Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto agli studenti della scuola secondaria di primo grado Luigi
Pirandello' di Comiso
e dell'Istituto di istruzione superiore A. Ruiz' di Augusta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti della Scuola secondaria di primo grado
Luigi Pirandello' di Comiso e dell'Istituto di istruzione
superiore A. Ruiz' di Augusta.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo e De Luca hanno
chiesto congedo per le sedute di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
-da parte dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione:
numero 268 - Verifica sulla gestione del Teatro Massimo Bellini di
Catania.
Firmatari: Raia Concetta; Mancuso Fabio Maria; Scammacca
Guglielmo; Limoli Giuseppe; Barbagallo Giovanni; Cracolici
Antonino; Fiorenza Cataldo; Di Guardo Antonino; Panarello Filippo;
Mattarella Bernardo; Rinaldi Francesco; Marziano Bruno; Galvagno
Michele; Lupo Giuseppe; Pogliese Salvatore.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e invio alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione legislativa Bilancio
(II):
«Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2009» (n. 396)
- di iniziativa governativa: presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il bilancio e le
finanze (Cimino) in data 24 marzo 2009
- inviato in data 24 marzo 2009.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
l'art. 40 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 'Riordino
della legislazione in materia di forestazione e tutela della
vegetazione', così come integrato dall'art. 39 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14, prevede che entro il termine di
centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge, i comuni
sono tenuti alla revisione o alla conferma dei regolamenti con i
quali sono disciplinate le modalità di impiego di fuochi
controllati in agricoltura;
lo stesso articolo dispone, altresì, che, in caso di
inottemperanza, l'Assessore per l'agricoltura e le foreste nomina
un commissario ad acta;
con decreto presidenziale del 4 giugno 2008, il Presidente della
Regione ha emanato le direttive per la redazione dei regolamenti
comunali in materia di fuochi controllati in agricoltura;
il decreto presidenziale di cui sopra all'art. 2 impone il
termine perentorio del 15 giugno di ogni anno entro il quale i
proprietari possessori e/o conduttori di fondi hanno l'obbligo di
tenere i terreni per una fascia di almeno 20 metri dalla scarpata
e/o banchina sgombri di covoni, cereali, erbe, foglie ed ogni
altro materiale combustibile;
considerato che:
i tempi di mietitura nelle diverse aree della Regione variano in
relazione alle caratteristiche del territorio;
il territorio di Corleone, per esempio, ricade in una zona
collinare - montuosa che varia da 300 a 1700 metri di altitudine
sul livello del mare, pertanto, la mietitura avviene in periodi
diversi che variano dalla fine del mese di giugno alla fine del
mese di luglio o addirittura all'inizio di agosto per le zone più
a monte, e, comunque, in funzione dell'andamento climatico;
il rispetto dell'art. 2 di cui al decreto del Presidente della
Regione sopra citato impone di fatto ai coltivatori di lasciare
incolto o rimuovere entro il 15 giugno di ogni anno le
coltivazioni di cereali, quali frumento, avena o altro, in quanto
materiali combustibili che si trovassero all'interno dei 20 metri
di distanza dalle scarpate o banchine stradali;
tale obbligo causerebbe agli agricoltori perdite economiche
gravissime che si sommerebbero alle tante perdite del settore;
l'art. 3 recita che 'nei terreni coltivati a seminativo è fatto
obbligo di realizzare, nella medesima giornata lavorativa in cui
viene effettuata la mietitura, una fascia avente ampiezza non
inferiore a metri 10 in cui non siano presenti stoppie, cespugli o
altro materiale infiammabile. Tale fascia dovrà essere realizzata
lungo tutto il perimetro del fondo, mediante aratura';
per sapere:
se non ritengano di dover procedere alla modifica del decreto 4
giugno 2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana, parte prima, del 13 giugno 2008, in modo da consentire
ad ogni comune di autodeterminarsi sul termine perentorio ed
obbligatorio previsto all'art. 2 in funzione delle caratteristiche
morfologiche ed altimetriche del territorio e di poter variare
detto termine annualmente in funzione dell'andamento climatico
incidente sulla maturazione dei cereali e di conseguenza sul
periodo della mietitura;
se non ritengano opportuna, stante l'ormai imminente arrivo della
stagione estiva, l'emanazione di una circolare che chiarisca i
termini di cui all'art. 3 del succitato decreto, al fine di
definire se i terreni coltivati a cereali debbano essere
assoggettati all'art. 2 solo dopo la mietitura». (517)
LUPO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il nuovo ospedale di contrada Cardilla di Marsala, dotato di
strutture ed apparecchiature all'avanguardia, di pista elisoccorso
e di un vasto pargheggio, risulta essere non funzionante in quanto
in atto dichiarato inagibile;
di conseguenza, il vecchio ospedale S. Biagio del centro di
Marsala, pur essendo in condizioni di totale e assoluta decadenza,
continua a funzionare per fronteggiare le necessità dell'utenza
grazie all'abnegazione e all'impegno professionale del personale
medico e paramedico;
rilevato che:
il bacino di Marsala-Petrosino consta di circa 100 mila utenze;
al nuovo ospedale di contrada Cardilla, pur in assenza della
necessaria agibilità risultano aperti i reparti di farmacia,
laboratorio di analisi ed il centro trasfusionale, con un
andirivieni di provette che viaggiano dal vecchio al nuovo
ospedale e di risultati di analisi trasmessi via fax;
ritenuto che:
il diritto alla salute è un diritto fondamentale,
costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, compresi quelli
del bacino di Marsala-Petrosino;
non è comprensibile l'apertura di reparti in una struttura
ospedaliera che non ha ancora ricevuto la certificazione di
agibilità da parte degli uffici competenti;
il perdurare di questa scriteriata gestione della salute
pubblica, a Marsala e dintorni, si pone al di fuori di ogni
elementare principio di buona amministrazione che deve
sovrintendere a ogni servizio pubblico, ed ancor di più al
delicato servizio della tutela della salute dei cittadini;
per conoscere:
se l'Assessore per la sanità sia a conoscenza del fatto che il
nuovo ospedale di contrada Cardilla a Marsala non è ancora agibile
e che, tuttavia, sono stati aperti alcuni fondamentali reparti;
se sia, inoltre, a conoscenza che il vecchio ospedale San Biagio
del centro di Marsala, seppur decadente, continua a funzionare
grazie alla dedizione professionale del personale medico e
paramedico;
quali siano le ragioni che hanno impedito, a tutt'oggi, la
funzionalità piena del nuovo ospedale;
se risponda a verità che il nuovo ospedale è inagibile;
secondo quali criteri e quali norme di sicurezza, per i malati
che vi sono ricoverati e che ad esso sono costretti a fare
ricorso, venga ancora tenuto in funzione il vecchio ospedale,
quando esiste già una struttura all'avanguardia e pronta ad essere
messa al servizio del cittadino;
se l'Assessore per la sanità non ritenga, infine, di dover
avviare un'immediata indagine ispettiva presso entrambe le
strutture ospedaliere, quella nuova e quella vecchia, al fine di
verificare le eventuali responsabilità di questa pessima gestione
della sanità nel bacino marsalese, nonché al fine di rimuovere gli
ostacoli che hanno finora negato il diritto alla tutela della
salute ai cittadini di detto territorio della nostra Regione».
(54)
FERRARA
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere
l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarla, l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 24 marzo
2009, la mozione numero 120 «Interventi a livello centrale perchè
vengano inserite nei piani di studio delle scuole superiori le
discipline giuridiche ed economiche», degli onorevoli Lupo,
Rinaldi, Barbagallo, Galvagno, Fiorenza, Ferrara, Gucciardi,
Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la scuola è il luogo per eccellenza da cui passa la civiltà di un
Paese, dove si formano la cultura della legalità, della tolleranza
e dell'impegno sociale e civile delle nuove generazioni;
il nostro Paese ha contribuito e contribuisce, in maniera
determinante, con la sua cultura giuridica e giurisprudenziale,
alla tutela ed allo sviluppo della democrazia nel mondo;
da circa venti anni le discipline giuridiche sono inserite
nell'ordinamento scolastico, non solo degli istituti tecnici e
professionali ma anche dei licei, consentendo a molteplici
generazioni di studenti di conoscere le basi del diritto
costituzionale e dei fondamenti giuridici e valoriali su cui si
regge la nostra Repubblica e si fonda la sua partecipazione al
processo formativo dell'Europa;
la conoscenza del diritto ha permesso lo sviluppo di una maggiore
consapevolezza del ruolo di 'cittadino responsabile'
nell'esercizio dei propri diritti e doveri, non solo nei confronti
dello Stato ma anche nei rapporti tra i cittadini medesimi;
la consapevolezza di una cittadinanza responsabile ha avuto,
altresì, un ruolo determinante nella formazione di una nuova
sensibilità individuale e collettiva nella lotta alla criminalità
organizzata;
considerato che:
anche la Comunità europea si è più volte pronunciata
sull'assoluta necessità che i cittadini europei abbiano
consapevolezza del concetto di cittadinanza e conoscano le regole
fondamentali dell'economia;
in Europa, tutti gli ordinamenti scolastici nazionali contemplano
- sia pure con diverse denominazioni - un insegnamento di
educazione civica;
constatato che:
in controtendenza con il resto d'Europa, la riforma Gelmini ha
cancellato le discipline 'Diritto ed Economia' dai piani di studio
del futuro sistema liceale, mantenendole in forma residuale e
visibilmente ridotta negli istituti tecnici e professionali;
ciò, anche in netta contraddizione con gli appelli più volte
ripetuti dal Capo dello Stato, che ha sempre sottolineato
l'importanza dell'educazione alla legalità in una Nazione, qual è
la nostra, fortemente colpita da contrasti sociali che hanno
alimentato fenomeni di illegalità diffusa in violazione dello
Stato di diritto;
la nuova materia 'Cittadinanza e Costituzione', introdotta come
sperimentazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado dal
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
Gelmini, sarà insegnata dai docenti di storia, senza aumento del
monte ore di lezione e non avrà voto in pagella;
considerato, altresì, che anche l'associazione costituzionalisti
italiani ha analizzato criticamente la suddetta sperimentazione,
lamentando la scarsa autonomia della disciplina e l'affidamento
della stessa a docenti che non hanno competenze specifiche in
materia e che devono essere formati con grave dispendio di risorse
pubbliche;
considerato, inoltre, che:
appare quanto meno incomprensibile la decisione del Ministro
Gelmini, che inserisce nella scuola l'insegnamento obbligatorio di
'Cittadinanza e Costituzione' e cancella nel contempo
l'insegnamento del 'Diritto' da tutti i licei, così come risulta
dai piani di studio pubblicati e che entreranno in vigore a
partire dall'anno scolastico 2009/2010;
l'insegnamento della disciplina giuridica nei licei era stato
introdotto nel lontano 1995, grazie ad una sperimentazione
conosciuta come 'progetto Brocca', la cui finalità era quella di
dare la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
detentori della cultura classica, con un enorme contributo reso
alla formazione della coscienza civile dei ragazzi ed al
potenziamento della cultura della legalità;
ritenuto che la totale scomparsa dell'insegnamento del diritto
dai quadri orario dei licei e la forte riduzione di questa
disciplina negli istituti tecnici e professionali avrà ricadute
molto negative:
a) sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali in
una società come quella europea che vuole essere 'società della
conoscenza', come recita il protocollo di Lisbona;
b) sui docenti di diritto, nei confronti dei quali al
misconoscimento per il loro operato si affianca l'assoluta
incertezza di una prospettiva lavorativa;
c) per tutto il Paese, perché un Paese che non investe sulla
cultura è un Paese che non progetta il proprio futuro;
ritenuto, inoltre, che è alquanto singolare pensare di poter
potenziare la coscienza civile dei ragazzi e di educarli al
rispetto delle regole, eliminando l'insegnamento del diritto dalle
scuole;
atteso che, allorchè sarà dato corso ai regolamenti ed ai piani
programmatici del Governo nazionale, dal 2010 ci saranno
tantissimi docenti di ruolo in esubero, senza contare i docenti
precari che già da quest'anno non sono stati chiamati per le
supplenze e tutti i giovani che si sono formati per l'insegnamento
delle discipline giuridiche, che non potranno mai accedere al
mondo della scuola;
constatato che:
dopo aver fissato come priorità dell'azione educativa della
scuola la lotta al bullismo, il Ministro della pubblica
istruzione, dell'università e della ricerca ha proposto un
riordino dei piani di studio in cui scompaiono le discipline che
rappresentano lo strumento fondamentale per la prevenzione ed il
contenimento del problema;
è del tutto evidente la controtendenza della riforma Gelmini
rispetto alle scelte di molti Paesi europei che, viceversa, stanno
estendendo la cultura giuridico-economica a tutti gli indirizzi
superiori;
constatato, inoltre, che:
negli ultimi anni, le tracce ministeriali per la prima prova
degli esami di Stato hanno avuto come oggetto tematiche di
carattere giuridico-sociale ed anche la scelta delle materie
oggetto d'esame, con docente esterno al consiglio di classe, è
ricaduta, per quasi tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche;
i princìpi ispiratori che hanno portato il Ministro Gelmini a
cancellare totalmente o a ridimensionare il ruolo della disciplina
giuridica nella scuola italiana sono unicamente dettati da motivi
meramente economici, che non possono trovare alcuna
giustificazione didattica,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con determinazione presso il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca affinché:
a) venga rivista la proposta di riforma;
b) le discipline giuridiche ed economiche siano inserite nei
piani di studio di tutte le istituzioni scolastiche di secondo
grado;
c) l'insegnamento delle discipline 'Cittadinanza e Costituzione'
nella scuola superiore venga affidato ai docenti abilitati nella
classe di concorso A019 (Discipline giuridiche ed economiche),
vista la specificità, la professionalità e la formazione giuridica
degli stessi docenti». (120)
LUPO - RINALDI- BARBAGALLO - GALVAGNO - FIORENZA - FERRARA -
MATTARELLA - GUCCIARDI - LACCOTO - AMMATUNA - VITRANO - PICCIOLO -
BONOMO
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, della mozione n. 119 «Interventi al fine
di impedire la realizzazione del parco eolico off-shore nell'area
marina prospiciente i comuni di Licata (AG) e Gela (CL)», degli
onorevoli Speziale, Di Benedetto, Donegani e Panepinto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
da notizie di stampa si è appreso che risulterebbero presentati,
anche presso la capitaneria di porto competente, ben 4 progetti
per la realizzazione di un parco eolico a mare;
la dislocazione di circa un centinaio di aerogeneratori
riguarderebbe lo specchio di mare antistante un tratto di costa di
70 Km che va da Gela (CL) a Porto Empedocle (AG);
considerato che:
l'impatto ambientale causato dall'installazione di questi
impianti avrebbe conseguenze sul piano paesaggistico ma anche sul
sistema biomarino dell'intera area interessata, sui flussi
migratori dei volatili, nonché sul comparto della pesca e del
turismo;
nel tratto di mare interessato sono stati rinvenuti nel tempo
straordinari reperti archeologici che testimoniano la presenza nei
fondali di numerose navi affondate nel corso dei secoli e il cui
rinvenimento costituisce una preziosa risorsa storico-archeologica
per la Sicilia;
le ricadute, pertanto, anche sul piano economico su una vasta
area dell'Isola sarebbero devastanti, acuendo ulteriormente una
crisi già in atto;
la proliferazione degli impianti già esistenti sul territorio, la
cui realizzazione è avvenuta in assenza del piano energetico
regionale, ha nei fatti già determinato una significativa
alterazione del profilo paesaggistico in numerose zone terrestri
della Sicilia;
tenuto conto che lungo il tratto di costa considerato insistono
numerose strutture turistiche balneari che oltre a creare
occupazione, lasciano prevedere un possibile ulteriore sviluppo
turistico dell'intera area che nel 2008 ha segnato un flusso di
oltre 200.000 presenze;
rilevato che:
contestualmente al diffondersi della notizia circa l'avvenuta
presentazione di questi progetti, nei comuni interessati come
Palma di Montechiaro, Licata, Gela, Butera, si sono levate vivaci
proteste di numerose organizzazioni sindacali, associative, ma
anche di semplici cittadini, mirate a contestare nel merito la
fattibilità di un progetto dalle gravi ricadute sul territorio;
i consigli comunali di Gela, Licata e Butera, a seguito di
riunioni straordinarie sull'argomento, si sono unanimemente
pronunciati contro la realizzazione degli impianti,
impegna il Governo della Regione
a non concedere l'autorizzazione per la realizzazione degli
impianti eolici off-shore nel tratto di costa compresa tra i
comuni di Gela e Porto Empedocle.
SPEZIALE - DI BENEDETTO - DONEGANI - PANEPINTO
Comunico che la mozione sarà demandata alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la data
di discussione.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme
per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A).
Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione finale del
disegno di legge ricordo che rimaneva da discutere l'articolo 29.
Si passa, pertanto, all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
numero 82 Gestione dell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna ,
degli onorevoli Galvagno, Leanza Edoardo, Termine, Di Benedetto,
Faraone, Ferrara, Donegani, De Benedictis, Panarello, Cracolici,
Apprendi, Romano, Rinaldi, Gucciardi, Fiorenza, Lupo e Mattarella;
numero 96 Criteri per lo scioglimento delle fondazioni di cui
all'art. 76 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 ,
dell'onorevole Picciolo;
numero 98 Iniziative urgenti allo scopo di procedere alla
stabilizzazione del personale del ruolo della dirigenza medica,
veterinaria, sanitaria e tecnica , degli onorevoli Panarello, De
Benedictis, Di Benedetto, Cracolici, Donegani, Galvagno, Marziano,
Panepinto e Faraone;
numero 99 Stabilizzazione del personale precario da parte
dell'AUSL n. 5 di Messina , degli onorevoli Formica, Picciolo,
Buzzanca, Panarello, Laccoto, Beninati, Ardizzone, Panepinto e
Romano;
numero 101 Applicazione del contratto di sanità pubblica non
dirigenziale agli autisti/soccorritori , degli onorevoli D'Antoni,
Falcone, Leontini, Limoli, Arena, Bosco, Torregrossa e Vinciullo;
numero 103 Interventi per garantire il livello occupazionale del
servizio di emergenza-urgenza 118 , degli onorevoli Formica,
Corona, Falcone, Lo Giudice, Forzese, Torregrossa, Bosco, Fagone,
Leontini, Scammacca, Marrocco, Ragusa, D'Antoni, Cascio Salvatore,
Dina, Vitrano, D'Antoni, Maira, Beninati, Cordaro, Caputo, Musotto,
Buzzanca, Dina, Vitrano e D'Antoni;
numero 104 Tutela del diritto alla salute degli immigrati , degli
onorevoli D'Antoni, Arena, Minardo, Lentini, Ruggirello, Colianni,
Gennuso, Corona, Leanza Nicola e D'Agostino;
numero 105 Potenziamento dell'attività di controllo e cura della
patologia metabolica e diabetologica , degli onorevoli Maira,
Leontini, Dina, D'Asero, Lo Giudice, Cascio Salvatore, Vinciullo,
Cordaro, Ragusa, Fagone, Savona, Ardizzone, Buzzanca, Lentini,
Formica, Marinese, D'Antoni, Scammacca, Aricò, Caronia, Falcone,
Mancuso, Limoli, Torregrossa, Mineo, Marrocco, Corona, Bosco,
Forzese, Campagna, Arena, Greco, Cristaudo, Musotto, Federico,
Romano e Minardo;
numero 108 Direttive per assicurare l'economica ed efficiente
successione tra gli enti del servizio sanitario regionale ,
dell'onorevole Laccoto;
numero 109 Istituzione dell'osservazione breve nelle strutture
complesse di medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza
(MCAU) 1 , degli onorevoli Ammatuna, Ferrara, Rinaldi, Barbagallo,
Galvagno e Lupo;
numero 113 Costruzione del nuovo ospedale di Siracusa , degli
onorevoli De Benedictis e Marziano;
numero 114 Apertura dell'hospice di Siracusa , degli onorevoli De
Benedictis e Marziano;
numero 115 Realizzazione di una struttura di radioterapia a
Siracusa , degli onorevoli De Benedictis, Apprendi e Marziano;
numero 116 Attuazione delle linee di indirizzo nazionale per la
salute mentale , degli onorevoli De Benedictis, Cracolici e
Apprendi;
numero 117 Potenziamento dei servizi di nefrologia , degli
onorevoli Falcone, Vinciullo e De Benedictis;
numero 118 Trasferimento dell'ospedale di Marsala in contrada
Cardilla , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Gucciardi, Ferrara, De
Benedictis, Digiacomo, Galvagno, Marinello, Mattarella, Donegani,
Ammatuna, Laccoto, Fiorenza, Speziale, Di Guardo e Apprendi;
numero 119 Gestione delle risorse per far fronte al randagismo ,
degli onorevoli Apprendi, Faraone e Digiacomo;
numero 120 Assistenza ai soggetti affetti da celiachia , degli
onorevoli Leontini, D'Asero, Torregrossa, De Benedictis, Oddo,
Laccoto, Barbagallo, Donegani, Gucciardi, Galvagno, Caronia,
Campagna, Dina, Apprendi, Rinaldi, Cracolici, Cordaro, Fagone,
Fiorenza, Marinello, Ammatuna e Bosco e Formica. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
nel lontano 25 ottobre 2006, con decreto n. 8925 dell'Assessore
per la sanità pro tempore, prof. Roberto Lagalla, veniva nominato
un commissario straordinario presso l'azienda ospedaliera 'Umberto
I' di Enna, con il compito di adottare provvedimenti urgenti ed
indifferibili, finalizzati alla erogazione dei servizi ospedalieri
e alla gestione dell'azienda stessa, nelle more del provvedimento
di nomina del nuovo direttore generale, ai sensi dell'art. 11 della
legge regionale 3 novembre 1993, n. 30;
il predetto incarico, ai sensi dell'art. 2 del decreto di nomina,
avrebbe dovuto avere la durata di 45 giorni dalla data di
insediamento e confermato solo ove entro detto termine non fosse
intervenuto provvedimento di sostituzione, ovvero in caso di
mancata nomina del nuovo direttore generale;
al commissario straordinario, ai sensi del citato decreto di
nomina, competono, per l'espletamento del mandato, l'indennità di
carica di cui al decreto assessoriale n. 32634 del 26 luglio 2000,
se ed in quanto dovuta in conformità alle disposizioni vigenti, ed
il rimborso delle spese di missione, con onere a carico del
bilancio dell'azienda;
preso atto che:
è abbondantemente decorso il termine di 45 giorni, precisamente da
oltre 2 anni, senza che il provvedimento di nomina del nuovo
direttore generale dell'azienda ospedaliera sia stato adottato;
un così lungo, incomprensibile ed ingiustificato periodo di
commissariamento dell'azienda ospedaliera pregiudica
inevitabilmente e gravemente l'erogazione dei servizi sanitari
essenziali dovuti ai cittadini e limita la programmazione
sanitaria;
considerato che:
la gestione della salute pubblica non può essere sottratta in via
permanente agli organi legittimi e deputati a tale compito dalla
legge;
il reparto di cardiologia, rimasto chiuso per carenza di personale
medico, non è in grado di garantire neppure l'emergenza e da
settimane non sono più attivi i day hospital di riabilitazione e
degenza cardiologica, sebbene trattasi di un reparto di
fondamentale importanza per l'intera provincia di Enna;
sull'inadeguatezza della gestione dell'ospedale in oggetto sono
stati presentati più atti ispettivi, e precisamente le
interrogazioni n. 49 del 9 luglio 2008, n. 177 del 20 ottobre 2008,
n. 191 del 24 ottobre 2008 e n. 314 del 13 gennaio 2009,
impegna il Governo della Regione
ad avviare un'indagine ispettiva sulla gestione commissariale
dell'ospedale 'Umberto I' di Enna volta a verificare il rispetto
dei principi di legalità e di trasparenza, nonché ad accertare
eventuali responsabilità in ordine ai disservizi creati a danno
della salute degli utenti;
a porre fine alla gestione commissariale dell'azienda ospedaliera,
che dura dal 2006, procedendo all' immediata nomina del direttore
generale garantendo, in tal modo, la regolare e legale gestione
della struttura sanitaria e, pertanto, la tutela della salute di
tutti i cittadini, compresi quelli del territorio ennese, così come
stabilito e garantito dalla Carta costituzionale». (82)
«L'Assemblea regionale siciliana
visto l'articolo 22 del disegno di legge n. 248/A 'Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale',
impegna l'Assessore per la sanità
a procedere allo scioglimento delle fondazioni ivi indicate che,
al momento dell'entrata in vigore del citato disegno di legge, non
abbiano proceduto all'aggiudicazione dell'appalto e non abbiano
dato inizio ai lavori per la realizzazione del relativo centro di
eccellenza». (96)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
da anni medici e personale tecnico, vincitori di concorso
impegnati nelle diverse postazioni sanitarie, versano in una
condizione di precariato;
per la straordinaria professionalità di detto personale occorre
rapidamente dare attuazione a precise misure di stabilizzazione nel
quadro della riforma sanitaria in via di definizione,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi mediante gli atti necessari affinché le nuove aziende
ospedaliere, i policlinici universitari e gli IRCCS procedano alla
stabilizzazione del personale del ruolo della dirigenza medica,
veterinaria, sanitaria e tecnica con rapporto di lavoro precario
sulla base di contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 2007
e il cui accesso è avvenuto mediante selezione concorsuale;
a garantire che entro il 31 dicembre 2009 le costituite aziende
ospedaliere, i policlinici universitari e gli IRCCS provvedano alla
definizione di un piano di stabilizzazione del personale, di cui al
precedente comma, nell'ambito dei posti vacanti nella dotazione
organica ovvero nell'ambito di una revisione della consistenza
della stessa sulla base di una più generale programmazione del
fabbisogno nonché nel limite finanziario imposto dal comma 565
della legge n. 296/2006. Al processo di stabilizzazione del
personale nelle aziende ospedaliere e sanitarie, nei policlinici
universitari e negli IRCCS si accede qualora in possesso di almeno
uno dei seguenti requisiti:
a) essere in servizio alla data di entrata in vigore della
presente legge con rapporto di lavoro precario da almeno tre anni
anche non continuativi;
b) essere in servizio alla data di entrata in vigore della
presente legge e conseguire il requisito di cui alla precedente
lettera a) in virtù di contratto stipulato anteriormente al 31
dicembre 2007;
c) avere maturato un'anzianità di servizio di almeno tre anni
anche non continuativi nel quinquennio precedente al 31 dicembre
2007;
il personale avente diritto verrà mantenuto in servizio, con
contratto di lavoro a tempo determinato, fino alla conclusione
delle procedure di stabilizzazione». (98)
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che le organizzazioni sindacali hanno espresso
fortissima preoccupazione in merito alla mancata autorizzazione da
parte dell'Assessorato della sanità alla pubblicazione dei bandi di
stabilizzazione del personale precario avente i requisiti, da parte
dell'AUSL n. 5, dell'azienda ospedaliera Piemonte e dell'IRCCS
centro neurolesi di Messina;
ritenuto che vi è il rischio fondato che centinaia di lavoratori,
aventi i requisiti previsti, possano rimanere esclusi dal processo
di stabilizzazione, avviato con protocollo d'intesa dell'11
febbraio 2008 tra l'Assessore regionale per la sanità e le OO.SS. e
approvato con delibera di Giunta regionale n. 45 del 2008, solo per
il fatto di aver prestato il loro ultimo periodo di servizio in
un'azienda piuttosto che in un'altra;
considerato, altresì, che:
le organizzazioni sindacali hanno chiesto ripetutamente la
definizione complessiva dei provvedimenti di stabilizzazione per i
precari delle succitate aziende messinesi, al fine di eliminare un'
ingiustificata discriminazione nei confronti di tutti quei
lavoratori che, a parità di condizioni rispetto ad altri colleghi,
si trovano a tutt'oggi in una situazione di grave precarietà, resa
ancor più insostenibile per le attuali gravi condizioni socio-
economiche in cui versa il nostro Paese ed in particolare la nostra
Sicilia;
la stabilizzazione dei tecnici di fisiopatologia respiratoria
presso l'AUSL n. 5 è impedita da infondate e pretestuose
argomentazioni in contrasto con i riconoscimenti giuridici e dello
stesso Assessorato regionale della sanità;
il policlinico universitario di Messina non ha stabilizzato
personale in possesso dei requisiti,
impegna il Governo della Regione
ad attivare con sollecitudine le procedure amministrative volte a
consentire la stabilizzazione di tutte le figure professionali in
premessa indicate da parte dell'AUSL n. 5 di Messina e delle
aziende ed istituti sanitari in essa operanti». (99)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che è stato approvato l'articolo 23 del disegno di legge
n. 248, riguardante l'affidamento del servizio per il trasporto di
emergenza-urgenza, che può prevedere la costituzione e
l'affidamento dello stesso ad organismo a totale partecipazione
pubblica;
considerato che il nuovo organismo, essendo di diritto pubblico,
in base alle normative vigenti può applicare il contratto di sanità
pubblica non dirigenziale ai propri dipendenti,
impegna il Governo della Regione
ad applicare a tutti i dipendenti operatori autisti/soccorritori
dell'eventuale nuovo organismo di diritto pubblico il contratto di
sanità pubblica non dirigenziale». (101)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il sistema di gestione del servizio emergenza - urgenza ha
raggiunto standard di qualità, assicurando una perfetta risposta
alle esigenze territoriali;
lo stesso sistema ormai consolidato non può essere disperso ma
piuttosto potenziato anche in virtù di quanto previsto dall'art.
23, ed in particolare al comma 9, del disegno di legge n. 248/A;
non si può fare a meno di disconoscere il progressivo
miglioramento del servizio se non si considera che il risultato
raggiunto è merito principale del personale in servizio che ha
maturato sul campo un'indiscussa professionalità;
considerato che il comma 9 dell'art. 23 prevede la gestione del
servizio di emergenza-urgenza sul territorio regionale attraverso
organismi a totale partecipazione pubblica,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore regionale per la sanità
a garantire i livelli occupazionali attuali, utilizzando l'intero
personale in servizio anche nella successiva forma societaria di
gestione del servizio di emergenza-urgenza». (103)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Sicilia vanta il non invidiabile privilegio di essere terra di
accoglienza e di transito d'importanti flussi di immigrati, ambito
lembo d'Europa per circa 25 mila clandestini che si riversano in
condizioni disumane ogni anno;
la legittima preoccupazione di dover fronteggiare l'emergenza
sicurezza sul territorio e le misure conseguenti, tuttavia, non
possono in alcun modo porsi in contrasto con principi fondamentali
sanciti dalla Costituzione, primo tra tutti il diritto alla salute
riconosciuto a chiunque sia presente sul nostro territorio;
considerato che la previsione dell'obbligo di segnalazione
dell'immigrato irregolare che si avvicina al servizio sanitario,
introdotta dal 'Pacchetto sicurezza', mortifica dal punto di vista
deontologico la professione medica preposta alla cura di ogni
individuo senza discriminazioni legate all'etnia, alla religione,
al genere, all'ideologia, di mantenere il segreto professionale,
trasformando il medico da garante della salute in uno strumento di
polizia ausiliaria;
ritenuto che la prescrizione in questione rappresenta, inoltre,
una grave lesione del principio di universalità del diritto alla
salute e indurrà tantissimi stranieri senza permesso di soggiorno a
rinunciare alle prestazioni del servizio sanitario nazionale, con
tutto quello che ne consegue per i rischi per la salute di tutti i
cittadini,
impegna il Governo della Regione
affinché si provveda, attraverso approfondimenti tecnico-
giuridici, a predisporre, nell'ambito delle competenze della
Regione, gli strumenti più efficaci a tutela della salute, evitando
al contempo agli operatori sanitari atti contrari alla loro
deontologia professionale». (104)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Regione siciliana attraverso il piano sanitario regionale, in
conformità con gli obiettivi strategici del piano sanitario
nazionale, ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131, predispone
azioni programmate ed altre idonee iniziative dirette a
fronteggiare il diabete e la sindrome metabolica e che le stesse
rivestono un carattere di alto interesse sociale;
gli obiettivi dell'assistenza alla persona affetta da diabete sono
il miglioramento della qualità della vita, la riduzione delle
complicazioni tipiche della malattia che spesso hanno effetti
invalidanti e devastanti (retinopatia, cecità, nefropatia, dialisi,
cardiovasculopatia, infarto, ictus, amputazioni di piedi e gambe);
lo strumento fondamentale per combattere il diabete è
l'ottenimento del 'buon controllo metabolico' ovvero la ricerca
della quasi normalizzazione di tutti quei parametri che possono
influenzare l'andamento della malattia;
l'assistenza diabetologica siciliana, pur essendo di buon livello,
presenta evidenti criticità quali: frammentaria e non omogenea
collaborazione tra ASL, aziende ospedaliere, medici di medicina
generale e conseguenti difficoltà nella costruzione di percorsi
diagnostico-terapeutici ed il non sempre pieno coinvolgimento a
livello territoriale delle associazioni dei diabetici nei progetti
di prevenzione attiva;
ritenuto che:
il nuovo piano sanitario regionale deve affrontare con attenzione
il tema dell'assistenza diabetologica, promuovendo la necessità di
aumentare la sistematicità ed il coordinamento della gestione dei
pazienti diabetici da parte delle strutture diabetologiche e di
quelle ospedaliere, ed altresì valorizzare il contributo delle
associazioni dei pazienti e che in tal senso il piano nazionale
'Prevenzione attiva', in particolare la sua parte riguardante il
diabete, progetto IGEA, caldeggia la partecipazione attiva del
paziente alla gestione della malattia;
è essenziale il miglioramento dell'organizzazione della cura del
diabete mellito, per migliorare l'efficacia/efficienza del sistema
e di razionalizzare la spesa, con contenimento dei costi,
impegna il Governo della Regione
a definire, con riferimento agli indirizzi contenuti in premessa,
nell'ambito della programmazione sanitaria, la predisposizione di
un piano sanitario per l'assistenza diabetologica e metabolica,
fornendo direttive uniformi su tutto il territorio regionale al
fine di istituire strutture specialistiche endocrino-metaboliche a
livello distrettuale, ospedaliero ed universitario;
ad istituire, altresì, strutture specialistiche endocrino -
metaboliche pediatriche con il compito di affrontare la patologia
dei cittadini affetti da sindrome metabolica e diabete fino al
raggiungimento dell'età prevista per il passaggio alle strutture
territoriali, secondo le linee guida emanate dal Ministro della
salute». (105)
«L'Assemblea regionale siciliana
vista la norma transitoria del disegno di legge n. 248/A 'Norme
per il riordino del Servizio sanitario regionale',
impegna l'Assessore per la sanità
nelle more dell'operatività delle nuove aziende sanitarie, a
formulare direttive in ordine agli atti che i direttori generali
possono adottare per garantire l'ordinata, economica ed efficiente
successione tra gli enti di cui all'apposito articolo del disegno
di legge n. 248/A, oltre che il corretto espletamento delle
funzioni proprie delle aziende sanitarie». (108)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il processo di riorganizzazione e riqualificazione che interessa
tutta la complessa macchina sanitaria pubblica della nostra Regione
coinvolge in modo diretto il personale medico ed infermieristico
delle unità operative di medicina e chirurgia d'accettazione e
d'urgenza (MCAU);
le suddette unità operative si trovano, infatti, a dover
affrontare quotidianamente una crescente domanda di salute e di
prestazioni sanitarie, in un contesto in cui da un lato gli
ospedali vengono qualificati come strutture per acuti - ad alta
intensità di cure con la conseguente riduzione di posti letto - e
dall'altro non emergono ancora sistematicamente sul territorio
soluzioni di degenza ed assistenza alternative, soprattutto per la
fascia degli anziani e degli individui affetti da malattie croniche
invalidanti;
considerato che:
pur con queste difficoltà, i medici e gli infermieri del pronto
soccorso sono chiamati a trovare soluzioni rispettose dei bisogni e
della sicurezza del paziente;
in questa ottica, lo strumento dell'osservazione temporanea,
diffuso in tutti Paesi occidentali, offrirebbe un fondamentale
contributo nel rendere il lavoro del pronto soccorso sicuro ed
efficace sia per il paziente che per la struttura erogante;
l'osservazione breve (OB) si è infatti dimostrata uno strumento
efficace nel migliorare l'adeguatezza delle cure in regime di non
ricovero e nel garantire una maggiore appropriatezza
dell'ammissione dei pazienti all'ospedale con la riduzione
significativa del rischio di eventi avversi legati ad una
dimissione precoce inappropriata dal pronto soccorso;
ritenuto che nell'ambito dell' osservazione breve possono essere
attuati rapidi percorsi diagnostici e terapeutici, con risultati
apprezzabili per il paziente, a fronte di un risparmio di risorse
rispetto ad un pari risultato ottenuto mediante ricovero;
ritenuto, inoltre, che, sotto il profilo scientifico e
dell'organizzazione sanitaria, l'osservazione breve costituisce un
importante ambito di innovazione che consente agli infermieri ed ai
medici dell'emergenza di utilizzare al meglio la 'evidence based
medicine/nursing', con il vantaggio di disporre di più tempo per
assumere le decisioni difficili, di poter seguire le modificazioni
delle condizioni cliniche e di poter valutare gli effetti del
trattamento acuto,
impegna il Governo della Regione
ad adottare ogni iniziativa necessaria ed idonea per
l'istituzione, nel più breve tempo possibile, della osservazione
breve nelle strutture complesse di medicina e chirurgia di
accettazione e di urgenza (MCAU) con accessi superiori ai 25
mila/anno, con il triplice risultato:
a) di una riduzione dei ricoveri inappropriati o ad alto rischio
di inappropriatezza;
b) di una diminuzione del rischio eventi avversi legati ad una
precoce dimissione inappropriata dal pronto soccorso dovuta ad una
inadeguata valutazione dei pazienti che presentano patologie
potenzialmente evolutive;
d) di un più ottimale utilizzo delle risorse economiche,
coerentemente alla esigenza del contenimento della spesa sanitaria
legata ai ricoveri». (109)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'azienda ospedaliera Umberto I ha da tempo avviato l'iter tecnico-
amministrativo e finanziario per la realizzazione del nuovo
ospedale di Siracusa, del costo stimato di oltre 120 milioni di
euro, da realizzarsi con il concorso di risorse private mediante
ricorso alla procedura del project financing;
con delibera n. 547 del 22 dicembre 2006, la Giunta regionale
definì la proposta di accordo integrativo per la ripartizione della
quota residua dei fondi ex art. 20 della legge n. 67/88 finalizzati
all'edilizia ospedaliera, prevedendovi un'assegnazione di 561
milioni di euro quale contributo per la costruzione del nuovo
ospedale di Siracusa;
l'unità tecnica di valutazione di finanza di progetto, insediata
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha manifestato,
nel corso di incontri tecnici l'ultimo dei quali in data 30
settembre 2008, le sue forti perplessità circa il piano finanziario
ed il corretto esito della procedura di project financing adottata
che, di fatto, risulta da tempo essersi arrestata;
presso il TAR di Catania pende un ricorso della ditta proponente
del progetto di costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, la
Pizzarotti & C. s.p.a., con richiesta di risarcimento di 8,5
milioni di danni per la mancata aggiudicazione della procedura
intrapresa;
il quadro finanziario, che nel 2004 indusse i vertici dell'azienda
Umberto I a praticare la strada del project financing, non trova
oggi riscontro per almeno due motivi: innanzitutto perché la legge
nazionale n. 296/2006 ha rifinanziato il suddetto art. 20; in
secondo luogo, perché il piano di rientro e la rimodulazione
avviata della rete ospedaliera in Sicilia rendono impraticabili
diverse previsioni di spesa della precedente programmazione
regionale, con conseguente liberazione di risorse economiche e
conseguentemente quella che appariva una strada obbligata, il
project financing, oggi appare una inutile ostinazione, tanto più
priva di sbocco alcuno secondo quanto fatto finora,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi per assicurare l'avvio dell'iter di costruzione del
nuovo ospedale di Siracusa, valutando l'opportunità di desistere
dalla procedura di project financing per avviarne, secondo quanto
in premessa, il finanziamento con risorse integralmente pubbliche».
(113)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella provincia di Siracusa, come si evince dai dati
epidemiologici disponibili e dall'ultimo rapporto del registro
territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
una elevata incidenza di casi di mortalità e di ricovero per
malattie tumorali;
l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
in molti settori, presenta gravi lacune nel comparto
dell'assistenza oncologica, al punto da indurre una significativa
parte dei pazienti ad un rilevante fenomeno di mobilità passiva
verso province limitrofe, quali Catania e Ragusa, anche per
trattamenti di bassa e media complessità;
nella città di Siracusa è stato realizzato un hospice, da oltre
due anni paradossalmente ultimato e non attivato a causa di carenze
di personale e di indefinite attribuzioni di competenza fra
l'azienda USL 8, a cui spetterebbe la gestione, e l'azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa, proprietaria della struttura;
nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana 'Servizi sociali e sanitari'
tenutasi in data 7 gennaio 2009 la S.V. ha riferito, come già in
precedente occasione, che è in corso lo studio per la
programmazione di una rete regionale per l'assistenza oncologica;
la legge nazionale n. 296/2006, art. 1, comma 796, lettera n), ha
vincolato la somma di 100 milioni di euro ad interventi per la
realizzazione di strutture residenziali dedicati alle cure
palliative, prevedendo altresì che il riparto delle suddette somme
é effettuato con riferimento alla valutazione dei bisogni relativi,
fra gli altri criteri, al superamento del divario Nord-Sud ma che
non risulta che la Regione siciliana abbia fatto richiesta di fondi
a valere su tale disponibilità,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi per rimuovere le suddette cause ostative alla
apertura dell'hospice di Siracusa, assicurandone l'immediata ed
urgente attivazione». (114)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella provincia di Siracusa, come si evince dai dati
epidemiologici disponibili e dall'ultimo rapporto del registro
territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
un'elevata incidenza di casi di mortalità e di ricovero per
malattie tumorali;
l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
in molti settori, presenta gravi lacune nel comparto
dell'assistenza oncologica, al punto da indurre una significativa
parte dei pazienti ad un rilevante fenomeno di mobilità passiva
verso province limitrofe, quali Catania e Ragusa, anche per
trattamenti di bassa e media complessità;
al fine di migliorare e razionalizzare l'offerta di assistenza
oncologica nella provincia di Siracusa, in data 22 dicembre 2006, i
dirigenti generali dell'azienda USL 8 e dell'azienda ospedaliera
Umberto I' di Siracusa hanno trasmesso all'Assessorato regionale
Sanità il progetto di un dipartimento oncologico interaziendale di
secodo livello, la cui istituzione pare tuttavia non aver ricevuto
l'approvazione del competente ispettorato regionale sanitario;
nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana 'Servizi sociali e sanitari',
tenutasi in data 7 gennaio 2009, lo stesso Assessore per la sanità
ha annunciato, rimarcando l'importanza della prevenzione
oncologica, la predisposizione di un piano finanziario a sostegno
delle attività relative nel territorio regionale;
considerato che:
non essendo chiaro con quali criteri ed in quale misura verranno
assegnate le risorse a sostegno delle attività di prevenzione
svolte anche dalle associazioni private che operano nella nostra
Regione all'interno del citato programma di sostegno alle attività
di prevenzione oncologica;
non essendo ancora chiaro lo stadio di definizione del
summenzionato dipartimento oncologico interaziendale,
impegna il Governo della Regione
a definire la rete di assistenza oncologica citata nella seduta
della VI Commissione legislativa permanente dell'ARS 'Servizi
sociali e sanitari' in data 7 gennaio 2009 e, segnatamente, a
procedere alla urgente e inderogabile realizzazione, nella
provincia di Siracusa, di una struttura per il servizio di
radioterapia;
a definire il servizio in oggetto perché possa essere erogato in
tempi stretti». (115)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, in conformità agli obiettivi di potenziamento della
prevenzione e dell'educazione sanitaria secondo le 'Linee di
indirizzo nazionali per la salute mentale' di cui all'accordo nella
Conferenza unificata del 20 marzo 2008 tra il Governo, le regioni e
le autonomie locali, la Regione promuove la salute mentale nella
comunità, anche attraverso i servizi finalizzati ai percorsi di
ripresa,
impegna il Governo della Regione
a dare attuazione, attraverso le aziende unità sanitarie locali ed
ai dipartimenti di salute mentale, agli specifici indirizzi di
intervento delle 'Linee' di cui al comma 1, con particolare
riferimento ai percorsi di cura ed ai nuovi LEA per la salute
mentale, al sostegno abitativo, all'inclusione sociale e
lavorativa, agli interventi per l'infanzia e l'adolescenza, per la
popolazione carceraria, per i soggetti della multiculturalità».
(116)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la VI Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale
siciliana 'Servizi sociali e sanitari', a seguito dell'audizione,
avvenuta il 30 settembre 2008, della società italiana di nefrologia
e della nota dell'ANED esaminata nella seduta del 14 ottobre 2008,
ha preso atto dello stato complessivo del settore nefrologico in
Sicilia e dei servizi per i pazienti dializzati;
ritenuto che la crescita stimata per i prossimi anni della domanda
di servizi sanitari per patologie renali richiede un potenziamento
della prevenzione ed un adeguamento dell'offerta sanitaria in tale
ambito terapeutico compatibilmente con le previsioni e gli
obiettivi del piano di contenimento e riqualificazione del servizio
sanitario regionale;
tenuto conto che occorre in particolare:
1. una U.O. di nefrologia e dialisi ogni 450 mila abitanti ed un
ambulatorio nefrologico ogni 50/100 mila abitanti a seconda del
bacino di utenza;
2. alleviare il disagio psicosociale dei pazienti e dei loro
familiari;
3. valorizzare l'importanza della dialisi serale e domiciliare e
dei controlli sulla qualità delle dialisi secondo linee guida
prestabilite;
4. rafforzare il potenziamento della prevenzione delle malattie
renali e di tutte quelle patologie che portano alla necessità di un
trapianto renale, nonché l'incremento dell'attività di prelievo
d'organi al fine di elevare la qualità di vita dei pazienti, cosa
che tra l'altro abbasserebbe di molto i costi della sanità in
Sicilia,
impegna il Governo della Regione
a potenziare i servizi territoriali di nefrologia e dialisi
secondo quanto rilevato in premessa, e ad attivare il registro
regionale per le patologie nefrologiche e per i soggetti dializzati
e trapiantati renali nonché ad attivare la commissione regionale
permanente per la dialisi, anche al fine di realizzare utili
interventi di prevenzione finalizzati alla diminuzione della futura
domanda di servizi nefrologici e di dialisi, pur nel rispetto dei
vincoli previsti dal piano di contenimento e di riqualificazione
del SSR 2007-2009». (117)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
da diversi mesi le opere relative alla costruzione del nuovo
presidio ospedaliero di Marsala, sito in contrada Cardilla,
risultano ultimate;
i locali del medesimo sono stati arredati in ogni sua parte,
comprese le sale operatorie e le apparecchiature per la diagnostica
strumentale come la TAC (tomografia assiale computerizzata) di
ultima generazione;
in data 23 marzo 2009 è stata convocata apposita conferenza di
servizi, da parte del sindaco di Marsala, alla quale hanno
partecipato i vertici dell' azienda unità sanitaria locale n. 9 di
Trapani, rappresentanti del genio civile e del comando provinciale
dei vigili del fuoco ;
dalle conclusioni della conferenza succitata, si evince che
risulterebbero ancora non rilasciati: il certificato di conformità
strutturale ed il certificato antincendio;
considerato che:
le condizioni dell'immobile del San Biagio' di Marsala sono ormai
insostenibili per una struttura ospedaliera funzionante, alla luce
dei crolli ricorrenti di calcinacci - l'ultimo dei quali avvenuto
il giorno 21 marzo 2009 - e di tutti gli altri limiti funzionali
tanto da rendere concreto il rischio della chiusura del nosocomio
nelle more del trasferimento nei nuovi locali;
il sopralluogo effettuato da una delegazione di deputati regionali
del Partito Democratico il 23 u.s. ha riscontrato tale paradossale
ed incredibile situazione,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per la sanità
a sollecitare gli enti preposti al rilascio delle certificazioni
de quo affinché possa essere nel più breve tempo possibile reso
esecutivo il trasferimento del vecchio presidio ospedaliero San
Biagio di Marsala presso il nuovo presidio di contrada Cardilla;
a vigilare sulle procedure fin qui seguite al fine di evitare che
possano ripetersi situazioni di 'impasse' amministrativa e
lungaggini burocratiche e col preciso intento di assicurare ai
cittadini un servizio sanitario degno di un paese civile». (118)
L'Assemblea regionale
premesso che:
i recenti e drammatici fatti verificatisi nella Sicilia sud
orientale hanno evidenziato l'assoluta inadeguatezza delle
politiche e delle iniziative regionali in materia di prevenzione
del randagismo e di anagrafe canina;
si rileva una stridente differenza tra quanto dichiarato dal
sottosegretario, on. Martini, a proposito dei trasferimenti
disposti in favore della Regione siciliana e gli impegni assunti
dall'Assessorato regionale Sanità, che solo recentemente ha
impegnato e in parte assegnato, attraverso bandi, meno di un
milione di euro ai comuni, consorzi di comuni, aziende sanitarie
locali e associazioni di volontariato;
rilevato che tale stridente differenza lascia supporre che ingenti
risorse statali siano andate perdute nei meandri delle perenzioni;
considerato che:
l'ispettorato veterinario dell'Assessorato regionale si è
contraddistinto per ripetuti episodi d'inerzia, addirittura allo
scopo di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti
destinate alla prevenzione del randagismo;
tale inerzia e tale disinvolta gestione hanno anche portato danni
all'immagine turistica della Regione e alla visibilità
dell'amministrazione,
impegna il Governo della Regione
a fornire una puntuale elencazione dei trasferimenti ricevuti
dallo Stato e un'esaustiva rendicontazione degli impegni assunti,
delle relative finalità e dei destinatari;
a verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi
abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati;
ad accertare e a perseguire le responsabilità amministrative ed
omissive di quanti hanno determinato, nel tempo, l'attuale
condizione di disastro nella gestione della lotta al randagismo».
(119)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, una
patologia inguaribile per la cui cura è necessaria una dieta
aglutinata rigidissima che escluda dall'alimentazione frumento,
segale, orzo e altri tipi di cereali e, ovviamente, i prodotti da
essi derivati, quali pane, pasta, biscotti ecc.;
data l'elevata prevalenza di nuovi casi annualmente diagnosticati,
sia in età adulta che in età pediatrica, la malattia celiaca è
stata inserita nell'elenco delle malattie croniche;
ricordato che:
il 40 per cento dell'alimentazione umana è rappresentato da
carboidrati, per cui i celiaci, senza l'aiuto economico della
Regione e con il notevole rincaro dei prezzi degli alimenti
prescrivibili, patirebbero una particolare difficoltà;
ad oggi permane una disparità di trattamento fra i celiaci uomini
e donne poiché per queste ultime è previsto un contributo mensile
inferiore di circa 40 euro rispetto agli uomini;
tale discriminazione trae origine dagli standard relativi ai
livelli di assunzione raccomandati (LARN) riferiti al fabbisogno
della popolazione sana, e non certo applicabili tout court a chi,
come il celiaco, soffre dalla cosiddetta sindrome di
malassorbimento;
ricordato, altresì, che:
a causa dell'aumento dei prezzi dei prodotti in commercio
consentiti ai celiaci, le famiglie sono obbligate a integrare il
budget di spesa per l'alimentazione speciale con una quota sempre
più onerosa;
considerato che:
i costi a carico del celiaco non riguardano solo la spesa per
l'alimentazione ma anche quella per gli esami specialistici, poiché
l'inattivazione dei centri regionali di riferimento è causa di
difformità nelle applicazioni di formule esentive che, nel dubbio,
come detto, caricano sul bilancio familiare di ciascun paziente;
i temi ora illustrati sono stati più volte posti all'attenzione
dei parlamentari attraverso interrogazioni e audizioni in
commissione 'Servizi sociali e sanitari', e che questi interventi
non hanno però, ad oggi, ottenuto un riscontro positivo,
impegna il Governo della Regione
affinché, mediante la convocazione a breve termine di un tavolo
tecnico che veda almeno la partecipazione sinergica di referenti
dell'Assessorato e rappresentanti dell'associazione italiana
celiachia (Sicilia onlus), si possa giungere alla ridesignazione
degli aspetti più rilevanti evidenziati nei punti in premessa e
ottenere la soluzione delle problematiche connesse alla patologia
dei soggetti affetti da morbo celiaco». (120)
Onorevoli colleghi, informo che gli ordini del giorno testé
comunicati sono attinenti alla materia sanitaria e, pertanto,
vengono posti in votazione subito, mentre altri ordini del giorno
presentati saranno comunicati e posti in votazione nella seduta
successiva.
Così resta stabilito.
Si passa all'ordine del giorno n. 82.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo dichiaro di accettarlo come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 96.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo dichiaro di accettarlo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 98.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera, a
proposito di un emendamento presentato dall'onorevole Leontini, che
tendeva a dare continuità lavorativa ai dipendenti dei registri per
i tumori, è emersa quella che io ritengo un'incongruenza.
Capisco e do atto all'assessore di essersi impegnato fortemente
per portare a compimento un disegno di legge importante, quale
quello del riordino delle strutture sanitarie in Sicilia. Obietto,
però, nel valutare i singoli emendamenti presentati, una
semplificazione nel definire norme che attengono al personale,
perché sia l'emendamento dell'onorevole Leontini sia quello che
avevo presentato io insieme ad altri, non miravano ad introdurre un
ulteriore carico di personale nel sistema sanitario, ma piuttosto a
consentire all'assessorato ed alle singole strutture di attivare
anche in Sicilia - come è avvenuto in quasi tutte le altre regioni
italiane - procedure di stabilizzazione, tenendo ferme due
questioni: i requisiti previsti dalla normativa nazionale e
l'invarianza di spesa, materia già contenuta nelle norme nazionali
ma che é ancora più cogente in una regione che ha sottoscritto un
piano di rientro.
Ritengo, quindi, che l'Assemblea abbia commesso un errore: il
Governo e la Presidenza non hanno valutato a sufficienza
l'opportunità di inserire queste normative.
Ora, a proposito dell'ordine del giorno numero 98, chiedo che
venga posto in votazione e non accolto come raccomandazione, e
chiedo all'assessore di fare una verifica per valutare se
l'attivazione di queste procedure da parte dell'assessorato debba
essere normata per legge o no. Perché, qualora fosse necessaria una
norma di legge, chiederei già all'assessore di proporla, cosa che
io farò per parte mia, nel disegno di legge della finanziaria.
La norma che ho presentato - e vado rapidamente alle conclusioni -
riguarda la possibilità che, ripeto, in tutte le altre regioni
italiane è stata varata, di estendere le procedure di
stabilizzazione al personale della dirigenza medica sanitaria
veterinaria.
Si tratta di persone che operano da anni nel sistema sanitario
siciliano, che danno un contributo importante, che hanno avuto
accesso nel settore pubblico, attraverso selezioni pubbliche, sulla
base dei titoli posseduti ed assolvono ad un ruolo importante.
In più, e mi appello alla sensibilità dell'assessore, sono persone
alle quali, al pari dei loro colleghi delle altre regioni, avendo
maturato i requisiti e, ripeto, senza alcun aggravio di spesa per
le strutture sanitarie pubbliche, deve essere data la possibilità
di stabilizzazione senza ulteriori passaggi.
Ho sollevato lo stesso problema con un altro ordine del giorno,
approvato dall'Assemblea in assenza dell'assessore, per i medici
veterinari. L'assessore, in altra circostanza, ha assicurato
l'impegno a risolvere questo problema, perché anche i veterinari
utilizzati dalle ASL hanno, fra l'altro, un rapporto di lavoro al
limite della legittimità.
Colgo l'occasione per sollecitare l'assessore e, possibilmente,
per avere assicurazione ulteriore in tal senso rispetto a questi
temi, che, da parte sua, ci sarà nelle prossime settimane un
impegno adeguato per regolarizzare la materia ed offrire a queste
persone una prospettiva di stabilizzazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 98 come
raccomandazione.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che
l'ordine del giorno n. 98 venga posto in votazione, a meno che
l'assessore non dia una spiegazione per cui ritiene che un voto
dell'Assemblea sia contraddittorio con quello che pensa lui.
L'emendamento è stato dichiaro ieri inammissibile perché trattava
di personale; adesso si tratta di una misura che deve essere
attivata. L'assessore deve precisare se deve essere attivata
attraverso una norma di legge o se, invece, può essere attivata
attraverso una delibera di Giunta e così le procedure conseguenti
che prevedono la definizione delle linee guida, l'indirizzo alle
strutture sanitarie, la procedura autorizzativa che l'assessore
conosce molto bene perché è stata attivata per il personale
paramedico nel settore sanitario.
Io ritengo che debba essere stabilito un termine, opportunamente
sessanta giorni per l'attivazione, o attraverso una norma o con un
indirizzo autonomo da parte dell'assessore.
Se c'è un'obiezione dell'assessore, desidero conoscerla e desidero
che la conosca l'Aula.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi impegno, raccordandomi con i miei uffici, a verificare
l'attivazione di questo percorso di stabilizzazione, anche con
riferimento alle categorie indicate dall'onorevole Panarello.
Quindi, entro la data che ci viene data, preliminarmente dovremo
attivare queste verifiche per vedere se le procedure di
stabilizzazione sono, nell'ordine, compatibili con il blocco delle
assunzioni, compatibili con la normativa nazionale e, fatte
preliminarmente queste verifiche, ci impegniamo ad affrontare con
un percorso normativo o amministrativo la questione nei termini
auspicati dal proponente.
PRESIDENTE. Con le precisazioni dell'assessore Russo, pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 98. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 99. Lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, mi riporto alle
stesse considerazioni svolte in precedenza e mi impegno a
verificarne la fattibilità.
PRESIDENTE. Con le considerazioni svolte dall'assessore Russo,
pongo in votazione l'ordine del giorno n. 99. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 101. Il
parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.
D'ANTONI. Chiedo che l'ordine del giorno n. 101 venga posto in
votazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 103. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 104. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 105. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 108. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 109.
AMMATUNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che questo
sia uno dei pilastri fondamentali della nuova riforma che ci si
accinge a portare avanti in quanto non è vero che i ricoveri
inappropriati si risolvono solo nel territorio, si risolvono anche
all'ingresso di ogni ospedale.
Infatti, se all'ingresso di ogni ospedale, soprattutto negli
ospedali più grandi, si mettono i medici di pronto soccorso nelle
condizioni di avere quegli ausìli di diagnosi che impediscono i
ricoveri inappropriati, raggiungiamo un duplice effetto: rendere
più confortevole la vita per i pazienti e per i cittadini stessi e
produrre un risparmio economico di una certa importanza.
MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
del giorno n. 109.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 109. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 113.
MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
del giorno n. 113.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
dal 2004 c'è in ballo la costruzione del nuovo ospedale di
Siracusa, partita in un momento di difficoltà finanziaria, di
carenza di fondi pubblici. L'azienda ospedaliera Umberto I' ha
avviato la procedura di project financing, procedura assistita da
un contributo pubblico determinato dalla Giunta regionale a valere
sui fondi della legge 67/888, articolo 20, di circa 51 milioni di
euro.
In realtà, però, la procedura si è arenata. Il Nucleo tecnico di
valutazione di finanza e progetto presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri ha espresso contrarietà, sia in ordine al
piano finanziario sia in ordine alla valutazione complessiva
dell'operazione.
Nel frattempo, è nostra opinione che le motivazioni che avevano
indotto l'azienda a scegliere questa strada sono, probabilmente,
venute meno in quanto la rimodulazione della rete ospedaliera
consente la liberazione di risorse a valere su quel piano del
dicembre 2006, articolo 20 e, inoltre, nel 2006, la legge
finanziaria nazionale 296 ha rifinanziato l'articolo 20; quindi, da
un lato quella procedura si trova arenata, dall'altro avrebbe
comunque comportato oneri finanziari giudicati incongrui da parte
del Nucleo di valutazione di finanza e progetto pur avendo, secondo
le nostre valutazioni, risorse pubbliche disponibili.
Quindi, l'invito è affinché il Governo si attivi valutando la
possibilità di fare una ricognizione per avviare l'integrale
finanziamento dell'ospedale, che da anni è diventato un punto di
mancanza della collettività siracusana e di impegno a metà del
Governo regionale, che non l'ha finora portato a termine. Potrebbe
essere questa la volta buona. Pertanto chiediamo al Governo e
all'assessore di prendere impegno e di intervenire.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 113 come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 114. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 114 come
raccomandazione.
MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma agli
ordini del giorno numeri 114 e 115, così come a tutti gli ordini
del giorno aventi riguardo alla città di Siracusa.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 115. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 115 come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 116. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 117. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 117 come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 118. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, a nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno n. 118 come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 119. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 120. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per precisare che, per maggiore chiarezza del testo, a mio avviso
sarebbe utile, in fase di coordinamento del testo ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, aggiungere all'articolo
21, comma 2, del disegno di legge le parole le aziende prima
dell'ultima frase. Questo perché, da parte di alcuni, si è avuto il
timore di una interpretazione errata: l'interpretazione che le
unità di controllo di gestione potessero svolgere anche attività di
controllo del rischio clinico. Così non è.
A tale scopo ho presentato apposito emendamento ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi comunico che sono stati presentati
i seguenti emendamenti, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno:
- dall'onorevole Leontini:
- emendamento 117.3:
«Ovunque ricorra l'espressione Aziende ospedaliere di alta
specializzazione la stessa è sostituita dalla seguente Azienda
ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione »;
- emendamento 117.4:
«All'articolo 2, comma 4, lettera a) dopo la parola servizi
aggiungere le parole sanitari e »;
emendamento 117.5:
«All'articolo 3 si propone la seguente riscrittura dei commi 3 e
4:
3. Il piano sanitario regionale ha durata triennale. Esso è
approvato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
della giunta regionale, acquisito il parere vincolante della
competente Commissione legislativa dell'ARS.
Con le stesse modalità si procede all'approvazione di eventuali
modifiche che si rendessero necessarie entro i tre anni della sua
vigenza.
4. In sede di prima applicazione il piano sanitario regionale è
approvato con la procedura di cui al comma 3 entro 240 gg. dalla
data di approvazione della presente legge .»;
emendamento 117.6:
«All'articolo 8, è soppresso il comma 5;
- al comma 7, lettera a) sostituire le parole aziende sanitarie
provinciali con le parole aziende del servizio sanitario
regionale »;
- emendamento 117.7:
«All'articolo 9, lettera f) sostituire le parole al
funzionamento con le parole per l'espletamento »;
emendamento 117.8:
«All'articolo 14 bis - Distretti sanitari - comma 4, lettera
d), sono soppresse le parola uffici del dipartimento di
prevenzione »;
- dall'onorevole Oddo:
emendamento 117.1:
«Aggiungere dopo le parole di bilancio le parole in relazione
alle risorse negoziate ».
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 117.2:
«All'articolo 21, comma 2, prima dell'ultima frase attivano
altresì le procedure di governo clinico anche per contenere il
rischio clinico connesso all'espletamento delle funzioni
sanitarie , inserire le parole le aziende ».
Si passa all'emendamento 117.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Specifico che in questo modo sono ricomprese tutte le aziende
sanitarie soggette a controllo.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non discuto sul
nome che viene assegnato, vorrei però fare rilevare che il normale
cittadino identifica l'organizzazione delle aziende sanitarie con
una sigla: prima erano le USL, oggi sono le AUSL.
Così come le stiamo per chiamare dovremmo dire ASR', possiamo
trovare una terminologia semplice. Nel linguaggio comune del
cittadino medio, l'azienda sanitaria provinciale si capiva che era
l'ASP, era facile da comunicare. Così non capisco come la si
comunichi.
La mia osservazione potrebbe sembrare banale, ma non lo è.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei pensa che ancora adesso, a
quindici anni circa dalla riforma sanitaria, i cittadini le
chiamano ancora USL, non credo che servirà a qualcosa.
In questo modo le comprendiamo tutte ed evitiamo confusione
legislativa.
Pongo in votazione l'emendamento 117.6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8, con la precisazione che si tratta
soltanto di un errore materiale, riferendosi ancora ad uffici del
Dipartimento di prevenzione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole De Benedictis, non occorre votare il suo emendamento,
presentato sempre a norma dell'articolo 117 del Regolamento
interno, in quanto se ne terrà conto in sede di coordinamento
formale del testo del disegno di legge.
Si passa alla votazione finale del disegno di legge.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con un pizzico di commozione, ma con grande soddisfazione
prendo la parola in questo momento importante che vede l'Aula
definire con la votazione un percorso iniziato alcuni giorni fa,
qualche settimana fa per me, e per la Commissione qualche mese fa.
Un percorso molto faticoso, per certi aspetti incidentato, ma che
ha portato il Governo e quest'Aula ad affrontare un tema importante
per tutti i cittadini siciliani.
Abbiamo tutti insieme condiviso un momento di confronto che ha
arricchito un testo che risponde al meglio alle attese dei nostri
concittadini, un testo realmente innovativo, riformatore del nostro
sistema sanitario regionale. Da tempo c'era la necessità di porre
mano a questa riforma ed oggi ho il privilegio, l'onore, di
chiedere a quest'Aula il voto finale al provvedimento, l'auspicio
di un voto favorevole, e lo chiedo a tutti i parlamentari.
Il percorso è stato contraddistinto da momenti di tensione, mi
piace adesso definirli momenti di accesa dialettica , su questioni
non di poco conto in cui talvolta è prevalso il giusto, legittimo,
interesse territoriale, ma alla fine credo che il testo di legge,
come emendato dai tanti apporti che ci sono stati in Aula, sia un
testo che risponde al meglio all'interesse generale, che è quello
che il Governo, e l'Assessore, ha sempre perseguito con grande
umiltà, ma con altrettanta determinazione e chiarezza di obiettivi.
Ci siamo confrontati - perché no, scontrati -, su quale dovesse
essere il modello da scegliere per la nostra Regione. Abbiamo avuto
occasione per confrontare diverse opzioni; alla fine, forse
tardivamente - ma meglio tardi che mai -, siamo riusciti a
condividere un progetto di riforma tutto interno, tutto nostro,
tutto siciliano, che credo faccia onore.
Io ritengo che nel momento in cui si chiede il voto finale
all'Aula, debba essere brevemente ripercorso il testo nelle sue
caratteristiche fondamentali.
Per la prima volta, credo, la programmazione, gli obiettivi, i
controlli, la responsabilità e le sanzioni hanno costituito i
pilastri su cui si è edificato questo nuovo disegno di legge; un
disegno di legge che, tra qualche minuto, auspicabilmente diventerà
legge della Regione, che cambia la fisionomia del nostro sistema
mettendo mano a quell'aspetto che, purtroppo, rendeva la Regione
siciliana ultima tra le regioni d'Italia. La Regione siciliana ha
speso, e ha speso troppo, per l'ospedale, e ha speso troppo poco,
spesso in violazione dei parametri nazionali, per il territorio.
Oggi abbiamo disegnato un nuovo modello affidando la governance
della funzione ospedaliera e della funzione territoriale ad
un'unica testa, ad un'unica regia, pur nell'autonomia che abbiamo
disegnato all'interno della struttura.
Credo che questo modello risponda al meglio alle esigenze che
avevamo colto; credo che abbiamo fatto davvero un buon lavoro.
Qualcuno dice che abbiamo aumentato le poltrone, mi piace
smentirlo con i dati, con i fatti; abbiamo diminuito le poltrone,
le cosiddette poltrone' che sono tali se chi ci sta sopra esercita
un potere, non nell'interesse del cittadino ma per altre finalità;
se le poltrone sono il supporto di bravi dirigenti, vuol dire che
abbiamo messo su una struttura capace di dare risposte ai tanti
bisogni delle persone che spesso si perdono nel complesso mondo
della burocrazia sanitaria.
Le poltrone le abbiamo diminuite, piaccia o non piaccia è un dato
oggettivo, abbiamo semplificato il sistema, quantificheremo a breve
i tanti risparmi oggettivi per aver eliminato ben 12 centri di
costo'. Ma le grandi risorse che scaturiranno dall'ottimizzazione
delle risorse sono il grande tesoro da cui attingeremo per dare
nuovi servizi, per dare nuove e più appropriate ed efficienti
risposte ai nostri concittadini.
Questo è un lavoro che forse all'inizio sembrava impossibile, mi
piace dire che è stato soltanto difficile da svolgere, e se
dall'impossibile siamo passati al difficile questo è stato frutto
certamente dell'impegno del Governo, del presidente Lombardo, che
ringrazio per il sostegno continuo che ha dato all'azione
dell'Assessorato impegnato in una complessa, faticosa opera di
messa a fuoco dei problemi e di ricerca delle soluzioni più
appropriate; una ricerca che non è stata mai monopolistica nel
senso che la risposta apparteneva soltanto all'Assessorato. Spesso,
se è apparso così, è perché le risposte le abbiamo volute ricercare
innanzitutto sul piano tecnico, sul piano razionale, sapendo bene
che ci sarebbe stato anche un momento politico per proporre un
progetto.
Noi questo progetto l'abbiamo proposto, l'abbiamo esposto;
all'inizio non ha incontrato il favore ma, grazie ad una dialettica
che comunque voglio riconoscere è sempre stata leale, forte ed
accesa, siamo riusciti a far diventare quelle soluzioni tecniche
decisioni politiche. E questa è la sede in cui il Parlamento è
chiamato ad assumere una decisione politica nell'interesse di tutti
i cittadini.
Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero ringraziare per la
straordinaria opera di direzione di un lavoro molto difficile e
molto complesso, nella consapevolezza che non basta una legge per
cambiare le cose.
La legge adesso deve inverarsi, sostanziarsi in atti, in
iniziative che devono camminare sulle gambe degli uomini, degli
uomini giusti che dovremo chiamare ad applicare questa riforma.
Altrimenti, il rischio è che rimanga soltanto una riforma sulla
carta, e ciò sarebbe davvero un errore imperdonabile, innanzi tutto
per l'assessore per la sanità, che ha la responsabilità adesso di
concretizzarla e di attuarla.
Chiudo con una battuta: adesso per me inizia il vero lavoro,
quello di dare una risposta ai cittadini spesso insoddisfatti di
una sanità che non riesce a dare loro le risposte che attendono,
nonostante nel sistema svolgano la loro professione e il loro
impegno tanti bravissimi operatori, tanti bravissimi medici, che
sono mortificati nella loro professionalità da un sistema che non
funziona. Credo che questa legge liberi anche questa energia.
Adesso si deve condividere nel quotidiano, nella normalità di ogni
giorno questo progetto di cambiamento.
Adesso tocca a tutti noi, agli operatori, dare vita alla riforma,
concretizzarla. E questo sarà il mio impegno.
Con questo auspicio non posso che ringraziare tutti i deputati per
il lavoro svolto, l'Assemblea, il Parlamento, anche l'opposizione
che ha dato un contributo molto importante. Un'opposizione che si è
confrontata sui fatti e nei fatti, sulle proposte. E il fatto che
molti emendamenti siano stati accolti anche con il parere
favorevole del Governo, sta a dimostrare che c'era l'apertura da
parte di quest'ultimo per consentire che una riforma di tale
portata nascesse con il contributo di tutti, senza distinzione
alcuna.
Il mio ringraziamento, pertanto, e l'auspicio di un voto finale
sereno da parte di tutti per questa legge che credo rappresenti un
punto di svolta, di onore per l'intero Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli Cimino,
Gentile e Mineo hanno chiesto congedo per le sedute di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, devo constatare che, fino ad oggi
una cosa, non è stato in grado di risolverla, l'acustica di questa
Aula: è impossibile poter svolgere con serenità il lavoro di
ascolto.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se fosse stato un problema
semplice lo avremmo già risolto. Comunque sia, in questa Aula non
c'è mai silenzio.
CRACOLICI. Mi creda, signor Presidente, non è solo un problema di
silenzio.
Io ho ascoltato l'intervento dell'assessore, e lo ringrazio anche
per le parole che ha usato nei confronti dell'opposizione. Rispondo
che se non ci fosse stato il Partito democratico, in questi mesi,
probabilmente lei non sarebbe oggi qui a discutere questo
provvedimento; forse non sarebbe neanche più a fare l'assessore.
Infatti, se c'è una cosa chiara che emerge da questa vicenda, è il
fatto che tanti soggetti hanno recitato più parti in commedia.
Su una cosa il Gruppo del Partito Democratico ha tenuto un punto
politico chiaro, netto, nitido: non aspettando il Governo, non
aspettando la maggioranza, ma depositando nel mese di luglio dello
scorso anno, dopo qualche giorno che si era inaugurata questa
legislatura, un disegno di legge che affermava un punto di vista
sul modello da seguire, al di là del modello, delle questioni, su
quante aziende e come fare le aziende, se aziende separate, aziende
integrate, territorio o ospedale.
Signor Presidente, assessore Russo, noi siamo partiti da un punto
di vista, che è quello che ci ha visti, nel luglio del 2007 -
allorquando lei non era neanche assessore e faceva un altro lavoro
- ritenere il piano di riqualificazione e di contenimento della
spesa, che allora venne sottoscritto da parte dell'ex Governo con
il Governo nazionale, una opportunità per la Sicilia.
Qui dentro le forze politiche che hanno redatto e contribuito a
costruire quel piano, in realtà l'hanno sempre considerato una
minaccia per la Sicilia. E lo scontro che si è consumato in questi
mesi, in realtà, sta tutto qui: tra chi pensa che quel piano ci
obbliga - e ci obbligava perché la sanità è stato il luogo dello
scempio politico e della cattiva gestione nei confronti dei
cittadini -, a ripensare la sanità mettendo al centro non l'affare,
non il controllo della sanità per acquisire il consenso politico,
ma ci obbliga a provare a mettere al centro il cittadino, i suoi
problemi, le sue attese, la sua incertezza di avere un sistema che
gli dia garanzia. Quel piano ci offriva e ci offre delle
opportunità. E la vicenda delle aziende non è mai stata ne
facciamo 17, ne facciamo 12, ne facciamo 20 , non si trattava di
sorteggiare un numero dal bussolotto, o fare, come qualcuno
sosteneva questa tesi - io ho sentito pure questa simpatica tesi da
parte di qualche collega della maggioranza che sostiene questo
Governo -: il piano prevede che dobbiamo ridurre le aziende,
perché questo era stato sottoscritto col Governo nazionale: siccome
ne abbiamo 29, noi ne facciamo 28 e così abbiamo risposto al
problema che ci obbliga il piano, cioè al vincolo che abbiamo
sottoscritto .
La questione, dunque, per alcuni, è stata sempre di ridurre al
minimo gli aspetti che potessero, in qualche modo, riguardare quei
profili di cambiamento e di innovazione di cui la Sicilia ha
bisogno.
Ecco perché noi abbiamo presentato quel disegno di legge,
assessore, non per un vezzo intellettuale, non perché volevamo
arrivare primi, ma per dire: attenzione, sulla sanità si gioca un
pezzo della riforma della Sicilia, di quella che può essere una
nuova stagione per questa Regione, che provi, in qualche modo, a
spezzare quei legami perversi che continuano, purtroppo, a
determinare e a pensare la sanità come luogo e come occasione del
controllo e del consenso politico . Ed io, su questo, faccio una
parentesi, la chiudo e ci ritorno tra qualche minuto.
Non è un caso che, alla fine, al di là di tutte le barzellette che
abbiamo letto sui giornali, anche con accordi di maggioranza
annunziati che duravano qualche minuto, l'unica cosa che, alla
fine, ha trovato un terreno comune, vero, di confronto tra le forze
della sua maggioranza, assessore Russo, alla fine, è l'aritmetica.
Lei può continuare a dire: io smentisco, non è così ; ora provo a
farli io i numeri.
RUSSO, assessore per la sanità. Io sono abituato a parlare con i
dati di fatto.
CRACOLICI. Ed io sono abituato a parlare con le parole e ad
assumermi la responsabilità delle parole che utilizzo. E
l'aritmetica è questa: di fronte alla prospettiva, visto che
c'erano 29 aziende che davano la possibilità di nominare e
dividersi 87 funzioni apicali nel sistema sanitario siciliano, la
possibilità di mettere mano a questo modello veniva vissuta come
una minaccia.
E allora, alla fine, qual è stato il punto di unione? Che dagli 87
del passato si è passati - pur con le differenze certamente, una
parte delle nuove nomine riguarderà personale strutturato ma sempre
in una logica politica, perché io vorrò vedere, poi, in concreto,
come si attua e si gestisce questa riforma - a 109 nomine
politiche Di fatto, noi - mi scuseranno i funzionari delle ASP o
delle future aziende o dei distretti sanitari ospedalieri -
abdicheremo ad un sistema che, probabilmente, vedrà la loro qualità
professionale sporcata dal fatto che la selezione arriverà per
criteri di appartenenza e di lottizzazione politica.
Ecco perché, alla fine, ha tenuto questo pseudo accordo anche se,
in questi quattro giorni, ne abbiamo viste di tutti i colori
perché, alla fine questa riforma, comunque, porta a casa la
possibilità che a ciascuno si potrà raccontare che c'è la speranza
che possa essere nominato a qualcosa .
Non è un caso che siete riusciti a fare anche un'altra operazione
E l'operazione che si è fatta qual è? Sì, si fa la riforma, ma
siccome ci sono le elezioni europee, allora rinviamo l'applicazione
della riforma al primo settembre 2009 Sembra un fatto banale: ma
che importanza ha? Primo settembre, primo luglio, 15 giugno, è la
stessa cosa
No. C'è una piccola differenza: quei 109 potenziali nominati, da
qui al primo settembre, saranno almeno 1090, perché per ogni posto
ci saranno 10 aspiranti potenziali concorrenti ai quali sarà stato
garantito che lui, o lei, sarà sicuramente in quel posto, tra i 10
che concorrono A tutti sarà detta la stessa cosa.
Come si vede, allora, questa riforma sta caratterizzando
l'elemento che poi ha svilito la ragione dell'accordo politico, con
la p minuscola, non maiuscola, che si è determinato in questa
maggioranza.
La verità è che questa riforma contiene alcuni elementi
innovativi. Essi non sono soltanto, o semplicemente, la riduzione
sostanziale delle aziende, come giustamente ha detto lei, Assessore
- e, da questo punto di vista, condivido l'affermazione, come
centri di costo di questa Regione -, ma la novità della legge
consiste anche in quello che si è impedito di fare.
Ad esempio, l'ulteriore immissione di 500 posti letto della sanità
privata nel sistema pubblico; ad esempio, la possibilità - glielo
dico francamente, assessore, e qui non ci possono essere
infingimenti - che quest'Aula si è determinata con un voto a
scrutinio segreto, sì probabilmente non tutti hanno il coraggio
della battaglia frontale, per dire che nessuno dei manager che ha
guidato la sanità in questi anni può essere riconfermato, al di là
del fatto e del dettaglio, meramente ormai formale. Infatti, se
siamo a questo punto è perché abbiamo dovuto fare un piano di
rientro, il dato è che la sanità è uscita da qualunque controllo
della spesa e nessun direttore generale deve essere riconfermato
nella sua funzione. Aria nuova, vita nuova .
Così come la possibilità di impedire, e siamo riusciti a farlo,
quella norma che consentiva una sorta di buonuscita. Ed ancora, le
norme che hanno visto anche criteri assolutamente inediti ed
abbiamo visto le reazioni ieri dell'onorevole Dina, quando di
fronte alla possibilità di prevedere strutture e strumenti esterni
al controllo della politica regionale, come l'autorità nazionale
dell'agenzia nazionale o la possibilità di avvalersi di soggetti
esterni, qualificati, per valutare i manager del sistema sanitario
siciliano, siamo riusciti ad introdurre princìpi valutativi che in
questa Regione, il solo fatto di averli messi in una legge,
costituiscono un elemento di novità.
Lo abbiamo potuto fare perché abbiamo tenuto un punto politico,
perché siamo riusciti, in qualche modo, ad affermare le ragioni di
una necessaria svolta di cui ha bisogno la Sicilia.
Oggi chiudiamo questo percorso con tanta tribolazione. Voglio
dirlo con molta nettezza: questo disegno di legge, in parte,
contiene elementi per i quali il Partito Democratico ha contribuito
a determinarlo. Ma ci sono anche le ragioni a cui ho fatto
riferimento prima, quando ho detto che la ciccia' della
spartizione delle nomine costituisce, poi, il vero cemento di una
maggioranza che non condivide nulla. Avete messo, oggi, una pezza.
La verità è che sui problemi della Sicilia non c'è una cosa su cui
la pensate alla stessa maniera: formazione professionale bloccata,
le vicende dei fondi FAS - e siamo nella situazione in cui siamo -,
la maggioranza che oggi sostiene il Governo Lombardo è una
maggioranza, come questo Governo, non in grado di dare soluzione ad
uno solo dei problemi che affliggono la Sicilia.
Ci avete messo una pezza Ma questa pezza l'avete costruita con
quella logica. Pertanto non possiamo - e non merita questo disegno
di legge, pur nell'apprezzamento di parti importanti -, dare il
voto favorevole del Partito Democratico.
Assessore, lei si appresta all'esperienza politica, apprezziamo
anche il suo entusiasmo, la sua passione, la sua caparbietà; però,
al di là delle leggi, le ricordo che leggi che affermavano anche
cose belle e importanti sono state approvate in questa Regione.
C'è poi un problema di gestione, di affermazione nella
quotidianità, di vincere ogni giorno; noi staremo a guardare se
sarete capaci di vincere ogni giorno nella sfida del cambiamento e
dell'innovazione. Vi aspettiamo alla prova dei fatti
Questo disegno di legge, al quale abbiamo dato un notevole
contribuito per portarlo fin qui, oggi ci vedrà fermi, il nostro
voto sarà contrario nell'attesa di vedere se, concretamente, anche
quegli aspetti positivi che sono stati prodotti dalla nostra
battaglia parlamentare, saranno in grado, dalla vostra gestione e
con la vostra gestione, di contribuire a cambiare il sistema nella
nostra Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho concesso al capogruppo
dell'unico Gruppo parlamentare dell'opposizione maggior tempo.
Chiedo agli altri colleghi, quasi tutti appartenenti alla
maggioranza, di limitare l'intervento al tempo concesso dal
Regolamento.
E' iscritto a parlare, per dichiarazione di voto, l'onorevole
Pogliese. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, sarò
estremamente sintetico, la tranquillizzo subito, e impiegherò molto
meno del tempo concessomi per le dichiarazioni di voto.
Il mio capogruppo, onorevole Leontini, avrà il tempo per
illustrare in maniera dettagliata la posizione ufficiale del Gruppo
del PDL su questa tematica di fondamentale importanza.
Mi sembrava doveroso intervenire oggi, nella consapevolezza che
stiamo scrivendo una pagina molto importante, forse storica, non
soltanto di quest'Aula parlamentare, ma della nostra Terra, laddove
ci stiamo apprestando ad approvare la riforma del sistema sanitario
regionale, che è il frutto di un confronto talvolta sfociato in uno
scontro, anche molto aspro, pure nella stessa maggioranza, che ha
riguardato molto spesso i mass media, nella fase iniziale
quantomeno.
Ma in queste ultime settimane è iniziato un nuovo percorso,
all'interno del quale tutto il centrodestra, con il contributo
importante anche dell'opposizione, che ci sta portando
all'approvazione di questa importante riforma del sistema sanitario
regionale.
Ebbene, credo che oggi questo Parlamento stia dando una grande
dimostrazione di responsabilità, grazie alla meritevole sintesi che
si è trovata fra i due modelli che stavano alla base dei disegni di
legge, presentati dal Governo così come dal PDL, primo firmatario
l'onorevole Leontini.
Entrambi i modelli, come ho avuto modo di esternare durante
l'intervento di qualche settimana fa, perseguivano gli stessi
obiettivi, che erano quelli della razionalizzazione delle risorse,
della eliminazione degli sprechi e della riduzione dei centri di
costo, come è stato giustamente detto dall'assessore Russo. Modelli
diversi che hanno trovato, però, una sintesi all'interno di quanto
è stato approvato da questo Parlamento, concedendo un'autonomia
agli ospedali, seppure all'interno di una regia unica attribuita
alle ASP, ex ASL.
Ecco perché io credo che il testo esitato da questo Parlamento
risponda a quelle esigenze di fondamentale importanza percepite
all'interno del Parlamento ma anche all'esterno, lo voglio
nuovamente ribadire, di razionalizzazione delle risorse, di
contenimento dei centri di spesa e di contenimento anche degli
sprechi.
Ecco perché preannunzio il mio voto favorevole a questo importante
disegno di legge che, ripeto, ha una valenza storica, non soltanto
per questo Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni ha chiesto congedo per
le sedute di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare, per dichiarazione di voto,
l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il giudizio da
dare a questa legge fondamentale non può prescindere dal fatto che
raramente l'Assemblea regionale siciliana si è confrontata su
riforme così importanti nel corso degli ultimi quindici anni. Non
tanto perché la complessità in sé della legge che stiamo per
approvare possa rappresentare e circoscrivere nello stesso tempo
l'importanza della riforma, quanto perché l'argomento, la sanità,
non solo per la Sicilia ma per tutte le regioni italiane,
rappresenta ormai, oltre che sotto l'aspetto economico anche sotto
l'aspetto sociale, uno degli argomenti più importanti e fondamentali
della vita quotidiana.
La sanità rappresenta ben oltre il 60% delle risorse del bilancio.
Quindi, laddove si interviene su una materia che tocca da vicino
tutti i cittadini, tutti i siciliani, e li tocca da vicino non tanto
per il tema che tratta, la salute, ma anche e soprattutto per
l'ammontare delle risorse che vi sono destinate, di per sé diventa
un fatto epocale.
Voglio complimentarmi con il Parlamento nel suo insieme perché,
alla fine, nonostante il lungo iter che è stato dibattuto, che ha
interessato la stampa e che ha diviso per tanto tempo molti deputati
e diverse forze politiche - era ovvio che fosse così - sul modello
di riforma da portare avanti, alla fine si è trattato più che di una
mediazione, di un giusto equilibrio che mette al riparo il nostro
sistema dalla possibilità di ulteriori tagli, dalla possibilità che
ci sia una scure che, discendendo dall'alto, con l'intenzione del
Governo nazionale di tagliare i finanziamenti per le varie regioni,
potesse metterci in difficoltà.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Oddo
E' una riforma che, alla fine, pone il sistema in equilibrio e
deve essere un punto di partenza e non certamente un punto di arrivo
perché i problemi iniziano da oggi. E' da oggi che bisogna
dimostrare la capacità di mettere a regime un sistema e,
soprattutto, la volontà di alzare la testa, di non essere sempre
succubi al diktat, che ci viene dall'alto, di risparmiare a tutti i
costi.
Non abbiamo a che fare con la vendita di ortofrutta o di altro.
Abbiamo a che fare con la salute dei cittadini e soprattutto, come
siciliani, ci dobbiamo, una volta per tutte, rendere conto che noi
non spendiamo più degli altri.
Lo dico da sempre. Lo dico in ogni intervento: non è vero che
spendiamo più delle altre regioni. Spendiamo male Abbiamo
utilizzato male le nostre risorse, dobbiamo utilizzarle meglio; però
dobbiamo sottrarci alla sindrome, che è tipica dell'atteggiamento da
ascari nei confronti del governo romano, dicendo che spendiamo di
più delle altre regioni.
Dobbiamo avere una buona volta la consapevolezza e la capacità di
dire che devono darci le risorse che ci toccano, le quote pro-
capite che ci toccano.
Lo strumento che stiamo per approvare mi sembra equilibrato e può
consentire, con le dovute azioni di governo, consequenziali
all'approvazione di questo disegno di legge, di raggiungere
quell'equilibrio tale da evitare sperpero di risorse e, nel
contempo, di poter offrire ai nostri cittadini una sanità fatta di
efficienza e di servizi migliori.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, per dichiarazione di voto,
l'onorevole Nicola Leanza. Ne ha facoltà.
Riassume la Presidenza il Presidente Cascio
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
stasera questo Parlamento, dopo il voto, possa ritornare a casa
consapevole di avere fatto per intero il proprio dovere.
Finalmente stiamo per votare un disegno di legge molto importante,
direi la legge delle leggi, la riforma delle riforme, lo ha detto
poco fa l'onorevole Cracolici: la riforma più importante, da un
lato per garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini e,
dall'altro, per cercare di dare un aiuto allo sviluppo di questa
Terra.
La sanità ha portato via tante risorse, molto spesso inutilmente,
molto spesso senza motivo. Finalmente abbiamo una legge di riforma-
quadro che razionalizza in maniera seria la sanità in Sicilia.
Dobbiamo essere orgogliosi e mi dispiace tantissimo che l'onorevole
Cracolici si sia arrampicato sugli specchi per motivare un voto
contrario a questa legge, mi dispiace perché il Partito
Democratico, sia in Commissione sia in Aula, ha dato prova di un
atteggiamento costruttivo, serio, propositivo, competente. Il voto
contrario preannunciato dall'onorevole Cracolici, francamente mi
sembra una stonatura, una grande stonatura rispetto ad una legge
importante che stiamo per votare, una serie infinita di pretesti
che non trovano riscontro nella legge.
Onorevole Cracolici ridurre in Sicilia da 29 a 17 le ASL, non è
cosa di poco conto, è una operazione di quelle che non si vedevano
da tantissimo tempo, bastava solo questo per dare il voto
favorevole su questo disegno di legge. Questo disegno di legge ha
introdotto il merito, la valutazione, i controlli, i risparmi,
l'efficienza, il primato di qualità a cui affidarsi con la libera
scelta, sapendo che non avranno sconti se non metteranno qualità.
Un plauso va alla maggioranza, che ci ha visto divisi per tanto e
lungo tempo e per tanto e lungo tempo ci ha visti uniti, al punto
che, in un certo momento, non si capiva più chi era il capogruppo
dell'UDC e quello del PDL, tale e tanta è stata l'integrazione. La
fine di questo percorso ci dimostra come questa maggioranza può
dare alla Sicilia tante e tante opportunità di sviluppo, perché non
è stata l'aritmetica, onorevole Cracolici, a metterci insieme; è
stata la politica, se mi consente, la bella politica, la politica
del fare, la politica che mette al centro la gente.
Abbiamo superato brillantemente, e con grandi sacrifici in alcuni
casi, le divergenze e alla fine siamo arrivati a realizzare non più
il modello Russo o Leontini, né il modello lombardo, né quello
veneto o toscano; abbiamo finalmente portato in Sicilia il modello
siciliano. Un modello che ci vedrà alla prova dei fatti nei
prossimi giorni, nei prossimi mesi, magari nei prossimi anni, ma è
un modello nostro, che non si poggia né sulle poltrone né sulla
lottizzazione, ma sull'assoluta voglia di attuare una politica di
cambiamento della sanità in Sicilia, sapendo perfettamente,
onorevoli colleghi, che in questa Terra c'è sanità di qualità, che
in questa Terra, in molti posti c'è un privato eccellente, che in
questa Terra - e non sia scandaloso - ci sono stati direttori
generali all'altezza della situazione.
FIORENZA. Vogliamo i nomi Faccia in nomi di quelli bravi. Chi
l'ha creato il deficit?
LEANZA NICOLA. I nomi li conoscerete quando vedremo le
valutazioni.
Ritengo che un ruolo importante lo abbia svolto l'assessore per la
sanità, che ringrazio perché ha proposto in questi sei mesi un
disegno di legge ed ha lavorato con costanza e con perseveranza. Ha
lavorato seriamente, ci ha creduto e ci crede.
La garanzia, rispetto ai preconcetti dell'onorevole Cracolici, è
il Governo Lombardo e, se mi consentite, oltre al Governo Lombardo,
l'assessore Russo che è per noi una ulteriore grande garanzia,
perché ha accettato di fare l'assessore ad una condizione: di
essere un uomo libero e lui, per quanto ci riguarda, resterà un
uomo assolutamente libero. Non sarà mai condizionato, non ci sarà
mai una maggioranza che lo condizionerà se non nelle belle scelte,
nelle scelte importanti, nelle scelte di sviluppo e della buona
sanità.
Al Presidente Cascio rivolgo i miei complimenti. Lei ha svolto un
ruolo imparziale con una professionalità veramente encomiabile, ha
garantito il dibattito, ha fatto in modo che si espletasse un
confronto dialettico e ha garantito che si facesse una legge degna
del Parlamento più antico del mondo. Complimenti onorevole Cascio,
perché ha presieduto molto bene questo momento di grandissima
difficoltà, perché è una legge difficile, molto difficile.
Concludo annunciando il voto assolutamente favorevole del
Movimento per l'Autonomia - lo dicevo all'inizio - e sono felice.
Stasera, tornando a casa dopo un po' di giorni e rivedendo mia
figlia, so di poterla guardare negli occhi dicendole che abbiamo
fatto il nostro dovere, perché abbiamo lavorato anche per loro, per
la nuova generazione, e lo abbiamo fatto senza condizionamenti.
Questa non è una legge né di destra né di sinistra, è
assolutamente una buona legge. E allora, lo dico al PD, e lo dico
con tutto il cuore, trovate le ragioni dell'unità, ribellatevi,
votate secondo coscienza, siate uomini liberi, perché questa legge
vi appartiene come appartiene a noi e come appartiene alla Sicilia.
Questa volta l'appello viene da noi, e non è provocatorio
(Brusìo dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di mantenere il clima
autorevole che abbiamo tenuto in questi giorni
LEANZA NICOLA. Il mio appello non è provocatorio, vuole essere
costruttivo
RINALDI. Non esagerare
LEANZA NICOLA. Abbiamo fatto una buona legge. Vedo gli onorevoli
Laccoto, Ferrara, Di Guardo, tanti amici che hanno collaborato e mi
piacerebbe - lo dico con molta onestà, con molta serietà - che il
PD, una volta tanto, ritrovi le ragioni dell'unità e non della
divisione
Signor Presidente, concludo confermando il voto favorevole del
Movimento per l'Autonomia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Leanza, anche per le parole che ha
voluto spendere nei confronti della Presidenza.
Sono iscritti a parlare, per dichiarazione di voto, gli onorevoli
Scilla e Caputo, i quali rinunciano al loro l'intervento.
E' iscritto a parlare, per dichiarazione di voto, l'onorevole
Maira. Ne ha facoltà
MAIRA. Signor Presidente, il collega Leanza mi ha lasciato un'Aula
un po' vispa
Onorevoli colleghi, devo sciogliere una riserva, perché nel corso
del dibattito generale sul disegno di legge mi ero riservato di
formulare, in positivo o in negativo, il voto del Gruppo dell'UDC.
E' venuto il momento di sciogliere questa riserva e non ho alcun
timore a comunicare al Governo che il voto dell'UDC sarà
favorevole. Non lo dico per atto scontato o per piaggeria o perché
sono stato richiamato all'ordine, sarebbe politicamente poca cosa.
Lo dico perché nel corso di questo lungo dibattito e di lavorio in
Commissione, nelle riunioni di maggioranza, nei confronti con il
Governo, pian piano ci siamo convinti, come Gruppo UDC, che questo
disegno di legge migliorava e meritava di essere votato.
Certo, oggi, in questo momento, avrei la tentazione di rispondere
al collega Cracolici, ma andrei fuori tema, perché non è
l'onorevole Cracolici, non è il PD, il mio interlocutore in questo
momento. Posso soltanto dire che ci sono un po' di frasi trite e
ritrite nei suoi interventi, sempre focalizzati sulla lottizzazione
del potere, sull'occupazione del potere. Vorrei soltanto portare un
esempio, anche se magari l'onorevole Cracolici me lo contesterà -
già lo metto in conto - ma è una contestazione formale, di rito,
non può essere un fatto sostanziale: proprio l'UDC, correggendo poi
la norma, ha portato avanti intanto un principio: eliminare le
incrostazioni di potere nella sanità con una norma che proibisce ai
futuri manager della sanità di restare seduti nella loro poltrona
per più di due mandati e per più di sei anni consecutivi, con la
possibilità, nel triennio, che è il tempo minimo che prevede la
legge, di essere verificati e, quindi, allontanati.
Se occorreva una prova delle intenzioni dell'UDC e della
maggioranza, questa è una, ed è una delle più qualificanti.
Abbiamo cambiato atteggiamento in positivo perché, nel corso del
confronto con il Governo, e quindi con l'assessore Russo, ci siamo
convinti che questo disegno di legge era meritevole della nostra
attenzione, del nostro voto favorevole. Certo, non si può
nascondere che il confronto con l'assessore Russo è stato aspro,
polemico, a volte oltre misura, è andato anche fuori dall'Aula
parlamentare. Però, alla fine, credo che siamo riusciti a fare una
buona legge, una legge innovativa nel senso che non c'è un modello
di riferimento: è un modello siciliano, è una legge che, quindi, ha
bisogno di verifica nel tempo.
Non escludo che dalla verifica possano nascere degli accorgimenti,
delle necessità di aggiustamento, non escludo che la legge debba
ritornare alla verifica di questa Aula per essere ulteriormente
migliorata.
Credo che sia nelle intenzioni di tutti fare una legge
migliorativa per la sanità siciliana.
Il confronto con l'assessore Russo - riprendo il discorso di prima
- è stato violento; però abbiamo portato tutti a casa la certezza
di avere fatto, alla fine, un confronto democratico e una buona
legge e - non me ne voglia l'assessore per quello che sto per dire
a conclusione di questo mio intervento -, credo che il confronto
aspro, il modo di confrontarci, sia servito anche all'assessore
stesso perché, dall'inesperienza della professione da cui proveniva
e, quindi, con l'impressione di un minimo di arroganza nel
confronto con la politica e con gli organismi parlamentari, abbia
pian piano assunto la responsabilità che un confronto tra Governo e
Gruppi parlamentari, tra Governo e partiti, debba essere confronto
vero, a volte anche di allontanamento dalle posizioni iniziali che
si erano sposate.
Credo che questo l'assessore Russo l'abbia fatto, alla fine, con
molta intelligenza, consentendo di superare il modello iniziale di
sanità e portando, con soddisfazione di tutti, a poter votare oggi
questa legge anche con il consenso convinto del Gruppo parlamentare
dell'UDC.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Falcone. Ma, non essendo presente in Aula, s'intende
che vi ha rinunciato.
E' iscritto a parlare, per dichiarazione di voto, l'onorevole
Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente il
lavoro svolto dal Parlamento in queste settimane costituisce un
lavoro di valenza storica, avendo prodotto una riforma del sistema
sanitario regionale che avrà effetti in profondità ed in
estensione, che riguarderanno l'erogazione dei servizi sanitari nel
nostro territorio per i prossimi decenni.
Stando alle valutazioni, alle sottolineature che poc'anzi da
questo microfono sollevava il collega Cracolici, la polemica o il
dibattito anche all'interno della maggioranza si sarebbe ridotto a
questioni di aritmetica o di quantità.
E' difficile, in una sede così conclusiva del dibattito,
riaffermare slogan totalmente destituiti di fondamento se è vero,
come è vero, che alla fine il lavoro ed il dibattito all'interno
della maggioranza tra il PDL, l'UDC, l'assessore Russo e il Governo
nel suo complesso ha prodotto in modo unanime una riduzione della
quantità delle aziende da 29 a 17, accompagnata però ad una scelta
di diversa organizzazione dei servizi che è completamente assente
dalla proposta legislativa originaria dei colleghi del PD, nella
quale i carrozzoni storici della spesa e non i direttori storici
della spesa sono mantenuti nelle stesse identiche condizioni del
passato, come se a determinare la spesa fossero le persone e non le
strutture, gli organismi, le modalità organizzative. Non c'è una
sola idea nuova di questo storico disegno di legge diventato legge
che sia contenuta nella proposta legislativa originaria dei
colleghi del PD. Nemmeno mezza Se è vero, come è vero, questo
disegno di legge è caratterizzato per la prima volta dalla
separazione della gestione degli ospedali da quella del territorio,
coniugata alla centralizzazione della spesa e della programmazione.
Il dibattito ha prodotto sicuramente una fusione dei due punti di
vista dei due modelli e quindi ha prodotto un sistema che,
contestualmente, garantisce sia la netta separazione che la
centralizzazione ed il controllo della spesa e della
programmazione.
Altro che quantità di posti da assegnare, se si tratta di funzioni
e responsabilità già tutte esistenti e tutte gravanti già da ora
sulla spesa del sistema sanitario regionale.
Non c'è una sola indicazione nel disegno di legge dei colleghi del
PD che riguardi la disciplina dei rapporti tra la sanità pubblica e
quella privata, come se il demone della sanità in Sicilia fosse
proprio il rapporto tra il pubblico ed il privato.
Questo disegno di legge, oltre che per la separazione e la
centralizzazione, si caratterizza anche, per la prima volta, per
una qualificata disciplina dei rapporti tra pubblico e privato
attraverso una qualificazione non soltanto dei tetti di spesa, ma
dell'adeguamento degli stessi al fabbisogno.
DE BENEDICTIS. Vergogna Vergogna
LEONTINI. Riuscite soltanto a non far parlare gli altri quando a
loro spetta parlare. Non credo che questo stile sia degno del
Parlamento. Voi avete parlato? Adesso dovrei parlare io.
La vergogna sta in chi non fa parlare gli atri.
Se è vero, come è vero, che nei rapporti tra pubblico e privato,
nel passato, la trasmissione, di anno in anno, della spesa storica
e la sua conferma aveva costituito uno dei momenti di maggiore
attenzione nel piano di rientro, questo disegno di legge,
allontanandosi da quel sistema, calcola i tetti di spesa
adeguandoli alla epidemiologia, li suddivide in livello regionale e
livello provinciale e quindi adegua la programmazione, non soltanto
alle esigenze della qualificazione del servizio degli operatori e
degli specialisti convenzionati delle case di cura private ma,
soprattutto, fa rispondere questo servizio alle effettive esigenze
del territorio e alla qualificazione della spesa, che viene
controllata secondo dei tetti adeguati a fabbisogni e annualmente
stabiliti sulla base della contrattazione.
Questa è sicuramente una novità che si allontana dalle spese e dai
rischi di ulteriore spesa del passato e che sicuramente costituisce
una novità importante ai fini della riduzione complessiva della
spesa del sistema sanitario regionale.
Questo disegno di legge introduce per la prima volta un sistema di
riforma del servizio di emergenza-urgenza del 118, attraverso
l'indicazione di un ricorso per il servizio di trasporto ad un
organismo a totale partecipazione pubblica che ci allontani dalle
condizioni attuali ma, nello stesso tempo, coniughi la
qualificazione ed il potenziamento del servizio con la migliore
utilizzazione del personale fino ad oggi utilizzato.
Dai comitati consultivi che arricchivano i disegni di legge
presentati in Commissione, il dibattito sviluppato prima in
Commissione e poi in Aula dal PDL, dall'UDC e dall'assessore per la
sanità e la concreta operatività finale dell'assessore con i suoi
gruppi parlamentari, è riuscito ad ottenere il risultato di una
sintesi che realizza l'equilibrio, il risultato e quindi
l'ottemperanza a tutti gli aspetti che erano stati posti come base
della vigilia della produzione legislativa.
Noi, con soddisfazione, abbiamo partecipato alla fase intermedia e
finale perché è quella che ha dimostrato il momento migliore sia
della politica sia dell'attività parlamentare, quella che,
riducendo la radicalità, il radicalismo delle posizioni originarie
senza diminuire l'importanza delle soluzioni messe in campo,
raggiunge le soluzioni più equilibrate e più adeguate alle esigenze
delle comunità dei cittadini.
Questa è una legge che tenta, per la prima volta, di potenziare il
territorio, riducendo le dispersioni della spesa ospedaliera
controllata in modo più diretto ma, nello stesso tempo, distinta
dalle competenze e dalla gestione del territorio con i problemi che
riguardano il territorio e cioè il filtro, la prevenzione, la
medicina di base, la farmaceutica, la convenzionata esterna,
l'assistenza domiciliare agli anziani, la lungodegenza, la
riabilitazione e tutto ciò che deve essere curato prima e dopo
l'ospedale; tutto ciò che possa consentire di abbattere le liste di
attesa - la percentuale, oggi così elevata, è attestata intorno al
29-30 per cento dei ricoveri inappropriati e della occupazione
inappropriata dei posti letto nelle corsie e nelle divisioni dei
nostri ospedali - e che possa consentire soprattutto di potenziare
il momento del ricovero e della cura, quello a cui si perviene dopo
che il territorio, attraverso tutti i suoi presidi, ha esercitato
le sue complete, efficaci ed efficienti funzioni.
Ritengo che questo disegno di legge che contiene proprio queste
soluzioni e questi strumenti e che non riproduce, in nessuna delle
sue linee, in nessuno dei suoi articoli, il sistema precedente, sia
una vera e propria profonda riforma. Non c'è la riproduzione di
niente che appartenga al passato. Non c'è nulla di riprodotto per
inerzia o per mancanza di idee, di coraggio e di impegno. Ci voleva
questo supplemento di coraggio, di impegno e di qualità per
assicurare ai siciliani uno strumento legislativo che sicuramente
andrà nella direzione della coniugazione della riduzione della
spesa con la qualificazione e il potenziamento dei servizi.
Tutto ciò è stato consentito da un rapporto proficuo, anche da un
dibattito proficuo con i colleghi dell'opposizione; è stato
proficuo a prescindere dai disegni di legge presentati; lo è stato
proprio nel confronto delle idee, anche sulle idee e sulle
posizioni contenute negli altri disegni di legge - il nostro e
quello del Governo - ed ha consentito, alla fine, di migliorare, di
innovare e di introdurre, se è vero come è vero, che, proprio ieri
sera, nella parte finale del dibattito, anche nell'esame degli
emendamenti aggiuntivi, sono stati introdotti dei princìpi e delle
soluzioni storiche come l'istituzione, per la prima volta, della
rete regionale dei registri tumori che, non soltanto collegati in
rete, consentiranno agli operatori di fare parte definitivamente
del sistema sanitario regionale, ma consentiranno a questi
operatori che, in alcuni dei registri tumori operano da più di due
decenni, di essere riconosciuti come operatori stabili,
professionalizzati e, quindi, riconducibili ad un'attività che fa
parte integrante del sistema sanitario regionale.
Ciò è stato consentito da un clima d'Aula proficuo.
In una mia intervista, rilasciata qualche settimana fa ad un
mensile siciliano, alla domanda su chi fosse il più saggio dei miei
colleghi, ho risposto che individuavo il più saggio nella figura
del Presidente dell'Assemblea. Mi pare di potermi associare a
coloro che hanno sottolineato questa saggezza perché la conduzione
dell'Aula è stata magistrale, ma è stata anche sensibile ai diversi
momenti che hanno caratterizzato il dibattito, a quelli in cui
bisognava accelerare ed a quelli in cui bisognava prestare
attenzione alle necessità del dibattito.
Credo che tutto ciò, oggi, rappresenti una bella pagina di questo
Parlamento.
Formulo i complimenti all'Assessore per la solerzia e la tenacia
con la quale ha affrontato i momenti, anche i più difficili, del
dibattito, del confronto con me e con noi ma, onore, alla fine,
perché ha prodotto uno strumento legislativo che, in questa
attività quinquennale, sicuramente avrà il primato dell'importanza
del rilievo storico, contingente ma anche per il futuro.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, nei giorni 25 e 26 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge
«Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ringrazio, per la sensibilità
mostrata, gli onorevoli Oddo, Laccoto e Faraone che hanno
rinunciato all'intervento.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, abbiamo completato le dichiarazioni di
voto. La prego di non insistere. Lei che è vicepresidente di questa
Assemblea, dovrebbe avere la sensibilità di comprendere che abbiamo
chiuso il termine per le iscrizioni a parlare.
Non possiamo fare dichiarazioni di voto su una dichiarazione di
voto.
Prima di passare alla votazione finale del disegno di legge,
consentitemi soltanto alcune parole.
Non è, ovviamente, uso della Presidenza dell'Assemblea fare
dichiarazioni di voto né ne farò, ovviamente, in questa
circostanza. Mi sembra opportuno, però, dare un riconoscimento ad
una Assemblea che, fin dal suo insediamento, il 25 maggio dello
scorso anno, ha dato dimostrazione di volere sviluppare un lavoro
proficuo per questa Isola. Esprimo, quindi, un apprezzamento al
lavoro che, tutti noi insieme, abbiamo svolto in questi otto mesi
ed è un lavoro largamente apprezzato anche dalla stampa non
soltanto regionale.
Oggi, con questo disegno di legge, abbiamo dato anche un segnale
chiaro di volontà riformista di questa Assemblea e, per questo
motivo, voglio ringraziare tutti i Gruppi parlamentari - i quattro
Gruppi parlamentari di questa Assemblea - senza fare distinzione
tra maggioranza e opposizione; voglio ringraziare i Presidente dei
quattro Gruppi parlamentari per il grande senso di responsabilità e
tutti i parlamentari che, molto spesso, hanno anche dimostrato di
volere e di sapere rinunciare a battaglie proprie, di campanile,
avendo come obiettivo principale il bene comune.
Voglio ringraziare anche per i toni, mai accesi e sempre di
confronto nel merito, che sono stati utilizzati in queste 29 ore di
dibattito in Aula, oltre che per i sette mesi di confronto serrato
in Commissione.
Voglio ringraziare pubblicamente l'assessore Russo per il
contributo che ha dato a questa norma, che lo ha messo in
condizione di essere non soltanto fisicamente presente, ma anche
con una volontà chiara di comprendere fino in fondo tutti gli
emendamenti - ed erano tanti - senza guardare al firmatario
dell'emendamento, ma soltanto al merito della questione. Questo è
un segnale di grande sensibilità e ne voglio dare atto
pubblicamente all'assessore per la sanità.
Consentitemi un ringraziamento - che non è formale ma è
sostanziale - soprattutto agli Uffici che vi assicuro, in questa
lunga maratona, sono stati per me un valore aggiunto. Se la
Presidenza ha ricevuto i ringraziamenti che oggi ha ricevuto - e di
questo vi sono grato - ovviamente, tutto questo non sarebbe stato
possibile se non avessi avuto un supporto adeguato da parte degli
Uffici.
Abbiamo lavorato per 29 ore confrontandoci su due testi e
centinaia e centinaia di emendamenti. E vi assicuro che il lavoro
di chi preparava l'attività dei politici e della Presidenza, oltre
che dell'assessore e dei parlamentari, non è stato ordinario ma
assolutamente straordinario.
Vi ringrazio, quindi, e sono sicuro che quest'Assemblea continuerà
a lavorare con questo piglio.
Preannuncio che, dopo la votazione del disegno di legge numero
248/A, questa seduta verrà tolta e ne verrà aperta una nuova per
l'approvazione dell'esercizio provvisorio di bilancio.
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale»
(248/A).
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Antinoro, Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bosco,
Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
Colianni, Cordaro, Corona, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
D'Antoni, D'Asero, Di Mauro, Dina, Fagone, Falcone, Federico,
Formica, Gennuso, Greco, Incardona, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Lentini, Leontini, Maira, Mancuso, Marinese, Marrocco, Minardo,
Mineo, Musotto, Nicotra, Pogliese, Ragusa, Romano, Ruggirello,
Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Torregrossa e Vinciullo.
Votano no: Ammatuna, Apprendi, Babagallo, Bonomo, Cracolici, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello,
Marziano, Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
Sono in congedo: Adamo, Cimino, De Luca, Gentile e Gianni.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 81
Votanti 80
Maggioranza 41
Favorevoli 51
Contrari 29
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 25 marzo
2009, alle ore 19.20, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
n. 120 «Interventi a livello centrale perché vengano inserite
nei piano di studio delle scuole superiori le discipline
giuridiche ed economiche.
LUPO - RINALDI - BARBAGALLO - GALVAGNO -
FIORENZA FERRARA - MATTARELLA - GUCCIARDI -
LACCOTO AMMATUNA - VITRANO - PICCIOLO -
BONOMO
III -Discussione del disegno di legge:
«Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2009» (396-388/A).
La seduta è tolta alle ore 19.18
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
la Regione è l'unica istituzione che provvede regolarmente al
finanziamento del Teatro Massimo Bellini di Catania con un
contributo annuo di euro 21 milioni e 300 mila, pari all'85% di
tutte le risorse finanziarie di cui dispone il teatro;
il Teatro Massimo Bellini ha, nel tempo, grazie all'impegno di
tutto il personale, conquistato un patrimonio di credibilità che
non ci è consentito mettere a repentaglio;
gli ottimi risultati ottenuti scaturiscono dall'altissima qualità
della produzione artistica (lirica e sinfonica) e da una gestione
economica oculata;
premesso ancora che:
tre sigle sindacali (SCL-CGIL, FISTEL-CISI e FIALS-CISAL) hanno
dichiarato di prendere atto delle dimissioni annunciate, in sede di
confronto sindacale, dell'attuale sovrintendente del Teatro Massimo
Bellini di Catania, avv. Antonio Fiumefreddo;
le stesse organizzazioni sindacali hanno chiesto un'ispezione
contabile-amministrativa per il periodo di gestione del medesimo
sovrintendente, avv. Antonio Fiumefreddo (aprile 2007 fino ad
oggi);
tutti gli atti da cui scaturiscono impegni devono essere allegati
ai documenti contabili riguardanti l'esercizio finanziario 2008;
è stato proclamato lo sciopero per le prossime recite e denunciato
il sovrintendente per comportamento antisindacale;
considerato che:
la copiosa attività non istituzionale promossa dall'avv.
Fiumefreddo ha determinato uno snaturamento delle finalità tipiche
degli enti lirici e un notevole aggravio finanziario;
sono stati nominati numerosi consulenti a contratto professionale,
venendo meno all'impegno di erogare le spettanze dovute al
personale dell'ente;
è stato revocato l'incarico al maestro Ranzani, la cui
elevatissima professionalità è riconosciuta in tutto il mondo
lirico-sinfonico nazionale;
considerato, inoltre, che:
il licenziamento del maestro Ranzani, sia dalla carica di
direttore artistico che da quello di direttore stabile
dell'orchestra, ha sollevato diversi interventi di protesta (vedi
'La Sicilia' del 14 e del 24 novembre 2008) di cittadini che ne
apprezzano le qualità artistiche e umane;
il nuovo direttore artistico è scarsamente presente in teatro;
il sovrintendente, avv. Antonio Fiumefreddo, ha nominato direttore
degli allestimenti scenici un tecnico di palcoscenico in possesso
soltanto del titolo di studio di terza media;
nel regolamento organico è previsto un incarico di natura
professionale da conferire a soggetti che abbiano il titolo di
studio di scenografo, architetto o equipollente e che abbiano
maturato analoghe esperienze in teatri lirici di importanza non
inferiore al Teatro Massimo Bellini di Catania;
atteso che:
la nomina è di esclusiva competenza del consiglio di
amministrazione e, in caso di vacatio, del commissario
straordinario;
il sovrintendente ha conferito incarico di progettazione per il
restauro del foyer del teatro e del prospetto principale dello
stesso ad un professionista esterno;
l'esecuzione dei restauri e l'appalto dei relativi lavori sono di
competenza esclusiva del comune di Catania, in qualità di
proprietario, così come previsto espressamente dall'articolo 1
della legge regionale n. 19/1986;
il sovrintendente ha proceduto, insieme con il commissario
straordinario dell'ente, all'assunzione per chiamata diretta di n.
14 operai (falegnami, aiuto scenografi e fabbri) con rapporto di
lavoro subordinato per la realizzazione delle scene dell'opera
Medea', senza aver indetto una selezione pubblica come previsto
dall'art. 1 del CCNL degli enti lirici e dalla normativa del
pubblico impiego;
nel bando non sono chiaramente indicati i costi ed i criteri
adottati per la istituzione della scuola di ballo;
in queste ultime settimane sono stati adottati 38 avanzamenti di
carriera, per alcuni senza la relativa previsione nella pianta
organica;
sono stati nominati diversi direttori artistici con relativo
assistente (per la lirica, la sinfonica, gli eventi speciali,
ecc.);
atteso, altresì, che:
il sovrintendente, avv. Fiumefreddo, ha dichiarato che nel 2008
l'attività dell'ente regionale Teatro Massimo Bellini di Catania
sarà di 262 rappresentazioni;
non appare ben chiaro a quanto ammonti l'esborso economico per le
rappresentazioni che non attengono alla sfera puramente
istituzionale, lirica, sinfonica e balletto, stante che queste
ultime sono 174;
ritenuto che la mancata corrispondenza dei finanziamenti regionali
alla qualità delle manifestazioni comporti la inosservanza della
l.r. n. 19/1986 istitutiva dell'ente che ne stabilisce
espressamente il fine della promozione e dello sviluppo della
cultura musicale, lirica, corale, orchestrale e di balletto;
per sapere se, nell'ambito dei poteri ispettivi del Governo
regionale, siano state attivate indagini amministrative finalizzate
alla verifica di eventuali inadempienze o violazioni di leggi».
(268)
RAIA - MANCUSO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - LIMOLI
BARBAGALLO - CRACOLICI - FIORENZA - DIGUARDO
PANARELLO - MATTARELLA - RINALDI - MARZIANO
GALVAGNO - LUPO - POGLIESE
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rappresenta che, con nota prot. n. 1305 del 10/03/09, lo scrivente
ha incaricato due dirigenti dell'Amministrazione regionale
(Dipartimento Beni culturali e Dipartimento Bilancio e Tesoro) di
accertare la corretta funzionalità amministrativa, in termini
contabili e di gestione delle attività».
L'Assessore
Antonello Antinoro