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Resoconto d'Aula della Seduta n. 81 di giovedì 02 aprile 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Fiorenza,   Laccoto,
  Picciolo,  Rinaldi,  D'Asero, Corona, Campagna,  Pogliese,  Aricò,
  Buzzanca,   Currenti,  Falcone,  Marrocco,  Scilla,   Bonomo,   De
  Benedictis,   Di  Benedetto,  Panarello,  Termine,  Raia,   Adamo,
  Musotto, D'Agostino, D'Antoni, Minardo, Romano, Arena e  Vinciullo
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che è in missione, per motivi  istituzionali
  legati  al suo ufficio, l'onorevole Ruggirello dall'1 al 2  aprile
  2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 1  aprile  2009,  sono  state
  presentate le seguenti mozioni:

   -  numero  122 «Copertura finanziaria di progetti presentati  dai
  comuni  siciliani  di  cui  al programma  triennale  2003-2005  di
  edilizia scolastica», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e
  Ammatuna;
   -  numero  123 «Interventi per il rimborso delle spese  sostenute
  dalle famiglie che intendano avvalersi dei metodi 'Doman', 'Fay' e
  'Voita' nei trattamenti neuroriabilitativi dei cerebrolesi», degli
  onorevoli  Gucciardi,  Lupo, Bonomo, Fiorenza  e  Vitrano.  Ne  do
  lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  dei 141 comuni siciliani, ammessi a  finanziamento
  con  il programma triennale 2003 - 2005 di edilizia scolastica  ai
  sensi  della  legge  n. 23 del 1996, molti non hanno  ottenuto  il
  mutuo da parte della cassa depositi e prestiti;

   considerato  che  il Ministero dell'economia e delle  finanze  ha
  subordinato la concessione di mutuo (di cui alla predetta legge n.
  23   del   1996)  all'attivazione  di  una  specifica   iniziativa
  legislativa di rifinanziamento della spesa;

   considerato  ancora  che sono stati esclusi tutti  i  comuni  che
  hanno  prodotto  l'istanza di concessione  di  mutuo  dopo  il  31
  dicembre  2006 per l'insufficienza delle somme assegnate  rispetto
  all'entità delle richieste;

   ritenuto che:

   in  Sicilia moltissime scuole non sono in regola con la normativa
  sulla     sicurezza    e    sull'abbattimento    delle    barriere
  architettoniche;

   la  tipologia dei predetti interventi risponde, in gran parte,  a
  tali esigenze;

   i  comuni  interessati  risultano già  in  possesso  di  progetti
  esecutivi  per  i  quali si sono avvalsi anche  di  professionisti
  esterni, con conseguenti obbligazioni cui dovranno far fronte,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere le iniziative istituzionali necessarie nei confronti
  del  Ministero  dell'economia e delle finanze per il  mantenimento
  delle  somme originariamente stanziate o per l'impinguamento delle
  stesse,  al  fine di poter garantire la copertura finanziaria  dei
  progetti  presentati dai comuni siciliani ammessi al finanziamento
  di  cui  al  programma di edilizia scolastica  sopra  richiamato».
  (122)

                                   BARBAGALLO-LUPO-GALVAGNO-AMMATUNA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  decreto  dell'Assessore  per  la  sanità  27  novembre  2007,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n.  57
  del   7   dicembre  2007  e  recante  'Disposizioni  relative   ai
  trattamenti  neuroriabilitativi  con  metodo  Doman  per  pazienti
  cerebrolesi',  ha  autorizzato  le  aziende  USL  competenti   per
  territorio  a  rimborsare, in regime di assistenza  indiretta,  il
  cento  per cento delle spese sostenute e documentate dai  pazienti
  cerebrolesi che necessitano di trattamenti neuroriabilitativi  con
  'Metodo  Doman' e che, a tal fine, devono recarsi nell'unica  sede
  italiana,  presso il centro di Fauiglia in provincia di Pisa,  ove
  viene praticato tale trattamento;

   il  'Metodo Doman', dal nome del medico americano Glenn Doman che
  l'ha  sperimentato,  è  una terapia di cura  rivolta  ai  soggetti
  affetti  da patologie legate a lesioni cerebrali, nata e praticata
  da   tempo  negli  Stati  Uniti  d'America  dall'Istituto  per  il
  raggiungimento del potenziale umano di Filadelfia;

   detta terapia consiste in programmi riabilitativi tesi a favorire
  il  recupero  dei soggetti cerebrolesi attraverso  un  trattamento
  terapeutico che tende a fornire al cervello stimoli sensoriali  ai
  quali corrispondono opportunità motorie;

   la  peculiarità della terapia consiste nel fatto che la stessa  è
  applicata interamente in casa del paziente, con programmi  fisici,
  fisiologici,  intellettivi e sociali, che si svolgono  all'interno
  del contesto familiare ed affettivo;

   la   terapia,  costantemente  monitorata  dagli  esperti,   viene
  somministrata  dai  genitori,  dai  parenti,  dagli  amici  e   da
  volontari  che  offrono il loro tempo libero al  soggetto  affetto
  dalla  patologia, alternandosi in modo continuo per non sospendere
  gli esercizi di riabilitazione;

   per la riuscita della terapia è, in ogni caso, indispensabile  un
  aggiornamento  costante delle conoscenze tecniche  e  scientifiche
  dei  familiari che assistono il soggetto, tramite corsi semestrali
  da  effettuare  nella  città  di  Filadelfia,  negli  Stati  Uniti
  d'America,   presso  il  centro  ricerche  del   'Metodo   Doman',
  nell'unica sede europea di Fauiglia (Pisa);

   considerato che:

   il  'Metodo  Doman'  conosce  delle  varianti  note  come  metodo
  'Voyta',  metodo  'ABA'  o metodo 'Fay', le  quali  consistono  in
  terapie ugualmente dirette alla cura di bambini cerebrolesi e  che
  richiedono   il   costante   aggiornamento   dei   familiari   che
  somministrano la stessa terapia;

   il  suddetto decreto assessoriale 27 novembre 2007, tuttavia, non
  prevede nulla circa i rimborsi alle famiglie che ricorrono a  tali
  varianti del 'Metodo Doman';

   il  centro che prevede l'applicazione del metodo Fay, ad esempio,
  si trova a Querceta, in provincia di Lucca;

   ritenuto che:

   quasi  tutte  le  regioni italiane hanno  da  tempo  riconosciuto
  l'utilizzo   dei   metodi  Doman,  Voyta  e   Fay   come   terapie
  riabilitative,   fornendo,   altresì,   un   sostegno    economico
  straordinario    alle    famiglie   per   affrontare    i    costi
  dell'assistenza;

   appare  evidente  che  il  non avere previsto  nel  sopra  citato
  decreto  assessoriale 27 novembre 2007 la possibilità di  rimborso
  anche per le famiglie che si avvalgono dei metodi Fay e Voyta  sia
  frutto  di  una  svista che, tuttavia, mette a  serio  rischio  la
  prosecuzione delle cure per un gran numero di pazienti  e  per  le
  loro  famiglie  non  in grado di sostenere le  ingenti  spese  per
  recarsi nei centri di riferimento,

                   impegna l'Assessore per la sanità

   a  procedere  con  la  massima urgenza all'adozione  di  apposito
  decreto  assessoriale  che preveda prevedendo  il  rimborso  delle
  spese  sostenute  da quelle famiglie che intendono  avvalersi  non
  soltanto del metodo Doman, ma anche dei metodi Fay e Voyta, ed  il
  cui  aggiornamento  si  svolge in centri differenti  a  quello  di
  Faglia». (123)

                              GUCCIARDI-LUPO-BONOMO-FIORENZA-VITRANO

   Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Per assenza del Governo, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.13, è ripresa alle ore10.34)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione unificata delle mozioni  numeri 105 e 116

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata delle seguenti mozioni:

   numero   105  «Interventi  per  contrastare  la  crisi   economica
  internazionale  attraverso una gestione  efficiente  delle  risorse
  della  Regione»,  degli  onorevoli Cracolici,  Ammatuna,  Apprendi,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Mattarella, Fiorenza, Galvagno,
  Gucciardi,  Laccoto,  Lupo, Marinello, Marziano,  Oddo,  Panarello,
  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano;

   numero  116  «Misure  urgenti  per  fronteggiare  la  grave  crisi
  economica  e  occupazionale che sta investendo  il  nostro  Paese»,
  degli  onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo,
  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,
  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Lupo,
  Marinello,  Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   la  grave  crisi  che  attraversa  l'economia  internazionale  sta
  assumendo  dimensioni  storiche.  La  crisi  finanziaria   globale,
  innescata  dal default dei mutui americani sub-prime e  amplificata
  da  comportamenti sui mercati finanziari fortemente  speculativi  e
  irresponsabili,  ha  generato un velocissimo  deterioramento  delle
  prospettive di crescita dell'economia a scala mondiale. La mancanza
  di  fiducia  che  si  è determinata agisce come un  detonatore:  le
  condizioni  del  credito  sono diventate molto  restrittive,  molte
  aziende  chiudono  o si trovano nelle condizioni di  dover  ridurre
  fortemente  l'attività  e  i progetti di  investimento,  i  consumi
  calano,  crescono le difficoltà di lavoro e di reddito per  milioni
  di persone;

   in  molti  Paesi,  tra  cui l'Italia, si  è  aperta  una  fase  di
  recessione  e  le previsioni sull'immediato futuro formulate  dagli
  organismi internazionali devono essere aggiornate sistematicamente,
  stante  il  precipitare del tasso di crescita del prodotto  interno
  lordo  e degli altri indicatori economici, retrocessi tutti a segno
  meno e per i quali si ipotizza un ritorno a segno positivo soltanto
  verso la fine del 2010;

   l'impatto  della crisi può risultare particolarmente duro  per  la
  Sicilia,  innestandosi  su  una situazione  generale  dell'economia
  siciliana che fa segnare indici negativi ormai da qualche tempo, in
  conseguenza   di  un  micidiale  effetto  cumulo:  la   stagnazione
  economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia
  di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;

   nel  biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6  per
  cento.  E'  un dato non lontano da quello dell'Italia,  tuttavia  è
  utile  rilevare come il contributo degli investimenti è stato dello
  0,8  contro  l'1,8 per cento, quello dei consumi  privati  è  stato
  dello 0,4 contro lo 0,7 per cento, mentre il contributo della spesa
  pubblica  è  stato ben più elevato: 2,8 contro 2,2  per  cento.  In
  Sicilia  l'incidenza  delle importazioni nette,  cioè  dei  beni  e
  servizi  provenienti da fuori regione, è arrivata al 28 per  cento,
  contro una incidenza media nel Mezzogiorno del 22,4 per cento.  Nel
  2000  il valore aggiunto dell'industria era del 12,4 per cento  del
  totale  prodotto in Sicilia, nel 2006 era sceso al 10,7 per  cento.
  La  percentuale  attribuibile  ai  servizi  pubblici  è  di  contro
  aumentata dal 30,1 per cento al 34 per cento;

   il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4 per
  cento di quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8 per cento
  e in questi anni è sceso ancora. Le condizioni sociali sono in ogni
  caso  preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso  dello
  0,9   per  cento,  nel  primo  trimestre  del  2008  il  tasso   di
  disoccupazione ha toccato il 15,3 per cento, il tasso di attività è
  il  più basso in Italia attestandosi al 51,3 per cento; l'indice di
  povertà relativa si è attestato al 30,6 per cento che non solo è il
  più  alto in assoluto tra le regioni italiane, ma è l'unico  che  è
  cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni;

   anche  con  riferimento  alla capacità di  realizzare  in  Sicilia
  riforme  significative  e  di attivare fattori  di  sviluppo,  come
  previsto dalla strategia di Lisbona, i risultati sono negativi:  la
  spesa  per  ricerca e sviluppo e la spesa per istruzione rapportate
  al  PIL  si  sono  ridotte, il ricorso alle  fonti  rinnovabili  di
  energia ed il volume di rifiuti smaltiti in modo differenziato sono
  lontanissimi dai rispettivi parametri di riferimento;

   la  politica di bilancio perseguita negli ultimi anni dal  Governo
  regionale  ha  portato  ad un deficit strutturale  pari  in  questo
  momento  ad oltre 2 miliardi di euro. Le spese correnti sono  state
  aumentate  ed  oggi rappresentano circa l'85 per cento  dell'intero
  bilancio.  Gli investimenti, nonostante si fosse nella fase  finale
  della  spesa  di  Agenda  2000, nel 2007 sono  precipitati  con  un
  pesante  -32  per  cento, contribuendo in modo  significativo  alla
  caduta dell'importo dei lavori pubblici messi in gara che nel  2007
  sono stati pari a 2 miliardi contro i 4.8 del 2006;

   anche  dal punto di vista della qualità della spesa si può parlare
  di  disastro:  l'impatto avuto da Agenda 2000  sulle  dinamiche  di
  sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili della
  programmazione regionale, è stato scarso, se non proprio nullo.  In
  alcuni  settori  fondamentali come il turismo,  i  beni  culturali,
  l'acqua, i rifiuti, le performances hanno fatto segnare addirittura
  una  regressione  rispetto agli obiettivi minimi  fissati.  Ciò  in
  conseguenza, tra l'altro, dell'eccessiva dispersione delle risorse,
  nonché del carattere sostitutivo e non aggiuntivo della spesa,  che
  ha  finanziato  anche spesa corrente per precari  o  per  corsi  di
  formazione professionale di dubbia utilità;

   considerato altresì che:

   la   crisi   sta  agendo  in  modo  selettivo  anche  in   Italia,
  determinando  stravolgimenti  nei  settori  produttivi   quali   il
  tessile, che rischia di scomparire nel nostro Paese e negli assetti
  territoriali,  come  dimostrato  dall'azzeramento  di  intere  aree
  produttive, in particolare nel Mezzogiorno;

   nella  nostra  Regione, dove si stima che il Pil  del  2008  abbia
  fatto  segnare un -1,3 per cento e, secondo alcune stime,  scenderà
  ancora  nel  2009  del  2,5 per cento, è in  vorticoso  aumento  la
  richiesta di cassa integrazione, si prevede la perdita di almeno 50
  mila posti di lavoro, c'è un crollo degli investimenti privati come
  effetto  anche  della  forte  stretta  creditizia  in  Sicilia,  le
  difficoltà  di  banche  fondamentali  come  l'Unicredit,   numerosi
  investimenti pubblici restano 'al palo';

   la risposta alla crisi economica in Sicilia deve giovarsi anche di
  misure  nazionali  ed  europee, ma non può  essere  data  solo  con
  politiche  di  breve periodo (di natura monetaria e/o  fiscale),  o
  soltanto con interventi di sostegno alla domanda ed ai redditi.  Se
  l'obiettivo  primario è quello di evitare che  la  crisi  economica
  produca   effetti  devastanti  sul  piano  sociale,  è  altrettanto
  importante  progettare un'uscita dalla crisi  puntando  in  avanti,
  passando  da  una economia di domanda ad una economia  di  offerta,
  aumentando  la  base  produttiva,  valorizzando  le  risorse  e  le
  potenzialità strategiche e territoriali di cui la Sicilia  dispone,
  soprattutto nel contesto euromediterraneo;

   la Commissione europea, nel proporre agli Stati membri una manovra
  di  bilancio per complessivi 170 miliardi di euro, ha richiesto che
  gli  interventi nazionali siano rivolti, in particolare, verso  una
  spesa  pubblica  con impatto sulla domanda a breve  termine,  sulle
  garanzie   e  sui  prestiti  agevolati,  sugli  incentivi   fiscali
  soprattutto  per  contribuire al mantenimento e alla  creazione  di
  posti  di  lavoro  ed  ha  altresì invitato  gli  Stati  membri  ad
  incrementare  gli  investimenti in infrastrutture,  nell'efficienza
  energetica,  in  materia  di  istruzione  e  ricerca,  al  fine  di
  stimolare la crescita e la produttività;

   le  misure  fin  qui  predisposte dal Governo  nazionale,tuttavia,
  appaiono deboli ed inadeguate. Di certo non immettono nuove risorse
  ma,  operando  con compensazioni di bilancio, non realizzano  alcun
  effetto  espansivo,  anticiclico. Sistematicamente  il  Governo  ha
  fatto  massiccio  ricorso al fondo per le aree sottoutilizzate  dal
  quale sono stati già prelevati negli ultimi sei mesi 15 miliardi di
  euro   per   interventi  del  tutto  estranei  allo  sviluppo   del
  Mezzogiorno;

   le  politiche  pubbliche  regionali  devono  delineare  interventi
  mirati  e selettivi, privilegiando le famiglie a più basso reddito,
  le imprese che vogliono investire su se stesse, i giovani che hanno
  voglia  di  fare e non si arrendono all'unico sbocco  rappresentato
  dall'emigrazione forzosa;

   ritenuto che:

   è  indispensabile che la Regione siciliana metta a punto un  piano
  straordinario  anticrisi che leghi interventi  anticiclici  ad  una
  strategia  che  favorisca l'ammodernamento delle  strutture  ed  il
  passaggio ad una economia sostenibile;

   a  supporto di tale piano è necessario il puntuale reperimento  di
  risorse mobilitabili, a cominciare da quelle di bilancio che  vanno
  liberate  attraverso una rigorosa legge finanziaria,  nonché  dalla
  finalizzazione  dei  fondi che la Regione ha  allocato  presso  gli
  istituti finanziari regionali e non pienamente utilizzati;

   del  tutto  prioritaria  è l'attivazione delle  risorse  derivanti
  dalla programmazione 2007/2013, così come la riprogrammazione e  il
  pieno  utilizzo dei fondi provenienti dalla programmazione relativa
  al  periodo precedente. Secondo le stime riportate dall'ultimo DPEF
  regionale, infatti, la Regione ha a sua disposizione 14.860 milioni
  di  euro  a titolarità regionale a cui devono aggiungersi  circa  9
  miliardi di euro di fondi nazionali allocati nei PON e nel FAS  per
  il  periodo 2007/2013. Negli accordi di programma quadro  stipulati
  negli  anni precedenti sono stati programmati interventi per 16.577
  milioni  di euro, dei quali soltanto il 20 per cento circa è  stato
  speso,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  effettuare  una riprogrammazione delle risorse giacenti  negli
  accordi  di  programma  quadro  e a programmare  le  risorse  nuove
  disponibili  sul  FAS,  indirizzandole verso  la  realizzazione  di
  lavori    pubblici   immediatamente   attivabili   che   presentino
  caratteristiche di elevata utilità sociale e prevedano  un  intenso
  utilizzo di manodopera, quali la messa in sicurezza delle scuole di
  ogni  ordine  e  grado in cofinanziamento con  province  e  comuni,
  l'assetto del territorio, la difesa del suolo, il ripristino  delle
  infrastrutture  danneggiate  da  eventi  calamitosi,  la  viabilità
  secondaria e rurale. L'attivazione di un programma di realizzazione
  di   alloggi  popolari  ad  elevata  efficienza  energetica,  anche
  mediante ristrutturazione di immobili esistenti nei centri  urbani.
  La   riqualificazione  energetica  degli  edifici  pubblici  e  dei
  trasporti,  anche  mediante  iniziative  che  alimentino   ricerca,
  produzione  e  diffusione  di mezzi pubblici  ecologici,  come  gli
  autobus  a  metano, in modo da contribuire a raggiungere  anche  in
  Sicilia 'gli obiettivi 20-20-20' posti dalla Unione europea  per  i
  prossimi anni;

   a  concentrare le risorse della programmazione 2007/2013 su alcuni
  filoni  strategici:  a)  la realizzazione delle  reti  materiali  e
  immateriali  da  e  per  la  Sicilia e all'interno  dell'Isola;  b)
  l'efficienza,  il  risparmio,  la riqualificazione  energetici,  la
  produzione  da  fonti  rinnovabili, le problematiche  collegate  ai
  cambiamenti  climatici; c) la logistica ed i servizi avanzati  alle
  imprese,  la  creazione di filiere corte, l'economia di prossimità;
  d)  lo sviluppo del capitale umano e delle conoscenze attraverso la
  formazione  continua, la ricerca, l'innovazione,  il  trasferimento
  tecnologico;

   ad  approvare  il documento unico di programmazione che  recepisca
  gli  indirizzi sopra individuati, anche per consentire  l'immediato
  sblocco  degli  interventi già verificati  e  tuttavia  non  ancora
  avviati;

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale e in  tutte  le  sedi
  opportune  affinché  l'Unione europea emani nuove  disposizioni  in
  materia  di regimi di aiuti, in particolare prevedendo il raddoppio
  degli importi ricadenti nel regime 'de minimis';

   ad  emanare  le  opportune disposizioni affinché l'amministrazione
  regionale  paghi  i  propri creditori non  oltre  90  giorni  dalla
  presentazione   dei   giustificativi  di   spesa   e   rilasci   le
  certificazioni sull'esistenza dei crediti come previsto dal comma 3
  bis  dell'articolo 9 del decreto-legge n. 185/2008, come convertito
  dalla legge n. 2/2009;

   a  promuovere  una  verifica  di coerenza  con  la  programmazione
  regionale e di sostenibilità ambientale nei confronti di iniziative
  finanziate con investimenti privati, non ancora partite;

   ad  individuare,  anche con il concorso degli istituti  finanziari
  regionali,  misure di credito sostenibile a sostegno di famiglie  e
  piccole imprese;

   a  realizzare  un'azione  di concertazione  con  gli  enti  locali
  siciliani  al  fine di individuare le risorse mobilitabili  per  la
  realizzazione  di  lavori  pubblici  ed  interventi  di   carattere
  sociale;

   a individuare interventi per fronteggiare la disoccupazione, anche
  attraverso  cantieri  di  lavoro e  il  servizio  civico  comunale,
  utilizzando  le misure del FSE relative alla adattabilità  ed  alla
  occupabilità». (105)

        CRACOLICI- AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DE BENEDICTIS-
          DI BENEDETTO-DIGIACOMO-DI GUARDO-DONEGANI-FARAONE- FERRARA-
       MATTARELLA-FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-
    MARZIANO-ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
                                                      TERMINE-VITRANO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  crisi  economica internazionale, come ampiamente previsto,  da
  mesi sta facendo sentire i suoi effetti anche nel nostro Paese. Gli
  ultimi  dati,  recentemente  resi noti  dal  servizio  studi  della
  Confindustria,  configurano il 2009 e il  2010  come  due  anni  di
  recessione  con  conseguente tracollo dei posti di lavoro:  secondo
  gli  stessi  dati nell'anno in corso saranno 600 mila i  lavoratori
  che  perderanno  il posto di lavoro e la disoccupazione  salirà  al
  8,4%.  Solo  nel  mese  di dicembre 2008,  il  ricorso  alla  cassa
  integrazione  ordinaria  da parte delle aziende  ha  conosciuto  un
  incremento  pari  al  526%  rispetto  allo  stesso  mese  dell'anno
  precedente.  Dati  questi che prefigurano un  anno  particolarmente
  nero per l'occupazione italiana;

   l'impatto della  crisi  può risultare particolarmente duro per  la
  Sicilia,  innestandosi  su  una situazione  generale  dell'economia
  siciliana  che  fa  segnare indici negativi in  conseguenza  di  un
  micidiale  effetto  cumulo: la stagnazione economica,  il  collasso
  della  Regione,  il fallimento della strategia di sviluppo  sottesa
  alla programmazione 2000-2006;

   nel  biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6  per
  cento;  il  contributo degli investimenti è stato dello 0,8  contro
  1'1,8, quello dei consumi privati è stato dello 0,4 contro lo  0,7,
  mentre  il contributo della spesa pubblica è stato ben più elevato:
  2,8 contro 2,2;

   il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4% di
  quello  della UE (al 15), nel 2005 era sceso al 59,8% e  in  questi
  anni  è sceso ancora e che le condizioni sociali sono in ogni  caso
  preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso dello  0,9%;
  nel  primo trimestre del 2008 il tasso di disoccupazione ha toccato
  il  15,3%,  il  tasso  di  attività  è  il  più  basso  in  Italia,
  attestandosi al 51,3%; l'indice di povertà relativa si è  attestato
  al  30,6%  che, non solo è il più alto in assoluto tra  le  regioni
  italiane,  ma  è  l'unico che è cresciuto in  maniera  esponenziale
  negli ultimi anni;

   visto che:

   in  questo quadro s'inserisce il problema dei lavori con contratto
  a  termine  (i lavoratori cosiddetti precari) che nel nostro  Paese
  riguarda  un  lavoratore  su 8, migliaia  di  lavoratori  privi  di
  tutele,  che  saranno  i  primi a pagare gli  effetti  della  crisi
  economica;

   sono  circa 305 mila i contratti scaduti solo al 31 dicembre  2008
  per  i  quali  il  decreto  del Governo  nazionale,  il  cosiddetto
  'sostegno  all'economia',  ha previsto un  sussidio  poco  più  che
  simbolico  e  comunque non ancora operativo, pari al 10  per  cento
  sull'ultima retribuzione e che la platea dei precari che beneficerà
  delle  norme contenute nel decreto non sarà superiore al dieci  per
  cento  del  totale dei lavoratori precari, mentre,  in  un  recente
  studio pubblicato dall'università 'La Sapienza' di Roma, si calcola
  che siano oltre 800 mila gli atipici a 'rischio precarietà', vale a
  dire con un solo contratto e un solo committente;

   a fronte di questa situazione le misure predisposte dal Governo si
  sono rilevate totalmente inefficaci a contrastare la profonda crisi
  in  atto.  Gli  stanziamenti previsti e la  platea  alla  quale  si
  riferiscono i benefici, in particolare quelli previsti del  decreto
  n.  185/2008, appaiono sottostimati e totalmente inadeguati  a  far
  fronte  alla  grave crisi economica ed occupazionale  che  sta  già
  investendo  il nostro Paese e che perdurerà almeno per  i  prossimi
  due  anni. Per di più, con il decreto-legge n. 112/2008, convertito
  con  la  legge  n.  133/2008,  è  stato  abolito  il  processo   di
  stabilizzazione del personale precario, avviato con  le  due  leggi
  finanziarie  del  Governo Prodi, e ciò determinerà  la  perdita  di
  lavoro   per  oltre  60  mila  lavoratori  precari  della  pubblica
  amministrazione e della scuola;

   a  distanza di pochi mesi, si evidenzia tutta la fondatezza  delle
  critiche mosse dal Partito Democratico alle misure del Governo, che
  hanno  distolto ingenti risorse per interventi inefficaci o iniqui,
  come  l'eliminazione dell'ICI o la detassazione degli straordinari;
  una misura, quest'ultima, assolutamente inappropriata perché in  un
  momento   di  crisi  economica  e  di  rischio  occupazionale   gli
  straordinari  sicuramente non sono una misura alla quale  ricorrono
  le  aziende  in difficoltà. Queste risorse avrebbero potuto  invece
  essere indirizzate verso gli ammortizzatori sociali, vera e propria
  emergenza dell'anno in corso;

   manca,   a   tutt'oggi,  una  strategia  condivisa   di   sostegno
  all'occupazione,  così  come  non è stata  data  attuazione  ad  un
  disegno  organico di riforma degli ammortizzatori sociali,  secondo
  le  linee  guida  concordate tra Governo e parti  sociali,  con  il
  protocollo del 23 luglio 2007;

   in  questo quadro gli interventi proposti dal Governo sono tardivi
  ed  ancora  una  volta  inefficaci:  anche  l'accordo  recentemente
  raggiunto con le Regioni non si propone di avviare la riforma degli
  ammortizzatori sociali, cosa che è diventata urgente, ma si  limita
  ad  intervenire sui vecchi strumenti, aumentando le  risorse  sulla
  cassa integrazione in deroga;

   per  tutte  queste  ragioni,  appare  necessario  approntare,  con
  strumenti  eccezionali,  misure di  tutela  economica,  tramite  un
  assegno  mensile  di disoccupazione, pari almeno al  60  per  cento
  della retribuzione percepita ogni mese nell'ultimo anno lavorativo,
  per  quei  lavoratori che, in caso di licenziamento,  fino  ad  ora
  risultano esclusi dall'accesso agli ammortizzatori sociali, vale  a
  dire:   i   lavoratori   a  tempo  determinato   e   indeterminato,
  appartenenti   ai  settori  ed  alle  imprese  che  non   risultano
  destinatari  di  alcun  trattamento di  integrazione  salariale,  i
  dipendenti  da  imprese nel settore artigiano, gli  apprendisti,  i
  titolari di partita IVA in regime di monocommittenza con un reddito
  inferiore  ad  una  determinata soglia, i  soggetti  iscritti  alla
  gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge
  8 agosto 1995, n. 335;

   considerato che

   in  coerenza con tale impostazione il Partito Democratico  ha  già
  avanzato  precise proposte sia in occasione dell'esame  del  citato
  decreto-legge n. 185/2008, sia con appositi progetti di legge volti
  ad assicurare l'estensione delle misure di sostegno del reddito dei
  lavoratori  esclusi dall'applicazione degli strumenti  previsti  in
  materia di ammortizzatori sociali: al Senato il 14 ottobre  2008  a
  firma Finocchiaro, Treu e altri e alla Camera il 23 gennaio 2009  a
  firma Damiano e altri;

   gli  interventi  previsti nel protocollo tra  Governo,  Regioni  e
  Province autonome del 12 febbraio 2009 riguardano esclusivamente  i
  lavoratori  coinvolti in trattamenti in deroga ai  sensi  dell'art.
  19,   comma  8,  del  decreto-legge  n.  185/2008,  convertito  con
  modificazioni dalla legge n. 2 del 2009, e che quindi  escludono  i
  soggetti  iscritti alla gestione separata INPS di cui  all'articolo
  2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;

   gli effetti della crisi economica non possono essere fatti gravare
  esclusivamente sui lavoratori ed in particolare sui lavoratori  più
  deboli,  quali risultano i lavoratori precari e i lavoratori  delle
  imprese artigiane e delle piccole imprese industriali;

   le  misure  di  sostegno  al  reddito  dei  disoccupati  sono  uno
  strumento  di giustizia sociale e insieme di sostegno ai consumi  e
  alla domanda che contribuirà al rilancio dell'economia,

                  impegna il Presidente della Regione

   a sollecitare il Governo nazionale:

   ad  adottare,  entro  il  31 marzo e per  l'anno  2009,  forme  di
  sostegno del reddito attraverso l'istituzione di un assegno mensile
  di  disoccupazione, pari almeno al 60 per cento della  retribuzione
  percepita  ogni  mese nell'ultimo anno lavorativo, per  tutti  quei
  lavoratori attualmente esclusi dall'accesso agli strumenti previsti
  dal sistema di ammortizzatori sociali e che hanno perso il posto di
  lavoro dall'1 settembre 2008;

   ad   estendere  a  tutti  i  lavoratori  le  tutele  della   cassa
  integrazione previste nei casi di crisi temporanea e di sospensione
  del lavoro;

   a procedere, con il coinvolgimento delle parti sociali, al varo di
  un   disegno  organico  di  riforma  degli  ammortizzatori  sociali
  attraverso  le  linee guida concordate tra Governo e parti  sociali
  con  il  protocollo del 23 luglio 2007 e indicate  nei  disegni  di
  legge del PD sopra ricordati, che preveda forme di attivazione  per
  la  ricerca  di impiego e per la formazione da parte dei lavoratori
  beneficiari delle tutele del reddito (Patto di servizio);

   a   riavviare  le  politiche  antievasione,  a  cominciare   dalla
  tracciabilità   dei   corrispettivi,   dal   limite   massimo   dei
  trasferimenti  in contanti e dal ripristino delle sanzioni  per  le
  imposte  evase,  visto che lo smantellamento ha portato,  al  netto
  della  crisi economica, ad una perdita di gettito quantificata,  in
  via prudenziale, sulla base dei dati contenuti nei 'Conti economici
  nazionali' comunicati dall' ISTAT il 12 marzo scorso, in 7 miliardi
  di euro per il 2008;

   a  ricostituire presso il Ministero dell'economia e delle  finanze
  la  Commissione  per  la  spending review  al  fine  di  completare
  l'analisi avviata nel 2007 ed individuare i programmi di  spesa  da
  eliminare e riorganizzare, in alternativa agli iniqui, inefficienti
  ed  inefficaci  tagli lineari al centro della  manovra  di  finanza
  pubblica  di  cui  al  decreto-legge  n.  12/2008,  convertito  con
  modificazioni nella legge n. 133 del 2008;

   all'immediato  utilizzo  delle risorse  di  competenza  nazionale,
  previste  nel  protocollo tra Governo, Regioni e Province  autonome
  del  12 febbraio 2009, non impegnate nell'erogazione di trattamenti
  in  deroga  ai  sensi dell'art. 19, comma 8, del d.l. n.  185/2008,
  convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del 2009». (116)

         CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DE BENEDICTIS-
         DI BENEDETTO-DI GUARDO- DIGIACOMO- DONEGANI-FARAONE-FERRARA-
                                                            FIORENZA-
   GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-ODDO-PANARELLO-
             PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Cracolici per  illustrare  le
  mozioni.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  posso  non
  nascondere il mio disappunto nell'affrontare un tema così  delicato
  e  rilevante anche per la fase in cui siamo e per il momento in cui
  arriva,  momento che precede la finanziaria e la legge di  bilancio
  che,  ci  auguriamo, da qui a qualche settimana, questo  Parlamento
  potrà  finalmente approvare. Atto, quest'ultimo, che darà  certezza
  sia  in  termini di risorse che di obiettivi alla Regione,  che  si
  troverà  nei  prossimi mesi di fronte ad una crisi in  merito  alla
  quale abbiamo il dovere, innanzitutto, di capire se condividiamo lo
  stato  d'animo  generale nella consapevolezza della situazione.  Il
  disappunto è dato dal fatto che lo specchio di questa Aula,  forse,
  è dentro la crisi.
   Dentro  la crisi che, ancora una volta, in questo nostro Paese,  e
  anche in Sicilia, sembra appartenere ad altri, ad un mondo lontano,
  ad  una  cosa  che  non ci riguarda, come se  fosse  un  incubo  da
  rimuovere,  perché  ormai  viviamo  un  tempo  della  politica  che
  potremmo definire virtuale, della politica fatta di belle immagini,
  di  ottimismo,  molto spesso soltanto portatore di  un  oscuramento
  della realtà.
   Basta  pensare che questo è un Paese dove continuiamo a  discutere
  di  altro e non del Paese reale, del fatto che ci sono migliaia  di
  persone  che perdono il lavoro, migliaia di persone che  un  lavoro
  non lo trovano, non lo troveranno.
   In  questi  giorni  siamo  in  presenza  di  un  fenomeno  a  cui,
  probabilmente, non eravamo preparati.
   Ci siamo raccontati in questi anni un fenomeno che era tipicamente
  meridionale e siciliano,  relativo ad un mondo fatto soprattutto di
  ragazzi   e   ragazze,  molti  dei  quali  qualificati,   laureati,
  professionalizzati, che in questi anni hanno scelto di andare via e
  di  andare  via  con  un percorso formativo  alle  spalle,  con  un
  investimento che era stato fatto dalle loro famiglie per  costruire
  una  prospettiva diversa e migliore rispetto alla loro; ragazzi che
  sono  andati  via.  E sono andate via non solo  braccia,  ma  anche
  teste; è andata via una potenziale classe dirigente.
   Oggi stiamo assistendo al ritorno di un fenomeno, un fenomeno  che
  probabilmente non avevamo previsto. Basta andare nei nostri  paesi,
  soprattutto  nei  piccoli  comuni della  Sicilia,  e  vedere  tante
  persone  che  stanno tornando e non perché, a differenza  dei  loro
  padri  o  dei lori nonni, hanno accumulato quella ricchezza  che  è
  servita  loro a reinvestire qui costruendosi la casa,  dandosi  una
  condizione  di vita migliore rispetto a quella da cui  provenivano,
  ma tornano perché, sostanzialmente, sono persone sconfitte. Tornano
  perché perdono il lavoro al nord, tornano perché comunque il  luogo
  dove  sono  nate  o il luogo dove sono cresciute costituisce  quasi
  l'ultima ancora di sicurezza sociale.
   Tutto  questo sembra non appartenere alla politica, come se  fosse
  un   film   la   cui  pellicola  vediamo  scorrere  in   una   sala
  cinematografica; non è percepito come  realtà.
   Io  credo che la prima cosa da fare in questo momento economico  e
  sociale,  di  pessimismo diffuso, sia avere la forza di trasmettere
  il  messaggio di avere compreso, di condividere lo stato dell'arte,
  perché  solo  se  si ha una percezione condivisa  della  condizione
  economica  e  sociale del Paese e della nostra Regione è  possibile
  assumere iniziative che siano all'altezza di questi problemi.
   Altrimenti,  anche  le  misure  cosiddette  anticicliche   o   per
  affrontare  la crisi rischiano di essere misure che si  muovono  in
  una  logica  dell'utilizzazione della crisi, e non per  aggredirla,
  per  dare soluzioni, per dare risposte ai problemi reali del nostro
  tempo.
   Sappiamo, per non farla molto lunga, che la crisi c'è.  Ed  è  una
  crisi devastante, che sta facendo perdere posti di lavoro, che  sta
  facendo  chiudere  imprese.  E' una crisi  che  sta  creando  molte
  incertezze. Come affrontiamo questa crisi?
   Come  affrontiamo  la  crisi in una Regione  dove,  molto  spesso,
  discutiamo di tante emergenze ma non discutiamo dell'emergenza che,
  secondo  me, è più  emergenza' delle altre, quella di non  riuscire
  ad utilizzare le risorse che pure sono a nostra disposizione?
   Come l'affrontiamo, nella misura in cui siamo consapevoli di poter
  avere  delle risorse e, per averle, dobbiamo fare degli sforzi  per
  tirarle fuori dai cassetti nascosti?
   E  dico ciò all'assessore per il bilancio che, nelle prossime ore,
  deve affrontare la sfida di costruire un bilancio che sia, non  una
  fotografia  di  ciò  che  c'era, ma che  sia  al  servizio  di  una
  politica.
   Innanzi  tutto, il primo problema è condividere la  crisi  con  la
  consapevolezza  che in uno stato di crisi non si può  continuare  a
  nascondere la polvere sotto il tappeto.
   Allora  apriamo  tutti i cassetti  Apriamo  tutti  i  cassetti  di
  quest'Amministrazione regionale  Apriamo tutti i cassetti anche dei
  rapporti tra la Regione, lo Stato e l'Unione europea. Apriamo tutti
  i cassetti per determinare quella condizione in cui ci sia certezza
  di  risorse e non obiettivi dichiarati, costruiti sul nulla. Se c'è
  una condivisione della crisi, ci deve essere anche la serietà delle
  misure che determiniamo per affrontarla.
   Guai  a costruire provvedimenti che siano solo annunci  Cosa sulla
  quale negli ultimi tempi si è molto giocato. Basta vedere che  cosa
  succede nel nostro Paese: da un lato, il Governo nazionale tende  a
  nascondere,  quasi  ad  insultare coloro che  dicono  che  c'è  una
  condizione di disagio, e tutto questo viene considerato pessimismo,
  lagnanza, quasi  uccello di malaugurio', come se lo stato economico
  e  sociale fosse una prospettiva e non una realtà; dall'altro lato,
  si fanno annunci.
   Viviamo  in un Paese dove il modello della regina Maria Antonietta
  costituisce la prerogativa nel modo di essere e di comunicare delle
  istituzioni:  Il popolo ha fame, gli diamo le brioches
   La  situazione  economica del Paese è quella che è, aumentiamo  le
  cubature delle volumetrie per costruire o per ricostruire le case

   DI GUARDO. Le ville

   CRACOLICI. Le ville  Sì, ha ragione, l'onorevole Di Guardo.
   Certo,  è  più  facile  pensare che chi deve allargare  una  villa
  qualche  soldo  ce l'ha, ma c'è il problema di un Paese,  un'estesa
  condizione sociale che riguarda migliaia di persone, che soldi  non
  ne hanno.
   Allora,   il  problema  è  come  rimettere  in  moto  un  circuito
  finanziario  a  partire dagli istituti di credito, e  cioè  da  una
  condizione  di  fiducia  al sistema, di modo  che  si   possa  fare
  ripartire l'economia.
   Abbiamo voluto presentare questa mozione proponendo alcune  misure
  che   sappiano,  in  qualche  modo,  avere  una  doppia  ambizione:
  affrontare  la  crisi dando soluzioni immediate e certe  a  chi  un
  reddito  lo  perde,  o  a chi un reddito non  ce  l'ha,  anche  con
  provvedimenti come i cantieri di servizio, o con provvedimenti  nei
  quali  è  possibile  chiamare ad uno sforzo generale  l'Istituzione
  pubblica  per politiche sociali, di accompagnamento, di assistenza,
  di   solidarietà   e,  al  contempo,  utilizzare   -   consentitemi
  l'espressione   -   la   crisi  per  avviare   quel   processo   di
  ammodernamento  che  è possibile realizzare nelle  nostre  città  e
  nella vita della nostra Regione.
   Pensiamo  ad una serie di misure, alcune delle quali, tra l'altro,
  sono  già legge della Regione e ne cito una: un anno e mezzo fa  fu
  fatta  una  norma  che  prevedeva per i cittadini  residenti  nella
  nostra  Regione  di  poter utilizzare un fondo  per  l'abbattimento
  degli  interessi  per la ristrutturazione di immobili  nelle  città
  siciliane,  ma  a  quel  tempo  non  fu  messo  un  grande  impegno
  finanziario.
   Ad  un  anno e mezzo di distanza, Assessore, ancora aspettiamo  il
  regolamento di attuazione
   Quella potrebbe essere una misura concreta rivolta a molti, e  non
  solo  ai  proprietari che ristrutturano gli immobili adeguandoli  a
  migliori  standard  qualitativi  residenziali,  determinando   oggi
  modalità  costruttive  e  di  ristrutturazione  che  abbiano   come
  obiettivo  il  risparmio  energetico e, quindi,  con  tipologie  di
  materiali che abbiano la finalità del risparmio energetico in linea
  ed  in  coerenza  con  gli  obiettivi e con  le  risorse  che  oggi
  disponiamo per questo tipo di misure, ma mettendo in moto un  pezzo
  dell'economia.
   Come  sappiamo,  infatti, l'economia dell'edilizia è,  soprattutto
  nei  momenti  di difficoltà, la più agile a ripartire perché  parla
  alle  maestranze, parla ai lavoratori, agli operai, ai carpentieri,
  ai muratori, ma parla anche ai fornitori e all'indotto.
   Così  come  pensiamo di finalizzare alcune delle azioni  che  oggi
  sono  previste  dai  fondi strutturali, che  aspettiamo  di  sapere
  quando partono, tanto più che in questa nostra Regione molto spesso
  il  dibattito sulle risorse comunitarie si è fatto sul   quanto  si
  spende   e  non  sul   come si spende . Noi vorremmo  discutere  ed
  affrontare  il  problema del  come  piuttosto  che  buttare,  molto
  spesso,  risorse in una logica del frammento, della  frantumazione,
  della  riproduzione  di  una spesa fine a se  stessa,  concentrando
  alcune  di queste risorse in una strategia che sappia affrontare  e
  avere a cuore i temi della crisi e dare risposte immediate.
   Proposte concrete, quindi, onorevole Assessore.
   Un  grande  piano  di messa in sicurezza delle  scuole  siciliane,
  anche quello un fenomeno diffusissimo in tutti i nostri comuni.  E'
  un tema che riguarda la sicurezza delle famiglie, di chi ha i figli
  che vanno a scuola, molto spesso in scuole non solo inadeguate,  ma
  dove c'è il rischio che possa perfino cascare il tetto.
   Un  grande  piano che serva a mettere in moto tanti micro-cantieri
  e,  aggiungo, un grande piano dove non c'è bisogno tanto e soltanto
  di  risorse  del  bilancio della Regione,  ma  che  veda  anche  il
  protagonismo   degli   enti   locali   attraverso   politiche    di
  indebitamento,  perché  quelle  sì possono  essere  finalizzate  ad
  azioni  per  investimenti e, quindi, in un momento  di  stagnazione
  economica, di sostegno all'economia della ripresa.
   E immaginiamo, altresì, un piano, Assessore, che affronti un altro
  grande  tema  della Sicilia, un tema che, per certi versi,  si  era
  tentato   di  affrontare  durante  il  governo  Prodi,  quando   la
  finanziaria  nazionale aveva previsto di utilizzare  risorse  dello
  Stato  al servizio della viabilità della nostra Regione. E'  finito
  il  governo Prodi. Ricordo ancora quando l'attuale Presidente della
  Regione,  allora  capo soltanto di un partito e presidente  di  una
  Provincia,  promosse una manifestazione a Roma  contro  il  governo
  Prodi  per  chiedere  il  rispetto di  quanto  era  previsto  nella
  finanziaria  nazionale, cioè 350 milioni di euro per  tre  anni  al
  servizio della viabilità.
   E'  finito  il  governo  Prodi  e l'allora  capo  di  un  partito,
  l'onorevole   Lombardo,  è  diventato  presidente   della   Regione
  siciliana.  Non  ci  sono più le manifestazioni contro  il  governo
  nazionale,  che  nel frattempo ha cancellato quella previsione.  E,
  quindi,  non ci sono più né le risorse dello Stato né, per di  più,
  il  tema  della viabilità e della messa in sicurezza  delle  nostre
  strade costituisce più una priorità dell'azione di questa Regione.
   Noi immaginiamo che quella sia una misura concreta, immediata, che
  parla  ad una condizione di disagio reale, non solo della viabilità
  principale, ma della viabilità secondaria e rurale.
   Basta  vedere lo stato delle strade rurali delle nostre  campagne,
  tanto  più  dopo  un  inverno come quello che abbiamo  vissuto.  In
  intere  aree  della nostra Regione, come nel messinese,  in  alcune
  zone di collina e di montagna l'attività franosa ha determinato  lo
  sconvolgimento della viabilità interna e rurale.
   Su  questi problemi siamo in grado di determinare una terapia  che
  affronti con urgenza ed immediatezza soluzioni di messa di utilizzo
  di  risorse, ma anche soluzioni di problemi per la nostra  Regione?
  Onorevoli colleghi, molte delle cose scritte nella mozione  non  le
  ripeto, ma sappiamo bene che queste sono solo misure parziali.
   La  mozione  di cui stiamo parlando non è un programma  economico,
  sono  misure immediatamente attivabili per il rilancio della nostra
  economia.
   Infine, c'è un grande tema, il tema dell'impresa in Sicilia.
   Pensare   di   reggere  la  sfida  che  abbiamo  determinando   un
  depauperamento,   un   impoverimento,   se   non   addirittura   la
  cancellazione del sistema della piccola e media impresa, che  è  il
  tessuto  strategico della nostra Regione, è una  velleità  sia  sul
  piano economico, sia sul piano culturale ed anche politico. Però  è
  quello che sta succedendo, onorevole Cimino  Lei è assessore per il
  bilancio  e,  pertanto,  è lei che controlla i cordoni della  spesa
  della nostra Regione.
   La  prima  condizione  nel rapporto con  i  soggetti  terzi  è  la
  certezza del diritto.
   Per  qualunque  impresa  che è costretta  a  fare  un'attività  di
  qualunque  tipo,  sia  in  beni  che  in  servizi  per   conto   di
  un'amministrazione pubblica - regione, comune o provincia che sia -
  i  tempi di attesa per il pagamento oscillano fra i nove e i dodici
  mesi, o molto di più, rispetto a situazioni particolari che ci sono
  in alcune amministrazioni pubbliche.
   In   Sicilia,   visto  che  fa  parte  dell'Europa,   bisognerebbe
  rispettare le regole dell'Europa.
   In  questi anni sono state emesse alcune sentenze e, innanzitutto,
  si  è  accertato  che,  superati i  novanta  giorni  di  attesa  di
  liquidazione     delle    forniture    erogate    nei     confronti
  dell'amministrazione    pubblica,   le    amministrazioni    devono
  corrispondere  anche  gli  interessi ai  soggetti  creditori  delle
  amministrazioni stesse.
   Bisogna dare certezza a questa procedura, perché non ci può essere
  un  danno oltre la beffa, cioè che non solo i tempi di pagamento  e
  di liquidazione dei crediti da parte delle imprese sono nove mesi o
  un anno, ma i costi finanziari restano a carico delle imprese.
   Allora  adottiamo  il  sistema della certificazione  dei  crediti,
  perché  questo  può  servire alle imprese a  scontare  in  banca  i
  crediti  vantati,  ad  avere  certezza di  liquidità;  deve  essere
  chiaro,  infatti,  che  in un momento di crisi  la  prima  cosa  da
  garantire è la liquidità.
   Non  si  possono costruire le condizioni di ripresa  dell'economia
  reale sull'economia di carta. L'economia, per ripartire, ha bisogno
  di  condizioni  di certezza materiale, che sono date dalla  moneta,
  dalla  liquidità,  dalle risorse per pagare  stipendi,  per  pagare
  fornitori, per attivare l'economia reale, appunto.
   Sono misure che speriamo siano condivise, anzi siamo certi che  lo
  saranno,  e  alle mozioni abbiamo aggiunto anche alcuni ordini  del
  giorno.
   Presumo  che l'Aula si esprimerà con un voto largamente  unitario,
  ma  io  non  mi  emozionerò per il voto di  quest'Aula,  Assessore.
  Vorrei  emozionarmi di fronte al fatto che, dopo il voto, un minuto
  dopo.  l'Assessore  per il bilancio convochi i soggetti  economici,
  convochi le parti sociali, stabilisca un piano immediato da portare
  a  corredo della finanziaria e chiama l'Aula, non ad esprimersi  su
  una mozione, ma ad esprimersi su misure concrete stanziando i fondi
  e stabilendo le procedure.
   Non  solo  deve  essere chiaro che c'è la crisi,  ma  deve  essere
  chiaro che questa Regione ha intenzione di dare una mano a superare
  il momento di difficoltà.
   Se  faremo questo, penso che oggi avremo reso un buon servizio  ai
  siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Fagone
  ha chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende la discussione unificata delle mozioni numeri 105 e 116

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   mio
  intervento  sarà  breve  perché  mi riconosco  già  nell'intervento
  dell'onorevole Cracolici, che prima di me ha illustrato le mozioni.
   Non credo che questo dibattito, al di là di una presa di coscienza
  da parte del Governo, stia suscitando grande interesse.
   La  stessa presenza in Aula è emblematica del distacco rispetto  a
  manifestazioni di volontà che l'Assemblea può esprimere e  che  poi
  non danno luogo a risultati concreti.
   Sono  preoccupato  del  fatto che non ci sia consapevolezza  della
  gravità della situazione economica e finanziaria.
   Dopo  quasi  un  anno  dall'inizio  della  legislatura,  onorevole
  Assessore,  non ho ancora capito qual è la politica  economica  del
  Governo  Lombardo, qual è l'idea di Regione, qual è il  modello  di
  sviluppo, quali sono le priorità.
   Ci  siamo  occupati  della sanità, ed era giusto  intervenire  nel
  settore  della  sanità  perché è noto che lì  ci  sono  sprechi  ed
  inefficienze, ed abbiamo fatto passare la riforma come  una  grande
  riforma, come una riforma organica, sottovalutando il fatto che  si
  tratta - come voi ben sapete - di alcuni aspetti legati al piano di
  rientro,  e  non  al piano sanitario regionale  o  di  una  riforma
  complessiva  del  settore. Ci siamo salvati la  coscienza  dicendo,
  dopo un anno, che si è fatta una legge di settore
   Ma  la  risposta più tempestiva e più immediata che doveva  essere
  data alla crisi era quella dell'approvazione del bilancio. Lasciare
  l'Assemblea   quattro  mesi  in  esercizio  provvisorio   significa
  determinare  danni nel tessuto economico e nei soggetti  che  hanno
  bisogno  di  avere  risposte tempestive sul  piano  dell'erogazione
  della spesa.
   Ma  questo  è  passato quasi inosservato  Nessuno si è  indignato,
  nessuno ha detto nulla, non c'è stato scalpore
   E'  quasi  normale  che  una Regione si indigni  su  un  dibattito
  sterile, che riguarda temi che si realizzeranno fra cinque o  dieci
  anni  e  non  guarda  invece all'urgenza, all'immediatezza  di  una
  risposta rispetto ad una crisi che in Sicilia è ancora peggiore, in
  quanto  la crisi economica e finanziaria internazionale si riflette
  maggiormente sulle aree più deboli; tant'é che non si parla più dei
  primati negativi della nostra Regione, quasi per dimenticare, quasi
  per occultare, quasi per nascondere.
     Le  analisi che l'ISTAT e gli istituti di statistica  fanno  sul
  livello  di  povertà, sul nostro livello delle esportazioni,  sulla
  capacità  produttiva, sull'incidenza che questa Regione ha rispetto
  al resto del Paese non vengono mai portate avanti. Ogni tanto si ha
  notizia  dei risultati di qualche istituto di ricerca, ma  noi  non
  utilizziamo quei dati per capire qual è la nostra missione, qual  è
  il  nostro  impegno, qual è il nostro dovere come classe  dirigente
  regionale.
   Ed   il   nostro   bilancio  è  stato  legato  ad  una   questione
  importantissima  e  decisiva per lo sviluppo e  la  crescita  della
  nostra Regione, la questione dei fondi FAS.
   Ma i fondi FAS non sono solo i 4 miliardi e 300 milioni; peraltro,
  300  milioni  sono  stati  spesi già  per  interventi  che  non  si
  realizzeranno  al Sud  e, quindi, in violazione di  quel  principio
  dell'85 per cento in favore delle regioni meridionali. I fondi  FAS
  fanno  parte di una lunga storia, quella che dal 2001  al  2007  ha
  riguardato tutti gli accordi di programma-quadro e nel nostro  DPEF
  c'è scritto che sono stati stanziati, nei vari programmi, oltre  16
  miliardi  di euro - e ne abbiamo speso soltanto il 18,5 -  con  una
  serie di rimodulazioni e di rinegoziazioni che non hanno consentito
  una spesa reale.
   Ma  i fondi FAS non sono soldi cash, non sono soldi contanti,  non
  si  possono utilizzare subito. Si tratta di una programmazione  che
  avrà effetti nei prossimi anni, e noi li stiamo aspettando come  se
  fossero  fondamentali  per chiudere il bilancio  e  avere,  quindi,
  previsioni di entrata che sono già molto discutibili.
   Aumentare  le  entrate  tributarie in una condizione  di  crisi  è
  gravissimo   Così come è gravissimo stabilire che  950  milioni  di
  euro  deriveranno dalla vendita di immobili  E, quindi, il  deficit
  dei  nove  miliardi, che viene coperto in questo modo, è certamente
  ripetitivo e non indica una svolta nei processi degenerativi  della
  spesa  e  sulle  cause  che  determinano il  deficit  nella  nostra
  Regione.
   Non  c'è nessuna novità sul piano delle politiche del bilancio con
  riferimento a queste risorse ex regionali, ma anche con riferimento
  a  quello  che diceva l'onorevole Cracolici, e cioè che in  Sicilia
  non abbiamo solo il problema del come spendere, ma abbiamo anche il
  problema  della qualità della spesa. Infatti, se non abbiamo  avuto
  effetti  dal precedente programma 2000-2006, non li avremo  nemmeno
  con  il  programma  2007-2013 se continueremo a  utilizzare  questi
  fondi  per  spese  ordinarie e per coprire  il  nostro  deficit  di
  bilancio.
   E  sul programma 2007-2013 la situazione è gravissima  Eppure  non
  se  ne  parla e quest'Assemblea è come se non ci fosse.  Si  chiama
   2007',  ma  siamo già nel 2009 e non è uscito nessun  bando  e  la
  legge  sugli  aiuti  alle  imprese è ancora  ferma  in  Commissione
  Bilancio.
   E'  stata  approvata  una  legge  su  iniziativa  dell'Assessorato
  dell'Industria  che non è stata subito operativa perché  sono  nate
  tante contraddizioni, anche in ordine alla linea da seguire in quel
  settore.  Pertanto,  senza  legge di aiuto  alle  imprese  e  senza
  bilancio, non siamo stati in condizione di aggredire i punti nodali
  sui quali si sviluppa e cresce l'economia siciliana.
   Le  misure che hanno registrato il maggiore ritardo, che non hanno
  avuto  efficacia  nella passata gestione del programma  2006,  sono
  legate  alle  caratteristiche  del nostro  territorio,  quelle  che
  riguardano  l'energia, i trasporti, i beni culturali;  settori  sui
  quali  si  dovrebbe  investire in maniera più significativa  e  più
  efficace.  E i ritardi che si sono accumulati nella gestione  degli
  accordi del programma-quadro investono anche l'interlocuzione e  la
  capacità contrattuale del centrodestra siciliano nei confronti  del
  centrodestra nazionale.
   E  se  il  dato del 18,5 per cento è vero, ha ragione - in  questo
  caso  - il ministro Tremonti quando dice che dipende dal fatto  che
  non abbiamo i progetti esecutivi.
   Ed  è  vero anche che l'ANAS e le Ferrovie, che erano le  maggiori
  aziende responsabili, non hanno nessuna intenzione di investire  in
  Sicilia.  E  questo è dovuto alla debolezza della classe  dirigente
  regionale,  prima  del governo Cuffaro e ora di Lombardo,  che  non
  hanno  invitato  in Sicilia il signor Moretti delle Ferrovie  dello
  Stato a fare un programma serio sulle ferrovie.
   Non si fanno manifestazioni che consistono nell'andare in treno da
  Catania  a  Palermo  per far sapere ai cittadini  siciliani  quanto
  tempo  ci  si impiega senza avere la capacità di intervenire  sugli
  enti che dipendono dal Ministero dell'Economia e dal Ministero  del
  Tesoro.
     Una  classe  dirigente non ha il compito di  denunciare,  perché
  altrimenti  i cittadini si smarriscono. La classe dirigente  ha  il
  dovere di risolvere i problemi. Sono altri gli organismi che devono
  denunciare, fare manifestazioni ed assumere iniziative di contrasto
  rispetto  alla  gestione della politica finanziaria  e  degli  enti
  nazionali
   In  ordine  alla  politica  del credito vorrei  sapere,  assessore
  Cimino,  perché non abbiamo partecipato alla ricapitalizzazione  di
  Unicredit,  pur  avendo le nostre quote. Può essere giustificabile,
  ma  quest'anno abbiamo perso un sacco di soldi  per scelte che  non
  abbiamo fatto, perché la nostra partecipazione nel Banco di Sicilia
  prima,  in Capitalia e Unicredit poi, in questi anni si è svalutata
  in quanto non abbiamo fatto una scelta corretta.
   Qualcuno  dice che sono stati accantonati 18 milioni di  euro  nel
  bilancio   nell'eventualità,  ma  nell'eventualità  di  che   cosa?
  Vogliamo  fare il terzo polo bancario, vogliamo vendere  le  nostre
  azioni, e in questo momento non ci conviene - e lo capisco - perchè
  adesso  abbiamo  l'esigenza di aspettare. Ma uno  o  due  anni  fa,
  quando qualcuno aveva fatto proposte serie, non abbiamo pensato  ad
  una politica del credito adeguata per la nostra Regione.
   L'altro   tema  riguarda  il  fatto  che  qualcuno   ha   definito
  demagogiche  le  mie iniziative sui costi della  politica.  Non  si
  liquida un problema reale con questa superficialità.
   Chi  chiede  di  fare  sacrifici ai  cittadini  ha  il  dovere  di
  dimostrare  che ha capacità di autoriformarsi, e forse gli  aspetti
  che ho toccato non sono gli unici e nemmeno quelli più importanti.
   Ci sono tante altre cose, l'ho detto più volte, ma il ragionamento
  è  complessivo. Se non cominciamo, non cominceremo  mai,  né  dagli
  enti  inutili, né dai consulenti, né dagli uffici di Gabinetto,  né
  dagli stipendi dei dirigenti, né dalle indennità aggiuntive.
   Ci vuole un momento nel quale il problema dei costi della politica
  viene  affrontato con senso di responsabilità e con  rigore,  senza
  demagogia,  perché  nessuno ha detto che i parlamentari  non  hanno
  spese  o che sono gli unici che devono partecipare anche a dare  un
  segnale   concreto  di  inversione  di  rotta  rispetto  a   questo
  argomento.
   Il  problema,  al contrario, è reale e Berlusconi  e  Veltroni  lo
  hanno  detto  in  tutte le campagne elettorali. Entrambi  si  erano
  impegnati  per  l'eliminazione delle province e avevano  detto  che
  bisognava  ridurre i costi della politica. E poi si  verificano  le
  stesse   situazioni  paradossali  e  vergognose   che   si   stanno
  manifestando  in  Sicilia, dove una parte del  Governo  propone  il
  disegno  di  legge  di  soppressione dell'ESA  e  un  solo  partito
  politico resiste e mette il veto perché non si deve sopprimere.
   Qui  c'è  una  questione  politica, una questione  di  scelte,  di
  responsabilità e di giustizia. Mi auguro che questa mozione  faccia
  acquisire  maggiore consapevolezza a tutti e, in  primo  luogo,  al
  centrodestra.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Colianni e Apprendi  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione unificata delle mozioni numeri 105 e 116


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GALVAGNO.   Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,
  parafrasando  una famosa citazione mi viene da dire che,  mentre  a
  Palermo si discute, la Sicilia brucia. Lo dico perché mi pare  che,
  a  volte, in questo Palazzo perdiamo il senso della realtà e vi  è,
  troppo  spesso,  una colpevole disattenzione e tanta responsabilità
  nei confronti di quanto riguarda il bene e l'interesse pubblico.
   Trascorriamo  giorni  e  giorni  a  discutere  del   nulla   e   a
  rappresentare  una  Sicilia immaginaria e  non   quella  reale:  la
  Sicilia dei forestali, dei precari, dei cantieri di servizio e  dei
  disoccupati.
   Non  vi tedierò parlando della drammaticità dei problemi in campo,
  quasi   a   volere  sottolineare  il  mio  ruolo  di  deputato   di
  opposizione;  lo  hanno  fatto  brillantemente  il  mio  capogruppo
  Cracolici illustrando le mozioni e poi l'onorevole Barbagallo;  non
  ripeterò  cose  già dette, ma voglio sottolineare  pochissimi  dati
  che spesso sono molto più eloquenti di tante parole.
   Gli  appalti  pubblici nel 2008 sono diminuiti del  50  per  cento
  rispetto al 2007, come numero e come valore assoluto monetario; nel
  settore  delle  costruzioni  tra il 2007  e  il  2008  l'indice  di
  produzione   è   calato  del  9,6  per  cento,   dato   ISTAT;   la
  disoccupazione  è  al  60  per cento; il  tasso  di  disoccupazione
  giovanile è al 37,2 per cento; il totale dei disoccupati in Sicilia
  ha  raggiunto  833  mila  unità stimate  a  dicembre;  l'indice  di
  povertà,  è  detto nella mozione e lo ripetiamo,  è  del  30,6  per
  cento.
   Una  grave  conseguenza della forte crisi economica che attraversa
  la   nostra   Regione   è   la  notevole   ripresa   del   fenomeno
  dell'emigrazione,  e  ormai  non si contano  più  i  piccoli  paesi
  spopolati.
   Ho  voluto  riprendere  questi dati  drammatici  perché  ci  fanno
  riflettere  sulla  necessità che in Sicilia,  per  fronteggiare  la
  profonda  crisi  occupazionale e l'emorragia di  posti  di  lavoro,
  servono  misure  immediate,  da  concretizzare  in  pochi  mesi,  o
  addirittura in giorni, quali ad esempio i cantieri di lavoro per  i
  disoccupati, e non le grandi opere che pure mi auguro si realizzino
  al più presto
   I   vantaggi   che  scaturiscono  dall'istituzione  dei   cantieri
  regionali  di  lavoro  sono molteplici e  li  voglio  sintetizzare.
  Onorevole  Assessore,  ne  abbiamo  parlato  parecchie  volte,   mi
  riferisco  agli enti gestori che potrebbero essere  i  comuni,  che
  avrebbero   la   possibilità  di  realizzare   piccole   opere   di
  manutenzione  straordinaria  o  altri  lavori  edili  sul   proprio
  patrimonio immobiliare, sopperendo ad una ormai cronica carenza  di
  risorse  finanziarie  delle casse comunali; i  lavori  da  eseguire
  potrebbero  essere cantierabili in un arco di tempo  brevissimo  e,
  quindi,  la  risposta  alla crisi economica ed occupazionale  della
  Regione sarebbe tempestiva.
   Le  tipologie  dei soggetti che fruirebbero dei vantaggi  connessi
  all'istituzione  dei cantieri sono molteplici se si  considera  che
  nel  processo intervengono tecnici laureati e diplomati per la fase
  della progettazione, per la direzione dei lavori, ed ancora imprese
  fornitrici,  imprese  di  noleggio  per  attrezzature,  imprese  di
  trasporto  per  il  trasporto  dei  materiali  di  risulta,  operai
  qualificati e manovalanza comune.
   Se  i  soggetti  impiegati  nei cantieri  regionali  effettueranno
  almeno  sessantotto  giorni di lavoro, oltre  alla  paga  prevista,
  potrebbero godere, sulla base delle più recenti disposizioni, della
  indennità  di disoccupazione a requisiti ridotti. Non si  creerebbe
  nuovo  precariato.
   Si   tratta   di   uno  strumento  che  gode  del   favore   delle
  amministrazioni  locali  che, negli anni passati,  ne  hanno  fatto
  largo  uso con risultati positivi, di cui viene conservata  memoria
  ancora a distanza di anni. La collaborazione dei comuni, quindi,  è
  assicurata  e sarà capillare sull'intero territorio della  Regione.
  Si  potrebbero  finanziare mille cantieri di lavoro e lavorerebbero
  immediatamente oltre 30 mila operai.
   Per  la copertura della spesa, ipotizzata in 222 milioni di  euro,
  in  attesa  dell'attivazione dei fondi FAS si potrebbero utilizzare
  immediatamente oltre un miliardo di euro di risorse disponibili dei
  fondi  ex  GESCAL  e dei residui degli accordi di  programma-quadro
  stipulati tra il 2000 e il 2006.
   In questo senso abbiamo già depositato un disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che, ai sensi della delibera  adottata  dal
  Consiglio di Presidenza nella seduta numero 19 del 15 maggio  2008,
  per motivi di rappresentanza istituzionale l'onorevole Gennuso è in
  missione dal 2 al 4 aprile 2009 e il vicepresidente Formica sarà in
  missione dal 3 al 5 aprile 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione unificata delle mozioni numeri 105 e 116


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
  io  credo  che gli interventi dei deputati del Partito  Democratico
  che  mi  hanno preceduto hanno già focalizzato bene i  temi  legati
  alla  crisi  economica della Sicilia, riprendendo anche le  mozioni
  che sono state presentate.
   In  particolare, voglio sottolineare quanto previsto dalla mozione
  numero 116, e cioè la richiesta che l'Aula condividesse la proposta
  avanzata  dal  Partito  Democratico di sostenere  e  finanziare  un
  intervento  a  favore dei disoccupati, di tutti  coloro  che  hanno
  perso  il  lavoro  travolti,  purtroppo,  dalla  grave  crisi   che
  attraversa il Paese e che, in particolare, attraversa la Sicilia.
   E'  una  proposta molto concreta volta a sostenere il  reddito  di
  tutti  coloro che hanno perso il lavoro, con un assegno mensile  di
  disoccupazione  pari ad almeno il 60 per cento  della  retribuzione
  percepita  ogni  mese nell'ultimo anno lavorativo,  una  misura  di
  carattere generale riguardante tutti i lavoratori che hanno  perso,
  purtroppo,  il  lavoro. Una misura urgente, una  misura  che  -  io
  ritengo  -  meritava  e  merita  l'attenzione  di  tutte  le  forze
  politiche alla luce del fatto che quando un lavoratore che perde il
  reddito passa, da un mese all'altro, a zero euro, credo che  questo
  è  un  tema che deve interessare tutto l'arco costituzionale e  non
  una parte politica piuttosto che un'altra.
   Per  quanto  ci  riguarda  abbiamo avuto questa  sensibilità  come
  Partito Democratico.
   A  Roma  alcune  forze  non  solo  di  maggioranza,  ma  anche  di
  opposizione non hanno sostenuto questa proposta. Io mi  auguro  che
  invece  in  quest'Aula si possa trovare quella sintesi politica  di
  condivisione  generale  di questa proposta che,  purtroppo,  non  è
  stata raggiunta a livello nazionale.
   Gli interventi del Governo nazionale, dall'abolizione dell'ICI  al
  Nord,  finanziata con i fondi destinati per la viabilità secondaria
  del  Sud, la detassazione degli straordinari, la social card,  sono
  stati tutti interventi assolutamente inefficaci; addirittura alcuni
  di  essi,  piuttosto  che essere interventi  anticiclici,  si  sono
  rivelati interventi prociclici, hanno peggiorato quella che era  la
  condizione   economica  del  Paese.  Nel  momento  in   cui   manca
  l'occupazione,  detassare  gli  straordinari  significa  fare   più
  disoccupati. Questo ha fatto per mesi il Governo Berlusconi negando
  persino l'esistenza di una crisi economica nel Paese.
   Il Governo Berlusconi ha perso un anno di tempo per riconoscere la
  crisi  economica del Paese, e questo ha danneggiato in  particolare
  le zone già deboli del Paese, come ad esempio la nostra Sicilia.
   Le  proposte  fatte  con le mozioni del Partito Democratico,  bene
  illustrate  dall'onorevole  Cracolici,  dall'onorevole  Galvagno  e
  dall'onorevole  Barbagallo, riguardano la  sicurezza  nell'edilizia
  scolastica,  la  viabilità, i cantieri  di  lavoro  e  tante  altre
  proposte concrete che, purtroppo, non trovano alcun riscontro nella
  politica  del Governo regionale che, lo voglio ripetere  anch'io  -
  come  ha  detto  bene  l'onorevole  Barbagallo  -,  non  ha  alcuna
  strategia di sviluppo economico e sociale della nostra Regione.
   Io  non  ho capito, non ho letto, non ho compreso, non ho  sentito
  nulla  di  credibile né nel programma del Governo, né nel  discorso
  programmatico tenuto in quest'Aula dal presidente della Regione; né
  purtroppo ci è dato capire cosa il Governo intenda fare a proposito
  del  bilancio e della finanziaria. Non c'è una sola proposta chiara
  del  Governo che si presenti realmente come una misura di contrasto
  alla  grave  crisi  che  stiamo  attraversando,  che  possa  essere
  credibile,  che possa dare una speranza di futuro, di sviluppo,  di
  rilancio delle nostre condizioni economiche e sociali.
   Questo  è  molto  grave.  Noi abbiamo un  DPEF,  un  documento  di
  programmazione  economica e finanziaria anticrisi, ante  crisi  più
  che  anticrisi, precedente alla crisi, che ignorava la crisi ma che
  non  contrasta minimamente la crisi; un bilancio ed una finanziaria
  che  sono  basati su questo documento di programmazione  economico-
  finanziaria  che  addirittura prevedeva  la  crescita  del  PIL  in
  Sicilia.   Sappiamo  che  siamo,  invece,  in  una  condizione   di
  recessione  e  rispetto  a tutto questo il Governo  va  avanti  con
  esercizi  provvisori,  con  pannicelli caldi'  che  non  serviranno
  certo  a  curare  la  grave crisi strutturale  che,  purtroppo,  la
  Sicilia sta vivendo.
   Il  ciclo  comunitario  è  bloccato,  i  fondi  europei  non  sono
  utilizzati, la legge sui regimi di aiuto alle imprese, come è stato
  detto  bene,  è  bloccata in Commissione. Non si sa più  nulla  del
  disegno di legge per il credito d'imposta agli investimenti e  noi,
  assessore Cimino, attendiamo una risposta.
   Il  disegno di legge era stato sostanzialmente esitato, anche  con
  il  nostro sostegno, dalla Commissione Bilancio e poteva essere una
  misura per sopperire al grave danno fatto dal Governo nazionale con
  la  soppressione del credito d'imposta per gli investimenti al sud.
  Sono passati oltre sei mesi e noi attendiamo ancora una risposta.
   Quindi, non ci sono neanche gli strumenti ordinari per contrastare
  la crisi economica; non c'è una finanziaria, non c'è un bilancio.
   E   sarebbero  necessari  interventi  straordinari,  un  autentico
  pacchetto di proposte anticrisi da concertare con le parti sociali;
  di  fatto,  la  concertazione è stata negata  da  parte  di  questo
  Governo.  Ogni tanto il Presidente della Regione riunisce la  parti
  sociali  per fare qualche comunicazione di servizio, ma non abbiamo
  sentito  da  parte loro altro che lamentele, richieste  precise  di
  contestazione  rispetto  all'assenza vera e  reale  delle  proposte
  avanzate   da   tutti  i  settori  produttivi,  dalle  associazioni
  lavorative,  dai  sindacati.  Non  c'è  una  sola  risposta   vera.
  Assistiamo ad un disastro dopo l'altro.
   Probabilmente - signor Presidente, mi perdoni, non vuol essere una
  provocazione  nei  confronti di nessuno - se quest'oggi,  piuttosto
  che parlare di interessi generali dei siciliani, di quella che è la
  grave  crisi  economica, sociale e civile che stiamo attraversando,
  si  fosse parlato di sanità o forse anche semplicemente di  qualche
  posto-letto in più nella sanità privata, avremmo avuto  un'Aula  al
  completo.
   Sono  molto  dispiaciuto  del fatto  che,  da  parte  delle  forze
  politiche  di maggioranza, ci sia oggi una scarsissima presenza  in
  Aula; questo certamente non fa onore al nostro Parlamento.
   Non  ci sono - ripeto - altro che disastri che si susseguono l'uno
  dopo  l'altro.  Ne voglio citare uno, perchè abbiamo presentato  un
  ordine  del  giorno  che riguarda il programma  formativo  2009:  i
  giovani  allievi  della  Sicilia  -  circa  trentamila  giovani   -
  attendono  da  quasi  un  anno  l'avvio  dei  corsi  di  formazione
  professionale.  Il fatto che i corsi non vengono  avviati  è  molto
  grave,  perché in un momento di crisi si può risparmiare  forse  su
  tutto, ma non sulle risorse umane, non sulla formazione, non  sulla
  scuola.
   Purtroppo,  il  Governo  lo  sta facendo.  Il  piano  formativo  è
  bloccato,  settemila  lavoratori  non  percepiscono  lo  stipendio.
  Abbiamo  avuto  varie audizioni dell'Assessore  per  il  lavoro  in
  Commissione,  vari  annunci di sospensione e di riproposizione  del
  piano  formativo regionale in Commissione regionale per  l'impiego,
  annunci che si sono susseguiti l'uno dopo l'altro, ma non c'è stata
  una  proposta, una decisione chiara da parte di questo  Governo,  e
  ciò è molto grave.
   Infine, chiedo all'Assessore di conoscere la strategia del Governo
  regionale  in  ordine  al  cofinanziamento per  gli  ammortizzatori
  sociali  in deroga previsti dall'accordo Stato-Regione; al riguardo
  credo   che  proprio  l'assessore  Cimino  abbia  svolto  un  ruolo
  significativo.
   Purtroppo, non altrettanto posso dire per quanto riguarda i  fondi
  FAS che, dopo molti mesi, aspettiamo ancora.
   Assessore,  le  beghe tra lei e il ministro Fitto, purtroppo,  non
  fanno  onore né all'Italia né tanto meno alla Sicilia.  La  Sicilia
  soffre  condizioni  difficili. Noi invitiamo il Governo  regionale,
  piuttosto  che a fare proclami, a fare fatti, a fare  seguire  alle
  parole i fatti.
   In  ultimo,  vorrei chiedere all'assessore Cimino che rapporto  la
  Regione  siciliana intende intrattenere con il Banco di Sicilia  in
  ordine  alla  politica  del credito, strumento  essenziale  per  lo
  sviluppo economico.
   E'  una  questione  nodale, sollevata anche con  un'interrogazione
  parlamentare dall'onorevole Barbagallo; ma voglio parlare anche  di
  IRCAC,  IRFIS e CRIAS, perché ritengo che su questo andrebbe  fatto
  uno specifico dibattito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ardizzone è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 2 al 5 aprile 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende la discussione unificata delle mozioni n. 105 e 116

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, innanzitutto ringrazio per l'opportunità che mi
  si dà quest'oggi di intervenire in Aula per rispondere alle mozioni
  all'ordine  del  giorno  della  seduta  odierna,  cosa  che  mi   è
  particolarmente gradita anche per riuscire ad esporre ciò  che,  di
  fatto, il Governo e l'Assessorato del bilancio hanno realizzato  in
  questi  mesi.  Proprio  per  questo  gradivo  essere  personalmente
  presente alla trattazione di questi punti all'ordine del giorno,  e
  ringrazio  anche  gli  onorevoli colleghi che  mi  hanno  preceduto
  perché,  con  le  loro  sollecitazioni e con  le  loro  attenzioni,
  pongono all'attenzione generale argomenti sicuramente da affrontare
  insieme.
   In  ordine alle mozioni all'ordine del giorno, la numero 105 e  la
  numero  116, il Governo condivide parte delle considerazioni  dalle
  medesime  rappresentate;  tuttavia ritiene  di  dover  fare  alcune
  precisazioni  per  quanto  riguarda l'andamento  dell'economia  nel
  periodo dal 2001 al 2007, periodo nel quale si sono sviluppati  gli
  interventi comunitari della passata legislatura.
   In quel periodo la Regione ha registrato una crescita del prodotto
  interno  lordo ad un tasso medio dello 0,9 annuo, non  distante  da
  quell'uno  per  cento registrato a livello nazionale  e  superiore,
  comunque, a quello registrato nel Mezzogiorno nel suo complesso.
   Pur  senza  soffermarsi sui dati statistici,  bisogna  evidenziare
  come  è indispensabile precisare l'indice di povertà relativa,  che
  risulta quanto meno discutibile, in quanto lo stesso fa riferimento
  ad  una  spesa annua di circa 16 mila euro per una famiglia di  due
  persone  che,  nella  nostra Regione, rappresenta  un  importo  non
  trascurabile.
   In ordine, poi, alla riportata stima di una riduzione del prodotto
  interno  lordo  nel  2008  dell'1,3 per  cento,  si  evidenzia  che
  trattasi di stime non ufficiali e che non coincidono affatto con le
  stime dei nostri uffici e del nostro Ufficio statistica.
   Con riferimento alle osservazioni fatte in ordine alla politica di
  bilancio  della Regione e al deficit strutturale, pari a 2 miliardi
  di  euro,  il Governo, nel Documento di programmazione economica  e
  finanziaria 2009-2013 ha già abbondantemente evidenziato  le  cause
  che   ne  hanno  determinato  l'ammontare.  Infatti,  l'evidenziato
  incremento delle spese correnti è da imputare, come è noto a tutti,
  alle  spese  per  i  nostri  lavoratori precari,  i  forestali,  la
  formazione,  che risulta frutto di una scelta politica che  abbiamo
  intrapreso per salvaguardare l'occupazione con effetti positivi sia
  all'interno  del  sistema economico, ma anche per le  attività  che
  questo mondo del lavoro svolge per la nostra Regione.
   Dette   spese,  con  il  consenso  di  gran  parte   delle   forze
  dell'Assemblea regionale siciliana, hanno rivestito  la  natura  di
  ammortizzatori sociali in favore dei quei lavoratori dell'Isola che
  hanno  perso  un  posto  di  lavoro o che  comunque  hanno  trovato
  nell'Amministrazione   regionale  l'opportunità   di   rendere   un
  servizio,  determinando in tal modo una differenza tra  ciò  che  è
  nelle  spese per gli investimenti e ciò che è nelle spese in  conto
  corrente.
   Si  è consapevoli, comunque, che sia indispensabile per la Regione
  un  piano  straordinario anticrisi e che questo piano straordinario
  anticrisi  sia concordato e condiviso dall'Assemblea e dalle  forze
  parlamentari. Tanto che il Governo, dopo avere sentito le  proposte
  provenienti da tutte le parti sociali, a tal fine convocate già nel
  mese  di  marzo, e avendo definito con le parti sociali dei  tavoli
  tecnici,  onorevole Cracolici, dove affrontare le  tematiche  e  le
  argomentazioni per risolvere la crisi, ha lavorato, di  fatto,  per
  predisporre   un   documento  finanziario,   contestualmente   alla
  trattazione  del  bilancio,  che  possa  abbracciare  tutte  queste
  problematiche  e,  soprattutto, vuole  approfittare  dell'occasione
  offerta   dalla    discussione   delle   mozioni,   dal   dibattito
  parlamentare, per gli spunti che possono venire fuori per soluzioni
  che possono essere condivise dal Governo e dall'Aula.
   In particolare, si stanno definendo le misure volte ad incentivare
  l'imprenditorialità  e lo sviluppo, non mancando  di  riguardare  i
  settori più deboli quali, nello specifico, quello agricolo che  sta
  vivendo una crisi particolarmente accentuata.
   Ed incentivi saranno attivati in favore del risparmio energetico e
  dell'edilizia, settore che sarà sostenuto con iniziative volte alla
  salvaguardia del patrimonio edilizio e all'edilizia sostenibile.
   Ulteriori  interventi sono previsti per sollecitare  le  pubbliche
  Amministrazioni  a  porre in essere tutti gli  atti  amministrativi
  volti  a  soddisfare i crediti vantati dalla Regione, dai  privati,
  cosa  che ha ribadito poc'anzi l'onorevole Cracolici e che  già  il
  Governo  sta  provvedendo a sollecitare, determinando tutte  quelle
  ispezioni  affinché tutti i soggetti che operano  con  la  pubblica
  amministrazione siciliana - siano essi comuni, ASI, ATO  -  possano
  avere una concreta risposta.
   Non si è evitato, inoltre, di predisporre interventi in materia di
  fonti  energetiche,  la cui programmazione è  contenuta  nel  tanto
  atteso Piano energetico ambientale.
   Per  quel  che  riguarda l'invito volto alla programmazione  delle
  risorse extraregionali 2007-2013, si fa presente che il Governo  ha
  approvato il Piano di utilizzo delle risorse dei fondi per le  aree
  sotto  utilizzate, piano che è stato apprezzato favorevolmente  dal
  Ministero dello sviluppo economico ed apprezzato anche nella seduta
  del pre-CIPE.
   L'assessorato  del  bilancio,  unitamente  al  Dipartimento   alla
  programmazione,  inoltre, ha già sentito le diverse amministrazioni
  regionali,  programmando ulteriori incontri, al fine di individuare
  le   risorse  non  utilizzate  o  accantonate  da  destinare   alla
  realizzazione  di  lavori pubblici immediatamente cantierabili  che
  presentino  caratteristiche di elevata utilità sociale e  prevedano
  un intenso utilizzo di manodopera.
   E'   appena   il  caso,  tuttavia,  di  evidenziare   che,   nella
  riprogrammazione  delle  risorse  extraregionali,  il  Governo,  in
  considerazione  del  loro  ammontare,  non  può  che  operare   una
  selezione  degli  interventi, indirizzandoli a settori  strategici,
  alcuni dei quali sono già individuati nella mozione degli onorevoli
  firmatari e che il Governo intende pienamente recepire.
   Appare  opportuno  fare  presente  come  la  Commissione  Bilancio
  dell'Assemblea regionale siciliana abbia approvato  il  disegno  di
  legge  numero 239  Crediti di imposta per nuovi interventi  per  la
  crescita  dimensionale delle imprese , cosa che  è  stata  ribadita
  dall'onorevole Lupo.
   Il disegno di legge prevede la concessione di un contributo, nella
  forma  di  credito  di imposta,  alle imprese che effettuino  nuovi
  investimenti in Sicilia, secondo i massimali di intensità variabili
  in   funzione  della  crescita  e  della  dimensione  dell'impresa.
  Inoltre,  per  evitare  la polverizzazione degli  interventi,  sono
  stati   previsti   un   limite  minimo   ed   un   limite   massimo
  dell'investimento agevolabile.
   Il   regime  regionale  prevede  che  l'agevolazione  fiscale  sia
  utilizzata in compensazione a fronte di nuovi investimenti in  beni
  strumentali dell'impresa.
   In  data  12  dicembre 2008 il disegno di legge in  argomento  sul
  credito  d'imposta,  insieme  alle  schede  di  notifica  ed   agli
  allegati,  è  stato  inviato,  tramite  la  procedura  Sani,   alla
  Commissione Europea per la notifica. Quest'ultima ha richiesto  dei
  complementi  di informazione sull'aiuto che l'Assemblea  regionale,
  unitamente  al  Governo, intende attivare. A tale richiesta   si  è
  dato immediato riscontro con un'integrazione e si è appreso per  le
  vie  brevi  di positive valutazioni sul disegno di legge voluto  ed
  esitato favorevolmente sia dal Governo sia dalla Commissione.
   Si richiama, altresì, l'attenzione sull'istituzione di un fondo di
  private  equity  da  affidare alla gestione  di  un  operatore  del
  settore,  che  investa nelle piccole e medie imprese siciliane  per
  fornire  un  servizio innovativo al tessuto produttivo siciliano  e
  stimoli l'iniziativa dei privati nel finanziamento del capitale  di
  rischio  delle piccole e medie imprese che abbiano sede  legale  in
  Sicilia.
   Ciò nella consapevolezza che, a sostegno delle imprese innovative,
  siano necessari supporti pubblici atti a determinare un aumento  di
  disponibilità  del  capitale di rischio in quanto  nel  mercato  si
  riscontrano, soprattutto nelle aree meridionali, gravi carenze  per
  alcuni  tipi di investimento in determinate fasi dello  sviluppo  e
  della crescita dimensionale delle imprese.
   In  questo  contesto, onorevoli colleghi, si inquadra il  progetto
  attraverso  il  quale  la  Regione ha  costituito  una  società  di
  gestione   del  risparmio,  partecipata  da  un  soggetto   privato
  operatore  del private equity in misura prevalente e dalla  Regione
  in  misura minoritaria, che ha istituito il suddetto fondo.  E'  il
  primo  fondo  di  questo tipo che ha come target l'acquisizione  di
  partecipazione  in  piccole  e medie aziende  con  validi  progetti
  industriali.  Competente di questa iniziativa è l'Assessorato  alla
  Presidenza.  Oltre  a  favorire il  decreto  ed  il  decollo  degli
  investimenti  privati, la Regione ha messo a  disposizione  risorse
  che hanno attivato un effetto leva di moltiplicazione delle risorse
  in atto.
   La  partecipazione regionale nel fondo, infatti, si attesta al  32
  per  cento e questo ha una indubbia valenza per le attività che  si
  stanno coinvolgendo ed attivando.
   Con  lo  strumento creato, onorevoli colleghi, viene offerta  agli
  imprenditori  la  possibilità di crescere sotto  il  profilo  della
  cultura  finanziaria e strategica e di ampliare i propri orizzonti,
  instaurando, possibilmente, anche rapporti finanziari e commerciali
  con  i  mercati esteri, fino a strutturarsi, eventualmente, per  le
  quotazioni del mercato borsistico nazionale.
   I  dati  relativi  al  2008  pongono in evidenza  come,  nell'anno
  trascorso,  un  anno di crisi dei mercati finanziari,  i  fondi  di
  private  equity,  invece,  abbiano  manifestato  un'ottima   tenuta
  confermando la valenza degli interventi finanziari.
   La Regione, in tal senso, ha deciso di avviare un'altra iniziativa
  volta  a  potenziare l'operatività in Sicilia dello  strumento  del
  private equity.
   Al  riguardo, è stata deliberata una misura capace di puntare  sia
  ad attrarre capitali di investimenti privati in fondi chiusi, sia a
  promuovere gli investimenti in Sicilia anche in imprese che con  la
  partnership siciliana possano operare fuori dal nostro contesto  e,
  quindi, riuscire ad internazionalizzarsi.
   Con  un  bando  di  prossima pubblicazione si avvierà  l'iter  per
  l'individuazione degli operatori del private equity, che propongono
  l'istituzione dei fondi aventi quale caratteristica saliente quella
  di  prevedere la partecipazione nel capitale di impresa che, avendo
  valide   basi,   promuovano  lo  sviluppo  del  nostro   territorio
  coinvolgendo giovani siciliani.
   Questo  secondo  intervento conferma la priorità  che  la  Regione
  intende   perseguire   innescando  nuovi   processi   di   sviluppo
  imprenditoriale,  capace  di  porre  rimedio  al  ruolo   ed   alle
  difficoltà  che le imprese siciliane hanno nell'ambito  della  loro
  sottocapitalizzazione.
   Il  Governo, inoltre, interpretando appieno il momento della crisi
  finanziaria,  ha  fatto leva sui Consorzi fidi e ne  ha  potenziato
  ulteriormente  il  ruolo;  ruolo che, oggi  più  che  mai  -  anche
  l'Assemblea  regionale siciliana, in tal senso, si è pronunciata  -
  gli stessi possono rivestire per la crescita economica delle nostre
  aziende e quale strumento forte di politica economica.
   In  particolare, sono di fatto state recuperate ulteriori  risorse
  dal  punto di vista finanziario, grazie all'attività dell'Assemblea
  regionale, per la semplificazione amministrativa.
   Nel  primo caso, infatti, oltre a contare su risorse regionali per
  un  ammontare  di  circa  70  milioni  di  euro  suddivisi  su  più
  interventi,  quali  integrazione ai fondi rischi,  abbattimento  di
  interessi, una tantum e fusioni per gli anni 2006-2007-2008,  si  è
  fatto   ricorso   alle  risorse  comunitarie  per   una   dotazione
  finanziaria aggiuntiva di 160 milioni di euro.
   Sotto  il  profilo  della  semplificazione  amministrativa,  basti
  ricorda  la legge regionale numero 11 del 2005. In tal senso,  sono
  stati ridotti da 14 a 3 gli allegati da compilare per i Confidi.
   Ciò  ha  comportato  una  profonda  revisione  delle  istanze  con
  l'inserimento del codice di tracciabilità necessario  nel  caso  di
  interventi  di natura finanziaria per far sì che il  tutto  sia  in
  linea con quanto previsto dalle politiche comunitarie.
   L'amministrazione regionale, a partire dal 2009, disporrà  in  tal
  senso anche della piattaforma telematica.
   Le  istanze, sia  nel caso di integrazione del fondo rischi sia in
  quello  dell'abbattimento in conto interessi, perverranno, infatti,
  sulla piattaforma web tramite la firma digitale.
   Ciò    inevitabilmente   produrrà   benefici   sia   sul   sistema
  imprenditoriale  sia  sull'intero sistema dei  Confidi,  garantendo
  procedure  estremamente rapide per l'accesso dei  benefici  di  cui
  alla  legge regionale numero 11 del 2005 che è pienamente in  linea
  con le politiche comunitarie.
   L'amministrazione  regionale ha inserito  a  pieno  titolo  questi
  fondi,  per  potenziare  il  capitolo  e  la  volontà,  nell'ambito
  dell'intervento  per  i  Confidi, nell'intervento  operativo  nella
  misura 5.136 che riguarda il sistema dei Confidi, con una dotazione
  complessiva di 160 milioni.
   Ciò rappresenta sicuramente un'esperienza pilota per il sistema di
  garanzia  fidi di cui non si era fruito nel  passato. Mi  riferisco
  alle  misure comunitarie  per tali interventi.
   L'Amministrazione  ha così voluto garantire  la  continuità  delle
  risorse dando certezza agli operatori ed al sistema imprenditoriale
  nel  suo  complesso per tutta la durata della nuova  programmazione
  comunitaria 2007-2013.
   Va  ricordato,  inoltre,  che  l'Assemblea  regionale,  con  legge
  regionale  21  del  2008,  ha  previsto  una  serie  di  interventi
  immediati, anche con l'utilizzo dei fondi POR 2007-2013,  quali  il
  sostegno  al  passaggio  107  del Testo  unico,  il  sostegno  alla
  fusione,  la  modifica del fondo di controgaranzia, l'avvicinamento
  del patrimonio di vigilanza ed altro. Sono iniziative importanti  e
  fortemente volute.
   Nel  disegno  di legge della prossima finanziaria è  contenuto  un
  emendamento  mirato  a dare stabilità al conto  interessi,  facendo
  ricorso  ai limiti di impegno per garantire stabilità nel  tempo  a
  quei  contributi  che  sono  riferimenti propri  nell'ambito  degli
  investimenti siciliani.
   Tale  intervento  è  strategico per  l'economia  perché  significa
  spostare  l'attenzione  sulla  parte produttiva  dell'economia  con
  evidenti ricadute sul sistema occupazionale.
   Ulteriori  iniziative  assunte  dal  Governo  si  ascrivono   allo
  svolgimento di azioni propedeutiche con le banche e con  i  Confidi
  operanti   nel   territorio  con  un  protocollo  di   intesa   per
  l'attuazione in Sicilia del progetto di microcredito.
   Nell'attuale momento di crisi, il microcredito, inteso quale mezzo
  atto  a  favorire  l'accesso al credito di  soggetti  che  vogliono
  avviare  imprese di piccole dimensioni o di famiglie che si trovano
  in  stato  di  disagio  socio-economico, è fra  gli  strumenti  che
  appaiono più validi per favorire l'accesso al credito a persone non
  dotate  dei  requisiti necessari per fruire del  credito  ordinario
  delle banche.
   Vale  oggi  ancora  di più la considerazione che  le  microimprese
  rappresentino,  per  un  verso,  la  parte  più  ampia  in  termini
  quantitativi  del tessuto economico e produttivo della  Sicilia  e,
  peraltro,  sono  le meno dotate dei presupposti per la  concessione
  dei finanziamenti bancari.
   L'aumento della sfiducia rende ancora più stringenti, infatti,  le
  regole  stabilite da  Basilea 2  con il rischio di  portare  ad  un
  ulteriore irrigidimento delle banche nell'elargizione del credito.
   La  Regione si propone, attraverso il fondo di garanzia regionale,
  di  sostenere quegli anelli deboli del tessuto socio-economico  che
  suggeriscono  in  misura  maggiore,  in  questa  fase  storica,  la
  difficoltà  di riuscire ad offrire alle banche idonee garanzie  per
  soddisfare le categorie produttive siciliane.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento alle misure
  che con la finanziaria regionale e con i tavoli di concertazione il
  Governo   vuole  attivare  con  i  vari  rami  dell'Amministrazione
  regionale e con le parti sociali, si ritiene che potremmo  riuscire
  a  dare  un  segnale  forte alla ripresa economica  ribadendo  come
  l'attività  del Governo regionale, in questi mesi, sia  stata  tesa
  alla piena razionalizzazione della spesa ed al rigore, cercando  di
  potenziare le leve dello sviluppo.
   In  questo senso voglio dirvi che, così come il Governo nazionale,
  condividendo  le  proposte portate avanti dalla  Conferenza  Stato-
  Regioni,  alla presenza dei presidenti di Regione, ha  attivato  le
  misure  anti-crisi, che sia quella degli ammortizzatori  sociali  -
  come  ribadiva l'onorevole Lupo - che siano quelle del piano  casa,
  il  Governo  della  Regione  siciliana ha  voluto  chiarire  alcune
  posizioni:  che,  nell'ambito  del tema  ammortizzatori  sociali  e
  dell'utilizzo  dei  fondi europei propri delle  Regioni,  vi  debba
  essere innanzitutto il criterio della territorialità e, quindi,  il
  criterio  che  la  quota prettamente regionale sia utilizzata  come
  ammortizzatore sociale - ho notato anche ordini del giorno, in  tal
  senso  presentati  -;    che quanto stabilito sia  condiviso  dalla
  Regione,  in  quanto le istanze, le esigenze della  nostra  Regione
  sono  ben diverse rispetto alle istanze di altre Regioni che  hanno
  una  maggiore industrializzazione e che, quindi, pensano di  potere
  utilizzare  gli ammortizzatori sociali per intervenire nella  crisi
  della grande industria.
   Il principio che la Regione siciliana ha posto e sta continuando a
  porre  in sede di Conferenza delle Regioni e di Conferenza Stato  -
  Regioni,  della  territorialità della spesa, significa  che  quella
  quota del fondo sociale europeo della Regione siciliana deve essere
  pianificata secondo una volontà espressa, ritengo, dall'Assemblea e
  dal  Governo,  per  incidere fortemente  nel  territorio  siciliano
  secondo  le peculiarità proprie della Regione siciliana,  senza  un
  momento   di   conformazione  rispetto  a   quelle   politiche   di
  ammortizzatori sociali che possono essere attivati per la Toscana o
  per  il Piemonte, che hanno una peculiarità territoriale, uno stato
  di  industrializzazione ben diversi. ; tant'é che il Governo  della
  Regione  sicuramente  punterà anche a tenere in  considerazione  il
  tema   degli   ammortizzatori  nei  confronti  di  quelle   imprese
  artigianali,  piccole e medie, che vivono ugualmente  lo  stato  di
  crisi che vive il sistema della grande industria.
   Si  tratta di un aspetto che il Governo ha posto anche in  materia
  di  legge  sul piano casa, cosa che, chiaramente, è stata  ribadita
  dal Governo con atti formalmente sottoscritti dal nostro Presidente
  Lombardo.  Ricordo che sul piano casa, e soprattutto,  in  tema  di
  governo  del  territorio, secondo l'articolo 14, lettera  n)  dello
  Statuto siciliano, la Regione ha competenza legislativa esclusiva.
   E' cosa ben diversa rispetto alle regioni a statuto ordinario che,
  secondo  l'articolo  117,  comma 2, della  Costituzione  hanno  una
  competenza legislativa concorrente.
   In  tal  caso,  quindi, secondo quanto stabilisce  l'articolo  117
  della nostra Costituzione, lo Stato, il Parlamento fissa i princìpi
  fondamentali  ai  quali,  poi,  le Regioni  possono  uniformarsi  e
  possono  di fatto migliorare o approfondire le argomentazioni  che,
  con linee guida, il Governo nazionale dà sicuramente alle Regioni a
  statuto  ordinario  e  che alla Sicilia può  di  fatto  sottoporre;
  linee guida che il Governo, di qui a breve, sottoporrà all'Aula per
  un  piano  di  interventi per lo sbocco di risorse  economiche  per
  interventi tesi soprattutto al rilancio dell'edilizia e al rilancio
  della questione abitativa.
   Abbiamo  sottolineato, anche come regione del sud, nell'ambito  di
  interventi importanti per fronteggiare la crisi, come si  parli  di
  ammortizzatori    sociali    che    devono    essere     fortemente
  territorializzati,  tenendo  conto,  quindi,  delle   esigenze   di
  ciascuna regione; così come, riguardo al piano dell'edilizia, debba
  inserirsi  obbligatoriamente un terzo elemento, che  è  quello  dei
  fondi per le aree sottoutilizzate.
   Per  quanto  riguarda i fondi FAS, onorevole Barbagallo,  desidero
  precisare  che  la quota della Regione siciliana, già  stabilita  e
  completamente deliberata, è di quattro miliardi/093 euro.
   E'  una  quota  che,  con  atto  di Giunta  di  Governo,  è  stata
  pianificata secondo un piano attuativo di queste risorse regionali;
  è stata abbondantemente istruita e approfondita dal Ministero dello
  sviluppo  economico;  è  stata apprezzata dal  CIPE  dal  quale  si
  attende la presa d'atto.
   Abbiamo avuto piene garanzie che tutte le Regioni del sud avranno,
  a  breve, questa presa d'atto;  trattasi, voglio ribadirlo, di  una
  mera presa d'atto
   Pertanto, non consente di entrare nel merito proprio perché quella
  strategia  politica  è  prettamente  strategia  del  Governo  della
  Regione siciliana, cosa che il Governo della Regione siciliana  non
  ha  fatto  con  i  fondi  FAS di regia nazionale,  che  il  Governo
  nazionale ha programmato in favore della Regione siciliana e che la
  stessa ha ben gradito.
   Colgo  l'occasione,  visto che stiamo affrontando  il  tema  della
  crisi  finanziaria, per invitare gli onorevoli colleghi  sia  della
  maggioranza   sia   dell'opposizione,  le  parti   sociali   e   le
  associazioni  di categoria ad approfondire il piano  di  attuazione
  dei  fondi  FAS  della Regione siciliana perché, in  questo  piano,
  diverse  istanze che erano state già ribadite nelle sedi  opportune
  delle  Commissioni parlamentari, in incontri con il  Governo,  sono
  già,  di  fatto,  presenti come quella dei  cantieri  di  servizio,
  menzionata     dall'onorevole    Galvagno,    e     come     quella
  dell'ammodernamento delle nostre città.
   A  tal proposito, è inserito il tema che riguarda l'estetica e  la
  volontà di migliorare l'urbanistica delle nostre città, la messa in
  sicurezza delle scuole e, in quel contesto, è anche inserito  tutto
  ciò  che riguarda gli investimenti delle grandi opere, siano queste
  idriche siano queste opere di grande interesse strategico e viarie.
   Proprio  per  questo motivo, ritengo che su questo  argomento  sia
  necessario  un  grande  patto per la  Sicilia  che  veda  le  forze
  parlamentari  realmente interessate ad approfondire  e  a  vagliare
  l'attività  del  Governo che, nella finanziaria, troverà  la  piena
  condivisione.
   Voglio chiarire come, in questo piano di attuazione dei fondi FAS,
  il  Governo  della  Regione  siciliana  abbia  puntato  anche  alla
  valorizzazione  del  personale  che,  negli  anni,  ha  lavorato  e
  continua a lavorare nella nostra Regione, ribadendo come,  in  quei
  Piani,  siano  presenti  progetti che consentono  l'utilizzo  delle
  forze  di lavoro precario,  precarie non da qualche giorno  -  come
  qualcuno  ritiene  -, ma appartenenti al nostro  mondo  del  lavoro
  precario   già  da  tempo  e  che  già  ha  raggiunto  una   grande
  professionalità nelle attività che svolge, soprattutto  quel  mondo
  del  precariato che può dare un servizio per rendere produttive  le
  nostre iniziative, per rendere produttivo il nostro territorio.
   Il  mondo  della  forestale,  ad esempio,  ha  avuto  predisposto,
  secondo   piani  adeguatamente approfonditi dai Dipartimenti  degli
  assessorati,  dei  progetti obiettivo per  valorizzare  le  foreste
  della  nostra  Regione o per valorizzare la rinaturalizzazione  del
  nostro  territorio, o per valorizzare ed attenzionare le  tematiche
  dell'emergenza di protezione civile.
   Allora  mi  chiedo:  se la Regione siciliana, nel momento  in  cui
  deve creare questi progetti per valorizzare il nostro territorio  -
  progetti, obiettivi e lavori che poi deve rendicontare -,  utilizza
  personale  proprio a cui affida un carico di lavoro,  ciò  comporta
  una  spesa  corrente  o  significa che si  trasforma  quella  spesa
  corrente in spesa in conto capitale?
   E  mi chiedo ancora: se la Regione siciliana per realizzare questi
  processi  e questi percorsi di valorizzazione del nostro territorio
  e  delle nostre foreste, delle nostre emergenze, anziché utilizzare
  il  personale che già è in conto della Regione siciliana, affidasse
  a  società  o  imprese esterne la realizzazione di  questi  lavori,
  creerebbe nuovo precariato?
   Ritengo che quello dei contratti triennali sia un modo per puntare
  a  valorizzare il nostro territorio, a renderlo produttivo e  forse
  anche sia il modo per riuscire a dare la forza al nostro territorio
  di  creare  risorse per il nostro bilancio, impegnando maggiormente
  chi  in  questi anni ha creato le condizioni di servire  la  nostra
  Regione  con  grande professionalità e impegno, ma che,  purtroppo,
  ogni anno è stato soggetto a rinnovo contrattuale.
   In   questo  caso  è  un  progetto  obiettivo  triennale  che  può
  realmente  dare  la  forza di rendere la nostra Regione  pienamente
  confacente nelle tematiche di emergenza di protezione civile, nelle
  tematiche   di   rinaturalizzazione,  nelle  tematiche   anche   di
  valorizzazione delle foreste.
   L'onorevole  Cracolici, primo firmatario della mozione,  ha  detto
  che   è   necessario  avere  la  certezza  del  diritto.  Onorevole
  Cracolici,  riteniamo che l'avere fatto ricorso,  anche  grazie  al
  vostro   impegno   e  alla  vostra  sollecitazione,   all'esercizio
  provvisorio  per  questi  mesi, abbia dato  certezza  del  diritto,
  certezza delle risorse, piena pianificazione di ciò che è nel piano
  dei  fondi comunitari - la Giunta di Governo ha da tempo deliberato
  l'utilizzo  del  70 per cento con la fase dei bandi  che  sono  già
  pronti  per  partire - e dei fondi dello Stato, siano essi  per  le
  aree  sottosviluppate o fondi di cui all'articolo 38, siano  queste
  risorse prettamente della Regione.
   In  questo  senso,  è  stata ribadita  la  volontà  di  creare  le
  condizioni  affinché  vi sia una convocazione urgente  delle  parti
  sociali.
   Ribadisco come vi sia il pieno impegno, non solo ad ascoltare,  ma
  a   leggere   i   documenti  che  le  parti  sociali  hanno   posto
  all'attenzione  del  Governo,  vi  è  la  piena  volontà   che   la
  finanziaria  del  Governo della Regione sia  pienamente  condivisa,
  tant'è  che  stiamo  cercando,  con  il  lavoro  quotidiano  e  con
  l'impegno  della  Commissione  Bilancio  nei  prossimi  giorni,  di
  inserire  in   finanziaria  tutte  quelle  iniziative  che  possono
  rispondere   alle   istanze  fortemente  volute   dal   territorio,
  valorizzando  le  nostre imprese, i nostri giovani  e  dando  delle
  risposte concrete. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione delle  due
  mozioni, la numero 105 e la numero 116.
   Pongo in votazione la mozione numero 105. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla   mozione numero 116. Comunico che  la  Presidenza
  propone il seguente emendamento:

   -  nella parte impegnativa, dopo le parole  ad adottare entro il',
   sostituire le parole '31 marzo' con le seguenti  30 aprile'.
   Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione la mozione nel testo
  emendato.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  numero  125 «Iniziative urgenti per garantire l'avvio dell'anno
  formativo  della  formazione professionale», degli onorevoli  Lupo,
  Cracolici, Galvagno, Di Benedetto, Panepinto, Panarello,  Ammatuna,
  Mattarella e Bonomo;
   -  numero  127  «Copertura finanziaria di progetti presentati  dai
  comuni  siciliani  di  cui  al  programma  triennale  2003-2005  di
  edilizia  scolastica», degli onorevoli Barbagallo, Lupo,   Galvagno
  e  Ammatuna;
   -  numero  128  «Istituzione di una Commissione di indagine  sulla
  formazione professionale», degli onorevoli Cracolici e Leontini;
   -  numero 129 «Estensione degli ammortizzatori sociali in deroga a
  favore  del  personale  scolastico  precario  in  Sicilia»,   degli
  onorevoli Cracolici e Mattarella;
   -  numero 130 «Misure a sostegno delle piccole e medie imprese  in
  Sicilia», degli onorevoli Cracolici e Mattarella. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  le  organizzazioni sindacali dei  lavoratori  della
  formazione professionale:

   chiedono che il Governo non proceda alla pubblicazione dell'elenco
  dei progetti formativi valutati ammissibili, se non in coerenza con
  i contenuti dell'avviso pubblico e della delibera della Commissione
  regionale  per  l'impiego  del  5 marzo  u.s.,  anche  al  fine  di
  scongiurare  la  mobilità  per oltre mille  lavoratori,  nonché  il
  ritiro  del decreto assessoriale n. 26 del 2009 dell'Assessore  per
  il  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione professionale  e
  l'emigrazione  e l'urgente riproposizione di un nuovo provvedimento
  che  ottemperi alle prescrizioni contenute nell'avviso pubblico  n.
  12  del  17  settembre  2008  ed asseverate  dalla  delibera  della
  Commissione regionale per l'impiego del 5 marzo u.s.;

   denunziano la violazione della legge regionale 15 maggio 1991,  n.
  27,  in quanto l'Assessore al ramo avrebbe dovuto adottare il piano
  formativo  entro  il mese di novembre 2008, con la conseguenza  che
  risulterebbero violati i termini atti a garantire il  diritto  alla
  formazione  dei giovani cittadini siciliani e quello dei dipendenti
  degli   enti   formativi  alla  retribuzione   ed   alla   certezza
  occupazionale;

   considerato che:

   il   personale  in  questione  è  altresì  tutelato  dalle   norme
  legislative regionali attraverso il combinato disposto dell'art.  2
  della  legge  regionale n. 25 del 1993 e dell'art. 39  della  legge
  regionale  n.  23  del 2002, con il rimando dinamico  all'art.  132
  della legge regionale n. 4 del 2003;

   le  organizzazioni sindacali denunziano la crescita  incontrollata
  della  spesa pubblica per effetto dell'allargamento, in assenza  di
  criteri   oggettivi,  della  platea  dei  soggetti   gestori,   con
  conseguenti danni strutturali nel settore;

   le  organizzazioni sindacali chiedono l'intervento del  Presidente
  della   Regione  affinché  si  proceda  all'avvio  immediato  delle
  attività,  ai sensi di quanto previsto dall'avviso pubblico  e  dal
  deliberato della Commissione regionale per l'impiego, per garantire
  l'utenza,  i  livelli occupazionali e l'immediato  pagamento  delle
  retribuzioni dei lavoratori;

   le organizzazioni sindacali rivendicano l'apertura di un confronto
  con il Governo e il riordino legislativo del settore, per garantire
  il  rispetto  dei diritti dell'utenza e dei lavoratori,  nonché  il
  blocco di ulteriori accessi di soggetti gestori e di personale;

   a sostegno delle richieste avanzate dalle Organizzazioni sindacali
  si  sono svolti oggi lo sciopero e la manifestazione regionale  dei
  lavoratori   della  formazione  professionale  con  l'adesione   di
  migliaia di lavoratori di tutte le province siciliane,

                     impegna il Governo regionale

   al  ritiro  del decreto assessoriale n. 26 del 2009 dell'Assessore
  per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
  l'emigrazione   ed   all'urgente   riproposizione   di   un   nuovo
  provvedimento,   che   ottemperi   alle   prescrizioni    contenute
  nell'avviso  pubblico  n. 12 del 17 settembre  2008  ed  asseverate
  dalla  delibera  della Commissione regionale per  l'impiego  del  5
  marzo  u.s.,  al  fine  di  evitare  la  mobilità  di  oltre  mille
  lavoratori,  tutelare  il  diritto  alla  formazione  dei   giovani
  cittadini siciliani, garantire il diritto dei dipendenti degli enti
  formativi  all'immediato  pagamento  della  retribuzione  ed   alla
  certezza occupazionale;

   a vietare l'ingresso e l'accreditamento di nuovi soggetti gestori,
  nonché l'aumento di ore formative, anche per gli enti già operanti,
  e  di  personale  non  richiesto  dalle  effettive  esigenze  della
  formazione  professionale, evitando ogni spreco ed  assicurando  la
  migliore  utilizzazione  delle risorse pubbliche,  come  più  volte
  rilevato dalla Corte dei conti;

   ad  avviare  urgentemente il riordino legislativo del settore  per
  migliorare  le  condizioni  del mercato del  lavoro,  garantire  il
  rispetto  dei diritti dell'utenza e dei lavoratori della formazione
  professionale della Sicilia». (125)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che dei 141 comuni siciliani, ammessi a finanziamento con
  il  programma triennale 2003 - 2005 di edilizia scolastica ai sensi
  della  legge n. 23 del 1996, molti non hanno ottenuto il  mutuo  da
  parte della cassa depositi e prestiti;

   considerato  che  il Ministero dell'economia e  delle  finanze  ha
  subordinato la concessione di mutuo (di cui alla predetta legge  n.
  23   del   1996)   all'attivazione  di  una  specifica   iniziativa
  legislativa di rifinanziamento della spesa;

   considerato ancora che sono stati esclusi tutti i comuni che hanno
  prodotto l'istanza di concessione di mutuo dopo il 31 dicembre 2006
  per l'insufficienza delle somme assegnate rispetto all'entità delle
  richieste;

   ritenuto che:

   in  Sicilia moltissime scuole non sono in regola con la  normativa
  sulla sicurezza e sull'abbattimento delle barriere architettoniche;

   la  tipologia dei predetti interventi risponde, in gran  parte,  a
  tali esigenze;

   i  comuni  interessati  risultano  già  in  possesso  di  progetti
  esecutivi  per  i  quali  si sono avvalsi anche  di  professionisti
  esterni, con conseguenti obbligazioni cui dovranno far fronte,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere le iniziative istituzionali necessarie nei  confronti
  del  Ministero  dell'economia e delle finanze per  il  mantenimento
  delle  somme originariamente stanziate o per l'impinguamento  delle
  stesse,  al  fine  di poter garantire la copertura finanziaria  dei
  progetti  presentati dai comuni siciliani ammessi al  finanziamento
  di cui al programma di edilizia scolastica sopra richiamato». (127)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  costituire,  ai sensi dell'art. 29 ter del Regolamento  interno
  dell'ARS,  per la durata di mesi tre, una commissione d'indagine  e
  di  studio  al  fine di consentire al Parlamento di  acquisire  gli
  elementi  necessari  di  conoscenza delle  attività  connesse  alla
  formazione professionale in relazione a quanto previsto dalla legge
  regionale n. 24 del 1976;

   la   commissione  dovrà  assumere  tutti  gli  elementi  utili   a
  verificare  l'entità delle risorse impegnate, a valutare  eventuali
  inefficienze e sprechi a partire dalla ricognizione sulle  modalità
  di  finanziamento degli enti, sul sistema di accreditamento e sulle
  procedure  di  immissione  nel  settore,  sulle  quantità  di   ore
  finanziate, sulla distribuzione territoriale dei corsi  e  la  loro
  effettiva realizzazione, sul numero degli allievi e le quantità  di
  abbandoni e di successo formativo, infine sulla quantità di addetti
  (personale  docente,  tecnico  e amministrativo)  con  rapporto  di
  lavoro   a  tempo  indeterminato  e  determinato,  con  particolare
  riferimento al periodo che va dal 2004 al 2008». (128)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  conseguenze del decreto Gelmini per la riduzione  della  spesa
  scolastica provocano nel Meridione e nella nostra Regione un  forte
  e    drammatico   ridimensionamento   del   personale   scolastico,
  soprattutto  nelle fasce del precariato consolidato che,  da  anni,
  assicura  il  mantenimento del servizio scolastico  e  la  pienezza
  dell'offerta formativa;

   nella  convinzione  che,  alla  luce  dei  concreti  problemi   di
  organizzazione   ed  erogazione  del  servizio   scolastico,   sarà
  necessario  tornare rapidamente sulle decisioni  assunte,  sia  per
  ragioni sociali che per rispettare le indicazioni europee che hanno
  indicato  con  particolare  insistenza nella  formazione  culturale
  (trattato di Lisbona) la leva dello sviluppo nei Paesi dell'Unione;

   ritenuto  di  dover salvaguardare il personale  insegnante  e  non
  insegnante formatosi in questi anni di difficile e incerto rapporto
  con le istituzioni scolastiche,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  estendere  i provvedimenti che consentono l'attivazione  degli
  ammortizzatori  sociali in deroga a tutto il  personale  scolastico
  che in Sicilia, a seguito del decreto Gelmini, fuoriesce dal bacino
  del precariato». (129)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  procedere  della  crisi provoca anche in Sicilia  aumento  dei
  licenziamenti,   chiusure  di  aziende   e   richieste   di   cassa
  integrazione;

   interi   settori   produttivi   come   l'edilizia,   il   tessile-
  abbigliamento,  la  ceramica, il metalmeccanico  e  l'autotrasporto
  vedono   quotidianamente  ridurre  ordini,   fatturati   e   numero
  dipendenti;

   ritenuto   urgente  un  intervento  con  norme   e   provvedimenti
  straordinari che intervengano a risolvere le strozzature di  ordine
  burocratico che producono aumento dei costi per le piccole e  medie
  imprese siciliane,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire  nei  confronti  del  Governo  nazionale  per  la
  revisione degli indici di congruità degli studi di settore  per  le
  piccole e medie imprese siciliane;

   per  il  cambiamento delle procedure di recupero dei vecchi debiti
  fiscali  e  previdenziali,  consentendo  la  loro  rateizzazione  e
  l'abolizione in contemporanea delle sanzioni;

        impegna, altresì, il Governo della Regione ad operare:

   per  l'uso immediato dei fondi europei, nazionali e regionali  che
  consentano l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per
  i  dipendenti del settore dell'artigianato e del commercio,  nonché
  l'attivazione   degli  ammortizzatori  sociali   ordinari   per   i
  dipendenti delle piccole e medie imprese con nuove procedure  anche
  attraverso gli Enti bilaterali ed i contratti di solidarietà;

   al  pagamento immediato da parte della pubblica Amministrazione di
  tutto quanto dovuto alle imprese per servizi, forniture, lavori,  e
  dei  contributi  per il regime di aiuto e sostegno all'occupazione,
  previsti dalle normative e non pagati alle imprese;

   al  lancio di un piano straordinario di edilizia pubblica  per  le
  manutenzioni ordinarie e straordinarie di edifici pubblici, scuole,
  strade». (130)

   Si procede con l'ordine del giorno numero 125.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  l'ordine  del  giorno  «Iniziative urgenti  per  garantire  l'avvio
  dell'anno   formativo   della   formazione   professionale»    pone
  all'attenzione alcune iniziative che già il Governo ha  attivato  e
  che,  prontamente, è interessato a risolvere con il  coinvolgimento
  sicuramente della Commissione parlamentare e dell'Aula.
   Pertanto, il parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 125. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 127. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  questa iniziativa è tra quelle  che abbiamo già inserito nei  Fondi
  per le aree sottoutilizzate. Il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 127. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Comunicazione relativa alla mozione numero 122

   PRESIDENTE.  La  mozione  numero  122  «Copertura  finanziaria  di
  progetti  presentati  dai  comuni siciliani  di  cui  al  programma
  triennale   2003-2005  di  edilizia  scolastica»,  degli  onorevoli
  Barbagallo,  Lupo, Galvagno e Ammatuna, comunicato  nella  presente
  seduta, è superata dall'approvazione dell'ordine del giorno  numero
  127.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


           Si riprende la votazione degli ordini del giorno

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 128.
   Comunico  che  l'ordine  del  giorno è  integrato  dalle  seguenti
  parole:

   «L'Assemblea    regionale   siciliana   invita    il    Presidente
  dell'Assemblea,  ai  sensi dell'articolo  29  ter  del  Regolamento
  interno, a costituire».

   Dichiaro  pertanto  improponibile l'ultimo  rigo  dell'ordine  del
  giorno   medesimo,  recante  le  parole  «Il  Presidente   dell'ARS
  provvederà entro otto giorni ad insediare la Commissione».
   Onorevoli colleghi, la Presidenza spiega le ragioni per  le  quali
  il suddetto rigo è improponibile. Ai sensi dell'articolo 29 ter del
  Regolamento  interno, le commissioni di indagine  e  di  studio  si
  formano  su designazione dei Gruppi parlamentari; quindi,  è  ovvio
  che non possiamo assolutamente impegnare la Presidenza ad insediare
  la  commissione entro otto giorni. La commissione si insedia quando
  i  gruppi  parlamentari avranno comunicato  i  loro  designati.  La
  Presidenza può assumere solo l'impegno di istituire commissione.

   CRACOLICI. E' una interpretazione  simpatica  della Presidenza

   PRESIDENTE.  Non  si può dire che il Presidente  provvederà  entro
  otto  giorni perché non dipende solo dal Presidente. Il  Presidente
  deve  preoccuparsi,  invece, di fare in modo  che  le  designazioni
  pervengano nel più breve tempo possibile, anche entro otto giorni.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione.  Il parere del Governo  sull'ordine  del
  giorno numero 128?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  ribadisco che un tema così importante per la Regione siciliana è un
  tema  che  sicuramente l'Assemblea affronterà, tant'è che  l'ordine
  del  giorno che vede primo firmatario l'onorevole Lupo ha avuto  il
  nostro  parere  favorevole.  Sulla  creazione  di  una  commissione
  d'indagine,  invece, mi pare che si tratti di un  qualcosa  cui  il
  Parlamento  può  ricorrere  nel momento  in  cui  voglia  fare  una
  verifica,  voglia fare un controllo, voglia elaborare un  testo  di
  legge.
   Ma,  così come è formulato, il Governo è contrario all'ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 128.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è già la  quinta
  Commissione   che   è   formata  da  quindici   componenti   ed   è
  rappresentativa  di  tutte le forze politiche  presenti  in  questo
  Parlamento.
   Noto  l'animosità  degli onorevoli Marziano, Panarello,  Picciolo,
  Mattarella. Se noi dobbiamo stare a casa e non far valere la nostra
  presenza, facciamolo pure.
   Se  vogliamo votare questa Commissione d'indagine, poi  ne  faremo
  un'altra  per il bilancio, un'altra ancora per gli ATO  rifiuti,  e
  nelle Commissioni cosa facciamo?
   Non  ci  mettiamo  in  una situazione di difficoltà  sotto  questo
  aspetto.
   In  commissione  tutti i componenti rappresentiamo il  Parlamento;
  siamo   quindici   componenti,  tutte  le  forze   politiche   sono
  rappresentate.  Non accetto questa sfida. E' come se  dicessimo  ai
  componenti di quella Commissione che non sono validi.
   Per  queste  ragioni preannuncio il voto contrario all'ordine  del
  giorno numero 128.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 128  con
  il parere contrario del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 129. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 130.
   Comunico  che  nella parte che impegna il Governo  della  Regione,
  l'ordine del giorno è così integrato:

   - ad  intervenire nei confronti del Governo nazionale  per i primi
      due punti;
  - impegna altresì il Governo della Regione ad operare  per i punti
  rimanenti.

   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  130.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  21  aprile
  2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

    numero  123  - Interventi per il rimborso delle spese sostenute
         dalle   famiglie  che  intendano  avvalersi   dei   metodi
          Doman',      Fay'     e     Voita'    nei     trattamenti
         neuroriabilitativi dei cerebrolesi.

                            GUCCIARDI - LUPO - BONOMO -  FIORENZA -
                                                            VITRANO

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)  - «BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2009 E BILANCIO PLURIENNALE  PER IL
    TRIENNIO 2009-2011» (249)

    2)  - «DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER L'ANNO
    2009» (250).

                   La seduta è tolta alle ore 12.15

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli