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Resoconto d'Aula della Seduta n. 74 di mercoledì 18 marzo 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  il Presidente do il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo  gli  onorevoli:
  Panepinto per la seduta odierna; Lupo per le sedute del  18  e  19
  marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in  data  17  marzo  2009,  è  stato
  presentato il seguente disegno di legge:

   Interventi  a favore della diffusione della musica classica   (n.
  383)
   presentato dall'onorevole Leanza Nicola
   in data 17  marzo 2009

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati  alla  Commissione  legislativa   Cultura,  Formazione   e
  Lavoro' (V):

   Istituzione    del    reddito   minimo    garantito-assegno    di
  disoccupazione.  Sostegno al reddito in  favore  dei  disoccupati,
  inoccupati o precariamente occupati  (n. 381)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17  marzo 2009

   Norme per la stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale
  impegnato in programmi di attività socialmente utili (n. 382)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17 marzo 2009

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  497 - Urgente reperimento di fondi a ristoro dei danni subiti
  dalle attività produttive a seguito dei nubifragi verificatisi nel
  mese di dicembre u.s. a Messina.
   Presidente Regione
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  498 - Iniziative atte a ripristinare il presidio ENEL di Noto
  (SR).
   Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento  interno,  della mozione n. 117   Revoca  del  decreto
  dell'Assessore per la sanità riguardante medicazioni per piaghe da
  decubito   ed   altre  patologie  particolari ,  degli   onorevoli
  Francesco  Rinaldi, Giuseppe Laccoto, Roberto Ammatuna  e  Michele
  Galvagno.
   Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   con  decreto  assessoriale 19 dicembre 2008, n. 3415,  pubblicato
  nella  Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana  n.  4  del  23
  gennaio 2009, l'Assessore per la sanità ha disposto la revoca  del
  decreto  27 dicembre 2001 concernente aggiornamento dei  prodotti,
  ausili e presidi non inclusi nel nomenclatore tariffario;

   l'articolo 1 del predetto decreto n. 3415/2008 dispone la  revoca
  -  in  attuazione della misura del piano di cui al punto B.3.2,  a
  decorrere  dal  giorno successivo alla pubblicazione  in  Gazzetta
  ufficiale  della Regione siciliana - del decreto n. 36773  del  27
  dicembre   2001,   relativamente  alle  disposizioni   concernenti
   medicazioni per piaghe da decubito' e  integratori per  patologie
  di   stato   di   malnutrizione,   nefropatie   ed   insufficienze
  respiratorie';

   considerato che, a seguito dell'emanazione del decreto di  revoca
  in  argomento,  dal  24  gennaio  2009,  secondo  le  disposizioni
  dell'art.  3  del decreto ministeriale 2 marzo 1984,  ai  soggetti
  afflitti  da  particolari stati patologici  severi  o  cronici,  a
  favore  dei  quali negli anni è stata autorizzata l'erogazione  di
  presidi   ed  ausili  non  inseriti  nel  nomenclatore  tariffario
  nazionale,   è  stato  negato  il  diritto  alla  gratuità   delle
  prestazioni sanitarie godute in precedenza;

   considerato,  inoltre,  che  la revoca  del  decreto  fa  seguito
  all'accordo  sottoscritto  in data 31  luglio  2007  dal  Ministro
  dell'economia  e  delle finanze, dal Ministro  del  lavoro,  della
  salute  e  delle politiche sociali e dal Presidente della  Regione
  siciliana  per  il  perseguimento  dell'equilibrio  economico  del
  servizio  sanitario regionale, ovvero per la necessità di  rientro
  dal deficit sanitario accumulato dalla nostra Regione;

   ritenuto che:

   il  decreto  dell'Assessore per la sanità n. 3415/2008 pregiudica
  gravemente il diritto all'assistenza sanitaria alle fasce  sociali
  più deboli della popolazione;

   il    diritto    alla   salute   è   un   diritto    prioritario,
  costituzionalmente  garantito, che non può  essere  subordinato  a
  mere  esigenze di equilibrio di cassa, a scapito della salute  dei
  cittadini afflitti da patologie particolari e croniche,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                       l'Assessore per la sanità
   a  revocare  il decreto assessoriale 19 dicembre 2008,  n.  3415,
  ripristinando, in tal modo, il diritto alle prestazioni  sanitarie
  a favore dei soggetti afflitti da patologie particolari, così come
  garantito  dal  precedente decreto assessoriale n.  36773  del  27
  dicembre  2001,  relativamente a quelle  disposizioni  concernenti
   medicazioni per piaghe da decubito' e  integratori per  patologie
  di   stato   di   malnutrizione,   nefropatie   ed   insufficienze
  respiratorie'». (117)
                             RINALDI - LACCOTO - AMMATUNA - GALVAGNO

   Comunico  che  la  mozione  sarà demandata  alla  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari perché se ne determini la  data
  di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
         il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
  della  discussione  del disegno di legge n. 248/A   Norme  per  il
  riordino del Servizio sanitario regionale .
   Invito  i  componenti  la  VI  Commissione,   Servizi  sociali  e
  sanitari , a prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che  nella  seduta n. 73 del 17 marzo  2009   era  stato
  approvato l'articolo 8.

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
               Finalizzazione delle risorse finanziarie

   1.  L'Assessore  regionale per la sanità  con  propri  decreti  e
  previa negoziazione con i direttori generali delle aziende di  cui
  al  comma 1 dell'art. 11, stabilisce la destinazione delle risorse
  finanziarie  disponibili  annualmente per  il  Servizio  sanitario
  regionale,  individuate e determinate, nel  rispetto  dei  vincoli
  imposti dalla normativa nazionale e regionale vigente, in coerenza
  con  le  strategie e gli obiettivi del Piano sanitario  regionale,
  tenuto conto:

   a)   della  tipologia  e  della  quantità  delle  prestazioni  di
  assistenza   ospedaliera  erogabili  da  parte   delle   strutture
  pubbliche agli assistiti dal Servizio sanitario regionale;

   b)  dei  criteri e dei parametri correlati alle attività  proprie
  delle   aziende,   alla  complessità  della  casistica   e   delle
  prestazioni   erogate,  all'appropriatezza  dei   ricoveri,   alla
  produttività   delle  stesse  aziende  nonché   alla   popolazione
  residente ed alla mobilità attiva e passiva;

   c)  dei programmi interaziendali definiti a livello di Area vasta
  nonché  dei  programmi  individuati negli atti  di  programmazione
  regionale;

   d) del fabbisogno della rete dell'emergenza-urgenza;

   e)  dei programmi di interesse regionale gestiti, anche in  forma
  diretta, dalla Regione;

   f)  dei  programmi  di  attività per  funzioni  obbligatorie  non
  valutabili a prestazioni o per specifici progetti funzionali;

   g)  del  fondo di investimento per la manutenzione ed il  rinnovo
  del patrimonio delle aziende sanitarie provinciali;

   h)  del fabbisogno dell'Istituto zooprofilattico sperimentale con
  sede  in  Sicilia  e  del  Centro per la formazione  permanente  e
  l'aggiornamento  del  personale del Servizio  sanitario  alla  cui
  attività va ricondotta la formazione sanitaria di tutte le aziende
  del Servizio sanitario regionale.

   2. La procedura di negoziazione di cui al comma 1 avviene secondo
  quanto  previsto dall'art. 24, commi 1 e 16, della legge regionale
  8 febbraio 2007, n. 2, ed è estesa anche all'Ospedale classificato
   Buccheri La Ferla  di Palermo, agli Istituti di Ricovero e Cura a
  Carattere Scientifico nonché alle sperimentazioni gestionali, sino
  alla scadenza degli accordi di programma vigenti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal   Governo:  9.1  (interamente  sostitutivo  dell'articolo  9),
  9.1.2, 9.1.5;
   dagli  onorevoli Leontini e Scammacca: 9.1.4, 9.6, 9.7, 9.8,  9.9,
  9.13, 9.14, 9.15, 9.11, 9.12;
   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 9.1.1;
   dagli  onorevoli Pogliese, Aricò, Buzzanca, Falcone,  Vinciullo  e
  Marrocco: emendamento 9.1.3;
   dagli onorevoli Leontini e Maira: 9.5;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 9.2, 9.3, 9.4;
   dagli onorevoli Leontini e Dina: 9.10;
   dagli onorevoli Cracolici ed altri: 9.1.6.

   Si   passa   all'emendamento  9.1  del  Governo  ed  ai   relativi
  subemendamenti.

   CRACOLICI.  Dichiaro di ritirare il subemendamento  9.1.6,  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Saluto ai docenti e agli studenti della scuola elementare
                               Garzilli'
                e del liceo classico  Meli' di Palermo


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Rivolgo  un indirizzo di saluto  ai  docenti  e  agli
  studenti  della  scuola elementare  Garzilli' e del liceo  classico
   Meli' di Palermo.
     Informo i nostri ospiti che, oggi, stiamo discutendo del disegno
  di  legge di riforma del Sistema sanitario regionale. Si tratta  di
  una delle leggi più complesse ed importanti degli ultimi vent'anni,
  per  cui  vi  chiediamo  scusa in anticipo  se  ci  dovesse  essere
  qualche momento di defaillance o di confusione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
       «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale»
                                (248/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  riprende  il   seguito   della
  discussione  del  disegno  di  legge «Norme  per  il  riordino  del
  Servizio sanitario regionale» (248/A)
   Si passa al subemendamento 9.1.5.
   Onorevoli  colleghi, si rende necessario sospendere la seduta  per
  cinque minuti.

          (La seduta, sospesa allo ore 11.56, è ripresa alle
                               ore12.05)

   La seduta è ripresa.
   Si passa al subemendamento 9.1.9, dell'onorevole Leontini.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  all'onorevole Leontini, presentatore del subemendamento, che questa
  vicenda  è  già  stata  risolta e non è  necessario  che,  in  ogni
  articolo, ribadiamo ciò che abbiamo già affermato.
   Ieri,  abbiamo  approvato,  non  ricordo  se  all'articolo   1   o
  all'articolo  2,  la libera scelta nei limiti del  budget  definito
  dall'articolo   24,   che   approveremo  successivamente;   abbiamo
  affermato un principio, stabilendo che nella norma questo principio
  si  definisce attraverso una assegnazione finanziaria che si chiama
  budget.
   Perché  dobbiamo  riscrivere  che le Aziende  sanitarie  regionali
  acquisiscono  le prestazioni, sia pubbliche che private  se  è  già
  scontato? Non capisco perché c'è questa pervicacia di ribadire cose
  quasi in maniera ossessiva.
   Suggerirei  di non perdere tempo perché abbiamo già stabilito  che
  in  Sicilia,  come  in tutta Italia, le prestazioni  sanitarie,  il
  Servizio  sanitario  pubblico  si  organizzano  sia  attraverso  le
  strutture  pubbliche  sia  attraverso quelle  private  accreditate.
  Pertanto, invito l'onorevole Leontini a ritirare il subemendamento.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere alla Presidenza di prelevare il subemendamento 14.1.4,  da
  me   presentato,   considerandolo   come   emendamento   aggiuntivo
  all'articolo  9,  tenuto conto che riguarda l'utilizzo  di  risorse
  finanziarie e quindi sarebbe più attinente all'articolo 9.

   LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirare il subemendamento 9.1.9.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 9.1.5 del Governo, riferito
  alla lettera a). Il parere della  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 9.1.4.

   LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 9.1.2 del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 9.1.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 9.1.3.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 9.1.5 del Governo,  per  la
  parte relativa al secondo comma.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 9.1.8 della Commissione.
    Saluto agli studenti della scuola  Lombardo Radice' di Catania


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Rivolgo  un indirizzo di saluto  ai  docenti  e  agli
  studenti  della  scuola elementare  Garzilli' e del liceo  classico
   Meli' di Palermo.
     Informo i nostri ospiti che, oggi, stiamo discutendo del disegno
  di  legge di riforma del Sistema sanitario regionale. Si tratta  di
  una delle leggi più complesse ed importanti degli ultimi vent'anni,
  per  cui  vi  chiediamo  scusa in anticipo  se  ci  dovesse  essere
  qualche momento di defaillance o di confusione.

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un indirizzo di saluto agli  studenti  della
  scuola  Lombardo Radice' di Catania.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 248/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge numero 248/A.
   Pongo in votazione il subemendamento 9.1.8. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 9.1.7.
   Onorevoli colleghi, gli Uffici mi suggeriscono che l'emendamento è
  inammissibile perché aggiuntivo e non modificativo del testo.

   DONEGANI.    No,    signor   Presidente,   è   un   subemendamento
  all'emendamento del Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  far
  notare  alla Presidenza che questo subemendamento si limita  ,  tra
  l'altro, a riprendere una norma già vigente nel sistema legislativo
  regionale  e,  rispetto  a  questa norma,  definisce  i  fabbisogni
  finanziari, indica tra i criteri e i requisiti di finanziamento del
  Sistema  sanitario anche il fatto che ci sono aree già  definite  a
  rischio  ambientale  con provvedimento legislativo;  istituisce  un
  criterio  per definire il fabbisogno finanziario dei distretti  che
  andremo a disciplinare più avanti. Quindi è un criterio ordinatorio
  di  definizione  della  rete oncologica -  già  previsto  da  legge
  regionale - e non stiamo facendo una nuova cosa.
   Le  reti  oncologiche delle aree a rischio sono state  individuate
  con legge della Regione - la legge numero 10 del 2006 - e si limita
  a  stabilire  che  questo  costituisce requisito  per  definire  il
  fabbisogno finanziario. Quindi, ribadiamo una norma che già esiste

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
  che  con  questo emendamento non stiamo chiedendo nulla  di  nuovo,
  nulla  di  particolare, rispetto alla normativa regionale  vigente.
  Stiamo  chiedendo soltanto l'applicazione del comma 3 dell'articolo
  1  della  legge  numero 10 del 2006 che regola la  rete  oncologica
  nella Regione Sicilia.
   Non   si  capisce  la  ragione  per  cui  gli  Uffici,  su  questo
  provvedimento,  stiano  trovando qualcosa da eccepire,  considerato
  che  sull'emendamento 9.5, dove vi erano elementi  identici,  siamo
  andati  avanti  tranquillamente. E  non  è  necessaria  neppure  la
  copertura  finanziaria perché non c'è aumento  di  spesa:  non  c'è
  nulla  di nuovo se non ribadire ciò che è già previsto dalla norma.
  Stiamo  parlando  di  tre  centri ad  alto  rischio  industriale  e
  oncologico, cioè Milazzo, Augusta e Gela.
   Ricordare  che sia io che l'onorevole Buzzanca abbiamo apposto  la
  firma a questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  anche  gli  onorevoli  De  Benedictis,
  Federico,  Gennuso,  Marziano,  Picciolo,  Romano,  Rinaldi   hanno
  chiesto di apporre la loro firma al subemendamento 9.1.7.
   L'Assemblea ne prende atto.

   DONEGANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento  a
  quanto  detto  anche  dal Presidente del mio  Gruppo  parlamentare,
  onorevole Cracolici, vorrei ribadire che si tratta di una norma già
  esistente,  la legge regionale numero 10 del 2006 e, a  prescindere
  dall'emendamento dell'onorevole Leontini, già approvato, che ha  la
  stessa  pertinenza, si tratta soltanto di attivare unità  operative
  complesse  in discipline oncologiche e radioterapiche per  dare  un
  segnale forte in quelle realtà ad alto rischio ambientale.
   Non   stravolgerebbe  nulla  al  disegno  di  legge   che   stiamo
  discutendo.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  norma  sia pleonastica perchè la legge c'è già e si tratta soltanto
  di dire che quella legge si mantiene. Non stiamo parlando di altro

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  onorevole  Donegani, considerato che l'articolo  è  finalizzato  ad
  indicare  i soggetti a cui vengono destinate le risorse disponibili
  per  il  Servizio  sanitario regionale - prima  determinate  e  poi
  destinate - e che c'è un elenco dei destinatari di queste  risorse,
  è  chiaro  che  il subemendamento, pur condivisibile,  deve  essere
  riscritto per essere adeguato alla formulazione dell'articolo, cioè
  deve  prevedere  questa esigenza nel quadro dei  destinatari  delle
  risorse;  diversamente,  mantenendolo,  si  altererebbe  tutta   la
  formulazione dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
  9.1.7.1, a firma degli onorevoli Donegani ed altri:

   «sostituire  presidi'  con  distretti ospedalieri' .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo quindi in votazione il subemendamento 9.1.7, come emendato.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
  che  la presentazione degli emendamenti e dei subemendamenti  è  in
  questa fase piuttosto convulsa, vorrei chiedere alla Presidenza  di
  esaminare il subemendamento 9.2 (al comma 1 dell'articolo  9  della
  Commissione).
   Si tratta di inserire al comma 1 dell'articolo 9, lettera a), dopo
  le  parole   alle  aziende  del servizio sanitario  regionale ,  le
  parole  in proporzione al numero degli assistiti nel territorio  di
  competenza  perché credo sia utile ribadire che la fonte primaria è
  questa.
   Se  necessario, lo ripresento adesso ma in realtà era il contenuto
  dell'emendamento 9.2 già presentato che potrebbe essere prelevato.

   PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, il subemendamento a sua firma
  si  riferiva  all'articolo 9, così come esitato dalla  Commissione;
  l'articolo  9 è però gia stato subemendato per cui non c'è  più  il
  testo cui si riferiva.

   DE BENEDICTIS. Capisco ma, visto che i lavori stanno procedendo in
  questo modo, se in Aula il Governo presenta un emendamento, non c'è
  il tempo di presentare subemendamenti.

   PRESIDENTE. Ripeto,  rischiamo di votare un emendamento che non ha
  più  nessuna  attinenza  con  il  testo  di  riferimento,  per  cui
  rischiamo di fare un lavoro inutile.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli  colleghi,   il
  subemendamento da me presentato mira ad eliminare, alla lettera a),
  il riferimento ai criteri di finanziamento della mobilità attiva  e
  passiva,  nella  consapevolezza che ci potrebbero essere  territori
  penalizzati, territori non dotati di strutture adeguate.
   Ritengo  però  che  il  subemendamento  9.1.2  del  Governo  possa
  risolvere la questione.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.1 del  Governo,  interamente
  sostitutivo  dell'articolo 9 del testo del disegno di  legge,  come
  emendato.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  poc'anzi,  l'onorevole  Speziale  è  intervenuto  per  chiedere  di
  prelevare all'articolo 9 il subemendamento 14.1.4 il quale  prevede
  che  costituiscono distretto sanitario le aree classificate ad alto
  rischio ambientale .
   Per  queste ultime, vengono individuate, con decreto assessoriale,
  le prescrizioni in materia di prevenzione individuale e collettiva,
  diagnosi,  cura,  riabilitazione ed  educazione  sanitaria  per  le
  patologie  derivanti dagli insediamenti industriali ed  individuate
  le specifiche risorse.
   Ritengo  che  questo subemendamento, inserito tra gli  emendamenti
  all'articolo  14, sia strettamente connesso al mio emendamento,  il
  9.10,  all'articolo  9,  che  così  recita:   dopo  la  lettera  h)
  aggiungere  la seguente lettera i) delle necessità derivanti  dalle
  emergenze  zoo-tecniche , dai compiti di assistenza per i cittadini
  immigrati  extracomunitari, dalle esigenze  di  tutela  delle  aree
  industriali a rischio .
   Questo vuole far fronte ad alcune emergenze che negli ultimi  anni
  si  sono  fatte  sempre più acute ed estese nel  nostro  territorio
  regionale.  Se  questo  subemendamento, che  è  riferito  al  testo
  dell'articolo  9,  a sua volta sostituito dal  9.1  del  Governo  -
  all'emendamento  dell'onorevole Speziale, noi avremo  inserito  una
  lettera   organica   con  un  riferimento  proprio   a   competenze
  specifiche, e cioè le emergenze derivanti dalla tutela della aree a
  rischio  industriale,  quindi, è coerente  ed  organico.  Pertanto,
  chiedo di inserire nell'articolo 9 la lettera i) che è il 9.10.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità.  Diventa  lettera  h)  e   poi
  aggiungiamo «al necessario ».

   LEONTINI, relatore. Sì, è vero, diventa h) e colleghiamo a  questo
  l'emendamento dell'onorevole Speziale.

   PRESIDENTE. Qual è il suo emendamento, onorevole Leontini?

   LEONTINI, relatore. Il 9.10.

   PRESIDENTE.   Non   sorgendo   osservazioni,   l'articolo   9    è
  momentaneamente accontonato.

   SPEZIALE. Il mio emendamento, come dice l'onorevole Leontini,  può
  integrarsi  perfettamente con un comma aggiuntivo  all'articolo  9,
  altrimenti  può anche vivere da solo come emendamento  all'articolo
  14, come sub emendamento all'emendamento del Governo al 14.1.
   Se  si  vuole in questa fase approvarlo, è sufficiente  sospendere
  due minuti per fare un'unica formulazione.

   PRESIDENTE. L'articolo 9 è accantonato momentaneamente.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo  10
           Divieto di esternalizzare funzioni non sanitarie

   1.  E' fatto divieto alle aziende del Servizio sanitario regionale
  ed  agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto  di
  servizi  o  con consulenze esterne l'espletamento di  funzioni  non
  sanitarie che può essere svolto mediante risorse interne.

   2.  Nei  casi  di  comprovata necessità derivante  da  carenza  di
  organico  degli  uffici  o unità operative  ovvero  per  cause  non
  ascrivibili a scelte della direzione generale, è possibile derogare
  al  divieto  di  cui  al comma 1, con provvedimento  del  direttore
  generale  adeguatamente  motivato  da  sottoporre  alla  preventiva
  approvazione   dell'Assessorato  regionale  della   sanità   e   da
  comunicare successivamente alla Corte dei conti.
   3. La violazione delle disposizioni del presente articolo comporta
  diretta   responsabilità,   anche   patrimoniale,   del   direttore
  generale».

   Comunico   che  all'articolo  10  sono  stati  presentati   alcuni
  emendamenti:

   -  dagli  onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 10.3;
   - dall'onorevole Panepinto: 10.1.1 e 10.2;
   - dal Governo: 10.1 e 10.1.2;
   - dagli onorevoli Cracolici ed altri: 10.1.3.

   Si    passa   all'emendamento   10.3,  a  firma  degli   onorevoli
  Cracolici, De Benedictis ed altri.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. L'emendamento 10.3  è  assorbito
  dall'emendamento dal 10.1 (al comma 1) del Governo.

   DE BENEDICTIS. Lo confronto con l'emendamento 10.1.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,   assessore   per   la   sanità.   L'emendamento   10.3   è
  sostanzialmente  assorbito  dal  10.1  per  cui  dovrebbero  essere
  discussi   unitariamente, seppure prima quello del Governo,  almeno
  per  la  prima parte. Chiedo, comunque, all'onorevole De Benedictis
  di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, ritira il suo emendamento?

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, c'è una differenza:  l'articolo
  del Governo fa riferimento alle funzioni non sanitarie e nel nostro
  emendamento, invece, si fa riferimento a tutte le funzioni. Quindi,
  mi sembra un articolo di maggiore garanzia pur nello spirito che il
  Governo vuole perseguire.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 10.1.2 (al comma 1) del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, prima di questo bisogna  mettere  in
  discussione  l'emendamento 10.1.1 del Governo,  che  istituisce  il
  comma  4,  poi  ce  n'è un altro dell'onorevole  Leontini,  che  si
  riferisce  sempre  alla Giunta, infine si potrà  discutere  questo.
  Dico ciò  perché non è ancora istituito il comma 4.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo un po' di attenzione. Avevo
  già  detto che passavamo al subemendamento 10.1.2 del Governo che è
  scritto in due parti separate. La prima parte riguarda il comma  1,
  la  seconda  parte,  che  tratteremo  e  voteremo  successivamente,
  riguarda  il  comma  4. In questo momento stiamo parlando  soltanto
  della prima parte che riguarda  il comma 1: «All'articolo 10, comma
  1,  sopprimere  le parole  individuate nell'atto  aziendale  e  nel
  regolamento ...  . Stiamo ponendo in votazione questa parte.
   Pongo  in votazione il subemendamento 10.1.2 (al comma 1).  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.1 (al comma 1) del  Governo.  Ne  do
  lettura: «Al comma 1, dopo le parole  non sanitarie che può  essere
  svolto  mediante risorse interne', sono sostituite con le  seguenti
   il  cui  esercizio rientra nelle competenze di  ufficio  di  unità
  operative  aziendali  individuate  nell'atto  aziendale   e/o   nel
  regolamento di organizzazione dei medesimi ».

   Ovviamente il testo va coordinato dagli uffici che adegueranno  la
  dicitura    dell'emendamento   alla    soppressione    fatta    dal
  subemendamento.
   Lo pongo in votazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

  (E' approvato)

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,   ci  sono  due  errori  nella  riproduzione  del   testo
  dell'emendamento; infatti, l'originario emendamento recita così: le
  parole   non  sanitario  che  può essere  svolto  mediante  risorse
  interne , non  dopo le parole

   PRESIDENTE. Abbiamo già abbondantemente delegato gli uffici con un
  ampio mandato in sede di coordinamento.
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  10.4.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.  Chiedo   di   parlare
  sull'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  si  tratta di un emendamento  tecnico  datomi
  dagli uffici. Al comma 2 si dice semplicemente che le modalità  con
  cui  si può derogare sono ai sensi di una norma nazionale. E'  solo
  questo l'emendamento. Valuti lei.
   L'emendamento richiama alle modalità di una norma nazionale,  sono
  le  modalità,  previste da una norma dello Stato, con  cui  si  può
  derogare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  si  sta
  dimostrando,  la complessità è tale da rischiare di  scrivere  cose
  che non funzionano.
   Se ho capito bene, avremmo votato il comma 1 dell'articolo 10 che,
  a  questo  punto, reciterebbe così:  E' fatto divieto alle  aziende
  del  servizio sanitario regionale e agli enti pubblici del  settore
  di  affidare  mediante appalto di servizi o con consulenze  esterne
  l'espletamento   di  funzioni  il  cui  esercizio   rientra   nelle
  competenze di uffici o di unità operative aziendali .
   Quali  sono gli uffici nell'organizzazione aziendale? Gli  uffici?
  Ci sono unità operative semplici e complesse.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.4. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Leontini   il
  subemendamento 10.1.4.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo,
  perché  è singolare che un nucleo di valutazione si faccia  con  un
  interno,  il  nucleo  di  valutazione  deve  essere  esterno   alla
  struttura. Ma c'è un emendamento a firma nostra che non  si  limita
  ad  abrogare l'interno, ma individua la modalità di nomina di tutti
  e tre.
   C'è  un subemendamento,  il 10.1.3. che, oltre ad eliminare  anche
  noi  l'uno  interno,  stabilisce le modalità di  nomina  anche  del
  nucleo  di  valutazione, attribuendo - ed è  l'unico  caso,  signor
  Presidente - alla commissione parlamentare sull'attività  sanitaria
  un  ruolo  sulla nomina, assieme all'assessore per la  sanità,  dei
  nuclei di valutazione, perché essendo soggetti esterni alle aziende
  sono  chiamati  a  valutare gli obiettivi delle  aziende  stesse  e
  individua  nella  commissione  il  soggetto  che  nomina  per  ogni
  azienda,  due dei tre componenti, assieme al terzo che è di  nomina
  dell'assessore.  E'  una vecchia questione che risale  alla  scorsa
  legislatura  quando io posi un problema che riguardava il  collegio
  dei sindaci.
   Ricorderete  che  lì  posi  il  problema  di  come  il  Parlamento
  siciliano, sulle azioni di controllo, non di governo, eserciti  una
  funzione. Ecco perché il nostro emendamento dà alla commissione  un
  potere,  in  questo caso specifico, che è relativo alla nomina  dei
  nuclei  di  valutazione assieme a uno di nomina  del  Governo.  Per
  questo credo che bisogna integrare il nostro emendamento con quello
  di Leontini.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, pur condividendone  lo  spirito,
  non  riesco  a comprendere come una commissione parlamentare  possa
  fare  delle  nomine. E' molto vicino il concetto di designazione  a
  quello  di  nomina.  Non  è un'attività propria  delle  commissioni
  parlamentari. Le commissioni possono dare un parere, ma non possono
  designare.
   Avremo  anche difficoltà a procedere da un punto di vista formale:
  nel  Regolamento  non  è  previsto che le commissioni  parlamentari
  facciano delle designazioni.

   CRACOLICI.  E' chiaro che le designazioni avvengono attraverso  il
  Presidente.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è  un
  precedente ed è quello del Comitato per la programmazione sanitaria
  che è previsto nel piano di rientro. Quando questi comitati si sono
  costituiti,   in  ottemperanza  a  quello  che  è  prescritto,   la
  Commissione   sanità   ha  indicato  propri   nominativi   per   la
  composizione del medesimo Comitato. Quindi, la possibilità esiste.
   Noi  possiamo  anche fermarci per valutare attentamente,  per  non
  chiudere  la questione. Però, il precedente esiste e la Commissione
  ha  espresso  dei nomi per ogni provincia che hanno affiancato  gli
  altri soggetti preposti. Posso citarvi la norma di riferimento.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido  e
  mantengo   tutte  le  perplessità  del  Presidente  dell'Assemblea.
  Ritengo  che  sia  un  compito  in  più  che  non  appartiene  alla
  Commissione, quindi ritengo il subemendamento 10.1.3 inammissibile,
  ma   qualora   fosse  accolto,  dichiaro  che  siamo  assolutamente
  contrari.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io chiedo al collega Leanza  Nicola
  di  non  fare  confusione. Non sto proponendo  surrettiziamente  il
  Governo della sanità attraverso il Parlamento in quanto preciso che
  sono rispettoso e,  fino a quando esiste il 292 in applicazione del
  502,  le  norme che regolano il Governo del sistema sanitario  sono
  quelle fissate dal 229 in applicazione del 502.
   Adesso  stiamo  ponendo un'altra questione:  vi ricordo  che,  per
  quanto  riguarda  il nucleo di valutazione,  che  io  correttamente
  considero  un  organo  che viene introdotto  nella  verifica  degli
  obiettivi  della gestione sanitaria,  che va, quindi, a  verificare
  la  gestione  -  non è un organo di gestione - credo  che  sia  una
  prerogativa  eccessiva quella che il Parlamento, attraverso  propri
  designati, eserciti una funzione di controllo, ripeto, di controllo
  valutativo nelle aziende. Non stiamo parlando di organi di  Governo
  ma  di  organi  di  valutazione e neanche  di  controllo  in  senso
  stretto.
   Pertanto, voglio ricordare che le designazioni - ed è evidente  -,
  qualunque  designazione,  di norma, passa  dai  rappresentanti  del
  Parlamento, che poi è il Presidente dell'Assemblea;  se si vuole lo
  si  può  esplicitare, ma il tema che noi poniamo è che il nucleo di
  valutazione sia anche un organo assembleare e non solo un organo di
  gestione dell'Assessore.
   Diversamente,  c'è qualche cosa che non funziona, infatti,  se  lo
  stesso  soggetto  nomina gli amministratori  e  coloro  che  devono
  controllare  gli amministratori, c'è qualche schizofrenia,  tant'è,
  per  quanto  riguarda il collegio dei sindaci - come è  noto  -  la
  nomina  dei revisori non attiene all'organo che nomina i  direttori
  ma  al  ministero dello Sviluppo dell'Economia e al ministero della
  Sanità;  pertanto,  attiene a più organi che in qualche  modo,  sia
  per  ragioni  finanziarie,  sia per ragioni  gestionali  hanno  una
  competenza  in  materia sanitaria, ecco perché credo  che  sia  una
  delle  prerogative del Parlamento. Lei, onorevole Leanza,  oggi  fa
  parte  della maggioranza, ma si ricordi di essere un deputato  e  i
  deputati  possono  essere  un giorno in  maggioranza  e  un  giorno
  all'opposizione e difendere le prerogative parlamentari costituisce
  un valore non è una cessione di sovranità. Ecco perché io ribadisco
  che questo emendamento deve essere apprezzato dall'Aula.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, se è condivisa la  ratio  della
  norma  che  proponiamo e si vuole aggirare l'ostacolo  procedurale,
  ancorché  supportato  da un precedente, l'ipotesi  potrebbe  essere
  quella che mi permetto di suggerire al Governo, cioè una correzione
  potrebbe essere quella che lascia in piedi la ratio della norma che
   i  due  membri sono designati dall'Assessore su parere  vincolante
  della Commissione . In questo modo a ciascuno compete il suo:  alla
  Commissione  la  possibilità  di  esprimere  un  parere   come   da
  Regolamento  ed all'Assessore la possibilità, anzi il  compito,  la
  prerogativa di nominare.
   Resta  salva la possibilità che questi nuclei di valutazione siano
  in  qualche  modo composti anche dall'organismo che  sovrintende  a
  questa materia.

   PRESIDENTE.  Cioè,  diventerebbe:  I nuclei di  valutazione  delle
  Aziende  sanitarie regionali sono composti da tre  membri,  nessuno
  dei   quali   interni   all'azienda  in   cui   operano,   nominati
  dall'Assessore regionale per la sanità  su designazione  uno  della
  Conferenza   dei   sindaci ,  previo  parere   obbligatorio   della
  Commissione parlamentare.

   DE  BENEDICTIS.  La  Conferenza dei sindaci  nomina  senza  parere
  alcuno;   due dall'Assessore regionale per la sanità, previo parere
  vincolante della Commissione legislativa.

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Benedictis,  riscriva   l'emendamento
  seguendo questa formulazione.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi, ribadisco il parere contrario a questo subemendamento.
   Ritengo  che  le prerogative del Parlamento vengono garantite  dal
  controllo degli atti, non dalla nomina delle persone e, quindi,  il
  mio   voto   è  assolutamente  contrario  relativamente  a   questo
  subemendamento ed anche rispetto alla mediazione.

   PRESIDENTE. Il subemendamento 10.1.3 è accantonato in  attesa  che
  venga riscritto.
   Intanto,  onorevole De Benedictis, le suggerisco di  scrivere   il
  parere della Commissione obbligatorio e non vincolante .
   Si  passa al subemendamento 10.1.4, dell'onorevole Leontini, anche
  se  questo  potrebbe essere assorbito dalla nuova formulazione  del
  subemendamento 10.1.3. Pertanto, lo accantoniamo.
   Si  sospende  l'esame  dell'articolo  10  e  si  riprende  l'esame
  dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli   Leontini,
  Speziale, Donegani e Federico il subemendamento 9.1.10.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
  adempiuto  all'impegno  assunto con la  Presidenza  e  con  l'Aula,
  abbiamo  fuso  e  riscritto l'emendamento 9.10 e il  subemendamento
  14.1.4  e  li  abbiamo  inseriti come lettera  i),  che  integra  e
  completa  l'elenco  dei  destinatari  delle  risorse  del  servizio
  sanitario regionale.
   Abbiamo fatto riferimento alle emergenze (zootecnica, immigrazione
  e  tutela  delle  aree  a  rischio industriale)  ed  abbiamo  anche
  previsto  che tali tutele fossero concretamente attuate  attraverso
  l'allocazione  di specifiche risorse, soprattutto  con  riferimento
  alle aree industriali.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 9.1.10. Il parere
  del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.1 del  Governo,  interamente
  sostitutivo dell'articolo 9, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti  gli  altri  emendamenti  e  subemendamenti  all'articolo  9
  decadono,  in  quanto l'emendamento 9.1 del Governo  è  interamente
  sostitutivo dell'articolo 9.

   Si  riprende  l'esame  dell'articolo  10.  Comunico  che  è  stato
  presentato   dagli   onorevoli  Cracolici  e   De   Benedictis   il
  subemendamento   10.1.3.1.  «dopo  la   parola    due'   aggiungere
   dall'Assessore regionale alla sanità previo parere obbligatorio'».

   CRACOLICI. Non c'entra l'obbligatorietà

   PRESIDENTE. Tutte le nomine, quando vengono a ratifica  dell'Aula,
  hanno  sempre questa caratteristica, cioè il parere obbligatorio  e
  non vincolante.
   Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità.  Signor  Presidente,  non   ho
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Assessore, in sostanza questo subemendamento  tende  a
  darle  la  possibilità di nominare i due componenti del  nucleo  di
  valutazione,   ovviamente   previo   parere   obbligatorio    della
  Commissione, non vincolante.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Sono contrario  alla  nomina  da
  parte  dell'Assessore o dell'Assemblea di un nucleo di  valutazione
  che  è di supporto al direttore generale e che è espressione di  un
  momento organizzativo tutto interno all'azienda, per cui il  parere
  è nettamente contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. La  Commissione si rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Questo  subemendamento  prevede  che  nei  nuclei  di
  valutazione, due componenti siano nominati dall'assessore regionale
  alla  sanità  previo  parere  obbligatorio,  non  vincolante  della
  Commissione.
   Pongo in votazione il subemendamento 10.1.3.1.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

     (Gli onorevoli Ammatuna, D'Antoni, De Benedictis, Digiacomo,
       Di Guardo, Donegani, Faraone e Ferrara si associano alla
                              richiesta)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 10.1.3.1.

    PRESIDENTE.   Essendo  la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 10.1.3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          31
   Contrari            34
   Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione il subemendamento 10.1.3.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    (Gli onorevoli Ammatuna, D'Antoni, De Benedictis, Di Benedetto,
                              Digiacomo,
       Donegani, Falcone e Ferrara si associano alla richiesta)

   PRESIDENTE.  Su  questo emendamento c'è il  parere  contrario  del
  Governo,  ma  se mi permettete c'è anche il parere contrario  della
  Presidenza perché sarebbe inapplicabile, significherebbe,  infatti,
  dare  mandato alla VI Commissione di fare le nomine, cosa  che  non
  potremmo  fare. Poi, è sostanzialmente improponibile nei  fatti  ma
  spero che il Parlamento sia così maturo da respingerlo.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LEONTINI,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
  che  sia  non  un'esigenza ma una necessità  dell'Aula  cercare  di
  aiutare  il  Presidente a fare un po' di ordine nell'andamento  dei
  lavori    perché    costringiamo,   a   causa   dell'amplificazione
  insufficiente, il Presidente a sgolarsi ed arriviamo  al  paradosso
  che  i  colleghi  votino come richiedenti il voto  segreto,  quando
  erano    convinti   che   stessero   votando   per   il   contenuto
  dell'emendamento. C'è un clima di confusione che dobbiamo  evitare,
  quindi cerchiamo di non parlare tutti insieme.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, chiedo ai richiedenti  di  questo
  emendamento, di ritirarlo ed evitarci così il supplizio di porlo in
  votazione.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 10.1.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 10.1.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            71
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          25
   Contrari            39

                           (Non è approvato)

   Si torna al subemendamento 10.1.4, a firma dell'onorevole Leontini
  che  tende  ad  escludere  il  componente  interno  del  nucleo  di
  votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione il subemendamento del Governo 10.1.2 (al comma
  4). Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Panepinto.
  Per   assenza  dall'Aula  dell'onorevole  Panepinto,  lo   dichiaro
  decaduto.
   Si   passa   al  subemendamento  10.1.1,  a  firma  dell'onorevole
  Panepinto.  Per  assenza  dall'Aula  dell'onorevole  Panepinto,  lo
  dichiaro decaduto.

   CRACOLICI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Signor Presidente, intendo però cassare da  e   fino  a
   pubblici  perché mi limito alla laurea.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici   lei  è  così  esperto  che  sa
  perfettamente che i subemendamenti si  scrivono, si depositano,  si
  illustrano,  si fotocopiano, si distribuiscono. Se lei  lo  facesse
  decadere sarebbe meglio
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Cracolici  il
  subemendamento  10.1.1.1  «Sopprimere  le  parole  da   e   fino  a
   pubblici .
   L'emendamento Panepinto verrebbe modificato concludendosi dove c'è
  scritto  diploma di laurea .
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 10.1.1.1.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per le sanità.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

        PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 10.1.1, come emendato.   Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per le sanità.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

        PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 10.1 del Governo (aggiuntivo dopo
  il comma 3), come emendato.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Chiaramente,  la  seconda parte del 10.1 del Governo  tiene  conto
  dell'emendamento che prevede che gli interni non ci siano più.
   Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  11  è  accantonato. Si passa all'articolo  12.  Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 12.
                         Scorporo di funzioni

   1.  La  funzione ospedaliera pubblica è scorporata dalla  gestione
  delle  aziende sanitarie provinciali e trasferita per  intero  alla
  competenza  ed alla gestione delle aziende ospedaliere provinciali,
  come definite nella Tabella  A'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 12.1.1;
   dal Governo: 12.1;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 12.2.

   Si passa all'emendamento 12.1 del Governo, interamente soppressivo
  dell'articolo 12.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   L'articolo 12 è, pertanto, soppresso.

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, desidero intervenire sul modo in cui  dovremmo
  procedere nel pomeriggio perché avendo fatto oggi due articoli  che
  certamente non erano materia molto articolata, il 9 e il 10,  prima
  di  riprendere i lavori inviterei ad una valutazione che non  vuole
  essere   assolutamente  da  parte  mia,  quale   presidente   della
  Commissione,  un  ulteriore appesantimento dei  tempi,  ma  ritengo
  opportuno,  prima di procedere alla trattazione di alcuni  articoli
  che  ci  vedranno  impegnati nel pomeriggio -  in  particolare  gli
  articoli  11,  13,  14, 21, 22, 23, 24 e 25 -  che  si  faccia  una
  valutazione approfondita su come procedere.
   Certamente,  se  riprenderemo  i  lavori  senza  fare  prima   una
  valutazione più approfondita, di qualche ora,  di questi  articoli,
  prevedo una difficoltà anche nel prosieguo dei lavori d'Aula.
   Questa  è un'osservazione che mi permetto proprio per agevolare  i
  lavori  d'Aula avendo fatto due articoli quasi in quattro ore  -  e
  certamente gli altri rimasti non sono articoli di questa portata -,
  valuterei  e accantonerei quegli articoli e dalle 16.00 alle  17.00
  sarebbe opportuno convocare una riunione della  Commissione con  il
  Governo  per agevolare i lavori. Credo che questa sia una  proposta
  giusta per semplificare i lavori d'Aula.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Beninati,  faccio  una   proposta
  alternativa,  comunque, molto vicina alla sua: direi  di  esaminare
  l'articolo 13 e l'articolo 15 adesso per poi sospendere e  rinviare
  la seduta alle ore 17.00.
   Chiaramente in questo intervallo di tempo, c'è la necessità che la
  Commissione  e  i Presidenti dei Gruppi parlamentari si  riuniscano
  insieme al Governo.

   CRACOLICI.  L'articolo 13 non è cosa di mezz'ora:  ci  sono  molti
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Esaminiamo l'articolo 13 fin dove è possibile.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  agevolare  i
  lavori  d'Aula, anche per quanto detto dal Presidente, ritengo  che
  l'Aula  non  possa  essere rinviata alle ore  17.00.  Sarebbe   più
  opportuno almeno spostarla alle ore 18.00 perché il Presidente e la
  Commissione devono avere il tempo di esaminare gli emendamenti ed i
  subemendamenti. Ci sono dei testi, dei subemendamenti che  arrivano
  in Aula disordinatamente, a parte  i problemi di audio.
   Ritengo  più  opportuno,  invece, impostare  un  unico  testo  con
  emendamenti e subemendamenti e procedere speditamente in Aula.
   Pertanto, la proposta della Commissione è che l'Aula non  riprenda
  i lavori prima delle ore 18.00.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono
  d'accordo  rispetto alle perplessità che il presidente Beninati  ha
  poc'anzi  esplicitato. Ritengo che, però, l'esigenza dell'Aula  sia
  quella  di  procedere, ferma restando l'opportunità di fermarsi  un
  paio  d'ore, in quanto ciò servirebbe al buon andamento dei lavori.
  Ritengo  che  se esaminassimo gli articolo 13 e 15 adesso,  sarebbe
  una cosa buona e giusta.

   PRESIDENTE.  Allora,  possiamo passare soltanto  all'articolo  13,
  perché sugli articoli 14, 15 e 16 c'è un emendamento sostitutivo da
  parte del Governo.
   Si passa, quindi, all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
     Organizzazione delle aziende del Servizio sanitario regionale

   1.   Le  aziende  sanitarie provinciali e le  aziende  ospedaliere
  provinciali  di  cui  al  comma  1  dell'art.  11  sono  dotate  di
  personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale.

   2. Sono organi delle aziende del Servizio sanitario regionale:

   a) il direttore generale;

   b) il collegio sindacale.

   3.  L'organizzazione e il funzionamento delle aziende del Servizio
  sanitario regionale sono disciplinati con atto aziendale di diritto
  privato.

   4.  L'atto aziendale è adottato dal direttore generale sulla  base
  degli indirizzi forniti dall'Assessore regionale per la sanità.

   5.  L'organizzazione delle aziende di cui ai  precedenti  commi  è
  modulata,   anche  attraverso  specifici  modelli  gestionali,   in
  rapporto  ai bacini di utenza ed al numero delle soppresse  aziende
  di  cui  ciascuna  costituita azienda assume funzioni,  attività  e
  competenze.

   6.  Gli  atti  aziendali  delle aziende sanitarie  provinciali  di
  Catania,  Messina e Palermo possono prevedere modelli organizzativi
  differenziati.

     7. I compensi dei direttori generali delle aziende  sanitarie  e
  delle  aziende  ospedaliere provinciali, da corrispondere  comunque
  nel  limite   massimo   previsto  dalla  vigente   normativa,  sono
  differenziati,  sulla  base  di  quanto  determinato  con  apposita
  deliberazione della Giunta regionale, in ragione del rilievo, anche
  economico, delle singole aziende e del relativo bacino di utenza.

   8.   In ogni azienda del Servizio sanitario regionale è istituito,
  senza  alcun  onere  economico aggiuntivo, un  Comitato  consultivo
  composto  da  utenti  e  operatori dei servizi  sanitari  e  socio-
  sanitari  nell'ambito  territoriale  di  riferimento.  Il  Comitato
  consultivo  esprime  pareri non vincolanti e  formula  proposte  al
  direttore   generale   in  ordine  agli  atti   di   programmazione
  dell'azienda,  all'elaborazione dei Piani di educazione  sanitaria,
  alla  verifica della funzionalità dei servizi aziendali nonché alla
  loro rispondenza alle finalità del Servizio sanitario regionale  ed
  agli  obiettivi previsti dai Piani sanitari nazionale e  regionale,
  redigendo  ogni  anno  una  relazione  sull'attività  dell'azienda.
  Formula  altresì proposte su campagne di informazione  sui  diritti
  degli  utenti,  sui  requisiti  e criteri  di  accesso  ai  servizi
  sanitari e sulle modalità di erogazione dei servizi medesimi.

   9.  Con  apposito  decreto, da emanarsi entro  centottanta  giorni
  dalla  data  di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
  regionale  per  la  sanità disciplina le modalità di  costituzione,
  funzionamento,    organizzazione,   attribuzione    dei    compiti,
  articolazioni e composizione dei  Comitati  consultivi aziendali».

   Comunico  che  all'articolo 13 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti

   - dal Governo: 13.1 (al comma 1), 13.1 (al comma 7);
   -  dagli  onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza,  Gucciardi  e  Laccoto: 13.7, 13.6,  13.8,  13.9,  13.10,
  13.11, 13.12;
   - dall'onorevole Leontini: 13.13;
   - dagli onorevoli Galvagno e Termine: 13.2, 13.3, 13.5, 13.4;
   - dal Governo: 13.14.

   Si  passa  all'emendamento  13.1, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  e  13.7, dell'onorevole  Cracolici  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.13, dell'onorevole Leontini.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.2, degli onorevoli Galvagno e Termine.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'emendamento  13.2  è in  contrasto  con  la  normativa
  nazionale  che  prevede cinque componenti nel  consiglio  sindacale
  piuttosto che tre unità, quindi, è in contrasto.

   CRACOLICI. Signor Presidente onorevoli colleghi, ne prevede cinque
  di  cui i primi due sono nominati dal Ministero, tre sono quelli di
  nomina    regionale.   Comprendo   la   fobia   della   contrarietà
  dell'onorevole  Leanza che poi farà demagogia  andando  a  dire  ai
  sindaci che si era battuto.
   Assessore,  ci stiamo ponendo un problema: intanto, i 5 componenti
  sono  di nomina complessiva -  di cui due da parte dei ministeri  -
  ma  stiamo  parlando  dei  tre di nomina regionale.  Assessore,  li
  nomina Lei
   Stiamo  parlando del Collegio dei revisori per la quota che nomina
  l'assessore regionale. Lei nomina quelli di sua competenza  e,  con
  questa  norma,  si sta dicendo che uno è nominato dalla  Conferenza
  dei sindaci.
   Va   bene   che  il  Collegio  dei  revisori  preveda  anche   una
  rappresentanza dei revisori dei sindaci ma io avrei  fatto  di  più
  perché  ritengo che il Collegio dei sindaci debba essere un  organo
  di controllo e non un organo di confermatori.
   Credo  che dare la rappresentanza territoriale nel controllo delle
  aziende  sia  un  atto dovuto, pertanto, al di  là  del  fatto  che
  l'Assessore ribadisce la sua contrarietà, credo che l'Aula si debba
  esprimere.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole  Cracolici,  potrei  pure  rispettare  le  sue
  intenzioni che si scontrano su due dati dai quali dobbiamo  partire
  per   fare  un  ragionamento  serio,  come  da  lei  auspicato  sin
  dall'inizio della discussione del disegno di legge.
   Innanzitutto,  l'emendamento che lei sostiene alla  fine  dovrebbe
  leggersi così:  collegio sindacale composto da tre unità di cui uno
  nominato con decreto dell'assessore regionale per la sanità, e  due
  eletti  dalla  Conferenza dei sindaci con voto  limitato  ad  uno .
  Dunque,   letteralmente,  l'emendamento   riproduce   un   collegio
  sindacale composto da tre unità.
   Poi,  quale che sia il suo intendimento e quale che sia il  comma,
  sebbene  rivisitato  e corretto, si scontra in  maniera  forte  con
  l'articolo 3 ter, comma tre della legge numero 502.
   Il  Collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto da  5
  membri,  di  cui  due designati dalla Regione,  uno  designato  dal
  Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
  uno dal Ministro della sanità e uno dalla Conferenza dei sindaci.
   Dunque,  si  tratta di una disciplina normativa nazionale  che  la
  Regione non può derogare.
   Le chiedo, pertanto, di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  lei  andrebbe,   dunque,    a
  modificare  quello  che  stabilisce quali  sono  gli  organi  delle
  aziende ma qua c'è un problema di principio.

   TERMINE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.2.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  13.3, a firma degli onorevoli Galvagno e Termine.

   TERMINE. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto Si  passa  all'emendamento
  13.14, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.6, a firma dell'onorevole Cracolici ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 13.1 (al comma 7) e 13.8,  di  identico
  contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                           (Sono approvati)

   Si passa all'emendamento 13.9, a firma dell'onorevole Cracolici ed
  altri.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  questo   comma,   così  come  formulato,  introduca   un   criterio
  irragionevole perché andremmo a differenziare i compensi ai manager
  in funzione della dimensione dell'Azienda.
   Ritengo  che la proposta che formuliamo abbia più senso perché  il
  compito di gestione di un'Azienda, quale che sia la dimensione, può
  essere  più  impegnativo o meno, ad esempio, a seconda del  deficit
  iniziale,  della complessità del lavoro richiesto o degli obiettivi
  che  si pongono. Da questo dipende l'impegno del manager, non dalle
  dimensioni di un'azienda, perché si può essere a capo di un'azienda
  di grandi dimensioni ma senza problemi; viceversa, si può essere  a
  capo  di  una  azienda piccola ma che ha bisogno di  recuperare  il
  deficit.
   Ritengo, quindi, che l'emendamento possa essere condivisibile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.9. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.10.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.11.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.5, a firma degli onorevoli Galvagno  e
  Termine.

   TERMINE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 13.12, dell'onorevole Cracolici ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LEONTINI, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.4, a firma degli onorevoli Galvagno  e
  Termine.

   TERMINE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 13, nel resto  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  17.30.

    (La seduta è sospesa alle ore 13.40, è ripresa alle ore 17.40)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   numero  499  -  Notizie sulla gestione della società  Multiservizi
  s.p.a. .
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatari: Lentini Salvatore; D'Agostino Nicola

   numero 500 - Misure per fronteggiare la situazione di grave  crisi
  in cui versa l'azienda Rodriguez di Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Industria
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   numero  503 - Interventi urgenti per l'attivazione del reparto  di
  medicina preventiva delle migrazioni presso l'ospedale San Giovanni
  di Dio di Agrigento.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Bosco Antonino

   numero 504 - Gestione degli interventi di formazione professionale
  per  l'anno  2008.  Programmazione degli interventi  di  formazione
  professionale per l'anno 2009.
   Presidente Regione
   Assessore Lavoro
   Assessore Bilancio
   Firmatari: Buzzanca Giuseppe; Ardizzone Giovanni

   numero  505  -  Interventi  per estendere  alle  scuole  siciliane
  l'esonero  dal pagamento della tassa per il servizio  di  raccolta,
  recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta orale:

   numero  501 - Intervento allo scopo di fare luce circa  i  criteri
  adottati  dalla società cooperativa Manutencoop relativamente  alle
  procedure di assunzione.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Cracolici Antonino

   numero  502 - Iniziative volte a rilanciare lo stabilimento Keller
  di Palermo al fine di salvaguardare i livelli occupazionali.
   Presidente Regione
   Assessore Industria
   Firmatario: Cracolici Antonino

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 248/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero  248/A  Norme per il riordino del Servizio  sanitario
  regionale .
   Invito  i componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.

   BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,  da  un
  incontro   informale,  si  ritiene  di  mantenere  l'articolo   11,
  l'articolo 14,  che si richiama agli articoli 15, 16 e 17 del testo
  base,   dopodiché,   continuare  l'esame  del  disegno   di   legge
  dall'articolo 18 per fermarsi all'articolo 24.
   Chiedo si accantonino gli articoli 11, 14, 15, 16 e 17.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, dunque, accantoneremmo  l'articolo
  11,  il  12  l'abbiamo  soppresso, il 13  è  stato  approvato,  gli
  articoli   14, 15 e 16 e 17, che sono tutti collegati tra di  loro,
  vengono accantonati. Si riprende, quindi,  dall'articolo 18,  nelle
  more  di  un  chiarimento  definitivo, per  poi  tornare  all'esame
  dell'articolo 11.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si passa all'articolo 18.
   Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                    Aziende ospedaliere provinciali

   1.   Le  aziende  ospedaliere  provinciali  sono  quelle  di  cui
  all'allegata Tabella  A'.

   2.  Le  aziende  ospedaliere provinciali assicurano  le  attività
  sanitarie  di  ricovero  e cura alle quali sono  istituzionalmente
  preposte,  sulla  base  delle  specificità  tecnologiche  e  delle
  competenze specialistiche di cui sono dotate.

      3.  Le aziende ospedaliere costituiscono, altresì, riferimento
  per   le   attività   specialistiche   delle   aziende   sanitarie
  provinciali,  di  norma,  nell'ambito  del  relativo   bacino   di
  competenza, secondo le indicazioni degli atti della programmazione
  sanitaria».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal  Governo: 18.1 (interamente sostitutivo degli articoli  18  e
  19);
   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 18.1.1;
   dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 18.1.2 e 18.3;
   dagli  onorevoli  Cracolici, De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 18.2;
   dagli onorevoli Cracolici ed altri: 18.1.4;
   dagli onorevoli Fiorenza, Cracolici, Gucciardi, Cracolici, Bonomo
  e Lupo: 18.1.3.

   Il subemendamento 18.1.1 è dichiarato inammissibile.
   Il subemendamento 18.1.2, per assenza del firmatario, decade.
   Il subemendamento 18.1.4 è precluso.
   Rimane  il subemendamento 18.1.3, a firma degli onorevoli Fiorenza
  e  Gucciardi,  su  cui c'è qualche dubbio di ammissibilità.  Stiamo
  procedendo  ad  un approfondimento, anche se non sono  presenti  in
  Aula i firmatari. C'è una richiesta da parte della Presidenza di un
  ritiro  perché  in qualche modo è in conflitto con l'autonomia  dei
  policlinici universitari.

   CRACOLICI. Faccio mio il subemendamento 18.1.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  questo emendamento, così come formulato, è inammissibile
  perché lede l'autonomia dell'università dato che i protocolli  sono
  d'intesa  e, dunque, non devono essere stipulati entro  un  termine
  perché la base è il consenso. Se prescrivo che il protocollo va nel
  senso  che deve essere stipulato entro un termine, do per  scontato
  che  ci deve essere il protocollo che, a quel punto, non è d'intesa
  ma  è  un  protocollo  che  deve  essere  adottato  ed  è,  quindi,
  obiettivamente  lesivo dell'autonomia dell'università  delle  parti
  che devono intendersi su quello che devono fare.

   PRESIDENTE. Il subemendamento 18.1.3 è dichiarato inammissibile.
   Si    passa    all'emendamento   18.1,   interamente   sostitutivo
  dell'articolo 18 e 19.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Pertanto, tutti gli altri emendamenti all'articolo 18 decadono.
   L'articolo 19 ed i relativi emendamenti sono assorbiti.
   Si passa all'articolo 20.
   Ne do lettura:
                               «Art. 20
                            Servizi in rete

   1.  Le aziende del Servizio sanitario regionale operano in rete al
  fine   di   garantire,   attraverso  il  sistema   telematico,   il
  collegamento  e il coordinamento delle funzioni socio-sanitarie  ed
  assistenziali    per    assicurare   all'utente    l'appropriatezza
  dell'intero  percorso  di  accoglienza, presa  in  carico,  cura  e
  dimissione anche protetta.

   2.  L'integrazione della rete ospedaliera e di quella territoriale
  come  previsto  dall'art.  2,  comma  4,  lett.  a),  assicura   la
  multidisciplinarità  delle  diverse  fasi  del  percorso   clinico-
  assistenziale,  compresa l'attività di prevenzione, il  trattamento
  della   cronicità   e   delle  patologie  a   lungo   decorso,   la
  personalizzazione   dell'assistenza   primaria,   farmaceutica    e
  specialistica, nonché la continuità assistenziale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 20.2;
   dagli  onorevoli Pogliese, Falcone, Vinciullo, Aricò,  Buzzanca  e
  Marrocco: 20.1.

   Si passa all'emendamento 20.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 20.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21.
   Ne do lettura:
                               «Art. 21
                         Sistema dei controlli

   1.  Al fine di garantire la tutela e la promozione della salute  e
  la   sostenibilità  economica  del  Servizio  sanitario  regionale,
  l'Assessorato  regionale della sanità assicura,  mediante  apposita
  struttura  di dimensione intermedia, da istituirsi ai sensi  e  nei
  limiti  dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 3 dicembre
  2003,  n. 20, il monitoraggio informatizzato delle attività e delle
  prestazioni erogate dalle strutture sanitarie pubbliche  e  private
  con metodologie di valutazione economica qualitativa e quantitativa
  delle prescrizioni, delle esenzioni dalla partecipazione alla spesa
  sanitaria,  nonché la verifica dei flussi informativi  e  dei  dati
  economici gestionali.

   2.  Le  aziende  del Servizio sanitario regionale, per  quanto  di
  rispettiva  competenza, assicurano, attraverso le  unità  operative
  del   controllo   di  gestione,  la  verifica  dell'appropriatezza,
  adeguatezza  e qualità delle prestazioni, dei tassi di  occupazione
  dei  posti  letto  e dei livelli di utilizzazione  delle  dotazioni
  tecnologiche,  nonché dell'accoglienza e della  accessibilità,  del
  decoro  ambientale  e  delle condizioni  igienico  sanitarie  delle
  strutture   anche   sulla  base  degli  indici  di   gradimento   e
  soddisfazione dell'utenza; attivano altresì le procedure di governo
  clinico   anche   per   contenere  il  rischio   clinico   connesso
  all'espletamento delle funzioni sanitarie.

   3.  Ferma restando la trasmissione continuativa per via telematica
  dei  flussi  di  dati e delle informazioni richiesti dalla  vigente
  normativa,   i  direttori  generali  delle  aziende  del   Servizio
  sanitario  regionale  trasmettono all'Assessorato  regionale  della
  sanità,  unitamente  alla  relazione  sanitaria  aziendale  di  cui
  all'articolo  5,  comma  7, le risultanze  delle  verifiche  e  dei
  controlli di cui al precedente comma.

   4.   La  struttura  intermedia  di  cui  al  comma  1  elabora  le
  informazioni  raccolte e formula proposte di intervento  in  ordine
  alle  criticità  rilevate; svolge altresì funzioni  istruttorie  ed
  ispettive.

   5.   I  nuclei  di valutazione, previsti dall'art. 20 del  decreto
  legislativo 3 febbraio 1993 n. 29, nelle aziende di cui al comma  1
  dell'art.  11 della presente legge sono composti da tre  membri  di
  cui uno interno».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal Governo: 21.1 (interamente sostitutivo dell'articolo 21);
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: 21.1.3  e
  21.1.2;
   dagli onorevoli Leontini e Maira: 21.1.11;
   dall'onorevole Vinciullo: 21.1.8, 21.1.9, 21.1.10;
   dall'onorevole Speziale: 21.1.6, 21.1.5 e 21.1.7;
   dagli onorevoli Maira e Leontini: 21.1.12, 21.1.13 e 21.1.14;
   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 21.1.4, 5.1.7;
   dagli onorevoli Cristaudo e Nicotra: 21.1.1;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 21.8, 21.7, 21.9, 21.4, 21.5, 21.6;
   dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 21.10, 21.11, 21.12, 21.13 e
  21.14;
   dagli  onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza:  21.2  e
  21.3;
   dagli  onorevoli Fiorenza, Gucciardi, Mattarella, Ammatuna, Bonomo
  e Lupo: 21.1.16;
   dagli  onorevoli  Cracolici ed altri: 21.1.17,  21.1.18,  21.1.19,
  21.1.20.

   Si passa al subemendamento 21.1.17.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al subemendamento 21.1.18, con la precisazione  che  si
  riferisce al comma 2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole sostituendo  le
  parole  al comma3' con le parole  al comma 2'.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  che avevo dichiarato di ritirare, in realtà, non intendo ritirarlo,
  per una questione di giustizia.
   Stiamo  imponendo  al  sistema pubblico un sistema  di  controlli.
  Proprio  in  nome  della libertà  a cui abbiamo  fatto  riferimento
  ieri,  anche le aziende accreditate private devono avere un sistema
  di controlli.
   Se  togliamo  le strutture accreditate, il sistema  dei  controlli
  vale solo per quelle pubbliche. Quell'emendamento aveva l'obiettivo
  di utilizzare il sistema dei controlli perché vi ricordo che stiamo
  trattando il sistema dei controlli. Quel sistema di controlli opera
  sia  nelle aziende pubbliche che in quelle private accreditate.  Mi
  pare un ragionamento di buon senso; non era un favore a qualcuno ma
  si  volevano le stesse modalità di attività di controlli sia per il
  pubblico che per il privato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, al di là del fatto  che  essendo
  stato ritirato formalmente

   CRACOLICI. E' stata una svista.

   PRESIDENTE. Un chiarimento dell'assessore può servire  più  di  un
  emendamento.  Non  credo,  onorevole Cracolici,  che  le  strutture
  private,  ancorché  accreditate, non subiscano  tali  controlli  da
  parte  delle  Aziende  sanitarie. Non c'è bisogno  di  specificarlo
  ulteriormente; esiste già.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, la norma recita:   Le  aziende  del
  Servizio  sanitario regionale - che ricordo essere quelle pubbliche
  -  assicurano  attraverso  le  unità  operative  del  controllo  di
  gestione  la  verifica  dell'appropriatezza,  l'adeguatezza  e   la
  qualità delle prestazioni  '  tutta una serie di misuratori che  ne
  verifichino  e  che hanno il controllo di gestione. Questo  sistema
  occorre  applicarlo  anche alle strutture accreditate.  Non  è  una
  bizzarria.  E'  un modo di garantire modalità comuni  di  controllo
  della qualità.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  punto  è  un  altro. Così come  formulato  il  testo
  dell'emendamento,  non si comprende bene una cosa  fondamentale.  I
  controlli  sono  assicurati dalle Aziende sanitarie  nei  confronti
  delle  strutture  private. E il sistema dei controlli  che  abbiamo
  delineato riguarda tutte le prestazioni erogate, dal pubblico e dal
  privato,  perché sono le Aziende sanitarie che attuano i  controlli
  di qualità, di appropriatezza sulle prestazioni rese ai privati. Se
  è  così,  l'emendamento è assorbito dal testo del Governo.  Se  lei
  invece  allude al fatto che una struttura privata per  accreditarsi
  deve avere una propria struttura di controllo, in astratto, si  può
  pure  prevedere ma è sempre una struttura di controllo interno  che
  dipende da una struttura che poi deve essere controllata.
   Come  facciamo a prevedere. Il tema è che, comunque, è  la  stessa
  azienda  che  controlla  se  stessa. Il problema  è  assicurare  un
  controllo  pubblico efficiente. Quello è un problema  organizzativo
  interno alle aziende le quali devono fare in modo che si presentino
  in  una  condizione  tale che superi l'esame dei controlli  gestiti
  dalla struttura pubblica.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Benedictis,  insiste  nel  chiedere  la
  parola  o  il chiarimento del Governo può far superare il problema?
  Mi pare che l'Assessore sia stato abbastanza chiaro.

   DE BENEDICTIS Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se serve  a
  chiarire  le cose che ci siamo appena detti, l'emendamento  che  ho
  presentato può leggersi:  le verifiche di cui al comma 2 si attuano
  anche  alle  strutture private accreditate   così  le  aziende  del
  Servizio  sanitario  regionale  verificano  anche  nel  caso  delle
  strutture private.
   Se  l'Assessore  concorda, potrebbe essere questa la  formulazione
  del testo

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la Sanità. Onorevole  De  Benedictis,  con
  questa  formulazione  è più sensato, ma è già implicito  nel  comma
  perché le Aziende assicurano questi controlli.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che venga distribuito il
  testo, si passa al subemendamento 21.1.19.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Assessore, mi faccia capire, perché vorrei  che
  lei  fosse coadiuvato da una struttura che avrebbe dovuto già  fare
  prima  una  valutazione di merito, perché se le facciamo  on  line,
  siamo  rovinati.  Il  principio qual  è?  E'  quello  che   i  dati
  trasmessi  all'Assessorato, così come li  trasmettono  i  Direttori
  generali  delle  aziende,  li devono trasmettere  i  rappresentanti
  legali  delle  strutture accreditate, cioè è la certificazione  dei
  dati di trasmissione. Non capisco perché c'è una contrarietà in tal
  senso:  o non ci siamo intesi o era un modo per qualificare i  dati
  del monitoraggio che vengono trasmessi all'Assessorato.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  subemendamento  21.1.19.  Il
  parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.
                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici e De
  Benedictis il subemendamento 21.1.21.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 21.1.3, dell'onorevole Gucciardi.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 21.1.2, dell'onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  presentato  ha  un significato evidente ma occorre -  e  in  questo
  senso  ho già pronto un subemendamento al mio emendamento - che  si
  riferisca  la inosservanza degli adempimenti relativi al  controllo
  sulla  gestione, al comma 5 dell'articolo 21 bis. E' ovvio che,  se
  non sanzioniamo i comportamenti omissivi dei Direttori generali che
  assicurano la correttezza del controllo di gestione, della verifica
  della  qualità, dell'appropriatezza delle prestazioni, corriamo  il
  rischio  di incappare in vicende che in passato hanno riguardato  i
  meccanismi   di   controllo  sui  conti  economici  delle   Aziende
  sanitarie, che per errori macroscopici nella trascrizione dei  dati
  e degli atti, hanno determinato, assessore, un ulteriore disavanzo,
  magari dopo il giudizio di parifica avvenuto dalla Corte dei Conti,
  sul disavanzo della Regione.
   Allora,  ritengo  che i commi 2 e 3 (adempimenti  a  carico  delle
  Aziende   sanitarie   e  dei  loro  Direttori)  vadano   sanzionati
  ascrivendo al comportamento omissivo, a quelli previsti  dal  comma
  5,  dell'articolo 21 bis e cioè i casi di decadenza  del  Direttore
  generale,  potendo  rientrare,  in particolare,  con  la  reiterata
  omissione di atti obbligatori per legge.
   Quindi,  signor  Presidente, preannuncio la  presentazione  di  un
  subemendamento all'emendamento 21.1.2 che precisa (è un mero errore
  materiale) il riferimento della norma, che non è esatto.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Gucciardi il subemendamento 21.1.2.1 all'emendamento 21.1.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore per la sanità. Signor Presidente, il parere  del
  Governo  è  contrario,  perché i commi 2  e  3  non  pongono  degli
  obblighi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,  qui
  rischiamo  che le valutazioni di un Direttore generale si  facciano
  soltanto sul campo del bilancio; noi dobbiamo garantire la  qualità
  dei  servizi, e se noi non diciamo al Direttore generale che  viene
  valutato  anche  per  la  qualità dei servizi,  stiamo  uscendo  da
  quest'Aula senza aver fatto alcuna riqualificazione sanitaria.
   I   quotidiani  di  oggi  riportano:   I  privati  equiparati   al
  pubblico ;  però,  un Direttore generale deve  garantire  anche  la
  qualità del servizio, altrimenti diventa un ragioniere che fa  solo
  il bilancio e basta.
   Io  ritengo  -  e  la invito a riconsiderare il parere  su  questa
  questione  - che il Direttore generale deve naturalmente  occuparsi
  anche di valutare la qualità dei servizi, altrimenti stiamo facendo
  solo un fatto di  bilancino ; almeno diamo un segnale diverso, ecco
  perché  faccio  appello  a riconsiderare questa  questione,  che  è
  importante.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sono  assolutamente d'accordo con  questa  impostazione,
  tuttavia   bisogna   dare,   come  è   stato   detto   più   volte,
  un'impostazione.
   Gli  adempimenti  previsti ai commi 2 e 3 sono  degli  adempimenti
  organizzativi assolutamente importanti, come importanti sono  tutti
  gli  obblighi  di  gestione  che ha  un  Direttore  generale.  Sarà
  l'assessore  a  porre questi adempimenti, che sono  previsti  dalla
  legge, come degli obiettivi di gestione del Direttore generale.
   Poiché  è  stata prevista dal Governo la decadenza  del  Direttore
  generale  per  il  mancato raggiungimento degli obiettivi,  il  più
  contiene il meno, d'altra parte devono essere valutati i risultati.
  Quindi, non è prevedendo per legge che l'adempimento dei commi 2  e
  3  comporta la diretta responsabilità che si ottiene lo scopo, è un
  problema  di gestione e di qualità del controllo che della gestione
  deve fare l'assessorato, e ciò è stato inserito al comma 5, dove si
  richiama   la   decadenza  del  Direttore  generale   per   mancato
  raggiungimento degli obiettivi.
   Poiché  l'assessore contratterà con il Direttore generale e  porrà
  tutta  una  serie  di obiettivi, questi indicati dalla  legge  sono
  immanenti  negli  obiettivi che dovrà porre  e  dovrà  chiedere  al
  Direttore    generale   di   assicurare   l'appropriatezza    delle
  prestazioni,  dovrà chiedere al Direttore generale  di  eseguire  i
  controlli,  dovrà  chiedere al Direttore generale  di  svolgere  al
  meglio il proprio lavoro.
   Quindi, rientra già nella categoria  mancato raggiungimento  degli
  obiettivi . Sotto questo profilo andare a specificare ulteriormente
  darebbe il via ad una mera elencazione di quelli che sono i compiti
  del  Direttore  generale,  snaturando poi  quella  fattispecie  più
  generale che è quella degli obiettivi.
   Ecco  la ragione del parere contrario del Governo all'emendamento,
  che  poi in ogni caso andrebbe riformulato, non perché comporta una
  diretta  responsabilità, ma perché deve essere apprezzato  ai  fini
  della  valutazione  dell'operato; ma questo  rientra  sempre  negli
  obiettivi, quindi rimane il parere contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo  pongo  in  votazione  il subemendamento  21.1.2.1.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo, quindi, in votazione l'emendamento 21.1.2. Il parere della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 21.1.11, degli onorevoli Leontini e
  Maira.

   LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 21.1.8 dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.    Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,    il
  subemendamento 21.1.8, così come i subemendamenti 21.1.9, 21.1.10 e
  21.1.6  dell'onorevole Speziale, rispondono tutti ad una necessità,
  Assessore,  cioè omogeneizzare la legislazione regionale  a  quella
  nazionale.
   La  legge  regionale  -  e stiamo parlando  della  legge  30/1993,
  articolo  11,  comma 2 - prevede la possibilità per l'Assessore  di
  nominare il Commissario nelle ASL, invero il decreto legislativo n.
  502  del  30  dicembre  1992, all'articolo  2  non  elenca  tra  le
  competenze   spettanti  alla  Regione  la  nomina   di   Commissari
  straordinari  di  gestione delle Aziende  sanitarie.  Nella  stessa
  Regione, quindi, è come se stessimo applicando il diritto romano, a
  seconda  se  le  province sono consolari o meno. In alcune  realtà,
  applichiamo il decreto n. 502 - a Villa Sofia, ad esempio  -  e  in
  altre, come Siracusa, applichiamo la legge n. 30.
   Ciò   non   è  possibile,  anche  perché  c'è  una  giurisprudenza
  consolidata;   mi riferisco alle sentenze n. 82 del 3.4.1997  e  n.
  380  del  5.11.96 della Corte Costituzionale e potremmo  continuare
  all'infinito.
   Consegnerò  copia  di  tutte le varie  sentenze  al  tavolo  della
  trascrizione; in materia di sanità, il potere legislativo derivante
  dall'articolo  17  dello Statuto regionale, si  esercita  in  forma
  ripartita  concorrente  e  non in forma  esclusiva,  per  cui,  già
  allora,  nel 1993, quando venne recepita la legislazione nazionale,
  è  stato  operato  questo  vulnus fra la legislazione  nazionale  e
  quella regionale.
   Ad  esempio,  ora,  per  evitare che,  notoriamente,  io  sono  un
  deputato  clientelare  che  va  a tirare  la  giacchetta  per  fare
  nominare  qualche Commissario amico, allora, dobbiamo chiarirci  le
  idee  una  volta  per  tutte e stabilire se in  questa  Regione  si
  applica  ovunque  la  stessa norma oppure, a  seconda  delle  varie
  province  consolari  o  proconsolari,  come  nel  diritto   romano,
  abbiamo  la possibilità di applicare la legge nazionale o la  norma
  regionale.
   Ritengo  che  la  legge regionale sia in contrasto  con  la  norma
  nazionale e, per questo motivo, richiedo l'abrogazione del comma.
   Credo  che  anche l'onorevole Speziale si stia muovendo in  questo
  modo,  proprio  perché  -  ripeto - non è possibile,  nella  stessa
  Regione,  adottare due modi di operare diametralmente  opposti;  in
  alcuni  sono i Direttori amministrativi e sanitari che svolgono  le
  funzioni  previste  dalla legge nazionale  e,  in  altre,  ciò  non
  accade.
   Comunque, anche di questo informerò il Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 21.1.8. Il parere
  della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'assetto che il Governo ha voluto dare all'assenza  del
  Direttore  generale è improntato al pieno rispetto della  normativa
  nazionale.
   L'onorevole  Vinciullo  ha  un'opinione  diversa  da  quella   del
  Governo,  che  ha  studiato  a fondo  la  questione  ed  ha  voluto
  introdurre  due  passaggi: il primo è quello legato  ad  un'assenza
  temporanea, per cui le funzioni sono svolte dal Direttore sanitario
  e  dal  Direttore  amministrativo - e  ciò  viene  disciplinato  al
  secondo comma - e il secondo è che l'assenza sia definitiva, che si
  tratti  di morte, impedimento o dimissioni e si proceda alla nomina
  di un Commissario.
   Questo  articolo riassume le fattispecie già previste dalla  legge
  numero  30  e disciplina, analiticamente, in linea con  il  dettato
  normativo nazionale, queste situazioni.
   Abbiamo  voluto  dare  un  assetto che,  contrariamente  a  quanto
  sostenuto,  sarà unitario su tutta la Regione, proprio per  evitare
  precedenti che possono essere ricondotti alle critiche mosse oggi.
   Si  vuole  dare un assetto unitario, quindi, l'assenza  temporanea
  verrà supportata dalle funzioni svolte dal Direttore sanitario, dal
  Direttore  amministrativo e si procederà, invece, alla  nomina  del
  Commissario   quando   il  Direttore  generale   viene   meno   per
  impedimento, morte o dimissione, fermo restando l'attivazione della
  procedura di nomina del nuovo Commissario.
   C'è,  quindi,  una  perfetta coerenza  con  il  dettato  normativo
  nazionale e credo che il Commissario dello Stato, indipendentemente
  dall'informazione  dell'onorevole  Vinciullo,  seguirà  e  farà  le
  proprie valutazioni che - sono sicuro - saranno coerenti a ciò  che
  è  espresso, e cioè che la legge regionale che andiamo ad approvare
  non si discosta affatto dal dettato normativo nazionale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo amaramente
  constatare che quanto sostenuto dall'assessore Russo stride in modo
  rilevante con la realtà.
   Abbiamo avuto un decesso a Villa Sofia - più definitiva di  questa
  assenza  non ci potrebbe essere - e l'Assessorato della Sanità,  da
  sei mesi, non opera la nomina del Commissario.
   A Siracusa, si è verificato un caso di dimissioni e l'Assessore ha
  operato velocemente la sostituzione del Commissario perché l'ASL di
  Siracusa era già commissariata.
   Come vede, così non è
   Quello  che  lei afferma, lo ribadisco, stride fortemente  con  la
  realtà,  anche  perché  la  sua spiegazione  sarebbe  stata  da  me
  accettata - ma credo anche dalla maggior parte dei colleghi - se la
  situazione   fosse   stata  invertita,   ossia   se   fosse   stata
  commissariata    Villa   Sofia'   e   si   dava   la   possibilità,
  temporaneamente, al Direttore amministrativo o sanitario di gestire
  la realtà di Siracusa.
   Ribadisco  che  l'articolo 2 del decreto legislativo  30  dicembre
  1992,  n. 502, citando le competenze regionali, non elenca  tra  le
  competenze   spettanti  alla  Regione  la  nomina   di   Commissari
  straordinari di gestione delle Aziende sanitarie.
   Ci  avvaliamo,  quindi, di poteri che non competono  alla  Regione
  siciliana,  poteri che sono stati utilizzati in questa  vicenda  in
  modo incoerente.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. La figura  del  Commissario  è
  prevista  dalla  legge numero 30 che vige da oltre  diciotto  anni,
  segno che era perfettamente coerente con la legislazione nazionale.
   Le vicende evocate dall'onorevole Vinciullo - a parte che non sono
  corrette nella loro enunciazione - perché a Siracusa c'era  già  un
  Commissario

   VINCIULLO. Assessore, è andato via dieci giorni fa

   RUSSO,  assessore per la sanità. Onorevole Vinciullo, a  Siracusa,
  c'era  già un Commissario e adesso è stato sostituito, non è  stato
  introdotto ex novo.
   Non  intendo  polemizzare con lei ma, evidentemente, ha  dato  una
  rappresentazione non corretta della realtà di Siracusa..
   La  legge, però, deve disciplinare il futuro e anche il passato ed
  è  proprio  per  evitare queste situazioni che stiamo  introducendo
  delle norme di legge.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che  si
  caricano  sui  lavori d'Aula tensioni che sono, per certi  aspetti,
  fuori luogo.
   Assessore, stamattina, correttamente, ci ha invitato ad  avere  un
  atteggiamento uniforme e in coerenza con i principi ispiratori  del
  decreto n. 502.
   Quello  che  dice  Lei,  che la legge 30  prevede  la  nomina  del
  Commissario in caso di dimissione o morte, è vero. Tuttavia,  è  la
  norma  non  prevista dal decreto n. 502. Per evitare di  usare  una
  doppia  misura,  una volta il decreto n. 502 e  un'altra  volta  la
  legge   30,  Lei  suggerisce  di  uniformarci,  e  riproponiamo   i
  meccanismi della legge 30 che, come lei sa, non ha ben funzionato.
   Allora, chiedo, così come lei stamattina ha suggerito all'Aula, di
  armonizzare  la  normativa regionale con il decreto legislativo  n.
  502  che,  nella  fattispecie, prevede che assume  le  funzioni  di
  Commissario il Direttore più anziano.
   Ci  fa risparmiare soldi, ci uniformiamo alla normativa nazionale,
  evitiamo  che  siano  anticipate  soluzioni  di  gestione  che  poi
  diventano definitive perché, quando lei nomina un commissario  -  e
  lo nomina su proposta del Presidente della Regione - che deve avere
  i titoli per fare il direttore generale, di fatto, ha anticipato la
  nomina del Direttore generale in quella struttura.
   Per   questo   motivo,   Assessore,  la   inviterei   a   valutare
  positivamente  l'emendamento che ho sottoscritto, cioè  quello  che
  prevede  di  applicare le norme contenute, di  fatto,  nel  decreto
  legislativo n. 502, cioè, in caso di dimissione o di morte,  assume
  le  funzioni di Commissario il direttore amministrativo o sanitario
  più anziano.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 21.1.8. Il parere
  del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Alla richiesta, si associano gli onorevoli Apprendi, Bonomo, Di
     Benedetto, Faraone, Ferrara, Galvagno, Marinello e Marziano)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termine   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.1.8, a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          37
   Contrari            31

                            (E' approvato)

   Prima  di  passare  all'emendamento  21.1.9,  che  è  assimilabile
  all'emendamento 21.1.6, pongo in votazione l'emendamento 21.1.10, a
  firma dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   VINCIULLO. E' stato assorbito dal precedente.

   PRESIDENTE. E' superato. L'Assemblea ne prende atto.
   Si    passa    all'emendamento   21.1.9,   che   è    assimilabile
  all'emendamento 21.1.6.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Speziale, ritira
  anche  il suo emendamento 21.1.6? Onorevole Speziale, a cosa  serve
  questo emendamento avendo già approvato il  21.1.8?

   SPEZIALE. In aggiunta, chiarisce che si applica di fatto la  legge
  numero 517 perché assume le funzioni il commissario più anziano, in
  coerenza con la normativa nazionale. L'avevo già spiegato  nel  mio
  intervento precedente.
     Chiedo  che la votazione dell'emendamento avvenga  per scrutinio
  segreto.

     (Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Bonomo,
  D'Antoni, De Benedictis, Di Benedetto, Faraone, Ferrara e Galvagno)

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.6.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 21.1.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto e ne proclamo l'esito:

   Presenti................64
   Votanti.................62
   Maggioranza........     32
   Favorevoli............  28
   Contrario.............. 33
   Astenuti................ 1

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 21.1.5.  Lo pongo in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 21.1.12, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 21.1.13, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto
   Comunico  che  è  stato presentato il subemendamento   21.1.20,  a
  firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento  si limita a cassare dal testo che è stato  predisposto
  dal  Governo  le  parole  «la decadenza del  direttore  generale  a
  seguito  di  mancato  raggiungimento dell'equilibrio  economico  di
  bilancio  rispetto  alle  risorse  a  lui  assegnate  ( )».  Questo
  emendamento,   da   un  lato  dice  che   comporta   la   decadenza
  automatica ,  quindi il mancato raggiungimento  degli  obiettivi  e
  dell'equilibrio economico e finanziario delle aziende - si  afferma
  -  comporta  la  decadenza automatica. Ma  dopo  aggiunge  che  «la
  decadenza  dichiarata  dal  Presidente della  Regione  su  proposta
  dell'Assessore alla sanità, previa delibera di Giunta (...)».
     Scusate, se c'è un automatismo con il mancato raggiungimento,  o
  c'è  un  automatismo e quindi la decadenza è in capo al  Presidente
  della  Regione,  su proposta dell'Assessore,  oppure  l'automatismo
  diventa   luogo  della  negoziazione  politica  perché  la   Giunta
  regionale,  a  quel  punto, esercita un potere  che  la  legge  gli
  attribuisce come potere di decadenza automatica con una facoltà.
   Mi  auguro  che  il Governo e l'Assessore siano  coerenti  con  lo
  spirito della norma, cioè la decadenza automatica e il fatto che la
  decadenza  si  determina  con provvedimento  del  Presidente  della
  Regione  se  è  legata  al  mancato  raggiungimento  dei  requisiti
  economici e finanziari.
   Pertanto, l'emendamento cassa la delibera di Giunta per dichiarare
  la  decadenza  del direttore inadempiente rispetto  agli  obiettivi
  economici.

   RUSSO, assessore alla sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Intendo  spiegare  le  ragioni
  tecniche  che  portano a questa scelta che,ovviamente,  può  essere
  cambiata.
     Il  fatto  che ci sia una decadenza automatica che, peraltro,  è
  prevista  dalla  legge nazionale, non significa che  non  ci  debba
  essere  un  organismo che la dichiari;  perché altrimenti significa
  che  il  direttore generale cade da solo e se ne va a casa. Bisogna
  che  qualcuno  lo accerti e lo mandi a casa. Quindi,  distinguiamo:
  decadenza  automatica significa che una volta che c'è il  disavanzo
  di  bilancio,  la rottura dell'equilibrio che è un  fatto  tecnico,
  questo è un fatto che determina la decadenza.
   Pertanto,  non  si deve ulteriormente ragionare  su  un  fatto  di
  merito  accertato tecnicamente, e cioè la rottura del bilancio,  ma
  bisogna  che  qualcuno  lo dichiari. Poiché il  direttore  generale
  viene  nominato  su  proposta dell'Assessore,  previa  delibera  di
  Giunta,  con  decreto  del Presidente, la razionalità  del  sistema
  vuole  che  quando uno se ne va a casa, per sostituirlo  intervenga
  lo  stesso  organismo che lo ha portato a casa, che lo  ha  portato
  all'azienda.
   Non  c'è,  quindi, come dice lei, un iter burocratico  diretto  ad
  appesantire  o  andare a valutare nel merito ciò  che  è  un  fatto
  oggettivo  per  il quale occorre la dichiarazione.  E'  un  momento
  procedurale  che porta a questo tipo di valutazione.  Sotto  questo
  profilo  ci è sembrato coerente riprodurre la procedura  di  nomina
  anche nella procedura di decadenza che vale sia per il comma 4  che
  per il comma 5, ma sono disponibile a rivedere la questione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  i  due
  procedimenti  di  nomina e di revoca sono di natura sostanzialmente
  diversa.  Infatti,   mentre  il  procedimento  di  nomina   avviene
  solamente in base alla sussistenza di requisiti oggettivi  e,  come
  dice  il decreto legislativo n. 502  senza comparazione , e  quindi
  c'è  un atto di scelta politica da parte della Giunta ed è pertanto
  ragionevole che sia il Presidente, sentita la Giunta, a nominare il
  direttore  generale,  ripeto, su base fiduciaria,  e  quindi  sotto
  diretta  responsabilità  politica, a  prescindere  dai  meriti,  la
  revoca  in  questo  caso  riguarda il mancato  soddisfacimento  dei
  requisiti oggettivi.
   Quindi,  siamo in presenza di una valutazione a meno  che  non  si
  voglia  sovrapporre, alla constatazione dei requisiti per la revoca
  del  direttore  generale, una valutazione politica da  parte  dello
  stesso  organo. E questo sì che sarebbe modificare il  senso  della
  norma.  Che  sia,  quindi,  il Presidente  a  prendere  atto  della
  mancanza dei requisiti e ad ordinare la revoca dell'incarico  senza
  bisogno  della valutazione politica della Giunta perché  la  Giunta
  non  può  che fare una valutazione politica che, ripeto,  ha  senso
  nell'atto di nomina fiduciaria, ma non ha senso nel momento in  cui
  deve  prendere atto della mancata sussistenza dei requisiti a  meno
  che  non  si voglia, come con questo articolo si rischia  di  fare,
  impantanare  la discussione sulla revoca del direttore generale  in
  un  binario tutto politico, tradendo il senso di quello che  stiamo
  facendo.
   Ecco perché insistiamo nel nostro emendamento abrogativo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   di
  intervenire   su   questo  argomento  perché  il  principio   degli
  automatismi,  a mio avviso, mal si concilia con il principio  della
  razionalità  anche  delle  scelte. Il direttore  generale  che,  in
  seguito  ad  un  contratto, assume una responsabilità  in  funzione
  degli  obiettivi  da raggiungere e di quelle che sono  le  risorse,
  rappresenta chiaramente un punto matematicamente certo. Quello  che
  è  da valutare, invece, è il senso della realizzazione di obiettivi
  che possano derivare da una situazione in cui esistono motivi anche
  di apprezzamento e di valutazione diversa.
   Il   senso   dell'apprezzamento  che  la  Giunta,  su  indicazione
  dell'Assessore,  deve  fare,  a  mio  avviso   è   un   fatto   che
  sostanzialmente consente una razionale valutazione che,  di  fatto,
  non  attivi  un  automatismo che non sempre e  non  necessariamente
  porta a soluzioni positive, tranne che a fatti di visibilità  o  di
  annunzi.
   Vero  è  quello  che  dice il collega De  Benedictis   che  mi  ha
  preceduto e cioè che la scelta viene fatta anche e non solo  su  un
  presupposto  di  rapporto  fiduciario  ma,  essenzialmente,  su  un
  presupposto  di  elementi e requisiti necessari per  assumere  quel
  ruolo.  E  quindi, se questo è un elemento, noi dobbiamo in  questo
  determinare un nostro orientamento.
   Voglio  altresì   aggiungere,  Assessore,  così  come  evidenziato
  dell'emendamento  del  Governo, che  in  merito  alla  valutazione,
  probabilmente  diventa anche un elemento di  forza  e,  quindi,  un
  contrappeso a quello che è il ragionamento della razionalità e che,
  probabilmente,  una valutazione debba avvenire da parte  di  organi
  più  squisitamente rilevanti e tecnici sotto il profilo anche della
  capacità di esprimere valutazioni.
   Pertanto,  penserei ad una commissione o a un nucleo  in  cui  sia
  presente un dirigente del bilancio, oltre che ad un dirigente della
  sanità,  e  un  magistrato  della  Corte  dei  conti.  Lì  sì   che
  individuerei  una  presenza  che analizzi  seriamente  i  requisiti
  necessari  a  consentire una valutazione positiva  e  nello  stesso
  tempo obiettiva.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 21.1.20.  Il  parere
  del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI,  presidente della Commissione. Mi rimetto  alla  volontà
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   Si   passa   al  subemendamento  21.1.7,  a  firma  dell'onorevole
  Speziale. Ritira l'emendamento?

   SPEZIALE. Solo se è contrario il parere del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, Assessore per la sanità. Contrario.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore,  ho  la  vaga impressione che lei sia  mosso  da  furore
  ideologico perché appena vede un emendamento razionale, che tende a
  ridurre  la spesa e a razionalizzare gli interventi, immediatamente
  si pronuncia contrario.
   La  voglio richiamare e voglio leggere il comma 4. Il comma 4 dice
  che  malgrado il raggiungimento dell'equilibrio congruo di bilancio
  «non  possono  essere nominati direttori generali  quelli  che  nel
  corso  del  triennio precedente alla pubblicazione  della  presente
  legge  non  abbiano  raggiunto  gli  obiettivi  di  equilibrio   di
  bilancio».  Prevede, quindi, la rimozione del direttore generale  e
  questo vale da oggi in poi. Per tutti i direttori generali che  nel
  triennio precedente non hanno raggiunto gli obiettivi di equilibrio
  di  bilancio  e  che  hanno contribuito a far  lievitare  la  spesa
  sanitaria,  invece,  noi  possiamo  tranquillamente  utilizzarli  e
  nominarli.
     Mi  pare  non  ci  sia una coerenza di impianto  normativo.  Una
  coerenza   di   impianto  normativo  prevede  che,  se   io   oggi,
  giustamente, prevedo nella norma che chi non raggiunge l'equilibrio
  di  bilancio  deve  essere  rimosso  dalla  funzione  di  direttore
  generale, questo dovrebbe indurre il Governo ad applicare lo stesso
  criterio  per quanti, nel corso del triennio precedente, non  hanno
  raggiunto  gli  equilibri  di bilancio.  Il  parere  contrario  del
  Governo, per la verità,  mi sorprende
   E  voglio  svelare il gioco, perché se il gioco è quello  di  fare
  finta di cambiare per non cambiare niente, perché anche i direttori
  generali  che  hanno  avuto  disequilibri  di  bilancio   e   hanno
  contribuito gravemente ad alzare il livello di spesa, mi  riferisco
  ad  alcune realtà come Catania, per  favorire processi di  consenso
  politico,  devono essere rinominati la prossima volta in  vista  di
  questa  nuova normativa, caro Assessore, abbiamo sbagliato  strada;
  la  strada comporta una coerenza di comportamenti e la coerenza  di
  comportamento  chiede a ciascuno di noi di avere  un  atteggiamento
  rigoroso nei comportamenti.
   Il  rigore  deve essere una linea netta, perché se  il  rigore  si
  commisura  al  fatto  che,  di volta in volta,  guardiamo  in  modo
  strabico  una norma piuttosto che un'altra, applichiamo un criterio
  piuttosto  che  un  altro,  non  aiutiamo  l'opinione  pubblica   a
  comprenderci.
   Essendo  disponibile a comprendere le ragioni che hanno  investito
  il     Governo    e   l'Assessore   a   introdurre   processi    di
  razionalizzazione  e  di rigore della spesa sanitaria,  e  io  l'ho
  apprezzato,  vorrei però che dentro questo principio del  rigore  e
  della   razionalizzazione  sanitaria  ci  fosse  un   atteggiamento
  coerente.
   Pertanto,  Assessore,  la  invito  a  rivedere  la  sua   opinione
  sull'emendamento e ad esprimere un parere positivo.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore per la sanità, Onorevole Speziale,  le  rilancio
  l'invito.  Personalmente mi confronto con il  testo  scritto  e  il
  testo  scritto, a mio avviso, impone un parere contrario in  quanto
  lei   ha   scritto:«fermo  restando  quanto  stabilito  dal   comma
  precedente,  non possono essere nominati direttori generali  quelli
  che  nel  corso  del  triennio precedente alla pubblicazione  della
  presente legge non abbiano raggiunto gli obiettivi».
   Delle  due  l'una:  poiché il direttore generale,  finito  il  suo
  mandato,  non  è sottoposto a un giudizio, allora io  la  invito  a
  rimodulare   il testo e a dire che siano stati dichiarati  decaduti
  perché non hanno raggiunto gli obiettivi.
   Questa  norma non impedisce, comunque, un apprezzamento  politico,
  nel  senso che, se io so che il direttore generale non ha raggiunto
  gli  obiettivi,  non  lo  nomino; ma se lo  vogliamo  formalizzare,
  dobbiamo scrivere la norma affinché sia chiara, e cioè: io  non  ho
  raggiunto gli obiettivi, sono stato dichiarato decaduto e non posso
  aspirare a diventare nuovamente direttore generale.
   Con quel testo il parere è contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, Assessore, intanto la questione che
  lei precisa attiene ad una fattispecie che in questa regione non si
  è  ancora  verificata. Infatti, la decadenza non si  è  determinata
  malgrado è palese che ci siano stati direttori generali di  aziende
  che, ripetutamente, hanno sforato gli obiettivi loro assegnati.
   Posso  comprendere, invece, un rischio che è connesso al  modo  in
  cui  la  norma è scritta. Al riguardo, chiedo agli uffici di  darmi
  una mano, perché io avevo presentato un emendamento a mia firma nel
  quale  mi  riferivo non al triennio precedente  -  come  invece  ha
  scritto l'onorevole Speziale -, ma al fatto che avesse sforato  gli
  obiettivi, e quindi determinato disequilibri di bilancio nel  corso
  del  suo  mandato anche per un solo bilancio. E spiego  qual  è  il
  rischio.
   E'  possibile  che  un dirigente che abbia  amministrato  per  tre
  anni,  per  il  primo e/o il secondo anno, anche con meccanismi  di
  trucchi  contabili,  abbia  formalmente raggiunto  il  pareggio  di
  bilancio  e  non lo abbia raggiunto il terzo anno. Considerato  che
  sappiamo di quale buco stiamo parlando e che ci sta portando a fare
  questa legge, allora l'obbligo della continuità triennale, per  non
  essere  rinominato, rischia di essere un limite  piuttosto  che  un
  giudizio di merito.
   Ecco  perché, in ogni caso, propongo di dire non nel triennio,  ma
  che  durante  l'esercizio del proprio mandato  ha  determinato  uno
  sforamento rispetto gli obiettivi a lui assegnati.
   Assessore,  credo  che  al riguardo dobbiamo  anche  capirci:  noi
  stiamo  facendo  una  norma che dopo quindici,  sedici  anni  va  a
  modificare  il  sistema  e dentro questa modifica  del  sistema  si
  interviene  con una riduzione. Poi vedremo cosa è questa riduzione,
  cosa si riduce e cosa, invece, non si ridurrà, ma quello attiene  a
  un  altro  momento, quando affronteremo l'articolo 14 o  l'articolo
  11.
   Intanto, una cosa deve essere chiara, che da questa legge  non  si
  può  dare il messaggio di continuità rispetto a coloro che si  sono
  resi  responsabili del disastro finanziario che ci sta costringendo
  a fare questa legge.
   Questo  non  può essere lasciato alla volontà della  politica,  ma
  deve essere un valore normativo che dice che coloro che per la loro
  gestione  hanno  determinato disavanzi non possono essere  nominati
  direttori generali.
   Allora,  credo che gli uffici mi daranno una mano a  cercarlo,  io
  non  sono  riuscito  a  trovarlo.  In  ogni  caso,  trasformiamo  e
  precisiamo  l'emendamento  Speziale in questa  chiave,  ripeto  che
  coloro  che hanno sforato rispetto agli obiettivi a loro assegnati,
  non  possono essere nominati quali direttori generali delle Aziende
  che andranno a costituirsi a seguito della legge.
   Questo è uno spartiacque che, in qualche modo, segna un  prima   e
  un   dopo , se vogliamo dare a questa legge il valore di  un  nuovo
  inizio che speriamo sia salutare per questa Regione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi  è  dubbio
  che    l'intervento   dell'onorevole   Cracolici   sull'emendamento
  presentato  dal suo collega di partito, onorevole Speziale,  evochi
  anche  attenzioni  positive  e,  nel  momento  in  cui  noi  stiamo
  affrontando  una riforma della sanità che ci dovrebbe  portare,  da
  qui  in avanti, ad avere una sanità più efficiente e che sia  priva
  di sprechi, non v'è dubbio che abbia una sua grande valenza.
   Però,  vorrei invitare i colleghi e il Governo a riflettere su  un
  punto. E' ovvio che noi, prima di eliminare manager che sono  stati
  nominati e a cui, per esempio, non sono stati dati gli obiettivi  o
  a  cui sono stati dati gli obiettivi il 28 dicembre, mi pare per lo
  meno  strano  che si possa poi pretendere che questi obiettivi  che
  sono  di  un  anno possano essere raggiunti in due  giorni.  Non  è
  certamente colpa loro se nel passato gli obiettivi sono stati  dati
  a fine anno.
   Allora,  noi  non  possiamo non fare una legge che  abbia  un  suo
  equilibrio  e  cioè,  da  un  lato, prevedere  che  i  manager  gli
  obiettivi  li debbano avere dalla Regione a inizio anno e,  quindi,
  in  questo caso sì, essere durissimi e prevedere non solo la revoca
  immediata,   ma   anche   l'impossibilità   ad   essere    nominati
  nell'Azienda.
   Però,  intervenire  ora  per i manager  del  passato,  a  cui  gli
  obiettivi  sono stati dati a fine anno, mi pare un controsenso  che
  non ha logica e che ha un aspetto soltanto punitivo.
   Infine,   invito gli onorevoli colleghi, a tenere conto di  queste
  considerazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  nell'attesa  della  riscrittura
  dell'emendamento, possiamo procedere.
   Si passa al subemendamento 21.1.14, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  al  subemendamento  21.1.16,  a  firma  dell'onorevole
  Fiorenza.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato, dagli onorevoli  Cracolici  e
  Speziale,   il   subemendamento  21.1.7.1,   di   riscrittura   del
  subemendamento 21.1.7, che così recita:  E' fatto divieto procedere
  alla   nomina   a   direttore  generale  delle  aziende   sanitarie
  ospedaliere e aziende ospedaliere universitarie di coloro  che  nel
  corso del rapporto contrattuale intercorso con le aziende sanitarie
  ospedaliere  siciliane  non  abbiano  raggiunto  gli  obiettivi  di
  equilibrio  economico di bilancio fissati in  uno  degli  anni  nei
  quali hanno esercitato il proprio mandato  .
   Poiché è un po' articolato, inviterei gli uffici a procedere  alla
  scrittura  del suddetto subemendamento perché dobbiamo capirci  sul
  senso,   dobbiamo   scriverlo  in  maniera  comprensibile   e   poi
  applicabile.
   Assessore, è d'accordo sul principio di fondo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore per la sanità. Onorevoli colleghi, sul principio
  di  fondo,  siamo  tutti  d'accordo. L'Assessore  avrebbe  espresso
  parere  favorevole  ove l'equilibrio, la mancanza  degli  obiettivi
  fosse  stata  certificata.  Faccio un  esempio:  c'è  un  direttore
  generale  nominato  tre  anni fa che ha preso  l'Azienda  in  grave
  deficit,  con  un  grave disavanzo. Nonostante il  suo  sforzo,  ha
  migliorato  ma non ha raggiunto l'equilibrio del bilancio.  Secondo
  questa norma, lo dovrei mandare a casa e, invece, progressivamente,
  negli anni, ha ridotto il deficit.

   FIORENZA. Sì, va mandato a casa. Chi sbaglia paga

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Ha ereditato un'Azienda  con  un
  grave  deficit,  era  deficit 100,  lo  ha  portato  a  70,  lo  ha
  migliorato. Alla luce di questo emendamento, deve mandarlo a casa e
  invece andrebbe premiato. Così non può andare, quindi, il parere  è
  contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  me  dispiace
  che  l'Assessore Russo faccia l'interprete giuridico di  una  norma
  che ha, innanzitutto, un obiettivo dichiaratamente politico.
   Perché  una cosa è certa: se oggi il Sistema sanitario ha generato
  un  disavanzo  strutturale  che  adesso  lentamente  e  con  grandi
  sacrifici  sta cominciando a rientrare, è dovuto al  fatto  che  il
  sistema è stato costruito sulla irresponsabilità delle funzioni.
   Allora,  caro Assessore, non c'è dubbio che, se io sono  andato  a
  fare il direttore di un'Azienda che produceva un debito 100, se  ho
  permanentemente ridotto questo debito nel corso del mio mandato,  è
  certamente  un  elemento che doveva essere  già  determinato  dagli
  obiettivi e, in ogni caso, possiamo anche tecnicamente studiare una
  forma  che  consente, che là dove si siano verificati miglioramenti
  delle  condizioni  di  gestione rispetto agli esercizi  precedenti,
  possa essere questa una fattispecie positiva.
   Però,   caro  Assessore,  sa  qual  è  il  paradosso   di   questa
  discussione? Immagino, ad esempio, l'Azienda 6 di Palermo. Per  cui
  potremmo trovarci in una singolare situazione  in cui il precedente
  direttore,  responsabile di avere determinato il  più  grande  buco
  della  gestione  finanziaria dell'Azienda 6 di Palermo,  una  volta
  scaduto  il  suo  mandato, non rinnovato, venga nominato  in  altra
  azienda.
   Chi è arrivato dopo, ha avuto la capacità, forse non è così ma può
  esserlo,  di ridurre il debito,  però ci troviamo nella fattispecie
  che chi aveva generato il più grande buco della storia della sanità
  palermitana poiché si trova in altra azienda è quasi premiato.  Qui
  dobbiamo intenderci, Assessore
   Non  ci  può  essere  un  sistema nuovo che  si  costruisce  sulla
  irresponsabilità.
   Questo   subemendamento  possiamo  scriverlo   come   lei   vuole,
  Assessore,  però  una cosa deve essere chiara  -  parliamo  per  il
  futuro -, quando gli attuali decadranno, se decadranno, non è detto
  che debbano essere rinominati
   Dobbiamo intenderci su cosa parliamo, non possono esserci trucchi.
   Sono  dell'avviso che i direttori che, in qualche modo, nel  corso
  della loro attività, hanno giuridicamente provocato un danno  -  la
  provocazione  costituisce quasi una responsabilità di  altro  tipo,
  infatti, chi provoca debiti non è detto che non provochi un danno e
  il  danno  va perseguito sul piano giudiziario, non può  essere  un
  dato  di  valutazione  di  merito;  andava  definito  che  il   non
  raggiungimento  dell'equilibrio economico di  bilancio,  nel  corso
  della   propria  attività,  per il quale  sei  stato  incaricato  a
  svolgere  una  funzione  di  direttore generale  doveva  costituire
  motivo di decadenza.
   Ciò  purtroppo non si è determinato perché mancava la Commissione,
  quella  costituitasi qualche mese fa ma certamente deve  costituire
  motivo  in  base  al  quale un direttore generale  non  può  essere
  rinominato.
   Importante è che tutti ci troviamo d'accordo, sostanzialmente,  su
  questo. Poi si può formulare come si vuole.
   Se  non  si è d'accordo sulla sostanza, non bisogna fare  i  furbi
  facendo uso di aggettivi.
   Coloro  che,  nel  loro esercizio di direttori  generali,  abbiano
  determinato  un  disequilibrio economico di  bilancio  non  possono
  essere nominati a direttore generale.
   La  mia  intenzione è quella di formulare la norma così come  l'ho
  esposta.
   Credo  che  l'affermazione sia abbastanza netta e che consenta  di
  chiarire il senso della norma.
   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Onorevoli  colleghi,  vorrei  ricordare  all'onorevole
  Cracolici  ciò  che  succedeva un tempo nei comuni  della  sinistra
  quando  si  facevano  debiti consapevoli del fatto  che  poi  c'era
  sempre chi li pagava.
   Ho  imparato che è il contesto che determina spesso l'azione degli
  uomini.
   Vorrei  ricordare a tutti che se mi trovo a fumare  una  sigaretta
  dentro  una  stanza lurida e piena di cicche finisco anche  io  per
  buttare  le  cicche  di sigarette per terra. Se  trovo  invece  una
  stanza pulita e specchiata andrò a cercare il posacenere.
   Vorrei  dire all'onorevole Cracolici che si diventi giustizialisti
  oggi  per  il  passato,  facendo ricadere le  responsabilità  della
  politica sui direttori generali

   FIORENZA.  Vergogna   Questo non lo devi dire.  Le  responsabilità
  sono degli uomini non della politica

   COLIANNI.  mi sembra un errore gravissimo della politica.
   Dico  soltanto,  amici  e  colleghi, che qui  stiamo  parlando  di
  ristabilire regole; gli uomini che dovranno governare si  dovranno,
  per il futuro, adattare alle regole.
   Questo   giustizialismo   improvvisato   mi  sembra  assolutamente
  sbagliato.
   Onorevole  Cracolici, gli uomini si giudicano  quando ci  sono  le
  regole e le regole  devono essere chiare. E le dirò di più: occorre
  ristabilire  il  primato  della politica e l'autorevolezza  di  una
  politica  che  sa scegliere  gli uomini giusti, al momento  giusto,
  dentro  il contesto giusto e dentro le regole giuste e non, invece,
  improvvisarsi   in  azioni di giustizialismo   che,  personalmente,
  ritengo assolutamente sbagliato.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  notare  che l'emendamento presentato dal collega Cracolici è  stato
  riscritto ed è stato riscritto perché la prima formulazione è stata
  ritenuta non idonea, impropria.
   E'  stato riscritto in una forma  peggiore di quella precedente  e
  quindi  è un emendamento che non può - e adesso spiegherò perché  -
  nemmeno essere applicato.
   Il  mancato  raggiungimento dell'equilibrio economico di  bilancio
  rientra  nelle fattispecie di decadenza già indicate dall'assessore
  nell'emendamento che abbiamo concordato.
   Pertanto, considerato che tutto ciò risale alla legge numero  502,
  rientrando  in  questa fattispecie confermata nell'emendamento  che
  abbiamo  formulato in modo concorde, si deve fare discendere  dalla
  iniziativa  dell'Assessore e dell'assessorato di attivazione  della
  decisione  di  decadenza  il  mancato,  il  divieto  successivo  di
  procedere  alla  conferma di chi è stato oggetto di  una  decadenza
  certificata.
   In  questo  caso, però, non si fa riferimento ad alcuna  decadenza
  certificata,  attuata, formalizzata, si fa riferimento  al  mancato
  equilibrio  di  bilancio, udite bene, in uno degli anni.  Pertanto,
  uno   che   ha  un  contratto  per  cinque  anni  e  non  raggiunge
  l'equilibrio di bilancio per un anno ma lo sana l'anno  successivo,
  per il capriccio dell'onorevole Cracolici, viene fatto fuori con la
  decadenza.
   Ma  questa non è regola, questo non è regolare, questa è  soltanto
  una  capricciosa strumentalizzazione politica per avere l'argomento
  della propaganda il giorno dopo.
   Siccome  dobbiamo sottrarre questo argomento alla  propaganda,  se
  volete  precisare  i termini della questione, allora,  rendete  più
  precise  le  fattispecie di decadenza e nel rendere più precise  le
  fattispecie  di decadenza, assegnate all'Assessore  il  compito  di
  attivare la decadenza quando queste fattispecie sono riscontrate.
   Nel  caso in cui non siano riscontrate, non può essere sicuramente
  uno  strumentale emendamento a falsare ed alterare tutto il sistema
  delle regole, dell'equilibrio che le caratterizzano.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente onorevoli colleghi, vorrei  ribadire,
  ancora  una  volta,  che le leggi non si fanno contro  qualcuno  ma
  devono avere un proprio equilibrio intrinseco.
   Questo  emendamento è pericoloso per una serie di ragioni.  Quelle
  che ho già detto prima,  cioè che al di là della bravura o meno dei
  manager che vengono nominati, non c'è alcun  superman  che  se  gli
  obiettivi di spesa, di budget gli vengono consegnati qualche giorno
  prima  della fine dell'anno ed in qualche giorno gli si  chiede  di
  risparmiare  10,   a  volte  15, a volte  20  milioni  di  euro,  è
  veramente impensabile che ci possa essere non un bravo manager,  ma
  il miglior manager del mondo che possa farlo.
   Pregherei  l'Assessore di prestare un attimo di attenzione  perché
  vorrei introdurre un altro pericolo.
   Siamo  in  un campo molto particolare:  la salute dei cittadini  e
  non un'attività qualsiasi.
   Introducendo  una norma automatica e stringente, potremmo  correre
  il  rischio  che un manager disinteressato dai problemi veri,  cioè
  dalla  sanità,  pur di raggiungere l'equilibrio di  bilancio  tagli
  tutto, tagli i farmaci ai cittadini, tagli l'assistenza per salvare
  se stesso.
   Stiamo,  quindi, attenti a ciò che scriviamo. Ed  io  pregherei  i
  colleghi  che  hanno  presentato  questo  emendamento  di  prestare
  attenzione  perché alla fine rischiamo; onorevole Fiorenza,  stiamo
  attenti nel fare le norme, a non creare una situazione per la quale
  il manager, pur di salvarsi, tagli le prestazioni ai cittadini.

   FIORENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  il
  tema  che  stiamo  trattando è un tema fondamentale  ed  importante
  perché il giudizio  che, spesso, Assessore, questo Governo ha  dato
  sulla  sanità siciliana, è stato sempre negativo perché a  tutelare
  la  mala  politica e la mala gestione, spesso, è stata  la  cattiva
  politica stessa.
   Bisogna  riprendere  coraggio,  bisogna  fortificare,  in   questi
  momenti,   invece,   un'azione  politica   strategica   di   totale
  cambiamento e di totale rinnovamento.

                 Presidenza del vicepresidente Formica

   I  direttori generali hanno compiuto un atto amministrativo che ha
  delegittimato, non solo la politica ma, soprattutto, quei cittadini
  che  hanno votato questa maggioranza.  Ebbene, a questa maggioranza
  il  popolo siciliano ha dato un compito ed un mandato ben  preciso,
  che è quello di cercare di migliorare le condizioni di vivibilità.
     Lo  dovete  assolvere fino in fondo, però, assessore Russo   Non
  potete dare  un colpo al cerchio e l'altro alla botte
   O   decidete   di  prendere  un'iniziativa  forte,   di   radicale
  cambiamento  e di inversione di rotta, o altrimenti   rischiamo  di
  fare confusione.
   Già  di per sé le norme che stiamo approvando sono delle norme che
  sfiorano,  se  addirittura non toccano, assolutamente,  quella  che
  sarà  la futura vita sanitaria di questa Regione, nel senso  che  i
  malati,  gli  ultimi,  non sono neanche citati  in  questa  riforma
  sanitaria.  I  medici,  gli  operatori sanitari  non  sono  neanche
  sfiorati da questa riforma sanitaria.
   Se  dobbiamo,  adesso, consentire pure che i più scadenti,  i  più
  scarsi,  che  hanno determinato lo sfascio della  sanità  siciliana
  debbano  continuare a rimanere in quei posti pagati  dai  cittadini
  siciliani a fior di centinaia di migliaia di euro, è veramente  uno
  scandalo.
   Quindi,  a  lei  il giudizio dell'emendamento presentato  dal  mio
  Capogruppo,  dall'onorevole Cracolici,  e  mi  auguro  che  sia  un
  giudizio positivo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  finalmente
  abbiamo trovato il modo di fare il comizio nella riforma sanitaria.
  Abbiamo  trovato i buoni e i cattivi. Finalmente, c'è la  linea  di
  demarcazione  tra  quelli  che vogliono  rinnovare,  purificare,  e
  quelli che invece vogliono mantenere. Siamo stati in un momento  in
  cui le regole non ci sono state.
     Onorevole Cracolici, stiamo approvando questo disegno di legge e
  proprio l'articolo che stiamo discutendo sta imponendo

   FIORENZA. Dovete mettere i migliori non i più scarsi

   LEANZA  NICOLA.  sta imponendo i controlli, quei controlli che  la
  stragrande maggioranza delle persone in questa Aula ha chiesto e in
  questa  legge i controlli sono chiari, netti, non hanno possibilità
  di   sbaglio,  sono  controlli  veri.  Ecco  perché  non   possiamo
  permetterci  il   lusso di fare una legge contro. Ecco  perché  non
  siamo   assolutamente  sicuri  che  tutto  ciò  che   è   contenuto
  nell'emendamento dell'onorevole Speziale sia corretto.
   Allora,  per quanto ci riguarda - lo dico soprattutto ai  colleghi
  della  maggioranza  -  è  uno di quei  momenti  in  cui  il  furore
  ideologico prende il sopravvento. Io sono tra coloro che  riconosce
  i  demeriti  ed i meriti ma non è colpa fino in fondo  dei  manager
  perché  sono  lasciati  abbandonati, molto spesso,  ai  vizi  della
  politica...

   FIORENZA. Ma cosa dice. Vergogna

   LEANZA NICOLA.  e della cattiva politica.

                          (Proteste in Aula)

   Ecco  perché  Non è così   Abbiamo tra i ventinove manager uscenti
  certamente    tantissime   persone   capaci,   brave,   competenti.
  All'assessore  Russo  il grande mandato di  scegliere  i  migliori,
  senza    tessere,   senza   condizionamenti,   liberi    da    ogni
  condizionamento.   Ecco  perché  non  dobbiamo   presentare   alcun
  emendamento;  dobbiamo  semplicemente votare  contro  l'emendamento
  dell'onorevole  Speziale; poi la politica, la  bella  politica  che
  questo Governo vuole rappresentare, caro assessore Russo e lei deve
  soltanto fare rispettare le regole rispetto alla  nomina dei  nuovi
  direttori generali.

   APPRENDI. Basta

   PRESIDENTE.  Il Governo ha chiesto qualche minuto di  sospensione.
  Continuerà subito dopo, onorevole Leanza.

   LEANZA NICOLA. Vorrei terminare il mio intervento. Vorrei chiedere
  all'Assessore,  considerato  che ha dedicato  un  intero  articolo,
  l'articolo  21 e l'articolo 21 bis, ai controlli e considerato  che
  questa  legge garantisce qualità e merito, considerato che  abbiamo
  assolutamente  fiducia  nell'operato dell'Assessore,  nella  scelta
  dell'operato  dell'Assessore, chiedo all'Assessore  stesso  di  non
  subemendarlo.
   Dobbiamo  votare  il  testo  dell'Assessore.  La  prego,   quindi,
  Assessore,  di  trovare  il modo di andare avanti.  Se  poi  l'Aula
  voterà in maniera diversa, ne prenderemo atto. Però ritengo che lei
  debba   difendere  fortemente  il  suo  testo  senza  cadere  nella
  tentazione del subemendamento.

   CRACOLICI. E' una minaccia?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, manteniamo un contegno in Aula.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei  voluto
  assolutamente scatenare una questione né di carattere ideologico né
  di  contrapposizione tra innovatori e conservatori. Volevo soltanto
  che  l'assessore  fosse conseguente alle cose  che  lui  stesso  ha
  scritto,  cioè che per il futuro quelli che non hanno raggiunto gli
  obiettivi  di bilancio devono essere rimossi in forza del  comma  4
  dell'articolo 21.
   La domanda che ci poniamo è questa:  E coloro che gli obiettivi di
  bilancio non li hanno raggiunti negli anni precedenti? .
   Ci  viene fatto osservare che la norma si applica da ora ma vorrei
  ricordare  all'Aula che la norma si applica in  forza  del  decreto
  legislativo n. 502 e non c'è un solo assessore regionale che  abbia
  contrattualizzato  i  Direttori generali  e  che,  ovviamente,  nel
  contratto  non abbia previsto la possibilità di avere un equilibrio
  di bilancio.
   Onorevole    Leanza,    anche   l'assessore    Pistorio,    quando
  contrattualizzò  Scavone, stabilì l'obiettivo di bilancio;  se  poi
  Scavone  ha  sforato di qualche decina di milioni  e  non  è  stato
  rimosso,  la  responsabilità è di chi governava la Sanità  in  quel
  momento,  non  è responsabilità dell'Aula. Lei, infatti,   non  può
  fare  qui  un'operazione di rimozione delle sue  responsabilità  né
  l'assessore  può  essere  la foglia di fico  che  copre  le  vostre
  responsabilità  nel  settore  della sanità  che  tra  l'altro  sono
  gravissime.
   Detto  questo, nessuno vuole utilizzare l'Aula per una  logica  di
  contrapposizione  ma, nel momento in cui c'è qualcuno  che  qui  si
  mette  a  fare gli attacchi alla sinistra ideologica,  alle  spese,
  ovviamente, ciascuno di noi ha armi per difendersi, e  noi  più  di
  voi.  Perchè  voi avete contribuito a determinare lo sfascio  della
  Regione, noi no. Noi abbiamo avuto sempre un atteggiamento coerente
  ed in linea, quindi, evitiamo discussioni di qualsiasi ragione.

                              (Applausi)

   Ritorniamo  alla  questione di merito ed  io  voglio  che  lei  si
  liberi,  però,  da questa sorta di prigionia in  cui  la  tiene  il
  Gruppo parlamentare dell'MPA perché se lei, assessore, risponde  ad
  una logica di appartenenza politica, noi non possiamo fare un passo
  in più dentro quest'Aula.
   Se  lei,  invece, così come mi auguro, risponde alla  logica  che,
  essendo una persona - io non la conosco ma così sembra dall'esterno
  -  che  vuole  impegnarsi per introdurre norme di razionalizzazione
  della  spesa e di moralizzazione, allora, deve sapere  che,  se  si
  tratta  di  moralizzare  e razionalizzare la  spesa  sanitaria,  il
  Gruppo parlamentare del Partito Democratico è dalla sua parte senza
  alcune reticenza.
   La  norma introdotta da me stabilisce esattamente quello  che  lei
  prevede  al  comma 4 e lo stabilisce per chi non ha  raggiunto  gli
  obiettivi  di  equilibrio di bilancio fissati dai contratti  perché
  non  c'è  bisogno  di  specificare che devono  essere  fissati  dai
  contratti  perché  è ovvio che qualsiasi contratto  stabilisce  che
  devono  essere raggiunti gli obiettivi di bilancio ed è chiaro  che
  di  tutti  coloro che sono stati nominati nessuno ha raggiunto  gli
  obiettivi  di  bilancio  stabiliti  dal  rapporto  contrattuale  e,
  quindi, andavano rimossi.
   Perché non sono stati rimossi?
   Perché  nel  gioco  della  politica c'è stato  un  condizionamento
  reciproco  per  cui  si  impediva  di  fatto,  oggettivamente,   la
  rimozione dei Direttori generali.
   Assessore, vorrei che l'Aula tornasse in una condizione lineare  e
  che riproponesse la questione nel piano normativo.
   Le chiederei di valutare con attenzione il mio emendamento che lei
  ha  chiesto  di  emendare  e  così abbiamo  fatto,  presentando  un
  subemendamento a firma mia e dell'onorevole Cracolici.
   Guardi  l'emendamento  nel  merito e  vedrà  che  l'emendamento  è
  coerente  con il suo impianto normativo. Non deve stabilire  se  il
  nostro   emendamento  piace  o  no  a  qualche    cichicco    della
  maggioranza, deve stabilire se è utile per la Sicilia.
   Non  deve  stabilire se è utile o conviene a qualche esponente  di
  qualche  partito  perché così, negli anni passati,  è  stato  fatto
  danno,  quando  si  sono piegati gli interessi  della  sanità  alle
  logiche della politica.
   Si  liberi  di  questa  prigionia e  abbia  un  atto  di  coraggio
  dichiarandosi favorevole all'emendamento sottoscritto da me  e  dal
  collega Cracolici.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  propongo  di
  accantonare  il tema della prigionia e quello della libertà  perché
  sono  molto  complessi  e se li affrontiamo forse  non  ne  usciamo
  fuori.
   Vorrei  occuparmi delle questioni tecniche e della razionalità  di
  un progetto che dobbiamo tutti insieme varare.
   Mi  sono  accorto, forse, in ritardo, che proprio  il  Gruppo  dei
  Democratici  di Sinistra ha presentato un emendamento che  riguarda
  la   nomina   e  la  valutazione  dei  direttori  generali   ed   è
  l'emendamento 26.3 all'articolo 26.
   Ritengo  che  per  razionalità la sede sia propria,  quella  della
  nomina e della valutazione del direttore generale, pertanto, questo
  argomento è possibile spostarlo esattamente all'articolo 26.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta così stabilito.
   Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli onorevoli Mancuso,
  Beninati,  Falcone,  Gucciardi, Laccoto  e  Oddo.  Di  fronte  alla
  proposta  avanzata  dal  Governo,  ritengo  che,  spostando  questo
  emendamento   all'articolo  26,  tutti   gli   interventi   saranno
  effettuati sull'articolo 26.
   LACCOTO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
  che   se  il  suo  intervento  potrà  essere  accolto  nella   fase
  dell'articolo 26, ciò significa che lei sta dando una disponibilità
  a   quell'emendamento  dell'articolo  26.  Lo  faccio  con  spirito
  costruttivo.  Abbiamo  assistito  in  questi  lunghi  mesi  ad  una
  diatriba  sui  giornali,  a un sistema di rinnovamento  per  quanto
  riguarda

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, per  dare  un  ordine  ai  lavori
  d'Aula,  dobbiamo  prima  esprimerci sulla  proposta  avanzata  dal
  Governo.

   LACCOTO.  Signor Presidente, la proposta del Governo si  riferisce
  alla  nomina dei nuovi direttori generali, mentre l'emendamento  in
  questione si riferisce ai controlli ed è cosa ben diversa  rispetto
  alla nomina nuova dei direttori generali. Questo attiene al sistema
  del   controllo   rispetto  al  bilancio.  Credo,   pertanto,   che
  l'emendamento possa essere messo in discussione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nessuno chiede di intervenire a
  favore   della  proposta  del  Governo,  si  procede  con   l'esame
  dell'emendamento 21.1.7. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.
  Ricordandole  che l'emendamento resta in trattazione e  che  quindi
  lei può intervenire sul merito, ha facoltà di parlare.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  di   solito,
  l'esperienza dei banchi parlamentari mi aiuta a comprendere  meglio
  le cose, affidandomi  quasi sempre agli amici dell'opposizione.
   Questo   vale  per  confrontare  le  posizioni  che  a  volte   la
  maggioranza esaspera con le posizioni che, magari, con una maggiore
  riflessione,  le opposizioni riescono a segnalare  ai  colleghi  in
  Aula.
   Se  dovessi  però  fare un riferimento a ciò che può  succedere  a
  tutti  noi,  di naufragare in estate e come bussola per comprendere
  dove  è  la  strada  migliore per tornare mi affidassi  al  Partito
  Democratico, sicuramente, affogherei. E vi dico anche perché.
   Voi  avete convinto me - ma anche una buona parte dei deputati del
  Popolo  delle  Libertà - che la riforma pensata,  voluta  e  difesa
  dall'assessore   Russo   era  una  buona   riforma,   una   riforma
  eccezionale, certamente migliorabile ed emendabile. Ma non solo. Ci
  avete  convinto sotto il profilo tecnico - che poi è la  parte  più
  importante  della riforma sanitaria - ma avete convinto  chi  aveva
  dubbi  -  e io ero uno di quelli che avevano dubbi - che  sotto  il
  profilo  soggettivo, come oggi lo avete chiamato da questo scranno,
  di  affidabilità e di serietà anche le scelte che l'assessore Russo
  faceva erano una garanzia per tutto il Parlamento.
   Tutti  siamo  convinti di questo se questo  è  vero,  e  lo  avete
  scritto  per  mesi  sui  giornali,  lo  avete  detto  nelle  vostre
  relazioni e nei vostri convegni, lo avete detto a tutti quelli  che
  dovevate  convincere, quindi, anche a noi, che ci dobbiamo affidare
  non  solo  ad una legge che questa sera approveremo - e che  domani
  spero  completeremo  -  ma  ci dobbiamo affidare  ad  un  uomo  che
  certamente porterà la sanità in un'era migliore.
   Non  è  possibile che pensiate e fate vostro strumento l'assessore
  per   una  guerriglia  all'interno  di  regole  che  già  esistono,
  all'interno di una percorso che già esiste per legge.
   Non  sarebbe nei confronti dell'assessore un buon lavoro perché  è
  chiaro  che questa vostra scelta porterà ad uno scompenso  generale
  della  riforma sanitaria. Non vi affidate, così come avete detto  e
  avete poco fa gridato, al Capogruppo del Movimento per l'Autonomia;
  tutte  le cose che veramente con grande coerenza l'onorevole Leanza
  dice  da otto mesi e, questa sera - non si capisce il perché-,  gli
  davate  del  bugiardo. Da otto mesi, dite il  contrario  e,  questa
  sera, gridavate dandogli del bugiardo.
   Cosa  è  cambiato?  Per quale motivo offendete  chi  ha  avuto  la
  coerenza di dire sempre le stesse cose?
   Perché voi, questa sera, offendete.
   Non  si comprende perché quelli che hanno cambiato bussola e hanno
  cambiato metodo siete voi.
   L'onorevole Leanza e l'assessore Russo, dall'inizio ad oggi, hanno
  detto  una sola cosa, quindi, vi dovete un po' regolare affinché  i
  naufraghi  - e ce ne siamo tanti in questa Assemblea -  vi  possano
  seguire per ritrovare quella che è la terraferma.

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, la Commissione ma certamente anche il  Governo,
  obiettivamente,  ritiene che l'emendamento dell'onorevole  Speziale
  non  abbia  una  logica.  Ecco perché sto  intervenendo,  onorevole
  Speziale, perché duranti i lavori della Commissione si era  scritto
  l'articolo  26 e devo dire che ha ragione l'assessore quando  vuole
  dare  un'impostazione  nuova, nel momento  in  cui  si  nominano  i
  Direttori generali.
   Pertanto, invito l'onorevole Speziale a ritirare l'emendamento o a
  riproporlo più avanti, come ha detto bene l'assessore perché si era
  aggiunto  un  secondo  comma all'articolo  26  in  cui  proprio  la
  Commissione sanità entrava nel merito sulla designazione,  con  dei
  pareri vincolanti sui Direttori generali.
   Le preoccupazioni, le perplessità, le valutazioni che fino ad oggi
  non  venivano  fatte, o quanto meno erano residuali,  oggi  vengono
  riportate in Commissione con un parere vincolante.
   Saremo,  quindi, presenti. Il Governo sarà attento nel valutare  e
  nel  nominare le figure, quando lo dovrà fare, affinché tali figure
  abbiano  i  requisiti  migliori e ci sarà chi valuterà  insieme  al
  Governo questi requisiti.
   Pertanto,  su tutta questa giusta preoccupazione, credo che  forse
  si  poteva fare a meno di discuterne adesso, rinviando in  sede  di
  discussione dell'articolo 26.
   Non  comprendo perché ci siamo riscaldati su un argomento che  non
  ha totalmente una logica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore 20.00)

   La seduta è ripresa
   Onorevoli colleghi comunico che è stato presentato dagli onorevoli
  Cracolici, Oddo, Panarello ed altri il subemendamento 21.1.7.1  bis
  , sostitutivo del subemendamento 21.1.7.1.
   Preciso,  altresì, che dal testo del subemendamento vanno  cassate
  le parole da  con esclusione' fino a  triennio'.
   Pongo  in votazione il subemendamento 21.1.7.1 bis. Il parere  del
  Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, bisognerebbe aggiungere  rispetto alle risorse negoziate'
  perché se al direttore generale non si danno le risorse non si  può
  sanare e quindi rimane con questa formulazione contraria.
   Mi rimetto all'Aula.

   CRACOLICI. Lo inseriamo se è questo il problema.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI,  presidente della Commissione. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

     (Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Bonomo,
   D'Antoni, Di Benedetto, Digiacomo, Donegani, Faraone e Ferrara )

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 21.1.7.1 bis

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 21.1.7.1 bis.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  78
   Maggioranza         40
   Favorevoli          49
   Contrari            29

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 21.1.4, a firma degli onorevoli Galvagno
  e Termine. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Dichiaro  inammissibile l'emendamento 21.1.1 perché  in  contrasto
  con il decreto legislativo n. 502 del 1992.
   Si  passa  al subemendamento 21.1.15, del Governo, all'emendamento
  21.1.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con   l'approvazione  di  questo  emendamento  tutti   gli   altri
  emendamenti al 21 si intendono assorbiti.
   Pongo  in votazione il subemendamento 21.1 del Governo, nel  testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22.
   Ne do lettura:

                               «Art. 22
                    Fondazioni-Centri di eccellenza

   1.   Il  Presidente  della  Regione,  su  proposta  dell'Assessore
  regionale   per  la  sanità, entro novanta  giorni  dalla  data  di
  entrata   in  vigore  della  presente  legge,  formula  ai   propri
  rappresentanti  in  seno  agli organi delle  Fondazioni    Gesualdo
  Clementi   di Catania,  Saverio  D'Aquino  di Messina  e    Michele
  Gerbasi   di Palermo,  costituite ai sensi dell'articolo  76  della
  legge   regionale 16 aprile 2003, n. 4, direttive per l'avvio delle
  procedure  finalizzate allo scioglimento delle medesime  Fondazioni
  secondo  le previsioni previste dalle norme di legge e dai relativi
  statuti.

   2.  Ad avvenuto scioglimento delle Fondazioni di cui al comma 1 le
  rispettive   competenze,   risorse  e  personale   assegnato   sono
  trasferiti  alle aziende ospedaliere di riferimento  salvaguardando
  le  attività e gli stati di avanzamento di strutture  già poste  in
  essere  alla  data  dello  scioglimento. Il  Centro  oncologico  di
  eccellenza  di  Messina  è  conseguentemente  attivato  presso   il
  dipartimento  di oncologia dell'azienda  Papardo   che  provvede  a
  tutti i relativi adempimenti».

   Comunico  che  all'articolo 22 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli onorevoli Fiorenza, Picciolo e Gucciardi: 22.4;
   dall'onorevole  Laccoto: 22.2, 22.6, 22.1.1,  22.1.3  (sostitutivo
  dell'em. 22.1 del Governo);
   dagli  onorevoli  Formica  e  Buzzanca:  22.6,  22.5  (sostitutivo
  dell'em. 22.1 del Governo);
   dal Governo: 22.1 (sostitutivo del comma 2);
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: 21.1.3  e
  21.1.2;
   dagli onorevoli Leontini e Maira: 21.1.11;
   dall'onorevole Vinciullo: 21.1.8, 21.1.9, 21.1.10;
   dall'onorevole Speziale: 21.1.6, 21.1.5 e 21.1.7;
   dagli onorevoli Maira e Leontini: 21.1.12, 21.1.13 e 21.1.14;
   dagli onorevoli Picciolo, Fiorenza e Gucciardi: 22.3.

   Si procede con l'emendamento 22.4.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in  votazione.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  22.2,   Sopprimere  il  primo  comma ,
  dell'onorevole Laccoto.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 22.6 a firma dell'onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, credo che su questo emendamento ci sia
  bisogno di un chiarimento anche per i deputati.
   Infatti, io, in questo emendamento, sostengo solo una cosa  che  è
  già sancita ma che non vorremmo lasciare la decisione ad altri, che
  il  centro  di eccellenza oncologico resta nella città  di  Messina
  perché  vi sono già 21 milioni  spesi nella città di Messina  ed  è
  chiaro   che,  naturalmente,  qualsiasi  decisione  diversa   possa
  vanificare lo sforzo che hanno fatto anche lo Stato e la Regione.
   Per cui non sto dicendo altro che il centro oncologico resta nella
  città di Messina.
   Credo che questo meriti una approvazione da parte del Parlamento e
  non  capisco  perché il Governo dà un parere contrario dal  momento
  che  è  nelle  cose  che il centro di eccellenza oncologico  sia  a
  Messina.
   Questo  è  il  punto della questione, per cui ritengo  che  andare
  contro questo  sia ancora una volta tentare di vanificare lo sforzo
  economico  fatto anche dallo Stato nel protocollo d'intesa  con  la
  Regione  e,  quindi, su questo credo che dovremmo essere totalmente
  d'accordo.

   FIORENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi.
  Vedete, quello dei centri d'eccellenza è un argomento, estremamente
  interessante.
   Presidente Beninati, i centri d'eccellenza, nella nostra  Regione,
  sono  stati  istituiti con un decreto. E già previsto  nel  decreto
  assessoriale che il centro d'eccellenza oncologico debba avere come
  residenza  Messina, quello ortopedico  Catania e quello  pediatrico
  Palermo.
   Si  è  venuto a creare un elemento che, a mio avviso, deve  essere
  fortemente attenzionato.
   Il  Governo  propone che debbano essere abolite le fondazioni  che
  fin qui hanno condotto l'iter. Nel momento in cui il Governo chiede
  che   vengano   abolite  le  fondazioni  credo  che  esso   intenda
  accelerare,  o  per  meglio dire, migliorare  quelle  che  sono  le
  condizioni che fin qui hanno condotto le stesse fondazioni.
   Non  condivido questa impostazione e vorrei spiegare al Parlamento
  il motivo.
   Le  fondazioni,  in tutte le parti del mondo hanno come  obiettivo
  quello   di   ricreare  e  ricercare,  soprattutto,   sul   mercato
  internazionale  le  migliori  professionalità  esistenti  in   quel
  determinato  settore  scientifico. Hanno come  ulteriore  obiettivo
  quello  di  riuscire ad integrare due forme, che  fin  qui,  penso,
  possono  riuscire a migliorare la condizione esistente sul  tessuto
  sanitario  siciliano  e cioè riuscire a coniugare il  pubblico  con
  l'interesse del privato.
   Eliminando le fondazioni, quello che riusciremo ad avere  è,  solo
  ed    esclusivamente,   un   megareparto,   normalissimo    reparto
  universitario  o  un  megareparto,  normalissimo  reparto  di  tipo
  ospedaliero, che nulla può avere, nulla ha a che fare, invece,  con
  l'eccellenza che vuol dire tutt'altra cosa.
   Se  poi,  assessore, individuiamo pure nella legge,  così  come  è
  individuato  nel comma 2 del presente articolo, qual è il  reparto,
  addirittura,  che  si  debba  occupare dell'eccellenza,  credo  che
  abbiamo, letteralmente, fallito l'obiettivo.
   L'obiettivo  è  quello  di  cercare di immettere  nel  mercato  un
  minimo,   dico  un  minimo  di  capacità  all'interno  del  tessuto
  sanitario  competitivo e che possa essere da richiamo a quelle  che
  sono  le  grandi professionalità, che sono a disposizione non  solo
  nell'ambito nazionale, ma europeo ed anche internazionale.
   Chiedo,   pertanto,   signor   Presidente   -   l'elemento   della
  soppressione dell'articolo era provocatorio, evidentemente - che le
  fondazioni  vengano  ristabilite in un modo  magari  più  organico,
  magari  sotto una stretta osservanza, assessore Russo, da parte  di
  un   Comitato  scientifico  che  possa  occuparsi  in  maniera  più
  analitica di questo. Credo che sia la risoluzione del caso.
   Infatti,  assessore Russo, eliminare del tutto le  Fondazioni  non
  credo  sia il percorso che lei si era prefissato.
   Eliminare  le  Fondazioni  vuol dire tagliare  definitivamente  la
  possibilità  alla  ricerca scientifica di  potersi  avvalere  anche
  delle professionalità  esterne alla propria azienda. La possibilità
  di  potere  intraprendere un percorso che  sia  anche  un  percorso
  insieme   ai   privati  per  potere  elaborare   maggiore   ricerca
  scientifica  credo  che  sia, invece, quello  che  i  siciliani  si
  attendono.
   Argomenti  come l'oncologia, come l'ortopedia e come la  pediatria
  sono  oggi,  purtroppo,  uno dei maggiori elementi  di  emigrazione
  sanitaria  nella nostra Regione. Abbiamo il compito ben preciso,  e
  che  era  stato  giù  individuato con  le  Fondazioni,  di  poterlo
  riammettere.
   Signor Assessore, onorevoli colleghi, vi pregherei di attenzionare
  questo  problema  che non è un problema di nomine,  perché  già  le
  nomine  sono state fatte e, pertanto, ripercorrere e riprendere  in
  mano  le Fondazioni e punire quelle Fondazioni che già sono in  uno
  stato avanzato dei lavori, così come l'Ortopedico di Catania, i cui
  lavori sono già partiti, l'Oncologico di Messina e il Pediatrico di
  Palermo, credo che sia una iattura per la buona sanità siciliana.

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,   volevo   fare   una   precisazione    circa
  l'emendamento presentato dall'onorevole Laccoto.
   Questo   emendamento,    effettivamente,    mi   vede   certamente
  favorevole  nel doppio ruolo, sia personale e poi è  ovvio  che  io
  esprimerò   parere   favorevole  come  Commissione,   però   voglio
  specificare e chiarire anche il perché.
   Questo  emendamento, in effetti, non fa altro  che  rafforzare  un
  provvedimento che già è attivato.
   Sarebbe  assurdo  che,  non rafforzando che il  centro  oncologico
  resti  a  Messina  in  quanto già c'è un provvedimento  dell'allora
  ministro  Sirchia,  come hanno detto anche gli  altri  colleghi  su
  altri  due centri e paradossalmente il centro oncologico di Messina
  ha  avuto la sfortuna di avere in qualche modo avviato i lavori,  a
  prescindere  poi dalla qualità, dalla bontà e come  sono  in  corso
  questi lavori.
   Pertanto, condividerò anche - lo dico anticipatamente - che  venga
  soppresso  il  comma  2 perché è giusto che l'assessore  nel  piano
  sanitario  riveda, con il parere della Commissione, l'organigramma,
  se   alla  Fondazione  certamente  è  soppresso  chi  affidare  ma,
  comunque,  una  cosa deve essere certa: il centro  oncologico  deve
  restare  dove già è previsto non può essere alterata la  sua  sede,
  cioè nella città di Messina.
   Così è stato previsto, c'è un protocollo del Governo dell'epoca  e
  che in atto deve essere sempre vigente.
   Io  questo voglio precisare perché, altrimenti, sul resto  si  può
  dire  tutto  e il contrario di tutto ma, certamente, sull'argomento
  mi sembrava giusto fare questa precisazione.
   Il secondo comma dell'articolo è forse giusto, anzi condividerò  e
  il  Governo ha ragione che venga rivisto dal piano sanitario a  chi
  dare  queste  funzioni  ma  aggiungere  al  comma  1  questo  comma
  dell'onorevole Laccoto è una cosa giusta.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  ritengo, come in tutte le cose, che bisogna che sia il buon senso a
  guidarci.
   Noi  non siamo, in maniera pregiudiziale, favorevoli o contrari  a
  che si sopprima o resti in vita una fondazione.
   Riteniamo,  al contrario, che vada esaminato caso per caso  ed  in
  questo momento, come diceva l'onorevole Beninati.
   Noi  abbiamo, già da sei anni or sono, avviato in quel di  Messina
  questo percorso. Sono state impiegate delle somme, altre sono state
  stanziate  e stanno per essere impiegate e può nascere  quello  che
  faceva   parte   di  una  pianificazione,  di  una   programmazione
  regionale,  che  era  all'interno  di  un  piano  e  c'è  un   ceto
  d'eccellenza   che  afferisce  all'oncologia  che  è   un   settore
  certamente molto critico per la nostra Regione che crea  non  pochi
  disagi  alla nostra popolazione e, quindi, bloccare questo percorso
  significherebbe  spegnere  la  speranza  e  significherebbe  anche,
  signor   assessore,  probabilmente  buttare  al  vento   importanti
  risorse.
   L'onorevole  Fiorenza diceva bene e cioè che la fondazione  è  uno
  strumento  moderno che non solo consente di attrarre  capitali  dal
  privato  ma,  nella  fattispecie, ci consente di  non  chiudere  un
  capitolo  che è quello dell'eccellenza oncologica non a Messina  ma
  in  Sicilia.  Ritengo, quindi, che l'emendamento sia da accogliere.
  Ritengo  che  bisogna  così  accelerare  un  percorso  e  non,   al
  contrario, interromperlo. E, d'altronde, mi pare che sia questo  lo
  spirito della riforma.
   Qualcuno qui oggi ha detto  noi non stiamo incidendo profondamente
  su  questa  riforma  sanitaria su quello che sarà  lo  standard  di
  qualità .   Probabilmente   sarà  vero,   bisognerà   porre   altri
  aggiustamenti,  ma  in  corso  d'opera,  signor  assessore,  signor
  Presidente della Regione, porre condizioni per frenare una macchina
  che è già in corsa mi pare oltremodo fuori luogo.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  le
  considerazioni  svolte  qui  dal  collega  Buzzanca   e   Beninati,
  chiariscano  un  equivoco che si era determinato e che  aveva  dato
  luogo alle giuste considerazioni del collega Fiorenza.
   L'emendamento  Laccoto  tende  a sottolineare  l'esigenza  che  le
  risorse destinate alla costruzione, presso l'ospedale  Papardo' dei
  reparti  dove  dovrebbe essere ubicato il centro oncologico  devono
  essere  confermate  nell'ambito di questa  disposizione,  evitando,
  com'è giusto, la giustificazione inopportuna contenuta nel comma  2
  che,  come  ha  ricordato  l'onorevole Beninati,  a  questo  punto,
  potrebbe  essere  sostituito dall'emendamento già  predisposto  dal
  Governo.
   Sono  d'accordo a che venga approvato l'emendamento dell'onorevole
  Laccoto  e  sollecito l'assessore ed il Presidente della Regione  a
  dare parere positivo.

   PRESIDENTE.   Gli  onorevoli Caputo, Corona,  De  Luca  e  Rinaldi
  dichiarano di voler apporre la firma all'emendamento 22.6
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 22.1 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)
   Gli emendamenti 22.1.2 e 22.1.1 decadono.
   Onorevoli  colleghi,  in  seguito alle precedenti  votazioni,  con
  l'approvazione dell'emendamento 22.1 del Governo sono superati  sia
  l'emendamento 22.1.3 dell'onorevole Laccoto sia l'emendamento  22.5
  degli  onorevoli  Formica e Buzzanca e si  invitano  gli  onorevoli
  Picciolo, Fiorenza e Gucciardi a trasformare l'emendamento  22.3 in
  ordine del giorno, poiché precluso.

   BUZZANCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Invito gli Uffici a verificare  se   la  richiesta  è
  appoggiata.
   Onorevoli  colleghi,  la  richiesta di  scrutinio  segreto  non  è
  appoggiata.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  chiedo se  l'articolo  23  è  stato
  trasformato in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, lo  abbiamo  chiesto  e  abbiamo
  atteso  se ci fosse una risposta; non c'è stata nessuna risposta  e
  così è rimasto stabilito.
   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a   domani,  giovedì  19
  marzo 2009,  alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I -  Comunicazioni

   II - Discussione del disegno di legge:

   -     Norme  per  il  riordino del Servizio  sanitario  regionale
  (248/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 20.35

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.10

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 248/A:  NORME PER IL RIORDINO  DEL  SERVIZIO
  SANITARIO REGIONALE

     All'emendamento 9.1 interamente sostitutivo dell'articolo 9:

   Subemendamento 9.1.5 (I parte):

  All'articolo  9,  comma 1, lettera a), dopo le  parole:   Servizio
  sanitario   regionale ,  sono  aggiunte   le   seguenti:    previa
  negoziazione con i direttori generali, .

   Emendamento 9.1.2:

  Al  comma  1, lett. a), dopo le parole  mobilità attiva e passiva,
  nonché   aggiungere  le  seguenti  avuto  riguardo  a  criteri  di
  perequazione  finalizzati  ad  assicurare  l'erogazione  uniforme,
  efficace,  appropriata  ed  omogenea  dei  livelli  essenziali  di
  assistenza in tutto il territorio regionale e

   Sub emendamento 9.1.5 (II parte):

  Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

   2. I programmi di cui alle lettere b) e d) possono essere attuati
  dopo   l'avvenuta   acquisizione  del  parere  della   Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. .

   Emendamento 9.1.8:

  All'articolo  9, alla lettera f), dopo le parole:   necessario  al
  funzionamento      aggiungere    le     parole:      dell'attività
  assistenziale .

   Emendamento 9.1.7:

  Nel   quadro   della  riorganizzazione  delle  aziende   sanitarie
  continuano  ad  applicarsi le disposizioni di cui all'articolo  1,
  comma  3,  della  legge  regionale n. 10  del  2006  relativamente
  all'attivazione di nuove unità operative complesse  in  discipline
  oncologiche  e  radioterapiche nei distretti ospedalieri  e  nelle
  aziende  ospedaliere  ricadenti nelle zone  classificate  ad  alto
  rischio ambientale.

   Emendamento 9.1.10:

  Alla  lettera  h)  del comma 1 si aggiunge la lettera   i):  delle
  necessità  derivanti dalla tutela della salute  per  le  emergenze
  zootecniche,  dei  compiti  di tutela sanitaria  per  i  cittadini
  immigrati  extracomunitari e delle esigenze  di  protezione  della
  salute nelle aree industriali a rischio. Per il soddisfacimento di
  queste  ultime  saranno individuate, con decreto assessoriale,  le
  prescrizioni  in materia di prevenzione individuale e  collettiva,
  diagnosi,  cura,  riabilitazione ed educazione  sanitaria  per  le
  patologie derivanti dagli insediamenti  industriali ed individuate
  specifiche risorse. .

   Emendamento 9.1:

  Sostituire l'articolo 9 con il seguente:

   Art.  9.  -  Finalizzazione delle risorse  finanziarie  -  1.  Le
  risorse   finanziarie  disponibili  annualmente  per  il  Servizio
  sanitario regionale previste dalla normativa nazionale e regionale
  ed  in  coerenza  con  le  strategie e  gli  obiettivi  del  Piano
  sanitario  regionale, sono determinate e destinate  dall'Assessore
  regionale per la sanità:

  a) alle Aziende del Servizio sanitario regionale, tenuto conto dei
  criteri  e  dei  parametri correlati alle attività  proprie  delle
  medesime,  alla  complessità della casistica e  delle  prestazioni
  erogate,   alla  appropriatezza  e  qualità  dei  ricoveri,   alla
  produttività   delle  stesse  Aziende  nonché   alla   popolazione
  residente ed alla mobilità attiva e passiva, nonché dei meccanismi
  di premialità previsti dall'art. 24, comma 1, lett. f);

  b)   ai   programmi   interaziendali   di   razionalizzazione    e
  qualificazione dell'offerta, proposti dalle Aziende  del  Servizio
  sanitario regionale, approvati ai sensi dell'articolo 8, comma  1,
  lettera   e),   nonché  ai  programmi  definiti  negli   atti   di
  programmazione regionale;

  c) al fabbisogno della rete dell'emergenza-urgenza sanitaria ed  a
  programmi  di interesse generale, gestiti, anche in modo  diretto,
  dalla Regione;

  d)   ai  programmi  di  attività  per  funzioni  obbligatorie  non
  valutabili  a prestazioni o per specifici progetti funzionali  nel
  rispetto dei principi di cui al precedente articolo 2;

  e)  al fondo di investimento per la manutenzione e il rinnovo  del
  patrimonio delle Aziende del Servizio sanitario regionale;

  f)  al  fabbisogno necessario al funzionamento degli  Istituti  di
  Ricovero   e   Cura  a  Carattere  Scientifico,   degli   Ospedali
  classificati  e, fino alla scadenza degli accordi  vigenti,  delle
  sperimentazioni gestionali;

  g)  al  fabbisogno  del  Centro per  la  formazione  permanente  e
  l'aggiornamento   del   personale   del   Servizio   sanitario   e
  dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia   per
  l'espletamento delle attività di rispettiva competenza .

     All'articolo 10:

   Emendamento 10.1.2 (I parte):

  All'articolo  10,  comma  1, sopprimere  le  parole:   individuate
  nell'atto  aziendale  e/o nel regolamento  di  organizzazione  dei
  medesimi. .

   Emendamento 10.1 (I parte):

  Al  comma  1,  le  parole:  non sanitarie che  può  essere  svolto
  mediante  risorse interne , sono sostituite con le  seguenti:   il
  cui  esercizio  rientra nelle competenze  di  uffici  o  di  unità
  operative  aziendali  individuate  nell'atto  aziendale  e/o   nel
  regolamento di organizzazione dei medesimi

   Emendamento 10.4:

  Al  comma  2  dell'articolo  10  dopo  le  parole:   adeguatamente
  motivato  sono aggiunte le parole:  e nel rispetto delle  modalità
  previste dal comma 6 dell'articolo 7 del D.leg. n. 165/2001. .

   Emendamento 10.1.4:

  Al comma 4 dell'emendamento 10.1 sopprimere le parole:  di cui uno
  interno .

   Emendamento 10.1.2 (II parte):

  Al  comma  4,  dopo  le  parole:  Servizio  sanitario  regionale ,
  aggiungere  le  seguenti:  previsti dall'articolo 20  del  decreto
  legislativo  3  febbraio  1993, n. 29, e successive  modifiche  ed
  integrazioni ;

  dopo  le  parole:  verrà fissata la misura , aggiungere la parola:
   massima ;

  dopo le parole  dei compensi  aggiungere le parole:  comunque  non
  superiori a quelli attualmente previsti .

   Emendamento 10.1.1:

  Alla  fine del comma 4 aggiungere il seguente periodo  Non possono
  ricoprire  l'incarico  nei nuclei di valutazione  coloro  che  non
  siano in possesso di diploma di laurea .

   Emendamento 10.1 (II parte):

  Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:

   4.  I  nuclei di valutazione delle Aziende del Servizio sanitario
  regionale  sono  composti da tre membri di cui  uno  interno.  Con
  decreto  assessoriale  verrà fissata la misura  dei  compensi  dei
  componenti dei nuclei di valutazione.

     All'articolo 12:

   Emendamento 12.1:

  L'articolo 12 è soppresso.

     All'articolo 13:

   Emendamenti 13.7 - 13.1 (I parte):

  Al comma 1, dopo le parole  aziende ospedaliere  sono soppresse le
  parole  provinciali di cui al comma 1 dell'art. 11 .

   Emendamento 13.13:

  Al  comma  2, lettera a), dopo le parole:  il direttore generale ,
  aggiungere  che nomina un direttore amministrativo ed un direttore
  sanitario a norma dei commi 1 quater e 1 quinquies dell'art. 3 del
  decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 .

   Emendamento 13.14:

  All'articolo  13,  comma  3, dopo le parole:   Servizio  sanitario
  regionale    sono  aggiunte  le  seguenti:   in  conformità   alle
  previsioni di cui alla legge regionale 3 novembre 1993, n.  30,  e
  successive modifiche ed integrazioni, .

   Emendamento 13.6:

  Al comma 6 dell'art. 13 dopo la parola:  differenziati  aggiungere
  le  parole:  in ragione delle dimensioni del territorio coperto  e
  del numero di utenti assistiti .

   Emendamenti 13.8 - 13.1 (II parte):

  All'art.  13, comma 7, le parole  nel limite  sono sostituite  con
  le parole  entro il limite .

   Emendamento 13.11:

  Al  comma  8  sostituire le parole da  Formula altresì     fino  a
   servizi medesimi  con le seguenti:

   Il  Comitato formula altresì proposte su campagne di informazione
  sui  diritti  degli  utenti,  sulle  attività  di  prevenzione  ed
  educazione  alla  salute, sui requisiti e criteri  di  accesso  ai
  servizi  sanitari  e  sulle  modalità di  erogazione  dei  servizi
  medesimi. Collabora con l'Ufficio relazioni con il pubblico  (URP)
  presente  in ogni Azienda per rilevare il livello di soddisfazione
  dell'utente   rispetto  ai  servizi  sanitari  e  per   verificare
  sistematicamente i reclami inoltrati dai cittadini.

     All'articolo 18:

   Emendamento 18.1 interamente sostitutivo degli articoli 18 e 19:

  Sostituire gli articoli 18 e 19 con il seguente:

   Art.   18   -  Aziende  ospedaliere  1.  Le  Aziende  ospedaliere
  assicurano  le  attività  sanitarie di alta  specializzazione,  di
  riferimento  nazionale  e regionale, con dotazioni  di  tecnologie
  diagnostico-terapeutiche  avanzate  ed  innovative,   e   svolgono
  altresì  i  compiti  specificamente attribuiti  dagli  atti  della
  programmazione regionale.

  2.  Le aziende ospedaliere costituiscono, altresì, riferimento per
  le attività specialistiche delle aziende sanitarie provinciali, di
  norma,  nell'ambito del relativo bacino di competenza, secondo  le
  indicazioni degli atti della programmazione sanitaria.

  3.   Ferma  restando  l'autonomia  riconosciuta  alle  istituzioni
  universitarie, l'Assessorato regionale della sanità,  al  fine  di
  assicurare l'attività assistenziale necessaria alle esigenze della
  didattica  e della ricerca delle Facoltà di medicina e  chirurgia,
  nel  quadro della programmazione regionale sanitaria, promuove  la
  collaborazione tra Servizio sanitario regionale e le Università di
  Palermo,  Catania e Messina per realizzare le finalità di  cui  al
  decreto legislativo 21 dicembre 1999,
  n. 517.

  4. Di concerto con le suddette Università, sulla base di specifici
  protocolli di intesa, possono realizzarsi integrazioni tra Aziende
  ospedaliere  e  Università, onde pervenire  alla  costituzione  di
  Aziende   ospedaliero-universitarie,  la  cui   organizzazione   e
  funzionamento è regolata dal decreto legislativo 21 dicembre 1999,
  n. 517.

  5.  Per l'elaborazione dei protocolli d'intesa è costituito, senza
  oneri aggiuntivi a carico del servizio sanitario nazionale né  del
  bilancio  regionale,  un  Comitato formato  dal  Presidente  della
  Regione,  dall'Assessore regionale per la  sanità  e  dai  Rettori
  delle  Università  di  Palermo,  Catania  e  Messina,  o  da  loro
  delegati .

     All'Articolo 20:

    Emendamento 20.2:

  Sostituire il comma 1 con il seguente:

   1.  Sulla  base  degli indirizzi definiti  dal  Comitato  di  cui
  all'articolo  6,  comma  4,  le  aziende  del  Servizio  sanitario
  regionale  operano  in  rete al fine di garantire,  attraverso  il
  sistema  telematico,  il  collegamento e  il  coordinamento  delle
  funzioni   socio-sanitarie   ed   assistenziali   per   assicurare
  all'utente  l'appropriatezza dell'intero percorso di  accoglienza,
  presa in carico, cura e dimissione anche protetta.

    Emendamento 20.1:

  Al  comma  2,  dopo  le  parole  percorso  clinico  assistenziale
  aggiungere  e riabilitativo

     All'emendamento 21.1 interamente sostitutivo dell'articolo 21:

   Emendamento 21.1.18:

  Al  comma  3 dell'art. 21 dopo le parole  per quanto di rispettiva
  competenza   aggiungere sono tenute ad attuare il  pieno  sviluppo
  del  sistema di qualità aziendale secondo gli indirizzi  contenuti
  nelle disposizioni vigenti. Esse .

    Emendamento 21.1.21:

  Aggiungere il seguente comma:

   2  bis. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche alle
  strutture private accreditate .

   Emendamento 21.1.3:

  All'emendamento 21.1, dopo il comma 4, aggiungere il comma 4 bis:

   4  bis. L'Assessorato regionale per la sanità svolge il controllo
  sulla gestione delle Aziende sanitarie .

   Emendamento 21.1.8:

  Al  comma  2  dell'articolo 21 bis dopo le  parole   in  caso  di
  aggiungere  le parole  vacanza dell'ufficio per morte, dimissione,
  decadenza o

   Emendamento 21.1.20:

  Al comma 4 e al comma 5 dell'art. 21 bis cassare le parole  previa
  delibera della Giunta regionale .

    Emendamento 21.1.16:

  All'articolo  21  bis,  al comma 5 dopo  le  parole   su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per la sanità   aggiungere  le  parole:
   previo   parere  consultivo  della  VI  Commissione   legislativa
  dell'ARS  Servizi sociali e sanitari' .

   Emendamento 21.1.7.1 bis (riscrittura dell'emendamento 21.1.7):

  All'articolo 21 bis aggiungere il seguente comma:

   4  bis. Non possono essere nominati direttori generali coloro che
  nel corso del triennio
  2006/2007/2008 non abbiano raggiunto gli obiettivi  di  equilibrio
  economico di bilancio.

   Emendamento 21.1.15:

  All'art. 21 bis, dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti commi:

   6.  Nei  casi previsti dal comma 5, nelle more della  definizione
  del  procedimento finalizzato alla dichiarazione di decadenza,  il
  direttore   generale  può  essere  sospeso  dall'esercizio   delle
  funzioni  per un periodo massimo di 60 giorni con decreto motivato
  dell'Assessore regionale per la sanità.

  7.  Gli  interventi di cui al presente articolo da  assumersi  nei
  confronti   dei  direttori  generali  delle  Aziende  ospedaliero-
  universitarie sono assunti d'intesa con i Rettori delle Università
  di riferimento .

   Emendamento 21.1:

  Sostituire l'articolo 21 con i seguenti:

   Art.  21  -  Sistema dei controlli - 1. Al fine di  garantire  la
  tutela  e  la promozione della salute e la sostenibilità economica
  del  Servizio  sanitario regionale, l'Assessorato regionale  della
  sanità  assicura il monitoraggio informatizzato delle  attività  e
  delle  prestazioni erogate dalle strutture sanitarie  pubbliche  e
  private   con   metodologie   di  valutazione   economico   quali-
  quantitative    delle   prescrizioni,   delle   esenzioni    dalla
  partecipazione alla spesa sanitaria, nonché la verifica dei flussi
  e  dei  dati  economici gestionali. Assicura altresì il  controllo
  sulle   attività  espletate  e  sulle  prestazioni  erogate  dalle
  strutture  ospedaliere, specialistiche ed ambulatoriali, pubbliche
  e  private, sotto il profilo della qualità e appropriatezza, della
  riduzione  del rischio clinico, del mantenimento delle  condizioni
  igienico sanitarie e dei requisiti dell'accreditamento.

  2.  Le  aziende  del Servizio sanitario regionale, per  quanto  di
  rispettiva  competenza, assicurano, attraverso le unità  operative
  del   controllo  di  gestione,  la  verifica  dell'appropriatezza,
  adeguatezza  e qualità delle prestazioni, dei tassi di occupazione
  dei  posti  letto  e dei livelli di utilizzazione delle  dotazioni
  tecnologiche,  nonché dell'accoglienza e della accessibilità,  del
  decoro  ambientale  e  delle condizioni igienico  sanitarie  delle
  strutture   anche  sulla  base  degli  indici  di   gradimento   e
  soddisfazione  dell'utenza;  attivano  altresì  le  procedure   di
  governo  clinico  anche per contenere il rischio clinico  connesso
  all'espletamento delle funzioni sanitarie.

  3.  Ferma restando la trasmissione continuativa per via telematica
  dei  flussi  di dati e delle informazioni richiesti dalla  vigente
  normativa,  i  direttori  generali  delle  aziende  del   Servizio
  sanitario  regionale trasmettono all'Assessorato  regionale  della
  sanità,  unitamente  alla  relazione sanitaria  aziendale  di  cui
  all'articolo  5, le risultanze delle verifiche e dei controlli  di
  cui al precedente comma.

  4.  L'Assessorato  elabora  le  informazioni  raccolte  e  formula
  proposte   di   intervento  in  ordine  alle  criticità   rilevate
  prescrivendo  le conseguenti azioni di intervento; svolge  altresì
  funzioni istruttorie ed ispettive .

  Art.  21  bis.  - Interventi sostitutivi e sanzioni a  carico  del
  direttore  generale  1.  Qualora  gli  organi  delle  aziende  del
  Servizio  sanitario  regionale  omettano  di  compiere   un   atto
  obbligatorio  per  legge,  l'Assessore regionale  per  la  sanità,
  previa  diffida  con  assegnazione di un termine  per  provvedere,
  nomina un commissario ad acta.

   2.  In caso di temporanea assenza o di temporaneo impedimento  del
  direttore  generale  le relative funzioni, ai  sensi  dell'art.  3,
  comma  6,  del  decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n.  502,  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, sono svolte  dal  direttore
  amministrativo  o dal direttore sanitario su delega  del  direttore
  generale  o,  in mancanza di delega, dal direttore più anziano  per
  età; ove l'impedimento si protragga oltre sei mesi, si procede alla
  dichiarazione di decadenza del direttore generale in carica e  alla
  sua sostituzione; nelle more della sostituzione può essere nominato
  un  commissario straordinario in possesso dei requisiti di  cui  al
  successivo comma 3.
  3.  Fermo restando quanto previsto al comma 2, in caso di  vacanza
  dell'ufficio  per  morte,  dimissioni o  decadenza  del  direttore
  generale dell'Azienda del Servizio sanitario regionale, nelle more
  della  nomina  da  parte del Presidente della  Regione  del  nuovo
  direttore  generale, al fine di garantire la continuità gestionale
  della medesima azienda, l'Assessore regionale per la sanità nomina
  un  commissario  straordinario in possesso dei medesimi  requisiti
  richiesti per l'iscrizione nell'elenco dei soggetti aspiranti alla
  nomina  di direttore generale delle aziende del Servizio sanitario
  regionale.

  4. Il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio
  in  relazione alle risorse negoziate nel rispetto degli  obiettivi
  fissati dal Piano di rientro di cui al comma 12, dell'Intesa Stato-
  Regioni  del  23  marzo  2005, e della normativa  vigente  di  cui
  all'articolo  52,  comma 4, lettera d), della  legge  27  dicembre
  2002, n. 289 e dell'articolo 1, comma 173, lettera f), della legge
  30  dicembre  2004, n. 311, comporta la decadenza  automatica  del
  direttore generale delle Aziende del Servizio sanitario regionale,
  dichiarata    dal   Presidente   della   Regione,   su    proposta
  dell'Assessore  regionale  per la sanità,  previa  delibera  della
  Giunta regionale.

  5.  Quando ricorrano gravi motivi o la reiterata omissione di atti
  obbligatori  per  legge o la gestione presenti una  situazione  di
  grave  disavanzo o in caso di violazione di legge o del  principio
  di  buon andamento e imparzialità dell'amministrazione, nonché nel
  caso di mancato rispetto degli atti di programmazione sanitaria  o
  di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati, il Presidente
  della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per la sanità,
  previo  parere  della Conferenza permanente per la  programmazione
  sanitaria  e  socio-sanitaria regionale e  previa  delibera  della
  Giunta regionale, dispone la decadenza del direttore generale

     All'articolo 22:

   Emendamento 22.6:

  Dopo le parole  relativi statuti.  aggiungere le parole  Il centro
  di eccellenza oncologico di cui alla Fondazione  Saverio D'Aquino
  di  Messina  in  ogni  caso deve essere attivato  nella  città  di
  Messina. .

   Emendamento 22.1:

  Il comma 2 è così sostituito:

   2  Nel piano sanitario regionale sono individuati i soggetti  cui
  affidare  le  funzioni già attribuite alle Fondazioni  di  cui  al
  comma precedente .