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Resoconto d'Aula della Seduta n. 71 di martedì 10 marzo 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Beninati, Adamo,  Caronia,
  Romano  e  Greco  hanno  chiesto congedo per  le  sedute  di  oggi;
  l'onorevole Mineo per i giorni 10, 11 e 12 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione per  ragioni  del  loro
  ufficio gli onorevoli:  Speziale dal 9 al 10   marzo 2009;  Gennuso
  dal 10 al 12 marzo 2009;  Formica dal 21 al 22 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per il Bilancio:

   -  numero  233  «Rapida soluzione dei problemi che  affliggono  le
  imprese  siciliane  a  seguito della crisi dei  mercati  finanziari
  internazionali».
   - Firmatario: D'Asero Antonino.

   - numero 237 «Iniziative a sostegno delle imprese artigiane».
   - Firmatario: D'Asero Antonino.

   -  numero 295 «Notizie sui contributi a favore dell'ente nazionale
  per la protezione e l'assistenza dei sordi».
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  numero 328 «Sospensione delle azioni esecutive delle banche  in
  danno degli imprenditori agricoli».
   - Firmatario: Caputo Salvino.

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro:

   - numero 183 «Misure a favore del personale precario della sezione
  di Catania dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia».
   -   Firmatari:  Pogliese  Salvatore;  Aricò  Alessandro;  Buzzanca
  Giuseppe; Caputo Salvino; Currenti Carmelo; Falcone Marco; Marrocco
  Livio; Vinciullo Vincenzo.

   - da parte dell'Assessore per il Territorio:

   -  numero  136  «Iniziative  per  l'applicazione  della  normativa
  nazionale sull'inquinamento acustico».
   -   Firmatari:  Barbagallo  Giovanni;   Galvagno   Michele;   Lupo
  Giuseppe.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - «Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge regionale
  8 maggio 2007, numero 13» (numero 375),
   -  presentato dagli onorevoli Beninati, Buzzanca, Rinaldi, Romano,
  Mancuso, Laccoto, Currenti, Panarello,
   - in data 4 marzo 2009;

   -  «Interventi  in favore dei programmi costruttivi facenti  parte
  degli  insediamenti abitativi ubicati all'interno del P.d.Z. Ritiro
  Tremonti di Messina» (numero 376),
   - presentato dall'onorevole  Beninati,
   - in data 4 marzo 2009;

   -  «Norme  per  la diffusione degli acquisti verdi nella  Pubblica
  amministrazione» (numero 377),
   - presentato dagli onorevoli D'Antoni, Colianni, Arena, Leanza N.,
  D'Agostino, Lentini, Romano, Federico,
   - in data 4 marzo 2009;

   -  «Interventi per la promozione del consumo di alimenti biologici
  nelle mense scolastiche» (numero 378),
   -  presentato dagli onorevoli Ragusa, Cordaro, Maira, Lo  Giudice,
  Forzese, Dina, Cascio S.,
   - in data 4 marzo 2009;

   -  «Disposizioni sulla partecipazione della Regione  siciliana  al
  processo   normativo  dell'Unione  europea,  sulle   procedure   di
  esecuzione   degli  obblighi  comunitari  e  di  attuazione   delle
  politiche comunitarie» (numero 379),
   - presentato dagli onorevoli Musotto, Marziano, Ferrara,
   - in data 6 marzo 2009;

   -  «Estensione  dei benefici della legge regionale numero  20  del
  1999 alle signore Carmela e Paola Scibilia» (numero 380),
   - presentato dall'onorevole Vinciullo,
   - in data 9 marzo 2009.
      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  é  stato
  inviato,   in  data  5  marzo  2009,  alla  competente  Commissione
  legislativa:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
  lavoro» (numero 349),
   - di iniziativa governativa,
   - inviato in data 5 marzo 2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Pogliese,  in data 3 marzo  2009,  ha  chiesto  di
  apporre  la firma ai disegni di legge numero 117 «Nuove  norme  sul
  riconoscimento    e    la   regolamentazione   delle    professioni
  intellettuali in Sicilia»; numero 341 «Finanziamenti agevolati  per
  la   formazione   di  scorte»  e  numero  184  «Istituzione   della
  Commissione  regionale  per la promozione  di  condizioni  di  pari
  opportunità tra uomo e donna nella Regione siciliana»;

   -  gli  onorevoli Aricò, Buzzanca, Formica e Marrocco, in  data  2
  marzo  2009, hanno chiesto di apporre la firma al disegno di  legge
  numero  338  «Interventi per l'eliminazione  delle  carcasse  degli
  animali»;

   -  l'onorevole Vinciullo, in data 20 febbraio 2009, ha chiesto  di
  apporre  la  firma  al disegno di legge numero  341  «Finanziamenti
  agevolati  per  la formazione di scorte» e numero 184  «Istituzione
  della Commissione regionale per la promozione di condizioni di pari
  opportunità tra uomo e donna nella Regione siciliana».

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca,

   premesso che:

   nel  maggio  del  2008 è scaduto il consiglio  di  amministrazione
  dell'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC);

   dal  maggio  2008  l'ente  ha una gestione commissariale  affidata
  all'ex presidente del consiglio di amministrazione decaduto anziché
  ad un funzionario della Regione siciliana, gestione che è stata già
  rinnovata  e sulla quale non si è pronunciata, come previsto  dalla
  legge,  la  prima Commissione legislativa permanente dell'Assemblea
  regionale siciliana 'Affari istituzionali';
   le  organizzazioni cooperativistiche, rappresentate per legge  nel
  consiglio di amministrazione, hanno da molto tempo designato i loro
  componenti nel consiglio;

   anche  le  organizzazioni sindacali e tutte le altre  designazioni
  sono  state  effettuate, per cui può procedersi senza indugio  alla
  ricostituzione del consiglio;

   una gestione commissariale dovrebbe limitarsi a garantire, proprio
  perché straordinaria, soltanto gli atti urgenti ed indifferibili  e
  non invece promozioni di personale ed atti di gestione non urgenti;

   per  sapere  se intendano procedere ad un ulteriore rinnovo  della
  gestione  commissariale  a  mezzo di  un  dirigente  della  Regione
  siciliana anziché affidando per la terza volta all'ex Presidente il
  mandato  commissariale e prolungando quindi una  gestione  politica
  dell'ente e quali siano le ragioni che fino ad oggi hanno  impedito
  il rinnovo del consiglio di amministrazione». (468)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             BENINATI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,

    premesso che:

   con  decreto  dell'11  dicembre 2008,  pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale  della Regione siciliana del 2 gennaio 2009,  l'Assessore
  per  il  territorio e l'ambiente ha individuato i comuni di Priolo,
  Melilli,  Augusta,  Gela,  Niscemi, Milazzo,  Pace  del  Mela,  San
  Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Condrò, Gualtieri Sicaminò,
  San  Pier Niceto, ricadenti nelle aree ad elevato rischio di  crisi
  ambientale della Sicilia, quali beneficiari di contributi ai  sensi
  dell'articolo 44 della legge regionale numero 14/88 per attività di
  divulgazione di valori ambientali nelle scuole;

   per  sapere  quali  siano stati i criteri per l'individuazione  di
  detti  comuni,  in  considerazione che  in  alcuni  di  questi  non
  esistono  aree protette, e i motivi dell'esclusione  di  quelli  di
  Siracusa, Floridia, Solarino, Butera, anch'essi ricadenti in aree a
  rischio  e nel cui territorio rientrano aree protette sia regionali
  (riserve naturali) che di rilevanza comunitaria (SIC e ZPS)». (469)

                                                      BONOMO-DONEGANI

   «Al Presidente della Regione,

    premesso che:

   nella  provincia di Agrigento il sistema idrico integrato è  stato
  affidato al RTI  'Girgenti Acque';

   gli  impianti  di depurazione (Agrigento, Favara  e  San  Giovanni
  Gemini)  e  il  potabilizzatore  di Santo  Stefano  Quisquina  sono
  gestiti  da  ditte private, per conto dei comuni  e  della  Voltano
  S.p.A.;

   nonostante il quadro normativo garantisca i lavoratori attualmente
  impegnati, la Girgenti Acque intende procedere alla riassunzione di
  detto   personale   con  nuove  qualifiche   e   mediante   modelli
  contrattuali che prevedono unicamente il tempo determinato;

   ritenuto  che  le  scelte  sbagliate relative  ai  lavoratori,  se
  attuate,  si aggiungono alla già difficile situazione che  riguarda
  la  gestione  del  servizio idrico, determinando, così,  un  quadro
  sociale compromesso nel quale si sono anche verificati problemi  di
  ordine pubblico, come a S. Stefano di Quisquina;

   per  sapere  quali iniziative si intendano assumere a  tutela  dei
  lavoratori  degli impianti di depurazione e potabilizzazione  nella
  provincia di Agrigento in procinto di essere licenziati». (471)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   la   gestione  del  servizio  idrico  integrato  in  provincia  di
  Agrigento è stato affidato tramite gara alla società Girgenti Acque
  S.p.A.;

   i  comuni e i consorzi idrici preesistenti stanno procedendo  alla
  consegna degli impianti alla suddetta società;

   considerato  che circa 70 lavoratori dipendenti di  ditte  private
  hanno  finora gestito l'impianto di potabilizzazione di S.  Stefano
  Quisquina e diversi depuratori di comuni della provincia;

   tenuto conto che:

   a   questi   lavoratori  dovrebbe  essere  applicato,  così   come
  sostengono  le organizzazioni sindacali, l'articolo 36 della  legge
  regionale  numero 20 del 2003 che prevede il loro passaggio,  senza
  soluzione di continuità, al nuovo soggetto gestore;

   la   Girgenti  Acque  S.p.A.  non  ritiene  applicabile,  per   la
  fattispecie,  il predetto articolo, proponendo alle  organizzazioni
  sindacali la riassunzione del personale ex novo a tempo determinato
  e  con  un  inquadramento contrattuale che non  tiene  conto  delle
  mansioni precedentemente svolte;

   la  suddetta  norma  rinvia  ad un decreto  del  Presidente  della
  Regione  per  l'individuazione dei soggetti che  hanno  diritto  al
  passaggio diretto al nuovo gestore;

   il  contratto di lavoro attualmente applicato ai lavoratori (FISE)
  all'articolo  6  prevede  il passaggio  diretto  del  personale  al
  soggetto che subentra nella gestione dell'impianto;

   ravvisata  l'esigenza di una rapida soluzione della questione,  in
  considerazione  delle  azioni di protesta già  messe  in  atto  dai
  lavoratori  che al momento del passaggio degli impianti  vedrebbero
  interrotta la propria attività lavorativa senza alcuna certezza per
  il futuro;

   per sapere:

   se  non  ritenga  necessario inserire i  suddetti  lavoratori  nel
  decreto di trasferimento del personale;

   quali iniziative intenda assumere nei confronti dell'ATO idrico di
  Agrigento  e  della Girgenti Acque S.p.A. al fine di  garantire  ai
  suddetti   dipendenti  le  certezze  occupazionali,   le   garanzie
  contrattuali ed i diritti già maturati nel tempo». (472)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al Presidente della Regione,

    premesso che:

   l'attuale  strutturazione della Regione  in  Sicilia  prevede  due
  redazioni  principali,  a  Palermo e a Catania,  con  lo  scopo  di
  coprire  tramite  un palinsesto quotidiano tutte  le  fasce  orarie
  d'informazione attraverso le dirette radiofoniche e televisive;

   la  rimodulazione del piano aziendale della RAI ha introdotto  una
  nuova  fascia  informativa di linea notte e che  all'interno  della
  stessa non trova uno spazio adeguato l'informazione regionale;

   da  settimane il giornale radio delle ore 7.30 non viene  redatto,
  come avveniva precedentemente, anche dalla sede di Catania;

   considerato che, benché il consiglio di amministrazione della  RAI
  sia autonomo da ingerenze di altre istituzioni che non siano quelle
  riconosciute  dalla legge, la Regione siciliana, in  ragione  della
  propria  autonomia,  può  fare  presente  la  necessità  che   tale
  strumento  pubblico  di  informazione sia  potenziato  e  reso  più
  adeguato e funzionale alle esigenze del territorio regionale;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda assumere il Governo della  Regione  nei
  confronti della RAI per assicurare servizi del TG3 Sicilia adeguati
  alle esigenze informative dei cittadini;

   se  non  ritenga  opportuno sensibilizzare in proposito  l'attuale
  direttore  delle testate regionali, favorendo altresì  un  incontro
  istituzionale   con   i  rappresentanti  dei  Gruppi   parlamentari
  dell'ARS». (473)

                                                                MAIRA

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione,

   premesso che:

   l'attività  degli  enti  operanti  del  settore  della  formazione
  professionale, in ossequio alla legge regionale numero 24 del 1976,
  è finanziata dalla Regione siciliana;

   ogni  anno,  al  fine di determinare le risorse  da  destinare  ai
  suddetti   enti   ed  al  finanziamento  dalla  predetta   attività
  formativa,  l'Assessorato  Lavoro, previdenza  sociale,  formazione
  professionale ed emigrazione deve predisporre ed approvare il piano
  regionale dell'offerta formativa (PROF);

   l'Assessore  si  era impegnato ad approvare il PROF  per  il  2009
  entro il mese di ottobre del 2008;

   ad   oggi  il  più  volte  detto  piano,  nonostante  gli  impegni
  dell'Assessore, non è stato ancora approvato;

   la  mancata  approvazione del PROF, oltre a comportare il  ritardo
  nell'avvio dell'attività formativa, impedisce il trasferimento  dei
  fondi agli enti della formazione professionale;

   il  mancato trasferimento di detti fondi non consente agli enti di
  corrispondere gli emolumenti dovuti ai propri dipendenti,  i  quali
  sono già creditori di parecchie mensilità;

   per  sapere se non ritenga doveroso procedere, nell'immediato,  ad
  approvare  il  piano regionale dell'offerta formativa  al  fine  di
  individuare le attività finanziate e consentire, così, che, solo in
  tal modo, potranno assicurare una regolare attività formativa e far
  fronte  all'obbligo di pagare gli emolumenti ai propri dipendenti».
  (476)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione,

   premesso che:

   la  legge  numero  53/2003  ha  previsto  l'avvio  di  un  offerta
  formativa  sperimentale  d'istruzione  e  formazione  da  svolgersi
  presso gli enti della formazione professionale;

   la  legge 27 dicembre 2006, numero 296, ha previsto la possibilità
  di  assolvere  all'obbligo scolastico (formativo) in  seguito  alla
  partecipazione ai corsi di cui alla predetta legge numero 53/2003;

   per  l'applicazione di tale intervento è previsto che i costi  del
  primo  anno  formativo  gravino sul bilancio  dello  Stato,  mentre
  quelli  afferenti il secondo ed il terzo anno gravino sul  bilancio
  della Regione siciliana;

   l'attività formativa suddetta ha avuto inizio nel mese di  ottobre
  del 2007, nonostante l'assenza di qualunque specifico stanziamento;

   il  Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca  ha
  trasferito  solo nel mese di ottobre del 2008 all'Assessorato  Beni
  culturali  le somme gravanti sul bilancio dello Stato, pari  ad  23
  milioni,  le  quali sono state materialmente erogate  nel  mese  di
  gennaio  del  2009,  con  un  ritardo di  oltre  un  anno  rispetto
  all'inizio dell'attività formativa;

   le stesse somme rappresentano meno della metà di quelle necessarie
  a   finanziarie  l'intero  percorso  formativo,  essendo,  infatti,
  previsto  che la parte più consistente dei costi gravi sul bilancio
  regionale;

   il  mancato stanziamento dei fondi gravanti sul bilancio regionale
  comporta  il  mancato  pagamento  degli  emolumenti  spettanti   al
  personale  della  formazione  professionali  impegnato   in   detta
  attività;

   per  sapere se non ritenga indispensabile provvedere all'immediato
  stanziamento  delle  somme  necessarie  alla  copertura  dei  costi
  relativi   allo  svolgimento  della  suddetta  attività   formativa
  sperimentale, nella quale da oltre un anno sono impegnati  numerosi
  operatori  che,  a causa del mancato stanziamento  di  tali  somme,
  rischiano di non vedersi accreditato lo stipendio per lungo tempo».
  (477)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso   che   agenzie  giornalistiche  hanno  diffuso   notizie
  circostanziate   riguardanti   la   nomina   del    consiglio    di
  amministrazione della fondazione Istituto 'G. Giglio San  Raffaele'
  di Cefalù;

   appreso  che,  nell'ambito di tali nomine, presidente  del  citato
  c.d.a.  sarebbe  stato  indicato,  dal  Presidente  della  Regione,
  onorevole Lombardo, il dottor Stefano Cirillo;

   atteso che lo stesso dottor Cirillo risulta essere il coordinatore
  regionale del Movimento per l'Autonomia della Lombardia;

   ritenuto che

   ritenuto  che l'unico titolo preferenziale a vantaggio del  citato
  dottor   Cirillo,   rispetto  alle  tante  idonee   professionalità
  esistenti  nella  nostra  Regione,  sembra  essere  la  sua  carica
  dirigenziale nel partito dell'MPA lombardo;

   visto  che  tali modalità smentiscono ogni professata  volontà  di
  fare  prevalere,  nella scelta dei dirigenti da  proporre  ai  vari
  settori  della  pubblica  amministrazione  regionale,  criteri   di
  obiettività, trasparenza e valorizzazione di riconosciuti titoli di
  professionalità e di competenza;

   per  sapere  se non ritengano di procedere ad una revoca  di  tale
  nomina,  al  fine di non mortificare i professionisti  siciliani  e
  soprattutto  smentire  fondate  ed  obiettive  censure  rivolte  ad
  attribuire  alle  scelte del Presidente, onorevole Lombardo,  ormai
  sistematicamente,  significati  di mera  lottizzazione  politica  e
  clientelare  e  finalità  di  esclusiva occupazione  partitica  del
  potere e della pubblica amministrazione». (478)

                                                               LIMOLI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   l'ASL  8  ha  revocato,  per motivi economici,  alle  farmacie  la
  centralità del rapporto di distribuzione dell'ossigeno liquido;

   tale  scelta  ha,  di  fatto,  creato  innumerevoli  problemi  sul
  territorio.  Le ditte che producono e distribuiscono ossigeno,  non
  avendo  più, come punto di riferimento, le farmacie ma  il  cliente
  finale,  hanno  iniziato,  a  quanto pare,  una  caccia  spasmodica
  dell'utente casa per casa, ospedale per ospedale;

   considerato   che   la  mancata  centralità  della   distribuzione
  dell'ossigeno liquido ha creato non pochi problemi anche per quanto
  concerne  l'ossigeno gassoso. Infatti, tale tipologia di  ossigeno,
  poco  remunerativo  per  le ditte produttrici,  è  diventato  quasi
  introvabile;

   tenuto  conto  che l'ASL 6 di Palermo, alla luce delle  esperienze
  negative sorte nel campo della distribuzione dell'ossigeno, ha  già
  siglato  un  accordo  per riportare la distribuzione  dell'ossigeno
  liquido alle farmacie;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente e  necessario  intervenire
  presso  l'ASL  8  di Siracusa al fine di ridare  alle  farmacie  la
  centralità  della distribuzione dell'ossigeno liquido in  provincia
  di  Siracusa ed evitare disparità di trattamento fra i malati delle
  varie province siciliane». (481)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  la
  sanità,

   premesso che:

   l'unità  operativa  di  oculistica  dell'ospedale  Umberto  I   di
  Siracusa, per scelte assolutamente non condivisibili da parte della
  direzione  generale  del nosocomio aretuseo, sta  attraversando  un
  momento  di  grave  crisi,  sia  dal punto  di  vista  dell'offerta
  sanitaria che da quella occupazionale;

   nell'unità  in  oggetto 3 medici su 6, oltre tre  anni  fa,  hanno
  chiesto   ed   ottenuto  il  trasferimento   in   altra   struttura
  ospedaliera,  mentre è rimasta una sola ortottista  (assistente  in
  oftalmologia), sui due previsti in pianta organica. Tutto ciò senza
  che   la   direzione  generale  dell'Umberto  I  abbia   intrapreso
  l'assunzione  dei vincitori del concorso specifico,  già  da  tempo
  espletato,  mentre  non  è  stata  avviata  nessuna  procedura  per
  l'assunzione della seconda unità di ortottista;

   presso  la medesima unità operativa non è più possibile effettuare
  lo studio della retina con la tomografia ottica a luce coerente, un
  particolare   esame  che  si  effettua  grazie  ad  uno   strumento
  denominato OCT;

   tale  strumento era stato dato in visione gratuita alla  struttura
  ospedaliera   dall'azienda  produttrice,  in   quanto   di   ultima
  generazione, in attesa dell'aggiornamento tecnologico,  considerato
  che  quello  in  uso  all'unità operativa  di  oculistica  è  stato
  acquistato oltre 9 anni fa e di conseguenza si presenta obsoleto  e
  superato.  Vista  l'assoluta mancanza di  volontà  da  parte  della
  direzione generale del nosocomio di procedere all'acquisto di detto
  aggiornamento,  nonostante sia stato più volte richiesto  da  parte
  dell'unità  operativa, l'azienda produttrice ha deciso di  ritirare
  l'aggiornamento, lasciando di conseguenza sprovvisto l'ospedale;

   il  costo  dell'OTC è di sole 62 mila euro, una cifra  decisamente
  modesta  se  si  tiene  conto che, in  un  solo  anno,  sono  stati
  effettuati oltre 900 esami che hanno prodotto ben 36 mila  euro  di
  ticket;

   per sapere quali iniziative intendano assumere nei confronti della
  direzione  generale dell'ospedale Umberto I di  Siracusa  che,  con
  scelte  puramente economiche, sta causando un gravissimo  nocumento
  all'intera  comunità siracusana, ledendo, di fatto, il diritto  dei
  cittadini  ad  una sanità specializzata, preparata e  numericamente
  pronta  ad  assecondare e risolvere i problemi di carattere  medico
  che interessano tutti gli utenti dell'unità operativa di oculistica
  dell'ospedale  Umberto I di Siracusa, mettendo in discussione,  fra
  l'altro,  l'immagine  della divisione, da  sempre  considerata  una
  delle  unità  più qualificate ed a livelli eccellenti in  tutto  il
  territorio regionale e contribuendo, di conseguenza, alla fuga  dei
  pazienti dalla sanità pubblica verso la sanità privata». (482)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate:

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione,

   premesso che:

   nel  comune di Catania, in via Plebiscito numero 282,  è  sito  un
  vasto  immobile  di  rilevante valore storico e  architettonico  di
  proprietà  della  Regione  siciliana  che  da  circa  20   anni   è
  illegalmente  ed  abusivamente occupato, e al cui interno  è  stato
  costituito un centro sociale denominato 'Experia';

   gli  occupanti  del centro sociale 'Experia' in più  occasioni  si
  sono  resi  protagonisti di atti di discriminazione ed intolleranza
  ed  inoltre, all'interno della struttura, hanno luogo a  tutt'oggi,
  in  qualsiasi  ora del giorno e della notte, attività  condotte  in
  spregio  ad ogni norma di legge, compreso il consumo di alcolici  e
  sostanze  stupefacenti a dimostrazione tangibile che nel cuore  del
  centro  storico della città di Catania esiste una zona  franca  ove
  regna la più totale anarchia e lo stato è totalmente assente;

   detto immobile è inoltre adiacente ad una scuola media, per cui le
  attività illecite che si svolgono al suo interno hanno immediata  e
  drammatica 'ricaduta' anche sugli studenti della stessa;

   considerato che:

   l'immobile,  già  sede  dell'ente  'Gioventù  italiana',  è  stato
  trasferito  in  proprietà della Regione siciliana  in  forza  degli
  articoli  2  e  11 del DPR numero 246/85 e allo stato  attuale,  la
  sovrintendenza  ai  beni culturali di Catania è  consegnataria  del
  cespite;

   esso   sorge   nelle   immediate  vicinanze   della   facoltà   di
  giurisprudenza e di altre strutture universitarie realizzate  negli
  ultimi anni, che stanno contribuendo in maniera determinante ad  un
  importante processo di riqualificazione dell'intero quartiere;

   in  periodo  di particolare rigore economico, non appare  coerente
  con   la   linea  adottata  da  questo  Governo  abbandonare   alla
  devastazione  e al degrado un bene patrimoniale di proprietà  della
  Regione, con le ovvie e gravi conseguenze che ne derivano anche  in
  termini  di costi per il futuro recupero e per il valore di mercato
  dello stesso;

   per sapere quali iniziative il Governo regionale intenda porre  in
  essere  per  ottenere  il  recupero del possesso  dell'immobile  in
  questione,  al  fine  di restituirlo all'ente  cui  era  destinato,
  ovvero l'ERSU di Catania». (470)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             POGLIESE

   «All'Assessore per la sanità e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali,

   premesso che:

   il 'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica' di Ragusa -
  composto  dai  signori Lucia Leggio, Rita Mazzotta, Lucia  Martedì,
  Francesco Cavalieri, Giancarla La Cognata, Carla Cau, Barbara Costa
  e Valeria Catalano - ha formalmente sollecitato il Presidente della
  Regione siciliana ad intervenire a sostegno di una ragazza  che  da
  più  di  tre  anni  sta vivendo il dramma che è toccato  ed  Eluana
  Englaro. Si tratta di Sara Di Natale, 25 anni, di Ragusa, che da  3
  anni vive in stato vegetativo;

   la famiglia di Sara Di Natale in più occasioni, ma vanamente, si è
  rivolta  alle  istituzioni pubbliche della  Regione  siciliana  per
  avere  aiuti  concreti  per la figlia le cui condizioni  di  salute
  richiedono assistenza continua e specializzata;

   la  mamma  di Sara di Natale, pur volendo dedicarsi a tempo  pieno
  all'assistenza   della   figlia,  non   può   farlo   per   ragioni
  professionali.    Dipendente    del   Ministero    dell'università,
  dell'istruzione e della ricerca, ha raggiunto 35 anni  di  servizio
  ma  non ha ancora raggiunto l'età pensionabile prevista dalle norme
  in  vigore.  Aveva  chiesto  dunque di potere  andare  in  pensione
  anticipatamente, ma il Ministero non gliel'ha consentito;

   nell'ottobre  2008,  i  familiari  di  Sara,  con  l'ausilio   del
  'Coordinamento  pro  diritti H per le famiglie  delle  persone  con
  disabilità grave e gravissima' hanno raccolto quasi 20 mila firme -
  consegnate   all'Assessore  per  la  sanità  -  per   chiedere   il
  potenziamento del 'Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata  ai
  Disabili', la creazione di 'Speciali Unità di Accoglienza' dedicate
  a  soggetti in stato vegetativo o di minima coscienza (SUAP)  e  la
  creazione di un centro per la riabilitazione di postcomatosi;

   considerato che:

   secondo  il 'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica'  a
  molte  famiglie  di disabili della provincia di  Ragusa  -  che  si
  sostituiscono  quasi completamente allo Stato - è stato  ridotto  o
  annullato  il  servizio ADI ('Assistenza domiciliare integrata')  e
  che  nell'anno  2007,  sempre in provincia di  Ragusa,  sono  stati
  tagliati fondi alle famiglie per 620 mila euro;

   senza  trattamenti  fisioterapici  i  malati  vanno  incontro   ad
  inevitabili  anchilosi e retrazioni tendinee che  provocano  dolori
  atroci;

   la  provincia di Ragusa per l'anno 2008 ha avuto un accreditamento
  per l'assistenza riabilitativa di soli 4 milioni di euro, mentre in
  altre  province  siciliane  lo stanziamento  è  stato  anche  a  20
  milioni;

   i  costi  per  la  riabilitazione  in  altre  regioni  d'Italia  o
  all'estero  sono proibitivi. Ad Innsbruk, in Austria, per  esempio,
  occorrono da 16 mila a 20 mila euro al mese;

   a  Ragusa  manca  un  centro di riabilitazione  per  post-comatosi
  attrezzato ed efficiente come quelli che operano nel Nord Italia;

   secondo uno studio del 'Gruppo italiano per lo studio delle  gravi
  cerebrolesioni acquisite e riabilitazione', in Italia i  luoghi  di
  riabilitazione  per i casi di gravi cerebrolesioni  si  concentrano
  nel  Centro-Nord  (11  in  Lombardia, 9 in  Emilia  Romagna,  5  in
  Piemonte, 7 in Toscana, 5 in Umbria, 4 in Liguria, 2 nel  Lazio,  0
  in  Puglia,  1  in  Abruzzo, 1 in Campania, 1  in  Calabria,  2  in
  Sardegna  e  2  in  Sicilia)  e  in Lombardia  i  posti  delle  RSA
  (residenze sanitarie assistite) rappresentano il 50 per cento della
  disponibilità nazionale;

   visto che:

   l'articolo  2  della  Costituzione  italiana  stabilisce  che  'la
  Repubblica  riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,
  sia  come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
  personalità,  e  richiede l'adempimento dei doveri inderogabili  di
  solidarietà politica, economica e sociale';

   l'articolo 3 della Costituzione italiana stabilisce che 'è compito
  della  Repubblica  rimuovere gli ostacoli  di  ordine  economico  e
  sociale,  che,  limitando di fatto la libertà e  l'eguaglianza  dei
  cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana';

   l'articolo  32  della  Costituzione italiana  stabilisce  che  'la
  Repubblica    tutela   la   salute   come   fondamentale    diritto
  dell'individuo e interesse della collettività';

   per sapere:

   come e in che tempi l'Assessorato Sanità e l'Assessorato Famiglia,
  politiche sociali e autonomie locali intendano aiutare le  famiglie
  dei soggetti che vivono in stato vegetativo;

   se  sia  disponibile presso l'Assessorato Sanità un  registro  dei
  soggetti in stato vegetativo;

   se  e  come, nel caso specifico, si intenda intervenire presso  il
  Ministero  dell'istruzione  dell'università  e  della  ricerca  per
  verificare se sia possibile consentire alla mamma di Sara Di Natale
  di  andare in pensione anticipatamente, in modo tale da consentirle
  di assistere a tempo pieno la propria figlia». (474)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                           LO GIUDICE-MAIRA-CASCIO S.
                                                DINA-FAGONE-ARDIZZONE
                                       CORDARO-RAGUSA-SAVONA- FORZESE

   «Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   secondo il Rapporto Italia 2009, elaborato dell'Eurispes, la spesa
  per  le consulenze esterne in Sicilia, nel corso del 2007, è  stata
  pari a 15 milioni di euro;

   l'Assessore alla Presidenza, Giovanni Ilarda, il 27 novembre 2008,
  ha emanato una direttiva sulla necessità di sottoporre a pubblicità
  gli   incarichi   di  collaborazione  e  di  consulenza   assegnati
  dall'amministrazione regionale;

   la stessa direttiva richiama, nei suoi contenuti, l'importanza del
  controllo democratico sull'operato dei pubblici uffici;

   il  principio posto a base della direttiva afferma la necessità di
  un'amministrazione   pubblica   aperta   all'esterno   e,   quindi,
  un'organizzazione  che non sia in funzione di  se  stessa,  ma  dei
  servizi da rendere ai cittadini;

   considerato che:

   in  proposito, dall'1 gennaio 2009, è stata istituita, all'interno
  del  sito  web  istituzionale della Regione,  un'area  dedicata  al
  sistema di pubblicità unificata degli incarichi di collaborazione e
  di consulenza;

   in  maniera significativa, la direttiva sulla trasparenza riporta,
  al suo interno, anche le possibili sanzioni a cui l'amministrazione
  potrebbe  essere  sottoposta,  in  caso  di  omessa  pubblicazione,
  citando  espressamente  la legge numero  662  del  1996,  la  quale
  statuisce   che,  in  caso  di  omessa  pubblicazione,  l'eventuale
  liquidazione  del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione
  o   consulenza  costituisce  illecito  disciplinare   e   determina
  responsabilità erariale del dirigente;

   inoltre,  come  stabilisce il decreto legislativo numero  165  del
  2001,  le  amministrazioni  che  ometteranno  gli  adempimenti  non
  potranno  conferire  nuovi  incarichi fino  a  quando  non  daranno
  esecuzione a tale obbligo;

   ritenuto che:

   nonostante la pubblicazione delle consulenze esterne, che  esprime
  in sé un orientamento verso la trasparenza, di fatto non vi è stata
  alcuna consequenziale inversione di tendenza nel merito dei criteri
  di affidamento delle consulenze esterne, né in merito alla esigenza
  del contenimento della spesa;

   nonostante i richiami della magistratura contabile sulle norme  di
  contenimento della spesa, le consulenze negli Assessorati  sono  da
  allarme rosso e non hanno affatto avuto quella riduzione del 50 per
  cento indicata nella finanziaria 2007;

   la  normativa  vigente che impone agli enti pubblici di  ricercare
  tra  le  professionalità  interne prima di ricorrere  a  consulenze
  esterne  all'amministrazione  regionale  non  risulta  a  tutt'oggi
  essere stata applicata, a cominciare dalle recenti nomine di taluni
  dei  dirigenti generali dei dipartimenti regionali, i cui curricula
  non giustificano il ricorso a professionalità esterne;

   per sapere:

   secondo  quali criteri siano state affidate le consulenze  esterne
  degli uffici di gabinetto del Governo regionale;

   se le procedure comparative previste dall'articolo 7, comma 6, del
  d.lgs.  numero  165/2001 sulle nomine dei consulenti esterni  siano
  state applicate;
   se,  a parte la pubblicità delle consulenze esterne affidate,  non
  si  ritenga  necessario, in nome della trasparenza, indicare  oltre
  alle  somme  assegnate in merito agli incarichi,  anche  i  criteri
  adottati  nell'affidamento a professionalità  esterne  all'organico
  della amministrazione regionale;

   se,   infine,  le  recenti  nomine  dei  dirigenti  generali   dei
  dipartimenti  regionali trovino giustificazione nella impossibilità
  di reperire all'interno della amministrazione regionale le capacità
  professionali necessarie, in corrispondenza dell'esigenza  primaria
  del contenimento della spesa pubblica». (475)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,

   premesso che:

   l'inizio dell'anno 2009 è stato fortemente caratterizzato  da  una
  serie  di  eventi  calamitosi provocati da forti e intense  piogge,
  talvolta  a  carattere temporalesco, che hanno messo a  dura  prova
  tutto il territorio regionale;

   considerato  che  i danni causati dalle forti e incessanti  piogge
  hanno  determinato  stati  di disagio e  talvolta  di  pericolo  in
  diverse parti delle province siciliane, ed in particolare in quella
  messinese, laddove per esempio, nell'area di S. Agata di Militello,
  l'esondazione di un torrente ha provocato oltre all'evacuazione  di
  centinaia  di famiglie, l'interruzione della strada che conduce  al
  locale ospedale di S. Agata di Militello;

   considerato,  altresì,  che le intense precipitazioni,  così  come
  riportato dalla stampa, hanno causato l'interruzione per frana,  se
  pur  parziale,  della linea ferroviaria Palermo -  Termini  Imerese
  nonché l'interruzione, sempre per frana e scoscendimenti, di strade
  sia principali (per esempio alcuni tratti delle strade statali 113,
  115,    189,   corleonese-agrigentina)   che   secondarie   (strade
  provinciali, comunali, consortili, eccetera);

   i   danni   subìti   dall'agricoltura,  a  causa  soprattutto   di
  inondazioni, e dalle infrastrutture costiere, a causa  delle  forti
  mareggiate,  hanno messo così a nudo una fragilità  del  territorio
  regionale  in ordine ad un diffuso ed esteso dissesto idrogeologico
  generale. Pertanto, al fine di garantire un maggior controllo e una
  maggiore sicurezza su tutto il territorio siciliano, l'interrogante
  ritiene   ormai  improcrastinabile  e  urgente  l'istituzione   dei
  cosiddetti  presidi territoriali (P.T.), di cui alla direttiva  del
  presidente  del  Consiglio dei Ministri  del  27  febbraio  2004  e
  successive  modifiche  e  integrazioni  che,  in  affrancamento  ai
  servizi tecnici della protezione civile regionale, possano, con  la
  loro  presenza,  operare direttamente sui luoghi interessati  dalle
  criticità,  sia di carattere geomorfologico (frane)  che  idraulico
  (inondazioni,  eccetera),  per valutare e  monitorare  l'evoluzione
  degli  effetti  al suolo di un fenomeno potenzialmente  calamitoso,
  portando  così conoscenze utili e osservazioni dirette finalizzate,
  non  solo a minimizzare eventuali danni, ma talvolta a salvare vite
  umane;

   osservato che:

   l'istituzione  dei presìdi territoriali (P.T.)  appare  ancor  più
  utile  e  necessario,  poiché come spesso  è  accaduto  e  continua
  tuttora  ad accadere, alcuni sindaci (quali responsabili locali  di
  protezione  civile ai sensi dell'articolo 15, comma 3, della  legge
  numero  225/92 e successive modificazioni) affidano, loro malgrado,
  in  assenza  di  personale  tecnico specializzato  dì  supporto,  a
  personale non qualificato (vigili urbani, messi comunali, eccetera)
  compiti  di  monitoraggio  e  sorveglianza  di  eventi  calamitosi,
  determinando   così  una  situazione  di  maggior  rischio   legata
  all'incapacità  di valutazione di un fenomeno, fornendo,  talvolta,
  ai  centri  di protezione civile regionale informazioni incomplete,
  inesatte  e talvolta errate, che inducono, talora, in gravi  errori
  (attraverso interventi inadeguati) i centri di emergenza  regionali
  (genio civile, agenzia delle acque, eccetera);

   per  sapere  se ai sensi della citata direttiva 27 febbraio  2004,
  non  ritengano  opportuno  procedere  all'istituzione  dei  presidi
  territoriali   idraulici   (PTI)   e   dei   presìdi   territoriali
  idrogeologici  (PTID)  formati da figure professionali  di  elevata
  specializzazione e professionalità quali geologi e ingegneri;

   Tali  presìdi  territoriali sia (PTI) che (PTID)  agiranno,  senza
  entrare  in  particolari tecnicismi, per i  quali  si  rinvia  alla
  specifica normativa, sulla base:
   a)  di  quanto stabilito nei piani comunali e/o intercomunali  e/o
  provinciali di protezione civile relativamente ai punti critici  da
  monitorare in caso di allerta di protezione civile;

   b)  della preventiva conoscenza dei luoghi in merito alle  proprie
  criticità  idrauliche e geomorfologiche e alla viabilità principale
  e rurale;

   c)  della capacità percettiva relativa all'evoluzione dei fenomeni
  così  come  può  essere  presunta  sulla  base  delle  osservazioni
  macroscopiche.  I requisiti principali richiesti ai componenti  dei
  presìdi territoriali (PT) sono:

   1)  correttezza  del  linguaggio nel  trasmettere  un'informazione
  tecnica  relativa allo stato di evoluzione di un fenomeno; infatti,
  da  tali  indicazioni  possono dipendere le  azioni  di  protezione
  civile   più   opportune  che  il  C.O.C,  o  il   C.O.M.   intende
  intraprendere per la mitigazione dei rischi;

   2)  idonea  esperienza  nella materia di competenza  affinché  sia
  minimizzata l'eventualità di sopravalutazione o sottovalutazione di
  un fenomeno;

   3)  idonea esperienza nella materia di competenza anche dal  punto
  di  vista  delle eventuali soluzioni da adottare per la mitigazione
  dei rischi;

   4)   autonomia  negli  spostamenti  e  nelle  comunicazioni  radio
  (mobile).

   Pertanto,  in  linea  di  principio, i presìdi  territoriali  (PT)
  risulteranno di grande importanza ed utilità in quanto  saranno  in
  grado di rilevare, con osservazioni dirette in corso di evento,  la
  risposta  del  territorio alle sollecitazioni indotte  da  fenomeni
  legati  alla meteorologia (pioggia, neve, mareggiate). Infatti,  se
  opportunamente   e   razionalmente  indirizzate,    tali   attività
  costituiranno quel necessario feedback perché il centro  funzionale
  decentrato   possa  gradualmente  adattare  i  propri  modelli   di
  previsione   al   contesto  regionale.  Per  quanto   riguarda   la
  composizione  dei  presidi territoriali (PT) va da  sé  che  questa
  dovrà  essere  predisposta in fase di pianificazione di  protezione
  civile,   sia   a  livello  regionale,  intermedio    che   locale,
  concordandone   la  compartecipazione con í  tecnici  di  più  enti
  (Provincia,   Regione-genio  civile,  Regione-ARRA,   Regione-DRPC,
  Regione-corpo  forestale, consorzi di bonifica, enti  parco,  ANAS,
  GAS). I presidi avranno il compito di redigere, altresì, anche  una
  'carta  dei percorsi' per facilitare l'accesso ai luoghi  a  quegli
  operatori  che non siano del posto visto che, non infrequentemente,
  la mancanza di una vera e propria carta dei percorsi ha determinato
  forti ritardi ad operatori di primo intervento. In particolare,  il
  presidio territoriale idrogeologico (PTTD) dovrà rimanere operativo
  fino  ad  almeno 48 ore dalla fine delle precipitazioni e  comunque
  fino  allo  stabile miglioramento delle condizioni meteorologiche».
  (479)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                                GRECO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e  le
  finanze,

   premesso che:

   il  crollo  in  borsa del titolo Unicredit ha determinato  per  la
  Regione  siciliana perdite finanziarie pari a circa 400 milioni  di
  euro;

   dopo  la  fusione  del Banco di Sicilia con il gruppo  guidato  da
  Alessandro  Profumo,  il  Governo regionale  non  ha  adottato  una
  strategia  adeguata  per la salvaguardia e la valorizzazione  della
  nostra partecipazione finanziaria;

   considerato che:

   non  sono stati rinnovati i patti parasociali tra la Regione e  il
  vecchio gruppo proprietario del Banco di Sicilia (Capitalia);

   non  sono stati nominati i consiglieri in quota regione nel  board
  del Banco di Sicilia;

   ritenuto  che  la  ricapitalizzazione è  in  stand-by  pur  avendo
  appostato  in  bilancio la relativa somma (pari  a  18  milioni  di
  euro);

   per sapere:

   se  il  Governo  regionale  voglia  ancora  investire  sul  gruppo
  Unicredit;

   quali siano le iniziative che il Governo regionale ha assunto  per
  evitare  il  depauperamento del patrimonio derivante  dalla  nostra
  partecipazione al gruppo Unicredit». (480)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                           BARBAGALLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  106  «Gestione  del fenomeno migratorio  nell'isola  di
  Lampedusa (AG)», degli onorevoli
   Minardo,  Arena,  Leanza  Nicola, D'Agostino e Colianni,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   - numero 107 «Potenziamento degli uffici regionali per il rilascio
  delle  autorizzazioni per l'attivazione di impianti  fotovoltaici»,
  degli  onorevoli  Ragusa,  Maira, Cordaro,  Dina,  Savona,  Fagone,
  Forzese, Cascio Salvatore e Lo Giudice,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  108  «Verifica della gestione delle  risorse  destinate
  all'internazionalizzazione  dell'economia  della  Regione»,   degli
  onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  109 «Riorganizzazione del sistema turistico siciliano»,
  degli onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  110 «Iniziative per fronteggiare la crisi idrica  della
  Regione», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  111  «Osservanza della normativa contro  l'inquinamento
  acustico   da   parte  dei  comuni»,  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Galvagno, Lupo e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  112 «Potenziamento delle unità di personale di sostegno
  per   l'assistenza  ai  disabili  nella  scuola  siciliana»,  degli
  onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero 113 «Misure idonee per migliorare la qualità dei servizi
  sociali  e  di sostegno alla famiglia», degli onorevoli Barbagallo,
  Galvagno, Lupo e Ammatuna,
   - presentata il 4 marzo 2009;

   -  numero  114 «Iniziative per contrastare il degrado del  sistema
  carcerario  in  Sicilia»,  degli onorevoli  Greco,  Lupo,  Mineo  e
  Gucciardi,
   - presentata il 5 marzo 2009;

   -  numero  115  «Informativa urgente sulla situazione del  settore
  bancario in Sicilia», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno  e
  Ammatuna,
   - presentata il 5 marzo 2009.

   Invito il deputato segretario a darne lettura:

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   per  affrontare  la delicata questione dell'isola di  Lampedusa  e
  garantire la tutela dei diritti civili degli immigrati è necessario
  riunire intorno ad un tavolo di concertazione lo Stato, la Regione,
  la  provincia  di  Agrigento, il comune di  Lampedusa  e  le  Forze
  dell'ordine;

   il    Ministero   dell'   interno   ha   deciso   di   trasformare
  provvisoriamente  il centro di prima accoglienza dell'isola  in  un
  centro di identificazione e di espulsione;

   il  Presidente  della  Regione  ha dichiarato  che  il  centro  di
  identificazione  ed espulsione non è attuabile se le  procedure  di
  rimpatrio dovessero richiedere mesi;

   considerato che:

   è  imprescindibile garantire tempi celeri per l'identificazione  e
  la  successiva  espulsione per evitare  che  lo  stesso  centro  si
  trasformi  in  un  luogo di detenzione e che si possano  verificare
  episodi  simili  a  quello del recente passato di autolesionismo  e
  tentati suicidi da parte degli immigrati;

   è necessario che sia consentito ai minori, ai richiedenti asilo ed
  agli  appartenenti  alla categoria 'vulnerabili'  il  trasferimento
  presso  altre  strutture  di  accoglienza  dislocate  su  tutto  il
  territorio nazionale;

   occorre  intervenire con provvedimenti normativi anche in  Sicilia
  sull'immigrazione  e  sulla materia dello sviluppo  e  cooperazione
  decentrata;

   si  rende  necessario  verificare con  il  Governo  nazionale  gli
  accordi siglati con i Paesi di provenienza;

   l'isola  di  Lampedusa  da  anni convive  quotidianamente  con  il
  fenomeno   dell'immigrazione  clandestina,   e   ciò   provoca   un
  depotenziamento parziale delle proprie potenzialità  turistiche,  e
  che  occorre chiedere misure e interventi compensativi  al  Governo
  nazionale,  come  ad esempio importanti interventi strutturali  per
  migliorare  le  infrastrutture ricettive, portuali, i  collegamenti
  marittimi ed aerei, nonché i servizi sociosanitari,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire presso il Governo nazionale per far sì che i tempi
  previsti  per  l'espulsione  siano  celeri  e  certi  e  che  siano
  garantiti  i  diritti civili ed umani degli immigrati,  in  special
  modo delle categorie vulnerabili;

   ad  attivarsi  per  l'istituzione di un  tavolo  di  concertazione
  costituito da rappresentanti del Governo regionale, dell'ARS, della
  provincia  di  Agrigento,  del comune di Lampedusa  e  delle  Forze
  dell'ordine,  e  che lo stesso tavolo si relazioni con  il  Governo
  nazionale;

   ad  avviare  l'iter  per  l'adozione di  una  normativa  regionale
  sull'immigrazione  con il fine di garantire una reale  integrazione
  degli immigrati nel sistema sociale e produttivo siciliano;

   visti  i  recentissimi ulteriori sbarchi di immigrati, a garantire
  una adeguata e dignitosa accoglienza e permanenza nei centri;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale per  ottenere  misure
  compensative  per  l'isola,  da  anni  sollecitate  dalla  comunità
  lampedusana,   quali  ad  esempio  interventi  per  migliorare   le
  infrastrutture  ricettive,  portuali, i collegamenti  marittimi  ed
  aerei nonché i servizi socio-sanitari». (106)

                                              MINARDO-ARENA-LEANZA N.
                                                  D'AGOSTINO-COLIANNI

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  disponibilità di energia condiziona il progresso  economico  e
  sociale  di  una regione, ma il modo con cui l'energia  viene  resa
  disponibile può condizionare negativamente l'ecosistema e quindi la
  qualità della vita;

   nel  medio  termine, l'importanza delle fonti rinnovabili  non  si
  misura  tanto sulla loro capacità di sostituire quote rilevanti  di
  fonti fossili, ma anche nella possibilità di creare nuovi posti  di
  lavoro;

   nel lungo periodo le fonti rinnovabili possono essere determinanti
  sia  per  ragioni  di sicurezza degli approvvigionamenti,  sia  per
  l'acuirsi delle emergenze ambientali;

   considerato che:

   l'approvazione  del  piano  energetico regionale  da  parte  della
  Regione  siciliana,  con cui ci si dota dello strumento  necessario
  per  affrontare  il  complesso sistema delle politiche  energetiche
  regionali,  rappresenta un valido strumento per far  ripartire  gli
  investimenti e la creazione di nuove opportunità di lavoro;

   l'ottenimento dell'autorizzazione di installazione di un  impianto
  fotovoltaico rappresenta uno degli elementi che maggiormente incide
  sulla tempistica legata all'entrata in esercizio di un impianto  e,
  conseguentemente,  sulle  scelte di  investire  o  meno  in  questo
  settore strategico per i benefici effetti economici e ambientali;

   tenuto conto che:

   gli  uffici, sia regionali sia periferici (genio civile), preposti
  a   lavorare   per   consentire   il  rilascio   delle   necessarie
  autorizzazioni,   non  hanno  destinato  un  numero   adeguato   di
  funzionari per espletare in tempi rapidi le necessarie pratiche,  e
  che   l'attuale  sistema  incentivante  dell'energia   fotovoltaica
  consente un sufficiente ritorno economico dell'investimento  a  chi
  sceglie di investire in questo settore;

   gli  incentivi  sono  concessi fino al raggiungimento  del  budget
  nazionale  previsto e che quindi esiste, di fatto, una competizione
  tra aree territoriali per arrivare per primi all'approvazione degli
  incentivi.  E'  dunque determinante rilasciare  le  autorizzazioni,
  quando dovute, in tempi rapidissimi;

   l'organico  dei dipendenti della Regione siciliana è probabilmente
  mal  distribuito  rispetto  alle  esigenze  legate  alle  politiche
  attuali  ed è dunque possibile selezionare del personale  da  altri
  uffici   per  destinarlo  a  compiti  strategici  per  lo  sviluppo
  economico dell'Isola,

                   impegna il Governo della Regione

   a  potenziare,  nel  più breve tempo possibile,  l'organico  degli
  uffici  che  si occupano di rilasciare le necessarie autorizzazioni
  per l'attivazione di impianti fotovoltaici». (107)

                                     RAGUSA-MAIRA-CORDARO-DINA-SAVONA
                                  FAGONE-FORZESE-CASCIO S.-LO GIUDICE

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la situazione economica della Sicilia non è stata mai così grave;

   le  esportazioni, in particolare, rappresentano  uno  dei  primati
  negativi della nostra Regione;

   nel  primo  semestre del 2008 le esportazioni verso l'estero  sono
  state pari al 2,7 per cento sul totale nazionale;

   tale  percentuale,  al netto dei prodotti petroliferi,  si  aggira
  attorno all'1 per cento;

   considerato  che molte altre regioni d'Italia superano  largamente
  la  Sicilia  (Lombardia  28,5 per cento, Emilia  Romagna  13,1  per
  cento, Veneto 12,5 per cento, Piemonte 10,6 per cento, Toscana  6,9
  per  cento,  Lazio 3,8 per cento, Friuli 3,7 per cento, Marche  2,9
  per cento);

   ritenuto che:

   le  cospicue risorse finanziarie comunitarie finora impiegate  non
  hanno prodotto risultati significativi in termini di sviluppo e  di
  crescita economica;

   con  la  misura  '6.06    internazionalizzazione     dell'economia
  siciliana'(del POR 2000-2006) sono stati spesi quasi 19 milioni  di
  euro per missioni all'estero;

   nel   2007   l'Assessorato   regionale  Cooperazione,   commercio,
  artigianato e pesca ha speso circa 1 milione e 200 mila euro per la
  partecipazione   a   fiere  e  mostre  di  carattere   commerciale,
  agroalimentare ed artigianali promosse all'estero,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  effettuare  i  controlli  dovuti alla  verifica  dell'utilizzo
  coerente delle risorse finanziarie comunitarie e l'efficacia  delle
  iniziative    assunte    in   materia   di   internazionalizzazione
  dell'economia siciliana». (108)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il 4 agosto 2005 è stata approvata la legge 'Norme per lo sviluppo
  turistico della Sicilia';

   con la predetta legge è stato, tra l'altro, recepito l'articolo  5
  della   legge   numero  135/2001  riguardante  l'introduzione   dei
  distretti turistici;

   considerato che:

   dopo  oltre 3 anni dall'approvazione non è stata ancora data piena
  attuazione al nuovo modello organizzativo;

   nel  mese  di ottobre 2007 è stato presentato un nuovo disegno  di
  legge che introduce elementi modificativi o/e integrativi;

   ritenuto che:

   nella  predetta  legge regionale il termine 'distretto  turistico'
  viene   utilizzato  in  modo  non  corretto,  dal  punto  di  vista
  concettuale, come sinonimo di sistema turistico locale;

   il distretto può essere definito come un raggruppamento di imprese
  di piccole e medie dimensioni indipendenti l'una dall'altra, tra le
  quali nasce e si sviluppa una cooperazione di tipo spontaneo;

   ritenuto, ancora, che:

   il sistema turistico locale si differenzia dal distretto turistico
  per due motivi principali:

   1)  la  necessita  di  un  ente o di una  società  strategicamente
  leader,  sia  nella  fase di creazione che in quella  di  lancio  e
  gestione del sistema nel suo complesso;

   2)  il  carattere aperto del sistema che, sin dalle prime fasi  di
  progettazione,  interagisce anche con  imprese  di  altri  Paesi  e
  località, secondo una rete di relazione su scala globale;

   ritenuto, infine, che:

   il   sistema  turistico  locale  non  deve  configurarsi  come  un
  duplicato di strumenti già esistenti (PIT, GAL, PIR, ecc.), ma deve
  porsi    come   un   punto   di   riferimento   per   la   concreta
  promocommercializzazione delle destinazioni sui  mercati  nazionali
  ed  esteri  e  per  la creazione di nuove opportunità  di  sviluppo
  turistico in un'ottica più ampia di marketing territoriale;

   il  ritardo  normativo ha generato confusione  tra  gli  operatori
  turistici  locali e una carenza di gestione territoriale  da  parte
  dei  soggetti pubblici, allargando di fatto il ritardo della nostra
  Regione   nei   confronti  delle  destinazioni   del   bacino   del
  Mediterraneo,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
      l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti

   ad  avviare  le  dovute  iniziative per  la  riorganizzazione  del
  sistema  turistico siciliano alla luce di quanto è già  avvenuto  a
  livello nazionale e comunitario». (109)

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:
   centinaia  di imprenditori agricoli ed interi quartieri  di  città
  come  Agrigento  e  Caltanissetta  vivono  il  dramma  legato  alla
  mancanza d'acqua;

   recentemente,  a seguito di controlli dell'esercito,  sono  emersi
  inauditi casi di furti lungo la rete idrica;

   l'autorità  per  la  vigilanza sui contratti pubblici  di  lavori,
  servizi e forniture, nell'ultima relazione al Parlamento nazionale,
  ha  dichiarato che in Sicilia vi sono otto dighe in costruzione  da
  più  di  20  anni  per  problematiche  legate  all'adeguamento  dei
  progetti e ai contenziosi con le imprese;

   considerato che:

   dietro ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori,  i
  rapporti  e  le  inchieste di varie procure della Repubblica  hanno
  accertato  l'esistenza di un intreccio perverso con la  criminalità
  organizzata;

   dove  c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia  o  il
  pericolo di infiltrazioni mafiose;

   atteso che:

   in  Sicilia piove con il contagocce (il 10 per cento in meno negli
  ultimi  dieci  anni)  e  la capacità delle  dighe  in  esercizio  è
  limitata  dalle infinite lungaggini sui collaudi e sulle  norme  di
  sicurezza;

   agli  inizi  di agosto esse contenevano 330 milioni di metri  cubi
  mentre oggi ne contengono 250 milioni;

   rilevato che:

   per fare qualche esempio, i lavori della diga di Blufi di Palermo,
  appartenente ancora all'EAS, che ammontano a 300 miliardi iniziali,
  più  altri 120 stanziati per completarla, sono stati interrotti per
  via  dell'assenza  della  verifica di impatto  ambientale  prevista
  dalla normativa vigente;

   la  realizzazione  della  diga Pietrarossa  di  Caltagirone  (CT),
  iniziata  nel  lontano 1989 in assenza delle dovute  autorizzazioni
  della  soprintendenza, è stata interrotta a causa del rinvenimento,
  durante gli scavi, di una villa di epoca romana;

   in  merito  alla  stessa  diga,  successivamente,  la  procura  di
  Caltagirone  ha  scoperto  una truffa  fra  tecnici,  funzionari  e
  l'impresa   costruttrice,  architettata  per  ottenere   un   altro
  finanziamento non dovuto;

   nella diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a circa  30
  chilometri  da  Agrigento, i lavori sono  stati  bloccati  dopo  la
  scoperta  dell'instabilità  del  terreno,  mentre  risulta  che  il
  progetto  è  stato modificato proprio per migliorare il sistema  di
  drenaggio;

   anche la diga di Piano del Campo dell'Alto Belice, progettata  più
  di 30 anni fa, vanta interessi di 'Cosa nostra';

   rilevato ancora che:

   l'Ente  acquedotti  siciliano, posto in liquidazione  dal  lontano
  2004 ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato, ha
  aumentato  i  propri debiti che raggiungono quota  450  milioni  di
  deficit;

   secondo  quanto  riferito dal commissario  liquidatore  dell'ente,
  paradossalmente  il buco di bilancio è cominciato  proprio  quattro
  anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450,

                   impegna il Governo della Regione

   ad intervenire con provvedimenti urgenti per fronteggiare la crisi
  idrica   della   nostra   Regione,  tenuto  conto,   altresì,   che
  l'osservatorio delle acque dell'ARRA (Agenzia regionale  rifiuti  e
  acque)  ha  comunicato  un taglio del 10 per cento  dell'erogazione
  dell'acqua dalle dighe per problemi legati alla siccità;

   ad  adottare  iniziative al fine di vigilare  sul  rispetto  delle
  leggi  in  materia  di  affidamento e di  gestione  dei  lavori  di
  costruzione e manutenzione delle dighe ovvero per ovviare  ad  ogni
  possibile infiltrazione di natura illegale e malavitosa». (110)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  comuni  hanno l'obbligo di applicare la legge 26 ottobre  1995,
  numero 447 finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;

   la  verifica d'impatto acustico deve essere richiesta non solo per
  tutte  le  nuove attività, ma anche in caso di voltura  del  titolo
  abilitativo,  dei  cambi del titolare o del legale  rappresentante,
  dei  cambi  di  persona  giuridica nella  ditta  ed  in  seguito  a
  lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;

   considerato che:

   i comuni dovrebbero esercitare le funzioni amministrative relative
  al    controllo    sull'osservanza   delle   disposizioni    contro
  l'inquinamento acustico;

   per  tutte  le attività fonte di rumore è necessario  ottenere  il
  relativo  nulla osta attraverso una relazione tecnica  di  impianto
  acustico ambientale;

   ritenuto che:

   per  esercitare le funzioni amministrative relative  al  controllo
  sull'osservanza  della  legge numero  447/95  i  comuni  dovrebbero
  verificare la presenza del nulla osta d'impianto acustico,  con  la
  presa  visione  della  relazione  del  tecnico  competente   e   la
  compilazione della documentazione ai sensi del decreto  legislativo
  numero 277/91;

   il  mancato rispetto delle leggi sopra richiamate dovrebbe  essere
  tempestivamente  comunicato all'ARPA (Agenzia regionale  protezione
  ambientale) e alla Magistratura,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
              l'Assessore per il territorio e l'ambiente

   ad  assumere  le  dovute  iniziative nei  confronti  di  tutte  le
  amministrazioni che violano la predetta normativa». (111)

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   circa  1700 alunni disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti
  di  sostegno poiché sono state nominate 1003 unità di personale  di
  sostegno in meno;

   i  tagli  operati  dal Governo Berlusconi produrranno  conseguenze
  disastrose  non solo per gli insegnanti ma anche per le famiglie  e
  per   gli   stessi  disabili  ai  quali  viene  negato  il  diritto
  all'assistenza;

   considerato che:

   il numero degli alunni disabili in Sicilia è di 25.938 unità ed  è
  in forte aumento rispetto all'anno scolastico 2007-2008 (20.359);

   tagliare gli organici significa negare l'accoglienza del disabile,
  non  assicurare  la  qualità del servizio e  violare  il  principio
  sacrosanto dell'integrazione scolastica.

   ritenuto che:

   l'entità   dei  tagli  ha  effetti  drammatici  sui   livelli   di
  integrazione dei soggetti più deboli;

   a  fronte di 12.840 posti attivati nell'anno scolastico 2007-2008,
  è  previsto il funzionamento di 11.837 posti, con un decremento  di
  1003 unità;

   il  Presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo,  condividendo
  le  preoccupazione per l'incerto futuro della scuola siciliana,  ha
  inviato  una nota al Ministero  dell'istruzione, dell'università  e
  della  ricerca, denunciando la lesione del principio costituzionale
  di leale collaborazione, poiché la Sicilia è titolare di competenze
  proprie sulle quali interferiscono le determinazioni statali,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
    l'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
                              istruzione

   ad  intraprendere le iniziative necessarie a potenziare i posti di
  sostegno  e  per evitare che la scuola siciliana diventi  luogo  di
  emarginazione e non di integrazione per gli alunni disabili». (112)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                          «L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   in  Sicilia gli interventi più significativi in tema di  politiche
  sociali  sono previsti ancora, in gran parte, dalle leggi regionali
  numero 22/86 e numero 21/78;

   il legislatore regionale siciliano, in 60 anni di autonomia, non è
  riuscito  ad  adottare una normativa organica in tema di  politiche
  sociali;

   la stessa legge numero 328/2000 non è stata pienamente applicata;

   considerato che:

   la  legge  regionale numero 10/2003 deve essere  ancora  in  buona
  parte attuata;

   nella  nostra Regione, a motivo del grave disagio sociale, occorre
  una particolare attenzione per le politiche sociali;

   è  necessario, in particolare, sostenere la famiglia come soggetto
  attivo delle politiche sociali;

   ritenuto che:

   il  nuovo  ciclo di programmazione dei fondi comunitari  2007/2013
  attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;

   specifiche   azioni  potranno  essere  attuate  tramite   l'A.P.Q.
  (accordo  di programma quadro) 'giovani protagonisti di  sé  e  del
  territorio'   sottoscritto  dalla  Regione  con   l'amministrazione
  statale nel mese di agosto 2008,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
  all'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le
                           autonomie locali

   ad  attivare le dovute iniziative atte alla piena attuazione della
  legge regionale numero 10/2003;

   a  porre in atto le misure idonee al fine di migliorare la qualità
  dei  servizi  sociali e per rafforzare la coesione  e  l'inclusione
  sociale». (113)

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  in Sicilia la situazione penitenziaria  ha  assunto
  dimensioni patologiche in quanto nelle 27 case circondariali aventi
  sede  nella  Regione dovrebbero essere reclusi  non  più  di  4.500
  soggetti. Alla data della presente sono invece detenuti circa 7.200
  individui.  Si  tratta  di  un dato che,  oltre  a  certificare  un
  intollerabile   sovraffollamento,  mette  a  nudo  una   condizione
  carceraria  che  sfugge ad ogni parametro e alla stessa  previsione
  dell'articolo  27 della Costituzione secondo cui...  'le  pene  non
  possono  consistere in trattamenti contrari al senso di  umanità  e
  devono tendere alla rieducazione del condannato';

   considerato  che  il sovraffollamento è in contrasto  sia  con  la
  Costituzione  che con l'ordinamento ed i regolamenti  penitenziari,
  ma  anche  e soprattutto con le più elementari norme di trattamento
  umanitario,  con  i  requisiti minimi di  igiene  e  salubrità  dei
  luoghi.  Le  celle  affollate  provocano,  altresì,  gravi   disagi
  psicologici, dovuti ad una convivenza in spazi angusti, che  ledono
  la dignità dell'uomo;

   valutato che la situazione carceraria siciliana risulta, per molti
  versi,  più grave della non facile situazione carceraria del  Paese
  che  registra, ormai, la presenza di oltre 60 mila detenuti  e  che
  tale  situazione  ha fatto emergere problematiche  che  contrastano
  anche  con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE e con la Carta
  europea  dei  diritti dell'uomo che, come è noto,  vietano  sia  la
  tortura che il trattamento inumano e degradante;

   accertato   che,  ad  esempio,  in  alcune  sezioni  del   carcere
  palermitano  dell'Ucciardone si vive, da parte  dei  detenuti,  una
  condizione  carceraria  disumana  che  rende  difficile   qualsiasi
  iniziativa di rieducazione e di reinserimento sociale. I  detenuti,
  in  numero  eccessivo, 'abitano' celle prive delle  più  elementari
  norme  igieniche (gabinetti 'alla turca' da dove fuoriescono ratti;
  lavabi  privi  di scarico; pareti umide ed ammuffite; soffitti  dal
  quale  si  staccano calcinacci e rendono visibile la  struttura  in
  ferro del solaio; finestre senza vetri; muri delle celle sporchi  e
  scrostati; arredi fatiscenti sia per quanto riguarda i letti che  i
  'mobiletti', eccetera). Per non parlare delle assenze di  strutture
  idonee     a  sviluppare attività culturali, ludico-ricreative:  ad
  esempio, il campetto di calcio è inagibile da tempo;

   preso atto che dall'1 gennaio 2009 la sanità penitenziaria è stata
  trasferita  al servizio sanitario nazionale e quindi alle  regioni,
  non  risulta, in proposito, che ad oggi siano stati prodotti (fatta
  salva  una  commissione  tecnica insediata  dall'Assessore  per  la
  sanità)  atti  amministrativi o legislativi idonei a consentire  un
  passaggio  fisiologico  di  competenze  senza  pregiudizio  per  il
  diritto alla salute dei detenuti;

   ritenuto che la Regione, per effetto dell'articolo 33 della  legge
  regionale numero 5/2005, ha istituito il Garante per la tutela  dei
  diritti  fondamentali  dei  detenuti e per  il  loro  reinserimento
  sociale e che pertanto è nelle condizioni, con proprie risorse,  di
  pianificare  interventi ancor più incisivi rispetto a quelli,  fino
  ad  oggi  meritoriamente prodotti dal predetto ufficio, che aiutino
  ad  umanizzare  le  condizioni di vita del  sistema  carcerario  in
  Sicilia, in stretta collaborazione con le autorità penitenziarie,

                   impegna il Governo della Regione

   1)   ad  intervenire  presso  il  Ministero  della  giustizia  per
  segnalare  la  grave  situazione carceraria siciliana  al  fine  di
  sollecitare l'emanazione di appositi provvedimenti volti a  rendere
  meno degradante la detenzione in Sicilia;

   2)  a  sollecitare al Governo nazionale l'immediata apertura delle
  nuove  carceri di Gela, Noto, e Villalba e ad attivare,  in  attesa
  dell'attuazione  del  piano per l'edilizia carceraria,  appropriati
  interventi   di  sistemazione  delle  sezioni  delle  carceri   più
  fatiscenti della Sicilia con procedura d'urgenza;

   3)  a sollecitare il Governo nazionale ad effettuare l'adeguamento
  strutturale delle carceri: Ucciardone di Palermo, Piazza  Lanza  di
  Catania, Sciacca, Favignana, Ristretta, poiché assolutamente  fuori
  da  ogni  parametro  o  standard  accettabile  per  consentire  una
  detenzione che non sia degradante nè disumana;
   4)  ad  attivare  ogni  iniziativa utile presso  i  Ministeri  del
  lavoro,  della  salute  e delle politiche sociali  e  quello  degli
  affari  regionali e delle autonomie locali affinché  si  promuovano
  adeguate  iniziative  amministrative volte a  realizzare,  nel  più
  breve   tempo   possibile,  un'assistenza  sanitaria   adeguata   e
  rispettosa del diritto alla salute dei detenuti;

   5)  a  reperire idonee risorse per consentire il finanziamento  di
  attività  lavorative in carcere, di formazione professionale  e  di
  reinserimento sociale dei detenuti, come richiesto dal Garante  per
  la  tutela  dei  diritti fondamentali dei detenuti e  per  il  loro
  reinserimento sociale;

   6)  ad intervenire con urgenza presso il Ministero della giustizia
  per  segnalare  la  grave carenza di circa 500  agenti  di  polizia
  penitenziaria  negli organici degli istituti siciliani  rispetto  a
  quanto  previsto  dal  DPCM del 2001 e per  chiederne  la  relativa
  copertura». (114)

                                           GRECO-LUPO-MINEO-GUCCIARDI

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  crollo  in  borsa del titolo Unicredit ha determinato  per  la
  Regione  siciliana perdite finanziarie pari a circa 400 milioni  di
  euro;

   dopo  la  fusione  del Banco di Sicilia con il gruppo  guidato  da
  Alessandro  Profumo,  il  Governo regionale  non  ha  adottato  una
  strategia  adeguata  per la salvaguardia e la valorizzazione  della
  nostra partecipazione finanziaria;

   considerato che:

   non  sono stati rinnovati i patti parasociali tra la Regione e  il
  vecchio gruppo proprietario del Banco di Sicilia (Capitalia);

   non  sono stati nominati i consiglieri in quota Regione nel  board
  del Banco di Sicilia;

   ritenuto  che  la  ricapitalizzazione è in  stand-by,  pur  avendo
  appostato  in  bilancio la relativa somma (pari  a  18  milioni  di
  euro),

                  impegna il Presidente della Regione

   a  riferire  in Aula sulla situazione finanziaria derivante  dalla
  crisi  del  sistema bancario e, in particolare, sul  ruolo  che  il
  Governo  regionale  vuole  svolgere sulle politiche  del  credito».
  (115)

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

   PRESIDENTE.  Informo che le mozioni, dalla numero 107 alla  numero
  115, testé annunziate, saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

   La  mozione  numero 106 a firma dell'onorevole Minardo  ed  altri,
  vertendo  sul  fenomeno migratorio nell'isola di  Lampedusa,  viene
  abbinata  agli  altri  atti ispettivi di analogo  oggetto,  la  cui
  discussione figura al III punto dell'ordine del giorno.

   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

         Comunicazione relativa alla interrogazione numero 79

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota 703/Gab del 27 febbraio  2009,
  l'Assessore  per  il lavoro, la previdenza sociale,  la  formazione
  professionale  e l'emigrazione, ha trasmesso,  per accordo  fra  le
  parti, risposta scritta all'interrogazione numero 79 «Notizie circa
  la sussistenza di eventuali evasioni contributive previdenziali per
  i  soggetti  operanti  nel  settore dello  spettacolo»,  presentata
  dall'onorevole Apprendi con richiesta di risposta orale.
   Poiché  l'interrogante si è dichiarato soddisfatto della risposta,
  l'iter dell'interrogazione numero 79 è da intendersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Il  testo  integrale  della suddetta risposta sarà  pubblicato  in
  allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.

          Comunicazione relativa ad interrogazione numero 448

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta  il  4  marzo  2009,
  l'onorevole Filippo Panarello, primo firmatario dell'interrogazione
  numero 448 a risposta orale  «Stabilizzazione dei medici veterinari
  convenzionati  con  le aziende sanitarie locali», annunziata  nella
  seduta  numero  69 del 3 marzo 2009, ha comunicato,  anche  a  nome
  degli  altri  firmatari,  che  lo  stesso  atto  ispettivo   è   da
  considerarsi  superato, in quanto di identico contenuto  all'ordine
  del  giorno  numero 91, sempre a sua firma, accettato  dal  Governo
  come raccomandazione nella seduta numero 69 del 3 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione numero 465

   PERSIDENTE.  Comunico che, con nota del 10 marzo 2009, l'onorevole
  Salvatore   Lentini  ha  chiesto  di  apporre  la   propria   firma
  all'interrogazione a risposta orale numero 465 «Interventi  per  la
  salvaguardia e la tutela di 'Fleuropoli'»,  degli onorevoli Falcone
  e Pogliese.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento  interno,  della  mozione numero  105  «Interventi  per
  contrastare  la  crisi  economica  internazionale  attraverso   una
  gestione  efficiente delle risorse della Regione»,  a  firma  degli
  onorevoli  Cracolici,  Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,  Bonomo,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,  Faraone,
  Ferrara, Mattarella, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto,  Lupo,
  Marinello,  Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   la  grave  crisi  che  attraversa  l'economia  internazionale  sta
  assumendo  dimensioni  storiche.  La  crisi  finanziaria   globale,
  innescata  dal default dei mutui americani sub-prime e  amplificata
  da  comportamenti sui mercati finanziari fortemente  speculativi  e
  irresponsabili,  ha  generato un velocissimo  deterioramento  delle
  prospettive di crescita dell'economia a scala mondiale. La mancanza
  di  fiducia  che  si  è determinata agisce come un  detonatore:  le
  condizioni  del  credito  sono diventate molto  restrittive,  molte
  aziende  chiudono  o si trovano nelle condizioni di  dover  ridurre
  fortemente  l'attività  e  i progetti di  investimento,  i  consumi
  calano,  crescono le difficoltà di lavoro e di reddito per  milioni
  di persone;

   in  molti  Paesi,  tra  cui l'Italia, si  è  aperta  una  fase  di
  recessione  e  le previsioni sull'immediato futuro formulate  dagli
  organismi internazionali devono essere aggiornate sistematicamente,
  stante  il  precipitare del tasso di crescita del prodotto  interno
  lordo  e degli altri indicatori economici, retrocessi tutti a segno
  meno e per i quali si ipotizza un ritorno a segno positivo soltanto
  verso la fine del 2010;

   l'impatto  della crisi può risultare particolarmente duro  per  la
  Sicilia,  innestandosi  su  una situazione  generale  dell'economia
  siciliana che fa segnare indici negativi ormai da qualche tempo, in
  conseguenza   di  un  micidiale  effetto  cumulo:  la   stagnazione
  economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia
  di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;

   nel  biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6  per
  cento.  E'  un dato non lontano da quello dell'Italia,  tuttavia  è
  utile  rilevare come il contributo degli investimenti è stato dello
  0,8  contro  l'1,8 per cento, quello dei consumi  privati  è  stato
  dello 0,4 contro lo 0,7 per cento, mentre il contributo della spesa
  pubblica  è  stato ben più elevato: 2,8 contro 2,2  per  cento.  In
  Sicilia  l'incidenza  delle importazioni nette,  cioè  dei  beni  e
  servizi  provenienti da fuori regione, è arrivata al 28 per  cento,
  contro una incidenza media nel Mezzogiorno del 22,4 per cento.  Nel
  2000  il valore aggiunto dell'industria era del 12,4 per cento  del
  totale  prodotto in Sicilia, nel 2006 era sceso al 10,7 per  cento.
  La  percentuale  attribuibile  ai  servizi  pubblici  è  di  contro
  aumentata dal 30,1 per cento al 34 per cento;

   il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4 per
  cento di quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8 per cento
  e in questi anni è sceso ancora. Le condizioni sociali sono in ogni
  caso  preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso  dello
  0,9   per  cento,  nel  primo  trimestre  del  2008  il  tasso   di
  disoccupazione ha toccato il 15,3 per cento, il tasso di attività è
  il  più basso in Italia attestandosi al 51,3 per cento; l'indice di
  povertà relativa si è attestato al 30,6 per cento che non solo è il
  più  alto in assoluto tra le regioni italiane, ma è l'unico  che  è
  cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni;

   anche  con  riferimento  alla capacità di  realizzare  in  Sicilia
  riforme  significative  e  di attivare fattori  di  sviluppo,  come
  previsto dalla strategia di Lisbona, i risultati sono negativi:  la
  spesa  per  ricerca e sviluppo e la spesa per istruzione rapportate
  al  PIL  si  sono  ridotte, il ricorso alle  fonti  rinnovabili  di
  energia ed il volume di rifiuti smaltiti in modo differenziato sono
  lontanissimi dai rispettivi parametri di riferimento;
   la  politica di bilancio perseguita negli ultimi anni dal  Governo
  regionale  ha  portato  ad un deficit strutturale  pari  in  questo
  momento  ad oltre 2 miliardi di euro. Le spese correnti sono  state
  aumentate  ed  oggi rappresentano circa l'85 per cento  dell'intero
  bilancio.  Gli investimenti, nonostante si fosse nella fase  finale
  della  spesa  di  Agenda  2000, nel 2007 sono  precipitati  con  un
  pesante  -32  per  cento, contribuendo in modo  significativo  alla
  caduta dell'importo dei lavori pubblici messi in gara che nel  2007
  sono stati pari a 2 miliardi contro i 4.8 del 2006;

   anche  dal punto di vista della qualità della spesa si può parlare
  di  disastro:  l'impatto avuto da Agenda 2000  sulle  dinamiche  di
  sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili della
  programmazione regionale, è stato scarso, se non proprio nullo.  In
  alcuni  settori  fondamentali come il turismo,  i  beni  culturali,
  l'acqua, i rifiuti, le performances hanno fatto segnare addirittura
  una  regressione  rispetto agli obiettivi minimi  fissati.  Ciò  in
  conseguenza, tra l'altro, dell'eccessiva dispersione delle risorse,
  nonché del carattere sostitutivo e non aggiuntivo della spesa,  che
  ha  finanziato  anche spesa corrente per precari  o  per  corsi  di
  formazione professionale di dubbia utilità;

   considerato altresì che:

   la   crisi   sta  agendo  in  modo  selettivo  anche  in   Italia,
  determinando  stravolgimenti  nei  settori  produttivi   quali   il
  tessile, che rischia di scomparire nel nostro Paese e negli assetti
  territoriali,  come  dimostrato  dall'azzeramento  di  intere  aree
  produttive, in particolare nel Mezzogiorno;

   nella  nostra  Regione, dove si stima che il Pil  del  2008  abbia
  fatto  segnare un -1,3 per cento e, secondo alcune stime,  scenderà
  ancora  nel  2009  del  2,5 per cento, è in  vorticoso  aumento  la
  richiesta di cassa integrazione, si prevede la perdita di almeno 50
  mila posti di lavoro, c'è un crollo degli investimenti privati come
  effetto  anche  della  forte  stretta  creditizia  in  Sicilia,  le
  difficoltà  di  banche  fondamentali  come  l'Unicredit,   numerosi
  investimenti pubblici restano 'al palo';

   la risposta alla crisi economica in Sicilia deve giovarsi anche di
  misure  nazionali  ed  europee, ma non può  essere  data  solo  con
  politiche  di  breve periodo (di natura monetaria e/o  fiscale),  o
  soltanto con interventi di sostegno alla domanda ed ai redditi.  Se
  l'obiettivo  primario è quello di evitare che  la  crisi  economica
  produca   effetti  devastanti  sul  piano  sociale,  è  altrettanto
  importante  progettare un'uscita dalla crisi  puntando  in  avanti,
  passando  da  una economia di domanda ad una economia  di  offerta,
  aumentando  la  base  produttiva,  valorizzando  le  risorse  e  le
  potenzialità strategiche e territoriali di cui la Sicilia  dispone,
  soprattutto nel contesto euromediterraneo;

   la Commissione europea, nel proporre agli Stati membri una manovra
  di  bilancio per complessivi 170 miliardi di euro, ha richiesto che
  gli  interventi nazionali siano rivolti, in particolare, verso  una
  spesa  pubblica  con impatto sulla domanda a breve  termine,  sulle
  garanzie   e  sui  prestiti  agevolati,  sugli  incentivi   fiscali
  soprattutto  per  contribuire al mantenimento e alla  creazione  di
  posti  di  lavoro  ed  ha  altresì invitato  gli  Stati  membri  ad
  incrementare  gli  investimenti in infrastrutture,  nell'efficienza
  energetica,  in  materia  di  istruzione  e  ricerca,  al  fine  di
  stimolare la crescita e la produttività;

   le  misure  fin  qui predisposte dal Governo nazionale,  tuttavia,
  appaiono deboli ed inadeguate. Di certo non immettono nuove risorse
  ma,  operando  con compensazioni di bilancio, non realizzano  alcun
  effetto  espansivo,  anticiclico. Sistematicamente  il  Governo  ha
  fatto  massiccio  ricorso al fondo per le aree sottoutilizzate  dal
  quale sono stati già prelevati negli ultimi sei mesi 15 miliardi di
  euro   per   interventi  del  tutto  estranei  allo  sviluppo   del
  Mezzogiorno;

   le  politiche  pubbliche  regionali  devono  delineare  interventi
  mirati  e selettivi, privilegiando le famiglie a più basso reddito,
  le imprese che vogliono investire su se stesse, i giovani che hanno
  voglia  di  fare e non si arrendono all'unico sbocco  rappresentato
  dall'emigrazione forzosa;

   ritenuto che:

   è  indispensabile che la Regione siciliana metta a punto un  piano
  straordinario  anticrisi che leghi interventi  anticiclici  ad  una
  strategia  che  favorisca l'ammodernamento delle  strutture  ed  il
  passaggio ad una economia sostenibile;

   a  supporto di tale piano è necessario il puntuale reperimento  di
  risorse mobilitabili, a cominciare da quelle di bilancio che  vanno
  liberate  attraverso una rigorosa legge finanziaria,  nonché  dalla
  finalizzazione  dei  fondi che la Regione ha  allocato  presso  gli
  istituti finanziari regionali e non pienamente utilizzati;

   del  tutto  prioritaria  è l'attivazione delle  risorse  derivanti
  dalla programmazione 2007/2013, così come la riprogrammazione e  il
  pieno  utilizzo dei fondi provenienti dalla programmazione relativa
  al  periodo precedente. Secondo le stime riportate dall'ultimo DPEF
  regionale, infatti, la Regione ha a sua disposizione 14.860 milioni
  di  euro  a titolarità regionale a cui devono aggiungersi  circa  9
  miliardi di euro di fondi nazionali allocati nei PON e nel FAS  per
  il  periodo 2007/2013. Negli accordi di programma quadro  stipulati
  negli  anni precedenti sono stati programmati interventi per 16.577
  milioni  di euro, dei quali soltanto il 20 per cento circa è  stato
  speso,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  effettuare  una riprogrammazione delle risorse giacenti  negli
  accordi  di  programma  quadro  e a programmare  le  risorse  nuove
  disponibili  sul  FAS,  indirizzandole verso  la  realizzazione  di
  lavori    pubblici   immediatamente   attivabili   che   presentino
  caratteristiche di elevata utilità sociale e prevedano  un  intenso
  utilizzo di manodopera, quali la messa in sicurezza delle scuole di
  ogni  ordine  e  grado in cofinanziamento con  province  e  comuni,
  l'assetto del territorio, la difesa del suolo, il ripristino  delle
  infrastrutture  danneggiate  da  eventi  calamitosi,  la  viabilità
  secondaria e rurale. L'attivazione di un programma di realizzazione
  di   alloggi  popolari  ad  elevata  efficienza  energetica,  anche
  mediante ristrutturazione di immobili esistenti nei centri  urbani.
  La   riqualificazione  energetica  degli  edifici  pubblici  e  dei
  trasporti,  anche  mediante  iniziative  che  alimentino   ricerca,
  produzione  e  diffusione  di mezzi pubblici  ecologici,  come  gli
  autobus  a  metano, in modo da contribuire a raggiungere  anche  in
  Sicilia 'gli obiettivi 20-20-20' posti dalla Unione europea  per  i
  prossimi anni;

   a  concentrare le risorse della programmazione 2007/2013 su alcuni
  filoni  strategici:  a)  la realizzazione delle  reti  materiali  e
  immateriali  da  e  per  la  Sicilia e all'interno  dell'Isola;  b)
  l'efficienza,  il  risparmio,  la riqualificazione  energetici,  la
  produzione  da  fonti  rinnovabili, le problematiche  collegate  ai
  cambiamenti  climatici; c) la logistica ed i servizi avanzati  alle
  imprese,  la  creazione di filiere corte, l'economia di prossimità;
  d)  lo sviluppo del capitale umano e delle conoscenze attraverso la
  formazione  continua, la ricerca, l'innovazione,  il  trasferimento
  tecnologico;

   ad  approvare  il documento unico di programmazione che  recepisca
  gli  indirizzi sopra individuati, anche per consentire  l'immediato
  sblocco  degli  interventi già verificati  e  tuttavia  non  ancora
  avviati;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale e in  tutte  le  sedi
  opportune  affinché  l'Unione europea emani nuove  disposizioni  in
  materia  di regimi di aiuti, in particolare prevedendo il raddoppio
  degli importi ricadenti nel regime 'de minimis';

   ad  emanare  le  opportune disposizioni affinché l'amministrazione
  regionale  paghi  i  propri creditori non  oltre  90  giorni  dalla
  presentazione   dei   giustificativi  di   spesa   e   rilasci   le
  certificazioni sull'esistenza dei crediti come previsto dal comma 3
  bis   dell'articolo  9  del  decreto-legge  numero  185/2008,  come
  convertito dalla legge numero 2/2009;

   a  promuovere  una  verifica  di coerenza  con  la  programmazione
  regionale e di sostenibilità ambientale nei confronti di iniziative
  finanziate con investimenti privati, non ancora partite;

   ad  individuare,  anche con il concorso degli istituti  finanziari
  regionali,  misure di credito sostenibile a sostegno di famiglie  e
  piccole imprese;

   a  realizzare  un'azione  di concertazione  con  gli  enti  locali
  siciliani  al  fine di individuare le risorse mobilitabili  per  la
  realizzazione  di  lavori  pubblici  ed  interventi  di   carattere
  sociale;

   a individuare interventi per fronteggiare la disoccupazione, anche
  attraverso  cantieri  di  lavoro e  il  servizio  civico  comunale,
  utilizzando  le misure del FSE relative alla adattabilità  ed  alla
  occupabilità». (105)

                              CRACOLICI- AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO
                                    BONOMO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO
                                 DIGIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE
                                 FERRARA-MATTARELLA-FIORENZA-GALVAGNO
                            GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO
                               ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA
                                     RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  suddetta mozione è demandata, secondo consuetudine, alla Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, a  meno  che  lo  stesso
  onorevole  Cracolici, come preannunciato nella  seduta  precedente,
  non intenda proporre una data per la trattazione.

   e di interrogazione n. 364

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione unificata di mozione, interpellanza ed interrogazione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata di mozione, interpellanza e interrogazione:

  -    mozione   numero  88  «Misure  immediate  di  intervento   per
    fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia», degli  onorevoli
    Lupo,  Cracolici, Di Benedetto, Galvagno, Mattarella,  Marinello,
    Panepinto,   Ammatuna,  Gucciardi,  Rinaldi,   Bonomo,   Laccoto,
    Barbagallo, Vitrano e Ferrara;

  -   interpellanza numero 44 «Iniziative a tutela dei diritti civili
    degli emigrati», dell'onorevole Lupo;

  -   interrogazione  numero 364 «Interventi a livello  centrale  per
    fronteggiare l'immigrazione clandestina e garantire  il  rispetto
    delle  norme  che regolano la gestione dei centri  di  permanenza
    temporanea», dell'onorevole Apprendi.
   Preciso  che a queste si aggiunge la mozione numero 106  «Gestione
  del  fenomeno  migratorio nell'isola di Lampedusa  (AG)»,  a  firma
  degli  onorevoli  Minardo,  Arena,  Leanza  Nicola,  D'Agostino   e
  Colianni, testé annunziata.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   notizie  sempre  più allarmanti giungono dall'isola  di  Lampedusa
  dove  continuano  a  susseguirsi sbarchi  di  migranti  provenienti
  dall'Africa;

   la  situazione  del centro di permanenza temporanea  dell'isola  è
  ormai  al  collasso:  al suo interno sono stipate  1900  persone  a
  fronte di una capienza media di 800 persone;

   in  tali  condizioni  non è possibile offrire  garanzie  igienico-
  sanitarie minime né un riparo per tutti i presenti;

   all'interno  del  centro  sono detenuti  un  centinaio  di  minori
  costretti  a convivere con la sporcizia e la spazzatura,  fognature
  intasate e servizi igienici insufficienti;

   le condizioni di vita per gli immigrati sono, pertanto, degradanti
  e disumane;

   il  consiglio comunale di Lampedusa ha all'unanimità approvato  un
  ordine  del  giorno  col quale si proclama lo stato  di  agitazione
  contro  la  decisione del Governo nazionale di costruire sull'isola
  un   nuovo  centro  per  l'identificazione  e  l'espulsione   degli
  immigrati;

   considerato che:

   tale  stato  di cose è la diretta conseguenza della  politica  del
  Governo  nazionale e del Ministro dell'interno, Maroni, in tema  di
  immigrazione  in  quanto rappresenta un grave  passo  indietro  che
  allontana l'Italia dal progresso civile;

   la  scelta di non consentire il trasferimento presso altri  centri
  di  tutti gli immigrati arrivati a Lampedusa per un più celere,  ma
  improbabile, rimpatrio sta generando nell'isola una vera e  propria
  emergenza umanitaria;

   il   centro   di  permanenza  temporanea  di  Lampedusa   si   sta
  progressivamente trasformando in un luogo di detenzione  nel  quale
  vengono  calpestati i più elementari diritti umani  all'interno  di
  una   politica   che   appare   sempre   più   discriminatoria    e
  criminalizzante nei confronti dei migranti;

   a  pagare  pesanti  conseguenze sono anche  il  territorio  e  gli
  abitanti   di  Lampedusa,  costretti  a  fronteggiare  un'emergenza
  continua  rispetto alla quale si registra soltanto una  sostanziale
  inerzia;

   ciò   si   inserisce   nel  vuoto  della  legislazione   siciliana
  sull'immigrazione  e sul tema della cooperazione  allo  sviluppo  e
  dell'integrazione;

   premesso, inoltre, che:
   da anni, la Sicilia è meta privilegiata per i migranti provenienti
  dall'Africa,  e  tale flusso, lungi dal diminuire, è  cresciuto  in
  modo  esponenziale: nelle prime due settimane del 2009  le  persone
  arrivate in Italia via mare sono 1.500;

   la  causa  di  tali flussi è da ricercare nell'enorme  povertà  di
  tanti Paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera masse
  di   disoccupati  e  disperati  la  cui  unica  speranza   per   la
  sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si  aggiungano
  anche  l'assenza  di  garanzie democratiche  in  quei  Paesi  e  la
  presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai endemici;

   la  stragrande maggioranza dei migranti che intendono  raggiungere
  il  nostro  territorio  è  costretta a  pagare  a  caro  prezzo  le
  organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di esseri
  umani per intraprendere viaggi che si concludono non di rado con la
  morte;

   l'effetto  più grave è, infatti, rappresentato dalle tragedie  del
  mare e dall'enorme numero di naufragi verificatisi nel Mediterraneo
  e  nel  Canale  di Sicilia in particolare: secondo Fortress  Europe
  sarebbero  almeno 1.502 i migranti morti alle frontiere dell'Unione
  europea nel 2008. In Sicilia le vittime sono passate dalle 556  del
  2007 alle 642 del 2008;

   ritenuto che:

   la  vigente  normativa  italiana, via via inasprita  negli  ultimi
  mesi,  si  connota sempre più per una tendenza discriminatoria  nei
  confronti  del  fenomeno dell'immigrazione che renderà  sempre  più
  difficile    il   percorso   di   integrazione   degli    stranieri
  extracomunitari;

   il  commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas
  Hammarberg,  ha di recente dichiarato che la normativa  attualmente
  in   discussione  in  Italia  è  a  sfondo  discriminatorio  e  non
  garantisce il rispetto dei diritti umani;

   in  particolare, desta preoccupazione la proposta  di  rimpatriare
  direttamente  tutti  coloro che arrivano sul  territorio  italiano,
  senza consentire a chi ne ha il diritto di chiedere asilo politico,
  col  rischio  di essere rispediti in Paesi dove non  si  ha  alcuna
  garanzia circa il rispetto dei più elementari diritti umani;

   la   carenza   di  validi  accordi  con  i  Paesi  di  provenienza
  vanificherà di fatto la possibilità di rimpatri nei tempi brevi che
  sono  stati  annunciati;  la  sicura identificazione  dei  migranti
  risulta, infatti, alquanto problematica;

   il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso la
  proposta della Lega Nord di introdurre un' ulteriore tassa  per  il
  rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno ed una fideiussione
  sull'apertura  di  una  partita IVA a  carico  degli  immigrati  in
  Italia;

   tali   proposte  sono  state  fortemente  criticate  dalle   forze
  politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
  Governo,  oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
  della CEI per i diritti degli immigrati;

   sulla  stessa scia si inseriscono le norme che rendono ancora  più
  gravose  le procedure per i ricongiungimenti familiari,  che  hanno
  finora funzionato come valido traino per una migliore integrazione;

   considerato, infine, che:

   servirebbero  piuttosto  politiche di integrazione  dei  cittadini
  immigrati  che,  con  impegno  e con notevoli  sforzi,  cercano  di
  integrarsi in Italia;

   il  Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della  Regione
  siciliana  è  il  massimo  esponente  nazionale,  fa  parte   della
  maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  riferire con urgenza all'Assemblea regionale siciliana circa la
  grave  situazione che si è determinata a Lampedusa dopo gli sbarchi
  degli ultimi giorni;

   ad  intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il  Ministro
  dell'interno   perché  adottino  con  urgenza   provvedimenti   che
  consentano un'adeguata e dignitosa accoglienza di tutti coloro  che
  sbarcano  sull'isola ed il loro tempestivo trasferimento  in  altre
  strutture;

   ad  intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il  Ministro
  dell'interno  al fine di scongiurare la ventilata realizzazione  di
  un   nuovo  centro  per  l'identificazione  e  l'espulsione   degli
  immigrati presso i locali dell'ex base navale Loran;

   ad  esprimere  la più netta contrarietà nei confronti dell'operato
  del  Ministro  dell'interno rispetto alle politiche discriminatorie
  fin  qui adottate nei confronti di coloro che arrivano nella nostra
  Regione,  ribadendo  con  forza  la  vocazione  all'accoglienza   e
  all'integrazione   culturale,  da  sempre   espressa   dal   popolo
  siciliano;

   a chiedere al Parlamento nazionale l'approvazione di una normativa
  che  favorisca  gli  ingressi legali nel nostro  territorio  e  che
  disciplini, in conformità con l'articolo 10 della Costituzione,  il
  diritto di asilo;

   ad   attivarsi   per   l'adozione  di  una   normativa   regionale
  sull'immigrazione  e sulla cooperazione decentrata  allo  sviluppo,
  finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
  e  produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro  Paesi
  di provenienza;

   a  predisporre un piano di accoglienza dei migranti in connessione
  con  le  attività  degli  enti locali e  delle  associazioni  della
  società civile;

   a  realizzare  una  serie di interventi a  favore  dei  comuni  di
  Lampedusa,  di Pozzallo e delle altre comunità locali  interessate,
  al  fine  di  eliminare le condizioni di disagio che tali  comunità
  vivono in riferimento alla gestione del fenomeno migratorio;

   ad affidare ad un osservatorio regionale - costituito, in aggiunta
  ai  rappresentanti del Governo regionale e dell'Assemblea regionale
  siciliana,  anche  da  rappresentanti dell'ANCI,  della  protezione
  civile,   delle   forze   dell'ordine,  delle   organizzazioni   di
  volontariato,  delle  organizzazioni  sindacali  -  il  compito  di
  individuare  le misure immediate di intervento per fronteggiare  il
  fenomeno migratorio in Sicilia». (88)

                                          LUPO-CRACOLICI-DI BENEDETTO
                                        GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO
                                         PANEPINTO-AMMATUNA-GUCCIARDI
                                               RINALDI-BONOMO-LACCOTO
                                           BARBAGALLO-VITRANO-FERRARA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso in
  questi giorni la proposta della Lega Nord di introdurre una tassa a
  carico degli immigrati in Italia;

   tali   proposte  sono  state  fortemente  criticate  dalle   forze
  politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
  governo,  oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
  della CEI per i diritti degli immigrati;

   la  principale  censura mossa all'introduzione della  tassa  sugli
  immigrati  è  che  si tratterebbe di una misura  discriminatoria  e
  lesiva dei diritti della persona;

   considerato che:

   quella  che vorrebbe introdurre il Governo nazionale più  che  una
  tassa sarebbe un  balzello  verso una categoria già poco tutelata;

   la politica del Governo nazionale contro gli immigrati rappresenta
  un  grave  passo  indietro  che allontana  l'Italia  dal  progresso
  civile;

   servirebbero  piuttosto  politiche di integrazione  dei  cittadini
  immigrati  che,  con  impegno  e con notevoli  sforzi,  cercano  di
  integrarsi in Italia;

   il  Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della  Regione
  siciliana  è  il  massimo  esponente  nazionale,  fa  parte   della
  maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi;

   per conoscere:

   se il Presidente della Regione non ritenga che introdurre la tassa
  sul  permesso  di soggiorno per gli immigrati sia un errore  e  che
  bisognerebbe,  piuttosto, riconoscere i diritti  civili  elementari
  agli immigrati, contrariamente a quanto affermato dalla Lega Nord;

   quali  iniziative  politico-parlamentari  il  presidente  Lombardo
  intenda  intraprendere,  in  Sicilia e nei  confronti  del  Governo
  nazionale, per la politica discriminatoria adottata da quest'ultimo
  contro gli immigrati, ed in particolare nei confronti di coloro che
  arrivano  nella  nostra  Regione, soprattutto  per  il  trattamento
  riservato, agli stessi nell'isola di Lampedusa». (44)

                                                                 LUPO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   da  anni  la  Sicilia è meta privilegiata di migranti  provenienti
  dall'Africa;

   il  numero  di  sbarchi  di clandestini a  Lampedusa  non  conosce
  riduzioni  e  che le strutture del centro di permanenza  temporanea
  (CPT)  sono intasate da un numero di ospiti (circa 1900) che supera
  di più del doppio la capienza media stimata (di 800);

   visto  che  le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità  sono
  seriamente  messe  in  discussione dalla  sovrappopolazione  e  che
  questo  incide  gravemente in modo particolare su un  centinaio  di
  minori, costretti a convivere con sporcizia e spazzatura, fognature
  intasate e servizi igienici insufficienti;

   considerato che la decisione del Governo centrale di costruire  un
  ulteriore  centro  per  la  identificazione  ed  espulsione   degli
  immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri  centri
  per  un  rapido rimpatrio di quelli arrivati a Lampedusa ha destato
  grave  allarme nella popolazione che si sente danneggiata  da  tale
  massiccia  affluenza e dall'insufficiente capacità di gestione  del
  fenomeno da parte delle forze dell' ordine;

   per sapere:

   come  il  Governo  regionale intenda rassicurare  la  comunità  di
  Lampedusa  e  quali  interventi intenda avviare presso  il  Governo
  nazionale perché siano rispettate le norme che regolano la gestione
  dei  CPT,  nel rispetto della dignità umana, secondo le convenzioni
  europee e il diritto internazionale;

   se  condivida  la ventilata realizzazione di un nuovo  centro  per
  l'identificazione e l'espulsione degli immigrati  presso  i  locali
  dell'ex base navale o se intenda esprimere presso il Consiglio  dei
  Ministri (nella qualità di Ministro e per le competenze in  materia
  di  ordine pubblico per la Sicilia secondo norma di Statuto) la più
  netta contrarietà a una simile ipotesi;

   se  non  ritenga  urgente  e necessario predisporre  un  piano  di
  accoglienza  dei  migranti in raccordo con gli  enti  locali  e  le
  associazioni di volontariato e assistenza;

   se  non  valuti  opportuno  proporre l'istituzione  di  un  tavolo
  tecnico  che  coinvolga,  insieme alle  autorità  nazionali,  anche
  quelle siciliane e dei Paesi del Nord Africa interessati». (364)

                                                             APPRENDI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   per  affrontare  la delicata questione dell'isola di  Lampedusa  e
  garantire la tutela dei diritti civili degli immigrati è necessario
  riunire intorno ad un tavolo di concertazione lo Stato, la Regione,
  la  provincia  di  Agrigento, il comune di  Lampedusa  e  le  Forze
  dell'ordine;

   il    Ministero   dell'   interno   ha   deciso   di   trasformare
  provvisoriamente  il centro di prima accoglienza dell'isola  in  un
  centro di identificazione e di espulsione;

   il  Presidente  della  Regione  ha dichiarato  che  il  centro  di
  identificazione  ed espulsione non è attuabile se le  procedure  di
  rimpatrio dovessero richiedere mesi;

   considerato che:

   è  imprescindibile garantire tempi celeri per l'identificazione  e
  la  successiva  espulsione per evitare  che  lo  stesso  centro  si
  trasformi  in  un  luogo di detenzione e che si possano  verificare
  episodi  simili  a  quello del recente passato di autolesionismo  e
  tentati suicidi da parte degli immigrati;

   è necessario che sia consentito ai minori, ai richiedenti asilo ed
  agli  appartenenti  alla categoria 'vulnerabili'  il  trasferimento
  presso  altre  strutture  di  accoglienza  dislocate  su  tutto  il
  territorio nazionale;

   occorre  intervenire con provvedimenti normativi anche in  Sicilia
  sull'immigrazione  e  sulla materia dello sviluppo  e  cooperazione
  decentrata;

   si  rende  necessario  verificare con  il  Governo  nazionale  gli
  accordi siglati con i Paesi di provenienza;

   l'isola  di  Lampedusa  da  anni convive  quotidianamente  con  il
  fenomeno   dell'immigrazione  clandestina,   e   ciò   provoca   un
  depotenziamento parziale delle proprie potenzialità  turistiche,  e
  che  occorre chiedere misure e interventi compensativi  al  Governo
  nazionale,  come  ad esempio importanti interventi strutturali  per
  migliorare  le  infrastrutture ricettive, portuali, i  collegamenti
  marittimi ed aerei, nonché i servizi sociosanitari,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire presso il Governo nazionale per far sì che i tempi
  previsti  per  l'espulsione  siano  celeri  e  certi  e  che  siano
  garantiti  i  diritti civili ed umani degli immigrati,  in  special
  modo delle categorie vulnerabili;

   ad  attivarsi  per  l'istituzione di un  tavolo  di  concertazione
  costituito da rappresentanti del Governo regionale, dell'ARS, della
  provincia  di  Agrigento,  del comune di Lampedusa  e  delle  Forze
  dell'ordine,  e  che lo stesso tavolo si relazioni con  il  Governo
  nazionale;

   ad  avviare  l'iter  per  l'adozione di  una  normativa  regionale
  sull'immigrazione  con il fine di garantire una reale  integrazione
  degli immigrati nel sistema sociale e produttivo siciliano;

   visti  i  recentissimi ulteriori sbarchi di immigrati, a garantire
  una adeguata e dignitosa accoglienza e permanenza nei centri;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale per  ottenere  misure
  compensative  per  l'isola,  da  anni  sollecitate  dalla  comunità
  lampedusana,   quali  ad  esempio  interventi  per  migliorare   le
  infrastrutture  ricettive,  portuali, i collegamenti  marittimi  ed
  aerei nonché i servizi socio-sanitari». (106)

                                              MINARDO-ARENA-LEANZA N.
                                                  D'AGOSTINO-COLIANNI

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Lupo, primo firmatario  della
  mozione numero 88, per illustrarla.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, in primo  luogo  il
  tema   chiama  alle  proprie  responsabilità  il  Presidente  della
  Regione, che stasera è presente in Aula.
   La   mozione  che  abbiamo  presentato  come  Gruppo  del  Partito
  Democratico  riguarda appunto misure immediate  ed  interventi  per
  fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia. Con questa  mozione
  abbiamo  voluto  richiamare all'attenzione  del  Parlamento  e  del
  Governo l'assoluta emergenza che abbiamo vissuto nelle  settimane e
  nei  mesi  scorsi, in particolare per quanto riguarda  il  fenomeno
  migratorio  che ha coinvolto l'Isola di Lampedusa. Sappiamo  che  a
  Lampedusa abbiamo raggiunto punte di quasi duemila immigrati -  tra
  uomini,  donne  e bambini -, potremmo usare la cattiva  espressione
   quasi  stipati ,  in condizioni che sicuramente  non  garantiscono
  minimamente  l'igiene,  la  sanità, neanche  un  tetto.  Purtroppo,
  uomini  e  donne hanno dormito all'aperto e anche sotto la pioggia,
  per  giorni,  proprio perché non hanno trovato  l'accoglienza  cui,
  invece, avevano assolutamente diritto.
   Nei  centri  di  accoglienza a Lampedusa colpisce  particolarmente
  anche  la  presenza di minori, costretti a convivere per  giorni  e
  giorni  con  la  sporcizia, con la spazzatura, con  una  condizione
  fognaria assolutamente disumana, che rende inumane le condizioni di
  permanenza   in  questi  centri.  Condizioni  di  vita,  purtroppo,
  degradate,  che  sono  state imposte durante  la  permanenza  degli
  immigrati nelle strutture di cui parlavamo.
   Rispetto a tutto ciò il Consiglio comunale di Lampedusa si  è  più
  volte  pronunciato  all'unanimità, approvando  ordini  del  giorno,
  chiedendo  la massima attenzione, rispetto a questa emergenza,  del
  Governo nazionale e regionale.
   Sappiamo  che nell'isola di Lampedusa vi sono state agitazioni  da
  parte   della   popolazione,  scioperi  generali   per   richiamare
  l'attenzione del Governo sul dramma che ivi si stava consumando,  e
  tutto  ciò  perché il Governo nazionale ha ritenuto di  non  dovere
  trasferire gli immigrati che arrivavano a Lampedusa in altri centri
  di  accoglienza  del nostro Paese, decidendo invece  di  confinarli
  all'interno  dell'isola  e  imponendo  loro  condizioni   di   vita
  disumane,  creando  grandi  difficoltà  agli  abitanti  del  luogo,
  fortemente  preoccupati  anche per la prospettiva  dell'Isola  che,
  come  sappiamo,  vive di pesca, di turismo e che  ha  promosso,  in
  questi  anni, un'immagine assolutamente positiva sia in Italia  che
  all'estero. Purtroppo, le risposte del Governo nazionale  non  sono
  state minimanente all'altezza della situazione.
   Il  Governo,  anzi,  ha  aggravato la situazione  già  presente  a
  Lampedusa  rendendola  quasi una catastrofe umanitaria.  Purtroppo,
  abbiamo avuto tentativi di suicidio; è esploso un incendio  che  ha
  creato  grosse  difficoltà anche a coloro i quali sono  prontamente
  intervenuti  per spegnerlo e ripristinare condizioni di  sicurezza.
  Il personale del corpo di polizia, dei vigili del fuoco hanno fatto
  un  lavoro egregio riportando la situazione all'ordine e  in  tutto
  ciò  non  abbiamo colto, da parte del Governo nazionale,  né  tanto
  meno  del  Governo  regionale, al di  là  delle  dichiarazioni  del
  Presidente della Regione, la dovuta attenzione, perché ciò  appunto
  trovasse una soluzione adeguata.
   Noi  vogliamo qui, questa sera, anche rilevare, purtroppo, che  la
  Regione   siciliana   ha   un  vuoto  legislativo   sulla   materia
  dell'immigrazione;  siamo una delle poche regioni d'Italia che  non
  ha  una  legge  in materia di immigrazione, siamo anche  una  delle
  pochissime  regioni d'Italia che non ha una legge sul  tema   della
  cooperazione  internazionale decentrata per lo sviluppo  dei  paesi
  più  poveri. E' un vuoto normativo che, credo, debba essere colmato
  quanto prima.
   Il  Partito Democratico ha presentato due disegni di legge proprio
  per colmare tale vuoto normativo: uno sul tema dell'immigrazione ed
  un altro sul tema della cooperazione decentrata allo sviluppo.
   Chiediamo,  pertanto, all'Ufficio di Presidenza ed  al Governo  di
  farsi carico prontamente perché questi due disegni di legge possano
  essere discussi ed approvati dall'Aula.
   Il  flusso migratorio nel 2009 è drammaticamente in crescita. Come
  ben  sappiamo, nelle prime due settimane del 2009 le persone giunte
  in Italia via mare sono state circa 1500; non tutte, evidentemente,
  sull'isola  di Lampedusa, né in Sicilia, ma la maggior  parte  sono
  arrivate  sulle  coste  della  nostra Isola  provenendo  dai  paesi
  dell'Africa  maghrebina e sud sahariana, dove si vivono  condizioni
  di  vita assolutamente inaccettabili. Si tratta di regioni afflitte
  da conflitti etnici ormai endemici che tutti, purtroppo, conosciamo
  e  quel  che  è  peggio  continuano a verificarsi  vere  e  proprie
  tragedie del mare.
   Il  rapporto  di  Fortress Europe dice che  nel  2008  oltre  1500
  migranti  sono morti alle frontiere dell'Unione europea e purtroppo
  alcuni  di  questi sono morti proprio nel tentativo di attraversare
  il Canale di Sicilia.
   Purtroppo, in Sicilia le vittime sono passate dalle 556  del  2007
  alle  642  del 2008, sono vite umane che si sono perse  nei  nostri
  mari,  oltre  600  persone che nel corso del 2008  sono  morte  nel
  tentativo di attraversare il Canale di Sicilia.
   Penso  che questo debba richiamare la coscienza di tutti noi,  con
  responsabilità  politiche  rilevanti  e   il  Governo  regionale  e
  nazionale,  con le proprie responsabilità, a fare quanto  possibile
  perché tutto ciò non abbia a ripetersi.
   Siamo   seriamente  preoccupati  dalla  tendenza   discriminatoria
  avvertita  recentemente  nelle iniziative legislative  del  Governo
  nazionale.  Il  Commissario  per  i  diritti  umani  del  Consiglio
  d'Europa  ha di recente dichiarato che la normativa attualmente  in
  discussione  in Italia è a sfondo discriminatorio e non  garantisce
  il rispetto dei diritti umani.
   Non  ci  pare  che questo genere di problemi si possano  risolvere
  proponendo  un'ulteriore tassa, come ha fatto il  ministro  Maroni,
  per  il  rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno.  Non  ci
  pare  assolutamente che questo tipo di problemi si possa  risolvere
  trasformando il centro di accoglienza di Lampedusa in un centro  di
  identificazione  ed  espulsione e quel che è peggio  prolungando  i
  tempi   di   permanenza  degli  immigrati  in  questo   centro   di
  identificazione e di espulsione.
   Noi le chiediamo, Presidente Lombardo, di dire con chiarezza se  è
  d'accordo o meno alla permanenza del  Centro di Identificazione  ed
  Espulsione  a Lampedusa.
   Lei  ha detto che di questo avrebbe parlato con il Presidente  del
  Consiglio  per  rappresentare  le  istanze  della  popolazione   di
  Lampedusa. Sappiamo che l'incontro c'è stato, vorremmo che lei,  in
  quest'Aula,  riferisse su quella che è la condizione  a  Lampedusa,
  sulla  sua  volontà o meno di mantenere a Lampedusa il   Centro  di
  Identificazione  e di Espulsione  e qual è stata  la  risposta  del
  Presidente del Consiglio alla sua richiesta.
   Mi  pare che, dopo l'incontro con il Presidente del Consiglio,  la
  situazione  non sia per niente migliorata, anzi abbiamo  avuto,  di
  nuovo,  la  proposta  delle  ronde dei  privati  per  reprimere  un
  pericoloso fenomeno migratorio.
   Non  ci  pare  che la realtà sia questa, anzi siamo  assolutamente
  convinti   del  contrario:  bisogna  fare  di  tutto  per  favorire
  l'integrazione degli immigrati nel nostro Paese.
   Da  parte  del  Governo nazionale, la risposta è stata  quella  di
  chiedere  ai  medici  di  segnalare alle  competenti  autorità  gli
  immigrati  che si rivolgono alle strutture sanitarie  in  cerca  di
  cure. Questo per noi è un fatto particolarmente grave.
   Con  assoluta  chiarezza  voglio dire che  abbiamo  apprezzato  la
  disposizione  dell'Assessore per la Sanità che  ha  ricordato  alle
  strutture   sanitarie  siciliane  l'attuale  assoluto  divieto   di
  effettuare alcun tipo di segnalazione alle autorità.
   Questo  va  già  bene,  ma vorremmo che il  Governo  regionale,  a
  partire  dal  Presidente, intervenisse con forza nei confronti  del
  Governo  nazionale  chiedendo  di  adottare  misure  correttive  ai
  provvedimenti  in corso contro il  Centro di Identificazione  e  di
  Espulsione   a  Lampedusa,  contro  le  cosiddette  ronde  che  non
  miglioreranno  la condizione di sicurezza nelle nostre  città,  per
  chiedere  invece  di rifinanziare interventi per la  sicurezza,  ad
  iniziare dal completamento degli organici del personale di  polizia
  e  delle altre forze dell'ordine, per chiedere che sia revocata  la
  richiesta  da  parte del Governo nazionale, rivolta ai  medici,  di
  denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture
  sanitarie.
   Aggiungo  ancora due parole per dire che credo che una misura  del
  genere  non  solo vada contro la salute degli immigrati irregolari,
  ma  anche contro la salute dei siciliani e degli italiani. Infatti,
  gli  immigrati  irregolari non si rivolgeranno più  alle  strutture
  sanitarie con il rischio di avere tra di noi, senza che si facciano
  curare,  immigrati che spesso sono anche portatori di malattie  che
  possono essere trasmesse a tutti i cittadini.
   E'  nostro dovere, quindi, curare gli immigrati, a prescindere dal
  fatto  che  siano  o meno col permesso di soggiorno  in  tasca,  ma
  questo  è  un  dovere  che corrisponde alle  autorità  pubbliche  a
  partire  dal  Governo regionale anche per impedire il  contagio  in
  Sicilia e nel territorio nazionale, per le relative competenze,  di
  pericolose   malattie  ed  epidemie  che  diversamente   potrebbero
  diffondersi.
   Né  può  valere  l'idea che tutti gli immigrati  che  arrivano  in
  Sicilia  vengano confinati nell'isola di Lampedusa, perché  sarebbe
  una  pura  illusione,  perché gli immigrati  arrivano  a  Pozzallo;
  infatti, dopo che si è saputo che a Lampedusa si era realizzato  il
   Centro  di  Identificazione  e di Espulsione ,  abbiamo  assistito
  ripetutamente a sbarchi di immigrati a Porto Empedocle.
   Serve,  quindi,  un impegno molto più serio. Riteniamo,  peraltro,
  che  le iniziative di politica estera del Governo nazionale in  tal
  senso  siano  state fallimentari, non ci pare che gli incontri  del
  Presidente  Berlusconi col Colonnello Gheddafi  abbiano  portato  a
  risultati  positivi per limitare l'ondata migratoria, non  ci  pare
  assolutamente che le scelte di politica che ha compiuto il  governo
  Berlusconi-Bossi in materia di immigrazione abbiano fin qui portato
  a  risultati positivi: hanno solo esasperato un problema gravissimo
  e  serissimo  peggiorando le condizioni di vita degli  immigrati  e
  anche delle popolazioni della nostra Sicilia.

   CORDARO. Dichiaro di apporre la firma alla mozione numero 88.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, il Movimento per l'Autonomia e altri  colleghi
  parlamentari  hanno  voluto attenzionare questo  problema  con  una
  mozione  perché  si  tratta di un problema  ormai  epocale,  di  un
  problema  che  spesso  viene  ricordato  soltanto  quando   qualche
  immagine televisiva mostra agli spettatori qualche morto che,  poi,
  viene  immediatamente cancellato da questa accelerazione mediatica;
  non  c'è nemmeno il tempo di una lacrima perché subito dopo  arriva
  qualche  trasmissione televisiva, magari più interessante, come  il
  Grande   Fratello,  o  qualcuno  a  presentare  altre  trasmissioni
  televisive.  Viviamo tempi di  memorizzazione , viviamo  tempi  nei
  quali  l'informazione  mediatica  fa  dimenticare  le  tragedie,  i
  bisogni  e  le  emergenze che in questo momento stanno interessando
  soprattutto i popoli africani.
   Vorrei ricordare a tutti - non che questo sia un tema che ci possa
  vedere  disinteressati  o poco interessati,  visto  che  la  nostra
  Sicilia  è una terra che è stata attraversata anch'essa da  momenti
  epocali di emigrazione - che i nostri genitori, i nostri nonni,  la
  nostra  gente, spinti dalla disperazione e dalla speranza  insieme,
  hanno ricercato altre terre.
   Signor  Presidente, il problema dell'immigrazione  è  un  problema
  della   modernità,  della  globalizzazione,  è  un  problema  della
  conoscenza.
   Personalmente, sono convinto che, come classe dirigente,  dovremmo
  avere  la  capacità di programmare e progettare il  futuro  per  il
  cambiamento,  oppure  saremo travolti dalla  disperazione  e  dalla
  speranza  che  questa gente ha nell'attraversare il mare  e  venire
  nelle nostre sponde.
   Ovviamente,  stiamo  parlando  di  un  problema  europeo,   stiamo
  parlando di un problema mondiale e non possiamo immaginare  che  la
  nostra Sicilia, da sola,  possa gestire queste problematiche.
   E  c'è un problema all'interno del problema: la questione minorile
  e quella femminile.
   Onorevoli  colleghi, vorrei che non vi distraeste  almeno  su  una
  cosa: 1.500 bambini  1.500 minori diventano bambini invisibili  che
  camminano  in  questa Sicilia e in questa Italia, diventando  preda
  della mafia, preda della prostituzione ed anche di qualche traffico
  di organi
   Ripeto, stiamo parlando di 1.500 minori che, dopo una settimana di
  accoglienza  presso  comunità  per  minori  assolutamente   anonime
  incapaci  di  accogliere,  perché  prive  al  loro  interno  di  un
  mediatore  culturale che conosca la loro lingua, vengono trasferiti
  da  Lampedusa  presso una comunità accompagnati dal maresciallo  di
  turno  -  e  non  da  chi  dovrebbe avere l'attenzione  di  saperli
  accogliere  - che li porta in comunità anonime. Dopo una settimana,
  è  bene che si sappia, questi minori, questi ragazzi fuggono  dalle
  comunità per raggiungere i loro clan familiari.
   Noi  siamo  pronti a commuoverci per qualche piccolo incidente,  o
  perché  succede  qualche evento eticamente non  trascurabile,  come
  quello  di  Eluana  o  quant'altri,  ma  poi  questa  Italia  -  e,
  lasciatemi  dire, anche questa  Sicilia - spesso  è  assente  nella
  memoria ed è assente nell'attenzione verso questi bambini.
   Onorevoli  colleghi, è vero, c'è un trend che espone questa  Terra
  ad  essere, purtroppo, militarizzata ed è da cinque anni che questo
  fenomeno è in crescita ed è bene che si sappia che arrivano  25.000
  clandestini ogni anno presso le sponde di Lampedusa e non  soltanto
  di quell'isola.
   E'  vero  che  esiste un problema di sicurezza,  ma  è  importante
  capire  come  tutto  ciò possa trasformarsi in una  opportunità  di
  integrazione  sociale  e  non  in  una  opportunità  per  diventare
  gendarmi dell'Occidente.
   Non  occorre  essere gendarmi dell'Occidente ma essere accoglienti
  perché  noi  si  possa  pensare a questi  minori   come  ai  nostri
  bambini, a queste donne come alle nostre donne.
   Onorevole  Presidente,  io  penso, noi pensiamo,  che  occorra  un
  tavolo  permanente tra questo Stato silenzioso e  una  Sicilia  che
  deve essere sempre più attenta e sempre più solidale.
   Occorre  richiedere  maggiore sicurezza per le nostre  popolazioni
  perché,  certo, si racchiude attorno alla presenza di questa  gente
  anche  la  malavita  e anche processi certamente  devianti.  Ma  ci
  dobbiamo  porre il problema nei confronti dello Stato italiano  che
  nelle  conferenze Stato-Regione è pronto a suddividere  le  risorse
  economiche  soprattutto in direzione delle aree  metropolitane  che
  pure,  per  l'amor di Dio, sono soggette a problemi di integrazione
  sociale,  ma  si  dimentica  che noi siamo  la  porta  nella  quale
  dall'Africa  sub sahariana, soprattutto, dall'Egitto, dalla  Libia,
  dal Marocco, giungono ondate incredibili di uomini e di donne.
   Infine,   onorevole  Presidente,  vorrei  sottoporle  un  problema
  economicamente importante per la nostra Sicilia. Mi riferisco  alla
  difficoltà di come discriminare i giovani al di sotto dei 18  anni;
  c'è  un  problema di identificazione perché l'esame  densitometrico
  che  viene utilizzato per riconoscere i giovani al di sotto dei  18
  anni  non  è  perfetto.  Occorre avere sistemi  che  consentano  di
  verificare se questi ragazzi sono al di sotto dei 18 anni. Lo  dico
  perché questi ragazzi dichiarano di essere al di sotto dei 18  anni
  e  finiscono  nelle comunità per minori, purtroppo, a  spese  della
  Regione  siciliana, a spese del comune, sono risorse  che  dobbiamo
  spendere,   noi   per  lo  Stato,  purtroppo,  perché   la   nostra
  legislazione  impone  che l'accoglienza sia esitata  da  parte  dei
  nostri comuni. Ci sono almeno 5 comuni di questa Sicilia che  hanno
  un grande problema economico legato all'accoglienza.
   Infine,  onorevole  Presidente, abbiamo bisogno  di  istituire  in
  Sicilia dei centri di accoglienza e di orientamento che possano, in
  accordo  con i comuni, con le province, con le regioni  e  con  gli
  stati  esteri, far tornare questi giovani nella loro terra,  magari
  dopo avere fatto un momento formativo, invece di spendere soldi  in
  formazione non sempre nel modo più adeguato.
   Abbiamo  bisogno anche di comunità che siano multietniche, abbiamo
  bisogno  che le nostre comunità per minori abbiano, almeno  alcune,
  la   possibilità   di   avere   dei  mediatori   culturali,   degli
  psicoterapeuti  per  questi bambini e  che  si  possa,  in  qualche
  misura, accogliere questa gente nella maniera più consona.
   Infine,  abbiamo  bisogno  di creare un tavolo  permanente  con  i
  consoli e con gli ambasciatori di questi territori perché, insieme,
  si  possa  provvedere  ad  un'eventuale adozione  per  categorie  e
  nazionalità a cui questi bambini appartengono.
   E'  un  tema  troppo  importante per essere  trattato  in  un'Aula
  parlamentare,  talvolta, con poca attenzione.  Amici  miei,  stiamo
  parlando  di figli che potrebbero essere i nostri figli  e  di  una
  sofferenza  che  o  saremo capaci di gestire e di  programmare  per
  farla  diventare dignità umana o saremo costretti  dagli  eventi  e
  saremo  costretti da condizioni che non potremo controllare  perché
  saranno loro che, alla ricerca di una speranza e per organizzare la
  loro speranza, ci travolgeranno.
   A noi classe dirigente il compito di sapere programmare.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente   della   Regione,  il  2   febbraio   una   delegazione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  composta  dal  sottoscritto,
  dall'onorevole  Bosco  e  dall'onorevole  Caputo,  si  è  recata  a
  Lampedusa  e in quella data, dopo avere visitato  quel  centro  che
  ospitava oltre 1.000 persone, già ai nostri occhi si presentava  in
  una  maniera che chiamare indecente è poco, ebbi a definirlo allora
  la   Guantanamo   siciliana a cielo aperto e  lì,  tutti  e  tre  i
  parlamentari, abbiamo convenuto di fare una denuncia rispetto  alle
  condizioni   igieniche  ed  alle  questioni  che  attenevano   alla
  sicurezza di quel centro.
   Abbiamo messo ciò per iscritto, l'abbiamo denunciato attraverso  i
  mass-media, ma abbiamo dovuto constatare che non solo siamo rimasti
  inascoltati, ma si è tentato di sminuire le condizioni  di  disagio
  che c'erano in quel centro.
   A me non piace dire  l'avevamo detto, l'avevo detto , però da lì a
  15  giorni, lei sa quello che è successo in quel centro: c'è  stata
  una  rivolta,  perché è chiaro che i migranti che stavano  in  quel
  posto, in uno spazio strettissimo - lei ha studiato tantissimo,  sa
  che  l'uomo  ha bisogno del proprio spazio, così come  gli  animali
  segnano  i  propri confini ed il proprio territorio,   gli  uomini,
  anch'essi, fanno la stessa cosa - si sono rivoltati e c'è stato  un
  grave incendio durante il quale ci sono stati tanti feriti.
   C'è  stato grande panico nell'isola e le televisioni di  tutto  il
  mondo  hanno  potuto  registrare che nella nostra  Isola,  in  quel
  momento,  non c'era minimamente l'attenzione da parte  del  Governo
  regionale che se ne è lavato le mani, pensando che dopo aver  fatto
  una  visita al centro, anzi all'isola - non so se è stata fatta  la
  visita al centro -, con un atteggiamento  anchista', cioè un po' di
  qua ed un po' di là, non ha dato una risposta a chi gli chiedeva se
  il  centro d'identificazione ed espulsione doveva rimanere o  meno,
  se la proposta Maroni doveva consolidarsi o meno.
   Lei,  Presidente, la risposta non l'ha data  E noi  con  i  nostri
  atti,  con  le nostre iniziative le chiediamo che venga  chiuso  il
  centro  d'identificazione ed espulsione. Quello non può  essere  il
  posto  dove  si  scaricano  le tensioni e  tutte  le  problematiche
  dell'immigrazione. Quel posto deve tornare ad essere un  centro  di
  prima  accoglienza. Un centro dove il migrante arriva e  poi  viene
   smistato' in altri posti.
   Gli ultimi provvedimenti in materia di sicurezza, peraltro, stanno
  aggravando  questa condizione perché mantenere per sei mesi,  nello
  stesso  posto,  i  migranti  farà  perdere  quelle  caratteristiche
  all'Isola,  caratteristiche che sono quelle di  vedere  un  turismo
  florido, di vedere una terra di accoglienza, così come lo  è  stata
  per tanti anni.
   Gli  abitanti  di Lampedusa hanno dimostrato ampiamente  di  voler
  andare incontro a questa gente, ma non sono stati ripagati, per  la
  loro disponibilità, alla stessa maniera dalla politica.
   I  pescatori che sono tornati indietro dopo aver buttato  le  reti
  per  soccorrere  i barconi pieni di uomini, di donne,  di  bambini,
  quei  cittadini  che hanno investito nel turismo,  negli  alberghi,
  quelli  già sono in grave sofferenza, e non solo per questo  Questo
  è  un  aspetto. Lei sa che siamo di fronte ad un'altra crisi che  è
  quella  dei  trasporti, quindi, l'isola nell'Isola, problemi  sopra
  problemi
   Onorevole  Presidente della Regione, le chiediamo a gran  voce  di
  esprimersi   rispetto   alla   esistenza   o   meno   del    centro
  d'identificazione ed espulsione, per dare una risposta  chiara  che
  faccia uscire dall'equivoco il suo Governo.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ho ascoltato con interesse ed altrettanto ne ho riservato
  alla  lettura  delle mozioni che sono dedicate all'argomento  della
  creazione del centro d'identificazione ed espulsione nell'isola  di
  Lampedusa.
   Devo,   intanto,  dire,  rassicurando  i  parlamentari  che   sono
  intervenuti, che sulla materia, al di là della visita che ho  fatto
  insieme  all'assessore Ilarda, al Prefetto di Agrigento e ad  altri
  nell'Isola,  sono  stato informato, se non quotidianamente,  quasi,
  dal  sindaco  De Rubeis che, appunto, sin da prima dell'incontro  e
  della   visita  sull'Isola  del  ministro  Maroni,  mi  ha   tenuto
  aggiornato,   mi   ha   informato   circa   le   iniziative    sue,
  dell'Amministrazione, del Consiglio comunale, delle  manifestazioni
  di  protesta  dei cittadini, ma anche di quanti si trovavano,  come
  ben  sappiamo,  nel  centro  di soccorso  e  prima  accoglienza  di
  contrada Imbriacola.
   Recandomi  sull'Isola, ho fatto visita a quanti  si  trovavano  in
  quel  centro  e, insieme al sindaco ed agli esponenti  politici  mi
  sono  recato  anche  nella ex base Loran che dovrebbe  ospitare  il
  centro di identificazione e di espulsione.
   Esprimerò,  con molta franchezza, la posizione del Governo,  oltre
  che mia personale e di quanti si impegnano in politica con  me.
   Parlo  di  questo perché in un'interrogazione è richiamata  questa
  appartenenza    ispirata    alla   cultura    dell'accoglienza    e
  dell'ospitalità, una cultura che intendo confermare e  che  intendo
  dichiarare solennemente essere dell'intero Governo regionale.
   Devo dire che ho seguito le varie fasi di questo dialogo difficile
  o, se vogliamo, di questa contrapposizione con la cittadinanza, con
  l'Amministrazione  da  un  canto e con  il  Ministero  dell'Interno
  dall'altro  canto  e  sono addivenuto da tempo,  per  la  verità  -
  formalizzando la proposta in una nota che ho inviato al  Presidente
  del  Consiglio, il quale si è dichiarato immediatamente disponibile
  a  promuoverla  -,   all'idea che è opportuno che  ogni  iniziativa
  venga  ridiscussa, rivista, riformulata in un tavolo in cui possano
  incontrarsi,  sedendovi attorno, il Governo con il  Presidente  del
  Consiglio e il Ministro degli Interni, l'Amministrazione locale, le
  forze  politiche  che  vi si ritrovano, che rappresentano  l'intera
  cittadinanza,  oltre  che l'ente locale provinciale  e  il  Governo
  regionale che certamente non si sottrae all'incontro.
   Francamente, condivido le preoccupazioni legate alla creazione del
  centro  di identificazione ed espulsione. Preoccupazioni  che  sono
  connesse anche al fatto che questa identificazione non è per  nulla
  facile,  e  che quindi l'espulsione, specie se dovesse  riguardare,
  come  dovrà  riguardare cittadini che faranno  richiesta  di  asilo
  politico  e per i quali c'è da verificare che le condizioni  perché
  venga  attribuito l'asilo politico siano accertate e i tanti minori
  che  vengono  al  seguito  di adulti che  approdano  a   Lampedusa,
  farebbe  enormemente lievitare, inevitabilmente,  il  numero  degli
  ospiti di questo centro.
   Con  molta franchezza il 28 gennaio, quando ho visitato il  centro
  di  soccorso  e  prima  accoglienza, anche il rappresentante  delle
  Nazioni Unite ha voluto fare una dichiarazione sulle condizioni  in
  cui  vivono gli ospiti di quel centro; ebbene queste condizioni non
  solo  sono più che positive, ma dall'ONU quel centro viene indicato
  come  modello  per  come  in  effetti  possono  esser  accolti  gli
  emigrati. Mentre non c'è dubbio che nell'ex base Loran, nella quale
  potrebbero  addensarsi, creando questo centro,  ciò  creerebbe  non
  poche preoccupazioni e non poche perplessità.
   Personalmente,  l'ho anche dichiarato, di recente,  pubblicamente;
  in  sede  politica,  ho  sempre sostenuto che  il  nostro  Governo,
  dovrebbe  sollevare l'argomento con maggiore forza,  al  di  là  di
  quella  che è la sede nazionale, cioè dovrebbe sollevarlo  in  sede
  europea.  Infatti,  sappiamo perfettamente che  gli  immigrati  non
  provengono  da un solo paese, forse si imbarcano dalla  Libia.  Può
  darsi che se la Libia, in omaggio agli accordi sottoscritti con  il
  nostro   Governo,  rifiuterà  questa  condizione  di   favore,   si
  sposteranno in Algeria, piuttosto che in Tunisia  o in  Marocco  ma
  lì, come luogo di partenza per questi profughi, sapete che comunque
  si  raccolgono immigrati che provengono da molti paesi  africani  e
  che se costoro non approdassero a Lampedusa, piuttosto che andare a
  Pantelleria e approdare a Pozzallo, o finissero in Grecia   anziché
  in  Spagna, il problema comunque permarrebbe nella sua gravità.
   L'Europa  dice,  nero su bianco - salvo poi non riservarvi  né  le
  risorse  né le misure che dovrebbero essere inserite negli  accordi
  tra  governi - che in quei Paese laddove gli immigrati  partono  si
  dovrebbero creare i presupposti minimi di sviluppo per consentire a
  questi  disperati di trovare condizioni dignitose  di  vita   e  di
  lavoro.
   E' un problema che puntualmente l'Unione europea ignora e che poi,
  invece,   nel  nostro Paese sta trovando una soluzione  in  termini
  molti  sbrigativi  di  identificazione e di  espulsione.  Comunque,
  appunto per consentire il rispetto del diritto internazionale,  non
  possono  attuarsi  perché  c'è  una  legislazione  a  tutela  degli
  immigrati  che ne garantisce i diritti elementari, per cui  si  sa,
  con  certezza,  che prima della identificazione e della  espulsione
  quei  diritti - che personalmente ritengo non possano assolutamente
  essere  calpestati - consentono e costringono il  nostro  Paese  ad
  ospitare per tempi lunghi questi nostri immigrati.
   Ribadita  quindi  questa cultura, l'importanza di  questa  cultura
  dell'ospitalità e dell'accoglienza che intendo sottolineare in sede
  di  risposta  alla  loro sollecitazione e alle mozioni,  devo  dire
  anche  che  in  questo tavolo di dialogo e di  confronto  al  quale
  arrivare, senza pregiudizio, francamente mi rendo conto che proprio
  il  confronto tra quanti vi si siedono e quanti la pensano come noi
  non sarà facile.
   Ci  sono tante altre cose da discutere perché l'Isola avanza anche
  delle  istanze  molto concrete che riguardano infrastrutture  della
  portualità,  come strade, rete idrica e fognaria, non soltanto  per
  la  base  Loran,  così come anche la rivendicazione  per  una  zona
  franca  che  consentirebbe qualche prospettiva di sviluppo  per  la
  nostra Lampedusa.
   Credo   che comunque vadano sostenute e vadano poste a carico  del
  bilancio  dello Stato, e in tal senso vi devo dire, con franchezza,
  che  il  Presidente  del  Consiglio mi  ha  assicurato  che  questo
  incontro  fra qualche giorno ci sarà, è disposto a far  sì  che  il
  Governo  nazionale  porti  a  suo carico  le  spese  da  affrontare
  affinché queste infrastrutture ed altre possano essere realizzate.
   Concludendo,   vi   devo  dire  -  al  di  là   di   alcuni   toni
  particolarmente  critici nei confronti del Governo circa  politiche
  penalizzanti  o  pesantemente  discriminatorie  -  che   non   solo
  condivido il contenuto di queste mozioni, ma dico che se in  questo
  caso  come  in casi analoghi quando il Presidente della Regione  si
  trova  a  confrontarsi  con il Governo e con i suoi esponenti,  per
  questa come per altre tematiche si trova sostenuto e rafforzato nel
  suo  ruolo  da  una espressione unanime dell'Assemblea legislativa,
  ciò  giova moltissimo alle sorti della Sicilia e serve a dar  forza
  agli argomenti e alle tematiche che vengono affrontati.
   Pertanto, esprimo il mio consenso e quello del Governo, con quella
  riserva  ai  contenuti  di  queste mozioni,  delle  quali  mi  farò
  portavoce  nell'incontro che presto il Presidente del Consiglio  mi
  ha  assicurato con il Governo e con le autorità locali, insieme  al
  Governo regionale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è stato  presentato,
  dagli   onorevoli  Lupo,  Fiorenza,  Gucciardi  e   Cracolici,   un
  emendamento aggiuntivo alla mozione numero 88 che così recita:
   -  Dopo  l'ultimo capoverso, aggiungere il seguente: «Ad esprimere
  la  più  netta contrarietà alle decisioni del Governo nazionale  di
  prolungare il tempo di permanenza nei centri di identificazione  ed
  espulsione,  di  istituire   ronde' di  privati,  di  prevedere  la
  denuncia  da  parte  dei  medici  alle  competenti  autorità  degli
  immigrati regolari che chiedono assistenza medica».
   Il parere del Governo?


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LOMBARDO,    presidente   della   Regione.   Signor    Presidente,
  complessivamente  per  quanto riguarda la  denuncia  da  parte  dei
  medici,  il  fatto  che sia stato espresso consenso  nei  confronti
  della  scelta  del Governo, nella persona dell'assessore  Russo,  è
  chiaro che condivido.
   Netta  contrarietà  alle decisioni del Governo nazionale,  non  ne
  esprimo.
   Devo dirvi che non approvo assolutamente neppure il discorso delle
  ronde di privati.
   Mi  avete  chiesto nella mozione di fare valere queste ragioni  in
  sede di Consiglio dei Ministri.
   Non  so  se  sia previsto che sia io a chiedere una  riunione  del
  Consiglio  dei Ministri per trattare questi argomenti.  Lo  Statuto
  dice,  invece, che quando si trattano queste scelte viene  invitato
  il Presidente della Regione.
   Sapete anche che si è trattato di un decreto del Ministro e non di
  un  deliberato del Consiglio dei Ministri, al quale  io  non  sarei
  stato invitato.
   E'  un'anomalia, una novità, un'innovazione che credo comunque non
  trovi riscontro nello Statuto, ma non farò a meno di esprimere  per
  iscritto  questa  valutazione  al Presidente  del  Consiglio  e  al
  Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  aggiuntivo  alla
  mozione numero 88.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   APPRENDI. Dichiaro di apporre la firma alla mozione numero 88.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione  numero  88,   come
  emendata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la mozione numero 106.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  ordini del giorno:

   -  numero  83 «Iniziative per fronteggiare il fenomeno  migratorio
  nell'isola di Lampedusa», dell'onorevole Apprendi;

   -  numero  84 «Istituzione dell'agenzia dell'immigrazione»,  degli
  onorevoli Caputo, Scilla, Pogliese, Vinciullo, Marrocco e Aricò.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che da anni la Sicilia è meta privilegiata  di  migranti
  provenienti  dall'Africa,  il numero di sbarchi  di  clandestini  a
  Lampedusa  non  conosce  riduzioni e le  strutture  del  centro  di
  permanenza  temporanea (CPT) sono intasate da un numero  di  ospiti
  (circa  1900)  superiore di più del doppio rispetto  alla  capienza
  media stimata (di 800);

   visto  che  le condizioni igienico-sanitarie e di vivibilità  sono
  seriamente messe in discussione dalla sovrappopolazione e  che  ciò
  incide  gravemente in modo particolare su un centinaio  di  minori,
  costretti   a  convivere  con  sporcizia  e  spazzatura,  fognature
  intasate e servizi igienici insufficienti;

   considerato che la decisione del Governo centrale di costruire  un
  ulteriore  centro  per  la  identificazione  ed  espulsione   degli
  immigrati e di non consentire il trasferimento presso altri  centri
  per  un  rapido rimpatrio degli immigrati arrivati a  Lampedusa  ha
  determinato   grave  allarme  nella  popolazione,  che   si   sente
  danneggiata  dalla  massiccia  affluenza  di  immigrati   e   dalla
  insufficiente  capacità  di gestione del fenomeno  da  parte  delle
  forze dell' ordine;

                  impegna il Presidente della Regione

   a  rassicurare  la  comunità di Lampedusa intervenendo  presso  il
  Governo nazionale perché siano rispettate le norme che regolano  la
  gestione  dei  CPT,  nel rispetto della dignità  umana  secondo  le
  convenzioni europee e il diritto internazionale;

   ad  esprimere nel Consiglio dei Ministri la più netta  contrarietà
  (nella qualità di Ministro e per le competenze in materia di ordine
  pubblico  per  la Sicilia secondo norma di Statuto) alla  ventilata
  realizzazione   di   un  nuovo  centro   per  l'identificazione   e
  l'espulsione   degli  immigrati,  presso  i  locali  dell'ex   base
  americana;

   a predisporre un piano di accoglienza dei migranti in raccordo con
  gli enti locali e le associazioni di volontariato e assistenza;

   a  proporre  l'istituzione  di un tavolo  tecnico  che  coinvolga,
  insieme  con  le autorità nazionali, anche quelle siciliane  e  dei
  Paesi del Nord Africa interessati;

   a  valutare  forme  di  compensazione  per  il  settore  pesca  ed
  alberghiero per i disagi economico-sociali subìti». (83)

                                                             APPRENDI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  fenomeno  dell'immigrazione è oramai un dato di fatto  che  ha
  assunto  dimensioni di particolare rilevanza anche  per  il  nostro
  territorio regionale. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito
  ad un notevole incremento del numero degli immigrati provenienti da
  più parti del mondo;

   la  presenza  di  cittadini stranieri, come naturale  conseguenza,
  comporta  una  particolare  attenzione da  parte  dell'Istituzioni,
  nazionali e regionali, le quali devono offrire strutture e  servizi
  per consentire il nascere di una società 'multietnica' coesa;

   l'istituzione  dell'Agenzia  dell'immigrazione  è  uno   strumento
  idoneo e necessario per consentire e garantire l'integrazione e  la
  promozione dei diritti dei cittadini stranieri;
   considerato che:

   la  presenza  di  cittadini  stranieri non  costituisce  un  fatto
  isolato,  ma  una  realtà  che, in quanto tale,  necessita  di  una
  struttura   organizzativa  al  fine  di  consentire  una   migliore
  integrazione  culturale e sociale. Per tali finalità  è  richiesto,
  innanzitutto,  un  intervento mirato a facilitare la  comunicazione
  tra  i  cittadini  stranieri  e  la  pubblica  amministrazione,  in
  particolare quella regionale, in modo da instaurare un rapporto  di
  fiducia  tra le istituzioni ed i cittadini stranieri che in  questo
  modo  possono usufruire delle informazioni attinenti i loro diritti
  e  doveri, nonché i servizi per un migliore inserimento sociale nel
  territorio;

   ritenuto che l'istituzione dell'agenzia è di interesse pubblico in
  quanto  i  servizi  erogati  si rivolgono  non  solo  ai  cittadini
  stranieri  ma anche a quelli nazionali e regionali ed  ai  soggetti
  sia pubblici sia privati,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivare tutte le iniziative finalizzate ad istituire presso la
  Regione siciliana l'Agenzia per l'immigrazione». (84)

                                               CAPUTO-SCILLA-POGLIESE
                                            VINCIULLO-MARROCCO-ARICO'

   L'ordine del giorno numero 83 è superato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LOMBARDO, presidente della Regione. L'ordine del giorno numero  84
  é accettato dal Governo come raccomandazione.

   PERSIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

     Rinvio della discussione della mozione numero 96 «Iniziative
         urgenti finalizzate alla riorganizzazione  funzionale
     dell'amministrazione regionale e al contenimento delle spese»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al IV punto  dell'ordine
  del giorno: Discussione della mozione numero 96 «Iniziative urgenti
  finalizzate  alla  riorganizzazione funzionale dell'amministrazione
  regionale  e al contenimento delle spese», a firma degli  onorevoli
  Cracolici, De Benedictis, Di Benedetto, Ferrara e Rinaldi.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Giunta  di Governo, contestualmente alla nomina dei direttori,
  ha  provveduto  ad  istituire  8 nuovi  uffici  speciali  alla  cui
  direzione  sono  stati  assegnati  in  larga  misura  i  precedenti
  direttori non più riconfermati;

   i  nuovi  uffici  speciali nel merito finiranno  per  assolvere  a
  ruoli  e competenze già svolte dagli attuali dipartimenti regionali
  in seno agli Assessorati;

   tale scelta appare dettata unicamente da criteri politici più  che
  meritocratici  e  in  ogni  caso  dalla  possibile   necessità   di
  ricollocare i funzionari rimossi dal ruolo di direttore;

   considerato che:

   con  l'articolo 3, comma 3, della legge regionale  numero  19  del
  2008, relativa alla riorganizzazione dei dipartimenti regionali,  è
  stata  abrogata  una  norma del febbraio  2007  che,  ai  fini  del
  contenimento    della   spesa,   stabiliva   la    riorganizzazione
  dell'amministrazione sulla base di un piano da presentare entro 120
  giorni dalla pubblicazione della legge medesima;

   specificamente l'articolo 11 della sopra citata legge regionale  8
  febbraio  2007,  numero 2, stabiliva che la riduzione  delle  spese
  nell'amministrazione   regionale   andava    perseguita    mediante
  l'eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali nonché
  con  la  razionalizzazione  delle competenze  nelle  strutture  che
  svolgono funzioni omogenee;

   nonostante  la  legge  che ha riorganizzato i  dipartimenti  abbia
  cancellato    una    norma    che,   nel    riassetto    funzionale
  dell'amministrazione  avrebbe  contribuito  alla  riduzione   delle
  spese, in ogni caso, le disposizioni contenute nell'articolo 11 non
  hanno  mai  trovato attuazione, sebbene fosse previsto  il  termine
  perentorio dei 120 giorni dalla pubblicazione della suddetta  legge
  regionale numero 2 del 2007,

                   impegna il Governo della Regione

   a  ritirare  il provvedimento relativo alla costituzione  degli  8
  nuovi   uffici   speciali  e  a  dare  corso   ad   un   piano   di
  riorganizzazione dell'amministrazione regionale con l'obiettivo  di
  razionalizzare   le   strutture,   cancellando   le    duplicazioni
  organizzative e funzionali». (96)

                                              CRACOLICI-DE BENEDICTIS
                                         DI BENEDETTO-FERRARA-RINALDI

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Cracolici,  primo  firmatario
  della mozione numero 96.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato la
  mozione sulla base di notizie giornalistiche che ho letto a seguito
  dei     provvedimenti    di    nomina    dei    nuovi     direttori
  dell'Amministrazione regionale e, sulla base  di  questo,  è  stata
  data  ulteriormente  notizia dell'istituzione di  ulteriori  uffici
  speciali  per assegnare a questi nuovi uffici i direttori  che  non
  venivano confermati nei rispettivi dipartimenti.
   Sono  pronto a rinviare la discussione della mozione anche  perché
  ho  scoperto  che,  ad oggi, non esiste un atto  amministrativo  di
  istituzione  dei nuovi uffici speciali. Quindi, stiamo  commentando
  una  notizia  di stampa che, oggi, non è supportata da  alcun  atto
  amministrativo.
   Ne  prendo  atto  ed invito anche il Presidente  della  Regione  a
  farlo, così evitiamo pure la discussione sulla mozione.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, chiedo il rinvio della trattazione della mozione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  nuova  data  di
  discussione della mozione numero 96 sarà demandata alla  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Discussione unificata di mozione e di interrogazione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  V  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione unificata di mozione e di interrogazione:

   -  mozione  numero 100 «Revoca del decreto dell'Assessore  per  la
  sanità  in  materia di registrazione delle attività alimentari»,  a
  firma  degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Vitrano, Donegani
  e Marinello;

   - interrogazione numero 434 «Revoca del decreto dell'Assessore per
  la sanità in materia di registrazione delle attività alimentari», a
  firma dell'onorevole Oddo.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'Assessore  regionale  per  la sanità,  con  proprio  decreto  27
  febbraio  2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana  21  marzo 2008, numero 13, ha disciplinato  le  modalità
  attuative   del  regolamento  CE  numero  852/2004  relativo   alle
  registrazioni delle attività alimentari;

   le   disposizioni   recate  dal  decreto  comportano   adempimenti
  farraginosi e assai onerosi, in particolare per le piccole e  medie
  imprese, visto che non si fa alcuna distinzione fra micro aziende e
  grandi aziende industriali;

   le organizzazioni di categoria, nel corso delle audizioni tenutesi
  presso   la   III  Commissione  legislativa  permanente   'Attività
  Produttive'  nel  mese  di dicembre 2008 e  nello  scorso  mese  di
  gennaio,  vibrate  proteste  in quanto  gli  adempimenti  cui  sono
  sottoposte le imprese appaiono onerosi e a volte incomprensibili;

   considerato  che la Regione poteva e può disciplinare  la  materia
  rendendo  meno  costosi i vari adempimenti, vista  anche  la  grave
  crisi  economica  e finanziaria che sta investendo  quasi  tutti  i
  settori produttivi regionali,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                       l'Assessore per la sanità

   a   modificare,  nel  più  breve  tempo  possibile,   il   decreto
  prescrivendo  solo  gli oneri strettamente necessari  ad  escludere
  rischi per la salute pubblica;

   ad   impartire  le  necessarie  istruzioni  affinché  gli   uffici
  sospendano,   in   attesa   delle  nuove  disposizioni,   eventuali
  contestazioni  di inadempienza nei confronti delle  imprese  ed  in
  particolare di quelle piccole e medie» (100).

                                              ODDO-CRACOLICI-APPRENDI
                                           VITRANO-DONEGANI-MARINELLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   l'Assessore per la sanità, con decreto datato 27 febbraio 2008, in
  applicazione  del regolamento CEE numero 852/2004, ha  disciplinato
  la  dichiarazione di inizio attività di cui all'articolo  19  legge
  241/90  come  sostituito dall'articolo 2 della  legge  24  dicembre
  1993,  numero 537 e dall'articolo 3, comma 1, del decreto-legge  14
  marzo  2005,  numero  35, convertito dalla legge  14  maggio  2005,
  numero 80;

   detto   decreto  comporta  numerosi  e  farraginosi   adempimenti,
  peraltro assai onerosi, per le piccole e medie imprese;

   le   organizzazioni  di  categoria  hanno  sollevato,  nel   corso
  dell'audizioni  tenutesi  presso  la  III  Commissione  legislativa
  permanente  'Attività  produttive' nei  mesi  di  dicembre  2008  e
  gennaio  2009,  vibrate  proteste in  quanto  gli  adempimenti  cui
  vengono  sottoposte  le  imprese  appaiono  vessatori,  onerosi  ed
  incomprensibili;

   la  Regione siciliana poteva e può disciplinare la materia mirando
  a   snellire  i  passaggi  e  rendendo  meno  gravosi   i   diversi
  adempimenti,  anche in considerazione della pesante crisi  che  sta
  investendo la maggior parte dei settori produttivi siciliani;

   per sapere:

   se non ritenga ragionevole, in tempi brevi, modificare il suddetto
  decreto  prescrivendo solo gli adempimenti e gli oneri strettamente
  necessari ad escludere eventuali rischi per la salute pubblica;

   se   intenda,  celermente,  impartire  le  necessarie  istruzioni,
  affinché  gli  uffici,  in attesa di un nuovo  decreto,  sospendano
  eventuali  contestazioni  per  inadempienza  nei  confronti   delle
  imprese  siciliane  ed in particolare di quelle  piccole  e  medie»
  (434).

                                                                 ODDO

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Oddo, primo  firmatario,  per
  illustrare la mozione numero 100.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la maggior
  parte  dei  colleghi  abbia  avuto modo  di  leggere  la  circolare
  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del  21
  marzo  2008,  Assessorato della Sanità, che riguarda  le  linee  di
  indirizzo  e le modalità procedurali attuative del Regolamento  CEE
  numero   852/2004,  ai  fini  della  registrazione  delle  attività
  alimentari.
   Sostanzialmente, traduco meglio ciò che ho letto, si tratta  delle
  dichiarazioni  di inizio attività che le piccole,  medie  e  grandi
  imprese  siciliane  dovrebbero  sostanzialmente  fare  per   quanto
  concerne l'attività complessiva di impresa.
   La   prima   cosa  che  è  opportuno  sottolineare   riguarda   la
  farraginosità  di  tali  passaggi,  legata  per  giunta  ad   oneri
  abbastanza rilevanti per quanto concerne le imprese siciliane senza
  alcuna  distinzione  fra  piccole imprese e  grande  industria,  si
  potrebbe dire.
   A  parte  il  fatto che il Governo nazionale, da questo  punto  di
  vista,   è stato il primo a recepire, questa volta, le disposizioni
  del  regolamento comunitario. Stranamente, c'è in questo un po'  di
  schizofrenia
   Per  alcuni  versi  e per alcuni regolamenti siamo  gli  ultimi  e
  veniamo richiamati e nel contempo si aprono procedure di infrazione
  e  così  via.  Invece, su questo siamo stati i primi ad intervenire
  con   una   logica  che  sta  mettendo  sempre  più  in  difficoltà
  soprattutto le piccole e medie imprese siciliane.
   In  una fase in cui le imprese, soprattutto agricole, ma direi  le
  piccole  e  medie imprese che riguardano tutti i settori produttivi
  della  nostra Regione fanno i conti con crescenti ed onerosi  costi
  di produzione - ne parliamo quotidianamente incontrando agricoltori
  ed  artigiani  -  siamo stati costretti a fare i  conti,  assessore
  Russo,  con  il  decreto legislativo numero 194 del 2008  e  questi
  controlli   sanitari   -   dobbiamo   essere   molto   schietti   -
  sostanzialmente, vengono posti in essere e rischiano di mettere  in
  seria  difficoltà migliaia di produttori perché gli  aumenti  degli
  oneri, calcolati senza eccesso, sono del 300-400 per cento.
   Non  basta,  quindi, solo in sede di audizione,  affrontare  anche
  altre  tematiche che riguardano, ad esempio, le serie problematiche
  che  la crisi sta sostanzialmente creando nella nostra Regione  per
  quanto  concerne non solo l'impresa agricola ma l'impresa in  senso
  lato,  ma  bisogna  fare  i conti con gli aumenti  vertiginosi  per
  quanto concerne l'aspetto degli oneri.
   E' possibile che, anche rispetto al contenuto di questo decreto il
  Governo  della  nostra Regione - al di là di come  è  stato  deciso
  attraverso  una  circolare di recepire e mettere  in  atto  diciamo
   alla  siciliana  il nostro modo di intendere il contenuto di  quel
  decreto  -  possa  intervenire  e far sentire la  nostra  voce  per
  quanto concerne le serie difficoltà che quel decreto, in quel  modo
  articolato,  crea a migliaia di aziende siciliane? Mi  permetto  di
  aggiungere,  per  la verità, non solo siciliane,  perché  ho  letto
  prese  di  posizione anche rispetto a governi di altre regioni  che
  sono,  da  questo  punto  di vista, abbastanza  nette  e  chiedono,
  comunque,  che  venga,  da  questo punto di  vista,  rivisitato  il
  contenuto di quel decreto.
   Con  molta sincerità, avrei gradito, e avremmo gradito, che  anche
  il Governo della Regione siciliana potesse far sentire la sua voce,
  perché  è  ovvio e sono sicuro che anche le segnalazioni in  queste
  ore, in questi giorni, in questi mesi sono arrivate al Governo,  al
  Presidente della Regione, all'assessore per l'agricoltura;  ma  non
  mi  pare, per la verità, di aver sentito, da questo punto di vista,
  una  presa di posizione netta ed un'iniziativa per quanto  concerne
  la possibile richiesta al ministro Sacconi di rivedere il contenuto
  di quel decreto.
   Assessore,  nel  frattempo  è  indispensabile,  innanzitutto,  una
  proroga  per quanto concerne il pagamento delle tariffe  che  molte
  regioni hanno già richiesto e bisognerebbe, facendo il punto  della
  situazione  in  maniera attenta, capire come si sta affrontando  la
  questione  dal  punto di vista proprio del pagamento  stesso  delle
  tariffe cui mi riferivo.
   E'  in atto un'azione un po' scoordinata: ci sono ASL che si  sono
  poste il problema e ASL che non si pongono ancora oggi il problema;
  possibili  inadempienze  che spuntano e  quando  sarà  il  momento,
  evidentemente, verranno messe in campo anche per quanto concerne la
  mancanza di adempimento rispetto alla circolare.
   Onorevole Fiorenza, la dichiarazione di inizio attività può essere
  fatta  semplice o differita. Una dichiarazione di inizio  attività,
  sostanzialmente,  comporta la formulazione di tutta  una  serie  di
  modulistica,  comporta, spesso e volentieri, che  il  perito  metta
  sotto   una   firma,  comporta,  addirittura,    che   un   piccolo
  imprenditore    agricolo   debba   tenere,   per    esempio,    gli
  anticrittogamici in un luogo, il gasolio in un altro  luogo;  è  un
  sistema  che  sta mettendo in serie difficoltà i nostri  piccoli  e
  medi imprenditori sia agricoli che di altro tipo.

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA

   Ciò  che chiediamo al Governo è non solo di cercare, rispetto alla
  circolare   citata,   datata  febbraio  2008,   di   razionalizzare
  ulteriormente, di semplificare, di limitare gli oneri allo  stretto
  necessario per fare in modo che, ovviamente, il controllo sanitario
  venga espletato, ma chiediamo anche un intervento nei confronti del
  Governo  nazionale e del ministro Sacconi per fare in modo  che  il
  decreto  numero  194 venga rivisitato e siano tolti  una  serie  di
  lacci  e laccioli, di passaggi e contropassaggi che stanno rendendo
  la  vita difficile ai nostri imprenditori in un momento in  cui  si
  registra   una crisi pesante sotto tutti i punti di vista e  ancora
  non  siamo nella fase più delicata di ciò che significherà la crisi
  così come si sta manifestando nella nostra Regione.
   Penso,  dunque, che la condivisione sia massima, che  l'attenzione
  da parte del Governo sia anche diretta all'iniziativa nei confronti
  del  Governo nazionale e che ci sia possibilmente, assessore Russo,
  una risposta immediata per le cose che noi possiamo fare in Sicilia
  e  che lei può fare per quanto concerne anche la semplificazione di
  quella  circolare  e per rendere la vita più semplice  alle  nostre
  imprese con meno oneri, garantendo sempre e comunque la logica  del
  controllo  sanitario per il diritto alla salute,  per il  controllo
  degli  alimenti.  Coniugando tutto ciò si  può  realmente  dare  il
  segnale che ci stiamo seriamente preoccupando delle difficoltà  che
  le  nostre  aziende sempre più incontrano in questa difficile  fase
  economica.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  con  riferimento alla mozione e  all'interrogazione  che
  sono  state  presentate l'Assessorato della sanità  ha  avviato  le
  procedure per pervenire alla modifica del decreto assessoriale  del
  27  febbraio 2008 con l'intento che viene condiviso e ulteriormente
  sviluppato,  in quello che speriamo sarà, a breve,  un  nuovo  atto
  amministrativo,   al  fine  di  semplificare  le  procedure   degli
  operatori del settore della produzione primaria relativamente  alla
  dichiarazione di inizio di attività.
   Questa  tematica era stata avvistata già da diversi mesi, è  stato
  istituito  un  tavolo  tecnico tra Assessorato  dell'Agricoltura  e
  Assessorato della  Sanità; il tavolo ha già esitato la bozza di  un
  nuovo   provvedimento.  Tuttavia,  a  livello  tecnico,   è   stata
  evidenziata  la  necessità di interpellare anche l'Assessorato  del
  Bilancio laddove, in questo momento,  operano i tecnici per dare il
  loro  parere,  per  verificare se ci sono riflessi  riguardanti  la
  competenza dell'assessorato.
   Sotto  questo profilo c'è il massimo impegno a pervenire, in tempi
  brevi,  alla  definizione  del  nuovo  decreto  e  non  posso   che
  sollecitare  il  collega del Bilancio per un ulteriore  stimolo  ad
  esitare   il  parere  da  parte  di  quell'Assessorato  e,  quindi,
  l'impegno  è che, a breve, potremmo avere completato questo  lavoro
  istruttorio,  che  è  il  presupposto  per  rimodulare  il  decreto
  amministrativo del 27 febbraio 2008.
   Quindi, non posso che ribadire l'impegno.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   convince,
  innanzitutto, il fatto che l'Assessore al ramo abbia  percepito  la
  necessità  di  mettere mano ad un decreto di modifica  rispetto  al
  decreto cui facevo riferimento.
   In  maniera sommessa, vorrei chiedere comunque all'Assessore se  è
  possibile  che  la  bozza  del  nuovo  decreto  di  modifica  venga
  necessariamente,  visto  e  considerato  quanto  hanno   detto   le
  organizzazioni   di   categoria  in  terza  Commissione    Attività
  produttive',  sottoposta - non mi pare che ci troviamo,  in  questo
  caso,  a  richiesta   obbligatoria di parere,  perché  non  mi  sto
  riferendo a questo -, discussa anche in terza Commissione, e perché
  no,  alla  presenza delle organizzazioni di categoria. Sarebbe  una
  cosa  buona  perché  finalmente, al di fuori anche  del  fatto  che
  possano fare richieste inaccettabili, valuteremo tutti insieme cosa
  è  meglio  fare  in  un  momento di così seria  difficoltà  per  le
  imprese.
   Quindi,  apprezzo  innanzitutto  il  fatto  che  l'Assessore  stia
  assumendo l'impegno per la stesura del  decreto di modifica. Vorrei
  solo  ricordare  che, per quanto concerne il contenuto  dell'intero
  decreto,  mi  riferisco al decreto nazionale  numero  194,  sarebbe
  necessario  che  il  Governo facesse sentire la  sua  voce  perché,
  effettivamente, snellirlo anche per quanto concerne tutto  ciò  che
  prevede sarebbe veramente una buona cosa.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sotto questo profilo la Commissione potrebbe  richiedere
  la  mia  audizione  -  o  dei miei tecnici  -  congiuntamente  alle
  associazioni  di  categoria e, in quella sede, vedere  se  ci  sono
  ulteriori spunti che possono essere inseriti nel decreto.
   Credo  che tra una decina di giorni potremo avere già la bozza  e,
  se   giungesse  questa  convocazione,  prima  di  vararlo,  sarebbe
  opportuno  verificarne insieme il contenuto in sede di  Commissione
  parlamentare.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la mozione  numero  100.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  11
  marzo 2009, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n. 107  -  Potenziamento degli uffici regionali  per  il  rilascio
         delle   autorizzazioni   per   l'attivazione   di   impianti
         fotovoltaici.

                                     RAGUSA-MAIRA-CORDARO-DINA-SAVONA
                                  FAGONE-FORZESE-CASCIO S.-LO GIUDICE

   n. 108   -   Verifica  della  gestione  delle  risorse   destinate
         all'internazionalizzazione dell'economia della Regione.

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

   n. 109 -  Riorganizzazione del sistema turistico siciliano.

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

   n. 110 -  Iniziative  per  fronteggiare  la  crisi  idrica   della
              Regione.

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

   n. 111 - Osservanza della normativa contro l'inquinamento acustico
              da parte dei comuni.

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

   n. 112  -  Potenziamento delle unità di personale di sostegno  per
         l'assistenza ai disabili nella scuola siciliana.

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

   n. 113  -  Misure  idonee  per migliorare la qualità  dei  servizi
         sociali e di sostegno alla famiglia.

                                    BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

   n. 114  -  Iniziative  per  contrastare  il  degrado  del  sistema
         carcerario in Sicilia.

                                           GRECO-LUPO-MINEO-GUCCIARDI

   n. 115 - Informativa urgente sulla situazione del settore bancario
         in Sicilia.

                                    BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO-AMMATUNA

  III  -Discussione del disegno di legge:
   -    «Norme  per il riordino del servizio sanitario  regionale.»
   (248/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 19.13

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   APPRENDI.- «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione,

   premesso che recenti avvenimenti, spesso luttuosi, e contemporanee
  indagini  statistiche  hanno confermato una dimensione  del  lavoro
  nero  in  Sicilia  particolarmente grave e  significativa  tale  da
  imporre una più rigorosa applicazione delle leggi in materia;

   ricordato che nella scorsa legislatura è stata approvata la  legge
  regionale  numero 25 del 5 dicembre 2007, relativa agli 'Interventi
  in favore delle attività teatrali';

   visto che il comma 12 dell'articolo 6 della suddetta legge prevede
  che  'il contributo concesso (..) è revocato qualora venga rilevata
  evasione   contributiva  previdenziale  per  i   lavoratori   dello
  spettacolo';

   considerato  che,  soprattutto nel settore  dei  concerti,  sembra
  esservi una diffusa presenza di lavoratori in nero, nonostante  gli
  stessi  siano  programmati  quasi  esclusivamente  sulla  base   di
  contribuzioni  degli  enti locali (comuni e  province)  disponibili
  sulla base di finanziamenti regionali;

   per sapere:

   quali e quante ispezioni siano state fatte per accertare eventuali
  evasioni contributive previdenziali;

   quanti  provvedimenti  di  revoca dei contributi  regionali  siano
  stati adottati». (79)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione  di  cui  all'oggetto   venivano
  richieste  notizie  circa  la  sussistenza  di  eventuali  evasioni
  contributive  previdenziali  per i soggetti  operanti  nel  settore
  dello spettacolo.
   Al  riguardo,  il  Dipartimento regionale Lavoro con  nota  numero
  36/area III del 20 febbraio 2009 ha comunicato di avere interessato
  tutti i Servizi Ispettorati Provinciali dell'Isola per conoscere le
  notizie richieste.
   I  Servizi  Ispettorati  Provinciali del Lavoro  di:  Agrigento  -
  Caltanissetta - Catania - Enna - Siracusa - Ragusa e Trapani, hanno
  riferito di non avere ricevuto specifiche denunce o segnalazione in
  materia   di  evasioni  contributive  previdenziali  per   soggetti
  operanti nel settore dello spettacolo.
   Il  Servizio Ispettorato Provinciale di Messina ha fatto  presente
  di  avere  già ispezionato una ditta alla quale è stato  contestato
  apposito illecito amministrativo e di avere in corso di istruttoria
  e trattazione altre due aziende dello spettacolo.
   Il Servizio Ispettorato Provinciale del Lavoro di Palermo ha fatto
  presente  invece  di  essere intervenuto nei  confronti  di  n.  44
  aziende  e,  dai controlli effettuati, 31 di queste sono  risultate
  irregolari».

  L'Assessore

   Carmelo Incardona

   POGLIESE-ARICO'-BUZZANCA-CAPUTO-CURRENTI-FALCONE-MARROCCO-
  VINCIULLO  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  Lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione,

   premesso che:

   la  sezione  di  Catania dell'Istituto nazionale  di  geofisica  e
  vulcanologia  (INGV)  è  un'istituzione  scientifica  pubblica  che
  svolge  compiti  di ricerca e di sorveglianza e monitoraggio  delle
  aeree  vulcaniche attive (Etna, Stromboli e Vulcano)  e  tettoniche
  della Sicilia orientale;

   i  principali enti ed istituzioni che partecipano al finanziamento
  della   sezione  di  Catania  sono  il  Ministero  dell'istruzione,
  dell'università   e   della  ricerca  scientifica   (MIUR)   e   il
  dipartimento di protezione civile (DPC regionale e nazionale);

   alla  sezione di Catania dell'INGV afferiscono circa 110 unità  di
  personale,  di  cui il 40 per cento assunto con contratto  a  tempo
  determinato;   il   personale  precario  della  sezione   partecipa
  attivamente  a  tutte le attività di sorveglianza,  monitoraggio  e
  ricerca in cui la sezione è impegnata, e precisamente:

   1)  gestione  di  un  complesso sistema multi-parametrico  per  il
  monitoraggio dei segnali legati all'attività tettonica e vulcanica,
  composto  da  circa  duecento stazioni in acquisizione  e  continua
  (sismiche,  geodetiche, geochimiche, visive,  eccetera)  e  diverse
  centinaia di capisaldi per misure discrete;

   2)  turni di presidio h 24 presso la sala operativa di Catania per
  il   controllo   dei   sistemi   di  monitoraggio   sismologico   e
  vulcanologico  e garanzia di reperibilità di personale  qualificato
  in caso di emergenze;

   3)   comunicazioni  in  tempo  reale  di  eventi   particolarmente
  rilevanti  e  aggiornamenti  sullo stato  di  criticità  sismica  e
  vulcanologica  a  tutte  le  strutture preposte  al  controllo  del
  territorio,  pubblicazione  sul  sito  internet  della  sezione  di
  Catania dell'INGV (http://www.ct.ingv.it) di bollettini sullo stato
  di attività delle aree monitorate;

   4) monitoraggio, analisi e previsione della dispersione delle nubi
  vulcaniche  utilizzate  dal  DPC per la produzione  giornaliera  di
  bollettini di criticità trasmessi alle autorità aeronautiche;

   5)    sorveglianza   dell'attività   vulcanica,   con    frequenti
  sopralluoghi e, durante le eruzioni, mappatura dei campi lavici  in
  evoluzione, simulazione di flussi lavici per una rapida valutazione
  di eventuali rischi per centri abitati ed altre infrastrutture;

   considerato che:

   in  questi  giorni è in discussione presso la Camera dei deputati,
  nell'ambito della 'Delega al lavoro in materia di lavori usuranti e
  di  riorganizzazione di enti, misure contro il  lavoro  sommerso  e
  norme  in  tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro'  un
  emendamento  all'articolo 37 che abrogherebbe  tutte  le  norme  di
  stabilizzazione dei precari previste dalle finanziarie 2007 e  2008
  e  di  conseguenza il personale precario della sezione  di  Catania
  dell'INGV,  insieme  a  tutti  gli altri  precari  impiegati  nelle
  pubbliche   amministrazioni,  perderebbero  il  proprio  posto   di
  lavoro;

   l'emendamento in questione prevede non solo l'abrogazione di tutte
  le norme di stabilizzazione dei precari, ma anche che (comma 2),  a
  decorrere  dall'1 luglio 2009, alla data di scadenza  dei  relativi
  contratti,  le amministrazioni pubbliche non possono in alcun  caso
  proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e
  quelli di lavoro subordinato a tempo determinato;

   valutato che;

   nel  caso  della  sezione di Catania dell'INGV, l'approvazione  in
  Parlamento  del  citato emendamento all'articolo  37  implicherebbe
  l'impossibilità  di  proseguire  le  attività  di  sorveglianza   e
  monitoraggio sismico e vulcanico della Sicilia orientale, con tutte
  le conseguenze che questo avrebbe sulla comunità civile, venendo  a
  mancare  così  il concreto supporto di personale specializzato  che
  negli  ultimi  anni  ha maturato competenze indispensabili  per  il
  proseguimento delle attività stesse;

   il  consiglio provinciale di Catania ha approvato all'unanimità un
  ordine del giorno che chiede di mantenere l'organico attualmente in
  forza  al fine di dare sicurezza a chi ogni giorno convive  con  le
  realtà vulcaniche;

   per  sapere come l'Assessore intenda intervenire presso il Governo
  nazionale  per scongiurare l'ipotesi di interruzione di lavoro,  di
  tutto  il personale precario, che attualmente è in servizio  presso
  l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania». (183)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento ai contenuti  dell'interrogazione  in
  oggetto  indicata, al riguardo non può che concordarsi  con  quanto
  lamentato  dall'interrogante circa la necessità  che  venga  tenuta
  nella  dovuta considerazione e tutelata l'importantissima  funzione
  svolta   dall'Istituto  regionale  di  Geofisica  Vulcanologia   di
  Catania,  ed in tal senso il suo personale, con il suo  sistema  di
  rilevazione  che è garanzia in termini di sicurezza  per  tutta  la
  popolazione siciliana.
   Tuttavia,  sul  punto,  si rappresenta che  la  trattazione  della
  problematica   in   parola  esula  dalle   competenze   di   questo
  Assessorato.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

                                                       L'Assessore
                                                              Carmelo
  Incardona

   BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO.-   «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore regionale per il Territorio e l'ambiente,

   premesso che:

   i  comuni  hanno  l'obbligo di applicare la legge numero  447  del
  26/10/95, finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;

   la  verifica d'impatto acustico deve essere richiesta non solo per
  tutte  le  nuove attività, ma anche in caso di voltura  del  titolo
  abilitativo,  dei  cambi del titolare o del legale  rappresentante,
  dei  cambi  di  persona  giuridica nella  ditta  ed  in  seguito  a
  lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;

   considerato che:

   i comuni dovrebbero esercitare le funzioni amministrative relative
  al    controllo    sull'osservanza   delle   disposizioni    contro
  l'inquinamento acustico;

   per  tutte  le attività fonte di rumore è necessario  ottenere  il
  relativo  nullaosta  attraverso una relazione tecnica  di  impianto
  acustico ambientale;

   ritenuto che:

   per  esercitare le funzioni amministrative relative  al  controllo
  sull'osservanza  della  legge numero  447/95  i  comuni  dovrebbero
  verificare  la presenza del nullaosta d'impianto acustico,  con  la
  presa  visione  della  relazione  del  tecnico  competente   e   la
  compilazione della documentazione ai sensi del decreto  legislativo
  numero 277/91;

   il  mancato rispetto delle leggi sopra richiamate dovrebbe  essere
  tempestivamente comunicato all'ARPA e alla magistratura;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti  di
  tutte le amministrazioni che violano la predetta normativa». (136)

   Risposta.  «Si riferisce in merito all'interrogazione parlamentare
  numero  136  dell'onorevole  Giovanni Barbagallo,  allegando  copia
  della  nota  protocollo  numero 531 datata  23  dicembre  2008  del
  Servizio  8 - Tutela dall'inquinamento acustico-elettromagnetico  -
  del  Dipartimento Territorio ed Ambiente di questo Assessorato, qui
  pervenuta per il tramite dell'Area 3 dello stesso Dipartimento  con
  nota  protocollo  numero 1279 del 24 dicembre  2008,  che  fornisce
  utili chiarimenti per la problematica in questione.
   In  via preliminare va detto che la Regione siciliana non è dotata
  di  propria  legge  di  settore  e  che,  pertanto,  il  quadro  di
  riferimento  normativo rimane quello nazionale con la legge  numero
  477/95.
   In   particolare,  le  competenze  dei  comuni  sono   esplicitate
  dall'articolo 6 dell'anzidetta legge e l'attuazione di una parte di
  queste  competenze  sono legate a quelle regionali  che  andrebbero
  definite per legge.
   Riguardo   l'impatto  acustico,  va  detto  che  le  modalità   di
  procedimento  sono quelle dettate dall'articolo 8, comma  2,  della
  legge  numero  477/95, nel quale vengono indicate le  tipologie  di
  infrastrutture  per  le quali su richiesta dei comuni   i  soggetti
  titolari   dei   progetti   o   delle   opere   predispongono   una
  documentazione di impatto acustico .
   Per  quanto  attiene, invece, le sanzioni di cui  all'articolo  10
  della più volte citata legge, il Dipartimento territorio e Ambiente
  dello  scrivente  Assessorato ha già provveduto a rendere  note  ai
  comuni,  con  nota protocollo 68671 del 5 ottobre  2006,  parimenti
  indirizzata  ad  ARPA  Sicilia,  le  modalità  di  cui  alla   nota
  protocollo  2368  del  25  marzo 2003  del  Dipartimento  regionale
  Finanze e Credito che si allega in copia alla presente.
   Inoltre,  con  provvedimento  assessoriale  D.A.  numero   196/Gab
  dell'11  settembre 2007, pubblicato nella GURS  numero  50  del  19
  ottobre  2007,  allegato  in  copia  alla  presente,  lo  scrivente
  Assessorato  ha  provveduto  ad  emanare  le  linee  guida  per  la
  zonizzazione dei territori comunali della Sicilia, quale  strumento
  di  riferimento per poter procedere nelle more che venga emanata la
  normativa di settore.
   Si  rappresenta, infine, che l'argomento è oggetto di  trattazione
  nel  redigendo disegno di legge sull'inquinamento acustico  che  al
  più  presto  sarà trasmesso alla Giunta regionale  onde  dotare  la
  Regione siciliana di un valido ed efficace strumento legislativo di
  settore».
                                                     L'Assessore

   Giuseppe Sorbello
   D'ASERO. - «All'Assessore per il Bilancio e le finanze,

   premesso  che  la  drammatica situazione  dei  mercati  finanziari
  internazionali,  che  sta  avendo pesanti conseguenze  nel  sistema
  creditizio,  ha  prodotto il fenomeno della  sensibile  diminuzione
  dell'erogazione del credito soprattutto nei confronti delle imprese
  che, come sappiamo, vivono già la penalizzante situazione economica
  ed imprenditoriale siciliana;

   verificato  che  in  questi  giorni lo  Stato  è  intervenuto  per
  rianimare  i  mercati, mettendo a disposizione dei patrimoni  delle
  banche ingenti risorse finanziarie;

   constatato  che  sul  fronte dell'offerta  del  credito,  si  deve
  intervenire  anche  a  sostegno della domanda  di  credito  per  le
  imprese, garantendo le istanze dei prestiti alle imprese stesse;

   considerato  che Assoconfidi propone di integrare subito  i  fondi
  rischi già esistenti dei confidi, utilizzando per l'attivazione  le
  convenzioni in essere con le banche e garantendo immediatamente  le
  erogazioni   di   credito  alle  imprese  con  i   meccanismi   del
  moltiplicatore;

   per  sapere quali iniziative si intendano adottare con urgenza  al
  fine di garantire una soluzione rapida al problema su esposto e  se
  non  si ritenga intanto di integrare con urgenza i fondi rischi dei
  confidi, per le imprese». (233)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In merito all'interrogazione in oggetto specificata
  si  fa  presente che la Regione siciliana ha effettuato  interventi
  per  l'integrazione  dei fondi rischi dei confidi   riconosciuti  a
  seguito  dell'applicazione della legge regionale numero  11/2005  e
  s.m.i.;   inoltre con la recente legge regionale 16  dicembre  2008
  numero  21  (GURS  numero 59 del 24-12-2008)  si  è  provveduto  ad
  assicurare  forme  di  integrazione  una  tantum,  per  un  importo
  complessivo di euro 5 milioni, destinati all'integrazione dei fondi
  rischi dei Confidi riconosciuti dalla Regione stessa.
   Con  la  stessa  norma regionale (articolo 1,  comma  2,)  vengono
  stanziati  20  milioni di euro, per il pagamento del contributo  in
  conto  interessi, a favore delle imprese, relativamente  agli  anni
  2006  e  precedenti, aderenti ai consorzi e cooperative di garanzia
  fidi per i settori commercio, artigianato e industria.
   Si  precisa,  che  sono state già impegnate  somme  pari  ad  euro
  37.000.000,  per  gli anni 2007-2008-2009, per  erogare  contributi
  alle  imprese, associate ai citati Confidi, di cui euro 21  milioni
  per concorso sugli interessi delle operazioni di finanziamento alle
  PMI ed euro 16.500.000 per integrazione  dei fondi rischi.
   Il   Dipartimento  Finanze  e  Credito  per  quanto  riguarda   le
  convenzioni fra banche e confidi si è attivato al fine di risolvere
  le  problematiche di maggior rilievo, sia con apposite riunioni fra
  le  parti sia con l'adozione di specifici provvedimenti, quali,  ad
  esempio,  le  Direttive  per  l'attuazione  degli  interventi,  dal
  sottoscritto  poi  emanate, al fine di garantire regole  chiare  in
  merito ed una maggiore efficienza e rapidità nell'erogazione  delle
  agevolazioni ai confidi e alle PMI beneficiarie».

                                                     L'Assessore
                                                    Michele Cimino

   D'ASERO. - «All'Assessore per il Bilancio e le finanze,
   premesso che le imprese del settore commercio, industria,  turismo
  e  servizi, ai sensi della legge nazionale numero 662/96 (fondo  di
  garanzia  di  medio  credito  centrale),  possono  usufruire  della
  garanzia diretta, della cogaranzia e della controgaranzia;

   considerato  che  dal 2004, in Sicilia, le disposizioni  operative
  del  fondo  regionale  di garanzia per imprese artigiane  istituito
  presso  l'Artigiancassa s.p.a. prevedono all'articolo 1,  comma  3,
  che   la  garanzia  si  esplica  in  forma  di  cogaranzia   e   di
  controgaranzia escludendo la  garanzia diretta ;

   evidenziato  che questa normativa genera una palese  disparità  di
  trattamento  tra  le  imprese  del  settore  commercio   e   quelle
  artigiane;

   ritenuto   che   è   necessario  un   pronunciamento   chiaro   ed
  inequivocabile  dell'Assessorato regionale per  il  bilancio  e  le
  finanze  rispetto all'argomento  fondo di garanzia  che elimini  la
  disparità di trattamento;

   per   sapere   quali   interventi  urgenti   l'Assessore   intenda
  intraprendere  al fine di un'immediata modifica delle  disposizioni
  operative  del  fondo regionale di garanzia a favore delle  imprese
  artigiane tendente all'inserimento della garanzia diretta a  favore
  delle  stesse imprese, eliminando la disparità di trattamento sopra
  accennata». (237)

   Risposta. - «Con l'interrogazione numero 237, l'onorevole Antonino
  D'Asero  lamenta  una  presunta disparità  di  trattamento  fra  le
  imprese  del settore commercio e quelle dell'artigianato  ritenendo
  necessario  un  pronunciamento da parte dell'Assessorato  regionale
  Bilancio e Finanze rispetto all'argomento  fondo di garanzia'.
   Tutto   ciò   premesso,  con  riferimento   a   quanto   richiesto
  dall'onorevole D'Asero, appare utile chiarire quanto segue:

   -   la   norma  citata  nell'interrogazione  (legge  662/96)   non
  interagisce  con la norma regionale; il settore delle  agevolazioni
  per l'accesso al credito delle PMI per la Regione siciliana è stato
  riformato  con la legge regionale numero 11/2005, che ha provveduto
  ad  adeguare la norma regionale alle nuove disposizioni comunitarie
  e nazionali;

   -  l'articolo  2  della  legge  regionale  11/2005  e  s.m.i.,  ha
  stabilito che i beneficiari delle agevolazioni della predetta legge
  sono le PMI, senza alcuna distinzione fra quelle artigiane e quelle
  appartenenti  ad altri settori produttivi. La forma della  garanzia
  diretta è compresa fra le agevolazioni regionali alle PMI, anche  a
  quelle  artigiane,  infatti la quota di garanzia  prestata  con  le
  somme  della  Regione  Siciliana è imputata  al  fondo  rischi  dei
  consorzi  direttamente a favore dei soggetti  finanziatori,  a  tal
  fine  si  vedano l'articolo 3, comma 1, e l'articolo 4 della  legge
  regionale 11/2005 e le Direttive emanate da questo Assessorato  con
  D.A. numero 210/2007.

   Si  fa  presente  che  il  Dipartimento Finanze  e  Credito  aveva
  avviato,  già  durante  l'anno 2008,  le  procedure,  tramite  gara
  pubblica  con  procedura aperta, per l'individuazione del  soggetto
  gestore  delle  somme  regionali del fondo di controgaranzia,  tale
  ulteriore  strumento finanziario permetterebbe  di  concedere  alle
  imprese sia controgaranzie dirette che indirette, bisogna ricordare
  che  tale  bando non ha prodotto esito, in quanto la gara è  andata
  deserta.
   Durante il corrente anno si è predisposto ulteriore bando,  ancora
  non  pubblicato,  in quanto si sta verificando,  con  i  competenti
  uffici,  la possibilità di utilizzare, per la concessione  di  tale
  agevolazione, le somme messe a disposizione dall'Unione europea».

   L'Assessore

                             Michele Cimino

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  Bilancio e le finanze,

   premesso che:

   nell'approvazione  del bilancio regionale  di  previsione  2009  è
  stata  eliminata,  con un articolo di legge, la tabella  H  con  la
  quale  si  finanziavano  le attività di assistenza  nel  mondo  del
  sociale, dello sport e della cultura;

   tra gli enti che non usufruiranno più di contributi regionali vi è
  anche  l'ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi,
  una  delle  associazioni  più attive  in  Sicilia  nella  tutela  e
  assistenza delle persone disabili nel campo della sordità;

   tenuto  conto  che la mancata erogazione del contributo  regionale
  all'ente  nazionale  per  la protezione e  l'assistenza  dei  sordi
  causerà  gravi ripercussioni sul sistema di assistenza  che  l'ente
  spesso  sviluppa  su  tutto  il  territorio  regionale,  con  grave
  nocumento per le migliaia di audiolesi e per le loro famiglie;

   per  sapere  quali iniziative intendano intraprendere al  fine  di
  ripristinare  il contributo all'ente nazionale per la protezione  e
  l'assistenza  dei  sordi  che permetta la  normale  erogazione  dei
  servizi prestati agli audiolesi siciliani». (295)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  data 31 dicembre 2008 è stata pubblicata  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione Siciliana la legge  autorizzativa
  all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per  il  primo
  trimestre  2009. L'articolo1, comma 3, della stessa  legge  esclude
  dall'esercizio provvisorio l'attività di concessione dei contributi
  di  cui  alla tabella  H , allegata alla legge regionale 8 febbraio
  2008, numero 1, ove è compreso anche l'Ente in argomento.
   Da  quanto  precede,  è possibile affermare  che,  a  legislazione
  vigente,  all'Ente nazionale per la protezione e  l'assistenza  dei
  sordi non è stata preclusa la possibilità di ottenere il contributo
  annuo  di  cui  trattasi, ma sino all'approvazione  definitiva  del
  bilancio  con  legge  regionale  non  è  possibile  procedere  alla
  relativa erogazione.
   A  tal proposito è opportuno ricordare che il Governo regionale ha
  depositato all'ARS il disegno di legge della finanziaria  regionale
  2009   che,   all'articolo   5  prevede   la   soppressione   della
  summenzionata  tabella   H  con la contestuale  istituzione  di  un
  fondo. Tale fondo, dove affluiranno parte delle risorse finanziarie
  relative  agli stanziamenti dei capitoli indicati nella tabella  in
  questione,  sarà ripartito, secondo criteri stabiliti  con  Decreto
  del Presidente della Regione, allo scopo di concedere contributi ad
  Enti,  Fondazioni, Associazioni, Onlus ed altri organismi  comunque
  denominati per il perseguimento dei fini statutari».

                                                    L'Assessore
                                                   Michele Cimino

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  Bilancio e le finanze,

   premesso che:

   il   settore  agricolo  e  quello  vitivinicolo,  in  particolare,
  attraversano  un difficile momento di crisi a causa dei  danni  che
  gli  agricoltori hanno subito ai loro prodotti per la  presenza  di
  insetti che hanno distrutto la produttività del prodotto;

   in  specie, gli agricoltori del settore vitivinicolo dal  2002  ad
  oggi subiscono danni causati dalla peronospora;

   considerato che:

   per  i predetti danni gli operatori non hanno ricevuto alcun  tipo
  di  sostegno  economico  da parte dello Stato  e  che,  quindi,  si
  trovano   costretti   a   fronteggiare   le   gravi   perdite   con
  l'impossibilità   di   rispettare  i   tempi   di   pagamento   dei
  finanziamenti;

   non è concesso loro la dilazione del debito;

   la  perdita  per  la mancata produttività conseguente  al  mancato
  ricavo  o guadagno impedisce concretamente il pagamento di  crediti
  vantati dalle banche;

   in  particolare, risulta che diversi istituti bancari, tra i quali
  anche  il  Banco  di  Sicilia  di Marsala,  abbiano  intrapreso  la
  procedura per la revoca delle facilitazioni creditizie;

   conseguentemente,  gli  istituti di credito  hanno  intrapreso  le
  procedure di esecuzione per il soddisfacimento del credito;

   ritenuto che:

   la  crisi  del settore agricolo, dovuta principalmente  a  fattori
  naturali  che  ne  hanno danneggiato produzione e produttività,  ha
  messo in ginocchio il mercato agricolo e vitivinicolo;

   la  revoca  dei  finanziamenti e l'instaurazione dei  procedimenti
  esecutivi  rischia  di  paralizzare  la  ripresa  del  mercato  con
  conseguente  rischio  per  il settore  agricolo  e  per  l'economia
  dell'Isola;

   per  sapere  quali  provvedimenti il Governo intenda  adottare  in
  merito  e se intenda intervenire presso gli istituti di credito  al
  fine  di  bloccare  e/o sospendere le procedure esecutive  a  causa
  della grave crisi del settore agricolo». (328)

   Risposta.  -  «Dall'esame  dell'atto parlamentare  si  rileva  che
  l'interrogante  chiede  di  sapere quali provvedimenti  il  Governo
  intenda  adottare  in merito alla rappresentata crisi  del  settore
  agricolo  dovuta  a  danni  causati  da  eventi  naturali  e   alla
  conseguente  impossibilità di rispettare i tempi di  pagamento  dei
  finanziamenti allo stesso destinati dalle banche, nonché alla  loro
  revoca  e  all'instaurazione  dei  procedimenti  esecutivi  per  il
  recupero del credito concesso, e se intenda intervenire presso  gli
  istituti  di  credito al fine di bloccare o sospendere le  suddette
  procedure esecutive.
   Al    riguardo    si   evidenzia   che   i   fatti   rappresentati
  nell'interrogazione  in oggetto, attengono  all'attività  posta  in
  essere  dalle  aziende  di  credito  in  virtù  di  scelte  operate
  nell'ambito   dell'economia  di  mercato,  e  alla  stregua   della
  normativa  bancaria. Mentre l'ambito di competenza del Dipartimento
  Finanze in materia di credito non contempla un potere di intervento
  dell'Amministrazione  sugli istituti di credito,  atto  a  produrre
  effetti diretti sulle procedure esecutive attivate dai medesimi.
   E  tuttavia il Governo Regionale intende promuovere una  serie  di
  iniziative  al  fine  di venire incontro alle imprese  del  settore
  agricolo  che  stanno  pesantemente risentendo  dell'attuale  crisi
  economica.
   Infatti,  a seguito di numerose riunioni e confronti sul tema  con
  gli  operatori del settore - constatate le difficoltà rappresentate
  di  rispettare  i  tempi  di pagamento dei  finanziamenti  bancari,
  valutato   il  rischio  della  revoca  degli  stessi,   nonché   la
  possibilità  di  subire l'instaurazione dei procedimenti  esecutivi
  per  il recupero del credito concesso - il Presidente della Regione
  con  nota  a  firma  congiunta del sottoscritto, protocollo  numero
  643/Gab  del  25  febbraio  2009, indirizzata  all'A.B.I.  ed  alle
  Aziende  Bancarie aventi sede o succursali nella Regione siciliana,
  ha   sollecitato  le  stesse  affinché  assumano  i   comportamenti
  necessari  a  far sì che esse diventino partner degli  imprenditori
  agricoli.
   Ciò  al  fine  di non far venir meno quel circolo virtuoso  che  è
  rappresentato  dalla  valutazione di un  progetto,  dall'erogazione
  delle  risorse finanziarie occorrenti per il suo sostegno  e  dalla
  restituzione  delle  somme grazie alla realizzazione  del  medesimo
  progetto.
   Di  contro l'aumento delle procedure esecutive o la sospensione  o
  revoca  dei finanziamenti già accordati, finirebbe con il  portare,
  molto  rapidamente, ad una paralisi delle attività  produttive  con
  conseguenti   risvolti   negativi   sulla   complessiva    economia
  dell'Isola.
   E'  stato pertanto proposto, con la nota citata, di valutare anche
  la  praticabilità, in taluni casi, delle procedure  introdotte  dal
  Decreto  Legislativo  9  gennaio  2006,  numero  5  in  materia  di
  ristrutturazione dei debiti.
   Quanto  sopra anche nella considerazione, evidenziata in occasione
  dei  confronti, che la realtà nella quale le imprese si trovano  ad
  operare  continua  ad  essere caratterizzata dalla  persistenza  di
  tassi  di  interesse  che  sono mediamente  superiori  rispetto  al
  corrispondente valore nazionale; che le garanzie richieste a fronte
  dei  finanziamenti hanno un'incidenza nettamente maggiore  rispetto
  alle  altre regioni; e che le imprese operanti nella nostra Regione
  subiscono un trattamento meno favorevole in confronto alle altre.
   Agli  sforzi compiuti dai soggetti economici si congiungerà quello
  profuso dalla Regione, che sta attenzionando il grave problema  nel
  quale  si  dibatte  il settore agricolo per mettere  in  atto  ogni
  valida misura di contrasto delle crisi.
   La  Regione  pertanto interviene istituendo, presso  l'Assessorato
  del  Bilancio  e  delle finanze, il portale  per  la  tutela  degli
  utenti,  al  fine di ricevere indicazioni di anomalie nel  rapporto
  degli  imprenditori  con  il sistema del  credito,  ponendosi  come
  garante per la rimozione delle stesse».

                             L'Assessore

                                Michele Cimino