Presidenza del presidente Cascio
Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Discussione del
disegno di legge n. 253/A Indennità di disagiata residenza in
favore dei titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
isole minori.
L'onorevole Lo Giudice, relatore, svolge la relazione.
Il Presidente dichiara aperta la discussione generale e
avverte che il termine per la presentazione degli emendamenti
scade a conclusione della stessa.
Nella discussione generale prendono la parola gli onorevoli:
Oddo, Laccoto e Cracolici.
Il Presidente dichiara chiusa la discussione generale e pone
in votazione il passaggio all'esame degli articoli, che è
approvato.
Si dà lettura dell'articolo 1.
Il Presidente comunica che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Ferrara e Marinello: 1.1 e 1.2;
- dalla Commissione: 1.3:
Nel titolo ed all'articolo 1, sostituire le parole Indennità
di disagiata residenza con le parole Disposizioni in
favore .
Si passa all'emendamento 1.1.
Il Presidente invita i firmatari a ritirarlo.
L'onorevole Oddo interviene anche per dichiarare di mantenere
l'emendamento.
Il Presidente fornisce chiarimenti sulla copertura finanziaria
dell'articolo 1, invitando nuovamente al ritiro degli
emendamenti 1.1 e 1.2.
L'Assessore per i Beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, onorevole Antinoro, concorda con l'invito
al ritiro degli emendamenti.
L'onorevole Oddo ritira gli emendamenti 1.1 e 1.2.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.3 che, senza discussione, è posto
in votazione ed approvato.
L'articolo 1, nel testo risultante, è posto in votazione ed
approvato.
Si dà lettura dell'articolo 2 che, senza discussione, è posto
in votazione ed approvato.
Il Presidente comunica che è stato presentato dagli onorevoli
Beninati, Laccoto, Torregrossa, Limoli, Lo Giudice, D'Asero,
D'Antoni e Forzese l'ordine del giorno numero 90 Tempestiva
comunicazione al Ministero dell'Università dei contratti
regionali di formazione medica specialistica .
Prende la parola il Presidente della VI Commissione, onorevole
Beninati, per illustrarlo.
Il Presidente comunica che gli onorevoli Formica, Colianni,
Cordaro, Corona e Panarello hanno chiesto di apporre la firma
all'ordine del giorno numero 90.
L'Assemblea ne prende atto.
Prende, quindi, la parola l'Assessore Antinoro, anche per
esprimere parere favorevole all'ordine del giorno numero 90.
L'ordine del giorno, posto in votazione, è approvato.
Il Presidente comunica che è stato presentato dagli onorevoli
Panarello, Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Di Benedetto,
Donegani, Marziano, Oddo, Panepinto, Raia, Termine, Faraone,
Apprendi e Speziale l'ordine del giorno numero 91
Stabilizzazione dei medici veterinari convenzionati con le
ASL .
Il Presidente comunica che gli onorevoli Galvagno, Leanza
Edoardo, Formica, Caputo, Buzzanca, Vinciullo, Colianni, Corona
e Scilla hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del giorno
numero 91.
L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Panarello lo illustra.
Per assenza dall'Aula del Presidente della Regione e
dell'Assessore per la sanità, il Presidente invita il Governo ad
accettare l'ordine del giorno come raccomandazione.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Si passa alla votazione finale del disegno di legge n. 253/A
Indennità di disagiata residenza in favore dei titolari delle
farmacie rurali aventi sede nelle isole minori.
Per dichiarazione di voto prende la parola l'onorevole De
Benedictis, anche per preannunciare il voto contrario ed
esprimere censura nei confronti del Governo per non avere
ottemperato al disposto dell'articolo 67 ter del Regolamento
interno.
Il Presidente indìce la votazione finale del disegno di legge
e ne proclama l'esito:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 48
Contrari 9
Astenuti 11
L'Assemblea approva.
Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Raia, Panepinto, Campagna e
Vinciullo sono in congedo per la seduta odierna, l'onorevole
Digiacomo per le sedute della settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 2 marzo 2009 sono stati
presentati i seguenti disegni di legge:
«Norme per l'istituzione di centri antiviolenza e case di
accoglienza per le donne ed i minori vittime di violenza» (n. 371)
presentato dagli onorevoli Vinciullo, Pugliese e Aricò
«Norme interpretative inerenti l'applicazione dei programmi
costruttivi previsti dall'articolo 2, comma 3, della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 86, come sostituito dall'articolo 25
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22» (n. 372)
presentato dagli onorevoli Aricò, Vinciullo, Marrocco e Pogliese
«Disposizioni per la gestione pubblica delle risorse idriche nella
Regione» (n. 373)
presentato dagli onorevoli Laccoto, Gucciardi, Rinaldi, Ammatuna,
Galvagno, Ferrara, Barbagallo, Mattarella, Fiorenza, Vitrano,
Picciolo e Raia.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che in data 2 marzo 2009 i seguenti disegni
di legge sono stati inviati alle competenti Commissioni
legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Norme in sostegno dell'editoria e della comunicazione»
(369)
di iniziativa parlamentare
«Iniziative a sostegno della pesca» (370)
di iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Interventi per l'emersione del lavoro non regolare e alla
diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro in Sicilia»
(368)
di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di delibere della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della Giunta
regionale - Sesto bimestre 2008 (novembre-dicembre). Copie delle
medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di ciascuna sono
disponibili presso l'archivio del Servizio Commissioni.
Comunicazione di rettifica relativa al disegno di legge nn. 342-
339-86-231-262/A
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento A1 al disegno di legge
«Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente delle
giunte di enti locali» (nn. 342-339-86-231-262/A), presentato nella
seduta n. 67 (serale), è a firma dell'onorevole Ragusa e non
dell'onorevole Dina.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il Comune di Aragona ha richiesto alla 'Girgenti Acque SpA', quale
soggetto gestore del servizio idrico, la necessaria quanto
preventiva documentazione ai fini della consegna degli impianti;
la suddetta documentazione consiste:
1. nella dichiarazione di aver preso visione e verificato lo stato
dei luoghi impegnandosi ad accertarli nello stato di fatto e di
diritto in cui si trovano, come previsto dall'art. 4, punto 8, del
disciplinare di gara;
2. nello stato di fatto e di diritto dichiarato dalla ditta o da
essa presunto;
3. nella certificazione in materia di garanzia delle qualità
basate sulla serie di norme europee EN 29000 da attestarsi da
organismi indipendenti a ciò abilitati conformi alle norme EN
45000, così come previsto dall'art. 4, punto 3, del disciplinare di
gara;
4. nell'inventario definitivo dei beni e delle obbligazioni sei
mesi prima dell'affidamento, così come previsto dall'art. 8, commi
1 e 3, della convenzione di gestione;
5. nella verifica delle opere, degli impianti e delle
canalizzazioni previste dall'art. 9, comma 1, della convezione di
gestione;
considerato che:
il rappresentate della 'Girgenti Acque Spa' ha rinviato all'ATO la
responsabilità di esibire la succitata documentazione, chiedendo
pertanto al comune di Aragona di provvedere ad inoltrare la
richiesta;
il comune di Aragona, acquisita la carenza documentale non intende
procedere alla consegna degli impianti al soggetto gestore in
sintonia con altri comuni della provincia agrigentina;
ricordato che:
la 'Girgenti Acque spa' è iscritta al n. 65/2008 del registro
fallimenti del tribunale di Agrigento, ma ciò nonostante l'ARRA
continua a diffidare e commissariare i comuni che non intendono
consegnare le reti al soggetto unico sebbene incomba l'istanza di
fallimento;
per sapere se non ritenga opportuno e urgente intervenire presso
l'ARRA affinché il gestore del servizio idrico 'Girgenti Acque Spa'
fornisca garanzie circa la documentazione da esibire
necessariamente e preventivamente ai comuni che dovrebbero
provvedere alla consegna degli impianti idrici». (439)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il complesso, esteso circa 16 mila mq, noto come ex 'Quartiere
Militare Borbonico', poi divenuto 'Manifattura Tabacchi' di
Catania, con DDG 6 aprile 2006, n. 7790, è stato assoggettato, per
il suo rilevante interesse, alla disciplina del codice dei beni
culturali e paesaggistici e, successivamente, acquisito al demanio
culturale indisponibile regionale;
considerato che la Soprintendenza per i beni culturali ed
ambientali di Catania, entrata nel possesso della struttura nel
giugno del 2007, ha predisposto una serie di interventi necessari
ed urgenti volti a fronteggiare lo stato di grave fatiscenza e
degrado dell'immobile in vista di un prestigioso impiego quale sede
del museo archeologico di Catania;
rilevato che:
le descritte intenzioni degli amministratori locali non hanno
avuto alcun seguito concreto, se si eccettua l'inaugurazione di una
prima sezione del museo avvenuta alla fine del 2007 che interessò
appena 1400 mq di una struttura ben più ampia, potenzialmente
idonea a rappresentare un importante avvio all'auspicato processo
di infrastrutturazione culturale della città di Catania;
per sapere quali urgenti iniziative intendano porre in essere per
restituire ai catanesi gli spazi dell'ex 'Manifattura Tabacchi'
nella rinnovata veste di museo archeologico della città». (440)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
D'ANTONI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
nelle strade siciliane, per l'ennesima volta, durante gli ultimi
fine settimana si sono verificati numerosi incidenti mortali, con
decine di feriti, tra le cui cause certamente è lo stato pietoso
della viabilità siciliana, statale, regionale e provinciale;
tale situazione è ancora più grave in alcune realtà territoriali
attualmente interessate a lavori di modifica strutturale
dell'assetto viario stesso, proprio a seguito della realizzazione
di nuove arterie autostradali che miglioreranno in un prossimo
futuro la situazione ma che, nell'immediato, comportano un maggiore
deterioramento della viabilità esistente;
considerato che:
tale situazione è diventata insostenibile soprattutto nelle
province di Siracusa, Ragusa e Catania dove sia la strada statale
114, che rappresenta l'unico collegamento viario tra le province di
Siracusa e Catania e quindi tra il maggiore polo industriale della
Sicilia e il nord del paese, sia le strade statali 114 e 194, che
rappresentano l'unico collegamento tra le province di Ragusa
Siracusa e Catania, sia la strada statale 115 versano in uno stato
di abbandono con lunghi tratti completamente privi di asfalto e
buche sempre più assimilabili a voragini;
tale situazione compromette sempre più l'incolumità delle migliaia
di automobilisti e motociclisti che quotidianamente attraversano
questo nodo viario, ancor più per il traffico dei mezzi pesanti;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per fronteggiare rapidamente
l'aggravarsi di tale situazione e se non ritenga di dover attuare
misure urgenti, anche da concordare in apposita conferenza di
servizi, che puntino a ripristinare a livelli accettabili e in
sicurezza la transitabilità negli assi viari sopraelencati;
quali interventi urgenti siano stati predisposti dall'ANAS per
migliorare lo stato della viabilità statale in Sicilia e se non
ritengano, altresì, di dover intervenire nei confronti del
dirigente generale dell'ANAS per accertarne le responsabilità ed
eventualmente censurarne l'operato». (444)
MARZIANO-DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
da anni il gruppo consiliare 'Insieme per la Democrazia e la
Legalità' denuncia irregolarità e gravi comportamenti circa la
conduzione del consiglio comunale da parte del presidente
dell'assemblea ma anche condotte discrezionali adottate da settori
dell'apparato amministrativo in sintonia con le scelte loro
impartite dall'ex sindaco, adesso sostituito dal commissario
straordinario;
circostanziati episodi relativamente alle irregolarità
verificatesi in consiglio comunale e sul suo funzionamento sono
stati riportati in un atto, firmato dai consiglieri del succitato
gruppo e inviato nel settembre 2008 al dipartimento delle autonomie
locali, avente per oggetto la richiesta di ispezione presso la
presidenza del consiglio comunale;
successivamente, con nota prot n. 53616 del 26 novembre 2008, il
dott. Carlo Turriciano nella qualità di responsabile del
procedimento ispettivo ha ritenuto, valutato l'esposto dei
consiglieri e le controdeduzioni richieste al presidente del
consiglio comunale, di dover procedere ad una archiviazione della
pratica non essendosi riscontrate sostanziali illegittimità;
nell'ultima seduta del consiglio comunale del 26 novembre 2008 si
sono verificati altri successivi episodi, pertanto, non riferiti
nella succitata richiesta di ispezione;
specificamente nella seduta sopra citata erano state inserite
interrogazioni a risposta scritta, presentate dal gruppo consiliare
Insieme per la Democrazia e la Legalità', alle quali il
commissario straordinario avrebbe dovuto rispondere in consiglio
comunale e i cui argomenti si riferivano:
alla richiesta di revoca in autotutela del concorso interno per la
copertura di un posto cat. D3 funzionario amministrativo vice
segretario, punto all'ordine del giorno conclusosi senza che
nessuno abbia riferito in consiglio e con una votazione ritenuta
irregolare;
alla richiesta di revoca in autotutela del DGM 12/08 Conferimento
incarichi di progettazione definitiva a professionisti esterni' per
il quale punto all'O.d.G. il Presidente del Consiglio invitava a
deliberare sulla proposta di rigetto del punto 10 all'O.d.G.
avanzata da un consigliere comunale del suo stesso gruppo politico
e votata favorevolmente da 5 dei 6 consiglieri presenti;
alla 'richiesta di revoca in autotutela DGM 32/08 - Ricorso in
appello innanzi al consiglio di giustizia amministrativa avverso la
sentenza del tribunale amministrativo regionale Sicilia sede di
Palermo - Nomina Legale', punto all'O.d.G. conclusosi con l'invito
del Presidente a deliberare sulla proposta di rigetto del punto
all'ordine del giorno che ha ottenuto la stessa votazione del punto
precedente;
rilevato che l'ispezione e la conseguente decisione di chiusura
della procedura nei fatti non ha determinato una diversa e
imparziale conduzione dei lavori del consiglio comunale, anzi, si è
ulteriormente compromesso il quadro istituzionale relativamente ai
rapporti tra le forze politiche non più riconducibili alla normale
dialettica fra i diversi ruoli ricoperti;
ritenuto che a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio
comunale è il fratello dell'ex sindaco sostituito dal commissario
straordinario, e tale composizione degli assetti istituzionali non
aiuta certamente nel determinare condotte imparziali;
per sapere se non ritengano opportuno e urgente, nonostante
l'archiviazione del procedimento ispettivo ma stante il perdurare
di un condotta irregolare nella gestione del consiglio comunale,
porre in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di fare luce
in via definitiva sulla vicenda sopra decritta e se non ritenga
necessario, a seguito di altro intervento ispettivo, giungere alla
rimozione del presidente del consiglio comunale di Comitini». (445)
MARINELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, considerato che,
nell'ambito del POR Sicilia 2000 - 2006, sono stati finanziati
diversi progetti, tra cui:
- n. 1 progetto, finanziato a fine 2006 e presentato dalla
provincia regionale di Catania, relativo a Tracciabilità del
pescato' (costo complessivo di euro 349.100,00, con risorse
pubbliche pari al 100%), per la cui realizzazione è stata istituita
un'apposita ATS (Associazione temporanea di scopo) col compito di
istituire, in attuazione della normativa comunitaria, il sistema di
controllo sui requisiti obbligatori di etichettatura per i prodotti
della pesca e dell'acquacoltura;
- n. 4 progetti, finanziati nel luglio 2007 e presentati
attraverso bandi emanati dal comune di Acireale nell'ambito del PIT
30 Aci, per un totale di quasi 1,5 milione euro, e così denominati:
1) Modello di gestione integrata della fascia costiera (costo
complessivo di euro 200.000,00, con risorse pubbliche pari al
100%), finalizzato alla raccolta ed analisi dei dati scientifici,
economici ed ambientali della fascia costiera interessata, alla sua
suddivisione in comparti funzionali, al recupero delle attività
tradizionali di pesca con caratteristiche di selettività nella zona
interessata;
2) Implementazione di un sistema di gestione ambientale e relativa
certificazione del comune di Acireale (costo complessivo di euro
499.000,00, con risorse pubbliche pari al 100%), finalizzato alla
realizzazione di un disciplinare e relativo marchio d'area per il
conseguimento del titolo di fornitore di qualità ambientale a
beneficio del comune di Acireale;
3) Realizzazione di uno studio di fattibilità sul territorio
comunale finalizzato alla realizzazione di 4 manuali standard da
destinare in favore del comparto peschiero (costo complessivo di
euro 498.600,00, con risorse pubbliche pari al 100%);
4) Sicurezza e formazione (costo complessivo di euro 299.600,00,
con risorse pubbliche pari al 100%), finalizzato al superamento
delle discriminazioni che colpiscono i pescatori;
visto che si è nella fase di ultimazione della rendicontazione
della spesa dei POR Sicilia 2000 - 2006 e che, pertanto, dovrebbero
essere già nella disponibilità di codesto Assessorato le relazioni
redatte dai responsabili di ciascun progetto ed in particolare
degli obiettivi programmati ed alle risorse umane, finanziarie e
strutturali impiegate, così come descritti nei relativi progetti;
avendo appreso di pressanti e diffuse lamentele, tra i pescatori
del territorio interessato da tali interventi, riguardo la presunta
cattiva gestione delle risorse finanziarie di cui sopra, di cui
avrebbero beneficiato quasi esclusivamente i progettisti e alcuni
studiosi piuttosto che i diretti operatori del settore ittico,
ovvero i pescatori;
per sapere se siano a conoscenza di tal situazione di malcontento
diffuso tra i pescatori del territorio interessato da tali
interventi e, al fine di verificare direttamente la qualità della
spesa effettuata per finanziare i progetti di cui sopra, di avere,
con assoluta urgenza, copia dei seguenti atti:
- le relazioni, redatte dai responsabili di ciascuno dei progetti
di cui in premessa, attestanti lo stato di avanzamento dei lavori
alla data odierna, con particolare riguardo ai risultati reali
conseguiti in rapporto agli obiettivi programmati ed alle risorse
umane, finanziarie e strutturali impiegate, così come descritti nei
relativi progetti;
- la documentazione, di vario genere, da allegare alle suindicate
relazioni, da cui si evinca, in maniera chiara ed inequivocabile,
il beneficio che hanno prodotto le risorse spese rispetto agli
obiettivi dichiarati nei progetti presentati e finanziati; un
quadro riepilogativo delle singole voci di spesa effettuate per
ciascuno dei progetti sopra menzionati depositate presso codesto
Assessorato». (446)
RAIA
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
premesso che:
la direzione trasporto Sicilia di Trenitalia, nell'ambito di una
diversa organizzazione del servizio, ha soppresso diciassette
treni, molti dei quali riguardano la provincia di Ragusa ed
Agrigento;
non è stato ancora firmato il contratto di servizio con la Regione
siciliana che fisserà la quantità e le caratteristiche del servizio
ferroviario che Trenitalia offrirà in Sicilia e i relativi
corrispettivi;
la rete ferroviaria riveste un'importanza strategica per tutto il
territorio della provincia di Ragusa e la parte orientale della
provincia di Agrigento, un servizio insostituibile per la mobilità
provinciale e interprovinciale per il trasporto dei pendolari;
un depotenziamento della rete ferroviaria causerebbe un aumento
del traffico su gomma a carico di infrastrutture stradali
deficitarie e insicure;
la prossima apertura dell'aeroporto Pio La Torre di Comiso (RG)
suggerirebbe un potenziamento dei treni, che Trenitalia ha invece
deciso di sopprimere, che renderebbero lo scalo facilmente
raggiungibile da Licata e Gela, da Caltanissetta e da Siracusa;
per sapere:
quali iniziative intenda promuovere presso Trenitalia per
scongiurare l'ulteriore soppressione di treni delle linee
ferroviarie della provincia di Ragusa ed Agrigento e ripristinare
le corse soppresse;
se, in particolare, non ritenga di intervenire presso Trenitalia,
in sede di definizione del contratto di servizio con la Regione
siciliana, perché si adoperi per un rafforzamento del servizio
ferroviario in Sicilia, con particolare riguardo per zone, come
quelle della provincia di Ragusa ed Agrigento, non dotate di
adeguati collegamenti». (447)
DI GIACOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che da oltre cinque anni sono stati instaurati, tra le
ASL e i medici veterinari, contratti di diritto privato in regime
di convenzione, per l'espletamento delle attività istituzionali
legate alle esigenze sanitarie ed alla tutela del patrimonio
zootecnico;
considerato che:
la tipologia contrattuale attivata, contratti di collaborazione a
progetto (CO.CO.PRO.), appare di dubbia legittimità e può
determinare l'instaurazione di un contenzioso oneroso per le
finanze delle aziende sanitarie locali;
il 23 marzo 2005 è stato sottoscritto un accordo collettivo
nazionale (ACN) che disciplina il rapporto di lavoro dei medici
veterinari e di altre professionalità ai sensi dell'articolo 8 del
d.lgs n. 502 del 1992;
tutte le Regioni hanno attuato i contenuti dell'ACN per riportare
in un ambito di piena legittimità i rapporti di lavoro
convenzionati e riconoscere dignità professionale ai medici
veterinari;
il comitato consultivo regionale per la specialistica
ambulatoriale veterinaria, nel mese di novembre 2008, in coerenza
con l'ACN e tenuto conto del piano di rientro, ha proposto la
stabilizzazione a tempo indeterminato dei medici veterinari, con la
contrazione delle ore di attività prestate al fine di evitare
ulteriori aggravi di spesa;
i medici veterinari attualmente utilizzati sono circa quattrocento
e svolgono funzioni essenziali per la salvaguardia e lo sviluppo
delle attività zootecniche e per tutelare la salute dei cittadini;
per sapere se non valutino necessario predisporre tempestivamente
tutti gli atti necessari alla stabilizzazione dei medici veterinari
convenzionati con le ASL al fine di superare la situazione di
ingiustificata precarietà esistente e di assicurare un servizio
funzionale agli interessi della zootecnia e della salute dei
cittadini». (448)
PANARELLO - CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DIGIACOMO - DI BENEDETTO -
DONEGANI, MARZIANO - ODDO - PANEPINTO - RAIA - TERMINE
«All'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
alla fine del 2008 sono tate accreditate all'Ispettorato
provinciale dell'agricoltura di Trapani le somme per pagare diverse
istanze di finanziamento relative al POR Sicilia 2000/2006, mis.
4.06, azione 1;
le ditte beneficiarie avevano già ricevuto comunicazione da parte
dell'IPA di Trapani della disponibilità delle somme per cui le
stesse avrebbero ricevuto gli accrediti in tempi brevissimi;
l'IPA di Trapani, in considerazione dei tempi molto ridotti a
disposizione, non è riuscito a completare l'iter istruttorio entro
la fine dell'anno, con la conseguenza che le somme assegnate sono
andate in perenzione e necessitano di essere riscritte a bilancio;
l'Assessorato regionale Agricoltura e foreste ha già provveduto a
richiedere la reiscrizione di tali somme sul capitolo 542045 con
elenco n. 60 del 17 febbraio 2009;
per sapere se non ritenga utile intervenire per accelerare la
reiscrizione in bilancio delle somme in argomento onde evitare di
penalizzare in modo pesante le aziende interessate». (451)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
la chiesa di S. Antonio, sita nel comune di Poggioreale vecchia
(TP), è un bene di interesse storico-architettonico che rappresenta
un'importante testimonianza del passato nonché un simbolo di
interesse turistico per l'intera cittadinanza poggiorealese;
le condizioni strutturali del campanile sono ormai gravemente
compromesse e senza un rapido intervento di restauro conservativo e
consolidamento il bene architettonico è destinato a subìre un
rapido degrado e finanche il crollo definitivo;
l'abitato del comune di Poggioreale è stato distrutto dal
terremoto che ha investito la Valle del Belice nel 1968 e, per
effetto di esso, ha perso buona parte delle strutture del suo
retaggio culturale, storico ed architettonico, come la chiesa di S.
Antonio, allora parzialmente crollata;
oggi, dopo oltre quarant'anni, a causa dell'incuria e della miopia
burocratica il campanile della Chiesa di Sant'Antonio rischia di
crollare;
il crollo del campanile rappresenterebbe un vera ingiustizia, in
particolare nei confronti dei cittadini di Poggioreale, ma anche
dei cittadini siciliani e dei turisti che verrebbero privati di una
della poche testimonianze rimaste della storia di quello splendido
angolo di Sicilia che è la Valle del Belice;
è pertanto necessario sia un intervento immediato per la messa in
sicurezza del campanile, sia un progetto di restauro che lo riporti
alle migliori condizioni di fruibilità per cittadini e turisti;
per sapere se non ritenga indispensabile intervenire al fine di
provvedere al necessario intervento per la messa in sicurezza del
campanile della chiesa di S. Antonio di Poggioreale ed al
successivo programma di restauri che lo riporti alle migliori
condizioni di fruibilità per cittadini e turisti». (452)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta in Commissione presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori pubblici
e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
l'amministrazione comunale di Monreale ha affidato alla
commissione edilizia l'esame e la valutazione dei progetti privati
e per edilizia pubblica;
la commissione è stata nominata con determina sindacale e composta
da professionisti esterni, supportati da dipendenti pubblici, in
forza all'ufficio tecnico e urbanistica del comune;
trattandosi di nomina annuale, effettuata con determina n. 2 del
15 gennaio 2008, l'amministrazione, con determina del 2009,
provvedeva alla riconferma dell'intera commissione edilizia
comunale;
nonostante tale riconferma il sindaco di Monreale, dopo poche
settimane dalla nuova nomina di cui sopra, notificava ai singoli
componenti la decadenza dalla carica di componente la commissione
edilizia comunale, ringraziando gli stessi professionisti per
l'ottimo lavoro effettuato, con contestuale auspicio di potere
nuovamente impegnare i suddetti professionisti in altri ruoli
all'interno dell'amministrazione comunale;
da fonti interne agli uffici si è appreso che il sindaco di
Monreale sta procedendo alla composizione della nuova commissione
edilizia;
considerato che:
l'amministrazione comunale di Monreale il prossimo mese di giugno
andrà al rinnovo delle cariche effettive istituzionali, in quanto
sono decorsi quasi 5 anni dalla avvenuta elezione;
la nomina di una nuova commissione edilizia, a pochi mesi dal
voto, ed in sostituzione di quella appena nominata con
provvedimento di riconferma, appare certamente singolare, in quanto
non sono state addotte motivazioni idonee a determinare la
anticipata revoca dei componenti;
da alcune voci diffuse da ambienti comunali, risulterebbe che i
componenti della revocata commissione e i funzionari comunali a
supporto della commissione edilizia, abbiano avuto uno scontro
verbale molto acceso con l'ing. Onofrio Gullo, professionista
privato e figlio del sindaco di Monreale;
la discussione è stata determinata dalla mancata approvazione di
progetti presentati dal citato professionista, il cui esame tecnico
è stato rinviato a seguito della insufficienza degli elaborati;
valutato che:
la revoca immediata della commissione ha bloccato l'esame di
moltissimi progetti privati, con grave disagio per i cittadini
richiedenti;
la revoca del provvedimento di nomina della commissione è stata
adottata senza alcuna motivazione logico-giuridica, tale da viziare
per eccesso di potere l'operato del capo dell'amministrazione;
anzi, il provvedimento sindacale è assolutamente contraddittorio,
in quanto dispone la revoca di una commissione appena riconfermata
e per la quale lo stesso sindaco esprime nella lettera di
licenziamento parole di grande apprezzamento per i predetti
professionisti;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare per ristabilire la
legittimità degli atti amministrativi nel comune di Monreale;
se ritenga opportuno e necessario attivare accesso ispettivo
presso il comune di Monreale al fine di verificare le vere
motivazioni della revoca dei componenti la commissione edilizia
comunale». (453)
CAPUTO
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata alla
Commissione competente.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
a seguito della nota vicenda Englaro ha trovato voce la
problematica vissuta, purtroppo da molte famiglie, relativa ai
soggetti che presentano una disabilità grave o gravissima;
in Sicilia, nella città di Ragusa anche la famiglia Di Natale sta
affrontando una situazione drammatica legata alle condizioni di
salute della figlia venticinquenne Sara;
nel mese di ottobre dello scorso anno il sig. Di Natale, padre
della giovane donna, ha consegnato all'Assessore per la sanità una
petizione, con oltre 20 mila firme, per chiedere: 1) il
potenziamento del servizio di assistenza domiciliare integrata ai
disabili; 2) la creazione di speciali unità di accoglienza dedicate
a soggetti in stato vegetativo o di minima coscienza (SUAO); 3) la
creazione di un centro per la riabilitazione di postcomatosi;
risulta che nella provincia di Ragusa è stato ridotto, o
addirittura annullato, il servizio di assistenza domiciliare
integrata. Circostanza, quest'ultima, di grave entità, atteso che
viola il diritto alla salute dei cittadini e crea una situazione di
disparità di trattamento rispetto ad altri cittadini che vivono e
risiedono in altre province o regioni d'Italia;
considerato che i costi per il mantenimento di soggetti colpiti da
gravi o gravissime disabilità e quelli per le terapie riabilitative
sono eccessivamente onerosi da sostenere. La maggiore parte delle
famiglie che si trova a vivere queste drammatiche situazioni,
invero, non è in grado di sopportare tali costi, tra l'altro,
aggravati dal fatto che i centri sanitari si trovano solamente in
alcune città o molto spesso nel nord Italia;
ritenuto che:
la carenza di strutture sanitarie adeguate crea un gravissimo ed
ingiustificato disagio alle famiglie che vivono il dramma di avere
un proprio congiunto in stato di grave o gravissima disabilità;
tale situazione rappresenta una grave lesione del diritto alla
salute garantito dalla Costituzione;
le riduzioni ed i tagli alla sanità in realtà compromettono
servizi di assistenza necessari e dignitosi di cui devono poter
godere sia i malati gravi sia le loro famiglie;
ritenuto altresì che la decisione di annullare il servizio di
assistenza domiciliare ai malati allettati rappresenta un episodio
gravissimo che denota la mancanza di sensibilità e di rispetto
verso il malato;
per sapere in che modo e secondo quali criteri siano stati ridotti
i fondi alle famiglie di soggetti affetti da grave e gravissima
disabilità, nonché di conoscere le ragioni di tali riduzioni, non
solo per quanto attiene alle famiglie della città di Ragusa, ma
anche a quelle che risiedono nell'intero territorio della Regione;
quali siano le modalità ed i provvedimenti con i quali il Governo
della Regione intenda garantire il diritto alla salute ed alla cura
dei soggetti con grave disabilità;
infine, quali provvedimenti il Governo intenda adottare al fine di
consentire ai cittadini siciliani di usufruire di strutture
sanitarie idonee ed adeguate per le famiglie che si trovano nelle
condizioni di cui in premessa». (438)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all' Assessore al bilancio e le
finanze, all'Assessore per l'industria e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
l'articolo 113 della finanziaria nazionale 2001 - capo XVII
'Interventi in materia ambientale' così recita:
'1. entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Governo definisce, d'intesa con la Conferenza
Unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, le compartecipazioni ai tributi erariali con finalità
ambientale da parte degli enti locali sede di impianti di
produzione e stoccaggio di prodotti assoggettati ai suddetti
tributi, e adotta le conseguenti iniziative, anche legislative, di
propria competenza.
2. l'entità delle compartecipazioni è commisurata agli oneri degli
enti locali interessati, necessari per la gestione del territorio
compatibile con la utilizzazione industriale.
3. le entrate degli enti locali derivanti dalle compartecipazioni
non hanno carattere di compensazione del rischio ambientale e
sanitario, e sono utilizzabili per programmi di salvaguardia e di
sviluppo ecocompatibile del territorio. Sono fatti salvi tutti gli
obblighi di protezione della salute e dell'ambiente e di rispetto
della sicurezza, posti a carico delle aziende';
premesso, inoltre, che in Italia il fabbisogno energetico è
assicurato per il 50% dai prodotti petroliferi lavorati negli
impianti di raffinazione di 17 comuni dei quali ben 5 sono presenti
in Sicilia: Augusta, Gela, Milazzo, Priolo Gargallo e San Filippo
Del Mela;
tenuto conto che il territorio di questi comuni è stato
interessato da interventi che hanno determinato negli anni un
degrado ambientale e creato numerosi problemi specialmente per la
salute dei cittadini residenti;
considerato che il costo per la riparazione di tali danni è così
elevato che nessun comune, con le proprie risorse, è in grado di
risolvere;
verificato che la norma in premessa non ha mai trovato attuazione
nonostante gli impegni assunti dai due governi che si sono
succeduti, e che per ogni miliardo di euro riscosso lo Stato versa
circa il 10% al fondo per le regioni (tutte) mentre nulla è mai
stato riconosciuto ai comuni interessati;
constatato che in sede di esame della legge finanziaria 2009 è
stato approvato, con il parere favorevole del Governo, un ordine
del giorno per definire positivamente entro il 31 marzo 2009 le
modalità di compartecipazione dei comuni sedi di impianti di
raffinazione alle accise sui prodotti petroliferi;
evidenziato che il 31 marzo è ormai alle porte;
per sapere se non ritengano di adottare interventi urgenti presso
il Governo nazionale e la conferenza unificata al fine di definire
al più presto le modalità di compartecipazione dei comuni
siciliani, sedi di impianti di raffinazione, alle accise sui
prodotti petroliferi». (441)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
la Questura della città di Palermo ha ottenuto da parte dello
Stato l'assegnazione di n. 39 alloggi abitativi confiscati al
patrimonio della criminalità organizzata;
le predette unità abitative, la cui disponibilità da parte della
Questura di Palermo risale nel tempo, sono state assegnate per
essere utilizzate come alloggi di servizio per poliziotti
monoreddito. Molti di essi, infatti, come tanti altri cittadini,
non sono in grado di sostenere gli elevati costi di locazione per
una casa dignitosa per loro e per il loro nucleo familiare;
considerato che:
gli alloggi assegnati alla Questura, a causa della mancanza di
fondi, sono chiusi ed inutilizzati da anni, e nonostante il mancato
utilizzo la Questura è comunque costretta a sostenere i costi
relativi alle spese condominiali e di manutenzione;
la confederazione sindacale autonoma di polizia ha più volte
richiesto l'assegnazione delle unità abitative proponendo
l'anticipazione delle spese di ristrutturazione delle stesse da
parte dei soggetti destinatari degli alloggi;
ritenuto che sussistono reali e concrete esigenze abitative dei
nuclei familiari dei poliziotti monoreddito;
ritenuto, altresì, che l'utilizzo e la fruibilità degli immobili
comporta, da un lato, che i poliziotti monoreddito e le loro
famiglie possano godere di alloggi dignitosi; dall'altro, che
l'amministrazione può trarre beneficio con risparmio per le casse
dello Stato reperendo le somme per il pagamento delle spese
condominiali e di gestione dai canoni di locazione;
ritenuto, infine, che la concreta utilizzazione del bene
confiscato determina un reale e concreto segnale di lotta alla
criminalità organizzata;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare per consentire il pieno utilizzo delle unità abitative
confiscate alla mafia ed assegnate alla Questura di Palermo, nonché
quali provvedimenti ed azioni verranno adottate per il
soddisfacimento dell'esigenza abitativa dei poliziotti
monoreddito». (442)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica ed
aspiranti specializzandi hanno attivato una manifestazione di
protesta per far sentire la loro voce in merito alla mancanza di
fondi necessari per sostenere la formazione medico-specialistica;
non sono state reperite le risorse finanziarie per i contratti di
formazione specialistica dell'anno accademico 2007/2008;
non risultano corrisposti gli stipendi maturati ai medici titolari
di contratti di formazione specialistica;
considerato che, nell'ambito sanitario, la formazione degli
operatori assume particolare importanza e rilevanza per garantire
la giusta professionalità ai cittadini;
ritenuto che:
la formazione medico-specialistica è necessaria per garantire e
tutelare il diritto alla salute dei cittadini;
per garantire l'efficienza e la professionalità è necessario
valutare le reali e concrete esigenze del territorio;
ritenuto infine che la razionalizzazione della spesa pubblica non
può incidere negativamente sul diritto alla salute dei cittadini;
per sapere quali provvedimenti il Governo intende adottare al fine
di garantire il mantenimento della formazione medico-specialistica,
nonché di verificare le esigenze del territorio e di fare chiarezza
sugli oneri finanziari per la copertura della formazione sia per
l'anno 2007/2008 che per quelli successivi». (443)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che la TELECOM Italia,
nell'ottica di ridimensionamento dei propri call center, ha deciso
di chiudere i propri uffici di Siracusa, trasferendo di fatto i 40
lavoratori nella sede di Ragusa;
considerato che continua, da parte di aziende pubbliche e private,
il depauperamento di posti di lavoro nella provincia di Siracusa,
come se la stessa sia la fonte principale di tutti i mali
dell'economia nazionale. Ferrovie dello Stato, Sicilgas, Pirelli,
Banco di Sicilia e decine di altre aziende pubbliche e private
hanno chiuso i propri uffici o cantieri, dando di fatto
un'ulteriore stangata sul già precario e deficitario livello
occupazionale della provincia;
tenuto conto che la provincia di Siracusa non può più tollerare
ulteriori fenomeni di ridimensionamento dei propri livelli
occupazionali, in considerazione anche del fatto che i Governi
nazionali e regionali che si sono succeduti negli anni hanno
considerato Siracusa solo come luogo dove impiantare agglomerati
industriali che, di fatto, hanno portato morte e distruzioni
ambientali;
per sapere:
quali iniziative intenda adottare, sia a livello regionale che
nazionale, per salvaguardare ciò che resta dei livelli
occupazionali in provincia di Siracusa;
quali iniziative intenda adottare, nei confronti delle aziende
pubbliche e private, che hanno chiuso o ridimensionato i propri
uffici o cantieri in provincia di Siracusa, causando la perdita del
posto di lavoro a centinaia, se non migliaia, di lavoratori;
quali iniziative intenda intraprendere nei confronti di TELECOM
Italia per farla desistere dalla azione intrapresa». (449)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
uno dei prodotti caratteristici della produzione agricola
siracusana è il limone femminello'. La peculiarità di questo
agrume sta tutta nella tipologia di produzione, di raccolta e di
spedizione. Nello specifico, il femminello' viene raccolto a mano,
in tempi ben prestabiliti, viene accuratamente e delicatamente
riposto in contenitori specifici, viene fatto riposare alcuni
giorni e non viene irrorato con fungicidi e cere per consentire
così l'uso alimentare della scorza;
tali caratteristiche e peculiarità hanno consentito, a livello
nazionale, il riconoscimento dell'IGP (indicazione geografica
protetta) in modo da permettere di mantenere inalterate le proprie
caratteristiche senza rischi di truffe o frodi;
considerato che l'Unione europea ha rigettato la richiesta, fatta
dal consorzio del limone di Siracusa, di riconoscimento dell'IGP a
livello europeo. La Comunità europea ha motivato tale rigetto con
il fatto che la lavorazione del femminello' deve poter essere
effettuata in qualsiasi parte d'Europa;
visto che:
le motivazioni addotte dalla Comunità europea violano apertamente
le più elementari condizioni di concorrenza fra produttori.
Infatti, le stesse condizioni non sono state applicate ai limoni di
Sorrento e di Amalfi ed a quelli prodotti in Spagna e Portogallo,
agrumi che vengono confezionati nelle stesse zone di origine.
Inoltre, la possibilità della lavorazione del femminello' in altre
località che non sia Siracusa, oltre a snaturare la stessa
particolarità del limone siracusano, causerebbe sicuramente il
proliferare di frodi e di appropriazioni improprie del marchio,
mettendo anche a rischio migliaia di posti di lavoro in una
provincia che ha già subìto forti ridimensionamenti occupazionali;
per sapere quali iniziative urgenti intendano adottare, sia a
livello nazionale che europeo, per tutelare gli interessi dei
produttori siracusani del femminello', orgoglio e vanto
dell'intera produzione agrumicola siciliana». (450)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e le
finanze e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
al fine di agevolare la ripresa economica delle aziende agricole,
con legge del 21 agosto 2007, n. 14, la Regione siciliana è
intervenuta per consentire la ristrutturazione dell'esposizione
debitoria relativa all'attività delle imprese agricole in
difficoltà mediante piani di smobilizzo da concordare con le
imprese debitrici;
conseguentemente, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni di
cui alla legge n. 14/2007, i titolari delle aziende agricole hanno
proceduto alla formulazione alle banche della richiesta di
ristrutturazione delle passività;
le banche, in presenza dei requisiti e delle condizioni,
disapplicando dunque la legge, hanno proceduto a rigettare le
richieste di ristrutturazione, senza fornire una giusta
motivazione;
tale decisione è illegittima, atteso il mancato rispetto della
statuizione di legge;
considerato che:
gli istituti di credito, nonostante i ripetuti solleciti ai
rappresentanti dell'ABI, continuano a disattendere le richieste
degli agricoltori in difficoltà, pur in presenza delle condizioni
di legge;
le banche hanno dato seguito, invece, alle procedure giudiziarie
di recupero coattivo del credito nonostante la possibilità concessa
dalla legge agli agricoltori di godere di un beneficio di favore e
rimediare ad una concreta difficoltà economica;
ritenuto che:
l'attuale momento di crisi definita globale' investe anche il
settore agricolo, le cui aziende vivono una reale difficoltà
economica e finanziaria;
il comportamento delle banche, oltre ad essere adottato in totale
violazione della legge, costituisce un atto grave che mette a
rischio numerose attività agricole, le quali, oltre a subire la
grave crisi, subiscono anche le procedure giudiziarie di recupero
del credito;
ritenuto che:
tale situazione provoca pesanti e gravi conseguenze, in quanto si
andranno ad aggravare le attuali precarie condizioni economiche del
mercato;
la situazione di crisi richiede, invece, un sostegno alle aziende
in difficoltà per consentire la ripresa economica a beneficio
dell'economia locale;
ritenuto infine che la condotta delle banche costituisce grave
disapplicazione di una legge;
per sapere quali provvedimenti, aventi anche carattere d'urgenza,
e le modalità di intervento che il Governo della Regione intenda
adottare per garantire l'applicazione della legge regionale n.
14/2007 e consentire alle aziende agricole di poter usufruire della
ristrutturazione delle passività». (454)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza, sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
con decorrenza a far data dall'1 febbraio 2009, per i cento
lavoratori a tempo indeterminato della OMNIA Network s.r.l., sede
di Palermo, è stata avviata la procedura di messa in mobilità,
circostanza questa che prelude al licenziamento;
la decisione della società è conseguenziale alla mancanza di
commesse seguita alla scelta della WIND di affidare ad altra
società il servizio di call center;
considerato che:
la OMNIA s.r.l., in relazione all'assunzione ed alla
stabilizzazione dei lavoratori, ha beneficiato di varie prerogative
e benefici tra i quali anche agevolazioni di natura fiscale;
la stessa società, contrariamente a quanto deciso nel corso di un
incontro svoltosi in prefettura, ha ordinato e preteso il rilascio
immediato dei locali di Palazzo Gamma, privando, di fatto, i
lavoratori anche di una sede;
ritenuto che:
la situazione occupazionale in Sicilia ha assunto preoccupanti ed
allarmanti dimensioni a seguito della chiusura di molte aziende ed
imprese;
i recenti incontri tra la società OMNIA e le organizzazioni
sindacali non hanno avuto un esito positivo;
ritenuto quindi che si rende necessario un intervento della
Regione a tutela del diritto al lavoro;
per sapere quali provvedimenti il Governo regionale intenda
adottare per tutelare i lavoratori della OMNIA s.r.l. di Palermo,
nonché le iniziative a sostegno delle esigenze lavorative ed
occupazionali dei predetti lavoratori». (455)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che i comuni di
Aliminusa e Sciara (PA) sono privi ancora oggi del servizio di
comunicazione ADSL, nonostante le rispettive amministrazioni
comunali abbiano da tempo sollecitato gli enti gestori;
considerato che la mancanza di questo speciale sistema di
diffusione della comunicazione penalizza non solo le attività
amministrative pubbliche, ma anche quelle imprenditoriali private e
limita fortemente lo svolgimento di attività sociali e culturali;
ritenuto che appare fortemente assurdo che oggi possano esistere
comuni e territori privi di questo sistema;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare per attivare la linea ADSL nei comuni di Aliminusa e
Sciara». (456)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
in attuazione del piano di contenimento dei costi della spesa
sanitaria è stata disposta, a far data dal mese di luglio 2008, la
chiusura della guardia medica del comune di Aliminusa;
a seguito delle proteste degli amministratori pubblici e dei
cittadini, era stata fornita assicurazione sulla contestuale
presenza nel territorio di Aliminusa di un servizio di ambulanza
affidato al 118, che avrebbe dovuto garantire l'immediata e
continuata presenza sanitaria;
considerato che sino ad oggi, nonostante numerosi solleciti sia
nei confronti della SISE che dell'AUSL 6, non è stata inviata
nessuna ambulanza e l'intero comune è privo di un servizio di
assistenza medica di emergenza;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare in proposito». (457)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 103 «Applicazione del contratto collettivo nazionale ai
medici veterinari», degli onorevoli Oddo, Panarello, Cracolici,
Gucciardi, Ferrara, Laccoto, De Benedictis, Digiacomo, Fiorenza,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, Di Benedetto, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Galvagno, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano, in
data 26 febbraio 2009;
numero 104 «Conseguenze per la gestione dei beni e delle aziende
confiscate in Sicilia a seguito dell'immissione di risorse nel
fondo unico di giustizia», degli onorevoli Caputo, Pugliese, Aricò,
Marrocco e Vinciullo, in data 2 marzo 2009. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le aziende sanitarie locali, da oltre cinque anni, hanno
assicurato gli essenziali servizi per la salvaguardia e lo sviluppo
delle attività zootecniche e la tutela della salute dei cittadini,
grazie all'apporto di oltre quattrocento medici veterinari;
il rapporto di lavoro tra le predette ASL ed i medici veterinari è
stato regolato da contratti di collaborazione a progetto
(co.co.pro.) la cui stipula appare di dubbia legittimità stante la
difficile configurazione degli elementi costitutivi di detto tipo
di rapporto (presenza del vincolo di subordinazione e carenza di
uno specifico progetto da realizzare);
l'illegittimità dei suddetti contratti potrebbe generare un
notevole ed oneroso contenzioso per le casse delle aziende
sanitarie locali le quali, ove venisse configurato un ordinario
rapporto di lavoro subordinato, sarebbero costrette non solo a
corrispondere le differenze retributive ai medici veterinari, ma
anche a regolarizzare la posizione previdenziale e contributiva
degli stessi;
in data 23 marzo 2005, ai sensi dell'art. 8 del decreto
legislativo n. 502 del 1992, è stato sottoscritto il contratto
collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro dei
medici veterinari;
le altre regioni, al fine di evitare le sopradette illegittimità e
i relativi contenziosi, hanno già provveduto ad applicare i
contenuti normativo-economici di cui al citato contratto
collettivo;
considerato che:
il comitato consultivo regionale per la specialistica
ambulatoriale veterinaria, nel mese di novembre 2008, in
applicazione del più volte detto contratto collettivo ed in
ossequio al piano di rientro della spesa sanitaria regionale, ha
proposto la stabilizzazione con contratto di lavoro a tempo
indeterminato dei medici veterinari;
in particolare, secondo il citato organismo la stabilizzazione, al
fine di evitare ulteriori aggravi di spesa, dovrebbe avvenire
attraverso la stipula di contratti part time con un numero di ore
ridotte rispetto al tempo pieno,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore regionale per la sanità
a porre in essere tutti i necessari atti volti ad applicare
l'accordo collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro
con i medici veterinari e conseguentemente a stabilizzarli con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, così assicurando
l'espletamento delle attività istituzionali delle ASL in materia di
zootecnia e ai fini della tutela del diritto alla salute dei
cittadini». (103)
ODDO-PANARELLO-CRACOLICI-GUCCIARDI-FERRARA-LACCOTO-DE BENEDICTIS
DIGIACOMO-FIORENZA-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DI BENEDETTO
DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE-GALVAGNO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-
MATTARELLA-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in ambito nazionale il Parlamento con i decreti legge n. 112 del
25 giugno 2008 (convertito in legge n. 133/2008) e n. 143 del 16
settembre 2008 (convertito in legge n. 181/2008) ha istituito il
fondo unico di giustizia;
le finalità del fondo prevedono che le somme di denaro sequestrate
o confiscate nell'ambito dei procedimenti di prevenzione
patrimoniale vengano trasferite alla Società 'Equitalia Giustizia
s.p.a';
in particolare, secondo il disposto del comma 2 dell'articolo 2
del decreto legge n. 143/2008, confluiscono nel fondo unico
giustizia tutte 'le somme di denaro ovvero i proventi di cui
all'art. 61, comma 23, decreto legge n. 112/2008 (somme di denaro
sequestrate nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione
di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e
succ. mod. integr. o di irrogazione di sanzioni amministrative,
anche di cui al d.lgs. n. 231/01';
sul predetto fondo affluiscono, inoltre, i proventi derivanti dai
beni confiscati nell'ambito dei procedimenti penali, amministrativi
o per l'applicazione delle misure di prevenzione, di cui alla
citata legge n. 575/65, nonché in virtù della legge n. 1423/56 e
dello stesso decreto legislativo n. 231/01 e successive modifiche
integrazioni;
considerato che:
la gestione di tali risorse, dunque, viene tolta agli
amministratori giudiziari e demandata alla società 'Equitalia
Giustizia s.p.a.' di guisa che l'amministratore, sulla base delle
modalità indicate con decreto dal Ministro dell'economia e della
finanza di concerto con il Ministro della giustizia, potrà
utilizzare le somme di denaro o i beni che formano oggetto di
sequestro o confisca per provvedere al pagamento delle spese di
conservazione o amministrazione;
in questo modo le somme, siano esse in sequestro o in confisca,
appartenenti a persone fisiche o a persone giuridiche e società di
persone assoggettate alla misura patrimoniale, confluiscono
comunque, al fondo unico, senza alcuna distinzione e, soprattutto,
sottraendosi (tali attività) a qualsiasi obbligazione in precedenza
contratta;
conseguentemente, le attività liquide, quantunque ed in qualunque
forma presenti, nonché gli stessi provvedimenti delle 'cose
sequestrate' (e pertanto intuibilmente anche i ricavi e gli utili
delle aziende sequestrate), entrano nell'ambito del fondo unico
giustizia;
gli amministratori giudiziari nominati per la gestione delle somme
di denaro o dei beni sottoposti a sequestro o confisca non possono
svolgere i propri uffici istituzionali che la legge loro
attribuisce proprio in ragione della conservazione e
amministrazione dei beni oggetto del provvedimento ablativo
(sequestro/confisca);
quindi, gli amministratori giudiziari, in particolare per le
aziende sottoposte a sequestro o confisca, non potranno effettuare
il pagamento degli stipendi, dei fornitori, delle banche, non
potranno acquisire fattori di produzione per assicurare la
continuità del processo produttivo;
si troveranno nell'impossibilità, materiale ed oggettiva, di
effettuare il pagamento di debiti erariali, il pagamento
obbligatorio delle imposte, tasse, tributi e contributi
previdenziali e assistenziali;
ritenuto che, nell'ambito di recenti sequestri di aziende, le
banche, senza preavviso rivolto all'amministratore giudiziario,
hanno già provveduto, su ordine di Equitalia, a trasferire
d'ufficio a quest'ultima società le somme rinvenute nei conti
correnti oggetto di sequestro, con la conseguenza immediata che le
disposizioni di pagamento, medio tempore autorizzate
dall'amministratore giudiziario, sono state disattese ed elevati i
protesti per gli assegni in circolazione; ciò ha comportato
l'ulteriore conseguenza che le rate di pagamento, afferenti
rapporti di leasing o semplici dilazioni per l'acquisto di mezzi
d'opera, sono tornate insolute a causa della mancanza del rapporto
di provvista, così esponendo l'azienda sequestrata ai correlati
effetti pregiudizievoli e, comunque, inibendone la produttività;
ritenuto, altresì, che l'istituzione del fondo è in contrasto con
le funzioni del giudice delegato e dall'amministratore giudiziario,
(per la fase di sequestro) dell'Agenzia del demanio e
dall'amministratore finanziario (per fase di confisca definitiva),
previste dalla legge Rognoni-La Torre istitutiva delle misure di
prevenzione patrimoniali;
ritenuto, infine, che:
gli amministratori giudiziari dei beni patrimoniali confiscati
alla criminalità organizzata, non avendo più la materiale
disponibilità dei beni, non possono svolgere l'ordinaria gestione
dei beni stessi;
vi è il concreto rischio e pericolo di una paralisi delle attività
aziendali sequestrate e confiscate, con conseguenze critiche per la
produttività aziendale e ricadute negative in termini economici ed
occupazionali;
in Sicilia vi è il maggior numero di beni immobili ed aziendali
sottoposti alla misura di sequestro e confisca, principalmente per
i beni di provenienza da 'Cosa Nostra',
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale, presso il Ministro
dell'economia e delle finanze, al fine di evitare che l'immissione
delle risorse provenienti dalla gestione dei beni confiscati nel
fondo unico di giustizia possa danneggiare la gestione dei beni e
delle aziende siciliane sequestrate e confiscate alla criminalità
mafiosa». (104)
CAPUTO-POGLIESE-ARICO'-MARROCCO-VINCIULLO
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Rinvio della discussione unificata della mozione n. 100 e della
interrogazione n. 434
PRESIDENTE. Do lettura del fax pervenuto dall'Assessorato della
Sanità in data odierna:
«Nel prendere atto della delega alla trattazione degli atti
parlamentari indicati in oggetto, cioè la mozione n. 100 e
l'interrogazione n. 434, disposta dall'onorevole Presidente della
Regione con la nota emarginata, nei confronti dell'Assessore
regionale alla sanità, si rappresenta che il dott. Massimo Russo
per motivi di salute non potrà assicurare la propria presenza ai
lavori d'Aula fissati per la data odierna. Si auspica, pertanto,
che la discussione dei medesimi atti sia rinviata ad altra seduta».
Pertanto il punto VIII dell'ordine del giorno è rinviato.
Saluto ai docenti e agli studenti del liceo scientifico
Giampietro Ballatore' di Castelvetrano
PRESIDENTE. Porgo un cordiale saluto agli studenti del liceo
scientifico Giampietro Ballatore' di Castelvetrano e ai docenti
che li hanno accompagnati per assistere ad una seduta del
Parlamento Siciliano.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 101 «Verifica e valorizzazione delle competenze
professionali dei dirigenti della Regione», degli onorevoli
Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna;
numero 102 «Assegnazione ed efficiente gestione delle risorse del
fondo nazionale politiche sociali alla Regione siciliana», degli
onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'iniziativa di ridurre le consulenze e gli incarichi esterni è
ampiamente condivisibile;
ciò dovrebbe riguardare anche la scelta di non nominare più
dirigenti esterni;
considerato che:
tra i precari e i 14 mila dipendenti della Regione ci sono
professionalità e competenze di assoluto rilievo;
sono stati nominati diversi capi dipartimento esterni senza alcuna
valutazione professionale dei numerosi dipendenti della Regione e,
in particolare, degli oltre due mila dirigenti;
ritenuto che:
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana è stato
pubblicato un bando a firma del dirigente Antonio Piceno per
l'istituzione di tre nuove figure di esperti da impiegare nella
'costituzione del segretariato tecnico congiunto del programma di
cooperazione transfrontaliera Italia-Malta 2007/2013';
il costo complessivo delle tre consulenze è pari a 120 mila euro
l'anno per tre anni rinnovabili,
impegna il Governo della Regione
e in particolare l'Assessore alla Presidenza
a porre in essere le iniziative atte a verificare se tra i
dipendenti regionali e i precari nessuno possedesse le capacità
professionali per poter svolgere le mansioni ed i compiti da
affidare ai tre esperti di cooperazione transfrontaliera, in un
contesto sociale di grave crisi in cui la gestione della pubblica
amministrazione deve essere improntata al massimo rigore;
a revocare tutte le consulenze esterne affidate per incarichi che
possono essere svolti con professionalità avvalendosi di personale
già alle dipendenza dell'amministrazione regionale;
a verificare se tra gli oltre due mila dirigenti della Regione
nessuno sia in grado di svolgere il ruolo di capo dipartimento».
(101)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i comuni siciliani sono alle prese con i tagli progressivi dei
trasferimenti finanziari;
l'ultima finanziaria regionale obbliga i comuni a destinare almeno
il 25% delle risorse provenienti dal fondo delle autonomie locali
alle spese sociali;
considerato che:
lo Stato, a partire dal 2001, trasferisce ogni anno alla Sicilia
una quota del fondo nazionale politiche sociali;
le prime risorse finanziarie per il finanziamento dei piani di
zona e dei progetti, pari a complessivi 106 milioni di euro, sono
state assegnate nel 2001;
ritenuto che:
alcuni distretti hanno utilizzato le risorse del 2001 a partire
dal 2004 mentre tanti altri hanno accumulato gravissimi ritardi;
le risorse del FNPS dovrebbero essere utilizzate al meglio per
evitare ridimensionamenti della spesa sociale,
impegna il Governo della Regione
e in particolare l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali
ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale per sollecitare
la puntuale assegnazione delle quote del fondo nazionale politiche
sociali spettanti alla nostra Regione;
a porre in essere gli opportuni provvedimenti volti a verificare i
motivi e le responsabilità dei gravi ritardi accumulati da alcuni
distretti che non hanno a tutt'oggi utilizzato le risorse
finanziarie assegnate per il finanziamento dei piani di zona».
(102)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni testé lette vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Discussione del disegno di legge «Indennità di disagiata residenza
in favore dei titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
isole minori» (253/A)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Indennità di disagiata residenza
in favore dei titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
isole minori» (253/A).
Invito i componenti la VI Commissione Servizi sociali e sanitari'
a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Vicepresidente della Commissione e
relatore, onorevole Lo Giudice, per svolgere la relazione.
LO GIUDICE, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'indennità di disagiata residenza
in favore dei titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
isole minori è prevista dalla legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4,
per fare fronte ai molteplici e peculiari disagi logistici che
gravano sulle stesse, ma non rientra tra i livelli essenziali di
assistenza e pertanto non può trovare copertura attraverso
l'utilizzo del Fondo sanitario regionale.
Tale indennità è rimasta operativa fino al 2004 e successivamente
non ha trovato ingresso negli stanziamenti del bilancio regionale.
Tuttavia è indispensabile al fine di evitare qualunque forma di
protesta che possa, nel breve termine, portare all'interruzione
dell'assistenza farmaceutica convenzionata nelle sedi coinvolte ed
affinché venga scongiurato il rischio che le stesse sedi rimangano
vacanti.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Onorevoli colleghi, ricordo che il termine di presentazione degli
emendamenti scade, come consuetudine, alla fine della discussione
generale.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ovvio che il
Governo ha operato una scelta per quanto concerne il pregresso. E'
ovvio che il Governo ha operato una scelta nel proporre l'articolo
1 del testo, che è quella di non pagare gli anni pregressi tranne
il 2008. Tuttavia, io credo che questa sia la scelta sbagliata nel
senso che denota, sostanzialmente, insensibilità nei confronti di
quelle farmacie che operano soprattutto nelle zone
ultraperiferiche, le Isole minori.
Pur non di meno, a parte l'aspetto che riguarda gli anni pregressi
che il Governo ignora proponendo il testo, c'è un altro aspetto che
è poco chiaro - e per tale ragione anticipo la presentazione di due
emendamenti -, il primo è che dovremmo soffermarci sull'esercizio
2009, per pagare il 2009; non si cita in alcun modo il futuro,
onorevole Beninati, ossia dovrebbe essere a decorrere
dall'esercizio 2009 in modo che così facciamo una norma
finalmente a regime. Altrimenti, poi, è curioso assistere al
balletto delle dichiarazioni per le quali si dice che i soldi ci
sono perché fanno sciopero . Mi pare ovvio che se i soldi c'erano
questa norma doveva venire in Aula mesi fa e non ci sarebbe stato
bisogno di aspettare lo sciopero dei cosiddetti farmacisti rurali.
Questo è il primo aspetto.
Pertanto, è ovvio che noi proponiamo che la norma sia modificata
con le parole a decorrere dal 2009 .
E' ovvio altresì che se facciamo questa scelta - spero che l'Aula
la faccia -, vada inserita anche la norma di copertura finanziaria
di prospettiva futura. Proponiamo quindi, richiamando l'articolo 3,
comma 2, lettera g), della legge 27 aprile 1999, n. 10, che si
inserisca il terzo comma che sostanzialmente chiude, anche per
quanto concerne le prospettive, una partita: ogni anno con gli
esercizi finanziari si provvede, ai sensi della succitata norma, a
pagare i farmacisti rurali. E in Sicilia chiudiamo veramente una
partita, permettendo ad ognuno di stare sereno e tranquillo e di
svolgere il proprio lavoro e, soprattutto, mi permetto di
aggiungere, infine, evitando ai cittadini isolani di aggiungere
altri disagi, di attrezzarsi per pagare interamente il costo dei
farmaci, come è accaduto durante lo sciopero dei farmacisti o come
potrebbe accadere domani se non riusciamo a dare un minimo di
certezza in tal senso.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il discorso
dell'onorevole Oddo, che ho ascoltato con attenzione, può avere una
sua logica, pur non di meno il problema è che questo disegno di
legge ha avuto un iter tormentato: é giunto nel mese di novembre in
Commissione su proposta del Governo ed è stato esitato
all'unanimità; successivamente, per problemi riguardanti le leggi
di spesa, si è bloccato in Commissione Bilancio, a seguito anche di
quelle che sono state le penalizzazioni fatte alle isole minori.
Fra l'altro, ricordiamo lo sciopero dei marittimi, ricordiamo il
problema dei trasporti, c'è stata una serie di situazioni, di
disagi per le isole minori e, tra l'altro, questa norma, prevista
da una legge del 2004, prevedeva già un'indennità particolare per i
farmacisti rurali delle isole minori. Non vi fu mai la copertura,
per cui questi farmacisti attendono ancora di prendere gli
arretrati. Si è voluto dare un segnale, a mio avviso, anche dalla
Commissione Bilancio di attenzione in un momento particolare e
disagiato per le isole minori prevedendo una norma che riesce a
dare una annualità a queste isole minori.
E' chiaro che la norma di stabilizzazione di questa indennità -
che poi l'Assessore, il Governo si farà carico di quantificare per
il prosieguo, per farla diventare una legge normale, a regime -
dovrà essere fatta in sede di approvazione della finanziaria.
A noi oggi, purtroppo, ci è dato di fare un tentativo per dare
un segnale di attenzione alle isole minori. Adesso siamo in un
momento particolare, quello dell'esercizio provvisorio.
Quindi, una norma che metta a regime anche la quantificazione per
il futuro potrà essere fatta in sede di legge finanziaria.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio più che
altro è un quesito.
Leggo nel testo che l'Assessore della famiglia è autorizzato a
Mi fate capire perché l'Assessore per la famiglia e non l'Assessore
per la sanità? E' un fatto contabile? Stiamo dando i soldi alle
farmacie rurali prendendoli dai comuni, dal fondo per le autonomie?
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Indennità di disagiata residenza in favore dei
titolari di farmacie rurali aventi sede nelle isole
minori
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, per l'esercizio finanziario 2009, provvede
all'erogazione dell'indennità in favore dei titolari di farmacie
rurali aventi sede nelle isole minori, prevista dall'articolo 27,
comma 1, della legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni e nel rispetto delle modalità previste
nello stesso articolo, quantificata complessivamente in 400
migliaia di euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo 76,
comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. A valere sulle medesime risorse previste per l'esercizio
finanziario 2009 l'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato ad erogare
l'indennità di cui al comma 1 relativa all'anno 2008, quantificata
complessivamente in 400 migliaia di euro».
Comunico che è stato presentato un ordine del giorno da parte
dell'onorevole Beninati che faremo distribuire e discuteremo in
coda al disegno di legge.
CRACOLICI. Chiedo che la Presidenza rispetti i termini delle 24
ore per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge in
discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io non conosco ancora gli
emendamenti perché sono stati presentati un minuto fa. Potrebbero
essere anche emendamenti dichiarati improponibili dalla Presidenza.
Attendiamo qualche istante. Se sono emendamenti che vanno discussi
potremo rinviare a domani.
Nel frattempo, voglio comunicare all'Aula l'iter dei lavori di
questa settimana.
Stasera andremo avanti fino a dove potremo, dopo di che si passerà
alla votazione finale del disegno di legge sulle incompatibilità,
qualora ci fosse il numero legale. Quindi, rinvierei la seduta a
domani, a mezzogiorno, con all'ordine del giorno della seduta di
domani, vista la presenza del Presidente della Regione, la
discussione del disegno di legge sulla sanità e gli atti ispettivi,
nonché le mozioni già iscritte all'ordine del giorno della seduta
odierna.
Mi sembra opportuno rendere questa comunicazione all'Aula in modo
che i parlamentari si organizzino di conseguenza.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Ferrara e Marinello:
emendamento 1.1:
«Al comma 1, le parole per l'esercizio finanziario 2009 sono
sostituite dalle seguenti a decorrere dall'esercizio finanziario
2009 »;
emendamento 1.2:
«All'articolo 1, dopo il comma 2, aggiungere: 3. Per gli esercizi
finanziari successivi si provvederà ai sensi dell'articolo 3, comma
2, lettera g), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 .»;
- dalla Commissione:
emendamento 1.3:
«Nel titolo ed all'articolo 1, sostituire le parole Indennità di
disagiata residenza con le parole Disposizioni in favore .»
L'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Oddo, tende a sostituire
le parole per l'esercizio finanziario' con le parole a decorrere
dall'anno finanziario'. E' evidente che per questo emendamento
occorre il parere della Commissione Bilancio; quindi, inviterei
l'onorevole Oddo a ritirarlo.
ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, purtroppo devo dirle che non sono per
niente convinto di ritirarlo e ne spiego il perché.
Il Governo ha trattato questo argomento con i piedi nel senso che,
come ho detto all'inizio, gli anni pregressi sono stati
sostanzialmente cancellati, mentre esiste una norma secondo la
quale bisogna intervenire e dare questi contribuiti.
Sostanzialmente, noi stiamo dicendo che non pagheremo gli anni per
i quali non abbiamo ancora pagato. Allora, il timore, e non solo
mio, è quello che questo argomento diventi ancora una volta non un
principio che segue una legge specifica, ma un elemento di
contrattazione tra questi pochi farmacisti rurali e il Governo
della Regione. E si è visto anche da come è stata trattata la
materia, con approssimazione è dir poco. Io direi, anche con
pressappochismo.
Tutto ad un tratto, infatti, abbiamo scoperto una mattina,
leggendo i giornali, che c'erano i fondi. Però, questi fondi che
c'erano, non si capisce bene perché non venivano sostanzialmente
elargiti.
Allora, detto ciò, perché ci dobbiamo porre il problema, signor
Presidente, di mettere a regime il tutto? Quale copertura dovrebbe
dare la Commissione Bilancio?
A decorrere dall'esercizio 2009 non significa che bisogna dare
copertura se non invece facendo un richiamo, come ho fatto con
l'emendamento 1.2, alla legge numero 10 del 1999 (articolo 3, comma
2, lettera g) che risolve il problema e non ci obbliga a far
passare il testo in seconda Commissione, in quanto di per sé per
gli esercizi finanziari successivi si provvederà, appunto, come
stabilito con la legge 10/1999.
Io non lo comprendo. Nondimeno, è ovvio che lei si assume le
responsabilità del caso. Io rispetterò la sua decisione per quanto
concerne la proponibilità o meno. Tuttavia, signor Presidente, non
posso ritirare l'emendamento perché mi sembra proprio e, peraltro,
anche la formulazione dell'articolo mi sembra di una precarietà
assoluta. Se noi vogliamo mantenere, ancora una volta, una
situazione di incertezza per il 2010 e così via per gli anni
successivi, tanto poi si può sempre giocare anche qui la partita
con gli annunci ad effetto per fare bene, non si capisce, quale
lavoro Non sicuramente quello di governare la Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oddo. Se vogliamo - forzando un po'
la mano e derogando al regolamento parlamentare -, lei sa che siamo
in sessione di bilancio e in sessione di bilancio non potremmo
esaminare ed approvare leggi di spesa -, pur tuttavia, questo
Parlamento trasversalmente ha individuato un'emergenza che riguarda
il disagio delle farmacie rurali, e pertanto ha pensato, vista
l'esigua copertura finanziaria di cui necessita questo disegno di
legge, di potere - tra virgolette, ribadisco il concetto -, con
molta accortezza forzare il Regolamento interno portando in Aula
questa legge prima dell'approvazione del bilancio. Pertanto, visto
che l'integrazione, che io ritengo giusta, da lei proposta con
l'emendamento a sua firma ed anche con l'emendamento 1.2, potremmo
portarla nella legge finanziaria, anche in considerazione del fatto
che abbiamo trasferito la copertura finanziaria di questo disegno
di legge sul fondo per le autonomie locali, e non come andrebbe
fatto sul fondo per la sanità, la invito a ritirare i due
emendamenti. Poi in finanziaria, ripeto, potremo trovare il modo
per dare copertura pluriennale ad una questione che ritengo
assolutamente legittima.
ODDO. Questa è l'opinione della Presidenza; vorrei che su questo
si esprimesse anche il Governo.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Il Presidente ha comunicato con intelligenza e
raziocinio il percorso che ci prefiggiamo di seguire. Nelle more,
vi è un fatto emergenziale che dura da diversi anni, e questo
disegno di legge dà una risposta. Per quanto ci riguarda si va
avanti ed il parere è favorevole.
ODDO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 1.1 e 1.2.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
«Articolo 2
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Beninati, Laccoto, Torregrossa, Limoli, Lo Giudice, D'Asero,
D'Antoni e Forzese l'ordine del giorno numero 90 «Tempestiva
comunicazione al Ministero dell'Università dei contratti regionali
di formazione medica specialistica», che impegna il Governo, nelle
more dell'approvazione del bilancio regionale per l'esercizio 2009,
a comunicare tempestivamente al Ministero la dotazione numerica e
la tipologia di contratti regionali di formazione medica
specialistica aggiuntivi per l'anno accademico 2008-2009
confermando almeno quelli dell'anno accademico precedente.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
ritenuto che il Ministero dell'Università e della Ricerca sta
predisponendo il bando per i contratti di formazione medica
specialistica per l'anno accademico 2008/2009;
considerato che:
i contratti regionali di formazione medica specialistica,
aggiuntivi rispetto a quelli nazionali, vanno necessariamente
comunicati al Ministero in tempo utile per essere inseriti nel
medesimo bando;
la Regione siciliana non ha ancora approvato il bilancio per
l'esercizio finanziario 2009 e si trova in regime di esercizio
provvisorio e, pertanto, non ha ancora quantificato la relativa
copertura finanziaria;
ritenuto, inoltre, che, per le ragioni sopra rappresentate, non è
possibile attendere l'approvazione del bilancio della Regione per
comunicare il numero di contratti regionali aggiuntivi da inserire
nel bando nazionale;
essendo necessario, al fine di scongiurare la perdita dei
contratti regionali aggiuntivi, comunicare al Ministero
dell'università e della ricerca il numero e la tipologia dei
contratti di formazione regionali medica specialistica aggiuntivi
per il medesimo anno accademico 2008/2009,
impegna il Governo della Regione
nelle more dell'approvazione del bilancio regionale dell'esercizio
finanziario 2009, a comunicare tempestivamente al Ministero la
dotazione numerica e la tipologia di contratti regionali di
formazione medica specialistica aggiuntivi per l'anno accademico
2008/2009, confermando almeno quelli dell'anno accademico
precedente». (90)
BENINATI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, l'urgenza che lei ha visto nel
presentare l'ordine del giorno nasce da un'audizione svoltasi
proprio questa mattina in sesta Commissione, nella quale sono stati
ascoltati, oltre ai rappresentanti degli specializzandi nelle tre
università siciliane, anche i presidi delle facoltà.
La situazione è effettivamente più complessa e noi dobbiamo, e
possiamo, intervenire.
Ritengo che questa sia la sede opportuna ed è giusto anche il
momento per intervenire con urgenza. L'Assemblea può, infatti,
sollecitare il Governo regionale a dare parere favorevole anche se
ci rendiamo conto della difficoltà in cui si trova lo stesso nel
dare una comunicazione al Ministero.
Ribadisco, tuttavia, l'importanza che esso riveste per l'intera
Assemblea e per tutta la Commissione - pur se mancano delle firme
nell'ordine del giorno, esso va considerato sottoscritto da tutti i
componenti della Commissione - poiché vuole testimoniare l'impegno
del Governo a trasferire al Ministero in unico atto per far sì che
quest'ultimo bandisca in brevissimo tempo, al massimo venti giorni,
le borse di studio nazionali, con risorse nazionali, e si possa
sapere già quanto la Regione Sicilia vorrà metterne a disposizione
ad integrazione.
Per cui questo ordine del giorno è importantissimo, in quanto
confermiamo il numero di circa 175- 180 borse di studio ed è
l'unico modo per far sapere al Ministero che tale richiesta è
condivisa non solo da tutta la Commissione, ma anche dall'Aula,
arriva quindi con una forza molto importante da parte dell'intera
Assemblea regionale siciliana. Questa ne vuole essere la natura.
Poi, se il Governo, in sede di bilancio, potrà mettere più risorse
se ne potranno finanziare anche di più. Intanto, manteniamo quelle
dell'anno precedente, altrimenti, paradossalmente, la Sicilia
quest'anno non avrà la possibilità di dare borse di studio agli
studenti specializzandi.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la firma
sull'ordine del giorno numero 90 gli onorevoli Formica, Colianni,
Cordaro, Corona e Panarello.
L'Assemblea ne prende atto.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo
parere favorevole all'ordine del giorno in esame perché,
oggettivamente, ogni anno, quando si approva in ritardo il bilancio
accade che si sfasano i tempi rispetto a quelli ministeriali, del
Governo centrale.
E' chiaro, naturalmente, che in sede di legge finanziaria ci si
impegni tutti a trovare le risorse finanziarie adeguate per la
copertura delle borse medesime; ma, nelle more, tutto ciò è
opportuno e necessario. Esprimo, quindi, il parere favorevole del
Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 90. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Panarello,
Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Di Benedetto, Donegani,
Marziano, Oddo, Panepinto, Raia, Termine, Faraone, Apprendi e
Speziale, l'ordine del giorno numero 91 «Stabilizzazione dei medici
veterinari convenzionati con le ASL».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che da oltre cinque anni, sono stati instaurati, tra le
ASL ed i medici veterinari, contratti di diritto privato, in regime
di convenzione, per l'espletamento delle attività istituzionali
legate alle esigenze sanitarie ed alla tutela del patrimonio
zootecnico;
considerato che:
la tipologia contrattuale attivata, contratti di collaborazione a
progetto (CO.CO.PRO.) appare di dubbia legittimità e può
determinare l'instaurazione di un contenzioso oneroso per le
finanze delle ASL;
il 23 marzo 2005 è stato sottoscritto un accordo collettivo
nazionale (ACN) che disciplina il rapporto di lavoro dei medici
veterinari e di altre professionalità ai sensi dell'articolo 8 del
decreto legislativo n. 502 del 1992;
tutte le regioni hanno attuato i contenuti dell'ACN per riportare
in un ambito di piena legittimità i rapporti di lavoro
convenzionati e riconoscere dignità professionale ai medici
veterinari;
il Comitato consultivo regionale specialistica ambulatoriale
veterinaria, nel mese di novembre 2008, in coerenza con l'ACN e
tenuto conto del piano di rientro ha proposto la stabilizzazione a
tempo indeterminato dei medici veterinari, con la contrazione delle
ore di attività prestate al fine di evitare ulteriori aggravi di
spesa;
i medici veterinari attualmente utilizzati sono circa quattrocento
e svolgono funzioni essenziali per la salvaguardia e lo sviluppo
delle attività zootecniche e per tutelare la salute dei cittadini,
impegna il Governo della Regione
a predisporre tempestivamente tutti gli atti necessari alla
stabilizzazione dei medici veterinari convenzionati con le ASL al
fine di superare la situazione di ingiustificata precarietà
esistente e di assicurare un servizio funzionale agli interessi
della zootecnia e della salute dei cittadini». (91)
Comunico che hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del
giorno numero 91 gli onorevoli Colianni, Galvagno, Leanza Edoardo,
Formica, Caputo, Buzzanca, Vinciullo, Corona e Scilla.
L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno vuole sollecitare il Governo ad affrontare un tema molto
delicato che attiene al servizio veterinario in Sicilia, che oggi,
da parte delle ASL, è espletato attraverso il ricorso alle
prestazioni di numerosi professionisti con un contratto di lavoro a
progetto, i cosiddetti CO.CO.PRO.
Siccome questo tipo di contratto è in vigore da oltre cinque anni
e, peraltro, i contenuti di questo contratto confliggono, in
qualche maniera, con i requisiti previsti dai contratti a progetto,
credo che la Regione sia in una situazione molto delicata, nel
senso che fa esercitare funzioni molto importanti a figure
professionali significative che sono titolari di un contratto di
lavoro al limite della regolarità.
Negli anni scorsi questo tipo di prestazioni professionali è stato
regolamentato in campo nazionale attraverso un accordo collettivo
nazionale, che ha consentito a tutte le regioni italiane di
regolarizzare tali contratti in rapporto naturalmente alle esigenze
di servizio che ogni ASL ha.
Penso che il Governo della Regione siciliana non possa sottrarsi
all'obbligo di regolamentare questa materia, evitando il
perpetuarsi di contratti di dubbia legittimità che possono dare
luogo anche ad un contenzioso oneroso per le ASL e, quindi, per la
Regione, ma soprattutto affermare un rapporto professionale
regolare e fare in modo che le prestazioni di questi professionisti
abbiano il riconoscimento in termini economici e soprattutto in
termini di dignità professionale che, allo stato attuale, non
hanno.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sottolineare l'importanza di questo ordine del giorno, atteso che è
rivolto ad una categoria di professionisti la cui importanza, il
cui lavoro, il cui peso, la cui influenza sulla salubrità della
nostra vita quotidiana aumenta sempre più, ed atteso che vengono di
continuo scoperte frodi alimentari, soprattutto in ragione di merci
che provengono dall'estero e che hanno bisogno incessantemente di
essere sottoposte a controllo e tutela.
Vorrei solo ricordare all'Aula ed al Governo che, in fondo - come
sottolineava l'onorevole Panarello - si tratta di mettere ordine in
un settore che è un po' la fotocopia del provvedimento di legge che
abbiamo fatto a proposito della medicina dei servizi.
Si tratta di professionisti a contratto, la cui attività è
diventata indispensabile per il servizio sanitario tant'è che, di
anno in anno, vengono confermati perché il loro lavoro è
imprescindibile per la corretta applicazione dei servizi e della
mansioni che le ASL esplicano. E, quindi, è assurdo, a fronte della
necessità dell'opera di questi professionisti, che li si continui a
mantenere in una posizione anomala, anche a fronte di un contratto
collettivo nazionale che, in altre regioni d'Italia, è stato già
firmato, siglato ed ha comportato l'inquadramento nelle piante
organiche di questi professionisti.
Non si vede perché in una Regione di frontiera come la Sicilia
non si debba procedere anche noi ad inquadrare questi colleghi,
questi lavoratori, la cui opera è indispensabile, peraltro
ottemperando a quello che prevede il contratto nazionale di
riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, non essendo presenti né il
Presidente della Regione né l'Assessore per la sanità ed essendo,
questo, un ordine del giorno abbastanza impegnativo perché
sostanzialmente chiede l'assunzione a tempo indeterminato di un
certo numero di professionisti, le chiedo di accontentarsi che sia
accolto come raccomandazione, anziché farlo votare. Sappiamo bene
che si tratta di personale necessario e che, prima o poi, si
arriverà a questa soluzione.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale del disegno di legge numero 253/A «Indennità di
disagiata residenza
in favore di titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
isole minori»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
numero 253/A «Indennità di disagiata residenza in favore di
titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle isole minori»
Presidenza del presidente Cascio
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
intervenuto prima perché capisco che la norma, in qualche modo,
risolve un problema reale. Tuttavia, siccome abbiamo il dovere di
riflettere sulle leggi che facciamo, mi permetto di fare delle
valutazioni e di motivare il mio voto contrario a questo disegno di
legge per tre ordini di grandezze.
Innanzitutto, con questa legge stiamo facendo ricorso al
finanziamento di una norma tutta affatto diversa.
In luogo di finanziare l'indennità per disagiata residenza a
favore delle farmacie stiamo attingendo ai fondi di una legge che
prevede erogazioni agli enti locali, specificatamente per la
promozione di forme associative, fra questi enti locali, per
particolari esigenze che sono qui specificate, per contributi
straordinari in casi di eventi calamitosi e per comuni che versano
in condizioni di particolare disagio.
La norma prevede che i fondi siano erogati ai comuni e prevede
motivazioni che nulla hanno a che fare, neanche lontanamente, con
il disagio dei titolari delle farmacie.
Allora, con nonchalance il Parlamento sta decidendo di utilizzare
una legge in maniera forzata, di stravolgerne l'essenza e di
utilizzare una norma per tutt'altro. Questa è un'operazione di
macelleria contabile che, ritengo un Parlamento non dovrebbe fare o
non dovrebbe fare a cuor leggero.
E se anche fosse ammesso farlo per il 2008 che abbiamo appena
trascorso, trovo inconcepibile che una cosa del genere venga fatta
per il 2009, abbiamo un anno davanti, abbiamo addirittura tutta la
programmazione economica e finanziaria delle Regione da definire
con un bilancio 2009 ancora da fare e stiamo stabilendo, come se
non avessimo altra risorsa ed altra capacità di legiferare, di
attingere 400 mila euro per il 2009, oltre ai 400 mila euro per il
2008 da una legge, sottraendoli alla necessità degli eventi
calamitosi che dovessero verificarsi e a tutte le finalità che la
legge in specie consente.
Credo che sia un mostro giuridico e dico anche - e qui credo di
esprimere un atto di censura nei confronti del Governo - che viene
meno quel principio previsto dall'articolo 67 ter del Regolamento
che impone che il disegno di legge di iniziativa governativa venga
accompagnato da una relazione tecnica sulla quantificazione degli
oneri.
Pertanto, inviterei i colleghi a prendere visione della relazione
tecnica che è stata prodotta per accompagnare questa norma. In
essa, a giustificazione dell'importo di 400 mila euro, c'è una
semplice moltiplicazione 10x40; non c'è scritto nulla sull'entità,
sulle motivazioni, sui criteri che determinano questo contributo,
c'è un'individuazione a forfait per ciascuna farmacia di 40 mila
euro, 10x40 fa 400 e così si stabilisce per il 2008 e per il 2009.
Ritengo che sia una maniera pedestre di legiferare e per questo
motivo esprimo il mio voto contrario.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Indìco la votazione del disegno di legge numero 253/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Antinoro, Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati,
Bosco, Buzzanca, Caputo, Caronia, Colianni, Cordaro, Corona,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, Dina, Fagone,
Falcone, Federico, Forzese, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lo Giudice, Maira, Mancuso,
Marinese, Marrocco, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Pogliese, Ragusa, Rinaldi, Romano, Scammacca, Scilla, Torregrossa e
Vinciullo.
Votano no: Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Ferrara, Picciolo, Speziale e Termine.
Si astengono: Cracolici, Donegani, Faraone, Fiorenza, Galvagno,
Lupo, Marinello, Marziano, Oddo, Panarello e Ruggirello.
Sono in congedo: Campagna, Digiacomo, Panepinto e Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 48
Contrari 9
Astenuti 11
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale del disegno di legge numeri 342-339-86-231-262/A
«Norme sulla incompatibilità dei deputati regionali e tra le cariche
di componente della Giunta regionale
e di componente delle giunte di enti locali»
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno: Votazione
finale del disegno di legge numeri 342-339-86-231-262/A «Norme sulla
incompatibilità dei deputati regionali e tra le cariche di
componente della Giunta regionale e di componente delle giunte di
enti locali».
Come ricorderete eravamo arrivati alla votazione finale.
Chiarisco, come avevamo già deciso nell'ultima seduta, che il
disegno di legge in questione richiede per la sua approvazione il
quorum della maggioranza assoluta dei componenti l'Assemblea, cioè
di 46 voti favorevoli.
Ciò deriva dal fatto che la legge regionale numero 22 del 2007,
oggetto di modifica del presente disegno di legge, è stata
approvata da tale quorum qualificato.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il voto
favorevole del Gruppo parlamentare dell'UDC al disegno di legge.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Indìco la votazione del disegno di legge numeri 342-
339-86-231-262/A. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Antinoro, Ardizzone, Arena, Aricò, Barbagallo,
Beninati, Bosco, Buzzanca, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
Colianni, Cordaro, Corona, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
D'Antoni, D'Asero, Dina, Donegani, Fagone, Falcone, Faraone,
Federico, Formica, Forzese, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lo Giudice, Maira, Mancuso,
Marinese, Marrocco, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Romano, Savona, Scammacca, Scilla,
Speziale, Termine, Torregrossa e Vinciullo.
Votano no: De Benedictis, Mattarella e Panarello.
Si astengono: Ammatuna, Apprendi, Cracolici, Di Benedetto, Di
Guardo, Ferrara, Galvagno, Lupo, Marinello e Marziano.
Sono in congedo: Campagna, Digiacomo, Panepinto e Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . 71
Votanti 70
Maggioranza 46
Favorevoli 57
Contrari 3
Astenuti 10
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 4
marzo 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 103 «Applicazione del contratto collettivo nazionale ai
medici veterinari».
ODDO - PANARELLO - CRACOLICI - GUCCIARDI -
FERRARA LACCOTO - DE BENEDICTIS - DIGIACOMO -
FIORENZA- AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO -
DI BENEDETTO - DI GUARDO - DONEGANI - FARAONE -
GALVAGNO - LUPO - MARINELLO - MARZIANO
MATTARELLA - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
n. 104 «Conseguenze per la gestione dei beni e delle aziende
confiscate in Sicilia a seguito dell'immissione di
risorse nel fondo unico di giustizia».
CAPUTO - POGLIESE - ARICò - MARROCCO - VINCIULLO
III -Discussione del disegno di legge:
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale». (n.
248/A)
IV - Discussione unificata di mozione, interpellanza e
interrogazione:
a) Mozione n. 88 - «Misure immediate di intervento per
fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia».
LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO - GALVAGNO
MATTARELLA - MARINELLO - PANEPINTO - AMMATUNA
GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO - LACCOTO
BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA
b) Interpellanza n. 44 - «Iniziative a tutela dei diritti civili
degli emigrati».
LUPO
c) Interrogazione n. 364 - «Interventi a livello centrale per
fronteggiare l'immigrazione clandestina e
garantire il rispetto delle norme che
regolano la gestione dei centri di
permanenza temporanea».
APPRENDI
V -Discussione della mozione:
n. 96 «Iniziative urgenti finalizzate alla riorganizzazione
funzionale dell'amministrazione regionale e al
contenimento delle spese».
CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO -
FERRARA - RINALDI
VI - Discussione della mozione:
n. 97 «Censura nei confronti dell'Assessore regionale per la
sanità».
LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA -
CAPUTO BUZZANCA - LO GIUDICE - SAVONA -
CASCIO S. - CORDARO POGLIESE - ARICò - DINA -
FAGONE - RAGUSA - VINCIULLO LIMOLI - CORONA -
TORREGROSSA - MANCUSO - LEANZA E. SCILLA -
FALCONE - CURRENTI - CARONIA
FORZESE - D'ASERO - FORMICA
VII -Discussione unificata di mozione e di interrogazione:
a) Mozione n. 100 «Revoca del decreto dell'Assessore per la
sanità in materia di registrazione delle
attività alimentari».
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - VITRANO - DONEGANI - MARINELLO
b) Interrogazione n. 434 «Revoca del decreto dell'Assessore per
la sanità in materia di registrazione delle
attività alimentari».
ODDO
La seduta è tolta alle ore 18.20