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Resoconto d'Aula della Seduta n. 84 di venerdì 24 aprile 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  il Presidente do il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Beninati,   Fiorenza,
  Bonomo,  De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Marziano, Panarello,
  Panepinto,   Picciolo,  Raia,  D'Agostino,  Termine,   Barbagallo,
  Colianni,  Minardo,  Ammatuna,  D'Asero,  Scammacca  della  Bruca,
  Bonomo,  Gennuso,  Romano,  D'Antoni,  Vinciullo  e  Scilla  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   in  data  25  febbraio  2000, a causa di una  fuga  di  gas,  una
  violentissima   esplosione  distrusse  totalmente  una   palazzina
  condominiale ubicata a Noto (SR), via F. Maiore 15, ci furono  una
  vittima  e  numerosi  feriti; tutti gli  appartamenti  risultarono
  inagibili e le famiglie dovettero essere alloggiate altrove;

   in atto l'immobile è stato demolito nelle parti irrecuperabili  e
  sta per iniziare l'opera di ricostruzione che va ben oltre i costi
  rimborsabili della polizza assicurativa;

   considerato che:

   in  data 5 luglio 2000 codesto Assessorato, accogliendo l'istanza
  del  Comune  di  Noto, con decreto n. 388, concesse un  contributo
  straordinario  di  lire  1  miliardo per  la  copertura  di  spese
  straordinarie  per particolari necessità non sostenibili  con  gli
  ordinari mezzi di bilancio del Comune;

   presso atto che il decreto assessoriale limitava l'uso dei  fondi
  ad   interventi  socio-assistenziali,  pubblici  servizi  o  spese
  obbligatorie  e che escludeva tassativamente ogni spesa  in  conto
  capitale,  ma  che,  invece,  il capo condomino  dell'immobile  ha
  richiesto  l'erogazione delle somme residue e di quelle ancora  da
  stanziare  quale  contributo anche per fare  fronte  ai  costi  di
  ricostruzione  dell'immobile, come avvenuto in  casi  analoghi  in
  altre città del Paese;

   ritenuto  che tale richiesta pare perfettamente coerente  con  le
  prescrizioni del decreto assessoriale n. 515 del 2000;

   per sapere se non ritenga di autorizzare il sindaco del Comune di
  Noto  ad  utilizzare  i fondi già stanziati in  virtù  del  citato
  decreto assessoriale n. 388 del 2000 e quelli ancora da stanziare,
  per  erogare  ai condomini contributi straordinari allo  scopo  di
  alleviare  gli  ingenti costi di ricostruzione e  consentire  così
  alle famiglie di rientrare nelle loro abitazioni». (574)

                                                            MARZIANO

   «Al  Presidente  della  regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'assemblea  consortile del Consorzio autostrade siciliane  (CAS)
  con  deliberazione  n.  16/AS del 30 marzo  2009  ha  approvato  a
  maggioranza  e  nonostante  il parere negativo  del  collegio  dei
  revisori, il bilancio consuntivo 2007;

   nel mese di dicembre 2008, in comunicati ed interviste apparsi su
  numerosi  media regionali e nazionali, il presidente  del  CAS  ha
  denunciato  un  ammanco di circa 12 milioni di euro, determinatosi
  negli   anni   precedenti  ed  addebitabile  a  responsabilità   o
  dell'amministrazione   del  CAS  o  di  un  prestigioso   istituto
  bancario;

   considerato che:

   a  seguito  delle  clamorose,  ancorché  irritali,  dichiarazioni
  pubbliche del Presidente, la magistratura ha avviato un'indagine;

   in   questo  contesto,  l'esame  e  l'approvazione  del  bilancio
  consuntivo  2007 ha assunto una particolare rilevanza,  a  partire
  dalla valutazione del collegio dei revisori;

   il  predetto  collegio, avendo esaminato, si presume  in  maniera
  accurata,   la  documentazione  contabile,  rileva,  nel   verbale
  approvato,  come   l'irregolarità derivi dal  pagamento  di  n.  3
  mandati   emessi  nell'esercizio,  a  fronte  di  residui  passivi
  erroneamente eliminati il 31 dicembre 2005 di pari importo';

   il  parere autorevole del collegio è, in sostanza, che si sia  in
  presenza  di  un  mero errore materiale e non di  un  ammanco  che
  giustifichi l'appostazione in bilancio di un credito di  circa  12
  milioni  di  euro  e,  perciò, suggerisce   l'adozione  di  taluni
  provvedimenti  in  sanatoria  finalizzati  al  riaccertamento  dei
  residui passivi ( ):

   contestualmente  occorrerà provvedere alla  rideterminazione  dei
  risultati iniziali e finali degli esercizi 2005-2006, tenuto conto
  della suddetta rettifica contabile';

   L'esplicita  indicazione dei revisori  non  è  stata  recepita  e
  perciò il collegio, avendo rilevato che la  insussistenza di  tale
  credito comporterebbe la generazione di un componente negativo  di
  reddito che mortificherebbe in maniera consistente il risultato di
  esercizio',  ha espresso, nel verbale n. 6/09 del 20  marzo  2009,
  parere  negativo  all'approvazione, da parte  dell'assemblea,  del
  rendiconto  finanziario chiuso al 31 dicembre 2007 e del  bilancio
  di esercizio chiuso il 31 dicembre 2007;

   nonostante  siffatto parere e l'astensione di  tutti  i  soci  di
  minoranza   preseti,  il  presidente  del  CAS,  detentore   della
  maggioranza delle quote associative, ha proceduto all'approvazione
  del bilancio;

   la  decisione  del presidente è senza precedenti  ed  assume  una
  connotazione  di  particolare  gravità,  essendo   le   quote   di
  maggioranza del CAS di proprietà della Regione;

   dalla   lettura  dei  predetti  verbali  si  trae  la  sgradevole
  sensazione  di  un  amministratore  pubblico  che,  senza   alcuna
  motivazione e perciò con finalità incomprensibili o peggio  ancora
  inconfessabili,  elude il parere motivato di un organo  statutario
  del  CAS  composto  da  professionisti  eletti  dall'assemblea   e
  nominati dalla Regione, dall'ANAS e dal Ministero dell'economia  e
  delle finanze;

   per sapere:

   se  non considerino utile, stante il parere negativo del collegio
  dei  revisori, di non procedere all'approvazione del bilancio 2007
  del CAS;

   se    non    valutino   necessario   predisporre,   urgentemente,
  un'ispezione per verificare l'effettiva situazione finanziaria del
  CAS  ed  in  particolare per accertare se il presunto ammanco  sia
  dovuto, come sostiene il collegio dei revisori, ad un mero  errore
  contabile;

   se,  verificata  l'attendibilità dei fatti sopra richiamati,  non
  ritengano indispensabile procedere al commissariamento del CAS per
  restituire  credibilità e funzionalità al più importante  ente  di
  proprietà   della   Regione,   rassicurare   l'opinione   pubblica
  preoccupata  dalle notizie riguardanti la sottrazione  di  ingenti
  risorse  al  CAS, consentire la regolare approvazione dei  bilanci
  consuntivo  e  di  previsione ed impedire la paralisi  dell'ente».
  (575)

                                                           PANARELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'ANAS,   azienda  che  sta  realizzando  l'autostrada   Catania-
  Siracusa, sta completando i lavori nel tratto che va dal capoluogo
  etneo a Lentini;

   l'apertura  al  traffico veicolare potrebbe  avvenire  entro  due
  mesi,  se  verranno  avviati i lavori di ampliamento  dell'attuale
  ponte  che  passa sul fiume Simeto, così come richiesto dal  Genio
  civile di Catania;

   tali  lavori,  non previsti nel progetto esecutivo  a  suo  tempo
  approvato,  anche dal Genio civile, a quanto è dato  sapere,  sono
  necessari  ed indispensabili per evitare di creare una strozzatura
  sul   medesimo  fiume  che  creerebbe  un  ostacolo  al  passaggio
  dell'acqua,   provocando  un  rigurgito   che   potrebbe   causare
  l'allagamento dell'autostrada in caso di esondazione;

   considerato che:

   questi  lavori,  originariamente non previsti, eliminerebbero  il
  rischio di inondazioni in tutta la zona industriale di Catania, si
  è   posto  il  problema  del  reperimento  delle  ulteriori  somme
  necessarie   alla  realizzazione  dei  lavori  de  quibus,   anche
  attraverso il coinvolgimento economico della Regione siciliana;

   è indubbio che l'apertura del tratto autostradale e l'ampliamento
  del  ponte  sul  fiume Simeto porterebbe enormi  benefici  sia  in
  termini  turistico-economici  che  in  termini  di  sicurezza  per
  l'intera area attraversata dal fiume;

   per sapere:

   che  iniziative intendano intraprendere per venire incontro  alle
  richieste  di  maggiori somme, tenuto conto che detti  lavori  sul
  fiume  Simeto  porterebbero  enormi  benefici  in  tutta  la  zona
  orientale della Sicilia;

   se si intenda coinvolgere una delle tre Università dell'Isola per
  verificare la necessità di questi nuovi ed ulteriori lavori;

   se  si  ritenga opportuno convocare una conferenza  di  servizio,
  alla  presenza dei Prefetti delle Province di Siracusa e  Catania,
  dei  Presidenti  delle Province di Siracusa e Catania,  del  Genio
  Civile di Catania, del Ministero delle Infrastrutture, dei vertici
  nazionali    dell'ANAS,   dei   rappresentanti    dell'Università,
  eventualmente incaricata, per potere concordare una  linea  comune
  al  fine  di  assicurare  l'apertura del  tratto  autostradale  in
  questione  entro  il  mese  di  giugno,  così  come  a  suo  tempo
  stabilito». (576)

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   da notizie di stampa (La Repubblica - Cronaca di Palermo - del 22
  aprile  2009  a  pag.  VII) si apprende che il direttore  generale
  dell'AUSL  n. 6 di Palermo avrebbe adottato delle delibere  aventi
  ad oggetto l'immissione in servizio di nuove unità di personale;

   in  particolare, sarebbe stata disposta l'immissione in  servizio
  per un anno di tre dirigenti medici di medicina del lavoro e di 11
  tecnici  della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi  di  lavoro,
  l'assunzione  a  tempo  indeterminato di due dirigenti  architetti
  esperti  in sicurezza nei luoghi di lavoro, ed infine la richiesta
  per   la   stabilizzazione  di  37  infermieri  e  3  tecnici   di
  laboratorio;

   inoltre,  sarebbe stato deliberato il conferimento di un incarico
  di consulenza ad un professionista esterno con un impegno di spesa
  di 15 mila euro;

   considerato che:

   con  nota  prot.  n. 4293 del 17 aprile 2009, avente  ad  oggetto
  direttive sull'applicazione dell'art. 33 della legge regionale  14
  aprile  2009,  n.  5, l'Assessore per la sanità  ha  fornito  agli
  organi  delle  Aziende  sanitarie  le  indicazioni  relative  alla
  gestione del periodo di transizione tra l'entrata in vigore  della
  legge  e  l'1  settembre 2009, data in cui  le  Aziende  esistenti
  decadranno e diventeranno operative le costituite nuove Aziende;

   in  particolare,  nella  nota  si raccomanda  agli  organi  delle
  attuali  Aziende di finalizzare le proprie attività  all'avvio  ed
  alla  operatività della riforma e di astenersi dal porre in essere
  atti  che  possano  incidere  sulla riorganizzazione  aziendale  e
  sull'attuazione delle misure strutturali contenute nella legge  di
  riforma;

   in  conseguenza di ciò, le Aziende sono autorizzate alla gestione
  ordinaria  riferita agli adempimenti di funzionamento e per  spese
  obbligatorie, con l'obbligo di verificare che tali atti  siano  in
  armonia  con  il piano di rientro e riqualificazione  del  sistema
  sanitario regionale, mentre dovranno astenersi dall'adottare  atti
  di   straordinaria   amministrazione,  tranne   che   urgenti   ed
  indifferibili con data successiva all'1 settembre 2009;

   nel  decreto assessoriale n. 705 del 2009 contenente  il  riparto
  fra  le Aziende delle risorse per l'anno 2009, l'Assessore per  la
  sanità  ribadisce precise disposizioni circa gli atti di  gestione
  del personale;

   in  particolare,  nel  suddetto decreto si sottolinea  il  blocco
  delle  assunzioni a tempo indeterminato nel rispetto delle  misure
  del Piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario;  il
  divieto  di  conferimento di incarichi di  strutture  dirigenziali
  semplici,   complesse   e   dipartimentali,   la   necessità   del
  contenimento  dei  costi delle consulenze e  delle  collaborazioni
  esterne  entro  il  limite massimo del 30 per  cento  della  spesa
  sostenuta per tali voci nel 2004;

   per sapere se le suddette notizie di stampa siano rispondenti  al
  vero  e,  in  tal caso, quali iniziative intenda intraprendere  al
  fine   di   garantire   il  buon  andamento   e   la   trasparenza
  dell'amministrazione regionale, nonché il rispetto della normativa
  vigente, nel settore sanitario della Regione siciliana». (573)

                                                                LUPO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé annunziata  sarà
  inviata al Governo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione dei disegni di legge numeri 249-327/A «Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2009 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011» e numero 250/A «
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge numeri  249-
  327/A  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per  l'anno
  finanziario  2009  e bilancio pluriennale per  il  triennio  2009-
  2011»,    posto  al  numero  1)  e  numero  250/A  «  Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2009», posto al numero 2).
   Onorevoli  colleghi,  comunico che  il  rinvio  dell'inizio  della
  discussione è stato determinato dalla necessità, evidenziata  dagli
  uffici  della  Ragioneria generale e dell'Assemblea, di  verificare
  che nella procedura di trasmissione del file relativo al bozzone di
  bilancio non fossero stati persi dei dati. In ragione di ciò  si  è
  ritenuto  di dover effettuare un riscontro del testo da  sottoporre
  all'Aula.
   Avverto  che l'ordine di esame e di votazione dei singoli articoli
  del  bilancio  a  legislazione vigente e  della  legge  finanziaria
  avverrà,   così   come  previsto  dall'articolo  121   sexies   del
  Regolamento  interno,  procedendo  nell'ordine  con  l'esame  degli
  articoli  e  delle tabelle del disegno di legge di bilancio,  esame
  che  verrà  sospeso prima della sua votazione finale,  per  passare
  agli  articoli ed alle tabelle del disegno di legge finanziaria  ed
  alla sua votazione finale.
   Approvato  il  disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà  sospesa
  per  consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni  al
  bilancio  conseguente all'approvazione della legge  finanziaria  ed
  alla  Commissione bilancio di esprimere sulla stessa, il parere  di
  cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno. Si procederà
  quindi  alla  votazione della nota di variazioni ed alla  votazione
  finale  della  legge  di bilancio, come modificata  dalla  nota  di
  variazioni.
   Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
  emendamenti,  avverto che, oltre che le disposizioni  generali  del
  Regolamento interno che disciplinano la materia, gli emendamenti al
  bilancio ed alla finanziaria devono osservare i limiti di contenuto
  previsti  dalla legge e dal Regolamento interno e, per  quelli  che
  prevedono    maggiori   spese,   devono   recare   la    necessaria
  compensazione.
   Nel  valutare  la compensatività degli emendamenti, la  Presidenza
  considererà   inammissibili   gli   emendamenti:   1)   privi    di
  compensazione;  2)  la  cui compensazione, in  base  agli  elementi
  disponibili,   risulti  insufficiente;  3)  recanti   compensazioni
  manifestamente inidonee sul piano formale; 4) recanti compensazioni
  tra  variazioni  delle tabelle del bilancio e delle  tabelle  della
  finanziaria.
   Spetta,  invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi  di
  informazione  che  dimostrino  la  eventuale  inadeguatezza   delle
  modalità  di compensazione previste dall'emendamento. In tali  casi
  l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
  eventualmente forniti dal Governo.
   Va,  altresì,  considerato che le compensazioni  operate  mediante
  riduzioni  di  capitoli  di spesa, devono tenere  presente  che  la
  disponibilità di competenza dei capitoli va ridotta per  i  quattro
  dodicesimi  degli importi riportati in bilancio per  effetto  delle
  leggi di autorizzazione all'esercizio provvisorio.
   Avverto,  altresì,  che gli emendamenti al  disegno  di  legge  di
  bilancio  che  riguardino le tabelle devono  essere  riferiti  alle
  unità previsionali di base. Nel caso in cui un emendamento contenga
  il  riferimento, oltre che all'unità previsionale, anche ad  uno  o
  più  capitoli  contenuti all'interno di questa, il  riferimento  ad
  essi deve intendersi sostanzialmente come non apposto.
   Confermo  che  la presentazione degli emendamenti al  bilancio  ed
  alla  finanziaria  deve avvenire entro sabato 25 aprile,  alle  ore
  13.00,  e  che  l'avvio dell'esame dei documenti  secondo  l'ordine
  prima  indicato  è  fissato per lunedì  27 aprile  2009,  alle  ore
  10.00.
   Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto   al
  banco delle Commissioni.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere  la
  relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  la  manovra  finanziaria
  relativa  al  triennio 2009-2011, che si sottopone  all'attenzione
  dell'Aula  con  i  due provvedimenti (bilancio e  finanziaria),  è
  finalizzata a colmare il deficit tendenziale che, dal  DPEF  2009-
  2013,  risulta  essere pari, per l'anno 2009, a 1.927  milioni  di
  euro.  A  tal fine sono state approntate misure di contenimento  e
  razionalizzazione  della spesa affiancate, dal lato  dell'entrata,
  dalla  definizione  di  processi  già  in  corso  finalizzati   al
  reperimento di maggiori risorse per il bilancio regionale.

   Il bilancio a legislazione vigente

   Il bilancio annuale di previsione per l'anno 2009, redatto secondo
  lo  schema  introdotto  dal comma 6 dell' articolo  1  della  legge
  regionale 47/77 e successive modifiche ed integrazioni, presenta, a
  legislazione vigente, un totale delle entrate e delle spese pari  a
  28.742.650 migliaia di euro. Tra le entrate si distinguono  entrate
  correnti  per  14.136.482  migliaia di euro  ed  entrate  in  conto
  capitale  per  5.533.013  migliaia di  euro.  L'avanzo  finanziario
  presunto è pari a 9.074.881 migliaia di euro.
   Le  spese correnti, al netto del fondo accantonamento avanzo, sono
  pari  a  14.269.644  migliaia di euro, mentre  le  spese  in  conto
  capitale  ammontano a 13.516570 migliaia di euro;  il  rimborso  di
  prestiti già contratti incide per 242.726 migliaia di euro.
   Il bilancio a legislazione vigente registra, altresì, un risparmio
  pubblico   (entrate  correnti  meno  spese  correnti)  di  -133.162
  migliaia  di  euro ed un saldo netto da finanziare (differenza  tra
  entrate  finali e spese finali) pari a 1.726 migliaia di  euro,  al
  netto delle entrate per l'accensione di prestiti e delle uscite per
  il  rimborso di quelli contratti in precedenza, (vedasi  il  quadro
  generale riassuntivo allegato al bilancio). Si segnala la necessità
  del ricorso al mercato finanziario per 241.000 migliaia di euro per
  spese  di  investimento connesse al cofinanziamento  dei  Programmi
  Operativi 2007-2013.
   Le entrate tributarie previste nel bilancio 2009, valutate tenendo
  conto dell'attuale scenario economico, confermano sostanzialmente i
  valori  riportati nel Quadro Tendenziale del DPEF 2009/2013 ed,  in
  particolare,  le imposte dirette risultano iscritte  per  5.826.033
  migliaia  di  euro,  mentre  le  imposte  indirette  per  3.266.256
  migliaia di euro.
   Sul  versante  delle entrate, si ricorda, inoltre,  che  l'attuale
  disegno di legge è stato caratterizzato dalla vicende connesse alla
  quantificazione  ed alle modalità attuative delle risorse  connesse
  al  Fondo  per le Aree Sottoutilizzate (FAS) che ha determinato  la
  necessità  di prevedere la eventuale accensione di un  nuovo  mutuo
  per  far  fronte  alle  spese per investimenti  connesse  al  Piano
  attuativo regionale per il 2007-2013.
   Per  quanto  attiene  alla  spesa,  su  indicazione  della  Giunta
  regionale  sono state operate rilevanti riduzioni nelle  previsioni
  di  parte  corrente,  soprattutto all'aggregato  economico  consumi
  intermedi; in particolare, sono state ridotte le spese per acquisto
  di  beni di consumo, per utenze e manutenzioni, con tagli dal 2  al
  10 per cento rispetto agli stanziamenti iniziali.
   Relativamente alle spese per missioni, le previsioni  di  bilancio
  sono  state effettuate in maniera omogenea, con tagli dal 5  al  10
  per cento, tenendo conto, altresì, delle peculiarità delle attività
  istituzionali   svolte   da   alcuni    rami   dell'amministrazione
  regionale.
   Per  quanto riguarda il triennio complessivamente considerato,  le
  criticità  già  evidenziate per l'anno 2009 risultano ulteriormente
  accentuate  nei successivi esercizi finanziari, ciò a dimostrazione
  delle  difficoltà  sia  di  ordine finanziario  che  economico  cui
  riflessi  sono  ricondotti nella manovra  contenuta  nei  documenti
  finanziari in argomento.
   Infine,  va posto in evidenza che nel bilancio 2009 a legislazione
  vigente  la quota di cofinanziamento regionale del fondo  sanitario
  trova integrale copertura attraverso la dotazione finanziaria   del
  relativo capitolo di bilancio.

   Disegno di legge finanziaria

   Per  l'anno  di previsione 2009 la manovra trova la  sua  completa
  definizione  con  le disposizioni contenute nel  disegno  di  legge
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2009'  i  cui
  effetti sono appresso sinteticamente indicati:

                                           2009     2010   2011
      SALDO NETTO DA COPRIRE (-) O DA          -        - 212.326
      IMPIEGARE (C) = (A - B)            444.000  223.452
      SALDO NETTO DA FINANZIARE (-) O DA   1.726  639.025 169.776
      IMPIEGARE RISULTANTE DAL BILANCIO
      A LEGISLAZIONE VIGENTE (D)
      SALDO NETTO DA FINANZIARE (-) O DA       -  415.573 -42.550
      IMPIEGARE A SEGUITO DELLA MANOVRA  442.274
      FINANZIARIA (E) = (C + D)
      RIMBORSO PRESTITI (F)                    -        - 218.450
      Compreso cap. 900006 rimodulazione 207.726  870.573
      tab. E
      RICORSO AL MERCATO A SEGUITO DELLA       -        - 261.000
      MANOVRA FINANZIARIA                650.000  455.000
      RICORSO AL MERCATO AUTORIZZATO     650.000  455.000 261.000
      ART. 1, COMMA 3 (I)

   In  merito ai singoli settori di intervento del disegno  di  legge
  all'esame,  ci  si  soffermerà  su  alcune  disposizioni  che,  per
  chiarezza espositiva, vengono trattati per macroaree.

   Presidenza

   In  seno  alla rubrica in esame, si autorizza il Presidente  della
  Regione a concedere una medaglia alla memoria dei siciliani  caduti
  nell'attentato  di  Nassirya. In un'ottica  di  contenimento  delle
  spese  di  funzionamento,  si  assegna  a  tutta  l'amministrazione
  regionale   il   compito  di  redigere  piani  triennali   per   la
  individuazione    di    misure   dirette   alla   razionalizzazione
  dell'utilizzo  delle  dotazioni strumentali  ed  informatiche.  Nel
  rispetto  dei  principi  di  buon  andamento  e  trasparenza  della
  pubblica  amministrazione  le pubbliche  amministrazioni  regionali
  hanno  il  compito  di trasmettere annualmente una  relazione  alla
  Corte  dei  conti. In ordine all'amministrazione della Regione,  la
  relazione  deve  essere  altresì trasmessa all'Assemblea  regionale
  siciliana.  Si  prevede,  inoltre, la  creazione  di  un  Fondo  di
  quiescenza  regionale per il personale regionale,  con  conseguente
  dismissione  delle  funzioni e delle relative competenze  da  parte
  dell'INPDAP. Si rileva che alla dotazione finanziaria del fondo  si
  possa  provvedere  con  eventuali conferimenti  di  beni  immobili,
  previa individuazione da parte del Presidente della Regione.
   Si  dispone, infine, l'autorizzazione all'inquadramento  anche  in
  sovrannumero  nei  ruoli regionali del personale  della  protezione
  civile ex Italter e Sirap

   Famiglia ed enti locali

   Gli articoli 1 e 2 dettano disposizioni finanziarie, contabili  ed
  in  materia di entrate ed in materia di residui attivi,  passivi  e
  perenti.
   Ai fini di contenimento della crisi economica, si  prevede che per
  la  definizione  del patto di stabilità regionale gli  enti  locali
  sono autorizzati per gli esercizi finanziari 2009-2010 a non tenere
  conto  degli stanziamenti e delle erogazioni relativi  a  spese  di
  investimento.
   E',  inoltre,  prevista l'istituzione di un apposito capitolo  nei
  bilanci  degli  enti locali diretto a finanziare il  ripristino  di
  quei  beni  che  abbiano subito danneggiamenti  causati  da  azioni
  delittuose  ovvero atti vandalici. A favore delle province  vengono
  destinate  maggiori  somme  per  la erogazione  dei  servizi  socio
  assistenziali.
   Si stabilisce che per i consiglieri circoscrizionali di comuni con
  popolazione inferiore a 100000 abitanti, i cui consigli  siano  già
  istituiti,  si  eroga sino alla scadenza del mandato  le  indennità
  previste per i comuni con popolazione superiore a 100000 abitanti.

   Lavori pubblici

   Si interviene sulla legge c.d. antimafia, la legge n. 15 del 2008,
  prevedendo  l'obbligo per gli aggiudicatari di appalti  di  importo
  superiore a 100 migliaia di aprire un conto corrente a ciò dedicato
  consentendo la semplice indicazione di un conto e non l'apertura di
  un conto unico relativo ad ogni singola aggiudicazione.
   Si  consente agli enti locali ed alla regione di potere  prorogare
  di un solo anno ed a condizione che il fornitore migliori il prezzo
  di  aggiudicazione  di almeno il 3 per cento, i  contratti  per  le
  forniture di beni e servizi scadenti nel triennio 2009-2011.
   Il testo modifica il testo della legge Sciangula e dispone che non
  si applichino interessi moratori per ritardati pagamenti delle rate
  di  mutuo  scadute  nei confronti di soggetti  che  si  trovano  in
  particolari situazioni di disagio.

   Sanità

   La rubrica introduce un solo articolo, che detta norme sulle borse
  di  studio  per  la  frequenza di scuole di specializzazione  delle
  facoltà  di medicina e chirurgia. La spesa relativa alle  borse  di
  studio  in  questione viene determinata ogni anno in  relazione  al
  fabbisogno  regionale  da  parte dell'Assessore  competente  previo
  parere   vincolante   della   competente  Commissione   legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   Agricoltura

   In   seno   a  tale  settore,  oltre  all'associazione  venatoria,
  faunistica ed ambientale Italcaccia, vengono riconosciute ulteriori
  tre associazioni del medesimo genere.
   Si  rileva  la previsione di finanziamenti a favore delle  imprese
  agricole  per la formazione di scorte. A tal proposito si autorizza
  l'assessore  dell'agricoltura  a concedere  finanziamenti  a  tasso
  agevolato  a favore delle imprese agricole di produzione  primaria,
  singole  o  associate,  finalizzati  all'acquisto  di  prodotti   e
  materiale di consumo connessi all'esercizio dell'attività agricola.
  Sempre  a  favore delle imprese agricole la Regione  si  impegna  a
  sostenere  la ristrutturazione e la riorganizzazione delle  imprese
  di   tale  settore.  Il  sostegno  consiste  nella  concessione  di
  contributi per il pagamento di interessi sui prestiti di esercizio,
  comprese  le  passività  arretrate, e per in  consolidamento  delle
  passività onerose gravanti sulla gestione e derivanti da operazioni
  creditizie esistenti.

   Cooperazione

   Nell'ambito  della  materia  della cooperazione  e  commercio,  la
  presente legge eroga dei contributi straordinari a favore dell'Ente
  autonomo  fiera  del  Mediterraneo di Palermo e  all'Ente  autonomo
  fiera  di  Messina,  disponendo  un  ulteriore  contributo  per  il
  pagamento di spese urgenti ed indifferibili in capo alla sola fiera
  di Palermo.
   Indennità  sono  pure  previste  per  affrontare  le  calamità   e
  sostenere l'occupazione nel settore della  pesca. Si pone, però, un
  limite  alla  costituzione  dei  consorzi  ittici,  vietandone   la
  creazione  per i comuni il cui territorio non confini con  il  mare
  ovvero   non   abbiano   nel   proprio  territorio   industrie   di
  conservazione  o trasformazione di prodotti ittici.  In  merito  ai
  consorzi fidi, sono previsti contributi in conto interessi a favore
  delle  imprese e si autorizza l'assessorato competente a  stipulare
  con  i medesimi delle convenzioni in riferimento alla annualità del
  2006  e  in  ordine alle agevolazioni consistenti nel pagamento  di
  contributi in conto interessi.

   Beni culturali

   Si  interviene finanziariamente a sostegno di spese  dirette  alla
  promozione  e  realizzazione di manifestazioni  che  riguardino  la
  diffusione del teatro dialettale e del relativo folklore.
   Si  prevede,  inoltre, che gli enti locali possano  promuovere  la
  valorizzazione dei Beni culturali ed ambientali, nonché gli studi e
  le  ricerche  scientifiche in forma diretta, indiretta o  associata
  anche mediante affidamento a fondazioni a partecipazione pubblica o
  privata.
   Si   propone  di  fare  rivivere  norme  precedentemente  abrogate
  riguardanti  l'autonomia  amministrativa e  finanziaria  del  Museo
  regionale d'arte moderna e contemporanea.
   In  ordine  alla  normativa scolastica, si  autorizza  l'assessore
  competente   a   predisporre  un  programma  di  interventi   volti
  all'adeguamento  alle  normative in materia  di  sicurezza  e  alle
  normative antisismiche di edifici scolastici di ogni ordine e grado
  di  pertinenza  dei  comuni e delle province, tenendo  conto  delle
  competenze territoriali.

   Lavoro

   Si  intendono finanziare corsi di formazione per la c.d. gente  di
  mare, al fine di garantire la sicurezza sul posto di lavoro di tali
  soggetti   secondo   la  normativa  posta  a   tutela   a   livello
  internazionale.
   Le  disposizioni ivi contenute consentono la realizzazione di  una
  rete  tendente  all'inserimento socio-economico degli  immigrati  e
  autorizzano la proroga del piano regionale formativo dell'anno 2008
  anche per l'esercizio 2009.

   Industria

   Si  autorizza l'assessorato competente ad attivare regimi di aiuto
  previsti  nell'apposito settore anche nell'obiettivo specifico  4.2
  del PO FESR 2007-2013.
   Si  prevede,  inoltre,  nell'ambito  del  PO  FESR  2007-2013,  la
  possibilità   di  concedere  contributi  in  conto  interessi   per
  finanziamenti  destinati al consolidamento  di  passività  a  breve
  termine  esistenti al 30 giugno 2008, prorogandoli al  28  febbraio
  2009.

   Bilancio

   Sotto  la  rubrica  bilancio  si dispongono  norme  programmatiche
  relative   all'anno   2009  tendenti  alla  produzione   da   parte
  dell'Assessorato  bilancio di una relazione da presentarsi  all'Ars
  entro  il  30/11 ed avente ad oggetto lo stato e la  qualità  della
  spesa

   Territorio

   Si  tratta  di un rubrica molto ricca di disposizioni. Quelle  che
  maggiormente rilevano possono così essere riassunte:
   -  si  interviene al fine di offrire una interpretazione autentica
  in  merito  al  soggetto  competente ad effettuare  valutazioni  di
  incidenza.  Queste vengono attribuite ai comuni nei  cui  territori
  insistano i siti SIC e ZPS;
   - si dispone il recepimento della prima e seconda parte del codice
  dell'ambiente,  così  come  modificato  nel  2008.  Continuano   ad
  applicarsi  le norme urbanistiche antecedenti al Dlgs  152/2006  in
  merito alle procedure per i piani regolatori generali;
   -  in  sede  di  conferenza  dei servizi  per  il  rilascio  della
  concessione   demaniale  marittima  la  competenza  dei   casi   di
  valutazione  sull'idoneità  tecnica  delle  opere  e  nel  caso  di
  varianti  a strumenti urbanistici comunali è attribuita all'Ufficio
  del Genio civile invece che al Genio civile opere marittime;
   - si dispone l'istituzione del Parco dei Monti Sicani, costituendo
  un  comitato  di  proposta  nominato dall'Assessore  regionale  per
  l'ambiente;
   -  nomina  di  commissari ad acta delle Società  d'ambito  per  la
  monetizzazione  dei crediti vantati da parte degli ATO  (anche  con
  l'ausilio  di  appositi advisor) e per la totale  liquidazione  dei
  debiti anche attraverso procedure transattive.
   E'  di tutta evidenza che la manovra finanziaria appena illustrata
  sconta  gli  effetti  di  circostanze negative di  diversa  origine
  quali,  ad esempio, le disposizioni statali in materia di  maggiore
  compartecipazione  regionale alla spesa sanitaria,  la  carenza  di
  politiche  strutturali di settore non avviate  nel  passato  nonché
  l'attuale  congiuntura  economica  internazionale.  Detti   fattori
  impongono, quindi, l'adozione di rigorose politiche di contenimento
  della  spesa,  anche  in  considerazione della  previsione  di  una
  contrazione  del  gettito tributario dovuto alla crisi  finanziaria
  che sta investendo tutti i settori dell'economia occidentale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare, l'onorevole  Galvagno,  per
  svolgere la relazione di minoranza.

   GALVAGNO,  relatore  di  minoranza. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, preliminarmente desidero esprimere il personale cordoglio
  e  rincrescimento  per l'ennesimo incidente sul lavoro  che  questa
  mattina  ha stroncato la vita di un operatore ecologico di 50  anni
  nel comune di Gela.
   Desidero  porre  le  più   sentite condoglianze  alla  famiglia  e
  invitare  il Presidente dell'Assemblea a farlo a nome di  tutto  il
  Parlamento regionale.
   Approfitto  di  quest'ultima, luttuosa circostanza,  per  chiedere
  formalmente  al  Presidente  che, subito  dopo  l'approvazione  del
  bilancio  e  della finanziaria, venga posto all'ordine  del  giorno
  dell'Aula  il disegno di legge, a firma degli onorevoli Formica  ed
  altri,  recante  Norme per l'istituzione del ruolo degli  ispettori
  del lavoro e per il contrasto al lavoro irregolare .
   L'Assemblea regionale siciliana affronta oggi l'esame della  legge
  di  bilancio e della legge finanziaria per l'esercizio 2009  e  del
  bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, alla fine del  mese
  di   aprile,   alla   scadenza  dei  quattro  mesi   dell'esercizio
  provvisorio consentiti dalla legge.
   Non è certo un buon biglietto da visita per un Governo come quello
  del  presidente  Lombardo,  eletto nel 2008,  e  che,  stando  alle
  intenzioni   dichiarate,  avrebbe  dovuto  innovare   profondamente
  proprio  uno degli snodi fondamentali della politica regionale:  la
  programmazione  economica e la gestione  delle  risorse.  Nulla  di
  tutto questo. Al contrario, un pesante ritorno a vecchie prassi e a
  vecchie  impostazioni, già appartenute a Governi  di  centrodestra,
  che  hanno messo in ginocchio la Sicilia e prodotto la devastazione
  delle finanze regionali.
   Ancora  più grave è il ritardo  nell'approvazione degli  strumenti
  finanziari regionali, se rapportato alla fortissima crisi economica
  in  atto, rispetto alla quale indispensabile si manifesta, in tutto
  il  mondo, l'iniziativa delle autorità di governo a tutti i livelli
  per realizzare misure anticicliche di sostegno all'economia reale.
   La   Regione  siciliana,  per  quanto  ne  sappiamo,   è   l'unica
  istituzione,  sicuramente in Europa, che non  solo  non  ha  ancora
  adottato   alcun   intervento,  ma  che  ha  ritenuto   del   tutto
  trascurabile  dotarsi almeno degli ordinari strumenti di  bilancio,
  per  supportare una economia come quella siciliana, che  è  colpita
  duramente dalla crisi.
   La  responsabilità  di  tutto questo, va detto  con  chiarezza,  è
  interamente e pienamente del Governo della Regione e di un  centro-
  destra   che   governa   qui,  come  a  Roma.  La   responsabilità,
  innanzitutto,  di avere impostato, già ad ottobre, una  ipotesi  di
  bilancio   basata  su  previsioni  inattendibili  e  su   soluzioni
  contabili fantasiose e non sostenibili.
   La  responsabilità, ancora, di avere tenuto bloccato per  mesi  il
  bilancio  della  Regione intorno alla vicenda  dei  fondi  FAS  che
  devono essere attribuiti alla Regione per il periodo 2007/2013.
   Sappiamo  tutti che ai fondi FAS il Governo regionale ha assegnato
  il compito di sostenere almeno una parte dell'ordinaria politica di
  bilancio,  dopo  però  aver dovuto prendere atto  che  l'originaria
  ipotesi  prospettata a ottobre, e cioè l'utilizzo delle  cosiddette
  risorse liberate dei progetti coerenti inseriti in Agenda 2000,  si
  è rivelata impraticabile in conseguenza della decisione del governo
  di  impegnare  in  overbooking gli stanziamenti resisi  disponibili
  sulle  misure di Agenda 2000. Scelta discutibile e, per  quanto  ci
  riguarda,  infelice,  perché  non  è  aumentando  a  dismisura  gli
  stanziamenti  che si raggiunge l'obiettivo della spesa  totale  dei
  fondi  europei  e perché, così operando, si perdono  di  vista  gli
  obiettivi della programmazione.
   Ma  noi  ci chiediamo: è corretto, sta dentro una linea strategica
  di  sviluppo della Sicilia l'idea di utilizzare i fondi del FAS per
  spese  ordinarie,  parte della quali hanno  addirittura  natura  di
  spese correnti?
   Lo  diciamo, dichiarando altresì che il comportamento del  governo
  nazionale,  che sta utilizzando la vicenda FAS per rese  dei  conti
  interne  al centro-destra ed anche come strumento di lotta politica
  contro chi governa le regioni del sud, è del tutto ingiustificabile
  e da condannare con forza, inserendosi peraltro nella linea portata
  avanti  dal governo Berlusconi di falcidiare le risorse  FAS  e  di
  utilizzarle invece per coprire le spese più diverse: dal contributo
  per  evitare  il dissesto del comune di Catania, all'Expo  2015  di
  Milano.
   In  ogni  caso,  non  si sfugge al dato politico:  a  causa  della
  irresponsabilità che accomuna il governo regionale  ed  il  governo
  nazionale,  la  nostra Regione è penalizzata oltre misura,  proprio
  nel momento in cui la crisi economica sta colpendo più duramente le
  famiglie, le imprese e i lavoratori siciliani.
   Nella nostra Regione, infatti, dove si calcola che già nel 2008 il
  PIL sia sceso di circa l'1 per cento, alcune previsioni attendibili
  indicano  per  il 2009 una caduta di oltre 4 punti percentuali.  La
  richiesta  di cassa integrazione è in vorticoso aumento; nel  primo
  trimestre del 2009 hanno chiuso più di 2.000 imprese; alcune  stime
  fanno  risalire a circa 50.000 i posti di lavoro che si  perderanno
  nel corso dell'anno, nei settori privati ma anche nel pubblico,  in
  particolare nella scuola.
   Nel  comparto delle opere pubbliche si è registrato un  decremento
  di  lavori  messi  a  gara di circa il 50  per  cento.  Secondo  le
  organizzazioni  dei  produttori agricoli  sono  35.000  le  imprese
  agricole  a  rischio chiusura, con un taglio di circa 3 milioni  di
  giornate lavorative. C'è il blocco degli investimenti privati, come
  conseguenza della crisi di fiducia, caratteristica di questa  fase,
  ma  anche delle difficoltà e delle restrizioni nella erogazione del
  credito,  su  cui  il  governo regionale non ha  dimostrato  alcuna
  capacità   di   incidenza,  nonostante  la   presenza   in   banche
  fondamentali  e  l'esistenza  di fondi  a  gestione  separata,  che
  restano praticamente inutilizzati.
   La  crisi attuale, tuttavia, si innesta su una situazione generale
  dell'economia siciliana che ha fatto segnare indici negativi  ormai
  da  qualche tempo, in dipendenza di un micidiale effetto cumulo: la
  debolezza  del  sistema  economico e del  tessuto  produttivo,  che
  appare  sempre più legato alla spesa pubblica ed alle importazioni;
  il collasso della Regione, incapace di avere una strategia efficace
  di valorizzazione delle risorse siciliane e sempre più legata ad un
  ruolo  di  sostentamento di un apparato ipertrofico  e  scarsamente
  produttivo; il fallimento della programmazione dei fondi comunitari
  e  dei  fondi  nazionali, che hanno avuto uno  scarso  impatto  sui
  fattori produttivi e sull'efficienza del sistema regionale.
   Nell'affrontare la crisi in atto, che ha un carattere planetario e
  si  rivela come la crisi dell'economia non sostenibile, molti paesi
  ed  istituzioni  di  governo sopranazionali come l'Unione  Europea,
  hanno  scelto  una  strategia che mira  ad  attenuare  gli  effetti
  dirompenti sulle imprese e sui cittadini, ma contemporaneamente  ad
  individuare  linee di movimento che affrontano i nodi  della  crisi
  attuale  e  puntano a posizionare in modo efficace ed innovativo  i
  relativi paesi sullo scenario della ripresa dopo la crisi.
   Così  la  Commissione Europea, nel delineare il Piano  europeo  di
  ripresa  economica, ha precisato che gli obiettivi  strategici  del
  piano  sono:  stimolare rapidamente la domanda;  ridurre  il  costo
  umano  della  crisi  economica; prepararsi a sfruttare  la  ripresa
  quando  si  presenterà, in conformità alla strategia di  Lisbona  e
  portando  avanti le necessarie riforme strutturali;  accelerare  la
  transizione  verso  una  economia a basse  emissioni  di  carbonio,
  promuovendo  le  nuove tecnologie e creando nuovi posti  di  lavoro
  cosiddetti  verdi'.
   La  risposta  fin  qui  data  dal  governo  Berlusconi  è  debole,
  inadeguata, ma soprattutto frutto di una vecchia impostazione.
     Il governo ha, infatti, assegnato centralità al cosiddetto piano
  casa,  che  non affronta i temi della riqualificazione  strutturale
  dell'edificato  e del fabbisogno di alloggi, ma si rivolge  ad  una
  platea ridotta di proprietari.
   In  materia  di energia e di lotta ai cambiamenti climatici  punta
  sul nucleare di terza generazione, già tecnologicamente obsoleto  e
  che  lascia in piedi tutti i temi legati alla sicurezza ed ai costi
  finanziari  ed  ambientali. Per il Mezzogiorno si  affida  al  mito
  legato alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera che appare
  tuttora almeno assai improbabile, mentre molto più concretamente ha
  lavorato  in questo anno di governo per togliere circa 20  miliardi
  agli  stanziamenti  contenuti nell'ultima finanziaria  del  governo
  Prodi  per il FAS, che il ministro Tremonti utilizza come una carta
  di credito al consumo.
   Il  Mezzogiorno, che subisce quasi tutto il peso della crisi,  può
  essere il vero  valore aggiunto per il rilancio economico e sociale
  del nostro paese, ma questa idea è lontanissima da un governo che è
  fortemente condizionato dall'impronta leghista e nordista.
   La  Sicilia,  a  causa  della falcidia del FAS,  ha  già  perso  4
  miliardi  di  euro  di  finanziamenti  per  lo  sviluppo,  che   si
  aggiungono  ai  circa  2 miliardi sottratti  da  Berlusconi  e  che
  dovevano  essere destinati alle strade provinciali, al sistema  dei
  trasporti,  alle aziende agricole, alla innovazione  strutturale  e
  tecnologica dell'isola.
   Della tragicommedia che tiene bloccati i fondi FAS residui abbiamo
  già detto in precedenza.
   Ma  se  la  risposta  nazionale è debole e sbagliata,  quella  del
  governo regionale è tuttora praticamente inesistente.
   Il   Partito  Democratico  ha  presentato  per  tempo  le  proprie
  proposte, che ruotano intorno a due punti cardine: le riforme e  le
  misure anticicliche.
   Abbiamo  anche  presentato una mozione, che è  stata  discussa  ed
  approvata dall'Aula, che ha quindi ritenuto consistenti ed utili le
  iniziative da noi presentate.
   Le  riforme,  per  cominciare.  La Sicilia  è  ben  lontana  dagli
  obiettivi  fisici e numerici in cui si estrinseca la  strategia  di
  Lisbona  per la crescita e l'occupazione. Se si analizzano  i  dati
  disponibili, si può notare come in materia di innovazione le  spese
  in  ricerca  e sviluppo e le spese totali in istruzione, rapportate
  al  PIL,  negli ultimi anni si sono addirittura ridotte. Il ricorso
  alle  fonti  rinnovabili di energia ed il volume  di  rifiuti  pro-
  capite sono lontanissimi dai rispettivi parametri.
   Una  regione  che regredisce rispetto ai fattori di sviluppo,  che
  gli  altri  colgono  in pieno, non ha futuro ed  è  destinata  alla
  emarginazione.
   Ecco  perché  occorre agire sul terreno delle  riforme,  presto  e
  bene,  in  direzione  di  una  maggiore efficienza  delle  funzioni
  amministrative ed economiche, della qualità e quantità dei servizi,
  della crescita del bagaglio di conoscenze. Ne indichiamo alcune: la
  sanità,  per ridurre gli sprechi e assicurare i livelli  essenziali
  di  assistenza.  Una riforma è stata varata con  grande  sofferenza
  dalla  maggioranza, sotto la spinta del piano di  rientro  e  degli
  obblighi assunti con il governo nazionale; vedremo se sarà efficace
  soprattutto  sotto il profilo dei modelli gestionali e del  governo
  di   sistema,   che   costituiscono   ancora   punti   estremamente
  problematici, anche dopo la legge di riordino.
   La riforma del servizio rifiuti, con il varo di un piano regionale
  centrato sulla raccolta differenziata e  sulla creazione di filiere
  per  il  riutilizzo  delle  materie  prime  seconde  contenute  nei
  rifiuti, per diminuire i costi e rendere efficiente il sistema.  La
  riforma della formazione professionale, oggi fonte di spreco  e  di
  parassitismo  ma  che  può e deve diventare il  vero  motore  della
  crescita  professionale dei lavoratori siciliani,  con  un  sistema
  fondato sui distretti formativi che vedano coinvolti i protagonisti
  del territorio.
   La  riforma  della  Regione,  che comincia  con  l'attuazione  del
   federalismo interno', la definizione di una Carta regionale  delle
  autonomie locali, che preveda l'assegnazione definitiva di funzioni
  e  risorse agli enti locali. E' un tema già posto, per ultimo dalla
  legge regionale 10 del 2000, rimasto totalmente inattuato, ma che è
  diventato   particolarmente  urgente  dopo  il  varo  della   legge
  nazionale  sul  federalismo fiscale che coinvolgerà pienamente  gli
  enti  locali  siciliani  e che obbligherà a rivedere  profondamente
  anche i rapporti tra Regione ed enti locali, oltre a comportare  un
  serio  riassetto  del  modo di essere e di spendere  da  parte  del
  governo regionale.
   La riforma della spesa, ancorando la legge finanziaria ai rigorosi
  contenuti   previsti   in  origine  dalla  legge   10   del   1999,
  l'introduzione  di  leggi di settore, con la  previsione  di  tempi
  certi  per la loro approvazione, la riclassificazione del  bilancio
  per  missioni ed obiettivi verificabili perché agganciati ad indici
  materiali,  una maggiore trasparenza attraverso l'introduzione  del
  bilancio  sociale e dei collegati bilanci di genere ed  ambientale,
  una  più  puntuale  attività  di controllo,  anche  attraverso  una
  maggiore  interazione tra il controllo dell'Ars e quello esercitato
  dalla Corte dei Conti.
   Per  quanto  riguarda le misure anticicliche, prendiamo  atto  che
  alcune  nostre proposte, formulate con emendamenti al  testo  della
  legge  finanziaria, sono state approvate. Tra queste, le norme  sul
  piano alloggi, sul piano per l'edilizia scolastica, sui cantieri di
  lavoro, sui mutui per gli interventi nei centri storici, così  come
  sono  state  approvate  le  norme da  noi  proposte  sul  patto  di
  stabilità  per  i comuni, sul contenimento delle spese  degli  enti
  regionali  e  sull'avvio di un piano operativo per la rivisitazione
  dei programmi di spesa di tutta l'amministrazione regionale.
   Ma tutto questo non è sufficiente.
   Noi   riproporremo  in  Aula  tutto  il  pacchetto  di  norme  già
  presentate  in commissione ed invitiamo il governo ad  accoglierle,
  piuttosto  che rinviarle ad un successivo disegno di legge,  avendo
  quello già presentato dal Governo ed oggi in discussione, tutte  le
  caratteristiche di una legge omnibus, o, meglio, di  un  carrozzone
  su  cui  viaggiano  le  norme più disparate,  spesso  sganciate  da
  qualunque  utilità sociale, mentre pochissime e residuali  sono  le
  previsioni  ben ponderate ed integrate in una strategia anticiclica
  e di sviluppo.
   Continuiamo   a   richiamare  l'attenzione  sulla   programmazione
  comunitaria 2007/2013, per evitare che con essa si ripetano i gravi
  errori  commessi  con  Agenda 2000, ma anche  per  sottolineare  il
  ritardo  gravissimo accumulato dal Governo regionale. E' già  stato
  superato  un  terzo  del periodo assegnato e  poco  o  nulla  si  è
  effettivamente messo concretamente in moto, con il rischio, dunque,
  che  si  ripetano le distorsioni che si sono prodotte intorno  alla
  programmazione 2000/2006.
   Paradossalmente,  l'esplosione della crisi ha salvato  la  Sicilia
  dalla  prospettiva  di  perdere almeno  due  miliardi  di  euro  di
  finanziamenti.  La commissaria europea Danuta Hubner  ha,  infatti,
  reso  noto  come,  al 31 ottobre 2008, la Regione siciliana  avesse
  dichiarato l'obiettivo dell'86 per cento dei pagamenti, ma le somme
  effettivamente ammesse a rendicontazione, in realtà, non superavano
  il 75 per cento.
   La crisi ha indotto la Commissione Europea a spostare al 30 giugno
  2009  il  termine  per  la presentazione della  rendicontazione  di
  pagamento  e  ciò  potrà  consentire alla  Sicilia  di  raggiungere
  livelli  di  spesa sicuramente più elevati, anche se il rischio  di
  perdita di fondi non è per niente sfumato.
   La  proroga,  che  ha  consentito di  spostare  all'anno  nuovo  i
  pagamenti  che avrebbero dovuto necessariamente farsi entro  il  31
  dicembre  2008, ha salvato anche  la Regione dallo sfondamento  dei
  limiti  imposti  dal patto di stabilità con lo Stato,  che  avrebbe
  comportato  una  forte penalizzazione, come quella del  divieto  di
  ricorrere all'indebitamento per il 2009. Il rischio corso  è  stato
  tuttavia enorme ed è legato strettamente alla politica della  spesa
  perseguita  dai  precedenti  governi che  hanno  fatto  crescere  a
  dismisura la spesa corrente ed hanno depresso oltre misura la spesa
  per  investimenti. Ci chiediamo, a questo punto,  come  il  governo
  pensi  seriamente  di  mettere in campo  spesa  anticiclica,  senza
  intervenire contemporaneamente sui livelli della spesa corrente.
   Tornando ad  Agenda 2000': dal punto di vista della qualità  della
  spesa,  si può parlare di disastro. L'impatto avuto sulle dinamiche
  di  sviluppo,  secondo quanto dichiarato dagli stessi  responsabili
  della  programmazione regionale, è stato scarso, se non addirittura
  nullo.  L'Unione  europea contesta che siano stati  avviati  troppi
  progetti dotati di poca capacità innovativa, non prioritari  e  non
  strategici,  molti  dei quali già finanziati con  fondi  statali  e
  regionali.
   In  alcuni settori fondamentali come il turismo, i beni culturali,
  l'acqua,  i rifiuti, non solo non sono stai raggiunti gli obiettivi
  minimi fissati, ma si segnala anche una regressione.
   E'  diffuso  il  convincimento che  ci  sia  stata  una  eccessiva
  dispersione  delle  risorse, diluite in  oltre  40.000  interventi,
  nonché un utilizzo improprio di  Agenda 2000' per finanziare  spesa
  corrente   e   di   mantenimento,  in  barba  all'obiettivo   della
  addizionalità delle risorse comunitarie rispetto a quelle ordinarie
  e alla loro finalizzazione per far crescere i fattori di sviluppo.
   Noi  riteniamo  imprescindibile che la Regione siciliana  metta  a
  punto  un  piano straordinario, che leghi gli interventi contro  la
  crisi ad una strategia volta all'ammodernamento delle strutture  ed
  al passaggio ad una economia sostenibile. A supporto di tale piano,
  è  necessario  il  puntuale reperimento di  risorse  spendibili,  a
  cominciare  da quelle di bilancio e da quelle allocate  presso  gli
  Istituti finanziari regionali, il cui effettivo impiego costituisce
  il  vero  obiettivo da perseguire, piuttosto che una  improponibile
  fusione  di  Irfis, Crias ed Ircac, con la quale  scomparirebbe  la
  licenza  bancaria  dell'Irfis, che costituisce il  vero  valore  di
  quell'Istituto.
   E'  del  tutto  ovvio  che prioritaria rimane l'attivazione  delle
  risorse  derivanti  dalla programmazione 2007/2013,  così  come  la
  riprogrammazione  dei  fondi derivanti dal periodo  precedente.  Il
  DPEF contiene una tabella in cui sono esposti i risultati raggiunti
  con  gli  accordi di programma quadro stipulati dal 2000  al  2007.
  Ebbene,  su un totale di  interventi programmati per 16.577 milioni
  di euro, soltanto meno del 20 per cento è stato speso. Il Ministero
  dello sviluppo economico segnala che ci sono fondi inutilizzati per
  centinaia di milioni di euro.
   Ci  saremmo  aspettati  che il presidente della  Regione  Lombardo
  ordinasse una verifica a tappeto sui fondi realmente impegnati,  su
  quelli  spendibili  e  su quelli riprogrammabili.  Sappiamo  invece
  dell'aperta resistenza degli assessorati, secondo il principio  che
  è  meglio  tenersi  i  fondi, anche se  non  spesi,  piuttosto  che
  metterli a disposizione utilmente.
   Per  quanto  riguarda i fondi comunitari, siamo ancora  in  attesa
  della profonda rivisitazione annunciata dal presidente Lombardo che
  finora  non è stata fatta, permanendo invece il sostanziale  blocco
  delle procedure determinatosi anche per volontà del governo.
   La  programmazione  dei fondi comunitari  è  uno  di  quegli  atti
  fondamentali  per  la  vita  della Regione  che  tuttavia  sfuggono
  all'attività   di   indirizzo  e  di  reale  controllo   da   parte
  dell'Assemblea  regionale siciliana. Ma  non  è  il  solo,  così  è
  avvenuto  per  il programma attuativo dei fondi FAS, per  il  piano
  rifiuti  e  per  il piano energetico. In nessun altro  Consiglio  o
  Assemblea  regionale, questo accade. Ci chiediamo  quanto  a  lungo
  debba  durare questa anomalia che mortifica il Parlamento siciliano
  e  turba  il  democratico  e  normale andamento  dei  rapporti  tra
  legislativo ed esecutivo.
   Anche  per  questo,  con  la mozione che è  stata  presentata,  il
  Partito Democratico ha voluto indicare alcuni filoni strategici  su
  cui indirizzare la programmazione 2007/2013:
   a) la realizzazione delle reti materiali ed immateriali;
   b)  l'efficienza energetica, il risparmio, la riqualificazione, la
  produzione da fonti rinnovabili, la lotta ai cambiamenti climatici;
   c) la logistica ed i servizi avanzati per le imprese, la creazione
  di filiere corte, l'economia di prossimità;
   d)  il capitale umano, la crescita delle conoscenze attraverso  la
  formazione  continua, la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
  tecnologico.
   Invitiamo, ancora una volta, il Governo a rivedere rapidamente  la
  programmazione  alla luce di questi indirizzi,  in  modo  da  poter
  liberare  gli interventi coerenti con questa strategia, alcuni  dei
  quali  già  vengono  dalla precedente programmazione  ed  aspettano
  ormai da mesi il  via libera'.
   Lo sperpero o il cattivo utilizzo dei fondi per lo sviluppo che la
  Regione ha avuto, e continua ad avere a disposizione, è allo stesso
  tempo  causa  ed effetto della dissennata politica di gestione  del
  bilancio,  che  ha  portato  ad avere  l'85  per  cento  dei  fondi
  disponibili stanziati per spese correnti e ad una caduta  verticale
  degli   investimenti,  ad  un  deficit  cronico  -  divenuto  ormai
  strutturale  -  di  circa due miliardi di euro,  che  rischiano  di
  diventare quasi tre con il bilancio di quest'anno, ad uno sbilancio
  tra entrate in conto capitale e spese in conto capitale che, per il
  periodo da qui al 2013, si attesta a non meno di 1.2 miliardi  ogni
  anno  e  che  bisognerà coprire se non si vuole che la spesa  della
  Regione per investimenti si azzeri. Per coprire questa tipologia di
  spesa  si  devono  ridurre le spese correnti,  dal  momento  che  è
  impensabile attivare ogni anno un ricorso al mercato per  oltre  un
  miliardo.
   Abbiamo denunciato più volte come, prima dell'esame del bilancio e
  della  finanziaria, il Governo regionale avrebbe dovuto produrre  e
  sottoporre    all'approvazione   dell'Assemblea   una    nota    di
  aggiornamento del DPEF.
   Le  regole,  il  buon senso, il rispetto del ruolo del  Parlamento
  obbligavano  ad  agire in tale direzione; ma  questo  -  con  tutta
  evidenza  -  non  è  un Governo che tiene molto al  rispetto  delle
  regole  e  del  Parlamento.  In questo modo  l'Assemblea  regionale
  siciliana  si  è  trovata  ad esaminare lo  strumento  finanziario,
  costruito  su  determinate  previsioni  del  DPEF,  quando   quelle
  previsioni erano profondamente modificate dallo sviluppo dei fatti.
   Ricordo  che  il  DPEF è stato scritto prima dell'esplodere  della
  crisi ed aveva previsto una crescita del PIL per l'anno 2009 su cui
  erano state modulate le entrate e, quindi, il bilancio.
   Come  sappiamo, il PIL della Sicilia quest'anno sarà in discesa  e
  ciò  determinerà una caduta delle entrate piuttosto pesante,  se  è
  vero  che  nel primo bimestre del 2009 il gettito delle imposte  in
  Italia  è  stato  di 4 miliardi inferiore a quello registrato   nel
  primo bimestre 2008.
   Quasi nulla di tutto questo è stato rappresentato dal Governo,  di
  fatto  aumentando il grado di inattendibilità delle  previsioni  di
  bilancio. E dico quasi, perché in verità qualche piccola correzione
  alle entrate è stata effettuata.
   Lo  avevamo  segnalato  in occasione della  discussione:  ciò  che
  caratterizza un DPEF è la trasparenza delle azioni che propone e la
  puntualità  dei  numeri  su  cui  si  costruiscono  previsioni   ed
  iniziative.  Il  DPEF  vigente, che è anche il  primo  del  governo
  Lombardo e che assolve, quindi, al compito di documento di mandato,
  non  conteneva  né  l'una  né l'altra e viene  meno  alla  funzione
  fondamentale di essere  documento verità', indispensabile  per  chi
  si propone nelle vesti di innovatore.
   A  meno  che  il  rinnovamento non sia meramente un  enunciato  di
  facciata.
   In  ogni  caso, tra molte reticenze e con scarsità di  numeri,  il
  DPEF  prospettava una situazione molto grave per quanto riguarda  i
  fondamentali  di  bilancio:  l'indebitamento  netto  a  circa   due
  miliardi,  il  ricorso  al mercato superiore  a  due  miliardi,  il
  risparmio pubblico negativo.
   La legge finanziaria, presentata ad ottobre dal Governo regionale,
  alquanto   snella  in  verità,  non  affrontava  alcuno  dei   nodi
  strutturali: non venivano individuate misure di contenimento  e  di
  riqualificazione  delle  spese correnti, di  semplificazione  degli
  apparati  burocratici,  di  risparmio attraverso  rigidi  controlli
  sugli acquisti, di riconversione di programmi inefficienti come  la
  formazione  professionale. Non si affrontava il  tema  dell'aumento
  delle  entrate,  anche attraverso la lotta all'evasione  fiscale  e
  l'emersione del lavoro nero ed irregolare.
   La  legge finanziaria conteneva misure tampone, destinate a  porre
  delle  pezze sdrucìte sui buchi di bilancio, scaricando oneri verso
  gli enti locali.
   Si  proponeva  di  chiudere il disavanzo tendenziale  di  circa  2
  miliardi  facendo ricorso ad alcune ulteriori misure.  Tra  queste,
  l'iscrizione  in  bilancio  di  950  milioni  di  euro  di  entrate
  provenienti   da  una  imprecisata  ed  indefinita  operazione   di
  valorizzazione  degli immobili, che, chissà perché, avrebbe  dovuto
  portare  risorse  alla Regione laddove per anni  hanno  fallito  le
  iniziative  di  vendita immobiliare, che pure  avevano  portato  il
  Governo  a  iscrivere  copiose risorse in entrata  nei  bilanci  di
  previsione.
   Si  operava poi una manovra di spostamento di circa 200 milioni di
  euro   in   capitoli  di  spesa,  in  particolare  collegati   alla
  forestazione,  in una tabella che avrebbe dovuto essere  finanziata
  con le cosiddette risorse liberate che, come abbiamo visto, non  ci
  sono.
   241  milioni  era  il ricorso al mercato, già autorizzato  con  la
  legge finanziaria 2008 e che veniva riportato all'anno 2009.
   Infine,  veniva  prevista una manovra di riduzione  dei  fondi  di
  riserva  per  spese obbligatorie e per regolazioni  contabili,  che
  venivano  decurtati di 448 milioni nel 2009, di  1.2  miliardi  nel
  2010, di 543 milioni nel 2011.
   Come  ha  fatto prontamente rilevare anche la Corte dei Conti,  si
  trattava  di una manovra quanto mai azzardata e pericolosa,  perché
  avrebbe  potuto  facilmente  mettere  la  Regione  di  fronte  alla
  necessità di provvedere a pagamenti - ripetiamo, obbligatori -  nel
  corso  dell'anno, senza avere mai predisposto le risorse necessarie
  e  dovendo  fare ricorso, di conseguenza  e assai probabilmente,  a
   variazioni allo scoperto', sulla cui scarsa regolarità  più  volte
  si  è  espressa la Corte dei Conti, per il rischio che prima o  poi
  possano aprirsi voragini non colmabili nel bilancio della Regione.
   Nel  corso  dell'esame  in  Commissione Bilancio,  il  Governo  ha
  presentato una manovra finanziaria correttiva che, se possibile, ha
  aumentato lo sbigottimento che già ci aveva colpito all'atto  della
  presentazione della legge finanziaria e di bilancio.
   Al  fine  di correggere alcuni degli interventi su cui  era  stato
  costruito   il   bilancio,   in   funzione   della   loro    totale
  inattendibilità  e pericolosità, il Governo ha ritenuto  di  dovere
  introdurre  un  forte  incremento  del  ricorso  all'indebitamento,
  nonché  ad un'altra azzardata operazione contabile con la quale  si
  propone  di  coprire  parte delle spese  utilizzando  il  fondo  di
  accantonamento costituito dalla legge di variazione di bilancio del
  2001.
   E' necessario richiamare brevemente di cosa si tratta.
   Con  il  giudizio  di parificazione sul rendiconto  dell'esercizio
  finanziario  2000, la Corte dei Conti evidenziò che tra  i  residui
  attivi  del  bilancio figuravano poste imponenti, per  oltre  4.500
  miliardi  di  lire, derivanti da ruoli affidati per la  riscossione
  coattiva al concessionario. Dal momento che da questa tipologia  di
  ruoli  normalmente  si ricavano entrate non  superiori  al  15  per
  cento,  si  poneva  il problema che, trasformandosi  i  residui  in
  avanzo di amministrazione, con essi si andavano a finanziare  spese
  di bilancio certe, a fronte di entrate quasi del tutto inesigibili.
   Il Governo della Regione ritenne allora di dovere vincolare queste
  somme   in   un   fondo  presso  l'amministrazione  del   bilancio,
  dichiarandole per legge non utilizzabili.
   In  verità,  già  con la legge finanziaria dello scorso  anno,  il
  Governo  aveva  pensato  bene  di rendere  utilizzabili  le  somme,
  prelevando  dal  fondo circa 600 milioni di  euro  che  sono  stati
  utilizzati per coprire una parte del disavanzo della sanità  e  per
  finanziare il fondo per le autonomie locali.
   Non  siamo quindi in presenza di una novità assoluta, tuttavia non
  ci appare meno grave quello che sta succedendo.
   I  residui  attivi possono ovviamente essere riscossi durante  gli
  anni e quindi venire cancellati. La domanda che ci poniamo, allora,
  è: i residui attivi di cui si tratta, sono stati riscossi nel corso
  degli anni oppure no?
   Se  sono stati riscossi, perché non si è provveduto annualmente  a
  diminuire  il  fondo  vincolato?  E  se  non  sono  stati  riscossi
  nonostante  siano trascorsi ormai molti anni, il loro utilizzo  per
  la  copertura  di spese di bilancio non genera una  spesa  certa  a
  fronte  della quale sta una entrata quasi impossibile? E agendo  in
  questo  modo, non si acuisce l'illiquidità della cassa e si rendono
  più problematici i pagamenti?
   Vorrei  denunciare il ritorno di un metodo che ha  contribuito  ad
  aumentare a dismisura i problemi finanziari della Regione e che  da
  qualche  anno,  almeno dal 1999, avrebbe dovuto essere  abbandonato
  definitivamente:  mi  riferisco alla pratica  attraverso  la  quale
  prima  si  determina il livello della spesa nel bilancio e  poi  si
  gonfiano  le entrate o si dilata il ricorso al mercato per  coprire
  il disavanzo tendenziale.
   Lo   dico   al   Presidente  della  Regione   ed   al   Presidente
  dell'Assemblea: questa è pratica illegittima ed inaccettabile.
   Devo  segnalare  anche  che al momento in cui  è  stata  preparata
  questa  relazione, soltanto poche ore fa peraltro,  non  era  stato
  distribuito  il testo definitivo delle leggi, né si  conoscevano  i
  saldi di bilancio. E' un modo di lavorare che può produrre soltanto
  cattive leggi, che viola il Regolamento ed i diritti dei deputati e
  dei Gruppi parlamentari.
   Devo anche rilevare, da una lettura veloce della finanziaria,  che
  ci  sembra  che in un momento di grave, anzi gravissima  difficoltà
  per  quanto riguarda la vita e l'economia della nostra Regione,  la
  vita  dei nostri conterranei, si tenti - è tutto da accertare e  da
  chiarire  meglio - di introdurre nuovamente le pensioni  d'oro  per
  quanto riguarda i burocrati della Regione.
   Il  nostro giudizio complessivo sulla manovra finanziaria  2009  è
  fortemente negativo, e lo dichiariamo con la necessaria veemenza.
   Noi  consideriamo la legge finanziaria, se si fa eccezione per  le
  poche proposte accolte tra quelle formulate dal Gruppo del PD,  del
  tutto  priva  di  contenuti significativi, sia dal punto  di  vista
  delle  misure anticicliche, che dal punto di vista delle azioni  di
  risanamento e di riqualificazione della spesa regionale.
   Al  contrario,  essa  si è appesantita di previsioni  minute,  che
  affrontano problemi marginali, che provano a distribuire qua  e  là
  risorse, senza alcuna strategia di intervento.
   Noi  consideriamo  il bilancio inaccettabile, perché  riempito  di
  entrate gonfiate al solo scopo di drogare le spese, perché composto
  con manovre contabili pericolose ed, alla lunga, insostenibili.
   Ammesso che tutta la costruzione messa in piedi dal Governo  possa
  servire a redigere il bilancio per quest'anno, essa determinerà una
  voragine  già  a partire dal prossimo esercizio finanziario  e  non
  saranno certamente i fondi FAS che potranno coprirla.
   Ci  aspetta,  a  partire  dal 2010, un disavanzo  tendenziale  che
  potrebbe  arrivare  a  3 miliardi di euro e che  mina  alla  radice
  qualunque  ipotesi e qualunque strategia di sviluppo  della  nostra
  Regione.
   Il  Governo  e la maggioranza che lo sostiene si stanno  assumendo
  una responsabilità gravissima.
   Quella  di  quest'anno avrebbe dovuto essere, stando  alle  vostre
  dichiarazioni, una manovra che avviava il risanamento. Così  com'è,
  risulta   invece   una  manovra  che  approfondisce   il   dissesto
  strutturale  e  lo sposta sugli esercizi futuri,  con  un  evidente
  tentativo  del  Governo di sfuggire a responsabilità tanto  pesanti
  quanto non rinviabili.
   I  lavoratori, i disoccupati, le imprese siciliane, già gravati da
  una crisi pesantissima, non potranno accettare di vedersi scaricare
  addosso anche l'incapacità e le scelte sbagliate del Governo  della
  Regione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale e, considerato
  che  non  si  è proceduto al contingentamento dei tempi,  invito  i
  deputati a non superare i dodici minuti per ciascun intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidererei   che
  il Governo ascoltasse perché è successo, nel corso dell'esame della
  legge  finanziaria  e  di  bilancio, un fatto  che  io  giudico  di
  inaudita gravità, che mi impedirà di partecipare ai lavori d'Aula.
   Come  tutti  i colleghi sanno, quando abbiamo approvato  la  legge
  regionale  cosiddetta  antimafia', si stabilì un limite di  impegno
  molto  ridotto  dato che la legge non avrebbe trovato  applicazione
  nel  2008,  essendo stata approvata il 6 novembre 2008.  In  quella
  occasione,  io  stesso  andai incontro alle  esigenze  del  Governo
  perché ritenevo quella motivazione plausibile.
   Il Governo e la Commissione Bilancio non hanno dato copertura alla
  legge  di contrasto alla mafia per il 2009, non approvando  un  mio
  emendamento  presentato in Commissione Bilancio:  considero  questo
  fatto un elemento di assoluta gravità, di assoluta insensibilità da
  parte del Governo che predica una cosa e ne fa un'altra. La mancata
  copertura finanziaria del disegno di legge di contrasto alla  mafia
  è un atto inqualificabile.
   Pertanto, preannuncio che lunedì mattina io, insieme ai componenti
  della  Commissione   Antimafia, terrò una conferenza  stampa  nella
  quale, se il Governo non comunicherà urgentemente di modificare  il
  proprio comportamento dando la relativa copertura finanziaria  alla
  legge   15  del  2008  di  contrasto  alla  mafia,  dirò  che   non
  parteciperemo  ai lavori di formazione dei disegni di  legge  della
  finanziaria e del bilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore, prendo la parola a nome del Gruppo MPA e, prima  di  una
  valutazione  generale sui disegni di legge all'ordine  del  giorno,
  desidero,  comunque,  esprimere  la  mia  solidarietà  al   collega
  Speziale  e  mi  associo,  naturalmente,  alla  sua  richiesta  nei
  confronti  del  Governo perché questo provvedimento  trovi,  quanto
  meno, una copertura finanziaria nel bilancio regionale 2009.
   La  Sicilia, più di ogni altra Regione in questo momento, vive  un
  momento   particolarmente   drammatico  dovuto   sicuramente   alla
  congiuntura  globale che rischia di soffocare irreversibilmente  il
  nostro  tessuto  economico ed imprenditoriale e  rischia  anche  di
  rompere il precario tessuto sociale.
   Come  mi  è  stato  qualche  anno  fa  amabilmente  spiegato   dal
  presidente della Commissione Bilancio onorevole Savona, la  Regione
  siciliana si basa sostanzialmente su tre fonti di finanziamento che
  egli  nella  sua  spiegazione ha individuato  nei  cosiddetti   tre
  cassetti'.  Si avvale di fonti  proprie (la riscossione di  tributi
  propri),  di  fondi  statali e di fondi  derivanti  dalla  Comunità
  europea.
   Purtroppo,  in questi anni si sono verificate alcune cose  strane.
  Chi  ha gestito, in termini complessivi, da un lato ha teso la mano
  sempre  nello stesso cassetto, probabilmente sfondandolo, e  faccio
  riferimento al cassetto dei fondi della Regione siciliana  che  poi
  sono i fondi che vengono utilizzati principalmente, ormai, per fare
  fronte alle spese correnti. Dall'altro lato, per quanto riguarda  i
  fondi  nazionali, ormai in gran parte rappresentati  principalmente
  dalla compartecipazione alla spesa per la sanità - che in Sicilia è
  stata ulteriormente caricata sulle casse regionali in questi anni -
  , fondamentalmente c'è soltanto questo intervento.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la  Comunità  europea  e  i  fondi
  cosiddetti   FAS'  che sono, invece, destinati  per  creare  quegli
  elementi  aggiuntivi  per  fare  superare  alla  Sicilia   il   gap
  infrastrutturale, sociale ed economico, purtroppo, sotto il profilo
  politico in questi anni non c'è stata probabilmente la capacità  di
  utilizzare queste risorse, questi fondi per farci fare un salto  di
  qualità.
   Impropriamente ci sono tracce evidenti che dimostrano come i fondi
  non siano stati utilizzati in questi anni per intervenire su quegli
  elementi strutturali che ancora mancano alla Sicilia.
   Però,  nello  stesso tempo, si è introdotta in  modo  anomalo  una
  quarta   fonte  di  finanziamento  che  è  il  mercato.  E  questo,
  purtroppo,  è  un  elemento  che non qualifica  particolarmente  il
  nostro bilancio.
     Si è cercato di rompere quel patto generazionale con i siciliani
  e  si è sottoscritta negli anni una serie di  pagherò' di cui oggi,
  purtroppo, il bilancio evidenzia il rischio di non poter onorare.
   Ho  voluto  fare  questa analisi perché qui  siamo  colpevoli,  in
  termini generali, nel sapere che il quadro finanziario nel quale ci
  muoviamo  e  nel quale il governo Lombardo ha tentato, intanto,  di
  definire   un   quadro  di  compatibilità,  un  bilancio   ed   una
  finanziaria,  è  un quadro che naturalmente deve  tenere  conto  di
  quella  che  è la situazione pregressa. L'indebitamento  non  nasce
  ora.  Alcune  anomalie strutturali del bilancio non  sono  elementi
  nati   ora.  Pretendere  la  straordinarietà,  nella  prima   legge
  finanziaria del governo Lombardo, significa non essere  onesti  con
  noi stessi.
   Credo che il primo atto che dobbiamo fare, cari colleghi, è quello
  di  essere onesti con noi stessi, partire con una disamina  chiara,
  critica  e,  di conseguenza, renderci conto di quelle che  sono  le
  cose  possibili  e non pretendere in un giudizio -  mi  permetto  -
  sommario  sotto  il profilo politico, che questo Governo  introduca
  all'improvviso quelle riforme che la Sicilia richiede da molti anni
  e  che  la  classe  politica - dobbiamo dirlo -  non  ha  avuto  il
  coraggio  di  sapere fare. Probabilmente un intervento  oculato  da
  parte  della classe politica avrebbe consentito di utilizzare  quel
   cassetto'  dove ci sono tanti fondi, e il cassetto  è  quello  dei
  fondi comunitari, di alcuni fondi statali che tecnicamente non sono
  intercomunicanti con l'altro cassetto sfondato, che  la politica ha
  sfondato, che è quello dei nostri fondi regionali, che non sono più
  sufficienti, oggi, a coprire le spese correnti frutto negli anni di
  una  serie  di logiche che c'erano e che oggi, purtroppo,  dobbiamo
  semplicemente  tentare  di  tollerare e  di  rinnovare  per  alcuni
  aspetti.
   Gran  parte  di  queste  risorse, lo sappiamo,  sono  destinate  a
  riconfermare  chi, in questi anni, non ha avuto la  possibilità  di
  avere  un  lavoro stabile e, quindi, ha vissuto di  precariato,  ha
  vissuto il dramma della non stabilità, per garantire anche a questi
  lavoratori,  comunque, quel minimo di sussidio che è stata  l'unica
  cosa che la classe politica probabilmente è stata capace di creare.
   Alla  fine  c'è  poco  da  fare sotto il  profilo  ragionieristico
  perché, se ci mettiamo a fare un'analisi ragionieristica, credo che
  avremmo  tante  cose da dover dire, da doverci rimproverare  perché
  questo  bilancio, sotto alcuni aspetti, sicuramente non è perfetto,
  sicuramente non è il migliore che ognuno di noi poteva fare;  ma  é
  l'unico bilancio e l'unica finanziaria che ci possiamo permettere.
   Questa è la verità che, intanto, è doveroso dire.
   Nonostante  tutto, si cominciano a riscontrare alcuni elementi  di
  novità  perché  dobbiamo dare anche il tempo a  questo  Governo  di
  segnare  un percorso diverso che, comunque, il presidente  Lombardo
  ha  annunciato in campagna elettorale ed è il percorso che  ha  una
  sola denominazione:  percorso della responsabilità'.
   Alcune  tracce  sono già presenti in questa finanziaria.  Dobbiamo
  ammettere che, sotto alcuni profili, non vi è stata ancora la forza
  di  andare oltre e dobbiamo anche dire che la vicenda dei fondi FAS
  in questo non ci ha aiutato.
   Certo, dover pagare per faide interne, non ad un'area politica ma,
  probabilmente, ad alcuni   contestucci' politici, non  è  una  cosa
  che  ci  onora  - lo voglio dire, a prescindere da tutto,  paghiamo
  anche  questo  prezzo  -, ma siamo sicuri  che  il  presidente  del
  Consiglio Berlusconi manterrà l'impegno con la Sicilia e credo che,
  probabilmente,  anche questo momento particolare  di  fibrillazione
  politica  -  siamo  alla  vigilia di elezioni  importanti  -  abbia
  determinato  per  ora un rallentamento tecnico  perché  la  Sicilia
  merita  quei  fondi, in quanto le spettano per legge e perché  sono
  fondamentali  per  accompagnare  l'azione  di  riforma  che  questo
  Governo  regionale ha cominciato ad avviare e che  ha  bisogno  del
  tempo  naturale  per concretizzare. Quei fondi sono  indispensabili
  per queste ragioni.
   Certamente, al di là delle fonti di finanziamento che  ho  citato,
  ci   sono  dei  temi  che  accomunano  comunque  queste  fonti   di
  finanziamento, sulle quali, Assessore, possiamo ancora  intervenire
  in  quest'Aula  perché  la  finanziaria,  per  alcuni  aspetti,  va
  migliorata, vanno modificati alcuni princìpi, probabilmente  frutto
  delle   nottate  fatte  in  Commissione  Bilancio  e  che  comunque
  quest'Aula  sicuramente  avrà  l'autorevolezza  di  migliorare  nei
  prossimi giorni.
   I   temi  che  accomunano  queste  fonti  di  finanziamento   sono
  principalmente  tre:  la  qualità  della  spesa,  che  sicuramente,
  andando  a ritroso, non è stata delle migliori. E questo già  è  un
  tema,  Assessore, che va affrontato da questa finanziaria. Vi  sono
  alcuni aspetti che non possono essere risolti all'improvviso  dalla
  prima  finanziaria del governo Lombardo, e non possiamo  pretendere
  questo. Non saremmo onesti se pretendessimo questo.
   Però, alcune tracce su alcuni temi le pretendiamo, Assessore.
   In  primo  luogo, la qualità della spesa. Desideriamo  che,  sotto
  questo  profilo,  soprattutto i fondi comunitari, il  FAS,  vengano
  indirizzati   in   termini   qualitativi   tenendo   conto    degli
  investimenti,  e questo dobbiamo ammetterlo perché non  è  corretto
  bollare semplicemente con il termine di  distorsione di quella  che
  è la destinazione del FAS' la copertura di spese correnti.
   Si è individuata una strategia legittima, che è già stata valutata
  tale, utilizzando le risorse umane che la politica e il Governo  in
  questi  anni ci ha consegnato e che credo nessuno di noi in  questo
  Parlamento  voglia  buttare sul lastrico. Si sta  utilizzando  quel
  personale, quelle persone, quei siciliani che, comunque, nella loro
  già drammatica situazione di precariato in cui vivono, meritano  da
  parte  nostra,  da  parte della classe politica, una  risposta.  E,
  quindi,  si  è individuato un percorso che, solo per alcune  guerre
  per  bande  armate, è stato definito, anche in ambienti autorevoli,
  come uno strumento perverso per coprire le spese correnti.
   Ma,  se  facessimo  un'analisi in tal senso -  e  mi  riferisco  a
  qualche autorevole esponente di qualche precedente Governo che sale
  sull'altare oggi della moralità della qualità della spesa  pubblica
  -,  mi permetto di dire che sotto questo profilo, sicuramente,  non
  ci sarebbe un buon esempio da prendere in passato.
   Allora,  pur capendo la drammaticità di certi scontri è  opportuno
  che  si  moderino  i  toni perché poi quelle lobby,  che  non  sono
  solamente  politiche ma anche territoriali, quelle lobby  del  nord
  che  non  ci  vogliono bene ne approfittano, prendono la  palla  al
  balzo,  ed  è  quello  che  è successo probabilmente  avendo  anche
  qualche  crumiro che, strumentalmente, si è messo a disposizione  e
  che, sotto questo profilo, non sta aiutando la nostra Terra.
   Allora, la qualità della spesa è un tema fondamentale.
   Assessore,  un  altro  tema fondamentale  che  ci  permettiamo  di
  sottolineare sono i tempi della spesa perché non è pensabile che si
  riconfermi  la  situazione pregressa per quanto  riguarda  i  tempi
  della  spesa dei fondi della Comunità Europea. Siamo in ritardo  di
  due  anni, bisogna scegliere delle soluzioni di accelerazione della
  spesa.
   Mi  sono  permesso di predisporre alcuni emendamenti  che  saranno
  presentati  a quest'Aula perché ritengo indispensabile che  vengano
  utilizzate,  per fare un esempio, anche graduatorie già  approvate,
  pubblicate  in questi anni, onde evitare che la predisposizione  di
  bandi,  la  pubblicazione  di ricorsi  e  altre  soluzioni  ancora,
  ritardino ulteriormente la spesa.
   Una risposta immediata al sistema in crisi è quella di mettere  in
  circolazione  somme  per fare infrastrutture. L'unica  soluzione  è
  quella  di  evitare  che,  sotto  questo  profilo,  ci  siano   dei
  meccanismi che ritardano la spesa. Un elemento è quello dei  tempi:
  l'accelerazione   della   spesa.  Su   questo   l'Aula   si   dovrà
  confrontare...

   RINALDI. Lo sta chiedendo a noi?

   DE  LUCA.  Lo  sto  chiedendo ai miei colleghi di  maggioranza  ed
  opposizione
    definitivamente. Per quanto riguarda i temi c'è  naturalmente  la
  quantità,  che  è  legata alle ingenti risorse di  cui  comunque  è
  dotata la Regione, di cui è dotata in quel cassetto, perché c'è  un
  cassetto  pieno di soldi che la politica deve avere la capacità  di
  sapere  spendere  subito rispetto, invece, al   cassetto  sfondato'
  costituito  da  quegli elementi dove, purtroppo, si concentrano  le
  attenzioni e gli appetiti della quotidianità politica.
   In  questa  strategia,  in questa esigenza, Assessore,  la  invito
  anche  a cercare di individuare percorsi nuovi che possano liberare
  i  fondi del bilancio regionale, i nostri fondi, le nostre risorse,
  per  avviare  anche strategie nuove che in questi anni liberino  il
  bilancio  stesso, le nostre risorse, le nostre entrate correnti  e,
  perché no, utilizzare in modo legittimo per i prossimi sei -  sette
  anni, fino a quando sarà possibile, i fondi della Comunità Europea,
  tenendo  conto delle nostre risorse umane a disposizione e tentando
  di  superare  definitivamente  alcune  deficienze  strutturali  del
  nostro bilancio.
   Nel  concludere, signor Presidente, auspico - cosa che sicuramente
  avverrà  -, che quest'Aula abbia, in questi giorni, l'autorevolezza
  e  la  responsabilità,  il senso di responsabilità,  di  migliorare
  quello  che  in  ogni  caso  è  il disegno  che  emerge  da  questa
  finanziaria,  un  disegno  di discontinuità  nei  tempi  richiesti,
  comunque,  da  interventi  di riforme  strutturali  e,  quindi,  di
  accompagnare  il  governo Lombardo in questo  processo  di  riforma
  radicale che consentirà alla Sicilia di raggiungere finalmente quel
  grado di sviluppo che da tutti noi è richiesto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, vorrei parlare  per  ultimo,  dopo
  l'intervento di qualche esponente della maggioranza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore, io penso che già questa discussione generale in  un'Aula
  semideserta sia un fatto di per sé deprecabile.
   Siamo giunti alla discussione generale che riguarda il bilancio  e
  la finanziaria 2009. Ci sono molte attese da parte della Sicilia o,
  meglio, c'erano molte attese da parte della Sicilia. Da quello  che
  vediamo,  invece,  abbiamo  una  finanziaria  e  un  bilancio   che
  sicuramente non danno, purtroppo,  quell'impulso che la Sicilia  si
  aspetta anche in questo momento di crisi.
   Ci siamo arrovellati per sei mesi sulla questione del FAS: i fondi
  FAS entrano nel bilancio, i fondi FAS non entrano nel bilancio,  ma
  abbiamo dimenticato quali sono le emergenze della Sicilia, al di là
  degli  aspetti  anche  politici, perché un  governo  nazionale,  un
  governo  di  centro-destra,  con un governo  regionale  di  centro-
  destra, credo non possa condizionare l'erogazione dei fondi FAS  di
  pertinenza regionale all'espletamento delle elezioni europee  anche
  per non rafforzare qualche componente della maggioranza.
     Questo  è  un fatto molto grave, che tra l'altro grida vendetta.
  Però, questo disinteresse politico da parte della maggioranza mette
  in  rilievo  ancora  di  più che questa è una situazione  veramente
  deprecabile. Io capisco che la Sicilia, ormai, si è rassegnata ed è
  abituata  ad accettare queste situazioni paradossali.   Quello  che
  doveva essere dato per legge oggi non è dato.
   E, allora, vorrei fare alcune brevi considerazioni.
   Vorrei  sottoporre all'attenzione dell'assessore Cimino  un  fatto
  veramente  deprecabile: in questo bilancio, in questa  finanziaria,
  non è stato stanziato un solo centesimo per gli eventi alluvionali,
  e   particolari della provincia di Messina. E' un fatto deprecabile
  e veramente incomprensibile  In provincia di Messina ci sono ancora
  dei  paesi  che  hanno le case piene di fango, ci sono  delle  case
  inagibili  perché non è stato possibile togliere  il  fango.  Vi  è
  stata  una  riunione  al  completo del Governo  regionale,  con  il
  Presidente  della  Regione, tanti Assessori, il direttore  generale
  della Protezione civile; sono state fatte delle promesse immediate.
  Bene. Mentre sul terremoto in Abruzzo vediamo che c'è un'attenzione
  mediatica  particolarissima per cui si stanziano otto  miliardi  di
  fondi  - per carità, è anche giusto -, vorremmo comprendere  perché
  nel  bilancio regionale o in questa finanziaria non sono  destinate
  somme per l'alluvione dei mesi di novembre e dicembre 2008, gennaio
  e febbraio di quest'anno. Non c'è un centesimo
   Come è possibile che possa operare la Protezione civile?
   Onorevole Cracolici, mi ascolti anche lei perché la Sicilia non  è
  fatta  solo  di  una provincia  Assessore Cimino, ho  letto  questo
  bilancio  con attenzione e non ho trovato somme neanche  per  altre
  parti,  per  la  protezione civile ad esempio. Questo  è  un  fatto
  grave.  Io credo sia importantissimo trovarle perché, tra  l'altro,
  con tutte le manifestazioni che si registrano a livello nazionale e
  le  preoccupazioni di una Sicilia a forte rischio idrogeologico  ed
  anche  sismico,  credo si debbano mettere in  bilancio,  in  questo
  bilancio, delle somme aggiuntive per la protezione civile e per gli
  eventi calamitosi.
   Mi  permetto di sottolineare alla sensibilità sua, del  Governo  e
  del   Presidente   della  Regione,  che   ho  già   presentato   un
  emendamento, ma gradirei che fosse presentato dall'Assessore per il
  bilancio e le finanze, anche perché vi sono situazioni paradossali,
  situazioni di grave emergenza.
   Poi,  mi permetto di sottolineare un fatto: nel  gennaio 2006  era
  in  corso  l'esame  della finanziaria ed era  stato  presentato  un
  emendamento  per  le Fiere di Palermo e di Messina,  per  pagare  i
  debiti  dei  due  enti.  Nel  2007 è  stato  presentato  lo  stesso
  emendamento, ed ancora nel 2008; siamo nel 2009 e si mettono ancora
  una  volta  in  bilancio un milione di euro per  il  pagamento  dei
  debiti  della Fiera di Palermo e 350 mila euro per il pagamento  di
  debiti  della  Fiera  di  Messina;  100  mila  euro  di  contributo
  straordinario per la Fiera di Palermo. Arriviamo a circa un milione
  e mezzo di euro che, per cinque anni, fanno sette milioni e mezzo.
   Il  problema  che si deve porre la Regione in questo frangente  è:
  come  sono  stati  spesi  questi soldi? Qualcuno  ha  effettuato  i
  controlli?  Oppure,  mentre la Sicilia è in  un  momento  di  crisi
  particolare,   di  crisi  occupazionale,  e  non  si  possono  fare
  investimenti né nella Regione né negli enti locali, noi continuiamo
  a   consentire  che  chi  ha  sperperato  le  somme  sia   premiato
  impunemente?
   E'questa  la domanda che io pongo al Governo  Non è possibile  che
  ogni  anno  si ripresenti lo stesso emendamento come se  fosse  una
  cosa permanente
   D'altra   parte,  penso  che  la  situazione  attuale,   onorevole
  Assessore,  mi  rivolgo  a  lei  perché  è  qui  presente,   impone
  immediatamente  che  si comincino a spendere  le  somme  dei  fondi
  2007/2013.
   Guardate  che la situazione in Sicilia è molto grave. Noi  abbiamo
  un  bilancio  legato  al  FAS nel senso  che  tutte  le  iniziative
  lodevoli che vi possono essere in finanziaria sono legate a  questo
  fondo   Se  avessimo approvato il bilancio entro il dicembre  2008,
  noi avremmo ottenuto sicuramente di non essere ostaggio del Governo
  nazionale.
   La Sicilia è in una situazione drammatica dal punto di vista della
  sopravvivenza:  gli artigiani non sanno più cosa fare,  le  piccole
  imprese stanno chiudendo, le grandi imprese non investono più,  gli
  enti  locali  sono in una situazione critica  dal  punto  di  vista
  economico.
   In  questa  situazione  l'erogazione del credito  è  bloccata.  In
  questo  momento il credito in Sicilia, Assessore per  il  bilancio,
  non  ha  aiutato  la  ripresa dell'Isola. Le banche  non  hanno  la
  volontà  di  erogare  il credito a chiunque:  per  una  pratica  di
  credito  dell'Unicredit - di cui fa parte anche il Banco di Sicilia
  e  nella cui fondazione c'è  la Regione Sicilia -, passano,  quando
  va bene, con garanzie enormi rispetto a quelle che possono essere

   CRACOLICI. Signor Presidente, l'onorevole Laccoto vuole rivolgersi
  alla maggioranza, ma non c'è nessuno

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, continui tranquillamente.

   LACCOTO.  E  allora, dicevo, in questa situazione -  perché  credo
  che  le  situazioni  di interesse generale, e  qui  siamo  abituati
  ognuno  ad operare nel bilancio con emendamenti che possono  essere
  sì  di  interesse  particolare ma anche di interesse  generale,  ma
  perdiamo di vista la situazione drammatica in cui versa la  Sicilia
  -,  in  queste  condizioni ritengo sia urgente,  improcrastinabile,
  mettere  mano  ai   fondi 2007/2013. Non vorrei  che  anche  questi
  diventassero  merce  di scambio per le prossime  elezioni  europee.
  Mentre  la  Sicilia muore noi diamo ancora illusioni, così  come  è
  stato  fatto,  a migliaia e migliaia di precari che  continuano  ad
  aumentare ad ogni finanziaria: c'è una tipologia di precari che, ad
  ogni finanziaria, aumenta, si moltiplica
   Già  nell'esercizio provvisorio erano state inserite una serie  di
  proroghe:  trovo in questa finanziaria almeno altre dieci tipologie
  di precari.
   Io  dico  che  è  giusto  dare sostegno ai precari,  ma  è  giusto
  cominciare a fare un discorso di stabilizzazione, specialmente  per
  quei  precari  che ormai si trovano ad essere tali da  oltre  venti
  anni,  penso  ai  precari degli enti locali e  penso,  quindi,  che
  bisogna immediatamente sbloccare i fondi 2007/2013.
   Credetemi,  questa  paralisi porta ad una situazione  di  povertà.
  Noi,   forse,  non  ci  accorgiamo  qui  di  quale  sia  il   clima
  all'esterno,  di  una società, delle famiglie, di imprese  che  non
  possono  più  sopravvivere per  la crisi di liquidità.  Oggi  viene
  meno la liquidità, gli enti locali non pagano perché la Regione non
  paga e  gli artigiani non sono pagati.
   E allora, Assessore, io mi permetto di fare una proposta.
   Ho visto che si vuole operare la certificazione dei crediti, bene.
  Io  credo che lei potrebbe qualificare questo bilancio facendo  una
  proposta seria: la certificazione dei crediti deve valere anche  ai
  fini del pagamento delle imposte. Le spiego qual è il meccanismo.
   Oggi  ci  sono  imprese,  artigiani che vantano  dei  crediti  nei
  confronti degli enti locali della Regione, però sono obbligati, nel
  frattempo,  a versare  le tasse agli enti locali, alla  Regione  ed
  allo Stato e non possono operare senza avere il documento unico  di
  regolarità contributiva (DURC).
   Quindi,  da  una  parte, si obbligano le imprese, i  commercianti,
  chiunque,  ad  avere  il  DURC  in  regola  e,  quindi,  a   pagare
  regolarmente  le  tasse  e  le imposte; dall'altra  parte,  invece,
  questi  commercianti e queste imprese aspettano mesi  o   anni  per
  poter incassare i loro crediti.
   Se  noi riuscissimo, con la certificazione dei crediti, fatta  per
  altre  vicende,  ad  istituire  anche  la  certificazione  per   la
  compensazione  delle  spese di imposta,  sicuramente  creeremmo  un
  circuito virtuoso per gli artigiani, le piccole imprese, le  grandi
  imprese,  che  non  possono  più  partecipare  nemmeno  alle   gare
  nazionali perché non sono in regola con il DURC e daremmo loro, per
  lo meno, un minimo di speranza.
     Questo  è un sistema che, insieme alla certificazione del  DURC,
  con  una  apposita convenzione fatta tra Regione,  INAIL,  INPS  ed
  altri  enti,  potrebbe portare sicuramente  a  dei  benefici  e  si
  sbloccherebbe  la crisi  delle piccole imprese, degli  artigiani  e
  dei commercianti.
   Onorevole Assessore, Le sottopongo un emendamento a mia firma  che
  affronta questa questione; però sarebbe più opportuno che fosse  il
  Governo   a   presentare   questo   emendamento   che   sicuramente
  riqualificherebbe il bilancio e la finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   voglio  fare
  solo  una  dichiarazione perchè credo che, sul  piano  del  merito,
  l'intervento  del  collega Galvagno abbia  esplicitato  in  maniera
  esaustiva  le  argomentazioni. Voglio fare  una  dichiarazione  nel
  senso  che  le  ragioni politiche ed anche il merito  che  è  stato
  illustrato  dal  collega  Galvagno  sono  più  che  sufficienti   a
  esplicitare le posizioni del Partito Democratico rispetto a  questa
  che è - lo voglio dire -  un'occasione mancata.
   E' la prima legge finanziaria dove non c'è un'anima e quel poco di
  anima  che  c'è è grazie al fatto che, anche su nostra  iniziativa,
  abbiamo chiesto ed ottenuto che contenesse alcune misure anticrisi.
   Ma  se  non avessimo avuto questo, sinceramente  non avrei  saputo
  qualificare questa finanziaria.
   Nelle scorse legislature c'era un detto: la  finanziaria di rigore
  e  di sviluppo. Era un gioco lessicale che voleva dire tutto ed  il
  contrario  di tutto, era un classico con il quale, nella precedente
  legislatura, il precedente Governo ad ogni finanziaria  diceva  che
  era   di  rigore  e  di  sviluppo',  ma   entrava  come  norma   di
  contenimento ed usciva come norma di spesa
   Questo era il senso delle finanziarie precedenti.
   Qui  la  finanziaria non è entrata come norma  di  rigore,  né  si
  capisce  dove andremo a parare. Lo dico con molta nettezza:  questa
  era l'occasione per liberare la Regione di alcuni corpi inutili che
  costano  tanto e non producono nulla, mi riferisco a  tutti  quegli
  enti  inutili, a tutte quelle società che sono state  costruite,  a
  quelle scatole cinesi di cui è disseminata la Regione e che costano
  tanto:   si    pagano  consiglieri  d'amministrazione,   indennità,
  prebende,  uffici, telefoni, ma non si capisce quale siciliano,  se
  non i diretti interessati, benefici di tali istituzioni.
   Era  un'occasione: bastava scrivere una norma  per  la  quale,  ad
  esempio,  gli  Istituti autonomi case popolari sono  sciolti  e  si
  costituiscono due agenzie per la casa in Sicilia. Bastava  scrivere
  una  norma  secondo la quale gli undici consorzi di  bonifica,  che
  costano  tanto  ai  siciliani, sono sciolti e si  istituiscono  due
  consorzi di bonifica, uno ad oriente e l'altro a occidente.
   Bastava  scrivere  un  articolo di un rigo e  l'Ente  di  sviluppo
  agricolo, ente inutile, viene sciolto; bastava scrivere un articolo
  recependo  la  norma nazionale che prevede che  i  consiglieri  dei
  collegi  dei  garanti o collegi dei revisori,  nei comuni  sotto  i
  15.000  abitanti,   siano  composti da un  solo  revisore.  Avremmo
  risparmiato così i due terzi dei costi che oggi gravano sugli  enti
  locali. Bastava fare poche cose per dare il segno e la cifra di una
  finanziaria che si poneva l'obiettivo, non solo di risparmiare,  ma
  di  riformare questa Regione. Di riformarla  Qui non c'è un'idea di
  riforma;  c'è un'idea - ed è la ragione per la quale siamo arrivati
  a fine aprile - di gestire l'esistente.
   Ed  è  uno degli altri errori per i quali oggi noi siamo qui -  lo
  dico  all'assessore  che,  in altre occasioni,  ha  avuto  modo  di
  sentire  le mie riflessioni -: avere fatto la scelta dell'esercizio
  provvisorio per quattro mesi. E' stato un grave errore politico  da
  parte  del  Governo con se stesso   Avere deciso di mettersi  nelle
  mani  di  Berlusconi,  di dipendere da Tremonti  piuttosto  che  da
  Fitto,  di fare discendere le scelte amministrative e politiche  di
  questa  Regione dalla dialettica interna al Partito delle  Libertà,
  tra  Schifani  e  Micciché,  significa avere  reso  prigioniera  la
  Sicilia
   Posso  dire con molta serenità che, se dovevamo fare un  mutuo  di
  650  milioni  di  euro, se dovevamo utilizzare un avanzo  di  1.367
  milioni  di  euro,  se dovevamo utilizzare la valorizzazione  degli
  immobili, che sappiamo essere un'entrata cartacea, c'era bisogno di
  approvare  l'esercizio provvisorio per quattro mesi?  Non  potevamo
  fare tutto questo lo scorso dicembre?
   Avremmo  dato  certezza,  sul piano finanziario,  all'attività  di
  questa  Regione  e,  forse, assessore Cimino, avremmo  liberato  il
  Governo e lei, assessore per il  bilancio e le finanze, dal ricatto
  in cui oggi sta per essere schiacciata e cacciata la nostra Regione
  nei  giochi della politica di Palazzo del centro-destra che governa
  l'Italia.
   Tutto  questo  è  la fotografia dei mesi persi  e  del  fallimento
  strategico. Ripeto, siamo all'inizio della legislatura e  ne  è  lo
  specchio  quest'Aula. La finanziaria ne è un momento - permettetemi
  di  fare,  in questa occasione, il deputato un po' più  anziano  di
  esperienza   -,   la  finanziaria,  per  chi  è  all'inizio   della
  legislatura,  è  il  modo  per  imparare  a  fare  il  deputato;  é
  l'occasione per capire che cosa è la Regione. Io vedo,  invece,  il
  disinteresse dei colleghi deputati a provare a capire la Regione.
     E'  come se fossimo alla fine della legislatura, dove tutti sono
  presi  dalla campagna elettorale da fare e, quindi, tutto  sommato,
  quello  che  succede,  in  questo Palazzo ed  in  quest'Aula,  poco
  importa  sul  piano dell'azione politica individuale. Questo  è  lo
  specchio  Siamo dentro una vicenda politica che dimostra che questa
  maggioranza,  assessore  Cimino, non è in grado  di  avere  un'idea
  condivisa sulle soluzioni da dare ai problemi della Sicilia.
   Vedo   tanti   sorrisi  e  sorrisetti,  tanti   atteggiamenti   di
  sufficienza dietro a questo provvedimento.
   Il  paradosso qual è? E vengo ad una questione che, lo voglio dire
  qui  perché credo che i siciliani debbano sapere, mi auguro che sia
  stato un errore, anche se agli errori io non ho mai creduto. Quando
  vedo  una  norma  il cui incipit è  ai fini del contenimento  della
  spesa    chiamo i Carabinieri, perché ho il timore che  ci  sia  un
  furto in corso d'opera  Ed in nome del contenimento della spesa una
  norma  stabilisce,  di  nuovo,  che tutti  i  dipendenti  regionali
  potranno  andare  in  pensione con il  110  per  cento  dell'ultimo
  stipendio  che percepiranno un mese prima di andarsene in pensione.
  Ritorna,  quindi, una norma che era stata cancellata dal Parlamento
  regionale, una norma-vergogna ritorna nella finanziaria,  nascosta,
  cercando  di  mitigarla, cercando di dire  e  non  dire,  ed  è  la
  dimostrazione,  permettetemi, di una finanziaria   raccogliticcia ,
  che è l'insieme di tante piccole cose senza una visione strategica.
     Io  mi  auguro  che il Governo, la maggioranza ed il  Parlamento
  tutto  eliminino questa porcheria. La chiamo così e non la commento
  oltre, ma è la testimonianza di una crisi.
   Ora  faremo il bilancio, c'è pure questa storia del 30 aprile.  La
  minaccia   Che  cosa  succede se il 30 aprile  non  si  approva  il
  bilancio?  E  che  succede il primo maggio? Che cosa  succederà  il
  primo  maggio? Faremo questo bilancio con la pistola  puntata  alla
  tempia, molti deputati voteranno perché ci sono sempre i rischi. Ma
  poi  ci  saranno le elezioni europee e, quindi, ci daremo un  altro
  rinvio ed è passato un anno. Un anno perso
     E'  chiaro,  assessore Cimino, mi rivolgo a  lei,  ma   parlo  a
  suocera  perché  nuora ascolti.' Lei pensa  che  il  Governo  e  la
  maggioranza  siano in grado di continuare in questo stato  comatoso
  in cui rischiano di cacciare la Sicilia e i siciliani?
   Credo   che  questa,  sono  pronto  a  scommettere,  sia  l'ultima
  finanziaria:  è l'ultimo bilancio di questo Governo,  così  come  è
  fatto.  Questo Governo, così come è fatto, non è grado di  reggere,
  non  è  in  grado di darsi una sfida condivisa. E allora  a  questo
  punto facciamo in fretta.
   Se   così   deve   essere,  se  è  per  il  bene  dei   siciliani,
  l'approvazione  di  questo bilancio potrà aiutare  a  liberarci  di
  questo  Governo,  così  come è fatto.  A  questo  punto  anche  noi
  contribuiremo a fare in fretta perché prima ci liberiamo di  questo
  Governo,  delle sue divisioni, dei suoi scontri, prima  la  Sicilia
  potrà affrontare i problemi che sono dinanzi a noi, di sviluppo, di
  rilancio,  di  come  affrontare  la  crisi  con  strumenti  idonei,
  concreti - noi ci abbiamo provato in questa finanziaria -; sappiamo
  bene,  e  concludo,  noi  siamo qui a fare proposte,  ma  anche  le
  migliori  proposte  che possiamo fare hanno  un  limite  perchè  la
  gestione è in mano ad altri.
   C'è  un corto circuito che rischia di determinarsi tra l'idea  che
  ispira  una proposta e chi la gestisce, perché molto spesso  chi  è
  chiamato a gestire la risposta non crede alla proposta che è  stata
  fatta.
   Un  esempio  per tutti: abbiamo proposto i cantieri  di  servizio,
  abbiamo  presentato una mozione e, successivamente, un  emendamento
  al  testo  per  dire  quale  era la nostra  idea  di   cantiere  di
  servizio';  prima tra tutti, non solo uno strumento che  desse  una
  risposta immediata al problema di chi perde il lavoro, di  chi  non
  ha  un  reddito,  di  dare  una mano di aiuto,  ma  soprattutto  di
  introdurre il principio dell'automatismo, ed il  principio  secondo
  il  quale nessuno in Sicilia deve chiedere con il cappello in  mano
  qualcosa a qualcuno, all'assessore di turno.
   Ebbene,  anche  su  questo  c'è stato il  tentativo  mellifluo  di
  trasformare  anche  i  cantieri di servizio  -  che  devono  essere
  strumenti per dare una risposta a chi ha un problema, e lo ha  oggi
  e  non   domani  -,  di farli diventare uno strumento  che  si  può
  concedere  o  meno  a  seconda da dove vieni e  a  quale  provincia
  appartieni,  di  quale  corrente fai parte, perché  in  Sicilia  la
  categoria  del  diritto  è legata esclusivamente  all'appartenenza,
  soddisfi il tuo diritto se sei  appartenente a qualcuno'.
   Questa è la cultura, ecco perché siamo preoccupati.
   Abbiamo  approvato le norme sulla ristrutturazione degli  alloggi,
  sul  piano  dell'edilizia  economica  e  popolare,  sul  piano  dei
  cantieri-scuola,  abbiamo introdotto novità  sostanziali.  Temiamo,
  però,  che  quando  tali norme dovranno poi  essere  gestite  possa
  prevalere  l'altra  idea,  quella  dell'annacamento,  che   è   una
  categoria  tutta  siciliana,  intraducibile,  l'annacamento   della
  politica.
   Il  mio  intervento  vuol  essere  una  dichiarazione,  e  non  un
  intervento  di  merito,  una dichiarazione politica  fatta  ad  una
  maggioranza  che in Aula non c'è, tranne rare o poche eccezioni.  E
  quindi non mi rivolgo ai presenti

   CAMPAGNA. I migliori

   CRACOLICI. I migliori appartengono ad una categoria dello spirito,
  onorevole Campagna. Quindi, ad una maggioranza che non c'è in Aula,
  non  c'è  in Sicilia, e nessuno può pensare di governare la Sicilia
  senza avere una maggioranza che lo sostiene. Ecco perché credo  che
  ci  sia  bisogno di un chiarimento politico profondo  che  serva  a
  liberarci dalla palude che è la condizione in cui oggi siamo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, invito i deputati  che  intendano
  iscriversi  a  parlare,  a  farlo  entro  la  fine  dell'intervento
  dell'onorevole Lupo.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signor  Assessore,
  vorrei  preliminarmente richiamare l'appello  fatto  dall'onorevole
  Speziale   durante  il  suo  intervento  ritenendolo  assolutamente
  importante, determinante, fondamentale per confermare la volontà di
  questo Governo, della maggioranza, di tutto il Parlamento siciliano
  di  contrastare  con ogni determinazione la lotta alla  criminalità
  organizzata ed alla mafia. Non è possibile che si sia approvata una
  legge  antimafia solo per farne uno spot elettorale  e,  quindi,  è
  assolutamente necessario rifinanziare questa legge.
   A  conferma della necessità del rifinanziamento della legge vorrei
  richiamare  all'attenzione  di  tutti  quanto  appreso  oggi  dalla
  cronaca: il tentativo di alcuni mafiosi di eliminare il sindaco  di
  Gela,  Rosario Crocetta. Fatto estremamente grave che ci  tocca  da
  vicino.  A Rosario Crocetta penso che vada la solidarietà non  solo
  mia  personale e del Gruppo del Partito Democratico, ma dell'intero
  Parlamento siciliano.
   Quindi,   invito  il  Governo  a  valutare  con  ogni   attenzione
  l'esigenza  di  rifinanziare  la  legge  15  del  2008  in  maniera
  adeguata,  tenendo  conto degli emendamenti che arriveranno  e  che
  saranno presentati, in particolare dal presidente della Commissione
  antimafia, e che io personalmente intendo sottoscrivere.
   Diceva bene, prima di me, l'onorevole Galvagno nella sua pregevole
  relazione:  questa  finanziaria  è  ispirata  ad  un  documento  di
  programmazione economico-finanziaria ormai superato dal tempo,  dai
  fatti;  un  documento di programmazione economico-finanziaria  nato
  male  e  vissuto peggio, che non ha tenuto minimamente conto  della
  crisi economica che nel frattempo ha travolto la Sicilia, l'Italia,
  di fatto l'intero mondo sviluppato, che sta colpendo la popolazione
  mondiale.
   Questa   finanziaria  è  inadeguata  perché  non  affronta  misure
  efficaci  di  contrasto alla crisi e le poche misure  di  contrasto
  alla  crisi  che  contiene  le  deve, innanzitutto,  alle  proposte
  avanzate  dal  Partito Democratico, grazie alle  mozioni  che  sono
  state presentate ed approvate in quest'Aula.
   Veniva  anche  richiamata l'assoluta necessità di attivare  quanto
  prima le risorse del ciclo comunitario 2007/2013. Siamo ormai  alla
  fine  di  aprile 2009 e non un solo euro delle risorse  comunitarie
  del ciclo 2007/2013 è stato speso per lo sviluppo strutturale della
  nostra  Regione. La legge sui regimi di aiuto non  è  ancora  stata
  approvata.
   Il  Governo  ha  il dovere di fare di tutto per recuperare  questi
  ritardi,  ma  non mi pare di cogliere da parte sua alcuna  volontà,
  alcuna  attenzione  rispetto all'esigenza di recuperare  i  ritardi
  accumulati per lo sviluppo della Sicilia, ritardi che purtroppo  la
  Sicilia sta pagando in maniera pesante.
   Altrettanto e peggio si può dire della ormai telenovela, non so se
  chiamarla  così, che riguarda il fondo per le aree sottoutilizzate.
  Tutti  i  giorni  apprendiamo  dalla stampa  di  un  nuovo  scontro
  all'interno  della  maggioranza o di un nuovo scontro,  addirittura
  istituzionale, tra la Regione e il Governo nazionale sulla  mancata
  assegnazione e sul mancato trasferimento di somme del Fondo per  le
  aree sottoutilizzate da parte del Governo nazionale alla Regione.
   Credo che tutto ciò sia estremamente grave.
   Per  questa  manovra  di  bilancio il Governo  sarà  costretto  ad
  attivare  un  nuovo  mutuo con costi significativi  che  ricadranno
  sulla  Sicilia per il pagamento degli interessi passivi quando,  di
  fatto, invece, la Regione siciliana è creditrice nei confronti  del
  Governo  nazionale di risorse che le sono dovute  per  lo  sviluppo
  strutturale,   per  lo  sviluppo  e  la  crescita  del   territorio
  siciliano.
   Il  Governo regionale ha il dovere di fare chiarezza, di venire in
  Aula  e  riferire  esattamente come stanno  le  cose.  Mesi  fa  fu
  discussa una mozione, presentata dal Partito Democratico, sui Fondi
  per  le  aree  sottoutilizzate e il Governo,  in  quella  occasione
  rappresentato   dal  vicepresidente  onorevole  Bufardeci,   si   è
  riservato  di  tornare  in  Aula per fornire  maggiori  chiarimenti
  rispetto allo stato delle cose, rispetto al perché questo fondo per
  le aree sottoutilizzate di fatto non arrivi in Sicilia condannando,
  ancora  una volta, la nostra Regione ad accumulare ritardi negativi
  sul piano dello sviluppo. Nel frattempo, seguitiamo ad assistere  a
  continui  annunci da parte del Governo regionale e a nuovi  scontri
  che  si  aprono all'interno della maggioranza. Voglio citarne  solo
  alcuni.
   Il Piano casa: abbiamo letto di un disegno di legge sul Piano casa
  presentato  dalla maggioranza, e solo qualche giorno  dopo  abbiamo
  letto   di  un secondo disegno di legge sul Piano casa che  sarebbe
  stato presentato dal Governo regionale.
   Di  fatto, si ripropone la vicenda della riforma sanitaria che  ha
  fatto  perdere  mesi  e  mesi di discussione  a  questo  Parlamento
  creando  fratture  enormi  all'interno della  maggioranza  per  poi
  partorire  una  riforma che, francamente, si poteva fare  in  venti
  giorni e che è durata nove mesi solo per le lungaggini dovute  allo
  scontro interno alla maggioranza che sostiene il Governo.
   Anche  per il Piano casa, di due disegni di legge non si riesce  a
  portarne avanti neanche uno e, ancora una volta, questo continua  a
  generare  una  lentezza  che  poi si  scarica  negativamente  sullo
  sviluppo,  sull'occupazione e, soprattutto,  con  effetti  negativi
  sulla popolazione siciliana.
   Un'altra  vicenda  strettamente connessa  allo  sviluppo,  di  cui
  sarebbe  stato bene tenere conto per i riflessi economici anche  in
  seno  alla  finanziaria, è quella che riguarda il piano  energetico
  regionale;  il  costo dell'energia è uno dei costi  principali  che
  incide sulla struttura produttiva della nostra Regione e ormai,  di
  fatto, è fortemente influenzato anche dai costi di trasporto.
   In  Sicilia il costo del trasporto dell'energia elettrica è tra  i
  più  alti  d'Italia e questo crea svantaggi veri per gli  operatori
  economici  della nostra Regione. Centinaia di milioni di  euro  per
  investimenti  sono  fermi  e  riguardano  il  potenziamento  ed  il
  miglioramento  della rete ad altissima tensione  (la  chiusura  del
  cosiddetto   anello  ad  alta  tensione  della   Sicilia);   questi
  investimenti sono fermi per mancanza di autorizzazione.
   Sbloccare queste autorizzazioni potrebbe attivare misure  vere  di
  sviluppo, l'apertura di cantieri, la creazione di nuova manodopera,
  il  miglioramento della capacità di trasmissione delle nostre  reti
  elettriche   e,   conseguentemente,   l'abbattimento   del    costo
  dell'energia elettrica con vantaggi economici notevoli  dei  nostri
  operatori per tutte le imprese siciliane.
   Rispetto  a  questo  il  Governo  regionale  è  disattento;  anzi,
  leggiamo  puntualmente di nuove e inutili polemiche tra l'assessore
  per il territorio e l'assessore per l'industria.
   Il  Presidente  della  Regione faccia chiarezza,  faccia  sintesi,
  abbia  la  serietà di mostrare tutto il suo impegno nel  mettere  a
  punto una posizione che sia la posizione del Governo siciliano, una
  posizione chiara che possa rappresentare un passo in avanti per  la
  realizzazione di un corretto piano energetico per la crescita della
  Sicilia.
   Rispetto  ai  temi  dello sviluppo manca una visione  di  insieme.
  Vorrei  fare un altro esempio: si parla del Piano rifiuti ed  anche
  qui leggiamo di nuove e inutili polemiche sulla questione degli ATO
  rifiuti  all'interno  della stessa maggioranza,  ma  non  si  tiene
  minimamente  conto  della stretta interrelazione  esistente  tra  i
  termovalorizzatori,  di  cui si discute a proposito  del  piano  di
  smaltimento dei rifiuti, ed il piano energetico regionale.
   I  termovalorizzatori producono energia elettrica che deve  essere
  immessa in rete, e di questa non si tiene minimamente conto come se
  fossero  sistemi  isolati indipendenti, come se  da  una  parte  si
  potesse  affrontare  il  tema energetico in  maniera  scollegata  e
  slegata rispetto all'opportunità che potrebbe essere offerta  dalla
  capacità  produttiva  in termini energetici dei  termoutilizzatori,
  che certamente vanno valutati nel più assoluto rispetto alla tutela
  dell'ambiente ed alla salute dei cittadini.
   In  questo  si misura l'incapacità del Governo di guardare  ad  un
  disegno  di  insieme  e di sviluppo della nostra  Regione  e  tutto
  questo  perché il governo Lombardo non ha un progetto  di  sviluppo
  della  Sicilia,  così  come è stato detto dall'onorevole  Cracolici
  nell'intervento che mi ha preceduto.
   In tutto questo abbiamo perso altri quattro mesi, siamo qui oggi a
  discutere di una finanziaria che si poteva fare nel mese di ottobre
  -  novembre  del 2008; quattro mesi di esercizio provvisorio  hanno
  peggiorato  le  già  difficili condizioni  economiche  del  tessuto
  produttivo  della Sicilia, hanno peggiorato le già gravi condizioni
  occupazionali   della   nostra  Regione   che   misura   tassi   di
  disoccupazione elevatissimi, tra i più alti in Italia,  addirittura
  per  quanto riguarda la disoccupazione giovanile il 37,2 per cento,
  il tasso più alto d'Europa.
   Un  fatto veramente vergognoso che meriterebbe tutto l'impegno non
  solo  della  maggioranza ma dell'opposizione;  uno  sforzo  comune,
  serio,  forte  per  ricreare quelle condizioni  di  sviluppo  e  di
  crescita  tali  da  generare opportunità  di  lavoro,  vero  lavoro
  produttivo che possa anche rappresentare un'opportunità  per  tutti
  coloro  che  oggi,  purtroppo, devono accontentarsi  di  un  lavoro
  precario,  ma  che  di  lavoro precario non vogliono  vivere,  alla
  ricerca  invece di un lavoro vero e stabile per creare per  loro  e
  per le loro famiglie la dovuta serenità di vita.
      In   tal  senso  abbiamo  presentato  alcuni  emendamenti  alla
  finanziaria e ci auguriamo possano essere valutati con  serietà  da
  parte  del  Governo,  emendamenti che guardano alla  condizione  di
  difficoltà  delle  famiglie - si misura  un  tasso  di  povertà  in
  crescita delle famiglie siciliane - ed emendamenti che guardano con
  attenzione alle esigenze produttive delle imprese.
   Noi  proponiamo una norma con la quale, di fatto, si creerebbe una
  condizione  di vantaggio e di sviluppo per le imprese riducendo  la
  base  imponibile  sulla base della media del biennio  2007-2008.  A
  questo  non seguirebbe alcuna perdita di gettito tributario;  anzi,
  eviteremmo la chiusura di imprese che non riescono più a stare  sul
  mercato  siciliano, le quali chiudendo vanno sì  a  determinare  un
  calo  del  gettito tributario in favore delle casse  della  Regione
  siciliana.
   Leggevamo  pochi  giorni  fa che oltre duemila  imprese  siciliane
  hanno  cessato la loro attività nel corso dell'ultimo anno.  E'  un
  fatto estremamente grave, e non pensiamo solo alle duemila  imprese
  che  hanno  cessato l'attività, ma a tutti coloro  che,  purtroppo,
  conseguentemente   hanno  perso  il  proprio   lavoro.   Un   fatto
  assolutamente deprecabile.
   Altro  tema  che  ci auguravamo trovasse la dovuta  attenzione,  e
  invece  ci  sembra assolutamente dimenticato dal Governo regionale,
  riguarda l'anno formativo del 2009. Brevemente dico - non è  questa
  la  sede  -  che  bisognerebbe trovare le migliori risorse  per  la
  formazione  professionale  dei giovani.  E,  invece,  circa  30.000
  giovani quest'anno non hanno ancora avuto l'opportunità di iniziare
  i  corsi di formazione professionale perché questo Governo,  in  un
  nuovo  ennesimo scontro interno alla maggioranza, non  è  stato  in
  grado   di   avviare   l'attività  corsuale   per   la   formazione
  professionale per l'anno 2009, lasciando a casa perfino  i  ragazzi
  che  avrebbero  dovuto  frequentare i corsi  per  il  completamento
  dell'obbligo  formativo, così finendo, di fatto, in evasione  e  in
  dispersione scolastica. Un fatto di estrema gravità.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri iscritti a parlare. Ha  facoltà  di
  parlare l'Assessore per il bilancio e le finanze, onorevole Cimino.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, sicuramente oggi, venerdì 24 aprile, inizia  la
  discussione  della  nostra  finanziaria  regionale  e  del   nostro
  bilancio.   Ed  inizia  in  un  periodo  difficile  per  l'economia
  internazionale,  per l'economia nazionale ed anche  per  l'economia
  della  nostra  Regione. Proprio per questo,  questa  finanziaria  e
  questo bilancio devono poter avere dei connotati di responsabilità,
  come ha ribadito l'onorevole De Luca, e devono poter puntare ad una
  ricostruzione  di  un bilancio della Regione siciliana  che,  negli
  anni,  è stato saccheggiato, per rilanciare l'economia della nostra
  Terra. Responsabilità per ricostruire e per rilanciare.
   E  questa vuole poter essere una finanziaria, ed un bilancio,  che
  dà l'opportunità al Parlamento regionale di avere un ruolo principe
  nella  condivisione delle scelte, a volte difficili, ma sicuramente
  che  possono  incidere vivamente per la ricostruzione della  nostra
  economia.
   Con  questo bilancio abbiamo voluto creare le condizioni per  dare
  al  Parlamento  la grande opportunità che in passato  non  era  mai
  stata data, di avere nel bilancio quelle spese per investimenti che
  i fondi comunitari di Agenda 2007-2013 devono e possono determinare
  per il nostro territorio.
   E'  vero,  i  bandi,  tranne quelli per l'industria,  meritano  di
  essere  immediatamente attivati. Il Governo  ha  fatto  la  propria
  parte, so anche che la Commissione Bilancio ha da tempo esitato  il
  disegno  di  legge sui regimi di aiuti, testo che è già pronto  per
  l'esame  d'Aula  e  che  spero   immediatamente,  subito  dopo   la
  trattazione   della  finanziaria  e  del  bilancio,  possa   essere
  esaminato.  Testo  importante per dare seguito alla  pianificazione
  dei  fondi comunitari che sono inseriti nel  bilancio della Regione
  siciliana,  perché  è  bene  che  il  nostro  bilancio   abbia   la
  trasparenza  e  la  chiarezza  di chi deve  poter  programmare  non
  soltanto  le  risorse proprie della Regione, ma  anche  le  risorse
  proprie di fondi europei e le risorse proprie di fondi  nazionali.
   Proprio  per  questo abbiamo anche iscritto in  bilancio  il  FAS,
  fondo  per le aree sottoutilizzate, attivando un percorso che  darà
  alla  nostra Regione 4.093 miliardi che sono iscritti in  bilancio,
  perché  già  stanziati e già istruiti. I  nostri  progetti  daranno
  vita   ad  iniziative  serie  per  il  territorio  con  spese   per
  investimenti e chi bene avrà il piacere di approfondire  e  leggere
  il testo noterà che non vi sono spese correnti.
   Con  questi  fondi  vogliamo  istituire  il  fondo  per  la  legge
  anticrisi  con  125 milioni, creando le condizioni che  l'Assemblea
  regionale  vorrà  stabilire direttamente  esaminando  i  testi  che
  verranno presentati e dando la giusta rilevanza alle Commissioni di
  merito  per approfondirli, creando dei capitoli organici  per  dare
  forza  a  questa  legge, che è una legge che  trova  delle  risorse
  vincolate che il Parlamento potrà programmare.
   La  legge finanziaria che facciamo é sicuramente collegata a  quel
  percorso  di  legge  anticrisi, che vuole  dare  comunque  già  dei
  segnali  forti per il territorio nel settore dell'agricoltura,  nel
  settore  dei lavori pubblici e dell'emergenza sociale, che  rimette
  in sesto ciò che in passato era stato abbandonato, come il fondo di
  quiescenza  o  il trattamento di fine rapporto per i  lavoratori  a
  tempo determinato.
   Attiviamo   i  fondi  di  progettazione  e,  onorevole  Cracolici,
  ribadendo  la  volontà di questo Governo di riformare quei  settori
  che,  di  fatto,  hanno dato un certo posto ed un certo  peso  alle
  casse  della Regione, in via di urgenza speriamo proprio che questo
  Parlamento  possa   anche dare una mano forte  per  la  risoluzione
  delle  problematiche degli ambiti territoriali ottimali, degli  ATO
  rifiuti.
   Abbiamo  voluto  anche  dare  un significato  alle  politiche  del
  credito  con  il microcredito e, attivando la cessione dei  crediti
  per dare certezze alle imprese, coinvolgendo - anche in questo caso
  -  le  iniziative riguardanti l'intervento per la crisi finanziaria
  dei  comuni, volendo in questo senso mettere grande attenzione  per
  il  recupero dei centri storici e per il recupero dell'edilizia sia
  abitativa che la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
   Sicuramente  abbiamo,  perché  era cosa  necessaria,  inserito  un
  articolo  che  consentisse  le proroghe per  i  nostri  lavoratori.
  Lavoratori  che non devono essere, ancora oggi, accostati  a  false
  stereotipizzazioni,  e definiti come parassiti dell'amministrazione
  regionale.  Noi  no  Abbiamo voluto -  e l'abbiamo anche  ottenuto,
  possono  dirvelo  - creare dei progetti che daranno  l'opportunità,
  grazie  a  questi  nostri lavoratori - che ormai hanno  una  grande
  esperienza  nell'ambito  della pubblica amministrazione  regionale,
  sebbene    lavoratori   a   tempo   determinato   -,   di   servire
  l'amministrazione per creare progetti di investimento,  per  creare
  progetti   che   in   economia  daranno,  nel  nostro   territorio,
  sicuramente benefici indispensabili.
   Questa  finanziaria è una finanziaria che a noi darà l'opportunità
  di   confrontarci,  darà  l'opportunità  probabilmente   anche   di
  scontrarci, ma che deve soprattutto avere la grande forza  di  dare
  alla  nostra  Regione una legge che possa non solo rispondere  alle
  istanze immediate del territorio ma, subito dopo, collegare  questa
  legge  alla legge anticrisi, che è stata più volte richiesta  dalle
  parti  sociali, e sulla quale il Governo vuole creare le condizioni
  per una grande condivisione da parte delle forze parlamentari.
   Il   lavoro  fatto  dalla  Commissione  Bilancio  -  ringrazio   i
  parlamentari, sia il relatore di minoranza sia il Presidente  della
  Commissione  -  è  stato un lavoro difficile.  Io  mi  permetto  di
  ringraziare  i  colleghi  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per
  essere  qui  oggi, consapevoli del difficile ruolo e del  difficile
  mandato, in questo periodo, di attivazione di misure anti-crisi che
  possono dare risposte immediate al territorio.
   Il   Governo  sicuramente  recepisce  il  grido  di  allarme   del
  presidente della Commissione Antimafia e farà in modo di finanziare
  quella  legge;  ma lo facciamo senza alcuna polemica,  lo  facciamo
  senza  alcuna strumentalizzazione. Sappiamo, e siamo certi, che  in
  questo  momento in Sicilia vi sono tante emergenze e  chiediamo  ai
  colleghi  parlamentari di fare in modo di discutere ed approfondire
  insieme  queste  emergenze per dare copertura  e  rassicurazione  a
  tutte  le  emergenze siciliane, condividendo anche i tempi  per  le
  realizzazioni di questo periodo.
   Noi  non  volevamo continuare a perseguire l'iniziativa dei  mutui
  per finanziare le spese in conto capitale della nostra Regione, non
  volevamo  proprio  perché la Regione siciliana non  si  rassegna  a
  vincere una battaglia, che è una battaglia di diritto per dei fondi
  e  delle  risorse  che sono della Regione, per dei  fondi  e  delle
  risorse che sono state programmate e istruite correttamente.
   Noi abbiamo voluto creare le condizioni perché si faccia chiarezza
  sulle  risorse liberate dei fondi di Agenda 2000-2006  e  si  possa
  fare chiarezza anche sugli interventi e sugli accordi di programma-
  quadro siglati con i fondi FAS della passata legislatura.
   Oggi  abbiamo sicuramente l'opportunità di intervenire sulle leggi
  che  verranno attenzionate, daremo sicuramente copertura anche alle
  problematiche relative alle emergenze del territorio  ed  a  quelle
  della   protezione  civile,  sebbene  sia  stato  già  avviato   un
  protocollo  con  il  Ministero e con il Dipartimento  nazionale  di
  protezione civile per finanziare una serie di interventi  che  sono
  già iscritti nei capitoli del piano di attuazione dei fondi FAS. Ma
  capisco  che, se vi sono alcune emergenze immediate nei  territori,
  daremo copertura anche per la protezione civile per quei paesi  che
  vivono situazioni di grave disagio.
   Vi  è la piena disponibilità ma, nello stesso tempo, vi è anche la
  necessità di chiedere a tutti voi di realizzare un lavoro  che  sia
  coerente con l'impegno che vogliamo darci.
   Proprio  per questo chiedo al Presidente dell'Assemblea  regionale
  di  fare  in  modo  di  stralciare, se possibile,  per  rinviare  a
  successivi atti legislativi la materia della sanità, la materia del
  personale   e  la  materia  dell'urbanistica.  Ritengo  che   possa
  rappresentare    l'opportunità   di   darci   un    criterio    per
  l'organizzazione  dei  nostri lavori ma,  soprattutto  nella  legge
  anticrisi che, spero tanto, possa collegarsi alla legge sui  regimi
  di aiuto - già in Aula perché esitata dalla Commissione Bilancio -,
  si  possa  lavorare unitamente a queste due iniziative  legislative
  che  troveranno sicuramente nel piano di attuazione dei fondi  FAS,
  nella  finanziaria e nel bilancio gli strumenti, non  soltanto  per
  dare la copertura, ma soprattutto per creare quelle iniziative  che
  sono volute dall'Europa e dall'intero nostro Paese.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, ricordo ulteriormente che il termine  per  la
  presentazione  degli emendamenti scadrà domani,  sabato  25  aprile
  2009, alle ore 13.00.
   La seduta è rinviata a lunedì, 27 aprile 2009, alle ore 10.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I - Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1) «Bilancio  di  previsione della Regione  siciliana  per  l'anno
       finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011»
       (249-327/A) (Seguito)

           Relatore di maggioranza: on. Savona
          Relatore di minoranza: on. Galvagno

   2) «Disposizioni  programmatiche  e correttive  per  l'anno  2009»
       (250/A) (Seguito)

         Relatore di maggioranza: on. Savona
        Relatore di minoranza: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 17.33.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli