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Resoconto d'Aula della Seduta n. 8 di mercoledì 02 luglio 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA  EDOARDO,  segretario, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Adamo ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   «Interventi  in favore dello svolgimento dell'attività  sportiva
  connessa all'esercizio del gioco del golf» (n. 99),
   presentato dall'onorevole Adamo  in data 27 giugno 2008;

   «Norme  relative alle infrastrutture di interesse generale»  (n.
  100),
   presentato dall'onorevole Adamo in data 27 giugno 2008;

   «Norme  urgenti  per  la continuità territoriale  con  le  Isole
  minori» (n. 101),
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cimino).

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle Commissioni legislative competenti:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Norme  per  la  prevenzione  dei  comportamenti  a  rischio  di
  incidenti stradali» (n. 8),
   di iniziativa parlamentare
   PARERE III.

   «Norme  per  la  promozione  delle città  dei  bambini  e  delle
  bambine» (n. 15),
   di iniziativa parlamentare,

   «Prevenzione del sovraindebitamento e contrasto dell'usura»  (n.
  24),
   di iniziativa parlamentare
   PARERE III.

   «Istituzione  della  figura  e  dell'ufficio  del  Garante   per
  l'infanzia e l'adolescenza» (n. 25),
   di iniziativa parlamentare

   «Istituzione  della  Consulta  delle  elette  e  nominate  della
  Regione siciliana» (n. 28),
   di iniziativa parlamentare

   «Interventi  per  la  promozione e  lo  sviluppo  di  azioni  di
  cittadinanza attiva delle persone anziane» (n. 32),
   di iniziativa parlamentare

   «Norme  per  l'istituzione  e  la  promozione  della  Fondazione
  Francesco Carbone» (n. 37),
   di iniziativa parlamentare
   PARERE V

   «Modifica  del trattamento economico dei dirigenti regionali  in
  quiescenza» (n. 38),
   di iniziativa parlamentare

                   inviati in data 26 giugno 2008

   «Norme contro la violenza di genere» (n. 2),
   di iniziativa parlamentare

   «Norme  recanti  benefici  per  i  familiari  delle  vittime  di
  incidenti sul lavoro» (n. 11),
   di iniziativa parlamentare

   «Istituzione dell'assegno di maternità» (n. 21),
   di iniziativa parlamentare

   «Istituzione  di  un Comitato permanente per  l'istruzione»  (n.
  23),
   di iniziativa parlamentare

   «Istituzione della festa regionale della famiglia e  del  Premio
  regionale della famiglia siciliana» (n. 39),
   di iniziativa parlamentare

                    inviati in data 1 luglio 2008

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Norme  per  il  recupero  e  il  riconoscimento  della  valenza
  storica dei mercati sulle aree pubbliche» (n. 36),
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 1 luglio 2008

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Ripristino  dei  contributi annui di esercizio all'impianto  di
  funivia di Erice (TP)» (n. 3),
   di iniziativa parlamentare

   «Norme in favore di cittadini diversamente abili» (n. 4),
   di iniziativa parlamentare

   «Contributi  a sostegno dei commercianti danneggiati  da  lavori
  di pubblica utilità» (n. 20),
   di iniziativa parlamentare
   PARERE III.

   «Affitti  agevolati  per  agenti di polizia  penitenziaria»  (n.
  22),
   di iniziativa parlamentare

                  inviati in data  26 giugno  2008

   «Costituzione  del Polo turistico della Valle  dello  Jato»  (n.
  33),
   di iniziativa parlamentare

   «Affitti agevolati per agenti di Polizia di Stato» (n. 42),
   di iniziativa parlamentare

                   inviati in data  1 luglio  2008

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Norme  per  l'organizzazione di corsi integrativi di Educazione
  alla tradizione nelle scuole siciliane» (n. 5),
   di iniziativa parlamentare

   «Incentivi    per   l'adozione   dell'abbigliamento   scolastico
  uniforme» (n. 18),
   di iniziativa parlamentare

   «Iniziative  volte alla tutela, al recupero, alla valorizzazione
  delle strutture architettoniche tipiche siciliane rappresentative
  dei  valori  ambientali-paesaggistici, storici e  culturali»  (n.
  19),
   di iniziativa parlamentare,

   «Istituzione  di  borse  di  studio  per  favorire   gli   studi
  comparatistici della giustizia nell'Unione europea» (n. 29),
   di iniziativa parlamentare

                  inviati in data  26 giugno  2008

   «Norme    per    la    salvaguardia    e    la    valorizzazione
  dell'architettura rurale» (n. 12),
   di iniziativa parlamentare

   «Introduzione e disciplina del reddito sociale minimo» (n. 13),
   di iniziativa parlamentare
   PARERE I.

   «Norme   per   la  promozione  e  valorizzazione  dei   percorsi
  turistico-culturali  e  del patrimonio  d'arte  contemporanea  di
  Ghibellina» (n. 14),
   di iniziativa parlamentare

                   inviati in data  1 luglio  2008
                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Disposizioni  in  materia di prevenzione e  cura  dei  disturbi
  dell'alimentazione» (n. 1),
   di iniziativa parlamentare

   «Norme  per  la  riabilitazione di cittadini  che  si  avvalgono
  della terapia denominata  Metodo Doman o Vojta o Fay'» (n. 9),
   di iniziativa parlamentare

   «Disposizioni  in  materia di prevenzione e  cura  dei  disturbi
  dell'alimentazione» (n. 10),
   di iniziativa parlamentare

   «Disciplina delle terapie complementari» (n. 16),
   di iniziativa parlamentare

   «Istituzione  del  Servizio  sociale  professionale  e  relativa
  dirigenza  presso  le  Aziende  sanitarie  locali  e  le  Aziende
  ospedaliere della Regione» (n. 43),
   di iniziativa parlamentare

                   inviati in data  1 luglio  2008

                Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  seguente  richiesta  di  parere,
  pervenuta  dal  Governo, è stata assegnata alla   I   Commissione
  legislativa   Affari Istituzionali':

   -  «Ente  lirico  regionale Teatro Massimo Vincenzo  Bellini  di
  Catania.    Designazione    componenti    del    Consiglio     di
  amministrazione» (n. 1/I),
   pervenuta in data 29 maggio  2008,
   inviata in data 26 giugno  2008.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

        «Al  Presidente  della  Regione, premesso  che  per  gli
     agricoltori del territorio di Grammichele (CT) si è  venuta
     a creare una grave situazione a seguito del furto di ben 20
     km di cavi di rame che ha lasciato senza corrente elettrica
     una  vastissima zona a cavallo fra i comuni di Grammichele,
     Caltagirone e Mineo (CT);

        considerato  che  i  danni  del  furto  secondo   l'ENEL
     ammonterebbero  a circa due milioni di euro e,  considerata
     la difficoltà di reperire altro materiale per il ripristino
     delle condotte, va ulteriormente valutato il danno per  gli
     agrumicoltori impediti dall'assicurare il normale ciclo  di
     irrigazione per mancanza di forza motrice;

        osservato che episodi simili si registrano in  tutte  le
     province  siciliane  e  che  da  molti  anni  si  è  andata
     diffondendo una certa insicurezza nelle campagne dovuta  ad
     atti intimidatori, incendi, furti di attrezzi e di bestiame
     ed  episodi  di  piccola criminalità  che  non  aiutano  le
     comunità   rurali   già  in  difficoltà   per   diverse   e
     concomitanti  cause (siccità, maltempo, peronospora,  blue-
     tongue, mucca pazza, costi energetici per le serre,  prezzi
     del  prodotto  al  campo, attuali e note  oscillazioni  dei
     mercati, ecc);

        per sapere:

        quali  misure  intenda adottare per risolvere  questioni
     annose  che,  se  tralasciate, possono degenerare  in  modo
     incontrollabile;

        se  non valuti opportuno indire riunioni provinciali con
     tutte   le   autorità  competenti  per  garantire  l'ordine
     pubblico  sul territorio e con le associazioni sindacali  e
     di categoria interessate, per monitorare lo stato dei fatti
     e le eventuali particolarità legate ai singoli territori;

        se   non   ritenga  opportuno  potenziare   la   polizia
     provinciale ed i servizi di controllo del territorio  delle
     guardie forestali;

        se   non   valuti   utile  predisporre  un   intervento,
     coinvolgendo   le   grandi  società  che  gestiscono   reti
     stradali,    ferroviarie,    elettriche,    metanifere    e
     acquedottistiche, per assicurare attraverso gli istituti di
     vigilanza  privata,  ulteriori e più  specifiche  forme  di
     controllo da estendere, con la compartecipazione alle spese
     da  parte della Regione e in parte degli stessi utenti,  ad
     aziende agricole o silvo-pastorali.» (28)

     (26 giugno 2008)
                                                            RAIA

        «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
     formazione professionale e l'emigrazione, premesso che  con
     la   legge   regionale  n.  24  del   1976   e   successive
     modificazioni e integrazioni la Regione siciliana ha inteso
     promuovere l'addestramento, l'aggiornamento e la formazione
     professionale  dei lavoratori, con l'intento di  attrezzare
     la  Sicilia di una manodopera in grado di fare fronte  alle
     nuove  tecniche produttive e alle esigenze  di  un  mercato
     sempre più globalizzato;

        considerato  che  a  tal fine anche l'Unione  europea  è
     intervenuta con il Fondo sociale europeo che ha convogliato
     sulla Sicilia una rilevante quantità di finanziamenti;

        constatato   il  diffuso  malessere  per  una   attività
     formativa costosa che appare più funzionale al mantenimento
     dei  formatori  più  che  alla promozione  qualitativa  dei
     lavoratori occupati e dei giovani in cerca di occupazione;

        per sapere:

        se  sia  stato  recentemente prodotto uno  studio  sugli
     effetti   negli   ultimi  cinque  anni   dell'attività   di
     formazione  professionale  gestita  con  il  Fondo  sociale
     europeo  secondo  la  legge regionale  24/76  e  successive
     modifiche e integrazioni;
        quanti  allievi  abbiano usufruito nello stesso  periodo
     dei corsi di formazione finanziati in Sicilia;

        quanti  di tali allievi hanno trovato sbocco nel mercato
     di  lavoro siciliano, quanti nel mercato nazionale e quanti
     a livello europeo.

        quale sia il rapporto tra occupati e investimenti,  cioè
     quale sia stato il costo di ciascun occupato in percentuale
     sui fondi impiegati.» (29)

     (26 giugno 2008)
                                                       PANEPINTO

        «All'Assessore  per  il turismo, le comunicazioni  ed  i
     trasporti, premesso che alcuni mesi fa un gruppo  turistico
     della   Lombardia  ha  acquistato  un  pacchetto  per   due
     settimane  di cura e soggiorno presso le terme  di  Sciacca
     (AG)  a  inizio della stagione estiva ma che,  arrivato  in
     Sicilia, ha trovato le terme ancora chiuse;

        appreso  che tale imperdonabile disguido sarebbe  dovuto
     al  mancato  rilascio  di  una autorizzazione  sanitaria  a
     seguito del ritardo nei lavori di manutenzione;

        visto  che il gruppo arrivato dalla Lombardia è  formato
     da  anziani  che  utilizzano  un  contributo  del  servizio
     sanitario nazionale e che potrebbero fare ritorno a casa se
     in pochi giorni gli impianti non apriranno i battenti;

        considerato   che  è  tuttora  in  corso  una   vertenza
     sindacale  che  vede i lavoratori delle terme  impegnati  a
     definire  le  procedure di applicazione del ruolo  speciale
     nel quale dovrebbero confluire;
        preso atto del rischio che si arrivi a una fuga di tutti
     i  lavoratori  e  al conseguente fallimento della  società,
     costretta  a  ricorrere a contratti a tempo  determinato  e
     rischiando di perdere le professionalità necessarie;

        viste  ancora  le dichiarazioni che secondo  agenzie  di
     stampa  sarebbero  state     rilasciate dall'amministratore
     delle  Terme  S.p.a.  Giovanni Lupo, secondo  cui  'non  vi
     sarebbe  stata  ancora  alcuna comunicazione  ufficiale  da
     parte  della Regione, ... col rischio che se venisse tolto,
     entro  pochi  giorni,  gran parte  del  personale,  non  si
     potrebbero che chiudere gli stabilimenti';

        per sapere:

        se  e  quali  ulteriori atti normativi  o  autorizzativi
     occorrono  per  dare il via alla concreta  istituzione  del
     ruolo unico;

        quali   misure  urgenti  possano  essere  adottate   per
     assicurare  l'apertura immediata delle terme ed evitare  il
     grave danno, non solo d'immagine, ai flussi turistici verso
     la Sicilia;

        se  siano  individuabili  responsabilità  per  l'attuale
     situazione nei massimi vertici della società delle terme di
     Sciacca  e  con  quali  misure l'amministrazione  regionale
     intenda tutelare il patrimonio termale, i lavoratori  e  il
     turismo siciliano.» (30)

     (26 giugno 2008)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       PANEPINTO

        «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la
     sanità,  premesso che la S.I.S.E. s.p.a.,  che  gestisce  i
     servizi  del 118, ha operato una rotazione tra il personale
     in  servizio nelle isole di Lipari e Salina (ME)  e  quello
     operante  a  S.  Stefano di Camastra e Mistretta  (ME)  con
     generiche  motivazioni di ordine organizzativo ed  eludendo
     qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali;

        considerato che:

        i cinquanta lavoratori interessati sono costretti, senza
     adeguate   motivazioni,  a  subire  un  trasferimento   che
     comporta  notevoli disagi e costi esorbitanti, il  servizio
     rischia di subire contraccolpi negativi con possibili gravi
     ripercussioni sull'utenza;

        la  SI.S.E., nonostante gestisca un servizio pubblico in
     convenzione  con la Regione e sia tenuta al rispetto  delle
     norme contrattuali e di legge, si sottrae al confronto  con
     le organizzazioni sindacali;

        tali  comportamenti,  unitamente ai  preavvisi  ed  alle
     minacce di licenziamento, si accentuano in concomitanza con
     la scadenza della convenzione;

        la gestione del servizio di emergenza-urgenza in Sicilia
     è stato oggetto di rilievi sotto il profilo dell'efficienza
     e   dell'economicità,   e  sono  prevedibili,   oltre   che
     auspicabili, radicali mutamenti nell'organizzazione e nella
     gestione del servizio;

        per sapere:

        se non valutino necessario intervenire presso la SI.S.E.
     perché  vengano revocati i trasferimenti operati presso  le
     postazioni di Mistretta, S. Stefano di Camastra,  Salina  e
     Lipari;

        se  non  ritengano  opportuno  invitare  la  SI.S.E.  al
     rispetto  delle  norme contrattuali ed al perseguimento  di
     corrette relazioni sindacali;

        se non considerino utile, al fine di prevenire ulteriori
     tensioni  che  rischiano  di  peggiorare  l'efficienza  del
     servizio,   convocare  la  SI.S.E.  e   le   organizzazioni
     sindacali affinché siano affrontati gli eventuali  problemi
     organizzativi  in  un  clima positivo  e  costruttivo,  nel
     rispetto dei diritti degli utenti e degli operatori.» (31)

     (27 giugno 2008)
                                                       PANARELLO
        «All'assessore per la sanità, premesso che:

        la  spesa sanitaria regionale è mal governata da anni  e
     da ciò è derivato un gravissimo di dissesto, con un deficit
     pari  a  circa  1  miliardo e 200 milioni  di  euro  e  che
     pertanto, alla luce della cattiva gestione realizzata negli
     anni,  si  rendono  certamente necessari  dei  tagli  anche
     dolenti per i cittadini;

        l'Assessore  Regionale per la Sanità ritiene  essenziale
     ripartire  dal  territorio per rispettarne  le  esigenze  e
     garantire il diritto alla salute dei cittadini;

        nell'ambito del piano di rientro il provvedimento varato
     giorni  fa  dall'Assessore per la  Sanità,  si  prevede  la
     chiusura di 43 guardie mediche per ridurre i costi, ma  che
     l'individuazione dei presidi da chiudere o da ridurre  come
     ore  di operatività ancora una volta non tiene conto  delle
     effettive esigenze del territorio;

        altresì  il provvedimento prevede la soppressione  o  la
     riduzione oraria del 50 % delle guardie mediche turistiche,
     che  in  alcune  realtà a grande vocazione turistica  hanno
     l'indispensabile   funzione   di   assicurare   un'adeguata
     assistenza  medica, a fronte di soggetti che evidentemente,
     non  possono ricorrere ai medici di famiglia né ai  lontani
     pronto soccorsi;

        in  particolare  nella provincia di Trapani  sono  stati
     individuati due seguenti presidi: uno da chiudere  (Trapani
     -   via   Ammiraglio  Staiti)  e  l'altro  (guardia  medica
     turistica   di  Erice  -Vetta)  con  riduzione  a   Guardia
     notturna;

        che   dette   guardie  mediche  svolgono  una   funzione
     estremamente importante ed indispensabile sotto il  profilo
     logistico- territoriale;

        la  guardia medica turistica di Erice- Vetta costituisce
     un  indispensabile presidio per una località sita a  12  km
     dall'ospedale  più  vicino, raggiungibile  da  un  percorso
     stradale con le caratteristiche di percorso di montagna che
     rende  ancor  più  lento e difficile il  collegamento,  con
     l'aggravante della sospensione del servizio del 118;

        nell'area  di  Erice -Vetta dimorano molte  migliaia  di
     villeggianti durante il periodo estivo ed altre migliaia di
     visitatori   occasionali,   i   quali   rappresentano    un
     considerevole  bacino  di  utenza  per  la  guardia  medica
     turistica  in  evidente danno per gli utenti  e  con  costi
     questi  si  veramente  incalcolabili  per  la  salute   dei
     cittadini;

        il sindaco di Erice ha annunciato un'intensa attività di
     protesta  da parte della cittadinanza, degli amministratori
     e dei consiglieri comunali;

        anche  la  guardia  medica  di  Trapani,  sita  in   via
     Ammiraglio  Staiti,  ha un'importanza  strategica  per  gli
     utenti  in  quanto essendo posta proprio innanzi al  porto,
     assicura  la presenza medica a favore di tutti  i  fruitori
     del  servizio di trasporto in arrivo ed in partenza,  anche
     considerando  la circostanza che l'ospedale più  vicino  si
     trova  ad  alcuni chilometri di distanza e soprattutto  con
     l'intera città da attraversare;

        per sapere:

        come  intenda assicurare al territorio quella centralità
     che  per sua espressa dichiarazione si pone come obiettivo,
     sopprimendo presidi assolutamente necessari per  assicurare
     il diritto alla salute dei cittadini;
        se   non   ritenga  indispensabile  la   revisione   del
     provvedimento onde evitare la chiusura della guardia medica
     di  via Ammiraglio Staiti - Trapani e, la trasformazione in
     guardia  medica notturna per quella di Erice-  Vetta,  alla
     luce  della loro importanza per le realtà in cui  operano.»
     (34)

     (1 luglio 2008)
                                                            ODDO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

        «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore   per
     l'agricoltura e le foreste, premesso che:

        con  decreto  pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della
     Regione siciliana n. 3 del 4 gennaio 2007, a seguito  delle
     intense  e copiose precipitazioni di carattere temporalesco
     dello  scorso 23 e 24 dicembre 2006, è stato dichiarato  lo
     stato   di   calamità  naturale  per  tutto  il  territorio
     ricadente nel comune di Ramacca (CT);

        gli ingenti danni provocati alle colture ortive, arboree
     e  agrumicole  hanno  comportato la  perdita  dei  relativi
     prodotti nell'anno 2007;

        constatato che nei mesi di giugno, luglio e agosto  2007
     si  sono verificate tre ondate settimanali di caldo torrido
     che ha comportato siccità nel territorio ramacchese;

        evidenziato che:

        a  tutt'oggi si registrano precipitazioni meteorologiche
     ai  minimi storici delle annate agrarie e tale calamità sta
     colpendo duramente la popolazione del comune compromettendo
     il  reddito delle famiglie diretto-coltivatrici e di quanti
     vivono con il lavoro della terra, aggravando la piaga della
     disoccupazione;

        in data 11 dicembre 2007 è stata approvata dal consiglio
     comunale  di  Ramacca, all'unanimità, una deliberazione  in
     cui  si chiede all'Assessore regionale per l'agricoltura  e
     delle foreste ed ad altri enti la dichiarazione dello stato
     di  calamità  naturale  e  di predisporre  gli  adempimenti
     necessari  al  fine  di  far godere gli  agricoltori  delle
     necessarie provvidenze contributive e creditizie  previste,
     nonché esonerare gli stessi dal pagamento dei canoni idrici
     e  non  ultimo  assicurare per l'anno  2007  ai  braccianti
     agricoli  la riconferma delle giornate dell'annata  agraria
     precedente;

        per  sapere se non intenda verificare lo stato di  crisi
     in  cui versa il comparto agricolo del comune di Ramacca  a
     seguito del susseguirsi degli eventi atmosferici avversi ed
     agire  con  un  decreto della giunta regionale  in  cui  si
     dichiari un ulteriore stato di calamità.» (25)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

     (23 giugno 2008)
                                                        POGLIESE

        «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,  premesso
     che  i  consiglieri  comunali  di  Mazara  del  Vallo  (TP)
     Mannone,  Scilla, Asaro Vito e Marino Pietro hanno  rivolto
     al sindaco della loro città l'interrogazione che di seguito
     si riporta:

        'Al sindaco di Mazara del Vallo, per sapere:

        premesso:

        che   il   signor  Uddin  Md  Kamar,  nato  a   Hobigonj
     (Bangladesh),  da  anni lavoratore nella nostra  Città  nel
     pieno  rispetto  delle  leggi  in  vigore,  ha  chiesto  la
     concessione demaniale marittima per la collocazione  di  un
     gazebo   da  adibire  alla  vendita  di  oggetti  accessori
     (collane, orecchini etc);

        che  la  capitaneria  di porto non  ha  rilevato  motivi
     ostativi all'asserimento della concessione richiesta;

        che  lo  stesso  Assessorato  regionale  Territorio   ed
     ambiente   ha   espresso  NULLA  OSTA  al  rilascio   della
     concessione demaniale;

        che  la  soprintendenza dei beni culturali ed ambientali
     ha espresso parere favorevole;

        che  l'Agenzia delle dogane ha anch'essa espresso parere
     favorevole;

        che  il  comune  di Mazara del Vallo ha invece  espresso
     parere contrario al rilascio della concessione in quanto il
     vigente  regolamento  comunale per  il  commercio  su  aree
     pubbliche,  approvato  con delibera consiliare  n.  32  del
     27.4.2007,  individua nell'area oggetto della richiesta  n.
     15  posti delle dimensioni di metri quadrati 3x3, nei quali
     esercitare  l'attività temporanea limitatamente agli  orari
     previsti dal vigente regolamento comunale, dall'1 Maggio al
     30 Settembre;

        che  il  diniego espresso dal comune va in linea opposta
     alle  tradizioni  della  nostra  Città,  da  sempre  vocata
     all'accoglienza di extracomunitari rispettosi delle leggi e
     delle nostre tradizioni;

        per  quali  ragioni  il comune freddamente  ha  respinto
     l'istanza  del  cittadino Uddin Md Kamar  mentre  a  parere
     degli  interroganti si sarebbe potuto trovare una soluzione
     compatibile con i progetti comunali;
        come  sia  possibile che tutti gli organismi  competenti
     abbiano espresso parere favorevole vista l'esistenza di  un
     progetto  comunale che, comunque, non vieta la collocazione
     del gazebo richiesto ma lo limita soltanto a precise misure
     ed a tempi d'apertura;

        quale  sia lo stato della struttura che dovrebbe nascere
     nell'area in questione, quali istanze siano già pervenute o
     se ancora non si è in grado di ricevere le relative domande
     per ottenere le concessioni,

        se non ritenga il sindaco di rivedere il parere negativo
     alla  richiesta  per  consentire  al  cittadino  firmatario
     dell'istanza   di   ottenere   la   relativa   concessione,
     mantenendo   le  caratteristiche  previste  nell'idea   del
     comune.';

        per sapere:

        se  risulti all'Assessore per il territorio e l'ambiente
     l'esistenza  di  un  progetto comunale che  impedirebbe  la
     concessione demaniale al cittadino Uddin Md Kamar;

        in caso affermativo, quale sia lo stato del progetto, di
     quali  pareri  sia  munito e quali siano  i  tempi  per  la
     definizione degli atti concessori.» (26)

     (25 giugno 2008)
                                                          SCILLA

        «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la
     sanità,  premesso che da almeno sei mesi è stato chiuso  il
     reparto    di   ostetricia   e   ginecologia   dell'azienda
     ospedaliera  Villa  Sofia  CTO  di  Palermo,  a  causa  del
     fatiscente stato dei locali ove il reparto insiste, facendo
     venir  meno un servizio primario indispensabile considerato
     che  l'unico  reparto con eguale servizio si  trova  presso
     l'azienda Cervello e che lo stesso abbraccia l'utenza della
     parte nord della provincia di Palermo;

        verificato che da circa 18 mesi è stata allocata  presso
     il  reparto  di  radiologia del CTO  della  stessa  azienda
     un'apparecchiatura per esami di risonanza magnetica,  senza
     che la stessa, ad oggi, sia mai stata messa in uso;

        constatato che con l'approssimarsi della stagione estiva
     alcuni reparti ambulatoriali dell'azienda ospedaliera Villa
     Sofia  CTO  di  Palermo  hanno  adottato  motu  proprio  la
     chiusura  al sabato all'utenza, senza prevedere  i  rientri
     pomeridiani  a compensazione degli orari di lavoro  secondo
     le previsioni contrattuali vigenti;

        per sapere :

        quanto  al  primo punto, se l'azienda abbia  avviato  le
     procedure  per  la riapertura del reparto di  ostetricia  e
     ginecologia dell'azienda ospedaliera Villa Sofia -  CTO  di
     Palermo e quale utilizzo si sia fatto ad oggi del personale
     medico e paramedico dello stesso;

        quanto   al  secondo  punto,  se  il  mancato   utilizzo
     dell'apparecchiatura  medicale sia  dovuto  a  ritardi  del
     reparto  e  dei  suoi  responsabili  o  se  non  sia  stato
     completato   l'iter  dell'acquisizione  dello  stesso   ivi
     compreso     il    collaudo    e    l'avvenuto    pagamento
     dell'apparecchiatura  previa  l'attività  istruttoria   dei
     funzionari  dell'Assessorato regionale  della  sanità  così
     come previsto dalla normativa vigente;

        quanto  al  terzo punto, se la chiusura dei  reparti  al
     sabato  sia  stata  intrapresa  secondo  regolari  atti  di
     contrattazione decentrata così come previsto dal  contratto
     nazionale  sanità  e  se  pertanto  i  lavoratori  prestino
     regolare  servizio  settimanale ed i reparti  continuino  a
     garantire  le dovute prestazioni all'utenza per le  36  ore
     settimanali   previste   ed   altresì   ottemperino    alle
     prestazioni  che  dovessero  presentarsi  nel   giorno   di
     chiusura   dei  reparti  ed  in  particolare   per   quelle
     prestazioni    correlate   all'attività   chirurgica    del
     nosocomio;

        inoltre,  quali  provvedimenti urgenti,  alla  luce  del
     grave   disagio   che   questa  situazione   ha   apportato
     all'utenza, si intendano intraprendere.» (27)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

     (26 giugno 2008)
                                                GRECO - CAMPAGNA

        «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i
     lavori pubblici, premesso che l'autostrada Palermo-Messina,
     inaugurata  nel  lontano 2004 alla presenza del  Presidente
     del  Consiglio  dei  ministri  nonostante  i  lavori  erano
     tutt'altro che finiti, ancora oggi non risulta completata e
     posta in regime di sicurezza stradale;

        considerato che:

        per via delle persistenti deviazioni e della conseguente
     circolazione a doppio senso lungo le gallerie,  i  numerosi
     utenti che la percorrono vengono sottoposti quotidianamente
     a grave rischio di incidenti;

        il  manto  stradale risulta in più tratti deformato  con
     ulteriori rischi per gli automobilisti che si ritrovano  di
     fronte a continue insidie e/o trabocchetti;

        sul   via  libera  dato  alla  circolazione  del  tratto
     autostradale,   già  al  tempo  dell'apertura   dell'ultimo
     tratto,  la  stessa magistratura aveva aperto  un'inchiesta
     per attentato alla sicurezza stradale;

        in   particolare,  il  'battesimo'  dell'opera   sarebbe
     avvenuto  malgrado  il  rischio  'di  incidenti  di   vaste
     proporzioni' nelle gallerie dove si ravvisava l'assenza  di
     standard di sicurezza: assenza degli creatori, vie di  fuga
     ostruite, colonnine per l'SOS fuori uso, illuminazione  non
     funzionante, semafori e tele-controllo inattivi,  controllo
     manto stradale dissesstato;

        rilevato che:

        a tutt'oggi, i suddetti inconvenienti solo in parte sono
     stati risolti;
        persistono  le  pericolose deviazioni e  le  gallerie  a
     doppio    senso    non   adeguatamente   illuminate,    che
     costituiscono    un    alto    pericolo    di     incidenti
     automobilistici;

        il  manto  stradale  risulta ancora essere,  in  diversi
     tratti, dissestato e, quindi, pericoloso per gli utenti;

        in  presenza di pioggia diviene oltremodo pericolosa  la
     percorrenza di alcuni tratti a pendenza irregolare e con il
     manto stradale non a norma;

        per sapere:

        se  sia  vero  che  il  manto  stradale  dell'autostrada
     Palermo-Messina  è  stato  steso  più  volte,  con   enorme
     dispendio di denaro;

        se  corrisponda a verità che la prima bitumatura è stata
     sostituita,  perché  non conforme  alle  norme  sui  lavori
     pubblici;

        quali  siano stati i sistemi di affidamento  dei  lavori
     relativi  agli  ultimi tratti, che presentano  le  anomalie
     sopra  specificate e per i quali la magistratura ha persino
     disposto il sequestro di alcuni parti delle opere;

        se siano stati fatti regolari certificati di collaudo  e
     chi   siano   i  tecnici  che  hanno  provveduto   a   tale
     adempimento;

        se  e  quali  iniziative il Governo della Regione  abbia
     assunto  al  fine  di  assicurare  la  messa  in  sicurezza
     dell'autostrada Palermo-Messina;

        se il Governo della Regione non ritenga di dover avviare
     gli  interventi necessari per la risoluzione  dei  problemi
     evidenziati e una approfondita indagine volta ad  accertare
     la  sussistenza dei requisiti minimi di sicurezza a  tutela
     della  incolumità  dei cittadini che  la  percorrono  e  le
     eventuali  responsabilità della mancata  ottemperanza  alle
     normative  vigenti  in  materia di  opere  pubbliche  e  di
     collaudo, nonché di quant'altro sopra fatto rilevare.» (32)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

     (30 giugno 2008)
                                                         LACCOTO

        «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la
     sanità, premesso che:

        il  Governo  Regionale ha posto in essere una  serie  di
     provvedimenti che mirano alla soppressione e/o accorpamento
     di alcune guardie mediche della provincia di Palermo;

        la  scelta politica è fortemente lesiva del diritto alla
     salute  dei cittadini, in quanto la scomparsa delle guardie
     mediche   da  alcuni  comuni  può  determinare   un   grave
     disservizio ai danni dei residenti dei comuni interessati;
        il  personale medico impegnato nel servizio  di  guardia
     medica  della frazione di Pioppo ha informato  i  residenti
     che  sta  per essere soppressa l'unica struttura  sanitaria
     esistente nella frazione di Monreale;

        la  scelta di chiudere il presidio di Pioppo rappresenta
     una scelta inopportuna e grave che provoca enormi disagi ai
     cittadini;

        per  sapere quali per conoscere i provvedimenti  che  si
     intendono  adottare  per evitare la chiusura  del  Presidio
     Medico Sanitario di Pioppo.» (33)

     (1 luglio 2008)
                                                         LACCOTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

        «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la
     cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e  la  pesca,
     premesso che:

        il  porto della città di Mazara del Vallo (TP) ospita la
     più grossa flotta d'Italia con circa 350 pescherecci;

        la pesca costituisce per la città di Mazara del Vallo il
     settore economico trainante dell'economia locale;

        dal  26 marzo 2006 opera a Mazara del Vallo il Distretto
     produttivo  della  Pesca» che raccoglie 142  imprese  della
     filiera  della  pesca, oltre 2200 occupati,  56  tra  enti,
     associazioni, Università, centri di ricerca e  di  cultura,
     circa  265 milioni di euro di fatturato e oltre 60  milioni
     di euro di export;

        i  pescherecci della flotta di Mazara del Vallo  operano
     in gran parte nelle acque del Canale di Sicilia;

        gli  Stati che si affacciano sul Mediterraneo,  come  da
     diritto    internazionale,   estendono   le   loro    acque
     territoriali fino a 12 miglia dalla costa;

        con  decreto  del febbraio del 2005 le Autorità  libiche
     hanno  ampliato la zona di pesca protetta», e che a seguito
     di   ciò   i   pescherecci   mazaresi   ricevono   continue
     raccomandazioni» da parte del Ministero degli  Esteri,  dal
     Ministero  delle Politiche Agricole e della Capitaneria  di
     Porto di Mazara del Vallo per un allontanamento dalle  zone
     interdette,  al fine di evitare possibili conflittualità  e
     mettere a repentaglio l'incolumità degli equipaggi;
        le  associazioni  degli armatori, dei capitani  di  moto
     pescherecci e dei lavoratori del mare di Mazara  del  Vallo
     da  tempo denunciano come la Libia, in maniera unilaterale,
     pur   facendo  parte  della  comunità  internazionale,   ha
     allargato»  le  acque  territoriali a 74  miglia,  causando
     effetti  catastrofici per la flotta mazarese perchè  non  è
     utilizzabile, a fini della pesca, una fascia di mare di  62
     miglia di larghezza e circa 400 miglia di lunghezza; il  18
     febbraio   2008  a  Bruxelles,  a  margine  del   Consiglio
     agricolo,  in  un incontro tra l'allora ministro  Paolo  De
     Castro  e  l'attuale Commissario Ue alla Pesca,  Joe  Borg,
     sono stati affrontati i rapporti tra Italia e Libia, e  che
     il  commissario  europeo  si era dichiarato  disponibile  a
     riprendere il negoziato nel settore della pesca tra Ue e la
     Libia,  annunciando la volontà di organizzare una  missione
     congiunta a Tripoli per incontrare il ministro per la pesca
     e l'agricoltura della Libia, Abour Baker El Mansouri;

        allo  stato  odierno,  al di là delle  dichiarazioni  di
     principio,  non  risultano passi avanti nei  negoziati  tra
     Libia e Italia;

        il  perdurare  di  una situazione  di  incertezza  e  la
     consequenziale  mancata  definizione  della  questione  dei
     confini delle acque territoriali, comportano ingenti  danni
     operativi  ed economici alla flotta peschereccia di  Mazara
     del Vallo, essendo fortemente ridimensionata la capacità di
     pesca  della  flotta  stessa, e di conseguenza  mettendo  a
     rischio  un  settore già in forte crisi per  l'aumento  dei
     costi di operatività (caro gasolio fra tutti);

        l'Italia è il primo partner commerciale della Libia.  Il
     grosso  degli  scambi  è  costituito dall'importazione  del
     greggio  libico  da  parte  dell'Italia.  Un  quarto  delle
     importazioni libiche proviene dal nostro Paese;

        dalla  stampa si è appreso che a fine mese il Presidente
     del  Consiglio,  Silvio Berlusconi, si  recherà  in  visita
     ufficiale a Tripoli;

        per conoscere:

        cosa  intenda fare il Governo della Regione,  a  livello
     istituzionale  e politico, per sollecitare la  ripresa  dei
     negoziati tra Italia e Libia;

        se, in vista dell'incontro che ci sarà presumibilmente a
     fine  giugno 2008 tra il Presidente del Consiglio italiano,
     Silvio  Berlusconi,  e il Capo dello Stato  libico  Muammar
     Gheddafi,  il  Governo  della  Regione  siciliana   intenda
     chiedere  formalmente  al  Governo  nazionale  di  inserire
     nell'agenda dei temi oggetto dell'incontro la questione dei
     confini  delle  acque  territoriali ai fini  dell'esercizio
     della pesca;

        se,  nell'ambito  delle proprie competenze,  il  Governo
     della   Regione   a  siciliana  intenda  avviare   autonome
     iniziative    volte   all'attuazione   di    processi    di
     cooperazione,    contribuendo così alla normalizzazione dei
     rapporti bilaterali.» (4)

     (25 giugno 2008)
                                                      LO GIUDICE

   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al suo turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO che:

        le  famiglie  siciliane incontrano  serie  difficoltà  a
     raggiungere  la  fine del mese con le  loro  risorse  ed  a
     questa  situazione contribuisce la spesa sostenuta  per  il
     mantenimento dei figli a scuola;

        la  maggior  parte  degli istituti scolastici  cambia  i
     libri  di  testo con un ritmo vertiginoso, costringendo  le
     famiglie a comprare libri che, in molte occasioni, sono già
     disponibili  nelle librerie di casa in quanto comprati  per
     il figlio maggiore;

        non  si  giustifica una politica di continuo cambiamento
     del  libro adottato senza che venga garantito un più facile
     metodo di apprendimento dello studente;

        nel  bilancio di una famiglia con figli a scuola  incide
     anche   pesantemente  la  scelta  di  molti   istituti   di
     organizzare  viaggi di studio, non sempre veramente  utili,
     dai  costi  più  che  elevati per la  maggior  parte  delle
     famiglie, che creano tensioni familiari nel caso in  cui  i
     genitori non siano in grado di elargire centinaia  di  euro
     per  gite  scolastiche di cui nessuno  comprende  la  reale
     validità,

                  impegna il Governo della Regione

        ad intervenire presso le Autorità scolastiche competenti
     perché  venga  applicata  una più  corretta  e  sostenibile
     politica  di adozione dei libri di testo, limitandola  alla
     reale innovazione dei libri ed alla maggiore possibilità di
     apprendimento  degli  studenti  e  comunque  obbligando  le
     scuole  a  non cambiare libri di testo prima dei  tre  anni
     dalla loro adozione;

        ad  adottare  iniziative affinché  si  ponga  fine  alla
     pratica di viaggi di studio e gite che incidano sui bilanci
     familiari  in maniera non sopportabile, con l'auspicio  che
     gli   eventuali  viaggi  siano  strettamente  legati   alla
     formazione dello studente e che non incidano per una  cifra
     superiore ai 50 euro.» (10)

     (25 giugno 2008)

                           SCILLA - VINCIULLO - ARICÒ - CAPUTO -
                                                         FALCONE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO  che  nel  giugno  2007  è  entrato  in  vigore
     l'abbattimento  del  50 per cento delle indennità  previste
     per  il  Presidente  ed  i consiglieri  di  circoscrizione,
     adottato  dall'Assemblea regionale siciliana  nella  scorsa
     legislatura ai sensi della l.r. n. 30 del 2000 e successive
     modifiche;

        CONSIDERATO che con riferimento all'articolo 2, comma 32
     bis, della legge
        n.   244  del  2007,  l'Assemblea  regionale  siciliana,
     prendendo  atto della norma ivi contenuta,  rileva  che  le
     finalità contemplate dai commi da 23 a 29 dell'art. 2 della
     legge  n.  244  del 2007 sono state anticipate  in  Sicilia
     dall'art. 17 della l.r. n. 15 del 2004,
                  impegna il Governo della Regione
                            e,  per esso,
       l'Assessore per il bilancio e le finanze e l'Assessore
                          per la famiglia,
             le politiche sociali e le autonomie locali

        all'adozione  di  apposita  circolare  esplicativa   che
     confermi  quanto disposto dalla legge regionale n.  15  del
     2004 citata in premessa.» (11)

     (25 giugno 2008)
                          POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - CAPUTO -
                         BUZZANCA FORMICA - SCILLA - VINCIULLO -
                            CARONIA - RAIA FERRARA - DIGIACOMO -
                                             DONEGANI - CURRENTI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO che:

        la   senatrice  colombiana  Ingrid  Betancourt   è   una
     militante  per  la difesa dei diritti umani, impegnata  dal
     1990  nella  lotta  alla corruzione e  al  narcotraffico  e
     candidata nel 2002 alle elezioni presidenziali colombiane;

        Ingrid  Betancourt  è  stata  tenuta  prigioniera  dalle
     (FARC) Forze armate rivoluzionarie della Colombia;

        la Comunità internazionale si è mobilitata per favorirne
     la  liberazione poiché liberare Ingrid Betancourt e i circa
     seimila  prigionieri  civili  colombiani  rappresentava  un
     gesto   umanitario  forte  per  tutte  le  forze  politiche
     democratiche;

        non  vi può essere democrazia senza rispetto dei diritti
     fondamentali  dell'uomo  e non vi  può  essere  pace  senza
     democrazia;

        è  stata  lanciata  una campagna internazionale  'Ingrid
     Betancourt  cittadina onoraria' destinata  a  sostenere  le
     azioni intraprese per la sua liberazione;

        oggi  più  di  200  città  nel  mondo  l'hanno  nominata
     cittadina  onoraria e oltre 3000 enti locali hanno  aderito
     all'appello;
        molte  città italiane si sono mobilitate e la  città  di
     Bologna  ha  insignito  la  Betancourt  della  cittadinanza
     onoraria;  è  stato lanciato un appello  per  conferire  il
     Nobel per la pace a Ingrid Betancourt;

        CONSIDERATO CHE

        la  senatrice Betancourt, lottando per la  sue  idee  di
     libertà  e  di pace, è diventata simbolo di coraggio  e  di
     resistenza non violenta;

        la sua resistenza pacifica rappresenta uno straordinario
     messaggio di fronte ad una ripresa del culto della violenza
     e  il  premio  Nobel  rappresenterebbe  oggi  un  gesto  di
     apprezzamento per l'operato della senatrice;

        Ingrid Betancourt è un simbolo per i colombiani, ma  non
     solo.  E'  un simbolo per tutti coloro che sono  contro  la
     corruzione,  la  violenza, l'ipocrisia  di  un  potere  che
     attecchisce  ed è forte là dove si coltiva l'ignoranza,  la
     non consapevolezza dei diritti fondamentali dell'uomo, dove
     si gestisce il potere della comunicazione;

        la  sua  vita, il suo impegno politico, la sua  passione
     civile,  la  sua  sofferenza,  danno  conto  di  una  donna
     straordinaria che ha pagato duramente le sue scelte di pace
     e  che  con  la sua sofferenza testimonia un coraggio,  una
     determinazione,   ed  una  incredibile  lucidità   che   le
     condizioni  disumane  a  cui è  stata  costretta  dai  suoi
     carcerieri non sono riuscite a cancellare;

        anche  altre  regioni  italiane, come  le  Marche  e  la
     Toscana,   hanno  annunciato  un  impegno   che   intendono
     intraprendere nell'unirsi alla presente richiesta,

                  impegna il Governo della Regione

        a farsi promotore di un'iniziativa per chiedere, dopo la
     felice liberazione degli ostaggi, l'assegnazione del Premio
     Nobel per la pace a Ingrid Betancourt.» (12)

                    CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO
                         BONOMO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO -
                      DIGIACOMO DI GUARDO - DONEGANI - FARAONE -
                                                         FERRARA
                     FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO -
                    LUPO MARZIANO - ODDO - PANARELLO - PANEPINTO
                          - PICCIOLO RAIA - RINALDI - SPEZIALE -
                                               TERMINE - VITRANO

   PRESIDENTE.  Le mozioni testé lette saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

     Comunicazione di elezione degli uffici di presidenza delle
                             Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che, nelle riunioni del 25 giugno u.s.,  le
  seguenti   Commissioni   parlamentari   hanno   proceduto    alla
  costituzione  dei rispettivi uffici di presidenza, che  risultano
  così composti:

   PRIMA COMMISSIONE: Affari istituzionali
   Presidente: Riccardo MINARDO;
   Vicepresidenti: Vincenzo VINCIULLO, Antonino DI GUARDO;
   Segretario: Salvatore CORDARO.

   SECONDA COMMISSIONE: Bilancio
   Presidente: Riccardo SAVONA;
   Vicepresidenti: Antonino D'ASERO, Michele GALVAGNO;
   Segretario: Nicola D'AGOSTINO.

   TERZA COMMISSIONE: Attività produttive
   Presidente: Salvino CAPUTO;
   Vicepresidenti: Paolo COLIANNI, Giuseppe APPRENDI;
   Segretario: Antonino SCILLA.

   QUARTA COMMISSIONE: Ambiente e territorio
   Presidente: Fabio Maria MANCUSO;
   Vicepresidenti: Carmelo CURRENTI, Roberto AMMATUNA;
   Segretario: Fortunato ROMANO.

   QUINTA COMMISSIONE: Cultura, formazione e lavoro
   Presidente: Fausto Maria FAGONE;
   Vicepresidenti: Salvatore LENTINI, Filippo PANARELLO;
   Segretario: Antonino DINA.

   SESTA COMMISSIONE: Servizi sociali e sanitari
   Presidente: Antonino BENINATI;
   Vicepresidenti: Giuseppe LACCOTO, Giuseppe LO GIUDICE;
   Segretario: Mario FALCONE.

   COMMISSIONE UE
   Presidente: Francesco MUSOTTO;
   Vicepresidenti: Antonino BOSCO, Bruno MARZIANO;
   Segretario: Marco Lucio FORZESE.

   Comunico, inoltre, che nella seduta numero 2 del 25 giugno  2008
  la   Commissione  per  la  verifica  dei  poteri   ha   proceduto
  all'elezione   dell'ufficio  di  presidenza,  che  risulta   così
  costituito:
   Vicepresidenti: Giuseppe ARENA; Salvatore TERMINE;
   Segretario: Alberto CAMPAGNA.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio   segreto  (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  1  «Iniziative per la valutazione delle cefalee  nell'ambito
  delle  invalidità  civili», degli onorevoli Gucciardi,  Galvagno,
  Ferrara, Laccoto;

        n.  2  «Iniziative  di  solidarietà in  favore  del  popolo
  tibetano», degli onorevoli Gucciardi, Galvagno, Ferrara, Laccoto;

   n.  3   «Interventi  per l'erogazione dei fondi  previsti  dalla
  finanziaria  2007  per  lo sviluppo del sistema  territoriale  di
  servizi  socio-educativi», degli onorevoli  Gucciardi,  Galvagno,
  Ferrara, Laccoto;

   n.  4  «Valutazioni  in  ordine a talune  recenti  dichiarazioni
  sulla  composizione  della  Giunta  regionale»,  degli  onorevoli
  Rinaldi, Panarello,  Laccoto, Picciolo;

   n.  9   «Iniziative nei confronti del Parlamento e  del  Governo
  nazionale al fine di scongiurare il trasferimento del pullman  di
  riprese esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano»,  degli
  onorevoli Lupo, Cracolici, Gucciardi, Ferrara, Laccoto,  Rinaldi,
  Speziale.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO CHE:

        l'accertamento   dell'invalidità   civile    rappresenta
     un'attività    di   notevole   rilevanza   socio-sanitaria,
     rientrante,   fra  l'altro,  nei  'Livelli  Essenziali   di
     Assistenza';

        le   valutazioni  medico-legali  delle  Commissioni  per
     l'accertamento dell'invalidità civile, operanti  presso  le
     Aziende  Unità  Sanitarie Locali, si basano  essenzialmente
     sul dettato normativo offerto dalle tabelle ministeriali in
     vigore,   che   appaiono   ormai   datate,   eccessivamente
     sintetiche ed incomplete nosograficamente;

        CONSIDERATO CHE:

        in  Italia  circa  7  milioni  di  persone  soffrono  di
     'sindrome cefalalgica', di cui circa 5,5 milioni donne;

        la  cefalea  nelle sue forme primarie, e cioè emicrania,
     cefalea tensiva e cefalea a grappolo, riguarda circa il  12
     per  cento della popolazione nel nostro Paese e costituisce
     la patologia neurologica certamente più diffusa nel mondo;

        i costi sanitari, diretti e indiretti, derivanti dal mal
     di  testa  sono  quantificabili ogni  anno  in  circa  3,25
     miliardi di euro;

        l'emicrania   cronica,  tra  l'altro,  è  una   malattia
     fortemente invalidante, come riconosciuto anche dall'O.M.S.
     che   l'ha   posta   tra  le  patologie  causanti   massima
     disabilità, quali la tetraplegia, la cecità e la psicosi;

        detta patologia si manifesta prevalentemente nel periodo
     più  produttivo della vita del soggetto, causando nei  casi
     più  gravi  un  malessere talmente  acuto  da  impedire  lo
     svolgimento  delle  normali attività, con  un  disagio  che
     ricade anche sui rapporti familiari e le relazioni sociali;

        i  costi sociali dovuti alla forzata assenza dal  lavoro
     per la patologia in argomento sono particolarmente elevati;

        ATTESO CHE:

        nelle  tabelle  ministeriali vigenti per la  valutazione
     dell'invalidità    civile    non    esistono    riferimenti
     utilizzabili, neppure in via analogica, per le cefalee;

        la  Regione  Lombardia  ha  di recente  riconosciuto  la
     cefalea  come causa invalidante nell'ambito dell'invalidità
     civile, individuando, dopo apposito studio, diversi livelli
     di gravità della cefalea, e quindi di invalidità, a seconda
     dell'intensità,  della  frequenza  degli  episodi  e  della
     risposta al trattamento;

        preso  atto  che i cittadini affetti da detta  patologia
     potranno,  fra  l'altro,  godere  di  esenzioni  su  alcune
     prestazioni  sanitarie e servizi pubblici e una particolare
     tutela nell'ambiente di lavoro;

        RITENUTO CHE:

        per  raggiungere  il risultato della  Regione  Lombardia
     occorre  procedere  ad un inquadramento  nosografico  delle
     cefalee,  ad una valutazione del grado di invalidità  e  ai
     parametri diagnostici;

        occorre  colmare  con ogni urgenza,  relativamente  alla
     tutela  del  diritto  alla salute,  siffatta  disparità  di
     trattamento tra cittadini di regioni diverse,

                  impegna il Governo della Regione

        affinché la Regione siciliana riconosca la cefalea  come
     causa invalidante nell'ambito dell'invalidità civile;

        ad  intraprendere  tutte  le  iniziative  necessarie   a
     definire,  nel più breve tempo possibile, detta  gravissima
     problematica  derivante  da  una  patologia  che   affligge
     tantissimi  cittadini siciliani e che determina un  elevato
     costo sociale.» (1)

                        GUCCIARDI - GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO
                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO CHE:

        il regime cinese da tempo ha messo in atto una brutale e
     violenta  repressione in Tibet, tesa a soffocare  tutte  le
     manifestazioni pacifiche per la libertà e la democrazia;

        detta repressione violenta ed illiberale ha provocato un
     numero imprecisato di vittime in tutto il Tibet;

        la  Cina  si sta rendendo responsabile di fatti  la  cui
     gravità  è  ulteriormente appesantita dal fatto che  ci  si
     trova  a  pochi mesi dallo svolgimento delle  olimpiadi  di
     Pechino,  che  il  Dalai Lama e la Comunità  internazionale
     hanno  immaginato  quale opportunità per intensificare  gli
     sforzi  di promozione della democrazia per il popolo cinese
     e  le  minoranze oppresse, quali i tibetani, gli uiguri,  i
     mongoli, i falun gong;

        detti  episodi  repressivi della  libertà  avvengono  in
     violazione  anche  di  quanto previsto  dalla  Costituzione
     della Cina, che all'art. 35 riconosce libertà di parola, di
     stampa,  di  riunione, di associazione, di movimento  e  di
     dimostrazione;

        appare  indispensabile  che la  Comunità  internazionale
     ponga  in  essere ogni utile azione pacifica e non violenta
     che  contribuisca  ad affermare a livello  istituzionale  e
     personale il valore, spesso smarrito, della 'parola data' e
     dei  patti, nei rapporti internazionali e personali,    per
     offrire una soluzione politica strutturale alle crisi dello
     Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani,

                 impegna il Presidente della Regione

        ad esprimere la solidarietà del Parlamento e del Governo
     della  Regione  al popolo tibetano, nonché la  condivisione
     della  politica  non violenta e di dialogo  perseguita  dal
     Dalai  Lama nei confronti delle autorità cinesi finalizzata
     al  riconoscimento dell'autonomia del Tibet e delle libertà
     per tutta la Cina e le sue popolazioni;

        ad  esprimere  la  sua  solidarietà  al  popolo  Uiguro,
     oppresso  da  secoli dai regimi cinesi  nella  regione  del
     Turkestan  orientale (Xinjiang), nonchè a tutti gli  uiguri
     ovunque  perseguitati, ed in particolare a  Rebyia  Kadeer,
     Presidente del Congresso mondiale uiguro, già detenuta  per
     6  anni nelle carceri cinesi, ed ai suoi due figli Alim  ed
     Ablikim, agli arresti ormai da mesi;

        ad  invitare le autorità cinesi a rispettare nella forma
     e  nella  sostanza  i principi sanciti dalla  Dichiarazione
     universale  dei diritti dell'uomo e nel Patto  sui  diritti
     civili e politici per gli stessi cittadini della Cina e per
     tutti i popoli attualmente in essa organizzati;

        a  sostenere  ogni iniziativa pacifica  e  non  violenta
     volta  a dare una soluzione politica strutturale alle crisi
     dello  Stato  di diritto, della democrazia  e  dei  diritti
     umani in molte parti del mondo;

        ad aderire all'Associazione di comuni, province, regioni
     per  il  Tibet,  costituita  per iniziativa  della  Regione
     Piemonte,   e   con   l'adesione  dell'ANCI   (Associazione
     nazionale comuni italiani), per promuovere e coordinare  la
     campagna  europea  'Una bandiera per uno  status  di  piena
     autonomia    del    Tibet',   impegnandosi    ad    esporre
     permanentemente la bandiera tibetana, come altre regioni ed
     autonomie locali italiane.» (2)
                         GUCCIARDI- GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO CHE:

        l'art.  l,  commi  1259 e 1260 della legge  27  dicembre
     2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007) ha previsto il
     finanziamento  di un piano straordinario di intervento  per
     lo  sviluppo  del sistema territoriale dei  servizi  socio-
     educativi,  al quale concorrono gli asili nido,  i  servizi
     integrativi,  diversificati per  modalità  strutturali,  di
     accesso,  di  frequenza  e di funzionamento,  e  i  servizi
     innovativi  nei  luoghi di lavoro,  presso  le  famiglie  e
     presso i caseggiati;

        il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
     28   settembre  2007,  di  impegno  delle  somme   per   la
     realizzazione del suddetto piano, ha assegnato alla Regione
     siciliana 14.856.950,00;

        l'erogazione  dei  suddetti  fondi  avverrà  al  momento
     dell'adozione  del  piano  da  parte  della  Regione,  come
     previsto nella Conferenza unificata del 26 settembre 2007;

        l'intesa sottoscritta il 26 settembre 2007 è finalizzata
     alla  creazione di una rete 'integrata, estesa, qualificata
     e  differenziata' in tutto il territorio nazionale di asili
     nido,  servizi integrativi e servizi innovativi nei  luoghi
     di  lavoro,  volti a promuovere il benessere e lo  sviluppo
     dei bambini, il sostegno del ruolo educativo dei genitori e
     la  conciliazione  dei  tempi di  lavoro  e  di  cura,  con
     l'obiettivo  di  perequare il livello  di  servizi  erogati
     sull'intero territorio nazionale;

        CONSIDERATO CHE:

        attualmente  la  Regione  siciliana  offre   un   quadro
     estremamente   variegato  in  termini  di  servizi   socio-
     educativi  erogati  con la presenza di ampi  territori  con
     livelli  di  copertura della domanda ben  al  di  sotto  di
     quelli  fissati dal Consiglio Europeo di Lisbona  del  2000
     (copertura territoriale del 33% entro il 2010);

        al  fine  di  garantire  che l'obiettivo  fissato  venga
     raggiunto   capillarmente,  garantendo  i  servizi   socio-
     educativi   in   oggetto  in  ogni  parte  del   territorio
     regionale,  occorre  preliminarmente conoscere  le  diverse
     esigenze   territoriali  per  le   quali   vanno   adottati
     provvedimenti differenziati che permettano di colmare i gap
     iniziali con risposte che siano adeguate e personalizzate,
                  impegna il Governo della Regione

        affinché preveda che l'erogazione dei suddetti fondi sia
     subordinata  al  monitoraggio capillare del territorio  che
     rilevi  l'effettivo fabbisogno di ogni Comune e o distretto
     socio-sanitario;

        destini le risorse disponibili secondo una priorità  che
     parta  dai  territori sprovvisti di servizi socio-educativi
     sino a quelli ove gli stessi sono attualmente più presenti;

        favorisca  un ampio coinvolgimento delle Amministrazioni
     locali nell'attività di monitoraggio e di progettazione  di
     iniziative  e  soluzioni  anche nuove  e  sperimentali  per
     l'erogazione di servizi socio-educativi;

        stabilisca  l'assegnazione diretta di  fondi  agli  enti
     locali individuati attraverso appositi accordi di programma
     che     prevedano    eventualmente    anche    forme     di
     cofinanziamento.» (3)
                        GUCCIARDI - GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        premesso che il deputato regionale del PDL e candidato a
     sindaco  di  Messina, Giuseppe Buzzanca, ha dichiarato  più
     volte,  negli  ultimi  giorni, che il  Governo  Lombardo  è
     transitorio , lasciando intendere in maniera esplicita  che
     la  sua composizione è destinata a cambiare subito dopo  le
     elezioni amministrative;

        considerato che tale grave affermazione proviene  da  un
     esponente   della  maggioranza  parlamentare  del   Governo
     Lombardo;

        ritenuto  che  il silenzio del Presidente della  Regione
     sull'argomento  non fa altro che indebolire l'autorevolezza
     dell'Esecutivo  appena varato ed insinua nei  siciliani,  e
     nei messinesi in particolare, la sensazione che qualcuno li
     stia prendendo in giro;

                 impegna il Presidente della Regione

        a riferire in Aula se risponda al vero quanto dichiarato
     dall'onorevole Buzzanca, e cioè che siamo di fronte  ad  un
     governo fantoccio, provvisorio, al massimo balneare;

        a  chiarire se tale grave affermazione si fondi  su  una
     reale  intesa politica o si tratti piuttosto solo del bluff
     di un candidato alla disperata ricerca di consensi;

        a chiarire, altresì, all'Assemblea regionale siciliana e
     ai   siciliani  se  il  suo  governo  sia  sufficientemente
     autorevole  o  se ci si debba attendere l'apertura  di  una
     crisi,  con relativo balletto di poltrone, a scapito  della
     tanto  decantata  stabilità e della  dovuta  attenzione  ai
     problemi della Sicilia.» (4)

                        RINALDI - PANARELLO - LACCOTO - PICCIOLO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        premesso che:

        la RAI è dotata di una struttura di produzione con mezzi
     di  riprese  esterne  pesanti (con  più  di  2  telecamere)
     dislocati sul territorio nazionale presso i quattro  centri
     di produzione di Milano, Torino, Roma, Napoli, ed in alcune
     sedi  strategiche  quali Trieste, Bologna,  Firenze,  Bari,
     Palermo;

        l'azienda,  normalmente, non riesce in autonomia  a  far
     fronte agli impegni di produzione su tutto il territorio, e
     pertanto ricorre, ogni qual volta le esigenze produttive lo
     richiedano, anche ad appalti verso ditte esterne;

        alla  sede  RAI  di Palermo è stato assegnato  nell'anno
     1996  un nuovo pullman di ripresa pentacamere digitalizzato
     che  ha  comportato un investimento di circa 2  milioni  di
     euro;

        il  personale impiegato all'interno di questo  mezzo  di
     ripresa   (in   tutto  sette  unità)  è  stato  ultimamente
     consolidato dopo i pensionamenti di 3 unità tecniche;

        tale  mezzo  è rimasto l'ultimo avamposto delle  riprese
     esterne  Rai  al sud di Napoli, dopo lo smantellamento  del
     pullman di Bari per invecchiamento del mezzo tecnico ed  in
     concomitanza di alcuni pensionamenti del personale;

        la  Direzione  Produzione ha comunicato alla  RSU  della
     sede   regionale  della  RAI  l'intenzione  di   dismettere
     l'attività delle riprese esterne in Sicilia, assegnando  il
     pullman di Palermo al centro di produzione di Milano;

        CONSIDERATO CHE:

        tale  scelta,  oltre  ad  avere pesanti  conseguenze  in
     termini  occupazionali e a comportare  la  perdita  di  una
     decina  di  preziose  professionalità, appare  preoccupante
     poiché depotenzia e penalizza il pluralismo informativo  in
     Sicilia e in tutte le regioni meridionali;

        la   proposta   dell'azienda  rivela   l'intenzione   di
     centralizzare    mezzi   e   risorse   in    funzione    di
     un'informazione e di una produzione pensata  esclusivamente
     per  il  centro-nord, e ciò costituirà la premessa  per  un
     declino  dell'informazione  regionale  e  locale  e   della
     possibilità di realizzare servizi di approfondimento;

        la  dismissione  del  pullman suddetto  è,  inoltre,  in
     aperto   contrasto  con  l'esigenza  di   incrementare   la
     produttività interna e non ricorrere ad appalti esterni  al
     fine  di  contenere i costi, nonché con il tanto  declamato
     decentramento produttivo;

        è evidente, infatti, che la soppressione della struttura
     suddetta   comporterà  un  massiccio  ricorso  alle   ditte
     esterne;

        con tale scelta, la Rai penalizza la Sicilia non tenendo
     conto della sua particolarità isolana;
        la  Rappresentanza  sindacale  unitaria  della  sede  di
     Palermo  ha indetto lo stato di agitazione motivandolo  con
     le  ricadute negative in termini occupazionali futuri e  di
     immagine   oltre   che   di  funzionalità   aziendale   nel
     territorio;

        RILEVATO CHE:

        l'articolo   117  della  Costituzione,  come  sostituito
     dall'articolo  3  della   legge costituzionale  18  ottobre
     2001,  n.  3,  assegna  alle  Regioni  potestà  legislativa
     concorrente    nella    materia   dell'ordinamento    della
     comunicazione;

        tale  normativa  inserisce le  Regioni  tra  i  soggetti
     legittimati  al governo del sistema della comunicazione  e,
     quindi,  anche  nei confronti della società  concessionaria
     dell'emittenza pubblica;

        è  opportuno  impedire il progressivo  isolamento  della
     Regione  siciliana e delle sue realtà locali dal  dibattito
     culturale nazionale, mentre appare indispensabile  favorire
     una  puntuale  informazione volta a  divulgare  sulle  reti
     radiofoniche e televisive della RAI la conoscenza di  tutti
     i settori della vita pubblica, dell'economia, della cultura
     e della società della Sicilia,

                 impegna il Presidente della Regione

        ad   intervenire  presso  il  Parlamento  e  il  Governo
     nazionale,  nonché in tutte le sedi competenti affinché  la
     RAI  revochi  la  decisione  di spostare  la  struttura  di
     produzione  esterna di Palermo in altra sede,  al  fine  di
     garantire la piena funzionalità dell'informazione  pubblica
     nell'Isola  e le professionalità esistenti, sia in  termini
     occupazionali   che  di  valorizzazione  di   risorse   già
     impiegate;
        ad   operare   per   il  rilancio  ed   il   complessivo
     rafforzamento della sede regionale della RAI,  compreso  il
     settore    informativo    ed   ideativo-produttivo    della
     programmazione, con il personale necessario per far  fronte
     alle  esigenze radiotelevisive ed al fine di garantire  un'
     adeguata  informazione  in sede  locale  e  per  promuovere
     l'approfondimento   di  tematiche  regionali   nelle   reti
     nazionali.» (9)

                          LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - FERRARA
                                    LACCOTO - RINALDI - SPEZIALE

   Dispongo  che  le  mozioni testé lette  vengano  demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio


     Proposta di modifica dell'articolo 160 ter del Regolamento
                          interno (Doc. I)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto III  dell'ordine  del  giorno:
   Proposta  di  modifica  dell'articolo 160  ter  del  Regolamento
  interno (Doc. I) .
   Informo  che,  ai  sensi dell'art. 39, comma 3, del  Regolamento
  interno,  per  l'approvazione delle modifiche  al  Regolamento  è
  prevista  la deliberazione a maggioranza assoluta dei  componenti
  dell'Assemblea  e  che,  trattandosi, appunto,  di  modifiche  al
  Regolamento  interno, il relatore del documento è  il  Presidente
  dell'Assemblea.
   Ricordo  che  la  riforma dell'ottobre 2003  ha  introdotto  nel
  Regolamento  interno  dell'Assemblea, tra le  tante  innovazioni,
  anche  il   Comitato  per la legislazione',  con  il  compito  di
  esprimere parere sulla qualità dei testi legislativi con riguardo
  agli  aspetti dell'omogeneità, semplicità, chiarezza e  proprietà
  della loro formulazione.
   Tale Comitato, essendo stato istituito al fine di migliorare  la
  qualità tecnica delle leggi, si configura, sostanzialmente,  come
  organo di garanzia del corretto ed utile esercizio della funzione
  legislativa.  Esso  sinora  non  è  stato  attivato  per   motivi
  strutturali  e  procedurali  che  ne  rendevano  difficoltosa  la
  funzionalità.
   Le  modifiche  che  si  propongono all'esame  dell'Aula  con  il
  presente  documento  intendono porre rimedio  a  tale  situazione
  d'impasse  e  consentire, quindi, la piena operatività  di  detto
  organismo,  rafforzandone  la composizione  e  razionalizzando  i
  passaggi procedurali.
   In  tal  senso  si  muovono, dunque, le proposte  di  portare  i
  membri  da  cinque a nove, di prevedere un Ufficio di  Presidenza
  sulla falsariga delle altre Commissioni, di elevare da tre a otto
  giorni  il  termine  concesso al Comitato  per  pronunciarsi,  di
  contemplare   la   possibilità  di  riunire   congiuntamente   la
  Commissione   per   il  Regolamento  ed  il   Comitato   per   la
  legislazione, ove la Presidenza ne ravvisi la necessità.
   Auspico  che  le proposte di modifica incontrino l'apprezzamento
  dell'Aula,  di  modo  che  si  possa  procedere,  senza  indugio,
  all'insediamento del Comitato.
   La  Commissione per il Regolamento stamattina si è riunita ed ha
  votato  all'unanimità dei presenti la modifica  regolamentare  di
  cui ho appena detto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, chiedo una breve sospensione  dei
  lavori.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 18.00)

    La seduta è ripresa.

   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale  sulla  proposta  di
  modifica  del  Regolamento  interno. Non  avendo  alcun  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
   Do  lettura  dell'articolo unico recante le  modifiche  all'art.
  160 ter del Regolamento interno:

       a) al  comma 2 la parola «cinque» è sostituita con la parola
   +nove»;

       b) il  comma 3 è sostituito dal seguente:

     «Nella  sua  prima  riunione il Comitato procede,  secondo  le
  norme   dell'art.   31,  all'elezione  di  un   presidente,   due
  vicepresidenti ed un segretario»;

        c)  al comma 5 la parola  «tre»  è sostituita con la parola
   «otto»;

        d)  al comma 6 le parole  «che procedono in sede redigente»
   sono soppresse;

    e) il  comma  8  è  sostituito  dal  seguente:  «Il  Presidente
       dell'Assemblea, qualora ne ravvisi la necessità, può convocare
       congiuntamente il Comitato e la Commissione per il Regolamento.».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ho partecipato  stamattina  alla
  riunione  della Commissione per il Regolamento e dico subito  che
  la  modifica  di  cui stiamo discutendo ce la potevamo  benissimo
  risparmiare.
   Come  lei  certamente saprà, nel 2003 fu introdotto il  comitato
  per la legislazione', un organo costituito da cinque parlamentari
  che  aveva  il  compito di esercitare una funzione  di  controllo
  sulla qualità delle leggi prodotte dall'Assemblea.
   Dal  2003  ad  oggi  quella  norma non  ha  trovato  attuazione,
  sebbene essa fosse già presente nel Regolamento della Camera  dei
  Deputati e ne ricalcasse il contenuto.
   Oggi  questa  modifica al Regolamento non nasce per  un'esigenza
  di  controllo  sulla qualità delle leggi, bensì  per  un'esigenza
   politica'  della  maggioranza, la quale ha  bisogno  di  trovare
  ulteriore spazio per far quadrare il cerchio, e questo spazio  lo
  trova  trasformando, di fatto, quel comitato in una  commissione.
  Sono  convinto  che volete istituire quella commissione  non  per
  accelerare   il  procedimento  legislativo,  ma  per  raggiungere
  obiettivi di altra natura.
   Voglio  dirlo  con  molta  onestà: avrei  preferito  che  questa
  modifica  non si facesse, tuttavia quella commissione  costituirà
  uno  strumento  in più per la minoranza di questo Parlamento  per
  valutare  la  qualità  delle leggi. Così  come  sarà  costituita,
  inoltre,   credo   possa    rappresentare   un   meccanismo    di
  rallentamento  dell'iter legislativo, ma, tutto  sommato,  in  un
  Parlamento in cui la maggioranza ha i numeri che ha, il  tempo  è
  uno  strumento  a servizio anche della minoranza.  Alla  fine,  e
  concludo, credo che essa sarà una commissione utilizzabile  dalla
  minoranza  per  esprimere un giudizio sulla qualità  delle  leggi
  (poi  vedremo cosa significa  qualità delle leggi ) e  per  farlo
  percepire all'opinione pubblica.
     Per  tale ragione, come dire, sto al gioco e voterò  a  favore
  della modifica.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa bene che esistono  anche
  altre modifiche al Regolamento apportate negli anni passati  che,
  però, non sono state applicate.
   Si  tratta di modifiche che perseguono gli obiettivi della buona
  amministrazione e della buona produzione legislativa,  quale,  ad
  esempio,  la possibilità che le Commissioni parlamentari lavorino
  in  sede  redigente.  Anche  questa è una  modifica  mai  attuata
  dall'Assemblea, tuttavia nulla osta che in questa Legislatura  si
  utilizzino gli strumenti più idonei per esitare delle buone leggi
  e  per attuare, quanto più possibile, un controllo rigoroso sulla
  qualità della legislazione stessa.


   Presidenza del presidente Cascio


               Votazione finale per scrutinio nominale

   PRESIDENTE.  Indìco  la votazione finale per scrutinio  nominale
  dell'articolo unico recante le modifiche all'articolo 160 ter del
  Regolamento interno.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì: Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bosco,  Buzzanca,
  Caputo,  Caronia,  Cascio Francesco, Cascio  Salvatore,  Cordaro,
  Corona,   Cracolici,  Cristaudo,  Currenti,  D'Antoni,   D'Asero,
  Falcone,  Federico, Formica, Forzese, Galvagno, Greco, Gucciardi,
  Leanza   Edoardo,  Leanza  Nicola,  Limoli,  Lo  Giudice,  Maira,
  Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto,  Nicotra,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Pogliese,  Ragusa,  Raia,  Romano,
  Ruggirello,  Savona,  Scilla,  Speziale,   Termine,  Torregrossa,
  Vinciullo.

   Votano  no:  Ammatuna, Bonomo, Campagna, Di Benedetto  Donegani,
  Faraone, Ferrara, Fiorenza, Lupo.
   Si astiene: Digiacomo.

   Sono in congedo: Adamo, Fagone.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza .........       46
   Favorevoli          51
   Contrari              8
   Astenuto              1

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  essendo  presente  l'Assessore   La   Via,
  propongo di passare al punto VI dell'ordine del giorno, cioè alla
  discussione della mozione n. 8: «Applicazione dell'art. 43, comma
  5,  della  l.r.  n.  14  del 2006 anche ai  lavoratori  forestali
  adibiti  agli  interventi antincendio.», a firma degli  onorevoli
  Dina ed altri.


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi con  tutto  il
  rispetto  che  ho  per  l'Assessore  La  Via,  chiedo  che  venga
  rispettata  la successione prevista nell'ordine del giorno  della
  seduta.  Abbiamo  da  discutere  delle  mozioni  che  sono  state
  inserite  nell'ordine del giorno secondo un ordine  di  priorità.
  C'è un Assessore che ci ha fatto sapere che oggi non potrà essere
  presente  in Aula ed ha chiesto il rinvio della discussione  alla
  prossima seduta.
   Io  vorrei  sapere  perché non si discute la mozione  sui  fondi
  della  Fintecna, perché l'assessore non è presente? Penso che  le
  mozioni  non  debbano essere discusse soltanto quando l'Assessore
  decide di presenziare in Aula
   Pertanto,  desidero che lei, signor Presidente, proceda  secondo
  l'ordine  del  giorno.  Verifichi  il  nominativo  dell'Assessore
  delegato alla discussione della mozione, si informi e ci  informi
  se verrà o no, se è successo qualcosa - siamo esseri umani, tutti
  possiamo  avere un problema e nessuno si scandalizza  -,  ma  non
  discutiamo le mozioni a seconda dell'Assessore presente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  sono  d'accordo   con   lei,
  tuttavia la mia proposta tendeva ad utilizzare al meglio il tempo
  che abbiamo a nostra disposizione.
   Il  Presidente della Regione, con nota protocollo n. 4325 del  2
  luglio   2008,   ha   comunicato  che  l'onorevole   Giambattista
  Bufardeci,  Vicepresidente della Regione,  sosterrà  in  Aula  la
  discussione  congiunta delle mozioni n. 5 e n.  6,  poste  al  IV
  punto  dell'ordine  del giorno, della cui trattazione  era  stato
  precedentemente  delegato l'onorevole Cimino,  Assessore  per  il
  bilancio  e  le  finanze,  impossibilitato  ad  intervenire   per
  pregressi impegni istituzionali.
   La   Presidenza,   nel   prendere  e   dare   atto   di   questa
  comunicazione,   ha   constatato  che   il   Presidente   ed   il
  Vicepresidente della Regione in questo momento non sono  presenti
  in  Aula.  Da  ciò la proposta di passare al punto VI dell'ordine
  del  giorno  per  poi tornare ai punti IV «Discussione  unificata
  delle mozioni nn. 5 e 6» e V «Discussione della mozione n. 7».
    Informo i colleghi che l'Assessore Bufardeci sta arrivando.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione della mozione n. 8  «Applicazione dell'articolo 43,
    comma 5, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 anche ai
                    lavoratori forestali adibiti
                    agli interventi antincendio»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  VI  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione n. 8 «Applicazione dell'articolo  43,
  comma  5,  della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14  anche  ai
  lavoratori  forestali  adibiti agli  interventi  antincendio»,  a
  firma degli onorevoli Dina, Savona, Cascio Salvatore, Lo Giudice,
  Bonomo,  Caputo,  Ragusa, Maira, Aricò, Cordaro,  Lupo,  Vitrano,
  Campagna.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        premesso che:

        l'art.  43 della legge regionale 14 aprile 2006, n.  14,
     al  comma 5 prevede:             'Le garanzie occupazionali
     di  cui agli articoli seguenti sono computate tenendo conto
     delle  giornate  lavorative di cui  al  comma  2,  comunque
     effettuate  dai  lavoratori iscritti  nell'elenco  speciale
     alle  dipendenze dei soggetti pubblici o privati, anche  in
     regime  di  convenzione. Tali garanzie  occupazionali  sono
     riconosciute anche ai lavoratori che dall'anno  1996  hanno
     prestato  servizio  per  almeno due turni  alle  dipendenze
     degli  Ispettorati  ripartimentali  delle  foreste  con  le
     mansioni  di  addetto allo spegnimento e  alla  prevenzione
     degli incendi ex  SAB...etc';

        la  formulazione letterale  del comma sopra riportato  è
     alla base di una controversia tra i lavoratori e gli uffici
     dell'Amministrazione  regionale (UPL  e  IRF  di  Palermo),
     poiché  in  sede  di  applicazione il riconoscimento  della
     garanzia occupazionale è stato negato a quei lavoratori che
     avevano precedentemente svolto la mansione di 'addetto alla
     guida  delle autobotti e dei mezzi tecnici per il trasporto
     delle  squadre di pronto intervento' (ex art. 56, lett.  b,
     della  l.r.  n. 16 del 1996) ed alcuni con la qualifica  di
     'addetto  alle  torrette  di  avvistamento  ed  alle   sale
     operative'  (ex  art. 56, lett. c, della  l.r.  n.  16  del
     1996);

        le  amministrazioni  regionali del lavoro,  in  sede  di
     applicazione   della  norma,  hanno  ritenuto   di   dovere
     riconoscere  la  garanzia occupazionale  solo  agli  operai
     'addetti alle squadre di pronto intervento' di cui all'art.
     56, comma 4, lett. a), della l.r. n. 16 del 1996 escludendo
     con  tale interpretazione lavoratori che sono stati avviati
     nelle  campagne antincendio a partire dal 1996  e  sino  al
     2006  con contratti a tempo determinato della durata di  51
     giornate  (sino  al  2005) e 78 giornate (2006),  svolgendo
     alcuni le mansioni di 'addetto alla guida delle autobotti e
     dei  mezzi tecnici per il trasporto delle squadre di pronto
     intervento'  (ex art. 56, lett. b, della  l.r.  n.  16  del
     1996)  ed  altri la mansione di 'addetto alle  torrette  di
     avvistamento ed alle sale operative' (ex art.  56  lett.  c
     della l.r. n. 16 del 1996), prestando cioè dal 1996 al 2006
     più di due turni. L'avviamento di questi lavoratori è stato
     disposto  dall'amministrazione forestale per  integrare  le
     squadre  antincendio previste dal contingente  di  garanzia
     occupazionale;
        l'impiego  dei  lavoratori in questione  nelle  campagne
     antincendio    boschive   è   sempre   stato    determinato
     dall'amministrazione  forestale, il  cui  ricorso  è  stato
     dettato  dall'ulteriore fabbisogno di lavoratori  provvisti
     di idonea professionalità e qualifica specifica rispetto al
     numero  già  previsto  per il contingente  delle  fasce  di
     garanzia occupazionale;

        preso atto che:

        il  comma  5 dell'art. 43 della l.r. 14 aprile 2006,  n.
     14,   esprime   chiaramente  il   riferimento   posto   dal
     legislatore  'alle mansioni di addetto allo  spegnimento  e
     alla prevenzione degli incendi ex SAB';

        l'espressione legislativa non da luogo ad  alcun  dubbio
     nel  riferirsi  alla  pluralità  delle  mansioni  che  sono
     intervenute   nella   realizzazione   del   SAB   (servizio
     antincendio boschivo);

        è  pertanto  erronea l'esclusione dalla graduatoria  del
     contingente  antincendio  dei  lavoratori  che  sono  stati
     avviati nelle campagne antincendio a partire dal 1996  sino
     al  2006 con contratti a tempo determinato della durata  di
     51  giornate  (sino al 2005) e   78 giornate (2006)  e  che
     hanno  svolto  le  mansioni di 'addetto  alla  guida  delle
     autobotti  e  dei  mezzi  tecnici per  il  trasporto  delle
     squadre  di pronto intervento' (ex art. 56, lett. b,  della
     l.r. 16/96) o di 'addetto alle torrette di avvistamento  ed
     alle  sale operative' (ex art. 56, lett. c, della  l.r.  n.
     16/96);

        questa  interpretazione deriva dall'erroneo  presupposto
     che  la  qualifica  di  addetto allo  spegnimento  ed  alla
     prevenzione  degli incendi ex SAB' può essere  riconosciuta
     solo  agli addetti alle 'squadre di pronto intervento'  (di
     cui alla lettera a) dell'art. 56 della l.r. n. 16/96);

        ritenuto che:

        la  l.r.  n.  16/96,  nel regolamentare  le  prestazioni
     lavorative  nel  settore forestale  e  nell'individuare  il
     personale  da  inserire  nei contingenti  distrettuali,  al
     Titolo III
     -  Delle  prestazioni  lavorative nel settore  forestale  e
     degli  addetti alla difesa dei boschi', Capo  II  -  Misure
     riguardanti i lavoratori impegnati nei servizi antincendio,
     all'art.  56, comma 4, ha individuato le tre qualifiche  in
     cui  si articola il contingente distrettuale nelle seguenti
     figure:

         a) addetti alle squadre di pronto intervento;

         b) addetti alla guida di autobotti e dei mezzi tecnici speciali
            per il trasporto delle   squadre di pronto intervento;

         c) addetti alle torrette di avvistamento ed alle sale operative;

        disponendo  espressamente che tutte e  tre  le  mansioni
     indicate  nella  citata disposizione  di  legge  (per  come
     ripartite nelle tre qualifiche) concorrono tutte in  eguale
     misura alla realizzazione delle finalità della legge;

        l'unica  interpretazione  attribuibile  alla  norma   in
     parola  è  quella  che  letteralmente  il  legislatore   ha
     proposto  al Parlamento, e che è stata adottata  mantenendo
     chiara  e distinta la volontà di riferirsi alla complessiva
     composizione  del  servizio  e  quindi  alla  sua   plurale
     articolazione (come peraltro espressamente citato nel comma
     4  dell'art.  56  della  l.r. n.  16/1996),  e  che  quindi
     pacificamente    vada    superata   qualsivoglia    erronea
     applicazione attribuibile solo ad uso impreciso e  sommario
     delle  parole,  generando effetti  e  conseguenze  negative
     nella pratica;

                  impegna  il Governo della Regione
                            e, per esso,
   l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
                   professionale e l'emigrazione,
             l'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
              l'Assessore per il bilancio e le finanze

        ciascuno   per   la  propria  competenza,   a   disporre
     l'immediato  inserimento dei lavoratori  nella  graduatoria
     dei  lavoratori forestali ex art. 43 l.r. n.  14  del  2006
     adibiti  agli interventi antincendio, con il riconoscimento
     agli  stessi della garanzia occupazionale nella fascia agli
     stessi  spettante  e l'avviamento degli  stessi  al  lavoro
     presso l'I.R.F., riconoscendo il diritto dei lavoratori che
     sono stati avviati nelle campagne antincendio a partire dal
     1996 e sino al 2006 con contratti a tempo determinato della
     durata  di 51 giornate (sino al 2005) e 78 giornate (2006),
     svolgendo   le  mansioni  di  'addetto  alla  guida   delle
     autobotti e dei mezzi tecnici per il trasporto
     delle  squadre di pronto intervento' (ex art. 56, lett.  b,
     della   l.r.   16/96)  e  di  'addetto  alle  torrette   di
     avvistamento ed alle sale operative' (ex art. 56, lett.  c,
     della l.r. n. 16/96), per almeno due turni». (8)

                        DINA - SAVONA - CASCIO S. - LO GIUDICE -
                                                          BONOMO
                       CAPUTO - RAGUSA - MAIRA - ARICÒ - CORDARO
                                       LUPO - VITRANO - CAMPAGNA

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Dina  per  illustrare  la
  mozione.
   Ricordo  che,  a  norma di Regolamento, il tempo a  disposizione
  per illustrare la mozione è di dieci minuti.

   DINA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   mozione
  interviene su una problematica di grave attualità riguardante gli
  interventi del servizio antincendio.
   La    mozione,   nell'affrontare   una   fattispecie   specifica
  concernente  una  parte  della  platea  dei  lavoratori   adibiti
  all'antincendio, vuole anche, nel proprio contesto,  ampliare  il
  valore della parte motiva con l'inserimento di un emendamento già
  presentato.  La mozione, infatti, originariamente riguardante  un
  solo  ed  esclusivo  aspetto, è stata  ampliata  con  un  secondo
  aspetto che sottopongo all'Aula.
   L'articolo 43 della legge regionale n. 14 del 2006, al  comma  5
  prevede che le garanzie occupazionali si estendano anche  a  quei
  lavoratori  che  nell'anno 1996 avessero  prestato  servizio  per
  almeno due turni alle dipendenze degli Ispettorati ripartimentali
  delle  foreste,  con  le  mansioni  -  e  sottolineo  il  termine
   mansioni'  -  di  addetto allo spegnimento ed  alla  prevenzione
  degli incendi ex  SAB - Servizio antincendio boschivo.
   Nel  momento dell'attuazione di quella norma, gli uffici si sono
  orientati cassando una parte della platea di cui all'articolo 56,
  comma 4, della legge n. 16 del 1996, che riguarda l'articolazione
  del contingente distrettuale del servizio antincendio.
   Il   contingente  distrettuale,  infatti,  è  articolato   nelle
  seguenti qualifiche:

            a) addetti alle squadre di pronto intervento;

             b)  addetti  alla guida delle autobotti  e  dei  mezzi
  tecnici speciali per il trasporto delle         squadre di pronto
  intervento;

             c)  addetti alle torrette di avvistamento ed alle sale
  operative.

   Come   dicevo,   gli   uffici  si  sono   orientati   prevedendo
  l'estensione delle garanzie occupazionali soltanto ai  lavoratori
  di  cui alla lettera a) del comma 4 dell'articolo 56 della  legge
  16/1996. E' evidente l'illogicità nell'interpretazione data dagli
  uffici,  nel senso che il contingente distrettuale di un'attività
  antincendio  non  può  prescindere dal suo  complesso  operativo.
  Infatti,  sia gli addetti alle squadre di pronto intervento,  sia
  gli  addetti  alla  guida delle autobotti, che gli  addetti  alle
  torrette    di   avvistamento   svolgono   un   ruolo   sinergico
  nell'attività  di  spegnimento degli incendi.  Dunque,  a  nostro
  avviso,  tutti  i  lavoratori di cui al comma 4  rientrano  nella
  espressione  con la mansione di addetto allo spegnimento  e  alla
  prevenzione degli incendi ex SAB'.
     Pertanto,  nella consapevolezza che questi lavoratori  abbiano
  maturato  un  diritto che è previsto dalla norma, e cioè  l'avere
  svolto  i due turni dal 1996 al 2006 - e questo è documentato  -,
  considerato, altresì, che l'espressione  con mansioni di  addetto
  ecc.'  deve  essere interpretata nel senso estensivo, quindi  non
  soltanto con riferimento alle squadre di pronto intervento -  gli
  autobottisti  ed i torrettisti svolgono un lavoro  contestuale  e
  sinergico con le squadre di pronto intervento -, riteniamo che le
  garanzie  occupazionali  previste dal comma  5  dell'articolo  43
  della  l.r. 14/2006 debbano essere estese anche ai lavoratori  di
  cui  ai punti  b) e  c) del comma  4 dell'articolo 56 della legge
  n. 16 del 1996.
   L'impegno del Governo va in questa direzione.
   Con  l'emendamento  presentato si vuole richiamare  l'attenzione
  sulla  grave  condizione complessiva del  nostro  territorio.  Un
  territorio   che  va  tutelato  e  salvaguardato,  un  patrimonio
  boschivo  che  va  attenzionato e  nei  confronti  del  quale  va
  sviluppata  un'attività  di prevenzione e  di  repressione  degli
  incendi, con attenzione particolare alle condizioni climatiche  e
  vegetative  della nostra Regione, soprattutto per la mancanza  di
  interventi finalizzati alla prevenzione e alla manutenzione nelle
  strade  dell'ANAS, nelle autostrade, nelle ferrovie, nelle strade
  provinciali,  nonché  nei terreni agricoli  privati.  La  mancata
  manutenzione  di  cui ho testé detto espone, infatti,  il  nostro
  territorio  ad  un  rischio molto alto  di  incendi,  così  come,
  purtroppo,  abbiamo avuto modo di verificare nella  sua  grave  e
  devastante forza negli ultimi tempi.
   L'invito che rivolgiamo al Governo è quello di intervenire,  per
  le  finalità  di  cui agli articoli 36 e 37 della legge  14/2006,
  nella  predisposizione di un efficace programma straordinario  di
  interventi fino al 30 novembre 2008 che tenda anche a consolidare
  ed a valorizzare le professionalità ed i livelli occupazionali di
  tutti gli addetti del settore.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi,  ho  firmato  insieme con  l'onorevole  Dina  ed  altri
  colleghi  la  mozione  in discussione che, indubbiamente,  ha  il
  merito  e  anche  la  responsabilità di porre all'attenzione  del
  Parlamento  e,  quindi,  del Governo una situazione  estremamente
  drammatica che fino ad oggi, dietro il balletto delle competenze,
  delle  leggi e dei regolamenti, ha creato una serie di  divisioni
  all'interno  del  mondo  della  Forestale  e  nel  suo  comparto,
  consentendo ad alcuni lavoratori di essere avviati al lavoro e ad
  altri di non esserlo e determinando, con una serie di complessità
  burocratiche   incomprensibili,   ritardi   nell'avviamento   dei
  lavoratori,  ritardi che sono stati anche causa  di  incendi  che
  hanno devastato il territorio siciliano.
   Con  la  mozione in discussione intendiamo chiedere al  Governo,
  su  impulso  e sostegno del Parlamento, di rivedere le  normative
  del  settore e di garantire tutti i lavoratori che sono  inseriti
  nel   sistema  dell'antincendio  boschivo,  sottraendo  il   loro
  avviamento  ad interpretazioni giurisprudenziali, a provvedimenti
  amministrativi spesso illogici, che hanno avviato lavoratori,  ma
  che  ne hanno lasciato altri a casa, creando divergenze, a volte,
  anche scontri, all'interno della categoria.
   Riteniamo  che  questa  mozione,  con  l'emendamento  aggiuntivo
  sottoscritto anche da me, possa risolvere il problema.
   Chiediamo,  dunque,  al  Parlamento e  al  Governo  un  atto  di
  coraggio, al fine di evitare il ricorso ad interpretazioni più  o
  meno  dubbie ed assicurare a questa importantissima categoria  di
  lavoratori la certezza dell'occupazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  condividendo
  alcune  delle  cose  dette dai colleghi che mi  hanno  preceduto,
  desidero   sottolineare  che,  di  fatto,  con  la   mozione   in
  discussione   si   dà  l'interpretazione  esatta   della   norma,
  considerato   che   i   lavoratori  di   cui   si   parla   hanno
  continuativamente operato dal 1996 ad oggi, anche  a  seguito  di
  accordi  sottoscritti in Prefettura, successivamente riconosciuti
  dall'Amministrazione.
   Desidero, altresì, sottolineare altri due aspetti.
   Il  primo  è  che  si  va verso la piena tutela  del  patrimonio
  boschivo, e credo che questo corrisponda pienamente all'interesse
  dell'Amministrazione e dei siciliani tutti; il secondo aspetto  è
  che   questa  interpretazione,  di  fatto,  migliora   anche   le
  condizioni  di  sicurezza  dei  lavoratori  addetti  al  servizio
  antincendio.
   Ricordo  all'Aula  che anche oggi i lavoratori  forestali  hanno
  indetto  una manifestazione e credo che l'approvazione di  questa
  mozione  da parte dell'Assemblea rappresenti un giusto  segno  di
  attenzione nei confronti di questa categoria.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo   sia
  necessario   sviluppare  tutto  ciò  che  riguarda   la   materia
  forestale,  compreso il servizio antincendio, in maniera  un  po'
  più organica.
   A  mio  avviso,  non possiamo procedere con  la  logica  cui  si
  ispira  la  mozione  in  discussione, in quanto,  nell'affrontare
  questioni  che riguardano anche e soprattutto turni, diritti  dei
  lavoratori,  graduatorie, servizi antincendio nel suo  complesso,
  potremmo  commettere l'errore, nel caso in cui la  mozione  fosse
  approvata, che all'indomani della sua approvazione il Governo  la
  prenda  per   oro  colato', come Vangelo, e cominci  ad  assumere
  iniziative  nella  direzione  dei  contenuti  della  mozione.  Ci
  troveremmo,  infatti, dinanzi ad un testo che, per  certi  versi,
  darebbe risposte ad alcune centinaia di lavoratori, ma per  altri
  creerebbe una situazione paradossale.
   C'è  un  settore  che  vede interventi molto  limitati  rispetto
  all'esigenza dell'intero comparto e l'esperienza che abbiamo alle
  spalle  è che durante la discussione della finanziaria non  siamo
  riusciti  a  far passare le graduatorie distrettuali,  perché  la
  maggioranza si è dichiarata contraria al famoso emendamento.
   E'  un  po' un controsenso: mentre in quel momento ci si metteva
  di  traverso, oggi dovremmo solo recuperare questioni  specifiche
  importanti  che  consideriamo assolutamente tali  senza,  invece,
  rivisitare   quanto  è  necessario  relativamente  alla   materia
  forestale.
   Invito,   dunque,   il   Governo   ad   assumere   un'iniziativa
  legislativa  che,  prendendo spunto  da  quanto  contenuto  nella
  mozione, possa dare ad ognuno di noi la possibilità di  dire' non
  solo in questa sede, cioè nella discussione della mozione, ma  di
  articolare   tutto  quanto  è  stato  detto  nei  mesi   passati,
  iniziativa legislativa che dovrà sicuramente ottimizzare la legge
  14/2006,  dovrà   mettere mano ad un comparto  molto  delicato  e
  parlare  di stabilizzazione con un linguaggio un po' più netto  e
  serio.
   Non  voglio citare esperienze di altre regioni, perché  sappiamo
  che  l'impegno  del Governo fu quello di mettere  insieme  Stato,
  Regione, Unione europea con ciò che prevedono i regolamenti,  con
  le  risorse  finanziarie a disposizione e così via  e  finalmente
  affrontare  in  maniera  seria  e definitiva,  possibilmente,  la
  questione   che  riguarda  migliaia  e  migliaia  di   lavoratori
  forestali.
   Signor  Presidente,  ciascuno di noi, a partire  dai  lavoratori
  del  settore, penso guardi alla risorsa rappresentata dal  nostro
  patrimonio  boschivo con la volontà di elevarne la  produttività,
  di  valorizzare  quanto c'è da valorizzare, di  implementare,  di
  mettere i lavoratori nelle condizioni di lavorare serenamente, di
  iniziare finalmente un percorso di stabilizzazione, di uscire  da
  una fase e di entrare in un'altra, portando avanti quel lavoro di
  interlocuzione forte, che era stato annunciato, con  Roma  e  con
  Bruxelles.
   Personalmente  vedo un limite nell'impostazione  della  mozione.
  Non voglio assolutamente peccare di presunzione: noi ci limitiamo
  soltanto  a  ritoccare.  Capisco che  a  volte  i  ritocchi  sono
  indispensabili,  ma  nell'ambito di questa logica  dei  ritocchi,
  invito il Governo - cosa che già noi faremo nelle prossime ore  -
  ad   assumere  un'iniziativa,  la  più  organica  possibile,  per
  iniziare  veramente una fase nuova che possa riguardare tutto  il
  comparto forestale.

   LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VIA,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,   signori  deputati,  in  merito  alla   mozione   in
  discussione appare utile osservare come la problematica  inerente
  l'applicazione  dell'articolo 43, comma 5, della legge  regionale
  n.  14  del 2006 sia ormai ricorrente ed investa, com'è noto,  in
  massima  parte,  il  personale addetto alla prevenzione  ed  allo
  spegnimento degli incendi, con particolare riferimento  a  quello
  di cui all'articolo 56 della legge regionale  n. 16/1996.
   Mi  preme,  preliminarmente,  evidenziare  come  il  contingente
  antincendio    appaia,    nel   suo   complesso,    numericamente
  insufficiente   e  come,  pertanto,  si  rendano   indispensabili
  ulteriori integrazioni e apporti di personale.
   Va,   altresì,   sottolineato  come   l'impiego   di   personale
  qualificato, istruito professionalmente, preparato a  gestire  le
  gravi emergenze ambientali e, peraltro, già dotato di dispositivi
  di  protezione individuale, garantisca la migliore efficienza del
  delicato  servizio svolto dagli stessi, nonché un  risparmio  per
  l'Amministrazione che, in caso di avviamento di  operatori  privi
  di  precedenti  lavorativi, dovrebbe impiegare  cospicue  risorse
  finanziarie  per  la formazione del personale  e  per  l'acquisto
  delle dotazioni.
   Occorre,  tuttavia,  ribadire in questa  sede  che  l'estensione
  delle garanzie occupazionali, riconosciute dal già citato comma 5
  dell'articolo  43,  a  tutti  gli  operai  addetti   all'attività
  antincendio,  ha  trovato fino a qui ostacoli  in  una  complessa
  problematica  interpretativa  collegata  all'applicazione   della
  suddetta norma che ha, di fatto, ristretto il riconoscimento e le
  garanzie   ai  soli  operai  addetti  alle  squadre   di   pronto
  intervento, così come correttamente detto dall'onorevole  Dina  e
  dai  deputati che si sono succeduti negli interventi,  escludendo
  gli  addetti alla guida di autobotti e dei mezzi tecnici speciali
  per il trasporto delle squadre di pronto intervento e gli addetti
  alle torrette di avvistamento e alle sale operative.
   Sulla  questione - e questo è un elemento non di poco conto  per
  l'attività   del  Governo  -  è  stato  chiamato  a  pronunciarsi
  l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione che
  ha  rilevato,  nel  parere reso (n. 226 del  dicembre  2007),  in
  merito,  appunto,  alle garanzie occupazionali  per  il  servizio
  antincendio ex articolo 45 ter, comma 5, della legge regionale
  n.  16  del 1996, un'incoerenza nelle norme di riferimento  e  ha
  ritenuto  necessario  il ricorso all'adozione  di  una  norma  di
  interpretazione autentica dell'articolo in questione.
   Ha  evidenziato,  in altri termini, che l'azione  amministrativa
  non  può,  in  assenza  di un provvedimento normativo,  includere
  nell'elenco  speciale  -  così come dovrebbe  fare  in  tal  caso
  l'Assessorato  del  lavoro  -  i  lavoratori  dei  quali   stiamo
  parlando.
   Va,  infine,  evidenziato  come  l'auspicato  ampliamento  delle
  garanzie  occupazionali avrebbe un chiaro  impatto  sul  bilancio
  della Regione, la cui esatta quantificazione potrà essere fornita
  dagli uffici competenti solo a seguito di ulteriori accertamenti,
  anche  in considerazione del fatto che, una volta transitati  nel
  contingente  a  101  giornate, tutti coloro che  si  occupano  di
  antincendio  potrebbero  avanzare  medesima  richiesta,  come   i
  lavoratori  della  manutenzione  che  prestano  servizio   presso
  l'Azienda delle foreste demaniali.
   Alla  luce  di  quanto  sopra,  l'Assemblea  dovrebbe  procedere
  all'emanazione   di   una   norma   interpretativa   chiara    ed
  inequivocabile  dell'articolo 43, comma 5, della legge  regionale
  n.  14,  provvedendo, ovviamente, anche alla necessaria copertura
  finanziaria, che - com'è noto ai componenti dell'Assemblea  -  ad
  oggi,   non   è  sufficiente  nemmeno  a  garantire   i   livelli
  occupazionali  previsti  per  i lavoratori  inseriti  nell'elenco
  speciale  di  cui  alla legge n. 14, per i quali mancano  risorse
  cospicue  che il Governo chiederà a questo Parlamento di  coprire
  in sede di assestamento di bilancio.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  prendiamo  atto
  della  posizione  del  Governo.   La mozione  in  discussione  va
  nella  direzione di impegnare il Governo in una revisione,  anche
  con  un'interpretazione autentica dell'articolo in questione, per
  dirimere  un contenzioso che sta creando anche problemi operativi
  nelle   squadre  antincendio,  le  quali  lavorano   in   maniera
  disarticolata  e  non  sinergica,  con  lavoratori  inseriti  nel
  contesto  della  squadra che possono fare soltanto  78  giorni  e
  lavoratori  che  possono  fare 101 giorni;  e  ciò  causa  quegli
  asincronismi  e  quelle  illogicità  organizzative  che   vengono
  riscontrati puntualmente dal Dipartimento.
   Ritengo,  quindi, quanto mai opportuno procedere alla  revisione
  della  legge n. 14 nella direzione prima sottolineata. Mi  auguro
  che    tale    indicazione   possa   trovare   riscontro    anche
  nell'intervento dell'opposizione per bocca dell'onorevole Oddo.
   Concludendo,  penso  potremmo  trasformare  la  mozione  in   un
  impegno per il Governo a presentare una revisione della legge  n.
  14  anche  a  proposito  di  quelle criticità,  che  sono  tante,
  evidenziate nel passato e su cui torneremo a legiferare.
   LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VIA,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  signori deputati, il tema posto dall'onorevole  Dina
  in questo suo secondo intervento è di portata ancora più ampia.
   La   legge  n.  14,  approvata  da  quest'Assemblea,  e  la  sua
  applicazione  presentano  lacune  di  non  poco  conto.  Risulta,
  infatti, evidente - e non sfuggirà all'attenzione dell'Aula - che
  le  squadre  antincendio  composte  da  sette/otto  uomini  hanno
  frequentemente  registrato  la  promozione  al  contingente   con
  garanzie occupazionali superiori solamente di una o di due  unità
  impedendone l'operatività nell'ambito dell'attività antincendio.
   Coloro  che erano presenti nella passata legislatura non avranno
  certo  dimenticato  che  in  più occasioni  sono  stati  promossi
  interventi   per  rivedere  i  meccanismi  di  formazione   delle
  graduatorie,  da  un  lato,  e,  dall'altro,  per  procedere   ad
  un'integrazione a passi successivi nell'ambito della legge numero
  14.
   Oggi il Governo sarà impegnato in questa direzione.
   Come  ha  detto  correttamente l'onorevole Oddo,  nella  passata
  legislatura era stato avviato un proficuo percorso con il Governo
  nazionale   per   integrare  il  quadro   finanziario   regionale
  disponibile  con quello di provenienza nazionale e,  soprattutto,
  di  provenienza  INPS e Ministero del lavoro.  In  tal  senso  il
  Governo  della  Regione ha già riavviato  con  il  nuovo  Governo
  nazionale  l'interlocuzione, al fine di individuare  un  percorso
  proficuo  che possa andare nella direzione indicata,  ovviamente,
  con  le  complessità  che un discorso di  questo  tipo  comporta,
  attesi  il numero dei lavoratori interessati sul piano regionale,
  ma anche - non nascondiamocelo - le difficoltà finanziarie che la
  Regione  affronta e di cui quest'Aula dovrà occuparsi  per  poter
  addivenire ad una completa risoluzione del problema.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'assessore  La  Via  per  quest'intervento,  ma  anche  per   la
  manifesta  e  reiterata volontà di affrontare  un  problema  così
  esteso  e  così  delicato. Un problema che riguarda  migliaia  di
  lavoratori  e che non può e non deve trovare - e, per la  verità,
  non  trova  -  divisioni all'interno di questo Parlamento.  Ne  è
  riprova  anche  l'intervento dell'onorevole  Oddo,  il  quale  ha
  offerto  un  contributo  notevole al  dibattito  scaturito  dalla
  mozione.
   Credo,  onorevoli colleghi, che oggi questa mozione  rappresenti
  un   atto  che  qualifica  il  nostro  Parlamento,  perché   pone
  all'attenzione, al confronto con il Governo - che sta dimostrando
  sensibilità - una tematica importante.
   Invito,  pertanto,  il  Parlamento a  votare  favorevolmente  la
  mozione  così  come  è  stata migliorata con  il  contributo  del
  rappresentante del Governo e degli altri colleghi, affinché  oggi
  possa  essere  dato un segnale importante nei confronti  di  quei
  lavoratori che hanno subito una grave discriminazione  e  che  si
  sono  visti  costretti molto spesso ad aprire al loro interno  un
  contenzioso per assicurarsi il posto di lavoro.
   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stati presentato,  a  firma  degli
  onorevoli   Dina,   Caputo,  Marrocco  e   Aricò,   il   seguente
  emendamento:

   «Dopo  l'ultimo capoverso del periodo  ritenuto che   aggiungere
   si  ritiene  necessario  per la tutela  e  la  salvaguardia  del
  patrimonio   boschivo   potenziare  e  sviluppare   l'azione   di
  prevenzione e di repressione degli incendi sia per le particolari
  condizioni climatiche e vegetative della nostra Regione, sia  per
  la  mancanza  di interventi finalizzati alla prevenzione  e  alla
  manutenzione  delle  strade dell'Anas,  delle  autostrade,  delle
  ferrovie  e delle strade provinciali, nonché dei terreni agricoli
  privati ».

   Alla fine della parte impegnativa aggiungere:
    Per  le finalità previste dall'articolo 29, lettera h) e  dagli
  articoli 36 e 37 della legge regionale 14/2006, invita il Governo
  a  predisporre un efficace programma straordinario di  interventi
  fino  al  30  novembre  2008  e, nel contempo,  a  consolidare  e
  valorizzare la professionalità e i livelli occupazionali di tutti
  i lavoratori addetti ».

   LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VIA,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  a proposito della modifica alla parte  motiva  della
  mozione,  il Governo, concordando pienamente con quanto  espresso
  dall'onorevole  Dina  e  dagli  altri  deputati,  esprime  parere
  favorevole; invece, per quanto riguarda la seconda parte, è ovvio
  che   l'impegno   in essa contenuto è, in ogni caso,  subordinato
  all'adeguata  copertura  finanziaria da parte  dell'Assemblea  in
  sede di assestamento di bilancio.

   DINA. Dobbiamo presentare un subemendamento in tal senso?

   PRESIDENTE. Non occorre, onorevole Dina.
   Tenendo  conto  della  precisazione  del  Governo,  il  quale  -
  ribadisco    -   ritiene   fondamentale   l'adeguata    copertura
  finanziaria,  alla quale si provvederà in sede di  variazione  di
  bilancio,  pongo  in votazione l'emendamento.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (È approvato)

   Comunico  che  è stato presentato, a firma dell'onorevole  Oddo,
  il seguente emendamento:
   «Nella  parte impegnativa, dopo le parole  per almeno due turni
  aggiungere    a   predisporre   uno   specifico   intervento   di
  rivisitazione delle normative esistenti in materia  cogliendo  le
  specifiche criticità e operando per la stabilizzazione di tutti i
  lavoratori forestali. ».

   LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VIA,  assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.  Se  non
  ricordo  male,  l'onorevole Oddo nei suoi  precedenti  interventi
  raccomandava  di   non  fare  demagogia .  Dovremmo  cercare   di
  mantenere tale orientamento.
   Il  percorso  di  stabilizzazione, così come  individuato  negli
  accordi sindacali e nei percorsi avviati, non riguardava tutti  i
  lavoratori  ma  alcune  fasce di essi; nell'emendamento  a  firma
  dell'onorevole Oddo,  testé presentato, mi pare che non  si  dica
  questo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Oddo,  potremmo  considerare   il   suo
  emendamento sino alle parole «cogliendo le specifiche  criticità»
  Mi  sembra  più serio o, meglio, più praticabile alla luce  delle
  parole dell'Assessore.

   ODDO. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Resta  stabilito  che  l'emendamento   si   intende
  presentato sino alle parole «cogliendo le specifiche criticità».
   Pongo  in votazione l'emendamento nel testo risultante a seguito
  della  modifica  proposta dal Governo.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (È approvato)

   Pongo  in  votazione la mozione numero 8 nel  testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (È approvata)

           Discussione unificata delle mozioni nn.  5 e 6

   PRESIDENTE.  Essendo  arrivato in Aula il  vicepresidente  della
  Regione,  onorevole Bufardeci, si passa al punto  IV  dell'ordine
  del  giorno: Discussione unificata delle mozioni n. 5  Iniziative
  a  livello  centrale per assicurare alla Regione i  finanziamenti
  già  previsti  per  il piano straordinario di manutenzione  della
  viabilità  provinciale  e n. 6  Ripristino dei fondi ex Fintecna,
  come  previsto  dall'articolo 1, comma 155, della legge  296  del
  2006 .
   Do lettura delle mozioni:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO CHE:

        con  la  legge finanziaria 2007 sono stati previsti  dal
     Governo Prodi 1500 milioni di euro in tre anni per un piano
     straordinario  di manutenzione della viabilità  provinciale
     siciliana e calabrese, in ragione di 1050 milioni  di  euro
     per  la  Sicilia e 450 milioni di euro per  la  Calabria  -
     ripartiti  nella misura di 350 milioni di euro  l'anno  per
     gli anni 2007, 2008 e 2009 per la Sicilia e 150 milioni  di
     euro per gli stessi anni per la Calabria;

        il  decreto attuativo prevedeva l'elaborazione da  parte
     delle  province di piani triennali di manutenzione stradale
     che le stesse province stanno già predisponendo;

        CONSIDERATO CHE:

        il Governo Berlusconi ha invece deciso, tra i suoi primi
     provvedimenti, il taglio di tali fondi oltre a  quelli  già
     previsti  per opere infrastrutturali in Sicilia e Calabria,
     tra cui le metropolitane di Palermo, Catania e Messina;
        tale   decisione   rappresenta  un   gravissimo   scippo
     finanziario ai danni della Sicilia e della Calabria  e,  in
     particolare,  un  inaccettabile  blocco  dei  progetti   di
     manutenzione straordinaria della viabilità minore di queste
     regioni,  peraltro già fragilissima e più che bisognosa  di
     tali interventi;

        la  riunione del Consiglio dei ministri si è  svolta  in
     assenza  del Presidente della Regione siciliana  nonostante
     fossero in discussione questioni relative alla Sicilia e la
     cui definizione, secondo il dettato costituzionale, prevede
     la  presenza  del  Presidente della Regione  col  rango  di
     ministro,

                  impegna il Governo della Regione

        ad  elevare  formale protesta nei confronti del  Governo
     nazionale  per tale grave decisione adottata a danno  della
     nostra   Regione  ed  a  presentare  ricorso   alla   Corte
     costituzionale per la grave violazione statutaria che  lede
     gli interessi della Regione;

        a mettere in atto tutte le iniziative istituzionali e la
     mobilitazione  politica e sociale necessarie affinché  tali
     risorse  finanziarie vengano immediatamente  reintegrate  e
     restituite agli obiettivi progettuali già individuati;

        a  chiedere  alle associazioni degli enti locali  (URPS,
     ANCI, Lega delle autonomie locali, ecc.) di sostenere  tale
     azione  con una giornata di protesta, con concentramento  a
     Roma,  al fine di garantire la certezza dei finanziamenti».
     (5)

                  CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO -
                                                          BONOMO
                   DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
                                                          GUARDO
              DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
               GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARINELLO - MARZIANO
                                                          - ODDO
               PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI
                                    SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO CHE:

        nell'ambito del primo Consiglio dei Ministri tenutosi lo
     scorso  21 maggio a Napoli, il Governo ha varato una  serie
     di  provvedimenti tra cui l'abolizione totale  dell'imposta
     comunale  sugli immobili adibiti ad abitazione  principale,
     estendendo  di fatto il beneficio normativo già  vigente  a
     tutte le fasce di reddito;

        tra  i  fondi  utilizzati  per la  necessaria  copertura
     finanziaria   sono  stati  impiegati  quelli  assegnati   a
     Fintecna  per la realizzazione di reti infrastrutturali  in
     Sicilia e Calabria;

        tali  fondi  ammontano a un miliardo e  294  milioni  di
     euro,   in   dotazione  all'ex  Fintecna,   come   previsto
     dall'articolo 1, comma 155, della legge n. 296 del  2006  e
     destinati  alla realizzazione di infrastrutture evidenziate
     dalle  intese siglate nell'ottobre del 2007 tra  Governo  e
     Regioni interessate;

        in   particolare  erano  stati  conclusi   gli   accordi
     preliminari  con  cui  sono state selezionate  le  seguenti
     opere: 906 milioni di euro per la metropolitana di Palermo,
     240  milioni  di  euro per la Circumetnea di  Catania,  247
     milioni   di   euro   per   la  superstrada   Agrigento   -
     Caltanissetta  e  240 milioni di euro  per  le  piattaforme
     logistiche di Messina;

        RITENUTO CHE:

        tale      situazione      ha     generato       notevole
     preoccupazione  ed  incertezza in tutte le  amministrazioni
     locali interessate, che riponevano già completo affidamento
     sulla  disponibilità  di tali risorse,  indispensabili  per
     l'immediata   esecuzione  degli  interventi   necessari   a
     realizzare  adeguati livelli di sicurezza e  di  vivibilità
     dei  tessuti  urbani  e  per  la viabilità  primaria  nella
     Regione siciliana;

        è inopportuno e irragionevole che i fondi destinati allo
     sviluppo   infrastrutturale  di   regioni   particolarmente
     svantaggiate come la Calabria e la Sicilia siano  destinati
     a  misure eterogenee, incidenti indistintamente su tutto il
     territorio   nazionale  e,  in  particolare,  è  necessario
     intervenire  affinché  i  suddetti  finanziamenti   vengano
     ripristinati e destinati alla realizzazione delle opere  di
     modernizzazione     che    risultano    ormai     obiettivi
     irrinunciabili  e prioritari per innescare  i  processi  di
     sviluppo economico e produttivo dell'intero Mezzogiorno,

                  impegna il Governo della Regione

        ad  adottare ogni iniziativa per evitare che la  Sicilia
     sia  ulteriormente  penalizzata e  perché  si  giunga  alla
     riassegnazione   delle   somme  stornate,   originariamente
     destinate  alla  realizzazione delle opere infrastrutturali
     individuate  come  indispensabili  per  lo  sviluppo  delle
     Regione.» (6)

                      MAIRA - CORDARO - DINA - SAVONA - RAGUSA -
                                                          FAGONE
                                          LO GIUDICE - CASCIO S.

   MARZIANO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 5.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevole  vicepresidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, con la finanziaria  nazionale  del
  2007 furono stanziati dal Governo Prodi 1.500 milioni di euro  in
  tre  anni  per  un piano straordinario per la manutenzione  della
  viabilità provinciale per la Sicilia e la Calabria, in ragione di
  1.050  milioni di euro (350 milioni l'anno per la Sicilia)  e  di
  450 per la Calabria.
   L'iter  per  l'attribuzione  di  tali  risorse  fu  complesso  e
  tormentato, tant'è che l'attuale Presidente della Regione, allora
  presidente  della  Provincia di Catania e presidente  dell'Unione
  regionale  delle province siciliane, ritenne opportuno promuovere
  e  realizzare  una  mobilitazione istituzionale  e  politica  per
  difendere tali risorse da presunte volontà dilatorie del  Governo
  e
  per  accelerare  l'iter  di pubblicazione  dei  relativi  decreti
  riguardanti le modalità
  di investimento e di spesa.
   Io  e  molti  altri,  allora,  pur essendo  amministratori,  non
  partecipammo   alla   manifestazione   ritenendola   strumentale.
  Giudicammo più opportuno, invece, illustrare i contenuti di  quel
  decreto,  già firmato nei giorni precedenti la mobilitazione  dal
  ministro  Di Pietro e alla firma del ministro Bersani  lo  stesso
  giorno della manifestazione.
   Le  risorse,  cioè,  erano disponibili  ed  il  decreto  che  le
  assegnava  stabilendone  anche  le  modalità  di  erogazione  era
  pronto.  Quel decreto, infatti, fu subito pubblicato. Le province
  siciliane  e  calabresi hanno già provveduto o stanno provvedendo
  all'elaborazione  dei piani provinciali di manutenzione  stradale
  sulla  base delle risorse assegnate in un rapporto pari  a  circa
  250 euro ad abitante, finanziamento mai realizzato in Sicilia per
  la viabilità provinciale.
     Le  province stanno realizzando tali piani forti del fatto che
  la  prima  annualità, 350 milioni di euro per la  Sicilia  e  150
  milioni  di  euro  per  la Calabria, è già  stata  decretata  dal
  Governo Prodi e sarà nella disponibilità delle province siciliane
  e calabresi parallelamente alla presentazione dei piani triennali
  di manutenzione.
   Questo   processo   virtuoso,  onorevole  vicepresidente   della
  Regione,   che  avrebbe  portato  ad  investire  nella  viabilità
  provinciale siciliana ben oltre un miliardo di euro in tre  anni,
  si è interrotto per consentire al Governo Berlusconi di mantenere
  un  impegno  elettorale: l'abolizione dell'ICI sulla prima  casa,
  provvedimento  meritorio, se non fosse che le risorse  necessarie
  siano state distratte da quelle già assegnate alla Sicilia per la
  viabilità  provinciale e per la realizzazione di altre importanti
  infrastrutture, tra le quali le metropolitane di Palermo, Catania
  e Messina.
   Il  provvedimento  di abolizione dell'ICI ha,  infatti,  per  il
  Paese un costo di circa 3 miliardi di euro, di cui un miliardo  e
  ottocento milioni viene sottratto alla Sicilia; in sostanza, meno
  manutenzione     stradale,    niente    metropolitane,     niente
  infrastrutture  civili. Come dire che i siciliani stanno  pagando
  l'abolizione dell'ICI dei milanesi, dei padovani, dei  bresciani,
  dei   veneti,   cioè  la  Sicilia  contribuisce  all'eliminazione
  dell'ICI  nel Lombardo-Veneto. Questa è la situazione  che  si  è
  determinata
   Non  le  sfuggiranno, onorevole Vicepresidente,  le  conseguenze
  sociali  ed  economiche di tale decisione; conseguenze  che  sono
  state  brillantemente  illustrate in  un  articolo  del  giornale
  dell'Unione delle province italiane, che per brevità non leggo, e
  nel  quale vengono evidenziate le preoccupazioni circa il  blocco
  di  un  processo  che  stava portando ad un  grande  impegno  sul
  terreno della manutenzione della sistema viario provinciale, così
  fragile e così importante, anche alla luce della mancanza  di  un
  vero e proprio sistema autostradale in Sicilia.
   Peraltro,   il   provvedimento  è  viziato  da   un   fumus   di
  incostituzionalità, essendo stato adottato  in  una  riunione  di
  Consiglio  dei  ministri  senza la partecipazione  dell'onorevole
  Presidente della Regione col rango di ministro; eppure in  quella
  sede si discuteva degli interessi della Sicilia e si  scippavano
  alla Sicilia oltre un miliardo e ottocento milioni di euro
   Alla  luce  di  tutto  ciò, chiediamo al  Governo  regionale  di
  mantenere  fede all'impegno più volte assunto e per il  quale  il
  Presidente  Lombardo,  il  Vicepresidente  della  Regione  e   la
  coalizione di Governo hanno avuto un consenso quasi plebiscitario
  da  parte dei Siciliani: difendere gli interessi della Sicilia da
  un  provvedimento  del  governo Berlusconi  che  non  rappresenta
  soltanto  un  insulto  nei  confronti  dei  Siciliani,  ma  anche
  un'offesa alle istituzioni regionali.
   La  invitiamo,  pertanto, onorevole Vicepresidente,  ad  elevare
  formale  protesta  nei confronti del governo  Berlusconi;  troppo
  flebile  è  stata, infatti, la voce Presidente  della  Regione  e
  quella  degli esponenti dell'MPA e del PDL nel protestare  contro
  questo provvedimento.
   La  invitiamo,  altresì, a presentare ricorso  presso  la  Corte
  costituzionale  per affermare un preciso dettato  costituzionale,
  così come la invitiamo, onorevole Vicepresidente, a convocare una
  grande  manifestazione istituzionale di protesta per ottenere  la
  restituzione  del  maltolto e riparare  allo  scippo  di  risorse
  destinate  alla  Sicilia e dirottate, invece, nelle  regioni  del
  nord.
   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  vicepresidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ho  letto  le  mozioni  in  discussione   e
  ascoltato con attenzione l'esposizione dell'onorevole Marziano  e
  dico  subito  che  quando, a conclusione del proprio  intervento,
  l'onorevole Marziano invita il Governo della Regione ad impugnare
  il provvedimento che ha notevolmente ridotto le risorse destinate
  alla Sicilia, suggerisce un'azione che il Governo ha già compiuto
  con  la deliberazione numero 138 del 5 giugno 2008. Infatti,  con
  quella  deliberazione, il Governo ha avanzato ricorso  presso  la
  Consulta   avverso   il  decreto-legge   numero   93   del   2008
   Disposizioni  urgenti per salvaguardare il  potere  di  acquisto
  delle  famiglie .  Tale  ricorso è stato notificato  in  data  25
  giugno  2008 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in  data
  26  giugno all'Avvocatura dello Stato ed è stato depositato il 30
  giugno  presso la Corte costituzionale. In esso si esprime  tutto
  il disagio del Governo regionale per la sottrazione delle ingenti
  risorse  e  per  l'assenza di interventi specifici nei  confronti
  della  Regione, tutto ciò stabilito senza che il Presidente della
  Regione  siciliana fosse né informalmente né formalmente invitato
  a  partecipare  alla riunione del Consiglio dei Ministri  del  21
  maggio 2008, riunione nella quale è stato adottato il decreto  n.
  93,   né  avesse  avuto notizia del contenuto pregiudizievole  di
  tale  norme. Un ricorso, quindi, per  conflitto di attribuzione ,
  per   l'evidente  menomazione  delle  competenze  statutariamente
  previste per la nostra Regione.
   Tali  sono  le considerazioni e le motivazioni per  le  quali  è
  stata  palesata l'illegittimità costituzionale e in quanto lesive
  delle   attribuzioni  proprie  della  Regione   garantite   dalla
  Costituzione  e sancite dal nostro Statuto, in maniera  specifica
  per  violazione  dell'articolo 21, ultimo comma,  dello  Statuto,
  laddove  prevede che il Presidente della Regione   col  rango  di
  Ministro   partecipa   al  Consiglio  dei  Ministri,   con   voto
  deliberativo nelle materie che interessano la Regione .
   Si  è  palesata,  quindi, l'illegittimità  costituzionale  delle
  suddette disposizioni normative anche per violazione del  decreto
  legislativo  numero  35 del 21 gennaio 2004,  recante   Norme  di
  attuazione   dello  statuto  speciale  della  Regione   siciliana
  relative  alla partecipazione del Presidente della  Regione  alle
  riunioni del Consiglio dei Ministri , che - come detto poc'anzi -
  sono citate all'articolo 21.
   La   giurisprudenza  della  Consulta,  che  abbiamo  citato  nel
  ricorso  proposto,  ha più volte affermato che la  partecipazione
  del  Presidente della Regione siciliana al Consiglio dei Ministri
  è  garantita dall'articolo 21, comma 3, dello Statuto  siciliano,
  quando sono in discussione argomenti che coinvolgono un interesse
  differenziato proprio e peculiare di questa singola Regione.
   Considerato  che  il decreto-legge numero 93 del  2008  riguarda
  disposizioni che coinvolgono direttamente e significativamente la
  Regione siciliana e suoi interessi, non v'è dubbio che l'articolo
  21,  comma  3,  dello Statuto e le relative norme  di  attuazione
  siano stati più volte violati - come dicevo prima - sia in quanto
  il Presidente non è stato invitato a partecipare alle riunioni né
  formalmente  né  informalmente, sia in  quanto  non  ha  ricevuto
  preventiva   informazione  sul  decreto-legge  e   sul   relativo
  contenuto particolarmente pregiudizievole per gli interessi della
  nostra Regione.
   Poiché  tale  materia è anche regolata dal  principio  di  leale
  collaborazione,  è  chiaro che siamo di  fronte  ad  una  vera  e
  propria infrazione. Anche questo è stato oggetto specifico  delle
  contestazioni mosse nei confronti dell'atto del Governo; infatti,
  la  leale  collaborazione - cui ho fatto  riferimento  -  avrebbe
  imposto   al   Governo   una  preventiva   informazione   e   una
  consequenziale  interlocuzione per un raccordo  ai  vari  livelli
  istituzionali o, quanto meno, una co-determinazione delle scelte.
   Ciò  detto  e  fatta  propria già da circa un  mese  la  volontà
  espressa  con  le mozioni oggetto della discussione odierna,  v'è
  anche   da  rilevare  che  il  nostro  Presidente  ha  più  volte
  interloquito con il Governo nazionale nella persona del  Ministro
  dell'Economia oltre che con lo stesso Presidente del Consiglio  e
  in  modo specifico - in occasione e prima del voto di fiducia  in
  Parlamento  sul decreto fiscale a proposito dei fondi Fintecna  e
  sulla  viabilità  provinciale,  che  sono  gli  aspetti  che  più
  segnatamente  l'onorevole  Marziano ha  citato  -  da  parte  del
  Governo nazionale è giunta un'assicurazione formale sul reintegro
  di  tali fondi. E ciò indipendentemente dalla capacità di  potere
  attingere  a  finanza  comunitaria per  quanto  attiene  a  molti
  aspetti  oggetto  del provvedimento per la soppressione  dell'ICI
  sulla prima casa.
   Pertanto,  avendo  approfondito molto questo  argomento  con  il
  Presidente della Regione e con gli altri colleghi del Governo, mi
  sento  di potere affermare che non intendiamo minimamente operare
  alcuno  sconto  al  Governo nazionale, laddove  le  assicurazioni
  fornite  dallo  stesso  non avessero una conseguenza  positiva  e
  concreta, cioè il ritorno di quelle risorse, se, in pratica,  non
  dovesse  trasformare  quell'impegno, che è stato  dichiarato,  in
  azioni concrete.
   Tra  l'altro  -  e  lo  abbiano anche  precisato  -  per  quanto
  riguarda  i  fondi comunitari sappiamo bene come  possono  essere
  utilizzati,  potrebbero essere utilizzati anche per la  viabilità
  provinciale, tuttavia le risorse precedentemente assegnate  dallo
  Stato   per   questa  finalità  non  possono  essere  minimamente
  compensate  con fondi europei che la Regione siciliana utilizzerà
  come  meglio  crede e a proposito dei quali nessuno da  Roma  può
  deciderne la destinazione.
   Desidero  tranquillizzare  l'onorevole  Marziano  e  gli   altri
  firmatari delle mozioni: così come prontamente ci siamo adoperati
  avanzando  ricorso  presso la Consulta avverso  il  decreto-legge
  numero  93 del 2008, alla stessa maniera seguiremo con la massima
  attenzione  le trattative che seguiranno. Mi riferisco  anche  ai
  prossimi    provvedimenti   finanziari   e   di   bilancio    che
  coinvolgeranno  la Regione siciliana in ordine ai  quali,  stando
  all'impegno assunto dal Governo nazionale, ci attendiamo  che  la
  Sicilia,  la  quale versa in condizioni economiche  terribilmente
  gravi, non perda ulteriori risorse che invece devono essere tutte
  utilizzate per avviare un virtuoso percorso di riequilibrio delle
  nostre finanze  e di riqualificazione della nostra Regione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sono  un  po'
  perplesso:  pochi  minuti  fa eravamo  in  Aula,  maggioranza  ed
  opposizione,  per  votare l'ampliamento  da  cinque  a  nove  dei
  componenti  il   Comitato  per  la  legislazione',  un  organismo
  interno  del nostro Parlamento; stranamente, adesso che  dobbiamo
  discutere di un problema riguardante tutta la Sicilia, ossia  dei
  fondi sottratti alla Sicilia, vedo gli scranni di quest'Aula, che
  poc'anzi erano quasi tutti pieni, totalmente vuoti
   Onorevole  Vicepresidente  della  Regione,  il  problema  non  è
  soltanto giuridico, perché giuridicamente non abbiamo risolto  la
  problematica di questo momento. Sono stati sottratti alla Sicilia
  finanziamenti certi, risorse che erano già in finanziaria  e  che
  oggi non sono più nella disponibilità della Sicilia, così come  è
  stato ridotto il bonus fiscale che interessava solamente il  Sud,
  mentre  è stato praticamente mantenuto qualche altro accorgimento
  che
  interessava il Nord.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, qui c'è un problema di fondo:
  l'Autonomia  della Sicilia, tanto sbandierata  ai  quattro  venti
  durante  la  campagna  elettorale e che è  servita  per  attrarre
  consensi  durante  la campagna elettorale,  oggi  -  come  appare
  evidente - non viene attuata.
   Penso che il problema politico si possa risolvere attraverso  un
  incontro   tra  tutti  i  parlamentari  siciliani,  di  qualsiasi
  estrazione  politica essi siano, eletti al Parlamento  nazionale,
  affinché impediscano ulteriori sottrazioni di risorse.
   Personalmente,  sono  molto deluso,  in  questo  momento.  Noto,
  infatti,   che  in  quest'Aula,  nonostante  l'importanza   della
  discussione  odierna, che avrebbe dovuto registrare  la  presenza
  massiccia  dei  colleghi ed anche un indirizzo unanime  da  parte
  dell'Assemblea, considerato che alla Sicilia è stata sottratta la
  maggior  parte dei fondi in precedenza assegnati, siamo in  pochi
  tra colleghi della maggioranza e dell'opposizione a dibattere  di
  un problema reale ed importante per tutta la Regione siciliana.
   Quindi,  prego il Vicepresidente della Regione ed il  Presidente
  dell'Assemblea affinché si ponga un problema politico serio,  non
  di vane promesse, perché i due miliardi e oltre di euro sottratti
  al  Sud  e  in  maggior  parte alla Sicilia potevano  sicuramente
  essere reperiti in altri capitoli della finanza nazionale.
   C'è  una  differenza fra noi ed il Nord: al Nord, qualsiasi  sia
  l'estrazione  politica, quando si tratta di difendere  fondi  del
  Nord,  sono  tutti  presenti  in Commissione  ed  in  Parlamento,
  unanimemente,  a  dare  il consenso e l'impronta  politica.  Qui,
  questa  sera, c'è il fallimento di un'azione autonomista che,  mi
  sia consentito, avrebbe dovuto avere un altro impulso ed un altro
  impegno.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  dagli  interventi  del  Vicepresidente della  Regione  emerga  il
  mancato  apprezzamento  nei  confronti  dell'azione  del  Governo
  nazionale.
   Lei,  onorevole  Bufardeci, ha puntualizzato i  modi  attraverso
  cui  il Governo regionale ha protestato nei confronti del Governo
  nazionale,   riferendo,   altresì,  di  interlocuzioni   tra   la
  Presidenza  della  Regione,  il  Ministro  dell'Economia   e   il
  Presidente del Consiglio, dai quali
  -   ha   riferito   -  il  nostro  Presidente  avrebbe   ottenuto
  rassicurazioni  formali circa la ricomposizione della  questione.
  In  proposito  desidererei sapere in che forma  sono  state  rese
  queste  rassicurazioni formali, cioè se esiste un documento,  una
  lettera  o  un  qualche elemento scritto o se si  è  trattato  di
   rassicurazioni verbali'.

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  vicepresidente  della Regione.  Onorevoli  colleghi,
  onorevole  De  Benedictis,  le interlocuzioni,  sia  dirette  che
  attraverso  parlamentari ed autorevoli componenti  siciliani  del
  Governo  nazionale, si sono concretizzate, ovviamente, in impegni
  di   natura  esclusivamente  politica,  non  formalizzati  in  un
  documento  o  in un atto. Confermo però che stiamo seguendo,  sia
  attraverso  i  parlamentari  siciliani  all'interno  del  Governo
  nazionale, sia con l'interlocuzione diretta del Presidente  della
  Regione  e  sia  con una nostra interlocuzione, gli  sviluppi  di
  quell'impegno.
   Si  tratta  -  lo  ribadisco  - di  impegni  assunti  sul  piano
  politico che dovranno avere conseguenze concrete nell'azione  del
  Governo.
   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che  il
  Governo  ascoltasse  per  un momento,  affinché  si  arrivi  alla
  conclusione di questa sorta di  commedia degli inganni'.
       Non  voglio  ricordare  al Governo i  provvedimenti  di  cui
  stiamo  parlando né le refluenze che hanno o avranno in  Sicilia.
  Gli  uffici  competenti dell'Assemblea hanno  svolto  uno  studio
  attento  sulle  refluenze che i provvedimenti del  Governo  hanno
  avuto e potranno avere sul bilancio della Regione.
   Tuttavia,   voglio  smentire  categoricamente  in  questa   sede
  l'ipotesi  che  il  Governo nazionale si starebbe  apprestando  a
  ripristinare  i fondi. Proprio in queste ore è in discussione  il
  DPEF  che prevede una strategia del Governo nazionale tendente  a
  ridurre fortemente le risorse nei confronti del Mezzogiorno.
   Non  c'è,  quindi,  alcuna vostra iniziativa nei  confronti  del
  Governo  nazionale e tutto ciò è frutto di una  debolezza  -  poi
  farò  una mia osservazione al Presidente dell'Assemblea -  legata
  alla  stessa  considerazione che, prima, faceva il Vicepresidente
  della  Regione:  cioè,  che il Governo  regionale,  nei  rapporti
  politici  nazionali, non ha alcun peso, al punto  che  lo  stesso
  Governo  nazionale  ha  ritenuto di non convocare  il  Presidente
  della  Regione,  nonostante si trattasse di un  atto  dovuto,  in
  occasione  dell'adozione  di  provvedimenti  che  riguardavano  e
  avevano refluenze dirette sul bilancio della Regione.
   Ci  sono  due  modi  di procedere: quello che  sto  vedendo  qui
  stasera,  cioè far passare sotto silenzio una delle  manovre  più
  pesanti  approvate  dal dopoguerra nei confronti  della  Sicilia,
  oppure  stimolare,  nella nostra regione, una grande  riflessione
  che prescinda dalla collocazione per rimettere in discussione  il
  rapporto tra la Sicilia e lo Stato.
   Non  voglio  fare  considerazioni politiche,  tuttavia  desidero
  ricordare che nelle recenti elezioni del mese di aprile, oltre al
  grande  successo del Popolo delle Libertà, si è registrato  anche
  il  successo  della  Lega che, ovviamente, ha un  peso  specifico
  notevole  nelle  decisioni  del Governo;  non  dimentichiamo  che
  ministeri fondamentali sono stati attribuiti alla Lega
   Aggiungo  che in questa legislatura, in cui il tasso tendenziale
  di  crescita  è  sostanzialmente pari allo zero,  si  finirà  con
  l'utilizzare le poche risorse che abbiamo e il Governo  nazionale
  ridurrà  i  trasferimenti nei confronti del  Mezzogiorno  perché,
  oltre alle cose dette qui, ve ne sono delle altre.
   Il   Presidente  della  Regione  ha  rivendicato  una   presunta
   fiscalità  di vantaggio . Vorrei ricordare al Presidente  ed  al
  Vicepresidente  della  Regione che già vigeva  una  fiscalità  di
  vantaggio.  Infatti,  la   Visco  Sud ,  attraverso  il   credito
  d'imposta  ed il sostegno alle imprese, costituiva una  forma  di
  fiscalità  di  vantaggio che veniva assicurata al  sistema  delle
  nostre  imprese. Adesso è stata cancellata insieme con tutta  una
  serie di provvedimenti che qui sono stati richiamati.
   Mi  rivolgo  al  Presidente  dell'Assemblea  e  al  Governo:  se
  dobbiamo far passare sotto traccia e sotto silenzio provvedimenti
  di tale gravità, questo lo interpreterei come un atteggiamento di
   ascarismo   della classe dirigente regionale nei  confronti  del
  Governo nazionale.
   Le  dichiarazioni rese qui dal Vicepresidente della Regione, ma,
  soprattutto,  l'assenza  del  Presidente  della  Regione  e   dei
  colleghi   della   maggioranza,   finiscono   con   l'avere   una
  connotazione   specifica:  un  atteggiamento  di  ascarismo   nei
  confronti delle scelte che si stanno operando e si opereranno nei
  confronti del Mezzogiorno e della Sicilia.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, se vogliamo avere uno  scatto
  di orgoglio, il provvedimento sull'ICI è stato già convertito, si
  sta discutendo il DPEF, c'è una modifica, che io condivido, sulla
  velocizzazione, fra l'altro, dei provvedimenti finanziari,  entro
  il  mese  di luglio il DPEF sarà esitato dal Governo nazionale  e
  sarà   vincolante  per  la  legge  finanziaria.   Il   Presidente
  dell'Assemblea convochi qui - ed è il senso dell'emendamento  che
  intendo presentare alla parte impegnativa della mozione - tutti i
  deputati  e  i  senatori eletti in Sicilia, che  sono  un  numero
  consistente,  ed  in  quella occasione tutti  insieme  formuliamo
  un'opzione che tenda a condizionare le scelte di adesso e  quelle
  strategiche che il Governo nazionale si appresta a fare.
   Viceversa,  se  non c'è questa volontà - ed è  un  elemento  che
  intendo inserire nella parte impegnativa della mozione presentata
  dal  centrosinistra  -  devo considerare che  far  passare  sotto
  silenzio  una  delle decisioni più gravi assunte  a  danno  della
  nostra Regione e dei Siciliani si ritiene un atto dovuto.
   Signor  Presidente, al di là della logica di schieramento  e  di
  appartenenza,  c'è  un problema che riguarda  la  Sicilia  e  noi
  abbiamo  il  sacrosanto dovere di anteporre gli  interessi  della
  nostra  regione  a  quelli di appartenenza politica.  La  invito,
  pertanto,  quale organo super partes, considerato che il  Governo
  della  Regione  stasera  ha  mostrato  un  atteggiamento  debole,
  acquiescente,  se  non,  addirittura - come  dicevo  prima  -  da
   ascaro  nei confronti del Governo nazionale, a convocare,  entro
  il  mese  di luglio e prima dell'approvazione del DPEF nazionale,
  qui,  nella  sede dell'Assemblea, tutti i parlamentari  nazionali
  eletti in Sicilia. Mettiamo in campo una piattaforma che serva  a
  preservare ed a salvaguardare gli interessi della nostra Regione
  Glielo   chiedo,  e  lo  inserirò  nella  mozione  come  elemento
  impegnativo,  perché questa, secondo me, è la maniera  attraverso
  la  quale possiamo incidere su scelte che, come abbiamo visto  in
  questi  giorni,  sono fortemente negative per la Sicilia  e  che,
  stando  a quanto il Governo nazionale si appresta a fare  con  il
  DPEF, lo saranno ancora di più.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato,  a  firma  degli
  onorevoli Oddo ed altri, il seguente emendamento:
    Nella  parte 'IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE' aggiungere,  al
  terzo  punto,  dopo  le  parole  certezza dei  finanziamenti'  le
  seguenti  altre:  ad operare per il ripristino di tutti  i  fondi
  previsti per la Sicilia nella finanziaria 2007';

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   anche   per
  abbreviare i tempi, anziché intervenire per dichiarazioni di voto
  desidero  illustrare l'emendamento sfruttando i cinque  minuti  a
  mia disposizione nella maniera più produttiva possibile.
   La  cosa che più colpisce - e non vorrei ripetere cose già dette
  dal collega Speziale - è l'atteggiamento di questa maggioranza  e
  di  questo  Governo  rispetto  ad  un  fatto  così  grave,  senza
  ricordare  quanto  accaduto nei momenti in  cui  si  parlava  del
  decreto che doveva assegnare risorse (per parlare in  norvegese')
  per  quanto  concerne la viabilità secondaria e  senza  ricordare
  ciò  che diceva il collega Marziano della marcia su Roma,  quando
  già  si  stava  mettendo  in atto ciò che  era  previsto  e  cioè
  l'assegnazione alle province regionali siciliane dei fondi per la
  manutenzione e la messa in sicurezza  delle strade.
   Non   voglio  ricordarlo,  voglio,  però,  introdurre  un  altro
  argomento.
   Ci  hanno tolto centinaia di milioni di euro - se non erro,  165
  milioni di euro - destinati alla lotta alla disoccupazione,  come
  se  i  Siciliani non conoscessero questo fenomeno  La maggioranza
  di Governo non ha avuto la benché minima attenzione nei confronti
  dei  Siciliani e dell'Assemblea regionale siciliana: ha  lasciato
  che venissero sottratti, senza alzare un dito, 50 milioni di euro
  destinati   ad  interventi  riguardanti  i  danni  subiti   dagli
  agricoltori  a  causa  del   plasmophora  viticola',   il   fungo
  responsabile della peronospera.
   Avevate  incentrato  -  lo  dico al  Governo  -  mezza  campagna
  elettorale su questo argomento e penso che, ogni tanto, un po' di
  rossore in viso non farebbe male
   Avete  contribuito, con il silenzio, a far togliere  60  milioni
  di   euro   per  i  collegamenti  con  le  Isole  minori.   Avete
  contribuito, con il silenzio, a far togliere 230 milioni di  euro
  per i famosi  ecobonus' destinati ai camionisti, per sperimentare
  le  autostrade  del mare, per spingere a immettere  meno  benzene
  nell'atmosfera - e non mi pare che sia cosa di poco  conto  -  e,
  nel  contempo, per sgombrare il più possibile le strade dai mezzi
  pesanti.
   Avete   contribuito,  con  il  silenzio,   a   determinare   una
  situazione in merito alla quale c'è veramente da riflettere
   Abbiamo  avuto assicurazioni da parte del Governo, mentre,  come
  il  collega Speziale ha poc'anzi sostenuto, non c'è traccia e non
  c'è una chiara volontà di recuperare in tale direzione.
   Allora,  perché  l'emendamento,  signor  Presidente?  Perché   è
  impossibile concludere una discussione del genere senza  dire,  a
  chiare  note, che siamo favorevoli a che il Governo della Regione
  intervenga  -  e  seriamente  - per  fare  in  modo  che  vengano
  ripristinati  i fondi appostati nella finanziaria 2007.  Vorremmo
  sapere, altresì, quale sarà il ritorno in termini di soldini  per
  le   famiglie  siciliane  dell'operazione  di  abolizione   della
  restante quota dell'ICI, in quanto già il 40 per cento e più  era
  stato tolto dal governo Prodi. Vorremmo sapere cosa significa  la
  detassazione dello straordinario in Sicilia rispetto alle  grandi
  realtà  e  rispetto  alle  grandi fabbriche  (sembra  di  parlare
  norvegese ). Lo vedremo.
   Altro  che  aumento  del  potere  di  acquisto  delle  famiglie
  Quell'intervento ha, sostanzialmente, penalizzato i  Siciliani  e
  la  Sicilia e, dunque, non possiamo che sottolinearne la gravità.
  Inoltre  non possiamo che essere assolutamente indignati  perché,
  ancora  oggi,  mentre da parte del Governo si  afferma  di  avere
  ricevuto rassicurazioni, non solo non c'è alcuna traccia  di  ciò
  che afferma, ma non c'è nemmeno la volontà di sostenere le ...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo, la  invito  a  concludere  il  suo
  intervento.

   ODDO.  Mi avvio rapidamente alla conclusione, signor Presidente.
  Il  Governo  la  smetta  di continuare a  raccontare  bufale   Il
  Governo  sta  nascondendosi dietro la questione del conflitto  di
  attribuzione. Dov'è la politica? Dov'è questo Governo?
   Di  fronte  a  quanto è accaduto e rispetto a quanto  annunciato
  nella  campagna  elettorale  per le  elezioni  regionali  avreste
  dovuto mettere a ferro e fuoco Roma per riprendervi qualcosa che,
  nella  finanziaria  2007, era stata tolta  alla  Sicilia.  Ve  le
  ricordate le discussioni in quest'Aula e in Commissione bilancio?
   Adesso  che hanno sottratto milioni di euro alla Sicilia,  siete
  tutti  a  casa, state zitti e vi limitate a proporre il conflitto
  di attribuzione
   Noi  non ci stiamo, signor Presidente. L'emendamento che abbiamo
  presentato tende ad evidenziare che non si tratta soltanto  della
  questione dei fondi sottratti alla viabilità provinciale ed  alle
  altre  infrastrutture  con la finanziaria 2007,  ma  che  esiste,
  almeno  da parte nostra, una problematica riguardante il recupero
  di tutte le somme previste in quella finanziaria.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Vicepresidente   della  Regione,  ho  ascoltato  con   attenzione
  l'intervento dell'assessore Bufardeci, che ringrazio ed apprezzo,
  tuttavia,  come Gruppo parlamentare dell'UDC, oggi, non  possiamo
  recedere  di  un passo rispetto agli intendimenti della  mozione,
  che chiediamo all'Aula di votare favorevolmente.
   Sebbene  le  parole  di chi mi ha preceduto  -  mi  riferisco  a
   mettere  a  ferro  e  fuoco  Roma , evocano  concetti  leghisti,
  piuttosto che siciliani ...

   ODDO. L'avete detto voi

   CORDARO  ...  devo  dire che il Ministro dell'Economia  e  delle
  finanze,  onorevole Tremonti, a nostro parere, è il più  leghista
  dei  ministri  di  quel Governo, pur essendo iscritto  al  Gruppo
  parlamentare  Forza  Italia,  desidero  brevemente  spiegare   le
  ragioni del voto dell'UDC in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  le  ricordo  che   il   gruppo
  parlamentare  Forza Italia non esiste più, è  un  retaggio  della
  storia,  ormai,  esiste  il  gruppo  parlamentare  Popolo   delle
  Libertà.

   CORDARO.  Faccio ammenda, signor Presidente. Confermo  però  che
  l'onorevole  Tremonti  continua ad essere  il  più  leghista  dei
  ministri. Questa è la mia opinione e lei me la lascerà esprimere.
   Tornando  alla questione, dico subito che a Roma siamo  stati  i
  soli  a  votare  contro quel provvedimento,  ovviamente,  i  soli
  all'interno dello schieramento di centrodestra. Anche oggi,  qui,
  come Gruppo parlamentare UDC, pur essendo in questa maggioranza e
  pur  sostenendo  in  maniera convinta  questo  Governo,  vogliamo
  costituire  un ulteriore pungolo votando a favore della  mozione,
  perché  vogliamo  che il Governo continui a rappresentare  questa
  istanza.
   Saremo  attenti  e  non recederemo di un solo passo  rispetto  a
  tematiche fondamentali per la Sicilia.
   Sono  stati  sottratti più di due milioni di euro  per  Palermo,
  Catania

   CRACOLICI. Due miliardi, onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Sì,  due  miliardi,  per  Agrigento,  Caltanissetta  e
  Messina.  Purtroppo,  devo dire ai colleghi dell'opposizione  che
  vedo  pochi  parlamentari di Palermo, di Catania, di Messina,  di
  Agrigento e di Caltanissetta. Faccio ammenda io per primo, perché
  il  tema  era troppo importante per essere così pochi.  Comunque,
  noi saremo attenti e continueremo a vigilare.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  degli  onorevoli
  Oddo ed altri. Il parere del Governo?

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico   che   è  stato  presentato,  a  firma  dell'onorevole
  Speziale,  il  seguente  emendamento:   Aggiungere  il   seguente
  paragrafo: 'Invita altresì il Presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana  a convocare una seduta d'Aula, presenti i parlamentari
  nazionali  eletti  in Sicilia, entro e non oltre  il  termine  di
  approvazione   del DPEF nazionale'.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione la mozione numero 5 nel testo risultante.  Il
  parere del Governo?

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   La   mozione   numero   6,   con  le  precisazioni   fatte   dal
  Vicepresidente della Regione, è conseguentemente approvata.

   Comunico   che   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  è convocata per mercoledì 9 luglio 2008,  alle  ore
  11.00, con la presenza del Presidente della Regione.


   Presidenza del presidente Cascio


           Sull'ordine del giorno della seduta successiva

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  intervengo  per  chiederle   di
  iscrivere all'ordine del giorno della prossima seduta le  mozioni
  numero  11:   Circolare  interpretativa  sulla  riduzione   delle
  indennità    spettanti   al   Presidente   ed   ai    consiglieri
  circoscrizionali, già prevista dalla legge regionale  n.  15  del
  2004   e  numero  12:   Opportune  iniziative  a  sostegno  della
  liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt .
   Mi  permetto,  in  proposito, di fare  un  rilievo:  per  quanto
  riguarda  la  mozione concernente la senatrice colombiana  Ingrid
  Betancourt da anni ostaggio delle FARC è chiaro che si tratta  di
  un dato politico, mentre, la vicenda delle indennità spettanti al
  Presidente  ed  ai  consiglieri circoscrizionali,  come  lei  sa,
  discende  da  una modifica alla legge finanziaria nazionale  2008
  con la quale si è estesa agli enti locali delle Regioni a statuto
  speciale  l'efficacia delle disposizioni relative al contenimento
  dei  costi  della politica, dando tempo sino al  30  giugno  alle
  Regioni a Statuto speciale per disciplinare la materia.
   Oggi  è  il  2  luglio e credo che l'Assemblea dovrà,  comunque,
  dare un orientamento di qualunque tipo; non possiamo rinviare  la
  questione alle calende greche

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è   rinviata   a
  mercoledì  9 luglio 2008, alle ore 17.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


       I  - Comunicazioni

       II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
       lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

        N. 10   -   Interventi per una più corretta e  sostenibile
              politica  di adozione dei libri di testo e  per  una
              più razionale organizzazione dei viaggi di studio

                    SCILLA -VINCIULLO - ARICÒ - CAPUTO - FALCONE

       III  -  Discussione della mozione:
         N. 7   -    Opportune iniziative volte a fronteggiare  la
              crisi delle marinerie siciliane

                   MARINELLO - CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI -
                                                      BARBAGALLO
          BONOMO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
                GUARDO DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
         GALVAGNO - GUCCIARDI LACCOTO - LUPO - MARZIANO - ODDO -
               PANARELLO - PANEPINTO PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
                                    SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

       IV  - Discussione della mozione:
        N. 11 -   Circolare interpretativa sulla riduzione  delle
               indennità   spettanti   al   Presidente   ed    ai
               consiglieri  circoscrizionali già  prevista  dalla
               legge regionale n. 15 del 2004

                          POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - CAPUTO -
                         BUZZANCA FORMICA - SCILLA - VINCIULLO -
                                                  CARONIA - RAIA
                       FERRARA - DIGIACOMO - DONEGANI - CURRENTI

       V  - Discussione della mozione:
        N. 12 -     Opportune   iniziative   a   sostegno   della
               liberazione  della  senatrice  colombiana   Ingrid
               Betancourt

                  CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO -
                                                          BONOMO
                   DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
               GUARDO DONEGANI - FARAONE - FERRARA -  FIORENZA -
               GALVAGNO GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARINELLO -
                                                        MARZIANO
                ODDO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -
                            RINALDI SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

       VI   -  Elezione  di cinque componenti della Commissione  di
       garanzia  per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
       amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 19.32

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            il direttore
                        dott. Eugenio Consoli