Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
CORONA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta di
oggi, 24 marzo 2009, gli onorevoli Adamo e De Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Aricò è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 23 al 26 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme di semplificazione e agevolazione dell'attività edilizia
(n. 386)
Presentato dagli onorevoli Mancuso, Leontini, Adamo, Caronia,
Caputo, Buzzanca, Beninati, D'Asero, Pogliese, Torregrossa, Leanza
Edoardo, Bosco, Limoli, Campagna, Corona, Scammacca della Bruca,
Vinciullo, Aricò, Marinese e Falcone in data 19 marzo 2009
- Norme in materia di polizia locale (n. 387)
Presentato dagli onorevoli Minardo, Leanza Nicola, D'Agostino,
D'Antoni, Gennuso, Arena, Romano, Federico e De Luca in data 19
marzo 2009
- Interventi per le aziende e le cooperative agricole (n. 390)
Presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna, Apprendi,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Panarello,
Panepinto Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano in
data 19 marzo 2009
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 novembre
2005, n. 15 Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
in materia di demanio marittimo' (n. 391)
Presentato dagli onorevoli Bonomo e Vitrano in data 19 marzo 2009
- Iniziative a tutela del personale del Consorzio per le
autostrade siciliane (n. 392)
Presentato dagli onorevoli Caputo e Pugliese in data 19 marzo
2009
- Iniziative per la promozione della sicurezza nella Regione
Sicilia. Istituzione del corpo di polizia locale (n. 393)
Presentato dagli onorevoli D'Asero, Campagna, Corona, Limoli,
Savona, Marrocco, Aricò, Pugliese e Bosco in data 20 marzo 2009.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e relativo invio
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione legislativa Ambiente e
Territorio (IV):
- Norme di semplificazione e agevolazione dell'attività edilizia
(n. 386)
Presentato dagli onorevoli Mancuso, Leontini, Adamo, Caronia,
Caputo, Buzzanca, Beninati, D'Asero, Pogliese, Torregrossa, Leanza
E., Bosco, Limoli, Campagna, Corona, Scammacca, Vinciullo, Aricò,
Marinese e Falcone in data 19 marzo 2009
Inviato in data 23 marzo 2009.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE E L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO
Schema di progetto costituzionale da proporre ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale
recante Modifiche allo Statuto regionale' (n. 355)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 marzo 2009
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Credito d'imposta per l'occupazione (n. 374)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 marzo 2009
PARERE II
Interventi a favore della diffusione della musica classica (n.
383)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 marzo 2009
Misure straordinarie per l'apertura di cantieri di lavoro a
favore dei disoccupati (n. 384)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 marzo 2009
Interventi urgenti in materia di lavoro e per la stabilizzazione
dei lavoratori destinatari del regime transitorio dei lavori
socialmente utili e dei soggetti contrattualizzati a tempo
determinato (n. 385)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 marzo 2009
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione legislativa Affari istituzionali' (I):
- IACP di Palermo - Nomina presidente e vicepresidente del
consiglio di amministrazione (n. 21/I)
reso in data 19 marzo 2009
inviato in data 19 marzo 2009
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
CORONA, segretario f.f.:
numero 510 «Riconoscimento della MCS (Sensibilità Chimica
Multipla) come malattia rara invalidante con attribuzione di
codice sanitario drg».
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo
numero 511 «Smatellamento degli scali merce ferroviari in
Sicilia».
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Pogliese Salvatore; Marrocco Livio; Vinciullo
Vincenzo; Aricò Alessandro; Caputo Salvino
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testè annunziate
saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
CORONA, segretario f.f.:
numero 506 «Notizie in merito all'inefficienza dei distretti
socio-sanitari».
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Assessore Sanità
Firmatario: Forzese Marco
numero 507 «Iniziative volte al riordino e alla trasformazione
delle IPAB»
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Forzese Marco
numero 508 «Notizie circa l'insediamento di un campo Rom nella
zona industriale di Pantano d'Arci a Catania».
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo; Marrocco
Livio; Caputo Salvino; Aricò Alessandro
numero 509 «Ritiro della pubblicità di una nota marca di caffè
perchè lesiva dell'immagine della città di Catania».
- Presidente Regione
Firmatario: Pogliese Salvatore
numero 512 «Emanazione del regolamento previsto dall'art. 1 della
l.r. n. 10/2000 per la definizione dei rapporti istituzionali tra
gli istituti autonomi case popolari e la Regione siciliana».
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Fiorenza Cataldo
numero 513 «Iniziative per la continuità dell'unità operativa di
chirurgia vascolare dell'ospedale civico di Palermo».
- Assessore Sanità
Firmatari: Aricò Alessandro; Pogliese Salvatore; Marrocco Livio
numero 514 «Provvedimenti per evitare l'applicazione di eventuali
sanzioni da parte dell'Unione europea contro la Sicilia, priva di
un piano di contrasto all'inquinamento atmosferico».
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Caputo Salvino
numero 515 «Mantenimento e potenziamento del presidio ospedaliero
di Pantelleria».
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Caputo Salvino
numero 516 «Inclusione all'interno dell'AUSL 6 del presidio
ospedaliero 'G.F. Ingrassia di Palermo'».
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Caputo Salvino
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testè annunziate sono
state già inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 19 marzo
2009, la mozione n. 119 Interventi al fine di impedire la
realizzazione del parco eolico off-shore nell'area marina
prospiciente i comuni di Licata (AG) e Gela (CL) , degli onorevoli
Speziale, Di Benedetto, Donegani e Panepinto.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione n. 118 Attenta valutazione del
fenomeno del rientro degli emigrati siciliani a seguito delle
critiche condizioni economiche internazionali , degli onorevoli
Apprendi, Faraone, Raia e Panepinto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che le condizioni economiche internazionali stanno
determinando una catena di licenziamenti, di ridimensionamenti di
aziende e di revisione di piani commerciali di notevoli
proporzioni;
osservato che, in questo quadro, in tutta Europa si registrano
pulsioni localistiche alla difesa del lavoro e del prodotto
nazionale;
ricordato che, proprio in tal senso, in Inghilterra recentemente
si sono avute reazioni ostili alla presenza in uno stabilimento
petrolchimico di lavoratori siciliani specializzati, inviati lì da
una ditta ragusana vincitrice di appalto;
osservato inoltre che, diversamente dal felice esito che,
comunque ha avuto quella vicenda, in molti altri posti i siciliani
perdono il lavoro o non riescono più a trovarne e sono costretti a
rifare le valige per il ritorno nei comuni di origine;
ritenuto che presto il fenomeno assumerà dimensioni importanti ma
che la Sicilia non può farsi trovare impreparata a gestirlo,
impegna il Governo della Regione
ad avviare, tramite i comuni, un censimento per capire
dimensione, direzione e qualità del rientro degli emigrati;
a predispone interventi a supporto degli enti locali che saranno
maggiormente interessati dal fenomeno».
APPRENDI - RAIA - FARAONE - PANEPINTO
Comunico che la mozione sarà demandata alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la data
di discussione.
Onorevoli colleghi, per consentire al Governo e alla Commissione
di completare l'esame degli emendamenti al disegno di legge n.
248/A Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale , la
seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.08, è ripresa alle ore 13.24)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 248/A «Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale».
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta numero 75 del 19 marzo 2009 dopo l'approvazione
dell'articolo 24.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Minardo
l'emendamento 1.25.1 alla Tabella A.
MINARDO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 15.30, per consentire al Governo e alla
Commissione di completare, insieme agli Uffici, l'approfondimento
degli emendamenti al disegno di legge n. 248/A.
(La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 16. 56)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale (248/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Norma transitoria
1. Il personale, il patrimonio, i rapporti giuridici ed economici
esistenti e quant'altro imputabile alla persona giuridica delle
aziende soppresse per effetto dell'attuazione di quanto previsto
dalla presente legge, transitano alle nuove aziende sanitarie
provinciali ed ospedaliere di riferimento, che attiveranno la
relativa gestione stralcio.
2. Entro 30 giorni dalla data di approvazione della presente
legge, i direttori generali delle aziende sanitarie che hanno
subìto modifiche per via della confluenza nella azienda stessa di
altre aziende ospedaliere, sono nominati commissari con
mantenimento del trattamento economico previsto dai contratti
individuali di lavoro in atto vigenti.
3. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge la Regione siciliana provvederà ad effettuare e concludere le
verifiche previste dai contratti di lavoro dei direttori generali
per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 finalizzate alla
corresponsione dell'incentivo economico. Tale termine potrà essere
interrotto una sola volta per eventuali chiarimenti ed accertamenti
e per un periodo non superiore a 30 giorni.
4. La verifica si intenderà positivamente conclusa qualora entro i
termini di cui ai precedenti commi non venga definito il giudizio
di verifica. L'Assessore previa delibera della Giunta regionale
impartirà alle aziende sanitarie la disposizione volta a liquidare
ai direttori generali l'incentivo nella misura del 15% del
trattamento economico.
5. Al fine di dare concreta attuazione a quanto previsto dalla
presente legge e per incrementare l'offerta dei servizi e dei posti
letto destinati alla riabilitazione e lungodegenza medica post-
acuzie, ciascuna azienda ospedaliera provinciale, nell'ambito dei
propri presidii ospedalieri e dei posti letto di post-acuzie
assegnati, deve riconvertire dei posti letto da destinare alle
attività di riabilitazione e lungodegenza. Il personale
eventualmente in esubero per effetto dei processi di riconversione
di cui al presente comma è riutilizzato secondo le modalità
previste al comma 6.
6. Il personale risultato in esubero a seguito della soppressione
e/o accorpamento delle Unità operative semplici e complesse
conserva lo stesso stato giuridico ed economico previsto dalla
vigente normativa e dai contratti collettivi di lavoro, è
utilizzato prioritariamente all'interno delle strutture sanitarie
delle nuove aziende, nel rispetto dei criteri che, dando priorità
all'anzianità nelle funzioni, sono emanati con decreto assessoriale
previa intesa con le organizzazioni sindacali di categoria.
7. Gli atti derivanti dalla presente legge finalizzati alla
programmazione e riorganizzazione del Servizio sanitario regionale,
sono predisposti dall'Assessore regionale per la sanità ed
approvati mediante delibera della Giunta regionale previo parere
della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale.
8. E' abrogato l'art. 11 comma 2 della Legge regionale 3 novembre
1993 n. 30.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 25.1;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: emendamento 25.2;
- dagli onorevoli Maira e Leontini: emendamenti 25.3 e 25.4.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti sub
emendamenti:
- dal Governo: sub emendamenti 25.1.8 , 25.1.15, 11.2.13 bis e
11.2.13.bis.1;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine: sub emendamento 25.1.2;
- dall'onorevole Speziale: sub emendamento 25.1.7 al comma 7;
- dagli onorevoli Cristaudo e Nicotra: sub emendamento 25.1.1.
- dall'onorevole Oddo: sub emendamento 25.1.1 bis;
- dagli onorevoli Falcone, Cascio Salvatore, Vinciullo ed altro:
sub emendamento 25.1.17;
- dagli onorevoli Fiorenza e altri: sub emendamento 25.1.16;
- dall'onorevole Cracolici: sub emendamento 25.1.19;
- dagli onorevoli Leontini, Maira e Pogliese: sub emendamento
25.1.10.
Onorevoli colleghi, propongo di adottare come testo base
l'emendamento del Governo 25.1, interamente sostitutivo
dell'articolo 25.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, tenuto conto che il Governo presenta
un sub emendamento al giorno, chiedo di spostare l'emendamento
11.4, a firma mia e degli onorevoli Torregrossa, Maira ed altri al
sub emendamento del Governo 14.1, che fa riferimento alle
aziende'.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, Lei si riferisce ad un emendamento
all'articolo 11 collegato all'articolo 14 mentre in questo momento
stiamo esaminando l'articolo 25, che tratta di norme transitorie,
quindi siamo completamente fuori tema.
SPEZIALE. Signor Presidente, io chiedo che venga considerato
l'emendamento 11.4 presentato all'articolo 11 come sub emendamento
all'emendamento del Governo all'articolo 14.1. prima che inizi la
discussione sull'articolo 25. So perfettamente che parliamo di
norme transitorie, in questo momento, però vorrei evitare che che,
successivamente .
PRESIDENTE. Non si preoccupi, onorevole Speziale. Gli Uffici
terranno conto della sua richiesta, se compatibile con i lavori.
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, proprio per agevolare il lavoro dell'Aula, anche da un
punto di vista tecnico, posto che l'articolo 25, comma 1, così come
è formulato, fa riferimento all'articolo 11, comma 2 che è stato
stralciato, chiedo che l'emendamento 11.2.13 bis portato
all'articolo 11, comma 2, venga inserito nell'articolo 25, comma 1.
Si chiede di cassare, pertanto, le parole ai sensi dell'articolo
11, comma 2' e di iniziare con quello che originariamente era
l'articolo 11, comma 2, l'emendamento 11.2.13 bis.
Vale a dire che la disciplina dell'entrata a sistema della nuova
articolazione piuttosto che trattarla all'articolo 11 viene
trattata nella norma transitoria.
Per agevolare la comprensione, il comma 1 che si chiede di votare
dovrebbe essere il seguente: Norma transitoria - I direttori
generali, i direttori sanitari e amministrativi e i collegi
sindacali delle Aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere
attualmente esistenti decadono dal momento in cui le costituite
aziende sanitarie e provinciali delle Aziende ospedaliere di cui
all'allegato A diventano operative'.
Le aziende sanitarie provinciali e l'azienda ospedaliera di nuova
istituzione diventano operative alla data dell' 1 settembre 2009,
previa emanazione del decreto di nomina dei relativi direttori '.
Si tratta di agganciare nella parte transitoria quello che era
l'emendamento 11.2.13 bis.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo, per
fare le cose che ha detto di voler fare, deve presentare un
emendamento, e sarebbe opportuno così, in questo modo lo leggiamo,
perché le letture costituiscono un valore relativo nel voto d'Aula.
Chiedo, pertanto, al Governo di depositare un emendamento formale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il Governo ha fatto riferimento
specifico ad un emendamento già presentato e numerato.
CRACOLICI. Sì, ma nel caso specifico, siccome stiamo già
procedendo in una sorta di marmellata' tra emendamenti, sub
emendamenti, emendamenti che arrivano al momento, altri che
arriveranno fra poco, è tutto molto complicato.
L'emendamento che ha presentato il Governo riguarda tre articoli:
gli articoli 25, 26 e 27.
Si chiede che vengano cassati gli articoli nel momento in cui
viene approvato quest'ultimo emendamento.
Intanto, stabiliamo che gli emendamenti a firma dei deputati del
PD che sono stati presentati all'articolo 26 e 27 diventano sub
emendamenti all'articolo 25, questo per evitare che, visto che
votiamo l'emendamento del Governo, decadano i successivi
emendamenti.
Sulla materia posta dal Governo, in merito all'emendamento 11.8 a
firma mia e di altri deputati del Partito democratico, chiedo che
venga esaminato dall'Aula, al pari di quello del Governo.
Mi pare di poter dire che la differenza sostanziale, al di là
dell'aspetto formale, è che il Governo che aveva annunciato la
riforma. Vorrei ricordare, assessore, che noi stiamo facendo una
riforma che ha come obiettivo il risparmio, almeno questo era
l'obiettivo, poi dirò perché era , intanto affrontiamo il
presente. Dire che una legge entra in vigore l'1 settembre che
senso ha? Le nuove aziende entrano in funzione dall'1 settembre e,
quindi, i vecchi direttori decadono dal primo settembre.
Fatemi capire: facciamo finta che noi fra oggi e domani chiudiamo
e votiamo la legge, andrà dal Commissario dello Stato, poi ci sarà
il tempo materiale della pubblicazione che è prevedibile essere tra
il 5, il 6, il 7 aprile, se tutto va bene; le leggi, come lei sa,
assessore, entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione, siamo
a ben oltre la metà di aprile. Avevamo previsto un emendamento che
ci sembrava ragionevole, poiché dicevamo che entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della legge entrano in vigore le nuove
aziende, e quindi tutto l'automatismo: decadono i vecchi, si
nominano i nuovi.
Lo dico anche per una ragione, diciamocelo pure: siccome non siamo
a Copenhagen, ma siamo in Sicilia, non vorrei che, da un lato, si
risparmia o si vuole risparmiare riducendo il numero delle aziende
e quindi dei nuovi direttori da nominare, ma dall'altro lato,
facendo quello che propone il Governo dicendo che entra in vigore
l'1 settembre, si fa quello che si dice dalle mie parti, e cioè
si fa vedere a tutti la sarda a cui riferirsi e mi riferisco alla
campagna elettorale.
Poiché devono essere nominati 17 direttori generali, 17 direttori
sanitari e 17 direttori amministrativi, sono sicuro che il
centrodestra, in queste elezioni europee, non ad 81 persone che
dovranno essere nominate ma ad 810 persone dirà che saranno
nominati. Forse arriveremo anche alla moltiplicazione per cento
quindi ad 8.100 persone.
Tutto si può fare tranne trasformare la questione in farsa
Stiamo facendo una riforma che deve avere anche dei tempi logici
di applicabilità, quindi, da questo punto di vista, dico subito
che, rispetto all'emendamento che del Governo, il nostro prevede
un'altra cosa dicendo: 60 giorni ed entro i 60 giorni.
Tra l'altro, entrando in vigore la legge a metà aprile, vorrei
ricordare che 60 giorni significa metà giugno, cioè le aziende
iniziano a metà giugno ma le nomine si fanno prima delle elezioni
perché, come si sa, devono passare dalla I commissione. Ci sono una
serie di tempi di gestione della procedura, quindi è obbligatorio
che le nomine si facciano prima della scadenza delle elezioni
europee.
A noi questo sembra un modo trasparente di voler dimostrare che in
gioco non c'è l'accaparramento della sanità per una nuova
lottizzazione politica, in gioco c'è dare a questo sistema
sanitario un nuovo modello che possa essere più funzionale rispetto
a quello passato, mettendolo al riparo dalle polemiche elettorali.
Se così non è, caro Assessore, si dimostra che questa riforma sarà
una ennesima occasione per giocarsela sul piano delle aspettative
politico-clientelari, che saranno oggetto della prossima campagna
elettorale.
Signor Presidente, il nostro emendamento o lo trasformiamo in sub
emendamento per quanto attiene al periodo, e annunzio che sul tema
dei sessanta giorni chiederemo il voto segreto all'Aula.
RUSSO, assessore per la Sanità. chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, il Governo
interviene, anzi deve intervenire sui rilievi mossi dall'onorevole
Cracolici per chiarire almeno un paio di passaggi.
Dinanzi ad una riforma di sistema vi erano, ovviamente, diverse
opzioni sul modo in cui farla partire, sul modo in cui fissare la
data di inizio della operatività della nuova organizzazione.
Tutte le soluzioni - voglio affrontare la tematica dal punto di
vista tecnico-organizzativo, ma anche politico - presentano pro e
contro.
La soluzione che lei prospetta, e cioè di rendere immediatamente
operante - 60 giorni - il nuovo sistema, si presta a diverse
critiche.
Prima, però, voglio rappresentare le diverse ipotesi: noi possiamo
fare entrare in vigore immediatamente la riforma, e questa è la sua
idea; far decadere immediatamente i direttori generali e mettere
dei commissari; consentire ai direttori attualmente in carica di
proseguire l'opera all'interno dei princìpi che sono stati fissati,
comunque, dalla legge, cioè quei princìpi diversi dalla operatività
delle nuove aziende.
Sessanta giorni, a mio avviso - e sulla base di una analisi che
abbiamo fatto - sono un tempo estremamente ristretto per
organizzare la partenza del sistema perché se la legge, come
auspico, verrà varata per quello che è il suo testo originario con
gli emendamenti che ha presentato il Governo, ci troviamo a gestire
un cambio di sistema abbastanza complesso, che non è dato soltanto
dal ricambio dei direttori generali, ma da una strutturazione
organizzativa che richiede percorsi organizzativi particolarmente
delicati e complessi perché si tratta di operare una sorta di
riconversione industriale: spariscono diverse aziende, alcune si
accorpano e bisogna, a monte, preparare questi percorsi.
L'idea, quindi, di immettere immediatamente dei soggetti nuovi,
senza aver preparato l'apparato amministrativo, vale a dire con le
direttive che dovrà dare l'assessorato, noi stessi negli articoli
fino ad oggi approvati abbiamo dato sessanta, novanta, centoventi
giorni all'assessore per emanare dei decreti, ci è sembrato
opportuno che l'assessore, prima, procedesse alle incombenze che
già prevede - emanare i decreti - a progettare anche l'impatto che
il cambiamento avrà sul territorio, dopodiché darci un tempo per
far partire le aziende che, certamente, non possono essere sessanta
giorni, ci vogliono almeno cinque o sei mesi di tempo per
organizzare il tutto.
CRACOLI. Se ne parla a gennaio 2010.
RUSSO, assessore per la Sanità. No, quella di settembre ci è
sembrata una data ragionevole, l'altra idea che era quella di far
partire il nuovo sistema con i commissari si prestava male a questa
riconversione industriale, perché immettere sull'esistente dei
commissari che poi, nel giro di cinque o sei mesi dovremo andare a
sostituire con i nuovi direttori generali, significa soltanto
perdere, e perdere gravemente, del tempo perché i commissari devono
avere anche un tempo per ambientarsi e capire quello che c'è da
fare, peraltro, in un lasso di tempo che è estremamente ristretto
perché si dovrà poi provvedere alle nuove nomine.
Ci è sembrato ragionevole fissare questo termine del primo
settembre in maniera tale che all'assessore viene dato il tempo
necessario per preparare questo percorso. Le anticipo e anticipo
all'Assemblea - non è il caso di scriverlo in una norma di legge -
che in questa fase transitoria, ma questo si potrà anche
trasformare in un ordine del giorno che impegna l'assessore,
l'assessorato eserciterà un controllo molto attento per fare in
modo che in dall'entrata in vigore della legge fino al primo di
settembre, i direttori generali esistenti seguano la politica che è
voluta dall'Assemblea e la politica che è voluta dal Governo, vale
a dire, puntualmente, compiano gli atti che ci sono da compiere per
mettere in moto il nuovo meccanismo, continuino a rispettare gli
obiettivi del piano di rientro e, sotto questo profilo,
l'assessorato vigilerà con delle direttive molto precise e
circostanziate, non ultima quella di prevedere che certi atti siano
previamente autorizzati dallo stesso assessore.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, mi rivolgo a lei perché desidero
sollevare una questione di carattere formale. La norma di cui
stiamo parlando al primo comma, dice: I direttori generali, i
direttori sanitari amministrativi, i collegi sindacali delle
aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere attualmente
esistenti, decadono dal momento in cui le costituite aziende
sanitarie provinciali e aziende ospedaliere, di cui all'allegata
tabella a), diventano operative .
Se noi procediamo ad approvare, in questo momento, il primo comma,
il riferimento è alla tabella a) dell'articolo 11. Quindi, signor
Presidente, valuterei di non porre, in questa fase, la questione
all'ordine del giorno che, infatti, andrebbe posta successivamente
all'approvazione dell'articolo 14 e alla riscrittura degli
emendamenti perché, in questo momento, noi approveremmo una tabella
che è sub iudice, visto che il Governo l'ha emendata.
Inizialmente avevo detto che eviterei di affrontare l'articolo 25
per questa prima questione poi, nel merito, Assessore, non voglio
dilungarmi, al secondo comma ha fatto un bel regalo. Avete scritto,
come maggioranza, ai direttori che cessano dal servizio',
continuate vergognosamente e in violazione di norme a fare regalie
di centinaia di migliaia di euro.
Questo costituisce una vergogna Non c'è modo di cambiarla.
Relativamente a questo, avevo presentato un emendamento che cassa
il comma 2 e voglio ricordare all'Assessore - che è uomo di legge e
gliene fornirò copia - che la legge stabilisce che nulla è dovuto
a titolo di indennità di recesso al direttore generale nei casi di
cessazione dall'incarico'.
Quindi, la legge è specifica.
Non si capisce in base a quale ragionamento, in violazione precisa
della legge n. 502 voi prevedevate, invece, di fare queste regalie
a danno dell'erario pubblico, signor Assessore.
La invito, pertanto, ad approvare l'emendamento e, quindi, a
cassare il comma 2.
E' stato presentato da lei un emendamento che stabilisce che si
applicano le norme di legge. Il suo emendamento è assolutamente
inutile, si deve soltanto di cassare il comma 2.
Risulta evidente che cassando il comma, si applicano le norme di
legge ma così come da voi formulato è una vergogna ed un'offesa.
Per quanto riguarda il primo punto, signor Presidente, la
inviterei a valutare la mia osservazione, che non si può procedere
all'esame del comma 1 dell'articolo 25.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, vorrei rispondere sul comma 1,
senza entrare nel merito del comma 2.
Il comma 1 fa riferimento, comunque, ad una tabella che sarà
formata da un certo numero di aziende, ma una tabella uscirà da
questa legge.
Questa norma farà riferimento alla tabella che il Parlamento vorrà
approvare, per cui non c'è contraddizione.
SPEZIALE. La tabella a cui fa riferimento il sub emendamento non è
più la tabella A ma quella B che è stata modificata.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sa bene che in questa legge ci si
avvarrà dell'articolo 117 in maniera ampia e, quindi, anche in
questo caso si ricorrerà all'articolo 117 per la tabella A
approvata dal Parlamento.
SPEZIALE. In questo caso si tratta di merito e non si può
certamente ovviare richiamandosi all'articolo 117 del Regolamento,
quello è consentito per meri errori formali.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei tutti a
non attardarsi con polemiche strumentali se vogliamo veramente
approvare questa riforma.
Mi fa specie sentire in quest'Aula che sarebbe illogico posporre
un provvedimento, inserito nella legge, a data successiva
all'entrata in vigore.
Vorrei ricordare che non più di alcuni mesi fa, abbiamo approvato
il nuovo organigramma, il nuovo ordinamento, il nuovo assetto della
Regione e degli Assessorati regionali posponendo l'entrata in
vigore di questo nuovo assetto regionale addirittura di un anno,
altro che sessanta giorni.
Ribadisco, pertanto, l'invito ai colleghi a fare meno polemiche
strumentali e portare avanti una riforma che cerchi di essere al
contempo una buona legge, e una legge che non crei problemi.
Nel momento in cui bisogna riavviare nuove aziende, ritengo del
tutto condivisibile l'ipotesi del Governo di posticipare all'1
settembre, almeno, l'entrata in vigore per quanto riguarda la
sostituzione dei manager perché, altrimenti, rischieremmo veramente
di creare una situazione ingovernabile con danni di gran lunga
maggiori di quelli che vogliamo risolvere.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato, come hanno fatto gli altri colleghi, le argomentazioni
dell'assessore Russo in ordine alla determinazione dei tempi entro
cui si vorrebbe fissare la operatività delle nuove aziende.
Francamente, non ci convincono e ci sembrano viziate da altre
motivazioni e ragionamenti. Quello che ha detto l'Assessore ci
dimostra che stiamo mettendo in campo una macchina che,
innanzitutto, ha un'ambizione, che è quella di provvedere ad una
riforma nei tempi in cui la stessa serve, e cioè che non sia
postergata per altri sei mesi. A noi serve che le nuove aziende
entrino in funzione il prima possibile, per questo motivo stiamo
facendo questa legge.
Mi sembra contraddittorio, non è giustificato dalle cose che
abbiamo ascoltato, che sono state dette dall'assessore, cioè che
l'entrata in vigore avvenga addirittura a settembre.
Inoltre, se uno sforzo deve essere fatto - in questo senso stiamo
intervenendo - aggiungo che questo sforzo di contenere la
decorrenza delle nuove aziende entro i 60 giorni dalla data di
approvazione della legge, così come il nostro emendamento recita, è
uno sforzo fattibile perché è vero che stiamo riformando, ma non
stiamo rivoluzionando, non stiamo inventando nuove aziende, non
stiamo inventando la sanità, ma stiamo semplicemente fondendo delle
aziende che già esistono, stiamo riorganizzando, stiamo facendo una
operazione di architettura istituzionale all'interno di quello che
già esiste.
Non si capisce, quindi, per quale motivo bisognerebbe attendere
mesi prima che questa riforma entri in vigore. Mi sembra una
cartina al tornasole' dell'effettiva volontà di pensare,
attraverso questa norma, ad altro, di spendersi quello che questa
norma promette di essere, durante la campagna elettorale, senza
volerlo fare e utilizzandola per altri fini.
Da questo punto di vista, non ci siamo, credo che abbiamo dato
dimostrazione di volere fare la riforma che serve alla Sicilia; non
condividiamo molte parti di questo disegno di legge, tuttavia
riteniamo che la Sicilia abbia bisogno urgente di questa riforma.
Non siamo stati certamente noi ad avere portato i tempi fino
all'ultimo giorno e, tuttavia, crediamo che uno sforzo vada fatto
proprio nell'accelerazione possibile dei tempi entro la data dei 60
giorni.
Intervengo, poi, anch'io a sostegno di quello che diceva poc'anzi
l'onorevole Speziale, perché non c'è alcuna ragione, lo diciamo a
norma della legge 502 del Regolamento di attuazione, che ai
direttori che cessano dalle loro funzioni vengano riconosciuti dei
premi di indennità.
Questa è una invenzione che è figlia di quel regime, di quella
modalità che noi, oggi, pretendiamo e vogliamo con questa nuova
legge che sia la pagina vecchia sulla quale voltare la pagina
nuova.
Non c'è alcuna ragione per fare un regalo a chi non lo merita e,
soprattutto, ci macchieremmo tutti quanti di un illecito, di un
indebito arricchimento a vantaggio di chi la norma sancisce che non
ha alcun diritto.
Invito, quindi, l'assessore a rivedere questa norma. C'è un nostro
emendamento che cassa il comma 2 dell'articolo 25 così come
riformato dal Governo. Non c'è alcuna giustificazione che si debba
fare un regalo a chi, indipendentemente, a questo punto, dal
giudizio personale, questo regalo non lo ha in conto dalla
normativa vigente. La normativa è chiara, ci viene in soccorso e
non c'è alcuna giustificazione per cui si insista su questa strada,
quindi, chiediamo che su questo l'Assessore accolga le nostre
richieste.
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per dire che nella vita si devono accogliere
gli inviti, se è il caso, ma quando già autonomamente si presenta
ciò che viene chiesto con l'invito, credo che si abbia il dovere di
dire che già si è provveduto, per cui l'emendamento 25.1.15 è stato
fatto, non a seguito dell'invito, che pure rispettiamo, ma a
seguito di una rivalutazione del secondo comma dell'articolo 25.
Per cui già il Governo, al di là delle parole usate pesantemente
dall'onorevole Speziale, ha già provveduto e si è adeguato.
SPEZIALE. Ma cosa sta dicendo, era già stato presentato Dovrebbe
vergognarsi di dire queste cose
RUSSO, assessore per la Sanità. No l'ho già presentato, prima che
lei invitasse a farlo e non mi vergogno affatto, onorevole
Speziale.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome stiamo
trattando una riforma sanitaria che già ha ben poco a che fare con
quella che è la salute dei cittadini, che ha già ben poco a che
fare con una riorganizzazione territoriale del sistema sanitario,
cioè i medici, gli operatori della sanità, che verranno sfiorati da
questa riforma sanitaria e ancor di più verranno sfiorati, quasi
non toccati, i malati della nostra Regione. Se poi, addirittura, in
un momento così delicato, non abbiamo il coraggio di affrontare
situazioni estremamente delicate, come quella della conduzione
amministrativa delle stesse Aziende sanitarie locali, credo che
davvero abbiamo davanti una riforma che fallisce ancor prima di
iniziare il suo percorso.
Veda, signor Presidente, l'articolo 21 che abbiamo già approvato,
al terzo comma, il 21 bis, prevede sostanzialmente quello che già
stiamo trattando. Esattamente dice che in caso di vacanza
dell'ufficio, per decadenza del Direttore generale, nelle more
della nomina del nuovo Direttore da parte del Presidente della
Regione, al fine di garantire la continuità gestionale della
medesima Azienda, l'Assessore regionale per la sanità nomina un
Commissario straordinario in possesso dei medesimi requisiti che
sono richiesti.
Pertanto, credo che la risposta sia già nell'articolo che questo
Parlamento ha già approvato.
Se poi, ancora una volta, non dobbiamo tenere in considerazione la
logica, ma dobbiamo affidarci a trattative, peraltro, di normative
che non riguardano la salute dei cittadini ma la gestione della
politica, allora quest'Aula è legittimata a fare qualunque tipo di
considerazione.
Pertanto, preannuncio la presentazione di un emendamento
riguardante proprio l'articolo già approvato da questo Parlamento.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo
che dovremmo riflettere un attimo e, in tal senso, rivolgo un
invito al Governo.
Alla fine del mese abbiamo una verifica sui conti della Regione
siciliana in tema di sanità. Una cosa è presentarsi con l'immediata
applicazione della norma, prevedendo i Commissari e quindi
l'entrata in vigore della riforma, un'altra cosa è andare a Roma
dicendo che posterghiamo l'entrata in vigore a settembre.
E' una norma che sa di compromesso e come tutti i compressi
certamente non risolvono il problema.
Credo, Assessore, che lei sia partito dicendo che bisognava fare
una riforma di rigore. Bene, questa riforma di rigore man mano è
andata scemando, pertanto, credo sarebbe opportuno, per tutta la
Sicilia, che se si fa questa riforma bisognerà darne applicazione
immediata con la nomina dei Commissari, perché il segnale forte va
dato immediatamente, sia alla gente che in questo momento fa dei
sacrifici, sia al Governo di Roma che aspetta una verifica alla
fine del mese per la nomina o meno del Commissario.
Sarebbe un bel biglietto da visita dire che l'Assemblea ha
approvato una riforma che va immediatamente in applicazione con la
nomina dei Commissari.
Quindi, il mio invito, caro Assessore, è di cercare di evitare;
anche alcune questioni di carattere politico si possono
comprendere, ma non in questo caso. Postergare l'entrata in vigore
della riforma a settembre significa, in un certo senso, vanificare
gli effetti della riforma stessa, in quanto finora si è detto che
serve per risparmiare soldi e nel contempo vuol dire mettere anche
in condizionato il sistema sanitario in Sicilia, perché è chiaro
che se vi sono dei risparmi avvengono immediatamente e non da
settembre.
Questo può essere anche motivo nella valutazione di
commissariamento. Quindi, ritengo che Lei debba riflettere su
questo e prevedere la norma di immediata applicazione.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto prendo
atto e prendiamo atto che il Governo, rispetto all'emendamento da
noi presentato al comma 2 dell'articolo 25, ritiene di dovere
comunicare all'Aula che ha approfondito la questione e, dunque,
preannuncio il ritiro del sub emendamento 25.1.1 bis, che è servito
proprio ad aprire questa discussione.
Seguendo con un minimo di attenzione rispetto anche ai decibel
particolarmente alti che si registrano in Aula, mi vado sempre più
convincendo che quanto posto poco fa dai colleghi che mi hanno
preceduto - il collega Speziale era fra questi -, obiettivamente,
non ha senso scrivere rispetto a quanto prevede la normativa
vigente, mi pare scontato che bisogna andare ad una risoluzione di
rapporto tenendo conto della normativa vigente.
Quindi, mi vado sempre più e ci andiamo sempre più convincendo che
quel comma dovrebbe essere cassato perché non serve richiamare la
normativa vigente, per giunta in forma così generica.
Quindi, farebbe bene il Governo a cassare quel comma ed a chiudere
la partita, tanto non si può andare oltre quello che è
evidentemente il rispetto della normativa in materia, sia per
quanto concerne i contenuti e gli elementi contrattuali, sia per
quanto concerne tutto il resto.
Seconda questione: circolava in questo Palazzo, già da giorni, la
questione che riguarda la norma che differisce l'entrata in vigore
per le operazioni di avvio, lo start up' e, per la verità,
circolava - tanto che è stato iscritto - il primo luglio.
Personalmente, pensavo che, effettivamente, quel primo luglio non
servisse in assoluto a questioni che riguardano l'avvio di questo
nuovo sistema e - senza alimentare alcuna speculazione, onorevole
Beninati - ho pensato che servisse semplicemente ad affrontare le
elezioni in un certo modo perché, è ovvio, che ancora oggi al
centro della discussione che riguarda la riforma , il riordino del
sistema sanitario regionale, c'è il balletto ed i calcoli sulle
poltrone.
Non ditemi che non è così perché sarebbe lo stesso che ritornare
all'asilo; sarebbe particolarmente interessante, però non è
assolutamente possibile
Devo dire, Assessore, che mi hanno convinto poco le sue
argomentazioni che sono state anche bene illustrate, per carità -
riflettendo e improvvisando in Aula non è facile articolare un
ragionamento -, quando dice che i tempi di avvio devono essere
sostanzialmente un po' più lunghi dei 60 giorni che voi proponete.
Ma da quando si perde di vista che questo è un riordino che,
rispetto a quello che state riuscendo a tirare fuori - perché ora
dirò e concludo in questa maniera -, non deve essere veloce anche
per quanto concerne i tempi di attuazione sulle cose fondamentali e
strategiche; pancia a terra ed assolutamente bruciare i tempi,
perché sappiamo tutti che questa è una legge che si basa su una
esigenza scontata: accedere al fondo transitorio e quindi da un
lato Piano di rientro, dall'altro riordino del sistema sanitario,
perché quello che è accaduto lo sappiamo tutti.
Allora, mettiamoci un po' a pensare a cosa significherebbe gestire
tutta la partita fino a settembre 2009 e, per giunta, scusate un
attimo, posso sollevare una questione senza strumentalizzare in
alcun modo la discussione?
Ci fate capire se sull'articolo 11 avete trovato o meno l'accordo?
Si parte con la norma transitoria - capisco il riferimento che
faceva il Presidente Cascio alla Tabella A', quello che contiene
la tabella, evidentemente, la norma transitoria non l'ho specifica,
ci mancherebbe, potrebbe anche essere comprensibile dal punto di
vista dell'impianto -, ma ci fate capire se sull'articolo 11, sul
balletto delle poltrone, siete o meno in grado di dire che avete
raggiunto un equilibrio? Siete in grado di dire che avete
raggiunto, comunque, un compromesso a ribasso?
Ce lo dite o no, per permettere a questa Sicilia di avere,
comunque, un lavoro un po' più a dimensione del diritto alla salute
dei cittadini e per fare un passo di qualità in termini di diritto
alla salute?
Se ce lo dite fate una cosa buona, perché si comincia seriamente a
confrontarci sulle questioni fondamentali: voi da un lato che
vedete di far quadrare le poltrone, noi dall'altro che pensiamo
che, invece, questo deve essere un appuntamento in grado di potere
dare maggiori risposte in termini di efficienza e di qualità ai
cittadini siciliani.
Signor Presidente, quando un'opposizione chiede questo, una
maggioranza non può che rispondere subito, perché se no anche il
gioco del 25 con l'11 che possiamo giocarci al superenalotto sembra
veramente ridicolo.
Dobbiamo sapere se siete in grado di avere una maggioranza che ha
una proposta, finiamola col balletto e finiamola con i tempi morti
in Aula, affrontiamo le questioni vere e diamo subito, anche in
termini di vigenza, a questa legge la possibilità di andare ad
espletare gli effetti che tutti speriamo anche se, evidentemente,
avremmo fatto un altro lavoro, maggiormente come profilo
riformista.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
25.1.1 bis dell'onorevole Oddo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
quest'aria da rivoluzione francese da parte dei colleghi del
Partito democratico e vorrei capirne le motivazioni.
Se si prende il disegno di legge del Partito democratico e si
sovrappone al disegno di legge che l'Aula voterà tra qualche ora,
mi pare che grandi differenze non ce ne siano, anzi, mi aspettavo
da parte del Partito democratico un apprezzamento generale alla
riforma della sanità.
Qualcun altro potrebbe avere l'aria, come oggi voi interpretate in
Aula, di rivoluzionari. Quindi, sono molto sorpreso di questo
atteggiamento, quasi da tagliatori di testa, con il quale si
vogliono, in modo preciso, indicare i punti su cui non si è
d'accordo.
Scusate, ma da quando il problema di due o tre mesi in più
potrebbe sovvertire le sorti della politica europea e dei
cosiddetti candidati? Bastonate avete prese e bastonate
prenderete , ma non perché i commissari o i dirigenti saranno
quelli che hanno gestito fino ad oggi. La politica, lo sapete
meglio di me, è una cosa diversa; fare una battaglia sugli atti
amministrativi e su quello che è il tempo che ci vuole per affidare
l'incarico ad un altro Dirigente regionale, non credo che possa
essere dirimente per ciò che quest'Aula deve consegnare alla
Sicilia.
Quindi, invito gli amici del Partito democratico, non solo a
ritirare un emendamento farsa' - perché di questo si tratta - ma
di essere coerenti, così come lo sono sempre stati, su quello che è
stato questo disegno di legge e che, oggi, invece li vede barricati
in una rivoluzione che certamente non ha alcun motivo di esistere e
di essere commentata nelle piccole frasi che ci sono in una grande
riforma.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sul mio sub emendamento 25.1.7.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, il suo sub emendamento è al comma
2; noi stiamo ancora discutendo il comma 1.
Si passa al sub emendamento 25.1.2, degli onorevoli Galvagno e
Termine.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, il sub emendamento 25.1.17, dell'onorevole
Falcone, essendo di identico contenuto e dichiarato assorbito.
Si passa al sub emendamento 11.2.13 bis, del Governo.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici il sub
emendamento 11.2.10, di identico contenuto dell'emendamento 11.8,
che così recita:
«Sostituire le parole 1 settembre 2009 con le parole entro 60
giorni dall'entrata in vigore della presente legge .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
CRACOLICI. E' evidente che questo emendamento si applica sia al
primo che al sesto rigo.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Ammatuna, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Donegani,
Faraone, Ferrara, Galvagno si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 11.2.10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 11.2.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 77
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 33
Contrari 42
(Non è approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 11.2.13 bis 1.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo quindi in votazione il sub emendamento 11.2.13 bis così come
emendato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro precluso il sub emendamento 25.1.16.
Si passa all'emendamento 25.1.7.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la invito a
valutare con gli Uffici se il comma 2 deve essere dichiarato
inammissibile, essendo in palese violazione del Regolamento del
decreto legislativo n. 502 che al comma 6 stabilisce che nulla è
dovuto a titolo di indennità di recesso al Direttore generale nei
casi di cessazione dell'incarico per decadenza, mancata conferma,
revoca o risoluzione contratto, nonché dimissioni .
Pertanto sarebbe inutile aprire la discussione di merito, se
esiste una palese violazione della normativa nazionale. Lo dichiari
inammissibile e andiamo avanti, signor Presidente, altrimenti se lo
dichiara ammissibile se ne assume la responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, come lei sa, avendo fatto anche il
vicepresidente di questa Assemblea, un testo una volta che approda
in Aula
SPEZIALE. No, Signor Presidente, questo appartiene esclusivamente
alla sua prerogativa di Presidente. Siccome le sto manifestando,
sulla base di una norma, l'assoluta incongruenza tra il comma 2 e
la legge nazionale, lei farebbe bene a dichiararlo inammissibile,
così come è giusto che sia, perché Lei, come Presidente
dell'Assemblea, non solo è garante ma deve rassicurare l'Assemblea
di procedere sulla base di una estrema correttezza e linearità.
Pertanto, ribadisco il mio invito a dichiararlo inammissibile;
capisco il suo disagio e la sua difficoltà, ma caso contrario, si
aprirebbe un precedente pericolosissimo, ossia legiferare in
contrasto con norme nazionali che regolano la materia.
PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti che modificano
il comma 2.
SPEZIALE. Signor Presidente, alla luce della documentazione da me
fornita, desidero che Lei dichiari se ritiene il comma 2
ammissibile nonostante il palese contrasto, ripeto, con quanto
previsto dal Regolamento di attuazione al comma 6 che stabilisce
che nulla è dovuto ai direttori generali che cessano dal loro
incarico.
Comunque, ho capito che Lei non vuole dichiarare l'inammissibilità
quindi entro nel merito, avendo presentato un sub emendamento al
comma 2.
Signor Presidente, desideravo sapere dall'Assessore Russo se
l'emendamento 25.1, a firma del Governo, è anche a sua firma.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la prego di fare un intervento,
come suo solito, pacato.
Lei, in questo momento, si sta relazionando con il Parlamento
nella qualità di deputato e non di Presidente della Commissione
Antimafia, quindi, utilizzi il suo tempo e lo spenda come sa fare
normalmente in maniera opportuna.
Non faccia domande singole ma faccia il suo intervento.
SPEZIALE Signor Presidente, il Governo ha applicato ai Direttori
generali che cessano dall'incarico la stessa disciplina che si
applica per gli allenatori di calcio. Mancini, esonerato
dall'Inter, continua a mantenere il rapporto contrattuale e viene
regolarmente pagato.
Ma noi non possiamo applicare la disciplina che si applica per gli
allenatori di calcio; dobbiamo applicare le leggi dello Stato ed
essere coerenti nella formazione del processo normativo con le
leggi dello Stato.
Come ho detto, a mio avviso, il comma 2 non è assolutamente
proponibile ed ho presentato un emendamento che mira a sopprimerlo.
A questo emendamento, il Governo ha prima proposto l'emendamento
25.1.8 che recita in conformità a quanto previsto dai relativi
contratti individuali di lavoro, e secondo le previsioni di legge ;
poi si è accorto di avere commesso ancora un errore ed ha
presentato un ulteriore sub emendamento - il 25.1.15 - che recita
spetta quanto previsto dalla normativa vigente .
Mi rivolgo all'Assessore, al Governo tutto, agli Uffici: già
l'altra volta abbiamo approvato una legge che conferma la legge in
vigore.
PRESIDENTE. Non è la prima volta, onorevole Speziale.
SPEZIALE. Signor Presidente, questo emendamento è assolutamente
inutile a meno che, dietro, non vi sia un retropensiero che non mi
è noto in questo momento - non riesco, infatti, ad individuarlo - e
perché non si vuol fare invece quello che è normale che sia.
Si cassi il comma 2 oppure, Assessore, sostituisca il comma 2
dicendo che si applica quanto previsto dalla normativa nazionale n.
502, e siamo così in coerenza con la normativa nazionale e nessuno
di noi avrà il dovere-diritto di muovere critiche al suo
comportamento.
Altrimenti, mi viene da pensare che, rispetto a questioni
delicatissime che riguardano le risorse pubbliche dell'erario
pubblico, c'è un utilizzo che è fatto per gli amici e per gli amici
degli amici; dire che chi cessa dal rapporto può continuare ad
avere un rapporto contrattuale fino alla scadenza è una regalia'
di denaro pubblico.
Ecco perché prima dicevo che si tratta di una vergogna; se lei
vuole correggere la vergogna cassando il comma 2, ne prendo atto e
ne sono contento.
Concludo, ribadendo la mia richiesta di dichiarare inammissibile
il comma 2 dell'emendamento 25.1 del Governo perchè in contrasto
con la normativa nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la ringrazio anche per la
pacatezza del suo intervento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, desidero fare questo richiamo perché
l'elemento proposto dall'onorevole Speziale cassa l'intero comma 2.
Il fatto che il Governo proponga una modifica al suo ex
emendamento, in cui dice che si applica la normativa vigente, è
come scrivere che il cielo è blu e quindi il cielo è blu.
Mi permetto però di sottolineare un altro aspetto: abbiamo votato
una norma che stabilisce un criterio guida per le nomine dei
Direttori generali, soprattutto per quanto attiene agli attuali
Direttori generali in carica, che non potranno essere nominati
laddove si sono determinati sforamenti rispetto agli equilibri di
bilancio.
Nell'emendamento del Governo, si dice i Direttori generali, ove
non confermati . Ciò determina una condizione di eccezionalità
nella non riconferma rispetto quasi ad una normalità della
riconferma stessa.
Non so se sono stato chiaro perché il principio ove non
riconfermati costituisce quasi una specifica straordinaria per i
quali si applicano le disposizioni. Da questo punto di vista, già
noi abbiamo votato una norma che prevede che i Direttori generali
che hanno fatto le cose che hanno fatto, non possono essere
confermati.
Ecco perché ritengo - e mi rivolgo al Governo - che se intende
specificare che si applica la normativa vigente, credo che non sia
difforme dall'obiettivo che propone l'onorevole Speziale. Se
cassiamo l'intero comma 2, è evidente che i Direttori generali che
non saranno confermati, se avranno diritto ad emolumenti legati
alla natura del contratto, sarà in forza di legge, non in forza di
una facoltà che eserciterà non si capisce chi.
Invito il Governo, anche per evitare equivoci sul concetto di ove
non confermati - che sembrerebbe quasi in contraddizione con
quanto abbiamo votato non ricordo su quale articolo -, di esprimere
un parere positivo sull'emendamento a firma dell'onorevole
Speziale, perché è lo stesso, si raggiunge lo stesso obiettivo,
perché fa venire meno la possibilità che per legge si riconoscano
meccanismi autorizzativi di transazione. Se ci sarà una
transazione, se la vedrà eventualmente un giudice; saranno aspetti
civilistici che nulla hanno a che fare con la legge della Regione.
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Onorevole Speziale, onorevole
Cracolici, onorevoli deputati, non è stato un capriccio voler
regolamentare per legge un aspetto che potrebbe portare
l'Amministrazione regionale dinnanzi ad un giudice perché,
contrariamente - mi permetto di dire -a ciò che è stato sostenuto,
la vicenda dei Direttori generali, che dovrebbero andare a casa per
norma di legge, non è rapportabile immediatamente, oggettivamente,
a quanto previsto dal decreto legislativo numero 502. Dico ciò
perché l'ipotesi cui fa riferimento il sesto comma dell'articolo
che lei ha citato, fa riferimento, appunto, a tutte le vicende
interne alla legge e c'è una decadenza perché, per esempio, il
Direttore generale non ha raggiunto gli obiettivi, non ha più i
requisiti, è stato risolto il contratto ecc.
Le ipotesi previste dal decreto legislativo numero 502 sono tutte
ipotesi interne allo stesso, in cui il rapporto cessa.
Qui, per legge, stiamo normando una materia estremamente delicata
sulla quale, come Lei sa, onorevole Speziale, è intervenuta, in
altri ambiti, la Corte Costituzionale.
Il tema è il seguente: dinnanzi ad un soggetto che ha un contratto
di diritto privato può la legge intervenire e far venire meno il
rapporto?
Noi riteniamo di sì, tant'è che lo abbiamo previsto per legge,
quindi, iuris, a proposito del rapporto contrattuale esistente.
Avevamo previsto un'ipotesi, abbiamo fatto melius re perpensa una
marcia indietro, abbiamo accolto i suggerimenti e ritengo
estremamente opportuno che rimanga il secondo comma così come è
stato emendato, magari accogliendo il suggerimento preso da un
altro emendamento, aggiungendo spetta quanto eventualmente
previsto dalla normativa vigente .
Non saprei dire se il Direttore generale abbia o no diritto ad
avere riconosciuta un'indennità oppure le stesse mensilità mancanti
alla cessazione del rapporto.
A mio avviso, probabilmente, si applica il decreto legislativo
numero 502 ma sono convinto che vi siano delle buone ragioni perché
possa essere fatto valere un diritto.
Poiché si rinvia alla normativa vigente - che sarà quella che
dovrà essere applicata da un giudice, posto che non stiamo
autorizzando alcunché - credo sarebbe opportuno invece fare questo
passaggio e stabilire che, una volta risolto il rapporto, spetta al
Direttore generale quanto eventualmente previsto dalla normativa
vigente che peraltro potrebbe anche cambiare da qui a domani.
Stiamo quindi dicendo di rimetterci alla normativa vigente, che
non è esclusivamente quella del decreto legislativo numero 502.
Ecco perché non è pleonastico il riferimento alla normativa
vigente.
L'ipotesi di decadenza - che andiamo a sancire per legge - non è
l'ipotesi di decadenza prevista dal decreto legislativo numero 502.
E non c'è nulla di male a prevedere, senza alcun retropensiero,
che spetta ciò che eventualmente è previsto dalla normativa
vigente.
Nel mio emendamento, andrei ad aggiungere, facendo mio
l'emendamento a firma dell'onorevole Gucciardi ed altri, la parola
eventualmente .
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, desidero interloquire facendo
emergere una contraddizione nel ragionamento del Governo.
Se ci fermiamo al comma 1, non aggiungiamo niente; ovviamente,
spetta alla normativa vigente.
Non occorre quindi che introduciamo un secondo comma per
introdurre quello che Lei dice perché, se ci fermiamo al comma 1,
spetta alla normativa vigente.
Se vogliamo essere precisi e volendo interloquire con Lei, visto
che non siamo l'unica Regione che ha legiferato - la Campania
qualche giorno fa ha ridotto il numero delle ASL da dodici a sette,
ha cessato il rapporto di lavoro con i Direttori generali e, come
Lei sa, ha applicato il decreto legislativo n. 502, quindi, non
spetta niente - l'unico modo per uscirne è dire si applica ,
perché è materia che si ricollega al decreto legislativo numero
502, se, proprio, vogliamo normarlo, perché questa sarebbe una
normativa uniforme a tutta la normativa nazionale.
In Campania, proprio qualche giorno fa, è stato riorganizzato il
settore sanitario; è stato approvato anche lì il Piano di rientro e
sono state istituite sette Aziende al posto di dodici ed è stato
applicato il decreto legislativo numero 502.
CRACOLICI. Al posto di tredici.
SPEZIALE. Sì, al posto di tredici.
Non capisco in forza di quale ragionamento dovremmo legiferare in
maniera diversa rispetto a come si sta legiferando in tutto il
resto del Paese.
Assessore, poiché Lei vuole interloquire, le suggerisco di
accogliere il mio emendamento e di sopprimere il comma 2.
Se, proprio, vuole presentare un emendamento sostitutivo del comma
2, preveda, nei casi di cessazione dei rapporti di lavoro, quanto
previsto dal decreto legislativo numero 502, cosa che chiarisce
tutto.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
stiamo trattando una materia molto delicata e che rischia di
compromettere, in qualche modo, i diritti soggettivi delle persone.
Questo Parlamento deve stare attento, proprio perché è un
Parlamento che deve garantire a tutti pari opportunità. Lo dico ai
colleghi della maggioranza ma voglio dirlo e ricordarlo anche ai
colleghi dell'opposizione che stasera mi sembrano animati non da un
fare costruttivo ma da un fare diverso.
Stiamo trattando materia e diritti soggettivi che in un Paese
libero come l'Italia debbono avere il massimo rispetto e ritengo
che, così come l'ha affrontata l'assessore Russo, sia il modo
migliore per essere approvata.
Fatta salva la legge e fatti salvi i contratti di diritto
individuale, l'emolumento spetta al Direttore generale decaduto,
revocato o comunque in qualche modo sostituito, se e a condizione
che gli spetti.
Non vedo per quale motivo stiamo parlando ci stiamo innamorando di
una sottigliezza .
SPEZIALE. Questa sottigliezza costa cinque milioni di euro
LEANZA NICOLA. Vuol dire che non avete fiducia nella Magistratura
perché un giudice non regala soldi a chi non ne ha diritto, quindi,
non prenderà impegno.
Credo nella Magistratura e ritengo che l'emendamento del Governo
garantisca da un lato la Regione e dall'altro i diritti individuali
delle persone, fino a prova contraria, perbene che hanno garantito
il giusto svolgimento di un'attività.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un po'
di confusione possa pregiudicare una scrittura corretta della
norma.
Fermo restando che la mia posizione - ma credo sia quella della
stragrande maggioranza di questo Parlamento - sia quella di essere
nettamente contrario a qualunque tipo di regalie che si possano
fare ai Direttori generali o a chicchessia con sperpero di denaro
pubblico, oggi siamo chiamati, in questi passaggi rigorosamente
tecnici, peraltro, a costruire una norma generale ed astratta.
Considerato che la norma non la possiamo costruire ad personam,
dobbiamo cercare di capire di cosa stiamo parlando.
L'articolo 3 bis del decreto legislativo numero 502 disciplina e
rinvia alle Regioni le cause di cessazione del rapporto di lavoro
dei Direttori amministrativi e dei Direttori sanitari. Nulla dice a
proposito del rinvio alle Regioni, per quanto riguarda il rapporto
di lavoro del Direttore generale, precisando, comunque, che è un
rapporto privato e, in quanto tale, disciplinato in maniera
specifica dalla normativa vigente in materia, sulla quale questo
Parlamento non ha assolutamente competenza.
Ho ascoltato tante cose questa sera, ma il rinvio dinamico che una
legge fa ad un'altra legge mi sembra rientri nell'ordine delle cose
e credo che aggiungere alla norma la parola eventualmente renda
giustizia alla volontà del legislatore che deve essere esattamente
quella di non attivare meccanismi di contenzioso tra la Regione
siciliana e, in questo caso, i Direttori generali che hanno
stipulato un contratto di diritto privato e, come tale, dobbiamo
trattarlo.
Pertanto, credo che la norma scritta in questo modo possa
rispondere, signor Presidente, membri del Governo, colleghi, agli
obiettivi che il Parlamento si dovrebbe prefiggere.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro chiesto di parlare, pongo in
votazione il sub emendamento 25.1.7. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Bonomo, Cracolici, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone e Galvagno si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 25.1.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 25.1.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 37
Astenuto 1
(E' approvato)
(Applausi)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti al comma 2 si
intendono preclusi.
Si passa al sub emendamento 25.1.19, dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un attimo
di attenzione all'Aula perché è una questione delicata.
Questo sub emendamento, da me appena presentato - come poco fa è
avvenuto con il voto d'Aula, la maggioranza ha stabilito che le
nuove Aziende entreranno in vigore dall'1 settembre 2009 - si pone
l'obiettivo di regolare, dal momento in cui verrà approvata la
legge all'1 settembre 2009, le modalità da parte degli attuali
Direttori della gestione delle Aziende, evitando che gli stessi
possano compiere, durante questa fase detta di interregno , atti
straordinari che in qualche modo determinano una situazione in cui
il nuovo sistema si troverà ad ereditare atti per i quali comunque
dovrà risponderne anche in futuro.
Allora, quest'emendamento si limita a stabilire - ed io adesso,
eventualmente, presenterò un ulteriore sub emendamento di
precisazione, perché mi rendo conto che ci potrebbe essere un
problema interpretativo - che, per quanto riguarda le assunzioni di
personale, per quanto riguarda le acquisizioni di beni e servizi,
per quanto riguarda la costituzione di unità, di nuove unità
semplici e/o complesse queste possono realizzarsi previa
autorizzazione dell'Assessore il quale, in coerenza col Piano di
rientro, dovrà eventualmente esercitare la sua autorizzazione in
maniera che non si determinino atti difformi al Piano di rientro
stesso.
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)
Ma mi rendo conto, e lo dico all'Assessore, che rischiamo di
bloccare totalmente la macchina e, pertanto, sono disposto a
presentare un ulteriore sub emendamento di precisazione, nel senso
che gli atti che superino una certa cifra dovranno essere soggetti
all'autorizzazione dell'Assessore. In altri termini, se un
Direttore generale deve comprare le garze, deve garantire il
funzionamento della macchina
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e pubblica
istruzione. Questa è ordinaria amministrazione
CRACOLICI. Esattamente, io parlo, infatti, di atti di
straordinaria amministrazione. E allora il problema è già risolto.
Qualcuno mi faceva notare che potrebbe essere fissato in maniera
perentoria un tetto di spesa oltre il quale necessita
l'autorizzazione dell'Assessore; diversamente, si potrebbe
determinare un blocco della macchina.
Io, da questo punto di vista, mi rimetto alla valutazione, perché
penso che atti di straordinaria amministrazione sono atti
eccezionali, gli atti di ordinaria amministrazione sono atti di
normale azione amministrativa. Pertanto, ritengo che l'emendamento
in se è già sufficiente ma, laddove l'Assessore dovesse valutare
che questo potrebbe pregiudicare il buon andamento
dell'Amministrazione, sono disposto a fare una precisazione in tal
senso.
Mi pare del tutto evidente che, pur avendo fiducia in tutti, una
cosa però dobbiamo affermare e cioè che stiamo facendo una legge
che cambia il sistema; avete - e ne prendo atto - deciso di farla
entrare in vigore dal primo settembre, però da qui al primo
settembre dobbiamo stare attenti che non si verifichino determinati
atti. E spero che i colleghi condividano la preoccupazione che mi
spinge a sottoporre questo emendamento alla valutazione dell'Aula.
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, onorevole Cracolici, avevo anticipato, rispetto alla sua
richiesta di fare entrare in vigore il sistema al sessantesimo
giorno dalla pubblicazione della legge, con riferimento
all'interregno che ci sarebbe stato. Se, invece, passava l'idea
governativa, come è passata, di applicare il sistema al primo
settembre, l'assessore si sarebbe fatto carico di disciplinare con
delle direttive la gestione della fase di interregno.
Io ritengo che vada fatto con un atto amministrativo, però mi
rimetto alla volontà dell'Aula. Su questo credo che i concetti
siano chiari, ordinaria amministrazione e straordinaria
amministrazione; comunque, mi rimetto alla volontà dell'Aula.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Vorrei fare una precisazione in ordine all'articolo
117 del Regolamento interno. Non è Piano di rientro ma Piano di
contenimento e riqualificazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a formalizzare il sub
emendamento; pertanto, sospendo brevemente la seduta.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18,39, è ripresa alle ore 18,43)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Cracolici il seguente sub emendamento 25.1.19 bis,
interamente sostitutivo dell'emendamento 25.1.19:
«Nelle more della operatività delle aziende sanitarie provinciali
e ospedaliere, i direttori generali delle aziende in carica
esercitano funzioni di ordinaria amministrazione in coerenza con
gli obiettivi del piano di contenimento e di riqualificazione del
sistema sanitario.
Ogni atto straordinario che riguardi assunzioni di personale e
acquisizione di beni e servizi, esternalizzazione di servizi nonché
istituzione di nuove unità semplici e/o complesse dovrà essere
autorizzato dall'assessore alla sanità».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
CRACOLICI. E' una vergogna
Quando il parere della Commissione è favorevole si vota con la
seguente formula: chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
La considero una gravissima scorrettezza
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'emendamento è stato posto in
votazione Ciò che Lei sostiene non è scritto da nessuna parte.
Si passa all'emendamento 25.1.10.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che Lei
è invitato ad aprire la discussione generale per ogni emendamento,
per consentire eventualmente di discuterlo, dopo di che si passa
alla richiesta del parere. E' necessario ristabilire le regole.
Io vorrei capire cosa questo emendamento va a modificare, e vorrei
capire il Governo perché è favorevole e, soprattutto, voglio vedere
cosa fa la maggioranza. A questo punto vediamo se avete recitato
fino in fondo, e lo dico ai colleghi dell'UDC che hanno fatto pure
un comunicato stampa sulla materia.
Il testo che è uscito dalla Commissione prevedeva che possono
espletare il mandato di direttore generale per una sola volta i
componenti nominati, e ciò in seguito a un emendamento firmato
dall'onorevole Cordaro e dall'onorevole Maira. Leggo adesso che
l'onorevole Maira è firmatario di un emendamento che smentisce
quello che ha proposto in Commissione.
MAIRA. Ho cambiato idea.
CRACOLICI. E' vero, solo gli stupidi non cambiano opinione, ma
bisogna spiegarlo
Mettiamoci d'accordo. Vogliamo fare oggi una norma che stabilisce
il principio della riconferma? Vorrei ricordare che qui si sta
stabilendo una cosa molto grave e vorrei che il Presidente della
Regione mi ascoltasse perché, con questa norma, non solo noi
procediamo alla eventuale riconferma già in atto dei direttori in
carica, ma siccome sarebbero nuovi direttori, in quanto ai sensi
dell'articolo 11 questi direttori - che probabilmente hanno fatto
già per 5 o 6 anni i direttori generali - potranno essere nominati
per tre anni, più altri tre anni. Cioè, con questa norma stiamo
stabilendo che i direttori generali possono durare dai 12 ai 15
anni, perché questo è quello che effettivamente succederà.
Addirittura ce ne sono alcuni che fanno i direttori da ancor prima
che io facessi il deputato.
(Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)
Quindi, oggi si vuole stabilire con norma che ci sono direttori
nominati prima del 2001 che con questa norma diventano nuovi,
perché sono solo quelli nominati all'azienda di cui all'articolo
11; il Governo deve spiegare la coerenza; dottore Russo, o il
Governo non lo ha capito - mi permetto di dire - o qui stiamo
assistendo ad una sceneggiata. Il Governo ha dato parere favorevole
ad una norma che stabilisce che i direttori generali da vent'anni
in Sicilia, e per vent'anni, saranno sempre gli stessi. Questo
prevede la norma, tanto per essere chiari e senza fare giri di
parola o infigimenti, io esprimo il parere contrario e su questo
chiedo il voto segreto.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi assumo la
responsabilità di avere apposto la firma a questo sub emendamento,
che cambia il testo dell'articolo uscito dalla Commissione, anche
se dichiaro di subordinare il mantenimento della mia firma ad una
precisazione che mi aspetto venga fatta dal Governo e dagli altri
capigruppo della maggioranza. Ho apposto la mia firma al sub
emendamento per una considerazione logica, che mi ha convinto nel
momento in cui ho cambiato idea rispetto alla mia prima
formulazione di sottoscrizione. Il Governo dice che limitare
l'affidamento di un incarico manageriale per una sola volta
comprimerebbe la possibilità di utilizzare Direttori generali-
manager che dovessero dimostrare una grande capacità e quindi
perdere professionalità a danno del sistema; ma in ogni caso,
l'aver prolungato a sei anni, seppure con due mandati, la
possibilità di utilizzo, cambia poco come tempo rispetto ai cinque
anni previsto dal testo uscito dalla Commissione. Pertanto, se il
Governo e i capigruppo della maggioranza mi confermano che il senso
voluto sia dal Governo che dalla maggioranza su questo sub
emendamento, che porta anche la mia firma, è conforme
all'intenzione che ho appena espresso, la mantengo, altrimenti
dichiarerò alla Presidenza di ritirarla.
RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, voglio dire
all'onorevole Cracolici che forse gli è sfuggita una ulteriore
possibilità, cioè che lui abbia letto male.
CRACOLICI. Può succedere.
RUSSO, assessore per la Sanità. Leggiamolo insieme. Il Governo ha
dato parere favorevole, e per certi aspetti aveva pure sollecitato
questa modifica, perché, intanto, l'ambito applicativo concerne i
nuovi direttori generali delle nuove aziende, non a caso
l'emendamento esordisce dicendo comma 1 dell'articolo 11 che
riguarda le nuove aziende ospedaliere e in perfetta coerenza con il
decreto legislativo 502 che prevede un contratto da tre a cinque
anni rinnovabile. Noi diciamo che è rinnovabile soltanto una volta
nella stessa azienda, e ciò va nella direzione di stringere i tempi
di permanenza nell'azienda fissata originariamente in cinque anni
da taluni in senso assoluto, da altri soltanto in una azienda.
La posizione del Governo è estremamente chiara: i direttori
generali hanno un contratto di tre anni, dopo i tre anni, alla
stregua delle norme che tutti abbiamo votato, si valuta se il
direttore è bravo e allora lo si riconferma per altri tre anni
nella stessa azienda; se alla fine del mandato che non può essere
superiore a sei anni, ci troviamo di fronte un nuovo Marchionne,
non vedo perché non lo posso utilizzare in un'altra azienda, se
invece è un incapace lo mando a casa. Ma se è un incapace e, nel
corso del contratto abbiamo tutti gli elementi per accorgercene,
con l'articolo 21 bis lo possiamo mandare a casa prima. Pertanto,
non vedo quale sia la ragione per non affrontare serenamente questo
tema: non cinque anni, ma sei anni con una prima valutazione fatta
a tre anni; il contratto finisce a tre anni; se è bravo lo
riconfermiamo, se è veramente bravo dopo i sei anni lo possiamo
utilizzare in un'altra azienda.
Credo che non dobbiamo avere pregiudizi a prescindere della figura
del direttore generale. Io mi auguro di potere trovare un direttore
generale che sia talmente bravo che mi sana un'azienda, e poi una
seconda azienda, e poi una terza azienda; se si incontra una tale
professionalità, non ci possiamo permettere il lusso di sprecarla.
Il problema è quello dei controlli e la capacità di misurare il
lavoro fatto in azienda senza logiche di appartenenza, ma con
logiche di efficienza.
CRACOLICI. Di appartenenza. Diciamolo pure. Qui, o si appartiene,
o non si va da nessuna parte.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
sarò breve. Fermo restando che io ritengo debba essere la politica
a fornire gli strumenti ai manager per fare bene, e cioè una buona
riforma e la possibilità di avere strumenti adeguati. Quindi, fatta
questa premessa doverosa, caro assessore, è difficile trovare
Marchionne, perché Marchionne ha strumenti che sono a monte, ha
risorse, innovazione, modernizzazione, che noi stiamo tentando di
introdurre.
Onorevole Cracolici, mi pare speciosa questa polemica, perché nel
momento in cui si ha la possibilità di affidare ad un manager un
secondo mandato, quando il precedente è stato virtuoso, mi sembra
oltremodo ingiusto, oltre che inutile, non consentire al manager di
continuare la propria opera. Certo, mi convince anche questa
contrazione dei tempi di valutazione, forse cinque anni erano
troppi; mi convince il fatto che la prima valutazione avvenga dopo
tre anni e che successivamente si possa riconfermare la fiducia al
manager. Onorevoli colleghi, cerchiamo di andare avanti in maniera
virtuosa. Cerchiamo di fornire alla Sicilia una riforma sanitaria
virtuosa. Non ci aggrovigliamo attorno a sottigliezze che poi alla
fine certamente non servono a noi, non servono alla politica e non
servono neanche ai siciliani.
Portiamo avanti con serenità questo percorso, abbiamo affrontato
molti articoli della riforma, continuiamo a lavorare insieme e,
probabilmente, consegneremo ai siciliani una buona riforma.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rivolgo un
appello all'Aula e all'onorevole Cracolici che poco fa è rimasto
amareggiato per un comportamento, secondo lui inadeguato, del
sottoscritto. Le chiedo scusa se in qualche modo quel clima
costruttivo un po' si è incrinato, mi piacerebbe che ritornassimo a
ragionare sui temi veri, quelli che appartengono alla gente, quelli
che appartengono a questo Parlamento e quello che ci debbono
consentire, come poco fa detto dall'onorevole Buzzanca, di avere
una buona legge.
L'emendamento che stiamo trattando è un emendamento molto più
giusto nel merito di quello che limitava ad una sola volta, a
cinque anni, la permanenza del manager nella stessa AUSL.
Dico ciò perché siccome si vuole valorizzare il merito, questo
vuol dire valorizzare i più bravi e se qualcuno è bravo e riceve un
secondo mandato come Direttore generale è un fatto positivo; perché
altrimenti si cadrebbe nella casta, considerato che per noi non ci
sono limitazioni, eccetto per quelli dell'MPA, considerato che
abbiamo approvato uno statuto secondo il quale non possono esserci
più di due mandati.
Da questo punto di vista ritengo che nel merito, onorevole
Cracolici, sia una norma giusta che consente merito ed equilibrio,
consente all'Assessore - considerato che stiamo facendo una buona
legge -, se dopo tre anni qualcuno è inadeguato, se non è in grado
di poter portare avanti un'Azienda sanitaria, di metterlo fuori
dall'azienda; quindi ritengo sia giusto votare questo emendamento
perché è un emendamento che va nella direzione intrapresa da questo
disegno di legge che coniuga efficienza, merito ed efficacia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Speziale il sub emendamento 25.1.10.1, che cassa
dall'emendamento 25.1.10 le parole nella stessa azienda'.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, vorrei precisare che il mio
emendamento, cassando le parole nella stessa azienda' rende
possibile che la nomina può avvenire in quella azienda, ma anche in
altre aziende.
PRESIDENTE. Con la precisazione dell'onorevole Speziale, pongo in
votazione il sub emendamento 25.1.10.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si torna all'emendamento 25.1.10, a firma degli
onorevoli Pogliese, Leontini e Maira. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Laccoto
il sub emendamento 25.1.20.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la votazione era
una norma di legge che dava disposizioni precise ai Direttori
generali e diceva quali erano gli atti che potevano essere posti in
essere e quali erano quelli che non potevano essere messi in atto.
Nell'interesse generale, il mio emendamento dice solamente che
l'assessore darà direttive ai Direttori generali sugli atti di
ordinaria o straordinaria amministrazione che possono essere messi
in atto.
E' qualcosa di completamente diverso, ma ha un senso se teniamo
conto che da qui a settembre abbiamo la possibilità di non fare
cose pazze. Siccome abbiamo fatto una norma che consente di
aspettare fino all'1 settembre, l'assessore, ovvero il Governo, si
prenda la responsabilità di dire quali sono gli atti di ordinaria
amministrazione e quali quelli di straordinaria amministrazione che
si possono fare fino a settembre.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, abbiamo già discusso, da un punto
di vista normativo, su questo argomento.
Non credo che i Direttori generali modifichino la loro
configurazione giuridica in virtù di una norma approvata che
entrerà in vigore a settembre. Non è cambiato né il contratto né la
configurazione giuridica
I Direttori generali hanno gli obiettivi stipulati ai tempi della
loro sottoscrizione del contratto col Governo e quelli porteranno
in porto fino alla fine del mandato. Il fatto che abbiamo previsto
l'entrata in vigore l'1 settembre non modifica né la natura del
contratto, né gli obiettivi del Governo.
LACCOTO. Sì, signor Presidente, il problema è che questa norma
entrerà in vigore l'1 settembre. Faccio un esempio: in alcuni
casi non riusciamo ad avere anestesisti mentre riusciamo ad avere
consulenti esterni e addetti stampa che costano milioni e milioni.
E' una vergogna
Poiché, purtroppo, è stato approvato quell'emendamento che dà
tempo fino all'1 settembre per l'entrata in vigore della riforma,
diamo al Governo la possibilità di prevedere che se si ha personale
medico in turn-over si assume, caso contrario non si può fare. Non
si possono fare quegli atti che oggi, purtroppo, anche se noi lo
abbiamo previsto, entreranno in vigore l'1 settembre.
Credo che sia un fatto di equilibrio che consenta di mettere, per
lo meno, una pezza.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento non è lo stesso e il fatto che lei lo abbia apprezzato
ci consente di superare una querelle interpretativa.
Questo emendamento si limita, semplicemente, a tradurre quello che
ha già detto l'assessore in Aula, e cioè che era suo intendimento
fissare delle direttive per i direttori in carica delle aziende
fino alle nuove che andranno a costituirsi.
Mentre questo l'assessore lo faceva sulla base di un atto
volontaristico, la norma supporta l'azione dell'assessore nel
definire i criteri che saranno definiti con apposita direttiva,
cioè con circolare, ai Direttori. Mi pare che da questo punto di
vista da forza di legge ad un atto amministrativo che l'assessore
aveva già annunciato.
Credo, pertanto, che questo emendamento, è molto diverso da quello
che abbiamo respinto, che fissava i requisiti di straordinarietà e
li autorizzava solo nel caso in cui venivano a loro volta
autorizzati dall'assessore.
Qui non è prevista un'autorizzazione per i singoli atti, ma si
prevede che l'assessore deve dare le direttive su quali sono gli
atti che possono prodursi in questa fase di interregno.
Spero, quindi, che sia chiaro il senso dell'emendamento.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il fatto che
il sub emendamento non è stato neanche distribuito, mi sembra di
ricordare che sia stato già votato un emendamento analogo.
Ritengo che l'emendamento di che trattasi sia inammissibile.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che è accaduto
è quanto meno una caduta di stile.
Non si può, onorevoli Presidenti dei Gruppi parlamentari di
maggioranza, contribuire a scrivere un emendamento e poi,
determinare una votazione che ha bocciato l'emendamento che si è
contribuito a scrivere.
O lo diciamo in maniera chiara e schietta o ci stiamo prendendo in
giro, e non bastano gli appelli dell'onorevole Leanza che invita a
rimettere in pista quel clima di collaborazione.
Quanto sta accadendo comprova quello che ho detto. Me ne sono
stato zitto, come tanti altri deputati, ad aspettare che uscisse
fuori la lepre dalla tana, e la lepre è uscita.
Sostanzialmente dice che l'assessore può, con circolare e con atto
amministrativo, determinare ciò che era oggetto di
quell'emendamento, ma noi stiamo dicendo chiaramente che non è
detto che lo potrà fare, perché non siamo d'accordo.
Allora, ditelo in maniera chiara perché si determina così un clima
di leale confronto tra maggioranza e opposizione. Ditelo in maniera
chiara, senza giochetti, senza giri di parole, perché da questo
punto di vista bisogna capire se in questi mesi si vogliono
lasciare le mani libere ai Direttori generali o a chi verrà per
fare le operazioni politiche che noi conosciamo e che hanno portato
a un miliardo e duecento milioni di deficit nel nostro sistema
sanitario.
Ditelo in maniera chiara e assumetevene le responsabilità
Così si fa, anche per quanto concerne il confronto in un Aula
parlamentare: non mi pare che esistano altri sistemi.
Noi stiamo utilizzando un altro sistema, invece, quello di
contribuire seriamente, con emendamenti, a scrivere una buona legge
e mettere da parte quelli che possono essere i calcoli elettorali
rispetto alle elezioni che stanno alle porte.
Questo è il discrimine, signor Presidente, fra quello che stiamo
facendo e quello che sta accadendo e mi dispiace che è accaduto,
anche per quanto concerne una forma di compartecipazione da parte
della Presidenza di turno.
Lo dico con dispiacere, ma ci tengo a dirlo e sottolinearlo,
perché questo non si fa in alcun modo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
questo emendamento, a firma dell'onorevole Laccoto, sia meritevole
di essere apprezzato e per questo intervengo sollecitando sia
l'attenzione del Governo, sia quella della Commissione e di tutti i
colleghi parlamentari.
A prescindere da quello che ciascuno di noi può pensare, non vi è
dubbio che ci troviamo nella fattispecie di dover normare una fase
transitoria che vede, da qui alla costituzione delle nuove aziende,
i Direttori generali in carica e le aziende in carica, a dovere
espletare delle funzioni.
Come avviene in qualunque circostanza del genere, stabilire che
l'assessore regoli - e potrei dire, può farlo comunque,
indipendentemente dalla legge che scriviamo - quali sono gli atti
che possono essere assoggettati alle autorizzazioni speciali e
quali invece gli atti di normale amministrazione a cui il Direttore
può procedere, mi sembra una norma di così evidente buon senso che
ci stupirebbe che il Parlamento non la ritenesse meritevole di
approvazione.
Innanzitutto, credo che l'assessore dovrebbe esprimere più
compiutamente il suo pensiero in ordine a questo emendamento e
l'Aula dovrebbe riflettere su quello che, invece, comporterebbe la
non approvazione di questa legge o, cosa che comunque credo non
possa avvenire perché l'assessore ne ha in ogni caso facoltà, la
mancata emanazione di direttive sugli atti che i Direttori
generali, nelle more, possono o non possono approvare.
Credo che questo sia un emendamento che meriti assolutamente di
essere approvato e chiedo per questo, che l'Aula si adegui al
testo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento in questione non sia da porre in votazione per due
motivi.
Primo. Non è cambiando qualche virgola o qualche parola
dell'emendamento che si possa inficiare una votazione dell'Aula di
qualche minuto prima, perché sarebbe un aggiramento dei Regolamenti
parlamentari ed un grave precedente.
Due: mi sembra del tutto ultroneo perché sostanzialmente con
quell'emendamento sii dice all'assessore ciò che la legge dà già
come facoltà all'assessore stesso di mettere in pratica.
Ma, ripeto, il motivo principale è che, ponendolo in votazione,
creeremmo un precedente molto pericoloso.
Per richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che, a
questo punto, ho più di un sospetto sull'incidente avvenuto in
Aula. Infatti, lo ritenevo un incidente, devo ammettere di essermi
sbagliato: era una pervicace volontà di stabilire un principio che,
nelle more che entri in vigore la legge, farà succedere il far west
nelle Aziende sanitarie ospedaliere in Sicilia, perché mi pare che
l'Aula oggi voglia dire questo.
Ad ogni modo, lei, signor Presidente, si determinerà.
Prendo atto che aveva dichiarato, quando parlava l'onorevole
Laccoto, una valutazione favorevole, se ora valuterà diversamente
rientra nella sua autonomia, Così come rientra nell'autonomia della
Presidenza dichiarare l'ammissibilità o meno dell'emendamento.
Voglio soltanto precisare, dal punto di vista lessicale, perché
qui si fanno richiami sul fatto che quest'emendamento è
sostanzialmente quello che abbiamo già votato, che così non è.
L'emendamento che non è stato approvato prevedeva un divieto da
parte dei Direttori a fare degli atti in forza di legge; diceva ai
Direttori di non poter compiere atti straordinari ed elencava le
fattispecie. Questo emendamento, invece, non si rivolge ai
Direttori, non determina vincoli legislativi nei confronti degli
stessi, ma afferma una volontà di legge.
Lo dico all'onorevole Formica, che ha parlato delle facoltà
dell'assessore in merito; è vero, l'assessore ha una facoltà, e noi
con questo emendamento rendiamo la facoltà un obbligo, cioè che
l'assessore deve fare un atto in cui dà le direttive sugli atti che
sono determinati nelle prossime settimane dai Direttori.
Proprio quello che ha detto Lei conferma che se l'assessore ha una
facoltà, quest'emendamento rende la facoltà un obbligo.
FORMICA. Quindi interveniamo su un atto che abbiamo già votato.
CRACOLICI. No, perché qui si interviene su un atto nei confronti
dell'assessore, non dei Direttori.
Lei potrà interpretarla come vuole, onorevole Formica, ma è
evidente che anche dichiarare quest'emendamento improponibile è una
forzatura ai sensi del Regolamento, perché non c'è dubbio che
quest'emendamento prevede una fattispecie giuridica in capo ad un
soggetto giuridico che è diverso da quello che era previsto dalla
norma precedente.
Quindi, voi volete a questo punto evitare che ci sia una qualunque
forma di regolazione delle prossime settimane, e questo è
inaccettabile; vi preparate a determinare una situazione di fatto
che pregiudica anche i tentativi di innovazione che timidamente si
stanno cercando di affrontare con questa legge.
E di questo vi dovete assumere la responsabilità.
DINA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Prima di darle la parola onorevole Dina voglio
anticipare la decisione della Presidenza.
Contrariamente a quanto aveva capito l'onorevole Cracolici, la
Presidenza non aveva anticipato l'ammissibilità dell'emendamento,
ma l'inammissibilità dello stesso a norma di Regolamento; se vuole
possiamo leggere il resoconto stenografico.
Ma al di là di questo, credo che stiamo facendo la tempesta in un
bicchiere d'acqua , perché io ritenevo di richiedere al Governo una
formale rassicurazione al Parlamento che dopo l'approvazione di
questa norma, con circolare avrebbe potuto normare quelli che sono
gli obblighi, gli atti straordinari e gli atti ordinari.
Pertanto, secondo me, stiamo perdendo un'ora del nostro tempo per
qualcosa che si potrebbe tranquillamente mettere in pratica con la
semplice comunicazione del Governo, domani con circolare del
Governo.
DINA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rassicurare
l'onorevole Cracolici perché ho l'impressione che questo
spartiacque che si vuole tracciare tra il prima e il dopo è
alquanto strano.
Non vorrei che fino ad oggi questi Direttori generali chissà cosa
abbiano fatto; non credo che non abbiano lavorato rispettando norme
e rispettando soprattutto quelle che sono le indicazioni del Piano
di rientro che l'Assessore ha cercato, in maniera cogente, con
circolari, con indicazioni, di indirizzare nella giusta direzione
dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità.
Anzi, oserei dire che questo emendamento è limitativo
dell'operatività dell'Assessore, perché dà all'Assessore
l'indicazione di agire solo sugli atti di straordinaria e ordinaria
amministrazione indicando già un percorso. Invece, bisognerebbe
lasciarlo libero di agire secondo le sue facoltà, andando nella
direzione in cui è andato fino ad ora; quindi lo ritengo superfluo
e concordo sempre su una flessibilità che era il presupposto
dell'intervento precedente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo di trasformare
l'emendamento dell'onorevole Laccoto in ordine del giorno, con il
parere favorevole del Governo, così possiamo così ritenere superata
la questione.
La Presidenza metterà in votazione quest'ordine del giorno alla
fine della seduta, prima del votazione finale del disegno di legge.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io, peraltro, lo scriverei in positivo come ordine del
giorno che impegna il Governo e dovrebbe essere questo il senso:
Nelle more dell'operatività delle nuove aziende di cui al comma 1
- ma possiamo esplicitare meglio - l'Assessore per la sanità
formula direttive in ordine agli atti che i direttori generali
possono adottare per garantire l'ordinata, economica ed efficiente
successione tra gli enti di cui all'articolo 11, oltre che il
corretto espletamento delle funzioni proprie delle aziende
sanitarie .
Potrebbe, quindi, diventare un ordine del giorno che impegna il
Governo.
CRACOLICI. Nelle more cosa succede?
RUSSO, assessore per la Sanità. Per garantire l'ordinata,
economica ed efficiente successione tra gli enti di cui
all'articolo 11. E' una fase che avvia la successione, disciplina
esattamente questo periodo, perché nelle more dell'operatività .
CRACOLICI. Le nuove aziende ripartono dal primo settembre, non c'è
una successione.
RUSSO, assessore per la Sanità. Nelle more dell'operatività
l'Assemblea dovrebbe chiedere all'Assessore di formulare direttive,
porre, avviare al meglio il sistema che sia efficiente, economico e
corretto, oltre che garantire le funzioni sanitarie. A mio avviso è
palese, poi se lo vogliamo riscrivere lo riscriviamo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giustamente si
dice che l'ordine del giorno sarà oggetto di successive votazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Laccato, questo non è qualcosa di anomalo
rispetto alla prassi consolidata.
LACCOTO. Signor Presidente, io le devo dare atto che quando ha
presieduto i lavori di quest'Aula, al di là di quelle che possono
essere le sue convinzioni personali, ha sempre rispettato la prassi
parlamentare.
La cosa che credo non si debba fare è che, quando un
Vicepresidente presiede per suo conto possa modificare la prassi
d'Aula, perché bisogna far prevalere il proprio pensiero.
Io credo che questo non è possibile farlo da Presidente
dell'Assemblea, le posso fare un esempio molto tranquillo: io ho
presieduto la Commissione, come lei sa; in momenti particolari
posso non avere condiviso alcune questioni però, me ne può dare
atto la Commissione, non ho mai ostacolato quelle che erano le
decisioni e le intenzioni della Commissione stessa.
Credo che questo sia un corretto andamento istituzionale.
Ora Lei, quale Presidente dell'Assemblea, credo debba garantire in
tutto e per tutto, anche quando presiedono altri al posto suo,
quelle che sono le prassi e quelle che sono le indicazioni che
vengono dall'Assemblea.
Signor Presidente, eravamo di fronte ad un fatto particolarmente
grave per l'Assemblea, il Governo e il Presidente dell'Assemblea,
uno si era rimesso all'Aula e l'altro aveva dato parere favorevole.
Non si può, secondo le proprie idee, che ora emergono anche negli
interventi, andare per forza nelle indicazioni volute da qualcuno.
Questo lo si può fare da singolo deputato, ma non da Presidente
dell'Assemblea, per lo più facente funzione.
Ecco qual è il senso di questo mio sub emendamento, che non può
essere dichiarato inammissibile secondo le indicazioni che
provengono dall'onorevole Formica o dall'onorevole Dina, può essere
dichiarato inammissibile da Lei, però credo sarebbe una forzatura,
e l'onorevole Formica avrebbe fatto bene ad astenersi, in questo
caso, dal dare qualsiasi indicazione, avendo già fatto qualcosa di
scorretto verso l'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non credo che il Presidente Formica
abbia voluto fare qualcosa forzando il Regolamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero poco attento
all'inizio e mi meraviglia il fatto che l'onorevole Laccoto, che di
solito è un deputato attento, possa non aver interpretato
correttamente lo svolgimento della votazione che è stata di una
esemplarità unica: ho dato il tempo a tutti i colleghi deputati di
riflettere prima del voto e semplicemente sulla modalità di voto e,
l'onorevole Laccoto dovrebbe esserne consapevole di ciò, ho
applicato la modalità corretta da Statuto perché così come prevede
lo Statuto ho detto chi è favorevole all'emendamento si alzi, chi
è contrario rimanga seduto'. Non capisco cosa intenda l'onorevole
Laccoto.
PRESIDENTE. Allora si intende che questo emendamento viene
trasformato in ordine del giorno e sarà votato, con un parere
favorevole già anticipato dal Governo, al termine dell'esame del
disegno di legge.
Pongo in votazione l'articolo 25, così come emendato.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale (248/A)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, noi abbiamo emendato l'articolo
25 con l'emendamento 25.1.10, che porta il titolo Nomina e
valutazione dei Direttori generali'.
Volevamo sapere, siccome noi abbiamo presentato il sub emendamento
26.3.1, che esattamente recita Nomina e valutazione dei Direttori
generali', se lei intende proporlo.
E' questo il contenuto. Se non adesso, quando dobbiamo discuterlo?
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, questo emendamento è
interamente sostitutivo dell'articolo 25 e assorbe gli articoli 26
e 27.
Questi emendamenti che hanno una loro ratio, come il suo, quindi
una loro autonomia, e verranno votati come emendamenti aggiuntivi.
DE BENEDITIS. Signor Presidente, le faccio presente che la materia
è esattamente identica a quella dell'articolo 25; dovremo,
successivamente, operare un coordinamento con il testo per
riportarlo in seno all'articolo 25.
PRESIDENTE. Era già previsto, onorevole De Benedictis.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
all'articolo 25, con un articolo di due commi, di cui uno già
cassato, tende ad abrogare tre articoli.
Questa impostazione mi sembra pretenziosa, anche perché i
successivi due articoli riguardano la nomina dei direttori, e
quindi una serie di criteri valutativi e le funzioni.
Suggerirei, se la Presidenza è d'accordo, di trasformare
l'emendamento del Governo come sostitutivo dell'articolo 25. In
caso contrario l'emendamento dell'onorevole Leontini diventa
aggiuntivo.
L'emendamento degli onorevoli Leontini e Maira che riguarda la
durata, ha lo stesso principio dell'emendamento 26.3, che tra
l'altro nelle prime tre righe è identico, quindi, non si capisce
quale diventa aggiuntivo.
Propongo di votare l'articolo 25 così modificato, e i
subemendamenti che facevano parte degli articoli 26 e 27 diventano
modificativi degli stessi.
Altrimenti noi abbiamo presentato degli emendamenti ad un testo
che adesso non esiste più, e quindi, in teoria, questi andranno in
coda.
Dico questo perché ci sono aspetti che regolano anche il principio
di nomina e di valutazione.
Signor Presidente, o l'emendamento 26.3 viene inserito in coda
all'emendamento dell'onorevole Leontini oppure lo trattiamo come
emendamento sostitutivo dell'articolo 26.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, all'inizio dell'esame
dell'articolo 25, abbiamo votato e bocciato due emendamenti che
andavano in questa direzione.
Credo che fosse l'emendamento 25.1.2 ed un altro ancora che non
ricordo.
Essi tendevano a modificare le parole articoli 25, 26 e 27' con
le parole articolo 25' cioè limitavano il maxi emendamento al solo
articolo 25. L'emendamento 25.1.2, posto in votazione, è stato già
bocciato.
Non è un incidente al quale non si può porre rimedio.
Possiamo votare l'articolo 25 e gli emendamenti 26.3.1 e il 26.3.2
saranno trattati da articoli aggiuntivi; hanno vita autonoma perché
trattano di criteri di nomina e di valutazione dei direttori
generali. Nei fatti, andranno a sostituire quelli che erano
inseriti all'articolo 26.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 25.1 del
Governo, così come modificato. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti agli articoli 25, 26 e
27, tranne quelli di cui abbiamo già parlato, sono preclusi.
Comunico che gli onorevoli Cracolici, De Benedictis hanno
presentato il sub emendamento 26.3.1. Comunico, altresì, che
all'emendamento 26.3.1 è stato presentato dal Governo il sub
emendamento 26.3.2.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire che
fine ha fatto l'emendamento 25.4 che ritengo debba essere
trasferito agli emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, gli Uffici lo stanno verificando. Si
passa all'esame dell'emendamento 26.3.1 su cui dobbiamo fare alcune
precisazioni: al primo comma, le prime tre righe sono modificate
dall'emendamento 25.1.10 che abbiamo già approvato, quindi, si
elimina il periodo da direttori generali fino alle parole la
stessa durata massima.
Gli Uffici hanno l'autorizzazione, in sede di coordinamento
formale, ad apportare questa modifica. Prima di porre in votazione
l'emendamento comunico che è stato presentato un sub emendamento a
firma del Governo: al quarto comma sostituire la parola procede
con le parole può procedere , e le parole mediante gara
pubblica , avvalendosi altresì della consulenza dell'agenzia
sanitaria nazionale, sono sostituite con le parole mediante gara
ad evidenza pubblica e il comma 5 è soppresso.
Il Governo dovrebbe chiarirci se al comma 4 dell'emendamento
26.3.1 esiste la copertura finanziaria o meno; perché le prime tre
righe del comma 1 vengono eliminate dato che abbiamo già approvato
un emendamento che norma la durata dei contratti; il comma 5 viene
soppresso dal suo emendamento.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento 26.3.2 era presentato alla precedente
versione indicata nel testo, per cui adesso l'effetto normativo si
limita al può procedere .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una esigenza da parte degli
Uffici, di verificare la compatibilità di questa norma con
l'articolo 8 che abbiamo già discusso nelle giorni precedenti.
Pertanto, sospendo brevemente la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19,40 è ripresa alle ore 20.11)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'emendamento 26.3.2 del Governo.
RUSSO, assessore per la sanità. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevole Gucciardi e
Cracolici il sub emendamento 26.3.1.1, che è stato riscritto e
contrassegnato dal numero 26.3.1.1 bis.
Pertanto, si passa all'esame dell'ultima parte del sub emendamento
26.3.1.1.bis, che così recita:
Al comma 2, premettere le seguenti parole Ferme restando le
cause di incompatibilità previste dalla normativa vigente' e dopo
le parole azienda medesima' aggiungere o di altre aziende del
sistema sanitario regionale' .
Pongo in votazione il comma 2 dell'emendamento 26.3.1.1 bis. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente, mi
creda, pur impegnandomi al massimo non ho capito che cosa stiamo
emendando. Chiedo quindi un attimo di riflessione. L'emendamento in
discussione a cosa si riferisce?
PRESIDENTE. L'emendamento di riferimento è il 26.3.1, che
inizialmente è stato rimodulato, e le modifiche allo stesso
emendamento riguardano le prime tre righe, che sono state
soppresse.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che dal momento che si era determinato un equivoco sulla
incompatibilità della funzione di Direttore generale, si è
specificato fermo restando le cause di incompatibilità previste
dalla normativa vigente , vale a dire quelle previste dal decreto
legislativo n. 502, che questa norma si limita a prevedere cause di
incompatibilità tra la funzione di Direttore generale e soggetti
esterni all'azienda, ma di cui l'azienda esercita, in qualche modo,
vigilanza e controllo.
La dico brutalmente - tanto si è già risolta e di questo sono
lieto -, il caso che si è determinato, ad esempio, all'Azienda 6 di
Palermo nella quale il Direttore generale era stato nominato
componente della Fondazione San Raffaele' esercitando, come
azienda, poteri di vigilanza sulla Fondazione. Pertanto, si
determinava un conflitto tra controllore e controllato.
Ora, questa norma stabilisce che la carica di Direttore generale è
incompatibile con funzioni di vigilanza esercitate dal Direttore
stesso nei confronti di soggetti che sono sottoposti alla vigilanza
dell'azienda stessa.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sul comma 2
dell'emendamento 26.3.1.1bis?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato limitatamente al comma 2)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Dina e Maira il
subemendamento 26.3.1.2, che così recita: Il comma 4 è cassato.
Pongo in votazione il sub emendamento 26.3.1.2 nonché
l'emendamento 26.3.1.1 bis degli onorevoli Gucciardi e Cracolici,
che tende a cassare anch'esso il comma 4.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la
sospensione, nell'approfondimento che si è svolto, si è ritenuto
che il comma 4, così come formulato nel testo originario del
Governo, contrassegnato dal numero 26.3.1 fosse improponibile, in
quanto già nell'articolo 8, al comma 3, lettera d), si era
immaginato un criterio, una modalità e si è votato per la
valutazione dei direttori generali attraverso l'agenzia sanitaria
nazionale.
Pertanto, il comma 4, così com'è formulato nell'emendamento 26.3.1
è effettivamente in contrasto. Tuttavia è possibile - e questo
spiega perché io sono contrario all'abrogazione del comma 4 -
riprendere il senso dell'emendamento 26.3.1 che, sostanzialmente,
al pari di quanto si fa in altre Regioni italiane, consente
all'Amministrazione di avvalersi di una qualificata agenzia di
valutazione esterna.
Per tali ragioni abbiamo presentato un emendamento che verrà
sottoposto successivamente all'attenzione dell'Aula e che, ripeto,
consente una facoltà ed è in subordine rispetto a quanto stabilito
con l'articolo 8 avvalendoci dell'agenzia nazionale sanitaria.
Quindi, in subordine istituiamo una facoltà. Mi sembra sia utile
non cassare il comma 4 in modo da avvalersi, in seguito, di questa
facoltà che ho indicato e che sarebbe rappresentata
nell'emendamento 26.3.1.3, che discuteremo successivamente.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento che
tende a cassare il comma 4, quindi la facoltà anche di ricorrere ad
agenzia esterna, trova la sua ragion d'essere nel fatto che c'è un
assessorato che ha professionalità, che ha dipendenti cui potere
fare ricorso per una valutazione di questo genere. Ritengo dunque
che un' agenzia esterna sia una sorta di sovrastruttura che si
potrebbe evitare di istituire.
Altra considerazione sta nel fatto che trattandosi di una
sovrastruttura che graverebbe non soltanto sui fondi del servizio
sanitario nazionale, bensì sui fondi dell'Assessorato, quindi sui
costi di gestione dello stesso, ciò richiederebbe una copertura
finanziaria adeguata.
Pertanto, concludo dicendo che, a mio avviso, mancano i
presupposti sia delle finalità che della copertura finanziaria
dell'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
agli argomenti trattati nei precedenti interventi dall'onorevole De
Benedictis e dall'onorevole Dina, vale a dire del fatto che
l'Assessorato, quindi non l'Assessore - così come avviene peraltro
in altre Regioni italiane - si possa avvalere di enti qualificati e
tra l'altro indipendenti, al di là della vicenda della copertura
finanziaria, vorrei ricordare che se dovessimo valutare soltanto
questo aspetto, allora dovremmo fermarci con il provvedimento al
nostro esame, in quanto, se fosse così, buona parte delle norme che
stiamo approvando necessitano di copertura finanziaria.
Siccome stiamo parlando di una copertura macro che è il Fondo
sanitario regionale, mi pare assolutamente peregrina questa
considerazione. Tuttavia, per il momento, intendo tralasciare la
parte che riguarda la copertura finanziaria. In ogni caso,
l'argomento dell'onorevole Dina dimostra la necessità di questo
soggetto. Vorrei ricordare che l'assessore è il soggetto che fa le
proposte alla Giunta di nomina dei direttori, ed è lo stesso che in
qualche modo indica, su proposta dell'assessore, i dirigenti
generali presso la Giunta regionale.
Se qui si determina un principio che la necessaria valutazione dei
direttori generali sia affidata ad un soggetto terzo, mai come in
questo caso il principio che c'è l'assessorato è un principio
debole.
Altre regioni già si sono dotate di strutture che in qualche modo
valutano l'azione dei direttori generali.
Con la teoria dell'onorevole Dina avremmo anche in questi anni
avuto l'assessorato, al di là dell'assessore, che poteva esercitare
i poteri valutativi. Non mi risulta che l'assessorato, e quindi
l'assessore, e poi la Giunta abbiano esercitato tali poteri
valutativi determinando anche delle conseguenze. Se vogliamo
nasconderci dietro un dito, lo possiamo anche fare, credo però - e
lo dico all'onorevole Dina - che serve a tutto il sistema sentire
che c'è una valutazione affidata a soggetti terzi, così come si fa
con il POR.
Ormai il concetto della valutazione ex ante' ed ex post'
costituisce uno dei criteri della efficienza e dell'efficacia
dell'azione amministrativa.
Penso dunque che la proposta di mantenere in vita la possibilità
di avvalersi di un soggetto qualificato esterno all'amministrazione
regionale, costituisca un elemento che rafforza il rapporto con i
direttori e non lo indebolisce. E rafforza anche la funzione
dell'assessorato.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono preoccupato
delle valutazioni dell'onorevole Cracolici laddove individua nei
dipendenti dell'assessorato dei soggetti asserviti al potere
politico.
La separazione della gestione dall'indirizzo politico dà terzietà
alla gestione che i dipendenti fanno.
Non è pensabile che vi siano dipendenti asserviti al potere
politico e quindi fuori dalla valutazione dei principi che sono
chiaramente indicati e che io condivido.
Su quei princìpi indicati, ci saranno dipendenti che avranno la
stessa professionalità, che non è necessario andare a ricercare
all'esterno arrivando alla presunzione che l'esterno è sicuramente
terzo Si può essere terzi in quanto la gestione è separata
dall'indirizzo politico, e questa è salvaguardia. Sono convinto che
anche l'assessore deve considerare i dipendenti in questo senso.
I dipendenti hanno, a mio avviso, anche questo ruolo di terzietà,
di continuità, di salvaguardia di una continuità amministrativa che
è garanzia per tutti.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo di dovere
spendere ulteriori argomentazioni a sostegno della motivazione
contraria a quanto contenuto nel comma 4 dell'emendamento
all'articolo 26.
Questo Governo, questo Presidente e anche l'assessore per la
sanità ci hanno abituati - lo dice sempre anche l'onorevole Lenza -
ad una politica morigerata, di contenimento della spesa e di
valorizzazione delle professionalità esistenti all'interno della
Regione siciliana.
In particolare, è notorio che i funzionari dell'assessorato della
sanità sono di altissima preparazione e di altissima
professionalità. Condivido l'idea che va valutato l'operato dei
manager, ma questo deve essere affidato esclusivamente all'interno
degli uffici della Regione siciliana e dell'assessorato della
sanità.
Sarebbe veramente una mortificazione verso le professionalità
esistenti all'interno della Regione negare che una valutazione
sull'operato dei manager, per essere fatta, debba essere demandata
ad un'agenzia esterna; lo ritengo sbagliato e sono convinto che il
Governo abbia già attivato un sistema interno agli uffici per la
valorizzazione dei nostri funzionari e dipendenti. Altrimenti,
questa iniziativa servirà soltanto a creare l'ennesima agenzia
utile al solo fine di creare un ulteriore strumento di clientela, e
certamente non aiuterà a migliorare la condizione in cui versa la
sanità in Sicilia.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia quando
si vuole sottrarre la decisione di un Governo, di
un'Amministrazione al controllo degli eletti, e comunque a
controlli indiscreti, e soprattutto quando ci si vuole sottrarre
alle proprie responsabilità, da tempo si è inventato il sistema di
ricorrere ad altri decisori.
Per esempio, il cosiddetto sistema Cuffaro per espropriare il
Parlamento della necessaria opera di controllo, di fatto negli anni
come ha operato? Ha operato svuotando di competenze gli
assessorati, e gli assessori con la moltiplicazione di una serie di
agenzie, di una serie di società cui veniva, di fatto, affidata la
gestione di volta in volta dei fondi europei piuttosto dell'impiego
di quasi tutte le risorse della Regione.
Ma vi è di più. Se, per esempio, ci si vuole sottrarre ancora una
volta alle proprie responsabilità basta dire che si individua una
società esterna, magari di grande profilo, però poi succede che
quella società esterna, magari, subappalta l'operato ad altra
società. Quindi, cari colleghi, può accadere che quella società fa
ciò che magari la politica vorrebbe fare, ma non lo fa perché la
politica è soggetta a controllo, ma quella società essendo terza
può deliberare indisturbata in quel momento senza essere soggetta
ad alcun controllo.
Io ritengo che l'assessore abbia dimostrato, nei fatti, di essere
in grado di esercitare il controllo. Basta amministrare bene, basta
dare per tempo gli obiettivi ed applicare le leggi esistenti. E'
soltanto applicando le leggi esistenti che oggi si può sollevare
dall'incarico qualsiasi manager
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor presidente, onorevoli colleghi, gli interventi
che mi hanno preceduto hanno alimentato in me una preoccupazione
molto seria in quanto ho sentito che l'Assessorato regionale per la
Sanità, sarebbe attrezzato per svolgere i controlli previsti dal
decreto legislativo 502 e successive modifiche ed integrazioni.
In questa legge abbiamo approvato delle norme importanti, ma che
tuttavia credo siano state un modo per ribadire quanto già
contenuto nelle leggi dello Stato e non applicate in questa
Regione.
Ho avuto modo di dirlo diverse volte, in questa sede, che
l'Assessorato regionale alla sanità, negli anni precedenti, non ha
avuto neppure la più pallida idea di che cosa significhi controllo
di gestione e controllo sulla gestione.
A tutt'oggi la stragrande maggioranza delle aziende sanitarie
siciliane - altrimenti stiamo approvando una legge senza sapere
esattamente cosa succede all'interno delle aziende sanitarie - non
svolge il controllo di gestione che è previsto ed imposto dal
decreto legislativo 502, senza la necessità che in questa legge
dettassimo queste norme ulteriori.
Allora, dire che non è necessaria l'agenzia esterna solo perché
l'Assessorato ha la struttura e la dimensione professionale per
svolgere il controllo sulla gestione delle aziende sanitarie
imposto per legge, questo davvero mi sembra esagerato, mi sembra
troppo.
Noi, invece, in questa sede, ribadiamo - lo abbiamo detto in
interventi precedenti - che è assolutamente necessario strutturare
l'Assessorato regionale alla sanità con professionalità idonee per
svolgere quei controlli che non sono stati mai svolti in
precedenza, e che hanno determinato spesso il mancato controllo
sulla spesa sanitaria della Regione.
Allora, credo che il Parlamento, nell'ulteriore svolgimento dei
lavori su questa importante e fondamentale riforma, debba tener
profondamente conto di ciò che non è stato e di ciò che
necessariamente deve essere in futuro.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi prima di dare la parola
all'onorevole Maira, vorrei comunicare l'organizzazione dei lavori.
La Presidenza sarebbe dell'avviso di andare avanti fino alla
conclusione di questo articolo 26, dopo di che sospenderemo i
lavori per mezzora, e andiamo avanti fino alla fine del disegno di
legge entro stanotte; non daremo il voto finale questa notte perché
dobbiamo dare il tempo agli uffici di apportare quelle modifiche
necessarie al fine di dare una configurazione organica a questo
testo. Per cui, daremo il voto finale al disegno di legge domani
pomeriggio alle ore 17.00, orario in cui voteremmo anche la proroga
dell'esercizio provvisorio, che domani mattina la Commissione
Bilancio' esaminerà e voterà, e la proroga dei contratti dei
precari per un altro mese. Quindi, domani pomeriggio voteremmo le
tre leggi: le due di bilancio e la legge sulla sanità.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira.
MAIRA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido questo
sub emendamento nella sua interezza, tant'è che mi appresto a
presentare un sub emendamento soppressivo dell'intero articolo, e
comunque per la parte che riguarda il comma 4. Ebbene, se fossi
l'Assessore per la sanità, mi ribellerei al senso di questo comma
4, in quanto è una previsione normativa che, sostanzialmente, mette
in dubbio la correttezza del titolare dell'Assessorato alla sanità.
Le procedure per la nomina dei direttori generali delle aziende
sanitarie sono normate per legge dal decreto legislativo 502 del
1992, e non occorre alcuna agenzia, alcun organo esterno che ne
determini la valutazione dei curriculum, perché sono predisposti
per legge e perché vanno valutati secondo quelle che sono le
prescrizioni normative già esistenti.
Oserei dire che andiamo contro norme fondamentali, e questo è un
comma meritevole di impugnazione da parte del Commissario dello
Stato. Aggiungo che nella disattenzione quasi generale, questo
comma, così come è formulato, secondo me viola quella che era
l'intenzione della VI Commissione, allorquando nella prima
formulazione prescrisse che la valutazione sui manager passasse
dalla Commissione, non soltanto come parere, ma addirittura come
parere vincolante.
E' stato distribuito un emendamento a firma del Presidente della
VI Commissione che ripristina questo concetto, e credo che questa
sia la via giusta, nel senso che un organo di questo Parlamento è
chiamato a valutare la correttezza della scelta dei curriculum e,
quindi, diamo nuovamente competenza legislativa inderogabile e
prescrittiva alla VI Commissione.
Credo che questa sia una norma che rivaluta assieme sia l'operato
dell'Assessore, sia l'operato di questo Parlamento, ed anticipo che
questo emendamento troverà il consenso di voto del Gruppo dell'UDC.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. L'emendamento al quarto comma,
presentato dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis merita un
attimo di attenzione. Forse è sfuggito che è stato già approvato
sul testo formulato dalla Commissione l'articolo 8 comma d) che
prevede l'esternalizzazione della funzione di valutazione dei
manager. E' stata affidata all'Agenzia nazionale per i servizi
sanitari regionali la valutazione dell'operato dei manager.
Il comma, così emendato, dà l'ulteriore possibilità all'Assessore
di accedere, attraverso una gara di evidenza pubblica, anche ad
altra Agenzia esperta nel settore, quindi a mio avviso si amplia
una scelta che, altrimenti, sulla base di un dettato normativo che
è stato espresso sul testo della Commissione e votato in Aula,
andrebbe soltanto ad un solo indirizzo l'Agenzia nazionale dei
servizi sanitari che è anche un'Agenzia esperta che, peraltro, allo
stato non svolge questa funzione, e quindi sarebbe bloccata da una
norma di legge che rimette la valutazione all'Agenzia nazionale per
i servizi sanitari, quando magari non opera o può anche operare
male.
Allora, credo sia opportuno questo emendamento perchè dà la
possibilità all'Assessore di poter ampliare l'utilizzo di un ente
terzo, il cui principio è stato fissato da quest'Aula approvando
l'articolo 8.
Pertanto, il Governo si rimette all'Aula con questa precisazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo votando due emendamenti
insieme, quello a firma degli onorevoli Dina e Maira che sopprime
il comma 4 e quella parte dell'emendamento a firma degli onorevoli
Gucciardi e Cracolici che sopprime il comma 4.
RUSSO, assessore per la sanità. Mi riferivo all'emendamento
26.3.1.3.
PRESIDENTE. Questo lo voteremo dopo. Stiamo votando i due
emendamenti che sopprimono il comma 4.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
ritirare il subemendamento 26.3.1.1 che sopprimeva il comma 4.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ritira l'emendamento solo nella
parte relativa al comma 4. Rimane sempre l'emendamento a firma
dell'onorevole Dina.
CRACOLICI. Sì, lo ritiro anche in funzione di ciò che ha detto
l'Assessore, perché vorrei dire all'onorevole Dina, che ha difeso
il principio che sia l'Assessorato a fare la valutazione, che
questa tesi è smentita da quello che lei ha votato in Commissione.
In Commissione avete votato una norma che stabilisce che sia
l'Agenzia nazionale a procedere alla valutazione.
Questo emendamento, che sopprime il comma 4 si limita ad ampliare
la possibilità che l'Assessore attraverso gara ad evidenza
pubblica, individui un soggetto esterno qualificato che possa fare
anch'esso o in alternativa la valutazione.
Spero che l'onorevole Dina si sia sbagliato e ritiri
l'emendamento, perché altrimenti siamo alla pazzia.
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce delle
dichiarazioni dell'Assessore e delle precisazioni fatte ritengo
che, volendo intervenire in questo vulnus che è sfuggito ossia di
demandare all'Agenzia nazionale, stiamo preparando un sub
emendamento in cui diciamo che sarà l'Assessorato a valutare
secondo le previsioni di cui al comma 3.
Pertanto, mantengo questo emendamento, ma presento un sub
emendamento che interviene nell'individuazione dell'Assessorato per
i compiti che sarebbero di questa Agenzia teorica.
Nel sub emendamento si andrà a prevedere che all'Agenzia si
sostituisce l'Assessorato alla sanità.
Scegliamo quindi se cassare o meno il comma.
CRACOLICI. E' già stato votato all'articolo 8.
PRESIDENTE. L'Agenzia esiste già nel testo, in uno degli articoli
già approvati.
DINA. Con il subemendamento si vuole intervenire dove viene
richiamata la procedura e individuiamo nell'Assessorato l'ente che
può dare quelle valutazioni, che altrimenti potrebbero passare
all'Agenzia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis il seguente sub
emendamento 23.3.1.3, che riscrive il comma 4 in questo senso: per
le attività di valutazioni di cui all'articolo 7, comma 8, lettera
d), della presente legge, l'assessore regionale per la sanità può
altresì avvalersi di agenzia esterna indipendente qualificata nel
settore, da individuarsi mediante gara ad evidenza pubblica.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vista la
stanchezza di tutti noi, non vorrei che rischiamo di appassionarci
a cose che non credo siano motivo di divisioni.
L'emendamento dell'onorevole De Benedictis, che ho firmato
anch'io, che sostituisce il comma 4 del testo dell'emendamento
originario, sostanzialmente, dice che l'Assessore può altresì, cioè
è una facoltà che viene data in capo all'Assessorato, esercitare la
valutazione attraverso un soggetto esterno.
Qui, non stiamo determinando un obbligo, perché l'obbligo già c'è
con l'agenzia nazionale. Si dice che l'Assessore può altresì... .
Mi sembra una soluzione di buon senso che viene esercitata con una
facoltà. Arrovellarci su questo principio mi sembra illogico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce delle dichiarazioni
dell'Assessore sul comma 4, credo che la via più utile da
percorrere sia quella di mettere in votazione l'emendamento
26.3.1.3, a firma De Benedictis e Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti al comma 4 sono preclusi.
Comunica che è stato presentato dagli onorevoli Laccoto ed altri
il sub emendamento aggiuntivo 26.3.1.4.
LACCOTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 26.3.1.1. bis, nella
prima parte modificativa del comma 5 che recita: non sono
riconfermati nella loro carica i direttori generali che non siano
stati oggetto di valutazione positiva, ai sensi di quanto
disposto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.3.1, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Questo emendamento che abbiamo approvato sostituisce per intero
l'articolo 26 del disegno di legge.
L'articolo 27 è precluso.
Onorevoli colleghi, tra gli emendamenti aggiuntivi è rimasto da
esaminare il 25.4, degli onorevoli Leontini e Maira che è stato
poco fa richiamato dall'onorevole Dina, che così recita: Per la
gestione di strutture pubbliche finalizzate alla riabilitazione ed
al trattamento della disabilità, è fatto divieto assoluto di
ricorrere alla sottoscrizione di eventuali forme associative e/o di
join venture .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
non ha bisogno di essere illustrato, credo che sia chiaro, e credo
che il collega Dina ponga un problema rispetto ad una degenerazione
che è intervenuta in questi anni, in particolare per quanto attiene
alla possibilità di avvalerci di esperienze professionali, anche ad
iniziativa privata, nel nostro territorio, in Sicilia.
Vorrei essere molto franco, mi riferisco in particolare alla
vicenda della Fondazione Maugeri, che è stata una tipologia di
attività con la quale, di fatto, alcune strutture ospedaliere della
nostra Regione sono state cedute nella gestione per quanto attiene
alla riabilitazione.
Devo dire che avrei preferito che quest'emendamento si ampliasse,
non solo per la gestione della riabilitazione, ma anche per la
gestione degli interventi per acuti, perchè anche la Fondazione San
Raffaele è stata costruita e realizzata attorno ad un ospedale
pubblico che era l'ospedale di Cefalù.
Allora, da questo punto di vista, prendo atto che l'UDC,
attraverso l'onorevole Dina, oggi presenta un emendamento che,
sostanzialmente, suona come una feroce critica ai provvedimenti
varati negli anni scorsi dal precedente Governo, però dobbiamo
metterci d'accordo, perché una questione è, come ritengo, evitare
di dare a soggetti terzi, ad ospedali pubblici, altra cosa è la
possibilità di gestire in forma associata esperienze che aumentino
il Know how nella nostra Regione.
Secondo questa teoria l'ISMETT non sarebbe mai nata in Sicilia. E'
evidente che l'emendamento si riferisce soltanto alla
riabilitazione ed alla disabilità, ma il principio in astratto che
non ci debbano essere rapporti con esterni è un atteggiamento
sbagliato sul piano culturale e della qualità del sistema
sanitario.
Altra cosa è dire che gli ospedali pubblici non possono avere
gestione privatistica da parte dei soggetti terzi.
Ecco perché suggerisco all'onorevole Dina di limitare la
possibilità di queste joint venture o forme associative
esclusivamente per la gestione di strutture pubbliche. Cosa diversa
è prevedere forme nelle modalità previste dalla legge per altre
tipologie di strutture.
Insomma, a proposito degli ospedali che vogliamo riconvertire -
perché credo che la questione che pone l'onorevole Dina sia
delicata anche su questo versante - ricordiamo che la
riorganizzazione della rete ospedaliera prevede la riconversione di
un numero di posti letto per lungodegenza e riabilitazione.
Attenzione a far sì che la riabilitazione che prevediamo per le
strutture, per i posti letto pubblici, diventino una modalità di
gestione attraverso soggetti privati.
Ecco perché, se l'emendamento dell'onorevole Dina si riferisce
esclusivamente alla gestione delle strutture pubbliche, sono
d'accordo. Se, invece, vuole limitare qualunque forma di
associazione con soggetti terzi, sinceramente lo ritengo sbagliato
sia sul piano culturale che su quello dell'efficacia dell'azione
amministrativa.
Invito, quindi, l'onorevole Dina a specificarlo.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, chiedo che i presentatori dell'emendamento possano
ritornare sui loro passi perché significa precludere ogni forma di
gestione affidata a chi, in quel settore, per esempio, abbia una
riconosciuta professionalità a livello nazionale, a livello
europeo, a livello mondiale.
Quindi, con questa norma, diremmo ai nostri concittadini che in
Sicilia è impossibile che il miglior esperto di riabilitazione
possa stipulare una convenzione per la cogestione pubblico-privato
di una struttura riabilitativa.
Ciò mi sembra estremamente grave; significa impedire la buona
sanità anche attraverso il concorso dei privati e poi non capisco
perché limitarlo soltanto alla riabilitazione. Per questo motivo,
chiedo che venga ritirato questo emendamento e, in ogni caso, il
parere è contrarissimo.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, cede all'invito dell'Assessore?
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento mira ad
evitare che il pubblico diventi un momento di invasione di campo
dei privati nella gestione. E, comunque, per non pregiudicare
opportunità che si possono evidenziare durante il corso della
gestione degli ospedali che sono avviati ad una riconversione,
trattandosi di un momento di programmazione, suggerirei un
emendamento in questo senso: qualora si dovesse ricorrere a privati
per la gestione di ospedali pubblici anche finalizzati alla
riconversione, possa essere messo in campo anche un parere della
Commissione trattandosi di....
CRACOLICI. La montagna ha partorito il topolino. Riccardo cuor di
leone
DINA. No, onorevole Cracolici. Per evitare che venga pregiudicata
la possibilità, sto preannunciando la presentazione di un sub
emendamento in tal senso.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, il sub emendamento dovrebbe
prevedere che Il ricorso alla sottoscrizione di eventuali forme
associative joint venture per la gestione delle strutture
pubbliche finalizzate alla riabilitazione ed al trattamento delle
joint adventure e sottoposto a preventivo parere da parte della
competente Commissione cioè della VI Commissione .
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, è questo il sub emendamento
dell'onorevole Dina? Stiamo andando un po' troppo a braccio.
L'onorevole Dina doveva presentare un sub emendamento mentre
l'onorevole Leontini ha testè letto qualcos'altro.
Onorevoli colleghi, chiedo che gli atti vengano formalizzati. Così
non si può continuare
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
posto è molto serio. Vorrei, però, richiamare i colleghi -
soprattutto quelli della maggioranza - sul fatto che, all'articolo
2, parlando di libera scelta, abbiamo cercato di fare capire che la
libera scelta, il coinvolgimento del privato di qualità, poteva
essere un fatto positivo per la nostra Regione.
Ciò che stiamo discutendo oggi con questo emendamento è limitare
quella possibilità del privato di qualità che può aiutare il
pubblico nella riconversione di alcuni ospedali facendoli diventare
punti di eccellenza.
Ecco perché mi sembra assolutamente strano questo emendamento.
Ritengo, quindi, che i presentatori dovrebbero ritirarlo o,
comunque, che si esprimesse il voto contrario perché contrasta con
quanto legiferato finora da questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se vogliamo possiamo concludere
l'esame di questo disegno di legge - finora, in queste cinque ore
di lavori d'Aula, abbiamo avuto per il 70 per cento fumo e per il
30 per cento sostanza - entro stanotte.
Comunico fin da adesso che limiterò gli interventi e non accetterò
più sub emendamenti presentati all'ultimo momento. Si voteranno
soltanto i documenti che ci sono. Così non è più possibile
procedere; invito tutti i deputati a presentare adesso eventuali
sub emendamenti, consentendo così alla Presidente di andare avanti
e avendo tutti le idee più chiare, perché non siamo una stamperia.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, dal momento che noto che
l'onorevole Cracolici e gli altri suoi colleghi si stanno
ulteriormente esercitando nella scrittura di sub emendamenti
all'emendamento, onde evitare che questa loro attività appesantisca
ulteriormente i lavori d'Aula, dichiaro di ritirare l'emendamento
25.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari
presso il mio studio.
Sospendo la seduta ed avverto che la stessa riprenderà alle ore
21.45.
(La seduta, sospesa alle ore 21.08, è ripresa alle ore 22.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'articolo
28.
Ne do lettura:
«Articolo 28.
Abrogazione di norme
1. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente
legge».
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo alla
Presidenza di invertire l'ordine dei lavori e riprendere l'esame
dell'articolo 14.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, se non sorgono osservazioni,
concludiamo l'esame dell'articolo 28 e poi passiamo all'articolo
14.
Così rimane stabilito.
Comunico che all'articolo 28 è stato presentato l'emendamento il
28.2, a firma degli onorevoli Leontini e Maira.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo quindi in votazione l'articolo 28. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 14, precedentemente accantonato.
Prima di passare all'articolo 14, volevo capire se eventuali
modifiche che noi potremmo apportare all'articolo 14 potrebbero
avere ricadute sull'articolo 11 e quindi, se è opportuno trattare
prima l'articolo 14 oppure cominciare con l'articolo 11.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutti
noi abbiamo avuto grande rispetto per cercare concludere prima
arrivando a norme condivise. Ma adesso siamo ad uno snodo delicato.
L'articolo 1 è il sistema, tema sul quale c'è stato dibattito, la
Commissione si è divisa, si è determinata. Noi non possiamo pensare
di arrivare al sistema dalla fine.
Credo che quest'Aula abbia il dovere di fare una scelta da cui poi
discendono tutte le conseguenze. Se fare o non fare le Aziende
sanitarie provinciali, fare o non fare le Aziende ospedaliere
provinciali, così come prevedeva la Commissione, o fare, invece, le
Aziende sanitarie integrate con gli ospedali: è questione dirimente
per affrontare poi l'articolo 14 da cui discendono gli eventuali
distretti, gli accorpamenti.
Quindi, o si affronta in maniera chiara la scelta che fa
quest'Aula di quale modello organizzativo si vuole dare e -
aggiungo - credo che al punto in cui siamo, onorevole Presidente,
la scelta non può non avere delle coerenze, e se si fa una scelta
noi non possiamo non avere una legge che fissa anche la quantità di
aziende che si andranno a fare in Sicilia, perché altrimenti qui si
impazzisce. Una volta per tutte l'Aula ha il dovere di fare una
scelta.
Saranno diciassette le Aziende? Lo dica l'Aula Vogliono essere
venticinque? Lo dica comunque l'Aula Ma non possiamo giocare ad
arrivare al numero delle Aziende dalla coda.
Quindi, chiedo alla Presidenza di proseguire, correttamente, con
l'esame dell'articolo 11, perché è una scelta di modello, fatta la
scelta, poi valuteremo i sub emendamenti e gli emendamenti da
aggregare al modello che l'Aula avrà scelto.
Non è soltanto la questione di esprimere un voto, ma qui sto
chiedendo, semplicemente, di rispettare una procedura.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici mi ha convinto. Quindi, ritiro la proposta di prelevare
l'articolo 14 e, correttamente, invito la Presidenza a proseguire
con l'esame dell'articolo 11, mi auguro con lo spirito costruttivo
che finora ci ha contraddistinti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici ha perfettamente ragione. Tuttavia, essendo l'articolo 11
una parte importante del testo, volevo sapere se il Governo intende
presentare un emendamento di riscrittura dell'articolo, evitando di
discutere singoli emendamenti, così com'è nelle prerogative
dell'assessore Russo.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 11, accantonato
nella seduta n. 74 del 18 marzo 2009.
Ne do lettura:
«Articolo 11.
Cessazione e costituzione delle aziende di cui
all'allegata Tabella A
1. Sono istituite le aziende sanitarie provinciali e le aziende
ospedaliere provinciali, così come individuate nella Tabella A'
che costituisce parte integrante della presente legge.
2. Le aziende del Servizio sanitario regionale sono così
classificate:
-Aziende sanitarie provinciali;
-Aziende ospedaliere provinciali;
-Aziende ospedaliere-universitarie;
-A.R.N.A.S..
3. La rete delle aziende del Servizio sanitario regionale
classificate ai sensi del comma 2, è quella individuata nella
Tabella A'. Le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere
provinciali di nuova istituzione diventano operative a seguito
dell'emanazione del decreto del Presidente della Regione di nomina
dei direttori generali; contestualmente cessano le loro funzioni le
aziende preesistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge.
4. Le costituite aziende sanitarie ed aziende ospedaliere
provinciali subentrano e succedono nelle funzioni, nelle attività,
nelle competenze, nei rapporti giuridici attivi e passivi di
qualsiasi genere nonché nel patrimonio già di titolarità delle
soppresse aziende.
5. Con decreti del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della
Giunta regionale, sono individuati i beni immobili da ricondurre al
patrimonio delle costituite aziende sanitarie ed aziende
ospedaliere provinciali; tali decreti costituiscono titolo per la
trascrizione nei pubblici registri che avviene in regime di
esenzione dalle previste imposte in conformità a quanto previsto
dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502 e successive modifiche ed integrazioni.
6. I bilanci delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere
provinciali costituite ai sensi del presente articolo prevedono
contabilità separate per la gestione corrente della nuova azienda e
per la gestione riferita alle soppresse aziende».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 11.2 (interamente sostitutivo dell'articolo 11);
11.2.13, 11.2.13 bis, 11.2.12;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 11.5, 11.6, 11.8, 11.9, 11.10, 11.7;
dagli onorevoli Donegani, Torregrossa, Maira, Federico e Bonomo:
11.3;
dagli onorevoli Federico, Speziale, Torregrossa, Maira e Donegani:
11.4;
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti sub
emendamenti:
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 11.2.6;
dagli onorevoli Formica e Buzzanca: 11.2.3;
dall'onorevole Formica: 11.2.14 e 11.2.15;
dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 11.2.9;
dall'onorevole Laccoto: 11.2.1 e A4;
dall'onorevole Beninati: 11.2.8 e 11.2.2;
dall'onorevole Falcone: 11.2.5;
dall'onorevole Donegani e Torregrossa: 11.2.7;
dagli onorevoli Beninati, Speziale e Federico: 11.2.4;
dagli onorevoli Cracolici ed altri: 11.2.10 e 11.2.11;
dagli onorevoli Dina, Cascio, Lo Giudice, Savona ed altri:
11.2.17;
dagli onorevoli Dina, Maira ed altri: 11.2.12.1.
dagli onorevoli Buzzanca, Formica ed altri. 11.2.16;
Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'emendamento 11.2 del
Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 11 ed ai relativi
sub emendamenti.
Si procede con il sub emendamento 11.2.6 degli onorevoli Galvagno
e Termine.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con il sub emendamento 11.2.3 degli onorevoli Formica e
Buzzanca.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario perché, sostanzialmente,
le aziende di riferimento regionale sono indicate all'articolo 18.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
incomprensibile il parere contrario da parte del Governo e cercherò
di spiegare perché.
Questa riforma, che ho condiviso sin dall'inizio
nell'impostazione, modifica l'attuale assetto istituendo una serie
di presìdi ospedalieri di livello regionale, oltre le due ARNAS,
proprio con l'intento di evitare i famosi viaggi della speranza e
far sì che in Sicilia, su tutto il territorio della Regione
siciliana, ci sia la possibilità di offrire sanità di alto livello
in guisa tale da cercare di dare quell'assistenza sanitaria di
elevato livello, affinché la nostra utenza non debba più recarsi
fuori dall'Isola.
Dato che l'elevazione, tra virgolette, ad ARNAS è di competenza
del Ministero, chiediamo in questa fase, proprio per l'azienda
Papardo' che è beneficiaria di un accorpamento con il Piemonte' e
possibilmente con l'ospedale di Taormina, e quindi un'Azienda di
altissimo livello, non vedo perché non bisogna considerare
quest'Azienda di riferimento regionale, cosa che è nella facoltà
della nostra Regione, del nostro Parlamento. Possiamo dare la
possibilità, per la peculiarità di quest'Azienda di farla diventare
di grande specialità e, per la sua posizione nell'area dello
stretto, non vedo perché il Governo, contraddicendosi rispetto
all'impostazione che ha dato a tutta la riforma, dia adesso parere
negativo su un emendamento che è la logica conseguenza di quanto il
Governo stesso ha proposto nella riforma.
Invito, quindi, il Governo a rivedere il proprio parere, ed invito
la Commissione a dare parere favorevole a questo emendamento, che
tra l'altro non comporta aumento di costi, ma il riconoscimento di
ciò che già c'è e consente una equilibrata disposizione sul
territorio regionale dell'offerta sanitaria siciliana.
Invito, infine, i colleghi ad apprezzare favorevolmente questo sub
emendamento perché consentirebbe di fornire un'offerta sanitaria
equilibrata sul territorio.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
l'emendamento A4, a firma mia, in effetti riprende questo punto
prevedendo che l'azienda ospedaliera Papardo di Messina è
riconosciuta quale Azienda ospedaliera di riferimento regionale.
Mi permetto di fare alcune considerazioni: in effetti Messina è
un'area metropolitana ed è l'unica area metropolitana che non si sa
per quale motivo non debba avere un'azienda di riferimento
regionale essendo praticamente oltre 650 mila abitanti; non metto
in discussione l'importanza dell'ospedale di Taormina, ma ritengo
che l'azienda Papardo-Piemonte' possa essere sicuramente Azienda
di riferimento regionale.
Non si sta creando una nuova Azienda, si sta dando un
riconoscimento a un'area metropolitana di un'Azienda a riferimento
regionale. Non si può chiamare ARNAS, chiaramente, perché non
compete alla Regione potere istituire le ARNAS, ma nulla osta alla
Regione dare la possibilità, ad una città metropolitana quale è
Messina, anche in conseguenza del fatto che a Palermo e a Catania
le Aziende di riferimento regionale vengono create. Tenuto conto,
anche della discussione che ci vedrà coinvolti sui centri di
eccellenza, dare un riconoscimento a questa Azienda come
riferimento regionale potrebbe essere un fatto qualificante per
un'area metropolitana.
Penso che il Governo possa, almeno su questa vicenda, rimettersi
all'Aula e tra l'altro ricordo che in Commissione se ne è molto
discusso ed è stato espresso un parere positivo in tal senso.
Signor Presidente, ritengo inutile procedere a due distinte
votazione e pertanto chiedo di unificare il mio emendamento A4 con
il sub emendamento 11.2.3.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è scontato il mio imbarazzo su questa vicenda.
Fermo restando che l'emendamento presentato dall'onorevole Formica
- mi rivolgo principalmente al Governo - credo voglia dare alle
Aziende ospedaliere in generale un riconoscimento regionale, devo
dire che l'intervento dell'onorevole Laccoto mi convince perché
l'Azienda Papardo' insieme al Piemonte' ha indubbiamente tutti i
titoli per avere il riconoscimento regionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 11.2.3. Alla
luce degli ultimi interventi, chiedo nuovamente il parere del
Governo.
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo una
breve sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 23.00.
(La seduta sospesa alle ore 22.40 è ripresa alle ore 23.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo l'emendamento 11.2.19, interamente sostitutivo
dell'emendamento 11.2, che contiene una nuova formulazione
dell'articolo 11 ed una riscrittura dell'intera tabella A.
Approvando questo emendamento, ovviamente, tutti gli altri si
intendono superati.
Lo pongo in votazione per parti separate. Sul comma 1 non ci sono
sub emendamenti.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti sub
emendamenti:
- dall'onorevole Maira: 11.2.19.1;
- dall'onorevole Formica: 11.2.19.2;
- dagli onorevoli Vitrano e altri: 11.2.19.3;
- dall'onorevole Limoli: 11.2.19.4;
- dagli onorevoli Fiorenza, Barbagallo ed altri: 11.2.19.5;
- dagli onorevoli Raia e altri: 11.2.19.6;
- dagli onorevoli Speziale e Federico: 11.2.19.7;
- dagli onorevoli Marinello ed altri: 11.2.19.8;
- dagli onorevoli Oddo, Gucciardi ed altri: 11.2.19.9;
- dagli onorevoli Marinello, Cascio Salvatore, Panepinto ed altri:
11.2.19.10.
LIMOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
procedura sia poco comprensibile; c'è stata un'accelerazione, ma io
Le chiedo di dare a tutti i parlamentari la possibilità di
esercitare il proprio ruolo e di capire di cosa stiamo parlando.
E' stato presentato in questo momento ed è stato distribuito non
più di sessanta secondi fa, un emendamento di riscrittura da parte
del Governo. Questa capacità di velocizzazione supersonica non ce
l'ho. Siccome vengo da Ramacca, un paese lontano, mi dia la
possibilità di leggere e di capire di cosa stiamo parlando per
vedere se devo presentare o meno un sub emendamento.
Fra l'altro, siccome si parla di una riscrittura che penso sia
stata già predisposta prima, perché in dodici minuti ciò che è
stato presentato non si poteva scrivere, mi dia la possibilità
temporale, e non credo solamente a me, ma a tutto il Parlamento, di
potere svolgere il mio ruolo.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, si prenda tutto il tempo che vuole,
ovviamente tutto il tempo che vuole considerando che l'argomento è
abbastanza noto, per cui sia più veloce. Tra l'altro lei viene da
Ramacca, che è il paese dei carciofi, i quali hanno delle proprietà
antiossidanti importanti anche per l'elaborazione concettuale
LIMOLI. Aiutano la digestione
PRESIDENTE. Hanno anche proprietà per l'elaborazione concettuale.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto devo dire
che trovo coerente, da parte del Governo, la presentazione di
questo emendamento perché, di fatto, è in linea con quanto sempre
annunciato sull'ipotesi di assetto della riforma sanitaria.
L'incoerenza che trovo in questo emendamento riguarda
l'estromissione, il distacco del presidio ospedaliero di Taormina
dall'Azienda Papardo-Piemonte', che è in contrasto con quanto il
Governo stesso, fin dall'inizio, a mio modo di vedere
correttamente, aveva previsto e cercherò di spiegare l'assurdità di
questa decisione.
Il modello di sanità che ci apprestiamo a varare questa sera è un
modello che prevede, a mio avviso, sempre correttamente, da parte
del Governo, una sanità impostata finalmente su alcuni grandi
centri che siano veramente in grado di dare risposte sanitarie
adeguate ai cittadini siciliani in maniera tale da diminuire quel
fenomeno - o eliminarlo del tutto, in prospettiva - dei viaggi
della speranza che, voglio ricordare, ci costano 250 milioni di
euro l'anno, quasi il 40 per cento del nostro deficit - l'altro 40
per cento è rappresentato dalla spesa farmaceutica -. Quindi, bene
aveva fatto il Governo ad individuare in un organigramma, in un
nuovo assetto della sanità siciliana che ponesse le basi su alcuni
grandi centri, su alcune grandi Aziende ospedaliere ubicate sul
territorio siciliano in grado di dare quelle risposte che i
siciliani si attendono.
Voglio richiamare l'attenzione dei colleghi, e soprattutto dei
colleghi della Commissione Sanità', su un aspetto che deriva
dall'approvazione di questo nuovo assetto, e cioè - non tutti i
colleghi sanno - che la pesatura dei rimborsi dei DRG non è uguale
per tutti gli ospedali. Ed è giusto che sia così, perché l'ISMETT a
Palermo ha un DRG o dei DRG che sono di gran lunga superiori
rispetto a quelli che vengono erogati, pagati, da parte
dell'Assessorato regionale alla sanità agli altri ospedali.
Per intenderci, con il nuovo assetto gli ospedali cosiddetti di
comunità che andranno a far parte delle ASP, saranno ospedali di
zona; questi ospedali avranno il compito di fornire un'assistenza
sanitaria diffusa sul territorio, ma i DRG che verranno corrisposti
a questi ospedali avranno una pesatura di gran lunga inferiore.
Per essere ancora più chiaro, ancora più esplicito, lo stesso tipo
di intervento che viene effettuato in un ARNAS a Palermo o a
Catania o in un ospedale come l'Azienda Papardo a Messina domani o
in un'altra struttura di grande rilievo in qualsiasi parte della
Regione siciliana, avrà la stessa prestazione, 110 come pesatura se
si tratta di azienda di rilievo nazionale o regionale, 80 come
pesatura per lo stesso intervento, per la stessa prestazione in un
ospedale che fa parte di una ASP.
L'ospedale di Taormina, che negli anni è riuscito a ritagliarsi un
ruolo ed un rilievo di grande prestigio e di grandi prestazioni
erogate al pubblico, se rimane all'interno della ASP, di questo
nuovo assetto che assumerà la sanità siciliana, sarà un ospedale di
zona, sarà un ospedale di comunità che mai potrà mantenere una
cardiochirurgia, che mai potrà mantenere una cardiochirurgia
pediatrica, che mai potrà mantenere una cardiochirurgia del livello
che ha attualmente.
Allora, non ha senso da parte del Governo tirarlo fuori, rispetto
all'ipotesi originaria che aveva correttamente previsto
l'accorpamento di Taormina nella nuova grande azienda di
riferimento regionale Papardo-Piemonte che appunto potrà
consentire - e solo questa disposizione potrà consentire - a
Taormina di avere ancora quei finanziamenti per mantenere quel
livello di prestazioni che eroga ai cittadini, che altrimenti
verranno meno nel momento in cui Taormina rientrerà fra gli
ospedali facenti parte della ASP, perché in quel caso Taormina sarà
come gli ospedali di Mistretta, di Sant'Agata, di Patti, di
Barcellona, di Milazzo.
Ritengo che Taormina, per il livello di prestazioni che ha
raggiunto, meriti di avere i finanziamenti della Regione che sono
propri delle aziende di rilievo regionale, che sono propri delle
aziende di alta specialità.
Sarebbe veramente sciocco, dopo che quell'ospedale ha raggiunto i
livelli di prestazioni che ha raggiunto, che venga tagliato fuori
per motivi incomprensibili, tant'è che io stesso, nell'ipotesi in
cui Taormina venisse accorpata nuovamente all'AUSL, ho presentato
un emendamento per fare una azienda autonoma a Taormina.
Quindi, lungi da me il pensiero di favorire questa azienda o
quell'azienda. Io ho in testa solo di far sì che Taormina abbia
ancora i livelli di finanziamento e le prestazioni che hanno reso
quest'ospedale all'altezza dei migliori ospedali della Regione.
Quindi, preannuncio un emendamento che farà ritornare Taormina
nell'ipotesi originaria prevista dal Governo e cioè facente parte
dell'Azienda Papardo-Piemonte-Taormina.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
nel merito dell'emendamento, ma intervengo solo per timbrare il
cartellino della mia presenza politica in Aula.
Sono sconcertato che i rivoluzionari, fino a qualche minuto fa, in
ogni singolo emendamento trovavano qualcosa da ridire sulla riforma
della sanità. Ora c'è un silenzio assordante. Stavamo votando un
emendamento, e non entro nel merito perché lo conoscete meglio di
me, o forse qualcuno lo conosce in maniera particolare, e volevo
stigmatizzare sotto il profilo politico questo atteggiamento
incoerente di una sinistra che quando viene accontentata riesce a
stare zitta.
(Applausi dai banchi della sinistra)
Gli applausi vi serviranno per i vostri comizi perché così come
andate avanti, non andrete da nessuna parte.
(Subbuglio in Aula)
Ma perché vi arrabbiate, non vi dovete arrabbiare
CRACOLICI. Dovete votare contro. Assumetevi le vostre
responsabilità
MARZIANO. Deve stare zitto
MANCUSO. Devo stare zitto, onorevole Marziano? Lei deve avere la
calma di stare in questa Aula e se vuole prenda la parola e mi dica
dallo scranno di stare zitto. Questa non è una provocazione, questa
è politica. Quando fate voi le provocazioni non valgono, quando le
facciamo invece valgono.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo finire l'intervento
all'onorevole Mancuso.
MANCUSO. Solo per rappresentare e dire ciò che uno pensa, di
quello che succede e viene stigmatizzato e poi, naturalmente, nel
merito siamo tutti d'accordo. Noi più di voi, questa volta, invece
registriamo coerentemente che rispetto alle cose che avete detto
finalmente abbiamo raggiunto quello che è un accordo, tutti
insieme.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, tutti i sub emendamenti presentati
da noi sono da intendersi presentati al sub emendamento del
Governo
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quando chiederà di parlare,
formalizzerà questa richiesta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il mio intervento vuole essere più che nella
qualità di Presidente della Commissione, come intervento di un
parlamentare della provincia di Messina.
L'intervento del collega Formica, effettivamente, potrebbe anche
avermi convinto. Solo, vede onorevole Formica, non penso che
l'ospedale di Taormina sia diventato un ospedale importante, come
giustamente lei ha detto, perché era una Azienda ospedaliera.
L'ospedale di Taormina è diventato un ospedale importate in quanto,
all'interno dell'AUSL di riferimento, si è fatta una scelta giusta
in un bacino che era la fascia ionica, che era priva di altri
ospedali, e quindi si sono concentrate in quell'area delle risorse
per farlo diventare giustamente all'avanguardia rispetto alle altre
parti della provincia.
Per cui, non è un problema di azienda ospedaliera o di azienda su
un territorio. Non è proprio questo perché la prova lampante è che
Taormina è diventata tale senza essere Azienda ospedaliera.
Pertanto, ho visto anche buona parte delle altre aziende sul
territorio, così chiamate le vecchie ASL che in più hanno accorpato
ospedali. Quindi, è contraddittorio che l'ospedale di Taormina vada
via da una azienda che indebolirebbe per giunta l'azienda stessa.
Il mio convincimento è quello di condividere la posizione del
Governo in questa fase, perché poi si può sempre, se necessita e
nel caso in cui il Papardo-Piemonte, ed un ulteriore struttura
diventasse ARNAS, allora sì che avrebbe senso togliere Taormina dal
territorio e portarla all'azienda ospedaliera.
Pertanto, non voglio dilungarmi perché effettivamente non è che su
questo dobbiamo fare una battaglia, credo semplicemente che la
posizione che il Governo propone sia una posizione equilibrata, in
linea anche con ciò che ha fatto in tutto il territorio.
Nessuno vuole mortificare Taormina perché sembra che chi non
accetta l'azienda ospedaliera voglia mortificarla; non è così,
perché anche lì dipenderà da un dirigente, da un Direttore
generale, dalla volontà che ha di far crescere Taormina.
Pertanto, nel condividere la posizione che ha riproposto il
Governo io, è ovvio, dichiaro il voto contrario della Commissione
al sub emendamento.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente onorevoli colleghi, ho ascoltato il
dibattito di questa sera in Aula e devo dire che, alla fine,
arriviamo al cuore del problema, arriviamo al cuore delle aziende,
alla distribuzione delle aziende e, come diceva l'onorevole
Formica, mi sembra coerente che il Governo presenti un sub
emendamento con una predisposizione e distribuzione delle aziende
conforme alle aspettative di un'offerta sanitaria coerente,
omogeneamente distribuita.
Certo, Assessore, devo dire la verità: personalmente, avevo
presentato un emendamento sulla diciottesima azienda, un
emendamento che non era il frutto di un fatto territoriale,
campanilistico o di un fatto che volesse dare merito al territorio
del Presidente, bensì era il frutto di un ragionamento di
specificità di una realtà territoriale che ha la più importante
azienda ospedaliera che oggi, purtroppo, stiamo vedendo degradata -
quasi cinquecento posti letto - l'unica specificità di
riabilitazione pubblica e quindi un bacino di utenza che proviene
da tutta la Sicilia, non da una parte.
Devo dire che avrei gradito che il Governo, caro assessore, avesse
presentato la diciottesima azienda; mio malgrado, constato che ciò
non è possibile, ed io se pur convinto, onorevole Presidente
Lombardo, delle diciottesima azienda mi rimetto ad una logica di
coalizione di maggioranza dicendo che, in maniera chiara, senza
impingimenti, sono tra quelli che non vuole e non è per il voto
segreto, dico che se il Governo interamente vuole portare una
modifica al sistema sanitario, i parlamentari di questa maggioranza
devono fare riferimento ad una logica di coalizione di Governo.
Però, come Falcone fa un passo indietro, anche Formica e gli altri
devono fare un passo indietro su delle rivendicazioni che sono
territoriali o campanilistiche, questo lo pretendo e lo pretendo
come dignità di parlamentare, lo pretendo come facente parte di
questa maggioranza di Governo, lo pretendo perché qua ,o parliamo
come Gruppo e come Gruppi di maggioranza o non abbiamo capito
nulla.
Non ci possono essere cordate di una provincia rispetto al
deperimento di altre. Qua dobbiamo ripristinare un sereno dibattito
in un percorso di crescita.
Assessore, lei ha avuto un grande mandato dal presidente Lombardo
e da coloro che hanno vinto le elezioni: le sorti di questa sanità.
Spero che il percorso che Lei ha fatto, sebbene abbiamo avuto degli
scontri, sia un percorso proficuo per questa Sicilia e per cui do
il mio sostegno personale e di numerosi deputati del PDL. su questo
sub emendamento, rinviando e rigettando qualunque altro sub
emendamento a questa proposta governativa che apprezzo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che
l'emendamento di riscrittura del Governo fosse lo strumento che
teneva conto, alla fine, di questo estenuante confronto, di un
punto di chiusura, di un punto di sintesi, nel quale l'Aula si
sarebbe espressa.
E' evidente, signor Presidente, che se così non è, vorrei
suggerire anche una procedura per la quale siamo qui e rischiamo di
rimanere incartati su come procedere.
Capisco anche la sua prudenza, comprendo che non si può forzare
quando c'è un momento di difficoltà politica, però, Presidente,
avevo presentato un emendamento che stabiliva una cosa più modesta
rispetto all'emendamento del Governo e la modestia sta nel fatto
che stabiliva un numero: le aziende sanitarie provinciali e le
aziende ospedaliere di riferimento regionale nel numero massimo di
17 .
Su questo emendamento - per essere chiari - deve esserci il ritiro
dei sub emendamenti con cui ognuno dobbiamo rispondere al nostro
territorio, perché al territorio dobbiamo rispondere tutti. Se il
gioco è rispondere al campanile qui il campanile ce l'abbiamo
tutti.
Pensavamo di fare una riforma che guardasse alla Sicilia e non
guardasse al singolo campanile. Ma se così non è
Possiamo stabilire quante aziende dobbiamo fare in Sicilia perché,
altrimenti, ci incartiamo e non ne usciamo più perché questo sub
emendamento del Governo, alla fine, non raggiunge l'obiettivo che
già un altro emendamento del Governo - non ricordo quale - si
voleva proporre.
Ripeto: se c'è una intesa a ritirare i sub emendamenti di
costituzione specifica, ritiriamo anche i nostri e su quello si
vota. Ma se così non è, intanto fissiamo un principio, ci sarà un
emendamento che ne prevede 17 e un altro che ne prevede 30. Ma
almeno discutiamo di una cosa che, alla fine, si approva e si
chiude.
Allora, invito la Presidenza a fare una verifica in tal senso per
vedere se è possibile votare questo emendamento - mi riferisco al
comma 1, chiaramente - senza i relativi sub emendamenti di
interpretazione o di aggiunta di nuove aziende.
Se così è andiamo avanti, altrimenti fissiamo prima il numero
delle Aziende e poi si deciderà come articolare questa
organizzazione nel territorio siciliano.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
la proposta dell'onorevole Cracolici, di votare almeno il comma 1,
possa essere accolta dall'Aula, perché ritengo necessario mettere
un paletto chiaro rispetto alla volontà, non solo del Governo, ma
di tutto il lavoro che ha fatto questo Parlamento fino ad oggi.
Vedete, la riscrittura dell'emendamento presentato dal Governo è
la dimostrazione che questa è una buona legge ed è una legge che
vuole andare verso una vera riforma, quindi, signor Presidente, le
chiedo di porre in votazione il comma 1 perché ritengo sia
importante, dopodiché, chiunque può compensare, ma restiamo certi
nel numero delle diciassette Aziende.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il subemendamento
11.2.19.4 può essere votato per parti separate, e che la prima
parte riguarda il comma 1.
Ricordo che, al comma 1, sono stati presentati due sub
emendamenti: il 12.2.19.4, a firma dell'onorevole Limoli e il
12.2.19.3, a firma dell'onorevole Vitrano ed altri.
CRACOLICI. Signor Presidente, ci sono anche gli altri emendamenti
a firma del PD.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ci sono soltanto questi due.
Pongo in votazione l'emendamento 12.2.19.4. Il parere del Governo?
CRACOLICI. Signor Presidente, ci sono gli emendamenti a firma dei
deputati del PD. Qua non c'è qualcuno che ha diritto di presentare
emendamenti e altri no. Prendiamo tutti la stessa indennità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il sub emendamento dell'onorevole
Limoli è composto da due parti: la prima parte che sostituisce le
parole tre' con le parole di quattro'. Ovviamente fa riferimento
al numero massimo di Aziende ospedaliere. Quindi, ripeto, si può
votare in due parti. Se è approvato, ovviamente, la discussione si
riapre con tutti gli altri, se no, decadono.
Il parere del Governo sull'emendamento dell'onorevole Limoli è
soprattutto al riferimento al primo comma.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, prima di esprimere il parere sul singolo emendamento,
credo che da parte del Governo sia doveroso spiegare le ragioni per
le quali, quasi alla mezzanotte del vecchio giorno - ma già siamo
al nuovo giorno - è stata presentata una riscrittura
dell'emendamento, che contiene un percorso faticoso, che però è un
percorso di sintesi nella maggioranza.
E voglio dare atto a tutti i deputati, a tutti quelli che hanno
partecipato alla stesura di questo emendamento, di un grande senso
di responsabilità.
E' evidente che ciascuno di voi avverte l'esigenza di
corrispondere legittimamente ai tanti bisogni, alle tante esigenze
dei territori di provenienza, e credo che ciascuno, per ogni
provincia, abbia più di un motivo per sostenere che nella propria
zona ci sia un'Azienda, ci sia un Polo di eccellenza, ci sia
qualcosa di importante. E' umano, è legittimo, è comprensibile.
In questo momento però dobbiamo guardare ad un'unica grande
provincia, che non è quella romana, ma è la Sicilia. La Sicilia
come un unico territorio che ha bisogno di una riforma che domani
mattina i nostri concittadini sperano di avere al gazzettino - una
volta c'era il gazzettino - che annunci che questo Parlamento ha
saputo mettere fine a quella dialettica molto accesa ed ha saputo
addivenire ad una scelta precisa che è di razionalità.
Abbiamo concentrato l'organizzazione del sistema alle diciassette
Aziende - credo che tutti abbiano fatto dei passi indietro, Governo
compreso - perché era necessario trovare una sintesi. Questa è la
migliore sintesi possibile. Ripeto, devo dare atto a tanti
deputati, con i quali c'è stata una forte, accesa dialettica, di un
grande senso di responsabilità ed una disponibilità a guardare
avanti e a guardare l'interesse dei cittadini siciliani.
E' inutile negare che in questo momento si discute, in
particolare, della creazione di un'Azienda su un territorio che ha
la sua peculiarità, e che tutti noi vogliamo rispettare, un
territorio che ambisce ad essere la decima provincia della Sicilia,
un territorio che certamente è rappresentato da un gruppo di
parlamentari che fino in fondo faranno la loro giusta battaglia
parlamentare per portare a casa, se così si può dire, un risultato.
Ma mi rivolgo proprio a questi parlamentari, dicendo loro che
forse il risultato da portare a casa, in questo momento, è quello
complessivo che forse sarà supportato dall'intero Parlamento.
Diciassette Aziende sono già tante rispetto alla scelta che ha
fatto ieri la Campania che ha tagliato ulteriormente le proprie
Aziende, ma qui non si tratta di tagliare.
Dopo un momento, anzi dopo mesi, di accesi dibattiti e, perché
no, di accesi turbolenti contrasti, si sono fatte delle scelte
molto precise e sono state delle scelte fatte in maniera condivisa
certamente all'interno della maggioranza, con un'interlocuzione che
abbiamo aperto anche con l'opposizione.
Non posso che dare parere contrario, non soltanto a questo
emendamento, ma a tutti gli emendamenti, anche quelli che erano
presentati al testo base che adesso dovrebbero diventare
subemendamenti alla riscrittura del nuovo testo su cui stiamo
discutendo.
Il Governo si è concentrato su questo testo nella speranza che
diventi la norma di questa nuova legge e, quindi, chiedo ai
deputati di ritirare i loro emendamenti. Lo stesso appello rivolgo
all'opposizione ma, in ogni caso, voglio esprimere un parere
contrario a tutti i subemendamenti.
LIMOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo nel
chiedere che la votazione non avvenga per parti separate ma per
intero, su questo subemendamento da me presentato in cui chiedo che
l'azienda Gravina di Caltagirone mantenga la sua autonomia, così
come è a tutt'oggi.
Chiedo, nel contempo, anche la votazione per scrutinio segreto
aggiungendo una sola mia modestissima riflessione. Non credete che
questo subemendamento voglia salvaguardare il capriccio di
qualcuno. Per chi non vive nell'area del Calatino probabilmente è
poco comprensibile l'attaccamento che si sta dimostrando nel voler
salvare l'autonomia di questa Azienda. Sono 15 i Comuni che vivono
all'interno di questa parte della Provincia di Catania, e vivono in
perfetta solitudine. Volere dare e colpire nuovamente il tessuto
sociale e quindi il corpo di questo bambino vecchio che è il
Calatino significa continuare ancora a crocifiggere e a mortificare
circa 180 mila abitanti che coprono un territorio equivalente a
circa il 40% del territorio della Provincia regionale di Catania.
Rivolgo un appello al Governo e a tutti i deputati affinché questa
ulteriore umiliazione a questa parte del territorio della Provincia
di Catania possa essere evitata.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
tranquillizzare l'onorevole Limoli perché non è più solo nella
richiesta di una nuova Azienda per Caltagirone considerato che, a
firma del centrosinistra, ci sono ben due emendamenti, uno
dell'onorevole Fiorenza e l'altro dell'onorevole Raia, che
prevedono l'istituzione dell'Azienda di Caltagirone. Quindi,
onorevole Limoli, lei non è solo in questa battaglia perché il
centrosinistra è venuto in suo soccorso.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'onorevole Limoli - al di là del
fatto che la richiesta di voto segreto va effettuata formalmente ed
appoggiata da almeno 9 deputati - la votazione per parti separate;
il principio della modifica da 3 a 4 è ripreso in molti
emendamenti, e se approvato apre la strada a tanti altri
emendamenti, e se bocciato chiude definitivamente la strada
dell'aumento del numero delle Aziende.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volevo tornare sullo stesso argomento che, magari con
dovizia di motivazioni, ha trattato nell'esprimere il parere
contrario ai tanti emendamenti e subemendamenti presentati alla
riscrittura del Governo, l'assessore per la Sanità.
Siamo riusciti, dopo tanti mesi di contrasti e di conflitti che
hanno interessato più la stampa che non quest'Aula, dopo un
confronto che è stato lungo ed aspro anche all'interno della
Commissione Sanità, ad esprimere una sintesi che è stata il frutto
della grande buona volontà di tante persone e devo riconoscere che
gli autori, insieme ad altri, del disegno di legge che poi in fondo
aveva prevalso in Commissione, cioè l'onorevole Leontini e
l'onorevole Maira, si sono seduti attorno ad un tavolo una domenica
pomeriggio di tre settimane fa, non ricordo più quando, dando vita
ad un modello e ad un costrutto che non credo, peraltro, possa
offendere la sensibilità programmatica di nessuna parte di
quest'Aula, maggioranza ed opposizione e che non è stato figlio di
un compromesso al ribasso perché, anche se qualcosa ho sentito da
chi vuole denigrare a tutti i costi il grande sforzo di sintesi che
è stato fatto, non si sono pagati prezzi a questa o quell'altra
istanza. Credo che si siano contemperate esigenze ragionevoli che
sono state sostenute - molte le ho apprezzate per la prima volta in
quest'Aula - dai vari deputati.
Si è parlato di sanità privata, del ruolo che il privato deve
avere; si è esaltato il ruolo di questa collaborazione senza
rinunziare, assolutamente. all'importanza del pubblico.
C'è chi dice che prevale il modello territorio piuttosto che
ospedale; si è arrivato credo ad una sintesi su 17 sono 8 grandi
Aziende ospedaliere e 9 Aziende territoriali e provinciali, nelle
quali prime si concentrano tra personale impegnato e risorse,
soprattutto le alte professionalità. Pensate ai grandi primari
ospedalieri e anche universitari, visto che abbiamo anche i
policlinici. Se vogliamo fare un equilibrio tra le due dimensioni,
la bilancia pende sicuramente per la grande dimensione ospedaliera
che pur in prospettiva, seguendo quelle che sono le tendenze di una
sanità più appropriata, dovrebbe un po' dimagrire a favore delle
strutture e dei servizi del territorio.
Questo disegno, piaccia o non piaccia, è integrato da una
struttura di Aziende sanitarie ospedaliere e sono queste 17. Dico
ciò pur potendo condividere quanto sostenuto a proposito di una
comprensione e consapevolezza che, soltanto chi vive o è nato in un
territorio può avere, anche a proposito di una frustrata esperienza
di autonomia provinciale per decenni. Io sono nato, e vivo le
esigenze di quel territorio, e mi rendo conto, e Dio sa con quanto
impegno ho perseguito l'obiettivo che questo fatto non desse luogo
ad una proliferazione infinita di esigenze che riterremmo forse
meno legittime; ciascuno dei proponenti però le ritiene altrettanto
legittime perché si determini un po' dovunque questa o quell'altra
autonomia.
Questo è un ragionamento che chiaramente una classe dirigente non
può permettersi il lusso di non fare. E' indispensabile che quando
le posizioni vengono esposte alla luce del sole, alla luce del sole
vengano sostenute. Certo, se dovesse saltare tutta una
impostazione, che piaccia o non piaccia - qualcuno che mi è vicino
può essermi testimone - può non garbare a tutti, e comincia a
saltare tutto.
Intanto, se è questo che vogliamo, visto che l'ora è tarda -
domani, alle 6.25, devo prendere un aereo - ce ne andiamo a casa.
Ma che immagine diamo di noi?
Questa Assemblea, che finalmente sembra avere trovato una
quadratura del cerchio, dopo tanti mesi di incomprensioni e di
difficoltà anche a dialogare tra di noi, quando è chiamata a
pronunciarsi complessivamente, come sistema Regione, oltre che a
mille prove, a mille giudizi, che immagine da?
Chi dovesse giudicarci a proposito dei FAS, dovrebbe esprimere una
valutazione - il piano casa, gli investimenti e poi tutto il resto
- quando dopo tanto tempo stasera, per una ragione o per un'altra,
dovesse saltare questa impalcatura, che è frutto, ripeto, non di un
compromesso ma, credo, di una buona sintesi che persone
intelligenti e preparate hanno costruito dopo tanti mesi di
dibattito, affinché la Sicilia abbia una nuova riforma sanitaria
che è la riforma del popolo siciliano, che servirà alla gente.
Ricordo che tanti anni fa, quando c'erano le USL, alcuni ospedali
- che ora sono in declino profondo - erano francamente centro di
attrazione straordinaria e, credetemi, non era l'autonomia
dell'Unità sanitaria locale che lo determinava, ma ben altri
fattori ai quali credo che tutti noi - il Governo e l'Assemblea -
nel tempo e lavorando possiamo dare vita nuovamente.
Ecco perché non serve un parere di ostilità. Salta l'impalcatura,
e la figura che noi facciamo andandocene a casa stasera sarà
veramente penosa e, credetemi, ho la sensazione che ne pagheremo
pesantemente le conseguenze non come deputati, privilegiati, ma
come popolo siciliano.
Ecco perché, nell'esprimere questo parere e nel confermarlo, vi
invito sinceramente a condividere la linea del Governo, così, se è
possibile, ne usciamo tutti bene. Io ho fatto la mia parte, e mi
carico di tutte le responsabilità. E' merito, colpa mia, soltanto
mia. A Taormina come a Caltagirone, a Gela come a Trapani., andrò
io a prendermi gli insulti. Quando vi saranno le elezioni, saremo
puniti pesantemente.
Adesso, però, vi chiedo di collaborare con grande senso di
responsabilità e trovare ogni strumento per compensare le giuste
aspettative, per arriviamo a condividere questa legge, che credo è
importante che la Sicilia abbia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 11.2.19.4 (al
comma 1).
LIMOLI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Campagna, Caronia, Corona, D'Asero,
Fiorenza, Greco, Leanza Edoardo e Leontini, si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 11.2.19.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 11.2.19.4, a firma dell'onorevole Limoli. Il primo comma
è quello che sostituisce le parole 3 con le parole 4 .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 83
Votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 22
Contrari 59
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti sono, pertanto,
decaduti.
Si passa al comma 2 del sub emendamento 11.2.19, al quale è stato
presentato il sub emendamento, il 11.2.19.1.
LOMBARDO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il sub emendamento 11.2.19.4 (seconda parte) è superato.
Pongo in votazione il sub emendamento 11.2.19 con la precisazione
che sostituisce l'articolo 11 del disegno di legge. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 00.27 di mercoledì 25 marzo
2009, è ripresa alle ore 00.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 14 che, ricordo, era
stato accantonato nella seduta numero 74 del 18 marzo 2009. Ne do
lettura:
«Articolo 14.
Aziende sanitarie provinciali
1. Nell'ambito di ogni provincia opera una azienda sanitaria
provinciale che assicura l'assistenza sanitaria attraverso le
attività territoriali.
2. Ai fini dell'erogazione dell'attività territoriale, ciascuna
azienda sanitaria provinciale si articola nei distretti che, entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono individuati, nel numero e negli ambiti territoriali di
competenza, con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della
Giunta regionale, acquisito il parere vincolante della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 14.1 (interamente sostitutivo degli articoli 14, 15,
16 e 17);
dagli onorevoli Galvagno e Termine: 14.2;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 14.5, 14.3 e 14.4;
Comunica, altresì, che sono stati presentati i seguenti sub
emendamenti:
dagli onorevoli Leontini e Dina: 14.1.19, 14.1.20, 14.1.24;
dall'onorevole Vinciullo: 14.1.11, 14.1.12, 14.1.13, 14.1.14,
14.1.9, 14.1.15;
dall'onorevole Speziale: 14.1.5;
dall'onorevole Laccoto: 14.1.16, 14.1.8, 14.1.6, 14.1.7,
14.1.26.2, 14.1.41, 14.1.42;
dall'onorevole Leontini: 14.1.21, 14.1.23;
dagli onorevoli Leontini e Maira: 14.1.22;
dall'onorevole Beninati: 14.1.1, 14.1.43, 14.1.26.3;
dall'onorevole Speziale: 14.1.4;
dall'onorevole Panepinto: 14.1.10;
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Bonomo: 14.1.17;
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna, Bonomo e Lo Giudice:
14.1.18;
dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ammatuna e Bonomo: 14.1.27 e
14.1.28;
dagli onorevoli D'Antoni, Arena, Cristaudo ed altri: 14.1.37 e
14.1.38;
dal Governo: 14.1.20.1 all'emendamento 14.1.20, subemendamenti
14.1.25 e 14.1.26 all'emendamento 14.1;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis e Digiacomo: 14.1.20.2,
14.1.20.3;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Gucciardi ed altri:
14.1.20.2.1;
dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ammatuna e Bonomo: 14.1.26.1,
14.1.27, 14.1.28;
dagli onorevoli D'Antoni, Cristaudo ed altri: 14.1.37 e 14.1.38;
dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ferrara, Lupo e Bonomo:
14.1.39;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 14.1.19.1, 14.1.31.1,
14.1.40;
dagli onorevoli Cracolici ed altri: 14.1.30, 14.1.29, 14.1.31,
14.1.32, 14.1.33, 14.1.34, 14.1.35, 14.1.36.
Comunico che gli onorevoli Ammatuna e Donegani hanno chiesto di
apporre la firma al sub emendamento 14.1.20.2, degli onorevoli
Cracolici ed altri e l'onorevole Torregrossa ha chiesto di apporre
la firma al sub emendamento 14.1.20.6.
L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con l'emendamento 14.1 del Governo, interamente
sostitutivo degli articoli 14, 15, 16 e 17 e con i relativi sub
emendamenti.
Si passa al sub emendamento 14.3.1, degli onorevoli Galvagno e
Termine.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 14.1.19, degli onorevoli Leontini e
Dina.
LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il sub emendamento 14.1.19.1 è decaduto.
Si passa al subemendamento 14.1.29.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.39, degli onorevoli Gucciardi e
Fiorenza.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.30, dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, in poche parole, dice che, fermo restando il limite di
ogni provincia - che fra l'altro non è più uno, ma due - non
inferiore a due, stabilita l'articolazione in tabella B',
l'assessore per la sanità può disporre, con proprio decreto,
l'unificazione o una diversa articolazione dei distretti
ospedalieri all'interno della provincia. Questo al fine di
addivenire ad una composizione condivisa nei territori dei
distretti.
Se il Governo non è d'accordo, lo posso pure ritirare perché, fra
l'altro, davo una facoltà al Governo che visto che ha dato parere
contrario non la merita.
Quindi dichiaro di ritirare il sub emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con il sub emendamento 14.1.20.2.1, degli onorevoli
Cracolici, De Benedictis e Ammatuna.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che,
così come i distretti sanitari non sono fissati per legge ma sono
stabiliti con decreto, e quindi con una fonte giuridica più
flessibile, trovo insensato che in questa norma stabiliamo a
priori, non soltanto quanti debbano essere i distretti ospedalieri,
ma quanti e quali presidi ospedalieri debbano aggregare.
Tanto è sbagliata questa norma che lo stesso articolo prevede poi,
successivamente, che l'assessore, su proposta del Direttore
dell'Azienda sanitaria provinciale, possa modificare gli ambiti di
ciascun distretto.
E' evidente che siamo di fronte ad una contraddizione. Il sub
emendamento 14.1.20.2.1, che porta anche la mia firma, mira ad
evitare questa contraddizione e a riportare tutto nell'ambito di
una norma che stabilisce, per legge, il numero massimo dei
distretti complessivi in Sicilia, dei distretti ospedalieri, quanti
debbano essere per ciascuna provincia e poi, molto più saggiamente,
a nostro avviso, lasciare che nei 60 giorni successivi alla
costituzione dell'Azienda - perché neanche oggi potremmo realizzare
i distretti visto che le Aziende sanitarie provinciali non sono
ancora costituite -, su proposta dei Direttori generali nominati,
sentite - e questa è un'aggiunta che sottolineamo - le Conferenze
dei sindaci dei comuni interessati, si realizza in quella
circostanza la definizione degli ambiti che qui vengono stabiliti
sulla base di criteri che non tengono conto della programmazione
aziendale, delle esigenze del territorio, con una rigidità che è
assolutamente immotivata.
Ecco allora che l'emendamento 14.1.20.2.1 mira a stabilire questa
gerarchia. Al primo comma si stabilisce che in ciascuna azienda
sanitaria provinciale possono esistere uno o più distretti; al
comma 2 si stabilisce che alla definizione di questi distretti si
provvede con successivo decreto da parte dell'Assessore con le
procedure che abbiamo proposto, e cioè su proposta del Direttore
generale e sentita la Conferenza dei Sindaci; al comma 3 si
stabilisce il numero massimo dei distretti, in questo caso con una
proposta che è conforme a quella che il Governo ha formulato dei
venti distretti complessivi per tutta la Sicilia, stabilendo qual è
il numero massimo per ciascuno.
Aggiungo che in determinate province si è verificato un acceso
dibattito intorno alla decisioni che, frettolosamente, stiamo
andando a prendere.
Quindi, sarebbe molto più saggio e per nulla lesivo dell'impianto
della norma che stiamo andando a varare, per nulla contraddittorio
rispetto allo spirito ed agli obiettivi che essa si propone,
fissare il numero dei distretti e lasciare che questi possano
essere definiti in un secondo momento. Ecco perché credo che questo
emendamento sia perfettamente conforme allo spirito che il Governo
vuole dare alla norma e nello stesso tempo più aderente a quello
che vogliamo rispettare, che è il principio del territorio e della
programmazione aziendale, che non può essere fatta senza il
Direttore dell'Azienda che ancora non esiste.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
proposta contrasta con tutto il lavoro che in questi sette mesi si
è messo a base del dibattito perché, se da parte di tutti, prima in
Commissione e poi in Aula, si è cercato di attribuire a questo
Parlamento il massimo della competenza sulla definizione delle
linee strutturali del territorio e dell'ospedale, e quindi dei
distretti ospedalieri, con questa norma si svuota una delle parti
fondamentali della legge, e la si affida ad una successiva
decretazione da parte dell'assessore quando uno dei nuclei
fondamentali dell'accordo dell'Aula risiede proprio nella
definizione dei distretti ospedalieri.
Noi abbiamo fatto un capolavoro con questa legge, quando siamo
riusciti a fondere due impostazioni che erano caratterizzate l'una
dalla centralizzazione della spesa e dei programmi e l'altra dalla
separazione dell'ospedale dal territorio.
Nel separare l'ospedale dal territorio non potevamo omettere di
definire come l'ospedale si determinasse, e come quindi i distretti
ospedalieri si disegnassero e, al loro interno, si integrassero.
Così come, per quanto riguarda il territorio, abbiamo definito le
linee portanti della strutturazione del territorio attraverso i
distretti dell'area territoriale e i distretti socio-sanitari che
successivamente indicheremo.
Allora, se questo è vero e se questa tabella definitivamente reca
il timbro di un accordo dell'Aula che completa la legge, la rende
importante, efficace ed esaustiva di tutti gli aspetti che abbiamo
messo alla base dei disegni di legge presentati e del lavoro della
Commissione prima e dell'Aula dopo, oggi una proposta del genere ci
fa fare una marcia indietro di sette mesi.
Ribadisco quindi l'assoluta abrogazione di tale norma, che
altererebbe e destabilizzerebbe il 50 per cento di questo disegno
di legge, che risiede proprio nella definizione dei distretti.
Quanto è accaduto in ambiti territoriali, periferici o nelle
province. Oggi non ha più motivo di esistere perché, quando abbiamo
sostituito le filiere con i capofila, con i distretti integrati,
funzionalmente abbiamo evitato le invidie territoriali, i
campanilismi e abbiamo fatto in modo che ciò che prevalesse fosse
l'equilibrio in tutti i territori.
Nella definizione dei distretti ospedalieri c'è equilibrio, perché
sono equifunzionali, perché sono strutturati in modo tale da
integrarsi reciprocamente.
Quindi, se questo è vero, questa proposta, signor Presidente, va
respinta e mi rivolgo a tutti i Gruppi della maggioranza affinché,
compatti, la respingano.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il sub
emendamento testè illustrato sia non soltanto corretto ma sia,
perfino, saggio. Perché se quello che ho ascoltato è vero, e
certamente vero non è, vorrei capire perché in sede parlamentare
non definiamo pure i distretti territoriali e dobbiamo definire
soltanto i distretti ospedalieri.
I distretti ospedalieri, peraltro, in questo modo, saggiamente ed
in maniera correttamente coerente a quello che è il dettato della
legge dello Stato e l'articolazione dell'organizzazione sanitaria
sul territorio, rende partecipi di un modello fondamentale per
l'assistenza sanitaria sul territorio, che è l'assistenza
ospedaliera.
Rende nell'unico modo possibile, che è quello presentato con
questo sub emendamento, rende protagonisti e partecipi i sindaci
attraverso la Conferenza dei sindaci che, in altro modo, sarebbero
totalmente esclusi dalla definizione di quella che è
l'organizzazione dell'assistenza ospedaliera sul territorio.
Alla stessa maniera, lo stesso articolo 14 del disegno di legge
prevede che i distretti territoriali vengano definiti, con
successivo decreto del Presidente della Regione, e vengano definiti
attraverso un'analisi attenta di quelle che sono le articolazioni
territoriali, le esigenze del territorio.
Dico che alla stessa identica maniera il distretto ospedaliero va
definito sul territorio. Quindi, la norma, non soltanto è coerente
con l'impalcatura della legge dello Stato, ma è anche coerente con
quello che è il successivo comma dello stesso articolo del disegno
di legge che prevede, appunto, l'articolazione dei distretti
territoriali.
Sarebbe davvero una contraddizione che il Parlamento definisse in
sede parlamentare e, quindi, imponendo alle autorità sanitarie
locali, cioè ai sindaci, l'aggregazione funzionale in un distretto
ospedaliero e poi, in un altro comma dello stesso articolo, nel
distretto territoriale che ha la stessa funzione dal punto di vista
dell'organizzazione dei servizi sanitari, prevedere un modello
diverso.
Io sono perché il Parlamento, correttamente, affidi ai sindaci e
alla democrazia del territorio la scelta della diversa
articolazione dei presidi ospedalieri dei singoli comuni
all'interno del distretto ospedaliero. Una scelta diversa sarebbe
una violenza fatta alla democrazia, appunto, del territorio.
Sarebbe davvero espropriare le autorità sanitarie locali che ancora
sono i sindaci, espropriarli del legittimo diritto ad intervenire
sulla distribuzione dei territori, sull'aggregazione dei territori
per quanto riguarda l'assistenza ospedaliera.
Pertanto, credo che questo sub emendamento debba essere
correttamente analizzato e preso in considerazione dal Parlamento,
ed invito il Parlamento ad esprimere un voto favorevole.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
desidero fare una precisazione.
Poc'anzi, distrattamente, quando è stato richiamato l'emendamento
14.1.19 avendo equivocato e non compreso bene il riferimento, ho
dichiarato di ritirarlo, ma in realtà non intendevo farlo. Quindi,
chiedo alla Presidenza di riprenderlo e sottoporlo all'attenzione
dell'Aula.
Onorevoli colleghi, inoltre, vorrei precisare che la possibilità
di modificare successivamente l'articolazione distrettuale è
prevista nella legge.
L'emendamento 14.1.20, a firma del sottoscritto e dell'onorevole
Dina, all'ultimo capoverso del comma 3 recita in funzione della
prevista delegazione ed integrazione, il Direttore generale
dell'Azienda sanitaria provinciale, con atto motivato, può
sottoporre all'approvazione dell'assessore regionale per la sanità,
l'unificazione oppure una diversa articolazione dei Distretti
ospedalieri .
Pertanto, chiedo all'onorevole Cracolici di prenderne atto e
ritirare il suo sub emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una
considerazione dell'onorevole Leontini, che ha definito questo tema
e questo sub emendamento da lui presentato come una sorta di
sovvertimento dell'impianto che ha determinato l'accordo di questi
sette mesi, devo dire che, se così fosse, sarei contento perché,
come Lei sa, onorevole Leontini, questo accordo che tra di voi
avete definito, io, con molta benevolenza, l'ho paragonato ad un
papocchietto . Questo accordo, che voi avete ammantato di questa
integrazione, funzionalità, etc. , altro non è che la nomina di un
po' di Direttori sanitari ed amministrativi, perché siccome le
aziende non ci sono più bisogna accontentare i clienti in qualche
altro modo.
Devo dire che, poi, anche la precisazione fatta dall'onorevole
Leontini nel suo intervento, ha dimostrato che questa sovversione
così drammatica non ce l'ha, per il semplice motivo che anche il
sub emendamento dell'onorevole Leontini, che ho scoperto essere
l'emendamento del Governo, prevede che i Direttori generali possono
modificare i confini dei distretti ospedalieri.
Delle due l'una, onorevole Leontini. Questo emendamento risponde
ad un problema che, diciamoci la verità, voi potete far finta che
non ci sia, ma sappiamo tutti che cosa è successo nell'arco di
pochi minuti, come sono stati organizzati e cambiati i distretti
ospedalieri. In un giorno c'era Modica assieme a Ragusa e a Scicli,
poi, due minuti dopo, Modica era autonoma e Ragusa era con Vittoria
e Comiso.
Si è detto, allora, che, nel rispetto dei territori, che questo
Parlamento pensa di tutelare in maniera omnicomprensiva, fissati i
numeri sia generali, quindi il numero di venti, sia particolari,
cioè tutte le province con almeno due, tranne Palermo e Catania con
massimo tre, l'organizzazione dell'accorpamento si rinvia al
Direttore generale, d'intesa con la Conferenza dei sindaci ed entro
90 giorni l'assessore emette il decreto.
E' una minaccia a mano armata all'accordo della maggioranza? Mette
in discussione i capisaldi dell'accordo che avevate sottoscritto
non si sa dove e non si sa quando? Il Presidente della Regione ha
detto che ne avete discusso domenica scorsa. Io prendo atto che lo
avevate definito sette mesi fa. Non ci era dato sapere
E' evidente che questo sub emendamento ha una impostazione di
rispetto del territorio perché, onorevole Leontini, la sanità non è
proprietà dei deputati, la sanità è il modello di integrazione. Se
consideriamo i distretti non come l'ennesimo luogo di potere da
costruire ma come un modello, e io dico anche per salvare i piccoli
ospedali di integrazione funzionale di un moderno sistema a rete
dell'ospedale che non è obbligatoriamente costruito sul monoblocco
ma è pensato come una presenza nel territorio a rete, io credo che
l'Aula ha il dovere di valutarlo.
Il Governo, ormai, è entrato nella logica di definire tutto e
subito, anche le virgole?
Attenzione, il sub emendamento che volete approvare, signor
assessore, non vi fa approvare tutto e subito, anche le virgole,
perché, come ha ricordato l'onorevole Leontini, sulla base di una
serie di spinte del territorio e della negoziazione politica,
possono essere modificati i criteri di accorpamento.
Quindi una cosa è stabilire che questo si fa erga omnis per tutti,
una cosa è se lo si fa perché all'onorevole Leontini non piace
l'accorpamento che ci sarà a Ragusa, per cui, dopo la
sperimentazione dei primi due mesi, siccome il suo potere politico
è maggiore di quello dell'onorevole Fiorenza, avrà la possibilità
di far modificare i criteri territoriali di accorpamento.
Questo è inaccettabile, è una vergogna
Penso che questo emendamento ha un buon senso che rispetta i
territori non modificando la sostanza dell'organizzazione del
sistema ospedaliero. Dopo di che l'Aula decida in maniera sovrana.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro chiesto di parlare, pongo in
votazione il sub emendamento 14.1.20.2.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Ammatuna, Apprendi, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Ferrara Greco e Marinello)
Votazione per scrutinio segreto l'emendamento 14.1.20.2.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 33
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.20.2, dell'onorevole Cracolici.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.27 dell'onorevole Gucciardi. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Il sub emendamento 14.1.20.3 è precluso.
Si passa ai sub emendamenti 14.1.31.1 e 14.1.31, dell'onorevole
Cracolici.
Avverto che i due emendamenti verranno discussi contestualmente e
posti in votazione per parti separate.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che considero delicato, e chiederei un attimo di
attenzione all'Aula.
La norma che ha scritto il Governo, nonché il famoso emendamento
che abbiamo sospeso poc'anzi, stabilisce, fatto inedito, che il
dirigente sanitario che coordinerà il distretto ospedaliero possa
essere un dirigente medico senza specifica qualifica.
Come è noto il dirigente sanitario è una funzione che può svolgere
un medico con specializzazione igienico-organizzativa, è un
igienista organizzativo.
Voglio, qui, ricordarlo ai colleghi perché anche l'emendamento che
viene presentato dopo come al solito per mettere una pezza alle
cose che si fanno alla garibaldina, e si scrive preferibilmente,
che è un modo simpatico, sarebbe preferibile evitarlo.
Lo voglio ricordare alla Presidenza, e credo che il Segretario
Generale mi può essere d'aiuto, noi qualche anno fa, siamo
intervenuti sulla materia con norma e anche allora l'Aula tentò un
colpo di genio stabilendo che i direttori sanitari potevano non
essere medici igienisti.
Il Commissario dello Stato impugnò quella norma, stabilendo che la
funzione specifica per il coordinatore sanitario delle strutture
ospedaliere non poteva che essere un medico igienista.
Siccome non vivo a Honolulu, e capisco che ci sono alcune funzioni
che sono state svolte in questi anni - anche perché in alcuni
presidi ospedalieri la funzione di medico igienista è scarsamente
presente - , tant'è che abbiamo presentato anche un altro
emendamento, che sostanzialmente aggiunge al comma quattro un comma
quattro bis, che stabilisce che chi ha svolto nei tre anni, signor
Presidente, mi riferisco all'emendamento 14.1.31.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo esaminando l'emendamento
14.1.31.1 che è esattamente quello che lei ha citato adesso.
CRACOLICI. Signor Presidente, io invece mi riferisco al 14.1.31,
che modifica il comma 4.
PRESIDENTE. Che verrà esaminato dopo.
CRACOLICI. No, signor Presidente, quello che citavo io, il punto
31 dovrebbe essere il comma 4 bis
PRESIDENTE. Esattamente il quattro bis
CRACOLICI. E allora noi non possiamo che trattare prima il comma
4, perché il 4 bis viene dopo.
Il sub emendamento 14.1.31 stabilisce che la funzione deve essere
di medico igienista, il 14.1.31.1 stabilisce che per le funzioni
che sono state svolte nel triennio precedente - mi si dice che
nelle strutture ospedaliere medie e piccole ci sono problemi di
medico igienisti - può essere trovata una soluzione che in qualche
modo sana, se si vuole, il fatto che la funzione si è svolta a
prescindere dalla specializzazione.
Era un modo per addivenire a una soluzione rispetto a un dato che
si è determinato nel tempo, però mi pare che il sub emendamento
14.1.31 stabilisce che il Direttore sanitario o il coordinatore
sanitario non può che essere un medico igienista, senza la parola
preferibilmente'.
Quindi questa è la norma, oltretutto suffragata da un
pronunciamento del Commissario dello Stato di qualche anno fa.
PRESIDENTE. Ovviamente, come medico igienista, non posso che
apprezzare questo sub emendamento.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento è
stato oggetto di un lungo dibattito all'interno dei Gruppi, svolto
anche in più giorni e, di fronte alle diverse tesi si è arrivati
alla conclusione che non si potesse addivenire ad affermare che i
coordinatori sanitari dovessero essere prelevati dai medici
igienisti per il semplice motivo che il coordinatore sanitario,
così come abbiamo individuato nella riforma che stiamo discutendo,
non corrisponde più al Direttore di presidio che, tra l'altro, ha
altre funzioni. Infatti, il coordinatore, sostanzialmente, in tutti
i casi del nuovo modello, deve coordinare più strutture
ospedaliere, più presìdi ospedalieri.
Ed allora, limitarlo ai soli igienisti sarebbe stato favorire una
categoria a danno di altre e, tra l'altro, gli altri sono, quasi
tutti da reperire tra i responsabili delle strutture complesse.
Cioè, ci saremmo trovati nell'assurdo che il coordinatore sanitario
di una struttura ospedaliera, così come rinnovata, sarebbe stato un
medico di livello inferiore a quello che rivestono solitamente i
primari, cioè una cosa, sostanzialmente inaccettabile sotto
l'aspetto anche della dignità e della organizzazione.
Alla fine, si è scelto di mettere quel preferibilmente proprio
per dare la possibilità, anche agli igienisti, di partecipare e,
d'altro canto, il Direttore dell'Azienda provinciale dovrà
procedere alle nomine con un atto motivato e attraverso una
motivazione potrà, di volta in volta, e azienda per azienda,
individuare il funzionario, la persona, il medico che meglio di
tutti gli altri potrà svolgere il lavoro di coordinamento.
Ecco perché ritengo che il testo vada difeso così come è stato
esitato per l'Aula, perché non è soltanto il più legittimo ma è
anche il più logico.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare il sub emendamento 14.1.31.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sul sub emendamento 14.1.31.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi al comma, che
recita ai distretti sanitari è da intendere alle aree
territoriali dei distretti sanitari e ai distretti ospedalieri sono
preposti un coordinatore sanitario e un coordinatore
amministrativo , cioè alle aree territoriali', alle aree
provinciali, non ai distretti, ma alle aree territoriali dei
distretti sanitari.
Alle aree territoriali e ai distretti ospedalieri sono preposti un
coordinatore sanitario ed un coordinatore amministrativo. Questo
già lo prevede la nostra norma.
La norma che io prevedo, in questo caso, specifica che per il
coordinatore sanitario è obbligatoria la funzione dell'area
igienico-organizzativa.
PRESIDENTE. Con questa precisazione pongo in votazione il sub
emendamento 14.1.31. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la parola coordinatore' è
sostituita dalla parola responsabile'.
Il Governo chiarisce che questa precisazione non ha motivo di
esistere, quindi vive la parola coordinatore'.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento
dagli onorevoli Apprendi, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara e Laccoto)
Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 14.1.31
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 14.1.31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 32
Contrari 43
Astenuti 1
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici e De
Benedictis il sub emendamento 14.1.20.1.1.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stupito
del fatto che il vero volto si mostri alla fine.
Signor Assessore, non riesco a comprendere con quale
argomentazione possa sostenere una norma di questo genere, sapendo
che è perfettamente sbagliata.
Posso capire che le parole dell'onorevole Leontini abbiano tirato
la volata a questo accordo di maggioranza che era fatto, a suo
dire, da sei mesi. In realtà, avete trovato un accordo all'ultimo
momento inventando delle cose che non esistono.
Voglio dirlo con chiarezza: in nessuna parte d'Italia esistono,
dentro le Aziende sanitarie provinciali, altre strutture che
coordinano i presìdi ospedalieri e avete inventato i distretti
ospedalieri. In nessuna altra parte esistono le aree territoriali,
ci sono i dipartimenti e i distretti sanitari e avete inventato le
aree territoriali. Sono delle invenzioni che servono ad altro, non
a far funzionare la legge. E per di più state stabilendo, e mi
meraviglio di lei, signor assessore, che si sta prestando a questo
accordo, che nulla ha a che fare con il profilo che lei ha voluto
dare, si sta prestando ad inventare che queste figure, dell'area
sanitaria, siano scelte, non come è giusto che sia, nell'area
igienico-organizzativa, ma in altre aree qualsiasi.
Allora, chi di voi si farebbe fare un'operazione al cuore da un
ortopedico? La professionalità e la competenza hanno luogo a
esistere oppure no? Allora, perché nelle funzioni organizzative di
una costruzione che stiamo immaginando, che deve servire a fare
funzionare meglio la sanità al momento di scegliere le persone che
debbono sovrintenderlo, si deroga dal principio e si stabilisce che
chiunque può dirigere una struttura nel ruolo di coordinatore
sanitario?
Il sub emendamento che ho proposto altro non ha che lo scopo di
sostituire alla parola preferibilmente' dell'area igienico-
sanitaria, che evidentemente nasconde quello che è stato svelato
apertamente, la parola prioritariamente'. Se non si vuole
accettare neanche prioritariamente' è chiaro che avete il carbone
bagnato'.
FIORENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
il principio appena enunciato dall'onorevole De Benedictis, è
estremamente interessante ed importante perché salvaguarda la
professionalità dei medici igienisti, ma non è solo questo il
problema.
Il problema è fondamentalmente di carattere e di natura
organizzativa, perché scegliere fra la categoria dei medici in modo
indistinto chi deve operare poi nel settore dell'organizzazione
prettamente sanitaria, senza averne, peraltro, anche una competenza
specifica, può diventare un fatto estremamente rischioso.
L'onorevole De Benedictis nel suo emendamento propone
prioritariamente', io preferirei unicamente', perché il senso del
termine è questo. Che cosa vuol dire si ha la capacità di potere
scegliere', assessore? Non dobbiamo poter scegliere tra le
professionalità. Qua il discorso è che unicamente' il direttore
sanitario deve essere scelto tra le categorie dei medici
specialisti in igiene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.20.1.1. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.20.1 così come
emendato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.20.4 del Governo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.20.5 del Governo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.20.6 dell'onorevole Maira. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.33.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il sub
emendamento tende a modificare la parola distretti sanitari con
aree territoriali .
PRESIDENTE. Con la precisazione dell'onorevole De Benedictis,
pongo in votazione l'emendamento 14.1.33. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.1.20 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.19, l'emendamento che poco fa
erroneamente l'onorevole Leontini aveva ritirato. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono preclusi gli emendamenti 14.1.11,
14.1.5, 14.1.12, 14.1.16, 14.1.13, 14.1.14, 14.1.9, 14.1.15 e
14.1.21.
Si passa, quindi, al sub emendamento 14.1.34.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Credo che questo emendamento si commenta da solo, però
è un emendamento che affronta e aggredisce l'accordo che avete
fatto sette mesi fa. Sovverte l'equilibrio che avete definito non
si sa in quale sede perché, visto che non è certo il tempo, è
incerta anche la sede dove avete fatto questo accordo. Ora lo dico
al Presidente della Regione, voi avete fatto una norma che
giustamente si poneva l'obiettivo, e credo che lo rivendico con
orgoglio al mio Gruppo e alla battaglia politica che abbiamo fatto
in quest'Aula, perché se oggi faremo una legge che riduce di un
terzo, anzi più di un terzo da 29 a 17, le Aziende ospedaliere e
sanitarie della Sicilia, consentitemi di dire che si è potuto fare
perché c'è stato un Partito Democratico che ha tenuto la barra dal
primo momento fino all'ultimo. Però una cosa è aver ridotto le
Aziende, un'altra cosa è inventarsi delle funzioni che non esistono
in nessuna Azienda d'Italia. Anche qui non c'era bisogno di fare il
modello Lombardo, per trovare un accordo vi siete inventati i
coordinatori territoriali. Cioè il modello della sanità che viene
fuori dalla legge 30 è un modello sanitario in cui alle funzioni
apicali e manageriali dell'azienda corrispondono le funzioni di
governo del territorio attraverso i distretti.
Avete inventato una superfetazione tra i Direttori generali - che
sono poi quelli che risponderanno agli obiettivi per i quali
potranno essere licenziati, ai quali diremo tutte le brutte parole
che conviene a chi ha la responsabilità - invece di essere coloro
ai quali, comunque, risponde la struttura.
La struttura ha dei filtri, ed uno di questi è l'area
territoriale, la quale sovrintende al coordinamento dei distretti;
quindi i distretti non sono più organizzati funzionalmente nel
relazionarsi ai Direttori generali sanitari e amministrativi
dell'Azienda ma hanno un filtro e questo perché vi dovevate
inventare diciotto funzioni apicali che, in qualche modo, dovevano
sostituire le nomine inferiori che vengono fuori dal fatto che si
sono ridotte le Aziende.
Signor Presidente, la proposta che noi facciamo è semplice: ci
sono i manager e ci sono i distretti, in mezzo non ci deve stare
nulla, perché i distretti devono avere la responsabilità di
conoscere i bisogni sanitari del territorio e di organizzare
l'offerta sanitaria in tutt'uno con il modello aziendale dei
manager e della direzione aziendale dei Direttori sanitari e
direttori amministrativi.
Noi su questo, probabilmente, perderemo ancora; è evidente che
sovvertiremo l'accordo per cui l'onorevole Leontini salterà in aria
perché gli vengono meno diciotto coordinatori sanitari e
amministrativi e, quindi, non potrà più accontentare le aspirazioni
che nella sua maggioranza sono in capo a queste funzioni.
Preannuncio che su questo sub emendamento chiederemo la votazione
per scrutinio segreto e vedremo se l'Aula è disponibile ad
accettare che, in nome di un accordo, vi inventate delle funzioni
apicali dentro l'azienda di cui non vi era assolutamente bisogno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.34. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Digiacomo, Di Guardo,
Donegani, Ferrara, Fiorenza, Laccoto e Marinello)
Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 14.1.34.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 14.1.34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 72
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 35
Contrari 35
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.25 del Governo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Leontini, il subemendamento 14.1.21, a sua firma, è
identico al sub mendamento 14.1.38 degli onorevoli D'Antoni ed
altri, però è formulato in maniera tale che sembrerebbe obsoleto,
perché parla di dipartimenti. Pertanto, la invito a ritirarlo.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che anche il sub emendamento 14.1.38,
a firma degli onorevoli D'Antoni ed altri è ritirato.
Si passa al sub emendamento 14.1.22, dell'onorevole Leontini. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Il sub emendamento 14.1.41 è precluso.
Si passa al sub emendamento 14.1.35, dell'onorevole Cracolici. Il
parere del Governo.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a mio modesto
parere il sub emendamento dovrebbe essere dichiaro inammissibile
perché identico al sub emendamento 14.1.21 dell'onorevole Leontini.
Il parere del Governo è comunque contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Assessore, Lei sarà pure contrario, ma mi può spiegare
come si faranno questi 45 distretti visto che in atto sono 62?
LEANZA NICOLA. Lo stiamo togliendo C'è un emendamento
dell'onorevole Bennati in tal senso.
CRACOLICI. Addirittura li aumentiamo Lo togliamo per aumentarli
Scusate, quindi abbiamo capito una cosa: mentre per i distretti
ospedalieri, che chiedevamo fossero fatti insieme alla Conferenza
dei Sindaci, si è mantenuto non solo il numero ma la
perimetrazione, qui non solo non si perimetrano i distretti
sanitari ma si elimina persino il numero. Vergogna Vergogna
Questo è un patto di potere che state facendo. Vergogna
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per ribadire, a distanza di mezz'ora, esattamente le
cose che avevo detto prima. Si usano in questo Parlamento - su
proposta di questo Governo - due pesi e due misure.
Per il distretto ospedaliero è stato detto no ad un emendamento
che concedeva ai Sindaci la facoltà di intervenire per perimetrare
il territorio e per attribuire i singoli presìdi ospedalieri,
appunto, all'unico territorio distrettuale invece, per quanto
riguarda i distretti territoriali, non si capisce perché vale quel
principio. E non soltanto viene usato il metodo che noi avevamo
proposto anche per i distretti ospedalieri ma persino si capisce
che bisogna aumentarne il numero, anche se non si capisce in base a
quale criterio se non quello di cui parlava l'onorevole Cracolici.
Pertanto, dico che su questi temi il Governo ha il dovere di fare
chiarezza in Aula.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, probabilmente è
l'ora tarda che fa brutti scherzi. Noi vogliamo chiarire come
stanno le cose.Poiché vi sono diversi emendamenti che fanno
coincidere i distretti territoriali con i distretti socio-sanitari
e poiché i distretti socio-sanitari presentano un numero superiore
a 45, c'era un problema di coordinamento, niente di più e niente di
meno.
Abbiamo ritenuto - ma non credo sbagliando - che per rendere più
agevole il tutto, dovessimo togliere il numero; quindi, è
apodittico quello che ha affermato l'onorevole Cracolici che noi
vogliamo aumentare i distretti. Vogliamo rapportarci ai distretti
socio-sanitari che sono 55 e, allora, delle due l'una. Se scrivo 45
da una parte e poi scrivo anche che il distretto, accoglieremmo un
emendamento dell'onorevole Laccoto, se non ricordo male, ma ci
sarebbe un'incongruenza.
Allora, abbiamo ritenuto più flessibile il sistema che non fissa
il numero ma che lascia tale compito all'assessore, sentita la
Commissione competente, quindi c'è un'interlocuzione per far
coincidere le cose.
PRESIDENTE. Questa precisazione dell'Assessore può aiutarci a
superare il problema?
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che l'emendamento con il quale è stato
soppresso il limite di 45 nasce, oltre da quanto detto
dall'onorevole Laccoto e dal Governo, anche dal dettato della
normativa nazionale, il decreto legislativo n. 502. La legge
regionale disciplina l'articolazione in distretti dell'unità
sanitaria locale; il distretto è individuato sulla base di criteri
di cui all'articolo 2, garantendo una popolazione minima di almeno
60 mila abitanti, salvo che la Regione, in considerazione delle
caratteristiche geomorfologiche del territorio e della bassa
densità della popolazione residente risponda diversamente.
Pertanto, se noi lasciamo il numero di 45, ci precludiamo
l'opportunità che il Governo faccia delle valutazioni sul
territorio e, credetemi, che il numero di 45 è certamente
limitatissimo. Per cui, visto che il decreto legislativo nazionale
ci viene incontro, lasciamo all'Assessore la facoltà, sentita la
Commissione, di valutare con serenità se farne 51, 55 o altro.
Se volessimo essere fiscali i distretti oggi sarebbero più di 85.
CRACOLICI. Le città sono un distretto a sé.
BENINATI, presidente della Commissione. Scusi, onorevole
Cracolici, stiamo lasciando al Governo questa facoltà. Credo sia
giusto sopprimere il numero 45.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non si è
avuta la pazienza di leggere una serie di emendamenti che io ho
presentato partendo dal problema di far coincidere i distretti
sanitari con i distretti socio-sanitari, con i quali prevedevo di
togliere il numero di 45, riferendomi anche alla normativa
nazionale e tenendo conto delle caratteristiche geo-morfologhiche.
Vorrei fare un esempio: ci sono le Madonie, ci sono i Nebrodi, non
si può, in questo caos, stabilire a priori quali e quanti devono
essere i distretti; l'individuazione, fatta a posteriori con il
parere della Commissione parlamentare, permette di dare una
soluzione più adeguata al territorio.
Dobbiamo cercare di trovare una soluzione coincidente anche con le
richieste del territorio, non del territorio nel senso di
spartizione, ma nel senso di offerta e di richiesta dei cittadini.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ribadire ai
colleghi - l'ho già detto un'altra volta nel corso di questo
dibattito - che è inutile che facciamo finta di non capire la
differenza tra la riduzione dei manager da 29 a 17, che è stata
operata con questa legge, e che rappresenta veramente un segnale
forte che si dà al resto del Paese, e l'elevazione al rango di
manager di chi è semplicemente un funzionario interno alle AUSL
che, in atto, sono a direzione dei distretti e in numero di gran
lunga superiore e che percepiscono solo un'indennità di funzione.
Quindi, mi sembra paradossale tentare un'equiparazione come se qui
si stesse trattando di fare nuovi manager ampliando a dismisura
chissà quali poltrone, quando in effetti c'era una richiesta
fondata da parte di tutto il territorio che riteneva che, anche
nella configurazione attuale, cioè con 65, 68 distretti, fossero
indispensabili, oltre ai direttori sanitari, anche i direttori
amministrativi.
Il fatto che oggi si cerca di far passare per una moltiplicazione
di poltrone ciò che, invece, corrisponde ad una esigenza .
CRACOLICI. No, non è una moltiplicazione di poltrone. E' come Gesù
che moltiplica i pani ed i pesci
FORMICA. Non è così, perché non si tratta di nomine per soggetti
esterni, ma di funzionari interni che percepiscono un'indennità di
funzione, come già avviene attualmente e per un numero maggiore.
La legge è stata fatta ed è una legge che risponde agli obiettivi
che ci siamo dati, quindi chiudiamola, perché complessivamente è
una legge che risponde alle aspettative di tutti.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo vi
sia uno strano strabismo in questa legge. Nel comma precedente,
visto che era indispensabile fissare quanti fossero i distretti
ospedalieri e fissare subito, per legge, quali ambiti e quali
presìdi ospedalieri questi distretti dovevano comprendere, non si
poteva in alcun modo rimandare la loro definizione, anche se sono
un'invenzione di cui non c'era alcun bisogno. Tuttavia, fa parte
del vostro accordo e avete voluto stabilire e avere certezza di
quest'impegno reciproco.
I distretti ospedalieri, per forza, dovevano essere definiti
subito, e invece una cosa indispensabile come i distretti sanitari,
aleggia nel nulla; il numero dei distretti sanitari può variare non
si sa in base a che cosa, non si sa entro quando dovrebbero essere
stabiliti.
Che coerenza c'è in quello che dite?
Propongo di fissare un principio: quello che i distretti sanitari
devono coincidere con i distretti socio-sanitari, e lavoriamo
intorno a questo subito.
RUSSO, assessore per la sanità. E' stato presentato un
emendamento. Non c'è nulla di strano. Perché ci deve essere un
retropensiero?
DE BENEDICTIS. Assessore lei era distratto, ho detto che è strano
come in questa legge sentiamo il bisogno di fissare i distretti
ospedalieri, di circoscriverli, di perimetrali, di chiamarli con il
nome e cognome, di individuare i presìdi ospedalieri che ne fanno
parte per definire una cosa che non esiste da nessuna parte e
lasciamo, invece, nel nulla i distretti sanitari. Questo è
assolutamente sbagliato
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, definire
l'atteggiamento di questa maggioranza schizofrenico è dire poco.
Fino a poco fa - come ricordava il collega De Benedictis - avete
sostenuto l'esatto contrario, e cioè stabilire per legge il numero
dei distretti ospedalieri, dopo un dibattito abbastanza lungo e
articolato.
Ora ci state spiegando - e sappiamo bene il perché, onorevole
Bennati - perché non possono coincidere i distretti sanitari con i
distretti socio-sanitari (legge n. 328 del 2000); lo sappiamo
tutti, perché sostanzialmente dovremmo avere il coraggio di passare
queste competenze all'assessore per la Sanità togliendole
all'assessore per gli Enti locali, e voi non siete in grado di fare
queste operazioni
Lo dobbiamo dire in maniera chiara, netta Altro che i territori
montani, se no ci mettiamo anche le isole. E perché non ci possiamo
inventare anche il pedemontano? Perché non le valli?
Non ha senso, è ridicolo quello che volete sostenere nascondendo
la verità. Voi non siete in grado di far coincidere i distretti con
i distretti socio-sanitari perché dovreste togliere 210 milioni
all'assessore per gli Enti locali e non potete farlo perché vi
appoggiate su accordi di potere, soprattutto su accordi che
riguardano la spartizione becera di questo potere
Parliamo in italiano, signor Presidente, smettiamola di
interpretare le cose più disparate tentando di dargli un taglio
nobile. Quale taglio nobile ha la questione di togliere di mezzo un
numero preciso che riguarda i distretti? Quale senso ha? Lasciamo
libero il momento di trattativa per vedere se sui Monti Nebrodi
deve esserci qualcosa.
Ma credete veramente che sia credibile una tesi del genere, anche
se l'ora è tarda?
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la invito a concludere il suo
intervento.
ODDO. Signor Presidente, se me lo chiede per cortesia, lo faccio
perché sa che sono una persona abbastanza disponibile. Però, una
persona che ascolta si vuole realmente rendere conto se la
discussione viene fatta con estrema onestà intellettuale e non
viene fatta interpretando i tatticismi esasperati.
Quando ci si accorge, invece, che sono in campo i tatticismi
esasperati, il dire e il non dire, il dire che c'è un limite enorme
per quanto concerne il collante che vi tiene insieme, dovete
permettermi, non se ne può più
Poi avete il coraggio di definire questa legge una riforma'.
Avete tentato di mettervi d'accordo tentando continuamente far
quadrare i numeri - quanto tocca a me e quanto a te-. Questo è il
principio su cui, purtroppo, si basa questa legge.
Domani dovremmo essere tutti contenti perché abbiamo tirato fuori
un testo e per mesi e mesi questo Parlamento è stato bloccato da
una situazione paradossale, litigi e accuse senza fine e, sulle
cose più importanti, scopriamo sempre il perché.
Quando si dice questo non è perché l'opposizione vuol fare quel
tipo di opposizione dura, intransigente, non è così. Perché questa
opposizione ha dimostrato durante il dibattito in Aula ha
contribuito in maniera propositiva, senza ostruzionismi e senza,
soprattutto, formule campaniliste e che si rifanno a logiche di
gruppi e gruppetti, di correnti dentro la maggioranza e dentro i
partiti della maggioranza. E volete che questo noi non lo dobbiamo
dire?
E' bene che i siciliani sappiano che non si può intervenire
seriamente per mettere un punto sulle vicende che riguardano anche
l'amministrazione di 210 milioni di euro che spesso, cari colleghi,
vengono spesi senza alcun criterio, anche in termini di trasparenza
ed efficacia degli interventi. E parliamo di minori, di famiglie,
di gente in difficoltà, e chi ha amministrato i comuni sa bene di
che cosa sto parlando. E' inutile che ci giriamo attorno
Questo è un argomento su cui Lei, assessore Russo, dovrebbe
dimostrare maggiore fermezza e dovrebbe avere il coraggio di dire
che quella era un'operazione che serviva alla Sicilia. Non lo può
fare perché è prigioniero delle dinamiche interne di questa
maggioranza.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro chiesto di parlare, con il
parere contrario del Governo e della Commissione, pongo in
votazione il sub emendamento 14.1.35.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto,
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.44, del Governo. Il parere della
Commissione.
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi e contrario si alzi.
(E' approvato)
I sub emendamenti 14.1.42, 14.1.43 e 14.1.8 sono preclusi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, al sub emendamento 14.1.8 c'è una
seconda parte che dovrebbe essere attenzionata.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Onorevole Laccoto se lei ritira il
sub emendamento 14.1.8, tra l'altro già dichiarato precluso dalla
Presidenza, c'è il sub emendamento 14.1.6 su cui il Governo darà
parere favorevole.
PRESIDENTE. Si passa al sub emendamento 14.1.1, dell'onorevole
Beninati.
BENINATI, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 14.1.6, dell'onorevole Laccoto. Il
parere della Commissione.
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo.
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.7, dell'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 14.1.45, degli onorevoli Cracolici ed
altri.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne do
lettura: «L'incarico di coordinatore sanitario è attribuito dal
direttore generale secondo le modalità ed i requisiti previsti
dall'articolo 3 sexies, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, numero 502 e dal DPR 10 dicembre 1997, numero 484 in
materia di disciplina e di organizzazione dei servizi sanitari di
base e di igiene».
E' una parte del testo recuperato dal disegno di legge della
Commissione che, a nostro avviso, deve essere inserito in questo
disegno di legge.
Non capisco per quale motivo non dovremmo ricordare che i criteri
e le modalità di attribuzione degli incarichi al direttore
sanitario debbano essere quelli della norma, a meno che non ci
siano altre ragioni.
Allora, non si dica, perché questo momento finale della legge sta
diventando altro rispetto a quello che si era stabilito.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.40, dell'onorevole Cracolici che
recita: «il comma 9 è abrogato».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.26, del Governo. A questo
emendamento sono stati presentati alcuni sub emendamenti, tra
questi ve ne sono due di identico contenuto, il sub emendamento
14.1.26.2 dell'onorevole Laccoto, e il 14.1.26.3 dell'onorevole
Bennati, che recitano: «sopprimere le parole ogni 80-120.000
abitanti'».
Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.26.2. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.26.3. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 14.1.26.1.1, degli onorevoli Fiorenza e
Ammatuna: «Al comma c) dopo le parole libera scelta' aggiungere
specialisti ambulatoriali'». Fa riferimento al comma c)
dell'emendamento 14.1.26, del Governo.
FIORENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
un subemendamento dell'emendamento presentato dagli onorevoli
Gucciardi e dal sottoscritto.
PRESIDENTE. Il 14.1.26.1?
FIORENZA. Certo. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
colleghi questo è un punto estremamente delicato della legge.
Capisco che l'orario non è quello più consono, però, purtroppo,
quando si devono trattare argomenti così importanti e non si è
avuta la possibilità di potere studiare ed approfondire in
Commissione, così come avremmo voluto, siamo costretti a farlo ora.
Attenzione, però, perché andiamo ad esaminare uno degli aspetti
più delicati della funzione organizzativa dei pronto soccorso.
Oggi ci troviamo nella condizione, che per accedere
all'ospedalità, cioè per essere ricoverati, l'unico punto di
accesso è attraverso il pronto soccorso.
Ci troviamo di fronte ad un problema serio soprattutto nelle
grandi città, nelle città capoluogo, dove prima di accedere
all'ospedalità si devono fare lunghe file al pronto soccorso.
Perché? Perché c'è il triage, la sua organizzazione, che distingue
in codici bianco, verde e rosso.
Alla fine succede che il codice bianco è costretto, spesso, a
dovere rimanere al pronto soccorso per ore. Poi, magari, quel
codice bianco dopo la visita del medico si trasforma in un codice
verde ed il paziente va ricoverato. Alla fine non trova posto in
reparto e sta per tre, quattro giorni - e succede frequentemente -
in una astanteria, neanche più in barella perché le barelle sono
esaurite, ma addirittura nelle cosiddette poltrone da ricovero.
Ci sarebbe un sistema che a monte potrebbe evitare questo problema
attraverso il PTA.
Questa organizzazione intermedia, cioè prima del pronto soccorso,
potrebbe evitare questo problema attraverso l'organizzazione
costituita da medici specialisti ambulatoriali, i medici dell'ex
guardia medica che messi su questo filtro prima del pronto
soccorso, funzionante per altro 24 ore al giorno, farebbero da
filtro per le piccole patologie e urgenze che sono quelle che
sostanzialmente intasano i pronto soccorso.
Si darebbe la possibilità a questi medici che operano in questo
settore di potere accedere direttamente all'ospedalizzazione, cioè
a fare le cosiddette basi di ricovero e trasformare i classici
pronto soccorso in zone di accesso solo per le emergenze-urgenze:
il grande traumatizzato, quello che deve essere operato
immediatamente.
Ovviamente, in questo modo abbiamo dato un contributo veramente
importante e notevole all'organizzazione sanitaria, e credo che sia
uno degli aspetti che vada considerato ora, in questa legge, perché
se non approfittiamo di questo momento per rivedere
l'organizzazione del PTA, in una fase successiva, potrebbe essere
un problema.
Poi, in questa sede, possiamo stabilire che l'Assessore abbia un
tempo congruo, che può essere quello di 180 giorni dall'entrata in
vigore di questa legge, per poter realizzare queste strutture
intermedie per lo meno nelle grandi città, cioè nelle nove città
capoluogo di provincia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.1.26.1.1. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, esprimo parere contrario al subemendamento e poi anche a
quello di riferimento per la semplice ragione che stiamo toccando
una normazione di estremo dettaglio che ingessa il sistema, e non
consente quella flessibilità necessaria per dare il tipo di
risposta che tutti vogliamo dare, onorevole Fiorenza.
A mio avviso, non è questa la sede per inserire queste norme. Il
tema dell'accesso al pronto soccorso è estremamente complicato,
caldo, perché la gente si riversa al pronto soccorso, in assenza di
strutture territoriali.
Appena finiremo questa legge, ormai siamo al traguardo finale, ci
occuperemo di queste cose che riguardano veramente il cittadino,
pensando, per esempio di inserire il territorio al fianco del
pronto soccorso. Per esempio, i medici specialisti, premettendo,
come avamposto, un triage capace di orientare la gente che va in
ospedale o al pronto soccorso, oppure dal medico specialista, senza
che, poi, il cittadino avverta questa distinzione.
Vi chiedo, pertantoi, di ritirare questo emendamento. Non possiamo
fare una normazione di dettaglio, così specifica, al punto tale da
ingessare il sistema e pregiudicarlo.
Queste cose si possono fare in via amministrativa. Può essere
richiesto dalla Commissione, dall'assessore a cui vengono date
delle indicazioni, però, se andiamo a dettagliare queste cose,
facciamo soltanto male al buon lavoro che stiamo facendo.
Quindi, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 14.1.26.1, degli onorevoli Gucciardi e
Fiorenza.
FIORENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo 14.1.26, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 14.1.36, a questo punto, è da ritenersi assorbito.
L'emendamento 14.1.37 è superato.
Si passa all'emendamento 14.1.23, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento 14.1.4 è
superato. Si passa all'emendamento 14.1.24. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.10, dell'onorevole Panepinto. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.17, degli onorevoli Gucciardi e
Ferrara.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.18, degli onorevoli Gucciardi e
Ferrara.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo terminato l'esame di tutti gli
emendamenti.
CRACOLICI. Signor Presidente, preannuncio la richiesta di voto
palese nominale per l'emendamento 14.1, come emendato.
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata dal Governo la Tabella
A.1.45, sostitutiva della Tabella B.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-Tab. A.1.45.1, degli onorevoli Marrocco, Pogliese e Falcone;
-Tab. A.1.45.3, dell'onorevole Leontini;
-Tab. A.1.44, dell'onorevole Vinciullo.
MARROCCO. Dichiaro di ritirare il subemendamento Tab. A.1.45.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il subemendamento Tab. A.1.45.3 è precluso.
Si passa al subemendamento Tab. A.1.44.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa nuova
tabella cerca di rispondere alle esigenze del territorio.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, l'Assessore sarà chiamato a dare un
parere tra qualche istante, quindi la prego di lasciarlo libero.
Assessore Russo stiamo esaminando il subemendamento Tab. A.1.44, a
firma dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Questa nuova tabella sostituisce quella presentata dal
Governo ed era, signor Assessore, una richiesta che avevo formulato
da tempo, anche perché non comporta alcun aumento di spesa per la
sanità.
Assessore, sto illustrando le mie idee e, soprattutto, le esigenze
del territorio.
Noi parliamo di territori che in questi anni hanno
rifunzionalizzato, che hanno chiuso alcuni ospedali, che hanno
perso numerosi posti letto e adesso vorrebbero mantenere un minimo
di autonomia e di rispetto.
Onorevole Presidente della Regione, non c'è alcun aumento di spesa
in questa vicenda, non c'è nulla, anche perché coloro i quali
andranno a fare i capi distretto sono già funzionari apicali delle
ASL, non avranno altri incarichi, non avranno alcuna indennità di
funzione, non avranno altro, non cercare di raccordare meglio la
situazione.
In provincia di Siracusa, per esempio, allo stato abbiamo soltanto
due distretti ospedalieri, e la zona sud della provincia è
costretta ad accorparsi con l'Umberto I della città di Siracusa.
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, chiedo di
valutare l'ammissibilità del sub emendamento Tab. A.1.44.
VINCIULLO. Signor Presidente, visto che l'Assessore non gradisce
le mie giustificazioni, chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo emendamento, per come è
formulato, diventa inapplicabile per cui la invito a riscriverlo,
oppure a ritirarlo.
VINCIULLO. Signor Presidente, mi concede cinque minuti per
preparare il subemendamento?
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, deve essere un emendamento di
totale riscrittura, non è un subemendamento. Diciamo che non si
possono fare emendamenti alla velocità del suono.
RUSSO, assessore per la Sanità. E' inammissibile, perché si tratta
di un subemendamento, l'emendamento è una tabella. I subemendamenti
si muovono lungo quella tabella. Questo sostituisce che cosa? E'
inammissibile
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento del Governo coincida un po' con le esigenze del
territorio, e ribadisco, soprattutto ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari della maggioranza, che su questo emendamento avevamo
trovato il giusto accordo. Quindi, ritengo che sia utile che
nessuno presenti emendamenti, anche perché il subemendamento del
Governo è abbastanza completo per conciliare le esigenze di tutti i
territori.
LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
poc'anzi abbiamo polemizzato con l'emendamento presentato dai
colleghi Gucciardi e Cracolici, riguardante una successiva facoltà
del territorio, dei Sindaci in collaborazione con l'Assessore, di
predisporre e concordare numero e composizione dei distretti
ospedalieri ed abbiamo addotto ad una giustificazione, cioè che la
facoltà di intervenire, successivamente, a modifica è plausibile,
ma è esercitata su una preventiva e completa attività del
Parlamento di disegnare l'articolazione dei distretti.
Questo emendamento non è per nulla coerente con la posizione da
noi poc'anzi assunta perché torna ad indicare la richiesta di un
aumento quantitativo senza entrare nel merito della composizione
dei distretti.
In tal modo non è proponibile perché non si può indicare una
quantità astratta senza intervenire nel merito dell'articolazione
distrettuale, che è una delle parti fondamentali di questo disegno
di legge. Quindi, indicare la quantità in astratto senza il
contenuto rende l'emendamento improponibile.
Per questo, suggerirei all'onorevole Vinciullo di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo non accoglie il suggerimento del
suo Capogruppo, pertanto lo dichiaro improponibile.
Si passa al subemendamento Tab. A.1.45.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento Tab. A.1.45.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.1, nel testo risultante, e con
le Tabelle.
CRACOLICI. Chiedo la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 14.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 14.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 73
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 48
Contrari 24
(E' approvato)
Si passa all'esame degli emendamenti articoli aggiuntivi.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
dall'onorevole Vinciullo: A 3, A 48;
dagli onorevoli Pogliese, Aricò, Buzzanca, Falcone, Vinciullo e
Marrocco: A 25;
dall'onorevole Oddo: A 49;
dagli onorevoli Formicae Buzzanca: A 7, A 8;
dagli onorevoli Falcone e Bosco: A 15;
dall'onorevole Beninati: A 6, A 23;
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara e Ammatuna: A 13;
dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: A 14;
dagli onorevoli Fiorenza, Lupo e Gucciardi: A 18, A 16, A 17;
dagli onorevoli Galvagno e Termine: A 19;
dagli onorevoli Falcone e Caputo: A 22;
dall'onorevole Ammatuna: A 20;
dagli onorevoli Cracolici, De Benedicits, Digiacomo, Ferrara,
Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: A 30, A 31, A 32;
dall'onorevole Leontini: A 36, A 44, A 35, A 45, A 1, A 47, A 12,
A 46;
dall'onorevole Leanza Edoardo: A 37;
dall'onorevole Maira: A 39, A 40;
dagli onorevoli Dina e Maira: A 41;
dagli onorevoli Torregrossa e Vinciullo: A 42;
dagli onorevoli Leontini e Dina: A 43, A 38;
dall'onorevole D'Antoni: 25.1.6, 25.1.5, 25.1.4, 25.1.3, A 21;
dall'onorevole De Benedictis: A 28;
dagli onorevoli Panarello, De Benedictis, Di Benedetto, Cracolici,
Donegani, Galvagno, Marziano e Panepinto: A 24;
dagli onorevoli Torregrossa, Maira, Donegani, Federico, Speziale,
Falcone: A 9, A 10, A 11;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: A 33.
Si passa al sub emendamento 25.1.11 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 25.1.14 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 25.1. del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento 25.1.12.
CRACOLICI. Mi associo alla richiesta dell'onorevole Cordaro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 25.1.13 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A3 è superato.
Si passa all'emendamento A25.
Comunico che è stato dagli onorevoli Leontini, Pogliese,
Scammacca, Federico, Marrocco, Falcone, Aricò, Formica, Vinciullo e
Marinese, il sub emendamento A 25.1.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento in realtà è frutto di una sintesi di due emendamenti
presentati dal sottoscritto e da altri parlamentari. Sono
emendamenti che hanno la finalità di contribuire alla riduzione dei
ricoveri inappropriati, che rappresentano l'assoluta anomalia del
Sistema sanitario siciliano.
E questo obiettivo, questa finalità viene perseguita attraverso
molteplici iniziative: la creazione di dipartimenti di
riabilitazione e di cure intensive senza alcun onere aggiuntivo per
il Servizio sanitario regionale, la creazione di quattro Poli di
riferimento di alta specialità riabilitativa - due nella Sicilia
occidentale e due in quella orientale - attraverso l'attivazione di
posti letto di riabilitazione da individuare entro sei mesi
dall'approvazione del Piano di rimodulazione della rete di
riabilitazione.
Tutto ciò è assolutamente coerente con quello che è stato previsto
nel Piano di rientro dell'agosto del 2007, laddove era stata
stabilita la graduale riduzione dei posti letto per acuti, fino ad
arrivare a 3,5 per mille abitanti, laddove si dava un input anche
per il potenziamento dell'attività di riabilitazione. Attraverso
questi emendamenti che sono stati sintetizzati nell'emendamento
A.25.1 si intende perseguire questa finalità.
Viene altresì prevista la possibilità per le Aziende sanitarie
ospedaliere di stipulare accordi che prevedono delle forme di
gestione integrata per l'attività di riabilitazione con strutture
accreditate dalla Regione siciliana.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, suggerirei un
po' di coerenza rispetto agli impianti che si propongono perché
poco fa è stato respinto un sub emendamento dell'onorevole Dina
che, sostanzialmente, per quanto attiene la riabilitazione, era
fatto divieto del sistema integrato pubblico-privato. L'onorevole
Dina almeno esplicitava un concetto riferendosi anche a forme di
collaborazione con soggetti esterni alla Regione siciliana.
In questo sub emendamento, invece, si prevedono diverse
operazioni. Innanzitutto, si ridisegna una rete ospedaliera per la
riabilitazione che si fonda su quattro Poli, e perché non otto o
nove? Chi ha stabilito quattro e sulla base di quale presupposto?
Ricordo ai colleghi che l'unico criterio guida doveva essere la
riconversione dei posti letto per acuti in posti letto per
lungodegenza e riabilitazione, ma da quello che mi è dato sapere,
la riconversione riguarda tutte le province siciliane, non riguarda
quattro poli; c'è quindi una contraddizione tra l'obiettivo che si
vuole determinare e la effettiva capacità del sistema di
riconvertire i posti letto per acuti in posti letto per
lungodegenza.
Inoltre, ancora posso capire che ci avvaliamo di professionalità
esterne alla Sicilia per valorizzare il nostro know how nel campo
della riabilitazione, e quindi importiamo esperienze che sono nel
territorio nazionale, e perché no, europeo per qualificare la
nostra offerta sanitaria in questa direzione.
Qui si fa un'altra operazione, onorevole Pogliese, un'operazione
davvero simpatica. Si stabilisce che i posti letto pubblici per
acuti che si riconvertono in posti letto per lungodegenza e
riabilitazione si possono gestire in forma integrata pubblico-
privato con le strutture private accreditate dalla Regione. Noi
stiamo cioè stabilendo, per legge, che i soggetti interessati - che
sono in teoria le stesse cliniche private, anche loro interessate
ad un processo di riconversione dei posti letto in lungodegenza e
riabilitazione - non solo riconvertiranno i propri posti letto ma,
a loro volta, essendo gli unici accreditati dalla Regione, possono
gestire in forma di integrazione e di partenariato anche con gli
ospedali pubblici i posti letto per la riabilitazione.
A tutto c'è un limite, ma esagerare è veramente una cosa
insopportabile.
Chiedo all'onorevole Leontini - che è il primo firmatario del sub
emendamento - di consentirci di evitare un voto su un atto davvero
improponibile proprio per la sua natura, rispetto al sistema che
vogliamo; proviamo a riconvertire questi posti letto per acuti in
posti letto per lungodegenza e riabilitazione e vediamo come va.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dire che non credo sia coerente con la legge
realizzare pezzi del Piano sanitario regionale in questa sede -
perché di questo si tratterebbe - per poi far rilevare che questa
norma ha bisogno della necessaria copertura finanziaria. Se si
possono istituire quattro poli a costo zero, ne possiamo istituire
anche una ventina, tanto non costano nulla.
Ma siccome è evidente che questo sub emendamento ha bisogno di
copertura finanziaria, la invito, signor Presidente, a dichiararlo
improponibile.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A 25.1 e A 25 sono ritirati.
Gli emendamenti A 48, A 49, A 7 e A 15 sono preclusi.
Si passa all'emendamento A8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A6.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor assessore, quando
in Commissione si è tenuta l'audizione - non riguarda il Piano di
rientro - degli specializzandi delle Università, effettivamente è
venuto fuori che, ad oggi, le borse di studio sono erogate con una
quota pari al 60 per cento della cifra; bisognerebbe invece erogare
il 100 per cento.
Pertanto, questo emendamento vuole semplicemente mettere in
condizione l'Assemblea ed il Governo, nel momento in cui si
tratterà di finanziare le borse di studio, di finanziarle al 100
per cento e non al 60 per cento.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, siccome questo emendamento prevede
una copertura di spesa, che al momento non c'è, la inviterei a
ritirarlo e a formulare un ordine del giorno, altrimenti, mi vedrò
costretto a dichiararlo improponibile.
BENINATI, presidente della Commissione. Accolgo la sua richiesta.
Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A13.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti A14 e A18 sono dichiarati improponibili.
Si passa agli emendamenti A19 e A22, di identico contenuto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che si tratta di emendamenti che non prevedono alcuna spesa.
La legge n. 5 del 19 maggio 2005, prevedeva che, alla data del 31
dicembre 2005, si dovessero bloccare i posti di Dirigenti
pedagogisti.
Con questo emendamento si intende spostare il termine al 31
dicembre 2009, consentendo a tutte quelle Aziende - così come è
successo - che non hanno coperto quei posti di mantenerli fino al
31 dicembre 2009, dando così la possibilità di una mobilità interna
all'interno dello stesso territorio siciliano e non comportando
alcun tipo di spesa, alcun onere aggiuntivo. Non si interviene
nella materia del personale ma si consente il mantenimento dei
posti in organico, non ancora soppressi, fino ad esaurimento. Su
questo, vi chiedo di esprimere un voto favorevole.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti A19
e A22. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Il parere del Governo è contrario
perché tratta materia di personale ed inoltre non sono corretti i
riferimenti normativi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI., presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento A20 dell'onorevole Ammatuna.
RUSSO, assessore per la Sanità. Invito il presentatore a
trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Ammatuna, il Governo la invita a
trasformarlo in un ordine del giorno. In caso contrario,
esprimerebbe parere contrario.
AMMATUNA. Signor Presidente, accolgo l'invito del Governo.
PRESIDENTE. L'emendamento A20 viene trasformato in ordine del
giorno.
Si passa all'emendamento A23.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'emendamento si illustra da se.
Parla del trasporto per gli emodializzati, ma dovrebbe specificare
a cosa si riferisce quando parla di ditte specializzate, cioè di
ditte iscritte alla Camera di Commercio con l'abilitazione al
trasporto di soggetti emodializzati.
Lo pongo in votazione Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento A.30 è precluso perché abbiamo già respinto
l'articolo 2.
Si passa agli emendamento A.31 e A.32, di identico contenuto.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'emendamento A31, alcune parti sono state già trattate ma altre
non lo sono affatto. Quindi, non si può precludere l'intero
articolo perché ci sono alcuni elementi che possono essere
assolutamente votati.
In particolare, c'è un collegamento fra la riduzione della lista
d'attesa e gli obiettivi da assegnare ai manager. Se vogliamo che
questa legge sia anche comprensibile e percepibile nei risultati da
parte dell'utenza, avere istituito il Centro Unitario di
Prenotazione deve servire, e questo si stabilisce, alla riduzione
delle liste d'attesa e al miglioramento dell'offerta immediatamente
percepibile attraverso l'assegnazione di questo e gli obiettivi dei
manager.
In secondo luogo, vorrei richiamare la sua attenzione, quella
dell'Assessore e dell'Aula, sul comma 4 che affronta un problema
specifico: i minori dati in affidamento non hanno genitori o non
hanno strutture che spesso si possono occupare di loro, come
possiamo fare noi, più fortunati, e i nostri figli, potendo
accedere ad altre strutture, quando le liste d'attesa non li
mettono in condizione di avere prestazioni urgenti. Il comma 4
serve, quindi, assolutamente a riparare a questa deficienza ed a
venire incontro a questo bisogno, da parte delle strutture
sanitarie regionali, nei confronti di questi minori affidati che
non possono avere, in questo momento, altra sponda che non quella
di attendere, spesso in condizioni per così dire improponibili, la
lista d'attesa.
Ecco perché credo sia un emendamento che ha, sicuramente, materia
nuova e che merita l'attenzione da parte del Governo e dell'intera
Aula.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, si riferisce all'emendamento
A 31?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento A 32 e l'emendamento A
31 sono identici.
Il problema che vorrei sottoporle è il seguente: l'emendamento 14
bis, di cui si parlava, è l'emendamento che stabilisce i compiti
dei distretti sanitari.
Nei distretti sanitari abbiamo disciplinato, tra l'altro, il nuovo
istituto del PTA che viene definito, così come è stato normato,
però, mi permetto di dire che nulla ha a che vedere con l'articolo
in questione.
L'emendamento A 32 che viene qui proposto, si limita a
disciplinare tre questioni di fondo. Primo, che all'interno dei
bacini vengono istituiti i centri unici di prenotazione. Secondo,
al fine della riduzione delle liste di attesa, sono obiettivi che
vengono dati ai direttori generali. Terzo, signor Presidente,
signor assessore, si tratta di una norma alla quale, personalmente,
tengo particolarmente, in quanto è quella che consente ai bambini
ricoverati presso comunità alloggio, case famiglia - cioè stiamo
parlando di bambini che sono ricoverati su disposizione
dell'Autorità Giudiziaria, i quali, molto spesso, a seguito anche
delle liste di attesa che, purtroppo, esistono nel nostro sistema -
di ricevere prestazioni sanitarie. Faccio un esempio, il
logopedista per i bambini che hanno difficoltà di linguaggio e,
quindi, l'accesso a questo tipo di prestazione, per il fatto di
avere lunghe liste di attesa, viene loro precluso.
Fortunatamente, invece, i bambini che vivono nelle famiglie sono
più tutelati, usufruiscono del medico di base, hanno cioè
meccanismi di assistenza e di tutela, da parte della famiglia, che
questi bambini non hanno e quindi molto spesso rischiano di essere
lasciati alla mercé della burocrazia, visto le carenze funzionali
del nostro sistema sanitario.
Signor Presidente, le chiedo, pertanto, non solo di consentire che
questo emendamento, poiché non c'entra nulla con il 14 bis, possa
essere valutato, ma credo, anche per la fattispecie
dell'emendamento nel suo insieme, che si tratta di un emendamento
che arricchisce la norma in discussione, e non interviene su
questioni che sono state già disciplinate, semmai, prevede modalità
e anche obiettivi di miglioramento del sistema che può riguardare e
deve impegnare l'intero sistema sanitario regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di questo emendamento A 31 che
equivale all'A32, potremmo recuperare il quarto e il quinto comma.
Nell'emendamento 14 bis, al terzo comma, parliamo di centro unico
di prenotazioni, di CUP. Quindi, il quarto e il quinto comma,
trattandosi di materia nuova, potrebbero essere recuperati e posti
in votazione.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A 50 che
recita: «Per i minori affidati alle case famiglia, a seguito di
provvedimento da parte del tribunale dei minori, non si applicano
le misure relative al pagamento del ticket».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare in ordine al
quarto e il quinto comma dell'emendamento A 31.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'intento è assolutamente nobile e condivisibile, ma per
come è scritta la norma si pone qualche problema, perché l'accesso
alle prestazioni, quando è rapportato ai casi di urgenza, non può
essere distinto in relazione al soggetto, è distinto in relazione
all'urgenza, cioè tra un problema minore che può essere affrontato
in un secondo momento ed un infartuato, prevale l'infartuato,
quindi va corretta la formulazione.
Se noi creiamo una strada privilegiata al soggetto, e non alla
situazione di urgenza, stravolgiamo il sistema.
PRESIDENTE. Signor Assessore, giustamente dice lei, se in un
pronto soccorso si presenta un paziente con una frattura al
mignolo, rispetto ad un paziente infartuato, non può avere il primo
un accesso privilegiato, rispetto al secondo. Mi sembra
assolutamente un ragionamento di buon senso.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, infatti, il
comma 3 che anch'esso non contiene materia già trattata, prevede
che contemporaneamente all'istituzione dei CUP si definiscano le
linee guida per le priorità d'accesso. E quindi il comma 4
subordina l'accesso ai casi di minore gravità, nel pieno rispetto
delle linee guida, proprio nello spirito di ciò che diceva
l'assessore.
PRESIDENTE. Pertanto, possono essere considerati solo i commi 4 e
5 degli emendamenti A 31 A 32.
Pongo in votazione i commi 4 e 5 degli emendamenti A 31 A 32 con
le seguenti modifiche:
«Al comma 4 sopprimere le parole Nel rispetto dei criteri di cui
al comma 3' e, al quarto rigo del medesimo comma, sopprimere le
parole in tutti i casi di urgenza'». Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento A 36 dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione con le seguenti modifiche:
«Sopprimere il comma 6 e, al comma 7, sopprimere le parole da
nelle more' fino a comma precedente'». Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la Sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, bisogna escludere i commi 6 e 7.
PRESIDENTE. Signor assessore, forse soltanto il comma 6, perché
diciamo che dovremmo escludere solo la parte che riguarda la
stabilizzazione del personale, che potrebbe avere altre
implicazioni..
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si può
eludere il comma 6, perché le aziende interromperebbero il
servizio. Ma perché? Perché fa riferimento alla stabilizzazione?
Con le norme attuali non è possibile attivarla immediatamente,
quindi è chiaro che diventa una indicazione per il futuro.
PRESIDENTE. Secondo me, onorevole Leontini, la soluzione migliore
potrebbe essere lasciare l'articolato così come è, tranne al comma
7, togliere i primi due righi e cioè da nelle more che' fino a
'tumori', cioè il comma 7 diventa: Si autorizzano le strutture
sanitarie interessate a prorogare i contratti del personale
precario attualmente in servizio', senza fare riferimento alla
stabilizzazione che potrebbe avere qualche implicazione nei
confronti del Commissario dello Stato.
LEONTINI. Sul comma 7 l'assessore è d'accordo e lo lasciamo, è sul
comma 6 che l'assessore eccepisce che si fa riferimento alla
stabilizzazione, ma si fa riferimento alla stabilizzazione come
procedura attuabile nel futuro, quando sarà resa possibile e
praticabile dalle norme che nel frattempo si sbloccheranno. Ma come
principio è corretto e sano, perché riguarda servizi che durano da
sedici anni a questa parte, e laddove non è possibile, escludere
che questa logica nel tempo sia attuata.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco quello
che propone il collega Leontini, però dobbiamo metterci d'accordo.
Io posso addivenire all'emendamento che pone il problema della
proroga dei rapporti in essere, ma per quanto attiene alle
stabilizzazioni, tra l'altro parliamo di personale con un rapporto
di lavoro in alcuni casi di collaborazione coordinata e continuata,
siamo in una fattispecie, oltretutto, onorevole Leontini,
disciplinata dalla legge Damiano che prevede apposite procedure,
non solo per il personale addetto al Registro tumori.
Ci sono una serie di emendamenti che attengono a modalità di
stabilizzazione di personale precario che da anni, a partire da
medici e non solo medici, svolge servizio presso il servizio
sanitario regionale e che con le procedure della legge Nicolais e
della legge Damiano potrebbero essere stabilizzate.
Signor Presidente, lei aveva comunicato in Conferenza dei
Capigruppo che la materia del personale sarebbe stata stralciata
dagli articoli aggiuntivi.
Ripeto, se c'è il rischio che ci siano persone che hanno un
contratto in essere che rischia di scadere e che deve essere
prorogato, non mi pongo il problema di una proroga dei rapporti di
lavoro, ma utilizzare questa legge per stabilizzare personale o si
fa per tutti o non è giusto farla solo per alcuni. Quindi, le
chiedo un metro di valutazione uguale per tutti.
PRESIDENTE. La questione che riguarda le norme in materia di
personale come avevo indicato nell'ultima riunione del Parlamento
la confermo nel senso che tutti gli emendamenti che riguardano il
personale verranno dichiarati inammissibili e questa è una
fattispecie leggermente diversa.
La materia del personale che tratteremo nei prossimi emendamenti
tratta promozioni, stabilizzazioni di personale dei comparti.
Questo è un emendamento che, se ripulito del comma 6 e della prima
parte del comma 7, cioè togliendo il comma 6 e il primo rigo del
comma 7, cioè facendola partire da al fine di non interrompere le
attività'. La mia proposta è quella di cassare il comma 6 che parla
di stabilizzazione e il primo rigo del comma 7, quindi farlo
partire da al fine di non interrompere le attività di .tumori'.
Lo pongo in votazione con questa precisazione.
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, rimane inteso che il comma 6 è stato soppresso
e che nel comma 7 è cassato il primo rigo e mezzo.
Si passa all'emendamento A37. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento A 39, a firma dell'onorevole Maira. Lo
dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento A 40, a firma dell'onorevole Maira. Lo
dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento A 41, a firma degli onorevoli Dina e
Maira. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti:
A 42, A 43, A 44, 25.1.6, 25.1.5, 25.1.4, 25.1.3, A 28, A 24, A
21, A 38, A 16 e A 17., A 24, A 21, A38, A16 e A17.
Si passa all'emendamento A9.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A10. Lo dichiaro è inammissibile.
Si passa all'emendamento A11. Trattando di materia estranea invito
i presentatori a ritirarlo e a ripresentarlo nel disegno di legge
di proroga che presenteremo in ordine ai contratti dei lavoratori
precari.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A35. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento A45, dell'onorevole Leontini.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti A1 e A 47, dell'onorevole Leontini.
Comunico che è stato presentato il subemendamento A1.2, a firma
dell'onorevole Leontini, di riscrittura degli emendamenti A1 e A47.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
bocciato un emendamento che richiedeva la semplice ricezione delle
linee di indirizzo nazionali in materia di salute mentale dicendo
che era estraneo al testo. Qui invece stiamo introducendo le
professioni di omeopatia e altre cose simili. Mi sembra quanto meno
strano.
Se non è proprio indispensabile, eviterei una polemica di fine
serata. Chiedo pertanto il ritiro di questo emendamento in quanto
non si giustificherebbe per quale motivo la salute mentale, che
esiste e che andrebbe semplicemente normata con il richiamo agli
indirizzi nazionali, sia stata ritenuta norma improponibile
all'interno di questo provvedimento.
Qui, adesso, stiamo inserendo nuove professioni e nuovi campi
della medicina, tutti sacrosanti e legittimi, per carità, ma che
meritano forse parità di trattamento e, per coerenza, ritengo sia
necessario affrontarli in altra sede.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti A.12 e A.46, a firma dell'onorevole
Leontini.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Leontini il
subemendamento A 12.1, di riscrittura degli emendamenti A 12 e A
46.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti A33 e 25.1.9. Li dichiaro inammissibili.
L'emendamento A.1.1 è superato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era stato
presentato un emendamento alle norme transitorie. Non so perché è
andato a finire tra gli emendamenti aggiuntivi. Si tratta di
materia compatibile con ciò che stiamo discutendo, ed in
particolare si tratta delle Fondazioni che avevano appaltato i
lavori. Come mai non è stato ancora messo in discussione
l'emendamento della Commissione?
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, era già stato dichiarato
improponibile.
Onorevoli colleghi, rimangono gli ordini del giorno e la votazione
finale del disegno di legge in esame.
Informo che domani mattina, alle ore 12.00, la Commissione
bilancio si riunirà per dare il parere sull'esercizio provvisorio,
sulla proroga dei contratti del personale precario e, nel
pomeriggio di domani l'Aula proseguirà con la discussione ed
approvazione degli ordini del giorno, con la votazione finale dei
disegni di legge sulla sanità e sulla proroga del personale
precario.
La seduta è pertanto rinviata a mercoledì 25 marzo 2009, alle ore
16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
n. 119 - Interventi al fine di impedire la realizzazione del
parco eolico off-shore nell'area marina prospiciente i
comuni di Licata (AG) e Gela (CL).
SPEZIALE - DI BENEDETTO - DONEGANI - PANEPINTO
III -Votazione finale del disegno di legge:
- Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale
(n. 248/A)
La seduta è tolta alle ore 03.55 di mercoledì 25 marzo 2009.
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 248/A: NORME PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO
SANITARIO REGIONALE
All'emendamento 11.2, interamente sostitutivo dell'art. 11:
Emendamento 11.2.3:
Al primo comma dopo le parole Aziende Ospedaliere (A.O.)
aggiungere le parole di riferimento regionale
Emendamento 11.2.19 di riscrittura dell'emendamento 11.2:
1. Sono istituite le Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.) nel
numero massimo di nove e le Aziende ospedaliere (A.O.) nel numero
massimo di tre, che vengono di seguito individuate, unitamente ai
rispettivi ambiti territoriali di riferimento ed alla loro
corrispondenza con le Aziende contestualmente soppresse,
congiuntamente alle Aziende ospedaliere di rilievo nazionale e di
alta specializzazione (ARNAS) ed alle Aziende ospedaliero-
universitarie.
Aziende di nuova costituzione Ex Aziende Ambito
Territoria
le
AG Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Agrigento Azienda Unità Sanitaria Agrigento
Locale 1
Azienda Ospedaliera San
Giovanni di
Dio di Agrigento
Azienda Ospedaliera di
Sciacca
CL Provincia di
Azienda Sanitaria Azienda Unità Sanitaria Caltanissetta
Provinciale di Locale 2
Caltanissetta Azienda Ospedaliera
Sant'Elia di
Caltanissetta
Azienda Ospedaliera
Vittorio Emanuele
di Gela
CT Azienda Sanitaria
Provinciale di Catania Azienda Unità Sanitaria Provincia di
Locale 3 Catania
Azienda Ospedaliera
Gravina di Caltagirone
Azienda Ospedaliera per
l'Emergenza A.O. Cannizzaro
Cannizzaro
EN Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Enna Enna
Azienda Unità sanitaria
Locale 4
Azienda Ospedaliera
Umberto 1 di Enna
ME Azienda Sanitaria
Provinciale di Messina Provincia di
Azienda Unità sanitaria Messina
Locale 5
Azienda Ospedaliera
Ospedali Riuniti A.O. Papardo
Papardo -Piemonte A.O. Piemonte
PA Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Palermo Azienda Unità sanitaria Palermo
Locale 6
(escluso P.O. Casa del
Sole di Palermo)
Azienda Ospedaliera
Ospedali Riuniti A.O. Villa Sofia
Villa Sofia-Cervello AO Vincenzo Cervello
P.O. Casa del Sole (ex
AUSL 6)
RG Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Ragusa Azienda Unità sanitaria Ragusa
Locale 7
Azienda Ospedaliera OMPA
di Ragusa
SR Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Siracusa Azienda Unità sanitaria Siracusa
Locale 8
Azienda Ospedaliera
Umberto 1 di Siracusa
TP Azienda Sanitaria Provincia di
Provinciale di Trapani Azienda Unità sanitaria Trapani
Locale 9
Azienda Ospedaliera
S.Antonio Abate
di Trapani
Aziende Ospedaliere di Alta Ambito
Specializzazione Territoriale
CT Azienda Ospedaliera di Alta Specializzazione Regionale
Garibaldi (ARNAS)
Azienda Ospedaliera di Alta Specializzazione Regionale
PA Civico Di Cristina
Aziende Ospedaliere- Universitarie
Ambito
Territoriale
Azienda Ospedaliero Universitaria C. Rodolico
di Catania
CT Regionale
Azienda Ospedabero Universitaria V. Emanuele di
Catania
ME Azienda Ospedaliera Universitaria G. Martino Regionale
di Messina
Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico
PA P. Giaccone di Palermo Regionale
2. Le costituite Aziende sanitarie provinciali e Aziende
ospedaliere subentrano nelle funzioni, nelle attività e nelle
competenze delle Aziende soppresse e succedono in tutti i rapporti
giuridici attivi e passivi di qualunque genere nonché nel
patrimonio già di titolarità delle soppresse Aziende, secondo le
corrispondenze sopra. Analogo subentro e conseguente successione
sono disposti per i presidii ospedalieri Casa del Sole,
appartenente alla AUSL n. 6 di Palermo, e Villa delle Ginestre,
appartenente alla A.O. Villa Sofia di Palermo, che vengono
assegnati con le loro dotazioni di personale e di beni,
rispettivamente alla Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Villa
Sofia-Cervello di Palermo ed alla Azienda sanitaria provinciale di
Palermo.
3. Con decreti del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera di Giunta,
sono individuati i beni immobili da ricondurre al patrimonio delle
costituite Aziende sanitarie provinciali e Aziende ospedaliere;
tali decreti costituiscono titolo per la trascrizione nei pubblici
registri che avviene in esenzione dalle previste imposte in
conformità a quanto previsto dall'articolo 5, comma 3, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
4. I bilanci delle Aziende sanitarie provinciali e Aziende
ospedaliere costituite ai sensi del presente articolo devono
contenere contabilità separate per la gestione corrente della
nuova Azienda e per la gestione riferita alle soppresse Aziende.
All'emendamento 14.1:
Emendamento 14.1.19:
Al comma 1, dell'emendamento 14.1, dopo le parole assegnazione
regionale aggiungere ed anche al fine di attuare le previsioni
di cui all'art. 2, comma 4, lett. a).
Emendamento 14.1.39:
Al comma 2 aggiungere dopo le parole in rete le seguenti anche
al fine di assicurare al cittadino l'appropriatezza del percorso
di accoglienza, presa in carico, cura e dimissione.
Emendamento 14.1.27:
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Il Distretto ospedaliero:
a) costituisce la struttura funzionale dell'azienda sanitaria
provinciale finalizzata all'organizzazione ed all'erogazione delle
prestazioni di ricovero e delle prestazioni specialistiche
ambulatoriali, intra ed extra-ospedaliere, erogate al di fuori
delle unità funzionali dei servizi territoriali del distretto;
b) assicura l'erogazione uniforme dell'attività ospedaliera
sull'intero territorio di riferimento;
c) favorisce l'adozione di percorsi assistenziali e di cura
integrati, nonché l'attivazione di protocolli e linee guida che
assicurino l'esercizio della responsabilità clinica e l'utilizzo
appropriato delle strutture e dei servizi assistenziali;
d) riorganizza le attività ospedaliere in funzione delle modalità
assistenziali, dell'intensità delle cure, della durata della
degenza e del regime di ricovero.
Emendamento 14.1.20.1.1:
Al comma 4 sostituire la parola preferibilmente con la parola
prioritariamente .
Emendamento 14.1.20.1:
Al comma 4 dopo le parole dell'area sanitaria aggiungere le
seguenti , e preferibilmente dell'area igienico-organizzativa,.
Emendamento 14.1.20.4:
Al comma 4 sostituire le parole nei limiti fissati con le
seguenti entro i limiti massimi fissati
Emendamento 14.1.20.5:
Al comma 4 aggiungere in fondo le seguenti parole secondo i
vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro.
Emendamento 14.1.20.6:
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente comma:
4 bis. Le strutture ospedaliere di terzo livello esistenti alla
data di entrata in vigore della presente legge mantengono la
qualificazione di presidi di terzo livello di emergenza.
Emendamento 14.1.20:
Sostituire i commi 2, 3, 4, 5 e 6 con i seguenti:
2. L'attività ospedaliera, coordinata dalla direzione aziendale,
è erogata attraverso i distretti ospedalieri della Azienda
sanitaria provinciale che operano mediante un'organizzazione in
rete.
3. In ciascuna Azienda i distretti ospedalieri sono costituiti
dall' aggregazione di uno o più presidii ospedali eri appartenenti
alle soppresse Aziende Unità Sanitarie Locali con le soppresse
Aziende ospedaliere, nonché dalle aggregazioni degli altri
presidii ospedalieri parimenti appartenenti alle soppresse Azienda
Unità Sanitarie Locali, individuati dalla Tabella B che
costituisce parte integrante della presente legge. I distretti
ospedalieri così come costituiti, si integrano funzionalmente al
loro interno e tra di loro per dare attuazione ai principi sanciti
dall'art. 2, comma 4, lettere c) e d). In funzione della prevista
aggregazione ed integrazione il direttore generale dell'Azienda
sanitaria provinciale, con atto motivato, può sottoporre
all'approvazione dell'Assessore regionale per la sanità,
l'unificazione o una diversa articolazione dei distretti
ospedalieri.
4. Ai distretti ospedalieri, come individuati nella Tabella B,
sono preposti un coordinatore sanitario ed un coordinatore
amministrativo, nominati, con provvedimento motivato, dal
direttore generale fra i dirigenti preposti a posizioni apicali
rispettivamente dell'area sanitaria e dell'area amministrativa,
cui è attribuita un'apposita indennità di funzione nei limiti
fissati in sede di contrattazione integrativa.
5. I suddetti coordinatori sanitari e amministrativi godono, nei
limiti delle risorse e degli obiettivi assegnati dallo stesso
direttore generale, di autonomia organizzativa, operativa e
deliberativa secondo le previsioni dell'atto aziendale.
6. Il coordinatore sanitario ed il coordinatore amministrativo del
distretto ospedaliero sono posti alle dirette dipendenze della
direzione dell'Azienda sanitaria provinciale di riferimento cui
rispondono in relazione agli obiettivi ed alle risorse
assegnate.
Emendamento 14.1.25:
Al comma 7, dopo le parole attraverso i distretti aggiungere
sanitari e in fondo aggiungere il seguente periodo L'area
territoriale coordina i settori sanitari previsti nell'articolo 7
della l.r. 3 novembre 1993, n. 30, e successive modifiche ed
integrazioni .
Emendamento 14.1.22:
Al comma 7 sostituire le parole secondo le previsioni del
precedente comma 5, un direttore sanitario ed un direttore
amministrativo , con secondo le previsioni dei precedenti commi
4, 5 e 6, un coordinatore sanitario ed un coordinatore
amministrativo.
Emendamento 14.1.44:
Al comma 8 le parole massimo di 45 sono soppresse.
Emendamento 14.1.6:
Al comma 8, dopo le parole regionale siciliana aggiungere le
parole In ogni caso i nuovi distretti devono coincidere con gli
ambiti territoriali dei distretti socio-sanitari.
Emendamenti 14.1.26.3 e 14.1.26.2:
All'emendamento 14.1.26 al comma 4 sono soppresse le parole ogni
80.000/120.000 abitanti.
Emendamento 14.1.26:
All'articolo 14, i commi 9 e 12 sono soppressi ed allo stesso
articolo è aggiunto il seguente:
Art. 14 bis - Distretti sanitari - 1. Il distretto sanitario
costituisce l'articolazione dell'azienda sanitaria provinciale
all'interno della quale, in conformità alle previsioni di cui al
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modifiche ed integrazioni e alla legge regionale 3 novembre 1993,
n. 30 e successive modifiche ed integrazioni, attraverso le
strutture e i dipartimenti dalle stesse norme previsti, nonché
attraverso i servizi ed i punti territoriali di assistenza,
vengono erogate le prestazioni in materia di prevenzione
individuale o collettiva, diagnosi, cura, riabilitazione ed
educazione sanitaria della popolazione che per le loro
caratteristiche devono essere garantite in maniera diffusa ed
omogenea sul territorio.
2. Il distretto, in particolare, assicura la tutela della salute
dei cittadini ed il governo del rapporto tra domanda ed offerta di
servizi sanitari e sociali, e garantisce l'integrazione socio-
sanitaria.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità d'intesa con
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, da emanarsi, sentita la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
fissati gli indirizzi operativi finalizzati ad assicurare le
opportune integrazioni fra servizi sanitari e servizi sociali con
specifico riferimento agli interventi in favore di portatori di
handicap, anziani, minori e famiglie, e delle altre fasce deboli
della popolazione.
4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentita la competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, sono emanate dall'Assessore
regionale per la sanità le linee guida di riorganizzazione
dell'attività territoriale prevedendo l'istituzione, ogni 80.000/
120.000 abitanti, dei Presidi territoriali di assistenza (PTA)
costituente il punto di accesso alla rete territoriale, anche
attraverso il Centro unico di prenotazioni (CUP), al fine di
garantire in modo in modo capillare l'erogazione di prestazioni in
materia di:
a) cure primarie (accoglienza, servizi sanitari di base e
specialistici);
b) servizi sociosanitari integrati con le prestazioni sociali, con
funzioni di presa in carico, valutazione multidisciplinare e
formulazione del piano personalizzato di assistenza, attraverso
l'integrazione professionale di operatori appartenenti alle
Aziende sanitarie locali e ai comuni, a favore di persone e
famiglie con bisogni complessi;
c) servizi a favore dei minori e delle famiglie con problemi
sociosanitari e sociali;
d) servizi di salute mentale (SERI), uffici del dipartimento di
prevenzione.
5. All'interno delle cure primarie dovranno in particolare
prevedersi:
a) le UTAP (Unità territoriali di assistenza primaria) con la
funzione di continuità assistenziale (assistenza notturna c/o a
chiamata) e supporto alla lungo assistenza;
b) le cure domiciliare con diversa intensità;
c) le prestazioni di diagnostica specialistica, con ambulatori
attrezzati anche per la piccola chirurgia di emergenza;
d) le attività degenziali di bassa e media complessità clinica da
realizzarsi anche mediante la riduzione dei posti letto per acuti
e la conversione in posti di RSA, cure riabilitative e presidi di
lungo-assistenza per patologie croniche, nonché posti
semiresidenziali da adibire a centri diurni.
Emendamento 14.1.24:
Al comma 10 le parole è istituito rispettivamente un unico
distretto sanitario, il cui ambito territoriale coincide con
quello dei preesistenti distretti sanitari cittadini , sono
sostitute con le seguenti: sono istituiti uno o più distretti
sanitari .
Emendamento TAB. A.1.45:
La Tabella B è così sostituita:
Azienda Distretto Nome Struttura Ospedaliera Località
ASP AG Distretto
Ospedaliero Ex A.O. S. Giovanni di Dio Agrigento
AG 1
P.O. S. Giacomo d'Altopasso Licata
P.O. Civile Barone Lombardo Canicattì
Distretto
Ospedaliero Ex A.O. Ospedali Civili Sciacca
AG 2 Riuniti
P.O. F.lli Parlapiano Ribera
ASP CL Distretto
Ospedaliero Ex A.O. Sant'Elia Caltanissett
CL 1 a
P.O. M. Raimondi San Cataldo
P.O. M. Immacolata Longo Mussomeli
Distretto Ex A.O. Vittorio Emanuele III
Ospedaliero Gela
CL 2
P.O. Suor Cecilia Basarocco Niscemi
P.O. Santo Stefano Mazzarino
ASP CT Distretto
Ospedaliero P.O. Santa Marta e Santa Acireale
CT 1 Venera
P.O. S. Giovanni di Dio Giarre
Distretto
Ospedaliero P.O. SS. Salvatore Paternò
CT 2
P.O M. SS. Addolorata Biancavilla
P.O. Castiglione Prestianni Bronte
Distretto
Ospedaliero Ex A. O. Gravina di Caltagirone
CT 3 Caltagirone
P.O. Basso Ragusa Marino Militello
V.di Ct
ASP EN Distretto
Ospedaliero Ex A.O. Umberto I Enna
EN 1
P.O. Chiello Piazza
Armerina
Distretto
Ospedaliero P.O. Ferro Capra Branciforte Leonforte
EN 2
P.O. Basiliotta Nicosia
ASP ME Distretto
Ospedaliero P.O.S. Vincenzo di Taormina Taormina
ME 1
P.O. Ospedale di Zona Milazzo
P.O. Cutroni Zodda Barcellona
P.O. Civile Lipari
Distretto
Ospedaliero P.O. Barone Romeo Patti
ME 2
P.O. S. Salvatore Mistretta
S. Agata di
P.O. S. Agata di Militello Militello
ASP PA Distretto
Ospedaliero P.O. Ospedale Civico di Partinico
PA 1 Partinico
P.O. Ospedale di Corleone Corleone
P.O. Regina Margherita Palazzo
Adriano
Distretto
Ospedaliero P.O. S. Cimino Termini
PA 2 Imerese
P.O. Barone Paolo Agliata Petralia
Distretto
Ospedaliero P.O. G.F. Ingrassia Palermo
PA 3
P.O. E. Albanese Palermo
P.O. Villa delle Ginestre Palermo
Distretto
ASP RG Ospedaliero Ex P.O. Civile Ragusa
RG 1
Ex P.O. OMPA Ragusa
Distretto
Ospedaliero P.O. Maggiore Modica
RG 2
P.O. Busacca Scicli
P.O. R. Guzzardi Vittoria
P.O. Regina Margherita Comiso
Distretto
Ospedaliero Ex A.O. Umberto I Siracusa
ASP SR SR 1
P.O. Trigona Noto
P.O. Di Maria Avola
Distretto
Ospedaliero P.O. Ospedale Generale Lentini
SR 2
P.O. Muscatello Augusta
Distretto
ASP TP Ospedaliero Ex A.O. Sant. Antonio Abate Trapani
TP 1
P.O San Vito Santo Spirito Alcamo
P.O. B. Nagar Pantelleria
Distretto
Ospedaliero P.O. Biagio Marsala
TP 2
P.O. Abele Ajello Mazara del
Vallo
P.O. V. Emanuele III Salemi
P.O. V. Emanuele II Castelvetran
o
Emendamento 14.1:
Sostituire gli articoli 14, 15, 16 e 17 con il seguente:
Art. 14 - Aziende sanitarie provinciali - 1. Nell'ambito di ogni
provincia opera un'Azienda sanitaria provinciale che assicura
l'assistenza sanitaria attraverso le attività ospedaliere e le
attività territoriali. Il Direttore generale garantisce
l'espletamento delle predette attività attribuendo a ciascuna le
necessarie risorse nel rispetto dei criteri fissati in sede di
assegnazione regionale.
2. L'attività ospedaliera, coordinata dalla direzione aziendale, è
erogata dai presidii ospedalieri della Azienda sanitaria
provinciale che operano attraverso un'organizzazione in rete.
3. In ciascuna Azienda operano uno o più Presidii di rilevo
provinciale costituiti dalle soppresse Aziende ospedaliere nonché
dagli altri presidii individuati dalla Tabella B che costituisce
parte integrante della presente legge. I Presidii di rilevo
provinciale costituiscono anche ospedali capofila nei confronti
degli altri presidii individuati dalla citata Tabella B', con i
quali si aggregano integrandosi funzionalmente.
4. I Presidii ospedalieri di rilievo provinciale, nell'ambito
delle Aziende sanitarie provinciali cui appartengono e nei limiti
delle risorse e degli obiettivi assegnati dal direttore generale,
godono di autonomia organizzativa, operativa e deliberativa
secondo le previsioni dell'atto aziendale.
5. Ai Presidii ospedalieri di rilevo provinciale, come individuati
nella Tabella B, sono preposti un direttore sanitario ed un
direttore amministrativo, nominati dal direttore generale con
provvedimento motivato e scelti fra i dirigenti preposti a
posizioni apicali rispettivamente dell'area igienico-organizzativa
e dell'area amministrativa, ed a cui è attribuita una apposita
indennità di funzione che sarà fissata in sede di contrattazione
integrativa.
6. Il direttore sanitario ed il direttore amministrativo di
Presidio ospedaliero di rilievo provinciale sono posti alle
dirette dipendenze della direzione dell'Azienda sanitaria
provinciale di riferimento cui rispondono in relazione agli
obiettivi ed alle risorse assegnate.
7. L'attività territoriale è erogata attraverso i distretti, che
fanno capo all'Area territoriale dell'Azienda alla quale sono
preposti, secondo le previsioni del precedente comma 5, un
direttore sanitario ed un direttore amministrativo.
8. I distretti sanitari, nel numero massimo di 45 e nei relativi
ambiti territoriali di competenza, sono individuati entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
decreto del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore
regionale per la sanità, previa delibera della Giunta regionale,
acquisito il parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana.
9. All'interno del distretto sanitario sono erogate, attraverso le
strutture, i servizi ed i punti territoriali di assistenza, le
prestazioni in materia di prevenzione individuale o collettiva,
diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria della
popolazione che per le loro caratteristiche devono essere
garantite in maniera diffusa ed omogenea.
10. Il distretto deve coincidere con l'ambito territoriale
dell'intero comune o di quelli di più comuni con divieto di
frammentazione territoriale. Nelle aree metropolitane di Palermo,
Catania e Messina è istituito rispettivamente un unico distretto
sanitario, il cui ambito territoriale coincide con quello dei
preesistenti distretti sanitari cittadini, fatte salve eventuali
difformi previsioni da definirsi in sede di Piano sanitario
regionale.
11. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della
Giunta regionale, al fine di assicurare una migliore omogeneità
dell'offerta sanitaria, tenuto conto della ubicazione dei presidii
sanitari, delle infrastrutture di trasporto e della natura dei
luoghi può derogarsi, nella determinazione degli ambiti
territoriali dei distretti e conseguentemente delle Aziende
sanitarie provinciali, dai confini amministrativi delle province
regionali interessate.
12. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge sono emanate dall'Assessore regionale per la sanità
le linee guida di organizzazione dell'attività territoriale, anche
a livello comunale e, d'intesa con l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, gli
indirizzi operativi finalizzati ad assicurare le opportune
integrazioni fra servizi sanitari e servizi sociali con specifico
riferimento agli interventi in favore di portatori di handicap,
anziani, minori e famiglie, e delle altre fasce deboli della
popolazione.
All'emendamento 25.1 interamente sostitutivo dell'art. 25:
Emendamento 11.2.13 bis 1:
All'emendamento 25.1, al comma 1, sono soppresse le parole ai
sensi dell'art. 11, comma 2.
Emendamento 11.2.13 bis:
Il comma 2 è così sostituito:
2. Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere di
nuova istituzione diventano operative alla data dell'1 settembre
2009 previa emanazione del decreto di nomina dei relativi
Direttori generali da adottarsi da parte del Presidente della
Regione, a seguito di delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità. Con tale decreto si
provvederà altresì alla nomina dei Direttori generali delle
Aziende ospedaliere di alta specializzazione e delle Aziende
ospedaliero-universitarie. Alla stessa data dell'1 settembre 2009
le Aziende Unità Sanitarie Locali e le Aziende ospedaliere
esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge,
così come indicate nella tabella A, sono soppresse e cessano dalle
loro funzioni. Alla medesima data cessano altresì dalle rispettive
funzioni i Direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario
regionale in carica alla data di entrata in vigore della presente
legge.
Emendamento 25.1.7:
Cassare il comma 2 dell'emendamento 25.1.
Emendamento 25.1.10:
Dopo l'art. 25 è aggiunto il seguente:
Art. - Nomina e valutazione dei direttori generali.
1. I direttori generali delle aziende di cui al comma 1 dell'art.
11 vengono nominati per un periodo di tre anni, rinnovabile nella
stessa azienda una sola volta per la stessa durata.
Emendamento 25.1:
Gli articoli 25, 26 e 27 sono così sostituiti:
Art. 25 - Norma transitoria.
1. I direttori generali, i direttori sanitari e amministrativi e i
collegi sindacali delle Aziende Unità Sanitarie Locali ed
ospedaliere attualmente esistenti decadono dal momento in cui le
costituite Aziende sanitarie provinciali ed Aziende ospedaliere di
cui all'allegata tabella A' diventano operative ai sensi
dell'articolo 11, comma 2.
2. Ai Direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali e
delle Aziende ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore
della presente legge, ove non nominati direttori generali delle
Aziende del Servizio sanitario regionale di nuova istituzione,
spetta una indennità di risoluzione del rapporto di lavoro
corrispondente al trattamento economico mensile previsto dal
relativo contratto individuale di lavoro per il numero di
mensilità mancanti alla scadenza del contratto medesimo.
Emendamenti aggiuntivi:
Emendamento 26.3.1 (comprensivo dei subemendamenti 26.3.1.1 bis e
26.3.1.3):
L'art. 26 è sostituito come segue:
Art. 26 - Nomina e valutazione dei direttori generali.
1. I direttori generali delle aziende di cui al comma 1 dell'art.
11 possono espletare il loro mandato nella stessa azienda per un
periodo massimo di tre anni, rinnovabili per una sola volta e per
la stessa durata massima. Ai fini della loro nomina, l'Assessore
regionale per la sanità opera fra gli aspiranti aventi titolo
un'analitica ricognizione delle condizioni dei requisiti
richiamati dall'art. 3 e art. 3 bis del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. ed effettivamente posseduti, da
rendere accessibile attraverso pubblicazione sul sito web della
Regione. In particolare, deve essere accertata la coerenza fra i
requisiti posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
al possesso del diploma di laurea, al possesso di qualificata
esperienza professionale di direzione tecnica ed amministrativa
svolta in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con le
modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture dirette
con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere.
2. Ferme restando le cause di incompatibilità previste dalla
normativa vigente, la carica di direttore generale di un'azienda è
incompatibile con qualsiasi altro ruolo esercitato in strutture
pubbliche del servizio sanitario regionale, soggette alla
competenza della azienda medesima o di altre aziende del SSR.
3. L'operato dei direttori generali, sanitari ed amministrativi
delle aziende del servizio sanitario regionale deve essere
monitorato e valutato durante l'espletamento del mandato e a
conclusione di esso, secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. e dalle norme
vigenti nel territorio della Regione. A tal fine, l'Assessorato
regionale della sanità adotta un sistema di valutazione specifico
delle attività delle aziende del servizio sanitario regionale,
finalizzato ad obiettivi di salute, sostenibilità finanziaria,
qualità, appropriatezza, efficienza ed equità d'accesso delle
prestazioni erogate, basato sull'analisi di indicatori
multidimensionali di performance.
4. Per le attività di valutazione di cui all'art. 7, comma 8,
lettera d), della presente legge, l'Assessore regionale per la
sanità può altresì avvalersi di qualificata agenzia esterna
indipendente, qualificata nel settore, da individuarsi mediante
gara ad evidenza pubblica.
5. Non sono riconfermati nella loro carica i direttori generali
che non siano stati oggetto di valutazione positiva ai sensi di
quanto previsto nel comma 3.
Emendamento 25.1.11:
Aggiungere il seguente articolo:
Nel triennio successivo alla data di entrata in vigore della
presente legge, per l'espletamento delle attività afferenti il
Servizio di emergenza-urgenza 118 per l'intero territorio
regionale, diverse di quelle di cui al comma 3 dell'articolo 23
espletate dalle centrali operative, è fatto divieto di procedere
all'impiego di personale in numero superiore a quello utilizzato
dall'attuale gestore del servizio alla predetta data. .
Emendamento 25.1.12:
Aggiungere il seguente articolo:
Nelle more di una nuova disciplina regionale relativa
all'assistenza sanitaria ai cittadini extracomunitari, da
adottarsi nei limiti della competenza statutaria in materia di
igiene e sanità pubblica, la Regione, in applicazione dei principi
costituzionali di eguaglianza, diritto alla salute nonché alla
gratuità delle cure agli indigenti, garantisce a tutti coloro che
si trovino sul territorio regionale, senza alcuna distinzione di
sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni
personali e sociali, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti
o comunque essenziali, individuate dall'articolo 35, comma 3, del
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, senza che ciò implichi
alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia
obbligatorio per disposizione inderogabile di legge, ed a parità
di condizioni con i cittadini italiani.
Emendamento 25.1.14:
Aggiungere il seguente articolo:
"Art. ... Prestazioni-Accesso
1. Fermo restando quanto previsto in ordine al finanziamento delle
Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliero-universitarie, la
regolazione dei rapporti economici tra le Aziende sanitarie
provinciali è disciplinata dalle disposizioni di cui al presente
articolo.
2. Sono a carico delle Aziende sanitarie provinciali gli oneri
relativi alle prestazioni previste dai livelli essenziali di
assistenza al netto delle quote di partecipazione determinate
dalla normativa nazionale e regionale.
3. Le prestazioni erogate nell'ambito dei livelli essenziali di
assistenza sono remunerate ai soggetti pubblici o privati che le
rendono, dalla Azienda sanitaria provinciale di residenza del
cittadino che ne usufruisce nella misura conseguente
all'applicazione del sistema tariffario definito dalla Regione,
nei limiti delle tariffe massime nazionali di cui all'art, l,
comma 170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
4. Le prestazioni rese ai cittadini residenti nel territorio di
altra Azienda sanitaria provinciale sono a carico della Azienda
sanitaria provinciale di residenza dei medesimi, secondo le
modalità stabilite con apposito decreto dell'Assessore regionale
per la sanità in sede di assegnazione delle risorse finanziarie.
5. Le relative regolazioni contabili hanno luogo su base regionale
attraverso le procedure di compensazione individuate con il
decreto di cui al comma 4.
6. Le Aziende sanitarie provinciali nell'ambito dei propri fini
istituzionali possono svolgere attività a pagamento nei riguardi
di istituzioni pubbliche o soggetti privati sulla base della
normativa nazionale e regionale vigente.
7. L'accesso alle prestazioni fomite dal sistema sanitario
regionale avviene, di norma,su prescrizione, proposta o richiesta
compilata sull'apposito ricettario, fatte salve le prestazioni di
emergenza-urgenza, i trattamenti sanitari obbligatori e le
attività di prevenzione.
8. L'Assessorato regionale della sanità, in relazione alle risorse
disponibili ed all'attuazione della programmazione sanitaria
regionale e sulla base dei fabbisogni rilevati, può sottoporre il
sistema di erogazione delle prestazioni da parte delle Aziende del
Servizio sanitario regionale e delle strutture private
convenzionate, a vincoli quantitativi circa il volume delle
prestazioni ammesse ovvero a vincoli finanziari tramite la
determinazione di tetti di spesa e di specifiche modalità di
applicazione del sistema tariffario.
9. Le Aziende del Servizio sanitario regionale, assicurando il
regolare svolgimento delle ordinarie attività istituzionali sulla
base degli indirizzi regionali, possono altresì erogare, in
conformità a quanto previsto dalla vigente normativa, prestazioni
previste dai livelli essenziali di assistenza in regime di libera
professione dei dipendenti, prevedendone la valorizzazione
tariffaria sulla base delle direttive e appositamente disposti
dall'Assessorato regionale della sanità.
Emendamento 25.1.13:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... Risparmio energetico.
Le aziende del Servizio sanitario regionale devono porre in essere
gli interventi necessari per conseguire il risparmio energetico,
mediante l'utilizzo di fonti rinnovabili e di sistemi di accumulo
di energia e di distribuzione e controllo della stessa attraverso
reti intelligenti.
Emendamento A 50:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - Per i nuovi affidate alle case-famiglia e comunità
alloggio, a seguito di provvedimento da parte del tribunale dei
minori non si applicano le misure del pagamento del ticket.
Emendamento A 8:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - All'art. 3, comma 5, della legge regionale 4 dicembre
2008, n, 18 le parole d'intesa con sono sostituite dalla parola
sentito .
Emendamento A 13:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - 1. L'Assessore regionale per la sanità disciplina la
semplificazione delle procedure relative ad autorizzazioni,
certificazioni ed idoneità sanitarie, individuando i casi di
abolizione di certificati in materia di igiene e sanità pubblica
sulla base dell'evoluzione della normativa comunitaria e
nazionale, nonché degli indirizzi approvati dalla Conferenza delle
Regioni e delle Province Autonome.
2. Entro il 31 marzo di ogni anno il Presidente della Regione
presenta all'Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge di
semplificazione della normativa regionale in materia sanitaria.
Emendamenti A 31 e A 32:
Aggiungere il seguente articolo:
1. I minori affidati per disposizione dell'autorità giudiziaria
presso comunità alloggio,
case-famiglia e famiglie ospitanti hanno priorità d'accesso alle
prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale secondo il
giudizio del medico curante e previa richiesta dello stesso.
2. Costituisce obiettivo da assegnare in sede contrattuale ai
Direttori generali delle Aziende del servizio sanitario regionale
e di corrispondente valutazione, la riduzione dei tempi d'attesa
per l'accesso alle prestazioni sanitarie entro i tempi appropriati
alle necessità di cura degli assistiti e comunque nel rispetto dei
tempi massimi previsti.
Emendamento A 36:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - Organizzazione della rete regionale dei registri
tumori.
l. E' istituita la Rete Siciliana Territoriale della Registrazione
dei Tumori.
2. La funzione di coordinamento, indirizzo e gestione dei dati a
livello centrale è affidata all'Osservatorio epidemiologico
regionale.
3. La Rete Siciliana Territoriale della Registrazione dei Tumori è
costituita a livello territoriale dalle strutture individuate
dall'art. 24 della legge regionale n. 2 del 08/02/2007 -
RegistroTumori delle province di Catania, Messina, Palermo,
Ragusa, Trapani e il Registro di Patologia di Siracusa che
svolgeranno funzioni di rilevazione e gestione dei dati su base
territoriale.
4. Al fine di raggiungere la copertura completa del territorio
regionale, le aree provinciali attualmente non coperte da
registrazione vengono attribuite ai registri territorialmente
attigui già riconosciuti ai sensi della legge regionale n. 2 del
08/02/2007 e precisamente la provincia di Agrigento al registro
tumori di Trapani, la provincia di Caltanissetta al registro
Tumori di Ragusa, la provincia di Enna al registro tumori di
Catania.
5. Le Aziende Sanitarie Territoriali e le Aziende Ospedaliere da
cui dipendono i registri tumori sono tenute a garantire adeguate
risorse umane e strumentali, tenendo conto delle figure
professionali con esperienza specifica nel settore
dell'epidemiologia e della registrazione dei tumori.
6. Al fine di non interrompere le attività dei registri tumori, si
autorizzano le strutture interessate a prorogare i contratti del
personale precario attualmente in servizio.
Emendamento A 9:
Aggiungere il seguente articolo:
All'articolo 1, comma 10 della l.r. 25/2008 dopo le parole Le
disposizioni del presente comma non si applicano alle aziende
unità sanitarie locali e alle aziende ospedaliere' sono aggiunte
le seguenti altre e agli enti del settore (CEFPAS) per le quali
continuano ad applicarsi le vigenti norme nazionali in materia' .
Emendamento A 45:
Aggiungere il seguente articolo:
La validità delle graduatorie dei concorsi esperiti dalle Aziende
sanitarie ospedaliere e territoriali in scadenza nel biennio 2009-
2010 è prorogata al 31.12.2010. Le nuove Aziende subentranti ai
sensi della presente legge potranno, ove necessario, attingere
alle predette graduatorie dei concorsi espletati dalle aziende
incorporate.