Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 66 e n. 67 del 25 febbraio 2009 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno, dò il preavviso di trenta minuti al
fine delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
che dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marinello, Faraone,
D'Asero, Mancuso, Falcone, Fiorenza, Barbagallo, Ferrara,
Torregrossa e Panepinto hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che in data 26 febbraio 2009, sono state
presentate le seguenti mozioni:
numero 101 «Verifica e valorizzazione delle competenze
professionali dei dirigenti della Regione», a firma degli onorevoli
Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna;
numero 102 «Assegnazione ed efficiente gestione delle risorse del
fondo nazionale politiche sociali alla Regione siciliana», a firma
degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'iniziativa di ridurre le consulenze e gli incarichi esterni è
ampiamente condivisibile;
ciò dovrebbe riguardare anche la scelta di non nominare più
dirigenti esterni;
considerato che:
tra i precari e i 14 mila dipendenti della Regione ci sono
professionalità e competenze di assoluto rilievo;
sono stati nominati diversi capi dipartimento esterni senza alcuna
valutazione professionale dei numerosi dipendenti della Regione e,
in particolare, degli oltre due mila dirigenti;
ritenuto che:
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana è stato
pubblicato un bando a firma del dirigente Antonio Piceno per
l'istituzione di tre nuove figure di esperti da impiegare nella
'costituzione del segretariato tecnico congiunto del programma di
cooperazione transfrontaliera Italia-Malta 2007/2013';
il costo complessivo delle tre consulenze è pari a 120 mila euro
l'anno per tre anni rinnovabili,
impegna il Governo della Regione
e in particolare l'Assessore alla Presidenza
a porre in essere le iniziative atte a verificare se tra i
dipendenti regionali e i precari nessuno possedesse le capacità
professionali per poter svolgere le mansioni ed i compiti da
affidare ai tre esperti di cooperazione transfrontaliera, in un
contesto sociale di grave crisi in cui la gestione della pubblica
amministrazione deve essere improntata al massimo rigore;
a revocare tutte le consulenze esterne affidate per incarichi che
possono essere svolti con professionalità avvalendosi di personale
già alle dipendenza dell'amministrazione regionale;
a verificare se tra gli oltre due mila dirigenti della Regione
nessuno sia in grado di svolgere il ruolo di capo dipartimento».
(101)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i comuni siciliani sono alle prese con i tagli progressivi dei
trasferimenti finanziari;
l'ultima finanziaria regionale obbliga i comuni a destinare almeno
il 25% delle risorse provenienti dal fondo delle autonomie locali
alle spese sociali;
considerato che:
lo Stato, a partire dal 2001, trasferisce ogni anno alla Sicilia
una quota del fondo nazionale politiche sociali;
le prime risorse finanziarie per il finanziamento dei piani di
zona e dei progetti, pari a complessivi 106 milioni di euro, sono
state assegnate nel 2001;
ritenuto che:
alcuni distretti hanno utilizzato le risorse del 2001 a partire
dal 2004 mentre tanti altri hanno accumulato gravissimi ritardi;
le risorse del FNPS dovrebbero essere utilizzate al meglio per
evitare ridimensionamenti della spesa sociale,
impegna il Governo della Regione
e, in particolare, l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali
ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale per sollecitare
la puntuale assegnazione delle quote del fondo nazionale politiche
sociali spettanti alla nostra Regione;
a porre in essere gli opportuni provvedimenti volti a verificare i
motivi e le responsabilità dei gravi ritardi accumulati da alcuni
distretti che non hanno a tutt'oggi utilizzato le risorse
finanziarie assegnate per il finanziamento dei piani di zona».
(102)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme sulle
incompatibilità dei deputati regionali e tra le cariche di
componente della Giunta regionale e di componente regionale e di
componente delle giunte di enti locali», nn. 342-339-86-231-262/A
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente delle
giunte di enti locali» (nn. 342-339-86-231-262/A), posto al numero
1).
Invito i componenti la I Commissione Affari Istituzionali' a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta n. 67 del 25 febbraio 2009, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli, la lettura dell'articolo 1 e
dei relativi emendamenti.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, sostitutivo dell'articolo
1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norme in materia di incompatibilità degli assessori
regionali
1. Il comma 5 dell'articolo 12 della legge regionale n. 7 del 26
agosto 1992 è sostituito dal seguente:
5. La carica di sindaco e di assessore dei comuni con popolazione
superiore a 20.000 abitanti, secondo i dati ufficiali dell'ultimo
censimento generale della popolazione, è incompatibile con la
carica di componente della Giunta regionale. E', altresì,
incompatibile con la carica di componente della Giunta regionale la
carica di presidente e di assessore di provincia regionale'».
Lo pongo in votazione.
LEONTINI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Ardizzone, Bosco, Buzzanca, Campagna, Cascio
Salvatore, Cordaro, Corona, Federico e Formica si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Beninati, Bonomo,
Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
Cordaro, Corona, Cracolici, Currenti, D'Antoni, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Dina, Donegani, Federico, Formica, Forzese,
Galvagno, Greco, Laccoto, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini,
Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,
Panarello, Pogliese, Ragusa, Raia, Romano, Ruggirello, Scammacca,
Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Vinciullo.
Presidenza del presidente Cascio
Sono in congedo: Barbagallo, D'Asero, Fagone, Falcone, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Mancuso, Marinello, Panepinto e Torregrossa.
Presidenza del presidente Cascio
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 51
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 12
Contrari 38
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Formula di pubblicazione ai sensi della legge regionale 23
ottobre 2001, n. 14
1. La presente legge è inserita nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, distintamente dalle altre leggi, senza numero
d'ordine e senza formula di pubblicazione, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale del disegno di legge nn. 342-339-86-
231-262/A.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo il disegno di legge in
esame di natura statutaria ha bisogno di una maggioranza
qualificata; pertanto, propongo di procedere alla votazione finale
al termine della seduta, per consentire di raggiungere, nel
frattempo, un numero congruo di deputati.
CRACOLICI. Questo lo doveva dire prima
PRESIDENTE. Gli Uffici mi informano del fatto che, non essendo una
legge ordinaria bensì una legge statutaria, ha bisogno di un quorum
particolare, necessita di una maggioranza qualificata di 46 voti.
Onorevoli colleghi, al fine di consultarmi con gli Uffici,
sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 11.51, è ripresa alle ore 12.00)
Presidenza del presidente Cascio
Per richiamo al Regolamento
ARDIZZONE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di passare
alla votazione finale le chiedo un approfondimento in ordine alla
maggioranza che occorre, nella considerazione che noi abbiamo già
approvato l'articolo 3 - quindi, occorrerebbe la maggioranza
qualificata, cioè 46 voti -, ma era sicuramente agganciato
all'articolo 2, che non è stato approvato.
Il problema che si pone è che, riguardando l'articolo 1 solo
questioni di carattere procedurale, necessita o meno della
maggioranza qualificata? E, nel caso in cui non si dovesse
raggiungere la maggioranza qualificata, è possibile riportare in
Aula - perché è un caso nuovo - la norma stessa?
Sottopongo la questione agli Uffici, soprattutto sul primo punto,
essendo questione procedurale e non di merito perché l'articolo 2
era inerente al merito per cui è certo che la pubblicazione veniva
posticipata di tre mesi dall'entrata in vigore della legge.
Sottopongo la questione agli Uffici che, obiettivamente, non è di
poco conto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche a fronte
delle dichiarazioni dell'onorevole Ardizzone, potrebbe essere una
soluzione quella di passare all'esame dell'altro disegno di legge
iscritto all'ordine del giorno e rinviare la votazione finale del
provvedimento al termine della seduta. Nel frattempo, si potrebbe
procedere all'approfondimento richiesto dall'onorevole Ardizzone.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei ha sospeso i lavori per
verificare se c'era un problema di procedura rafforzata di
approvazione. Gli uffici di Segreteria e di supporto all'Aula le
hanno dato una risposta?
In ogni caso, anche se l'articolo 3 era originariamente connesso
all'articolo 2, che non è stato approvato, è evidente che con
l'articolo 117 del Regolamento interno - il famoso articolo 117,
che usiamo per tante altre ragioni - che ci consente di armonizzare
il testo alla luce del voto finale, l'articolo 3, anche se
formalmente approvato, si intende riferito all'articolo 1, già
approvato, e non all'articolo 2.
Se gli Uffici ci dicono che non occorre la procedura statutaria, è
evidente che l'aspetto dell'articolo 3 è un fatto meramente tecnico
per cui risulta appropriato l'utilizzo dell'articolo 117.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'articolo 117 del Regolamento lo
utilizziamo - e lo utilizzeremo anche in questo caso - un attimo
primo della votazione finale.
Al momento attuale, devo essere sincero, è la prima volta che
capita un problema di questo tipo, anche con il supporto degli
Uffici non abbiamo avuto il tempo di chiarire il percorso.
Pertanto, siccome ritengo che non caschi il mondo se lo votiamo
adesso, tra qualche ora o domani
CRACOLICI. L'importante è che lei ci dica quando si voterà
PRESIDENTE. E' chiaro che il Parlamento sarà informato su quando
si voterà questo disegno di legge. Vorrei che riuscissimo - come
spesso abbiamo sottolineato - ad approvare leggi che siano
trasparenti ed applicabili.
Pertanto, sospendo la trattazione del disegno di legge in esame,
al fine di approfondire con gli Uffici la questione che, al
momento, non siamo in grado di risolvere.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di rilascio di concessioni demaniali marittime per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
15» (226-233-244-266/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Disposizioni in materia di rilascio di
concessioni demaniali marittime per la realizzazione di strutture
dedicate alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo 5 della
legge regionale 29 novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A), posto
al numero 2).
Invito i componenti la IV Commissione Ambiente e territorio' a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta n. 66 del 25 febbraio 2009 dopo la chiusura della
discussione generale.
Pongo, pertanto, in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Disposizioni relative alle concessioni demaniali
marittime
per la realizzazione di strutture dedicate alla
nautica da diporto
1. Il procedimento per il rilascio delle concessioni demaniali
marittime di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2
dicembre 1997, n. 509, come recepito dall' articolo 75 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, non si applica nel caso di istanze
presentate dagli enti pubblici territoriali o da società miste
dagli stessi enti partecipate, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 116 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Per la realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da
diporto, di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente, entro il termine di sessanta giorni
dalla ricezione dell'istanza corredata da un progetto almeno
preliminare, comunica l'assenso preventivo al rilascio della
concessione delle aree e degli specchi acquei interessati.
3. Il progetto definitivo, redatto ai sensi della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotta dalla legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, è
approvato esclusivamente dalla conferenza di servizi convocata
previo avviso pubblico dal sindaco, ai sensi di quanto previsto
dagli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modifiche ed integrazioni. Alla conferenza di servizi
partecipano i soggetti indicati all'articolo 5, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509,
come introdotto dall'articolo 75, comma 5, della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4.
4. Il provvedimento finale della conferenza di servizi è approvato
in via definitiva dal consiglio comunale ed equivale
all'approvazione di variante ai vigenti strumenti urbanistici e
all'approvazione del piano regolatore portuale, ai sensi di quanto
previsto dall'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985, n.
21.
5. Nel caso in cui il comune realizzi le opere attraverso le
procedure di cui agli articoli 19 e 37 bis della legge 11 febbraio
1994, n. 109, come introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002,
n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, o a mezzo di società
miste dallo stesso ente partecipate, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 116 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modifiche ed integrazioni, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente provvede alla sostituzione nel godimento
della concessione in favore del soggetto indicato dallo stesso
comune. La durata della concessione demaniale, rilasciata a seguito
dell'approvazione del progetto definitivo, è uguale a quella
indicata nel piano economico finanziario dell'opera pubblica.
6. Quanto previsto dal presente articolo si applica anche a tutti
i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge.».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Ruggirello:
emendamento 1.8:
«Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
L'articolo 4 del D.P.R. n. 509/97 come recepito in Sicilia con
l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, sono
aggiunti i seguenti commi:
4. nelle ipotesi relative alla costruzione delle strutture da
realizzarsi da parte degli Enti pubblici territoriali o da società
miste dagli stessi partecipate, anche con la procedura di cui alla
legge n. 109/1994, così come recepita e modificata dalla legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, e successive modifiche ed
integrazioni, le forme di pubblicità, ai sensi del comma 1 del
presente articolo, vengono effettuate ai soli fini di osservazioni
e di opposizione ed i relativi progetti, preliminare e definitivo,
verranno approvati esclusivamente nelle due conferenze dei servizi
previsti dal DPR n. 509/1997.
5. Nel caso in cui l'Ente attuatore realizzi le opere portuali
attraverso le procedure di cui agli articoli 19 e 37 bis della
legge regionale 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotta dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni, o a mezzo di società miste di cui al precedente
comma, l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
provvederà alla sostituzione nel godimento della concessione in
favore del soggetto dallo stesso indicato. La durata della
concessione demaniale, previa verifica dell'Autorità concedente,
dovrà essere pari a quella indicata nel piano economico finanziario
dell'opera pubblica'.
2. Al comma 2 dell'articolo 5 del DPR n. 509/1997 come recepito in
Sicilia con l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4, le parole al punto e) ed al punto o) opere marittime' sono
soppresse.
3. Al comma 1 dell'articolo 8 del DPR n. 509/1997 come recepito in
Sicilia con l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4, sono soppresse le parole per le opere marittime' .»;
-dagli onorevoli Faraone, Raia e Cracolici:
emendamento 1.16:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 1.4:
«Al comma 1, dopo la parola applica sostituire le parole da nel
caso di a integrazioni con le parole: per gli enti pubblici
territoriali o per le società a totale partecipazione pubblica che
ricadono sotto il controllo analogo degli stessi enti »;
emendamento 1.17:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 1.18:
«Sopprimere il comma 3»;
emendamento 1.19:
«Sopprimere il comma 4»;
emendamento 1.20:
«Sopprimere il comma 5»;
- dagli onorevoli Formica, Laccoto e Buzzanca:
emendamento 1.11:
«Al comma 1 dopo le parole dagli enti pubblici territoriali
aggiungere le parole in relazione agli interventi finanziati
nell'ambito della programmazione regionale ed alle modalità ivi
previste di realizzazione delle opere .
Cassare le parole o da società fino alla fine del comma.»;
emendamento 1.12:
«Al comma 2, prima delle parole per la realizzazione premettere
per i soggetti di cui al comma 1 ; dopo le parole preliminare
aggiungere le parole redatto ai sensi dell'articolo 16 della legge
n. 109/1994 come introdotto dalla legge regionale n. 7/2002 .»;
emendamento 1.13:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
2 bis. Prima di procedere all'indizione della Conferenza dei
servizi per l'approvazione del progetto definitivo, ai sensi del
successivo comma 3, il sindaco ne da avviso ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 3 della legge regionale n. 71/1978 .»;
emendamento 1.14:
«Al comma 3 dopo le parole è approvato aggiungere le parole
sulla base delle osservazioni avanzate ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale n. 71/1978 .»;
emendamento 1.15:
«Al comma 5:
sostituire le parole i comuni con le parole gli enti di cui al
comma 1 ;
cassare le parole da o a mezzo fino a decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni .»;
emendamento A 31:
«Aggiungere, dopo l'articolo 1, il seguente:
Art. 1 bis - In relazione agli interventi finanziati nell'ambito
della programmazione regionale ed alle modalità ivi previste di
realizzazione delle opere, le procedure di cui ai precedenti commi
si applicano altresì per le istanze presentate da:
a) società a totale partecipazione di enti pubblici;
b) società partecipate da enti pubblici .»;
- dall'onorevole Mancuso:
emendamento 1.2:
«Al comma 3, dopo le parole previo avviso pubblico aggiungere le
parole del suddetto progetto .»;
- dagli onorevoli Lupo e Cracolici:
emendamento 1.1:
«Al comma 1, quarto rigo sostituire le parole da società miste
sino a integrazioni con le parole società fra gli stessi
costituite »;
emendamento 1.5:
«Al comma 4, sostituire le parole da ed equivale sino a n. 21
con le parole a condizione che sia conforme al piano urbanistico
ed al piano regolatore portuale »;
emendamento 1.3:
«Al comma 5 sostituire le parole da società miste a
integrazioni con le parole società costituite tra enti pubblici
territoriali »;
- dagli onorevoli Panarello, De Benedictis, Faraone e Cracolici:
emendamento 1.6:
«Al comma 4 aggiungere il seguente: Il provvedimento di cui al
comma 4 non può costituire approvazione finale in caso di
sussistenza, nell'area in oggetto, di strumenti di pianificazione
sovracomunale .»;
- dagli onorevoli Vinciullo, Leontini e Pogliese:
emendamento 1.9:
«Al comma 1, dopo le parole enti partecipate aggiungere le
seguenti parole o anche da soggetti nominati promotori ai sensi
della legge n. 109/94, articoli 37 bis e seguenti (project
financing)»;
- dagli onorevoli Cracolici, Termine, Galvagno, Di Benedetto,
Donegani, Marinello e Raia:
emendamento A 9:
«Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
Al fine di integrare l'impegno delle risorse pubbliche con idonei
investimenti privati, devono essere privilegiate forme unitarie di
gestione, anche in concessione, di strutture portuali realizzate
con fondi pubblici confinanti o limitrofe ad analoghe strutture
realizzate da privati che abbiano impegnato a tal fine fondi propri
e che già gestiscono attività analoghe, anche prevedendo apposito
diritto di prelazione a favore degli stessi .»
Si passa all'emendamento 1.8.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.16.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente che
l'emendamento 1.16 ha uno scopo: quello di rendere la legislazione
regionale compatibile con ciò che possiamo fare e non con le
fantasie e le velleità che, a mio avviso, sono connesse a questa
norma.
Però, vorrei capire una cosa: si dice che è stato fatto un lavoro
per rendere il più possibile questo testo in armonia con la
legislazione e la giurisprudenza vigenti. Allora, o decidiamo di
partire dal lavoro già fatto per capire se c'è una soluzione che
può essere condivisa, oppure il rischio è che procediamo molto
alla arlecchino', il che difficilmente ci consentirà di fare alla
fine una buona legge. Una cosa deve essere chiara. Questo
emendamento si pone l'obiettivo di sopprimere le società, nel senso
che - l'ho detto ieri e lo ripeto oggi - le norme comunitarie, le
sentenze dei tribunali amministrativi, le disposizioni
giurisprudenziali vigenti escludono la possibilità che una
concessione demaniale possa essere rilasciata senza la
pubblicistica prevista dal DPR n. 509 del 1997, signor Presidente,
recepita dalla legge 4 del 2003 e non dalla legge n. 15
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Cracolici. Ieri sera ho fatto un
approfondimento ed aveva ragione lei, la legge 15 è la legge che
norma il demanio marittimo. L'articolo 75 della legge numero 4 del
16 aprile 2003 è il recepimento della Burlando, anche quella legge
fatta da me quando ero assessore per il turismo.
CRACOLICI. E siccome l'ha fatta lei, le ricordo che l'ha fatta
proprio perché quella legge stabiliva una fattispecie esclusiva,
che le concessioni senza attività pubblicistica possono essere
rilasciate esclusivamente agli enti territoriali e non a società da
loro partecipate, ancorché interamente partecipate.
Siccome questo articolo 1 è palesemente in violazione con la
giurisprudenza fin qui conosciuta e con le sentenze dei TAR sin qui
assunte in Italia, il mio emendamento vuole rimuovere all'origine
il problema.
Se, poi, gli uffici prospettano un'altra soluzione contribuendo a
superare questo limite, che non è il limite che vuole Cracolici, ma
è un limite dato dalla condizione giuridica in cui operiamo, io non
ho alcun motivo ostativo per non trovare una soluzione che possa
essere condivisa.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che alla
fine, meglio tardi che mai, si sia stata trovata un'intesa su
questa norma perché, a volte, approfondendo, ci si comprende
meglio.
Siccome molti degli emendamenti che sono stati presentati,
sostanzialmente, vertono sul fatto di stabilire la vexata quaestio
del tema società' come annunciava l'onorevole Cracolici, ritengo
che, grazie al lavoro che è stato fatto dagli uffici
dell'Assemblea, che hanno lavorato sugli emendamenti presentati a
tutti gli articoli, che hanno una loro logica consequenziale, per
coordinare tutto il testo, se siamo d'accordo, signor Presidente,
potremmo procedere con l'esame di questi emendamenti individuati
dagli uffici dell'Assemblea, che, per l'articolo 1, sono gli
emendamenti 1.11, 1.12 e l.13.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, suggerisco di fare un lavoro un po'
più ordinato procedendo per commi di ogni articolo. Se parliamo del
comma 1, abbiamo l'emendamento 1.11.
FORMICA. Possiamo espungere la questione che riguarda le società
dal resto degli emendamenti che sono stati presentati ai vari
commi, perché stiamo parlando solo di questi tre emendamenti ma ci
sono anche quelli per i commi successivi, che sostanzialmente
coordinano tutto il testo.
Se siamo d'accordo, potremmo quindi votare gli emendamenti
preparati dagli uffici e ritirare tutti gli altri; la questione
delle società viene cassata, così andiamo verso un'approvazione
rapidissima della legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni,
possiamo andare avanti comma per comma, seguendo questo tipo di
ordine.
Applicando questo criterio al comma 1 dovremmo mettere in
votazione l'emendamento 1.11 e, se questo è approvato, gli altri
decadono o vengono ritirati o comunque in ogni caso sono superati
dall'approvazione dell'articolo.
Si passa all'emendamento 1.11. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.16, 1.4, 1.1 e 1.9 sono superati.
Si passa quindi al comma 2 al quale sono stati presentati due
emendamenti: l'emendamento 1.17 che è soppressivo, e l'emendamento
1.12, a firma dell'onorevole Formica, sul quale l'Aula avrebbe
trovato l'intesa.
Si passa all'emendamento 1.12. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.17 è superato.
Si passa all'emendamento 1.13. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Al terzo comma è stato presentato anche l'emendamento 1.18, a
firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.14. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è superato.
Si passa al comma 4 ed all'emendamento 1.19.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il comma 4
noi stiamo stabilendo che il consiglio comunale approva' una
variante, e non adotta' una variante.
Sappiamo che la disposizione legislativa prevede che l'organo che
approva è il decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente. Fino ad oggi così è la legge Qui stiamo dicendo che la
proposta approvata dal consiglio comunale è approvazione di
variante, quindi è un superamento del principio della procedura
oggi prevista dalla legge 71/1978. Il consiglio comunale adotta',
manda in pubblicazione, ci sono le osservazioni sulle quali il
consiglio comunale assume un orientamento che invia all'organo
Regione siciliana.
Questo è un emendamento che, secondo me, il Governo dovrebbe
approfondire tanto più che, probabilmente, non sa che qui cambiamo
sostanzialmente la legge urbanistica in Sicilia.
ROMANO, relatore. La parola adottare' è più corretta perché ci
sono le osservazioni, possibili ai sensi della legge n. 71/1978,
che possono fare i cittadini. La legge n. 71/1978 non può essere
modificata. Per cui la parola può essere sostituita con adotta',
dopo l'organo competente l'Assessorato regionale territorio e
ambiente approva'.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, va precisato
che se noi stabiliamo che il consiglio comunale adotta', adotta
preventivamente, quindi prima della conferenza di servizi.
Per la conferenza dei servizi è importante questo: o attribuiamo
un potere approvativo in linea tecnica e amministrativa conclusivo,
allora in quel caso l'adozione del consiglio comunale interviene
prima, oppure la conferenza di servizi può statuire l'intesa; il
consiglio comunale recepisce in fase di adozione, ma a quel punto
deve approvare il decreto del Presidente della Regione o
dell'Assessore competente.
Pertanto, se adottiamo la prima ipotesi, la procedura di adozione
da parte del consiglio comunale interviene prima; quindi, anche in
forma di riscrittura del testo, il comma 4 va anteposto al comma
precedente. Altrimenti la procedura cambia e, quindi, se il
consiglio comunale adotta a valle' di una decisione della
conferenza di servizi qualcun altro, che non può essere più la
conferenza di servizi, deve approvare in via amministrativa.
Signor Presidente, le chiedo di sospendere brevemente la seduta
per precisare questo passaggio, altrimenti rischiamo di realizzare
una cosa che non ha gambe.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, sono d'accordo con la proposta
dell'onorevole De Benedictis perché l'adozione deve essere
preventiva all'approvazione definitiva. Il consiglio comunale
adotta', dopodiché in conferenza di servizi si esprime parere
definitivo e si approva definitivamente; diversamente il comma 4,
postdatato alla conferenza di servizi, significa che qualcun altro
deve approvare quella adozione. Quindi mettiamo il consiglio
comunale prima della conferenza di servizi .
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
che questa procedura non è stata adottata dalla Regione siciliana
in occasione di conferenze di servizi che hanno automaticamente
variato il piano con la presenza dell'assessorato del territorio e
dell'ambiente, perché se la conferenza di servizi non varia
automaticamente il piano, che conferenza dei servizi è?
Per l'aeroporto di Comiso, la conferenza di servizi è stata
convocata, alla presenza dell'assessorato del territorio e
dell'ambiente, automaticamente i comuni di Comiso, Chiaramonte e
Vittoria hanno variato il piano.
Il consiglio comunale prende atto dell'automatica variazione del
piano, quindi non deve approvare né adottare alcunché. C'è questo
precedente; quindi non c'è motivo di complicare inutilmente le
cose.
Il soggetto attuatore dell'intervento convoca la conferenza di
servizi, convoca la Regione Sicilia, l'Assessorato territorio e
ambiente, il piano regolatore è variato in automatico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è esattamente così, altrimenti non
avrebbe avuto senso istituzionalizzare le conferenze di servizi.
Siccome abbiamo necessità di chiarirci le idee, perché secondo me
la norma potrebbe andare bene già così com'è, sospendo per pochi
minuti la seduta per organizzare i lavori.
(La seduta sospesa alle ore 12.24 è ripresa alle ore 12.29)
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, noi vorremmo fare un provvedimento
che è aggiuntivo rispetto alla procedura normale prevista dalla
normativa vigente; vorremmo adottare la variante allo strumento
urbanistico dell'intervento che si vuole realizzare e,
successivamente, con la procedura che prevede l'attuazione dello
sportello unico attraverso la conferenza dei servizi, approvare il
progetto in via definitiva.
La soppressione del comma 4 ci riporterebbe in automatico alla
normativa vigente, cioè all'adozione della variante allo strumento
urbanistico e, successivamente, l'approvazione da parte della
conferenza di servizi.
Pertanto, si chiede la soppressione del comma 4.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.19. Il parere della
Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.5 e 1.6 sono superati.
Si passa al comma 5 ed all'emendamento 1.20.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.15. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.3 è superato.
Si passa all'emendamento A31. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A9.
TERMINE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERMINE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
informo che il presidente del mio Gruppo parlamentare, onorevole
Cracolici, ha ritirato la firma da questo emendamento.
Io confermo la mia volontà di presentarlo pur avendo appreso,
durante la vacatio della legge, che non si capisce perché chi come
me rappresenta una provincia che non ha sbocchi a mare presenti un
emendamento sui porti; come se ci fosse una limitazione tra quella
che è la capacità di un parlamentare a contribuire a problematiche
che riguardano l'intero territorio regionale e la propria
espressione elettorale.
Capisco le mille preoccupazioni, comprese quelle dell'assessore
Sorbello che ha richiamato la Commissione sul contenuto
dell'emendamento A9 che ha solo un compito, solo un obiettivo,
quello di tutelare l'interesse pubblico e l'interesse privato nella
gestione del demanio pubblico.
Infatti, l'unica cosa che si chiede con questo emendamento è
legata sostanzialmente al fatto che vi possono essere privati che,
avendo fatto investimenti in proprio ed avendo continuità con
concessioni che possono essere successivamente rilasciate, possono
usufruire di un diritto di prelazione, a parità di condizione,
anche in gara pubblica.
Questo è il senso, poi magari può essere scritto in maniera non
del tutto conforme, ma lo spirito è questo. Pensate che chi fa
opera di presidio per la sicurezza dei porti, chi fa opere di
servizio comune per i porti, successivamente può avere, al
contrario, una concorrenza sleale in quanto il pubblico, che pur di
ottenere un vantaggio può concedere ad altro committente la
concessione; il che è anche un danno per coloro che sono sul posto,
che ci hanno creduto ed investito. Quindi, il senso
dell'emendamento è questo. Nulla di particolare, nulla di
stravolgente, nulla di predefinito, indipendentemente da quella che
sarà la volontà della Commissione, nella cui sede non ho presentato
l'emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dell'emendamento A31 faccio presente che, così come avevo
dichiarato di ritirare l'emendamento che riguarda le società,
preannuncio la presentazione di un emendamento ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, con il quale chiedo, in
sede di coordinamento del testo, di sopprimere quell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione
dell'emendamento A9, dal quale hanno dichiarato di ritirare la
firma l'onorevole Cracolici e l'onorevole Raia.
VINCIULLO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A9.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento A9. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Modifica all'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15
1. All'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Nelle more della redazione dei piani spiaggia, la
disposizione di cui al comma 1 si applica anche in caso di rinnovo
di concessioni già rilasciate'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 2.2:
«L'articolo 2 è abrogato»;
- dagli onorevoli Arena, Romano, D'Agostino e Federico:
emendamento 2.3:
«Modificare l'articolo 2 con il seguente testo:
1. All'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
è aggiunto il seguente comma:
1 bis. Nelle more della redazione dei piani di spiaggia, la
disposizione di cui al comma 1 si applica anche nei casi di rinnovo
di concessione assentite in data posteriore a quella di entrata in
vigore della presente legge' .»
Si passa all'emendamento 2.2, soppressivo dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, essendo soppresso l'articolo 2 l'emendamento 2.3 decade.
Dichiaro, quindi, decaduti gli emendamenti aggiuntivi 2.1, 1.10,
1.7, A5, A6, A7, A4, A10, A11, A12, A13, A14, A15, A16, A17, A18,
A19, A8, A32, A25, A1, A2, A20, A21, A22, A33, A3, A30, A29, A27,
A26, A23, A24.
Se i deputati che hanno presentato questi emendamenti ritengono di
riproporli, potranno farne oggetto di apposito disegno di legge che
la quarta Commissione esaminerà con i tempi che deciderà di darsi.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Formica, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1:
«L'emendamento A 31 è soppresso».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ROMANO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore al territorio e all'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ribadisco quanto avevo già tentato di
chiarire.
Gli emendamenti aggiuntivi erano tutti collegati all'articolo 2 e
sono da intendersi decaduti in quanto l'articolo 2 è stato
soppresso.
Se i presentatori degli emendamenti intendono riproporre la
materia ne potranno fare oggetto di un apposito disegno di legge
che potranno presentare e che sarà esaminato in Commissione quando
lo si riterrà opportuno.
DI GUARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che il mio emendamento 1.10 si riferisce al comma 5 dell'articolo
1, quindi non riguarda l'articolo 2.
PRESIDENTE. Onorevole Di Guardo, l'articolo 1 è stato già votato.
DI GUARDO. Sì, ma siccome questo è un emendamento aggiuntivo, si
discute dopo che si è discusso l'articolo. Pertanto, chiedo che
venga posto in discussione.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una
breve sospensione della seduta per una valutazione più attenta
della compatibilità di questi emendamenti. E' vero che alcuni di
essi sono collegati, formalmente, ad un articolo soppresso, ma nel
contenuto non hanno attinenza con l'articolo 2, vivono di vita
propria; quindi, una cosa è che decadono perché il contenuto di
essi è legato al contenuto di un articolo che è stato soppresso,
altra cosa è che lo era soltanto in maniera formale.
Credo che una valutazione più attenta, attraverso una sospensione,
ci possa mettere in condizione di valutare che molti di questi
articoli hanno vita propria indipendentemente dall'articolo cui si
appoggiavano, in quanto articoli aggiuntivi e quindi connessi non
con l'articolo a cui, formalmente, erano stati appoggiati quali
emendamenti, ma al senso e al testo della legge. Alcuni in più
addirittura hanno relazione con l'articolo 1.
La pregherei, pertanto, di fare una valutazione un po' più attenta
e di ritornare in Aula avendo deciso quali di essi sia possibile
mantenere.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la Presidenza si è già
espressa sulla questione.
Se i singoli parlamentari ritengono di ripresentare le giuste
argomentazioni, queste faranno parte di un disegno di legge che la
Commissione esaminerà e che avrà un iter privilegiato, il più
veloce possibile. Ma credo che oggi tornare a discutere di un
argomento che, per quanto mi riguarda è chiuso, è perfettamente
inutile.
Di più, onorevole Di Guardo, rispetto al suo emendamento 1.10,
oltre alle considerazioni che ho testè ribadito, le comunico che è
improponibile perché privo di copertura finanziaria.
Quindi, è un argomento abbondantemente superato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Giudice ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni in materia di concessioni demaniali marittime per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005,
numero 15»
(nn.226-233-244-266/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge «Disposizioni in materia di concessioni demaniali
marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, numero 15» (nn.226-233-244-266/A). Dichiaro aperta
la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo,
Bosco, Bufardeci, Campagna, Caputo, Caronia, Colianni, Cordaro,
Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, D'Antoni, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Donegani, Federico, Formica, Greco, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli, Maira,
Marinese, Marrocco, Mattarella, Minardo, Oddo, Panarello, Picciolo,
Pogliese, Ragusa, Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla, Vinciullo
e Vitrano.
Votano no: Apprendi, De Benedictis, Di Benedetto, Galvagno e
Termine.
Si astengono: Marziano, Musotto e Raia.
Sono in congedo: Barbagallo, D'Asero, Fagone, Falcone, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Lo Giudice, Mancuso, Marinello, Panepinto e
Torregrossa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione finale per
scrutinio palese nominale del disegno di legge «Disposizioni in
materia di concessioni demaniali marittime per la realizzazione di
strutture dedicate alla nautica da diporto. Modifica dell'articolo
5 della legge regionale 29 novembre 2005, numero 15» (nn.226-233-
244-266/A):
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 47
Contrari 5
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.46, è ripresa alle ore, 13.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, era rimasto un dubbio sulla
votazione finale della legge sulla incompatibilità. Questo dubbio
al momento permane, per cui non siamo in condizioni di avere
chiarezza sull'esigenza del quorum o meno. Pertanto, rinvierei la
votazione alla prossima seduta.
Per quanto riguarda la prossima seduta, nell'ordine del giorno
della stessa non vi è la riforma della sanità. Il fatto che non sia
calendarizzata dipende esclusivamente dal fatto che la presa d'atto
in Commissione Sanità avverrà oggi pomeriggio, ragione per la quale
potrò iscriverla all'ordine del giorno martedì prossimo, solo dopo
questo passaggio formale.
Pertanto, martedì 3 marzo verrà aperta e chiusa una prima seduta
per inserire la riforma sanitaria all'ordine del giorno della
seduta successiva.
La seduta è rinviata a martedì, 3 marzo 2009, alle ore 17.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 101 «Verifica e valorizzazione delle competenze professionali
dei dirigenti della Regione».
BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO - AMMATUNA
n. 102 «Assegnazione ed efficiente gestione delle risorse del
fondo nazionale politiche sociali alla Regione
siciliana».
BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - AMMATUNA
III -Discussione del disegno di legge:
«Indennità di disagiata residenza in favore dei titolari delle
farmacie rurali aventi sede nelle isole minori.» (n. 253/A)
IV - Votazione finale del disegno di legge:
«Norme sulla incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente
delle giunte di enti locali.» (nn. 342-339-86-231-262/A)
V -Discussione della mozione:
n. 88 «Misure immediate di intervento per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia.»
LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO -
GALVAGNO - MATTARELLA - MARINELLO - PANEPINTO -
AMMATUNA - GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO - LACCOTO -
BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA
VI - Discussione della mozione:
n. 96 «Iniziative urgenti finalizzate alla riorganizzazione
funzionale dell'amministrazione regionale e al
contenimento delle spese».
CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO -
FERRARA - RINALDI
VII -Discussione della mozione:
n. 97 «Censura nei confronti dell'Assessore regionale per la
sanità.»
LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA - CAPUTO -BUZZANCA
- LO GIUDICE SAVONA - CASCIO S. - CORDARO - POGLIESE -
ARICO' - DINA - FAGONE - RAGUSA VINCIULLO - LIMOLI -
CORONA - TORREGROSSA - MANCUSO - LEANZA E. SCILLA -
FALCONE - CURRENTI - CARONIA - FORZESE - D'ASERO -
FORMICA
VIII -Discussione della mozione:
n. 100 «Revoca del decreto dell'Assessore per la sanità in
materia di registrazione delle attività alimentari».
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - VITRANO -
DONEGANI - MARINELLO
La seduta è tolta alle ore 13.03.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli