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Resoconto d'Aula della Seduta n. 69 di martedì 03 marzo 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


        Si  passa al punto III dell'ordine del giorno: Discussione del
      disegno  di legge n. 253/A  Indennità di disagiata residenza  in
      favore  dei  titolari delle farmacie rurali  aventi  sede  nelle
      isole minori.

        L'onorevole Lo Giudice, relatore, svolge la relazione.

        Il  Presidente  dichiara  aperta  la  discussione  generale  e
      avverte  che  il termine per la presentazione degli  emendamenti
      scade a conclusione della stessa.

        Nella  discussione generale prendono la parola gli  onorevoli:
      Oddo, Laccoto e Cracolici.

        Il  Presidente dichiara chiusa la discussione generale e  pone
      in  votazione  il  passaggio all'esame  degli  articoli,  che  è
      approvato.

        Si dà lettura dell'articolo 1.

        Il  Presidente comunica che sono stati presentati  i  seguenti
      emendamenti:

        -   dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Ferrara e Marinello: 1.1 e 1.2;

        -   dalla Commissione: 1.3:

        Nel  titolo ed all'articolo 1, sostituire le parole  Indennità
        di   disagiata  residenza   con  le  parole   Disposizioni  in
        favore .

        Si passa all'emendamento 1.1.

        Il Presidente invita i firmatari a ritirarlo.

        L'onorevole Oddo interviene anche per dichiarare di  mantenere
      l'emendamento.

        Il Presidente fornisce chiarimenti sulla copertura finanziaria
      dell'articolo   1,   invitando  nuovamente   al   ritiro   degli
      emendamenti 1.1 e 1.2.

        L'Assessore  per  i  Beni culturali ed  ambientali  e  per  la
      pubblica  istruzione, onorevole Antinoro, concorda con  l'invito
      al ritiro degli emendamenti.

        L'onorevole Oddo ritira gli emendamenti 1.1 e 1.2.

        L'Assemblea ne prende atto.

        Si  passa all'emendamento 1.3 che, senza discussione, è  posto
      in votazione ed approvato.

        L'articolo  1, nel testo risultante, è posto in  votazione  ed
      approvato.

        Si  dà lettura dell'articolo 2 che, senza discussione, è posto
      in votazione ed approvato.

        Il  Presidente comunica che è stato presentato dagli onorevoli
      Beninati,  Laccoto,  Torregrossa, Limoli, Lo  Giudice,  D'Asero,
      D'Antoni  e  Forzese l'ordine del giorno numero  90   Tempestiva
      comunicazione   al  Ministero  dell'Università   dei   contratti
      regionali di formazione medica specialistica .

        Prende la parola il Presidente della VI Commissione, onorevole
      Beninati, per illustrarlo.

        Il  Presidente  comunica che gli onorevoli Formica,  Colianni,
      Cordaro,  Corona e Panarello hanno chiesto di apporre  la  firma
      all'ordine del giorno numero 90.

        L'Assemblea ne prende atto.

        Prende,  quindi,  la  parola l'Assessore Antinoro,  anche  per
      esprimere parere favorevole all'ordine del giorno numero 90.

        L'ordine del giorno, posto in votazione, è approvato.

        Il  Presidente comunica che è stato presentato dagli onorevoli
      Panarello,  Cracolici, De Benedictis,  Digiacomo, Di  Benedetto,
      Donegani,  Marziano,  Oddo, Panepinto, Raia,  Termine,  Faraone,
      Apprendi   e   Speziale   l'ordine   del   giorno   numero    91
       Stabilizzazione  dei  medici veterinari  convenzionati  con  le
      ASL .

        Il  Presidente  comunica  che gli onorevoli  Galvagno,  Leanza
      Edoardo, Formica, Caputo, Buzzanca, Vinciullo, Colianni,  Corona
      e Scilla hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del giorno
      numero 91.

        L'Assemblea ne prende atto.

        L'onorevole Panarello lo illustra.

        Per   assenza  dall'Aula  del  Presidente  della   Regione   e
      dell'Assessore per la sanità, il Presidente invita il Governo ad
      accettare l'ordine del giorno come raccomandazione.

        Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio


        Si  passa alla votazione finale del disegno di legge n.  253/A
       Indennità  di disagiata residenza in favore dei titolari  delle
      farmacie rurali aventi sede nelle isole minori.

        Per  dichiarazione  di  voto prende la parola  l'onorevole  De
      Benedictis,  anche  per  preannunciare  il  voto  contrario   ed
      esprimere  censura  nei  confronti del  Governo  per  non  avere
      ottemperato  al  disposto dell'articolo 67 ter  del  Regolamento
      interno.

        Il  Presidente indìce la votazione finale del disegno di legge
      e ne proclama l'esito:

        Presenti                       69
        Votanti                        68
        Maggioranza                    35
        Favorevoli                     48
        Contrari                        9
        Astenuti                       11

        L'Assemblea approva.


   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Raia, Panepinto, Campagna e
  Vinciullo  sono  in  congedo  per la  seduta  odierna,  l'onorevole
  Digiacomo per le sedute della settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in  data  2  marzo  2009  sono   stati
  presentati i seguenti disegni di legge:

   «Norme  per  l'istituzione  di  centri  antiviolenza  e  case   di
  accoglienza per le donne ed i minori vittime di violenza» (n. 371)
   presentato dagli onorevoli Vinciullo, Pugliese e Aricò

   «Norme   interpretative  inerenti  l'applicazione  dei   programmi
  costruttivi   previsti  dall'articolo  2,  comma  3,  della   legge
  regionale  6  maggio 1981, n. 86, come sostituito dall'articolo  25
  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22» (n. 372)
   presentato dagli onorevoli Aricò, Vinciullo, Marrocco e Pogliese

   «Disposizioni per la gestione pubblica delle risorse idriche nella
  Regione» (n. 373)
    presentato dagli onorevoli Laccoto, Gucciardi, Rinaldi, Ammatuna,
  Galvagno,  Ferrara,  Barbagallo,  Mattarella,  Fiorenza,   Vitrano,
  Picciolo e Raia.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che in data 2 marzo 2009 i  seguenti  disegni
  di   legge   sono   stati   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                                   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Norme  in  sostegno  dell'editoria e  della  comunicazione»
  (369)
   di iniziativa parlamentare

   «Iniziative a sostegno della pesca» (370)
   di iniziativa parlamentare

                               CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Interventi  per  l'emersione  del  lavoro  non  regolare  e  alla
  diffusione  della  cultura della sicurezza sul lavoro  in  Sicilia»
  (368)
   di iniziativa parlamentare.

           Comunicazione di delibere della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale  -  Sesto bimestre 2008 (novembre-dicembre). Copie  delle
  medesime  e  il relativo elenco recante l'oggetto di ciascuna  sono
  disponibili presso l'archivio del Servizio Commissioni.

   Comunicazione di rettifica relativa al disegno di legge nn. 342-
                           339-86-231-262/A

   PRESIDENTE.  Comunico che l'emendamento A1  al  disegno  di  legge
  «Norme  sulle  incompatibilità dei  deputati  regionali  e  tra  le
  cariche di componente della Giunta regionale e di componente  delle
  giunte di enti locali» (nn. 342-339-86-231-262/A), presentato nella
  seduta  n.  67  (serale),  è a firma dell'onorevole  Ragusa  e  non
  dell'onorevole Dina.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il Comune di Aragona ha richiesto alla 'Girgenti Acque SpA', quale
  soggetto   gestore  del  servizio  idrico,  la  necessaria   quanto
  preventiva documentazione ai fini della consegna degli impianti;

   la suddetta documentazione consiste:
   1. nella dichiarazione di aver preso visione e verificato lo stato
  dei  luoghi  impegnandosi ad accertarli nello stato di fatto  e  di
  diritto in cui si trovano, come previsto dall'art. 4, punto 8,  del
  disciplinare di gara;
   2.  nello stato di fatto e di diritto dichiarato dalla ditta o  da
  essa presunto;
   3.  nella  certificazione  in materia di  garanzia  delle  qualità
  basate  sulla  serie  di norme europee EN 29000  da  attestarsi  da
  organismi  indipendenti  a ciò abilitati  conformi  alle  norme  EN
  45000, così come previsto dall'art. 4, punto 3, del disciplinare di
  gara;
   4.  nell'inventario definitivo dei beni e delle  obbligazioni  sei
  mesi  prima dell'affidamento, così come previsto dall'art. 8, commi
  1 e 3, della convenzione di gestione;
   5.   nella   verifica  delle  opere,  degli   impianti   e   delle
  canalizzazioni previste dall'art. 9, comma 1, della  convezione  di
  gestione;

   considerato che:

   il rappresentate della 'Girgenti Acque Spa' ha rinviato all'ATO la
  responsabilità  di  esibire la succitata documentazione,  chiedendo
  pertanto  al  comune  di  Aragona di  provvedere  ad  inoltrare  la
  richiesta;

   il comune di Aragona, acquisita la carenza documentale non intende
  procedere  alla  consegna degli impianti  al  soggetto  gestore  in
  sintonia con altri comuni della provincia agrigentina;

   ricordato che:

   la  'Girgenti  Acque  spa' è iscritta al n. 65/2008  del  registro
  fallimenti  del  tribunale di Agrigento, ma ciò  nonostante  l'ARRA
  continua  a  diffidare e commissariare i comuni che  non  intendono
  consegnare  le reti al soggetto unico sebbene incomba l'istanza  di
  fallimento;

   per  sapere se non ritenga opportuno e urgente intervenire  presso
  l'ARRA affinché il gestore del servizio idrico 'Girgenti Acque Spa'
  fornisca    garanzie   circa   la   documentazione    da    esibire
  necessariamente   e  preventivamente  ai  comuni   che   dovrebbero
  provvedere alla consegna degli impianti idrici». (439)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il  complesso,  esteso circa 16 mila mq, noto come  ex  'Quartiere
  Militare   Borbonico',  poi  divenuto  'Manifattura  Tabacchi'   di
  Catania, con DDG 6 aprile 2006, n. 7790, è stato assoggettato,  per
  il  suo  rilevante interesse, alla disciplina del codice  dei  beni
  culturali e paesaggistici e, successivamente, acquisito al  demanio
  culturale indisponibile regionale;

   considerato  che  la  Soprintendenza  per  i  beni  culturali   ed
  ambientali  di  Catania, entrata nel possesso della  struttura  nel
  giugno  del 2007, ha predisposto una serie di interventi  necessari
  ed  urgenti  volti  a fronteggiare lo stato di grave  fatiscenza  e
  degrado dell'immobile in vista di un prestigioso impiego quale sede
  del museo archeologico di Catania;

   rilevato che:

   le  descritte  intenzioni degli amministratori  locali  non  hanno
  avuto alcun seguito concreto, se si eccettua l'inaugurazione di una
  prima  sezione del museo avvenuta alla fine del 2007 che  interessò
  appena  1400  mq  di  una  struttura ben più ampia,  potenzialmente
  idonea  a  rappresentare un importante avvio all'auspicato processo
  di infrastrutturazione culturale della città di Catania;

   per  sapere quali urgenti iniziative intendano porre in essere per
  restituire  ai  catanesi  gli spazi dell'ex 'Manifattura  Tabacchi'
  nella rinnovata veste di museo archeologico della città». (440)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                             D'ANTONI

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   nelle  strade siciliane, per l'ennesima volta, durante gli  ultimi
  fine  settimana si sono verificati numerosi incidenti mortali,  con
  decine  di  feriti, tra le cui cause certamente è lo stato  pietoso
  della viabilità siciliana, statale, regionale e provinciale;

   tale  situazione è ancora più grave in alcune realtà  territoriali
  attualmente   interessate   a  lavori   di   modifica   strutturale
  dell'assetto  viario stesso, proprio a seguito della  realizzazione
  di  nuove  arterie autostradali che miglioreranno  in  un  prossimo
  futuro la situazione ma che, nell'immediato, comportano un maggiore
  deterioramento della viabilità esistente;

   considerato che:

   tale   situazione  è  diventata  insostenibile  soprattutto  nelle
  province  di Siracusa, Ragusa e Catania dove sia la strada  statale
  114, che rappresenta l'unico collegamento viario tra le province di
  Siracusa e Catania e quindi tra il maggiore polo industriale  della
  Sicilia  e il nord del paese, sia le strade statali 114 e 194,  che
  rappresentano  l'unico  collegamento  tra  le  province  di  Ragusa
  Siracusa e Catania, sia la strada statale 115 versano in uno  stato
  di  abbandono  con lunghi tratti completamente privi di  asfalto  e
  buche sempre più assimilabili a voragini;

   tale situazione compromette sempre più l'incolumità delle migliaia
  di  automobilisti  e motociclisti che quotidianamente  attraversano
  questo nodo viario, ancor più per il traffico dei mezzi pesanti;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per fronteggiare rapidamente
  l'aggravarsi  di tale situazione e se non ritenga di dover  attuare
  misure  urgenti,  anche  da concordare in  apposita  conferenza  di
  servizi,  che  puntino a ripristinare a livelli  accettabili  e  in
  sicurezza la transitabilità negli assi viari sopraelencati;

   quali  interventi  urgenti siano stati predisposti  dall'ANAS  per
  migliorare  lo stato della viabilità statale in Sicilia  e  se  non
  ritengano,   altresì,  di  dover  intervenire  nei  confronti   del
  dirigente  generale dell'ANAS per accertarne le  responsabilità  ed
  eventualmente censurarne l'operato». (444)

                                                   MARZIANO-DIGIACOMO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   da  anni  il  gruppo consiliare 'Insieme per la  Democrazia  e  la
  Legalità'  denuncia  irregolarità e gravi  comportamenti  circa  la
  conduzione   del   consiglio  comunale  da  parte  del   presidente
  dell'assemblea ma anche condotte discrezionali adottate da  settori
  dell'apparato  amministrativo  in  sintonia  con  le  scelte   loro
  impartite   dall'ex  sindaco,  adesso  sostituito  dal  commissario
  straordinario;

   circostanziati    episodi    relativamente    alle    irregolarità
  verificatesi  in  consiglio comunale e sul suo  funzionamento  sono
  stati  riportati in un atto, firmato dai consiglieri del  succitato
  gruppo e inviato nel settembre 2008 al dipartimento delle autonomie
  locali,  avente  per  oggetto la richiesta di ispezione  presso  la
  presidenza del consiglio comunale;

   successivamente, con nota prot n. 53616 del 26 novembre  2008,  il
  dott.   Carlo   Turriciano  nella  qualità  di   responsabile   del
  procedimento   ispettivo  ha  ritenuto,  valutato   l'esposto   dei
  consiglieri  e  le  controdeduzioni  richieste  al  presidente  del
  consiglio  comunale, di dover procedere ad una archiviazione  della
  pratica non essendosi riscontrate sostanziali illegittimità;

   nell'ultima seduta del consiglio comunale del 26 novembre 2008  si
  sono  verificati altri successivi episodi, pertanto,  non  riferiti
  nella succitata richiesta di ispezione;

   specificamente  nella  seduta sopra citata  erano  state  inserite
  interrogazioni a risposta scritta, presentate dal gruppo consiliare
   Insieme   per  la  Democrazia  e  la  Legalità',  alle  quali   il
  commissario  straordinario avrebbe dovuto rispondere  in  consiglio
  comunale e i cui argomenti si riferivano:

   alla richiesta di revoca in autotutela del concorso interno per la
  copertura  di  un  posto  cat. D3 funzionario  amministrativo  vice
  segretario,  punto  all'ordine  del  giorno  conclusosi  senza  che
  nessuno  abbia  riferito in consiglio e con una votazione  ritenuta
  irregolare;

   alla richiesta di revoca in autotutela del DGM 12/08  Conferimento
  incarichi di progettazione definitiva a professionisti esterni' per
  il  quale  punto all'O.d.G. il Presidente del Consiglio invitava  a
  deliberare  sulla  proposta  di rigetto  del  punto  10  all'O.d.G.
  avanzata  da un consigliere comunale del suo stesso gruppo politico
  e votata favorevolmente da 5 dei 6 consiglieri presenti;

   alla  'richiesta di revoca in autotutela DGM 32/08  -  Ricorso  in
  appello innanzi al consiglio di giustizia amministrativa avverso la
  sentenza  del  tribunale amministrativo regionale Sicilia  sede  di
  Palermo  - Nomina Legale', punto all'O.d.G. conclusosi con l'invito
  del  Presidente  a deliberare sulla proposta di rigetto  del  punto
  all'ordine del giorno che ha ottenuto la stessa votazione del punto
  precedente;

   rilevato  che l'ispezione e la conseguente decisione  di  chiusura
  della  procedura  nei  fatti  non  ha  determinato  una  diversa  e
  imparziale conduzione dei lavori del consiglio comunale, anzi, si è
  ulteriormente compromesso il quadro istituzionale relativamente  ai
  rapporti tra le forze politiche non più riconducibili alla  normale
  dialettica fra i diversi ruoli ricoperti;

   ritenuto  che  a  ricoprire il ruolo di presidente  del  consiglio
  comunale  è  il fratello dell'ex sindaco sostituito dal commissario
  straordinario, e tale composizione degli assetti istituzionali  non
  aiuta certamente nel determinare condotte imparziali;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno  e  urgente,  nonostante
  l'archiviazione del procedimento ispettivo ma stante  il  perdurare
  di  un  condotta irregolare nella gestione del consiglio  comunale,
  porre  in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di fare  luce
  in  via  definitiva sulla vicenda sopra decritta e se  non  ritenga
  necessario, a seguito di altro intervento ispettivo, giungere  alla
  rimozione del presidente del consiglio comunale di Comitini». (445)

                                                            MARINELLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il   commercio,   l'artigianato  e  la  pesca,   considerato   che,
  nell'ambito  del  POR  Sicilia 2000 - 2006, sono  stati  finanziati
  diversi progetti, tra cui:

   -  n.  1  progetto,  finanziato a fine  2006  e  presentato  dalla
  provincia  regionale  di  Catania, relativo  a   Tracciabilità  del
  pescato'  (costo  complessivo  di  euro  349.100,00,  con   risorse
  pubbliche pari al 100%), per la cui realizzazione è stata istituita
  un'apposita ATS (Associazione temporanea di scopo) col  compito  di
  istituire, in attuazione della normativa comunitaria, il sistema di
  controllo sui requisiti obbligatori di etichettatura per i prodotti
  della pesca e dell'acquacoltura;

   -   n.  4  progetti,  finanziati  nel  luglio  2007  e  presentati
  attraverso bandi emanati dal comune di Acireale nell'ambito del PIT
  30 Aci, per un totale di quasi 1,5 milione euro, e così denominati:

   1)  Modello  di  gestione integrata della fascia  costiera  (costo
  complessivo  di  euro  200.000,00, con risorse  pubbliche  pari  al
  100%),  finalizzato alla raccolta ed analisi dei dati  scientifici,
  economici ed ambientali della fascia costiera interessata, alla sua
  suddivisione  in  comparti funzionali, al recupero  delle  attività
  tradizionali di pesca con caratteristiche di selettività nella zona
  interessata;

   2) Implementazione di un sistema di gestione ambientale e relativa
  certificazione  del comune di Acireale (costo complessivo  di  euro
  499.000,00,  con risorse pubbliche pari al 100%), finalizzato  alla
  realizzazione di un disciplinare e relativo marchio d'area  per  il
  conseguimento  del  titolo di fornitore  di  qualità  ambientale  a
  beneficio del comune di Acireale;

   3)  Realizzazione  di  uno  studio di fattibilità  sul  territorio
  comunale  finalizzato alla realizzazione di 4 manuali  standard  da
  destinare  in  favore del comparto peschiero (costo complessivo  di
  euro 498.600,00, con risorse pubbliche pari al 100%);

   4)  Sicurezza e formazione (costo complessivo di euro  299.600,00,
  con  risorse  pubbliche pari al 100%), finalizzato  al  superamento
  delle discriminazioni che colpiscono i pescatori;

   visto  che  si  è  nella fase di ultimazione della rendicontazione
  della spesa dei POR Sicilia 2000 - 2006 e che, pertanto, dovrebbero
  essere  già nella disponibilità di codesto Assessorato le relazioni
  redatte  dai  responsabili di ciascun progetto  ed  in  particolare
  degli  obiettivi programmati ed alle risorse umane,  finanziarie  e
  strutturali impiegate, così come descritti nei relativi progetti;

   avendo  appreso di pressanti e diffuse lamentele, tra i  pescatori
  del territorio interessato da tali interventi, riguardo la presunta
  cattiva  gestione delle risorse finanziarie di cui  sopra,  di  cui
  avrebbero beneficiato quasi esclusivamente i progettisti  e  alcuni
  studiosi  piuttosto  che i diretti operatori  del  settore  ittico,
  ovvero i pescatori;

   per  sapere se siano a conoscenza di tal situazione di malcontento
  diffuso  tra  i  pescatori  del  territorio  interessato  da   tali
  interventi  e, al fine di verificare direttamente la qualità  della
  spesa  effettuata per finanziare i progetti di cui sopra, di avere,
  con assoluta urgenza, copia dei seguenti atti:

   -  le relazioni, redatte dai responsabili di ciascuno dei progetti
  di  cui  in premessa, attestanti lo stato di avanzamento dei lavori
  alla  data  odierna,  con particolare riguardo ai  risultati  reali
  conseguiti  in rapporto agli obiettivi programmati ed alle  risorse
  umane, finanziarie e strutturali impiegate, così come descritti nei
  relativi progetti;

   -  la documentazione, di vario genere, da allegare alle suindicate
  relazioni,  da  cui si evinca, in maniera chiara ed inequivocabile,
  il  beneficio  che  hanno prodotto le risorse spese  rispetto  agli
  obiettivi  dichiarati  nei  progetti presentati  e  finanziati;  un
  quadro  riepilogativo  delle singole voci di spesa  effettuate  per
  ciascuno  dei  progetti sopra menzionati depositate presso  codesto
  Assessorato». (446)

                                                                 RAIA

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni ed  i  trasporti,
  premesso che:

   la  direzione trasporto Sicilia di Trenitalia, nell'ambito di  una
  diversa  organizzazione  del  servizio,  ha  soppresso  diciassette
  treni,  molti  dei  quali  riguardano la  provincia  di  Ragusa  ed
  Agrigento;

   non è stato ancora firmato il contratto di servizio con la Regione
  siciliana che fisserà la quantità e le caratteristiche del servizio
  ferroviario  che  Trenitalia  offrirà  in  Sicilia  e  i   relativi
  corrispettivi;

   la  rete ferroviaria riveste un'importanza strategica per tutto il
  territorio  della  provincia di Ragusa e la parte  orientale  della
  provincia di Agrigento, un servizio insostituibile per la  mobilità
  provinciale e interprovinciale per il trasporto dei pendolari;

   un  depotenziamento della rete ferroviaria causerebbe  un  aumento
  del   traffico  su  gomma  a  carico  di  infrastrutture   stradali
  deficitarie e insicure;

   la  prossima  apertura dell'aeroporto Pio La Torre di Comiso  (RG)
  suggerirebbe un potenziamento dei treni, che Trenitalia  ha  invece
  deciso   di   sopprimere,  che  renderebbero  lo  scalo  facilmente
  raggiungibile da Licata e Gela, da Caltanissetta e da Siracusa;

   per sapere:

   quali   iniziative  intenda  promuovere  presso   Trenitalia   per
  scongiurare   l'ulteriore  soppressione  di   treni   delle   linee
  ferroviarie  della provincia di Ragusa ed Agrigento e  ripristinare
  le corse soppresse;

   se,  in particolare, non ritenga di intervenire presso Trenitalia,
  in  sede  di  definizione del contratto di servizio con la  Regione
  siciliana,  perché  si  adoperi per un rafforzamento  del  servizio
  ferroviario  in  Sicilia, con particolare riguardo per  zone,  come
  quelle  della  provincia  di Ragusa ed  Agrigento,  non  dotate  di
  adeguati collegamenti». (447)

                                                           DI GIACOMO

   «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  da oltre cinque anni sono stati instaurati,  tra  le
  ASL  e i medici veterinari, contratti di diritto privato  in regime
  di  convenzione,  per  l'espletamento delle attività  istituzionali
  legate  alle  esigenze  sanitarie ed  alla  tutela  del  patrimonio
  zootecnico;

   considerato che:

   la tipologia contrattuale attivata, contratti di collaborazione  a
  progetto   (CO.CO.PRO.),  appare  di  dubbia  legittimità   e   può
  determinare  l'instaurazione  di  un  contenzioso  oneroso  per  le
  finanze delle aziende sanitarie locali;

   il  23  marzo  2005  è  stato sottoscritto un  accordo  collettivo
  nazionale  (ACN)  che disciplina il rapporto di lavoro  dei  medici
  veterinari e di altre professionalità ai sensi dell'articolo 8  del
  d.lgs n. 502 del 1992;

   tutte  le Regioni hanno attuato i contenuti dell'ACN per riportare
  in   un   ambito  di  piena  legittimità  i  rapporti   di   lavoro
  convenzionati  e  riconoscere  dignità  professionale   ai   medici
  veterinari;

   il    comitato   consultivo   regionale   per   la   specialistica
  ambulatoriale veterinaria, nel mese di novembre 2008,  in  coerenza
  con  l'ACN  e  tenuto conto del piano di rientro,  ha  proposto  la
  stabilizzazione a tempo indeterminato dei medici veterinari, con la
  contrazione   delle  ore di attività prestate al  fine  di  evitare
  ulteriori aggravi di spesa;

   i medici veterinari attualmente utilizzati sono circa quattrocento
  e  svolgono  funzioni essenziali per la salvaguardia e lo  sviluppo
  delle attività zootecniche e per tutelare la salute dei cittadini;

   per  sapere se non valutino necessario predisporre tempestivamente
  tutti gli atti necessari alla stabilizzazione dei medici veterinari
  convenzionati  con  le  ASL al fine di superare  la  situazione  di
  ingiustificata  precarietà esistente e  di assicurare  un  servizio
  funzionale  agli  interessi  della zootecnia  e  della  salute  dei
  cittadini». (448)

   PANARELLO - CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DIGIACOMO - DI BENEDETTO -
               DONEGANI, MARZIANO - ODDO - PANEPINTO - RAIA - TERMINE

   «All'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   alla   fine   del   2008  sono  tate  accreditate  all'Ispettorato
  provinciale dell'agricoltura di Trapani le somme per pagare diverse
  istanze  di  finanziamento relative al POR Sicilia 2000/2006,  mis.
  4.06, azione 1;

   le  ditte beneficiarie avevano già ricevuto comunicazione da parte
  dell'IPA  di  Trapani della disponibilità delle somme  per  cui  le
  stesse avrebbero ricevuto gli accrediti in tempi brevissimi;

   l'IPA  di  Trapani, in considerazione dei tempi  molto  ridotti  a
  disposizione, non è riuscito a completare l'iter istruttorio  entro
  la  fine dell'anno, con la conseguenza che le somme assegnate  sono
  andate in perenzione e necessitano di essere riscritte a bilancio;

   l'Assessorato regionale Agricoltura e foreste ha già provveduto  a
  richiedere  la reiscrizione di tali somme sul capitolo  542045  con
  elenco n. 60 del 17 febbraio 2009;

   per  sapere  se  non ritenga utile intervenire per  accelerare  la
  reiscrizione in bilancio delle somme in argomento onde  evitare  di
  penalizzare in modo pesante le aziende interessate». (451)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   la  chiesa  di S. Antonio, sita nel comune di Poggioreale  vecchia
  (TP), è un bene di interesse storico-architettonico che rappresenta
  un'importante  testimonianza  del  passato  nonché  un  simbolo  di
  interesse turistico per l'intera cittadinanza poggiorealese;

   le  condizioni  strutturali del campanile  sono  ormai  gravemente
  compromesse e senza un rapido intervento di restauro conservativo e
  consolidamento  il  bene architettonico è  destinato  a  subìre  un
  rapido degrado e finanche il crollo definitivo;

   l'abitato  del  comune  di  Poggioreale  è  stato  distrutto   dal
  terremoto  che  ha investito la Valle del Belice nel  1968  e,  per
  effetto  di  esso,  ha perso buona parte delle  strutture  del  suo
  retaggio culturale, storico ed architettonico, come la chiesa di S.
  Antonio, allora parzialmente crollata;

   oggi, dopo oltre quarant'anni, a causa dell'incuria e della miopia
  burocratica  il campanile della Chiesa di Sant'Antonio  rischia  di
  crollare;

   il  crollo del campanile rappresenterebbe un vera ingiustizia,  in
  particolare  nei confronti dei cittadini di Poggioreale,  ma  anche
  dei cittadini siciliani e dei turisti che verrebbero privati di una
  della  poche testimonianze rimaste della storia di quello splendido
  angolo di Sicilia che è la Valle del Belice;

   è  pertanto necessario sia un intervento immediato per la messa in
  sicurezza del campanile, sia un progetto di restauro che lo riporti
  alle migliori condizioni di fruibilità per cittadini e turisti;

   per  sapere se non ritenga indispensabile intervenire al  fine  di
  provvedere  al necessario intervento per la messa in sicurezza  del
  campanile  della  chiesa  di  S.  Antonio  di  Poggioreale  ed   al
  successivo  programma  di  restauri che lo  riporti  alle  migliori
  condizioni di fruibilità per cittadini e turisti». (452)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ODDO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta in Commissione presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori pubblici
  e  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   l'amministrazione   comunale  di   Monreale   ha   affidato   alla
  commissione edilizia l'esame e la valutazione dei progetti  privati
  e per edilizia pubblica;

   la commissione è stata nominata con determina sindacale e composta
  da  professionisti esterni, supportati da dipendenti  pubblici,  in
  forza all'ufficio tecnico e urbanistica del comune;

   trattandosi di nomina annuale, effettuata con determina n.  2  del
  15   gennaio  2008,  l'amministrazione,  con  determina  del  2009,
  provvedeva   alla   riconferma  dell'intera  commissione   edilizia
  comunale;

   nonostante  tale  riconferma il sindaco di  Monreale,  dopo  poche
  settimane  dalla nuova nomina di cui sopra, notificava  ai  singoli
  componenti  la decadenza dalla carica di componente la  commissione
  edilizia  comunale,  ringraziando  gli  stessi  professionisti  per
  l'ottimo  lavoro  effettuato, con contestuale  auspicio  di  potere
  nuovamente  impegnare  i  suddetti professionisti  in  altri  ruoli
  all'interno dell'amministrazione comunale;

   da  fonti  interne  agli uffici si è appreso  che  il  sindaco  di
  Monreale  sta procedendo alla composizione della nuova  commissione
  edilizia;

   considerato che:

   l'amministrazione comunale di Monreale il prossimo mese di  giugno
  andrà  al rinnovo delle cariche effettive istituzionali, in  quanto
  sono decorsi quasi 5 anni dalla avvenuta elezione;

   la  nomina  di  una nuova commissione edilizia, a pochi  mesi  dal
  voto,   ed   in   sostituzione  di  quella  appena   nominata   con
  provvedimento di riconferma, appare certamente singolare, in quanto
  non  sono  state  addotte  motivazioni  idonee  a  determinare   la
  anticipata revoca dei componenti;

   da  alcune voci diffuse da ambienti comunali, risulterebbe  che  i
  componenti  della  revocata commissione e i funzionari  comunali  a
  supporto  della  commissione edilizia, abbiano  avuto  uno  scontro
  verbale  molto  acceso  con  l'ing. Onofrio  Gullo,  professionista
  privato e figlio del sindaco di Monreale;

   la  discussione è stata determinata dalla mancata approvazione  di
  progetti presentati dal citato professionista, il cui esame tecnico
  è stato rinviato a seguito della insufficienza degli elaborati;

   valutato che:

   la  revoca  immediata  della commissione ha  bloccato  l'esame  di
  moltissimi  progetti  privati, con grave disagio  per  i  cittadini
  richiedenti;

   la  revoca del provvedimento di nomina della commissione  è  stata
  adottata senza alcuna motivazione logico-giuridica, tale da viziare
  per eccesso di potere l'operato del capo dell'amministrazione;

   anzi,  il provvedimento sindacale è assolutamente contraddittorio,
  in  quanto dispone la revoca di una commissione appena riconfermata
  e  per  la  quale  lo  stesso  sindaco  esprime  nella  lettera  di
  licenziamento  parole  di  grande  apprezzamento  per  i   predetti
  professionisti;

   per sapere:

   quali   provvedimenti   intenda  adottare   per   ristabilire   la
  legittimità degli atti amministrativi nel comune di Monreale;

   se  ritenga  opportuno  e  necessario attivare  accesso  ispettivo
  presso  il  comune  di  Monreale al  fine  di  verificare  le  vere
  motivazioni  della  revoca dei componenti la  commissione  edilizia
  comunale». (453)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé annunziata sarà  inviata  alla
  Commissione competente.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   a   seguito  della  nota  vicenda  Englaro  ha  trovato  voce   la
  problematica  vissuta,  purtroppo da molte  famiglie,  relativa  ai
  soggetti che presentano una disabilità grave o gravissima;

   in  Sicilia, nella città di Ragusa anche la famiglia Di Natale sta
  affrontando  una  situazione drammatica legata alle  condizioni  di
  salute della figlia venticinquenne Sara;

   nel  mese  di  ottobre dello scorso anno il sig. Di Natale,  padre
  della giovane donna, ha consegnato all'Assessore per la sanità  una
  petizione,   con  oltre  20  mila  firme,  per  chiedere:   1)   il
  potenziamento del servizio di assistenza domiciliare  integrata  ai
  disabili; 2) la creazione di speciali unità di accoglienza dedicate
  a  soggetti in stato vegetativo o di minima coscienza (SUAO); 3) la
  creazione di un centro per la riabilitazione di postcomatosi;

   risulta  che  nella  provincia  di  Ragusa  è  stato  ridotto,   o
  addirittura   annullato,  il  servizio  di  assistenza  domiciliare
  integrata.  Circostanza, quest'ultima, di grave entità, atteso  che
  viola il diritto alla salute dei cittadini e crea una situazione di
  disparità di trattamento rispetto ad altri cittadini che  vivono  e
  risiedono in altre province o regioni d'Italia;

   considerato che i costi per il mantenimento di soggetti colpiti da
  gravi o gravissime disabilità e quelli per le terapie riabilitative
  sono  eccessivamente onerosi da sostenere. La maggiore parte  delle
  famiglie  che  si  trova  a  vivere queste drammatiche  situazioni,
  invero,  non  è  in  grado di sopportare tali costi,  tra  l'altro,
  aggravati  dal fatto che i centri sanitari si trovano solamente  in
  alcune città o molto spesso nel nord Italia;

   ritenuto che:

   la  carenza di strutture sanitarie adeguate crea un gravissimo  ed
  ingiustificato disagio alle famiglie che vivono il dramma di  avere
  un proprio congiunto in stato di grave o gravissima disabilità;

   tale  situazione  rappresenta una grave lesione del  diritto  alla
  salute garantito dalla Costituzione;

   le  riduzioni  ed  i  tagli  alla sanità in  realtà  compromettono
  servizi  di  assistenza necessari e dignitosi di cui  devono  poter
  godere sia i malati gravi sia le loro famiglie;

   ritenuto  altresì  che la decisione di annullare  il  servizio  di
  assistenza domiciliare ai malati allettati rappresenta un  episodio
  gravissimo  che  denota la mancanza di sensibilità  e  di  rispetto
  verso il malato;

   per sapere in che modo e secondo quali criteri siano stati ridotti
  i  fondi  alle  famiglie di soggetti affetti da grave e  gravissima
  disabilità,  nonché di conoscere le ragioni di tali riduzioni,  non
  solo  per  quanto attiene alle famiglie della città di  Ragusa,  ma
  anche a quelle che risiedono nell'intero territorio della Regione;

   quali  siano le modalità ed i provvedimenti con i quali il Governo
  della Regione intenda garantire il diritto alla salute ed alla cura
  dei soggetti con grave disabilità;

   infine, quali provvedimenti il Governo intenda adottare al fine di
  consentire  ai  cittadini  siciliani  di  usufruire  di   strutture
  sanitarie  idonee ed adeguate per le famiglie che si trovano  nelle
  condizioni di cui in premessa». (438)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione, all' Assessore al  bilancio  e  le
  finanze,  all'Assessore  per l'industria  e  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'articolo  113  della  finanziaria nazionale  2001  -  capo  XVII
  'Interventi in materia ambientale' così recita:

   '1.  entro  180  giorni  dalla data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge, il Governo definisce, d'intesa con  la  Conferenza
  Unificata  di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto
  1997, n. 281, le compartecipazioni ai tributi erariali con finalità
  ambientale  da  parte  degli  enti  locali  sede  di  impianti   di
  produzione  e  stoccaggio  di  prodotti  assoggettati  ai  suddetti
  tributi, e adotta le conseguenti iniziative, anche legislative,  di
  propria competenza.

   2. l'entità delle compartecipazioni è commisurata agli oneri degli
  enti  locali interessati, necessari per la gestione del  territorio
  compatibile con la utilizzazione industriale.

   3.  le entrate degli enti locali derivanti dalle compartecipazioni
  non  hanno  carattere  di compensazione del  rischio  ambientale  e
  sanitario, e sono utilizzabili per programmi di salvaguardia  e  di
  sviluppo ecocompatibile del territorio. Sono fatti salvi tutti  gli
  obblighi  di protezione della salute e dell'ambiente e di  rispetto
  della sicurezza, posti a carico delle aziende';

   premesso,  inoltre,  che  in  Italia il  fabbisogno  energetico  è
  assicurato  per  il  50%  dai prodotti petroliferi  lavorati  negli
  impianti di raffinazione di 17 comuni dei quali ben 5 sono presenti
  in  Sicilia: Augusta, Gela, Milazzo, Priolo Gargallo e San  Filippo
  Del Mela;

   tenuto   conto  che  il  territorio  di  questi  comuni  è   stato
  interessato  da  interventi  che hanno determinato  negli  anni  un
  degrado ambientale e creato numerosi problemi specialmente  per  la
  salute dei cittadini residenti;

   considerato che il costo per la riparazione di tali danni  è  così
  elevato  che nessun comune, con le proprie risorse, è in  grado  di
  risolvere;

   verificato  che la norma in premessa non ha mai trovato attuazione
  nonostante  gli  impegni  assunti  dai  due  governi  che  si  sono
  succeduti, e che per ogni miliardo di euro riscosso lo Stato  versa
  circa  il  10% al fondo per le regioni (tutte) mentre nulla  è  mai
  stato riconosciuto ai comuni interessati;

   constatato  che  in sede di esame della legge finanziaria  2009  è
  stato  approvato, con il parere favorevole del Governo,  un  ordine
  del  giorno  per definire positivamente entro il 31 marzo  2009  le
  modalità  di  compartecipazione dei  comuni  sedi  di  impianti  di
  raffinazione alle accise sui prodotti petroliferi;

   evidenziato che il 31 marzo è ormai alle porte;

   per  sapere se non ritengano di adottare interventi urgenti presso
  il  Governo nazionale e la conferenza unificata al fine di definire
  al   più   presto  le  modalità  di  compartecipazione  dei  comuni
  siciliani,  sedi  di  impianti  di raffinazione,  alle  accise  sui
  prodotti petroliferi». (441)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   la  Questura  della città di Palermo ha ottenuto  da  parte  dello
  Stato  l'assegnazione  di  n. 39 alloggi  abitativi  confiscati  al
  patrimonio della criminalità organizzata;

   le  predette unità abitative, la cui disponibilità da parte  della
  Questura  di  Palermo  risale nel tempo, sono state  assegnate  per
  essere   utilizzate  come  alloggi  di  servizio   per   poliziotti
  monoreddito.  Molti di essi, infatti, come tanti  altri  cittadini,
  non  sono in grado di sostenere gli elevati costi di locazione  per
  una casa dignitosa per loro e per il loro nucleo familiare;

   considerato che:

   gli  alloggi  assegnati alla Questura, a causa della  mancanza  di
  fondi, sono chiusi ed inutilizzati da anni, e nonostante il mancato
  utilizzo  la  Questura è comunque costretta  a  sostenere  i  costi
  relativi alle spese condominiali e di manutenzione;

   la  confederazione  sindacale autonoma di  polizia  ha  più  volte
  richiesto   l'assegnazione   delle   unità   abitative   proponendo
  l'anticipazione  delle spese di ristrutturazione  delle  stesse  da
  parte dei soggetti destinatari degli alloggi;

   ritenuto  che  sussistono reali e concrete esigenze abitative  dei
  nuclei familiari dei poliziotti monoreddito;

   ritenuto,  altresì, che l'utilizzo e la fruibilità degli  immobili
  comporta,  da  un  lato,  che i poliziotti monoreddito  e  le  loro
  famiglie  possano  godere  di  alloggi dignitosi;  dall'altro,  che
  l'amministrazione può trarre beneficio con risparmio per  le  casse
  dello  Stato  reperendo  le  somme per  il  pagamento  delle  spese
  condominiali e di gestione dai canoni di locazione;

   ritenuto,   infine,  che  la  concreta  utilizzazione   del   bene
  confiscato  determina  un reale e concreto segnale  di  lotta  alla
  criminalità organizzata;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  consentire il pieno utilizzo delle  unità  abitative
  confiscate alla mafia ed assegnate alla Questura di Palermo, nonché
  quali   provvedimenti   ed   azioni  verranno   adottate   per   il
  soddisfacimento    dell'esigenza    abitativa    dei     poliziotti
  monoreddito». (442)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica  ed
  aspiranti  specializzandi  hanno  attivato  una  manifestazione  di
  protesta  per far sentire la loro voce in merito alla  mancanza  di
  fondi necessari per sostenere la formazione medico-specialistica;

   non sono state reperite le risorse finanziarie per i contratti  di
  formazione specialistica dell'anno accademico 2007/2008;

   non risultano corrisposti gli stipendi maturati ai medici titolari
  di contratti di formazione specialistica;

   considerato  che,  nell'ambito  sanitario,  la  formazione   degli
  operatori  assume particolare importanza e rilevanza per  garantire
  la giusta professionalità ai cittadini;

   ritenuto che:

   la  formazione medico-specialistica è necessaria per  garantire  e
  tutelare il diritto alla salute dei cittadini;

   per  garantire  l'efficienza  e  la professionalità  è  necessario
  valutare le reali e concrete esigenze del territorio;

   ritenuto infine che la razionalizzazione della spesa pubblica  non
  può incidere negativamente sul diritto alla salute dei cittadini;

   per sapere quali provvedimenti il Governo intende adottare al fine
  di garantire il mantenimento della formazione medico-specialistica,
  nonché di verificare le esigenze del territorio e di fare chiarezza
  sugli  oneri finanziari per la copertura della formazione  sia  per
  l'anno 2007/2008 che per quelli successivi». (443)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che  la  TELECOM  Italia,
  nell'ottica di ridimensionamento dei propri call center, ha  deciso
  di  chiudere i propri uffici di Siracusa, trasferendo di fatto i 40
  lavoratori nella sede di Ragusa;

   considerato che continua, da parte di aziende pubbliche e private,
  il  depauperamento di posti di lavoro nella provincia di  Siracusa,
  come  se  la  stessa  sia  la  fonte principale  di  tutti  i  mali
  dell'economia  nazionale. Ferrovie dello Stato, Sicilgas,  Pirelli,
  Banco  di  Sicilia  e decine di altre aziende pubbliche  e  private
  hanno   chiuso  i  propri  uffici  o  cantieri,  dando   di   fatto
  un'ulteriore  stangata  sul  già  precario  e  deficitario  livello
  occupazionale della provincia;

   tenuto  conto  che la provincia di Siracusa non può più  tollerare
  ulteriori   fenomeni  di  ridimensionamento  dei   propri   livelli
  occupazionali,  in  considerazione anche del fatto  che  i  Governi
  nazionali  e  regionali  che  si sono succeduti  negli  anni  hanno
  considerato  Siracusa  solo come luogo dove impiantare  agglomerati
  industriali  che,  di  fatto,  hanno portato  morte  e  distruzioni
  ambientali;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda adottare, sia a livello  regionale  che
  nazionale,   per   salvaguardare  ciò   che   resta   dei   livelli
  occupazionali in provincia di Siracusa;

   quali  iniziative  intenda adottare, nei confronti  delle  aziende
  pubbliche  e  private, che hanno chiuso o ridimensionato  i  propri
  uffici o cantieri in provincia di Siracusa, causando la perdita del
  posto di lavoro a centinaia, se non migliaia, di lavoratori;

   quali  iniziative intenda intraprendere nei confronti  di  TELECOM
  Italia per farla desistere dalla azione intrapresa». (449)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   uno   dei   prodotti  caratteristici  della  produzione   agricola
  siracusana  è  il  limone  femminello'. La  peculiarità  di  questo
  agrume  sta tutta nella tipologia di produzione, di raccolta  e  di
  spedizione. Nello specifico, il  femminello' viene raccolto a mano,
  in  tempi  ben  prestabiliti, viene accuratamente  e  delicatamente
  riposto  in  contenitori  specifici, viene  fatto  riposare  alcuni
  giorni  e  non  viene irrorato con fungicidi e cere per  consentire
  così l'uso alimentare della scorza;

   tali  caratteristiche  e peculiarità hanno consentito,  a  livello
  nazionale,   il  riconoscimento  dell'IGP  (indicazione  geografica
  protetta) in modo da permettere di mantenere inalterate le  proprie
  caratteristiche senza rischi di truffe o frodi;

   considerato che l'Unione europea ha rigettato la richiesta,  fatta
  dal consorzio del limone di Siracusa, di riconoscimento dell'IGP  a
  livello  europeo. La Comunità europea ha motivato tale rigetto  con
  il  fatto  che  la lavorazione del  femminello' deve  poter  essere
  effettuata in qualsiasi parte d'Europa;

   visto che:

   le  motivazioni addotte dalla Comunità europea violano apertamente
  le   più  elementari  condizioni  di  concorrenza  fra  produttori.
  Infatti, le stesse condizioni non sono state applicate ai limoni di
  Sorrento  e  di Amalfi ed a quelli prodotti in Spagna e Portogallo,
  agrumi  che  vengono  confezionati nelle stesse  zone  di  origine.
  Inoltre, la possibilità della lavorazione del  femminello' in altre
  località  che  non  sia  Siracusa,  oltre  a  snaturare  la  stessa
  particolarità  del  limone  siracusano, causerebbe  sicuramente  il
  proliferare  di  frodi e di appropriazioni improprie  del  marchio,
  mettendo  anche  a  rischio migliaia di  posti  di  lavoro  in  una
  provincia che ha già subìto forti ridimensionamenti occupazionali;

   per  sapere  quali iniziative urgenti intendano  adottare,  sia  a
  livello  nazionale  che  europeo, per tutelare  gli  interessi  dei
  produttori   siracusani   del   femminello',   orgoglio   e   vanto
  dell'intera produzione agrumicola siciliana». (450)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze  e  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,  premesso
  che:

   al  fine di agevolare la ripresa economica delle aziende agricole,
  con  legge  del  21  agosto 2007, n. 14,  la  Regione  siciliana  è
  intervenuta  per  consentire  la ristrutturazione  dell'esposizione
  debitoria   relativa   all'attività  delle  imprese   agricole   in
  difficoltà  mediante  piani  di smobilizzo  da  concordare  con  le
  imprese debitrici;

   conseguentemente, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni di
  cui  alla legge n. 14/2007, i titolari delle aziende agricole hanno
  proceduto   alla  formulazione  alle  banche  della  richiesta   di
  ristrutturazione delle passività;

   le   banche,   in  presenza  dei  requisiti  e  delle  condizioni,
  disapplicando  dunque  la  legge, hanno proceduto  a  rigettare  le
  richieste   di   ristrutturazione,   senza   fornire   una   giusta
  motivazione;

   tale  decisione  è illegittima, atteso il mancato  rispetto  della
  statuizione di legge;

   considerato che:

   gli  istituti  di  credito, nonostante  i  ripetuti  solleciti  ai
  rappresentanti  dell'ABI,  continuano a disattendere  le  richieste
  degli  agricoltori in difficoltà, pur in presenza delle  condizioni
  di legge;

   le  banche  hanno dato seguito, invece, alle procedure giudiziarie
  di recupero coattivo del credito nonostante la possibilità concessa
  dalla legge agli agricoltori di godere di un beneficio di favore  e
  rimediare ad una concreta difficoltà economica;

   ritenuto che:

   l'attuale  momento di crisi definita  globale'  investe  anche  il
  settore  agricolo,  le  cui  aziende vivono  una  reale  difficoltà
  economica e finanziaria;

   il  comportamento delle banche, oltre ad essere adottato in totale
  violazione  della  legge, costituisce un atto  grave  che  mette  a
  rischio  numerose attività agricole, le quali, oltre  a  subire  la
  grave  crisi, subiscono anche le procedure giudiziarie di  recupero
  del credito;

   ritenuto che:

   tale situazione provoca pesanti e gravi conseguenze, in quanto  si
  andranno ad aggravare le attuali precarie condizioni economiche del
  mercato;

   la  situazione di crisi richiede, invece, un sostegno alle aziende
  in  difficoltà  per  consentire la ripresa  economica  a  beneficio
  dell'economia locale;

   ritenuto  infine  che la condotta delle banche  costituisce  grave
  disapplicazione di una legge;

   per  sapere quali provvedimenti, aventi anche carattere d'urgenza,
  e  le  modalità di intervento che il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  garantire l'applicazione della  legge  regionale  n.
  14/2007 e consentire alle aziende agricole di poter usufruire della
  ristrutturazione delle passività». (454)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza,  sociale, la formazione professionale e  l'emigrazione,
  premesso che:

   con  decorrenza  a  far data dall'1 febbraio  2009,  per  i  cento
  lavoratori  a tempo indeterminato della OMNIA Network s.r.l.,  sede
  di  Palermo,  è  stata avviata la procedura di messa  in  mobilità,
  circostanza questa che prelude al licenziamento;

   la  decisione  della  società è conseguenziale  alla  mancanza  di
  commesse  seguita  alla  scelta della WIND  di  affidare  ad  altra
  società il servizio di call center;

   considerato che:

   la   OMNIA   s.r.l.,   in   relazione   all'assunzione   ed   alla
  stabilizzazione dei lavoratori, ha beneficiato di varie prerogative
  e benefici tra i quali anche agevolazioni di natura fiscale;

   la  stessa società, contrariamente a quanto deciso nel corso di un
  incontro  svoltosi in prefettura, ha ordinato e preteso il rilascio
  immediato  dei  locali  di Palazzo Gamma,  privando,  di  fatto,  i
  lavoratori anche di una sede;

   ritenuto che:

   la  situazione occupazionale in Sicilia ha assunto preoccupanti ed
  allarmanti dimensioni a seguito della chiusura di molte aziende  ed
  imprese;

   i  recenti  incontri  tra  la società OMNIA  e  le  organizzazioni
  sindacali non hanno avuto un esito positivo;

   ritenuto  quindi  che  si  rende necessario  un  intervento  della
  Regione a tutela del diritto al lavoro;

   per  sapere  quali  provvedimenti  il  Governo  regionale  intenda
  adottare  per tutelare i lavoratori della OMNIA s.r.l. di  Palermo,
  nonché  le  iniziative  a  sostegno delle  esigenze  lavorative  ed
  occupazionali dei predetti lavoratori». (455)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per il  turismo,  le
  comunicazioni  e  i trasporti e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che i comuni  di
  Aliminusa  e  Sciara (PA) sono privi ancora oggi  del  servizio  di
  comunicazione   ADSL,  nonostante  le  rispettive   amministrazioni
  comunali abbiano da tempo sollecitato gli enti gestori;

   considerato  che  la  mancanza  di  questo  speciale  sistema   di
  diffusione  della  comunicazione penalizza  non  solo  le  attività
  amministrative pubbliche, ma anche quelle imprenditoriali private e
  limita fortemente lo svolgimento di attività sociali e culturali;

   ritenuto  che appare fortemente assurdo che oggi possano  esistere
  comuni e territori privi di questo sistema;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  attivare  la linea ADSL nei comuni  di  Aliminusa  e
  Sciara». (456)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   in  attuazione  del  piano di contenimento dei costi  della  spesa
  sanitaria è stata disposta, a far data dal mese di luglio 2008,  la
  chiusura della guardia medica del comune di Aliminusa;

   a  seguito  delle  proteste degli amministratori  pubblici  e  dei
  cittadini,   era  stata  fornita  assicurazione  sulla  contestuale
  presenza  nel  territorio di Aliminusa di un servizio di  ambulanza
  affidato  al  118,  che  avrebbe  dovuto  garantire  l'immediata  e
  continuata presenza sanitaria;

   considerato  che sino ad oggi, nonostante numerosi  solleciti  sia
  nei  confronti  della  SISE che dell'AUSL 6, non  è  stata  inviata
  nessuna  ambulanza  e l'intero comune è privo  di  un  servizio  di
  assistenza medica di emergenza;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare in proposito». (457)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  103  «Applicazione del contratto collettivo  nazionale  ai
  medici  veterinari»,  degli onorevoli Oddo,  Panarello,  Cracolici,
  Gucciardi,  Ferrara,  Laccoto, De Benedictis, Digiacomo,  Fiorenza,
  Ammatuna,  Apprendi, Barbagallo, Bonomo, Di Benedetto,  Di  Guardo,
  Donegani, Faraone, Galvagno, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella,
  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano, in
  data 26 febbraio 2009;

   numero  104 «Conseguenze per la gestione dei beni e delle  aziende
  confiscate  in  Sicilia a seguito dell'immissione  di  risorse  nel
  fondo unico di giustizia», degli onorevoli Caputo, Pugliese, Aricò,
  Marrocco e Vinciullo, in data 2 marzo 2009.  Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le   aziende  sanitarie  locali,  da  oltre  cinque  anni,   hanno
  assicurato gli essenziali servizi per la salvaguardia e lo sviluppo
  delle  attività zootecniche e la tutela della salute dei cittadini,
  grazie all'apporto di oltre quattrocento medici veterinari;

   il rapporto di lavoro tra le predette ASL ed i medici veterinari è
  stato   regolato   da  contratti  di  collaborazione   a   progetto
  (co.co.pro.) la cui stipula appare di dubbia legittimità stante  la
  difficile  configurazione degli elementi costitutivi di detto  tipo
  di  rapporto (presenza del vincolo di subordinazione e  carenza  di
  uno specifico progetto da realizzare);

   l'illegittimità  dei  suddetti  contratti  potrebbe  generare   un
  notevole  ed  oneroso  contenzioso  per  le  casse  delle   aziende
  sanitarie  locali  le quali, ove venisse configurato  un  ordinario
  rapporto  di  lavoro subordinato, sarebbero costrette  non  solo  a
  corrispondere  le differenze retributive ai medici  veterinari,  ma
  anche  a  regolarizzare la posizione previdenziale  e  contributiva
  degli stessi;

   in   data  23  marzo  2005,  ai  sensi  dell'art.  8  del  decreto
  legislativo  n.  502  del 1992, è stato sottoscritto  il  contratto
  collettivo  nazionale  che disciplina il  rapporto  di  lavoro  dei
  medici veterinari;

   le altre regioni, al fine di evitare le sopradette illegittimità e
  i  relativi  contenziosi,  hanno  già  provveduto  ad  applicare  i
  contenuti   normativo-economici  di   cui   al   citato   contratto
  collettivo;

   considerato che:

   il    comitato   consultivo   regionale   per   la   specialistica
  ambulatoriale   veterinaria,  nel  mese  di   novembre   2008,   in
  applicazione  del  più  volte  detto  contratto  collettivo  ed  in
  ossequio  al  piano di rientro della spesa sanitaria regionale,  ha
  proposto  la  stabilizzazione  con  contratto  di  lavoro  a  tempo
  indeterminato dei medici veterinari;

   in particolare, secondo il citato organismo la stabilizzazione, al
  fine  di  evitare  ulteriori aggravi di  spesa,  dovrebbe  avvenire
  attraverso la stipula di contratti part time con un numero  di  ore
  ridotte rispetto al tempo pieno,

                   impegna il Governo della Regione
            e per esso l'Assessore regionale per la sanità

   a  porre  in  essere  tutti i necessari atti  volti  ad  applicare
  l'accordo collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro
  con  i  medici  veterinari e conseguentemente a  stabilizzarli  con
  contratto   di  lavoro  a  tempo  indeterminato,  così  assicurando
  l'espletamento delle attività istituzionali delle ASL in materia di
  zootecnia  e  ai  fini  della tutela del diritto  alla  salute  dei
  cittadini». (103)

     ODDO-PANARELLO-CRACOLICI-GUCCIARDI-FERRARA-LACCOTO-DE BENEDICTIS
  DIGIACOMO-FIORENZA-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DI BENEDETTO
         DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE-GALVAGNO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-
  MATTARELLA-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  ambito nazionale il Parlamento con i decreti legge n. 112  del
  25  giugno 2008 (convertito in legge n. 133/2008) e n. 143  del  16
  settembre  2008 (convertito in legge n. 181/2008) ha  istituito  il
  fondo unico di giustizia;

   le finalità del fondo prevedono che le somme di denaro sequestrate
  o   confiscate   nell'ambito   dei  procedimenti   di   prevenzione
  patrimoniale  vengano trasferite alla Società 'Equitalia  Giustizia
  s.p.a';

   in  particolare,  secondo il disposto del comma 2 dell'articolo  2
  del  decreto  legge  n.  143/2008,  confluiscono  nel  fondo  unico
  giustizia  tutte  'le  somme di denaro ovvero  i  proventi  di  cui
  all'art.  61, comma 23, decreto legge n. 112/2008 (somme di  denaro
  sequestrate nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione
  di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e
  succ.  mod.  integr.  o di irrogazione di sanzioni  amministrative,
  anche di cui al d.lgs. n. 231/01';

   sul  predetto fondo affluiscono, inoltre, i proventi derivanti dai
  beni confiscati nell'ambito dei procedimenti penali, amministrativi
  o  per  l'applicazione  delle misure di prevenzione,  di  cui  alla
  citata  legge n. 575/65, nonché in virtù della legge n.  1423/56  e
  dello  stesso decreto legislativo n. 231/01 e successive  modifiche
  integrazioni;

   considerato che:

   la   gestione   di   tali  risorse,  dunque,  viene   tolta   agli
  amministratori  giudiziari  e  demandata  alla  società  'Equitalia
  Giustizia  s.p.a.' di guisa che l'amministratore, sulla base  delle
  modalità  indicate con decreto dal Ministro dell'economia  e  della
  finanza  di  concerto  con  il  Ministro  della  giustizia,   potrà
  utilizzare  le  somme  di denaro o i beni che  formano  oggetto  di
  sequestro  o  confisca per provvedere al pagamento delle  spese  di
  conservazione o amministrazione;

   in  questo  modo le somme, siano esse in sequestro o in  confisca,
  appartenenti a persone fisiche o a persone giuridiche e società  di
  persone   assoggettate   alla  misura  patrimoniale,   confluiscono
  comunque,  al fondo unico, senza alcuna distinzione e, soprattutto,
  sottraendosi (tali attività) a qualsiasi obbligazione in precedenza
  contratta;

   conseguentemente, le attività liquide, quantunque ed in  qualunque
  forma   presenti,  nonché  gli  stessi  provvedimenti  delle  'cose
  sequestrate' (e pertanto intuibilmente anche i ricavi e  gli  utili
  delle  aziende  sequestrate), entrano nell'ambito del  fondo  unico
  giustizia;

   gli amministratori giudiziari nominati per la gestione delle somme
  di  denaro o dei beni sottoposti a sequestro o confisca non possono
  svolgere   i   propri  uffici  istituzionali  che  la  legge   loro
  attribuisce    proprio   in   ragione   della    conservazione    e
  amministrazione   dei  beni  oggetto  del  provvedimento   ablativo
  (sequestro/confisca);

   quindi,  gli  amministratori giudiziari,  in  particolare  per  le
  aziende  sottoposte a sequestro o confisca, non potranno effettuare
  il  pagamento  degli  stipendi, dei fornitori,  delle  banche,  non
  potranno   acquisire  fattori  di  produzione  per  assicurare   la
  continuità del processo produttivo;

   si  troveranno  nell'impossibilità,  materiale  ed  oggettiva,  di
  effettuare   il   pagamento  di  debiti  erariali,   il   pagamento
  obbligatorio   delle   imposte,   tasse,   tributi   e   contributi
  previdenziali e assistenziali;

   ritenuto  che,  nell'ambito di recenti sequestri  di  aziende,  le
  banche,  senza  preavviso  rivolto all'amministratore  giudiziario,
  hanno   già  provveduto,  su  ordine  di  Equitalia,  a  trasferire
  d'ufficio  a  quest'ultima  società le somme  rinvenute  nei  conti
  correnti oggetto di sequestro, con la conseguenza immediata che  le
  disposizioni    di    pagamento,    medio    tempore    autorizzate
  dall'amministratore giudiziario, sono state disattese ed elevati  i
  protesti  per  gli  assegni  in  circolazione;  ciò  ha  comportato
  l'ulteriore  conseguenza  che  le  rate  di  pagamento,   afferenti
  rapporti  di leasing o semplici dilazioni per l'acquisto  di  mezzi
  d'opera,  sono tornate insolute a causa della mancanza del rapporto
  di  provvista,  così esponendo l'azienda sequestrata  ai  correlati
  effetti pregiudizievoli e, comunque, inibendone la produttività;

   ritenuto, altresì, che l'istituzione del fondo è in contrasto  con
  le funzioni del giudice delegato e dall'amministratore giudiziario,
  (per   la   fase   di  sequestro)  dell'Agenzia   del   demanio   e
  dall'amministratore finanziario (per fase di confisca  definitiva),
  previste  dalla legge Rognoni-La Torre istitutiva delle  misure  di
  prevenzione patrimoniali;

   ritenuto, infine, che:

   gli  amministratori  giudiziari dei beni  patrimoniali  confiscati
  alla   criminalità  organizzata,  non  avendo  più   la   materiale
  disponibilità  dei beni, non possono svolgere l'ordinaria  gestione
  dei beni stessi;

   vi è il concreto rischio e pericolo di una paralisi delle attività
  aziendali sequestrate e confiscate, con conseguenze critiche per la
  produttività aziendale e ricadute negative in termini economici  ed
  occupazionali;

   in  Sicilia  vi è il maggior numero di beni immobili ed  aziendali
  sottoposti alla misura di sequestro e confisca, principalmente  per
  i beni di provenienza da 'Cosa Nostra',

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale, presso  il  Ministro
  dell'economia e delle finanze, al fine di evitare che  l'immissione
  delle  risorse  provenienti dalla gestione dei beni confiscati  nel
  fondo  unico di giustizia possa danneggiare la gestione dei beni  e
  delle  aziende siciliane sequestrate e confiscate alla  criminalità
  mafiosa». (104)

                            CAPUTO-POGLIESE-ARICO'-MARROCCO-VINCIULLO

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

    Rinvio della discussione unificata della mozione n. 100 e della
                         interrogazione n. 434

   PRESIDENTE.  Do  lettura del fax pervenuto dall'Assessorato  della
  Sanità in data odierna:

   «Nel  prendere  atto  della  delega alla  trattazione  degli  atti
  parlamentari  indicati  in  oggetto,  cioè  la  mozione  n.  100  e
  l'interrogazione  n. 434, disposta dall'onorevole Presidente  della
  Regione  con  la  nota  emarginata,  nei  confronti  dell'Assessore
  regionale  alla sanità, si rappresenta che il dott.  Massimo  Russo
  per  motivi  di salute non potrà assicurare la propria presenza  ai
  lavori  d'Aula  fissati per la data odierna. Si auspica,  pertanto,
  che la discussione dei medesimi atti sia rinviata ad altra seduta».

   Pertanto il punto VIII dell'ordine del giorno è rinviato.

   Saluto   ai   docenti  e  agli  studenti  del  liceo   scientifico
   Giampietro Ballatore' di Castelvetrano

   PRESIDENTE.   Porgo  un cordiale saluto agli  studenti  del  liceo
  scientifico   Giampietro Ballatore' di Castelvetrano e  ai  docenti
  che   li  hanno  accompagnati  per  assistere  ad  una  seduta  del
  Parlamento Siciliano.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero   101   «Verifica   e   valorizzazione   delle   competenze
  professionali   dei  dirigenti  della  Regione»,  degli   onorevoli
  Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna;
   numero 102 «Assegnazione ed efficiente gestione delle risorse  del
  fondo  nazionale  politiche sociali alla Regione siciliana»,  degli
  onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'iniziativa  di ridurre le consulenze e gli incarichi  esterni  è
  ampiamente condivisibile;

   ciò  dovrebbe  riguardare  anche la scelta  di  non  nominare  più
  dirigenti esterni;

   considerato che:

   tra  i  precari  e  i  14 mila dipendenti della  Regione  ci  sono
  professionalità e competenze di assoluto rilievo;

   sono stati nominati diversi capi dipartimento esterni senza alcuna
  valutazione professionale dei numerosi dipendenti della Regione  e,
  in particolare, degli oltre due mila dirigenti;

   ritenuto che:

   nella   Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana   è   stato
  pubblicato  un  bando  a  firma del dirigente  Antonio  Piceno  per
  l'istituzione  di  tre nuove figure di esperti da  impiegare  nella
  'costituzione del segretariato tecnico congiunto del  programma  di
  cooperazione transfrontaliera Italia-Malta 2007/2013';

   il  costo complessivo delle tre consulenze è pari a 120 mila  euro
  l'anno per tre anni rinnovabili,

                   impegna il Governo della Regione
             e in particolare l'Assessore alla Presidenza

   a  porre  in  essere  le iniziative atte a  verificare  se  tra  i
  dipendenti  regionali  e i precari nessuno possedesse  le  capacità
  professionali  per  poter  svolgere le mansioni  ed  i  compiti  da
  affidare  ai  tre esperti di cooperazione transfrontaliera,  in  un
  contesto  sociale di grave crisi in cui la gestione della  pubblica
  amministrazione deve essere improntata al massimo rigore;

   a  revocare tutte le consulenze esterne affidate per incarichi che
  possono  essere svolti con professionalità avvalendosi di personale
  già alle dipendenza dell'amministrazione regionale;

   a  verificare  se tra gli oltre due mila dirigenti  della  Regione
  nessuno  sia  in  grado di svolgere il ruolo di capo dipartimento».
  (101)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  comuni  siciliani sono alle prese con i tagli  progressivi  dei
  trasferimenti finanziari;

   l'ultima finanziaria regionale obbliga i comuni a destinare almeno
  il  25%  delle risorse provenienti dal fondo delle autonomie locali
  alle spese sociali;

   considerato che:

   lo  Stato, a partire dal 2001, trasferisce ogni anno alla  Sicilia
  una quota del fondo nazionale politiche sociali;

   le  prime  risorse finanziarie per il finanziamento dei  piani  di
  zona  e dei progetti, pari a complessivi 106 milioni di euro,  sono
  state assegnate nel 2001;

   ritenuto che:

   alcuni  distretti hanno utilizzato le risorse del 2001  a  partire
  dal 2004 mentre tanti altri hanno accumulato gravissimi ritardi;

   le  risorse  del FNPS dovrebbero essere utilizzate al  meglio  per
  evitare ridimensionamenti della spesa sociale,

                   impegna il Governo della Regione
  e in particolare l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
                         e le autonomie locali

   ad  attivarsi nei confronti del Governo nazionale per  sollecitare
  la  puntuale assegnazione delle quote del fondo nazionale politiche
  sociali spettanti alla nostra Regione;

   a porre in essere gli opportuni provvedimenti volti a verificare i
  motivi  e le responsabilità dei gravi ritardi accumulati da  alcuni
  distretti   che  non  hanno  a  tutt'oggi  utilizzato  le   risorse
  finanziarie  assegnate per il finanziamento  dei  piani  di  zona».
  (102)

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

   PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni testé lette vengano demandate
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché  ne
  determini la data di discussione.

  Discussione del disegno di legge «Indennità di disagiata residenza
     in favore dei titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
                         isole minori» (253/A)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge «Indennità di disagiata  residenza
  in  favore  dei  titolari delle farmacie rurali aventi  sede  nelle
  isole minori» (253/A).
   Invito i componenti la VI Commissione  Servizi sociali e sanitari'
  a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il Vicepresidente  della  Commissione  e
  relatore, onorevole Lo Giudice, per svolgere la relazione.

   LO  GIUDICE,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'indennità di disagiata  residenza
  in  favore  dei  titolari delle farmacie rurali aventi  sede  nelle
  isole minori è prevista dalla legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4,
  per  fare  fronte  ai molteplici e peculiari disagi  logistici  che
  gravano  sulle  stesse, ma non rientra tra i livelli essenziali  di
  assistenza   e  pertanto  non  può  trovare  copertura   attraverso
  l'utilizzo del Fondo sanitario regionale.
   Tale  indennità è rimasta operativa fino al 2004 e successivamente
  non  ha trovato ingresso negli stanziamenti del bilancio regionale.
  Tuttavia  è  indispensabile al fine di evitare qualunque  forma  di
  protesta  che  possa,  nel breve termine, portare  all'interruzione
  dell'assistenza farmaceutica convenzionata nelle sedi coinvolte  ed
  affinché  venga scongiurato il rischio che le stesse sedi rimangano
  vacanti.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Onorevoli colleghi, ricordo che il termine di presentazione  degli
  emendamenti  scade, come consuetudine, alla fine della  discussione
  generale.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  è  ovvio  che  il
  Governo ha operato una scelta per quanto concerne il pregresso.  E'
  ovvio  che il Governo ha operato una scelta nel proporre l'articolo
  1  del  testo, che è quella di non pagare gli anni pregressi tranne
  il  2008. Tuttavia, io credo che questa sia la scelta sbagliata nel
  senso  che denota, sostanzialmente, insensibilità nei confronti  di
  quelle    farmacie    che    operano   soprattutto    nelle    zone
  ultraperiferiche, le Isole minori.
   Pur non di meno, a parte l'aspetto che riguarda gli anni pregressi
  che il Governo ignora proponendo il testo, c'è un altro aspetto che
  è poco chiaro - e per tale ragione anticipo la presentazione di due
  emendamenti  -,  il primo è che dovremmo soffermarci sull'esercizio
  2009,  per  pagare il 2009; non si cita in alcun  modo  il  futuro,
  onorevole    Beninati,   ossia   dovrebbe   essere    a   decorrere
  dall'esercizio   2009   in  modo  che  così  facciamo   una   norma
  finalmente  a  regime.  Altrimenti, poi,  è  curioso  assistere  al
  balletto delle dichiarazioni per le quali  si dice che   i soldi ci
  sono  perché fanno sciopero . Mi pare ovvio che se i soldi  c'erano
  questa  norma doveva venire in Aula mesi fa e non ci sarebbe  stato
  bisogno  di aspettare lo sciopero dei cosiddetti farmacisti rurali.
  Questo è il primo aspetto.
   Pertanto,  è ovvio che noi proponiamo che la norma sia  modificata
  con le parole  a decorrere dal 2009 .
   E'  ovvio altresì che se facciamo questa scelta - spero che l'Aula
  la  faccia -, vada inserita anche la norma di copertura finanziaria
  di prospettiva futura. Proponiamo quindi, richiamando l'articolo 3,
  comma  2,  lettera g), della legge 27 aprile 1999, n.  10,  che  si
  inserisca  il  terzo comma che sostanzialmente  chiude,  anche  per
  quanto  concerne  le prospettive, una partita: ogni  anno  con  gli
  esercizi finanziari si provvede, ai sensi della succitata norma,  a
  pagare  i  farmacisti rurali. E in Sicilia chiudiamo veramente  una
  partita,  permettendo ad ognuno di stare sereno e tranquillo  e  di
  svolgere   il  proprio  lavoro  e,  soprattutto,  mi  permetto   di
  aggiungere,  infine,  evitando ai cittadini isolani  di  aggiungere
  altri  disagi, di attrezzarsi per pagare interamente il  costo  dei
  farmaci, come è accaduto durante lo sciopero dei farmacisti o  come
  potrebbe  accadere  domani se non riusciamo a  dare  un  minimo  di
  certezza in tal senso.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  discorso
  dell'onorevole Oddo, che ho ascoltato con attenzione, può avere una
  sua  logica,  pur non di meno il problema è che questo  disegno  di
  legge ha avuto un iter tormentato: é giunto nel mese di novembre in
  Commissione   su   proposta  del  Governo  ed   è   stato   esitato
  all'unanimità; successivamente, per problemi riguardanti  le  leggi
  di spesa, si è bloccato in Commissione Bilancio, a seguito anche di
  quelle  che  sono state le penalizzazioni fatte alle isole  minori.
  Fra  l'altro,  ricordiamo lo sciopero dei marittimi, ricordiamo  il
  problema  dei  trasporti,  c'è stata una serie  di  situazioni,  di
  disagi  per le isole minori e, tra l'altro, questa norma,  prevista
  da una legge del 2004, prevedeva già un'indennità particolare per i
  farmacisti  rurali delle isole minori. Non vi fu mai la  copertura,
  per   cui  questi  farmacisti  attendono  ancora  di  prendere  gli
  arretrati.  Si è voluto dare un segnale, a mio avviso, anche  dalla
  Commissione  Bilancio  di attenzione in un  momento  particolare  e
  disagiato  per le isole minori prevedendo una norma  che  riesce  a
  dare una annualità a queste isole minori.
     E' chiaro che la norma di stabilizzazione di questa indennità  -
  che  poi l'Assessore, il Governo si farà carico di quantificare per
  il  prosieguo, per farla diventare una legge normale,  a  regime  -
  dovrà essere fatta in sede di approvazione della finanziaria.
     A  noi oggi, purtroppo, ci è dato di fare un tentativo per  dare
  un  segnale  di attenzione alle isole minori. Adesso  siamo  in  un
  momento particolare, quello dell'esercizio provvisorio.
   Quindi, una norma che metta a regime anche la quantificazione  per
  il futuro potrà essere fatta in sede di legge finanziaria.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  più  che
  altro è un quesito.
     Leggo nel testo che l'Assessore della famiglia è autorizzato  a
  Mi fate capire perché l'Assessore per la famiglia e non l'Assessore
  per  la  sanità? E' un fatto contabile? Stiamo dando i  soldi  alle
  farmacie rurali prendendoli dai comuni, dal fondo per le autonomie?

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
            Indennità di disagiata residenza in favore dei
          titolari di farmacie rurali aventi sede nelle isole
                                minori

   1.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie  locali, per l'esercizio finanziario  2009,  provvede
  all'erogazione  dell'indennità in favore dei titolari  di  farmacie
  rurali  aventi sede nelle isole minori, prevista dall'articolo  27,
  comma  1,  della legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni e nel rispetto delle modalità  previste
  nello  stesso  articolo,  quantificata  complessivamente   in   400
  migliaia  di  euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo  76,
  comma  4,  della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  A  valere  sulle  medesime risorse  previste  per  l'esercizio
  finanziario   2009  l'Assessore  regionale  per  la  famiglia,   le
  politiche  sociali e le autonomie locali è autorizzato  ad  erogare
  l'indennità  di cui al comma 1 relativa all'anno 2008, quantificata
  complessivamente in 400 migliaia di euro».

   Comunico  che  è  stato presentato un ordine del giorno  da  parte
  dell'onorevole  Beninati che faremo distribuire  e  discuteremo  in
  coda al disegno di legge.

   CRACOLICI.  Chiedo che la Presidenza rispetti i termini  delle  24
  ore  per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge  in
  discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  io  non  conosco  ancora   gli
  emendamenti  perché sono stati presentati un minuto fa.  Potrebbero
  essere anche emendamenti dichiarati improponibili dalla Presidenza.
  Attendiamo qualche istante. Se sono emendamenti che vanno  discussi
  potremo rinviare a domani.
   Nel  frattempo, voglio comunicare all'Aula l'iter  dei  lavori  di
  questa settimana.
   Stasera andremo avanti fino a dove potremo, dopo di che si passerà
  alla  votazione  finale del disegno di legge sulle incompatibilità,
  qualora  ci fosse il numero legale. Quindi, rinvierei la  seduta  a
  domani,  a  mezzogiorno, con all'ordine del giorno della seduta  di
  domani,  vista  la  presenza  del  Presidente  della  Regione,   la
  discussione del disegno di legge sulla sanità e gli atti ispettivi,
  nonché  le mozioni già iscritte all'ordine del giorno della  seduta
  odierna.
   Mi  sembra opportuno rendere questa comunicazione all'Aula in modo
  che i parlamentari si organizzino di conseguenza.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Ferrara e Marinello:

   emendamento 1.1:
   «Al  comma  1, le parole  per l'esercizio finanziario  2009   sono
  sostituite  dalle seguenti  a decorrere dall'esercizio  finanziario
  2009 »;

   emendamento 1.2:
   «All'articolo 1, dopo il comma 2, aggiungere:  3. Per gli esercizi
  finanziari successivi si provvederà ai sensi dell'articolo 3, comma
  2, lettera g), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 .»;

   - dalla Commissione:

   emendamento 1.3:
   «Nel titolo ed all'articolo 1, sostituire le parole  Indennità  di
  disagiata residenza  con le parole  Disposizioni in favore .»

   L'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Oddo, tende a sostituire
  le  parole  per l'esercizio finanziario' con le parole  a decorrere
  dall'anno  finanziario'.  E' evidente che  per  questo  emendamento
  occorre  il  parere  della Commissione Bilancio; quindi,  inviterei
  l'onorevole Oddo a ritirarlo.

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, purtroppo devo dirle che non  sono  per
  niente convinto di ritirarlo e ne spiego il perché.
   Il Governo ha trattato questo argomento con i piedi nel senso che,
  come   ho   detto  all'inizio,  gli  anni  pregressi   sono   stati
  sostanzialmente  cancellati, mentre esiste  una  norma  secondo  la
  quale bisogna intervenire e dare questi contribuiti.
   Sostanzialmente, noi stiamo dicendo che non pagheremo gli anni per
  i  quali  non abbiamo ancora pagato. Allora, il timore, e non  solo
  mio, è quello che questo argomento diventi ancora una volta non  un
  principio  che  segue  una  legge  specifica,  ma  un  elemento  di
  contrattazione  tra  questi pochi farmacisti rurali  e  il  Governo
  della  Regione.  E  si è visto anche da come è  stata  trattata  la
  materia,  con  approssimazione è dir poco.   Io  direi,  anche  con
  pressappochismo.
   Tutto  ad  un  tratto,  infatti,  abbiamo  scoperto  una  mattina,
  leggendo  i giornali, che c'erano i fondi. Però, questi  fondi  che
  c'erano,  non  si  capisce bene perché non venivano sostanzialmente
  elargiti.
   Allora,  detto  ciò, perché ci dobbiamo porre il problema,  signor
  Presidente, di mettere a regime il tutto? Quale copertura  dovrebbe
  dare la Commissione Bilancio?
    A  decorrere dall'esercizio 2009  non significa che bisogna  dare
  copertura  se  non invece facendo un richiamo, come  ho  fatto  con
  l'emendamento 1.2, alla legge numero 10 del 1999 (articolo 3, comma
  2,  lettera  g)  che risolve il problema e non  ci  obbliga  a  far
  passare  il testo in seconda Commissione, in quanto di per  sé  per
  gli  esercizi  finanziari successivi si provvederà,  appunto,  come
  stabilito con la legge 10/1999.
   Io  non  lo  comprendo. Nondimeno, è ovvio che lei  si  assume  le
  responsabilità del caso. Io rispetterò la sua decisione per  quanto
  concerne la proponibilità o meno. Tuttavia, signor Presidente,  non
  posso  ritirare l'emendamento perché mi sembra proprio e, peraltro,
  anche  la  formulazione dell'articolo mi sembra di  una  precarietà
  assoluta.   Se  noi  vogliamo  mantenere,  ancora  una  volta,  una
  situazione  di  incertezza per il 2010 e  così  via  per  gli  anni
  successivi,  tanto poi si può sempre giocare anche qui  la  partita
  con  gli  annunci ad effetto per fare bene, non si  capisce,  quale
  lavoro  Non sicuramente quello di governare la Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oddo.  Se vogliamo - forzando un po'
  la mano e derogando al regolamento parlamentare -, lei sa che siamo
  in  sessione  di  bilancio e in sessione di bilancio  non  potremmo
  esaminare  ed  approvare  leggi di spesa -,  pur  tuttavia,  questo
  Parlamento trasversalmente ha individuato un'emergenza che riguarda
  il  disagio  delle  farmacie rurali, e pertanto ha  pensato,  vista
  l'esigua  copertura finanziaria di cui necessita questo disegno  di
  legge,  di  potere - tra virgolette, ribadisco il concetto  -,  con
  molta  accortezza forzare il Regolamento interno portando  in  Aula
  questa legge prima dell'approvazione del bilancio. Pertanto,  visto
  che  l'integrazione,  che io ritengo giusta, da  lei  proposta  con
  l'emendamento a sua firma ed anche con l'emendamento 1.2,  potremmo
  portarla nella legge finanziaria, anche in considerazione del fatto
  che  abbiamo trasferito la copertura finanziaria di questo  disegno
  di  legge  sul  fondo per le autonomie locali, e non come  andrebbe
  fatto  sul  fondo  per  la  sanità, la  invito  a  ritirare  i  due
  emendamenti.  Poi in finanziaria, ripeto, potremo trovare  il  modo
  per  dare  copertura  pluriennale  ad  una  questione  che  ritengo
  assolutamente legittima.

   ODDO.  Questa è l'opinione della Presidenza; vorrei che su  questo
  si esprimesse anche il Governo.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Il Presidente ha comunicato con intelligenza e
  raziocinio  il percorso che ci prefiggiamo di seguire. Nelle  more,
  vi  è  un  fatto  emergenziale che dura da diversi anni,  e  questo
  disegno  di  legge dà una risposta. Per quanto ci  riguarda  si  va
  avanti ed il parere è favorevole.

   ODDO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 1.1 e 1.2.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
  lettura.

                              «Articolo 2
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Beninati,  Laccoto,  Torregrossa,  Limoli,  Lo  Giudice,   D'Asero,
  D'Antoni  e  Forzese  l'ordine  del giorno  numero  90  «Tempestiva
  comunicazione al Ministero dell'Università dei contratti  regionali
  di  formazione medica specialistica», che impegna il Governo, nelle
  more dell'approvazione del bilancio regionale per l'esercizio 2009,
  a  comunicare tempestivamente al Ministero la dotazione numerica  e
  la   tipologia   di   contratti  regionali  di  formazione   medica
  specialistica   aggiuntivi   per   l'anno   accademico    2008-2009
  confermando almeno quelli dell'anno accademico precedente.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   ritenuto  che  il  Ministero dell'Università e della  Ricerca  sta
  predisponendo  il  bando  per  i  contratti  di  formazione  medica
  specialistica per l'anno accademico 2008/2009;

   considerato che:

   i   contratti   regionali  di  formazione  medica   specialistica,
  aggiuntivi  rispetto  a  quelli  nazionali,  vanno  necessariamente
  comunicati  al  Ministero in tempo utile per  essere  inseriti  nel
  medesimo bando;

   la  Regione  siciliana  non ha ancora approvato  il  bilancio  per
  l'esercizio  finanziario 2009 e si trova  in  regime  di  esercizio
  provvisorio  e,  pertanto, non ha ancora quantificato  la  relativa
  copertura finanziaria;

   ritenuto, inoltre, che, per le ragioni sopra rappresentate, non  è
  possibile  attendere l'approvazione del bilancio della Regione  per
  comunicare il numero di contratti regionali aggiuntivi da  inserire
  nel bando nazionale;

   essendo  necessario,  al  fine  di  scongiurare  la  perdita   dei
  contratti    regionali   aggiuntivi,   comunicare   al    Ministero
  dell'università  e  della  ricerca il numero  e  la  tipologia  dei
  contratti  di formazione regionali medica specialistica  aggiuntivi
  per il medesimo anno accademico 2008/2009,

                   impegna il Governo della Regione

   nelle more dell'approvazione del bilancio regionale dell'esercizio
  finanziario  2009,  a comunicare tempestivamente  al  Ministero  la
  dotazione  numerica  e  la  tipologia  di  contratti  regionali  di
  formazione  medica  specialistica aggiuntivi per l'anno  accademico
  2008/2009,   confermando   almeno   quelli   dell'anno   accademico
  precedente». (90)

   BENINATI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, l'urgenza  che  lei  ha  visto  nel
  presentare  l'ordine  del  giorno nasce  da  un'audizione  svoltasi
  proprio questa mattina in sesta Commissione, nella quale sono stati
  ascoltati, oltre ai rappresentanti degli specializzandi  nelle  tre
  università siciliane, anche i presidi delle facoltà.
   La  situazione  è effettivamente più complessa e noi  dobbiamo,  e
  possiamo, intervenire.
   Ritengo  che  questa sia la sede opportuna ed è  giusto  anche  il
  momento  per  intervenire  con urgenza. L'Assemblea  può,  infatti,
  sollecitare il Governo regionale a dare parere favorevole anche  se
  ci  rendiamo conto della difficoltà in cui si trova lo  stesso  nel
  dare una comunicazione al Ministero.
   Ribadisco,  tuttavia, l'importanza che esso riveste  per  l'intera
  Assemblea  e per tutta la Commissione - pur se mancano delle  firme
  nell'ordine del giorno, esso va considerato sottoscritto da tutti i
  componenti della Commissione - poiché vuole testimoniare  l'impegno
  del  Governo a trasferire al Ministero in unico atto per far sì che
  quest'ultimo bandisca in brevissimo tempo, al massimo venti giorni,
  le  borse  di studio nazionali, con risorse nazionali, e si   possa
  sapere  già quanto la Regione Sicilia vorrà metterne a disposizione
  ad integrazione.
   Per  cui  questo  ordine del giorno è importantissimo,  in  quanto
  confermiamo  il  numero di circa 175- 180  borse  di  studio  ed  è
  l'unico  modo  per  far sapere al Ministero che  tale  richiesta  è
  condivisa  non  solo da tutta la Commissione, ma  anche  dall'Aula,
  arriva  quindi con una forza molto importante da parte  dell'intera
  Assemblea regionale siciliana. Questa ne vuole essere la natura.
   Poi, se il Governo, in sede di bilancio, potrà mettere più risorse
  se  ne potranno finanziare anche di più. Intanto, manteniamo quelle
  dell'anno  precedente,  altrimenti,  paradossalmente,  la   Sicilia
  quest'anno  non  avrà la possibilità di dare borse di  studio  agli
  studenti specializzandi.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno  chiesto  di  apporre  la  firma
  sull'ordine  del giorno numero 90 gli onorevoli Formica,  Colianni,
  Cordaro, Corona e Panarello.

   L'Assemblea ne prende atto.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo
  parere   favorevole  all'ordine  del  giorno   in   esame   perché,
  oggettivamente, ogni anno, quando si approva in ritardo il bilancio
  accade  che si sfasano i tempi rispetto a quelli ministeriali,  del
  Governo centrale.
   E'  chiaro, naturalmente, che in sede di legge finanziaria  ci  si
  impegni  tutti  a  trovare le risorse finanziarie adeguate  per  la
  copertura  delle  borse  medesime; ma,  nelle  more,  tutto  ciò  è
  opportuno  e necessario. Esprimo, quindi, il parere favorevole  del
  Governo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 90.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Panarello,
  Cracolici,  De  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Benedetto,   Donegani,
  Marziano,  Oddo,  Panepinto,  Raia, Termine,  Faraone,  Apprendi  e
  Speziale, l'ordine del giorno numero 91 «Stabilizzazione dei medici
  veterinari convenzionati con le ASL».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che da oltre cinque anni, sono stati instaurati,  tra  le
  ASL ed i medici veterinari, contratti di diritto privato, in regime
  di  convenzione,  per  l'espletamento delle attività  istituzionali
  legate  alle  esigenze  sanitarie ed  alla  tutela  del  patrimonio
  zootecnico;

   considerato che:

   la tipologia contrattuale attivata, contratti di collaborazione  a
  progetto   (CO.CO.PRO.)  appare  di  dubbia   legittimità   e   può
  determinare  l'instaurazione  di  un  contenzioso  oneroso  per  le
  finanze delle ASL;

   il  23  marzo  2005  è  stato sottoscritto un  accordo  collettivo
  nazionale  (ACN)  che disciplina il rapporto di lavoro  dei  medici
  veterinari e di altre professionalità ai sensi dell'articolo 8  del
  decreto legislativo n. 502 del 1992;

   tutte  le regioni hanno attuato i contenuti dell'ACN per riportare
  in   un   ambito  di  piena  legittimità  i  rapporti   di   lavoro
  convenzionati  e  riconoscere  dignità  professionale   ai   medici
  veterinari;

   il   Comitato  consultivo  regionale  specialistica  ambulatoriale
  veterinaria,  nel mese di novembre 2008, in coerenza  con  l'ACN  e
  tenuto conto del piano di rientro ha proposto la stabilizzazione  a
  tempo indeterminato dei medici veterinari, con la contrazione delle
  ore  di  attività prestate al fine di evitare ulteriori aggravi  di
  spesa;

   i medici veterinari attualmente utilizzati sono circa quattrocento
  e  svolgono  funzioni essenziali per la salvaguardia e lo  sviluppo
  delle attività zootecniche e per tutelare la salute dei cittadini,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre  tempestivamente  tutti  gli  atti  necessari  alla
  stabilizzazione dei medici veterinari convenzionati con le  ASL  al
  fine   di  superare  la  situazione  di  ingiustificata  precarietà
  esistente  e  di  assicurare un servizio funzionale agli  interessi
  della zootecnia e della salute dei cittadini». (91)

   Comunico  che  hanno  chiesto di apporre la firma  all'ordine  del
  giorno  numero 91 gli onorevoli Colianni, Galvagno, Leanza Edoardo,
  Formica, Caputo, Buzzanca, Vinciullo, Corona e Scilla.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'ordine  del
  giorno  vuole  sollecitare il Governo ad affrontare un  tema  molto
  delicato che attiene al servizio veterinario in Sicilia, che  oggi,
  da  parte  delle  ASL,  è  espletato  attraverso  il  ricorso  alle
  prestazioni di numerosi professionisti con un contratto di lavoro a
  progetto, i cosiddetti CO.CO.PRO.
   Siccome questo tipo di contratto è in vigore da oltre cinque  anni
  e,  peraltro,  i  contenuti  di questo  contratto  confliggono,  in
  qualche maniera, con i requisiti previsti dai contratti a progetto,
  credo  che  la  Regione sia in una situazione molto  delicata,  nel
  senso   che  fa  esercitare  funzioni  molto  importanti  a  figure
  professionali  significative che sono titolari di un  contratto  di
  lavoro al limite della regolarità.
   Negli anni scorsi questo tipo di prestazioni professionali è stato
  regolamentato  in campo nazionale attraverso un accordo  collettivo
  nazionale,  che  ha  consentito  a tutte  le  regioni  italiane  di
  regolarizzare tali contratti in rapporto naturalmente alle esigenze
  di servizio che ogni ASL ha.
   Penso  che  il Governo della Regione siciliana non possa sottrarsi
  all'obbligo   di   regolamentare  questa   materia,   evitando   il
  perpetuarsi  di  contratti di dubbia legittimità che  possono  dare
  luogo anche ad un contenzioso oneroso per le ASL e, quindi, per  la
  Regione,   ma   soprattutto  affermare  un  rapporto  professionale
  regolare e fare in modo che le prestazioni di questi professionisti
  abbiano  il  riconoscimento in termini economici e  soprattutto  in
  termini  di  dignità  professionale che, allo  stato  attuale,  non
  hanno.

   FORMICA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  sottolineare l'importanza di questo ordine del giorno, atteso che è
  rivolto  ad  una categoria di professionisti la cui importanza,  il
  cui  lavoro,  il  cui peso, la cui influenza sulla salubrità  della
  nostra vita quotidiana aumenta sempre più, ed atteso che vengono di
  continuo scoperte frodi alimentari, soprattutto in ragione di merci
  che  provengono dall'estero e che hanno bisogno incessantemente  di
  essere sottoposte a controllo e tutela.
   Vorrei solo ricordare all'Aula ed al Governo che, in fondo -  come
  sottolineava l'onorevole Panarello - si tratta di mettere ordine in
  un settore che è un po' la fotocopia del provvedimento di legge che
  abbiamo fatto a proposito della medicina dei servizi.
   Si  tratta  di  professionisti  a contratto,  la  cui  attività  è
  diventata indispensabile per il servizio sanitario tant'è  che,  di
  anno   in  anno,  vengono  confermati  perché  il  loro  lavoro   è
  imprescindibile  per la corretta applicazione dei servizi  e  della
  mansioni che le ASL esplicano. E, quindi, è assurdo, a fronte della
  necessità dell'opera di questi professionisti, che li si continui a
  mantenere  in una posizione anomala, anche a fronte di un contratto
  collettivo  nazionale che, in altre regioni d'Italia, è  stato  già
  firmato,  siglato  ed  ha comportato l'inquadramento  nelle  piante
  organiche di questi professionisti.
     Non  si  vede perché in una Regione di frontiera come la Sicilia
  non  si  debba  procedere anche noi ad inquadrare questi  colleghi,
  questi   lavoratori,  la  cui  opera  è  indispensabile,   peraltro
  ottemperando  a  quello  che  prevede  il  contratto  nazionale  di
  riferimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panarello,  non  essendo  presenti  né  il
  Presidente  della Regione né l'Assessore per la sanità ed  essendo,
  questo,   un  ordine  del  giorno  abbastanza  impegnativo   perché
  sostanzialmente  chiede l'assunzione a tempo  indeterminato  di  un
  certo numero di professionisti, le chiedo di accontentarsi che  sia
  accolto  come raccomandazione, anziché farlo votare. Sappiamo  bene
  che  si  tratta  di personale necessario e che,  prima  o  poi,  si
  arriverà a questa soluzione.

   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio


   Votazione finale del disegno di legge numero 253/A «Indennità di
                          disagiata residenza
     in favore di titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle
                             isole minori»

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  numero  253/A  «Indennità  di disagiata  residenza   in  favore  di
  titolari delle farmacie rurali aventi sede nelle isole minori»


   Presidenza del presidente Cascio


   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  sono
  intervenuto  prima perché capisco che la norma,  in  qualche  modo,
  risolve  un problema reale. Tuttavia, siccome abbiamo il dovere  di
  riflettere  sulle  leggi che facciamo, mi permetto  di  fare  delle
  valutazioni e di motivare il mio voto contrario a questo disegno di
  legge per tre ordini di grandezze.
   Innanzitutto,   con  questa  legge  stiamo  facendo   ricorso   al
  finanziamento di una norma tutta affatto diversa.
   In  luogo  di  finanziare l'indennità per  disagiata  residenza  a
  favore  delle farmacie stiamo attingendo ai fondi di una legge  che
  prevede  erogazioni  agli  enti  locali,  specificatamente  per  la
  promozione  di  forme  associative, fra  questi  enti  locali,  per
  particolari  esigenze  che  sono qui  specificate,  per  contributi
  straordinari in casi di eventi calamitosi e per comuni che  versano
  in condizioni di particolare disagio.
   La  norma  prevede che i fondi siano erogati ai comuni  e  prevede
  motivazioni  che nulla hanno a che fare, neanche lontanamente,  con
  il disagio dei titolari delle farmacie.
   Allora,  con nonchalance il Parlamento sta decidendo di utilizzare
  una  legge  in  maniera  forzata, di stravolgerne  l'essenza  e  di
  utilizzare  una  norma per tutt'altro. Questa  è  un'operazione  di
  macelleria contabile che, ritengo un Parlamento non dovrebbe fare o
  non dovrebbe fare a cuor leggero.
   E  se  anche  fosse ammesso farlo per il 2008 che  abbiamo  appena
  trascorso, trovo inconcepibile che una cosa del genere venga  fatta
  per il 2009, abbiamo un anno davanti, abbiamo addirittura tutta  la
  programmazione  economica e finanziaria delle Regione  da  definire
  con  un  bilancio 2009 ancora da fare e stiamo stabilendo, come  se
  non  avessimo  altra risorsa ed altra capacità  di  legiferare,  di
  attingere 400 mila euro per il 2009, oltre ai 400 mila euro per  il
  2008  da  una  legge,  sottraendoli  alla  necessità  degli  eventi
  calamitosi che dovessero verificarsi e a tutte le finalità  che  la
  legge in specie consente.
   Credo  che sia un mostro giuridico e dico anche - e qui  credo  di
  esprimere un atto di censura nei confronti del Governo - che  viene
  meno  quel  principio previsto dall'articolo 67 ter del Regolamento
  che  impone che il disegno di legge di iniziativa governativa venga
  accompagnato  da una relazione tecnica sulla quantificazione  degli
  oneri.
   Pertanto,  inviterei i colleghi a prendere visione della relazione
  tecnica  che  è  stata prodotta per accompagnare questa  norma.  In
  essa,  a  giustificazione dell'importo di 400 mila  euro,  c'è  una
  semplice  moltiplicazione 10x40; non c'è scritto nulla sull'entità,
  sulle  motivazioni, sui criteri che determinano questo  contributo,
  c'è  un'individuazione a forfait per ciascuna farmacia di  40  mila
  euro, 10x40 fa 400 e così si stabilisce per il 2008 e per il 2009.
   Ritengo  che sia una maniera pedestre di legiferare e  per  questo
  motivo esprimo il mio voto contrario.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Indìco la votazione del disegno di legge numero  253/A.
  Chiarisco  il  significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo,  Antinoro, Ardizzone, Arena,  Aricò,  Beninati,
  Bosco,   Buzzanca,  Caputo,  Caronia,  Colianni,  Cordaro,   Corona,
  Cristaudo,  Currenti, D'Agostino, D'Antoni, D'Asero,  Dina,  Fagone,
  Falcone,  Federico,  Forzese, Gennuso,  Greco,  Gucciardi,  Laccoto,
  Leanza  Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lo Giudice, Maira,  Mancuso,
  Marinese,  Marrocco, Mattarella, Minardo, Mineo,  Musotto,  Nicotra,
  Pogliese, Ragusa, Rinaldi, Romano, Scammacca, Scilla, Torregrossa  e
  Vinciullo.

   Votano  no:  Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  De  Benedictis,  Di
  Benedetto, Ferrara, Picciolo, Speziale e Termine.

   Si  astengono:  Cracolici, Donegani, Faraone,  Fiorenza,  Galvagno,
  Lupo, Marinello, Marziano, Oddo, Panarello e Ruggirello.

   Sono in congedo: Campagna, Digiacomo, Panepinto e Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            69
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          48
   Contrari              9
   Astenuti            11

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio


   Votazione finale del disegno di legge numeri 342-339-86-231-262/A
  «Norme sulla incompatibilità dei deputati regionali e tra le cariche
                 di componente della Giunta regionale
             e di componente delle giunte di enti locali»

   PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:  Votazione
  finale del disegno di legge numeri 342-339-86-231-262/A «Norme sulla
  incompatibilità  dei  deputati  regionali  e  tra  le   cariche   di
  componente  della Giunta regionale e di componente delle  giunte  di
  enti locali».
   Come   ricorderete   eravamo  arrivati  alla   votazione   finale.
  Chiarisco,  come  avevamo  già deciso nell'ultima  seduta,  che  il
  disegno  di legge in questione richiede per la sua approvazione  il
  quorum della maggioranza assoluta dei componenti l'Assemblea,  cioè
  di 46 voti favorevoli.
   Ciò  deriva dal fatto che la legge regionale numero 22  del  2007,
  oggetto  di  modifica  del  presente  disegno  di  legge,  è  stata
  approvata da tale quorum qualificato.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il  voto
  favorevole del Gruppo parlamentare dell'UDC al disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Indìco la votazione del disegno di legge  numeri  342-
  339-86-231-262/A.  Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì
  preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Antinoro, Ardizzone, Arena, Aricò,  Barbagallo,
  Beninati,   Bosco,  Buzzanca,  Caputo,  Caronia,  Cascio  Salvatore,
  Colianni,   Cordaro,   Corona,  Cristaudo,   Currenti,   D'Agostino,
  D'Antoni,   D'Asero,  Dina,  Donegani,  Fagone,  Falcone,   Faraone,
  Federico,  Formica,  Forzese, Gennuso,  Greco,  Gucciardi,  Laccoto,
  Leanza  Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lo Giudice, Maira,  Mancuso,
  Marinese,   Marrocco,  Minardo,  Mineo,  Musotto,   Nicotra,   Oddo,
  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Romano,  Savona,  Scammacca,  Scilla,
  Speziale, Termine, Torregrossa e Vinciullo.

   Votano no: De Benedictis, Mattarella e Panarello.

   Si  astengono:  Ammatuna,  Apprendi, Cracolici,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo, Ferrara, Galvagno, Lupo, Marinello e Marziano.

   Sono in congedo: Campagna, Digiacomo, Panepinto e Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . .    71
   Votanti             70
   Maggioranza         46
   Favorevoli          57
   Contrari             3
   Astenuti            10

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  4
  marzo 2009, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti  degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   n. 103 «Applicazione  del  contratto  collettivo  nazionale   ai
            medici veterinari».

                         ODDO - PANARELLO - CRACOLICI - GUCCIARDI -
                      FERRARA LACCOTO - DE BENEDICTIS - DIGIACOMO -
              FIORENZA- AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO - BONOMO -
                    DI BENEDETTO - DI GUARDO - DONEGANI - FARAONE -
                             GALVAGNO - LUPO - MARINELLO - MARZIANO
                          MATTARELLA - SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

   n. 104 «Conseguenze  per  la gestione dei beni e  delle  aziende
            confiscate  in  Sicilia  a seguito  dell'immissione  di
            risorse nel fondo unico di giustizia».

                   CAPUTO - POGLIESE - ARICò - MARROCCO - VINCIULLO

  III  -Discussione del disegno di legge:
    «Norme  per il riordino del Servizio sanitario regionale».  (n.
       248/A)

  IV    -   Discussione   unificata  di  mozione,   interpellanza e
   interrogazione:
   a) Mozione n. 88   -   «Misure   immediate  di  intervento   per
                 fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia».

                         LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO - GALVAGNO
                      MATTARELLA - MARINELLO - PANEPINTO - AMMATUNA
                             GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO - LACCOTO
                                     BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA

   b) Interpellanza n. 44 - «Iniziative a tutela dei diritti civili
                 degli emigrati».

                                                               LUPO

   c) Interrogazione n.  364  - «Interventi a livello centrale  per
                       fronteggiare  l'immigrazione  clandestina  e
                       garantire  il   rispetto  delle  norme   che
                       regolano  la   gestione   dei   centri    di
                       permanenza  temporanea».

                                                           APPRENDI

  V  -Discussione della mozione:
   n. 96 «Iniziative   urgenti  finalizzate  alla  riorganizzazione
         funzionale    dell'amministrazione    regionale    e    al
         contenimento delle spese».

                         CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO -
                                                  FERRARA - RINALDI

  VI  - Discussione della mozione:
   n. 97 «Censura  nei  confronti dell'Assessore regionale  per  la
         sanità».

                           LEONTINI - MARROCCO - MARINESE - MAIRA -
                            CAPUTO BUZZANCA - LO GIUDICE - SAVONA -
                      CASCIO S. - CORDARO POGLIESE - ARICò - DINA -
                      FAGONE - RAGUSA - VINCIULLO LIMOLI - CORONA -
                         TORREGROSSA - MANCUSO - LEANZA E. SCILLA -
                                       FALCONE - CURRENTI - CARONIA
                                        FORZESE - D'ASERO - FORMICA

  VII  -Discussione unificata di mozione e di interrogazione:
   a) Mozione n. 100  «Revoca  del  decreto dell'Assessore  per  la
                    sanità   in  materia  di  registrazione   delle
                    attività alimentari».

       ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - VITRANO - DONEGANI - MARINELLO

   b) Interrogazione n.  434 «Revoca del decreto dell'Assessore per
                       la  sanità in materia di registrazione delle
                       attività alimentari».
                                                               ODDO

                   La seduta è tolta alle ore 18.20