Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Adamo, Caronia,
Romano e Greco hanno chiesto congedo per le sedute di oggi;
l'onorevole Mineo per i giorni 10, 11 e 12 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione per ragioni del loro
ufficio gli onorevoli: Speziale dal 9 al 10 marzo 2009; Gennuso
dal 10 al 12 marzo 2009; Formica dal 21 al 22 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Bilancio:
- numero 233 «Rapida soluzione dei problemi che affliggono le
imprese siciliane a seguito della crisi dei mercati finanziari
internazionali».
- Firmatario: D'Asero Antonino.
- numero 237 «Iniziative a sostegno delle imprese artigiane».
- Firmatario: D'Asero Antonino.
- numero 295 «Notizie sui contributi a favore dell'ente nazionale
per la protezione e l'assistenza dei sordi».
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- numero 328 «Sospensione delle azioni esecutive delle banche in
danno degli imprenditori agricoli».
- Firmatario: Caputo Salvino.
- da parte dell'Assessore per il Lavoro:
- numero 183 «Misure a favore del personale precario della sezione
di Catania dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia».
- Firmatari: Pogliese Salvatore; Aricò Alessandro; Buzzanca
Giuseppe; Caputo Salvino; Currenti Carmelo; Falcone Marco; Marrocco
Livio; Vinciullo Vincenzo.
- da parte dell'Assessore per il Territorio:
- numero 136 «Iniziative per l'applicazione della normativa
nazionale sull'inquinamento acustico».
- Firmatari: Barbagallo Giovanni; Galvagno Michele; Lupo
Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge regionale
8 maggio 2007, numero 13» (numero 375),
- presentato dagli onorevoli Beninati, Buzzanca, Rinaldi, Romano,
Mancuso, Laccoto, Currenti, Panarello,
- in data 4 marzo 2009;
- «Interventi in favore dei programmi costruttivi facenti parte
degli insediamenti abitativi ubicati all'interno del P.d.Z. Ritiro
Tremonti di Messina» (numero 376),
- presentato dall'onorevole Beninati,
- in data 4 marzo 2009;
- «Norme per la diffusione degli acquisti verdi nella Pubblica
amministrazione» (numero 377),
- presentato dagli onorevoli D'Antoni, Colianni, Arena, Leanza N.,
D'Agostino, Lentini, Romano, Federico,
- in data 4 marzo 2009;
- «Interventi per la promozione del consumo di alimenti biologici
nelle mense scolastiche» (numero 378),
- presentato dagli onorevoli Ragusa, Cordaro, Maira, Lo Giudice,
Forzese, Dina, Cascio S.,
- in data 4 marzo 2009;
- «Disposizioni sulla partecipazione della Regione siciliana al
processo normativo dell'Unione europea, sulle procedure di
esecuzione degli obblighi comunitari e di attuazione delle
politiche comunitarie» (numero 379),
- presentato dagli onorevoli Musotto, Marziano, Ferrara,
- in data 6 marzo 2009;
- «Estensione dei benefici della legge regionale numero 20 del
1999 alle signore Carmela e Paola Scibilia» (numero 380),
- presentato dall'onorevole Vinciullo,
- in data 9 marzo 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge é stato
inviato, in data 5 marzo 2009, alla competente Commissione
legislativa:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro» (numero 349),
- di iniziativa governativa,
- inviato in data 5 marzo 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Pogliese, in data 3 marzo 2009, ha chiesto di
apporre la firma ai disegni di legge numero 117 «Nuove norme sul
riconoscimento e la regolamentazione delle professioni
intellettuali in Sicilia»; numero 341 «Finanziamenti agevolati per
la formazione di scorte» e numero 184 «Istituzione della
Commissione regionale per la promozione di condizioni di pari
opportunità tra uomo e donna nella Regione siciliana»;
- gli onorevoli Aricò, Buzzanca, Formica e Marrocco, in data 2
marzo 2009, hanno chiesto di apporre la firma al disegno di legge
numero 338 «Interventi per l'eliminazione delle carcasse degli
animali»;
- l'onorevole Vinciullo, in data 20 febbraio 2009, ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge numero 341 «Finanziamenti
agevolati per la formazione di scorte» e numero 184 «Istituzione
della Commissione regionale per la promozione di condizioni di pari
opportunità tra uomo e donna nella Regione siciliana».
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
nel maggio del 2008 è scaduto il consiglio di amministrazione
dell'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC);
dal maggio 2008 l'ente ha una gestione commissariale affidata
all'ex presidente del consiglio di amministrazione decaduto anziché
ad un funzionario della Regione siciliana, gestione che è stata già
rinnovata e sulla quale non si è pronunciata, come previsto dalla
legge, la prima Commissione legislativa permanente dell'Assemblea
regionale siciliana 'Affari istituzionali';
le organizzazioni cooperativistiche, rappresentate per legge nel
consiglio di amministrazione, hanno da molto tempo designato i loro
componenti nel consiglio;
anche le organizzazioni sindacali e tutte le altre designazioni
sono state effettuate, per cui può procedersi senza indugio alla
ricostituzione del consiglio;
una gestione commissariale dovrebbe limitarsi a garantire, proprio
perché straordinaria, soltanto gli atti urgenti ed indifferibili e
non invece promozioni di personale ed atti di gestione non urgenti;
per sapere se intendano procedere ad un ulteriore rinnovo della
gestione commissariale a mezzo di un dirigente della Regione
siciliana anziché affidando per la terza volta all'ex Presidente il
mandato commissariale e prolungando quindi una gestione politica
dell'ente e quali siano le ragioni che fino ad oggi hanno impedito
il rinnovo del consiglio di amministrazione». (468)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
BENINATI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che:
con decreto dell'11 dicembre 2008, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana del 2 gennaio 2009, l'Assessore
per il territorio e l'ambiente ha individuato i comuni di Priolo,
Melilli, Augusta, Gela, Niscemi, Milazzo, Pace del Mela, San
Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Condrò, Gualtieri Sicaminò,
San Pier Niceto, ricadenti nelle aree ad elevato rischio di crisi
ambientale della Sicilia, quali beneficiari di contributi ai sensi
dell'articolo 44 della legge regionale numero 14/88 per attività di
divulgazione di valori ambientali nelle scuole;
per sapere quali siano stati i criteri per l'individuazione di
detti comuni, in considerazione che in alcuni di questi non
esistono aree protette, e i motivi dell'esclusione di quelli di
Siracusa, Floridia, Solarino, Butera, anch'essi ricadenti in aree a
rischio e nel cui territorio rientrano aree protette sia regionali
(riserve naturali) che di rilevanza comunitaria (SIC e ZPS)». (469)
BONOMO-DONEGANI
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
nella provincia di Agrigento il sistema idrico integrato è stato
affidato al RTI 'Girgenti Acque';
gli impianti di depurazione (Agrigento, Favara e San Giovanni
Gemini) e il potabilizzatore di Santo Stefano Quisquina sono
gestiti da ditte private, per conto dei comuni e della Voltano
S.p.A.;
nonostante il quadro normativo garantisca i lavoratori attualmente
impegnati, la Girgenti Acque intende procedere alla riassunzione di
detto personale con nuove qualifiche e mediante modelli
contrattuali che prevedono unicamente il tempo determinato;
ritenuto che le scelte sbagliate relative ai lavoratori, se
attuate, si aggiungono alla già difficile situazione che riguarda
la gestione del servizio idrico, determinando, così, un quadro
sociale compromesso nel quale si sono anche verificati problemi di
ordine pubblico, come a S. Stefano di Quisquina;
per sapere quali iniziative si intendano assumere a tutela dei
lavoratori degli impianti di depurazione e potabilizzazione nella
provincia di Agrigento in procinto di essere licenziati». (471)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
la gestione del servizio idrico integrato in provincia di
Agrigento è stato affidato tramite gara alla società Girgenti Acque
S.p.A.;
i comuni e i consorzi idrici preesistenti stanno procedendo alla
consegna degli impianti alla suddetta società;
considerato che circa 70 lavoratori dipendenti di ditte private
hanno finora gestito l'impianto di potabilizzazione di S. Stefano
Quisquina e diversi depuratori di comuni della provincia;
tenuto conto che:
a questi lavoratori dovrebbe essere applicato, così come
sostengono le organizzazioni sindacali, l'articolo 36 della legge
regionale numero 20 del 2003 che prevede il loro passaggio, senza
soluzione di continuità, al nuovo soggetto gestore;
la Girgenti Acque S.p.A. non ritiene applicabile, per la
fattispecie, il predetto articolo, proponendo alle organizzazioni
sindacali la riassunzione del personale ex novo a tempo determinato
e con un inquadramento contrattuale che non tiene conto delle
mansioni precedentemente svolte;
la suddetta norma rinvia ad un decreto del Presidente della
Regione per l'individuazione dei soggetti che hanno diritto al
passaggio diretto al nuovo gestore;
il contratto di lavoro attualmente applicato ai lavoratori (FISE)
all'articolo 6 prevede il passaggio diretto del personale al
soggetto che subentra nella gestione dell'impianto;
ravvisata l'esigenza di una rapida soluzione della questione, in
considerazione delle azioni di protesta già messe in atto dai
lavoratori che al momento del passaggio degli impianti vedrebbero
interrotta la propria attività lavorativa senza alcuna certezza per
il futuro;
per sapere:
se non ritenga necessario inserire i suddetti lavoratori nel
decreto di trasferimento del personale;
quali iniziative intenda assumere nei confronti dell'ATO idrico di
Agrigento e della Girgenti Acque S.p.A. al fine di garantire ai
suddetti dipendenti le certezze occupazionali, le garanzie
contrattuali ed i diritti già maturati nel tempo». (472)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
l'attuale strutturazione della Regione in Sicilia prevede due
redazioni principali, a Palermo e a Catania, con lo scopo di
coprire tramite un palinsesto quotidiano tutte le fasce orarie
d'informazione attraverso le dirette radiofoniche e televisive;
la rimodulazione del piano aziendale della RAI ha introdotto una
nuova fascia informativa di linea notte e che all'interno della
stessa non trova uno spazio adeguato l'informazione regionale;
da settimane il giornale radio delle ore 7.30 non viene redatto,
come avveniva precedentemente, anche dalla sede di Catania;
considerato che, benché il consiglio di amministrazione della RAI
sia autonomo da ingerenze di altre istituzioni che non siano quelle
riconosciute dalla legge, la Regione siciliana, in ragione della
propria autonomia, può fare presente la necessità che tale
strumento pubblico di informazione sia potenziato e reso più
adeguato e funzionale alle esigenze del territorio regionale;
per sapere:
quali iniziative intenda assumere il Governo della Regione nei
confronti della RAI per assicurare servizi del TG3 Sicilia adeguati
alle esigenze informative dei cittadini;
se non ritenga opportuno sensibilizzare in proposito l'attuale
direttore delle testate regionali, favorendo altresì un incontro
istituzionale con i rappresentanti dei Gruppi parlamentari
dell'ARS». (473)
MAIRA
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione,
premesso che:
l'attività degli enti operanti del settore della formazione
professionale, in ossequio alla legge regionale numero 24 del 1976,
è finanziata dalla Regione siciliana;
ogni anno, al fine di determinare le risorse da destinare ai
suddetti enti ed al finanziamento dalla predetta attività
formativa, l'Assessorato Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale ed emigrazione deve predisporre ed approvare il piano
regionale dell'offerta formativa (PROF);
l'Assessore si era impegnato ad approvare il PROF per il 2009
entro il mese di ottobre del 2008;
ad oggi il più volte detto piano, nonostante gli impegni
dell'Assessore, non è stato ancora approvato;
la mancata approvazione del PROF, oltre a comportare il ritardo
nell'avvio dell'attività formativa, impedisce il trasferimento dei
fondi agli enti della formazione professionale;
il mancato trasferimento di detti fondi non consente agli enti di
corrispondere gli emolumenti dovuti ai propri dipendenti, i quali
sono già creditori di parecchie mensilità;
per sapere se non ritenga doveroso procedere, nell'immediato, ad
approvare il piano regionale dell'offerta formativa al fine di
individuare le attività finanziate e consentire, così, che, solo in
tal modo, potranno assicurare una regolare attività formativa e far
fronte all'obbligo di pagare gli emolumenti ai propri dipendenti».
(476)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione,
premesso che:
la legge numero 53/2003 ha previsto l'avvio di un offerta
formativa sperimentale d'istruzione e formazione da svolgersi
presso gli enti della formazione professionale;
la legge 27 dicembre 2006, numero 296, ha previsto la possibilità
di assolvere all'obbligo scolastico (formativo) in seguito alla
partecipazione ai corsi di cui alla predetta legge numero 53/2003;
per l'applicazione di tale intervento è previsto che i costi del
primo anno formativo gravino sul bilancio dello Stato, mentre
quelli afferenti il secondo ed il terzo anno gravino sul bilancio
della Regione siciliana;
l'attività formativa suddetta ha avuto inizio nel mese di ottobre
del 2007, nonostante l'assenza di qualunque specifico stanziamento;
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha
trasferito solo nel mese di ottobre del 2008 all'Assessorato Beni
culturali le somme gravanti sul bilancio dello Stato, pari ad 23
milioni, le quali sono state materialmente erogate nel mese di
gennaio del 2009, con un ritardo di oltre un anno rispetto
all'inizio dell'attività formativa;
le stesse somme rappresentano meno della metà di quelle necessarie
a finanziarie l'intero percorso formativo, essendo, infatti,
previsto che la parte più consistente dei costi gravi sul bilancio
regionale;
il mancato stanziamento dei fondi gravanti sul bilancio regionale
comporta il mancato pagamento degli emolumenti spettanti al
personale della formazione professionali impegnato in detta
attività;
per sapere se non ritenga indispensabile provvedere all'immediato
stanziamento delle somme necessarie alla copertura dei costi
relativi allo svolgimento della suddetta attività formativa
sperimentale, nella quale da oltre un anno sono impegnati numerosi
operatori che, a causa del mancato stanziamento di tali somme,
rischiano di non vedersi accreditato lo stipendio per lungo tempo».
(477)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che agenzie giornalistiche hanno diffuso notizie
circostanziate riguardanti la nomina del consiglio di
amministrazione della fondazione Istituto 'G. Giglio San Raffaele'
di Cefalù;
appreso che, nell'ambito di tali nomine, presidente del citato
c.d.a. sarebbe stato indicato, dal Presidente della Regione,
onorevole Lombardo, il dottor Stefano Cirillo;
atteso che lo stesso dottor Cirillo risulta essere il coordinatore
regionale del Movimento per l'Autonomia della Lombardia;
ritenuto che
ritenuto che l'unico titolo preferenziale a vantaggio del citato
dottor Cirillo, rispetto alle tante idonee professionalità
esistenti nella nostra Regione, sembra essere la sua carica
dirigenziale nel partito dell'MPA lombardo;
visto che tali modalità smentiscono ogni professata volontà di
fare prevalere, nella scelta dei dirigenti da proporre ai vari
settori della pubblica amministrazione regionale, criteri di
obiettività, trasparenza e valorizzazione di riconosciuti titoli di
professionalità e di competenza;
per sapere se non ritengano di procedere ad una revoca di tale
nomina, al fine di non mortificare i professionisti siciliani e
soprattutto smentire fondate ed obiettive censure rivolte ad
attribuire alle scelte del Presidente, onorevole Lombardo, ormai
sistematicamente, significati di mera lottizzazione politica e
clientelare e finalità di esclusiva occupazione partitica del
potere e della pubblica amministrazione». (478)
LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'ASL 8 ha revocato, per motivi economici, alle farmacie la
centralità del rapporto di distribuzione dell'ossigeno liquido;
tale scelta ha, di fatto, creato innumerevoli problemi sul
territorio. Le ditte che producono e distribuiscono ossigeno, non
avendo più, come punto di riferimento, le farmacie ma il cliente
finale, hanno iniziato, a quanto pare, una caccia spasmodica
dell'utente casa per casa, ospedale per ospedale;
considerato che la mancata centralità della distribuzione
dell'ossigeno liquido ha creato non pochi problemi anche per quanto
concerne l'ossigeno gassoso. Infatti, tale tipologia di ossigeno,
poco remunerativo per le ditte produttrici, è diventato quasi
introvabile;
tenuto conto che l'ASL 6 di Palermo, alla luce delle esperienze
negative sorte nel campo della distribuzione dell'ossigeno, ha già
siglato un accordo per riportare la distribuzione dell'ossigeno
liquido alle farmacie;
per sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire
presso l'ASL 8 di Siracusa al fine di ridare alle farmacie la
centralità della distribuzione dell'ossigeno liquido in provincia
di Siracusa ed evitare disparità di trattamento fra i malati delle
varie province siciliane». (481)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la
sanità,
premesso che:
l'unità operativa di oculistica dell'ospedale Umberto I di
Siracusa, per scelte assolutamente non condivisibili da parte della
direzione generale del nosocomio aretuseo, sta attraversando un
momento di grave crisi, sia dal punto di vista dell'offerta
sanitaria che da quella occupazionale;
nell'unità in oggetto 3 medici su 6, oltre tre anni fa, hanno
chiesto ed ottenuto il trasferimento in altra struttura
ospedaliera, mentre è rimasta una sola ortottista (assistente in
oftalmologia), sui due previsti in pianta organica. Tutto ciò senza
che la direzione generale dell'Umberto I abbia intrapreso
l'assunzione dei vincitori del concorso specifico, già da tempo
espletato, mentre non è stata avviata nessuna procedura per
l'assunzione della seconda unità di ortottista;
presso la medesima unità operativa non è più possibile effettuare
lo studio della retina con la tomografia ottica a luce coerente, un
particolare esame che si effettua grazie ad uno strumento
denominato OCT;
tale strumento era stato dato in visione gratuita alla struttura
ospedaliera dall'azienda produttrice, in quanto di ultima
generazione, in attesa dell'aggiornamento tecnologico, considerato
che quello in uso all'unità operativa di oculistica è stato
acquistato oltre 9 anni fa e di conseguenza si presenta obsoleto e
superato. Vista l'assoluta mancanza di volontà da parte della
direzione generale del nosocomio di procedere all'acquisto di detto
aggiornamento, nonostante sia stato più volte richiesto da parte
dell'unità operativa, l'azienda produttrice ha deciso di ritirare
l'aggiornamento, lasciando di conseguenza sprovvisto l'ospedale;
il costo dell'OTC è di sole 62 mila euro, una cifra decisamente
modesta se si tiene conto che, in un solo anno, sono stati
effettuati oltre 900 esami che hanno prodotto ben 36 mila euro di
ticket;
per sapere quali iniziative intendano assumere nei confronti della
direzione generale dell'ospedale Umberto I di Siracusa che, con
scelte puramente economiche, sta causando un gravissimo nocumento
all'intera comunità siracusana, ledendo, di fatto, il diritto dei
cittadini ad una sanità specializzata, preparata e numericamente
pronta ad assecondare e risolvere i problemi di carattere medico
che interessano tutti gli utenti dell'unità operativa di oculistica
dell'ospedale Umberto I di Siracusa, mettendo in discussione, fra
l'altro, l'immagine della divisione, da sempre considerata una
delle unità più qualificate ed a livelli eccellenti in tutto il
territorio regionale e contribuendo, di conseguenza, alla fuga dei
pazienti dalla sanità pubblica verso la sanità privata». (482)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate:
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
nel comune di Catania, in via Plebiscito numero 282, è sito un
vasto immobile di rilevante valore storico e architettonico di
proprietà della Regione siciliana che da circa 20 anni è
illegalmente ed abusivamente occupato, e al cui interno è stato
costituito un centro sociale denominato 'Experia';
gli occupanti del centro sociale 'Experia' in più occasioni si
sono resi protagonisti di atti di discriminazione ed intolleranza
ed inoltre, all'interno della struttura, hanno luogo a tutt'oggi,
in qualsiasi ora del giorno e della notte, attività condotte in
spregio ad ogni norma di legge, compreso il consumo di alcolici e
sostanze stupefacenti a dimostrazione tangibile che nel cuore del
centro storico della città di Catania esiste una zona franca ove
regna la più totale anarchia e lo stato è totalmente assente;
detto immobile è inoltre adiacente ad una scuola media, per cui le
attività illecite che si svolgono al suo interno hanno immediata e
drammatica 'ricaduta' anche sugli studenti della stessa;
considerato che:
l'immobile, già sede dell'ente 'Gioventù italiana', è stato
trasferito in proprietà della Regione siciliana in forza degli
articoli 2 e 11 del DPR numero 246/85 e allo stato attuale, la
sovrintendenza ai beni culturali di Catania è consegnataria del
cespite;
esso sorge nelle immediate vicinanze della facoltà di
giurisprudenza e di altre strutture universitarie realizzate negli
ultimi anni, che stanno contribuendo in maniera determinante ad un
importante processo di riqualificazione dell'intero quartiere;
in periodo di particolare rigore economico, non appare coerente
con la linea adottata da questo Governo abbandonare alla
devastazione e al degrado un bene patrimoniale di proprietà della
Regione, con le ovvie e gravi conseguenze che ne derivano anche in
termini di costi per il futuro recupero e per il valore di mercato
dello stesso;
per sapere quali iniziative il Governo regionale intenda porre in
essere per ottenere il recupero del possesso dell'immobile in
questione, al fine di restituirlo all'ente cui era destinato,
ovvero l'ERSU di Catania». (470)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
POGLIESE
«All'Assessore per la sanità e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:
il 'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica' di Ragusa -
composto dai signori Lucia Leggio, Rita Mazzotta, Lucia Martedì,
Francesco Cavalieri, Giancarla La Cognata, Carla Cau, Barbara Costa
e Valeria Catalano - ha formalmente sollecitato il Presidente della
Regione siciliana ad intervenire a sostegno di una ragazza che da
più di tre anni sta vivendo il dramma che è toccato ed Eluana
Englaro. Si tratta di Sara Di Natale, 25 anni, di Ragusa, che da 3
anni vive in stato vegetativo;
la famiglia di Sara Di Natale in più occasioni, ma vanamente, si è
rivolta alle istituzioni pubbliche della Regione siciliana per
avere aiuti concreti per la figlia le cui condizioni di salute
richiedono assistenza continua e specializzata;
la mamma di Sara di Natale, pur volendo dedicarsi a tempo pieno
all'assistenza della figlia, non può farlo per ragioni
professionali. Dipendente del Ministero dell'università,
dell'istruzione e della ricerca, ha raggiunto 35 anni di servizio
ma non ha ancora raggiunto l'età pensionabile prevista dalle norme
in vigore. Aveva chiesto dunque di potere andare in pensione
anticipatamente, ma il Ministero non gliel'ha consentito;
nell'ottobre 2008, i familiari di Sara, con l'ausilio del
'Coordinamento pro diritti H per le famiglie delle persone con
disabilità grave e gravissima' hanno raccolto quasi 20 mila firme -
consegnate all'Assessore per la sanità - per chiedere il
potenziamento del 'Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata ai
Disabili', la creazione di 'Speciali Unità di Accoglienza' dedicate
a soggetti in stato vegetativo o di minima coscienza (SUAP) e la
creazione di un centro per la riabilitazione di postcomatosi;
considerato che:
secondo il 'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica' a
molte famiglie di disabili della provincia di Ragusa - che si
sostituiscono quasi completamente allo Stato - è stato ridotto o
annullato il servizio ADI ('Assistenza domiciliare integrata') e
che nell'anno 2007, sempre in provincia di Ragusa, sono stati
tagliati fondi alle famiglie per 620 mila euro;
senza trattamenti fisioterapici i malati vanno incontro ad
inevitabili anchilosi e retrazioni tendinee che provocano dolori
atroci;
la provincia di Ragusa per l'anno 2008 ha avuto un accreditamento
per l'assistenza riabilitativa di soli 4 milioni di euro, mentre in
altre province siciliane lo stanziamento è stato anche a 20
milioni;
i costi per la riabilitazione in altre regioni d'Italia o
all'estero sono proibitivi. Ad Innsbruk, in Austria, per esempio,
occorrono da 16 mila a 20 mila euro al mese;
a Ragusa manca un centro di riabilitazione per post-comatosi
attrezzato ed efficiente come quelli che operano nel Nord Italia;
secondo uno studio del 'Gruppo italiano per lo studio delle gravi
cerebrolesioni acquisite e riabilitazione', in Italia i luoghi di
riabilitazione per i casi di gravi cerebrolesioni si concentrano
nel Centro-Nord (11 in Lombardia, 9 in Emilia Romagna, 5 in
Piemonte, 7 in Toscana, 5 in Umbria, 4 in Liguria, 2 nel Lazio, 0
in Puglia, 1 in Abruzzo, 1 in Campania, 1 in Calabria, 2 in
Sardegna e 2 in Sicilia) e in Lombardia i posti delle RSA
(residenze sanitarie assistite) rappresentano il 50 per cento della
disponibilità nazionale;
visto che:
l'articolo 2 della Costituzione italiana stabilisce che 'la
Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,
sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale';
l'articolo 3 della Costituzione italiana stabilisce che 'è compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana';
l'articolo 32 della Costituzione italiana stabilisce che 'la
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività';
per sapere:
come e in che tempi l'Assessorato Sanità e l'Assessorato Famiglia,
politiche sociali e autonomie locali intendano aiutare le famiglie
dei soggetti che vivono in stato vegetativo;
se sia disponibile presso l'Assessorato Sanità un registro dei
soggetti in stato vegetativo;
se e come, nel caso specifico, si intenda intervenire presso il
Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca per
verificare se sia possibile consentire alla mamma di Sara Di Natale
di andare in pensione anticipatamente, in modo tale da consentirle
di assistere a tempo pieno la propria figlia». (474)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
LO GIUDICE-MAIRA-CASCIO S.
DINA-FAGONE-ARDIZZONE
CORDARO-RAGUSA-SAVONA- FORZESE
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
secondo il Rapporto Italia 2009, elaborato dell'Eurispes, la spesa
per le consulenze esterne in Sicilia, nel corso del 2007, è stata
pari a 15 milioni di euro;
l'Assessore alla Presidenza, Giovanni Ilarda, il 27 novembre 2008,
ha emanato una direttiva sulla necessità di sottoporre a pubblicità
gli incarichi di collaborazione e di consulenza assegnati
dall'amministrazione regionale;
la stessa direttiva richiama, nei suoi contenuti, l'importanza del
controllo democratico sull'operato dei pubblici uffici;
il principio posto a base della direttiva afferma la necessità di
un'amministrazione pubblica aperta all'esterno e, quindi,
un'organizzazione che non sia in funzione di se stessa, ma dei
servizi da rendere ai cittadini;
considerato che:
in proposito, dall'1 gennaio 2009, è stata istituita, all'interno
del sito web istituzionale della Regione, un'area dedicata al
sistema di pubblicità unificata degli incarichi di collaborazione e
di consulenza;
in maniera significativa, la direttiva sulla trasparenza riporta,
al suo interno, anche le possibili sanzioni a cui l'amministrazione
potrebbe essere sottoposta, in caso di omessa pubblicazione,
citando espressamente la legge numero 662 del 1996, la quale
statuisce che, in caso di omessa pubblicazione, l'eventuale
liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione
o consulenza costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilità erariale del dirigente;
inoltre, come stabilisce il decreto legislativo numero 165 del
2001, le amministrazioni che ometteranno gli adempimenti non
potranno conferire nuovi incarichi fino a quando non daranno
esecuzione a tale obbligo;
ritenuto che:
nonostante la pubblicazione delle consulenze esterne, che esprime
in sé un orientamento verso la trasparenza, di fatto non vi è stata
alcuna consequenziale inversione di tendenza nel merito dei criteri
di affidamento delle consulenze esterne, né in merito alla esigenza
del contenimento della spesa;
nonostante i richiami della magistratura contabile sulle norme di
contenimento della spesa, le consulenze negli Assessorati sono da
allarme rosso e non hanno affatto avuto quella riduzione del 50 per
cento indicata nella finanziaria 2007;
la normativa vigente che impone agli enti pubblici di ricercare
tra le professionalità interne prima di ricorrere a consulenze
esterne all'amministrazione regionale non risulta a tutt'oggi
essere stata applicata, a cominciare dalle recenti nomine di taluni
dei dirigenti generali dei dipartimenti regionali, i cui curricula
non giustificano il ricorso a professionalità esterne;
per sapere:
secondo quali criteri siano state affidate le consulenze esterne
degli uffici di gabinetto del Governo regionale;
se le procedure comparative previste dall'articolo 7, comma 6, del
d.lgs. numero 165/2001 sulle nomine dei consulenti esterni siano
state applicate;
se, a parte la pubblicità delle consulenze esterne affidate, non
si ritenga necessario, in nome della trasparenza, indicare oltre
alle somme assegnate in merito agli incarichi, anche i criteri
adottati nell'affidamento a professionalità esterne all'organico
della amministrazione regionale;
se, infine, le recenti nomine dei dirigenti generali dei
dipartimenti regionali trovino giustificazione nella impossibilità
di reperire all'interno della amministrazione regionale le capacità
professionali necessarie, in corrispondenza dell'esigenza primaria
del contenimento della spesa pubblica». (475)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
l'inizio dell'anno 2009 è stato fortemente caratterizzato da una
serie di eventi calamitosi provocati da forti e intense piogge,
talvolta a carattere temporalesco, che hanno messo a dura prova
tutto il territorio regionale;
considerato che i danni causati dalle forti e incessanti piogge
hanno determinato stati di disagio e talvolta di pericolo in
diverse parti delle province siciliane, ed in particolare in quella
messinese, laddove per esempio, nell'area di S. Agata di Militello,
l'esondazione di un torrente ha provocato oltre all'evacuazione di
centinaia di famiglie, l'interruzione della strada che conduce al
locale ospedale di S. Agata di Militello;
considerato, altresì, che le intense precipitazioni, così come
riportato dalla stampa, hanno causato l'interruzione per frana, se
pur parziale, della linea ferroviaria Palermo - Termini Imerese
nonché l'interruzione, sempre per frana e scoscendimenti, di strade
sia principali (per esempio alcuni tratti delle strade statali 113,
115, 189, corleonese-agrigentina) che secondarie (strade
provinciali, comunali, consortili, eccetera);
i danni subìti dall'agricoltura, a causa soprattutto di
inondazioni, e dalle infrastrutture costiere, a causa delle forti
mareggiate, hanno messo così a nudo una fragilità del territorio
regionale in ordine ad un diffuso ed esteso dissesto idrogeologico
generale. Pertanto, al fine di garantire un maggior controllo e una
maggiore sicurezza su tutto il territorio siciliano, l'interrogante
ritiene ormai improcrastinabile e urgente l'istituzione dei
cosiddetti presidi territoriali (P.T.), di cui alla direttiva del
presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e
successive modifiche e integrazioni che, in affrancamento ai
servizi tecnici della protezione civile regionale, possano, con la
loro presenza, operare direttamente sui luoghi interessati dalle
criticità, sia di carattere geomorfologico (frane) che idraulico
(inondazioni, eccetera), per valutare e monitorare l'evoluzione
degli effetti al suolo di un fenomeno potenzialmente calamitoso,
portando così conoscenze utili e osservazioni dirette finalizzate,
non solo a minimizzare eventuali danni, ma talvolta a salvare vite
umane;
osservato che:
l'istituzione dei presìdi territoriali (P.T.) appare ancor più
utile e necessario, poiché come spesso è accaduto e continua
tuttora ad accadere, alcuni sindaci (quali responsabili locali di
protezione civile ai sensi dell'articolo 15, comma 3, della legge
numero 225/92 e successive modificazioni) affidano, loro malgrado,
in assenza di personale tecnico specializzato dì supporto, a
personale non qualificato (vigili urbani, messi comunali, eccetera)
compiti di monitoraggio e sorveglianza di eventi calamitosi,
determinando così una situazione di maggior rischio legata
all'incapacità di valutazione di un fenomeno, fornendo, talvolta,
ai centri di protezione civile regionale informazioni incomplete,
inesatte e talvolta errate, che inducono, talora, in gravi errori
(attraverso interventi inadeguati) i centri di emergenza regionali
(genio civile, agenzia delle acque, eccetera);
per sapere se ai sensi della citata direttiva 27 febbraio 2004,
non ritengano opportuno procedere all'istituzione dei presidi
territoriali idraulici (PTI) e dei presìdi territoriali
idrogeologici (PTID) formati da figure professionali di elevata
specializzazione e professionalità quali geologi e ingegneri;
Tali presìdi territoriali sia (PTI) che (PTID) agiranno, senza
entrare in particolari tecnicismi, per i quali si rinvia alla
specifica normativa, sulla base:
a) di quanto stabilito nei piani comunali e/o intercomunali e/o
provinciali di protezione civile relativamente ai punti critici da
monitorare in caso di allerta di protezione civile;
b) della preventiva conoscenza dei luoghi in merito alle proprie
criticità idrauliche e geomorfologiche e alla viabilità principale
e rurale;
c) della capacità percettiva relativa all'evoluzione dei fenomeni
così come può essere presunta sulla base delle osservazioni
macroscopiche. I requisiti principali richiesti ai componenti dei
presìdi territoriali (PT) sono:
1) correttezza del linguaggio nel trasmettere un'informazione
tecnica relativa allo stato di evoluzione di un fenomeno; infatti,
da tali indicazioni possono dipendere le azioni di protezione
civile più opportune che il C.O.C, o il C.O.M. intende
intraprendere per la mitigazione dei rischi;
2) idonea esperienza nella materia di competenza affinché sia
minimizzata l'eventualità di sopravalutazione o sottovalutazione di
un fenomeno;
3) idonea esperienza nella materia di competenza anche dal punto
di vista delle eventuali soluzioni da adottare per la mitigazione
dei rischi;
4) autonomia negli spostamenti e nelle comunicazioni radio
(mobile).
Pertanto, in linea di principio, i presìdi territoriali (PT)
risulteranno di grande importanza ed utilità in quanto saranno in
grado di rilevare, con osservazioni dirette in corso di evento, la
risposta del territorio alle sollecitazioni indotte da fenomeni
legati alla meteorologia (pioggia, neve, mareggiate). Infatti, se
opportunamente e razionalmente indirizzate, tali attività
costituiranno quel necessario feedback perché il centro funzionale
decentrato possa gradualmente adattare i propri modelli di
previsione al contesto regionale. Per quanto riguarda la
composizione dei presidi territoriali (PT) va da sé che questa
dovrà essere predisposta in fase di pianificazione di protezione
civile, sia a livello regionale, intermedio che locale,
concordandone la compartecipazione con í tecnici di più enti
(Provincia, Regione-genio civile, Regione-ARRA, Regione-DRPC,
Regione-corpo forestale, consorzi di bonifica, enti parco, ANAS,
GAS). I presidi avranno il compito di redigere, altresì, anche una
'carta dei percorsi' per facilitare l'accesso ai luoghi a quegli
operatori che non siano del posto visto che, non infrequentemente,
la mancanza di una vera e propria carta dei percorsi ha determinato
forti ritardi ad operatori di primo intervento. In particolare, il
presidio territoriale idrogeologico (PTTD) dovrà rimanere operativo
fino ad almeno 48 ore dalla fine delle precipitazioni e comunque
fino allo stabile miglioramento delle condizioni meteorologiche».
(479)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
GRECO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze,
premesso che:
il crollo in borsa del titolo Unicredit ha determinato per la
Regione siciliana perdite finanziarie pari a circa 400 milioni di
euro;
dopo la fusione del Banco di Sicilia con il gruppo guidato da
Alessandro Profumo, il Governo regionale non ha adottato una
strategia adeguata per la salvaguardia e la valorizzazione della
nostra partecipazione finanziaria;
considerato che:
non sono stati rinnovati i patti parasociali tra la Regione e il
vecchio gruppo proprietario del Banco di Sicilia (Capitalia);
non sono stati nominati i consiglieri in quota regione nel board
del Banco di Sicilia;
ritenuto che la ricapitalizzazione è in stand-by pur avendo
appostato in bilancio la relativa somma (pari a 18 milioni di
euro);
per sapere:
se il Governo regionale voglia ancora investire sul gruppo
Unicredit;
quali siano le iniziative che il Governo regionale ha assunto per
evitare il depauperamento del patrimonio derivante dalla nostra
partecipazione al gruppo Unicredit». (480)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
BARBAGALLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 106 «Gestione del fenomeno migratorio nell'isola di
Lampedusa (AG)», degli onorevoli
Minardo, Arena, Leanza Nicola, D'Agostino e Colianni,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 107 «Potenziamento degli uffici regionali per il rilascio
delle autorizzazioni per l'attivazione di impianti fotovoltaici»,
degli onorevoli Ragusa, Maira, Cordaro, Dina, Savona, Fagone,
Forzese, Cascio Salvatore e Lo Giudice,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 108 «Verifica della gestione delle risorse destinate
all'internazionalizzazione dell'economia della Regione», degli
onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 109 «Riorganizzazione del sistema turistico siciliano»,
degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 110 «Iniziative per fronteggiare la crisi idrica della
Regione», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 111 «Osservanza della normativa contro l'inquinamento
acustico da parte dei comuni», degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Lupo e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 112 «Potenziamento delle unità di personale di sostegno
per l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana», degli
onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 113 «Misure idonee per migliorare la qualità dei servizi
sociali e di sostegno alla famiglia», degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Lupo e Ammatuna,
- presentata il 4 marzo 2009;
- numero 114 «Iniziative per contrastare il degrado del sistema
carcerario in Sicilia», degli onorevoli Greco, Lupo, Mineo e
Gucciardi,
- presentata il 5 marzo 2009;
- numero 115 «Informativa urgente sulla situazione del settore
bancario in Sicilia», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e
Ammatuna,
- presentata il 5 marzo 2009.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
LEANZA EDOARDO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
per affrontare la delicata questione dell'isola di Lampedusa e
garantire la tutela dei diritti civili degli immigrati è necessario
riunire intorno ad un tavolo di concertazione lo Stato, la Regione,
la provincia di Agrigento, il comune di Lampedusa e le Forze
dell'ordine;
il Ministero dell' interno ha deciso di trasformare
provvisoriamente il centro di prima accoglienza dell'isola in un
centro di identificazione e di espulsione;
il Presidente della Regione ha dichiarato che il centro di
identificazione ed espulsione non è attuabile se le procedure di
rimpatrio dovessero richiedere mesi;
considerato che:
è imprescindibile garantire tempi celeri per l'identificazione e
la successiva espulsione per evitare che lo stesso centro si
trasformi in un luogo di detenzione e che si possano verificare
episodi simili a quello del recente passato di autolesionismo e
tentati suicidi da parte degli immigrati;
è necessario che sia consentito ai minori, ai richiedenti asilo ed
agli appartenenti alla categoria 'vulnerabili' il trasferimento
presso altre strutture di accoglienza dislocate su tutto il
territorio nazionale;
occorre intervenire con provvedimenti normativi anche in Sicilia
sull'immigrazione e sulla materia dello sviluppo e cooperazione
decentrata;
si rende necessario verificare con il Governo nazionale gli
accordi siglati con i Paesi di provenienza;
l'isola di Lampedusa da anni convive quotidianamente con il
fenomeno dell'immigrazione clandestina, e ciò provoca un
depotenziamento parziale delle proprie potenzialità turistiche, e
che occorre chiedere misure e interventi compensativi al Governo
nazionale, come ad esempio importanti interventi strutturali per
migliorare le infrastrutture ricettive, portuali, i collegamenti
marittimi ed aerei, nonché i servizi sociosanitari,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale per far sì che i tempi
previsti per l'espulsione siano celeri e certi e che siano
garantiti i diritti civili ed umani degli immigrati, in special
modo delle categorie vulnerabili;
ad attivarsi per l'istituzione di un tavolo di concertazione
costituito da rappresentanti del Governo regionale, dell'ARS, della
provincia di Agrigento, del comune di Lampedusa e delle Forze
dell'ordine, e che lo stesso tavolo si relazioni con il Governo
nazionale;
ad avviare l'iter per l'adozione di una normativa regionale
sull'immigrazione con il fine di garantire una reale integrazione
degli immigrati nel sistema sociale e produttivo siciliano;
visti i recentissimi ulteriori sbarchi di immigrati, a garantire
una adeguata e dignitosa accoglienza e permanenza nei centri;
ad intervenire presso il Governo nazionale per ottenere misure
compensative per l'isola, da anni sollecitate dalla comunità
lampedusana, quali ad esempio interventi per migliorare le
infrastrutture ricettive, portuali, i collegamenti marittimi ed
aerei nonché i servizi socio-sanitari». (106)
MINARDO-ARENA-LEANZA N.
D'AGOSTINO-COLIANNI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la disponibilità di energia condiziona il progresso economico e
sociale di una regione, ma il modo con cui l'energia viene resa
disponibile può condizionare negativamente l'ecosistema e quindi la
qualità della vita;
nel medio termine, l'importanza delle fonti rinnovabili non si
misura tanto sulla loro capacità di sostituire quote rilevanti di
fonti fossili, ma anche nella possibilità di creare nuovi posti di
lavoro;
nel lungo periodo le fonti rinnovabili possono essere determinanti
sia per ragioni di sicurezza degli approvvigionamenti, sia per
l'acuirsi delle emergenze ambientali;
considerato che:
l'approvazione del piano energetico regionale da parte della
Regione siciliana, con cui ci si dota dello strumento necessario
per affrontare il complesso sistema delle politiche energetiche
regionali, rappresenta un valido strumento per far ripartire gli
investimenti e la creazione di nuove opportunità di lavoro;
l'ottenimento dell'autorizzazione di installazione di un impianto
fotovoltaico rappresenta uno degli elementi che maggiormente incide
sulla tempistica legata all'entrata in esercizio di un impianto e,
conseguentemente, sulle scelte di investire o meno in questo
settore strategico per i benefici effetti economici e ambientali;
tenuto conto che:
gli uffici, sia regionali sia periferici (genio civile), preposti
a lavorare per consentire il rilascio delle necessarie
autorizzazioni, non hanno destinato un numero adeguato di
funzionari per espletare in tempi rapidi le necessarie pratiche, e
che l'attuale sistema incentivante dell'energia fotovoltaica
consente un sufficiente ritorno economico dell'investimento a chi
sceglie di investire in questo settore;
gli incentivi sono concessi fino al raggiungimento del budget
nazionale previsto e che quindi esiste, di fatto, una competizione
tra aree territoriali per arrivare per primi all'approvazione degli
incentivi. E' dunque determinante rilasciare le autorizzazioni,
quando dovute, in tempi rapidissimi;
l'organico dei dipendenti della Regione siciliana è probabilmente
mal distribuito rispetto alle esigenze legate alle politiche
attuali ed è dunque possibile selezionare del personale da altri
uffici per destinarlo a compiti strategici per lo sviluppo
economico dell'Isola,
impegna il Governo della Regione
a potenziare, nel più breve tempo possibile, l'organico degli
uffici che si occupano di rilasciare le necessarie autorizzazioni
per l'attivazione di impianti fotovoltaici». (107)
RAGUSA-MAIRA-CORDARO-DINA-SAVONA
FAGONE-FORZESE-CASCIO S.-LO GIUDICE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la situazione economica della Sicilia non è stata mai così grave;
le esportazioni, in particolare, rappresentano uno dei primati
negativi della nostra Regione;
nel primo semestre del 2008 le esportazioni verso l'estero sono
state pari al 2,7 per cento sul totale nazionale;
tale percentuale, al netto dei prodotti petroliferi, si aggira
attorno all'1 per cento;
considerato che molte altre regioni d'Italia superano largamente
la Sicilia (Lombardia 28,5 per cento, Emilia Romagna 13,1 per
cento, Veneto 12,5 per cento, Piemonte 10,6 per cento, Toscana 6,9
per cento, Lazio 3,8 per cento, Friuli 3,7 per cento, Marche 2,9
per cento);
ritenuto che:
le cospicue risorse finanziarie comunitarie finora impiegate non
hanno prodotto risultati significativi in termini di sviluppo e di
crescita economica;
con la misura '6.06 internazionalizzazione dell'economia
siciliana'(del POR 2000-2006) sono stati spesi quasi 19 milioni di
euro per missioni all'estero;
nel 2007 l'Assessorato regionale Cooperazione, commercio,
artigianato e pesca ha speso circa 1 milione e 200 mila euro per la
partecipazione a fiere e mostre di carattere commerciale,
agroalimentare ed artigianali promosse all'estero,
impegna il Governo della Regione
ad effettuare i controlli dovuti alla verifica dell'utilizzo
coerente delle risorse finanziarie comunitarie e l'efficacia delle
iniziative assunte in materia di internazionalizzazione
dell'economia siciliana». (108)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 4 agosto 2005 è stata approvata la legge 'Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia';
con la predetta legge è stato, tra l'altro, recepito l'articolo 5
della legge numero 135/2001 riguardante l'introduzione dei
distretti turistici;
considerato che:
dopo oltre 3 anni dall'approvazione non è stata ancora data piena
attuazione al nuovo modello organizzativo;
nel mese di ottobre 2007 è stato presentato un nuovo disegno di
legge che introduce elementi modificativi o/e integrativi;
ritenuto che:
nella predetta legge regionale il termine 'distretto turistico'
viene utilizzato in modo non corretto, dal punto di vista
concettuale, come sinonimo di sistema turistico locale;
il distretto può essere definito come un raggruppamento di imprese
di piccole e medie dimensioni indipendenti l'una dall'altra, tra le
quali nasce e si sviluppa una cooperazione di tipo spontaneo;
ritenuto, ancora, che:
il sistema turistico locale si differenzia dal distretto turistico
per due motivi principali:
1) la necessita di un ente o di una società strategicamente
leader, sia nella fase di creazione che in quella di lancio e
gestione del sistema nel suo complesso;
2) il carattere aperto del sistema che, sin dalle prime fasi di
progettazione, interagisce anche con imprese di altri Paesi e
località, secondo una rete di relazione su scala globale;
ritenuto, infine, che:
il sistema turistico locale non deve configurarsi come un
duplicato di strumenti già esistenti (PIT, GAL, PIR, ecc.), ma deve
porsi come un punto di riferimento per la concreta
promocommercializzazione delle destinazioni sui mercati nazionali
ed esteri e per la creazione di nuove opportunità di sviluppo
turistico in un'ottica più ampia di marketing territoriale;
il ritardo normativo ha generato confusione tra gli operatori
turistici locali e una carenza di gestione territoriale da parte
dei soggetti pubblici, allargando di fatto il ritardo della nostra
Regione nei confronti delle destinazioni del bacino del
Mediterraneo,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti
ad avviare le dovute iniziative per la riorganizzazione del
sistema turistico siciliano alla luce di quanto è già avvenuto a
livello nazionale e comunitario». (109)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
centinaia di imprenditori agricoli ed interi quartieri di città
come Agrigento e Caltanissetta vivono il dramma legato alla
mancanza d'acqua;
recentemente, a seguito di controlli dell'esercito, sono emersi
inauditi casi di furti lungo la rete idrica;
l'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, nell'ultima relazione al Parlamento nazionale,
ha dichiarato che in Sicilia vi sono otto dighe in costruzione da
più di 20 anni per problematiche legate all'adeguamento dei
progetti e ai contenziosi con le imprese;
considerato che:
dietro ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori, i
rapporti e le inchieste di varie procure della Repubblica hanno
accertato l'esistenza di un intreccio perverso con la criminalità
organizzata;
dove c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia o il
pericolo di infiltrazioni mafiose;
atteso che:
in Sicilia piove con il contagocce (il 10 per cento in meno negli
ultimi dieci anni) e la capacità delle dighe in esercizio è
limitata dalle infinite lungaggini sui collaudi e sulle norme di
sicurezza;
agli inizi di agosto esse contenevano 330 milioni di metri cubi
mentre oggi ne contengono 250 milioni;
rilevato che:
per fare qualche esempio, i lavori della diga di Blufi di Palermo,
appartenente ancora all'EAS, che ammontano a 300 miliardi iniziali,
più altri 120 stanziati per completarla, sono stati interrotti per
via dell'assenza della verifica di impatto ambientale prevista
dalla normativa vigente;
la realizzazione della diga Pietrarossa di Caltagirone (CT),
iniziata nel lontano 1989 in assenza delle dovute autorizzazioni
della soprintendenza, è stata interrotta a causa del rinvenimento,
durante gli scavi, di una villa di epoca romana;
in merito alla stessa diga, successivamente, la procura di
Caltagirone ha scoperto una truffa fra tecnici, funzionari e
l'impresa costruttrice, architettata per ottenere un altro
finanziamento non dovuto;
nella diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a circa 30
chilometri da Agrigento, i lavori sono stati bloccati dopo la
scoperta dell'instabilità del terreno, mentre risulta che il
progetto è stato modificato proprio per migliorare il sistema di
drenaggio;
anche la diga di Piano del Campo dell'Alto Belice, progettata più
di 30 anni fa, vanta interessi di 'Cosa nostra';
rilevato ancora che:
l'Ente acquedotti siciliano, posto in liquidazione dal lontano
2004 ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato, ha
aumentato i propri debiti che raggiungono quota 450 milioni di
deficit;
secondo quanto riferito dal commissario liquidatore dell'ente,
paradossalmente il buco di bilancio è cominciato proprio quattro
anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con provvedimenti urgenti per fronteggiare la crisi
idrica della nostra Regione, tenuto conto, altresì, che
l'osservatorio delle acque dell'ARRA (Agenzia regionale rifiuti e
acque) ha comunicato un taglio del 10 per cento dell'erogazione
dell'acqua dalle dighe per problemi legati alla siccità;
ad adottare iniziative al fine di vigilare sul rispetto delle
leggi in materia di affidamento e di gestione dei lavori di
costruzione e manutenzione delle dighe ovvero per ovviare ad ogni
possibile infiltrazione di natura illegale e malavitosa». (110)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i comuni hanno l'obbligo di applicare la legge 26 ottobre 1995,
numero 447 finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;
la verifica d'impatto acustico deve essere richiesta non solo per
tutte le nuove attività, ma anche in caso di voltura del titolo
abilitativo, dei cambi del titolare o del legale rappresentante,
dei cambi di persona giuridica nella ditta ed in seguito a
lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;
considerato che:
i comuni dovrebbero esercitare le funzioni amministrative relative
al controllo sull'osservanza delle disposizioni contro
l'inquinamento acustico;
per tutte le attività fonte di rumore è necessario ottenere il
relativo nulla osta attraverso una relazione tecnica di impianto
acustico ambientale;
ritenuto che:
per esercitare le funzioni amministrative relative al controllo
sull'osservanza della legge numero 447/95 i comuni dovrebbero
verificare la presenza del nulla osta d'impianto acustico, con la
presa visione della relazione del tecnico competente e la
compilazione della documentazione ai sensi del decreto legislativo
numero 277/91;
il mancato rispetto delle leggi sopra richiamate dovrebbe essere
tempestivamente comunicato all'ARPA (Agenzia regionale protezione
ambientale) e alla Magistratura,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il territorio e l'ambiente
ad assumere le dovute iniziative nei confronti di tutte le
amministrazioni che violano la predetta normativa». (111)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
circa 1700 alunni disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti
di sostegno poiché sono state nominate 1003 unità di personale di
sostegno in meno;
i tagli operati dal Governo Berlusconi produrranno conseguenze
disastrose non solo per gli insegnanti ma anche per le famiglie e
per gli stessi disabili ai quali viene negato il diritto
all'assistenza;
considerato che:
il numero degli alunni disabili in Sicilia è di 25.938 unità ed è
in forte aumento rispetto all'anno scolastico 2007-2008 (20.359);
tagliare gli organici significa negare l'accoglienza del disabile,
non assicurare la qualità del servizio e violare il principio
sacrosanto dell'integrazione scolastica.
ritenuto che:
l'entità dei tagli ha effetti drammatici sui livelli di
integrazione dei soggetti più deboli;
a fronte di 12.840 posti attivati nell'anno scolastico 2007-2008,
è previsto il funzionamento di 11.837 posti, con un decremento di
1003 unità;
il Presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, condividendo
le preoccupazione per l'incerto futuro della scuola siciliana, ha
inviato una nota al Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca, denunciando la lesione del principio costituzionale
di leale collaborazione, poiché la Sicilia è titolare di competenze
proprie sulle quali interferiscono le determinazioni statali,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione
ad intraprendere le iniziative necessarie a potenziare i posti di
sostegno e per evitare che la scuola siciliana diventi luogo di
emarginazione e non di integrazione per gli alunni disabili». (112)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in Sicilia gli interventi più significativi in tema di politiche
sociali sono previsti ancora, in gran parte, dalle leggi regionali
numero 22/86 e numero 21/78;
il legislatore regionale siciliano, in 60 anni di autonomia, non è
riuscito ad adottare una normativa organica in tema di politiche
sociali;
la stessa legge numero 328/2000 non è stata pienamente applicata;
considerato che:
la legge regionale numero 10/2003 deve essere ancora in buona
parte attuata;
nella nostra Regione, a motivo del grave disagio sociale, occorre
una particolare attenzione per le politiche sociali;
è necessario, in particolare, sostenere la famiglia come soggetto
attivo delle politiche sociali;
ritenuto che:
il nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013
attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;
specifiche azioni potranno essere attuate tramite l'A.P.Q.
(accordo di programma quadro) 'giovani protagonisti di sé e del
territorio' sottoscritto dalla Regione con l'amministrazione
statale nel mese di agosto 2008,
impegna il Governo della Regione
e per esso
all'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali
ad attivare le dovute iniziative atte alla piena attuazione della
legge regionale numero 10/2003;
a porre in atto le misure idonee al fine di migliorare la qualità
dei servizi sociali e per rafforzare la coesione e l'inclusione
sociale». (113)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che in Sicilia la situazione penitenziaria ha assunto
dimensioni patologiche in quanto nelle 27 case circondariali aventi
sede nella Regione dovrebbero essere reclusi non più di 4.500
soggetti. Alla data della presente sono invece detenuti circa 7.200
individui. Si tratta di un dato che, oltre a certificare un
intollerabile sovraffollamento, mette a nudo una condizione
carceraria che sfugge ad ogni parametro e alla stessa previsione
dell'articolo 27 della Costituzione secondo cui... 'le pene non
possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e
devono tendere alla rieducazione del condannato';
considerato che il sovraffollamento è in contrasto sia con la
Costituzione che con l'ordinamento ed i regolamenti penitenziari,
ma anche e soprattutto con le più elementari norme di trattamento
umanitario, con i requisiti minimi di igiene e salubrità dei
luoghi. Le celle affollate provocano, altresì, gravi disagi
psicologici, dovuti ad una convivenza in spazi angusti, che ledono
la dignità dell'uomo;
valutato che la situazione carceraria siciliana risulta, per molti
versi, più grave della non facile situazione carceraria del Paese
che registra, ormai, la presenza di oltre 60 mila detenuti e che
tale situazione ha fatto emergere problematiche che contrastano
anche con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE e con la Carta
europea dei diritti dell'uomo che, come è noto, vietano sia la
tortura che il trattamento inumano e degradante;
accertato che, ad esempio, in alcune sezioni del carcere
palermitano dell'Ucciardone si vive, da parte dei detenuti, una
condizione carceraria disumana che rende difficile qualsiasi
iniziativa di rieducazione e di reinserimento sociale. I detenuti,
in numero eccessivo, 'abitano' celle prive delle più elementari
norme igieniche (gabinetti 'alla turca' da dove fuoriescono ratti;
lavabi privi di scarico; pareti umide ed ammuffite; soffitti dal
quale si staccano calcinacci e rendono visibile la struttura in
ferro del solaio; finestre senza vetri; muri delle celle sporchi e
scrostati; arredi fatiscenti sia per quanto riguarda i letti che i
'mobiletti', eccetera). Per non parlare delle assenze di strutture
idonee a sviluppare attività culturali, ludico-ricreative: ad
esempio, il campetto di calcio è inagibile da tempo;
preso atto che dall'1 gennaio 2009 la sanità penitenziaria è stata
trasferita al servizio sanitario nazionale e quindi alle regioni,
non risulta, in proposito, che ad oggi siano stati prodotti (fatta
salva una commissione tecnica insediata dall'Assessore per la
sanità) atti amministrativi o legislativi idonei a consentire un
passaggio fisiologico di competenze senza pregiudizio per il
diritto alla salute dei detenuti;
ritenuto che la Regione, per effetto dell'articolo 33 della legge
regionale numero 5/2005, ha istituito il Garante per la tutela dei
diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento
sociale e che pertanto è nelle condizioni, con proprie risorse, di
pianificare interventi ancor più incisivi rispetto a quelli, fino
ad oggi meritoriamente prodotti dal predetto ufficio, che aiutino
ad umanizzare le condizioni di vita del sistema carcerario in
Sicilia, in stretta collaborazione con le autorità penitenziarie,
impegna il Governo della Regione
1) ad intervenire presso il Ministero della giustizia per
segnalare la grave situazione carceraria siciliana al fine di
sollecitare l'emanazione di appositi provvedimenti volti a rendere
meno degradante la detenzione in Sicilia;
2) a sollecitare al Governo nazionale l'immediata apertura delle
nuove carceri di Gela, Noto, e Villalba e ad attivare, in attesa
dell'attuazione del piano per l'edilizia carceraria, appropriati
interventi di sistemazione delle sezioni delle carceri più
fatiscenti della Sicilia con procedura d'urgenza;
3) a sollecitare il Governo nazionale ad effettuare l'adeguamento
strutturale delle carceri: Ucciardone di Palermo, Piazza Lanza di
Catania, Sciacca, Favignana, Ristretta, poiché assolutamente fuori
da ogni parametro o standard accettabile per consentire una
detenzione che non sia degradante nè disumana;
4) ad attivare ogni iniziativa utile presso i Ministeri del
lavoro, della salute e delle politiche sociali e quello degli
affari regionali e delle autonomie locali affinché si promuovano
adeguate iniziative amministrative volte a realizzare, nel più
breve tempo possibile, un'assistenza sanitaria adeguata e
rispettosa del diritto alla salute dei detenuti;
5) a reperire idonee risorse per consentire il finanziamento di
attività lavorative in carcere, di formazione professionale e di
reinserimento sociale dei detenuti, come richiesto dal Garante per
la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro
reinserimento sociale;
6) ad intervenire con urgenza presso il Ministero della giustizia
per segnalare la grave carenza di circa 500 agenti di polizia
penitenziaria negli organici degli istituti siciliani rispetto a
quanto previsto dal DPCM del 2001 e per chiederne la relativa
copertura». (114)
GRECO-LUPO-MINEO-GUCCIARDI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il crollo in borsa del titolo Unicredit ha determinato per la
Regione siciliana perdite finanziarie pari a circa 400 milioni di
euro;
dopo la fusione del Banco di Sicilia con il gruppo guidato da
Alessandro Profumo, il Governo regionale non ha adottato una
strategia adeguata per la salvaguardia e la valorizzazione della
nostra partecipazione finanziaria;
considerato che:
non sono stati rinnovati i patti parasociali tra la Regione e il
vecchio gruppo proprietario del Banco di Sicilia (Capitalia);
non sono stati nominati i consiglieri in quota Regione nel board
del Banco di Sicilia;
ritenuto che la ricapitalizzazione è in stand-by, pur avendo
appostato in bilancio la relativa somma (pari a 18 milioni di
euro),
impegna il Presidente della Regione
a riferire in Aula sulla situazione finanziaria derivante dalla
crisi del sistema bancario e, in particolare, sul ruolo che il
Governo regionale vuole svolgere sulle politiche del credito».
(115)
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
PRESIDENTE. Informo che le mozioni, dalla numero 107 alla numero
115, testé annunziate, saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
La mozione numero 106 a firma dell'onorevole Minardo ed altri,
vertendo sul fenomeno migratorio nell'isola di Lampedusa, viene
abbinata agli altri atti ispettivi di analogo oggetto, la cui
discussione figura al III punto dell'ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 79
PRESIDENTE. Comunico che, con nota 703/Gab del 27 febbraio 2009,
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, ha trasmesso, per accordo fra le
parti, risposta scritta all'interrogazione numero 79 «Notizie circa
la sussistenza di eventuali evasioni contributive previdenziali per
i soggetti operanti nel settore dello spettacolo», presentata
dall'onorevole Apprendi con richiesta di risposta orale.
Poiché l'interrogante si è dichiarato soddisfatto della risposta,
l'iter dell'interrogazione numero 79 è da intendersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Il testo integrale della suddetta risposta sarà pubblicato in
allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa ad interrogazione numero 448
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 4 marzo 2009,
l'onorevole Filippo Panarello, primo firmatario dell'interrogazione
numero 448 a risposta orale «Stabilizzazione dei medici veterinari
convenzionati con le aziende sanitarie locali», annunziata nella
seduta numero 69 del 3 marzo 2009, ha comunicato, anche a nome
degli altri firmatari, che lo stesso atto ispettivo è da
considerarsi superato, in quanto di identico contenuto all'ordine
del giorno numero 91, sempre a sua firma, accettato dal Governo
come raccomandazione nella seduta numero 69 del 3 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione numero 465
PERSIDENTE. Comunico che, con nota del 10 marzo 2009, l'onorevole
Salvatore Lentini ha chiesto di apporre la propria firma
all'interrogazione a risposta orale numero 465 «Interventi per la
salvaguardia e la tutela di 'Fleuropoli'», degli onorevoli Falcone
e Pogliese.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 105 «Interventi per
contrastare la crisi economica internazionale attraverso una
gestione efficiente delle risorse della Regione», a firma degli
onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
Ferrara, Mattarella, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marinello, Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
la grave crisi che attraversa l'economia internazionale sta
assumendo dimensioni storiche. La crisi finanziaria globale,
innescata dal default dei mutui americani sub-prime e amplificata
da comportamenti sui mercati finanziari fortemente speculativi e
irresponsabili, ha generato un velocissimo deterioramento delle
prospettive di crescita dell'economia a scala mondiale. La mancanza
di fiducia che si è determinata agisce come un detonatore: le
condizioni del credito sono diventate molto restrittive, molte
aziende chiudono o si trovano nelle condizioni di dover ridurre
fortemente l'attività e i progetti di investimento, i consumi
calano, crescono le difficoltà di lavoro e di reddito per milioni
di persone;
in molti Paesi, tra cui l'Italia, si è aperta una fase di
recessione e le previsioni sull'immediato futuro formulate dagli
organismi internazionali devono essere aggiornate sistematicamente,
stante il precipitare del tasso di crescita del prodotto interno
lordo e degli altri indicatori economici, retrocessi tutti a segno
meno e per i quali si ipotizza un ritorno a segno positivo soltanto
verso la fine del 2010;
l'impatto della crisi può risultare particolarmente duro per la
Sicilia, innestandosi su una situazione generale dell'economia
siciliana che fa segnare indici negativi ormai da qualche tempo, in
conseguenza di un micidiale effetto cumulo: la stagnazione
economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia
di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;
nel biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6 per
cento. E' un dato non lontano da quello dell'Italia, tuttavia è
utile rilevare come il contributo degli investimenti è stato dello
0,8 contro l'1,8 per cento, quello dei consumi privati è stato
dello 0,4 contro lo 0,7 per cento, mentre il contributo della spesa
pubblica è stato ben più elevato: 2,8 contro 2,2 per cento. In
Sicilia l'incidenza delle importazioni nette, cioè dei beni e
servizi provenienti da fuori regione, è arrivata al 28 per cento,
contro una incidenza media nel Mezzogiorno del 22,4 per cento. Nel
2000 il valore aggiunto dell'industria era del 12,4 per cento del
totale prodotto in Sicilia, nel 2006 era sceso al 10,7 per cento.
La percentuale attribuibile ai servizi pubblici è di contro
aumentata dal 30,1 per cento al 34 per cento;
il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4 per
cento di quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8 per cento
e in questi anni è sceso ancora. Le condizioni sociali sono in ogni
caso preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso dello
0,9 per cento, nel primo trimestre del 2008 il tasso di
disoccupazione ha toccato il 15,3 per cento, il tasso di attività è
il più basso in Italia attestandosi al 51,3 per cento; l'indice di
povertà relativa si è attestato al 30,6 per cento che non solo è il
più alto in assoluto tra le regioni italiane, ma è l'unico che è
cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni;
anche con riferimento alla capacità di realizzare in Sicilia
riforme significative e di attivare fattori di sviluppo, come
previsto dalla strategia di Lisbona, i risultati sono negativi: la
spesa per ricerca e sviluppo e la spesa per istruzione rapportate
al PIL si sono ridotte, il ricorso alle fonti rinnovabili di
energia ed il volume di rifiuti smaltiti in modo differenziato sono
lontanissimi dai rispettivi parametri di riferimento;
la politica di bilancio perseguita negli ultimi anni dal Governo
regionale ha portato ad un deficit strutturale pari in questo
momento ad oltre 2 miliardi di euro. Le spese correnti sono state
aumentate ed oggi rappresentano circa l'85 per cento dell'intero
bilancio. Gli investimenti, nonostante si fosse nella fase finale
della spesa di Agenda 2000, nel 2007 sono precipitati con un
pesante -32 per cento, contribuendo in modo significativo alla
caduta dell'importo dei lavori pubblici messi in gara che nel 2007
sono stati pari a 2 miliardi contro i 4.8 del 2006;
anche dal punto di vista della qualità della spesa si può parlare
di disastro: l'impatto avuto da Agenda 2000 sulle dinamiche di
sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili della
programmazione regionale, è stato scarso, se non proprio nullo. In
alcuni settori fondamentali come il turismo, i beni culturali,
l'acqua, i rifiuti, le performances hanno fatto segnare addirittura
una regressione rispetto agli obiettivi minimi fissati. Ciò in
conseguenza, tra l'altro, dell'eccessiva dispersione delle risorse,
nonché del carattere sostitutivo e non aggiuntivo della spesa, che
ha finanziato anche spesa corrente per precari o per corsi di
formazione professionale di dubbia utilità;
considerato altresì che:
la crisi sta agendo in modo selettivo anche in Italia,
determinando stravolgimenti nei settori produttivi quali il
tessile, che rischia di scomparire nel nostro Paese e negli assetti
territoriali, come dimostrato dall'azzeramento di intere aree
produttive, in particolare nel Mezzogiorno;
nella nostra Regione, dove si stima che il Pil del 2008 abbia
fatto segnare un -1,3 per cento e, secondo alcune stime, scenderà
ancora nel 2009 del 2,5 per cento, è in vorticoso aumento la
richiesta di cassa integrazione, si prevede la perdita di almeno 50
mila posti di lavoro, c'è un crollo degli investimenti privati come
effetto anche della forte stretta creditizia in Sicilia, le
difficoltà di banche fondamentali come l'Unicredit, numerosi
investimenti pubblici restano 'al palo';
la risposta alla crisi economica in Sicilia deve giovarsi anche di
misure nazionali ed europee, ma non può essere data solo con
politiche di breve periodo (di natura monetaria e/o fiscale), o
soltanto con interventi di sostegno alla domanda ed ai redditi. Se
l'obiettivo primario è quello di evitare che la crisi economica
produca effetti devastanti sul piano sociale, è altrettanto
importante progettare un'uscita dalla crisi puntando in avanti,
passando da una economia di domanda ad una economia di offerta,
aumentando la base produttiva, valorizzando le risorse e le
potenzialità strategiche e territoriali di cui la Sicilia dispone,
soprattutto nel contesto euromediterraneo;
la Commissione europea, nel proporre agli Stati membri una manovra
di bilancio per complessivi 170 miliardi di euro, ha richiesto che
gli interventi nazionali siano rivolti, in particolare, verso una
spesa pubblica con impatto sulla domanda a breve termine, sulle
garanzie e sui prestiti agevolati, sugli incentivi fiscali
soprattutto per contribuire al mantenimento e alla creazione di
posti di lavoro ed ha altresì invitato gli Stati membri ad
incrementare gli investimenti in infrastrutture, nell'efficienza
energetica, in materia di istruzione e ricerca, al fine di
stimolare la crescita e la produttività;
le misure fin qui predisposte dal Governo nazionale, tuttavia,
appaiono deboli ed inadeguate. Di certo non immettono nuove risorse
ma, operando con compensazioni di bilancio, non realizzano alcun
effetto espansivo, anticiclico. Sistematicamente il Governo ha
fatto massiccio ricorso al fondo per le aree sottoutilizzate dal
quale sono stati già prelevati negli ultimi sei mesi 15 miliardi di
euro per interventi del tutto estranei allo sviluppo del
Mezzogiorno;
le politiche pubbliche regionali devono delineare interventi
mirati e selettivi, privilegiando le famiglie a più basso reddito,
le imprese che vogliono investire su se stesse, i giovani che hanno
voglia di fare e non si arrendono all'unico sbocco rappresentato
dall'emigrazione forzosa;
ritenuto che:
è indispensabile che la Regione siciliana metta a punto un piano
straordinario anticrisi che leghi interventi anticiclici ad una
strategia che favorisca l'ammodernamento delle strutture ed il
passaggio ad una economia sostenibile;
a supporto di tale piano è necessario il puntuale reperimento di
risorse mobilitabili, a cominciare da quelle di bilancio che vanno
liberate attraverso una rigorosa legge finanziaria, nonché dalla
finalizzazione dei fondi che la Regione ha allocato presso gli
istituti finanziari regionali e non pienamente utilizzati;
del tutto prioritaria è l'attivazione delle risorse derivanti
dalla programmazione 2007/2013, così come la riprogrammazione e il
pieno utilizzo dei fondi provenienti dalla programmazione relativa
al periodo precedente. Secondo le stime riportate dall'ultimo DPEF
regionale, infatti, la Regione ha a sua disposizione 14.860 milioni
di euro a titolarità regionale a cui devono aggiungersi circa 9
miliardi di euro di fondi nazionali allocati nei PON e nel FAS per
il periodo 2007/2013. Negli accordi di programma quadro stipulati
negli anni precedenti sono stati programmati interventi per 16.577
milioni di euro, dei quali soltanto il 20 per cento circa è stato
speso,
impegna il Governo della Regione
ad effettuare una riprogrammazione delle risorse giacenti negli
accordi di programma quadro e a programmare le risorse nuove
disponibili sul FAS, indirizzandole verso la realizzazione di
lavori pubblici immediatamente attivabili che presentino
caratteristiche di elevata utilità sociale e prevedano un intenso
utilizzo di manodopera, quali la messa in sicurezza delle scuole di
ogni ordine e grado in cofinanziamento con province e comuni,
l'assetto del territorio, la difesa del suolo, il ripristino delle
infrastrutture danneggiate da eventi calamitosi, la viabilità
secondaria e rurale. L'attivazione di un programma di realizzazione
di alloggi popolari ad elevata efficienza energetica, anche
mediante ristrutturazione di immobili esistenti nei centri urbani.
La riqualificazione energetica degli edifici pubblici e dei
trasporti, anche mediante iniziative che alimentino ricerca,
produzione e diffusione di mezzi pubblici ecologici, come gli
autobus a metano, in modo da contribuire a raggiungere anche in
Sicilia 'gli obiettivi 20-20-20' posti dalla Unione europea per i
prossimi anni;
a concentrare le risorse della programmazione 2007/2013 su alcuni
filoni strategici: a) la realizzazione delle reti materiali e
immateriali da e per la Sicilia e all'interno dell'Isola; b)
l'efficienza, il risparmio, la riqualificazione energetici, la
produzione da fonti rinnovabili, le problematiche collegate ai
cambiamenti climatici; c) la logistica ed i servizi avanzati alle
imprese, la creazione di filiere corte, l'economia di prossimità;
d) lo sviluppo del capitale umano e delle conoscenze attraverso la
formazione continua, la ricerca, l'innovazione, il trasferimento
tecnologico;
ad approvare il documento unico di programmazione che recepisca
gli indirizzi sopra individuati, anche per consentire l'immediato
sblocco degli interventi già verificati e tuttavia non ancora
avviati;
ad intervenire presso il Governo nazionale e in tutte le sedi
opportune affinché l'Unione europea emani nuove disposizioni in
materia di regimi di aiuti, in particolare prevedendo il raddoppio
degli importi ricadenti nel regime 'de minimis';
ad emanare le opportune disposizioni affinché l'amministrazione
regionale paghi i propri creditori non oltre 90 giorni dalla
presentazione dei giustificativi di spesa e rilasci le
certificazioni sull'esistenza dei crediti come previsto dal comma 3
bis dell'articolo 9 del decreto-legge numero 185/2008, come
convertito dalla legge numero 2/2009;
a promuovere una verifica di coerenza con la programmazione
regionale e di sostenibilità ambientale nei confronti di iniziative
finanziate con investimenti privati, non ancora partite;
ad individuare, anche con il concorso degli istituti finanziari
regionali, misure di credito sostenibile a sostegno di famiglie e
piccole imprese;
a realizzare un'azione di concertazione con gli enti locali
siciliani al fine di individuare le risorse mobilitabili per la
realizzazione di lavori pubblici ed interventi di carattere
sociale;
a individuare interventi per fronteggiare la disoccupazione, anche
attraverso cantieri di lavoro e il servizio civico comunale,
utilizzando le misure del FSE relative alla adattabilità ed alla
occupabilità». (105)
CRACOLICI- AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO
BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO
DIGIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE
FERRARA-MATTARELLA-FIORENZA-GALVAGNO
GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO
ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA
RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO
Avverto che la determinazione della data di discussione della
suddetta mozione è demandata, secondo consuetudine, alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che lo stesso
onorevole Cracolici, come preannunciato nella seduta precedente,
non intenda proporre una data per la trattazione.
e di interrogazione n. 364
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione unificata di mozione, interpellanza ed interrogazione
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozione, interpellanza e interrogazione:
- mozione numero 88 «Misure immediate di intervento per
fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia», degli onorevoli
Lupo, Cracolici, Di Benedetto, Galvagno, Mattarella, Marinello,
Panepinto, Ammatuna, Gucciardi, Rinaldi, Bonomo, Laccoto,
Barbagallo, Vitrano e Ferrara;
- interpellanza numero 44 «Iniziative a tutela dei diritti civili
degli emigrati», dell'onorevole Lupo;
- interrogazione numero 364 «Interventi a livello centrale per
fronteggiare l'immigrazione clandestina e garantire il rispetto
delle norme che regolano la gestione dei centri di permanenza
temporanea», dell'onorevole Apprendi.
Preciso che a queste si aggiunge la mozione numero 106 «Gestione
del fenomeno migratorio nell'isola di Lampedusa (AG)», a firma
degli onorevoli Minardo, Arena, Leanza Nicola, D'Agostino e
Colianni, testé annunziata.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
notizie sempre più allarmanti giungono dall'isola di Lampedusa
dove continuano a susseguirsi sbarchi di migranti provenienti
dall'Africa;
la situazione del centro di permanenza temporanea dell'isola è
ormai al collasso: al suo interno sono stipate 1900 persone a
fronte di una capienza media di 800 persone;
in tali condizioni non è possibile offrire garanzie igienico-
sanitarie minime né un riparo per tutti i presenti;
all'interno del centro sono detenuti un centinaio di minori
costretti a convivere con la sporcizia e la spazzatura, fognature
intasate e servizi igienici insufficienti;
le condizioni di vita per gli immigrati sono, pertanto, degradanti
e disumane;
il consiglio comunale di Lampedusa ha all'unanimità approvato un
ordine del giorno col quale si proclama lo stato di agitazione
contro la decisione del Governo nazionale di costruire sull'isola
un nuovo centro per l'identificazione e l'espulsione degli
immigrati;
considerato che:
tale stato di cose è la diretta conseguenza della politica del
Governo nazionale e del Ministro dell'interno, Maroni, in tema di
immigrazione in quanto rappresenta un grave passo indietro che
allontana l'Italia dal progresso civile;
la scelta di non consentire il trasferimento presso altri centri
di tutti gli immigrati arrivati a Lampedusa per un più celere, ma
improbabile, rimpatrio sta generando nell'isola una vera e propria
emergenza umanitaria;
il centro di permanenza temporanea di Lampedusa si sta
progressivamente trasformando in un luogo di detenzione nel quale
vengono calpestati i più elementari diritti umani all'interno di
una politica che appare sempre più discriminatoria e
criminalizzante nei confronti dei migranti;
a pagare pesanti conseguenze sono anche il territorio e gli
abitanti di Lampedusa, costretti a fronteggiare un'emergenza
continua rispetto alla quale si registra soltanto una sostanziale
inerzia;
ciò si inserisce nel vuoto della legislazione siciliana
sull'immigrazione e sul tema della cooperazione allo sviluppo e
dell'integrazione;
premesso, inoltre, che:
da anni, la Sicilia è meta privilegiata per i migranti provenienti
dall'Africa, e tale flusso, lungi dal diminuire, è cresciuto in
modo esponenziale: nelle prime due settimane del 2009 le persone
arrivate in Italia via mare sono 1.500;
la causa di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà di
tanti Paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera masse
di disoccupati e disperati la cui unica speranza per la
sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si aggiungano
anche l'assenza di garanzie democratiche in quei Paesi e la
presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai endemici;
la stragrande maggioranza dei migranti che intendono raggiungere
il nostro territorio è costretta a pagare a caro prezzo le
organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di esseri
umani per intraprendere viaggi che si concludono non di rado con la
morte;
l'effetto più grave è, infatti, rappresentato dalle tragedie del
mare e dall'enorme numero di naufragi verificatisi nel Mediterraneo
e nel Canale di Sicilia in particolare: secondo Fortress Europe
sarebbero almeno 1.502 i migranti morti alle frontiere dell'Unione
europea nel 2008. In Sicilia le vittime sono passate dalle 556 del
2007 alle 642 del 2008;
ritenuto che:
la vigente normativa italiana, via via inasprita negli ultimi
mesi, si connota sempre più per una tendenza discriminatoria nei
confronti del fenomeno dell'immigrazione che renderà sempre più
difficile il percorso di integrazione degli stranieri
extracomunitari;
il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas
Hammarberg, ha di recente dichiarato che la normativa attualmente
in discussione in Italia è a sfondo discriminatorio e non
garantisce il rispetto dei diritti umani;
in particolare, desta preoccupazione la proposta di rimpatriare
direttamente tutti coloro che arrivano sul territorio italiano,
senza consentire a chi ne ha il diritto di chiedere asilo politico,
col rischio di essere rispediti in Paesi dove non si ha alcuna
garanzia circa il rispetto dei più elementari diritti umani;
la carenza di validi accordi con i Paesi di provenienza
vanificherà di fatto la possibilità di rimpatri nei tempi brevi che
sono stati annunciati; la sicura identificazione dei migranti
risulta, infatti, alquanto problematica;
il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso la
proposta della Lega Nord di introdurre un' ulteriore tassa per il
rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno ed una fideiussione
sull'apertura di una partita IVA a carico degli immigrati in
Italia;
tali proposte sono state fortemente criticate dalle forze
politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
Governo, oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
della CEI per i diritti degli immigrati;
sulla stessa scia si inseriscono le norme che rendono ancora più
gravose le procedure per i ricongiungimenti familiari, che hanno
finora funzionato come valido traino per una migliore integrazione;
considerato, infine, che:
servirebbero piuttosto politiche di integrazione dei cittadini
immigrati che, con impegno e con notevoli sforzi, cercano di
integrarsi in Italia;
il Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della Regione
siciliana è il massimo esponente nazionale, fa parte della
maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi,
impegna il Presidente della Regione
a riferire con urgenza all'Assemblea regionale siciliana circa la
grave situazione che si è determinata a Lampedusa dopo gli sbarchi
degli ultimi giorni;
ad intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il Ministro
dell'interno perché adottino con urgenza provvedimenti che
consentano un'adeguata e dignitosa accoglienza di tutti coloro che
sbarcano sull'isola ed il loro tempestivo trasferimento in altre
strutture;
ad intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il Ministro
dell'interno al fine di scongiurare la ventilata realizzazione di
un nuovo centro per l'identificazione e l'espulsione degli
immigrati presso i locali dell'ex base navale Loran;
ad esprimere la più netta contrarietà nei confronti dell'operato
del Ministro dell'interno rispetto alle politiche discriminatorie
fin qui adottate nei confronti di coloro che arrivano nella nostra
Regione, ribadendo con forza la vocazione all'accoglienza e
all'integrazione culturale, da sempre espressa dal popolo
siciliano;
a chiedere al Parlamento nazionale l'approvazione di una normativa
che favorisca gli ingressi legali nel nostro territorio e che
disciplini, in conformità con l'articolo 10 della Costituzione, il
diritto di asilo;
ad attivarsi per l'adozione di una normativa regionale
sull'immigrazione e sulla cooperazione decentrata allo sviluppo,
finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
e produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro Paesi
di provenienza;
a predisporre un piano di accoglienza dei migranti in connessione
con le attività degli enti locali e delle associazioni della
società civile;
a realizzare una serie di interventi a favore dei comuni di
Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
al fine di eliminare le condizioni di disagio che tali comunità
vivono in riferimento alla gestione del fenomeno migratorio;
ad affidare ad un osservatorio regionale - costituito, in aggiunta
ai rappresentanti del Governo regionale e dell'Assemblea regionale
siciliana, anche da rappresentanti dell'ANCI, della protezione
civile, delle forze dell'ordine, delle organizzazioni di
volontariato, delle organizzazioni sindacali - il compito di
individuare le misure immediate di intervento per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia». (88)
LUPO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO
PANEPINTO-AMMATUNA-GUCCIARDI
RINALDI-BONOMO-LACCOTO
BARBAGALLO-VITRANO-FERRARA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso in
questi giorni la proposta della Lega Nord di introdurre una tassa a
carico degli immigrati in Italia;
tali proposte sono state fortemente criticate dalle forze
politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
governo, oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
della CEI per i diritti degli immigrati;
la principale censura mossa all'introduzione della tassa sugli
immigrati è che si tratterebbe di una misura discriminatoria e
lesiva dei diritti della persona;
considerato che:
quella che vorrebbe introdurre il Governo nazionale più che una
tassa sarebbe un balzello verso una categoria già poco tutelata;
la politica del Governo nazionale contro gli immigrati rappresenta
un grave passo indietro che allontana l'Italia dal progresso
civile;
servirebbero piuttosto politiche di integrazione dei cittadini
immigrati che, con impegno e con notevoli sforzi, cercano di
integrarsi in Italia;
il Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della Regione
siciliana è il massimo esponente nazionale, fa parte della
maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi;
per conoscere:
se il Presidente della Regione non ritenga che introdurre la tassa
sul permesso di soggiorno per gli immigrati sia un errore e che
bisognerebbe, piuttosto, riconoscere i diritti civili elementari
agli immigrati, contrariamente a quanto affermato dalla Lega Nord;
quali iniziative politico-parlamentari il presidente Lombardo
intenda intraprendere, in Sicilia e nei confronti del Governo
nazionale, per la politica discriminatoria adottata da quest'ultimo
contro gli immigrati, ed in particolare nei confronti di coloro che
arrivano nella nostra Regione, soprattutto per il trattamento
riservato, agli stessi nell'isola di Lampedusa». (44)
LUPO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
da anni la Sicilia è meta privilegiata di migranti provenienti
dall'Africa;
il numero di sbarchi di clandestini a Lampedusa non conosce
riduzioni e che le strutture del centro di permanenza temporanea
(CPT) sono intasate da un numero di ospiti (circa 1900) che supera
di più del doppio la capienza media stimata (di 800);
visto che le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità sono
seriamente messe in discussione dalla sovrappopolazione e che
questo incide gravemente in modo particolare su un centinaio di
minori, costretti a convivere con sporcizia e spazzatura, fognature
intasate e servizi igienici insufficienti;
considerato che la decisione del Governo centrale di costruire un
ulteriore centro per la identificazione ed espulsione degli
immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri centri
per un rapido rimpatrio di quelli arrivati a Lampedusa ha destato
grave allarme nella popolazione che si sente danneggiata da tale
massiccia affluenza e dall'insufficiente capacità di gestione del
fenomeno da parte delle forze dell' ordine;
per sapere:
come il Governo regionale intenda rassicurare la comunità di
Lampedusa e quali interventi intenda avviare presso il Governo
nazionale perché siano rispettate le norme che regolano la gestione
dei CPT, nel rispetto della dignità umana, secondo le convenzioni
europee e il diritto internazionale;
se condivida la ventilata realizzazione di un nuovo centro per
l'identificazione e l'espulsione degli immigrati presso i locali
dell'ex base navale o se intenda esprimere presso il Consiglio dei
Ministri (nella qualità di Ministro e per le competenze in materia
di ordine pubblico per la Sicilia secondo norma di Statuto) la più
netta contrarietà a una simile ipotesi;
se non ritenga urgente e necessario predisporre un piano di
accoglienza dei migranti in raccordo con gli enti locali e le
associazioni di volontariato e assistenza;
se non valuti opportuno proporre l'istituzione di un tavolo
tecnico che coinvolga, insieme alle autorità nazionali, anche
quelle siciliane e dei Paesi del Nord Africa interessati». (364)
APPRENDI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
per affrontare la delicata questione dell'isola di Lampedusa e
garantire la tutela dei diritti civili degli immigrati è necessario
riunire intorno ad un tavolo di concertazione lo Stato, la Regione,
la provincia di Agrigento, il comune di Lampedusa e le Forze
dell'ordine;
il Ministero dell' interno ha deciso di trasformare
provvisoriamente il centro di prima accoglienza dell'isola in un
centro di identificazione e di espulsione;
il Presidente della Regione ha dichiarato che il centro di
identificazione ed espulsione non è attuabile se le procedure di
rimpatrio dovessero richiedere mesi;
considerato che:
è imprescindibile garantire tempi celeri per l'identificazione e
la successiva espulsione per evitare che lo stesso centro si
trasformi in un luogo di detenzione e che si possano verificare
episodi simili a quello del recente passato di autolesionismo e
tentati suicidi da parte degli immigrati;
è necessario che sia consentito ai minori, ai richiedenti asilo ed
agli appartenenti alla categoria 'vulnerabili' il trasferimento
presso altre strutture di accoglienza dislocate su tutto il
territorio nazionale;
occorre intervenire con provvedimenti normativi anche in Sicilia
sull'immigrazione e sulla materia dello sviluppo e cooperazione
decentrata;
si rende necessario verificare con il Governo nazionale gli
accordi siglati con i Paesi di provenienza;
l'isola di Lampedusa da anni convive quotidianamente con il
fenomeno dell'immigrazione clandestina, e ciò provoca un
depotenziamento parziale delle proprie potenzialità turistiche, e
che occorre chiedere misure e interventi compensativi al Governo
nazionale, come ad esempio importanti interventi strutturali per
migliorare le infrastrutture ricettive, portuali, i collegamenti
marittimi ed aerei, nonché i servizi sociosanitari,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale per far sì che i tempi
previsti per l'espulsione siano celeri e certi e che siano
garantiti i diritti civili ed umani degli immigrati, in special
modo delle categorie vulnerabili;
ad attivarsi per l'istituzione di un tavolo di concertazione
costituito da rappresentanti del Governo regionale, dell'ARS, della
provincia di Agrigento, del comune di Lampedusa e delle Forze
dell'ordine, e che lo stesso tavolo si relazioni con il Governo
nazionale;
ad avviare l'iter per l'adozione di una normativa regionale
sull'immigrazione con il fine di garantire una reale integrazione
degli immigrati nel sistema sociale e produttivo siciliano;
visti i recentissimi ulteriori sbarchi di immigrati, a garantire
una adeguata e dignitosa accoglienza e permanenza nei centri;
ad intervenire presso il Governo nazionale per ottenere misure
compensative per l'isola, da anni sollecitate dalla comunità
lampedusana, quali ad esempio interventi per migliorare le
infrastrutture ricettive, portuali, i collegamenti marittimi ed
aerei nonché i servizi socio-sanitari». (106)
MINARDO-ARENA-LEANZA N.
D'AGOSTINO-COLIANNI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo, primo firmatario della
mozione numero 88, per illustrarla.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in primo luogo il
tema chiama alle proprie responsabilità il Presidente della
Regione, che stasera è presente in Aula.
La mozione che abbiamo presentato come Gruppo del Partito
Democratico riguarda appunto misure immediate ed interventi per
fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia. Con questa mozione
abbiamo voluto richiamare all'attenzione del Parlamento e del
Governo l'assoluta emergenza che abbiamo vissuto nelle settimane e
nei mesi scorsi, in particolare per quanto riguarda il fenomeno
migratorio che ha coinvolto l'Isola di Lampedusa. Sappiamo che a
Lampedusa abbiamo raggiunto punte di quasi duemila immigrati - tra
uomini, donne e bambini -, potremmo usare la cattiva espressione
quasi stipati , in condizioni che sicuramente non garantiscono
minimamente l'igiene, la sanità, neanche un tetto. Purtroppo,
uomini e donne hanno dormito all'aperto e anche sotto la pioggia,
per giorni, proprio perché non hanno trovato l'accoglienza cui,
invece, avevano assolutamente diritto.
Nei centri di accoglienza a Lampedusa colpisce particolarmente
anche la presenza di minori, costretti a convivere per giorni e
giorni con la sporcizia, con la spazzatura, con una condizione
fognaria assolutamente disumana, che rende inumane le condizioni di
permanenza in questi centri. Condizioni di vita, purtroppo,
degradate, che sono state imposte durante la permanenza degli
immigrati nelle strutture di cui parlavamo.
Rispetto a tutto ciò il Consiglio comunale di Lampedusa si è più
volte pronunciato all'unanimità, approvando ordini del giorno,
chiedendo la massima attenzione, rispetto a questa emergenza, del
Governo nazionale e regionale.
Sappiamo che nell'isola di Lampedusa vi sono state agitazioni da
parte della popolazione, scioperi generali per richiamare
l'attenzione del Governo sul dramma che ivi si stava consumando, e
tutto ciò perché il Governo nazionale ha ritenuto di non dovere
trasferire gli immigrati che arrivavano a Lampedusa in altri centri
di accoglienza del nostro Paese, decidendo invece di confinarli
all'interno dell'isola e imponendo loro condizioni di vita
disumane, creando grandi difficoltà agli abitanti del luogo,
fortemente preoccupati anche per la prospettiva dell'Isola che,
come sappiamo, vive di pesca, di turismo e che ha promosso, in
questi anni, un'immagine assolutamente positiva sia in Italia che
all'estero. Purtroppo, le risposte del Governo nazionale non sono
state minimanente all'altezza della situazione.
Il Governo, anzi, ha aggravato la situazione già presente a
Lampedusa rendendola quasi una catastrofe umanitaria. Purtroppo,
abbiamo avuto tentativi di suicidio; è esploso un incendio che ha
creato grosse difficoltà anche a coloro i quali sono prontamente
intervenuti per spegnerlo e ripristinare condizioni di sicurezza.
Il personale del corpo di polizia, dei vigili del fuoco hanno fatto
un lavoro egregio riportando la situazione all'ordine e in tutto
ciò non abbiamo colto, da parte del Governo nazionale, né tanto
meno del Governo regionale, al di là delle dichiarazioni del
Presidente della Regione, la dovuta attenzione, perché ciò appunto
trovasse una soluzione adeguata.
Noi vogliamo qui, questa sera, anche rilevare, purtroppo, che la
Regione siciliana ha un vuoto legislativo sulla materia
dell'immigrazione; siamo una delle poche regioni d'Italia che non
ha una legge in materia di immigrazione, siamo anche una delle
pochissime regioni d'Italia che non ha una legge sul tema della
cooperazione internazionale decentrata per lo sviluppo dei paesi
più poveri. E' un vuoto normativo che, credo, debba essere colmato
quanto prima.
Il Partito Democratico ha presentato due disegni di legge proprio
per colmare tale vuoto normativo: uno sul tema dell'immigrazione ed
un altro sul tema della cooperazione decentrata allo sviluppo.
Chiediamo, pertanto, all'Ufficio di Presidenza ed al Governo di
farsi carico prontamente perché questi due disegni di legge possano
essere discussi ed approvati dall'Aula.
Il flusso migratorio nel 2009 è drammaticamente in crescita. Come
ben sappiamo, nelle prime due settimane del 2009 le persone giunte
in Italia via mare sono state circa 1500; non tutte, evidentemente,
sull'isola di Lampedusa, né in Sicilia, ma la maggior parte sono
arrivate sulle coste della nostra Isola provenendo dai paesi
dell'Africa maghrebina e sud sahariana, dove si vivono condizioni
di vita assolutamente inaccettabili. Si tratta di regioni afflitte
da conflitti etnici ormai endemici che tutti, purtroppo, conosciamo
e quel che è peggio continuano a verificarsi vere e proprie
tragedie del mare.
Il rapporto di Fortress Europe dice che nel 2008 oltre 1500
migranti sono morti alle frontiere dell'Unione europea e purtroppo
alcuni di questi sono morti proprio nel tentativo di attraversare
il Canale di Sicilia.
Purtroppo, in Sicilia le vittime sono passate dalle 556 del 2007
alle 642 del 2008, sono vite umane che si sono perse nei nostri
mari, oltre 600 persone che nel corso del 2008 sono morte nel
tentativo di attraversare il Canale di Sicilia.
Penso che questo debba richiamare la coscienza di tutti noi, con
responsabilità politiche rilevanti e il Governo regionale e
nazionale, con le proprie responsabilità, a fare quanto possibile
perché tutto ciò non abbia a ripetersi.
Siamo seriamente preoccupati dalla tendenza discriminatoria
avvertita recentemente nelle iniziative legislative del Governo
nazionale. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio
d'Europa ha di recente dichiarato che la normativa attualmente in
discussione in Italia è a sfondo discriminatorio e non garantisce
il rispetto dei diritti umani.
Non ci pare che questo genere di problemi si possano risolvere
proponendo un'ulteriore tassa, come ha fatto il ministro Maroni,
per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno. Non ci
pare assolutamente che questo tipo di problemi si possa risolvere
trasformando il centro di accoglienza di Lampedusa in un centro di
identificazione ed espulsione e quel che è peggio prolungando i
tempi di permanenza degli immigrati in questo centro di
identificazione e di espulsione.
Noi le chiediamo, Presidente Lombardo, di dire con chiarezza se è
d'accordo o meno alla permanenza del Centro di Identificazione ed
Espulsione a Lampedusa.
Lei ha detto che di questo avrebbe parlato con il Presidente del
Consiglio per rappresentare le istanze della popolazione di
Lampedusa. Sappiamo che l'incontro c'è stato, vorremmo che lei, in
quest'Aula, riferisse su quella che è la condizione a Lampedusa,
sulla sua volontà o meno di mantenere a Lampedusa il Centro di
Identificazione e di Espulsione e qual è stata la risposta del
Presidente del Consiglio alla sua richiesta.
Mi pare che, dopo l'incontro con il Presidente del Consiglio, la
situazione non sia per niente migliorata, anzi abbiamo avuto, di
nuovo, la proposta delle ronde dei privati per reprimere un
pericoloso fenomeno migratorio.
Non ci pare che la realtà sia questa, anzi siamo assolutamente
convinti del contrario: bisogna fare di tutto per favorire
l'integrazione degli immigrati nel nostro Paese.
Da parte del Governo nazionale, la risposta è stata quella di
chiedere ai medici di segnalare alle competenti autorità gli
immigrati che si rivolgono alle strutture sanitarie in cerca di
cure. Questo per noi è un fatto particolarmente grave.
Con assoluta chiarezza voglio dire che abbiamo apprezzato la
disposizione dell'Assessore per la Sanità che ha ricordato alle
strutture sanitarie siciliane l'attuale assoluto divieto di
effettuare alcun tipo di segnalazione alle autorità.
Questo va già bene, ma vorremmo che il Governo regionale, a
partire dal Presidente, intervenisse con forza nei confronti del
Governo nazionale chiedendo di adottare misure correttive ai
provvedimenti in corso contro il Centro di Identificazione e di
Espulsione a Lampedusa, contro le cosiddette ronde che non
miglioreranno la condizione di sicurezza nelle nostre città, per
chiedere invece di rifinanziare interventi per la sicurezza, ad
iniziare dal completamento degli organici del personale di polizia
e delle altre forze dell'ordine, per chiedere che sia revocata la
richiesta da parte del Governo nazionale, rivolta ai medici, di
denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture
sanitarie.
Aggiungo ancora due parole per dire che credo che una misura del
genere non solo vada contro la salute degli immigrati irregolari,
ma anche contro la salute dei siciliani e degli italiani. Infatti,
gli immigrati irregolari non si rivolgeranno più alle strutture
sanitarie con il rischio di avere tra di noi, senza che si facciano
curare, immigrati che spesso sono anche portatori di malattie che
possono essere trasmesse a tutti i cittadini.
E' nostro dovere, quindi, curare gli immigrati, a prescindere dal
fatto che siano o meno col permesso di soggiorno in tasca, ma
questo è un dovere che corrisponde alle autorità pubbliche a
partire dal Governo regionale anche per impedire il contagio in
Sicilia e nel territorio nazionale, per le relative competenze, di
pericolose malattie ed epidemie che diversamente potrebbero
diffondersi.
Né può valere l'idea che tutti gli immigrati che arrivano in
Sicilia vengano confinati nell'isola di Lampedusa, perché sarebbe
una pura illusione, perché gli immigrati arrivano a Pozzallo;
infatti, dopo che si è saputo che a Lampedusa si era realizzato il
Centro di Identificazione e di Espulsione , abbiamo assistito
ripetutamente a sbarchi di immigrati a Porto Empedocle.
Serve, quindi, un impegno molto più serio. Riteniamo, peraltro,
che le iniziative di politica estera del Governo nazionale in tal
senso siano state fallimentari, non ci pare che gli incontri del
Presidente Berlusconi col Colonnello Gheddafi abbiano portato a
risultati positivi per limitare l'ondata migratoria, non ci pare
assolutamente che le scelte di politica che ha compiuto il governo
Berlusconi-Bossi in materia di immigrazione abbiano fin qui portato
a risultati positivi: hanno solo esasperato un problema gravissimo
e serissimo peggiorando le condizioni di vita degli immigrati e
anche delle popolazioni della nostra Sicilia.
CORDARO. Dichiaro di apporre la firma alla mozione numero 88.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il Movimento per l'Autonomia e altri colleghi
parlamentari hanno voluto attenzionare questo problema con una
mozione perché si tratta di un problema ormai epocale, di un
problema che spesso viene ricordato soltanto quando qualche
immagine televisiva mostra agli spettatori qualche morto che, poi,
viene immediatamente cancellato da questa accelerazione mediatica;
non c'è nemmeno il tempo di una lacrima perché subito dopo arriva
qualche trasmissione televisiva, magari più interessante, come il
Grande Fratello, o qualcuno a presentare altre trasmissioni
televisive. Viviamo tempi di memorizzazione , viviamo tempi nei
quali l'informazione mediatica fa dimenticare le tragedie, i
bisogni e le emergenze che in questo momento stanno interessando
soprattutto i popoli africani.
Vorrei ricordare a tutti - non che questo sia un tema che ci possa
vedere disinteressati o poco interessati, visto che la nostra
Sicilia è una terra che è stata attraversata anch'essa da momenti
epocali di emigrazione - che i nostri genitori, i nostri nonni, la
nostra gente, spinti dalla disperazione e dalla speranza insieme,
hanno ricercato altre terre.
Signor Presidente, il problema dell'immigrazione è un problema
della modernità, della globalizzazione, è un problema della
conoscenza.
Personalmente, sono convinto che, come classe dirigente, dovremmo
avere la capacità di programmare e progettare il futuro per il
cambiamento, oppure saremo travolti dalla disperazione e dalla
speranza che questa gente ha nell'attraversare il mare e venire
nelle nostre sponde.
Ovviamente, stiamo parlando di un problema europeo, stiamo
parlando di un problema mondiale e non possiamo immaginare che la
nostra Sicilia, da sola, possa gestire queste problematiche.
E c'è un problema all'interno del problema: la questione minorile
e quella femminile.
Onorevoli colleghi, vorrei che non vi distraeste almeno su una
cosa: 1.500 bambini 1.500 minori diventano bambini invisibili che
camminano in questa Sicilia e in questa Italia, diventando preda
della mafia, preda della prostituzione ed anche di qualche traffico
di organi
Ripeto, stiamo parlando di 1.500 minori che, dopo una settimana di
accoglienza presso comunità per minori assolutamente anonime
incapaci di accogliere, perché prive al loro interno di un
mediatore culturale che conosca la loro lingua, vengono trasferiti
da Lampedusa presso una comunità accompagnati dal maresciallo di
turno - e non da chi dovrebbe avere l'attenzione di saperli
accogliere - che li porta in comunità anonime. Dopo una settimana,
è bene che si sappia, questi minori, questi ragazzi fuggono dalle
comunità per raggiungere i loro clan familiari.
Noi siamo pronti a commuoverci per qualche piccolo incidente, o
perché succede qualche evento eticamente non trascurabile, come
quello di Eluana o quant'altri, ma poi questa Italia - e,
lasciatemi dire, anche questa Sicilia - spesso è assente nella
memoria ed è assente nell'attenzione verso questi bambini.
Onorevoli colleghi, è vero, c'è un trend che espone questa Terra
ad essere, purtroppo, militarizzata ed è da cinque anni che questo
fenomeno è in crescita ed è bene che si sappia che arrivano 25.000
clandestini ogni anno presso le sponde di Lampedusa e non soltanto
di quell'isola.
E' vero che esiste un problema di sicurezza, ma è importante
capire come tutto ciò possa trasformarsi in una opportunità di
integrazione sociale e non in una opportunità per diventare
gendarmi dell'Occidente.
Non occorre essere gendarmi dell'Occidente ma essere accoglienti
perché noi si possa pensare a questi minori come ai nostri
bambini, a queste donne come alle nostre donne.
Onorevole Presidente, io penso, noi pensiamo, che occorra un
tavolo permanente tra questo Stato silenzioso e una Sicilia che
deve essere sempre più attenta e sempre più solidale.
Occorre richiedere maggiore sicurezza per le nostre popolazioni
perché, certo, si racchiude attorno alla presenza di questa gente
anche la malavita e anche processi certamente devianti. Ma ci
dobbiamo porre il problema nei confronti dello Stato italiano che
nelle conferenze Stato-Regione è pronto a suddividere le risorse
economiche soprattutto in direzione delle aree metropolitane che
pure, per l'amor di Dio, sono soggette a problemi di integrazione
sociale, ma si dimentica che noi siamo la porta nella quale
dall'Africa sub sahariana, soprattutto, dall'Egitto, dalla Libia,
dal Marocco, giungono ondate incredibili di uomini e di donne.
Infine, onorevole Presidente, vorrei sottoporle un problema
economicamente importante per la nostra Sicilia. Mi riferisco alla
difficoltà di come discriminare i giovani al di sotto dei 18 anni;
c'è un problema di identificazione perché l'esame densitometrico
che viene utilizzato per riconoscere i giovani al di sotto dei 18
anni non è perfetto. Occorre avere sistemi che consentano di
verificare se questi ragazzi sono al di sotto dei 18 anni. Lo dico
perché questi ragazzi dichiarano di essere al di sotto dei 18 anni
e finiscono nelle comunità per minori, purtroppo, a spese della
Regione siciliana, a spese del comune, sono risorse che dobbiamo
spendere, noi per lo Stato, purtroppo, perché la nostra
legislazione impone che l'accoglienza sia esitata da parte dei
nostri comuni. Ci sono almeno 5 comuni di questa Sicilia che hanno
un grande problema economico legato all'accoglienza.
Infine, onorevole Presidente, abbiamo bisogno di istituire in
Sicilia dei centri di accoglienza e di orientamento che possano, in
accordo con i comuni, con le province, con le regioni e con gli
stati esteri, far tornare questi giovani nella loro terra, magari
dopo avere fatto un momento formativo, invece di spendere soldi in
formazione non sempre nel modo più adeguato.
Abbiamo bisogno anche di comunità che siano multietniche, abbiamo
bisogno che le nostre comunità per minori abbiano, almeno alcune,
la possibilità di avere dei mediatori culturali, degli
psicoterapeuti per questi bambini e che si possa, in qualche
misura, accogliere questa gente nella maniera più consona.
Infine, abbiamo bisogno di creare un tavolo permanente con i
consoli e con gli ambasciatori di questi territori perché, insieme,
si possa provvedere ad un'eventuale adozione per categorie e
nazionalità a cui questi bambini appartengono.
E' un tema troppo importante per essere trattato in un'Aula
parlamentare, talvolta, con poca attenzione. Amici miei, stiamo
parlando di figli che potrebbero essere i nostri figli e di una
sofferenza che o saremo capaci di gestire e di programmare per
farla diventare dignità umana o saremo costretti dagli eventi e
saremo costretti da condizioni che non potremo controllare perché
saranno loro che, alla ricerca di una speranza e per organizzare la
loro speranza, ci travolgeranno.
A noi classe dirigente il compito di sapere programmare.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, il 2 febbraio una delegazione
dell'Assemblea regionale siciliana, composta dal sottoscritto,
dall'onorevole Bosco e dall'onorevole Caputo, si è recata a
Lampedusa e in quella data, dopo avere visitato quel centro che
ospitava oltre 1.000 persone, già ai nostri occhi si presentava in
una maniera che chiamare indecente è poco, ebbi a definirlo allora
la Guantanamo siciliana a cielo aperto e lì, tutti e tre i
parlamentari, abbiamo convenuto di fare una denuncia rispetto alle
condizioni igieniche ed alle questioni che attenevano alla
sicurezza di quel centro.
Abbiamo messo ciò per iscritto, l'abbiamo denunciato attraverso i
mass-media, ma abbiamo dovuto constatare che non solo siamo rimasti
inascoltati, ma si è tentato di sminuire le condizioni di disagio
che c'erano in quel centro.
A me non piace dire l'avevamo detto, l'avevo detto , però da lì a
15 giorni, lei sa quello che è successo in quel centro: c'è stata
una rivolta, perché è chiaro che i migranti che stavano in quel
posto, in uno spazio strettissimo - lei ha studiato tantissimo, sa
che l'uomo ha bisogno del proprio spazio, così come gli animali
segnano i propri confini ed il proprio territorio, gli uomini,
anch'essi, fanno la stessa cosa - si sono rivoltati e c'è stato un
grave incendio durante il quale ci sono stati tanti feriti.
C'è stato grande panico nell'isola e le televisioni di tutto il
mondo hanno potuto registrare che nella nostra Isola, in quel
momento, non c'era minimamente l'attenzione da parte del Governo
regionale che se ne è lavato le mani, pensando che dopo aver fatto
una visita al centro, anzi all'isola - non so se è stata fatta la
visita al centro -, con un atteggiamento anchista', cioè un po' di
qua ed un po' di là, non ha dato una risposta a chi gli chiedeva se
il centro d'identificazione ed espulsione doveva rimanere o meno,
se la proposta Maroni doveva consolidarsi o meno.
Lei, Presidente, la risposta non l'ha data E noi con i nostri
atti, con le nostre iniziative le chiediamo che venga chiuso il
centro d'identificazione ed espulsione. Quello non può essere il
posto dove si scaricano le tensioni e tutte le problematiche
dell'immigrazione. Quel posto deve tornare ad essere un centro di
prima accoglienza. Un centro dove il migrante arriva e poi viene
smistato' in altri posti.
Gli ultimi provvedimenti in materia di sicurezza, peraltro, stanno
aggravando questa condizione perché mantenere per sei mesi, nello
stesso posto, i migranti farà perdere quelle caratteristiche
all'Isola, caratteristiche che sono quelle di vedere un turismo
florido, di vedere una terra di accoglienza, così come lo è stata
per tanti anni.
Gli abitanti di Lampedusa hanno dimostrato ampiamente di voler
andare incontro a questa gente, ma non sono stati ripagati, per la
loro disponibilità, alla stessa maniera dalla politica.
I pescatori che sono tornati indietro dopo aver buttato le reti
per soccorrere i barconi pieni di uomini, di donne, di bambini,
quei cittadini che hanno investito nel turismo, negli alberghi,
quelli già sono in grave sofferenza, e non solo per questo Questo
è un aspetto. Lei sa che siamo di fronte ad un'altra crisi che è
quella dei trasporti, quindi, l'isola nell'Isola, problemi sopra
problemi
Onorevole Presidente della Regione, le chiediamo a gran voce di
esprimersi rispetto alla esistenza o meno del centro
d'identificazione ed espulsione, per dare una risposta chiara che
faccia uscire dall'equivoco il suo Governo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho ascoltato con interesse ed altrettanto ne ho riservato
alla lettura delle mozioni che sono dedicate all'argomento della
creazione del centro d'identificazione ed espulsione nell'isola di
Lampedusa.
Devo, intanto, dire, rassicurando i parlamentari che sono
intervenuti, che sulla materia, al di là della visita che ho fatto
insieme all'assessore Ilarda, al Prefetto di Agrigento e ad altri
nell'Isola, sono stato informato, se non quotidianamente, quasi,
dal sindaco De Rubeis che, appunto, sin da prima dell'incontro e
della visita sull'Isola del ministro Maroni, mi ha tenuto
aggiornato, mi ha informato circa le iniziative sue,
dell'Amministrazione, del Consiglio comunale, delle manifestazioni
di protesta dei cittadini, ma anche di quanti si trovavano, come
ben sappiamo, nel centro di soccorso e prima accoglienza di
contrada Imbriacola.
Recandomi sull'Isola, ho fatto visita a quanti si trovavano in
quel centro e, insieme al sindaco ed agli esponenti politici mi
sono recato anche nella ex base Loran che dovrebbe ospitare il
centro di identificazione e di espulsione.
Esprimerò, con molta franchezza, la posizione del Governo, oltre
che mia personale e di quanti si impegnano in politica con me.
Parlo di questo perché in un'interrogazione è richiamata questa
appartenenza ispirata alla cultura dell'accoglienza e
dell'ospitalità, una cultura che intendo confermare e che intendo
dichiarare solennemente essere dell'intero Governo regionale.
Devo dire che ho seguito le varie fasi di questo dialogo difficile
o, se vogliamo, di questa contrapposizione con la cittadinanza, con
l'Amministrazione da un canto e con il Ministero dell'Interno
dall'altro canto e sono addivenuto da tempo, per la verità -
formalizzando la proposta in una nota che ho inviato al Presidente
del Consiglio, il quale si è dichiarato immediatamente disponibile
a promuoverla -, all'idea che è opportuno che ogni iniziativa
venga ridiscussa, rivista, riformulata in un tavolo in cui possano
incontrarsi, sedendovi attorno, il Governo con il Presidente del
Consiglio e il Ministro degli Interni, l'Amministrazione locale, le
forze politiche che vi si ritrovano, che rappresentano l'intera
cittadinanza, oltre che l'ente locale provinciale e il Governo
regionale che certamente non si sottrae all'incontro.
Francamente, condivido le preoccupazioni legate alla creazione del
centro di identificazione ed espulsione. Preoccupazioni che sono
connesse anche al fatto che questa identificazione non è per nulla
facile, e che quindi l'espulsione, specie se dovesse riguardare,
come dovrà riguardare cittadini che faranno richiesta di asilo
politico e per i quali c'è da verificare che le condizioni perché
venga attribuito l'asilo politico siano accertate e i tanti minori
che vengono al seguito di adulti che approdano a Lampedusa,
farebbe enormemente lievitare, inevitabilmente, il numero degli
ospiti di questo centro.
Con molta franchezza il 28 gennaio, quando ho visitato il centro
di soccorso e prima accoglienza, anche il rappresentante delle
Nazioni Unite ha voluto fare una dichiarazione sulle condizioni in
cui vivono gli ospiti di quel centro; ebbene queste condizioni non
solo sono più che positive, ma dall'ONU quel centro viene indicato
come modello per come in effetti possono esser accolti gli
emigrati. Mentre non c'è dubbio che nell'ex base Loran, nella quale
potrebbero addensarsi, creando questo centro, ciò creerebbe non
poche preoccupazioni e non poche perplessità.
Personalmente, l'ho anche dichiarato, di recente, pubblicamente;
in sede politica, ho sempre sostenuto che il nostro Governo,
dovrebbe sollevare l'argomento con maggiore forza, al di là di
quella che è la sede nazionale, cioè dovrebbe sollevarlo in sede
europea. Infatti, sappiamo perfettamente che gli immigrati non
provengono da un solo paese, forse si imbarcano dalla Libia. Può
darsi che se la Libia, in omaggio agli accordi sottoscritti con il
nostro Governo, rifiuterà questa condizione di favore, si
sposteranno in Algeria, piuttosto che in Tunisia o in Marocco ma
lì, come luogo di partenza per questi profughi, sapete che comunque
si raccolgono immigrati che provengono da molti paesi africani e
che se costoro non approdassero a Lampedusa, piuttosto che andare a
Pantelleria e approdare a Pozzallo, o finissero in Grecia anziché
in Spagna, il problema comunque permarrebbe nella sua gravità.
L'Europa dice, nero su bianco - salvo poi non riservarvi né le
risorse né le misure che dovrebbero essere inserite negli accordi
tra governi - che in quei Paese laddove gli immigrati partono si
dovrebbero creare i presupposti minimi di sviluppo per consentire a
questi disperati di trovare condizioni dignitose di vita e di
lavoro.
E' un problema che puntualmente l'Unione europea ignora e che poi,
invece, nel nostro Paese sta trovando una soluzione in termini
molti sbrigativi di identificazione e di espulsione. Comunque,
appunto per consentire il rispetto del diritto internazionale, non
possono attuarsi perché c'è una legislazione a tutela degli
immigrati che ne garantisce i diritti elementari, per cui si sa,
con certezza, che prima della identificazione e della espulsione
quei diritti - che personalmente ritengo non possano assolutamente
essere calpestati - consentono e costringono il nostro Paese ad
ospitare per tempi lunghi questi nostri immigrati.
Ribadita quindi questa cultura, l'importanza di questa cultura
dell'ospitalità e dell'accoglienza che intendo sottolineare in sede
di risposta alla loro sollecitazione e alle mozioni, devo dire
anche che in questo tavolo di dialogo e di confronto al quale
arrivare, senza pregiudizio, francamente mi rendo conto che proprio
il confronto tra quanti vi si siedono e quanti la pensano come noi
non sarà facile.
Ci sono tante altre cose da discutere perché l'Isola avanza anche
delle istanze molto concrete che riguardano infrastrutture della
portualità, come strade, rete idrica e fognaria, non soltanto per
la base Loran, così come anche la rivendicazione per una zona
franca che consentirebbe qualche prospettiva di sviluppo per la
nostra Lampedusa.
Credo che comunque vadano sostenute e vadano poste a carico del
bilancio dello Stato, e in tal senso vi devo dire, con franchezza,
che il Presidente del Consiglio mi ha assicurato che questo
incontro fra qualche giorno ci sarà, è disposto a far sì che il
Governo nazionale porti a suo carico le spese da affrontare
affinché queste infrastrutture ed altre possano essere realizzate.
Concludendo, vi devo dire - al di là di alcuni toni
particolarmente critici nei confronti del Governo circa politiche
penalizzanti o pesantemente discriminatorie - che non solo
condivido il contenuto di queste mozioni, ma dico che se in questo
caso come in casi analoghi quando il Presidente della Regione si
trova a confrontarsi con il Governo e con i suoi esponenti, per
questa come per altre tematiche si trova sostenuto e rafforzato nel
suo ruolo da una espressione unanime dell'Assemblea legislativa,
ciò giova moltissimo alle sorti della Sicilia e serve a dar forza
agli argomenti e alle tematiche che vengono affrontati.
Pertanto, esprimo il mio consenso e quello del Governo, con quella
riserva ai contenuti di queste mozioni, delle quali mi farò
portavoce nell'incontro che presto il Presidente del Consiglio mi
ha assicurato con il Governo e con le autorità locali, insieme al
Governo regionale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato,
dagli onorevoli Lupo, Fiorenza, Gucciardi e Cracolici, un
emendamento aggiuntivo alla mozione numero 88 che così recita:
- Dopo l'ultimo capoverso, aggiungere il seguente: «Ad esprimere
la più netta contrarietà alle decisioni del Governo nazionale di
prolungare il tempo di permanenza nei centri di identificazione ed
espulsione, di istituire ronde' di privati, di prevedere la
denuncia da parte dei medici alle competenti autorità degli
immigrati regolari che chiedono assistenza medica».
Il parere del Governo?
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente,
complessivamente per quanto riguarda la denuncia da parte dei
medici, il fatto che sia stato espresso consenso nei confronti
della scelta del Governo, nella persona dell'assessore Russo, è
chiaro che condivido.
Netta contrarietà alle decisioni del Governo nazionale, non ne
esprimo.
Devo dirvi che non approvo assolutamente neppure il discorso delle
ronde di privati.
Mi avete chiesto nella mozione di fare valere queste ragioni in
sede di Consiglio dei Ministri.
Non so se sia previsto che sia io a chiedere una riunione del
Consiglio dei Ministri per trattare questi argomenti. Lo Statuto
dice, invece, che quando si trattano queste scelte viene invitato
il Presidente della Regione.
Sapete anche che si è trattato di un decreto del Ministro e non di
un deliberato del Consiglio dei Ministri, al quale io non sarei
stato invitato.
E' un'anomalia, una novità, un'innovazione che credo comunque non
trovi riscontro nello Statuto, ma non farò a meno di esprimere per
iscritto questa valutazione al Presidente del Consiglio e al
Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo alla
mozione numero 88.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
APPRENDI. Dichiaro di apporre la firma alla mozione numero 88.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 88, come
emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione numero 106.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
- numero 83 «Iniziative per fronteggiare il fenomeno migratorio
nell'isola di Lampedusa», dell'onorevole Apprendi;
- numero 84 «Istituzione dell'agenzia dell'immigrazione», degli
onorevoli Caputo, Scilla, Pogliese, Vinciullo, Marrocco e Aricò.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che da anni la Sicilia è meta privilegiata di migranti
provenienti dall'Africa, il numero di sbarchi di clandestini a
Lampedusa non conosce riduzioni e le strutture del centro di
permanenza temporanea (CPT) sono intasate da un numero di ospiti
(circa 1900) superiore di più del doppio rispetto alla capienza
media stimata (di 800);
visto che le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità sono
seriamente messe in discussione dalla sovrappopolazione e che ciò
incide gravemente in modo particolare su un centinaio di minori,
costretti a convivere con sporcizia e spazzatura, fognature
intasate e servizi igienici insufficienti;
considerato che la decisione del Governo centrale di costruire un
ulteriore centro per la identificazione ed espulsione degli
immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri centri
per un rapido rimpatrio degli immigrati arrivati a Lampedusa ha
determinato grave allarme nella popolazione, che si sente
danneggiata dalla massiccia affluenza di immigrati e dalla
insufficiente capacità di gestione del fenomeno da parte delle
forze dell' ordine;
impegna il Presidente della Regione
a rassicurare la comunità di Lampedusa intervenendo presso il
Governo nazionale perché siano rispettate le norme che regolano la
gestione dei CPT, nel rispetto della dignità umana secondo le
convenzioni europee e il diritto internazionale;
ad esprimere nel Consiglio dei Ministri la più netta contrarietà
(nella qualità di Ministro e per le competenze in materia di ordine
pubblico per la Sicilia secondo norma di Statuto) alla ventilata
realizzazione di un nuovo centro per l'identificazione e
l'espulsione degli immigrati, presso i locali dell'ex base
americana;
a predisporre un piano di accoglienza dei migranti in raccordo con
gli enti locali e le associazioni di volontariato e assistenza;
a proporre l'istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga,
insieme con le autorità nazionali, anche quelle siciliane e dei
Paesi del Nord Africa interessati;
a valutare forme di compensazione per il settore pesca ed
alberghiero per i disagi economico-sociali subìti». (83)
APPRENDI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il fenomeno dell'immigrazione è oramai un dato di fatto che ha
assunto dimensioni di particolare rilevanza anche per il nostro
territorio regionale. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito
ad un notevole incremento del numero degli immigrati provenienti da
più parti del mondo;
la presenza di cittadini stranieri, come naturale conseguenza,
comporta una particolare attenzione da parte dell'Istituzioni,
nazionali e regionali, le quali devono offrire strutture e servizi
per consentire il nascere di una società 'multietnica' coesa;
l'istituzione dell'Agenzia dell'immigrazione è uno strumento
idoneo e necessario per consentire e garantire l'integrazione e la
promozione dei diritti dei cittadini stranieri;
considerato che:
la presenza di cittadini stranieri non costituisce un fatto
isolato, ma una realtà che, in quanto tale, necessita di una
struttura organizzativa al fine di consentire una migliore
integrazione culturale e sociale. Per tali finalità è richiesto,
innanzitutto, un intervento mirato a facilitare la comunicazione
tra i cittadini stranieri e la pubblica amministrazione, in
particolare quella regionale, in modo da instaurare un rapporto di
fiducia tra le istituzioni ed i cittadini stranieri che in questo
modo possono usufruire delle informazioni attinenti i loro diritti
e doveri, nonché i servizi per un migliore inserimento sociale nel
territorio;
ritenuto che l'istituzione dell'agenzia è di interesse pubblico in
quanto i servizi erogati si rivolgono non solo ai cittadini
stranieri ma anche a quelli nazionali e regionali ed ai soggetti
sia pubblici sia privati,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative finalizzate ad istituire presso la
Regione siciliana l'Agenzia per l'immigrazione». (84)
CAPUTO-SCILLA-POGLIESE
VINCIULLO-MARROCCO-ARICO'
L'ordine del giorno numero 83 è superato.
L'Assemblea ne prende atto.
LOMBARDO, presidente della Regione. L'ordine del giorno numero 84
é accettato dal Governo come raccomandazione.
PERSIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Rinvio della discussione della mozione numero 96 «Iniziative
urgenti finalizzate alla riorganizzazione funzionale
dell'amministrazione regionale e al contenimento delle spese»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al IV punto dell'ordine
del giorno: Discussione della mozione numero 96 «Iniziative urgenti
finalizzate alla riorganizzazione funzionale dell'amministrazione
regionale e al contenimento delle spese», a firma degli onorevoli
Cracolici, De Benedictis, Di Benedetto, Ferrara e Rinaldi.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Giunta di Governo, contestualmente alla nomina dei direttori,
ha provveduto ad istituire 8 nuovi uffici speciali alla cui
direzione sono stati assegnati in larga misura i precedenti
direttori non più riconfermati;
i nuovi uffici speciali nel merito finiranno per assolvere a
ruoli e competenze già svolte dagli attuali dipartimenti regionali
in seno agli Assessorati;
tale scelta appare dettata unicamente da criteri politici più che
meritocratici e in ogni caso dalla possibile necessità di
ricollocare i funzionari rimossi dal ruolo di direttore;
considerato che:
con l'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 19 del
2008, relativa alla riorganizzazione dei dipartimenti regionali, è
stata abrogata una norma del febbraio 2007 che, ai fini del
contenimento della spesa, stabiliva la riorganizzazione
dell'amministrazione sulla base di un piano da presentare entro 120
giorni dalla pubblicazione della legge medesima;
specificamente l'articolo 11 della sopra citata legge regionale 8
febbraio 2007, numero 2, stabiliva che la riduzione delle spese
nell'amministrazione regionale andava perseguita mediante
l'eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali nonché
con la razionalizzazione delle competenze nelle strutture che
svolgono funzioni omogenee;
nonostante la legge che ha riorganizzato i dipartimenti abbia
cancellato una norma che, nel riassetto funzionale
dell'amministrazione avrebbe contribuito alla riduzione delle
spese, in ogni caso, le disposizioni contenute nell'articolo 11 non
hanno mai trovato attuazione, sebbene fosse previsto il termine
perentorio dei 120 giorni dalla pubblicazione della suddetta legge
regionale numero 2 del 2007,
impegna il Governo della Regione
a ritirare il provvedimento relativo alla costituzione degli 8
nuovi uffici speciali e a dare corso ad un piano di
riorganizzazione dell'amministrazione regionale con l'obiettivo di
razionalizzare le strutture, cancellando le duplicazioni
organizzative e funzionali». (96)
CRACOLICI-DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO-FERRARA-RINALDI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici, primo firmatario
della mozione numero 96.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato la
mozione sulla base di notizie giornalistiche che ho letto a seguito
dei provvedimenti di nomina dei nuovi direttori
dell'Amministrazione regionale e, sulla base di questo, è stata
data ulteriormente notizia dell'istituzione di ulteriori uffici
speciali per assegnare a questi nuovi uffici i direttori che non
venivano confermati nei rispettivi dipartimenti.
Sono pronto a rinviare la discussione della mozione anche perché
ho scoperto che, ad oggi, non esiste un atto amministrativo di
istituzione dei nuovi uffici speciali. Quindi, stiamo commentando
una notizia di stampa che, oggi, non è supportata da alcun atto
amministrativo.
Ne prendo atto ed invito anche il Presidente della Regione a
farlo, così evitiamo pure la discussione sulla mozione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, chiedo il rinvio della trattazione della mozione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la nuova data di
discussione della mozione numero 96 sarà demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione unificata di mozione e di interrogazione
PRESIDENTE. Si passa al V punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozione e di interrogazione:
- mozione numero 100 «Revoca del decreto dell'Assessore per la
sanità in materia di registrazione delle attività alimentari», a
firma degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Vitrano, Donegani
e Marinello;
- interrogazione numero 434 «Revoca del decreto dell'Assessore per
la sanità in materia di registrazione delle attività alimentari», a
firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'Assessore regionale per la sanità, con proprio decreto 27
febbraio 2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana 21 marzo 2008, numero 13, ha disciplinato le modalità
attuative del regolamento CE numero 852/2004 relativo alle
registrazioni delle attività alimentari;
le disposizioni recate dal decreto comportano adempimenti
farraginosi e assai onerosi, in particolare per le piccole e medie
imprese, visto che non si fa alcuna distinzione fra micro aziende e
grandi aziende industriali;
le organizzazioni di categoria, nel corso delle audizioni tenutesi
presso la III Commissione legislativa permanente 'Attività
Produttive' nel mese di dicembre 2008 e nello scorso mese di
gennaio, vibrate proteste in quanto gli adempimenti cui sono
sottoposte le imprese appaiono onerosi e a volte incomprensibili;
considerato che la Regione poteva e può disciplinare la materia
rendendo meno costosi i vari adempimenti, vista anche la grave
crisi economica e finanziaria che sta investendo quasi tutti i
settori produttivi regionali,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la sanità
a modificare, nel più breve tempo possibile, il decreto
prescrivendo solo gli oneri strettamente necessari ad escludere
rischi per la salute pubblica;
ad impartire le necessarie istruzioni affinché gli uffici
sospendano, in attesa delle nuove disposizioni, eventuali
contestazioni di inadempienza nei confronti delle imprese ed in
particolare di quelle piccole e medie» (100).
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI
VITRANO-DONEGANI-MARINELLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
l'Assessore per la sanità, con decreto datato 27 febbraio 2008, in
applicazione del regolamento CEE numero 852/2004, ha disciplinato
la dichiarazione di inizio attività di cui all'articolo 19 legge
241/90 come sostituito dall'articolo 2 della legge 24 dicembre
1993, numero 537 e dall'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 14
marzo 2005, numero 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005,
numero 80;
detto decreto comporta numerosi e farraginosi adempimenti,
peraltro assai onerosi, per le piccole e medie imprese;
le organizzazioni di categoria hanno sollevato, nel corso
dell'audizioni tenutesi presso la III Commissione legislativa
permanente 'Attività produttive' nei mesi di dicembre 2008 e
gennaio 2009, vibrate proteste in quanto gli adempimenti cui
vengono sottoposte le imprese appaiono vessatori, onerosi ed
incomprensibili;
la Regione siciliana poteva e può disciplinare la materia mirando
a snellire i passaggi e rendendo meno gravosi i diversi
adempimenti, anche in considerazione della pesante crisi che sta
investendo la maggior parte dei settori produttivi siciliani;
per sapere:
se non ritenga ragionevole, in tempi brevi, modificare il suddetto
decreto prescrivendo solo gli adempimenti e gli oneri strettamente
necessari ad escludere eventuali rischi per la salute pubblica;
se intenda, celermente, impartire le necessarie istruzioni,
affinché gli uffici, in attesa di un nuovo decreto, sospendano
eventuali contestazioni per inadempienza nei confronti delle
imprese siciliane ed in particolare di quelle piccole e medie»
(434).
ODDO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo, primo firmatario, per
illustrare la mozione numero 100.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la maggior
parte dei colleghi abbia avuto modo di leggere la circolare
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 21
marzo 2008, Assessorato della Sanità, che riguarda le linee di
indirizzo e le modalità procedurali attuative del Regolamento CEE
numero 852/2004, ai fini della registrazione delle attività
alimentari.
Sostanzialmente, traduco meglio ciò che ho letto, si tratta delle
dichiarazioni di inizio attività che le piccole, medie e grandi
imprese siciliane dovrebbero sostanzialmente fare per quanto
concerne l'attività complessiva di impresa.
La prima cosa che è opportuno sottolineare riguarda la
farraginosità di tali passaggi, legata per giunta ad oneri
abbastanza rilevanti per quanto concerne le imprese siciliane senza
alcuna distinzione fra piccole imprese e grande industria, si
potrebbe dire.
A parte il fatto che il Governo nazionale, da questo punto di
vista, è stato il primo a recepire, questa volta, le disposizioni
del regolamento comunitario. Stranamente, c'è in questo un po' di
schizofrenia
Per alcuni versi e per alcuni regolamenti siamo gli ultimi e
veniamo richiamati e nel contempo si aprono procedure di infrazione
e così via. Invece, su questo siamo stati i primi ad intervenire
con una logica che sta mettendo sempre più in difficoltà
soprattutto le piccole e medie imprese siciliane.
In una fase in cui le imprese, soprattutto agricole, ma direi le
piccole e medie imprese che riguardano tutti i settori produttivi
della nostra Regione fanno i conti con crescenti ed onerosi costi
di produzione - ne parliamo quotidianamente incontrando agricoltori
ed artigiani - siamo stati costretti a fare i conti, assessore
Russo, con il decreto legislativo numero 194 del 2008 e questi
controlli sanitari - dobbiamo essere molto schietti -
sostanzialmente, vengono posti in essere e rischiano di mettere in
seria difficoltà migliaia di produttori perché gli aumenti degli
oneri, calcolati senza eccesso, sono del 300-400 per cento.
Non basta, quindi, solo in sede di audizione, affrontare anche
altre tematiche che riguardano, ad esempio, le serie problematiche
che la crisi sta sostanzialmente creando nella nostra Regione per
quanto concerne non solo l'impresa agricola ma l'impresa in senso
lato, ma bisogna fare i conti con gli aumenti vertiginosi per
quanto concerne l'aspetto degli oneri.
E' possibile che, anche rispetto al contenuto di questo decreto il
Governo della nostra Regione - al di là di come è stato deciso
attraverso una circolare di recepire e mettere in atto diciamo
alla siciliana il nostro modo di intendere il contenuto di quel
decreto - possa intervenire e far sentire la nostra voce per
quanto concerne le serie difficoltà che quel decreto, in quel modo
articolato, crea a migliaia di aziende siciliane? Mi permetto di
aggiungere, per la verità, non solo siciliane, perché ho letto
prese di posizione anche rispetto a governi di altre regioni che
sono, da questo punto di vista, abbastanza nette e chiedono,
comunque, che venga, da questo punto di vista, rivisitato il
contenuto di quel decreto.
Con molta sincerità, avrei gradito, e avremmo gradito, che anche
il Governo della Regione siciliana potesse far sentire la sua voce,
perché è ovvio e sono sicuro che anche le segnalazioni in queste
ore, in questi giorni, in questi mesi sono arrivate al Governo, al
Presidente della Regione, all'assessore per l'agricoltura; ma non
mi pare, per la verità, di aver sentito, da questo punto di vista,
una presa di posizione netta ed un'iniziativa per quanto concerne
la possibile richiesta al ministro Sacconi di rivedere il contenuto
di quel decreto.
Assessore, nel frattempo è indispensabile, innanzitutto, una
proroga per quanto concerne il pagamento delle tariffe che molte
regioni hanno già richiesto e bisognerebbe, facendo il punto della
situazione in maniera attenta, capire come si sta affrontando la
questione dal punto di vista proprio del pagamento stesso delle
tariffe cui mi riferivo.
E' in atto un'azione un po' scoordinata: ci sono ASL che si sono
poste il problema e ASL che non si pongono ancora oggi il problema;
possibili inadempienze che spuntano e quando sarà il momento,
evidentemente, verranno messe in campo anche per quanto concerne la
mancanza di adempimento rispetto alla circolare.
Onorevole Fiorenza, la dichiarazione di inizio attività può essere
fatta semplice o differita. Una dichiarazione di inizio attività,
sostanzialmente, comporta la formulazione di tutta una serie di
modulistica, comporta, spesso e volentieri, che il perito metta
sotto una firma, comporta, addirittura, che un piccolo
imprenditore agricolo debba tenere, per esempio, gli
anticrittogamici in un luogo, il gasolio in un altro luogo; è un
sistema che sta mettendo in serie difficoltà i nostri piccoli e
medi imprenditori sia agricoli che di altro tipo.
Presidenza del Vicepresidente FORMICA
Ciò che chiediamo al Governo è non solo di cercare, rispetto alla
circolare citata, datata febbraio 2008, di razionalizzare
ulteriormente, di semplificare, di limitare gli oneri allo stretto
necessario per fare in modo che, ovviamente, il controllo sanitario
venga espletato, ma chiediamo anche un intervento nei confronti del
Governo nazionale e del ministro Sacconi per fare in modo che il
decreto numero 194 venga rivisitato e siano tolti una serie di
lacci e laccioli, di passaggi e contropassaggi che stanno rendendo
la vita difficile ai nostri imprenditori in un momento in cui si
registra una crisi pesante sotto tutti i punti di vista e ancora
non siamo nella fase più delicata di ciò che significherà la crisi
così come si sta manifestando nella nostra Regione.
Penso, dunque, che la condivisione sia massima, che l'attenzione
da parte del Governo sia anche diretta all'iniziativa nei confronti
del Governo nazionale e che ci sia possibilmente, assessore Russo,
una risposta immediata per le cose che noi possiamo fare in Sicilia
e che lei può fare per quanto concerne anche la semplificazione di
quella circolare e per rendere la vita più semplice alle nostre
imprese con meno oneri, garantendo sempre e comunque la logica del
controllo sanitario per il diritto alla salute, per il controllo
degli alimenti. Coniugando tutto ciò si può realmente dare il
segnale che ci stiamo seriamente preoccupando delle difficoltà che
le nostre aziende sempre più incontrano in questa difficile fase
economica.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, con riferimento alla mozione e all'interrogazione che
sono state presentate l'Assessorato della sanità ha avviato le
procedure per pervenire alla modifica del decreto assessoriale del
27 febbraio 2008 con l'intento che viene condiviso e ulteriormente
sviluppato, in quello che speriamo sarà, a breve, un nuovo atto
amministrativo, al fine di semplificare le procedure degli
operatori del settore della produzione primaria relativamente alla
dichiarazione di inizio di attività.
Questa tematica era stata avvistata già da diversi mesi, è stato
istituito un tavolo tecnico tra Assessorato dell'Agricoltura e
Assessorato della Sanità; il tavolo ha già esitato la bozza di un
nuovo provvedimento. Tuttavia, a livello tecnico, è stata
evidenziata la necessità di interpellare anche l'Assessorato del
Bilancio laddove, in questo momento, operano i tecnici per dare il
loro parere, per verificare se ci sono riflessi riguardanti la
competenza dell'assessorato.
Sotto questo profilo c'è il massimo impegno a pervenire, in tempi
brevi, alla definizione del nuovo decreto e non posso che
sollecitare il collega del Bilancio per un ulteriore stimolo ad
esitare il parere da parte di quell'Assessorato e, quindi,
l'impegno è che, a breve, potremmo avere completato questo lavoro
istruttorio, che è il presupposto per rimodulare il decreto
amministrativo del 27 febbraio 2008.
Quindi, non posso che ribadire l'impegno.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi convince,
innanzitutto, il fatto che l'Assessore al ramo abbia percepito la
necessità di mettere mano ad un decreto di modifica rispetto al
decreto cui facevo riferimento.
In maniera sommessa, vorrei chiedere comunque all'Assessore se è
possibile che la bozza del nuovo decreto di modifica venga
necessariamente, visto e considerato quanto hanno detto le
organizzazioni di categoria in terza Commissione Attività
produttive', sottoposta - non mi pare che ci troviamo, in questo
caso, a richiesta obbligatoria di parere, perché non mi sto
riferendo a questo -, discussa anche in terza Commissione, e perché
no, alla presenza delle organizzazioni di categoria. Sarebbe una
cosa buona perché finalmente, al di fuori anche del fatto che
possano fare richieste inaccettabili, valuteremo tutti insieme cosa
è meglio fare in un momento di così seria difficoltà per le
imprese.
Quindi, apprezzo innanzitutto il fatto che l'Assessore stia
assumendo l'impegno per la stesura del decreto di modifica. Vorrei
solo ricordare che, per quanto concerne il contenuto dell'intero
decreto, mi riferisco al decreto nazionale numero 194, sarebbe
necessario che il Governo facesse sentire la sua voce perché,
effettivamente, snellirlo anche per quanto concerne tutto ciò che
prevede sarebbe veramente una buona cosa.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sotto questo profilo la Commissione potrebbe richiedere
la mia audizione - o dei miei tecnici - congiuntamente alle
associazioni di categoria e, in quella sede, vedere se ci sono
ulteriori spunti che possono essere inseriti nel decreto.
Credo che tra una decina di giorni potremo avere già la bozza e,
se giungesse questa convocazione, prima di vararlo, sarebbe
opportuno verificarne insieme il contenuto in sede di Commissione
parlamentare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 100. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 11
marzo 2009, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 107 - Potenziamento degli uffici regionali per il rilascio
delle autorizzazioni per l'attivazione di impianti
fotovoltaici.
RAGUSA-MAIRA-CORDARO-DINA-SAVONA
FAGONE-FORZESE-CASCIO S.-LO GIUDICE
n. 108 - Verifica della gestione delle risorse destinate
all'internazionalizzazione dell'economia della Regione.
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
n. 109 - Riorganizzazione del sistema turistico siciliano.
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
n. 110 - Iniziative per fronteggiare la crisi idrica della
Regione.
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
n. 111 - Osservanza della normativa contro l'inquinamento acustico
da parte dei comuni.
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
n. 112 - Potenziamento delle unità di personale di sostegno per
l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana.
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
n. 113 - Misure idonee per migliorare la qualità dei servizi
sociali e di sostegno alla famiglia.
BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA
n. 114 - Iniziative per contrastare il degrado del sistema
carcerario in Sicilia.
GRECO-LUPO-MINEO-GUCCIARDI
n. 115 - Informativa urgente sulla situazione del settore bancario
in Sicilia.
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA
III -Discussione del disegno di legge:
- «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale.»
(248/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 19.13
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
APPRENDI.- «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che recenti avvenimenti, spesso luttuosi, e contemporanee
indagini statistiche hanno confermato una dimensione del lavoro
nero in Sicilia particolarmente grave e significativa tale da
imporre una più rigorosa applicazione delle leggi in materia;
ricordato che nella scorsa legislatura è stata approvata la legge
regionale numero 25 del 5 dicembre 2007, relativa agli 'Interventi
in favore delle attività teatrali';
visto che il comma 12 dell'articolo 6 della suddetta legge prevede
che 'il contributo concesso (..) è revocato qualora venga rilevata
evasione contributiva previdenziale per i lavoratori dello
spettacolo';
considerato che, soprattutto nel settore dei concerti, sembra
esservi una diffusa presenza di lavoratori in nero, nonostante gli
stessi siano programmati quasi esclusivamente sulla base di
contribuzioni degli enti locali (comuni e province) disponibili
sulla base di finanziamenti regionali;
per sapere:
quali e quante ispezioni siano state fatte per accertare eventuali
evasioni contributive previdenziali;
quanti provvedimenti di revoca dei contributi regionali siano
stati adottati». (79)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione di cui all'oggetto venivano
richieste notizie circa la sussistenza di eventuali evasioni
contributive previdenziali per i soggetti operanti nel settore
dello spettacolo.
Al riguardo, il Dipartimento regionale Lavoro con nota numero
36/area III del 20 febbraio 2009 ha comunicato di avere interessato
tutti i Servizi Ispettorati Provinciali dell'Isola per conoscere le
notizie richieste.
I Servizi Ispettorati Provinciali del Lavoro di: Agrigento -
Caltanissetta - Catania - Enna - Siracusa - Ragusa e Trapani, hanno
riferito di non avere ricevuto specifiche denunce o segnalazione in
materia di evasioni contributive previdenziali per soggetti
operanti nel settore dello spettacolo.
Il Servizio Ispettorato Provinciale di Messina ha fatto presente
di avere già ispezionato una ditta alla quale è stato contestato
apposito illecito amministrativo e di avere in corso di istruttoria
e trattazione altre due aziende dello spettacolo.
Il Servizio Ispettorato Provinciale del Lavoro di Palermo ha fatto
presente invece di essere intervenuto nei confronti di n. 44
aziende e, dai controlli effettuati, 31 di queste sono risultate
irregolari».
L'Assessore
Carmelo Incardona
POGLIESE-ARICO'-BUZZANCA-CAPUTO-CURRENTI-FALCONE-MARROCCO-
VINCIULLO - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
Lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione,
premesso che:
la sezione di Catania dell'Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (INGV) è un'istituzione scientifica pubblica che
svolge compiti di ricerca e di sorveglianza e monitoraggio delle
aeree vulcaniche attive (Etna, Stromboli e Vulcano) e tettoniche
della Sicilia orientale;
i principali enti ed istituzioni che partecipano al finanziamento
della sezione di Catania sono il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca scientifica (MIUR) e il
dipartimento di protezione civile (DPC regionale e nazionale);
alla sezione di Catania dell'INGV afferiscono circa 110 unità di
personale, di cui il 40 per cento assunto con contratto a tempo
determinato; il personale precario della sezione partecipa
attivamente a tutte le attività di sorveglianza, monitoraggio e
ricerca in cui la sezione è impegnata, e precisamente:
1) gestione di un complesso sistema multi-parametrico per il
monitoraggio dei segnali legati all'attività tettonica e vulcanica,
composto da circa duecento stazioni in acquisizione e continua
(sismiche, geodetiche, geochimiche, visive, eccetera) e diverse
centinaia di capisaldi per misure discrete;
2) turni di presidio h 24 presso la sala operativa di Catania per
il controllo dei sistemi di monitoraggio sismologico e
vulcanologico e garanzia di reperibilità di personale qualificato
in caso di emergenze;
3) comunicazioni in tempo reale di eventi particolarmente
rilevanti e aggiornamenti sullo stato di criticità sismica e
vulcanologica a tutte le strutture preposte al controllo del
territorio, pubblicazione sul sito internet della sezione di
Catania dell'INGV (http://www.ct.ingv.it) di bollettini sullo stato
di attività delle aree monitorate;
4) monitoraggio, analisi e previsione della dispersione delle nubi
vulcaniche utilizzate dal DPC per la produzione giornaliera di
bollettini di criticità trasmessi alle autorità aeronautiche;
5) sorveglianza dell'attività vulcanica, con frequenti
sopralluoghi e, durante le eruzioni, mappatura dei campi lavici in
evoluzione, simulazione di flussi lavici per una rapida valutazione
di eventuali rischi per centri abitati ed altre infrastrutture;
considerato che:
in questi giorni è in discussione presso la Camera dei deputati,
nell'ambito della 'Delega al lavoro in materia di lavori usuranti e
di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e
norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro' un
emendamento all'articolo 37 che abrogherebbe tutte le norme di
stabilizzazione dei precari previste dalle finanziarie 2007 e 2008
e di conseguenza il personale precario della sezione di Catania
dell'INGV, insieme a tutti gli altri precari impiegati nelle
pubbliche amministrazioni, perderebbero il proprio posto di
lavoro;
l'emendamento in questione prevede non solo l'abrogazione di tutte
le norme di stabilizzazione dei precari, ma anche che (comma 2), a
decorrere dall'1 luglio 2009, alla data di scadenza dei relativi
contratti, le amministrazioni pubbliche non possono in alcun caso
proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e
quelli di lavoro subordinato a tempo determinato;
valutato che;
nel caso della sezione di Catania dell'INGV, l'approvazione in
Parlamento del citato emendamento all'articolo 37 implicherebbe
l'impossibilità di proseguire le attività di sorveglianza e
monitoraggio sismico e vulcanico della Sicilia orientale, con tutte
le conseguenze che questo avrebbe sulla comunità civile, venendo a
mancare così il concreto supporto di personale specializzato che
negli ultimi anni ha maturato competenze indispensabili per il
proseguimento delle attività stesse;
il consiglio provinciale di Catania ha approvato all'unanimità un
ordine del giorno che chiede di mantenere l'organico attualmente in
forza al fine di dare sicurezza a chi ogni giorno convive con le
realtà vulcaniche;
per sapere come l'Assessore intenda intervenire presso il Governo
nazionale per scongiurare l'ipotesi di interruzione di lavoro, di
tutto il personale precario, che attualmente è in servizio presso
l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania». (183)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento ai contenuti dell'interrogazione in
oggetto indicata, al riguardo non può che concordarsi con quanto
lamentato dall'interrogante circa la necessità che venga tenuta
nella dovuta considerazione e tutelata l'importantissima funzione
svolta dall'Istituto regionale di Geofisica Vulcanologia di
Catania, ed in tal senso il suo personale, con il suo sistema di
rilevazione che è garanzia in termini di sicurezza per tutta la
popolazione siciliana.
Tuttavia, sul punto, si rappresenta che la trattazione della
problematica in parola esula dalle competenze di questo
Assessorato.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo
Incardona
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore regionale per il Territorio e l'ambiente,
premesso che:
i comuni hanno l'obbligo di applicare la legge numero 447 del
26/10/95, finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;
la verifica d'impatto acustico deve essere richiesta non solo per
tutte le nuove attività, ma anche in caso di voltura del titolo
abilitativo, dei cambi del titolare o del legale rappresentante,
dei cambi di persona giuridica nella ditta ed in seguito a
lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;
considerato che:
i comuni dovrebbero esercitare le funzioni amministrative relative
al controllo sull'osservanza delle disposizioni contro
l'inquinamento acustico;
per tutte le attività fonte di rumore è necessario ottenere il
relativo nullaosta attraverso una relazione tecnica di impianto
acustico ambientale;
ritenuto che:
per esercitare le funzioni amministrative relative al controllo
sull'osservanza della legge numero 447/95 i comuni dovrebbero
verificare la presenza del nullaosta d'impianto acustico, con la
presa visione della relazione del tecnico competente e la
compilazione della documentazione ai sensi del decreto legislativo
numero 277/91;
il mancato rispetto delle leggi sopra richiamate dovrebbe essere
tempestivamente comunicato all'ARPA e alla magistratura;
per sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti di
tutte le amministrazioni che violano la predetta normativa». (136)
Risposta. «Si riferisce in merito all'interrogazione parlamentare
numero 136 dell'onorevole Giovanni Barbagallo, allegando copia
della nota protocollo numero 531 datata 23 dicembre 2008 del
Servizio 8 - Tutela dall'inquinamento acustico-elettromagnetico -
del Dipartimento Territorio ed Ambiente di questo Assessorato, qui
pervenuta per il tramite dell'Area 3 dello stesso Dipartimento con
nota protocollo numero 1279 del 24 dicembre 2008, che fornisce
utili chiarimenti per la problematica in questione.
In via preliminare va detto che la Regione siciliana non è dotata
di propria legge di settore e che, pertanto, il quadro di
riferimento normativo rimane quello nazionale con la legge numero
477/95.
In particolare, le competenze dei comuni sono esplicitate
dall'articolo 6 dell'anzidetta legge e l'attuazione di una parte di
queste competenze sono legate a quelle regionali che andrebbero
definite per legge.
Riguardo l'impatto acustico, va detto che le modalità di
procedimento sono quelle dettate dall'articolo 8, comma 2, della
legge numero 477/95, nel quale vengono indicate le tipologie di
infrastrutture per le quali su richiesta dei comuni i soggetti
titolari dei progetti o delle opere predispongono una
documentazione di impatto acustico .
Per quanto attiene, invece, le sanzioni di cui all'articolo 10
della più volte citata legge, il Dipartimento territorio e Ambiente
dello scrivente Assessorato ha già provveduto a rendere note ai
comuni, con nota protocollo 68671 del 5 ottobre 2006, parimenti
indirizzata ad ARPA Sicilia, le modalità di cui alla nota
protocollo 2368 del 25 marzo 2003 del Dipartimento regionale
Finanze e Credito che si allega in copia alla presente.
Inoltre, con provvedimento assessoriale D.A. numero 196/Gab
dell'11 settembre 2007, pubblicato nella GURS numero 50 del 19
ottobre 2007, allegato in copia alla presente, lo scrivente
Assessorato ha provveduto ad emanare le linee guida per la
zonizzazione dei territori comunali della Sicilia, quale strumento
di riferimento per poter procedere nelle more che venga emanata la
normativa di settore.
Si rappresenta, infine, che l'argomento è oggetto di trattazione
nel redigendo disegno di legge sull'inquinamento acustico che al
più presto sarà trasmesso alla Giunta regionale onde dotare la
Regione siciliana di un valido ed efficace strumento legislativo di
settore».
L'Assessore
Giuseppe Sorbello
D'ASERO. - «All'Assessore per il Bilancio e le finanze,
premesso che la drammatica situazione dei mercati finanziari
internazionali, che sta avendo pesanti conseguenze nel sistema
creditizio, ha prodotto il fenomeno della sensibile diminuzione
dell'erogazione del credito soprattutto nei confronti delle imprese
che, come sappiamo, vivono già la penalizzante situazione economica
ed imprenditoriale siciliana;
verificato che in questi giorni lo Stato è intervenuto per
rianimare i mercati, mettendo a disposizione dei patrimoni delle
banche ingenti risorse finanziarie;
constatato che sul fronte dell'offerta del credito, si deve
intervenire anche a sostegno della domanda di credito per le
imprese, garantendo le istanze dei prestiti alle imprese stesse;
considerato che Assoconfidi propone di integrare subito i fondi
rischi già esistenti dei confidi, utilizzando per l'attivazione le
convenzioni in essere con le banche e garantendo immediatamente le
erogazioni di credito alle imprese con i meccanismi del
moltiplicatore;
per sapere quali iniziative si intendano adottare con urgenza al
fine di garantire una soluzione rapida al problema su esposto e se
non si ritenga intanto di integrare con urgenza i fondi rischi dei
confidi, per le imprese». (233)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito all'interrogazione in oggetto specificata
si fa presente che la Regione siciliana ha effettuato interventi
per l'integrazione dei fondi rischi dei confidi riconosciuti a
seguito dell'applicazione della legge regionale numero 11/2005 e
s.m.i.; inoltre con la recente legge regionale 16 dicembre 2008
numero 21 (GURS numero 59 del 24-12-2008) si è provveduto ad
assicurare forme di integrazione una tantum, per un importo
complessivo di euro 5 milioni, destinati all'integrazione dei fondi
rischi dei Confidi riconosciuti dalla Regione stessa.
Con la stessa norma regionale (articolo 1, comma 2,) vengono
stanziati 20 milioni di euro, per il pagamento del contributo in
conto interessi, a favore delle imprese, relativamente agli anni
2006 e precedenti, aderenti ai consorzi e cooperative di garanzia
fidi per i settori commercio, artigianato e industria.
Si precisa, che sono state già impegnate somme pari ad euro
37.000.000, per gli anni 2007-2008-2009, per erogare contributi
alle imprese, associate ai citati Confidi, di cui euro 21 milioni
per concorso sugli interessi delle operazioni di finanziamento alle
PMI ed euro 16.500.000 per integrazione dei fondi rischi.
Il Dipartimento Finanze e Credito per quanto riguarda le
convenzioni fra banche e confidi si è attivato al fine di risolvere
le problematiche di maggior rilievo, sia con apposite riunioni fra
le parti sia con l'adozione di specifici provvedimenti, quali, ad
esempio, le Direttive per l'attuazione degli interventi, dal
sottoscritto poi emanate, al fine di garantire regole chiare in
merito ed una maggiore efficienza e rapidità nell'erogazione delle
agevolazioni ai confidi e alle PMI beneficiarie».
L'Assessore
Michele Cimino
D'ASERO. - «All'Assessore per il Bilancio e le finanze,
premesso che le imprese del settore commercio, industria, turismo
e servizi, ai sensi della legge nazionale numero 662/96 (fondo di
garanzia di medio credito centrale), possono usufruire della
garanzia diretta, della cogaranzia e della controgaranzia;
considerato che dal 2004, in Sicilia, le disposizioni operative
del fondo regionale di garanzia per imprese artigiane istituito
presso l'Artigiancassa s.p.a. prevedono all'articolo 1, comma 3,
che la garanzia si esplica in forma di cogaranzia e di
controgaranzia escludendo la garanzia diretta ;
evidenziato che questa normativa genera una palese disparità di
trattamento tra le imprese del settore commercio e quelle
artigiane;
ritenuto che è necessario un pronunciamento chiaro ed
inequivocabile dell'Assessorato regionale per il bilancio e le
finanze rispetto all'argomento fondo di garanzia che elimini la
disparità di trattamento;
per sapere quali interventi urgenti l'Assessore intenda
intraprendere al fine di un'immediata modifica delle disposizioni
operative del fondo regionale di garanzia a favore delle imprese
artigiane tendente all'inserimento della garanzia diretta a favore
delle stesse imprese, eliminando la disparità di trattamento sopra
accennata». (237)
Risposta. - «Con l'interrogazione numero 237, l'onorevole Antonino
D'Asero lamenta una presunta disparità di trattamento fra le
imprese del settore commercio e quelle dell'artigianato ritenendo
necessario un pronunciamento da parte dell'Assessorato regionale
Bilancio e Finanze rispetto all'argomento fondo di garanzia'.
Tutto ciò premesso, con riferimento a quanto richiesto
dall'onorevole D'Asero, appare utile chiarire quanto segue:
- la norma citata nell'interrogazione (legge 662/96) non
interagisce con la norma regionale; il settore delle agevolazioni
per l'accesso al credito delle PMI per la Regione siciliana è stato
riformato con la legge regionale numero 11/2005, che ha provveduto
ad adeguare la norma regionale alle nuove disposizioni comunitarie
e nazionali;
- l'articolo 2 della legge regionale 11/2005 e s.m.i., ha
stabilito che i beneficiari delle agevolazioni della predetta legge
sono le PMI, senza alcuna distinzione fra quelle artigiane e quelle
appartenenti ad altri settori produttivi. La forma della garanzia
diretta è compresa fra le agevolazioni regionali alle PMI, anche a
quelle artigiane, infatti la quota di garanzia prestata con le
somme della Regione Siciliana è imputata al fondo rischi dei
consorzi direttamente a favore dei soggetti finanziatori, a tal
fine si vedano l'articolo 3, comma 1, e l'articolo 4 della legge
regionale 11/2005 e le Direttive emanate da questo Assessorato con
D.A. numero 210/2007.
Si fa presente che il Dipartimento Finanze e Credito aveva
avviato, già durante l'anno 2008, le procedure, tramite gara
pubblica con procedura aperta, per l'individuazione del soggetto
gestore delle somme regionali del fondo di controgaranzia, tale
ulteriore strumento finanziario permetterebbe di concedere alle
imprese sia controgaranzie dirette che indirette, bisogna ricordare
che tale bando non ha prodotto esito, in quanto la gara è andata
deserta.
Durante il corrente anno si è predisposto ulteriore bando, ancora
non pubblicato, in quanto si sta verificando, con i competenti
uffici, la possibilità di utilizzare, per la concessione di tale
agevolazione, le somme messe a disposizione dall'Unione europea».
L'Assessore
Michele Cimino
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
Bilancio e le finanze,
premesso che:
nell'approvazione del bilancio regionale di previsione 2009 è
stata eliminata, con un articolo di legge, la tabella H con la
quale si finanziavano le attività di assistenza nel mondo del
sociale, dello sport e della cultura;
tra gli enti che non usufruiranno più di contributi regionali vi è
anche l'ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi,
una delle associazioni più attive in Sicilia nella tutela e
assistenza delle persone disabili nel campo della sordità;
tenuto conto che la mancata erogazione del contributo regionale
all'ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi
causerà gravi ripercussioni sul sistema di assistenza che l'ente
spesso sviluppa su tutto il territorio regionale, con grave
nocumento per le migliaia di audiolesi e per le loro famiglie;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere al fine di
ripristinare il contributo all'ente nazionale per la protezione e
l'assistenza dei sordi che permetta la normale erogazione dei
servizi prestati agli audiolesi siciliani». (295)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In data 31 dicembre 2008 è stata pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana la legge autorizzativa
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo
trimestre 2009. L'articolo1, comma 3, della stessa legge esclude
dall'esercizio provvisorio l'attività di concessione dei contributi
di cui alla tabella H , allegata alla legge regionale 8 febbraio
2008, numero 1, ove è compreso anche l'Ente in argomento.
Da quanto precede, è possibile affermare che, a legislazione
vigente, all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei
sordi non è stata preclusa la possibilità di ottenere il contributo
annuo di cui trattasi, ma sino all'approvazione definitiva del
bilancio con legge regionale non è possibile procedere alla
relativa erogazione.
A tal proposito è opportuno ricordare che il Governo regionale ha
depositato all'ARS il disegno di legge della finanziaria regionale
2009 che, all'articolo 5 prevede la soppressione della
summenzionata tabella H con la contestuale istituzione di un
fondo. Tale fondo, dove affluiranno parte delle risorse finanziarie
relative agli stanziamenti dei capitoli indicati nella tabella in
questione, sarà ripartito, secondo criteri stabiliti con Decreto
del Presidente della Regione, allo scopo di concedere contributi ad
Enti, Fondazioni, Associazioni, Onlus ed altri organismi comunque
denominati per il perseguimento dei fini statutari».
L'Assessore
Michele Cimino
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
Bilancio e le finanze,
premesso che:
il settore agricolo e quello vitivinicolo, in particolare,
attraversano un difficile momento di crisi a causa dei danni che
gli agricoltori hanno subito ai loro prodotti per la presenza di
insetti che hanno distrutto la produttività del prodotto;
in specie, gli agricoltori del settore vitivinicolo dal 2002 ad
oggi subiscono danni causati dalla peronospora;
considerato che:
per i predetti danni gli operatori non hanno ricevuto alcun tipo
di sostegno economico da parte dello Stato e che, quindi, si
trovano costretti a fronteggiare le gravi perdite con
l'impossibilità di rispettare i tempi di pagamento dei
finanziamenti;
non è concesso loro la dilazione del debito;
la perdita per la mancata produttività conseguente al mancato
ricavo o guadagno impedisce concretamente il pagamento di crediti
vantati dalle banche;
in particolare, risulta che diversi istituti bancari, tra i quali
anche il Banco di Sicilia di Marsala, abbiano intrapreso la
procedura per la revoca delle facilitazioni creditizie;
conseguentemente, gli istituti di credito hanno intrapreso le
procedure di esecuzione per il soddisfacimento del credito;
ritenuto che:
la crisi del settore agricolo, dovuta principalmente a fattori
naturali che ne hanno danneggiato produzione e produttività, ha
messo in ginocchio il mercato agricolo e vitivinicolo;
la revoca dei finanziamenti e l'instaurazione dei procedimenti
esecutivi rischia di paralizzare la ripresa del mercato con
conseguente rischio per il settore agricolo e per l'economia
dell'Isola;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare in
merito e se intenda intervenire presso gli istituti di credito al
fine di bloccare e/o sospendere le procedure esecutive a causa
della grave crisi del settore agricolo». (328)
Risposta. - «Dall'esame dell'atto parlamentare si rileva che
l'interrogante chiede di sapere quali provvedimenti il Governo
intenda adottare in merito alla rappresentata crisi del settore
agricolo dovuta a danni causati da eventi naturali e alla
conseguente impossibilità di rispettare i tempi di pagamento dei
finanziamenti allo stesso destinati dalle banche, nonché alla loro
revoca e all'instaurazione dei procedimenti esecutivi per il
recupero del credito concesso, e se intenda intervenire presso gli
istituti di credito al fine di bloccare o sospendere le suddette
procedure esecutive.
Al riguardo si evidenzia che i fatti rappresentati
nell'interrogazione in oggetto, attengono all'attività posta in
essere dalle aziende di credito in virtù di scelte operate
nell'ambito dell'economia di mercato, e alla stregua della
normativa bancaria. Mentre l'ambito di competenza del Dipartimento
Finanze in materia di credito non contempla un potere di intervento
dell'Amministrazione sugli istituti di credito, atto a produrre
effetti diretti sulle procedure esecutive attivate dai medesimi.
E tuttavia il Governo Regionale intende promuovere una serie di
iniziative al fine di venire incontro alle imprese del settore
agricolo che stanno pesantemente risentendo dell'attuale crisi
economica.
Infatti, a seguito di numerose riunioni e confronti sul tema con
gli operatori del settore - constatate le difficoltà rappresentate
di rispettare i tempi di pagamento dei finanziamenti bancari,
valutato il rischio della revoca degli stessi, nonché la
possibilità di subire l'instaurazione dei procedimenti esecutivi
per il recupero del credito concesso - il Presidente della Regione
con nota a firma congiunta del sottoscritto, protocollo numero
643/Gab del 25 febbraio 2009, indirizzata all'A.B.I. ed alle
Aziende Bancarie aventi sede o succursali nella Regione siciliana,
ha sollecitato le stesse affinché assumano i comportamenti
necessari a far sì che esse diventino partner degli imprenditori
agricoli.
Ciò al fine di non far venir meno quel circolo virtuoso che è
rappresentato dalla valutazione di un progetto, dall'erogazione
delle risorse finanziarie occorrenti per il suo sostegno e dalla
restituzione delle somme grazie alla realizzazione del medesimo
progetto.
Di contro l'aumento delle procedure esecutive o la sospensione o
revoca dei finanziamenti già accordati, finirebbe con il portare,
molto rapidamente, ad una paralisi delle attività produttive con
conseguenti risvolti negativi sulla complessiva economia
dell'Isola.
E' stato pertanto proposto, con la nota citata, di valutare anche
la praticabilità, in taluni casi, delle procedure introdotte dal
Decreto Legislativo 9 gennaio 2006, numero 5 in materia di
ristrutturazione dei debiti.
Quanto sopra anche nella considerazione, evidenziata in occasione
dei confronti, che la realtà nella quale le imprese si trovano ad
operare continua ad essere caratterizzata dalla persistenza di
tassi di interesse che sono mediamente superiori rispetto al
corrispondente valore nazionale; che le garanzie richieste a fronte
dei finanziamenti hanno un'incidenza nettamente maggiore rispetto
alle altre regioni; e che le imprese operanti nella nostra Regione
subiscono un trattamento meno favorevole in confronto alle altre.
Agli sforzi compiuti dai soggetti economici si congiungerà quello
profuso dalla Regione, che sta attenzionando il grave problema nel
quale si dibatte il settore agricolo per mettere in atto ogni
valida misura di contrasto delle crisi.
La Regione pertanto interviene istituendo, presso l'Assessorato
del Bilancio e delle finanze, il portale per la tutela degli
utenti, al fine di ricevere indicazioni di anomalie nel rapporto
degli imprenditori con il sistema del credito, ponendosi come
garante per la rimozione delle stesse».
L'Assessore
Michele Cimino