Presidenza del presidente Cascio
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli: Adamo per la
seduta del 19 marzo 2009; Di Guardo per le sedute del 19 e 20
marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Misure straordinarie per l'apertura di cantieri di lavoro a
favore dei disoccupati» (384), presentato dagli onorevoli Galvagno
e Termine, in data 17 marzo 2009;
«Interventi urgenti in materia di lavoro e per la stabilizzazione
dei lavoratori destinatari del regime transitorio dei lavori
socialmente utili e dei soggetti contrattualizzati a tempo
determinato» (385), presentato dagli onorevoli Rinaldi e Laccoto,
in data 18 marzo 2009.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo in data 18 marzo 2009 ed assegnata alla competente
Commissione legislativa Affari istituzionali' (I):
«IACP di Palermo - Nomina presidente e vicepresidente del
consiglio di amministrazione» (n. 21/I), inviata in data 18 marzo
2009.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 18 marzo
2009, la mozione numero 118 «Attenta valutazione del fenomeno del
rientro degli emigrati siciliani a seguito delle critiche
condizioni economiche internazionali», a firma degli onorevoli
Apprendi, Faraone, Raia e Panepinto. Invito il deputato segretario
a darne lettura.
BOSCO, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che le condizioni economiche internazionali stanno
determinando una catena di licenziamenti, di ridimensionamenti di
aziende e di revisione di piani commerciali di notevoli
proporzioni;
osservato che, in questo quadro, in tutta Europa si registrano
pulsioni localistiche alla difesa del lavoro e del prodotto
nazionale;
ricordato che, proprio in tal senso, in Inghilterra recentemente
si sono avute reazioni ostili alla presenza in uno stabilimento
petrolchimico di lavoratori siciliani specializzati, inviati lì da
una ditta ragusana vincitrice di appalto;
osservato inoltre che, diversamente dal felice esito che,
comunque ha avuto quella vicenda, in molti altri posti i siciliani
perdono il lavoro o non riescono più a trovarne e sono costretti a
rifare le valige per il ritorno nei comuni di origine;
ritenuto che presto il fenomeno assumerà dimensioni importanti ma
che la Sicilia non può farsi trovare impreparata a gestirlo,
impegna il Governo della Regione
ad avviare, tramite i comuni, un censimento per capire
dimensione, direzione e qualità del rientro degli emigrati;
a predispone interventi a supporto degli enti locali che saranno
maggiormente interessati dal fenomeno». (118)
APPRENDI -
RAIA
FARAONE - PANEPINTO
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 248/A «Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale».
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta numero 74 del 18 marzo 2009 dopo l'approvazione
dell'articolo 22.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 12.21, è ripresa alle ore 12.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Rete dell'emergenza-urgenza sanitaria
1. Il sistema regionale di emergenza-urgenza è articolato in:
a) sistema territoriale di emergenza: postazioni di soccorso
territoriale, punti territoriali di emergenza;
b) sistema ospedaliero: dipartimenti di emergenza-urgenza secondo
il livello determinato dalle norme vigenti.
2. Il sistema di emergenza-urgenza:
a) assicura il coordinamento delle attività connesse ai prelievi
ed ai trapianti di organi in raccordo con il Centro regionale
trapianti;
b) assicura il trasporto di emergenza neonatale ed il trasporto
anche secondario della rete dell'infarto miocardico acuto;
c) favorisce l'integrazione con i servizi di continuità
assistenziale;
d) si raccorda con la Protezione civile;
e) collabora con gli altri servizi pubblici addetti all'emergenza,
con le Prefetture ed i dipartimenti di prevenzione e di tutela dei
luoghi di lavoro;
f) partecipa alla stesura di piani di intervento sanitario delle
maxi- emergenze.
3. Al fine di svolgere le attività di cui al comma precedente il
sistema si compone di una struttura regionale con funzioni di
indirizzo e controllo e di n. 4 centrali operative già esistenti
nelle strutture ospedaliere dell'A.R.N.A.S. Civico di Palermo,
Ospedale Cannizzaro di Catania, Ospedale Papardo di Messina,
Ospedale S.Elia di Caltanissetta.
4. Ciascuna centrale operativa deve essere dotata di personale
esclusivamente dedicato con accertati requisiti professionali
posseduti secondo la normativa vigente in materia, prevedendo
personale medico dell'area di emergenza, personale infermieristico
che oltre a specifica formazione di base abbia superato adeguati
percorsi formativi e di addestramento.
5. L'espletamento delle attività di trasporto per il Servizio di
emergenza-urgenza 118 è assolto mediante società a capitale misto
pubblico privato o totalmente pubblico. L'affidamento del servizio,
a seguito di gara pubblica, riguarda l'intero territorio regionale.
6. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da emanarsi
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono determinate le modalità di funzionamento del
Servizio emergenza-urgenza 118 e le procedure per l'adozione di
protocolli operativi finalizzati a promuovere la qualità,
l'efficienza e l'uniformità del servizio nell'intero territorio
della Regione e a garantire il coordinamento tra le centrali
operative e con la rete assistenziale, nonché linee guida per la
formazione e l'aggiornamento del personale.
7. Il personale medico ed infermieristico da utilizzare nel
S.U.E.S. 118 è scelto da una graduatoria composta dal personale già
utilizzato nelle ambulanze medicalizzate attive nel territorio
regionale nonché da personale medico che ha svolto incarichi o
supplenze con rapporto di lavoro a tempo determinato in possesso
dei requisiti formativi e di addestramento previsti dalla normativa
vigente relativa ai servizi di emergenza-urgenza.
8. Nella graduatoria di cui al comma precedente sono inclusi anche
laureati in medicina e chirurgia nonché in scienze infermieristiche
che entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge
abbiano conseguito i requisiti di cui al comma precedente.
9. I criteri di accesso alla graduatoria di cui al comma 7 sono
stabiliti da apposito decreto dell'Assessore regionale per la
sanità da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge. I limiti di spesa per la copertura
finanziaria relativa al personale cui fa riferimento la graduatoria
di cui al comma 7 sono quelli fissati dalla normativa finanziaria
vigente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 23.1:
«Sostituire l'articolo 23 con il seguente:
Art. 23
Rete dell'emergenza sanitaria
Il sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria è articolato
in:
a) sistema territoriale di emergenza: postazioni di soccorso
territoriale, punti territoriali di emergenza, servizi di
continuità assistenziale;
b) sistema ospedaliero: pronto soccorso ospedaliero, dipartimento
di emergenza-urgenza dotato di strutture dedicate al pronto
soccorso, all'accettazione ed al successivo trattamento dello stato
di emergenza-urgenza.
2. All'interno di ciascuno dei due bacini infraregionali di cui
all'articolo 6, comma 2, nell'ambito territoriale di competenza,
operano rispettivamente alle dipendenze dall'Azienda ospedaliera
Civico di Palermo e dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania,
due centrali operative del Servizio Urgenza Emergenza Sanitaria
S.U.E.S. 118 , dotata di risorse tecnologiche e professionali che
effettua il coordinamento del servizio e che riceve ed autorizza le
richieste per missioni di autosoccorso e/o elisoccorso primario e
secondario, valutandone la criticità ed il grado di complessità in
relazione alla tipologia dell'emergenza.
3. Presso ciascuna centrale operativa diretta da un responsabile
deve essere presente personale con accertati requisiti
professionali prevedendo, oltre ad un medico dell'area di
emergenza, personale infermieristico dedicato che, oltre a
specifica formazione di base, abbia sviluppato adeguati percorsi
formativi e di addestramento validati in ambito regionale rivolti
alla conoscenza e competenza delle procedure per la valutazione
dello scenario, di riconoscimento e gestione dell'emergenza, di
esecuzione delle manovre di supporto alle funzioni vitali, di
sviluppo del coordinamento con le strutture della rete
dell'emergenza e degli altri servizi pubblici addetti
all'emergenza.
4. Il sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria, mediante i
propri responsabili e secondo le rispettive competenze, assicura
inoltre il coordinamento delle attività connesse ai prelievi ed ai
trapianti di organi, in raccordo con il Centro regionale dei
trapianti, il trasporto di emergenza neonatale (S.T.E.N.) si
raccorda con la Protezione civile, collabora con gli altri servizi
pubblici addetti all'emergenza, con le Prefetture ed i dipartimenti
di prevenzione e di tutela dei luoghi di lavoro, partecipa alla
stesura di piani di intervento sanitario delle grandi emergenze.
5. All'interno di ogni bacino sanitario regionale la centrale
operativa garantisce le funzioni di maggiore complessità che
fungeranno da riferimento aggregativo (Hub) per l'intero bacino:
medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza, terapia intensiva,
trauma center.
6. Le unità periferiche (spoke) garantiranno le funzioni di
emergenza a maggiore diffusione: pronto soccorso, medicina
d'urgenza, emergenza territoriale.
7. L'espletamento delle attività di trasporto per l'emergenza-
urgenza 118, che può riguardare l'intero territorio regionale o,
separatamente, i singoli bacini, può essere assolto anche mediante
affidamento ad organismo a totale partecipazione pubblica. Per il
primo triennio l'espletamento delle suddette attività di trasporto
è affidato, in regime di collaborazione con la Croce Rossa
Italiana, attraverso sistemi che comportano la sussistenza del
controllo analogo da parte dell'Assessorato regionale della sanità.
8. Al fine di assicurare omogeneità di intervento, continuità
assistenziale ed efficienza operativa è istituito, senza oneri
aggiuntivi a carico del Servizio sanitario nazionale né del
bilancio regionale, il Comitato regionale per l'emergenza-urgenza,
presieduto dall'Assessore regionale per la sanità, o da un suo
delegato, composto dai responsabili delle centrali operative
S.U.E.S. 118, dai direttori sanitari delle Aziende sede delle
centrali operative e da due responsabili di dipartimenti emergenza
urgenza del bacino, designati dal medesimo Assessore, nonché dai
referenti provinciali per i1 servizio 118.
9. All'interno di ciascuna Azienda sanitaria provinciale il
direttore generale nomina il referente per il S.U.E.S. 118, con
funzioni di coordinamento a livello aziendale e di raccordo con il
responsabile della centrale operativa di bacino.
10. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da
emanarsi, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge sono determinate le modalità di funzionamento
del Comitato di cui al precedente comma 8, nonché modalità e forme
di organizzazione e di gestione del Servizio Urgenza Emergenza
Sanitaria 118, e procedure per l'adozione di protocolli operativi
finalizzati a promuovere la qualità, l'efficienza e l'uniformità
del servizio nell'intero territorio della Regione e a garantire il
coordinamento tra le centrali operative e tra queste e la rete
assistenziale, nonché linee guida per la formazione e
l'aggiornamento del personale »;
- dagli onorevoli Leontini e Maira:
emendamento 23.13:
«Sostituire l'articolo 23 con il seguente:
Art. 23
Rete dell'emergenza-urgenza sanitaria
l. Il sistema regionale di emergenza-urgenza è articolato in:
a) sistema territoriale di emergenza: postazioni di soccorso
territoriale, punti territoriali di emergenza, servizi di
continuità assistenziali;
b) sistema ospedaliero: pronto soccorso ospedaliero, dipartimento
di emergenza-urgenza.
2. Il sistema di emergenza-urgenza:
a) assicura il coordinamento delle attività connesse ai prelievi
ed ai trapianti di organi in raccordo con il Centro regionale
trapianti;
b) assicura il trasporto di emergenza neonatale ed il trasporto
anche secondario della rete dell'infarto miocardico acuto;
c) favorisce l'integrazione con i servizi di continuità
assistenziale;
d) si raccorda con la Protezione civile;
e) collabora con gli altri servizi pubblici addetti all'emergenza,
con le Prefetture ed i dipartimenti di prevenzione e di tutela dei
luoghi di lavoro;
f) partecipa alla stesura di piani di intervento sanitario delle
maxi- emergenze.
3. Al fine di svolgere le attività di cui al comma precedente,
nonché allo scopo di effettuare il coordinamento del servizio e di
ricevere ed autorizzare le richieste per missioni di ambulanze e/o
elisoccorso primario e secondario, valutandone la criticità ed il
grado di complessità in relazione alla tipologia dell'emergenza,
operano 4 centrali operative, corrispondenti a quelle già
esistenti, ubicate nelle strutture ospedaliere dell'Azienda
Ospedaliera di alta specializzazione Civico Di Cristina di Palermo,
Azienda Ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania, Azienda
Ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte-Taormina, Azienda
sanitaria provinciale di Caltanissetta. All'interno della centrale
operativa di Catania viene istituita, senza costi aggiuntivi, una
unità periferica di coordinamento con sede presso l'Azienda
sanitaria provinciale di Ragusa per l'area territoriale delle
province di Ragusa e Siracusa.
4. Ciascuna centrale operativa deve essere dotata di personale
esclusivamente dedicato avente requisiti professionali secondo la
normativa vigente in materia, reclutata tra il personale medico
dell'area di emergenza e della rianimazione e tra il personale
infermieristico che oltre a specifica formazione di base abbia
superato adeguati percorsi formativi e di addestramento.
5. L'articolazione organizzativa del sistema di emergenza-urgenza
di cui ai commi precedenti, una volta ultimata l'informatizzazione
del servizio, potrà essere rimodulata con decreto dell' Assessore
regionale per la sanità sentita la competente Commissione
legislativa dell' Assemblea regionale siciliana.
6. Il personale medico ed infermieristico da utilizzare nel
S.U.E.S. 118 è scelto da una graduatoria regionale - che verrà
regolamentata con successivo provvedimento assessoriale - composta
da soggetti in possesso dei requisiti formativi e di addestramento
previsti dalla normativa vigente relativa ai servizi di emergenza-
urgenza, e in via prioritaria dal personale in servizio già
utilizzato nelle ambulanze medicalizzate attive nel territorio
regionale ed in possesso degli indicati requisiti.
7. Al fine di assicurare omogeneità di intervento, continuità
assistenziale ed efficienza operativa è istituito, senza oneri
aggiuntivi a carico del Servizio sanitario nazionale né del
bilancio della Regione, il Comitato regionale per l'emergenza -
urgenza, presieduto dall' Assessore regionale per la sanità, o da
un suo delegato, composto dai responsabili delle centrali operative
S.U.E.S. 118, dai direttori sanitari delle Aziende sede di centrali
operative, nonché dai referenti provinciali per il servizio 118
individuati dai direttori generali delle Aziende sanitarie
provinciali che non siano sede di centrale operative.
8. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da emanarsi
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono determinate le modalità di funzionamento del
Servizio emergenza-urgenza 118 e le procedure per l'adozione di
protocolli operativi finalizzati a promuovere la qualità,
l'efficienza e l'uniformità del servizio nell'intero territorio
della Regione e a garantire il coordinamento tra le centrali
operative e con la rete assistenziale, nonché linee guida per la
formazione e l'aggiornamento del personale.
9. L'espletamento delle attività di trasporto per il Servizio di
emergenza-urgenza 118 sull'intero territorio regionale, può essere
assolto anche mediante affidamento ad organismo a totale
partecipazione pubblica che eserciti la propria attività ad
esclusivo beneficio della Regione siciliana e nel relativo ambito
territoriale. Per il primo triennio al fine di assicurare la
continuità del servizio in atto espletato, le suddette attività di
trasporto possono essere affidate ad un organismo con le
caratteristiche indicate al precedente periodo, costituito dalla
Regione siciliana e dalla Croce Rossa Italiana, che garantisca la
sussistenza del controllo analogo da parte dell' Assessorato
regionale della sanità, l'incommerciabilità delle relative
partecipazioni, l'assenza di lucro, la remunerazione dei soli
costi, l'adozione di procedure di evidenza pubblica per
l'acquisizione di beni e servizi e l'esclusività dello scopo.
10. La maggiore spesa derivante dall'imposta sul valore aggiunto
eventualmente dovuta per l'espletamento dell'attività di cui al
presente articolo trova riscontro, a decorrere dall'anno 2009,
nella corrispondente maggiore entrata che si realizza nella U.P.B.
4.3.1.1.5 del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2009 e per il triennio 2009-2011 »;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine:
emendamento 23.1.3:
«Al comma 1, lett. a) dopo le parole soccorso territoriale
aggiungere tenendo conto delle condizioni orografiche e dei
collegamenti stradali e marittimi »;
emendamento 23.1.4:
«Al comma 2, primo rigo, sostituire la parola due con la parola
tre ; al terzo rigo, sostituire la parola e con , ; al quarto
rigo dopo la parola Catania sopprimere , e aggiungere e
dell'azienda ospedaliera S. Elia di Caltanissetta ; al quarto rigo
sostituire la parola due con la parola tre »;
- dagli onorevoli Formica e Buzzanca:
emendamento 23.1.2:
«Al comma 2, dell'emendamento 23.1, dopo le parole bacini
infraregionali aggiungere le parole e dell'area specifica di
Messina ed Enna .
Allo stesso comma dopo le parole Civico di Palermo aggiungere le
parole dell'Azienda ospedaliera Papardo di Messina e dopo la
parola Catania sostituire la parola due con la parola tre »;
- dall'onorevole D'Antoni:
emendamento 23.1.5 (al comma 3):
«Al comma 3, dopo le parole dell'area d'emergenza, aggiungere le
parole personale tecnico non sanitario e »;
emendamento 23.1.5 (al comma 7):
«Dopo il comma 7 aggiungere il seguente comma:
7 bis. 1. L'inquadramento per il personale già in servizio al
SUES 118 deve effettuarsi secondo quanto previsto dal Contratto
Collettivo Nazionale di categoria con la qualifica di
autista/soccorritore e non potrà essere cambiato profilo
professionale ad eccezione di coloro quelli che, successivamente
alla prima assunzione, hanno perso i requisiti fisici, per motivi
dipendenti da causa di servizio, secondo quanto previsto dal
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
2. Gli LSU e suo tempo assunti e tempo indeterminato per essere
impiegati nel SUES 118, in aderenza al piano di stabilizzazione,
mantengono la mansione di autisti /soccorritori per la quale sono
stati assunti.
3. Il personale tecnico necessario per assicurare e garantire il
funzionamento della rete radio, della rete informatica e per la
gestione dei collegamenti telematici e la radiolocalizzazione
georeferenziata delle ambulanze con GPS, sarà inquadrato prevedendo
oltre ai requisiti formativi necessari allo svolgimento
dell'incarico secondo le norme europee (Diploma scuola media
superiore, Qualifica di operatore di sistemi esperti, Patente
Informatica Europea, conoscenza documentata della lingua inglese),
titolo di precedenza al personale ex art 54 della legge regionale
n. 33/1996 così come modificato dall' art. 15 della legge regionale
n. 27/98 e dal punto 5 dell'art. 11 della legge regionale n.
36/2000, nelle attività di carattere non sanitario svolte nelle
centrali operative, secondo i profili professionali già
riconosciuti dall'Assessorato regionale della Sanità, anche in
relazione all'anzianità di servizio maturata nell'elisoccorso e nel
SUES 118.
4. Il personale amministrativo in servizio presso lo Società che
attualmente gestisce il trasporto terrestre infermi in urgenza
emergenza alla data del 30 giugno 2008 potrà essere inquadrato e
utilizzato nelle quattro fasce del comparto non dirigenziale, o, in
alternativa riqualificato con apposito corso di formazione
professionale con esami finali, per essere impiegato con la
qualifica di autista/soccorritore »;
- dall'onorevole Laccoto:
emendamento 23.1.1:
«Al comma 7, dell'emendamento 23.1, dopo le parole a totale
partecipazione pubblica aggiungere le parole o ad un'Agenzia
regionale per l'emergenza urgenza-Servizio 118 o mediante gara a
rilevanza pubblica »;
- dall'onorevole Vinciullo:
emendamento 23.1.6:
«Al comma 7 sostituire le parole Per il primo triennio con le
parole Per il primo anno »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto:
emendamento 23.4:
«Il comma 2 è così sostituito:
2. Il sistema di emergenza-urgenza:
a) assicura il coordinamento delle attività connesse al trasporto
del sangue nonché ai prelievi ed ai trapianti di organi in raccordo
con il Centro regionale trapianti;
b) assicura il trasporto di emergenza neonatale ed il trasporto
anche secondario della rete dell'infarto miocardico acuto;
c) favorisce l'integrazione con i servizi di continuità
assistenziale;
d) si raccorda con i servizi della Protezione civile;
e) collabora con gli altri servizi pubblici addetti all'emergenza,
con le Prefetture ed i dipartimenti di prevenzione e di tutela dei
luoghi di lavoro;
f) partecipa alla stesura di piani di intervento sanitario delle
maxi-emergenze. »;
emendamento 23.5:
«Il comma 3 è così sostituito:
3. Al fine di svolgere le attività di cui al comma precedente, il
sistema si compone di una struttura regionale con funzioni di
indirizzo e controllo e di n. 2 centrali operative già esistenti
nelle strutture ospedaliere dell'A.R.N.A.S. Civico di Palermo e
Ospedale Cannizzaro di Catania. »;
emendamento 23.6:
«Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
4. Le Centrali operative effettuano il coordinamento del servizio
nell'ambito dei rispettivi bacino di riferimento, ricevendo le
richieste di intervento, valutandone la criticità ed il grado di
complessità in relazione alla tipologia dell'emergenza ed
autorizzando le missioni di autosoccorso e/o elisoccorso primario e
secondario. »;
emendamento 23.10:
«Alla fine del comma 4 aggiungere le seguenti parole:
rivolti anche alla conoscenza e competenza delle procedure per la
valutazione dello scenario, di riconoscimento e gestione
dell'emergenza, di esecuzione delle manovre di supporto alle
funzioni vitali, di sviluppo del coordinamento con le strutture
della rete dell'emergenza e degli altri servizi pubblici addetti
all'emergenza. »;
emendamento 23.9:
«Dopo il comma 4 aggiungere il seguente comma:
6. All'interno di ciascuna Azienda sanitaria provinciale il
Direttore generale nomina il referente per il S.U.E.S. 118, con
funzioni di coordinamento a livello aziendale e di raccordo con il
responsabile della Centrale operativa di bacino. »;
emendamento 23.8:
«Dopo il comma 5 aggiungere i seguenti commi:
8. Al fine di assicurare omogeneità di intervento, continuità
assistenziale ed efficienza operativa è istituito, senza oneri
aggiuntivi a carico del Servizio sanitario nazionale né del
bilancio regionale, il Comitato regionale per l'emergenza-urgenza,
presieduto dall'Assessore regionale per la sanità, o da un suo
delegato, composto dai responsabili delle centrali operative
S.U.E.S. 118, dai direttori sanitari delle Aziende sede delle
centrali operative e da due responsabili di dipartimenti emergenza
urgenza del bacino, designati dal medesimo Assessore, nonché dai
referenti provinciali per i1 servizio 118.
9. Al Comitato regionale per l'emergenza-urgenza sono affidate
funzioni e compiti inerenti la definizione di linee guida,
protocolli e standard per l'attività di emergenza sanitaria e per
la omogenea dislocazione territoriale dei mezzi di soccorso
nell'ambito dei Bacini Sanitari Regionali, il raccordo
organizzativo gestionale tra tutti gli enti ed organismi pubblici e
privati che operano nell'ambito del servizio di emergenza, la
gestione e il coordinamento delle attività di elisoccorso, la
raccolta ed elaborazione dei dati riguardanti la qualità del
servizio e delle prestazioni erogate. »;
emendamento 23.7:
«Al comma 6, dopo le parole modalità di funzionamento del
aggiungere le parole Comitato di cui al comma 8 nonché le modalità
e le forme di organizzazione e gestione del »;
emendamento 23.11:
«Al comma 7, dopo le parole S.U.E.S. 118 è aggiungere le parole
ad esso destinato in maniera esclusiva e »
emendamento 23.12:
«Sopprimere il comma 8»;
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 23.3:
«Al comma 7 dopo le parole emergenza-urgenza aggiungere
nonché dai medici specialisti che abbiano i requisiti per
l'accesso alla medicina d'accettazione e d'urgenza ;
emendamento 23.2:
«Dopo il comma 9, aggiungere il seguente:
10. Non possono accedere alla graduatoria da utilizzare nel
S.U.E.S. 118 personale medico e infermieristico con contratto a
tempo indeterminato presso le ASL di competenza del territorio
siciliano fatta eccezione della figura professionale anestesista e
rianimatore »;
- dagli onorevoli Cracolici ed altri:
emendamento 23.1.8:
«All'art. 23 le parole bacino e bacini sono sostituite
rispettivamente con Area vasta ed Aree vaste »;
emendamento 23.1.9:
«All'art. 23, comma 3, dopo le parole deve essere presente
personale aggiungere le parole esclusivamente dedicato e dopo le
parole personale infermieristico eliminare la parola dedicato »;
emendamento 23.1.10:
«All'art. 23, comma 4, sostituire le parole la Protezione civile
con le parole le strutture della Protezione civile »;
emendamento 23.1.11:
«All'art. 23, il comma 7 è sostituito dal seguente:
7. A decorrere dal 1 gennaio 2010, l'espletamento delle attività
di trasporto per l'emergenza-urgenza 118, che può riguardare
l'intero territorio regionale o, separatamente, le due Aree vaste,
è assolto mediante affidamento ad organismo a totale o prevalente
partecipazione pubblica »;
emendamento 23.1.12:
«All'art. 23, comma 10, dopo le parole tra queste e la rete
assistenziale , aggiungere il raccordo organizzativo gestionale
tra tutti gli enti ed organismi pubblici e privati che operano
nell'ambito del servizio di emergenza, la gestione ed il
coordinamento delle attività di elisoccorso, la raccolta ed
elaborazione dei dati riguardanti la qualità del servizio e delle
prestazioni erogate, »;
- dagli onorevoli Fiorenza, Gucciardi, Mattarella, Ammatuna ed
altri:
emendamento 23.1.7:
«Al comma 5, dopo le parole trauma center aggiungere le parole
in ogni hub è prevista una stroke UNIT »;
- dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ammatuna e Ferrara:
emendamento 23.1.13:
« 2 bis. Ciascuna centrale operativa di cui al comma 2,
selezionata la segnalazione proveniente dai territori di
riferimento, trasferirà la richiesta di intervento alla postazione
periferica territorialmente competente del SUES 118 che parteciperà
all'emergenza secondo le direttive della centrale operativa
medesima ».
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dal Governo:
emendamento 23.13.1:
«All'articolo 23, comma 3, dopo le parole Azienda sanitaria di
Caltanissetta , aggiungere le seguenti - ex Azienda ospedaliera S.
Elia »;
emendamento 23.13.2:
«All'articolo 23, comma 4, le parole dell'area di emergenza e
della rianimazione sono così sostituite dell'area di emergenza-
urgenza »;
emendamento 23.13.3:
«All'articolo 23, il comma 9 è così sostituito:
9. L'espletamento delle attività afferenti il Servizio di
emergenza-urgenza 118 per l'intero territorio regionale, diverse da
quelle di cui al comma 3 espletate dalle centrali operative, può
essere assolto anche avvalendosi, nel rispetto dei principi fissati
dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza,
di organismi a totale partecipazione pubblica che esercitino la
propria attività esclusivamente nei confronti della Regione
siciliana e nel relativo ambito territoriale. »;
emendamento 23.13.4:
«All'articolo 23, comma 3, in fondo, aggiungere il seguente
periodo:
L'articolazione in quattro centrali operative di cui al
precedente comma può essere rimodulata con decreto dell'Assessore
regionale per la sanità definite le procedure di informatizzazione
del sistema di emergenza-urgenza. »;
- dagli onorevoli D'Antoni ed altri:
emendamento 23.13.5:
«Al comma 4 dopo le parole deve essere dotata aggiungere le
seguenti oltre che del necessario
personale di supporto, »;
- dagli onorevoli D'Antoni e Falcone:
emendamento 23.13.6:
«Dopo il comma 7 aggiungere il comma 8: Il personale autista-
soccorritore, tecnico e amministrativo attualmente in servizio nel
SUES 118, dovrà essere inquadrato secondo il Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro per la sanità pubblica non dirigenziale. »;
- dagli onorevoli Maira e Torregrossa:
emendamento 23.13.7:
«All'articolo 23, comma 3, dopo le parole: Azienda sanitaria di
Caltanissetta , aggiungere le seguenti: - ex Azienda ospedaliera
S. Elia di terzo livello per l'emergenza »;
- dagli onorevoli Mancuso, Fiorenza ed altri:
emendamento 23.13.13:
«All'articolo 23, al comma 3, l'ultimo periodo è così sostituito:
All'interno della centrale operativa di Catania vengono
istituite, senza costi aggiuntivi, due unità periferiche di
coordinamento con sede presso gli ospedali di Biancavilla per
l'area pedemontana etnea e di Caltagirone per l'area del
Calatino ».
Onorevoli colleghi, propongo di adottare come testo base per la
discussione l'emendamento 23.13 degli onorevoli Leontini e Maira,
interamente sostitutivo dell'articolo 23.
Invito, pertanto, i firmatari degli emendamenti all'articolo 23 a
verificarne la compatibilità con l'emendamento 23.13 per
eventualmente riformularli.
Non sorgendo osservazioni, si procede in tal senso.
Invito, quindi, il Governo a chiarire l'aspetto della copertura
finanziaria del comma 10 dell'emendamento 23.13.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento presentato consente di far gravare la
maggiore spesa per l'IVA sui fondi ordinari della Regione anziché
sul Fondo sanitario regionale.
Stiamo affrontando una questione rilevante perché, se interpretata
in un certo modo, richiederebbe il parere della Commissione
Bilancio per la necessaria copertura finanziaria.
Il comma 10 dell'articolo 23 è stato introdotto per affrontare una
questione relativa all'ammontare dell'IVA per il servizio di
trasporto 118, non si sa ancora se al 4% o al 10% perché c'è
qualche discordanza con gli uffici tributari.
Vogliamo disciplinare questa questione con legge - aspetto che può
essere rilevante per la Regione siciliana - senza che ciò comporti
alcun onere aggiuntivo per la Regione stessa. Si tratta di una
partita di giro, infatti, quale che sia l'aliquota IVA da
applicare: quindi, da una parte spendiamo di più e, dall'altra, in
contropartita, incassiamo. Sotto questo profilo, non ci sarebbe un
aggravio finanziario tale per cui si imporrebbe il parere della
Commissione Bilancio.
Tale ipotesi è solo eventuale e si realizzerebbe se l'affidatario
è un soggetto che deve fatturare. Se, invece, decidiamo di lasciare
la gestione del Servizio 118 alla Regione, il problema non si pone
nemmeno. E' una norma di tutela che possiamo lasciare.
Se gli Uffici, invece, ritengono che comporti necessariamente un
parere - ma, a nostro avviso, non lo richiede - chiedo che venga
ritirata questa parte. E' un modo di disciplinare ed affrontare la
questione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con i chiarimenti forniti dal
Governo, se non ci sono osservazioni, possiamo andare avanti con i
lavori e ritenere superato il problema.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'articolo 23 non si possa trattare perché vi è un riferimento alle
Aziende ospedaliere che sono già preliminarmente denominate. Se già
non si definiscono le Aziende ospedaliere - mi riferisco alle
quattro centrali citate all'articolo 11 - non si può chiaramente
dire che le quattro centrali operative si possono definire presso
l'Azienda Papardo' piuttosto che presso l'Azienda Cannizzaro'.
Leggo testualmente il comma 3 dell'emendamento 23.13 : operano
quattro centrali operative corrispondenti a quelle già esistenti e
ubicate nelle strutture ospedaliere dell'Azienda Ospedaliera di
alta specializzazione Civico Di Cristina di Palermo, Azienda
Ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania, Azienda
Ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte-Taormina, Azienda
sanitaria provinciale di Caltanissetta .
E' chiaro, quindi, che l'Azienda Papardo Piemonte-Taormina,
essendo numerosissimi gli emendamenti presentati, non può essere
già individuata come tale. Ritengo, pertanto, o che si presenti un
subemendamento in tal senso oppure diventa difficile poter
discutere prima della definizione delle Aziende.
Vorrei chiedere, quindi, che si esamini prima l'articolo 21.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, ritengo che, comunque, ci saranno
degli ospedali capofila , per cui si individuerà l'ospedale più
grande.
LACCOTO. Non voglio creare alcun problema, però, è chiaro che se
l'Azienda poi non si chiamerà Papardo Piemonte-Taormina', dovrebbe
restare inteso che ci sarà una correzione sull'Azienda
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Abbiamo già dato ampio mandato
all'inizio della discussione generale per il coordinamento formale
del testo.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
risolvere il problema, si potrebbe evitare di fare riferimento alla
denominazione delle singole Aziende; basta fermarsi, infatti,
all'espressione operano quattro centrali operative corrispondenti
a quelle già esistenti .
Come saranno chiamate queste centrali, sarà deciso
successivamente, in sede di discussione degli articoli 11 e 14.
Preannuncio la presentazione di un subemendamento in tal senso.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 23.1 del Governo.
RUSSO, assessore per la sanità. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli emendamenti
23.4 e 23.5.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
23.6.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo sia
importante che l'Assessore Russo possa essere messo in condizione
di seguire i lavori con attenzione perché, altrimenti, non ci
rendiamo conto di ciò che facciamo.
Ritengo che l'emendamento 23.6, che viene subito dopo il comma 3,
preveda un'utile precisazione; quindi, richiamo l'attenzione
dell'Assessore per la sua valutazione in merito.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
che stiamo continuando a lavorare sull'emendamento 23.13, il comma
5, secondo quanto detto dall'Assessore, dovrebbe essere uno
strumento che gli possa consentire, in una fase successiva, nella
fase della informatizzazione di tutto il sistema complessivo, di
potere istituire nove centrali, una su ogni territorio provinciale.
Credo che questo sia un argomento fondamentale e prego i colleghi
di prestare molta attenzione.
Fino ad ora, è accaduto, ad esempio, che la centrale operativa del
Dipartimento di emergenza dell'ospedale Cannizzaro, ricevesse una
telefonata notturna da un distretto in cui l'operatore telefonico
comunica che il traumatizzato di un incidente stradale si trova in
una strada di campagna nella zona di Noto. Bene, magari l'operatore
telefonico non conosce bene la geografia del territorio ed è
accaduto, purtroppo, che questo abbia comportato una notevole
perdita di tempo, risultata poi fatale, per il raggiungimento del
luogo dell'incidente.
E' opportuno, pertanto, che l'Assemblea si esprima sulla
localizzazione dei nove distretti periferici già sin d'ora. La
centrale operativa madre può essere identificata nei due bacini -
cosa che ritengo la più sensata - della Sicilia orientale e della
Sicilia occidentale e, poi, ciascuno dei due bacini inoltra la
chiamata per l'urgenza-emergenza nei vari distretti periferici.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento 23.6 con la precisazione che abbiamo concordato
con l'Assessore di sostituire le parole «nell'ambito dei rispettivi
bacini di riferimento» con le seguenti: «negli ambiti di
riferimento».
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, con riferimento alle indicazioni suggerite dall'onorevole
Fiorenza, è intenzione dell'assessorato riorganizzare il sistema di
chiamata e di intervento previsto per il 118. Tutto ciò passa
attraverso il completamento delle procedure di informatizzazione
che, spero, prendano il via il più presto possibile, Sicilia
Innovazione e Sicilia Servizi permettendo. Il che comporterà un
avvicinamento del sistema operativo al territorio, magari
all'interno di una riconfigurazione delle centrali.
Questa norma - il comma 5 - è opportunamente prevista per dare la
possibilità di riorganizzare il sistema, allorché sarà definita la
procedura con il coinvolgimento della Commissione sanità. Chiedo,
pertanto, che rimanga esattamente com'è la relativa formulazione,
senza indicare adesso quali saranno le unità periferiche. Si potrà
prevedere, infatti, un'unica centrale e otto unità operative, le
stesse, e cinque unità operative ma questo lo vedremo a seconda
del sistema informativo che andremo a predisporre. Ritengo
prematuro, pertanto, allo stato attuale, indicare quali saranno i
centri periferici.
Per quanto riguarda l'emendamento dell'onorevole De Benedictis,
esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.6, con il parere
favorevole del Governo. L'emendamento reca la sostituzione delle
parole nell'ambito dei rispettivi bacini di riferimento con le
seguenti: nei rispettivi ambiti di riferimento .
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Leontini il
subemendamento 23.13.11 che così recita:
«Al comma 3 dell'articolo 23, dopo le parole già esistenti ,
cassare le parole da ubicate fino a Caltanissetta .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 23.13.1 e 23.13.7 sono preclusi.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli De Benedictis ed
altri il subemendamento 23.13. 8. Ne do lettura:
«Al comma 3 dell'emendamento 23.13, l'ultimo periodo è così
sostituito:
All'interno della centrale operativa di Catania viene istituita,
senza costi aggiuntivi, una unità periferica di coordinamento con
sede presso l'Azienda sanitaria provinciale di Siracusa per l'area
territoriale delle province di Ragusa e Siracusa. ».
Onorevoli colleghi, capisco che possano esserci difficoltà nel
seguire i lavori, in considerazione del fatto che si verifica che
si presentino emendamenti che vengono stampati e distribuiti in
tempo reale, ma dovete anche comprendere che è necessaria la
collaborazione di tutti e in questo vorrei che mi deste una mano.
Innanzitutto, gradirei che i colleghi deputati non salissero al
banco della Presidenza, perché ogni deputato che sale per chiedere
informazioni, rallenta conseguentemente il lavoro degli uffici.
Questa è una catena di montaggio che si blocca se qualcuno deve
interloquire, si ferma. In più, stiamo lavorando da tante ore e da
tanti giorni su quattro testi diversi e succede di modificare, in
corso d'opera, l'articolato all'esame e ciò, ovviamente, comporta
che ci sono nuovi emendamenti, nuovi subemendamenti, tutti
aggiornati in tempo reale.
Pertanto, lo ripeto, chiedo un po' di buona volontà da parte di
tutti. Non è semplice, vi assicuro, né per voi seguire né per me
condurre i lavori, né per il Governo dare il parere in tempo reale
su argomenti che, fino a qualche secondo prima, non conosceva.
Stiamo parlando della legge forse più importante degli ultimi venti
anni
CRACOLICI. Signor Presidente, devo riconoscerle che fino ad ora ha
condotto i lavori dell'Aula con molta saggezza.
LEANZA NICOLA. Mi associo alla considerazione dell'onorevole
Cracolici.
PRESIDENTE. Con la mia saggezza, provvederò a continuare in tal
senso. L'onorevole Buzzanca, che mi conosce da tempo, sa che sono
una persona molto saggia. E, peraltro, i deputati questori
potrebbero aiutarmi a mantenere l'ordine in Aula.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi firmatari
dell'emendamento riteniamo che non ci sia bisogno di unità
periferica nell'ambito del centro di coordinamento di Catania, ma
ove si dovesse fare questa scelta, che - ribadiamo - non riteniamo
pertinente, è chiaro che bisogna scegliere i criteri che ne
conseguono. Un criterio potrebbe essere quello della demografia
delle province: Siracusa è demograficamente più numerosa di Ragusa;
un altro potrebbe essere quello della raggiungibilità, cioè del
sistema infrastrutturale.
Ove si decidesse di realizzare una sede periferica, questa non può
che insistere nella provincia di Siracusa, fermo restando che non
ne riteniamo utile l'individuazione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo firmato
questo emendamento con altri tre deputati della provincia di
Siracusa. Io ero favorevole all'emendamento del Governo, nel senso
che davamo la possibilità all'assessore, successivamente, di andare
a individuare le sedi migliori dove potere allocare le centrali del
118. Ma vorrei sottolineare alcuni aspetti.
La provincia di Siracusa è la provincia che, in Europa, non solo
in Italia, ha il più alto concentramento industriale. Un polo
industriale che ha destato tante volte preoccupazioni e, quindi,
avremmo la necessità di un maggiore raccordo tra la sanità e
l'emergenza, in termini di un eventuale rischio.
Ricordo a tutti i deputati che la provincia di Siracusa è quella a
più alto rischio sismico in tutta Italia. Vale anche il
ragionamento dell'onorevole Marziano sul criterio demografico, nel
senso che la provincia di Siracusa ha un territorio più vasto, una
popolazione più ampia.
Mi rendo conto che, purtroppo, stiamo cadendo in una questione
campanilistica, una questione dove non doveva inciampare questo
Parlamento. Per questo motivo, ribadisco che ero favorevole
all'emendamento del Governo, ma se non è possibile approvare questo
emendamento, ribadisco la necessità che la centrale venga
realizzata in provincia di Siracusa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, coloro che si lamentano della
pessima acustica dell'Aula sono i primi che urlano durante
l'intervento di un collega. Mettiamoci d'accordo: o urlate mentre
parla un altro o non vi lamentate Siete sempre gli stessi Non c'è
un ricircolo dell'acqua siamo sempre quelli
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'esordio dell'intervento dell'onorevole Marziano ha evidenziato
correttamente che un siracusano non avverte l'esigenza di un
potenziamento delle centrali operative proprio perché Siracusa, da
questo punto di vista, è servita da Catania, molto più vicina, e
quindi le attività della centrale operativa, le funzioni di
controllo, di organizzazione e di guida del servizio avvengono in
modo molto più spedito e più facile.
Il territorio di Siracusa è facilmente raggiungibile e,
soprattutto, è più facilmente conosciuto dagli operatori della
centrale operativa di Catania.
Il territorio di Ragusa, essendo più periferico, negli anni è
stato destinatario di momenti di disservizio che sono costati la
vita a molte persone.
Pertanto, nel richiedere il potenziamento del servizio, non solo
si è giustificati, e quindi non in contrasto con quanto dice il
collega Marziano, ma è necessario il potenziamento nei confronti di
una provincia che ha subìto le conseguenze della distanza e della
difficoltà organizzativa e di raccordo tra la centrale operativa e
le macchine della periferica Ragusa. Pertanto, è giustificatissimo
il potenziamento che, peraltro, interviene all'interno dei termini
previsti dalla convenzione.
E' una unità periferica di coordinamento e non può non essere
allocata a Ragusa perché è Ragusa stessa che ha questa esigenza e
non certo Siracusa che è già - lo dice l'onorevole Marziano -
servita in modo soddisfacente dalla centrale operativa di Catania.
Ecco perché chi richiede in questo momento il potenziamento è chi
ne ha più bisogno. Ed è giusto, quindi, che la sede sia nella
provincia di Ragusa che è quella che, negli anni, ha subìto il
maggior numero delle conseguenze causate dalle disfunzioni.
CRACOLICI. Basta con questi localismi
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
delicatezza e la complessità del tema che siamo trattando
richiederebbero un po' di attenzione in più.
Dice bene l'onorevole Fiorenza che non esiste il politraumatizzato
di serie A o di serie B
Allora, considerata l'intenzione e la volontà del Governo e del
Parlamento di fare in modo che l'intervento dell'emergenza-urgenza
sia effettivo, reale ed efficiente, nonché tempestivo, sarebbe
utile evitare le centraline che si propongono da parte di ognuno,
tutelando e difendendo un campanile e si crei, invece, una rete
dell'emergenza-urgenza nella quale anche l'ultimo dei punti
periferici del nostro territorio regionale sia servito alla stregua
di quello più vicino alle medesime centrali più grosse.
Siccome apprezziamo il fatto che l'Assessore ha l'intenzione di
informatizzare al più presto possibile il servizio - altrimenti non
vedo come si potrebbe dare effettiva efficienza all'emergenza-
urgenza - abbiamo proposto, signor Presidente e Assessore, un
subemendamento, il 23.1.13, che dovremmo coordinare con il nuovo
testo per fare in modo che ogni provincia ed ogni periferia abbia
una risposta, precisa e puntuale, all'emergenza-urgenza. Infatti, è
ragionevole - io condivido le esigenze che vengono dalle periferie
della Sicilia orientale - che anche le province che includono nel
loro territorio le isole minori, o che hanno un territorio
articolato che pone difficoltà negli interventi di emergenza-
urgenza , abbiano queste necessità.
Piuttosto che proporre un'ulteriore centrale che riguardi la
provincia di Trapani e Agrigento, facendo questo esempio, io dico
che sarebbe più utile tener conto di un emendamento che tende a
razionalizzare l'intervento con le due grandi centrali, per capirci
quella di Palermo e quella di Catania. In questo senso, mi appello
alla Presidenza e al Governo per provare a coordinare un nuovo
testo e fare in modo che, in attesa dell'informatizzazione del
servizio, ci siano risposte precise e non si diano falsi messaggi
ai cittadini siciliani che ci sarebbero province privilegiate, aree
territoriali della Regione privilegiate ed altre meno.
CRACOLICI. L'onorevole Leontini faccia in via amministrativa ciò
che vuole fare. Questo è ostruzionismo Non si può fare la legge
per il quartiere
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, onorevole Cracolici, ma vale
anche per questo emendamento, cioè il 23.13.8? Tutto parte da
questo. Se ritirassimo l'emendamento renderemmo tutto più semplice
CRACOLICI. La mia è una reazione a quello a firma di Leontini.
PRESIDENTE. Allora ritiriamoli tutti e diamo un segnale di
serietà.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per dare
un contributo di chiarezza al dibattito e, quindi, evitare di
dilungarci su una questione che è diventata di lana caprina ,
ritengo che l'emendamento presentato dal Governo, il 23.13.4, sia
da condividere appieno in quanto taglia la testa al toro, nel senso
che elimina alla radice i problemi, facendo un passo avanti. Cioè,
nelle more della informatizzazione, si parte dalle quattro centrali
e si dà mandato al Governo stesso, una volta fatta
l'informatizzazione, di diminuire o aumentare il numero delle
centrali in base alle eventuali necessità. Mi sembra corretto;
quindi, anziché continuare ad intervenire o a presentare
emendamenti assolutamente inutili, approviamo il subemendamento
23.13.4 del Governo che mi pare il più equilibrato e che viene
incontro ai problemi sollevati.
CRACOLICI. Il Governo prevede di aggiungere, io dico, invece, che
si deve cassare quello che c'è scritto
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
riprendere il ragionamento sulla provincia di Ragusa che, per
tantissimi anni è stata servita, certamente, in un modo non
lodevole. La nostra integrazione, rispettando questa unità
operativa nella nostra provincia, sarebbe un atto di grande
giustizia per una provincia che, in questi anni, si è differenziata
proprio per la propria laboriosità, per non aver sforato i budget
assegnati alle AUSL locali.
Pertanto, il 118 come unità operativa rappresenterebbe per noi una
grande conquista civile e sociale, perché per tantissimi anni
abbiamo visto che il mal servizio ha creato indisponibilità anche
da un punto di vista sociale.
Pertanto, non solo confermo, ma rafforzo, l'idea che passi per
norma tale previsione, garantendo una provincia che in questi anni
ha assicurato una lodevolissima attenzione da un punto di vista
economico e sociale. Quindi, non posso far altro che riaffermare la
mia attenzione nel comunicare all'Aula e ai miei colleghi che la
provincia di Ragusa sente il bisogno di avere una unità operativa
del 118.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Ammatuna, Bonomo, Gucciardi e Vitrano, il subemendamento 23.13.4.1
al subemendamento 23.13.4. Ne do lettura:
«Dopo le parole emergenza-urgenza , aggiungere che assicuri
uniforme copertura in tutto il territorio regionale ».
Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici e De Benedictis, il subemendamento 23.13.12, di cui do
lettura:
«Al comma 3, eliminare nell'ultimo periodo, le parole da
All'interno a Ragusa e Siracusa. ».
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento
23.13.12.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà la
discussione che stiamo facendo trova soluzione con questo
emendamento. Dal punto di vista funzionale, quello che occorre alle
persone che necessitano di soccorso è il mezzo adeguato ed il
personale idoneo a svolgere l'assistenza. La centrale di
coordinamento o l'ufficio di coordinamento non è essenziale.
Quindi, non dobbiamo fingere di non capire o nasconderci dietro un
dito.
Da questo punto di vista, chi può mai parlare e sostenere
l'ipotesi che i cittadini di Ragusa non hanno bisogno del soccorso,
il migliore possibile, il più efficiente, il più veloce possibile?
E chi può, al contrario, sostenere che questo dipenda dall'avere la
centrale, l'ufficio operativo a Ragusa? Come se ad Enna, invece,
non fosse necessario un identico soccorso E non fosse necessario,
per questo, avere un ufficio operativo o meno a Caltanisetta o non
altrimenti ad Agrigento? Quella che ha utilizzata l'onorevole
Leontini è un'argomentazione priva di fondamento; non soltanto, ma
la legge stessa, così come è previsto al comma successivo, il comma
5, prevede la possibilità di un'ulteriore, migliore e diversa
articolazione.
Mi chiedo per quale ragione, pertanto, se vogliamo votare
l'articolo 5 e conferire ad esso efficacia, dobbiamo immaginare e
inventare un criterio che non ha senso, come quello di mettere ora
dei paletti alla norma.
Ha ragione, da questo punto di vista, l'onorevole Formica.
Istituiamo le quattro centrali operative e fermiamoci lì;
diversamente, il comma 5 non avrebbe motivo di esistere. Ecco
perché, comunque, propongo l'abrogazione delle parole dell'ultimo
periodo del comma 3. In questa maniera facciamo salvo il principio,
facciamo salvi i diritti ed evitiamo di scrivere cose che non hanno
alcun senso se non quello di farci fare battaglie campanilistiche
che non servono ai cittadini siciliani.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che noi
parlamentari non stiamo facendo una bella figura. Abbiamo, infatti,
impostato il ragionamento su un aspetto minoritario del problema:
Siracusa al posto di Ragusa o viceversa C'è una difficoltà
oggettiva nel porre al centro i problemi del malato. Sono testimone
di una zona della Sicilia che, notoriamente, è l'ultima in Europa
quanto a viabilità e sistemi di trasporto non ultima in Sicilia,
ribadisco, ma ultima in Europa
Il problema della collocazione di una provincia rispetto ad
un'altra dipende dalla possibilità di ricovero veloce di un malato
presso una struttura autorizzata. Non ci possono essere altri
parametri Pertanto, se la situazione di deficit infrastrutturale
insiste su una provincia piuttosto che su un'altra, è ovvio che la
struttura va ubicata lì piuttosto che nell'altra provincia, a
prescindere dal fatto che questa sia Siracusa, Ragusa o Trapani.
Se i disagi maggiori rispetto alla velocità di intervento
risiedono a Mazzarrone, allora facciamola a Mazzarrone. Ma se fosse
vero, com'è vero, che la provincia di Ragusa è ultima in Europa
quanto a infrastrutture, allora non è una guerra di territori, si
vada a realizzare la struttura laddove c'è una maggiore necessità
di avere quel tipo di presidio.
Se le province di Siracusa, Catania e Messina hanno autostrade,
ferrovie, elisoccorsi ed elisuperfici, è evidente che è più
opportuno realizzare la struttura laddove tutto questo non c'è E
la provincia di Ragusa, l'evolutissima provincia di Ragusa, è uno
scandalo mondiale quanto a deficit infrastrutturali
Queste sono le uniche ragioni che possono portare alla ubicazione
in un territorio piuttosto che in un altro e non necessariamente
quelle riguardanti tristi guerre di territorio che sviliscono un
argomento così importante.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, chiedo una sospensione di
cinque minuti.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 13.27, è ripresa alle ore 13.35)
La seduta è ripresa.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il potenziamento
del Servizio 118, attraverso l'estensione a porzioni di territorio
poco servite o assistite ovvero afflitte da difficoltà di
comunicazione per una insufficienza delle infrastrutture e delle
vie di comunicazione, è stato sottolineato da tutti i parlamentari
della provincia di Ragusa, a prescindere dalle appartenenze
partitiche e politiche.
Riteniamo che tale soluzione non avrebbe dovuto scatenare reazioni
da parte di tifoserie calcistiche e da club territoriali Siamo in
Aula, impegnati ad agevolare un percorso che possa consentire al
Parlamento, al Governo, alla maggioranza, di portare avanti l'esame
degli articoli e, quindi, di concludere al più presto
l'approvazione del disegno di legge.
Se l'Assessore, attento e sensibile a queste esigenze - avendo
ascoltato le indicazioni e le segnalazioni che, da parte dei
parlamentari, sono pervenute sulle disfunzioni organizzative che
riguardano, in modo particolare e pesante e in certi momenti
nefasto, il territorio della provincia di Ragusa - assume un
impegno rispetto ad un potenziamento del servizio che con i suoi
strumenti di natura amministrativa potrà mettere in campo al più
presto, noi, tutti insieme, parlamentari della provincia di Ragusa,
per agevolare l'iter legislativo, ritiriamo la nostra proposta e,
con un emendamento, cassiamo la parte relativa a tale estensione
del servizio. Così facendo, ci rimettiamo all'iniziativa successiva
dell'Assessore che valuterà, con obiettività, le ragioni da noi
sottoposte e, quindi, prenderà l'impegno di potenziare il servizio
in provincia di Ragusa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 23.13.12. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti 23.13.13 e 23.13.8 sono preclusi.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Gucciardi ed
altri, il subemendamento 23.13.9, di cui do lettura:
«Aggiungere il seguente comma:
3 bis. Ciascuna centrale operativa di cui al comma 3, selezionata
la segnalazione proveniente dai territori di riferimento,
trasferirà la richiesta di intervento alla postazione periferica
territorialmente competente del SUES 118 che parteciperà
all'emergenza secondo le direttive della centrale operativa
medesima. ».
Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli Laccoto
ed altri, il subemendamento 23.13.9.1. Ne do lettura:
«Le modalità di affidamento delle attività di trasporto per il
servizio di emergenza-urgenza del 118 di cui ai punti 1 e 2 del
comma 9 devono essere decise previo parere della VI Commissione
legislativa».
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
ha lo scopo anche di dare un aiuto al Governo. Proprio in questo
momento, non stiamo stabilendo quali sono le modalità di
affidamento del servizio di trasporto del 118. Con questo
subemendamento si prescrive che, qualunque sia la soluzione,
occorre il parere della sesta Commissione legislativa. Dico ciò
perché, evidentemente, non è in questo momento che possiamo
stabilire per legge che il servizio va affidato alla Croce Rossa o
altri contraenti. Non lo stiamo stabilendo.
E' giusto che qualsiasi forma di affidamento passi attraverso un
parere della sesta Commissione legislativa. E' il minimo che si
possa fare.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo scusa ma
ho la necessità di seguire un filo logico. Si è passati
immediatamente dal quarto comma al nono comma.
CRACOLICI. Ha ragione
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, accantoniamo
momentaneamente l'emendamento a firma dell'onorevole Laccoto e
riprendiamo l'esame dell'emendamento 23.13.9, che aggiunge il comma
3 bis.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Praticamente è inammissibile,
perché è stato approvato l'emendamento a firma dell'onorevole De
Benedictis.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere,
se fosse possibile, che il Governo accettasse l'emendamento 23.13.9
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Fiorenza, alla fine della seduta, lei potrà
presentare in tal senso un ordine del giorno che voteremo prima del
voto finale del disegno di legge.
Il subemendamento 23.13.9.1 è accantonato.
Si passa al subemendamento 23.13.4.
RUSSO, assessore per la sanità. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il subemendamento 23.13.4.1 è, pertanto, precluso.
Si passa al subemendamento 23.13.5. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 23.13.2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, giustamente un'ora fa, lei ha
chiesto ai colleghi che avevano già sottoscritto degli emendamenti
di valutare le correlazioni con il nuovo emendamento e, alla luce
del combinato che si sta andando a determinare, chiedo che, con
l'approvazione di questa modifica da parte del Governo, gli
emendamenti 23.11 e 23.3 siano considerati presentati
all'emendamento 23.13, inteso come testo base perchè, oltre a
prevedere l'esclusività - quindi, personale dedicato ed esclusivo -
prevede anche alcune figure che, nella fattispecie, non sono
disciplinate, facendosi riferimento a personale dell'emergenza-
urgenza, ad esempio, aggiungo l'espressione nonché di medici
specialisti che abbiano i requisiti per l'accesso alla medicina di
accettazione e di urgenza .
Oggi, abbiamo una singolare situazione. Il medico che svolge
funzioni di pronto soccorso negli ospedali siciliani non può salire
sull'ambulanza e, quindi, colui che riceve il paziente tramite il
Servizio 118 non può, egli stesso, essere medico del Servizio 118
Chiedo, visto che si sta inserendo l'emergenza-urgenza, che si
ponga in votazione questo emendamento che aggiunge una funzione
specifica del personale medico per accedere alla graduatoria di cui
al Servizio 118.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, in via di principio la Presidenza
è favorevole perché si riferisce al comma 4 di cui stiamo
discutendo adesso, però dovrebbe riformularlo meglio.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, con riferimento agli emendamenti 23.11 e 23.3, che
l'onorevole Cracolici chiede di ritenere subemendamenti al 23.13,
il Governo evidenzia che la norma, così come formulata, al comma
sesto, li ingloba perfettamente sotto un duplice profilo, sia
quello della esclusività, il 23.11, sia quello del 23.3, perché si
prevede che il personale medico-infermieristico abbia i requisiti
formativi di addestramento previsti dalla normativa vigente ed
abbiamo, con l'emendamento 23.13, limitato l'indicazione all'area
di emergenza-urgenza. Per quanto precede, ritengo che siano
superati.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, con questo chiarimento, gli
emendamenti 23.11 e 23.3 sono superati.
Si riprende l'esame del subemendamento 23.13.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.13.6 è inammissibile perché riguarda contratti di
diritto privato del personale.
Si passa all'emendamento 23.13.3.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 23.13.9.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Il Governo esprime parere
favorevole a condizione che sia prevista la seguente modifica:
sentita la VI Commissione'.
PRESIDENTE. Con la predetta modifica, diamo mandato agli Uffici
che così resta inteso per il successivo coordinamento del testo.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.13.4.
RUSSO, assessore per la sanità. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 23.10.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento non è
superato perché sostanzialmente si tratta del personale delle
centrali operative. Ognuno di noi, sicuramente, avrà vissuto
qualche esperienza per quanto concerne l'emergenza-urgenza,
pertanto, sa bene cosa significhi far funzionare l'interfaccia tra
una centrale operativa e chi è preposto all'intervento. E'
fondamentale Non voglio assolutamente drammatizzare, ma è
certamente fondamentale. Io ho vissuto personalmente questa
esperienza e so cosa significa. Quando coloro che sono addetti
alla centrale operativa inviano un input via radio e dicono opera
la manovra x , se quel personale, in quel momento, realmente, non
recepisce, è un problema Al contrario, se il personale che sta
intervenendo segnala alla centrale operativa una situazione
particolare e dalla centrale operativa non sono in grado di inviare
un input preciso per quanto riguarda una certa manovra da
intraprendere lì, in trenta secondi, si rischia la pelle
Pongo un problema: cosa dice l'emendamento 23.10? Se leggiamo,
possiamo dedicare un minuto. Il quarto comma dell'articolo 23
recita: Ciascuna centrale operativa deve essere dotata di
personale esclusivamente dedicato con accertati requisiti
professionali, posseduti secondo la normativa vigente in materia,
prevedendo personale medico dell'area di emergenza, personale
infermieristico . Ebbene, per quanto riguarda il personale medico
dell'area di emergenza e il personale infermieristico che, oltre ad
avere una specifica formazione di base, abbia superato adeguati
percorsi formativi e di addestramento, siamo d'accordo.
Vogliamo aggiungere e specificare, Assessore, in particolar modo,
cosa significhi il percorso formativo e di addestramento e cosa
questo percorso debba necessariamente prevedere.
Le nostre ambulanze - lasciando stare il sistema che stiamo
studiando per quanto concerne l'emergenza-urgenza - nella maggior
parte dei casi, o comunque in buona parte, non sono medicalizzate.
Arriva sul posto il barelliere, il soccorritore - se va bene,
quell'infermiere che abbia seguito un corso formativo e di
addestramento - ma se non si possiede nel bagaglio professionale la
conoscenza e la competenza di procedure per la valutazione dello
scenario, di riconoscimento e gestione dell'emergenza, di
esecuzione delle manovre di supporto alle funzioni vitali, di
sviluppo del coordinamento con le strutture della rete
d'emergenza ?
Sì, perché deve sapersi anche questo, altrimenti, come si comunica
con gli altri servizi pubblici?
Deve saper comunicare, anche in base ad un'emergenza particolare,
quello che realmente sta affrontando in quel momento, altrimenti,
qualcuno ci rimette la vita
Non mi sembra costi molto specificare tutto ciò al comma 4, anzi,
ritengo sia molto importante perché obbligherebbe tutti noi a
seguire, anche con estrema scrupolosità, ciò che significa il
percorso formativo e di addestramento. Non è affatto ultroneo, è
invece molto utile
Invito anche i colleghi deputati ad apporre la firma
all'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.10. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Pur condividendo lo spirito
dell'emendamento, mi sembra che lo stesso appesantisca la norma,
perché quelle caratteristiche che deve avere il personale sono
riassunte nel disegno di legge dai termini adeguati percorsi
formativi , per cui esprimo parere contrario.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, vorrei fare solo una precisazione e la
ringrazio per avermi concesso la parola per una seconda volta. Ciò
che dice l'Assessore riguarda il personale medico, non il personale
infermieristico, perché c'è scritto che, per quanto concerne la
questione accertati i requisiti posseduti secondo la normativa
vigente' Quali sono gli adeguati percorsi formativi ai quali ci
riferiamo? E' importante che l'Assessore rifletta sul punto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 23.13.10, di cui do lettura:
«Al comma 5, sostituire la parola sentita' con le parole
previo parere'».
Onorevoli colleghi, propongo di chiudere in nottata l'esame del
disegno di legge.
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
chiudere la discussione chiedo di verificare gli emendamenti
presentati dal Gruppo parlamentare PD all'emendamento 23.1, che
erano stati trasferiti all'emendamento 23.13: credo che rimangano,
infatti, tra quelli del bozzone , alcuni subemendamenti da
trattare.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, lo verifichiamo ma tutti
quelli che sono stati trasferiti al subemendamento 23.13 sono stati
comunicati dai singoli parlamentari. Gli altri subemendamenti sono
tutti preclusi. Invito, tuttavia, gli Uffici ad effettuare una
verifica.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
248/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 248/A.
Si riprende l'esame del subemendamento 23.13.10. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se c'è una
differenza tra sentito e previo parere vorrei comprenderla.
Le Commissioni non si sentono, si esprimono attraverso atti, e gli
atti sono i pareri: quindi, anche l'emendamento che abbiamo votato
poco fa, dal punto di vista della procedura parlamentare, è un
parere.
Pertanto, se esiste questa differenza, sono favorevole
all'emendamento perché le Commissioni non vengano sentite,
esprimendosi con pareri, che piacciano o meno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 23.13.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.8 è dichiarato inammissibile perché privo di
copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 23.9.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, l'emendamento 23.9 che nel
bozzone è a pagina 99, appoggiato all'emendamento 23.13, è in
realtà un comma che si pospone al quarto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, il Governo esprime parere contrario perché l'emendamento
23.9, sostanzialmente, è assorbito dal comma 7 dell'emendamento
23.13, ultima parte.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Tutti gli altri
subemendamenti all'emendamento 23.13, interamente sostitutivo
dell'articolo 23, decadono.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, volevo dare atto all'onorevole Leontini del senso di
responsabilità dimostrato nel momento in cui ha ritirato quella
parte del subemendamento 23.13.3.
Era stato inserito ed era stata anche concordata con il Governo la
necessità di prevedere un'unità operativa periferica della centrale
operativa di Catania: e ciò non per un mero capriccio né per
questioni di campanilismo, perché non è un fatto di cronaca, ma
risulta all'Assessorato che, proprio nella zona di Siracusa e
Ragusa, a causa della lontananza - se così si può dire - tra chi
risponde alle chiamate e chi poi è chiamato ad operare sul
territorio, si sono registrati dei fatti gravi.
C'è una zona nella provincia di Ragusa per cui l'operatore, se non
conosce bene i luoghi, può indirizzare il mezzo di emergenza in un
posto che ha un nome similare. Si era già anticipato, quindi, con
questa previsione, ciò che, nelle intenzioni dell'Assessorato,
dovrà essere uniforme su tutto il territorio regionale, cioè creare
delle unità operative che non siano le centrali, allo scopo di
assicurare un raccordo più immediato, più diretto, tra risponditore
e territorio.
Questa era la ratio dettata nell'immediatezza dalle situazioni
contingenti che si sono verificate ma, poiché dall'Aula era stato
equivocato il senso, bene ha fatto l'onorevole Leontini a ritirare
l'emendamento; c'è però l'impegno preciso da parte mia di
provvedere in via amministrativa ad attivare, partendo dalla zona
di Siracusa e Ragusa, queste unità operative che saranno poi
uniformi su tutto il territorio, non appena sarà ultimato il
processo di informatizzazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.13, interamente
sostitutivo dell'articolo 23, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 17.00)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di presentazione di disegno di legge
e di contestuale invio alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, in data 19 marzo 2009, il seguente
disegno di legge è stato presentato ed inviato alla competente
Commissione legislativa Bilancio' (II):
«Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'anno finanziario 2009» (388),
d'iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis,
Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello,
Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine, Vitrano,
inviato in data 19 marzo 2009.
Onorevoli colleghi, informo che il Governo ha chiesto
un'ulteriore sospensione per approfondire gli emendamenti.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Sospendo, pertanto, i lavori avvertendo che riprenderanno alle
ore 17,30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.02, è ripresa alle ore 17.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
248/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito del disegno di legge numero 248/A.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato il
ritardo dell'inizio dei lavori dovuto ad ulteriori precisazioni,
aggiustamenti e, considerato, altresì, che questa è una proceduta
un po' schizofrenica - ma ormai siamo quasi alla fine -, stabiliamo
sin d'ora che procediamo da ciò che il Governo presenta, se pure
attraverso un subemendamento. Mi riferisco all'articolo 24, ma
anche agli articoli 11 e 14, in modo tale da avere una cornice di
riferimento, dopo di che si presenteranno eventuali emendamenti e,
su questa base, valuteremo se presentare ulteriori subemendamenti.
A scatola vuota', infatti, non sono in grado di assicurarle se ne
presenterò adesso, anche perché non conosco molti degli emendamenti
aggiustati e, quindi, non sono in grado di sapere quali
subemendamenti dovrei presentare.
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di presentazione di disegno di legge
e di contestuale invio alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato ed inviato alla
competente Commissione legislativa Bilancio' (II) il disegno di
legge:
«Proroga di alcuni interventi finanziari urgenti per l'occupazione
e lo sviluppo» (389),
d'iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Cracolici,
Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Oddo, Panarello, Panepinto Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale,
Termine e Vitrano,
inviato in data 19 marzo 2009.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
248/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 248/A.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Prestazioni specialistiche, ambulatoriali e
domiciliari delle strutture pubbliche e private
1. Le prestazioni specialistiche, ambulatoriali e domiciliari ivi
compresa la diagnostica strumentale e di laboratorio e la medicina
fisica e riabilitativa, per conto ed a carico del Servizio
sanitario regionale, in linea con le vigenti disposizioni normative
nazionali, sono erogate dalle strutture pubbliche (poliambulatori
delle aziende) e da quelle private accreditate ai sensi del D.A. n.
890 del 2002 e successive modifiche ed integrazioni e già
contrattualizzate.
2. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'Assessorato regionale della sanità, nel dare piena
attuazione agli articoli 8 quater ed 8 quinquies del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed
integrazioni, stabilisce in relazione al volume delle prestazioni
da rendere, il fabbisogno delle strutture erogatrici su base
provinciale, previa delibera della Giunta regionale e previo parere
vincolante della competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale.
3. L'Assessorato della sanità, con cadenza triennale, sulla base
dei dati epidemiologici regionali, delle prestazioni erogate nel
biennio precedente, nel rispetto dei livelli essenziali di
assistenza, sentiti i direttori generali delle aziende sanitarie
provinciali e acquisito il parere della competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale programma e pubblica nella
G.U.R.S. il piano di soddisfacimento dei bisogni di assistenza per
ciascuna delle branche che afferiscono alla specialistica
ambulatoriale, comprese le prestazioni di nefrologia ed emodialisi.
4. Per il triennio 2009-2011 la programmazione di cui al comma
precedente deve avvenire entro il 30 giugno 2009 e successivamente
entro il 30 giugno del penultimo anno del triennio. L'Assessorato
della sanità quantifica e finanzia, entro i limiti della normativa
finanziaria vigente in materia, il costo del predetto programma
erogativo per ciascuna branca specialistica, comprese le
prestazioni di nefrologia ed emodialisi, utilizzando per la
valorizzazione delle prestazioni il valore tariffario medio desunto
dal rapporto fra il vigente valore tariffario totale delle
prestazioni di ciascuna branca e il numero di prestazioni rese
nella stessa branca nel corso dell'anno precedente.
5. L'Assessorato della sanità, entro il 31 marzo di ogni anno,
esamina e rende noto il numero di prestazioni specialistiche
effettivamente erogate dalle strutture pubbliche e private,
accreditate e contrattualizzate, per ciascuna branca specialistica
ed il relativo costo a carico del Servizio sanitario regionale.
6. L'Assessorato della sanità, sulla base dei criteri negoziati
con le organizzazioni sindacali di categoria così come previsto dal
decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dispone, su base
provinciale, la destinazione delle risorse finanziarie alle
strutture pubbliche e alle strutture private accreditate e
contrattualizzate, in base all'esigenza primaria di assicurare:
a) la libertà di scelta dell'utente tra strutture equiordinate;
b) l'efficace competizione fra le strutture accreditate;
c) l'acquisto a seguito di valutazioni comparative della qualità e
dei costi, e dell'economicità della scelta.
7. I criteri di attribuzione delle assegnazioni alle strutture
private devono tener conto di meccanismi di premialità
corrispondenti alla remunerazione delle effettive prestazioni rese,
per tutte le strutture che erogano prestazioni certificate di
mobilità attiva extraregionale, all'interno dell'aggregato
complessivo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 24.1:
«Sostituire l'articolo 24 con il seguente:
Art. 24
Erogazione di attività da parte di strutture private
1. Nell'ambito della programmazione sanitaria regionale sono
determinate le condizioni e le modalità secondo le quali si
stabiliscono gli accordi e i contratti con gli erogatori privati,
nel rispetto:
a) dei vincoli e dei princìpi dettati dal decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni,
con particolare riferimento alle materie di autorizzazione
all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di
accreditamento istituzionale, di accordi contrattuali e di
remunerazione degli erogatori privati;
b) dei vincoli derivanti dalla programmazione economico-
finanziaria del servizio sanitario regionale;
c) degli esiti delle verifiche di qualità ed appropriatezza delle
prestazioni erogate;
d) dei vincoli derivanti dalla determinazione regionale del
fabbisogno sanitario;
e) degli standard occupazionali e degli obblighi contrattuali in
materia di lavoro.
f) di meccanismi di premialità, al di fuori dell'aggregato
complessivo regionale, in favore delle strutture che erogano
prestazioni certificate di mobilità attiva extraregionale,
nell'ambito degli importi riconosciuti in sede di compensazione per
la mobilità interregionale e solo a seguito della effettiva
erogazione delle relative risorse. »;
emendamento 24.1.5 (al comma 1):
«Al comma 1, dopo le parole programmazione sanitaria regionale
aggiungere sentite le organizzazioni di categoria maggiormente
rappresentative »;
emendamento 24.1.5 (al comma 1 lettera a):
«Al comma 1, lett. a) dopo le parole di remunerazione degli
erogatori privati , aggiungere le seguenti secondo la tipologia
delle strutture e la qualità delle prestazioni erogate »;
- dagli onorevoli Laccoto, Picciolo, Currenti e altri:
emendamento 24.1.2:
«Al comma 1 dell'emendamento 24.1, cassare le parole Nell'ambito
della programmazione sanitaria regionale sono determinate e
sostituirle con le parole L'Assessore regionale per la sanità
determina »;
emendamento 24.1.4:
«Al comma 1, lettera f), cassare le parole meccanismi di
premialità e sostituirle con della remunerazione »;
emendamento 24.1.3:
«Al comma 1, lettera f), cassare le parole e solo a seguito della
effettiva erogazione delle relative risorse »;
- dagli onorevoli Leontini e Scammacca:
emendamento 24.1.6:
«Al comma 1, dopo le parole programmazione sanitaria regionale
aggiungere sentite le organizzazioni di categoria maggiormente
rappresentative , e dopo la parola determinate aggiungere
preventivamente »;
emendamento 24.1.7:
«Al comma 1, lettera a), dopo le parole erogatori privati
aggiungere secondo l'articolazione della strutture in classi
differenziate in relazione alla tipologia ed alla qualità delle
strutture e delle prestazioni erogate »;
emendamento 24.1.8:
«Aggiungere il seguente comma:
Al fine di ridurre l'inappropriatezza dei ricoveri, le
strutture ospedaliere private accreditate possono erogare
prestazioni ambulatoriali nelle specialità autorizzate e
accreditate per attività di ricovero, e la relativa remunerazione
avviene secondo tariffa ed entro il limite del tetto di spesa
ospedaliera assegnato alla struttura. »;
emendamento 24.1.9:
«Aggiungere il seguente comma:
L'Assessore regionale per la sanità attiva meccanismi di
incentivazione di progetti e/o accordi e/o convenzioni di
collaborazione sinergica, finalizzati alla riduzione della mobilità
passiva extraregionale, tra strutture sanitarie di eccellenza di
Regioni ad elevata mobilità attiva e strutture regionali pubbliche
e/o private accreditate. »;
emendamento 24.1.10:
«Aggiungere il seguente comma:
L'accreditamento delle strutture ospedaliere private comprende
l'erogazione delle prestazioni ambulatoriali relative alle
specialità autorizzate; tali prestazioni vanno remunerate secondo
la relativa tariffa nei limiti del budget di spesa ospedaliera
assegnato alla struttura. »;
emendamento 24.1.11:
«Aggiungere il seguente comma:
Le prestazioni sanitarie sono remunerate, ai soggetti pubblici o
privati accreditati che le rendono, dall'Azienda sanitaria
provinciale di riferimento della struttura erogatrice, nella misura
conseguente all'applicazione del sistema tariffario definito dalla
Regione. Quelle rese a cittadini residenti in territorio riferito
ad altra Azienda sanitaria provinciale sono a carico dell'Azienda
sanitaria provinciale di residenza del cittadino che ne usufruisce
e le relative regolazioni contabili interaziendali hanno luogo
mensilmente su base regionale attraverso procedure di compensazione
individuate con decreto dell'Assessore regionale per la sanità da
emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge; conseguentemente le prestazioni rese a cittadini residenti
in province diverse da quella della struttura erogante, si
intendono rese in eccedenza al budget assegnato alla struttura,
poiché rese al di fuori dalla programmazione provinciale, fermi i
limiti del rispettivo aggregato regionale. »;
emendamento 24.8:
«Al comma 1, dopo la parola ambulatoriali e aggiungere la parola
/o »;
- dagli onorevoli Cristaudo, Nicotra e D'Agostino:
emendamento 24.1.1:
«Alla lettera b), aggiungere dopo regionale ; e nel rispetto
dei rapporti contrattuali già esistenti ; alla lettera d),
aggiungere dopo la parola sanitario sentite le associazioni di
categoria »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto:
emendamento 24.3:
«Sostituire il titolo dell'articolo con il seguente:
Prestazioni ospedaliere, specialistiche, ambulatoriali e
domiciliari delle strutture pubbliche e private »;
emendamento 24.4:
«Il comma 1 è così sostituito:
1. Le prestazioni di ricovero, specialistiche, ambulatoriali e
domiciliari ivi compresa la diagnostica strumentale e di
laboratorio e la medicina fisica e riabilitativa, per conto ed a
carico del Servizio sanitario regionale, in linea con le vigenti
disposizioni normative nazionali, sono erogate dalle strutture
pubbliche e da quelle private accreditate e contrattualizzate, nei
limiti del budget assegnato. »;
- dagli onorevoli Leontini e Maira:
emendamento 24.6 (al comma 1):
«Al comma 1, dopo le parole Le prestazioni aggiungere di
ricovero, e/o , dopo le parole strutture pubbliche cassare
"(poliambulatorii delle aziende) , dopo la parola integrazioni"
cassare e già contrattualizzate" ed aggiungere previa
contrattualizzazione »;
emendamento 24.6 (al comma 6):
«Dopo il comma 6 aggiungere i seguenti commi:
6 bis. Le prestazioni ospedaliere, sia in regime ordinario che in
D.H/DS, sono erogate dalle strutture pubbliche e private
accreditate e contrattualizzate.
6 ter. L'Assessorato regionale per la sanità, ai sensi dell'art. 8
quater e 8 quinquies della legge 502/92 e successive modifiche ed
integrazioni, determina, sentite le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative, il tetto di spesa regionale per le
strutture ospedaliere private accreditate, in base alle risorse
disponibili, al fabbisogno rilevato sulla base dei dati
epidemiologici dell'anno precedente, alla valutazione dei costi e
della qualità.
6 quater. L'Assessore regionale per la sanità, stimato il
fabbisogno provinciale delle prestazioni entro il mese di gennaio
dell'anno cui si riferisce, sentite le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative, stabilisce il tetto di spesa
provinciale per l'ospedalità privata accreditata.
6 quinquies. L'Assessore regionale per la sanità, al fine di
consentire una corretta programmazione aziendale, determina
preventivamente, sentite le organizzazioni di categoria
maggiormente rappresentative, i criteri in base ai quali
determinare i budget delle singole case di cura private accreditate
e dei laboratori ambulatoriali accreditati, nei limiti massimi dei
tetti di spesa provinciali di cui al comma precedente. Ai fini
della determinazione dei budget delle singole strutture si tiene
conto anche: delle procedure per l'accreditamento; della tipologia,
volume e qualità delle prestazioni erogate; del perso medio per
branca omogenea; degli standard di personale in organico; del
rispetto dell'obbligo formativo ECM; della dotazione tecnologica;
dell'adozione misure per la riduzione del rischio clinico.
6 sexies. Le case di cura private accreditate costituiscono
riferimento, nei limiti delle specialità autorizzate anche per
l'attività specialistica delle aziende sanitarie provinciali, di
norma nell'ambito del relativo bacino di competenza, secondo il
fabbisogno derivante dalla programmazione regionale.
6 septies. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, ai sensi della legge 502/92 e s.m. i., l'Assessore regionale
per la sanità dovrà individuare, all'interno delle strutture
pubbliche e private accreditate, classi di strutture in base a
criteri di qualità delle stesse e dei servizi erogati. Alle diverse
classi di strutture corrisponderà una diversa remunerazione delle
prestazioni erogate.
6 opties. Le strutture accreditate conservano un budget minimo
come previsto dall'articolo 2 del DA del 17/10/2005 non soggetto a
decurtazione. Le eventuali economie saranno ridistribuite per
ciascuna azienda per le prestazioni ambulatoriali. »;
emendamento 24.6 (al comma 7):
«Sostituire il comma 7 con il seguente:
7. I criteri di attribuzione delle assegnazioni alle strutture
ospedaliere private devono tener conto di meccanismi di premialità
corrispondenti alla remunerazione delle prestazioni rese di alta
complessità con peso medio superiore a 2, per le strutture che
erogano prestazioni di mobilità attiva extraregionale nell'ambito
degli importi riconosciuti in sede di compensazione per la mobilità
interregionale, al di fuori dell'aggregato regionale. »;
emendamento A 34:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. 24 ter
Prestazioni - Remunerazione
1. Le prestazioni erogate nell'ambito dei livelli essenziali di
assistenza sono remunerate, ai soggetti pubblici o privati
accreditati che le rendono, dalla Azienda sanitaria provinciale di
riferimento della struttura erogatrice, nella misura conseguente
all'applicazione del sistema tariffario definito dalla Regione.
2. Le prestazioni rese ai cittadini residenti in territorio
riferito ad altra Azienda sanitaria provinciale sono a carico della
Azienda sanitaria provinciale di residenza del cittadino che ne
usufruisce. Le relative regolazioni contabili interaziendali hanno
luogo su base regionale attraverso le procedure di compensazione
individuate con decreto dell'Assessore regionale per la sanità da
emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge.
3. Ai sensi del precedente comma, le prestazioni sanitarie rese
dalle strutture private accreditate a cittadini residenti in
province diverse da quella della struttura erogante, si intendono
rese in eccedenza al budget di cui al precedente comma 6 quinquies,
poiché rese al di fuori dalla programmazione provinciale, fermi i
limiti del rispettivo aggregato regionale. »;
- dall'onorevole Leontini:
emendamento 24.7:
«Al comma 1, dopo la parola regionale aggiungere sentite le
organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative e dopo la
parola determinate aggiungere preventivamente »;
emendamento 24.10:
«Al comma 1, lettera a) dopo la parola privati aggiungere
secondo l'articolazione delle strutture in classi differenziate in
relazione alla tipologia e alla qualità delle strutture e delle
prestazioni erogate. »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto:
emendamento 24.5 (al comma 7):
«Sostituire il comma 7 con il seguente:
7. I criteri di attribuzione delle assegnazioni alle strutture
pubbliche e private devono tener conto delle effettive prestazioni
rese in regime di mobilità attiva extraregionale, da remunerarsi al
di fuori dei relativi aggregati regionali, nell'ambito degli
importi riconosciuti in sede di compensazione. »;
emendamento A 29:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. 24 ter
Ospedalità privata accreditata
1. Con decreto dell'Assessore alla sanità, da emanarsi entro 180
giorni dalla entrata in vigore della presente legge, previo parere
della competente commissione legislativa della Assemblea Regionale
Siciliana, si provvede alla programmazione della rete regionale
dell'ospedalità privata accreditata, costituita da quelle strutture
private accreditate in possesso dei requisiti strutturali,
organizzativi e funzionali nonché di personale medico e paramedico
in servizio corrispondente ai parametri che saranno determinati nel
decreto stesso.
2. Le aziende facenti parte della rete regionale dell'ospedalità
privata riservano una quota della loro capacità di ricovero e cura
alla presa in carico di pazienti provenienti dalle postazioni di
soccorso territoriale o dai punti territoriali di emergenza. Esse
possono erogare altresì prestazioni ambulatoriali e specialistiche
nelle branche accreditate per attività di ricovero, nei limiti del
budget assegnato.
3. Sulla base della qualità e della articolazione delle funzioni
erogate rispetto al fabbisogno sanitario accertato, le aziende di
cui al presente articolo possono essere differenziate per classi di
complessità, con particolare riguardo alla capacità presa in carico
di pazienti di cui al comma 2, alle quali corrisponde una diversa
remunerazione sulla base di DRG da compensarsi nei limiti delle
tariffe massime nazionali di cui all'art. 1, comma 170, della legge
30 dicembre 2004, n. 311. »;
emendamento A 26:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. 26
Erogazione di prestazione da parte di strutture private
accreditate
1. La qualità di soggetto accreditato ai sensi dell'art. 8 quater
del D.L.vo 502/92 e successive modifiche ed integrazioni non
costituisce titolo per la erogazione di prestazioni a carico del
Servizio sanitario regionale.
2. Possono essere contrattate con gli operatori privati
accreditati le erogazioni di quelle prestazioni che, in funzione di
rigorosi ed accertati criteri e fabbisogni epidemiologici ed
all'interno di un'unica e complessiva programmazione dei servizi
sanitari volta alla ottimizzazione delle risorse umane,
finanziarie, strutturali e tecnologiche disponibili, devono essere
rese ad integrazione e complementarietà delle prestazioni erogate
dalle strutture pubbliche, evitandosi duplicazioni.
3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, ai sensi dell'art. 8
quinquies del D.L.vo 502/92 e successive modifiche ed integrazioni
e tenendo conto del fabbisogno rilevato sulla base dei dati
epidemiologici dell'anno precedente, l'Assessore regionale per la
sanità determina il tetto per l'aggregato di spesa regionale e
provinciale per ciascuna branca nonché i criteri in base ai quali
determinare i budget delle singole strutture private accreditate,
nei limiti massimi dei precedenti tetti di spesa.
4. L'Assessore regionale per la sanità stabilisce le condizioni e
le modalità secondo le quali possono essere effettuati gli accordi
e i contratti con gli erogatori privati ed i criteri di
determinazione dei relativi budget, nel rispetto di quanto previsto
al comma 2 nonché:
a) dei vincoli e dei principi dettati dal decreto legislativo n.
502/92 e successive modifiche ed integrazioni, con particolare
riferimento alle materie di autorizzazione all'esercizio di
attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento
istituzionale, di accordi contrattuali e di remunerazione degli
erogatori privati;
b) della tipologia e volume delle prestazioni erogate nonché degli
esiti delle verifiche di qualità ed appropriatezza delle stesse e
della attuazione di misure per la riduzione del rischio clinico;
c) degli standard di personale tecnico, infermieristico e medico
in organico, degli obblighi contrattuali in materia di lavoro e del
rispetto dell'obbligo formativo ECM;
5. Sulla base di quanto previsto al comma 4 ed attraverso
valutazioni comparative della qualità e dei costi dei servizi
offerti, vengono scelti fra i soggetti privati accreditati, gli
operatori con cui stipulare accordi contrattuali che danno titolo
ad erogare prestazioni e servizi a carico del servizio sanitario
regionale.
6. Non è ammessa la remunerazione di prestazioni rese da parte di
operatori privati che non siano state oggetto di preventiva
contrattazione documentata secondo i criteri di cui al comma 4.
7. Ai sensi di quanto disposto all'art. 21 della presente legge,
le Aziende sanitarie provinciali provvedono, entro 60 giorni dalla
presentazione della documentazione completa di rendicontazione
delle prestazioni erogate da parte delle strutture private
accreditate, ad accertarne la regolarità e l'appropriatezza,
provvedendo al relativo pagamento entro i 60 giorni successivi
dall'avvenuto accertamento, trascorsi i quali vengono applicati i
regolari interessi di mora previsti dalle direttive europee.
8. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle
strutture e le attività socio-sanitarie. »;
emendamento A27:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. 23 bis
Accesso alle prestazioni
1. Fermo restando quanto previsto in ordine al finanziamento
delle Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliero-
universitarie, la regolazione dei rapporti economici tra le Aziende
sanitarie provinciali è disciplinata dalle disposizioni di cui al
presente articolo.
2. Sono a carico delle Aziende sanitarie provinciali gli oneri
relativi alle prestazioni previste dai livelli essenziali di
assistenza al netto delle quote di compartecipazione determinate
dalla normativa nazionale e regionale.
3. Le prestazioni erogate nell'ambito dei livelli essenziali di
assistenza sono remunerate, ai soggetti pubblici o privati che le
rendono, dalla Azienda sanitaria provinciale di residenza del
cittadino che ne usufruisce nella misura conseguente
all'applicazione del sistema tariffario definito dalla Regione, nei
limiti delle tariffe massime nazionali di cui all'art. 1, comma
170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
4. Le prestazioni rese ai cittadini residenti nel territorio di
altra Azienda sanitaria provinciale sono a carico della Azienda
sanitaria provinciale di residenza dei medesimi, secondo le
modalità stabilite con apposito decreto dell'Assessore alla sanità,
in sede di assegnazione delle risorse finanziarie.
5. Le relative regolazioni contabili hanno luogo su base
regionale attraverso le procedure di compensazione individuate con
il decreto di cui al comma 4.
6. Le Aziende sanitarie provinciali, nell'ambito dei propri fini
istituzionali, possono svolgere attività a pagamento nei riguardi
di istituzioni pubbliche o soggetti privati sulla base della
normativa nazionale e regionale vigente.
7. L'accesso alle prestazioni fornite dal sistema sanitario
regionale avviene, di norma, su prescrizione, proposta o richiesta
compilata sull' apposito ricettario, fatte salve le prestazioni di
emergenza-urgenza, i trattamenti sanitari obbligatori e le attività
di prevenzione.
8. L'Assessorato regionale della sanità, in relazione alle
risorse disponibili ed all'attuazione della programmazione
sanitaria regionale e sulla base dei fabbisogni rilevati, può
sottoporre il sistema di erogazione delle prestazioni da parte
delle Aziende del Servizio sanitario regionale e delle strutture
private convenzionate, a vincoli quantitativi circa il volume delle
prestazioni ammesse ovvero a vincoli finanziari tramite la
determinazione di tetti di spesa e di specifiche modalità di
applicazione del sistema tariffario.
9. Le Aziende del Servizio sanitario regionale, assicurando il
regolare svolgimento delle ordinarie attività istituzionali sulla
base degli indirizzi regionali, possono altresì erogare, in
conformità a quanto previsto dalla vigente normativa, prestazioni
previste dai livelli essenziali di assistenza in regime di libera
professione dei dipendenti, prevedendone la valorizzazione
tariffaria sulla base delle direttive e dei vincoli appositamente
disposti dall'Assessorato regionale della sanità .»;
- dall'onorevole Scammacca:
emendamento 24.14:
«Aggiungere il seguente comma:
Le prestazioni sanitarie sono remunerate, ai soggetti pubblici o
privati accreditati che le rendono, dall'Azienda sanitaria
provinciale di riferimento della struttura erogatrice, nella misura
conseguente all'applicazione del sistema tariffario definito dalla
Regione. Quelle rese a cittadini residenti in territorio riferito
ad altra Azienda sanitaria provinciale sono a carico dell'Azienda
sanitaria provinciale di residenza del cittadino che ne usufruisce
e le relative regolazioni contabili interaziendali hanno luogo
mensilmente su base regionale attraverso procedure di compensazione
individuate con decreto dell'Assessore regionale per la sanità da
emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
Legge; conseguentemente le prestazioni rese a cittadini residenti
in province diverse da quella della struttura erogante, si
intendono rese in eccedenza al budget assegnato alla struttura,
poiché rese al di fuori dalla programmazione provinciale, fermi i
limiti del rispettivo aggregato regionale. ».
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dal Governo:
emendamento 24.1.12:
«Al comma 1, lettera a), le parole dettati dal decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed
integrazioni sono così sostituite: dettati dalla normativa
vigente »;
emendamento 24.1.13:
«All'articolo 24 sono aggiunti i seguenti commi:
2. Le prestazioni di ricovero sia in regime ordinario che in
regime giornaliero, quelle specialistiche, ambulatoriali,
domiciliari e residenziali, ivi compresa la diagnostica
strumentale e di laboratorio e la medicina fisica e riabilitativa,
sono erogate, in conformità alle vigenti disposizioni normative,
oltreché dalle strutture pubbliche, anche da quelle private
accreditate già titolari di accordi contrattuali o da quelle
destinatarie di atti di programmazione regionale assunti ai sensi
della normativa vigente.
3. L'Assessore regionale per la sanità, ai sensi dell'articolo 8
quater e 8 quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502 e successive modifiche ed integrazioni, sentite le rispettive
associazioni di categoria maggiormente rappresentative, determina
annualmente, in base alle risorse disponibili ed al fabbisogno
rilevato sulla base dei dati epidemiologici dell'anno precedente,
il tetto di spesa regionale per la spedalità privata e per
ciascuna delle branche che afferiscono alla specialistica
ambulatoriale, comprese le prestazioni di nefrologia ed
emodialisi.
4. Stimato il fabbisogno provinciale l'Assessore regionale per
la sanità, entro il mese di febbraio di ciascun anno stabilisce,
sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative,
i tetti di spesa provinciali per la spedalità privata accreditata
e per ciascuna branca specialistica, nonché i criteri in base ai
quali determinare i budget delle singole strutture private
accreditate, tenuto specificamente conto dell'esigenza di
assicurare, nei limiti massimi dei tetti di spesa provinciali:
a) la libertà di scelta dell'utente nel rispetto dei budget
individuali delle singole strutture contrattualizzate e fermo
restando quanto previsto dall'articolo 8 quinquies, comma 2,
lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e
successive modifiche ed integrazioni.
5. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, in conformità alle vigenti disposizioni normative,
l'Assessore regionale per la sanità individua, all'interno delle
strutture private accreditate e convenzionate, classi di strutture
in base a criteri di qualità delle stesse e dei servizi erogati,
da correlare ad una diversa remunerazione delle prestazioni
erogate. »;
- dagli onorevoli Cracolici ed altri:
emendamento 24.1.14:
«L'articolo 24 è così sostituito:
Erogazione di prestazione da parte di strutture private
accreditate
1. La qualità di soggetto accreditato ai sensi dell'art. 8 quater
del D.L.vo 502/92 e s.m.i. non costituisce titolo per la erogazione
di prestazioni a carico del Servizio sanitario regionale.
2. Possono essere contrattate con gli operatori privati
accreditati le erogazioni di quelle prestazioni che, in funzione di
rigorosi ed accertati criteri e fabbisogni epidemiologici ed
all'interno di un'unica e complessiva programmazione dei servizi
sanitari volta alla ottimizzazione delle risorse umane,
finanziarie, strutturali e tecnologiche disponibili, devono essere
rese ad integrazione e complementarietà delle prestazioni erogate
dalle strutture pubbliche, evitandosi duplicazioni.
3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, ai sensi dell'art. 8
quinquies del D.L.vo 502/92 e s.m.i. e tenendo conto del fabbisogno
rilevato sulla base dei dati epidemiologici dell'anno precedente,
l'Assessore regionale per la sanità determina il tetto per
l'aggregato di spesa regionale e provinciale per ciascuna branca
nonché i criteri in base ai quali determinare i budget delle
singole strutture private accreditate, nei limiti massimi dei
precedenti tetti di spesa.
4. L'Assessore regionale per la sanità stabilisce le condizioni e
le modalità secondo le quali possono essere effettuati gli accordi
e i contratti con gli erogatori privati ed i criteri di
determinazione dei relativi budget, nel rispetto di quanto previsto
al comma 2 nonché:
a) dei vincoli e dei principi dettati dal D.L.vo 502/92 e s.m.i.,
con particolare riferimento alle materie di autorizzazione
all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di
accreditamento istituzionale, di accordi contrattuali e di
remunerazione degli erogatori privati;
b) della tipologia e volume delle prestazioni erogate nonché degli
esiti delle verifiche di qualità ed appropriatezza delle stesse e
della attuazione di misure per la riduzione del rischio clinico;
c) degli standard di personale tecnico, infermieristico e medico
in organico, degli obblighi contrattuali in materia di lavoro e del
rispetto dell'obbligo formativo ECM.
5. Sulla base di quanto previsto al comma 4 ed attraverso
valutazioni comparative della qualità e dei costi dei servizi
offerti, vengono scelti fra i soggetti privati accreditati, gli
operatori con cui stipulare accordi contrattuali che danno titolo
ad erogare prestazioni e servizi a carico del servizio sanitario
regionale.
6. Non è ammessa la remunerazione di prestazioni rese da parte di
operatori privati che non siano state oggetto di preventiva
contrattazione documentata secondo i criteri di cui al comma 4.
7. Ai sensi di quanto disposto all'art. 21 della presente legge,
le Aziende sanitarie provinciali provvedono, entro 60 giorni dalla
presentazione della documentazione completa di rendicontazione
delle prestazioni erogate da parte delle strutture private
accreditate, ad accertarne la regolarità e l'appropriatezza,
provvedendo al relativo pagamento entro i 60 giorni successivi
dall'avvenuto accertamento, trascorsi i quali vengono applicati i
regolari interessi di mora previsti dalle direttive europee.
8. le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle
strutture e le attività socio-sanitarie.»;
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 24.1.13.1:
«Al comma 2 cassare le parole già titolari di accordi
contrattuali o da quelle destinatarie di atti di programmazione
regionale assunti ai sensi della normativa vigente»;
emendamento 24.1.13.2:
«Al comma 5, dopo le parole strutture private accreditate ,
cassare le parole e convenzionate ».
Si passa al subemendamento 24.1.14.
CRACOLICI. Signor Presidente, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 24.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo essere
sincero nel dire che considero superfluo l'articolo 24 nella sua
interezza. Dico ciò, nel senso che il testo che avevamo cominciato
ad esaminare inizialmente in Commissione, come è noto, aveva
obiettivi di organizzazione e riorganizzazione del sistema,
appunto, aziendale delle Aziende e del sistema ospedaliero della
nostra Regione.
In corso d'opera, questo testo è diventato quasi una legge-quadro
sulla sanità che rischia di affrontare tutto e quando si vuole
affrontare tutto, senza la necessaria complessità, si dimentica
qualcosa che, in qualche modo, non sarà prevista in questo disegno
di legge.
Il disegno di legge, ribadisco, aveva un obiettivo sostanziale -
le Aziende, l'organizzazione del sistema ospedaliero, il Servizio
118 - e su ciò si era costruito il punto conseguente al piano di
rientro e a quello di attuazione. Questo articolo 24 cosa è
diventato nel frattempo? E' diventato un articolo di norme-
manifesto , cioè previsioni ovvie: come si eroga il rapporto con le
prestazioni con i privati, come si acquisiscono tali prestazioni,
in funzione di quale principio dell'accreditamento
Poi, si è capito il senso dell'articolo 24: norme che hanno altri
obiettivi, che all'inizio erano nascosti, ovvero riaprire i termini
dell'accreditamento nella nostra Regione e, quindi, si sono
presentati alcuni emendamenti che andavano in questa direzione,
ponendo sempre i termini di differimento.
E' chiaro che avevamo scritto, alla luce del testo esitato dalla
Commissione, una nostra idea sulle modalità di erogazione delle
prestazioni delle strutture private accreditate, in nome di quel
principio di libera scelta che abbiamo già assunto all'articolo 2,
libera scelta entro i limiti della budgettizzazione fissata dalle
risorse disponibili.
Questo articolo altro non fa che disciplinare le modalità con le
quali ci rapportiamo con le strutture private.
Abbiamo ritirato l'emendamento di riscrittura della nostra idea
dell'articolo 24 e vogliamo essere molto franchi. Vogliamo capire
qual è la riscrittura del Governo perché sappiamo che è stato
depositato un emendamento, da parte del Governo medesimo che,
sostanzialmente, riapre i termini dell'accreditamento ad una serie
di strutture inserite in una precedente programmazione.
E, allora, se l'obiettivo è questo, è evidente che non saremo
d'accordo
Faremo una battaglia perché trattasi di legge-sanatoria che, tra
l'altro, sarebbe in assoluta difformità con la finalità con cui
stiamo approvando questo stesso disegno di legge che - vorrei
ricordare - avrebbe obiettivi di risparmio, non di estensione della
spesa del sistema sanitario; diversamente, l'assessore Russo
rischierebbe di essere il nuovo assessore Cittadini che,
nell'agosto del 2002, presentò un decreto detto decreto taglia
spese che, dall'agosto al novembre di quell'anno, comportò un
maggior onere per le casse della Regione di 300 milioni di euro
Altro che taglia spese , fu un decreto aumenta spese
Non vorremmo che questo disegno di legge - che nasce con obiettivi
di razionalizzazione, di risparmio del sistema - diventi una legge
apripista per allargare la platea dei beneficiari ad un sistema che
formalmente, magari, qualcuno pensa e sostiene essere fermo ai
limiti di budget, ma solo per un anno perché, l'anno successivo, i
limiti di spesa potranno modificarsi
Il Governo, dunque, ci dica come intende procedere rispetto
all'articolo 24.
Sulle norme-manifesto , siamo d'accordo, sono previsioni che
disciplinano la modalità di rapporto tra pubblico e privato ma il
vero problema è sapere le dimensioni della platea dell'offerta del
settore privato. E, soprattutto, mi rivolgo all'Assessore, possiamo
fare un'operazione con questo articolo?
Lo dico perché c'è il privato di qualità che, in qualche modo, va
sostenuto, ma c'è anche il privato abituato a ripetere prestazioni
nel tempo e che deve essere in qualche modo disincentivato.
Ecco perché il budget non può essere indistinto ma deve
riconoscere il merito a chi opera in termini di qualità e che in
qualche modo comincia ad estromettere, anche gradualmente, dal
sistema dell'accreditamento le altre realtà non meritevoli.
Assessore Russo, l'accreditamento non è una certificazione statica
ma deve essere anche un sistema dinamico di relazione, di efficacia
e di qualità. Le verifiche le abbiamo già affrontate a proposito
delle norme sulle sanzioni.
Se redigiamo l'articolo 24 con questa finalità ha un senso,
altrimenti dico che non c'è neanche bisogno di farlo, se in quei
termini. Si passi direttamente all'articolo 25 se l'obiettivo è
favorire la qualità: se, invece, l'obiettivo è fare aumentare la
platea dei soggetti che erogano prestazioni sanitarie a carico del
servizio pubblico, si sappia che ciò è in contraddizione con lo
spirito dello stesso disegno di legge.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'onorevole Cracolici abbia trattato dei punti fondamentali.
Per noi, l'articolo 24 non è soltanto un articolo-manifesto , ma
vuole essere la riprova di quanto dicevamo prima, cioè che la
libera scelta deve essere indirizzata nei confronti di quelle
strutture che, realmente, garantiscono il miglior livello e che,
quindi, vanno assolutamente aiutate.
Certamente, non siamo favorevoli alla riapertura di nuovi
accreditamenti, bensì ad una regolamentazione non vessatoria e che
possa garantire una migliore qualità dei servizi.
Sono convinto, quindi, che gli emendamenti presentati dal Governo
vadano in questa direzione e che possano essere, dunque, accolti
anche dal Partito Democratico.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 24.1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 24.1.5 (al comma 1).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 24.1.6.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, quindi, al subemendamento 24.1.12. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 24.1.7.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
ritirare il subemendamento 24.1.7 perché, come quello precedente, è
assorbito dall'emendamento del Governo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 24.1.5, nella parte relativa al comma
1, lettera a).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 24.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 24.1.15, a firma
degli onorevoli Cracolici e De Benedictis. Ne do lettura:
«Al comma 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente:
e) degli standard occupazionali relativi al personale tecnico,
infermieristico e medico in organico, degli obblighi contrattuali
in materia di lavoro e del rispetto dell'obbligo formativo ECM. ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 24.1.4.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia stato
dibattuto ampiamente il problema relativo alle strutture sia
pubbliche che private che hanno dei budget attivi rispetto
all'extraregionale.
Secondo la formulazione prevista dal Governo, andremmo a
penalizzare tutte le strutture; se, invece, lo ponessimo rispetto a
quello che è anche l'accreditamento già dato, a livello nazionale,
nella compensazione delle strutture attive, a livello regionale,
sicuramente faremmo un bene alla Sicilia e incrementeremmo quelle
strutture che recano un attivo al sistema sanitario regionale.
Credo, quindi, che questa sia una formulazione che, sicuramente,
garantisca tutte le strutture private convenzionate ma anche coloro
che abbiano un'attività.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
come lei ben sa, questo argomento è nato da una esigenza iniziale
della provincia di Messina e che, grazie anche alla sua
lungimiranza, è stato esteso a tutta la Regione.
Di fatto, abbiamo ottenuto un qualcosa che finora alla Sicilia era
stato precluso, cioè abbiamo la possibilità, al di fuori degli
aggregati, dei budget, di ottenere la remunerazione delle
prestazioni fornite ai pazienti provenienti da fuori Regione.
Questo privilegio è stato esteso sia alle strutture pubbliche sia
a quelle private in regime di accreditamento; ovviamente, questa
remunerazione deve avvenire necessariamente al di fuori del budget,
perché è una partita di giro, una mobilità attiva che incassiamo e
che va a ridurre, contabilmente, la nostra passività.
Tutti i meccanismi virtuosi che possono essere messi in atto per
favorire questo tipo di attività da parte delle strutture devono
essere, secondo me, sostenute a più non posso dall'Assemblea. La
parola remunerazione' non è pregiudizievole, in quanto essa
avviene, nei confronti della Regione, in base alla tariffa TUC, che
è quella nazionale.
Le chiedo di non porre un limite alla remunerazione ma di
stabilire lei stesso le regole - il 20 per cento in meno del TUC,
il 10 per cento, il 15 per cento, non importa - trattenendo una
quota da destinare alle attività regionali sanitarie che lei
valuterà. Non è però possibile lasciare libera la contrattazione
all'Assessore o al Governo di turno. Chi fa attività, chi eroga
prestazioni, ha necessità di avere certezza di bilancio: deve poter
sapere che un intervento al cuore o una protesi o quello che sia,
presenta una remunerazione fissa. Non è possibile individuare un
criterio variabile, altrimenti faremmo un danno alla qualità della
prestazione sanitaria, non daremmo certezza alle strutture
pubbliche e private sulle prestazioni erogate.
Le chiedo, quindi, di operare la sua scelta anche in funzione di
una sua disponibilità. Sarà lei a stabilire la remunerazione che
deve essere, però, fissa, non variabile; dobbiamo dare certezza
alle strutture, siano esse pubbliche che private.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, auspico che il
Governo dia parere favorevole a quest'emendamento, anzi che lo
faccia proprio. Mi sorprende che non lo abbia proposto il Governo,
posto che è impegnato - e ne diamo atto - in un'opera di
responsabilizzazione del funzionamento della sanità nella nostra
Regione, adottando dei meccanismi che consentano ai più virtuosi,
alle cliniche, così come agli ospedali pubblici e a tutti i
soggetti che operano nella sanità, di essere premiati per
l'attività che svolgono.
Sarebbe un paradosso, anche in relazione all'approvazione di ieri
dell'emendamento che penalizza i manager macchiatisi dello sfascio
della sanità per non essere riusciti a raggiungere il pareggio di
bilancio, se con ciò stesso non si valutasse il meccanismo della
premialità a favore dei migliori: sarebbe paradossale se oggi non
si esprimesse parere favorevole ad un emendamento che introduce
proprio questo principio, cioè che laddove non siamo solo
protagonisti di cattiva sanità ma di buona sanità - mi riferisco
alle cliniche siciliane, pubbliche e private, che riescono ad
attrarre mobilità extraregionale positiva - non venga riconosciuta
a quegli stessi ospedali e cliniche la remunerazione per tali
prestazioni. Sarebbe veramente un controsenso.
Mi auguro, pertanto, che il Governo faccia proprio l'emendamento.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo si è fatto carico di una esigenza che era
partita dalle strutture private del messinese e non solo l'ha
estesa con una norma a tutte le strutture regionali, ma lo ha fatto
parimenti nei confronti delle strutture pubbliche. Il meccanismo
previsto all'articolo 24 è, infatti, contenuto anche in una norma
di rinvio che riguarda le strutture pubbliche.
Qual è il principio? Il principio è quello di incentivare
prestazioni di qualità da parte delle nostre strutture pubbliche e
private, in grado di abbattere la mobilità verso le altre regioni.
Si è posto - e non soltanto in Sicilia - il problema della
relativa remunerazione, quid iuris rispetto alle remunerazioni, ma
questo riguarda in particolare le strutture private con riferimento
alla remunerazione delle prestazioni erogate in favore di cittadini
che provengano dalle altre regioni.
Vi era stato, a livello amministrativo, un primo riconoscimento -
e questo era stato oggetto di una contrattazione fino a quando non
abbiamo definito questa norma - volto a prevedere una remunerazione
all'interno del tetto di spesa regionale.
Ovviamente, questa impostazione rischiava di penalizzare le
strutture private delle altre province che, per la loro
collocazione geografica, non avevano la possibilità di attingere ad
un bacino extraregionale.
Si è prevista questa norma legata ad un meccanismo finanziario
molto importante che è quello del pagamento - vedremo poi di che
cosa - a seguito dell'accreditamento che opera lo Stato e che
generalmente avviene dopo due anni. Se non avessimo previsto questo
meccanismo finanziario, avremmo rischiato di aumentare il nostro
deficit, perché avremmo dovuto anticipare le spese per poi avere,
dopo due anni, le somme da parte dello Stato. Situazione, questa,
che ha provocato una condizione di deficit per il Molise e, allora,
si è previsto che il pagamento avverrà nel momento in cui lo Stato
ci accrediterà le prestazioni che le nostre strutture rendono a
favore dei cittadini provenienti dalle altre regioni.
Il tema si riduceva, quindi, a determinare quale tipo di
remunerazione praticare, una remunerazione piena o legata soltanto
ad un meccanismo di premialità? Qual è la differenza?
Io assegno cento ad una struttura - poniamo del messinese - che è
il budget prefissato a seguito di contrattazione: ebbene, la
struttura del messinese eroga cinquanta in termini di DRG a favore
dei cittadini calabresi, ovviamente per la Regione siciliana è un
abbattimento della mobilità passiva, perché andiamo a compensare le
partite contabili.
Dobbiamo remunerare questo cinquanta in maniera piena, per cui
l'abbattimento della nostra mobilità passiva viene soltanto
suddiviso a favore delle strutture private o, posto che le spese di
organizzazione, di costruzione dell'azienda eccetera sono già
remunerate dall'intero budget, si deve prevedere soltanto un
meccanismo di premialità in modo tale che la Regione possa
abbattere ed incrementare le proprie risorse da distribuire a tutti
gli altri?
Ecco perché non abbiamo previsto la remunerazione ma meccanismi di
premialità: in altri termini, tutto ciò che si fa extra budget si
riconosce non al 10%, ma con una quota inferiore, e ciò per una
questione di equità nell'interesse di tutta la Regione siciliana. I
meccanismi di premialità sono già, quindi, un grande riconoscimento
alle strutture capaci di attrarre i cittadini dalle altre Regioni,
ma dobbiamo anche salvaguardare, ed è un appello che io rivolgo
all'Assemblea, l'interesse della Regione ad avere, per così dire,
un proprio tornaconto per le casse regionali. I meccanismi di
premialità verranno poi definiti, ovviamente, in sede di
contrattazione. Ecco perché esprimo parere contrario
all'emendamento e chiedo invece che venga mantenuta la lettera f)
dell'articolo 24.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dire che stiamo preparando un subemendamento per accogliere
anche in parte le proposte che avanzava l'Assessore.
RUSSO, assessore per la sanità. Per una percentuale non inferiore
al 50
FORMICA. Signor Presidente, stiamo preparando un emendamento con
il quale, accogliendo in parte le proposte avanzate dall'Assessore,
destiniamo il 90% della remunerazione alle strutture pubbliche e
private che eseguono le prestazioni e il rimanente 10%
all'Assessorato perché, altrimenti, si tratterebbe di indebito
arricchimento per la Regione, sottraendosi somme spettanti per
prestazioni erogate da enti che hanno diritto di essere remunerati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
considero del tutto corretto valutare che chi eroga le prestazioni
sia addirittura in grado di attrarre utenza proveniente da fuori il
territorio siciliano e che, in tal senso, vada in qualche modo
premiato. Però, onorevole Formica, non direi che la Regione - in
questo caso, l'Amministrazione pubblica - avrebbe un illecito
arricchimento. Una struttura esiste anche dal fatto che gran parte
dei suoi costi di gestione sono, in qualche modo, in una logica di
scala economica, già distribuiti sul budget che la Regione stessa
affida alla struttura per il mantenimento dell'impianto.
Attenzione, io poi non so se sia giusto il 90, il 99 o piuttosto
l'80 per cento.
E' chiaro che va fatta una valutazione economico-finanziaria per
assegnare il DRG, tenuto conto che ci sono dei costi
imprenditoriali già garantiti dal budget che la Regione dà alla
struttura stessa, quindi, userei espressioni meno perentorie.
Se è come sostiene l'onorevole Formica, mi pare di poter dire che
la percentuale è già un elemento di premialità; o stabiliamo che la
premialità la si affida all'Assessore che con decreto, e non con
negoziazione, fissa gli importi relativi ai DRG oppure,
sinceramente, qualunque percentuale scegliamo, non mi sento di dire
se sia giusta o sbagliata.
Sia l'Esecutivo a decidere il carattere della premialità o della
remunerazione in percentuale
Io propongo un subemendamento riferito all'emendamento a firma
degli onorevoli Laccoto ed altri, volto a mantenere il concetto di
remunerazione , in percentuale, rispetto al valore dei DRG che
l'Assessore, con apposito decreto, determinerà nei successivi 90 o
60 giorni, remunerazione , quindi, non premialità Non me la
sento di dire se sia 90 giusto, 80 sbagliato, 45 migliore
Suggerisco una remunerazione la cui percentuale sarà definita con
apposito decreto dell'Assessore.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, signor Assessore, rassereniamoci, altrimenti ci
confondiamo
Per quanto riguarda l'emendamento che gli onorevoli Laccoto ed
altri hanno presentato, ho sentito dire più volte che si
tratterebbe di un problema di Messina, ma in realtà è
principalmente un problema della Regione, perché non riguarda
esclusivamente le cliniche private, ma anche il pubblico
Sull'argomento, in Commissione, c'è stata più volte con l'Assessore
una discussione; c'è stato anche un parere espresso dal Ministero
in corso d'opera, che - effettivamente - ha sostenuto che
l'extrabudget - dobbiamo essere chiari - non si poteva fare nella
fattispecie per l'anno 2008.
Ma l'Assessore sa - e devo dire lo sappiamo tutti - che altre
regioni d'Italia questo problema non se lo sono mai posto, perché
in altre regioni d'Italia il meccanismo dell'extrabudget è
qualcosa che viene erogato al 100%.
Addirittura, c'è una sentenza del TAR Lazio che è intervenuta nel
merito
Non sono d'accordo sulle percentuali, non ritengo corretto nei
confronti di chi attrae verso la Sicilia - per cui compensa le
passività che la Regione ha - attribuire, addirittura, qualcosa in
meno rispetto al DRG. Credo sia totalmente sbagliato
A questo punto, e non entro nel merito, siccome c'è scritto che
non deve incidere sull'aggregato esistente, ma è un qualcosa che va
oltre, una partita di giro, che le altre regioni pagano alla
Sicilia, ebbene, non capisco il perché di questa preoccupazione. E'
una partita di giro, ripeto, noi automaticamente paghiamo le
cliniche o le strutture pubbliche che erogano questo servizio. E'
totalmente una partita di compensazione
Inviterei ad essere coerenti, pertanto. Paradossalmente, se diamo
meno alle strutture che erogano questo servizio, incentiviamo a non
attrarre utenza verso la Regione siciliana
Ricordo a tutti che nella Regione Lombardia, se dovesse applicarsi
un meccanismo del genere, è ovvio che, paradossalmente, diverse
strutture che fanno altissima specializzazione potrebbero chiudere,
e noi siamo i primi a recarci lì quindi è come se noi oggi
volessimo far venire utenti fuori Regione, ma dicessimo loro di non
venire perché il DRG glielo paghiamo limitatamente ad una quota.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
desidero ritornare sull'argomento molto rapidamente.
Non vuole essere la mia insistenza un'offesa ad un ragionamento
globale, ma dico che noi stiamo facendo una legge per incrementare
la mobilità extraregionale - e mi rivolgo ai colleghi - al fine di
ridurre questo passivo: cerchiamo, quindi, di porre dei meccanismi
che non vadano in questa direzione.
Diversamente è un controsenso in termini di logica; l'Assessore ha
già la remunerazione di cui parlava prima, signor Presidente, la
Regione ce l'ha perché, rispetto alla tariffa unica nazionale, si
rimborsa la tariffa regionale. Si abbassi quella tariffa
Stabilisca lei i criteri, Assessore.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, signor Assessore, vorrei capire qual è la
complessità di questa situazione. Noi ci troveremmo ad incrementare
la passività della Regione siciliana perché gli istituti che sono,
per esempio, a Messina, andrebbero ad aprire a Reggio Calabria o a
Villa San Giovanni e noi dovremmo poi pagare, incrementando i 280
milioni di passività che già abbiamo Questo è il sistema che
innescheremmo se non ci fosse un riconoscimento della remunerazione
extrabudget rispetto alle tariffe già stabilite a livello
regionale.
Non voler comprendere questo, significa fare un danno alla Regione
siciliana, perché ne incrementeremmo ancora le passività. Questa è
una vicenda che, certamente, complica la situazione alla Regione.
Se noi vogliamo dare respiro alla situazione finanziaria e
diminuire la passività regionale dobbiamo certamente incrementare
questo meccanismo. C'è di più: noi, rispetto al Lazio o alla
Campania, che già pagano il 100%, avremmo le tariffe che stabilisce
l'assessorato e, quindi, la remunerazione avverrebbe sulle tariffe
stabilite a livello regionale.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo
scusa - stasera stanno venendo un po' tutti i nodi al pettine, lo
dico ai colleghi parlamentari - ma stiamo parlando della riforma
sanitaria e siccome non è una riforma di facciata, ma una riforma
vera, tutti i temi che finora abbiamo affrontato sulle pagine dei
giornali, nelle Commissioni, nelle campagne elettorali, riaffiorano
nuovamente dal dibattito. La riforma sanitaria appartiene a tutti i
cittadini, del resto, come pure alle imprese, alle istituzioni:
come vedete, questo è un esempio tipico delle tante cose che,
ovviamente, succedono quando si parla di argomenti così importanti.
Il tema che stiamo affrontando, infatti, non è di secondo ordine,
non interessa una clinica privata, ma è un tema di sistema: la
Regione vuole fare il salto di qualità e diventare un punto di
riferimento del Mediterraneo e dell'Italia meridionale? E, allora,
deve investire sulle strutture pubbliche e private Non ci sono
dubbi, non è un fatto messinese', deve essere visto come una
filosofia complessiva, come un investimento, come - finalmente -
una inversione di tendenza di questo Governo.
I viaggi della speranza facciamoli al contrario
Non può essere solo un fatto di guadagno tra l'assessorato,
l'impresa e il privato; il privato è una risorsa, non
dimentichiamolo Senza privati siamo all'esistenzialismo
Signor Assessore, onorevoli colleghi, il tema è questo: non
facciamolo diventare un fatto messinese, è una questione siciliana
E' una questione chiara su come vogliamo veramente avere una nuova
sanità Considero questo uno dei punti importanti, perché è su
questo che possiamo tracciare un futuro nuovo per la nostra sanità.
Signor Presidente, chiedo cinque minuti di sospensione affinché,
in maniera garbata, serena, possiamo trovare una soluzione
migliore. Non dimentichiamo che la parola remunerazione è già un
passo avanti rispetto al termine premialità , ma vediamo in che
modo possiamo incentivare, non solo il privato, ma soprattutto il
pubblico, a venire nella nostra regione a curarsi.
Ritengo che su questo punto sia importante trovare la massima
unità possibile.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, proprio per
venire incontro ai rilievi e alle istanze che sono state formulate
nel corso di questo dibattito, il Governo è disponibile a
modificare la lettera f). Il senso dovrebbe essere quello di
prevedere non meccanismi di premialità ma di remunerazione ben
determinati. Credo che questo sia un principio immanente alla legge
che stiamo per approvare: tali meccanismi saranno determinati di
intesa con le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative.
E' in quella sede che si possono fissare meccanismi di
remunerazione contrattualmente stabiliti che, sicuramente, vanno
incontro alle esigenze di tutti.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Assessore, prima di intervenire, vorrei sapere se c'è
una nuova proposta del Governo sui meccanismi di remunerazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Il subemendamento potrebbe essere
quello di prevedere meccanismi di remunerazione non inferiori al 75
per cento delle prestazioni erogate, riferiti al costo della
remunerazione della prestazione da determinarsi d'intesa con...
BUZZANCA. Signor Assessore, mi pare che quando c'è la
ragionevolezza non c'è motivo di confliggere. Signor Presidente,
voglio fare una sola osservazione perché, dagli interventi che si
sono susseguiti, secondo me stava emergendo una deriva che potrebbe
diventare pericolosa.
E' chiaro che ciascuno di noi è portatore di interessi legittimi
che provengono dal territorio, ma è altrettanto vero che siamo
parlamentari di tutti i siciliani ed è verissimo il fatto che
ciascuno di noi, difendendo legittimi interessi territoriali, non
può tuttavia porsi in conflitto con il resto del territorio.
Ringrazio l'Assessore per essere stato disponibile a venire
incontro alle esigenze che vengono da questo mondo, un mondo per
noi fondamentale, però stiamo attenti, non dobbiamo cadere ogni
volta nella trappola, di metterci l'un contro l'altro, Messina
contro Catania o Catania contro Messina ed entrambe contro Palermo,
perché questo è un argomento troppo serio. E se esiste attrazione
dal punto di vista sanitario, dobbiamo mettere nelle condizioni -
chiunque esso sia, pubblico o privato - di farlo, perché questa
ricchezza deve implementare l'economia siciliana e deve essere
capace di fornire salute.
Quindi, l'assist dell'Assessore mi sembra importante, ma questa
considerazione facciamola nostra, teniamola per noi. Non mettiamoci
a confliggere fra di noi, ma pensiamo agli interessi complessivi
del popolo siciliano.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei utilizzare
questa occasione, innanzitutto, per ribadire un principio, che non
c'è nulla di male a stabilire se è una questione messinese - perché
Messina fa parte di questa Regione - e se un'idea parte da Messina,
da Palermo, da Catania o da Ragusa che ben venga D'altro canto,
siamo in un momento in cui ci stiamo accingendo a realizzare questo
ponte che legherà la Calabria con la Sicilia.
Siamo anche la porta di questa Regione e, quindi, se c'è questa
specificità, è giusto che possa essere portata avanti, anche
nell'interesse della Regione.
Io, però, non sono convinto del fatto che qui si voglia per forza
litigare, per un'ora, sul significato di una parola: premialità' o
remunerazione'. Ebbene, credo che le iniziative pubbliche e
private che erogano servizi - che, tra l'altro, attraggono flussi
che provengono da fuori Regione - debbano ottenere tutto il budget
che ne deriva. Nelle altre Regioni credo che avvenga in questi
termini. Non penso che quando i siciliani vadano fuori Regione per
farsi curare, quella Regione trattenga una parte che fa capo a
quelle strutture, pubbliche o private, che riescono ad attrarre
tali flussi sanitari.
E' come se noi chiedessimo alle imprese pubbliche o private che
attraggono flussi turistici in questa Regione, che sosteniamo con
infrastrutture, ebbene è come se chiedessimo agli albergatori o
alle aziende dello Stato, Autostrade, Ferrovie e così via, una
parte di quei flussi che provengono dai turisti che si recano in
Sicilia.
Non sono d'accordo sulle percentuali, però credo che possiamo
accettare una mediazione dell'Assessore che tenga conto di queste
specificità, purché si parta dal 75 per cento in su, poi da
contrattare con il sistema sanitario pubblico e privato.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Laccoto, Beninati, Picciolo, Romano ed altri il subemendamento
24.1.4.1 all'emendamento 24.1.4. Ne do lettura:
«Aggiungere non inferiore al 75 per cento dei DRG effettuati
rispetto alla tariffa unica nazionale ».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, la tariffa unica nazionale nel sistema DRG non esiste. Ci
sono le fasce. Occorre non meno del 75 per cento del DRG (diagnosis-
related group) che si applichi alla fascia a cui la struttura è
riferita, perché altrimenti li paghiamo con il 75 per cento...
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Forse la maniera più corretta è
quella di prevedere il 75 per cento degli importi riconosciuti in
sede di compensazione , cioè degli importi riconosciuti, quelli che
sono liquidati, accertati e, quindi, riconosciuti.
PRESIDENTE. Non sospendo la seduta ma aspetto che venga riscritto
il testo dell'emendamento. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dal Governo il subemendamento 24.1.4.2 di cui do
lettura:
«Al comma 1, sostituire la lettera f) con la seguente:
f) dei meccanismi di remunerazione non inferiore al 75 per cento
degli importi riconosciuti in sede di compensazione per la mobilità
infraregionale, al di fuori dell'aggregato complessivo regionale,
in favore delle strutture che erogano prestazioni certificate di
mobilità attiva extraregionale, solo a seguito dell'effettiva
erogazione delle relative risorse».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Il subemendamento 24.1.4.1 è superato.
Il subemendamento 24.1.4 è assorbito dal subemendamento 24.1.4.2.
Il subemendamento 24.1.3 è analogamente assorbito.
Si passa al subemendamento 24.1.8.
SCAMMACCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per illustrare brevemente entrambi i subemendamenti, uno
dei quali assorbirebbe l'altro; si tratta del 24.1.8 e del 24.1.10.
I suddetti subemendamenti sono finalizzati a risolvere un problema
che si verifica da tempo in molte strutture private ospedaliere
accreditate le quali, da un lato, possono esercitare attività di
ricovero, anche chirurgica ma, teoricamente, non dispongono
dell'accreditamento per i rispettivi ambulatori.
Questo subemendamento, in particolare il 24.1.10, consentirebbe,
all'interno del budget di spesa ospedaliera assegnata alla
struttura, di ridurre moltissimo il fenomeno della inappropriatezza
dei ricoveri che spesso si verificano per coprire operazioni che
possono essere effettuate in sede ambulatoriale.
Credo, quindi, che l'accoglimento di questo subemendamento, possa
consentire semplicemente di razionalizzare l'attività delle
strutture, sempre nel rispetto del limite delle specialità
accreditate.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il principio
esposto dall'onorevole Scammacca penso debba essere meritevole di
riflessione. Sostanzialmente, cosa facciamo?
Abbiamo un contratto che prevede l'erogazione di prestazioni di
ricovero e cura; per legge, stabiliamo che questo contratto muta il
suo oggetto e può prevedere altro tipo di erogazione.
Non siamo contrari, in linea di principio, al fatto che non si
facciano prestazioni non appropriate - ci mancherebbe altro - ma
immaginare per legge che il budget destinato alle prestazioni,
qualora fossero inappropriate, debba essere comunque usato e si
debba farlo per l'ambulatoriale è un'altra cosa
Immagino che, comunque, si debba affermare il principio che le
prestazioni inappropriate sono tali e non si devono effettuare Si
deve fare in modo che non si effettuino e, poi, si stabilisce per
contratto - e non per legge - una mutazione contrattuale,
prescrivendo tout court per tutti i contratti che si possono
erogare anche prestazioni ambulatoriali da parte di chi ha i
requisiti.
Ritengo, quindi, che le finalità illustrate siano condivisibili.
Lo strumento è però assolutamente sbagliato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 24.1.8. Il parere
del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, in linea di principio, l'emendamento potrebbe essere
accolto, tuttavia, credo che non debba essere disposto per legge.
Se una tale struttura è accreditata e contrattualizzata per rendere
prestazioni ospedaliere, quindi, attiverà i procedimenti
burocratici per ottenere anche l'accreditamento per le prestazioni
da rendere a livello ambulatoriale. Non possiamo, per legge, andare
ad accreditare anche prestazioni ambulatoriali per strutture di cui
non conosciamo se possiedano i requisiti. Come possiamo sapere se
presenta caratteristiche, dotazioni strumentali, tecniche
strutturali per avere accreditato anche l'ambulatorio? In altre
parole, in tal modo, allo stato, non è precluso.
Nel senso di quanto prescritto dall'emendamento, accrediteremmo
per legge un'attività senza la verifica dei requisiti.
Il parere sull'emendamento presentato con questa formulazione,
dunque, non può che essere contrario.
SCAMMACCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per precisare che i requisiti degli ambulatori nelle
specialità autorizzate e accreditate per ricovero sono
automaticamente compresi. Pertanto, c'è solo da estendere. E' una
diatriba che vige da dieci anni e che, secondo me, può essere
risolta in maniera molto semplice. Non si tratta di accreditare
ambulatori in specialità diverse, ma semplicemente di stabilire
che, se sono autorizzati ad aprire lo stomaco di un individuo e ad
operarlo, presumo, siano autorizzati anche a visitarlo
Il concetto è questo, riferito sempre all'interno della stessa
autorizzazione ed accreditamento. Non si tratta, dunque, di una
estensione contrattuale o altro; la contrattualizzazione è a valle
di questo e, comunque, all'interno del budget ospedaliero di spesa.
E' come dire che un ospedale non può effettuare una visita Mi
sembra proprio un vuoto normativo, pur tuttavia, mi rimetto alle
decisioni del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, detto così come
ha fatto l'onorevole Scammacca, chiaramente, costituirebbe
un'anomalia del principio legislativo. Vorrei, invece, riprendere
le cose di cui stavamo parlando.
Ci riferiamo al fatto che il sistema pubblico, per certi versi, e
quello privato sono costruiti sulla budgettizzazione e, sulla base
di questa, l'emendamento prevede che, fermo restando il budget,
occorre ridurre i ricoveri inappropriati.
L'obiettivo è evitare che si usi il ricovero per prestazioni che
non ne necessitino. Bisogna autorizzare per legge - quindi, non
sulla verifica - perché quest'ultima rimane quanto al possesso dei
meccanismi per l'accreditamento.
Sarò conservatore, ma sono fermo ai princìpi giuridici. I princìpi
che hanno regolato l'accreditamento sono stati fissati dal decreto
del 2002, scaduto nel mese di giugno del 2007. In tutto quel
periodo, si potevano fare un sacco di cose Ciò che comprendo è
che, in questa nostra bella e complicata Regione, tutto ciò che si
può fare quando la legge lo prevede non si fa, ma c'è sempre
bisogno di farlo successivamente Occorre, in altri termini,
ricorrere a sanatorie e c'è sempre l'idea che tanto ci sarà una
legge che provvederà a derogare
Vorrei fosse chiaro - e ribalto il ragionamento dell'onorevole
Scammacca - che, per ridurre i ricoveri inappropriati, l'Assessore
per la sanità deve disporre che, ad esempio, per l'intervento di
cataratta, non occorre il ricovero, perché lo stesso si effettua in
ambulatorio. E, allora, lo si fa a prescindere.
Qual è l'obiettivo che persegue l'emendamento dell'onorevole
Scammacca? E' vero che questo emendamento prevede il pagamento di
un servizio ambulatoriale che, altrimenti, non sarebbe
riconosciuto
SCAMMACCA. Onorevole Cracolici, se effettuo un ricovero
inappropriato, viene classificato e pagato come ambulatoriale?
CRACOLICI. Appunto
SCAMMACCA. E, allora, non cambia proprio niente
CRACOLICI. Ma se effettua un ricovero inappropriato, resta un
ricovero inappropriato, quindi
SCAMMACCA. Non cambia niente
CRACOLICI. Sì, non cambia niente dal punto di vista monetario, ma
resta il dato dell'inappropriatezza del sistema. Delle due l'una: o
interveniamo per abbattere, ma l'idea di fissare il budget
insomma, visto che è inappropriato il modo in cui lo spendiamo -
comunque, lo dobbiamo spendere tutto, anche attraverso il sistema
ambulatoriale -, non mi convince la previsione. Lo capirei se
avesse un obiettivo di risparmio, cioè se, invece di effettuare il
ricovero, prevedessi l'ambulatorio, quindi decurtando il mio budget
per l'attività ambulatoriale che mi consentirebbe le stesse
prestazioni con un costo minore. Ma così non è
Onorevoli colleghi, vi invito, quindi, ad evitare un voto su tale
questione perché, di fatto, costituisce per legge un'autorizzazione
all'accreditamento e stiamo riproponendo una questione che, forse
fra qualche minuto, tornerà nel dibattito dell'Aula.
Vi invito ad evitare, in questo disegno di legge - che ha
l'obiettivo di contenere la spesa - autorizzazioni in deroga. Ecco
perché rinnovo l'appello a ritirare questo emendamento.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, colgo lo spirito che ha animato i firmatari di questo
emendamento; pur non di meno, la posizione del Governo è che questi
aspetti non vanno decisi per legge ma piuttosto affidate alle
decisioni da assumere a livello amministrativo, d'intesa con le
categorie rappresentative. E, sotto questo profilo, onorevole
Scammacca, se il buon senso mi porta a dire che, se posso operare
una persona la posso anche visitare, l'analogo buon senso di
amministratore mi porta a dire che prenderemo in considerazione
queste istanze, ma a livello amministrativo, sede in cui potremo
verificare al meglio queste aspettative e tali legittimi interessi.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ritiriamo il subemendamento ma lo facciamo specificando che la
finalità non è quella che il collega Cracolici ha voluto qui
evidenziare con una particolare enfasi, perché, invero, l'obiettivo
è chiaro.
E' molto più conveniente - ed anche più facile per i titolari di
case di cura private - escludere che ci sia la visita ambulatoriale
per l'utilizzazione del budget: chi indica la necessità di
contemperare l'ambulatorio con il ricovero, quindi, è chiaro che
mette l'Amministrazione in condizione non soltanto di rendere più
appropriato l'intervento, ma meno inappropriato il ricovero e la
cura nella struttura. Questo è un intervento finalizzato a ridurre
la spesa, a controllare, in modo più trasparente, la contemporanea
esistenza dell'uno e dell'altro tipo di prestazione. Sicuramente,
il mantenimento della cura e del ricovero sarebbe finalizzato al
conseguimento di un maggiore vantaggio e di un maggiore utile.
PRESIDENTE. Il subemendamento 24.1.8 è, quindi, ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 24.1.9.
SCAMMACCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
subemendamento 24.1.9 tende a far sì che si prevedano - come ho
scritto - meccanismi di incentivazione al fine di ridurre la
mobilità passiva extraregionale. Ma è tutto da affidare a
provvedimenti amministrativi, con una sinergia tra convenzioni e
accordi tra strutture di eccellenza di Regioni ad elevata mobilità
attiva - penso alla Lombardia, all'Emilia Romagna e ad altre
Regioni - e strutture pubbliche e private accreditate della nostra
Regione, al fine di ridurre o combattere, appunto, la mobilità
passiva extraregionale.
Credo sia semplicemente una possibilità che diamo al sistema,
sostanzialmente, a costo zero: esplicitiamo, però, la possibilità
di importare know-how senza farci colonizzare come, purtroppo,
qualche volta è avvenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 24.1.9. Il parere
del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, secondo me c'è un problema procedurale e formale. La
previsione legislativa di meccanismi di incentivazione, che
immagino siano di natura economica, deve trovare allocazione in un
capitolo di bilancio e, quindi, credo che dovremmo indicare
l'imputazione in termini contabili. Se, invece, questo
condivisibile spirito viene inteso nel senso che le strutture
private possano essere autorizzate a prevedere accordi con
strutture pubbliche o private ai fini dell'abbattimento della
mobilità extraregionale, con meccanismi di premialità da definire
in sede contrattuale, allora il Governo esprimerà parere
favorevole. Qui possiamo autorizzarlo, poi in sede di
contrattazione con l'AIOP, con le categorie maggiormente
rappresentative, si possono definire questi meccanismi di
incentivazione che certamente giovano alla Regione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PREDIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento interviene in una disciplina che, per certi versi, è
già definita dalle leggi che regolano l'organizzazione del sistema
sanitario. In particolare, una norma che riguarda la
sperimentazione gestionale con modalità sinergiche pubblico-
privato o tra più privati, sebbene in realtà la sperimentazione è
pubblico-privato , perché tra più privati è un accordo tra le
parti, non ha bisogno della legge.
La sperimentazione gestionale è già una disciplina che regola le
attività. Noi, in questa Regione, l'abbiamo attuata, credo che
prima o poi sarà un'occasione buona e giusta valutare anche l'esito
di alcune sperimentazioni gestionali, una tra tutte la vicenda del
San Raffaele che ha visto un rapporto pubblico-privato.
Se l'onorevole Scammacca intende stabilire con norma che tra due
privati si può fare un accordo di know-how, di professionalità da
utilizzare per valorizzare, accrescere la qualità del sistema
privato siciliano, ebbene, per fare tutto ciò non c'è bisogno della
legge, perché la fattispecie è regolata dal codice civile. Se tutto
ciò si deve fare, invece, con una logica esclusivamente
incentivante, allora rispondo in questo modo: stiamo introducendo
una norma che per la prima volta, anche nel sistema privato,
stabilisce il principio che non tutti sono uguali, cioè anche il
privato non è tutto uguale, perché stiamo prevedendo un sistema che
differenzia o che prova a differenziare la qualità.
Credo, allora, che quella sia una modalità che, in qualche modo,
arriva all'obiettivo di cui parla l'onorevole Scammacca, cioè chi
investe in qualità, non può essere considerato alla stessa stregua
di chi fa il prestatore d'opera in ambito sanitario. Se così è,
proprio perché si sceglie in favore della qualità, credo che il
sistema già oggi stia prevedendo modalità di differenziazione tra
il privato. Ecco perché ritengo inutile questa previsione rispetto
al fatto che già il legislatore regionale sta cominciando ad
introdurre principi che valorizzano la qualità. E ciò non può
essere soltanto stabilito dal fatto che c'è un rapporto di sinergia
tra un soggetto siciliano e uno lombardo, o toscano, o veneto,
perché la qualità si misura sull'effettiva capacità di valutarla
con degli indicatori e strumenti che il sistema si dovrà dare.
Credo, quindi, che l'emendamento del collega Scammacca sia in
qualche modo superato come principio da come stiamo organizzando il
disegno di legge: se si limita peraltro ad essere così specifico,
sinceramente non capisco perché non è definita e non è definibile
quale sarà la natura dell'incentivazione, come questa, cioè, si
commisurerà ad un effetto monetario rispetto al budget. Chiedo,
pertanto, ai colleghi Leontini e Scammacca di ritirare anche questo
emendamento.
SCAMMACCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ricollego
alla proposta dell'Assessore, che ringrazio perché ha centrato il
problema. Sono d'accordo a cassare l'aspetto delle incentivazioni
che, effettivamente, può produrre qualche dubbio e qualche
difficoltà interpretativa, soprattutto amministrativa, per i
profili di bilancio e quant'altro. Si può ovviare riferendosi ai
meccanismi di premialità o alla formula che è stata suggerita ed
eventualmente anche limitare alla collaborazione di strutture di
eccellenza di altre regioni con strutture private, qualora generi
problemi l'espressione strutture pubbliche .
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'Assessore dovrà precisare che non soltanto è possibile praticare
quanto detto a proposito delle collaborazioni, come avviene tra le
nostre strutture pubbliche ed altre strutture private, come citato
dall'onorevole Cracolici, ma se a tale finalità di riconoscimento
di meccanismi di premialità è finalizzato anche il contenuto del
comma 5 dell'articolo 24 che andremo a chiarire più tardi.
Contenuto normativo laddove si dice che l'Assessore regionale per
la sanità, d'intesa con le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative, individua con cadenza biennale, nell'ambito delle
strutture private accreditate e convenzionate, classi di strutture
in base a criteri di qualità delle stesse, dei servizi erogati e
della potenzialità erogativa da correlare, per il corretto
svolgimento del servizio, ad una diversa valorizzazione economica
delle prestazioni rese nel rispetto del principio di giusta
remunerazione.
Certo, questa è una fattispecie - il riconoscimento ad alcune
strutture private di qualità - che si rende possibile attraverso un
meccanismo di premialità.
L'onorevole Scammacca poc'anzi precisava l'altra fattispecie,
quella di incentivare la collaborazione tra nostre strutture
pubbliche e private di altre regioni qualificate che potrebbero,
nella collaborazione con le nostre, produrre appunto dei risultati
positivi.
L'Assessore vuole precisarlo nelle due fattispecie per evitare la
norma, ma abbiamo già una definizione dell'articolo.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, parto da un appello che aveva promosso l'onorevole
Cracolici: andare a regolare il campo che reca il titolo
erogazione di attività da parte di strutture private ; non può
essere, a mio avviso, appesantito da una regolamentazione minuta.
Fatta questa premessa, tutte le cose che sono state indicate nei
commi che abbiamo finora analizzato, sono finalità assolutamente
condivisibili e fanno parte della linea politica amministrativa che
sta seguendo questo Governo, che mira, nel rapporto con le
strutture private, a privilegiare ed incentivare la qualità e,
ovviamente, una struttura che è capace di dare un contributo nel
senso di ridurre la mobilità passiva extraregionale non può che
essere premiata, non con un'incentivazione a parte, ma con un
aumento del relativo budget.
Noi dobbiamo porci nella logica di un nuovo rapporto con le
strutture. Chi fa qualità, chi frena la mobilità passiva
extraregionale, avrà un budget più consistente, perché sul campo
dimostra di fare qualità, di imporsi con la concorrenza e nella
concorrenza rispetto alle altre strutture.
L'invito è, quindi, da una parte, a ritirare tutti gli emendamenti
che ingessano il sistema, che non gli conferiscono la necessaria
flessibilità, con l'impegno del Governo, che ha dimostrato con i
fatti di puntare a questo tipo di indirizzo da dare alle strutture
private, che nelle norme di principio siano parimenti ordinate nel
sistema sanitario regionale tali premialità interne ai meccanismi
contrattuali che conosciamo.
PRESIDENTE. Quindi, c'è un chiaro invito al ritiro da parte del
Governo.
SCAMMACCA. Dichiaro di ritirare i subemendamenti 24.1.9, 24.1.10 e
24.1.11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 24.1.13. Comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Beninati e Laccoto il subemendamento
24.1.13.3. Ne do lettura:
«Il primo comma dell'emendamento 24.1.13 è soppresso».
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, da una rapida scorsa dei subemendamenti presentati a
quello del Governo, attinenti il secondo comma dell'articolo 24, ho
notato che vi sono diversi emendamenti soppressivi dello stesso
comma 2 e di una parte di esso.
Allora, se è possibile, chiedo che si dia lettura e si tratti
l'emendamento presentato dal Governo 24.1.13.10. Con questo
emendamento, infatti, il comma secondo dell'emendamento 24.1.13 si
ferma alla penultima frase accordi contrattuali e cassa il
periodo da quelli destinatari di atti di programmazione regionale
assunti ai sensi della normativi vigente .
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottopongo
al Governo l'opportunità, rispetto a questo subemendamento, di
cassare a partire dalle parole già titolari , perché questo già
è, infatti, sbagliato. O sono titolari, nel momento in cui la
prestazione viene erogata, oppure non possono esserlo, prima
titolari e non adesso. Diversamente, non si capisce che cosa voglia
dire già titolari , lo erano prima e non lo sono adesso?
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Credo che diciamo tutti la stessa
cosa. Lessicalmente già titolari di accordi contrattuali nel
momento in cui entra in vigore la legge risponde bene alle finalità
che tutti quanti vogliamo perseguire. E' chiaro?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrà ragione
l'Assessore perché, certamente, dal punto di vista della dottrina e
della cultura giuridica mi è maestro. Però, Assessore, le leggi
devono leggerle anche le persone come me
Mi permetto di insistere. Mi dovete dire un giorno a cosa serva
scrivere in una legge della Regione che le prestazioni di
ricovero, sia in regime ordinario che in regime giornaliero, quelle
specialistiche, ambulatoriali, domiciliari e residenziali, ivi
compresa la diagnostica strumentale e di laboratorio e la medicina
fisica e riabilitativa, sono erogate in conformità alle vigenti
disposizioni normative, oltre che dalle strutture pubbliche anche
da quelle private accreditate e/o già : io dico e titolari di
accordi contrattuali . Scusate, ma in atto, com'è? Non è così?
Stiamo riscrivendo una norma manifesto , perché in atto, tutte
le cose che sono qui scritte, sono già erogate sia dal sistema
pubblico che dal sistema privato accreditato. Quest'ultimo, essendo
accreditato, appunto, è stato contrattualizzato attraverso un
budget assegnato.
Quindi, delle due l'una. Questa norma disciplina fattispecie
nuove? Non credo Disciplina il modello di rapporto tra il sistema
pubblico regionale e le modalità con le quali si eroga il servizio
sanitario della Regione.
Ma, fatto buono il principio di riconfermare la norma, Assessore,
insisto, che secondo me - che non devo andare al TAR - è meglio
scrivere oltre che dalle strutture pubbliche anche da quelle
private accreditate ed aggiungo e titolari di accordi
contrattuali . Non già , perché tale termine presuppone, a mio
avviso, che ci possa essere un accordo contrattuale che preesisteva
all'accreditamento.
Mettiamo allora la congiunzione e : essa ci aiuta a mettere
insieme due fattispecie giuridiche ed evita dubbi interpretativi.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sfuggirà al
collega Cracolici che la platea degli erogatori di prestazioni
specialistiche, prima di arrivare al target di erogatore, percorre
una fase autorizzativa, un'altra di accreditamento, che sarebbe un
adeguamento agli ulteriori standard, ed il passaggio ultimo è
quello del convenzionamento del contratto.
L'affermazione già contrattualizzati' fotografa una situazione
che è realmente esistente. E' l'attuale platea di erogatori di cui
si prende atto, altra cosa saranno le scelte successive
dell'Amministrazione. In atto stiamo, quindi, salvaguardando questa
platea.
Onorevole Cracolici, stiamo raggiungendo l'obiettivo di
fotografare la platea dei soggetti autorizzati, accreditati e
titolari di un contratto. Coloro che possiedono questo requisito
attualmente, sono quanti hanno il target di erogatore in regime di
convenzione. Stiamo salvaguardando questa platea, mettendola al
riparo da ampliamenti o finte speculazioni. Penso che anche lei
intenda muoversi nella direzione di salvaguardare tale platea.
CRACOLICI. Chi non è accreditato non può stare nel sistema, non
può erogare prestazioni
DINA. Infatti, stiamo dicendo la stessa cosa. Questo è il sistema.
Ci stiamo fermando, però, ad una platea che già esiste. In atto,
non stiamo aprendo altre possibilità, stiamo cercando di
salvaguardare questa platea che è budgettizzata', con tetti di
spesa e che rappresenta, sicuramente, una risorsa dal punto di
vista complessivo, perché attorno alle professionalità gira anche
un indotto occupazionale che non è indifferente, cosa che verrebbe
messa in discussione qualora ci fosse un allargamento senza tale
moderazione che intende fissare la norma in esame.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei rendere esplicito l'intento che vuole perseguire
la norma, che forse non sarà felicissima quanto alla formulazione,
ma se la si legge pacatamente, come diceva qualche altro politico
prima in voga, si capisce cosa intende disciplinare.
Mettiamoci d'accordo sul fine: il Governo vuole definire, alla
data di entrata in vigore della legge, qual è la platea degli
erogatori privati che fanno parte del sistema e che lavorano con un
contratto con la Regione siciliana. Vuole cioè impedire che oltre
gli erogatori attualmente esistenti, possano entrarvi anche coloro
che non hanno un contratto ma sono stati già accreditati. C'è,
quindi, una finalità che tutti condividiamo - e certamente la
maggioranza - di bloccare allo stato il sistema. Come lo si è
tradotto questo intento? Onorevole Cracolici, se lei togliesse il
termine già , la norma diventerebbe la seguente: le erogazioni di
queste prestazioni possono essere rese dalle strutture private
accreditate titolari di accordi contrattuali . Diventerebbe
esattamente una norma manifesto .
Abbiamo detto l'ovvio, sarebbe acqua fresca Abbiamo, cioè, detto
che in Sicilia erogano le prestazioni coloro che sono accreditati
in forza di un contratto.
Noi non intendiamo dire questo, piuttosto che possono continuare
ad erogare le prestazioni soltanto coloro che sono accreditati e
sono stati già titolari - o lo sono ancora, alla data di entrata in
vigore della legge - di un rapporto contrattuale.
CRACOLICI. Alla data di entrata in vigore della presente legge
allora, scriviamolo
RUSSO, assessore per la sanità. Certo, mentre coloro che dopo la
legge saranno accreditati ma non avevano un rapporto contrattuale
resteranno fuori da questa platea. Ma questo si capisce, mi deve
scusare L'espressione già titolare sta a significare proprio
questo.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, possono
accedere a tale concorso i laureati in una certa classe di laurea,
significa che hanno i requisiti coloro che risultano già laureati
ad una data definita, mentre, introducendo il termine titolari ,
significa che non si chiudono i termini...
E' molto più precisa, infatti, l'espressione contenuta attualmente
piuttosto che quella suggerita dall'onorevole Cracolici, a meno che
l'onorevole Cracolici non voglia indicare una finalità apparente
alla sua correzione per poi nasconderne una meno apparente. Se
volete, possiamo inserire le parole già in atto , ma sarebbe la
stessa cosa perché già titolari significa che sono in atto.
Se lasciamo la parola titolari , indichiamo una condizione in
itinere , di apertura; se inseriamo diversamente l'espressione già
titolari significa che, al momento della formazione della legge, i
soggetti hanno già conseguito la titolarità.
CRACOLICI. Quindi, si usi in atto titolari alla data della
presente legge .
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
argomentazioni dell'Assessore ci convincono ma non dobbiamo
disquisire sul significato della parola già che si può prestare
ad interpretazioni linguistiche diverse.
In una legge, ci sono modi più chiari per dire quanto l'Assessore
ha riferito. Abbiamo presentato un emendamento che recita
l'espressione titolari di accordi contrattuali alla data di
approvazione della presente legge .
Visto che vogliamo dire questo, scriviamolo ed evitiamo
discussioni filologiche - perché non ne siamo all'altezza - sul
termine già .
BENINATI, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirare il
subemendamento 24.1.13.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici il subemendamento 24.1.13.14 bis. Ne do lettura:
«Al comma 2 sostituire le parole da già titolari a normativa
vigente con le seguenti: titolari di accordi contrattuali alla
data di entrata in vigore della presente legge ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti al primo comma del
subemendamento 24.1.13 del Governo sono superati o preclusi.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Maira, Dina e
Cordaro i seguenti subemendamenti:
subemendamento 24.1.13.9:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2.bis. Le strutture di cui al comma precedente nell'ambito della
propria autonomia gestionale, possono aggregarsi, secondo il
principio della libera scelta, in strutture più complesse o
mantenere la propria identità singola continuando ad operare nel
territorio in cui insistono »;
subemendamento 24.1.13.14:
«Dopo le strutture , aggiungere di diagnostica di laboratorio ».
DINA. Chiedo di parlare per illustrarli.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare che
i subemendamenti tendono, per così dire, a fare un'opera di
prevenzione per ciò che si può ritenere un'esuberanza
dell'Assessore, in questo caso, che vorrebbe limitare la facoltà
dei laboratori di restare autonomi o aggregati imponendo a quelli
di analisi un'aggregazione forzata che significherebbe violare la
libertà di iniziativa aziendale, la libertà di iniziativa
professionale.
Con questo subemendamento vogliamo dare ai centri che erogano
prestazioni di laboratorio la possibilità, secondo le proprie
valutazioni aziendali e professionali, di accorparsi o di restare
autonomi. Il subemendamento precisa che si tratta esclusivamente
dei laboratori di diagnostica, cioè soltanto delle strutture di
diagnostica di laboratorio, mentre il subemendamento base è quello
che ho già esplicitato.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, dovrebbe però chiarire un aspetto. Nel
subemendamento lei fa riferimento al termine dopo le strutture ,
ma tenuto conto che nel testo dell'emendamento il termine
strutture figura due volte, dovrebbe precisare a quale periodo si
riferisce.
DINA. Al periodo in cui figura di diagnostica di laboratorio .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ciò che regola i
principi previsti dal Codice civile, in materia di fusione tra
soggetti privati - siano esse società o ditte individuali - non è
regolabile con legge regionale.
In realtà, credo che l'onorevole Dina voglia dare o provare a dare
risposta ad un problema che dobbiamo sapere che esiste e che è
figlio, in qualche modo, del c.d. piano di rientro che l'onorevole
Dina, molto spesso, assieme ai suoi colleghi, ha rivendicato essere
il piano sottoscritto dal Presidente Cuffaro e dall'assessore
Lagalla. Ebbene, cosa era previsto, però, in quel Piano?
Era previsto che il sistema dei laboratori, in particolare, visto
il livello di frantumazione e della impossibilità a reggere sulla
base dei finanziamenti o del budget loro assegnato, avevano, pur
con meccanismi di incentivazione che bisognava individuare, la
necessità di accorparsi o, comunque, di accorpare alcune delle
attività che essi svolgono, ad esempio, mantenere il centro
prelievo autonomo e avere sinergie per quanto riguarda i
laboratori.
L'onorevole Dina, sostanzialmente, prevede che i laboratori si
debbano accorpare
DINA. Onorevole Cracolici, non ho detto questo; ho detto che i
laboratori possono
CRACOLICI. Quindi i laboratori possono accorparsi se lo vogliono,
altrimenti rimangono come prima. Scusate, ma allora perché avete
sottoscritto quel piano di rientro?
DINA. Si può sbagliare
CRACOLICI. Quindi, oggi dichiarate di avere sbagliato quando avete
sottoscritto il piano di rientro che prevedeva una riduzione...
DINA. Non forzata
CRACOLICI. Onorevole Dina, non sarà forzata, però, delle due
l'una: o il piano di rientro ha degli obiettivi finanziari ed
economici - e questi si perseguivano attraverso modalità che voi
avete sottoscritto - oppure siamo sempre in campagna elettorale,
perché questa dell'onorevole Dina è una norma da campagna
elettorale, non è una norma per amministrare e governare questa
Regione; qui assistiamo a tante parti Da un lato, sono al Governo
e, dall'altro, fanno pure opposizione Questa è la sceneggiata alla
siciliana
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici
ci ha abituati a queste geometrie. Non ci siamo spesso accorti se è
opposizione o è maggioranza, per cui, molto spesso, questa recita
lo porta a tali dichiarazioni estemporanee. Essere in campagna
elettorale, sicuramente, non è un demerito e ritengo che anche lui
sia in campagna elettorale
Il fatto di ribadire che i laboratori possano aggregarsi è una
possibilità che viene offerta ai centri, alle strutture di
diagnostica, al fine di poter operare per libera scelta e non con
obblighi.
Il piano di rientro non impone ai laboratori di aggregarsi per
forza, in maniera coatta, dà piuttosto la facoltà, se ci sono
processi di aziendalizzazione, scelte professionali o aziendali, di
poter fare questa scelta.
Ribadiamo questo principio: il piano di rientro non mira a ridurre
il numero ma a migliorare l'efficienza di queste strutture e,
possibilmente, molto spesso, il ruolo viene svolto meglio in
maniera singola o associata ma solo per libera scelta, non imposta
dall'alto dall'Assessorato. E' qualcosa che deve essere mutuato
dalle condizioni oggettive.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito ai subemendamenti dell'onorevole Dina.
Ritengo siano assolutamente condivisibili, soprattutto in quanto
la libera scelta non preclude il fatto che questo non possa
avvenire ma, chiaramente, essendo delle imprese, non possono essere
condizionate nella scelta che poi verrà fatta da esse, in quanto
gli imprenditori, che hanno a proprio carico una serie di
investimenti che molti, in questi ultimi anni, hanno operato per
migliorare il tipo di prestazione, con una ricaduta occupazionale
non indifferente.
E, allora, credo che sarebbe più opportuno che l'Assessorato
intensificasse i controlli affinché questi laboratori possano
effettivamente fornire delle prestazioni efficienti ma che poi
debbano essere accorpati deve rimanere una scelta del libero
mercato.
Ritengo che, non approvando questi subemendamenti, faremmo di
fatto una scelta a priori a favore di quei pochi laboratori che
avrebbero la capacità di essere accorpati e racchiudere all'interno
tutta una serie di piccoli laboratori e di imprenditori che, con
grandi sacrifici e con grande onestà, portano avanti
quotidianamente un lavoro capillare sul territorio, di grande aiuto
ai cittadini.
Mi permetto di dire, inoltre, che, a mio avviso, l'accorpamento
dei laboratori di analisi, e di diagnostica in generale, non
produrrebbe una diminuzione del budget perché questi enti sono già
accreditati, quindi, di fatto, non si determinerebbe alcun
risparmio.
Pertanto, credo sia assolutamente opportuno lasciare alla libera
scelta di questi imprenditori se potersi associare o meno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia, anche per averci fatto
ascoltare una voce femminile.
Pongo in votazione l'emendamento 24.1.13.14. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, preliminarmente voglio chiarire che il Governo non è
contro qualcuno ma è per favorire processi di cambiamento in questa
Regione. Certamente, non è contro chi svolge il proprio lavoro con
sacrificio, investendo risorse e professionalità - e, certamente,
è il caso dei laboratori, piccoli o grandi che siano - ma c'è da
dire che la Regione siciliana non può più permettersi 600 e oltre
laboratori.
E' arrivato il tempo di cambiare e c'è una tempistica imposta dal
punto B.1.6 del piano di rientro sottoscritto dal precedente
Governo per la riorganizzazione della rete laboratoristica.
Per perseguire questo obiettivo, si agisce non imponendo le cose
ma governando il sistema ed è compito di una sana Amministrazione
dare delle indicazioni. L'emendamento proposto ingessa i processi
di Governo che, quindi, esprime assolutamente voto contrario.
E' stato approntato un provvedimento concertato con il Ministero
che, come sapete, segue le sorti della Regione siciliana e ci
aspetta al varco perché, se non adempiamo puntualmente a questo
contratto - che ribadisco è stato stipulato dal precedente Governo
- rischiamo di non avere risorse e il conseguente commissariamento.
Il piano di rientro è un obbligo che ci siamo assunti
Stiamo riorganizzando la rete dei laboratori, innanzitutto, per
salvaguardare la salute dei nostri concittadini, perché è un dato
scientifico conclamato che accorpando i laboratori migliora la
qualità. Sono strutture che devono rendere prestazioni rispetto
alle quali ci deve essere la massima vigilanza ed è proprio sulla
qualità che dobbiamo incentivare il sistema. Stiamo attivando dei
percorsi di aggregazione, pertanto, che, ovviamente, non possono
che essere rimessi alla libera scelta dei privati, ma chi governa
il processo ha anche gli strumenti per orientare - soltanto
orientare e non imporre - queste scelte, per cui chiedo all'Aula di
votare contro tali subemendamenti per essere rispettosi di un
impegno che abbiamo assunto con lo Stato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare
l'Assessore a riconsiderare la posizione che ha appena assunto. Lo
dico perché ciò che ha fatto fino ad ora, per quanto riguarda i
laboratori pubblici, è un provvedimento importante che abbiamo
condiviso in Commissione.
Abbiamo stabilito di unificare i laboratori pubblici ed è un
fatto significativo perché la spesa si riduce e di molto. Diversa è
la situazione, Assessore, per quanto riguarda i laboratori privati
perché, per questi, comunque, le prestazioni verranno effettuate
ugualmente, e si trasformeranno tanti laboratori in punti di
prelievo, avendo una consistente perdita di posti di lavoro.
Visto che le riconosco la capacità di riflettere, lei deve fissare
dei criteri a cui tutti i laboratori si debbano attenere, dei
criteri che riguardano la sicurezza delle prestazioni, la sicurezza
del personale che lavora, la sicurezza che le prestazioni, inoltre,
che verranno fornite saranno quanto più corrette possibili.
Dico ciò anche perché ci troviamo di fronte a tanti laboratori
che, nel passato, hanno già pagato le spese; si sono affidati alla
certificazione che viene rilasciata ogni anno da parte delle
strutture accreditate e, pertanto, non è unificando tanti presìdi e
tanti laboratori privati che si diminuisce il numero delle
prestazioni
Allora, anche chiedendo una breve sospensione dei lavori d'Aula,
vorrei spingerla a riflettere. Quanto lei ha fatto per i laboratori
pubblici, ripeto, va bene; ciò che stiamo cercando di fare per i
laboratori privati potrebbe creare problemi ad un numero di
lavoratori non indifferente e ci troviamo - come anche ha detto
l'onorevole Caronia con il suo intervento che mi ha preceduto - di
fronte a centri perfettamente in regola.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
questo sia un argomento cruciale. Non c'è alcun dubbio che chi ha
fatto investimenti, chi lavora, chi eroga qualità, chi svolge
prestazioni importanti e indispensabili come i laboratori
convenzionati esterni, meriti la massima attenzione.
Credo, quindi, che sia l'occasione, Assessore, anche di fronte al
Parlamento - piuttosto che trovare, in maniera improvvisata, rimedi
o norme che possano superare il problema -, di riconoscere che la
questione è importante. Nessuno di noi vuole penalizzare queste
strutture, perchè il Piano di rientro deve razionalizzare il
sistema, garantendo qualità, livelli occupazionali, rispettando chi
ha investito e chi lavora in qualità, chi ha migliorato
accreditandosi e investendo e, quindi, penso sia l'occasione giusta
per assumere l'impegno - tutti quanti noi in quest'Aula e, in
particolare, l'Assessore con la Commissione Sanità - di
approfondire questo tema cruciale e trovare, in quella sede, le
risposte che il problema merita.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a prescindere
dalla soluzione tecnica che il subemendamento presenta, ricordo
all'Assessore che già, in Commissione, avevamo posto il problema
che la razionalizzazione della riqualificazione del servizio
sanitario regionale non è una operazione avulsa dalle problematiche
sociali che possono emergere, al di là delle implicazioni
sanitarie.
Allora, visto che, in questa Regione, esistono e sono radicate,
soprattutto nei comuni medio-piccoli, una serie di attività
accreditate che riguardano la diagnostica di laboratorio, avevamo
espresso - e lei, in quella sede, si era impegnato ad attenzionare
il problema - la straordinaria preoccupazione che, al di là della
qualità, certamente importante e prioritaria, che riguarda il
diritto alla salute del cittadino, cioè la qualità dei soggetti
accreditati, occorre tener conto del rischio serio e concreto che
un'applicazione non razionale e non ragionata del piano di rientro
possa portare ad una riduzione dei livelli occupazionali molto
grave e preoccupante.
Considerato, allora, che non possiamo solo occuparci delle grandi
aree metropolitane, delle realtà di quelle aree dove è più facile
una operazione di accorpamento - peraltro disciplinata dal Codice
civile e, quindi, non possiamo entrare nel merito -, in ogni caso,
gradirei un impegno da parte del Governo a razionalizzare il
sistema della diagnostica di laboratorio, in maniera tale da tener
conto, prioritariamente - oltre che in maniera pleonastica del
diritto alla salute -, di quel rischio di riduzione dei livelli
occupazionali che, vi assicuro, accadrebbe se ci occupassimo
soltanto di razionalizzare e riqualificare il servizio sanitario
regionale.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, hanno fatto bene coloro che mi hanno preceduto ad
introdurre questa tematica che sta a cuore ai parlamentari ma anche
a chi ha la responsabilità di assumere i provvedimenti.
Dico subito, in maniera forte, chiara ed inequivoca, che
l'Assessorato, prima di emanare il provvedimento definitivo, che
sarà ovviamente oggetto di un passaggio in Commissione di merito,
ha operato una ricognizione del personale impegnato presso ciascuna
struttura.
Dico, senza temere smentite che, con il nuovo sistema di
incentivazione per le aggregazioni (che salvaguarda, comunque, chi
è titolare del rapporto contrattuale che si consorzierà, ove
deciderà di farlo, lasciando in vita il punto prelievo dove
continueranno a persistere almeno 1, 2, 3, 4 unità, a seconda della
consistenza di quello che sarà, che poi è un punto di accesso),
ebbene verrà salvaguardato l'attuale livello occupazionale.
E dico, inoltre, che, forse, verrà aumentato perché, nella nuova
configurazione dell'aggregazione - nel mantenimento dei vecchi
laboratori come punto prelievo o, meglio, come punto di accesso
alla struttura di laboratorio - forse, da questa congiunzione di
modelli organizzativi diversi, certamente più moderni, verrà fuori
un aumento dell'indice occupazionale e sono in grado di dimostrare,
con i numeri, ciò che accadrà rispetto alla situazione attuale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 24.1.13.14. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
DINA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Aricò, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caronia,
Cordaro, Corona,
Fagone, Faraone, Greco, Limoli, Maira, Savona e Torregrossa
si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 24.1.13.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 24.1.13.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci,
Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio, Colianni, Cordaro,
Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Antoni,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Mauro, Dina,
Donegani, Fagone, Falcone, Faraone, Federico, Fiorenza, Formica,
Forzese, Galvagno, Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Edoardo, Leanza Lino, Lentini, Limoli, Lombardo, Maira, Mancuso,
Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo,
Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Picciolo, Pogliese,
Ragusa, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 37
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 24.1.13.9, come emendato. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
DINA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Bosco, Buzzanca, Caronia, Cordaro, Corona,
Cracolici, D'Asero,
De Benedictis, Fagone, Forzese, Limoli, Marrocco, Marziano,
Mineo, Musotto, Ragusa, Savona e Torregrossa si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 24.1.13.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 24.1.13.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci,
Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio, Colianni, Cordaro,
Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Antoni,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Mauro, Dina,
Donegani, Fagone, Falcone, Faraone, Federico, Fiorenza, Formica,
Forzese, Galvagno, Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Edoardo, Leanza Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Maira,
Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa,
Vinciullo, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 79
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 38
Contrari 40
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
24.1.13.11, relativo al comma 3. Ne do lettura:
«Al comma 3, la parola sentite è sostituita con previo
confronto con ; le parole ciascuna delle branche che afferiscono
alla sono sostituite da la ; la parola comprese è sostituita
dalle parole nonché per ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, innanzitutto devo complimentarmi con
lei perché sta presiedendo in modo egregio, rendendo produttivo
anche un Parlamento un po' caotico.
Si pone adesso un problema. Si sta andando avanti, si sta facendo
un buon lavoro, c'è un confronto serio. Tuttavia, è da stamattina
che siamo qui, il cuore della legge deve essere ancora affrontato,
sappiamo benissimo che ci sono problemi all'articolo 11 e
all'articolo 14 e valuterei, a questo punto, di comunicare all'Aula
come procedere, stabilendo gli orari in modo tale che ciascuno sa
come organizzare i propri impegni, la propria attività.
Signor Presidente, mi permetterei di suggerire di esaminare gli
articoli 24 e 25 stasera e rinviare quindi i lavori a martedì
prossimo, 24 marzo, per concludere entro martedì stesso. Per
trattare l'articolo 24 abbiamo già impiegato, infatti, due ore e un
quarto e non so quanto potremmo ancora impiegare per l'articolo 25.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
248/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Beninati e Laccoto il subemendamento 24.1.13.4. Ne do lettura:
«E' soppresso il comma 4».
BENINATI, presidente della Commissione. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
24.1.13.12. Ne do lettura:
«Al comma 4, la parola sentite è sostituita con previo
confronto con , e dopo la parola nonché sono inserite le
seguenti d'intesa con le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
24.1.13.13. Ne do lettura:
«Il comma 5 è così sostituito:
5. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, in conformità alle vigenti disposizioni normative,
l'Assessore regionale per la sanità, d'intesa con le associazioni
di categoria maggiormente rappresentative, individua, con valenza
biennale, nell'ambito delle strutture private accreditate e
convenzionate, classi di strutture in base a criteri di qualità
delle stesse, dei servizi erogati e della potenzialità erogativa,
da correlare, per il corretto svolgimento del servizio, ad una
diversa valorizzazione economica delle prestazioni rese nel
rispetto del principio di giusta remunerazione ».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco al
fatto che nell'emendamento del Governo, il 24.1.13, a questo punto,
il punto a del quarto comma, altro non è che quello che abbiamo
già approvato nell'articolo 2, nei princìpi, la famosa questione
della libera scelta... Siccome l'abbiamo già scritto e, tra
l'altro, nei limiti del budget
RUSSO, assessore per la sanità. L'abbiamo rinviato all'articolo
24
CRACOLICI. Allora, va bene.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici e De Benedictis il subemendamento 24.1.13.2. Ne do
lettura:
«Al comma 5, dopo le parole strutture private accreditate ,
cassare le parole e convenzionate ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario, perché se trattasi di
non convenzionati, non hanno rapporti contrattuali.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 24.1.13.13 del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici e De
Benedictis il subemendamento 24.1.13.6, aggiuntivo al comma 5. Ne
do lettura:
«Alla fine del comma 5, aggiungere le seguenti parole: entro i
limiti massimi delle tariffe nazionali di cui all'articolo 1, comma
170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Picciolo
l'emendamento 24.1.13.5, ma è inammissibile in quanto la materia è
già stata trattata all'articolo 21.
Pongo, pertanto, in votazione il subemendamento 24.1.13 del
Governo, come emendato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro preclusi o inammissibili tutti gli altri emendamenti
all'articolo 24.
Pongo in votazione l'emendamento 24.1 del Governo, interamente
sostitutivo dell'articolo 24, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per convocare
immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
in sala lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 20.45, è ripresa alle ore 20.55)
La seduta è ripresa.
Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo un incontro con i Presidenti
dei Gruppi parlamentari, alla presenza del Presidente della
Regione, ed in considerazione del fatto che rimangono da esaminare
ben cinque articoli del disegno di legge, di cui tre, cioè l'11, il
14 e un articolo unico che ricomprenderà gli articoli 25, 26 e 27,
nonché gli emendamenti aggiuntivi - dei quali comunico già sin da
ora che almeno il 90 per cento saranno dichiarati inammissibili da
questa Presidenza in quanto riguardano materia estranea all'oggetto
del disegno di legge - è stato stabilito all'unanimità di rinviare
il seguito del disegno di legge numero 248/A a martedì, 24 marzo
2009, alle ore 11.00. Ovviamente, resta l'impegno da parte di tutti
i Gruppi politici di completarlo e dare il voto finale entro la
giornata di martedì prossimo.
L'Assemblea ne prende atto.
La seduta è pertanto rinviata a martedì, 24 marzo 2009, alle ore
11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 118 «Attenta valutazione del fenomeno del rientro degli
emigrati siciliani a seguito delle critiche
condizioni economiche internazionali, degli onorevoli Apprendi,
Faraone, Raia, Panepinto.
III -Discussione del disegno di legge:
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
(Seguito).
La seduta è tolta alle ore 20.58
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli