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Resoconto d'Aula della Seduta n. 70 di mercoledì 04 marzo 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Scilla, Di Guardo, Faraone,
  Fagone, Bosco e Lupo  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso è  in missione,  per
  ragioni del suo  ufficio, il 4 e 5 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Credito d'imposta per l'occupazione»  (n. 374)
   presentato dall'onorevole D'Asero
   in data 3 marzo 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il  seguente disegno di  legge  é  stato
  inviato,   in  data  3  marzo  2009,  alla  competente  Commissione
  legislativa:

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -    «Istituzione  delle  agenzie  territoriali  per  lo  sviluppo
  produttivo»  (n. 362)
   Di iniziativa parlamentare

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso che:

   Niscemi è un comune con circa 30 mila abitanti, situato in collina
  ai bordi della vasta piana di Gela ove operano circa 5 mila addetti
  che  producono  prevalentemente carciofi e prodotti ad  ortaggi  in
  serra tra i più pregiati dell'Isola;

   la città di Niscemi ha vissuto e subìto negli ultimi vent'anni tra
  le  più oscure pagine d'involuzione socioculturale della sua storia
  contemporanea, tanto che la città si è piegata su se stessa,  senza
  avere la forza di reagire;

   considerato:

   l'americanizzazione  della  città sta angosciando  la  popolazione
  niscemese,  alla ricerca di una serenità perduta, di  una  comunità
  produttiva  che stenta a ritrovare le ragioni della  sua  identità,
  legata in modo placentare alla bontà della propria Terra;

   nel  1991,  subito  dopo la chiusura della  base  missilistica  di
  Comiso  (RG),  fu insediato a Niscemi il centro trasmissioni  radio
  navale  (NRTF)  USA, con l'installazione di 41 antenne,  dipendenti
  dalla  stazione navale americana, Navcomtelsta Sicily, presente  da
  anni  a  Sigonella  (CT)  e tale stazione  permette  di  comunicare
  attraverso  codici segreti con tutte le forze militari presenti  in
  tre continenti (Europa, Asia e Africa);

   ritenuto che:

   già per questo insediamento, da tempo, Niscemi costituisce la base
  di smistamento delle reti di comando, di controllo e d'intelligence
  delle  forze  armate USA, nonostante nessuno fin  da  allora  abbia
  sollevato obiezioni circa l'impatto ambientale sulla popolazione;

   oggi,  il  Pentagono  (USA)  sta  insediando,  in  contrada  Ulmo,
  nell'area circostante la splendida sughereta (SIC) di Niscemi,  una
  delle  stazioni  terrestri  del Muos,  in  pratica  un  sistema  di
  telecomunicazioni  a  bande strette d'ultima generazione  della  US
  NAVY  che permetterà il collegamento ad altissima frequenza tra  le
  forze  navali,  aeree e terrestri in movimento, in qualsiasi  parte
  del mondo si trovassero;

   constatato che:

   nonostante  la  segretezza  degli atti,  le  prime  autorizzazioni
  all'installazione  in  Sicilia  della  stazione  del  MUOS   furono
  concesse nel 2003, ed in seguito la US NAVY nel febbraio del  2007,
  nella  presentazione  per  il  bilancio  2008/2009,  dichiarò   che
  l'ubicazione era Niscemi;

   risulta altrettanto vero che la base di Sigonella è stata scartata
  per  via  di un reale pericolo d'innescamento di detonazione  degli
  ordigni  esplosivi presenti nella base, a causa delle  probabili  e
  potentissime  interferenze  delle onde elettromagnetiche,  tali  da
  spaventare  la  stazione aeroportuale civile di Catania  in  quanto
  avrebbe  potuto  creare seri pericoli anche ai  radar  degli  spazi
  aerei civili, ragione per la quale si è puntato su Niscemi;

   tenuto conto che:

   rispetto alla richiesta di approfondimento sull'impatto ambientale
  emersa  dalla  conferenza di servizio, convocata l'8  ottobre  2008
  presso  l'Assessorato regionale del Territorio  e  ambiente  e,  in
  relazione  ai  dati  aggiornati dall'ARPA,  si  evince  palesemente
  l'incompatibilità ambientale sulla salute dei cittadini di  Niscemi
  e  dei  comuni  limitrofi, non solo per la costruendo stazione  del
  MUOS,  ma  anche  per radiazioni già prodotte da dieci  anni  dalle
  antenne  installate  presso  il centro  trasmissioni  radio  navale
  (NRTF) di Niscemi;

   rilevato che:

   i  dati  scientifici  ed epidemiologici hanno  accertato  casi  di
  leucemia riscontrati sulla popolazione infantile in aree fino ad un
  raggio di tre miglia su basi militari del tipo Muos e che l'impatto
  detonante   sulle   cellule   umane,  provocato   dalle   emissioni
  elettromagnetiche,  nel  giro  di un decennio,  mieterebbe  vittime
  innocenti  nella  popolazione di Niscemi  e  nell'area  circostante
  senza che questi abbiano dichiarato guerra ad alcuno;

   la  presenza del vicino stabilimento petrolchimico (ENI) di  Gela,
  per  via dei venti, trascina i fumi inquinanti e le scorie prodotte
  dalle  ciminiere  sulla  testa della città  di  Niscemi,  riducendo
  ancora di più il rapporto di qualità della vita degli abitanti;

   assunto  che  vengono consumati circa 2000 litri di gasolio  (tipo
  DF2) al giorno per alimentare il funzionamento delle antenne radar,
  e  risulta  non rara la dispersione sul suolo, oltre che nell'aria,
  degli  oli  combustibili  usati come, tra  l'altro,  eloquentemente
  indicato dalla presenza di cartelli ai bordi della recinzione,  che
  fanno divieto di raccolta di terra e piante;

   per sapere se siano a conoscenza:

   alla   luce   di   quanto  esposto,  stante  la   preoccupante   e
  insostenibile  situazione  in  cui  versano  i  comuni  interessati
  (Niscemi,  Gela,  Caltagirone, Butera, Riesi  e  Mazzarino),  della
  reale e gravissima convivenza ambientale degli stessi;

   di  un  intervento di bonifica ambientale effettuato su un terreno
  contaminato  da  versamento di gasolio,  in  contrada  Ulmo,  dalla
  stessa  società LAGECO di Catania che opera per conto della  Marina
  militare statunitense;

   se  la  LAGECO  sia  in possesso dei requisiti  autorizzativi  per
  adempiere   a   tali  opere  di  bonifica  e  dei   dati   relativi
  all'inquinamento   prodotto   e  dei  risultati   certificativi   e
  conclusivi effettuati dalla bonifica, compreso la certificazione di
  discarica;

   per  sapere,  altresì, se non intendano adottare provvedimenti  di
  revoca  degli atti autorizzativi, fin ad oggi concessi  a  tutti  i
  livelli;

   se  non  intendano  provvedere alla sospensione dei  lavori  della
  costruendo stazione del MUOS;

   e  se,  infine, per non mortificare ancora una volta la  legittima
  convivenza  delle popolazioni interessate, non ritengano  opportuno
  intervenire  urgentemente e autorevolmente anche nei confronti  del
  Governo  nazionale e del Ministero della difesa al  fine  di  poter
  fare chiarezza e dare legittima serenità ai cittadini di Niscemi  e
  al suo hinterland». (460)

                                                             DONEGANI

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   in  data  13  febbraio  2009  è stato pubblicato,  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della regione siciliana n. 7, il bando della misura  133
  del PSR Sicilia 2007/2013  sostegno alle associazioni di produttori
  per attività di informazione e promozione delle produzioni agricole
  di qualità';

   tale  bando  ha una dotazione finanziaria di 15 milioni  di  euro,
  pari  al  50  per cento dell'intera assegnazione che la misura  133
  dispone per tutto il periodo di programmazione;

   il  comparto vitivinicolo rischia di essere fortemente penalizzato
  da   tale  bando  in  quanto  solo  una  irrilevante  quota   della
  vitivinicoltura   siciliana   può   accedere   ai   benefici,    in
  considerazione  che  solo pochissimi consorzi di  tutela  esistenti
  hanno i requisiti per accedere alle risorse per la promozione;

   risulta  incomprensibile come nel bando venga  individuata  tra  i
  sistemi  di  qualità  riconosciuti  nel  comparto  vitivinicolo  la
  denominazione IGT (Indicazione geografica territoriale) Sicilia che
  lo stesso Assessorato ritiene ormai superata e non rispondente alle
  esigenze  della viticoltura regionale, prova ne è il fatto  che  lo
  stesso  Assessorato ha organizzato, per il giorno 4 marzo 2009,  un
  convegno dal titolo inequivocabile:  DOC Sicilia: punto di partenza
  per una strategia di rilancio del settore vitivinicolo regionale';

   per sapere:

   se  non  ritenga  ragionevole sospendere  il  segmento  del  bando
  relativo  alla IGT Sicilia per il settore vitivinicolo, considerato
  che  la  strategia  di  rilancio del  settore  passa,  sicuramente,
  attraverso la DOC Sicilia (denominazione di origine controllata);

   se  non  ritenga  opportuno  ed utile  destinare  un  terzo  delle
  risorse,  previste dal bando di che trattasi, per  finanziarne  uno
  specifico per la DOC Sicilia». (463)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al  Presidente della Regione, premesso che le deliberazioni della
  Giunta  regionale  del  10  febbraio 2009,  con  le  quali  vengono
  conferiti  gli  incarichi  di dirigenti generali  dei  dipartimenti
  regionali, non fanno riferimento ad alcuna attività istruttoria  di
  valutazione  dei curricula dei soggetti ai quali è stato  conferito
  l'incarico né, tanto meno, del possesso dei requisiti che per legge
  devono  possedere i soggetti esterni che, cioè, non sono dipendenti
  dell'amministrazione regionale;

   premesso  inoltre che il comma 7 dell'art. 4 della l.r. n  10  del
  2000   stabilisce   che:   La  Giunta  regionale   può   deliberare
  l'istituzione  di uffici speciali temporanei per il soddisfacimento
  di   esigenze  particolari,  per  la  realizzazione  di   specifici
  programmi  e  progetti  di rilevante entità e  complessità  per  lo
  svolgimento  di particolari studi o elaborazioni. Agli stessi  sono
  preposti dirigenti di prima, seconda o terza fascia';

   rilevato che:

   più volte la Corte dei conti nelle relazioni annuali ha richiamato
  ed  invitato  la Regione siciliana a porre in essere  comportamenti
  idonei e conducenti al fine del contenimento della spesa pubblica e
  che,  coerentemente, il Presidente della Regione, nel suo  discorso
  programmatico ed in numerose dichiarazioni alla stampa, ha detto di
  volere  ridurre  gli  sprechi  e di voler  improntare  l'azione  di
  governo alla razionalizzazione ed al contenimento della spesa;

   per sapere se sia vero che:

   nelle   deliberazioni  della  Giunta  regionale  e   nei   decreti
  presidenziali  di  conferimento degli incarichi  di  direzione  dei
  dipartimenti  regionali e/o uffici speciali non si fa  menzione  di
  curricula,   né   di   alcuna   attività  istruttoria   finalizzata
  all'accertamento del possesso dei necessari requisiti di legge;

   le  deliberazioni della Giunta regionale e i decreti presidenziali
  di  conferimento  degli  incarichi di  direzione  dei  dipartimenti
  regionali  ai  soggetti  esterni, che non  sono  quindi  dipendenti
  dell'amministrazione   regionale,   sono   carenti   di    attività
  istruttoria  volta ad accertare il possesso dei requisiti  che  per
  legge devono necessariamente possedere;

   sono  stati conferiti incarichi di direzione di uffici speciali  a
  soggetti  esterni all'Amministrazione regionale in  violazione  del
  comma 7 dell'art. 4 della legge regionale n. 10 del 2000;

   la  Giunta  regionale,  nella seduta del 10 febbraio  2009,  aveva
  deliberato,  su proposta di un Assessore, di porre  a  capo  di  un
  dipartimento regionale un dirigente generale diverso da quello  che
  poi, nel corso della medesima seduta, dopo l'allontanamento di  ben
  quattro Assessori regionali, ne prendeva il posto, senza che  fosse
  intervenuta alcuna nuova deliberazione sul punto;

   tra  gli  incarichi  di  direzione dei  dipartimenti  regionali  a
  soggetti esterni vi sono dei coordinatori provinciali dell'MPA;

   la  Giunta di Governo, infine, sempre nella predetta seduta in cui
  sono  state  effettuate  le  nomine,  sia  ritornata  due  volta  a
  deliberare  sullo stesso punto, producendo decisioni diverse  e  di
  segno  contrario  in seguito alla sopravvenuta  assenza  di  alcuni
  Assessori,    con    il    ripescaggio,    grazie    all'avocazione
  dell'iniziativa di proposta di nomina da parte del Presidente della
  Regione, di un candidato a dirigente generale, prima bocciato dalla
  Giunta   e   poi  incaricato  di  dirigere  un  altro  dipartimento
  regionale». (464)

                                                               LIMOLI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   a  6 chilometri dal paese di Cerda, in provincia di Palermo, vi  è
  l'area  denominata  Fleuropoli', un'ampia zona dove sorge  l'antica
  struttura  della  Targa Florio'. Quest'ultima, nata  nel  1905  per
  volontà  di  Vincenzo  Florio,  ha  rappresentato,  per  72   anni,
  l'emblema  della vera gara automobilistica basata su  quel  mix  di
  potenza  di  motore e di capacità umane dei piloti,  ormai  desuete
  nelle attuali corse di macchine;

   la  struttura, sorta negli anni '30 e che si estende su un'area di
  14  ettari, comprende i box delle vetture, la torre dei giudici  di
  gara,  collegata ai box da un sovrappasso metallico, e  le  tribune
  coperte e scoperte per il pubblico;

    Fleuropoli'  è  un vero patrimonio dell'intera  Sicilia,  simbolo
  della volontà di un uomo che credeva nella sua Terra e che riuscì a
  creare  una  manifestazione sportiva di livello internazionale:  la
  partecipazione  alla  Targa  Florio è stata,  per  oltre  50  anni,
  l'obiettivo  fondamentale di tutti i piloti del mondo  sia  per  il
  prestigio  della  stessa  manifestazione,  sia  per  le  difficoltà
  intrinseche del percorso stradale;

   considerato   che   l'intera  struttura  è   oggi   di   proprietà
  dell'Automobile  Club Palermo; pignorata dai creditori  per  debiti
  stimati  di circa 1 milione di euro, l'area è stata messa  all'asta
  dal Tribunale di Termini Imprese. Tutto il mondo sportivo siciliano
  ed internazionale è in forte ansia per la fondata preoccupazione di
  un  eventuale  abbattimento di tutte le strutture per  lasciare  il
  posto a siti alberghieri e/o turistici;

   tenuto  conto che la regione siciliana non può e non deve  restare
  indifferente  davanti alla possibilità di un'eventuale  distruzione
  di   Fleuropoli',  fiore  all'occhiello  della  memoria  storica  e
  sportiva dell'isola, patrimonio culturale di valore inestimabile;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno intervenire per dichiarare  Fleuropoli'
  bene culturale della Regione siciliana, soddisfacendo i debitori al
  fine  di  inserire  l'intera area tra i  beni  di  proprietà  della
  Regione;

   procedere alla ristrutturazione dell'intera area ed inserirla  tra
  le mete dei circuiti storici del turismo siciliano». (465)

                                                   FALCONE - POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

   il  Governo regionale, sin dal suo insediamento, ha perseguito una
  giusta politica di tagli e ridimensionamento delle spese superflue;

   tra  tali obiettivi rientra anche la chiusura di enti inutili  e/o
  ripetitivi, fonti inesauribili di esborsi di denaro pubblico senza,
  di  fatto, ottenere un minimo ritorno sia in termini economici  che
  produttivi;

   considerato   che  tra  gli  enti  attualmente  al  centro   delle
  attenzioni   per   l'assoluta  inutilità  c'è   il   consorzio   di
  ripopolamento ittico del golfo di Catania, struttura che, a  parere
  di  tanti e, soprattutto, dei pescatori catanesi, nulla ha fatto se
  non  stampare e ristampare inutili opuscoli che non hanno niente  a
  che   fare  con  gli  obiettivi  fondanti  della  stessa  esistenza
  dell'ente;

   tenuto  conto  che  gli  enti  pubblici  e  privati  rappresentati
  all'interno  del  consiglio  di amministrazione  hanno  iniziato  a
  ritirare  la propria rappresentanza vista l'inutilità del  medesimo
  consorzio;

   per  sapere  se non ritengano opportuno verificare la  sussistenza
  delle  condizioni  per lo scioglimento immediato del  consorzio  di
  ripopolamento ittico del golfo di Catania». (466)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che nel mese di novembre dello scorso anno si è  dimesso,
  perché già in regime di prorogatio, il consiglio di amministrazione
  della fondazione 'Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù';

   ricordato  che  il c.d.a. del San Raffaele Giglio, che  ha  durata
  quinquennale, è composto da 5 membri di cui tre di nomina  pubblica
  e 2 designati dal centro San Raffaele del Monte Tabor;

   visto  che  i  tre  membri di nomina pubblica sono rispettivamente
  indicati  uno dal comune di Cefalù, uno dalla AUSL 6  e  uno  dalla
  Regione;

   rilevato che per il comune di Cefalù si è autonominato il  sindaco
  Giuseppe  Guercio, per l'AUSL sarebbe stato nominato  il  direttore
  della  stessa  AUSL 6, dr. Salvatore Iacolino,  e  per  la  Regione
  sarebbe  stato indicato, direttamente dal Presidente  Lombardo,  il
  dr.  Stefano Cirillo, designato anche quale Presidente dello stesso
  c.d.a;

   per sapere:

   se sia risponda al vero che le nomine pubbliche corrispondono alle
  indicazioni sopra rilevate;

   se  ritengano possibile che il direttore dell'AUSL 6, che è  anche
  organo  di vigilanza delle strutture ospedaliere presenti  nel  suo
  territorio,   possa  svolgere  contemporaneamente   il   ruolo   di
  controllore e di controllato;

   se  ritenga  utile  e opportuno che il sindaco di  Cefalù,  che  è
  autorità sanitaria nel comune, ricopra contemporaneamente la  veste
  di amministratore della struttura sanitaria presente nella città;

   quali  motivazioni  e  quali  spiccate  doti  manageriali  abbiano
  indotto  a  scegliere il dr. Cirillo tra i tanti  professionisti  e
  manager  disponibili quale rappresentante della Regione nel  c.d.a.
  nel San Raffaele G. Giglio di Cefalù». (467)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            CRACOLICI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «All'  Assessore  per  i lavori pubblici ed  all'  Assessore  alla
  Presidenza, premesso che:

   il  consorzio  per le autostrade siciliane, nato  nel  1997  dalla
  unificazione dei tre distinti consorzi concessionari  ANAS  per  la
  costruzione e gestione delle autostrade Messina - Catania,  Messina
  -  Palermo e Siracusa - Gela, ha natura giuridica di ente  pubblico
  regionale  non economico, sottoposto a controllo e vigilanza  della
  Regione siciliana;

   per  tale  sua  natura  lo stesso rientra fra  le  amministrazioni
  pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs 30 marzo  2001,  n.
  165,  recante  norme  generali  sull'ordinamento  del  lavoro  alle
  dipendenze delle amministrazioni pubbliche;

   l'art.  16, comma 1, della legge n. 246 del 2005 ha sostituito  al
  passaggio  diretto  tra  le  pubbliche  amministrazioni  l'istituto
  civilistico  della  cessione del contratto di  lavoro,  ma  non  ha
  modificato  la  rubrica che invece continua a  far  riferimento  al
  passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse;

   il medesimo articolo 16, comma 1, lett. c), capoverso 2- quinquies
  -   stabilisce   che  'salvo  diversa  previsione,  al   dipendente
  trasferito  per  mobilità  si applica il trattamento  giuridico  ed
  economico  previsto dal contratto collettivo vigente  nel  comparto
  dell'amministrazione cui è stato destinato';

   osservato che:

   l'iniziale  previsione di cui all'art. 33, comma 2,  del  dlgs  n.
  29/93  secondo  cui  il  trasferimento di  personale  fra  comparti
  diversi  avviene  a seguito di apposito accordo  stipulato  fra  le
  amministrazioni,  con  il  quale sono indicate  le  modalità  ed  i
  criteri  di  trasferimento dei lavoratori in possesso di specifiche
  professionalità,  tenuto conto di quanto  stabilito  ai  sensi  del
  comma 3, non è più vigente;

   pur  trattandosi  di  un  rapporto  trilaterale  di  cessione   di
  contratto  (cfr. art. 30, comma 1, d. lgs n. 165 del  2001)  e  pur
  essendo  evidente  che,  secondo norma, la  competenza  spetta  sia
  all'amministrazione cedente che a quella ricevente, nessun  obbligo
  corre  per  le stesse di stipulare appositi accordi per individuare
  modalità e criteri per il trasferimento;

   nessun  obbligo  vi  è quindi per il consorzio per  le  autostrade
  siciliane,  od  altri enti similari, di procedere alla  stipula  di
  appositi  accordi  prima  di accettare la  cessione  di  contratti,
  mentre, viceversa, vi è il divieto di procedere all'espletamento di
  procedure  concorsuali finalizzate alla copertura di posti  vacanti
  prima che siano state attivate le procedure di mobilità;

   verificato che:

   in  caso  di  eccedenze  di  personale e  mobilità  collettiva  le
  pubbliche  amministrazioni sono tenute ad informare preventivamente
  le  organizzazioni  sindacali e ad osservare le procedure  previste
  dall'articolo  33  del d. lgs n. 165/2001 e non anche  in  caso  di
  mobilità volontaria;

   apposite  procedure  sono  previste invece  per  la  gestione  del
  personale  in  disponibilità  a  partire  dall'iscrizione  di  tale
  personale  in  appositi  elenchi secondo  l'ordine  cronologico  di
  sospensione del relativo rapporto di lavoro;

   il  consorzio  per  le  autostrade siciliane  si  è  semplicemente
  avvalso  della  facoltà  di  ricoprire posti  vacanti  in  organico
  mediante   cessione   del  contratto  di   lavoro   di   dipendenti
  appartenenti  alla  stessa  qualifica  in  servizio  presso   altre
  amministrazioni;

   preso  atto,  infine  che  l'utilizzo di tale  facoltà,  a  parere
  dell'interrogante,    viene    quasi    sempre     poco     attuato
  dall'amministrazione  regionale,  mentre  andrebbe  sollecitato  in
  tutti  gli uffici ed enti pubblici siciliani sia al fine  di  porre
  fine  ad  eventuali squilibri fra assegnazione di risorse  umane  e
  carichi  di  lavoro  sia al fine di ricoprire i  posti  vacanti  in
  organico  che,  a  causa delle limitazioni previste  per  le  nuove
  assunzioni, sono destinati a restare vacanti;

   per sapere se:

   non   sia  illegittimo  procedere  all'espletamento  di  procedure
  concorsuali  finalizzate  alla  copertura  di  posti   vacanti   in
  organico, prima di attivare le procedure di mobilità;

   se  non debbano ritenersi illegittime anche le eventuali procedure
  selettive  interne  effettuate prima  di  aver  attivato  tutte  le
  procedure    di   mobilità.   Infatti,   secondo   la   consolidata
  giurisprudenza   costituzionale,  il  passaggio   ad   una   fascia
  funzionale superiore comporta l'accesso ad un nuovo posto di lavoro
  corrispondente  a  funzioni più elevate ed  é  soggetto,  pertanto,
  quale  figura  di  reclutamento, alla regola del pubblico  concorso
  (cfr. per tutte: sentenza Corte costituzionale n. 320 del 1997e  n.
  1  del  1999),  in quanto proprio questo metodo offre  le  migliori
  garanzie  di  selezione  dei soggetti più  capaci  (sentenza  Corte
  Costituzionale n. 194/2002);

   se non sia invece legittimo e doveroso incentivare, estendendole a
  tutti  gli  enti  pubblici regionali, le modalità  di  reclutamento
  portate  avanti, in modo corretto ed innovativo, dal  Consiglio  di
  amministrazione  del  CAS,  accettando  tutte  quelle  cessioni  di
  contratto   di  lavoro  di  dipendenti  appartenenti  alla   stessa
  qualifica  o  qualifiche  equivalenti  in  servizio  presso   altre
  amministrazioni, utili e necessarie per ricoprire i  posti  vacanti
  in organico, e solo successivamente attivando, eventualmente, tutte
  le altre procedere previste dal vigente ordinamento». (458)

               (L'interrogante chiede risposta scritta )

                                                             PICCIOLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data  19 febbraio 2009, la Presidenza della Regione siciliana,
  ha  sottoscritto la convenzione con il comando Regione  Carabinieri
  Sicilia  e  la  società Trenitalia s.p.a. per il finanziamento  del
  protocollo d'intesa del 21 novembre 2008;

   il protocollo, in particolare, consente la libera circolazione, su
  tutti  i  treni  regionali, dei militari dell'Arma  della  Sicilia,
  muniti  di  appositi moduli di viaggio in base alle  richieste  dei
  comandi provinciali;

   finalità  del  protocollo  è l'incremento  del  fattore  sicurezza
  personale, a bordo dei treni regionali in territorio siciliano, dei
  viaggiatori;

   considerato che:

   l'iniziativa è importante e merita la sua piena applicazione;

   uguali prerogative e finalità possono essere riconosciute e svolte
  anche dagli appartenenti alla Polizia di Stato;

   ritenuto che:

   l'esclusione dalla convenzione e dal relativo protocollo  d'intesa
  può   rappresentare  una  disparità  di  trattamento;   anche   gli
  appartenenti  alla  Polizia  di  Stato,  unitamente   ai   militari
  dell'Arma,  possono garantire, allo stesso modo,  le  finalità  del
  protocollo e della relativa convenzione;

   anche  la  Polizia  di  Stato, quindi,  deve  essere  messa  nelle
  medesime condizioni (come i militari dell'Arma dei Carabinieri)  di
  poter  godere ed usufruire delle agevolazioni previste dalla libera
  circolazione sui treni regionali di Trenitalia;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare per procedere  ad
  una  nuova  sottoscrizione della convenzione con  gli  appartenenti
  alla  Polizia  di  Stato o per consentirne il loro  inserimento  in
  quella  del  19  febbraio 2009 onde far sì che anche  i  poliziotti
  possano  godere  e  beneficiare delle agevolazioni  ivi  previste».
  (459)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nel tratto di costa ricompreso fra Maganuco e Punta Regilione,  in
  territorio  del comune di Modica (RG), si verifica ciclicamente  la
  presenza  di una densa schiuma, a tratti spessa anche 50  cm.,  che
  ricopre   quasi   interamente  per  alcune   centinaia   di   metri
  l'interfaccia mare-terra;

   potrebbe  trattarsi, verosimilmente, di un fenomeno  di  fioritura
  algale  che  si  manifesta con aggregati di tipo  foaming,  con  la
  possibilità  di indurre alterazioni ambientali e danni anche  gravi
  all'ecosistema;

   da  un  punto  di  vista sanitario il fenomeno  potrebbe  assumere
  rilevanza in conseguenza della capacità di alcune microalghe - tipo
  PSP,  DSP, NSP, ASP - di accumularsi in molluschi e altri  prodotti
  ittici abitualmente consumati dall'uomo;

   nell'ultimo decennio episodi di fioriture algali causate da specie
  potenzialmente   tossiche  -  quali  Coolia   monotis,   Fibrocapsa
  japonica,  Prorocentrum  lima,  P.  emarginatum,  Amphidinium  sp.,
  Dinophysis sp., ecc. - sono state segnalate ripetutamente lungo  le
  coste italiane;

   ritenuto che:

   l'intensificazione  del fenomeno e i risvolti  sanitari  associati
  hanno indotto anche l'organizzazione mondiale della sanità (OMS) ad
  occuparsi  della  problematica, includendola nelle  Guidelines  for
  safe  recreational  water environments del  2006,  con  l'invito  a
  predisporre   adeguati  piani  di  monitoraggio  e   programmi   di
  sorveglianza  delle  aree che in qualche modo  potrebbero  apparire
  interessate;

   la direttiva europea 2006/7/CE del 15 febbraio 2006, relativa alla
  gestione   della   qualità  delle  acque  di  balneazione,   recita
  testualmente 'Qualora il profilo delle acque di balneazione  mostri
  una  tendenza  alla proliferazione di macroalghe  e/o  fitoplancton
  marino,  vengono  svolte  indagini  per  determinare  il  grado  di
  accettabilità e i rischi per la salute e vengono adottate misure di
  gestione adeguate, che includono l'informazione al pubblico';

   la  normativa  vigente,  decreto legge 13  aprile  1993,  n.  109,
  convertito  con modificazioni nella legge 12 giugno 1993,  n.  185,
  prevede piani di sorveglianza algali;

   per  sapere  se intendano procedere ad avviare gli opportuni  atti
  ispettivi  per  accertare  l'esistenza  di  eventuali  fenomeni  di
  fioritura algale, nel tratto di costa compreso fra Maganuco e Punta
  Regilione  in  territorio  del comune di Modica,  e  di  potenziali
  rischi per la salute dei cittadini». (461)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             AMMATUNA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   nei giorni scorsi i giovani medici in formazione specialistica  ed
  aspiranti specializzandi hanno dato luogo ad una manifestazione  di
  protesta, promossa dal SIGM-SIMS e dal comitato regionale aspiranti
  specializzandi  al fine di sensibilizzare le istituzioni  regionali
  al reperimento dei fondi necessari a sostenere la formazione medico-
  specialistica;

   non  sono  state reperite le risorse finanziarie per la  copertura
  dei  contratti  di  formazione specialistica per l'anno  accademico
  2007/2008, e per parte dell'anno accademico 2006/2007;

   gli  atenei  siciliani, per far fronte alla  corresponsione  degli
  stipendi   dovuti   ai   titolari  di   contratto   di   formazione
  specialistica, hanno dovuto contrarre debiti per diversi milioni di
  euro;

   l'università di Messina, per tale motivo, ha sospeso dal  mese  di
  gennaio  2009  il  pagamento degli stipendi maturati  a  circa  175
  medici  titolari  di  contratti di formazione  specialistica;  tali
  medici sono vincolati dal contratto in questione ad un rapporto  di
  lavoro   pressochè  esclusivo  e  vengono  quindi   privati   della
  possibilità  di  reperire,  attraverso  la  loro  professione,  dei
  guadagni necessari al loro sostentamento;

   considerato che:

   la   formazione  degli  operatori  nell'ambito  sanitario   assume
  particolare  importanza  e  rilevanza  poiché  da  essa  deriva  la
  professionalità  delle figure deputate a garantire  la  salute  dei
  cittadini;

   la Regione risulta esposta, al pari delle università, a ricorsi di
  natura  legale che renderebbero più difficile il risanamento finora
  perseguito;

   ritenuto che:

   per   garantire  l'efficienza  e  l'organizzazione  del   servizio
  sanitario  è  necessario valutare le reali e concrete esigenze  del
  territorio;

   la  copertura finanziaria delle borse di formazione specialistica,
  già in atto, ed il reperimento di risorse per bandirne di nuove non
  è  quindi solo una spesa, ma uno strumento strategico per garantire
  la  presenza  sul  territorio delle professionalità  necessarie  al
  corretto funzionamento attuale e futuro del SSN;

   la   razionalizzazione  della  spesa  pubblica  non  può  incidere
  negativamente sul diritto all'accesso alla formazione  dei  giovani
  medici e sul diritto alla salute dei cittadini;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  il  Governo  intenda  adottare  al  fine  di
  garantire  il  mantenimento della formazione  medico-specialistica,
  nonché  per verificare le esigenze del territorio e fare  chiarezza
  sugli  oneri finanziari per la copertura della formazione  sia  per
  l'anno   2007/2008  che  per  quelli  successivi,  in   particolare
  rilevando che la Regione deve formalizzare in tempi brevi  al  MIUR
  la disponibilità a finanziare posti aggiuntivi regionali da mettere
  a bando per l'anno accademico 2008/2009;

   quali  iniziative  si  stiano predisponendo per  intraprendere  un
  dialogo  costruttivo  con gli atenei siciliani  ed  individuare  un
  percorso  che ponga fine nell'immediato alla situazione di  disagio
  che attualmente diversi giovani medici stanno vivendo». (462)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                              CORDARO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione,  premesso che  l'esigenza  di  accogliere  la
  proposta  di  verticalizzazione dei circoli  didattici  Battisti  -
  Caronda  -  Tempesta, e S. Giovanni Bosco, nel  centro  storico  di
  Catania,  nasce  dalla  necessità di  contrastare  il  preoccupante
  fenomeno dell'evasione dell'obbligo scolastico;

   considerato che:

   il  sottoscritto  interpellante, già con  l'interpellanza  n.  43,
  all'unisono con le istituzioni locali, ha sollecitato l'Assessorato
  in   indirizzo   a   rivedere   la   posizione   di   rinviare   la
  verticalizzazione  delle  istituzioni  scolastiche  in  assenza  di
  accorpamenti tra le scuole;

   la  suddetta proposta sembrava, in un primo momento, essere  stata
  accolta   dall'Assessorato  regionale  per  i  beni   culturali   e
  ambientali  e  per  la pubblica istruzione e la  relativa  notizia,
  divulgata dalle principali testate giornalistiche, ha attivato,  di
  fatto,  nelle comunità scolastiche, la possibilità di inoltrare  le
  domande d'iscrizione conseguenti all'avvenuta verticalizzazione;

   a  seguito della presentazione delle suddette domande le  famiglie
  hanno  il  diritto  di  richiedere il  rispetto  della  scelta  già
  operata;

   i dirigenti scolastici, certamente in buona fede, hanno provveduto
  ad accogliere le suddette domande;

   rilevato che l'ufficio scolastico regionale, con propria nota  del
  28  febbraio  2009 indirizzata ai dirigenti scolastici, evidenziava
  l'inesistenza  del  decreto dell'Assessore  regionale  per  i  beni
  culturali che avrebbe reso operativo il dimensionamento della  rete
  scolastica,  di fatto, precludendo la possibilità di trattenere  le
  domande  finora  ricevute  ed esponendo i  dirigenti  ad  eventuali
  provvedimenti sanzionatori;

   per   conoscere,   alla   luce  delle  inequivocabili   intenzioni
  dell'Assessore   in  indirizzo,  di  provvedere   ad   avviare   la
  verticalizzazione  scolastica  auspicata,  le  ragioni  che   hanno
  determinato  il  congelamento del piano di  dimensionamento  ed  il
  conseguente   intollerabile  ritardo  che  ha  creato   disagi   ed
  incertezze nelle famiglie». (53)

                                                             D'ANTONI

   PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza  che
  il  Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o  abbia
  fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
  stessa  sarà  iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta  al
  proprio turno.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento   interno,   delle   seguenti   mozioni   numero    103
  «Applicazione   del  contratto  collettivo  nazionale   ai   medici
  veterinari»,   degli   onorevoli   Oddo,    Panarello,   Cracolici,
  Gucciardi,  Ferrara, Laccoto, De Benedictis,  Digiacomo,  Fiorenza,
  Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  Bonomo, Di Benedetto, Di Guardo,
  Donegani,   Faraone,   Galvagno,    Lupo,    Marinello,   Marziano,
  Mattarella,    Panepinto,  Picciolo,  Raia,   Rinaldi,    Speziale,
  Termine  e  Vitrano e numero 104 «Conseguenze per la  gestione  dei
  beni   e   delle   aziende   confiscate  in   Sicilia   a   seguito
  dell'immissione  di  risorse nel fondo unico di  giustizia»,  degli
  onorevoli Caputo, Pogliese, Aricò, Marrocco e Vinciullo.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   GENNUSO, segretario:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le   aziende  sanitarie  locali,  da  oltre  cinque  anni,   hanno
  assicurato gli essenziali servizi per la salvaguardia e lo sviluppo
  delle  attività zootecniche e la tutela della salute dei cittadini,
  grazie all'apporto di oltre quattrocento medici veterinari;

   il rapporto di lavoro tra le predette ASL ed i medici veterinari è
  stato   regolato   da  contratti  di  collaborazione   a   progetto
  (co.co.pro.) la cui stipula appare di dubbia legittimità stante  la
  difficile  configurazione degli elementi costitutivi di detto  tipo
  di  rapporto (presenza del vincolo di subordinazione e  carenza  di
  uno specifico progetto da realizzare);

   l'illegittimità  dei  suddetti  contratti  potrebbe  generare   un
  notevole  ed  oneroso  contenzioso  per  le  casse  delle   aziende
  sanitarie  locali  le quali, ove venisse configurato  un  ordinario
  rapporto  di  lavoro subordinato, sarebbero costrette  non  solo  a
  corrispondere  le differenze retributive ai medici  veterinari,  ma
  anche  a  regolarizzare la posizione previdenziale  e  contributiva
  degli stessi;

   in   data  23  marzo  2005,  ai  sensi  dell'art.  8  del  decreto
  legislativo  n.  502  del 1992, è stato sottoscritto  il  contratto
  collettivo  nazionale  che disciplina il  rapporto  di  lavoro  dei
  medici veterinari;

   le altre regioni, al fine di evitare le sopradette illegittimità e
  i  relativi  contenziosi,  hanno  già  provveduto  ad  applicare  i
  contenuti   normativi-economici  di   cui   al   citato   contratto
  collettivo;

   considerato che:

   il    comitato   consultivo   regionale   per   la   specialistica
  ambulatoriale   veterinaria,  nel  mese  di   novembre   2008,   in
  applicazione  del  più  volte  detto  contratto  collettivo  ed  in
  ossequio  al  piano di rientro della spesa sanitaria regionale,  ha
  proposto  la  stabilizzazione  con  contratto  di  lavoro  a  tempo
  indeterminato dei medici veterinari;

   in particolare, secondo il citato organismo la stabilizzazione, al
  fine  di  evitare  ulteriori aggravi di  spesa,  dovrebbe  avvenire
  attraverso la stipula di contratti part time con un numero  di  ore
  ridotte rispetto al tempo pieno,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                  l'Assessore regionale per la sanità

   a  porre  in  essere  tutti i necessari atti  volti  ad  applicare
  l'accordo collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro
  con  i  medici  veterinari e conseguentemente a  stabilizzarli  con
  contratto   di  lavoro  a  tempo  indeterminato,  così  assicurando
  l'espletamento delle  attività istituzionali delle ASL  in  materia
  di  zootecnia  e ai fini della tutela del diritto alla  salute  dei
  cittadini». (103)

                           ODDO- PANARELLO-CRACOLICI-GUCCIARDI-
                           FERRARA-LACCOTO-DE          BENEDICTIS-
                          DIGIACOMO-
                           FIORENZA-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-
                           BONOMO-DI BENEDETTO-DI GUARDO-DONEGANI-
                           FARAONE-GALVAGNO-LUPO-MARINELLO-
                          MARZIANO- MATTARELLA-PANEPINTO-PICCIOLO-
                          RAIA-RINALDI- SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in ambito nazionale il Parlamento con i decreti - legge n. 112 del
  25  giugno 2008 (convertito in legge n. 133/2008) e n. 143  del  16
  settembre  2008 (convertito in legge n. 181/2008) ha  istituito  il
  fondo unico di giustizia;

   le finalità del fondo prevedono che le somme di denaro sequestrate
  o   confiscate   nell'ambito   dei  procedimenti   di   prevenzione
  patrimoniale  vengano trasferite alla società 'Equitalia  Giustizia
  s.p.a';

   in  particolare, secondo il disposto del comma 2 dell'art.  2  del
  decreto - legge n. 143/2008, confluiscono nel fondo unico giustizia
  tutte  'le  somme di denaro ovvero i proventi di cui  all'art.  61,
  comma  23,  decreto legge n. 112/2008 (somme di denaro  sequestrate
  nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione  di  misure
  di  prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n.  575  e  succ.
  mod. integr.) o di irrogazione di sanzioni amministrative, anche di
  cui al d.lgs. n. 231/01';

   sul  predetto fondo affluiscono, inoltre, i proventi derivanti dai
  beni confiscati nell'ambito dei procedimenti penali, amministrativi
  o  per  l'applicazione  delle misure di prevenzione,  di  cui  alla
  citata  legge n. 575/65, nonché in virtù della legge n.  1423/56  e
  dello  stesso decreto legislativo n. 231/01 e successive  modifiche
  integrazioni;

   considerato che:

   la   gestione   di   tali  risorse,  dunque,  viene   tolta   agli
  amministratori  giudiziari  e  demandata  alla  società  'Equitalia
  Giustizia  s.p.a.' di guisa che l'amministratore, sulla base  delle
  modalità  indicate con decreto dal Ministro dell'economia  e  della
  finanza  di  concerto  con  il  Ministro  della  giustizia,   potrà
  utilizzare  le  somme  di denaro o i beni che  formano  oggetto  di
  sequestro  o  confisca per provvedere al pagamento delle  spese  di
  conservazione o amministrazione;

   in  questo  modo le somme, siano esse in sequestro o in  confisca,
  appartenenti a persone fisiche o a persone giuridiche e società  di
  persone   assoggettate   alla  misura  patrimoniale,   confluiscono
  comunque,  al fondo unico, senza alcuna distinzione e, soprattutto,
  sottraendosi (tali attività) a qualsiasi obbligazione in precedenza
  contratta;

   conseguentemente, le attività liquide, quantunque ed in  qualunque
  forma   presenti,  nonché  gli  stessi  provvedimenti  delle  'cose
  sequestrate' (e pertanto intuibilmente anche i ricavi e  gli  utili
  delle  aziende  sequestrate), entrano nell'ambito del  fondo  unico
  giustizia;

   gli amministratori giudiziari nominati per la gestione delle somme
  di  denaro o dei beni sottoposti a sequestro o confisca non possono
  svolgere   i   propri  uffici  istituzionali  che  la  legge   loro
  attribuisce    proprio   in   ragione   della    conservazione    e
  amministrazione   dei  beni  oggetto  del  provvedimento   ablativo
  (sequestro/confisca);

   quindi,  gli  amministratori giudiziari,  in  particolare  per  le
  aziende  sottoposte a sequestro o confisca, non potranno effettuare
  il  pagamento  degli  stipendi, dei fornitori,  delle  banche,  non
  potranno   acquisire  fattori  di  produzione  per  assicurare   la
  continuità del processo produttivo;

   si  troveranno  nell'impossibilità,  materiale  ed  oggettiva,  di
  effettuare   il   pagamento  di  debiti  erariali,   il   pagamento
  obbligatorio   delle   imposte,   tasse,   tributi   e   contributi
  previdenziali e assistenziali;

   ritenuto  che,  nell'ambito di recenti sequestri  di  aziende,  le
  banche,  senza  preavviso  rivolto all'amministratore  giudiziario,
  hanno   già  provveduto,  su  ordine  di  Equitalia,  a  trasferire
  d'ufficio  a  quest'ultima  società le somme  rinvenute  nei  conti
  correnti oggetto di sequestro, con la conseguenza immediata che  le
  disposizioni    di    pagamento,    medio    tempore    autorizzate
  dall'amministratore giudiziario, sono state disattese ed elevati  i
  protesti  per  gli  assegni  in  circolazione;  ciò  ha  comportato
  l'ulteriore  conseguenza  che  le  rate  di  pagamento,   afferenti
  rapporti  di leasing o semplici dilazioni per l'acquisto  di  mezzi
  d'opera,  sono tornate insolute a causa della mancanza del rapporto
  di  provvista,  così esponendo l'azienda sequestrata  ai  correlati
  effetti pregiudizievoli e, comunque, inibendone la produttività;

   ritenuto, altresì, che l'istituzione del fondo è in contrasto  con
  le funzioni del giudice delegato e dall'amministratore giudiziario,
  (per   la   fase   di  sequestro)  dell'Agenzia   del   demanio   e
  dall'amministratore finanziario (per fase di confisca  definitiva),
  previste  dalla legge Rognoni-La Torre, istitutiva delle misure  di
  prevenzione patrimoniali;

   ritenuto, infine, che:

   gli  amministratori  giudiziari dei beni  patrimoniali  confiscati
  alla   criminalità  organizzata,  non  avendo  più   la   materiale
  disponibilità  dei beni, non possono svolgere l'ordinaria  gestione
  dei beni stessi;

   vi è il concreto rischio e pericolo di una paralisi delle attività
  aziendali sequestrate e confiscate, con conseguenze critiche per la
  produttività aziendale e ricadute negative in termini economici  ed
  occupazionali;

   in  Sicilia  vi è il maggior numero di beni immobili ed  aziendali
  sottoposti alla misura di sequestro e confisca, principalmente  per
  i beni di provenienza da 'Cosa Nostra',

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale, presso  il  Ministro
  dell'economia e delle finanze, al fine di evitare che  l'immissione
  delle  risorse  provenienti dalla gestione dei beni confiscati  nel
  fondo  unico di giustizia possa danneggiare la gestione dei beni  e
  delle  aziende siciliane sequestrate e confiscate alla  criminalità
  mafiosa». (104)

                            CAPUTO-POGLIESE-ARICO'-MARROCCO-VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Dispongo  che  le mozioni  testé  annunziate  vengano
  demandate  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  perché ne determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


        Discussione del disegno di legge «Norme per il riordino
               del Servizio sanitario regionale» (248/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del disegno di legge n. 248/A «Norme per  il  riordino
  del Servizio sanitario regionale».
   Invito i componenti la VI Commissione  Servizi sociali e sanitari'
  a prendere posto al banco delle commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Leontini  per  svolgere  la
  relazione.

   LEONTINI,  relatore. Non penso di svolgere oggi la  relazione  del
  disegno  di  legge  di  riordino della  sanità  per  i  motivi  che
  spiegherò intervenendo, se mi è consentito, sull'ordine dei lavori.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare non come relatore formale del disegno di legge che è  stato
  esitato  dalla  Commissione  e  trasmesso  all'Aula  per   le   sue
  competenze,  ma sull'ordine dei lavori nella qualità di  presidente
  di Gruppo parlamentare.
   Vorrei  sottolineare che il disegno di legge all'ordine del giorno
  è   stato   oggetto  di  approfondito  dibattito  in   Commissione;
  approfondito  e lungo dibattito considerato che si è protratto  per
  parecchi  mesi  e,  proprio nei suoi esiti  finali,  ha  costituito
  motivo di impegno all'interno della maggioranza e nel confronto tra
  la  maggioranza  e l'opposizione, seppure, nel corso  delle  ultime
  riunioni,  si  è invece riscontrato un disimpegno da  parte  di  un
  gruppo  della  maggioranza, cioè dell'MPA, nonché dei colleghi  del
  Partito Democratico.
   Il  Governo,  nelle riunioni della Commissione, ha pronunciato  il
  proprio  parere contrario in linea di principio, pur  non  entrando
  nel merito, se non in occasione dell'esame dell'articolo 17.
   Pertanto, il lavoro svolto dalla Commissione, sebbene ritengo  sia
  un  lavoro importante, sebbene abbia prodotto il disegno  di  legge
  che  oggi è oggetto di discussione per l'Aula, rappresenta - a  mio
  avviso  e  da  un punto di vista più complessivo - un  lavoro  solo
  parziale,  che  meriterebbe di essere sottoposto ad una  più  ampia
  valutazione  e  riflessione  per  accogliere  le  integrazioni,  le
  indicazioni  che  possono e debbono pervenire  proprio  adesso  che
  l'Aula  ne  è  investita,  fidando in un rapporto  più  proficuo  e
  definitivo con il Governo e con le altre forze del Parlamento.
      Ritengo  necessario,  in  questa  condizione,  privilegiare  il
  rapporto  con  le forze della maggioranza e quindi  con  il  Gruppo
  parlamentare  dell'MPA, che non ha partecipato alle ultime  battute
  del lavoro della Commissione.
   Per  tale motivo, come Capogruppo della maggioranza, volendo farmi
  carico  di  uno sforzo di condivisione, di formulazione di  ipotesi
  che  possano,  alla  fine,  produrre per l'Aula  un  lavoro  comune
  nell'ambito  della  maggioranza  e  nei  rapporti  tra  Governo   e
  maggioranza,  ritengo  che  la  discussione  generale   possa   più
  proficuamente essere aperta martedì prossimo. E dico ciò anche  per
  un  fatto  tecnico:  il Presidente Lombardo si è  fatto  carico  di
  formulare  un'ipotesi  conciliativa,  di  equilibrio  che   potesse
  accogliere  le  parti positive dei sistemi e dei disegni  di  legge
  fino ad ora elaborati, e renderle patrimonio dell'Aula.
   Questo   lavoro,   tecnicamente,   si   trasformerebbe    in    un
  maxiemendamento  del Governo e della maggioranza che  sarebbe  alla
  base della successiva attività emendatrice dell'Aula.
   Se  non accogliamo queste procedure, oggi l'attività dell'Aula  si
  eserciterà  sul disegno di legge Leontini, che è ciò su cui  l'Aula
  oggi è chiamata a deliberare, ad entrare nel merito.
   Essendo  invece  interessati ad una formulazione  definitiva,  che
  possa proficuamente vedere il Governo e la maggioranza compatti nel
  formulare una ipotesi concordata, di conciliazione funzionale,  una
  ipotesi che sia rappresentativa di tutte le istanze e di tutti  gli
  impegni  all'interno  della  maggioranza.  Pertanto,  ritengo   che
  rinviare  l'apertura della discussione generale a martedì  prossimo
  possa  consentire in questi giorni al Presidente della  Regione  di
  formulare questa ipotesi.
   Noi  siamo fiduciosi, siamo ottimisti e sappiamo che il Presidente
  formulerà  l'ipotesi  migliore;  e riteniamo che  anche  il  nostro
  disegno  di  legge,  alla  luce  di questo  impegno,  possa  essere
  perfettibile,  possa  essere destinatario di integrazioni  e  possa
  alla fine costituire per tutto il Parlamento la base definitiva per
  una proficua attività emendatrice, altrimenti inizia un'attività su
  un  lavoro parziale che è quello esitato dalla Commissione, seppure
  legittimo perché a rigore di regolamento, ma sicuramente dal  punto
  di  vista  politico  e della rappresentatività  della  maggioranza,
  parziale, non completo.
   Noi  -  e parlo come capogruppo della maggioranza - vogliamo farci
  carico   di  questa  necessità  di  concordia,  di  questa  ipotesi
  congiunta, condivisa; ecco perché, anche tecnicamente, è  opportuno
  che la discussione generale sia rinviata a martedì prossimo.
   Per  quanto esposto, non svolgo adesso la relazione perché, avendo
  avuto  un  incarico formale dalla Commissione, dovrei rappresentare
  articolo per articolo i contenuti del disegno di legge.
   Mi  riservo  di  svolgere la mia relazione martedì allorquando  si
  sarà  addivenuti  ad  una soluzione definitivamente  concordata  ed
  espressa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, non c'è dubbio che siamo in presenza  di
  un  disegno  di  legge che ha un po' del surreale,  nel  senso  che
  all'esame  c'è  oggi  un  testo che non è condiviso,  almeno  dalle
  dichiarazioni   e  dagli  atti  che  sono  stati   compiuti   nella
  Commissione  legislativa sia dal Governo, sia da  un  gruppo  della
  maggioranza e sia da un gruppo di opposizione di questo Parlamento.
   Tanto  è  surreale che il Capogruppo, che è pure relatore di  quel
  testo,  oggi  ha  chiesto  -  credo  anche  in  maniera  del  tutto
  ragionevole - il rinvio non della trattazione del disegno di legge,
  ma  il rinvio della discussione, perché comunque i colleghi che con
  lui  hanno  approvato  quel  testo  chiedono  oggi  al  Governo  di
  ripresentarne  uno  nuovo, se ho capito bene, che  tenga  conto  di
  accordi  romani  e  accordi palermitani, anche se  ho  scoperto  in
  queste  settimane che più che il ponte, Presidente  della  Regione,
  bisognerebbe  far  funzionare i telefoni, perché  ho  scoperto  che
  quello  di  cui  discutete  a Roma non  riuscite  a  comunicarlo  a
  Palermo    E,   quindi,  c'è  qualche  problema  di   comunicazione
  all'interno della vostra maggioranza
   Pur  non  di  meno,  ciò  di  cui oggi prendiamo  atto  è  che  il
  Capogruppo del PDL afferma che, sostanzialmente, quanto prodotto in
  Commissione è stata una prova muscolare, che - come tutte le  prove
  di  forza  - si sono sgonfiate nel momento in cui il muscolo  si  è
  disteso.
   E,   però,   ci   hanno   portato  ad  una   condizione   che   ha
  dell'incredibile. Sostanzialmente dobbiamo esaminare un  testo,  di
  cui  forse  ora  decideremo  di rinviare la  discussione  generale,
  perché il Governo - e in questo caso presumo che dovrebbe avere  un
  passaggio  in Giunta - o il Presidente della Regione, e quindi  con
  atto  monocratico,  pur nelle sue competenze, possa  presentare  un
  emendamento di riscrittura dell'intero disegno di legge.
   Ma è evidente che, se così è, siccome io non mi sono iscritto alle
  riunioni né romane né palermitane, voglio esercitare le prerogative
  previste  dal Regolamento vigente sui diritti del parlamentare.  Se
  dovesse arrivare un testo sottoscritto e presentato in nome di  una
  intesa,  è evidente che la discussione si andrebbe a fare  su  quel
  testo,  ma  è  a  quel testo che si presenteranno gli  emendamenti.
  Cioè,  noi, di fatto, dovremo seguire una procedura inusitata,  che
  credo  non  si  è  mai  verificata, valutando  per  prima  cosa  se
  l'emendamento sostituisce per intero il disegno di legge e, quindi,
  presentare eventuali emendamenti a quel testo, che in qualche  modo
  modifica  l'impianto. Ora capite - lo dico ai  colleghi  che  hanno
  sostenuto  la prova muscolare - che forse quei colleghi avevano  un
  obiettivo,  quello di  incasinare  - scusatemi l'espressione  -  la
  procedura per allungarla sine die.
   Allora, dobbiamo intenderci, onorevole Presidente della Regione, e
  se  c'è questo famoso emendamento di cui abbiamo letto sui giornali
  si  ricomincia la procedura. Quindi, valuteremo gli emendamenti  e,
  se  c'è  la necessità di un approfondimento tecnico da parte  della
  Commissione competente, si provvederà in tal senso perché  trattasi
  di  nuova  trattazione;  altrimenti, visto  che  l'MPA  e,  se  pur
  successivamente,  il  Gruppo  del  PD,  nel  momento  in   cui   la
  Commissione  legittimamente ha votato un modello e su quel  modello
  abbiamo  favorito, per quanto ci riguardava, la possibilità,  visto
  che  non era per noi emendabile il modello scelto dalla maggioranza
  dei  commissari  in  Commissione sanità,  abbiamo  deciso,  non  di
  abbandonare   la   seduta  della  Commissione,   ma   di   favorire
  l'accelerazione dell'approvazione di quel testo perché, dal  nostro
  punto  di  vista,  non era neanche più emendabile  con  emendamenti
  modificativi.
   Voglio porre una questione di procedura, a mio avviso sostanziale.
   Onorevole  Presidente  della Regione,  credo  che  quest'Aula  sia
  innanzitutto  chiamata a dirimere una questione di fondo.  E,  solo
  sulla questione di fondo, leghiamo gli emendamenti, altrimenti, c'è
  una schizofrenia tra quanto accaduto in Commissione e ciò che dovrà
  accadere in Aula.
   Se  non  ci è chiaro l'obiettivo a cui vogliamo tendere, anche  la
  fase  emendativa  rischia di essere una ulteriore  complicazione  a
  questo disegno di legge.
   Ribadiamo  il  modello  per cui ci siamo  battuti  con  un  nostro
  disegno di legge che abbiamo presentato nel mese di luglio e che  è
  a tutti noto.
   Dal  nostro  punto  di  vista  non ci sono   mediazioni  possibili
  rispetto  a  quell'impianto, quindi, vorremmo avere  rassicurazioni
  sul  fatto  che o è chiaro il sistema da cui partiamo per discutere
  il merito, oppure, lo dico subito, niente papocchi.
   Se  qualcuno  pensa di fare una salsetta alla siciliana,  lo  dico
  oggi, signor Presidente dell'Assemblea, il Governo ha il diritto di
  presentare ciò che vuole, nel merito, ma è altrettanto diritto  dei
  componenti  di questo Parlamento chiedere il rinvio  del  testo  in
  Commissione  perché,  se  non  dobbiamo  fare  papocchi,  si   deve
  affrontare  il  testo  virgola  per virgola  nella  Commissione  di
  merito.
   Comprendiamo  questa procedura. Possiamo rinviarla  a  martedì,  a
  mercoledì,  a quando volete, perché non ho capito se c'è urgenza  o
  meno.  La storia della riforma delle aziende è come l'elastico.  Si
  tira a seconda di come serve.
   Dobbiamo stabilire se è urgente e, quindi, di approvarlo prima del
  bilancio;  se alla fine, scopriamo che non è così urgente,  allora,
  in questo momento, c'è una Sicilia che aspetta anche delle risposte
  finanziarie  ed economiche immediate rispetto alla  crisi;  non  ci
  prestiamo,  dunque,  al gioco di attendere che  la  maggioranza  si
  metta d'accordo.
   Decidiamo: o si va avanti e lo si fa con chiarezza, oppure, se  si
  deve  fare  giochino e melina, dico subito di rinviare sine  die  e
  cominciamo ad affrontare le questioni urgenti, che invece ci  sono,
  a partire dalla questione finanziaria.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella della
  riforma  sanitaria è una telenovela che non finisce mai e  che  non
  finisce mai di stupire.
   Non ho capito l'intervento dell'onorevole Cracolici. Mi auguro che
  il Presidente ci dia l'opportunità di capirlo meglio, nel senso che
  stamattina stiamo incardinando, a meno che il Presidente

   CRACOLICI. Cosa significare incardinare?

   LEANZA NICOLA. Stamattina, abbiamo incardinato il disegno di legge
  sulla  sanità,  a  meno  che il Presidente non  mi  dica  una  cosa
  diversa.  In  questo momento stiamo parlando del disegno  di  legge
  sulla sanità.
   Ho fatto ciò perché penso che sei mesi di discussione sui giornali
  - se volete, di insulti, di tensioni, di attenzioni, di telefonate,
  di mediazione - possono assolutamente bastare.
     Oggi,  finalmente,  dobbiamo decidere di  chiudere,  assumendoci
  ciascuno  le  responsabilità  della  riforma  sanitaria  perché  in
  Sicilia  è  una  cosa seria, quasi quanto le crisi.  Attraverso  la
  riforma  sanitaria,  certamente,  possiamo  dare  una  boccata   di
  ossigeno  alle  nostre imprese, oltre a garantire ai  cittadini  un
  migliore diritto alla salute.
     Quindi, fermo restando che non faccio i processi all'intenzione,
  il  Regolamento parla chiaro: oggi, stiamo parlando  della  riforma
  sanitaria  e,  poi,  c'è la proposta di rinviare  alla  discussione
  generale  al  momento della trattazione dell'articolo  1.  Sarà  il
  Presidente, se vuole, a sottoporre ciò ai voti.
   Il   Governo  è  abilitato  a  presentare  emendamenti,  onorevole
  Cracolici,  come  può  fare  lei  stesso;  quindi,  se  il  Governo
  presenterà  cinque emendamenti, non dobbiamo aspettare martedì  per
  discuterli perché, per le prerogative parlamentari di questa  Aula,
  così  come  lei ha diritto a presentare gli emendamenti, e  martedì
  discuteremo  i  suoi emendamenti,  il Governo ha  l'opportunità  di
  fare la stessa cosa e discuteremo gli emendamenti senza bisogno  di
  riscrivere altro o di chiedere altro tempo.
   I  termini  della  questione sono questi: come  Gruppo  MPA,  sono
  assolutamente convinto che,  oggi, finalmente, stiamo  mettendo  un
  punto  fermo, incardiniamo la legge, diamoci i tempi necessari  per
  gli  emendamenti  ed entro il 15, il 16, il 17, il  18,  non  stop,
  finalmente, diamo alla Sicilia una vera riforma sanitaria.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Onorevole   Presidente,  signor   Presidente,   onorevoli
  colleghi,  la discussione di stamattina è importante e delicata  su
  un  passaggio  fondamentale  di  questo  primo  scorcio  di  lavori
  assembleari.
   Ho  ascoltato con attenzione gli interventi degli oratori  che  mi
  hanno  preceduto e, senza volere dare una interpretazione autentica
  che  non mi compete, dal mio punto di vista e, quindi dal punto  di
  vista  del  Gruppo UDC, ritengo di fare il punto della  situazione,
  possibilmente sbagliando, spero di no.
   Prendo   al   volo  le  preoccupazioni  del  collega.  L'onorevole
  Cracolici, sostanzialmente, ci dice che abbiamo un disegno di legge
  importante come quello della sanità, abbiamo da inserirne un  altro
  più  importante,  forse,  quello che  riguarda  il  bilancio  della
  Regione.
   Sostanzialmente, paventa che se ci addentriamo in una  discussione
  senza regolamentazione di tempi e di modi della sanità, corriamo il
  rischio  di  andare  a  gambe all'aria anche per  il  bilancio  che
  dovremmo esitare entro il 31 di questo mese.
   Capisco  che ha ragione. Qual è la soluzione? E la anticipo  anche
  come  intenzione  del Gruppo UDC. Quest'Aula e  le  Commissioni  di
  merito  sono chiamate ad un fortissimo impegno, da ora al 31 marzo,
  per esitare, nei tempi stabiliti per legge e per lavori d'Aula, sia
  il disegno di legge sulla sanità - che, a questo punto, non può più
  essere rinviato - sia il bilancio della Regione del 2009.
   L'invito,  che  più che altro è un auspicio, è che  il  presidente
  Savona  rapidamente  metta mano all'esame del bilancio,  così  come
  l'Aula  deve metter mano finalmente all'esame del disegno di  legge
  sulla sanità.
   Passo  alle procedure su questo disegno di legge. Mi pare di avere
  capito  che  l'inizio  della discussione, stamattina,  seppure  nei
  preliminari   procedurali  del  disegno  di  legge,  riguarda   già
  l'incardinamento del disegno di legge. Questa è una interpretazione
  corretta  e  che,  in  ogni caso, il Gruppo UDC condivide,  quindi,
  siamo già in fase di esame del disegno di legge.
   Ho   apprezzato  le  affermazioni  dell'onorevole  Leontini,  come
  Capogruppo del PDL, che sottoscrivo e non mi scandalizzano  perch��,
  sostanzialmente, l'onorevole Leontini ha iniziato un intervento  di
  natura  politica  come il mio e, per quel che comprendo,  dovremmo,
  stamattina,  dopo  avere sentito l'intervento del Presidente  della
  Regione, andare ad un rinvio programmato dei lavori sul disegno  di
  legge relativo alla sanità che preveda la discussione generale,  in
  fase  di trattazione dell'articolo 1 del disegno di legge, fissando
  il  termine per gli emendamenti; termine che vale sia per eventuali
  emendamenti  del Governo e del Presidente - non faccio distinzione,
  il  Presidente non presenta emendamenti a titolo personale - sia da
  parte dei Gruppi parlamentari.
   E'  un percorso che ritengo corretto perché, in un dibattito  così
  lungo  e  approfondito,  che  ci sia un  momento  di  attesa  e  di
  attenzione per un emendamento del Governo - maxi, mini, più di  uno
  o  uno  solo  -, che possa trovare il punto di equilibrio  per  una
  riforma  condivisa  dall'Aula, lo ritengo politicamente  e,  da  un
  punto  di  vista  normativo, un fatto di  grande  attenzione  e  di
  utilità per tutti.
   Per cui, sin da adesso, se è questo il percorso che l'Aula intende
  designare, sin da adesso, lo ripeto, do, a nome del Gruppo UDC,  la
  mia  approvazione, fermo restando che, se occorre procedere ad  una
  votazione per individuare i tempi degli adempimenti che sono  stati
  da  me  prima  espressi,  sin  da  adesso,  preannuncio  il  parere
  favorevole  a  questa tempistica dei lavori d'Aula sul  disegno  di
  legge relativo alla sanità.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo per
  non  togliere  spazio  all'atteso intervento del  Presidente  della
  Regione.  Arriviamo  finalmente ad uno dei momenti  più  attesi  di
  questo scorcio di legislatura, quello dell'esame da parte dell'Aula
  del disegno di legge sulla sanità in Sicilia.
   Devo dire che, in questi mesi, hanno parlato più i giornali che la
  politica;  la  politica ha parlato più attraverso  i  giornali  che
  nelle aule parlamentari.
   Questo è finalmente il luogo dove si può esercitare quel confronto
  naturale,  fisiologico, democratico, cioè quello del confronto  fra
  Parlamento  e  Governo;  Governo  che  noi,  ed  io  personalmente,
  sosteniamo con lealtà e convinzione.
   Oggi,  almeno per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la  mia
  parte politica, ritengo di dover sfatare un luogo comune che non ha
  certamente   contribuito  a  pianificare  un   dibattito   politico
  istituzionale.  Qui nessuno è per conservare o difendere  interessi
  diversi  da quelli che sono gli unici che siamo chiamati a tutelare
  e  rispettare,  cioè  quelli  della  collettività,  di  una  sanità
  migliore che non costi molto e che non sia oggetto di deviazione  o
  di  interessi  fuori  da  quelli  leciti.  Su  questo  condividiamo
  l'operato dell'Assessore per la sanità e, anzi, lo invitiamo  e  lo
  invito personalmente ad andare avanti.
   Abbiamo appreso dai giornali, signor Presidente - e lei conosce la
  stima  e l'ammirazione che nutro per il lavoro che svolge e sa  che
  l'ho  sempre  invitata  ad un maggiore dialogo  con  il  Parlamento
  perché  sicuramente  la sua presenza è qui elemento  di  sicurezza,
  conforto  e  stimolo a lavorare - che incontri romani ad  altissimi
  livelli, anche con i nostri responsabili dei Gruppi parlamentari  e
  con  i Coordinatori regionali, abbiano deciso di riportare in  Aula
  una  proposta  sintetica da parte del Governo che possa,  non  dico
  sostituire,  ma affiancare il disegno di legge che  è  arrivato  in
  Aula.
   Personalmente,  sono  per  esaminare la proposta  che  l'onorevole
  Presidente sicuramente presenterà in Aula.
   Non  possiamo  assolutamente fermarci, onorevole Cracolici;   sono
  per andare avanti.
   Il  disegno di legge è quello che la Commissione ha esitato e  che
  oggi è incardinato nei lavori di questo Parlamento.
   Propongo  che,  in attesa che il Presidente della  Regione  faccia
  pervenire alla Commissione o, a questo punto, sicuramente all'Aula,
  la  proposta alternativa o mediana riguardo al disegno di legge, di
  voler  incardinare  il  disegno di legge,  dare  il  tempo  per  la
  presentazione  degli emendamenti perché tutti abbiamo  interesse  a
  presentarne per irrobustire questo testo che condividiamo al  cento
  per  cento,  visto  che è il frutto di un lavoro fatto  all'interno
  dell'unico luogo istituzionale, cioè la Commissione Sanità.
   Le   chiedo,  quindi,  di  andare  avanti.  Se  poi,  nell'attesa,
  l'onorevole  Presidente, come ha già preannunciato, farà  pervenire
  la  sua proposta, saremo ben lieti di esaminarla e di andare avanti
  ancor prima perché, se l'Assessore per la Sanità ha detto in questi
  mesi  che   rischiamo di subire il commissariamento  da  parte  del
  Governo  centrale, abbiamo il dovere di evitare ciò e, se  i  tempi
  lunghi  determinano il commissariamento, non ci possiamo permettere
  di aspettare ancora.
   Signor Presidente, le chiedo di incardinare il disegno di legge  e
  di  consentire  un rinvio, sia al Parlamento per  la  sua  attività
  istituzionale e sia al Presidente della Regione per presentare quel
  testo che egli stesso si è impegnato a sottoporre all'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  potrei  riconoscermi nella proposta  che  in  ultimo  ho
  sentito    avanzare,   cioè   quella   contenuta    nell'intervento
  dell'onorevole  Caputo che mi sembra non soltanto ispirata  a  buon
  senso,  a  senso di opportunità, ma a ricalcare peraltro  le  tante
  cose,  gli  impegni e le scadenze che, a tutti i livelli  politici,
  parlamentari, tecnici, di Commissione e di quant'altro, si  sono  e
  ci siamo scambiati.
   Credo  non sia assolutamente il caso di richiamare date o passaggi
  parlamentari o di Commissione.
   Non  ricordo da quanto tempo questo disegno di legge sia all'esame
  del  Parlamento e delle sue articolazioni, e sia al  centro  di  un
  dibattito  politico che, impropriamente, portato  fuori  da  questa
  sede, talvolta, è degenerato.
   Parliamoci chiaro: apprezzamenti sui modelli, sulle intenzioni, su
  quanto  ci  sta  dentro  e  quanto ci sta  dietro,   ritengo  siano
  appartenuti  a questa fase politica in questa materia delicatissima
  ed  importante qual è quella relativa alla salute della  gente,  ma
  che mi auguro sinceramente - forse anche io ho dato qualche piccolo
  contributo  negativo  in tal senso e mi impegno  a  non  farlo  per
  l'avvenire  -  non si verifichi mai più  per nessuna altra  materia
  che sia oggetto di esame del Governo e dell'Assemblea.
   E'  opportuno,  prima  di  ogni altra cosa,  per  un  recupero  di
  autorevolezza  e  credibilità  di questo  Parlamento,  delle  forze
  politiche, degli uomini che vi stanno dentro, in quanto eletti  dal
  popolo  siciliano, che, da questo dibattito, si esca con una  legge
  approvata.
   Obiettivamente,  mi preme  rispettare gli impegni  e  le  scadenze
  concordate  con  il  Governo in occasione  di  tutti  i  confronti,
  compreso quel contratto che abbiamo trovato firmato, cioè il  Piano
  di rientro e, quindi, potremmo dire che il Ministero ha scritto, il
  Presidente del Consiglio ha ripreso e quanto altro però si potrebbe
  dire che la legge basta farla così, farla cosà, etc.
   Non  è  questo  che deve spingerci, bensì ritengo, prima  di  ogni
  altra  cosa,  la  considerazione che qualunque  Piano  di  rientro,
  impegno,  lavoro  etc non inserito in una strategia necessariamente
  diversa  e nuova, così come nuova è una novità, se non si inserisce
  e non si applica una nuova strategia, non vi è dubbio che il lavoro
  presenta evidenti smagliature.
   E  questo  è  più importante - ripeto - di qualunque  scadenza  ci
  venga imposta o sia stata concordata con il Governo nazionale.
   E  aggiungo che si era detto che, già la settimana scorsa,  questo
  disegno  avrebbe dovuto approdare in questa Aula;   credo  che  una
  settimana  in  più  sia stata dovuta al fatto  che  la  Commissione
  Sanità  abbia  preso atto del lavoro del Comitato per   la  qualità
  della legislazione.
   Ed  arriviamo  ad oggi. Sulla sostanza delle cose  che,  nei  vari
  interventi,  sono state dette, siamo perfettamente d'accordo,  cioè
  che non entrando nel merito del disegno di legge con interventi che
  per difendere una tesi, legittimamente peraltro e doverosamente  da
  chi è convinto di una tesi, potrebbero pregiudicare ipotesi che  ci
  impegniamo  seriamente - non è facile, lo so bene -, a  rendere  il
  più possibile gradite da questa Aula. Non sarà un lavoro facile; mi
  sono  impegnato  a  lavorarci; lo farò con il massimo  di  apertura
  possibile, partendo ovviamente da un disegno di legge incardinato e
  partendo  da  una  scadenza precisa e non importa che  sia  venerdì
  piuttosto  che  lunedì,  piuttosto  che  mercoledì.  Oggi  siamo  a
  mercoledì e, se ci proiettiamo a mercoledì prossimo, alle ore 12.00
  -  potrebbe  essere  un buon termine-, avremo  tutto  il  tempo  di
  confrontare  cose  che  stiano in piedi -  arlecchinate  credo  che
  nessuno  ne  voglia  fare  - in maniera tale  da  potere  disegnare
  insieme  obiettivamente questo nuovo modello di  sanità,  piuttosto
  che  il modello x o y che dovremo dare ed è nostro dovere dare alla
  Sicilia.
   Ecco  la mia proposta: che si passi agli articoli, si rinvii  alle
  prese di posizione, alle illustrazioni, alle concezioni più o  meno
  ideologiche   sull'argomento  alla  settimana  prossima,   allorché
  mercoledì  alle  ore  12.00, sarà fissato,  se  siamo  d'accordo  -
  ripeto,  è  la mia proposta -, il termine per la presentazione  dei
  vari emendamenti.
   Diversi  parlamentari,  credo,   hanno  anticipato  che  intendono
  presentare  emendamenti,  ovviamente  nei  termini,  nei  limiti  e
  nell'ambito che il Regolamento consente loro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dagli interventi  di  stamattina,
  sono  emerse alcune indicazioni importanti. Non vi è dubbio che  il
  disegno  di  legge che ci apprestiamo a discutere sia   importante,
  cioè  quello  che  abbiamo incardinato questa mattina  in  Aula  e,
  pertanto  alla luce di questa considerazione, è compito  certamente
  della  Presidenza mettere intanto il Parlamento e tutti i  colleghi
  parlamentari nelle migliori condizioni possibili per avere contezza
  esatta del disegno di legge che si va a discutere.
   Pertanto,  sarebbe  intendimento  della  Presidenza  procedere  in
  questo  modo,  sulla scorta delle indicazioni che sono  emerse  dal
  dibattito:  considerare chiusa la discussione generale,  nel  senso
  che  la  rinviamo  all'articolo  1 e,  quindi,  il  passaggio  agli
  articoli; dare tempo per la presentazione degli emendamenti fino  a
  mercoledì,  alle  ore  12.00;  questo  per  un  fatto  di  rispetto
  dell'attività di tutti i singoli colleghi parlamentari ed  è  stato
  sottolineato anche dall'onorevole Cracolici, nel suo intervento,  e
  per  dare  la  possibilità  ai colleghi  che  vogliono  intervenire
  durante  la  discussione generale sul disegno di  legge,  di  avere
  contezza esatta degli emendamenti che saranno presentati.
   Quindi, si rinvia la discussione generale all'articolo 1,  con  il
  passaggio  all'esame degli articoli e si fissa il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a mercoledì, alle ore 12.00.
   In seguito, ci sarà il prosieguo della discussione, con l'articolo
  1 e con le ventiquattro ore; vedremo come discutere.
   Peraltro,  mercoledì pomeriggio, se l'Assessore per  la  sanità  è
  d'accordo, potremo discutere una o due mozioni, non ricordo  quante
  siano,  sulla  sanità, per continuare il giorno dopo con  i  lavori
  dell'Aula sempre in materia di sanità.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stiamo
  stabilendo, sulla base dell'orientamento della Presidenza  e,  poi,
  vedremo  cosa succederà, una procedura che ci mette un  tantino  in
  difficoltà.
   Perché?
   Stiamo stabilendo che c'è un testo il cui relatore ha detto,  qui,
  che,  siccome il Governo dovrà presentare una ipotesi di  modifica,
  non svolgerà la relazione.
   Dovremmo  presentare  emendamenti a quel  testo  il  cui  relatore
  dichiara,  di  fatto, che non lo sostiene più,  in  attesa  di  una
  modifica che deve essere proposta dal Governo.
   Suggerisco  che  o gli emendamenti si presentano ad  un  testo  di
  riferimento,  se c'è un ragionamento, se vogliamo produrre  effetti
  positivi;  altrimenti,  vi assicuro, per  l'esperienza  che  ho  in
  quest'Aula, che scegliamo quella che sembra la strada più facile ma
  che ci  incasinerà' alla grande.
   Una  cosa  è chiara. Se c'è l'emendamento del Governo, si  discute
  prima  l'emendamento del Governo o l'emendamento,  ad  esempio,  di
  Cracolici?
   Non  sono  disponibile  a  votare  l'emendamento  del  Governo   o
  dell'onorevole Leontini se non c'è un ordine di priorità con cui si
  affrontano le questioni.
   Quindi, vorrei fosse chiaro di cosa stiamo parlando. Visto che  il
  Regolamento  stabilisce  una  procedura,  cioè  che,  prima   della
  discussione   generale,  si  possono  presentare  emendamenti,   la
  Presidenza li distribuisce e potrebbe essere questa la fattispecie,
  per cui il Governo presenta il suo emendamento e lo fa conoscere ai
  deputati  e,  a  quel punto, i deputati possono operare  un  doppio
  regime,  per  cui presentano emendamenti sia al testo formale,  sia
  subemendamenti eventuali al testo del Governo.
   Se, invece, la procedura è che c'è l'emendamento del Governo e poi
  ci  sono gli emendamenti dei deputati, preannuncio formalmente  che
  il Gruppo del PD non voterà mai emendamenti a firma del Governo. E'
  chiaro?
   O  la  procedura ha una fattispecie in cui non c'è  il  laccio  al
  collo, oppure credo che ci stiamo infilando in un tunnel in  cui  è
  difficile trovare una soluzione ed una via d'uscita.
   Il  mio  invito  al  Governo è in tal  senso  perché  non  si  può
  scherzare così.
   Se il Governo deve produrre un testo, così come è stato annunciato
  sulla stampa, di rielaborazione, di sintesi, di accorpamento  ed  è
  nelle  sue  disponibilità, al di là del fatto che sarà approvato  o
  respinto, è nella sua facoltà: di fronte ad un testo di legge,  può
  presentare un emendamento.
   A   quell'emendamento,  conosciuto  dal  Parlamento,  i   deputati
  potranno  presentare  sia subemendamenti sia emendamenti  al  testo
  cosiddetto   Leontini'.  E  tutto ciò  deve  avere  una  tempistica
  chiara,  che  non è mercoledì a mezzogiorno perché, se così  fosse,
  almeno  lunedì  dovremmo conoscere l'emendamento del  Governo,  per
  poterlo esaminare e preparare eventuali subemendamenti allo stesso.
   Quindi,  se  il  Governo intende procedere come ha annunciato  sui
  giornali   presentando  l'emendamento,  ai  sensi  del  Regolamento
  interno, prima della discussione generale, che lo presenti.
   Tra  l'altro,  signor Presidente, non può rinviare la  discussione
  generale  all'articolo  1, perché noi non  siamo  d'accordo,  e  il
  Regolamento  si  forza  quando  c'è l'accordo  di  tutti.  Noi  non
  voteremo  il  passaggio  all'esame  degli  articoli,  semplicemente
  perché non condividiamo questo testo. Sarebbe un'aberrazione che io
  dessi  parere  favorevole, in quest'Aula,  al  passaggio  all'esame
  degli  articoli  di un testo che non condivido; mi chiedo  come  lo
  faccia  l'MPA,  perché ci deve essere un minimo di  coerenza  anche
  negli atti che si producono.
   Pertanto, il Governo dovrebbe presentare il suo emendamento  entro
  lunedì, e nella seduta di mercoledì si darà l'eventuale termine  di
  chiusura  per la presentazione degli emendamenti con la discussione
  generale,  che  faremo  mercoledì  e  giovedì.  Io  non  cambio  la
  tempistica,  attivo una procedura leggermente diversa. Da  giovedì,
  poi,  si  cominciano ad esaminare gli emendamenti e  gli  eventuali
  subemendamenti presentati.
   Con  questa  procedura, senza costringerci, a votare un  passaggio
  all'esame  degli  articoli di un testo che  non  condivido,  saremo
  tutti garantiti.
   Io  voglio fare la riforma della Sanità, ma consentiteci di  farla
  nel  rispetto reciproco delle posizioni e dei punti di vista, oltre
  che delle procedure regolamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, ovviamente  è  nel  suo  diritto
  porre  determinate condizioni, ma noi non possiamo fare il processo
  alle  intenzioni rispetto a ciò che vuole fare il Governo, rispetto
  agli   emendamenti   che  intende  presentare  e   quando   intende
  presentarli.
   Non  vi  è  dubbio che tutti hanno la possibilità di  subemendare,
  come  lei  sa, un emendamento, e noi non vi è dubbio che daremo  un
  tempo  congruo per esaminare gli emendamenti presentati.  Per  tale
  motivo è intenzione della Presidenza iniziare la discussione  degli
  emendamenti   nella   giornata  di  giovedì  prossimo,   dando   la
  possibilità, da un lato agli Uffici, e dall'altro lato ai deputati,
  di avere contezza degli emendamenti presentati
   E' nelle possibilità e nelle prerogative del Governo presentare  o
  meno  emendamenti;  noi  abbiamo dato  tempo  fino  a  mercoledì  a
  mezzogiorno, ma potrebbe presentarlo anche prima di quel termine.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, lei non può rinviare la discussione
  generale  all'articolo 1 se non siamo tutti d'accordo. Lo  dice  il
  Regolamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, il Regolamento,  come  lei  sa,
  prevede  che  il  passaggio all'esame degli articoli  viene  deciso
  dall'Aula a maggioranza, per alzata e seduta.
   La  decisione  di  rinviare la discussione  generale  in  sede  di
  discussione dell'articolo 1 sorge proprio da fatto che  non  la  si
  vuole  comprimerle, per dare a tutti la possibilità di  intervenire
  con  cognizione di causa, così come da tutti è stato sollecitato  e
  così come questa Presidenza vuole.
   Del  resto non possiamo dimenticare che il disegno di legge è  già
  incardinato  e  proprio su questo disegno di legge  tutto  possiamo
  fare, tranne che pasticciare sul Regolamento.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  in
  questa fase ci sia bisogno di un po' di buon senso.
   Il  Governo è presente in Aula con la sua massima istituzione,  il
  Presidente della Regione, nonché con l'Assessore al ramo,  per  cui
  loro potrebbero indicare i tempi di presentazione dell'emendamento,
  perché è inutile forzare su un disegno di legge così importante.
   Ritengo,  quindi,  che  sarebbe  opportuno  seguire  la  procedura
  suggerita dall'onorevole Cracolici.
   Basterebbe, in questo momento, l'intervento del Governo per sapere
  quando sarà in condizione di presentare il maxi emendamento; perché
  se  venisse  presentato  entro lunedì, per esempio,  andrebbe  bene
  anche  il  termine fissato per mercoledì alle 12.00 per  presentare
  ulteriori emendamenti. Evitiamo di fare forzature che creano,  poi,
  scompensi anche all'interno del Parlamento

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  percorso    tracciato   dall'onorevole   Cracolici   sia    l'unico
  percorribile anche perché, se lei rinvia la discussione generale  a
  giovedì per dare più tempo, evidentemente ciascun deputato ha tempo
  fino   a  giovedì,  alla  fine  della  discussione  generale,   per
  presentare emendamenti.
   Ma non è questo il punto  Il punto è nella sostanza: che senso ha,
  in  questo  momento, presentare emendamenti al testo dell'onorevole
  Leontini se poi ci sarà un emendamento di riscrittura da parte  del
  Governo, così come prevede il Regolamento?
   E' inutile prenderci in giro, tanto vale valutare l'emendamento di
  riscrittura  del  Governo  e su quello, poi,  presentare  eventuali
  emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza  ha  stabilito,  di
  comune  accordo,  come  termine ultimo per la  presentazione  degli
  emendamenti mercoledì alle ore 12.00, ma nulla vieta al Governo, se
  è  nelle  sue  possibilità,  di  presentare  emendamenti  prima  di
  mercoledì.  Però, allo stesso tempo, non possiamo  non  fissare  un
  termine.
   Per quanto riguarda, invece, i termini della discussione generale,
  preciso  che  la  discussione generale noi la  chiudiamo  oggi  col
  passaggio  all'esame  degli articoli  e  la  rinviamo  in  sede  di
  discussione  dell'articolo  1.  Di comune  accordo,  rispetto  agli
  interventi  che  ci sono stati, decidiamo di far  esprimere  l'Aula
  sulla possibilità di rinviarla all'articolo 1, con una votazione.
   Quindi,  proprio  per  venire  incontro  a  quanto  sostenuto  dal
  relatore  e  dai  gruppi di maggioranza e di  opposizione,  ritengo
  inutile  fare una discussione generale se non si ha piena  contezza
  del  criterio,  del  metodo e del sistema che  si  intende  portare
  avanti.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  chiedo
  cinque minuti di sospensione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  accogliendo  la  richiesta  del
  Presidente della Regione, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.42, è ripresa alle ore 13.52)

   La seduta è ripresa.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
  che  come sempre il dibattito e il confronto delle idee, alla fine,
  producano  un beneficio perché l'ipotesi che l'onorevole  Cracolici
  ha avanzato, sostanzialmente riproduce l'ipotesi che avevo avanzato
  io all'inizio di questo dibattito.
   E' chiaro che l'eventuale maxi emendamento che il Governo, assieme
  alla  sua maggioranza, formulerà e presenterà entro lunedì  sarà  -
  parlo  da  Capogruppo  della  maggioranza  -  un  maxi  emendamento
  sostitutivo del testo oggi arrivato in Aula, solo se frutto  di  un
  accordo.
   Se  l'emendamento  non sarà frutto di accordo -  noi,  ovviamente,
  scongiuriamo questo rischio e riteniamo che non si debba arrivare e
  non  si  arriverà  sicuramente a questo - è chiaro che  all'interno
  dell'Aula  sarà  discutibile alla stregua degli altri  emendamenti.
  Questo è stabilito dal Regolamento.
   Noi  abbiamo  fatto  questa proposta proprio  perché  col  Governo
  vogliamo  arrivare a lunedì all'ipotesi concordata  e  quindi  alla
  formulazione di una soluzione congiunta.
   Altro   apporto  positivo  del  dibattito.  Presentando  il   maxi
  emendamento   entro  lunedì  sera,  mercoledì   si   aprirebbe   la
  discussione  generale,  così come avevamo  richiesto,  cercando  di
  chiuderla e sintetizzarla nel più breve tempo possibile. E, fino  a
  quando  non  si  chiuderà la discussione generale,  sarà  possibile
  presentare emendamenti.
   E'  chiaro  che,  qualora  il maxi emendamento  sostitutivo  fosse
  condiviso,   la   discussione  generale  si  svolgerebbe   con   la
  consapevolezza   del   testo  messo  alla  base   della   soluzione
  definitiva,  nel  più  breve  tempo possibile,  ma  ovviamente  non
  comprimendo  gli  spazi  del Parlamento  perché  dovremmo  iniziare
  finalmente  con  la  relazione che dovrà  essere  resa  all'Aula  a
  beneficio del Governo, dell'Aula, del Parlamento e di tutti noi; ma
  sarà  una  relazione che terrà conto del lavoro che  congiuntamente
  avremo fatto sino a lunedì.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, in base a  quanto  emerge  dagli
  accordi che l'Assemblea stessa ha deciso, si dovrebbe procedere  in
  questo  senso:  la discussione generale sulla legge in  discussione
  continuerà mercoledì e si chiuderà - dando comunque i tempi  e  gli
  spazi  per discuterla - in tempi ragionevolmente accettabili, nello
  stesso  pomeriggio  di  mercoledì  in  maniera  tale  di  dare   la
  possibilità   agli  Uffici  di  avere  contezza  degli  emendamenti
  presentati  e  di  continuare la discussione sull'articolato  nella
  giornata  di giovedì. Il Governo, entro lunedì sera, si  impegna  a
  presentare i suoi emendamenti, per dare la possibilità all'Aula  di
  presentare eventuali subemendamenti.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

    Rinvio della discussione unificata di mozione, interpellanza e
                            interrogazione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che il IV punto all'ordine
  del   giorno:   Discussione  unificata   della   mozione   n.   88,
  dell'interpellanza n. 44 e dell'interrogazione n. 364,  è  rinviato
  alla seduta di martedì pomeriggio.

   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

           Rinvio della discussione della mozione numero 96

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che il V punto  all'ordine
  del  giorno:  Discussione della mozione n. 96   Iniziative  urgenti
  finalizzate  alla  riorganizzazione funzionale dell'amministrazione
  regionale e al contenimento delle spese  è rinviato alla seduta  di
  martedì pomeriggio.

   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Comunicazione di nota dell'Assessore alla sanità relativa alla
                           mozione numero 97

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al VI  punto  all'ordine
  del  giorno: Discussione della mozione n. 97  Censura nei confronti
  dell'Assessore regionale per la sanità .
   Informo  l'Aula che questa Presidenza ha ricevuto una  lettera  da
  parte dell'Assessore per la Sanità che testualmente leggo:

   «Onorevole Presidente,
   sento  il  preciso dovere istituzionale di scriverLe queste  poche
  righe  con  l'auspicio  che  possa  definitivamente  chiudersi  una
  vicenda   che  mi  ha  molto  amareggiato,  certamente  sul   piano
  personale, ma ancor di più per avere provocato, al di là delle  mie
  intenzioni, la reazione di molti deputati che si sono sentiti  lesi
  nelle loro prerogative parlamentari.
   Potrei tentare di spiegare ulteriormente le ragioni di un atto che
  nel  mio  intendimento era rivolto proprio a garantire  a  tutti  i
  rappresentati   politici   la   mia   personale   disponibilità   a
  interloquire sui delicati temi su cui in questi mesi  mi  sono  con
  passione dedicato.
   Potrei ancora aggiungere, addirittura, che quella circolare era un
  atto  dovuto  in una particolare fase di transizione in  cui  si  è
  registrata in Assessorato l'assenza dei vertici della dirigenza cui
  certamente  compete, come è stata acutamente rilevata da  qualcuno,
  la guida e l'organizzazione della burocrazia anche nei rapporti con
  l'esterno.
   Potrei  aggiungere  tante  altre cose,  onorevole  Presidente,  ma
  preferisco dire quella più breve e diretta con l'umiltà con cui  ho
  sempre portato avanti il mio lavoro: faccio un passo indietro.
   La  circolare è stata interpretata in modo radicalmente diverso da
  quello  che  mi prefiggevo e poco importa adesso stabilire  perché;
  involontariamente  ho  offeso la sensibilità di  un'Assemblea  così
  tanta  impegnata  in una battaglia di riorganizzazione  della  cosa
  pubblica regionale.
   Il mio, il nostro primario interesse in questo momento è quello di
  poter  varare  la riforma del sistema sanitario nell'interesse  dei
  cittadini  ed è eccessivo distrarsi su una circolare su  cui  si  è
  sviluppato un così ampio dibattito.
   Sono   qui   per   offrire   il  mio  contributo   per   riportare
  nell'Assemblea  da  Lei presieduta la serenità  necessaria.  Voglio
  contribuire  in prima persona a far sì che la riforma  del  sistema
  sanitario siciliano, importantissima e decisiva nell'interesse  dei
  cittadini,  trovi  la  luce  in  un clima  politico  costruttivo  e
  collaborativo.
   E'  questa  la mia priorità ed è questo il mandato  per  il  quale
  sono  stato  chiamato  a  far parte dalla  Giunta  di  Governo  dal
  Presidente Lombardo che ringrazio per il convinto sostegno.
   Pertanto, insediatisi i nuovi dirigenti generali, revoco la  tanto
  contestata circolare».

   Onorevoli colleghi, stante la lettera inviata dall'Assessore Russo
  e  preso  atto  della  revoca della circolare,  invito  i  colleghi
  firmatari  a ritirare la mozione,  essendo venuti meno i motivi  di
  mantenerla.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  rispetto
  delle istanze più volte reiterate dall'onorevole Cracolici, ritengo
  che  sia bene che decisioni del Parlamento maturino e si sviluppino
  in  Parlamento, e proprio in Parlamento vorrei dichiarare il ritiro
  della mozione.
   E'   una   mozione   fondata   sui   contenuti   della   circolare
  dell'Assessore   e  prendiamo  atto  positivamente  dell'iniziativa
  dell'Assessore di revocarla, anche perché tale circolare, a  questo
  punto,  si  appura  essere  senza  destinatari.  Infatti,  è  stato
  chiarito dall'Assessore e dal Presidente Lombardo che i destinatari
  non erano né i politici né i parlamentari; è stato chiarito che non
  potevano   essere   i  sindaci,  che  sono  le   massime   autorità
  territoriali in materia di sanità, che appartengono alla Conferenza
  dei sindaci che programma gli interventi organizzativi e funzionali
  della  sanità nel territorio e che per ordinamento non sono  organi
  politici,  ma  organi  amministrativi  e  istituzionali.  Pertanto,
  definitivamente  verificato  che la  circolare  non  poteva  essere
  destinata  né  ai  sindaci,  né ai parlamentari,  né  ai  politici,
  riteniamo  che essa senza destinatari non abbia motivo di  rimanere
  in vita.
   Ne  ha  preso  atto positivamente l'Assessore, ne  prendiamo  atto
  positivamente noi, quindi ritiriamo la mozione di censura.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero  105
  «Interventi  per  contrastare  la  crisi  economica  internazionale
  attraverso una gestione efficiente delle risorse della Regione»,  a
  firma  degli  onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi,  Barbagallo,
  Bonomo,   De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di   Guardo,
  Donegani,   Faraone,   Ferrara,  Mattarella,  Fiorenza,   Galvagno,
  Gucciardi,  Laccoto,  Lupo, Marinello, Marziano,  Oddo,  Panarello,
  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano. Ne
  do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   la  grave  crisi  che  attraversa  l'economia  internazionale  sta
  assumendo  dimensioni  storiche.  La  crisi  finanziaria   globale,
  innescata  dal default dei mutui americani sub-prime e  amplificata
  da  comportamenti sui mercati finanziari fortemente  speculativi  e
  irresponsabili,  ha  generato un velocissimo  deterioramento  delle
  prospettive di crescita dell'economia a scala mondiale. La mancanza
  di  fiducia  che  si  è determinata agisce come un  detonatore:  le
  condizioni  del  credito  sono diventate molto  restrittive,  molte
  aziende  chiudono  o si trovano nelle condizioni di  dover  ridurre
  fortemente  l'attività  e  i progetti di  investimento,  i  consumi
  calano,  crescono le difficoltà di lavoro e di reddito per  milioni
  di persone;

   in  molti  Paesi,  tra  cui l'Italia, si  è  aperta  una  fase  di
  recessione  e  le previsioni sull'immediato futuro formulate  dagli
  organismi internazionali devono essere aggiornate sistematicamente,
  stante  il  precipitare del tasso di crescita del prodotto  interno
  lordo  e degli altri indicatori economici, retrocessi tutti a segno
  meno e per i quali si ipotizza un ritorno a segno positivo soltanto
  verso la fine del 2010;

   l'impatto  della crisi pu�� risultare particolarmente duro  per  la
  Sicilia,  innestandosi  su  una situazione  generale  dell'economia
  siciliana che fa segnare indici negativi ormai da qualche tempo, in
  conseguenza   di  un  micidiale  effetto  cumulo:  la   stagnazione
  economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia
  di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;

   nel biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6%.  E'
  un  dato  non  lontano  da  quello dell'Italia,  tuttavia  è  utile
  rilevare  come il contributo degli investimenti è stato  dello  0,8
  contro  l'1,8%, quello dei consumi privati è stato dello 0,4 contro
  lo  0,7%, mentre il contributo della spesa pubblica è stato ben più
  elevato: 2,8 contro 2,2%. In Sicilia l'incidenza delle importazioni
  nette,  cioè  dei  beni e servizi provenienti da fuori  regione,  è
  arrivata  al  28%, contro una incidenza media nel  Mezzogiorno  del
  22,4%. Nel 2000 il valore aggiunto dell'industria era del 12,4% del
  totale  prodotto  in  Sicilia, nel 2006  era  sceso  al  10,7%.  La
  percentuale attribuibile ai servizi pubblici è di contro  aumentata
  dal 30,1% al 34%;

   il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4% di
  quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8% e in questi  anni
  è   sceso   ancora.  Le  condizioni  sociali  sono  in  ogni   caso
  preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso dello  0,9%,
  nel  primo trimestre del 2008 il tasso di disoccupazione ha toccato
  il   15,3%,  il  tasso  di  attività  è  il  più  basso  in  Italia
  attestandosi al 51,3%; l'indice di povertà relativa si è  attestato
  al  30,6%  che  non solo è il più alto in assoluto tra  le  regioni
  italiane,  ma  è  l'unico che è cresciuto in  maniera  esponenziale
  negli ultimi anni;

   anche  con  riferimento  alla capacità di  realizzare  in  Sicilia
  riforme  significative  e  di attivare fattori  di  sviluppo,  come
  previsto dalla strategia di Lisbona, i risultati sono negativi:  la
  spesa  per  ricerca e sviluppo e la spesa per istruzione rapportate
  al  PIL  si  sono  ridotte, il ricorso alle  fonti  rinnovabili  di
  energia ed il volume di rifiuti smaltiti in modo differenziato sono
  lontanissimi dai rispettivi parametri di riferimento;

   la  politica di bilancio perseguita negli ultimi anni dal  Governo
  regionale  ha  portato  ad un deficit strutturale  pari  in  questo
  momento  ad oltre 2 miliardi di euro. Le spese correnti sono  state
  aumentate  ed oggi rappresentano circa l'85% dell'intero  bilancio.
  Gli investimenti, nonostante si fosse nella fase finale della spesa
  di  Agenda  2000,  nel 2007 sono precipitati con un  pesante  -32%,
  contribuendo  in  modo significativo alla caduta  dell'importo  dei
  lavori  pubblici messi in gara che nel 2007 sono  stati  pari  a  2
  miliardi contro i 4.8 del 2006;

   anche  dal punto di vista della qualità della spesa si può parlare
  di  disastro:  l'impatto avuto da Agenda 2000  sulle  dinamiche  di
  sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili della
  programmazione regionale, è stato scarso, se non proprio nullo.  In
  alcuni  settori  fondamentali come il turismo,  i  beni  culturali,
  l'acqua, i rifiuti, le performances hanno fatto segnare addirittura
  una  regressione  rispetto agli obiettivi minimi  fissati.  Ciò  in
  conseguenza, tra l'altro, dell'eccessiva dispersione delle risorse,
  nonché del carattere sostitutivo e non aggiuntivo della spesa,  che
  ha  finanziato  anche spesa corrente per precari  o  per  corsi  di
  formazione professionale di dubbia utilità;

   considerato altresì che:

   la   crisi   sta  agendo  in  modo  selettivo  anche  in   Italia,
  determinando  stravolgimenti  nei  settori  produttivi   quali   il
  tessile, che rischia di scomparire nel nostro Paese e negli assetti
  territoriali,  come  dimostrato  dall'azzeramento  di  intere  aree
  produttive, in particolare nel Mezzogiorno;

   nella  nostra  Regione, dove si stima che il PIL  del  2008  abbia
  fatto segnare un -1,3% e, secondo alcune stime, scenderà ancora nel
  2009  del  2,5%,  è  in  vorticoso aumento la  richiesta  di  cassa
  integrazione,  si  prevede la perdita di almeno 50  mila  posti  di
  lavoro, c'è un crollo degli investimenti privati come effetto anche
  della  forte stretta creditizia in Sicilia, le difficoltà di banche
  fondamentali  come  l'Unicredit,  numerosi  investimenti   pubblici
  restano 'al palo';

   la risposta alla crisi economica in Sicilia deve giovarsi anche di
  misure  nazionali  ed  europee, ma non può  essere  data  solo  con
  politiche  di  breve periodo (di natura monetaria e/o  fiscale),  o
  soltanto con interventi di sostegno alla domanda ed ai redditi.  Se
  l'obiettivo  primario è quello di evitare che  la  crisi  economica
  produca   effetti  devastanti  sul  piano  sociale,  è  altrettanto
  importante  progettare un'uscita dalla crisi  puntando  in  avanti,
  passando  da  una economia di domanda ad una economia  di  offerta,
  aumentando  la  base  produttiva,  valorizzando  le  risorse  e  le
  potenzialità strategiche e territoriali di cui la Sicilia  dispone,
  soprattutto nel contesto euromediterraneo;

   la Commissione europea, nel proporre agli Stati membri una manovra
  di  bilancio per complessivi 170 miliardi di euro, ha richiesto che
  gli  interventi nazionali siano rivolti, in particolare, verso  una
  spesa  pubblica  con impatto sulla domanda a breve  termine,  sulle
  garanzie   e  sui  prestiti  agevolati,  sugli  incentivi   fiscali
  soprattutto  per  contribuire al mantenimento e alla  creazione  di
  posti  di  lavoro  ed  ha  altresì invitato  gli  Stati  membri  ad
  incrementare  gli  investimenti in infrastrutture,  nell'efficienza
  energetica,  in  materia  di  istruzione  e  ricerca,  al  fine  di
  stimolare la crescita e la produttività;

   le  misure  fin  qui  predisposte dal Governo  nazionale,tuttavia,
  appaiono deboli ed inadeguate. Di certo non immettono nuove risorse
  ma,  operando  con compensazioni di bilancio, non realizzano  alcun
  effetto  espansivo,  anticiclico. Sistematicamente  il  Governo  ha
  fatto  massiccio  ricorso al fondo per le aree sottoutilizzate  dal
  quale sono stati già prelevati negli ultimi sei mesi 15 miliardi di
  euro   per   interventi  del  tutto  estranei  allo  sviluppo   del
  Mezzogiorno;

   le  politiche  pubbliche  regionali  devono  delineare  interventi
  mirati  e selettivi, privilegiando le famiglie a più basso reddito,
  le imprese che vogliono investire su se stesse, i giovani che hanno
  voglia  di  fare e non si arrendono all'unico sbocco  rappresentato
  dall'emigrazione forzosa;

   ritenuto che:

   è  indispensabile che la Regione siciliana metta a punto un  piano
  straordinario  anticrisi che leghi interventi  anticiclici  ad  una
  strategia  che  favorisca l'ammodernamento delle  strutture  ed  il
  passaggio ad una economia sostenibile;

   a  supporto di tale piano è necessario il puntuale reperimento  di
  risorse mobilitabili, a cominciare da quelle di bilancio che  vanno
  liberate  attraverso una rigorosa legge finanziaria,  nonché  dalla
  finalizzazione  dei  fondi che la Regione ha  allocato  presso  gli
  istituti finanziari regionali e non pienamente utilizzati;

   del  tutto  prioritaria  è l'attivazione delle  risorse  derivanti
  dalla programmazione 2007/2013, così come la riprogrammazione e  il
  pieno  utilizzo dei fondi provenienti dalla programmazione relativa
  al  periodo precedente. Secondo le stime riportate dall'ultimo DPEF
  regionale, infatti, la Regione ha a sua disposizione 14.860 milioni
  di  euro  a titolarità regionale a cui devono aggiungersi  circa  9
  miliardi di euro di fondi nazionali allocati nei PON e nel FAS  per
  il  periodo 2007/2013. Negli accordi di programma quadro  stipulati
  negli  anni precedenti sono stati programmati interventi per 16.577
  milioni di euro, dei quali soltanto il 20% circa è stato speso,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  effettuare  una riprogrammazione delle risorse giacenti  negli
  accordi  di  programma  quadro  e a programmare  le  risorse  nuove
  disponibili  sul  FAS,  indirizzandole verso  la  realizzazione  di
  lavori    pubblici   immediatamente   attivabili   che   presentino
  caratteristiche di elevata utilità sociale e prevedano  un  intenso
  utilizzo di manodopera, quali la messa in sicurezza delle scuole di
  ogni  ordine  e  grado in cofinanziamento con  province  e  comuni,
  l'assetto del territorio, la difesa del suolo, il ripristino  delle
  infrastrutture  danneggiate  da  eventi  calamitosi,  la  viabilità
  secondaria e rurale. L'attivazione di un programma di realizzazione
  di   alloggi  popolari  ad  elevata  efficienza  energetica,  anche
  mediante ristrutturazione di immobili esistenti nei centri  urbani.
  La   riqualificazione  energetica  degli  edifici  pubblici  e  dei
  trasporti,  anche  mediante  iniziative  che  alimentino   ricerca,
  produzione  e  diffusione  di mezzi pubblici  ecologici,  come  gli
  autobus  a  metano, in modo da contribuire a raggiungere  anche  in
  Sicilia 'gli obiettivi 20-20-20' posti dalla Unione europea  per  i
  prossimi anni;

   a  concentrare le risorse della programmazione 2007/2013 su alcuni
  filoni  strategici:  a)  la realizzazione delle  reti  materiali  e
  immateriali  da  e  per  la  Sicilia e all'interno  dell'Isola;  b)
  l'efficienza,  il  risparmio,  la riqualificazione  energetici,  la
  produzione  da  fonti  rinnovabili, le problematiche  collegate  ai
  cambiamenti  climatici; c) la logistica ed i servizi avanzati  alle
  imprese,  la  creazione di filiere corte, l'economia di prossimità;
  d)  lo sviluppo del capitale umano e delle conoscenze attraverso la
  formazione  continua, la ricerca, l'innovazione,  il  trasferimento
  tecnologico;

   ad  approvare  il documento unico di programmazione che  recepisca
  gli  indirizzi sopra individuati, anche per consentire  l'immediato
  sblocco  degli  interventi già verificati  e  tuttavia  non  ancora
  avviati;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale e in  tutte  le  sedi
  opportune  affinchè  l'Unione europea emani nuove  disposizioni  in
  materia  di regimi di aiuti, in particolare prevedendo il raddoppio
  degli importi ricadenti nel regime 'de minimis';

   ad  emanare  le  opportune disposizioni affinché l'amministrazione
  regionale  paghi  i  propri creditori non  oltre  90  giorni  dalla
  presentazione   dei   giustificativi  di   spesa   e   rilasci   le
  certificazioni sull'esistenza dei crediti come previsto dal comma 3
  bis  dell'articolo 9 del decreto-legge n. 185/2008, come convertito
  dalla legge n. 2/2009;

   a  promuovere  una  verifica  di coerenza  con  la  programmazione
  regionale e di sostenibilità ambientale nei confronti di iniziative
  finanziate con investimenti privati, non ancora partite;

   ad  individuare,  anche con il concorso degli istituti  finanziari
  regionali,  misure di credito sostenibile a sostegno di famiglie  e
  piccole imprese;

   a  realizzare  un'azione  di concertazione  con  gli  enti  locali
  siciliani  al  fine di individuare le risorse mobilitabili  per  la
  realizzazione  di  lavori  pubblici  ed  interventi  di   carattere
  sociale;

   a individuare interventi per fronteggiare la disoccupazione, anche
  attraverso  cantieri  di  lavoro e  il  servizio  civico  comunale,
  utilizzando  le misure del FSE relative alla adattabilità  ed  alla
  occupabilità». (105)

                     CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DE
                                                          BENEDICTIS-
          DI BENEDETTO-DIGIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE- FERRARA-
      MATTARELLA- FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-
    MARZIANO-ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
                                                      TERMINE-VITRANO

   Avverto  che la mozione sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione. In
  quella sede, se il Governo, ovviamente, è d'accordo per accoglierla
  ed  è  pronto per la discussione, la inseriremo per la trattazione,
  previo il parere del Governo.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 marzo 2009,
  alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
       N. 105  -  «Interventi  per  contrastare  la  crisi  economica
             internazionale attraverso una gestione efficiente  delle
             risorse della Regione».

                             CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BONOMO
                            DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DONEGANI -
                         MATTARELLA FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI -
                                                              LACCOTO
                       MARINELLO - MARZIANO - PANARELLO - PANEPINTO -
                                                   PICCIOLO - RINALDI

      III    -Discussione  unificata  di  mozione,  interpellanza   e
       interrogazione:
       a) Mozione n.   88  -  «Misure  immediate  di  intervento  per
                    fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia».

                         LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO - GALVAGNO -
                         MATTARELLA  MARINELLO - PANEPINTO - AMMATUNA
                               GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO - LACCOTO
                                       BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA

       b) Interpellanza  n.  44  - «Iniziative a tutela  dei  diritti
                   civili degli emigrati».

                                                                 LUPO

       c) Interrogazione n.  364 - «Interventi a livello centrale per
                           fronteggiare l'immigrazione clandestina  e
                           garantire  il  rispetto  delle  norme  che
                           regolano   la  gestione  dei   centri   di
                           permanenza temporanea».

                                                             APPRENDI

      IV  - Discussione della mozione:
       N. 96 -  «Iniziative urgenti finalizzate alla riorganizzazione
             funzionale   dell'amministrazione   regionale    e    al
             contenimento delle spese».

                             CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO
                                                    FERRARA - RINALDI

      V  -Discussione unificata di mozione e di interrogazione:

       a) Mozione n. 100  - «Revoca del decreto dell'Assessore per la
                        sanità  in  materia  di  registrazione  delle
                        attività alimentari».

                                          ODDO - CRACOLICI - APPRENDI
                                       VITRANO - DONEGANI - MARINELLO

       b) Interrogazione n.  434 - «Revoca del decreto dell'Assessore
                         per  la  sanità  in materia di registrazione
                         delle attività alimentari».
                                                                 ODDO

      VI  - Discussione del disegno di legge:
       «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale» (n.
         248/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 14.05

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli