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Resoconto d'Aula della Seduta n. 77 di mercoledì 25 marzo 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Saluto agli studenti della scuola secondaria di primo grado  Luigi
                         Pirandello' di Comiso
     e dell'Istituto di istruzione superiore  A. Ruiz' di Augusta

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di  saluto  ai
  docenti  e  agli  studenti della Scuola secondaria di  primo  grado
   Luigi   Pirandello'  di  Comiso  e  dell'Istituto  di   istruzione
  superiore  A. Ruiz' di Augusta.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Adamo  e  De  Luca  hanno
  chiesto congedo per le sedute di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   -da  parte dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
      la pubblica istruzione:

   numero 268 - Verifica sulla gestione del Teatro Massimo Bellini di
  Catania.
   Firmatari:   Raia   Concetta;  Mancuso  Fabio   Maria;   Scammacca
  Guglielmo;   Limoli   Giuseppe;  Barbagallo   Giovanni;   Cracolici
  Antonino; Fiorenza Cataldo; Di Guardo Antonino; Panarello  Filippo;
  Mattarella  Bernardo; Rinaldi Francesco; Marziano  Bruno;  Galvagno
  Michele; Lupo Giuseppe; Pogliese Salvatore.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Annunzio di presentazione di disegno di legge e invio alla
                        competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di  legge  è  stato
  presentato  ed  inviato  alla Commissione  legislativa   Bilancio
  (II):

   «Proroga  dell'esercizio provvisorio del bilancio  della  Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2009» (n. 396)
   -  di  iniziativa  governativa: presentato dal  Presidente  della
  Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il bilancio e le
  finanze (Cimino) in data 24 marzo 2009
   - inviato in data 24 marzo 2009.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a  dare   lettura
  dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   l'art.  40  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16  'Riordino
  della  legislazione  in  materia di forestazione  e  tutela  della
  vegetazione',  così  come  integrato  dall'art.  39  della   legge
  regionale  14 aprile 2006, n. 14, prevede che entro il termine  di
  centottanta  giorni dall'entrata in vigore della legge,  i  comuni
  sono  tenuti alla revisione o alla conferma dei regolamenti con  i
  quali   sono  disciplinate  le  modalità  di  impiego  di   fuochi
  controllati in agricoltura;

   lo   stesso   articolo  dispone,  altresì,  che,   in   caso   di
  inottemperanza, l'Assessore per l'agricoltura e le foreste  nomina
  un commissario ad acta;

   con  decreto presidenziale del 4 giugno 2008, il Presidente della
  Regione  ha  emanato le direttive per la redazione dei regolamenti
  comunali in materia di fuochi controllati in agricoltura;

   il  decreto  presidenziale  di cui sopra  all'art.  2  impone  il
  termine  perentorio del 15 giugno di ogni anno entro  il  quale  i
  proprietari possessori e/o conduttori di fondi hanno l'obbligo  di
  tenere  i terreni per una fascia di almeno 20 metri dalla scarpata
  e/o  banchina  sgombri di covoni, cereali, erbe,  foglie  ed  ogni
  altro materiale combustibile;

   considerato che:

   i  tempi di mietitura nelle diverse aree della Regione variano in
  relazione alle caratteristiche del territorio;

   il  territorio  di  Corleone, per esempio,  ricade  in  una  zona
  collinare  - montuosa che varia da 300 a 1700 metri di  altitudine
  sul  livello del mare, pertanto, la mietitura avviene  in  periodi
  diversi  che variano dalla fine del mese di giugno alla  fine  del
  mese di luglio o addirittura all'inizio di agosto per le zone  più
  a monte, e, comunque, in funzione dell'andamento climatico;

   il  rispetto  dell'art. 2 di cui al decreto del Presidente  della
  Regione  sopra citato impone di fatto ai coltivatori  di  lasciare
  incolto   o  rimuovere  entro  il  15  giugno  di  ogni  anno   le
  coltivazioni di cereali, quali frumento, avena o altro, in  quanto
  materiali combustibili che si trovassero all'interno dei 20  metri
  di distanza dalle scarpate o banchine stradali;

   tale  obbligo  causerebbe  agli  agricoltori  perdite  economiche
  gravissime che si sommerebbero alle tante perdite del settore;

   l'art.  3 recita che 'nei terreni coltivati a seminativo è  fatto
  obbligo di realizzare, nella medesima giornata lavorativa  in  cui
  viene  effettuata  la  mietitura, una fascia avente  ampiezza  non
  inferiore a metri 10 in cui non siano presenti stoppie, cespugli o
  altro  materiale infiammabile. Tale fascia dovrà essere realizzata
  lungo tutto il perimetro del fondo, mediante aratura';

   per sapere:

   se  non ritengano di dover procedere alla modifica del decreto  4
  giugno  2008,  pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana,  parte prima, del 13 giugno 2008, in modo da consentire
  ad  ogni  comune  di  autodeterminarsi sul termine  perentorio  ed
  obbligatorio previsto all'art. 2 in funzione delle caratteristiche
  morfologiche  ed  altimetriche del territorio e di  poter  variare
  detto  termine  annualmente in funzione  dell'andamento  climatico
  incidente  sulla  maturazione dei cereali  e  di  conseguenza  sul
  periodo della mietitura;

   se non ritengano opportuna, stante l'ormai imminente arrivo della
  stagione  estiva, l'emanazione di una circolare  che  chiarisca  i
  termini  di  cui  all'art. 3 del succitato  decreto,  al  fine  di
  definire   se  i  terreni  coltivati  a  cereali  debbano   essere
  assoggettati all'art. 2 solo dopo la mietitura». (517)

                                                                LUPO

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a  dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  nuovo  ospedale  di contrada Cardilla di Marsala,  dotato  di
  strutture ed apparecchiature all'avanguardia, di pista elisoccorso
  e di un vasto pargheggio, risulta essere non funzionante in quanto
  in atto dichiarato inagibile;

   di  conseguenza,  il  vecchio ospedale S. Biagio  del  centro  di
  Marsala, pur essendo in condizioni di totale e assoluta decadenza,
  continua  a  funzionare per fronteggiare le necessità  dell'utenza
  grazie  all'abnegazione e all'impegno professionale del  personale
  medico e paramedico;

   rilevato che:

   il bacino di Marsala-Petrosino consta di circa 100 mila utenze;

   al  nuovo  ospedale di contrada Cardilla, pur  in  assenza  della
  necessaria  agibilità  risultano aperti  i  reparti  di  farmacia,
  laboratorio  di  analisi  ed  il  centro  trasfusionale,  con   un
  andirivieni  di  provette  che  viaggiano  dal  vecchio  al  nuovo
  ospedale e di risultati di analisi trasmessi via fax;

   ritenuto che:

   il    diritto    alla   salute   è   un   diritto   fondamentale,
  costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, compresi  quelli
  del bacino di Marsala-Petrosino;

   non  è  comprensibile  l'apertura di  reparti  in  una  struttura
  ospedaliera  che  non  ha  ancora ricevuto  la  certificazione  di
  agibilità da parte degli uffici competenti;

   il   perdurare  di  questa  scriteriata  gestione  della   salute
  pubblica,  a  Marsala  e dintorni, si pone al  di  fuori  di  ogni
  elementare   principio   di   buona   amministrazione   che   deve
  sovrintendere  a  ogni  servizio pubblico,  ed  ancor  di  più  al
  delicato servizio della tutela della salute dei cittadini;

   per conoscere:

   se  l'Assessore per la sanità sia a conoscenza del fatto  che  il
  nuovo ospedale di contrada Cardilla a Marsala non è ancora agibile
  e che, tuttavia, sono stati aperti alcuni fondamentali reparti;

   se  sia, inoltre, a conoscenza che il vecchio ospedale San Biagio
  del  centro  di Marsala, seppur decadente, continua  a  funzionare
  grazie  alla  dedizione  professionale  del  personale  medico   e
  paramedico;

   quali  siano  le  ragioni  che hanno impedito,  a  tutt'oggi,  la
  funzionalità piena del nuovo ospedale;

   se risponda a verità che il nuovo ospedale è inagibile;

   secondo  quali criteri e quali norme di sicurezza, per  i  malati
  che  vi  sono  ricoverati  e che ad esso  sono  costretti  a  fare
  ricorso,  venga  ancora tenuto in funzione  il  vecchio  ospedale,
  quando esiste già una struttura all'avanguardia e pronta ad essere
  messa al servizio del cittadino;

   se  l'Assessore  per  la  sanità non ritenga,  infine,  di  dover
  avviare   un'immediata  indagine  ispettiva  presso  entrambe   le
  strutture ospedaliere, quella nuova e quella vecchia, al  fine  di
  verificare le eventuali responsabilità di questa pessima  gestione
  della sanità nel bacino marsalese, nonché al fine di rimuovere gli
  ostacoli  che  hanno finora negato il diritto  alla  tutela  della
  salute  ai  cittadini di detto territorio della  nostra  Regione».
  (54)

                                                             FERRARA

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni  dall'odierno
  annunzio  senza  che  il  Governo abbia dichiarato  di  respingere
  l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno in  cui  intende
  trattarla,  l'interpellanza stessa sarà  iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  24  marzo
  2009,  la mozione numero 120 «Interventi a livello centrale perchè
  vengano  inserite  nei piani di studio delle scuole  superiori  le
  discipline  giuridiche  ed  economiche»,  degli  onorevoli   Lupo,
  Rinaldi,   Barbagallo,  Galvagno,  Fiorenza,  Ferrara,  Gucciardi,
  Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la scuola è il luogo per eccellenza da cui passa la civiltà di un
  Paese, dove si formano la cultura della legalità, della tolleranza
  e dell'impegno sociale e civile delle nuove generazioni;

   il  nostro  Paese  ha  contribuito  e  contribuisce,  in  maniera
  determinante,  con  la sua cultura giuridica e  giurisprudenziale,
  alla tutela ed allo sviluppo della democrazia nel mondo;

   da  circa  venti  anni  le  discipline giuridiche  sono  inserite
  nell'ordinamento  scolastico, non solo degli  istituti  tecnici  e
  professionali  ma  anche  dei  licei,  consentendo  a   molteplici
  generazioni   di  studenti  di  conoscere  le  basi  del   diritto
  costituzionale e dei fondamenti giuridici e valoriali  su  cui  si
  regge  la  nostra  Repubblica e si fonda la sua partecipazione  al
  processo formativo dell'Europa;

   la conoscenza del diritto ha permesso lo sviluppo di una maggiore
  consapevolezza    del    ruolo    di   'cittadino    responsabile'
  nell'esercizio dei propri diritti e doveri, non solo nei confronti
  dello Stato ma anche nei rapporti tra i cittadini medesimi;

   la  consapevolezza  di  una cittadinanza responsabile  ha  avuto,
  altresì,  un  ruolo  determinante nella formazione  di  una  nuova
  sensibilità  individuale e collettiva nella lotta alla criminalità
  organizzata;

   considerato che:

   anche   la   Comunità   europea  si  è  più   volte   pronunciata
  sull'assoluta   necessità   che  i   cittadini   europei   abbiano
  consapevolezza del concetto di cittadinanza e conoscano le  regole
  fondamentali dell'economia;

   in Europa, tutti gli ordinamenti scolastici nazionali contemplano
  -  sia  pure  con  diverse  denominazioni  -  un  insegnamento  di
  educazione civica;

   constatato che:

   in  controtendenza con il resto d'Europa, la riforma  Gelmini  ha
  cancellato le discipline 'Diritto ed Economia' dai piani di studio
  del  futuro  sistema liceale, mantenendole in  forma  residuale  e
  visibilmente ridotta negli istituti tecnici e professionali;

   ciò,  anche  in  netta contraddizione con gli appelli  più  volte
  ripetuti   dal  Capo  dello  Stato,  che  ha  sempre  sottolineato
  l'importanza dell'educazione alla legalità in una Nazione, qual  è
  la  nostra,  fortemente  colpita da contrasti  sociali  che  hanno
  alimentato  fenomeni  di illegalità diffusa  in  violazione  dello
  Stato di diritto;

   la  nuova materia 'Cittadinanza e Costituzione', introdotta  come
  sperimentazione  in  tutte le scuole di ogni ordine  e  grado  dal
  Ministro   dell'istruzione,  dell'università  e   della   ricerca,
  Gelmini,  sarà insegnata dai docenti di storia, senza aumento  del
  monte ore di lezione e non avrà voto in pagella;

   considerato,  altresì, che anche l'associazione costituzionalisti
  italiani  ha  analizzato criticamente la suddetta sperimentazione,
  lamentando  la  scarsa autonomia della disciplina e  l'affidamento
  della  stessa  a  docenti che non hanno competenze  specifiche  in
  materia e che devono essere formati con grave dispendio di risorse
  pubbliche;

   considerato, inoltre, che:

   appare  quanto  meno  incomprensibile la decisione  del  Ministro
  Gelmini, che inserisce nella scuola l'insegnamento obbligatorio di
  'Cittadinanza   e   Costituzione'   e   cancella   nel    contempo
  l'insegnamento del 'Diritto' da tutti i licei, così  come  risulta
  dai  piani  di  studio  pubblicati e che entreranno  in  vigore  a
  partire dall'anno scolastico 2009/2010;

   l'insegnamento  della disciplina giuridica nei  licei  era  stato
  introdotto   nel  lontano  1995,  grazie  ad  una  sperimentazione
  conosciuta come 'progetto Brocca', la cui finalità era  quella  di
  dare la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
  detentori  della  cultura classica, con un enorme contributo  reso
  alla   formazione  della  coscienza  civile  dei  ragazzi  ed   al
  potenziamento della cultura della legalità;

   ritenuto  che  la totale scomparsa dell'insegnamento del  diritto
  dai  quadri  orario  dei  licei e la  forte  riduzione  di  questa
  disciplina  negli istituti tecnici e professionali  avrà  ricadute
  molto negative:
   a) sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali in
  una  società  come quella europea che vuole essere 'società  della
  conoscenza', come recita il protocollo di Lisbona;
   b)   sui   docenti  di  diritto,  nei  confronti  dei  quali   al
  misconoscimento  per  il  loro  operato  si  affianca   l'assoluta
  incertezza di una prospettiva lavorativa;
   c)  per  tutto  il Paese, perché un Paese che non  investe  sulla
  cultura è un Paese che non progetta il proprio futuro;

   ritenuto,  inoltre,  che è alquanto singolare  pensare  di  poter
  potenziare  la  coscienza  civile dei ragazzi  e  di  educarli  al
  rispetto delle regole, eliminando l'insegnamento del diritto dalle
  scuole;

   atteso  che, allorchè sarà dato corso ai regolamenti ed ai  piani
  programmatici   del  Governo  nazionale,  dal  2010   ci   saranno
  tantissimi  docenti di ruolo in esubero, senza contare  i  docenti
  precari  che  già  da quest'anno non sono stati  chiamati  per  le
  supplenze e tutti i giovani che si sono formati per l'insegnamento
  delle  discipline  giuridiche, che non potranno  mai  accedere  al
  mondo della scuola;

   constatato che:

   dopo  aver  fissato  come  priorità dell'azione  educativa  della
  scuola   la   lotta  al  bullismo,  il  Ministro  della   pubblica
  istruzione,  dell'università  e  della  ricerca  ha  proposto   un
  riordino  dei piani di studio in cui scompaiono le discipline  che
  rappresentano lo strumento fondamentale per la prevenzione  ed  il
  contenimento del problema;

   è  del  tutto  evidente la controtendenza della  riforma  Gelmini
  rispetto alle scelte di molti Paesi europei che, viceversa, stanno
  estendendo  la  cultura giuridico-economica a tutti gli  indirizzi
  superiori;

   constatato, inoltre, che:

   negli  ultimi  anni, le tracce ministeriali per  la  prima  prova
  degli  esami  di  Stato  hanno avuto  come  oggetto  tematiche  di
  carattere  giuridico-sociale  ed anche  la  scelta  delle  materie
  oggetto  d'esame, con docente esterno al consiglio  di  classe,  è
  ricaduta, per quasi tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche;

   i  princìpi  ispiratori che hanno portato il Ministro  Gelmini  a
  cancellare totalmente o a ridimensionare il ruolo della disciplina
  giuridica nella scuola italiana sono unicamente dettati da  motivi
  meramente    economici,   che   non   possono    trovare    alcuna
  giustificazione didattica,

                   impegna il Governo della Regione

   ad    intervenire   con   determinazione   presso   il   Ministro
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca affinché:
   a) venga rivista la proposta di riforma;
   b)  le  discipline  giuridiche ed economiche siano  inserite  nei
  piani  di  studio di tutte le istituzioni scolastiche  di  secondo
  grado;
   c)  l'insegnamento delle discipline 'Cittadinanza e Costituzione'
  nella  scuola superiore venga affidato ai docenti abilitati  nella
  classe  di  concorso A019 (Discipline giuridiche  ed  economiche),
  vista la specificità, la professionalità e la formazione giuridica
  degli stessi docenti». (120)

        LUPO - RINALDI- BARBAGALLO - GALVAGNO - FIORENZA - FERRARA -
  MATTARELLA - GUCCIARDI - LACCOTO - AMMATUNA - VITRANO - PICCIOLO -
                                                              BONOMO

   PRESIDENTE.  Avverto che la stessa sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno  della seduta successiva perchè se ne determini la data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),  e  153
  del  Regolamento interno, della mozione n. 119 «Interventi al fine
  di  impedire la realizzazione del parco eolico off-shore nell'area
  marina  prospiciente i comuni di Licata (AG) e Gela  (CL)»,  degli
  onorevoli Speziale, Di Benedetto, Donegani e Panepinto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   da  notizie di stampa si è appreso che risulterebbero presentati,
  anche  presso la capitaneria di porto competente, ben  4  progetti
  per la realizzazione di un parco eolico a mare;

   la   dislocazione   di  circa  un  centinaio  di   aerogeneratori
  riguarderebbe lo specchio di mare antistante un tratto di costa di
  70 Km che va da Gela (CL) a Porto Empedocle (AG);

   considerato che:

   l'impatto   ambientale  causato  dall'installazione   di   questi
  impianti avrebbe conseguenze sul piano paesaggistico ma anche  sul
  sistema   biomarino  dell'intera  area  interessata,  sui   flussi
  migratori  dei  volatili, nonché sul comparto della  pesca  e  del
  turismo;

   nel  tratto  di mare interessato sono stati rinvenuti  nel  tempo
  straordinari reperti archeologici che testimoniano la presenza nei
  fondali di numerose navi affondate nel corso dei secoli e  il  cui
  rinvenimento costituisce una preziosa risorsa storico-archeologica
  per la Sicilia;

   le  ricadute,  pertanto, anche sul piano economico su  una  vasta
  area  dell'Isola  sarebbero devastanti, acuendo ulteriormente  una
  crisi già in atto;

   la proliferazione degli impianti già esistenti sul territorio, la
  cui  realizzazione  è  avvenuta in assenza  del  piano  energetico
  regionale,   ha   nei  fatti  già  determinato  una  significativa
  alterazione  del profilo paesaggistico in numerose zone  terrestri
  della Sicilia;

   tenuto  conto che lungo il tratto di costa considerato  insistono
  numerose   strutture  turistiche  balneari  che  oltre  a   creare
  occupazione,  lasciano prevedere un possibile  ulteriore  sviluppo
  turistico  dell'intera area che nel 2008 ha segnato un  flusso  di
  oltre 200.000 presenze;

   rilevato che:

   contestualmente  al  diffondersi della notizia  circa  l'avvenuta
  presentazione  di  questi  progetti, nei comuni  interessati  come
  Palma  di Montechiaro, Licata, Gela, Butera, si sono levate vivaci
  proteste  di  numerose organizzazioni sindacali,  associative,  ma
  anche  di  semplici cittadini, mirate a contestare nel  merito  la
  fattibilità di un progetto dalle gravi ricadute sul territorio;

   i  consigli  comunali  di Gela, Licata e  Butera,  a  seguito  di
  riunioni   straordinarie  sull'argomento,  si  sono   unanimemente
  pronunciati contro la realizzazione degli impianti,

                   impegna il Governo della Regione

   a  non  concedere  l'autorizzazione per  la  realizzazione  degli
  impianti  eolici  off-shore nel tratto di  costa  compresa  tra  i
  comuni di Gela e Porto Empedocle.

                      SPEZIALE - DI BENEDETTO - DONEGANI - PANEPINTO

   Comunico  che  la  mozione  sarà demandata  alla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la  data
  di discussione.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme
  per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A).
   Onorevoli  colleghi, prima di procedere alla votazione finale  del
  disegno di legge ricordo che rimaneva da discutere l'articolo 29.
  Si passa, pertanto, all'articolo 29. Ne do lettura:

                             «Articolo 29.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
   numero  82  Gestione dell'azienda ospedaliera Umberto I di  Enna ,
  degli  onorevoli Galvagno, Leanza Edoardo, Termine,  Di  Benedetto,
  Faraone,  Ferrara,  Donegani, De Benedictis, Panarello,  Cracolici,
  Apprendi, Romano, Rinaldi, Gucciardi, Fiorenza, Lupo e Mattarella;

   numero  96   Criteri per lo scioglimento delle fondazioni  di  cui
  all'art.  76  della  legge  regionale  16  aprile  2003,   n.   4 ,
  dell'onorevole Picciolo;

   numero  98   Iniziative  urgenti  allo  scopo  di  procedere  alla
  stabilizzazione  del  personale del ruolo della  dirigenza  medica,
  veterinaria,  sanitaria e tecnica , degli onorevoli  Panarello,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Cracolici, Donegani, Galvagno,  Marziano,
  Panepinto e Faraone;

   numero  99   Stabilizzazione  del  personale  precario  da   parte
  dell'AUSL  n.  5  di Messina ,  degli onorevoli Formica,  Picciolo,
  Buzzanca,  Panarello,  Laccoto, Beninati,  Ardizzone,  Panepinto  e
  Romano;

   numero  101   Applicazione del contratto di  sanità  pubblica  non
  dirigenziale agli autisti/soccorritori , degli onorevoli  D'Antoni,
  Falcone, Leontini, Limoli, Arena, Bosco, Torregrossa e Vinciullo;

   numero 103  Interventi per garantire il livello occupazionale  del
  servizio   di  emergenza-urgenza  118 ,  degli  onorevoli  Formica,
  Corona,  Falcone, Lo Giudice, Forzese, Torregrossa, Bosco,  Fagone,
  Leontini,  Scammacca, Marrocco, Ragusa, D'Antoni, Cascio Salvatore,
  Dina, Vitrano, D'Antoni, Maira, Beninati, Cordaro, Caputo, Musotto,
  Buzzanca, Dina, Vitrano e D'Antoni;

   numero 104  Tutela del diritto alla salute degli immigrati , degli
  onorevoli  D'Antoni, Arena, Minardo, Lentini, Ruggirello, Colianni,
  Gennuso, Corona, Leanza Nicola e D'Agostino;

   numero 105  Potenziamento dell'attività di controllo e cura  della
  patologia  metabolica  e  diabetologica ,  degli  onorevoli  Maira,
  Leontini,  Dina, D'Asero, Lo Giudice, Cascio Salvatore,  Vinciullo,
  Cordaro,  Ragusa,  Fagone,  Savona, Ardizzone,  Buzzanca,  Lentini,
  Formica,  Marinese, D'Antoni, Scammacca, Aricò,  Caronia,  Falcone,
  Mancuso,  Limoli,  Torregrossa,  Mineo,  Marrocco,  Corona,  Bosco,
  Forzese,  Campagna,  Arena,  Greco, Cristaudo,  Musotto,  Federico,
  Romano e Minardo;

   numero  108   Direttive per assicurare l'economica  ed  efficiente
  successione   tra  gli  enti  del  servizio  sanitario  regionale ,
  dell'onorevole Laccoto;

   numero  109   Istituzione dell'osservazione breve nelle  strutture
  complesse  di  medicina e chirurgia di accettazione  e  di  urgenza
  (MCAU)  1 , degli onorevoli Ammatuna, Ferrara, Rinaldi, Barbagallo,
  Galvagno e Lupo;

   numero  113   Costruzione del nuovo ospedale di  Siracusa ,  degli
  onorevoli De Benedictis e Marziano;

   numero 114  Apertura dell'hospice di Siracusa , degli onorevoli De
  Benedictis e Marziano;

   numero  115   Realizzazione  di una struttura  di  radioterapia  a
  Siracusa , degli onorevoli De Benedictis, Apprendi e Marziano;

   numero  116  Attuazione delle linee di indirizzo nazionale per  la
  salute  mentale ,  degli  onorevoli  De  Benedictis,  Cracolici   e
  Apprendi;

   numero  117   Potenziamento  dei  servizi  di  nefrologia ,  degli
  onorevoli Falcone, Vinciullo e De Benedictis;

   numero  118   Trasferimento dell'ospedale di Marsala  in  contrada
  Cardilla , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Gucciardi, Ferrara,  De
  Benedictis,  Digiacomo, Galvagno, Marinello, Mattarella,  Donegani,
  Ammatuna, Laccoto, Fiorenza, Speziale, Di Guardo e Apprendi;

   numero  119  Gestione delle risorse per far fronte al randagismo ,
  degli onorevoli Apprendi, Faraone e Digiacomo;

   numero  120   Assistenza ai soggetti affetti da celiachia ,  degli
  onorevoli  Leontini,  D'Asero, Torregrossa,  De  Benedictis,  Oddo,
  Laccoto,   Barbagallo,  Donegani,  Gucciardi,  Galvagno,   Caronia,
  Campagna,  Dina,  Apprendi,  Rinaldi, Cracolici,  Cordaro,  Fagone,
  Fiorenza, Marinello, Ammatuna e Bosco e Formica. Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   nel  lontano  25  ottobre 2006, con decreto n. 8925 dell'Assessore
  per  la  sanità pro tempore, prof. Roberto Lagalla, veniva nominato
  un  commissario straordinario presso l'azienda ospedaliera 'Umberto
  I'  di   Enna, con il compito di adottare provvedimenti urgenti  ed
  indifferibili, finalizzati alla erogazione dei servizi  ospedalieri
  e  alla  gestione dell'azienda stessa, nelle more del provvedimento
  di nomina del nuovo direttore generale, ai sensi dell'art. 11 della
  legge regionale 3 novembre 1993, n. 30;

   il  predetto incarico, ai sensi dell'art. 2 del decreto di nomina,
  avrebbe  dovuto  avere  la  durata  di  45  giorni  dalla  data  di
  insediamento  e confermato solo ove entro detto termine  non  fosse
  intervenuto  provvedimento  di  sostituzione,  ovvero  in  caso  di
  mancata nomina del nuovo direttore generale;

   al  commissario  straordinario, ai sensi  del  citato  decreto  di
  nomina,  competono, per l'espletamento del mandato, l'indennità  di
  carica di cui al decreto assessoriale n. 32634 del 26 luglio  2000,
  se  ed in quanto dovuta in conformità alle disposizioni vigenti, ed
  il  rimborso  delle  spese di missione,  con  onere  a  carico  del
  bilancio dell'azienda;

   preso atto che:

   è abbondantemente decorso il termine di 45 giorni, precisamente da
  oltre  2  anni,  senza  che il provvedimento di  nomina  del  nuovo
  direttore generale dell'azienda ospedaliera sia stato adottato;

   un  così  lungo,  incomprensibile  ed  ingiustificato  periodo  di
  commissariamento      dell'azienda      ospedaliera      pregiudica
  inevitabilmente  e  gravemente l'erogazione  dei  servizi  sanitari
  essenziali   dovuti   ai  cittadini  e  limita  la   programmazione
  sanitaria;

   considerato che:

   la  gestione della salute pubblica non può essere sottratta in via
  permanente  agli organi legittimi e deputati a tale  compito  dalla
  legge;

   il reparto di cardiologia, rimasto chiuso per carenza di personale
  medico,  non  è  in  grado di garantire neppure  l'emergenza  e  da
  settimane  non  sono più attivi i day hospital di riabilitazione  e
  degenza   cardiologica,  sebbene  trattasi   di   un   reparto   di
  fondamentale importanza per l'intera provincia di Enna;

   sull'inadeguatezza della gestione dell'ospedale  in  oggetto  sono
  stati   presentati   più   atti  ispettivi,   e   precisamente   le
  interrogazioni n. 49 del 9 luglio 2008, n. 177 del 20 ottobre 2008,
  n. 191 del 24 ottobre 2008 e n. 314 del 13 gennaio 2009,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  avviare  un'indagine  ispettiva sulla  gestione  commissariale
  dell'ospedale  'Umberto I' di Enna volta a verificare  il  rispetto
  dei  principi  di  legalità e di trasparenza, nonché  ad  accertare
  eventuali  responsabilità in ordine ai disservizi  creati  a  danno
  della salute degli utenti;

   a porre fine alla gestione commissariale dell'azienda ospedaliera,
  che  dura  dal 2006, procedendo all' immediata nomina del direttore
  generale  garantendo, in tal modo, la regolare  e  legale  gestione
  della  struttura sanitaria e, pertanto, la tutela della  salute  di
  tutti i cittadini, compresi quelli del territorio ennese, così come
  stabilito e garantito dalla Carta costituzionale». (82)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   visto  l'articolo 22 del disegno di legge n. 248/A 'Norme  per  il
  riordino del Servizio sanitario regionale',

                   impegna l'Assessore per la sanità

   a  procedere allo scioglimento delle fondazioni ivi indicate  che,
  al  momento dell'entrata in vigore del citato disegno di legge, non
  abbiano  proceduto all'aggiudicazione dell'appalto  e  non  abbiano
  dato  inizio ai lavori per la realizzazione del relativo centro  di
  eccellenza». (96)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   da   anni  medici  e  personale  tecnico,  vincitori  di  concorso
  impegnati  nelle  diverse  postazioni  sanitarie,  versano  in  una
  condizione di precariato;

   per  la  straordinaria professionalità di detto personale  occorre
  rapidamente dare attuazione a precise misure di stabilizzazione nel
  quadro della riforma sanitaria in via di definizione,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivarsi mediante gli atti necessari affinché le nuove aziende
  ospedaliere, i policlinici universitari e gli IRCCS procedano  alla
  stabilizzazione  del  personale del ruolo della  dirigenza  medica,
  veterinaria,  sanitaria e tecnica con rapporto di  lavoro  precario
  sulla base di contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 2007
  e il cui accesso è avvenuto mediante selezione concorsuale;

   a  garantire  che entro il 31 dicembre 2009 le costituite  aziende
  ospedaliere, i policlinici universitari e gli IRCCS provvedano alla
  definizione di un piano di stabilizzazione del personale, di cui al
  precedente  comma,  nell'ambito dei posti vacanti  nella  dotazione
  organica  ovvero  nell'ambito  di una revisione  della  consistenza
  della  stessa  sulla  base di una più generale  programmazione  del
  fabbisogno  nonché  nel limite finanziario imposto  dal  comma  565
  della  legge  n.  296/2006.  Al  processo  di  stabilizzazione  del
  personale  nelle  aziende ospedaliere e sanitarie, nei  policlinici
  universitari e negli IRCCS si accede qualora in possesso di  almeno
  uno dei seguenti requisiti:

   a)  essere  in  servizio  alla data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge con rapporto di lavoro precario da almeno tre  anni
  anche non continuativi;

   b)  essere  in  servizio  alla data di entrata  in  vigore   della
  presente   legge  e  conseguire il requisito di cui alla precedente
  lettera  a)  in  virtù di contratto stipulato anteriormente  al  31
  dicembre 2007;

   c)  avere  maturato un'anzianità di servizio di  almeno  tre  anni
  anche  non  continuativi nel quinquennio precedente al 31  dicembre
  2007;

   il  personale  avente  diritto verrà mantenuto  in  servizio,  con
  contratto  di  lavoro  a tempo determinato, fino  alla  conclusione
  delle procedure di stabilizzazione». (98)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato   che  le  organizzazioni  sindacali  hanno   espresso
  fortissima preoccupazione in merito alla mancata autorizzazione  da
  parte dell'Assessorato della sanità alla pubblicazione dei bandi di
  stabilizzazione del personale precario avente i requisiti, da parte
  dell'AUSL  n.  5,  dell'azienda ospedaliera Piemonte  e  dell'IRCCS
  centro neurolesi di Messina;

   ritenuto  che vi è il rischio fondato che centinaia di lavoratori,
  aventi  i requisiti previsti, possano rimanere esclusi dal processo
  di   stabilizzazione,  avviato  con  protocollo  d'intesa   dell'11
  febbraio 2008 tra l'Assessore regionale per la sanità e le OO.SS. e
  approvato con delibera di Giunta regionale n. 45 del 2008, solo per
  il  fatto  di  aver prestato il loro ultimo periodo di servizio  in
  un'azienda piuttosto che in un'altra;

   considerato, altresì, che:

   le   organizzazioni  sindacali  hanno  chiesto  ripetutamente   la
  definizione complessiva dei provvedimenti di stabilizzazione per  i
  precari delle succitate aziende messinesi, al fine di eliminare un'
  ingiustificata  discriminazione  nei  confronti   di   tutti   quei
  lavoratori che, a parità di condizioni rispetto ad altri  colleghi,
  si  trovano a tutt'oggi in una situazione di grave precarietà, resa
  ancor  più  insostenibile  per le attuali gravi  condizioni  socio-
  economiche in cui versa il nostro Paese ed in particolare la nostra
  Sicilia;

   la  stabilizzazione  dei  tecnici di  fisiopatologia  respiratoria
  presso   l'AUSL  n.  5  è  impedita  da  infondate  e   pretestuose
  argomentazioni in contrasto con i riconoscimenti giuridici e  dello
  stesso Assessorato regionale della sanità;

   il  policlinico  universitario  di  Messina  non  ha  stabilizzato
  personale in possesso dei requisiti,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivare con sollecitudine le procedure amministrative volte  a
  consentire  la stabilizzazione di tutte le figure professionali  in
  premessa  indicate  da  parte dell'AUSL n. 5  di  Messina  e  delle
  aziende ed istituti sanitari in essa operanti». (99)

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che è stato approvato l'articolo 23 del disegno di  legge
  n.  248, riguardante l'affidamento del servizio per il trasporto di
  emergenza-urgenza,   che   può   prevedere   la   costituzione    e
  l'affidamento  dello  stesso ad organismo a  totale  partecipazione
  pubblica;

   considerato  che il nuovo organismo, essendo di diritto  pubblico,
  in base alle normative vigenti può applicare il contratto di sanità
  pubblica non dirigenziale ai propri dipendenti,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  applicare  a tutti i dipendenti operatori autisti/soccorritori
  dell'eventuale nuovo organismo di diritto pubblico il contratto  di
  sanità pubblica non dirigenziale». (101)

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  sistema  di  gestione  del servizio  emergenza  -  urgenza  ha
  raggiunto  standard di qualità, assicurando una  perfetta  risposta
  alle esigenze territoriali;

   lo  stesso  sistema ormai consolidato non può essere  disperso  ma
  piuttosto  potenziato anche in virtù di quanto  previsto  dall'art.
  23, ed in particolare al comma 9, del disegno di legge n. 248/A;

   non   si   può   fare  a  meno  di  disconoscere  il   progressivo
  miglioramento  del servizio se non si considera  che  il  risultato
  raggiunto  è  merito principale del personale in  servizio  che  ha
  maturato sul campo un'indiscussa professionalità;

   considerato  che il comma 9 dell'art. 23 prevede la  gestione  del
  servizio  di emergenza-urgenza sul territorio regionale  attraverso
  organismi a totale partecipazione pubblica,

                   impegna il Governo della Regione
            e per esso l'Assessore regionale per la sanità

   a  garantire i livelli occupazionali attuali, utilizzando l'intero
  personale  in  servizio anche nella successiva forma societaria  di
  gestione del servizio di emergenza-urgenza». (103)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Sicilia vanta il non invidiabile privilegio di essere terra di
  accoglienza e di transito d'importanti flussi di immigrati,  ambito
  lembo  d'Europa per circa 25 mila clandestini che si  riversano  in
  condizioni disumane ogni anno;

   la  legittima  preoccupazione  di dover  fronteggiare  l'emergenza
  sicurezza  sul  territorio e le misure conseguenti,  tuttavia,  non
  possono  in alcun modo porsi in contrasto con principi fondamentali
  sanciti dalla Costituzione, primo tra tutti il diritto alla  salute
  riconosciuto a chiunque sia presente sul nostro territorio;

   considerato   che  la  previsione  dell'obbligo  di   segnalazione
  dell'immigrato  irregolare che si avvicina al  servizio  sanitario,
  introdotta dal 'Pacchetto sicurezza', mortifica dal punto di  vista
  deontologico  la  professione medica preposta  alla  cura  di  ogni
  individuo  senza discriminazioni legate all'etnia, alla  religione,
  al  genere,  all'ideologia, di mantenere il segreto  professionale,
  trasformando il medico da garante della salute in uno strumento  di
  polizia ausiliaria;

   ritenuto  che  la prescrizione in questione rappresenta,  inoltre,
  una  grave  lesione del principio di universalità del diritto  alla
  salute e indurrà tantissimi stranieri senza permesso di soggiorno a
  rinunciare  alle prestazioni del servizio sanitario nazionale,  con
  tutto quello che ne consegue per i rischi per la salute di tutti  i
  cittadini,

                   impegna il Governo della Regione

   affinché   si   provveda,   attraverso  approfondimenti   tecnico-
  giuridici,  a  predisporre,  nell'ambito  delle  competenze   della
  Regione, gli strumenti più efficaci a tutela della salute, evitando
  al  contempo  agli  operatori  sanitari  atti  contrari  alla  loro
  deontologia professionale». (104)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Regione siciliana attraverso il piano sanitario regionale,  in
  conformità  con  gli  obiettivi  strategici  del  piano   sanitario
  nazionale,  ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131,  predispone
  azioni   programmate   ed  altre  idonee   iniziative   dirette   a
  fronteggiare  il diabete e la sindrome metabolica e che  le  stesse
  rivestono un carattere di alto interesse sociale;

   gli obiettivi dell'assistenza alla persona affetta da diabete sono
  il  miglioramento  della  qualità della vita,  la  riduzione  delle
  complicazioni  tipiche  della malattia  che  spesso  hanno  effetti
  invalidanti e devastanti (retinopatia, cecità, nefropatia, dialisi,
  cardiovasculopatia, infarto, ictus, amputazioni di piedi e gambe);

   lo   strumento   fondamentale  per   combattere   il   diabete   è
  l'ottenimento  del  'buon controllo metabolico' ovvero  la  ricerca
  della  quasi  normalizzazione di tutti quei parametri  che  possono
  influenzare l'andamento della malattia;

   l'assistenza diabetologica siciliana, pur essendo di buon livello,
  presenta  evidenti  criticità quali: frammentaria  e  non  omogenea
  collaborazione  tra  ASL, aziende ospedaliere, medici  di  medicina
  generale  e  conseguenti difficoltà nella costruzione  di  percorsi
  diagnostico-terapeutici  ed il non sempre  pieno  coinvolgimento  a
  livello  territoriale delle associazioni dei diabetici nei progetti
  di prevenzione attiva;

   ritenuto che:

   il  nuovo piano sanitario regionale deve affrontare con attenzione
  il  tema dell'assistenza diabetologica, promuovendo la necessità di
  aumentare  la sistematicità ed il coordinamento della gestione  dei
  pazienti  diabetici  da parte delle strutture diabetologiche  e  di
  quelle  ospedaliere,  ed altresì valorizzare  il  contributo  delle
  associazioni  dei  pazienti e che in tal senso il  piano  nazionale
  'Prevenzione  attiva', in particolare la sua parte  riguardante  il
  diabete,  progetto  IGEA,  caldeggia la partecipazione  attiva  del
  paziente alla gestione della malattia;

   è  essenziale il miglioramento dell'organizzazione della cura  del
  diabete  mellito, per migliorare l'efficacia/efficienza del sistema
  e di razionalizzare la spesa, con contenimento dei costi,

                   impegna il Governo della Regione

   a  definire, con riferimento agli indirizzi contenuti in premessa,
  nell'ambito  della programmazione sanitaria, la predisposizione  di
  un  piano  sanitario per l'assistenza diabetologica  e  metabolica,
  fornendo  direttive  uniformi su tutto il territorio  regionale  al
  fine di istituire strutture specialistiche endocrino-metaboliche  a
  livello distrettuale, ospedaliero ed universitario;

   ad  istituire,  altresì,  strutture  specialistiche  endocrino   -
  metaboliche  pediatriche con il compito di affrontare la  patologia
  dei  cittadini  affetti da sindrome metabolica e  diabete  fino  al
  raggiungimento  dell'età prevista per il passaggio  alle  strutture
  territoriali,  secondo le linee guida emanate  dal  Ministro  della
  salute». (105)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   vista  la  norma transitoria del disegno di legge n. 248/A  'Norme
  per il riordino del Servizio sanitario regionale',

                   impegna l'Assessore per la sanità

   nelle  more  dell'operatività delle  nuove  aziende  sanitarie,  a
  formulare  direttive in ordine agli atti che i  direttori  generali
  possono  adottare per garantire l'ordinata, economica ed efficiente
  successione  tra gli enti di cui all'apposito articolo del  disegno
  di  legge  n.  248/A,  oltre  che il  corretto  espletamento  delle
  funzioni proprie delle aziende sanitarie». (108)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  processo di riorganizzazione e riqualificazione che  interessa
  tutta la complessa macchina sanitaria pubblica della nostra Regione
  coinvolge  in  modo diretto il personale medico ed  infermieristico
  delle  unità  operative  di medicina e chirurgia  d'accettazione  e
  d'urgenza (MCAU);

   le   suddette  unità  operative  si  trovano,  infatti,  a   dover
  affrontare  quotidianamente una crescente domanda di  salute  e  di
  prestazioni  sanitarie,  in un contesto  in  cui  da  un  lato  gli
  ospedali  vengono qualificati come strutture per acuti  -  ad  alta
  intensità di cure con la conseguente riduzione di posti letto  -  e
  dall'altro  non  emergono  ancora sistematicamente  sul  territorio
  soluzioni di degenza ed assistenza alternative, soprattutto per  la
  fascia degli anziani e degli individui affetti da malattie croniche
  invalidanti;

   considerato che:

   pur  con  queste difficoltà, i medici e gli infermieri del  pronto
  soccorso sono chiamati a trovare soluzioni rispettose dei bisogni e
  della sicurezza del paziente;

   in  questa  ottica,  lo  strumento  dell'osservazione  temporanea,
  diffuso  in  tutti  Paesi occidentali, offrirebbe  un  fondamentale
  contributo  nel  rendere il lavoro del pronto  soccorso  sicuro  ed
  efficace sia per il paziente che per la struttura erogante;

   l'osservazione  breve (OB) si è infatti dimostrata  uno  strumento
  efficace nel migliorare l'adeguatezza delle cure in regime  di  non
  ricovero    e    nel    garantire   una   maggiore   appropriatezza
  dell'ammissione   dei  pazienti  all'ospedale  con   la   riduzione
  significativa  del  rischio  di  eventi  avversi  legati   ad   una
  dimissione precoce inappropriata dal pronto soccorso;

   ritenuto  che nell'ambito dell' osservazione breve possono  essere
  attuati  rapidi percorsi diagnostici e terapeutici,  con  risultati
  apprezzabili per il paziente, a fronte di un risparmio  di  risorse
  rispetto ad un pari risultato ottenuto mediante ricovero;

   ritenuto,   inoltre,   che,  sotto  il   profilo   scientifico   e
  dell'organizzazione sanitaria, l'osservazione breve costituisce  un
  importante ambito di innovazione che consente agli infermieri ed ai
  medici  dell'emergenza di utilizzare al meglio la  'evidence  based
  medicine/nursing', con il vantaggio di disporre di  più  tempo  per
  assumere  le decisioni difficili, di poter seguire le modificazioni
  delle  condizioni  cliniche e di poter  valutare  gli  effetti  del
  trattamento acuto,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   adottare   ogni   iniziativa   necessaria   ed   idonea   per
  l'istituzione,  nel  più breve tempo possibile, della  osservazione
  breve  nelle  strutture  complesse  di  medicina  e  chirurgia   di
  accettazione  e  di  urgenza (MCAU) con  accessi  superiori  ai  25
  mila/anno, con il triplice risultato:
   a)  di  una riduzione dei ricoveri inappropriati o ad alto rischio
  di inappropriatezza;
   b)  di  una diminuzione del rischio eventi avversi legati  ad  una
  precoce dimissione inappropriata dal pronto soccorso dovuta ad  una
  inadeguata  valutazione  dei  pazienti  che  presentano   patologie
  potenzialmente evolutive;
   d)   di   un  più  ottimale  utilizzo  delle  risorse  economiche,
  coerentemente alla esigenza del contenimento della spesa  sanitaria
  legata ai ricoveri». (109)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'azienda ospedaliera Umberto I ha da tempo avviato l'iter tecnico-
  amministrativo  e  finanziario  per  la  realizzazione  del   nuovo
  ospedale  di  Siracusa, del costo stimato di oltre 120  milioni  di
  euro,  da  realizzarsi con il concorso di risorse private  mediante
  ricorso alla procedura del project financing;

   con  delibera  n.  547 del 22 dicembre 2006, la  Giunta  regionale
  definì la proposta di accordo integrativo per la ripartizione della
  quota residua dei fondi ex art. 20 della legge n. 67/88 finalizzati
  all'edilizia  ospedaliera,  prevedendovi  un'assegnazione  di   561
  milioni  di  euro  quale  contributo per la costruzione  del  nuovo
  ospedale di Siracusa;

   l'unità  tecnica di valutazione di finanza di progetto,  insediata
  presso  la  Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha  manifestato,
  nel  corso  di  incontri tecnici l'ultimo  dei  quali  in  data  30
  settembre 2008, le sue forti perplessità circa il piano finanziario
  ed  il corretto esito della procedura di project financing adottata
  che, di fatto, risulta da tempo essersi arrestata;

   presso  il  TAR di Catania pende un ricorso della ditta proponente
  del  progetto  di  costruzione del nuovo ospedale di  Siracusa,  la
  Pizzarotti  &  C.  s.p.a., con richiesta  di  risarcimento  di  8,5
  milioni  di  danni  per la mancata aggiudicazione  della  procedura
  intrapresa;

   il quadro finanziario, che nel 2004 indusse i vertici dell'azienda
  Umberto  I  a praticare la strada del project financing, non  trova
  oggi  riscontro per almeno due motivi: innanzitutto perché la legge
  nazionale  n.  296/2006 ha rifinanziato il  suddetto  art.  20;  in
  secondo  luogo,  perché  il  piano di rientro  e  la  rimodulazione
  avviata  della  rete  ospedaliera in Sicilia rendono  impraticabili
  diverse   previsioni  di  spesa  della  precedente   programmazione
  regionale,  con  conseguente liberazione di  risorse  economiche  e
  conseguentemente  quella  che appariva  una  strada  obbligata,  il
  project  financing, oggi appare una inutile ostinazione, tanto  più
  priva di sbocco alcuno secondo quanto fatto finora,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi per assicurare l'avvio dell'iter di costruzione  del
  nuovo  ospedale di Siracusa, valutando l'opportunità  di  desistere
  dalla  procedura di project financing per avviarne, secondo  quanto
  in premessa, il finanziamento con risorse integralmente pubbliche».
  (113)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella   provincia   di   Siracusa,  come  si   evince   dai   dati
  epidemiologici  disponibili  e dall'ultimo  rapporto  del  registro
  territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
  una  elevata  incidenza  di casi di mortalità  e  di  ricovero  per
  malattie tumorali;

   l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
  in    molti   settori,   presenta   gravi   lacune   nel   comparto
  dell'assistenza  oncologica, al punto da indurre una  significativa
  parte  dei  pazienti ad un rilevante fenomeno di  mobilità  passiva
  verso  province  limitrofe,  quali  Catania  e  Ragusa,  anche  per
  trattamenti di bassa e media complessità;

   nella  città di Siracusa è stato realizzato un hospice,  da  oltre
  due anni paradossalmente ultimato e non attivato a causa di carenze
  di  personale  e  di  indefinite  attribuzioni  di  competenza  fra
  l'azienda  USL  8,  a  cui  spetterebbe la  gestione,  e  l'azienda
  ospedaliera Umberto I di Siracusa, proprietaria della struttura;

   nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
  dell'Assemblea  regionale siciliana 'Servizi  sociali  e  sanitari'
  tenutasi  in data 7 gennaio 2009 la S.V. ha riferito, come  già  in
  precedente   occasione,  che  è  in  corso   lo   studio   per   la
  programmazione di una rete regionale per l'assistenza oncologica;

   la  legge nazionale n. 296/2006, art. 1, comma 796, lettera n), ha
  vincolato  la  somma di 100 milioni di euro ad  interventi  per  la
  realizzazione   di  strutture  residenziali  dedicati   alle   cure
  palliative, prevedendo altresì che il riparto delle suddette  somme
  é effettuato con riferimento alla valutazione dei bisogni relativi,
  fra  gli altri criteri, al superamento del divario Nord-Sud ma  che
  non risulta che la Regione siciliana abbia fatto richiesta di fondi
  a valere su tale disponibilità,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  per  rimuovere  le  suddette  cause  ostative  alla
  apertura  dell'hospice  di Siracusa, assicurandone  l'immediata  ed
  urgente attivazione». (114)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella   provincia   di   Siracusa,  come  si   evince   dai   dati
  epidemiologici  disponibili  e dall'ultimo  rapporto  del  registro
  territoriale di patologia, rispetto alle altre province si conferma
  un'elevata  incidenza  di  casi di  mortalità  e  di  ricovero  per
  malattie tumorali;

   l'offerta sanitaria della provincia di Siracusa, già insufficiente
  in    molti   settori,   presenta   gravi   lacune   nel   comparto
  dell'assistenza  oncologica, al punto da indurre una  significativa
  parte  dei  pazienti ad un rilevante fenomeno di  mobilità  passiva
  verso  province  limitrofe,  quali  Catania  e  Ragusa,  anche  per
  trattamenti di bassa e media complessità;

   al  fine  di  migliorare e razionalizzare l'offerta di  assistenza
  oncologica nella provincia di Siracusa, in data 22 dicembre 2006, i
  dirigenti  generali  dell'azienda USL 8 e dell'azienda  ospedaliera
   Umberto  I' di Siracusa hanno trasmesso all'Assessorato  regionale
  Sanità il progetto di un dipartimento oncologico interaziendale  di
  secodo livello, la cui istituzione pare tuttavia non aver  ricevuto
  l'approvazione del competente ispettorato regionale sanitario;

   nel corso della seduta della VI Commissione legislativa permanente
  dell'Assemblea  regionale siciliana 'Servizi sociali  e  sanitari',
  tenutasi in data 7 gennaio 2009, lo stesso Assessore per la  sanità
  ha    annunciato,   rimarcando   l'importanza   della   prevenzione
  oncologica, la predisposizione di un piano finanziario  a  sostegno
  delle attività relative nel territorio regionale;

   considerato che:

   non  essendo chiaro con quali criteri ed in quale misura  verranno
  assegnate  le  risorse  a  sostegno delle attività  di  prevenzione
  svolte  anche  dalle associazioni private che operano nella  nostra
  Regione  all'interno del citato programma di sostegno alle attività
  di prevenzione oncologica;

   non   essendo   ancora  chiaro  lo  stadio  di   definizione   del
  summenzionato dipartimento oncologico interaziendale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  definire  la rete di assistenza oncologica citata nella  seduta
  della  VI  Commissione  legislativa  permanente  dell'ARS  'Servizi
  sociali  e  sanitari'  in data 7 gennaio 2009  e,  segnatamente,  a
  procedere   alla   urgente  e  inderogabile  realizzazione,   nella
  provincia  di  Siracusa,  di  una  struttura  per  il  servizio  di
  radioterapia;

   a  definire il servizio in oggetto perché possa essere erogato  in
  tempi stretti». (115)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che, in conformità agli obiettivi di potenziamento  della
  prevenzione  e  dell'educazione  sanitaria  secondo  le  'Linee  di
  indirizzo nazionali per la salute mentale' di cui all'accordo nella
  Conferenza unificata del 20 marzo 2008 tra il Governo, le regioni e
  le  autonomie  locali, la Regione promuove la salute mentale  nella
  comunità,  anche attraverso i servizi finalizzati  ai  percorsi  di
  ripresa,

                   impegna il Governo della Regione

   a dare attuazione, attraverso le aziende unità sanitarie locali ed
  ai  dipartimenti  di  salute mentale, agli specifici  indirizzi  di
  intervento  delle  'Linee'  di  cui al  comma  1,  con  particolare
  riferimento  ai  percorsi di cura ed ai nuovi  LEA  per  la  salute
  mentale,   al   sostegno   abitativo,  all'inclusione   sociale   e
  lavorativa, agli interventi per l'infanzia e l'adolescenza, per  la
  popolazione  carceraria,  per i soggetti  della  multiculturalità».
  (116)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  VI Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale
  siciliana  'Servizi sociali e sanitari', a seguito  dell'audizione,
  avvenuta il 30 settembre 2008, della società italiana di nefrologia
  e  della nota dell'ANED esaminata nella seduta del 14 ottobre 2008,
  ha  preso  atto dello stato complessivo del settore nefrologico  in
  Sicilia e dei servizi per i pazienti dializzati;

   ritenuto che la crescita stimata per i prossimi anni della domanda
  di  servizi sanitari per patologie renali richiede un potenziamento
  della prevenzione ed un adeguamento dell'offerta sanitaria in  tale
  ambito  terapeutico  compatibilmente  con  le  previsioni   e   gli
  obiettivi del piano di contenimento e riqualificazione del servizio
  sanitario regionale;

   tenuto conto che occorre in particolare:

   1.  una U.O. di nefrologia e dialisi ogni 450 mila abitanti ed  un
  ambulatorio  nefrologico ogni 50/100 mila abitanti  a  seconda  del
  bacino di utenza;
   2.  alleviare  il  disagio psicosociale dei pazienti  e  dei  loro
  familiari;
   3.  valorizzare l'importanza della dialisi serale e domiciliare  e
  dei  controlli  sulla  qualità delle dialisi  secondo  linee  guida
  prestabilite;
   4.  rafforzare  il potenziamento della prevenzione delle  malattie
  renali e di tutte quelle patologie che portano alla necessità di un
  trapianto  renale,  nonché l'incremento dell'attività  di  prelievo
  d'organi  al fine di elevare la qualità di vita dei pazienti,  cosa
  che  tra  l'altro  abbasserebbe di molto i costi  della  sanità  in
  Sicilia,

                   impegna il Governo della Regione

   a  potenziare  i  servizi  territoriali di  nefrologia  e  dialisi
  secondo  quanto  rilevato in premessa, e ad  attivare  il  registro
  regionale per le patologie nefrologiche e per i soggetti dializzati
  e  trapiantati  renali nonché ad attivare la commissione  regionale
  permanente  per  la  dialisi, anche al  fine  di  realizzare  utili
  interventi di prevenzione finalizzati alla diminuzione della futura
  domanda  di servizi nefrologici e di dialisi, pur nel rispetto  dei
  vincoli  previsti  dal piano di contenimento e di  riqualificazione
  del SSR 2007-2009». (117)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   da  diversi  mesi  le  opere relative alla costruzione  del  nuovo
  presidio   ospedaliero  di  Marsala,  sito  in  contrada  Cardilla,
  risultano ultimate;

   i  locali  del  medesimo sono stati arredati in  ogni  sua  parte,
  comprese le sale operatorie e le apparecchiature per la diagnostica
  strumentale  come  la  TAC (tomografia assiale  computerizzata)  di
  ultima generazione;

   in  data  23  marzo 2009 è stata convocata apposita conferenza  di
  servizi,  da  parte  del  sindaco  di  Marsala,  alla  quale  hanno
  partecipato i vertici dell' azienda unità sanitaria locale n. 9  di
  Trapani,  rappresentanti del genio civile e del comando provinciale
  dei vigili del fuoco ;

   dalle  conclusioni  della  conferenza  succitata,  si  evince  che
  risulterebbero ancora non rilasciati: il certificato di  conformità
  strutturale ed il certificato antincendio;

   considerato che:

   le condizioni dell'immobile del  San Biagio' di Marsala sono ormai
  insostenibili per una struttura ospedaliera funzionante, alla  luce
  dei  crolli ricorrenti di calcinacci - l'ultimo dei quali  avvenuto
  il  giorno  21 marzo 2009 - e di tutti gli altri limiti  funzionali
  tanto  da  rendere concreto il rischio della chiusura del nosocomio
  nelle more del trasferimento nei nuovi locali;

   il sopralluogo effettuato da una delegazione di deputati regionali
  del  Partito Democratico il 23 u.s. ha riscontrato tale paradossale
  ed incredibile situazione,

                   impegna il Governo della Regione
                 e per esso l'Assessore per la sanità

   a  sollecitare  gli enti preposti al rilascio delle certificazioni
  de  quo  affinché possa essere nel più breve tempo  possibile  reso
  esecutivo  il  trasferimento del vecchio presidio  ospedaliero  San
  Biagio di Marsala presso il nuovo presidio di contrada Cardilla;

   a  vigilare sulle procedure fin qui seguite al fine di evitare che
  possano   ripetersi  situazioni  di  'impasse'   amministrativa   e
  lungaggini  burocratiche  e col preciso intento  di  assicurare  ai
  cittadini un servizio sanitario degno di un paese civile». (118)

                         L'Assemblea regionale

   premesso che:

   i  recenti  e  drammatici  fatti verificatisi  nella  Sicilia  sud
  orientale   hanno   evidenziato  l'assoluta   inadeguatezza   delle
  politiche  e  delle iniziative regionali in materia di  prevenzione
  del randagismo e di anagrafe canina;

   si  rileva  una  stridente differenza tra  quanto  dichiarato  dal
  sottosegretario,   on.  Martini,  a  proposito  dei   trasferimenti
  disposti  in  favore della Regione siciliana e gli impegni  assunti
  dall'Assessorato  regionale  Sanità,  che  solo   recentemente   ha
  impegnato  e  in  parte assegnato, attraverso  bandi,  meno  di  un
  milione  di  euro ai comuni, consorzi di comuni, aziende  sanitarie
  locali e associazioni di volontariato;

   rilevato che tale stridente differenza lascia supporre che ingenti
  risorse statali siano andate perdute nei meandri delle perenzioni;

   considerato che:

   l'ispettorato   veterinario  dell'Assessorato   regionale   si   è
  contraddistinto  per ripetuti episodi d'inerzia,  addirittura  allo
  scopo  di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti
  destinate alla prevenzione del randagismo;

   tale  inerzia e tale disinvolta gestione hanno anche portato danni
  all'immagine   turistica   della   Regione   e   alla    visibilità
  dell'amministrazione,

                   impegna il Governo della Regione

   a  fornire  una  puntuale  elencazione dei trasferimenti  ricevuti
  dallo  Stato e un'esaustiva rendicontazione degli impegni  assunti,
  delle relative finalità e dei destinatari;

   a  verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi
  abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati;

   ad  accertare  e a perseguire le responsabilità amministrative  ed
  omissive   di  quanti  hanno  determinato,  nel  tempo,   l'attuale
  condizione  di disastro nella gestione della lotta al  randagismo».
  (119)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la   celiachia  è  un'intolleranza  permanente  al  glutine,   una
  patologia  inguaribile  per  la cui cura  è  necessaria  una  dieta
  aglutinata  rigidissima  che  escluda dall'alimentazione  frumento,
  segale,  orzo e altri tipi di cereali e, ovviamente, i prodotti  da
  essi derivati, quali pane, pasta, biscotti ecc.;

   data l'elevata prevalenza di nuovi casi annualmente diagnosticati,
  sia  in  età  adulta che in età pediatrica, la malattia  celiaca  è
  stata inserita nell'elenco delle malattie croniche;

   ricordato che:

   il  40  per  cento  dell'alimentazione umana  è  rappresentato  da
  carboidrati,  per  cui  i  celiaci, senza l'aiuto  economico  della
  Regione  e  con  il  notevole  rincaro dei  prezzi  degli  alimenti
  prescrivibili,    patirebbero una particolare difficoltà;

   ad  oggi permane una disparità di trattamento fra i celiaci uomini
  e  donne  poiché per queste ultime è previsto un contributo mensile
  inferiore di circa 40 euro rispetto agli uomini;

   tale  discriminazione  trae  origine dagli  standard  relativi  ai
  livelli  di  assunzione raccomandati (LARN) riferiti al  fabbisogno
  della  popolazione sana, e non certo applicabili tout court a  chi,
  come   il   celiaco,   soffre   dalla   cosiddetta   sindrome    di
  malassorbimento;

   ricordato, altresì, che:

   a   causa  dell'aumento  dei  prezzi  dei  prodotti  in  commercio
  consentiti  ai celiaci, le famiglie sono obbligate a  integrare  il
  budget  di spesa per l'alimentazione speciale con una quota  sempre
  più onerosa;

   considerato che:

   i  costi  a  carico del celiaco non riguardano solo la  spesa  per
  l'alimentazione ma anche quella per gli esami specialistici, poiché
  l'inattivazione  dei  centri regionali di riferimento  è  causa  di
  difformità nelle applicazioni di formule esentive che, nel  dubbio,
  come detto, caricano sul bilancio familiare di ciascun paziente;

   i  temi  ora  illustrati sono stati più volte posti all'attenzione
  dei   parlamentari  attraverso  interrogazioni   e   audizioni   in
  commissione  'Servizi sociali e sanitari', e che questi  interventi
  non hanno però, ad oggi, ottenuto un riscontro positivo,

                   impegna il Governo della Regione

   affinché,  mediante la convocazione a breve termine di  un  tavolo
  tecnico  che  veda almeno la partecipazione sinergica di  referenti
  dell'Assessorato   e   rappresentanti  dell'associazione   italiana
  celiachia  (Sicilia  onlus), si possa giungere alla  ridesignazione
  degli  aspetti  più rilevanti evidenziati nei punti in  premessa  e
  ottenere  la soluzione delle problematiche connesse alla  patologia
  dei soggetti affetti da morbo celiaco». (120)

   Onorevoli  colleghi,  informo  che gli  ordini  del  giorno  testé
  comunicati  sono  attinenti  alla materia  sanitaria  e,  pertanto,
  vengono  posti in votazione subito, mentre altri ordini del  giorno
  presentati  saranno  comunicati e posti in votazione  nella  seduta
  successiva.

   Così resta stabilito.

   Si passa all'ordine del giorno n. 82.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo dichiaro di accettarlo come raccomandazione.

   Si passa all'ordine del giorno n. 96.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo dichiaro di accettarlo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 98.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ieri  sera,  a
  proposito di un emendamento presentato dall'onorevole Leontini, che
  tendeva a dare continuità lavorativa ai dipendenti dei registri per
  i tumori, è emersa quella che io ritengo un'incongruenza.
   Capisco  e  do atto all'assessore di essersi impegnato  fortemente
  per  portare  a  compimento un disegno di legge  importante,  quale
  quello  del riordino delle strutture sanitarie in Sicilia. Obietto,
  però,   nel   valutare  i  singoli  emendamenti   presentati,   una
  semplificazione  nel  definire norme che  attengono  al  personale,
  perché  sia  l'emendamento dell'onorevole Leontini sia  quello  che
  avevo presentato io insieme ad altri, non miravano ad introdurre un
  ulteriore carico di personale nel sistema sanitario, ma piuttosto a
  consentire  all'assessorato ed alle singole strutture  di  attivare
  anche  in Sicilia - come è avvenuto in quasi tutte le altre regioni
  italiane   -  procedure  di  stabilizzazione,  tenendo  ferme   due
  questioni:  i  requisiti  previsti  dalla  normativa  nazionale   e
  l'invarianza di spesa, materia già contenuta nelle norme  nazionali
  ma  che é ancora più cogente in una regione che ha sottoscritto  un
  piano di rientro.
   Ritengo,  quindi,  che l'Assemblea abbia commesso  un  errore:  il
  Governo   e   la  Presidenza  non  hanno  valutato  a   sufficienza
  l'opportunità di inserire queste normative.
   Ora,  a  proposito dell'ordine del giorno numero  98,  chiedo  che
  venga  posto  in  votazione e non accolto come  raccomandazione,  e
  chiedo   all'assessore  di  fare  una  verifica  per  valutare   se
  l'attivazione  di queste procedure da parte dell'assessorato  debba
  essere normata per legge o no. Perché, qualora fosse necessaria una
  norma  di legge, chiederei già all'assessore di proporla, cosa  che
  io farò per parte mia, nel disegno di legge della finanziaria.
   La norma che ho presentato - e vado rapidamente alle conclusioni -
  riguarda  la  possibilità che, ripeto, in tutte  le  altre  regioni
  italiane   è   stata   varata,  di  estendere   le   procedure   di
  stabilizzazione  al  personale  della  dirigenza  medica  sanitaria
  veterinaria.
   Si  tratta  di  persone che operano da anni nel sistema  sanitario
  siciliano,  che  danno un contributo importante,  che  hanno  avuto
  accesso nel settore pubblico, attraverso selezioni pubbliche, sulla
  base dei titoli posseduti ed assolvono ad un ruolo importante.
   In più, e mi appello alla sensibilità dell'assessore, sono persone
  alle  quali, al pari dei loro colleghi delle altre regioni,  avendo
  maturato  i requisiti e, ripeto, senza alcun aggravio di spesa  per
  le  strutture sanitarie pubbliche, deve essere data la  possibilità
  di stabilizzazione senza ulteriori passaggi.
   Ho  sollevato lo stesso problema con un altro ordine  del  giorno,
  approvato  dall'Assemblea in assenza dell'assessore, per  i  medici
  veterinari.  L'assessore,  in  altra  circostanza,  ha   assicurato
  l'impegno  a  risolvere questo problema, perché anche i  veterinari
  utilizzati dalle ASL hanno, fra l'altro, un rapporto di  lavoro  al
  limite della legittimità.
   Colgo  l'occasione  per sollecitare l'assessore e,  possibilmente,
  per  avere assicurazione ulteriore in tal senso rispetto  a  questi
  temi,  che,  da  parte  sua, ci sarà nelle  prossime  settimane  un
  impegno  adeguato per regolarizzare la materia ed offrire a  queste
  persone una prospettiva di stabilizzazione.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo  dichiaro  di  accettare l'ordine del  giorno  n.  98  come
  raccomandazione.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo  che
  l'ordine  del  giorno n. 98 venga posto in votazione,  a  meno  che
  l'assessore  non dia una spiegazione per cui ritiene  che  un  voto
  dell'Assemblea sia contraddittorio con quello che pensa lui.
   L'emendamento è stato dichiaro ieri inammissibile perché  trattava
  di  personale;  adesso  si tratta di una  misura  che  deve  essere
  attivata.  L'assessore  deve  precisare  se  deve  essere  attivata
  attraverso  una  norma di legge o se, invece, può  essere  attivata
  attraverso  una delibera di Giunta e così le procedure  conseguenti
  che  prevedono  la definizione delle linee guida, l'indirizzo  alle
  strutture  sanitarie,  la procedura autorizzativa  che  l'assessore
  conosce  molto  bene  perché  è stata  attivata  per  il  personale
  paramedico nel settore sanitario.
   Io  ritengo  che debba essere stabilito un termine, opportunamente
  sessanta giorni per l'attivazione, o attraverso una norma o con  un
  indirizzo autonomo da parte dell'assessore.
   Se c'è un'obiezione dell'assessore, desidero conoscerla e desidero
  che la conosca l'Aula.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi impegno, raccordandomi con i miei uffici, a verificare
  l'attivazione  di  questo  percorso di stabilizzazione,  anche  con
  riferimento alle categorie indicate dall'onorevole Panarello.
   Quindi,  entro la data che ci viene data, preliminarmente  dovremo
  attivare   queste   verifiche  per  vedere  se  le   procedure   di
  stabilizzazione sono, nell'ordine, compatibili con il blocco  delle
  assunzioni,  compatibili  con  la  normativa  nazionale  e,   fatte
  preliminarmente queste verifiche, ci impegniamo ad  affrontare  con
  un  percorso  normativo o amministrativo la questione  nei  termini
  auspicati dal proponente.

   PRESIDENTE.  Con  le precisazioni dell'assessore Russo,  pongo  in
  votazione l'ordine del giorno n. 98. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 99. Lo
  pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, mi riporto alle
  stesse   considerazioni  svolte  in  precedenza  e  mi  impegno   a
  verificarne la fattibilità.

   PRESIDENTE.  Con  le  considerazioni svolte dall'assessore  Russo,
  pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 99.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 101. Il
  parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Mi rimetto all'Aula.

   D'ANTONI.  Chiedo che l'ordine del giorno n. 101  venga  posto  in
  votazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 103. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 104. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 105. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 108. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 109.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  questo
  sia  uno  dei pilastri fondamentali della nuova riforma che  ci  si
  accinge  a  portare  avanti in quanto non è  vero  che  i  ricoveri
  inappropriati si risolvono solo nel territorio, si risolvono  anche
  all'ingresso di ogni ospedale.
   Infatti,  se  all'ingresso  di  ogni ospedale,  soprattutto  negli
  ospedali  più grandi, si mettono i medici di pronto soccorso  nelle
  condizioni  di  avere quegli ausìli di diagnosi che  impediscono  i
  ricoveri  inappropriati, raggiungiamo un duplice  effetto:  rendere
  più confortevole la vita per i pazienti e per i cittadini stessi  e
  produrre un risparmio economico di una certa importanza.

   MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
  del giorno n. 109.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 109. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 113.

   MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
  del giorno n. 113.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,
  dal  2004  c'è  in  ballo  la costruzione  del  nuovo  ospedale  di
  Siracusa,  partita  in  un  momento di difficoltà  finanziaria,  di
  carenza  di  fondi pubblici. L'azienda ospedaliera  Umberto  I'  ha
  avviato  la procedura di project financing, procedura assistita  da
  un  contributo pubblico determinato dalla Giunta regionale a valere
  sui  fondi della legge 67/888, articolo 20, di circa 51 milioni  di
  euro.
   In  realtà, però, la procedura si è arenata. Il Nucleo tecnico  di
  valutazione  di  finanza  e  progetto  presso  la  Presidenza   del
  Consiglio  dei Ministri ha espresso contrarietà, sia in  ordine  al
  piano  finanziario  sia  in  ordine  alla  valutazione  complessiva
  dell'operazione.
   Nel  frattempo, è nostra opinione che le motivazioni  che  avevano
  indotto  l'azienda  a scegliere questa strada sono,  probabilmente,
  venute  meno  in  quanto  la rimodulazione della  rete  ospedaliera
  consente  la  liberazione di risorse a valere  su  quel  piano  del
  dicembre  2006,  articolo  20  e,  inoltre,  nel  2006,  la   legge
  finanziaria nazionale 296 ha rifinanziato l'articolo 20; quindi, da
  un  lato  quella  procedura  si trova arenata,  dall'altro  avrebbe
  comunque  comportato oneri finanziari giudicati incongrui da  parte
  del Nucleo di valutazione di finanza e progetto pur avendo, secondo
  le nostre valutazioni, risorse pubbliche disponibili.
   Quindi,  l'invito  è  affinché il Governo si attivi  valutando  la
  possibilità  di  fare  una  ricognizione  per  avviare  l'integrale
  finanziamento dell'ospedale, che da anni è diventato  un  punto  di
  mancanza  della  collettività siracusana e di impegno  a  metà  del
  Governo  regionale, che non l'ha finora portato a termine. Potrebbe
  essere  questa  la  volta buona. Pertanto chiediamo  al  Governo  e
  all'assessore di prendere impegno e di intervenire.

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo,  dichiaro  di accettare l'ordine del giorno  n.  113  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 114. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo,  dichiaro  di accettare l'ordine del giorno  n.  114  come
  raccomandazione.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, chiedo di  apporre  la  firma  agli
  ordini  del  giorno numeri 114 e 115, così come a tutti gli  ordini
  del giorno aventi riguardo alla città di Siracusa.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno n. 115. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo,  dichiaro  di accettare l'ordine del giorno  n.  115  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 116. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 117. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo,  dichiaro  di accettare l'ordine del giorno  n.  117  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 118. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO,  assessore  per la sanità. Signor Presidente,  a  nome  del
  Governo,  dichiaro  di accettare l'ordine del giorno  n.  118  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 119. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 120. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  precisare che, per maggiore chiarezza del testo, a mio  avviso
  sarebbe  utile,  in  fase  di  coordinamento  del  testo  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, aggiungere  all'articolo
  21,  comma  2,  del disegno di legge le parole  le  aziende   prima
  dell'ultima frase. Questo perché, da parte di alcuni, si è avuto il
  timore  di  una  interpretazione errata: l'interpretazione  che  le
  unità di controllo di gestione potessero svolgere anche attività di
  controllo del rischio clinico. Così non è.
   A   tale  scopo  ho  presentato  apposito  emendamento  ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi comunico che sono stati  presentati
  i  seguenti emendamenti, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
  interno:

   - dall'onorevole Leontini:

   -  emendamento 117.3:
   «Ovunque  ricorra  l'espressione   Aziende  ospedaliere  di   alta
  specializzazione   la stessa è sostituita dalla  seguente   Azienda
  ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione »;

   -  emendamento 117.4:
   «All'articolo  2,  comma 4, lettera a) dopo  la  parola   servizi
  aggiungere le parole  sanitari e »;

   emendamento 117.5:
   «All'articolo 3 si propone la seguente riscrittura dei commi  3  e
  4:
    3.  Il  piano  sanitario regionale ha durata  triennale.  Esso  è
  approvato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
  della  giunta  regionale,  acquisito  il  parere  vincolante  della
  competente Commissione legislativa dell'ARS.
   Con  le  stesse modalità si procede all'approvazione di  eventuali
  modifiche  che si rendessero necessarie entro i tre anni della  sua
  vigenza.
   4.  In  sede di prima applicazione il piano sanitario regionale  è
  approvato  con la procedura di cui al comma 3 entro 240  gg.  dalla
  data di approvazione della presente legge .»;

   emendamento 117.6:
   «All'articolo 8, è soppresso il comma 5;
   -  al  comma 7, lettera a) sostituire le parole  aziende sanitarie
  provinciali    con  le  parole   aziende  del  servizio   sanitario
  regionale »;

   - emendamento 117.7:
   «All'articolo   9,   lettera   f)   sostituire   le   parole    al
  funzionamento  con le parole  per l'espletamento »;

   emendamento 117.8:
   «All'articolo  14 bis  -  Distretti sanitari  - comma  4,  lettera
  d),   sono   soppresse  le  parola   uffici  del  dipartimento   di
  prevenzione »;

   - dall'onorevole Oddo:

   emendamento 117.1:
   «Aggiungere  dopo le parole  di bilancio  le parole  in  relazione
  alle risorse negoziate ».

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 117.2:
   «All'articolo  21,  comma  2,  prima dell'ultima  frase   attivano
  altresì  le  procedure di governo clinico anche  per  contenere  il
  rischio    clinico   connesso   all'espletamento   delle   funzioni
  sanitarie , inserire le parole  le aziende ».

   Si passa all'emendamento 117.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Specifico  che  in  questo modo sono ricomprese tutte  le  aziende
  sanitarie soggette a controllo.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non discuto  sul
  nome  che viene assegnato, vorrei però fare rilevare che il normale
  cittadino  identifica l'organizzazione delle aziende sanitarie  con
  una sigla: prima erano le USL, oggi sono le AUSL.
   Così  come  le  stiamo per chiamare dovremmo dire  ASR',  possiamo
  trovare  una  terminologia  semplice.  Nel  linguaggio  comune  del
  cittadino medio, l'azienda sanitaria provinciale si capiva che  era
  l'ASP,  era  facile  da comunicare. Così non  capisco  come  la  si
  comunichi.
   La mia osservazione potrebbe sembrare banale, ma non lo è.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei pensa che ancora adesso, a
  quindici  anni  circa  dalla  riforma  sanitaria,  i  cittadini  le
  chiamano ancora USL, non credo che servirà a qualcosa.
   In  questo  modo  le  comprendiamo tutte  ed  evitiamo  confusione
  legislativa.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.6. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.8, con la precisazione che si tratta
  soltanto  di un errore materiale, riferendosi ancora ad uffici  del
  Dipartimento di prevenzione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  De  Benedictis, non occorre votare il suo  emendamento,
  presentato   sempre  a  norma  dell'articolo  117  del  Regolamento
  interno,  in  quanto  se  ne terrà conto in sede  di  coordinamento
  formale del testo del disegno di legge.
   Si passa alla votazione finale del disegno di legge.

   RUSSO,   assessore   per  la  sanità.  Chiedo   di   parlare   per
  dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, con un pizzico di commozione, ma con grande soddisfazione
  prendo  la  parola  in questo momento importante  che  vede  l'Aula
  definire  con la votazione un percorso iniziato alcuni  giorni  fa,
  qualche settimana fa per me, e per la Commissione qualche mese  fa.
  Un  percorso molto faticoso, per certi aspetti incidentato, ma  che
  ha portato il Governo e quest'Aula ad affrontare un tema importante
  per tutti i cittadini siciliani.
   Abbiamo  tutti  insieme condiviso un momento di confronto  che  ha
  arricchito  un testo che risponde al meglio alle attese dei  nostri
  concittadini, un testo realmente innovativo, riformatore del nostro
  sistema  sanitario regionale. Da tempo c'era la necessità di  porre
  mano  a  questa  riforma  ed  oggi ho il  privilegio,  l'onore,  di
  chiedere  a  quest'Aula il voto finale al provvedimento, l'auspicio
  di un voto favorevole, e lo chiedo a tutti i parlamentari.
   Il  percorso  è stato contraddistinto da momenti di  tensione,  mi
  piace adesso definirli  momenti di accesa dialettica , su questioni
  non  di poco conto in cui talvolta è prevalso il giusto, legittimo,
  interesse  territoriale, ma alla fine credo che il testo di  legge,
  come  emendato dai tanti apporti che ci sono stati in Aula, sia  un
  testo  che risponde al meglio all'interesse generale, che è  quello
  che  il  Governo,  e l'Assessore, ha sempre perseguito  con  grande
  umiltà, ma con altrettanta determinazione e chiarezza di obiettivi.
   Ci  siamo  confrontati - perché no, scontrati -, su quale  dovesse
  essere il modello da scegliere per la nostra Regione. Abbiamo avuto
  occasione  per  confrontare  diverse  opzioni;  alla  fine,   forse
  tardivamente  -  ma  meglio  tardi che  mai  -,  siamo  riusciti  a
  condividere  un  progetto di riforma tutto interno,  tutto  nostro,
  tutto siciliano, che credo faccia onore.
   Io  ritengo  che  nel  momento in cui si  chiede  il  voto  finale
  all'Aula,  debba  essere brevemente ripercorso il testo  nelle  sue
  caratteristiche fondamentali.
   Per  la  prima  volta, credo, la programmazione, gli obiettivi,  i
  controlli,  la  responsabilità e le  sanzioni  hanno  costituito  i
  pilastri  su cui si è edificato questo nuovo disegno di  legge;  un
  disegno di legge che, tra qualche minuto, auspicabilmente diventerà
  legge  della  Regione, che cambia la fisionomia del nostro  sistema
  mettendo  mano a quell'aspetto che, purtroppo, rendeva  la  Regione
  siciliana  ultima tra le regioni d'Italia. La Regione siciliana  ha
  speso,  e ha speso troppo, per l'ospedale, e ha speso troppo  poco,
  spesso in violazione dei parametri nazionali, per il territorio.
   Oggi  abbiamo  disegnato un nuovo modello affidando la  governance
  della  funzione  ospedaliera  e  della  funzione  territoriale   ad
  un'unica  testa, ad un'unica regia, pur nell'autonomia che  abbiamo
  disegnato all'interno della struttura.
   Credo  che  questo  modello risponda al meglio alle  esigenze  che
  avevamo colto; credo che abbiamo fatto davvero un buon lavoro.
   Qualcuno  dice  che  abbiamo  aumentato  le  poltrone,  mi   piace
  smentirlo  con i dati, con i fatti; abbiamo diminuito le  poltrone,
  le cosiddette  poltrone' che sono tali se chi ci sta sopra esercita
  un  potere, non nell'interesse del cittadino ma per altre finalità;
  se  le poltrone sono il supporto di bravi dirigenti, vuol dire  che
  abbiamo  messo  su una struttura capace di dare risposte  ai  tanti
  bisogni  delle  persone che spesso si perdono nel  complesso  mondo
  della burocrazia sanitaria.
   Le  poltrone le abbiamo diminuite, piaccia o non piaccia è un dato
  oggettivo, abbiamo semplificato il sistema, quantificheremo a breve
  i  tanti  risparmi oggettivi per aver eliminato ben 12   centri  di
  costo'.  Ma  le grandi risorse che scaturiranno dall'ottimizzazione
  delle  risorse  sono il grande tesoro da cui attingeremo  per  dare
  nuovi  servizi,  per  dare  nuove e più appropriate  ed  efficienti
  risposte ai nostri concittadini.
   Questo  è un lavoro che forse all'inizio sembrava impossibile,  mi
  piace  dire  che  è  stato soltanto difficile  da  svolgere,  e  se
  dall'impossibile siamo passati al difficile questo è  stato  frutto
  certamente  dell'impegno del Governo, del presidente Lombardo,  che
  ringrazio   per  il  sostegno  continuo  che  ha  dato   all'azione
  dell'Assessorato  impegnato  in una complessa,  faticosa  opera  di
  messa  a  fuoco  dei  problemi  e di ricerca  delle  soluzioni  più
  appropriate;  una  ricerca che non è stata  mai  monopolistica  nel
  senso che la risposta apparteneva soltanto all'Assessorato. Spesso,
  se è apparso così, è perché le risposte le abbiamo volute ricercare
  innanzitutto  sul piano tecnico, sul piano razionale, sapendo  bene
  che  ci  sarebbe  stato anche un momento politico per  proporre  un
  progetto.
   Noi   questo  progetto  l'abbiamo  proposto,  l'abbiamo   esposto;
  all'inizio non ha incontrato il favore ma, grazie ad una dialettica
  che  comunque  voglio riconoscere è sempre stata  leale,  forte  ed
  accesa,  siamo  riusciti a far diventare quelle soluzioni  tecniche
  decisioni  politiche. E questa è la sede in  cui  il  Parlamento  è
  chiamato ad assumere una decisione politica nell'interesse di tutti
  i cittadini.
   Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero ringraziare per la
  straordinaria  opera di direzione di un lavoro  molto  difficile  e
  molto  complesso, nella consapevolezza che non basta una legge  per
  cambiare le cose.
   La   legge  adesso  deve  inverarsi,  sostanziarsi  in  atti,   in
  iniziative  che  devono camminare sulle gambe degli  uomini,  degli
  uomini  giusti  che dovremo chiamare ad applicare  questa  riforma.
  Altrimenti,  il  rischio è che rimanga soltanto una  riforma  sulla
  carta, e ciò sarebbe davvero un errore imperdonabile, innanzi tutto
  per  l'assessore per la sanità, che ha la responsabilità adesso  di
  concretizzarla e di attuarla.
   Chiudo  con  una  battuta: adesso per me inizia  il  vero  lavoro,
  quello  di  dare una risposta ai cittadini spesso insoddisfatti  di
  una  sanità  che non riesce a dare loro le risposte che  attendono,
  nonostante  nel  sistema svolgano la loro  professione  e  il  loro
  impegno  tanti bravissimi operatori, tanti bravissimi  medici,  che
  sono  mortificati nella loro professionalità da un sistema che  non
  funziona.  Credo  che  questa legge liberi  anche  questa  energia.
  Adesso si deve condividere nel quotidiano, nella normalità di  ogni
  giorno questo progetto di cambiamento.
   Adesso  tocca a tutti noi, agli operatori, dare vita alla riforma,
  concretizzarla. E questo sarà il mio impegno.
   Con questo auspicio non posso che ringraziare tutti i deputati per
  il  lavoro  svolto, l'Assemblea, il Parlamento, anche l'opposizione
  che ha dato un contributo molto importante. Un'opposizione che si è
  confrontata sui fatti e nei fatti, sulle proposte. E il  fatto  che
  molti   emendamenti  siano  stati  accolti  anche  con  il   parere
  favorevole  del Governo, sta a dimostrare che c'era  l'apertura  da
  parte  di  quest'ultimo  per consentire che  una  riforma  di  tale
  portata  nascesse  con  il contributo di tutti,  senza  distinzione
  alcuna.
   Il  mio  ringraziamento, pertanto, e l'auspicio di un voto  finale
  sereno da parte di tutti per questa legge che credo rappresenti  un
  punto di svolta, di onore per l'intero Parlamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli Cimino,
  Gentile e Mineo hanno chiesto congedo per le sedute di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
                               di legge
   «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, devo constatare che, fino  ad  oggi
  una  cosa, non è stato in grado di risolverla, l'acustica di questa
  Aula:  è  impossibile  poter svolgere con  serenità  il  lavoro  di
  ascolto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  se  fosse  stato  un  problema
  semplice  lo avremmo già risolto. Comunque sia, in questa Aula  non
  c'è mai silenzio.

   CRACOLICI. Mi creda, signor Presidente, non è solo un problema  di
  silenzio.
   Io  ho ascoltato l'intervento dell'assessore, e lo ringrazio anche
  per le parole che ha usato nei confronti dell'opposizione. Rispondo
  che  se non ci fosse stato il Partito democratico, in questi  mesi,
  probabilmente   lei  non  sarebbe  oggi  qui  a  discutere   questo
  provvedimento;  forse non sarebbe neanche più a  fare  l'assessore.
  Infatti, se c'è una cosa chiara che emerge da questa vicenda, è  il
  fatto che tanti soggetti hanno recitato più parti in commedia.
   Su  una cosa il Gruppo del Partito Democratico ha tenuto un  punto
  politico  chiaro,  netto, nitido: non aspettando  il  Governo,  non
  aspettando la maggioranza, ma depositando nel mese di luglio  dello
  scorso  anno,  dopo  qualche giorno che si  era  inaugurata  questa
  legislatura,  un disegno di legge che affermava un punto  di  vista
  sul  modello da seguire, al di là del modello, delle questioni,  su
  quante aziende e come fare le aziende, se aziende separate, aziende
  integrate, territorio o ospedale.
   Signor Presidente, assessore Russo, noi siamo partiti da un  punto
  di  vista,  che  è quello che ci ha visti, nel luglio  del  2007  -
  allorquando lei non era neanche assessore e faceva un altro  lavoro
  -  ritenere  il  piano di riqualificazione e di contenimento  della
  spesa,  che allora venne sottoscritto da parte dell'ex Governo  con
  il Governo nazionale, una opportunità per la Sicilia.
   Qui  dentro  le forze politiche che hanno redatto e contribuito  a
  costruire  quel  piano,  in realtà l'hanno sempre  considerato  una
  minaccia per la Sicilia. E lo scontro che si è consumato in  questi
  mesi,  in  realtà, sta tutto qui: tra chi pensa che quel  piano  ci
  obbliga  -  e ci obbligava perché la sanità è stato il luogo  dello
  scempio  politico  e  della  cattiva  gestione  nei  confronti  dei
  cittadini -, a ripensare la sanità mettendo al centro non l'affare,
  non  il  controllo della sanità per acquisire il consenso politico,
  ma  ci  obbliga a provare a mettere al centro il cittadino, i  suoi
  problemi, le sue attese, la sua incertezza di avere un sistema  che
  gli   dia  garanzia.  Quel  piano  ci  offriva  e  ci  offre  delle
  opportunità.  E  la  vicenda delle aziende  non  è  mai  stata   ne
  facciamo  17, ne facciamo 12, ne facciamo 20 ,  non si trattava  di
  sorteggiare  un  numero  dal  bussolotto,  o  fare,  come  qualcuno
  sosteneva questa tesi - io ho sentito pure questa simpatica tesi da
  parte  di  qualche  collega della maggioranza che  sostiene  questo
  Governo  -:   il  piano prevede che dobbiamo  ridurre  le  aziende,
  perché questo era stato sottoscritto col Governo nazionale: siccome
  ne  abbiamo  29,  noi  ne facciamo 28 e così  abbiamo  risposto  al
  problema  che  ci  obbliga il piano, cioè al  vincolo  che  abbiamo
  sottoscritto .
   La  questione,  dunque, per alcuni, è stata sempre di  ridurre  al
  minimo gli aspetti che potessero, in qualche modo, riguardare  quei
  profili  di  cambiamento e di innovazione  di  cui  la  Sicilia  ha
  bisogno.
   Ecco   perché  noi  abbiamo  presentato  quel  disegno  di  legge,
  assessore,  non  per  un vezzo intellettuale, non  perché  volevamo
  arrivare primi, ma per dire:  attenzione, sulla sanità si gioca  un
  pezzo  della  riforma della Sicilia, di quella che può  essere  una
  nuova  stagione per questa Regione, che provi, in qualche  modo,  a
  spezzare   quei  legami  perversi  che  continuano,  purtroppo,   a
  determinare  e a pensare la sanità come luogo e come occasione  del
  controllo  e del consenso politico . Ed io, su questo,  faccio  una
  parentesi, la chiudo e ci ritorno tra qualche minuto.
   Non è un caso che, alla fine, al di là di tutte le barzellette che
  abbiamo  letto  sui  giornali, anche  con  accordi  di  maggioranza
  annunziati  che  duravano qualche minuto, l'unica  cosa  che,  alla
  fine, ha trovato un terreno comune, vero, di confronto tra le forze
  della sua maggioranza, assessore Russo, alla fine, è l'aritmetica.
   Lei può continuare a dire:  io smentisco, non è così ; ora provo a
  farli io i numeri.

   RUSSO, assessore per la sanità. Io sono abituato a parlare  con  i
  dati di fatto.

   CRACOLICI.  Ed  io  sono abituato a parlare con  le  parole  e  ad
  assumermi   la   responsabilità  delle  parole  che   utilizzo.   E
  l'aritmetica  è  questa:  di  fronte alla  prospettiva,  visto  che
  c'erano  29  aziende  che  davano  la  possibilità  di  nominare  e
  dividersi 87 funzioni apicali nel sistema sanitario siciliano,   la
  possibilità  di mettere mano a questo modello veniva  vissuta  come
  una minaccia.
   E allora, alla fine, qual è stato il punto di unione? Che dagli 87
  del  passato  si è passati - pur con le differenze certamente,  una
  parte delle nuove nomine riguarderà personale strutturato ma sempre
  in  una  logica politica, perché io vorrò vedere, poi, in concreto,
  come  si  attua  e  si  gestisce questa  riforma  -  a  109  nomine
  politiche  Di fatto, noi - mi scuseranno i funzionari delle  ASP  o
  delle  future  aziende  o  dei  distretti  sanitari  ospedalieri  -
  abdicheremo ad un sistema che, probabilmente, vedrà la loro qualità
  professionale  sporcata  dal fatto che la  selezione  arriverà  per
  criteri di appartenenza e di lottizzazione politica.
   Ecco perché, alla fine, ha tenuto questo pseudo accordo anche  se,
  in  questi  quattro  giorni, ne abbiamo viste  di  tutti  i  colori
  perché,  alla  fine  questa  riforma, comunque,  porta  a  casa  la
  possibilità che a ciascuno si potrà raccontare che c'è la  speranza
  che possa essere  nominato a qualcosa .
   Non è un caso che siete riusciti a fare anche un'altra operazione
  E  l'operazione  che si è fatta qual è? Sì, si fa  la  riforma,  ma
  siccome ci sono le elezioni europee, allora rinviamo l'applicazione
  della  riforma al primo settembre 2009  Sembra un fatto banale:  ma
  che  importanza ha? Primo settembre, primo luglio, 15 giugno, è  la
  stessa cosa
   No.  C'è una piccola differenza: quei 109 potenziali nominati,  da
  qui  al primo settembre, saranno almeno 1090, perché per ogni posto
  ci  saranno 10 aspiranti potenziali concorrenti ai quali sarà stato
  garantito che lui, o lei, sarà sicuramente in quel posto, tra i  10
  che concorrono  A tutti sarà detta la stessa cosa.
   Come   si   vede,   allora,  questa  riforma  sta  caratterizzando
  l'elemento che poi ha svilito la ragione dell'accordo politico, con
  la   p   minuscola, non maiuscola, che si è determinato  in  questa
  maggioranza.
   La   verità   è  che  questa  riforma  contiene  alcuni   elementi
  innovativi.  Essi non sono soltanto, o semplicemente, la  riduzione
  sostanziale delle aziende, come giustamente ha detto lei, Assessore
  -  e,  da  questo  punto  di vista, condivido l'affermazione,  come
  centri  di  costo  di  questa Regione -, ma la novità  della  legge
  consiste anche in quello che si è impedito di fare.
   Ad esempio, l'ulteriore immissione di 500 posti letto della sanità
  privata  nel sistema pubblico; ad esempio, la possibilità -  glielo
  dico   francamente,  assessore,  e  qui  non  ci   possono   essere
  infingimenti  -  che  quest'Aula si è determinata  con  un  voto  a
  scrutinio  segreto, sì  probabilmente non tutti hanno  il  coraggio
  della  battaglia frontale, per dire che nessuno dei manager che  ha
  guidato la sanità in questi anni può essere riconfermato, al di  là
  del  fatto  e  del dettaglio, meramente ormai formale. Infatti,  se
  siamo  a  questo  punto è perché abbiamo dovuto fare  un  piano  di
  rientro,  il  dato è che la sanità è uscita da qualunque  controllo
  della  spesa  e nessun direttore generale deve essere  riconfermato
  nella sua funzione.  Aria nuova, vita nuova .
   Così  come la possibilità di impedire, e siamo riusciti  a  farlo,
  quella norma che consentiva una sorta di buonuscita. Ed ancora,  le
  norme  che  hanno  visto  anche criteri  assolutamente  inediti  ed
  abbiamo  visto  le  reazioni ieri dell'onorevole  Dina,  quando  di
  fronte  alla possibilità di prevedere strutture e strumenti esterni
  al  controllo  della politica regionale, come l'autorità  nazionale
  dell'agenzia  nazionale o la possibilità di avvalersi  di  soggetti
  esterni,  qualificati, per valutare i manager del sistema sanitario
  siciliano, siamo riusciti ad introdurre princìpi valutativi che  in
  questa  Regione,  il  solo  fatto di averli  messi  in  una  legge,
  costituiscono un elemento di novità.
   Lo  abbiamo  potuto fare perché abbiamo tenuto un punto  politico,
  perché siamo riusciti, in qualche modo, ad affermare le ragioni  di
  una necessaria svolta di cui ha bisogno la Sicilia.
   Oggi  chiudiamo  questo  percorso con tanta  tribolazione.  Voglio
  dirlo  con  molta  nettezza: questo disegno  di  legge,  in  parte,
  contiene elementi per i quali il Partito Democratico ha contribuito
  a  determinarlo.  Ma  ci  sono anche le  ragioni  a  cui  ho  fatto
  riferimento   prima,  quando  ho  detto  che  la    ciccia'   della
  spartizione delle nomine costituisce, poi, il vero cemento  di  una
  maggioranza che non condivide nulla. Avete messo, oggi, una  pezza.
  La  verità è che sui problemi della Sicilia non c'è una cosa su cui
  la  pensate alla stessa maniera: formazione professionale bloccata,
  le vicende dei fondi FAS - e siamo nella situazione in cui siamo -,
  la  maggioranza  che  oggi  sostiene  il  Governo  Lombardo  è  una
  maggioranza, come questo Governo, non in grado di dare soluzione ad
  uno solo dei problemi che affliggono la Sicilia.
   Ci  avete  messo una pezza  Ma questa pezza l'avete costruita  con
  quella  logica. Pertanto non possiamo - e non merita questo disegno
  di  legge,  pur nell'apprezzamento di parti importanti -,  dare  il
  voto favorevole del Partito Democratico.
   Assessore,  lei  si appresta all'esperienza politica,  apprezziamo
  anche  il suo entusiasmo, la sua passione, la sua caparbietà; però,
  al  di  là delle leggi, le ricordo che leggi che affermavano  anche
  cose belle e importanti sono state approvate in questa Regione.
   C'è   poi   un   problema  di  gestione,  di  affermazione   nella
  quotidianità,  di vincere ogni giorno; noi staremo  a  guardare  se
  sarete capaci di vincere ogni giorno nella sfida del cambiamento  e
  dell'innovazione. Vi aspettiamo alla prova dei fatti
   Questo  disegno  di  legge,  al quale  abbiamo  dato  un  notevole
  contribuito  per portarlo fin qui, oggi ci vedrà fermi,  il  nostro
  voto  sarà contrario nell'attesa di vedere se, concretamente, anche
  quegli  aspetti  positivi  che  sono stati  prodotti  dalla  nostra
  battaglia  parlamentare, saranno in grado, dalla vostra gestione  e
  con  la vostra gestione, di contribuire a cambiare il sistema nella
  nostra Regione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ho  concesso   al   capogruppo
  dell'unico  Gruppo  parlamentare  dell'opposizione  maggior  tempo.
  Chiedo   agli   altri  colleghi,  quasi  tutti  appartenenti   alla
  maggioranza,  di  limitare  l'intervento  al  tempo  concesso   dal
  Regolamento.
   E'  iscritto  a  parlare, per dichiarazione di  voto,  l'onorevole
  Pogliese. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  sarò
  estremamente sintetico, la tranquillizzo subito, e impiegherò molto
  meno del tempo concessomi per le dichiarazioni di voto.
   Il   mio  capogruppo,  onorevole  Leontini,  avrà  il  tempo   per
  illustrare in maniera dettagliata la posizione ufficiale del Gruppo
  del PDL su questa tematica di fondamentale importanza.
   Mi  sembrava  doveroso intervenire oggi, nella consapevolezza  che
  stiamo  scrivendo una pagina molto importante, forse  storica,  non
  soltanto di quest'Aula parlamentare, ma della nostra Terra, laddove
  ci stiamo apprestando ad approvare la riforma del sistema sanitario
  regionale, che è il frutto di un confronto talvolta sfociato in uno
  scontro, anche molto aspro, pure nella stessa maggioranza,  che  ha
  riguardato   molto  spesso  i  mass  media,  nella  fase   iniziale
  quantomeno.
   Ma  in  queste  ultime  settimane è iniziato  un  nuovo  percorso,
  all'interno  del  quale tutto il centrodestra,  con  il  contributo
  importante   anche   dell'opposizione,   che   ci   sta    portando
  all'approvazione di questa importante riforma del sistema sanitario
  regionale.
   Ebbene,  credo  che oggi questo Parlamento stia dando  una  grande
  dimostrazione di responsabilità, grazie alla meritevole sintesi che
  si è trovata fra i due modelli che stavano alla base dei disegni di
  legge,  presentati dal Governo così come dal PDL, primo  firmatario
  l'onorevole Leontini.
   Entrambi  i  modelli,  come  ho avuto modo  di  esternare  durante
  l'intervento  di  qualche  settimana fa,  perseguivano  gli  stessi
  obiettivi, che erano quelli della razionalizzazione delle  risorse,
  della  eliminazione degli sprechi e della riduzione dei  centri  di
  costo, come è stato giustamente detto dall'assessore Russo. Modelli
  diversi che hanno trovato, però, una sintesi all'interno di  quanto
  è  stato  approvato  da questo Parlamento, concedendo  un'autonomia
  agli  ospedali,  seppure all'interno di una regia unica  attribuita
  alle ASP, ex ASL.
   Ecco  perché  io  credo che il testo esitato da questo  Parlamento
  risponda  a  quelle  esigenze di fondamentale importanza  percepite
  all'interno  del  Parlamento  ma  anche  all'esterno,   lo   voglio
  nuovamente   ribadire,  di  razionalizzazione  delle  risorse,   di
  contenimento  dei  centri  di spesa e di contenimento  anche  degli
  sprechi.
   Ecco perché preannunzio il mio voto favorevole a questo importante
  disegno  di legge che, ripeto, ha una valenza storica, non soltanto
  per questo Parlamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni ha chiesto congedo per
  le sedute di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
                               di legge
   «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)

   PRESIDENTE:  E'  iscritto  a parlare, per  dichiarazione  di  voto,
  l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  giudizio  da
  dare  a questa legge fondamentale non può prescindere dal fatto  che
  raramente  l'Assemblea  regionale  siciliana  si  è  confrontata  su
  riforme  così importanti nel corso degli ultimi quindici  anni.  Non
  tanto  perché  la  complessità in sé  della  legge  che  stiamo  per
  approvare  possa  rappresentare e circoscrivere nello  stesso  tempo
  l'importanza  della riforma, quanto perché l'argomento,  la  sanità,
  non   solo  per  la  Sicilia  ma  per  tutte  le  regioni  italiane,
  rappresenta  ormai, oltre che sotto l'aspetto economico anche  sotto
  l'aspetto sociale, uno degli argomenti più importanti e fondamentali
  della vita quotidiana.
   La  sanità rappresenta ben oltre il 60% delle risorse del bilancio.
  Quindi,  laddove  si interviene su una materia che tocca  da  vicino
  tutti i cittadini, tutti i siciliani, e li tocca da vicino non tanto
  per  il  tema  che  tratta, la salute, ma anche  e  soprattutto  per
  l'ammontare delle risorse che vi sono destinate, di per  sé  diventa
  un fatto epocale.
   Voglio  complimentarmi con il Parlamento nel  suo  insieme  perché,
  alla  fine, nonostante il lungo iter che è stato dibattuto,  che  ha
  interessato la stampa e che ha diviso per tanto tempo molti deputati
  e  diverse forze politiche - era ovvio che fosse così - sul  modello
  di riforma da portare avanti, alla fine si è trattato più che di una
  mediazione,  di un giusto equilibrio che mette al riparo  il  nostro
  sistema dalla possibilità di ulteriori tagli, dalla possibilità  che
  ci  sia  una scure che, discendendo dall'alto, con l'intenzione  del
  Governo  nazionale di tagliare i finanziamenti per le varie regioni,
  potesse metterci in difficoltà.

              Assume la Presidenza il Vicepresidente Oddo

   E'  una  riforma  che, alla fine, pone il sistema in  equilibrio  e
  deve essere un punto di partenza e non certamente un punto di arrivo
  perché  i  problemi  iniziano  da  oggi.  E'  da  oggi  che  bisogna
  dimostrare   la  capacità  di  mettere  a  regime  un   sistema   e,
  soprattutto,  la  volontà di alzare la testa, di non  essere  sempre
  succubi al diktat, che ci viene dall'alto, di risparmiare a tutti  i
  costi.
   Non  abbiamo  a che fare con la vendita di ortofrutta o  di  altro.
  Abbiamo  a che fare con la salute dei cittadini e soprattutto,  come
  siciliani, ci dobbiamo, una volta per tutte, rendere conto  che  noi
  non spendiamo più degli altri.
   Lo  dico  da  sempre. Lo dico in ogni intervento: non  è  vero  che
  spendiamo   più   delle  altre  regioni.  Spendiamo  male    Abbiamo
  utilizzato male le nostre risorse, dobbiamo utilizzarle meglio; però
  dobbiamo sottrarci alla sindrome, che è tipica dell'atteggiamento da
  ascari  nei  confronti del governo romano, dicendo che spendiamo  di
  più delle altre regioni.

   Dobbiamo avere una buona volta la consapevolezza e la capacità  di
  dire  che  devono darci le risorse che ci toccano,  le  quote  pro-
  capite che ci toccano.
   Lo  strumento che stiamo per approvare mi sembra equilibrato e può
  consentire,   con  le  dovute  azioni  di  governo,  consequenziali
  all'approvazione  di  questo  disegno  di  legge,  di   raggiungere
  quell'equilibrio  tale  da  evitare  sperpero  di  risorse  e,  nel
  contempo, di poter offrire ai nostri cittadini una sanità fatta  di
  efficienza e di servizi migliori.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare, per  dichiarazione  di  voto,
  l'onorevole Nicola Leanza. Ne ha facoltà.

              Riassume la Presidenza il Presidente Cascio

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  stasera  questo  Parlamento, dopo il voto, possa ritornare  a  casa
  consapevole di avere fatto per intero il proprio dovere.
   Finalmente stiamo per votare un disegno di legge molto importante,
  direi  la legge delle leggi, la riforma delle riforme, lo ha  detto
  poco  fa  l'onorevole Cracolici: la riforma più importante,  da  un
  lato  per  garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini  e,
  dall'altro,  per cercare di dare un aiuto allo sviluppo  di  questa
  Terra.
   La  sanità ha portato via tante risorse, molto spesso inutilmente,
  molto spesso senza motivo. Finalmente abbiamo una legge di riforma-
  quadro  che  razionalizza in maniera seria la  sanità  in  Sicilia.
  Dobbiamo essere orgogliosi e mi dispiace tantissimo che l'onorevole
  Cracolici  si  sia arrampicato sugli specchi per motivare  un  voto
  contrario   a   questa  legge,  mi  dispiace  perché   il   Partito
  Democratico, sia in Commissione sia in Aula, ha dato  prova  di  un
  atteggiamento costruttivo, serio, propositivo, competente. Il  voto
  contrario  preannunciato dall'onorevole Cracolici,  francamente  mi
  sembra  una stonatura, una grande stonatura rispetto ad  una  legge
  importante  che stiamo per votare, una serie infinita  di  pretesti
  che non trovano riscontro nella legge.
   Onorevole  Cracolici ridurre in Sicilia da 29 a 17 le ASL,  non  è
  cosa  di poco conto, è una operazione di quelle che non si vedevano
  da   tantissimo  tempo,  bastava  solo  questo  per  dare  il  voto
  favorevole su questo disegno di legge. Questo disegno di  legge  ha
  introdotto  il  merito,  la valutazione, i controlli,  i  risparmi,
  l'efficienza, il primato di qualità a cui affidarsi con  la  libera
  scelta, sapendo che non avranno sconti se non metteranno qualità.
   Un plauso va alla maggioranza, che ci ha visto divisi per tanto  e
  lungo  tempo e per tanto e lungo tempo ci ha visti uniti, al  punto
  che,  in  un certo momento, non si capiva più chi era il capogruppo
  dell'UDC e quello del PDL, tale e tanta è stata l'integrazione.  La
  fine  di  questo  percorso ci dimostra come questa maggioranza  può
  dare alla Sicilia tante e tante opportunità di sviluppo, perché non
  è  stata  l'aritmetica, onorevole Cracolici, a metterci insieme;  è
  stata  la  politica, se mi consente, la bella politica, la politica
  del fare, la politica che mette al centro la gente.
   Abbiamo superato brillantemente, e con grandi sacrifici in  alcuni
  casi, le divergenze e alla fine siamo arrivati a realizzare non più
  il  modello  Russo  o Leontini, né il modello lombardo,  né  quello
  veneto  o toscano; abbiamo finalmente portato in Sicilia il modello
  siciliano.  Un  modello  che ci vedrà  alla  prova  dei  fatti  nei
  prossimi giorni, nei prossimi mesi, magari nei prossimi anni, ma  è
  un   modello nostro, che non si poggia né sulle poltrone  né  sulla
  lottizzazione, ma sull'assoluta voglia di attuare una  politica  di
  cambiamento   della  sanità  in  Sicilia,  sapendo   perfettamente,
  onorevoli colleghi, che in questa Terra c'è sanità di qualità,  che
  in  questa Terra, in molti posti c'è un privato eccellente, che  in
  questa  Terra  -  e  non sia scandaloso - ci sono  stati  direttori
  generali all'altezza della situazione.

   FIORENZA.  Vogliamo i nomi  Faccia in nomi di  quelli  bravi.  Chi
  l'ha creato il deficit?

   LEANZA   NICOLA.   I  nomi  li  conoscerete  quando   vedremo   le
  valutazioni.
   Ritengo che un ruolo importante lo abbia svolto l'assessore per la
  sanità,  che  ringrazio perché ha proposto in questi  sei  mesi  un
  disegno di legge ed ha lavorato con costanza e con perseveranza. Ha
  lavorato seriamente, ci ha creduto e ci crede.
   La  garanzia, rispetto ai preconcetti dell'onorevole Cracolici,  è
  il Governo Lombardo e, se mi consentite, oltre al Governo Lombardo,
  l'assessore  Russo  che  è per noi una ulteriore  grande  garanzia,
  perché  ha  accettato  di fare l'assessore ad  una  condizione:  di
  essere  un  uomo libero e lui, per quanto ci riguarda,  resterà  un
  uomo  assolutamente libero. Non sarà mai condizionato, non ci  sarà
  mai  una maggioranza che lo condizionerà se non nelle belle scelte,
  nelle  scelte  importanti, nelle scelte di sviluppo e  della  buona
  sanità.
   Al  Presidente Cascio rivolgo i miei complimenti. Lei ha svolto un
  ruolo imparziale con una professionalità veramente encomiabile,  ha
  garantito  il  dibattito, ha fatto in modo  che  si  espletasse  un
  confronto dialettico e ha garantito che si facesse una legge  degna
  del  Parlamento più antico del mondo. Complimenti onorevole Cascio,
  perché  ha  presieduto  molto bene questo  momento  di  grandissima
  difficoltà, perché è una legge difficile, molto difficile.
   Concludo   annunciando  il  voto  assolutamente   favorevole   del
  Movimento  per l'Autonomia - lo dicevo all'inizio - e sono  felice.
  Stasera,  tornando  a casa dopo un po' di giorni  e  rivedendo  mia
  figlia,  so  di poterla guardare negli occhi dicendole che  abbiamo
  fatto il nostro dovere, perché abbiamo lavorato anche per loro, per
  la nuova generazione, e lo abbiamo fatto senza condizionamenti.
   Questa   non  è  una  legge  né  di  destra  né  di  sinistra,   è
  assolutamente una buona legge. E allora, lo dico al PD, e  lo  dico
  con  tutto  il  cuore, trovate le ragioni dell'unità,  ribellatevi,
  votate secondo coscienza, siate uomini liberi, perché questa  legge
  vi appartiene come appartiene a noi e come appartiene alla Sicilia.
  Questa volta l'appello viene da noi, e non è provocatorio

                    (Brusìo dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi prego di  mantenere  il  clima
  autorevole che abbiamo tenuto in questi giorni

   LEANZA  NICOLA.  Il mio appello non è provocatorio,  vuole  essere
  costruttivo

   RINALDI. Non esagerare

   LEANZA  NICOLA. Abbiamo fatto una buona legge. Vedo gli  onorevoli
  Laccoto, Ferrara, Di Guardo, tanti amici che hanno collaborato e mi
  piacerebbe - lo dico con molta onestà, con molta serietà -  che  il
  PD,  una  volta tanto, ritrovi le ragioni dell'unità  e  non  della
  divisione
   Signor  Presidente,  concludo confermando il voto  favorevole  del
  Movimento per l'Autonomia.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Leanza, anche per le parole  che  ha
  voluto spendere nei confronti della Presidenza.
   Sono  iscritti a parlare, per dichiarazione di voto, gli onorevoli
  Scilla e Caputo, i quali rinunciano al loro l'intervento.
   E'  iscritto  a  parlare, per dichiarazione di  voto,  l'onorevole
  Maira. Ne ha facoltà

   MAIRA. Signor Presidente, il collega Leanza mi ha lasciato un'Aula
  un po'  vispa
   Onorevoli colleghi, devo sciogliere una riserva, perché nel  corso
  del  dibattito  generale sul disegno di legge mi ero  riservato  di
  formulare, in positivo o in negativo, il voto del Gruppo dell'UDC.
   E'  venuto il momento di sciogliere questa riserva e non ho  alcun
  timore   a  comunicare  al  Governo  che  il  voto  dell'UDC   sarà
  favorevole. Non lo dico per atto scontato o per piaggeria o  perché
  sono  stato richiamato all'ordine, sarebbe politicamente poca cosa.
  Lo  dico perché nel corso di questo lungo dibattito e di lavorio in
  Commissione,  nelle riunioni di maggioranza, nei confronti  con  il
  Governo, pian piano ci siamo convinti, come Gruppo UDC, che  questo
  disegno di legge migliorava e meritava di essere votato.
   Certo,  oggi, in questo momento, avrei la tentazione di rispondere
  al   collega  Cracolici,  ma  andrei  fuori  tema,  perché  non   è
  l'onorevole Cracolici, non è il PD, il mio interlocutore in  questo
  momento.  Posso soltanto dire che ci sono un po' di frasi  trite  e
  ritrite nei suoi interventi, sempre focalizzati sulla lottizzazione
  del potere, sull'occupazione del potere. Vorrei soltanto portare un
  esempio,  anche se magari l'onorevole Cracolici me lo contesterà  -
  già  lo  metto in conto - ma è una contestazione formale, di  rito,
  non può essere un fatto sostanziale: proprio l'UDC, correggendo poi
  la  norma,  ha  portato avanti intanto un principio:  eliminare  le
  incrostazioni di potere nella sanità con una norma che proibisce ai
  futuri  manager della sanità di restare seduti nella loro  poltrona
  per  più di due mandati e per più di sei anni consecutivi,  con  la
  possibilità,  nel triennio, che è il tempo minimo  che  prevede  la
  legge, di essere verificati e, quindi, allontanati.
   Se   occorreva  una  prova  delle  intenzioni  dell'UDC  e   della
  maggioranza, questa è una, ed è una delle più qualificanti.
   Abbiamo  cambiato atteggiamento in positivo perché, nel corso  del
  confronto con il Governo, e quindi con l'assessore Russo, ci  siamo
  convinti  che  questo disegno di legge era meritevole della  nostra
  attenzione,  del  nostro  voto  favorevole.  Certo,  non   si   può
  nascondere  che il confronto con l'assessore Russo è  stato  aspro,
  polemico,  a  volte  oltre misura, è andato anche  fuori  dall'Aula
  parlamentare. Però, alla fine, credo che siamo riusciti a fare  una
  buona  legge, una legge innovativa nel senso che non c'è un modello
  di riferimento: è un modello siciliano, è una legge che, quindi, ha
  bisogno di verifica nel tempo.
   Non escludo che dalla verifica possano nascere degli accorgimenti,
  delle  necessità di aggiustamento, non escludo che la  legge  debba
  ritornare  alla  verifica di questa Aula per  essere  ulteriormente
  migliorata.
   Credo   che   sia  nelle  intenzioni  di  tutti  fare  una   legge
  migliorativa per la sanità siciliana.
   Il confronto con l'assessore Russo - riprendo il discorso di prima
  -  è  stato violento; però abbiamo portato tutti a casa la certezza
  di  avere  fatto, alla fine, un confronto democratico e  una  buona
  legge e - non me ne voglia l'assessore per quello che sto per  dire
  a  conclusione di questo mio intervento -, credo che  il  confronto
  aspro,  il  modo  di confrontarci, sia servito anche  all'assessore
  stesso perché, dall'inesperienza della professione da cui proveniva
  e,  quindi,  con  l'impressione  di  un  minimo  di  arroganza  nel
  confronto  con la politica e con gli organismi parlamentari,  abbia
  pian piano assunto la responsabilità che un confronto tra Governo e
  Gruppi  parlamentari, tra Governo e partiti, debba essere confronto
  vero, a volte anche di allontanamento dalle posizioni iniziali  che
  si erano sposate.
   Credo  che questo l'assessore Russo l'abbia fatto, alla fine,  con
  molta intelligenza, consentendo di superare il modello iniziale  di
  sanità e portando, con soddisfazione di tutti, a poter votare  oggi
  questa legge anche con il consenso convinto del Gruppo parlamentare
  dell'UDC.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole  Falcone. Ma, non essendo presente in  Aula,  s'intende
  che vi ha rinunciato.
   E'  iscritto  a  parlare, per dichiarazione di  voto,  l'onorevole
  Leontini. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sicuramente  il
  lavoro  svolto  dal Parlamento in queste settimane  costituisce  un
  lavoro  di valenza storica, avendo prodotto una riforma del sistema
  sanitario   regionale  che  avrà  effetti  in  profondità   ed   in
  estensione, che riguarderanno l'erogazione dei servizi sanitari nel
  nostro territorio per i prossimi decenni.
   Stando  alle  valutazioni,  alle sottolineature  che  poc'anzi  da
  questo microfono sollevava il collega Cracolici, la polemica  o  il
  dibattito anche all'interno della maggioranza si sarebbe ridotto  a
  questioni di aritmetica o di quantità.
   E'   difficile,  in  una  sede  così  conclusiva  del   dibattito,
  riaffermare slogan totalmente destituiti di fondamento se  è  vero,
  come  è  vero, che alla fine il lavoro ed il dibattito  all'interno
  della maggioranza tra il PDL, l'UDC, l'assessore Russo e il Governo
  nel  suo complesso ha prodotto in modo unanime una riduzione  della
  quantità delle aziende da 29 a 17, accompagnata però ad una  scelta
  di  diversa organizzazione dei servizi che è completamente  assente
  dalla  proposta legislativa originaria dei colleghi del  PD,  nella
  quale  i  carrozzoni storici della spesa e non i direttori  storici
  della  spesa  sono mantenuti nelle stesse identiche condizioni  del
  passato, come se a determinare la spesa fossero le persone e non le
  strutture,  gli organismi, le modalità organizzative. Non  c'è  una
  sola  idea nuova di questo storico disegno di legge diventato legge
  che   sia  contenuta  nella  proposta  legislativa  originaria  dei
  colleghi  del  PD. Nemmeno mezza  Se è vero, come  è  vero,  questo
  disegno  di  legge  è  caratterizzato  per  la  prima  volta  dalla
  separazione della gestione degli ospedali da quella del territorio,
  coniugata alla centralizzazione della spesa e della programmazione.
   Il  dibattito ha prodotto sicuramente una fusione dei due punti di
  vista  dei  due  modelli  e  quindi ha  prodotto  un  sistema  che,
  contestualmente,  garantisce  sia  la  netta  separazione  che   la
  centralizzazione   ed   il   controllo   della   spesa   e    della
  programmazione.
   Altro che quantità di posti da assegnare, se si tratta di funzioni
  e  responsabilità già tutte esistenti e tutte gravanti già  da  ora
  sulla spesa del sistema sanitario regionale.
   Non c'è una sola indicazione nel disegno di legge dei colleghi del
  PD che riguardi la disciplina dei rapporti tra la sanità pubblica e
  quella  privata,  come se il demone della sanità in  Sicilia  fosse
  proprio il rapporto tra il pubblico ed il privato.
   Questo  disegno  di  legge, oltre che  per  la  separazione  e  la
  centralizzazione, si caratterizza anche, per la  prima  volta,  per
  una  qualificata  disciplina dei rapporti tra  pubblico  e  privato
  attraverso una qualificazione non soltanto dei tetti di  spesa,  ma
  dell'adeguamento degli stessi al fabbisogno.

   DE BENEDICTIS. Vergogna  Vergogna

   LEONTINI. Riuscite soltanto a non far parlare gli altri  quando  a
  loro  spetta  parlare. Non credo che questo  stile  sia  degno  del
  Parlamento. Voi avete parlato? Adesso dovrei parlare io.
   La vergogna sta in chi non fa parlare gli atri.
   Se  è  vero, come è vero, che nei rapporti tra pubblico e privato,
  nel  passato, la trasmissione, di anno in anno, della spesa storica
  e  la  sua  conferma aveva costituito uno dei momenti  di  maggiore
  attenzione  nel  piano  di  rientro,  questo  disegno   di   legge,
  allontanandosi   da  quel  sistema,  calcola  i  tetti   di   spesa
  adeguandoli alla epidemiologia, li suddivide in livello regionale e
  livello provinciale e quindi adegua la programmazione, non soltanto
  alle  esigenze della qualificazione del servizio degli operatori  e
  degli  specialisti  convenzionati delle case di  cura  private  ma,
  soprattutto, fa rispondere questo servizio alle effettive  esigenze
  del  territorio  e  alla  qualificazione  della  spesa,  che  viene
  controllata  secondo dei tetti adeguati a fabbisogni e  annualmente
  stabiliti sulla base della contrattazione.
   Questa è sicuramente una novità che si allontana dalle spese e dai
  rischi di ulteriore spesa del passato e che sicuramente costituisce
  una  novità  importante ai fini della riduzione  complessiva  della
  spesa del sistema sanitario regionale.
   Questo disegno di legge introduce per la prima volta un sistema di
  riforma  del  servizio  di emergenza-urgenza  del  118,  attraverso
  l'indicazione  di  un ricorso per il servizio di  trasporto  ad  un
  organismo  a totale partecipazione pubblica che ci allontani  dalle
  condizioni   attuali   ma,   nello  stesso   tempo,   coniughi   la
  qualificazione  ed il potenziamento del servizio  con  la  migliore
  utilizzazione del personale fino ad oggi utilizzato.
   Dai  comitati  consultivi  che arricchivano  i  disegni  di  legge
  presentati  in  Commissione,  il  dibattito  sviluppato  prima   in
  Commissione e poi in Aula dal PDL, dall'UDC e dall'assessore per la
  sanità  e la concreta operatività finale dell'assessore con i  suoi
  gruppi  parlamentari, è riuscito ad ottenere il  risultato  di  una
  sintesi   che   realizza  l'equilibrio,  il  risultato   e   quindi
  l'ottemperanza a tutti gli aspetti che erano stati posti come  base
  della vigilia della produzione legislativa.
   Noi, con soddisfazione, abbiamo partecipato alla fase intermedia e
  finale  perché è quella che ha dimostrato il momento  migliore  sia
  della   politica  sia  dell'attività  parlamentare,   quella   che,
  riducendo  la radicalità, il radicalismo delle posizioni originarie
  senza  diminuire  l'importanza  delle  soluzioni  messe  in  campo,
  raggiunge le soluzioni più equilibrate e più adeguate alle esigenze
  delle comunità dei cittadini.
   Questa è una legge che tenta, per la prima volta, di potenziare il
  territorio,   riducendo  le  dispersioni  della  spesa  ospedaliera
  controllata  in  modo più diretto ma, nello stesso tempo,  distinta
  dalle competenze e dalla gestione del territorio con i problemi che
  riguardano  il  territorio  e cioè il filtro,  la  prevenzione,  la
  medicina  di  base,  la  farmaceutica,  la  convenzionata  esterna,
  l'assistenza   domiciliare  agli  anziani,  la   lungodegenza,   la
  riabilitazione  e  tutto ciò che deve essere curato  prima  e  dopo
  l'ospedale; tutto ciò che possa consentire di abbattere le liste di
  attesa - la percentuale, oggi così elevata, è attestata intorno  al
  29-30  per  cento  dei ricoveri inappropriati e  della  occupazione
  inappropriata  dei posti letto nelle corsie e nelle  divisioni  dei
  nostri  ospedali - e che possa consentire soprattutto di potenziare
  il momento del ricovero e della cura, quello a cui si perviene dopo
  che  il  territorio, attraverso tutti i suoi presidi, ha esercitato
  le sue complete, efficaci ed efficienti funzioni.
   Ritengo  che  questo disegno di legge che contiene proprio  queste
  soluzioni e questi strumenti e che non riproduce, in nessuna  delle
  sue linee, in nessuno dei suoi articoli, il sistema precedente, sia
  una  vera  e  propria profonda riforma. Non c'è la riproduzione  di
  niente  che appartenga al passato. Non c'è nulla di riprodotto  per
  inerzia o per mancanza di idee, di coraggio e di impegno. Ci voleva
  questo  supplemento  di  coraggio, di  impegno  e  di  qualità  per
  assicurare  ai siciliani uno strumento legislativo che  sicuramente
  andrà  nella  direzione  della coniugazione della  riduzione  della
  spesa con la qualificazione e il potenziamento dei servizi.
   Tutto ciò è stato consentito da un rapporto proficuo, anche da  un
  dibattito  proficuo  con  i  colleghi  dell'opposizione;  è   stato
  proficuo a prescindere dai disegni di legge presentati; lo è  stato
  proprio  nel  confronto  delle  idee,  anche  sulle  idee  e  sulle
  posizioni  contenute negli altri disegni di legge  -  il  nostro  e
  quello del Governo - ed ha consentito, alla fine, di migliorare, di
  innovare e di introdurre, se è vero come è vero, che, proprio  ieri
  sera,  nella  parte  finale del dibattito, anche  nell'esame  degli
  emendamenti aggiuntivi, sono stati introdotti dei princìpi e  delle
  soluzioni  storiche come l'istituzione, per la prima  volta,  della
  rete  regionale dei registri tumori che, non soltanto collegati  in
  rete,  consentiranno  agli operatori di fare parte  definitivamente
  del   sistema  sanitario  regionale,  ma  consentiranno  a   questi
  operatori che, in alcuni dei registri tumori operano da più di  due
  decenni,   di   essere   riconosciuti   come   operatori   stabili,
  professionalizzati e, quindi, riconducibili ad un'attività  che  fa
  parte integrante del sistema sanitario regionale.
   Ciò è stato consentito da un clima d'Aula proficuo.
   In  una  mia  intervista, rilasciata qualche settimana  fa  ad  un
  mensile siciliano, alla domanda su chi fosse il più saggio dei miei
  colleghi,  ho  risposto che individuavo il più saggio nella  figura
  del   Presidente  dell'Assemblea. Mi pare di  potermi  associare  a
  coloro  che hanno sottolineato questa saggezza perché la conduzione
  dell'Aula è stata magistrale, ma è stata anche sensibile ai diversi
  momenti  che  hanno caratterizzato il dibattito, a  quelli  in  cui
  bisognava  accelerare  ed  a  quelli  in  cui  bisognava   prestare
  attenzione alle necessità del dibattito.
   Credo  che tutto ciò, oggi, rappresenti una bella pagina di questo
  Parlamento.
   Formulo  i complimenti all'Assessore per la solerzia e la  tenacia
  con  la  quale ha affrontato i momenti, anche i più difficili,  del
  dibattito,  del  confronto con me e con noi ma, onore,  alla  fine,
  perché  ha  prodotto  uno  strumento  legislativo  che,  in  questa
  attività  quinquennale, sicuramente avrà il primato dell'importanza
  del rilievo storico, contingente ma anche per il futuro.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso è in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, nei giorni 25 e 26 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Si riprende la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
                               di legge
   «Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale» (248/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ringrazio,  per  la  sensibilità
  mostrata,   gli  onorevoli  Oddo,  Laccoto  e  Faraone  che   hanno
  rinunciato all'intervento.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, abbiamo completato le dichiarazioni di
  voto. La prego di non insistere. Lei che è vicepresidente di questa
  Assemblea, dovrebbe avere la sensibilità di comprendere che abbiamo
  chiuso il termine per le iscrizioni a parlare.
   Non  possiamo  fare dichiarazioni di voto su una dichiarazione  di
  voto.
   Prima  di  passare  alla votazione finale del  disegno  di  legge,
  consentitemi soltanto alcune parole.
   Non  è,  ovviamente,  uso  della  Presidenza  dell'Assemblea  fare
  dichiarazioni   di   voto  né  ne  farò,  ovviamente,   in   questa
  circostanza.  Mi sembra opportuno, però, dare un riconoscimento  ad
  una  Assemblea  che, fin dal suo insediamento, il 25  maggio  dello
  scorso  anno, ha dato dimostrazione di volere sviluppare un  lavoro
  proficuo  per  questa Isola. Esprimo, quindi, un  apprezzamento  al
  lavoro  che, tutti noi insieme, abbiamo svolto in questi otto  mesi
  ed  è  un  lavoro  largamente apprezzato  anche  dalla  stampa  non
  soltanto regionale.
   Oggi,  con questo disegno di legge, abbiamo dato anche un  segnale
  chiaro  di  volontà riformista di questa Assemblea  e,  per  questo
  motivo,  voglio ringraziare tutti i Gruppi parlamentari - i quattro
  Gruppi  parlamentari di questa Assemblea - senza  fare  distinzione
  tra  maggioranza e opposizione; voglio ringraziare i Presidente dei
  quattro Gruppi parlamentari per il grande senso di responsabilità e
  tutti  i parlamentari che, molto spesso, hanno anche dimostrato  di
  volere  e  di sapere rinunciare a battaglie proprie, di  campanile,
  avendo come obiettivo principale il bene comune.
   Voglio  ringraziare  anche per i toni,  mai  accesi  e  sempre  di
  confronto nel merito, che sono stati utilizzati in queste 29 ore di
  dibattito in Aula, oltre che per i sette mesi di confronto  serrato
  in Commissione.
   Voglio   ringraziare  pubblicamente  l'assessore  Russo   per   il
  contributo  che  ha  dato  a  questa norma,  che  lo  ha  messo  in
  condizione  di essere non soltanto fisicamente presente,  ma  anche
  con  una  volontà  chiara di comprendere fino in  fondo  tutti  gli
  emendamenti  -  ed  erano  tanti  - senza  guardare  al  firmatario
  dell'emendamento, ma soltanto al merito della questione.  Questo  è
  un   segnale   di  grande  sensibilità  e  ne  voglio   dare   atto
  pubblicamente all'assessore per la sanità.
   Consentitemi  un  ringraziamento  -  che  non  è  formale   ma   è
  sostanziale  - soprattutto agli Uffici che vi assicuro,  in  questa
  lunga  maratona,  sono  stati per me  un  valore  aggiunto.  Se  la
  Presidenza ha ricevuto i ringraziamenti che oggi ha ricevuto - e di
  questo  vi sono grato - ovviamente, tutto questo non sarebbe  stato
  possibile  se non avessi avuto un supporto adeguato da parte  degli
  Uffici.
   Abbiamo  lavorato  per  29  ore  confrontandoci  su  due  testi  e
  centinaia  e centinaia di emendamenti. E vi assicuro che il  lavoro
  di  chi preparava l'attività dei politici e della Presidenza, oltre
  che  dell'assessore  e dei parlamentari, non è stato  ordinario  ma
  assolutamente straordinario.
   Vi ringrazio, quindi, e sono sicuro che quest'Assemblea continuerà
  a lavorare con questo piglio.
   Preannuncio  che, dopo la votazione del disegno  di  legge  numero
  248/A,  questa seduta verrà tolta e ne verrà aperta una  nuova  per
  l'approvazione dell'esercizio provvisorio di bilancio.

   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del  disegno
  di  legge  «Norme per il riordino del Servizio sanitario  regionale»
  (248/A).
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Antinoro, Ardizzone, Arena, Aricò,  Beninati,  Bosco,
  Bufardeci,  Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio  Salvatore,
  Colianni,   Cordaro,   Corona,  Cristaudo,  Currenti,   D'Agostino,
  D'Antoni,  D'Asero,  Di  Mauro, Dina,  Fagone,  Falcone,  Federico,
  Formica, Gennuso, Greco, Incardona, Leanza Edoardo, Leanza  Nicola,
  Lentini,  Leontini,  Maira, Mancuso, Marinese,  Marrocco,  Minardo,
  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Pogliese, Ragusa,  Romano,  Ruggirello,
  Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Torregrossa e Vinciullo.

   Votano  no:  Ammatuna, Apprendi, Babagallo, Bonomo, Cracolici,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,  Faraone,
  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,  Marinello,
  Marziano,  Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.

   Sono in congedo: Adamo, Cimino, De Luca, Gentile e Gianni.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            81
   Votanti             80
   Maggioranza         41
   Favorevoli          51
   Contrari            29

                        (L'Assemblea  approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a mercoledì,  25  marzo
  2009, alle ore 19.20, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   n. 120  «Interventi  a livello centrale perché vengano  inserite
         nei  piano  di studio delle scuole superiori le discipline
         giuridiche ed economiche.

                           LUPO - RINALDI - BARBAGALLO - GALVAGNO -
                        FIORENZA FERRARA - MATTARELLA - GUCCIARDI -
                            LACCOTO AMMATUNA - VITRANO - PICCIOLO -
                                                             BONOMO

  III  -Discussione del disegno di legge:
    «Proroga  dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
       siciliana per l'anno finanziario 2009» (396-388/A).

                   La seduta è tolta alle ore 19.18

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   la  Regione  è  l'unica istituzione che provvede  regolarmente  al
  finanziamento  del  Teatro  Massimo  Bellini  di  Catania  con   un
  contributo  annuo di euro 21 milioni e 300 mila,  pari  all'85%  di
  tutte le risorse finanziarie di cui dispone il teatro;

   il  Teatro  Massimo Bellini ha, nel tempo, grazie  all'impegno  di
  tutto  il  personale, conquistato un patrimonio di credibilità  che
  non ci è consentito mettere a repentaglio;

   gli  ottimi risultati ottenuti scaturiscono dall'altissima qualità
  della  produzione artistica (lirica e sinfonica) e da una  gestione
  economica oculata;

   premesso ancora che:

   tre  sigle  sindacali (SCL-CGIL, FISTEL-CISI e FIALS-CISAL)  hanno
  dichiarato di prendere atto delle dimissioni annunciate, in sede di
  confronto sindacale, dell'attuale sovrintendente del Teatro Massimo
  Bellini di Catania, avv. Antonio Fiumefreddo;

   le  stesse  organizzazioni  sindacali hanno  chiesto  un'ispezione
  contabile-amministrativa per il periodo di  gestione  del  medesimo
  sovrintendente,  avv.  Antonio Fiumefreddo  (aprile  2007  fino  ad
  oggi);

   tutti  gli atti da cui scaturiscono impegni devono essere allegati
  ai documenti contabili riguardanti l'esercizio finanziario 2008;

   è stato proclamato lo sciopero per le prossime recite e denunciato
  il sovrintendente per comportamento antisindacale;

   considerato che:

   la   copiosa   attività  non  istituzionale   promossa   dall'avv.
  Fiumefreddo ha determinato uno snaturamento delle finalità  tipiche
  degli enti lirici e un notevole aggravio finanziario;

   sono stati nominati numerosi consulenti a contratto professionale,
  venendo  meno  all'impegno  di  erogare  le  spettanze  dovute   al
  personale dell'ente;

   è   stato   revocato  l'incarico  al  maestro  Ranzani,   la   cui
  elevatissima  professionalità  è riconosciuta  in  tutto  il  mondo
  lirico-sinfonico nazionale;

   considerato, inoltre, che:

   il   licenziamento  del  maestro  Ranzani,  sia  dalla  carica  di
  direttore   artistico   che   da  quello   di   direttore   stabile
  dell'orchestra, ha sollevato diversi interventi di  protesta  (vedi
  'La  Sicilia'  del 14 e del 24 novembre 2008) di cittadini  che  ne
  apprezzano le qualità artistiche e umane;

   il nuovo direttore artistico è scarsamente presente in teatro;

   il sovrintendente, avv. Antonio Fiumefreddo, ha nominato direttore
  degli  allestimenti scenici un tecnico di palcoscenico in  possesso
  soltanto del titolo di studio di terza media;

   nel   regolamento  organico  è  previsto  un  incarico  di  natura
  professionale  da  conferire a soggetti che abbiano  il  titolo  di
  studio  di  scenografo,  architetto o equipollente  e  che  abbiano
  maturato  analoghe  esperienze in teatri lirici di  importanza  non
  inferiore al Teatro Massimo Bellini di Catania;

   atteso che:

   la   nomina   è   di   esclusiva  competenza  del   consiglio   di
  amministrazione   e,   in   caso  di   vacatio,   del   commissario
  straordinario;

   il  sovrintendente ha conferito incarico di progettazione  per  il
  restauro  del  foyer  del teatro e del prospetto  principale  dello
  stesso ad un professionista esterno;

   l'esecuzione dei restauri e l'appalto dei relativi lavori sono  di
  competenza   esclusiva  del  comune  di  Catania,  in  qualità   di
  proprietario,  così  come  previsto espressamente  dall'articolo  1
  della legge regionale n. 19/1986;

   il   sovrintendente  ha  proceduto,  insieme  con  il  commissario
  straordinario dell'ente, all'assunzione per chiamata diretta di  n.
  14  operai  (falegnami, aiuto scenografi e fabbri) con rapporto  di
  lavoro  subordinato  per  la realizzazione delle  scene  dell'opera
   Medea',  senza aver indetto una selezione pubblica  come  previsto
  dall'art.  1  del  CCNL  degli enti lirici e  dalla  normativa  del
  pubblico impiego;

   nel  bando  non  sono chiaramente indicati i costi  ed  i  criteri
  adottati per la istituzione della scuola di ballo;

   in  queste ultime settimane sono stati adottati 38 avanzamenti  di
  carriera,  per  alcuni  senza la relativa previsione  nella  pianta
  organica;

   sono  stati  nominati  diversi direttori  artistici  con  relativo
  assistente  (per  la  lirica, la sinfonica,  gli  eventi  speciali,
  ecc.);

   atteso, altresì, che:

   il  sovrintendente, avv. Fiumefreddo, ha dichiarato che  nel  2008
  l'attività  dell'ente regionale Teatro Massimo Bellini  di  Catania
  sarà di 262 rappresentazioni;

   non appare ben chiaro a quanto ammonti l'esborso economico per  le
  rappresentazioni   che   non   attengono   alla   sfera   puramente
  istituzionale,  lirica,  sinfonica e balletto,  stante  che  queste
  ultime sono 174;

   ritenuto che la mancata corrispondenza dei finanziamenti regionali
  alla  qualità  delle manifestazioni comporti la inosservanza  della
  l.r.   n.   19/1986   istitutiva  dell'ente   che   ne   stabilisce
  espressamente  il  fine  della promozione e  dello  sviluppo  della
  cultura musicale, lirica, corale, orchestrale e di balletto;

   per  sapere  se,  nell'ambito  dei poteri  ispettivi  del  Governo
  regionale, siano state attivate indagini amministrative finalizzate
  alla  verifica  di eventuali inadempienze o violazioni  di  leggi».
  (268)

                      RAIA - MANCUSO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - LIMOLI
                         BARBAGALLO - CRACOLICI - FIORENZA - DIGUARDO
                         PANARELLO - MATTARELLA - RINALDI  - MARZIANO
                                           GALVAGNO - LUPO - POGLIESE

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  rappresenta che, con nota prot. n. 1305 del 10/03/09, lo  scrivente
  ha   incaricato   due   dirigenti  dell'Amministrazione   regionale
  (Dipartimento Beni culturali e Dipartimento Bilancio e  Tesoro)  di
  accertare  la  corretta  funzionalità  amministrativa,  in  termini
  contabili e di gestione delle attività».

   L'Assessore

   Antonello Antinoro