Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Comunico che del verbale della seduta numero 77 verrà
data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, dà
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricorda altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci comunicazioni, si
passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per
gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del Regolamento
interno, della mozione numero 120 «Interventi a livello centrale
perché vengano inserite nei piano di studio delle scuole superiori
le discipline giuridiche ed economiche», degli onorevoli Lupo,
Rinaldi, Barbagallo, Galvagno, Fiorenza, Ferrara, Mattarella,
Gucciardi, Laccoto, Ammatuna, Vitrano, Picciolo e Bonomo. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la scuola è il luogo per eccellenza da cui passa la civiltà di un
Paese, dove si formano la cultura della legalità, della tolleranza
e dell'impegno sociale e civile delle nuove generazioni;
il nostro Paese ha contribuito e contribuisce, in maniera
determinante, con la sua cultura giuridica e giurisprudenziale,
alla tutela ed allo sviluppo della democrazia nel mondo;
da circa venti anni le discipline giuridiche sono inserite
nell'ordinamento scolastico, non solo degli istituti tecnici e
professionali ma anche dei licei, consentendo a molteplici
generazioni di studenti di conoscere le basi del diritto
costituzionale e dei fondamenti giuridici e valoriali su cui si
regge la nostra Repubblica e si fonda la sua partecipazione al
processo formativo dell'Europa;
la conoscenza del diritto ha permesso lo sviluppo di una maggiore
consapevolezza del ruolo di 'cittadino responsabile'
nell'esercizio dei propri diritti e doveri, non solo nei confronti
dello Stato ma anche nei rapporti tra i cittadini medesimi;
la consapevolezza di una cittadinanza responsabile ha avuto,
altresì, un ruolo determinante nella formazione di una nuova
sensibilità individuale e collettiva nella lotta alla criminalità
organizzata;
considerato che:
anche la Comunità europea si è più volte pronunciata
sull'assoluta necessità che i cittadini europei abbiano
consapevolezza del concetto di cittadinanza e conoscano le regole
fondamentali dell'economia;
in Europa, tutti gli ordinamenti scolastici nazionali contemplano
- sia pure con diverse denominazioni - un insegnamento di
educazione civica;
constatato che:
in controtendenza con il resto d'Europa, la riforma Gelmini ha
cancellato le discipline 'Diritto ed Economia' dai piani di studio
del futuro sistema liceale, mantenendole in forma residuale e
visibilmente ridotta negli istituti tecnici e professionali;
ciò, anche in netta contraddizione con gli appelli più volte
ripetuti dal Capo dello Stato, che ha sempre sottolineato
l'importanza dell'educazione alla legalità in una Nazione, qual è
la nostra, fortemente colpita da contrasti sociali che hanno
alimentato fenomeni di illegalità diffusa in violazione dello
Stato di diritto;
la nuova materia 'Cittadinanza e Costituzione', introdotta come
sperimentazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado dal
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
Gelmini, sarà insegnata dai docenti di storia, senza aumento del
monte ore di lezione e non avrà voto in pagella;
considerato, altresì, che anche l'associazione costituzionalisti
italiani ha analizzato criticamente la suddetta sperimentazione,
lamentando la scarsa autonomia della disciplina e l'affidamento
della stessa a docenti che non hanno competenze specifiche in
materia e che devono essere formati con grave dispendio di risorse
pubbliche;
considerato, inoltre, che:
appare quanto meno incomprensibile la decisione del Ministro
Gelmini, che inserisce nella scuola l'insegnamento obbligatorio di
'Cittadinanza e Costituzione' e cancella nel contempo
l'insegnamento del 'Diritto' da tutti i licei, così come risulta
dai piani di studio pubblicati e che entreranno in vigore a
partire dall'anno scolastico 2009/2010;
l'insegnamento della disciplina giuridica nei licei era stato
introdotto nel lontano 1995, grazie ad una sperimentazione
conosciuta come 'progetto Brocca', la cui finalità era quella di
dare la giusta collocazione della cultura giuridica negli istituti
detentori della cultura classica, con un enorme contributo reso
alla formazione della coscienza civile dei ragazzi ed al
potenziamento della cultura della legalità;
ritenuto che la totale scomparsa dell'insegnamento del diritto
dai quadri orario dei licei e la forte riduzione di questa
disciplina negli istituti tecnici e professionali avrà ricadute
molto negative:
a) sugli studenti, privati di contenuti formativi fondamentali in
una società come quella europea che vuole essere 'società della
conoscenza', come recita il protocollo di Lisbona;
b) sui docenti di diritto, nei confronti dei quali al
misconoscimento per il loro operato si affianca l'assoluta
incertezza di una prospettiva lavorativa;
c) per tutto il Paese, perché un Paese che non investe sulla
cultura è un Paese che non progetta il proprio futuro;
ritenuto, inoltre, che è alquanto singolare pensare di poter
potenziare la coscienza civile dei ragazzi e di educarli al
rispetto delle regole, eliminando l'insegnamento del diritto dalle
scuole;
atteso che, allorché sarà dato corso ai regolamenti ed ai piani
programmatici del Governo nazionale, dal 2010 ci saranno
tantissimi docenti di ruolo in esubero, senza contare i docenti
precari che già da quest'anno non sono stati chiamati per le
supplenze e tutti i giovani che si sono formati per l'insegnamento
delle discipline giuridiche, che non potranno mai accedere al
mondo della scuola;
constatato che:
dopo aver fissato come priorità dell'azione educativa della
scuola la lotta al bullismo, il Ministro della pubblica
istruzione, dell'università e della ricerca ha proposto un
riordino dei piani di studio in cui scompaiono le discipline che
rappresentano lo strumento fondamentale per la prevenzione ed il
contenimento del problema;
è del tutto evidente la controtendenza della riforma Gelmini
rispetto alle scelte di molti Paesi europei che, viceversa, stanno
estendendo la cultura giuridico-economica a tutti gli indirizzi
superiori;
constatato, inoltre, che:
negli ultimi anni, le tracce ministeriali per la prima prova
degli esami di Stato hanno avuto come oggetto tematiche di
carattere giuridico-sociale ed anche la scelta delle materie
oggetto d'esame, con docente esterno al consiglio di classe, è
ricaduta, per quasi tutti gli indirizzi, sulle materie giuridiche;
i princìpi ispiratori che hanno portato il Ministro Gelmini a
cancellare totalmente o a ridimensionare il ruolo della disciplina
giuridica nella scuola italiana sono unicamente dettati da motivi
meramente economici, che non possono trovare alcuna
giustificazione didattica,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con determinazione presso il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca affinché:
a) venga rivista la proposta di riforma;
b) le discipline giuridiche ed economiche siano inserite nei
piani di studio di tutte le istituzioni scolastiche di secondo
grado;
c) l'insegnamento delle discipline 'Cittadinanza e Costituzione'
nella scuola superiore venga affidato ai docenti abilitati nella
classe di concorso A019 (Discipline giuridiche ed economiche),
vista la specificità, la professionalità e la formazione giuridica
degli stessi docenti». (120)
LUPO - RINALDI - BARBAGALLO - GALVAGNO -
FIORENZA FERRARA - MATTARELLA - GUCCIARDI -
LACCOTO AMMATUNA - VITRANO - PICCIOLO -
BONOMO
Comunico che la mozione sarà demandata alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la data
di discussione.
'Proroga esercizio provvisorio del bilancio'
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Proroga dell'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009» (nn. 396-388/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge numeri 396-388/A «Proroga
dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2009».
Invito i componenti la seconda Commissione Bilancio' a prendere
posto al banco alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Avverto che
la stessa si svolgerà in sede di esame dell'articolo 1.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Proroga esercizio provvisorio del
bilancio della Regione
1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 30
aprile 2009, il bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009, secondo gli stati di previsione dell'entrata e
della spesa ed il relativo disegno di legge nonché le note di
variazioni presentate all'Assemblea regionale e gli effetti di
bilancio derivanti dalla legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
Restano in vigore le deroghe e le limitazioni all'assunzione degli
impegni e dei relativi pagamenti disposti rispettivamente dal comma
2 e dal comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre
2008, n. 24».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Proroga delle misure occupazionali di cui alla
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25
1. E' consentita, sino al 30 aprile 2009, l'utilizzazione dei
soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 6 e 7 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2. All'onere derivante dal comma 1, quantificato in 9.072 migliaia
di euro, si provvede, per l'esercizio finanziario 2009, mediante
riduzione, di pari importo, della spesa autorizzata dal comma 5
dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 10.2.2.6.2 - capitolo
813901).
3. Sono abrogati i commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 3 della
legge regionale 9 agosto 2002, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni e le residue disponibilità dell'U.P.B. 10.2.2.6.2 -
capitolo 813901, al netto delle utilizzazioni di cui al comma 2,
sono destinate ad incremento dell'U.P.B. 4.2.2.8.1 - capitolo
613903.
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare
al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2009 le
necessarie variazioni per l'applicazione del presente articolo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento A2:
«All'articolo 2 è inserito il seguente comma:
1 bis. Al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n.
25/2008 le parole per i primi tre mesi, una somma di 10 mila
migliaia di euro sono sostituite con le parole per i primi
quattro mesi, una somma di 13 mila migliaia di euro »;
- dagli onorevoli Lupo, Dina, Apprendi, Vitrano e Greco:
emendamento A4 (di identico contenuto dell'A2);
- dall'onorevole Savona:
emendamento A3:
«Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA Sicilia)
1. Nell'ambito dei programmi e dei progetti finanziati relativi al
periodo di programmazione 2007-2013, l'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente può stipulare contratti di lavoro
subordinato a tempo determinato con il personale selezionato con
procedura di evidenza pubblica, già utilizzato per i fondi POR
2000/2006 che abbiano prestato servizio presso la stessa per più di
quattro mesi.»;
- dagli onorevoli Marinese e Savona:
emendamento A1:
«Premettere al comma 1 dell'articolo 2 il seguente:
Alla fine del comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 29
dicembre 2008, n. 25, sono aggiunte le seguenti parole:
Al fine di garantire la continuità amministrativa ed il necessario
supporto tecnico-specialistico ai Dipartimenti regionali
interessati alla nuova programmazione dei Fondi di spesa comunitari
2007/2013, anche in ragione della prossima chiusura del programma
di spesa relativa alla programmazione 2000/2006, nelle more
dell'attuazione dei predetti programmi di spesa extraregionali per
il quinquennio 2007/2013, è autorizzata la proroga fino al 30
aprile 2009 dei contratti stipulati con consulenti, selezionati con
procedure ad evidenza pubblica, già contrattualizzati dal Ministero
dello sviluppo economico - PONATAS 2000-2006 - che hanno prestato
servizio presso i menzionati Dipartimenti regionali fino al 31
ottobre 2008 .».
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A2 del Governo, identico
all'emendamento A4.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è un emendamento assolutamente integrativo. Per
mera dimenticanza agli uffici - ne ho parlato con il direttore
dott. Emanuele - non si è fatto riferimento al comma 5 della legge
citata nel primo comma: oltre ai commi 1, 2 e 4, va citato anche il
comma 5 che è quello relativo ai PIP di Palermo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A2. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi l'emendamento A4 è assorbito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
stiamo approvando la mera proroga dell'esercizio provvisorio, la
vicenda che stiamo trattando costituisce effettivamente una
dimenticanza. Ma, se si decide di presentare emendamenti, il
presupposto per farlo riguarda tutti i deputati, ma non è più un
esercizio provvisorio.
L'ho già detto oggi in Commissione, l'ho ripetuto a qualche
deputato che me l'aveva chiesto: non facciamo forzature Se c'é poi
qualcuno che deve fare sempre la parte del cattivo, questo è
inaccettabile.
Pertanto, signor Presidente, chiedo il rinvio formale dell'esame
dell'esercizio provvisorio di 24 ore, per dare il tempo ai deputati
di esaminare gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A3 e A1 sono ritirati e trasformati
in ordini del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, mi permetta di
rappresentare la posizione del Governo in ordine alla proroga
dell'esercizio provvisorio per l'anno 2009.
Mi consenta di prendere atto con piacere che anche lei ha fatto
riferimento, nell'emendamento da me presentato in rappresentanza
del Governo, che la dimenticanza del comma 5 è oggettiva e sulla
quale non si pone nessuna questione.
Proprio per evitare che un provvedimento così significativo,
peraltro in un momento così particolare quale quello che stiamo
vivendo, anche per gli aspetti occupazionali dei quali ci stiamo
occupando, possa avere un qualunque ritardo dopo il lavoro così
proficuo svolto nella nottata e concluso brillantemente poco fa, mi
permetto di fare un appello a lei, onorevole Cracolici, e a tutti i
deputati. L'appello che rivolgo ai colleghi che hanno presentato
gli altri emendamenti al disegno di legge è di ritirarli, in modo
tale che si passi immediatamente alla votazione finale con il solo
emendamento del Governo, senza ulteriori intralci all'azione e,
quindi, alla definizione di questi lavori. Dal cenno del capo
dell'onorevole Cracolici e di tutta l'opposizione, credo di
comprendere che questa posizione possa essere concorde.
PRESIDENTE. Assessore Bufardeci, gli emendamenti sono già stati
ritirati. L'onorevole Savona ha dichiarato che li presenterà come
ordini del giorno.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando il
precedente intervento dell'onorevole Leontini rispetto a quanto sta
accadendo e a cosa stiamo trattando, c'è semplicemente da
indignarsi.
Noi, per senso di responsabilità, valutiamo ciò che è giusto fare
rispetto alle risposte che dobbiamo dare ai cittadini siciliani e
al funzionamento complessivo di questa Regione.
Mentre, da parte di un capogruppo della maggioranza si è avuto un
ragionamento che indicava il grande senso propositivo e costruttivo
di una opposizione che ha lavorato duramente, in queste ore, per
apportare dei miglioramenti, anche se l'insoddisfazione è rimasta
rispetto a ciò che noi avremmo fatto e che voi siete stati in grado
di fare. Ma non è successo niente.
Siamo alla seconda delibera legislativa sull'esercizio
provvisorio.
Questa maggioranza e questo Governo non sono stati in grado di
approvare un bilancio, una finanziaria a questa Regione E poco fa
li vedevo trionfanti e molto presi da un momento di grande
soddisfazione, di enfasi; momento dovuto al grande lavoro durato
mesi e mesi.
E, alla fine, al riguardo ci avete veramente sconcertato: mi
riferisco alle dichiarazioni pesantissime, ai profili e ai
distinguo all'interno della maggioranza, alla responsabilità di non
dare alla Regione i giusti documenti finanziari, alla impossibilità
di affrontare un ragionamento per quanto concerne le prospettive,
nel bilancio e fuori dal bilancio, per quanto concerne la spesa
europea.
Ma tutto questo può passare inosservato? Ma tutto questo può
passare sempre e comunque nel quadro di un senso di responsabilità
e di rispetto che il Partito Democratico ha nei confronti di questa
Regione e anche nei confronti dell'avversario politico?
Cosa che non ho visto, invece, si sia verificata da questa tribuna
da parte, per esempio, del collega Leontini, il quale, invece, ha
fatto semplicemente il tentativo di appropriarsi di quello che non
è suo. Bene ricordiamo, infatti, quale era la proposta Bene
ricordiamo la lontananza dalle esigenze della Sicilia per quanto
concerne anche il sistema sanitario Bene ricordiamo quale era il
braccio di ferro e su che cosa era il braccio di ferro, non
sicuramente per migliorare le condizioni che la sanità siciliana .
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, le ricordo che la legge di cui lei sta
parlando l'abbiamo già votata, stiamo parlando di un'altra cosa.
ODDO. Signor Presidente, non è un'altra cosa che andiamo
nuovamente all'esercizio provvisorio. Non è cosa di poco conto E
invito anche lei a riflettere. Negli ultimi anni lo sforzo che si è
fatto, anche da parte di Governi di segno identico, è stato quello
di dare comunque bilancio e finanziaria in tempi ragionevoli e,
soprattutto, entro la fine dell'esercizio finanziario.
Oggi ci troviamo in una condizione veramente particolarissima e in
un momento in cui la crisi e gli elementi più delicati di questa
crisi stanno aggredendo la nostra Regione, sotto tutti i profili.
Eppure, sembra che anche da questo punto di vista preferite
litigare sui fondi FAS e preferite far emergere e fare,
evidentemente, quella operazione che tutti ormai conosciamo.
Litigate al vostro interno con veti contrapposti e state realmente
assumendovi una grande responsabilità: non dare quello di cui
questa Regione ha bisogno, cioè bilancio e finanziaria.
Pertanto, nel trattare questo punto non si può non sottolineare
tale aspetto. Dimenticate che noi ci assumiamo solo le nostre
responsabilità, sì nell'interesse della Sicilia, ma sicuramente va
denunciato quello che sta accadendo, che è grave e assolutamente
inconcepibile.
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi chiaramente
voteremo l'esercizio provvisorio per senso di responsabilità nei
confronti della Sicilia e dei siciliani. Abbiamo anche presentato
un analogo disegno di legge e, a questo punto, è una scelta
obbligata, purtroppo, per il fallimento dell'azione del Governo
regionale in carica che non è in grado di dotare la Regione
siciliana di un bilancio e di una finanziaria.
E' di una gravità inaudita il fatto che in una crisi come quella
che stiamo vivendo, in una crisi economica che travolge milioni e
milioni di siciliani che restano senza lavoro, che vivono
condizioni di vita veramente difficili, la Regione non sia in
grado, il Governo regionale non sia in grado di affrontare alcuna
misura di contrasto della crisi stessa.
Nei giorni scorsi il Presidente della Regione onorevole Lombardo
ha annunciato una serie di misure straordinarie. Purtroppo, questa
sera dobbiamo prendere atto che il Governo non è in grado di dare
alla Sicilia neanche misure ordinarie di contrasto, con strumenti
ordinari quali, ad esempio, la legge finanziaria ed il bilancio
stesso.
Nel corso delle audizioni in Commissione Bilancio di tutte le
categorie produttive, delle organizzazioni sindacali, abbiamo
raccolto veramente un grido di dolore delle associazioni
rappresentative e dei corpi sociali intermedi, che lamentavano una
gravissima situazione che, di fatto, sta travolgendo tutti i
settori produttivi: i settori produttivi dell'artigianato,
dell'agricoltura, delle costruzioni. Tutti questi soggetti
imprenditoriali e le associazioni datoriali hanno chiesto misure
concrete al Governo regionale che, purtroppo, non arrivano.
Abbiamo ancora un documento di programmazione economico-
finanziaria che non tiene conto della realtà, che è basato su
parametri assolutamente superati dalla crisi internazionale, dalla
crescita del PIL al tasso di inflazione, al tasso di
disoccupazione; abbiamo un documento di programmazione economico-
finanziaria, possiamo dire oggi, assolutamente falso, che non tiene
conto di quella che è la condizione economica e sociale reale della
Sicilia.
Su questo documento di programmazione economico-finanziaria, ormai
falso e superato, è basato il disegno di legge della finanziaria,
ormai anch'esso di fatto superato, e aspettiamo ancora una risposta
chiara e concreta da parte del Governo nazionale sui fondi per le
aree sottoutilizzate.
La Sicilia è di fatto commissariata dalla scelta del Governo
nazionale di non trasferire le risorse che pure alla Sicilia
spettano, le risorse per le aree sottoutilizzate, 4 miliardi e 93
milioni di euro, peraltro oltre 200 milioni in meno delle risorse
preventivate che ancora non arrivano e che, purtroppo, condannano
la Sicilia ad una situazione di recessione economica; risorse
necessarie per lo sviluppo, per la crescita, per le infrastrutture,
per la crisi che non può più aspettare un minuto.
Abbiamo discusso in quest'Aula una mozione sui fondi per le aree
sottoutilizzate - era presente in Aula l'assessore Bufardeci, così
come è presente questa sera -, e il Governo si era impegnato a
tornare sull'argomento non appena ci fossero state risposte certe
da parte del Governo nazionale.
Abbiamo appreso dalla stampa di polemiche inaudite all'interno non
solo della stessa maggioranza di Governo, ma addirittura tra
Ministri delle stesse forze politiche di maggioranza, tra
l'assessore per il bilancio, onorevole Cimino, e il ministro Fitto,
polemiche che sicuramente non servono alla Sicilia e che invece la
condannano ad una condizione di peggioramento dell'attuale
situazione economica ed occupazionale.
Tutti i tassi economici sono in recessione, a partire dalla
crescita del PIL; tutti gli indici sociali dimostrano la condizione
gravissima che la Sicilia sta attraversando; abbiamo un aumento
esponenziale del tasso di disoccupazione giovanile, il 37,2 per
cento. La nostra, purtroppo, è la regione d'Europa con il tasso di
disoccupazione giovanile più alto.
E' una vergogna rispetto alla quale serve una scossa, una
risposta, un atto vero, forte e concreto da parte del Governo
regionale che, purtroppo, è qui in Aula questa sera per proporci,
ancora una volta, la proroga dell'esercizio provvisorio.
Siamo, credo, l'unica Regione d'Italia a non avere ancora un
bilancio e una finanziaria per l'anno in corso, né tanto meno un
pacchetto di misure concrete per contrastare la crisi. Io credo che
tutto questo sia inaccettabile e mi auguro che anche questo mese
non passi infruttuosamente.
Ci ritroviamo ancora una volta a prorogare i contratti dei
precari, che scadranno il 31 marzo, ma non è più possibile, in
queste condizioni, neanche più parlare - ma noi vogliamo farlo e lo
faremo - di misure di stabilizzazione del precariato dopo tutte le
promesse che da parte della maggioranza sono state fatte in
campagna elettorale.
Voglio citarne una per tutte: la situazione dei lavoratori della
forestale. C'è un accordo sindacale sottoscritto, con il quale il
Governo si impegna al riordino della materia del settore forestale
per migliorare le condizioni del settore stesso e le condizioni
lavorative dei lavoratori della forestale. Di tutto questo non c'è
più notizia.
E' assolutamente inaccettabile che, trascorsi tanti mesi, da
parte del Governo non ci sia alcuna risposta. Ritengo che nelle
prossime settimane, purtroppo, assisteremo ad una forte
mobilitazione di piazza, forte e anche necessitata da quelle che
sono le condizioni di migliaia e migliaia di lavoratori che non
possono più aspettare le risposte di un Governo che, di fatto, non
c'è.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dal 1 aprile 2009.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
numero 74 Misure per garantire la sicurezza in alcuni comuni
della provincia di Palermo , degli onorevoli Caputo, Aricò, Scilla,
Pogliese e Vinciullo;
numero 80 Risorse finanziarie per la provincia di Enna , degli
onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone, Marrocco, Vinciullo e Leanza
Edoardo;
numero 81 Destinazione di adeguate risorse a favore dell'ente
Parco dei Nebrodi , dell'onorevole Formica;
numero 85 Iniziative per inserire la città di Mazara del Vallo
(TP) quale sede della giornata europea del mare' , degli onorevoli
Caputo, Scilla, Pogliese, Vinciullo e Apprendi;
numero 86 Provvedimenti in ordine allo stato di attuazione del
programma operativo Sicilia 2007-2013, del precedente programma
2000-2006 e del procedimento di definizione del documento unitario
di programmazione e programma attuativo regionale FAS 2007-2013 ,
degli onorevoli Caputo, Pogliese, Aricò, Marrocco e Vinciullo;
numero 87 Interventi a tutela del diritto al lavoro per 136
lavoratori TELECOM s.r.l. in cassa integrazione guadagni , degli
onorevoli Caputo, Pogliese, Aricò, Marrocco e Vinciullo;
numero 88 Dissesto idrogeologico della strada San Martino delle
Scale nel comune di Monreale (PA) , dell'onorevole Caputo;
numero 89 Situazione finanziaria degli enti di gestione delle
risorse idriche AMAP e EAS. Richiesta di nomina della commissione
di indagine sulla gestione idrica , degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Aricò, Marrocco e Vinciullo;
numero 92 Dichiarazione dello stato di calamità naturale per la
provincia di Siracusa , degli onorevoli Vinciullo, Pogliese,
Caputo, Buzzanca e Aricò;
numero 93 Estensione dei benefici di cui alla legge regionale n.
20 del 1999 alla famiglia Scibilia, colpita dai fatti di Avola del
1968 , degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Caputo, Buzzanca e
Aricò;
numero 94 Sospensione dei commissariamenti da parte dell'ARRA per
la gestione delle risorse idriche , degli onorevoli Panepinto,
Donegani, Di Guardo, Digiacomo, Apprendi, Ammatuna, Panarello,
Barbagallo e De Benedictis;
numero 95 Iniziative riguardanti i percorsi sperimentali di
istruzione e formazione professionale , degli onorevoli Formica,
Pogliese, Buzzanca, Maira, Cordaro, Leontini e Dina;
numero 97 Iniziative per la gestione pubblica delle risorse
idriche della Regione , degli onorevoli Laccoto, Galvagno, Rinaldi,
Mattarella e Ferrara;
numero 100 Iniziative e risorse a favore della formazione
professionale per i minori , degli onorevoli D'Antoni, Federico,
Arena e Colianni;
numero 102 Smantellamento degli scali merci ferroviari in
Sicilia , degli onorevoli Pogliese, Marrocco, Vinciullo, Aricò,
Caputo, Falcone, Currenti, Greco, Corona, Torregrossa, Savona,
Arena, Federico, D'Antoni, Cristaudo, Ardizzone, Buzzanca,
Mancuso, Minardo, Cordaro, Formica, Scammacca, Lo Giudice, Cascio
Salvatore, D'Agostino, Musotto, Colianni e Leanza Nicola;
numero 106 Attivazione di un progetto di apprendistato analogo al
COORAP , degli onorevoli Vitrano, Gucciardi, Greco, Bonomo, Maira,
Marrocco, Apprendi, Buzzanca, Bosco, Caronia, Fiorenza, Ferrara,
Ragusa, Dina, Forzese e Campagna;
numero 107 Interventi per la salvaguardia e la tutela di
Floriopoli , degli onorevoli Falcone, Leontini, Caputo, Marrocco e
Caronia;
numero 110 Iniziative per scongiurare la cancellazione di comuni
in Sicilia e la modifica di confini territoriali in Sicilia ,
dell'onorevole Caputo;
numero 111 Interventi finanziari per le II.PP.A.B. siciliane ,
degli onorevoli Corona, Leontini, Torregrossa, Leanza Edoardo,
Bosco, Caronia, Cordaro, Maira, Minardo, D'Antoni, Arena, Mineo e
Scammacca;
numero 112 Supporto tecnico specialistico ai dipartimenti
regionali interessati dalla nuova programmazione comunitaria ,
degli onorevoli Marinese e Savona;
numero 121 Risorse per il progetto di inserimento lavoro , degli
onorevoli Savona, d'Asero e Leontini;
numero 122 Iniziative a sostegno del finanziamento delle
condutture di collegamento idrico nel Comune di Licata , degli
onorevoli Caputo, Marinello, Donegani, Apprendi, Panepinto, Oddo,
Di Benedetto e Bosco;
numero 123 Iniziative per sbloccare il piano formativo 2009 ,
degli onorevoli Lupo, Di Benedetto, Termine, Marziano e Marinello;
numero 124 Proroga o rinnovo dei contratti di lavoro del
personale del Servizio sanitario Cefpas', degli onorevoli
Torregrossa, Maira, Donegani, Federico, Speziale, Falcone, D'Asero
e Vitrano. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nei comuni di Balestrate, Partinico e Borgetto si
sono verificati episodi gravissimi di carattere intimidatorio e di
sangue che hanno destato un forte allarme sociale in tutto il
territorio;
considerato che la notte scorsa è stato dato alle fiamme, con
incendio di natura dolosa, un cantiere nautico nella zona portuale
di Balestrate;
ritenuto che questi episodi denotano una strategia criminale
finalizzata a condizionare lo sviluppo economico del territorio e
ad affermare la supremazia mafiosa nell'intero comprensorio,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso le autorità di sicurezza, i prefetti e le
forze di polizia al fine di assicurare il mantenimento dell'ordine
pubblico nel comprensorio e ad adottare, infine, ogni iniziativa
finalizzata a garantire la sicurezza dei sindaci e degli
amministratori e il regolare svolgimento dell'attività
imprenditoriale». (74)
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, all'art. 27, così
recita: 'L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, nell'ambito del riparto delle
risorse destinate agli enti locali, individua criteri compensativi
stabili al fine di garantire il riequilibrio finanziario delle
province che sono costituite esclusivamente da aree interne';
tale norma trova il suo fondamento nella circostanza che, a
seguito del cambiamento dei criteri di riparto del fondo delle
autonomie per l'anno 2003, paritariamente fissato nell'anno 2002 e
riferito, in relazione alle peculiari condizioni delle aree interne
della Sicilia, per il 60% al territorio e per il 40% alla
popolazione, si è determinata una penalizzazione per le province
interne dell'Isola con refluenze negative sui bilanci e sui servizi
che devono assicurare;
in aderenza al citato art. 27, il criterio finalizzato al
riequilibrio è quello di fissare l'ammontare della quota annuale
spettante alle province di Enna e Caltanissetta in misura inferiore
all'importo assegnato alle medesime amministrazioni per l'anno
precedente;
pertanto tale criterio compensativo risulta individuato con
decreto n. 3418 dell'11 novembre 2004 dell'Assessore per la
famiglia, a decorrere dall'anno 2003 e per il triennio 2004-2006,
al fine di garantire l'assegnazione di una quota, per anno, non
inferiore all'importo assegnato alle medesime amministrazioni per
l'anno precedente;
preso atto che:
l'esercizio finanziario per l'anno 2008 volge alla conclusione e
che solo in questi giorni gli uffici dell'Assessorato Famiglia
stanno elaborando i prospetti per la ripartizione del fondo delle
autonomie in favore delle province;
un primo prospetto di riparto del riequilibrio finanziario per le
province costituite da aree interne fatto circolare nei mesi scorsi
vedeva riconosciuta per la provincia di Enna la cifra di
3.989.809,18;
un secondo prospetto circolato solo nei giorni scorsi vede
riconosciuta alla provincia di Enna inopinatamente 1.200.498,59;
rilevato che:
un taglio così netto ed inspiegabile alla fine di un esercizio
finanziario comporterebbe uno squilibrio di bilancio con ricadute
sia sul patto di stabilità che sul sistema di sostentamento
finanziario dell'ente provincia;
a normativa invariata l'attribuzione di tale stanziamento
configura diversi vizi di legittimità, fra i quali certamente
quello della violazione di legge e dell'eccesso di potere per
difetto d'istruttoria e per contraddizione rispetto ai criteri
precedentemente individuati sulla base dello stesso decreto
assessoriale di riferimento;
atteso che:
i dati socio-economici, che stanno alla base dello spirito del
legislatore nel riconoscere una posizione di ristoro per una
provincia debole come quella di Enna, tendono al peggioramento;
nel 2006 la provincia ad avere sempre più risentito degli aumenti
dei prezzi al consumo è quella di Enna, unitamente a Cosenza e
Frosinone (An. No., 'A Enna il carovita preoccupa di più', Il Sole
24 Ore, 18 dicembre 2006);
la provincia di Enna si trova al penultimo posto tra le 103
province d'Italia per reddito pro capite prodotto da ogni abitante
nell'anno 2007 (Ricerca - Unioncamere ed Istituto Tagliacarne,
dicembre 2007);
la classifica aggiornata delle province siciliane per numero di
nuove imprese vede Enna al penultimo posto con sole 22 in più
rispetto al precedente anno (Ricerca Movimprese e Unioncamere
Sicilia, dicembre 2007);
Enna, col 16,7 %, dopo Palermo, è la provincia che secondo i dati
forniti dall'Istituto nazionale di statistica è quella che fa
segnare il tasso di disoccupazione più alto d'Italia nell'anno 2006
(ISTAT, aprile 2007);
ultimo posto anche sul fronte delle attrattività delle province
italiane (Osservatorio di Fondazione Italiana Accenture e
Università Bocconi, maggio 2006);
posizione n. 103 pari al penultimo posto, per l'indice di capitale
sociale ('Mappe del Tesoro', Roberto Cartocci, Istituto Cattaneo,
2007);
nei giorni scorsi la provincia di Enna è stata posizionata al
penultimo posto per qualità della vita (Rapporto 2008 -
ItaliaOggi),
impegna il Governo della Regione
ad individuare, al fine di assicurare il mantenimento degli
impegni finanziari assunti con la provincia di Enna, nella fase di
riparto in corso del riequilibrio finanziario quale criterio
compensativo stabile di riferimento per il triennio 2007-2009,
l'assegnazione alla stessa provincia di un ammontare di risorse non
inferiore a quelle dell'anno 2002». (80)
«L'Assemblea regionale siciliana
considerate la necessità che l'Ente parco dei Nebrodi, nel quadro
delle iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione
ambientale del territorio del parco stesso, prosegua nell'impegno
finalizzato alla formazione delle professionalità nel campo della
valorizzazione turistica, socio-ambientale e per lo sviluppo
sostenibile perseguito attraverso il progetto integrato FOAS,
impegna il Governo della Regione
a dare specifiche indicazioni all'Ente parco dei Nebrodi, affinché
lo stesso, nell'ambito delle assegnazioni finanziarie a carico del
bilancio regionale destinate alle finalità istituzionali dell'Ente
parco, destini adeguate risorse alla prosecuzione del progetto
sopra indicato». (81)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca ha
accettato la candidatura del Governo italiano ad ospitare
l'iniziativa denominata 'Giornata europea del mare' che si svolgerà
il prossimo 29 maggio;
l'evento, oltre a rappresentare un importante momento di rilievo
internazionale, è da considerarsi di grande importanza per la
tematica del mare e dei temi ad esso connessi;
la Sicilia, proprio per le sue caratteristiche naturali
rappresenta il territorio italiano più idoneo e più consono ad
ospitare la realizzazione dell'evento. Tra le tante città siciliane
idonee, la città di Mazara del Vallo - città del mare e della pesca
- deve essere il luogo deputato ad ospitare l'evento o almeno una
parte di esso;
considerato che:
la posizione geografica della Sicilia - storicamente indicata come
posizione strategica tra l'Europa ed il Mediterraneo - ben si
presta al coinvolgimento dei Paesi del Mediterraneo;
le città siciliane sono in possesso dei requisiti di ricettività e
rappresentatività per ospitare, in tutto o in parte, l'iniziativa;
ritenuto che l'individuazione della città di Mazara del Vallo, o
di altro luogo del territorio regionale, quale sede dell'iniziativa
determinerebbe importanti e positivi riscontri per l'economia
locale, atteso l'afflusso di numerosi ospiti congressuali,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative finalizzate ad inserire la città
di Mazara del Vallo, o altra città siciliana, tra le sedi di
organizzazione e realizzazione dell'evento del 29 maggio 2006».
(85)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'articolo 44 della legge regionale n. 4 del 2003 che prevede che
il Governo regionale definisca i contenuti del POR previa
espressione da parte dell'Assemblea regionale siciliana degli atti
di indirizzo e che tali atti d'indirizzo costituiscono atti di
programmazione economico-finanziaria ;
visto:
l'articolo 14 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, recante
disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008, ai sensi
del quale per ciascun obiettivo e per ciascun asse degli interventi
previsti nel programma operativo Sicilia 2007-2013, il Governo
regionale annualmente pubblica e relaziona all'Assemblea regionale
siciliana, congiuntamente all'esame del documento di programmazione
economica e finanziaria, in ordine allo stato degli impegni di
spesa pubblica e dei corrispondenti pagamenti avvenuti rispetto ai
livelli previsti, ai beneficiari dei fondi erogati e alla tipologia
degli interventi attivati, nonché in merito ad ogni altro elemento
di conoscenza e valutazione sia quantitativo che qualitative del
programma;
vista la bozza del documento unitario di programmazione e
programma attuativo regionale FAS 2007-2013 del luglio 2008;
considerato che il DPEF è stato discusso nella seduta n. 27 del 7
ottobre 2008 dell'Assemblea regionale siciliana e che in tale
occasione il Governo non ha reso la relazione annuale sullo stato
di avanzamento del POR - FESR 2007 2013 e degli altri programmi
operativi, prevista dal citato articolo 14 della legge regionale n.
1 del 2008;
ritenuto necessario che l'Assemblea regionale siciliana venga
informata in ordine a tutti gli elementi di conoscenza e
valutazione sia quantitativi che qualitativi del programma 2007-
2013 e, per ciò che riguarda la programmazione 2000-2006, in ordine
allo stato di attuazione del precedente programma con particolare
riferimento agli impegni di spesa pubblica e dei corrispondenti
pagamenti avvenuti rispetto ai livelli previsti, ai beneficiari dei
fondi erogati ed alla tipologia degli interventi attivati,
impegna il Governo della Regione
ad inviare una relazione dettagliata all'Assemblea regionale
siciliana sullo stato di avanzamento dell'attuazione del POR FESR e
degli altri programmi operativi 2007-2013;
a fornire tutti gli elementi di conoscenza e valutazione, sia
quantitativi che qualitativi, per ciò che riguarda la
programmazione 2000 - 2006, con particolare riferimento agli
impegni di spesa pubblica e dei corrispondenti pagamenti avvenuti
rispetto ai livelli previsti, ai beneficiari dei fondi erogati ed
alla tipologia degli interventi attivati;
a trasmettere tempestivamente, ai fini dell'espressione del
parere, prima dell'adozione da parte della Giunta e prima che sia
formata in via definitiva la valutazione da parte degli organi
comunitari, segnatamente del Comitato di Sorveglianza,
all'Assemblea regionale siciliana e alla Commissione per l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea ogni
atto di attuazione del POR - FESR e degli altri programmi
operativi, ivi compresa la ripartizione finanziaria delle risorse
per i diversi obiettivi e linee di intervento;
a trasmettere tempestivamente all'Assemblea regionale siciliana e
alla Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea il rapporto annuale di esecuzione del programma
operativo, prevista dagli articoli 65 e 67 del Regolamento generale
sui Fondi strutturali 1083 del 2006;
a trasmettere altresì all'Assemblea regionale siciliana e alla
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea la comunicazione delle convocazioni del
Comitato di sorveglianza, con l'ordine del giorno e le relative
relazioni illustrative di quanto trattato e deciso,
impegna altresì il Governo della Regione
a relazionare all'Assemblea regionale siciliana in ordine allo
stato di attuazione del procedimento di definizione del documento o
unitario di programmazione e Programma attuativo regionale FAS 2007-
2013;
a relazionare sullo stato di andamento della stessa e sulla
rendicontazione in ordine al POR 2000-2006;
a comunicare la data di avvio dei bandi relativo al POR 2007-
2013». (86)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
per i lavoratori Telecom s.r.l., in data 31 gennaio 2009 è scaduta
la cassa integrazione guadagni;
a tale proposito la scorsa settimana è stato siglato, con la sigle
sindacali, un accordo che prevede per deroga per i 136 lavoratori
TELECOM s.r.l.;
purtroppo, la circostanza che la ditta Telecom srl è fallita rende
difficile e molto più lungo il percorso per giungere al
provvedimento esecutivo entro la data dell'8 marzo 2009;
attesa la brevità dei tempi intercorsi tra la stipula dell'accordo
e la scadenza della cassa integrazione e le procedure da seguire, è
verosimile l'ipotesi di non addivenire all'emanazione di
provvedimenti esecutivi entro la data di scadenza; di guisa che i
lavoratori Telecom srl verranno licenziati;
considerato che, anche in considerazione dell'attuale grave crisi
economica internazionale, è certamente probabile un difficoltoso
ricollocamento nel mercato del lavoro dei lavoratori TELECOM s.r.l;
ritenuto che:
le procedure della cassa integrazione in deroga, richiedono tempi
lunghi e quindi vi è il rischio dell'impossibilità dei predetti
lavoratori di potere usufruirne;
tale situazione aggrava ulteriormente la crisi occupazionale,
determinando il licenziamento di 136 lavoratori che rimarrebbero
privi di una fonte di reddito per il sostentamento propri e dei
loro nuclei familiari,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative finalizzate a consentire ai
lavoratori TELECOM di usufruire della cassa integrazione in deroga
ed evitare il loro licenziamento». (87)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nel mese di gennaio un masso di notevoli proporzioni si è staccato
dal costone roccioso che sovrasta il tratto stradale che collega
Monreale con la frazione San Martino delle Scale;
i tecnici della protezione civile hanno disposto l'immediata
evacuazione di oltre 50 famiglie al fine di evitare pericoli per la
pubblica incolumità;
tre giorni fa è franato un tratto di strada, determinando
l'interruzione dei collegamenti e l'isolamento di fatto dei 4.500
residenti della frazione;
martedì scorso si è svolto il sopralluogo dei dirigenti del
Dipartimento regionale della protezione civile che, oltre ad avere
accertato lo stato di grave dissesto della strada, hanno
evidenziato lo stato di gravissimo dissesto idrogeologico in cui
versa l'intero costone roccioso posto al di sopra dell'asse
stradale;
i tecnici hanno predisposto una relazione di somma urgenza, dalla
quale è emerso lo stato di gravissimo pericolo di frane e di
distacco di massi che rischiano di rovinare sul centro abitato di
Monreale;
considerato che è necessario avviare iniziative di somma urgenza
al fine di verificare le misure di sicurezza da adottare,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per il territorio e l'ambiente
e l'Assessore alla Presidenza
ad assicurare tutti gli interventi per garantire le condizioni di
sicurezza del tratto stradale e del versante roccioso che sovrasta
la città di Monreale». (88)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
tra gli enti regionali che provvedono alla fornitura idrica nella
città di Palermo e provincia, attualmente è pendente un contenzioso
relativo al mancato adempimento, reciproco, di obbligazioni di
pagamento;
più precisamente, l'ente acquedotto siciliano non ha corrisposto
all'AMAP il pagamento della fornitura idrica per i comuni di
Bagheria, Santa Flavia, Villabate, Ficarazzi, Marineo e Bolognetta.
Mentre l'AMAP, a sua volta, non ha provveduto al pagamento degli
oneri di gestione per l'approvvigionamento idrico della Città di
Palermo, derivante dalla gestione dell'invaso Scanzano;
tale atavico contenzioso - trattasi invero di debiti-crediti che
si riferiscono al periodo compreso tra il periodo temporale che va
dal 1976 al 2006 per EAS, e dal 1979 al 2005 per AMAP - a tutt'oggi
non ha trovato una definitiva soluzione;
sul punto gli enti interessati in data 23 aprile 2008 hanno
sottoscritto una scrittura privata, in via transattiva, per la
quantificazione dei reciproci debiti/crediti. Sulla base dei
calcoli effettuati, tenendo conto delle rispettive compensazioni, è
stata definitivamente individuata la somma di euro 41.698.037,44
che l'EAS deve pagare all'AMAP;
la transazione è, comunque, sottoposta a clausola risolutiva
espressa con la quale si prevede l'inefficacia della transazione
stessa in caso di mancato pagamento della predetta somma entro il
mese di giugno 2009;
considerato che:
la situazione finanziaria di entrambi gli enti denota una esigua
capacità di gestione ed una grave mancanza di attività di controllo
degli Organi preposti;
la procedura di liquidazione dell'EAS non ha ancora trovato
soluzione e, conseguentemente e verosimilmente, non sarà possibile
reperire la somma entro la data indicata. Ciò dunque darà vita ad
un lunghissimo ed oneroso contenzioso;
ritenuto che l'entità dei debiti ha assunto dimensioni
preoccupanti e gravi,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative idonee e necessarie al fine di
fare luce e chiarezza sulla vicenda finanziaria degli Enti in
questione e di verificare eventuali irregolarità e responsabilità
di gestione delle risorse idriche;
chiede al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
di procedere alla nomina della Commissione di indagine sulla
gestione idrica degli enti EAS e AMAP». (89)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'ondata di maltempo, che ha colpito la Sicilia in questi ultime
settimane, ha messo in ginocchio, tra l'altro, l'intera filiera
agricola della provincia di Siracusa;
hanno subìto danni le produzioni di patate che usciranno con
notevole ritardo sul mercato e, di conseguenza, rimarranno
invendute, mentre è diminuita considerevolmente la produzione di
ciliegino e zucchine verdi, nonostante la loro coltivazione avvenga
in serra;
a causa delle abbondanti precipitazioni interi agrumeti nelle zone
di Lentini, Carlentini e Francofonte, sono marciti, mettendo in
ginocchio l'intero comparto che conta migliaia di lavoratori.
il gelo e la grandine, abbondantemente caduta su tutto il
territorio, hanno arrecato danni irreversibili ad uliveti e
mandorleti, questi ultimi già in avanzato stato di fioritura,
compromettendo il raccolto del 2009;
considerato che, per alleviare i danni subìti dal comparto, le
associazioni di categoria hanno richiesto lo stato di calamità
naturale e l'intervento della Regione a sostegno degli agricoltori
siracusani,
impegna il Governo della Regione
ad adottare interventi a sostegno della filiera produttiva
agricola siciliana, ed in particolare siracusana, colpita
gravemente da fattori ambientali e climatici che hanno interessato
la nostra Regione negli ultimi trenta giorni;
a dichiarare lo stato di calamità naturale nel settore agricolo,
al fine di richiedere al Governo nazionale almeno il rinvio del
pagamento degli oneri fiscali 2009 che, diversamente, nessuna
azienda agricola siciliana, ed in modo particolare siracusana,
sarebbe nelle condizioni di poter pagare». (92)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 2 dicembre del 1968, ad Avola, in provincia di Siracusa, una
manifestazione di braccianti agricoli che protestavano contro le
gabbie salariali e le ingiuste condizioni di vita e di lavoro cui
erano sottoposti dai latifondisti e dai proprietari agrari, fu
oggetto di intervento da parte delle Forze dell'ordine;
durante i disordini, la polizia, per cercare di venire a capo
della manifestazione, fu costretta a sparare centinaia di colpi
d'arma da fuoco cui i dimostranti risposero con una fitta
sassaiola;
nel corso di detto intervento rimasero feriti numerosi
rappresentanti delle Forze dell'ordine e decine di braccianti
agricoli, i quali chiedevano solamente più giuste condizioni
salariali, data l' insopportabile sperequazione che vi era nella
stessa provincia di Siracusa tra il bracciantato agricolo della
zona Nord e quelli della zona Sud, a danno di questi ultimi;
alla fine degli scontri persero la vita il bracciante agricolo
Angelo Sigona di 25 anni, di Cassibile, ed il bracciante agricolo
Giuseppe Scibilia, di 47 anni, di Avola;
considerato che:
i fatti di Avola del 1968 sono rimasti impressi nella storia
sindacale italiana e sono diventati una pietra miliare nella lotta
dei braccianti contro i latifondisti e gli agrari;
da quei fatti è scaturita la volontà di riscatto non solo del
bracciantato agricolo nazionale, ma anche di tutto il mondo dei
lavoratori dipendenti costretti, in ogni parte d'Italia, a subire
le angherie dei datori di lavoro;
il rilievo storico, sindacale, sociale e politico di detti eventi
è ribadito dalle commemorazioni che annualmente vengono celebrate,
anche a livello nazionale, ed in modo particolare nel 2008, quando
ricorreva il quarantesimo anniversario di quei tragici eventi;
il movimento operaio, a livello nazionale, ha indicato ed ha
trovato in quei tragici eventi linfa vitale per iniziare la
riscossa contro le ingiuste condizioni salariali e lavorative cui
erano sottoposti.
tenuto conto che la famiglia di Giuseppe Scibilia non ha mai
ricevuto alcun sostegno da parte delle istituzioni, per cui la
stessa è stata costretta ad affrontare da sola tutti i disagi di
carattere economico ed affettivo sopraggiunti dopo la tragica
scomparsa del loro capofamiglia, unico sostentamento dell'intero
nucleo familiare;
visto che, dopo 40 anni da quei tragici eventi, è arrivato il
momento di porre un rimedio alla grave manchevolezza tenuta dai
precedenti governi, sia regionali che nazionali, considerando che
sussistono le disposizioni normative che consentono interventi a
sostegno degli orfani, una delle quali di età minore all'atto dei
drammatici eventi,
si impegna
ad estendere i benefici della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20, alle signore Carmela e Paola Scibilia, nate ad Avola
rispettivamente il 4 novembre 1945 e il 5 marzo 1959, figlie del
signor Giuseppe Scibilia, morto in seguito ai luttuosi eventi del 2
dicembre 1968, accaduti ad Avola, in provincia di Siracusa». (93)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con legge n. 36/1994, denominata legge Galli, il Parlamento ha
riscritto il sistema di gestione delle risorse idriche, istituendo
gli ambiti territoriali ottimali (ATO) e il servizio idrico
integrato (SII) e stabilendo l'affidamento di quest'ultimo ad un
unico soggetto gestore, con lo scopo di razionalizzare e unificare
la gestione di tutti i servizi connessi con l'uso delle risorse
idriche, dalla fonte di approvvigionamento alla depurazione;
con l'art. 69 della legge n. 10/1999, l'Assemblea regionale
siciliana ha recepito la legge Galli e attribuito al Presidente
della Regione il compito di determinare gli ambiti territoriali
ottimali (ATO) e le modalità della loro costituzione in Sicilia;
gli ATO siciliani, coincidenti con i territori delle nove
province, sono stati determinati con i decreti del Presidente della
Regione n. 114 del 16 maggio 2000 e n. 16 del 29 gennaio 2002 e il
decreto presidenziale n. 209 del 7 agosto 2001 ne ha stabilito le
modalità organizzative;
ai sensi di quest'ultimo decreto, i comuni e le province
regionali, al fine di coordinarsi per il raggiungimento delle
finalità della legge, potevano optare per le forme organizzative
della convenzione o del consorzio, rispettivamente previste dagli
artt. 30 e 31 del d.lgs n. 267/2000;
rilevato che:
nella provincia di Ragusa l'assemblea dell'ATO, costituita dai
sindaci, ha stabilito, con la gara celebrata per individuare il
gestore del servizio idrico integrato (SII), di non affidare il
servizio;
le province di Trapani e Messina non hanno avviato alcuna
procedura per l'affidamento del SII;
nelle province di Palermo e Agrigento l'affidamento del SII è
sotto giudizio in quanto si attende la pronuncia del Tar-Lazio e
del consiglio di giustizia amministrativa, previsto per i primi
giorni del mese di giugno;
il gestore del SII di Agrigento ha dovuto ritirare migliaia di
bollette notificate agli utenti dei comuni, già in gestione
privata, non corrispondenti al consumo reale;
nelle province di Enna e Caltanissetta si sono registrate
manifestazioni e iniziative pubbliche che denunciano l'alto costo
del servizio idrico e la pessima qualità dell'acqua erogata e i
ritardi di più giorni nella distribuzione;
l'aggravarsi della crisi economica fa emergere, in una forma
ancora più netta, come l'applicazione in Sicilia delle norme di
settore non riesca a garantire la qualità e la economicità dei
servizi e quindi a tutelare i cittadini, bensì contribuisce a far
lievitare il costo della spesa quotidiana nelle famiglie siciliane
e far arricchire i titolari di società private;
ricordato che:
ventisette consigli comunali della provincia di Agrigento, riuniti
tutti lo stesso giorno, il 20 febbraio 2009, hanno deliberato alla
stessa ora di presentare un disegno di legge di iniziativa popolare
per affermare che l'acqua deve restare pubblica e che i comuni
devono riappropriarsi del diritto alla gestione del servizio
idrico;
il Consiglio regionale della Lombardia, il 22 gennaio scorso, ha
votato una legge che ripubblicizza la gestione degli acquedotti;
visto che:
l'ARRA, irritualmente, nomina commissari nei comuni che non hanno
ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme
costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;
in alcuni comuni manifestazioni popolari hanno fisicamente
impedito ai commissari mandati dall'ARRA di insediarsi,
determinando in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;
il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, in un incontro
tenutosi il 3 marzo scorso con 40 sindaci della provincia di
Agrigento, Catania e Palermo, ha manifestato disponibilità a
riesaminare la vicenda del commissariamento, nonché a valutare il
disegno di legge di iniziativa popolare sulla revisione
dell'attuale quadro normativo in materia di ATO idrici;
considerato che le decisioni del giudice amministrativo verranno
assunte nei prossimi mesi,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per la sospensione dei commissariamenti disposti
dall'ARRA per la consegna delle reti e degli impianti idrici dei
comuni sino al 30 luglio 2009». (94)
«L'Assemblea regionale siciliana
visto il documento redatto dal gruppo nazionale per la qualità
dell'istruzione e formazione professionale dal titolo 'Consolidare
l'offerta formativa di istruzione e formazione professionale';
tenuto presente, come testualmente riportato dallo stesso, che:
le sperimentazioni avviate a partire dal 2002-2003 hanno
rappresentato l'occasione per un profondo processo di rinnovamento
dell'offerta formativa della formazione professionale, al fine di
delineare un'offerta formativa dal carattere ad un tempo educativo,
culturale e professionale, in grado di consentire la crescita
integrale della persona umana, nel quadro della prospettiva europea
che sostiene la necessità di formare una nuova figura di cittadino
capace di affrontare le sfide presenti nella società cognitiva. In
questo modo, si è compiuto il superamento dell'impostazione
tradizionale propria della legge n. 845 del 1978 che, coerentemente
con l'art. 35 della Costituzione, collocato nel titolo III relativo
ai rapporti economici, attribuiva alla formazione professionale una
valenza di strumento della politica attiva del lavoro, per lasciare
il campo alla nuova impostazione, coerente con il nuovo titolo V
della Costituzione, introdotto con la legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3 che, creando il sistema di istruzione e
formazione professionale, lo ha riferito all'art. 34 Cost. relativo
all' istruzione obbligatoria, collocato nel titolo II relativo ai
rapporti etico-sociali;
tale cambiamento ha mirato a delineare un'offerta formativa dal
carattere ad un tempo educativo, culturale e professionale, in
grado quindi di consentire la crescita integrale della persona
umana, nel quadro della prospettiva europea che sostiene la
necessità di formare una nuova figura di cittadino in grado di
affrontare le sfide presenti nella società cognitiva;
le sperimentazioni che sono state effettuate hanno registrato
esiti largamente positivi, così come indicato nei vari rapporti di
monitoraggio effettuati. In particolare, gli iscritti ai percorsi
formativi sono in continua crescita, raggiungendo nell'anno in
corso il 5,3% (dati nazionali) del totale degli studenti usciti
dalla terza media;
considerato che:
nell'ambito dei percorsi triennali (prima annualità) per l'anno
formativo 2007/2008, non risultano ammessi a finanziamento i
percorsi gestiti dall'ente ENAIP di Messina, nonostante gli stessi
siano stati puntualmente svolti e gli allievi abbiano completato il
programma, a causa della mancata presa d'atto delle osservazioni
presentate dall'ente in parola nei termini di cui alla lex
specialis all'Assessorato pro tempore competente;
con DDG n. 147 del 6 marzo 2009 risultano non ammesse a
finanziamento iniziative promosse da enti storici della formazione
professionale che hanno rappresentato e rappresentano, per
l'impegno sperimentale messo in campo, il più grande sforzo di
innovazione pedagogica degli ultimi anni nel nostro Paese in
coerenza con le indicazioni provenienti dall'Unione europea in tema
di VET (Vocational Education and Training) e di competenze di
cittadinanza, ed ha consentito il passaggio ad una nuova stagione
del sistema di IFP tale da costituire un nuovo inizio del proprio
servizio educativo;
buona parte di questi enti, si ricordano a solo titolo di cronaca
il CIOFS dei Salesiani, il CEFOP e l'ANCOL - Sicilia, sono rimasti
esclusi per vizi formali che potrebbero essere sanati in presenza
della effettiva presenza degli allievi, a cui va in ogni caso
garantito il diritto costituzionale all'obbligo di istruzione;
la formazione professionale dei minori in obbligo di istruzione è
assegnata alla competenza esclusiva della Regione ed è un servizio
di interesse pubblico che non può essere interrotto;
è stata ravvisata la necessità di assegnare ad uno apposito
capitolo al dipartimento pubblica istruzione dell'Assessorato
regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione le risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato
per i percorsi triennali di formazione professionale e le risorse
regionali previste ex legge n. 24/76,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere i necessari provvedimenti atti a rimuovere le
seguenti tre criticità che possono inficiare il valore di quanto
realizzato:
la prima è di tipo culturale e riguarda la concezione residuale
dei percorsi IFP che vengono intesi come strumenti di natura
assistenziale rivolti esclusivamente al recupero delle patologie
dell'apprendimento per il contrasto politico;
la seconda riguarda il modello formativo e si riferisce alla
questione dell'integrazione che in alcuni casi, invece che
riferirsi al sistema educativo, è intesa come una sorta di
spartizione di competenze tra scuola e IFP, fattore che porta ad
una giustapposizione tra approcci formativi ed impedisce la piena
estrinsecazione delle metodologie previste;
la terza si riferisce al sistema educativo, che si esprime in una
debolezza di riferimenti normativi come pure dei traguardi e degli
standard formativi, debolezza che deriva anche dalla parzialità e
dall'incertezza che spesso caratterizza l'intervento delle Regioni;
ad adottare i provvedimenti necessari al congruo rimborso delle
spese affrontate e all'ammissione a finanziamento degli enti (anche
se non esaustivamente) sopra richiamati che sono rimasti esclusi
per vizi formali che possono essere sanati grazie all' effettiva
presenza degli allievi, a cui va in ogni caso garantito il diritto
costituzionale all'obbligo di istruzione;
ad utilizzare, attesa la connotazione professionalizzante dei
percorsi triennali, le risorse rivenienti dal procedimento di cui
all'art. 9 della legge regionale n. 21/2007, in aggiunta alle
risorse regionali e a quelle a valere sul fondo di rotazione
nazionale già individuate con apposito capitolo nel bilancio
annuale per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione dei minori
nei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale».
(95)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con l'art. 69 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
l'Assemblea regionale siciliana ha recepito la legge Galli e
attribuito al Presidente della Regione il compito di determinare
gli ambiti territoriali ottimali (ATO) e le modalità della loro
costituzione in Sicilia;
gli ATO siciliani, coincidenti con i territori delle nove
province, sono stati determinati con i decreti del Presidente della
Regione n. 114 del 16 maggio 2000 e n. 16 del 29 gennaio 2002 ed il
decreto presidenziale n. 209 del 7 agosto 2001 ne ha stabilito le
modalità organizzative;
ai sensi di quest'ultimo decreto, i comuni e le province
regionali, al fine di coordinarsi per il raggiungimento delle
finalità della legge, potevano optare per le forme organizzative
della convenzione o del consorzio, rispettivamente previste dagli
artt. 30 e 31 del d.lgs n. 267/2000;
rilevato che:
in provincia di Messina 78 sindaci e consigli comunali avevano
deliberato la gestione provvisoria in house, ai sensi della
normativa nazionale ed europea e l'Agenzia ha, invece, nominato un
commissario con il compito di bandire una gara per l'affidamento
della gestione a privati, ancorchè il Consiglio di Giustizia
amministrativa abbia annullato tale nomina;
nella provincia di Trapani, per problemi inerenti il gestore
individuato, non è stato ancora deliberato il servizio;
nella provincia di Ragusa l'assemblea dell'ATO, costituita dai
sindaci, ha stabilito con gara celebrata per individuare il gestore
del servizio idrico integrato (SII), di non affidare il servizio;
nelle province di Palermo e Agrigento l'affidamento del SII è
sotto giudizio, in quanto si attende la pronuncia del TAR Lazio e
del Consiglio di giustizia amministrativa, previste per i primi
giorni del mese di giugno;
il gestore del SII di Agrigento ha dovuto ritirare migliaia di
bollette notificate agli utenti dei comuni, già in gestione
privata, non corrispondenti al consumo reale;
nelle provincie di Enna e Caltanissetta si sono registrate
manifestazioni e iniziative pubbliche che denunciano l'alto costo
del servizio idrico, la pessima qualità dell'acqua erogata e i
ritardi di più giorni nella distribuzione;
l'aggravarsi della crisi economica fa emergere, in una forma
ancora più netta, che l'affidamento ai privati comporta una
lievitazione dei costi e disservizi;
considerato che:
il consiglio regionale della Lombardia, il 22 gennaio u.s., ha
approvato una legge che ripubblicizza la gestione degli acquedotti;
in data 2 marzo 2009 è stato presentato all'Assemblea regionale
siciliana, dall'onorevole Laccoto ed altri, un disegno di legge per
la gestione pubblica delle acque anche in Sicilia;
27 consigli comunali della provincia di Agrigento hanno
deliberato, nella medesima, di presentare un disegno di legge di
iniziativa popolare, per affermare che l'acqua deve restare
pubblica e che i comuni devono riappropriarsi del diritto alla
gestione del servizio idrico;
visto che:
l'ARRA, irritualmente, nomina commissari nei comuni che non hanno
ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme
costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;
le manifestazioni popolari, in alcuni comuni, hanno fisicamente
impedito ai commissari mandati dall'ARRA d'insediarsi, con seri
problemi di ordine pubblico,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per la sospensione dei commissariamenti disposti
dall'ARRA per la consegna delle reti e impianti idrici dei comuni
sino al 30 luglio 2009,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
ad adoperarsi affinché, quanto prima venga esaminato dalla
Commissione legislativa di merito, e sottoposto con procedura di
urgenza all'ordine del 'Aula il disegno di legge di iniziativa
parlamentare n. 373, presentato il 2 marzo del c.a. concernente
Disposizioni per la gestione pubblica delle risorse idriche nella
Regione, attesa l'importanza e l'urgenza che riveste la disciplina
della gestione pubblica dell'acqua, al fine di garantire anche in
Sicilia un uso delle risorse idriche responsabile, sostenibile e
solidale». (97)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la situazione dei minori che desiderano adempiere il diritto-
dovere all'obbligo di istruzione e formazione professionale ma sono
costretti a iniziare sempre in ritardo il loro percorso, vederlo
vacillare continuamente perché incerta e sempre tardiva la data di
approvazione e finanziamento, vederlo minacciato di interruzione
perché gli enti di formazione professionale, che lo hanno avviato
sotto la loro responsabilità, sono gravati dal peso dei debiti e
dal rimorso di non aver potuto retribuire per lunghissimi mesi chi
ha lavorato con dedizione e professionalità;
il carisma educativo di cui sono portatrici, Figlie di Don Bosco e
Maria Mazzarello, fondatore e cofondatrice della congregazione
salesiana, ci spingono ad osare e denunciare con forza e
determinazione che i diritti dei minori non possono essere
conculcati né in teoria né tanto meno di fatto;
il diritto all'educazione, alla cultura e alla formazione
professionale è un diritto inalienabile e ha bisogno di priorità di
scelte politiche; bisogna dunque promuovere scelte audaci,
programmi concreti e gradualmente verificabili per interrompere le
inadempienze finora perpetrate e stroncare fin sul nascere la
possibilità di negare un diritto che in fondo non danneggia solo il
singolo minore, ma l'intera società, per il semplice motivo che i
ragazzi costretti alla dispersione scolastica saranno preda di ben
altri maestri della strada, con le conseguenze deleterie che
riempiono i giornali di cronaca nera;
considerato che la formazione professionale dei minori in obbligo
di istruzione è assegnata alla competenza esclusiva della Regione
ed è un servizio di interesse pubblico che non può essere
interrotto anzi deve essere garantito,
impegna il Governo della Regione
a dare vita ad un assetto normativo ed istituzionale stabile per
il sistema di OIF relativo al diritto-dovere e all'obbligo di
istruzione nei percorsi triennali e quadriennali di formazione
professionale, separato e distinto dal sistema della formazione
continua e degli adulti e costituito da:
percorsi triennali per l'acquisizione di una qualifica
professionale almeno di secondo livello europeo che comporti anche
l'assolvimento dell'obbligo di istruzione;
il successivo quarto anno per l'acquisizione del diploma
professionale;
a definire un apposito capitolo finanziario congiunto tra Stato e
Regione (risorse previste ex legge n. 24/76) che, anche tramite
l'utilizzo dei fondi europei, determini un flusso di risorse
finanziarie certe, adeguate e vincolate alla realizzazione dei
percorsi ordinari di formazione professionale iniziale per i
minori;
ad attribuire tali risorse alle istituzioni formative accreditate
con riferimento ad un piano territoriale dell'offerta formativa
(istituzioni formative accreditate ai sensi del DM del 29 novembre
2007 - MPI/MLPS);
a creare una struttura permanente di coordinamento del sistema di
OIF per i minori in obbligo, con il compito di sostegno allo
sviluppo dell'offerta formativa, di monitoraggio e valutazione, di
supporto alle azioni innovative e sperimentali;
a definire il calendario delle attività istituzionali di
formazione professionale iniziale per i minori: inizio e chiusura
attività formativa, compresi gli esami di qualifica e diploma, in
parallelo all'istruzione, per rendere possibili i passaggi da un
sistema all'altro». (100)
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il direttore della divisione Cargo della Società TRENITALIA, dr
Mario Castaldo, in un'intervista rilasciata al mensile 'Tutto
Trasporti', traccia la nuova mappa degli scali merce in Italia,
basata fondamentalmente su tagli drastici su tutta la linea
ferroviaria del centro sud Italia;
specificatamente per la Sicilia, secondo Castaldo, l'unico scalo
merce che resterebbe operativo è quello di Catania Bicocca perché,
secondo la sua tesi, gli altri sono assolutamente inutili in quanto
le merci, arrivate a Catania, possono essere distribuite a mezzo
camion in tutta la Sicilia. Alla luce di queste dichiarazioni,
verrebbero smantellati gli scali merce di Palermo, Trapani,
Marsala, Mazara del Vallo, Agrigento, Porto Empedocle, Siracusa,
ecc.;
tenuto conto che:
tale decisione è la diretta conseguenza di una scelta di
TRENITALIA in Sicilia per quanto concerne il traffico merci che ha
già portato, per esempio, ad un aumento del 70% del costo di
trasporto da Trapani a Catania;
la sperequazione di comportamento di TRENITALIA a danno della
Sicilia è evidente: il provvedimento, infatti, è volto a fare
un'operazione di carattere esclusivamente economico che disabilita
gli scali merce a corso singolo, abilitandoli solo per i traffici a
treno completo. Ma è ovvio che il tessuto industriale siciliano è
composto, al 90%, da aziende di piccola e media dimensione che
certamente non possono spedire e ricevere quantitativi di prodotti
tali da giustificare un treno completo; difatti, quasi tutte le
aziende utilizzano un carro ferroviario per volta;
considerato che:
le dichiarazioni del dr. Mario Castaldo sono a dir poco
incredibili se non, addirittura, scellerate perché, a parte il
danno economico assestato alle piccole e medie aziende locali, non
tengono conto delle condizioni della rete viaria siciliana la
quale, già di per sé disagiata, arriverebbe al collasso se tutte le
merci attualmente trasportate con il treno fossero dirottate su
traffico gommato. Inoltre quanto dichiara Castaldo va
diametralmente all'opposto rispetto a tutte quelle politiche sulla
tutela dell'ambiente che TRENITALIA porta avanti per invogliare
l'uso del treno al posto del camion;
la Sicilia continua a pagare un altissimo prezzo a causa delle
politiche di ridimensionamento dei costi portate avanti da aziende
pubbliche e private, le quali mortificano i siciliani in termini
occupazionali, di tutela dell'ambiente ed economici,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, nell'ambito delle proprie competenze e prima
dell'entrata in vigore delle sopra dette disposizioni, per fare in
modo che TRENITALIA riveda la sua politica di smantellamenti in
Sicilia, politica che assesterebbe un danno di proporzioni
inimmaginabili all'intera economia regionale». (102)
«L'Assemblea regionale siciliana
visti i risultati conseguiti dal progetto COORAP, gestito in house
providing dal CIAPI di Palermo, per la promozione e la diffusione
di misure di politiche attive del lavoro e, in particolare,
dell'apprendistato;
considerato che:
detto progetto è scaduto il 31 dicembre 2008, e una progettualità
analoga potrebbe consentire l'ampliamento della base dell'utenza,
rivolta in particolare a soggetti deboli e marginali del mercato
del lavoro e, in special modo fra questi, gli immigrati ed i
lavoratori espulsi dal mercato stesso, cui attivare le procedure
previste dall'art. 19 del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito
nella legge n. 2 del 2000;
i sindacati hanno più volte richiesto l'utilizzazione degli stessi
in una progettualità analoga, e che il personale impegnato nel
precedente progetto risulta in gran parte in esubero negli enti del
sistema formativo regionale di cui alla legge n. 24 del 1976,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione
a porre in essere ogni utile iniziativa volta all'attivazione di
una progettualità analoga, impegnando le stesse risorse umane
utilizzate nel progetto COORAP». (106)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a 6 chilometri dal paese di Cerda, in provincia di Palermo, vi è
l'area denominata 'Floriopoli', un'ampia zona dove sorge l'antica
struttura della 'Targa Florio'. Quest'ultima, nata nel 1905 per
volontà di Vincenzo Florio, ha rappresentato, per 72 anni,
l'emblema della vera gara automobilistica basata su quel mix di
potenza di motore e di capacità umane dei piloti, oramai desuete
nelle attuali corse automobilistiche;
la struttura, sorta negli anni '30 e che si estende su un'area di
14 ettari, comprende i box delle vetture, la torre dei giudici di
gara, collegata ai box da un sovrappasso metallico, e le tribune
coperte e scoperte per il pubblico;
'Floriopoli' è un vero patrimonio dell'intera Sicilia, simbolo
della volontà di un uomo che credeva nella sua terra e che riuscì a
creare una manifestazione sportiva di livello internazionale: la
partecipazione alla Targa Florio è stata, per oltre 50 anni,
l'obiettivo fondamentale di tutti i piloti del mondo sia per il
prestigio della stessa manifestazione, sia per le difficoltà
intrinseche del percorso stradale;
considerato che l'intera struttura oggi è di proprietà
dell'Automobile Club Palermo; pignorata dai creditori per debiti
stimati di circa 1 milione di euro, l'area è stata messa all'asta
dal tribunale di Termini Imerese. Tutto il mondo sportivo siciliano
ed internazionale è in forte ansia per la fondata preoccupazione di
un eventuale abbattimento di tutte le strutture per lasciare il
posto a siti alberghieri e/o turistici;
ritenuto che la Regione siciliana non può e non deve restare
indifferente davanti alla possibilità di un'eventuale distruzione
di 'Floriopoli', fiore all'occhiello della memoria storica e
sportiva dell'Isola, patrimonio culturale di valore inestimabile,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per dichiarare 'Floriopoli' bene culturale della
Regione siciliana, soddisfacendo i debitori al fine di inserire
l'intera area tra i beni di proprietà della Regione;
a procedere alla ristrutturazione dell'intera area e ad inserirla
tra le mete dei circuiti storici del turismo siciliano». (107)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli,
ha revocato norme legislative desuete e decreti istitutivi di enti
locali. Tra i decreti revocati vi sono quelli istitutivi dei comuni
di San Cipirello e Castellana Sicula e di rettifica dei confini
territoriali del comune di Monreale, tutti in provincia di Palermo;
considerato che:
questi provvedimenti, probabilmente adottati per mero errore
materiale, hanno determinato la soppressione di fatto di 14 comuni
siciliani, tra i quali quelli sopra citati;
ritenuto che:
è necessario che il Parlamento regionale e il Governo adottino
iniziative legislative e politiche al fine di proporre ricorso
avverso il provvedimento del Governo nazionale ed intervenire in
via istituzionale presso il Presidente del Consiglio dei Ministri e
il Ministro degli interni per ottenere immediata revoca del
provvedimento, la cui pratica attuazione avrebbe effetti devastanti
per la provincia di Palermo e per la Sicilia,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale oltre che presso le
sedi istituzionali competenti onde ottenere immediata revoca del
provvedimento legislativo». (110)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che è ormai da decenni che la situazione finanziaria
delle IPAB siciliane va sempre peggiorando in relazione al sempre
minore trasferimento di risorse che la Regione eroga, per garantire
ai dipendenti il contratto di lavoro negli enti locali ed il
rispetto delle norme di contabilità pubblica;
considerato che la situazione è cosi grave che la quasi totalità
delle IPAB non riesce più a pagare al personale gli stipendi ormai
da molti mesi, alcune addirittura da più di 2 anni, continuando ad
assicurare, con senso di responsabilità, il servizio all'utenza;
considerato, inoltre, che gli amministratori delle IPAB non
percepiscono alcuna indennità e svolgono il loro ruolo con spirito
di servizio sociale;
ritenuto imprescindibile ed improrogabile un intervento del
Governo regionale finalizzato ad una riforma globale delle stesse
che tenga conto dell'insostituibile ruolo che rivestono per le
comunità ove sono allocate; infatti, esse, forniscono prestazioni
socio-assistenziali a favore di anziani, minori, disabili e
soggetti deboli;
evidenziato che la Regione siciliana ad oggi non ha provveduto al
riordino del sistema delle IPAB secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 4 maggio 2001, n. 207,
impegna il Governo della Regione
ad adottare, con urgenza, nella prossima sessione di bilancio
della Regione, provvedimenti normativi ed economici che tendano
alla soluzione di quanto espresso in premessa e che aiutino le IPAB
a trovare l'equilibrio finanziario entro 2 anni;
ad adottare iniziative urgentissime tendenti a chiudere il
contenzioso delle IPAB nei confronti dei lavoratori dipendenti;
ad adottare infine iniziative urgenti per l'applicazione di quanto
prescritto dal Titolo V della legge regionale 9 maggio 1986, n. 22,
ed in particolare alle disposizioni di cui agli articoli da 30 a
43, pianificando l'estinzione o la fusione degli enti che non
svolgono attività consone o che non riescono a raggiungere gli
obiettivi di legge ed a rilanciare l'attività degli enti predetti,
definendo un censimento e la riqualificazione dei loro patrimoni ed
anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con i comuni ed
il servizio sanitario regionale». (111)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la necessità di garantire alle amministrazioni
regionali il supporto tecnico-specialistico, nell'attesa
dell'approvazione dei programmi di spesa extraregionali relativi al
periodo 2007/2013, era già stata avvertita dal legislatore
regionale e da quest'ultimo tutelata attraverso l'espressa
autorizzazione alla proroga di contratti di lavoro e di prestazione
d'opera finalizzati proprio a tale attività di supporto;
considerato che, a seguito della proroga ottenuta per la
rendicontazione e la spesa dei fondi afferenti al POR 2000/2006, si
appalesi la necessità che i consulenti richiamati vengano
confermati per un ulteriore periodo di tempo utile affinché la
positiva e valida attività collaborativa e di consulenza da loro
prestata non si interrompa bruscamente, creando gravissime
ripercussioni nella già convulsa attività di chiusura del predetto
programma di spesa;
ricordato che i predetti consulenti abbiano supportato funzionari
e dirigenti dell'amministrazione regionale nelle molteplici
attività legate all'implementazione del menzionato programma di
spesa, tra le quali, lo studio della pratica, i rapporti con i
beneficiari, la risoluzione di problematiche tecniche, la
rendicontazione della spesa fino alla stesura degli schemi dei
provvedimenti amministrativi;
evidenziato che l'esperienza sino ad ora maturata dai menzionati
consulenti potrà essere validamente e proficuamente utilizzata
quale supporto per le attività di start-up del nuovo programma di
spesa 2007/2013 la cui attuazione, com'è noto, risulta essere già
in forte ritardo,
impegna il Governo della Regione
al fine di garantire la continuità amministrativa ed il necessario
supporto tecnico-specialistico ai dipartimenti regionali
interessati alla nuova programmazione dei fondi di spesa comunitari
2007/2013, anche in ragione della prossima chiusura del programma
di spesa relativo alla programmazione 2000/2006, nelle more
dell'attuazione dei predetti programmi di spesa extraregionali per
il quinquennio 2007/2013, ad avviare provvedimenti urgenti
finalizzati a prorogare i contratti stipulati con consulenti,
selezionati con procedure ad evidenza pubblica, già
contrattualizzati dal Ministero dello sviluppo economico - PONATAS
2000-2006 - che hanno prestato servizio presso i menzionati
dipartimenti regionali fino al 31 ottobre 2008». (112)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il progetto INLA (Inserimento Lavoro) ha rappresentato un concreto
inserimento professionale per lavoratori svantaggiati residenti
nella provincia di Palermo al fine di essere avviati presso il
tessuto imprenditoriale presente nel territorio della Regione,
attraverso l'integrazione sinergica tra formazione aziendale e
sistemi di incentivazione economica all'occupazione;
il consorzio ASI di Palermo è stato individuato quale soggetto
attuatore del progetto INLA, che è stato finanziato dal Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con cui si è
sottoscritta apposita convenzione istituzionale, con il
copartenariato, altresì, della Regione siciliana e di Italia
Lavoro;
il progetto INLA, sperimentalmente avviato per la provincia di
Palermo, ha avuto conclusione nel corrente anno e si è proceduto in
gran parte alle assunzioni dei tirocinanti, di volta in volta
avviati presso le rispettive imprese, che ne hanno assicurato il
periodo formativo con l'azione di affiancamento di appositi tutor
didattici organizzativi, impegnati peraltro nell'elaborazione dei
diversi progetti individuali di formazione;
ai tutor didattici organizzativi, tutti individuati con apposito
avviso pubblico di selezione da parte del consorzio ASI, sono stati
conferiti incarichi professionali ai sensi dell'art. 61 e seguenti
(Titolo VII, Capo I) del decreto legislativo n. 276/2003, nei
limiti di 10 mesi salvo eventuale proroga dei medesimi;
tali contratti di collaborazione non sono stati rinnovati in
considerazione della conclusione del progetto INLA di cui invero la
Regione dovrebbe farsi interprete per un suo rifinanziamento in
tutte le province dell'Isola, eventualmente con la
compartecipazione del Ministero del lavoro, peraltro in
considerazione dell'attuale grave crisi occupazionale che impedisce
significativamente il reclutamento dei giovani siciliani;
valutato che:
l'auspicata riprogettazione di tale percorso formativo ben
potrebbe essere concretamente ripensata ricorrendo all'azione di
tali figure professionali, secondo tempi e modalità da definire in
funzione del cronoprogramma delle iniziative da assumere, non
appena acquisito l'eventuale cofinanziamento ministeriale;
potrebbe parimenti ipotizzarsi una riproposizione del progetto
INLA con i finanziamenti derivanti dalla nuova programmazione
Comunitaria 2007/2013,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere le opportune intese con il Ministero del lavoro
affinché possa essere rifinanziato il progetto INLA, al fine di
riproporne i contenuti e le finalità in tutte le province
regionali;
a riattivare comunque il progetto di cui sopra nel quadro delle
disponibilità in essere, anche nell'ambito di quelle derivanti dai
fondi della nuova programmazione comunitaria 2007/2013;
ad adottare nei confronti dei soggetti tutor già coinvolti nel
progetto INLA misure volte ad assicurarne l'individuazione ai fini
di analoghi incarichi da conferire nell'ambito delle azioni di
tutoring che si renderanno necessarie nella predisposizione di
percorsi formativi della nuova programmazione comunitaria e del
piano regionale dell'offerta formativa». (121)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'agricoltura nel territorio di Licata (AG) vive un
momento di gravissima crisi determinata dall' insufficienza delle
distribuzioni per usi irrigui;
ritenuto che l'Assessorato regionale Agricoltura e foreste ha reso
noto di avere predisposto un progetto per la realizzazione di una
rete di distribuzione;
considerato che è necessario reperire la somma di 11 milioni di
euro per finanziare l'opera pubblica,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per finanziare l'opera pubblica».
(122)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la delibera del 5 marzo della Commissione regionale
per l'impiego dà mandato all'amministrazione di compiere ogni
ulteriore adempimento volto alla definizione delle stesse procedure
di valutazione e che deliberi di approvare il piano provvisorio
(PROF 2009) che comprende progetti, utilmente collocati in
graduatoria, presentati dagli enti già titolari del finanziamento
di progetti nel PROF 2008, nei limiti dei rapporti di lavoro;
vista la circolare del Dipartimento Bilancio e tesoro dell'11
marzo 2009 prot. 13103/D01, avente per oggetto 'piano formativo
2009 ex legge regionale 24/79', che precisa che in atto nel
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2009 risultano
iscritte nel capitolo di spesa n. 717910 somme pari a 194.918
migliaia di euro e che tale importo rappresenta il limite massimo
di spesa autorizzato per le finalità in oggetto indicate, erogabile
in dodicesimi fino a quando non verrà approvato definitivamente il
bilancio della Regione;
considerato di non arrecare nocumento ai soggetti i cui livelli
occupazionali sono garantiti in base alle vigenti disposizioni
legislative e, pertanto, si invita il dipartimento, nei limiti dei
dodicesimi del vigente bilancio, a pagare le dovute somme al
personale a tempo indeterminato in forza agli enti di formazione
professionale 2008,
impegna il Governo della Regione
a sbloccare il piano formativo 2009, dando mandato al dipartimento
regionale della formazione professionale di emanare il DDG alla
luce delle attività che costituiscono il consolidato del PROF 2008,
nei limiti del monte orario 2008, e di emanare le necessarie
autorizzazioni per l'avvio delle progettualità 2009;
a prendere in esame le ulteriori progettualità ammissibili a
finanziamento solo in presenza di una accertata ulteriore
disponibilità di risorse finanziarie e solo a seguito di espressa
autorizzazione degli uffici competenti». (123)
«L'Assemblea regionale siciliana
per assicurare la continuità dell'azione istituzionale del Centro
per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del
servizio sanitario (CEFPAS),
impegna il Governo della Regione
a far sì che vengano prorogati o rinnovati sino al 31 dicembre
2009 i contratti di lavoro del personale del centro, selezionato
con procedure di evidenza pubblica, nei limiti della copertura
finanziaria di cui lo stesso ente è dotato, ai sensi dell'art. 25,
comma 17, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19». (124)
Si passa all'ordine del giorno n. 74 «Misure per garantire la
sicurezza in alcuni comuni della provincia di Palermo». Il parere
del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 80 «Risorse finanziarie per
la provincia di Enna».
Comunico che l'onorevole Galvagno ha apposto la firma all'ordine
del giorno numero 80.
L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 81«Destinazione di adeguate
risorse a favore dell'ente Parco dei Nebrodi». Il parere del
Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 85 «Iniziative per inserire
la città di Mazara del Vallo (TP) quale sede della giornata
europea del mare'». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 86 «Provvedimenti in ordine
allo stato di attuazione del programma operativo Sicilia 2007-2013,
del precedente programma 2000-2006 e del procedimento di
definizione del documento unitario di programmazione e programma
attuativo regionale FAS 2007-2013».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione, il Governo verrà in Aula a relazionare.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
Si passa all'ordine del giorno numero 87 «Interventi a tutela del
diritto al lavoro per 136 lavoratori TELECOM s.r.l. in cassa
integrazione guadagni», dell'onorevole Caputo e altri.
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
Si passa all'ordine del giorno numero 88 «Dissesto idrogeologico
della strada San Martino delle Scale nel comune di Monreale (PA)».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 89 «Situazione finanziaria
degli enti di gestione delle risorse idriche AMAP e EAS. Richiesta
di nomina della commissione di indagine sulla gestione idrica».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 92 «Dichiarazione dello
stato di calamità naturale per la provincia di Siracusa». Il parere
del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 93 «Estensione dei benefici
di cui alla legge regionale n. 20 del 1999 alla famiglia Scibilia,
colpita dai fatti di Avola del 1968». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Al riguardo il Governo
presenterà un articolo all'interno della finanziaria; quindi lo
accettiamo come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 94 «Sospensione dei
commissariamenti da parte dell'ARRA per la gestione delle risorse
idriche».
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PANEPINTO. Su questo c'era un impegno in Aula del Presidente della
Regione e di quattro capi gruppo. Chiedo che venga posto in
votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 94. Il
parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 95 «Iniziative riguardanti i
percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale».
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accettiamo come
raccomandazione.
CAPUTO. Chiedo che venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 97 «Iniziative per la
gestione pubblica delle risorse idriche della Regione». Il parere
del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 100 «Iniziative e risorse a
favore della formazione professionale per i minori». Il parere del
Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 102 «Smantellamento degli
scali merci ferroviari in Sicilia».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 106 «Attivazione di un
progetto di apprendistato analogo al COORAP». Il parere del
Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 107 «Interventi per la
salvaguardia e la tutela di Floriopoli'». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 110 «Iniziative per
scongiurare la cancellazione di comuni in Sicilia e la modifica di
confini territoriali in Sicilia». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 111 «Interventi finanziari
per le II.PP.A.B. siciliane».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 112 «Supporto tecnico
specialistico ai dipartimenti regionali interessati dalla nuova
programmazione comunitaria». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 121 «Risorse per il progetto
di inserimento lavoro».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 122 «Iniziative a sostegno
del finanziamento condutture di collegamento storico nel Comune di
Licata». Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MARINELLO. Chiedo che venga votato.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno numero 123 «Iniziative per sbloccare il piano
formativo 2009», degli onorevoli Lupo e Di Benedetto è assorbito.
Si passa all'ordine del giorno numero 124 «Proroga o rinnovo dei
contratti di lavoro del personale del Servizio sanitario Cefpas».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
396-388/A «Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2009»
esercizio provvisorio del bilancio della regione anno finanziario
2009
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numeri 396-388/A «Proroga dell'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009». Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Caronia, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, D'Antoni, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Dina,
Donegani, Fagone, Falcone, Faraone, Federico, Fiorenza, Formica,
Galvagno, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Edoardo,
Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panarello, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale, Termine,
Torregrossa e Vitrano.
Sono in congedo: Adamo, Cimino, De Luca, Gentile e Gianni.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per scrutinio
palese nominale del disegno di legge numeri 396-388/A:
Presenti . .. 70
Votanti . .. 69
Maggioranza.. ..35
Favorevoli .. ..69
(L'Assemblea approva)
Invito gli uffici a prendere nota che l'onorevole Leontini fa
presente di avere votato favorevolmente ma che, per un
malfunzionamento del sistema, il suo voto non è stato registrato.
Comunico che martedì 31 marzo 2009, alle ore 16.00 si terrà in
Sala Rossa la Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari per
programmare i lavori d'Aula nel mese di aprile.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 31 marzo 2009,
alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Discussione unificata delle mozioni:
N. 105 - «Interventi per contrastare la crisi economica
internazionale attraverso una gestione efficiente delle
risorse della Regione».
CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI- BARBAGALLO
BONOMO -DE BENEDICTIS - DI
BENEDETTO
DIGIACOMO - DI GUARDO - DONEGANI - FARAONE -
FERRARA MATTARELLA - FIORENZA - GALVAGNO
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
MARINELLO MARZIANO - ODDO - PANARELLO -
PANEPINTO - PICCIOLO RAIA - RINALDI -
SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
N. 116 - «Misure urgenti per fronteggiare la grave crisi
economica e occupazionale che sta investendo il nostro
Paese».
CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO
BONOMO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DI
GUARDO DIGIACOMO - DONEGANI - FARAONE -
FERRARA FIORENZA
GALVAGNO - GUCCIARDI -
LACCOTO - LUPO
MARINELLO - MARZIANO -
ODDO - PANARELLO
PANEPINTO - PICCIOLO -
RAIA - RINALDI
SPEZIALE - TERMINE -
VITRANO
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
«Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione».
La seduta è tolta alle ore 19.48
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli