativamente all'autorità portuale di Manfredonia». (425)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
considerato che:
in questi giorni si sta ponendo la giusta attenzione sulle vicende
giudiziarie legate agli impianti eolici siciliani;
l'Assessore ha correttamente avviato delle azioni di verifica per
accertare se tra i progetti di eolico in attesa di autorizzazione
vi siano aziende coinvolte nelle attività giudiziarie;
tenuto conto che da anni esiste un mercato delle licenze per la
realizzazione di impianti di produzione energetica
preso atto che l'imprenditore Salvo Moncada, attivamente impegnato
nella gestione di impianti eolici, ha dichiarato alla stampa:
'...ho visto con i miei occhi dipendenti dell'amministrazione
regionale che hanno elaborato progetti per impianti di energia
rinnovabile. Ha sempre funzionato così';
per sapere:
se non ritengano opportuno approfondire l'azione di verifica, già
intrapresa al fine di accertare, non solo se esistano progetti
giacenti presentati dalle aziende sotto inchiesta, ma anche come e
da chi queste abbiano acquistato le licenze;
se corrisponde al vero che dipendenti dell'amministrazione
regionale abbiano elaborato progetti per la realizzazione di
impianti energetici e in caso affermativo, quali;
se l'eventuale progettazione affidata a dipendenti regionali abbia
influito sull'iter di approvazione delle istanze». (426)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO-DONEGANI-ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
a seguito ed in concomitanza di una 'inopportuna' riduzione del
personale dell'ente 'Parco della Valle dei Templi' di Agrigento,
attraverso un processo di mobilità verso la protezione civile e
altri uffici regionali, l'Assessorato ha provveduto ad
esternalizzare con gara i servizi aggiuntivi, quali la
biglietteria, l'assistenza culturale e l'ospitalità;
alla scadenza dell'appalto nel giugno 2008 l'Assessorato ha
provveduto a prorogare l'affidamento sino a dicembre 2008;
dal giugno 2008 a dicembre 2008 si è assistito all'assoluta
inerzia da parte dell'Assessorato che non ha provveduto né a
potenziare il personale dell'ente parco e neppure ad espletare una
nuova gara;
essendosi palesato il concreto rischio di chiusura al pubblico
della Valle dei Templi di Agrigento, l'Assemblea regionale
siciliana, nella seduta del 10 dicembre 2008, ha approvato un
ordine del giorno (n. 65) con il quale il Governo della Regione si
impegnava ad avviare un indagine finalizzata ad accertare ostacoli
e possibili risoluzioni dei problemi relativi alla fruizione del
'Parco della Valle dei Templi';
il Governo della Regione, su proposta dell'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, ha provveduto a
prorogare ulteriormente per la seconda volta, fino a giugno 2009,
la gestione dei servizi alla ditta affidataria;
considerato che:
con il personale in servizio l'ente è impossibilitato a svolgere
direttamente i servizi di biglietteria ed aggiuntivi;
ad oggi, nessuna procedura è stata avviata né per implementare il
personale né per avviare un nuovo bando di gara, con il concreto
rischio di ritrovarsi, nuovamente, a giugno 2009, in una situazione
di emergenza;
rilevato che:
tale reiterato comportamento da parte dell'Assessorato consente
alla ditta privata di proseguire un appalto già scaduto nel giugno
2008;
tenuto conto che:
insistenti notizie rappresentano la volontà da parte
dell'Assessorato a non procedere con nuovo bando per potere,
giustificato dall'emergenza, alla scadenza della proroga nel giugno
2009, affidare i servizi aggiuntivi alla società Arte e Vita o alla
Beni culturali S.p.A.;
ritenuto che:
risulta indispensabile dare certezza e continuità alla gestione
dei servizi aggiuntivi nella Valle dei Templi per non
comprometterne una corretta fruizione da parte dei visitatori;
tale giusto obiettivo non debba tramutarsi in un'ulteriore
occasione per operazioni ai limiti della legittimità;
per sapere:
se e quando si sia dato corso all'ordine del giorno citato in
premessa, quali esiti abbia prodotto e se siano state accertate
eventuali responsabilità amministrative;
se corrisponda al vero l'intenzione dell'Assessore di affidare
alla società Arte e Vita o alla Beni culturali s.p.a. la gestione
dei servizi aggiuntivi, ed in caso affermativo, per quali ragioni o
con quali refluenze, anche di ordine finanziario, per la Regione;
se non ritengano opportuno e urgente provvedere rapidamente alla
definizione di quanto necessario per l'espletamento della gara ad
evidenza pubblica, consentendo così un corretto affidamento dei
servizi aggiuntivi per il pubblico». (428)
DI BENEDETTO
Inserire testo
numero 433 «Mantenimento dei collegamenti via mare della linea
Ustica-Napoli»
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Caputo Salvino
numero 434 «Revoca della circolare dell'Assessore per la sanità in
materia di denuncia inizio attività»
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
numero 435 «Erogazione di risorse per gli stipendi dei dipendenti
degli enti di formazione professionale»
- Assessore Lavoro
Firmatario: Oddo Camillo
numero 436 «Crisi del settore della estrazione della lavorazione
del marmo»
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Marrocco Livio
numero 437 «Riduzione dell'inquinamento prodotto da emissioni di
elettrosmog»
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Marrocco Livio
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
la ST Microelectronics di Catania con oltre 4000 dipendenti,
escluso l'indotto, rappresenta il più grande polmone occupazionale
della Sicilia e la più grande opportunità di sviluppo;
è presente un modernissimo insediamento industriale, noto come M6,
originariamente realizzato per la produzione di dispositivi
elettronici denominati memorie non volatili, e non utilizzato a
causa della cessione del ramo d'azienda a favore della società
Numonyx che ha espresso palesemente, al tavolo del Ministero dello
sviluppo economico, la volontà di disimpegnarsi dal completare
l'opera e quindi di non avviare la produzione di detti
semiconduttori;
considerato che:
gli esuberi stimati sono oltre 600 per la chiusura di un reparto
denominato CT6 della ST che avrebbe dovuto trovare collocazione
nell'M6;
a Catania, esistono tutte le condizioni: università CNR
all'interno della ST di Catania, ricerca e sviluppo avviata da anni
nel settore della realizzazione di dispositivi fotovoltaici, area
edificata su una superficie di 25 ettari comprendenti uffici,
fabbrica e servizi pronti all'uso; personale altamente qualificato
composto da ingegneri e tecnici specializzati;
è in corso un accordo tra Sharp, ENEL ed ST Microelectronics per
un'alleanza per investire nella produzione di sistemi per il
fotovoltaico;
una diversificazione dell'attività da parte di ST rappresenterebbe
un'opportunità non solo per la salvaguardia dell'occupazione, ma
anche per lo sviluppo, consentendo di impiegare altri 1000 nuovi
lavoratori, rappresentando ciò una controtendenza nei confronti
degli effetti che l'attuale congiuntura economica sta
producendo sull'occupazione;
il Governo francese da tempo si è adoperato e continua a farlo in
tal senso per rendere appetibili gli investimenti societari di ST
nel proprio Paese;
per sapere se intenda intervenire presso il Governo nazionale per
proteggere e rilanciare l'assetto dell'elettronica nel nostro
Paese, per fare in modo che l'accordo tra Sharp, ENEL ed ST
Microelectronics possa concretizzarsi per avviare i relativi
progetti a Catania, sostenendo, così, una politica di aiuti per il
settore e destinando risorse per favorire lo sviluppo in quest'area
geografica marginale». (420)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta)
POGLIESE - VINCIULLO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il responsabile del settore urbanistico del comune di Castronovo
di Sicilia ha disposto la notifica del provvedimento al fine di
consentire la legittimazione di terreni gravati da uso civico a
circa settanta cittadini, legittimi proprietari di terreni ubicati
nel medesimo comune, ex feudo Marcato Bianco;
con delibera n. 184 del 4 settembre 2008, la giunta comunale ha
disposto la revoca dei provvedimenti notificati a causa dell'errato
indirizzo, in essi contenuto, presso il quale trasmettere gli
eventuali ricorsi o istanze, eccezion fatta per quei provvedimenti
che hanno sortito l'effetto della presentazione dei ricorsi davanti
al commissario per la liquidazione degli usi civici della Sicilia;
considerato che con detti provvedimenti i legittimi proprietari di
terreni in agro di Castronovo di Sicilia, ex feudo Marcato Bianco,
sono stati ritenuti occupanti abusivi' degli stessi, da parte del
commissario degli usi civici, ai sensi e per gli effetti della
legge n. 1766 del 16 giugno 1927 e seguenti, pur essendo in
possesso di regolari e legittimi titoli di proprietà;
preso atto che:
il comune di Castronovo di Sicilia, ha intentato una lite
nell'anno 1842 per chiedere il compenso degli usi civici da
sciogliere;
successivamente il comune propose cinque appelli solo per alcuni
feudi, ma non per Marcato Bianco, e che questi furono tutti e
cinque definiti con esito sfavorevole a causa della non veridicità
della prova documentale prodotta dal comune, dichiarandosi quindi,
con decisione dell'8 luglio 1846 dalla Corte, non competere al
comune niun compenso' mancando del possesso dei feudi;
furono pronunziate ben cinque ordinanze dell'intendente e cinque
decisioni della Gran Corte dei conti, con le quali non venne
riconosciuto alcun diritto agli abitanti del comune di Castronovo
di Sicilia per eventuali usi civici, spazzando via, in maniera
definitiva, possibili diritti attuali del comune. Usi civici,
quindi, inesistenti perché non più esercitati o esercitabili, con
sentenze passate in giudicato;
tali sentenze, infatti, hanno accertato, in maniera
incontrovertibile ed inconfutabile, che gli abitanti di Castronovo
di Sicilia non esercitavano già nel 1800 alcun diritto di uso
civico sui feudi, compreso quello di Marcato Bianco;
giudizi e prove documentali inoppugnabili accertano la cessazione
degli usi civici, nella loro natura ed estensione, anteriormente al
1800, come richiamato dalla legge n. 1766 del 16 giugno 1927 e mai
dichiarati o rivendicati da alcuno in forza della stessa legge;
osservato che, alla luce di quanto sopra affermato, la richiesta
di liquidazione appare infondata, anacronistica e paradossale nello
spirito delle regole elementari che governano il sistema ancestrale
della materia usi civici, il quale appare oggi, a distanza di
secoli, non più proponibile;
considerato ancora che:
secondo quanto riportato nella relazione del prof. Savagnone,
nell'ex feudo Marcato Bianco, secondo lo Stato del 1842, non vi
sono boschi ma seminativi per cui ne deriva che nessun uso civico
poteva essere esercitato laddove veniva coltivato e seminato da
privati cittadini che sfruttavano i fondi in proprio, venendo meno
così le condizioni obiettive per l'esercizio del diritto da parte
della collettività di Castronovo di Sicilia;
la rivendicazione degli usi civici per l'ex feudo Marcato Bianco
si basa su una presunzione e su titoli di carattere generale privi
di valore: non esistono boschi, pascoli, cave o altro, in quanto
Marcato Bianco ne è stato sempre privo;
l'istruttrice degli usi civici ha assunto, secondo lo Stato del
1842, come estensione del feudo di Marcato Bianco la misura di
salme 888, mentre, come si legge nella relazione del prof.
Savagnone, in generale i dati di questo Stato non sembrano ben
sicuri';
ritenuto che la stessa istruttrice, tra l'altro, ha commesso un
grave errore nel calcolo di tale superficie, attribuendo alla
salma' una superficie di ettari 1.74.62 anziché ettari 2.67.95,
secondo la misurazione del tempo, quando una salma era pari a canne
20, rendendo così ancora più delicata la rivendicazione degli usi
civici su un feudo di cui non si riesce a stabilire quale fosse la
vera estensione;
ritenuto ancora che:
con detti provvedimenti si è determinata una condizione di grave
danno economico per gli attuali proprietari dei fondi proprio per
l'incertezza della natura giuridica della richiesta di
liquidazione, con la conseguenza di una caduta verticale delle
compravendite e dei prezzi dei terreni di quella zona;
dalla richiesta di legittimazione è emerso un serio allarme
sociale che potrebbe sfociare in manifestazioni e contestazioni con
possibili gravi disordini;
tenuto conto che sul piano giuridico la richiesta di
legittimazione si presenta infondata alla luce dei titoli di
proprietà posseduti da privati, validi e mai contestati da alcuna
autorità da secoli, anche alla luce di quanto riportato nella legge
16 giugno 1927, n. 1766 e seguenti;
per sapere se intenda:
intraprendere ogni utile, necessaria e tempestiva azione per
sospendere le procedure poste in essere dal commissario per gli usi
civici con sede in Palermo, dichiarando infondata la richiesta di
legittimazione e mettendo così i proprietari delle aziende agricole
nelle condizioni di difendere il diritto di proprietà consolidato
ininterrottamente da secoli con passaggi inter vivos e mortis causa
e con il legittimo possesso e godimento dei beni;
dichiarare priva di fondatezza giuridica la relazione
dell'istruttrice demaniale in quanto contenente errori
nell'accertamento della superficie dell'ex feudo Marcato Bianco,
rendendo indeterminato l'oggetto delle rivendicazioni;
far carico al commissario per gli usi civici di provare la
fondatezza delle proprie richieste e dimostrare il conseguente
esercizio degli usi civici da parte della collettività di
Castronovo di Sicilia fino ad oggi, nonché l'esistenza e
l'osservanza degli adempimenti richiesti dalla legge 16 giugno
1927, n. 1766 e seguenti». (422)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta)
CAPUTO-VINCIULLO-MARROCCO-CURRENTI-POGLIESE
«All'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il territorio della provincia di Messina, per il suo particolare
aspetto idro-geologico, è stato devastato dalle recenti alluvioni
che hanno fortemente provato la popolazione residente;
già nel mese di dicembre 2008 la strada statale 114 è rimasta
interrotta al transito veicolare nel tratto tra i comuni di
Scaletta e Itala per quasi due mesi e ancora oggi si percorre a
doppio senso alternato di marcia;
a seguito di un ulteriore movimento franoso del 21 gennaio u.s.,
in località Vallone Impisi del comune di Alì Terme, l'alveo della
S.S. 114 è stato nuovamente invaso da materiale franoso,
distaccatosi dal costone limitrofo, in presenza di una fatiscente
opera di contenimento rappresentata da una rete elettrosaldata
dimostratasi ormai inidonea;
considerato che la vivibilità, la sicurezza e l'economia dei
comuni costieri della zona è stata già pesantemente sconvolta dalla
precedente chiusura della strada statale medesima e non è in grado
di sopportare ulteriori penalizzazioni anche solo per pochi giorni,
rilevato che (la strada statale è in atto chiusa dal 21 gennaio
2009);
ritenuto che sia quanto mai necessario e urgente un intervento
globale, mirato alla tutela e alla conservazione del territorio con
l'immediato coinvolgimento dell'ANAS in un apposito programma di
ripristino delle condizioni minime di sicurezza per la viabilità
delle strade statali, recuperando immediatamente le risorse
necessarie (statali, regionali e provinciali) per il richiesto
intervento di messa in sicurezza del tratto stradale in oggetto;
per sapere:
se e quali immediate iniziative siano state sinora poste in essere
per fronteggiare l'emergenza in oggetto, che delimitata per entità
ed estensione sarebbe, dunque, di non difficile soluzione tecnica;
se non ritengano di doversi attivare con urgenza per l'immediato
ripristino della viabilità, anche in modo parziale e in regime di
assoluta sicurezza, sul tratto di strada interessato dall'evento
franoso;
se non ritengano, infine, di dover predisporre un piano
complessivo per il riordino di tutto il tratto stradale
frequentemente interessato da ripetuti eventi franosi e fin troppo
provato, nel recente passato, da continui sconvolgimenti del suo
territorio». (427)
PICCIOLO
«Al Presidente della Regione, e all'Assessore per i beni culturali
e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
nel 1997 è stato inaugurato il complesso monumentale 'Guglielmo
II' nella città di Monreale (PA), sito all'interno dell'omonimo
monumento;
in particolare, per la prima volta è stato aperto al pubblico il
'Dormitorio dei Benedettini', sempre facente parte del citato
complesso monumentale;
dopo l'inaugurazione, il dormitorio è stato interdetto alla
pubblica fruizione, in quanto è stato ritenuto totalmente
inadeguato l'impianto di sicurezza e in particolare quello
antincendio;
la soprintendenza ai beni culturali ha predisposto un progetto
esecutivo per la realizzazione degli impianti di sicurezza e
antincendio il cui costo è stato quantificato in euro 300.000,00
circa;
la somma è stata imputata al ribasso d'asta, derivante dalle gare
pubbliche effettuate per le opere di ristrutturazione;
considerato che la citata perizia è in atto sottoposta alla firma
e all'autorizzazione del funzionario competente;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo della
Regione per consentire l'avvio dei lavori per il recupero
dell'importantissimo complesso monumentale». (429)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore alla Presidenza, premesso che:
l'art. 1, comma 202, della legge finanziaria statale 29 dicembre
2006, n. 296, ha introdotto, sia pure in via residuale, la Regione
fra i soggetti destinatari dei cespiti confiscati;
la Presidenza della Regione siciliana ha subito interagito con
l'agenzia del demanio, filiale Sicilia, per concordare il
trasferimento, per le previste finalità istituzionali e sociali,
degli immobili confiscati;
si é data priorità ai plessi già in uso, a titolo locativo, sedi
degli Assessorati regionali della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca (via degli Emiri) e dei Beni
culturali e ambientali e della pubblica istruzione (via delle
Croci).
tuttavia, in sede di applicazione della legge, sono emerse
difficoltà operative relativamente agli immobili sopraccitati,
compresi nelle quote societarie delle Aziende confiscate, poiché
trattasi di beni aziendali che vengono mantenuti al patrimonio
dello Stato per essere destinati all'affitto o alla vendita ... con
le modalità previste dalla legge ;
la questione, oltre ad interessare l'amministrazione regionale,
riguarda anche il comune di Palermo e la provincia regionale che
hanno diritto ad avere assegnati numerosi plessi, inclusi nelle
quote societarie appartenenti ad aziende confiscate, destinati a
scuole e ad altre istituzioni pubbliche;
l'Agenzia del demanio, a tale riguardo, ha prospettato che gli
immobili, compresi in quote societarie, potessero invece costituire
oggetto di scorporo e quindi cespiti autonomi rispetto all'azienda
confiscata, richiedendo nel contempo un assorbimento in percentuale
del personale della società confiscata presso gli enti coinvolti;
per conseguenza, nell'attesa del detto scorporo, è stato
comunicato alla Regione siciliana che, a far data dall'1 gennaio
2008, non era più dovuto alcun canone di affitto;
ora, di contro a tale individuato percorso peraltro già operativo,
il commissario straordinario del Governo per la gestione e la
destinazione dei beni confiscati, ha manifestato perplessità in
ordine alla compatibilità con la normativa vigente del percorso
originariamente individuato che non consente di addivenire alla
prospettata soluzione di destinare agli enti territoriali gli
immobili dagli stessi utilizzati senza incorrere in responsabilità
derivanti dalla distrazione dei cespiti in argomento dalla loro
naturale destinazione;
ciò comporta che l'amministrazione regionale si vedrebbe costretta
a pagare per gli immobili in questione un canone annuo al momento
di circa euro 3.000.000,00 (in aumento) di cui peraltro
l'Amministrazione statale non viene a beneficiare;
considerato che:
gli immobili, compresi nelle quote societarie, sono già in uso
alle amministrazioni pubbliche - tra cui la Regione siciliana si
rende necessario intervenire presso le competenti autorità
nazionali al fine di procedere alla relativa integrazione normativa
per armonizzare i disposti di cui ai commi 2 e 3 dello stesso
articolo 2 undecies;
la Regione si trova nelle paradossali condizioni di pagare per
l'utilizzo a pubbliche finalità di un bene confiscato alla
criminalità organizzata, impiegando risorse pubbliche, per altro
non disponibili; per sapere quali provvedimenti sta attivando il
Governo regionale». (430)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che l'attuale stato di assoluta emergenza rappresentato
dall'elevato numero di morti sul lavoro andrebbe fronteggiato
attraverso la promozione ed il potenziamento della cultura della
legalità in ogni contesto lavorativo, poiché la conoscenza
unitamente al rispetto delle regole in materia di prevenzione,
l'emersione del lavoro nero, la regolarizzazione delle aziende e la
chiusura di quei cantieri operanti in regime di conclamata
illegalità ridurrebbe il rischio di infortuni;
ritenuto essenziale un incremento delle ispezioni e dei controlli
nelle aziende per verificare l'applicazione delle norme di
sicurezza, nonché un potenziamento degli organi di vigilanza ed una
migliore distribuzione sul territorio dei controlli ispettivi
attraverso l'utilizzo di tutte le risorse umane disponibili utili
per migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro;
per sapere se non ritenga utile includere gli istruttori
direttivi, che abbiano presentato regolare istanza di
partecipazione al bando CIAPI, tra i soggetti abilitati a
frequentare il corso di formazione per ispettori del lavoro». (431)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso
che numerosi operatori della formazione professionale, da mesi in
stato di agitazione, denunciano gravi inadempienze da parte di
taluni enti gestori dei corsi della provincia di Trapani presso cui
prestano il loro servizio, lamentando il mancato versamento dei
contributi previdenziali e l'accantonamento della quota di
trattamento di fine rapporto, incorrendo, in tal modo, in
gravissime violazioni di prescrizioni normative in materia di
lavoro;
considerato che le suddette inadempienze sono state rilevate e
opportunamente documentate dagli ispettori del lavoro che ne hanno
dato notizia ai dipendenti interessati;
per sapere
se non ritengano di dovere disporre ulteriori ispezioni o altri
urgenti provvedimenti sanzionatori nei confronti degli enti gestori
di corsi di formazione professionale che risultassero inadempienti
secondo quanto evidenziato in premessa;
se non ritengano opportuno, di fronte alla perseverante
inadempienza, escludere dalla partecipazione al Piano regionale
dell'offerta formativa (P.R.O.F.) 2009, di imminente approvazione,
gli enti trasgressori». (432)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata:
BOSCO, segretario f.f.:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'Assessorato Territorio e ambiente, in data 15 gennaio 2009, ha
emanato il decreto dirigenziale che autorizza l'uso agricolo dei
fanghi di depurazione della distilleria Bertolino nei terreni
ubicati in contrada San Nicola in Mazara del Vallo (TP);
successivamente il decreto è stato opportunamente sospeso, sia
pure temporaneamente;
il comune di Mazara del Vallo ha evidenziato come i lotti di
terreno destinati all'utilizzo dei fanghi distino solo pochi
centinaia di metri dai pozzi destinati alla fornitura idrica del
predetto comune; detti pozzi potrebbero subire contaminazioni a
causa dell'uso agricolo dei fanghi di depurazione ad opera della
distilleria Bertolino;
il comune di Mazara del Vallo rileva, altresì, che le aree di
utilizzo sono contigue ad aree soggette a vincolo di protezione
ambientale in relazione anche all'area protetta delle cave di Cusa;
i consigli comunali di Marsala, Mazara del Vallo, Campobello di
Mazara, Castelvetrano e Petrosino hanno approvato proprie delibere
con le quali attestano l'incompatibilità dell'utilizzo agricolo dei
fanghi di depurazione rispetto all'esigenza di tutela ambientale di
un territorio che si caratterizza per un spiccata vocazione
turistica e per la qualità dei suoi prodotti agricoli;
il consiglio provinciale di Trapani, sulla scorta delle
indicazioni del comune di Mazara del Vallo e delle delibere
approvate dai suddetti consigli comunali, ha approvato
all'unanimità un ordine del giorno che chiede la revoca definitiva
del predetto decreto dirigenziale;
inoltre, l'attività dei consessi civici è stata supportata da una
vasta mobilitazione delle popolazioni coinvolte, le quali hanno
raccolto oltre 10 mila firme e nel 2005 hanno organizzato una
manifestazione con oltre 4 mila partecipanti;
per conoscere se non ritenga opportuno, alla luce di quanto sopra
esposto, intervenire per determinare la revoca del decreto
dirigenziale del 15 gennaio 2009 che autorizza l'uso agricolo dei
fanghi di depurazione della distilleria Bertolino, nei terreni siti
in contrada San Nicola nel comune di Mazara del Vallo». (52)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 98 «Iniziative per impedire la contrazione produttiva dello
stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA) e per il suo rilancio», a
firma degli onorevoli Caputo, Pogliese, Marrocco, Aricò e
Vinciullo, presentata il 20 febbraio 2009;
numero 99 «Interventi urgenti per il mantenimento ed il rilancio
dell'ente 'Fiera del Mediterraneo'», a firma degli onorevoli
Caputo, Correnti, Aricò, Pogliese e Vinciullo, presentata il 20
febbraio 2009;
numero 100 «Revoca del decreto dell'Assessore per la sanità in
materia di registrazione delle attività alimentari», a firma degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Vitrano, Donegani e Marinello,
presentata il 24 febbraio 2009.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BOSCO, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il gruppo FIAT ha avviato un processo di ristrutturazione delle
proprie attività produttive soprattutto con riferimento al ramo
auto;
in tale contesto sono stati avviati processi di messa in mobilità
di lavoratori dipendenti, finalizzati al ridimensionamento della
base produttiva;
tutto ciò sta determinando effetti estremamente negativi su tutti
gli stabilimenti auto, compreso quello di Termini Imerese (PA) dove
sono stati posti in mobilità oltre duecento lavoratori (quasi il
dieci per cento della forza lavoro complessiva) con una contrazione
notevole del numero di autovetture prodotte ogni giorno rispetto
alle potenzialità dello stabilimento;
il ridimensionamento della base produttiva alla FIAT di Termini
Imerese ha riflessi negativi anche sulle attività dell'indotto
presenti nella realtà termitana;
considerato che:
da parte delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze di
fabbrica vengono sollevati timori seri sulle prospettive di più
lungo termine;
lo stabilimento FIAT di Termini Imerese, nonostante sia oggi uno
dei più produttivi e di maggiore qualità, è destinato ad un
progressivo depotenziamento, con effetti micidiali
sull'occupazione e sull'economia di tutta la Sicilia;
considerato, altresì, che:
la FIAT per lo stabilimento di Termini Imerese ha ricevuto
pubblici finanziamenti sia per gli investimenti che per i
contratti di formazione-lavoro,
impegna il Governo della Regione
a convocare un tavolo di confronto regionale con la FIAT e le
organizzazioni sindacali al fine di affrontare le problematiche
connesse alla presenza FIAT in Sicilia ed alla crisi del settore
auto;
ad intervenire presso il Governo nazionale e in tutte le sedi
necessarie per rappresentare l'esigenza che la Sicilia non venga
penalizzata dalla crisi FIAT né sotto il profilo occupazionale né
sotto quello della qualità della presenza industriale;
se non ritenga opportuno investire della problematica anche il
Ministro del lavoro della salute e delle politiche sociali, allo
scopo di aprire un tavolo di trattativa nazionale per affrontare il
tema del rilancio produttivo degli stabilimenti FIAT nel Meridione,
compreso quello di Termini Imprese.» (98)
CAPUTO-POGLIESE-MARROCCO-ARICO'-VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il commissario straordinario dell'ente 'Fiera del Mediterraneo' ed
il commissario ad acta, con apposita relazione, hanno denunciato la
gravissima situazione in cui attualmente versa l'ente. Nella citata
nota, invero, i soggetti preposti espongono l'impossibilità di
amministrare e gestire l'ente a causa delle gravissime difficoltà
incontrate per l'impossibilità finanziaria e strutturale dell'ente
stesso;
in particolare è stata evidenziata una situazione debitoria
definita 'paradossale', atteso che le disponibilità finanziarie
presso i conto correnti bancari non sono utilizzabili per
l'esistenza dei pignoramenti presso terzi effettuati dai soggetti
creditori dell'ente;
a ciò deve aggiungersi anche la mole di contenzioso attivata dai
dipendenti dell'ente che hanno agito per vie legali per presunte
illegittimità subite quali disparità di trattamento, emolumenti non
percepiti, irregolarità nelle procedure di reinquadramento nonché
azioni di mobbing;
la situazione non migliora se si osserva l'aspetto strutturale e
logistico dell'ente. Le attuali condizioni dei padiglioni ed il
sistema viario risultano precarie per la mancata manutenzione
ordinaria;
per quanto attiene alle condizioni igienico-sanitarie si osserva
che a decorrere dal mese di giungo 2008 non viene effettuato il
servizio di raccolta dei rifiuti per mancato pagamento di quanto
dovuto all'AMIA;
negli uffici infine risultano carenti anche mobili, attrezzature e
strumenti da lavoro (computers, impianti di climatizzazione
eccetera) molti dei quali allo stato pignorati dai numerosi
creditori;
considerato che:
non sussistono le condizioni economico-strutturali per garantire
una minima funzionalità della struttura per l'anno in corso, tanto
che risultano essere state cancellate tutte le manifestazioni e gli
eventi, compresa la campionaria del maggio giungo 2009;
a causa delle predette condizioni il commissario straordinario e
quello ad acta hanno proposto come unica soluzione l'attivazione
della procedura di liquidazione dell'ente per mancanza di mezzi
finanziari e per continua inattività;
l'ente invece deve essere mantenuto e rivalutato;
ritenuto che,
conseguenza immediata della proposta avanzata dai due commissari è
la chiusura dell'ente con ricadute negative per l'economia locale.
Tale chiusura impedirebbe alla Sicilia di potere usufruire di uno
dei più importanti poli fieristici, necessario per lo sviluppo
economico e sociale che ogni regione dovrebbe avere;
la chiusura dell'ente avrebbe risvolti negativi sotto l'aspetto
occupazionale per la perdita del posto di lavoro dei dipendenti e
sotto l'aspetto economico la mancanza di una struttura di rilancio
delle attività produttive siciliane e del Mediterraneo,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale al fine di trovare le
condizioni per il mantenimento ed il rilancio dell'attività
dell'ente 'Fiera del Mediterraneo'». (99)
CAPUTO-CURRENTI-ARICÒ-POGLIESE-VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'Assessore regionale per la sanità, con proprio decreto 27
febbraio 2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana 21 marzo 2008, n. 13, ha disciplinato le modalità
attuative del regolamento CE n. 852/2004 relativo alle
registrazioni delle attività alimentari;
le disposizioni recate dal decreto comportano adempimenti
farraginosi e assai onerosi, in particolare per le piccole e medie
imprese, visto che non si fa alcuna distinzione fra micro aziende e
grandi aziende industriali;
le organizzazioni di categoria, nel corso delle audizioni tenutesi
presso la III Commissione legislativa permanente 'Attività
Produttive' nel mese di dicembre 2008 e nello scorso mese di
gennaio, vibrate proteste in quanto gli adempimenti cui sono
sottoposte le imprese appaiono onerosi e a volte incomprensibili;
considerato che la Regione poteva e può disciplinare la materia
rendendo meno costosi i vari adempimenti, vista anche la grave
crisi economica e finanziaria che sta investendo quasi tutti i
settori produttivi regionali,
impegna il Governo della Regione
e, per esso, l'Assessore per la sanità
a modificare, nel più breve tempo possibile, il decreto
prescrivendo solo gli oneri strettamente necessari ad escludere
rischi per la salute pubblica;
ad impartire le necessarie istruzioni affinché gli uffici
sospendano, in attesa delle nuove disposizioni, eventuali
contestazioni di inadempienza nei confronti delle imprese ed in
particolare di quelle piccole e medie». (100)
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-VITRANO-DONEGANI-MARINELLO
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni saranno iscritte all'ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione, ad eccezione della mozione numero 100 che è stata già
calendarizzata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari di questa mattina.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del calendario dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa mattina sotto
la Presidenza del sottoscritto ed alla presenza dei due
Vicepresidenti, onorevole Formica e onorevole Oddo, con la
partecipazione dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, onorevole Cimino, ha stabilito quanto segue:
l'Aula terrà seduta oggi e domani per l'esame dei seguenti disegni
di legge:
1) «Disposizioni in materia di rilascio di concessioni demaniali
marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15» (nn. 226-233-244-266/A);
2) «Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente delle
giunte di enti locali»(nn. 342-339-86-231-262/A);
da martedì, 3 marzo 2009, con eventuale prosecuzione nella
settimana successiva:
per la discussione delle seguenti mozioni:
numero 88 «Misure immediate per fronteggiare il fenomeno
migratorio», a firma dell'onorevole Lupo ed altri;
numero 96 «Iniziative urgenti finalizzate alla riorganizzazione
funzionale dell'Amministrazione regionale», a firma dell'onorevole
Cracolici ed altri;
numero 97 «Censura nei confronti dell'Assessore regionale per la
sanità», a firma dell'onorevole Leontini ed altri;
numero 100 «Revoca del decreto dell'Assessore regionale per la
sanità in materia di registrazione delle attività alimentari», a
firma dell'onorevole Oddo ed altri;
per la discussione dei seguenti disegni di legge:
eventuale seguito dell'esame dei predetti disegni di legge, nonché
per l'esame dei seguenti disegni di legge:
1) «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248-
227-162);
2) «Indennità di disagiata residenza in favore dei titolari delle
farmacie rurali aventi sede nelle isole minori» (n. 253).
Le Commissioni di merito proseguiranno l'esame, con priorità, dei
seguenti disegni di legge:
1) Documenti finanziari;
2) Nuove norme in materia di gestione integrata dei rifiuti e delle
acque (305-280-141);
3) Norme sui regimi di aiuto alle imprese (119-stralcio I);
4) Norme in materia di bilancio e contabilità (119).
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari sarà
convocata martedì, 10 marzo 2009, per l'organizzazione dei lavori
parlamentari riguardanti l'esame dei documenti finanziari.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione della mozione numero 97
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 97 «Censura nei confronti
dell'Assessore regionale per la sanità», degli onorevoli Leontini,
Marrocco, Marinese, Maira, Caputo, Buzzanca, Lo Giudice, Savona,
Cascio Salvatore, Cordaro, Pogliese, Aricò, Dina, Fagone, Ragusa,
Vinciullo, Limoli, Corona, Torregrossa, Mancuso, Leanza Edoardo,
Scilla, Falcone, Currenti, Caronia, Forzese, D'Asero e Formica.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BOSCO, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'ufficio di deputato regionale si caratterizza per l'attività
parlamentare svolta nelle sedi istituzionali attraverso gli
strumenti precipuamente individuati dalla legge e dai regolamenti
parlamentari;
come sancito dalla Corte costituzionale, devono ritenersi
insindacabili quelle espressioni extra moenia' che consistano in
una mera riproduzione all'esterno delle attività ritualmente
svolte attraverso iniziative realizzatesi all'interno delle sede
istituzionale di appartenenza;
dall'attività svolta all'esterno dal deputato scaturisce la
funzione di ispezione, di divulgazione, di critica e di denuncia
politica, connessa alla funzione parlamentare;
considerato che:
l'Assessore regionale per la sanità, dott. Massimo Russo, ha
emanato una circolare, indirizzata a tutto il personale regionale
in servizio presso le strutture ad esso preposte, in cui dispone
d'astenersi, nell'esercizio del proprio ufficio, dall'intrattenere
con organi politici rapporti che, stante la natura
dell'interlocutore, appartengono alla sfera di competenza
dell'Assessore o degli uffici di diretta collaborazione dello
stesso;
la stessa disposizione che, a detta dell'Assessore, mira a
garantire il più funzionale svolgimento del lavoro degli uffici in
un momento così delicato che vede l'Assessorato fattivamente
impegnato nel processo di riorganizzazione del sistema sanitario,
risulterebbe invece in netta contrapposizione con i principi e le
prerogative parlamentari, limitando le garanzie connesse con
l'esercizio del mandato parlamentare;
la normativa richiamata alla base del provvedimento, ovvero
l'articolo 2 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, non
riconosce l'organizzazione e la gestione diretta delle risorse
umane in capo all'Assessore, ma ne confina l'esercizio in
compartecipazione con il dirigente generale del dipartimento, il
quale è di fatto il capo del personale,
esprime censura
nei confronti del comportamento politico dell'Assessore regionale
per la sanità, dott. Massimo Russo». (97)
LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA - CAPUTO - BUZZANCA
LO GIUDICE - SAVONA - CASCIO S. - CORDARO - POGLIESE - ARICO'
DINA - FAGONE - RAGUSA - VINCIULLO - LIMOLI - CORONA - TORREGROSSA
MANCUSO - LEANZA E. - SCILLA - FALCONE - CURRENTI - CARONIA
FORZESE - D'ASERO - FORMICA
PRESIDENTE. Avverto che la determinazione della data di
discussione della suddetta mozione è già stata calendarizzata dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ho testé
comunicato, e cioè a decorrere da martedì, 3 marzo 2009.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di rilascio di concessioni demaniali marittime per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
15» (226-233-244-266/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
rilascio di concessioni demaniali marittime per la realizzazione di
strutture dedicate alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo
5 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15» (226-233-244-
266/A).
Invito i componenti la IV Commissione Ambiente e territorio a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta numero 65 del 18 febbraio 2009, a seguito del rinvio del
disegno di legge in Commissione ai sensi dell'articolo 121 quater
del Regolamento interno e della determinazione di concludere la
discussione generale del disegno di legge oggi, mercoledì 25
febbraio, consentendo fino ad allora la presentazione di
emendamenti.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare in questa fase perché, nella scorsa seduta, su questo
disegno di legge, c'è stata una questione sulla quale,
personalmente, al di là del merito, ho chiesto il rispetto della
procedura regolamentare.
Ancor prima che si passi alla discussione generale, vorrei porre
una questione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siamo già in fase di discussione
generale, anzi ci apprestiamo a chiuderla.
CRACOLICI. In che senso, signor Presidente?
PRESIDENTE. Nel senso che i prossimi interventi saranno ancora
sulla discussione generale, dopodiché la dichiarerò chiusa.
CRACOLICI. Ho capito. Intanto, signor Presidente, ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori.
Onorevoli colleghi, credo che il disegno di legge in esame ponga
una questione seria e delicata a questo Parlamento.
Vorrei usarlo come pretesto perché ritengo che questo Parlamento
abbia l'esigenza di approvare delle buone leggi, al di là del
giudizio di merito, se si è d'accordo o si è contrari.
Innanzitutto, approvare delle buone leggi che superino la prova,
alla luce della conoscenza tecnica, da parte dei parlamentari,
delle situazioni giuridiche esistenti su singoli aspetti di norme
che riguardano questioni come quelle che ci apprestiamo a trattare.
Un disegno di legge di questo tipo, proprio per la complessità che
attiene a principi fissati dalle norme sulla concorrenza dal
Trattato europeo necessita, a mio avviso - e questo è uno di quelli
- di una relazione tecnica di accompagnamento che metta i deputati
nelle condizioni di valutare gli effetti di una norma e,
soprattutto, se quella norma interviene quando si legifera su
principi che non sono, invece, violabili da parte del Parlamento
regionale.
Qui rischiamo di trovarci, di volta in volta, in una situazione
surreale
Un disegno di legge arriva in Aula; poi, magari si scopre che
quella norma difficilmente passerà l'esame della valutazione di
legittimità costituzionale e magari, con emendamenti, procediamo a
modificarla.
Credo che abbiamo l'esigenza, signor Presidente, di approvare
delle leggi supportate da valutazioni e relazioni tecniche che
consentano ai deputati di sapere di che cosa stiamo parlando.
Nella fattispecie, appare evidente, alla luce di alcune sentenze
dei Tribunali amministrativi regionali di questo Paese e non solo
di questa Regione, alla luce di procedure di infrazione che sono
state aperte nei confronti dello Stato italiano dall'Unione europea
sulle modalità concessorie verso terzi, che questa legge, così
com'è, non si può approvare. Dico ciò perché sia le norme
comunitarie sia quelle nazionali che hanno recepito il trattato
dell'Unione europea stabiliscono che le modalità di affidamento di
concessioni e di gestioni concessorie debbano avvenire secondo
procedure che la legge numero 509 prevede con bando pubblico,
avviso pubblico, gare, eccetera.
Aggiungo, signor Presidente, che la norma lo vieta, anche laddove
dovesse esservi una società interamente - intendo dire al cento per
cento - partecipata da un ente pubblico, perché la fattispecie di
una società, e quindi non di un ente territoriale, è una
fattispecie diversa fissata da sentenze che impedisce di potere
accedere con affidamento diretto alla concessione, tanto più al
trasferimento di godimento, che è un'altra fattispecie giuridica
che il legislatore impedisce che possa esercitarsi tra soggetti
terzi se non, ripeto, con procedure di gare.
Qualcuno dice: prevediamo che si facciano le gare'. Bene, se
dobbiamo prevedere che si facciano le gare, vorrei ricordare che
già la legge esiste, è la legge 509, recepita in Sicilia dalla
legge 4 del 2003.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il recepimento della legge 509 è
la legge 15 del 2005, la legge Cascio, me la ricordo perfettamente.
CRACOLICI. Lei ha memoria della legge.
PRESIDENTE. Ho memoria, perché casualmente ero io l'Assessore a
quel tempo.
CRACOLICI. Perché ne è il padre Tanto meglio, signor Presidente,
parlo di corde in casa dell'impiccato'
Credo di poter dire che si debba operare in forza di una legge che
è già in Sicilia e prevede una fattispecie fissata da regole e
norme, oppure non capisco di cosa parliamo.
Ripeto, ho voluto usare la fase dell'ordine dei lavori per porre
una questione alla Presidenza, perché non si possono fare leggi di
questa delicatezza con una relanzioncina del proponente che non è
supportata da una valutazione, sia degli uffici della Regione sia -
mi permetto di dire - anche degli uffici dell'Assemblea, in quanto
nella materia il parere degli uffici dell'Assemblea, che
fortunatamente cominciano a funzionare - e voglio dare plauso a
questa attività di supporto all'attività parlamentare da parte
degli uffici dell'Assemblea - potrebbe consentire ai deputati di
fare una valutazione alla luce della normativa vigente e dei limiti
della nostra possibilità di legiferare.
Pongo questa questione, in quanto non ho capito come si intende
procedere in questa vicenda. Ho notizia che ci sono emendamenti di
riscrittura, di rivoluzione, e siccome riscrittura significa che si
prende atto di una cosa, signor Presidente, era ciò che avevo
suggerito, e per la quale qualcuno si è offeso, quando avevamo
rinviato il disegno di legge in Commissione. Non era la tecnica
dilatoria di qualcuno che non voleva approvare il disegno di legge
rinviandolo in Commissione, bensì era un modo per consentire alla
Commissione di riscrivere il disegno di legge, alla luce delle
compatibilità legislative vigenti.
La Commissione non si è voluta riunire, cosa che secondo me
costituisce un precedente grave; infatti, non si è mai verificato
che un Presidente decida di non convocarla, anche se qui abbiamo
assistito a dichiarazioni di scuse che lasciano il tempo che
trovano sul piano della procedura regolamentare.
Ora il disegno di legge ci viene riproposto in Aula, e dovremmo
modificarlo o renderlo compatibile con la legislazione europea e
nazionale vigente con semplici emendamenti.
Non mi pare un bel modo di fare buona legislazione. Temo, e lo
dico manifestando una preoccupazione, che questo disegno di legge
al di là dell'esito che avrà in Aula, sarà un disegno di legge alla
fine così pasticciato che, invece di risolvere i problemi che si
vogliono risolvere, credo che oggi stiamo rischiando di
complicarli, anche per una legislazione che alla fine sarà
contraddittoria.
Infatti, signor Presidente, c'è un grande tema non risolto, la
legge 15, certamente è stata una legge di recepimento con
modifiche, ma non ha fatto una cosa essenziale, che era quella di
definire i compiti della Regione e dei comuni.
Nel limbo di questa incertezza tra i soggetti istituzionali, oggi
molto spesso l'uno e l'altro agiscono non sapendo quali sono i
confini dell'uno e i confini dell'altro.
Il risultato è che siamo poi nel marasma, le conferenze di
servizio non riescono a risolvere i problemi perché non sono
definite per legge le competenze della Regione e dei comuni.
Allora se avessimo provato a fare questo invece di risolvere il
singolo problema, che risolveremo, allora avremmo fatto cosa buona
e giusta in questa Regione.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 226-
233-244-266/A
FORMICA. Chiedo di parlare sulla discussione generale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi ci apprestiamo a
discutere un provvedimento di legge per il quale siamo stati
necessitati da un iter procedurale e da un accavallamento di norme
per quanto riguarda la nostra Regione, che ha portato diversi
comuni nella situazione di dover rinunciare a un finanziamento
ottenuto attraverso un atto programmatorio della Regione siciliana
perché, come purtroppo spesso accade in questa nostra Regione, noi
siamo molto bravi a complicarci il cammino, così come siamo
altrettanto lesti, pronti, veloci nel piangerci addosso poi con
lacrime di coccodrillo.
Intanto inquadriamo il contesto per il quale abbiamo presentato
questo disegno di legge, anche con una certa urgenza, per vedere di
risolvere un problema.
Il disegno di legge è stato presentato a settembre, e quindi ha
avuto modo di essere discusso in Commissione e approdare quindi in
Aula.
Devo dire che quanto sostenuto dall'onorevole Cracolici non è
privo di alcuni fondamentali aspetti, e devo dire altresì che
riguardo agli auspici che l'onorevole Cracolici ha qui esplicitato,
e cioè che ci fosse un approfondimento da parte degli uffici
dell'Assemblea, e quindi atti tali da mettere in grado l'Aula di
poter approvare un disegno di legge con grande cognizione di causa,
anche questa è una richiesta corretta, ma è una richiesta che è
stata esaudita dagli uffici della Regione che hanno approfondito
abbondantemente gli aspetti che si potevano presentare, o che
potevano prestare il fianco a dubbia interpretazione.
Da questo punto di vista sono stati presentati degli emendamenti
che tendono, da un lato, a precisare le linee di intervento
specifiche della legge riguardo agli aspetti di natura
pubblicistica da una lato, e dall'altro lato anche alle sentenze
del TAR che ci sono state e alle prescrizioni della Comunità
economica europea in merito alla fattibilità di determinate
procedure, proprio per evitare che si possa incorrere nell'esitare
un provvedimento di legge che potrebbe poi essere tacciato di
aspetti di incostituzionalità.
Quindi, da questo punto di vista, l'Aula è posta serenamente di
fronte all'approvazione di un disegno di legge che - ripeto - è
limitato solo a quei comuni che sono stati oggetto di una delibera
di Giunta regionale che aveva accordato loro un finanziamento per
realizzare quelle determinate opere.
Quindi, da un lato evitiamo che quel finanziamento possa essere
perduto, dall'altro lato risolviamo un problema di conflitto di
competenze e di poteri che è stato innescato dalla Regione stessa
con un atto deliberativo e programmatorio. Tale atto, non solo dava
il finanziamento, ma indicava ai comuni anche l'iter da seguire per
la individuazione del progetto di finanza per la realizzazione di
determinate opere, iter che poi non poteva essere seguito proprio
perché, essendoci nella nostra Regione la legge 7 che disciplina in
maniera diversa rispetto al decreto Burlando; c'eravamo ficcati in
un cul de sac che impediva ai comuni da un lato di dare esecuzione
a quanto stabilito nella delibera, nell'atto programmatorio della
Regione, e dall'altro lato di perdere i finanziamenti impedendo di
fatto la realizzazione delle opere e la perdita dei fondi stessi.
Questa legge non stravolge il decreto Burlando in maniera
assoluta, non interviene nel decreto Burlando, precisa i contorni
verso cui è diretta, risolve un conflitto di interessi che è stato
generato dalla presenza di legislazione concorrente sulla stessa
materia, ma in conflitto tra le stesse due legislazioni.
LACCOTO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
certamente l'operato del Presidente della Commissione non sia stato
dei migliori anche rispetto a quello che era stato un voto d'Aula,
e forse la Commissione sarebbe stato il luogo giusto per
approfondire alcuni argomenti. Però oggi siamo già a circa due
rinvii, quindi credo che i termini fissati dalla Presidenza siano
quelli per presentare gli emendamenti.
Pertanto, signor Presidente, occorre da una parte tenere in
considerazione gli aspetti tecnico-legislativi, dall'altra parte
tenere anche in evidenza quelle che sono le possibili perdite di
risorse.
Sta poi agli uffici dell'Assemblea valutare, con la presentazione
degli emendamenti - come diceva l'onorevole Cracolici - se questi
emendamenti rispecchiano quella che è una buona legge o non la
rispecchiano. Però io non ci sto a questi continui rinvii o
rimpalli fra Parlamento e Commissione, Commissione e Parlamento
perché credo che l'ostruzionismo non serva più a nessuno.
Se il Presidente della Commissione, per una sua scelta, non
accettata, ha ritenuto, sbagliando rispetto a quella che era la
volontà del Parlamento, di non tornare in Commissione, credo che la
valutazione degli emendamenti debba essere fatta con rigore da
parte degli uffici.
Ho presentato anch'io degli emendamenti che credo vadano incontro
proprio al superamento di quelle che possono essere alcune
osservazioni, perché chiaramente non si può condividere che la
concessione demaniale venga tolta a chi ce l'ha e venga rispettato
il teorema per cui sia l'Amministrazione pubblica, e quindi il
comune, o la società pubblica al 100% a potere avere la nuova
concessione demaniale. Il problema che non si comprende è che,
rispetto alla normativa Burlando, i tempi in Sicilia sono circa due
anni, rispetto a quelle che sono le indicazioni che devono avere.
Allora la mia proposta è, signor Presidente, di andare avanti
dando il tempo per la presentazione degli emendamenti e,
sicuramente, nella fase di valutazione degli stessi, con rigore,
affrontare quelle possibili osservazioni che vengono poste dagli
uffici stessi dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome in discussione generale
abbiamo già abbondantemente parlato nella scorsa seduta, vorrei
tornare un attimo all'intervento dell'onorevole Cracolici
sull'ordine dei lavori che, sostanzialmente, non posso non
condividere nel merito, nel senso che, non soltanto come Assemblea
regionale abbiamo il compito di fare leggi, ma ovviamente abbiamo
il dovere di fare buone leggi, per cui, proprio per questo motivo,
già nel mese di ottobre, io mi ero premunito di inviare una nota
circolare a tutte le Commissioni per osservare un corretto
andamento, soprattutto un conforme comportamento da parte di tutte
le Commissioni parlamentari, proprio nell'interesse comune di fare
buone leggi.
A questo proposito voglio leggere brevemente un paragrafo della
mia circolare tendente a migliorare la qualità legislativa di
questo Parlamento: per acquisire elementi utili all'istruttoria
legislativa, le Commissioni si avvalgono del Governo regionale e
della pubblica amministrazione regionale, invero, ai sensi degli
articoli 68 e 69 le Commissioni possono richiedere ai competenti
assessori stabilmente ed ai dirigenti di assessorati informazioni,
notizie, documenti, riferire anche per iscritto in merito alle
esecuzioni di leggi o sull'esito di ordini del giorno. Poi possono
anche avvalersi della Corte dei conti, dei pareri resi da altre
Commissioni, dell'eventuale consultazione, tramite audizioni, di
rappresentanti degli interessi professionali o degli organi tecnici
regionali, insomma di indagini conoscitive, di supporto tecnico
degli uffici tecnici dell'Assemblea, di esperti.
Insomma, gli strumenti utili per produrre buone leggi ci sono e
sono previsti dal nostro Regolamento e dalla circolare che ho
predisposto ad ottobre, in più l'articolo 68 del Regolamento, al
comma 4, recita testualmente: che nel corso dell'esame dei disegni
di legge, la Commissione può richiedere al Governo - un po'
insiste sulla circolare che ho letto poco fa - di fornire
ulteriori dati ed elementi informativi necessari per l'esame del
disegno di legge stesso.
Ancora ricordo che l'Aula torna ad occuparsi di questo disegno di
legge per la seconda o terza volta, peraltro concedendo un percorso
straordinario, percorso che diamo a tutti i disegni di legge che
riteniamo di importanza strategica, cioè un tempo abnorme per la
presentazione degli emendamenti rispetto al normale, che è quello
che prevede la presentazione degli stessi entro la chiusura della
discussione generale. Abbiamo lasciato una finestra di una
settimana proprio perché avevamo chiara la consapevolezza che si
tratta di una norma delicata.
Ormai siamo in Aula, ovviamente non possiamo pensare di riportare
nuovamente il disegno di legge in Commissione, né possiamo pensare
di ripensare la norma stessa; ci sono tanti emendamenti già
presentati e credo che qualche altro sia in fase di presentazione -
avevo previsto che sarebbe successo questo - per cui volevo
chiudere il termine lunedì scorso per potere oggi già avere un
fascicolo con gli emendamenti definito su cui gli uffici avrebbero
potuto dare un parere tecnico.
Questo non è stato possibile, il termine di presentazione degli
emendamenti è ancora aperto, quindi ancora adesso si possono
presentare.
Con la chiusura della discussione generale, adesso, non si
potranno più presentare emendamenti, ma ovviamente per quanto
riguarda l'analisi di questa materia, dovendo dare tempo agli
uffici di produrre la documentazione che ci servirà per potere
adeguarci dovremo rinviare l'esame del disegno di legge alla seduta
di domani.
Poi, ovviamente, sta a noi e all'aiuto che gli uffici ci daranno,
produrre la legge migliore possibile, ma certamente non possiamo
fermarci.
Onorevoli colleghi, non essendoci altri deputati iscritti a
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
La seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 25 febbraio 2009, alle ore
18.20, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 98 «Iniziative per impedire la contrazione produttiva
dello stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA) e per il suo
rilancio.»
CAPUTO - POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - VINCIULLO
numero 99 «Interventi urgenti per il mantenimento ed il rilancio
dell'Ente 'Fiera del Mediterraneo'»
CAPUTO - CURRENTI - ARICÒ - POGLIESE - VINCIULLO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - «Norme sulla incompatibilità dei deputati regionali e tra
le cariche di componente della Giunta regionale e di componente
delle Giunte di Enti locali» (342-339-86-231-262/A);
2) - «Disposizioni in materia di rilascio di concessioni
demaniali marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla
nautica da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale
29 novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 18.16
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
CAPUTO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
per raggiungere la contrada Pezzingoli, territorio di Monreale, è
necessario attraversare un ponte che collega la zona esterna di
Monreale con il popoloso centro abitato;
da diversi mesi il predetto ponte è stato dichiarato inagibile in
quanto pericolante ed è stato transennato in maniera molto
rudimentale;
ogni giorno migliaia di macchine attraversano il ponte con
gravissimi pericoli per la salute e la sicurezza pubblica;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare il Governo della Regione con
carattere di estrema urgenza al fine di salvaguardare la sicurezza
e l'incolumità pubblica;
se intenda altresì delegare il Genio civile di Palermo alla
realizzazione di interventi di somma urgenza per il ripristino
dell'asse viario». (24)
Risposta. In riferimento all'interrogazione numero 24, trasformata
con richiesta di risposta scritta, in occasione della seduta d'Aula
del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
E' opportuno precisare che da notizie acquisite dalla Direzione
Viabilità dell'Area Metropolitana e Trasporti della Provincia
regionale di Palermo il ponte di collegamento tra Monreale e la
contrada Pezzingoli è inserito nella Strada provinciale 68bis,
tipologia di infrastruttura, quest'ultima, per la quale
l'Assessorato regionale dei LL.PP. non ha alcuna competenza circa
l'adozione di provvedimenti atti ad eliminare gli inconvenienti
come quelli segnalati nell'interrogazione.
Tuttavia, l'Assessorato regionale LL.PP. si è attivato presso
l'Ufficio tecnico della Provincia che, con nota del 16/01/2009,
oltre a confermare la propria competenza in materia ha assicurato
l'adozione di immediati interventi di manutenzione ordinaria
riguardanti lavori d'installazione di lamiere metalliche di
sicurezza attualmente mancanti.
Inoltre, la suddetta provincia, ha rappresentato che nel piano
triennale delle Opere Pubbliche 2009-2011, in fase di
predisposizione, verrà inserita una perizia di manutenzione
straordinaria su tutto l'intero tratto stradale che prevede, anche,
il risanamento del suddetto ponte».
L'ASSESSORE GENTILE
ODDO. «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
a numerosi cittadini della provincia di Trapani ed in particolare
dei comuni di Castellammare del Golfo, Valderice, Custonaci ed
Isole Egadi stanno arrivando, da parte dell'EAS (Ente acquedotti
siciliani), bollette di importi estremamente rilevanti connesse al
consumo idrico;
l'entità delle bollette sarebbe da attribuire a contatori con un
funzionamento anomalo ed in ogni caso le bollette non sarebbero
sufficientemente chiare in relazione alla natura delle richieste di
pagamento;
coinvolti dai cittadini, anche i difensori civici della provincia
e di alcuni comuni sono intervenuti con una propria nota,
sollecitando un rapido intervento, al fine di assicurare alle
cittadinanze chiarezza e certezze in ordine alla regolarità delle
bollette contestate ed in generale inviate dall'EAS;
i difensori civici hanno suggerito una moratoria immediata di 6
mesi per procedere di concerto con tutte le autorità preposte al
fine di chiarire la situazione e dare certezze ai cittadini;
evidentemente bisogna fare chiarezza a favore dei cittadini in
relazione ai costi di un bene primario qual è l'acqua ed evitare
ogni possibile contestazione in ordine alla correttezza dei
contatori utilizzati dall'Ente acquedotti siciliani in primo luogo
per rispetto alla buona fede dei cittadini siciliani;
per sapere quali misure intenda adottare per tutelare i cittadini
e dare loro chiarezza in ordine alle bollette inviate dall'EAS ed
al regolare funzionamento dei contatori montati dall'ente per la
misurazione dei consumi, considerate anche le condizioni degli
utenti, già vessati da un servizio spesso precario». (53)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 53,
trasformata con richiesta di risposta scritta , in occasione della
seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
Si osserva preliminarmente che l'Assessorato regionale dei lavori
pubblici sino all'entrata in vigore della recentissima l.r.
20/12/2008, n. 20, pubblicata nella GURS n. 59 del 24 dicembre
2008, era preposto, ai sensi dell'art. 20 della l.r. 212/79 e
successive modifiche ed integrazioni, alla vigilanza dell'Ente
Acquedotti Siciliani.
L'esercizio dell'attività di vigilanza comportava un controllo di
legittimità su tutte le delibere EAS, oltre all'approvazione del
bilancio di previsione e del relativo consuntivo.
A seguito della costituzione della società mista Siciliacque
S.p.A. ed in attuazione dell'art. 23 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, a
decorrere dal 1 settembre 2004 l'Ente Acquedotti Siciliani è stato
posto in liquidazione.
Ad attuare il processo di liquidazione dell'ente, la Giunta
regionale, con delibera n. 314 del 14/9/2004, resa esecutiva con
decreto del Presidente della Regione n. 237/Serv. 1 S.G. del
20/9/2004, ha incaricato, come è noto, il dott. Marcello
Massimelli, quale Commissario liquidatore.
L'EAS, ad oggi, continua a svolgere attività di gestione del
servizio idrico, correlata al mancato avvio degli AA.TT.OO. idrici
di ME, TP e RG, nelle more dell'affidamento del servizio idrico
integrato nei predetti ambiti.
Ciò implica una continuazione dell'attività di gestione ordinaria
in relazione ai compiti istituzionali per i quali l'Ente è stato
costituito (in particolare la distribuzione dell'acqua in diversi
comuni dell'isola), con la necessità di acquistare l'acqua
all'ingrosso dalla Siciliacque S.p.A. ed in minima parte dagli enti
gestori dei dissalatori. Il perdurare di tale attività
evidentemente comporta degli squilibri finanziari.
Tale attività residuale ha di fatto rallentato il processo di
liquidazione e prodotto l'ulteriore stato di indebitamento
dell'ente che attualmente manifesta gravi problemi gestionali anche
a causa del mancato raggiungimento della parità di bilancio.
Pertanto, allo stato, l'attività dell'EAS posta in liquidazione,
riguarda quasi esclusivamente aspetti economico- finanziari e
contabili, per i quali l'Assessorato LL.PP. non ha una specifica
competenza; peraltro con la citata legge regionale n. 20/08, sono
state trasferite all'Assessorato regionale Bilancio e Finanze le
competenze riguardanti la liquidazione e vigilanza dell'Ente, in
ragione della materia di che trattasi.
In particolare, per quanto attiene all'interrogazione sono stati
chiesti chiarimenti all'EAS riguardo alle carenze gestionali
evidenziate nella stessa.
L'EAS, con nota n. 16650 del 6 agosto 2008, ha relazionato di
avere avviato con i difensori civici di Erice, Valderice e
Custonaci, le verifiche dagli stessi richiesti per gli utenti
interessati e che alcune di esse sono state già concluse, altre
sono in via di definizione.
Il percorso seguito dall'EAS, pertanto, tende al superamento delle
anomalie segnalate via via che le stesse emergono, lasciando
intendere che la questione non riveste carattere di sistematicità».
L'ASSESSORE GENTILE
VINCIULLO. «Al Presidente della Regione, premesso che:
la chiesa madre di Lentini in provincia di Siracusa, intitolata a
Santa Maria la Cava ed a S'Alfio già Basilica e sede vescovile, ha
subito gravissimi danni in seguito al terremoto del 13 e 16
dicembre del 1990;
il Presidente della Repubblica in data 31 dicembre 1991 ha
promulgato la legge 433 del 1991 per consolidare e/o ristrutturare
tutti gli immobili colpiti da detto evento calamitoso;
anche la sopraccitata chiesa è stata inserita tra gli immobili di
rilevante pregio artistico ed architettonico destinatarie di detti
fondi;
rilevato che:
il progetto per l'intervento sulla chiesa madre di Lentini è stato
assegnato, su incarico della curia e del genio civile di Siracusa,
a dei professionisti esterni all'amministrazione pubblica; il
progetto in origine prevedeva un impegno di un miliardo e 800
milioni di lire;
di detto progetto è stato finanziato un primo stralcio, utilizzato
per i lavori di consolidamento, relativamente alle coperture, per
un importo a base d'asta di circa 800 milioni di lire e di questi
sono stati effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517 milioni
di lire;
per la parte non eseguita del progetto iniziale è stato
successivamente richiesto uno stralcio delle priorità, tenendo
conto di una disponibilità di 500 mila euro così come si evince dal
piano di rimodulazione dei fondi della suddetta legge n. 433 del
1991;
considerato che:
ad oggi i professionisti, a suo tempo incaricati, non hanno
provveduto a consegnare il progetto stralcio per potere utilizzare
le somme già da troppo tempo stanziate;
sono passati oltre 5 anni dall'ultima rimodulazione dei fondi
della Legge n. 433 del 1991 ancora disponibili;
che appare del tutto improprio che, dopo tanti anni, i
professionisti, a suo tempo incaricati, non abbiano consegnato il
progetto stralcio dei lavori, nonostante siano stati più volte
invitati e sollecitati a farlo;
per sapere se non ritenga utile procedere con urgenza alla revoca
dell'incarico a suo tempo assegnato ai suddetti professionisti e
procedere alla nuova nomina di nuovi tecnici, onde evitare che il
tempo possa provocare ulteriori gravissimi ed irreparabili danni al
tempio cristiano». (155)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 155,
trasformata con richiesta di risposta scritta, in occasione della
seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
E' opportuno precisare che la problematica rappresentata non
rientra nella competenza dell'Assessorato LL.PP..
Infatti, non risulta pervenuta, almeno nell'esercizio 2008, alcuna
richiesta di finanziamento per i lavori nella Chiesa Madre di
Lentini e S.Alfio, già basilica e sede vescovile.
Peraltro la revoca dell'incarico a suo tempo assegnato ai
professionisti di redigere il progetto, rientra nelle competenze
del legale rappresentante dell'Ente di culto, che, come si evince
dall'interrogazione, è individuato nella Curia di Siracusa.
Tuttavia, pur non avendo specifica competenza sull'argomento ed
avendo ricevuto la delega Presidenziale alla trattazione dell'atto
ispettivo, lo scrivente ha interessato il Genio Civile di Siracusa
in merito al risanamento della chiesa in questione. Il predetto
Ufficio ha comunicato che, con decreto del Presidente della
Regione del 2 luglio 1996, è stato approvato il Disciplinare di
incarico, stipulato in data 11/3/1996, con il quale l'Assessore
alla Presidenza pro-tempore conferiva l'incarico di redazione del
progetto esecutivo, direzione lavori e studi preliminari
dell'intervento nella Chiesa Madre S. Maria e S. Alfio in Lentini
per l'importo di lire 800.000.000 ai liberi professionisti arch.
Luigi Dantes ed ing. Cirino Cillepi.
I predetti professionisti elaborarono un progetto esorbitante
l'importo finanziato e, pertanto, fu loro richiesto di limitare il
progetto all'importo finanziato. Quest'ultimo così rimodulato ha
trovato attuazione, tanto è che i lavori sono stati collaudati
dall'ing. Giuseppe Cacciatore con atto di collaudo del 19/3/2004.
Il Genio Civile di Siracusa non ha, pertanto, affidato alcun
incarico, né risulta che per le opere di completamento siano stati
incaricati gli stessi o altri professionisti .
Ulteriori notizie sulla vicenda potranno essere acquisite
dall'Assessore regionale con delega alla Protezione civile».
L'ASSESSORE GENTILE
RAIA. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici premesso che si sta approssimando la scadenza del termine
del 31 dicembre 2008, fissato dalla legge regionale n. 20 del 2007,
per imprese e cooperative per pervenire all'inizio dei lavori per
la realizzazione di programmi di edilizia agevolata convenzionata;
constatate le difficoltà riscontrate da imprese e cooperative sia
in ordine al reperimento delle aree, sia in ordine al complesso
iter burocratico, che rischiano di non permettere l'avvio di buona
parte degli interventi in programma, non essendo oggettivamente
possibile rispettare il termine ad oggi previsto per l'inizio dei
lavori;
ritenuto che l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un effetto
immediato sul fronte occupazionale, mantenendo anche l'opportunità
di accesso all'acquisto della prima casa;
considerato che il problema abitativo ha assunto connotati di
emergenza sociale che non investe più soltanto le fasce deboli, ma
anche la classe media proprio per le difficoltà di questa ad
accedere al mercato immobiliare, mentre gli interventi in questione
rappresentano un sistema di acquisizione del 'bene casa' a prezzi
calmierati, ancora di più nell'attuale situazione di difficoltà
economica del Paese e della nostra Regione;
per sapere se non condividano le preoccupazioni sopra espresse e
non ritengano quindi necessario intervenire con urgenza affinché si
possa determinare una proroga del termine in questione, almeno
biennale, onde consentire, senza costi ulteriori a carico della
Regione, la definizione degli adempimenti previsti e il conseguente
avvio dei lavori». (289)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 289,
trasformata con richiesta di risposta scritta, in occasione della
seduta d'Aula del 27 gennaio 2009, si riferisce quanto segue.
E' opportuno precisare che, in merito a quanto richiesto, è già
stato elaborato un apposito disegno di legge che prevede la proroga
dei termini per la realizzazione dei programmi di edilizia
agevolata e convenzionata, considerato che era già intenzione dello
scrivente inserire la proroga come emendamento nel disegno di legge
finanziaria 2009, disegno di legge che, come è noto, non è stato
ancora posto all'ordine del giorno dei lavori d'Aula».
L'ASSESSORE GENTILE