Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Fiorenza,
Bonomo, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Marziano, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, D'Agostino, Termine, Barbagallo,
Colianni, Minardo, Ammatuna, D'Asero, Scammacca della Bruca,
Bonomo, Gennuso, Romano, D'Antoni, Vinciullo e Scilla hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
in data 25 febbraio 2000, a causa di una fuga di gas, una
violentissima esplosione distrusse totalmente una palazzina
condominiale ubicata a Noto (SR), via F. Maiore 15, ci furono una
vittima e numerosi feriti; tutti gli appartamenti risultarono
inagibili e le famiglie dovettero essere alloggiate altrove;
in atto l'immobile è stato demolito nelle parti irrecuperabili e
sta per iniziare l'opera di ricostruzione che va ben oltre i costi
rimborsabili della polizza assicurativa;
considerato che:
in data 5 luglio 2000 codesto Assessorato, accogliendo l'istanza
del Comune di Noto, con decreto n. 388, concesse un contributo
straordinario di lire 1 miliardo per la copertura di spese
straordinarie per particolari necessità non sostenibili con gli
ordinari mezzi di bilancio del Comune;
presso atto che il decreto assessoriale limitava l'uso dei fondi
ad interventi socio-assistenziali, pubblici servizi o spese
obbligatorie e che escludeva tassativamente ogni spesa in conto
capitale, ma che, invece, il capo condomino dell'immobile ha
richiesto l'erogazione delle somme residue e di quelle ancora da
stanziare quale contributo anche per fare fronte ai costi di
ricostruzione dell'immobile, come avvenuto in casi analoghi in
altre città del Paese;
ritenuto che tale richiesta pare perfettamente coerente con le
prescrizioni del decreto assessoriale n. 515 del 2000;
per sapere se non ritenga di autorizzare il sindaco del Comune di
Noto ad utilizzare i fondi già stanziati in virtù del citato
decreto assessoriale n. 388 del 2000 e quelli ancora da stanziare,
per erogare ai condomini contributi straordinari allo scopo di
alleviare gli ingenti costi di ricostruzione e consentire così
alle famiglie di rientrare nelle loro abitazioni». (574)
MARZIANO
«Al Presidente della regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'assemblea consortile del Consorzio autostrade siciliane (CAS)
con deliberazione n. 16/AS del 30 marzo 2009 ha approvato a
maggioranza e nonostante il parere negativo del collegio dei
revisori, il bilancio consuntivo 2007;
nel mese di dicembre 2008, in comunicati ed interviste apparsi su
numerosi media regionali e nazionali, il presidente del CAS ha
denunciato un ammanco di circa 12 milioni di euro, determinatosi
negli anni precedenti ed addebitabile a responsabilità o
dell'amministrazione del CAS o di un prestigioso istituto
bancario;
considerato che:
a seguito delle clamorose, ancorché irritali, dichiarazioni
pubbliche del Presidente, la magistratura ha avviato un'indagine;
in questo contesto, l'esame e l'approvazione del bilancio
consuntivo 2007 ha assunto una particolare rilevanza, a partire
dalla valutazione del collegio dei revisori;
il predetto collegio, avendo esaminato, si presume in maniera
accurata, la documentazione contabile, rileva, nel verbale
approvato, come l'irregolarità derivi dal pagamento di n. 3
mandati emessi nell'esercizio, a fronte di residui passivi
erroneamente eliminati il 31 dicembre 2005 di pari importo';
il parere autorevole del collegio è, in sostanza, che si sia in
presenza di un mero errore materiale e non di un ammanco che
giustifichi l'appostazione in bilancio di un credito di circa 12
milioni di euro e, perciò, suggerisce l'adozione di taluni
provvedimenti in sanatoria finalizzati al riaccertamento dei
residui passivi ( ):
contestualmente occorrerà provvedere alla rideterminazione dei
risultati iniziali e finali degli esercizi 2005-2006, tenuto conto
della suddetta rettifica contabile';
L'esplicita indicazione dei revisori non è stata recepita e
perciò il collegio, avendo rilevato che la insussistenza di tale
credito comporterebbe la generazione di un componente negativo di
reddito che mortificherebbe in maniera consistente il risultato di
esercizio', ha espresso, nel verbale n. 6/09 del 20 marzo 2009,
parere negativo all'approvazione, da parte dell'assemblea, del
rendiconto finanziario chiuso al 31 dicembre 2007 e del bilancio
di esercizio chiuso il 31 dicembre 2007;
nonostante siffatto parere e l'astensione di tutti i soci di
minoranza preseti, il presidente del CAS, detentore della
maggioranza delle quote associative, ha proceduto all'approvazione
del bilancio;
la decisione del presidente è senza precedenti ed assume una
connotazione di particolare gravità, essendo le quote di
maggioranza del CAS di proprietà della Regione;
dalla lettura dei predetti verbali si trae la sgradevole
sensazione di un amministratore pubblico che, senza alcuna
motivazione e perciò con finalità incomprensibili o peggio ancora
inconfessabili, elude il parere motivato di un organo statutario
del CAS composto da professionisti eletti dall'assemblea e
nominati dalla Regione, dall'ANAS e dal Ministero dell'economia e
delle finanze;
per sapere:
se non considerino utile, stante il parere negativo del collegio
dei revisori, di non procedere all'approvazione del bilancio 2007
del CAS;
se non valutino necessario predisporre, urgentemente,
un'ispezione per verificare l'effettiva situazione finanziaria del
CAS ed in particolare per accertare se il presunto ammanco sia
dovuto, come sostiene il collegio dei revisori, ad un mero errore
contabile;
se, verificata l'attendibilità dei fatti sopra richiamati, non
ritengano indispensabile procedere al commissariamento del CAS per
restituire credibilità e funzionalità al più importante ente di
proprietà della Regione, rassicurare l'opinione pubblica
preoccupata dalle notizie riguardanti la sottrazione di ingenti
risorse al CAS, consentire la regolare approvazione dei bilanci
consuntivo e di previsione ed impedire la paralisi dell'ente».
(575)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'ANAS, azienda che sta realizzando l'autostrada Catania-
Siracusa, sta completando i lavori nel tratto che va dal capoluogo
etneo a Lentini;
l'apertura al traffico veicolare potrebbe avvenire entro due
mesi, se verranno avviati i lavori di ampliamento dell'attuale
ponte che passa sul fiume Simeto, così come richiesto dal Genio
civile di Catania;
tali lavori, non previsti nel progetto esecutivo a suo tempo
approvato, anche dal Genio civile, a quanto è dato sapere, sono
necessari ed indispensabili per evitare di creare una strozzatura
sul medesimo fiume che creerebbe un ostacolo al passaggio
dell'acqua, provocando un rigurgito che potrebbe causare
l'allagamento dell'autostrada in caso di esondazione;
considerato che:
questi lavori, originariamente non previsti, eliminerebbero il
rischio di inondazioni in tutta la zona industriale di Catania, si
è posto il problema del reperimento delle ulteriori somme
necessarie alla realizzazione dei lavori de quibus, anche
attraverso il coinvolgimento economico della Regione siciliana;
è indubbio che l'apertura del tratto autostradale e l'ampliamento
del ponte sul fiume Simeto porterebbe enormi benefici sia in
termini turistico-economici che in termini di sicurezza per
l'intera area attraversata dal fiume;
per sapere:
che iniziative intendano intraprendere per venire incontro alle
richieste di maggiori somme, tenuto conto che detti lavori sul
fiume Simeto porterebbero enormi benefici in tutta la zona
orientale della Sicilia;
se si intenda coinvolgere una delle tre Università dell'Isola per
verificare la necessità di questi nuovi ed ulteriori lavori;
se si ritenga opportuno convocare una conferenza di servizio,
alla presenza dei Prefetti delle Province di Siracusa e Catania,
dei Presidenti delle Province di Siracusa e Catania, del Genio
Civile di Catania, del Ministero delle Infrastrutture, dei vertici
nazionali dell'ANAS, dei rappresentanti dell'Università,
eventualmente incaricata, per potere concordare una linea comune
al fine di assicurare l'apertura del tratto autostradale in
questione entro il mese di giugno, così come a suo tempo
stabilito». (576)
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
da notizie di stampa (La Repubblica - Cronaca di Palermo - del 22
aprile 2009 a pag. VII) si apprende che il direttore generale
dell'AUSL n. 6 di Palermo avrebbe adottato delle delibere aventi
ad oggetto l'immissione in servizio di nuove unità di personale;
in particolare, sarebbe stata disposta l'immissione in servizio
per un anno di tre dirigenti medici di medicina del lavoro e di 11
tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro,
l'assunzione a tempo indeterminato di due dirigenti architetti
esperti in sicurezza nei luoghi di lavoro, ed infine la richiesta
per la stabilizzazione di 37 infermieri e 3 tecnici di
laboratorio;
inoltre, sarebbe stato deliberato il conferimento di un incarico
di consulenza ad un professionista esterno con un impegno di spesa
di 15 mila euro;
considerato che:
con nota prot. n. 4293 del 17 aprile 2009, avente ad oggetto
direttive sull'applicazione dell'art. 33 della legge regionale 14
aprile 2009, n. 5, l'Assessore per la sanità ha fornito agli
organi delle Aziende sanitarie le indicazioni relative alla
gestione del periodo di transizione tra l'entrata in vigore della
legge e l'1 settembre 2009, data in cui le Aziende esistenti
decadranno e diventeranno operative le costituite nuove Aziende;
in particolare, nella nota si raccomanda agli organi delle
attuali Aziende di finalizzare le proprie attività all'avvio ed
alla operatività della riforma e di astenersi dal porre in essere
atti che possano incidere sulla riorganizzazione aziendale e
sull'attuazione delle misure strutturali contenute nella legge di
riforma;
in conseguenza di ciò, le Aziende sono autorizzate alla gestione
ordinaria riferita agli adempimenti di funzionamento e per spese
obbligatorie, con l'obbligo di verificare che tali atti siano in
armonia con il piano di rientro e riqualificazione del sistema
sanitario regionale, mentre dovranno astenersi dall'adottare atti
di straordinaria amministrazione, tranne che urgenti ed
indifferibili con data successiva all'1 settembre 2009;
nel decreto assessoriale n. 705 del 2009 contenente il riparto
fra le Aziende delle risorse per l'anno 2009, l'Assessore per la
sanità ribadisce precise disposizioni circa gli atti di gestione
del personale;
in particolare, nel suddetto decreto si sottolinea il blocco
delle assunzioni a tempo indeterminato nel rispetto delle misure
del Piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario; il
divieto di conferimento di incarichi di strutture dirigenziali
semplici, complesse e dipartimentali, la necessità del
contenimento dei costi delle consulenze e delle collaborazioni
esterne entro il limite massimo del 30 per cento della spesa
sostenuta per tali voci nel 2004;
per sapere se le suddette notizie di stampa siano rispondenti al
vero e, in tal caso, quali iniziative intenda intraprendere al
fine di garantire il buon andamento e la trasparenza
dell'amministrazione regionale, nonché il rispetto della normativa
vigente, nel settore sanitario della Regione siciliana». (573)
LUPO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione dei disegni di legge numeri 249-327/A «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2009 e
bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011» e numero 250/A «
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009»
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numeri 249-
327/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-
2011», posto al numero 1) e numero 250/A « Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2009», posto al numero 2).
Onorevoli colleghi, comunico che il rinvio dell'inizio della
discussione è stato determinato dalla necessità, evidenziata dagli
uffici della Ragioneria generale e dell'Assemblea, di verificare
che nella procedura di trasmissione del file relativo al bozzone di
bilancio non fossero stati persi dei dati. In ragione di ciò si è
ritenuto di dover effettuare un riscontro del testo da sottoporre
all'Aula.
Avverto che l'ordine di esame e di votazione dei singoli articoli
del bilancio a legislazione vigente e della legge finanziaria
avverrà, così come previsto dall'articolo 121 sexies del
Regolamento interno, procedendo nell'ordine con l'esame degli
articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio, esame
che verrà sospeso prima della sua votazione finale, per passare
agli articoli ed alle tabelle del disegno di legge finanziaria ed
alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà sospesa
per consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni al
bilancio conseguente all'approvazione della legge finanziaria ed
alla Commissione bilancio di esprimere sulla stessa, il parere di
cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno. Si procederà
quindi alla votazione della nota di variazioni ed alla votazione
finale della legge di bilancio, come modificata dalla nota di
variazioni.
Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
emendamenti, avverto che, oltre che le disposizioni generali del
Regolamento interno che disciplinano la materia, gli emendamenti al
bilancio ed alla finanziaria devono osservare i limiti di contenuto
previsti dalla legge e dal Regolamento interno e, per quelli che
prevedono maggiori spese, devono recare la necessaria
compensazione.
Nel valutare la compensatività degli emendamenti, la Presidenza
considererà inammissibili gli emendamenti: 1) privi di
compensazione; 2) la cui compensazione, in base agli elementi
disponibili, risulti insufficiente; 3) recanti compensazioni
manifestamente inidonee sul piano formale; 4) recanti compensazioni
tra variazioni delle tabelle del bilancio e delle tabelle della
finanziaria.
Spetta, invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino la eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi
l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
eventualmente forniti dal Governo.
Va, altresì, considerato che le compensazioni operate mediante
riduzioni di capitoli di spesa, devono tenere presente che la
disponibilità di competenza dei capitoli va ridotta per i quattro
dodicesimi degli importi riportati in bilancio per effetto delle
leggi di autorizzazione all'esercizio provvisorio.
Avverto, altresì, che gli emendamenti al disegno di legge di
bilancio che riguardino le tabelle devono essere riferiti alle
unità previsionali di base. Nel caso in cui un emendamento contenga
il riferimento, oltre che all'unità previsionale, anche ad uno o
più capitoli contenuti all'interno di questa, il riferimento ad
essi deve intendersi sostanzialmente come non apposto.
Confermo che la presentazione degli emendamenti al bilancio ed
alla finanziaria deve avvenire entro sabato 25 aprile, alle ore
13.00, e che l'avvio dell'esame dei documenti secondo l'ordine
prima indicato è fissato per lunedì 27 aprile 2009, alle ore
10.00.
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la manovra finanziaria
relativa al triennio 2009-2011, che si sottopone all'attenzione
dell'Aula con i due provvedimenti (bilancio e finanziaria), è
finalizzata a colmare il deficit tendenziale che, dal DPEF 2009-
2013, risulta essere pari, per l'anno 2009, a 1.927 milioni di
euro. A tal fine sono state approntate misure di contenimento e
razionalizzazione della spesa affiancate, dal lato dell'entrata,
dalla definizione di processi già in corso finalizzati al
reperimento di maggiori risorse per il bilancio regionale.
Il bilancio a legislazione vigente
Il bilancio annuale di previsione per l'anno 2009, redatto secondo
lo schema introdotto dal comma 6 dell' articolo 1 della legge
regionale 47/77 e successive modifiche ed integrazioni, presenta, a
legislazione vigente, un totale delle entrate e delle spese pari a
28.742.650 migliaia di euro. Tra le entrate si distinguono entrate
correnti per 14.136.482 migliaia di euro ed entrate in conto
capitale per 5.533.013 migliaia di euro. L'avanzo finanziario
presunto è pari a 9.074.881 migliaia di euro.
Le spese correnti, al netto del fondo accantonamento avanzo, sono
pari a 14.269.644 migliaia di euro, mentre le spese in conto
capitale ammontano a 13.516570 migliaia di euro; il rimborso di
prestiti già contratti incide per 242.726 migliaia di euro.
Il bilancio a legislazione vigente registra, altresì, un risparmio
pubblico (entrate correnti meno spese correnti) di -133.162
migliaia di euro ed un saldo netto da finanziare (differenza tra
entrate finali e spese finali) pari a 1.726 migliaia di euro, al
netto delle entrate per l'accensione di prestiti e delle uscite per
il rimborso di quelli contratti in precedenza, (vedasi il quadro
generale riassuntivo allegato al bilancio). Si segnala la necessità
del ricorso al mercato finanziario per 241.000 migliaia di euro per
spese di investimento connesse al cofinanziamento dei Programmi
Operativi 2007-2013.
Le entrate tributarie previste nel bilancio 2009, valutate tenendo
conto dell'attuale scenario economico, confermano sostanzialmente i
valori riportati nel Quadro Tendenziale del DPEF 2009/2013 ed, in
particolare, le imposte dirette risultano iscritte per 5.826.033
migliaia di euro, mentre le imposte indirette per 3.266.256
migliaia di euro.
Sul versante delle entrate, si ricorda, inoltre, che l'attuale
disegno di legge è stato caratterizzato dalla vicende connesse alla
quantificazione ed alle modalità attuative delle risorse connesse
al Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) che ha determinato la
necessità di prevedere la eventuale accensione di un nuovo mutuo
per far fronte alle spese per investimenti connesse al Piano
attuativo regionale per il 2007-2013.
Per quanto attiene alla spesa, su indicazione della Giunta
regionale sono state operate rilevanti riduzioni nelle previsioni
di parte corrente, soprattutto all'aggregato economico consumi
intermedi; in particolare, sono state ridotte le spese per acquisto
di beni di consumo, per utenze e manutenzioni, con tagli dal 2 al
10 per cento rispetto agli stanziamenti iniziali.
Relativamente alle spese per missioni, le previsioni di bilancio
sono state effettuate in maniera omogenea, con tagli dal 5 al 10
per cento, tenendo conto, altresì, delle peculiarità delle attività
istituzionali svolte da alcuni rami dell'amministrazione
regionale.
Per quanto riguarda il triennio complessivamente considerato, le
criticità già evidenziate per l'anno 2009 risultano ulteriormente
accentuate nei successivi esercizi finanziari, ciò a dimostrazione
delle difficoltà sia di ordine finanziario che economico cui
riflessi sono ricondotti nella manovra contenuta nei documenti
finanziari in argomento.
Infine, va posto in evidenza che nel bilancio 2009 a legislazione
vigente la quota di cofinanziamento regionale del fondo sanitario
trova integrale copertura attraverso la dotazione finanziaria del
relativo capitolo di bilancio.
Disegno di legge finanziaria
Per l'anno di previsione 2009 la manovra trova la sua completa
definizione con le disposizioni contenute nel disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009' i cui
effetti sono appresso sinteticamente indicati:
2009 2010 2011
SALDO NETTO DA COPRIRE (-) O DA - - 212.326
IMPIEGARE (C) = (A - B) 444.000 223.452
SALDO NETTO DA FINANZIARE (-) O DA 1.726 639.025 169.776
IMPIEGARE RISULTANTE DAL BILANCIO
A LEGISLAZIONE VIGENTE (D)
SALDO NETTO DA FINANZIARE (-) O DA - 415.573 -42.550
IMPIEGARE A SEGUITO DELLA MANOVRA 442.274
FINANZIARIA (E) = (C + D)
RIMBORSO PRESTITI (F) - - 218.450
Compreso cap. 900006 rimodulazione 207.726 870.573
tab. E
RICORSO AL MERCATO A SEGUITO DELLA - - 261.000
MANOVRA FINANZIARIA 650.000 455.000
RICORSO AL MERCATO AUTORIZZATO 650.000 455.000 261.000
ART. 1, COMMA 3 (I)
In merito ai singoli settori di intervento del disegno di legge
all'esame, ci si soffermerà su alcune disposizioni che, per
chiarezza espositiva, vengono trattati per macroaree.
Presidenza
In seno alla rubrica in esame, si autorizza il Presidente della
Regione a concedere una medaglia alla memoria dei siciliani caduti
nell'attentato di Nassirya. In un'ottica di contenimento delle
spese di funzionamento, si assegna a tutta l'amministrazione
regionale il compito di redigere piani triennali per la
individuazione di misure dirette alla razionalizzazione
dell'utilizzo delle dotazioni strumentali ed informatiche. Nel
rispetto dei principi di buon andamento e trasparenza della
pubblica amministrazione le pubbliche amministrazioni regionali
hanno il compito di trasmettere annualmente una relazione alla
Corte dei conti. In ordine all'amministrazione della Regione, la
relazione deve essere altresì trasmessa all'Assemblea regionale
siciliana. Si prevede, inoltre, la creazione di un Fondo di
quiescenza regionale per il personale regionale, con conseguente
dismissione delle funzioni e delle relative competenze da parte
dell'INPDAP. Si rileva che alla dotazione finanziaria del fondo si
possa provvedere con eventuali conferimenti di beni immobili,
previa individuazione da parte del Presidente della Regione.
Si dispone, infine, l'autorizzazione all'inquadramento anche in
sovrannumero nei ruoli regionali del personale della protezione
civile ex Italter e Sirap
Famiglia ed enti locali
Gli articoli 1 e 2 dettano disposizioni finanziarie, contabili ed
in materia di entrate ed in materia di residui attivi, passivi e
perenti.
Ai fini di contenimento della crisi economica, si prevede che per
la definizione del patto di stabilità regionale gli enti locali
sono autorizzati per gli esercizi finanziari 2009-2010 a non tenere
conto degli stanziamenti e delle erogazioni relativi a spese di
investimento.
E', inoltre, prevista l'istituzione di un apposito capitolo nei
bilanci degli enti locali diretto a finanziare il ripristino di
quei beni che abbiano subito danneggiamenti causati da azioni
delittuose ovvero atti vandalici. A favore delle province vengono
destinate maggiori somme per la erogazione dei servizi socio
assistenziali.
Si stabilisce che per i consiglieri circoscrizionali di comuni con
popolazione inferiore a 100000 abitanti, i cui consigli siano già
istituiti, si eroga sino alla scadenza del mandato le indennità
previste per i comuni con popolazione superiore a 100000 abitanti.
Lavori pubblici
Si interviene sulla legge c.d. antimafia, la legge n. 15 del 2008,
prevedendo l'obbligo per gli aggiudicatari di appalti di importo
superiore a 100 migliaia di aprire un conto corrente a ciò dedicato
consentendo la semplice indicazione di un conto e non l'apertura di
un conto unico relativo ad ogni singola aggiudicazione.
Si consente agli enti locali ed alla regione di potere prorogare
di un solo anno ed a condizione che il fornitore migliori il prezzo
di aggiudicazione di almeno il 3 per cento, i contratti per le
forniture di beni e servizi scadenti nel triennio 2009-2011.
Il testo modifica il testo della legge Sciangula e dispone che non
si applichino interessi moratori per ritardati pagamenti delle rate
di mutuo scadute nei confronti di soggetti che si trovano in
particolari situazioni di disagio.
Sanità
La rubrica introduce un solo articolo, che detta norme sulle borse
di studio per la frequenza di scuole di specializzazione delle
facoltà di medicina e chirurgia. La spesa relativa alle borse di
studio in questione viene determinata ogni anno in relazione al
fabbisogno regionale da parte dell'Assessore competente previo
parere vincolante della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana.
Agricoltura
In seno a tale settore, oltre all'associazione venatoria,
faunistica ed ambientale Italcaccia, vengono riconosciute ulteriori
tre associazioni del medesimo genere.
Si rileva la previsione di finanziamenti a favore delle imprese
agricole per la formazione di scorte. A tal proposito si autorizza
l'assessore dell'agricoltura a concedere finanziamenti a tasso
agevolato a favore delle imprese agricole di produzione primaria,
singole o associate, finalizzati all'acquisto di prodotti e
materiale di consumo connessi all'esercizio dell'attività agricola.
Sempre a favore delle imprese agricole la Regione si impegna a
sostenere la ristrutturazione e la riorganizzazione delle imprese
di tale settore. Il sostegno consiste nella concessione di
contributi per il pagamento di interessi sui prestiti di esercizio,
comprese le passività arretrate, e per in consolidamento delle
passività onerose gravanti sulla gestione e derivanti da operazioni
creditizie esistenti.
Cooperazione
Nell'ambito della materia della cooperazione e commercio, la
presente legge eroga dei contributi straordinari a favore dell'Ente
autonomo fiera del Mediterraneo di Palermo e all'Ente autonomo
fiera di Messina, disponendo un ulteriore contributo per il
pagamento di spese urgenti ed indifferibili in capo alla sola fiera
di Palermo.
Indennità sono pure previste per affrontare le calamità e
sostenere l'occupazione nel settore della pesca. Si pone, però, un
limite alla costituzione dei consorzi ittici, vietandone la
creazione per i comuni il cui territorio non confini con il mare
ovvero non abbiano nel proprio territorio industrie di
conservazione o trasformazione di prodotti ittici. In merito ai
consorzi fidi, sono previsti contributi in conto interessi a favore
delle imprese e si autorizza l'assessorato competente a stipulare
con i medesimi delle convenzioni in riferimento alla annualità del
2006 e in ordine alle agevolazioni consistenti nel pagamento di
contributi in conto interessi.
Beni culturali
Si interviene finanziariamente a sostegno di spese dirette alla
promozione e realizzazione di manifestazioni che riguardino la
diffusione del teatro dialettale e del relativo folklore.
Si prevede, inoltre, che gli enti locali possano promuovere la
valorizzazione dei Beni culturali ed ambientali, nonché gli studi e
le ricerche scientifiche in forma diretta, indiretta o associata
anche mediante affidamento a fondazioni a partecipazione pubblica o
privata.
Si propone di fare rivivere norme precedentemente abrogate
riguardanti l'autonomia amministrativa e finanziaria del Museo
regionale d'arte moderna e contemporanea.
In ordine alla normativa scolastica, si autorizza l'assessore
competente a predisporre un programma di interventi volti
all'adeguamento alle normative in materia di sicurezza e alle
normative antisismiche di edifici scolastici di ogni ordine e grado
di pertinenza dei comuni e delle province, tenendo conto delle
competenze territoriali.
Lavoro
Si intendono finanziare corsi di formazione per la c.d. gente di
mare, al fine di garantire la sicurezza sul posto di lavoro di tali
soggetti secondo la normativa posta a tutela a livello
internazionale.
Le disposizioni ivi contenute consentono la realizzazione di una
rete tendente all'inserimento socio-economico degli immigrati e
autorizzano la proroga del piano regionale formativo dell'anno 2008
anche per l'esercizio 2009.
Industria
Si autorizza l'assessorato competente ad attivare regimi di aiuto
previsti nell'apposito settore anche nell'obiettivo specifico 4.2
del PO FESR 2007-2013.
Si prevede, inoltre, nell'ambito del PO FESR 2007-2013, la
possibilità di concedere contributi in conto interessi per
finanziamenti destinati al consolidamento di passività a breve
termine esistenti al 30 giugno 2008, prorogandoli al 28 febbraio
2009.
Bilancio
Sotto la rubrica bilancio si dispongono norme programmatiche
relative all'anno 2009 tendenti alla produzione da parte
dell'Assessorato bilancio di una relazione da presentarsi all'Ars
entro il 30/11 ed avente ad oggetto lo stato e la qualità della
spesa
Territorio
Si tratta di un rubrica molto ricca di disposizioni. Quelle che
maggiormente rilevano possono così essere riassunte:
- si interviene al fine di offrire una interpretazione autentica
in merito al soggetto competente ad effettuare valutazioni di
incidenza. Queste vengono attribuite ai comuni nei cui territori
insistano i siti SIC e ZPS;
- si dispone il recepimento della prima e seconda parte del codice
dell'ambiente, così come modificato nel 2008. Continuano ad
applicarsi le norme urbanistiche antecedenti al Dlgs 152/2006 in
merito alle procedure per i piani regolatori generali;
- in sede di conferenza dei servizi per il rilascio della
concessione demaniale marittima la competenza dei casi di
valutazione sull'idoneità tecnica delle opere e nel caso di
varianti a strumenti urbanistici comunali è attribuita all'Ufficio
del Genio civile invece che al Genio civile opere marittime;
- si dispone l'istituzione del Parco dei Monti Sicani, costituendo
un comitato di proposta nominato dall'Assessore regionale per
l'ambiente;
- nomina di commissari ad acta delle Società d'ambito per la
monetizzazione dei crediti vantati da parte degli ATO (anche con
l'ausilio di appositi advisor) e per la totale liquidazione dei
debiti anche attraverso procedure transattive.
E' di tutta evidenza che la manovra finanziaria appena illustrata
sconta gli effetti di circostanze negative di diversa origine
quali, ad esempio, le disposizioni statali in materia di maggiore
compartecipazione regionale alla spesa sanitaria, la carenza di
politiche strutturali di settore non avviate nel passato nonché
l'attuale congiuntura economica internazionale. Detti fattori
impongono, quindi, l'adozione di rigorose politiche di contenimento
della spesa, anche in considerazione della previsione di una
contrazione del gettito tributario dovuto alla crisi finanziaria
che sta investendo tutti i settori dell'economia occidentale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, l'onorevole Galvagno, per
svolgere la relazione di minoranza.
GALVAGNO, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, preliminarmente desidero esprimere il personale cordoglio
e rincrescimento per l'ennesimo incidente sul lavoro che questa
mattina ha stroncato la vita di un operatore ecologico di 50 anni
nel comune di Gela.
Desidero porre le più sentite condoglianze alla famiglia e
invitare il Presidente dell'Assemblea a farlo a nome di tutto il
Parlamento regionale.
Approfitto di quest'ultima, luttuosa circostanza, per chiedere
formalmente al Presidente che, subito dopo l'approvazione del
bilancio e della finanziaria, venga posto all'ordine del giorno
dell'Aula il disegno di legge, a firma degli onorevoli Formica ed
altri, recante Norme per l'istituzione del ruolo degli ispettori
del lavoro e per il contrasto al lavoro irregolare .
L'Assemblea regionale siciliana affronta oggi l'esame della legge
di bilancio e della legge finanziaria per l'esercizio 2009 e del
bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, alla fine del mese
di aprile, alla scadenza dei quattro mesi dell'esercizio
provvisorio consentiti dalla legge.
Non è certo un buon biglietto da visita per un Governo come quello
del presidente Lombardo, eletto nel 2008, e che, stando alle
intenzioni dichiarate, avrebbe dovuto innovare profondamente
proprio uno degli snodi fondamentali della politica regionale: la
programmazione economica e la gestione delle risorse. Nulla di
tutto questo. Al contrario, un pesante ritorno a vecchie prassi e a
vecchie impostazioni, già appartenute a Governi di centrodestra,
che hanno messo in ginocchio la Sicilia e prodotto la devastazione
delle finanze regionali.
Ancora più grave è il ritardo nell'approvazione degli strumenti
finanziari regionali, se rapportato alla fortissima crisi economica
in atto, rispetto alla quale indispensabile si manifesta, in tutto
il mondo, l'iniziativa delle autorità di governo a tutti i livelli
per realizzare misure anticicliche di sostegno all'economia reale.
La Regione siciliana, per quanto ne sappiamo, è l'unica
istituzione, sicuramente in Europa, che non solo non ha ancora
adottato alcun intervento, ma che ha ritenuto del tutto
trascurabile dotarsi almeno degli ordinari strumenti di bilancio,
per supportare una economia come quella siciliana, che è colpita
duramente dalla crisi.
La responsabilità di tutto questo, va detto con chiarezza, è
interamente e pienamente del Governo della Regione e di un centro-
destra che governa qui, come a Roma. La responsabilità,
innanzitutto, di avere impostato, già ad ottobre, una ipotesi di
bilancio basata su previsioni inattendibili e su soluzioni
contabili fantasiose e non sostenibili.
La responsabilità, ancora, di avere tenuto bloccato per mesi il
bilancio della Regione intorno alla vicenda dei fondi FAS che
devono essere attribuiti alla Regione per il periodo 2007/2013.
Sappiamo tutti che ai fondi FAS il Governo regionale ha assegnato
il compito di sostenere almeno una parte dell'ordinaria politica di
bilancio, dopo però aver dovuto prendere atto che l'originaria
ipotesi prospettata a ottobre, e cioè l'utilizzo delle cosiddette
risorse liberate dei progetti coerenti inseriti in Agenda 2000, si
è rivelata impraticabile in conseguenza della decisione del governo
di impegnare in overbooking gli stanziamenti resisi disponibili
sulle misure di Agenda 2000. Scelta discutibile e, per quanto ci
riguarda, infelice, perché non è aumentando a dismisura gli
stanziamenti che si raggiunge l'obiettivo della spesa totale dei
fondi europei e perché, così operando, si perdono di vista gli
obiettivi della programmazione.
Ma noi ci chiediamo: è corretto, sta dentro una linea strategica
di sviluppo della Sicilia l'idea di utilizzare i fondi del FAS per
spese ordinarie, parte della quali hanno addirittura natura di
spese correnti?
Lo diciamo, dichiarando altresì che il comportamento del governo
nazionale, che sta utilizzando la vicenda FAS per rese dei conti
interne al centro-destra ed anche come strumento di lotta politica
contro chi governa le regioni del sud, è del tutto ingiustificabile
e da condannare con forza, inserendosi peraltro nella linea portata
avanti dal governo Berlusconi di falcidiare le risorse FAS e di
utilizzarle invece per coprire le spese più diverse: dal contributo
per evitare il dissesto del comune di Catania, all'Expo 2015 di
Milano.
In ogni caso, non si sfugge al dato politico: a causa della
irresponsabilità che accomuna il governo regionale ed il governo
nazionale, la nostra Regione è penalizzata oltre misura, proprio
nel momento in cui la crisi economica sta colpendo più duramente le
famiglie, le imprese e i lavoratori siciliani.
Nella nostra Regione, infatti, dove si calcola che già nel 2008 il
PIL sia sceso di circa l'1 per cento, alcune previsioni attendibili
indicano per il 2009 una caduta di oltre 4 punti percentuali. La
richiesta di cassa integrazione è in vorticoso aumento; nel primo
trimestre del 2009 hanno chiuso più di 2.000 imprese; alcune stime
fanno risalire a circa 50.000 i posti di lavoro che si perderanno
nel corso dell'anno, nei settori privati ma anche nel pubblico, in
particolare nella scuola.
Nel comparto delle opere pubbliche si è registrato un decremento
di lavori messi a gara di circa il 50 per cento. Secondo le
organizzazioni dei produttori agricoli sono 35.000 le imprese
agricole a rischio chiusura, con un taglio di circa 3 milioni di
giornate lavorative. C'è il blocco degli investimenti privati, come
conseguenza della crisi di fiducia, caratteristica di questa fase,
ma anche delle difficoltà e delle restrizioni nella erogazione del
credito, su cui il governo regionale non ha dimostrato alcuna
capacità di incidenza, nonostante la presenza in banche
fondamentali e l'esistenza di fondi a gestione separata, che
restano praticamente inutilizzati.
La crisi attuale, tuttavia, si innesta su una situazione generale
dell'economia siciliana che ha fatto segnare indici negativi ormai
da qualche tempo, in dipendenza di un micidiale effetto cumulo: la
debolezza del sistema economico e del tessuto produttivo, che
appare sempre più legato alla spesa pubblica ed alle importazioni;
il collasso della Regione, incapace di avere una strategia efficace
di valorizzazione delle risorse siciliane e sempre più legata ad un
ruolo di sostentamento di un apparato ipertrofico e scarsamente
produttivo; il fallimento della programmazione dei fondi comunitari
e dei fondi nazionali, che hanno avuto uno scarso impatto sui
fattori produttivi e sull'efficienza del sistema regionale.
Nell'affrontare la crisi in atto, che ha un carattere planetario e
si rivela come la crisi dell'economia non sostenibile, molti paesi
ed istituzioni di governo sopranazionali come l'Unione Europea,
hanno scelto una strategia che mira ad attenuare gli effetti
dirompenti sulle imprese e sui cittadini, ma contemporaneamente ad
individuare linee di movimento che affrontano i nodi della crisi
attuale e puntano a posizionare in modo efficace ed innovativo i
relativi paesi sullo scenario della ripresa dopo la crisi.
Così la Commissione Europea, nel delineare il Piano europeo di
ripresa economica, ha precisato che gli obiettivi strategici del
piano sono: stimolare rapidamente la domanda; ridurre il costo
umano della crisi economica; prepararsi a sfruttare la ripresa
quando si presenterà, in conformità alla strategia di Lisbona e
portando avanti le necessarie riforme strutturali; accelerare la
transizione verso una economia a basse emissioni di carbonio,
promuovendo le nuove tecnologie e creando nuovi posti di lavoro
cosiddetti verdi'.
La risposta fin qui data dal governo Berlusconi è debole,
inadeguata, ma soprattutto frutto di una vecchia impostazione.
Il governo ha, infatti, assegnato centralità al cosiddetto piano
casa, che non affronta i temi della riqualificazione strutturale
dell'edificato e del fabbisogno di alloggi, ma si rivolge ad una
platea ridotta di proprietari.
In materia di energia e di lotta ai cambiamenti climatici punta
sul nucleare di terza generazione, già tecnologicamente obsoleto e
che lascia in piedi tutti i temi legati alla sicurezza ed ai costi
finanziari ed ambientali. Per il Mezzogiorno si affida al mito
legato alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera che appare
tuttora almeno assai improbabile, mentre molto più concretamente ha
lavorato in questo anno di governo per togliere circa 20 miliardi
agli stanziamenti contenuti nell'ultima finanziaria del governo
Prodi per il FAS, che il ministro Tremonti utilizza come una carta
di credito al consumo.
Il Mezzogiorno, che subisce quasi tutto il peso della crisi, può
essere il vero valore aggiunto per il rilancio economico e sociale
del nostro paese, ma questa idea è lontanissima da un governo che è
fortemente condizionato dall'impronta leghista e nordista.
La Sicilia, a causa della falcidia del FAS, ha già perso 4
miliardi di euro di finanziamenti per lo sviluppo, che si
aggiungono ai circa 2 miliardi sottratti da Berlusconi e che
dovevano essere destinati alle strade provinciali, al sistema dei
trasporti, alle aziende agricole, alla innovazione strutturale e
tecnologica dell'isola.
Della tragicommedia che tiene bloccati i fondi FAS residui abbiamo
già detto in precedenza.
Ma se la risposta nazionale è debole e sbagliata, quella del
governo regionale è tuttora praticamente inesistente.
Il Partito Democratico ha presentato per tempo le proprie
proposte, che ruotano intorno a due punti cardine: le riforme e le
misure anticicliche.
Abbiamo anche presentato una mozione, che è stata discussa ed
approvata dall'Aula, che ha quindi ritenuto consistenti ed utili le
iniziative da noi presentate.
Le riforme, per cominciare. La Sicilia è ben lontana dagli
obiettivi fisici e numerici in cui si estrinseca la strategia di
Lisbona per la crescita e l'occupazione. Se si analizzano i dati
disponibili, si può notare come in materia di innovazione le spese
in ricerca e sviluppo e le spese totali in istruzione, rapportate
al PIL, negli ultimi anni si sono addirittura ridotte. Il ricorso
alle fonti rinnovabili di energia ed il volume di rifiuti pro-
capite sono lontanissimi dai rispettivi parametri.
Una regione che regredisce rispetto ai fattori di sviluppo, che
gli altri colgono in pieno, non ha futuro ed è destinata alla
emarginazione.
Ecco perché occorre agire sul terreno delle riforme, presto e
bene, in direzione di una maggiore efficienza delle funzioni
amministrative ed economiche, della qualità e quantità dei servizi,
della crescita del bagaglio di conoscenze. Ne indichiamo alcune: la
sanità, per ridurre gli sprechi e assicurare i livelli essenziali
di assistenza. Una riforma è stata varata con grande sofferenza
dalla maggioranza, sotto la spinta del piano di rientro e degli
obblighi assunti con il governo nazionale; vedremo se sarà efficace
soprattutto sotto il profilo dei modelli gestionali e del governo
di sistema, che costituiscono ancora punti estremamente
problematici, anche dopo la legge di riordino.
La riforma del servizio rifiuti, con il varo di un piano regionale
centrato sulla raccolta differenziata e sulla creazione di filiere
per il riutilizzo delle materie prime seconde contenute nei
rifiuti, per diminuire i costi e rendere efficiente il sistema. La
riforma della formazione professionale, oggi fonte di spreco e di
parassitismo ma che può e deve diventare il vero motore della
crescita professionale dei lavoratori siciliani, con un sistema
fondato sui distretti formativi che vedano coinvolti i protagonisti
del territorio.
La riforma della Regione, che comincia con l'attuazione del
federalismo interno', la definizione di una Carta regionale delle
autonomie locali, che preveda l'assegnazione definitiva di funzioni
e risorse agli enti locali. E' un tema già posto, per ultimo dalla
legge regionale 10 del 2000, rimasto totalmente inattuato, ma che è
diventato particolarmente urgente dopo il varo della legge
nazionale sul federalismo fiscale che coinvolgerà pienamente gli
enti locali siciliani e che obbligherà a rivedere profondamente
anche i rapporti tra Regione ed enti locali, oltre a comportare un
serio riassetto del modo di essere e di spendere da parte del
governo regionale.
La riforma della spesa, ancorando la legge finanziaria ai rigorosi
contenuti previsti in origine dalla legge 10 del 1999,
l'introduzione di leggi di settore, con la previsione di tempi
certi per la loro approvazione, la riclassificazione del bilancio
per missioni ed obiettivi verificabili perché agganciati ad indici
materiali, una maggiore trasparenza attraverso l'introduzione del
bilancio sociale e dei collegati bilanci di genere ed ambientale,
una più puntuale attività di controllo, anche attraverso una
maggiore interazione tra il controllo dell'Ars e quello esercitato
dalla Corte dei Conti.
Per quanto riguarda le misure anticicliche, prendiamo atto che
alcune nostre proposte, formulate con emendamenti al testo della
legge finanziaria, sono state approvate. Tra queste, le norme sul
piano alloggi, sul piano per l'edilizia scolastica, sui cantieri di
lavoro, sui mutui per gli interventi nei centri storici, così come
sono state approvate le norme da noi proposte sul patto di
stabilità per i comuni, sul contenimento delle spese degli enti
regionali e sull'avvio di un piano operativo per la rivisitazione
dei programmi di spesa di tutta l'amministrazione regionale.
Ma tutto questo non è sufficiente.
Noi riproporremo in Aula tutto il pacchetto di norme già
presentate in commissione ed invitiamo il governo ad accoglierle,
piuttosto che rinviarle ad un successivo disegno di legge, avendo
quello già presentato dal Governo ed oggi in discussione, tutte le
caratteristiche di una legge omnibus, o, meglio, di un carrozzone
su cui viaggiano le norme più disparate, spesso sganciate da
qualunque utilità sociale, mentre pochissime e residuali sono le
previsioni ben ponderate ed integrate in una strategia anticiclica
e di sviluppo.
Continuiamo a richiamare l'attenzione sulla programmazione
comunitaria 2007/2013, per evitare che con essa si ripetano i gravi
errori commessi con Agenda 2000, ma anche per sottolineare il
ritardo gravissimo accumulato dal Governo regionale. E' già stato
superato un terzo del periodo assegnato e poco o nulla si è
effettivamente messo concretamente in moto, con il rischio, dunque,
che si ripetano le distorsioni che si sono prodotte intorno alla
programmazione 2000/2006.
Paradossalmente, l'esplosione della crisi ha salvato la Sicilia
dalla prospettiva di perdere almeno due miliardi di euro di
finanziamenti. La commissaria europea Danuta Hubner ha, infatti,
reso noto come, al 31 ottobre 2008, la Regione siciliana avesse
dichiarato l'obiettivo dell'86 per cento dei pagamenti, ma le somme
effettivamente ammesse a rendicontazione, in realtà, non superavano
il 75 per cento.
La crisi ha indotto la Commissione Europea a spostare al 30 giugno
2009 il termine per la presentazione della rendicontazione di
pagamento e ciò potrà consentire alla Sicilia di raggiungere
livelli di spesa sicuramente più elevati, anche se il rischio di
perdita di fondi non è per niente sfumato.
La proroga, che ha consentito di spostare all'anno nuovo i
pagamenti che avrebbero dovuto necessariamente farsi entro il 31
dicembre 2008, ha salvato anche la Regione dallo sfondamento dei
limiti imposti dal patto di stabilità con lo Stato, che avrebbe
comportato una forte penalizzazione, come quella del divieto di
ricorrere all'indebitamento per il 2009. Il rischio corso è stato
tuttavia enorme ed è legato strettamente alla politica della spesa
perseguita dai precedenti governi che hanno fatto crescere a
dismisura la spesa corrente ed hanno depresso oltre misura la spesa
per investimenti. Ci chiediamo, a questo punto, come il governo
pensi seriamente di mettere in campo spesa anticiclica, senza
intervenire contemporaneamente sui livelli della spesa corrente.
Tornando ad Agenda 2000': dal punto di vista della qualità della
spesa, si può parlare di disastro. L'impatto avuto sulle dinamiche
di sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili
della programmazione regionale, è stato scarso, se non addirittura
nullo. L'Unione europea contesta che siano stati avviati troppi
progetti dotati di poca capacità innovativa, non prioritari e non
strategici, molti dei quali già finanziati con fondi statali e
regionali.
In alcuni settori fondamentali come il turismo, i beni culturali,
l'acqua, i rifiuti, non solo non sono stai raggiunti gli obiettivi
minimi fissati, ma si segnala anche una regressione.
E' diffuso il convincimento che ci sia stata una eccessiva
dispersione delle risorse, diluite in oltre 40.000 interventi,
nonché un utilizzo improprio di Agenda 2000' per finanziare spesa
corrente e di mantenimento, in barba all'obiettivo della
addizionalità delle risorse comunitarie rispetto a quelle ordinarie
e alla loro finalizzazione per far crescere i fattori di sviluppo.
Noi riteniamo imprescindibile che la Regione siciliana metta a
punto un piano straordinario, che leghi gli interventi contro la
crisi ad una strategia volta all'ammodernamento delle strutture ed
al passaggio ad una economia sostenibile. A supporto di tale piano,
è necessario il puntuale reperimento di risorse spendibili, a
cominciare da quelle di bilancio e da quelle allocate presso gli
Istituti finanziari regionali, il cui effettivo impiego costituisce
il vero obiettivo da perseguire, piuttosto che una improponibile
fusione di Irfis, Crias ed Ircac, con la quale scomparirebbe la
licenza bancaria dell'Irfis, che costituisce il vero valore di
quell'Istituto.
E' del tutto ovvio che prioritaria rimane l'attivazione delle
risorse derivanti dalla programmazione 2007/2013, così come la
riprogrammazione dei fondi derivanti dal periodo precedente. Il
DPEF contiene una tabella in cui sono esposti i risultati raggiunti
con gli accordi di programma quadro stipulati dal 2000 al 2007.
Ebbene, su un totale di interventi programmati per 16.577 milioni
di euro, soltanto meno del 20 per cento è stato speso. Il Ministero
dello sviluppo economico segnala che ci sono fondi inutilizzati per
centinaia di milioni di euro.
Ci saremmo aspettati che il presidente della Regione Lombardo
ordinasse una verifica a tappeto sui fondi realmente impegnati, su
quelli spendibili e su quelli riprogrammabili. Sappiamo invece
dell'aperta resistenza degli assessorati, secondo il principio che
è meglio tenersi i fondi, anche se non spesi, piuttosto che
metterli a disposizione utilmente.
Per quanto riguarda i fondi comunitari, siamo ancora in attesa
della profonda rivisitazione annunciata dal presidente Lombardo che
finora non è stata fatta, permanendo invece il sostanziale blocco
delle procedure determinatosi anche per volontà del governo.
La programmazione dei fondi comunitari è uno di quegli atti
fondamentali per la vita della Regione che tuttavia sfuggono
all'attività di indirizzo e di reale controllo da parte
dell'Assemblea regionale siciliana. Ma non è il solo, così è
avvenuto per il programma attuativo dei fondi FAS, per il piano
rifiuti e per il piano energetico. In nessun altro Consiglio o
Assemblea regionale, questo accade. Ci chiediamo quanto a lungo
debba durare questa anomalia che mortifica il Parlamento siciliano
e turba il democratico e normale andamento dei rapporti tra
legislativo ed esecutivo.
Anche per questo, con la mozione che è stata presentata, il
Partito Democratico ha voluto indicare alcuni filoni strategici su
cui indirizzare la programmazione 2007/2013:
a) la realizzazione delle reti materiali ed immateriali;
b) l'efficienza energetica, il risparmio, la riqualificazione, la
produzione da fonti rinnovabili, la lotta ai cambiamenti climatici;
c) la logistica ed i servizi avanzati per le imprese, la creazione
di filiere corte, l'economia di prossimità;
d) il capitale umano, la crescita delle conoscenze attraverso la
formazione continua, la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
tecnologico.
Invitiamo, ancora una volta, il Governo a rivedere rapidamente la
programmazione alla luce di questi indirizzi, in modo da poter
liberare gli interventi coerenti con questa strategia, alcuni dei
quali già vengono dalla precedente programmazione ed aspettano
ormai da mesi il via libera'.
Lo sperpero o il cattivo utilizzo dei fondi per lo sviluppo che la
Regione ha avuto, e continua ad avere a disposizione, è allo stesso
tempo causa ed effetto della dissennata politica di gestione del
bilancio, che ha portato ad avere l'85 per cento dei fondi
disponibili stanziati per spese correnti e ad una caduta verticale
degli investimenti, ad un deficit cronico - divenuto ormai
strutturale - di circa due miliardi di euro, che rischiano di
diventare quasi tre con il bilancio di quest'anno, ad uno sbilancio
tra entrate in conto capitale e spese in conto capitale che, per il
periodo da qui al 2013, si attesta a non meno di 1.2 miliardi ogni
anno e che bisognerà coprire se non si vuole che la spesa della
Regione per investimenti si azzeri. Per coprire questa tipologia di
spesa si devono ridurre le spese correnti, dal momento che è
impensabile attivare ogni anno un ricorso al mercato per oltre un
miliardo.
Abbiamo denunciato più volte come, prima dell'esame del bilancio e
della finanziaria, il Governo regionale avrebbe dovuto produrre e
sottoporre all'approvazione dell'Assemblea una nota di
aggiornamento del DPEF.
Le regole, il buon senso, il rispetto del ruolo del Parlamento
obbligavano ad agire in tale direzione; ma questo - con tutta
evidenza - non è un Governo che tiene molto al rispetto delle
regole e del Parlamento. In questo modo l'Assemblea regionale
siciliana si è trovata ad esaminare lo strumento finanziario,
costruito su determinate previsioni del DPEF, quando quelle
previsioni erano profondamente modificate dallo sviluppo dei fatti.
Ricordo che il DPEF è stato scritto prima dell'esplodere della
crisi ed aveva previsto una crescita del PIL per l'anno 2009 su cui
erano state modulate le entrate e, quindi, il bilancio.
Come sappiamo, il PIL della Sicilia quest'anno sarà in discesa e
ciò determinerà una caduta delle entrate piuttosto pesante, se è
vero che nel primo bimestre del 2009 il gettito delle imposte in
Italia è stato di 4 miliardi inferiore a quello registrato nel
primo bimestre 2008.
Quasi nulla di tutto questo è stato rappresentato dal Governo, di
fatto aumentando il grado di inattendibilità delle previsioni di
bilancio. E dico quasi, perché in verità qualche piccola correzione
alle entrate è stata effettuata.
Lo avevamo segnalato in occasione della discussione: ciò che
caratterizza un DPEF è la trasparenza delle azioni che propone e la
puntualità dei numeri su cui si costruiscono previsioni ed
iniziative. Il DPEF vigente, che è anche il primo del governo
Lombardo e che assolve, quindi, al compito di documento di mandato,
non conteneva né l'una né l'altra e viene meno alla funzione
fondamentale di essere documento verità', indispensabile per chi
si propone nelle vesti di innovatore.
A meno che il rinnovamento non sia meramente un enunciato di
facciata.
In ogni caso, tra molte reticenze e con scarsità di numeri, il
DPEF prospettava una situazione molto grave per quanto riguarda i
fondamentali di bilancio: l'indebitamento netto a circa due
miliardi, il ricorso al mercato superiore a due miliardi, il
risparmio pubblico negativo.
La legge finanziaria, presentata ad ottobre dal Governo regionale,
alquanto snella in verità, non affrontava alcuno dei nodi
strutturali: non venivano individuate misure di contenimento e di
riqualificazione delle spese correnti, di semplificazione degli
apparati burocratici, di risparmio attraverso rigidi controlli
sugli acquisti, di riconversione di programmi inefficienti come la
formazione professionale. Non si affrontava il tema dell'aumento
delle entrate, anche attraverso la lotta all'evasione fiscale e
l'emersione del lavoro nero ed irregolare.
La legge finanziaria conteneva misure tampone, destinate a porre
delle pezze sdrucìte sui buchi di bilancio, scaricando oneri verso
gli enti locali.
Si proponeva di chiudere il disavanzo tendenziale di circa 2
miliardi facendo ricorso ad alcune ulteriori misure. Tra queste,
l'iscrizione in bilancio di 950 milioni di euro di entrate
provenienti da una imprecisata ed indefinita operazione di
valorizzazione degli immobili, che, chissà perché, avrebbe dovuto
portare risorse alla Regione laddove per anni hanno fallito le
iniziative di vendita immobiliare, che pure avevano portato il
Governo a iscrivere copiose risorse in entrata nei bilanci di
previsione.
Si operava poi una manovra di spostamento di circa 200 milioni di
euro in capitoli di spesa, in particolare collegati alla
forestazione, in una tabella che avrebbe dovuto essere finanziata
con le cosiddette risorse liberate che, come abbiamo visto, non ci
sono.
241 milioni era il ricorso al mercato, già autorizzato con la
legge finanziaria 2008 e che veniva riportato all'anno 2009.
Infine, veniva prevista una manovra di riduzione dei fondi di
riserva per spese obbligatorie e per regolazioni contabili, che
venivano decurtati di 448 milioni nel 2009, di 1.2 miliardi nel
2010, di 543 milioni nel 2011.
Come ha fatto prontamente rilevare anche la Corte dei Conti, si
trattava di una manovra quanto mai azzardata e pericolosa, perché
avrebbe potuto facilmente mettere la Regione di fronte alla
necessità di provvedere a pagamenti - ripetiamo, obbligatori - nel
corso dell'anno, senza avere mai predisposto le risorse necessarie
e dovendo fare ricorso, di conseguenza e assai probabilmente, a
variazioni allo scoperto', sulla cui scarsa regolarità più volte
si è espressa la Corte dei Conti, per il rischio che prima o poi
possano aprirsi voragini non colmabili nel bilancio della Regione.
Nel corso dell'esame in Commissione Bilancio, il Governo ha
presentato una manovra finanziaria correttiva che, se possibile, ha
aumentato lo sbigottimento che già ci aveva colpito all'atto della
presentazione della legge finanziaria e di bilancio.
Al fine di correggere alcuni degli interventi su cui era stato
costruito il bilancio, in funzione della loro totale
inattendibilità e pericolosità, il Governo ha ritenuto di dovere
introdurre un forte incremento del ricorso all'indebitamento,
nonché ad un'altra azzardata operazione contabile con la quale si
propone di coprire parte delle spese utilizzando il fondo di
accantonamento costituito dalla legge di variazione di bilancio del
2001.
E' necessario richiamare brevemente di cosa si tratta.
Con il giudizio di parificazione sul rendiconto dell'esercizio
finanziario 2000, la Corte dei Conti evidenziò che tra i residui
attivi del bilancio figuravano poste imponenti, per oltre 4.500
miliardi di lire, derivanti da ruoli affidati per la riscossione
coattiva al concessionario. Dal momento che da questa tipologia di
ruoli normalmente si ricavano entrate non superiori al 15 per
cento, si poneva il problema che, trasformandosi i residui in
avanzo di amministrazione, con essi si andavano a finanziare spese
di bilancio certe, a fronte di entrate quasi del tutto inesigibili.
Il Governo della Regione ritenne allora di dovere vincolare queste
somme in un fondo presso l'amministrazione del bilancio,
dichiarandole per legge non utilizzabili.
In verità, già con la legge finanziaria dello scorso anno, il
Governo aveva pensato bene di rendere utilizzabili le somme,
prelevando dal fondo circa 600 milioni di euro che sono stati
utilizzati per coprire una parte del disavanzo della sanità e per
finanziare il fondo per le autonomie locali.
Non siamo quindi in presenza di una novità assoluta, tuttavia non
ci appare meno grave quello che sta succedendo.
I residui attivi possono ovviamente essere riscossi durante gli
anni e quindi venire cancellati. La domanda che ci poniamo, allora,
è: i residui attivi di cui si tratta, sono stati riscossi nel corso
degli anni oppure no?
Se sono stati riscossi, perché non si è provveduto annualmente a
diminuire il fondo vincolato? E se non sono stati riscossi
nonostante siano trascorsi ormai molti anni, il loro utilizzo per
la copertura di spese di bilancio non genera una spesa certa a
fronte della quale sta una entrata quasi impossibile? E agendo in
questo modo, non si acuisce l'illiquidità della cassa e si rendono
più problematici i pagamenti?
Vorrei denunciare il ritorno di un metodo che ha contribuito ad
aumentare a dismisura i problemi finanziari della Regione e che da
qualche anno, almeno dal 1999, avrebbe dovuto essere abbandonato
definitivamente: mi riferisco alla pratica attraverso la quale
prima si determina il livello della spesa nel bilancio e poi si
gonfiano le entrate o si dilata il ricorso al mercato per coprire
il disavanzo tendenziale.
Lo dico al Presidente della Regione ed al Presidente
dell'Assemblea: questa è pratica illegittima ed inaccettabile.
Devo segnalare anche che al momento in cui è stata preparata
questa relazione, soltanto poche ore fa peraltro, non era stato
distribuito il testo definitivo delle leggi, né si conoscevano i
saldi di bilancio. E' un modo di lavorare che può produrre soltanto
cattive leggi, che viola il Regolamento ed i diritti dei deputati e
dei Gruppi parlamentari.
Devo anche rilevare, da una lettura veloce della finanziaria, che
ci sembra che in un momento di grave, anzi gravissima difficoltà
per quanto riguarda la vita e l'economia della nostra Regione, la
vita dei nostri conterranei, si tenti - è tutto da accertare e da
chiarire meglio - di introdurre nuovamente le pensioni d'oro per
quanto riguarda i burocrati della Regione.
Il nostro giudizio complessivo sulla manovra finanziaria 2009 è
fortemente negativo, e lo dichiariamo con la necessaria veemenza.
Noi consideriamo la legge finanziaria, se si fa eccezione per le
poche proposte accolte tra quelle formulate dal Gruppo del PD, del
tutto priva di contenuti significativi, sia dal punto di vista
delle misure anticicliche, che dal punto di vista delle azioni di
risanamento e di riqualificazione della spesa regionale.
Al contrario, essa si è appesantita di previsioni minute, che
affrontano problemi marginali, che provano a distribuire qua e là
risorse, senza alcuna strategia di intervento.
Noi consideriamo il bilancio inaccettabile, perché riempito di
entrate gonfiate al solo scopo di drogare le spese, perché composto
con manovre contabili pericolose ed, alla lunga, insostenibili.
Ammesso che tutta la costruzione messa in piedi dal Governo possa
servire a redigere il bilancio per quest'anno, essa determinerà una
voragine già a partire dal prossimo esercizio finanziario e non
saranno certamente i fondi FAS che potranno coprirla.
Ci aspetta, a partire dal 2010, un disavanzo tendenziale che
potrebbe arrivare a 3 miliardi di euro e che mina alla radice
qualunque ipotesi e qualunque strategia di sviluppo della nostra
Regione.
Il Governo e la maggioranza che lo sostiene si stanno assumendo
una responsabilità gravissima.
Quella di quest'anno avrebbe dovuto essere, stando alle vostre
dichiarazioni, una manovra che avviava il risanamento. Così com'è,
risulta invece una manovra che approfondisce il dissesto
strutturale e lo sposta sugli esercizi futuri, con un evidente
tentativo del Governo di sfuggire a responsabilità tanto pesanti
quanto non rinviabili.
I lavoratori, i disoccupati, le imprese siciliane, già gravati da
una crisi pesantissima, non potranno accettare di vedersi scaricare
addosso anche l'incapacità e le scelte sbagliate del Governo della
Regione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale e, considerato
che non si è proceduto al contingentamento dei tempi, invito i
deputati a non superare i dodici minuti per ciascun intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidererei che
il Governo ascoltasse perché è successo, nel corso dell'esame della
legge finanziaria e di bilancio, un fatto che io giudico di
inaudita gravità, che mi impedirà di partecipare ai lavori d'Aula.
Come tutti i colleghi sanno, quando abbiamo approvato la legge
regionale cosiddetta antimafia', si stabilì un limite di impegno
molto ridotto dato che la legge non avrebbe trovato applicazione
nel 2008, essendo stata approvata il 6 novembre 2008. In quella
occasione, io stesso andai incontro alle esigenze del Governo
perché ritenevo quella motivazione plausibile.
Il Governo e la Commissione Bilancio non hanno dato copertura alla
legge di contrasto alla mafia per il 2009, non approvando un mio
emendamento presentato in Commissione Bilancio: considero questo
fatto un elemento di assoluta gravità, di assoluta insensibilità da
parte del Governo che predica una cosa e ne fa un'altra. La mancata
copertura finanziaria del disegno di legge di contrasto alla mafia
è un atto inqualificabile.
Pertanto, preannuncio che lunedì mattina io, insieme ai componenti
della Commissione Antimafia, terrò una conferenza stampa nella
quale, se il Governo non comunicherà urgentemente di modificare il
proprio comportamento dando la relativa copertura finanziaria alla
legge 15 del 2008 di contrasto alla mafia, dirò che non
parteciperemo ai lavori di formazione dei disegni di legge della
finanziaria e del bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, prendo la parola a nome del Gruppo MPA e, prima di una
valutazione generale sui disegni di legge all'ordine del giorno,
desidero, comunque, esprimere la mia solidarietà al collega
Speziale e mi associo, naturalmente, alla sua richiesta nei
confronti del Governo perché questo provvedimento trovi, quanto
meno, una copertura finanziaria nel bilancio regionale 2009.
La Sicilia, più di ogni altra Regione in questo momento, vive un
momento particolarmente drammatico dovuto sicuramente alla
congiuntura globale che rischia di soffocare irreversibilmente il
nostro tessuto economico ed imprenditoriale e rischia anche di
rompere il precario tessuto sociale.
Come mi è stato qualche anno fa amabilmente spiegato dal
presidente della Commissione Bilancio onorevole Savona, la Regione
siciliana si basa sostanzialmente su tre fonti di finanziamento che
egli nella sua spiegazione ha individuato nei cosiddetti tre
cassetti'. Si avvale di fonti proprie (la riscossione di tributi
propri), di fondi statali e di fondi derivanti dalla Comunità
europea.
Purtroppo, in questi anni si sono verificate alcune cose strane.
Chi ha gestito, in termini complessivi, da un lato ha teso la mano
sempre nello stesso cassetto, probabilmente sfondandolo, e faccio
riferimento al cassetto dei fondi della Regione siciliana che poi
sono i fondi che vengono utilizzati principalmente, ormai, per fare
fronte alle spese correnti. Dall'altro lato, per quanto riguarda i
fondi nazionali, ormai in gran parte rappresentati principalmente
dalla compartecipazione alla spesa per la sanità - che in Sicilia è
stata ulteriormente caricata sulle casse regionali in questi anni -
, fondamentalmente c'è soltanto questo intervento.
Per quanto riguarda, invece, la Comunità europea e i fondi
cosiddetti FAS' che sono, invece, destinati per creare quegli
elementi aggiuntivi per fare superare alla Sicilia il gap
infrastrutturale, sociale ed economico, purtroppo, sotto il profilo
politico in questi anni non c'è stata probabilmente la capacità di
utilizzare queste risorse, questi fondi per farci fare un salto di
qualità.
Impropriamente ci sono tracce evidenti che dimostrano come i fondi
non siano stati utilizzati in questi anni per intervenire su quegli
elementi strutturali che ancora mancano alla Sicilia.
Però, nello stesso tempo, si è introdotta in modo anomalo una
quarta fonte di finanziamento che è il mercato. E questo,
purtroppo, è un elemento che non qualifica particolarmente il
nostro bilancio.
Si è cercato di rompere quel patto generazionale con i siciliani
e si è sottoscritta negli anni una serie di pagherò' di cui oggi,
purtroppo, il bilancio evidenzia il rischio di non poter onorare.
Ho voluto fare questa analisi perché qui siamo colpevoli, in
termini generali, nel sapere che il quadro finanziario nel quale ci
muoviamo e nel quale il governo Lombardo ha tentato, intanto, di
definire un quadro di compatibilità, un bilancio ed una
finanziaria, è un quadro che naturalmente deve tenere conto di
quella che è la situazione pregressa. L'indebitamento non nasce
ora. Alcune anomalie strutturali del bilancio non sono elementi
nati ora. Pretendere la straordinarietà, nella prima legge
finanziaria del governo Lombardo, significa non essere onesti con
noi stessi.
Credo che il primo atto che dobbiamo fare, cari colleghi, è quello
di essere onesti con noi stessi, partire con una disamina chiara,
critica e, di conseguenza, renderci conto di quelle che sono le
cose possibili e non pretendere in un giudizio - mi permetto -
sommario sotto il profilo politico, che questo Governo introduca
all'improvviso quelle riforme che la Sicilia richiede da molti anni
e che la classe politica - dobbiamo dirlo - non ha avuto il
coraggio di sapere fare. Probabilmente un intervento oculato da
parte della classe politica avrebbe consentito di utilizzare quel
cassetto' dove ci sono tanti fondi, e il cassetto è quello dei
fondi comunitari, di alcuni fondi statali che tecnicamente non sono
intercomunicanti con l'altro cassetto sfondato, che la politica ha
sfondato, che è quello dei nostri fondi regionali, che non sono più
sufficienti, oggi, a coprire le spese correnti frutto negli anni di
una serie di logiche che c'erano e che oggi, purtroppo, dobbiamo
semplicemente tentare di tollerare e di rinnovare per alcuni
aspetti.
Gran parte di queste risorse, lo sappiamo, sono destinate a
riconfermare chi, in questi anni, non ha avuto la possibilità di
avere un lavoro stabile e, quindi, ha vissuto di precariato, ha
vissuto il dramma della non stabilità, per garantire anche a questi
lavoratori, comunque, quel minimo di sussidio che è stata l'unica
cosa che la classe politica probabilmente è stata capace di creare.
Alla fine c'è poco da fare sotto il profilo ragionieristico
perché, se ci mettiamo a fare un'analisi ragionieristica, credo che
avremmo tante cose da dover dire, da doverci rimproverare perché
questo bilancio, sotto alcuni aspetti, sicuramente non è perfetto,
sicuramente non è il migliore che ognuno di noi poteva fare; ma é
l'unico bilancio e l'unica finanziaria che ci possiamo permettere.
Questa è la verità che, intanto, è doveroso dire.
Nonostante tutto, si cominciano a riscontrare alcuni elementi di
novità perché dobbiamo dare anche il tempo a questo Governo di
segnare un percorso diverso che, comunque, il presidente Lombardo
ha annunciato in campagna elettorale ed è il percorso che ha una
sola denominazione: percorso della responsabilità'.
Alcune tracce sono già presenti in questa finanziaria. Dobbiamo
ammettere che, sotto alcuni profili, non vi è stata ancora la forza
di andare oltre e dobbiamo anche dire che la vicenda dei fondi FAS
in questo non ci ha aiutato.
Certo, dover pagare per faide interne, non ad un'area politica ma,
probabilmente, ad alcuni contestucci' politici, non è una cosa
che ci onora - lo voglio dire, a prescindere da tutto, paghiamo
anche questo prezzo -, ma siamo sicuri che il presidente del
Consiglio Berlusconi manterrà l'impegno con la Sicilia e credo che,
probabilmente, anche questo momento particolare di fibrillazione
politica - siamo alla vigilia di elezioni importanti - abbia
determinato per ora un rallentamento tecnico perché la Sicilia
merita quei fondi, in quanto le spettano per legge e perché sono
fondamentali per accompagnare l'azione di riforma che questo
Governo regionale ha cominciato ad avviare e che ha bisogno del
tempo naturale per concretizzare. Quei fondi sono indispensabili
per queste ragioni.
Certamente, al di là delle fonti di finanziamento che ho citato,
ci sono dei temi che accomunano comunque queste fonti di
finanziamento, sulle quali, Assessore, possiamo ancora intervenire
in quest'Aula perché la finanziaria, per alcuni aspetti, va
migliorata, vanno modificati alcuni princìpi, probabilmente frutto
delle nottate fatte in Commissione Bilancio e che comunque
quest'Aula sicuramente avrà l'autorevolezza di migliorare nei
prossimi giorni.
I temi che accomunano queste fonti di finanziamento sono
principalmente tre: la qualità della spesa, che sicuramente,
andando a ritroso, non è stata delle migliori. E questo già è un
tema, Assessore, che va affrontato da questa finanziaria. Vi sono
alcuni aspetti che non possono essere risolti all'improvviso dalla
prima finanziaria del governo Lombardo, e non possiamo pretendere
questo. Non saremmo onesti se pretendessimo questo.
Però, alcune tracce su alcuni temi le pretendiamo, Assessore.
In primo luogo, la qualità della spesa. Desideriamo che, sotto
questo profilo, soprattutto i fondi comunitari, il FAS, vengano
indirizzati in termini qualitativi tenendo conto degli
investimenti, e questo dobbiamo ammetterlo perché non è corretto
bollare semplicemente con il termine di distorsione di quella che
è la destinazione del FAS' la copertura di spese correnti.
Si è individuata una strategia legittima, che è già stata valutata
tale, utilizzando le risorse umane che la politica e il Governo in
questi anni ci ha consegnato e che credo nessuno di noi in questo
Parlamento voglia buttare sul lastrico. Si sta utilizzando quel
personale, quelle persone, quei siciliani che, comunque, nella loro
già drammatica situazione di precariato in cui vivono, meritano da
parte nostra, da parte della classe politica, una risposta. E,
quindi, si è individuato un percorso che, solo per alcune guerre
per bande armate, è stato definito, anche in ambienti autorevoli,
come uno strumento perverso per coprire le spese correnti.
Ma, se facessimo un'analisi in tal senso - e mi riferisco a
qualche autorevole esponente di qualche precedente Governo che sale
sull'altare oggi della moralità della qualità della spesa pubblica
-, mi permetto di dire che sotto questo profilo, sicuramente, non
ci sarebbe un buon esempio da prendere in passato.
Allora, pur capendo la drammaticità di certi scontri è opportuno
che si moderino i toni perché poi quelle lobby, che non sono
solamente politiche ma anche territoriali, quelle lobby del nord
che non ci vogliono bene ne approfittano, prendono la palla al
balzo, ed è quello che è successo probabilmente avendo anche
qualche crumiro che, strumentalmente, si è messo a disposizione e
che, sotto questo profilo, non sta aiutando la nostra Terra.
Allora, la qualità della spesa è un tema fondamentale.
Assessore, un altro tema fondamentale che ci permettiamo di
sottolineare sono i tempi della spesa perché non è pensabile che si
riconfermi la situazione pregressa per quanto riguarda i tempi
della spesa dei fondi della Comunità Europea. Siamo in ritardo di
due anni, bisogna scegliere delle soluzioni di accelerazione della
spesa.
Mi sono permesso di predisporre alcuni emendamenti che saranno
presentati a quest'Aula perché ritengo indispensabile che vengano
utilizzate, per fare un esempio, anche graduatorie già approvate,
pubblicate in questi anni, onde evitare che la predisposizione di
bandi, la pubblicazione di ricorsi e altre soluzioni ancora,
ritardino ulteriormente la spesa.
Una risposta immediata al sistema in crisi è quella di mettere in
circolazione somme per fare infrastrutture. L'unica soluzione è
quella di evitare che, sotto questo profilo, ci siano dei
meccanismi che ritardano la spesa. Un elemento è quello dei tempi:
l'accelerazione della spesa. Su questo l'Aula si dovrà
confrontare...
RINALDI. Lo sta chiedendo a noi?
DE LUCA. Lo sto chiedendo ai miei colleghi di maggioranza ed
opposizione
definitivamente. Per quanto riguarda i temi c'è naturalmente la
quantità, che è legata alle ingenti risorse di cui comunque è
dotata la Regione, di cui è dotata in quel cassetto, perché c'è un
cassetto pieno di soldi che la politica deve avere la capacità di
sapere spendere subito rispetto, invece, al cassetto sfondato'
costituito da quegli elementi dove, purtroppo, si concentrano le
attenzioni e gli appetiti della quotidianità politica.
In questa strategia, in questa esigenza, Assessore, la invito
anche a cercare di individuare percorsi nuovi che possano liberare
i fondi del bilancio regionale, i nostri fondi, le nostre risorse,
per avviare anche strategie nuove che in questi anni liberino il
bilancio stesso, le nostre risorse, le nostre entrate correnti e,
perché no, utilizzare in modo legittimo per i prossimi sei - sette
anni, fino a quando sarà possibile, i fondi della Comunità Europea,
tenendo conto delle nostre risorse umane a disposizione e tentando
di superare definitivamente alcune deficienze strutturali del
nostro bilancio.
Nel concludere, signor Presidente, auspico - cosa che sicuramente
avverrà -, che quest'Aula abbia, in questi giorni, l'autorevolezza
e la responsabilità, il senso di responsabilità, di migliorare
quello che in ogni caso è il disegno che emerge da questa
finanziaria, un disegno di discontinuità nei tempi richiesti,
comunque, da interventi di riforme strutturali e, quindi, di
accompagnare il governo Lombardo in questo processo di riforma
radicale che consentirà alla Sicilia di raggiungere finalmente quel
grado di sviluppo che da tutti noi è richiesto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei parlare per ultimo, dopo
l'intervento di qualche esponente della maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, io penso che già questa discussione generale in un'Aula
semideserta sia un fatto di per sé deprecabile.
Siamo giunti alla discussione generale che riguarda il bilancio e
la finanziaria 2009. Ci sono molte attese da parte della Sicilia o,
meglio, c'erano molte attese da parte della Sicilia. Da quello che
vediamo, invece, abbiamo una finanziaria e un bilancio che
sicuramente non danno, purtroppo, quell'impulso che la Sicilia si
aspetta anche in questo momento di crisi.
Ci siamo arrovellati per sei mesi sulla questione del FAS: i fondi
FAS entrano nel bilancio, i fondi FAS non entrano nel bilancio, ma
abbiamo dimenticato quali sono le emergenze della Sicilia, al di là
degli aspetti anche politici, perché un governo nazionale, un
governo di centro-destra, con un governo regionale di centro-
destra, credo non possa condizionare l'erogazione dei fondi FAS di
pertinenza regionale all'espletamento delle elezioni europee anche
per non rafforzare qualche componente della maggioranza.
Questo è un fatto molto grave, che tra l'altro grida vendetta.
Però, questo disinteresse politico da parte della maggioranza mette
in rilievo ancora di più che questa è una situazione veramente
deprecabile. Io capisco che la Sicilia, ormai, si è rassegnata ed è
abituata ad accettare queste situazioni paradossali. Quello che
doveva essere dato per legge oggi non è dato.
E, allora, vorrei fare alcune brevi considerazioni.
Vorrei sottoporre all'attenzione dell'assessore Cimino un fatto
veramente deprecabile: in questo bilancio, in questa finanziaria,
non è stato stanziato un solo centesimo per gli eventi alluvionali,
e particolari della provincia di Messina. E' un fatto deprecabile
e veramente incomprensibile In provincia di Messina ci sono ancora
dei paesi che hanno le case piene di fango, ci sono delle case
inagibili perché non è stato possibile togliere il fango. Vi è
stata una riunione al completo del Governo regionale, con il
Presidente della Regione, tanti Assessori, il direttore generale
della Protezione civile; sono state fatte delle promesse immediate.
Bene. Mentre sul terremoto in Abruzzo vediamo che c'è un'attenzione
mediatica particolarissima per cui si stanziano otto miliardi di
fondi - per carità, è anche giusto -, vorremmo comprendere perché
nel bilancio regionale o in questa finanziaria non sono destinate
somme per l'alluvione dei mesi di novembre e dicembre 2008, gennaio
e febbraio di quest'anno. Non c'è un centesimo
Come è possibile che possa operare la Protezione civile?
Onorevole Cracolici, mi ascolti anche lei perché la Sicilia non è
fatta solo di una provincia Assessore Cimino, ho letto questo
bilancio con attenzione e non ho trovato somme neanche per altre
parti, per la protezione civile ad esempio. Questo è un fatto
grave. Io credo sia importantissimo trovarle perché, tra l'altro,
con tutte le manifestazioni che si registrano a livello nazionale e
le preoccupazioni di una Sicilia a forte rischio idrogeologico ed
anche sismico, credo si debbano mettere in bilancio, in questo
bilancio, delle somme aggiuntive per la protezione civile e per gli
eventi calamitosi.
Mi permetto di sottolineare alla sensibilità sua, del Governo e
del Presidente della Regione, che ho già presentato un
emendamento, ma gradirei che fosse presentato dall'Assessore per il
bilancio e le finanze, anche perché vi sono situazioni paradossali,
situazioni di grave emergenza.
Poi, mi permetto di sottolineare un fatto: nel gennaio 2006 era
in corso l'esame della finanziaria ed era stato presentato un
emendamento per le Fiere di Palermo e di Messina, per pagare i
debiti dei due enti. Nel 2007 è stato presentato lo stesso
emendamento, ed ancora nel 2008; siamo nel 2009 e si mettono ancora
una volta in bilancio un milione di euro per il pagamento dei
debiti della Fiera di Palermo e 350 mila euro per il pagamento di
debiti della Fiera di Messina; 100 mila euro di contributo
straordinario per la Fiera di Palermo. Arriviamo a circa un milione
e mezzo di euro che, per cinque anni, fanno sette milioni e mezzo.
Il problema che si deve porre la Regione in questo frangente è:
come sono stati spesi questi soldi? Qualcuno ha effettuato i
controlli? Oppure, mentre la Sicilia è in un momento di crisi
particolare, di crisi occupazionale, e non si possono fare
investimenti né nella Regione né negli enti locali, noi continuiamo
a consentire che chi ha sperperato le somme sia premiato
impunemente?
E'questa la domanda che io pongo al Governo Non è possibile che
ogni anno si ripresenti lo stesso emendamento come se fosse una
cosa permanente
D'altra parte, penso che la situazione attuale, onorevole
Assessore, mi rivolgo a lei perché è qui presente, impone
immediatamente che si comincino a spendere le somme dei fondi
2007/2013.
Guardate che la situazione in Sicilia è molto grave. Noi abbiamo
un bilancio legato al FAS nel senso che tutte le iniziative
lodevoli che vi possono essere in finanziaria sono legate a questo
fondo Se avessimo approvato il bilancio entro il dicembre 2008,
noi avremmo ottenuto sicuramente di non essere ostaggio del Governo
nazionale.
La Sicilia è in una situazione drammatica dal punto di vista della
sopravvivenza: gli artigiani non sanno più cosa fare, le piccole
imprese stanno chiudendo, le grandi imprese non investono più, gli
enti locali sono in una situazione critica dal punto di vista
economico.
In questa situazione l'erogazione del credito è bloccata. In
questo momento il credito in Sicilia, Assessore per il bilancio,
non ha aiutato la ripresa dell'Isola. Le banche non hanno la
volontà di erogare il credito a chiunque: per una pratica di
credito dell'Unicredit - di cui fa parte anche il Banco di Sicilia
e nella cui fondazione c'è la Regione Sicilia -, passano, quando
va bene, con garanzie enormi rispetto a quelle che possono essere
CRACOLICI. Signor Presidente, l'onorevole Laccoto vuole rivolgersi
alla maggioranza, ma non c'è nessuno
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, continui tranquillamente.
LACCOTO. E allora, dicevo, in questa situazione - perché credo
che le situazioni di interesse generale, e qui siamo abituati
ognuno ad operare nel bilancio con emendamenti che possono essere
sì di interesse particolare ma anche di interesse generale, ma
perdiamo di vista la situazione drammatica in cui versa la Sicilia
-, in queste condizioni ritengo sia urgente, improcrastinabile,
mettere mano ai fondi 2007/2013. Non vorrei che anche questi
diventassero merce di scambio per le prossime elezioni europee.
Mentre la Sicilia muore noi diamo ancora illusioni, così come è
stato fatto, a migliaia e migliaia di precari che continuano ad
aumentare ad ogni finanziaria: c'è una tipologia di precari che, ad
ogni finanziaria, aumenta, si moltiplica
Già nell'esercizio provvisorio erano state inserite una serie di
proroghe: trovo in questa finanziaria almeno altre dieci tipologie
di precari.
Io dico che è giusto dare sostegno ai precari, ma è giusto
cominciare a fare un discorso di stabilizzazione, specialmente per
quei precari che ormai si trovano ad essere tali da oltre venti
anni, penso ai precari degli enti locali e penso, quindi, che
bisogna immediatamente sbloccare i fondi 2007/2013.
Credetemi, questa paralisi porta ad una situazione di povertà.
Noi, forse, non ci accorgiamo qui di quale sia il clima
all'esterno, di una società, delle famiglie, di imprese che non
possono più sopravvivere per la crisi di liquidità. Oggi viene
meno la liquidità, gli enti locali non pagano perché la Regione non
paga e gli artigiani non sono pagati.
E allora, Assessore, io mi permetto di fare una proposta.
Ho visto che si vuole operare la certificazione dei crediti, bene.
Io credo che lei potrebbe qualificare questo bilancio facendo una
proposta seria: la certificazione dei crediti deve valere anche ai
fini del pagamento delle imposte. Le spiego qual è il meccanismo.
Oggi ci sono imprese, artigiani che vantano dei crediti nei
confronti degli enti locali della Regione, però sono obbligati, nel
frattempo, a versare le tasse agli enti locali, alla Regione ed
allo Stato e non possono operare senza avere il documento unico di
regolarità contributiva (DURC).
Quindi, da una parte, si obbligano le imprese, i commercianti,
chiunque, ad avere il DURC in regola e, quindi, a pagare
regolarmente le tasse e le imposte; dall'altra parte, invece,
questi commercianti e queste imprese aspettano mesi o anni per
poter incassare i loro crediti.
Se noi riuscissimo, con la certificazione dei crediti, fatta per
altre vicende, ad istituire anche la certificazione per la
compensazione delle spese di imposta, sicuramente creeremmo un
circuito virtuoso per gli artigiani, le piccole imprese, le grandi
imprese, che non possono più partecipare nemmeno alle gare
nazionali perché non sono in regola con il DURC e daremmo loro, per
lo meno, un minimo di speranza.
Questo è un sistema che, insieme alla certificazione del DURC,
con una apposita convenzione fatta tra Regione, INAIL, INPS ed
altri enti, potrebbe portare sicuramente a dei benefici e si
sbloccherebbe la crisi delle piccole imprese, degli artigiani e
dei commercianti.
Onorevole Assessore, Le sottopongo un emendamento a mia firma che
affronta questa questione; però sarebbe più opportuno che fosse il
Governo a presentare questo emendamento che sicuramente
riqualificherebbe il bilancio e la finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare
solo una dichiarazione perchè credo che, sul piano del merito,
l'intervento del collega Galvagno abbia esplicitato in maniera
esaustiva le argomentazioni. Voglio fare una dichiarazione nel
senso che le ragioni politiche ed anche il merito che è stato
illustrato dal collega Galvagno sono più che sufficienti a
esplicitare le posizioni del Partito Democratico rispetto a questa
che è - lo voglio dire - un'occasione mancata.
E' la prima legge finanziaria dove non c'è un'anima e quel poco di
anima che c'è è grazie al fatto che, anche su nostra iniziativa,
abbiamo chiesto ed ottenuto che contenesse alcune misure anticrisi.
Ma se non avessimo avuto questo, sinceramente non avrei saputo
qualificare questa finanziaria.
Nelle scorse legislature c'era un detto: la finanziaria di rigore
e di sviluppo. Era un gioco lessicale che voleva dire tutto ed il
contrario di tutto, era un classico con il quale, nella precedente
legislatura, il precedente Governo ad ogni finanziaria diceva che
era di rigore e di sviluppo', ma entrava come norma di
contenimento ed usciva come norma di spesa
Questo era il senso delle finanziarie precedenti.
Qui la finanziaria non è entrata come norma di rigore, né si
capisce dove andremo a parare. Lo dico con molta nettezza: questa
era l'occasione per liberare la Regione di alcuni corpi inutili che
costano tanto e non producono nulla, mi riferisco a tutti quegli
enti inutili, a tutte quelle società che sono state costruite, a
quelle scatole cinesi di cui è disseminata la Regione e che costano
tanto: si pagano consiglieri d'amministrazione, indennità,
prebende, uffici, telefoni, ma non si capisce quale siciliano, se
non i diretti interessati, benefici di tali istituzioni.
Era un'occasione: bastava scrivere una norma per la quale, ad
esempio, gli Istituti autonomi case popolari sono sciolti e si
costituiscono due agenzie per la casa in Sicilia. Bastava scrivere
una norma secondo la quale gli undici consorzi di bonifica, che
costano tanto ai siciliani, sono sciolti e si istituiscono due
consorzi di bonifica, uno ad oriente e l'altro a occidente.
Bastava scrivere un articolo di un rigo e l'Ente di sviluppo
agricolo, ente inutile, viene sciolto; bastava scrivere un articolo
recependo la norma nazionale che prevede che i consiglieri dei
collegi dei garanti o collegi dei revisori, nei comuni sotto i
15.000 abitanti, siano composti da un solo revisore. Avremmo
risparmiato così i due terzi dei costi che oggi gravano sugli enti
locali. Bastava fare poche cose per dare il segno e la cifra di una
finanziaria che si poneva l'obiettivo, non solo di risparmiare, ma
di riformare questa Regione. Di riformarla Qui non c'è un'idea di
riforma; c'è un'idea - ed è la ragione per la quale siamo arrivati
a fine aprile - di gestire l'esistente.
Ed è uno degli altri errori per i quali oggi noi siamo qui - lo
dico all'assessore che, in altre occasioni, ha avuto modo di
sentire le mie riflessioni -: avere fatto la scelta dell'esercizio
provvisorio per quattro mesi. E' stato un grave errore politico da
parte del Governo con se stesso Avere deciso di mettersi nelle
mani di Berlusconi, di dipendere da Tremonti piuttosto che da
Fitto, di fare discendere le scelte amministrative e politiche di
questa Regione dalla dialettica interna al Partito delle Libertà,
tra Schifani e Micciché, significa avere reso prigioniera la
Sicilia
Posso dire con molta serenità che, se dovevamo fare un mutuo di
650 milioni di euro, se dovevamo utilizzare un avanzo di 1.367
milioni di euro, se dovevamo utilizzare la valorizzazione degli
immobili, che sappiamo essere un'entrata cartacea, c'era bisogno di
approvare l'esercizio provvisorio per quattro mesi? Non potevamo
fare tutto questo lo scorso dicembre?
Avremmo dato certezza, sul piano finanziario, all'attività di
questa Regione e, forse, assessore Cimino, avremmo liberato il
Governo e lei, assessore per il bilancio e le finanze, dal ricatto
in cui oggi sta per essere schiacciata e cacciata la nostra Regione
nei giochi della politica di Palazzo del centro-destra che governa
l'Italia.
Tutto questo è la fotografia dei mesi persi e del fallimento
strategico. Ripeto, siamo all'inizio della legislatura e ne è lo
specchio quest'Aula. La finanziaria ne è un momento - permettetemi
di fare, in questa occasione, il deputato un po' più anziano di
esperienza -, la finanziaria, per chi è all'inizio della
legislatura, è il modo per imparare a fare il deputato; é
l'occasione per capire che cosa è la Regione. Io vedo, invece, il
disinteresse dei colleghi deputati a provare a capire la Regione.
E' come se fossimo alla fine della legislatura, dove tutti sono
presi dalla campagna elettorale da fare e, quindi, tutto sommato,
quello che succede, in questo Palazzo ed in quest'Aula, poco
importa sul piano dell'azione politica individuale. Questo è lo
specchio Siamo dentro una vicenda politica che dimostra che questa
maggioranza, assessore Cimino, non è in grado di avere un'idea
condivisa sulle soluzioni da dare ai problemi della Sicilia.
Vedo tanti sorrisi e sorrisetti, tanti atteggiamenti di
sufficienza dietro a questo provvedimento.
Il paradosso qual è? E vengo ad una questione che, lo voglio dire
qui perché credo che i siciliani debbano sapere, mi auguro che sia
stato un errore, anche se agli errori io non ho mai creduto. Quando
vedo una norma il cui incipit è ai fini del contenimento della
spesa chiamo i Carabinieri, perché ho il timore che ci sia un
furto in corso d'opera Ed in nome del contenimento della spesa una
norma stabilisce, di nuovo, che tutti i dipendenti regionali
potranno andare in pensione con il 110 per cento dell'ultimo
stipendio che percepiranno un mese prima di andarsene in pensione.
Ritorna, quindi, una norma che era stata cancellata dal Parlamento
regionale, una norma-vergogna ritorna nella finanziaria, nascosta,
cercando di mitigarla, cercando di dire e non dire, ed è la
dimostrazione, permettetemi, di una finanziaria raccogliticcia ,
che è l'insieme di tante piccole cose senza una visione strategica.
Io mi auguro che il Governo, la maggioranza ed il Parlamento
tutto eliminino questa porcheria. La chiamo così e non la commento
oltre, ma è la testimonianza di una crisi.
Ora faremo il bilancio, c'è pure questa storia del 30 aprile. La
minaccia Che cosa succede se il 30 aprile non si approva il
bilancio? E che succede il primo maggio? Che cosa succederà il
primo maggio? Faremo questo bilancio con la pistola puntata alla
tempia, molti deputati voteranno perché ci sono sempre i rischi. Ma
poi ci saranno le elezioni europee e, quindi, ci daremo un altro
rinvio ed è passato un anno. Un anno perso
E' chiaro, assessore Cimino, mi rivolgo a lei, ma parlo a
suocera perché nuora ascolti.' Lei pensa che il Governo e la
maggioranza siano in grado di continuare in questo stato comatoso
in cui rischiano di cacciare la Sicilia e i siciliani?
Credo che questa, sono pronto a scommettere, sia l'ultima
finanziaria: è l'ultimo bilancio di questo Governo, così come è
fatto. Questo Governo, così come è fatto, non è grado di reggere,
non è in grado di darsi una sfida condivisa. E allora a questo
punto facciamo in fretta.
Se così deve essere, se è per il bene dei siciliani,
l'approvazione di questo bilancio potrà aiutare a liberarci di
questo Governo, così come è fatto. A questo punto anche noi
contribuiremo a fare in fretta perché prima ci liberiamo di questo
Governo, delle sue divisioni, dei suoi scontri, prima la Sicilia
potrà affrontare i problemi che sono dinanzi a noi, di sviluppo, di
rilancio, di come affrontare la crisi con strumenti idonei,
concreti - noi ci abbiamo provato in questa finanziaria -; sappiamo
bene, e concludo, noi siamo qui a fare proposte, ma anche le
migliori proposte che possiamo fare hanno un limite perchè la
gestione è in mano ad altri.
C'è un corto circuito che rischia di determinarsi tra l'idea che
ispira una proposta e chi la gestisce, perché molto spesso chi è
chiamato a gestire la risposta non crede alla proposta che è stata
fatta.
Un esempio per tutti: abbiamo proposto i cantieri di servizio,
abbiamo presentato una mozione e, successivamente, un emendamento
al testo per dire quale era la nostra idea di cantiere di
servizio'; prima tra tutti, non solo uno strumento che desse una
risposta immediata al problema di chi perde il lavoro, di chi non
ha un reddito, di dare una mano di aiuto, ma soprattutto di
introdurre il principio dell'automatismo, ed il principio secondo
il quale nessuno in Sicilia deve chiedere con il cappello in mano
qualcosa a qualcuno, all'assessore di turno.
Ebbene, anche su questo c'è stato il tentativo mellifluo di
trasformare anche i cantieri di servizio - che devono essere
strumenti per dare una risposta a chi ha un problema, e lo ha oggi
e non domani -, di farli diventare uno strumento che si può
concedere o meno a seconda da dove vieni e a quale provincia
appartieni, di quale corrente fai parte, perché in Sicilia la
categoria del diritto è legata esclusivamente all'appartenenza,
soddisfi il tuo diritto se sei appartenente a qualcuno'.
Questa è la cultura, ecco perché siamo preoccupati.
Abbiamo approvato le norme sulla ristrutturazione degli alloggi,
sul piano dell'edilizia economica e popolare, sul piano dei
cantieri-scuola, abbiamo introdotto novità sostanziali. Temiamo,
però, che quando tali norme dovranno poi essere gestite possa
prevalere l'altra idea, quella dell'annacamento, che è una
categoria tutta siciliana, intraducibile, l'annacamento della
politica.
Il mio intervento vuol essere una dichiarazione, e non un
intervento di merito, una dichiarazione politica fatta ad una
maggioranza che in Aula non c'è, tranne rare o poche eccezioni. E
quindi non mi rivolgo ai presenti
CAMPAGNA. I migliori
CRACOLICI. I migliori appartengono ad una categoria dello spirito,
onorevole Campagna. Quindi, ad una maggioranza che non c'è in Aula,
non c'è in Sicilia, e nessuno può pensare di governare la Sicilia
senza avere una maggioranza che lo sostiene. Ecco perché credo che
ci sia bisogno di un chiarimento politico profondo che serva a
liberarci dalla palude che è la condizione in cui oggi siamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati che intendano
iscriversi a parlare, a farlo entro la fine dell'intervento
dell'onorevole Lupo.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
vorrei preliminarmente richiamare l'appello fatto dall'onorevole
Speziale durante il suo intervento ritenendolo assolutamente
importante, determinante, fondamentale per confermare la volontà di
questo Governo, della maggioranza, di tutto il Parlamento siciliano
di contrastare con ogni determinazione la lotta alla criminalità
organizzata ed alla mafia. Non è possibile che si sia approvata una
legge antimafia solo per farne uno spot elettorale e, quindi, è
assolutamente necessario rifinanziare questa legge.
A conferma della necessità del rifinanziamento della legge vorrei
richiamare all'attenzione di tutti quanto appreso oggi dalla
cronaca: il tentativo di alcuni mafiosi di eliminare il sindaco di
Gela, Rosario Crocetta. Fatto estremamente grave che ci tocca da
vicino. A Rosario Crocetta penso che vada la solidarietà non solo
mia personale e del Gruppo del Partito Democratico, ma dell'intero
Parlamento siciliano.
Quindi, invito il Governo a valutare con ogni attenzione
l'esigenza di rifinanziare la legge 15 del 2008 in maniera
adeguata, tenendo conto degli emendamenti che arriveranno e che
saranno presentati, in particolare dal presidente della Commissione
antimafia, e che io personalmente intendo sottoscrivere.
Diceva bene, prima di me, l'onorevole Galvagno nella sua pregevole
relazione: questa finanziaria è ispirata ad un documento di
programmazione economico-finanziaria ormai superato dal tempo, dai
fatti; un documento di programmazione economico-finanziaria nato
male e vissuto peggio, che non ha tenuto minimamente conto della
crisi economica che nel frattempo ha travolto la Sicilia, l'Italia,
di fatto l'intero mondo sviluppato, che sta colpendo la popolazione
mondiale.
Questa finanziaria è inadeguata perché non affronta misure
efficaci di contrasto alla crisi e le poche misure di contrasto
alla crisi che contiene le deve, innanzitutto, alle proposte
avanzate dal Partito Democratico, grazie alle mozioni che sono
state presentate ed approvate in quest'Aula.
Veniva anche richiamata l'assoluta necessità di attivare quanto
prima le risorse del ciclo comunitario 2007/2013. Siamo ormai alla
fine di aprile 2009 e non un solo euro delle risorse comunitarie
del ciclo 2007/2013 è stato speso per lo sviluppo strutturale della
nostra Regione. La legge sui regimi di aiuto non è ancora stata
approvata.
Il Governo ha il dovere di fare di tutto per recuperare questi
ritardi, ma non mi pare di cogliere da parte sua alcuna volontà,
alcuna attenzione rispetto all'esigenza di recuperare i ritardi
accumulati per lo sviluppo della Sicilia, ritardi che purtroppo la
Sicilia sta pagando in maniera pesante.
Altrettanto e peggio si può dire della ormai telenovela, non so se
chiamarla così, che riguarda il fondo per le aree sottoutilizzate.
Tutti i giorni apprendiamo dalla stampa di un nuovo scontro
all'interno della maggioranza o di un nuovo scontro, addirittura
istituzionale, tra la Regione e il Governo nazionale sulla mancata
assegnazione e sul mancato trasferimento di somme del Fondo per le
aree sottoutilizzate da parte del Governo nazionale alla Regione.
Credo che tutto ciò sia estremamente grave.
Per questa manovra di bilancio il Governo sarà costretto ad
attivare un nuovo mutuo con costi significativi che ricadranno
sulla Sicilia per il pagamento degli interessi passivi quando, di
fatto, invece, la Regione siciliana è creditrice nei confronti del
Governo nazionale di risorse che le sono dovute per lo sviluppo
strutturale, per lo sviluppo e la crescita del territorio
siciliano.
Il Governo regionale ha il dovere di fare chiarezza, di venire in
Aula e riferire esattamente come stanno le cose. Mesi fa fu
discussa una mozione, presentata dal Partito Democratico, sui Fondi
per le aree sottoutilizzate e il Governo, in quella occasione
rappresentato dal vicepresidente onorevole Bufardeci, si è
riservato di tornare in Aula per fornire maggiori chiarimenti
rispetto allo stato delle cose, rispetto al perché questo fondo per
le aree sottoutilizzate di fatto non arrivi in Sicilia condannando,
ancora una volta, la nostra Regione ad accumulare ritardi negativi
sul piano dello sviluppo. Nel frattempo, seguitiamo ad assistere a
continui annunci da parte del Governo regionale e a nuovi scontri
che si aprono all'interno della maggioranza. Voglio citarne solo
alcuni.
Il Piano casa: abbiamo letto di un disegno di legge sul Piano casa
presentato dalla maggioranza, e solo qualche giorno dopo abbiamo
letto di un secondo disegno di legge sul Piano casa che sarebbe
stato presentato dal Governo regionale.
Di fatto, si ripropone la vicenda della riforma sanitaria che ha
fatto perdere mesi e mesi di discussione a questo Parlamento
creando fratture enormi all'interno della maggioranza per poi
partorire una riforma che, francamente, si poteva fare in venti
giorni e che è durata nove mesi solo per le lungaggini dovute allo
scontro interno alla maggioranza che sostiene il Governo.
Anche per il Piano casa, di due disegni di legge non si riesce a
portarne avanti neanche uno e, ancora una volta, questo continua a
generare una lentezza che poi si scarica negativamente sullo
sviluppo, sull'occupazione e, soprattutto, con effetti negativi
sulla popolazione siciliana.
Un'altra vicenda strettamente connessa allo sviluppo, di cui
sarebbe stato bene tenere conto per i riflessi economici anche in
seno alla finanziaria, è quella che riguarda il piano energetico
regionale; il costo dell'energia è uno dei costi principali che
incide sulla struttura produttiva della nostra Regione e ormai, di
fatto, è fortemente influenzato anche dai costi di trasporto.
In Sicilia il costo del trasporto dell'energia elettrica è tra i
più alti d'Italia e questo crea svantaggi veri per gli operatori
economici della nostra Regione. Centinaia di milioni di euro per
investimenti sono fermi e riguardano il potenziamento ed il
miglioramento della rete ad altissima tensione (la chiusura del
cosiddetto anello ad alta tensione della Sicilia); questi
investimenti sono fermi per mancanza di autorizzazione.
Sbloccare queste autorizzazioni potrebbe attivare misure vere di
sviluppo, l'apertura di cantieri, la creazione di nuova manodopera,
il miglioramento della capacità di trasmissione delle nostre reti
elettriche e, conseguentemente, l'abbattimento del costo
dell'energia elettrica con vantaggi economici notevoli dei nostri
operatori per tutte le imprese siciliane.
Rispetto a questo il Governo regionale è disattento; anzi,
leggiamo puntualmente di nuove e inutili polemiche tra l'assessore
per il territorio e l'assessore per l'industria.
Il Presidente della Regione faccia chiarezza, faccia sintesi,
abbia la serietà di mostrare tutto il suo impegno nel mettere a
punto una posizione che sia la posizione del Governo siciliano, una
posizione chiara che possa rappresentare un passo in avanti per la
realizzazione di un corretto piano energetico per la crescita della
Sicilia.
Rispetto ai temi dello sviluppo manca una visione di insieme.
Vorrei fare un altro esempio: si parla del Piano rifiuti ed anche
qui leggiamo di nuove e inutili polemiche sulla questione degli ATO
rifiuti all'interno della stessa maggioranza, ma non si tiene
minimamente conto della stretta interrelazione esistente tra i
termovalorizzatori, di cui si discute a proposito del piano di
smaltimento dei rifiuti, ed il piano energetico regionale.
I termovalorizzatori producono energia elettrica che deve essere
immessa in rete, e di questa non si tiene minimamente conto come se
fossero sistemi isolati indipendenti, come se da una parte si
potesse affrontare il tema energetico in maniera scollegata e
slegata rispetto all'opportunità che potrebbe essere offerta dalla
capacità produttiva in termini energetici dei termoutilizzatori,
che certamente vanno valutati nel più assoluto rispetto alla tutela
dell'ambiente ed alla salute dei cittadini.
In questo si misura l'incapacità del Governo di guardare ad un
disegno di insieme e di sviluppo della nostra Regione e tutto
questo perché il governo Lombardo non ha un progetto di sviluppo
della Sicilia, così come è stato detto dall'onorevole Cracolici
nell'intervento che mi ha preceduto.
In tutto questo abbiamo perso altri quattro mesi, siamo qui oggi a
discutere di una finanziaria che si poteva fare nel mese di ottobre
- novembre del 2008; quattro mesi di esercizio provvisorio hanno
peggiorato le già difficili condizioni economiche del tessuto
produttivo della Sicilia, hanno peggiorato le già gravi condizioni
occupazionali della nostra Regione che misura tassi di
disoccupazione elevatissimi, tra i più alti in Italia, addirittura
per quanto riguarda la disoccupazione giovanile il 37,2 per cento,
il tasso più alto d'Europa.
Un fatto veramente vergognoso che meriterebbe tutto l'impegno non
solo della maggioranza ma dell'opposizione; uno sforzo comune,
serio, forte per ricreare quelle condizioni di sviluppo e di
crescita tali da generare opportunità di lavoro, vero lavoro
produttivo che possa anche rappresentare un'opportunità per tutti
coloro che oggi, purtroppo, devono accontentarsi di un lavoro
precario, ma che di lavoro precario non vogliono vivere, alla
ricerca invece di un lavoro vero e stabile per creare per loro e
per le loro famiglie la dovuta serenità di vita.
In tal senso abbiamo presentato alcuni emendamenti alla
finanziaria e ci auguriamo possano essere valutati con serietà da
parte del Governo, emendamenti che guardano alla condizione di
difficoltà delle famiglie - si misura un tasso di povertà in
crescita delle famiglie siciliane - ed emendamenti che guardano con
attenzione alle esigenze produttive delle imprese.
Noi proponiamo una norma con la quale, di fatto, si creerebbe una
condizione di vantaggio e di sviluppo per le imprese riducendo la
base imponibile sulla base della media del biennio 2007-2008. A
questo non seguirebbe alcuna perdita di gettito tributario; anzi,
eviteremmo la chiusura di imprese che non riescono più a stare sul
mercato siciliano, le quali chiudendo vanno sì a determinare un
calo del gettito tributario in favore delle casse della Regione
siciliana.
Leggevamo pochi giorni fa che oltre duemila imprese siciliane
hanno cessato la loro attività nel corso dell'ultimo anno. E' un
fatto estremamente grave, e non pensiamo solo alle duemila imprese
che hanno cessato l'attività, ma a tutti coloro che, purtroppo,
conseguentemente hanno perso il proprio lavoro. Un fatto
assolutamente deprecabile.
Altro tema che ci auguravamo trovasse la dovuta attenzione, e
invece ci sembra assolutamente dimenticato dal Governo regionale,
riguarda l'anno formativo del 2009. Brevemente dico - non è questa
la sede - che bisognerebbe trovare le migliori risorse per la
formazione professionale dei giovani. E, invece, circa 30.000
giovani quest'anno non hanno ancora avuto l'opportunità di iniziare
i corsi di formazione professionale perché questo Governo, in un
nuovo ennesimo scontro interno alla maggioranza, non è stato in
grado di avviare l'attività corsuale per la formazione
professionale per l'anno 2009, lasciando a casa perfino i ragazzi
che avrebbero dovuto frequentare i corsi per il completamento
dell'obbligo formativo, così finendo, di fatto, in evasione e in
dispersione scolastica. Un fatto di estrema gravità.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Ha facoltà di
parlare l'Assessore per il bilancio e le finanze, onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sicuramente oggi, venerdì 24 aprile, inizia la
discussione della nostra finanziaria regionale e del nostro
bilancio. Ed inizia in un periodo difficile per l'economia
internazionale, per l'economia nazionale ed anche per l'economia
della nostra Regione. Proprio per questo, questa finanziaria e
questo bilancio devono poter avere dei connotati di responsabilità,
come ha ribadito l'onorevole De Luca, e devono poter puntare ad una
ricostruzione di un bilancio della Regione siciliana che, negli
anni, è stato saccheggiato, per rilanciare l'economia della nostra
Terra. Responsabilità per ricostruire e per rilanciare.
E questa vuole poter essere una finanziaria, ed un bilancio, che
dà l'opportunità al Parlamento regionale di avere un ruolo principe
nella condivisione delle scelte, a volte difficili, ma sicuramente
che possono incidere vivamente per la ricostruzione della nostra
economia.
Con questo bilancio abbiamo voluto creare le condizioni per dare
al Parlamento la grande opportunità che in passato non era mai
stata data, di avere nel bilancio quelle spese per investimenti che
i fondi comunitari di Agenda 2007-2013 devono e possono determinare
per il nostro territorio.
E' vero, i bandi, tranne quelli per l'industria, meritano di
essere immediatamente attivati. Il Governo ha fatto la propria
parte, so anche che la Commissione Bilancio ha da tempo esitato il
disegno di legge sui regimi di aiuti, testo che è già pronto per
l'esame d'Aula e che spero immediatamente, subito dopo la
trattazione della finanziaria e del bilancio, possa essere
esaminato. Testo importante per dare seguito alla pianificazione
dei fondi comunitari che sono inseriti nel bilancio della Regione
siciliana, perché è bene che il nostro bilancio abbia la
trasparenza e la chiarezza di chi deve poter programmare non
soltanto le risorse proprie della Regione, ma anche le risorse
proprie di fondi europei e le risorse proprie di fondi nazionali.
Proprio per questo abbiamo anche iscritto in bilancio il FAS,
fondo per le aree sottoutilizzate, attivando un percorso che darà
alla nostra Regione 4.093 miliardi che sono iscritti in bilancio,
perché già stanziati e già istruiti. I nostri progetti daranno
vita ad iniziative serie per il territorio con spese per
investimenti e chi bene avrà il piacere di approfondire e leggere
il testo noterà che non vi sono spese correnti.
Con questi fondi vogliamo istituire il fondo per la legge
anticrisi con 125 milioni, creando le condizioni che l'Assemblea
regionale vorrà stabilire direttamente esaminando i testi che
verranno presentati e dando la giusta rilevanza alle Commissioni di
merito per approfondirli, creando dei capitoli organici per dare
forza a questa legge, che è una legge che trova delle risorse
vincolate che il Parlamento potrà programmare.
La legge finanziaria che facciamo é sicuramente collegata a quel
percorso di legge anticrisi, che vuole dare comunque già dei
segnali forti per il territorio nel settore dell'agricoltura, nel
settore dei lavori pubblici e dell'emergenza sociale, che rimette
in sesto ciò che in passato era stato abbandonato, come il fondo di
quiescenza o il trattamento di fine rapporto per i lavoratori a
tempo determinato.
Attiviamo i fondi di progettazione e, onorevole Cracolici,
ribadendo la volontà di questo Governo di riformare quei settori
che, di fatto, hanno dato un certo posto ed un certo peso alle
casse della Regione, in via di urgenza speriamo proprio che questo
Parlamento possa anche dare una mano forte per la risoluzione
delle problematiche degli ambiti territoriali ottimali, degli ATO
rifiuti.
Abbiamo voluto anche dare un significato alle politiche del
credito con il microcredito e, attivando la cessione dei crediti
per dare certezze alle imprese, coinvolgendo - anche in questo caso
- le iniziative riguardanti l'intervento per la crisi finanziaria
dei comuni, volendo in questo senso mettere grande attenzione per
il recupero dei centri storici e per il recupero dell'edilizia sia
abitativa che la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Sicuramente abbiamo, perché era cosa necessaria, inserito un
articolo che consentisse le proroghe per i nostri lavoratori.
Lavoratori che non devono essere, ancora oggi, accostati a false
stereotipizzazioni, e definiti come parassiti dell'amministrazione
regionale. Noi no Abbiamo voluto - e l'abbiamo anche ottenuto,
possono dirvelo - creare dei progetti che daranno l'opportunità,
grazie a questi nostri lavoratori - che ormai hanno una grande
esperienza nell'ambito della pubblica amministrazione regionale,
sebbene lavoratori a tempo determinato -, di servire
l'amministrazione per creare progetti di investimento, per creare
progetti che in economia daranno, nel nostro territorio,
sicuramente benefici indispensabili.
Questa finanziaria è una finanziaria che a noi darà l'opportunità
di confrontarci, darà l'opportunità probabilmente anche di
scontrarci, ma che deve soprattutto avere la grande forza di dare
alla nostra Regione una legge che possa non solo rispondere alle
istanze immediate del territorio ma, subito dopo, collegare questa
legge alla legge anticrisi, che è stata più volte richiesta dalle
parti sociali, e sulla quale il Governo vuole creare le condizioni
per una grande condivisione da parte delle forze parlamentari.
Il lavoro fatto dalla Commissione Bilancio - ringrazio i
parlamentari, sia il relatore di minoranza sia il Presidente della
Commissione - è stato un lavoro difficile. Io mi permetto di
ringraziare i colleghi dell'Assemblea regionale siciliana per
essere qui oggi, consapevoli del difficile ruolo e del difficile
mandato, in questo periodo, di attivazione di misure anti-crisi che
possono dare risposte immediate al territorio.
Il Governo sicuramente recepisce il grido di allarme del
presidente della Commissione Antimafia e farà in modo di finanziare
quella legge; ma lo facciamo senza alcuna polemica, lo facciamo
senza alcuna strumentalizzazione. Sappiamo, e siamo certi, che in
questo momento in Sicilia vi sono tante emergenze e chiediamo ai
colleghi parlamentari di fare in modo di discutere ed approfondire
insieme queste emergenze per dare copertura e rassicurazione a
tutte le emergenze siciliane, condividendo anche i tempi per le
realizzazioni di questo periodo.
Noi non volevamo continuare a perseguire l'iniziativa dei mutui
per finanziare le spese in conto capitale della nostra Regione, non
volevamo proprio perché la Regione siciliana non si rassegna a
vincere una battaglia, che è una battaglia di diritto per dei fondi
e delle risorse che sono della Regione, per dei fondi e delle
risorse che sono state programmate e istruite correttamente.
Noi abbiamo voluto creare le condizioni perché si faccia chiarezza
sulle risorse liberate dei fondi di Agenda 2000-2006 e si possa
fare chiarezza anche sugli interventi e sugli accordi di programma-
quadro siglati con i fondi FAS della passata legislatura.
Oggi abbiamo sicuramente l'opportunità di intervenire sulle leggi
che verranno attenzionate, daremo sicuramente copertura anche alle
problematiche relative alle emergenze del territorio ed a quelle
della protezione civile, sebbene sia stato già avviato un
protocollo con il Ministero e con il Dipartimento nazionale di
protezione civile per finanziare una serie di interventi che sono
già iscritti nei capitoli del piano di attuazione dei fondi FAS. Ma
capisco che, se vi sono alcune emergenze immediate nei territori,
daremo copertura anche per la protezione civile per quei paesi che
vivono situazioni di grave disagio.
Vi è la piena disponibilità ma, nello stesso tempo, vi è anche la
necessità di chiedere a tutti voi di realizzare un lavoro che sia
coerente con l'impegno che vogliamo darci.
Proprio per questo chiedo al Presidente dell'Assemblea regionale
di fare in modo di stralciare, se possibile, per rinviare a
successivi atti legislativi la materia della sanità, la materia del
personale e la materia dell'urbanistica. Ritengo che possa
rappresentare l'opportunità di darci un criterio per
l'organizzazione dei nostri lavori ma, soprattutto nella legge
anticrisi che, spero tanto, possa collegarsi alla legge sui regimi
di aiuto - già in Aula perché esitata dalla Commissione Bilancio -,
si possa lavorare unitamente a queste due iniziative legislative
che troveranno sicuramente nel piano di attuazione dei fondi FAS,
nella finanziaria e nel bilancio gli strumenti, non soltanto per
dare la copertura, ma soprattutto per creare quelle iniziative che
sono volute dall'Europa e dall'intero nostro Paese.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ricordo ulteriormente che il termine per la
presentazione degli emendamenti scadrà domani, sabato 25 aprile
2009, alle ore 13.00.
La seduta è rinviata a lunedì, 27 aprile 2009, alle ore 10.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011»
(249-327/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
2) «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009»
(250/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 17.33.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli