Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
«Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2007» (Doc. numero 133)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
«Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2007» (Doc. numero 133).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Gucciardi,
per svolgere la relazione.
GUCCIARDI, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
del documento contabile numero 133.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e VII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dall'VIII
al X.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli dal I al
XVII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XVIII
al XX.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per titoli e capitoli della spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
2007 "Conto Generale".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
esercizio 2007.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva per l'integrazione degli stanziamenti di
bilancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a favore
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
dal fondo di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale - Situazione
al 31 dicembre 2007.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato I - Fondo di previdenza del personale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo. Anno
2007.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'intero Documento numero
133.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
«Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana
per l'anno finanziario 2008» (Doc. numero 134)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto III dell'ordine
del giorno: «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2008» (Doc. numero 134).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Ardizzone,
per svolgere la relazione.
ARDIZZONE, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
del documento contabile numero 134.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e VII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dall'VIII
al X.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli dal I al
XVII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XVIII
al XX.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per titoli e capitoli della spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
2008 "Conto Generale".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
esercizio 2008.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva per l'integrazione degli stanziamenti di
bilancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a favore
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
dal fondo di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale - Situazione
al 31 dicembre 2008.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato I - Fondo di previdenza del personale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo. Anno
2008.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; che è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'intero Documento numero
134.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
«Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2009» (Doc. numero 135)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto IV dell'ordine
del giorno: «Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2009» (Doc. numero 135).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Ardizzone,
per svolgere la relazione.
ARDIZZONE, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, desidero chiedere un'ora di tempo per
potere studiare questo documento contabile del 2009, visto che
ancora non lo abbiamo.
PRESIDENTE. Onorevoli Apprendi, reputo strano il fatto che non
abbiate il documento perchè è stato depositato in Assemblea sabato
scorso, anzi per la verità venerdì.
Onorevole Apprendi, il documento è stato distribuito e non credo
sia il caso. Gli Uffici dell'Assemblea, come sa, mettono a
disposizione dei deputati i documenti contabili e, poi, è cura del
deputato procurarseli. Non possiamo bloccare l'Assemblea perché un
deputato chiede un'ora di tempo per leggere i documenti.
Ad ogni modo, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 15.20, è ripresa alle ore
15.30)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del Documento contabile numero
135.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa: articoli 1 e 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal III
all'VIII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal I al
XVIII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Partite di giro: capitoli dal XIX al
XXIV.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al preventivo per il triennio 2009-2011.
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa: articoli 1 e 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal I al
XVIII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Apprendi l'ordine del giorno numero 139 «Proposta di arricchimento
del programma delle attività culturali dell'Assemblea regionale
siciliana». Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
visto il bilancio di previsione dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2009;
visto in particolare il capitolo riguardante le spese per
l'attività della Biblioteca;
considerato che in tale ambito si potrebbero prevedere
manifestazioni volte a sottolineare aspetti politici e culturali
aventi un forte riferimento con la nostra Regione;
considerato altresì che, a tal fine, potrebbero essere organizzate
mostre, esposizioni, convegni, dibattiti e tavole rotonde,
anniversari e celebrazioni di personaggi illustri, nonché
pubblicazioni editoriali di rilievo,
invita il Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana
a voler tenere conto, nella programmazione delle attività
culturali dell'Assemblea, delle proposte di cui in premessa,
formulate dalla Commissione per la vigilanza sulla Biblioteca».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'intero Documento numero 135. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2009 e
bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011» (249-327/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto V dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 249-
327/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011»,
posto al numero 1).
Si riprende dall'esame della Amministrazione Beni culturali e dei
relativi emendamenti, in precedenza accantonati.
Si procede con l'emendamento Tab B.35.
PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
Tab B.35 tende a ripristinare le risorse che, negli anni
precedenti, ha avuto il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Non è,
quindi, un emendamento tendente ad ottenere un ulteriore intervento
in aggiunta - come pure meriterebbe questa importante struttura
culturale messinese -, ma almeno a ripristinare le somme già
stanziate negli anni precedenti. Il Teatro Vittorio Emanuele ha
vita grama con quelle risorse e non è in grado di rispondere alla
domanda che c'è in una città importante come Messina.
Penso che da parte del Governo della Regione ci dovrebbe essere
un'attenzione maggiore perché questa è la richiesta che viene dagli
operatori culturali, dai sindacati dei lavoratori del teatro
Vittorio Emanuele di Messina e - immagino - anche
dall'Amministrazione comunale e credo che, nel ragionamento di un
Governo che vuole rafforzare le nostre istituzioni culturali, il
Teatro Vittorio Emanuele di Messina e, quindi, la città di Messina,
non dovrebbero essere penalizzati.
Pertanto dichiaro di mantenere l'emendamento.
PRESIDENTE. Gli onorevoli De Luca, Rinaldi, Laccoto, Ardizzone,
Buzzanca e tutta la deputazione messinese hanno dichiarato di
apporre la loro firma all'emendamento.
L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
riflessioni e le motivazioni del collega Panarello sull'emendamento
e mi permetto di aggiungere anche un altro aspetto che riguarda le
decurtazioni che hanno subito tutti i teatri dell'Isola.
Ci sembra, da una valutazione fatta, che il Teatro di Messina
abbia subito una decurtazione maggiore rispetto agli altri Enti
teatro. Allora, propongo all'Aula e all'assessore di fare una
verifica su questa situazione accantonando un attimo l'emendamento
in modo tale da poterlo riformulare, se il collega è d'accordo, in
funzione delle maggiori decurtazioni che ha subito Messina.
Non chiediamo altro che essere trattati come gli altri Enti
teatro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab B.35. Il parere
del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
il Governo esprime parere contrario, ma si impegna a trovare il
modo di venire incontro alle istanze che sono state presentate.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, prendo atto della disponibilità
dell'assessore Cimino, ma mi sembra quanto meno singolare che si
esprima parere contrario sull'emendamento e poi si ci impegni a
farsi carico delle istanze. Penso che l'occasione per farsi carico
delle istanze del Teatro Vittorio Emanuele di Messina sia proprio
quella dell'approvazione del bilancio.
Voglio ricordare e ribadire - e l'assessore Cimino non può non
saperlo perché la questione si ripropone ad ogni finanziaria - che
il Teatro Vittorio Emanuele di Messina è tradizionalmente
penalizzato dal punto di vista finanziario ed è una istituzione
regionale rispetto alla quale il Governo regionale dovrebbe
dimostrare maggiore attenzione.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
Governo stia cercando di rinviare una serie di soluzioni a
questioni già poste da noi. L'Assessore mi ha garantito
l'attenzione su tale questione e credo che una soluzione verrà
trovata.
Mi ritengo soddisfatto dell'impegno che il Governo ha preso con
l'Aula e che, credo, confermerà.
LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace dover
sottolineare all'assessore che, quando si tratta di questioni
attinenti la provincia di Messina, c'è un'assoluta superficialità.
In questa finanziaria ci sono somme stanziate per promozioni del
personale in seconda fascia, in prima fascia, che sembrano valere
molto di più di quelle chieste per il Teatro Vittorio Emanuele di
Messina. A poco a poco sono state tolte alla provincia di Messina
tutte le somme già stanziate negli anni scorsi. E' inutile dire che
il problema verrà risolto in un secondo tempo.
Credo che sia opportuno votare, in questa sede, per lo meno
rimettendosi all'Aula.
RINALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
all'assessore Cimino se la richiesta per il contributo al teatro
possa essere rivalutata in funzione della disponibilità che egli ha
dimostrato finora per chi ha presentato l'emendamento.
Invece di rimandare, chiedo se è possibile dare parere favorevole
a questo emendamento, che è di estrema importanza per il teatro di
Messina.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore Cimino ha già preso un
impegno e vi assicuro che torneremo a modificare qualche tabella.
Pongo in votazione l'emendamento Tab B.35.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tab B.25, dell'onorevole
Marziano. Ne do lettura:
CAPITOLO 377726 - UPB 9.3.1.7 - Contributo annuo a favore
dell'Istituto nazionale del dramma antico - funzionamento e
attività istituzionali:
2009 2010 2011
+ 120 + 120 + 120
CAPITOLO 376543 - UPB 9.3.1.3 - Spese per la tutela e il restauro
e la conservazione delle opere d'arte mobili - spese per
accertamenti e documentazione storica e tecnica dei lavori:
2009 2010 2011
- 120 - 120 - 120
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli De Benedictis,
Marziano, Cracolici, e Digiacomo i subemendamenti Tab B.25.1 e Tab
B.25.2. Do lettura di quest'ultimo:
Sostituire il capitolo 376543 - UPB 9.3.1.3 con il capitolo 215701
(Fondi di riserva).
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potremmo
considerare l'emendamento ed il subemendamento un unico atto, nel
senso che mi convince anche la proposta presentata dall'onorevole
De Benedictis. Non è giustificabile, ma è comprensibile questo
taglio formidabile ad una serie di istituzioni culturali.
Però ho visto, dal lavoro pregevole fatto dalla Commissione che,
mentre per quanto riguarda il Teatro Stabile di Catania si è
provveduto al reintegro con un milione 244 mila euro, per quanto
riguarda il Teatro Massimo Bellini di Catania si è provveduto al
reintegro con 2 milioni 580 mila euro portando l'intervento
complessivo a 21 milioni 500 mila euro. Per quanto riguarda,
invece, il Teatro Stabile' di Messina, c'è stato un accoglimento
parziale per 500 mila euro; perfino per il Teatro Biondo' di
Palermo, c'è stato un accoglimento parziale di 500 mila euro. Il
che porta il finanziamento complessivo a 5 milioni di euro per il
Teatro Biondo, 6,6 milioni di euro per il Teatro stabile di Messina
e così via.
L'unica grande istituzione culturale per la quale non si è voluto
ripristinare il finanziamento precedente, nonostante ci sia stato
uno sforzo significativo per incrementare le entrate autonome, è
l'Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Mi permetto di sottolineare all'Aula che l'Istituto Nazionale del
Dramma Antico è l'istituzione culturale più importante della città
di Siracusa, che da quasi novant'anni realizza, prima in modo
biennale, adesso annualmente, la stagione del Teatro Antico di
Siracusa, anche come segnale verso la politica culturale portata
avanti dalla Regione.
Mi sembra assolutamente inaccettabile l'idea di non reintegrare il
finanziamento all'Istituto Nazionale del Dramma Antico, fermo
restando che si tratta di un intervento che fino all'anno scorso
era di un milione di euro e che, rispetto alle cifre che oggi sono
state citate, verrebbe ridotto a poco più di ottocentomila euro.
Non avendo presentato decine di emendamenti per la miriade di
associazioni culturali, mi sembra doveroso, però, sostenere questo
emendamento e le attività dell'Istituto Nazionale del Dramma
Antico.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Regione
siciliana finanzia quattro teatri, lo Stabile di Catania, il
Massimo di Palermo, il Teatro di Messina e il Biondo di Palermo per
complessivi 37 milioni 600 mila euro. E ad una manifestazione come
quella dell'INDA, che indubbiamente è di rilievo nazionale, senza
nulla togliere agli altri, l'Assemblea riesce a ridurre il budget
anche questa volta. Quello che chiediamo è, quindi, di mantenere
almeno quel milione di euro, che sfigura rispetto agli altri ma che
consente di salvare la faccia a questa Assemblea.
Ho discusso con l'assessore Cimino e con l'assessore Antinoro, e
anticipo la presentazione di un subemendamento all'emendamento
appena illustrato dall'onorevole Marziano per prelevare la somma di
120 mila euro che chiediamo a compensazione dei Fondi di riserva -
spese correnti.
Mentre l'emendamento che abbiamo presentato preleva dal capitolo
UPB 9.3.1.2, quello che sto per formalizzare preleva dal capitolo
dei Fondi di riserva - spese correnti, al fine di mantenere lo
stanziamento dell'anno precedente.
CRACOLICI. Togliere 12 mila euro al Teatro del Dramma Antico è
ridicolo
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. No, sono 120 mila
euro per mantenere lo stanziamento dell'anno precedente.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome anche dei
colleghi del Gruppo PDL dichiaro di appoggiare la proposta
formulata dagli onorevoli De Benedictis e Marziano.
Come è a tutti noto, l'Istituto Nazionale del Dramma Antico é una
delle istituzioni più antiche che abbiamo in Europa; é
un'istituzione che dà lustro, non solo alla città di Siracusa, ma a
tutta la regione Sicilia e anche all'intero Paese, se è vero che
ogni anno alla prima interviene il Capo dello Stato. Senza nulla
togliere agli altri teatri che hanno sicuramente un'importanza
significativa nel panorama culturale del nostro Paese, in Sicilia
credo che l'Istituto Nazionale del Dramma Antico svolga un ruolo
unico e originale.
Per questo motivo accolgo con soddisfazione la proposta del
Governo, dell'assessore Cimino e dell'assessore Antinoro, che
recepiscono la nostra istanza che proviene dal territorio e che
riconosce soltanto un dato di fatto: il valore estremo ed elevato
dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Tab B.25.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, ritiro il subemendamento Tab
B.25.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento Tab B.25, come emendato. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento Tab B.36 è precluso.
Si passa all'emendamento Tab B.15.
CRACOLICI. Ritiro l'emendamento Tab B.15 e tutti gli altri
emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'Amministrazione Beni culturali, come
emendata. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'Amministrazione Turismo, in precedenza
accantonata. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si riprende l'esame della Amministrazione Famiglia e dei relativi
emendamenti precedentemente accantonati. Si procede con gli
emendamenti Tab B.12 e Tab B.6, di identico contenuto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento Tab
B.12.1.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare che
dopo la discussione di questa mattina, nella quale il Governo ha
dichiarato che avrebbe dato copertura finanziaria al disegno di
legge di contrasto alla mafia, sollecitato anche dal Presidente
dell'Assemblea sulla stampa, adesso viene fuori un emendamento che
ha tutto il sapore della vergogna, perché non è argomento su cui si
tratta. Capisco che in questo momento in Aula c'è una trattativa
aperta da più parti, ma con un provvedimento che contrasta la mafia
non si tratta e stamattina, quando sono state fatte alcune
dichiarazioni, ho letto dietro quelle dichiarazioni l'equiparazione
del contrasto alla mafia ad uno dei tanti problemi che abbiamo in
Sicilia.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mafia è il cancro della
nostra Regione e noi avevamo salutato in quest'Aula un disegno di
legge all'unanimità, apprezzato da parte degli organi competenti
come un disegno di legge che interveniva in materia di contrasto
alla mafia, che cercava di spezzare quel legame che c'è da parte
del condizionamento mafioso sulle attività produttive, che
sollecitava il mondo delle imprese e delle attività produttive a
liberarsi da questo condizionamento, che si augurava che in
Sicilia, dove le attività economiche sono condizionate dalla mafia,
si potesse affermare anche attraverso questo disegno di legge la
possibilità di assicurare a tutti i cittadini la libertà di
intraprendere. E quando viene assicurata la libertà di
intraprendere viene assicurata la libertà.
Il disegno di legge presentato e approvato dal Parlamento
siciliano si muoveva in queste direzioni, aveva questo spirito,
quello di affermare in Sicilia un principio di libertà. Ora il
Governo viene qui a trattare sulla copertura finanziaria.
L'emendamento da me presentato è un emendamento di buon senso che
prevede 2 milioni all'articolo 1, per la formazione pedagogica, e 5
milioni all'articolo 3. Non sono previsti neanche i soldi per gli
altri articoli a partire da quello dei Comuni per il recupero dei
beni confiscati. Invece, lei viene fuori con un emendamento che
prevede di dare 2 milioni, come se si trattasse di accontentare
l'onorevole Speziale. Non è questo l'argomento.
L'argomento è come noi diamo copertura ad una legge che può avere
il significato di una svolta profonda nella nostra Regione e di cui
lei e il Governo, forse, non siete consapevoli.
Pertanto, Assessore, mi rifiuto di patteggiare l'emendamento
presentato da me e firmato dall'onorevole Capodicasa. Mi correggo,
dell'onorevole Cracolici, ma non è offensivo, l'onorevole
Capodicasa è un dirigente del suo partito.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, ha ceduto ai sentimenti
Comprendiamo.
SPEZIALE. Signor Presidente, voglio comunicare al Governo che non
si tratta di una pattuizione tra me e il Governo. Si tratta del
riconoscimento di una norma che ha quel valore, un valore
pedagogico all'articolo 1, un valore di contrasto all'articolo 3,
un valore di trasparenza all'articolo 2, un valore di
legittimazione alla lotta alla mafia nei Comuni con gli articoli
conseguenti e un valore straordinario quando in quella legge
abbiamo scritto che è fatto obbligo al Presidente della Regione di
costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia. Perché io
sono sicuro che se non avessimo scritto quella norma, il Presidente
della Regione, o chi per esso, vista la reazione del Governo, non
si sarebbe costituito parte civile nei confronti della mafia e nei
processi di mafia, che è quel cancro che crea un vulnus e che
determina che ancora in tutto il mondo ci sia una equazione
infamante per la Sicilia che lavora e che fatica: Sicilia uguale
mafia.
Noi vogliamo concorrere a liberarci da questa equazione e vogliamo
anche qui, attraverso quella norma, permettere che la Sicilia possa
assicurare a tutti l'esercizio di intraprendere, la libertà di
intraprendere e spezzare quel legame di cui parlavo prima.
Per questo mi rifiuto di accogliere la proposta subemendativa al
mio emendamento e ritengo che l'emendamento da me presentato e
sottoscritto dall'onorevole Cracolici debba essere interamente
approvato per il significato che ha quella legge del Parlamento
siciliano.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarebbe
necessario intervenire dopo le parole dell'onorevole Speziale, che
ha ricordato le ragioni di questo emendamento. Però lo faccio per
il bisogno, credo, di molti di noi, che siamo stati presenti in
quella seduta del mese di novembre in cui abbiamo approvato quella
legge. Ricordo con quanta enfasi, con quanta attenzione, con quanta
profusione di intenti i relatori hanno poi espresso le
dichiarazioni finali di voto a quella legge. Legge che non è un
punto di arrivo, è un punto di partenza. Se noi non la finanziamo
adeguatamente diventa un boomerang per l'Assemblea regionale,
esattamente allo stesso modo - all'indomani dell'approvazione di
quella legge, molti hanno parlato, anche fuori dalla Sicilia, come
di un fatto straordinario, un fatto che qualificava l'Assemblea
regionale siciliana, un episodio di progresso nella lotta e nel
contrasto alla mafia auspicandosi che successivamente, quindi in
questa occasione, si fosse trovata copertura finanziaria -, allo
stesso modo, se questo noi non lo facciamo, quella legge
diventerebbe non soltanto un atto inutile ma un boomerang
vergognoso per noi tutti.
Voglio solo ricordare che, all'indomani dell'approvazione della
legge, lo stesso procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha
commentato positivamente non soltanto la legge ma l'iniziativa del
Parlamento siciliano individuandovi una svolta di contenuti e
auspicando che la legge venisse attuata attraverso una adeguata
copertura finanziaria.
Signor Presidente, credo che se le parole hanno un senso, se quel
dispiegamento di attenzioni che abbiamo avuto in quella occasione,
se in modo corale con l'opinione pubblica nazionale ed anche con le
istituzioni nazionali pensiamo alla Commissione nazionale
antimafia, agli uffici del Procuratore nazionale antimafia, ai
tanti magistrati che hanno guardato a quella legge come non
soltanto, ripeto, una opportunità di contrasto al fenomeno
criminale ma come un punto qualificante di strategia politica e di
innovazione di questa Assemblea.
Allora, signor Presidente, uno scatto di responsabilità, non dico
di orgoglio, ma di responsabilità e di continuità con quello che
abbiamo cominciato a fare é obbligatorio e, in questo, la prego
insieme a tutti i colleghi, di farsi parte di questo percorso
intrapreso.
CRACOLICI Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che avere
riservato per ultimo questo emendamento ci consente di fare una
valutazione anche alla luce degli atti che si sono prodotti finora
in Aula. Mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea più che al
Governo, perché questa è la prima legge parlamentare di cui credo
che l'intero Parlamento è andato fiero senza ragioni né di
maggioranza né di minoranza. Una legge considerata da tutti
innovativa, assunta come modello anche da importanti esponenti
simbolo della lotta alla mafia, a partire dal Procuratore nazionale
antimafia, alla stessa Commissione nazionale antimafia.
Non voglio farla lunga e formulo una proposta secca, Assessore:
lei ha ritirato qualche momento fa un emendamento che prevedeva il
prelievo dal Fondo di riserva di 13 milioni 800 mila di euro per
finanziare spettacoli e attività connesse. Non le chiedo di
prendere 13 milioni 800 mila di euro, ma i 7 milioni di euro
contenuti nel nostro emendamento che, mi auguro, venga firmato da
tutti i Parlamentari, e che sono l'esatta metà di quello che lei
voleva prelevare per finanziare spettacoli, feste e festini.
Queste risorse finanziarie servono ai bambini delle quarte e
quinte classi elementari della scuola siciliana per promuovere
attività culturali contro la mafia; servono a sostenere il fondo
antiracket per coloro che sono sottoposti a misure di coercizione
da parte delle organizzazioni criminali.
Io non voglio farla più lunga. Credo che il Governo abbia il
dovere morale di prelevare i 7 milioni del fondo di riserva, che
voleva utilizzare per il doppio per altre destinazioni, e
destinarli ad una legge di tutto il Parlamento siciliano.
Credo che il primo firmatario debba essere, in deroga a qualunque
procedura, proprio il Presidente dell'Assemblea, perché quella è la
legge del Parlamento, tra l'altro presentata in tutte le sedi,
pubbliche e private, come legge del Parlamento siciliano, a partire
dal Presidente dell'Assemblea, dal Presidente della Regione, dal
Presidente della Commissione Antimafia. E non volere finanziare
questa legge è un grave errore politico.
Mi auguro che il Governo faccia propria questa mia proposta.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto
dalla riflessione svolta dall'onorevole Cracolici per sottolineare
che già il capogruppo del Movimento per l'Autonomia non riteneva
opportuno quel provvedimento che poi è stato ritirato. E lo ha
fatto per un motivo molto semplice: in una situazione così
difficile non si valutava prioritario fare determinati interventi.
Alla luce di ciò credo che dobbiamo evitare che in questo
Parlamento vengano indicati i sostenitori in un senso o nell'altro,
i sostenitori della strategia dell'antimafia, perché tutti quanti
abbiamo già dato dimostrazione in passato dando priorità al
provvedimento con una corsia preferenziale, e questo credo che il
Governo lo abbia dimostrato già quando ci ha sollecitati tutti
quanti, nelle rispettive Commissioni legislative, riconoscendo la
valenza politica e sociale, soprattutto, del provvedimento.
E' stato preso un impegno da parte del Governo, che già vedo
mantenuto in questa situazione; certamente non ci sono soldi che
bastano, non sette milioni e neanche settanta milioni. Non è questo
il problema, e non possiamo pensare di toccare, ognuno di noi, la
nostra dignità di parlamentari semplicemente ragionando sul tetto.
E allora perché non settanta e non settecento, se questo è
sufficiente per dividerci tra buoni e cattivi, da questo punto di
vista non abbiamo fatto un ragionamento maturo.
Credo che in un contesto difficile come quello in cui si sta
cercando di varare un provvedimento che sicuramente - come ho già
detto nella mia relazione durante la discussione generale -, non è
un provvedimento che può fare fronte a tutto perché sconta tutta
una serie di cose pregresse, dobbiamo avere la responsabilità,
tutti quanti, di evitare strumentalizzazioni, mi permetto di dire,
su un tema così delicato.
Intanto, c'è già un segnale concreto, due milioni di euro che,
ripeto, sono insufficienti, come sono insufficienti - per quanto mi
riguarda - sette milioni. Però capisco anche che in una situazione
così complicata il Governo non può fare altro che dare delle
priorità inserendo anche questo provvedimento.
Allora, intanto accettiamo oggi questo segnale, naturalmente mi
associo anche alla richiesta, se è possibile, Assessore, di
arrotondare ancora qualche altra cosa, nella cornice della
compatibilità in cui ci stiamo muovendo. Però pregherei i colleghi
di evitare di andare alla tribuna per fare delle riflessioni che
non appartengono a questo Parlamento e - mi permetto di dire - non
appartengono alla dignità di nessuno di noi perché quel
provvedimento lo abbiamo voluto tutti.
Il Governo ha dato una corsia preferenziale, e noi tutti,
all'unanimità, sosteniamo comunque che bisogna portare avanti
questa strategia; il segnale l'abbiamo già dato con il capogruppo
del Movimento per l'Autonomia che ha manifestato l'inopportunità di
alcuni interventi.
Assessore, le chiedo, se è possibile, di vedere qualche altra
cosa; diversamente pregherei i colleghi, con senso di
responsabilità, di accettare questo provvedimento evitando di
commettere l'errore di iscriverci tra i buoni e tra i cattivi.
Evitiamo questa suddivisione che non ci appartiene.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come tutti ricordiamo
la legge numero 15 è stata salutata con grande favore anche dalla
cronaca nazionale, non solo dagli organi competenti, da parte di
tutti coloro che sono impegnati seriamente nella lotta contro la
criminalità organizzata e contro la mafia, ma da tutte le
istituzioni regionali, locali e nazionali. E credo che non si può,
in quest'occasione, vanificare quanto di buono si è fatto, non
possiamo avere fatto una legge e poi, al contempo, svuotarla di
contenuto non finanziandola.
Sappiamo che gli imprenditori stanno denunciando in maniera
crescente il fenomeno del racket, del pizzo, delle estorsioni.
Sarebbe davvero assurdo, nonché un danno di immagine enorme per la
Sicilia, se poi questi imprenditori non trovassero copertura a
quelle che sono le loro legittime richieste in base a quanto
prevede la legge.
Poi, va sottolineato che il fatto di non rifinanziare
adeguatamente questo capitolo di spesa, agli occhi degli stessi
imprenditori potrebbe apparire quasi come un disincentivo a
denunciare un fenomeno malavitoso che sappiamo quanto danno provoca
alla nostra Sicilia.
Vorrei spendere due parole in maniera sintetica perché credo che
non ci sia bisogno di dilungarsi, è abbastanza e altrettanto
chiaro, sui percorsi di legalità.
Sappiamo quanto sia importante per i giovani, nelle scuole, capire
più a fondo cos'è la mafia, scoprire, sapere cosa è stata la
stagione delle stragi nella nostra Sicilia.
I ragazzi che oggi hanno 15 anni non hanno alcun ricordo di quella
stagione delle stragi di Capaci, di via D'Amelio ed è estremamente
importante, fondamentale, per la loro crescita civile, per il loro
percorso di educazione alla legalità che nelle scuole si tengano
queste conferenze, questi incontri che, come previsto al primo
comma dell'articolo 1 della legge 15 del 2008, possono essere
realizzati anche grazie alla disponibilità economica che ci
auguriamo davvero qui si possa trovare.
Il subemendamento presentato dal Governo riguarda esclusivamente
il parziale accoglimento della richiesta dell'emendamento Speziale
solo per quanto riguarda gli incentivi agli imprenditori che
denunciano il fenomeno delle estorsioni; ma non vedo un euro,
invece, per il finanziamento delle iniziative scolastiche.
Peraltro, credo che un adeguato finanziamento di questo capitolo
sia opportuno anche perché metterebbe il Governo regionale nelle
condizioni di partecipare con questi fondi, come quota di
cofinanziamento, anche a progetti nazionali. Azzerare questo
capitolo, quindi, metterebbe la Regione stessa nelle condizioni di
perdere altre opportunità anche attingendo, ad esempio, al PON
sicurezza, giusto per fare un esempio.
Quindi, invito tutta l'Aula, il Governo e la Presidenza a valutare
con la dovuta attenzione gli emendamenti presentati, in particolare
l'emendamento proposto dall'onorevole Speziale.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spendere una parola
riagganciandomi a ciò che diceva l'onorevole Lupo: ritengo che
l'utilizzo del comma 1 - legge nobilissima da tutti i punti di
vista - serva per cercare, attraverso i giovani, di cambiare questa
forma culturale che si sta creando.
Assessore, cerchiamo di aumentare una parte di ciò che serve per
la formazione; utilizziamo il capitolo come fosse un
cofinanziamento. Quindi aumentiamo questo capitolo, se è possibile
e, assieme a quanto stanziato prima, con i cofinanziamenti,
potremmo arrivare a quanto desiderato dallo stesso Presidente della
Commissione Antimafia.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che gli
argomenti utilizzati dai colleghi della minoranza su una legge che,
come diceva l'onorevole De Luca, non dovrebbe distinguere la
minoranza dalla maggioranza, debbano essere moderati, modificati.
Quando la legge è stata approvata in Parlamento nel mese di
ottobre, si assegnò alla stessa una copertura simbolica che era
finalizzata come anticipazione ad un intervento del Governo,
successivo alla predisposizione degli strumenti finanziari, che
potesse renderne congruo il funzionamento e l'applicazione. E'
chiaro che ritenere dei parametri sufficienti od insufficienti per
rendere la legge efficace é suscettibile di opinioni diverse; però
h ingeneroso dire, da parte dei colleghi, che il Governo si rifiuta
di creare uno strumento che tutti insieme ci siamo dati per
combattere la mafia.
E' ingeneroso, perché è stato detto anche che il Governo
SPEZIALE. Il Governo, nel predisporre il bilancio, ha previsto
zero
LEONTINI. che il Governo si sarebbe sottratto perfino alle
costituzioni di parte civile e mi pare che questo sia un argomento
propagandistico in negativo; non è un argomento sul quale la
propaganda in negativo debba essere così ingenerosamente
alimentata. E' un'impostazione che riteniamo debba essere corretta.
Così come la legge, da ottobre ad oggi - perché dobbiamo anche
vedere come fare funzionare questa legge adeguando gli strumenti
finanziari - è stata simbolicamente coperta dal Parlamento - e
nessuno su questo ha eccepito -, oggi, sulla somma che il Governo
ha messo a disposizione, possiamo solo convergere dicendo che è lo
strumento finanziario a sostegno di questa legge, per farla partire
ed applicarla al meglio, sul quale riteniamo di dovere concordare.
Da questo microfono possiamo sicuramente suggerire - adesso
suggerirò un intervento -, ma la valutazione comparativa, come
faceva il collega Cracolici, con l'emendamento ritirato
dall'assessore Cimino, è un altro argomento di ingenerosa polemica.
Infatti, poc'anzi proprio dal collega Cracolici è stato eccepito
che quell'emendamento, siccome incideva molto sull'attingimento dai
fondi globali, non fosse opportuno utilizzarlo, non fosse altro per
il motivo che in Commissione si era intrapresa una direzione
diversa. Ed allora, se così è, non utilizziamo un'argomentazione
completamente opposta mezz'ora dopo.
Riteniamo di doverci mantenere nell'alveo, almeno, della logica
delle posizioni parlamentari e della correttezza delle stesse.
L'onorevole Cracolici - ne sono sicuro - manterrà la stessa
posizione di mezz'ora fa. I fondi globali, così come, poc'anzi,
venivano ritenuti da questo Parlamento necessari per fare le leggi,
sono l'altro strumento che abbiamo per combattere la mafia;
infatti, combattiamo la mafia sicuramente con la legge - ed il
collega Speziale ha detto bene prima, quando ha sottolineato questi
valori e questi contenuti - ma dobbiamo anche riservarci di
combatterla con gli strumenti per i quali siamo stati eletti, che
sono strumenti di governo e strumenti parlamentari, perché
corrodere, logorare, ridurre le possibilità del Parlamento
attingendo ai fondi globali, significa ridurre, spuntare le armi di
lotta alla mafia.
CRACOLICI. I fondi globali non sono quelli da cui preleviamo. Il
Fondo di riserva è altra cosa.
LEONTINI. Allora, se su questo siamo d'accordo, suggerirei al
Governo di integrare la somma messa a disposizione, almeno per
quanto riguarda i percorsi di legalità, che nelle scuole sono di
fondamentale importanza per estendere in modo capillare una
coscienza forte e civile, sin dalle basi della formazione e,
quindi, integrare i due capitoli, quello relativo alla formazione
con 1 milione di euro e quello relativo al risarcimento rispetto
alle attività estorsive o agli strumenti preventivi rispetto a
queste attività, con un altro milione di euro.
Il suggerimento che io do è di incrementare di 2 milioni di euro,
di cui un milione per i percorsi formativi ed un milione per la
lotta alle attività estorsive. Credo che possa essere una soluzione
congrua, ma sempre per concordare, tutti insieme, senza alcuna
distinzione, la predisposizione di uno strumento che, uscendo da
quest'Aula, possiamo orgogliosamente dire di avere predisposto
tutti assieme per il medesimo obiettivo e la medesima finalità. Non
è pensabile che su questo argomento si possa uscire da quest'Aula
con soggettive valutazioni divergenti.
E' chiaro, quindi, che questa proposta è finalizzata a far
convergere tutti, Governo e Parlamento, opposizione e maggioranza,
verso un'unica finalità, che è la finalità più nobile, la finalità
di una lotta ad un cancro che, sin dalle fondamenta, mina non
soltanto il significato di quest'Aula ma il significato della
civiltà che quest'Aula rappresenta.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, il suo emendamento, che va
formalizzato, tenderebbe a stanziare 1 milione di euro nel settore
della scuola e 3 milioni di euro, quindi 2 più 1, nel settore
della lotta alle estorsioni.
LEONTINI. Un milione per settore, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, le ricordo che c'è già un
emendamento del Governo, che prevede 2 milioni nel settore della
lotta alle estorsioni; quindi, direi 1 più 3.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
condivido pienamente nel merito l'intervento del collega Leontini
e, d'altro canto, sarebbe difficile stabilire quale priorità dare
alla costituzione della Regione come parte civile nei processi
contro la mafia, piuttosto che alla formazione delle quarte e
quinte elementari, piuttosto ancora che agli elementi che
incentivino gli imprenditori a denunziare i fenomeni di
estorsione.
Allora, rispetto a questo problema, assessore Cimino, visto che la
repressione è stata fondamentale ed è fondamentale, ma spero sia
sempre meno importante, perché sempre più importante sia la
formazione dei nostri giovani ed un humus culturale che si imponga
sempre più per fare fronte al problema della criminalità
organizzata, anche con gli strumenti che poc'anzi il presidente
della Commissione Bilancio, onorevole Savona, ha individuato e cioè
anche con eventuali fondi europei per progetti che possano essere
finalizzati, invito l'Assessore ed il Governo - e sono certo di
coglierne la sensibilità a nome del nome del Gruppo parlamentare
che rappresento, l'UDC-, a trovare soluzioni economiche che, in
maniera uguale e comunque proporzionale rispetto all'importanza che
ritengo medesima dei tre capitoli, possano trovare copertura.
Questo è l'intendimento del mio partito. Poi affido al Governo ed
alla sua sensibilità la possibilità concreta di dare risposte alle
esigenze dell'intera Aula, colleghi dell'opposizione, lo ribadisco.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è dubbio che
dobbiamo trovare i fondi per finanziare una legge che abbiamo tutti
orgogliosamente votato; ma non è l'unico problema, ce ne sono
tanti. Dopo mesi di duro lavoro, approveremo un bilancio che pone
diverse difficoltà.
L'Assessore per i lavori pubblici, per esempio, non ha un euro per
fare manutenzione sui porti; è una cosa che ho scoperto per caso
perché un porto della nostra provincia aveva una difficoltà e non
c'è un euro per fare manutenzione sui porti. E questo è un esempio
tra i mille che abbiamo.
Allora, mi chiedo perché non concordiamo un'azione comune,
centrodestra e centrosinistra, per andare a riprenderci quei fondi
che sono nostri, che appartengono alla Sicilia.
Mi riferisco ai fondi sequestrati alla mafia. Io veramente chiedo
un poco di attenzione perché stiamo parlando dei soldi del
territorio della Sicilia che, in questo momento, sono stati messi
in un fondo affidato al Governo nazionale e di cui non sappiamo più
niente.
Sono soldi sottratti alla mafia in Sicilia; quindi, sono soldi che
la mafia ha sottratto ai siciliani. Non è esagerato, non è una
prova di arroganza; è proprio banale, buona politica andare a Roma
a riprenderci questi soldi. Ne abbiamo un estremo bisogno.
Faccio un appello personale all'Assessore per il bilancio,
onorevole Cimino, al Presidente dell'Assemblea, a tutti noi, ai
capigruppo dell'Assemblea, perché sto parlando - e proporrò una
mozione da presentare tutti assieme - di una quantità notevole di
soldi che appartengono alla Sicilia, che possono essere utilizzati
per interventi sulle infrastrutture, per finanziare la legge
antimafia, per dare anche una mano alle forze dell'ordine che, in
questo momento, hanno difficoltà enormi a condurre le indagini
antimafia.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che impiegare
qualche minuto in più su un argomento del genere sia assolutamente
positivo, soprattutto a partire dal fatto - senza alcuna
speculazione - che, obiettivamente, spesso e volentieri, gli
impegni che si assumono qui da parte del Governo, nel momento in
cui poi si va a mettere mano al bilancio e alla finanziaria, non
vengono assolutamente rispettati.
Dispiace da questo punto di vista e non si tratta di speculazione
politica; si tratta soprattutto di essere, anche rispetto al ruolo
che si svolge in Aula, un poco più attenti. Non mi permetterei mai
di dire che il Governo non è sensibile, tanto quanto possibilmente
molti di noi. Penso che, invece, ci sia un modello di comportamento
che va assolutamente criticato: spesso in quest'Aula, durante la
discussione che riguarda testi importanti, viene molto semplice,
facile, assumere impegni per cercare di superare quel momento di
impasse perché quando si discute e ci si confronta dobbiamo sempre
e comunque non meravigliarci e non essere mai insofferenti;
dovremmo invece preoccuparci se non avvenisse ciò che è giusto
debba avvenire, il confronto democratico.
Allora, senza alcuna critica esasperata, assessore Cimino, le
faccio innanzitutto notare che questioni che riguardano il
confronto parlamentare rispetto ad impegni del Governo devono
essere assolutamente prioritarie. Lo dico perché, poi, quando si
apre una discussione del genere viene semplice - mi riferisco
all'intervento dell'onorevole Leontini - cercare di evitare
qualsiasi posizionamento estremo rispetto ad un argomento del
genere dove è chiaro che non ci può essere rosso, verde e giallo,
bianco e così via, ma più largo è questo fronte e meglio è.
Occorrono, però, gli strumenti.
Mi permetto di suggerire, per esempio, al Governo - non vedo in
Aula l'assessore per i beni culturali - che il modo per fare
realmente attività per i ragazzi delle scuole, onorevole Leontini -
capisco che siamo tutti impegnati a vedere quanto, qualche milione
in più o in meno, riusciamo a ottenere da queste due giornate
particolarmente impegnative -, dico, invece, che dobbiamo
migliorare e quindi senza perdere più un minuto, signor Presidente
(ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice, il primo lei
onorevole Cascio, presidente di questa Assemblea, da questo punto
di vista avrebbe dovuto dire che quella fu una legge che ha
qualificato i lavori di quest'Aula e che ha qualificato, mi
permetto dire senza enfatizzare, anche questa legislatura; non dico
l'unica, ci mancherebbe altro, ma mi pare assolutamente un segnale
importante), dovremmo capire, anche dal punto di vista degli
interventi che un assessore può fare, il modo per fare, all'interno
delle scuole, un lavoro serio per quanto concerne la memoria
storica, l'antimafia, l'antimafia positiva, cioè quello che
realmente un governo lucido, molto illuminato da questo punto di
vista, dovrebbe fare.
Nel passato abbiamo avuto esperienze di utilizzo di fondi
indirizzati all'attività extrascolastica, con interventi mirati
anche per quanto concerne i ragazzi; quindi, elevare la coscienza
democratica era l'obiettivo strategico che credo che non abbia
dato del tutto i risultati sperati.
Allora, noi non dobbiamo soltanto elevare quella cifra - perché
effettivamente va elevata e va spalmata bene sugli articoli della
legge 15 -, ma dobbiamo, da un lato, fare questa operazione e la
mediazione in questo caso, guardate, non è scendere a chissà quali
infimi livelli. Poco fa, si trattava di 13 milioni e rotti,
attingendo al fondo di riserva; si attesti ad una cifra che il
Governo ritiene, tutto sommato, congrua e la chiudiamo lì. In
questo momento stiamo parlando, nessuno si sta irrigidendo.
Il punto è trovare un equilibrio vero, sano, un compromesso nobile
e, dall'altro lato, il Governo si impegni ad intervenire, con una
circolare, per quanto concerne l'attività che deve essere svolta
nelle scuole e che riguarda i nostri ragazzi. Non è retorica. Il
Governo si impegni a fare anche questo. Lo dico anche al Presidente
dell'Antimafia e lo dico da docente, con 28 anni di esperienza
sulle spalle. Il Governo faccia non solo lo sforzo per indicare una
quota seria, una cifra seria, un quantum serio per quanto concerne
anche la proposta dell'onorevole Speziale - mi riferisco
all'emendamento a sua firma -, ma, nel contempo, si assuma
l'impegno di fare questo passaggio e di curarlo bene con degli
esperti o meno.
Alle scuole va indirizzata una circolare precisa: quei soldi
devono essere utilizzati bene per elevare realmente la coscienza
democratica dei nostri ragazzi e per raccontare l'antimafia nella
maniera più corretta e positiva possibile e non solo quello che
sciaguratamente conosciamo per quanto concerne l'esperienza
siciliana.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un provvedimento
legislativo qualsiasi tende a stabilire con i nostri amministrati
un patto. Nella fattispecie, la legge antimafia veicola al popolo
che intendiamo amministrare due messaggi: il primo è rivolto alle
grandi agenzie formative a cui diciamo di educare i ragazzi
all'antimafia e noi pagheremo quei progetti; il secondo è veicolato
agli imprenditori coraggiosi che denunciano il pizzo o tentativi di
estorsione a cui diciamo di parlare perché noi risarciremo i danni
dei loro esercizi.
Vorrei chiedere se si ha l'idea del danno che si provoca in un
medio esercizio che subisce un attentato in Sicilia.
Assessore Cimino, le vorrei raccontare una mia esperienza
personale. Abbiamo una piccola azienda di famiglia; sono venuti gli
estorsori e noi abbiamo fatto nome e cognome. Qualche mese dopo,
hanno incendiato l'impresa. I danni sono stati, per un'impresa
soltanto, centinaia di migliaia di euro.
Dopo l'approvazione della legge antimafia, sono andato dai miei
collaboratori a dire che il Parlamento siciliano finalmente aveva
fatto una cosa positiva, aveva approvato una legge che non parlava
dei massimi sistemi soltanto ma che interveniva direttamente, con
il tramite dei Comuni e degli altri soggetti, per sostenere il
danno enorme che loro avevano ricevuto.
Non mi pare assolutamente il caso che il Parlamento siciliano
debba tradire questo patto stabilito con le agenzie educative e con
gli operatori perché sarebbe un tradimento senza precedenti.
Dobbiamo fare in modo di non trasformare questa bella pagina
dell'Assemblea regionale in un pesce gatto'. Sapete che
caratteristica hanno i pesci gatto? Sono dei pesci che hanno una
testa e una mandibola enorme, sembrano dei pescecani, sembra che
debbano fare sfracelli ma hanno un corpo minuscolo. Speriamo che la
legge antimafia non diventi l'ennesimo pesce gatto perché la mafia
dei pesci gatto ne fa un boccone.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
la mia soddisfazione per il dibattito che si sta svolgendo in
questa Aula. Credo che il Parlamento si sia riappropriato del
proprio ruolo, mettendo in campo questa iniziativa di dotare la
legge antimafia di ciò che le spetta, dal punto di vista
finanziario.
Una volta tanto, quando si torna a casa, si esprime un pensiero
forte rispetto a ciò che solitamente viene fatto. Stiamo mandando
un bel messaggio a coloro i quali sono costretti a pagare il pizzo
e che vorrebbero uscire fuori dalla morsa mafiosa. Stiamo mandando
un bel messaggio alla città. Stiamo mandando un messaggio anche ai
mafiosi: stiamo dicendo che questo Parlamento è unito nella lotta
contro la mafia.
L'unico rammarico che esprimo è per il ritardo che il Governo ha
manifestato. Se il Governo fosse intervenuto a monte nel documento
finanziario, avremmo risparmiato un po' di tempo.
Però il dibattito non fa mai male. Credo che faccia crescere
tutti; ci fa esprimere nella maniera giusta e quindi ciascuno di
noi, stasera, potrà essere soddisfatto più di prima
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stato più volte chiamato in
causa, nella qualità di Presidente di questo Parlamento, per
firmare un emendamento che desse copertura a questa legge. Sapete
che non è abitudine dei presidenti del Parlamento firmare
emendamenti; però, in qualche modo, ho utilizzato la cortesia
dell'onorevole Leontini ed un parere preventivo dell'assessore per
il bilancio per proporre un emendamento, il Tab B.12.2, che tende
a finanziare questa legge con 4 milioni di euro: tre milioni di
euro nel Fondo per le estorsioni e un milione di euro nel Fondo per
le attività scolastiche su cui credo che il Parlamento possa
ritrovare una unità, considerato che è il primo anno di
applicazione di questa legge e, quindi, non abbiamo idea su un
consolidato di eventuali spese che si possono affrontare con questa
legge.
Credo che sia il miglior modo di onorare questo dibattito.
Comunico che è stato presentato l'emendamento Tab B.12.2, a firma
dell'onorevole Leontini:
UPB 3.2.1.3.5 - CAPITOLO 187103 + 3.000
UPB 9.2.1.3.2 - CAPITOLO 373344 + 1.000
UPB 4.2.1.5.1 - CAPITOLO 215701 - 4.000
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo paventato
il rischio che poi diventasse una sorta di pattuizione, di
trattativa, non so neanche come definirla. Ci troviamo di fronte ad
una situazione che è abbastanza singolare: il Governo non dà
copertura al testo nella fase iniziale.
La legge è stata approvata alla fine dell'anno scorso - come
ricordava il collega Leontini - e, in quell'occasione, si disse di
non impegnare risorse eccessive perché, essendo giunti alla fine
dell'anno, non si poteva spenderle; le avremmo impegnate, invece, a
partire dal 2009.
Tralascio i giudizi che sono stati dati sulla legge ed entro nel
merito.
La prima questione è se vi sia un retro pensiero politico da parte
del Governo.
Questo è il punto da cui bisogna partire: il Governo non intendeva
finanziare la legge che esso stesso ha definito di svolta epocale
perché, se non ci fosse stato questo retro pensiero politico, i
capitoli della legge sarebbero arrivati in Aula con una copertura
finanziaria.
Visto che il Governo non dà copertura, mi rendo conto che il
messaggio che mandiamo alla Sicilia è devastante. Infatti, dopo
avere spiegato in tutte le sedi, in tutte le Camere di Commercio
della Sicilia che c'è una legge che permette, in corso di denuncia,
di sostenere il mondo dell'impresa che vuole spezzare quel
condizionamento mafioso e che vuole, attraverso la denuncia,
liberarsi dal giogo della mafia e della malavita organizzata,
adesso dobbiamo scusarci e dire che sì, siamo andati in giro per la
Sicilia, ma non ci sono soldi, e se qualche imprenditore dovesse
denunciare, ad oggi noi dovremmo dire: non c'è il becco di un
quattrino'.
Seconda questione: abbiamo investito tutte le scuole della Sicilia
sulla base di una considerazione che ho più volte detto e che qui
voglio ricordare.
Signor Presidente, l'articolo 1 nasce al bar dell'Assemblea - e
qui mi è testimone il collega Cordaro -, quando sono stato eletto
presidente della Commissione Antimafia, il collega Cordaro si è
avvicinato dicendomi che quando era presidente del Consiglio
comunale di Palermo aveva promosso lezioni di legalità assieme ai
magistrati. E mi ha raccontato che in una scuola media palermitana,
ad un certo punto, il magistrato dialogando con i ragazzi disse:
ovviamente, sapete chi sono Falcone e Borsellino'. Silenzio in
classe. Un ragazzo un po' più intraprendente poi rispose: certo,
l'aeroporto'.
In quel momento ho capito che si è creato uno strappo tra la
nostra storia ed i percorsi pedagogici ed educativi, uno strappo
che abbiamo il dovere di recuperare se vogliamo ridare slancio alla
lotta alla mafia, perché nessuno sa chi è Pio La Torre, chi è
Piersanti Mattarella, chi è padre Pino Puglisi; perché Falcone e
Borsellino hanno perso la propria vita; chi sono i 52 segretari
delle Camere del Lavoro che, nel dopoguerra, sono stati uccisi
dalla mafia e così Portella della Ginestra: un percorso glorioso
della storia siciliana che rischia di essere spezzato nella
formazione educativa e pedagogica.
Per questo motivo abbiamo pensato di inserire l'articolo 1, che ha
questo significato altamente positivo, ed era previsto già per
l'anno 2008 un milione di euro di stanziamento; quest'anno viene
riproposto un altro milione di euro.
Le scuole elementari in Sicilia sono 700, al valore di 5 mila
euro - così abbiamo stabilito - sono 3,5 milioni di euro. Vogliamo
stabilire che una parte di queste scuole non deve svolgere attività
educativa e formativa? Non si vuole permettere che i giovani
ricordino la memoria di un percorso storico? Bene Mettiamo 2
milioni di euro all'articolo 1.
Ma ha quel significato, perché bisogna sanare quel vulnus, quello
strappo. Se non si capisce questo non si ha la percezione di come
bisogna fare la lotta alla mafia, significa che c'è qualcuno che ha
voluto fare più parti in commedia Significa dire che abbiamo fatto
una bella legge, dopo di che - di fatto - negare gli effetti della
legge
Signor Presidente dell'Assemblea, come lei sa, sono tornato
qualche giorno fa dall'incontro con la DG Concorrenza in Europa
perché temevamo che l'articolo 3 potesse applicarsi soltanto fino
al de minimis; dopo quella chiacchierata gli uffici dell'Assemblea
e gli uffici della Regione ci hanno assicurato che si può andare
oltre il de minimis. Avendo percezione che potrebbe essere un fondo
illimitato, tra gli emendamenti a mia firma alla finanziaria lei
leggerà che c'è un emendamento che recita con un tetto massimo di
500 mila euro' perché, avendo consapevolezza che quel fondo può
essere limitato, abbiamo posto un limite di impegno per cinque anni
nei confronti delle imprese.
Ma la domanda oggi è la seguente: vogliamo lasciare lo stesso
impianto normativo odierno e all'imprenditore che denunzia gli si
riduce l'accesso al credito perché le banche non gli danno questa
possibilità, non gli danno fiducia? L'imprenditore che denunzia,
rischia di non denunziare più non perché non avverte il sostegno
delle istituzioni, ma perché, se non ha un sostegno in corso
d'opera, chiude la propria attività
Ho più volte ricordato, signor Presidente, il caso di un mio
amico che ha scritto un libro dal titolo Il fu Nino Miceli', che
riguardava il suo caso personale successogli a Gela tanti anni
prima quando, in qualità di titolare di una concessionaria,
denunziò, fece arrestare e condannare gli estorsori, ma dovette
chiudere ugualmente la propria attività
Con questa norma, noi oggi abbiamo pensato di dare un supporto in
corso d'opera per sostenere l'impresa che denunzia ed espande la
propria attività. Non si ha ancora la percezione del fatto
straordinario che abbiamo messo in campo.
Il Governo viene qui e dice: trattiamo'. Si può dire: guarda
che la norma non può avere quella copertura che tu prevedi'; si può
ridurre la copertura con l'impegno che se vi sono denunzie - così
come ci auguriamo - eventualmente alziamo il tetto di copertura. E'
un ragionamento condivisibile se si partiva da questo spirito.
Ma lo spirito dal quale è partito il Governo è di non dare
copertura finanziaria
Infine, chiedo al Governo: vuole impegnare complessivamente sette
milioni di euro per l'intera legge? Ne impegni due sull'articolo 1,
tre sull'articolo 3, impegni un altro milione di euro per
consentire l'accesso al credito alle cooperative che devono gestire
i beni confiscati, e metta un altro milione di euro per i Comuni
che hanno la titolarità dei beni confiscati, in modo da avere un
fondo di rotazione al quale attingere per rendere immediatamente
fruibili i beni confiscati. Perché anche lì c'è dietro un
ragionamento: il bene confiscato, che è stato per tanti anni non
utilizzato dalla comunità, viene avvistato come una sconfitta dello
Stato
Invece, il bene confiscato che viene reso disponibile
immediatamente con l'intervento da parte dello Stato viene
avvistato dalla comunità come un segno di presenza e di successo
dello Stato
Sono queste le ragioni di fondo per cui non sono disposto a
patteggiare.
Se c'è un limite di copertura, stabiliamo che sono sette milioni:
due milioni per l'articolo 1, tre milioni per l'articolo 3, un
milione per gli altri articoli - adesso non ricordo -, per i
capitoli che ho citato in modo da dare copertura sostanziale al
testo. Fra un anno, quando la legge andrà a regime, verificheremo
quali effetti ha prodotto e, sulla base di questo, poi valuteremo
quante risorse impegnare.
Pertanto accolgo in parte le considerazioni del collega Leontini,
le accolgo in parte in quanto un milione di euro per le scuole è
assolutamente insufficiente; l'anno scorso noi avevamo previsto un
milione per due mesi. E chiedo al Governo, in quanto è l'unico che
può presentare subemendamenti in questa fase della discussione
d'Aula, di dare copertura anche agli altri articoli della legge.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, sarò molto breve. Per la verità, il
mio intervento nasce dall'ascolto dei diversi interventi
qualificatissimi che si sono susseguiti e anche dalla proposta che
ho ascoltato formulare all'onorevole Leontini e che sottoscrivo,
perché mi pare una ragionevole mediazione. Tuttavia vorrei fare una
considerazione.
Signor Presidente, in Sicilia molto spesso siamo abituati ad
ascoltare messaggi, certamente anche esagerazioni, che vengono da
soggetti diversi, da professionisti poi dell'antimafia, lo voglio
dire senza mezzi termini. Questa legge ha certamente il pregio di
andare incontro alle legittime aspettative che vengono dal mondo
delle istituzioni che vogliono combattere fenomeni estorsivi; però,
un elemento voglio consegnare al Presidente dell'Assemblea e voglio
consegnarlo anche al Governo perché ciò che accade in Sicilia oggi
è di una semplicità unica.
Un imprenditore che denuncia non muore perché non vi è
l'intervento dello Stato, non muore perché non vi è il sostegno
delle istituzioni, muore perché nel momento in cui denuncia il
fenomeno estorsivo vi è purtroppo il cappio che viene dagli
istituti bancari che immediatamente chiudono il conto. Questo è il
grande problema che questa Assemblea deve affrontare; questo è il
grande problema che deve affrontare il Governo siciliano se noi per
davvero vogliamo dare una risposta al grave fenomeno della mafia e,
soprattutto, se vogliamo affrontare con intelligenza il problema
del racket delle estorsioni.
Signor Presidente, quando ero presidente della Provincia di
Messina, tanti anni or sono, ho istituito un fondo antiusura, un
fondo antiracket. Correva l'anno 1996, si parlava allora di un
miliardo delle vecchie lire, chiaramente vi erano delle condizioni
che dovevano essere rispettate e cioè la denuncia e quello che noi
sappiamo.
Ebbene, quel fondo è rimasto intonso per lunghi anni ed io temo
che se non vi sarà un intervento decisivo che convinca gli istituti
bancari a non chiudere i rubinetti, questa battaglia noi l'abbiamo
già persa in partenza.
Allora, mi sembra ragionevole la posizione che abbiamo visto
annunciare qui dall'onorevole Leontini. E' un primo passo, si
tratta di una buona legge; secondo me bisogna evitare di fare
comunque speculazioni.
Forse qualche intervento poteva essere risparmiato e,
probabilmente, si poteva giungere prima ad una soluzione nella
consapevolezza che il Governo saprà farsi carico di questo grande
problema e il Presidente dell'Assemblea farà altrettanto.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cordaro, De Luca e Minardo
hanno dichiarato di apporre la firma all'emendamento Tab B.12.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
Pongo in votazione l'Amministrazione Famiglia, come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Bilancio e finanze - dalla UPB
4.1.1.1.1 alla UPB 4.4.2.6.1.
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore.
2. Dipartimento regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale
della Regione.
3. Dipartimento regionale delle finanze e del credito.
4. Uffici speciali.
La pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intera Tabella B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 2, fatte salve le modifiche
conseguenti all'approvazione della legge finanziaria. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 19.00, per dare modo a ciascun gruppo parlamentare di
potersi riunire.
(La seduta, sospesa alle ore 17.19, è ripresa alle ore
20.07)
Presidenza del Vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche
e correttive per l'anno 2009» (250/A
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si procede con il seguito dell'esame del
disegno di legge numero 250/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2009».
Ricordo che nella seduta numero 84 del 24 aprile 2009 è stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Risultati differenziali
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti della
presente legge, il saldo netto da finanziare per l'anno 2009 è
determinato in termini di competenza in 442.274 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a le-gislazione vigente, per l'anno 2010 è determinato
un saldo netto da impiegare pari a 415.573 migliaia di euro, mentre
per l'anno 2011 è determinato un saldo netto da finanziare pari a
42.550 migliaia di euro.
3. Il Ragionerie generale della Regione è autorizzato ad
effettuare operazioni finanziarie per il finanziamento di
investimenti coerenti con l'articolo 3, comma 18, della legge 24
dicembre 2003, n. 350 compresi quelli inclusi nel Programma
Attuativo Regionale Sicilia 2007-2013, nelle more della definizione
dell'iter di approvazione dello stesso, per un ammontare
complessivo pari a 650.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2009, di 455.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2010 e di 261.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2011».
Comunico che sono stati presentati, dall'onorevole Cracolici, gli
emendamenti: 1.1, 1.2, 1.5 (al comma 1), 1.3 (al comma 2), 1.4.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1.Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e
perenti
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2007 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2008, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2008.
3. Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del presente
articolo, sussistano eventuali crediti, si provvede al loro
accertamento all'atto della riscossione con imputazione al conto
della competenza dei pertinenti capitoli di entrata.
4. Le somme perenti agli effetti amministrativi relative ad
impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1998, non reiscritte
in bilancio entro la chiusura dell' esercizio finanziario 2008,
sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
5. Con successivi decreti del Ragioniere generale della Regione si
procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del
comma 4. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2008.
6. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2007 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2006, per i quali alla chiusura dell'
esercizio 2008 non corrispondono obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
7. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 6 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le modalità di
appalto.
8. Con successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
su indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 6.
Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2008.
9. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei precedenti
commi, sussista ancora l'obbligo della Regione e, nel caso di
eliminazione di somme perente da eliminare ai sensi del comma 4 sia
documentata l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede
al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli aventi
finalità analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le
spese o, in mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in
bilancio delle relative somme, da effettuarsi con successivi
decreti del Ragioniere generale della Regione ai sensi degli
articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale
7 agosto 1997, n. 30.
10. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche
all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti: 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10 e
2.11.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non sorgendo osservazioni, gli articoli 3, 4 e 5 sono accantonati.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Medaglia d'oro ai siciliani vittime di Nassirya
1. Il Presidente della Regione è autorizzato a concedere una
medaglia d'oro alla memoria dei siciliani caduti nell'attentato
terroristico di Nassirya».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 6.1 e 6.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Contenimento spese di funzionamento
1. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 1,
comma 600, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l'Amministrazione
regionale, gli enti del servizio sanitario regionale e gli enti
regionali costituenti il settore pubblico regionale di cui alla
lettera d) dell'articolo 2 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, adottano piani triennali per la individuazione di misure
finalizzate alla razionalizzazione dell'utilizzo delle dotazioni
strumentali, anche informatiche, che corredano le stazioni di
lavoro nella automazione d'ufficio, nonché delle autovetture di
servizio, anche attraverso il ricorso a mezzi alternativi di
trasporto, anche cumulativi.
2. Nei piani di cui al comma 1 sono altresì individuati gli
interventi diretti alla soppressione o all'accorpamento di uffici e
strutture centrali e periferiche, finalizzati anche alla
istituzione di sportelli unici per gli utenti ed alla riduzione di
oneri per la locazione e la gestione di immobili.
3. A consuntivo annuale le amministrazioni e gli enti di cui al
comma 1 trasmettono una relazione agli organi di controllo e alla
Corte dei conti. Il Presidente della Regione trasmette la relazione
relativa all'Amministrazione regionale all'Assemblea regionale
siciliana e alla Corte dei conti».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 7.1, 7.5, 7.2, 7.6, 7.3 e 7.4.
CRACOLICI. Dichiaro di mantenere gli emendamenti 7.5 e 7.6 e di
ritirare tutti gli altri.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
7 e degli emendamenti 7.5 e 7.6.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, siamo arrivati al penultimo giorno
dell'esame della legge finanziaria e non credo che questo modo di
procedere accantonando gli articoli sia dignitoso nei riguardi del
Parlamento. Non credo che questo metodo di andare a saltare per poi
discutere quando già si è discusso in altre sedi sia rispettoso
delle prerogative dei singoli parlamentari.
Dobbiamo cercare di approvare la finanziaria con gli articoli in
successione per una serie di motivi che possono anche incidere su
quella che è la struttura complessiva della finanziaria.
Questo modo di procedere in Aula da un po' di tempo per cui,
quando si esamina la legge finanziaria si cambia metodo, non mi
trova d'accordo nell'accantonare gli articoli. Con chi l'avete
concordato? La legge finanziaria è composta da tanti articoli e
ritengo che debba essere esaminata secondo la sequenza degli
articoli, e non a saltare; questa è una procedura inaccettabile da
parte dei deputati, almeno di quelli che ancora hanno un po' di
dignità parlamentare.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Laccoto deriva da una sua soggettiva presa di
posizione dato che non ha voluto preventivamente raccordarsi con il
suo Gruppo e con il suo capogruppo. Infatti, per lavorare meglio in
Aula abbiamo concordato, come capigruppo, di esaminare quegli
articoli sui quali non vi sono problemi e sui quali non insistono
in modo particolare gli emendamenti dell'opposizione, così da poter
decidere, seduta stante, cosa fare. Abbiamo deciso di accantonare
gli altri articoli, oggetto di emendamenti anche da parte della
maggioranza - e soprattutto da parte della maggioranza - per
consentirne una più approfondita ed articolata valutazione. Per
rendere più spedito il lavoro d'Aula, abbiamo concordato questo.
Non c'è nessuna riserva, nessuna finalità recondita o secondaria.
E' soltanto un modo per rendere il lavoro d'Aula più efficace e più
spedito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche per instaurare un clima
sereno, tranquillo e per dare risposta un po' a tutte le domande
che sono state poste e, onorevole Laccoto, per venire incontro alle
richieste che lei ha testé presentato e proprio per salvaguardare
la prerogativa dell'attività parlamentare e dei parlamentari,
soprattutto su una legge così importante come la finanziaria, al
fine di consentire un vero approfondimento da parte di tutti i
deputati sugli articoli del testo che presentano complessità, la
Presidenza, in accordo con i capigruppo - e non può che essere così
- ha deciso di esaminare stasera, fino alle ore 22.00, gli articoli
che non presentano particolari problemi relativamente agli
emendamenti, rinviando a domani, alle ore 11.00, il resto degli
articoli.
Pertanto, stasera dovremmo esaminare gli articoli 12, 20, 23, 27,
28, 40, 41, 42, 43.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Riconoscimento associazioni faunistico-venatorie
1. Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 1 settembre
1997, n. 33, dopo le parole È altresì riconosciuta quale
associazione venatoria, faunistica ed ambientale l'Italcaccia.'', è
aggiunto il seguente periodo: Sono inoltre riconosciute quali
associazioni venatorie, faunistiche ed ambientali Caccia e Ambiente
Artemide, ANCA e Enalcaccia».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 12.1 e 12.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Attribuzione somme alle province per la erogazione
dei servizi socio assistenziali
1. Al comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, introdotto dall'articolo 6, comma 13, della legge
regionale 8 febbraio 2008, n. 1, le parole 1.650 migliaia di
euro' sono sostituite con le parole 1.720 migliaia di euro'.
2. Gli oneri finanziari derivanti dal comma 2 dell'articolo 17
della legge regionale n. 17/2004, e successive modifiche ed
integrazioni, come modificato dal comma 1 del presente articolo,
gravano sulle disponibilità del fondo autonomie locali per le
province».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 20.1, 20.2 e 20.3.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Norme sui consigli di circoscrizione
1. Sino alla scadenza, naturale o anticipata, del periodo di
carica, le disposizioni di cui alla lettera e) del comma 1
dell'articolo 5 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 22, si
applicano anche ai consiglieri circoscrizionali di comuni con
popolazione non superiore a 100.000 abitanti, ove i consigli siano
stati istituiti ai sensi della previgente normativa.
2. I Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti possono
mantenere i consigli circoscrizionali, senza oneri di spesa a
carico dei propri bilanci, ove gli stessi siano stati istituti
prima dell'entrata in vigore della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 22.»
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 23.1 e 23.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione
1. All'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole obiettivi specifici 4.1' sono
aggiunte le seguente , 4.2';
b) al comma 5, dopo le parole obiettivi specifici 4.1' sono
aggiunte le seguenti , 4.2'».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 27.1 e 27.2.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
27 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Modifiche all'articolo 8 della legge regionale 16
dicembre 2008, n. 23
1. Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Con il decreto di cui al comma 4, l'Assessore regionale
per l'industria può prevedere l'utilizzo di una quota fino al 15
per cento delle risorse complessivamente destinate ai contributi di
cui al comma 1 per la concessione delle agevolazioni di cui al
presente articolo anche alle piccole e medie imprese operanti nel
settore dei servizi ospedalieri ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 28.1, 28.2;
- dagli onorevoli Cracolici e Di Benedetto: 28.3.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono alcuni
articoli, tra cui l'articolo 27, ma anche l'articolo 28, dove gli
emendamenti soppressivi non fanno parte di quell'altra fattispecie
cui accennavo prima alla Presidenza. Nel caso specifico, siccome
non lo abbiamo avuto neanche in Commissione e non è stato un
emendamento proposto dalla Commissione di merito, questa norma
estende alla misura 4.2 le azioni che sono in capo all'Assessorato
dell'industria per quanto riguarda i bandi che devono essere
emessi. L'articolo 28 estende una percentuale per le misure a
contributo, cioè le misure di aiuto, anche alle aziende operanti
nel settore dei servizi ospedalieri.
Siccome abbiamo approvato la norma qualche settimana fa - quella
dell'Assessorato dell'industria - volevamo capire qual è la ratio
di questa norma per cui oggi si ritiene di modificare la legge
approvata nel dicembre 2008 che estende anche a questa fattispecie,
la cui natura industriale - vorrei ricordare - è tutta da definire,
è tutta da vedere.
Dopo di che nulla questio, vorrei capire soltanto la ratio di
questa norma.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un intervento
dell'assessore sarà maggiormente chiarificatore. Però non
pregiudicherei la possibilità che una norma, ancorché varata nel
mese di dicembre, possa essere adesso modificata. L'assessore ha
incontrato i rappresentati dell'AIOP, i rappresentanti dei servizi
ospedalieri; siamo in regime di aiuto per quanto attiene
all'imprenditoria femminile e giovanile. Si tratta, quindi, di una
estensione a questa tipologia di imprese della possibilità di
accedere al regime di aiuto di cui alla legge in questione.
Aspettiamo, però, la replica dell'assessore per saperne di più.
PRESIDENTE. L'articolo 28 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Contributi in conto interessi alle imprese
1. Al comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 21 settembre
2005, n. 11 e successive modifiche e integrazioni, sono aggiunte le
seguenti parole: Le risorse disponibili per il contributo
regionale di cui al presente comma sono destinate nella misura del
50 per cento prioritariamente alle operazioni creditizie a medio e
a lungo termine».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 40.1 (soppressivo dell'articolo) e 40.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Convenzioni con i confidi
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato a stipulare le
convenzioni di cui al comma 1 dell'articolo 20, della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11, anche per le annualità
pregresse, per le agevolazioni di cui all'articolo 72 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed
integrazioni, nonché per quelle di cui al comma 2 dell'articolo 1
della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 2».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 41.2 (soppressivo dell'articolo),
41.3;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Apprendi: 41.1.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 41.3 e 41.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 41 e del relativo emendamento 41.1. Si passa
all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42.
Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo
di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, nell'esercizio
finanziario 2009, ad erogare un contributo straordinario, di 1.000
migliaia di euro in favore dell'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo di Palermo e di 350 migliaia di euro in favore
dell'Ente autonomo Fiera di Messina, finalizzato al pagamento di
salari, stipendi, competenze accessorie ed oneri accessori del
personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008.
2. La Ragioneria generale della Regione è autorizzata a prestare
garanzia sussidiaria, sino ad un importo massimo di 2.000 migliaia
di euro, in favore degli Istituti di credito che erogano mutui
all'Ente autonomo Fiera di Messina, finalizzati al ripianamento
delle proprie esposizioni debitorie sussistenti al 31 dicembre 2006
ed alla definizione di transazioni.
3. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2009, ad erogare all'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo di Palermo, un contributo di 100 migliaia di euro per
il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 42.1 (soppressivo dell'articolo),
42.2, 42.3 e 42.4;
- dall'onorevole Lupo: A296;
- dagli onorevoli Lupo e Cracolici: 42.5.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
articolo meriti un approfondimento perché, dalla finanziaria 2006
in poi, ci siamo trovati qui a dare contributi a fondo perduto alla
Fiera di Palermo, e poi si mette anche una piccola parte per la
Fiera in una situazione in cui si sono già dati circa cinque
milioni di euro.
Il problema, però, è che ogni anno si dice che è l'ultimo
contributo che si concede e da tre anni si continua a perpetrare
nella finanziaria questo istituto del contributo all'ente Fiera per
pagare i debiti con la scusa degli stipendi. Ritengo che su queste
problematiche - qui è presente pure l'assessore per la cooperazione
-, in un momento in cui la Regione versa in una condizione di
dissesto economico, non si possa accettare supinamente di dare un
contributo per i debiti pregressi con la scusa di pagare il
personale e, intanto, l'ente Fiera continua a macinare debiti.
Questo è un problema che deve essere affrontato sia
dall'assessore per la cooperazione sia dall'assessore per il
bilancio; altrimenti, c'è una norma fotocopia che viene ripetuta
ogni anno dal 2006.
Non credo sia giusto, nelle condizioni in cui ci troviamo, dare
queste elargizioni così.
Ritengo che vada fatta una riflessione. Per carità, non sono
contrario al personale, ma qui non si tratta solo di personale; si
tratta di una costanza, che avviene già da quattro anni per cui si
erogano milioni di euro di contributi per pagare debiti, a fondo
perduto, senza fare un controllo, senza avere una programmazione
futura. Continuiamo a dare questo contributo, ma c'è una
programmazione su quale deve essere la fine, il destino di questa
Fiera che continua a macinare debiti?
Ecco qual è il problema. Ritengo, quindi, che il problema meriti
particolare attenzione e che l'articolo non sia così facilmente
approvabile.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 42.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Personale Ircac
1. Al comma 20 dell'articolo 10 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 9, le parole '31 dicembre 2005' sono sostituite con le
parole '31 marzo 2009'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 43.1 (soppressivo dell'intero articolo);
- dall'onorevole Cracolici: 43.2 e 43.3.
Pongo in votazione l'emendamento 43.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto l'articolo 43 è soppresso.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei ribadire
che il Governo, così come evidenziato nella fase iniziale dei
lavori, chiede all'Aula di non trattare la materia del personale,
della sanità e dell'urbanistica, in modo da potere rendere
maggiormente congeniale la legge sulle misure anticrisi in cui,
peraltro, lo stanziamento è vincolato e rendere, invece, il disegno
di legge finanziaria al nostro esame più agevole e veloce.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Indennità per calamità e aiuti all'occupazione nel
settore della pesca
1. Nei limiti delle risorse disponibili, la spesa autorizzata
dagli articoli 1 e 2 della legge regionale 9 dicembre 1998, n. 33 e
successive modifiche ed integrazioni, può essere altresì erogata
per il pagamento delle indennità e degli aiuti all'occupazione da
corrispondere a coloro che si trovano nelle medesime condizioni
previste dai citati articoli 1 e 2 della predetta legge regionale 9
dicembre 1998, n. 33, successivamente alla data del 31 dicembre
2000».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 44.3 (soppressivo dell'intero articolo),
44.4;
dal Governo: 44.2.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti 44.3 e 44.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
C'è una richiesta di accantonamento dell'articolo 44. Non sorgendo
osservazioni, é accantonato con l'emendamento 44.2.
CIMINO, assessore al bilancio. C'è anche un emendamento del
Governo, è una norma a salvaguardia che renderebbe questo articolo
fattibile.
PRESIDENTE. Ripeto, l'emendamento 44.2 è accantonato.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento degli
articoli 45 e 46.
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Articolo 47
Personale soppressi patronati scolastici
1. Il personale di cui all'articolo 3 della legge 5 agosto 1982,
n. 93, disciplinato dall'articolo 17, comma 1 della legge regionale
28 dicembre 2004, n. 17 nonché dall'articolo 6, comma 13 della
legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, può essere inquadrato negli
organici dei comuni o degli enti pubblici partecipati che ne
facciano richiesta».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 47.1 e 47.2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo agli uffici di verificare se
questa norma esiste già nell'ordinamento della Regione. A me
risulta che il personale dei patronati scolastici c'era già quando
io ero piccolo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, credo la innovazione di questo
articolo riguardi l'estensione agli enti partecipati, che non era
prevista nella legge che lei ricorda bene.
CRACOLICI. Sì, ma posso chiedere una cosa: da quando in qua gli
enti fanno richiesta al personale? In genere, è sempre stato il
contrario. Il personale proveniente dai patronati scolastici, a
domanda, chiede di essere inquadrato presso i vari enti. Così come
è scritta la norma, sono gli enti che chiedono al personale se
vuole essere inquadrato negli enti stessi.
Ho l'impressione che la norma sia quanto meno singolare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
spiegare che si tratta di una norma che fa riferimento ai patronati
scolastici, ma si tratta di quel personale che abbiamo assunto ex
articolo 17/2004 ed al quale è esteso ora questo adeguamento
contrattuale all'articolo 20.
Cosa succede? Al personale inquadrato dalla Provincia di Catania
consentiamo, onorevole Cracolici, di poter essere trasferito invece
o ai comuni che ne facciano richiesta o a tutti quegli enti
pubblici partecipati che lo volessero accogliere. E' il personale
che fa la richiesta e gli enti danno l'assenso a tale richiesta. E'
una norma assolutamente a costo zero, si richiama l'articolo 20.
Infatti, doveva essere articolo 20 e poi questo articolo 21, e non
articolo 47.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 47.1 e 47.2 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione l'articolo 47. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
48.
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Articolo 49
Norme sull'Istituto regionale dei sordi di Sicilia
1. L'Istituto regionale dei sordi di Sicilia, assume la nuova
denominazione di Istituto per l'educazione e l'istruzione dei
diversamente abili di Sicilia'.
2. L'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione è autorizzato ad approvare con proprio
decreto entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente
legge le conseguenti e necessarie modifiche del relativo statuto».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Abbiamo affrontato questa norma in Commissione e io non
ho difficoltà ad approvare una norma che autorizza modifiche
statutarie. Pur non di meno, chiedo all'Assessore di valutare anche
la denominazione perché, così com'è, rischiamo di fare di nuovo le
scuole speciali per i diversamente abili. E siccome io credo che
sarebbe un drammatico ritorno al passato, tutto possiamo fare
tranne che far occupare di istruzione gli istituti per i
diversamente abili. L'istruzione deve essere a carico delle scuole
nella loro interezza.
Chiedo all'Assessore di far accantonare la norma per modificarne
la dizione al fine di evitare equivoci.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Cracolici, se vuole possiamo concordare anche adesso la
modifica della dizione. Per quanto mi riguarda, non sono innamorato
di una dizione. Avevo immaginato questa dizione non perché volessi
creare ulteriori steccati o momenti di ghettizzazione di diverso
tipo; sa che l'Istituto regionale dei sordi, così come è denominato
oggi, ha uno statuto del 1923 o 1913. Non ricordo uno statuto
fuori oramai da qualunque canone di criterio. Addirittura, se oggi
l'Istituto volesse partecipare a bandi comunitari non potrebbe
neanche farlo ai sensi di questo statuto. Sappiamo anche che vi
sono stati dei tormentoni' sull'istituto nel corso di questo
ultimo periodo; quando parlo di Istituto per l'istruzione dei
diversamente abili di Sicilia, intendo riferirmi non ad un
principio di ghettizzazione, ma a tutti quelli che hanno necessità
di imparare diversamente dagli altri, fuori dall'orario scolastico
normale, o hanno necessità di attività anche di tipo assistenziale,
extra sanitarie.
Voglio ricordare a tutti i colleghi che oggi, per esempio, in tema
di sanità, all'ex articolo 26, per intenderci AIAS e similari,
abbiamo liste d'attesa enormi perché spesso il soggetto con
handicap ha la necessità di continuare a rimanere in strutture di
ricovero o in strutture ambulatoriali perché non ha un'alternativa.
Questa struttura può diventare l'alternativa, non solo per i sordi,
ma per tutti coloro i quali abbiano necessità di questo tipo.
Allora, quando l'abbiamo definito Istituto per l'educazione e
l'istruzione' era questa la finalità; era anche la finalità di
autorizzare l'assessorato a modificare quello statuto ormai non più
aggiornato. Se vogliamo chiamarlo in un altro modo, lo possiamo
fare e, da ora fino alla fine dei lavori dell'Aula di questa sera,
con uno sforzo comune possiamo concordare una dizione diversa.
CRACOLICI. Basta dire per l' attività integrativa dei
diversamente abili'.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Per quanto mi riguarda va già benissimo.
Faccio mio il suggerimento dell'onorevole Cracolici e può essere
assunto stasera stessa.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signor Assessore, chiedo un
chiarimento perché se noi trasformiamo l'Istituto regionale dei
sordi in un istituto di diversamente abili, questo racchiuderebbe
tutti i diversamente abili, cioé tutti coloro che - sordi, ciechi o
altro - abbiano necessità.
E' una dizione un po' troppo generica, secondo me.
ANTINORO assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Infatti, la dizione di cui parla l'onorevole
Cracolici va bene. La ripeto: Istituto per l'attività integrativa
dei diversamente abili.
CRACOLICI. Anche se c'è un problema nel capitolo del patrimonio.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. No, perché nel momento in cui andiamo a
modificare il relativo statuto, già dal punto di vista legale, nel
relativo statuto modificato vi è tutto il patrimonio che viene
contestualmente assorbito.
E' una precisazione che abbiamo già fatto col notaio che deve
assumere questa iniziativa insieme col Dipartimento della pubblica
istruzione, che è il dipartimento che ne ha la vigilanza.
RINALDI. Assessore, io non ho capito. In questo istituto c'è
l'intenzione da parte del Governo di inserire tutte le patologie
che rientrano nei diversamente abili?
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. No, già quando parliamo di patologie è come se
ci dovessimo occupare di attività di ordine sanitario o di
recupero. Non stiamo parlando di patologie, stiamo parlando di
attività integrative per i soggetti diversamente abili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per dirimere la questione potrebbe
aggiungersi alla fine relativamente ai compiti di istituto'.
DONEGANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido nel
merito che non è un'azione di ghettizzazione; però l'Istituto
regionale dei sordi in Sicilia, così come viene cambiato dalla
denominazione Istituto per l'educazione e l'istruzione dei
diversamente abili in Sicilia' - e concordo con l'assessore che
non ghettizza - ha la nomenclatura sbagliata perché l'Istituto per
l'educazione e l'istruzione già esiste per i diversamente abili.
E' un istituto che già esiste dal 1982 ed è per i diversamente
abili in riferimento all'area psicomotoria, che deriva dalla legge
104 ed è stata istituita con i decreti delegati in occasione
dell'integrazione scolastica nelle varie aree psicomotorie.
Aggiungo a quello che dice il capogruppo, integrativa', che è
anche un errore di nomenclatura: Istituto per l'integrazione dei
diversamente abili', che è diverso da integrativo.
PRESIDENTE. L'articolo è accantonato per scrivere bene la norma.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un suggerimento
che deriva dall'attività che svolgo tutti i giorni perché sono un
insegnante e di conseguenza sono nelle condizioni di potere dare,
in questo caso, un contributo.
L'Istituto regionale dei sordi risponde alle necessità dei bambini
non udenti che vengono aiutati ad integrarsi nell'attività che
svolgono a scuola. Perdere questa specializzazione per dare la
possibilità a tutti i bambini diversamente abili di usufruire di un
ente del genere è un fatto meritorio importantissimo. Condivido la
scelta che si sta cercando di portare avanti, però andiamo a
togliere quella specificità che è propria dei bambini sordi
diversamente abili. Dico, quindi, che noi dobbiamo mantenere
l'Istituto regionale dei sordi di Sicilia.
Assessore, se vogliamo creare, giustamente, un istituto per
l'educazione e l'istruzione dei diversamente abili, credo che sia
un fatto meritorio che va ascritto alla sua competenza nel settore
di cui tutti le saremo sicuramente, nel prosieguo della nostra
attività, debitori.
Sulla necessità di un istituto che si occupi dell'educazione dei
diversamente abili non ci sono dubbi, ma togliere ai sordi quello
che già hanno mi sembra in questo caso non rispondente alle loro
necessità e alle loro richieste. Per questo motivo le chiedo di
accantonare l'articolo e, se è il caso, lei stesso può sentire le
varie associazioni per vedere se condividono questa scelta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 49.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Articolo 50
Servizio museografico
1. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 1 agosto
1977, n. 80, dopo le parole Ad essi' sono aggiunte le parole ed
al servizio museografico'».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 50.1 (soppressivo dell'articolo) e 50.2.
CRACOLICI. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 50. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Articolo 51
Disposizioni relative al Museo regionale d'arte moderna e
contemporanea
1. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 14
aprile 2006, n. 15 e, per l'effetto, sono vigenti le disposizioni
contenute nei commi 3 e 4 dell'articolo 18 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 9».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti 51.1 (soppressivo dell'articolo) e 51.2.
CRACOLICI. Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 51. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Articolo 52
Modalità di sostegno alle iniziative per la diffusione
e conoscenza
delle tradizioni popolari siciliane
1. Le modalità di cui al comma 2 dell'articolo 39 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, si applicano altresì per le
iniziative di cui all'articolo 6 della legge regionale 5 marzo
1979, n. 16».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: 52.2 (soppressivo dell'articolo) e 52.3;
-dall'onorevole De Luca: 52.1.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
52 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Articolo 53
Contributi per attività di catalogazione libraria e
documentale
1. Alla fine della lettera c) del comma 1 dell'articolo 1 della
legge regionale 16 agosto 1975, n. 66 e successive modifiche ed
integrazioni, aggiungere le parole catalogazione libraria e
documentale ».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti: 53.1 (soppressivo dell'articolo) e 53.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 53. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54
Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa
Ibla
1. Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
centro storico di Ragusa Ibla e delle zone adiacenti di cui
all'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la spesa di
2.000 migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio 2009-
2010-2011».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici 54.3 (interamente soppressivo
dell'articolo) e 54.4;
- dall'onorevole Leontini: 54.2;
- dall'onorevole Minardo: 54.1;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Bosco, Cascio Salvatore e
Panepinto: 54.1.1 e 54.1.2.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti 54.3 e 54.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
54 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Articolo 56
Norme sulle borse di studio per la frequenza di scuole
di
specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia
1. Al comma 27 dell'articolo 24 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole non può superare l'importo complessivo dell'anno
2006. sono sostituite con le parole è determinata annualmente,
nei limiti dello stanziamento annuo autorizzato con legge di
bilancio, in relazione al fabbisogno regionale, dall'Assessore
regionale per la sanità, previo parere vincolante della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. ».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti: 56.1bis (soppressivo dell'articolo) e 56.1.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 56. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Articolo 57
Norme in materia di tributo speciale
per il deposito in discarica dei rifiuti solidi
1. Al comma 11 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6, dopo le parole nel caso di omessa presentazione' aggiungere
le parole entro cinque anni dal giorno in cui la dichiarazione
avrebbe dovuto essere presentata'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 57.2 (interamente soppressivo
dell'articolo) e 57.3;
- dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 57.4;
- dall'onorevole Caputo: 57.1;
- dagli onorevoli Cracolici, Marinello e Raia: 57.5.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
57 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Articolo 58
Disposizioni transitorie in materia di procedimento di
valutazione ambientale strategica
1. Sino alla emanazione di una organica disciplina regionale che
dia attuazione alle finalità del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, come modificato dall'art. 1 del decreto legislativo 16
gennaio 2008, n. 4, trovano diretta applicazione nella Regione
siciliana le disposizioni di cui alle parti prima e seconda di
detto decreto, le disposizioni regionali vigenti in quanto
compatibili e quelle previste dai commi 2 e 3 del presente
articolo.
2. Le procedure di formazione, adozione ed approvazione dei piani
regolatori generali e delle loro revisioni o varianti generali sono
concluse secondo le norme urbanistiche vigenti, ove siano stati
adottati tali atti di pianificazione ovvero siano state assunte le
determinazioni sullo schema di massima, antecedentemente alla data
di applicazione del decreto legislativo n. 152/2006, come
modificato dal decreto legislativo n. 4/2008; le medesime
disposizioni trovano applicazione per le varianti parziali agli
strumenti urbanistici generali vigenti e per i piani attuativi,
adottati antecedentemente alla data di applicazione del decreto
legislativo citato.
3. Ai fini dell'applicazione del comma 3bis dell'art. 6 del
decreto legislativo n. 152/2006, come modificato dal decreto
legislativo n. 4/2008, le varianti parziali agli strumenti
urbanistici generali ed i piani attuativi, riguardanti piccole aree
a livello locale, già adottati alla data di entrata in vigore della
presente legge non sono sottoposti alla procedura di valutazione
ambientale strategica (VAS)».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 58.2 (interamente soppressivo
dell'articolo), 58.3, 58.4, 58.5;
- dall'onorevole Laccoto: 58.1.
CIMINO, assessore per il bilancio le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. All'articolo 58 è
stato presentato un emendamento di riscrittura da parte del
Governo. Chiedo, pertanto, di accantonare l'articolo.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 58.
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Competenze dei comuni in materia di valutazione di
incidenza. Interpretazione autentica dell'articolo 1
della legge regionale 8 maggio 2007, n. 13
1. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 8 maggio 2007,
n. 13, si interpreta nel senso che la competenza ad assumere le
determinazioni e ad effettuare le valutazioni di incidenza,
previste dall'articolo 5 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, per i
singoli progetti, interventi e piani attuativi, è attribuita ai
comuni nel cui territorio insistono i siti SIC e ZPS.
2. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 13/2007 si
interpreta nel senso che l'espressione intera pianificazione
comunale, provinciale e territoriale' si riferisce esclusivamente
ai piani regolatori generali comunali, ai piani territoriali
provinciali ed ai piani sovracomunali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 59.7 (interamente soppressivo
dell'articolo), 59.8 e 59.9;
- dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Formica ed altri: 59.4;
- dall'onorevole Beninati: 59.3;
- dagli onorevoli Campagna, Lentini e Corona: 59.6;
- dagli onorevoli Minardo e Beninati: 59.1;
- dall'onorevole Minardo: 59.2;
- dal Governo: 59.5.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'onorevole
Cracolici, come penso, ritira i suoi emendamenti, e così pure
l'onorevole Marrocco - ma ora lo dirà lui -, poi ci sarebbe un
altro ritiro dell'onorevole Lentini, io ritirerò l'emendamento a
firma mia e dell'onorevole Minardo.
Pertanto, rimarrebbero solo tre emendamenti di natura tecnica. Se
c'è la volontà, lo possiamo anche votare.
PRESIDENTE. Se è confermata questa ipotesi, quali emendamenti
sarebbero ritirati, onorevole Beninati?
BENINATI. L'emendamento 59.4 dell'onorevole Marrocco, il 59.6 a
firma dell'onorevole Campagna, il 59.1 a firma dell'onorevole
Minardo.
Restano il 59.3 che è tecnico, il 59.2 dell'onorevole Minardo e il
59.5 a firma del Governo.
CRACOLICI. Quello del Governo non è tecnico, è una variante. Non è
un fatto tecnico.
BENINATI. E' un'aggiunta al procedimento. Onorevole Cracolici, è
un di più, perché vuol dire che la Regione fa le valutazioni di
incidenza non solo sui piani, ma anche sulle varianti.
Questo vuol dire che non si limita, anzi è un'ulteriore garanzia.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro degli emendamenti
59.4, 59.6 e 59.1.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 59.3 dell'onorevole Beninati. Ne do
lettura:
«Al comma 1 dopo la parola SIC' sostituire e con e/o ».
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 59.2, a firma dell'onorevole Minardo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è
una interpretazione autentica. Stiamo stabilendo, come
interpretazione di una legge vigente, che i comuni si occupano di
alcune cose e la Regione si occupa di altre cose. E' chiaro? Quando
l'emendamento Minardo dice sono fatti salvi i piani attuativi
approvati prima', mi chiedo: approvati da chi?
Scusate, qui rischiamo - se ho capito bene l'intenzione
dell'onorevole Bennati, che era quella di mettere un punto alla
interpretazione della legge - di incartarla di nuovo. Se ci sono
piani attuativi approvati dalla Regione, stiamo dicendo che i piani
attuativi li doveva fare la Regione, se c'è la valutazione di
incidenza. Questa, ripeto, è una interpretazione autentica, e lo
dico proprio per la causa che volete portare avanti.
RINALDI. Creiamo confusione, signor Presidente.
MINARDO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 59.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 59.5, a firma del Governo. Ne do lettura:
«Alla fine del comma 2 aggiungere le parole e relative
varianti'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 59, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:
«Articolo 60
Misure di contenimento dell'emergenza ambientale
1. La Regione, per il tramite dell'Agenzia delle Acque e dei
Rifiuti, provvede, entro 10 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti. I commissari ad
acta individuano ed attuano le operazioni necessarie per
monetizzare i crediti vantati dai singoli ATO alla data del 31
dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
uno o più advisor. I commissari ad acta procedono altresì alla
totale liquidazione dei debiti anche attraverso procedure
transattive.
2. La Regione provvede, con le modalità di cui all'articolo 3
della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad individuare le
istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.
3. Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa per
la gestione del ciclo integrato dei rifiuti di cui al decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni ed adottati dalle società d'ambito per la gestione
integrata dei rifiuti in esecuzione dell'ordinanza del Ministro
dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
n. 2983 del 31 maggio 1999, come successivamente modificata ed
integrata, nonché dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque della Sicilia
dell'8 agosto 2003, n. 885, anche in assenza dell'adozione del
regolamento previsto dall'articolo 238, sesto comma, del predetto
decreto legislativo.
4. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3 la
tariffa per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è
determinata ed approvata dalle Autorità d'ambito ottimale
territoriale ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza rifiuti in Sicilia n. 885/2003 ed è applicata e
riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione
integrata.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, su proposta del Ragioniere generale della regione, sono
disciplinate le procedure attuative dei commi 1 e 2 del presente
articolo.
6. Gli ATO rifiuti non possono procedere ad assunzioni di
personale amministrativo appartenente a qualunque categoria, né
espletare procedure concorsuali, fino alla definizione dei nuovi
ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2. Le procedure concorsuali in itinere debbono
essere revocate».
L'articolo 60 è accantonato.
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Disposizioni sul personale dei consorzi idrici tra comuni.
Interpretazione autentica.
1. All'articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2008, n. 20,
la parola assumono va intesa come transitano ».
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Con i primi firmatari di tutti gli emendamenti
presentati all'articolo 61 si è concordato di sostituire gli
emendamenti soppressivi con un subemendamento. Sono già tutti
firmatari; quindi si può essere d'accordo su una formulazione
diversa.
CAPUTO. Chiediamo l'accantonamento dell'articolo per un
approfondimento.
PRESIDENTE. L'articolo 61 è accantonato.
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Articolo 62
Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio e
l'attuazione del piano colore
1. Al fine di salvaguardare il patrimonio edilizio esistente, dare
attuazione al Piano di riqualificazione del territorio, tutelare il
decoro del territorio e rilanciarne l'immagine in chiave
paesaggistica e turistica, la Regione promuove azioni volte ad
orientare la qualità degli interventi sui paesaggi naturali,
seminaturali ed antropizzati, attraverso la conservazione
programmata dei manufatti e del loro contesto, limitatamente agli
interventi sulle parti esterne degli edifici, ivi compresa la
copertura.
2. Per gli interventi di cui al comma 1, i comuni della Regione
possono disporre la redazione del Piano di riqualificazione del
proprio territorio comunale in coerenza alle Linee guida e agli
Indirizzi tecnici di attuazione regionali, approvate con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, di concerto con l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente. Tale Piano di riqualificazione può
riguardare l'intero territorio o solo parte di esso, sulla base
delle priorità indicate dal consiglio comunale.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali,
ambientali e per la pubblica istruzione, di concerto con
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sono
stabilite le linee guida del Piano di riqualificazione del
territorio e sono individuati i comuni nei quali sono realizzati
progetti pilota del Piano, rappresentativi del sistema di
salvaguardia, valorizzazione e fruizione sostenibile del
territorio.
4. Il Piano di riqualificazione del territorio è adottato dal
consiglio comunale, previa istruttoria dell'ufficio tecnico
comunale, e previa attestazione del progettista incaricato di
conformità del Piano stesso alle linee guida. Entro e non oltre
dieci giorni dalla data di adozione, il Piano è depositato per
venti giorni consecutivi presso la segreteria comunale.
5. Nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica ai sensi degli
articoli 136 e 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio,
approvato con decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, il Piano
di riqualificazione del territorio, ferma restando la conformità
alle linee guida e al regolamento regionali, deve essere sottoposto
all'approvazione della soprintendenza competente per territorio.
6. La redazione del Piano di riqualificazione del territorio è di
competenza dell'ufficio tecnico comunale.
7. I piani di riqualificazione del territorio previsti dal
presente articolo integrano le norme dello strumento urbanistico
vigente e del regolamento edilizio dei comuni interessati.
8. Entro e non oltre 30 giorni dalla loro adozione, i piani di
riqualificazione del territorio sono trasmessi all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, dipartimento regionale
urbanistica, che, entro 90 giorni dalla data della ricezione degli
elaborati, deve pronunciarsi previo parere espresso dal competente
servizio dello stesso dipartimento. Decorso infruttuosamente tale
termine, il parere si intende acquisito favorevolmente.
9. Lo schema tipo di regolamento per l'attuazione del Piano di
riqualificazione del territorio è approvato con deliberazione della
Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione d'intesa con
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
10. I comuni devono conformare il proprio regolamento per
l'attuazione del Piano a quello tipo previsto al comma 9.
11. Il regolamento è adottato con delibera del consiglio comunale.
Entro 10 giorni dalla data di adozione, esso viene depositato
presso la segreteria comunale per quindici giorni consecutivi.
12. Per gli interventi di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
dei lavori pubblici, concede ai titolari degli immobili il
beneficio dell'abbattimento integrale degli interessi sui mutui, di
durata massima quindicennale, accesi presso gli istituti di credito
convenzionati di cui al comma 13.
13. L'Assessore regionale per i lavori pubblici fissa con proprio
decreto le modalità e le procedure per la concessione dei
contributi ai privati e provvede, previa intesa con la Ragioneria
Generale della Regione, alla selezione, con procedure di evidenza
pubblica, di uno o più istituti di credito con cui stipulare
apposite convenzioni per l'accensione dei mutui finalizzati agli
interventi di cui al comma 1.
14. Nei bandi predisposti ai fini dell'assegnazione di contributi
per interventi riguardanti il recupero urbanistico ed edilizio e
l'arredo urbano, è prevista l'assegnazione di un punteggio
aggiuntivo in favore dei progetti che prevedano la realizzazione
degli interventi sulla base del Piano di riqualificazione del
territorio già adottato dall'amministrazione comunale.
15. Per le finalità del presente articolo possono essere altresì
destinate le risorse FAS 2007-2013 a titolarità regionale inserite
nel Piano attuativo della Regione».
L'articolo 62 è accantonato.
Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:
«Articolo 63.
Norme in materia di nautica da diporto
1. Al comma 2 dell'articolo 5 del DPR n. 509/97, come introdotto
con l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, al
punto e) ed al punto o) le parole opere marittime' sono
soppresse.
2. Al comma 1 dell'articolo 8 del DPR 509/97 come introdotto con
l'articolo 75 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le parole
per le opere marittime' sono soppresse».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendament: 63.1 (soppressivo dell'articolo), 63.2 e 63.3.
CRACOLICI. E' sicuro che non ci sono problemi, assessore Cimino?
Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
RINALDI. Vorrei avere un chiarimento. Perché sopprimiamo le parole
opere marittime'?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Articolo 63: In
sede di Conferenza dei servizi per il rilascio della concessione
demaniale marittima la competenza dei casi di valutazione sulla
idoneità tecnica delle opere e nei casi di variante di strumenti
urbanistici comunali è attribuita all'Ufficio del Genio Civile,
invece che al Genio Civile opere marittime'.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 63. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Articolo 64
Istituzione del Parco dei Monti Sicani
1. Al fine di pervenire all'istituzione del Parco dei Monti
Sicani, con la partecipazione della popolazione locale e la
collaborazione degli enti e delle associazioni interessate e
presenti nel territorio, è costituito un comitato avente il compito
di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale 6 maggio
1981, n. 98, come modificata dalla legge regionale 9 agosto 1988,
n. 14, una proposta che contenga:
a) la descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
ai valori naturalistici, nonché ai valori espressi dalle
trasformazioni del territorio conseguenti all'esercizio delle
attività umane tradizionali della zona;
b) la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
con le zonizzazioni previste dall'articolo 8 e che devono includere
le riserve naturali istituite e tutta l'area relativa ai fiumi
Magazzolo, Platani e Sosio;
c) l'indicazione e la disciplina di massima delle attività
esercitabili in ciascuna parte del territorio così delimitato, in
funzione degli obiettivi che si intendono perseguire;
d) le indicazioni tecniche e finanziarie riguardanti la
conservazione e il restauro ambientale;
e) la previsione delle attività e delle iniziative agricole, silvo-
colturali, zootecniche, artigianali, industriali, turistiche, da
promuovere o incentivare.
2. Il comitato ha altresì la facoltà di assumere iniziative
tendenti a diffondere la conoscenza dei valori ambientali del
territorio in oggetto e a promuovere il turismo naturalistico e
l'agriturismo.
3. Il comitato istituisce un apposito servizio per fornire agli
interessati le informazioni relative alle finalità del parco e
all'andamento dei lavori del comitato stesso.
4. Al fine di agevolare l'elaborazione delle proposte,
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce la
documentazione in suo possesso e concede al comitato un contributo
a titolo di concorso nelle spese relative all'espletamento degli
incarichi affidati.
5. Il comitato è nominato entro sessanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge con decreto dell'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente ed è composto da:
a) tre rappresentanti per ciascuno degli interessati, eletti dai
rispettivi consigli comunali di cui uno in rappresentanza delle
minoranze;
b) tre esperti designati dall'Università di Palermo;
c) quattro esperti designati dall'associazione <Italia nostra>,
dall'associazione italiana per il World Wildlife Fund, dal Club
Alpino Italiano e dalla Lega dell'ambiente;
d) un rappresentante dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali;
e) un rappresentante delle associazioni naturalistiche presenti
nel territorio, ove esistano;
f) un rappresentante dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura
competente per territorio;
g) un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente.
6. Il comitato elegge nel proprio seno un presidente, un vice
presidente ed un segretario.
7. In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
dalla richiesta, il comitato è costituito con quelli designati
purché in numero non inferiore a sei.
8. La proposta di cui al comma 1 è presentata dal Comitato
all'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro 12
mesi dalla loro costituzione. Trascorso detto termine, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di mancato invio
della proposta, nomina un commissario ad acta, per l'esercizio in
via sostitutiva, delle funzioni attribuite al Comitato.
9. Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o in via
sostitutiva dal commissario ad acta, il Presidente della Regione,
previa delibera della Giunta regionale, su iniziativa
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
competente commissione dell'Assemblea regionale, emana il decreto
di istituzione del parco.
10. La sede legale provvisoria dell'Ente Parco dei Monti Sicani è
stabilita nella sede del polo universitario naturalistico di
Bivona.
11. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2009, la spesa complessiva di 50
migliaia di euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 11.2.1.3.3 - capitolo 442525».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Beninati e Caputo: 64.2 (interamente soppressivo
dell'articolo);
- dall'onorevole Cracolici: 64.8, 64.9, 64.10, 64.11, 64.12,
64.13, 64.14, 64.15, 64.16, 64.17, 64.18;
- dall'onorevole Di Mauro: 64.4, 64.5, 64.6, 64.7;
- dall'onorevole Romano: 64.3;
- dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 64.20.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
64.
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
«Art. 65.
Abrogazione e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, le parole con decreto dell'Assessore regionale per la
presidenza' sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione'.
2. Il comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, è abrogato.
3. Al comma 3 dell'articolo 88 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole Dipartimento Segreteria generale' sono
soppresse.
4. La lettera a' del comma 3 dell'articolo 88 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:
a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
pubblici o privati comunque denominati o società, nonché per la
liquidazione e la ricapitalizzazione di società a partecipazione
regionale'.
5. Al comma 4 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole frequentanti corsi di laurea o corsi di studi
universitari gestiti da ciascun consorzio universitario o,
solamente per l'esercizio finanziario in corso', sono sostituite
dalle parole iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
o corsi di studi universitari gestiti da ciascun consorzio
universitario o,';
b) la cifra 70' è sostituito con la cifra 50';
c) alla fine aggiungere le seguenti parole e il 20 per cento ai
consorzi cui afferiscono corsi di studio di area medico-
sanitaria.'.
6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il
seguente:
6 bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
destinatari del contributo di cui al comma 1 è integrato da un
componente in rappresentanza della Regione siciliana designato
dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione.'.
7. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16, dopo le parole enti parco' sono aggiunte le parole e
il Museo archeologico regionale di Centuripe'. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
il Fondo unico per il precariato, di cui all'articolo 71 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è incrementato di 200
migliaia di euro.
8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26, sopprimere le parole la provincia regionale di Enna
per l'istituzione del' e dopo le parole siciliano' inserire di
Enna'.
9. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle parole
dal 1 gennaio 2011';
b) le parole entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
entro l'esercizio 2009'.
10. Al comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sostituire la cifra 1.000' con la cifra 3.000' e
sopprimere le parole attivazione dell''.
11. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 8, dopo 2008' inserire nonché 2009 e 2010' e sostituire
la cifra 3.000' con la cifra 4.000'.
12. L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 è
abrogato.
13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10 è
abrogato.
14. La lettera d) del comma 2 dell'articolo 14 della legge
regionale 15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo 24,
comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 65.11 (interamente soppressivo
dell'articolo), 65.12, 65.13, 65.14, 65.15, 65.16, 65.17, 65.18,
65.19, 65.20, 65.26, 65.21, 65.22, 65.23, 65.24, 65.25;
- dall'onorevole Vinciullo: A76;
- dagli onorevoli Bonomo, Gucciardi, Fiorenza e Vitrano: 65.9,
65.10;
- dall'onorevole Greco: A348.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
65.
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Art. 66.
Norme in materia di concessione di contributi
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2009, è soppressa la
lettera h) dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10. Sono abrogate tutte le norme autorizzative di spesa relativi
agli interventi riportati nella tabella H' allegata alla legge
regionale 8 febbraio 2008, n. 1.
2. Presso l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze è
istituito un apposito Fondo' destinato alla concessione di
contributi ad enti, fondazioni, associazioni, organizzazioni non
lucrative di utilità sociale (Onlus) ed altri organismi comunque
denominati, per il perseguimento dei propri fini statutari, la cui
dotazione è valutata in 1.830 migliaia di euro, per l'anno 2009 e
1.815 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011.
3. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione delle presente legge
con decreto del Presidente della Regione, saranno disciplinati i
criteri e le modalità di erogazione degli interventi di cui al
comma 2.
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2009 gli stanziamenti di
bilancio dei capitoli di spesa contrassegnati con la nota F' sono
previsti ed autorizzati annualmente con la legge di approvazione
del bilancio.
5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2009, le spese relative
ai capitoli contrassegnati con la nota A' sono autorizzate
annualmente per gli importi determinati con la legge di
approvazione del bilancio per l'esercizio finanziario 2009».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 66.3, 66.4, 66.5, 66.6, 66.7 e 66.8;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine: 66.2;
- dall'onorevole Rinaldi: 66.1;
- dagli onorevoli Donegani e Cracolici: 66.9.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
66.
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
«Art. 67.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 nelle
misure indicate nelle Tabelle A' e B', allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza sono
stabilite negli importi indicati, per l'anno 2009, nella allegata
Tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa recate
dalle leggi indicate nella allegata Tabella D' sono ridotte degli
importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, nella
Tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato dall'
articolo 56, comma l, della legge regionale 3 maggio 200l, n. 6, le
autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere pluriennale
indicate nell'allegata Tabella E' sono rimodulate degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2009, 2010 e 2011,
nella Tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa indicate
nell'allegata Tabella F' sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli stanziamenti autorizzati in
relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria sono determinati nell'allegata
Tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate relative agli
interventi di cui all'articolo 200, comma l, della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nell'allegata Tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli importi dei nuovi limiti di
impegno per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e dell'anno
terminale, sono determinati nell'allegata Tabella L'».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici i
seguenti emendamenti: 67.1, 67.2, 67.3, 67.4, 67.5, 67.6, 67.7,
67.8 e 67.9.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
67.
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
«Art. 68.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
l. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano con
decorrenza dall' l gennaio 2009».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici i
seguenti emendamenti: 68.1, 68.2 e 68.3.
CRACOLICI. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
68.
Onorevoli colleghi, c'è la proposta di riprendere l'articolo 19.
Ne do lettura:
«Art. 19.
Norme sul riequilibrio finanziario delle province
1. All'articolo 27 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 e
successive modifiche ed integrazioni, le parole che sono
costituite esclusivamente da aree interne sono sostituite dalle
parole territorialmente deboli.'».
Comunico sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 19.2;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine: 19.4;
- dall'onorevole Cracolici: 19.5 e 19.6;
- dagli onorevoli Maira, Speziale, Vinciullo ed altri: 19.1 e
19.3.
Gli emendamenti sono tutti ritirati, ad eccezione dell'emendamento
19.1.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 19.1.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, l'emendamento è di merito, si dice che
i fondi non possono essere inferiori a quelli del 2002: la
copertura dov'è rispetto a quello che è il bisogno generale,
l'assessore dice che c'è la copertura? Dalla tabella mi risulta
altra cosa.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento sia
illustrato da qualcuno dei firmatari perché non mi è chiaro.
LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
nel tentativo di chiarire ai colleghi cosa stiamo per votare con
questo emendamento.
La legge 20 del 2003, approvata da questo Parlamento, andava a
garantire una quota di distribuzione all'interno del fondo
riservato alle province tale che la provincia avente aree interne -
sostanzialmente, significava la sola provincia di Enna -, avesse
dall'Assessore dei criteri tali da potere garantire all'interno
della distribuzione una equità per il fatto che la provincia di
Enna è svantaggiata sia da un enorme territorio sia dal fatto che
la popolazione residente è molta esigua.
Questo criterio di distribuzione, 50 per cento in base alla
popolazione e 50 per cento in base al territorio, con la legge 20
veniva salvaguardato. Ora si intende estenderlo anche alla
provincia di Caltanissetta, nonché a quelle aree interne stabilite
dalla legge 26 del 1988.
CRACOLICI. Purtroppo, non è così semplice come sostiene il
collega.
PRESIDENTE. L'articolo 19 con l'emendamento 19.1 sono accantonati.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, martedì 28
aprile 2009, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il
triennio 2009-2011» (249-327/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
2) - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2009» (n. 250/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 21.10
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli