Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adamo ha chiesto congedo
per la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Interventi in favore dello svolgimento dell'attività sportiva
connessa all'esercizio del gioco del golf» (n. 99),
presentato dall'onorevole Adamo in data 27 giugno 2008;
«Norme relative alle infrastrutture di interesse generale» (n.
100),
presentato dall'onorevole Adamo in data 27 giugno 2008;
«Norme urgenti per la continuità territoriale con le Isole
minori» (n. 101),
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cimino).
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni legislative competenti:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Norme per la prevenzione dei comportamenti a rischio di
incidenti stradali» (n. 8),
di iniziativa parlamentare
PARERE III.
«Norme per la promozione delle città dei bambini e delle
bambine» (n. 15),
di iniziativa parlamentare,
«Prevenzione del sovraindebitamento e contrasto dell'usura» (n.
24),
di iniziativa parlamentare
PARERE III.
«Istituzione della figura e dell'ufficio del Garante per
l'infanzia e l'adolescenza» (n. 25),
di iniziativa parlamentare
«Istituzione della Consulta delle elette e nominate della
Regione siciliana» (n. 28),
di iniziativa parlamentare
«Interventi per la promozione e lo sviluppo di azioni di
cittadinanza attiva delle persone anziane» (n. 32),
di iniziativa parlamentare
«Norme per l'istituzione e la promozione della Fondazione
Francesco Carbone» (n. 37),
di iniziativa parlamentare
PARERE V
«Modifica del trattamento economico dei dirigenti regionali in
quiescenza» (n. 38),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 26 giugno 2008
«Norme contro la violenza di genere» (n. 2),
di iniziativa parlamentare
«Norme recanti benefici per i familiari delle vittime di
incidenti sul lavoro» (n. 11),
di iniziativa parlamentare
«Istituzione dell'assegno di maternità» (n. 21),
di iniziativa parlamentare
«Istituzione di un Comitato permanente per l'istruzione» (n.
23),
di iniziativa parlamentare
«Istituzione della festa regionale della famiglia e del Premio
regionale della famiglia siciliana» (n. 39),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 1 luglio 2008
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
storica dei mercati sulle aree pubbliche» (n. 36),
di iniziativa parlamentare
inviato in data 1 luglio 2008
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Ripristino dei contributi annui di esercizio all'impianto di
funivia di Erice (TP)» (n. 3),
di iniziativa parlamentare
«Norme in favore di cittadini diversamente abili» (n. 4),
di iniziativa parlamentare
«Contributi a sostegno dei commercianti danneggiati da lavori
di pubblica utilità» (n. 20),
di iniziativa parlamentare
PARERE III.
«Affitti agevolati per agenti di polizia penitenziaria» (n.
22),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 26 giugno 2008
«Costituzione del Polo turistico della Valle dello Jato» (n.
33),
di iniziativa parlamentare
«Affitti agevolati per agenti di Polizia di Stato» (n. 42),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 1 luglio 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme per l'organizzazione di corsi integrativi di Educazione
alla tradizione nelle scuole siciliane» (n. 5),
di iniziativa parlamentare
«Incentivi per l'adozione dell'abbigliamento scolastico
uniforme» (n. 18),
di iniziativa parlamentare
«Iniziative volte alla tutela, al recupero, alla valorizzazione
delle strutture architettoniche tipiche siciliane rappresentative
dei valori ambientali-paesaggistici, storici e culturali» (n.
19),
di iniziativa parlamentare,
«Istituzione di borse di studio per favorire gli studi
comparatistici della giustizia nell'Unione europea» (n. 29),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 26 giugno 2008
«Norme per la salvaguardia e la valorizzazione
dell'architettura rurale» (n. 12),
di iniziativa parlamentare
«Introduzione e disciplina del reddito sociale minimo» (n. 13),
di iniziativa parlamentare
PARERE I.
«Norme per la promozione e valorizzazione dei percorsi
turistico-culturali e del patrimonio d'arte contemporanea di
Ghibellina» (n. 14),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 1 luglio 2008
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Disposizioni in materia di prevenzione e cura dei disturbi
dell'alimentazione» (n. 1),
di iniziativa parlamentare
«Norme per la riabilitazione di cittadini che si avvalgono
della terapia denominata Metodo Doman o Vojta o Fay'» (n. 9),
di iniziativa parlamentare
«Disposizioni in materia di prevenzione e cura dei disturbi
dell'alimentazione» (n. 10),
di iniziativa parlamentare
«Disciplina delle terapie complementari» (n. 16),
di iniziativa parlamentare
«Istituzione del Servizio sociale professionale e relativa
dirigenza presso le Aziende sanitarie locali e le Aziende
ospedaliere della Regione» (n. 43),
di iniziativa parlamentare
inviati in data 1 luglio 2008
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere,
pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla I Commissione
legislativa Affari Istituzionali':
- «Ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di
Catania. Designazione componenti del Consiglio di
amministrazione» (n. 1/I),
pervenuta in data 29 maggio 2008,
inviata in data 26 giugno 2008.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che per gli
agricoltori del territorio di Grammichele (CT) si è venuta
a creare una grave situazione a seguito del furto di ben 20
km di cavi di rame che ha lasciato senza corrente elettrica
una vastissima zona a cavallo fra i comuni di Grammichele,
Caltagirone e Mineo (CT);
considerato che i danni del furto secondo l'ENEL
ammonterebbero a circa due milioni di euro e, considerata
la difficoltà di reperire altro materiale per il ripristino
delle condotte, va ulteriormente valutato il danno per gli
agrumicoltori impediti dall'assicurare il normale ciclo di
irrigazione per mancanza di forza motrice;
osservato che episodi simili si registrano in tutte le
province siciliane e che da molti anni si è andata
diffondendo una certa insicurezza nelle campagne dovuta ad
atti intimidatori, incendi, furti di attrezzi e di bestiame
ed episodi di piccola criminalità che non aiutano le
comunità rurali già in difficoltà per diverse e
concomitanti cause (siccità, maltempo, peronospora, blue-
tongue, mucca pazza, costi energetici per le serre, prezzi
del prodotto al campo, attuali e note oscillazioni dei
mercati, ecc);
per sapere:
quali misure intenda adottare per risolvere questioni
annose che, se tralasciate, possono degenerare in modo
incontrollabile;
se non valuti opportuno indire riunioni provinciali con
tutte le autorità competenti per garantire l'ordine
pubblico sul territorio e con le associazioni sindacali e
di categoria interessate, per monitorare lo stato dei fatti
e le eventuali particolarità legate ai singoli territori;
se non ritenga opportuno potenziare la polizia
provinciale ed i servizi di controllo del territorio delle
guardie forestali;
se non valuti utile predisporre un intervento,
coinvolgendo le grandi società che gestiscono reti
stradali, ferroviarie, elettriche, metanifere e
acquedottistiche, per assicurare attraverso gli istituti di
vigilanza privata, ulteriori e più specifiche forme di
controllo da estendere, con la compartecipazione alle spese
da parte della Regione e in parte degli stessi utenti, ad
aziende agricole o silvo-pastorali.» (28)
(26 giugno 2008)
RAIA
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che con
la legge regionale n. 24 del 1976 e successive
modificazioni e integrazioni la Regione siciliana ha inteso
promuovere l'addestramento, l'aggiornamento e la formazione
professionale dei lavoratori, con l'intento di attrezzare
la Sicilia di una manodopera in grado di fare fronte alle
nuove tecniche produttive e alle esigenze di un mercato
sempre più globalizzato;
considerato che a tal fine anche l'Unione europea è
intervenuta con il Fondo sociale europeo che ha convogliato
sulla Sicilia una rilevante quantità di finanziamenti;
constatato il diffuso malessere per una attività
formativa costosa che appare più funzionale al mantenimento
dei formatori più che alla promozione qualitativa dei
lavoratori occupati e dei giovani in cerca di occupazione;
per sapere:
se sia stato recentemente prodotto uno studio sugli
effetti negli ultimi cinque anni dell'attività di
formazione professionale gestita con il Fondo sociale
europeo secondo la legge regionale 24/76 e successive
modifiche e integrazioni;
quanti allievi abbiano usufruito nello stesso periodo
dei corsi di formazione finanziati in Sicilia;
quanti di tali allievi hanno trovato sbocco nel mercato
di lavoro siciliano, quanti nel mercato nazionale e quanti
a livello europeo.
quale sia il rapporto tra occupati e investimenti, cioè
quale sia stato il costo di ciascun occupato in percentuale
sui fondi impiegati.» (29)
(26 giugno 2008)
PANEPINTO
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti, premesso che alcuni mesi fa un gruppo turistico
della Lombardia ha acquistato un pacchetto per due
settimane di cura e soggiorno presso le terme di Sciacca
(AG) a inizio della stagione estiva ma che, arrivato in
Sicilia, ha trovato le terme ancora chiuse;
appreso che tale imperdonabile disguido sarebbe dovuto
al mancato rilascio di una autorizzazione sanitaria a
seguito del ritardo nei lavori di manutenzione;
visto che il gruppo arrivato dalla Lombardia è formato
da anziani che utilizzano un contributo del servizio
sanitario nazionale e che potrebbero fare ritorno a casa se
in pochi giorni gli impianti non apriranno i battenti;
considerato che è tuttora in corso una vertenza
sindacale che vede i lavoratori delle terme impegnati a
definire le procedure di applicazione del ruolo speciale
nel quale dovrebbero confluire;
preso atto del rischio che si arrivi a una fuga di tutti
i lavoratori e al conseguente fallimento della società,
costretta a ricorrere a contratti a tempo determinato e
rischiando di perdere le professionalità necessarie;
viste ancora le dichiarazioni che secondo agenzie di
stampa sarebbero state rilasciate dall'amministratore
delle Terme S.p.a. Giovanni Lupo, secondo cui 'non vi
sarebbe stata ancora alcuna comunicazione ufficiale da
parte della Regione, ... col rischio che se venisse tolto,
entro pochi giorni, gran parte del personale, non si
potrebbero che chiudere gli stabilimenti';
per sapere:
se e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi
occorrono per dare il via alla concreta istituzione del
ruolo unico;
quali misure urgenti possano essere adottate per
assicurare l'apertura immediata delle terme ed evitare il
grave danno, non solo d'immagine, ai flussi turistici verso
la Sicilia;
se siano individuabili responsabilità per l'attuale
situazione nei massimi vertici della società delle terme di
Sciacca e con quali misure l'amministrazione regionale
intenda tutelare il patrimonio termale, i lavoratori e il
turismo siciliano.» (30)
(26 giugno 2008)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che la S.I.S.E. s.p.a., che gestisce i
servizi del 118, ha operato una rotazione tra il personale
in servizio nelle isole di Lipari e Salina (ME) e quello
operante a S. Stefano di Camastra e Mistretta (ME) con
generiche motivazioni di ordine organizzativo ed eludendo
qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali;
considerato che:
i cinquanta lavoratori interessati sono costretti, senza
adeguate motivazioni, a subire un trasferimento che
comporta notevoli disagi e costi esorbitanti, il servizio
rischia di subire contraccolpi negativi con possibili gravi
ripercussioni sull'utenza;
la SI.S.E., nonostante gestisca un servizio pubblico in
convenzione con la Regione e sia tenuta al rispetto delle
norme contrattuali e di legge, si sottrae al confronto con
le organizzazioni sindacali;
tali comportamenti, unitamente ai preavvisi ed alle
minacce di licenziamento, si accentuano in concomitanza con
la scadenza della convenzione;
la gestione del servizio di emergenza-urgenza in Sicilia
è stato oggetto di rilievi sotto il profilo dell'efficienza
e dell'economicità, e sono prevedibili, oltre che
auspicabili, radicali mutamenti nell'organizzazione e nella
gestione del servizio;
per sapere:
se non valutino necessario intervenire presso la SI.S.E.
perché vengano revocati i trasferimenti operati presso le
postazioni di Mistretta, S. Stefano di Camastra, Salina e
Lipari;
se non ritengano opportuno invitare la SI.S.E. al
rispetto delle norme contrattuali ed al perseguimento di
corrette relazioni sindacali;
se non considerino utile, al fine di prevenire ulteriori
tensioni che rischiano di peggiorare l'efficienza del
servizio, convocare la SI.S.E. e le organizzazioni
sindacali affinché siano affrontati gli eventuali problemi
organizzativi in un clima positivo e costruttivo, nel
rispetto dei diritti degli utenti e degli operatori.» (31)
(27 giugno 2008)
PANARELLO
«All'assessore per la sanità, premesso che:
la spesa sanitaria regionale è mal governata da anni e
da ciò è derivato un gravissimo di dissesto, con un deficit
pari a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro e che
pertanto, alla luce della cattiva gestione realizzata negli
anni, si rendono certamente necessari dei tagli anche
dolenti per i cittadini;
l'Assessore Regionale per la Sanità ritiene essenziale
ripartire dal territorio per rispettarne le esigenze e
garantire il diritto alla salute dei cittadini;
nell'ambito del piano di rientro il provvedimento varato
giorni fa dall'Assessore per la Sanità, si prevede la
chiusura di 43 guardie mediche per ridurre i costi, ma che
l'individuazione dei presidi da chiudere o da ridurre come
ore di operatività ancora una volta non tiene conto delle
effettive esigenze del territorio;
altresì il provvedimento prevede la soppressione o la
riduzione oraria del 50 % delle guardie mediche turistiche,
che in alcune realtà a grande vocazione turistica hanno
l'indispensabile funzione di assicurare un'adeguata
assistenza medica, a fronte di soggetti che evidentemente,
non possono ricorrere ai medici di famiglia né ai lontani
pronto soccorsi;
in particolare nella provincia di Trapani sono stati
individuati due seguenti presidi: uno da chiudere (Trapani
- via Ammiraglio Staiti) e l'altro (guardia medica
turistica di Erice -Vetta) con riduzione a Guardia
notturna;
che dette guardie mediche svolgono una funzione
estremamente importante ed indispensabile sotto il profilo
logistico- territoriale;
la guardia medica turistica di Erice- Vetta costituisce
un indispensabile presidio per una località sita a 12 km
dall'ospedale più vicino, raggiungibile da un percorso
stradale con le caratteristiche di percorso di montagna che
rende ancor più lento e difficile il collegamento, con
l'aggravante della sospensione del servizio del 118;
nell'area di Erice -Vetta dimorano molte migliaia di
villeggianti durante il periodo estivo ed altre migliaia di
visitatori occasionali, i quali rappresentano un
considerevole bacino di utenza per la guardia medica
turistica in evidente danno per gli utenti e con costi
questi si veramente incalcolabili per la salute dei
cittadini;
il sindaco di Erice ha annunciato un'intensa attività di
protesta da parte della cittadinanza, degli amministratori
e dei consiglieri comunali;
anche la guardia medica di Trapani, sita in via
Ammiraglio Staiti, ha un'importanza strategica per gli
utenti in quanto essendo posta proprio innanzi al porto,
assicura la presenza medica a favore di tutti i fruitori
del servizio di trasporto in arrivo ed in partenza, anche
considerando la circostanza che l'ospedale più vicino si
trova ad alcuni chilometri di distanza e soprattutto con
l'intera città da attraversare;
per sapere:
come intenda assicurare al territorio quella centralità
che per sua espressa dichiarazione si pone come obiettivo,
sopprimendo presidi assolutamente necessari per assicurare
il diritto alla salute dei cittadini;
se non ritenga indispensabile la revisione del
provvedimento onde evitare la chiusura della guardia medica
di via Ammiraglio Staiti - Trapani e, la trasformazione in
guardia medica notturna per quella di Erice- Vetta, alla
luce della loro importanza per le realtà in cui operano.»
(34)
(1 luglio 2008)
ODDO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana n. 3 del 4 gennaio 2007, a seguito delle
intense e copiose precipitazioni di carattere temporalesco
dello scorso 23 e 24 dicembre 2006, è stato dichiarato lo
stato di calamità naturale per tutto il territorio
ricadente nel comune di Ramacca (CT);
gli ingenti danni provocati alle colture ortive, arboree
e agrumicole hanno comportato la perdita dei relativi
prodotti nell'anno 2007;
constatato che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2007
si sono verificate tre ondate settimanali di caldo torrido
che ha comportato siccità nel territorio ramacchese;
evidenziato che:
a tutt'oggi si registrano precipitazioni meteorologiche
ai minimi storici delle annate agrarie e tale calamità sta
colpendo duramente la popolazione del comune compromettendo
il reddito delle famiglie diretto-coltivatrici e di quanti
vivono con il lavoro della terra, aggravando la piaga della
disoccupazione;
in data 11 dicembre 2007 è stata approvata dal consiglio
comunale di Ramacca, all'unanimità, una deliberazione in
cui si chiede all'Assessore regionale per l'agricoltura e
delle foreste ed ad altri enti la dichiarazione dello stato
di calamità naturale e di predisporre gli adempimenti
necessari al fine di far godere gli agricoltori delle
necessarie provvidenze contributive e creditizie previste,
nonché esonerare gli stessi dal pagamento dei canoni idrici
e non ultimo assicurare per l'anno 2007 ai braccianti
agricoli la riconferma delle giornate dell'annata agraria
precedente;
per sapere se non intenda verificare lo stato di crisi
in cui versa il comparto agricolo del comune di Ramacca a
seguito del susseguirsi degli eventi atmosferici avversi ed
agire con un decreto della giunta regionale in cui si
dichiari un ulteriore stato di calamità.» (25)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
(23 giugno 2008)
POGLIESE
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che i consiglieri comunali di Mazara del Vallo (TP)
Mannone, Scilla, Asaro Vito e Marino Pietro hanno rivolto
al sindaco della loro città l'interrogazione che di seguito
si riporta:
'Al sindaco di Mazara del Vallo, per sapere:
premesso:
che il signor Uddin Md Kamar, nato a Hobigonj
(Bangladesh), da anni lavoratore nella nostra Città nel
pieno rispetto delle leggi in vigore, ha chiesto la
concessione demaniale marittima per la collocazione di un
gazebo da adibire alla vendita di oggetti accessori
(collane, orecchini etc);
che la capitaneria di porto non ha rilevato motivi
ostativi all'asserimento della concessione richiesta;
che lo stesso Assessorato regionale Territorio ed
ambiente ha espresso NULLA OSTA al rilascio della
concessione demaniale;
che la soprintendenza dei beni culturali ed ambientali
ha espresso parere favorevole;
che l'Agenzia delle dogane ha anch'essa espresso parere
favorevole;
che il comune di Mazara del Vallo ha invece espresso
parere contrario al rilascio della concessione in quanto il
vigente regolamento comunale per il commercio su aree
pubbliche, approvato con delibera consiliare n. 32 del
27.4.2007, individua nell'area oggetto della richiesta n.
15 posti delle dimensioni di metri quadrati 3x3, nei quali
esercitare l'attività temporanea limitatamente agli orari
previsti dal vigente regolamento comunale, dall'1 Maggio al
30 Settembre;
che il diniego espresso dal comune va in linea opposta
alle tradizioni della nostra Città, da sempre vocata
all'accoglienza di extracomunitari rispettosi delle leggi e
delle nostre tradizioni;
per quali ragioni il comune freddamente ha respinto
l'istanza del cittadino Uddin Md Kamar mentre a parere
degli interroganti si sarebbe potuto trovare una soluzione
compatibile con i progetti comunali;
come sia possibile che tutti gli organismi competenti
abbiano espresso parere favorevole vista l'esistenza di un
progetto comunale che, comunque, non vieta la collocazione
del gazebo richiesto ma lo limita soltanto a precise misure
ed a tempi d'apertura;
quale sia lo stato della struttura che dovrebbe nascere
nell'area in questione, quali istanze siano già pervenute o
se ancora non si è in grado di ricevere le relative domande
per ottenere le concessioni,
se non ritenga il sindaco di rivedere il parere negativo
alla richiesta per consentire al cittadino firmatario
dell'istanza di ottenere la relativa concessione,
mantenendo le caratteristiche previste nell'idea del
comune.';
per sapere:
se risulti all'Assessore per il territorio e l'ambiente
l'esistenza di un progetto comunale che impedirebbe la
concessione demaniale al cittadino Uddin Md Kamar;
in caso affermativo, quale sia lo stato del progetto, di
quali pareri sia munito e quali siano i tempi per la
definizione degli atti concessori.» (26)
(25 giugno 2008)
SCILLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che da almeno sei mesi è stato chiuso il
reparto di ostetricia e ginecologia dell'azienda
ospedaliera Villa Sofia CTO di Palermo, a causa del
fatiscente stato dei locali ove il reparto insiste, facendo
venir meno un servizio primario indispensabile considerato
che l'unico reparto con eguale servizio si trova presso
l'azienda Cervello e che lo stesso abbraccia l'utenza della
parte nord della provincia di Palermo;
verificato che da circa 18 mesi è stata allocata presso
il reparto di radiologia del CTO della stessa azienda
un'apparecchiatura per esami di risonanza magnetica, senza
che la stessa, ad oggi, sia mai stata messa in uso;
constatato che con l'approssimarsi della stagione estiva
alcuni reparti ambulatoriali dell'azienda ospedaliera Villa
Sofia CTO di Palermo hanno adottato motu proprio la
chiusura al sabato all'utenza, senza prevedere i rientri
pomeridiani a compensazione degli orari di lavoro secondo
le previsioni contrattuali vigenti;
per sapere :
quanto al primo punto, se l'azienda abbia avviato le
procedure per la riapertura del reparto di ostetricia e
ginecologia dell'azienda ospedaliera Villa Sofia - CTO di
Palermo e quale utilizzo si sia fatto ad oggi del personale
medico e paramedico dello stesso;
quanto al secondo punto, se il mancato utilizzo
dell'apparecchiatura medicale sia dovuto a ritardi del
reparto e dei suoi responsabili o se non sia stato
completato l'iter dell'acquisizione dello stesso ivi
compreso il collaudo e l'avvenuto pagamento
dell'apparecchiatura previa l'attività istruttoria dei
funzionari dell'Assessorato regionale della sanità così
come previsto dalla normativa vigente;
quanto al terzo punto, se la chiusura dei reparti al
sabato sia stata intrapresa secondo regolari atti di
contrattazione decentrata così come previsto dal contratto
nazionale sanità e se pertanto i lavoratori prestino
regolare servizio settimanale ed i reparti continuino a
garantire le dovute prestazioni all'utenza per le 36 ore
settimanali previste ed altresì ottemperino alle
prestazioni che dovessero presentarsi nel giorno di
chiusura dei reparti ed in particolare per quelle
prestazioni correlate all'attività chirurgica del
nosocomio;
inoltre, quali provvedimenti urgenti, alla luce del
grave disagio che questa situazione ha apportato
all'utenza, si intendano intraprendere.» (27)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
(26 giugno 2008)
GRECO - CAMPAGNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che l'autostrada Palermo-Messina,
inaugurata nel lontano 2004 alla presenza del Presidente
del Consiglio dei ministri nonostante i lavori erano
tutt'altro che finiti, ancora oggi non risulta completata e
posta in regime di sicurezza stradale;
considerato che:
per via delle persistenti deviazioni e della conseguente
circolazione a doppio senso lungo le gallerie, i numerosi
utenti che la percorrono vengono sottoposti quotidianamente
a grave rischio di incidenti;
il manto stradale risulta in più tratti deformato con
ulteriori rischi per gli automobilisti che si ritrovano di
fronte a continue insidie e/o trabocchetti;
sul via libera dato alla circolazione del tratto
autostradale, già al tempo dell'apertura dell'ultimo
tratto, la stessa magistratura aveva aperto un'inchiesta
per attentato alla sicurezza stradale;
in particolare, il 'battesimo' dell'opera sarebbe
avvenuto malgrado il rischio 'di incidenti di vaste
proporzioni' nelle gallerie dove si ravvisava l'assenza di
standard di sicurezza: assenza degli creatori, vie di fuga
ostruite, colonnine per l'SOS fuori uso, illuminazione non
funzionante, semafori e tele-controllo inattivi, controllo
manto stradale dissesstato;
rilevato che:
a tutt'oggi, i suddetti inconvenienti solo in parte sono
stati risolti;
persistono le pericolose deviazioni e le gallerie a
doppio senso non adeguatamente illuminate, che
costituiscono un alto pericolo di incidenti
automobilistici;
il manto stradale risulta ancora essere, in diversi
tratti, dissestato e, quindi, pericoloso per gli utenti;
in presenza di pioggia diviene oltremodo pericolosa la
percorrenza di alcuni tratti a pendenza irregolare e con il
manto stradale non a norma;
per sapere:
se sia vero che il manto stradale dell'autostrada
Palermo-Messina è stato steso più volte, con enorme
dispendio di denaro;
se corrisponda a verità che la prima bitumatura è stata
sostituita, perché non conforme alle norme sui lavori
pubblici;
quali siano stati i sistemi di affidamento dei lavori
relativi agli ultimi tratti, che presentano le anomalie
sopra specificate e per i quali la magistratura ha persino
disposto il sequestro di alcuni parti delle opere;
se siano stati fatti regolari certificati di collaudo e
chi siano i tecnici che hanno provveduto a tale
adempimento;
se e quali iniziative il Governo della Regione abbia
assunto al fine di assicurare la messa in sicurezza
dell'autostrada Palermo-Messina;
se il Governo della Regione non ritenga di dover avviare
gli interventi necessari per la risoluzione dei problemi
evidenziati e una approfondita indagine volta ad accertare
la sussistenza dei requisiti minimi di sicurezza a tutela
della incolumità dei cittadini che la percorrono e le
eventuali responsabilità della mancata ottemperanza alle
normative vigenti in materia di opere pubbliche e di
collaudo, nonché di quant'altro sopra fatto rilevare.» (32)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
(30 giugno 2008)
LACCOTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il Governo Regionale ha posto in essere una serie di
provvedimenti che mirano alla soppressione e/o accorpamento
di alcune guardie mediche della provincia di Palermo;
la scelta politica è fortemente lesiva del diritto alla
salute dei cittadini, in quanto la scomparsa delle guardie
mediche da alcuni comuni può determinare un grave
disservizio ai danni dei residenti dei comuni interessati;
il personale medico impegnato nel servizio di guardia
medica della frazione di Pioppo ha informato i residenti
che sta per essere soppressa l'unica struttura sanitaria
esistente nella frazione di Monreale;
la scelta di chiudere il presidio di Pioppo rappresenta
una scelta inopportuna e grave che provoca enormi disagi ai
cittadini;
per sapere quali per conoscere i provvedimenti che si
intendono adottare per evitare la chiusura del Presidio
Medico Sanitario di Pioppo.» (33)
(1 luglio 2008)
LACCOTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
il porto della città di Mazara del Vallo (TP) ospita la
più grossa flotta d'Italia con circa 350 pescherecci;
la pesca costituisce per la città di Mazara del Vallo il
settore economico trainante dell'economia locale;
dal 26 marzo 2006 opera a Mazara del Vallo il Distretto
produttivo della Pesca» che raccoglie 142 imprese della
filiera della pesca, oltre 2200 occupati, 56 tra enti,
associazioni, Università, centri di ricerca e di cultura,
circa 265 milioni di euro di fatturato e oltre 60 milioni
di euro di export;
i pescherecci della flotta di Mazara del Vallo operano
in gran parte nelle acque del Canale di Sicilia;
gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, come da
diritto internazionale, estendono le loro acque
territoriali fino a 12 miglia dalla costa;
con decreto del febbraio del 2005 le Autorità libiche
hanno ampliato la zona di pesca protetta», e che a seguito
di ciò i pescherecci mazaresi ricevono continue
raccomandazioni» da parte del Ministero degli Esteri, dal
Ministero delle Politiche Agricole e della Capitaneria di
Porto di Mazara del Vallo per un allontanamento dalle zone
interdette, al fine di evitare possibili conflittualità e
mettere a repentaglio l'incolumità degli equipaggi;
le associazioni degli armatori, dei capitani di moto
pescherecci e dei lavoratori del mare di Mazara del Vallo
da tempo denunciano come la Libia, in maniera unilaterale,
pur facendo parte della comunità internazionale, ha
allargato» le acque territoriali a 74 miglia, causando
effetti catastrofici per la flotta mazarese perchè non è
utilizzabile, a fini della pesca, una fascia di mare di 62
miglia di larghezza e circa 400 miglia di lunghezza; il 18
febbraio 2008 a Bruxelles, a margine del Consiglio
agricolo, in un incontro tra l'allora ministro Paolo De
Castro e l'attuale Commissario Ue alla Pesca, Joe Borg,
sono stati affrontati i rapporti tra Italia e Libia, e che
il commissario europeo si era dichiarato disponibile a
riprendere il negoziato nel settore della pesca tra Ue e la
Libia, annunciando la volontà di organizzare una missione
congiunta a Tripoli per incontrare il ministro per la pesca
e l'agricoltura della Libia, Abour Baker El Mansouri;
allo stato odierno, al di là delle dichiarazioni di
principio, non risultano passi avanti nei negoziati tra
Libia e Italia;
il perdurare di una situazione di incertezza e la
consequenziale mancata definizione della questione dei
confini delle acque territoriali, comportano ingenti danni
operativi ed economici alla flotta peschereccia di Mazara
del Vallo, essendo fortemente ridimensionata la capacità di
pesca della flotta stessa, e di conseguenza mettendo a
rischio un settore già in forte crisi per l'aumento dei
costi di operatività (caro gasolio fra tutti);
l'Italia è il primo partner commerciale della Libia. Il
grosso degli scambi è costituito dall'importazione del
greggio libico da parte dell'Italia. Un quarto delle
importazioni libiche proviene dal nostro Paese;
dalla stampa si è appreso che a fine mese il Presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, si recherà in visita
ufficiale a Tripoli;
per conoscere:
cosa intenda fare il Governo della Regione, a livello
istituzionale e politico, per sollecitare la ripresa dei
negoziati tra Italia e Libia;
se, in vista dell'incontro che ci sarà presumibilmente a
fine giugno 2008 tra il Presidente del Consiglio italiano,
Silvio Berlusconi, e il Capo dello Stato libico Muammar
Gheddafi, il Governo della Regione siciliana intenda
chiedere formalmente al Governo nazionale di inserire
nell'agenda dei temi oggetto dell'incontro la questione dei
confini delle acque territoriali ai fini dell'esercizio
della pesca;
se, nell'ambito delle proprie competenze, il Governo
della Regione a siciliana intenda avviare autonome
iniziative volte all'attuazione di processi di
cooperazione, contribuendo così alla normalizzazione dei
rapporti bilaterali.» (4)
(25 giugno 2008)
LO GIUDICE
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
le famiglie siciliane incontrano serie difficoltà a
raggiungere la fine del mese con le loro risorse ed a
questa situazione contribuisce la spesa sostenuta per il
mantenimento dei figli a scuola;
la maggior parte degli istituti scolastici cambia i
libri di testo con un ritmo vertiginoso, costringendo le
famiglie a comprare libri che, in molte occasioni, sono già
disponibili nelle librerie di casa in quanto comprati per
il figlio maggiore;
non si giustifica una politica di continuo cambiamento
del libro adottato senza che venga garantito un più facile
metodo di apprendimento dello studente;
nel bilancio di una famiglia con figli a scuola incide
anche pesantemente la scelta di molti istituti di
organizzare viaggi di studio, non sempre veramente utili,
dai costi più che elevati per la maggior parte delle
famiglie, che creano tensioni familiari nel caso in cui i
genitori non siano in grado di elargire centinaia di euro
per gite scolastiche di cui nessuno comprende la reale
validità,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso le Autorità scolastiche competenti
perché venga applicata una più corretta e sostenibile
politica di adozione dei libri di testo, limitandola alla
reale innovazione dei libri ed alla maggiore possibilità di
apprendimento degli studenti e comunque obbligando le
scuole a non cambiare libri di testo prima dei tre anni
dalla loro adozione;
ad adottare iniziative affinché si ponga fine alla
pratica di viaggi di studio e gite che incidano sui bilanci
familiari in maniera non sopportabile, con l'auspicio che
gli eventuali viaggi siano strettamente legati alla
formazione dello studente e che non incidano per una cifra
superiore ai 50 euro.» (10)
(25 giugno 2008)
SCILLA - VINCIULLO - ARICÒ - CAPUTO -
FALCONE
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che nel giugno 2007 è entrato in vigore
l'abbattimento del 50 per cento delle indennità previste
per il Presidente ed i consiglieri di circoscrizione,
adottato dall'Assemblea regionale siciliana nella scorsa
legislatura ai sensi della l.r. n. 30 del 2000 e successive
modifiche;
CONSIDERATO che con riferimento all'articolo 2, comma 32
bis, della legge
n. 244 del 2007, l'Assemblea regionale siciliana,
prendendo atto della norma ivi contenuta, rileva che le
finalità contemplate dai commi da 23 a 29 dell'art. 2 della
legge n. 244 del 2007 sono state anticipate in Sicilia
dall'art. 17 della l.r. n. 15 del 2004,
impegna il Governo della Regione
e, per esso,
l'Assessore per il bilancio e le finanze e l'Assessore
per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali
all'adozione di apposita circolare esplicativa che
confermi quanto disposto dalla legge regionale n. 15 del
2004 citata in premessa.» (11)
(25 giugno 2008)
POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - CAPUTO -
BUZZANCA FORMICA - SCILLA - VINCIULLO -
CARONIA - RAIA FERRARA - DIGIACOMO -
DONEGANI - CURRENTI
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la senatrice colombiana Ingrid Betancourt è una
militante per la difesa dei diritti umani, impegnata dal
1990 nella lotta alla corruzione e al narcotraffico e
candidata nel 2002 alle elezioni presidenziali colombiane;
Ingrid Betancourt è stata tenuta prigioniera dalle
(FARC) Forze armate rivoluzionarie della Colombia;
la Comunità internazionale si è mobilitata per favorirne
la liberazione poiché liberare Ingrid Betancourt e i circa
seimila prigionieri civili colombiani rappresentava un
gesto umanitario forte per tutte le forze politiche
democratiche;
non vi può essere democrazia senza rispetto dei diritti
fondamentali dell'uomo e non vi può essere pace senza
democrazia;
è stata lanciata una campagna internazionale 'Ingrid
Betancourt cittadina onoraria' destinata a sostenere le
azioni intraprese per la sua liberazione;
oggi più di 200 città nel mondo l'hanno nominata
cittadina onoraria e oltre 3000 enti locali hanno aderito
all'appello;
molte città italiane si sono mobilitate e la città di
Bologna ha insignito la Betancourt della cittadinanza
onoraria; è stato lanciato un appello per conferire il
Nobel per la pace a Ingrid Betancourt;
CONSIDERATO CHE
la senatrice Betancourt, lottando per la sue idee di
libertà e di pace, è diventata simbolo di coraggio e di
resistenza non violenta;
la sua resistenza pacifica rappresenta uno straordinario
messaggio di fronte ad una ripresa del culto della violenza
e il premio Nobel rappresenterebbe oggi un gesto di
apprezzamento per l'operato della senatrice;
Ingrid Betancourt è un simbolo per i colombiani, ma non
solo. E' un simbolo per tutti coloro che sono contro la
corruzione, la violenza, l'ipocrisia di un potere che
attecchisce ed è forte là dove si coltiva l'ignoranza, la
non consapevolezza dei diritti fondamentali dell'uomo, dove
si gestisce il potere della comunicazione;
la sua vita, il suo impegno politico, la sua passione
civile, la sua sofferenza, danno conto di una donna
straordinaria che ha pagato duramente le sue scelte di pace
e che con la sua sofferenza testimonia un coraggio, una
determinazione, ed una incredibile lucidità che le
condizioni disumane a cui è stata costretta dai suoi
carcerieri non sono riuscite a cancellare;
anche altre regioni italiane, come le Marche e la
Toscana, hanno annunciato un impegno che intendono
intraprendere nell'unirsi alla presente richiesta,
impegna il Governo della Regione
a farsi promotore di un'iniziativa per chiedere, dopo la
felice liberazione degli ostaggi, l'assegnazione del Premio
Nobel per la pace a Ingrid Betancourt.» (12)
CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO
BONOMO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO -
DIGIACOMO DI GUARDO - DONEGANI - FARAONE -
FERRARA
FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO -
LUPO MARZIANO - ODDO - PANARELLO - PANEPINTO
- PICCIOLO RAIA - RINALDI - SPEZIALE -
TERMINE - VITRANO
PRESIDENTE. Le mozioni testé lette saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di elezione degli uffici di presidenza delle
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che, nelle riunioni del 25 giugno u.s., le
seguenti Commissioni parlamentari hanno proceduto alla
costituzione dei rispettivi uffici di presidenza, che risultano
così composti:
PRIMA COMMISSIONE: Affari istituzionali
Presidente: Riccardo MINARDO;
Vicepresidenti: Vincenzo VINCIULLO, Antonino DI GUARDO;
Segretario: Salvatore CORDARO.
SECONDA COMMISSIONE: Bilancio
Presidente: Riccardo SAVONA;
Vicepresidenti: Antonino D'ASERO, Michele GALVAGNO;
Segretario: Nicola D'AGOSTINO.
TERZA COMMISSIONE: Attività produttive
Presidente: Salvino CAPUTO;
Vicepresidenti: Paolo COLIANNI, Giuseppe APPRENDI;
Segretario: Antonino SCILLA.
QUARTA COMMISSIONE: Ambiente e territorio
Presidente: Fabio Maria MANCUSO;
Vicepresidenti: Carmelo CURRENTI, Roberto AMMATUNA;
Segretario: Fortunato ROMANO.
QUINTA COMMISSIONE: Cultura, formazione e lavoro
Presidente: Fausto Maria FAGONE;
Vicepresidenti: Salvatore LENTINI, Filippo PANARELLO;
Segretario: Antonino DINA.
SESTA COMMISSIONE: Servizi sociali e sanitari
Presidente: Antonino BENINATI;
Vicepresidenti: Giuseppe LACCOTO, Giuseppe LO GIUDICE;
Segretario: Mario FALCONE.
COMMISSIONE UE
Presidente: Francesco MUSOTTO;
Vicepresidenti: Antonino BOSCO, Bruno MARZIANO;
Segretario: Marco Lucio FORZESE.
Comunico, inoltre, che nella seduta numero 2 del 25 giugno 2008
la Commissione per la verifica dei poteri ha proceduto
all'elezione dell'ufficio di presidenza, che risulta così
costituito:
Vicepresidenti: Giuseppe ARENA; Salvatore TERMINE;
Segretario: Alberto CAMPAGNA.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 1 «Iniziative per la valutazione delle cefalee nell'ambito
delle invalidità civili», degli onorevoli Gucciardi, Galvagno,
Ferrara, Laccoto;
n. 2 «Iniziative di solidarietà in favore del popolo
tibetano», degli onorevoli Gucciardi, Galvagno, Ferrara, Laccoto;
n. 3 «Interventi per l'erogazione dei fondi previsti dalla
finanziaria 2007 per lo sviluppo del sistema territoriale di
servizi socio-educativi», degli onorevoli Gucciardi, Galvagno,
Ferrara, Laccoto;
n. 4 «Valutazioni in ordine a talune recenti dichiarazioni
sulla composizione della Giunta regionale», degli onorevoli
Rinaldi, Panarello, Laccoto, Picciolo;
n. 9 «Iniziative nei confronti del Parlamento e del Governo
nazionale al fine di scongiurare il trasferimento del pullman di
riprese esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano», degli
onorevoli Lupo, Cracolici, Gucciardi, Ferrara, Laccoto, Rinaldi,
Speziale.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
l'accertamento dell'invalidità civile rappresenta
un'attività di notevole rilevanza socio-sanitaria,
rientrante, fra l'altro, nei 'Livelli Essenziali di
Assistenza';
le valutazioni medico-legali delle Commissioni per
l'accertamento dell'invalidità civile, operanti presso le
Aziende Unità Sanitarie Locali, si basano essenzialmente
sul dettato normativo offerto dalle tabelle ministeriali in
vigore, che appaiono ormai datate, eccessivamente
sintetiche ed incomplete nosograficamente;
CONSIDERATO CHE:
in Italia circa 7 milioni di persone soffrono di
'sindrome cefalalgica', di cui circa 5,5 milioni donne;
la cefalea nelle sue forme primarie, e cioè emicrania,
cefalea tensiva e cefalea a grappolo, riguarda circa il 12
per cento della popolazione nel nostro Paese e costituisce
la patologia neurologica certamente più diffusa nel mondo;
i costi sanitari, diretti e indiretti, derivanti dal mal
di testa sono quantificabili ogni anno in circa 3,25
miliardi di euro;
l'emicrania cronica, tra l'altro, è una malattia
fortemente invalidante, come riconosciuto anche dall'O.M.S.
che l'ha posta tra le patologie causanti massima
disabilità, quali la tetraplegia, la cecità e la psicosi;
detta patologia si manifesta prevalentemente nel periodo
più produttivo della vita del soggetto, causando nei casi
più gravi un malessere talmente acuto da impedire lo
svolgimento delle normali attività, con un disagio che
ricade anche sui rapporti familiari e le relazioni sociali;
i costi sociali dovuti alla forzata assenza dal lavoro
per la patologia in argomento sono particolarmente elevati;
ATTESO CHE:
nelle tabelle ministeriali vigenti per la valutazione
dell'invalidità civile non esistono riferimenti
utilizzabili, neppure in via analogica, per le cefalee;
la Regione Lombardia ha di recente riconosciuto la
cefalea come causa invalidante nell'ambito dell'invalidità
civile, individuando, dopo apposito studio, diversi livelli
di gravità della cefalea, e quindi di invalidità, a seconda
dell'intensità, della frequenza degli episodi e della
risposta al trattamento;
preso atto che i cittadini affetti da detta patologia
potranno, fra l'altro, godere di esenzioni su alcune
prestazioni sanitarie e servizi pubblici e una particolare
tutela nell'ambiente di lavoro;
RITENUTO CHE:
per raggiungere il risultato della Regione Lombardia
occorre procedere ad un inquadramento nosografico delle
cefalee, ad una valutazione del grado di invalidità e ai
parametri diagnostici;
occorre colmare con ogni urgenza, relativamente alla
tutela del diritto alla salute, siffatta disparità di
trattamento tra cittadini di regioni diverse,
impegna il Governo della Regione
affinché la Regione siciliana riconosca la cefalea come
causa invalidante nell'ambito dell'invalidità civile;
ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a
definire, nel più breve tempo possibile, detta gravissima
problematica derivante da una patologia che affligge
tantissimi cittadini siciliani e che determina un elevato
costo sociale.» (1)
GUCCIARDI - GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
il regime cinese da tempo ha messo in atto una brutale e
violenta repressione in Tibet, tesa a soffocare tutte le
manifestazioni pacifiche per la libertà e la democrazia;
detta repressione violenta ed illiberale ha provocato un
numero imprecisato di vittime in tutto il Tibet;
la Cina si sta rendendo responsabile di fatti la cui
gravità è ulteriormente appesantita dal fatto che ci si
trova a pochi mesi dallo svolgimento delle olimpiadi di
Pechino, che il Dalai Lama e la Comunità internazionale
hanno immaginato quale opportunità per intensificare gli
sforzi di promozione della democrazia per il popolo cinese
e le minoranze oppresse, quali i tibetani, gli uiguri, i
mongoli, i falun gong;
detti episodi repressivi della libertà avvengono in
violazione anche di quanto previsto dalla Costituzione
della Cina, che all'art. 35 riconosce libertà di parola, di
stampa, di riunione, di associazione, di movimento e di
dimostrazione;
appare indispensabile che la Comunità internazionale
ponga in essere ogni utile azione pacifica e non violenta
che contribuisca ad affermare a livello istituzionale e
personale il valore, spesso smarrito, della 'parola data' e
dei patti, nei rapporti internazionali e personali, per
offrire una soluzione politica strutturale alle crisi dello
Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani,
impegna il Presidente della Regione
ad esprimere la solidarietà del Parlamento e del Governo
della Regione al popolo tibetano, nonché la condivisione
della politica non violenta e di dialogo perseguita dal
Dalai Lama nei confronti delle autorità cinesi finalizzata
al riconoscimento dell'autonomia del Tibet e delle libertà
per tutta la Cina e le sue popolazioni;
ad esprimere la sua solidarietà al popolo Uiguro,
oppresso da secoli dai regimi cinesi nella regione del
Turkestan orientale (Xinjiang), nonchè a tutti gli uiguri
ovunque perseguitati, ed in particolare a Rebyia Kadeer,
Presidente del Congresso mondiale uiguro, già detenuta per
6 anni nelle carceri cinesi, ed ai suoi due figli Alim ed
Ablikim, agli arresti ormai da mesi;
ad invitare le autorità cinesi a rispettare nella forma
e nella sostanza i principi sanciti dalla Dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo e nel Patto sui diritti
civili e politici per gli stessi cittadini della Cina e per
tutti i popoli attualmente in essa organizzati;
a sostenere ogni iniziativa pacifica e non violenta
volta a dare una soluzione politica strutturale alle crisi
dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti
umani in molte parti del mondo;
ad aderire all'Associazione di comuni, province, regioni
per il Tibet, costituita per iniziativa della Regione
Piemonte, e con l'adesione dell'ANCI (Associazione
nazionale comuni italiani), per promuovere e coordinare la
campagna europea 'Una bandiera per uno status di piena
autonomia del Tibet', impegnandosi ad esporre
permanentemente la bandiera tibetana, come altre regioni ed
autonomie locali italiane.» (2)
GUCCIARDI- GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
l'art. l, commi 1259 e 1260 della legge 27 dicembre
2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007) ha previsto il
finanziamento di un piano straordinario di intervento per
lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-
educativi, al quale concorrono gli asili nido, i servizi
integrativi, diversificati per modalità strutturali, di
accesso, di frequenza e di funzionamento, e i servizi
innovativi nei luoghi di lavoro, presso le famiglie e
presso i caseggiati;
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
28 settembre 2007, di impegno delle somme per la
realizzazione del suddetto piano, ha assegnato alla Regione
siciliana 14.856.950,00;
l'erogazione dei suddetti fondi avverrà al momento
dell'adozione del piano da parte della Regione, come
previsto nella Conferenza unificata del 26 settembre 2007;
l'intesa sottoscritta il 26 settembre 2007 è finalizzata
alla creazione di una rete 'integrata, estesa, qualificata
e differenziata' in tutto il territorio nazionale di asili
nido, servizi integrativi e servizi innovativi nei luoghi
di lavoro, volti a promuovere il benessere e lo sviluppo
dei bambini, il sostegno del ruolo educativo dei genitori e
la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura, con
l'obiettivo di perequare il livello di servizi erogati
sull'intero territorio nazionale;
CONSIDERATO CHE:
attualmente la Regione siciliana offre un quadro
estremamente variegato in termini di servizi socio-
educativi erogati con la presenza di ampi territori con
livelli di copertura della domanda ben al di sotto di
quelli fissati dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000
(copertura territoriale del 33% entro il 2010);
al fine di garantire che l'obiettivo fissato venga
raggiunto capillarmente, garantendo i servizi socio-
educativi in oggetto in ogni parte del territorio
regionale, occorre preliminarmente conoscere le diverse
esigenze territoriali per le quali vanno adottati
provvedimenti differenziati che permettano di colmare i gap
iniziali con risposte che siano adeguate e personalizzate,
impegna il Governo della Regione
affinché preveda che l'erogazione dei suddetti fondi sia
subordinata al monitoraggio capillare del territorio che
rilevi l'effettivo fabbisogno di ogni Comune e o distretto
socio-sanitario;
destini le risorse disponibili secondo una priorità che
parta dai territori sprovvisti di servizi socio-educativi
sino a quelli ove gli stessi sono attualmente più presenti;
favorisca un ampio coinvolgimento delle Amministrazioni
locali nell'attività di monitoraggio e di progettazione di
iniziative e soluzioni anche nuove e sperimentali per
l'erogazione di servizi socio-educativi;
stabilisca l'assegnazione diretta di fondi agli enti
locali individuati attraverso appositi accordi di programma
che prevedano eventualmente anche forme di
cofinanziamento.» (3)
GUCCIARDI - GALVAGNO - FERRARA - LACCOTO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il deputato regionale del PDL e candidato a
sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha dichiarato più
volte, negli ultimi giorni, che il Governo Lombardo è
transitorio , lasciando intendere in maniera esplicita che
la sua composizione è destinata a cambiare subito dopo le
elezioni amministrative;
considerato che tale grave affermazione proviene da un
esponente della maggioranza parlamentare del Governo
Lombardo;
ritenuto che il silenzio del Presidente della Regione
sull'argomento non fa altro che indebolire l'autorevolezza
dell'Esecutivo appena varato ed insinua nei siciliani, e
nei messinesi in particolare, la sensazione che qualcuno li
stia prendendo in giro;
impegna il Presidente della Regione
a riferire in Aula se risponda al vero quanto dichiarato
dall'onorevole Buzzanca, e cioè che siamo di fronte ad un
governo fantoccio, provvisorio, al massimo balneare;
a chiarire se tale grave affermazione si fondi su una
reale intesa politica o si tratti piuttosto solo del bluff
di un candidato alla disperata ricerca di consensi;
a chiarire, altresì, all'Assemblea regionale siciliana e
ai siciliani se il suo governo sia sufficientemente
autorevole o se ci si debba attendere l'apertura di una
crisi, con relativo balletto di poltrone, a scapito della
tanto decantata stabilità e della dovuta attenzione ai
problemi della Sicilia.» (4)
RINALDI - PANARELLO - LACCOTO - PICCIOLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la RAI è dotata di una struttura di produzione con mezzi
di riprese esterne pesanti (con più di 2 telecamere)
dislocati sul territorio nazionale presso i quattro centri
di produzione di Milano, Torino, Roma, Napoli, ed in alcune
sedi strategiche quali Trieste, Bologna, Firenze, Bari,
Palermo;
l'azienda, normalmente, non riesce in autonomia a far
fronte agli impegni di produzione su tutto il territorio, e
pertanto ricorre, ogni qual volta le esigenze produttive lo
richiedano, anche ad appalti verso ditte esterne;
alla sede RAI di Palermo è stato assegnato nell'anno
1996 un nuovo pullman di ripresa pentacamere digitalizzato
che ha comportato un investimento di circa 2 milioni di
euro;
il personale impiegato all'interno di questo mezzo di
ripresa (in tutto sette unità) è stato ultimamente
consolidato dopo i pensionamenti di 3 unità tecniche;
tale mezzo è rimasto l'ultimo avamposto delle riprese
esterne Rai al sud di Napoli, dopo lo smantellamento del
pullman di Bari per invecchiamento del mezzo tecnico ed in
concomitanza di alcuni pensionamenti del personale;
la Direzione Produzione ha comunicato alla RSU della
sede regionale della RAI l'intenzione di dismettere
l'attività delle riprese esterne in Sicilia, assegnando il
pullman di Palermo al centro di produzione di Milano;
CONSIDERATO CHE:
tale scelta, oltre ad avere pesanti conseguenze in
termini occupazionali e a comportare la perdita di una
decina di preziose professionalità, appare preoccupante
poiché depotenzia e penalizza il pluralismo informativo in
Sicilia e in tutte le regioni meridionali;
la proposta dell'azienda rivela l'intenzione di
centralizzare mezzi e risorse in funzione di
un'informazione e di una produzione pensata esclusivamente
per il centro-nord, e ciò costituirà la premessa per un
declino dell'informazione regionale e locale e della
possibilità di realizzare servizi di approfondimento;
la dismissione del pullman suddetto è, inoltre, in
aperto contrasto con l'esigenza di incrementare la
produttività interna e non ricorrere ad appalti esterni al
fine di contenere i costi, nonché con il tanto declamato
decentramento produttivo;
è evidente, infatti, che la soppressione della struttura
suddetta comporterà un massiccio ricorso alle ditte
esterne;
con tale scelta, la Rai penalizza la Sicilia non tenendo
conto della sua particolarità isolana;
la Rappresentanza sindacale unitaria della sede di
Palermo ha indetto lo stato di agitazione motivandolo con
le ricadute negative in termini occupazionali futuri e di
immagine oltre che di funzionalità aziendale nel
territorio;
RILEVATO CHE:
l'articolo 117 della Costituzione, come sostituito
dall'articolo 3 della legge costituzionale 18 ottobre
2001, n. 3, assegna alle Regioni potestà legislativa
concorrente nella materia dell'ordinamento della
comunicazione;
tale normativa inserisce le Regioni tra i soggetti
legittimati al governo del sistema della comunicazione e,
quindi, anche nei confronti della società concessionaria
dell'emittenza pubblica;
è opportuno impedire il progressivo isolamento della
Regione siciliana e delle sue realtà locali dal dibattito
culturale nazionale, mentre appare indispensabile favorire
una puntuale informazione volta a divulgare sulle reti
radiofoniche e televisive della RAI la conoscenza di tutti
i settori della vita pubblica, dell'economia, della cultura
e della società della Sicilia,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Parlamento e il Governo
nazionale, nonché in tutte le sedi competenti affinché la
RAI revochi la decisione di spostare la struttura di
produzione esterna di Palermo in altra sede, al fine di
garantire la piena funzionalità dell'informazione pubblica
nell'Isola e le professionalità esistenti, sia in termini
occupazionali che di valorizzazione di risorse già
impiegate;
ad operare per il rilancio ed il complessivo
rafforzamento della sede regionale della RAI, compreso il
settore informativo ed ideativo-produttivo della
programmazione, con il personale necessario per far fronte
alle esigenze radiotelevisive ed al fine di garantire un'
adeguata informazione in sede locale e per promuovere
l'approfondimento di tematiche regionali nelle reti
nazionali.» (9)
LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - FERRARA
LACCOTO - RINALDI - SPEZIALE
Dispongo che le mozioni testé lette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Proposta di modifica dell'articolo 160 ter del Regolamento
interno (Doc. I)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Proposta di modifica dell'articolo 160 ter del Regolamento
interno (Doc. I) .
Informo che, ai sensi dell'art. 39, comma 3, del Regolamento
interno, per l'approvazione delle modifiche al Regolamento è
prevista la deliberazione a maggioranza assoluta dei componenti
dell'Assemblea e che, trattandosi, appunto, di modifiche al
Regolamento interno, il relatore del documento è il Presidente
dell'Assemblea.
Ricordo che la riforma dell'ottobre 2003 ha introdotto nel
Regolamento interno dell'Assemblea, tra le tante innovazioni,
anche il Comitato per la legislazione', con il compito di
esprimere parere sulla qualità dei testi legislativi con riguardo
agli aspetti dell'omogeneità, semplicità, chiarezza e proprietà
della loro formulazione.
Tale Comitato, essendo stato istituito al fine di migliorare la
qualità tecnica delle leggi, si configura, sostanzialmente, come
organo di garanzia del corretto ed utile esercizio della funzione
legislativa. Esso sinora non è stato attivato per motivi
strutturali e procedurali che ne rendevano difficoltosa la
funzionalità.
Le modifiche che si propongono all'esame dell'Aula con il
presente documento intendono porre rimedio a tale situazione
d'impasse e consentire, quindi, la piena operatività di detto
organismo, rafforzandone la composizione e razionalizzando i
passaggi procedurali.
In tal senso si muovono, dunque, le proposte di portare i
membri da cinque a nove, di prevedere un Ufficio di Presidenza
sulla falsariga delle altre Commissioni, di elevare da tre a otto
giorni il termine concesso al Comitato per pronunciarsi, di
contemplare la possibilità di riunire congiuntamente la
Commissione per il Regolamento ed il Comitato per la
legislazione, ove la Presidenza ne ravvisi la necessità.
Auspico che le proposte di modifica incontrino l'apprezzamento
dell'Aula, di modo che si possa procedere, senza indugio,
all'insediamento del Comitato.
La Commissione per il Regolamento stamattina si è riunita ed ha
votato all'unanimità dei presenti la modifica regolamentare di
cui ho appena detto.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei
lavori.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 18.00)
La seduta è ripresa.
Dichiaro aperta la discussione generale sulla proposta di
modifica del Regolamento interno. Non avendo alcun deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Do lettura dell'articolo unico recante le modifiche all'art.
160 ter del Regolamento interno:
a) al comma 2 la parola «cinque» è sostituita con la parola
+nove»;
b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«Nella sua prima riunione il Comitato procede, secondo le
norme dell'art. 31, all'elezione di un presidente, due
vicepresidenti ed un segretario»;
c) al comma 5 la parola «tre» è sostituita con la parola
«otto»;
d) al comma 6 le parole «che procedono in sede redigente»
sono soppresse;
e) il comma 8 è sostituito dal seguente: «Il Presidente
dell'Assemblea, qualora ne ravvisi la necessità, può convocare
congiuntamente il Comitato e la Commissione per il Regolamento.».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho partecipato stamattina alla
riunione della Commissione per il Regolamento e dico subito che
la modifica di cui stiamo discutendo ce la potevamo benissimo
risparmiare.
Come lei certamente saprà, nel 2003 fu introdotto il comitato
per la legislazione', un organo costituito da cinque parlamentari
che aveva il compito di esercitare una funzione di controllo
sulla qualità delle leggi prodotte dall'Assemblea.
Dal 2003 ad oggi quella norma non ha trovato attuazione,
sebbene essa fosse già presente nel Regolamento della Camera dei
Deputati e ne ricalcasse il contenuto.
Oggi questa modifica al Regolamento non nasce per un'esigenza
di controllo sulla qualità delle leggi, bensì per un'esigenza
politica' della maggioranza, la quale ha bisogno di trovare
ulteriore spazio per far quadrare il cerchio, e questo spazio lo
trova trasformando, di fatto, quel comitato in una commissione.
Sono convinto che volete istituire quella commissione non per
accelerare il procedimento legislativo, ma per raggiungere
obiettivi di altra natura.
Voglio dirlo con molta onestà: avrei preferito che questa
modifica non si facesse, tuttavia quella commissione costituirà
uno strumento in più per la minoranza di questo Parlamento per
valutare la qualità delle leggi. Così come sarà costituita,
inoltre, credo possa rappresentare un meccanismo di
rallentamento dell'iter legislativo, ma, tutto sommato, in un
Parlamento in cui la maggioranza ha i numeri che ha, il tempo è
uno strumento a servizio anche della minoranza. Alla fine, e
concludo, credo che essa sarà una commissione utilizzabile dalla
minoranza per esprimere un giudizio sulla qualità delle leggi
(poi vedremo cosa significa qualità delle leggi ) e per farlo
percepire all'opinione pubblica.
Per tale ragione, come dire, sto al gioco e voterò a favore
della modifica.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa bene che esistono anche
altre modifiche al Regolamento apportate negli anni passati che,
però, non sono state applicate.
Si tratta di modifiche che perseguono gli obiettivi della buona
amministrazione e della buona produzione legislativa, quale, ad
esempio, la possibilità che le Commissioni parlamentari lavorino
in sede redigente. Anche questa è una modifica mai attuata
dall'Assemblea, tuttavia nulla osta che in questa Legislatura si
utilizzino gli strumenti più idonei per esitare delle buone leggi
e per attuare, quanto più possibile, un controllo rigoroso sulla
qualità della legislazione stessa.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
dell'articolo unico recante le modifiche all'articolo 160 ter del
Regolamento interno.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bosco, Buzzanca,
Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio Salvatore, Cordaro,
Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Antoni, D'Asero,
Falcone, Federico, Formica, Forzese, Galvagno, Greco, Gucciardi,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lo Giudice, Maira,
Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panarello, Panepinto, Pogliese, Ragusa, Raia, Romano,
Ruggirello, Savona, Scilla, Speziale, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
Votano no: Ammatuna, Bonomo, Campagna, Di Benedetto Donegani,
Faraone, Ferrara, Fiorenza, Lupo.
Si astiene: Digiacomo.
Sono in congedo: Adamo, Fagone.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 60
Maggioranza ......... 46
Favorevoli 51
Contrari 8
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, essendo presente l'Assessore La Via,
propongo di passare al punto VI dell'ordine del giorno, cioè alla
discussione della mozione n. 8: «Applicazione dell'art. 43, comma
5, della l.r. n. 14 del 2006 anche ai lavoratori forestali
adibiti agli interventi antincendio.», a firma degli onorevoli
Dina ed altri.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi con tutto il
rispetto che ho per l'Assessore La Via, chiedo che venga
rispettata la successione prevista nell'ordine del giorno della
seduta. Abbiamo da discutere delle mozioni che sono state
inserite nell'ordine del giorno secondo un ordine di priorità.
C'è un Assessore che ci ha fatto sapere che oggi non potrà essere
presente in Aula ed ha chiesto il rinvio della discussione alla
prossima seduta.
Io vorrei sapere perché non si discute la mozione sui fondi
della Fintecna, perché l'assessore non è presente? Penso che le
mozioni non debbano essere discusse soltanto quando l'Assessore
decide di presenziare in Aula
Pertanto, desidero che lei, signor Presidente, proceda secondo
l'ordine del giorno. Verifichi il nominativo dell'Assessore
delegato alla discussione della mozione, si informi e ci informi
se verrà o no, se è successo qualcosa - siamo esseri umani, tutti
possiamo avere un problema e nessuno si scandalizza -, ma non
discutiamo le mozioni a seconda dell'Assessore presente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sono d'accordo con lei,
tuttavia la mia proposta tendeva ad utilizzare al meglio il tempo
che abbiamo a nostra disposizione.
Il Presidente della Regione, con nota protocollo n. 4325 del 2
luglio 2008, ha comunicato che l'onorevole Giambattista
Bufardeci, Vicepresidente della Regione, sosterrà in Aula la
discussione congiunta delle mozioni n. 5 e n. 6, poste al IV
punto dell'ordine del giorno, della cui trattazione era stato
precedentemente delegato l'onorevole Cimino, Assessore per il
bilancio e le finanze, impossibilitato ad intervenire per
pregressi impegni istituzionali.
La Presidenza, nel prendere e dare atto di questa
comunicazione, ha constatato che il Presidente ed il
Vicepresidente della Regione in questo momento non sono presenti
in Aula. Da ciò la proposta di passare al punto VI dell'ordine
del giorno per poi tornare ai punti IV «Discussione unificata
delle mozioni nn. 5 e 6» e V «Discussione della mozione n. 7».
Informo i colleghi che l'Assessore Bufardeci sta arrivando.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione della mozione n. 8 «Applicazione dell'articolo 43,
comma 5, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 anche ai
lavoratori forestali adibiti
agli interventi antincendio»
PRESIDENTE. Si passa al punto VI dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 8 «Applicazione dell'articolo 43,
comma 5, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 anche ai
lavoratori forestali adibiti agli interventi antincendio», a
firma degli onorevoli Dina, Savona, Cascio Salvatore, Lo Giudice,
Bonomo, Caputo, Ragusa, Maira, Aricò, Cordaro, Lupo, Vitrano,
Campagna.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art. 43 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14,
al comma 5 prevede: 'Le garanzie occupazionali
di cui agli articoli seguenti sono computate tenendo conto
delle giornate lavorative di cui al comma 2, comunque
effettuate dai lavoratori iscritti nell'elenco speciale
alle dipendenze dei soggetti pubblici o privati, anche in
regime di convenzione. Tali garanzie occupazionali sono
riconosciute anche ai lavoratori che dall'anno 1996 hanno
prestato servizio per almeno due turni alle dipendenze
degli Ispettorati ripartimentali delle foreste con le
mansioni di addetto allo spegnimento e alla prevenzione
degli incendi ex SAB...etc';
la formulazione letterale del comma sopra riportato è
alla base di una controversia tra i lavoratori e gli uffici
dell'Amministrazione regionale (UPL e IRF di Palermo),
poiché in sede di applicazione il riconoscimento della
garanzia occupazionale è stato negato a quei lavoratori che
avevano precedentemente svolto la mansione di 'addetto alla
guida delle autobotti e dei mezzi tecnici per il trasporto
delle squadre di pronto intervento' (ex art. 56, lett. b,
della l.r. n. 16 del 1996) ed alcuni con la qualifica di
'addetto alle torrette di avvistamento ed alle sale
operative' (ex art. 56, lett. c, della l.r. n. 16 del
1996);
le amministrazioni regionali del lavoro, in sede di
applicazione della norma, hanno ritenuto di dovere
riconoscere la garanzia occupazionale solo agli operai
'addetti alle squadre di pronto intervento' di cui all'art.
56, comma 4, lett. a), della l.r. n. 16 del 1996 escludendo
con tale interpretazione lavoratori che sono stati avviati
nelle campagne antincendio a partire dal 1996 e sino al
2006 con contratti a tempo determinato della durata di 51
giornate (sino al 2005) e 78 giornate (2006), svolgendo
alcuni le mansioni di 'addetto alla guida delle autobotti e
dei mezzi tecnici per il trasporto delle squadre di pronto
intervento' (ex art. 56, lett. b, della l.r. n. 16 del
1996) ed altri la mansione di 'addetto alle torrette di
avvistamento ed alle sale operative' (ex art. 56 lett. c
della l.r. n. 16 del 1996), prestando cioè dal 1996 al 2006
più di due turni. L'avviamento di questi lavoratori è stato
disposto dall'amministrazione forestale per integrare le
squadre antincendio previste dal contingente di garanzia
occupazionale;
l'impiego dei lavoratori in questione nelle campagne
antincendio boschive è sempre stato determinato
dall'amministrazione forestale, il cui ricorso è stato
dettato dall'ulteriore fabbisogno di lavoratori provvisti
di idonea professionalità e qualifica specifica rispetto al
numero già previsto per il contingente delle fasce di
garanzia occupazionale;
preso atto che:
il comma 5 dell'art. 43 della l.r. 14 aprile 2006, n.
14, esprime chiaramente il riferimento posto dal
legislatore 'alle mansioni di addetto allo spegnimento e
alla prevenzione degli incendi ex SAB';
l'espressione legislativa non da luogo ad alcun dubbio
nel riferirsi alla pluralità delle mansioni che sono
intervenute nella realizzazione del SAB (servizio
antincendio boschivo);
è pertanto erronea l'esclusione dalla graduatoria del
contingente antincendio dei lavoratori che sono stati
avviati nelle campagne antincendio a partire dal 1996 sino
al 2006 con contratti a tempo determinato della durata di
51 giornate (sino al 2005) e 78 giornate (2006) e che
hanno svolto le mansioni di 'addetto alla guida delle
autobotti e dei mezzi tecnici per il trasporto delle
squadre di pronto intervento' (ex art. 56, lett. b, della
l.r. 16/96) o di 'addetto alle torrette di avvistamento ed
alle sale operative' (ex art. 56, lett. c, della l.r. n.
16/96);
questa interpretazione deriva dall'erroneo presupposto
che la qualifica di addetto allo spegnimento ed alla
prevenzione degli incendi ex SAB' può essere riconosciuta
solo agli addetti alle 'squadre di pronto intervento' (di
cui alla lettera a) dell'art. 56 della l.r. n. 16/96);
ritenuto che:
la l.r. n. 16/96, nel regolamentare le prestazioni
lavorative nel settore forestale e nell'individuare il
personale da inserire nei contingenti distrettuali, al
Titolo III
- Delle prestazioni lavorative nel settore forestale e
degli addetti alla difesa dei boschi', Capo II - Misure
riguardanti i lavoratori impegnati nei servizi antincendio,
all'art. 56, comma 4, ha individuato le tre qualifiche in
cui si articola il contingente distrettuale nelle seguenti
figure:
a) addetti alle squadre di pronto intervento;
b) addetti alla guida di autobotti e dei mezzi tecnici speciali
per il trasporto delle squadre di pronto intervento;
c) addetti alle torrette di avvistamento ed alle sale operative;
disponendo espressamente che tutte e tre le mansioni
indicate nella citata disposizione di legge (per come
ripartite nelle tre qualifiche) concorrono tutte in eguale
misura alla realizzazione delle finalità della legge;
l'unica interpretazione attribuibile alla norma in
parola è quella che letteralmente il legislatore ha
proposto al Parlamento, e che è stata adottata mantenendo
chiara e distinta la volontà di riferirsi alla complessiva
composizione del servizio e quindi alla sua plurale
articolazione (come peraltro espressamente citato nel comma
4 dell'art. 56 della l.r. n. 16/1996), e che quindi
pacificamente vada superata qualsivoglia erronea
applicazione attribuibile solo ad uso impreciso e sommario
delle parole, generando effetti e conseguenze negative
nella pratica;
impegna il Governo della Regione
e, per esso,
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione,
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
l'Assessore per il bilancio e le finanze
ciascuno per la propria competenza, a disporre
l'immediato inserimento dei lavoratori nella graduatoria
dei lavoratori forestali ex art. 43 l.r. n. 14 del 2006
adibiti agli interventi antincendio, con il riconoscimento
agli stessi della garanzia occupazionale nella fascia agli
stessi spettante e l'avviamento degli stessi al lavoro
presso l'I.R.F., riconoscendo il diritto dei lavoratori che
sono stati avviati nelle campagne antincendio a partire dal
1996 e sino al 2006 con contratti a tempo determinato della
durata di 51 giornate (sino al 2005) e 78 giornate (2006),
svolgendo le mansioni di 'addetto alla guida delle
autobotti e dei mezzi tecnici per il trasporto
delle squadre di pronto intervento' (ex art. 56, lett. b,
della l.r. 16/96) e di 'addetto alle torrette di
avvistamento ed alle sale operative' (ex art. 56, lett. c,
della l.r. n. 16/96), per almeno due turni». (8)
DINA - SAVONA - CASCIO S. - LO GIUDICE -
BONOMO
CAPUTO - RAGUSA - MAIRA - ARICÒ - CORDARO
LUPO - VITRANO - CAMPAGNA
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dina per illustrare la
mozione.
Ricordo che, a norma di Regolamento, il tempo a disposizione
per illustrare la mozione è di dieci minuti.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione
interviene su una problematica di grave attualità riguardante gli
interventi del servizio antincendio.
La mozione, nell'affrontare una fattispecie specifica
concernente una parte della platea dei lavoratori adibiti
all'antincendio, vuole anche, nel proprio contesto, ampliare il
valore della parte motiva con l'inserimento di un emendamento già
presentato. La mozione, infatti, originariamente riguardante un
solo ed esclusivo aspetto, è stata ampliata con un secondo
aspetto che sottopongo all'Aula.
L'articolo 43 della legge regionale n. 14 del 2006, al comma 5
prevede che le garanzie occupazionali si estendano anche a quei
lavoratori che nell'anno 1996 avessero prestato servizio per
almeno due turni alle dipendenze degli Ispettorati ripartimentali
delle foreste, con le mansioni - e sottolineo il termine
mansioni' - di addetto allo spegnimento ed alla prevenzione
degli incendi ex SAB - Servizio antincendio boschivo.
Nel momento dell'attuazione di quella norma, gli uffici si sono
orientati cassando una parte della platea di cui all'articolo 56,
comma 4, della legge n. 16 del 1996, che riguarda l'articolazione
del contingente distrettuale del servizio antincendio.
Il contingente distrettuale, infatti, è articolato nelle
seguenti qualifiche:
a) addetti alle squadre di pronto intervento;
b) addetti alla guida delle autobotti e dei mezzi
tecnici speciali per il trasporto delle squadre di pronto
intervento;
c) addetti alle torrette di avvistamento ed alle sale
operative.
Come dicevo, gli uffici si sono orientati prevedendo
l'estensione delle garanzie occupazionali soltanto ai lavoratori
di cui alla lettera a) del comma 4 dell'articolo 56 della legge
16/1996. E' evidente l'illogicità nell'interpretazione data dagli
uffici, nel senso che il contingente distrettuale di un'attività
antincendio non può prescindere dal suo complesso operativo.
Infatti, sia gli addetti alle squadre di pronto intervento, sia
gli addetti alla guida delle autobotti, che gli addetti alle
torrette di avvistamento svolgono un ruolo sinergico
nell'attività di spegnimento degli incendi. Dunque, a nostro
avviso, tutti i lavoratori di cui al comma 4 rientrano nella
espressione con la mansione di addetto allo spegnimento e alla
prevenzione degli incendi ex SAB'.
Pertanto, nella consapevolezza che questi lavoratori abbiano
maturato un diritto che è previsto dalla norma, e cioè l'avere
svolto i due turni dal 1996 al 2006 - e questo è documentato -,
considerato, altresì, che l'espressione con mansioni di addetto
ecc.' deve essere interpretata nel senso estensivo, quindi non
soltanto con riferimento alle squadre di pronto intervento - gli
autobottisti ed i torrettisti svolgono un lavoro contestuale e
sinergico con le squadre di pronto intervento -, riteniamo che le
garanzie occupazionali previste dal comma 5 dell'articolo 43
della l.r. 14/2006 debbano essere estese anche ai lavoratori di
cui ai punti b) e c) del comma 4 dell'articolo 56 della legge
n. 16 del 1996.
L'impegno del Governo va in questa direzione.
Con l'emendamento presentato si vuole richiamare l'attenzione
sulla grave condizione complessiva del nostro territorio. Un
territorio che va tutelato e salvaguardato, un patrimonio
boschivo che va attenzionato e nei confronti del quale va
sviluppata un'attività di prevenzione e di repressione degli
incendi, con attenzione particolare alle condizioni climatiche e
vegetative della nostra Regione, soprattutto per la mancanza di
interventi finalizzati alla prevenzione e alla manutenzione nelle
strade dell'ANAS, nelle autostrade, nelle ferrovie, nelle strade
provinciali, nonché nei terreni agricoli privati. La mancata
manutenzione di cui ho testé detto espone, infatti, il nostro
territorio ad un rischio molto alto di incendi, così come,
purtroppo, abbiamo avuto modo di verificare nella sua grave e
devastante forza negli ultimi tempi.
L'invito che rivolgiamo al Governo è quello di intervenire, per
le finalità di cui agli articoli 36 e 37 della legge 14/2006,
nella predisposizione di un efficace programma straordinario di
interventi fino al 30 novembre 2008 che tenda anche a consolidare
ed a valorizzare le professionalità ed i livelli occupazionali di
tutti gli addetti del settore.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, ho firmato insieme con l'onorevole Dina ed altri
colleghi la mozione in discussione che, indubbiamente, ha il
merito e anche la responsabilità di porre all'attenzione del
Parlamento e, quindi, del Governo una situazione estremamente
drammatica che fino ad oggi, dietro il balletto delle competenze,
delle leggi e dei regolamenti, ha creato una serie di divisioni
all'interno del mondo della Forestale e nel suo comparto,
consentendo ad alcuni lavoratori di essere avviati al lavoro e ad
altri di non esserlo e determinando, con una serie di complessità
burocratiche incomprensibili, ritardi nell'avviamento dei
lavoratori, ritardi che sono stati anche causa di incendi che
hanno devastato il territorio siciliano.
Con la mozione in discussione intendiamo chiedere al Governo,
su impulso e sostegno del Parlamento, di rivedere le normative
del settore e di garantire tutti i lavoratori che sono inseriti
nel sistema dell'antincendio boschivo, sottraendo il loro
avviamento ad interpretazioni giurisprudenziali, a provvedimenti
amministrativi spesso illogici, che hanno avviato lavoratori, ma
che ne hanno lasciato altri a casa, creando divergenze, a volte,
anche scontri, all'interno della categoria.
Riteniamo che questa mozione, con l'emendamento aggiuntivo
sottoscritto anche da me, possa risolvere il problema.
Chiediamo, dunque, al Parlamento e al Governo un atto di
coraggio, al fine di evitare il ricorso ad interpretazioni più o
meno dubbie ed assicurare a questa importantissima categoria di
lavoratori la certezza dell'occupazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo
alcune delle cose dette dai colleghi che mi hanno preceduto,
desidero sottolineare che, di fatto, con la mozione in
discussione si dà l'interpretazione esatta della norma,
considerato che i lavoratori di cui si parla hanno
continuativamente operato dal 1996 ad oggi, anche a seguito di
accordi sottoscritti in Prefettura, successivamente riconosciuti
dall'Amministrazione.
Desidero, altresì, sottolineare altri due aspetti.
Il primo è che si va verso la piena tutela del patrimonio
boschivo, e credo che questo corrisponda pienamente all'interesse
dell'Amministrazione e dei siciliani tutti; il secondo aspetto è
che questa interpretazione, di fatto, migliora anche le
condizioni di sicurezza dei lavoratori addetti al servizio
antincendio.
Ricordo all'Aula che anche oggi i lavoratori forestali hanno
indetto una manifestazione e credo che l'approvazione di questa
mozione da parte dell'Assemblea rappresenti un giusto segno di
attenzione nei confronti di questa categoria.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
necessario sviluppare tutto ciò che riguarda la materia
forestale, compreso il servizio antincendio, in maniera un po'
più organica.
A mio avviso, non possiamo procedere con la logica cui si
ispira la mozione in discussione, in quanto, nell'affrontare
questioni che riguardano anche e soprattutto turni, diritti dei
lavoratori, graduatorie, servizi antincendio nel suo complesso,
potremmo commettere l'errore, nel caso in cui la mozione fosse
approvata, che all'indomani della sua approvazione il Governo la
prenda per oro colato', come Vangelo, e cominci ad assumere
iniziative nella direzione dei contenuti della mozione. Ci
troveremmo, infatti, dinanzi ad un testo che, per certi versi,
darebbe risposte ad alcune centinaia di lavoratori, ma per altri
creerebbe una situazione paradossale.
C'è un settore che vede interventi molto limitati rispetto
all'esigenza dell'intero comparto e l'esperienza che abbiamo alle
spalle è che durante la discussione della finanziaria non siamo
riusciti a far passare le graduatorie distrettuali, perché la
maggioranza si è dichiarata contraria al famoso emendamento.
E' un po' un controsenso: mentre in quel momento ci si metteva
di traverso, oggi dovremmo solo recuperare questioni specifiche
importanti che consideriamo assolutamente tali senza, invece,
rivisitare quanto è necessario relativamente alla materia
forestale.
Invito, dunque, il Governo ad assumere un'iniziativa
legislativa che, prendendo spunto da quanto contenuto nella
mozione, possa dare ad ognuno di noi la possibilità di dire' non
solo in questa sede, cioè nella discussione della mozione, ma di
articolare tutto quanto è stato detto nei mesi passati,
iniziativa legislativa che dovrà sicuramente ottimizzare la legge
14/2006, dovrà mettere mano ad un comparto molto delicato e
parlare di stabilizzazione con un linguaggio un po' più netto e
serio.
Non voglio citare esperienze di altre regioni, perché sappiamo
che l'impegno del Governo fu quello di mettere insieme Stato,
Regione, Unione europea con ciò che prevedono i regolamenti, con
le risorse finanziarie a disposizione e così via e finalmente
affrontare in maniera seria e definitiva, possibilmente, la
questione che riguarda migliaia e migliaia di lavoratori
forestali.
Signor Presidente, ciascuno di noi, a partire dai lavoratori
del settore, penso guardi alla risorsa rappresentata dal nostro
patrimonio boschivo con la volontà di elevarne la produttività,
di valorizzare quanto c'è da valorizzare, di implementare, di
mettere i lavoratori nelle condizioni di lavorare serenamente, di
iniziare finalmente un percorso di stabilizzazione, di uscire da
una fase e di entrare in un'altra, portando avanti quel lavoro di
interlocuzione forte, che era stato annunciato, con Roma e con
Bruxelles.
Personalmente vedo un limite nell'impostazione della mozione.
Non voglio assolutamente peccare di presunzione: noi ci limitiamo
soltanto a ritoccare. Capisco che a volte i ritocchi sono
indispensabili, ma nell'ambito di questa logica dei ritocchi,
invito il Governo - cosa che già noi faremo nelle prossime ore -
ad assumere un'iniziativa, la più organica possibile, per
iniziare veramente una fase nuova che possa riguardare tutto il
comparto forestale.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, signori deputati, in merito alla mozione in
discussione appare utile osservare come la problematica inerente
l'applicazione dell'articolo 43, comma 5, della legge regionale
n. 14 del 2006 sia ormai ricorrente ed investa, com'è noto, in
massima parte, il personale addetto alla prevenzione ed allo
spegnimento degli incendi, con particolare riferimento a quello
di cui all'articolo 56 della legge regionale n. 16/1996.
Mi preme, preliminarmente, evidenziare come il contingente
antincendio appaia, nel suo complesso, numericamente
insufficiente e come, pertanto, si rendano indispensabili
ulteriori integrazioni e apporti di personale.
Va, altresì, sottolineato come l'impiego di personale
qualificato, istruito professionalmente, preparato a gestire le
gravi emergenze ambientali e, peraltro, già dotato di dispositivi
di protezione individuale, garantisca la migliore efficienza del
delicato servizio svolto dagli stessi, nonché un risparmio per
l'Amministrazione che, in caso di avviamento di operatori privi
di precedenti lavorativi, dovrebbe impiegare cospicue risorse
finanziarie per la formazione del personale e per l'acquisto
delle dotazioni.
Occorre, tuttavia, ribadire in questa sede che l'estensione
delle garanzie occupazionali, riconosciute dal già citato comma 5
dell'articolo 43, a tutti gli operai addetti all'attività
antincendio, ha trovato fino a qui ostacoli in una complessa
problematica interpretativa collegata all'applicazione della
suddetta norma che ha, di fatto, ristretto il riconoscimento e le
garanzie ai soli operai addetti alle squadre di pronto
intervento, così come correttamente detto dall'onorevole Dina e
dai deputati che si sono succeduti negli interventi, escludendo
gli addetti alla guida di autobotti e dei mezzi tecnici speciali
per il trasporto delle squadre di pronto intervento e gli addetti
alle torrette di avvistamento e alle sale operative.
Sulla questione - e questo è un elemento non di poco conto per
l'attività del Governo - è stato chiamato a pronunciarsi
l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione che
ha rilevato, nel parere reso (n. 226 del dicembre 2007), in
merito, appunto, alle garanzie occupazionali per il servizio
antincendio ex articolo 45 ter, comma 5, della legge regionale
n. 16 del 1996, un'incoerenza nelle norme di riferimento e ha
ritenuto necessario il ricorso all'adozione di una norma di
interpretazione autentica dell'articolo in questione.
Ha evidenziato, in altri termini, che l'azione amministrativa
non può, in assenza di un provvedimento normativo, includere
nell'elenco speciale - così come dovrebbe fare in tal caso
l'Assessorato del lavoro - i lavoratori dei quali stiamo
parlando.
Va, infine, evidenziato come l'auspicato ampliamento delle
garanzie occupazionali avrebbe un chiaro impatto sul bilancio
della Regione, la cui esatta quantificazione potrà essere fornita
dagli uffici competenti solo a seguito di ulteriori accertamenti,
anche in considerazione del fatto che, una volta transitati nel
contingente a 101 giornate, tutti coloro che si occupano di
antincendio potrebbero avanzare medesima richiesta, come i
lavoratori della manutenzione che prestano servizio presso
l'Azienda delle foreste demaniali.
Alla luce di quanto sopra, l'Assemblea dovrebbe procedere
all'emanazione di una norma interpretativa chiara ed
inequivocabile dell'articolo 43, comma 5, della legge regionale
n. 14, provvedendo, ovviamente, anche alla necessaria copertura
finanziaria, che - com'è noto ai componenti dell'Assemblea - ad
oggi, non è sufficiente nemmeno a garantire i livelli
occupazionali previsti per i lavoratori inseriti nell'elenco
speciale di cui alla legge n. 14, per i quali mancano risorse
cospicue che il Governo chiederà a questo Parlamento di coprire
in sede di assestamento di bilancio.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendiamo atto
della posizione del Governo. La mozione in discussione va
nella direzione di impegnare il Governo in una revisione, anche
con un'interpretazione autentica dell'articolo in questione, per
dirimere un contenzioso che sta creando anche problemi operativi
nelle squadre antincendio, le quali lavorano in maniera
disarticolata e non sinergica, con lavoratori inseriti nel
contesto della squadra che possono fare soltanto 78 giorni e
lavoratori che possono fare 101 giorni; e ciò causa quegli
asincronismi e quelle illogicità organizzative che vengono
riscontrati puntualmente dal Dipartimento.
Ritengo, quindi, quanto mai opportuno procedere alla revisione
della legge n. 14 nella direzione prima sottolineata. Mi auguro
che tale indicazione possa trovare riscontro anche
nell'intervento dell'opposizione per bocca dell'onorevole Oddo.
Concludendo, penso potremmo trasformare la mozione in un
impegno per il Governo a presentare una revisione della legge n.
14 anche a proposito di quelle criticità, che sono tante,
evidenziate nel passato e su cui torneremo a legiferare.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, signori deputati, il tema posto dall'onorevole Dina
in questo suo secondo intervento è di portata ancora più ampia.
La legge n. 14, approvata da quest'Assemblea, e la sua
applicazione presentano lacune di non poco conto. Risulta,
infatti, evidente - e non sfuggirà all'attenzione dell'Aula - che
le squadre antincendio composte da sette/otto uomini hanno
frequentemente registrato la promozione al contingente con
garanzie occupazionali superiori solamente di una o di due unità
impedendone l'operatività nell'ambito dell'attività antincendio.
Coloro che erano presenti nella passata legislatura non avranno
certo dimenticato che in più occasioni sono stati promossi
interventi per rivedere i meccanismi di formazione delle
graduatorie, da un lato, e, dall'altro, per procedere ad
un'integrazione a passi successivi nell'ambito della legge numero
14.
Oggi il Governo sarà impegnato in questa direzione.
Come ha detto correttamente l'onorevole Oddo, nella passata
legislatura era stato avviato un proficuo percorso con il Governo
nazionale per integrare il quadro finanziario regionale
disponibile con quello di provenienza nazionale e, soprattutto,
di provenienza INPS e Ministero del lavoro. In tal senso il
Governo della Regione ha già riavviato con il nuovo Governo
nazionale l'interlocuzione, al fine di individuare un percorso
proficuo che possa andare nella direzione indicata, ovviamente,
con le complessità che un discorso di questo tipo comporta,
attesi il numero dei lavoratori interessati sul piano regionale,
ma anche - non nascondiamocelo - le difficoltà finanziarie che la
Regione affronta e di cui quest'Aula dovrà occuparsi per poter
addivenire ad una completa risoluzione del problema.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'assessore La Via per quest'intervento, ma anche per la
manifesta e reiterata volontà di affrontare un problema così
esteso e così delicato. Un problema che riguarda migliaia di
lavoratori e che non può e non deve trovare - e, per la verità,
non trova - divisioni all'interno di questo Parlamento. Ne è
riprova anche l'intervento dell'onorevole Oddo, il quale ha
offerto un contributo notevole al dibattito scaturito dalla
mozione.
Credo, onorevoli colleghi, che oggi questa mozione rappresenti
un atto che qualifica il nostro Parlamento, perché pone
all'attenzione, al confronto con il Governo - che sta dimostrando
sensibilità - una tematica importante.
Invito, pertanto, il Parlamento a votare favorevolmente la
mozione così come è stata migliorata con il contributo del
rappresentante del Governo e degli altri colleghi, affinché oggi
possa essere dato un segnale importante nei confronti di quei
lavoratori che hanno subito una grave discriminazione e che si
sono visti costretti molto spesso ad aprire al loro interno un
contenzioso per assicurarsi il posto di lavoro.
PRESIDENTE. Comunico che è stati presentato, a firma degli
onorevoli Dina, Caputo, Marrocco e Aricò, il seguente
emendamento:
«Dopo l'ultimo capoverso del periodo ritenuto che aggiungere
si ritiene necessario per la tutela e la salvaguardia del
patrimonio boschivo potenziare e sviluppare l'azione di
prevenzione e di repressione degli incendi sia per le particolari
condizioni climatiche e vegetative della nostra Regione, sia per
la mancanza di interventi finalizzati alla prevenzione e alla
manutenzione delle strade dell'Anas, delle autostrade, delle
ferrovie e delle strade provinciali, nonché dei terreni agricoli
privati ».
Alla fine della parte impegnativa aggiungere:
Per le finalità previste dall'articolo 29, lettera h) e dagli
articoli 36 e 37 della legge regionale 14/2006, invita il Governo
a predisporre un efficace programma straordinario di interventi
fino al 30 novembre 2008 e, nel contempo, a consolidare e
valorizzare la professionalità e i livelli occupazionali di tutti
i lavoratori addetti ».
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, a proposito della modifica alla parte motiva della
mozione, il Governo, concordando pienamente con quanto espresso
dall'onorevole Dina e dagli altri deputati, esprime parere
favorevole; invece, per quanto riguarda la seconda parte, è ovvio
che l'impegno in essa contenuto è, in ogni caso, subordinato
all'adeguata copertura finanziaria da parte dell'Assemblea in
sede di assestamento di bilancio.
DINA. Dobbiamo presentare un subemendamento in tal senso?
PRESIDENTE. Non occorre, onorevole Dina.
Tenendo conto della precisazione del Governo, il quale -
ribadisco - ritiene fondamentale l'adeguata copertura
finanziaria, alla quale si provvederà in sede di variazione di
bilancio, pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Comunico che è stato presentato, a firma dell'onorevole Oddo,
il seguente emendamento:
«Nella parte impegnativa, dopo le parole per almeno due turni
aggiungere a predisporre uno specifico intervento di
rivisitazione delle normative esistenti in materia cogliendo le
specifiche criticità e operando per la stabilizzazione di tutti i
lavoratori forestali. ».
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Se non
ricordo male, l'onorevole Oddo nei suoi precedenti interventi
raccomandava di non fare demagogia . Dovremmo cercare di
mantenere tale orientamento.
Il percorso di stabilizzazione, così come individuato negli
accordi sindacali e nei percorsi avviati, non riguardava tutti i
lavoratori ma alcune fasce di essi; nell'emendamento a firma
dell'onorevole Oddo, testé presentato, mi pare che non si dica
questo.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, potremmo considerare il suo
emendamento sino alle parole «cogliendo le specifiche criticità»
Mi sembra più serio o, meglio, più praticabile alla luce delle
parole dell'Assessore.
ODDO. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Resta stabilito che l'emendamento si intende
presentato sino alle parole «cogliendo le specifiche criticità».
Pongo in votazione l'emendamento nel testo risultante a seguito
della modifica proposta dal Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 8 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Discussione unificata delle mozioni nn. 5 e 6
PRESIDENTE. Essendo arrivato in Aula il vicepresidente della
Regione, onorevole Bufardeci, si passa al punto IV dell'ordine
del giorno: Discussione unificata delle mozioni n. 5 Iniziative
a livello centrale per assicurare alla Regione i finanziamenti
già previsti per il piano straordinario di manutenzione della
viabilità provinciale e n. 6 Ripristino dei fondi ex Fintecna,
come previsto dall'articolo 1, comma 155, della legge 296 del
2006 .
Do lettura delle mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
con la legge finanziaria 2007 sono stati previsti dal
Governo Prodi 1500 milioni di euro in tre anni per un piano
straordinario di manutenzione della viabilità provinciale
siciliana e calabrese, in ragione di 1050 milioni di euro
per la Sicilia e 450 milioni di euro per la Calabria -
ripartiti nella misura di 350 milioni di euro l'anno per
gli anni 2007, 2008 e 2009 per la Sicilia e 150 milioni di
euro per gli stessi anni per la Calabria;
il decreto attuativo prevedeva l'elaborazione da parte
delle province di piani triennali di manutenzione stradale
che le stesse province stanno già predisponendo;
CONSIDERATO CHE:
il Governo Berlusconi ha invece deciso, tra i suoi primi
provvedimenti, il taglio di tali fondi oltre a quelli già
previsti per opere infrastrutturali in Sicilia e Calabria,
tra cui le metropolitane di Palermo, Catania e Messina;
tale decisione rappresenta un gravissimo scippo
finanziario ai danni della Sicilia e della Calabria e, in
particolare, un inaccettabile blocco dei progetti di
manutenzione straordinaria della viabilità minore di queste
regioni, peraltro già fragilissima e più che bisognosa di
tali interventi;
la riunione del Consiglio dei ministri si è svolta in
assenza del Presidente della Regione siciliana nonostante
fossero in discussione questioni relative alla Sicilia e la
cui definizione, secondo il dettato costituzionale, prevede
la presenza del Presidente della Regione col rango di
ministro,
impegna il Governo della Regione
ad elevare formale protesta nei confronti del Governo
nazionale per tale grave decisione adottata a danno della
nostra Regione ed a presentare ricorso alla Corte
costituzionale per la grave violazione statutaria che lede
gli interessi della Regione;
a mettere in atto tutte le iniziative istituzionali e la
mobilitazione politica e sociale necessarie affinché tali
risorse finanziarie vengano immediatamente reintegrate e
restituite agli obiettivi progettuali già individuati;
a chiedere alle associazioni degli enti locali (URPS,
ANCI, Lega delle autonomie locali, ecc.) di sostenere tale
azione con una giornata di protesta, con concentramento a
Roma, al fine di garantire la certezza dei finanziamenti».
(5)
CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO -
BONOMO
DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
GUARDO
DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA - GALVAGNO
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARINELLO - MARZIANO
- ODDO
PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI
SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
nell'ambito del primo Consiglio dei Ministri tenutosi lo
scorso 21 maggio a Napoli, il Governo ha varato una serie
di provvedimenti tra cui l'abolizione totale dell'imposta
comunale sugli immobili adibiti ad abitazione principale,
estendendo di fatto il beneficio normativo già vigente a
tutte le fasce di reddito;
tra i fondi utilizzati per la necessaria copertura
finanziaria sono stati impiegati quelli assegnati a
Fintecna per la realizzazione di reti infrastrutturali in
Sicilia e Calabria;
tali fondi ammontano a un miliardo e 294 milioni di
euro, in dotazione all'ex Fintecna, come previsto
dall'articolo 1, comma 155, della legge n. 296 del 2006 e
destinati alla realizzazione di infrastrutture evidenziate
dalle intese siglate nell'ottobre del 2007 tra Governo e
Regioni interessate;
in particolare erano stati conclusi gli accordi
preliminari con cui sono state selezionate le seguenti
opere: 906 milioni di euro per la metropolitana di Palermo,
240 milioni di euro per la Circumetnea di Catania, 247
milioni di euro per la superstrada Agrigento -
Caltanissetta e 240 milioni di euro per le piattaforme
logistiche di Messina;
RITENUTO CHE:
tale situazione ha generato notevole
preoccupazione ed incertezza in tutte le amministrazioni
locali interessate, che riponevano già completo affidamento
sulla disponibilità di tali risorse, indispensabili per
l'immediata esecuzione degli interventi necessari a
realizzare adeguati livelli di sicurezza e di vivibilità
dei tessuti urbani e per la viabilità primaria nella
Regione siciliana;
è inopportuno e irragionevole che i fondi destinati allo
sviluppo infrastrutturale di regioni particolarmente
svantaggiate come la Calabria e la Sicilia siano destinati
a misure eterogenee, incidenti indistintamente su tutto il
territorio nazionale e, in particolare, è necessario
intervenire affinché i suddetti finanziamenti vengano
ripristinati e destinati alla realizzazione delle opere di
modernizzazione che risultano ormai obiettivi
irrinunciabili e prioritari per innescare i processi di
sviluppo economico e produttivo dell'intero Mezzogiorno,
impegna il Governo della Regione
ad adottare ogni iniziativa per evitare che la Sicilia
sia ulteriormente penalizzata e perché si giunga alla
riassegnazione delle somme stornate, originariamente
destinate alla realizzazione delle opere infrastrutturali
individuate come indispensabili per lo sviluppo delle
Regione.» (6)
MAIRA - CORDARO - DINA - SAVONA - RAGUSA -
FAGONE
LO GIUDICE - CASCIO S.
MARZIANO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 5.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevole vicepresidente della
Regione, onorevoli colleghi, con la finanziaria nazionale del
2007 furono stanziati dal Governo Prodi 1.500 milioni di euro in
tre anni per un piano straordinario per la manutenzione della
viabilità provinciale per la Sicilia e la Calabria, in ragione di
1.050 milioni di euro (350 milioni l'anno per la Sicilia) e di
450 per la Calabria.
L'iter per l'attribuzione di tali risorse fu complesso e
tormentato, tant'è che l'attuale Presidente della Regione, allora
presidente della Provincia di Catania e presidente dell'Unione
regionale delle province siciliane, ritenne opportuno promuovere
e realizzare una mobilitazione istituzionale e politica per
difendere tali risorse da presunte volontà dilatorie del Governo
e
per accelerare l'iter di pubblicazione dei relativi decreti
riguardanti le modalità
di investimento e di spesa.
Io e molti altri, allora, pur essendo amministratori, non
partecipammo alla manifestazione ritenendola strumentale.
Giudicammo più opportuno, invece, illustrare i contenuti di quel
decreto, già firmato nei giorni precedenti la mobilitazione dal
ministro Di Pietro e alla firma del ministro Bersani lo stesso
giorno della manifestazione.
Le risorse, cioè, erano disponibili ed il decreto che le
assegnava stabilendone anche le modalità di erogazione era
pronto. Quel decreto, infatti, fu subito pubblicato. Le province
siciliane e calabresi hanno già provveduto o stanno provvedendo
all'elaborazione dei piani provinciali di manutenzione stradale
sulla base delle risorse assegnate in un rapporto pari a circa
250 euro ad abitante, finanziamento mai realizzato in Sicilia per
la viabilità provinciale.
Le province stanno realizzando tali piani forti del fatto che
la prima annualità, 350 milioni di euro per la Sicilia e 150
milioni di euro per la Calabria, è già stata decretata dal
Governo Prodi e sarà nella disponibilità delle province siciliane
e calabresi parallelamente alla presentazione dei piani triennali
di manutenzione.
Questo processo virtuoso, onorevole vicepresidente della
Regione, che avrebbe portato ad investire nella viabilità
provinciale siciliana ben oltre un miliardo di euro in tre anni,
si è interrotto per consentire al Governo Berlusconi di mantenere
un impegno elettorale: l'abolizione dell'ICI sulla prima casa,
provvedimento meritorio, se non fosse che le risorse necessarie
siano state distratte da quelle già assegnate alla Sicilia per la
viabilità provinciale e per la realizzazione di altre importanti
infrastrutture, tra le quali le metropolitane di Palermo, Catania
e Messina.
Il provvedimento di abolizione dell'ICI ha, infatti, per il
Paese un costo di circa 3 miliardi di euro, di cui un miliardo e
ottocento milioni viene sottratto alla Sicilia; in sostanza, meno
manutenzione stradale, niente metropolitane, niente
infrastrutture civili. Come dire che i siciliani stanno pagando
l'abolizione dell'ICI dei milanesi, dei padovani, dei bresciani,
dei veneti, cioè la Sicilia contribuisce all'eliminazione
dell'ICI nel Lombardo-Veneto. Questa è la situazione che si è
determinata
Non le sfuggiranno, onorevole Vicepresidente, le conseguenze
sociali ed economiche di tale decisione; conseguenze che sono
state brillantemente illustrate in un articolo del giornale
dell'Unione delle province italiane, che per brevità non leggo, e
nel quale vengono evidenziate le preoccupazioni circa il blocco
di un processo che stava portando ad un grande impegno sul
terreno della manutenzione della sistema viario provinciale, così
fragile e così importante, anche alla luce della mancanza di un
vero e proprio sistema autostradale in Sicilia.
Peraltro, il provvedimento è viziato da un fumus di
incostituzionalità, essendo stato adottato in una riunione di
Consiglio dei ministri senza la partecipazione dell'onorevole
Presidente della Regione col rango di ministro; eppure in quella
sede si discuteva degli interessi della Sicilia e si scippavano
alla Sicilia oltre un miliardo e ottocento milioni di euro
Alla luce di tutto ciò, chiediamo al Governo regionale di
mantenere fede all'impegno più volte assunto e per il quale il
Presidente Lombardo, il Vicepresidente della Regione e la
coalizione di Governo hanno avuto un consenso quasi plebiscitario
da parte dei Siciliani: difendere gli interessi della Sicilia da
un provvedimento del governo Berlusconi che non rappresenta
soltanto un insulto nei confronti dei Siciliani, ma anche
un'offesa alle istituzioni regionali.
La invitiamo, pertanto, onorevole Vicepresidente, ad elevare
formale protesta nei confronti del governo Berlusconi; troppo
flebile è stata, infatti, la voce Presidente della Regione e
quella degli esponenti dell'MPA e del PDL nel protestare contro
questo provvedimento.
La invitiamo, altresì, a presentare ricorso presso la Corte
costituzionale per affermare un preciso dettato costituzionale,
così come la invitiamo, onorevole Vicepresidente, a convocare una
grande manifestazione istituzionale di protesta per ottenere la
restituzione del maltolto e riparare allo scippo di risorse
destinate alla Sicilia e dirottate, invece, nelle regioni del
nord.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ho letto le mozioni in discussione e
ascoltato con attenzione l'esposizione dell'onorevole Marziano e
dico subito che quando, a conclusione del proprio intervento,
l'onorevole Marziano invita il Governo della Regione ad impugnare
il provvedimento che ha notevolmente ridotto le risorse destinate
alla Sicilia, suggerisce un'azione che il Governo ha già compiuto
con la deliberazione numero 138 del 5 giugno 2008. Infatti, con
quella deliberazione, il Governo ha avanzato ricorso presso la
Consulta avverso il decreto-legge numero 93 del 2008
Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto
delle famiglie . Tale ricorso è stato notificato in data 25
giugno 2008 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data
26 giugno all'Avvocatura dello Stato ed è stato depositato il 30
giugno presso la Corte costituzionale. In esso si esprime tutto
il disagio del Governo regionale per la sottrazione delle ingenti
risorse e per l'assenza di interventi specifici nei confronti
della Regione, tutto ciò stabilito senza che il Presidente della
Regione siciliana fosse né informalmente né formalmente invitato
a partecipare alla riunione del Consiglio dei Ministri del 21
maggio 2008, riunione nella quale è stato adottato il decreto n.
93, né avesse avuto notizia del contenuto pregiudizievole di
tale norme. Un ricorso, quindi, per conflitto di attribuzione ,
per l'evidente menomazione delle competenze statutariamente
previste per la nostra Regione.
Tali sono le considerazioni e le motivazioni per le quali è
stata palesata l'illegittimità costituzionale e in quanto lesive
delle attribuzioni proprie della Regione garantite dalla
Costituzione e sancite dal nostro Statuto, in maniera specifica
per violazione dell'articolo 21, ultimo comma, dello Statuto,
laddove prevede che il Presidente della Regione col rango di
Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto
deliberativo nelle materie che interessano la Regione .
Si è palesata, quindi, l'illegittimità costituzionale delle
suddette disposizioni normative anche per violazione del decreto
legislativo numero 35 del 21 gennaio 2004, recante Norme di
attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana
relative alla partecipazione del Presidente della Regione alle
riunioni del Consiglio dei Ministri , che - come detto poc'anzi -
sono citate all'articolo 21.
La giurisprudenza della Consulta, che abbiamo citato nel
ricorso proposto, ha più volte affermato che la partecipazione
del Presidente della Regione siciliana al Consiglio dei Ministri
è garantita dall'articolo 21, comma 3, dello Statuto siciliano,
quando sono in discussione argomenti che coinvolgono un interesse
differenziato proprio e peculiare di questa singola Regione.
Considerato che il decreto-legge numero 93 del 2008 riguarda
disposizioni che coinvolgono direttamente e significativamente la
Regione siciliana e suoi interessi, non v'è dubbio che l'articolo
21, comma 3, dello Statuto e le relative norme di attuazione
siano stati più volte violati - come dicevo prima - sia in quanto
il Presidente non è stato invitato a partecipare alle riunioni né
formalmente né informalmente, sia in quanto non ha ricevuto
preventiva informazione sul decreto-legge e sul relativo
contenuto particolarmente pregiudizievole per gli interessi della
nostra Regione.
Poiché tale materia è anche regolata dal principio di leale
collaborazione, è chiaro che siamo di fronte ad una vera e
propria infrazione. Anche questo è stato oggetto specifico delle
contestazioni mosse nei confronti dell'atto del Governo; infatti,
la leale collaborazione - cui ho fatto riferimento - avrebbe
imposto al Governo una preventiva informazione e una
consequenziale interlocuzione per un raccordo ai vari livelli
istituzionali o, quanto meno, una co-determinazione delle scelte.
Ciò detto e fatta propria già da circa un mese la volontà
espressa con le mozioni oggetto della discussione odierna, v'è
anche da rilevare che il nostro Presidente ha più volte
interloquito con il Governo nazionale nella persona del Ministro
dell'Economia oltre che con lo stesso Presidente del Consiglio e
in modo specifico - in occasione e prima del voto di fiducia in
Parlamento sul decreto fiscale a proposito dei fondi Fintecna e
sulla viabilità provinciale, che sono gli aspetti che più
segnatamente l'onorevole Marziano ha citato - da parte del
Governo nazionale è giunta un'assicurazione formale sul reintegro
di tali fondi. E ciò indipendentemente dalla capacità di potere
attingere a finanza comunitaria per quanto attiene a molti
aspetti oggetto del provvedimento per la soppressione dell'ICI
sulla prima casa.
Pertanto, avendo approfondito molto questo argomento con il
Presidente della Regione e con gli altri colleghi del Governo, mi
sento di potere affermare che non intendiamo minimamente operare
alcuno sconto al Governo nazionale, laddove le assicurazioni
fornite dallo stesso non avessero una conseguenza positiva e
concreta, cioè il ritorno di quelle risorse, se, in pratica, non
dovesse trasformare quell'impegno, che è stato dichiarato, in
azioni concrete.
Tra l'altro - e lo abbiano anche precisato - per quanto
riguarda i fondi comunitari sappiamo bene come possono essere
utilizzati, potrebbero essere utilizzati anche per la viabilità
provinciale, tuttavia le risorse precedentemente assegnate dallo
Stato per questa finalità non possono essere minimamente
compensate con fondi europei che la Regione siciliana utilizzerà
come meglio crede e a proposito dei quali nessuno da Roma può
deciderne la destinazione.
Desidero tranquillizzare l'onorevole Marziano e gli altri
firmatari delle mozioni: così come prontamente ci siamo adoperati
avanzando ricorso presso la Consulta avverso il decreto-legge
numero 93 del 2008, alla stessa maniera seguiremo con la massima
attenzione le trattative che seguiranno. Mi riferisco anche ai
prossimi provvedimenti finanziari e di bilancio che
coinvolgeranno la Regione siciliana in ordine ai quali, stando
all'impegno assunto dal Governo nazionale, ci attendiamo che la
Sicilia, la quale versa in condizioni economiche terribilmente
gravi, non perda ulteriori risorse che invece devono essere tutte
utilizzate per avviare un virtuoso percorso di riequilibrio delle
nostre finanze e di riqualificazione della nostra Regione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po'
perplesso: pochi minuti fa eravamo in Aula, maggioranza ed
opposizione, per votare l'ampliamento da cinque a nove dei
componenti il Comitato per la legislazione', un organismo
interno del nostro Parlamento; stranamente, adesso che dobbiamo
discutere di un problema riguardante tutta la Sicilia, ossia dei
fondi sottratti alla Sicilia, vedo gli scranni di quest'Aula, che
poc'anzi erano quasi tutti pieni, totalmente vuoti
Onorevole Vicepresidente della Regione, il problema non è
soltanto giuridico, perché giuridicamente non abbiamo risolto la
problematica di questo momento. Sono stati sottratti alla Sicilia
finanziamenti certi, risorse che erano già in finanziaria e che
oggi non sono più nella disponibilità della Sicilia, così come è
stato ridotto il bonus fiscale che interessava solamente il Sud,
mentre è stato praticamente mantenuto qualche altro accorgimento
che
interessava il Nord.
Signor Presidente dell'Assemblea, qui c'è un problema di fondo:
l'Autonomia della Sicilia, tanto sbandierata ai quattro venti
durante la campagna elettorale e che è servita per attrarre
consensi durante la campagna elettorale, oggi - come appare
evidente - non viene attuata.
Penso che il problema politico si possa risolvere attraverso un
incontro tra tutti i parlamentari siciliani, di qualsiasi
estrazione politica essi siano, eletti al Parlamento nazionale,
affinché impediscano ulteriori sottrazioni di risorse.
Personalmente, sono molto deluso, in questo momento. Noto,
infatti, che in quest'Aula, nonostante l'importanza della
discussione odierna, che avrebbe dovuto registrare la presenza
massiccia dei colleghi ed anche un indirizzo unanime da parte
dell'Assemblea, considerato che alla Sicilia è stata sottratta la
maggior parte dei fondi in precedenza assegnati, siamo in pochi
tra colleghi della maggioranza e dell'opposizione a dibattere di
un problema reale ed importante per tutta la Regione siciliana.
Quindi, prego il Vicepresidente della Regione ed il Presidente
dell'Assemblea affinché si ponga un problema politico serio, non
di vane promesse, perché i due miliardi e oltre di euro sottratti
al Sud e in maggior parte alla Sicilia potevano sicuramente
essere reperiti in altri capitoli della finanza nazionale.
C'è una differenza fra noi ed il Nord: al Nord, qualsiasi sia
l'estrazione politica, quando si tratta di difendere fondi del
Nord, sono tutti presenti in Commissione ed in Parlamento,
unanimemente, a dare il consenso e l'impronta politica. Qui,
questa sera, c'è il fallimento di un'azione autonomista che, mi
sia consentito, avrebbe dovuto avere un altro impulso ed un altro
impegno.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
dagli interventi del Vicepresidente della Regione emerga il
mancato apprezzamento nei confronti dell'azione del Governo
nazionale.
Lei, onorevole Bufardeci, ha puntualizzato i modi attraverso
cui il Governo regionale ha protestato nei confronti del Governo
nazionale, riferendo, altresì, di interlocuzioni tra la
Presidenza della Regione, il Ministro dell'Economia e il
Presidente del Consiglio, dai quali
- ha riferito - il nostro Presidente avrebbe ottenuto
rassicurazioni formali circa la ricomposizione della questione.
In proposito desidererei sapere in che forma sono state rese
queste rassicurazioni formali, cioè se esiste un documento, una
lettera o un qualche elemento scritto o se si è trattato di
rassicurazioni verbali'.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Onorevoli colleghi,
onorevole De Benedictis, le interlocuzioni, sia dirette che
attraverso parlamentari ed autorevoli componenti siciliani del
Governo nazionale, si sono concretizzate, ovviamente, in impegni
di natura esclusivamente politica, non formalizzati in un
documento o in un atto. Confermo però che stiamo seguendo, sia
attraverso i parlamentari siciliani all'interno del Governo
nazionale, sia con l'interlocuzione diretta del Presidente della
Regione e sia con una nostra interlocuzione, gli sviluppi di
quell'impegno.
Si tratta - lo ribadisco - di impegni assunti sul piano
politico che dovranno avere conseguenze concrete nell'azione del
Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il
Governo ascoltasse per un momento, affinché si arrivi alla
conclusione di questa sorta di commedia degli inganni'.
Non voglio ricordare al Governo i provvedimenti di cui
stiamo parlando né le refluenze che hanno o avranno in Sicilia.
Gli uffici competenti dell'Assemblea hanno svolto uno studio
attento sulle refluenze che i provvedimenti del Governo hanno
avuto e potranno avere sul bilancio della Regione.
Tuttavia, voglio smentire categoricamente in questa sede
l'ipotesi che il Governo nazionale si starebbe apprestando a
ripristinare i fondi. Proprio in queste ore è in discussione il
DPEF che prevede una strategia del Governo nazionale tendente a
ridurre fortemente le risorse nei confronti del Mezzogiorno.
Non c'è, quindi, alcuna vostra iniziativa nei confronti del
Governo nazionale e tutto ciò è frutto di una debolezza - poi
farò una mia osservazione al Presidente dell'Assemblea - legata
alla stessa considerazione che, prima, faceva il Vicepresidente
della Regione: cioè, che il Governo regionale, nei rapporti
politici nazionali, non ha alcun peso, al punto che lo stesso
Governo nazionale ha ritenuto di non convocare il Presidente
della Regione, nonostante si trattasse di un atto dovuto, in
occasione dell'adozione di provvedimenti che riguardavano e
avevano refluenze dirette sul bilancio della Regione.
Ci sono due modi di procedere: quello che sto vedendo qui
stasera, cioè far passare sotto silenzio una delle manovre più
pesanti approvate dal dopoguerra nei confronti della Sicilia,
oppure stimolare, nella nostra regione, una grande riflessione
che prescinda dalla collocazione per rimettere in discussione il
rapporto tra la Sicilia e lo Stato.
Non voglio fare considerazioni politiche, tuttavia desidero
ricordare che nelle recenti elezioni del mese di aprile, oltre al
grande successo del Popolo delle Libertà, si è registrato anche
il successo della Lega che, ovviamente, ha un peso specifico
notevole nelle decisioni del Governo; non dimentichiamo che
ministeri fondamentali sono stati attribuiti alla Lega
Aggiungo che in questa legislatura, in cui il tasso tendenziale
di crescita è sostanzialmente pari allo zero, si finirà con
l'utilizzare le poche risorse che abbiamo e il Governo nazionale
ridurrà i trasferimenti nei confronti del Mezzogiorno perché,
oltre alle cose dette qui, ve ne sono delle altre.
Il Presidente della Regione ha rivendicato una presunta
fiscalità di vantaggio . Vorrei ricordare al Presidente ed al
Vicepresidente della Regione che già vigeva una fiscalità di
vantaggio. Infatti, la Visco Sud , attraverso il credito
d'imposta ed il sostegno alle imprese, costituiva una forma di
fiscalità di vantaggio che veniva assicurata al sistema delle
nostre imprese. Adesso è stata cancellata insieme con tutta una
serie di provvedimenti che qui sono stati richiamati.
Mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea e al Governo: se
dobbiamo far passare sotto traccia e sotto silenzio provvedimenti
di tale gravità, questo lo interpreterei come un atteggiamento di
ascarismo della classe dirigente regionale nei confronti del
Governo nazionale.
Le dichiarazioni rese qui dal Vicepresidente della Regione, ma,
soprattutto, l'assenza del Presidente della Regione e dei
colleghi della maggioranza, finiscono con l'avere una
connotazione specifica: un atteggiamento di ascarismo nei
confronti delle scelte che si stanno operando e si opereranno nei
confronti del Mezzogiorno e della Sicilia.
Signor Presidente dell'Assemblea, se vogliamo avere uno scatto
di orgoglio, il provvedimento sull'ICI è stato già convertito, si
sta discutendo il DPEF, c'è una modifica, che io condivido, sulla
velocizzazione, fra l'altro, dei provvedimenti finanziari, entro
il mese di luglio il DPEF sarà esitato dal Governo nazionale e
sarà vincolante per la legge finanziaria. Il Presidente
dell'Assemblea convochi qui - ed è il senso dell'emendamento che
intendo presentare alla parte impegnativa della mozione - tutti i
deputati e i senatori eletti in Sicilia, che sono un numero
consistente, ed in quella occasione tutti insieme formuliamo
un'opzione che tenda a condizionare le scelte di adesso e quelle
strategiche che il Governo nazionale si appresta a fare.
Viceversa, se non c'è questa volontà - ed è un elemento che
intendo inserire nella parte impegnativa della mozione presentata
dal centrosinistra - devo considerare che far passare sotto
silenzio una delle decisioni più gravi assunte a danno della
nostra Regione e dei Siciliani si ritiene un atto dovuto.
Signor Presidente, al di là della logica di schieramento e di
appartenenza, c'è un problema che riguarda la Sicilia e noi
abbiamo il sacrosanto dovere di anteporre gli interessi della
nostra regione a quelli di appartenenza politica. La invito,
pertanto, quale organo super partes, considerato che il Governo
della Regione stasera ha mostrato un atteggiamento debole,
acquiescente, se non, addirittura - come dicevo prima - da
ascaro nei confronti del Governo nazionale, a convocare, entro
il mese di luglio e prima dell'approvazione del DPEF nazionale,
qui, nella sede dell'Assemblea, tutti i parlamentari nazionali
eletti in Sicilia. Mettiamo in campo una piattaforma che serva a
preservare ed a salvaguardare gli interessi della nostra Regione
Glielo chiedo, e lo inserirò nella mozione come elemento
impegnativo, perché questa, secondo me, è la maniera attraverso
la quale possiamo incidere su scelte che, come abbiamo visto in
questi giorni, sono fortemente negative per la Sicilia e che,
stando a quanto il Governo nazionale si appresta a fare con il
DPEF, lo saranno ancora di più.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, a firma degli
onorevoli Oddo ed altri, il seguente emendamento:
Nella parte 'IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE' aggiungere, al
terzo punto, dopo le parole certezza dei finanziamenti' le
seguenti altre: ad operare per il ripristino di tutti i fondi
previsti per la Sicilia nella finanziaria 2007';
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per
abbreviare i tempi, anziché intervenire per dichiarazioni di voto
desidero illustrare l'emendamento sfruttando i cinque minuti a
mia disposizione nella maniera più produttiva possibile.
La cosa che più colpisce - e non vorrei ripetere cose già dette
dal collega Speziale - è l'atteggiamento di questa maggioranza e
di questo Governo rispetto ad un fatto così grave, senza
ricordare quanto accaduto nei momenti in cui si parlava del
decreto che doveva assegnare risorse (per parlare in norvegese')
per quanto concerne la viabilità secondaria e senza ricordare
ciò che diceva il collega Marziano della marcia su Roma, quando
già si stava mettendo in atto ciò che era previsto e cioè
l'assegnazione alle province regionali siciliane dei fondi per la
manutenzione e la messa in sicurezza delle strade.
Non voglio ricordarlo, voglio, però, introdurre un altro
argomento.
Ci hanno tolto centinaia di milioni di euro - se non erro, 165
milioni di euro - destinati alla lotta alla disoccupazione, come
se i Siciliani non conoscessero questo fenomeno La maggioranza
di Governo non ha avuto la benché minima attenzione nei confronti
dei Siciliani e dell'Assemblea regionale siciliana: ha lasciato
che venissero sottratti, senza alzare un dito, 50 milioni di euro
destinati ad interventi riguardanti i danni subiti dagli
agricoltori a causa del plasmophora viticola', il fungo
responsabile della peronospera.
Avevate incentrato - lo dico al Governo - mezza campagna
elettorale su questo argomento e penso che, ogni tanto, un po' di
rossore in viso non farebbe male
Avete contribuito, con il silenzio, a far togliere 60 milioni
di euro per i collegamenti con le Isole minori. Avete
contribuito, con il silenzio, a far togliere 230 milioni di euro
per i famosi ecobonus' destinati ai camionisti, per sperimentare
le autostrade del mare, per spingere a immettere meno benzene
nell'atmosfera - e non mi pare che sia cosa di poco conto - e,
nel contempo, per sgombrare il più possibile le strade dai mezzi
pesanti.
Avete contribuito, con il silenzio, a determinare una
situazione in merito alla quale c'è veramente da riflettere
Abbiamo avuto assicurazioni da parte del Governo, mentre, come
il collega Speziale ha poc'anzi sostenuto, non c'è traccia e non
c'è una chiara volontà di recuperare in tale direzione.
Allora, perché l'emendamento, signor Presidente? Perché è
impossibile concludere una discussione del genere senza dire, a
chiare note, che siamo favorevoli a che il Governo della Regione
intervenga - e seriamente - per fare in modo che vengano
ripristinati i fondi appostati nella finanziaria 2007. Vorremmo
sapere, altresì, quale sarà il ritorno in termini di soldini per
le famiglie siciliane dell'operazione di abolizione della
restante quota dell'ICI, in quanto già il 40 per cento e più era
stato tolto dal governo Prodi. Vorremmo sapere cosa significa la
detassazione dello straordinario in Sicilia rispetto alle grandi
realtà e rispetto alle grandi fabbriche (sembra di parlare
norvegese ). Lo vedremo.
Altro che aumento del potere di acquisto delle famiglie
Quell'intervento ha, sostanzialmente, penalizzato i Siciliani e
la Sicilia e, dunque, non possiamo che sottolinearne la gravità.
Inoltre non possiamo che essere assolutamente indignati perché,
ancora oggi, mentre da parte del Governo si afferma di avere
ricevuto rassicurazioni, non solo non c'è alcuna traccia di ciò
che afferma, ma non c'è nemmeno la volontà di sostenere le ...
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la invito a concludere il suo
intervento.
ODDO. Mi avvio rapidamente alla conclusione, signor Presidente.
Il Governo la smetta di continuare a raccontare bufale Il
Governo sta nascondendosi dietro la questione del conflitto di
attribuzione. Dov'è la politica? Dov'è questo Governo?
Di fronte a quanto è accaduto e rispetto a quanto annunciato
nella campagna elettorale per le elezioni regionali avreste
dovuto mettere a ferro e fuoco Roma per riprendervi qualcosa che,
nella finanziaria 2007, era stata tolta alla Sicilia. Ve le
ricordate le discussioni in quest'Aula e in Commissione bilancio?
Adesso che hanno sottratto milioni di euro alla Sicilia, siete
tutti a casa, state zitti e vi limitate a proporre il conflitto
di attribuzione
Noi non ci stiamo, signor Presidente. L'emendamento che abbiamo
presentato tende ad evidenziare che non si tratta soltanto della
questione dei fondi sottratti alla viabilità provinciale ed alle
altre infrastrutture con la finanziaria 2007, ma che esiste,
almeno da parte nostra, una problematica riguardante il recupero
di tutte le somme previste in quella finanziaria.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Vicepresidente della Regione, ho ascoltato con attenzione
l'intervento dell'assessore Bufardeci, che ringrazio ed apprezzo,
tuttavia, come Gruppo parlamentare dell'UDC, oggi, non possiamo
recedere di un passo rispetto agli intendimenti della mozione,
che chiediamo all'Aula di votare favorevolmente.
Sebbene le parole di chi mi ha preceduto - mi riferisco a
mettere a ferro e fuoco Roma , evocano concetti leghisti,
piuttosto che siciliani ...
ODDO. L'avete detto voi
CORDARO ... devo dire che il Ministro dell'Economia e delle
finanze, onorevole Tremonti, a nostro parere, è il più leghista
dei ministri di quel Governo, pur essendo iscritto al Gruppo
parlamentare Forza Italia, desidero brevemente spiegare le
ragioni del voto dell'UDC in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, le ricordo che il gruppo
parlamentare Forza Italia non esiste più, è un retaggio della
storia, ormai, esiste il gruppo parlamentare Popolo delle
Libertà.
CORDARO. Faccio ammenda, signor Presidente. Confermo però che
l'onorevole Tremonti continua ad essere il più leghista dei
ministri. Questa è la mia opinione e lei me la lascerà esprimere.
Tornando alla questione, dico subito che a Roma siamo stati i
soli a votare contro quel provvedimento, ovviamente, i soli
all'interno dello schieramento di centrodestra. Anche oggi, qui,
come Gruppo parlamentare UDC, pur essendo in questa maggioranza e
pur sostenendo in maniera convinta questo Governo, vogliamo
costituire un ulteriore pungolo votando a favore della mozione,
perché vogliamo che il Governo continui a rappresentare questa
istanza.
Saremo attenti e non recederemo di un solo passo rispetto a
tematiche fondamentali per la Sicilia.
Sono stati sottratti più di due milioni di euro per Palermo,
Catania
CRACOLICI. Due miliardi, onorevole Cordaro.
CORDARO. Sì, due miliardi, per Agrigento, Caltanissetta e
Messina. Purtroppo, devo dire ai colleghi dell'opposizione che
vedo pochi parlamentari di Palermo, di Catania, di Messina, di
Agrigento e di Caltanissetta. Faccio ammenda io per primo, perché
il tema era troppo importante per essere così pochi. Comunque,
noi saremo attenti e continueremo a vigilare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento degli onorevoli
Oddo ed altri. Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, a firma dell'onorevole
Speziale, il seguente emendamento: Aggiungere il seguente
paragrafo: 'Invita altresì il Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana a convocare una seduta d'Aula, presenti i parlamentari
nazionali eletti in Sicilia, entro e non oltre il termine di
approvazione del DPEF nazionale'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 5 nel testo risultante. Il
parere del Governo?
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
La mozione numero 6, con le precisazioni fatte dal
Vicepresidente della Regione, è conseguentemente approvata.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata per mercoledì 9 luglio 2008, alle ore
11.00, con la presenza del Presidente della Regione.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine del giorno della seduta successiva
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, intervengo per chiederle di
iscrivere all'ordine del giorno della prossima seduta le mozioni
numero 11: Circolare interpretativa sulla riduzione delle
indennità spettanti al Presidente ed ai consiglieri
circoscrizionali, già prevista dalla legge regionale n. 15 del
2004 e numero 12: Opportune iniziative a sostegno della
liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt .
Mi permetto, in proposito, di fare un rilievo: per quanto
riguarda la mozione concernente la senatrice colombiana Ingrid
Betancourt da anni ostaggio delle FARC è chiaro che si tratta di
un dato politico, mentre, la vicenda delle indennità spettanti al
Presidente ed ai consiglieri circoscrizionali, come lei sa,
discende da una modifica alla legge finanziaria nazionale 2008
con la quale si è estesa agli enti locali delle Regioni a statuto
speciale l'efficacia delle disposizioni relative al contenimento
dei costi della politica, dando tempo sino al 30 giugno alle
Regioni a Statuto speciale per disciplinare la materia.
Oggi è il 2 luglio e credo che l'Assemblea dovrà, comunque,
dare un orientamento di qualunque tipo; non possiamo rinviare la
questione alle calende greche
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 9 luglio 2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 10 - Interventi per una più corretta e sostenibile
politica di adozione dei libri di testo e per una
più razionale organizzazione dei viaggi di studio
SCILLA -VINCIULLO - ARICÒ - CAPUTO - FALCONE
III - Discussione della mozione:
N. 7 - Opportune iniziative volte a fronteggiare la
crisi delle marinerie siciliane
MARINELLO - CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI -
BARBAGALLO
BONOMO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
GUARDO DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
GALVAGNO - GUCCIARDI LACCOTO - LUPO - MARZIANO - ODDO -
PANARELLO - PANEPINTO PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
IV - Discussione della mozione:
N. 11 - Circolare interpretativa sulla riduzione delle
indennità spettanti al Presidente ed ai
consiglieri circoscrizionali già prevista dalla
legge regionale n. 15 del 2004
POGLIESE - MARROCCO - ARICÒ - CAPUTO -
BUZZANCA FORMICA - SCILLA - VINCIULLO -
CARONIA - RAIA
FERRARA - DIGIACOMO - DONEGANI - CURRENTI
V - Discussione della mozione:
N. 12 - Opportune iniziative a sostegno della
liberazione della senatrice colombiana Ingrid
Betancourt
CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI - BARBAGALLO -
BONOMO
DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
GUARDO DONEGANI - FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
GALVAGNO GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARINELLO -
MARZIANO
ODDO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -
RINALDI SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
VI - Elezione di cinque componenti della Commissione di
garanzia per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 19.32
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il direttore
dott. Eugenio Consoli