Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Panepinto per la seduta odierna; Lupo per le sedute del 18 e 19
marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, in data 17 marzo 2009, è stato
presentato il seguente disegno di legge:
Interventi a favore della diffusione della musica classica (n.
383)
presentato dall'onorevole Leanza Nicola
in data 17 marzo 2009
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla Commissione legislativa Cultura, Formazione e
Lavoro' (V):
Istituzione del reddito minimo garantito-assegno di
disoccupazione. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati,
inoccupati o precariamente occupati (n. 381)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 marzo 2009
Norme per la stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale
impegnato in programmi di attività socialmente utili (n. 382)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 marzo 2009
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 497 - Urgente reperimento di fondi a ristoro dei danni subiti
dalle attività produttive a seguito dei nubifragi verificatisi nel
mese di dicembre u.s. a Messina.
Presidente Regione
Firmatario: Corona Roberto
N. 498 - Iniziative atte a ripristinare il presidio ENEL di Noto
(SR).
Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione n. 117 Revoca del decreto
dell'Assessore per la sanità riguardante medicazioni per piaghe da
decubito ed altre patologie particolari , degli onorevoli
Francesco Rinaldi, Giuseppe Laccoto, Roberto Ammatuna e Michele
Galvagno.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto assessoriale 19 dicembre 2008, n. 3415, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 4 del 23
gennaio 2009, l'Assessore per la sanità ha disposto la revoca del
decreto 27 dicembre 2001 concernente aggiornamento dei prodotti,
ausili e presidi non inclusi nel nomenclatore tariffario;
l'articolo 1 del predetto decreto n. 3415/2008 dispone la revoca
- in attuazione della misura del piano di cui al punto B.3.2, a
decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana - del decreto n. 36773 del 27
dicembre 2001, relativamente alle disposizioni concernenti
medicazioni per piaghe da decubito' e integratori per patologie
di stato di malnutrizione, nefropatie ed insufficienze
respiratorie';
considerato che, a seguito dell'emanazione del decreto di revoca
in argomento, dal 24 gennaio 2009, secondo le disposizioni
dell'art. 3 del decreto ministeriale 2 marzo 1984, ai soggetti
afflitti da particolari stati patologici severi o cronici, a
favore dei quali negli anni è stata autorizzata l'erogazione di
presidi ed ausili non inseriti nel nomenclatore tariffario
nazionale, è stato negato il diritto alla gratuità delle
prestazioni sanitarie godute in precedenza;
considerato, inoltre, che la revoca del decreto fa seguito
all'accordo sottoscritto in data 31 luglio 2007 dal Ministro
dell'economia e delle finanze, dal Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali e dal Presidente della Regione
siciliana per il perseguimento dell'equilibrio economico del
servizio sanitario regionale, ovvero per la necessità di rientro
dal deficit sanitario accumulato dalla nostra Regione;
ritenuto che:
il decreto dell'Assessore per la sanità n. 3415/2008 pregiudica
gravemente il diritto all'assistenza sanitaria alle fasce sociali
più deboli della popolazione;
il diritto alla salute è un diritto prioritario,
costituzionalmente garantito, che non può essere subordinato a
mere esigenze di equilibrio di cassa, a scapito della salute dei
cittadini afflitti da patologie particolari e croniche,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la sanità
a revocare il decreto assessoriale 19 dicembre 2008, n. 3415,
ripristinando, in tal modo, il diritto alle prestazioni sanitarie
a favore dei soggetti afflitti da patologie particolari, così come
garantito dal precedente decreto assessoriale n. 36773 del 27
dicembre 2001, relativamente a quelle disposizioni concernenti
medicazioni per piaghe da decubito' e integratori per patologie
di stato di malnutrizione, nefropatie ed insufficienze
respiratorie'». (117)
RINALDI - LACCOTO - AMMATUNA - GALVAGNO
Comunico che la mozione sarà demandata alla Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari perché se ne determini la data
di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 248/A Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale .
Invito i componenti la VI Commissione, Servizi sociali e
sanitari , a prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che nella seduta n. 73 del 17 marzo 2009 era stato
approvato l'articolo 8.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Finalizzazione delle risorse finanziarie
1. L'Assessore regionale per la sanità con propri decreti e
previa negoziazione con i direttori generali delle aziende di cui
al comma 1 dell'art. 11, stabilisce la destinazione delle risorse
finanziarie disponibili annualmente per il Servizio sanitario
regionale, individuate e determinate, nel rispetto dei vincoli
imposti dalla normativa nazionale e regionale vigente, in coerenza
con le strategie e gli obiettivi del Piano sanitario regionale,
tenuto conto:
a) della tipologia e della quantità delle prestazioni di
assistenza ospedaliera erogabili da parte delle strutture
pubbliche agli assistiti dal Servizio sanitario regionale;
b) dei criteri e dei parametri correlati alle attività proprie
delle aziende, alla complessità della casistica e delle
prestazioni erogate, all'appropriatezza dei ricoveri, alla
produttività delle stesse aziende nonché alla popolazione
residente ed alla mobilità attiva e passiva;
c) dei programmi interaziendali definiti a livello di Area vasta
nonché dei programmi individuati negli atti di programmazione
regionale;
d) del fabbisogno della rete dell'emergenza-urgenza;
e) dei programmi di interesse regionale gestiti, anche in forma
diretta, dalla Regione;
f) dei programmi di attività per funzioni obbligatorie non
valutabili a prestazioni o per specifici progetti funzionali;
g) del fondo di investimento per la manutenzione ed il rinnovo
del patrimonio delle aziende sanitarie provinciali;
h) del fabbisogno dell'Istituto zooprofilattico sperimentale con
sede in Sicilia e del Centro per la formazione permanente e
l'aggiornamento del personale del Servizio sanitario alla cui
attività va ricondotta la formazione sanitaria di tutte le aziende
del Servizio sanitario regionale.
2. La procedura di negoziazione di cui al comma 1 avviene secondo
quanto previsto dall'art. 24, commi 1 e 16, della legge regionale
8 febbraio 2007, n. 2, ed è estesa anche all'Ospedale classificato
Buccheri La Ferla di Palermo, agli Istituti di Ricovero e Cura a
Carattere Scientifico nonché alle sperimentazioni gestionali, sino
alla scadenza degli accordi di programma vigenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 9.1 (interamente sostitutivo dell'articolo 9),
9.1.2, 9.1.5;
dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 9.1.4, 9.6, 9.7, 9.8, 9.9,
9.13, 9.14, 9.15, 9.11, 9.12;
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 9.1.1;
dagli onorevoli Pogliese, Aricò, Buzzanca, Falcone, Vinciullo e
Marrocco: emendamento 9.1.3;
dagli onorevoli Leontini e Maira: 9.5;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 9.2, 9.3, 9.4;
dagli onorevoli Leontini e Dina: 9.10;
dagli onorevoli Cracolici ed altri: 9.1.6.
Si passa all'emendamento 9.1 del Governo ed ai relativi
subemendamenti.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare il subemendamento 9.1.6, a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Saluto ai docenti e agli studenti della scuola elementare
Garzilli'
e del liceo classico Meli' di Palermo
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ai docenti e agli
studenti della scuola elementare Garzilli' e del liceo classico
Meli' di Palermo.
Informo i nostri ospiti che, oggi, stiamo discutendo del disegno
di legge di riforma del Sistema sanitario regionale. Si tratta di
una delle leggi più complesse ed importanti degli ultimi vent'anni,
per cui vi chiediamo scusa in anticipo se ci dovesse essere
qualche momento di defaillance o di confusione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale»
(248/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito della
discussione del disegno di legge «Norme per il riordino del
Servizio sanitario regionale» (248/A)
Si passa al subemendamento 9.1.5.
Onorevoli colleghi, si rende necessario sospendere la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa allo ore 11.56, è ripresa alle
ore12.05)
La seduta è ripresa.
Si passa al subemendamento 9.1.9, dell'onorevole Leontini.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
all'onorevole Leontini, presentatore del subemendamento, che questa
vicenda è già stata risolta e non è necessario che, in ogni
articolo, ribadiamo ciò che abbiamo già affermato.
Ieri, abbiamo approvato, non ricordo se all'articolo 1 o
all'articolo 2, la libera scelta nei limiti del budget definito
dall'articolo 24, che approveremo successivamente; abbiamo
affermato un principio, stabilendo che nella norma questo principio
si definisce attraverso una assegnazione finanziaria che si chiama
budget.
Perché dobbiamo riscrivere che le Aziende sanitarie regionali
acquisiscono le prestazioni, sia pubbliche che private se è già
scontato? Non capisco perché c'è questa pervicacia di ribadire cose
quasi in maniera ossessiva.
Suggerirei di non perdere tempo perché abbiamo già stabilito che
in Sicilia, come in tutta Italia, le prestazioni sanitarie, il
Servizio sanitario pubblico si organizzano sia attraverso le
strutture pubbliche sia attraverso quelle private accreditate.
Pertanto, invito l'onorevole Leontini a ritirare il subemendamento.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere alla Presidenza di prelevare il subemendamento 14.1.4, da
me presentato, considerandolo come emendamento aggiuntivo
all'articolo 9, tenuto conto che riguarda l'utilizzo di risorse
finanziarie e quindi sarebbe più attinente all'articolo 9.
LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirare il subemendamento 9.1.9.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 9.1.5 del Governo, riferito
alla lettera a). Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 9.1.4.
LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 9.1.2 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 9.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 9.1.3.
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 9.1.5 del Governo, per la
parte relativa al secondo comma.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 9.1.8 della Commissione.
Saluto agli studenti della scuola Lombardo Radice' di Catania
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ai docenti e agli
studenti della scuola elementare Garzilli' e del liceo classico
Meli' di Palermo.
Informo i nostri ospiti che, oggi, stiamo discutendo del disegno
di legge di riforma del Sistema sanitario regionale. Si tratta di
una delle leggi più complesse ed importanti degli ultimi vent'anni,
per cui vi chiediamo scusa in anticipo se ci dovesse essere
qualche momento di defaillance o di confusione.
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti della
scuola Lombardo Radice' di Catania.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
248/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 248/A.
Pongo in votazione il subemendamento 9.1.8. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 9.1.7.
Onorevoli colleghi, gli Uffici mi suggeriscono che l'emendamento è
inammissibile perché aggiuntivo e non modificativo del testo.
DONEGANI. No, signor Presidente, è un subemendamento
all'emendamento del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
notare alla Presidenza che questo subemendamento si limita , tra
l'altro, a riprendere una norma già vigente nel sistema legislativo
regionale e, rispetto a questa norma, definisce i fabbisogni
finanziari, indica tra i criteri e i requisiti di finanziamento del
Sistema sanitario anche il fatto che ci sono aree già definite a
rischio ambientale con provvedimento legislativo; istituisce un
criterio per definire il fabbisogno finanziario dei distretti che
andremo a disciplinare più avanti. Quindi è un criterio ordinatorio
di definizione della rete oncologica - già previsto da legge
regionale - e non stiamo facendo una nuova cosa.
Le reti oncologiche delle aree a rischio sono state individuate
con legge della Regione - la legge numero 10 del 2006 - e si limita
a stabilire che questo costituisce requisito per definire il
fabbisogno finanziario. Quindi, ribadiamo una norma che già esiste
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che con questo emendamento non stiamo chiedendo nulla di nuovo,
nulla di particolare, rispetto alla normativa regionale vigente.
Stiamo chiedendo soltanto l'applicazione del comma 3 dell'articolo
1 della legge numero 10 del 2006 che regola la rete oncologica
nella Regione Sicilia.
Non si capisce la ragione per cui gli Uffici, su questo
provvedimento, stiano trovando qualcosa da eccepire, considerato
che sull'emendamento 9.5, dove vi erano elementi identici, siamo
andati avanti tranquillamente. E non è necessaria neppure la
copertura finanziaria perché non c'è aumento di spesa: non c'è
nulla di nuovo se non ribadire ciò che è già previsto dalla norma.
Stiamo parlando di tre centri ad alto rischio industriale e
oncologico, cioè Milazzo, Augusta e Gela.
Ricordare che sia io che l'onorevole Buzzanca abbiamo apposto la
firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. Comunico che anche gli onorevoli De Benedictis,
Federico, Gennuso, Marziano, Picciolo, Romano, Rinaldi hanno
chiesto di apporre la loro firma al subemendamento 9.1.7.
L'Assemblea ne prende atto.
DONEGANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento a
quanto detto anche dal Presidente del mio Gruppo parlamentare,
onorevole Cracolici, vorrei ribadire che si tratta di una norma già
esistente, la legge regionale numero 10 del 2006 e, a prescindere
dall'emendamento dell'onorevole Leontini, già approvato, che ha la
stessa pertinenza, si tratta soltanto di attivare unità operative
complesse in discipline oncologiche e radioterapiche per dare un
segnale forte in quelle realtà ad alto rischio ambientale.
Non stravolgerebbe nulla al disegno di legge che stiamo
discutendo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
norma sia pleonastica perchè la legge c'è già e si tratta soltanto
di dire che quella legge si mantiene. Non stiamo parlando di altro
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Donegani, considerato che l'articolo è finalizzato ad
indicare i soggetti a cui vengono destinate le risorse disponibili
per il Servizio sanitario regionale - prima determinate e poi
destinate - e che c'è un elenco dei destinatari di queste risorse,
è chiaro che il subemendamento, pur condivisibile, deve essere
riscritto per essere adeguato alla formulazione dell'articolo, cioè
deve prevedere questa esigenza nel quadro dei destinatari delle
risorse; diversamente, mantenendolo, si altererebbe tutta la
formulazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
9.1.7.1, a firma degli onorevoli Donegani ed altri:
«sostituire presidi' con distretti ospedalieri' .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo quindi in votazione il subemendamento 9.1.7, come emendato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che la presentazione degli emendamenti e dei subemendamenti è in
questa fase piuttosto convulsa, vorrei chiedere alla Presidenza di
esaminare il subemendamento 9.2 (al comma 1 dell'articolo 9 della
Commissione).
Si tratta di inserire al comma 1 dell'articolo 9, lettera a), dopo
le parole alle aziende del servizio sanitario regionale , le
parole in proporzione al numero degli assistiti nel territorio di
competenza perché credo sia utile ribadire che la fonte primaria è
questa.
Se necessario, lo ripresento adesso ma in realtà era il contenuto
dell'emendamento 9.2 già presentato che potrebbe essere prelevato.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, il subemendamento a sua firma
si riferiva all'articolo 9, così come esitato dalla Commissione;
l'articolo 9 è però gia stato subemendato per cui non c'è più il
testo cui si riferiva.
DE BENEDICTIS. Capisco ma, visto che i lavori stanno procedendo in
questo modo, se in Aula il Governo presenta un emendamento, non c'è
il tempo di presentare subemendamenti.
PRESIDENTE. Ripeto, rischiamo di votare un emendamento che non ha
più nessuna attinenza con il testo di riferimento, per cui
rischiamo di fare un lavoro inutile.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, il
subemendamento da me presentato mira ad eliminare, alla lettera a),
il riferimento ai criteri di finanziamento della mobilità attiva e
passiva, nella consapevolezza che ci potrebbero essere territori
penalizzati, territori non dotati di strutture adeguate.
Ritengo però che il subemendamento 9.1.2 del Governo possa
risolvere la questione.
Pongo in votazione l'emendamento 9.1 del Governo, interamente
sostitutivo dell'articolo 9 del testo del disegno di legge, come
emendato.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
poc'anzi, l'onorevole Speziale è intervenuto per chiedere di
prelevare all'articolo 9 il subemendamento 14.1.4 il quale prevede
che costituiscono distretto sanitario le aree classificate ad alto
rischio ambientale .
Per queste ultime, vengono individuate, con decreto assessoriale,
le prescrizioni in materia di prevenzione individuale e collettiva,
diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria per le
patologie derivanti dagli insediamenti industriali ed individuate
le specifiche risorse.
Ritengo che questo subemendamento, inserito tra gli emendamenti
all'articolo 14, sia strettamente connesso al mio emendamento, il
9.10, all'articolo 9, che così recita: dopo la lettera h)
aggiungere la seguente lettera i) delle necessità derivanti dalle
emergenze zoo-tecniche , dai compiti di assistenza per i cittadini
immigrati extracomunitari, dalle esigenze di tutela delle aree
industriali a rischio .
Questo vuole far fronte ad alcune emergenze che negli ultimi anni
si sono fatte sempre più acute ed estese nel nostro territorio
regionale. Se questo subemendamento, che è riferito al testo
dell'articolo 9, a sua volta sostituito dal 9.1 del Governo -
all'emendamento dell'onorevole Speziale, noi avremo inserito una
lettera organica con un riferimento proprio a competenze
specifiche, e cioè le emergenze derivanti dalla tutela della aree a
rischio industriale, quindi, è coerente ed organico. Pertanto,
chiedo di inserire nell'articolo 9 la lettera i) che è il 9.10.
RUSSO, assessore per la sanità. Diventa lettera h) e poi
aggiungiamo «al necessario ».
LEONTINI, relatore. Sì, è vero, diventa h) e colleghiamo a questo
l'emendamento dell'onorevole Speziale.
PRESIDENTE. Qual è il suo emendamento, onorevole Leontini?
LEONTINI, relatore. Il 9.10.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, l'articolo 9 è
momentaneamente accontonato.
SPEZIALE. Il mio emendamento, come dice l'onorevole Leontini, può
integrarsi perfettamente con un comma aggiuntivo all'articolo 9,
altrimenti può anche vivere da solo come emendamento all'articolo
14, come sub emendamento all'emendamento del Governo al 14.1.
Se si vuole in questa fase approvarlo, è sufficiente sospendere
due minuti per fare un'unica formulazione.
PRESIDENTE. L'articolo 9 è accantonato momentaneamente.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Divieto di esternalizzare funzioni non sanitarie
1. E' fatto divieto alle aziende del Servizio sanitario regionale
ed agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di
servizi o con consulenze esterne l'espletamento di funzioni non
sanitarie che può essere svolto mediante risorse interne.
2. Nei casi di comprovata necessità derivante da carenza di
organico degli uffici o unità operative ovvero per cause non
ascrivibili a scelte della direzione generale, è possibile derogare
al divieto di cui al comma 1, con provvedimento del direttore
generale adeguatamente motivato da sottoporre alla preventiva
approvazione dell'Assessorato regionale della sanità e da
comunicare successivamente alla Corte dei conti.
3. La violazione delle disposizioni del presente articolo comporta
diretta responsabilità, anche patrimoniale, del direttore
generale».
Comunico che all'articolo 10 sono stati presentati alcuni
emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 10.3;
- dall'onorevole Panepinto: 10.1.1 e 10.2;
- dal Governo: 10.1 e 10.1.2;
- dagli onorevoli Cracolici ed altri: 10.1.3.
Si passa all'emendamento 10.3, a firma degli onorevoli
Cracolici, De Benedictis ed altri.
RUSSO, assessore per la sanità. L'emendamento 10.3 è assorbito
dall'emendamento dal 10.1 (al comma 1) del Governo.
DE BENEDICTIS. Lo confronto con l'emendamento 10.1.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. L'emendamento 10.3 è
sostanzialmente assorbito dal 10.1 per cui dovrebbero essere
discussi unitariamente, seppure prima quello del Governo, almeno
per la prima parte. Chiedo, comunque, all'onorevole De Benedictis
di ritirarlo.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, ritira il suo emendamento?
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, c'è una differenza: l'articolo
del Governo fa riferimento alle funzioni non sanitarie e nel nostro
emendamento, invece, si fa riferimento a tutte le funzioni. Quindi,
mi sembra un articolo di maggiore garanzia pur nello spirito che il
Governo vuole perseguire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 10.1.2 (al comma 1) del Governo. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, prima di questo bisogna mettere in
discussione l'emendamento 10.1.1 del Governo, che istituisce il
comma 4, poi ce n'è un altro dell'onorevole Leontini, che si
riferisce sempre alla Giunta, infine si potrà discutere questo.
Dico ciò perché non è ancora istituito il comma 4.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo un po' di attenzione. Avevo
già detto che passavamo al subemendamento 10.1.2 del Governo che è
scritto in due parti separate. La prima parte riguarda il comma 1,
la seconda parte, che tratteremo e voteremo successivamente,
riguarda il comma 4. In questo momento stiamo parlando soltanto
della prima parte che riguarda il comma 1: «All'articolo 10, comma
1, sopprimere le parole individuate nell'atto aziendale e nel
regolamento ... . Stiamo ponendo in votazione questa parte.
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.2 (al comma 1). Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.1 (al comma 1) del Governo. Ne do
lettura: «Al comma 1, dopo le parole non sanitarie che può essere
svolto mediante risorse interne', sono sostituite con le seguenti
il cui esercizio rientra nelle competenze di ufficio di unità
operative aziendali individuate nell'atto aziendale e/o nel
regolamento di organizzazione dei medesimi ».
Ovviamente il testo va coordinato dagli uffici che adegueranno la
dicitura dell'emendamento alla soppressione fatta dal
subemendamento.
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ci sono due errori nella riproduzione del testo
dell'emendamento; infatti, l'originario emendamento recita così: le
parole non sanitario che può essere svolto mediante risorse
interne , non dopo le parole
PRESIDENTE. Abbiamo già abbondantemente delegato gli uffici con un
ampio mandato in sede di coordinamento.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
10.4.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento tecnico datomi
dagli uffici. Al comma 2 si dice semplicemente che le modalità con
cui si può derogare sono ai sensi di una norma nazionale. E' solo
questo l'emendamento. Valuti lei.
L'emendamento richiama alle modalità di una norma nazionale, sono
le modalità, previste da una norma dello Stato, con cui si può
derogare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come si sta
dimostrando, la complessità è tale da rischiare di scrivere cose
che non funzionano.
Se ho capito bene, avremmo votato il comma 1 dell'articolo 10 che,
a questo punto, reciterebbe così: E' fatto divieto alle aziende
del servizio sanitario regionale e agli enti pubblici del settore
di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne
l'espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle
competenze di uffici o di unità operative aziendali .
Quali sono gli uffici nell'organizzazione aziendale? Gli uffici?
Ci sono unità operative semplici e complesse.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.4. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Leontini il
subemendamento 10.1.4.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo,
perché è singolare che un nucleo di valutazione si faccia con un
interno, il nucleo di valutazione deve essere esterno alla
struttura. Ma c'è un emendamento a firma nostra che non si limita
ad abrogare l'interno, ma individua la modalità di nomina di tutti
e tre.
C'è un subemendamento, il 10.1.3. che, oltre ad eliminare anche
noi l'uno interno, stabilisce le modalità di nomina anche del
nucleo di valutazione, attribuendo - ed è l'unico caso, signor
Presidente - alla commissione parlamentare sull'attività sanitaria
un ruolo sulla nomina, assieme all'assessore per la sanità, dei
nuclei di valutazione, perché essendo soggetti esterni alle aziende
sono chiamati a valutare gli obiettivi delle aziende stesse e
individua nella commissione il soggetto che nomina per ogni
azienda, due dei tre componenti, assieme al terzo che è di nomina
dell'assessore. E' una vecchia questione che risale alla scorsa
legislatura quando io posi un problema che riguardava il collegio
dei sindaci.
Ricorderete che lì posi il problema di come il Parlamento
siciliano, sulle azioni di controllo, non di governo, eserciti una
funzione. Ecco perché il nostro emendamento dà alla commissione un
potere, in questo caso specifico, che è relativo alla nomina dei
nuclei di valutazione assieme a uno di nomina del Governo. Per
questo credo che bisogna integrare il nostro emendamento con quello
di Leontini.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, pur condividendone lo spirito,
non riesco a comprendere come una commissione parlamentare possa
fare delle nomine. E' molto vicino il concetto di designazione a
quello di nomina. Non è un'attività propria delle commissioni
parlamentari. Le commissioni possono dare un parere, ma non possono
designare.
Avremo anche difficoltà a procedere da un punto di vista formale:
nel Regolamento non è previsto che le commissioni parlamentari
facciano delle designazioni.
CRACOLICI. E' chiaro che le designazioni avvengono attraverso il
Presidente.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un
precedente ed è quello del Comitato per la programmazione sanitaria
che è previsto nel piano di rientro. Quando questi comitati si sono
costituiti, in ottemperanza a quello che è prescritto, la
Commissione sanità ha indicato propri nominativi per la
composizione del medesimo Comitato. Quindi, la possibilità esiste.
Noi possiamo anche fermarci per valutare attentamente, per non
chiudere la questione. Però, il precedente esiste e la Commissione
ha espresso dei nomi per ogni provincia che hanno affiancato gli
altri soggetti preposti. Posso citarvi la norma di riferimento.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido e
mantengo tutte le perplessità del Presidente dell'Assemblea.
Ritengo che sia un compito in più che non appartiene alla
Commissione, quindi ritengo il subemendamento 10.1.3 inammissibile,
ma qualora fosse accolto, dichiaro che siamo assolutamente
contrari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io chiedo al collega Leanza Nicola
di non fare confusione. Non sto proponendo surrettiziamente il
Governo della sanità attraverso il Parlamento in quanto preciso che
sono rispettoso e, fino a quando esiste il 292 in applicazione del
502, le norme che regolano il Governo del sistema sanitario sono
quelle fissate dal 229 in applicazione del 502.
Adesso stiamo ponendo un'altra questione: vi ricordo che, per
quanto riguarda il nucleo di valutazione, che io correttamente
considero un organo che viene introdotto nella verifica degli
obiettivi della gestione sanitaria, che va, quindi, a verificare
la gestione - non è un organo di gestione - credo che sia una
prerogativa eccessiva quella che il Parlamento, attraverso propri
designati, eserciti una funzione di controllo, ripeto, di controllo
valutativo nelle aziende. Non stiamo parlando di organi di Governo
ma di organi di valutazione e neanche di controllo in senso
stretto.
Pertanto, voglio ricordare che le designazioni - ed è evidente -,
qualunque designazione, di norma, passa dai rappresentanti del
Parlamento, che poi è il Presidente dell'Assemblea; se si vuole lo
si può esplicitare, ma il tema che noi poniamo è che il nucleo di
valutazione sia anche un organo assembleare e non solo un organo di
gestione dell'Assessore.
Diversamente, c'è qualche cosa che non funziona, infatti, se lo
stesso soggetto nomina gli amministratori e coloro che devono
controllare gli amministratori, c'è qualche schizofrenia, tant'è,
per quanto riguarda il collegio dei sindaci - come è noto - la
nomina dei revisori non attiene all'organo che nomina i direttori
ma al ministero dello Sviluppo dell'Economia e al ministero della
Sanità; pertanto, attiene a più organi che in qualche modo, sia
per ragioni finanziarie, sia per ragioni gestionali hanno una
competenza in materia sanitaria, ecco perché credo che sia una
delle prerogative del Parlamento. Lei, onorevole Leanza, oggi fa
parte della maggioranza, ma si ricordi di essere un deputato e i
deputati possono essere un giorno in maggioranza e un giorno
all'opposizione e difendere le prerogative parlamentari costituisce
un valore non è una cessione di sovranità. Ecco perché io ribadisco
che questo emendamento deve essere apprezzato dall'Aula.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, se è condivisa la ratio della
norma che proponiamo e si vuole aggirare l'ostacolo procedurale,
ancorché supportato da un precedente, l'ipotesi potrebbe essere
quella che mi permetto di suggerire al Governo, cioè una correzione
potrebbe essere quella che lascia in piedi la ratio della norma che
i due membri sono designati dall'Assessore su parere vincolante
della Commissione . In questo modo a ciascuno compete il suo: alla
Commissione la possibilità di esprimere un parere come da
Regolamento ed all'Assessore la possibilità, anzi il compito, la
prerogativa di nominare.
Resta salva la possibilità che questi nuclei di valutazione siano
in qualche modo composti anche dall'organismo che sovrintende a
questa materia.
PRESIDENTE. Cioè, diventerebbe: I nuclei di valutazione delle
Aziende sanitarie regionali sono composti da tre membri, nessuno
dei quali interni all'azienda in cui operano, nominati
dall'Assessore regionale per la sanità su designazione uno della
Conferenza dei sindaci , previo parere obbligatorio della
Commissione parlamentare.
DE BENEDICTIS. La Conferenza dei sindaci nomina senza parere
alcuno; due dall'Assessore regionale per la sanità, previo parere
vincolante della Commissione legislativa.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, riscriva l'emendamento
seguendo questa formulazione.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, ribadisco il parere contrario a questo subemendamento.
Ritengo che le prerogative del Parlamento vengono garantite dal
controllo degli atti, non dalla nomina delle persone e, quindi, il
mio voto è assolutamente contrario relativamente a questo
subemendamento ed anche rispetto alla mediazione.
PRESIDENTE. Il subemendamento 10.1.3 è accantonato in attesa che
venga riscritto.
Intanto, onorevole De Benedictis, le suggerisco di scrivere il
parere della Commissione obbligatorio e non vincolante .
Si passa al subemendamento 10.1.4, dell'onorevole Leontini, anche
se questo potrebbe essere assorbito dalla nuova formulazione del
subemendamento 10.1.3. Pertanto, lo accantoniamo.
Si sospende l'esame dell'articolo 10 e si riprende l'esame
dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Leontini,
Speziale, Donegani e Federico il subemendamento 9.1.10.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
adempiuto all'impegno assunto con la Presidenza e con l'Aula,
abbiamo fuso e riscritto l'emendamento 9.10 e il subemendamento
14.1.4 e li abbiamo inseriti come lettera i), che integra e
completa l'elenco dei destinatari delle risorse del servizio
sanitario regionale.
Abbiamo fatto riferimento alle emergenze (zootecnica, immigrazione
e tutela delle aree a rischio industriale) ed abbiamo anche
previsto che tali tutele fossero concretamente attuate attraverso
l'allocazione di specifiche risorse, soprattutto con riferimento
alle aree industriali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 9.1.10. Il parere
del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.1 del Governo, interamente
sostitutivo dell'articolo 9, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti e subemendamenti all'articolo 9
decadono, in quanto l'emendamento 9.1 del Governo è interamente
sostitutivo dell'articolo 9.
Si riprende l'esame dell'articolo 10. Comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis il
subemendamento 10.1.3.1. «dopo la parola due' aggiungere
dall'Assessore regionale alla sanità previo parere obbligatorio'».
CRACOLICI. Non c'entra l'obbligatorietà
PRESIDENTE. Tutte le nomine, quando vengono a ratifica dell'Aula,
hanno sempre questa caratteristica, cioè il parere obbligatorio e
non vincolante.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, non ho
l'emendamento.
PRESIDENTE. Assessore, in sostanza questo subemendamento tende a
darle la possibilità di nominare i due componenti del nucleo di
valutazione, ovviamente previo parere obbligatorio della
Commissione, non vincolante.
RUSSO, assessore per la sanità. Sono contrario alla nomina da
parte dell'Assessore o dell'Assemblea di un nucleo di valutazione
che è di supporto al direttore generale e che è espressione di un
momento organizzativo tutto interno all'azienda, per cui il parere
è nettamente contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Questo subemendamento prevede che nei nuclei di
valutazione, due componenti siano nominati dall'assessore regionale
alla sanità previo parere obbligatorio, non vincolante della
Commissione.
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.3.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Ammatuna, D'Antoni, De Benedictis, Digiacomo,
Di Guardo, Donegani, Faraone e Ferrara si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 10.1.3.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 10.1.3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
segreto:
Presenti 68
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 31
Contrari 34
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.3.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Ammatuna, D'Antoni, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo,
Donegani, Falcone e Ferrara si associano alla richiesta)
PRESIDENTE. Su questo emendamento c'è il parere contrario del
Governo, ma se mi permettete c'è anche il parere contrario della
Presidenza perché sarebbe inapplicabile, significherebbe, infatti,
dare mandato alla VI Commissione di fare le nomine, cosa che non
potremmo fare. Poi, è sostanzialmente improponibile nei fatti ma
spero che il Parlamento sia così maturo da respingerlo.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che sia non un'esigenza ma una necessità dell'Aula cercare di
aiutare il Presidente a fare un po' di ordine nell'andamento dei
lavori perché costringiamo, a causa dell'amplificazione
insufficiente, il Presidente a sgolarsi ed arriviamo al paradosso
che i colleghi votino come richiedenti il voto segreto, quando
erano convinti che stessero votando per il contenuto
dell'emendamento. C'è un clima di confusione che dobbiamo evitare,
quindi cerchiamo di non parlare tutti insieme.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo ai richiedenti di questo
emendamento, di ritirarlo ed evitarci così il supplizio di porlo in
votazione.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 10.1.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 10.1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 71
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 39
(Non è approvato)
Si torna al subemendamento 10.1.4, a firma dell'onorevole Leontini
che tende ad escludere il componente interno del nucleo di
votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento del Governo 10.1.2 (al comma
4). Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Panepinto.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole Panepinto, lo dichiaro
decaduto.
Si passa al subemendamento 10.1.1, a firma dell'onorevole
Panepinto. Per assenza dall'Aula dell'onorevole Panepinto, lo
dichiaro decaduto.
CRACOLICI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Signor Presidente, intendo però cassare da e fino a
pubblici perché mi limito alla laurea.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici lei è così esperto che sa
perfettamente che i subemendamenti si scrivono, si depositano, si
illustrano, si fotocopiano, si distribuiscono. Se lei lo facesse
decadere sarebbe meglio
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici il
subemendamento 10.1.1.1 «Sopprimere le parole da e fino a
pubblici .
L'emendamento Panepinto verrebbe modificato concludendosi dove c'è
scritto diploma di laurea .
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.1.1. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per le sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.1, come emendato. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per le sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.1 del Governo (aggiuntivo dopo
il comma 3), come emendato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Chiaramente, la seconda parte del 10.1 del Governo tiene conto
dell'emendamento che prevede che gli interni non ci siano più.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 11 è accantonato. Si passa all'articolo 12. Ne do
lettura:
«Articolo 12.
Scorporo di funzioni
1. La funzione ospedaliera pubblica è scorporata dalla gestione
delle aziende sanitarie provinciali e trasferita per intero alla
competenza ed alla gestione delle aziende ospedaliere provinciali,
come definite nella Tabella A'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 12.1.1;
dal Governo: 12.1;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 12.2.
Si passa all'emendamento 12.1 del Governo, interamente soppressivo
dell'articolo 12.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 12 è, pertanto, soppresso.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, desidero intervenire sul modo in cui dovremmo
procedere nel pomeriggio perché avendo fatto oggi due articoli che
certamente non erano materia molto articolata, il 9 e il 10, prima
di riprendere i lavori inviterei ad una valutazione che non vuole
essere assolutamente da parte mia, quale presidente della
Commissione, un ulteriore appesantimento dei tempi, ma ritengo
opportuno, prima di procedere alla trattazione di alcuni articoli
che ci vedranno impegnati nel pomeriggio - in particolare gli
articoli 11, 13, 14, 21, 22, 23, 24 e 25 - che si faccia una
valutazione approfondita su come procedere.
Certamente, se riprenderemo i lavori senza fare prima una
valutazione più approfondita, di qualche ora, di questi articoli,
prevedo una difficoltà anche nel prosieguo dei lavori d'Aula.
Questa è un'osservazione che mi permetto proprio per agevolare i
lavori d'Aula avendo fatto due articoli quasi in quattro ore - e
certamente gli altri rimasti non sono articoli di questa portata -,
valuterei e accantonerei quegli articoli e dalle 16.00 alle 17.00
sarebbe opportuno convocare una riunione della Commissione con il
Governo per agevolare i lavori. Credo che questa sia una proposta
giusta per semplificare i lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Beninati, faccio una proposta
alternativa, comunque, molto vicina alla sua: direi di esaminare
l'articolo 13 e l'articolo 15 adesso per poi sospendere e rinviare
la seduta alle ore 17.00.
Chiaramente in questo intervallo di tempo, c'è la necessità che la
Commissione e i Presidenti dei Gruppi parlamentari si riuniscano
insieme al Governo.
CRACOLICI. L'articolo 13 non è cosa di mezz'ora: ci sono molti
emendamenti.
PRESIDENTE. Esaminiamo l'articolo 13 fin dove è possibile.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per agevolare i
lavori d'Aula, anche per quanto detto dal Presidente, ritengo che
l'Aula non possa essere rinviata alle ore 17.00. Sarebbe più
opportuno almeno spostarla alle ore 18.00 perché il Presidente e la
Commissione devono avere il tempo di esaminare gli emendamenti ed i
subemendamenti. Ci sono dei testi, dei subemendamenti che arrivano
in Aula disordinatamente, a parte i problemi di audio.
Ritengo più opportuno, invece, impostare un unico testo con
emendamenti e subemendamenti e procedere speditamente in Aula.
Pertanto, la proposta della Commissione è che l'Aula non riprenda
i lavori prima delle ore 18.00.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
d'accordo rispetto alle perplessità che il presidente Beninati ha
poc'anzi esplicitato. Ritengo che, però, l'esigenza dell'Aula sia
quella di procedere, ferma restando l'opportunità di fermarsi un
paio d'ore, in quanto ciò servirebbe al buon andamento dei lavori.
Ritengo che se esaminassimo gli articolo 13 e 15 adesso, sarebbe
una cosa buona e giusta.
PRESIDENTE. Allora, possiamo passare soltanto all'articolo 13,
perché sugli articoli 14, 15 e 16 c'è un emendamento sostitutivo da
parte del Governo.
Si passa, quindi, all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Organizzazione delle aziende del Servizio sanitario regionale
1. Le aziende sanitarie provinciali e le aziende ospedaliere
provinciali di cui al comma 1 dell'art. 11 sono dotate di
personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale.
2. Sono organi delle aziende del Servizio sanitario regionale:
a) il direttore generale;
b) il collegio sindacale.
3. L'organizzazione e il funzionamento delle aziende del Servizio
sanitario regionale sono disciplinati con atto aziendale di diritto
privato.
4. L'atto aziendale è adottato dal direttore generale sulla base
degli indirizzi forniti dall'Assessore regionale per la sanità.
5. L'organizzazione delle aziende di cui ai precedenti commi è
modulata, anche attraverso specifici modelli gestionali, in
rapporto ai bacini di utenza ed al numero delle soppresse aziende
di cui ciascuna costituita azienda assume funzioni, attività e
competenze.
6. Gli atti aziendali delle aziende sanitarie provinciali di
Catania, Messina e Palermo possono prevedere modelli organizzativi
differenziati.
7. I compensi dei direttori generali delle aziende sanitarie e
delle aziende ospedaliere provinciali, da corrispondere comunque
nel limite massimo previsto dalla vigente normativa, sono
differenziati, sulla base di quanto determinato con apposita
deliberazione della Giunta regionale, in ragione del rilievo, anche
economico, delle singole aziende e del relativo bacino di utenza.
8. In ogni azienda del Servizio sanitario regionale è istituito,
senza alcun onere economico aggiuntivo, un Comitato consultivo
composto da utenti e operatori dei servizi sanitari e socio-
sanitari nell'ambito territoriale di riferimento. Il Comitato
consultivo esprime pareri non vincolanti e formula proposte al
direttore generale in ordine agli atti di programmazione
dell'azienda, all'elaborazione dei Piani di educazione sanitaria,
alla verifica della funzionalità dei servizi aziendali nonché alla
loro rispondenza alle finalità del Servizio sanitario regionale ed
agli obiettivi previsti dai Piani sanitari nazionale e regionale,
redigendo ogni anno una relazione sull'attività dell'azienda.
Formula altresì proposte su campagne di informazione sui diritti
degli utenti, sui requisiti e criteri di accesso ai servizi
sanitari e sulle modalità di erogazione dei servizi medesimi.
9. Con apposito decreto, da emanarsi entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
regionale per la sanità disciplina le modalità di costituzione,
funzionamento, organizzazione, attribuzione dei compiti,
articolazioni e composizione dei Comitati consultivi aziendali».
Comunico che all'articolo 13 sono stati presentati i seguenti
emendamenti
- dal Governo: 13.1 (al comma 1), 13.1 (al comma 7);
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 13.7, 13.6, 13.8, 13.9, 13.10,
13.11, 13.12;
- dall'onorevole Leontini: 13.13;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine: 13.2, 13.3, 13.5, 13.4;
- dal Governo: 13.14.
Si passa all'emendamento 13.1, del Governo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento e 13.7, dell'onorevole Cracolici ed
altri.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.13, dell'onorevole Leontini.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.2, degli onorevoli Galvagno e Termine.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento 13.2 è in contrasto con la normativa
nazionale che prevede cinque componenti nel consiglio sindacale
piuttosto che tre unità, quindi, è in contrasto.
CRACOLICI. Signor Presidente onorevoli colleghi, ne prevede cinque
di cui i primi due sono nominati dal Ministero, tre sono quelli di
nomina regionale. Comprendo la fobia della contrarietà
dell'onorevole Leanza che poi farà demagogia andando a dire ai
sindaci che si era battuto.
Assessore, ci stiamo ponendo un problema: intanto, i 5 componenti
sono di nomina complessiva - di cui due da parte dei ministeri -
ma stiamo parlando dei tre di nomina regionale. Assessore, li
nomina Lei
Stiamo parlando del Collegio dei revisori per la quota che nomina
l'assessore regionale. Lei nomina quelli di sua competenza e, con
questa norma, si sta dicendo che uno è nominato dalla Conferenza
dei sindaci.
Va bene che il Collegio dei revisori preveda anche una
rappresentanza dei revisori dei sindaci ma io avrei fatto di più
perché ritengo che il Collegio dei sindaci debba essere un organo
di controllo e non un organo di confermatori.
Credo che dare la rappresentanza territoriale nel controllo delle
aziende sia un atto dovuto, pertanto, al di là del fatto che
l'Assessore ribadisce la sua contrarietà, credo che l'Aula si debba
esprimere.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Cracolici, potrei pure rispettare le sue
intenzioni che si scontrano su due dati dai quali dobbiamo partire
per fare un ragionamento serio, come da lei auspicato sin
dall'inizio della discussione del disegno di legge.
Innanzitutto, l'emendamento che lei sostiene alla fine dovrebbe
leggersi così: collegio sindacale composto da tre unità di cui uno
nominato con decreto dell'assessore regionale per la sanità, e due
eletti dalla Conferenza dei sindaci con voto limitato ad uno .
Dunque, letteralmente, l'emendamento riproduce un collegio
sindacale composto da tre unità.
Poi, quale che sia il suo intendimento e quale che sia il comma,
sebbene rivisitato e corretto, si scontra in maniera forte con
l'articolo 3 ter, comma tre della legge numero 502.
Il Collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto da 5
membri, di cui due designati dalla Regione, uno designato dal
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
uno dal Ministro della sanità e uno dalla Conferenza dei sindaci.
Dunque, si tratta di una disciplina normativa nazionale che la
Regione non può derogare.
Le chiedo, pertanto, di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei andrebbe, dunque, a
modificare quello che stabilisce quali sono gli organi delle
aziende ma qua c'è un problema di principio.
TERMINE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
13.3, a firma degli onorevoli Galvagno e Termine.
TERMINE. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto Si passa all'emendamento
13.14, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.6, a firma dell'onorevole Cracolici ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.1 (al comma 7) e 13.8, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 13.9, a firma dell'onorevole Cracolici ed
altri.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo comma, così come formulato, introduca un criterio
irragionevole perché andremmo a differenziare i compensi ai manager
in funzione della dimensione dell'Azienda.
Ritengo che la proposta che formuliamo abbia più senso perché il
compito di gestione di un'Azienda, quale che sia la dimensione, può
essere più impegnativo o meno, ad esempio, a seconda del deficit
iniziale, della complessità del lavoro richiesto o degli obiettivi
che si pongono. Da questo dipende l'impegno del manager, non dalle
dimensioni di un'azienda, perché si può essere a capo di un'azienda
di grandi dimensioni ma senza problemi; viceversa, si può essere a
capo di una azienda piccola ma che ha bisogno di recuperare il
deficit.
Ritengo, quindi, che l'emendamento possa essere condivisibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.9. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.10.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.11.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.5, a firma degli onorevoli Galvagno e
Termine.
TERMINE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.12, dell'onorevole Cracolici ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEONTINI, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.4, a firma degli onorevoli Galvagno e
Termine.
TERMINE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 13, nel resto risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
17.30.
(La seduta è sospesa alle ore 13.40, è ripresa alle ore 17.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
numero 499 - Notizie sulla gestione della società Multiservizi
s.p.a. .
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatari: Lentini Salvatore; D'Agostino Nicola
numero 500 - Misure per fronteggiare la situazione di grave crisi
in cui versa l'azienda Rodriguez di Messina.
Presidente Regione
Assessore Industria
Firmatario: Picciolo Giuseppe
numero 503 - Interventi urgenti per l'attivazione del reparto di
medicina preventiva delle migrazioni presso l'ospedale San Giovanni
di Dio di Agrigento.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Bosco Antonino
numero 504 - Gestione degli interventi di formazione professionale
per l'anno 2008. Programmazione degli interventi di formazione
professionale per l'anno 2009.
Presidente Regione
Assessore Lavoro
Assessore Bilancio
Firmatari: Buzzanca Giuseppe; Ardizzone Giovanni
numero 505 - Interventi per estendere alle scuole siciliane
l'esonero dal pagamento della tassa per il servizio di raccolta,
recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Barbagallo Giovanni
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta orale:
numero 501 - Intervento allo scopo di fare luce circa i criteri
adottati dalla società cooperativa Manutencoop relativamente alle
procedure di assunzione.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Cracolici Antonino
numero 502 - Iniziative volte a rilanciare lo stabilimento Keller
di Palermo al fine di salvaguardare i livelli occupazionali.
Presidente Regione
Assessore Industria
Firmatario: Cracolici Antonino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
248/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 248/A Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale .
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente, da un
incontro informale, si ritiene di mantenere l'articolo 11,
l'articolo 14, che si richiama agli articoli 15, 16 e 17 del testo
base, dopodiché, continuare l'esame del disegno di legge
dall'articolo 18 per fermarsi all'articolo 24.
Chiedo si accantonino gli articoli 11, 14, 15, 16 e 17.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, dunque, accantoneremmo l'articolo
11, il 12 l'abbiamo soppresso, il 13 è stato approvato, gli
articoli 14, 15 e 16 e 17, che sono tutti collegati tra di loro,
vengono accantonati. Si riprende, quindi, dall'articolo 18, nelle
more di un chiarimento definitivo, per poi tornare all'esame
dell'articolo 11.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 18.
Ne do lettura:
«Art. 18.
Aziende ospedaliere provinciali
1. Le aziende ospedaliere provinciali sono quelle di cui
all'allegata Tabella A'.
2. Le aziende ospedaliere provinciali assicurano le attività
sanitarie di ricovero e cura alle quali sono istituzionalmente
preposte, sulla base delle specificità tecnologiche e delle
competenze specialistiche di cui sono dotate.
3. Le aziende ospedaliere costituiscono, altresì, riferimento
per le attività specialistiche delle aziende sanitarie
provinciali, di norma, nell'ambito del relativo bacino di
competenza, secondo le indicazioni degli atti della programmazione
sanitaria».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 18.1 (interamente sostitutivo degli articoli 18 e
19);
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 18.1.1;
dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 18.1.2 e 18.3;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 18.2;
dagli onorevoli Cracolici ed altri: 18.1.4;
dagli onorevoli Fiorenza, Cracolici, Gucciardi, Cracolici, Bonomo
e Lupo: 18.1.3.
Il subemendamento 18.1.1 è dichiarato inammissibile.
Il subemendamento 18.1.2, per assenza del firmatario, decade.
Il subemendamento 18.1.4 è precluso.
Rimane il subemendamento 18.1.3, a firma degli onorevoli Fiorenza
e Gucciardi, su cui c'è qualche dubbio di ammissibilità. Stiamo
procedendo ad un approfondimento, anche se non sono presenti in
Aula i firmatari. C'è una richiesta da parte della Presidenza di un
ritiro perché in qualche modo è in conflitto con l'autonomia dei
policlinici universitari.
CRACOLICI. Faccio mio il subemendamento 18.1.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo emendamento, così come formulato, è inammissibile
perché lede l'autonomia dell'università dato che i protocolli sono
d'intesa e, dunque, non devono essere stipulati entro un termine
perché la base è il consenso. Se prescrivo che il protocollo va nel
senso che deve essere stipulato entro un termine, do per scontato
che ci deve essere il protocollo che, a quel punto, non è d'intesa
ma è un protocollo che deve essere adottato ed è, quindi,
obiettivamente lesivo dell'autonomia dell'università delle parti
che devono intendersi su quello che devono fare.
PRESIDENTE. Il subemendamento 18.1.3 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 18.1, interamente sostitutivo
dell'articolo 18 e 19.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, tutti gli altri emendamenti all'articolo 18 decadono.
L'articolo 19 ed i relativi emendamenti sono assorbiti.
Si passa all'articolo 20.
Ne do lettura:
«Art. 20
Servizi in rete
1. Le aziende del Servizio sanitario regionale operano in rete al
fine di garantire, attraverso il sistema telematico, il
collegamento e il coordinamento delle funzioni socio-sanitarie ed
assistenziali per assicurare all'utente l'appropriatezza
dell'intero percorso di accoglienza, presa in carico, cura e
dimissione anche protetta.
2. L'integrazione della rete ospedaliera e di quella territoriale
come previsto dall'art. 2, comma 4, lett. a), assicura la
multidisciplinarità delle diverse fasi del percorso clinico-
assistenziale, compresa l'attività di prevenzione, il trattamento
della cronicità e delle patologie a lungo decorso, la
personalizzazione dell'assistenza primaria, farmaceutica e
specialistica, nonché la continuità assistenziale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 20.2;
dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Vinciullo, Aricò, Buzzanca e
Marrocco: 20.1.
Si passa all'emendamento 20.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21.
Ne do lettura:
«Art. 21
Sistema dei controlli
1. Al fine di garantire la tutela e la promozione della salute e
la sostenibilità economica del Servizio sanitario regionale,
l'Assessorato regionale della sanità assicura, mediante apposita
struttura di dimensione intermedia, da istituirsi ai sensi e nei
limiti dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, il monitoraggio informatizzato delle attività e delle
prestazioni erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private
con metodologie di valutazione economica qualitativa e quantitativa
delle prescrizioni, delle esenzioni dalla partecipazione alla spesa
sanitaria, nonché la verifica dei flussi informativi e dei dati
economici gestionali.
2. Le aziende del Servizio sanitario regionale, per quanto di
rispettiva competenza, assicurano, attraverso le unità operative
del controllo di gestione, la verifica dell'appropriatezza,
adeguatezza e qualità delle prestazioni, dei tassi di occupazione
dei posti letto e dei livelli di utilizzazione delle dotazioni
tecnologiche, nonché dell'accoglienza e della accessibilità, del
decoro ambientale e delle condizioni igienico sanitarie delle
strutture anche sulla base degli indici di gradimento e
soddisfazione dell'utenza; attivano altresì le procedure di governo
clinico anche per contenere il rischio clinico connesso
all'espletamento delle funzioni sanitarie.
3. Ferma restando la trasmissione continuativa per via telematica
dei flussi di dati e delle informazioni richiesti dalla vigente
normativa, i direttori generali delle aziende del Servizio
sanitario regionale trasmettono all'Assessorato regionale della
sanità, unitamente alla relazione sanitaria aziendale di cui
all'articolo 5, comma 7, le risultanze delle verifiche e dei
controlli di cui al precedente comma.
4. La struttura intermedia di cui al comma 1 elabora le
informazioni raccolte e formula proposte di intervento in ordine
alle criticità rilevate; svolge altresì funzioni istruttorie ed
ispettive.
5. I nuclei di valutazione, previsti dall'art. 20 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993 n. 29, nelle aziende di cui al comma 1
dell'art. 11 della presente legge sono composti da tre membri di
cui uno interno».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 21.1 (interamente sostitutivo dell'articolo 21);
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: 21.1.3 e
21.1.2;
dagli onorevoli Leontini e Maira: 21.1.11;
dall'onorevole Vinciullo: 21.1.8, 21.1.9, 21.1.10;
dall'onorevole Speziale: 21.1.6, 21.1.5 e 21.1.7;
dagli onorevoli Maira e Leontini: 21.1.12, 21.1.13 e 21.1.14;
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 21.1.4, 5.1.7;
dagli onorevoli Cristaudo e Nicotra: 21.1.1;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 21.8, 21.7, 21.9, 21.4, 21.5, 21.6;
dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 21.10, 21.11, 21.12, 21.13 e
21.14;
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: 21.2 e
21.3;
dagli onorevoli Fiorenza, Gucciardi, Mattarella, Ammatuna, Bonomo
e Lupo: 21.1.16;
dagli onorevoli Cracolici ed altri: 21.1.17, 21.1.18, 21.1.19,
21.1.20.
Si passa al subemendamento 21.1.17.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 21.1.18, con la precisazione che si
riferisce al comma 2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole sostituendo le
parole al comma3' con le parole al comma 2'.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
che avevo dichiarato di ritirare, in realtà, non intendo ritirarlo,
per una questione di giustizia.
Stiamo imponendo al sistema pubblico un sistema di controlli.
Proprio in nome della libertà a cui abbiamo fatto riferimento
ieri, anche le aziende accreditate private devono avere un sistema
di controlli.
Se togliamo le strutture accreditate, il sistema dei controlli
vale solo per quelle pubbliche. Quell'emendamento aveva l'obiettivo
di utilizzare il sistema dei controlli perché vi ricordo che stiamo
trattando il sistema dei controlli. Quel sistema di controlli opera
sia nelle aziende pubbliche che in quelle private accreditate. Mi
pare un ragionamento di buon senso; non era un favore a qualcuno ma
si volevano le stesse modalità di attività di controlli sia per il
pubblico che per il privato.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, al di là del fatto che essendo
stato ritirato formalmente
CRACOLICI. E' stata una svista.
PRESIDENTE. Un chiarimento dell'assessore può servire più di un
emendamento. Non credo, onorevole Cracolici, che le strutture
private, ancorché accreditate, non subiscano tali controlli da
parte delle Aziende sanitarie. Non c'è bisogno di specificarlo
ulteriormente; esiste già.
CRACOLICI. Signor Presidente, la norma recita: Le aziende del
Servizio sanitario regionale - che ricordo essere quelle pubbliche
- assicurano attraverso le unità operative del controllo di
gestione la verifica dell'appropriatezza, l'adeguatezza e la
qualità delle prestazioni ' tutta una serie di misuratori che ne
verifichino e che hanno il controllo di gestione. Questo sistema
occorre applicarlo anche alle strutture accreditate. Non è una
bizzarria. E' un modo di garantire modalità comuni di controllo
della qualità.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il punto è un altro. Così come formulato il testo
dell'emendamento, non si comprende bene una cosa fondamentale. I
controlli sono assicurati dalle Aziende sanitarie nei confronti
delle strutture private. E il sistema dei controlli che abbiamo
delineato riguarda tutte le prestazioni erogate, dal pubblico e dal
privato, perché sono le Aziende sanitarie che attuano i controlli
di qualità, di appropriatezza sulle prestazioni rese ai privati. Se
è così, l'emendamento è assorbito dal testo del Governo. Se lei
invece allude al fatto che una struttura privata per accreditarsi
deve avere una propria struttura di controllo, in astratto, si può
pure prevedere ma è sempre una struttura di controllo interno che
dipende da una struttura che poi deve essere controllata.
Come facciamo a prevedere. Il tema è che, comunque, è la stessa
azienda che controlla se stessa. Il problema è assicurare un
controllo pubblico efficiente. Quello è un problema organizzativo
interno alle aziende le quali devono fare in modo che si presentino
in una condizione tale che superi l'esame dei controlli gestiti
dalla struttura pubblica.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, insiste nel chiedere la
parola o il chiarimento del Governo può far superare il problema?
Mi pare che l'Assessore sia stato abbastanza chiaro.
DE BENEDICTIS Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se serve a
chiarire le cose che ci siamo appena detti, l'emendamento che ho
presentato può leggersi: le verifiche di cui al comma 2 si attuano
anche alle strutture private accreditate così le aziende del
Servizio sanitario regionale verificano anche nel caso delle
strutture private.
Se l'Assessore concorda, potrebbe essere questa la formulazione
del testo
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Onorevole De Benedictis, con
questa formulazione è più sensato, ma è già implicito nel comma
perché le Aziende assicurano questi controlli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che venga distribuito il
testo, si passa al subemendamento 21.1.19.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Assessore, mi faccia capire, perché vorrei che
lei fosse coadiuvato da una struttura che avrebbe dovuto già fare
prima una valutazione di merito, perché se le facciamo on line,
siamo rovinati. Il principio qual è? E' quello che i dati
trasmessi all'Assessorato, così come li trasmettono i Direttori
generali delle aziende, li devono trasmettere i rappresentanti
legali delle strutture accreditate, cioè è la certificazione dei
dati di trasmissione. Non capisco perché c'è una contrarietà in tal
senso: o non ci siamo intesi o era un modo per qualificare i dati
del monitoraggio che vengono trasmessi all'Assessorato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 21.1.19. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici e De
Benedictis il subemendamento 21.1.21.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 21.1.3, dell'onorevole Gucciardi.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 21.1.2, dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato ha un significato evidente ma occorre - e in questo
senso ho già pronto un subemendamento al mio emendamento - che si
riferisca la inosservanza degli adempimenti relativi al controllo
sulla gestione, al comma 5 dell'articolo 21 bis. E' ovvio che, se
non sanzioniamo i comportamenti omissivi dei Direttori generali che
assicurano la correttezza del controllo di gestione, della verifica
della qualità, dell'appropriatezza delle prestazioni, corriamo il
rischio di incappare in vicende che in passato hanno riguardato i
meccanismi di controllo sui conti economici delle Aziende
sanitarie, che per errori macroscopici nella trascrizione dei dati
e degli atti, hanno determinato, assessore, un ulteriore disavanzo,
magari dopo il giudizio di parifica avvenuto dalla Corte dei Conti,
sul disavanzo della Regione.
Allora, ritengo che i commi 2 e 3 (adempimenti a carico delle
Aziende sanitarie e dei loro Direttori) vadano sanzionati
ascrivendo al comportamento omissivo, a quelli previsti dal comma
5, dell'articolo 21 bis e cioè i casi di decadenza del Direttore
generale, potendo rientrare, in particolare, con la reiterata
omissione di atti obbligatori per legge.
Quindi, signor Presidente, preannuncio la presentazione di un
subemendamento all'emendamento 21.1.2 che precisa (è un mero errore
materiale) il riferimento della norma, che non è esatto.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Gucciardi il subemendamento 21.1.2.1 all'emendamento 21.1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, il parere del
Governo è contrario, perché i commi 2 e 3 non pongono degli
obblighi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, qui
rischiamo che le valutazioni di un Direttore generale si facciano
soltanto sul campo del bilancio; noi dobbiamo garantire la qualità
dei servizi, e se noi non diciamo al Direttore generale che viene
valutato anche per la qualità dei servizi, stiamo uscendo da
quest'Aula senza aver fatto alcuna riqualificazione sanitaria.
I quotidiani di oggi riportano: I privati equiparati al
pubblico ; però, un Direttore generale deve garantire anche la
qualità del servizio, altrimenti diventa un ragioniere che fa solo
il bilancio e basta.
Io ritengo - e la invito a riconsiderare il parere su questa
questione - che il Direttore generale deve naturalmente occuparsi
anche di valutare la qualità dei servizi, altrimenti stiamo facendo
solo un fatto di bilancino ; almeno diamo un segnale diverso, ecco
perché faccio appello a riconsiderare questa questione, che è
importante.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sono assolutamente d'accordo con questa impostazione,
tuttavia bisogna dare, come è stato detto più volte,
un'impostazione.
Gli adempimenti previsti ai commi 2 e 3 sono degli adempimenti
organizzativi assolutamente importanti, come importanti sono tutti
gli obblighi di gestione che ha un Direttore generale. Sarà
l'assessore a porre questi adempimenti, che sono previsti dalla
legge, come degli obiettivi di gestione del Direttore generale.
Poiché è stata prevista dal Governo la decadenza del Direttore
generale per il mancato raggiungimento degli obiettivi, il più
contiene il meno, d'altra parte devono essere valutati i risultati.
Quindi, non è prevedendo per legge che l'adempimento dei commi 2 e
3 comporta la diretta responsabilità che si ottiene lo scopo, è un
problema di gestione e di qualità del controllo che della gestione
deve fare l'assessorato, e ciò è stato inserito al comma 5, dove si
richiama la decadenza del Direttore generale per mancato
raggiungimento degli obiettivi.
Poiché l'assessore contratterà con il Direttore generale e porrà
tutta una serie di obiettivi, questi indicati dalla legge sono
immanenti negli obiettivi che dovrà porre e dovrà chiedere al
Direttore generale di assicurare l'appropriatezza delle
prestazioni, dovrà chiedere al Direttore generale di eseguire i
controlli, dovrà chiedere al Direttore generale di svolgere al
meglio il proprio lavoro.
Quindi, rientra già nella categoria mancato raggiungimento degli
obiettivi . Sotto questo profilo andare a specificare ulteriormente
darebbe il via ad una mera elencazione di quelli che sono i compiti
del Direttore generale, snaturando poi quella fattispecie più
generale che è quella degli obiettivi.
Ecco la ragione del parere contrario del Governo all'emendamento,
che poi in ogni caso andrebbe riformulato, non perché comporta una
diretta responsabilità, ma perché deve essere apprezzato ai fini
della valutazione dell'operato; ma questo rientra sempre negli
obiettivi, quindi rimane il parere contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo pongo in votazione il subemendamento 21.1.2.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo, quindi, in votazione l'emendamento 21.1.2. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 21.1.11, degli onorevoli Leontini e
Maira.
LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 21.1.8 dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
subemendamento 21.1.8, così come i subemendamenti 21.1.9, 21.1.10 e
21.1.6 dell'onorevole Speziale, rispondono tutti ad una necessità,
Assessore, cioè omogeneizzare la legislazione regionale a quella
nazionale.
La legge regionale - e stiamo parlando della legge 30/1993,
articolo 11, comma 2 - prevede la possibilità per l'Assessore di
nominare il Commissario nelle ASL, invero il decreto legislativo n.
502 del 30 dicembre 1992, all'articolo 2 non elenca tra le
competenze spettanti alla Regione la nomina di Commissari
straordinari di gestione delle Aziende sanitarie. Nella stessa
Regione, quindi, è come se stessimo applicando il diritto romano, a
seconda se le province sono consolari o meno. In alcune realtà,
applichiamo il decreto n. 502 - a Villa Sofia, ad esempio - e in
altre, come Siracusa, applichiamo la legge n. 30.
Ciò non è possibile, anche perché c'è una giurisprudenza
consolidata; mi riferisco alle sentenze n. 82 del 3.4.1997 e n.
380 del 5.11.96 della Corte Costituzionale e potremmo continuare
all'infinito.
Consegnerò copia di tutte le varie sentenze al tavolo della
trascrizione; in materia di sanità, il potere legislativo derivante
dall'articolo 17 dello Statuto regionale, si esercita in forma
ripartita concorrente e non in forma esclusiva, per cui, già
allora, nel 1993, quando venne recepita la legislazione nazionale,
è stato operato questo vulnus fra la legislazione nazionale e
quella regionale.
Ad esempio, ora, per evitare che, notoriamente, io sono un
deputato clientelare che va a tirare la giacchetta per fare
nominare qualche Commissario amico, allora, dobbiamo chiarirci le
idee una volta per tutte e stabilire se in questa Regione si
applica ovunque la stessa norma oppure, a seconda delle varie
province consolari o proconsolari, come nel diritto romano,
abbiamo la possibilità di applicare la legge nazionale o la norma
regionale.
Ritengo che la legge regionale sia in contrasto con la norma
nazionale e, per questo motivo, richiedo l'abrogazione del comma.
Credo che anche l'onorevole Speziale si stia muovendo in questo
modo, proprio perché - ripeto - non è possibile, nella stessa
Regione, adottare due modi di operare diametralmente opposti; in
alcuni sono i Direttori amministrativi e sanitari che svolgono le
funzioni previste dalla legge nazionale e, in altre, ciò non
accade.
Comunque, anche di questo informerò il Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 21.1.8. Il parere
della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'assetto che il Governo ha voluto dare all'assenza del
Direttore generale è improntato al pieno rispetto della normativa
nazionale.
L'onorevole Vinciullo ha un'opinione diversa da quella del
Governo, che ha studiato a fondo la questione ed ha voluto
introdurre due passaggi: il primo è quello legato ad un'assenza
temporanea, per cui le funzioni sono svolte dal Direttore sanitario
e dal Direttore amministrativo - e ciò viene disciplinato al
secondo comma - e il secondo è che l'assenza sia definitiva, che si
tratti di morte, impedimento o dimissioni e si proceda alla nomina
di un Commissario.
Questo articolo riassume le fattispecie già previste dalla legge
numero 30 e disciplina, analiticamente, in linea con il dettato
normativo nazionale, queste situazioni.
Abbiamo voluto dare un assetto che, contrariamente a quanto
sostenuto, sarà unitario su tutta la Regione, proprio per evitare
precedenti che possono essere ricondotti alle critiche mosse oggi.
Si vuole dare un assetto unitario, quindi, l'assenza temporanea
verrà supportata dalle funzioni svolte dal Direttore sanitario, dal
Direttore amministrativo e si procederà, invece, alla nomina del
Commissario quando il Direttore generale viene meno per
impedimento, morte o dimissione, fermo restando l'attivazione della
procedura di nomina del nuovo Commissario.
C'è, quindi, una perfetta coerenza con il dettato normativo
nazionale e credo che il Commissario dello Stato, indipendentemente
dall'informazione dell'onorevole Vinciullo, seguirà e farà le
proprie valutazioni che - sono sicuro - saranno coerenti a ciò che
è espresso, e cioè che la legge regionale che andiamo ad approvare
non si discosta affatto dal dettato normativo nazionale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo amaramente
constatare che quanto sostenuto dall'assessore Russo stride in modo
rilevante con la realtà.
Abbiamo avuto un decesso a Villa Sofia - più definitiva di questa
assenza non ci potrebbe essere - e l'Assessorato della Sanità, da
sei mesi, non opera la nomina del Commissario.
A Siracusa, si è verificato un caso di dimissioni e l'Assessore ha
operato velocemente la sostituzione del Commissario perché l'ASL di
Siracusa era già commissariata.
Come vede, così non è
Quello che lei afferma, lo ribadisco, stride fortemente con la
realtà, anche perché la sua spiegazione sarebbe stata da me
accettata - ma credo anche dalla maggior parte dei colleghi - se la
situazione fosse stata invertita, ossia se fosse stata
commissariata Villa Sofia' e si dava la possibilità,
temporaneamente, al Direttore amministrativo o sanitario di gestire
la realtà di Siracusa.
Ribadisco che l'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, citando le competenze regionali, non elenca tra le
competenze spettanti alla Regione la nomina di Commissari
straordinari di gestione delle Aziende sanitarie.
Ci avvaliamo, quindi, di poteri che non competono alla Regione
siciliana, poteri che sono stati utilizzati in questa vicenda in
modo incoerente.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. La figura del Commissario è
prevista dalla legge numero 30 che vige da oltre diciotto anni,
segno che era perfettamente coerente con la legislazione nazionale.
Le vicende evocate dall'onorevole Vinciullo - a parte che non sono
corrette nella loro enunciazione - perché a Siracusa c'era già un
Commissario
VINCIULLO. Assessore, è andato via dieci giorni fa
RUSSO, assessore per la sanità. Onorevole Vinciullo, a Siracusa,
c'era già un Commissario e adesso è stato sostituito, non è stato
introdotto ex novo.
Non intendo polemizzare con lei ma, evidentemente, ha dato una
rappresentazione non corretta della realtà di Siracusa..
La legge, però, deve disciplinare il futuro e anche il passato ed
è proprio per evitare queste situazioni che stiamo introducendo
delle norme di legge.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che si
caricano sui lavori d'Aula tensioni che sono, per certi aspetti,
fuori luogo.
Assessore, stamattina, correttamente, ci ha invitato ad avere un
atteggiamento uniforme e in coerenza con i principi ispiratori del
decreto n. 502.
Quello che dice Lei, che la legge 30 prevede la nomina del
Commissario in caso di dimissione o morte, è vero. Tuttavia, è la
norma non prevista dal decreto n. 502. Per evitare di usare una
doppia misura, una volta il decreto n. 502 e un'altra volta la
legge 30, Lei suggerisce di uniformarci, e riproponiamo i
meccanismi della legge 30 che, come lei sa, non ha ben funzionato.
Allora, chiedo, così come lei stamattina ha suggerito all'Aula, di
armonizzare la normativa regionale con il decreto legislativo n.
502 che, nella fattispecie, prevede che assume le funzioni di
Commissario il Direttore più anziano.
Ci fa risparmiare soldi, ci uniformiamo alla normativa nazionale,
evitiamo che siano anticipate soluzioni di gestione che poi
diventano definitive perché, quando lei nomina un commissario - e
lo nomina su proposta del Presidente della Regione - che deve avere
i titoli per fare il direttore generale, di fatto, ha anticipato la
nomina del Direttore generale in quella struttura.
Per questo motivo, Assessore, la inviterei a valutare
positivamente l'emendamento che ho sottoscritto, cioè quello che
prevede di applicare le norme contenute, di fatto, nel decreto
legislativo n. 502, cioè, in caso di dimissione o di morte, assume
le funzioni di Commissario il direttore amministrativo o sanitario
più anziano.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 21.1.8. Il parere
del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Alla richiesta, si associano gli onorevoli Apprendi, Bonomo, Di
Benedetto, Faraone, Ferrara, Galvagno, Marinello e Marziano)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termine di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.1.8, a firma dell'onorevole Vinciullo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 37
Contrari 31
(E' approvato)
Prima di passare all'emendamento 21.1.9, che è assimilabile
all'emendamento 21.1.6, pongo in votazione l'emendamento 21.1.10, a
firma dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
VINCIULLO. E' stato assorbito dal precedente.
PRESIDENTE. E' superato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.1.9, che è assimilabile
all'emendamento 21.1.6.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Speziale, ritira
anche il suo emendamento 21.1.6? Onorevole Speziale, a cosa serve
questo emendamento avendo già approvato il 21.1.8?
SPEZIALE. In aggiunta, chiarisce che si applica di fatto la legge
numero 517 perché assume le funzioni il commissario più anziano, in
coerenza con la normativa nazionale. L'avevo già spiegato nel mio
intervento precedente.
Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Bonomo,
D'Antoni, De Benedictis, Di Benedetto, Faraone, Ferrara e Galvagno)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.6.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 21.1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto e ne proclamo l'esito:
Presenti................64
Votanti.................62
Maggioranza........ 32
Favorevoli............ 28
Contrario.............. 33
Astenuti................ 1
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 21.1.5. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 21.1.12, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.1.13, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
Comunico che è stato presentato il subemendamento 21.1.20, a
firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento si limita a cassare dal testo che è stato predisposto
dal Governo le parole «la decadenza del direttore generale a
seguito di mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di
bilancio rispetto alle risorse a lui assegnate ( )». Questo
emendamento, da un lato dice che comporta la decadenza
automatica , quindi il mancato raggiungimento degli obiettivi e
dell'equilibrio economico e finanziario delle aziende - si afferma
- comporta la decadenza automatica. Ma dopo aggiunge che «la
decadenza dichiarata dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore alla sanità, previa delibera di Giunta (...)».
Scusate, se c'è un automatismo con il mancato raggiungimento, o
c'è un automatismo e quindi la decadenza è in capo al Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore, oppure l'automatismo
diventa luogo della negoziazione politica perché la Giunta
regionale, a quel punto, esercita un potere che la legge gli
attribuisce come potere di decadenza automatica con una facoltà.
Mi auguro che il Governo e l'Assessore siano coerenti con lo
spirito della norma, cioè la decadenza automatica e il fatto che la
decadenza si determina con provvedimento del Presidente della
Regione se è legata al mancato raggiungimento dei requisiti
economici e finanziari.
Pertanto, l'emendamento cassa la delibera di Giunta per dichiarare
la decadenza del direttore inadempiente rispetto agli obiettivi
economici.
RUSSO, assessore alla sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Intendo spiegare le ragioni
tecniche che portano a questa scelta che,ovviamente, può essere
cambiata.
Il fatto che ci sia una decadenza automatica che, peraltro, è
prevista dalla legge nazionale, non significa che non ci debba
essere un organismo che la dichiari; perché altrimenti significa
che il direttore generale cade da solo e se ne va a casa. Bisogna
che qualcuno lo accerti e lo mandi a casa. Quindi, distinguiamo:
decadenza automatica significa che una volta che c'è il disavanzo
di bilancio, la rottura dell'equilibrio che è un fatto tecnico,
questo è un fatto che determina la decadenza.
Pertanto, non si deve ulteriormente ragionare su un fatto di
merito accertato tecnicamente, e cioè la rottura del bilancio, ma
bisogna che qualcuno lo dichiari. Poiché il direttore generale
viene nominato su proposta dell'Assessore, previa delibera di
Giunta, con decreto del Presidente, la razionalità del sistema
vuole che quando uno se ne va a casa, per sostituirlo intervenga
lo stesso organismo che lo ha portato a casa, che lo ha portato
all'azienda.
Non c'è, quindi, come dice lei, un iter burocratico diretto ad
appesantire o andare a valutare nel merito ciò che è un fatto
oggettivo per il quale occorre la dichiarazione. E' un momento
procedurale che porta a questo tipo di valutazione. Sotto questo
profilo ci è sembrato coerente riprodurre la procedura di nomina
anche nella procedura di decadenza che vale sia per il comma 4 che
per il comma 5, ma sono disponibile a rivedere la questione.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i due
procedimenti di nomina e di revoca sono di natura sostanzialmente
diversa. Infatti, mentre il procedimento di nomina avviene
solamente in base alla sussistenza di requisiti oggettivi e, come
dice il decreto legislativo n. 502 senza comparazione , e quindi
c'è un atto di scelta politica da parte della Giunta ed è pertanto
ragionevole che sia il Presidente, sentita la Giunta, a nominare il
direttore generale, ripeto, su base fiduciaria, e quindi sotto
diretta responsabilità politica, a prescindere dai meriti, la
revoca in questo caso riguarda il mancato soddisfacimento dei
requisiti oggettivi.
Quindi, siamo in presenza di una valutazione a meno che non si
voglia sovrapporre, alla constatazione dei requisiti per la revoca
del direttore generale, una valutazione politica da parte dello
stesso organo. E questo sì che sarebbe modificare il senso della
norma. Che sia, quindi, il Presidente a prendere atto della
mancanza dei requisiti e ad ordinare la revoca dell'incarico senza
bisogno della valutazione politica della Giunta perché la Giunta
non può che fare una valutazione politica che, ripeto, ha senso
nell'atto di nomina fiduciaria, ma non ha senso nel momento in cui
deve prendere atto della mancata sussistenza dei requisiti a meno
che non si voglia, come con questo articolo si rischia di fare,
impantanare la discussione sulla revoca del direttore generale in
un binario tutto politico, tradendo il senso di quello che stiamo
facendo.
Ecco perché insistiamo nel nostro emendamento abrogativo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di
intervenire su questo argomento perché il principio degli
automatismi, a mio avviso, mal si concilia con il principio della
razionalità anche delle scelte. Il direttore generale che, in
seguito ad un contratto, assume una responsabilità in funzione
degli obiettivi da raggiungere e di quelle che sono le risorse,
rappresenta chiaramente un punto matematicamente certo. Quello che
è da valutare, invece, è il senso della realizzazione di obiettivi
che possano derivare da una situazione in cui esistono motivi anche
di apprezzamento e di valutazione diversa.
Il senso dell'apprezzamento che la Giunta, su indicazione
dell'Assessore, deve fare, a mio avviso è un fatto che
sostanzialmente consente una razionale valutazione che, di fatto,
non attivi un automatismo che non sempre e non necessariamente
porta a soluzioni positive, tranne che a fatti di visibilità o di
annunzi.
Vero è quello che dice il collega De Benedictis che mi ha
preceduto e cioè che la scelta viene fatta anche e non solo su un
presupposto di rapporto fiduciario ma, essenzialmente, su un
presupposto di elementi e requisiti necessari per assumere quel
ruolo. E quindi, se questo è un elemento, noi dobbiamo in questo
determinare un nostro orientamento.
Voglio altresì aggiungere, Assessore, così come evidenziato
dell'emendamento del Governo, che in merito alla valutazione,
probabilmente diventa anche un elemento di forza e, quindi, un
contrappeso a quello che è il ragionamento della razionalità e che,
probabilmente, una valutazione debba avvenire da parte di organi
più squisitamente rilevanti e tecnici sotto il profilo anche della
capacità di esprimere valutazioni.
Pertanto, penserei ad una commissione o a un nucleo in cui sia
presente un dirigente del bilancio, oltre che ad un dirigente della
sanità, e un magistrato della Corte dei conti. Lì sì che
individuerei una presenza che analizzi seriamente i requisiti
necessari a consentire una valutazione positiva e nello stesso
tempo obiettiva.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.1.20. Il parere
del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto alla volontà
dell'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 21.1.7, a firma dell'onorevole
Speziale. Ritira l'emendamento?
SPEZIALE. Solo se è contrario il parere del Governo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, Assessore per la sanità. Contrario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, ho la vaga impressione che lei sia mosso da furore
ideologico perché appena vede un emendamento razionale, che tende a
ridurre la spesa e a razionalizzare gli interventi, immediatamente
si pronuncia contrario.
La voglio richiamare e voglio leggere il comma 4. Il comma 4 dice
che malgrado il raggiungimento dell'equilibrio congruo di bilancio
«non possono essere nominati direttori generali quelli che nel
corso del triennio precedente alla pubblicazione della presente
legge non abbiano raggiunto gli obiettivi di equilibrio di
bilancio». Prevede, quindi, la rimozione del direttore generale e
questo vale da oggi in poi. Per tutti i direttori generali che nel
triennio precedente non hanno raggiunto gli obiettivi di equilibrio
di bilancio e che hanno contribuito a far lievitare la spesa
sanitaria, invece, noi possiamo tranquillamente utilizzarli e
nominarli.
Mi pare non ci sia una coerenza di impianto normativo. Una
coerenza di impianto normativo prevede che, se io oggi,
giustamente, prevedo nella norma che chi non raggiunge l'equilibrio
di bilancio deve essere rimosso dalla funzione di direttore
generale, questo dovrebbe indurre il Governo ad applicare lo stesso
criterio per quanti, nel corso del triennio precedente, non hanno
raggiunto gli equilibri di bilancio. Il parere contrario del
Governo, per la verità, mi sorprende
E voglio svelare il gioco, perché se il gioco è quello di fare
finta di cambiare per non cambiare niente, perché anche i direttori
generali che hanno avuto disequilibri di bilancio e hanno
contribuito gravemente ad alzare il livello di spesa, mi riferisco
ad alcune realtà come Catania, per favorire processi di consenso
politico, devono essere rinominati la prossima volta in vista di
questa nuova normativa, caro Assessore, abbiamo sbagliato strada;
la strada comporta una coerenza di comportamenti e la coerenza di
comportamento chiede a ciascuno di noi di avere un atteggiamento
rigoroso nei comportamenti.
Il rigore deve essere una linea netta, perché se il rigore si
commisura al fatto che, di volta in volta, guardiamo in modo
strabico una norma piuttosto che un'altra, applichiamo un criterio
piuttosto che un altro, non aiutiamo l'opinione pubblica a
comprenderci.
Essendo disponibile a comprendere le ragioni che hanno investito
il Governo e l'Assessore a introdurre processi di
razionalizzazione e di rigore della spesa sanitaria, e io l'ho
apprezzato, vorrei però che dentro questo principio del rigore e
della razionalizzazione sanitaria ci fosse un atteggiamento
coerente.
Pertanto, Assessore, la invito a rivedere la sua opinione
sull'emendamento e ad esprimere un parere positivo.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità, Onorevole Speziale, le rilancio
l'invito. Personalmente mi confronto con il testo scritto e il
testo scritto, a mio avviso, impone un parere contrario in quanto
lei ha scritto:«fermo restando quanto stabilito dal comma
precedente, non possono essere nominati direttori generali quelli
che nel corso del triennio precedente alla pubblicazione della
presente legge non abbiano raggiunto gli obiettivi».
Delle due l'una: poiché il direttore generale, finito il suo
mandato, non è sottoposto a un giudizio, allora io la invito a
rimodulare il testo e a dire che siano stati dichiarati decaduti
perché non hanno raggiunto gli obiettivi.
Questa norma non impedisce, comunque, un apprezzamento politico,
nel senso che, se io so che il direttore generale non ha raggiunto
gli obiettivi, non lo nomino; ma se lo vogliamo formalizzare,
dobbiamo scrivere la norma affinché sia chiara, e cioè: io non ho
raggiunto gli obiettivi, sono stato dichiarato decaduto e non posso
aspirare a diventare nuovamente direttore generale.
Con quel testo il parere è contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, intanto la questione che
lei precisa attiene ad una fattispecie che in questa regione non si
è ancora verificata. Infatti, la decadenza non si è determinata
malgrado è palese che ci siano stati direttori generali di aziende
che, ripetutamente, hanno sforato gli obiettivi loro assegnati.
Posso comprendere, invece, un rischio che è connesso al modo in
cui la norma è scritta. Al riguardo, chiedo agli uffici di darmi
una mano, perché io avevo presentato un emendamento a mia firma nel
quale mi riferivo non al triennio precedente - come invece ha
scritto l'onorevole Speziale -, ma al fatto che avesse sforato gli
obiettivi, e quindi determinato disequilibri di bilancio nel corso
del suo mandato anche per un solo bilancio. E spiego qual è il
rischio.
E' possibile che un dirigente che abbia amministrato per tre
anni, per il primo e/o il secondo anno, anche con meccanismi di
trucchi contabili, abbia formalmente raggiunto il pareggio di
bilancio e non lo abbia raggiunto il terzo anno. Considerato che
sappiamo di quale buco stiamo parlando e che ci sta portando a fare
questa legge, allora l'obbligo della continuità triennale, per non
essere rinominato, rischia di essere un limite piuttosto che un
giudizio di merito.
Ecco perché, in ogni caso, propongo di dire non nel triennio, ma
che durante l'esercizio del proprio mandato ha determinato uno
sforamento rispetto gli obiettivi a lui assegnati.
Assessore, credo che al riguardo dobbiamo anche capirci: noi
stiamo facendo una norma che dopo quindici, sedici anni va a
modificare il sistema e dentro questa modifica del sistema si
interviene con una riduzione. Poi vedremo cosa è questa riduzione,
cosa si riduce e cosa, invece, non si ridurrà, ma quello attiene a
un altro momento, quando affronteremo l'articolo 14 o l'articolo
11.
Intanto, una cosa deve essere chiara, che da questa legge non si
può dare il messaggio di continuità rispetto a coloro che si sono
resi responsabili del disastro finanziario che ci sta costringendo
a fare questa legge.
Questo non può essere lasciato alla volontà della politica, ma
deve essere un valore normativo che dice che coloro che per la loro
gestione hanno determinato disavanzi non possono essere nominati
direttori generali.
Allora, credo che gli uffici mi daranno una mano a cercarlo, io
non sono riuscito a trovarlo. In ogni caso, trasformiamo e
precisiamo l'emendamento Speziale in questa chiave, ripeto che
coloro che hanno sforato rispetto agli obiettivi a loro assegnati,
non possono essere nominati quali direttori generali delle Aziende
che andranno a costituirsi a seguito della legge.
Questo è uno spartiacque che, in qualche modo, segna un prima e
un dopo , se vogliamo dare a questa legge il valore di un nuovo
inizio che speriamo sia salutare per questa Regione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi è dubbio
che l'intervento dell'onorevole Cracolici sull'emendamento
presentato dal suo collega di partito, onorevole Speziale, evochi
anche attenzioni positive e, nel momento in cui noi stiamo
affrontando una riforma della sanità che ci dovrebbe portare, da
qui in avanti, ad avere una sanità più efficiente e che sia priva
di sprechi, non v'è dubbio che abbia una sua grande valenza.
Però, vorrei invitare i colleghi e il Governo a riflettere su un
punto. E' ovvio che noi, prima di eliminare manager che sono stati
nominati e a cui, per esempio, non sono stati dati gli obiettivi o
a cui sono stati dati gli obiettivi il 28 dicembre, mi pare per lo
meno strano che si possa poi pretendere che questi obiettivi che
sono di un anno possano essere raggiunti in due giorni. Non è
certamente colpa loro se nel passato gli obiettivi sono stati dati
a fine anno.
Allora, noi non possiamo non fare una legge che abbia un suo
equilibrio e cioè, da un lato, prevedere che i manager gli
obiettivi li debbano avere dalla Regione a inizio anno e, quindi,
in questo caso sì, essere durissimi e prevedere non solo la revoca
immediata, ma anche l'impossibilità ad essere nominati
nell'Azienda.
Però, intervenire ora per i manager del passato, a cui gli
obiettivi sono stati dati a fine anno, mi pare un controsenso che
non ha logica e che ha un aspetto soltanto punitivo.
Infine, invito gli onorevoli colleghi, a tenere conto di queste
considerazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nell'attesa della riscrittura
dell'emendamento, possiamo procedere.
Si passa al subemendamento 21.1.14, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 21.1.16, a firma dell'onorevole
Fiorenza.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Cracolici e
Speziale, il subemendamento 21.1.7.1, di riscrittura del
subemendamento 21.1.7, che così recita: E' fatto divieto procedere
alla nomina a direttore generale delle aziende sanitarie
ospedaliere e aziende ospedaliere universitarie di coloro che nel
corso del rapporto contrattuale intercorso con le aziende sanitarie
ospedaliere siciliane non abbiano raggiunto gli obiettivi di
equilibrio economico di bilancio fissati in uno degli anni nei
quali hanno esercitato il proprio mandato .
Poiché è un po' articolato, inviterei gli uffici a procedere alla
scrittura del suddetto subemendamento perché dobbiamo capirci sul
senso, dobbiamo scriverlo in maniera comprensibile e poi
applicabile.
Assessore, è d'accordo sul principio di fondo?
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Onorevoli colleghi, sul principio
di fondo, siamo tutti d'accordo. L'Assessore avrebbe espresso
parere favorevole ove l'equilibrio, la mancanza degli obiettivi
fosse stata certificata. Faccio un esempio: c'è un direttore
generale nominato tre anni fa che ha preso l'Azienda in grave
deficit, con un grave disavanzo. Nonostante il suo sforzo, ha
migliorato ma non ha raggiunto l'equilibrio del bilancio. Secondo
questa norma, lo dovrei mandare a casa e, invece, progressivamente,
negli anni, ha ridotto il deficit.
FIORENZA. Sì, va mandato a casa. Chi sbaglia paga
RUSSO, assessore per la sanità. Ha ereditato un'Azienda con un
grave deficit, era deficit 100, lo ha portato a 70, lo ha
migliorato. Alla luce di questo emendamento, deve mandarlo a casa e
invece andrebbe premiato. Così non può andare, quindi, il parere è
contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
che l'Assessore Russo faccia l'interprete giuridico di una norma
che ha, innanzitutto, un obiettivo dichiaratamente politico.
Perché una cosa è certa: se oggi il Sistema sanitario ha generato
un disavanzo strutturale che adesso lentamente e con grandi
sacrifici sta cominciando a rientrare, è dovuto al fatto che il
sistema è stato costruito sulla irresponsabilità delle funzioni.
Allora, caro Assessore, non c'è dubbio che, se io sono andato a
fare il direttore di un'Azienda che produceva un debito 100, se ho
permanentemente ridotto questo debito nel corso del mio mandato, è
certamente un elemento che doveva essere già determinato dagli
obiettivi e, in ogni caso, possiamo anche tecnicamente studiare una
forma che consente, che là dove si siano verificati miglioramenti
delle condizioni di gestione rispetto agli esercizi precedenti,
possa essere questa una fattispecie positiva.
Però, caro Assessore, sa qual è il paradosso di questa
discussione? Immagino, ad esempio, l'Azienda 6 di Palermo. Per cui
potremmo trovarci in una singolare situazione in cui il precedente
direttore, responsabile di avere determinato il più grande buco
della gestione finanziaria dell'Azienda 6 di Palermo, una volta
scaduto il suo mandato, non rinnovato, venga nominato in altra
azienda.
Chi è arrivato dopo, ha avuto la capacità, forse non è così ma può
esserlo, di ridurre il debito, però ci troviamo nella fattispecie
che chi aveva generato il più grande buco della storia della sanità
palermitana poiché si trova in altra azienda è quasi premiato. Qui
dobbiamo intenderci, Assessore
Non ci può essere un sistema nuovo che si costruisce sulla
irresponsabilità.
Questo subemendamento possiamo scriverlo come lei vuole,
Assessore, però una cosa deve essere chiara - parliamo per il
futuro -, quando gli attuali decadranno, se decadranno, non è detto
che debbano essere rinominati
Dobbiamo intenderci su cosa parliamo, non possono esserci trucchi.
Sono dell'avviso che i direttori che, in qualche modo, nel corso
della loro attività, hanno giuridicamente provocato un danno - la
provocazione costituisce quasi una responsabilità di altro tipo,
infatti, chi provoca debiti non è detto che non provochi un danno e
il danno va perseguito sul piano giudiziario, non può essere un
dato di valutazione di merito; andava definito che il non
raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio, nel corso
della propria attività, per il quale sei stato incaricato a
svolgere una funzione di direttore generale doveva costituire
motivo di decadenza.
Ciò purtroppo non si è determinato perché mancava la Commissione,
quella costituitasi qualche mese fa ma certamente deve costituire
motivo in base al quale un direttore generale non può essere
rinominato.
Importante è che tutti ci troviamo d'accordo, sostanzialmente, su
questo. Poi si può formulare come si vuole.
Se non si è d'accordo sulla sostanza, non bisogna fare i furbi
facendo uso di aggettivi.
Coloro che, nel loro esercizio di direttori generali, abbiano
determinato un disequilibrio economico di bilancio non possono
essere nominati a direttore generale.
La mia intenzione è quella di formulare la norma così come l'ho
esposta.
Credo che l'affermazione sia abbastanza netta e che consenta di
chiarire il senso della norma.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare all'onorevole
Cracolici ciò che succedeva un tempo nei comuni della sinistra
quando si facevano debiti consapevoli del fatto che poi c'era
sempre chi li pagava.
Ho imparato che è il contesto che determina spesso l'azione degli
uomini.
Vorrei ricordare a tutti che se mi trovo a fumare una sigaretta
dentro una stanza lurida e piena di cicche finisco anche io per
buttare le cicche di sigarette per terra. Se trovo invece una
stanza pulita e specchiata andrò a cercare il posacenere.
Vorrei dire all'onorevole Cracolici che si diventi giustizialisti
oggi per il passato, facendo ricadere le responsabilità della
politica sui direttori generali
FIORENZA. Vergogna Questo non lo devi dire. Le responsabilità
sono degli uomini non della politica
COLIANNI. mi sembra un errore gravissimo della politica.
Dico soltanto, amici e colleghi, che qui stiamo parlando di
ristabilire regole; gli uomini che dovranno governare si dovranno,
per il futuro, adattare alle regole.
Questo giustizialismo improvvisato mi sembra assolutamente
sbagliato.
Onorevole Cracolici, gli uomini si giudicano quando ci sono le
regole e le regole devono essere chiare. E le dirò di più: occorre
ristabilire il primato della politica e l'autorevolezza di una
politica che sa scegliere gli uomini giusti, al momento giusto,
dentro il contesto giusto e dentro le regole giuste e non, invece,
improvvisarsi in azioni di giustizialismo che, personalmente,
ritengo assolutamente sbagliato.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
notare che l'emendamento presentato dal collega Cracolici è stato
riscritto ed è stato riscritto perché la prima formulazione è stata
ritenuta non idonea, impropria.
E' stato riscritto in una forma peggiore di quella precedente e
quindi è un emendamento che non può - e adesso spiegherò perché -
nemmeno essere applicato.
Il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio
rientra nelle fattispecie di decadenza già indicate dall'assessore
nell'emendamento che abbiamo concordato.
Pertanto, considerato che tutto ciò risale alla legge numero 502,
rientrando in questa fattispecie confermata nell'emendamento che
abbiamo formulato in modo concorde, si deve fare discendere dalla
iniziativa dell'Assessore e dell'assessorato di attivazione della
decisione di decadenza il mancato, il divieto successivo di
procedere alla conferma di chi è stato oggetto di una decadenza
certificata.
In questo caso, però, non si fa riferimento ad alcuna decadenza
certificata, attuata, formalizzata, si fa riferimento al mancato
equilibrio di bilancio, udite bene, in uno degli anni. Pertanto,
uno che ha un contratto per cinque anni e non raggiunge
l'equilibrio di bilancio per un anno ma lo sana l'anno successivo,
per il capriccio dell'onorevole Cracolici, viene fatto fuori con la
decadenza.
Ma questa non è regola, questo non è regolare, questa è soltanto
una capricciosa strumentalizzazione politica per avere l'argomento
della propaganda il giorno dopo.
Siccome dobbiamo sottrarre questo argomento alla propaganda, se
volete precisare i termini della questione, allora, rendete più
precise le fattispecie di decadenza e nel rendere più precise le
fattispecie di decadenza, assegnate all'Assessore il compito di
attivare la decadenza quando queste fattispecie sono riscontrate.
Nel caso in cui non siano riscontrate, non può essere sicuramente
uno strumentale emendamento a falsare ed alterare tutto il sistema
delle regole, dell'equilibrio che le caratterizzano.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente onorevoli colleghi, vorrei ribadire,
ancora una volta, che le leggi non si fanno contro qualcuno ma
devono avere un proprio equilibrio intrinseco.
Questo emendamento è pericoloso per una serie di ragioni. Quelle
che ho già detto prima, cioè che al di là della bravura o meno dei
manager che vengono nominati, non c'è alcun superman che se gli
obiettivi di spesa, di budget gli vengono consegnati qualche giorno
prima della fine dell'anno ed in qualche giorno gli si chiede di
risparmiare 10, a volte 15, a volte 20 milioni di euro, è
veramente impensabile che ci possa essere non un bravo manager, ma
il miglior manager del mondo che possa farlo.
Pregherei l'Assessore di prestare un attimo di attenzione perché
vorrei introdurre un altro pericolo.
Siamo in un campo molto particolare: la salute dei cittadini e
non un'attività qualsiasi.
Introducendo una norma automatica e stringente, potremmo correre
il rischio che un manager disinteressato dai problemi veri, cioè
dalla sanità, pur di raggiungere l'equilibrio di bilancio tagli
tutto, tagli i farmaci ai cittadini, tagli l'assistenza per salvare
se stesso.
Stiamo, quindi, attenti a ciò che scriviamo. Ed io pregherei i
colleghi che hanno presentato questo emendamento di prestare
attenzione perché alla fine rischiamo; onorevole Fiorenza, stiamo
attenti nel fare le norme, a non creare una situazione per la quale
il manager, pur di salvarsi, tagli le prestazioni ai cittadini.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, il
tema che stiamo trattando è un tema fondamentale ed importante
perché il giudizio che, spesso, Assessore, questo Governo ha dato
sulla sanità siciliana, è stato sempre negativo perché a tutelare
la mala politica e la mala gestione, spesso, è stata la cattiva
politica stessa.
Bisogna riprendere coraggio, bisogna fortificare, in questi
momenti, invece, un'azione politica strategica di totale
cambiamento e di totale rinnovamento.
Presidenza del vicepresidente Formica
I direttori generali hanno compiuto un atto amministrativo che ha
delegittimato, non solo la politica ma, soprattutto, quei cittadini
che hanno votato questa maggioranza. Ebbene, a questa maggioranza
il popolo siciliano ha dato un compito ed un mandato ben preciso,
che è quello di cercare di migliorare le condizioni di vivibilità.
Lo dovete assolvere fino in fondo, però, assessore Russo Non
potete dare un colpo al cerchio e l'altro alla botte
O decidete di prendere un'iniziativa forte, di radicale
cambiamento e di inversione di rotta, o altrimenti rischiamo di
fare confusione.
Già di per sé le norme che stiamo approvando sono delle norme che
sfiorano, se addirittura non toccano, assolutamente, quella che
sarà la futura vita sanitaria di questa Regione, nel senso che i
malati, gli ultimi, non sono neanche citati in questa riforma
sanitaria. I medici, gli operatori sanitari non sono neanche
sfiorati da questa riforma sanitaria.
Se dobbiamo, adesso, consentire pure che i più scadenti, i più
scarsi, che hanno determinato lo sfascio della sanità siciliana
debbano continuare a rimanere in quei posti pagati dai cittadini
siciliani a fior di centinaia di migliaia di euro, è veramente uno
scandalo.
Quindi, a lei il giudizio dell'emendamento presentato dal mio
Capogruppo, dall'onorevole Cracolici, e mi auguro che sia un
giudizio positivo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente
abbiamo trovato il modo di fare il comizio nella riforma sanitaria.
Abbiamo trovato i buoni e i cattivi. Finalmente, c'è la linea di
demarcazione tra quelli che vogliono rinnovare, purificare, e
quelli che invece vogliono mantenere. Siamo stati in un momento in
cui le regole non ci sono state.
Onorevole Cracolici, stiamo approvando questo disegno di legge e
proprio l'articolo che stiamo discutendo sta imponendo
FIORENZA. Dovete mettere i migliori non i più scarsi
LEANZA NICOLA. sta imponendo i controlli, quei controlli che la
stragrande maggioranza delle persone in questa Aula ha chiesto e in
questa legge i controlli sono chiari, netti, non hanno possibilità
di sbaglio, sono controlli veri. Ecco perché non possiamo
permetterci il lusso di fare una legge contro. Ecco perché non
siamo assolutamente sicuri che tutto ciò che è contenuto
nell'emendamento dell'onorevole Speziale sia corretto.
Allora, per quanto ci riguarda - lo dico soprattutto ai colleghi
della maggioranza - è uno di quei momenti in cui il furore
ideologico prende il sopravvento. Io sono tra coloro che riconosce
i demeriti ed i meriti ma non è colpa fino in fondo dei manager
perché sono lasciati abbandonati, molto spesso, ai vizi della
politica...
FIORENZA. Ma cosa dice. Vergogna
LEANZA NICOLA. e della cattiva politica.
(Proteste in Aula)
Ecco perché Non è così Abbiamo tra i ventinove manager uscenti
certamente tantissime persone capaci, brave, competenti.
All'assessore Russo il grande mandato di scegliere i migliori,
senza tessere, senza condizionamenti, liberi da ogni
condizionamento. Ecco perché non dobbiamo presentare alcun
emendamento; dobbiamo semplicemente votare contro l'emendamento
dell'onorevole Speziale; poi la politica, la bella politica che
questo Governo vuole rappresentare, caro assessore Russo e lei deve
soltanto fare rispettare le regole rispetto alla nomina dei nuovi
direttori generali.
APPRENDI. Basta
PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto qualche minuto di sospensione.
Continuerà subito dopo, onorevole Leanza.
LEANZA NICOLA. Vorrei terminare il mio intervento. Vorrei chiedere
all'Assessore, considerato che ha dedicato un intero articolo,
l'articolo 21 e l'articolo 21 bis, ai controlli e considerato che
questa legge garantisce qualità e merito, considerato che abbiamo
assolutamente fiducia nell'operato dell'Assessore, nella scelta
dell'operato dell'Assessore, chiedo all'Assessore stesso di non
subemendarlo.
Dobbiamo votare il testo dell'Assessore. La prego, quindi,
Assessore, di trovare il modo di andare avanti. Se poi l'Aula
voterà in maniera diversa, ne prenderemo atto. Però ritengo che lei
debba difendere fortemente il suo testo senza cadere nella
tentazione del subemendamento.
CRACOLICI. E' una minaccia?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, manteniamo un contegno in Aula.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei voluto
assolutamente scatenare una questione né di carattere ideologico né
di contrapposizione tra innovatori e conservatori. Volevo soltanto
che l'assessore fosse conseguente alle cose che lui stesso ha
scritto, cioè che per il futuro quelli che non hanno raggiunto gli
obiettivi di bilancio devono essere rimossi in forza del comma 4
dell'articolo 21.
La domanda che ci poniamo è questa: E coloro che gli obiettivi di
bilancio non li hanno raggiunti negli anni precedenti? .
Ci viene fatto osservare che la norma si applica da ora ma vorrei
ricordare all'Aula che la norma si applica in forza del decreto
legislativo n. 502 e non c'è un solo assessore regionale che abbia
contrattualizzato i Direttori generali e che, ovviamente, nel
contratto non abbia previsto la possibilità di avere un equilibrio
di bilancio.
Onorevole Leanza, anche l'assessore Pistorio, quando
contrattualizzò Scavone, stabilì l'obiettivo di bilancio; se poi
Scavone ha sforato di qualche decina di milioni e non è stato
rimosso, la responsabilità è di chi governava la Sanità in quel
momento, non è responsabilità dell'Aula. Lei, infatti, non può
fare qui un'operazione di rimozione delle sue responsabilità né
l'assessore può essere la foglia di fico che copre le vostre
responsabilità nel settore della sanità che tra l'altro sono
gravissime.
Detto questo, nessuno vuole utilizzare l'Aula per una logica di
contrapposizione ma, nel momento in cui c'è qualcuno che qui si
mette a fare gli attacchi alla sinistra ideologica, alle spese,
ovviamente, ciascuno di noi ha armi per difendersi, e noi più di
voi. Perchè voi avete contribuito a determinare lo sfascio della
Regione, noi no. Noi abbiamo avuto sempre un atteggiamento coerente
ed in linea, quindi, evitiamo discussioni di qualsiasi ragione.
(Applausi)
Ritorniamo alla questione di merito ed io voglio che lei si
liberi, però, da questa sorta di prigionia in cui la tiene il
Gruppo parlamentare dell'MPA perché se lei, assessore, risponde ad
una logica di appartenenza politica, noi non possiamo fare un passo
in più dentro quest'Aula.
Se lei, invece, così come mi auguro, risponde alla logica che,
essendo una persona - io non la conosco ma così sembra dall'esterno
- che vuole impegnarsi per introdurre norme di razionalizzazione
della spesa e di moralizzazione, allora, deve sapere che, se si
tratta di moralizzare e razionalizzare la spesa sanitaria, il
Gruppo parlamentare del Partito Democratico è dalla sua parte senza
alcune reticenza.
La norma introdotta da me stabilisce esattamente quello che lei
prevede al comma 4 e lo stabilisce per chi non ha raggiunto gli
obiettivi di equilibrio di bilancio fissati dai contratti perché
non c'è bisogno di specificare che devono essere fissati dai
contratti perché è ovvio che qualsiasi contratto stabilisce che
devono essere raggiunti gli obiettivi di bilancio ed è chiaro che
di tutti coloro che sono stati nominati nessuno ha raggiunto gli
obiettivi di bilancio stabiliti dal rapporto contrattuale e,
quindi, andavano rimossi.
Perché non sono stati rimossi?
Perché nel gioco della politica c'è stato un condizionamento
reciproco per cui si impediva di fatto, oggettivamente, la
rimozione dei Direttori generali.
Assessore, vorrei che l'Aula tornasse in una condizione lineare e
che riproponesse la questione nel piano normativo.
Le chiederei di valutare con attenzione il mio emendamento che lei
ha chiesto di emendare e così abbiamo fatto, presentando un
subemendamento a firma mia e dell'onorevole Cracolici.
Guardi l'emendamento nel merito e vedrà che l'emendamento è
coerente con il suo impianto normativo. Non deve stabilire se il
nostro emendamento piace o no a qualche cichicco della
maggioranza, deve stabilire se è utile per la Sicilia.
Non deve stabilire se è utile o conviene a qualche esponente di
qualche partito perché così, negli anni passati, è stato fatto
danno, quando si sono piegati gli interessi della sanità alle
logiche della politica.
Si liberi di questa prigionia e abbia un atto di coraggio
dichiarandosi favorevole all'emendamento sottoscritto da me e dal
collega Cracolici.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, propongo di
accantonare il tema della prigionia e quello della libertà perché
sono molto complessi e se li affrontiamo forse non ne usciamo
fuori.
Vorrei occuparmi delle questioni tecniche e della razionalità di
un progetto che dobbiamo tutti insieme varare.
Mi sono accorto, forse, in ritardo, che proprio il Gruppo dei
Democratici di Sinistra ha presentato un emendamento che riguarda
la nomina e la valutazione dei direttori generali ed è
l'emendamento 26.3 all'articolo 26.
Ritengo che per razionalità la sede sia propria, quella della
nomina e della valutazione del direttore generale, pertanto, questo
argomento è possibile spostarlo esattamente all'articolo 26.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli onorevoli Mancuso,
Beninati, Falcone, Gucciardi, Laccoto e Oddo. Di fronte alla
proposta avanzata dal Governo, ritengo che, spostando questo
emendamento all'articolo 26, tutti gli interventi saranno
effettuati sull'articolo 26.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
che se il suo intervento potrà essere accolto nella fase
dell'articolo 26, ciò significa che lei sta dando una disponibilità
a quell'emendamento dell'articolo 26. Lo faccio con spirito
costruttivo. Abbiamo assistito in questi lunghi mesi ad una
diatriba sui giornali, a un sistema di rinnovamento per quanto
riguarda
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, per dare un ordine ai lavori
d'Aula, dobbiamo prima esprimerci sulla proposta avanzata dal
Governo.
LACCOTO. Signor Presidente, la proposta del Governo si riferisce
alla nomina dei nuovi direttori generali, mentre l'emendamento in
questione si riferisce ai controlli ed è cosa ben diversa rispetto
alla nomina nuova dei direttori generali. Questo attiene al sistema
del controllo rispetto al bilancio. Credo, pertanto, che
l'emendamento possa essere messo in discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nessuno chiede di intervenire a
favore della proposta del Governo, si procede con l'esame
dell'emendamento 21.1.7. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.
Ricordandole che l'emendamento resta in trattazione e che quindi
lei può intervenire sul merito, ha facoltà di parlare.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di solito,
l'esperienza dei banchi parlamentari mi aiuta a comprendere meglio
le cose, affidandomi quasi sempre agli amici dell'opposizione.
Questo vale per confrontare le posizioni che a volte la
maggioranza esaspera con le posizioni che, magari, con una maggiore
riflessione, le opposizioni riescono a segnalare ai colleghi in
Aula.
Se dovessi però fare un riferimento a ciò che può succedere a
tutti noi, di naufragare in estate e come bussola per comprendere
dove è la strada migliore per tornare mi affidassi al Partito
Democratico, sicuramente, affogherei. E vi dico anche perché.
Voi avete convinto me - ma anche una buona parte dei deputati del
Popolo delle Libertà - che la riforma pensata, voluta e difesa
dall'assessore Russo era una buona riforma, una riforma
eccezionale, certamente migliorabile ed emendabile. Ma non solo. Ci
avete convinto sotto il profilo tecnico - che poi è la parte più
importante della riforma sanitaria - ma avete convinto chi aveva
dubbi - e io ero uno di quelli che avevano dubbi - che sotto il
profilo soggettivo, come oggi lo avete chiamato da questo scranno,
di affidabilità e di serietà anche le scelte che l'assessore Russo
faceva erano una garanzia per tutto il Parlamento.
Tutti siamo convinti di questo se questo è vero, e lo avete
scritto per mesi sui giornali, lo avete detto nelle vostre
relazioni e nei vostri convegni, lo avete detto a tutti quelli che
dovevate convincere, quindi, anche a noi, che ci dobbiamo affidare
non solo ad una legge che questa sera approveremo - e che domani
spero completeremo - ma ci dobbiamo affidare ad un uomo che
certamente porterà la sanità in un'era migliore.
Non è possibile che pensiate e fate vostro strumento l'assessore
per una guerriglia all'interno di regole che già esistono,
all'interno di una percorso che già esiste per legge.
Non sarebbe nei confronti dell'assessore un buon lavoro perché è
chiaro che questa vostra scelta porterà ad uno scompenso generale
della riforma sanitaria. Non vi affidate, così come avete detto e
avete poco fa gridato, al Capogruppo del Movimento per l'Autonomia;
tutte le cose che veramente con grande coerenza l'onorevole Leanza
dice da otto mesi e, questa sera - non si capisce il perché-, gli
davate del bugiardo. Da otto mesi, dite il contrario e, questa
sera, gridavate dandogli del bugiardo.
Cosa è cambiato? Per quale motivo offendete chi ha avuto la
coerenza di dire sempre le stesse cose?
Perché voi, questa sera, offendete.
Non si comprende perché quelli che hanno cambiato bussola e hanno
cambiato metodo siete voi.
L'onorevole Leanza e l'assessore Russo, dall'inizio ad oggi, hanno
detto una sola cosa, quindi, vi dovete un po' regolare affinché i
naufraghi - e ce ne siamo tanti in questa Assemblea - vi possano
seguire per ritrovare quella che è la terraferma.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la Commissione ma certamente anche il Governo,
obiettivamente, ritiene che l'emendamento dell'onorevole Speziale
non abbia una logica. Ecco perché sto intervenendo, onorevole
Speziale, perché duranti i lavori della Commissione si era scritto
l'articolo 26 e devo dire che ha ragione l'assessore quando vuole
dare un'impostazione nuova, nel momento in cui si nominano i
Direttori generali.
Pertanto, invito l'onorevole Speziale a ritirare l'emendamento o a
riproporlo più avanti, come ha detto bene l'assessore perché si era
aggiunto un secondo comma all'articolo 26 in cui proprio la
Commissione sanità entrava nel merito sulla designazione, con dei
pareri vincolanti sui Direttori generali.
Le preoccupazioni, le perplessità, le valutazioni che fino ad oggi
non venivano fatte, o quanto meno erano residuali, oggi vengono
riportate in Commissione con un parere vincolante.
Saremo, quindi, presenti. Il Governo sarà attento nel valutare e
nel nominare le figure, quando lo dovrà fare, affinché tali figure
abbiano i requisiti migliori e ci sarà chi valuterà insieme al
Governo questi requisiti.
Pertanto, su tutta questa giusta preoccupazione, credo che forse
si poteva fare a meno di discuterne adesso, rinviando in sede di
discussione dell'articolo 26.
Non comprendo perché ci siamo riscaldati su un argomento che non
ha totalmente una logica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore 20.00)
La seduta è ripresa
Onorevoli colleghi comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici, Oddo, Panarello ed altri il subemendamento 21.1.7.1 bis
, sostitutivo del subemendamento 21.1.7.1.
Preciso, altresì, che dal testo del subemendamento vanno cassate
le parole da con esclusione' fino a triennio'.
Pongo in votazione il subemendamento 21.1.7.1 bis. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, bisognerebbe aggiungere rispetto alle risorse negoziate'
perché se al direttore generale non si danno le risorse non si può
sanare e quindi rimane con questa formulazione contraria.
Mi rimetto all'Aula.
CRACOLICI. Lo inseriamo se è questo il problema.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Bonomo,
D'Antoni, Di Benedetto, Digiacomo, Donegani, Faraone e Ferrara )
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.7.1 bis
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 21.1.7.1 bis.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 49
Contrari 29
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 21.1.4, a firma degli onorevoli Galvagno
e Termine. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro inammissibile l'emendamento 21.1.1 perché in contrasto
con il decreto legislativo n. 502 del 1992.
Si passa al subemendamento 21.1.15, del Governo, all'emendamento
21.1.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con l'approvazione di questo emendamento tutti gli altri
emendamenti al 21 si intendono assorbiti.
Pongo in votazione il subemendamento 21.1 del Governo, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22.
Ne do lettura:
«Art. 22
Fondazioni-Centri di eccellenza
1. Il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per la sanità, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, formula ai propri
rappresentanti in seno agli organi delle Fondazioni Gesualdo
Clementi di Catania, Saverio D'Aquino di Messina e Michele
Gerbasi di Palermo, costituite ai sensi dell'articolo 76 della
legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, direttive per l'avvio delle
procedure finalizzate allo scioglimento delle medesime Fondazioni
secondo le previsioni previste dalle norme di legge e dai relativi
statuti.
2. Ad avvenuto scioglimento delle Fondazioni di cui al comma 1 le
rispettive competenze, risorse e personale assegnato sono
trasferiti alle aziende ospedaliere di riferimento salvaguardando
le attività e gli stati di avanzamento di strutture già poste in
essere alla data dello scioglimento. Il Centro oncologico di
eccellenza di Messina è conseguentemente attivato presso il
dipartimento di oncologia dell'azienda Papardo che provvede a
tutti i relativi adempimenti».
Comunico che all'articolo 22 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Fiorenza, Picciolo e Gucciardi: 22.4;
dall'onorevole Laccoto: 22.2, 22.6, 22.1.1, 22.1.3 (sostitutivo
dell'em. 22.1 del Governo);
dagli onorevoli Formica e Buzzanca: 22.6, 22.5 (sostitutivo
dell'em. 22.1 del Governo);
dal Governo: 22.1 (sostitutivo del comma 2);
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: 21.1.3 e
21.1.2;
dagli onorevoli Leontini e Maira: 21.1.11;
dall'onorevole Vinciullo: 21.1.8, 21.1.9, 21.1.10;
dall'onorevole Speziale: 21.1.6, 21.1.5 e 21.1.7;
dagli onorevoli Maira e Leontini: 21.1.12, 21.1.13 e 21.1.14;
dagli onorevoli Picciolo, Fiorenza e Gucciardi: 22.3.
Si procede con l'emendamento 22.4.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.2, Sopprimere il primo comma ,
dell'onorevole Laccoto.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.6 a firma dell'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, credo che su questo emendamento ci sia
bisogno di un chiarimento anche per i deputati.
Infatti, io, in questo emendamento, sostengo solo una cosa che è
già sancita ma che non vorremmo lasciare la decisione ad altri, che
il centro di eccellenza oncologico resta nella città di Messina
perché vi sono già 21 milioni spesi nella città di Messina ed è
chiaro che, naturalmente, qualsiasi decisione diversa possa
vanificare lo sforzo che hanno fatto anche lo Stato e la Regione.
Per cui non sto dicendo altro che il centro oncologico resta nella
città di Messina.
Credo che questo meriti una approvazione da parte del Parlamento e
non capisco perché il Governo dà un parere contrario dal momento
che è nelle cose che il centro di eccellenza oncologico sia a
Messina.
Questo è il punto della questione, per cui ritengo che andare
contro questo sia ancora una volta tentare di vanificare lo sforzo
economico fatto anche dallo Stato nel protocollo d'intesa con la
Regione e, quindi, su questo credo che dovremmo essere totalmente
d'accordo.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi.
Vedete, quello dei centri d'eccellenza è un argomento, estremamente
interessante.
Presidente Beninati, i centri d'eccellenza, nella nostra Regione,
sono stati istituiti con un decreto. E già previsto nel decreto
assessoriale che il centro d'eccellenza oncologico debba avere come
residenza Messina, quello ortopedico Catania e quello pediatrico
Palermo.
Si è venuto a creare un elemento che, a mio avviso, deve essere
fortemente attenzionato.
Il Governo propone che debbano essere abolite le fondazioni che
fin qui hanno condotto l'iter. Nel momento in cui il Governo chiede
che vengano abolite le fondazioni credo che esso intenda
accelerare, o per meglio dire, migliorare quelle che sono le
condizioni che fin qui hanno condotto le stesse fondazioni.
Non condivido questa impostazione e vorrei spiegare al Parlamento
il motivo.
Le fondazioni, in tutte le parti del mondo hanno come obiettivo
quello di ricreare e ricercare, soprattutto, sul mercato
internazionale le migliori professionalità esistenti in quel
determinato settore scientifico. Hanno come ulteriore obiettivo
quello di riuscire ad integrare due forme, che fin qui, penso,
possono riuscire a migliorare la condizione esistente sul tessuto
sanitario siciliano e cioè riuscire a coniugare il pubblico con
l'interesse del privato.
Eliminando le fondazioni, quello che riusciremo ad avere è, solo
ed esclusivamente, un megareparto, normalissimo reparto
universitario o un megareparto, normalissimo reparto di tipo
ospedaliero, che nulla può avere, nulla ha a che fare, invece, con
l'eccellenza che vuol dire tutt'altra cosa.
Se poi, assessore, individuiamo pure nella legge, così come è
individuato nel comma 2 del presente articolo, qual è il reparto,
addirittura, che si debba occupare dell'eccellenza, credo che
abbiamo, letteralmente, fallito l'obiettivo.
L'obiettivo è quello di cercare di immettere nel mercato un
minimo, dico un minimo di capacità all'interno del tessuto
sanitario competitivo e che possa essere da richiamo a quelle che
sono le grandi professionalità, che sono a disposizione non solo
nell'ambito nazionale, ma europeo ed anche internazionale.
Chiedo, pertanto, signor Presidente - l'elemento della
soppressione dell'articolo era provocatorio, evidentemente - che le
fondazioni vengano ristabilite in un modo magari più organico,
magari sotto una stretta osservanza, assessore Russo, da parte di
un Comitato scientifico che possa occuparsi in maniera più
analitica di questo. Credo che sia la risoluzione del caso.
Infatti, assessore Russo, eliminare del tutto le Fondazioni non
credo sia il percorso che lei si era prefissato.
Eliminare le Fondazioni vuol dire tagliare definitivamente la
possibilità alla ricerca scientifica di potersi avvalere anche
delle professionalità esterne alla propria azienda. La possibilità
di potere intraprendere un percorso che sia anche un percorso
insieme ai privati per potere elaborare maggiore ricerca
scientifica credo che sia, invece, quello che i siciliani si
attendono.
Argomenti come l'oncologia, come l'ortopedia e come la pediatria
sono oggi, purtroppo, uno dei maggiori elementi di emigrazione
sanitaria nella nostra Regione. Abbiamo il compito ben preciso, e
che era stato giù individuato con le Fondazioni, di poterlo
riammettere.
Signor Assessore, onorevoli colleghi, vi pregherei di attenzionare
questo problema che non è un problema di nomine, perché già le
nomine sono state fatte e, pertanto, ripercorrere e riprendere in
mano le Fondazioni e punire quelle Fondazioni che già sono in uno
stato avanzato dei lavori, così come l'Ortopedico di Catania, i cui
lavori sono già partiti, l'Oncologico di Messina e il Pediatrico di
Palermo, credo che sia una iattura per la buona sanità siciliana.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, volevo fare una precisazione circa
l'emendamento presentato dall'onorevole Laccoto.
Questo emendamento, effettivamente, mi vede certamente
favorevole nel doppio ruolo, sia personale e poi è ovvio che io
esprimerò parere favorevole come Commissione, però voglio
specificare e chiarire anche il perché.
Questo emendamento, in effetti, non fa altro che rafforzare un
provvedimento che già è attivato.
Sarebbe assurdo che, non rafforzando che il centro oncologico
resti a Messina in quanto già c'è un provvedimento dell'allora
ministro Sirchia, come hanno detto anche gli altri colleghi su
altri due centri e paradossalmente il centro oncologico di Messina
ha avuto la sfortuna di avere in qualche modo avviato i lavori, a
prescindere poi dalla qualità, dalla bontà e come sono in corso
questi lavori.
Pertanto, condividerò anche - lo dico anticipatamente - che venga
soppresso il comma 2 perché è giusto che l'assessore nel piano
sanitario riveda, con il parere della Commissione, l'organigramma,
se alla Fondazione certamente è soppresso chi affidare ma,
comunque, una cosa deve essere certa: il centro oncologico deve
restare dove già è previsto non può essere alterata la sua sede,
cioè nella città di Messina.
Così è stato previsto, c'è un protocollo del Governo dell'epoca e
che in atto deve essere sempre vigente.
Io questo voglio precisare perché, altrimenti, sul resto si può
dire tutto e il contrario di tutto ma, certamente, sull'argomento
mi sembrava giusto fare questa precisazione.
Il secondo comma dell'articolo è forse giusto, anzi condividerò e
il Governo ha ragione che venga rivisto dal piano sanitario a chi
dare queste funzioni ma aggiungere al comma 1 questo comma
dell'onorevole Laccoto è una cosa giusta.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
ritengo, come in tutte le cose, che bisogna che sia il buon senso a
guidarci.
Noi non siamo, in maniera pregiudiziale, favorevoli o contrari a
che si sopprima o resti in vita una fondazione.
Riteniamo, al contrario, che vada esaminato caso per caso ed in
questo momento, come diceva l'onorevole Beninati.
Noi abbiamo, già da sei anni or sono, avviato in quel di Messina
questo percorso. Sono state impiegate delle somme, altre sono state
stanziate e stanno per essere impiegate e può nascere quello che
faceva parte di una pianificazione, di una programmazione
regionale, che era all'interno di un piano e c'è un ceto
d'eccellenza che afferisce all'oncologia che è un settore
certamente molto critico per la nostra Regione che crea non pochi
disagi alla nostra popolazione e, quindi, bloccare questo percorso
significherebbe spegnere la speranza e significherebbe anche,
signor assessore, probabilmente buttare al vento importanti
risorse.
L'onorevole Fiorenza diceva bene e cioè che la fondazione è uno
strumento moderno che non solo consente di attrarre capitali dal
privato ma, nella fattispecie, ci consente di non chiudere un
capitolo che è quello dell'eccellenza oncologica non a Messina ma
in Sicilia. Ritengo, quindi, che l'emendamento sia da accogliere.
Ritengo che bisogna così accelerare un percorso e non, al
contrario, interromperlo. E, d'altronde, mi pare che sia questo lo
spirito della riforma.
Qualcuno qui oggi ha detto noi non stiamo incidendo profondamente
su questa riforma sanitaria su quello che sarà lo standard di
qualità . Probabilmente sarà vero, bisognerà porre altri
aggiustamenti, ma in corso d'opera, signor assessore, signor
Presidente della Regione, porre condizioni per frenare una macchina
che è già in corsa mi pare oltremodo fuori luogo.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
considerazioni svolte qui dal collega Buzzanca e Beninati,
chiariscano un equivoco che si era determinato e che aveva dato
luogo alle giuste considerazioni del collega Fiorenza.
L'emendamento Laccoto tende a sottolineare l'esigenza che le
risorse destinate alla costruzione, presso l'ospedale Papardo' dei
reparti dove dovrebbe essere ubicato il centro oncologico devono
essere confermate nell'ambito di questa disposizione, evitando,
com'è giusto, la giustificazione inopportuna contenuta nel comma 2
che, come ha ricordato l'onorevole Beninati, a questo punto,
potrebbe essere sostituito dall'emendamento già predisposto dal
Governo.
Sono d'accordo a che venga approvato l'emendamento dell'onorevole
Laccoto e sollecito l'assessore ed il Presidente della Regione a
dare parere positivo.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Caputo, Corona, De Luca e Rinaldi
dichiarano di voler apporre la firma all'emendamento 22.6
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 22.1.2 e 22.1.1 decadono.
Onorevoli colleghi, in seguito alle precedenti votazioni, con
l'approvazione dell'emendamento 22.1 del Governo sono superati sia
l'emendamento 22.1.3 dell'onorevole Laccoto sia l'emendamento 22.5
degli onorevoli Formica e Buzzanca e si invitano gli onorevoli
Picciolo, Fiorenza e Gucciardi a trasformare l'emendamento 22.3 in
ordine del giorno, poiché precluso.
BUZZANCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a verificare se la richiesta è
appoggiata.
Onorevoli colleghi, la richiesta di scrutinio segreto non è
appoggiata.
RINALDI. Signor Presidente, chiedo se l'articolo 23 è stato
trasformato in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lo abbiamo chiesto e abbiamo
atteso se ci fosse una risposta; non c'è stata nessuna risposta e
così è rimasto stabilito.
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 19
marzo 2009, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale
(248/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.35
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.10
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 248/A: NORME PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO
SANITARIO REGIONALE
All'emendamento 9.1 interamente sostitutivo dell'articolo 9:
Subemendamento 9.1.5 (I parte):
All'articolo 9, comma 1, lettera a), dopo le parole: Servizio
sanitario regionale , sono aggiunte le seguenti: previa
negoziazione con i direttori generali, .
Emendamento 9.1.2:
Al comma 1, lett. a), dopo le parole mobilità attiva e passiva,
nonché aggiungere le seguenti avuto riguardo a criteri di
perequazione finalizzati ad assicurare l'erogazione uniforme,
efficace, appropriata ed omogenea dei livelli essenziali di
assistenza in tutto il territorio regionale e
Sub emendamento 9.1.5 (II parte):
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
2. I programmi di cui alle lettere b) e d) possono essere attuati
dopo l'avvenuta acquisizione del parere della Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. .
Emendamento 9.1.8:
All'articolo 9, alla lettera f), dopo le parole: necessario al
funzionamento aggiungere le parole: dell'attività
assistenziale .
Emendamento 9.1.7:
Nel quadro della riorganizzazione delle aziende sanitarie
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 3, della legge regionale n. 10 del 2006 relativamente
all'attivazione di nuove unità operative complesse in discipline
oncologiche e radioterapiche nei distretti ospedalieri e nelle
aziende ospedaliere ricadenti nelle zone classificate ad alto
rischio ambientale.
Emendamento 9.1.10:
Alla lettera h) del comma 1 si aggiunge la lettera i): delle
necessità derivanti dalla tutela della salute per le emergenze
zootecniche, dei compiti di tutela sanitaria per i cittadini
immigrati extracomunitari e delle esigenze di protezione della
salute nelle aree industriali a rischio. Per il soddisfacimento di
queste ultime saranno individuate, con decreto assessoriale, le
prescrizioni in materia di prevenzione individuale e collettiva,
diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria per le
patologie derivanti dagli insediamenti industriali ed individuate
specifiche risorse. .
Emendamento 9.1:
Sostituire l'articolo 9 con il seguente:
Art. 9. - Finalizzazione delle risorse finanziarie - 1. Le
risorse finanziarie disponibili annualmente per il Servizio
sanitario regionale previste dalla normativa nazionale e regionale
ed in coerenza con le strategie e gli obiettivi del Piano
sanitario regionale, sono determinate e destinate dall'Assessore
regionale per la sanità:
a) alle Aziende del Servizio sanitario regionale, tenuto conto dei
criteri e dei parametri correlati alle attività proprie delle
medesime, alla complessità della casistica e delle prestazioni
erogate, alla appropriatezza e qualità dei ricoveri, alla
produttività delle stesse Aziende nonché alla popolazione
residente ed alla mobilità attiva e passiva, nonché dei meccanismi
di premialità previsti dall'art. 24, comma 1, lett. f);
b) ai programmi interaziendali di razionalizzazione e
qualificazione dell'offerta, proposti dalle Aziende del Servizio
sanitario regionale, approvati ai sensi dell'articolo 8, comma 1,
lettera e), nonché ai programmi definiti negli atti di
programmazione regionale;
c) al fabbisogno della rete dell'emergenza-urgenza sanitaria ed a
programmi di interesse generale, gestiti, anche in modo diretto,
dalla Regione;
d) ai programmi di attività per funzioni obbligatorie non
valutabili a prestazioni o per specifici progetti funzionali nel
rispetto dei principi di cui al precedente articolo 2;
e) al fondo di investimento per la manutenzione e il rinnovo del
patrimonio delle Aziende del Servizio sanitario regionale;
f) al fabbisogno necessario al funzionamento degli Istituti di
Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, degli Ospedali
classificati e, fino alla scadenza degli accordi vigenti, delle
sperimentazioni gestionali;
g) al fabbisogno del Centro per la formazione permanente e
l'aggiornamento del personale del Servizio sanitario e
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia per
l'espletamento delle attività di rispettiva competenza .
All'articolo 10:
Emendamento 10.1.2 (I parte):
All'articolo 10, comma 1, sopprimere le parole: individuate
nell'atto aziendale e/o nel regolamento di organizzazione dei
medesimi. .
Emendamento 10.1 (I parte):
Al comma 1, le parole: non sanitarie che può essere svolto
mediante risorse interne , sono sostituite con le seguenti: il
cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unità
operative aziendali individuate nell'atto aziendale e/o nel
regolamento di organizzazione dei medesimi
Emendamento 10.4:
Al comma 2 dell'articolo 10 dopo le parole: adeguatamente
motivato sono aggiunte le parole: e nel rispetto delle modalità
previste dal comma 6 dell'articolo 7 del D.leg. n. 165/2001. .
Emendamento 10.1.4:
Al comma 4 dell'emendamento 10.1 sopprimere le parole: di cui uno
interno .
Emendamento 10.1.2 (II parte):
Al comma 4, dopo le parole: Servizio sanitario regionale ,
aggiungere le seguenti: previsti dall'articolo 20 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche ed
integrazioni ;
dopo le parole: verrà fissata la misura , aggiungere la parola:
massima ;
dopo le parole dei compensi aggiungere le parole: comunque non
superiori a quelli attualmente previsti .
Emendamento 10.1.1:
Alla fine del comma 4 aggiungere il seguente periodo Non possono
ricoprire l'incarico nei nuclei di valutazione coloro che non
siano in possesso di diploma di laurea .
Emendamento 10.1 (II parte):
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
4. I nuclei di valutazione delle Aziende del Servizio sanitario
regionale sono composti da tre membri di cui uno interno. Con
decreto assessoriale verrà fissata la misura dei compensi dei
componenti dei nuclei di valutazione.
All'articolo 12:
Emendamento 12.1:
L'articolo 12 è soppresso.
All'articolo 13:
Emendamenti 13.7 - 13.1 (I parte):
Al comma 1, dopo le parole aziende ospedaliere sono soppresse le
parole provinciali di cui al comma 1 dell'art. 11 .
Emendamento 13.13:
Al comma 2, lettera a), dopo le parole: il direttore generale ,
aggiungere che nomina un direttore amministrativo ed un direttore
sanitario a norma dei commi 1 quater e 1 quinquies dell'art. 3 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 .
Emendamento 13.14:
All'articolo 13, comma 3, dopo le parole: Servizio sanitario
regionale sono aggiunte le seguenti: in conformità alle
previsioni di cui alla legge regionale 3 novembre 1993, n. 30, e
successive modifiche ed integrazioni, .
Emendamento 13.6:
Al comma 6 dell'art. 13 dopo la parola: differenziati aggiungere
le parole: in ragione delle dimensioni del territorio coperto e
del numero di utenti assistiti .
Emendamenti 13.8 - 13.1 (II parte):
All'art. 13, comma 7, le parole nel limite sono sostituite con
le parole entro il limite .
Emendamento 13.11:
Al comma 8 sostituire le parole da Formula altresì fino a
servizi medesimi con le seguenti:
Il Comitato formula altresì proposte su campagne di informazione
sui diritti degli utenti, sulle attività di prevenzione ed
educazione alla salute, sui requisiti e criteri di accesso ai
servizi sanitari e sulle modalità di erogazione dei servizi
medesimi. Collabora con l'Ufficio relazioni con il pubblico (URP)
presente in ogni Azienda per rilevare il livello di soddisfazione
dell'utente rispetto ai servizi sanitari e per verificare
sistematicamente i reclami inoltrati dai cittadini.
All'articolo 18:
Emendamento 18.1 interamente sostitutivo degli articoli 18 e 19:
Sostituire gli articoli 18 e 19 con il seguente:
Art. 18 - Aziende ospedaliere 1. Le Aziende ospedaliere
assicurano le attività sanitarie di alta specializzazione, di
riferimento nazionale e regionale, con dotazioni di tecnologie
diagnostico-terapeutiche avanzate ed innovative, e svolgono
altresì i compiti specificamente attribuiti dagli atti della
programmazione regionale.
2. Le aziende ospedaliere costituiscono, altresì, riferimento per
le attività specialistiche delle aziende sanitarie provinciali, di
norma, nell'ambito del relativo bacino di competenza, secondo le
indicazioni degli atti della programmazione sanitaria.
3. Ferma restando l'autonomia riconosciuta alle istituzioni
universitarie, l'Assessorato regionale della sanità, al fine di
assicurare l'attività assistenziale necessaria alle esigenze della
didattica e della ricerca delle Facoltà di medicina e chirurgia,
nel quadro della programmazione regionale sanitaria, promuove la
collaborazione tra Servizio sanitario regionale e le Università di
Palermo, Catania e Messina per realizzare le finalità di cui al
decreto legislativo 21 dicembre 1999,
n. 517.
4. Di concerto con le suddette Università, sulla base di specifici
protocolli di intesa, possono realizzarsi integrazioni tra Aziende
ospedaliere e Università, onde pervenire alla costituzione di
Aziende ospedaliero-universitarie, la cui organizzazione e
funzionamento è regolata dal decreto legislativo 21 dicembre 1999,
n. 517.
5. Per l'elaborazione dei protocolli d'intesa è costituito, senza
oneri aggiuntivi a carico del servizio sanitario nazionale né del
bilancio regionale, un Comitato formato dal Presidente della
Regione, dall'Assessore regionale per la sanità e dai Rettori
delle Università di Palermo, Catania e Messina, o da loro
delegati .
All'Articolo 20:
Emendamento 20.2:
Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Sulla base degli indirizzi definiti dal Comitato di cui
all'articolo 6, comma 4, le aziende del Servizio sanitario
regionale operano in rete al fine di garantire, attraverso il
sistema telematico, il collegamento e il coordinamento delle
funzioni socio-sanitarie ed assistenziali per assicurare
all'utente l'appropriatezza dell'intero percorso di accoglienza,
presa in carico, cura e dimissione anche protetta.
Emendamento 20.1:
Al comma 2, dopo le parole percorso clinico assistenziale
aggiungere e riabilitativo
All'emendamento 21.1 interamente sostitutivo dell'articolo 21:
Emendamento 21.1.18:
Al comma 3 dell'art. 21 dopo le parole per quanto di rispettiva
competenza aggiungere sono tenute ad attuare il pieno sviluppo
del sistema di qualità aziendale secondo gli indirizzi contenuti
nelle disposizioni vigenti. Esse .
Emendamento 21.1.21:
Aggiungere il seguente comma:
2 bis. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche alle
strutture private accreditate .
Emendamento 21.1.3:
All'emendamento 21.1, dopo il comma 4, aggiungere il comma 4 bis:
4 bis. L'Assessorato regionale per la sanità svolge il controllo
sulla gestione delle Aziende sanitarie .
Emendamento 21.1.8:
Al comma 2 dell'articolo 21 bis dopo le parole in caso di
aggiungere le parole vacanza dell'ufficio per morte, dimissione,
decadenza o
Emendamento 21.1.20:
Al comma 4 e al comma 5 dell'art. 21 bis cassare le parole previa
delibera della Giunta regionale .
Emendamento 21.1.16:
All'articolo 21 bis, al comma 5 dopo le parole su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità aggiungere le parole:
previo parere consultivo della VI Commissione legislativa
dell'ARS Servizi sociali e sanitari' .
Emendamento 21.1.7.1 bis (riscrittura dell'emendamento 21.1.7):
All'articolo 21 bis aggiungere il seguente comma:
4 bis. Non possono essere nominati direttori generali coloro che
nel corso del triennio
2006/2007/2008 non abbiano raggiunto gli obiettivi di equilibrio
economico di bilancio.
Emendamento 21.1.15:
All'art. 21 bis, dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti commi:
6. Nei casi previsti dal comma 5, nelle more della definizione
del procedimento finalizzato alla dichiarazione di decadenza, il
direttore generale può essere sospeso dall'esercizio delle
funzioni per un periodo massimo di 60 giorni con decreto motivato
dell'Assessore regionale per la sanità.
7. Gli interventi di cui al presente articolo da assumersi nei
confronti dei direttori generali delle Aziende ospedaliero-
universitarie sono assunti d'intesa con i Rettori delle Università
di riferimento .
Emendamento 21.1:
Sostituire l'articolo 21 con i seguenti:
Art. 21 - Sistema dei controlli - 1. Al fine di garantire la
tutela e la promozione della salute e la sostenibilità economica
del Servizio sanitario regionale, l'Assessorato regionale della
sanità assicura il monitoraggio informatizzato delle attività e
delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e
private con metodologie di valutazione economico quali-
quantitative delle prescrizioni, delle esenzioni dalla
partecipazione alla spesa sanitaria, nonché la verifica dei flussi
e dei dati economici gestionali. Assicura altresì il controllo
sulle attività espletate e sulle prestazioni erogate dalle
strutture ospedaliere, specialistiche ed ambulatoriali, pubbliche
e private, sotto il profilo della qualità e appropriatezza, della
riduzione del rischio clinico, del mantenimento delle condizioni
igienico sanitarie e dei requisiti dell'accreditamento.
2. Le aziende del Servizio sanitario regionale, per quanto di
rispettiva competenza, assicurano, attraverso le unità operative
del controllo di gestione, la verifica dell'appropriatezza,
adeguatezza e qualità delle prestazioni, dei tassi di occupazione
dei posti letto e dei livelli di utilizzazione delle dotazioni
tecnologiche, nonché dell'accoglienza e della accessibilità, del
decoro ambientale e delle condizioni igienico sanitarie delle
strutture anche sulla base degli indici di gradimento e
soddisfazione dell'utenza; attivano altresì le procedure di
governo clinico anche per contenere il rischio clinico connesso
all'espletamento delle funzioni sanitarie.
3. Ferma restando la trasmissione continuativa per via telematica
dei flussi di dati e delle informazioni richiesti dalla vigente
normativa, i direttori generali delle aziende del Servizio
sanitario regionale trasmettono all'Assessorato regionale della
sanità, unitamente alla relazione sanitaria aziendale di cui
all'articolo 5, le risultanze delle verifiche e dei controlli di
cui al precedente comma.
4. L'Assessorato elabora le informazioni raccolte e formula
proposte di intervento in ordine alle criticità rilevate
prescrivendo le conseguenti azioni di intervento; svolge altresì
funzioni istruttorie ed ispettive .
Art. 21 bis. - Interventi sostitutivi e sanzioni a carico del
direttore generale 1. Qualora gli organi delle aziende del
Servizio sanitario regionale omettano di compiere un atto
obbligatorio per legge, l'Assessore regionale per la sanità,
previa diffida con assegnazione di un termine per provvedere,
nomina un commissario ad acta.
2. In caso di temporanea assenza o di temporaneo impedimento del
direttore generale le relative funzioni, ai sensi dell'art. 3,
comma 6, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modifiche ed integrazioni, sono svolte dal direttore
amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore
generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per
età; ove l'impedimento si protragga oltre sei mesi, si procede alla
dichiarazione di decadenza del direttore generale in carica e alla
sua sostituzione; nelle more della sostituzione può essere nominato
un commissario straordinario in possesso dei requisiti di cui al
successivo comma 3.
3. Fermo restando quanto previsto al comma 2, in caso di vacanza
dell'ufficio per morte, dimissioni o decadenza del direttore
generale dell'Azienda del Servizio sanitario regionale, nelle more
della nomina da parte del Presidente della Regione del nuovo
direttore generale, al fine di garantire la continuità gestionale
della medesima azienda, l'Assessore regionale per la sanità nomina
un commissario straordinario in possesso dei medesimi requisiti
richiesti per l'iscrizione nell'elenco dei soggetti aspiranti alla
nomina di direttore generale delle aziende del Servizio sanitario
regionale.
4. Il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio
in relazione alle risorse negoziate nel rispetto degli obiettivi
fissati dal Piano di rientro di cui al comma 12, dell'Intesa Stato-
Regioni del 23 marzo 2005, e della normativa vigente di cui
all'articolo 52, comma 4, lettera d), della legge 27 dicembre
2002, n. 289 e dell'articolo 1, comma 173, lettera f), della legge
30 dicembre 2004, n. 311, comporta la decadenza automatica del
direttore generale delle Aziende del Servizio sanitario regionale,
dichiarata dal Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della
Giunta regionale.
5. Quando ricorrano gravi motivi o la reiterata omissione di atti
obbligatori per legge o la gestione presenti una situazione di
grave disavanzo o in caso di violazione di legge o del principio
di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione, nonché nel
caso di mancato rispetto degli atti di programmazione sanitaria o
di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati, il Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per la sanità,
previo parere della Conferenza permanente per la programmazione
sanitaria e socio-sanitaria regionale e previa delibera della
Giunta regionale, dispone la decadenza del direttore generale
All'articolo 22:
Emendamento 22.6:
Dopo le parole relativi statuti. aggiungere le parole Il centro
di eccellenza oncologico di cui alla Fondazione Saverio D'Aquino
di Messina in ogni caso deve essere attivato nella città di
Messina. .
Emendamento 22.1:
Il comma 2 è così sostituito:
2 Nel piano sanitario regionale sono individuati i soggetti cui
affidare le funzioni già attribuite alle Fondazioni di cui al
comma precedente .