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Resoconto d'Aula della Seduta n. 68 di giovedì 26 febbraio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  delle
  sedute  n.  66  e  n.  67 del 25 febbraio 2009  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento interno, dò il preavviso di trenta  minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  che dovessero aver luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Marinello,   Faraone,
  D'Asero,   Mancuso,   Falcone,  Fiorenza,   Barbagallo,   Ferrara,
  Torregrossa  e  Panepinto  hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che in data 26 febbraio  2009,  sono  state
  presentate le seguenti mozioni:

   numero   101   «Verifica   e   valorizzazione   delle   competenze
  professionali dei dirigenti della Regione», a firma degli onorevoli
  Barbagallo, Lupo, Galvagno e  Ammatuna;

   numero 102 «Assegnazione ed efficiente gestione delle risorse  del
  fondo  nazionale politiche sociali alla Regione siciliana», a firma
  degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'iniziativa  di ridurre le consulenze e gli incarichi  esterni  è
  ampiamente condivisibile;

   ciò  dovrebbe  riguardare  anche la scelta  di  non  nominare  più
  dirigenti esterni;

   considerato che:

   tra  i  precari  e  i  14 mila dipendenti della  Regione  ci  sono
  professionalità e competenze di assoluto rilievo;

   sono stati nominati diversi capi dipartimento esterni senza alcuna
  valutazione professionale dei numerosi dipendenti della Regione  e,
  in particolare, degli oltre due mila dirigenti;

   ritenuto che:

   nella   Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana   è   stato
  pubblicato  un  bando  a  firma del dirigente  Antonio  Piceno  per
  l'istituzione  di  tre nuove figure di esperti da  impiegare  nella
  'costituzione del segretariato tecnico congiunto del  programma  di
  cooperazione transfrontaliera Italia-Malta 2007/2013';

   il  costo complessivo delle tre consulenze è pari a 120 mila  euro
  l'anno per tre anni rinnovabili,

                   impegna il Governo della Regione
             e in particolare l'Assessore alla Presidenza

   a  porre  in  essere  le iniziative atte a  verificare  se  tra  i
  dipendenti  regionali  e i precari nessuno possedesse  le  capacità
  professionali  per  poter  svolgere le mansioni  ed  i  compiti  da
  affidare  ai  tre esperti di cooperazione transfrontaliera,  in  un
  contesto  sociale di grave crisi in cui la gestione della  pubblica
  amministrazione deve essere improntata al massimo rigore;

   a  revocare tutte le consulenze esterne affidate per incarichi che
  possono  essere svolti con professionalità avvalendosi di personale
  già alle dipendenza dell'amministrazione regionale;

   a  verificare  se tra gli oltre due mila dirigenti  della  Regione
  nessuno  sia  in  grado di svolgere il ruolo di capo dipartimento».
  (101)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  comuni  siciliani sono alle prese con i tagli  progressivi  dei
  trasferimenti finanziari;

   l'ultima finanziaria regionale obbliga i comuni a destinare almeno
  il  25%  delle risorse provenienti dal fondo delle autonomie locali
  alle spese sociali;

   considerato che:

   lo  Stato, a partire dal 2001, trasferisce ogni anno alla  Sicilia
  una quota del fondo nazionale politiche sociali;

   le  prime  risorse finanziarie per il finanziamento dei  piani  di
  zona  e dei progetti, pari a complessivi 106 milioni di euro,  sono
  state assegnate nel 2001;

   ritenuto che:

   alcuni  distretti hanno utilizzato le risorse del 2001  a  partire
  dal 2004 mentre tanti altri hanno accumulato gravissimi ritardi;

   le  risorse  del FNPS dovrebbero essere utilizzate al  meglio  per
  evitare ridimensionamenti della spesa sociale,

                   impegna il Governo della Regione
     e, in particolare, l'Assessore per la famiglia, le politiche
                     sociali e le autonomie locali

   ad  attivarsi nei confronti del Governo nazionale per  sollecitare
  la  puntuale assegnazione delle quote del fondo nazionale politiche
  sociali spettanti alla nostra Regione;

   a porre in essere gli opportuni provvedimenti volti a verificare i
  motivi  e le responsabilità dei gravi ritardi accumulati da  alcuni
  distretti   che  non  hanno  a  tutt'oggi  utilizzato  le   risorse
  finanziarie  assegnate per il finanziamento  dei  piani  di  zona».
  (102)

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio


      Seguito della discussione del disegno di legge «Norme sulle
      incompatibilità dei deputati regionali e tra le cariche di
      componente della Giunta regionale e di componente regionale e di
     componente delle giunte di enti locali», nn. 342-339-86-231-262/A

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  sulle  incompatibilità dei  deputati  regionali  e  tra  le
  cariche di componente della Giunta regionale e di componente  delle
  giunte  di enti locali» (nn. 342-339-86-231-262/A), posto al numero
  1).
   Invito  i  componenti  la I Commissione  Affari  Istituzionali'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta  n.  67  del  25  febbraio  2009,  dopo  l'approvazione  del
  passaggio  all'esame degli articoli, la lettura dell'articolo  1  e
  dei relativi emendamenti.
   Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, sostitutivo dell'articolo
  1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
          Norme in materia di incompatibilità degli assessori
                               regionali

   1.  Il comma 5 dell'articolo 12 della legge regionale n. 7 del  26
  agosto 1992 è sostituito dal seguente:

    5. La carica di sindaco e di assessore dei comuni con popolazione
  superiore  a  20.000 abitanti, secondo i dati ufficiali dell'ultimo
  censimento  generale  della popolazione,  è  incompatibile  con  la
  carica   di   componente  della  Giunta  regionale.  E',   altresì,
  incompatibile con la carica di componente della Giunta regionale la
  carica di presidente e di assessore di provincia regionale'».

   Lo pongo in votazione.

   LEONTINI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (Gli onorevoli Ardizzone, Bosco, Buzzanca, Campagna, Cascio
      Salvatore,  Cordaro, Corona, Federico e Formica si  associano
      alla richiesta)

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Ammatuna,  Apprendi, Ardizzone, Arena, Beninati,  Bonomo,
  Bosco,  Buzzanca,  Campagna,  Caputo,  Caronia,  Cascio  Salvatore,
  Cordaro,  Corona,  Cracolici,  Currenti,  D'Antoni,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di Guardo, Dina, Donegani, Federico, Formica,  Forzese,
  Galvagno,   Greco,  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Lentini,  Leontini,
  Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo,  Musotto,
  Panarello,  Pogliese, Ragusa, Raia, Romano, Ruggirello,  Scammacca,
  Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Vinciullo.


   Presidenza del presidente Cascio


   Sono  in  congedo: Barbagallo, D'Asero, Fagone, Falcone,  Faraone,
  Ferrara, Fiorenza, Mancuso, Marinello, Panepinto e Torregrossa.


   Presidenza del presidente Cascio


   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            51
   Votanti             50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          12
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
      Formula di pubblicazione ai sensi della legge regionale 23
                          ottobre 2001, n. 14

   1.  La  presente  legge è inserita nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione  siciliana, distintamente dalle altre leggi,  senza  numero
  d'ordine  e  senza formula di pubblicazione, ai  sensi  e  per  gli
  effetti  dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001,  n.
  14».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla votazione finale del disegno di legge nn. 342-339-86-
  231-262/A.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, essendo il disegno  di  legge  in
  esame   di   natura  statutaria  ha  bisogno  di  una   maggioranza
  qualificata; pertanto, propongo di procedere alla votazione  finale
  al  termine  della  seduta,  per  consentire  di  raggiungere,  nel
  frattempo, un numero congruo di deputati.

   CRACOLICI. Questo lo doveva dire prima

   PRESIDENTE. Gli Uffici mi informano del fatto che, non essendo una
  legge ordinaria bensì una legge statutaria, ha bisogno di un quorum
  particolare, necessita di una maggioranza qualificata di 46 voti.
   Onorevoli  colleghi,  al  fine  di  consultarmi  con  gli  Uffici,
  sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.51, è ripresa alle ore 12.00)


   Presidenza del presidente Cascio


                      Per richiamo al Regolamento

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di passare
  alla  votazione finale le chiedo un approfondimento in ordine  alla
  maggioranza  che occorre, nella considerazione che noi abbiamo  già
  approvato  l'articolo  3  -  quindi,  occorrerebbe  la  maggioranza
  qualificata,  cioè  46  voti  -,  ma  era  sicuramente   agganciato
  all'articolo 2, che non è stato approvato.
   Il  problema  che  si pone è che, riguardando  l'articolo  1  solo
  questioni   di  carattere  procedurale,  necessita  o  meno   della
  maggioranza  qualificata?  E,  nel  caso  in  cui  non  si  dovesse
  raggiungere  la maggioranza qualificata, è possibile  riportare  in
  Aula - perché è un caso nuovo - la norma stessa?
   Sottopongo la questione agli Uffici, soprattutto sul primo  punto,
  essendo  questione procedurale e non di merito perché l'articolo  2
  era  inerente al merito per cui è certo che la pubblicazione veniva
  posticipata di tre mesi dall'entrata in vigore della legge.
   Sottopongo la questione agli Uffici che, obiettivamente, non è  di
  poco conto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anche  a  fronte
  delle  dichiarazioni dell'onorevole Ardizzone, potrebbe essere  una
  soluzione quella di passare all'esame dell'altro disegno  di  legge
  iscritto  all'ordine del giorno e rinviare la votazione finale  del
  provvedimento al termine della seduta. Nel frattempo,  si  potrebbe
  procedere all'approfondimento richiesto dall'onorevole Ardizzone.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  lei  ha  sospeso  i  lavori   per
  verificare  se  c'era  un  problema  di  procedura  rafforzata   di
  approvazione.  Gli uffici di Segreteria e di supporto  all'Aula  le
  hanno dato una risposta?
   In  ogni  caso, anche se l'articolo 3 era originariamente connesso
  all'articolo  2,  che non è stato approvato,  è  evidente  che  con
  l'articolo  117 del Regolamento interno - il famoso  articolo  117,
  che usiamo per tante altre ragioni - che ci consente di armonizzare
  il  testo  alla  luce  del  voto finale,  l'articolo  3,  anche  se
  formalmente  approvato,  si intende riferito  all'articolo  1,  già
  approvato, e non all'articolo 2.
   Se gli Uffici ci dicono che non occorre la procedura statutaria, è
  evidente che l'aspetto dell'articolo 3 è un fatto meramente tecnico
  per cui risulta appropriato l'utilizzo dell'articolo 117.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'articolo 117 del Regolamento lo
  utilizziamo  - e lo utilizzeremo anche in questo caso -  un  attimo
  primo della votazione finale.
   Al  momento  attuale, devo essere sincero, è la  prima  volta  che
  capita  un  problema di questo tipo, anche con  il  supporto  degli
  Uffici  non  abbiamo  avuto  il  tempo  di  chiarire  il  percorso.
  Pertanto,  siccome ritengo che non caschi il mondo  se  lo  votiamo
  adesso, tra qualche ora o domani

   CRACOLICI. L'importante è che lei ci dica quando si voterà

   PRESIDENTE. E' chiaro che il Parlamento sarà informato  su  quando
  si  voterà questo disegno di legge. Vorrei che riuscissimo  -  come
  spesso  abbiamo  sottolineato  -  ad  approvare  leggi  che   siano
  trasparenti ed applicabili.
   Pertanto,  sospendo la trattazione del disegno di legge in  esame,
  al  fine  di  approfondire  con gli Uffici  la  questione  che,  al
  momento, non siamo in grado di risolvere.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
     materia di rilascio di concessioni demaniali marittime per la
     realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
  Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
                        15» (226-233-244-266/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno   di   legge  «Disposizioni  in  materia  di  rilascio   di
  concessioni  demaniali marittime per la realizzazione di  strutture
  dedicate  alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo  5  della
  legge regionale 29 novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A), posto
  al numero 2).
   Invito  i  componenti la IV Commissione  Ambiente e territorio'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta  n.  66  del  25  febbraio  2009  dopo  la  chiusura   della
  discussione generale.
   Pongo,  pertanto,  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
           Disposizioni relative alle concessioni demaniali
                               marittime
            per la realizzazione di strutture dedicate alla
                          nautica da diporto

   1.  Il  procedimento  per il rilascio delle concessioni  demaniali
  marittime  di  cui  al decreto del Presidente  della  Repubblica  2
  dicembre 1997, n. 509, come recepito dall' articolo 75 della  legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4, non si applica nel caso di  istanze
  presentate  dagli  enti pubblici territoriali o  da  società  miste
  dagli   stessi  enti  partecipate,  ai  sensi  di  quanto  previsto
  dall'articolo 116 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Per la realizzazione delle strutture dedicate alla nautica  da
  diporto,  di  cui  all'articolo 2 del decreto del Presidente  della
  Repubblica  2  dicembre 1997, n. 509, l'Assessorato  regionale  del
  territorio  e  dell'ambiente, entro il termine di  sessanta  giorni
  dalla  ricezione  dell'istanza  corredata  da  un  progetto  almeno
  preliminare,  comunica  l'assenso  preventivo  al  rilascio   della
  concessione delle aree e degli specchi acquei interessati.

   3.  Il  progetto  definitivo, redatto  ai  sensi  della  legge  11
  febbraio  1994,  n.  109, come introdotta dalla legge  regionale  2
  agosto  2002,  n.  7  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  approvato  esclusivamente  dalla conferenza  di  servizi  convocata
  previo  avviso  pubblico dal sindaco, ai sensi di  quanto  previsto
  dagli  articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n.  241  e
  successive  modifiche ed integrazioni. Alla conferenza  di  servizi
  partecipano  i  soggetti  indicati all'articolo  5,  comma  2,  del
  decreto  del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997,  n.  509,
  come introdotto dall'articolo 75, comma 5, della legge regionale 16
  aprile 2003, n. 4.

   4. Il provvedimento finale della conferenza di servizi è approvato
  in    via   definitiva   dal   consiglio   comunale   ed   equivale
  all'approvazione  di  variante ai vigenti strumenti  urbanistici  e
  all'approvazione del piano regolatore portuale, ai sensi di  quanto
  previsto dall'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985,  n.
  21.

   5.  Nel  caso  in  cui il comune realizzi le opere  attraverso  le
  procedure di cui agli articoli 19 e 37 bis della legge 11  febbraio
  1994,  n. 109, come introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002,
  n.  7  e successive modifiche ed integrazioni, o a mezzo di società
  miste  dallo  stesso ente partecipate, ai sensi di quanto  previsto
  dall'articolo 116 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e
  successive  modifiche ed integrazioni, l'Assessorato regionale  del
  territorio e dell'ambiente provvede alla sostituzione nel godimento
  della  concessione  in  favore del soggetto indicato  dallo  stesso
  comune. La durata della concessione demaniale, rilasciata a seguito
  dell'approvazione  del  progetto  definitivo,  è  uguale  a  quella
  indicata nel piano economico finanziario dell'opera pubblica.

   6.  Quanto previsto dal presente articolo si applica anche a tutti
  i  procedimenti  in  corso  alla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge.».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Ruggirello:
   emendamento 1.8:

   «Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
    L'articolo  4 del D.P.R. n. 509/97 come recepito in  Sicilia  con
  l'articolo  75  della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4,  sono
  aggiunti i seguenti commi:
    4.  nelle  ipotesi relative alla costruzione delle  strutture  da
  realizzarsi da parte degli Enti pubblici territoriali o da  società
  miste dagli stessi partecipate, anche con la procedura di cui  alla
  legge  n.  109/1994,  così come recepita e modificata  dalla  legge
  regionale   2  agosto  2002,  n.  7,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le forme di pubblicità, ai sensi  del  comma  1  del
  presente  articolo, vengono effettuate ai soli fini di osservazioni
  e  di opposizione ed i relativi progetti, preliminare e definitivo,
  verranno approvati esclusivamente nelle due conferenze dei  servizi
  previsti dal DPR n. 509/1997.
   5.  Nel  caso  in cui l'Ente attuatore realizzi le opere  portuali
  attraverso  le  procedure di cui agli articoli 19 e  37  bis  della
  legge  regionale  11 febbraio 1994, n. 109, come  introdotta  dalla
  legge  regionale  2  agosto 2002, n. 7 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  o  a  mezzo di società miste di  cui  al  precedente
  comma,  l'Assessorato  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente
  provvederà  alla  sostituzione nel godimento della  concessione  in
  favore  del  soggetto  dallo  stesso  indicato.  La  durata   della
  concessione  demaniale,  previa verifica dell'Autorità  concedente,
  dovrà essere pari a quella indicata nel piano economico finanziario
  dell'opera pubblica'.
   2. Al comma 2 dell'articolo 5 del DPR n. 509/1997 come recepito in
  Sicilia con l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.
  4,  le  parole  al  punto e) ed al punto o)  opere marittime'  sono
  soppresse.
   3. Al comma 1 dell'articolo 8 del DPR n. 509/1997 come recepito in
  Sicilia con l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.
  4, sono soppresse le parole  per le opere marittime' .»;

   -dagli onorevoli Faraone, Raia e Cracolici:
   emendamento 1.16:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 1.4:
   «Al comma 1, dopo la parola  applica  sostituire le parole da  nel
  caso  di   a   integrazioni  con le parole:  per gli enti  pubblici
  territoriali o per le società a totale partecipazione pubblica  che
  ricadono sotto il controllo analogo degli stessi enti »;

   emendamento 1.17:
   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 1.18:
   «Sopprimere il comma 3»;

   emendamento 1.19:
   «Sopprimere il comma 4»;

   emendamento 1.20:
   «Sopprimere il comma 5»;

   - dagli onorevoli Formica, Laccoto e Buzzanca:
   emendamento 1.11:
   «Al  comma  1  dopo  le parole  dagli enti pubblici  territoriali
  aggiungere  le  parole   in  relazione agli  interventi  finanziati
  nell'ambito  della  programmazione regionale ed alle  modalità  ivi
  previste di realizzazione delle opere .
   Cassare le parole  o da società  fino alla fine del comma.»;

   emendamento 1.12:
   «Al  comma 2, prima delle parole  per la realizzazione  premettere
   per  i  soggetti di cui al comma 1 ; dopo le parole   preliminare
  aggiungere le parole  redatto ai sensi dell'articolo 16 della legge
  n. 109/1994 come introdotto dalla legge regionale n. 7/2002 .»;

   emendamento 1.13:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
    2  bis.  Prima  di procedere all'indizione della  Conferenza  dei
  servizi  per l'approvazione del progetto definitivo, ai  sensi  del
  successivo  comma 3, il sindaco ne da avviso ai  sensi  e  per  gli
  effetti dell'articolo 3 della legge regionale n. 71/1978 .»;

   emendamento 1.14:
   «Al  comma  3  dopo le parole  è approvato  aggiungere  le  parole
   sulla  base  delle osservazioni avanzate ai sensi dell'articolo  3
  della legge regionale n. 71/1978 .»;

   emendamento 1.15:
   «Al comma 5:
   sostituire le parole  i comuni  con le parole  gli enti di cui  al
  comma 1 ;
   cassare  le  parole da  o a mezzo  fino a  decreto legislativo  18
  agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni .»;

   emendamento A 31:
   «Aggiungere, dopo l'articolo 1, il seguente:
    Art.  1 bis - In relazione agli interventi finanziati nell'ambito
  della  programmazione regionale ed alle modalità  ivi  previste  di
  realizzazione delle opere, le procedure di cui ai precedenti  commi
  si applicano altresì per le istanze presentate da:
   a) società a totale partecipazione di enti pubblici;
   b) società partecipate da enti pubblici .»;

   - dall'onorevole Mancuso:
   emendamento 1.2:
   «Al comma 3, dopo le parole  previo avviso pubblico  aggiungere le
  parole  del suddetto progetto .»;

   - dagli onorevoli Lupo e Cracolici:
   emendamento 1.1:
   «Al  comma 1, quarto rigo sostituire le parole da  società  miste
  sino  a   integrazioni   con  le parole   società  fra  gli  stessi
  costituite »;

   emendamento 1.5:
   «Al  comma 4, sostituire le parole da  ed equivale  sino a  n. 21
  con  le  parole  a condizione che sia conforme al piano urbanistico
  ed al piano regolatore portuale »;

   emendamento 1.3:
   «Al   comma   5  sostituire  le  parole  da   società   miste    a
   integrazioni  con le parole  società costituite tra enti  pubblici
  territoriali »;

   - dagli onorevoli Panarello, De Benedictis, Faraone e Cracolici:
   emendamento 1.6:
   «Al  comma 4 aggiungere il seguente:  Il provvedimento di  cui  al
  comma  4  non  può  costituire  approvazione  finale  in  caso   di
  sussistenza,  nell'area in oggetto, di strumenti di  pianificazione
  sovracomunale .»;

   - dagli onorevoli Vinciullo, Leontini e Pogliese:
   emendamento 1.9:
   «Al  comma  1,  dopo  le parole  enti partecipate   aggiungere  le
  seguenti  parole  o anche da soggetti nominati promotori  ai  sensi
  della  legge  n.  109/94,  articoli 37  bis  e  seguenti   (project
  financing)»;

   -  dagli  onorevoli  Cracolici, Termine, Galvagno,  Di  Benedetto,
  Donegani, Marinello e Raia:
   emendamento A 9:
   «Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
    Al fine di integrare l'impegno delle risorse pubbliche con idonei
  investimenti privati, devono essere privilegiate forme unitarie  di
  gestione,  anche  in concessione, di strutture portuali  realizzate
  con  fondi  pubblici  confinanti o limitrofe ad analoghe  strutture
  realizzate da privati che abbiano impegnato a tal fine fondi propri
  e  che  già gestiscono attività analoghe, anche prevedendo apposito
  diritto di prelazione a favore degli stessi .»

   Si passa all'emendamento 1.8.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.16.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente  che
  l'emendamento 1.16 ha uno scopo: quello di rendere la  legislazione
  regionale  compatibile  con ciò che possiamo  fare  e  non  con  le
  fantasie  e le velleità che, a mio avviso, sono connesse  a  questa
  norma.
   Però,  vorrei capire una cosa: si dice che è stato fatto un lavoro
  per  rendere  il  più  possibile questo testo  in  armonia  con  la
  legislazione  e la giurisprudenza vigenti. Allora, o  decidiamo  di
  partire  dal  lavoro già fatto per capire se c'è una soluzione  che
  può  essere  condivisa, oppure il rischio è  che  procediamo  molto
   alla arlecchino', il che difficilmente ci consentirà di fare  alla
  fine   una  buona  legge.  Una  cosa  deve  essere  chiara.  Questo
  emendamento si pone l'obiettivo di sopprimere le società, nel senso
  che  - l'ho detto ieri e lo ripeto oggi - le norme comunitarie,  le
  sentenze    dei    tribunali   amministrativi,   le    disposizioni
  giurisprudenziali   vigenti  escludono  la  possibilità   che   una
  concessione   demaniale   possa   essere   rilasciata   senza    la
  pubblicistica prevista dal DPR n. 509 del 1997, signor  Presidente,
  recepita dalla legge 4 del 2003 e non dalla legge n. 15

   PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Cracolici. Ieri sera ho fatto un
  approfondimento ed aveva ragione lei, la legge 15 è  la  legge  che
  norma il demanio marittimo. L'articolo 75 della legge numero 4  del
  16  aprile 2003 è il recepimento della Burlando, anche quella legge
  fatta da me quando ero assessore per il turismo.

   CRACOLICI.  E  siccome l'ha fatta lei, le ricordo che  l'ha  fatta
  proprio  perché  quella legge stabiliva una fattispecie  esclusiva,
  che  le  concessioni  senza attività pubblicistica  possono  essere
  rilasciate esclusivamente agli enti territoriali e non a società da
  loro partecipate, ancorché interamente partecipate.
   Siccome  questo  articolo 1 è palesemente  in  violazione  con  la
  giurisprudenza fin qui conosciuta e con le sentenze dei TAR sin qui
  assunte  in  Italia, il mio emendamento vuole rimuovere all'origine
  il problema.
   Se, poi, gli uffici prospettano un'altra soluzione contribuendo  a
  superare questo limite, che non è il limite che vuole Cracolici, ma
  è un limite dato dalla condizione giuridica in cui operiamo, io non
  ho  alcun  motivo ostativo per non trovare una soluzione che  possa
  essere condivisa.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  alla
  fine,  meglio  tardi  che mai, si sia stata  trovata  un'intesa  su
  questa  norma  perché,  a  volte, approfondendo,  ci  si  comprende
  meglio.
   Siccome   molti  degli  emendamenti  che  sono  stati  presentati,
  sostanzialmente, vertono sul fatto di stabilire la vexata  quaestio
  del  tema  società' come annunciava l'onorevole Cracolici,  ritengo
  che,   grazie   al   lavoro  che  è  stato   fatto   dagli   uffici
  dell'Assemblea, che hanno lavorato sugli emendamenti  presentati  a
  tutti  gli articoli, che hanno una loro logica consequenziale,  per
  coordinare  tutto il testo, se siamo d'accordo, signor  Presidente,
  potremmo  procedere  con l'esame di questi emendamenti  individuati
  dagli  uffici  dell'Assemblea, che,  per  l'articolo  1,  sono  gli
  emendamenti 1.11, 1.12 e l.13.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, suggerisco di fare un lavoro un po'
  più ordinato procedendo per commi di ogni articolo. Se parliamo del
  comma 1, abbiamo l'emendamento 1.11.

   FORMICA.  Possiamo espungere la questione che riguarda le  società
  dal  resto  degli  emendamenti che sono stati  presentati  ai  vari
  commi, perché stiamo parlando solo di questi tre emendamenti ma  ci
  sono  anche  quelli  per  i commi successivi,  che  sostanzialmente
  coordinano tutto il testo.
   Se   siamo  d'accordo,  potremmo  quindi  votare  gli  emendamenti
  preparati  dagli  uffici e ritirare tutti gli altri;  la  questione
  delle  società  viene  cassata, così andiamo verso  un'approvazione
  rapidissima della legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,
  possiamo  andare avanti comma per comma, seguendo  questo  tipo  di
  ordine.
   Applicando  questo  criterio  al  comma  1  dovremmo  mettere   in
  votazione  l'emendamento 1.11 e, se questo è approvato,  gli  altri
  decadono  o vengono ritirati o comunque in ogni caso sono  superati
  dall'approvazione dell'articolo.
   Si passa all'emendamento 1.11. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 1.16, 1.4, 1.1 e 1.9 sono superati.
   Si  passa  quindi  al comma 2 al quale sono stati  presentati  due
  emendamenti:  l'emendamento 1.17 che è soppressivo, e l'emendamento
  1.12,  a  firma  dell'onorevole Formica, sul quale  l'Aula  avrebbe
  trovato l'intesa.
   Si passa all'emendamento 1.12. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.17 è superato.
   Si passa all'emendamento 1.13. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Al  terzo  comma  è stato presentato anche l'emendamento  1.18,  a
  firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.14. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.2 è superato.
   Si passa al comma 4 ed all'emendamento 1.19.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il  comma  4
  noi  stiamo  stabilendo  che il consiglio  comunale   approva'  una
  variante, e non  adotta' una variante.
   Sappiamo che la disposizione legislativa prevede che l'organo  che
  approva  è il decreto dell'Assessore regionale per il territorio  e
  l'ambiente. Fino ad oggi così è la legge  Qui stiamo dicendo che la
  proposta  approvata  dal  consiglio  comunale  è  approvazione   di
  variante,  quindi  è un superamento del principio  della  procedura
  oggi  prevista dalla legge 71/1978. Il consiglio comunale  adotta',
  manda  in  pubblicazione, ci sono le osservazioni  sulle  quali  il
  consiglio  comunale  assume un orientamento  che  invia  all'organo
  Regione siciliana.
   Questo  è  un  emendamento che, secondo me,  il  Governo  dovrebbe
  approfondire tanto più che, probabilmente, non sa che qui  cambiamo
  sostanzialmente la legge urbanistica in Sicilia.

   ROMANO,  relatore. La parola  adottare' è più corretta  perché  ci
  sono  le  osservazioni, possibili ai sensi della legge n.  71/1978,
  che  possono fare i cittadini. La legge n. 71/1978 non  può  essere
  modificata.  Per cui la parola può essere sostituita con   adotta',
  dopo  l'organo  competente  l'Assessorato  regionale  territorio  e
  ambiente  approva'.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, va precisato
  che  se  noi stabiliamo che il consiglio comunale  adotta',  adotta
  preventivamente, quindi prima della conferenza di servizi.
   Per  la  conferenza dei servizi è importante questo: o attribuiamo
  un potere approvativo in linea tecnica e amministrativa conclusivo,
  allora  in  quel caso l'adozione del consiglio comunale  interviene
  prima,  oppure la conferenza di servizi può statuire  l'intesa;  il
  consiglio  comunale recepisce in fase di adozione, ma a quel  punto
  deve   approvare  il  decreto  del  Presidente  della   Regione   o
  dell'Assessore competente.
   Pertanto, se adottiamo la prima ipotesi, la procedura di  adozione
  da  parte del consiglio comunale interviene prima; quindi, anche in
  forma  di  riscrittura del testo, il comma 4 va anteposto al  comma
  precedente.  Altrimenti  la  procedura  cambia  e,  quindi,  se  il
  consiglio  comunale  adotta   a  valle'  di  una  decisione   della
  conferenza  di  servizi qualcun altro, che non può  essere  più  la
  conferenza di servizi, deve approvare in via amministrativa.
   Signor  Presidente, le chiedo di sospendere brevemente  la  seduta
  per  precisare questo passaggio, altrimenti rischiamo di realizzare
  una cosa che non ha gambe.

   SORBELLO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, sono d'accordo  con  la  proposta
  dell'onorevole   De  Benedictis  perché  l'adozione   deve   essere
  preventiva  all'approvazione  definitiva.  Il  consiglio   comunale
   adotta',  dopodiché  in conferenza di servizi  si  esprime  parere
  definitivo e si approva definitivamente; diversamente il  comma  4,
  postdatato alla conferenza di servizi, significa che qualcun  altro
  deve  approvare  quella  adozione. Quindi  mettiamo   il  consiglio
  comunale prima della conferenza di servizi .

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  che  questa procedura non è stata adottata dalla Regione  siciliana
  in  occasione  di  conferenze di servizi che hanno  automaticamente
  variato il piano con la presenza dell'assessorato del territorio  e
  dell'ambiente,  perché  se  la  conferenza  di  servizi  non  varia
  automaticamente il piano, che conferenza dei servizi è?
   Per  l'aeroporto  di  Comiso, la conferenza  di  servizi  è  stata
  convocata,   alla  presenza  dell'assessorato  del   territorio   e
  dell'ambiente,  automaticamente i comuni di Comiso,  Chiaramonte  e
  Vittoria hanno variato il piano.
   Il  consiglio comunale prende atto dell'automatica variazione  del
  piano,  quindi non deve  approvare né adottare alcunché. C'è questo
  precedente;  quindi  non  c'è motivo di complicare  inutilmente  le
  cose.
   Il  soggetto  attuatore dell'intervento convoca la  conferenza  di
  servizi,  convoca  la Regione Sicilia, l'Assessorato  territorio  e
  ambiente, il piano regolatore è variato in automatico.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è esattamente così, altrimenti non
  avrebbe avuto senso istituzionalizzare le conferenze di servizi.
   Siccome abbiamo necessità di chiarirci le idee, perché secondo  me
  la  norma  potrebbe andare bene già così com'è, sospendo per  pochi
  minuti la seduta per organizzare i lavori.

      (La seduta sospesa alle ore 12.24 è ripresa alle ore 12.29)

   SORBELLO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, noi vorremmo fare un provvedimento
  che  è  aggiuntivo rispetto alla procedura normale  prevista  dalla
  normativa  vigente;  vorremmo adottare la variante  allo  strumento
  urbanistico   dell'intervento   che   si   vuole   realizzare    e,
  successivamente,  con la procedura che prevede  l'attuazione  dello
  sportello unico attraverso la conferenza dei servizi, approvare  il
  progetto in via definitiva.
   La  soppressione  del comma 4 ci riporterebbe in  automatico  alla
  normativa vigente, cioè  all'adozione della variante allo strumento
  urbanistico  e,  successivamente,  l'approvazione  da  parte  della
  conferenza di servizi.
   Pertanto, si chiede la soppressione del comma 4.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.19. Il parere della
  Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.5 e 1.6 sono superati.
   Si passa al comma 5 ed all'emendamento 1.20.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.15. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.3 è superato.
   Si passa all'emendamento A31. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A9.

   TERMINE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TERMINE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preliminarmente
  informo  che  il presidente del mio Gruppo parlamentare,  onorevole
  Cracolici, ha ritirato la firma da questo emendamento.
   Io  confermo  la  mia volontà di presentarlo pur  avendo  appreso,
  durante la vacatio della legge, che non si capisce perché chi  come
  me  rappresenta una provincia che non ha sbocchi a mare presenti un
  emendamento sui porti; come se ci fosse una limitazione tra  quella
  che  è la capacità di un parlamentare a contribuire a problematiche
  che   riguardano  l'intero  territorio  regionale  e   la   propria
  espressione elettorale.
   Capisco  le  mille preoccupazioni, comprese quelle  dell'assessore
  Sorbello   che   ha   richiamato  la  Commissione   sul   contenuto
  dell'emendamento  A9  che ha solo un compito,  solo  un  obiettivo,
  quello di tutelare l'interesse pubblico e l'interesse privato nella
  gestione del demanio pubblico.
   Infatti,  l'unica  cosa  che si chiede con  questo  emendamento  è
  legata sostanzialmente al fatto che vi possono essere privati  che,
  avendo  fatto  investimenti in proprio  ed  avendo  continuità  con
  concessioni che possono essere successivamente rilasciate,  possono
  usufruire  di  un  diritto di prelazione, a parità  di  condizione,
  anche in gara pubblica.
   Questo  è  il senso, poi magari può essere scritto in maniera  non
  del  tutto  conforme, ma lo spirito è questo. Pensate  che  chi  fa
  opera  di  presidio per la sicurezza dei porti,  chi  fa  opere  di
  servizio  comune  per  i  porti,  successivamente  può  avere,   al
  contrario, una concorrenza sleale in quanto il pubblico, che pur di
  ottenere  un  vantaggio  può  concedere  ad  altro  committente  la
  concessione; il che è anche un danno per coloro che sono sul posto,
  che   ci   hanno   creduto   ed   investito.   Quindi,   il   senso
  dell'emendamento   è  questo.  Nulla  di  particolare,   nulla   di
  stravolgente, nulla di predefinito, indipendentemente da quella che
  sarà la volontà della Commissione, nella cui sede non ho presentato
  l'emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  proposito
  dell'emendamento  A31  faccio  presente  che,   così   come   avevo
  dichiarato  di  ritirare  l'emendamento che  riguarda  le  società,
  preannuncio   la   presentazione  di  un   emendamento   ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, con il quale chiedo,  in
  sede di coordinamento del testo,  di sopprimere quell'emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si   passa   alla   votazione
  dell'emendamento  A9,  dal quale hanno dichiarato  di  ritirare  la
  firma l'onorevole Cracolici e l'onorevole Raia.

   VINCIULLO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A9.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento A9. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
           Modifica all'articolo 5 della legge regionale 29
                         novembre 2005, n. 15

   1. All'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis.  Nelle  more  della  redazione  dei  piani  spiaggia,  la
  disposizione di cui al comma 1 si applica anche in caso di  rinnovo
  di concessioni già rilasciate'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:

   emendamento 2.2:
   «L'articolo 2 è abrogato»;

   - dagli onorevoli Arena, Romano, D'Agostino e Federico:

   emendamento 2.3:

   «Modificare l'articolo 2 con il seguente testo:
    1.  All'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
  è aggiunto il seguente comma:
    1  bis.  Nelle  more della redazione dei piani  di  spiaggia,  la
  disposizione di cui al comma 1 si applica anche nei casi di rinnovo
  di  concessione assentite in data posteriore a quella di entrata in
  vigore della presente legge' .»

   Si passa all'emendamento 2.2, soppressivo dell'articolo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, essendo soppresso l'articolo 2 l'emendamento 2.3 decade.
   Dichiaro,  quindi, decaduti gli emendamenti aggiuntivi 2.1,  1.10,
  1.7,  A5, A6, A7, A4, A10, A11, A12, A13, A14, A15, A16, A17,  A18,
  A19,  A8, A32, A25, A1, A2, A20, A21, A22, A33, A3, A30, A29,  A27,
  A26, A23, A24.
   Se i deputati che hanno presentato questi emendamenti ritengono di
  riproporli, potranno farne oggetto di apposito disegno di legge che
  la quarta Commissione esaminerà con i tempi che deciderà di darsi.
   Comunico  che è stato presentato dall'onorevole Formica, ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1:

   «L'emendamento A 31 è soppresso».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   ROMANO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  ribadisco  quanto  avevo  già  tentato   di
  chiarire.
   Gli emendamenti aggiuntivi erano tutti collegati all'articolo 2  e
  sono  da  intendersi  decaduti  in  quanto  l'articolo  2  è  stato
  soppresso.
   Se  i  presentatori  degli  emendamenti  intendono  riproporre  la
  materia  ne potranno fare oggetto di un apposito disegno  di  legge
  che  potranno presentare e che sarà esaminato in Commissione quando
  lo si riterrà opportuno.

   DI GUARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
  che  il  mio emendamento 1.10 si riferisce al comma 5 dell'articolo
  1, quindi non riguarda l'articolo 2.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Guardo, l'articolo 1 è stato già votato.

   DI  GUARDO. Sì, ma siccome questo è un emendamento aggiuntivo,  si
  discute  dopo  che si è discusso l'articolo. Pertanto,  chiedo  che
  venga posto in discussione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  una
  breve  sospensione  della  seduta per una valutazione  più  attenta
  della  compatibilità di questi emendamenti. E' vero che  alcuni  di
  essi sono collegati, formalmente, ad un articolo soppresso, ma  nel
  contenuto  non  hanno attinenza con l'articolo 2,  vivono  di  vita
  propria;  quindi, una cosa è che decadono perché  il  contenuto  di
  essi  è  legato al contenuto di un articolo che è stato  soppresso,
  altra cosa è che lo era soltanto in maniera formale.
   Credo che una valutazione più attenta, attraverso una sospensione,
  ci  possa  mettere in condizione di valutare che  molti  di  questi
  articoli hanno vita propria indipendentemente dall'articolo cui  si
  appoggiavano, in quanto articoli aggiuntivi e quindi  connessi  non
  con  l'articolo  a  cui, formalmente, erano stati appoggiati  quali
  emendamenti,  ma  al senso e al testo della legge.  Alcuni  in  più
  addirittura hanno relazione con l'articolo 1.
   La pregherei, pertanto, di fare una valutazione un po' più attenta
  e  di  ritornare in Aula avendo deciso quali di essi sia  possibile
  mantenere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Benedictis,  la  Presidenza  si  è  già
  espressa sulla questione.
   Se  i  singoli  parlamentari ritengono di ripresentare  le  giuste
  argomentazioni, queste faranno parte di un disegno di legge che  la
  Commissione  esaminerà  e  che avrà un iter  privilegiato,  il  più
  veloce  possibile.  Ma credo che oggi tornare  a  discutere  di  un
  argomento  che,  per quanto mi riguarda è chiuso,  è  perfettamente
  inutile.
   Di  più,  onorevole  Di Guardo, rispetto al suo emendamento  1.10,
  oltre alle considerazioni che ho testè ribadito, le comunico che  è
  improponibile perché privo di copertura finanziaria.
   Quindi, è un argomento abbondantemente superato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Lo  Giudice  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni in materia di concessioni demaniali marittime per la
     realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
   Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005,
                              numero 15»
                        (nn.226-233-244-266/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di legge «Disposizioni in materia di concessioni demaniali
  marittime  per la realizzazione di strutture dedicate alla  nautica
  da  diporto.  Modifica  dell'articolo 5 della  legge  regionale  29
  novembre  2005, numero 15» (nn.226-233-244-266/A). Dichiaro  aperta
  la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Ammatuna, Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati,  Bonomo,
  Bosco,  Bufardeci,   Campagna, Caputo, Caronia, Colianni,  Cordaro,
  Corona,  Cracolici, Currenti, D'Agostino, D'Antoni, Di  Guardo,  Di
  Mauro,   Dina,  Donegani,  Federico,  Formica,  Greco,   Gucciardi,
  Laccoto,   Leanza  Edoardo,  Lentini,  Leontini,   Limoli,   Maira,
  Marinese, Marrocco, Mattarella, Minardo, Oddo, Panarello, Picciolo,
  Pogliese,  Ragusa, Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla, Vinciullo
  e Vitrano.

   Votano  no:  Apprendi,  De Benedictis, Di  Benedetto,  Galvagno  e
  Termine.

   Si astengono: Marziano, Musotto e Raia.

   Sono  in  congedo: Barbagallo, D'Asero, Fagone, Falcone,  Faraone,
  Ferrara,  Fiorenza,  Lo  Giudice, Mancuso, Marinello,  Panepinto  e
  Torregrossa.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico  il  risultato della  votazione  finale  per
  scrutinio  palese  nominale del disegno di legge  «Disposizioni  in
  materia di concessioni demaniali marittime per la realizzazione  di
  strutture  dedicate alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo
  5  della  legge regionale 29 novembre 2005, numero 15» (nn.226-233-
  244-266/A):

   Presenti            56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          47
   Contrari             5
   Astenuti             3

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.46, è ripresa alle ore, 13.00)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  era  rimasto  un  dubbio  sulla
  votazione  finale della legge sulla incompatibilità. Questo  dubbio
  al  momento  permane,  per cui non siamo  in  condizioni  di  avere
  chiarezza  sull'esigenza del quorum o meno. Pertanto, rinvierei  la
  votazione alla prossima seduta.
   Per  quanto  riguarda la prossima seduta, nell'ordine  del  giorno
  della stessa non vi è la riforma della sanità. Il fatto che non sia
  calendarizzata dipende esclusivamente dal fatto che la presa d'atto
  in Commissione Sanità avverrà oggi pomeriggio, ragione per la quale
  potrò iscriverla all'ordine del giorno martedì prossimo, solo  dopo
  questo passaggio formale.
   Pertanto,  martedì 3 marzo verrà aperta e chiusa una prima  seduta
  per  inserire  la  riforma sanitaria all'ordine  del  giorno  della
  seduta successiva.
   La  seduta è rinviata a martedì, 3 marzo 2009, alle ore 17.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni.

  II   -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
   lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   n. 101 «Verifica e valorizzazione delle competenze professionali
            dei dirigenti della Regione».

                            BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO - AMMATUNA

   n. 102 «Assegnazione  ed efficiente gestione delle  risorse  del
            fondo   nazionale   politiche  sociali   alla   Regione
            siciliana».

                            BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - AMMATUNA

  III  -Discussione del disegno di legge:
    «Indennità di disagiata residenza in favore dei titolari  delle
       farmacie rurali aventi sede nelle isole minori.» (n. 253/A)

  IV  - Votazione finale del disegno di legge:
    «Norme  sulla incompatibilità dei deputati regionali e  tra  le
       cariche di componente della Giunta regionale e di componente
       delle giunte di enti locali.» (nn. 342-339-86-231-262/A)

  V  -Discussione della mozione:
   n. 88   «Misure  immediate  di intervento  per  fronteggiare  il
         fenomeno migratorio in Sicilia.»

                            LUPO  -  CRACOLICI  -  DI  BENEDETTO  -
         GALVAGNO  -  MATTARELLA  -     MARINELLO  -  PANEPINTO   -
         AMMATUNA  -  GUCCIARDI  - RINALDI -  BONOMO  -  LACCOTO  -
         BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA

  VI  - Discussione della mozione:
   n. 96 «Iniziative   urgenti  finalizzate  alla  riorganizzazione
         funzionale    dell'amministrazione    regionale    e    al
         contenimento delle spese».

                     CRACOLICI  -  DE BENEDICTIS - DI  BENEDETTO  -
              FERRARA - RINALDI

  VII  -Discussione della mozione:
   n. 97 «Censura  nei  confronti dell'Assessore regionale  per  la
         sanità.»
          LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA - CAPUTO -BUZZANCA
         -  LO GIUDICE   SAVONA - CASCIO S. - CORDARO - POGLIESE  -
         ARICO'  -  DINA - FAGONE - RAGUSA  VINCIULLO  -  LIMOLI  -
         CORONA  -  TORREGROSSA  - MANCUSO -  LEANZA  E.  SCILLA  -
         FALCONE  -  CURRENTI  -  CARONIA -  FORZESE  -  D'ASERO  -
         FORMICA

  VIII  -Discussione della mozione:
   n. 100 «Revoca  del  decreto dell'Assessore  per  la  sanità  in
          materia di registrazione delle attività alimentari».

                     ODDO  -  CRACOLICI  -  APPRENDI  -  VITRANO  -
          DONEGANI - MARINELLO

                   La seduta è tolta alle ore 13.03.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli