Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 76 di martedì 24 marzo 2009
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   CORONA,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la  seduta  di
  oggi, 24 marzo 2009, gli onorevoli Adamo e De Luca.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che l'onorevole Aricò  è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 23 al 26 marzo 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Norme di semplificazione e agevolazione dell'attività edilizia
  (n. 386)
   Presentato  dagli  onorevoli Mancuso, Leontini,  Adamo,  Caronia,
  Caputo, Buzzanca, Beninati, D'Asero, Pogliese, Torregrossa, Leanza
  Edoardo,  Bosco, Limoli, Campagna, Corona, Scammacca della  Bruca,
  Vinciullo, Aricò, Marinese e Falcone in data 19 marzo 2009

   - Norme in materia di polizia locale (n. 387)
   Presentato  dagli  onorevoli Minardo, Leanza Nicola,  D'Agostino,
  D'Antoni,  Gennuso, Arena, Romano, Federico e De Luca in  data  19
  marzo 2009

   - Interventi per le aziende e le cooperative agricole (n. 390)
   Presentato  dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Ammatuna,  Apprendi,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di  Guardo,
  Digiacomo,   Donegani,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,   Galvagno,
  Gucciardi,   Laccoto,   Lupo,  Marinello,   Marziano,   Panarello,
  Panepinto Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano  in
  data 19 marzo 2009

   -  Modifiche  ed  integrazioni alla legge regionale  29  novembre
  2005,  n. 15  Disposizioni sul rilascio delle concessioni di  beni
  demaniali  e  sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
  in materia di demanio marittimo' (n. 391)
   Presentato dagli onorevoli Bonomo e Vitrano in data 19 marzo 2009

   -  Iniziative  a  tutela  del  personale  del  Consorzio  per  le
  autostrade siciliane (n. 392)
   Presentato  dagli onorevoli Caputo e Pugliese in  data  19  marzo
  2009

   -  Iniziative  per  la promozione della sicurezza  nella  Regione
  Sicilia. Istituzione del corpo di polizia locale (n. 393)
   Presentato  dagli  onorevoli D'Asero, Campagna,  Corona,  Limoli,
  Savona, Marrocco, Aricò, Pugliese e Bosco in data 20 marzo 2009.

    Annunzio di presentazione di disegni di legge e relativo invio
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di  legge  è  stato
  presentato  ed  inviato alla Commissione legislativa   Ambiente  e
  Territorio (IV):

   -  Norme di semplificazione e agevolazione dell'attività edilizia
  (n. 386)
   Presentato  dagli  onorevoli Mancuso, Leontini,  Adamo,  Caronia,
  Caputo, Buzzanca, Beninati, D'Asero, Pogliese, Torregrossa, Leanza
  E.,  Bosco, Limoli, Campagna, Corona, Scammacca, Vinciullo, Aricò,
  Marinese e Falcone in data 19 marzo 2009
   Inviato in data 23 marzo 2009.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

  COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE E L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO

   Schema  di  progetto  costituzionale da  proporre  ai  sensi
  dell'articolo  18  dello  Statuto  al  Parlamento   nazionale
  recante  Modifiche allo Statuto regionale' (n. 355)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 marzo 2009

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Credito d'imposta per l'occupazione (n. 374)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 marzo 2009
   PARERE II

   Interventi  a  favore della diffusione della musica classica  (n.
  383)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 marzo 2009

   Misure  straordinarie  per l'apertura di  cantieri  di  lavoro  a
  favore dei disoccupati (n. 384)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 marzo 2009

   Interventi  urgenti in materia di lavoro e per la stabilizzazione
  dei  lavoratori  destinatari  del regime  transitorio  dei  lavori
  socialmente  utili  e  dei  soggetti  contrattualizzati  a   tempo
  determinato (n. 385)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 marzo 2009
                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  competente Commissione legislativa  Affari istituzionali' (I):

   -  IACP  di  Palermo  -  Nomina presidente e  vicepresidente  del
  consiglio di amministrazione (n. 21/I)
   reso in data 19 marzo 2009
   inviato in data 19 marzo 2009

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   CORONA, segretario f.f.:

   numero   510  «Riconoscimento  della  MCS  (Sensibilità   Chimica
  Multipla)  come  malattia  rara invalidante  con  attribuzione  di
  codice sanitario drg».
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo

   numero  511  «Smatellamento  degli  scali  merce  ferroviari   in
  Sicilia».
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatari:   Pogliese   Salvatore;  Marrocco   Livio;   Vinciullo
  Vincenzo; Aricò Alessandro; Caputo Salvino

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testè   annunziate
  saranno  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al  loro
  turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   CORONA, segretario f.f.:

   numero  506  «Notizie  in merito all'inefficienza  dei  distretti
  socio-sanitari».
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Forzese Marco

   numero  507  «Iniziative volte al riordino e alla  trasformazione
  delle IPAB»
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Forzese Marco

   numero  508 «Notizie circa l'insediamento di un campo  Rom  nella
  zona industriale di Pantano d'Arci a Catania».
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario:  Pogliese  Salvatore;  Vinciullo  Vincenzo;  Marrocco
  Livio; Caputo Salvino; Aricò Alessandro

   numero  509 «Ritiro della pubblicità di una nota marca  di  caffè
  perchè lesiva dell'immagine della città di Catania».
   - Presidente Regione
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   numero 512 «Emanazione del regolamento previsto dall'art. 1 della
  l.r. n. 10/2000 per la definizione dei rapporti istituzionali  tra
  gli istituti autonomi case popolari e la Regione siciliana».
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   numero 513 «Iniziative per la continuità dell'unità operativa  di
  chirurgia vascolare dell'ospedale civico di Palermo».
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Aricò Alessandro; Pogliese Salvatore; Marrocco Livio

   numero 514 «Provvedimenti per evitare l'applicazione di eventuali
  sanzioni da parte dell'Unione europea contro la Sicilia, priva  di
  un piano di contrasto all'inquinamento atmosferico».
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Caputo Salvino

   numero 515 «Mantenimento e potenziamento del presidio ospedaliero
  di Pantelleria».
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Caputo Salvino

   numero  516  «Inclusione  all'interno dell'AUSL  6  del  presidio
  ospedaliero 'G.F. Ingrassia di Palermo'».
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Caputo Salvino

   PRESIDENTE.  Avverto che le interrogazioni testè annunziate  sono
  state già inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  19  marzo
  2009,  la  mozione  n.  119  Interventi al  fine  di  impedire  la
  realizzazione   del  parco  eolico  off-shore   nell'area   marina
  prospiciente i comuni di Licata (AG) e Gela (CL) , degli onorevoli
  Speziale, Di Benedetto, Donegani e Panepinto.

   Avverto  che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della mozione n. 118  Attenta valutazione  del
  fenomeno  del  rientro  degli emigrati siciliani  a  seguito  delle
  critiche  condizioni  economiche internazionali ,  degli  onorevoli
  Apprendi, Faraone, Raia e Panepinto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che  le  condizioni  economiche  internazionali   stanno
  determinando  una catena di licenziamenti, di ridimensionamenti  di
  aziende   e   di  revisione  di  piani  commerciali   di   notevoli
  proporzioni;

   osservato  che,  in questo quadro, in tutta Europa  si  registrano
  pulsioni  localistiche  alla  difesa  del  lavoro  e  del  prodotto
  nazionale;

   ricordato  che, proprio in tal senso, in Inghilterra  recentemente
  si  sono  avute  reazioni ostili alla presenza in uno  stabilimento
  petrolchimico di lavoratori siciliani specializzati, inviati lì  da
  una ditta ragusana vincitrice di appalto;

   osservato   inoltre  che,  diversamente  dal  felice  esito   che,
  comunque  ha avuto quella vicenda, in molti altri posti i siciliani
  perdono il lavoro o non riescono più a trovarne e sono costretti  a
  rifare le valige per il ritorno nei comuni di origine;

   ritenuto che presto il fenomeno assumerà dimensioni importanti  ma
  che la Sicilia non può farsi trovare impreparata a gestirlo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   avviare,   tramite  i  comuni,  un  censimento   per   capire
  dimensione, direzione e qualità del rientro degli emigrati;

   a  predispone interventi a supporto degli enti locali che  saranno
  maggiormente interessati dal fenomeno».

                                APPRENDI - RAIA - FARAONE - PANEPINTO

   Comunico  che  la  mozione  sarà demandata  alla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la  data
  di discussione.

   Onorevoli  colleghi, per consentire al Governo e alla  Commissione
  di  completare  l'esame degli emendamenti al disegno  di  legge  n.
  248/A  Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale ,  la
  seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.08, è ripresa alle ore 13.24)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


            Seguito della discussione del disegno di legge
   «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)

    PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
  della  discussione  del disegno di legge n.  248/A  «Norme  per  il
  riordino del Servizio sanitario regionale».
    Invito  i componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
    Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta   numero   75   del  19  marzo  2009   dopo   l'approvazione
  dell'articolo 24.
    Comunico   che   è   stato   presentato  dall'onorevole   Minardo
  l'emendamento 1.25.1 alla Tabella A.

    MINARDO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente la seduta, avvertendo che
  riprenderà  alle  ore  15.30,  per consentire  al  Governo  e  alla
  Commissione  di  completare, insieme agli Uffici, l'approfondimento
  degli emendamenti al disegno di legge n. 248/A.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 16. 56)

   La seduta è ripresa.

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
    Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale  (248/A)

   PRESIDENTE. Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto
  al banco alla medesima assegnato.
   Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
                           Norma transitoria

   1.  Il personale, il patrimonio, i rapporti giuridici ed economici
  esistenti  e  quant'altro imputabile alla persona  giuridica  delle
  aziende  soppresse per effetto dell'attuazione di  quanto  previsto
  dalla  presente  legge,  transitano alle  nuove  aziende  sanitarie
  provinciali  ed  ospedaliere  di riferimento,  che  attiveranno  la
  relativa gestione stralcio.
   2.  Entro  30  giorni  dalla data di approvazione  della  presente
  legge,  i  direttori  generali delle aziende  sanitarie  che  hanno
  subìto  modifiche per via della confluenza nella azienda stessa  di
  altre   aziende   ospedaliere,   sono   nominati   commissari   con
  mantenimento  del  trattamento  economico  previsto  dai  contratti
  individuali di lavoro in atto vigenti.
   3.  Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge la Regione siciliana provvederà ad effettuare e concludere le
  verifiche  previste dai contratti di lavoro dei direttori  generali
  per  gli  anni  2004,  2005, 2006, 2007  e  2008  finalizzate  alla
  corresponsione dell'incentivo economico. Tale termine potrà  essere
  interrotto una sola volta per eventuali chiarimenti ed accertamenti
  e per un periodo non superiore a 30 giorni.
   4. La verifica si intenderà positivamente conclusa qualora entro i
  termini  di cui ai precedenti commi non venga definito il  giudizio
  di  verifica.  L'Assessore previa delibera della  Giunta  regionale
  impartirà  alle aziende sanitarie la disposizione volta a liquidare
  ai   direttori  generali  l'incentivo  nella  misura  del  15%  del
  trattamento economico.
   5.  Al  fine  di dare concreta attuazione a quanto previsto  dalla
  presente legge e per incrementare l'offerta dei servizi e dei posti
  letto  destinati  alla riabilitazione e lungodegenza  medica  post-
  acuzie,  ciascuna azienda ospedaliera provinciale, nell'ambito  dei
  propri  presidii  ospedalieri  e dei  posti  letto  di  post-acuzie
  assegnati,  deve  riconvertire dei posti letto  da  destinare  alle
  attività   di   riabilitazione   e   lungodegenza.   Il   personale
  eventualmente  in esubero per effetto dei processi di riconversione
  di  cui  al  presente  comma  è riutilizzato  secondo  le  modalità
  previste al comma 6.
   6.  Il personale risultato in esubero a seguito della soppressione
  e/o   accorpamento  delle  Unità  operative  semplici  e  complesse
  conserva  lo  stesso  stato giuridico ed economico  previsto  dalla
  vigente   normativa  e  dai  contratti  collettivi  di  lavoro,   è
  utilizzato  prioritariamente all'interno delle strutture  sanitarie
  delle  nuove aziende, nel rispetto dei criteri che, dando  priorità
  all'anzianità nelle funzioni, sono emanati con decreto assessoriale
  previa intesa con le organizzazioni sindacali di categoria.
   7.  Gli  atti  derivanti  dalla presente  legge  finalizzati  alla
  programmazione e riorganizzazione del Servizio sanitario regionale,
  sono   predisposti  dall'Assessore  regionale  per  la  sanità   ed
  approvati  mediante delibera della Giunta regionale  previo  parere
  della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale.
   8.  E' abrogato l'art. 11 comma 2 della Legge regionale 3 novembre
  1993 n. 30.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: emendamento 25.1;
   -  dagli  onorevoli Cracolici, De Benedictis, Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: emendamento 25.2;
   - dagli onorevoli Maira e Leontini: emendamenti 25.3 e 25.4.

   Comunico,  altresì,  che  sono stati  presentati  i  seguenti  sub
  emendamenti:

   -  dal  Governo: sub emendamenti 25.1.8 , 25.1.15, 11.2.13  bis  e
  11.2.13.bis.1;
   - dagli onorevoli Galvagno e Termine: sub emendamento 25.1.2;
   - dall'onorevole Speziale: sub emendamento 25.1.7 al comma 7;
   - dagli onorevoli Cristaudo e Nicotra: sub emendamento 25.1.1.
   - dall'onorevole Oddo: sub emendamento 25.1.1 bis;
   -  dagli onorevoli Falcone, Cascio Salvatore, Vinciullo ed  altro:
  sub emendamento 25.1.17;
   - dagli onorevoli Fiorenza e altri: sub emendamento 25.1.16;
   - dall'onorevole Cracolici: sub emendamento 25.1.19;
   -  dagli  onorevoli  Leontini, Maira e Pogliese:  sub  emendamento
  25.1.10.

   Onorevoli   colleghi,  propongo  di  adottare  come   testo   base
  l'emendamento    del   Governo   25.1,   interamente    sostitutivo
  dell'articolo 25.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, tenuto conto che il Governo  presenta
  un  sub  emendamento  al  giorno, chiedo di spostare  l'emendamento
  11.4, a firma mia e degli onorevoli Torregrossa, Maira ed altri  al
  sub   emendamento  del  Governo  14.1,  che  fa  riferimento   alle
   aziende'.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, Lei si riferisce ad un emendamento
  all'articolo 11 collegato all'articolo 14 mentre in questo  momento
  stiamo  esaminando l'articolo 25, che tratta di norme  transitorie,
  quindi siamo completamente fuori tema.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  io chiedo  che  venga  considerato
  l'emendamento 11.4 presentato all'articolo 11 come sub  emendamento
  all'emendamento del Governo all'articolo 14.1. prima che  inizi  la
  discussione  sull'articolo  25. So perfettamente  che  parliamo  di
  norme transitorie, in questo momento, però vorrei evitare che  che,
  successivamente .

   PRESIDENTE.  Non  si  preoccupi, onorevole  Speziale.  Gli  Uffici
  terranno conto della sua richiesta, se compatibile con i lavori.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  proprio per agevolare il lavoro dell'Aula, anche  da  un
  punto di vista tecnico, posto che l'articolo 25, comma 1, così come
  è  formulato, fa riferimento all'articolo 11, comma 2 che  è  stato
  stralciato,   chiedo   che  l'emendamento   11.2.13   bis   portato
  all'articolo 11, comma 2, venga inserito nell'articolo 25, comma 1.
   Si  chiede di cassare, pertanto, le parole  ai sensi dell'articolo
  11,  comma  2'  e  di  iniziare con quello che originariamente  era
  l'articolo 11, comma 2, l'emendamento 11.2.13 bis.
   Vale  a dire che la disciplina dell'entrata a sistema della  nuova
  articolazione  piuttosto  che  trattarla  all'articolo   11   viene
  trattata nella norma transitoria.
   Per agevolare la comprensione, il comma 1  che si chiede di votare
  dovrebbe  essere  il  seguente:  Norma transitoria  -  I  direttori
  generali,  i  direttori  sanitari  e  amministrativi  e  i  collegi
  sindacali  delle  Aziende  unità sanitarie  locali  ed  ospedaliere
  attualmente  esistenti decadono dal momento in  cui  le  costituite
  aziende  sanitarie e provinciali delle Aziende ospedaliere  di  cui
  all'allegato A diventano operative'.
    Le aziende sanitarie provinciali e l'azienda ospedaliera di nuova
  istituzione  diventano operative alla data dell' 1 settembre  2009,
  previa emanazione del decreto di nomina dei relativi direttori '.
   Si  tratta  di agganciare nella parte transitoria quello  che  era
  l'emendamento 11.2.13 bis.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo,  per
  fare  le  cose  che  ha  detto di voler fare,  deve  presentare  un
  emendamento, e sarebbe opportuno così, in questo modo lo  leggiamo,
  perché le letture costituiscono un valore relativo nel voto d'Aula.
   Chiedo, pertanto, al Governo di depositare un emendamento formale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il Governo ha fatto  riferimento
  specifico ad un emendamento già presentato e numerato.

   CRACOLICI.   Sì,  ma  nel  caso  specifico,  siccome  stiamo   già
  procedendo  in  una  sorta  di  marmellata'  tra  emendamenti,  sub
  emendamenti,  emendamenti  che  arrivano  al  momento,  altri   che
  arriveranno fra poco, è  tutto molto complicato.
   L'emendamento che ha presentato il Governo riguarda tre  articoli:
  gli articoli 25, 26 e 27.
   Si  chiede  che  vengano cassati gli articoli nel momento  in  cui
  viene approvato quest'ultimo emendamento.
   Intanto,  stabiliamo che gli emendamenti a firma dei deputati  del
  PD  che  sono  stati presentati all'articolo 26 e 27 diventano  sub
  emendamenti  all'articolo 25, questo per  evitare  che,  visto  che
  votiamo   l'emendamento   del  Governo,   decadano   i   successivi
  emendamenti.
   Sulla materia posta dal Governo, in merito all'emendamento 11.8  a
  firma  mia e di altri deputati del Partito democratico, chiedo  che
  venga esaminato dall'Aula, al pari di quello del Governo.
   Mi  pare  di poter dire che la differenza sostanziale,  al  di  là
  dell'aspetto  formale,  è che il Governo che  aveva  annunciato  la
  riforma.  Vorrei ricordare, assessore, che noi stiamo  facendo  una
  riforma  che  ha  come obiettivo il risparmio,  almeno  questo  era
  l'obiettivo,   poi  dirò  perché   era ,  intanto  affrontiamo   il
  presente.  Dire che una legge entra in vigore l'1    settembre  che
  senso ha? Le nuove aziende entrano in funzione dall'1 settembre  e,
  quindi, i vecchi direttori decadono dal primo settembre.
   Fatemi  capire: facciamo finta che noi fra oggi e domani chiudiamo
  e  votiamo la legge, andrà dal Commissario dello Stato, poi ci sarà
  il tempo materiale della pubblicazione che è prevedibile essere tra
  il  5, il 6, il 7 aprile, se tutto va bene; le leggi, come lei  sa,
  assessore, entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione, siamo
  a  ben oltre la metà di aprile. Avevamo previsto un emendamento che
  ci  sembrava  ragionevole,  poiché dicevamo  che  entro  60  giorni
  dall'entrata  in  vigore della legge entrano  in  vigore  le  nuove
  aziende,  e  quindi  tutto l'automatismo:  decadono  i  vecchi,  si
  nominano i nuovi.
   Lo dico anche per una ragione, diciamocelo pure: siccome non siamo
  a  Copenhagen, ma siamo in Sicilia, non vorrei che, da un lato,  si
  risparmia o si vuole risparmiare riducendo il numero delle  aziende
  e  quindi  dei  nuovi  direttori da nominare, ma  dall'altro  lato,
  facendo  quello che propone il Governo dicendo che entra in  vigore
  l'1 settembre, si fa  quello  che  si dice dalle mie parti, e  cioè
  si fa vedere a tutti la  sarda  a cui riferirsi e mi riferisco alla
  campagna elettorale.
   Poiché  devono essere nominati 17 direttori generali, 17 direttori
  sanitari  e  17  direttori  amministrativi,  sono  sicuro  che   il
  centrodestra,  in queste elezioni europee, non ad  81  persone  che
  dovranno  essere  nominate  ma  ad 810  persone  dirà  che  saranno
  nominati.  Forse  arriveremo anche alla moltiplicazione  per  cento
  quindi ad 8.100 persone.
   Tutto si può fare tranne trasformare la questione in farsa
   Stiamo  facendo una riforma che deve avere anche dei tempi  logici
  di  applicabilità,  quindi, da questo punto di vista,  dico  subito
  che,  rispetto  all'emendamento che del Governo, il nostro  prevede
  un'altra cosa dicendo:  60 giorni ed entro i 60 giorni.
   Tra  l'altro,  entrando in  vigore la legge a metà aprile,  vorrei
  ricordare  che  60 giorni significa metà giugno,  cioè  le  aziende
  iniziano  a metà giugno ma le nomine si fanno prima delle  elezioni
  perché, come si sa, devono passare dalla I commissione. Ci sono una
  serie  di  tempi di gestione della procedura, quindi è obbligatorio
  che  le  nomine  si  facciano prima della scadenza  delle  elezioni
  europee.
   A noi questo sembra un modo trasparente di voler dimostrare che in
  gioco   non  c'è  l'accaparramento  della  sanità  per  una   nuova
  lottizzazione  politica,  in  gioco  c'è  dare  a  questo   sistema
  sanitario un nuovo modello che possa essere più funzionale rispetto
  a quello passato, mettendolo al riparo dalle polemiche elettorali.
   Se così non è, caro Assessore, si dimostra che questa riforma sarà
  una  ennesima occasione per giocarsela sul piano delle  aspettative
  politico-clientelari, che saranno oggetto della  prossima  campagna
  elettorale.
   Signor Presidente, il nostro emendamento o lo trasformiamo in  sub
  emendamento per quanto attiene al periodo, e annunzio che sul  tema
  dei sessanta giorni chiederemo il voto segreto all'Aula.

   RUSSO, assessore per la Sanità. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà

   RUSSO,  assessore  per  la Sanità. Signor Presidente,  il  Governo
  interviene,  anzi deve intervenire sui rilievi mossi dall'onorevole
  Cracolici per chiarire almeno un paio di passaggi.
   Dinanzi  ad  una riforma di sistema vi erano, ovviamente,  diverse
  opzioni  sul modo in cui farla partire, sul modo in cui fissare  la
  data di inizio della operatività della nuova organizzazione.
   Tutte  le  soluzioni - voglio affrontare la tematica dal punto  di
  vista  tecnico-organizzativo, ma anche politico - presentano pro  e
  contro.
   La  soluzione  che lei prospetta, e cioè di rendere immediatamente
  operante  -  60  giorni - il nuovo sistema,  si  presta  a  diverse
  critiche.
   Prima, però, voglio rappresentare le diverse ipotesi: noi possiamo
  fare entrare in vigore immediatamente la riforma, e questa è la sua
  idea;  far  decadere immediatamente i direttori generali e  mettere
  dei  commissari; consentire ai direttori attualmente in  carica  di
  proseguire l'opera all'interno dei princìpi che sono stati fissati,
  comunque, dalla legge, cioè quei princìpi diversi dalla operatività
  delle nuove aziende.
   Sessanta  giorni, a mio avviso - e sulla base di una  analisi  che
  abbiamo   fatto   -  sono  un  tempo  estremamente  ristretto   per
  organizzare  la  partenza  del sistema perché  se  la  legge,  come
  auspico, verrà varata per quello che è il suo testo originario  con
  gli emendamenti che ha presentato il Governo, ci troviamo a gestire
  un  cambio di sistema abbastanza complesso, che non è dato soltanto
  dal  ricambio  dei  direttori generali, ma  da  una  strutturazione
  organizzativa  che richiede percorsi organizzativi  particolarmente
  delicati  e  complessi  perché si tratta di operare  una  sorta  di
  riconversione  industriale: spariscono diverse aziende,  alcune  si
  accorpano e bisogna, a monte, preparare questi percorsi.
   L'idea,  quindi,  di immettere immediatamente dei soggetti  nuovi,
  senza aver preparato l'apparato amministrativo, vale a dire con  le
  direttive  che dovrà dare l'assessorato, noi stessi negli  articoli
  fino  ad  oggi approvati abbiamo dato sessanta, novanta, centoventi
  giorni  all'assessore  per  emanare  dei  decreti,  ci  è  sembrato
  opportuno  che  l'assessore, prima, procedesse alle incombenze  che
  già  prevede - emanare i decreti - a progettare anche l'impatto che
  il  cambiamento avrà sul territorio, dopodiché darci un  tempo  per
  far partire le aziende che, certamente, non possono essere sessanta
  giorni,  ci  vogliono  almeno  cinque  o  sei  mesi  di  tempo  per
  organizzare il tutto.

   CRACOLI. Se ne parla a gennaio 2010.

   RUSSO,  assessore  per la Sanità. No, quella  di  settembre  ci  è
  sembrata una data ragionevole, l'altra idea che era quella  di  far
  partire il nuovo sistema con i commissari si prestava male a questa
  riconversione  industriale,  perché  immettere  sull'esistente  dei
  commissari che poi, nel giro di cinque o sei mesi dovremo andare  a
  sostituire  con  i  nuovi  direttori generali,  significa  soltanto
  perdere, e perdere gravemente, del tempo perché i commissari devono
  avere  anche un tempo per ambientarsi e capire quello  che  c'è  da
  fare,  peraltro, in un lasso di tempo che è estremamente  ristretto
  perché si dovrà poi provvedere alle nuove nomine.
   Ci  è  sembrato  ragionevole  fissare  questo  termine  del  primo
  settembre  in  maniera tale che all'assessore viene dato  il  tempo
  necessario  per preparare questo percorso. Le anticipo  e  anticipo
  all'Assemblea - non è il caso di scriverlo in una norma di legge  -
  che   in  questa  fase  transitoria,  ma  questo  si  potrà   anche
  trasformare  in  un  ordine  del giorno  che  impegna  l'assessore,
  l'assessorato  eserciterà un controllo molto attento  per  fare  in
  modo  che  in dall'entrata in vigore della legge fino al  primo  di
  settembre, i direttori generali esistenti seguano la politica che è
  voluta dall'Assemblea e la politica che è voluta dal Governo,  vale
  a dire, puntualmente, compiano gli atti che ci sono da compiere per
  mettere  in  moto il nuovo meccanismo, continuino a rispettare  gli
  obiettivi   del   piano  di  rientro  e,  sotto   questo   profilo,
  l'assessorato  vigilerà  con  delle  direttive  molto   precise   e
  circostanziate, non ultima quella di prevedere che certi atti siano
  previamente autorizzati dallo stesso assessore.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, mi rivolgo a  lei  perché  desidero
  sollevare  una  questione di carattere formale.  La  norma  di  cui
  stiamo  parlando  al  primo comma, dice:  I direttori  generali,  i
  direttori  sanitari  amministrativi,  i  collegi  sindacali   delle
  aziende   unità   sanitarie   locali  ed  ospedaliere   attualmente
  esistenti,  decadono  dal  momento in  cui  le  costituite  aziende
  sanitarie  provinciali e aziende ospedaliere, di  cui  all'allegata
  tabella a), diventano operative .
   Se noi procediamo ad approvare, in questo momento, il primo comma,
  il  riferimento è alla tabella a) dell'articolo 11. Quindi,  signor
  Presidente,  valuterei di non porre, in questa fase,  la  questione
  all'ordine  del giorno che, infatti, andrebbe posta successivamente
  all'approvazione   dell'articolo  14  e  alla   riscrittura   degli
  emendamenti perché, in questo momento, noi approveremmo una tabella
  che è sub iudice, visto che il Governo l'ha emendata.
   Inizialmente avevo detto che eviterei di affrontare l'articolo  25
  per  questa prima questione poi, nel merito, Assessore, non  voglio
  dilungarmi, al secondo comma ha fatto un bel regalo. Avete scritto,
  come   maggioranza,   ai  direttori  che  cessano  dal   servizio',
  continuate vergognosamente e in violazione di norme a fare  regalie
  di centinaia di migliaia di euro.
   Questo  costituisce  una  vergogna  Non  c'è  modo  di  cambiarla.
  Relativamente a questo, avevo presentato un emendamento  che  cassa
  il comma 2 e voglio ricordare all'Assessore - che è uomo di legge e
  gliene  fornirò copia - che la legge stabilisce che  nulla è dovuto
  a  titolo di indennità di recesso al direttore generale nei casi di
  cessazione dall'incarico'.
   Quindi, la legge è specifica.
   Non si capisce in base a quale ragionamento, in violazione precisa
  della  legge n. 502 voi prevedevate, invece, di fare queste regalie
  a danno dell'erario pubblico, signor Assessore.
   La  invito,  pertanto,  ad approvare l'emendamento  e,  quindi,  a
  cassare il comma 2.
   E'  stato presentato da lei un emendamento che  stabilisce che  si
  applicano  le  norme di legge. Il suo emendamento  è  assolutamente
  inutile, si deve soltanto di cassare il comma 2.
   Risulta  evidente che cassando il comma, si applicano le norme  di
  legge ma così come da voi formulato è una vergogna ed un'offesa.
   Per  quanto  riguarda  il  primo  punto,  signor  Presidente,   la
  inviterei  a valutare la mia osservazione, che non si può procedere
  all'esame del comma 1 dell'articolo 25.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, vorrei rispondere  sul  comma  1,
  senza entrare nel merito del comma 2.
   Il  comma  1  fa  riferimento, comunque, ad una tabella  che  sarà
  formata  da  un certo numero di aziende, ma una tabella  uscirà  da
  questa legge.
   Questa norma farà riferimento alla tabella che il Parlamento vorrà
  approvare, per cui non c'è contraddizione.

   SPEZIALE. La tabella a cui fa riferimento il sub emendamento non è
  più la tabella A ma quella B che è stata modificata.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sa bene che in questa legge ci  si
  avvarrà  dell'articolo 117 in maniera ampia  e,  quindi,  anche  in
  questo  caso  si  ricorrerà  all'articolo  117  per  la  tabella  A
  approvata dal Parlamento.
   SPEZIALE.  In  questo  caso si tratta  di  merito  e  non  si  può
  certamente  ovviare richiamandosi all'articolo 117 del Regolamento,
  quello è consentito per meri errori formali.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei tutti  a
  non  attardarsi  con  polemiche strumentali se  vogliamo  veramente
  approvare questa riforma.
   Mi  fa  specie sentire in quest'Aula che sarebbe illogico posporre
  un   provvedimento,  inserito  nella  legge,  a   data   successiva
  all'entrata in vigore.
   Vorrei  ricordare che non più di alcuni mesi fa, abbiamo approvato
  il nuovo organigramma, il nuovo ordinamento, il nuovo assetto della
  Regione  e  degli  Assessorati regionali  posponendo  l'entrata  in
  vigore  di questo nuovo assetto regionale addirittura di  un  anno,
  altro che sessanta giorni.
   Ribadisco,  pertanto, l'invito ai colleghi a fare  meno  polemiche
  strumentali  e portare avanti una riforma che cerchi di  essere  al
  contempo una buona legge, e una legge che non crei problemi.
   Nel  momento  in cui bisogna riavviare nuove aziende, ritengo  del
  tutto  condivisibile  l'ipotesi del Governo  di  posticipare  all'1
  settembre,  almeno,  l'entrata in vigore  per  quanto  riguarda  la
  sostituzione dei manager perché, altrimenti, rischieremmo veramente
  di  creare  una  situazione ingovernabile con danni di  gran  lunga
  maggiori di quelli che vogliamo risolvere.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   DE   BENEDICTIS.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   ho
  ascoltato,  come hanno fatto gli altri colleghi, le  argomentazioni
  dell'assessore Russo in ordine alla determinazione dei tempi  entro
  cui si vorrebbe fissare la operatività delle nuove aziende.
   Francamente,  non  ci convincono e ci sembrano  viziate  da  altre
  motivazioni  e  ragionamenti. Quello che ha  detto  l'Assessore  ci
  dimostra   che   stiamo  mettendo  in  campo  una   macchina   che,
  innanzitutto,  ha un'ambizione, che è quella di provvedere  ad  una
  riforma  nei  tempi  in cui la stessa serve, e  cioè  che  non  sia
  postergata  per  altri sei mesi. A noi serve che le  nuove  aziende
  entrino  in  funzione il prima possibile, per questo motivo  stiamo
  facendo questa legge.
   Mi  sembra  contraddittorio,  non è giustificato  dalle  cose  che
  abbiamo  ascoltato, che sono state dette dall'assessore,  cioè  che
  l'entrata in vigore avvenga addirittura a settembre.
   Inoltre, se uno sforzo deve essere fatto - in questo senso  stiamo
  intervenendo   -  aggiungo  che  questo  sforzo  di  contenere   la
  decorrenza  delle  nuove aziende entro i 60 giorni  dalla  data  di
  approvazione della legge, così come il nostro emendamento recita, è
  uno  sforzo fattibile perché è vero che stiamo riformando,  ma  non
  stiamo  rivoluzionando, non stiamo inventando  nuove  aziende,  non
  stiamo inventando la sanità, ma stiamo semplicemente fondendo delle
  aziende che già esistono, stiamo riorganizzando, stiamo facendo una
  operazione di architettura istituzionale all'interno di quello  che
  già esiste.
   Non  si  capisce, quindi, per quale motivo bisognerebbe  attendere
  mesi  prima  che  questa  riforma entri in vigore.  Mi  sembra  una
   cartina   al   tornasole'  dell'effettiva  volontà   di   pensare,
  attraverso  questa norma, ad altro, di spendersi quello che  questa
  norma  promette  di  essere, durante la campagna elettorale,  senza
  volerlo fare e utilizzandola per altri fini.
   Da  questo  punto di vista, non ci siamo, credo che  abbiamo  dato
  dimostrazione di volere fare la riforma che serve alla Sicilia; non
  condividiamo  molte  parti  di questo disegno  di  legge,  tuttavia
  riteniamo  che la Sicilia abbia bisogno urgente di questa  riforma.
  Non  siamo  stati  certamente noi ad avere  portato  i  tempi  fino
  all'ultimo  giorno e, tuttavia, crediamo che uno sforzo vada  fatto
  proprio nell'accelerazione possibile dei tempi entro la data dei 60
  giorni.
   Intervengo, poi, anch'io a sostegno di quello che diceva  poc'anzi
  l'onorevole Speziale, perché non c'è alcuna ragione, lo  diciamo  a
  norma  della  legge  502  del Regolamento  di  attuazione,  che  ai
  direttori che cessano dalle loro funzioni vengano riconosciuti  dei
  premi di indennità.
   Questa  è  una invenzione che è figlia di quel regime,  di  quella
  modalità  che  noi, oggi, pretendiamo e vogliamo con  questa  nuova
  legge  che  sia  la  pagina vecchia sulla quale voltare  la  pagina
  nuova.
   Non  c'è alcuna ragione per fare un regalo a chi non lo merita  e,
  soprattutto,  ci  macchieremmo tutti quanti di un illecito,  di  un
  indebito arricchimento a vantaggio di chi la norma sancisce che non
  ha alcun diritto.
   Invito, quindi, l'assessore a rivedere questa norma. C'è un nostro
  emendamento  che  cassa  il  comma 2  dell'articolo  25  così  come
  riformato dal Governo. Non c'è alcuna giustificazione che si  debba
  fare  un  regalo  a  chi, indipendentemente, a  questo  punto,  dal
  giudizio  personale,  questo  regalo  non  lo  ha  in  conto  dalla
  normativa  vigente. La normativa è chiara, ci viene in  soccorso  e
  non c'è alcuna giustificazione per cui si insista su questa strada,
  quindi,  chiediamo  che  su questo l'Assessore  accolga  le  nostre
  richieste.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intervengo per dire che nella vita si devono  accogliere
  gli  inviti, se è il caso, ma quando già autonomamente si  presenta
  ciò che viene chiesto con l'invito, credo che si abbia il dovere di
  dire che già si è provveduto, per cui l'emendamento 25.1.15 è stato
  fatto,  non  a  seguito  dell'invito, che pure  rispettiamo,  ma  a
  seguito di una rivalutazione del secondo comma dell'articolo 25.
   Per  cui  già il Governo, al di là delle parole usate pesantemente
  dall'onorevole Speziale, ha già provveduto e si è adeguato.

   SPEZIALE. Ma cosa sta dicendo, era già stato presentato   Dovrebbe
  vergognarsi di dire queste cose

   RUSSO, assessore per la Sanità. No l'ho già presentato, prima  che
  lei  invitasse  a  farlo  e  non  mi  vergogno  affatto,  onorevole
  Speziale.

   FIORENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  stiamo
  trattando una riforma sanitaria che già ha ben poco a che fare  con
  quella  che  è la salute dei cittadini, che ha già ben poco  a  che
  fare  con  una riorganizzazione territoriale del sistema sanitario,
  cioè i medici, gli operatori della sanità, che verranno sfiorati da
  questa  riforma  sanitaria e ancor di più verranno sfiorati,  quasi
  non toccati, i malati della nostra Regione. Se poi, addirittura, in
  un  momento  così delicato, non abbiamo il coraggio  di  affrontare
  situazioni  estremamente  delicate, come  quella  della  conduzione
  amministrativa  delle stesse Aziende sanitarie  locali,  credo  che
  davvero  abbiamo davanti una riforma che fallisce  ancor  prima  di
  iniziare il suo percorso.
   Veda,  signor Presidente, l'articolo 21 che abbiamo già approvato,
  al  terzo comma, il 21 bis, prevede sostanzialmente quello che  già
  stiamo   trattando.  Esattamente  dice  che  in  caso  di   vacanza
  dell'ufficio,  per  decadenza del Direttore  generale,  nelle  more
  della  nomina  del  nuovo Direttore da parte del  Presidente  della
  Regione,  al  fine  di  garantire la  continuità  gestionale  della
  medesima  Azienda, l'Assessore regionale per la  sanità  nomina  un
  Commissario  straordinario in possesso dei medesimi  requisiti  che
  sono richiesti.
   Pertanto,  credo che la risposta sia già nell'articolo che  questo
  Parlamento ha già approvato.
   Se poi, ancora una volta, non dobbiamo tenere in considerazione la
  logica,  ma dobbiamo affidarci a trattative, peraltro, di normative
  che  non  riguardano la salute dei cittadini ma la  gestione  della
  politica, allora quest'Aula è legittimata a fare qualunque tipo  di
  considerazione.
   Pertanto,   preannuncio  la  presentazione   di   un   emendamento
  riguardante proprio l'articolo già approvato da questo Parlamento.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  credo
  che  dovremmo  riflettere un attimo e, in  tal  senso,  rivolgo  un
  invito al Governo.
   Alla  fine  del mese abbiamo una verifica sui conti della  Regione
  siciliana in tema di sanità. Una cosa è presentarsi con l'immediata
  applicazione  della  norma,  prevedendo  i  Commissari   e   quindi
  l'entrata  in vigore della riforma, un'altra cosa è andare  a  Roma
  dicendo che posterghiamo l'entrata in vigore a settembre.
   E'  una  norma  che  sa di compromesso e come  tutti  i  compressi
  certamente non risolvono il problema.
   Credo,  Assessore, che lei sia partito dicendo che bisognava  fare
  una  riforma di rigore. Bene, questa riforma di rigore man  mano  è
  andata  scemando, pertanto, credo sarebbe opportuno, per  tutta  la
  Sicilia,  che  se si fa questa riforma bisognerà darne applicazione
  immediata con la nomina dei Commissari, perché il segnale forte  va
  dato  immediatamente, sia alla gente che in questo momento  fa  dei
  sacrifici,  sia  al Governo di Roma che aspetta una  verifica  alla
  fine del mese per la nomina o meno del Commissario.
   Sarebbe  un  bel  biglietto  da visita  dire  che  l'Assemblea  ha
  approvato una riforma che va immediatamente in applicazione con  la
  nomina dei Commissari.
   Quindi,  il  mio invito, caro Assessore, è di cercare di  evitare;
  anche   alcune   questioni  di  carattere   politico   si   possono
  comprendere, ma non in questo caso. Postergare l'entrata in  vigore
  della  riforma a settembre significa, in un certo senso, vanificare
  gli  effetti della riforma stessa, in quanto finora si è detto  che
  serve  per risparmiare soldi e nel contempo vuol dire mettere anche
  in  condizionato il sistema sanitario in Sicilia, perché  è  chiaro
  che  se  vi  sono dei risparmi avvengono immediatamente  e  non  da
  settembre.
   Questo   può   essere   anche   motivo   nella   valutazione    di
  commissariamento.  Quindi,  ritengo che  Lei  debba  riflettere  su
  questo e prevedere la norma di immediata applicazione.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto  prendo
  atto  e prendiamo atto che il Governo, rispetto all'emendamento  da
  noi  presentato  al  comma 2 dell'articolo 25,  ritiene  di  dovere
  comunicare  all'Aula  che ha approfondito la questione  e,  dunque,
  preannuncio il ritiro del sub emendamento 25.1.1 bis, che è servito
  proprio ad aprire questa discussione.
   Seguendo  con  un minimo di attenzione rispetto anche  ai  decibel
  particolarmente alti che si registrano in Aula, mi vado sempre  più
  convincendo  che  quanto posto poco fa dai colleghi  che  mi  hanno
  preceduto  -  il collega Speziale era fra questi -, obiettivamente,
  non  ha  senso  scrivere  rispetto a quanto  prevede  la  normativa
  vigente, mi pare scontato che bisogna andare ad una risoluzione  di
  rapporto tenendo conto della normativa vigente.
   Quindi, mi vado sempre più e ci andiamo sempre più convincendo che
  quel  comma dovrebbe essere cassato perché non serve richiamare  la
  normativa vigente, per giunta in forma così generica.
   Quindi, farebbe bene il Governo a cassare quel comma ed a chiudere
  la   partita,  tanto  non  si  può  andare  oltre  quello   che   è
  evidentemente  il  rispetto della normativa  in  materia,  sia  per
  quanto  concerne i contenuti e gli elementi contrattuali,  sia  per
  quanto concerne tutto il resto.
   Seconda questione: circolava in questo Palazzo, già da giorni,  la
  questione che riguarda la norma che differisce l'entrata in  vigore
  per  le  operazioni  di  avvio, lo  start up'  e,  per  la  verità,
  circolava - tanto che è stato iscritto - il primo luglio.
   Personalmente, pensavo che, effettivamente, quel primo luglio  non
  servisse  in assoluto a questioni che riguardano l'avvio di  questo
  nuovo  sistema e - senza alimentare alcuna speculazione,  onorevole
  Beninati  - ho pensato che servisse semplicemente ad affrontare  le
  elezioni  in  un  certo modo perché, è ovvio, che  ancora  oggi  al
  centro della discussione che riguarda la  riforma , il riordino del
  sistema  sanitario regionale, c'è il balletto ed  i  calcoli  sulle
  poltrone.
   Non  ditemi che non è così perché sarebbe lo stesso che  ritornare
  all'asilo;  sarebbe  particolarmente  interessante,  però   non   è
  assolutamente possibile
   Devo   dire,  Assessore,  che  mi  hanno  convinto  poco  le   sue
  argomentazioni che sono state anche bene illustrate, per  carità  -
  riflettendo  e  improvvisando in Aula non è  facile  articolare  un
  ragionamento  -,  quando dice che i tempi di  avvio  devono  essere
  sostanzialmente un po' più lunghi dei 60 giorni che voi proponete.
   Ma  da  quando  si  perde di vista che questo è un  riordino  che,
  rispetto  a quello che state riuscendo a tirare fuori - perché  ora
  dirò  e concludo in questa maniera -, non deve essere veloce  anche
  per quanto concerne i tempi di attuazione sulle cose fondamentali e
  strategiche;  pancia  a terra ed assolutamente  bruciare  i  tempi,
  perché  sappiamo tutti che questa è una legge che si  basa  su  una
  esigenza  scontata: accedere al fondo transitorio e  quindi  da  un
  lato  Piano  di rientro, dall'altro riordino del sistema sanitario,
  perché quello che è accaduto lo sappiamo tutti.
   Allora, mettiamoci un po' a pensare a cosa significherebbe gestire
  tutta  la  partita fino a settembre 2009 e, per giunta, scusate  un
  attimo,  posso  sollevare una questione senza  strumentalizzare  in
  alcun modo la discussione?
   Ci fate capire se sull'articolo 11 avete trovato o meno l'accordo?
  Si  parte  con  la  norma transitoria - capisco il riferimento  che
  faceva  il Presidente Cascio alla  Tabella A', quello che  contiene
  la tabella, evidentemente, la norma transitoria non l'ho specifica,
  ci  mancherebbe, potrebbe anche essere comprensibile dal  punto  di
  vista  dell'impianto -, ma ci fate capire se sull'articolo 11,  sul
  balletto  delle poltrone, siete o meno in grado di dire  che  avete
  raggiunto  un  equilibrio?  Siete  in  grado  di  dire  che   avete
  raggiunto, comunque, un compromesso a ribasso?
   Ce  lo  dite  o  no,  per permettere a questa  Sicilia  di  avere,
  comunque, un lavoro un po' più a dimensione del diritto alla salute
  dei  cittadini e per fare un passo di qualità in termini di diritto
  alla salute?
   Se ce lo dite fate una cosa buona, perché si comincia seriamente a
  confrontarci  sulle  questioni fondamentali: voi  da  un  lato  che
  vedete  di  far quadrare le poltrone, noi dall'altro  che  pensiamo
  che,  invece, questo deve essere un appuntamento in grado di potere
  dare  maggiori  risposte in termini di efficienza e di  qualità  ai
  cittadini siciliani.
   Signor  Presidente,  quando  un'opposizione  chiede  questo,   una
  maggioranza  non può che rispondere subito, perché se no  anche  il
  gioco del 25 con l'11 che possiamo giocarci al superenalotto sembra
  veramente ridicolo.
   Dobbiamo sapere se siete in grado di avere una maggioranza che  ha
  una  proposta, finiamola col balletto e finiamola con i tempi morti
  in  Aula,  affrontiamo le questioni vere e diamo subito,  anche  in
  termini  di  vigenza, a questa legge la possibilità  di  andare  ad
  espletare  gli  effetti che tutti speriamo anche se, evidentemente,
  avremmo   fatto   un  altro  lavoro,  maggiormente   come   profilo
  riformista.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro  dell'emendamento
  25.1.1 bis dell'onorevole Oddo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  comprendo
  quest'aria  da  rivoluzione  francese da  parte  dei  colleghi  del
  Partito democratico e vorrei capirne le motivazioni.
   Se  si  prende  il disegno di legge del Partito democratico  e  si
  sovrappone  al disegno di legge che l'Aula voterà tra qualche  ora,
  mi  pare  che grandi differenze non ce ne siano, anzi, mi aspettavo
  da  parte  del  Partito democratico un apprezzamento generale  alla
  riforma della sanità.
   Qualcun altro potrebbe avere l'aria, come oggi voi interpretate in
  Aula,  di  rivoluzionari.  Quindi, sono molto  sorpreso  di  questo
  atteggiamento,  quasi  da tagliatori di  testa,  con  il  quale  si
  vogliono,  in  modo  preciso, indicare i punti  su  cui  non  si  è
  d'accordo.
   Scusate,  ma  da  quando il problema di due  o  tre  mesi  in  più
  potrebbe  sovvertire  le  sorti  della  politica  europea   e   dei
  cosiddetti   candidati?    Bastonate  avete   prese   e   bastonate
  prenderete ,  ma  non  perché i commissari o  i  dirigenti  saranno
  quelli  che  hanno  gestito fino ad oggi. La  politica,  lo  sapete
  meglio  di  me, è una cosa diversa; fare una battaglia  sugli  atti
  amministrativi e su quello che è il tempo che ci vuole per affidare
  l'incarico  ad  un altro Dirigente regionale, non credo  che  possa
  essere  dirimente  per  ciò  che quest'Aula  deve  consegnare  alla
  Sicilia.
   Quindi,  invito  gli  amici del Partito democratico,  non  solo  a
  ritirare un emendamento  farsa' - perché di questo si tratta  -  ma
  di essere coerenti, così come lo sono sempre stati, su quello che è
  stato questo disegno di legge e che, oggi, invece li vede barricati
  in una rivoluzione che certamente non ha alcun motivo di esistere e
  di  essere commentata nelle piccole frasi che ci sono in una grande
  riforma.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sul mio sub emendamento 25.1.7.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, il suo sub emendamento è al  comma
  2; noi stiamo ancora discutendo il comma 1.
   Si  passa  al sub emendamento 25.1.2, degli onorevoli  Galvagno  e
  Termine.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  il  sub emendamento 25.1.17,  dell'onorevole
  Falcone, essendo di identico contenuto e dichiarato assorbito.
   Si passa al sub emendamento 11.2.13 bis, del Governo.
   Comunico  che è stato presentato dall'onorevole Cracolici  il  sub
  emendamento  11.2.10, di identico contenuto dell'emendamento  11.8,
  che così recita:

   «Sostituire le parole  1  settembre 2009  con le parole  entro  60
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   CRACOLICI.  E' evidente che questo emendamento si applica  sia  al
  primo che al sesto rigo.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Gli onorevoli Ammatuna, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
                               Donegani,
        Faraone, Ferrara, Galvagno si associano alla richiesta)

      Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 11.2.10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 11.2.10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            77
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          33
   Contrari            42

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione il sub emendamento 11.2.13 bis 1.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo quindi in votazione il sub emendamento 11.2.13 bis così come
  emendato.
   Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, dichiaro precluso il sub emendamento 25.1.16.
   Si passa all'emendamento 25.1.7.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  invito  a
  valutare  con  gli  Uffici  se il comma 2  deve  essere  dichiarato
  inammissibile,  essendo in palese violazione  del  Regolamento  del
  decreto  legislativo n. 502 che al comma 6 stabilisce che  nulla  è
  dovuto  a titolo di indennità di recesso al Direttore generale  nei
  casi  di  cessazione dell'incarico per decadenza, mancata conferma,
  revoca o risoluzione contratto, nonché dimissioni .
   Pertanto  sarebbe  inutile  aprire la discussione  di  merito,  se
  esiste una palese violazione della normativa nazionale. Lo dichiari
  inammissibile e andiamo avanti, signor Presidente, altrimenti se lo
  dichiara ammissibile se ne assume la responsabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, come lei sa, avendo fatto anche il
  vicepresidente di questa Assemblea, un testo una volta che  approda
  in Aula

   SPEZIALE.  No, Signor Presidente, questo appartiene esclusivamente
  alla  sua  prerogativa di Presidente. Siccome le sto  manifestando,
  sulla base di una norma, l'assoluta incongruenza tra il comma  2  e
  la  legge  nazionale, lei farebbe bene a dichiararlo inammissibile,
  così   come   è  giusto  che  sia,  perché  Lei,  come   Presidente
  dell'Assemblea, non solo è garante ma deve rassicurare  l'Assemblea
  di procedere sulla base di una estrema correttezza e linearità.
   Pertanto,  ribadisco  il  mio invito a dichiararlo  inammissibile;
  capisco  il suo disagio e la sua difficoltà, ma caso contrario,  si
  aprirebbe  un  precedente  pericolosissimo,  ossia  legiferare   in
  contrasto con norme nazionali che regolano la materia.

   PRESIDENTE.  Sono stati presentati due emendamenti che  modificano
  il comma 2.

   SPEZIALE. Signor Presidente, alla luce della documentazione da  me
  fornita,  desidero  che  Lei  dichiari  se  ritiene  il   comma   2
  ammissibile  nonostante  il palese contrasto,  ripeto,  con  quanto
  previsto  dal  Regolamento di attuazione al comma 6 che  stabilisce
  che  nulla  è  dovuto ai direttori generali che  cessano  dal  loro
  incarico.
   Comunque, ho capito che Lei non vuole dichiarare l'inammissibilità
  quindi  entro  nel merito, avendo presentato un sub emendamento  al
  comma 2.
   Signor  Presidente,  desideravo  sapere  dall'Assessore  Russo  se
  l'emendamento 25.1, a firma del Governo, è anche a sua firma.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, la prego di fare  un  intervento,
  come suo solito, pacato.
   Lei,  in  questo  momento, si sta relazionando con  il  Parlamento
  nella  qualità  di  deputato e non di Presidente della  Commissione
  Antimafia, quindi, utilizzi il suo tempo e lo spenda come  sa  fare
  normalmente in maniera opportuna.
   Non faccia domande singole ma faccia il suo intervento.

   SPEZIALE  Signor Presidente, il Governo ha applicato ai  Direttori
  generali  che  cessano dall'incarico la stessa  disciplina  che  si
  applica   per   gli   allenatori  di  calcio.  Mancini,   esonerato
  dall'Inter, continua a mantenere il rapporto contrattuale  e  viene
  regolarmente pagato.
   Ma noi non possiamo applicare la disciplina che si applica per gli
  allenatori  di calcio; dobbiamo applicare le leggi dello  Stato  ed
  essere  coerenti  nella formazione del processo  normativo  con  le
  leggi dello Stato.
   Come  ho  detto,  a  mio avviso, il comma 2  non  è  assolutamente
  proponibile ed ho presentato un emendamento che mira a sopprimerlo.
  A  questo  emendamento, il Governo ha prima proposto  l'emendamento
  25.1.8  che  recita  in conformità a quanto previsto  dai  relativi
  contratti individuali di lavoro, e secondo le previsioni di legge ;
  poi  si  è  accorto  di  avere commesso  ancora  un  errore  ed  ha
  presentato  un ulteriore sub emendamento - il 25.1.15 - che  recita
   spetta quanto previsto dalla normativa vigente .
   Mi  rivolgo  all'Assessore, al Governo  tutto,  agli  Uffici:  già
  l'altra volta abbiamo approvato una legge che conferma la legge  in
  vigore.

   PRESIDENTE. Non è la prima volta, onorevole Speziale.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, questo emendamento  è  assolutamente
  inutile a meno che, dietro, non vi sia un retropensiero che non  mi
  è noto in questo momento - non riesco, infatti, ad individuarlo - e
  perché non si vuol fare invece quello che è normale che sia.
   Si  cassi  il comma 2 oppure, Assessore, sostituisca  il  comma  2
  dicendo che si applica quanto previsto dalla normativa nazionale n.
  502,  e siamo così in coerenza con la normativa nazionale e nessuno
  di   noi  avrà  il  dovere-diritto  di  muovere  critiche  al   suo
  comportamento.
   Altrimenti,  mi  viene  da  pensare  che,  rispetto  a   questioni
  delicatissime  che  riguardano  le  risorse  pubbliche  dell'erario
  pubblico, c'è un utilizzo che è fatto per gli amici e per gli amici
  degli  amici;  dire  che chi cessa dal rapporto può  continuare  ad
  avere  un  rapporto contrattuale fino alla scadenza è una  regalia'
  di denaro pubblico.
   Ecco  perché  prima dicevo che si tratta di una vergogna;  se  lei
  vuole correggere la vergogna cassando il comma 2, ne prendo atto  e
  ne sono contento.
   Concludo,  ribadendo la mia richiesta di dichiarare  inammissibile
  il  comma  2 dell'emendamento 25.1 del Governo perchè in  contrasto
  con la normativa nazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale,  la  ringrazio  anche   per   la
  pacatezza del suo intervento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, desidero fare questo richiamo perché
  l'elemento proposto dall'onorevole Speziale cassa l'intero comma 2.
  Il   fatto  che  il  Governo  proponga  una  modifica  al  suo   ex
  emendamento,  in  cui dice che si applica la normativa  vigente,  è
  come scrivere che il cielo è blu e quindi il cielo è blu.
   Mi  permetto però di sottolineare un altro aspetto: abbiamo votato
  una  norma  che  stabilisce un criterio guida  per  le  nomine  dei
  Direttori  generali,  soprattutto per quanto attiene  agli  attuali
  Direttori  generali  in  carica, che non potranno  essere  nominati
  laddove  si sono determinati sforamenti rispetto agli equilibri  di
  bilancio.
   Nell'emendamento del Governo, si dice  i Direttori  generali,  ove
  non  confermati .  Ciò  determina una condizione  di  eccezionalità
  nella   non  riconferma  rispetto  quasi  ad  una  normalità  della
  riconferma stessa.
   Non  so  se  sono  stato  chiaro  perché  il  principio   ove  non
  riconfermati  costituisce quasi una specifica straordinaria  per  i
  quali  si applicano le disposizioni. Da questo punto di vista,  già
  noi  abbiamo votato una norma che prevede che i Direttori  generali
  che  hanno  fatto  le  cose  che hanno fatto,  non  possono  essere
  confermati.
   Ecco  perché  ritengo - e mi rivolgo al Governo - che  se  intende
  specificare che si applica la normativa vigente, credo che non  sia
  difforme  dall'obiettivo  che  propone  l'onorevole  Speziale.   Se
  cassiamo l'intero comma 2, è evidente che i Direttori generali  che
  non  saranno  confermati, se avranno diritto ad  emolumenti  legati
  alla natura del contratto, sarà in forza di legge, non in forza  di
  una facoltà che eserciterà non si capisce chi.
   Invito il Governo, anche per evitare equivoci sul concetto di  ove
  non  confermati   -  che  sembrerebbe quasi in  contraddizione  con
  quanto abbiamo votato non ricordo su quale articolo -, di esprimere
  un   parere   positivo  sull'emendamento  a  firma   dell'onorevole
  Speziale,  perché  è lo stesso, si raggiunge lo  stesso  obiettivo,
  perché  fa  venire meno la possibilità che per legge si riconoscano
  meccanismi   autorizzativi  di  transazione.   Se   ci   sarà   una
  transazione, se la vedrà eventualmente un giudice; saranno  aspetti
  civilistici che nulla hanno a che fare con la legge della Regione.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la Sanità. Onorevole  Speziale,  onorevole
  Cracolici,  onorevoli  deputati, non è  stato  un  capriccio  voler
  regolamentare   per   legge  un  aspetto   che   potrebbe   portare
  l'Amministrazione   regionale  dinnanzi  ad  un   giudice   perché,
  contrariamente - mi permetto di dire -a ciò che è stato  sostenuto,
  la vicenda dei Direttori generali, che dovrebbero andare a casa per
  norma  di legge, non è rapportabile immediatamente, oggettivamente,
  a  quanto  previsto dal decreto legislativo numero  502.  Dico  ciò
  perché  l'ipotesi  cui fa riferimento il sesto comma  dell'articolo
  che  lei  ha  citato, fa riferimento, appunto, a tutte  le  vicende
  interne  alla  legge e c'è una decadenza perché,  per  esempio,  il
  Direttore  generale non ha raggiunto gli obiettivi, non  ha  più  i
  requisiti, è stato risolto il contratto ecc.
   Le  ipotesi previste dal decreto legislativo numero 502 sono tutte
  ipotesi interne allo stesso, in cui il rapporto cessa.
   Qui,  per legge, stiamo normando una materia estremamente delicata
  sulla  quale,  come Lei sa, onorevole Speziale, è  intervenuta,  in
  altri ambiti, la Corte Costituzionale.
   Il tema è il seguente: dinnanzi ad un soggetto che ha un contratto
  di  diritto privato può la legge intervenire e far venire  meno  il
  rapporto?
   Noi  riteniamo  di sì, tant'è che lo abbiamo previsto  per  legge,
  quindi, iuris, a proposito del rapporto contrattuale esistente.
   Avevamo previsto un'ipotesi, abbiamo fatto melius re perpensa  una
  marcia   indietro,  abbiamo  accolto  i  suggerimenti   e   ritengo
  estremamente  opportuno che rimanga il secondo comma  così  come  è
  stato  emendato,  magari accogliendo il suggerimento  preso  da  un
  altro   emendamento,   aggiungendo   spetta  quanto   eventualmente
  previsto dalla normativa vigente .
   Non  saprei  dire se il Direttore generale abbia o no  diritto  ad
  avere riconosciuta un'indennità oppure le stesse mensilità mancanti
  alla cessazione del rapporto.
   A  mio  avviso,  probabilmente, si applica il decreto  legislativo
  numero 502 ma sono convinto che vi siano delle buone ragioni perché
  possa essere fatto valere un diritto.
   Poiché  si  rinvia alla normativa vigente - che  sarà  quella  che
  dovrà  essere  applicata  da   un giudice,  posto  che  non  stiamo
  autorizzando alcunché - credo sarebbe opportuno invece fare  questo
  passaggio e stabilire che, una volta risolto il rapporto, spetta al
  Direttore  generale quanto eventualmente previsto  dalla  normativa
  vigente che peraltro potrebbe anche cambiare da qui a domani.
   Stiamo  quindi dicendo di rimetterci alla normativa  vigente,  che
  non  è  esclusivamente quella del decreto legislativo  numero  502.
  Ecco  perché  non  è  pleonastico  il  riferimento  alla  normativa
  vigente.
   L'ipotesi di decadenza - che andiamo a sancire per legge -  non  è
  l'ipotesi di decadenza prevista dal decreto legislativo numero 502.
  E  non  c'è  nulla di  male a prevedere, senza alcun retropensiero,
  che  spetta  ciò  che  eventualmente  è  previsto  dalla  normativa
  vigente.
   Nel   mio   emendamento,   andrei  ad  aggiungere,   facendo   mio
  l'emendamento a firma dell'onorevole Gucciardi ed altri, la  parola
   eventualmente .

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor   Presidente,  desidero  interloquire   facendo
  emergere una contraddizione nel ragionamento del Governo.
   Se  ci  fermiamo  al comma 1, non aggiungiamo niente;  ovviamente,
  spetta alla normativa vigente.
   Non   occorre  quindi  che  introduciamo  un  secondo  comma   per
  introdurre quello che Lei dice perché, se ci fermiamo al  comma  1,
  spetta alla normativa vigente.
   Se  vogliamo essere precisi e volendo interloquire con Lei,  visto
  che  non  siamo  l'unica Regione che ha legiferato  -  la  Campania
  qualche giorno fa ha ridotto il numero delle ASL da dodici a sette,
  ha  cessato il rapporto di lavoro con i Direttori generali e,  come
  Lei  sa,  ha  applicato il decreto legislativo n. 502, quindi,  non
  spetta  niente  -  l'unico modo per uscirne è  dire   si  applica ,
  perché  è  materia  che si ricollega al decreto legislativo  numero
  502,  se,  proprio,  vogliamo normarlo, perché questa  sarebbe  una
  normativa uniforme a tutta la normativa nazionale.
   In  Campania, proprio qualche giorno fa, è stato riorganizzato  il
  settore sanitario; è stato approvato anche lì il Piano di rientro e
  sono  state istituite sette Aziende al posto di dodici ed  è  stato
  applicato il decreto legislativo numero 502.

   CRACOLICI. Al posto di tredici.

   SPEZIALE. Sì, al posto di tredici.
   Non capisco in forza di quale ragionamento dovremmo legiferare  in
  maniera  diversa  rispetto a come si sta legiferando  in  tutto  il
  resto del Paese.
   Assessore,  poiché  Lei  vuole  interloquire,  le  suggerisco   di
  accogliere il mio emendamento e di sopprimere il comma 2.
   Se, proprio, vuole presentare un emendamento sostitutivo del comma
  2,  preveda, nei casi di cessazione dei rapporti di lavoro,  quanto
  previsto  dal  decreto legislativo numero 502, cosa  che  chiarisce
  tutto.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  stiamo  trattando  una  materia molto delicata  e  che  rischia  di
  compromettere, in qualche modo, i diritti soggettivi delle persone.
   Questo  Parlamento  deve  stare  attento,  proprio  perché  è   un
  Parlamento che deve garantire a tutti pari opportunità. Lo dico  ai
  colleghi  della maggioranza ma voglio dirlo e ricordarlo  anche  ai
  colleghi dell'opposizione che stasera mi sembrano animati non da un
  fare costruttivo ma da un fare diverso.
   Stiamo  trattando materia e diritti soggettivi  che  in  un  Paese
  libero  come l'Italia debbono avere il massimo rispetto  e  ritengo
  che,  così  come  l'ha affrontata l'assessore Russo,  sia  il  modo
  migliore per essere approvata.
   Fatta  salva  la  legge  e  fatti salvi  i  contratti  di  diritto
  individuale,  l'emolumento spetta al Direttore  generale  decaduto,
  revocato  o  comunque in qualche modo sostituito, se e a condizione
  che gli spetti.
   Non vedo per quale motivo stiamo parlando ci stiamo innamorando di
  una sottigliezza    .

   SPEZIALE. Questa sottigliezza costa cinque milioni di euro

   LEANZA  NICOLA. Vuol dire che non avete fiducia nella Magistratura
  perché un giudice non regala soldi a chi non ne ha diritto, quindi,
  non prenderà impegno.
   Credo  nella Magistratura e ritengo che l'emendamento del  Governo
  garantisca da un lato la Regione e dall'altro i diritti individuali
  delle  persone, fino a prova contraria, perbene che hanno garantito
  il giusto svolgimento di un'attività.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un po'
  di  confusione  possa  pregiudicare una  scrittura  corretta  della
  norma.
   Fermo  restando che la mia posizione - ma credo sia  quella  della
  stragrande maggioranza di questo Parlamento - sia quella di  essere
  nettamente  contrario a qualunque tipo di regalie  che  si  possano
  fare  ai Direttori generali o a chicchessia con sperpero di  denaro
  pubblico,  oggi  siamo  chiamati, in questi passaggi  rigorosamente
  tecnici, peraltro, a costruire una norma generale ed astratta.
   Considerato  che la norma non la possiamo costruire  ad  personam,
  dobbiamo cercare di capire di cosa stiamo parlando.
   L'articolo  3 bis del decreto legislativo numero 502 disciplina  e
  rinvia  alle Regioni le cause di cessazione del rapporto di  lavoro
  dei Direttori amministrativi e dei Direttori sanitari. Nulla dice a
  proposito del rinvio alle Regioni, per quanto riguarda il  rapporto
  di  lavoro del Direttore generale, precisando, comunque, che  è  un
  rapporto  privato  e,  in  quanto  tale,  disciplinato  in  maniera
  specifica  dalla normativa vigente in materia, sulla  quale  questo
  Parlamento non ha assolutamente competenza.
   Ho ascoltato tante cose questa sera, ma il rinvio dinamico che una
  legge fa ad un'altra legge mi sembra rientri nell'ordine delle cose
  e  credo che aggiungere alla norma la parola  eventualmente   renda
  giustizia  alla volontà del legislatore che deve essere esattamente
  quella  di  non attivare meccanismi di contenzioso tra  la  Regione
  siciliana  e,  in  questo  caso,  i Direttori  generali  che  hanno
  stipulato  un  contratto di diritto privato e, come tale,  dobbiamo
  trattarlo.
   Pertanto,  credo  che  la  norma  scritta  in  questo  modo  possa
  rispondere,  signor Presidente, membri del Governo, colleghi,  agli
  obiettivi che il Parlamento si dovrebbe prefiggere.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro chiesto di parlare,  pongo  in
  votazione il sub emendamento 25.1.7. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (Gli   onorevoli  Bonomo,  Cracolici,  De  Benedictis,   Di
      Benedetto,  Digiacomo,  Di Guardo,  Faraone  e   Galvagno  si
      associano alla richiesta)

      Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 25.1.7

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 25.1.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            78
   Votanti             77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          39
   Contrari            37
   Astenuto              1

                            (E' approvato)

                              (Applausi)

   Onorevoli  colleghi, tutti gli altri emendamenti  al  comma  2  si
  intendono preclusi.
   Si passa al sub emendamento 25.1.19, dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un attimo
  di attenzione all'Aula perché è una questione delicata.
   Questo sub emendamento, da me appena presentato - come poco  fa  è
  avvenuto  con  il voto d'Aula, la maggioranza ha stabilito  che  le
  nuove Aziende entreranno in vigore dall'1 settembre 2009 - si  pone
  l'obiettivo  di  regolare, dal momento in cui  verrà  approvata  la
  legge  all'1   settembre 2009, le modalità da parte  degli  attuali
  Direttori  della gestione delle Aziende, evitando  che  gli  stessi
  possano  compiere, durante questa fase detta  di interregno ,  atti
  straordinari che in qualche modo determinano una situazione in  cui
  il  nuovo sistema si troverà ad ereditare atti per i quali comunque
  dovrà risponderne anche in futuro.
   Allora,  quest'emendamento si limita a stabilire - ed  io  adesso,
  eventualmente,   presenterò  un  ulteriore   sub   emendamento   di
  precisazione,  perché  mi rendo conto che  ci  potrebbe  essere  un
  problema interpretativo - che, per quanto riguarda le assunzioni di
  personale,  per quanto riguarda le acquisizioni di beni e  servizi,
  per  quanto  riguarda  la costituzione di  unità,  di  nuove  unità
  semplici   e/o   complesse   queste  possono   realizzarsi   previa
  autorizzazione dell'Assessore il quale, in coerenza  col  Piano  di
  rientro,  dovrà  eventualmente esercitare la sua autorizzazione  in
  maniera  che non si determinino atti difformi al Piano  di  rientro
  stesso.

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)

   Ma  mi  rendo  conto, e lo dico all'Assessore,  che  rischiamo  di
  bloccare  totalmente  la  macchina e,  pertanto,  sono  disposto  a
  presentare un ulteriore sub emendamento di precisazione, nel  senso
  che  gli atti che superino una certa cifra dovranno essere soggetti
  all'autorizzazione  dell'Assessore.  In  altri   termini,   se   un
  Direttore  generale  deve  comprare le  garze,  deve  garantire  il
  funzionamento della macchina

   ANTINORO,  assessore per i beni culturali, ambientali  e  pubblica
  istruzione. Questa è ordinaria amministrazione

   CRACOLICI.   Esattamente,   io  parlo,   infatti,   di   atti   di
  straordinaria amministrazione. E allora il problema è già  risolto.
  Qualcuno  mi faceva notare che potrebbe essere fissato  in  maniera
  perentoria   un   tetto   di  spesa  oltre   il   quale   necessita
  l'autorizzazione   dell'Assessore;   diversamente,   si    potrebbe
  determinare un blocco della macchina.
   Io,  da questo punto di vista, mi rimetto alla valutazione, perché
  penso   che   atti  di  straordinaria  amministrazione  sono   atti
  eccezionali,  gli atti di ordinaria amministrazione  sono  atti  di
  normale  azione amministrativa. Pertanto, ritengo che l'emendamento
  in  se  è  già sufficiente ma, laddove l'Assessore dovesse valutare
  che    questo    potrebbe   pregiudicare    il    buon    andamento
  dell'Amministrazione, sono disposto a fare una precisazione in  tal
  senso.
   Mi  pare del tutto evidente che, pur avendo fiducia in tutti,  una
  cosa  però  dobbiamo affermare e cioè che stiamo facendo una  legge
  che  cambia il sistema; avete - e ne prendo atto - deciso di  farla
  entrare  in  vigore  dal primo settembre,  però  da  qui  al  primo
  settembre dobbiamo stare attenti che non si verifichino determinati
  atti.  E spero che i colleghi condividano la preoccupazione che  mi
  spinge a sottoporre questo emendamento alla valutazione dell'Aula.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, onorevole Cracolici, avevo anticipato, rispetto alla  sua
  richiesta  di  fare  entrare in vigore il sistema  al  sessantesimo
  giorno   dalla   pubblicazione   della   legge,   con   riferimento
  all'interregno  che  ci sarebbe stato. Se, invece,  passava  l'idea
  governativa,  come  è  passata, di applicare il  sistema  al  primo
  settembre, l'assessore si sarebbe fatto carico di disciplinare  con
  delle direttive la gestione della fase di interregno.
   Io  ritengo  che  vada fatto con un atto amministrativo,  però  mi
  rimetto  alla  volontà dell'Aula. Su questo credo  che  i  concetti
  siano    chiari,    ordinaria   amministrazione   e   straordinaria
  amministrazione; comunque, mi rimetto alla volontà dell'Aula.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Vorrei fare una precisazione in ordine all'articolo
  117  del  Regolamento interno. Non è Piano di rientro ma  Piano  di
  contenimento e riqualificazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito a formalizzare  il  sub
  emendamento; pertanto, sospendo brevemente la seduta.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18,39, è ripresa alle ore 18,43)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dall'onorevole Cracolici il seguente sub emendamento  25.1.19  bis,
  interamente sostitutivo dell'emendamento 25.1.19:
   «Nelle  more della operatività delle aziende sanitarie provinciali
  e  ospedaliere,  i  direttori  generali  delle  aziende  in  carica
  esercitano  funzioni di ordinaria amministrazione in  coerenza  con
  gli  obiettivi del piano di contenimento e di riqualificazione  del
  sistema sanitario.
   Ogni  atto  straordinario che riguardi assunzioni di  personale  e
  acquisizione di beni e servizi, esternalizzazione di servizi nonché
  istituzione  di  nuove  unità semplici e/o complesse  dovrà  essere
  autorizzato dall'assessore alla sanità».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   CRACOLICI. E' una vergogna
   Quando  il  parere della Commissione è favorevole si vota  con  la
  seguente  formula:  chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.
   La considero una gravissima scorrettezza

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, l'emendamento è stato  posto  in
  votazione  Ciò che Lei sostiene non è scritto da nessuna parte.
   Si passa all'emendamento 25.1.10.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che Lei
  è  invitato ad aprire la discussione generale per ogni emendamento,
  per  consentire eventualmente di  discuterlo, dopo di che si  passa
  alla richiesta del parere. E' necessario ristabilire le regole.
   Io vorrei capire cosa questo emendamento va a modificare, e vorrei
  capire il Governo perché è favorevole e, soprattutto, voglio vedere
  cosa  fa  la maggioranza. A questo punto vediamo se avete  recitato
  fino  in fondo, e lo dico ai colleghi dell'UDC che hanno fatto pure
  un comunicato stampa sulla materia.
   Il  testo  che  è uscito dalla Commissione prevedeva  che  possono
  espletare  il  mandato di direttore generale per una sola  volta  i
  componenti  nominati,  e  ciò in seguito a un  emendamento  firmato
  dall'onorevole  Cordaro e dall'onorevole Maira.  Leggo  adesso  che
  l'onorevole  Maira  è  firmatario di un emendamento  che  smentisce
  quello che ha proposto in Commissione.

   MAIRA. Ho cambiato idea.

   CRACOLICI.  E'  vero, solo gli stupidi non cambiano  opinione,  ma
  bisogna spiegarlo
   Mettiamoci  d'accordo. Vogliamo fare oggi una norma che stabilisce
  il  principio  della riconferma? Vorrei ricordare che  qui  si  sta
  stabilendo  una  cosa molto grave e vorrei che il Presidente  della
  Regione  mi  ascoltasse  perché, con questa  norma,  non  solo  noi
  procediamo  alla eventuale riconferma già in atto dei direttori  in
  carica,  ma siccome sarebbero nuovi direttori, in quanto  ai  sensi
  dell'articolo 11 questi direttori - che probabilmente  hanno  fatto
  già  per 5 o 6 anni i direttori generali - potranno essere nominati
  per  tre  anni, più altri tre anni. Cioè, con questa  norma  stiamo
  stabilendo  che i direttori generali possono durare dai  12  ai  15
  anni,   perché  questo  è  quello  che  effettivamente   succederà.
  Addirittura ce ne sono alcuni che fanno i direttori da ancor  prima
  che io facessi il deputato.

             (Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)

   Quindi,  oggi  si vuole stabilire con norma che ci sono  direttori
  nominati  prima  del  2001 che con questa  norma  diventano  nuovi,
  perché  sono  solo quelli nominati all'azienda di cui  all'articolo
  11;  il  Governo  deve spiegare la coerenza; dottore  Russo,  o  il
  Governo  non  lo  ha capito - mi permetto di dire -  o  qui  stiamo
  assistendo ad una sceneggiata. Il Governo ha dato parere favorevole
  ad  una  norma che stabilisce che i direttori generali da vent'anni
  in  Sicilia,  e  per vent'anni, saranno sempre gli  stessi.  Questo
  prevede  la  norma, tanto per essere chiari e senza  fare  giri  di
  parola  o  infigimenti, io esprimo il parere contrario e su  questo
  chiedo il voto segreto.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  mi  assumo  la
  responsabilità di avere apposto la firma a questo sub  emendamento,
  che  cambia il testo dell'articolo uscito dalla Commissione,  anche
  se  dichiaro di subordinare il mantenimento della mia firma ad  una
  precisazione che mi aspetto venga fatta dal Governo e  dagli  altri
  capigruppo  della  maggioranza. Ho apposto  la  mia  firma  al  sub
  emendamento  per una considerazione logica, che mi ha convinto  nel
  momento   in  cui  ho  cambiato  idea  rispetto  alla   mia   prima
  formulazione  di  sottoscrizione.  Il  Governo  dice  che  limitare
  l'affidamento  di  un  incarico  manageriale  per  una  sola  volta
  comprimerebbe  la  possibilità  di utilizzare  Direttori  generali-
  manager  che  dovessero  dimostrare una grande  capacità  e  quindi
  perdere  professionalità  a danno del sistema;  ma  in  ogni  caso,
  l'aver  prolungato  a  sei  anni,  seppure  con  due  mandati,   la
  possibilità di utilizzo, cambia poco come tempo rispetto ai  cinque
  anni  previsto dal testo uscito dalla Commissione. Pertanto, se  il
  Governo e i capigruppo della maggioranza mi confermano che il senso
  voluto  sia  dal  Governo  che  dalla  maggioranza  su  questo  sub
  emendamento,   che   porta  anche  la   mia   firma,   è   conforme
  all'intenzione  che  ho  appena espresso, la  mantengo,  altrimenti
  dichiarerò alla Presidenza di ritirarla.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per la Sanità. Signor Presidente,  voglio  dire
  all'onorevole  Cracolici  che forse gli è  sfuggita  una  ulteriore
  possibilità, cioè che lui abbia letto male.

   CRACOLICI. Può succedere.

   RUSSO, assessore per la Sanità. Leggiamolo insieme. Il Governo  ha
  dato  parere favorevole, e per certi aspetti aveva pure sollecitato
  questa  modifica, perché, intanto, l'ambito applicativo concerne  i
  nuovi   direttori  generali  delle  nuove  aziende,  non   a   caso
  l'emendamento  esordisce  dicendo  comma 1  dell'articolo  11   che
  riguarda le nuove aziende ospedaliere e in perfetta coerenza con il
  decreto  legislativo 502 che prevede un contratto da tre  a  cinque
  anni  rinnovabile. Noi diciamo che è rinnovabile soltanto una volta
  nella stessa azienda, e ciò va nella direzione di stringere i tempi
  di  permanenza nell'azienda fissata originariamente in cinque  anni
  da taluni in senso assoluto, da altri soltanto in una azienda.
   La  posizione  del  Governo  è estremamente  chiara:  i  direttori
  generali  hanno  un contratto di tre anni, dopo i  tre  anni,  alla
  stregua  delle  norme che tutti abbiamo votato, si   valuta  se  il
  direttore  è  bravo e allora lo si riconferma per  altri  tre  anni
  nella  stessa azienda; se alla fine del mandato che non può  essere
  superiore  a  sei anni, ci troviamo di fronte un nuovo  Marchionne,
  non  vedo  perché non lo posso utilizzare in un'altra  azienda,  se
  invece  è un incapace lo mando a casa. Ma se è un incapace  e,  nel
  corso  del  contratto abbiamo tutti gli elementi per  accorgercene,
  con  l'articolo 21 bis lo possiamo mandare a casa prima.  Pertanto,
  non vedo quale sia la ragione per non affrontare serenamente questo
  tema:  non cinque anni, ma sei anni con una prima valutazione fatta
  a  tre  anni;  il  contratto finisce a tre  anni;  se  è  bravo  lo
  riconfermiamo,  se è veramente bravo dopo i sei  anni  lo  possiamo
  utilizzare in un'altra azienda.
   Credo che non dobbiamo avere pregiudizi a prescindere della figura
  del direttore generale. Io mi auguro di potere trovare un direttore
  generale che sia talmente bravo che mi sana un'azienda, e  poi  una
  seconda  azienda, e poi una terza azienda; se si incontra una  tale
  professionalità, non ci possiamo permettere il lusso di  sprecarla.
  Il  problema  è quello dei controlli e la capacità di  misurare  il
  lavoro  fatto  in  azienda senza logiche di  appartenenza,  ma  con
  logiche di efficienza.

   CRACOLICI.  Di appartenenza. Diciamolo pure. Qui, o si appartiene,
  o non si va da nessuna parte.
   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  sarò  breve. Fermo restando che io ritengo debba essere la politica
  a  fornire gli strumenti ai manager per fare bene, e cioè una buona
  riforma e la possibilità di avere strumenti adeguati. Quindi, fatta
  questa  premessa  doverosa,  caro assessore,  è  difficile  trovare
  Marchionne,  perché Marchionne ha strumenti che sono  a  monte,  ha
  risorse,  innovazione, modernizzazione, che noi stiamo tentando  di
  introdurre.
   Onorevole Cracolici, mi pare speciosa questa polemica, perché  nel
  momento  in  cui si ha la possibilità di affidare ad un manager  un
  secondo  mandato, quando il precedente è stato virtuoso, mi  sembra
  oltremodo ingiusto, oltre che inutile, non consentire al manager di
  continuare  la  propria  opera. Certo,  mi  convince  anche  questa
  contrazione  dei  tempi  di valutazione, forse  cinque  anni  erano
  troppi; mi convince il fatto che la prima valutazione avvenga  dopo
  tre anni e che successivamente si possa riconfermare la fiducia  al
  manager. Onorevoli colleghi, cerchiamo di andare avanti in  maniera
  virtuosa.  Cerchiamo di fornire alla Sicilia una riforma  sanitaria
  virtuosa. Non ci aggrovigliamo attorno a sottigliezze che poi  alla
  fine certamente non servono a noi, non servono alla politica e  non
  servono neanche ai siciliani.
   Portiamo  avanti con serenità questo percorso, abbiamo  affrontato
  molti  articoli  della riforma, continuiamo a lavorare  insieme  e,
  probabilmente, consegneremo ai siciliani una buona riforma.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rivolgo  un
  appello  all'Aula e all'onorevole Cracolici che poco fa  è  rimasto
  amareggiato  per  un  comportamento, secondo  lui  inadeguato,  del
  sottoscritto.  Le  chiedo  scusa se  in  qualche  modo  quel  clima
  costruttivo un po' si è incrinato, mi piacerebbe che ritornassimo a
  ragionare sui temi veri, quelli che appartengono alla gente, quelli
  che  appartengono  a  questo Parlamento e  quello  che  ci  debbono
  consentire,  come poco fa detto dall'onorevole Buzzanca,  di  avere
  una buona legge.
   L'emendamento  che  stiamo trattando è un  emendamento  molto  più
  giusto  nel  merito  di quello che limitava ad una  sola  volta,  a
  cinque anni, la permanenza del manager nella stessa AUSL.
   Dico  ciò  perché siccome si vuole valorizzare il  merito,  questo
  vuol dire valorizzare i più bravi e se qualcuno è bravo e riceve un
  secondo mandato come Direttore generale è un fatto positivo; perché
  altrimenti si cadrebbe nella casta, considerato che per noi non  ci
  sono  limitazioni,  eccetto  per quelli dell'MPA,  considerato  che
  abbiamo  approvato uno statuto secondo il quale non possono esserci
  più di due mandati.
   Da  questo  punto  di  vista  ritengo che  nel  merito,  onorevole
  Cracolici,  sia una norma giusta che consente merito ed equilibrio,
  consente  all'Assessore - considerato che stiamo facendo una  buona
  legge  -, se dopo tre anni qualcuno è inadeguato, se non è in grado
  di  poter  portare avanti un'Azienda sanitaria, di  metterlo  fuori
  dall'azienda;  quindi ritengo sia giusto votare questo  emendamento
  perché è un emendamento che va nella direzione intrapresa da questo
  disegno di legge che coniuga efficienza, merito ed efficacia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dall'onorevole  Speziale il sub emendamento  25.1.10.1,  che  cassa
  dall'emendamento 25.1.10 le parole  nella stessa azienda'.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  vorrei  precisare  che   il   mio
  emendamento,  cassando  le  parole   nella  stessa  azienda'  rende
  possibile che la nomina può avvenire in quella azienda, ma anche in
  altre aziende.

   PRESIDENTE. Con la precisazione dell'onorevole Speziale, pongo  in
  votazione   il   sub  emendamento  25.1.10.1.   Il   parere   della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  torna  all'emendamento  25.1.10,  a  firma  degli
  onorevoli  Pogliese, Leontini e Maira. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Laccoto
  il sub emendamento 25.1.20.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la votazione  era
  una  norma  di  legge  che dava disposizioni precise  ai  Direttori
  generali e diceva quali erano gli atti che potevano essere posti in
  essere e quali erano quelli che non potevano essere messi in atto.
   Nell'interesse  generale, il mio emendamento  dice  solamente  che
  l'assessore  darà  direttive ai Direttori generali  sugli  atti  di
  ordinaria o straordinaria amministrazione che possono essere  messi
  in atto.
   E'  qualcosa di completamente diverso, ma ha un senso  se  teniamo
  conto  che  da qui a settembre abbiamo la possibilità di  non  fare
  cose  pazze.  Siccome  abbiamo fatto  una  norma  che  consente  di
  aspettare fino all'1 settembre, l'assessore, ovvero il Governo,  si
  prenda  la  responsabilità di dire quali sono gli atti di ordinaria
  amministrazione e quali quelli di straordinaria amministrazione che
  si possono fare fino a settembre.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, abbiamo già discusso, da  un  punto
  di vista normativo, su questo argomento.
   Non   credo   che  i  Direttori  generali  modifichino   la   loro
  configurazione  giuridica  in virtù  di  una  norma  approvata  che
  entrerà in vigore a settembre. Non è cambiato né il contratto né la
  configurazione giuridica
   I  Direttori generali hanno gli obiettivi stipulati ai tempi della
  loro  sottoscrizione del contratto col Governo e quelli  porteranno
  in  porto fino alla fine del mandato. Il fatto che abbiamo previsto
  l'entrata  in vigore l'1   settembre non modifica né la natura  del
  contratto, né gli obiettivi del Governo.

   LACCOTO.  Sì,  signor Presidente, il problema è che  questa  norma
  entrerà  in  vigore l'1   settembre. Faccio un esempio:  in  alcuni
  casi  non riusciamo ad avere anestesisti mentre riusciamo ad  avere
  consulenti esterni e addetti stampa che costano milioni e  milioni.
  E' una vergogna
   Poiché,  purtroppo,  è  stato approvato quell'emendamento  che  dà
  tempo  fino all'1 settembre per l'entrata in vigore della  riforma,
  diamo al Governo la possibilità di prevedere che se si ha personale
  medico in turn-over si assume, caso contrario non si può fare.  Non
  si  possono fare quegli atti che oggi, purtroppo, anche se  noi  lo
  abbiamo previsto, entreranno in vigore l'1 settembre.
   Credo che sia un fatto di equilibrio che consenta di mettere,  per
  lo meno, una pezza.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
  emendamento non è lo stesso e il fatto che lei lo abbia  apprezzato
  ci consente di superare una querelle interpretativa.
   Questo emendamento si limita, semplicemente, a tradurre quello che
  ha  già  detto l'assessore in Aula, e cioè che era suo intendimento
  fissare  delle  direttive per i direttori in carica  delle  aziende
  fino alle nuove che andranno a costituirsi.
   Mentre  questo  l'assessore  lo  faceva  sulla  base  di  un  atto
  volontaristico,  la  norma  supporta  l'azione  dell'assessore  nel
  definire  i  criteri  che saranno definiti con apposita  direttiva,
  cioè  con  circolare, ai Direttori. Mi pare che da questo punto  di
  vista  da  forza di legge ad un atto amministrativo che l'assessore
  aveva già annunciato.
   Credo, pertanto, che questo emendamento, è molto diverso da quello
  che abbiamo respinto, che fissava i requisiti di straordinarietà  e
  li  autorizzava  solo  nel  caso  in  cui  venivano  a  loro  volta
  autorizzati dall'assessore.
   Qui  non  è prevista un'autorizzazione per i singoli atti,  ma  si
  prevede  che l'assessore deve dare le direttive su quali  sono  gli
  atti che possono prodursi in questa fase di interregno.
   Spero, quindi, che sia chiaro il senso dell'emendamento.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il fatto  che
  il  sub  emendamento non è stato neanche distribuito, mi sembra  di
  ricordare che sia stato già votato un emendamento analogo.
   Ritengo che l'emendamento di che trattasi sia inammissibile.
   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che è accaduto
  è quanto meno una caduta di stile.
   Non  si  può,  onorevoli  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza,   contribuire  a  scrivere  un  emendamento   e   poi,
  determinare una votazione che ha bocciato l'emendamento  che  si  è
  contribuito a scrivere.
   O lo diciamo in maniera chiara e schietta o ci stiamo prendendo in
  giro, e non bastano gli appelli dell'onorevole Leanza che invita  a
  rimettere in pista quel clima di collaborazione.
   Quanto  sta  accadendo comprova quello che ho detto.  Me  ne  sono
  stato  zitto, come tanti altri deputati, ad aspettare  che  uscisse
  fuori la lepre dalla tana, e la lepre è uscita.
   Sostanzialmente dice che l'assessore può, con circolare e con atto
  amministrativo,    determinare   ciò    che    era    oggetto    di
  quell'emendamento,  ma  noi stiamo dicendo chiaramente  che  non  è
  detto che lo potrà fare, perché non siamo d'accordo.
   Allora, ditelo in maniera chiara perché si determina così un clima
  di leale confronto tra maggioranza e opposizione. Ditelo in maniera
  chiara,  senza  giochetti, senza giri di parole, perché  da  questo
  punto  di  vista  bisogna  capire se in  questi  mesi  si  vogliono
  lasciare  le  mani libere ai Direttori generali o a chi  verrà  per
  fare le operazioni politiche che noi conosciamo e che hanno portato
  a  un  miliardo  e duecento milioni di deficit nel  nostro  sistema
  sanitario.
   Ditelo in maniera chiara e assumetevene le responsabilità
   Così  si  fa, anche per quanto concerne il confronto  in  un  Aula
  parlamentare: non mi pare che esistano altri sistemi.
   Noi  stiamo  utilizzando  un  altro  sistema,  invece,  quello  di
  contribuire seriamente, con emendamenti, a scrivere una buona legge
  e  mettere  da parte quelli che possono essere i calcoli elettorali
  rispetto alle elezioni che stanno alle porte.
   Questo  è il discrimine, signor Presidente, fra quello che  stiamo
  facendo  e  quello che sta accadendo e mi dispiace che è  accaduto,
  anche  per quanto concerne  una forma di compartecipazione da parte
  della Presidenza di turno.
   Lo  dico  con  dispiacere, ma ci tengo a  dirlo  e  sottolinearlo,
  perché questo non si fa in alcun modo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che
  questo  emendamento, a firma dell'onorevole Laccoto, sia meritevole
  di  essere  apprezzato  e  per questo intervengo  sollecitando  sia
  l'attenzione del Governo, sia quella della Commissione e di tutti i
  colleghi parlamentari.
   A  prescindere da quello che ciascuno di noi può pensare, non vi è
  dubbio che ci troviamo nella fattispecie di dover normare una  fase
  transitoria che vede, da qui alla costituzione delle nuove aziende,
  i  Direttori  generali in carica e le aziende in carica,  a  dovere
  espletare delle funzioni.
   Come  avviene  in qualunque circostanza del genere, stabilire  che
  l'assessore   regoli   -  e  potrei  dire,  può   farlo   comunque,
  indipendentemente dalla legge che scriviamo - quali sono  gli  atti
  che  possono  essere  assoggettati alle autorizzazioni  speciali  e
  quali invece gli atti di normale amministrazione a cui il Direttore
  può  procedere, mi sembra una norma di così evidente buon senso che
  ci  stupirebbe  che  il Parlamento non la ritenesse  meritevole  di
  approvazione.
   Innanzitutto,   credo  che  l'assessore  dovrebbe  esprimere   più
  compiutamente  il  suo  pensiero in ordine a questo  emendamento  e
  l'Aula dovrebbe riflettere su quello che, invece, comporterebbe  la
  non  approvazione  di questa legge o, cosa che comunque  credo  non
  possa  avvenire perché l'assessore ne ha in ogni caso  facoltà,  la
  mancata   emanazione  di  direttive  sugli  atti  che  i  Direttori
  generali, nelle more, possono o non possono approvare.
   Credo  che  questo sia un emendamento che meriti assolutamente  di
  essere  approvato  e  chiedo per questo, che l'Aula  si  adegui  al
  testo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'emendamento  in questione non sia da porre in votazione  per  due
  motivi.
   Primo.   Non   è  cambiando  qualche  virgola  o  qualche   parola
  dell'emendamento che si possa inficiare una votazione dell'Aula  di
  qualche minuto prima, perché sarebbe un aggiramento dei Regolamenti
  parlamentari ed un grave precedente.
   Due:  mi  sembra  del  tutto ultroneo perché  sostanzialmente  con
  quell'emendamento sii dice all'assessore ciò che la  legge  dà  già
  come facoltà all'assessore stesso di mettere in pratica.
   Ma,  ripeto,  il motivo principale è che, ponendolo in  votazione,
  creeremmo un precedente molto pericoloso.

                      Per richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che, a
  questo  punto,  ho  più di un sospetto sull'incidente  avvenuto  in
  Aula.  Infatti, lo ritenevo un incidente, devo ammettere di essermi
  sbagliato: era una pervicace volontà di stabilire un principio che,
  nelle more che entri in vigore la legge, farà succedere il far west
  nelle Aziende sanitarie ospedaliere in Sicilia, perché mi pare  che
  l'Aula oggi voglia dire questo.
   Ad ogni modo, lei, signor Presidente, si determinerà.
   Prendo  atto  che  aveva  dichiarato, quando  parlava  l'onorevole
  Laccoto,  una  valutazione favorevole, se ora valuterà diversamente
  rientra nella sua autonomia, Così come rientra nell'autonomia della
  Presidenza dichiarare l'ammissibilità o meno dell'emendamento.
   Voglio  soltanto  precisare, dal punto di vista lessicale,  perché
  qui   si   fanno   richiami  sul  fatto  che  quest'emendamento   è
  sostanzialmente quello che abbiamo già votato, che così non è.
   L'emendamento  che non è stato approvato prevedeva un  divieto  da
  parte dei Direttori a fare degli atti in forza di legge; diceva  ai
  Direttori  di non poter compiere atti straordinari ed  elencava  le
  fattispecie.  Questo  emendamento,  invece,  non  si   rivolge   ai
  Direttori,  non  determina vincoli legislativi nei confronti  degli
  stessi, ma afferma una volontà di legge.
   Lo  dico  all'onorevole  Formica, che  ha  parlato  delle  facoltà
  dell'assessore in merito; è vero, l'assessore ha una facoltà, e noi
  con  questo  emendamento rendiamo la facoltà un obbligo,  cioè  che
  l'assessore deve fare un atto in cui dà le direttive sugli atti che
  sono determinati nelle prossime settimane dai Direttori.
   Proprio quello che ha detto Lei conferma che se l'assessore ha una
  facoltà, quest'emendamento rende la facoltà un obbligo.

   FORMICA. Quindi interveniamo su un atto che abbiamo già votato.
   CRACOLICI.  No, perché qui si interviene su un atto nei  confronti
  dell'assessore, non dei Direttori.
   Lei  potrà  interpretarla  come vuole,  onorevole  Formica,  ma  è
  evidente che anche dichiarare quest'emendamento improponibile è una
  forzatura  ai  sensi  del Regolamento, perché non  c'è  dubbio  che
  quest'emendamento prevede una fattispecie giuridica in capo  ad  un
  soggetto  giuridico che è diverso da quello che era previsto  dalla
  norma precedente.
   Quindi, voi volete a questo punto evitare che ci sia una qualunque
  forma   di  regolazione  delle  prossime  settimane,  e  questo   è
  inaccettabile; vi preparate a determinare una situazione  di  fatto
  che pregiudica anche i tentativi di innovazione che timidamente  si
  stanno cercando di affrontare con questa legge.
   E di questo vi dovete assumere la responsabilità.

   DINA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE.  Prima  di  darle  la  parola  onorevole  Dina  voglio
  anticipare la decisione della Presidenza.
   Contrariamente  a  quanto aveva capito l'onorevole  Cracolici,  la
  Presidenza  non  aveva anticipato l'ammissibilità dell'emendamento,
  ma  l'inammissibilità dello stesso a norma di Regolamento; se vuole
  possiamo leggere il resoconto stenografico.
   Ma al di là di questo, credo che stiamo facendo  la tempesta in un
  bicchiere d'acqua , perché io ritenevo di richiedere al Governo una
  formale  rassicurazione  al Parlamento che dopo  l'approvazione  di
  questa norma, con circolare avrebbe potuto normare quelli che  sono
  gli obblighi, gli atti straordinari e gli atti ordinari.
   Pertanto, secondo me, stiamo perdendo un'ora del nostro tempo  per
  qualcosa che si potrebbe tranquillamente mettere in pratica con  la
  semplice  comunicazione  del  Governo,  domani  con  circolare  del
  Governo.

   DINA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  rassicurare
  l'onorevole   Cracolici   perché  ho   l'impressione   che   questo
  spartiacque  che  si  vuole tracciare tra il  prima  e  il  dopo  è
  alquanto strano.
   Non  vorrei che fino ad oggi questi Direttori generali chissà cosa
  abbiano fatto; non credo che non abbiano lavorato rispettando norme
  e  rispettando soprattutto quelle che sono le indicazioni del Piano
  di  rientro  che  l'Assessore ha cercato, in maniera  cogente,  con
  circolari,  con indicazioni, di indirizzare nella giusta  direzione
  dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità.
   Anzi,   oserei   dire   che   questo  emendamento   è   limitativo
  dell'operatività    dell'Assessore,   perché    dà    all'Assessore
  l'indicazione di agire solo sugli atti di straordinaria e ordinaria
  amministrazione  indicando  già un percorso.  Invece,  bisognerebbe
  lasciarlo  libero  di agire secondo le sue facoltà,  andando  nella
  direzione  in cui è andato fino ad ora; quindi lo ritengo superfluo
  e  concordo  sempre  su  una flessibilità che  era  il  presupposto
  dell'intervento precedente.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   propongo   di   trasformare
  l'emendamento dell'onorevole Laccoto in ordine del giorno,  con  il
  parere favorevole del Governo, così possiamo così ritenere superata
  la questione.
   La  Presidenza metterà in votazione quest'ordine del  giorno  alla
  fine della seduta, prima del votazione finale del disegno di legge.

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  io, peraltro, lo scriverei in positivo come  ordine  del
  giorno  che impegna il Governo e dovrebbe essere questo  il  senso:
   Nelle more dell'operatività delle nuove aziende di cui al comma  1
  -  ma  possiamo  esplicitare  meglio - l'Assessore  per  la  sanità
  formula  direttive  in  ordine agli atti che i  direttori  generali
  possono  adottare per garantire l'ordinata, economica ed efficiente
  successione  tra  gli enti di cui all'articolo  11,  oltre  che  il
  corretto   espletamento  delle  funzioni  proprie   delle   aziende
  sanitarie .
   Potrebbe,  quindi, diventare un ordine del giorno che  impegna  il
  Governo.

   CRACOLICI. Nelle more cosa succede?

   RUSSO,   assessore  per  la  Sanità.  Per  garantire   l'ordinata,
  economica   ed  efficiente  successione  tra  gli   enti   di   cui
  all'articolo  11. E' una fase che avvia la successione,  disciplina
  esattamente questo periodo, perché nelle more dell'operatività  .

   CRACOLICI. Le nuove aziende ripartono dal primo settembre, non c'è
  una successione.

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità.  Nelle  more  dell'operatività
  l'Assemblea dovrebbe chiedere all'Assessore di formulare direttive,
  porre, avviare al meglio il sistema che sia efficiente, economico e
  corretto, oltre che garantire le funzioni sanitarie. A mio avviso è
  palese, poi se lo vogliamo riscrivere lo riscriviamo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  giustamente  si
  dice che l'ordine del giorno sarà oggetto di successive votazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccato, questo non è qualcosa  di  anomalo
  rispetto alla prassi consolidata.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io le devo dare atto  che  quando  ha
  presieduto  i lavori di quest'Aula, al di là di quelle che  possono
  essere le sue convinzioni personali, ha sempre rispettato la prassi
  parlamentare.
   La   cosa   che  credo  non  si  debba  fare  è  che,  quando   un
  Vicepresidente  presiede per suo conto possa modificare  la  prassi
  d'Aula, perché bisogna far prevalere il proprio pensiero.
   Io   credo   che  questo  non  è  possibile  farlo  da  Presidente
  dell'Assemblea,  le posso fare un esempio molto tranquillo:  io  ho
  presieduto  la  Commissione, come lei sa;  in  momenti  particolari
  posso  non  avere condiviso alcune questioni però, me ne  può  dare
  atto  la  Commissione, non ho mai ostacolato quelle  che  erano  le
  decisioni e le intenzioni della Commissione stessa.
   Credo che questo sia un corretto andamento istituzionale.
   Ora Lei, quale Presidente dell'Assemblea, credo debba garantire in
  tutto  e  per  tutto, anche quando presiedono altri al  posto  suo,
  quelle  che  sono  le prassi e quelle che sono le  indicazioni  che
  vengono dall'Assemblea.
   Signor  Presidente, eravamo di fronte ad un fatto  particolarmente
  grave  per  l'Assemblea, il Governo e il Presidente dell'Assemblea,
  uno si era rimesso all'Aula e l'altro aveva dato parere favorevole.
   Non  si può, secondo le proprie idee, che ora emergono anche negli
  interventi, andare per forza nelle indicazioni volute da  qualcuno.
  Questo  lo  si  può fare da singolo deputato, ma non da  Presidente
  dell'Assemblea, per lo più facente funzione.
   Ecco  qual è il senso di questo mio sub emendamento, che  non  può
  essere   dichiarato  inammissibile  secondo  le   indicazioni   che
  provengono dall'onorevole Formica o dall'onorevole Dina, può essere
  dichiarato  inammissibile da Lei, però credo sarebbe una forzatura,
  e  l'onorevole Formica avrebbe fatto bene ad astenersi,  in  questo
  caso, dal dare qualsiasi indicazione, avendo già fatto qualcosa  di
  scorretto verso l'Assemblea.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non credo che il Presidente Formica
  abbia voluto fare qualcosa forzando il Regolamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero poco  attento
  all'inizio e mi meraviglia il fatto che l'onorevole Laccoto, che di
  solito   è   un  deputato  attento,  possa  non  aver  interpretato
  correttamente  lo svolgimento della votazione che è  stata  di  una
  esemplarità unica: ho dato il tempo a tutti i colleghi deputati  di
  riflettere prima del voto e semplicemente sulla modalità di voto e,
  l'onorevole  Laccoto  dovrebbe  esserne  consapevole  di  ciò,   ho
  applicato la modalità corretta da Statuto perché così come  prevede
  lo  Statuto ho detto  chi è favorevole all'emendamento si alzi, chi
  è  contrario  rimanga seduto'. Non capisco cosa intenda l'onorevole
  Laccoto.

   PRESIDENTE.  Allora  si  intende  che  questo  emendamento   viene
  trasformato  in  ordine  del giorno e sarà votato,  con  un  parere
  favorevole  già  anticipato dal Governo, al termine dell'esame  del
  disegno di legge.
   Pongo in votazione l'articolo 25, così come emendato.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
    Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale  (248/A)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, noi abbiamo emendato l'articolo
  25  con  l'emendamento  25.1.10, che  porta  il  titolo   Nomina  e
  valutazione dei Direttori generali'.
   Volevamo sapere, siccome noi abbiamo presentato il sub emendamento
  26.3.1,  che esattamente recita  Nomina e valutazione dei Direttori
  generali', se lei intende proporlo.
   E' questo il contenuto. Se non adesso, quando dobbiamo discuterlo?

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Benedictis,  questo   emendamento   è
  interamente sostitutivo dell'articolo 25 e assorbe gli articoli  26
  e 27.
   Questi  emendamenti che hanno una loro ratio, come il suo,  quindi
  una loro autonomia, e verranno votati come emendamenti aggiuntivi.

   DE BENEDITIS. Signor Presidente, le faccio presente che la materia
  è   esattamente  identica  a  quella  dell'articolo  25;   dovremo,
  successivamente,  operare  un  coordinamento  con  il   testo   per
  riportarlo in seno all'articolo 25.

   PRESIDENTE. Era già previsto, onorevole De Benedictis.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Governo
  all'articolo  25,  con un articolo di due commi,  di  cui  uno  già
  cassato, tende ad abrogare tre articoli.
   Questa   impostazione  mi  sembra  pretenziosa,  anche  perché   i
  successivi  due  articoli  riguardano la nomina  dei  direttori,  e
  quindi una serie di criteri valutativi e le funzioni.
   Suggerirei,   se   la  Presidenza  è  d'accordo,  di   trasformare
  l'emendamento  del  Governo come sostitutivo dell'articolo  25.  In
  caso   contrario  l'emendamento  dell'onorevole  Leontini   diventa
  aggiuntivo.
   L'emendamento  degli onorevoli Leontini e Maira  che  riguarda  la
  durata,  ha  lo  stesso principio dell'emendamento  26.3,  che  tra
  l'altro  nelle prime tre righe è identico, quindi, non  si  capisce
  quale diventa aggiuntivo.
   Propongo   di   votare  l'articolo  25  così   modificato,   e   i
  subemendamenti che facevano parte degli articoli 26 e 27  diventano
  modificativi degli stessi.
   Altrimenti  noi abbiamo presentato degli emendamenti ad  un  testo
  che adesso non esiste più, e quindi, in teoria, questi andranno  in
  coda.
   Dico questo perché ci sono aspetti che regolano anche il principio
  di nomina e di valutazione.
   Signor  Presidente, o l'emendamento 26.3 viene  inserito  in  coda
  all'emendamento  dell'onorevole Leontini oppure lo  trattiamo  come
  emendamento sostitutivo dell'articolo 26.

   PRESIDENTE.    Onorevole    Cracolici,    all'inizio    dell'esame
  dell'articolo  25,  abbiamo votato e bocciato due  emendamenti  che
  andavano in questa direzione.
   Credo  che fosse l'emendamento 25.1.2 ed un altro ancora  che  non
  ricordo.
   Essi  tendevano a modificare le parole  articoli 25, 26 e 27'  con
  le parole  articolo 25' cioè limitavano il maxi emendamento al solo
  articolo 25. L'emendamento 25.1.2, posto in votazione, è stato  già
  bocciato.
   Non è un incidente al quale non si può porre rimedio.
   Possiamo votare l'articolo 25 e gli emendamenti 26.3.1 e il 26.3.2
  saranno trattati da articoli aggiuntivi; hanno vita autonoma perché
  trattano  di  criteri  di  nomina e di  valutazione  dei  direttori
  generali.  Nei  fatti,  andranno  a  sostituire  quelli  che  erano
  inseriti all'articolo 26.
   Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione  l'emendamento  25.1  del
  Governo, così come modificato. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti agli articoli 25,  26  e
  27, tranne quelli di cui abbiamo già parlato, sono preclusi.
   Comunico   che  gli  onorevoli  Cracolici,  De  Benedictis   hanno
  presentato  il  sub  emendamento  26.3.1.  Comunico,  altresì,  che
  all'emendamento  26.3.1  è  stato presentato  dal  Governo  il  sub
  emendamento 26.3.2.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  capire  che
  fine   ha  fatto  l'emendamento  25.4  che  ritengo  debba   essere
  trasferito agli emendamenti aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dina, gli Uffici lo stanno verificando.  Si
  passa all'esame dell'emendamento 26.3.1 su cui dobbiamo fare alcune
  precisazioni:  al primo comma, le prime tre righe  sono  modificate
  dall'emendamento  25.1.10  che abbiamo già  approvato,  quindi,  si
  elimina  il  periodo da  direttori generali  fino alle  parole   la
  stessa durata massima.
   Gli  Uffici  hanno  l'autorizzazione,  in  sede  di  coordinamento
  formale,  ad apportare questa modifica. Prima di porre in votazione
  l'emendamento comunico che è stato presentato un sub emendamento  a
  firma  del Governo:  al quarto comma sostituire la parola  procede
  con   le  parole   può  procedere ,  e  le  parole   mediante  gara
  pubblica ,   avvalendosi  altresì  della  consulenza   dell'agenzia
  sanitaria  nazionale, sono sostituite con le parole  mediante  gara
  ad evidenza pubblica  e il comma 5 è soppresso.
   Il  Governo  dovrebbe  chiarirci se al  comma  4  dell'emendamento
  26.3.1 esiste la copertura finanziaria o meno; perché le prime  tre
  righe  del comma 1 vengono eliminate dato che abbiamo già approvato
  un  emendamento che norma la durata dei contratti; il comma 5 viene
  soppresso dal suo emendamento.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'emendamento  26.3.2  era  presentato  alla  precedente
  versione indicata nel testo, per cui adesso l'effetto normativo  si
  limita al  può procedere .

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una esigenza da  parte  degli
  Uffici,  di  verificare  la  compatibilità  di  questa  norma   con
  l'articolo  8  che  abbiamo già discusso nelle  giorni  precedenti.
  Pertanto, sospendo brevemente la seduta per qualche minuto.

      (La seduta, sospesa alle ore 19,40 è ripresa alle ore 20.11)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    si    riprende    l'esame
  dell'emendamento 26.3.2 del Governo.

   RUSSO, assessore per la sanità. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato dagli  onorevole  Gucciardi  e
  Cracolici  il  sub  emendamento 26.3.1.1, che è stato  riscritto  e
  contrassegnato dal numero 26.3.1.1 bis.
   Pertanto, si passa all'esame dell'ultima parte del sub emendamento
  26.3.1.1.bis, che così recita:
    Al  comma  2,  premettere le seguenti parole  Ferme  restando  le
  cause  di incompatibilità previste dalla normativa vigente' e  dopo
  le  parole   azienda medesima' aggiungere  o di altre  aziende  del
  sistema sanitario regionale' .
   Pongo  in votazione il comma 2 dell'emendamento 26.3.1.1  bis.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  mi
  creda,  pur  impegnandomi al massimo non ho capito che cosa  stiamo
  emendando. Chiedo quindi un attimo di riflessione. L'emendamento in
  discussione a cosa si riferisce?

   PRESIDENTE.   L'emendamento  di  riferimento  è  il  26.3.1,   che
  inizialmente  è  stato  rimodulato,  e  le  modifiche  allo  stesso
  emendamento  riguardano  le  prime  tre  righe,  che   sono   state
  soppresse.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
  che   dal  momento  che  si  era  determinato  un  equivoco   sulla
  incompatibilità  della  funzione  di  Direttore  generale,   si   è
  specificato   fermo  restando le cause di incompatibilità  previste
  dalla  normativa vigente , vale a dire quelle previste dal  decreto
  legislativo n. 502, che questa norma si limita a prevedere cause di
  incompatibilità  tra la funzione di Direttore generale  e  soggetti
  esterni all'azienda, ma di cui l'azienda esercita, in qualche modo,
  vigilanza e controllo.
   La  dico  brutalmente - tanto si è già risolta e  di  questo  sono
  lieto -, il caso che si è determinato, ad esempio, all'Azienda 6 di
  Palermo  nella  quale  il  Direttore generale  era  stato  nominato
  componente  della  Fondazione   San  Raffaele'  esercitando,   come
  azienda,  poteri  di  vigilanza  sulla  Fondazione.  Pertanto,   si
  determinava un conflitto tra controllore e controllato.
   Ora, questa norma stabilisce che la carica di Direttore generale è
  incompatibile  con funzioni di vigilanza esercitate  dal  Direttore
  stesso nei confronti di soggetti che sono sottoposti alla vigilanza
  dell'azienda stessa.

   PRESIDENTE.   Il   parere   della   Commissione   sul   comma    2
  dell'emendamento 26.3.1.1bis?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                (E' approvato limitatamente al comma 2)

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Dina e  Maira  il
  subemendamento 26.3.1.2, che così recita:  Il comma 4 è cassato.
   Pongo   in   votazione   il   sub  emendamento   26.3.1.2   nonché
  l'emendamento 26.3.1.1 bis degli onorevoli Gucciardi  e  Cracolici,
  che tende a cassare anch'esso il comma 4.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante  la
  sospensione,  nell'approfondimento che si è svolto, si  è  ritenuto
  che  il  comma  4,  così  come formulato nel testo  originario  del
  Governo,  contrassegnato dal numero 26.3.1 fosse improponibile,  in
  quanto  già  nell'articolo  8,  al comma  3,  lettera  d),  si  era
  immaginato  un  criterio,  una  modalità  e  si  è  votato  per  la
  valutazione  dei direttori generali attraverso l'agenzia  sanitaria
  nazionale.
   Pertanto, il comma 4, così com'è formulato nell'emendamento 26.3.1
  è  effettivamente  in contrasto. Tuttavia è possibile  -  e  questo
  spiega  perché  io sono contrario all'abrogazione  del  comma  4  -
  riprendere  il  senso dell'emendamento 26.3.1 che, sostanzialmente,
  al  pari  di  quanto  si  fa  in altre Regioni  italiane,  consente
  all'Amministrazione  di  avvalersi di una  qualificata  agenzia  di
  valutazione esterna.
   Per  tali  ragioni  abbiamo presentato un  emendamento  che  verrà
  sottoposto successivamente all'attenzione dell'Aula e che,  ripeto,
  consente  una facoltà ed è in subordine rispetto a quanto stabilito
  con  l'articolo  8  avvalendoci dell'agenzia  nazionale  sanitaria.
  Quindi,  in subordine istituiamo una facoltà. Mi sembra  sia  utile
  non  cassare il comma 4 in modo da avvalersi, in seguito, di questa
  facoltà    che    ho   indicato   e   che   sarebbe   rappresentata
  nell'emendamento 26.3.1.3, che discuteremo successivamente.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento  che
  tende a cassare il comma 4, quindi la facoltà anche di ricorrere ad
  agenzia esterna, trova la sua ragion d'essere nel fatto che c'è  un
  assessorato  che ha professionalità, che ha dipendenti  cui  potere
  fare  ricorso per una valutazione di questo genere. Ritengo  dunque
  che  un'  agenzia  esterna sia una sorta di sovrastruttura  che  si
  potrebbe evitare di istituire.
   Altra  considerazione  sta  nel  fatto  che  trattandosi  di   una
  sovrastruttura che graverebbe non soltanto sui fondi  del  servizio
  sanitario  nazionale, bensì sui fondi dell'Assessorato, quindi  sui
  costi  di  gestione dello stesso, ciò richiederebbe  una  copertura
  finanziaria adeguata.
   Pertanto,   concludo  dicendo  che,  a  mio  avviso,   mancano   i
  presupposti  sia  delle  finalità che della  copertura  finanziaria
  dell'emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  riferimento
  agli argomenti trattati nei precedenti interventi dall'onorevole De
  Benedictis  e  dall'onorevole Dina,  vale  a  dire  del  fatto  che
  l'Assessorato, quindi non l'Assessore - così come avviene  peraltro
  in altre Regioni italiane - si possa avvalere di enti qualificati e
  tra  l'altro  indipendenti, al di là della vicenda della  copertura
  finanziaria,  vorrei ricordare che se dovessimo  valutare  soltanto
  questo  aspetto,  allora dovremmo fermarci con il provvedimento  al
  nostro esame, in quanto, se fosse così, buona parte delle norme che
  stiamo approvando necessitano di copertura finanziaria.
   Siccome  stiamo  parlando di una copertura macro che  è  il  Fondo
  sanitario   regionale,  mi  pare  assolutamente  peregrina   questa
  considerazione.  Tuttavia, per il momento, intendo  tralasciare  la
  parte   che  riguarda  la  copertura  finanziaria.  In  ogni  caso,
  l'argomento  dell'onorevole Dina dimostra la  necessità  di  questo
  soggetto. Vorrei ricordare che l'assessore è il soggetto che fa  le
  proposte alla Giunta di nomina dei direttori, ed è lo stesso che in
  qualche  modo  indica,  su  proposta  dell'assessore,  i  dirigenti
  generali presso la Giunta regionale.
   Se qui si determina un principio che la necessaria valutazione dei
  direttori generali sia affidata ad un soggetto terzo, mai  come  in
  questo  caso  il  principio che c'è l'assessorato  è  un  principio
  debole.
   Altre regioni già si sono dotate di strutture che in qualche  modo
  valutano l'azione dei direttori generali.
   Con  la  teoria dell'onorevole Dina avremmo anche in  questi  anni
  avuto l'assessorato, al di là dell'assessore, che poteva esercitare
  i  poteri  valutativi. Non mi risulta che l'assessorato,  e  quindi
  l'assessore,  e  poi  la  Giunta  abbiano  esercitato  tali  poteri
  valutativi  determinando  anche  delle  conseguenze.  Se   vogliamo
  nasconderci dietro un dito, lo possiamo anche fare, credo però -  e
  lo  dico  all'onorevole Dina - che serve a tutto il sistema sentire
  che c'è una valutazione affidata a soggetti terzi, così come si  fa
  con il POR.
   Ormai  il  concetto  della valutazione   ex  ante'  ed   ex  post'
  costituisce  uno  dei  criteri  della efficienza  e  dell'efficacia
  dell'azione amministrativa.
   Penso  dunque che la proposta di mantenere in vita la  possibilità
  di avvalersi di un soggetto qualificato esterno all'amministrazione
  regionale, costituisca un elemento che rafforza il rapporto  con  i
  direttori  e  non  lo  indebolisce. E rafforza  anche  la  funzione
  dell'assessorato.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sono  preoccupato
  delle  valutazioni dell'onorevole Cracolici laddove  individua  nei
  dipendenti  dell'assessorato  dei  soggetti  asserviti  al   potere
  politico.
   La  separazione della gestione dall'indirizzo politico dà terzietà
  alla gestione che i dipendenti fanno.
   Non  è  pensabile  che  vi siano dipendenti  asserviti  al  potere
  politico  e  quindi fuori dalla valutazione dei principi  che  sono
  chiaramente indicati e che io condivido.
   Su  quei  princìpi indicati, ci saranno dipendenti che avranno  la
  stessa  professionalità, che non è necessario  andare  a  ricercare
  all'esterno  arrivando alla presunzione che l'esterno è sicuramente
  terzo   Si  può  essere  terzi in quanto  la  gestione  è  separata
  dall'indirizzo politico, e questa è salvaguardia. Sono convinto che
  anche l'assessore deve considerare i dipendenti in questo senso.
   I dipendenti hanno,  a mio avviso, anche questo ruolo di terzietà,
  di continuità, di salvaguardia di una continuità amministrativa che
  è garanzia per tutti.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo di dovere
  spendere  ulteriori  argomentazioni a  sostegno  della  motivazione
  contraria   a   quanto  contenuto  nel  comma  4   dell'emendamento
  all'articolo 26.
   Questo  Governo,  questo  Presidente e anche  l'assessore  per  la
  sanità ci hanno abituati - lo dice sempre anche l'onorevole Lenza -
  ad  una  politica  morigerata, di contenimento  della  spesa  e  di
  valorizzazione  delle professionalità esistenti  all'interno  della
  Regione siciliana.
   In  particolare, è notorio che i funzionari dell'assessorato della
  sanità    sono   di   altissima   preparazione   e   di   altissima
  professionalità.  Condivido l'idea che va  valutato  l'operato  dei
  manager,  ma questo deve essere affidato esclusivamente all'interno
  degli  uffici  della  Regione siciliana  e  dell'assessorato  della
  sanità.
   Sarebbe  veramente  una  mortificazione verso  le  professionalità
  esistenti  all'interno  della Regione negare  che  una  valutazione
  sull'operato dei manager, per essere fatta, debba essere  demandata
  ad  un'agenzia esterna; lo ritengo sbagliato e sono convinto che il
  Governo  abbia già attivato un sistema interno agli uffici  per  la
  valorizzazione  dei  nostri  funzionari e  dipendenti.  Altrimenti,
  questa  iniziativa  servirà  soltanto a creare  l'ennesima  agenzia
  utile al solo fine di creare un ulteriore strumento di clientela, e
  certamente non aiuterà a migliorare la condizione in cui  versa  la
  sanità in Sicilia.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia  quando
  si    vuole   sottrarre   la   decisione   di   un   Governo,    di
  un'Amministrazione  al  controllo  degli  eletti,  e   comunque   a
  controlli  indiscreti, e soprattutto quando ci si  vuole  sottrarre
  alle proprie responsabilità, da tempo si è inventato il sistema  di
  ricorrere ad altri decisori.
   Per  esempio,  il cosiddetto  sistema Cuffaro  per espropriare  il
  Parlamento della necessaria opera di controllo, di fatto negli anni
  come   ha   operato?  Ha  operato  svuotando  di   competenze   gli
  assessorati, e gli assessori con la moltiplicazione di una serie di
  agenzie, di una serie di società cui veniva, di fatto, affidata  la
  gestione di volta in volta dei fondi europei piuttosto dell'impiego
  di quasi tutte le risorse della Regione.
   Ma  vi è di più. Se, per esempio, ci si vuole sottrarre ancora una
  volta  alle proprie responsabilità basta dire che si individua  una
  società  esterna, magari di grande profilo, però  poi  succede  che
  quella  società  esterna,  magari, subappalta  l'operato  ad  altra
  società. Quindi, cari colleghi, può accadere che quella società  fa
  ciò  che  magari la politica vorrebbe fare, ma non lo fa perché  la
  politica  è  soggetta a controllo, ma quella società essendo  terza
  può  deliberare indisturbata in quel momento senza essere  soggetta
  ad alcun controllo.
   Io  ritengo che l'assessore abbia dimostrato, nei fatti, di essere
  in grado di esercitare il controllo. Basta amministrare bene, basta
  dare  per  tempo gli obiettivi ed applicare le leggi esistenti.  E'
  soltanto  applicando le leggi esistenti che oggi si  può  sollevare
  dall'incarico qualsiasi manager

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor presidente, onorevoli colleghi, gli  interventi
  che  mi  hanno  preceduto hanno alimentato in me una preoccupazione
  molto seria in quanto ho sentito che l'Assessorato regionale per la
  Sanità,  sarebbe attrezzato per svolgere i controlli  previsti  dal
  decreto legislativo 502 e successive modifiche ed integrazioni.
   In  questa legge abbiamo approvato delle norme importanti, ma  che
  tuttavia  credo  siano  state  un  modo  per  ribadire  quanto  già
  contenuto  nelle  leggi  dello Stato  e  non  applicate  in  questa
  Regione.
   Ho  avuto  modo  di  dirlo  diverse volte,  in  questa  sede,  che
  l'Assessorato regionale alla sanità, negli anni precedenti, non  ha
  avuto  neppure la più pallida idea di che cosa significhi controllo
  di gestione e controllo sulla gestione.
   A  tutt'oggi  la  stragrande maggioranza delle  aziende  sanitarie
  siciliane  -  altrimenti stiamo approvando una legge  senza  sapere
  esattamente cosa succede all'interno delle aziende sanitarie -  non
  svolge  il  controllo  di gestione che è previsto  ed  imposto  dal
  decreto  legislativo 502, senza la necessità che  in  questa  legge
  dettassimo queste norme ulteriori.
   Allora,  dire che non è necessaria l'agenzia esterna  solo  perché
  l'Assessorato  ha  la struttura e la dimensione  professionale  per
  svolgere  il  controllo  sulla  gestione  delle  aziende  sanitarie
  imposto  per legge, questo davvero mi sembra esagerato,  mi  sembra
  troppo.
   Noi,  invece,  in  questa sede, ribadiamo - lo  abbiamo  detto  in
  interventi  precedenti - che è assolutamente necessario strutturare
  l'Assessorato regionale alla sanità con professionalità idonee  per
  svolgere   quei  controlli  che  non  sono  stati  mai  svolti   in
  precedenza,  e  che  hanno determinato spesso il mancato  controllo
  sulla spesa sanitaria della Regione.
   Allora,  credo  che il Parlamento, nell'ulteriore svolgimento  dei
  lavori  su  questa importante e fondamentale riforma,  debba  tener
  profondamente  conto  di  ciò  che  non  è  stato  e  di  ciò   che
  necessariamente deve essere in futuro.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi  prima   di   dare   la   parola
  all'onorevole Maira, vorrei comunicare l'organizzazione dei lavori.
   La  Presidenza  sarebbe  dell'avviso di andare  avanti  fino  alla
  conclusione  di  questo  articolo 26, dopo di  che  sospenderemo  i
  lavori per mezzora, e andiamo avanti fino alla fine del disegno  di
  legge entro stanotte; non daremo il voto finale questa notte perché
  dobbiamo  dare  il tempo agli uffici di apportare quelle  modifiche
  necessarie  al  fine di dare una configurazione organica  a  questo
  testo.  Per  cui, daremo il voto finale al disegno di legge  domani
  pomeriggio alle ore 17.00, orario in cui voteremmo anche la proroga
  dell'esercizio  provvisorio,  che  domani  mattina  la  Commissione
   Bilancio'  esaminerà  e  voterà, e la proroga  dei  contratti  dei
  precari  per un altro mese. Quindi, domani pomeriggio voteremmo  le
  tre leggi: le due di bilancio e la legge sulla sanità.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira.

   MAIRA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido questo
  sub  emendamento  nella sua interezza, tant'è  che  mi  appresto  a
  presentare  un sub emendamento soppressivo dell'intero articolo,  e
  comunque  per  la parte che riguarda il comma 4. Ebbene,  se  fossi
  l'Assessore  per la sanità, mi ribellerei al senso di questo  comma
  4, in quanto è una previsione normativa che, sostanzialmente, mette
  in dubbio la correttezza del titolare dell'Assessorato alla sanità.
   Le  procedure  per la nomina dei direttori generali delle  aziende
  sanitarie  sono normate per legge dal decreto legislativo  502  del
  1992,  e  non occorre alcuna agenzia, alcun organo esterno  che  ne
  determini  la  valutazione dei curriculum, perché sono  predisposti
  per  legge  e  perché  vanno valutati secondo quelle  che  sono  le
  prescrizioni normative già esistenti.
   Oserei dire che andiamo contro norme fondamentali, e questo  è  un
  comma  meritevole  di impugnazione da parte del  Commissario  dello
  Stato.  Aggiungo  che  nella disattenzione quasi  generale,  questo
  comma,  così  come  è formulato, secondo me viola  quella  che  era
  l'intenzione   della  VI  Commissione,  allorquando   nella   prima
  formulazione  prescrisse che la valutazione  sui  manager  passasse
  dalla  Commissione, non soltanto come parere, ma  addirittura  come
  parere vincolante.
   E'  stato distribuito un emendamento a firma del Presidente  della
  VI  Commissione che ripristina questo concetto, e credo che  questa
  sia  la via giusta, nel senso che un organo di questo Parlamento  è
  chiamato  a valutare la correttezza della scelta dei curriculum  e,
  quindi,  diamo  nuovamente  competenza legislativa  inderogabile  e
  prescrittiva alla VI Commissione.
   Credo  che questa sia una norma che rivaluta assieme sia l'operato
  dell'Assessore, sia l'operato di questo Parlamento, ed anticipo che
  questo emendamento troverà il consenso di voto del Gruppo dell'UDC.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. L'emendamento al  quarto  comma,
  presentato  dagli  onorevoli Cracolici e De  Benedictis  merita  un
  attimo  di  attenzione. Forse è sfuggito che è stato già  approvato
  sul  testo  formulato dalla Commissione l'articolo 8 comma  d)  che
  prevede  l'esternalizzazione  della  funzione  di  valutazione  dei
  manager.  E'  stata affidata all'Agenzia nazionale  per  i  servizi
  sanitari regionali la valutazione dell'operato dei manager.
   Il  comma, così emendato, dà l'ulteriore possibilità all'Assessore
  di  accedere,  attraverso una gara di evidenza pubblica,  anche  ad
  altra  Agenzia esperta nel settore, quindi a mio avviso  si  amplia
  una  scelta che, altrimenti, sulla base di un dettato normativo che
  è  stato  espresso sul testo della Commissione e  votato  in  Aula,
  andrebbe  soltanto  ad  un solo indirizzo l'Agenzia  nazionale  dei
  servizi sanitari che è anche un'Agenzia esperta che, peraltro, allo
  stato non svolge questa funzione, e quindi sarebbe bloccata da  una
  norma di legge che rimette la valutazione all'Agenzia nazionale per
  i  servizi  sanitari, quando magari non opera o può  anche  operare
  male.
   Allora,  credo  sia  opportuno questo  emendamento  perchè  dà  la
  possibilità all'Assessore di poter ampliare l'utilizzo di  un  ente
  terzo,  il  cui principio è stato fissato da quest'Aula  approvando
  l'articolo 8.
   Pertanto, il Governo si rimette all'Aula con questa precisazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, stiamo votando  due  emendamenti
  insieme,  quello a firma degli onorevoli Dina e Maira che  sopprime
  il  comma 4 e quella parte dell'emendamento a firma degli onorevoli
  Gucciardi e Cracolici che sopprime il comma 4.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità.  Mi  riferivo  all'emendamento
  26.3.1.3.

   PRESIDENTE.  Questo  lo  voteremo  dopo.  Stiamo  votando  i   due
  emendamenti che sopprimono il comma 4.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dichiaro  di
  ritirare il subemendamento 26.3.1.1 che sopprimeva il comma 4.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ritira l'emendamento  solo  nella
  parte  relativa  al  comma 4. Rimane sempre l'emendamento  a  firma
  dell'onorevole Dina.

   CRACOLICI.  Sì, lo ritiro anche in funzione di ciò  che  ha  detto
  l'Assessore, perché vorrei dire all'onorevole Dina, che  ha  difeso
  il  principio  che  sia l'Assessorato a fare  la  valutazione,  che
  questa tesi è smentita da quello che lei ha votato in Commissione.
   In  Commissione  avete  votato una norma che  stabilisce  che  sia
  l'Agenzia nazionale a procedere alla valutazione.
   Questo  emendamento, che sopprime il comma 4 si limita ad ampliare
  la   possibilità  che  l'Assessore  attraverso  gara  ad   evidenza
  pubblica, individui un soggetto esterno qualificato che possa  fare
  anch'esso o in alternativa la valutazione.
   Spero   che   l'onorevole   Dina  si  sia   sbagliato   e   ritiri
  l'emendamento, perché altrimenti siamo alla pazzia.

   DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  alla  luce  delle
  dichiarazioni  dell'Assessore e delle  precisazioni  fatte  ritengo
  che,  volendo intervenire in questo vulnus che è sfuggito ossia  di
  demandare   all'Agenzia  nazionale,  stiamo   preparando   un   sub
  emendamento  in  cui  diciamo che sarà  l'Assessorato  a   valutare
  secondo le previsioni di cui al comma 3.
   Pertanto,  mantengo  questo  emendamento,  ma  presento   un   sub
  emendamento che interviene nell'individuazione dell'Assessorato per
  i compiti che sarebbero di questa Agenzia teorica.
   Nel  sub  emendamento  si  andrà a prevedere  che  all'Agenzia  si
  sostituisce l'Assessorato alla sanità.
   Scegliamo quindi se cassare o meno il comma.

   CRACOLICI. E' già stato votato all'articolo 8.

   PRESIDENTE. L'Agenzia esiste già nel testo, in uno degli  articoli
  già approvati.

   DINA.  Con  il  subemendamento  si  vuole intervenire  dove  viene
  richiamata la procedura e individuiamo nell'Assessorato l'ente  che
  può  dare  quelle  valutazioni, che altrimenti  potrebbero  passare
  all'Agenzia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dagli   onorevoli  Cracolici  e  De  Benedictis  il  seguente   sub
  emendamento 23.3.1.3, che riscrive il comma 4 in questo senso:  per
  le  attività di valutazioni di cui all'articolo 7, comma 8, lettera
  d),  della presente legge, l'assessore regionale per la sanità  può
  altresì  avvalersi di agenzia esterna indipendente qualificata  nel
  settore, da individuarsi mediante gara ad evidenza pubblica.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vista   la
  stanchezza  di tutti noi, non vorrei che rischiamo di appassionarci
  a cose che non credo siano motivo di divisioni.
   L'emendamento  dell'onorevole  De  Benedictis,  che   ho   firmato
  anch'io,  che  sostituisce  il comma 4 del  testo  dell'emendamento
  originario, sostanzialmente, dice che l'Assessore può altresì, cioè
  è una facoltà che viene data in capo all'Assessorato, esercitare la
  valutazione attraverso un soggetto esterno.
   Qui, non stiamo determinando un obbligo, perché l'obbligo già  c'è
  con l'agenzia nazionale. Si dice che l'Assessore  può altresì...  .
   Mi sembra una soluzione di buon senso che viene esercitata con una
  facoltà. Arrovellarci su questo principio mi sembra illogico.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, alla  luce  delle  dichiarazioni
  dell'Assessore  sul  comma  4,  credo  che  la  via  più  utile  da
  percorrere   sia  quella  di  mettere  in  votazione  l'emendamento
  26.3.1.3, a firma De Benedictis e Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti al comma 4 sono preclusi.
   Comunica  che è stato presentato dagli onorevoli Laccoto ed  altri
  il sub emendamento aggiuntivo 26.3.1.4.

   LACCOTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 26.3.1.1. bis,  nella
  prima  parte  modificativa  del  comma  5  che  recita:   non  sono
  riconfermati nella loro carica i direttori generali che  non  siano
  stati   oggetto  di  valutazione  positiva,  ai  sensi  di   quanto
  disposto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 26.3.1, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Questo  emendamento che abbiamo approvato sostituisce  per  intero
  l'articolo 26 del disegno di legge.
   L'articolo 27 è precluso.
   Onorevoli  colleghi, tra gli emendamenti aggiuntivi è  rimasto  da
  esaminare  il 25.4, degli onorevoli Leontini e Maira  che  è  stato
  poco  fa  richiamato dall'onorevole Dina, che così recita:  Per  la
  gestione di strutture pubbliche finalizzate alla riabilitazione  ed
  al  trattamento  della  disabilità, è  fatto  divieto  assoluto  di
  ricorrere alla sottoscrizione di eventuali forme associative e/o di
  join venture .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  non  ha bisogno di essere illustrato, credo che sia chiaro, e credo
  che il collega Dina ponga un problema rispetto ad una degenerazione
  che è intervenuta in questi anni, in particolare per quanto attiene
  alla possibilità di avvalerci di esperienze professionali, anche ad
  iniziativa privata, nel nostro territorio, in Sicilia.
   Vorrei  essere  molto  franco, mi riferisco  in  particolare  alla
  vicenda  della  Fondazione Maugeri, che è stata  una  tipologia  di
  attività con la quale, di fatto, alcune strutture ospedaliere della
  nostra  Regione sono state cedute nella gestione per quanto attiene
  alla riabilitazione.
   Devo  dire che avrei preferito che quest'emendamento si ampliasse,
  non  solo  per  la gestione della riabilitazione, ma anche  per  la
  gestione degli interventi per acuti, perchè anche la Fondazione San
  Raffaele  è  stata costruita e realizzata attorno  ad  un  ospedale
  pubblico che era l'ospedale di Cefalù.
   Allora,  da  questo  punto  di  vista,  prendo  atto  che   l'UDC,
  attraverso  l'onorevole  Dina, oggi presenta  un  emendamento  che,
  sostanzialmente,  suona  come una feroce critica  ai  provvedimenti
  varati  negli  anni  scorsi dal precedente Governo,  però  dobbiamo
  metterci  d'accordo, perché una questione è, come ritengo,  evitare
  di  dare  a soggetti terzi, ad ospedali pubblici, altra cosa  è  la
  possibilità di gestire in forma associata esperienze che  aumentino
  il Know how nella nostra Regione.
   Secondo questa teoria l'ISMETT non sarebbe mai nata in Sicilia. E'
  evidente    che   l'emendamento   si   riferisce   soltanto    alla
  riabilitazione ed alla disabilità, ma il principio in astratto  che
  non  ci  debbano  essere rapporti con esterni  è  un  atteggiamento
  sbagliato   sul  piano  culturale  e  della  qualità  del   sistema
  sanitario.
   Altra  cosa  è  dire che gli ospedali pubblici non  possono  avere
  gestione privatistica da parte dei soggetti terzi.
   Ecco   perché   suggerisco  all'onorevole  Dina  di  limitare   la
  possibilità   di   queste  joint    venture  o  forme   associative
  esclusivamente per la gestione di strutture pubbliche. Cosa diversa
  è  prevedere  forme nelle modalità previste dalla legge  per  altre
  tipologie di strutture.
   Insomma,  a  proposito degli ospedali che vogliamo riconvertire  -
  perché  credo  che  la  questione che  pone  l'onorevole  Dina  sia
  delicata   anche   su   questo  versante  -   ricordiamo   che   la
  riorganizzazione della rete ospedaliera prevede la riconversione di
  un  numero  di  posti  letto  per  lungodegenza  e  riabilitazione.
  Attenzione  a  far sì che la riabilitazione che prevediamo  per  le
  strutture,  per i posti letto pubblici, diventino una  modalità  di
  gestione attraverso soggetti privati.
   Ecco  perché,  se l'emendamento dell'onorevole Dina  si  riferisce
  esclusivamente  alla  gestione  delle  strutture  pubbliche,   sono
  d'accordo.   Se,   invece,  vuole  limitare  qualunque   forma   di
  associazione con soggetti terzi, sinceramente lo ritengo  sbagliato
  sia  sul  piano culturale che su quello dell'efficacia  dell'azione
  amministrativa.
   Invito, quindi, l'onorevole Dina a specificarlo.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  chiedo  che  i  presentatori  dell'emendamento   possano
  ritornare sui loro passi perché significa precludere ogni forma  di
  gestione  affidata a chi, in quel settore, per esempio,  abbia  una
  riconosciuta  professionalità  a  livello  nazionale,   a   livello
  europeo, a livello mondiale.
   Quindi,  con questa norma, diremmo ai nostri concittadini  che  in
  Sicilia  è  impossibile  che il miglior esperto  di  riabilitazione
  possa  stipulare una convenzione per la cogestione pubblico-privato
  di una struttura riabilitativa.
   Ciò  mi  sembra  estremamente grave; significa impedire  la  buona
  sanità  anche attraverso il concorso dei privati e poi non  capisco
  perché  limitarlo soltanto alla riabilitazione. Per questo  motivo,
  chiedo  che venga ritirato questo emendamento e, in ogni  caso,  il
  parere è contrarissimo.

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, cede all'invito dell'Assessore?

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento mira ad
  evitare  che il pubblico diventi un momento di invasione  di  campo
  dei  privati  nella  gestione. E, comunque,  per  non  pregiudicare
  opportunità  che  si  possono evidenziare durante  il  corso  della
  gestione  degli  ospedali che sono avviati  ad  una  riconversione,
  trattandosi   di  un  momento  di  programmazione,  suggerirei   un
  emendamento in questo senso: qualora si dovesse ricorrere a privati
  per  la  gestione  di  ospedali  pubblici  anche  finalizzati  alla
  riconversione,  possa essere messo in campo anche un  parere  della
  Commissione trattandosi di....

   CRACOLICI. La montagna ha partorito il topolino. Riccardo cuor  di
  leone

   DINA.  No, onorevole Cracolici. Per evitare che venga pregiudicata
  la  possibilità,  sto  preannunciando la presentazione  di  un  sub
  emendamento in tal senso.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI, relatore. Signor Presidente, il sub emendamento dovrebbe
  prevedere  che   Il ricorso alla sottoscrizione di eventuali  forme
  associative  joint  venture  per   la   gestione  delle   strutture
  pubbliche  finalizzate alla riabilitazione ed al trattamento  delle
  joint  adventure e sottoposto a preventivo parere  da  parte  della
  competente Commissione cioè della VI Commissione .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini,  è  questo  il  sub  emendamento
  dell'onorevole  Dina?  Stiamo andando  un  po'  troppo  a  braccio.
  L'onorevole  Dina  doveva  presentare  un  sub  emendamento  mentre
  l'onorevole Leontini ha testè letto qualcos'altro.
   Onorevoli colleghi, chiedo che gli atti vengano formalizzati. Così
  non si può continuare

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il  tema
  posto  è  molto  serio.  Vorrei,  però,  richiamare  i  colleghi  -
  soprattutto  quelli della maggioranza - sul fatto che, all'articolo
  2, parlando di libera scelta, abbiamo cercato di fare capire che la
  libera  scelta,  il coinvolgimento del privato di  qualità,  poteva
  essere un fatto positivo per la nostra Regione.
   Ciò  che  stiamo discutendo oggi con questo emendamento è limitare
  quella  possibilità  del  privato di qualità  che  può  aiutare  il
  pubblico nella riconversione di alcuni ospedali facendoli diventare
  punti di eccellenza.
   Ecco perché mi sembra assolutamente strano questo emendamento.
   Ritengo,  quindi,  che  i  presentatori  dovrebbero  ritirarlo  o,
  comunque, che si esprimesse il voto contrario perché contrasta  con
  quanto legiferato finora da questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se vogliamo  possiamo  concludere
  l'esame  di questo disegno di legge - finora, in queste cinque  ore
  di  lavori d'Aula, abbiamo avuto per il 70 per cento fumo e per  il
  30 per cento sostanza - entro stanotte.
   Comunico fin da adesso che limiterò gli interventi e non accetterò
  più  sub  emendamenti presentati all'ultimo momento.  Si  voteranno
  soltanto  i  documenti  che  ci sono.  Così  non  è  più  possibile
  procedere;  invito tutti i deputati a presentare  adesso  eventuali
  sub  emendamenti, consentendo così alla Presidente di andare avanti
  e avendo tutti le idee più chiare, perché non siamo una stamperia.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI,  relatore. Signor Presidente, dal momento che  noto  che
  l'onorevole  Cracolici  e  gli  altri  suoi  colleghi   si   stanno
  ulteriormente  esercitando  nella  scrittura  di  sub   emendamenti
  all'emendamento, onde evitare che questa loro attività appesantisca
  ulteriormente  i lavori d'Aula, dichiaro di ritirare  l'emendamento
  25.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, convoco i Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  presso il mio studio.
   Sospendo  la seduta ed avverto che la stessa riprenderà  alle  ore
  21.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.08, è ripresa alle ore 22.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'esame  dell'articolo
  28.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 28.
                         Abrogazione di norme

   1.  Sono  abrogate  tutte le norme in contrasto  con  la  presente
  legge».

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  alla
  Presidenza  di  invertire l'ordine dei lavori e riprendere  l'esame
  dell'articolo 14.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Leanza,  se  non  sorgono   osservazioni,
  concludiamo  l'esame  dell'articolo 28 e poi passiamo  all'articolo
  14.
   Così rimane stabilito.
   Comunico  che all'articolo 28 è stato presentato l'emendamento  il
  28.2, a firma degli onorevoli Leontini e Maira.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   quindi  in  votazione  l'articolo  28.  Il  parere   della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 14, precedentemente accantonato.
   Prima  di  passare  all'articolo 14, volevo  capire  se  eventuali
  modifiche  che  noi potremmo apportare all'articolo  14  potrebbero
  avere  ricadute sull'articolo 11 e quindi, se è opportuno  trattare
  prima l'articolo 14 oppure cominciare con l'articolo 11.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  tutti
  noi  abbiamo  avuto  grande rispetto per cercare  concludere  prima
  arrivando a norme condivise. Ma adesso siamo ad uno snodo delicato.
   L'articolo 1 è il sistema, tema sul quale c'è stato dibattito,  la
  Commissione si è divisa, si è determinata. Noi non possiamo pensare
  di arrivare al sistema dalla fine.
   Credo che quest'Aula abbia il dovere di fare una scelta da cui poi
  discendono  tutte  le conseguenze. Se fare o non  fare  le  Aziende
  sanitarie  provinciali,  fare  o non fare  le  Aziende  ospedaliere
  provinciali, così come prevedeva la Commissione, o fare, invece, le
  Aziende sanitarie integrate con gli ospedali: è questione dirimente
  per  affrontare poi l'articolo 14 da cui discendono  gli  eventuali
  distretti, gli accorpamenti.
   Quindi,  o  si  affronta  in  maniera  chiara  la  scelta  che  fa
  quest'Aula  di  quale  modello organizzativo  si  vuole  dare  e  -
  aggiungo  -  credo che al punto in cui siamo, onorevole Presidente,
  la  scelta non può non avere delle coerenze, e se si fa una  scelta
  noi non possiamo non avere una legge che fissa anche la quantità di
  aziende che si andranno a fare in Sicilia, perché altrimenti qui si
  impazzisce.  Una volta per tutte l'Aula ha il dovere  di  fare  una
  scelta.
   Saranno  diciassette le Aziende? Lo dica l'Aula   Vogliono  essere
  venticinque?  Lo dica comunque l'Aula  Ma non possiamo  giocare  ad
  arrivare al numero delle Aziende dalla coda.
   Quindi,  chiedo alla Presidenza di proseguire, correttamente,  con
  l'esame dell'articolo 11, perché è una scelta di modello, fatta  la
  scelta,  poi  valuteremo i sub emendamenti  e  gli  emendamenti  da
  aggregare al modello che l'Aula avrà scelto.
   Non  è  soltanto  la questione di esprimere un voto,  ma  qui  sto
  chiedendo, semplicemente, di rispettare una procedura.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Cracolici  mi ha convinto. Quindi, ritiro la proposta di  prelevare
  l'articolo  14 e, correttamente, invito la Presidenza a  proseguire
  con  l'esame dell'articolo 11, mi auguro con lo spirito costruttivo
  che finora ci ha contraddistinti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Cracolici ha perfettamente ragione. Tuttavia, essendo l'articolo 11
  una parte importante del testo, volevo sapere se il Governo intende
  presentare un emendamento di riscrittura dell'articolo, evitando di
  discutere   singoli  emendamenti,  così  com'è  nelle   prerogative
  dell'assessore Russo.

   PRESIDENTE.  Si  riprende  l'esame dell'articolo  11,  accantonato
  nella seduta n. 74 del 18 marzo 2009.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
            Cessazione e costituzione delle aziende di cui
                       all'allegata Tabella  A

   1.  Sono  istituite le aziende sanitarie provinciali e le  aziende
  ospedaliere  provinciali, così come individuate nella  Tabella   A'
  che costituisce parte integrante della presente legge.

   2.   Le  aziende  del  Servizio  sanitario  regionale  sono   così
  classificate:
   -Aziende sanitarie provinciali;
   -Aziende ospedaliere provinciali;
   -Aziende ospedaliere-universitarie;
   -A.R.N.A.S..

   3.   La  rete  delle  aziende  del  Servizio  sanitario  regionale
  classificate  ai  sensi  del comma 2, è  quella  individuata  nella
  Tabella    A'.  Le  aziende  sanitarie  e  le  aziende  ospedaliere
  provinciali  di  nuova istituzione diventano  operative  a  seguito
  dell'emanazione del decreto del Presidente della Regione di  nomina
  dei direttori generali; contestualmente cessano le loro funzioni le
  aziende  preesistenti alla data di entrata in vigore della presente
  legge.

   4.   Le   costituite  aziende  sanitarie  ed  aziende  ospedaliere
  provinciali subentrano e succedono nelle funzioni, nelle  attività,
  nelle  competenze,  nei  rapporti giuridici  attivi  e  passivi  di
  qualsiasi  genere  nonché nel patrimonio già  di  titolarità  delle
  soppresse aziende.

   5.   Con   decreti  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  la sanità,  previa  delibera  della
  Giunta regionale, sono individuati i beni immobili da ricondurre al
  patrimonio   delle   costituite  aziende   sanitarie   ed   aziende
  ospedaliere provinciali;   tali decreti costituiscono titolo per la
  trascrizione  nei  pubblici  registri  che  avviene  in  regime  di
  esenzione  dalle  previste imposte in conformità a quanto  previsto
  dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
  n. 502 e successive modifiche ed integrazioni.

   6.  I  bilanci delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere
  provinciali  costituite  ai sensi del presente  articolo  prevedono
  contabilità separate per la gestione corrente della nuova azienda e
  per la gestione riferita alle soppresse aziende».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal  Governo:  11.2  (interamente sostitutivo  dell'articolo  11);
  11.2.13, 11.2.13 bis, 11.2.12;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 11.5, 11.6, 11.8, 11.9, 11.10, 11.7;
   dagli  onorevoli Donegani, Torregrossa, Maira, Federico e  Bonomo:
  11.3;
   dagli onorevoli Federico, Speziale, Torregrossa, Maira e Donegani:
  11.4;

   Comunico,  altresì,  che  sono stati  presentati  i  seguenti  sub
  emendamenti:

   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 11.2.6;
   dagli onorevoli Formica e Buzzanca:  11.2.3;
   dall'onorevole Formica: 11.2.14 e 11.2.15;
   dagli onorevoli Leontini e Scammacca: 11.2.9;
   dall'onorevole Laccoto: 11.2.1  e A4;
   dall'onorevole Beninati:  11.2.8 e 11.2.2;
   dall'onorevole Falcone:  11.2.5;
   dall'onorevole Donegani e Torregrossa:  11.2.7;
   dagli onorevoli Beninati, Speziale e Federico:  11.2.4;
   dagli onorevoli Cracolici ed altri:  11.2.10 e 11.2.11;
   dagli  onorevoli  Dina,  Cascio,  Lo  Giudice,  Savona  ed  altri:
  11.2.17;
   dagli onorevoli Dina, Maira ed altri:  11.2.12.1.
   dagli onorevoli Buzzanca, Formica ed altri. 11.2.16;

   Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'emendamento  11.2  del
  Governo,  interamente sostitutivo dell'articolo 11 ed  ai  relativi
  sub emendamenti.
   Si  procede con il sub emendamento 11.2.6 degli onorevoli Galvagno
  e Termine.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si procede con il sub emendamento 11.2.3 degli onorevoli Formica e
  Buzzanca.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario perché, sostanzialmente,
  le aziende di riferimento regionale sono indicate all'articolo 18.

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ritengo
  incomprensibile il parere contrario da parte del Governo e cercherò
  di spiegare perché.
   Questa    riforma,    che    ho    condiviso    sin    dall'inizio
  nell'impostazione, modifica l'attuale assetto istituendo una  serie
  di  presìdi  ospedalieri di livello regionale, oltre le due  ARNAS,
  proprio con l'intento di evitare i famosi  viaggi della speranza  e
  far  sì  che  in  Sicilia,  su tutto il  territorio  della  Regione
  siciliana, ci sia la possibilità di offrire sanità di alto  livello
  in  guisa  tale  da cercare di dare quell'assistenza  sanitaria  di
  elevato  livello, affinché la nostra utenza non debba  più  recarsi
  fuori dall'Isola.
   Dato  che  l'elevazione, tra virgolette, ad ARNAS è di  competenza
  del  Ministero,  chiediamo in questa fase,  proprio  per  l'azienda
   Papardo' che è beneficiaria di un accorpamento con il  Piemonte' e
  possibilmente  con l'ospedale di Taormina, e quindi  un'Azienda  di
  altissimo   livello,  non  vedo  perché  non  bisogna   considerare
  quest'Azienda  di riferimento regionale, cosa che è  nella  facoltà
  della  nostra  Regione,  del nostro Parlamento.  Possiamo  dare  la
  possibilità, per la peculiarità di quest'Azienda di farla diventare
  di  grande  specialità  e,  per la sua  posizione  nell'area  dello
  stretto,  non  vedo  perché  il Governo, contraddicendosi  rispetto
  all'impostazione che ha dato a tutta la riforma, dia adesso  parere
  negativo su un emendamento che è la logica conseguenza di quanto il
  Governo stesso ha proposto nella riforma.
   Invito, quindi, il Governo a rivedere il proprio parere, ed invito
  la  Commissione a dare parere favorevole a questo emendamento,  che
  tra l'altro non comporta aumento di costi, ma il riconoscimento  di
  ciò  che  già  c'è  e  consente  una equilibrata  disposizione  sul
  territorio regionale dell'offerta sanitaria siciliana.
   Invito, infine, i colleghi ad apprezzare favorevolmente questo sub
  emendamento  perché  consentirebbe di fornire un'offerta  sanitaria
  equilibrata sul territorio.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  l'emendamento  A4,  a firma mia, in effetti riprende  questo  punto
  prevedendo   che  l'azienda  ospedaliera  Papardo  di   Messina   è
  riconosciuta quale Azienda ospedaliera di riferimento regionale.
   Mi  permetto di fare alcune considerazioni: in effetti  Messina  è
  un'area metropolitana ed è l'unica area metropolitana che non si sa
  per   quale  motivo  non  debba  avere  un'azienda  di  riferimento
  regionale  essendo praticamente oltre 650 mila abitanti; non  metto
  in  discussione l'importanza dell'ospedale di Taormina, ma  ritengo
  che  l'azienda  Papardo-Piemonte' possa essere sicuramente  Azienda
  di riferimento regionale.
   Non   si   sta  creando  una  nuova  Azienda,  si  sta  dando   un
  riconoscimento a un'area metropolitana di un'Azienda a  riferimento
  regionale.  Non  si  può  chiamare ARNAS, chiaramente,  perché  non
  compete alla Regione potere istituire le ARNAS, ma nulla osta  alla
  Regione  dare  la possibilità, ad una città metropolitana  quale  è
  Messina,  anche in conseguenza del fatto che a Palermo e a  Catania
  le  Aziende di riferimento regionale vengono create. Tenuto  conto,
  anche  della  discussione  che ci vedrà  coinvolti  sui  centri  di
  eccellenza,   dare   un  riconoscimento  a  questa   Azienda   come
  riferimento  regionale  potrebbe essere un fatto  qualificante  per
  un'area metropolitana.
   Penso  che  il Governo possa, almeno su questa vicenda, rimettersi
  all'Aula  e  tra l'altro ricordo che in Commissione se ne  è  molto
  discusso ed è stato espresso un parere positivo in tal senso.
   Signor  Presidente,  ritengo  inutile  procedere  a  due  distinte
  votazione e pertanto chiedo di unificare il mio emendamento A4  con
  il sub emendamento 11.2.3.

   BENINATI,  presidente  della Commissione. Chiedo  di  parlare  per
  dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, è scontato il mio imbarazzo su questa  vicenda.
  Fermo  restando che l'emendamento presentato dall'onorevole Formica
  -  mi  rivolgo principalmente al Governo - credo voglia  dare  alle
  Aziende  ospedaliere in generale un riconoscimento regionale,  devo
  dire  che  l'intervento dell'onorevole Laccoto mi  convince  perché
  l'Azienda  Papardo' insieme al  Piemonte' ha indubbiamente tutti  i
  titoli per avere il riconoscimento regionale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il sub emendamento  11.2.3.  Alla
  luce  degli  ultimi  interventi, chiedo nuovamente  il  parere  del
  Governo.

   RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. Signor Presidente,  chiedo  una
  breve sospensione dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, su  richiesta  del  Governo,  la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 23.00.

      (La seduta sospesa alle ore 22.40 è ripresa alle ore 23.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dal   Governo   l'emendamento  11.2.19,   interamente   sostitutivo
  dell'emendamento   11.2,  che  contiene  una   nuova   formulazione
  dell'articolo 11 ed una riscrittura dell'intera tabella A.
   Approvando  questo  emendamento, ovviamente, tutti  gli  altri  si
  intendono superati.
   Lo  pongo in votazione per parti separate. Sul comma 1 non ci sono
  sub emendamenti.

   Comunico,  altresì,  che  sono stati  presentati  i  seguenti  sub
  emendamenti:

   - dall'onorevole Maira: 11.2.19.1;
   - dall'onorevole Formica: 11.2.19.2;
   - dagli onorevoli Vitrano e altri: 11.2.19.3;
   - dall'onorevole Limoli: 11.2.19.4;
   - dagli onorevoli Fiorenza, Barbagallo ed altri: 11.2.19.5;
   - dagli onorevoli Raia e altri: 11.2.19.6;
   - dagli onorevoli Speziale e Federico: 11.2.19.7;
   - dagli onorevoli Marinello ed altri: 11.2.19.8;
   - dagli onorevoli Oddo, Gucciardi ed altri: 11.2.19.9;
   - dagli onorevoli Marinello, Cascio Salvatore, Panepinto ed altri:
  11.2.19.10.

   LIMOLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  questa
  procedura sia poco comprensibile; c'è stata un'accelerazione, ma io
  Le  chiedo  di  dare  a  tutti  i parlamentari  la  possibilità  di
  esercitare il proprio ruolo e di capire di cosa stiamo parlando.
   E'  stato presentato in questo momento ed è stato distribuito  non
  più  di sessanta secondi fa, un emendamento di riscrittura da parte
  del  Governo. Questa capacità di velocizzazione supersonica non  ce
  l'ho.  Siccome  vengo  da  Ramacca, un paese  lontano,  mi  dia  la
  possibilità  di  leggere e di capire di cosa  stiamo  parlando  per
  vedere se devo presentare o meno un sub emendamento.
   Fra  l'altro,  siccome si parla di una riscrittura che  penso  sia
  stata  già  predisposta prima, perché in dodici minuti  ciò  che  è
  stato  presentato  non si poteva scrivere, mi  dia  la  possibilità
  temporale, e non credo solamente a me, ma a tutto il Parlamento, di
  potere svolgere il mio ruolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, si prenda tutto il tempo che  vuole,
  ovviamente tutto il tempo che vuole considerando che l'argomento  è
  abbastanza noto, per cui sia più veloce. Tra l'altro lei  viene  da
  Ramacca, che è il paese dei carciofi, i quali hanno delle proprietà
  antiossidanti importanti anche per l'elaborazione concettuale

   LIMOLI. Aiutano la digestione

   PRESIDENTE. Hanno anche proprietà per l'elaborazione concettuale.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto devo  dire
  che  trovo  coerente,  da parte del Governo,  la  presentazione  di
  questo  emendamento perché, di fatto, è in linea con quanto  sempre
  annunciato sull'ipotesi di assetto della riforma sanitaria.
   L'incoerenza   che   trovo   in   questo   emendamento    riguarda
  l'estromissione, il distacco del presidio ospedaliero  di  Taormina
  dall'Azienda  Papardo-Piemonte', che è in contrasto con  quanto  il
  Governo   stesso,   fin  dall'inizio,  a   mio   modo   di   vedere
  correttamente, aveva previsto e cercherò di spiegare l'assurdità di
  questa decisione.
   Il  modello di sanità che ci apprestiamo a varare questa sera è un
  modello  che prevede, a mio avviso, sempre correttamente, da  parte
  del  Governo,  una  sanità impostata finalmente  su  alcuni  grandi
  centri  che  siano  veramente in grado di dare  risposte  sanitarie
  adeguate  ai cittadini siciliani in maniera tale da diminuire  quel
  fenomeno  -  o  eliminarlo del tutto, in prospettiva -  dei  viaggi
  della  speranza  che, voglio ricordare, ci costano 250  milioni  di
  euro l'anno, quasi il 40 per cento del nostro deficit - l'altro  40
  per  cento è rappresentato dalla spesa farmaceutica -. Quindi, bene
  aveva  fatto  il Governo ad individuare in un organigramma,  in  un
  nuovo  assetto della sanità siciliana che ponesse le basi su alcuni
  grandi  centri,  su alcune grandi Aziende ospedaliere  ubicate  sul
  territorio  siciliano  in  grado di  dare  quelle  risposte  che  i
  siciliani si attendono.
   Voglio  richiamare  l'attenzione dei colleghi, e  soprattutto  dei
  colleghi  della  Commissione  Sanità', su  un  aspetto  che  deriva
  dall'approvazione di questo nuovo assetto, e cioè  -  non  tutti  i
  colleghi sanno - che la pesatura dei rimborsi dei DRG non è  uguale
  per tutti gli ospedali. Ed è giusto che sia così, perché l'ISMETT a
  Palermo  ha  un  DRG  o  dei DRG che sono di gran  lunga  superiori
  rispetto   a   quelli  che  vengono  erogati,  pagati,   da   parte
  dell'Assessorato regionale alla sanità agli altri ospedali.
   Per  intenderci, con il nuovo assetto gli ospedali  cosiddetti  di
  comunità  che andranno a far parte delle ASP, saranno  ospedali  di
  zona;  questi  ospedali avranno il compito di fornire un'assistenza
  sanitaria diffusa sul territorio, ma i DRG che verranno corrisposti
  a questi ospedali avranno una pesatura di gran lunga inferiore.
   Per essere ancora più chiaro, ancora più esplicito, lo stesso tipo
  di  intervento  che  viene effettuato in un ARNAS  a  Palermo  o  a
  Catania o in un ospedale come l'Azienda Papardo a Messina domani  o
  in  un'altra  struttura di grande rilievo in qualsiasi parte  della
  Regione siciliana, avrà la stessa prestazione, 110 come pesatura se
  si  tratta  di  azienda di rilievo nazionale o regionale,  80  come
  pesatura per lo stesso intervento, per la stessa prestazione in  un
  ospedale che fa parte di una ASP.
   L'ospedale di Taormina, che negli anni è riuscito a ritagliarsi un
  ruolo  ed  un  rilievo di grande prestigio e di grandi  prestazioni
  erogate  al  pubblico, se rimane all'interno della ASP,  di  questo
  nuovo assetto che assumerà la sanità siciliana, sarà un ospedale di
  zona,  sarà  un  ospedale di comunità che mai potrà  mantenere  una
  cardiochirurgia,  che  mai  potrà  mantenere  una   cardiochirurgia
  pediatrica, che mai potrà mantenere una cardiochirurgia del livello
  che ha attualmente.
   Allora,  non ha senso da parte del Governo tirarlo fuori, rispetto
  all'ipotesi    originaria   che   aveva   correttamente    previsto
  l'accorpamento   di   Taormina  nella  nuova  grande   azienda   di
  riferimento   regionale   Papardo-Piemonte    che   appunto   potrà
  consentire  -  e  solo  questa disposizione potrà  consentire  -  a
  Taormina  di  avere  ancora quei finanziamenti per  mantenere  quel
  livello  di  prestazioni  che eroga ai  cittadini,  che  altrimenti
  verranno  meno  nel  momento  in cui  Taormina  rientrerà  fra  gli
  ospedali facenti parte della ASP, perché in quel caso Taormina sarà
  come  gli  ospedali  di  Mistretta, di  Sant'Agata,  di  Patti,  di
  Barcellona, di Milazzo.
   Ritengo  che  Taormina,  per  il livello  di  prestazioni  che  ha
  raggiunto, meriti di avere i finanziamenti della Regione  che  sono
  propri  delle  aziende di rilievo regionale, che sono propri  delle
  aziende di alta specialità.
   Sarebbe veramente sciocco, dopo che quell'ospedale ha raggiunto  i
  livelli  di prestazioni che ha raggiunto, che venga tagliato  fuori
  per  motivi incomprensibili, tant'è che io stesso, nell'ipotesi  in
  cui  Taormina venisse accorpata nuovamente all'AUSL, ho  presentato
  un emendamento per fare una azienda autonoma a Taormina.
   Quindi,  lungi  da  me il pensiero di favorire  questa  azienda  o
  quell'azienda.  Io  ho in testa solo di far sì che  Taormina  abbia
  ancora  i livelli di finanziamento e le prestazioni che hanno  reso
  quest'ospedale all'altezza dei migliori ospedali della Regione.
   Quindi,  preannuncio  un emendamento che farà  ritornare  Taormina
  nell'ipotesi  originaria prevista dal Governo e cioè facente  parte
  dell'Azienda  Papardo-Piemonte-Taormina.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
  nel  merito  dell'emendamento, ma intervengo solo per  timbrare  il
  cartellino della mia presenza politica in Aula.
   Sono sconcertato che i rivoluzionari, fino a qualche minuto fa, in
  ogni singolo emendamento trovavano qualcosa da ridire sulla riforma
  della  sanità. Ora c'è un silenzio assordante. Stavamo  votando  un
  emendamento, e non entro nel merito perché lo conoscete  meglio  di
  me,  o  forse qualcuno lo conosce in maniera particolare, e  volevo
  stigmatizzare   sotto  il  profilo  politico  questo  atteggiamento
  incoerente di una sinistra che quando viene accontentata  riesce  a
  stare zitta.

                 (Applausi dai banchi della sinistra)

   Gli  applausi vi serviranno per i vostri comizi perché  così  come
  andate avanti, non andrete da nessuna parte.

                          (Subbuglio in Aula)

   Ma perché vi arrabbiate, non vi dovete arrabbiare

   CRACOLICI.   Dovete   votare   contro.   Assumetevi   le    vostre
  responsabilità

   MARZIANO. Deve stare zitto

   MANCUSO.  Devo stare zitto, onorevole Marziano? Lei deve avere  la
  calma di stare in questa Aula e se vuole prenda la parola e mi dica
  dallo scranno di stare zitto. Questa non è una provocazione, questa
  è  politica. Quando fate voi le provocazioni non valgono, quando le
  facciamo invece valgono.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  lasciamo  finire  l'intervento
  all'onorevole Mancuso.

   MANCUSO.  Solo  per  rappresentare e dire ciò che  uno  pensa,  di
  quello  che succede e viene stigmatizzato e poi, naturalmente,  nel
  merito  siamo tutti d'accordo. Noi più di voi, questa volta, invece
  registriamo  coerentemente che rispetto alle cose che  avete  detto
  finalmente  abbiamo  raggiunto  quello  che  è  un  accordo,  tutti
  insieme.

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, tutti i sub emendamenti  presentati
  da  noi  sono  da  intendersi presentati  al  sub  emendamento  del
  Governo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  quando  chiederà  di  parlare,
  formalizzerà questa richiesta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, il mio intervento vuole essere più  che  nella
  qualità  di  Presidente della Commissione, come  intervento  di  un
  parlamentare della provincia di Messina.
   L'intervento  del collega Formica, effettivamente, potrebbe  anche
  avermi  convinto.  Solo,  vede onorevole  Formica,  non  penso  che
  l'ospedale  di Taormina sia diventato un ospedale importante,  come
  giustamente  lei  ha  detto, perché era  una  Azienda  ospedaliera.
  L'ospedale di Taormina è diventato un ospedale importate in quanto,
  all'interno dell'AUSL di riferimento, si è fatta una scelta  giusta
  in  un  bacino  che era la fascia ionica, che era  priva  di  altri
  ospedali, e quindi si sono concentrate in quell'area delle  risorse
  per farlo diventare giustamente all'avanguardia rispetto alle altre
  parti della provincia.
   Per cui, non è un problema di azienda ospedaliera o di azienda  su
  un  territorio. Non è proprio questo perché la prova lampante è che
  Taormina   è  diventata  tale  senza  essere  Azienda  ospedaliera.
  Pertanto,  ho  visto  anche buona parte  delle  altre  aziende  sul
  territorio, così chiamate le vecchie ASL che in più hanno accorpato
  ospedali. Quindi, è contraddittorio che l'ospedale di Taormina vada
  via da una azienda che indebolirebbe per giunta l'azienda stessa.
   Il  mio  convincimento è quello di condividere  la  posizione  del
  Governo  in  questa fase, perché poi si può sempre, se necessita  e
  nel  caso  in  cui il  Papardo-Piemonte, ed un ulteriore  struttura
  diventasse ARNAS, allora sì che avrebbe senso togliere Taormina dal
  territorio e portarla all'azienda ospedaliera.
   Pertanto, non voglio dilungarmi perché effettivamente non è che su
  questo  dobbiamo  fare  una battaglia, credo semplicemente  che  la
  posizione che il Governo propone sia una posizione equilibrata,  in
  linea anche con ciò che ha fatto in tutto il territorio.
   Nessuno  vuole  mortificare Taormina perché  sembra  che  chi  non
  accetta  l'azienda  ospedaliera voglia mortificarla;  non  è  così,
  perché  anche  lì  dipenderà  da  un  dirigente,  da  un  Direttore
  generale, dalla volontà che ha di far crescere Taormina.
   Pertanto,  nel  condividere  la posizione  che  ha  riproposto  il
  Governo  io,  è ovvio, dichiaro il voto contrario della Commissione
  al sub emendamento.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente onorevoli colleghi, ho  ascoltato  il
  dibattito  di  questa  sera in Aula e devo  dire  che,  alla  fine,
  arriviamo al cuore del problema, arriviamo al cuore delle  aziende,
  alla   distribuzione  delle  aziende  e,  come  diceva  l'onorevole
  Formica,  mi  sembra  coerente  che  il  Governo  presenti  un  sub
  emendamento  con una predisposizione e distribuzione delle  aziende
  conforme   alle  aspettative  di  un'offerta  sanitaria   coerente,
  omogeneamente distribuita.
   Certo,  Assessore,  devo  dire  la  verità:  personalmente,  avevo
  presentato   un   emendamento  sulla   diciottesima   azienda,   un
  emendamento  che  non  era  il frutto  di  un  fatto  territoriale,
  campanilistico o di un fatto che volesse dare merito al  territorio
  del  Presidente,  bensì  era  il  frutto  di  un  ragionamento   di
  specificità  di  una realtà territoriale che ha la  più  importante
  azienda ospedaliera che oggi, purtroppo, stiamo vedendo degradata -
  quasi   cinquecento   posti   letto  -   l'unica   specificità   di
  riabilitazione pubblica e quindi un bacino di utenza  che  proviene
  da tutta la Sicilia, non da una parte.
   Devo dire che avrei gradito che il Governo, caro assessore, avesse
  presentato la diciottesima azienda; mio malgrado, constato che  ciò
  non  è  possibile,  ed  io  se pur convinto,  onorevole  Presidente
  Lombardo,  delle diciottesima azienda mi rimetto ad una  logica  di
  coalizione  di  maggioranza dicendo che, in maniera  chiara,  senza
  impingimenti,  sono tra quelli che non vuole e non è  per  il  voto
  segreto,  dico  che  se il Governo interamente  vuole  portare  una
  modifica al sistema sanitario, i parlamentari di questa maggioranza
  devono fare riferimento ad una logica di coalizione di Governo.
   Però, come Falcone fa un passo indietro, anche Formica e gli altri
  devono  fare  un  passo indietro su delle rivendicazioni  che  sono
  territoriali  o campanilistiche, questo lo pretendo e  lo  pretendo
  come  dignità  di parlamentare, lo pretendo come facente  parte  di
  questa  maggioranza di Governo, lo pretendo perché qua ,o  parliamo
  come  Gruppo  e  come  Gruppi di maggioranza o non  abbiamo  capito
  nulla.
   Non  ci  possono  essere  cordate di  una  provincia  rispetto  al
  deperimento di altre. Qua dobbiamo ripristinare un sereno dibattito
  in un percorso di crescita.
   Assessore, lei ha avuto un grande mandato dal presidente  Lombardo
  e da coloro che hanno vinto le elezioni: le sorti di questa sanità.
  Spero che il percorso che Lei ha fatto, sebbene abbiamo avuto degli
  scontri, sia un percorso proficuo per questa Sicilia e per  cui  do
  il mio sostegno personale e di numerosi deputati del PDL. su questo
  sub   emendamento,  rinviando  e  rigettando  qualunque  altro  sub
  emendamento a questa proposta governativa che apprezzo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  pensavo  che
  l'emendamento  di  riscrittura del Governo fosse lo  strumento  che
  teneva  conto,  alla fine, di questo estenuante  confronto,  di  un
  punto  di  chiusura, di un punto di sintesi, nel  quale  l'Aula  si
  sarebbe espressa.
   E'  evidente,  signor  Presidente,  che  se  così  non  è,  vorrei
  suggerire anche una procedura per la quale siamo qui e rischiamo di
  rimanere incartati su come procedere.
   Capisco  anche la sua prudenza, comprendo che non si  può  forzare
  quando  c'è  un  momento di difficoltà politica, però,  Presidente,
  avevo  presentato un emendamento che stabiliva una cosa più modesta
  rispetto  all'emendamento del Governo e la modestia sta  nel  fatto
  che  stabiliva un numero:   le aziende sanitarie provinciali  e  le
  aziende ospedaliere di riferimento regionale nel numero massimo  di
  17 .
   Su questo emendamento - per essere chiari - deve esserci il ritiro
  dei  sub  emendamenti con cui ognuno dobbiamo rispondere al  nostro
  territorio, perché al territorio dobbiamo rispondere tutti.  Se  il
  gioco  è  rispondere  al  campanile qui il campanile  ce  l'abbiamo
  tutti.
   Pensavamo  di  fare una riforma che guardasse alla Sicilia  e  non
  guardasse al singolo campanile. Ma se così non è
   Possiamo stabilire quante aziende dobbiamo fare in Sicilia perché,
  altrimenti,  ci incartiamo e non ne usciamo più perché  questo  sub
  emendamento  del Governo, alla fine, non raggiunge l'obiettivo  che
  già  un  altro  emendamento del Governo - non ricordo  quale  -  si
  voleva proporre.
   Ripeto:  se  c'è  una  intesa  a ritirare  i  sub  emendamenti  di
  costituzione  specifica, ritiriamo anche i nostri e  su  quello  si
  vota.  Ma se così non è, intanto fissiamo un principio, ci sarà  un
  emendamento  che  ne prevede 17 e un altro che ne  prevede  30.  Ma
  almeno  discutiamo  di una cosa che, alla fine,  si  approva  e  si
  chiude.
   Allora, invito la Presidenza a fare una verifica in tal senso  per
  vedere  se è possibile votare questo emendamento - mi riferisco  al
  comma  1,  chiaramente  -  senza  i  relativi  sub  emendamenti  di
  interpretazione o di aggiunta di nuove aziende.
   Se  così  è  andiamo avanti, altrimenti fissiamo prima  il  numero
  delle   Aziende   e   poi  si  deciderà  come   articolare   questa
  organizzazione nel territorio siciliano.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  la  proposta dell'onorevole Cracolici, di votare almeno il comma 1,
  possa  essere accolta dall'Aula, perché ritengo necessario  mettere
  un  paletto chiaro rispetto alla volontà, non solo del Governo,  ma
  di tutto il lavoro che ha fatto questo Parlamento fino ad oggi.
   Vedete,  la riscrittura dell'emendamento presentato dal Governo  è
  la  dimostrazione che questa è una buona legge ed è una  legge  che
  vuole andare verso una vera riforma, quindi, signor Presidente,  le
  chiedo  di  porre  in  votazione il  comma  1  perché  ritengo  sia
  importante,  dopodiché, chiunque può compensare, ma restiamo  certi
  nel numero delle diciassette Aziende.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico che  il  subemendamento
  11.2.19.4  può  essere votato per parti separate, e  che  la  prima
  parte riguarda il comma 1.
   Ricordo   che,  al  comma  1,  sono  stati  presentati   due   sub
  emendamenti:  il  12.2.19.4,  a firma dell'onorevole  Limoli  e  il
  12.2.19.3, a firma dell'onorevole Vitrano ed altri.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ci sono anche gli altri emendamenti
  a firma del PD.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ci sono soltanto questi due.
   Pongo in votazione l'emendamento 12.2.19.4. Il parere del Governo?

   CRACOLICI. Signor Presidente, ci sono gli emendamenti a firma  dei
  deputati  del PD. Qua non c'è qualcuno che ha diritto di presentare
  emendamenti e altri no. Prendiamo tutti la stessa indennità.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il sub emendamento dell'onorevole
  Limoli  è composto da due parti: la prima parte che sostituisce  le
  parole   tre' con le parole  di quattro'. Ovviamente fa riferimento
  al  numero massimo di Aziende ospedaliere. Quindi, ripeto,  si  può
  votare in due parti. Se è approvato, ovviamente, la discussione  si
  riapre con tutti gli altri, se no, decadono.
   Il  parere  del Governo sull'emendamento dell'onorevole  Limoli  è
  soprattutto al riferimento al primo comma.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  prima  di  esprimere il parere sul singolo  emendamento,
  credo che da parte del Governo sia doveroso spiegare le ragioni per
  le  quali, quasi alla mezzanotte del vecchio giorno - ma già  siamo
  al   nuovo   giorno   -   è   stata  presentata   una   riscrittura
  dell'emendamento, che contiene un percorso faticoso, che però è  un
  percorso di sintesi nella maggioranza.
   E  voglio  dare atto a tutti i deputati, a tutti quelli che  hanno
  partecipato alla stesura di questo emendamento, di un grande  senso
  di responsabilità.
   E'   evidente   che   ciascuno  di  voi  avverte   l'esigenza   di
  corrispondere legittimamente ai tanti bisogni, alle tante  esigenze
  dei  territori  di  provenienza, e credo  che  ciascuno,  per  ogni
  provincia, abbia più di un  motivo per sostenere che nella  propria
  zona  ci  sia  un'Azienda, ci sia un Polo  di  eccellenza,  ci  sia
  qualcosa di  importante. E' umano, è legittimo, è comprensibile.
   In  questo  momento  però  dobbiamo guardare  ad  un'unica  grande
  provincia,  che  non è quella romana, ma è la Sicilia.  La  Sicilia
  come  un unico territorio che ha bisogno di una riforma che  domani
  mattina i nostri concittadini sperano di avere al gazzettino -  una
  volta  c'era  il gazzettino - che annunci che questo Parlamento  ha
  saputo  mettere fine a quella dialettica molto accesa ed ha  saputo
  addivenire ad una scelta precisa che è di razionalità.
   Abbiamo  concentrato l'organizzazione del sistema alle diciassette
  Aziende - credo che tutti abbiano fatto dei passi indietro, Governo
  compreso - perché era necessario trovare una sintesi. Questa  è  la
  migliore  sintesi  possibile.  Ripeto,  devo  dare  atto  a   tanti
  deputati, con i quali c'è stata una forte, accesa dialettica, di un
  grande  senso  di  responsabilità ed una disponibilità  a  guardare
  avanti e a guardare l'interesse dei cittadini siciliani.
   E'   inutile   negare  che  in  questo  momento  si  discute,   in
  particolare, della creazione di un'Azienda su un territorio che  ha
  la  sua  peculiarità,  e  che  tutti noi  vogliamo  rispettare,  un
  territorio che ambisce ad essere la decima provincia della Sicilia,
  un  territorio  che  certamente è rappresentato  da  un  gruppo  di
  parlamentari  che  fino in fondo faranno la loro  giusta  battaglia
  parlamentare per portare a casa, se così si può dire, un risultato.
   Ma  mi  rivolgo  proprio a questi parlamentari, dicendo  loro  che
  forse  il risultato da portare a casa, in questo momento, è  quello
  complessivo  che  forse  sarà  supportato  dall'intero  Parlamento.
  Diciassette  Aziende sono già tante rispetto  alla  scelta  che  ha
  fatto  ieri  la Campania che ha tagliato ulteriormente  le  proprie
  Aziende, ma qui non si tratta di tagliare.
   Dopo  un   momento, anzi dopo mesi, di accesi dibattiti e,  perché
  no,  di  accesi  turbolenti contrasti, si sono fatte  delle  scelte
  molto  precise e sono state delle scelte fatte in maniera condivisa
  certamente all'interno della maggioranza, con un'interlocuzione che
  abbiamo aperto anche con l'opposizione.
   Non  posso  che  dare  parere contrario,  non  soltanto  a  questo
  emendamento,  ma  a tutti gli emendamenti, anche quelli  che  erano
  presentati   al   testo   base  che  adesso  dovrebbero   diventare
  subemendamenti  alla  riscrittura del nuovo  testo  su  cui  stiamo
  discutendo.
   Il  Governo  si è concentrato su questo testo nella  speranza  che
  diventi  la  norma  di  questa nuova legge  e,  quindi,  chiedo  ai
  deputati di ritirare i loro emendamenti. Lo stesso appello  rivolgo
  all'opposizione  ma,  in  ogni caso,  voglio  esprimere  un  parere
  contrario a tutti i subemendamenti.

   LIMOLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo nel
  chiedere  che  la votazione non avvenga per parti separate  ma  per
  intero, su questo subemendamento da me presentato in cui chiedo che
  l'azienda  Gravina di Caltagirone mantenga la sua  autonomia,  così
  come è a tutt'oggi.
   Chiedo,  nel  contempo, anche la votazione per  scrutinio  segreto
  aggiungendo una sola mia modestissima riflessione. Non credete  che
  questo   subemendamento  voglia  salvaguardare  il   capriccio   di
  qualcuno.  Per chi non vive nell'area del Calatino probabilmente  è
  poco  comprensibile l'attaccamento che si sta dimostrando nel voler
  salvare l'autonomia di questa Azienda. Sono 15 i Comuni che  vivono
  all'interno di questa parte della Provincia di Catania, e vivono in
  perfetta  solitudine. Volere dare e colpire nuovamente  il  tessuto
  sociale  e  quindi il corpo di questo  bambino vecchio   che  è  il
  Calatino significa continuare ancora a crocifiggere e a mortificare
  circa  180  mila abitanti che coprono un territorio  equivalente  a
  circa il 40% del territorio della Provincia regionale di Catania.
   Rivolgo un appello al Governo e a tutti i deputati affinché questa
  ulteriore umiliazione a questa parte del territorio della Provincia
  di Catania possa essere evitata.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  tranquillizzare  l'onorevole Limoli perché non  è  più  solo  nella
  richiesta di una nuova Azienda per Caltagirone considerato  che,  a
  firma  del  centrosinistra,  ci  sono  ben  due  emendamenti,   uno
  dell'onorevole   Fiorenza  e  l'altro  dell'onorevole   Raia,   che
  prevedono   l'istituzione  dell'Azienda  di  Caltagirone.   Quindi,
  onorevole  Limoli,  lei non è solo in questa  battaglia  perché  il
  centrosinistra è venuto in suo soccorso.

   PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'onorevole Limoli - al di  là  del
  fatto che la richiesta di voto segreto va effettuata formalmente ed
  appoggiata da almeno 9 deputati - la votazione per parti  separate;
  il   principio  della  modifica  da  3  a  4  è  ripreso  in  molti
  emendamenti,  e  se  approvato  apre  la  strada  a   tanti   altri
  emendamenti,  e  se  bocciato  chiude  definitivamente  la   strada
  dell'aumento del numero delle Aziende.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  volevo tornare sullo stesso argomento  che,  magari  con
  dovizia  di  motivazioni,  ha  trattato  nell'esprimere  il  parere
  contrario  ai  tanti emendamenti e subemendamenti  presentati  alla
  riscrittura del Governo, l'assessore per la Sanità.
   Siamo  riusciti, dopo tanti mesi di contrasti e di  conflitti  che
  hanno  interessato  più  la  stampa che  non  quest'Aula,  dopo  un
  confronto  che  è  stato  lungo ed aspro  anche  all'interno  della
  Commissione Sanità, ad esprimere una sintesi che è stata il  frutto
  della grande buona volontà di tante persone e devo riconoscere  che
  gli autori, insieme ad altri, del disegno di legge che poi in fondo
  aveva   prevalso  in  Commissione,  cioè  l'onorevole  Leontini   e
  l'onorevole Maira, si sono seduti attorno ad un tavolo una domenica
  pomeriggio di tre settimane fa, non ricordo più quando, dando  vita
  ad  un  modello  e  ad un costrutto che non credo, peraltro,  possa
  offendere  la  sensibilità  programmatica  di  nessuna   parte   di
  quest'Aula, maggioranza ed opposizione e che non è stato figlio  di
  un  compromesso al ribasso perché, anche se qualcosa ho sentito  da
  chi vuole denigrare a tutti i costi il grande sforzo di sintesi che
  è  stato  fatto, non si sono pagati prezzi a questa  o  quell'altra
  istanza.  Credo che si siano contemperate esigenze ragionevoli  che
  sono state sostenute - molte le ho apprezzate per la prima volta in
  quest'Aula - dai vari deputati.
   Si  è  parlato  di sanità privata, del ruolo che il  privato  deve
  avere;  si  è  esaltato  il  ruolo di questa  collaborazione  senza
  rinunziare, assolutamente. all'importanza del pubblico.
   C'è  chi  dice  che  prevale il modello territorio  piuttosto  che
  ospedale;  si è arrivato credo ad una sintesi su 17 sono  8  grandi
  Aziende  ospedaliere e 9 Aziende territoriali e provinciali,  nelle
  quali  prime  si  concentrano tra personale  impegnato  e  risorse,
  soprattutto  le  alte professionalità. Pensate  ai  grandi  primari
  ospedalieri  e  anche  universitari,  visto  che  abbiamo  anche  i
  policlinici. Se vogliamo fare un equilibrio tra le due  dimensioni,
  la  bilancia pende sicuramente per la grande dimensione ospedaliera
  che pur in prospettiva, seguendo quelle che sono le tendenze di una
  sanità  più  appropriata, dovrebbe un po' dimagrire a favore  delle
  strutture e dei servizi del territorio.
   Questo  disegno,  piaccia  o  non  piaccia,  è  integrato  da  una
  struttura di Aziende sanitarie ospedaliere e sono queste  17.  Dico
  ciò  pur  potendo condividere quanto sostenuto a proposito  di  una
  comprensione e consapevolezza che, soltanto chi vive o è nato in un
  territorio può avere, anche a proposito di una frustrata esperienza
  di  autonomia  provinciale per decenni. Io sono  nato,  e  vivo  le
  esigenze di quel territorio, e mi rendo conto, e Dio sa con  quanto
  impegno ho perseguito l'obiettivo che questo fatto non desse  luogo
  ad  una  proliferazione infinita di esigenze che  riterremmo  forse
  meno legittime; ciascuno dei proponenti però le ritiene altrettanto
  legittime  perché si determini un po' dovunque questa o quell'altra
  autonomia.
   Questo è un ragionamento che chiaramente una classe dirigente  non
  può  permettersi il lusso di non fare. E' indispensabile che quando
  le posizioni vengono esposte alla luce del sole, alla luce del sole
  vengano   sostenute.   Certo,   se  dovesse   saltare   tutta   una
  impostazione, che piaccia o non piaccia - qualcuno che mi è  vicino
  può  essermi  testimone - può non garbare a  tutti,  e  comincia  a
  saltare tutto.
   Intanto,  se  è  questo che vogliamo, visto che l'ora  è  tarda  -
  domani,  alle 6.25, devo prendere un aereo - ce ne andiamo a  casa.
  Ma che immagine diamo di noi?
   Questa   Assemblea,  che  finalmente  sembra  avere  trovato   una
  quadratura  del  cerchio, dopo tanti mesi di  incomprensioni  e  di
  difficoltà  anche  a  dialogare tra di noi,  quando  è  chiamata  a
  pronunciarsi complessivamente, come sistema Regione,  oltre  che  a
  mille prove, a mille giudizi, che immagine da?
   Chi dovesse giudicarci a proposito dei FAS, dovrebbe esprimere una
  valutazione - il piano casa, gli investimenti e poi tutto il  resto
  -  quando dopo tanto tempo stasera, per una ragione o per un'altra,
  dovesse saltare questa impalcatura, che è frutto, ripeto, non di un
  compromesso   ma,   credo,  di  una  buona  sintesi   che   persone
  intelligenti  e  preparate  hanno  costruito  dopo  tanti  mesi  di
  dibattito,  affinché la Sicilia abbia una nuova  riforma  sanitaria
  che è la riforma del popolo siciliano, che servirà alla gente.
   Ricordo  che tanti anni fa, quando c'erano le USL, alcuni ospedali
  -  che  ora sono in declino profondo - erano francamente centro  di
  attrazione   straordinaria  e,  credetemi,  non   era   l'autonomia
  dell'Unità  sanitaria  locale  che lo  determinava,  ma  ben  altri
  fattori  ai quali credo che tutti noi - il Governo e l'Assemblea  -
  nel tempo e lavorando possiamo dare vita nuovamente.
   Ecco  perché non serve un parere di ostilità. Salta l'impalcatura,
  e  la  figura  che  noi facciamo andandocene a  casa  stasera  sarà
  veramente  penosa e, credetemi, ho la sensazione che  ne  pagheremo
  pesantemente  le  conseguenze non come deputati,  privilegiati,  ma
  come popolo siciliano.
   Ecco  perché,  nell'esprimere questo parere e nel confermarlo,  vi
  invito sinceramente a condividere la linea del Governo, così, se  è
  possibile,  ne usciamo tutti bene. Io ho fatto la mia parte,  e  mi
  carico  di tutte le responsabilità. E' merito, colpa mia,  soltanto
  mia.  A Taormina come a Caltagirone, a Gela come a Trapani.,  andrò
  io  a  prendermi gli insulti. Quando vi saranno le elezioni, saremo
  puniti pesantemente.
   Adesso,  però,  vi  chiedo  di collaborare  con  grande  senso  di
  responsabilità  e trovare ogni strumento per compensare  le  giuste
  aspettative, per arriviamo a condividere questa legge, che credo  è
  importante che la Sicilia abbia.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il sub emendamento  11.2.19.4  (al
  comma 1).

   LIMOLI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

          (Gli onorevoli Campagna, Caronia, Corona, D'Asero,
     Fiorenza, Greco, Leanza Edoardo e Leontini, si associano alla
                              richiesta)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 11.2.19.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 11.2.19.4, a firma dell'onorevole Limoli. Il primo comma
  è quello che sostituisce le parole  3  con le parole  4 .
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            83
   Votanti             81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          22
   Contrari            59

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, tutti gli altri emendamenti  sono,  pertanto,
  decaduti.
   Si  passa al comma 2 del sub emendamento 11.2.19, al quale è stato
  presentato il sub emendamento, il 11.2.19.1.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il sub emendamento 11.2.19.4 (seconda parte) è superato.
   Pongo  in votazione il sub emendamento 11.2.19 con la precisazione
  che  sostituisce l'articolo 11 del disegno di legge. Il parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, sospendo la seduta.

       (La seduta, sospesa alle ore 00.27 di mercoledì 25 marzo
                    2009, è ripresa alle ore 00.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 14 che, ricordo,  era
  stato  accantonato nella seduta numero 74 del 18 marzo 2009. Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 14.
                     Aziende sanitarie provinciali

   1.  Nell'ambito  di  ogni provincia opera  una  azienda  sanitaria
  provinciale  che  assicura  l'assistenza  sanitaria  attraverso  le
  attività territoriali.

   2.  Ai  fini dell'erogazione dell'attività territoriale,  ciascuna
  azienda sanitaria provinciale si articola nei distretti che,  entro
  sessanta  giorni  dalla  data di entrata in vigore  della  presente
  legge, sono individuati, nel numero e negli ambiti territoriali  di
  competenza,  con decreto del Presidente della Regione  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  la sanità,  previa  delibera  della
  Giunta  regionale, acquisito il parere vincolante della  competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal  Governo: 14.1 (interamente sostitutivo degli articoli 14, 15,
  16 e 17);
   dagli onorevoli Galvagno e Termine: 14.2;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: 14.5, 14.3 e 14.4;

   Comunica,  altresì,  che  sono stati  presentati  i  seguenti  sub
  emendamenti:

   dagli onorevoli Leontini e Dina: 14.1.19, 14.1.20, 14.1.24;
   dall'onorevole  Vinciullo:  14.1.11,  14.1.12,  14.1.13,  14.1.14,
  14.1.9, 14.1.15;
   dall'onorevole Speziale: 14.1.5;
   dall'onorevole   Laccoto:   14.1.16,   14.1.8,   14.1.6,   14.1.7,
  14.1.26.2, 14.1.41, 14.1.42;
   dall'onorevole Leontini: 14.1.21, 14.1.23;
   dagli onorevoli Leontini e Maira: 14.1.22;
   dall'onorevole Beninati: 14.1.1, 14.1.43, 14.1.26.3;
   dall'onorevole Speziale: 14.1.4;
   dall'onorevole Panepinto: 14.1.10;
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Bonomo: 14.1.17;
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna, Bonomo e Lo Giudice:
  14.1.18;
   dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ammatuna e Bonomo: 14.1.27  e
  14.1.28;
   dagli  onorevoli  D'Antoni, Arena, Cristaudo ed altri:  14.1.37  e
  14.1.38;
   dal  Governo:   14.1.20.1 all'emendamento 14.1.20,  subemendamenti
  14.1.25 e 14.1.26 all'emendamento 14.1;
   dagli  onorevoli Cracolici, De Benedictis e Digiacomo:  14.1.20.2,
  14.1.20.3;
   dagli  onorevoli  Cracolici, De Benedictis,  Gucciardi  ed  altri:
  14.1.20.2.1;
   dagli onorevoli Gucciardi, Fiorenza, Ammatuna e Bonomo: 14.1.26.1,
  14.1.27, 14.1.28;
   dagli onorevoli D'Antoni, Cristaudo ed altri: 14.1.37 e 14.1.38;
   dagli  onorevoli  Gucciardi, Fiorenza,  Ferrara,  Lupo  e  Bonomo:
  14.1.39;
   dagli  onorevoli Cracolici e De Benedictis: 14.1.19.1,  14.1.31.1,
  14.1.40;
   dagli  onorevoli  Cracolici ed altri: 14.1.30,  14.1.29,  14.1.31,
  14.1.32, 14.1.33, 14.1.34, 14.1.35, 14.1.36.

   Comunico  che gli onorevoli Ammatuna e Donegani hanno  chiesto  di
  apporre  la  firma  al sub emendamento 14.1.20.2,  degli  onorevoli
  Cracolici ed altri e l'onorevole Torregrossa ha chiesto di  apporre
  la firma al sub emendamento 14.1.20.6.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si   procede  con  l'emendamento  14.1  del  Governo,  interamente
  sostitutivo  degli articoli 14, 15, 16 e 17 e con  i  relativi  sub
  emendamenti.
   Si  passa  al sub emendamento 14.3.1, degli onorevoli  Galvagno  e
  Termine.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al sub emendamento 14.1.19, degli onorevoli Leontini  e
  Dina.

   LEONTINI, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il sub emendamento 14.1.19.1 è decaduto.
   Si passa al subemendamento 14.1.29.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al sub emendamento 14.1.39, degli onorevoli Gucciardi  e
  Fiorenza.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al sub emendamento 14.1.30, dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento, in poche parole, dice che, fermo restando il limite di
  ogni  provincia  -  che fra l'altro non è più uno,  ma  due  -  non
  inferiore   a  due,  stabilita  l'articolazione  in  tabella    B',
  l'assessore  per  la  sanità  può disporre,  con  proprio  decreto,
  l'unificazione   o   una   diversa  articolazione   dei   distretti
  ospedalieri  all'interno  della  provincia.  Questo  al   fine   di
  addivenire   ad  una  composizione  condivisa  nei  territori   dei
  distretti.
   Se  il Governo non è d'accordo, lo posso pure ritirare perché, fra
  l'altro,  davo una facoltà al Governo che visto che ha dato  parere
  contrario non la merita.
   Quindi dichiaro di ritirare il sub emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  procede  con  il sub emendamento 14.1.20.2.1, degli  onorevoli
  Cracolici, De Benedictis e Ammatuna.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che,
  così  come i distretti sanitari non sono fissati per legge ma  sono
  stabiliti  con  decreto,  e  quindi con  una  fonte  giuridica  più
  flessibile,  trovo  insensato  che in  questa  norma  stabiliamo  a
  priori, non soltanto quanti debbano essere i distretti ospedalieri,
  ma quanti e quali presidi ospedalieri debbano aggregare.
   Tanto è sbagliata questa norma che lo stesso articolo prevede poi,
  successivamente,  che  l'assessore,  su  proposta   del   Direttore
  dell'Azienda sanitaria provinciale, possa modificare gli ambiti  di
  ciascun distretto.
   E'  evidente  che  siamo di fronte ad una contraddizione.  Il  sub
  emendamento  14.1.20.2.1, che porta anche la  mia  firma,  mira  ad
  evitare  questa  contraddizione e a riportare tutto nell'ambito  di
  una  norma  che  stabilisce,  per  legge,  il  numero  massimo  dei
  distretti complessivi in Sicilia, dei distretti ospedalieri, quanti
  debbano essere per ciascuna provincia e poi, molto più saggiamente,
  a  nostro  avviso,  lasciare  che nei  60  giorni  successivi  alla
  costituzione dell'Azienda - perché neanche oggi potremmo realizzare
  i  distretti  visto che le Aziende sanitarie provinciali  non  sono
  ancora  costituite -, su proposta dei Direttori generali  nominati,
  sentite  -  e questa è un'aggiunta che sottolineamo - le Conferenze
  dei   sindaci  dei  comuni  interessati,  si  realizza  in   quella
  circostanza  la definizione degli ambiti che qui vengono  stabiliti
  sulla  base  di  criteri che non tengono conto della programmazione
  aziendale,  delle esigenze del territorio, con una rigidità  che  è
  assolutamente immotivata.
   Ecco  allora che l'emendamento 14.1.20.2.1 mira a stabilire questa
  gerarchia.  Al  primo comma si stabilisce che in  ciascuna  azienda
  sanitaria  provinciale possono esistere uno  o  più  distretti;  al
  comma  2 si stabilisce che alla definizione di questi distretti  si
  provvede  con  successivo decreto da parte  dell'Assessore  con  le
  procedure  che  abbiamo proposto, e cioè su proposta del  Direttore
  generale  e  sentita  la  Conferenza dei Sindaci;  al  comma  3  si
  stabilisce il numero massimo dei distretti, in questo caso con  una
  proposta  che  è conforme a quella che il Governo ha formulato  dei
  venti distretti complessivi per tutta la Sicilia, stabilendo qual è
  il numero massimo per ciascuno.
   Aggiungo  che  in determinate province si è verificato  un  acceso
  dibattito  intorno  alla  decisioni  che,  frettolosamente,  stiamo
  andando a prendere.
   Quindi,  sarebbe molto più saggio e per nulla lesivo dell'impianto
  della  norma che stiamo andando a varare, per nulla contraddittorio
  rispetto  allo  spirito  ed agli obiettivi  che  essa  si  propone,
  fissare  il  numero  dei distretti e lasciare  che  questi  possano
  essere definiti in un secondo momento. Ecco perché credo che questo
  emendamento sia perfettamente conforme allo spirito che il  Governo
  vuole  dare alla norma e nello stesso tempo più aderente  a  quello
  che  vogliamo rispettare, che è il principio del territorio e della
  programmazione  aziendale,  che  non  può  essere  fatta  senza  il
  Direttore dell'Azienda che ancora non esiste.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa
  proposta contrasta con tutto il lavoro che in questi sette mesi  si
  è messo a base del dibattito perché, se da parte di tutti, prima in
  Commissione  e  poi  in Aula, si è cercato di attribuire  a  questo
  Parlamento  il  massimo  della competenza sulla  definizione  delle
  linee  strutturali  del territorio e dell'ospedale,  e  quindi  dei
  distretti  ospedalieri, con questa norma si svuota una delle  parti
  fondamentali  della  legge,  e  la  si  affida  ad  una  successiva
  decretazione  da  parte  dell'assessore  quando  uno   dei   nuclei
  fondamentali   dell'accordo   dell'Aula   risiede   proprio   nella
  definizione dei distretti ospedalieri.
   Noi  abbiamo  fatto un capolavoro con questa legge,  quando  siamo
  riusciti a fondere due impostazioni che erano caratterizzate  l'una
  dalla  centralizzazione della spesa e dei programmi e l'altra dalla
  separazione dell'ospedale dal territorio.
   Nel  separare l'ospedale dal territorio non potevamo  omettere  di
  definire come l'ospedale si determinasse, e come quindi i distretti
  ospedalieri  si  disegnassero e, al loro interno, si  integrassero.
  Così  come, per quanto riguarda il territorio, abbiamo definito  le
  linee  portanti  della strutturazione del territorio  attraverso  i
  distretti  dell'area territoriale e i distretti socio-sanitari  che
  successivamente indicheremo.
   Allora, se questo è vero e se questa tabella definitivamente  reca
  il  timbro di un accordo dell'Aula che completa la legge, la  rende
  importante, efficace ed esaustiva di tutti gli aspetti che  abbiamo
  messo  alla base dei disegni di legge presentati e del lavoro della
  Commissione prima e dell'Aula dopo, oggi una proposta del genere ci
  fa fare una marcia indietro di sette mesi.
   Ribadisco  quindi  l'assoluta  abrogazione  di  tale  norma,   che
  altererebbe  e destabilizzerebbe il 50 per cento di questo  disegno
  di legge, che risiede proprio nella definizione dei distretti.
   Quanto  è  accaduto  in ambiti territoriali,  periferici  o  nelle
  province. Oggi non ha più motivo di esistere perché, quando abbiamo
  sostituito  le  filiere con i capofila, con i distretti  integrati,
  funzionalmente   abbiamo   evitato  le  invidie   territoriali,   i
  campanilismi  e abbiamo fatto in modo che ciò che prevalesse  fosse
  l'equilibrio in tutti i territori.
   Nella definizione dei distretti ospedalieri c'è equilibrio, perché
  sono  equifunzionali,  perché  sono strutturati  in  modo  tale  da
  integrarsi reciprocamente.
   Quindi,  se questo è vero, questa proposta, signor Presidente,  va
  respinta  e mi rivolgo a tutti i Gruppi della maggioranza affinché,
  compatti, la respingano.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il sub
  emendamento  testè  illustrato sia non soltanto  corretto  ma  sia,
  perfino,  saggio.  Perché se quello che  ho  ascoltato  è  vero,  e
  certamente  vero  non è, vorrei capire perché in sede  parlamentare
  non  definiamo  pure i distretti territoriali e  dobbiamo  definire
  soltanto i distretti ospedalieri.
   I  distretti ospedalieri, peraltro, in questo modo, saggiamente ed
  in  maniera correttamente coerente a quello che è il dettato  della
  legge  dello Stato e l'articolazione dell'organizzazione  sanitaria
  sul  territorio,  rende  partecipi di un modello  fondamentale  per
  l'assistenza   sanitaria  sul  territorio,   che   è   l'assistenza
  ospedaliera.
   Rende  nell'unico  modo  possibile, che è  quello  presentato  con
  questo  sub emendamento, rende protagonisti e partecipi  i  sindaci
  attraverso la Conferenza dei sindaci che, in altro modo,  sarebbero
  totalmente   esclusi   dalla   definizione   di   quella   che    è
  l'organizzazione dell'assistenza ospedaliera sul territorio.
   Alla  stessa maniera, lo stesso articolo 14 del disegno  di  legge
  prevede   che  i  distretti  territoriali  vengano  definiti,   con
  successivo decreto del Presidente della Regione, e vengano definiti
  attraverso  un'analisi attenta di quelle che sono le  articolazioni
  territoriali, le esigenze del territorio.
   Dico che alla stessa identica maniera il distretto ospedaliero  va
  definito  sul territorio. Quindi, la norma, non soltanto è coerente
  con  l'impalcatura della legge dello Stato, ma è anche coerente con
  quello  che è il successivo comma dello stesso articolo del disegno
  di  legge  che  prevede,  appunto,  l'articolazione  dei  distretti
  territoriali.
   Sarebbe davvero una contraddizione che il Parlamento definisse  in
  sede  parlamentare  e,  quindi, imponendo alle  autorità  sanitarie
  locali,  cioè ai sindaci, l'aggregazione funzionale in un distretto
  ospedaliero  e  poi, in un altro comma dello stesso  articolo,  nel
  distretto territoriale che ha la stessa funzione dal punto di vista
  dell'organizzazione  dei  servizi sanitari,  prevedere  un  modello
  diverso.
   Io  sono perché il Parlamento, correttamente, affidi ai sindaci  e
  alla   democrazia   del   territorio  la   scelta   della   diversa
  articolazione   dei   presidi  ospedalieri   dei   singoli   comuni
  all'interno  del distretto ospedaliero. Una scelta diversa  sarebbe
  una  violenza  fatta  alla  democrazia,  appunto,  del  territorio.
  Sarebbe davvero espropriare le autorità sanitarie locali che ancora
  sono  i  sindaci, espropriarli del legittimo diritto ad intervenire
  sulla  distribuzione dei territori, sull'aggregazione dei territori
  per quanto riguarda l'assistenza ospedaliera.
   Pertanto,   credo   che  questo  sub  emendamento   debba   essere
  correttamente analizzato e preso in considerazione dal  Parlamento,
  ed invito il Parlamento ad esprimere un voto favorevole.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LEONTINI,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  desidero fare una precisazione.
   Poc'anzi,  distrattamente, quando è stato richiamato l'emendamento
  14.1.19  avendo  equivocato e non compreso bene il riferimento,  ho
  dichiarato di ritirarlo, ma in realtà non intendevo farlo.  Quindi,
  chiedo  alla  Presidenza di riprenderlo e sottoporlo all'attenzione
  dell'Aula.
   Onorevoli  colleghi, inoltre, vorrei precisare che la  possibilità
  di   modificare  successivamente  l'articolazione  distrettuale   è
  prevista nella legge.
   L'emendamento  14.1.20, a firma del sottoscritto e  dell'onorevole
  Dina,  all'ultimo capoverso del comma 3 recita  in  funzione  della
  prevista   delegazione  ed  integrazione,  il  Direttore   generale
  dell'Azienda   sanitaria  provinciale,  con  atto   motivato,   può
  sottoporre all'approvazione dell'assessore regionale per la sanità,
  l'unificazione  oppure  una  diversa  articolazione  dei  Distretti
  ospedalieri .
   Pertanto,  chiedo  all'onorevole Cracolici  di  prenderne  atto  e
  ritirare il suo sub emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   da   una
  considerazione dell'onorevole Leontini, che ha definito questo tema
  e  questo  sub  emendamento da lui presentato  come  una  sorta  di
  sovvertimento dell'impianto che ha determinato l'accordo di  questi
  sette  mesi,  devo dire che, se così fosse, sarei contento  perché,
  come  Lei  sa, onorevole Leontini, questo accordo che  tra  di  voi
  avete  definito, io, con molta benevolenza, l'ho paragonato  ad  un
   papocchietto . Questo accordo, che voi avete ammantato  di  questa
  integrazione, funzionalità, etc. , altro non è che la nomina di  un
  po'  di  Direttori  sanitari ed amministrativi, perché  siccome  le
  aziende  non ci sono più bisogna accontentare i clienti in  qualche
  altro modo.
   Devo  dire  che,  poi, anche la precisazione fatta  dall'onorevole
  Leontini  nel suo intervento, ha dimostrato che questa  sovversione
  così  drammatica non ce l'ha, per il semplice motivo che  anche  il
  sub  emendamento  dell'onorevole Leontini, che ho  scoperto  essere
  l'emendamento del Governo, prevede che i Direttori generali possono
  modificare i confini dei distretti ospedalieri.
   Delle  due l'una, onorevole Leontini. Questo emendamento  risponde
  ad  un problema che, diciamoci la verità, voi potete far finta  che
  non  ci  sia,  ma sappiamo tutti che cosa è successo  nell'arco  di
  pochi  minuti, come sono stati organizzati e cambiati  i  distretti
  ospedalieri. In un giorno c'era Modica assieme a Ragusa e a Scicli,
  poi, due minuti dopo, Modica era autonoma e Ragusa era con Vittoria
  e Comiso.
   Si  è  detto, allora, che, nel rispetto dei territori, che  questo
  Parlamento pensa di tutelare in maniera omnicomprensiva, fissati  i
  numeri  sia  generali, quindi il numero di venti, sia  particolari,
  cioè tutte le province con almeno due, tranne Palermo e Catania con
  massimo  tre,  l'organizzazione  dell'accorpamento  si  rinvia   al
  Direttore generale, d'intesa con la Conferenza dei sindaci ed entro
  90 giorni l'assessore emette il decreto.
   E' una minaccia a mano armata all'accordo della maggioranza? Mette
  in  discussione  i capisaldi dell'accordo che avevate  sottoscritto
  non  si sa dove e non si sa quando? Il Presidente della Regione  ha
  detto che ne avete discusso domenica scorsa. Io prendo atto che  lo
  avevate definito sette mesi fa. Non ci era dato sapere
   E'  evidente  che  questo sub emendamento ha una  impostazione  di
  rispetto del territorio perché, onorevole Leontini, la sanità non è
  proprietà dei deputati, la sanità è il modello di integrazione.  Se
  consideriamo  i distretti non come l'ennesimo luogo  di  potere  da
  costruire ma come un modello, e io dico anche per salvare i piccoli
  ospedali  di integrazione funzionale di un moderno sistema  a  rete
  dell'ospedale che non è obbligatoriamente costruito sul  monoblocco
  ma  è pensato come una presenza nel territorio a rete, io credo che
  l'Aula ha il dovere di valutarlo.
   Il  Governo,  ormai, è entrato nella logica di  definire  tutto  e
  subito, anche le virgole?
   Attenzione,  il  sub  emendamento  che  volete  approvare,  signor
  assessore,  non vi fa approvare tutto e subito, anche  le  virgole,
  perché, come ha ricordato l'onorevole Leontini, sulla base  di  una
  serie  di  spinte  del  territorio e della  negoziazione  politica,
  possono essere modificati i criteri di accorpamento.
   Quindi una cosa è stabilire che questo si fa erga omnis per tutti,
  una  cosa  è  se lo si fa perché all'onorevole Leontini  non  piace
  l'accorpamento   che  ci  sarà  a  Ragusa,   per   cui,   dopo   la
  sperimentazione dei primi due mesi, siccome il suo potere  politico
  è  maggiore  di quello dell'onorevole Fiorenza, avrà la possibilità
  di far modificare i criteri territoriali di accorpamento.
   Questo è inaccettabile, è una vergogna
   Penso  che  questo  emendamento ha un buon senso  che  rispetta  i
  territori  non  modificando  la  sostanza  dell'organizzazione  del
  sistema ospedaliero. Dopo di che l'Aula decida in maniera sovrana.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro chiesto di parlare,  pongo  in
  votazione   il   sub  emendamento  14.1.20.2.1.  Il  parere   della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento dagli
     onorevoli Ammatuna, Apprendi, De Benedictis, Di Benedetto, Di
                  Guardo, Ferrara Greco e Marinello)

      Votazione per scrutinio segreto l'emendamento 14.1.20.2.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            76
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          33
   Contrari            42

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al sub emendamento 14.1.20.2, dell'onorevole Cracolici.
  Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al sub emendamento 14.1.27 dell'onorevole Gucciardi.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Il sub emendamento 14.1.20.3 è precluso.
   Si  passa  ai  sub emendamenti 14.1.31.1 e 14.1.31, dell'onorevole
  Cracolici.
   Avverto che i due emendamenti verranno discussi contestualmente  e
  posti in votazione per parti separate.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  un
  emendamento  che  considero delicato,  e  chiederei  un  attimo  di
  attenzione all'Aula.
   La  norma  che ha scritto il Governo, nonché il famoso emendamento
  che  abbiamo  sospeso poc'anzi, stabilisce, fatto inedito,  che  il
  dirigente  sanitario che coordinerà il distretto ospedaliero  possa
  essere un dirigente medico senza specifica qualifica.
   Come è noto il dirigente sanitario è una funzione che può svolgere
  un   medico  con  specializzazione  igienico-organizzativa,  è   un
  igienista organizzativo.
   Voglio, qui, ricordarlo ai colleghi perché anche l'emendamento che
  viene  presentato dopo come al solito per mettere  una  pezza  alle
  cose  che  si  fanno alla garibaldina, e si scrive preferibilmente,
  che è un modo simpatico, sarebbe preferibile evitarlo.
   Lo  voglio  ricordare alla Presidenza, e credo che  il  Segretario
  Generale   mi  può  essere  d'aiuto, noi  qualche  anno  fa,  siamo
  intervenuti sulla materia con norma e anche allora l'Aula tentò  un
  colpo  di  genio stabilendo che i direttori sanitari  potevano  non
  essere medici igienisti.
   Il Commissario dello Stato impugnò quella norma, stabilendo che la
  funzione  specifica per il coordinatore sanitario  delle  strutture
  ospedaliere non poteva che essere un medico igienista.
   Siccome non vivo a Honolulu, e capisco che ci sono alcune funzioni
  che  sono  state  svolte in questi anni - anche  perché  in  alcuni
  presidi  ospedalieri la funzione di medico igienista è  scarsamente
  presente  -  ,  tant'è  che  abbiamo  presentato  anche  un   altro
  emendamento, che sostanzialmente aggiunge al comma quattro un comma
  quattro bis, che stabilisce che chi ha svolto nei tre anni,  signor
  Presidente, mi riferisco all'emendamento 14.1.31.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, stiamo esaminando  l'emendamento
  14.1.31.1 che è esattamente quello che lei ha citato adesso.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io invece mi riferisco al  14.1.31,
  che modifica il comma 4.

   PRESIDENTE. Che verrà esaminato dopo.

   CRACOLICI. No, signor Presidente, quello che citavo io,  il  punto
  31 dovrebbe essere il comma 4 bis

   PRESIDENTE. Esattamente il quattro bis

   CRACOLICI. E allora noi non possiamo che trattare prima  il  comma
  4, perché il 4 bis viene dopo.
   Il  sub emendamento 14.1.31 stabilisce che la funzione deve essere
  di  medico  igienista, il 14.1.31.1 stabilisce che per le  funzioni
  che  sono  state svolte nel triennio precedente - mi  si  dice  che
  nelle  strutture  ospedaliere medie e piccole ci sono  problemi  di
  medico  igienisti - può essere trovata una soluzione che in qualche
  modo  sana,  se si vuole, il fatto che la funzione si  è  svolta  a
  prescindere dalla specializzazione.
   Era  un modo per addivenire a una soluzione rispetto a un dato che
  si  è  determinato nel tempo, però mi pare che il  sub  emendamento
  14.1.31  stabilisce che il Direttore sanitario  o  il  coordinatore
  sanitario  non può che essere un medico igienista, senza la  parola
   preferibilmente'.
   Quindi   questa   è  la  norma,  oltretutto  suffragata   da    un
  pronunciamento del Commissario dello Stato di qualche anno fa.

   PRESIDENTE.  Ovviamente,  come medico  igienista,  non  posso  che
  apprezzare questo sub emendamento.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento è
  stato  oggetto di un lungo dibattito all'interno dei Gruppi, svolto
  anche  in  più giorni e, di fronte alle diverse tesi si è  arrivati
  alla  conclusione che non si potesse addivenire ad affermare che  i
  coordinatori  sanitari  dovessero  essere  prelevati   dai   medici
  igienisti  per  il  semplice motivo che il coordinatore  sanitario,
  così  come abbiamo individuato nella riforma che stiamo discutendo,
  non  corrisponde più al Direttore di presidio che, tra l'altro,  ha
  altre funzioni. Infatti, il coordinatore, sostanzialmente, in tutti
  i   casi   del   nuovo  modello,  deve  coordinare  più   strutture
  ospedaliere, più presìdi ospedalieri.
   Ed  allora, limitarlo ai soli igienisti sarebbe stato favorire una
  categoria  a  danno di altre e, tra l'altro, gli altri sono,  quasi
  tutti  da  reperire  tra i responsabili delle strutture  complesse.
  Cioè, ci saremmo trovati nell'assurdo che il coordinatore sanitario
  di una struttura ospedaliera, così come rinnovata, sarebbe stato un
  medico  di  livello inferiore a quello che rivestono solitamente  i
  primari,   cioè  una  cosa,  sostanzialmente  inaccettabile   sotto
  l'aspetto anche della dignità e della organizzazione.
   Alla  fine, si è scelto di mettere quel  preferibilmente   proprio
  per  dare  la possibilità, anche agli igienisti, di partecipare  e,
  d'altro   canto,   il  Direttore  dell'Azienda  provinciale   dovrà
  procedere  alle  nomine  con  un atto  motivato  e  attraverso  una
  motivazione  potrà,  di  volta in volta,  e  azienda  per  azienda,
  individuare  il funzionario, la persona, il medico  che  meglio  di
  tutti gli altri potrà svolgere il lavoro di coordinamento.
   Ecco  perché  ritengo che il testo vada difeso così come  è  stato
  esitato  per  l'Aula, perché non è soltanto il più legittimo  ma  è
  anche il più logico.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare il sub emendamento 14.1.31.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sul sub emendamento 14.1.31.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  al  comma,  che
  recita     ai  distretti  sanitari   è  da  intendere   alle   aree
  territoriali dei distretti sanitari e ai distretti ospedalieri sono
  preposti    un    coordinatore   sanitario   e   un    coordinatore
  amministrativo ,   cioè    alle  aree  territoriali',   alle   aree
  provinciali,  non  ai  distretti, ma  alle  aree  territoriali  dei
  distretti sanitari.
   Alle aree territoriali e ai distretti ospedalieri sono preposti un
  coordinatore  sanitario  ed un coordinatore amministrativo.  Questo
  già lo prevede la nostra norma.
   La  norma  che io prevedo, in questo caso, specifica  che  per  il
  coordinatore   sanitario  è  obbligatoria  la  funzione   dell'area
  igienico-organizzativa.

   PRESIDENTE.  Con  questa precisazione pongo in  votazione  il  sub
  emendamento 14.1.31. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi  la  parola    coordinatore'   è
  sostituita dalla parola  responsabile'.
   Il  Governo  chiarisce che questa precisazione non  ha  motivo  di
  esistere, quindi vive la parola  coordinatore'.

       (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento
        dagli onorevoli Apprendi, De Benedictis, Di Benedetto,
           Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara e Laccoto)

      Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 14.1.31

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 14.1.31.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             77
   Votanti              76
   Maggioranza          39
   Favorevoli          32
   Contrari             43
   Astenuti               1

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli Cracolici  e  De
  Benedictis il sub emendamento 14.1.20.1.1.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stupito
  del fatto che il vero volto si mostri alla fine.
   Signor   Assessore,   non   riesco   a   comprendere   con   quale
  argomentazione possa sostenere una norma di questo genere,  sapendo
  che è perfettamente sbagliata.
   Posso  capire che le parole dell'onorevole Leontini abbiano tirato
  la  volata  a  questo accordo di maggioranza che era fatto,  a  suo
  dire,  da  sei mesi. In realtà, avete trovato un accordo all'ultimo
  momento inventando delle cose che non esistono.
   Voglio  dirlo  con chiarezza: in nessuna parte d'Italia  esistono,
  dentro  le  Aziende  sanitarie  provinciali,  altre  strutture  che
  coordinano  i  presìdi  ospedalieri e avete inventato  i  distretti
  ospedalieri.  In nessuna altra parte esistono le aree territoriali,
  ci  sono i dipartimenti e i distretti sanitari e avete inventato le
  aree territoriali. Sono delle invenzioni che servono ad altro,  non
  a  far  funzionare  la legge. E per di più state stabilendo,  e  mi
  meraviglio di lei, signor assessore, che si sta prestando a  questo
  accordo,  che nulla ha a che fare con il profilo che lei ha  voluto
  dare,  si  sta prestando ad inventare che queste figure,  dell'area
  sanitaria,  siano  scelte, non  come è giusto  che  sia,  nell'area
  igienico-organizzativa, ma in altre aree qualsiasi.
   Allora,  chi di voi si farebbe fare un'operazione al cuore  da  un
  ortopedico?  La  professionalità e  la  competenza  hanno  luogo  a
  esistere oppure no? Allora, perché nelle funzioni organizzative  di
  una  costruzione che stiamo immaginando, che deve  servire  a  fare
  funzionare meglio la sanità al momento di scegliere le persone  che
  debbono sovrintenderlo, si deroga dal principio e si stabilisce che
  chiunque  può  dirigere  una struttura nel  ruolo  di  coordinatore
  sanitario?
   Il  sub  emendamento che ho proposto altro non ha che lo scopo  di
  sostituire   alla  parola   preferibilmente'  dell'area   igienico-
  sanitaria,  che evidentemente nasconde quello che è  stato  svelato
  apertamente,  la  parola   prioritariamente'.  Se  non   si   vuole
  accettare neanche  prioritariamente' è chiaro che avete  il carbone
  bagnato'.

   FIORENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
  il  principio  appena  enunciato dall'onorevole  De  Benedictis,  è
  estremamente  interessante  ed  importante  perché  salvaguarda  la
  professionalità  dei  medici igienisti, ma non  è  solo  questo  il
  problema.
   Il   problema  è  fondamentalmente  di  carattere  e   di   natura
  organizzativa, perché scegliere fra la categoria dei medici in modo
  indistinto  chi  deve  operare poi nel settore  dell'organizzazione
  prettamente sanitaria, senza averne, peraltro, anche una competenza
  specifica, può diventare un fatto estremamente rischioso.
   L'onorevole   De   Benedictis   nel   suo   emendamento    propone
   prioritariamente', io preferirei  unicamente', perché il senso del
  termine  è questo. Che cosa vuol dire  si ha la capacità di  potere
  scegliere',  assessore?  Non  dobbiamo  poter  scegliere   tra   le
  professionalità.  Qua il discorso è che  unicamente'  il  direttore
  sanitario   deve  essere  scelto  tra  le  categorie   dei   medici
  specialisti in igiene.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 14.1.20.1.1.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  sub  emendamento  14.1.20.1  così   come
  emendato.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa al sub emendamento 14.1.20.4 del Governo. Il parere della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al sub emendamento 14.1.20.5 del Governo. Il parere della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al sub emendamento 14.1.20.6 dell'onorevole  Maira.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al sub emendamento 14.1.33.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  sub
  emendamento  tende a modificare la parola  distretti sanitari   con
   aree territoriali .

   PRESIDENTE.  Con  la  precisazione dell'onorevole  De  Benedictis,
  pongo in votazione l'emendamento 14.1.33. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.


                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 14.1.20 così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  14.1.19,  l'emendamento  che  poco  fa
  erroneamente  l'onorevole  Leontini aveva  ritirato.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti  seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono preclusi gli emendamenti  14.1.11,
  14.1.5,  14.1.12,  14.1.16,  14.1.13, 14.1.14,  14.1.9,  14.1.15  e
  14.1.21.
   Si passa, quindi, al sub emendamento 14.1.34.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Credo che questo emendamento si commenta da solo,  però
  è  un  emendamento  che affronta e aggredisce l'accordo  che  avete
  fatto  sette mesi fa. Sovverte l'equilibrio che avete definito  non
  si  sa  in  quale sede perché, visto che non è certo  il  tempo,  è
  incerta anche la sede dove avete fatto questo accordo. Ora lo  dico
  al  Presidente  della  Regione,  voi  avete  fatto  una  norma  che
  giustamente  si  poneva l'obiettivo, e credo che lo  rivendico  con
  orgoglio al mio Gruppo e alla battaglia politica che abbiamo  fatto
  in  quest'Aula, perché se oggi faremo una legge che  riduce  di  un
  terzo,  anzi  più di un terzo da 29 a 17, le Aziende ospedaliere  e
  sanitarie della Sicilia, consentitemi di dire che si è potuto  fare
  perché c'è stato un Partito Democratico che ha tenuto la barra  dal
  primo  momento  fino all'ultimo. Però una cosa è  aver  ridotto  le
  Aziende, un'altra cosa è inventarsi delle funzioni che non esistono
  in nessuna Azienda d'Italia. Anche qui non c'era bisogno di fare il
  modello  Lombardo,  per trovare un accordo  vi  siete  inventati  i
  coordinatori territoriali. Cioè il modello della sanità  che  viene
  fuori  dalla  legge 30 è un modello sanitario in cui alle  funzioni
  apicali  e  manageriali dell'azienda corrispondono le  funzioni  di
  governo del territorio attraverso i distretti.
   Avete inventato una superfetazione tra i Direttori generali -  che
  sono  poi  quelli  che  risponderanno agli obiettivi  per  i  quali
  potranno essere licenziati, ai quali diremo tutte le brutte  parole
  che  conviene a chi ha la responsabilità - invece di essere  coloro
  ai quali, comunque, risponde la struttura.
   La   struttura  ha  dei  filtri,  ed  uno  di  questi   è   l'area
  territoriale, la quale sovrintende al coordinamento dei  distretti;
  quindi  i  distretti  non sono più organizzati  funzionalmente  nel
  relazionarsi   ai  Direttori  generali  sanitari  e  amministrativi
  dell'Azienda  ma  hanno  un  filtro e  questo  perché  vi  dovevate
  inventare diciotto funzioni apicali che, in qualche modo,  dovevano
  sostituire le nomine inferiori che vengono fuori dal fatto  che  si
  sono ridotte le Aziende.
   Signor  Presidente, la proposta che noi facciamo  è  semplice:  ci
  sono  i  manager e ci sono i distretti, in mezzo non ci deve  stare
  nulla,  perché  i  distretti  devono  avere  la  responsabilità  di
  conoscere  i  bisogni  sanitari del  territorio  e  di  organizzare
  l'offerta  sanitaria  in  tutt'uno con  il  modello  aziendale  dei
  manager  e  della  direzione aziendale  dei  Direttori  sanitari  e
  direttori amministrativi.
   Noi  su  questo, probabilmente, perderemo ancora; è  evidente  che
  sovvertiremo l'accordo per cui l'onorevole Leontini salterà in aria
  perché   gli   vengono  meno  diciotto  coordinatori   sanitari   e
  amministrativi e, quindi, non potrà più accontentare le aspirazioni
  che   nella  sua  maggioranza  sono  in  capo  a  queste  funzioni.
  Preannuncio  che su questo sub emendamento chiederemo la  votazione
  per  scrutinio  segreto  e  vedremo  se  l'Aula  è  disponibile  ad
  accettare  che, in nome di un accordo, vi inventate delle  funzioni
  apicali dentro l'azienda di cui non vi era assolutamente bisogno.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il sub emendamento  14.1.34.  Il
  parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         (Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
                         Digiacomo, Di Guardo,
           Donegani, Ferrara, Fiorenza, Laccoto e Marinello)

     Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 14.1.34.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 14.1.34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            72
   Votanti             70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          35
   Contrari            35

                           (Non è approvato)

   Si  passa al sub emendamento 14.1.25 del Governo. Il parere  della
  Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Leontini, il subemendamento 14.1.21,  a  sua  firma,  è
  identico  al  sub  mendamento 14.1.38 degli onorevoli  D'Antoni  ed
  altri,  però è formulato in maniera tale che sembrerebbe  obsoleto,
  perché parla di dipartimenti. Pertanto, la invito a ritirarlo.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, comunico che anche il sub emendamento 14.1.38,
  a firma degli onorevoli D'Antoni ed altri è ritirato.
   Si  passa al sub emendamento 14.1.22, dell'onorevole Leontini.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Il sub emendamento 14.1.41 è precluso.
   Si  passa al sub emendamento 14.1.35, dell'onorevole Cracolici. Il
  parere del Governo.

   RUSSO,  assessore per la sanità. Signor Presidente, a mio  modesto
  parere  il  sub  emendamento dovrebbe essere dichiaro inammissibile
  perché identico al sub emendamento 14.1.21 dell'onorevole Leontini.
  Il parere del Governo è comunque contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Assessore, Lei sarà pure contrario, ma mi può  spiegare
  come si faranno questi 45 distretti visto che in atto sono 62?

   LEANZA   NICOLA.   Lo   stiamo  togliendo   C'è   un   emendamento
  dell'onorevole Bennati in tal senso.

   CRACOLICI.  Addirittura li aumentiamo  Lo togliamo per aumentarli
  Scusate,  quindi  abbiamo capito una cosa: mentre per  i  distretti
  ospedalieri,  che chiedevamo fossero fatti insieme alla  Conferenza
  dei   Sindaci,   si  è  mantenuto  non  solo  il   numero   ma   la
  perimetrazione,  qui  non  solo  non  si  perimetrano  i  distretti
  sanitari  ma  si  elimina  persino il numero.  Vergogna   Vergogna
  Questo è un patto di potere che state facendo. Vergogna

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  semplicemente per ribadire, a distanza di mezz'ora, esattamente  le
  cose  che  avevo  detto prima. Si usano in questo Parlamento  -  su
  proposta di questo Governo - due pesi e due misure.
   Per  il  distretto ospedaliero è stato detto no ad un  emendamento
  che  concedeva ai Sindaci la facoltà di intervenire per perimetrare
  il  territorio  e  per  attribuire i singoli  presìdi  ospedalieri,
  appunto,  all'unico  territorio  distrettuale  invece,  per  quanto
  riguarda i distretti territoriali, non si capisce perché vale  quel
  principio.  E  non soltanto viene usato il metodo che  noi  avevamo
  proposto  anche per i distretti ospedalieri ma persino  si  capisce
  che bisogna aumentarne il numero, anche se non si capisce in base a
  quale criterio se non quello di cui parlava l'onorevole Cracolici.
   Pertanto, dico che su questi temi il Governo ha il dovere di  fare
  chiarezza in Aula.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, probabilmente è
  l'ora  tarda  che  fa  brutti scherzi. Noi vogliamo  chiarire  come
  stanno  le  cose.Poiché  vi  sono  diversi  emendamenti  che  fanno
  coincidere  i distretti territoriali con i distretti socio-sanitari
  e  poiché i distretti socio-sanitari presentano un numero superiore
  a 45, c'era un problema di coordinamento, niente di più e niente di
  meno.
   Abbiamo  ritenuto - ma non credo sbagliando - che per rendere  più
  agevole   il  tutto,  dovessimo  togliere  il  numero;  quindi,   è
  apodittico  quello che ha affermato l'onorevole Cracolici  che  noi
  vogliamo  aumentare i distretti. Vogliamo rapportarci ai  distretti
  socio-sanitari che sono 55 e, allora, delle due l'una. Se scrivo 45
  da  una parte e poi scrivo anche che il distretto, accoglieremmo un
  emendamento  dell'onorevole Laccoto, se non  ricordo  male,  ma  ci
  sarebbe un'incongruenza.
   Allora,  abbiamo ritenuto più flessibile il sistema che non  fissa
  il  numero  ma  che lascia tale compito all'assessore,  sentita  la
  Commissione  competente,  quindi  c'è  un'interlocuzione  per   far
  coincidere le cose.

   PRESIDENTE.  Questa  precisazione dell'Assessore  può  aiutarci  a
  superare il problema?

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, ritengo che l'emendamento con il quale è  stato
  soppresso   il   limite  di  45  nasce,  oltre  da   quanto   detto
  dall'onorevole  Laccoto  e dal Governo,  anche  dal  dettato  della
  normativa  nazionale,  il  decreto legislativo  n.  502.  La  legge
  regionale   disciplina  l'articolazione  in  distretti   dell'unità
  sanitaria locale; il distretto è individuato sulla base di  criteri
  di  cui all'articolo 2, garantendo una popolazione minima di almeno
  60  mila  abitanti,  salvo che la Regione, in considerazione  delle
  caratteristiche  geomorfologiche  del  territorio  e  della   bassa
  densità della popolazione residente risponda diversamente.
   Pertanto,  se  noi  lasciamo  il  numero  di  45,  ci  precludiamo
  l'opportunità   che  il  Governo  faccia  delle   valutazioni   sul
  territorio   e,  credetemi,  che  il  numero  di  45  è  certamente
  limitatissimo. Per cui, visto che il decreto legislativo  nazionale
  ci  viene  incontro, lasciamo all'Assessore la facoltà, sentita  la
  Commissione, di valutare con serenità se farne 51, 55 o altro.
   Se volessimo essere fiscali i distretti oggi sarebbero più di 85.

   CRACOLICI. Le città sono un distretto a sé.

   BENINATI,   presidente   della   Commissione.   Scusi,   onorevole
  Cracolici,  stiamo lasciando al Governo questa facoltà.  Credo  sia
  giusto sopprimere il numero 45.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non si è
  avuta  la  pazienza di leggere una serie di emendamenti che  io  ho
  presentato  partendo  dal problema di far  coincidere  i  distretti
  sanitari  con i distretti socio-sanitari, con i quali prevedevo  di
  togliere   il  numero  di  45,  riferendomi  anche  alla  normativa
  nazionale e tenendo conto delle caratteristiche geo-morfologhiche.
   Vorrei fare un esempio: ci sono le Madonie, ci sono i Nebrodi, non
  si  può,  in questo caos, stabilire a priori quali e quanti  devono
  essere  i  distretti; l'individuazione, fatta a posteriori  con  il
  parere  della  Commissione  parlamentare,  permette  di  dare   una
  soluzione più adeguata al territorio.
   Dobbiamo cercare di trovare una soluzione coincidente anche con le
  richieste  del  territorio,  non  del  territorio  nel   senso   di
  spartizione, ma nel senso di offerta e di richiesta dei cittadini.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ribadire ai
  colleghi  -  l'ho  già  detto un'altra volta nel  corso  di  questo
  dibattito  -  che  è inutile che facciamo finta di  non  capire  la
  differenza  tra la riduzione dei manager da 29 a 17,  che  è  stata
  operata  con questa legge, e che rappresenta veramente  un  segnale
  forte  che  si dà al resto del Paese, e l'elevazione  al  rango  di
  manager  di  chi è semplicemente un funzionario interno  alle  AUSL
  che,  in  atto, sono a direzione dei distretti e in numero di  gran
  lunga superiore e che percepiscono solo un'indennità di funzione.
   Quindi, mi sembra paradossale tentare un'equiparazione come se qui
  si  stesse  trattando di fare nuovi manager ampliando  a  dismisura
  chissà  quali  poltrone,  quando in  effetti  c'era  una  richiesta
  fondata  da  parte di tutto il territorio che riteneva  che,  anche
  nella  configurazione attuale, cioè con 65, 68  distretti,  fossero
  indispensabili,  oltre  ai direttori sanitari,  anche  i  direttori
  amministrativi.
   Il  fatto che oggi si cerca di far passare per una moltiplicazione
  di poltrone ciò che, invece, corrisponde ad una esigenza  .

   CRACOLICI. No, non è una moltiplicazione di poltrone. E' come Gesù
  che moltiplica i pani ed i pesci

   FORMICA.  Non è così, perché non si tratta di nomine per  soggetti
  esterni, ma di funzionari interni che percepiscono un'indennità  di
  funzione, come già avviene attualmente e per un numero maggiore.
   La  legge è stata fatta ed è una legge che risponde agli obiettivi
  che  ci  siamo dati, quindi chiudiamola, perché complessivamente  è
  una legge che risponde alle aspettative di tutti.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  vi
  sia  uno  strano  strabismo in questa legge. Nel comma  precedente,
  visto  che  era indispensabile fissare quanti fossero  i  distretti
  ospedalieri  e  fissare subito, per legge,  quali  ambiti  e  quali
  presìdi ospedalieri questi distretti dovevano comprendere,  non  si
  poteva  in alcun modo rimandare la loro definizione, anche se  sono
  un'invenzione  di cui non c'era alcun bisogno. Tuttavia,  fa  parte
  del  vostro  accordo e avete voluto stabilire e avere  certezza  di
  quest'impegno reciproco.
   I  distretti  ospedalieri,  per forza,  dovevano  essere  definiti
  subito, e invece una cosa indispensabile come i distretti sanitari,
  aleggia nel nulla; il numero dei distretti sanitari può variare non
  si  sa in base a che cosa, non si sa entro quando dovrebbero essere
  stabiliti.
   Che coerenza c'è in quello che dite?
   Propongo  di fissare un principio: quello che i distretti sanitari
  devono  coincidere  con  i  distretti socio-sanitari,  e  lavoriamo
  intorno a questo subito.

   RUSSO,   assessore  per  la  sanità.  E'  stato   presentato    un
  emendamento.  Non  c'è nulla di strano. Perché ci  deve  essere  un
  retropensiero?

   DE  BENEDICTIS. Assessore lei era distratto, ho detto che è strano
  come  in  questa legge sentiamo il bisogno di fissare  i  distretti
  ospedalieri, di circoscriverli, di perimetrali, di chiamarli con il
  nome  e cognome, di individuare i presìdi ospedalieri che ne  fanno
  parte  per  definire  una cosa che non esiste da  nessuna  parte  e
  lasciamo,  invece,  nel  nulla  i  distretti  sanitari.  Questo   è
  assolutamente sbagliato

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    definire
  l'atteggiamento di questa maggioranza schizofrenico  è  dire  poco.
  Fino  a  poco fa - come ricordava il collega De Benedictis -  avete
  sostenuto l'esatto contrario, e cioè stabilire per legge il  numero
  dei  distretti  ospedalieri, dopo un dibattito abbastanza  lungo  e
  articolato.
   Ora  ci  state  spiegando - e sappiamo bene il  perché,  onorevole
  Bennati - perché non possono coincidere i distretti sanitari con  i
  distretti  socio-sanitari  (legge n. 328  del  2000);  lo  sappiamo
  tutti, perché sostanzialmente dovremmo avere il coraggio di passare
  queste   competenze   all'assessore  per  la   Sanità   togliendole
  all'assessore per gli Enti locali, e voi non siete in grado di fare
  queste operazioni
   Lo  dobbiamo dire in maniera chiara, netta  Altro che i  territori
  montani, se no ci mettiamo anche le isole. E perché non ci possiamo
  inventare anche il pedemontano? Perché non le valli?
   Non  ha  senso, è ridicolo quello che volete sostenere nascondendo
  la verità. Voi non siete in grado di far coincidere i distretti con
  i  distretti  socio-sanitari perché dovreste togliere  210  milioni
  all'assessore  per  gli Enti locali e non potete  farlo  perché  vi
  appoggiate  su  accordi  di  potere,  soprattutto  su  accordi  che
  riguardano la spartizione becera di questo potere
   Parliamo   in   italiano,   signor  Presidente,   smettiamola   di
  interpretare  le  cose più disparate tentando di dargli  un  taglio
  nobile. Quale taglio nobile ha la questione di togliere di mezzo un
  numero  preciso che riguarda i distretti? Quale senso ha?  Lasciamo
  libero  il  momento di trattativa per vedere se sui  Monti  Nebrodi
  deve esserci qualcosa.
   Ma  credete veramente che sia credibile una tesi del genere, anche
  se l'ora è tarda?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo,  la  invito  a  concludere  il   suo
  intervento.

   ODDO.  Signor Presidente, se me lo chiede per cortesia, lo  faccio
  perché  sa  che sono una persona abbastanza disponibile. Però,  una
  persona  che  ascolta  si  vuole  realmente  rendere  conto  se  la
  discussione  viene  fatta con estrema onestà  intellettuale  e  non
  viene fatta interpretando i tatticismi esasperati.
   Quando  ci  si  accorge, invece, che sono in  campo  i  tatticismi
  esasperati, il dire e il non dire, il dire che c'è un limite enorme
  per  quanto  concerne  il  collante che vi  tiene  insieme,  dovete
  permettermi, non se ne può più
   Poi  avete  il  coraggio di definire questa legge  una   riforma'.
  Avete  tentato  di  mettervi d'accordo tentando  continuamente  far
  quadrare i numeri - quanto tocca a me e quanto a te-. Questo  è  il
  principio su cui, purtroppo, si basa questa legge.
   Domani dovremmo essere tutti contenti perché abbiamo tirato  fuori
  un   testo e per mesi e mesi questo Parlamento è stato bloccato  da
  una  situazione paradossale, litigi e accuse senza  fine  e,  sulle
  cose più importanti, scopriamo sempre il perché.
   Quando  si  dice questo non è perché l'opposizione vuol fare  quel
  tipo  di opposizione dura, intransigente, non è così. Perché questa
  opposizione  ha  dimostrato  durante  il  dibattito  in   Aula   ha
  contribuito  in maniera propositiva, senza ostruzionismi  e  senza,
  soprattutto,  formule campaniliste e che si rifanno  a  logiche  di
  gruppi  e  gruppetti, di correnti dentro la maggioranza e dentro  i
  partiti  della maggioranza. E volete che questo noi non lo dobbiamo
  dire?
   E'  bene  che  i  siciliani sappiano che non  si  può  intervenire
  seriamente per mettere un punto sulle vicende che riguardano  anche
  l'amministrazione di 210 milioni di euro che spesso, cari colleghi,
  vengono spesi senza alcun criterio, anche in termini di trasparenza
  ed  efficacia degli interventi. E parliamo di minori, di  famiglie,
  di  gente in difficoltà, e chi ha amministrato i comuni sa bene  di
  che cosa sto parlando. E' inutile che ci giriamo attorno
   Questo  è  un  argomento  su  cui Lei, assessore  Russo,  dovrebbe
  dimostrare maggiore fermezza e dovrebbe avere il coraggio  di  dire
  che  quella era un'operazione che serviva alla Sicilia. Non lo  può
  fare  perché  è  prigioniero  delle  dinamiche  interne  di  questa
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Non  avendo alcun altro chiesto di  parlare,  con  il
  parere  contrario  del  Governo  e  della  Commissione,  pongo   in
  votazione il sub emendamento 14.1.35.
   Chi è favorevole  si alzi; chi è contrario resti seduto,

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 14.1.44, del Governo. Il parere della
  Commissione.

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi e contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   I sub emendamenti 14.1.42, 14.1.43 e 14.1.8 sono preclusi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, al sub emendamento  14.1.8  c'è  una
  seconda parte che dovrebbe essere attenzionata.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO, assessore per la sanità. Onorevole Laccoto se lei ritira il
  sub  emendamento 14.1.8, tra l'altro già dichiarato precluso  dalla
  Presidenza,  c'è il sub emendamento 14.1.6 su cui il  Governo  darà
  parere favorevole.

   PRESIDENTE. Si passa al sub emendamento 14.1.1, dell'onorevole
  Beninati.

   BENINATI, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  sub emendamento 14.1.6, dell'onorevole Laccoto.  Il
  parere della Commissione.

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo.

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al sub emendamento 14.1.7, dell'onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa al sub emendamento 14.1.45, degli onorevoli Cracolici ed
  altri.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ne  do
  lettura:  «L'incarico di coordinatore sanitario  è  attribuito  dal
  direttore  generale  secondo le modalità ed  i  requisiti  previsti
  dall'articolo  3  sexies, commi 3 e 4, del decreto  legislativo  30
  dicembre 1992, numero 502 e dal DPR 10 dicembre 1997, numero 484 in
  materia  di disciplina e di organizzazione dei servizi sanitari  di
  base e di igiene».
   E'  una  parte  del testo recuperato dal disegno  di  legge  della
  Commissione  che, a nostro avviso, deve essere inserito  in  questo
  disegno di legge.
   Non  capisco per quale motivo non dovremmo ricordare che i criteri
  e   le  modalità  di  attribuzione  degli  incarichi  al  direttore
  sanitario  debbano essere quelli della norma, a  meno  che  non  ci
  siano altre ragioni.
   Allora, non si dica, perché questo momento finale della legge  sta
  diventando altro rispetto a quello che si era stabilito.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 14.1.40, dell'onorevole  Cracolici  che
  recita: «il comma 9 è abrogato».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  14.1.26,  del  Governo.   A   questo
  emendamento  sono  stati  presentati alcuni  sub  emendamenti,  tra
  questi  ve  ne  sono due di identico contenuto, il sub  emendamento
  14.1.26.2  dell'onorevole  Laccoto, e il  14.1.26.3  dell'onorevole
  Bennati,  che  recitano:  «sopprimere le  parole   ogni  80-120.000
  abitanti'».
   Pongo  in  votazione il sub emendamento 14.1.26.2. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il sub emendamento 14.1.26.3. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa al subemendamento 14.1.26.1.1, degli onorevoli Fiorenza e
  Ammatuna:  «Al  comma c) dopo le parole  libera scelta'  aggiungere
   specialisti   ambulatoriali'».  Fa   riferimento   al   comma   c)
  dell'emendamento 14.1.26, del Governo.

   FIORENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  è
  un   subemendamento  dell'emendamento  presentato  dagli  onorevoli
  Gucciardi e dal sottoscritto.

   PRESIDENTE. Il 14.1.26.1?

   FIORENZA.  Certo.  Signor Presidente, signor assessore,  onorevoli
  colleghi questo è un punto estremamente delicato della legge.
   Capisco  che  l'orario non è quello più consono, però,  purtroppo,
  quando  si  devono trattare argomenti così importanti e  non  si  è
  avuta  la  possibilità  di  potere  studiare  ed  approfondire   in
  Commissione, così come avremmo voluto, siamo costretti a farlo ora.
   Attenzione,  però, perché andiamo ad esaminare uno  degli  aspetti
  più delicati della funzione organizzativa dei pronto soccorso.
   Oggi    ci   troviamo   nella   condizione,   che   per   accedere
  all'ospedalità,  cioè  per  essere  ricoverati,  l'unico  punto  di
  accesso è attraverso il pronto soccorso.
   Ci  troviamo  di  fronte  ad un problema serio  soprattutto  nelle
  grandi  città,  nelle  città  capoluogo,  dove  prima  di  accedere
  all'ospedalità  si  devono  fare lunghe file  al  pronto  soccorso.
  Perché?  Perché c'è il triage, la sua organizzazione, che distingue
  in codici bianco, verde e rosso.
   Alla  fine  succede  che il codice bianco è costretto,  spesso,  a
  dovere  rimanere  al  pronto soccorso per ore.  Poi,  magari,  quel
  codice  bianco dopo la visita del medico si trasforma in un  codice
  verde  ed  il paziente va ricoverato. Alla fine non trova posto  in
  reparto e sta per tre, quattro giorni - e succede frequentemente  -
  in  una  astanteria, neanche più in barella perché le barelle  sono
  esaurite, ma addirittura nelle cosiddette poltrone da ricovero.
   Ci sarebbe un sistema che a monte potrebbe evitare questo problema
  attraverso il PTA.
   Questa  organizzazione intermedia, cioè prima del pronto soccorso,
  potrebbe   evitare   questo  problema  attraverso  l'organizzazione
  costituita  da  medici specialisti ambulatoriali, i medici  dell'ex
  guardia  medica  che  messi  su  questo  filtro  prima  del  pronto
  soccorso,  funzionante  per altro 24 ore al  giorno,  farebbero  da
  filtro  per  le  piccole patologie e urgenze che  sono  quelle  che
  sostanzialmente intasano i pronto soccorso.
   Si  darebbe la possibilità a questi medici che operano  in  questo
  settore di potere accedere direttamente all'ospedalizzazione,  cioè
  a  fare  le  cosiddette basi di ricovero e trasformare  i  classici
  pronto  soccorso  in zone di accesso solo per le emergenze-urgenze:
  il   grande   traumatizzato,  quello  che   deve   essere   operato
  immediatamente.
   Ovviamente,  in  questo modo abbiamo dato un contributo  veramente
  importante e notevole all'organizzazione sanitaria, e credo che sia
  uno degli aspetti che vada considerato ora, in questa legge, perché
  se    non    approfittiamo   di   questo   momento   per   rivedere
  l'organizzazione del PTA, in una fase successiva,  potrebbe  essere
  un problema.
   Poi,  in questa sede, possiamo stabilire che l'Assessore abbia  un
  tempo congruo, che può essere quello di 180 giorni dall'entrata  in
  vigore  di  questa  legge,  per poter realizzare  queste  strutture
  intermedie  per lo meno nelle grandi città, cioè nelle  nove  città
  capoluogo di provincia.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  14.1.26.1.1.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, esprimo parere contrario al subemendamento e poi anche  a
  quello  di riferimento per la semplice ragione che stiamo  toccando
  una  normazione di estremo dettaglio che ingessa il sistema, e  non
  consente  quella  flessibilità  necessaria  per  dare  il  tipo  di
  risposta che tutti vogliamo dare, onorevole Fiorenza.
   A  mio avviso, non è questa la sede per inserire queste norme.  Il
  tema  dell'accesso  al  pronto soccorso è estremamente  complicato,
  caldo, perché la gente si riversa al pronto soccorso, in assenza di
  strutture territoriali.
   Appena finiremo questa legge, ormai siamo al traguardo finale,  ci
  occuperemo  di  queste cose che riguardano veramente il  cittadino,
  pensando,  per  esempio  di inserire il territorio  al  fianco  del
  pronto  soccorso.  Per esempio, i medici specialisti,  premettendo,
  come  avamposto, un triage capace di orientare la gente che  va  in
  ospedale o al pronto soccorso, oppure dal medico specialista, senza
  che, poi, il cittadino avverta questa distinzione.
   Vi chiedo, pertantoi, di ritirare questo emendamento. Non possiamo
  fare una normazione di dettaglio, così specifica, al punto tale  da
  ingessare il sistema e pregiudicarlo.
   Queste  cose  si  possono fare in via amministrativa.  Può  essere
  richiesto  dalla  Commissione, dall'assessore a  cui  vengono  date
  delle  indicazioni,  però,  se andiamo a dettagliare  queste  cose,
  facciamo soltanto male al buon lavoro che stiamo facendo.
   Quindi, il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al sub emendamento 14.1.26.1, degli onorevoli Gucciardi e
  Fiorenza.

   FIORENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento del Governo 14.1.26, così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  14.1.36, a questo punto, è da ritenersi  assorbito.
   L'emendamento 14.1.37 è superato.
   Si passa all'emendamento 14.1.23, a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.  L'emendamento  14.1.4  è
  superato. Si passa all'emendamento 14.1.24. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  14.1.10, dell'onorevole Panepinto.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 14.1.17, degli  onorevoli  Gucciardi  e
  Ferrara.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 14.1.18, degli  onorevoli  Gucciardi  e
  Ferrara.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo  terminato  l'esame  di  tutti   gli
  emendamenti.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, preannuncio la richiesta  di  voto
  palese nominale per l'emendamento 14.1, come emendato.

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata dal Governo la Tabella
  A.1.45, sostitutiva della Tabella B.
   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:

   -Tab. A.1.45.1, degli onorevoli Marrocco, Pogliese e Falcone;
  -Tab. A.1.45.3, dell'onorevole Leontini;
  -Tab. A.1.44, dell'onorevole Vinciullo.

   MARROCCO. Dichiaro di ritirare il subemendamento Tab. A.1.45.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il subemendamento Tab. A.1.45.3 è precluso.
   Si passa al subemendamento Tab. A.1.44.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  nuova
  tabella cerca di rispondere alle esigenze del territorio.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, l'Assessore sarà chiamato a dare  un
  parere  tra  qualche istante, quindi la prego di lasciarlo  libero.
  Assessore Russo stiamo esaminando il subemendamento Tab. A.1.44,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Questa nuova tabella sostituisce quella presentata  dal
  Governo ed era, signor Assessore, una richiesta che avevo formulato
  da  tempo, anche perché non comporta alcun aumento di spesa per  la
  sanità.
   Assessore, sto illustrando le mie idee e, soprattutto, le esigenze
  del territorio.
   Noi   parliamo   di   territori   che   in   questi   anni   hanno
  rifunzionalizzato,  che  hanno chiuso alcuni  ospedali,  che  hanno
  perso  numerosi posti letto e adesso vorrebbero mantenere un minimo
  di autonomia  e di rispetto.
   Onorevole Presidente della Regione, non c'è alcun aumento di spesa
  in  questa  vicenda,  non c'è nulla, anche perché  coloro  i  quali
  andranno a fare i capi distretto sono già funzionari apicali  delle
  ASL,  non avranno altri incarichi, non avranno alcuna indennità  di
  funzione,  non avranno altro, non  cercare di raccordare meglio  la
  situazione.
   In provincia di Siracusa, per esempio, allo stato abbiamo soltanto
  due  distretti  ospedalieri,  e  la  zona  sud  della  provincia  è
  costretta ad accorparsi con l'Umberto I della città di Siracusa.

   RUSSO,  assessore  per  la Sanità. Signor  Presidente,  chiedo  di
  valutare l'ammissibilità del sub emendamento Tab. A.1.44.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, visto che l'Assessore non  gradisce
  le mie giustificazioni, chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo emendamento,  per  come  è
  formulato,  diventa inapplicabile per cui la invito a  riscriverlo,
  oppure a ritirarlo.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  mi  concede  cinque  minuti   per
  preparare il subemendamento?

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, deve essere  un  emendamento  di
  totale  riscrittura, non è un subemendamento. Diciamo  che  non  si
  possono fare emendamenti alla velocità del suono.

   RUSSO, assessore per la Sanità. E' inammissibile, perché si tratta
  di un subemendamento, l'emendamento è una tabella. I subemendamenti
  si  muovono lungo quella tabella. Questo sostituisce che  cosa?  E'
  inammissibile

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  l'emendamento  del  Governo coincida un po'  con  le  esigenze  del
  territorio,  e  ribadisco,  soprattutto ai  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  della maggioranza, che su questo emendamento  avevamo
  trovato  il  giusto  accordo. Quindi, ritengo  che  sia  utile  che
  nessuno  presenti  emendamenti, anche perché il subemendamento  del
  Governo è abbastanza completo per conciliare le esigenze di tutti i
  territori.

   LEONTINI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  poc'anzi  abbiamo  polemizzato  con  l'emendamento  presentato  dai
  colleghi Gucciardi e Cracolici, riguardante una successiva  facoltà
  del  territorio, dei Sindaci in collaborazione con l'Assessore,  di
  predisporre  e  concordare  numero  e  composizione  dei  distretti
  ospedalieri ed abbiamo addotto ad una giustificazione, cioè che  la
  facoltà  di  intervenire, successivamente, a modifica è plausibile,
  ma   è  esercitata  su  una  preventiva  e  completa  attività  del
  Parlamento di disegnare l'articolazione dei distretti.
   Questo  emendamento non è per nulla coerente con la  posizione  da
  noi  poc'anzi assunta perché torna ad indicare la richiesta  di  un
  aumento  quantitativo senza entrare nel merito  della  composizione
  dei distretti.
   In  tal  modo  non  è proponibile perché non si può  indicare  una
  quantità  astratta  senza intervenire nel merito dell'articolazione
  distrettuale, che è una delle parti fondamentali di questo  disegno
  di  legge.  Quindi,  indicare  la quantità  in  astratto  senza  il
  contenuto rende l'emendamento improponibile.
   Per questo, suggerirei all'onorevole Vinciullo di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo non accoglie il suggerimento del
  suo Capogruppo, pertanto lo dichiaro improponibile.
   Si passa al subemendamento Tab. A.1.45.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al sub emendamento Tab. A.1.45.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 14.1, nel testo risultante, e con
  le Tabelle.

   CRACOLICI.  Chiedo  la  votazione  avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 14.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 14.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti            73
   Votanti             72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          48
   Contrari            24

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame degli emendamenti articoli aggiuntivi.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   dall'onorevole Vinciullo: A 3, A 48;
   dagli  onorevoli Pogliese, Aricò, Buzzanca, Falcone,  Vinciullo  e
  Marrocco: A 25;
   dall'onorevole Oddo: A 49;
   dagli  onorevoli Formicae Buzzanca: A 7, A 8;
   dagli onorevoli Falcone e Bosco: A 15;
   dall'onorevole Beninati: A 6, A 23;
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara e Ammatuna: A 13;
   dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Ammatuna e Fiorenza: A 14;
   dagli onorevoli Fiorenza, Lupo e Gucciardi: A 18, A 16, A 17;
   dagli onorevoli Galvagno e Termine: A 19;
   dagli onorevoli Falcone e Caputo: A 22;
   dall'onorevole Ammatuna: A 20;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  De Benedicits,  Digiacomo,  Ferrara,
  Fiorenza, Gucciardi e Laccoto: A 30, A 31, A 32;
   dall'onorevole Leontini: A 36, A 44, A 35, A 45, A 1, A 47, A  12,
  A 46;
   dall'onorevole Leanza Edoardo: A 37;
   dall'onorevole Maira: A 39, A 40;
   dagli onorevoli Dina e Maira: A 41;
   dagli onorevoli Torregrossa e Vinciullo: A 42;
   dagli onorevoli Leontini e Dina: A 43, A 38;
   dall'onorevole D'Antoni: 25.1.6, 25.1.5, 25.1.4, 25.1.3, A 21;
   dall'onorevole De Benedictis: A 28;
   dagli onorevoli Panarello, De Benedictis, Di Benedetto, Cracolici,
  Donegani, Galvagno, Marziano e Panepinto: A 24;
   dagli  onorevoli Torregrossa, Maira, Donegani, Federico, Speziale,
  Falcone: A 9, A 10, A 11;
   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: A 33.

   Si passa al sub emendamento 25.1.11 del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al sub emendamento 25.1.14 del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 25.1. del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento 25.1.12.

   CRACOLICI. Mi associo alla richiesta dell'onorevole Cordaro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al sub emendamento 25.1.13 del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A3 è superato.
   Si passa all'emendamento A25.
   Comunico   che   è  stato  dagli  onorevoli  Leontini,   Pogliese,
  Scammacca, Federico, Marrocco, Falcone, Aricò, Formica, Vinciullo e
  Marinese, il sub emendamento A 25.1.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  in  realtà è frutto di una sintesi di due  emendamenti
  presentati   dal   sottoscritto  e  da  altri  parlamentari.   Sono
  emendamenti che hanno la finalità di contribuire alla riduzione dei
  ricoveri  inappropriati, che rappresentano l'assoluta anomalia  del
  Sistema sanitario siciliano.
   E  questo  obiettivo, questa finalità viene perseguita  attraverso
  molteplici   iniziative:   la   creazione   di   dipartimenti    di
  riabilitazione e di cure intensive senza alcun onere aggiuntivo per
  il  Servizio sanitario regionale, la creazione di quattro  Poli  di
  riferimento  di alta specialità riabilitativa - due  nella  Sicilia
  occidentale e due in quella orientale - attraverso l'attivazione di
  posti  letto  di  riabilitazione  da  individuare  entro  sei  mesi
  dall'approvazione  del  Piano  di  rimodulazione  della   rete   di
  riabilitazione.
   Tutto ciò è assolutamente coerente con quello che è stato previsto
  nel  Piano  di  rientro  dell'agosto del 2007,  laddove  era  stata
  stabilita la graduale riduzione dei posti letto per acuti, fino  ad
  arrivare  a 3,5 per mille abitanti, laddove si dava un input  anche
  per  il  potenziamento dell'attività di riabilitazione.  Attraverso
  questi  emendamenti  che  sono stati sintetizzati  nell'emendamento
  A.25.1 si intende perseguire questa finalità.
   Viene  altresì  prevista la possibilità per le  Aziende  sanitarie
  ospedaliere  di  stipulare  accordi che prevedono  delle  forme  di
  gestione  integrata per l'attività di riabilitazione con  strutture
  accreditate dalla Regione siciliana.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  suggerirei  un
  po'  di  coerenza  rispetto agli impianti che si propongono  perché
  poco  fa  è  stato respinto un sub emendamento dell'onorevole  Dina
  che,  sostanzialmente,  per quanto attiene la  riabilitazione,  era
  fatto  divieto del sistema integrato pubblico-privato.  L'onorevole
  Dina  almeno esplicitava un concetto riferendosi anche a  forme  di
  collaborazione con soggetti esterni alla Regione siciliana.
   In   questo   sub   emendamento,  invece,  si  prevedono   diverse
  operazioni. Innanzitutto, si ridisegna una rete ospedaliera per  la
  riabilitazione che si fonda su quattro Poli, e perché  non  otto  o
  nove? Chi ha stabilito quattro e sulla base di quale presupposto?
   Ricordo  ai colleghi che l'unico criterio guida doveva  essere  la
  riconversione  dei  posti  letto  per  acuti  in  posti  letto  per
  lungodegenza  e riabilitazione, ma da quello che mi è dato  sapere,
  la riconversione riguarda tutte le province siciliane, non riguarda
  quattro poli; c'è quindi una contraddizione tra l'obiettivo che  si
  vuole   determinare  e  la  effettiva  capacità  del   sistema   di
  riconvertire   i  posti  letto  per  acuti  in  posti   letto   per
  lungodegenza.
   Inoltre,  ancora  posso capire che ci avvaliamo di professionalità
  esterne  alla Sicilia per valorizzare il nostro know how nel  campo
  della  riabilitazione, e quindi importiamo esperienze che sono  nel
  territorio  nazionale,  e  perché no, europeo  per  qualificare  la
  nostra offerta sanitaria in questa direzione.
   Qui  si  fa un'altra operazione, onorevole Pogliese, un'operazione
  davvero  simpatica.  Si stabilisce che i posti letto  pubblici  per
  acuti  che  si  riconvertono  in posti  letto  per  lungodegenza  e
  riabilitazione  si  possono  gestire in forma  integrata  pubblico-
  privato  con  le strutture private accreditate dalla  Regione.  Noi
  stiamo cioè stabilendo, per legge, che i soggetti interessati - che
  sono  in  teoria le stesse cliniche private, anche loro interessate
  ad  un processo di riconversione dei posti letto in lungodegenza  e
  riabilitazione - non solo riconvertiranno i propri posti letto  ma,
  a  loro volta, essendo gli unici accreditati dalla Regione, possono
  gestire  in forma di integrazione e di partenariato anche  con  gli
  ospedali pubblici i posti letto per la riabilitazione.
   A  tutto  c'è  un  limite,  ma  esagerare  è  veramente  una  cosa
  insopportabile.
   Chiedo all'onorevole Leontini - che è il primo firmatario del  sub
  emendamento - di consentirci di evitare un voto su un atto  davvero
  improponibile  proprio per la sua natura, rispetto al  sistema  che
  vogliamo; proviamo a riconvertire questi posti letto per  acuti  in
  posti letto per lungodegenza e riabilitazione e vediamo come va.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente  per  dire  che  non credo sia  coerente  con  la  legge
  realizzare  pezzi del Piano sanitario regionale in  questa  sede  -
  perché  di questo si tratterebbe - per poi far rilevare che  questa
  norma  ha  bisogno  della necessaria copertura finanziaria.  Se  si
  possono  istituire quattro poli a costo zero, ne possiamo istituire
  anche una ventina, tanto non costano nulla.
   Ma  siccome  è evidente che questo sub emendamento ha  bisogno  di
  copertura  finanziaria, la invito, signor Presidente, a dichiararlo
  improponibile.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti A 25.1 e A 25 sono ritirati.
   Gli emendamenti A 48, A 49, A 7 e A 15 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento A8.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A6.

   BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,  presidente della Commissione. Signor assessore,  quando
  in  Commissione si è tenuta l'audizione - non riguarda il Piano  di
  rientro  - degli specializzandi delle Università, effettivamente  è
  venuto fuori che, ad oggi, le borse di studio sono erogate con  una
  quota pari al 60 per cento della cifra; bisognerebbe invece erogare
  il 100 per cento.
   Pertanto,  questo  emendamento  vuole  semplicemente  mettere   in
  condizione  l'Assemblea  ed  il Governo,  nel  momento  in  cui  si
  tratterà  di finanziare le borse di studio, di finanziarle  al  100
  per cento e non al 60 per cento.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, siccome questo emendamento prevede
  una  copertura  di spesa, che al momento non c'è,  la  inviterei  a
  ritirarlo e a formulare un ordine del giorno, altrimenti, mi  vedrò
  costretto a dichiararlo improponibile.

   BENINATI,  presidente della Commissione. Accolgo la sua richiesta.
  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A13.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti A14 e A18 sono dichiarati improponibili.
   Si passa agli emendamenti A19 e A22, di identico contenuto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  precisare
  che si tratta di emendamenti che non prevedono alcuna spesa.
   La  legge n. 5 del 19 maggio 2005, prevedeva che, alla data del 31
  dicembre   2005,  si  dovessero  bloccare  i  posti  di   Dirigenti
  pedagogisti.
   Con  questo  emendamento  si intende spostare  il  termine  al  31
  dicembre  2009, consentendo a tutte quelle Aziende -  così  come  è
  successo - che non hanno coperto quei posti di mantenerli  fino  al
  31 dicembre 2009, dando così la possibilità di una mobilità interna
  all'interno  dello  stesso territorio siciliano e  non  comportando
  alcun  tipo  di  spesa, alcun onere aggiuntivo. Non  si  interviene
  nella  materia  del  personale ma si consente il  mantenimento  dei
  posti  in  organico, non ancora soppressi, fino ad esaurimento.  Su
  questo, vi chiedo di esprimere un voto favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti  A19
  e A22. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore per la Sanità. Il parere del Governo è contrario
  perché  tratta materia di personale ed inoltre non sono corretti  i
  riferimenti normativi.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI., presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento A20 dell'onorevole Ammatuna.

   RUSSO,   assessore  per  la  Sanità.  Invito  il  presentatore   a
  trasformarlo in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ammatuna,  il   Governo   la   invita   a
  trasformarlo   in   un  ordine  del  giorno.  In  caso   contrario,
  esprimerebbe parere contrario.

   AMMATUNA. Signor Presidente, accolgo l'invito del Governo.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  A20 viene trasformato  in  ordine  del
  giorno.
   Si passa all'emendamento A23.

   BENINATI,  presidente  della Commissione. Chiedo  di  parlare  per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'emendamento si illustra  da  se.
  Parla  del trasporto per gli emodializzati, ma dovrebbe specificare
  a  cosa  si riferisce quando parla di ditte specializzate, cioè  di
  ditte  iscritte  alla  Camera di Commercio  con  l'abilitazione  al
  trasporto di soggetti emodializzati.
   Lo pongo in votazione Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.
                           (Non è approvato)

   L'emendamento  A.30  è  precluso  perché  abbiamo   già   respinto
  l'articolo 2.
   Si passa agli emendamento A.31 e  A.32, di identico contenuto.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  nell'emendamento A31, alcune parti sono state già trattate ma altre
  non  lo  sono  affatto.  Quindi, non  si  può  precludere  l'intero
  articolo  perché  ci  sono  alcuni  elementi  che  possono   essere
  assolutamente votati.
   In  particolare, c'è un collegamento fra la riduzione della  lista
  d'attesa  e gli obiettivi da assegnare ai manager. Se vogliamo  che
  questa legge sia anche comprensibile e percepibile nei risultati da
  parte   dell'utenza,   avere  istituito  il  Centro   Unitario   di
  Prenotazione  deve servire, e questo si stabilisce, alla  riduzione
  delle liste d'attesa e al miglioramento dell'offerta immediatamente
  percepibile attraverso l'assegnazione di questo e gli obiettivi dei
  manager.
   In  secondo  luogo,  vorrei richiamare la sua  attenzione,  quella
  dell'Assessore  e dell'Aula, sul comma 4 che affronta  un  problema
  specifico:  i minori dati in affidamento non hanno genitori  o  non
  hanno  strutture  che  spesso si possono  occupare  di  loro,  come
  possiamo  fare  noi,  più  fortunati, e  i  nostri  figli,  potendo
  accedere  ad  altre  strutture, quando le  liste  d'attesa  non  li
  mettono  in  condizione di avere prestazioni urgenti.  Il  comma  4
  serve,  quindi, assolutamente a riparare a questa deficienza  ed  a
  venire   incontro  a  questo  bisogno,  da  parte  delle  strutture
  sanitarie  regionali, nei confronti di questi minori  affidati  che
  non  possono avere, in questo momento, altra sponda che non  quella
  di  attendere, spesso in condizioni per così dire improponibili, la
  lista d'attesa.
   Ecco  perché credo sia un emendamento che ha, sicuramente, materia
  nuova  e che merita l'attenzione da parte del Governo e dell'intera
  Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, si riferisce all'emendamento
  A 31?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento A 32 e l'emendamento A
  31 sono identici.
   Il  problema che vorrei sottoporle è il seguente: l'emendamento 14
  bis,  di  cui si parlava, è l'emendamento che stabilisce i  compiti
  dei distretti sanitari.
   Nei distretti sanitari abbiamo disciplinato, tra l'altro, il nuovo
  istituto  del  PTA che viene definito, così come è  stato  normato,
  però,  mi permetto di dire che nulla ha a che vedere con l'articolo
  in questione.
   L'emendamento  A  32  che  viene  qui  proposto,   si   limita   a
  disciplinare  tre  questioni di fondo. Primo, che  all'interno  dei
  bacini  vengono istituiti i centri unici di prenotazione.  Secondo,
  al  fine della riduzione delle liste di attesa, sono obiettivi  che
  vengono  dati  ai  direttori  generali. Terzo,  signor  Presidente,
  signor assessore, si tratta di una norma alla quale, personalmente,
  tengo  particolarmente, in quanto è quella che consente ai  bambini
  ricoverati  presso comunità alloggio, case famiglia -  cioè  stiamo
  parlando   di   bambini   che  sono  ricoverati   su   disposizione
  dell'Autorità  Giudiziaria, i quali, molto spesso, a seguito  anche
  delle liste di attesa che, purtroppo, esistono nel nostro sistema -
  di   ricevere   prestazioni  sanitarie.  Faccio  un   esempio,   il
  logopedista  per  i bambini che hanno difficoltà di  linguaggio  e,
  quindi,  l'accesso a questo tipo di prestazione, per  il  fatto  di
  avere lunghe liste di attesa, viene loro precluso.
   Fortunatamente, invece, i bambini che vivono nelle  famiglie  sono
  più   tutelati,  usufruiscono  del  medico  di  base,  hanno   cioè
  meccanismi di assistenza e di tutela, da parte della famiglia,  che
  questi  bambini non hanno e quindi molto spesso rischiano di essere
  lasciati  alla mercé della burocrazia, visto le carenze  funzionali
  del nostro  sistema sanitario.
   Signor Presidente, le chiedo, pertanto, non solo di consentire che
  questo  emendamento, poiché non c'entra nulla con il 14 bis,  possa
  essere    valutato,   ma   credo,   anche   per   la    fattispecie
  dell'emendamento nel suo insieme, che si tratta di  un  emendamento
  che  arricchisce  la  norma in discussione,  e  non  interviene  su
  questioni che sono state già disciplinate, semmai, prevede modalità
  e anche obiettivi di miglioramento del sistema che può riguardare e
  deve impegnare l'intero sistema sanitario regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, di questo emendamento  A  31  che
  equivale all'A32, potremmo recuperare il quarto e il quinto comma.
   Nell'emendamento 14 bis, al terzo comma, parliamo di centro  unico
  di  prenotazioni,  di CUP. Quindi, il quarto  e  il  quinto  comma,
  trattandosi di materia nuova, potrebbero essere recuperati e  posti
  in votazione.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A 50 che
  recita:  «Per  i minori affidati alle case famiglia, a  seguito  di
  provvedimento da parte del tribunale dei minori, non  si  applicano
  le misure relative al pagamento del ticket».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   RUSSO,  assessore per la sanità. Chiedo di parlare  in  ordine  al
  quarto e il quinto comma dell'emendamento A 31.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, l'intento è assolutamente nobile e condivisibile, ma  per
  come  è scritta la norma si pone qualche problema, perché l'accesso
  alle  prestazioni, quando è rapportato ai casi di urgenza, non  può
  essere  distinto in relazione al soggetto, è distinto in  relazione
  all'urgenza, cioè tra un problema minore che può essere  affrontato
  in  un  secondo  momento  ed un infartuato,  prevale  l'infartuato,
  quindi va corretta la formulazione.
   Se  noi  creiamo una strada privilegiata al soggetto, e  non  alla
  situazione di urgenza, stravolgiamo il sistema.

   PRESIDENTE.  Signor Assessore, giustamente dice  lei,  se  in  un
  pronto  soccorso  si  presenta  un paziente  con  una  frattura  al
  mignolo, rispetto ad un paziente infartuato, non può avere il primo
  un   accesso   privilegiato,  rispetto  al   secondo.   Mi   sembra
  assolutamente un ragionamento di buon senso.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, infatti, il
  comma  3  che anch'esso non contiene materia già trattata,  prevede
  che  contemporaneamente all'istituzione dei CUP si  definiscano  le
  linee  guida  per  le  priorità d'accesso.  E  quindi  il  comma  4
  subordina  l'accesso ai casi di minore gravità, nel pieno  rispetto
  delle  linee  guida,  proprio  nello  spirito  di  ciò  che  diceva
  l'assessore.

   PRESIDENTE. Pertanto, possono essere considerati solo i commi 4  e
  5 degli emendamenti A 31 A 32.
   Pongo  in votazione i commi 4 e 5 degli emendamenti A 31 A 32  con
  le seguenti modifiche:
   «Al  comma 4 sopprimere le parole  Nel rispetto dei criteri di cui
  al  comma  3'  e, al quarto rigo del medesimo comma, sopprimere  le
  parole  in tutti i casi di urgenza'». Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la Sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa all'emendamento A 36 dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione con le seguenti modifiche:
   «Sopprimere  il  comma 6 e, al comma 7, sopprimere  le  parole  da
    nelle more' fino a  comma precedente'». Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  Sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, bisogna escludere i commi 6 e 7.

   PRESIDENTE.  Signor assessore, forse soltanto il comma  6,  perché
  diciamo  che  dovremmo  escludere solo la  parte  che  riguarda  la
  stabilizzazione   del   personale,   che   potrebbe   avere   altre
  implicazioni..

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  si  può
  eludere  il  comma  6,  perché  le  aziende  interromperebbero   il
  servizio.  Ma  perché? Perché fa riferimento alla  stabilizzazione?
  Con  le  norme  attuali  non è possibile attivarla  immediatamente,
  quindi è chiaro che diventa una indicazione per il futuro.

   PRESIDENTE. Secondo me, onorevole Leontini, la soluzione  migliore
  potrebbe essere lasciare l'articolato così come è, tranne al  comma
  7,  togliere  i primi due righi e cioè da  nelle more che'  fino  a
  'tumori',  cioè  il comma 7 diventa:  Si autorizzano  le  strutture
  sanitarie   interessate  a  prorogare  i  contratti  del  personale
  precario  attualmente  in servizio', senza  fare  riferimento  alla
  stabilizzazione   che  potrebbe  avere  qualche  implicazione   nei
  confronti del Commissario dello Stato.

   LEONTINI. Sul comma 7 l'assessore è d'accordo e lo lasciamo, è sul
  comma  6  che  l'assessore eccepisce che  si  fa  riferimento  alla
  stabilizzazione,  ma  si fa riferimento alla  stabilizzazione  come
  procedura  attuabile  nel  futuro, quando  sarà  resa  possibile  e
  praticabile dalle norme che nel frattempo si sbloccheranno. Ma come
  principio è corretto e sano, perché riguarda servizi che durano  da
  sedici  anni  a questa parte, e laddove non è possibile,  escludere
  che questa logica nel tempo sia attuata.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  quello
  che  propone il collega Leontini, però dobbiamo metterci d'accordo.
  Io  posso  addivenire all'emendamento che pone  il  problema  della
  proroga  dei  rapporti  in  essere,  ma  per  quanto  attiene  alle
  stabilizzazioni, tra l'altro parliamo di personale con un  rapporto
  di lavoro in alcuni casi di collaborazione coordinata e continuata,
  siamo   in   una   fattispecie,  oltretutto,  onorevole   Leontini,
  disciplinata  dalla  legge Damiano che prevede apposite  procedure,
  non solo per il personale addetto al Registro tumori.
   Ci  sono  una  serie di emendamenti che attengono  a  modalità  di
  stabilizzazione  di personale precario che da anni,  a  partire  da
  medici  e  non  solo  medici, svolge servizio  presso  il  servizio
  sanitario  regionale e che con le procedure della legge Nicolais  e
  della legge Damiano potrebbero essere stabilizzate.
   Signor   Presidente,  lei  aveva  comunicato  in  Conferenza   dei
  Capigruppo  che  la materia del personale sarebbe stata  stralciata
  dagli articoli aggiuntivi.
   Ripeto,  se  c'è  il  rischio che ci siano persone  che  hanno  un
  contratto  in  essere  che rischia di scadere  e  che  deve  essere
  prorogato, non mi pongo il problema di una proroga dei rapporti  di
  lavoro, ma utilizzare questa legge per stabilizzare personale o  si
  fa  per  tutti  o  non è giusto farla solo per alcuni.  Quindi,  le
  chiedo un metro di valutazione uguale per tutti.

   PRESIDENTE.  La  questione che riguarda le  norme  in  materia  di
  personale  come avevo indicato nell'ultima riunione del  Parlamento
  la  confermo nel senso che tutti gli emendamenti che riguardano  il
  personale  verranno  dichiarati  inammissibili  e  questa   è   una
  fattispecie leggermente diversa.
   La  materia  del personale che tratteremo nei prossimi emendamenti
  tratta promozioni, stabilizzazioni di personale dei comparti.
   Questo è un emendamento che, se ripulito del comma 6 e della prima
  parte  del comma 7, cioè togliendo il comma 6 e il primo  rigo  del
  comma 7, cioè facendola partire da  al fine di non interrompere  le
  attività'. La mia proposta è quella di cassare il comma 6 che parla
  di  stabilizzazione  e  il primo rigo del  comma  7,  quindi  farlo
  partire da  al fine di non interrompere le attività di  .tumori'.
   Lo pongo in votazione con questa precisazione.

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, rimane inteso che il comma 6 è stato soppresso
  e che nel comma 7 è cassato il primo rigo e mezzo.
   Si passa all'emendamento A37. Lo dichiaro precluso.
   Si  passa  all'emendamento A 39, a firma dell'onorevole Maira.  Lo
  dichiaro improponibile.
   Si  passa  all'emendamento A 40, a firma dell'onorevole Maira.  Lo
  dichiaro improponibile.
   Si  passa  all'emendamento A 41, a firma degli  onorevoli  Dina  e
  Maira. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti:
   A  42,  A 43, A 44, 25.1.6, 25.1.5, 25.1.4, 25.1.3, A 28, A 24,  A
  21, A 38, A 16 e A 17., A 24, A 21, A38, A16 e A17.
   Si passa all'emendamento A9.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A10. Lo dichiaro è inammissibile.
   Si passa all'emendamento A11. Trattando di materia estranea invito
  i  presentatori a ritirarlo e a ripresentarlo nel disegno di  legge
  di  proroga  che presenteremo in ordine ai contratti dei lavoratori
  precari.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A35. Lo dichiaro improponibile.
   Si passa all'emendamento  A45, dell'onorevole Leontini.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti A1 e A 47, dell'onorevole Leontini.
   Comunico  che è stato presentato il subemendamento A1.2,  a  firma
  dell'onorevole Leontini, di riscrittura degli emendamenti A1 e A47.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  abbiamo
  bocciato un emendamento che richiedeva la semplice ricezione  delle
  linee  di indirizzo nazionali in materia di salute mentale  dicendo
  che  era  estraneo  al  testo. Qui invece  stiamo  introducendo  le
  professioni di omeopatia e altre cose simili. Mi sembra quanto meno
  strano.
   Se  non  è proprio indispensabile, eviterei una polemica  di  fine
  serata.  Chiedo pertanto il ritiro di questo emendamento in  quanto
  non  si  giustificherebbe per quale motivo la salute  mentale,  che
  esiste  e  che andrebbe semplicemente normata con il richiamo  agli
  indirizzi   nazionali,  sia  stata  ritenuta  norma   improponibile
  all'interno di questo provvedimento.
   Qui,  adesso,  stiamo inserendo nuove professioni  e  nuovi  campi
  della  medicina, tutti sacrosanti e legittimi, per carità,  ma  che
  meritano  forse parità di trattamento e, per coerenza, ritengo  sia
  necessario affrontarli in altra sede.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli  emendamenti A.12 e A.46, a  firma  dell'onorevole
  Leontini.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Leontini   il
  subemendamento A 12.1, di riscrittura degli emendamenti A  12  e  A
  46.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa agli emendamenti A33 e 25.1.9. Li dichiaro inammissibili.
   L'emendamento A.1.1 è superato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   era   stato
  presentato un emendamento alle norme transitorie. Non so  perché  è
  andato  a  finire  tra  gli emendamenti aggiuntivi.  Si  tratta  di
  materia   compatibile  con  ciò  che  stiamo  discutendo,   ed   in
  particolare  si  tratta delle Fondazioni che  avevano  appaltato  i
  lavori.   Come  mai  non  è  stato  ancora  messo  in   discussione
  l'emendamento della Commissione?

   PRESIDENTE.   Onorevole   Laccoto,  era   già   stato   dichiarato
  improponibile.
   Onorevoli colleghi, rimangono gli ordini del giorno e la votazione
  finale del disegno di legge in esame.
   Informo  che  domani  mattina,  alle  ore  12.00,  la  Commissione
  bilancio  si riunirà per dare il parere sull'esercizio provvisorio,
  sulla   proroga  dei  contratti  del  personale  precario  e,   nel
  pomeriggio  di  domani  l'Aula proseguirà  con  la  discussione  ed
  approvazione degli ordini del giorno, con la votazione  finale  dei
  disegni  di  legge  sulla  sanità e  sulla  proroga  del  personale
  precario.
   La  seduta è pertanto rinviata a mercoledì 25 marzo 2009, alle ore
  16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   n. 119  -  Interventi  al fine di impedire la realizzazione  del
         parco  eolico  off-shore nell'area marina prospiciente   i
         comuni di Licata  (AG) e Gela (CL).

         SPEZIALE - DI BENEDETTO - DONEGANI -  PANEPINTO

  III  -Votazione finale del disegno di legge:
    -   Norme  per  il  riordino del Servizio sanitario  regionale
       (n. 248/A)

     La seduta è tolta alle ore 03.55 di mercoledì 25 marzo 2009.


       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 248/A:  NORME PER IL RIORDINO  DEL  SERVIZIO
  SANITARIO REGIONALE

     All'emendamento 11.2, interamente sostitutivo dell'art. 11:

   Emendamento 11.2.3:

  Al  primo  comma  dopo  le  parole   Aziende  Ospedaliere  (A.O.)
  aggiungere le parole  di riferimento regionale

   Emendamento 11.2.19 di riscrittura dell'emendamento 11.2:

     1. Sono istituite le Aziende sanitarie provinciali (A.S.P.) nel
  numero  massimo di nove e le Aziende ospedaliere (A.O.) nel numero
  massimo di tre, che vengono di seguito individuate, unitamente  ai
  rispettivi  ambiti  territoriali  di  riferimento  ed  alla   loro
  corrispondenza   con   le   Aziende   contestualmente   soppresse,
  congiuntamente alle Aziende ospedaliere di rilievo nazionale e  di
  alta   specializzazione  (ARNAS)  ed  alle  Aziende   ospedaliero-
  universitarie.

  Aziende di nuova costituzione           Ex Aziende             Ambito
                                                              Territoria
                                                                  le
     AG Azienda Sanitaria                                    Provincia di
        Provinciale di Agrigento    Azienda Unità Sanitaria   Agrigento
                                           Locale 1
                                    Azienda Ospedaliera San
                                         Giovanni di
                                       Dio di Agrigento
                                    Azienda Ospedaliera di
                                           Sciacca
     CL                                                      Provincia di
            Azienda Sanitaria       Azienda Unità Sanitaria  Caltanissetta
             Provinciale di                Locale 2
              Caltanissetta           Azienda Ospedaliera
                                         Sant'Elia di
                                        Caltanissetta

                                      Azienda Ospedaliera
                                      Vittorio Emanuele
                                           di Gela
     CT Azienda Sanitaria
        Provinciale di Catania      Azienda Unità Sanitaria  Provincia di
                                           Locale 3            Catania

                                  Azienda Ospedaliera
                                 Gravina di Caltagirone

         Azienda Ospedaliera per
               l'Emergenza             A.O. Cannizzaro
               Cannizzaro
     EN     Azienda Sanitaria                                Provincia di
           Provinciale di Enna                                   Enna
                                    Azienda Unità sanitaria
                                           Locale 4

                                      Azienda Ospedaliera
                                      Umberto 1 di Enna

     ME Azienda Sanitaria
        Provinciale di Messina                               Provincia di
                                    Azienda Unità sanitaria    Messina
                                           Locale 5

           Azienda Ospedaliera
            Ospedali Riuniti             A.O. Papardo
            Papardo -Piemonte            A.O. Piemonte
     PA     Azienda Sanitaria                                Provincia di
         Provinciale di Palermo     Azienda Unità sanitaria    Palermo
                                           Locale 6

                                    (escluso P.O. Casa del
                                       Sole di Palermo)
           Azienda Ospedaliera
            Ospedali Riuniti           A.O. Villa Sofia
          Villa Sofia-Cervello       AO Vincenzo Cervello
                                    P.O. Casa del Sole (ex
                                           AUSL 6)
     RG     Azienda Sanitaria                                Provincia di
          Provinciale di Ragusa     Azienda Unità sanitaria     Ragusa
                                           Locale 7

                                   Azienda Ospedaliera OMPA
                                          di Ragusa
     SR     Azienda Sanitaria                                Provincia di
         Provinciale di Siracusa    Azienda Unità sanitaria    Siracusa
                                           Locale 8

                                   Azienda Ospedaliera
                                Umberto 1 di Siracusa
     TP     Azienda Sanitaria                                Provincia di
         Provinciale di Trapani     Azienda Unità sanitaria    Trapani
                                           Locale 9

                                      Azienda Ospedaliera
                                       S.Antonio Abate
                                          di Trapani
                      Aziende Ospedaliere di Alta            Ambito
                    Specializzazione                      Territoriale
   CT     Azienda Ospedaliera di Alta Specializzazione      Regionale
                      Garibaldi   (ARNAS)
          Azienda Ospedaliera di Alta Specializzazione      Regionale
   PA                  Civico Di Cristina
                  Aziende Ospedaliere- Universitarie
                                                             Ambito
                                                          Territoriale
         Azienda Ospedaliero Universitaria C. Rodolico
                           di Catania
   CT                                                       Regionale

        Azienda Ospedabero Universitaria V. Emanuele di
                            Catania

   ME     Azienda Ospedaliera Universitaria G. Martino      Regionale
                           di Messina

         Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico
   PA                P. Giaccone di Palermo                 Regionale

  2.   Le   costituite  Aziende  sanitarie  provinciali  e   Aziende
  ospedaliere  subentrano  nelle funzioni, nelle  attività  e  nelle
  competenze delle Aziende soppresse e succedono in tutti i rapporti
  giuridici  attivi  e  passivi  di  qualunque  genere  nonché   nel
  patrimonio  già di titolarità delle soppresse Aziende, secondo  le
  corrispondenze  sopra. Analogo subentro e conseguente  successione
  sono   disposti  per  i  presidii  ospedalieri  Casa   del   Sole,
  appartenente  alla AUSL n. 6 di Palermo, e Villa  delle  Ginestre,
  appartenente  alla  A.O.  Villa  Sofia  di  Palermo,  che  vengono
  assegnati  con  le  loro  dotazioni  di  personale  e   di   beni,
  rispettivamente  alla Azienda ospedaliera Ospedali  riuniti  Villa
  Sofia-Cervello di Palermo ed alla Azienda sanitaria provinciale di
  Palermo.

  3.   Con   decreti  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per la sanità, previa delibera di Giunta,
  sono individuati i beni immobili da ricondurre al patrimonio delle
  costituite  Aziende  sanitarie provinciali e Aziende  ospedaliere;
  tali decreti costituiscono titolo per la trascrizione nei pubblici
  registri  che  avviene  in  esenzione dalle  previste  imposte  in
  conformità a quanto previsto dall'articolo 5, comma 3, del decreto
  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

  4.  I  bilanci  delle  Aziende  sanitarie  provinciali  e  Aziende
  ospedaliere  costituite  ai  sensi del  presente  articolo  devono
  contenere  contabilità  separate per la  gestione  corrente  della
  nuova Azienda e per la gestione riferita alle soppresse Aziende.

     All'emendamento 14.1:

   Emendamento 14.1.19:

  Al  comma  1,  dell'emendamento 14.1, dopo le parole  assegnazione
  regionale   aggiungere  ed anche al fine di attuare le  previsioni
  di cui all'art. 2, comma 4, lett. a).

   Emendamento 14.1.39:

  Al  comma 2 aggiungere dopo le parole  in rete  le seguenti  anche
  al  fine  di assicurare al cittadino l'appropriatezza del percorso
  di accoglienza, presa in carico, cura e dimissione.

   Emendamento 14.1.27:

  Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:

   3 bis. Il Distretto ospedaliero:

  a)  costituisce  la  struttura funzionale  dell'azienda  sanitaria
  provinciale finalizzata all'organizzazione ed all'erogazione delle
  prestazioni   di   ricovero  e  delle  prestazioni  specialistiche
  ambulatoriali,  intra ed extra-ospedaliere, erogate  al  di  fuori
  delle unità funzionali dei servizi territoriali del distretto;

  b)   assicura   l'erogazione  uniforme  dell'attività  ospedaliera
  sull'intero territorio di riferimento;

  c)  favorisce  l'adozione  di percorsi  assistenziali  e  di  cura
  integrati,  nonché l'attivazione di protocolli e linee  guida  che
  assicurino  l'esercizio della responsabilità clinica e  l'utilizzo
  appropriato delle strutture e dei servizi assistenziali;

  d)  riorganizza le attività ospedaliere in funzione delle modalità
  assistenziali,  dell'intensità  delle  cure,  della  durata  della
  degenza e del regime di ricovero.

   Emendamento 14.1.20.1.1:

  Al  comma  4 sostituire la parola  preferibilmente  con la  parola
   prioritariamente .

   Emendamento 14.1.20.1:

  Al  comma  4  dopo le parole  dell'area sanitaria   aggiungere  le
  seguenti  , e preferibilmente dell'area igienico-organizzativa,.

   Emendamento 14.1.20.4:

  Al  comma  4  sostituire  le parole  nei limiti  fissati   con  le
  seguenti  entro i limiti massimi fissati

   Emendamento 14.1.20.5:

  Al  comma  4  aggiungere in fondo le seguenti  parole   secondo  i
  vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro.

   Emendamento 14.1.20.6:

  Dopo il comma 4 aggiungere il seguente comma:

    4 bis. Le strutture  ospedaliere  di terzo livello esistenti alla
  data di entrata in  vigore  della  presente  legge  mantengono   la
  qualificazione di presidi di terzo livello di emergenza.

   Emendamento 14.1.20:

  Sostituire i commi 2, 3, 4, 5 e 6 con i seguenti:

   2.  L'attività ospedaliera, coordinata dalla direzione aziendale,
  è   erogata  attraverso  i  distretti  ospedalieri  della  Azienda
  sanitaria  provinciale che operano mediante  un'organizzazione  in
  rete.
  3.  In  ciascuna  Azienda i distretti ospedalieri sono  costituiti
  dall' aggregazione di uno o più presidii ospedali eri appartenenti
  alle  soppresse  Aziende Unità Sanitarie Locali con  le  soppresse
  Aziende   ospedaliere,  nonché  dalle  aggregazioni  degli   altri
  presidii ospedalieri parimenti appartenenti alle soppresse Azienda
  Unità   Sanitarie  Locali,  individuati  dalla   Tabella   B   che
  costituisce  parte  integrante della presente legge.  I  distretti
  ospedalieri  così come costituiti, si integrano funzionalmente  al
  loro interno e tra di loro per dare attuazione ai principi sanciti
  dall'art. 2, comma 4, lettere c) e d). In funzione della  prevista
  aggregazione  ed  integrazione il direttore generale  dell'Azienda
  sanitaria   provinciale,   con  atto  motivato,   può   sottoporre
  all'approvazione   dell'Assessore   regionale   per   la   sanità,
  l'unificazione   o   una  diversa  articolazione   dei   distretti
  ospedalieri.
  4.  Ai  distretti ospedalieri, come individuati nella  Tabella  B,
  sono   preposti  un  coordinatore  sanitario  ed  un  coordinatore
  amministrativo,   nominati,   con  provvedimento   motivato,   dal
  direttore  generale fra i dirigenti preposti a  posizioni  apicali
  rispettivamente  dell'area  sanitaria e dell'area  amministrativa,
  cui  è  attribuita  un'apposita indennità di funzione  nei  limiti
  fissati in sede di contrattazione integrativa.
  5.  I suddetti coordinatori sanitari e amministrativi godono,  nei
  limiti  delle  risorse  e degli obiettivi assegnati  dallo  stesso
  direttore  generale,  di  autonomia  organizzativa,  operativa   e
  deliberativa secondo le previsioni dell'atto aziendale.
  6. Il coordinatore sanitario ed il coordinatore amministrativo del
  distretto  ospedaliero  sono posti alle dirette  dipendenze  della
  direzione  dell'Azienda sanitaria provinciale di  riferimento  cui
  rispondono   in   relazione  agli  obiettivi   ed   alle   risorse
  assegnate.

   Emendamento 14.1.25:

  Al  comma  7,  dopo le parole  attraverso i distretti   aggiungere
   sanitari   e  in  fondo  aggiungere il seguente  periodo   L'area
  territoriale coordina i settori sanitari previsti nell'articolo  7
  della  l.r.  3  novembre  1993, n. 30, e successive  modifiche  ed
  integrazioni .

   Emendamento 14.1.22:

  Al  comma  7  sostituire  le  parole  secondo  le  previsioni  del
  precedente  comma  5,  un  direttore  sanitario  ed  un  direttore
  amministrativo ,  con  secondo le previsioni dei precedenti  commi
  4,   5   e   6,  un  coordinatore  sanitario  ed  un  coordinatore
  amministrativo.

   Emendamento 14.1.44:

  Al comma 8 le parole  massimo di 45  sono soppresse.

   Emendamento 14.1.6:

  Al  comma  8,  dopo  le parole  regionale siciliana aggiungere  le
  parole   In ogni caso i nuovi distretti devono coincidere con  gli
  ambiti territoriali dei distretti socio-sanitari.

   Emendamenti 14.1.26.3 e 14.1.26.2:

  All'emendamento 14.1.26 al comma 4 sono soppresse le parole   ogni
  80.000/120.000 abitanti.

   Emendamento 14.1.26:

  All'articolo  14,  i commi 9 e 12 sono soppressi  ed  allo  stesso
  articolo è aggiunto il seguente:

  Art.  14  bis  -  Distretti sanitari - 1. Il  distretto  sanitario
  costituisce  l'articolazione  dell'azienda  sanitaria  provinciale
  all'interno della quale, in conformità alle previsioni di  cui  al
  decreto   legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502  e  successive
  modifiche ed integrazioni e alla legge regionale 3 novembre  1993,
  n.  30  e  successive  modifiche ed  integrazioni,  attraverso  le
  strutture  e  i  dipartimenti dalle stesse norme previsti,  nonché
  attraverso  i  servizi  ed  i  punti territoriali  di  assistenza,
  vengono   erogate  le  prestazioni  in  materia   di   prevenzione
  individuale  o  collettiva,  diagnosi,  cura,  riabilitazione   ed
  educazione   sanitaria  della  popolazione   che   per   le   loro
  caratteristiche  devono essere garantite  in  maniera  diffusa  ed
  omogenea sul territorio.

  2.  Il  distretto, in particolare, assicura la tutela della salute
  dei cittadini ed il governo del rapporto tra domanda ed offerta di
  servizi  sanitari  e  sociali, e garantisce l'integrazione  socio-
  sanitaria.

  3. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità d'intesa con
  l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e  le
  autonomie  locali, da emanarsi, sentita la competente  Commissione
  legislativa  dell'Assemblea regionale siciliana, entro  centoventi
  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,  sono
  fissati  gli  indirizzi  operativi finalizzati  ad  assicurare  le
  opportune integrazioni fra servizi sanitari e servizi sociali  con
  specifico  riferimento agli interventi in favore di  portatori  di
  handicap,  anziani, minori e famiglie, e delle altre fasce  deboli
  della popolazione.

  4.  Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  sentita  la competente  Commissione  legislativa
  dell'Assemblea  regionale siciliana, sono  emanate  dall'Assessore
  regionale  per  la  sanità  le  linee  guida  di  riorganizzazione
  dell'attività territoriale prevedendo l'istituzione, ogni  80.000/
  120.000  abitanti,  dei Presidi territoriali di  assistenza  (PTA)
  costituente  il  punto  di accesso alla rete  territoriale,  anche
  attraverso  il  Centro unico di prenotazioni  (CUP),  al  fine  di
  garantire in modo in modo capillare l'erogazione di prestazioni in
  materia di:

  a)  cure  primarie  (accoglienza,  servizi  sanitari  di  base   e
  specialistici);

  b) servizi sociosanitari integrati con le prestazioni sociali, con
  funzioni  di  presa  in  carico, valutazione  multidisciplinare  e
  formulazione  del  piano personalizzato di assistenza,  attraverso
  l'integrazione   professionale  di  operatori  appartenenti   alle
  Aziende  sanitarie  locali e ai comuni,  a  favore  di  persone  e
  famiglie con bisogni complessi;

  c)  servizi  a  favore  dei minori e delle famiglie  con  problemi
  sociosanitari e sociali;

  d)  servizi  di salute mentale (SERI), uffici del dipartimento  di
  prevenzione.

  5.   All'interno  delle  cure  primarie  dovranno  in  particolare
  prevedersi:

  a)  le  UTAP  (Unità territoriali di assistenza primaria)  con  la
  funzione  di continuità assistenziale (assistenza notturna  c/o  a
  chiamata) e supporto alla lungo assistenza;

  b) le cure domiciliare con diversa intensità;

  c)  le  prestazioni di diagnostica specialistica,  con  ambulatori
  attrezzati anche per la piccola chirurgia di emergenza;

  d)  le attività degenziali di bassa e media complessità clinica da
  realizzarsi anche mediante la riduzione dei posti letto per  acuti
  e  la conversione in posti di RSA, cure riabilitative e presidi di
  lungo-assistenza    per   patologie   croniche,    nonché    posti
  semiresidenziali da adibire a centri diurni.

   Emendamento 14.1.24:

  Al  comma  10  le  parole   è istituito rispettivamente  un  unico
  distretto  sanitario,  il  cui ambito  territoriale  coincide  con
  quello  dei  preesistenti  distretti  sanitari  cittadini ,   sono
  sostitute  con  le seguenti:  sono istituiti uno o  più  distretti
  sanitari .

   Emendamento TAB. A.1.45:

  La Tabella B è così sostituita:

   Azienda   Distretto     Nome Struttura Ospedaliera      Località
  ASP AG     Distretto
            Ospedaliero   Ex A.O. S. Giovanni di Dio      Agrigento
               AG 1

                          P.O. S. Giacomo d'Altopasso       Licata

                          P.O. Civile Barone Lombardo     Canicattì
             Distretto
            Ospedaliero   Ex    A.O.   Ospedali   Civili   Sciacca
               AG 2     Riuniti

                          P.O. F.lli Parlapiano             Ribera
  ASP CL    Distretto
           Ospedaliero   Ex A.O. Sant'Elia              Caltanissett
               CL 1                                           a

                         P.O. M. Raimondi                San Cataldo

                         P.O. M. Immacolata Longo         Mussomeli
            Distretto    Ex A.O. Vittorio Emanuele III
           Ospedaliero                                      Gela
               CL 2

                         P.O. Suor Cecilia Basarocco       Niscemi

                         P.O. Santo Stefano               Mazzarino

  ASP CT     Distretto
            Ospedaliero   P.O.   Santa  Marta  e   Santa   Acireale
               CT 1     Venera

                          P.O. S. Giovanni di Dio           Giarre
             Distretto
            Ospedaliero   P.O. SS. Salvatore               Paternò
               CT 2

                          P.O M. SS. Addolorata          Biancavilla

                          P.O. Castiglione Prestianni       Bronte
             Distretto
            Ospedaliero   Ex    A.    O.   Gravina    di Caltagirone
               CT 3     Caltagirone

                          P.O. Basso Ragusa Marino        Militello
                                                           V.di Ct

  ASP EN    Distretto
           Ospedaliero   Ex A.O. Umberto I                  Enna
              EN 1

                         P.O. Chiello                      Piazza
                                                          Armerina
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. Ferro Capra Branciforte     Leonforte
              EN 2

                         P.O. Basiliotta                   Nicosia

  ASP ME    Distretto
           Ospedaliero   P.O.S.  Vincenzo di Taormina     Taormina
              ME 1

                         P.O. Ospedale di Zona             Milazzo

                         P.O. Cutroni Zodda              Barcellona

                         P.O. Civile                       Lipari
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. Barone Romeo                  Patti
              ME 2

                         P.O. S. Salvatore                Mistretta

                                                         S. Agata di
                         P.O. S. Agata di Militello       Militello

  ASP PA    Distretto
           Ospedaliero   P.O.   Ospedale   Civico    di   Partinico
              PA 1     Partinico

                         P.O. Ospedale di Corleone        Corleone

                         P.O. Regina Margherita            Palazzo
                                                           Adriano
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. S. Cimino                    Termini
              PA 2                                         Imerese

                         P.O. Barone Paolo Agliata        Petralia
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. G.F. Ingrassia               Palermo
              PA 3

                         P.O. E. Albanese                  Palermo

                         P.O. Villa delle Ginestre         Palermo

            Distretto
  ASP RG   Ospedaliero   Ex P.O. Civile                    Ragusa
              RG 1

                         Ex P.O. OMPA                      Ragusa
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. Maggiore                     Modica
              RG 2

                         P.O. Busacca                      Scicli

                         P.O. R. Guzzardi                 Vittoria

                         P.O. Regina Margherita            Comiso

            Distretto
           Ospedaliero   Ex A.O. Umberto I                Siracusa
  ASP SR      SR 1

                         P.O. Trigona                       Noto

                         P.O. Di Maria                      Avola
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. Ospedale Generale            Lentini
              SR 2

                         P.O. Muscatello                   Augusta
            Distretto
  ASP TP   Ospedaliero   Ex A.O. Sant. Antonio Abate       Trapani
              TP 1

                         P.O San Vito Santo Spirito        Alcamo

                         P.O. B. Nagar                   Pantelleria
            Distretto
           Ospedaliero   P.O. Biagio                       Marsala
              TP 2

                         P.O. Abele Ajello              Mazara del
                                                        Vallo

                         P.O. V. Emanuele III              Salemi

                         P.O. V. Emanuele II            Castelvetran
                                                              o

   Emendamento 14.1:

  Sostituire gli articoli 14, 15, 16 e 17 con il seguente:

    Art. 14 - Aziende sanitarie provinciali - 1. Nell'ambito di ogni
  provincia  opera  un'Azienda sanitaria  provinciale  che  assicura
  l'assistenza  sanitaria attraverso le attività  ospedaliere  e  le
  attività    territoriali.   Il   Direttore   generale   garantisce
  l'espletamento delle predette attività attribuendo a  ciascuna  le
  necessarie  risorse nel rispetto dei criteri fissati  in  sede  di
  assegnazione regionale.

  2. L'attività ospedaliera, coordinata dalla direzione aziendale, è
  erogata   dai   presidii  ospedalieri  della   Azienda   sanitaria
  provinciale che operano attraverso un'organizzazione in rete.

  3.  In  ciascuna  Azienda  operano uno o più  Presidii  di  rilevo
  provinciale costituiti dalle soppresse Aziende ospedaliere  nonché
  dagli  altri  presidii individuati dalla Tabella B che costituisce
  parte  integrante  della  presente legge.  I  Presidii  di  rilevo
  provinciale  costituiscono anche ospedali capofila  nei  confronti
  degli  altri presidii individuati dalla citata Tabella  B', con  i
  quali si aggregano integrandosi funzionalmente.

  4.  I  Presidii  ospedalieri di rilievo  provinciale,  nell'ambito
  delle  Aziende sanitarie provinciali cui appartengono e nei limiti
  delle  risorse e degli obiettivi assegnati dal direttore generale,
  godono   di  autonomia  organizzativa,  operativa  e  deliberativa
  secondo le previsioni dell'atto aziendale.

  5. Ai Presidii ospedalieri di rilevo provinciale, come individuati
  nella  Tabella  B,  sono  preposti un direttore  sanitario  ed  un
  direttore  amministrativo,  nominati dal  direttore  generale  con
  provvedimento  motivato  e  scelti  fra  i  dirigenti  preposti  a
  posizioni apicali rispettivamente dell'area igienico-organizzativa
  e  dell'area  amministrativa, ed a cui è attribuita  una  apposita
  indennità  di  funzione che sarà fissata in sede di contrattazione
  integrativa.

  6.  Il  direttore  sanitario  ed il  direttore  amministrativo  di
  Presidio  ospedaliero  di  rilievo  provinciale  sono  posti  alle
  dirette   dipendenze   della  direzione   dell'Azienda   sanitaria
  provinciale  di  riferimento  cui  rispondono  in  relazione  agli
  obiettivi ed alle risorse assegnate.

  7.  L'attività territoriale è erogata attraverso i distretti,  che
  fanno  capo  all'Area territoriale dell'Azienda  alla  quale  sono
  preposti,  secondo  le  previsioni  del  precedente  comma  5,  un
  direttore sanitario ed un direttore amministrativo.

  8.  I  distretti sanitari, nel numero massimo di 45 e nei relativi
  ambiti territoriali di competenza, sono individuati entro sessanta
  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente legge,  con
  decreto  del  Presidente della Regione su proposta  dell'Assessore
  regionale  per la sanità, previa delibera della Giunta  regionale,
  acquisito  il  parere  della  competente  Commissione  legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana.

  9. All'interno del distretto sanitario sono erogate, attraverso le
  strutture,  i  servizi ed i punti territoriali di  assistenza,  le
  prestazioni  in materia di prevenzione individuale  o  collettiva,
  diagnosi,  cura,  riabilitazione  ed  educazione  sanitaria  della
  popolazione   che  per  le  loro  caratteristiche  devono   essere
  garantite in maniera diffusa ed omogenea.

  10.   Il  distretto  deve  coincidere  con  l'ambito  territoriale
  dell'intero  comune  o  di quelli di più  comuni  con  divieto  di
  frammentazione territoriale. Nelle aree metropolitane di  Palermo,
  Catania  e  Messina è istituito rispettivamente un unico distretto
  sanitario,  il  cui ambito territoriale coincide  con  quello  dei
  preesistenti  distretti sanitari cittadini, fatte salve  eventuali
  difformi  previsioni  da  definirsi in  sede  di  Piano  sanitario
  regionale.

  11.   Con  decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per la sanità,  previa  delibera  della
  Giunta  regionale,  al fine di assicurare una migliore  omogeneità
  dell'offerta sanitaria, tenuto conto della ubicazione dei presidii
  sanitari,  delle  infrastrutture di trasporto e della  natura  dei
  luoghi   può   derogarsi,   nella  determinazione   degli   ambiti
  territoriali  dei  distretti  e  conseguentemente  delle   Aziende
  sanitarie  provinciali, dai confini amministrativi delle  province
  regionali interessate.

  12.  Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge sono emanate dall'Assessore regionale per la sanità
  le linee guida di organizzazione dell'attività territoriale, anche
  a  livello comunale e, d'intesa con l'Assessore regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le  autonomie  locali,   gli
  indirizzi   operativi  finalizzati  ad  assicurare  le   opportune
  integrazioni fra servizi sanitari e servizi sociali con  specifico
  riferimento  agli interventi in favore di portatori  di  handicap,
  anziani,  minori  e  famiglie, e delle altre  fasce  deboli  della
  popolazione.

     All'emendamento 25.1 interamente sostitutivo dell'art. 25:

   Emendamento 11.2.13 bis 1:

  All'emendamento  25.1, al comma 1, sono soppresse  le  parole   ai
  sensi dell'art. 11, comma 2.

   Emendamento 11.2.13 bis:

  Il comma 2 è così sostituito:

   2.  Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere  di
  nuova  istituzione diventano operative alla data dell'1  settembre
  2009   previa  emanazione  del  decreto  di  nomina  dei  relativi
  Direttori  generali  da adottarsi da parte  del  Presidente  della
  Regione, a seguito di delibera della Giunta regionale, su proposta
  dell'Assessore  regionale  per la  sanità.  Con  tale  decreto  si
  provvederà  altresì  alla  nomina  dei  Direttori  generali  delle
  Aziende  ospedaliere  di  alta specializzazione  e  delle  Aziende
  ospedaliero-universitarie. Alla stessa data dell'1 settembre  2009
  le  Aziende  Unità  Sanitarie  Locali  e  le  Aziende  ospedaliere
  esistenti  alla  data di entrata in vigore della  presente  legge,
  così come indicate nella tabella A, sono soppresse e cessano dalle
  loro funzioni. Alla medesima data cessano altresì dalle rispettive
  funzioni i Direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario
  regionale in carica alla data di entrata in vigore della  presente
  legge.

   Emendamento 25.1.7:

  Cassare il comma 2 dell'emendamento 25.1.

   Emendamento 25.1.10:

  Dopo l'art. 25 è aggiunto il seguente:

   Art.   - Nomina e valutazione dei direttori generali.

  1.  I direttori generali delle aziende di cui al comma 1 dell'art.
  11  vengono nominati per un periodo di tre anni, rinnovabile nella
  stessa azienda una sola volta per la stessa durata.

   Emendamento 25.1:

  Gli articoli 25, 26 e 27 sono così sostituiti:

   Art. 25 - Norma transitoria.

  1. I direttori generali, i direttori sanitari e amministrativi e i
  collegi   sindacali  delle  Aziende  Unità  Sanitarie  Locali   ed
  ospedaliere attualmente esistenti decadono dal momento in  cui  le
  costituite Aziende sanitarie provinciali ed Aziende ospedaliere di
  cui   all'allegata  tabella   A'  diventano  operative  ai   sensi
  dell'articolo 11, comma 2.

  2.  Ai  Direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali  e
  delle Aziende ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore
  della  presente  legge, ove non nominati direttori generali  delle
  Aziende  del  Servizio sanitario regionale di  nuova  istituzione,
  spetta  una  indennità  di  risoluzione  del  rapporto  di  lavoro
  corrispondente  al  trattamento  economico  mensile  previsto  dal
  relativo  contratto  individuale  di  lavoro  per  il  numero   di
  mensilità mancanti alla scadenza del contratto medesimo.

     Emendamenti aggiuntivi:

   Emendamento 26.3.1 (comprensivo dei subemendamenti 26.3.1.1 bis e
   26.3.1.3):

  L'art. 26 è sostituito come segue:

  Art. 26 - Nomina e valutazione dei direttori generali.

   1. I direttori generali delle aziende di cui al comma 1 dell'art.
  11  possono espletare il loro mandato nella stessa azienda per  un
  periodo massimo di tre anni, rinnovabili per una sola volta e  per
  la  stessa  durata massima. Ai fini della loro nomina, l'Assessore
  regionale  per  la  sanità opera fra gli aspiranti  aventi  titolo
  un'analitica   ricognizione   delle   condizioni   dei   requisiti
  richiamati  dall'art.  3 e art. 3 bis del decreto  legislativo  30
  dicembre  1992,  n. 502 e s.m.i. ed effettivamente  posseduti,  da
  rendere  accessibile attraverso pubblicazione sul sito  web  della
  Regione. In particolare, deve essere accertata la coerenza  fra  i
  requisiti posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
  al  possesso  del  diploma di laurea, al possesso  di  qualificata
  esperienza  professionale di direzione tecnica  ed  amministrativa
  svolta in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con  le
  modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture dirette
  con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere.

  2.  Ferme  restando  le  cause di incompatibilità  previste  dalla
  normativa vigente, la carica di direttore generale di un'azienda è
  incompatibile  con qualsiasi altro ruolo esercitato  in  strutture
  pubbliche   del   servizio  sanitario  regionale,  soggette   alla
  competenza della azienda medesima o di altre aziende del SSR.

  3.  L'operato  dei direttori generali, sanitari ed  amministrativi
  delle   aziende  del  servizio  sanitario  regionale  deve  essere
  monitorato  e  valutato durante l'espletamento  del  mandato  e  a
  conclusione   di  esso,  secondo  quanto  previsto   dal   decreto
  legislativo  30  dicembre 1992, n. 502  e  s.m.i.  e  dalle  norme
  vigenti  nel  territorio della Regione. A tal fine,  l'Assessorato
  regionale  della sanità adotta un sistema di valutazione specifico
  delle  attività  delle  aziende del servizio sanitario  regionale,
  finalizzato  ad  obiettivi  di salute, sostenibilità  finanziaria,
  qualità,  appropriatezza,  efficienza ed  equità  d'accesso  delle
  prestazioni    erogate,   basato   sull'analisi   di    indicatori
  multidimensionali di performance.

  4.  Per  le  attività di valutazione di cui all'art. 7,  comma  8,
  lettera  d),  della presente legge, l'Assessore regionale  per  la
  sanità  può  altresì  avvalersi  di  qualificata  agenzia  esterna
  indipendente,  qualificata nel settore, da  individuarsi  mediante
  gara ad evidenza pubblica.

  5.  Non  sono riconfermati nella loro carica i direttori  generali
  che  non  siano stati oggetto di valutazione positiva ai sensi  di
  quanto previsto nel comma 3.

   Emendamento 25.1.11:

  Aggiungere il seguente articolo:

  Nel  triennio  successivo  alla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  per l'espletamento delle attività  afferenti  il
  Servizio   di   emergenza-urgenza  118  per  l'intero   territorio
  regionale,  diverse di quelle di cui al comma 3  dell'articolo  23
  espletate  dalle centrali operative, è fatto divieto di  procedere
  all'impiego  di personale in numero superiore a quello  utilizzato
  dall'attuale gestore del servizio alla predetta data. .

   Emendamento 25.1.12:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Nelle   more   di   una   nuova  disciplina  regionale   relativa
  all'assistenza   sanitaria   ai  cittadini   extracomunitari,   da
  adottarsi  nei  limiti della competenza statutaria in  materia  di
  igiene e sanità pubblica, la Regione, in applicazione dei principi
  costituzionali  di  eguaglianza, diritto alla salute  nonché  alla
  gratuità delle cure agli indigenti, garantisce a tutti coloro  che
  si  trovino sul territorio regionale, senza alcuna distinzione  di
  sesso,  razza,  lingua, religione, opinioni politiche,  condizioni
  personali e sociali, le cure ambulatoriali ed ospedaliere  urgenti
  o  comunque essenziali, individuate dall'articolo 35, comma 3, del
  decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, senza che ciò implichi
  alcun  tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui  sia
  obbligatorio per disposizione inderogabile di legge, ed  a  parità
  di condizioni con i cittadini italiani.

   Emendamento 25.1.14:

  Aggiungere il seguente articolo:

  "Art. ... Prestazioni-Accesso

  1. Fermo restando quanto previsto in ordine al finanziamento delle
  Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliero-universitarie,  la
  regolazione  dei  rapporti  economici  tra  le  Aziende  sanitarie
  provinciali  è disciplinata dalle disposizioni di cui al  presente
  articolo.

  2.  Sono  a  carico delle Aziende sanitarie provinciali gli  oneri
  relativi  alle  prestazioni  previste dai  livelli  essenziali  di
  assistenza  al  netto  delle  quote di partecipazione  determinate
  dalla normativa nazionale e regionale.

  3.  Le  prestazioni erogate nell'ambito dei livelli essenziali  di
  assistenza sono remunerate ai soggetti pubblici o privati  che  le
  rendono,  dalla  Azienda sanitaria provinciale  di  residenza  del
  cittadino    che   ne   usufruisce   nella   misura    conseguente
  all'applicazione  del sistema tariffario definito  dalla  Regione,
  nei  limiti  delle tariffe massime nazionali di  cui  all'art,  l,
  comma 170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

  4.  Le  prestazioni rese ai cittadini residenti nel territorio  di
  altra  Azienda  sanitaria provinciale sono a carico della  Azienda
  sanitaria  provinciale  di  residenza  dei  medesimi,  secondo  le
  modalità  stabilite con apposito decreto dell'Assessore  regionale
  per la sanità in sede di assegnazione delle risorse finanziarie.

  5. Le relative regolazioni contabili hanno luogo su base regionale
  attraverso  le  procedure  di  compensazione  individuate  con  il
  decreto di cui al comma 4.

  6.  Le  Aziende sanitarie provinciali nell'ambito dei propri  fini
  istituzionali possono svolgere attività a pagamento  nei  riguardi
  di  istituzioni  pubbliche  o soggetti privati  sulla  base  della
  normativa nazionale e regionale vigente.

  7.   L'accesso  alle  prestazioni  fomite  dal  sistema  sanitario
  regionale  avviene, di norma,su prescrizione, proposta o richiesta
  compilata sull'apposito ricettario, fatte salve le prestazioni  di
  emergenza-urgenza,  i  trattamenti  sanitari  obbligatori   e   le
  attività di prevenzione.

  8. L'Assessorato regionale della sanità, in relazione alle risorse
  disponibili  ed  all'attuazione  della  programmazione   sanitaria
  regionale e sulla base dei fabbisogni rilevati, può sottoporre  il
  sistema di erogazione delle prestazioni da parte delle Aziende del
  Servizio   sanitario   regionale   e   delle   strutture   private
  convenzionate,  a  vincoli  quantitativi  circa  il  volume  delle
  prestazioni  ammesse  ovvero  a  vincoli  finanziari  tramite   la
  determinazione  di  tetti  di spesa e di  specifiche  modalità  di
  applicazione del sistema tariffario.

  9.  Le  Aziende  del Servizio sanitario regionale, assicurando  il
  regolare svolgimento delle ordinarie attività istituzionali  sulla
  base  degli  indirizzi  regionali,  possono  altresì  erogare,  in
  conformità  a quanto previsto dalla vigente normativa, prestazioni
  previste dai livelli essenziali di assistenza in regime di  libera
  professione   dei   dipendenti,  prevedendone  la   valorizzazione
  tariffaria  sulla  base  delle direttive e appositamente  disposti
  dall'Assessorato regionale della sanità.

   Emendamento 25.1.13:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art. ... Risparmio energetico.

  Le aziende del Servizio sanitario regionale devono porre in essere
  gli  interventi necessari per conseguire il risparmio  energetico,
  mediante  l'utilizzo di fonti rinnovabili e di sistemi di accumulo
  di  energia e di distribuzione e controllo della stessa attraverso
  reti intelligenti.

   Emendamento A 50:

  Aggiungere il seguente articolo:

  Art.  ...  -  Per i nuovi affidate alle case-famiglia  e  comunità
  alloggio,  a  seguito di provvedimento da parte del tribunale  dei
  minori non si applicano le misure del pagamento del ticket.

   Emendamento A 8:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ... - All'art. 3, comma 5, della legge regionale 4 dicembre
  2008,  n, 18 le parole  d'intesa con  sono sostituite dalla parola
   sentito .

   Emendamento A 13:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ... - 1. L'Assessore regionale per la sanità disciplina  la
  semplificazione   delle  procedure  relative  ad   autorizzazioni,
  certificazioni  ed  idoneità sanitarie,  individuando  i  casi  di
  abolizione  di certificati in materia di igiene e sanità  pubblica
  sulla   base   dell'evoluzione  della  normativa   comunitaria   e
  nazionale, nonché degli indirizzi approvati dalla Conferenza delle
  Regioni e delle Province Autonome.

  2.  Entro  il  31 marzo di ogni anno il Presidente  della  Regione
  presenta all'Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge  di
  semplificazione della normativa regionale in materia sanitaria.

   Emendamenti A 31 e A 32:

  Aggiungere il seguente articolo:

  1.  I  minori  affidati per disposizione dell'autorità giudiziaria
  presso comunità alloggio,
  case-famiglia  e famiglie ospitanti hanno priorità d'accesso  alle
  prestazioni  erogate dal servizio sanitario regionale  secondo  il
  giudizio del medico curante e previa richiesta dello stesso.

  2.  Costituisce  obiettivo da assegnare in  sede  contrattuale  ai
  Direttori  generali delle Aziende del servizio sanitario regionale
  e  di  corrispondente valutazione, la riduzione dei tempi d'attesa
  per l'accesso alle prestazioni sanitarie entro i tempi appropriati
  alle necessità di cura degli assistiti e comunque nel rispetto dei
  tempi massimi previsti.

   Emendamento A 36:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  -  Organizzazione della rete  regionale  dei  registri
  tumori.

  l. E' istituita la Rete Siciliana Territoriale della Registrazione
  dei Tumori.
  2.  La funzione di coordinamento, indirizzo e gestione dei dati  a
  livello   centrale  è  affidata  all'Osservatorio   epidemiologico
  regionale.
  3. La Rete Siciliana Territoriale della Registrazione dei Tumori è
  costituita  a  livello  territoriale dalle  strutture  individuate
  dall'art.  24  della  legge  regionale  n.  2  del  08/02/2007   -
  RegistroTumori  delle  province  di  Catania,  Messina,   Palermo,
  Ragusa,  Trapani  e  il  Registro di  Patologia  di  Siracusa  che
  svolgeranno  funzioni di rilevazione e gestione dei dati  su  base
  territoriale.
  4.  Al  fine  di raggiungere la copertura completa del  territorio
  regionale,   le  aree  provinciali  attualmente  non  coperte   da
  registrazione  vengono  attribuite  ai  registri  territorialmente
  attigui già riconosciuti ai sensi della legge regionale n.  2  del
  08/02/2007  e precisamente la provincia di Agrigento  al  registro
  tumori  di   Trapani,  la provincia di Caltanissetta  al  registro
  Tumori  di  Ragusa,  la provincia di Enna al  registro  tumori  di
  Catania.
  5.  Le Aziende Sanitarie Territoriali e le Aziende Ospedaliere  da
  cui  dipendono i registri tumori sono tenute a garantire  adeguate
  risorse   umane   e  strumentali,  tenendo  conto   delle   figure
  professionali    con    esperienza    specifica    nel     settore
  dell'epidemiologia e della registrazione dei tumori.
  6. Al fine di non interrompere le attività dei registri tumori, si
  autorizzano  le strutture interessate a prorogare i contratti  del
  personale precario attualmente in servizio.
   Emendamento A 9:

  Aggiungere il seguente articolo:

   All'articolo  1, comma 10 della l.r. 25/2008 dopo le  parole   Le
  disposizioni  del  presente comma non si  applicano  alle  aziende
  unità  sanitarie locali e alle aziende ospedaliere' sono  aggiunte
  le  seguenti altre  e agli enti del settore (CEFPAS) per le  quali
  continuano ad applicarsi le vigenti norme nazionali in materia' .

   Emendamento A 45:

  Aggiungere il seguente articolo:

   La validità delle graduatorie dei concorsi esperiti dalle Aziende
  sanitarie ospedaliere e territoriali in scadenza nel biennio 2009-
  2010  è  prorogata al 31.12.2010. Le nuove Aziende subentranti  ai
  sensi  della  presente  legge potranno, ove necessario,  attingere
  alle  predette  graduatorie dei concorsi espletati  dalle  aziende
  incorporate.