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Resoconto d'Aula della Seduta n. 86 di lunedì 27 aprile 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
       siciliana per l'anno finanziario 2007» (Doc. numero 133)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  «Rendiconto  delle entrate e delle spese dell'Assemblea  regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2007» (Doc. numero 133).
   Ha  facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Gucciardi,
  per svolgere la relazione.

   GUCCIARDI,   deputato  Questore.  Signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.
     Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
  discussione  generale e pongo in votazione il passaggio   all'esame
  del documento contabile numero 133.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e VII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dall'VIII
  al X.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla spesa.

   Si  dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli dal I al
  XVII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XVIII
  al XX.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per  titoli e capitoli della spesa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
  2007 "Conto Generale".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
  esercizio 2007.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
  del  fondo  di  riserva  per l'integrazione degli  stanziamenti  di
  bilancio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a  favore
  del fondo di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
  di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
  dal fondo di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura dell'allegato G  - Conto patrimoniale - Situazione
  al 31 dicembre 2007.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato I - Fondo di previdenza del personale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo. Anno
  2007.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'intero Documento  numero
  133.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


        «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
                          regionale siciliana
            per l'anno finanziario 2008» (Doc. numero 134)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto III dell'ordine
  del  giorno: «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
  regionale siciliana per l'anno finanziario 2008» (Doc. numero 134).
   Ha  facoltà  di parlare il deputato questore, onorevole Ardizzone,
  per svolgere la relazione.

   ARDIZZONE,   deputato   Questore.  Signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.

   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  del documento contabile numero 134.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e VII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dall'VIII
  al X.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli dal I al
  XVII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XVIII
  al XX.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per  titoli e capitoli della spesa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
  2008 "Conto Generale".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
  esercizio 2008.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
  del  fondo  di  riserva  per l'integrazione degli  stanziamenti  di
  bilancio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà   lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a favore
  del fondo di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà  lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal  fondo
  di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
  dal fondo di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura dell'allegato G  - Conto patrimoniale - Situazione
  al 31 dicembre 2008.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura dell'allegato I - Fondo di previdenza del personale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo. Anno
  2008.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  che  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'intero Documento  numero
  134.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


        «Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
       siciliana per l'anno finanziario 2009» (Doc. numero 135)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto IV  dell'ordine
  del  giorno: «Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2009» (Doc. numero 135).
   Ha  facoltà  di parlare il deputato questore, onorevole Ardizzone,
  per svolgere la relazione.

   ARDIZZONE,   deputato   Questore.  Signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, desidero chiedere un'ora di tempo per
  potere  studiare  questo documento contabile del 2009,   visto  che
  ancora non lo abbiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli Apprendi, reputo strano il  fatto  che  non
  abbiate il documento perchè è stato depositato in Assemblea  sabato
  scorso, anzi per la verità venerdì.
   Onorevole  Apprendi, il documento è stato distribuito e non  credo
  sia  il  caso.  Gli  Uffici  dell'Assemblea,  come  sa,  mettono  a
  disposizione dei deputati i documenti contabili e, poi, è cura  del
  deputato procurarseli. Non possiamo bloccare l'Assemblea perché  un
  deputato chiede un'ora di tempo per leggere i documenti.
   Ad ogni modo, sospendo brevemente la seduta.

         (La seduta sospesa alle ore 15.20, è ripresa alle ore
                                15.30)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  non avendo alcun altro deputato  chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione  il  passaggio all'esame del Documento  contabile  numero
  135.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa: articoli 1 e 2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal  III
  all'VIII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal  I  al
  XVIII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo I - Partite di giro: capitoli dal XIX al
  XXIV.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al preventivo per il triennio 2009-2011.
   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa: articoli 1 e 2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal  I  al
  XVIII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Apprendi  l'ordine del giorno numero 139 «Proposta di arricchimento
  del  programma  delle  attività culturali dell'Assemblea  regionale
  siciliana». Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   visto il bilancio di previsione dell'Assemblea regionale siciliana
  per l'anno finanziario 2009;

   visto  in  particolare  il  capitolo  riguardante  le  spese   per
  l'attività della Biblioteca;

   considerato   che   in   tale  ambito  si   potrebbero   prevedere
  manifestazioni  volte a sottolineare aspetti politici  e  culturali
  aventi un forte riferimento con la nostra Regione;

   considerato altresì che, a tal fine, potrebbero essere organizzate
  mostre,   esposizioni,  convegni,  dibattiti  e   tavole   rotonde,
  anniversari   e   celebrazioni  di  personaggi   illustri,   nonché
  pubblicazioni editoriali di rilievo,

      invita il Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale
                               siciliana

   a   voler   tenere  conto,  nella  programmazione  delle  attività
  culturali  dell'Assemblea,  delle  proposte  di  cui  in  premessa,
  formulate dalla Commissione per la vigilanza sulla Biblioteca».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'intero Documento numero 135.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2009 e
      bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011» (249-327/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  V  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 249-
  327/A  «Bilancio di previsione della Regione siciliana  per  l'anno
  finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011»,
  posto al numero 1).
   Si  riprende dall'esame della Amministrazione Beni culturali e dei
  relativi emendamenti, in precedenza accantonati.
   Si procede con l'emendamento Tab B.35.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  Tab   B.35  tende  a  ripristinare  le  risorse  che,  negli   anni
  precedenti, ha avuto il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Non è,
  quindi, un emendamento tendente ad ottenere un ulteriore intervento
  in  aggiunta  -  come pure meriterebbe questa importante  struttura
  culturale  messinese  -,  ma  almeno a ripristinare  le  somme  già
  stanziate  negli  anni precedenti. Il Teatro Vittorio  Emanuele  ha
  vita  grama con quelle risorse e non è in grado di rispondere  alla
  domanda che c'è in una città importante come Messina.
   Penso  che  da parte del Governo della Regione ci dovrebbe  essere
  un'attenzione maggiore perché questa è la richiesta che viene dagli
  operatori  culturali,  dai  sindacati  dei  lavoratori  del  teatro
  Vittorio   Emanuele   di   Messina   e   -   immagino    -    anche
  dall'Amministrazione comunale e credo che, nel ragionamento  di  un
  Governo  che  vuole rafforzare le nostre istituzioni culturali,  il
  Teatro Vittorio Emanuele di Messina e, quindi, la città di Messina,
  non dovrebbero essere penalizzati.
   Pertanto dichiaro di mantenere l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli De Luca, Rinaldi, Laccoto,  Ardizzone,
  Buzzanca  e  tutta  la  deputazione messinese hanno  dichiarato  di
  apporre la loro firma all'emendamento.

   L'Assemblea ne prende atto.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido  le
  riflessioni e le motivazioni del collega Panarello sull'emendamento
  e  mi permetto di aggiungere anche un altro aspetto che riguarda le
  decurtazioni che hanno subito tutti i teatri dell'Isola.
   Ci  sembra,  da  una valutazione fatta, che il Teatro  di  Messina
  abbia  subito  una decurtazione maggiore rispetto agli  altri  Enti
  teatro.  Allora,  propongo  all'Aula e all'assessore  di  fare  una
  verifica  su questa situazione accantonando un attimo l'emendamento
  in  modo tale da poterlo riformulare, se il collega è d'accordo, in
  funzione delle maggiori decurtazioni che ha subito Messina.
   Non  chiediamo  altro  che essere trattati  come  gli  altri  Enti
  teatro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab B.35.  Il  parere
  del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  il  Governo  esprime parere contrario, ma si impegna a  trovare  il
  modo di venire incontro alle istanze che sono state presentate.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, prendo  atto  della  disponibilità
  dell'assessore  Cimino, ma mi sembra quanto meno singolare  che  si
  esprima  parere contrario sull'emendamento e poi si  ci  impegni  a
  farsi  carico delle istanze. Penso che l'occasione per farsi carico
  delle  istanze del Teatro Vittorio Emanuele di Messina sia  proprio
  quella dell'approvazione del bilancio.
   Voglio  ricordare e ribadire - e l'assessore Cimino  non  può  non
  saperlo perché la questione si ripropone ad ogni finanziaria -  che
  il   Teatro   Vittorio  Emanuele  di  Messina  è   tradizionalmente
  penalizzato  dal  punto di vista finanziario ed è  una  istituzione
  regionale  rispetto  alla  quale  il  Governo  regionale   dovrebbe
  dimostrare maggiore attenzione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  Governo  stia  cercando  di  rinviare  una  serie  di  soluzioni  a
  questioni   già   poste  da  noi.  L'Assessore  mi   ha   garantito
  l'attenzione  su  tale questione e credo che  una  soluzione  verrà
  trovata.
   Mi  ritengo soddisfatto dell'impegno che il Governo ha  preso  con
  l'Aula e che, credo, confermerà.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  dover
  sottolineare  all'assessore  che, quando  si  tratta  di  questioni
  attinenti la provincia di Messina, c'è un'assoluta superficialità.
   In  questa finanziaria ci sono somme stanziate per promozioni  del
  personale  in seconda fascia, in prima fascia, che sembrano  valere
  molto  di più di quelle chieste per il Teatro Vittorio Emanuele  di
  Messina.  A poco a poco sono state tolte alla provincia di  Messina
  tutte le somme già stanziate negli anni scorsi. E' inutile dire che
  il problema verrà risolto in un secondo tempo.
   Credo  che  sia  opportuno votare, in questa  sede,  per  lo  meno
  rimettendosi all'Aula.

   RINALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    chiedo
  all'assessore  Cimino se la richiesta per il contributo  al  teatro
  possa essere rivalutata in funzione della disponibilità che egli ha
  dimostrato finora per chi ha presentato l'emendamento.
   Invece  di rimandare, chiedo se è possibile dare parere favorevole
  a  questo emendamento, che è di estrema importanza per il teatro di
  Messina.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore Cimino ha già preso un
  impegno  e vi assicuro che torneremo a modificare qualche  tabella.
  Pongo in votazione l'emendamento Tab B.35.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento Tab  B.25,  dell'onorevole
  Marziano. Ne do lettura:

   CAPITOLO  377726  -  UPB  9.3.1.7  -  Contributo  annuo  a  favore
  dell'Istituto  nazionale  del  dramma  antico  -  funzionamento   e
  attività istituzionali:

               2009            2010            2011
               + 120           + 120           + 120

   CAPITOLO  376543 - UPB 9.3.1.3 - Spese per la tutela e il restauro
  e   la  conservazione  delle  opere  d'arte  mobili  -  spese   per
  accertamenti e documentazione storica e tecnica dei lavori:

               2009            2010            2011
               - 120           - 120           - 120

   Comunico  che sono stati presentati dagli onorevoli De Benedictis,
  Marziano, Cracolici, e Digiacomo i subemendamenti Tab B.25.1 e  Tab
  B.25.2. Do lettura di quest'ultimo:

   Sostituire il capitolo 376543 - UPB 9.3.1.3 con il capitolo 215701
  (Fondi di riserva).

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   potremmo
  considerare l'emendamento ed il subemendamento un unico  atto,  nel
  senso  che  mi convince anche la proposta presentata dall'onorevole
  De  Benedictis.  Non  è  giustificabile, ma è comprensibile  questo
  taglio formidabile ad una serie di istituzioni culturali.
   Però  ho visto, dal lavoro pregevole fatto dalla Commissione  che,
  mentre  per  quanto  riguarda il Teatro Stabile  di  Catania  si  è
  provveduto  al reintegro con un milione 244 mila euro,  per  quanto
  riguarda  il  Teatro Massimo Bellini di Catania si è provveduto  al
  reintegro  con  2  milioni  580  mila  euro  portando  l'intervento
  complessivo  a  21  milioni  500 mila euro.  Per  quanto  riguarda,
  invece,  il   Teatro Stabile' di Messina, c'è stato un accoglimento
  parziale  per  500  mila euro; perfino per il   Teatro  Biondo'  di
  Palermo,  c'è stato un accoglimento parziale di 500 mila  euro.  Il
  che  porta il finanziamento complessivo a 5 milioni di euro per  il
  Teatro Biondo, 6,6 milioni di euro per il Teatro stabile di Messina
  e così via.
   L'unica grande istituzione culturale per la quale non si è  voluto
  ripristinare il finanziamento precedente, nonostante ci  sia  stato
  uno  sforzo  significativo per incrementare le entrate autonome,  è
  l'Istituto Nazionale del Dramma Antico.
   Mi  permetto di sottolineare all'Aula che l'Istituto Nazionale del
  Dramma Antico è l'istituzione culturale più importante della  città
  di  Siracusa,  che  da quasi novant'anni realizza,  prima  in  modo
  biennale,  adesso  annualmente, la stagione del  Teatro  Antico  di
  Siracusa,  anche  come segnale verso la politica culturale  portata
  avanti dalla Regione.
   Mi sembra assolutamente inaccettabile l'idea di non reintegrare il
  finanziamento  all'Istituto  Nazionale  del  Dramma  Antico,  fermo
  restando  che  si tratta di un intervento che fino all'anno  scorso
  era  di un milione di euro e che, rispetto alle cifre che oggi sono
  state citate, verrebbe ridotto a poco più di ottocentomila euro.
   Non  avendo  presentato decine di emendamenti per  la  miriade  di
  associazioni culturali, mi sembra doveroso, però, sostenere  questo
  emendamento  e  le  attività  dell'Istituto  Nazionale  del  Dramma
  Antico.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  Regione
  siciliana  finanzia  quattro teatri,  lo  Stabile  di  Catania,  il
  Massimo di Palermo, il Teatro di Messina e il Biondo di Palermo per
  complessivi 37 milioni 600 mila euro. E ad una manifestazione  come
  quella  dell'INDA, che indubbiamente è di rilievo nazionale,  senza
  nulla  togliere agli altri, l'Assemblea riesce a ridurre il  budget
  anche  questa  volta. Quello che chiediamo è, quindi, di  mantenere
  almeno quel milione di euro, che sfigura rispetto agli altri ma che
  consente di salvare la faccia a questa Assemblea.
   Ho  discusso con l'assessore Cimino e con l'assessore Antinoro,  e
  anticipo  la  presentazione  di  un subemendamento  all'emendamento
  appena illustrato dall'onorevole Marziano per prelevare la somma di
  120 mila euro che chiediamo a compensazione dei Fondi di riserva  -
  spese correnti.
   Mentre  l'emendamento che abbiamo presentato preleva dal  capitolo
  UPB  9.3.1.2, quello che sto per formalizzare preleva dal  capitolo
  dei  Fondi  di  riserva - spese correnti, al fine di  mantenere  lo
  stanziamento dell'anno precedente.

   CRACOLICI.  Togliere 12 mila euro al Teatro del  Dramma  Antico  è
  ridicolo

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. No, sono 120  mila
  euro per  mantenere lo stanziamento dell'anno precedente.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome anche dei
  colleghi   del  Gruppo  PDL  dichiaro  di  appoggiare  la  proposta
  formulata dagli onorevoli De Benedictis e Marziano.
   Come è a tutti noto, l'Istituto Nazionale del Dramma Antico é  una
  delle   istituzioni   più  antiche  che  abbiamo   in   Europa;   é
  un'istituzione che dà lustro, non solo alla città di Siracusa, ma a
  tutta  la  regione Sicilia e anche all'intero Paese, se è vero  che
  ogni  anno  alla prima interviene il Capo dello Stato. Senza  nulla
  togliere  agli  altri  teatri che hanno  sicuramente  un'importanza
  significativa nel panorama culturale del nostro Paese,  in  Sicilia
  credo  che l'Istituto Nazionale del Dramma Antico svolga  un  ruolo
  unico e originale.
   Per  questo  motivo  accolgo  con soddisfazione  la  proposta  del
  Governo,  dell'assessore  Cimino  e  dell'assessore  Antinoro,  che
  recepiscono  la  nostra istanza che proviene dal territorio  e  che
  riconosce  soltanto un dato di fatto: il valore estremo ed  elevato
  dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico.

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Tab B.25.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, ritiro il  subemendamento  Tab
  B.25.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento Tab B.25,  come  emendato.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento Tab B.36 è precluso.

   Si passa all'emendamento Tab B.15.

   CRACOLICI.  Ritiro  l'emendamento  Tab  B.15  e  tutti  gli  altri
  emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione  l'Amministrazione  Beni  culturali,   come
  emendata. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo   in  votazione  l'Amministrazione  Turismo,  in  precedenza
  accantonata. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Si  riprende l'esame della Amministrazione Famiglia e dei relativi
  emendamenti  precedentemente  accantonati.  Si  procede   con   gli
  emendamenti Tab B.12 e Tab B.6, di identico contenuto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento  Tab
  B.12.1.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare  che
  dopo  la  discussione di questa mattina, nella quale il Governo  ha
  dichiarato  che avrebbe dato copertura finanziaria  al  disegno  di
  legge  di  contrasto alla mafia, sollecitato anche  dal  Presidente
  dell'Assemblea sulla stampa, adesso viene fuori un emendamento  che
  ha tutto il sapore della vergogna, perché non è argomento su cui si
  tratta.  Capisco che in questo momento in Aula c'è  una  trattativa
  aperta da più parti, ma con un provvedimento che contrasta la mafia
  non  si  tratta  e  stamattina,  quando  sono  state  fatte  alcune
  dichiarazioni, ho letto dietro quelle dichiarazioni l'equiparazione
  del  contrasto alla mafia ad uno dei tanti problemi che abbiamo  in
  Sicilia.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mafia è il cancro  della
  nostra  Regione e noi avevamo salutato in quest'Aula un disegno  di
  legge  all'unanimità, apprezzato da parte degli  organi  competenti
  come  un  disegno di legge che interveniva in materia di  contrasto
  alla  mafia, che cercava di spezzare quel legame che c'è  da  parte
  del   condizionamento  mafioso  sulle  attività   produttive,   che
  sollecitava  il mondo delle imprese e delle attività  produttive  a
  liberarsi  da  questo  condizionamento,  che  si  augurava  che  in
  Sicilia, dove le attività economiche sono condizionate dalla mafia,
  si  potesse affermare anche attraverso questo disegno di  legge  la
  possibilità  di  assicurare  a tutti  i  cittadini  la  libertà  di
  intraprendere.   E   quando   viene  assicurata   la   libertà   di
  intraprendere viene assicurata la libertà.
   Il   disegno  di  legge  presentato  e  approvato  dal  Parlamento
  siciliano  si  muoveva in queste direzioni, aveva  questo  spirito,
  quello  di  affermare in Sicilia un principio di  libertà.  Ora  il
  Governo viene qui a trattare sulla copertura finanziaria.
   L'emendamento da me presentato è un emendamento di buon senso  che
  prevede 2 milioni all'articolo 1, per la formazione pedagogica, e 5
  milioni  all'articolo 3. Non sono previsti neanche i soldi per  gli
  altri  articoli a partire da quello dei Comuni per il recupero  dei
  beni  confiscati.  Invece, lei viene fuori con un  emendamento  che
  prevede  di  dare  2 milioni, come se si trattasse di  accontentare
  l'onorevole Speziale. Non è questo l'argomento.
   L'argomento è come noi diamo copertura ad una legge che può  avere
  il significato di una svolta profonda nella nostra Regione e di cui
  lei e il Governo, forse, non siete consapevoli.
   Pertanto,  Assessore,  mi  rifiuto  di  patteggiare  l'emendamento
  presentato da me e firmato dall'onorevole Capodicasa. Mi  correggo,
  dell'onorevole   Cracolici,  ma  non   è   offensivo,   l'onorevole
  Capodicasa è un dirigente del suo partito.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,  ha  ceduto   ai   sentimenti
  Comprendiamo.

   SPEZIALE. Signor Presidente, voglio comunicare al Governo che  non
  si  tratta  di una pattuizione tra me e il Governo. Si  tratta  del
  riconoscimento  di  una  norma  che  ha  quel  valore,  un   valore
  pedagogico  all'articolo 1, un valore di contrasto all'articolo  3,
  un   valore   di   trasparenza  all'articolo  2,   un   valore   di
  legittimazione  alla lotta alla mafia nei Comuni con  gli  articoli
  conseguenti  e  un  valore straordinario  quando  in  quella  legge
  abbiamo scritto che è fatto obbligo al Presidente della Regione  di
  costituirsi  parte civile in tutti i processi di mafia.  Perché  io
  sono sicuro che se non avessimo scritto quella norma, il Presidente
  della  Regione, o chi per esso, vista la reazione del Governo,  non
  si  sarebbe costituito parte civile nei confronti della mafia e nei
  processi  di  mafia, che è quel cancro che crea  un  vulnus  e  che
  determina  che  ancora  in  tutto il mondo  ci  sia  una  equazione
  infamante  per  la Sicilia che lavora e che fatica: Sicilia  uguale
  mafia.
   Noi vogliamo concorrere a liberarci da questa equazione e vogliamo
  anche qui, attraverso quella norma, permettere che la Sicilia possa
  assicurare  a  tutti l'esercizio di intraprendere,  la  libertà  di
  intraprendere e spezzare quel legame di cui parlavo prima.
   Per  questo mi rifiuto di accogliere la proposta subemendativa  al
  mio  emendamento  e ritengo che l'emendamento da  me  presentato  e
  sottoscritto  dall'onorevole  Cracolici  debba  essere  interamente
  approvato  per  il significato che ha quella legge  del  Parlamento
  siciliano.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarebbe
  necessario intervenire dopo le parole dell'onorevole Speziale,  che
  ha  ricordato le ragioni di questo emendamento. Però lo faccio  per
  il  bisogno,  credo, di molti di noi, che siamo stati  presenti  in
  quella  seduta del mese di novembre in cui abbiamo approvato quella
  legge. Ricordo con quanta enfasi, con quanta attenzione, con quanta
  profusione   di   intenti  i  relatori  hanno   poi   espresso   le
  dichiarazioni finali di voto a quella legge. Legge  che  non  è  un
  punto  di  arrivo, è un punto di partenza. Se noi non la finanziamo
  adeguatamente  diventa  un  boomerang  per  l'Assemblea  regionale,
  esattamente  allo  stesso modo - all'indomani dell'approvazione  di
  quella legge, molti hanno parlato, anche fuori dalla Sicilia,  come
  di  un  fatto  straordinario, un fatto che qualificava  l'Assemblea
  regionale  siciliana, un episodio di progresso nella  lotta  e  nel
  contrasto  alla mafia auspicandosi che successivamente,  quindi  in
  questa  occasione, si fosse trovata copertura finanziaria  -,  allo
  stesso   modo,  se  questo  noi  non  lo  facciamo,  quella   legge
  diventerebbe   non  soltanto  un  atto  inutile  ma  un   boomerang
  vergognoso per noi tutti.
   Voglio  solo  ricordare che, all'indomani dell'approvazione  della
  legge, lo stesso procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso,  ha
  commentato positivamente non soltanto la legge ma l'iniziativa  del
  Parlamento  siciliano  individuandovi una  svolta  di  contenuti  e
  auspicando  che  la legge venisse attuata attraverso  una  adeguata
  copertura finanziaria.
   Signor Presidente, credo che se le parole hanno un senso, se  quel
  dispiegamento di attenzioni che abbiamo avuto in quella  occasione,
  se in modo corale con l'opinione pubblica nazionale ed anche con le
  istituzioni   nazionali   pensiamo   alla   Commissione   nazionale
  antimafia,  agli  uffici  del Procuratore nazionale  antimafia,  ai
  tanti  magistrati  che  hanno guardato  a  quella  legge  come  non
  soltanto,   ripeto,  una  opportunità  di  contrasto  al   fenomeno
  criminale ma come un punto qualificante di strategia politica e  di
  innovazione di questa Assemblea.
   Allora, signor Presidente, uno scatto di responsabilità, non  dico
  di  orgoglio, ma di responsabilità e di continuità con  quello  che
  abbiamo  cominciato a fare é obbligatorio e, in  questo,  la  prego
  insieme  a  tutti  i  colleghi, di farsi parte di  questo  percorso
  intrapreso.

   CRACOLICI Chiedo di parlare

   PRESIDENTE Ne ha facoltà

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  avere
  riservato  per ultimo questo emendamento ci consente  di  fare  una
  valutazione anche alla luce degli atti che si sono prodotti  finora
  in  Aula.  Mi  rivolgo  al  Presidente dell'Assemblea  più  che  al
  Governo,  perché questa è la prima legge parlamentare di cui  credo
  che  l'intero  Parlamento  è  andato  fiero  senza  ragioni  né  di
  maggioranza  né  di  minoranza.  Una  legge  considerata  da  tutti
  innovativa,  assunta  come modello anche  da  importanti  esponenti
  simbolo della lotta alla mafia, a partire dal Procuratore nazionale
  antimafia, alla stessa Commissione nazionale antimafia.
   Non  voglio  farla lunga e formulo una proposta secca,  Assessore:
  lei ha ritirato qualche momento fa un emendamento che prevedeva  il
  prelievo  dal Fondo di riserva di 13 milioni 800 mila di  euro  per
  finanziare  spettacoli  e  attività  connesse.  Non  le  chiedo  di
  prendere  13  milioni  800 mila di euro, ma i  7  milioni  di  euro
  contenuti  nel nostro emendamento che, mi auguro, venga firmato  da
  tutti  i  Parlamentari, e che sono l'esatta metà di quello che  lei
  voleva prelevare per finanziare spettacoli, feste e festini.
   Queste  risorse  finanziarie servono ai  bambini  delle  quarte  e
  quinte  classi  elementari  della scuola siciliana  per  promuovere
  attività  culturali contro la mafia; servono a sostenere  il  fondo
  antiracket  per coloro che sono sottoposti a misure di  coercizione
  da parte delle organizzazioni criminali.
   Io  non  voglio  farla più lunga. Credo che il  Governo  abbia  il
  dovere  morale di prelevare i 7 milioni del fondo di  riserva,  che
  voleva   utilizzare  per  il  doppio  per  altre  destinazioni,   e
  destinarli ad una legge di tutto il Parlamento siciliano.
   Credo  che il primo firmatario debba essere, in deroga a qualunque
  procedura, proprio il Presidente dell'Assemblea, perché quella è la
  legge  del  Parlamento, tra l'altro presentata in  tutte  le  sedi,
  pubbliche e private, come legge del Parlamento siciliano, a partire
  dal  Presidente dell'Assemblea, dal Presidente della  Regione,  dal
  Presidente  della  Commissione Antimafia. E non  volere  finanziare
  questa legge è un grave errore politico.
   Mi auguro che il Governo faccia propria questa mia proposta.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  spunto
  dalla  riflessione svolta dall'onorevole Cracolici per sottolineare
  che  già  il capogruppo del Movimento per l'Autonomia non  riteneva
  opportuno  quel  provvedimento che poi è stato ritirato.  E  lo  ha
  fatto  per  un  motivo  molto  semplice:  in  una  situazione  così
  difficile non si valutava prioritario fare determinati interventi.
   Alla  luce  di  ciò  credo  che dobbiamo  evitare  che  in  questo
  Parlamento vengano indicati i sostenitori in un senso o nell'altro,
  i  sostenitori della strategia dell'antimafia, perché tutti  quanti
  abbiamo  già  dato  dimostrazione  in  passato  dando  priorità  al
  provvedimento con una corsia preferenziale, e questo credo  che  il
  Governo  lo  abbia  dimostrato già quando ci ha  sollecitati  tutti
  quanti,  nelle rispettive Commissioni legislative, riconoscendo  la
  valenza politica e sociale, soprattutto, del provvedimento.
   E'  stato  preso  un impegno da parte del Governo,  che  già  vedo
  mantenuto  in questa situazione; certamente non ci sono  soldi  che
  bastano, non sette milioni e neanche settanta milioni. Non è questo
  il  problema, e non possiamo pensare di toccare, ognuno di noi,  la
  nostra  dignità di parlamentari semplicemente ragionando sul tetto.
  E  allora  perché  non  settanta e  non  settecento,  se  questo  è
  sufficiente per dividerci tra buoni e cattivi, da questo  punto  di
  vista non abbiamo fatto un ragionamento maturo.
   Credo  che  in  un contesto difficile come quello in  cui  si  sta
  cercando di varare un provvedimento che sicuramente - come  ho  già
  detto nella mia relazione durante la discussione generale -, non  è
  un  provvedimento che può fare fronte a tutto perché  sconta  tutta
  una  serie  di  cose  pregresse, dobbiamo avere la  responsabilità,
  tutti  quanti, di evitare strumentalizzazioni, mi permetto di dire,
  su un tema così delicato.
   Intanto,  c'è  già un segnale concreto, due milioni di  euro  che,
  ripeto, sono insufficienti, come sono insufficienti - per quanto mi
  riguarda  - sette milioni. Però capisco anche che in una situazione
  così  complicata  il  Governo non può fare  altro  che  dare  delle
  priorità inserendo anche questo provvedimento.
   Allora,  intanto  accettiamo oggi questo segnale, naturalmente  mi
  associo  anche  alla  richiesta,  se  è  possibile,  Assessore,  di
  arrotondare   ancora  qualche  altra  cosa,  nella  cornice   della
  compatibilità in cui ci stiamo muovendo. Però pregherei i  colleghi
  di  evitare di andare alla tribuna per fare delle riflessioni   che
  non  appartengono a questo Parlamento e - mi permetto di dire - non
  appartengono   alla  dignità  di  nessuno  di   noi   perché   quel
  provvedimento lo abbiamo voluto tutti.
   Il  Governo  ha  dato  una  corsia  preferenziale,  e  noi  tutti,
  all'unanimità,  sosteniamo  comunque  che  bisogna  portare  avanti
  questa  strategia; il segnale l'abbiamo già dato con il  capogruppo
  del Movimento per l'Autonomia che ha manifestato l'inopportunità di
  alcuni interventi.
   Assessore,  le  chiedo, se è possibile, di  vedere  qualche  altra
  cosa;   diversamente   pregherei   i   colleghi,   con   senso   di
  responsabilità,  di  accettare  questo  provvedimento  evitando  di
  commettere  l'errore di iscriverci tra i buoni  e  tra  i  cattivi.
  Evitiamo questa suddivisione che non ci appartiene.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come tutti ricordiamo
  la  legge numero 15 è stata salutata con grande favore anche  dalla
  cronaca  nazionale, non solo dagli organi competenti, da  parte  di
  tutti  coloro che sono impegnati seriamente nella lotta  contro  la
  criminalità  organizzata  e  contro  la  mafia,  ma  da  tutte   le
  istituzioni regionali, locali e nazionali. E credo che non si  può,
  in  quest'occasione, vanificare quanto di buono  si  è  fatto,  non
  possiamo  avere  fatto una legge e poi, al contempo,  svuotarla  di
  contenuto non finanziandola.
   Sappiamo  che  gli  imprenditori  stanno  denunciando  in  maniera
  crescente  il  fenomeno  del racket, del pizzo,  delle  estorsioni.
  Sarebbe davvero assurdo, nonché un danno di immagine enorme per  la
  Sicilia,  se  poi  questi imprenditori non trovassero  copertura  a
  quelle  che  sono  le loro legittime richieste  in  base  a  quanto
  prevede la legge.
   Poi,   va   sottolineato  che  il  fatto   di   non   rifinanziare
  adeguatamente  questo capitolo di spesa, agli  occhi  degli  stessi
  imprenditori  potrebbe  apparire  quasi  come  un  disincentivo   a
  denunciare un fenomeno malavitoso che sappiamo quanto danno provoca
  alla nostra Sicilia.
   Vorrei  spendere due parole in maniera sintetica perché credo  che
  non  ci  sia  bisogno  di  dilungarsi, è abbastanza  e  altrettanto
  chiaro, sui percorsi di legalità.
   Sappiamo quanto sia importante per i giovani, nelle scuole, capire
  più  a  fondo  cos'è la mafia, scoprire, sapere  cosa  è  stata  la
  stagione delle stragi nella nostra Sicilia.
   I ragazzi che oggi hanno 15 anni non hanno alcun ricordo di quella
  stagione  delle stragi di Capaci, di via D'Amelio ed è estremamente
  importante, fondamentale, per la loro crescita civile, per il  loro
  percorso  di educazione alla legalità che nelle scuole  si  tengano
  queste  conferenze,  questi incontri che, come  previsto  al  primo
  comma  dell'articolo  1  della legge 15 del  2008,  possono  essere
  realizzati  anche  grazie  alla  disponibilità  economica  che   ci
  auguriamo davvero qui si possa trovare.
   Il  subemendamento presentato dal Governo riguarda  esclusivamente
  il  parziale accoglimento della richiesta dell'emendamento Speziale
  solo  per  quanto  riguarda  gli incentivi  agli  imprenditori  che
  denunciano  il  fenomeno delle estorsioni; ma  non  vedo  un  euro,
  invece, per il finanziamento delle iniziative scolastiche.
   Peraltro,  credo che un adeguato finanziamento di questo  capitolo
  sia  opportuno  anche perché metterebbe il Governo regionale  nelle
  condizioni  di  partecipare  con  questi  fondi,  come   quota   di
  cofinanziamento,  anche  a  progetti  nazionali.  Azzerare   questo
  capitolo, quindi, metterebbe la Regione stessa nelle condizioni  di
  perdere  altre  opportunità anche attingendo, ad  esempio,  al  PON
  sicurezza, giusto per fare un esempio.
   Quindi, invito tutta l'Aula, il Governo e la Presidenza a valutare
  con la dovuta attenzione gli emendamenti presentati, in particolare
  l'emendamento proposto dall'onorevole Speziale.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spendere una  parola
  riagganciandomi  a  ciò che diceva l'onorevole  Lupo:  ritengo  che
  l'utilizzo  del  comma 1 - legge nobilissima da tutti  i  punti  di
  vista - serva per cercare, attraverso i giovani, di cambiare questa
  forma culturale che si sta creando.
   Assessore, cerchiamo di aumentare una parte di ciò che  serve  per
  la    formazione;   utilizziamo   il   capitolo   come   fosse   un
  cofinanziamento. Quindi aumentiamo questo capitolo, se è  possibile
  e,  assieme  a  quanto  stanziato  prima,  con  i  cofinanziamenti,
  potremmo arrivare a quanto desiderato dallo stesso Presidente della
  Commissione Antimafia.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  gli
  argomenti utilizzati dai colleghi della minoranza su una legge che,
  come  diceva  l'onorevole  De  Luca, non  dovrebbe  distinguere  la
  minoranza dalla maggioranza, debbano essere moderati, modificati.
   Quando  la  legge  è  stata approvata in Parlamento  nel  mese  di
  ottobre,  si  assegnò alla stessa una copertura simbolica  che  era
  finalizzata  come  anticipazione  ad  un  intervento  del  Governo,
  successivo  alla  predisposizione degli strumenti  finanziari,  che
  potesse  renderne  congruo il funzionamento  e  l'applicazione.  E'
  chiaro che ritenere dei parametri sufficienti od insufficienti  per
  rendere la legge efficace é suscettibile di opinioni diverse;  però
  h ingeneroso dire, da parte dei colleghi, che il Governo si rifiuta
  di  creare  uno  strumento  che tutti insieme  ci  siamo  dati  per
  combattere la mafia.
   E' ingeneroso, perché è stato detto anche che il Governo

   SPEZIALE.  Il  Governo, nel predisporre il bilancio,  ha  previsto
  zero

   LEONTINI.   che  il  Governo  si sarebbe  sottratto  perfino  alle
  costituzioni di parte civile e mi pare che questo sia un  argomento
  propagandistico  in  negativo; non è  un  argomento  sul  quale  la
  propaganda   in   negativo   debba  essere   così   ingenerosamente
  alimentata. E' un'impostazione che riteniamo debba essere corretta.
  Così  come  la  legge, da ottobre ad oggi - perché  dobbiamo  anche
  vedere  come  fare funzionare questa legge adeguando gli  strumenti
  finanziari  -  è  stata simbolicamente coperta dal Parlamento  -  e
  nessuno  su questo ha eccepito -, oggi, sulla somma che il  Governo
  ha  messo a disposizione, possiamo solo convergere dicendo che è lo
  strumento finanziario a sostegno di questa legge, per farla partire
  ed applicarla al meglio, sul quale riteniamo di dovere concordare.
   Da  questo  microfono  possiamo  sicuramente  suggerire  -  adesso
  suggerirò  un  intervento  -, ma la valutazione  comparativa,  come
  faceva   il   collega   Cracolici,   con   l'emendamento   ritirato
  dall'assessore Cimino, è un altro argomento di ingenerosa polemica.
  Infatti,  poc'anzi proprio dal collega Cracolici è  stato  eccepito
  che quell'emendamento, siccome incideva molto sull'attingimento dai
  fondi globali, non fosse opportuno utilizzarlo, non fosse altro per
  il  motivo  che  in  Commissione si era  intrapresa  una  direzione
  diversa.  Ed  allora, se così è, non utilizziamo  un'argomentazione
  completamente opposta mezz'ora dopo.
   Riteniamo  di  doverci mantenere nell'alveo, almeno, della  logica
  delle  posizioni  parlamentari e della  correttezza  delle  stesse.
  L'onorevole  Cracolici  -  ne  sono sicuro  -  manterrà  la  stessa
  posizione  di  mezz'ora fa. I fondi globali, così  come,  poc'anzi,
  venivano ritenuti da questo Parlamento necessari per fare le leggi,
  sono  l'altro  strumento  che  abbiamo  per  combattere  la  mafia;
  infatti,  combattiamo la mafia sicuramente con la  legge  -  ed  il
  collega Speziale ha detto bene prima, quando ha sottolineato questi
  valori  e  questi  contenuti  -  ma dobbiamo  anche  riservarci  di
  combatterla  con gli strumenti per i quali siamo stati eletti,  che
  sono   strumenti  di  governo  e  strumenti  parlamentari,   perché
  corrodere,   logorare,  ridurre  le  possibilità   del   Parlamento
  attingendo ai fondi globali, significa ridurre, spuntare le armi di
  lotta alla mafia.

   CRACOLICI.  I fondi globali non sono quelli da cui preleviamo.  Il
  Fondo di riserva è altra cosa.

   LEONTINI.  Allora,  se  su questo siamo d'accordo,  suggerirei  al
  Governo  di  integrare  la somma messa a disposizione,  almeno  per
  quanto  riguarda i percorsi di legalità, che nelle scuole  sono  di
  fondamentale  importanza  per  estendere  in  modo  capillare   una
  coscienza  forte  e  civile, sin dalle  basi  della  formazione  e,
  quindi,  integrare i due capitoli, quello relativo alla  formazione
  con  1  milione di euro e quello relativo al risarcimento  rispetto
  alle  attività  estorsive o agli strumenti  preventivi  rispetto  a
  queste attività, con un altro milione di euro.
   Il  suggerimento che io do è di incrementare di 2 milioni di euro,
  di  cui   un milione per i percorsi formativi ed un milione per  la
  lotta alle attività estorsive. Credo che possa essere una soluzione
  congrua,  ma  sempre  per concordare, tutti insieme,  senza  alcuna
  distinzione,  la predisposizione di uno strumento che,  uscendo  da
  quest'Aula,  possiamo  orgogliosamente dire  di  avere  predisposto
  tutti assieme per il medesimo obiettivo e la medesima finalità. Non
  è  pensabile che su questo argomento si possa uscire da  quest'Aula
  con soggettive valutazioni divergenti.
   E'  chiaro,  quindi,  che  questa proposta  è  finalizzata  a  far
  convergere  tutti, Governo e Parlamento, opposizione e maggioranza,
  verso  un'unica finalità, che è la finalità più nobile, la finalità
  di  una  lotta  ad  un cancro che, sin dalle fondamenta,  mina  non
  soltanto  il  significato  di quest'Aula ma  il  significato  della
  civiltà che quest'Aula rappresenta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini,  il  suo  emendamento,  che   va
  formalizzato, tenderebbe a stanziare 1 milione di euro nel  settore
  della  scuola  e   3 milioni di euro, quindi 2 più 1,  nel  settore
  della lotta alle estorsioni.

   LEONTINI. Un milione per settore, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini,  le  ricordo  che  c'è  già   un
  emendamento  del Governo, che prevede 2 milioni nel  settore  della
  lotta alle estorsioni; quindi, direi 1 più 3.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  condivido  pienamente nel merito l'intervento del collega  Leontini
  e,  d'altro canto, sarebbe difficile stabilire quale priorità  dare
  alla  costituzione  della Regione come parte  civile  nei  processi
  contro  la  mafia,  piuttosto che alla formazione  delle  quarte  e
  quinte   elementari,  piuttosto  ancora  che  agli   elementi   che
  incentivino   gli  imprenditori   a  denunziare   i   fenomeni   di
  estorsione.
   Allora, rispetto a questo problema, assessore Cimino, visto che la
  repressione  è stata fondamentale ed è fondamentale, ma  spero  sia
  sempre  meno  importante,  perché  sempre  più  importante  sia  la
  formazione dei nostri giovani ed un humus culturale che si  imponga
  sempre   più   per  fare  fronte  al  problema  della   criminalità
  organizzata,  anche  con gli strumenti che poc'anzi  il  presidente
  della Commissione Bilancio, onorevole Savona, ha individuato e cioè
  anche  con eventuali fondi europei per progetti che possano  essere
  finalizzati,  invito l'Assessore ed il Governo - e  sono  certo  di
  coglierne  la  sensibilità a nome del nome del Gruppo  parlamentare
  che  rappresento,  l'UDC-, a trovare soluzioni economiche  che,  in
  maniera uguale e comunque proporzionale rispetto all'importanza che
  ritengo medesima dei tre capitoli, possano trovare copertura.
   Questo è l'intendimento del mio partito. Poi affido al Governo  ed
  alla  sua sensibilità la possibilità concreta di dare risposte alle
  esigenze dell'intera Aula, colleghi dell'opposizione, lo ribadisco.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è dubbio  che
  dobbiamo trovare i fondi per finanziare una legge che abbiamo tutti
  orgogliosamente  votato;  ma non è l'unico  problema,  ce  ne  sono
  tanti.  Dopo mesi di duro lavoro, approveremo un bilancio che  pone
  diverse difficoltà.
   L'Assessore per i lavori pubblici, per esempio, non ha un euro per
  fare  manutenzione sui porti; è una cosa che ho scoperto  per  caso
  perché un porto della nostra provincia aveva una difficoltà  e  non
  c'è  un euro per fare manutenzione sui porti. E questo è un esempio
  tra i mille che abbiamo.
   Allora,   mi  chiedo  perché  non  concordiamo  un'azione  comune,
  centrodestra e centrosinistra, per andare a riprenderci quei  fondi
  che sono nostri, che appartengono alla Sicilia.
   Mi  riferisco ai fondi sequestrati alla mafia. Io veramente chiedo
  un  poco  di  attenzione  perché  stiamo  parlando  dei  soldi  del
  territorio  della Sicilia che, in questo momento, sono stati  messi
  in un fondo affidato al Governo nazionale e di cui non sappiamo più
  niente.
   Sono soldi sottratti alla mafia in Sicilia; quindi, sono soldi che
  la  mafia  ha sottratto ai siciliani. Non è esagerato,  non  è  una
  prova di arroganza; è proprio banale, buona politica andare a  Roma
  a riprenderci questi soldi. Ne abbiamo un estremo bisogno.
   Faccio   un  appello  personale  all'Assessore  per  il  bilancio,
  onorevole  Cimino, al Presidente dell'Assemblea, a  tutti  noi,  ai
  capigruppo  dell'Assemblea, perché sto parlando -  e  proporrò  una
  mozione  da presentare tutti assieme - di una quantità notevole  di
  soldi  che appartengono alla Sicilia, che possono essere utilizzati
  per  interventi  sulle  infrastrutture,  per  finanziare  la  legge
  antimafia, per dare anche una mano alle forze dell'ordine  che,  in
  questo  momento,  hanno difficoltà enormi a  condurre  le  indagini
  antimafia.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  impiegare
  qualche  minuto in più su un argomento del genere sia assolutamente
  positivo,   soprattutto  a  partire  dal  fatto  -   senza   alcuna
  speculazione  -  che,  obiettivamente,  spesso  e  volentieri,  gli
  impegni  che si assumono qui da parte del Governo, nel  momento  in
  cui  poi  si va a mettere mano al bilancio e alla finanziaria,  non
  vengono assolutamente rispettati.
   Dispiace  da questo punto di vista e non si tratta di speculazione
  politica; si tratta soprattutto di essere, anche rispetto al  ruolo
  che  si svolge in Aula, un poco più attenti. Non mi permetterei mai
  di  dire che il Governo non è sensibile, tanto quanto possibilmente
  molti di noi. Penso che, invece, ci sia un modello di comportamento
  che  va  assolutamente criticato: spesso in quest'Aula, durante  la
  discussione  che  riguarda testi importanti, viene molto  semplice,
  facile,  assumere impegni per cercare di superare quel  momento  di
  impasse perché quando si discute e ci si confronta dobbiamo  sempre
  e  comunque  non  meravigliarci  e  non  essere  mai  insofferenti;
  dovremmo  invece  preoccuparci se non avvenisse ciò  che  è  giusto
  debba avvenire,  il confronto democratico.
   Allora,  senza  alcuna  critica esasperata, assessore  Cimino,  le
  faccio   innanzitutto  notare  che  questioni  che  riguardano   il
  confronto  parlamentare  rispetto ad  impegni  del  Governo  devono
  essere  assolutamente prioritarie. Lo dico perché, poi,  quando  si
  apre  una  discussione  del genere viene semplice  -  mi  riferisco
  all'intervento  dell'onorevole  Leontini  -  cercare   di   evitare
  qualsiasi  posizionamento  estremo rispetto  ad  un  argomento  del
  genere  dove è chiaro che non ci può essere rosso, verde e  giallo,
  bianco e così via, ma più largo è questo fronte e meglio è.
   Occorrono, però, gli strumenti.
   Mi  permetto di suggerire, per esempio, al Governo - non  vedo  in
  Aula  l'assessore  per  i beni culturali - che  il  modo  per  fare
  realmente attività per i ragazzi delle scuole, onorevole Leontini -
  capisco  che siamo tutti impegnati a vedere quanto, qualche milione
  in  più  o  in  meno, riusciamo a ottenere da queste  due  giornate
  particolarmente   impegnative  -,  dico,   invece,   che   dobbiamo
  migliorare  e quindi senza perdere più un minuto, signor Presidente
  (ha  ragione  l'onorevole  Cracolici  quando  dice,  il  primo  lei
  onorevole  Cascio, presidente di questa Assemblea, da questo  punto
  di  vista  avrebbe  dovuto dire che quella  fu  una  legge  che  ha
  qualificato  i  lavori  di  quest'Aula e  che  ha  qualificato,  mi
  permetto dire senza enfatizzare, anche questa legislatura; non dico
  l'unica, ci mancherebbe altro, ma mi pare assolutamente un  segnale
  importante),  dovremmo  capire, anche  dal  punto  di  vista  degli
  interventi che un assessore può fare, il modo per fare, all'interno
  delle  scuole,  un  lavoro  serio per quanto  concerne  la  memoria
  storica,   l'antimafia,  l'antimafia  positiva,  cioè  quello   che
  realmente  un governo lucido, molto illuminato da questo  punto  di
  vista, dovrebbe fare.
   Nel   passato  abbiamo  avuto  esperienze  di  utilizzo  di  fondi
  indirizzati  all'attività extrascolastica,  con  interventi  mirati
  anche  per  quanto concerne i ragazzi; quindi, elevare la coscienza
  democratica   era l'obiettivo strategico che credo  che  non  abbia
  dato del tutto i risultati sperati.
   Allora,  noi non dobbiamo soltanto elevare quella cifra  -  perché
  effettivamente  va elevata e va spalmata bene sugli articoli  della
  legge  15 -, ma dobbiamo, da un lato, fare questa operazione  e  la
  mediazione in questo caso, guardate, non è scendere a chissà  quali
  infimi  livelli.  Poco  fa, si trattava  di  13  milioni  e  rotti,
  attingendo  al  fondo di riserva; si attesti ad una  cifra  che  il
  Governo  ritiene,  tutto sommato, congrua e  la  chiudiamo  lì.  In
  questo momento stiamo parlando, nessuno si sta irrigidendo.
   Il punto è trovare un equilibrio vero, sano, un compromesso nobile
  e,  dall'altro lato, il Governo si impegni ad intervenire, con  una
  circolare,  per quanto concerne l'attività che deve  essere  svolta
  nelle  scuole  e che riguarda i nostri ragazzi. Non è retorica.  Il
  Governo si impegni a fare anche questo. Lo dico anche al Presidente
  dell'Antimafia   e lo dico da docente, con 28 anni   di  esperienza
  sulle spalle. Il Governo faccia non solo lo sforzo per indicare una
  quota  seria, una cifra seria, un quantum serio per quanto concerne
  anche   la   proposta  dell'onorevole  Speziale  -   mi   riferisco
  all'emendamento  a  sua  firma  -,  ma,  nel  contempo,  si  assuma
  l'impegno  di  fare questo passaggio e di curarlo  bene  con  degli
  esperti o meno.
   Alle  scuole  va  indirizzata una circolare  precisa:  quei  soldi
  devono  essere utilizzati bene per elevare realmente  la  coscienza
  democratica  dei nostri ragazzi e per raccontare l'antimafia  nella
  maniera  più  corretta e positiva possibile e non solo  quello  che
  sciaguratamente   conosciamo  per  quanto   concerne   l'esperienza
  siciliana.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un provvedimento
  legislativo  qualsiasi tende a stabilire con i nostri  amministrati
  un  patto. Nella fattispecie, la legge antimafia veicola al  popolo
  che  intendiamo amministrare due messaggi: il primo è rivolto  alle
  grandi  agenzie  formative  a  cui diciamo  di  educare  i  ragazzi
  all'antimafia e noi pagheremo quei progetti; il secondo è veicolato
  agli imprenditori coraggiosi che denunciano il pizzo o tentativi di
  estorsione a cui diciamo di parlare perché noi risarciremo i  danni
  dei loro esercizi.
   Vorrei  chiedere se si ha l'idea del danno che si  provoca  in  un
  medio esercizio che subisce un attentato in Sicilia.
   Assessore   Cimino,  le  vorrei  raccontare  una  mia   esperienza
  personale. Abbiamo una piccola azienda di famiglia; sono venuti gli
  estorsori  e noi abbiamo fatto nome e cognome. Qualche  mese  dopo,
  hanno  incendiato  l'impresa. I danni sono  stati,  per  un'impresa
  soltanto, centinaia di migliaia di euro.
   Dopo  l'approvazione della legge antimafia, sono andato  dai  miei
  collaboratori  a dire che il Parlamento siciliano finalmente  aveva
  fatto  una cosa positiva, aveva approvato una legge che non parlava
  dei  massimi sistemi soltanto ma che interveniva direttamente,  con
  il  tramite  dei  Comuni e degli altri soggetti, per  sostenere  il
  danno enorme che loro avevano ricevuto.
   Non  mi  pare  assolutamente il caso che il  Parlamento  siciliano
  debba tradire questo patto stabilito con le agenzie educative e con
  gli operatori perché sarebbe un tradimento senza precedenti.
   Dobbiamo  fare  in  modo di non trasformare  questa  bella  pagina
  dell'Assemblea   regionale  in  un   pesce   gatto'.   Sapete   che
  caratteristica hanno i pesci gatto? Sono dei pesci  che  hanno  una
  testa  e  una mandibola enorme, sembrano dei pescecani, sembra  che
  debbano fare sfracelli ma hanno un corpo minuscolo. Speriamo che la
  legge  antimafia non diventi l'ennesimo pesce gatto perché la mafia
  dei pesci gatto ne fa un boccone.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
  la  mia  soddisfazione per il dibattito che  si  sta  svolgendo  in
  questa  Aula.  Credo  che il Parlamento si  sia  riappropriato  del
  proprio  ruolo, mettendo in campo questa iniziativa  di  dotare  la
  legge   antimafia  di  ciò  che  le  spetta,  dal  punto  di  vista
  finanziario.
   Una  volta  tanto, quando si torna a casa, si esprime un  pensiero
  forte  rispetto a ciò che solitamente viene fatto. Stiamo  mandando
  un  bel messaggio a coloro i quali sono costretti a pagare il pizzo
  e  che vorrebbero uscire fuori dalla morsa mafiosa. Stiamo mandando
  un  bel messaggio alla città. Stiamo mandando un messaggio anche ai
  mafiosi:  stiamo dicendo che questo Parlamento è unito nella  lotta
  contro la mafia.
   L'unico  rammarico che esprimo è per il ritardo che il Governo  ha
  manifestato. Se il Governo fosse intervenuto a monte nel  documento
  finanziario, avremmo risparmiato un po' di tempo.
   Però  il  dibattito  non fa mai male. Credo  che  faccia  crescere
  tutti;  ci  fa esprimere nella maniera giusta e quindi ciascuno  di
  noi, stasera, potrà essere soddisfatto più di prima

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sono stato più volte chiamato  in
  causa,  nella  qualità  di  Presidente di  questo  Parlamento,  per
  firmare  un emendamento che desse copertura a questa legge.  Sapete
  che   non   è  abitudine  dei  presidenti  del  Parlamento  firmare
  emendamenti;  però,  in  qualche modo, ho  utilizzato  la  cortesia
  dell'onorevole Leontini ed un parere preventivo dell'assessore  per
  il   bilancio per proporre un emendamento, il Tab B.12.2, che tende
  a  finanziare  questa legge con 4 milioni di euro: tre  milioni  di
  euro nel Fondo per le estorsioni e un milione di euro nel Fondo per
  le  attività  scolastiche  su cui credo  che  il  Parlamento  possa
  ritrovare   una  unità,  considerato  che  è  il  primo   anno   di
  applicazione  di  questa legge e, quindi, non abbiamo  idea  su  un
  consolidato di eventuali spese che si possono affrontare con questa
  legge.
   Credo che sia il miglior modo di onorare questo dibattito.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento Tab B.12.2, a  firma
  dell'onorevole Leontini:

   UPB 3.2.1.3.5 - CAPITOLO 187103 + 3.000
   UPB 9.2.1.3.2 - CAPITOLO 373344 + 1.000
   UPB 4.2.1.5.1 - CAPITOLO 215701 - 4.000

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  paventato
  il  rischio  che  poi  diventasse  una  sorta  di  pattuizione,  di
  trattativa, non so neanche come definirla. Ci troviamo di fronte ad
  una  situazione  che  è abbastanza singolare:  il  Governo  non  dà
  copertura al testo nella fase iniziale.
   La  legge  è  stata approvata alla fine dell'anno  scorso  -  come
  ricordava il collega Leontini - e, in quell'occasione, si disse  di
  non  impegnare risorse eccessive perché, essendo giunti  alla  fine
  dell'anno, non si poteva spenderle; le avremmo impegnate, invece, a
  partire dal 2009.
   Tralascio  i giudizi che sono stati dati sulla legge ed entro  nel
  merito.
   La prima questione è se vi sia un retro pensiero politico da parte
  del Governo.
   Questo è il punto da cui bisogna partire: il Governo non intendeva
  finanziare  la legge che esso stesso ha definito di svolta  epocale
  perché,  se  non ci fosse stato questo retro pensiero  politico,  i
  capitoli  della legge sarebbero arrivati in Aula con una  copertura
  finanziaria.
   Visto  che  il  Governo non dà copertura, mi rendo  conto  che  il
  messaggio  che  mandiamo alla Sicilia è devastante.  Infatti,  dopo
  avere  spiegato in tutte le sedi, in tutte le Camere  di  Commercio
  della Sicilia che c'è una legge che permette, in corso di denuncia,
  di   sostenere  il  mondo  dell'impresa  che  vuole  spezzare  quel
  condizionamento  mafioso  e  che  vuole,  attraverso  la  denuncia,
  liberarsi  dal  giogo  della  mafia e della  malavita  organizzata,
  adesso dobbiamo scusarci e dire che sì, siamo andati in giro per la
  Sicilia,  ma  non ci sono soldi, e se qualche imprenditore  dovesse
  denunciare,  ad  oggi noi dovremmo dire:  non c'è il  becco  di  un
  quattrino'.
   Seconda questione: abbiamo investito tutte le scuole della Sicilia
  sulla  base di una considerazione che ho più volte detto e che  qui
  voglio ricordare.
   Signor  Presidente, l'articolo 1 nasce al bar dell'Assemblea  -  e
  qui  mi  è testimone il collega Cordaro -, quando sono stato eletto
  presidente  della Commissione Antimafia, il collega  Cordaro  si  è
  avvicinato  dicendomi  che  quando  era  presidente  del  Consiglio
  comunale  di Palermo aveva promosso lezioni di legalità assieme  ai
  magistrati. E mi ha raccontato che in una scuola media palermitana,
  ad  un  certo punto, il magistrato dialogando con i ragazzi  disse:
   ovviamente,  sapete  chi sono Falcone e Borsellino'.  Silenzio  in
  classe.  Un ragazzo un po' più intraprendente poi rispose:   certo,
  l'aeroporto'.
   In  quel  momento  ho capito che si è creato uno  strappo  tra  la
  nostra  storia ed i percorsi pedagogici ed educativi,  uno  strappo
  che abbiamo il dovere di recuperare se vogliamo ridare slancio alla
  lotta  alla  mafia, perché nessuno sa chi è Pio  La  Torre,  chi  è
  Piersanti  Mattarella, chi è padre Pino Puglisi; perché  Falcone  e
  Borsellino  hanno perso la propria vita; chi sono  i  52  segretari
  delle  Camere  del  Lavoro che, nel dopoguerra, sono  stati  uccisi
  dalla  mafia  e così Portella della Ginestra: un percorso  glorioso
  della  storia  siciliana  che  rischia  di  essere  spezzato  nella
  formazione educativa e pedagogica.
   Per questo motivo abbiamo pensato di inserire l'articolo 1, che ha
  questo  significato  altamente positivo, ed era  previsto  già  per
  l'anno  2008  un milione di euro di stanziamento; quest'anno  viene
  riproposto un altro milione di euro.
     Le  scuole elementari in Sicilia sono 700, al valore di  5  mila
  euro  - così abbiamo stabilito - sono 3,5 milioni di euro. Vogliamo
  stabilire che una parte di queste scuole non deve svolgere attività
  educativa  e  formativa?  Non si vuole  permettere  che  i  giovani
  ricordino  la  memoria  di un percorso storico?  Bene   Mettiamo  2
  milioni di euro all'articolo 1.
   Ma  ha quel significato, perché bisogna sanare quel vulnus, quello
  strappo. Se non si capisce questo non si ha la percezione  di  come
  bisogna fare la lotta alla mafia, significa che c'è qualcuno che ha
  voluto fare più parti in commedia  Significa dire che abbiamo fatto
  una  bella legge, dopo di che - di fatto - negare gli effetti della
  legge
   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  come  lei  sa,  sono  tornato
  qualche  giorno  fa dall'incontro con la DG Concorrenza  in  Europa
  perché  temevamo che l'articolo 3 potesse applicarsi soltanto  fino
  al  de minimis; dopo quella chiacchierata gli uffici dell'Assemblea
  e  gli  uffici della Regione ci hanno assicurato che si può  andare
  oltre il de minimis. Avendo percezione che potrebbe essere un fondo
  illimitato,  tra  gli emendamenti a mia firma alla finanziaria  lei
  leggerà che c'è un emendamento che recita  con un tetto massimo  di
  500  mila  euro' perché, avendo consapevolezza che quel  fondo  può
  essere limitato, abbiamo posto un limite di impegno per cinque anni
  nei confronti delle imprese.
   Ma  la  domanda  oggi è la seguente: vogliamo lasciare  lo  stesso
  impianto normativo odierno e all'imprenditore che denunzia  gli  si
  riduce  l'accesso al credito perché le banche non gli danno  questa
  possibilità,  non gli danno fiducia? L'imprenditore  che  denunzia,
  rischia  di  non denunziare più non perché non avverte il  sostegno
  delle  istituzioni,  ma  perché, se non ha  un  sostegno  in  corso
  d'opera, chiude la propria attività
     Ho  più  volte ricordato, signor Presidente, il caso di  un  mio
  amico  che ha scritto un libro dal titolo  Il fu Nino Miceli',  che
  riguardava  il  suo caso personale successogli a  Gela  tanti  anni
  prima  quando,  in  qualità  di  titolare  di  una  concessionaria,
  denunziò,  fece  arrestare e condannare gli estorsori,  ma  dovette
  chiudere ugualmente la propria attività
    Con questa norma, noi oggi abbiamo pensato di dare un supporto in
  corso  d'opera per sostenere l'impresa che denunzia ed  espande  la
  propria  attività.  Non  si  ha  ancora  la  percezione  del  fatto
  straordinario che abbiamo messo in campo.
     Il  Governo viene qui e dice:  trattiamo'. Si può dire:   guarda
  che la norma non può avere quella copertura che tu prevedi'; si può
  ridurre la copertura con l'impegno che se vi sono denunzie  -  così
  come ci auguriamo - eventualmente alziamo il tetto di copertura. E'
  un ragionamento condivisibile se si partiva da questo spirito.
   Ma  lo  spirito  dal  quale è partito il Governo  è  di  non  dare
  copertura finanziaria
    Infine, chiedo al Governo: vuole impegnare complessivamente sette
  milioni di euro per l'intera legge? Ne impegni due sull'articolo 1,
  tre   sull'articolo  3,  impegni  un  altro  milione  di  euro  per
  consentire l'accesso al credito alle cooperative che devono gestire
  i  beni  confiscati, e metta un altro milione di euro per i  Comuni
  che  hanno la titolarità dei beni confiscati, in modo da  avere  un
  fondo  di  rotazione al quale attingere per rendere  immediatamente
  fruibili  i  beni  confiscati.  Perché  anche  lì  c'è  dietro   un
  ragionamento:  il bene confiscato, che è stato per tanti  anni  non
  utilizzato dalla comunità, viene avvistato come una sconfitta dello
  Stato
   Invece,   il   bene   confiscato  che   viene   reso   disponibile
  immediatamente  con  l'intervento  da  parte  dello   Stato   viene
  avvistato  dalla comunità come un segno di presenza e  di  successo
  dello Stato
   Sono  queste  le  ragioni di fondo per cui  non  sono  disposto  a
  patteggiare.
    Se c'è un limite di copertura, stabiliamo che sono sette milioni:
  due  milioni  per  l'articolo 1, tre milioni per l'articolo  3,  un
  milione  per  gli  altri articoli - adesso non  ricordo  -,  per  i
  capitoli  che  ho citato in modo da dare copertura  sostanziale  al
  testo.  Fra  un anno, quando la legge andrà a regime, verificheremo
  quali  effetti ha prodotto e, sulla base di questo, poi  valuteremo
  quante risorse impegnare.
   Pertanto  accolgo in parte le considerazioni del collega Leontini,
  le  accolgo in parte in quanto un milione di euro per le  scuole  è
  assolutamente insufficiente; l'anno scorso noi avevamo previsto  un
  milione per due mesi. E chiedo al Governo, in quanto è l'unico  che
  può  presentare  subemendamenti in questa  fase  della  discussione
  d'Aula, di dare copertura anche agli altri articoli della legge.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, sarò molto breve. Per la verità,  il
  mio   intervento   nasce   dall'ascolto  dei   diversi   interventi
  qualificatissimi che si sono susseguiti e anche dalla proposta  che
  ho  ascoltato  formulare all'onorevole Leontini e che  sottoscrivo,
  perché mi pare una ragionevole mediazione. Tuttavia vorrei fare una
  considerazione.
   Signor  Presidente,  in  Sicilia molto spesso  siamo  abituati  ad
  ascoltare  messaggi, certamente anche esagerazioni, che vengono  da
  soggetti  diversi, da professionisti poi dell'antimafia, lo  voglio
  dire  senza mezzi termini. Questa legge ha certamente il pregio  di
  andare  incontro alle legittime aspettative che vengono  dal  mondo
  delle istituzioni che vogliono combattere fenomeni estorsivi; però,
  un elemento voglio consegnare al Presidente dell'Assemblea e voglio
  consegnarlo anche al Governo perché ciò che accade in Sicilia  oggi
  è di una semplicità unica.
   Un   imprenditore  che  denuncia  non  muore  perché  non   vi   è
  l'intervento  dello Stato, non muore perché non vi  è  il  sostegno
  delle  istituzioni,  muore perché nel momento in  cui  denuncia  il
  fenomeno  estorsivo  vi  è  purtroppo il  cappio  che  viene  dagli
  istituti bancari che immediatamente chiudono il conto. Questo è  il
  grande problema che questa Assemblea deve affrontare; questo  è  il
  grande problema che deve affrontare il Governo siciliano se noi per
  davvero vogliamo dare una risposta al grave fenomeno della mafia e,
  soprattutto,  se vogliamo affrontare con intelligenza  il  problema
  del racket delle estorsioni.
   Signor  Presidente,  quando  ero  presidente  della  Provincia  di
  Messina,  tanti anni or sono, ho istituito un fondo  antiusura,  un
  fondo  antiracket.  Correva l'anno 1996, si parlava  allora  di  un
  miliardo  delle vecchie lire, chiaramente vi erano delle condizioni
  che  dovevano essere rispettate e cioè la denuncia e quello che noi
  sappiamo.
   Ebbene,  quel fondo è rimasto intonso per lunghi anni ed  io  temo
  che se non vi sarà un intervento decisivo che convinca gli istituti
  bancari  a non chiudere i rubinetti, questa battaglia noi l'abbiamo
  già persa in partenza.
   Allora,  mi  sembra  ragionevole la posizione  che  abbiamo  visto
  annunciare  qui  dall'onorevole Leontini. E'  un  primo  passo,  si
  tratta  di  una  buona legge; secondo me bisogna  evitare  di  fare
  comunque speculazioni.
   Forse   qualche   intervento   poteva   essere   risparmiato    e,
  probabilmente,  si  poteva giungere prima ad  una  soluzione  nella
  consapevolezza che il Governo saprà farsi carico di  questo  grande
  problema e il Presidente dell'Assemblea farà altrettanto.

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cordaro, De Luca e  Minardo
  hanno dichiarato di apporre la firma all'emendamento Tab B.12.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
   Pongo in votazione l'Amministrazione Famiglia, come emendata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Amministrazione Bilancio e finanze - dalla UPB
  4.1.1.1.1 alla UPB 4.4.2.6.1.

   1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
  dell'Assessore.
   2. Dipartimento regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale
  della Regione.
   3. Dipartimento regionale delle finanze e del credito.
   4. Uffici speciali.

   La pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'intera Tabella B. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo, quindi, in votazione l'articolo 2, fatte salve le modifiche
  conseguenti  all'approvazione  della  legge  finanziaria.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  alle  ore  19.00,  per dare modo a ciascun gruppo  parlamentare  di
  potersi riunire.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.19, è ripresa alle ore
                                20.07)

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
                            programmatiche
                 e correttive per l'anno 2009» (250/A

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  si  procede con il  seguito  dell'esame  del
  disegno  di  legge  numero  250/A  «Disposizioni  programmatiche  e
  correttive per l'anno 2009».
   Ricordo  che  nella seduta numero 84 del 24 aprile  2009  è  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                        Risultati differenziali

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera  b)  della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti  della
  presente  legge,  il saldo netto da finanziare per  l'anno  2009  è
  determinato in termini di competenza in 442.274 migliaia di euro.
   2.  Tenuto  conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a le-gislazione vigente, per l'anno 2010 è determinato
  un saldo netto da impiegare pari a 415.573 migliaia di euro, mentre
  per l'anno 2011 è determinato un saldo netto da finanziare  pari  a
  42.550 migliaia di euro.

   3.   Il  Ragionerie  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare   operazioni  finanziarie  per   il   finanziamento   di
  investimenti  coerenti con l'articolo 3, comma 18, della  legge  24
  dicembre  2003,  n.  350  compresi  quelli  inclusi  nel  Programma
  Attuativo Regionale Sicilia 2007-2013, nelle more della definizione
  dell'iter   di   approvazione  dello  stesso,  per   un   ammontare
  complessivo  pari  a  650.000  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2009,  di  455.000 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2010  e di 261.000 migliaia  di euro  per  l'esercizio
  finanziario  2011».

   Comunico che sono stati presentati, dall'onorevole Cracolici,  gli
  emendamenti: 1.1, 1.2, 1.5 (al comma 1), 1.3 (al comma 2), 1.4.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 1.Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
         Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e
                                perenti

   1.  Le  entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2007  a
  fronte   delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2008,   non
  corrispondono  crediti  da  riscuotere nei  confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate  dalle scritture  contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.
   2.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale  della  Regione,   su
  indicazione   delle   competenti   amministrazioni,   si    procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  1.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2008.

   3.  Qualora,  a fronte delle somme eliminate a norma del  presente
  articolo,  sussistano  eventuali  crediti,  si  provvede  al   loro
  accertamento  all'atto della riscossione con imputazione  al  conto
  della competenza dei pertinenti capitoli di entrata.

   4.  Le  somme  perenti  agli  effetti amministrativi  relative  ad
  impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1998, non reiscritte
  in  bilancio  entro  la chiusura dell' esercizio finanziario  2008,
  sono    eliminate   dalle   scritture   contabili   della   Regione
  dell'esercizio medesimo.

   5. Con successivi decreti del Ragioniere generale della Regione si
  procede  all'individuazione delle somme da eliminare ai  sensi  del
  comma  4.  Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
  della Regione per l'esercizio finanziario 2008.

   6.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico  del  bilancio
  della  Regione  fino all'esercizio 2007 e quelli di conto  capitale
  assunti  fino  all'esercizio 2006, per i quali alla chiusura  dell'
  esercizio   2008   non  corrispondono  obbligazioni  giuridicamente
  vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   7.  Le  disposizioni di cui ai commi 4 e 6 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le  modalità  di
  appalto.

   8.  Con  successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
  su   indicazione  delle  competenti  amministrazioni,  si   procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  6.
  Copia  di  detti  decreti è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2008.

   9. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei precedenti
  commi,  sussista  ancora l'obbligo della Regione  e,  nel  caso  di
  eliminazione di somme perente da eliminare ai sensi del comma 4 sia
  documentata l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede
  al  relativo  pagamento con le disponibilità  dei  capitoli  aventi
  finalità  analoghe  a  quelli su cui gravavano  originariamente  le
  spese  o,  in  mancanza  di disponibilità, mediante  iscrizione  in
  bilancio  delle  relative  somme,  da  effettuarsi  con  successivi
  decreti  del  Ragioniere  generale della  Regione  ai  sensi  degli
  articoli  7  e  8  della legge 5 agosto 1978, n. 468  e  successive
  modifiche  ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale
  7 agosto 1997, n. 30.

   10.  Le  disposizioni  del presente articolo  si  applicano  anche
  all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti: 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8,  2.9,  2.10  e
  2.11.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non sorgendo osservazioni, gli articoli 3, 4 e 5 sono accantonati.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
            Medaglia d'oro ai siciliani vittime di Nassirya

   1.  Il  Presidente  della Regione è autorizzato  a  concedere  una
  medaglia  d'oro  alla  memoria dei siciliani caduti  nell'attentato
  terroristico di Nassirya».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 6.1 e 6.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                  Contenimento spese di funzionamento

   1.  Al fine di dare attuazione a quanto previsto dall'articolo  1,
  comma  600, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l'Amministrazione
  regionale,  gli enti del servizio sanitario regionale  e  gli  enti
  regionali  costituenti il settore pubblico regionale  di  cui  alla
  lettera d) dell'articolo 2 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
  10,  adottano  piani  triennali per  la  individuazione  di  misure
  finalizzate  alla razionalizzazione dell'utilizzo  delle  dotazioni
  strumentali,  anche  informatiche, che  corredano  le  stazioni  di
  lavoro  nella  automazione d'ufficio, nonché delle  autovetture  di
  servizio,  anche  attraverso  il ricorso  a  mezzi  alternativi  di
  trasporto, anche cumulativi.

   2.  Nei  piani  di  cui  al comma 1 sono altresì  individuati  gli
  interventi diretti alla soppressione o all'accorpamento di uffici e
  strutture   centrali   e   periferiche,  finalizzati   anche   alla
  istituzione di sportelli unici per gli utenti ed alla riduzione  di
  oneri per la locazione e la gestione di immobili.

   3.  A  consuntivo annuale le amministrazioni e gli enti di cui  al
  comma  1 trasmettono una relazione agli organi di controllo e  alla
  Corte dei conti. Il Presidente della Regione trasmette la relazione
  relativa   all'Amministrazione  regionale  all'Assemblea  regionale
  siciliana e alla Corte dei conti».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 7.1, 7.5, 7.2, 7.6, 7.3 e 7.4.

   CRACOLICI. Dichiaro di mantenere gli emendamenti 7.5 e  7.6  e  di
  ritirare tutti gli altri.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  7 e degli emendamenti 7.5 e 7.6.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, siamo arrivati al  penultimo  giorno
  dell'esame della legge finanziaria e non credo che questo  modo  di
  procedere accantonando gli articoli sia dignitoso nei riguardi  del
  Parlamento. Non credo che questo metodo di andare a saltare per poi
  discutere  quando  già si è discusso in altre sedi  sia  rispettoso
  delle prerogative dei singoli parlamentari.
   Dobbiamo  cercare di approvare la finanziaria con gli articoli  in
  successione  per una serie di motivi che possono anche incidere  su
  quella che è la struttura complessiva della finanziaria.
   Questo  modo  di  procedere in Aula da un po' di  tempo  per  cui,
  quando  si  esamina la legge finanziaria si cambia metodo,  non  mi
  trova  d'accordo  nell'accantonare gli articoli.  Con  chi  l'avete
  concordato?  La legge finanziaria è composta  da tanti  articoli  e
  ritengo  che  debba  essere  esaminata secondo  la  sequenza  degli
  articoli, e non a saltare; questa è una procedura inaccettabile  da
  parte  dei  deputati, almeno di quelli che ancora hanno un  po'  di
  dignità parlamentare.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole  Laccoto  deriva da  una  sua  soggettiva  presa  di
  posizione dato che non ha voluto preventivamente raccordarsi con il
  suo Gruppo e con il suo capogruppo. Infatti, per lavorare meglio in
  Aula  abbiamo  concordato,  come capigruppo,  di  esaminare  quegli
  articoli  sui quali non vi sono problemi e sui quali non  insistono
  in modo particolare gli emendamenti dell'opposizione, così da poter
  decidere,  seduta stante, cosa fare. Abbiamo deciso di  accantonare
  gli  altri  articoli, oggetto di emendamenti anche da  parte  della
  maggioranza  -  e  soprattutto da parte  della  maggioranza  -  per
  consentirne  una  più approfondita ed articolata  valutazione.  Per
  rendere più spedito il lavoro d'Aula, abbiamo concordato questo.
   Non  c'è nessuna riserva, nessuna finalità recondita o secondaria.
  E' soltanto un modo per rendere il lavoro d'Aula più efficace e più
  spedito.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, anche per  instaurare  un  clima
  sereno,  tranquillo e per dare risposta un po' a tutte  le  domande
  che sono state poste e, onorevole Laccoto, per venire incontro alle
  richieste  che  lei ha testé presentato e proprio per salvaguardare
  la  prerogativa  dell'attività  parlamentare  e  dei  parlamentari,
  soprattutto  su  una legge così importante come la finanziaria,  al
  fine  di  consentire un vero approfondimento da parte  di  tutti  i
  deputati  sugli  articoli del testo che presentano complessità,  la
  Presidenza, in accordo con i capigruppo - e non può che essere così
  - ha deciso di esaminare stasera, fino alle ore 22.00, gli articoli
  che   non   presentano  particolari  problemi  relativamente   agli
  emendamenti,  rinviando a domani, alle ore 11.00,  il  resto  degli
  articoli.
   Pertanto, stasera dovremmo esaminare gli articoli 12, 20, 23,  27,
  28, 40, 41, 42, 43.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
           Riconoscimento associazioni faunistico-venatorie

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 1 settembre
  1997,   n.  33,  dopo  le  parole   È  altresì  riconosciuta  quale
  associazione venatoria, faunistica ed ambientale l'Italcaccia.'', è
  aggiunto  il  seguente  periodo:  Sono inoltre  riconosciute  quali
  associazioni venatorie, faunistiche ed ambientali Caccia e Ambiente
  Artemide, ANCA e Enalcaccia».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 12.1 e 12.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
          Attribuzione somme alle province per la erogazione
                    dei servizi socio assistenziali

   1.  Al comma 2 dell'articolo 17 della  legge regionale 28 dicembre
  2004,  n.  17,  introdotto dall'articolo 6, comma 13,  della  legge
  regionale  8  febbraio 2008, n. 1,  le parole   1.650  migliaia  di
  euro' sono sostituite con le parole  1.720 migliaia di euro'.

   2.  Gli  oneri  finanziari derivanti dal comma 2 dell'articolo  17
  della   legge  regionale  n.  17/2004, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  come  modificato dal comma 1 del presente  articolo,
  gravano  sulle  disponibilità del   fondo autonomie locali  per  le
  province».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 20.1, 20.2 e 20.3.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
                 Norme sui consigli di circoscrizione

   1.  Sino  alla  scadenza, naturale o anticipata,  del  periodo  di
  carica,  le  disposizioni  di  cui alla  lettera  e)  del  comma  1
  dell'articolo 5 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.  22,  si
  applicano  anche  ai  consiglieri circoscrizionali  di  comuni  con
  popolazione non superiore a 100.000 abitanti, ove i consigli  siano
  stati istituiti ai sensi della previgente normativa.

   2.  I  Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti  possono
  mantenere  i  consigli circoscrizionali, senza  oneri  di  spesa  a
  carico  dei  propri  bilanci, ove gli stessi siano  stati  istituti
  prima  dell'entrata  in  vigore della legge regionale  16  dicembre
  2008, n. 22.»

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 23.1 e 23.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
          Tecnologie dell'informazione e della comunicazione

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.  23,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1,  dopo le parole  obiettivi specifici  4.1'  sono
  aggiunte le seguente  , 4.2';

   b)  al  comma  5,  dopo le parole  obiettivi specifici  4.1'  sono
  aggiunte le seguenti  , 4.2'».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 27.1 e 27.2.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  27 e dei relativi emendamenti.
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
           Modifiche all'articolo 8 della legge regionale 16
                         dicembre 2008, n. 23

   1. Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

    4  bis.  Con il decreto di cui al comma 4, l'Assessore  regionale
  per  l'industria può prevedere l'utilizzo di una quota fino  al  15
  per cento delle risorse complessivamente destinate ai contributi di
  cui  al  comma 1 per la concessione delle agevolazioni  di  cui  al
  presente  articolo anche alle piccole e medie imprese operanti  nel
  settore dei servizi ospedalieri ».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 28.1, 28.2;
   - dagli onorevoli Cracolici e Di Benedetto: 28.3.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono  alcuni
  articoli, tra cui l'articolo 27, ma anche l'articolo 28,  dove  gli
  emendamenti  soppressivi non fanno parte di quell'altra fattispecie
  cui  accennavo  prima alla Presidenza. Nel caso specifico,  siccome
  non  lo  abbiamo  avuto neanche in Commissione e  non  è  stato  un
  emendamento  proposto  dalla Commissione di  merito,  questa  norma
  estende  alla misura 4.2 le azioni che sono in capo all'Assessorato
  dell'industria  per  quanto  riguarda i  bandi  che  devono  essere
  emessi.  L'articolo  28 estende una percentuale  per  le  misure  a
  contributo,  cioè  le misure di aiuto, anche alle aziende  operanti
  nel settore dei servizi ospedalieri.
   Siccome  abbiamo approvato la norma qualche settimana fa -  quella
  dell'Assessorato dell'industria - volevamo capire qual è  la  ratio
  di  questa  norma  per cui oggi si ritiene di modificare  la  legge
  approvata nel dicembre 2008 che estende anche a questa fattispecie,
  la cui natura industriale - vorrei ricordare - è tutta da definire,
  è tutta da vedere.
   Dopo  di  che  nulla questio, vorrei capire soltanto la  ratio  di
  questa norma.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  un   intervento
  dell'assessore   sarà   maggiormente   chiarificatore.   Però   non
  pregiudicherei  la possibilità che una norma, ancorché  varata  nel
  mese  di  dicembre, possa essere adesso modificata. L'assessore  ha
  incontrato i rappresentati dell'AIOP, i rappresentanti dei  servizi
  ospedalieri;   siamo  in  regime  di  aiuto  per   quanto   attiene
  all'imprenditoria femminile e giovanile. Si tratta, quindi, di  una
  estensione  a  questa  tipologia di imprese  della  possibilità  di
  accedere al regime di aiuto di cui alla legge in questione.
   Aspettiamo, però, la replica dell'assessore per saperne di più.

   PRESIDENTE.   L'articolo  28  ed  i  relativi   emendamenti   sono
  accantonati.
   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               «Art. 40.
              Contributi in conto interessi alle imprese

   1.  Al comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 21 settembre
  2005, n. 11 e successive modifiche e integrazioni, sono aggiunte le
  seguenti   parole:   Le  risorse  disponibili  per  il   contributo
  regionale di cui al presente comma sono destinate nella misura  del
  50 per cento prioritariamente alle operazioni creditizie a medio  e
  a lungo termine».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 40.1 (soppressivo dell'articolo) e 40.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                               «Art. 41.
                       Convenzioni con i confidi

   1.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato  a  stipulare  le
  convenzioni  di  cui  al  comma  1 dell'articolo  20,  della  legge
  regionale  21  settembre  2005,  n.  11,  anche  per  le  annualità
  pregresse,  per le agevolazioni di cui all'articolo 72 della  legge
  regionale  23  dicembre  2000,  n. 32  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  nonché per quelle di cui al comma 2 dell'articolo  1
  della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 2».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole Cracolici: 41.2 (soppressivo dell'articolo),
  41.3;
   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Apprendi: 41.1.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 41.3 e 41.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non    sorgendo    osservazioni,   dispongo   l'accantonamento
  dell'articolo  41  e del relativo emendamento  41.1.  Si  passa
  all'articolo 42. Ne do lettura:

                               «Art. 42.
         Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del
                             mediterraneo
            di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina

   1.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato,   nell'esercizio
  finanziario 2009, ad erogare un contributo straordinario, di  1.000
  migliaia   di   euro  in  favore  dell'Ente  autonomo   Fiera   del
  mediterraneo  di  Palermo  e  di 350 migliaia  di  euro  in  favore
  dell'Ente  autonomo Fiera di Messina, finalizzato al  pagamento  di
  salari,  stipendi,  competenze accessorie ed  oneri  accessori  del
  personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008.

   2.  La  Ragioneria generale della Regione è autorizzata a prestare
  garanzia  sussidiaria, sino ad un importo massimo di 2.000 migliaia
  di  euro,  in  favore degli Istituti di credito che  erogano  mutui
  all'Ente  autonomo  Fiera di Messina, finalizzati  al  ripianamento
  delle proprie esposizioni debitorie sussistenti al 31 dicembre 2006
  ed alla definizione di transazioni.

   3.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca è  autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario   2009,   ad  erogare  all'Ente  autonomo   Fiera   del
  mediterraneo di Palermo, un contributo di 100 migliaia di euro  per
  il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole  Cracolici:  42.1  (soppressivo  dell'articolo),
  42.2, 42.3 e 42.4;
   - dall'onorevole Lupo: A296;
   - dagli onorevoli Lupo e Cracolici: 42.5.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
  articolo  meriti un approfondimento perché, dalla finanziaria  2006
  in poi, ci siamo trovati qui a dare contributi a fondo perduto alla
  Fiera  di  Palermo, e poi si mette anche una piccola parte  per  la
  Fiera  in  una  situazione in cui si sono  già  dati  circa  cinque
  milioni di euro.
   Il  problema,  però,  è  che ogni anno  si  dice  che  è  l'ultimo
  contributo  che si concede e da tre anni si continua  a  perpetrare
  nella finanziaria questo istituto del contributo all'ente Fiera per
  pagare  i debiti con la scusa degli stipendi. Ritengo che su queste
  problematiche - qui è presente pure l'assessore per la cooperazione
  -,  in  un  momento in cui la Regione versa in una  condizione   di
  dissesto economico, non si possa accettare supinamente di  dare  un
  contributo  per  i  debiti pregressi con  la  scusa  di  pagare  il
  personale e, intanto, l'ente Fiera continua a macinare debiti.
      Questo   è   un   problema  che  deve  essere  affrontato   sia
  dall'assessore  per  la  cooperazione  sia  dall'assessore  per  il
  bilancio;  altrimenti, c'è una norma fotocopia che  viene  ripetuta
  ogni anno dal 2006.
   Non  credo  sia giusto, nelle condizioni in cui ci troviamo,  dare
  queste elargizioni così.
   Ritengo  che  vada  fatta una riflessione. Per  carità,  non  sono
  contrario al personale, ma qui non si tratta solo di personale;  si
  tratta di una costanza, che avviene già da quattro anni per cui  si
  erogano  milioni di euro di contributi per pagare debiti,  a  fondo
  perduto,  senza  fare un controllo, senza avere una  programmazione
  futura.   Continuiamo  a  dare  questo  contributo,  ma   c'è   una
  programmazione su quale deve essere la fine, il destino  di  questa
  Fiera che continua a macinare debiti?
   Ecco  qual è il problema. Ritengo, quindi, che il problema  meriti
  particolare  attenzione e che l'articolo non  sia  così  facilmente
  approvabile.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 42.
   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43.
                            Personale Ircac

   1.  Al  comma 20 dell'articolo 10 della legge regionale 6 febbraio
  2006,  n.  9, le parole '31 dicembre 2005' sono sostituite  con  le
  parole '31 marzo 2009'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 43.1 (soppressivo dell'intero articolo);
   - dall'onorevole Cracolici: 43.2 e 43.3.

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  43.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,   presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto l'articolo 43 è soppresso.

   CIMINO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Vorrei  ribadire
  che  il  Governo,  così come evidenziato nella  fase  iniziale  dei
  lavori,  chiede all'Aula di non trattare la materia del  personale,
  della   sanità  e  dell'urbanistica,  in  modo  da  potere  rendere
  maggiormente  congeniale la legge sulle misure  anticrisi  in  cui,
  peraltro, lo stanziamento è vincolato e rendere, invece, il disegno
  di legge  finanziaria al nostro esame più agevole e veloce.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44.
          Indennità per calamità e aiuti all'occupazione nel
                          settore della pesca

   1.  Nei  limiti  delle risorse disponibili, la  spesa  autorizzata
  dagli articoli 1 e 2 della legge regionale 9 dicembre 1998, n. 33 e
  successive  modifiche ed integrazioni, può essere  altresì  erogata
  per  il pagamento delle indennità e degli aiuti all'occupazione  da
  corrispondere  a  coloro che si trovano nelle  medesime  condizioni
  previste dai citati articoli 1 e 2 della predetta legge regionale 9
  dicembre  1998,  n. 33, successivamente alla data del  31  dicembre
  2000».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 44.3 (soppressivo dell'intero articolo),
  44.4;
   dal Governo: 44.2.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti 44.3 e 44.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   C'è una richiesta di accantonamento dell'articolo 44. Non sorgendo
  osservazioni, é accantonato con l'emendamento 44.2.

   CIMINO,  assessore  al  bilancio. C'è  anche  un  emendamento  del
  Governo,  è una norma a salvaguardia che renderebbe questo articolo
  fattibile.

   PRESIDENTE. Ripeto, l'emendamento 44.2 è accantonato.
   Non   sorgendo   osservazioni,  dispongo  l'accantonamento   degli
  articoli 45 e 46.
   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                             «Articolo 47
               Personale soppressi patronati scolastici

   1.  Il  personale di cui all'articolo 3 della legge 5 agosto 1982,
  n. 93, disciplinato dall'articolo 17, comma 1 della legge regionale
  28  dicembre  2004, n. 17 nonché dall'articolo 6,  comma  13  della
  legge  regionale 6 febbraio 2008, n. 1, può essere inquadrato negli
  organici  dei  comuni  o  degli enti pubblici  partecipati  che  ne
  facciano richiesta».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 47.1 e 47.2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo agli uffici di verificare  se
  questa  norma  esiste  già nell'ordinamento  della  Regione.  A  me
  risulta che il personale dei patronati scolastici c'era già  quando
  io ero piccolo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, credo la innovazione  di  questo
  articolo riguardi l'estensione agli enti partecipati, che  non  era
  prevista nella legge che lei ricorda bene.

   CRACOLICI.  Sì, ma posso chiedere una cosa: da quando in  qua  gli
  enti  fanno  richiesta al personale? In genere, è sempre  stato  il
  contrario.  Il  personale proveniente dai patronati  scolastici,  a
  domanda, chiede di essere inquadrato presso i vari enti. Così  come
  è  scritta  la  norma, sono gli enti che chiedono al  personale  se
  vuole essere inquadrato negli enti stessi.
   Ho l'impressione che la norma sia quanto meno singolare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  spiegare che si tratta di una norma che fa riferimento ai patronati
  scolastici, ma si tratta di quel personale che abbiamo  assunto  ex
  articolo  17/2004  ed  al  quale è esteso  ora  questo  adeguamento
  contrattuale all'articolo 20.
   Cosa  succede? Al personale inquadrato dalla Provincia di  Catania
  consentiamo, onorevole Cracolici, di poter essere trasferito invece
  o  ai  comuni  che  ne  facciano richiesta o a  tutti  quegli  enti
  pubblici  partecipati che lo volessero accogliere. E' il  personale
  che fa la richiesta e gli enti danno l'assenso a tale richiesta. E'
  una  norma  assolutamente a costo zero, si richiama l'articolo  20.
  Infatti, doveva essere articolo 20 e poi questo articolo 21, e  non
  articolo 47.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 47.1 e 47.2 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione l'articolo  47.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  48.
   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                             «Articolo 49
          Norme  sull'Istituto regionale dei sordi di Sicilia

   1.  L'Istituto  regionale dei sordi di Sicilia,  assume  la  nuova
  denominazione  di   Istituto per l'educazione  e  l'istruzione  dei
  diversamente abili di Sicilia'.

   2.  L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per
  la  pubblica  istruzione  è autorizzato ad  approvare  con  proprio
  decreto  entro  novanta giorni dalla pubblicazione  della  presente
  legge le conseguenti e necessarie modifiche del relativo statuto».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Abbiamo affrontato questa norma in Commissione e io non
  ho  difficoltà  ad  approvare  una norma  che  autorizza  modifiche
  statutarie. Pur non di meno, chiedo all'Assessore di valutare anche
  la  denominazione perché, così com'è, rischiamo di fare di nuovo le
  scuole  speciali  per i diversamente abili. E siccome io credo  che
  sarebbe  un  drammatico  ritorno al passato,  tutto  possiamo  fare
  tranne  che  far  occupare  di  istruzione  gli  istituti   per   i
  diversamente abili. L'istruzione deve essere a carico delle  scuole
  nella loro interezza.
   Chiedo  all'Assessore di far accantonare la norma per  modificarne
  la dizione al fine di evitare equivoci.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole  Cracolici, se vuole possiamo concordare anche adesso  la
  modifica della dizione. Per quanto mi riguarda, non sono innamorato
  di  una dizione. Avevo immaginato questa dizione non perché volessi
  creare  ulteriori steccati o momenti di ghettizzazione  di  diverso
  tipo; sa che l'Istituto regionale dei sordi, così come è denominato
  oggi,  ha  uno  statuto del 1923  o 1913. Non ricordo  uno  statuto
  fuori oramai da qualunque canone di criterio. Addirittura, se  oggi
  l'Istituto  volesse  partecipare a bandi  comunitari  non  potrebbe
  neanche  farlo ai sensi di questo statuto. Sappiamo  anche  che  vi
  sono  stati  dei   tormentoni' sull'istituto nel  corso  di  questo
  ultimo  periodo;  quando  parlo di Istituto  per  l'istruzione  dei
  diversamente  abili  di  Sicilia,  intendo  riferirmi  non  ad   un
  principio  di ghettizzazione, ma a tutti quelli che hanno necessità
  di  imparare diversamente dagli altri, fuori dall'orario scolastico
  normale, o hanno necessità di attività anche di tipo assistenziale,
  extra sanitarie.
   Voglio ricordare a tutti i colleghi che oggi, per esempio, in tema
  di  sanità,  all'ex articolo 26, per intenderci  AIAS  e  similari,
  abbiamo  liste  d'attesa  enormi  perché  spesso  il  soggetto  con
  handicap  ha la necessità di continuare a rimanere in strutture  di
  ricovero o in strutture ambulatoriali perché non ha un'alternativa.
  Questa struttura può diventare l'alternativa, non solo per i sordi,
  ma per tutti coloro i quali abbiano necessità di questo tipo.
   Allora,  quando  l'abbiamo definito  Istituto per  l'educazione  e
  l'istruzione'  era  questa la finalità; era anche  la  finalità  di
  autorizzare l'assessorato a modificare quello statuto ormai non più
  aggiornato.  Se  vogliamo chiamarlo in un altro modo,  lo  possiamo
  fare  e, da ora fino alla fine dei lavori dell'Aula di questa sera,
  con uno sforzo comune possiamo concordare una dizione diversa.

   CRACOLICI.   Basta   dire    per  l'  attività   integrativa   dei
  diversamente abili'.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Per quanto mi riguarda va già benissimo.
   Faccio  mio il suggerimento dell'onorevole Cracolici e può  essere
  assunto stasera stessa.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   chiedo   un
  chiarimento  perché  se noi trasformiamo l'Istituto  regionale  dei
  sordi  in  un istituto di diversamente abili, questo racchiuderebbe
  tutti i diversamente abili, cioé tutti coloro che - sordi, ciechi o
  altro - abbiano necessità.
   E' una dizione  un po' troppo generica, secondo me.

   ANTINORO  assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Infatti, la dizione di cui parla  l'onorevole
  Cracolici  va bene. La ripeto: Istituto per l'attività  integrativa
  dei diversamente abili.

   CRACOLICI. Anche se c'è un problema nel capitolo del patrimonio.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione.  No,  perché nel momento  in  cui  andiamo  a
  modificare il relativo statuto, già dal punto di vista legale,  nel
  relativo  statuto  modificato vi è tutto il  patrimonio  che  viene
  contestualmente assorbito.
   E'  una  precisazione che abbiamo già fatto col  notaio  che  deve
  assumere  questa iniziativa insieme col Dipartimento della pubblica
  istruzione, che è il dipartimento che ne ha la vigilanza.

   RINALDI.  Assessore,  io  non ho capito. In  questo  istituto  c'è
  l'intenzione  da parte del Governo di inserire tutte  le  patologie
  che rientrano nei diversamente abili?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. No, già quando parliamo di patologie è come se
  ci  dovessimo  occupare  di  attività  di  ordine  sanitario  o  di
  recupero.  Non  stiamo parlando di patologie,  stiamo  parlando  di
  attività integrative per i soggetti diversamente abili.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per dirimere la questione potrebbe
  aggiungersi alla fine  relativamente ai compiti di istituto'.

   DONEGANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido  nel
  merito  che  non  è  un'azione di ghettizzazione;  però  l'Istituto
  regionale  dei  sordi  in Sicilia, così come viene  cambiato  dalla
  denominazione    Istituto  per  l'educazione  e  l'istruzione   dei
  diversamente  abili in Sicilia' - e  concordo con  l'assessore  che
  non ghettizza -  ha la nomenclatura sbagliata perché l'Istituto per
  l'educazione e l'istruzione già esiste per i diversamente abili.
     E'  un  istituto che già esiste dal 1982 ed è per i diversamente
  abili  in riferimento all'area psicomotoria, che deriva dalla legge
  104  ed  è  stata  istituita con i decreti  delegati  in  occasione
  dell'integrazione scolastica nelle varie aree psicomotorie.
   Aggiungo  a  quello che dice il capogruppo,  integrativa',  che  è
  anche  un errore di nomenclatura:  Istituto per l'integrazione  dei
  diversamente abili', che è diverso da integrativo.

   PRESIDENTE. L'articolo è accantonato per scrivere bene la norma.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, un suggerimento
  che  deriva dall'attività che svolgo tutti i giorni perché sono  un
  insegnante  e di conseguenza sono nelle condizioni di potere  dare,
  in questo caso, un contributo.
   L'Istituto regionale dei sordi risponde alle necessità dei bambini
  non  udenti  che  vengono aiutati ad integrarsi  nell'attività  che
  svolgono  a  scuola. Perdere questa specializzazione  per  dare  la
  possibilità a tutti i bambini diversamente abili di usufruire di un
  ente del genere è un fatto meritorio importantissimo. Condivido  la
  scelta  che  si  sta  cercando di portare avanti,  però  andiamo  a
  togliere  quella  specificità  che  è  propria  dei  bambini  sordi
  diversamente  abili.  Dico,  quindi,  che  noi  dobbiamo  mantenere
  l'Istituto regionale dei sordi di Sicilia.
   Assessore,  se  vogliamo  creare,  giustamente,  un  istituto  per
  l'educazione e l'istruzione dei diversamente abili, credo  che  sia
  un  fatto meritorio che va ascritto alla sua competenza nel settore
  di  cui  tutti  le saremo sicuramente, nel prosieguo  della  nostra
  attività, debitori.
   Sulla  necessità di un istituto che si occupi dell'educazione  dei
  diversamente  abili non ci sono dubbi, ma togliere ai sordi  quello
  che  già  hanno mi sembra in questo caso non rispondente alle  loro
  necessità  e  alle loro richieste. Per questo motivo le  chiedo  di
  accantonare l'articolo e, se è il caso, lei stesso può  sentire  le
  varie associazioni per vedere se condividono questa scelta.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 49.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                             «Articolo 50
                         Servizio museografico

   1.  Al  comma  2 dell'articolo 19 della legge regionale  1  agosto
  1977,  n. 80, dopo le parole  Ad essi' sono aggiunte le parole   ed
  al servizio museografico'».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 50.1 (soppressivo dell'articolo) e 50.2.

   CRACOLICI. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 50. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                             «Articolo 51
       Disposizioni relative al Museo regionale d'arte moderna e
                             contemporanea

   1. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 14
  aprile  2006,  n. 15 e, per l'effetto, sono vigenti le disposizioni
  contenute nei commi 3 e 4 dell'articolo 18 della legge regionale  9
  agosto 2002, n. 9».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti 51.1 (soppressivo dell'articolo) e 51.2.

   CRACOLICI. Li ritiro.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 51. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                             «Articolo 52
        Modalità di sostegno alle iniziative per la diffusione
                             e conoscenza
                  delle tradizioni popolari siciliane

   1.  Le  modalità  di cui al comma 2 dell'articolo 39  della  legge
  regionale  26  marzo  2002,  n.  2, si  applicano  altresì  per  le
  iniziative  di  cui  all'articolo 6 della legge regionale  5  marzo
  1979, n. 16».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici: 52.2 (soppressivo dell'articolo) e 52.3;
  -dall'onorevole De Luca: 52.1.

   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  52 e dei relativi emendamenti.
   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                             «Articolo 53
          Contributi per attività di catalogazione libraria e
                              documentale

   1.  Alla  fine della lettera c) del comma 1 dell'articolo 1  della
  legge  regionale  16 agosto 1975, n. 66 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  aggiungere  le  parole   catalogazione  libraria   e
  documentale ».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti: 53.1 (soppressivo dell'articolo) e 53.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 53. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                             «Articolo  54
          Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa
                                 Ibla

   1.  Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
  centro  storico  di  Ragusa  Ibla e delle  zone  adiacenti  di  cui
  all'articolo  7  della  legge regionale 11 aprile  1981,  n.  61  e
  successive  modifiche ed integrazioni, è autorizzata  la  spesa  di
  2.000  migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio  2009-
  2010-2011».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dall'onorevole   Cracolici   54.3   (interamente   soppressivo
  dell'articolo) e 54.4;
   - dall'onorevole Leontini: 54.2;
   - dall'onorevole Minardo: 54.1;
   -   dagli  onorevoli  Di  Benedetto,  Bosco,  Cascio  Salvatore  e
  Panepinto: 54.1.1 e 54.1.2.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti 54.3 e 54.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  54 e dei relativi emendamenti.

   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                             «Articolo 56
        Norme sulle borse di studio per la frequenza di scuole
                                  di
        specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia

   1.  Al  comma 27 dell'articolo 24 della legge regionale 8 febbraio
  2007, n. 2 sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   non può superare l'importo complessivo  dell'anno
  2006.   sono  sostituite con le parole  è determinata  annualmente,
  nei  limiti  dello  stanziamento annuo  autorizzato  con  legge  di
  bilancio,  in  relazione  al  fabbisogno regionale,  dall'Assessore
  regionale  per la sanità, previo parere vincolante della competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. ».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti: 56.1bis (soppressivo dell'articolo) e 56.1.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 56. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                             «Articolo 57
                 Norme in materia di tributo speciale
            per il deposito in discarica dei rifiuti solidi

   1. Al comma 11 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
  n.  6, dopo le parole  nel caso di omessa presentazione' aggiungere
  le  parole   entro  cinque anni dal giorno in cui la  dichiarazione
  avrebbe dovuto essere presentata'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dall'onorevole   Cracolici:  57.2   (interamente   soppressivo
  dell'articolo) e 57.3;
   - dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 57.4;
   - dall'onorevole Caputo: 57.1;
   - dagli onorevoli Cracolici, Marinello e Raia: 57.5.

   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  57 e dei relativi emendamenti.
   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                             «Articolo 58
        Disposizioni transitorie in materia di procedimento di
                   valutazione ambientale strategica

   1.  Sino alla emanazione di una organica disciplina regionale  che
  dia attuazione alle finalità del decreto legislativo 3 aprile 2006,
  n.  152,  come  modificato dall'art. 1 del decreto  legislativo  16
  gennaio  2008,  n.  4, trovano diretta applicazione  nella  Regione
  siciliana  le  disposizioni di cui alle parti prima  e  seconda  di
  detto   decreto,  le  disposizioni  regionali  vigenti  in   quanto
  compatibili  e  quelle  previste dai  commi  2  e  3  del  presente
  articolo.

   2.  Le procedure di formazione, adozione ed approvazione dei piani
  regolatori generali e delle loro revisioni o varianti generali sono
  concluse  secondo le norme urbanistiche vigenti,  ove  siano  stati
  adottati tali atti di pianificazione ovvero siano state assunte  le
  determinazioni sullo schema di massima, antecedentemente alla  data
  di   applicazione  del  decreto  legislativo  n.  152/2006,    come
  modificato   dal  decreto  legislativo  n.  4/2008;   le   medesime
  disposizioni  trovano  applicazione per le varianti  parziali  agli
  strumenti  urbanistici generali vigenti e per  i  piani  attuativi,
  adottati  antecedentemente alla data di  applicazione  del  decreto
  legislativo citato.

   3.  Ai  fini  dell'applicazione del comma  3bis  dell'art.  6  del
  decreto  legislativo  n.  152/2006,  come  modificato  dal  decreto
  legislativo   n.  4/2008,  le  varianti  parziali  agli   strumenti
  urbanistici generali ed i piani attuativi, riguardanti piccole aree
  a livello locale, già adottati alla data di entrata in vigore della
  presente  legge  non sono sottoposti alla procedura di  valutazione
  ambientale strategica (VAS)».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 58.2 (interamente soppressivo
  dell'articolo), 58.3, 58.4, 58.5;
   - dall'onorevole Laccoto: 58.1.

   CIMINO, assessore per il  bilancio  le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. All'articolo 58  è
  stato  presentato  un  emendamento  di  riscrittura  da  parte  del
  Governo. Chiedo, pertanto, di accantonare l'articolo.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 58.
   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                             «Articolo 59
          Competenze dei comuni in materia di valutazione di
         incidenza. Interpretazione autentica dell'articolo 1
              della legge regionale 8 maggio 2007, n. 13

   1. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 8 maggio 2007,
  n.  13,  si  interpreta nel senso che la competenza ad assumere  le
  determinazioni  e  ad  effettuare  le  valutazioni  di   incidenza,
  previste dall'articolo 5 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, per i
  singoli  progetti, interventi e piani attuativi,  è  attribuita  ai
  comuni nel cui territorio insistono i siti SIC e ZPS.

   2.  Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 13/2007 si
  interpreta  nel  senso  che  l'espressione   intera  pianificazione
  comunale,  provinciale e territoriale' si riferisce  esclusivamente
  ai  piani  regolatori  generali  comunali,  ai  piani  territoriali
  provinciali ed ai piani sovracomunali».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 59.7 (interamente soppressivo
  dell'articolo), 59.8 e  59.9;
   - dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Formica ed altri: 59.4;
   - dall'onorevole Beninati: 59.3;
   - dagli onorevoli Campagna, Lentini e Corona: 59.6;
   - dagli onorevoli Minardo e Beninati: 59.1;
   - dall'onorevole Minardo: 59.2;
   - dal Governo: 59.5.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  l'onorevole
  Cracolici,  come  penso,  ritira i suoi emendamenti,  e  così  pure
  l'onorevole  Marrocco - ma ora lo dirà lui -,  poi  ci  sarebbe  un
  altro  ritiro  dell'onorevole Lentini, io ritirerò l'emendamento  a
  firma mia e dell'onorevole Minardo.
   Pertanto, rimarrebbero solo tre emendamenti di natura tecnica.  Se
  c'è la volontà, lo possiamo anche votare.

   PRESIDENTE.  Se  è  confermata questa ipotesi,  quali  emendamenti
  sarebbero ritirati, onorevole Beninati?

   BENINATI.  L'emendamento 59.4 dell'onorevole Marrocco, il  59.6  a
  firma  dell'onorevole  Campagna, il  59.1  a  firma  dell'onorevole
  Minardo.
   Restano il 59.3 che è tecnico, il 59.2 dell'onorevole Minardo e il
  59.5 a firma del Governo.

   CRACOLICI. Quello del Governo non è tecnico, è una variante. Non è
  un fatto tecnico.

   BENINATI.  E' un'aggiunta al procedimento. Onorevole Cracolici,  è
  un  di  più,  perché vuol dire che la Regione fa le valutazioni  di
  incidenza non solo sui piani, ma anche sulle varianti.
   Questo vuol dire che non si limita, anzi è un'ulteriore garanzia.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto del ritiro degli  emendamenti
  59.4, 59.6 e 59.1.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  59.3 dell'onorevole  Beninati.  Ne  do
  lettura:

   «Al comma 1 dopo la parola  SIC' sostituire  e  con  e/o ».

   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 59.2, a firma dell'onorevole Minardo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  norma  è
  una    interpretazione   autentica.   Stiamo    stabilendo,    come
  interpretazione di una legge vigente, che i comuni si  occupano  di
  alcune cose e la Regione si occupa di altre cose. E' chiaro? Quando
  l'emendamento  Minardo  dice  sono fatti salvi  i  piani  attuativi
  approvati prima', mi chiedo: approvati da chi?
   Scusate,   qui   rischiamo  -  se  ho  capito  bene   l'intenzione
  dell'onorevole  Bennati, che era quella di mettere  un  punto  alla
  interpretazione della legge - di incartarla di nuovo.  Se  ci  sono
  piani attuativi approvati dalla Regione, stiamo dicendo che i piani
  attuativi  li  doveva  fare la Regione, se c'è  la  valutazione  di
  incidenza.  Questa, ripeto, è una interpretazione autentica,  e  lo
  dico proprio per la causa che volete portare avanti.

   RINALDI. Creiamo confusione, signor Presidente.

   MINARDO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 59.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 59.5, a firma del Governo. Ne do lettura:

   «Alla   fine  del  comma  2  aggiungere  le  parole   e   relative
  varianti'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 59, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:

                             «Articolo 60
           Misure di contenimento dell'emergenza ambientale

   1.  La  Regione,  per il tramite dell'Agenzia delle  Acque  e  dei
  Rifiuti,  provvede, entro 10 giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
  d'ambito  per  la gestione integrata dei rifiuti. I  commissari  ad
  acta   individuano   ed  attuano  le  operazioni   necessarie   per
  monetizzare  i  crediti vantati dai singoli ATO alla  data  del  31
  dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
  anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
  uno  o  più  advisor. I commissari ad acta procedono  altresì  alla
  totale   liquidazione   dei  debiti  anche   attraverso   procedure
  transattive.

   2.  La  Regione  provvede, con le modalità di cui  all'articolo  3
  della  legge  regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad  individuare  le
  istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.

   3.  Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa  per
  la  gestione  del  ciclo integrato dei rifiuti di  cui  al  decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  ed  adottati dalle società d'ambito per  la  gestione
  integrata  dei  rifiuti in esecuzione dell'ordinanza  del  Ministro
  dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
  n.  2983  del  31 maggio 1999, come successivamente  modificata  ed
  integrata,  nonché  dell'ordinanza  del  Commissario  delegato  per
  l'emergenza  dei  rifiuti  e la tutela delle  acque  della  Sicilia
  dell'8  agosto  2003,  n. 885, anche in assenza  dell'adozione  del
  regolamento  previsto dall'articolo 238, sesto comma, del  predetto
  decreto legislativo.

   4.  Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3  la
  tariffa  per  la  gestione  del  ciclo  integrato  dei  rifiuti   è
  determinata   ed   approvata  dalle  Autorità   d'ambito   ottimale
  territoriale  ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato  per
  l'emergenza  rifiuti  in  Sicilia n.  885/2003  ed  è  applicata  e
  riscossa   dai  soggetti  affidatari  del  servizio   di   gestione
  integrata.

   5.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
  finanze,  su  proposta del Ragioniere generale della regione,  sono
  disciplinate  le procedure attuative dei commi 1 e 2  del  presente
  articolo.

   6.  Gli  ATO  rifiuti  non  possono  procedere  ad  assunzioni  di
  personale  amministrativo appartenente a  qualunque  categoria,  né
  espletare  procedure concorsuali, fino alla definizione  dei  nuovi
  ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale  8
  febbraio  2007,  n. 2. Le procedure concorsuali in itinere  debbono
  essere revocate».

   L'articolo 60 è accantonato.
   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
      Disposizioni sul personale dei consorzi idrici tra comuni.
                      Interpretazione autentica.

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2008, n.  20,
  la parola  assumono  va intesa come  transitano ».

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Con  i  primi firmatari di tutti  gli  emendamenti
  presentati  all'articolo  61  si è  concordato  di  sostituire  gli
  emendamenti  soppressivi  con  un subemendamento.  Sono  già  tutti
  firmatari;  quindi  si  può essere d'accordo  su  una  formulazione
  diversa.

   CAPUTO.   Chiediamo   l'accantonamento   dell'articolo   per    un
  approfondimento.

   PRESIDENTE. L'articolo 61 è accantonato.
   Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:

                             «Articolo 62
         Misure per  la salvaguardia del patrimonio edilizio e
                     l'attuazione del piano colore

   1. Al fine di salvaguardare il patrimonio edilizio esistente, dare
  attuazione al Piano di riqualificazione del territorio, tutelare il
  decoro   del   territorio  e  rilanciarne  l'immagine   in   chiave
  paesaggistica  e  turistica, la Regione promuove  azioni  volte  ad
  orientare  la  qualità  degli  interventi  sui  paesaggi  naturali,
  seminaturali   ed   antropizzati,   attraverso   la   conservazione
  programmata  dei manufatti e del loro contesto, limitatamente  agli
  interventi  sulle  parti  esterne degli edifici,  ivi  compresa  la
  copertura.

   2.  Per  gli interventi di cui al comma 1, i comuni della  Regione
  possono  disporre  la  redazione del Piano di riqualificazione  del
  proprio  territorio comunale in coerenza alle Linee  guida  e  agli
  Indirizzi  tecnici di attuazione regionali, approvate  con  decreto
  dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione, di concerto con l'Assessore regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente.  Tale  Piano  di  riqualificazione   può
  riguardare  l'intero territorio o solo parte di  esso,  sulla  base
  delle priorità indicate dal consiglio comunale.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per i  beni  culturali,
  ambientali   e   per  la  pubblica  istruzione,  di  concerto   con
  l'Assessore   regionale  per  il  territorio  e  l'ambiente,   sono
  stabilite  le  linee  guida  del  Piano  di  riqualificazione   del
  territorio  e  sono individuati i comuni nei quali sono  realizzati
  progetti   pilota  del  Piano,  rappresentativi  del   sistema   di
  salvaguardia,   valorizzazione   e   fruizione   sostenibile    del
  territorio.

   4.  Il  Piano  di riqualificazione del territorio è  adottato  dal
  consiglio   comunale,   previa  istruttoria  dell'ufficio   tecnico
  comunale,  e  previa  attestazione del  progettista  incaricato  di
  conformità  del Piano stesso alle linee guida. Entro  e  non  oltre
  dieci  giorni  dalla data di adozione, il Piano  è  depositato  per
  venti giorni consecutivi presso la segreteria comunale.

   5.  Nelle  aree sottoposte a tutela paesaggistica ai  sensi  degli
  articoli  136 e 142 del Codice dei beni culturali e del  paesaggio,
  approvato con decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42,  il  Piano
  di  riqualificazione del territorio, ferma restando  la  conformità
  alle linee guida e al regolamento regionali, deve essere sottoposto
  all'approvazione della soprintendenza competente per territorio.

   6.  La redazione del Piano di riqualificazione del territorio è di
  competenza dell'ufficio tecnico comunale.

   7.  I  piani  di  riqualificazione  del  territorio  previsti  dal
  presente  articolo  integrano le norme dello strumento  urbanistico
  vigente e del regolamento edilizio dei comuni interessati.

   8.  Entro  e non oltre 30 giorni dalla loro adozione, i  piani  di
  riqualificazione  del  territorio  sono  trasmessi  all'Assessorato
  regionale  del  territorio e dell'ambiente, dipartimento  regionale
  urbanistica, che, entro 90 giorni dalla data della ricezione  degli
  elaborati,  deve pronunciarsi previo parere espresso dal competente
  servizio  dello stesso dipartimento. Decorso infruttuosamente  tale
  termine, il parere si intende acquisito favorevolmente.

   9.  Lo  schema tipo di regolamento per l'attuazione del  Piano  di
  riqualificazione del territorio è approvato con deliberazione della
  Giunta  regionale, su proposta dell'Assessore regionale per i  beni
  culturali,  ambientali  e per la pubblica istruzione  d'intesa  con
  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

   10.   I  comuni  devono  conformare  il  proprio  regolamento  per
  l'attuazione del Piano a quello tipo previsto al comma 9.

   11. Il regolamento è adottato con delibera del consiglio comunale.
  Entro  10  giorni  dalla  data di adozione, esso  viene  depositato
  presso la segreteria comunale per quindici giorni consecutivi.

   12.  Per gli interventi di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
  dei  lavori  pubblici,  concede  ai  titolari  degli  immobili   il
  beneficio dell'abbattimento integrale degli interessi sui mutui, di
  durata massima quindicennale, accesi presso gli istituti di credito
  convenzionati di cui al comma 13.

   13.  L'Assessore regionale per i lavori pubblici fissa con proprio
  decreto  le  modalità  e  le  procedure  per  la  concessione   dei
  contributi  ai privati e provvede, previa intesa con la  Ragioneria
  Generale  della Regione, alla selezione, con procedure di  evidenza
  pubblica,  di  uno  o  più istituti di credito  con  cui  stipulare
  apposite  convenzioni per l'accensione dei mutui  finalizzati  agli
  interventi di cui al comma 1.

   14.  Nei bandi predisposti ai fini dell'assegnazione di contributi
  per  interventi riguardanti il recupero urbanistico ed  edilizio  e
  l'arredo   urbano,  è  prevista  l'assegnazione  di  un   punteggio
  aggiuntivo  in  favore dei progetti che prevedano la  realizzazione
  degli  interventi  sulla  base del Piano  di  riqualificazione  del
  territorio già adottato dall'amministrazione comunale.

   15.  Per  le finalità del presente articolo possono essere altresì
  destinate le risorse FAS 2007-2013 a titolarità regionale  inserite
  nel Piano attuativo della Regione».

   L'articolo 62 è accantonato.
   Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:

                             «Articolo 63.
                Norme in materia di nautica da diporto

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 5 del DPR n. 509/97, come introdotto
  con  l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n.  4,  al
  punto  e)  ed  al  punto  o)  le  parole   opere   marittime'  sono
  soppresse.

   2.  Al comma 1 dell'articolo 8 del DPR 509/97 come introdotto  con
  l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le parole
   per le opere marittime' sono soppresse».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendament: 63.1 (soppressivo dell'articolo), 63.2 e 63.3.

   CRACOLICI. E' sicuro che non ci sono problemi, assessore Cimino?
   Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   RINALDI. Vorrei avere un chiarimento. Perché sopprimiamo le parole
   opere marittime'?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Articolo 63:   In
  sede  di  Conferenza dei servizi per il rilascio della  concessione
  demaniale  marittima  la competenza dei casi di  valutazione  sulla
  idoneità  tecnica delle opere e nei casi di variante  di  strumenti
  urbanistici  comunali è attribuita all'Ufficio  del  Genio  Civile,
  invece che al Genio Civile opere marittime'.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'articolo  63.  Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                             «Articolo 64
                Istituzione del Parco dei Monti Sicani

   1.  Al  fine  di  pervenire all'istituzione del Parco  dei   Monti
  Sicani,   con  la partecipazione della  popolazione   locale  e  la
  collaborazione  degli  enti  e  delle  associazioni  interessate  e
  presenti nel territorio, è costituito un comitato avente il compito
  di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale 6 maggio
  1981,  n. 98, come modificata dalla legge regionale 9 agosto  1988,
  n. 14, una proposta che contenga:

   a)  la  descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
  ai   valori   naturalistici,  nonché  ai  valori   espressi   dalle
  trasformazioni  del  territorio  conseguenti  all'esercizio   delle
  attività umane tradizionali della zona;

   b)  la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
  con le zonizzazioni previste dall'articolo 8 e che devono includere
  le  riserve  naturali istituite e tutta l'area relativa  ai   fiumi
  Magazzolo, Platani e Sosio;

   c)  l'indicazione  e  la  disciplina  di  massima  delle  attività
  esercitabili  in ciascuna parte del territorio così delimitato,  in
  funzione degli obiettivi che si intendono perseguire;

   d)   le   indicazioni  tecniche  e  finanziarie   riguardanti   la
  conservazione e il restauro ambientale;

   e) la previsione delle attività e delle iniziative agricole, silvo-
  colturali,  zootecniche, artigianali, industriali,  turistiche,  da
  promuovere o incentivare.

   2.  Il  comitato  ha  altresì la facoltà  di  assumere  iniziative
  tendenti  a  diffondere la conoscenza  dei  valori  ambientali  del
  territorio in  oggetto  e  a  promuovere il turismo naturalistico e
  l'agriturismo.

   3. Il comitato istituisce un apposito servizio  per  fornire  agli
  interessati  le informazioni relative  alle finalità  del  parco  e
  all'andamento dei lavori del comitato stesso.

   4.   Al   fine   di   agevolare  l'elaborazione  delle   proposte,
  l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce  la
  documentazione in suo possesso e concede al comitato un  contributo
  a  titolo  di concorso nelle spese relative all'espletamento  degli
  incarichi affidati.

   5.   Il   comitato   è  nominato  entro  sessanta   giorni   dalla
  pubblicazione  della  presente  legge  con  decreto  dell'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente ed è composto da:

   a)  tre rappresentanti per ciascuno degli interessati, eletti  dai
  rispettivi  consigli  comunali di cui uno in  rappresentanza  delle
  minoranze;

   b) tre esperti designati dall'Università di Palermo;

   c)  quattro  esperti designati dall'associazione <Italia  nostra>,
  dall'associazione  italiana per il World Wildlife  Fund,  dal  Club
  Alpino Italiano e dalla Lega dell'ambiente;

   d)   un   rappresentante  dell'Azienda  regionale  delle   foreste
  demaniali;

   e)  un  rappresentante delle associazioni naturalistiche  presenti
  nel territorio, ove esistano;

   f) un rappresentante dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura
  competente per territorio;

   g)  un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente.

   6.  Il  comitato  elegge nel proprio seno un presidente,  un  vice
  presidente ed un segretario.

   7.  In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
  dalla  richiesta,  il  comitato è costituito con  quelli  designati
  purché in numero non inferiore a sei.

   8.  La  proposta  di  cui  al comma 1 è  presentata  dal  Comitato
  all'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente  entro  12
  mesi  dalla loro costituzione. Trascorso detto termine, l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di mancato invio
  della  proposta, nomina un commissario ad acta, per l'esercizio  in
  via sostitutiva, delle funzioni attribuite al Comitato.

   9.  Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o  in  via
  sostitutiva  dal commissario ad acta, il Presidente della  Regione,
  previa    delibera   della   Giunta   regionale,   su    iniziativa
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
  competente  commissione dell'Assemblea regionale, emana il  decreto
  di istituzione del parco.

   10. La sede legale provvisoria dell'Ente Parco dei Monti Sicani  è
  stabilita  nella  sede  del  polo  universitario  naturalistico  di
  Bivona.

   11.  Per  le finalità di cui al  presente articolo, è autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario 2009,  la  spesa  complessiva  di  50
  migliaia  di  euro  cui si fa fronte con parte delle  disponibilità
  dell'U.P.B. 11.2.1.3.3 - capitolo 442525».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Beninati e Caputo: 64.2 (interamente soppressivo
  dell'articolo);
   -  dall'onorevole  Cracolici: 64.8,  64.9,  64.10,  64.11,  64.12,
  64.13, 64.14, 64.15, 64.16, 64.17, 64.18;
   - dall'onorevole Di Mauro: 64.4, 64.5, 64.6, 64.7;
   - dall'onorevole Romano: 64.3;
   - dagli onorevoli De Benedictis  e Cracolici: 64.20.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  64.
   Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:

                               «Art. 65.
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, le parole  con decreto dell'Assessore regionale per la
  presidenza'    sono   sostituite   dalle   parole    con    decreto
  dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione'.

   2.  Il  comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, è abrogato.

   3.  Al  comma  3 dell'articolo 88 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  Dipartimento Segreteria  generale'  sono
  soppresse.

   4.  La  lettera   a'  del  comma 3 dell'articolo  88  della  legge
  regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:

    a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
  pubblici  o  privati comunque denominati o società, nonché  per  la
  liquidazione  e  la ricapitalizzazione di società a  partecipazione
  regionale'.

   5.  Al  comma  4 dell'articolo 66 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   frequentanti corsi di laurea  o  corsi  di  studi
  universitari   gestiti  da  ciascun  consorzio   universitario   o,
  solamente  per  l'esercizio finanziario in corso', sono  sostituite
  dalle parole  iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
  o   corsi  di  studi  universitari  gestiti  da  ciascun  consorzio
  universitario o,';

   b) la cifra  70' è sostituito con la cifra  50';

   c)  alla fine aggiungere le seguenti parole  e il 20 per cento  ai
  consorzi   cui   afferiscono  corsi  di  studio  di  area   medico-
  sanitaria.'.

   6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito  il
  seguente:

    6  bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
  destinatari  del  contributo di cui al comma 1 è  integrato  da  un
  componente  in  rappresentanza della  Regione  siciliana  designato
  dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione.'.

   7.  Al  comma  1 dell'articolo 8 della legge regionale  14  aprile
  2006, n. 16, dopo le parole  enti parco' sono aggiunte le parole  e
  il   Museo   archeologico  regionale  di  Centuripe'.  A  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
  il  Fondo  unico  per il precariato, di cui all'articolo  71  della
  legge  regionale  28  dicembre 2004, n. 17, è incrementato  di  200
  migliaia di euro.

   8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
  1998,  n. 26, sopprimere le parole  la provincia regionale di  Enna
  per  l'istituzione del' e dopo le parole  siciliano'  inserire   di
  Enna'.

   9.  Al  comma  24 dell'articolo 1 della legge regionale  8  luglio
  1977,  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle  parole
   dal 1 gennaio 2011';

   b) le parole  entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
   entro l'esercizio 2009'.

   10.  Al  comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n.  2,  sostituire la cifra  1.000' con la cifra   3.000'  e
  sopprimere le parole  attivazione dell''.

   11.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6  febbraio
  2006,  n. 8, dopo  2008' inserire  nonché 2009 e 2010' e sostituire
  la cifra  3.000' con la cifra  4.000'.

   12.  L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10  è
  abrogato.

   13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10  è
  abrogato.

   14.  La  lettera  d)  del  comma 2 dell'articolo  14  della  legge
  regionale  15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo  24,
  comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dall'onorevole   Cracolici:  65.11  (interamente   soppressivo
  dell'articolo),  65.12, 65.13, 65.14, 65.15, 65.16,  65.17,  65.18,
  65.19, 65.20, 65.26, 65.21, 65.22, 65.23, 65.24, 65.25;
   -  dall'onorevole Vinciullo: A76;
   -   dagli  onorevoli Bonomo, Gucciardi, Fiorenza e Vitrano:  65.9,
  65.10;
   -  dall'onorevole Greco: A348.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  65.
   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                               «Art. 66.
             Norme in materia di concessione di contributi

   1.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2009, è  soppressa  la
  lettera h) dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
  10.  Sono  abrogate tutte le norme autorizzative di spesa  relativi
  agli  interventi  riportati nella tabella  H' allegata  alla  legge
  regionale 8 febbraio 2008, n. 1.

   2.  Presso l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze  è
  istituito  un  apposito   Fondo'  destinato  alla  concessione   di
  contributi  ad  enti, fondazioni, associazioni, organizzazioni  non
  lucrative  di  utilità sociale (Onlus) ed altri organismi  comunque
  denominati, per il perseguimento dei propri fini statutari, la  cui
  dotazione è valutata in 1.830 migliaia  di euro, per l'anno 2009  e
  1.815 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011.

   3.  Entro sessanta giorni dalla pubblicazione delle presente legge
  con  decreto  del Presidente della Regione, saranno disciplinati  i
  criteri  e  le modalità di erogazione degli interventi  di  cui  al
  comma 2.

   4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2009 gli stanziamenti di
  bilancio dei capitoli di spesa contrassegnati con la nota  F'  sono
  previsti  ed  autorizzati annualmente con la legge di  approvazione
  del bilancio.

   5.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2009, le spese relative
  ai  capitoli  contrassegnati  con  la  nota   A'  sono  autorizzate
  annualmente   per  gli  importi  determinati  con   la   legge   di
  approvazione del bilancio per l'esercizio finanziario 2009».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 66.3, 66.4, 66.5, 66.6, 66.7 e 66.8;
   - dagli onorevoli Galvagno e Termine: 66.2;
   -  dall'onorevole Rinaldi: 66.1;
   -  dagli onorevoli Donegani e Cracolici: 66.9.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  66.
   Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
                               «Art. 67.
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 nelle
  misure  indicate  nelle Tabelle  A' e  B', allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio   sia  previsto  uno  stanziamento  di  competenza   sono
  stabilite  negli importi indicati, per l'anno 2009, nella  allegata
  Tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa  recate
  dalle  leggi indicate nella allegata Tabella  D' sono ridotte degli
  importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, nella
  Tabella medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. 10,  così  come  modificato  dall'
  articolo 56, comma l, della legge regionale 3 maggio 200l, n. 6, le
  autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere  pluriennale
  indicate  nell'allegata Tabella  E' sono rimodulate  degli  importi
  stabiliti,  per ciascuno degli anni finanziari 2009, 2010  e  2011,
  nella Tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. 10, le  leggi  di  spesa  indicate
  nell'allegata Tabella  F' sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10, gli stanziamenti autorizzati  in
  relazione  a  disposizioni  di  legge  la  cui  quantificazione   è
  demandata  alla  legge  finanziaria sono determinati  nell'allegata
  Tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate relative agli
  interventi di cui all'articolo 200, comma l, della legge  regionale
  23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nell'allegata Tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  27 aprile 1999, n. 10, gli importi dei nuovi  limiti  di
  impegno   per   ciascuno  degli  anni  considerati   dal   bilancio
  pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e  dell'anno
  terminale, sono determinati nell'allegata Tabella  L'».

   Comunico  che  sono  stati presentati dall'onorevole  Cracolici  i
  seguenti  emendamenti: 67.1, 67.2, 67.3, 67.4,  67.5,  67.6,  67.7,
  67.8 e 67.9.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  67.
   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                               «Art. 68.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   l.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  al presente articolo.

   2.   Le  disposizioni  della  presente  legge  si  applicano   con
  decorrenza dall' l gennaio 2009».

   Comunico  che  sono  stati presentati dall'onorevole  Cracolici  i
  seguenti emendamenti: 68.1, 68.2 e 68.3.

   CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  68.
   Onorevoli  colleghi, c'è la proposta di riprendere l'articolo  19.
  Ne do lettura:

                               «Art. 19.
           Norme sul riequilibrio finanziario delle province

   1. All'articolo 27 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,  le  parole    che   sono
  costituite  esclusivamente da aree interne  sono  sostituite  dalle
  parole  territorialmente deboli.'».

   Comunico sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Leontini: 19.2;
   - dagli onorevoli Galvagno e Termine: 19.4;
   - dall'onorevole Cracolici: 19.5 e 19.6;
   -  dagli  onorevoli Maira, Speziale, Vinciullo ed  altri:  19.1  e
  19.3.

   Gli emendamenti sono tutti ritirati, ad eccezione dell'emendamento
  19.1.
   L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 19.1.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, l'emendamento è di merito, si dice che
  i  fondi  non  possono  essere inferiori  a  quelli  del  2002:  la
  copertura  dov'è  rispetto  a quello che  è  il  bisogno  generale,
  l'assessore  dice  che c'è la copertura? Dalla tabella  mi  risulta
  altra cosa.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  chiedo  che   l'emendamento   sia
  illustrato da qualcuno dei firmatari perché non mi è chiaro.

   LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  EDOARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  nel  tentativo di chiarire ai colleghi cosa stiamo per  votare  con
  questo emendamento.
   La  legge  20 del 2003, approvata da questo Parlamento,  andava  a
  garantire   una  quota  di  distribuzione  all'interno  del   fondo
  riservato alle province tale che la provincia avente aree interne -
  sostanzialmente, significava la sola provincia di  Enna  -,  avesse
  dall'Assessore  dei  criteri tali da potere  garantire  all'interno
  della  distribuzione una equità per il fatto che  la  provincia  di
  Enna  è svantaggiata sia da un enorme territorio sia dal fatto  che
  la popolazione residente è molta esigua.
   Questo  criterio  di  distribuzione, 50 per  cento  in  base  alla
  popolazione e 50 per cento in base al territorio, con la  legge  20
  veniva   salvaguardato.  Ora  si  intende  estenderlo  anche   alla
  provincia  di Caltanissetta, nonché a quelle aree interne stabilite
  dalla legge 26 del 1988.

   CRACOLICI.  Purtroppo,  non  è  così  semplice  come  sostiene  il
  collega.

   PRESIDENTE. L'articolo 19 con l'emendamento 19.1 sono accantonati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  martedì  28
  aprile 2009, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.
  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1) -  «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per
        l'anno  finanziario  2009  e bilancio  pluriennale  per  il
        triennio 2009-2011» (249-327/A) (Seguito)
           Relatore di maggioranza: on. Savona
           Relatore di minoranza: on. Galvagno

    2) -  «Disposizioni  programmatiche  e  correttive  per  l'anno
        2009» (n. 250/A) (Seguito)
           Relatore di maggioranza: on. Savona
           Relatore di minoranza: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 21.10

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli