Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fiorenza ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 577 - Iniziative per evitare il ridimensionamento degli
scali merce ferroviari in Sicilia .
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
numero 578 - Iniziative per la realizzazione di nuovi
'Hospice' .
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
numero 579 - Iniziative per scongiurare la cancellazione dello
scalo merci di Siracusa .
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
numero 580 - Iniziative a livello nazionale per scongiurare il
recepimento della direttiva europea in materia di bevande
analcoliche .
Presidente Regione
Assessore Agricoltura
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009
(250/A)
PRESIDENTE. Si procede al seguito dell'esame del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009
(250/A).
Invito i componenti la II Commissione Bilancio a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Assegnazioni agli enti locali per il triennio 2009-2011
l. Nelle more della definizione dei criteri di riparto della
compartecipazione dei singoli comuni al gettito dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche riscossa nel territorio della Regione
prevista dall'articolo 7 della legge regionale 8 febbraio 2008, n.
l, per il triennio 2009 - 2011, le assegnazioni annuali in favore
dei comuni, per lo svolgimento delle funzioni amministrative
conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di sostegno
allo sviluppo, sono quantificate nella misura stabilita dall'
articolo 8, comma l, della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1,
da iscrivere in una o più soluzioni, e sono destinate, per i comuni
con popolazione superiore a 5.000 abitanti, ad esclusione dei
comuni delle isole minori, a spese di investimento, per una quota
non inferiore al l0 per cento con obbligo di incremento annuale
della stessa di almeno lo 0,5 per cento o nella maggiore misura che
sarà deliberata nella Conferenza Regione Autonomie locali.
2. La ripartizione delle risorse di cui al comma l è effettuata ai
sensi dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 21, comma 17,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni.
3. L'iscrizione in bilancio e la relativa erogazione, al netto
delle quote destinate a spese di investimento e di quelle destinate
a specifiche finalità in base alla legislazione vigente, è
effettuata tenendo conto delle disposizioni previste dall'articolo
18 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15.
4. Per il triennio 2009-2011, le assegnazioni annuali in favore
delle province, per lo svolgimento delle funzioni amministrative
conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di sostegno
allo sviluppo, determinate con il comma 4, dell'articolo 6, della
legge regionale 6 febbraio 2008, n. l, sono ridotte del 12 per
cento.
5. Le assegnazioni annuali di cui al comma 4 sono destinate, a
spese d'investimento, per una quota pari almeno al 10 per cento,
con l'obbligo di incremento annuale della stessa di almeno dello
0,5 per cento o nella maggior misura che sarà deliberata nella
Conferenza Regione-Autonomie locali.
6. La ripartizione delle risorse di cui al comma 4 è effettuata,
secondo le modalità previste dall'articolo 76, comma 1, della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni.
7. Per le disposizioni del presente articolo il Ragioniere
generale è autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le
necessarie variazioni di bilancio».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15, 3.16,
3.17, 3.18, 3.19;
dagli onorevoli Maira , Dina e Cordaro: 3.8;
dagli onorevoli Galvagno e Termine. 3.6 e 3.5;
dall'onorevole Leontini: 3.3;
dall'onorevole Savona: 3.4;
dall'onorevole Cimino: 3.10;
dagli onorevoli Laccoto, Galvagno e Lupo: 3.1 e 3.2.
CRACOLICI. Signor Presidente, avevo presentato, all'articolo 3,
alcuni emendamenti, a mia firma, che non vedo nel fascicolo, forse,
sono stati inseriti tra gli aggiuntivi ma riguardano i Comuni.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è in grado di indicarci quali
sono questi emendamenti?
CRACOLICI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 3 per permettere la verifica sugli emendamenti
aggiuntivi che avrebbero dovuto essere inseriti all'articolo 3.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Regia unica della promozione siciliana
1. Al fine di sostenere, nel quadro di un programma unitario
regionale, le manifestazioni o gli eventi che fruiscono della
promozione della Regione, con o senza oneri per l'Amministrazione
regionale, la Giunta regionale predispone un programma unitario
regionale quale strumento per il coordinamento delle attività
relative agli interventi di propaganda e promozione patrocinate
dalla Regione. Le iniziative direttamente promosse possono essere
destinatarie di un unico intervento ed esclusivamente da parte di
un solo assessorato regionale.
2. Gli interventi di cui al comma 1 devono prevedere uno spazio di
comunicazione, specificatamente destinato a fornire informazioni
utili per l'immagine della Sicilia.
3. Al fine di promuovere il proprio territorio sotto il profilo
turistico, culturale, architettonico, paesaggistico ed
enogastronomico, la Regione siciliana incentiva le attività di
produzione televisiva e cinematografica ambientate in Sicilia,
mettendo a disposizione i propri siti.
4. Per le finalità del presente articolo è istituito presso
l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti un apposito Fondo', nel quale confluiscono parte delle
dotazioni finanziarie dei singoli interventi precedentemente
finanziati con legge di bilancio o con apposita norma
autorizzativa. La relativa spesa, valutata in 10.000 migliaia di
euro, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, è finalizzata alla
realizzazione del programma unitario regionale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.7, 4.8, 4.10 e 4.9;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.11, 4.12 e 4.13;
dagli onorevoli Maira, Cordaro, De Benedictis. 4.4 (al comma1),
4.4 (al comma2), 4.4 (al comma 4);
dagli onorevoli Caronia, leontini, Galvagno e Currenti: 4.5;
dall'onorevole Fagone: 4.2;
dall'onorevole De Luca: 4.1.
Si passa all'emendamento 4.6 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero che ci
sia un po' di attenzione anche da parte del Governo, perché credo
che l'articolo 4 sia un articolo delicato.
Questo capitolo era stato istituito con finalità di
razionalizzazione sulla promozione unica da parte della Regione
nell'ambito dell'attività di comunicazione e di immagine della
Regione nei confronti di soggetti terzi.
Questa norma via via ha assunto un altro carattere e, con molta
onestà, va detto che più che di razionalizzazione si è trasformata
in una norma di fatto aggiuntiva. Siccome credo che nessuno qui
sia disponibile alle finzioni, suggerirei di abrogare la norma ed
evitiamo sceneggiate, nel senso che c'è un'attività propria dei
singoli assessorati di marketing, di comunicazione, di promozione,
che fino ad oggi si è fatta bene, male, forse più male che bene, ma
questo è in capo alla responsabilità politica. Ritengo, pertanto,
che sia davvero una scelta sbagliata costituire un fondo e, quindi,
una struttura in tal senso da parte di un Governo unitario, scelta
che ha come conseguenza l'aumento dei costi delle attività in un
momento in cui, invece, stiamo facendo un bilancio rigoroso, ed è
ciò che diciamo ai siciliani, un bilancio rigoroso almeno per la
penuria delle risorse.
Ecco perché mi auguro che il Governo condivida l'impostazione da
me qui proposta con l'emendamento soppressivo. L'Aula si
determinerà nella valutazione su questo emendamento che, a questo
punto, ritengo sia la via maestra per evitare inutili ipocrisie.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 4
è stato lungamente dibattuto in Commissione bilancio. Ritengo che
sia un articolo che vada mantenuto in vita perché finalmente si può
raggiungere l'obiettivo di promuovere la Sicilia in maniera
unitaria e, una volta per tutte, in maniera assolutamente
professionale.
Capisco le perplessità dell'onorevole Cracolici, ma se facciamo la
somma complessiva di quanto si è dato a questo capitolo e di quanto
si è tolto agli altri capitoli, certamente non ha ragione
l'onorevole Cracolici.
C'è un risparmio, c'è una concentrazione, c'è la possibilità
realmente di fare promozione in maniera seria e professionale.
Possiamo consentire a tante realtà della Sicilia e alla Sicilia
tutta di essere promossa in maniera seria e, ribadisco, in maniera
professionale e opportuna.
Non dimentichiamo che noi siamo una terra che vive di turismo; non
dimentichiamo che siamo una terra che vive di fruizioni di beni
culturali; quindi, un fondo unico che toglie l'opportunità a tanti
- per carità - avventurieri che attingono da qualunque fondo, da
qualunque Assessorato così come il fatto scandaloso di vedere nella
stessa iniziativa cinque assessorati che finanziano, con questo
fondo finalmente viene a cadere tutto questo. Per questa ragione
ribadisco ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione che è un
atto di razionalizzazione e, se mi consentite, un atto di
programmazione molto seria e, quindi, ritengo che l'emendamento
presentato dall'onorevole Cracolici vada, mi auguro, ritirato. Se
così non fosse, che vada bocciato perché merita certamente la
bocciatura.
Quindi, signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo attenti
perché è un fatto di programmazione seria come abbiamo ripetuto
tutti quanti negli incontri che abbiamo fatto.
Ribadisco, io sono convinto che le perplessità dell'onorevole
Cracolici sono serie, ma vengono superate dai fatti e quindi la
richiesta che faccio è quella di votare a favore di questo
articolo, che è un articolo di grande interesse, di grande
innovazione che consentirà di dare una visione della nostra terra
unica, chiara, seria, professionale e che può consentire e può
diventare anche un volano di sviluppo per i nostri concittadini.
CRACOLICI. Chiedo che l'emendamento a mia firma venga votato per
scrutinio segreto.
BUFARDECI. assessore per il Turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per il Turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi e in modo
particolare vorrei rivolgere il mio intervento al collega Cracolici
che ha firmato un emendamento soppressivo di questo articolo.
Desidero ribadire alcuni concetti.
La somma degli importi, io credo che l'onorevole Cracolici, anche
per averne informalmente parlato, non possa non condividere ciò
come anche un po' tutta l'Aula, la necessità che la Regione non
continui ad operare in maniera assolutamente disarticolata nella
propria immagine e nella propria promozione. Troppe volte vediamo
che la Regione è rappresentata all'interno di manifestazioni anche
di particolare pregio ed importanza in maniera assolutamente
diversificata: è presente l'assessorato al Turismo, è presente
l'Agricoltura, è presente la Cooperazione e così di seguito. A
volte, anzi è la prassi, è quasi la normalità, l'una rubrica non
conosca la ragione della presenza dell'altra, non conosce l'importo
del contributo dato da una rubrica rispetto a quello dell'altra
rubrica. Quindi, credo che un ragionamento che porti ad una regia
unica della immagine della Sicilia sia un fatto assolutamente
condivisibile. Pertanto, se l'assunto generale, se la ratio della
legge è pienamente condiviso, vediamo eventualmente nella sua
applicazione quali sono i problemi e le preoccupazioni che possono
avere mosso l'onorevole Cracolici a proporre un emendamento
addirittura soppressivo.
Come si articola l'azione della promozione unica? Come si articola
la regia unica di questa finalità che tutti, immagino, condividiamo
in termini assolutamente positivi?
Con risorse economico-finanziarie
A quanto ammontano?
Viene avanzata la proposta, all'interno di questo emendamento, di
dieci milioni di euro. Devo dire che considero questa cifra
assolutamente modesta per la promozione della Regione nella sua
globalità e nell'assolutezza di quello che significa l'immagine
della Sicilia per tutte le attività Anche una impresa medio-
piccola, importante, che abbia una griffe da potenziare, da
promuovere nel mercato, spende sicuramente più della somma che la
Sicilia dovrebbe impegnare complessivamente nelle varie
articolazioni.
E vediamo anche, sotto questo profilo, la considerazione che
essendo modesto questo importo, come lo possiamo mettere a frutto?
Lo mettiamo a frutto attraverso che cosa? Per esempio, stimolando,
aiutando le attività cinematografiche, le attività televisive e
tutte quelle attività che meglio possono dare della Sicilia una
immagine positiva ed importante. Quindi, io credo, che anche in
questo senso l'articolo per le sue finalità possa essere condiviso.
Ovviamente, infatti, oltre che per i profili turistici, culturali e
architettonici, incentivare la produzione televisiva e
cinematografica ambientata in Sicilia sappiamo che può essere il
maggiore richiamo in una fase in cui i media vivono la loro
capacità di impatto attraverso la televisione, attraverso il web.
Promuovere attraverso fiction l'immagine della Sicilia è un altro
fatto, infine, che considero da condividere. Credo che altrettanto
da condividere sia il momento in cui si determina il tipo di
immagine da presentare.
Onorevoli colleghi, mi permetto di sollecitare ancora una volta la
vostra attenzione poiché stiamo parlando di una cosa veramente
qualificabile all'interno di questa manovra
Come pensiamo di poter realizzare questa promozione e come
pensiamo di poterla fare in termini quanti più unitari?
Credo che nell'ambito dell'indirizzo politico che si vuole dare di
questa immagine e di questa strategia di promozione della nostra
Regione, la cabina unica non possa che avere un momento di
confronto e di deliberazione all'interno della Giunta stessa, dove
il confronto delle varie articolazioni dell'Amministrazione, dei
vari Assessorati, è assolutamente completo e dove, quindi, ciascuno
potrà meglio esplicitare le proprie convinzioni; ognuno potrà
mettere a parte gli altri colleghi e la Giunta tutta, di quelle che
sono tutte le possibilità di presenza; per esempio, faccio
riferimento alle bit, alle fiere, alle borse, alle promozioni, alle
attività cinematografico-televisive che possono essere oggetto
della valutazione della Regione.
In tutto questo io credo che la regia unica possa esplicitarsi
nella maniera migliore proprio all'interno della Giunta, che sarà
il soggetto e il luogo che, come dice il testo del disegno di
legge, predisporrà un programma unitario regionale proprio quale
coordinamento delle attività relative agli interventi di propaganda
e promozione. Quindi, io credo che tutto questo abbia un senso, ha
un senso il fondo unico. Tutt'al più possiamo ritenere modesta la
cifra, ma sulla cifra siamo limitati da una condizione complessiva
di bilancio; il luogo della promozione e della cabina di regina
della discussione non può che essere la Giunta, le attività da
promuovere non possono che essere quelle identitarie e tipiche
della nostra Regione e, segnatamente, anche quelle che poi, anche
per le tecnologie moderne, possono essere più vicine come quelle
che abbiamo più volte rappresentato, cinematografiche e televisive.
Quindi, credo che quest'articolo possa essere promosso.
Onorevole Cracolici, onorevoli colleghi, dipenderà poi da ciascuno
di noi, evidentemente, essere capaci di fare mantenere il
significato, che io considero nobile, di quest'articolo in capo
alla regia, guai se si svilisse in tanti rivoli che devono
soddisfare altre necessità, qua bisogna fare proprio l'opposto,
evitare rivoli, operare in una logica complessiva e in questa
logica complessiva e unitaria credo che ci potrà stare, anzi, il
miglioramento della nostra immagine e del nostro risultato
evitando, ribadisco, che troppe volte siamo disarticolati e
sperperiamo risorse che possiamo meglio mettere a frutto.
Per questo mi permetto di chiedere all'onorevole Cracolici di
ritirare l'emendamento soppressivo e invito l'Aula, se si va al
voto, di rigettare la richiesta di soppressione convinto come sono
che finalmente con quest'articolo cominciamo a mettere a raziocinio
e a virtù una delle attività in cui la Sicilia possa avere un
riscontro positivo, seppure probabilmente nel passato nella stessa
non ha brillato proprio per quella promozione disarticolata che,
invece, attraverso quest'articolo viene superata, cioè grazie
all'istituzione di questa cabina e di questa regia unica che potrà
rendere un servizio migliore alla spesa pubblica conseguente.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su quest'articolo
ci sono due aspetti da tenere in considerazione. Intanto condivido
la riflessione che è stata fatto dal capogruppo, onorevole Leanza
Nicola e dall'assessore Bufardeci su quella che è ormai la
necessità di introdurre una regia unica per quanto riguarda la
promozione della nostra terra.
Nello stesso tempo, però, si coglie un altro aspetto sostanziale
che riguarda la duplicazione della spesa rispetto ai singoli
capitoli di bilancio che già sono destinati a queste attività e
queste ulteriori somme che vengono comunque indirizzate per questa
strategia che è unica e che credo tutti quanti auspichiamo.
Allora io chiedo, signor Presidente, che si trovi un compromesso
su questo ragionamento che difenda quella che, comunque, è la
strategia del Governo, cioè introdurre questo principio e,
comunque, tenere conto ormai che siamo nel corso dell'anno e,
pertanto, da questo punto di vista non è possibile togliere le
somme nei singoli capitoli di bilancio. Di conseguenza, dobbiamo
dare corso a quelli che ormai sono impegni avviati con la
pubblicazione di varie circolari che ogni singolo assessorato ha
fatto.
E propongo di fare un ragionamento, cioè accantonare un attimo e
trovare una utile soluzione per l'anno 2009. Ormai ritengo che non
si possa modificare quest'impostazione e inserire che dall'anno
2010 in poi la regia unica della promozione si faccia con i fondi
che in ogni assessorato sono stati destinati per la promozione,
perché quest'articolo già parla di una previsione 2009, 2010, 2011.
Per quest'anno direi di utilizzare quest'impostazione anche
economica, dal 2010 in poi potremmo utilizzare i fondi già
destinati dal 2009 in tutti i capitoli dei singoli assessorati,
farli confluire definitivamente in questo nuovo capitolo che viene
istituito per finanziare la regia unica.
Per questo motivo, signor Presidente, chiederei se è possibile di
accantonare e di trovare una soluzione che tenga conto delle
valutazioni espresse da Cracolici, che io condivido perché ho
presentato anche un emendamento in tal senso ma, nello stesso
tempo, della nuova strategia che il Governo legittimamente vuole
introdurre per evitare che da questo punto di vista ci siano
iniziative sconnesse e che, comunque, non servono alla nostra
terra.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto ai docenti e agli studenti del circolo didattico Giovanni
Paolo II di Aci S. Filippo, frazione di Acicatena
PRESIDENTE. Saluto i docenti e agli studenti del circolo didattico
Giovanni Paolo II di Aci S. Filippo, frazione di Acicatena, il cui
sindaco è anche un nostro collega, l'onorevole Nicotra.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi l'Aula è
particolarmente caotica, non so se è successa qualcosa da ieri a
oggi, ieri ci sentivamo un po' meglio.
PRESIDENTE. E' L'effetto dello Scirocco, onorevole Cracolici: è
calato lo Scirocco ed è tornato il Maestrale.
CRACOLICI. Voglio essere chiaro e lo dico al Governo e non a caso
ho parlato di ipocrisie.
Quando è stata fatta la prima bozza di finanziaria, ho considerato
la scelta di unificare in un fondo unico, oltre che in una regia
unica, le attività di promozione dell'immagine della Sicilia una
scelta di buon senso. Ho considerato questa ipotesi un modello che
provava a razionalizzare di fronte alla babele e alla duplicazione
di attività che abbiamo conosciuto nel passato. Tant'è che
pensavamo che questa attività avesse un governo unitario per
davvero e non un governo unitario aggiuntivo . Questo è il punto,
Assessore.
In Commissione questa norma ha avuto una modifica e, diciamocelo
chiaramente, il Governo al suo interno è diviso, ognuno dei singoli
Assessori, come piccoli cacicchi di periferia, pensa di non dover
rinunciare a nessuna delle attività storicizzate di questa Regione
e, al massimo, accetta che le cose nuove devono essere aggiuntive,
mai sostitutive.
Pertanto, Assessore, posso arrivare a condividere il suo
ragionamento a una condizione, che il Governo dica due cose. Primo
accetti, e lo faccia proprio, l'emendamento 4.13 che stabilisce che
tutte le iniziative di cui al presente articolo, cioè promozioni
patrocinate e interventi di propaganda, tutte le iniziative di cui
al presente articolo siano finanziate dalla Regione esclusivamente
attraverso il fondo, esclusivamente e non aggiuntivamente. Se
facciamo cose aggiuntive siamo ipocriti. Infatti, non volete
razionalizzare, volete costruire un altro luogo di organizzazione
della propaganda e della comunicazione con obiettivi
sostanzialmente di natura politica, che nulla hanno a che fare con
la razionalizzazione.
Allora, il Governo scelga e io sono pronto a ritirare il voto
segreto e persino ad accettare la proposta di sospensione. Il
Governo scelga: o fa la comunicazione, la propaganda, la promozione
con questo fondo o la fa all'antica, come si suol dire, ma
scegliere di fare le due cose per dire che vuole cambiare, ma
sostanzialmente aggiunge rispetto al passato 10 milioni di euro a
questo, personalmente non sono disponibile a partecipare a questo
rito dell'ipocrisia. Mi rimetto, quindi, al Governo e dica - il
Governo - se intende fare in modo che la promozione agisca,
esclusivamente, con questo fondo. Ed allora possiamo discutere. Se,
invece, pensa di fare questo ed altro è veramente una cosa
inaccettabile
Ci dica, quindi, il Governo qual è la sua intenzione. Riformuli il
testo, alla luce di questa mia richiesta, c'è tra l'altro un
emendamento. Se così è, possiamo andare avanti, altrimenti rimane
in vita l'emendamento soppressivo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che nel tempo
abbiamo criticato tutti il modo in cui la nostra Regione si è
attrezzata per quanto concerne promozione e propaganda.
E' stata, spesso, oggetto di discussione, non solo tra di noi, ma
anche negli incontri con i cittadini siciliani, perché spesso viene
segnalato un uso assolutamente improduttivo di somme anche
rilevanti.
Un argomento di tal genere, quindi, andrebbe affrontato con un
minimo di attenzione in più, anche per quanto concerne la parte che
riguarda il comma che recita che dovremmo, sostanzialmente,
orientare verso quel fondo, di cui si sta discutendo, parte della
dotazione finanziaria.
Lo diceva poco fa il collega Cracolici. Di fatto noi, al solito,
stiamo inventando un sistema siciliano, gattopardesco, vorremmo
cioè cambiare qualcosa ma non cambiamo niente, perché parte della
dotazione significa che ognuno fa un piccolo sacrificio, tra
virgolette.
Riflettete su quella che è questa concezione del sacrificio.
Onorevole Antinoro, c'è una concezione del sacrificio che è
eccezionale
Ognuno fa parte del sacrificio rinunciando ad una piccola fetta.
Quella piccola fetta fa parte, poi, di questo fondo e, nel
contempo, peraltro, andiamo con 10 milioni di euro in più.
Vedete, senza demagogia, ma pensate che possiamo parlare di cifre
attorno a 40 milioni di euro, cioè circa 80 miliardi delle vecchie
lire, per avere anche una dimensione, perché ancora non è detto che
siamo abituati proprio alla logica dell'euro, 40 milioni di euro ci
sembrano pochi Non sono i 40 milioni di lire. 80 miliardi di
vecchie lire li possiamo giocare con una formuletta' che, anche in
questo, riforma non è, perché non ha alcuna valenza riformatrice.
Non c'entra niente
Abbiamo, invece, in questo momento, anche e soprattutto in
Sicilia, riverberi seri per quanto concerne la crisi che sta
interessando l'Europa, e non solo, e mentre si comincia, sempre più
spesso, a registrare ogni giorno qualche licenziamento in più.
Non voglio ora fare retorica. Capite bene, però, tutti
comprendiamo di che cosa stiamo parlando.
Mi permetto di aggiungere alle cose che diceva il presidente
Cracolici che non si tratta solo di valutare bene l'emendamento
4.13, dobbiamo anche capire che quella parte della dotazione
finanziaria deve sparire.
Le dotazioni finanziarie o la dotazione finanziaria di ogni
singolo assessorato va, sostanzialmente, gestita con la logica
della regia unica. Ed allora sì che è apprezzabile l'idea di
mettere finalmente un punto e di cominciare a spendere bene i soldi
per la propaganda e per la promozione. Altrimenti, è ovvio che
stiamo facendo qualcosa che, veramente, i Siciliani, non solo non
comprendono, ma che non possiamo in alcun modo condividere.
E' chiaro che stiamo aprendo un altro filone per cercare di
spendere male, con pochi ritorni, somme che in questo momento
potremmo dedicare a qualcosa di più importante rispetto a come è
stata gestita tutta la partita nella nostra Regione.
Dovremmo riflettere su due aspetti: tutto ciò che riguarda
propaganda e promozione va trasferito in questo Fondo unico,
dopodiché, si programma per come si deve e si cambia anche rispetto
a questo modello per quanto concerne l'esperienza passata sulla
quale tutti abbiamo avuto qualcosa da ridire, maggioranza ed
opposizione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per dare un contributo al
dibattito, volevo dire, in riferimento all'intervento
dell'onorevole Cracolici, che il fine che riteneva di raggiungere
con l'emendamento 4.13, approvando quell'emendamento, non viene
raggiunto.
Questo Parlamento ieri sera ha approvato tutte le varie tabelle
dei vari Dipartimenti.
CRACOLICI. A legislazione vigente.
PRESIDENTE. Tutti i capitoli della promozione dei vari
Dipartimenti sono stati già approvati dall'Assemblea.
Questo emendamento dovrebbe ricondurre tutte le iniziative di cui
al presente articolo, cioè l'articolo del Fondo, al Fondo stesso ma
non andrebbe a toccare i capitoli della promozione dei vari
Dipartimenti.
L'obiettivo che lei vuole raggiungere, onorevole Cracolici, non si
può raggiungere approvando questo emendamento.
BUFARDECI, assessore per il Turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per il Turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono molto
contento del fatto che questo articolo abbia interessato molti
deputati e stia interessando questi interventi ma, proprio perché
ascolto anche alcune ulteriori proposizioni di emendamenti, credo
sia opportuno sospendere ed accantonare questo articolo ed i
relativi emendamenti prima della votazione per potere dare luogo ad
una riflessione più partecipata che possa raggiungere una sintesi
quanto più condivisa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni,
dispongo l'accantonamento dell'articolo 4.
Si riprende l'esame dell'articolo 3.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: A.402;
-dall'onorevole Leontini: A.263.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome un comma
dell'articolo 3 è strettamente legato all'articolo 19, chiedo che
si facciano in correlazione perché c'è il problema
dell'attribuzione dei fondi alle province.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo trattare prima l'articolo
3 e subito dopo l'articolo 19 con una discussione unificata.
Si passa agli emendamenti 3.11 e 3.12, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.8, a firma dell'onorevole
Maira ed altri.
CRACOLICI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 3.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che gli onorevoli Cracolici,
Speziale, Galvagno e Picciolo hanno apposto la loro firma
all'emendamento 3.8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.402, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricordare all'assessore per il bilancio che l'emendamento A.402 non
riguarda nuove spese perché riguarda il 5 per cento, che è in capo
all'assessore per gli enti locali sul Fondo per le autonomie
locali. Non riguarda, quindi - vorrei fosse chiaro - nuove spese
della Regione. Questa norma, tra l'altro, è stata già introdotta in
una precedente finanziaria che ha riguardato, se non ricordo male,
alcuni comuni della provincia di Messina che furono oggetto di
interventi a causa di calamità naturali.
Chiedo al Governo se c'è una disponibilità perché - lo dico
subito - sono pronto anche a predisporre, eventualmente, un
subemendamento di riduzione dell'importo, poiché questa norma
stabilisce che per i comuni, rispetto ai quali la Protezione civile
ha acclarato lo stato di calamità, nei quali sono avvenuti fatti
franosi che hanno determinato pericoli per l'incolumità pubblica,
l'interruzione di strade. Questa norma stabilisce che l'assessore
per gli enti locali destini una parte di questo Fondo - stabiliamo
non 15, possiamo fare 10, se si vuole - esclusivamente a questa
tipologia di interventi, per consentire ai comuni di essere aiutati
in questo tipo di situazione.
Ripeto, quindi, questa norma non agisce sul bilancio della
Regione; è una modalità di applicazione del Fondo per le autonomie
locali del 5 per cento a disposizione dell'assessore.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questo emendamento, vorrei ricordare che ieri, nella discussione
che si è avuta in Aula a proposito di un capitolo cui accennava
l'onorevole Cracolici che riguardava i comuni della fascia ionica,
è stato preso l'impegno, da parte del Governo, su sollecitazione di
alcuni deputati, tra cui l'onorevole Rinaldi, l'onorevole Laccoto,
io stesso ed altri, di istituire un capitolo all'interno del
bilancio che si occupasse degli eventi alluvionali del novembre-
dicembre 2008 fino a febbraio 2009, come sollecitato
dall'emendamento dell'onorevole Cracolici, a favore delle zone
tirreniche che sono state duramente colpite durante questo inverno.
Direi, quindi, che questo emendamento proposto dall'onorevole
Cracolici potrebbe essere integrato con la previsione dell'aggiunta
di un capitolo specifico di destinazione per gli eventi che hanno
colpito la fascia tirrenica, per i comuni della fascia tirrenica
che sono stati duramente colpiti.
Posto che per i comuni della fascia ionica era previsto il
capitolo specifico, visto anche gli impegni presi dal Presidente
della Regione durante gli eventi che si sono succeduti in questo
inverno, questo emendamento, secondo il mio modesto parere, va bene
con l'aggiunta del capitolo di bilancio specifico per i comuni
della fascia tirrenica che sono stati largamente interessati dagli
eventi alluvionali di questo inverno e facendo così l'impegno preso
dal governo davanti all'aula nella seduta di ieri potrebbe avere un
suo accoglimento.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, condivido lo
spirito di questo emendamento e chiedo di apporre la mia firma
perché è un modo, ritengo, utile, ancora più utile, di utilizzare
questo fondo che già esiste ed è vero ciò cha sostenuto già
Cracolici perché esiste come accantonamento all'interno della
Rubrica delle Autonomie locali.
Non comporta, quindi, una nuova spesa ma anzi si da un indirizzo
definitivo all'utilizzo di questi fondi rispetto a delle priorità
che sono emerse con degli eventi calamitosi già accertati e
certificati.
Ne condivido, infatti, la logica ed appongo la mia firma; per
quanto riguarda la riflessione che è stata introdotta dal collega
Formica, credo che le due questioni non possano essere messe sullo
stesso piano; il collega Formica, d'altronde, sa bene che ieri il
Governo ha già preso l'impegno su un emendamento presentato in Aula
a destinare delle specifiche somme per quanto riguarda i danni
subiti dalla zona tirrenica perché i danni subiti dalla zona
tirrenica non sono purtroppo da mettere sullo stesso piano di
quelli che in generale tutto il territorio siciliano, oggetto già
di declaratoria nazionale, ha subito.
Proporrei, quindi, di definire questo emendamento in questi
termini perché da una giusta priorità all'utilizzo del Fondo delle
autonomie locali su questo tema perché spesso si fa riferimento ad
ordinanze vecchie che non hanno nulla a che vedere con la
situazione attuale che è emersa dopo questi eventi calamitosi;
nello stesso tempo, ribadiamo quello che è stato già l'impegno
assunto ieri dal Governo per destinare specificamente una somma
importante per quanto riguarda la provincia di Messina, in
particolar modo, per quanto riguarda la zona tirrenica che ha
subito danni eccessivi, diversi rispetto a quelli subiti da tutti
gli altri territori.
Inviterei, pertanto, il Governo ad accogliere questo emendamento
perché non comporta una nuova spesa ma da un indirizzo obiettivo,
razionale a quelle che sono già questi fondi destinati all'interno
delle autonomie locali.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, al quale appongo
anche la mia firma , sfugge a quello che è l'interesse particolare
e, invece, interviene nel momento più generale della esigenza del
territorio.
Credo, quindi, che vada assolutamente supportato perché sappiamo
bene che quando c'è una calamità locale la difficoltà in cui si
trova il sindaco di un piccolo comune che non ha dove attingere per
poter fronteggiare la crisi immediata che può essere l'interruzione
di strada, il crollo di un edificio o di qualche altra cosa.
Invito, quindi, il Governo a recepire questo emendamento che
certamente può dare ristoro ai piccoli comuni del nostro
territorio.
Appongo la mia firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che gli onorevoli De Luca e
Apprendi appongono la loro firma all'emendamento 3.8.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, volevo chiarire che l'emendamento in questione,
come ha ribadito l'onorevole Cracolici, è vero che non prevede un
aumento di spesa ma pone una ulteriore riserva nell'ambito del
Fondo dell'autonomia.
Gli Uffici dell'Assessorato, quindi, fanno notare che rischiamo di
lasciare le amministrazioni comunali con un fondo che trova delle
prescrizioni molto rigide, sia per quanto riguarda il tema
dell'emendamento a firma Maira, Dina, Cordaro che è stato poc'anzi
approvato sia per la tematica concernente la riserva per gli ATO,
per il trasposto degli alunni e per la riserva per l'IVA.
Rischiamo che questo emendamento, sebbene non ponga delle
difficoltà finanziarie per la Regione, vada ad incidere fortemente
per le politiche degli enti locali.
Considerato che vi è l'impegno del Governo di attivare,
nell'ambito dei fondi per le aree sotto utilizzate delle misure
proprie nelle emergenze dei comuni, che sono già di fatto state
deliberate ed istruite, riterrei che questo emendamento o venga
ritirato oppure che la cifra di 115 milioni di euro venga
notevolmente ridotta per trovare poi una compensazione che può
anche essere quelle dei fondi per le aree sotto utilizzate.
Così com'è, mi sembra che si vada a creare una forma di ulteriore
riserva nell'ambito del fondo che può renderlo realmente
impraticabile.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
all'assessore per il bilancio se è confermato l'impegno preso qui,
ieri, dopo la mia richiesta per i comuni della zona tirrenica.
Vorrei sapere se rientrano in questi fondi nel caso in cui
l'emendamento dovesse essere approvato oppure se c'è un'iniziativa
e quindi un emendamento del Governo in tal senso.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Sì, l'ho firmato
ieri stesso.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Onorevole Assessore, ieri, ho presentato un emendamento
di 5 milioni di euro per le calamità della zona tirrenica. Vorrei
approfittare anche della presenza del Presidente della Regione, che
è stato sui luoghi per far comprende che quell'emendamento
presentato ieri riguarda un problema diverso rispetto a quello che
presenta, in questo momento, l'onorevole Cracolici e che vale sui
fondi dell'autonomia locale.
Ieri, aveva preso l'impegno che avrebbe presentato, a seguito del
mio emendamento, un emendamento per la zona tirrenica per 5 milioni
di euro.
Voglio far comprendere che i 5 milioni di euro per la zona
tirrenica - dalla stima della Protezione Civile, per pagare le
ordinanze già esistenti, ce ne vogliono 7 - servono subito,
immediatamente, per poter far fronte a quelli che sono stati gli
impegni dei comuni.
Non servono per quelle che devono essere le opere di risanamento
infrastrutturali fondi FAS etc. che sono da venire.
Ritengo, quindi, che l'impegno preso ieri, in ogni caso, sulla
zona tirrenica, è mantenuto. Per quanto riguarda queste vicende, è
un problema che verrà sottoposto poi al Capogruppo, il quale ha
dato la sua disponibilità dicendo di essere disposto, laddove
possibile, a diminuire la somma. Si può trovare, quindi, una
soluzione, fermo restando che l'impegno del Governo sui 5 milioni
rimanga vincolato alla zona tirrenica.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questi argomenti non possa essere data discrezionalità né agli
Assessori di riferimento né ai deputati che più fanno sentire alta
la voce. Dovremmo utilizzare, dunque, dei criteri oggettivi per
fronteggiare una calamità.
Assessore Cimino, mi scusi, se lei risponde come ha risposta poco
fa, sembra che non valuti l'oggettività dell'utilizzo di quei fondi
ma valuti il deputato che magari ha maggiore incisività nel farle
comprendere qual è l'intervento da realizzare.
Assessore Cimino, in questo emendamento, non c'è scritto il
comune x, y o zeta c'è scritto che il Dipartimento regionale
della Protezione civile ha già visto quali erano le priorità perché
ha già previsto un intervento su alcuni comuni e questi stessi
comuni hanno già anticipato, con risorse proprie (stiamo parlando
di comuni che hanno trasferimenti ridotti all'osso), questi comuni
hanno anticipato con risorse proprie, lo ripeto, alcuni interventi
di emergenza che sono stati certificati dal Dipartimento regionale
della Protezione civile.
Quello che si dice è di andare ad intervenire su episodi
oggettivi, quindi, la proposta che fa lei o le proposte che vengono
da deputati che sottolineano alcuni interventi di province rispetto
ad altri - non faccio né nomi né cognomi - sono degli interventi
che hanno un elevato rischio di discrezionalità.
La cosa che le chiedo è di evitare che ogni deputato venga da lei
e le chieda di intervenire per questo comune o per un altro,
rimanendo fermo e vincolato su un criterio oggettivo.
Siccome il Dipartimento regionale della Protezione civile è il
massimo del criterio oggettivo, poi,possiamo disquisire sulla
somma.
Però che debba essere questo il criterio mi sembra un fatto
scontato; altri criteri sono soggettivi e quindi figli di logiche
non logiche ma su criteri che hanno a che fare più che altro con il
supporto che il singolo deputato da ad una campana piuttosto che ad
un'altra.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho voluto
ascoltare con attenzione l'intervento fatto dall'Assessore Cimino.
Se mai ce ne fosse di bisogno, l'Assessore, con estrema chiarezza,
ha chiarito il percorso.
Qui parliamo di aria fritta perché, all'interno di uno stesso
capitolo, all'interno degli stessi stanziamenti, 650 milioni
destinati alle autonomie locali, stabiliamo come appostare certe
somme e come i comuni si devono muovere.
Ma di cosa parliamo, colleghi?
Il discorso è molto più complesso. Qua vi è bisogno di risorse
altre che facciano fronte alla vera emergenza che la Sicilia ha
vissuto alla fine dello scorso anno e all'inizio di quest'anno.
Quindi, qua, come si vuol dire si spoglia la sacrestia e si
impingua la chiesa o viceversa . Penso che vi sia bisogno di una
strategia vera, di una strategia seria, che conduca poi i diversi
sindaci e se vogliamo anche la Protezione civile a potere
intervenire in questo che io definisco un disastro che, in questi
giorni, in questi ultimi mesi, abbiamo registrato, chi più chi
meno.
Certo la provincia di Messina, nella parte tirrenica, in quella
realtà, ha visto danni ingenti e quindi è evidente che oggi non
possiamo occuparci di aria fritta ma abbiamo bisogno che il
Governo, come responsabilmente ha detto l'Assessore Cimino, possa
dare a noi quel ristoro, possa dare ai territori quel ristoro che
consenta praticamente, pragmaticamente, di intervenire e non di
porre dei pannicelli caldi.
Invito, quindi, l'onorevole Cracolici a ritirare questo
emendamento che certamente non va nella giusta direzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
sono sinceramente infastidito dal modo di discutere qui dentro, a
prescindere dalla politica e l'appartenenza politica.
Lo dico al Sindaco di Messina e mi rivolgo, nella qualità di
sindaco di Messina e non di deputato, perché vorrei che
stabilissimo che qui dentro siamo deputati della Regione Sicilia e
siamo deputati senza stabilire che quando c'è l'emergenza a casa
mia è emergenza di tutti e, se, invece, l'emergenza è fuori da casa
mia l'emergenza non è di nessuno.
Voglio dire, infatti, all'onorevole Buzzanca e, in questo caso,
parlo all'onorevole Buzzanca, che quest'Aula si è già pronunciata
nelle scorse finanziarie per affrontare specificatamente questioni
che hanno riguardato una singola provincia ed in particolare la
provincia di Messina.
Il fatto che lui dica oggi che ritiene sbagliato che ci sia una
priorità per gli interventi avvenuti tra novembre 2008 e febbraio
2009, quindi, fa a cazzotti con quanto quest'Aula, perché stiamo
affrontando questioni
BUZZANCA. Non è così. Non ha seguito il mio intervento.
CRACOLICI. No, non è così. Lo dice lei. Stiamo affrontando
questioni che non erano prevedibili. L'Aula è la prima volta che li
affronta e voglio anche ripetere una cosa all'assessore Cimino.
Noi, poco fa, abbiamo approvato un emendamento su cui ho apposto la
mia firma perché lo condivido ma questo argomento che usa ora, che
il Fondo si sta esaurendo, assessore
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Non si sta
esaurendo. Ho usato un altro termine.
CRACOLICI. Bravo Allora io voglio dire con molto schiettezza
all'Aula che qui siamo di fronte a un bivio: se il famoso
cosiddetto 5 per cento deve essere un fondino a disposizione della
negoziazione tra l'assessore ed i singoli comuni o se, invece, la
ragione per cui è stata istituita la riserva, non ce lo scordiamo,
doveva essere finalizzata a far fronte a quelle attività non
prevedibili né previste.
Allora, se noi non finanziamo questo tipo di interventi con il 5
per cento, mi spiegate di che cosa stiamo parlando?
Ho sentito argomenti del tipo: ma l'assessore si riduce il fondo
a sua disposizione. A disposizione di chi?
L'Assessore non è proprietario del Fondo delle autonomie locali ma
dispone di una parte dello stesso per questa tipologia di attività.
Allora, signor Presidente, onorevole Assessore, avevo dato la mia
disponibilità a ridurre l'importo ma visti gli argomenti che ho
sentito e visto che qui - lo dico all'onorevole Formica, avendo
rispetto per tutti perché come lei sa la regione tirrenica mi
appartiene anche per ragioni affettive - abbiamo presentato un
emendamento che parla al territorio siciliano tutto e non soltanto
al Mar Adriatico, al Mar Ionio o al Mar Mediterraneo.
Smettiamola di discutere in termini di francobollo geografico e
proviamo ad approvare delle norme in cui tutti i siciliani si
possono riconoscere.
Questo non è un Consiglio comunale. Noi siamo parlamentari della
Regione e abbiamo il dovere di approvare delle norme che parlino a
tutti i siciliani.
E, per questo motivo, mantengo il mio emendamento sul quale mi
auguro che il Governo dia parere favorevole e non si nasconda
dietro ad aspetti formalmente contabili ma che sono di
mantenimento di un potere discrezionale inaccettabile.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cordaro, Dina e Caronia
hanno dichiarato di volere apporre la loro firma all'emendamento
A.402.
L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare alcune
precisazioni tenuto conto che si sta sottovalutando un aspetto
importante.
Molti comuni hanno già approvato i propri bilanci, anche facendo
affidamento sulle assegnazioni che sono state già determinate
annualmente e questo vorrei ricordarlo anche all'onorevole
Cracolici.
Di conseguenza, se andiamo a modificare alcuni parametri di
suddivisone all'interno del Fondo globale delle autonomie locali,
ci sarebbero delle situazioni che, a cascata, si ripercuotono sui
singoli bilanci dei comuni.
Lo voglio precisare perché è vero che si prendono le somme dallo
stesso Fondo ma è vero anche quello che dice l'onorevole Buzzanca,
cioè che è inutile prendere somme dallo stesso Fondo e spostarle
per le singole finalità.
Ho verificato, nel frattempo, a quanto ammonta la riserva
destinata per gli eventi calamitosi; quel fondo ordinario che, ogni
anno, viene distribuito ai comuni mediante una circolare emanata
dall'Assessore per le autonomie locali ammonta esattamente, in
questo momento, a 5 milioni e 700 mila euro.
Questo contributo per eventi calamitosi viene erogato ogni anno in
funzione di vecchie ordinanze per lavori da fare.
Condivido l'emendamento dell'onorevole Cracolici perché si tende a
dare una priorità rispetto agli interventi che i sindaci sono stati
costretti a fare per interventi indifferibili ed urgenti mediante
proprie ordinanze, il che significa che non vi era la relativa
copertura finanziaria.
E' giusto, dunque, lo spirito dell'emendamento, cioè intervenire
prima per dare copertura finanziaria alle ordinanze che sono state
emesse dai sindaci ai fini di Protezione civile.
Pertanto, per contemperare tutta la situazione complessiva che ho
esposto, cioè non modificare ulteriormente i criteri di
ripartizione del Fondo per le autonomie locali e rispettare lo
spirito di quest'emendamento, dando copertura finanziaria agli
interventi già effettuati attraverso ordinanze sindacali non
coperte finanziariamente, proporrei all'assessore - e, a tal fine,
preannuncio la presentazione di un emendamento, di utilizzare i
cinque milioni di euro destinati annualmente per eventi calamitosi
nel Fondo globale delle autonomie locali e destinarli per dare
copertura finanziaria all'emendamento proposto dall'onorevole
Cracolici, che condivido pienamente.
Non condivido, però, che vengano modificati i criteri di
ripartizione ai comuni perché molti comuni, a questa data, hanno
già approvato i propri bilanci, quindi, non è neanche corretto
modificare la ripartizione sulla quale i comuni hanno già fatto
affidamento e in base alla quale hanno redatto il proprio bilancio.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dagli onorevoli Formica, Vinciullo, Buzzanca e Pogliese:
A.402.1;
- dall'onorevole Leanza Nicola: A.402.2;
- dagli onorevoli De Luca ed altri: A.402.3;
- dall'onorevole Caputo: A.402.4.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, preannuncio il parere favorevole del Governo
sul subemendamento A.402.2 dell'onorevole Leanza Nicola, che
ritengo sia più attinente alle possibilità per riuscire a
realizzare quello che di fatto si vuole portare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore
13.19)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione il subemendamento A.402.2.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che con l'approvazione del subemendamento A.402.2 i
subemendamenti A.402.1, A.402.3 e A.402.4 sono preclusi.
Pongo in votazione l'emendamento A.402, così come emendato. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 3.13, 3.14, 3.15, 3.6, 3.16, 3.18, 3.5, 3.3 e
3.17 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.19.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella scorsa
legislatura, abbiamo introdotto una buona norma che stabiliva che
il 25% delle risorse assegnate agli enti locali avessero una
destinazione vincolata.
Per ammissione dello stesso Governo - in Commissione Sanità, se
non ricordo male, l'onorevole Beninati mi è testimone - questa
partita del 25% del Fondo per le autonomie locali per la spesa
sociale ha avuto difficoltà di applicazione.
Possiamo fare tutto tranne approvare leggi che non facciamo
applicare.
Onorevole assessore, questa norma si limita a stabilire che, entro
la terza rata, i comuni, con atto di autocertificazione, devono
dichiarare se il 25% è stato speso rispetto agli obblighi di legge
previsti.
Se ciò non è stato determinato, chiaramente per il futuro, la
quota di trasferimento della quarta rata sarà ridotta della
percentuale non rispettata rispetto gli obblighi di legge.
E' una norma che in qualche modo da un ulteriore elemento di
obbligo per garantire la spesa sociale nei comuni e chiedo pertanto
al Governo di esprimere parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli Uffici mi fanno notare che la
norma cui fa riferimento l'emendamento, cioè il comma 6
dell'articolo 76 della legge 2/2002, viola il principio di pari
opportunità di tutti gli enti locali.
Chiedo, pertanto, all'onorevole Savona e all'assessore Cimino,
di ritirare questi emendamenti perché questo sì che
mortificherebbe i piccoli e medi comuni siciliani, visto che non
esistono prerogative di restituzione dell'IVA a Palermo, Catania e
Messina; per essere chiari, questa è in maniera surrettizia. Per
alcuni comuni, si vuole procedere con un finanziamento ad hoc.
Lo dico da palermitano, fino in fondo: noi siamo deputati della
Sicilia; non siamo deputati di una parte della Sicilia o di una
determinata area geografica.
Non vi può essere, infatti, un finanziamento ad hoc per i comuni
di Palermo, Catania e Messina in dispregio dei diritti di tutti gli
altri comuni siciliani.
Sono contrario e se il collega non lo ritira anticipo che
chiederò il voto segreto su questo emendamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Onorevole Cracolici, lei parla da palermitano e io parlo
da catanese.
Ritengo che, quando vengono presentate determinate norme, ci
vuole innanzitutto chiarezza con tutti i parlamentari perché,
grazie all'onorevole Cracolici, riusciamo ad apprezzare quello che
c'è scritto e ritengo che non sia possibile utilizzare i termini
che, sicuramente, sotto il profilo giuridico, saranno corretti ma
non mettono i parlamentari nelle condizioni di conoscere
immediatamente quale sarà il risultato.
Signor Presidente, questo argomento, purtroppo, è stato trattato
anche all'interno del Gruppo cui appartengo ed era stato concordato
altro con un emendamento aggiuntivo a firma di deputati che su
questo argomento hanno fatto una battaglia.
Da catanese, quindi, sono d'accordo con quanto detto
dall'onorevole Cracolici.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Onorevole Cracolici, potrei anche convenire con quanto
da lei sostenuto e con quanto detto dal collega Mancuso perché,
effettivamente, è stato presentato un emendamento che è tra quelli
aggiuntivi e che sarà trattato dopo ma, considerato che stiamo
parlando di risorse finanziarie da dare ai tre comuni capoluogo,
volevo anticipare che l'emendamento aggiuntivo considera tutti i
nove capoluoghi di provincia della Sicilia.
Allora, delle due, l'una: o preleviamo l'emendamento aggiuntivo e
lo trattiamo oppure accantoniamo questo articolo, signor
Presidente, trattandolo successivamente, assieme a questo
emendamento aggiuntivo, rinviando la votazione finale all'articolo
3.
Mi rimetto all'Aula però è chiaro che bisogna trattare
l'argomento; sono disponibile a votare contro, a chiedere il ritiro
all'onorevole Savona ma dopo aver trattato l'intera questione.
Onorevole Cracolici, quindi, o lo trattiamo successivamente o
preleviamo l'emendamento aggiuntivo e trattiamo l'argomento nel
complesso.
Ritengo, comunque, opportuno farlo dopo, affrontando l'argomento
complessivamente.
Signor Presidente, mi rimetto alla sua decisione. Faccia come
riterrà opportuno.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, poc'anzi, quando ha sospeso la seduta
manifestando una certa indignazione, ho espresso nella mia mente un
atto di comprensione nei suoi confronti e nel contempo mi sono
chiesto se è comprensibile manifestare un certo disagio pur quando,
come lei sa, in quest'Aula molti di noi vi sono da diversi anni.
Le chiedevo, da questo punto di vista, sapendo che sfondo una
porta aperta, di assumere anche per quanto concerne la conduzione
dei lavori d'Aula un atteggiamento ancora più fermo di quello che
lei tiene. Dico ciò perché dobbiamo comprendere che dobbiamo farci
carico di quelle che sono le reali questioni che attraversano la
nostra Regione.
L'emendamento che stiamo trattando denota, mi permetto di dirlo
rendendomi sicuramente antipatico, una scarsa attenzione di quello
che è il vivere globale, il pensiero globale, agendo sul locale.
Non c'è bisogno di scomodare questi massimi sistemi però è pur
vero che siamo costretti, tutti, sempre di più, a ragionare con la
logica invece del locale, fuoriuscendo spesso da quella che è, al
contrario, una visione complessiva che può rendere questa nostra
Regione ancora più avanzata.
Capisco che c'è poco spazio per discutere di questo ma, forse,
alcuni soggetti - io sono fra questi -, pochi o molti non lo so,
ancora oggi si illudono e ci credono, ritenendo che la sensibilità
del collega che ha presentato l'emendamento 3.4 e quella del
Governo, dell'assessore Cimino, che ha presentato l'emendamento
3.10, dovrebbe immediatamente mettere un punto su questa vicenda e
non farci intervenire per porre questioni che riguardano univocità
di interventi e visione complessiva di ciò che oggi la Sicilia
rappresenta per quanto concerne il ruolo degli enti locali.
Mi rifiuto di intervenire su una vicenda che riguarda una parte
del territorio con la logica dei guelfi e dei ghibellini'; mi
rifiuto di accedere ad una logica in cui se una cosa è ragionevole
e serve ai cittadini siciliani - io la penso come cittadino europeo
- può sostanzialmente attrezzarmi rispetto ad un argomento solo
guardando la mia provenienza o il mio collegio elettorale.
Secondo me, è un punto estremamente delicato della partita che si
gioca in questo Parlamento. Vogliamo far finta di niente?
Possiamo continuare a farlo ma credo che, a questo punto, alcuni
di noi si attrezzeranno
CRACOLICI. Sia più succinto, onorevole Oddo.
ODDO. Non termino il mio intervento fin quando non decido io ed
entro i limiti del Regolamento; quello che sto dicendo, infatti,
non serve a perdere del tempo ma lo dico perché ci credo.
Se mi permettete, voglio esprimere ciò in cui credo e non mi piace
come è iniziata la discussione che riguarda questa delicatissima
partita di bilancio e finanziaria perché mi sembra ancora
attraversata da questioni particolaristiche - se così si può dire -
o da particolarismi, anzi, che nulla hanno a che fare con quello
che il Partito Democratico vuole rappresentare in Sicilia.
Troppi tatticismi e troppe questioni che riguardano singole parti
di questa Regione ed intendo discostarmi da questa visione che è
miope e che farà - anche rispetto alla discussione che affronteremo
in queste ore e in questa nottata e non solo - scattare
meccanismi che non sono funzionali al risultato finale di una
legge importante come questa.
Concludo segnalando non il disagio ma l'indignazione di chi
deciderà ad ogni piè sospinto di intervenire ponendo questioni di
tale natura.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 3.4.
CRACOLICI . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Ammatuna,
Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,
Faraone e Ferrara)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 83
Votanti 82
Maggioranza 42
Favorevoli 32
Contrari 50
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.10, a firma del Governo.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento 3.10 è precluso dal
risultato della votazione dell'emendamento 3.4.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se quell'emendamento fosse stato
approvato, questo emendamento sarebbe stato precluso. Questo è un
emendamento del Governo che va posto in votazione.
SPEZIALE. Sulla stessa materia, non si può porre in votazione.
PRESIDENTE. E' un'altra materia.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli Uffici mi confermano che
l'emendamento 3.10 si può porre in votazione tranne che il
Governo non lo voglia ritirare. Gli altri due emendamenti
all'articolo 3, il 3.1 e il 3.2, sono improponibili.
L'emendamento 3.10 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto le
stesse osservazioni dell'onorevole Mancuso.
Con il mio emendamento, si propone che le rate agli enti locali
vadano anticipate e non liquidate dopo sette mesi. E' materia
relativa agli enti locali.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non è un problema di merito ma di
Regolamento: l'emendamento è stato firmato da tre deputati, quando
è prevista la firma di quattro deputati.
LACCOTO. Signor Presidente, l'emendamento è stato presentato entro
il termine stabilito dalla Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, gli emendamenti possono essere
presentati se sottoscritti da almeno quattro deputati e
l'emendamento è stato firmato soltanto da tre deputati.
LACCOTO. Signor Presidente, il Regolamento prevede che, quando i
termini sono stati già fissati, praticamente, per la presentazione
degli emendamenti, in generale, quando si fa durante la discussione
generale, questi erano termini già prefissati. E' strano tutto
questo, signor Presidente. Vorrei pregarla di verificare. I termini
erano prefissati e, tra l'altro, vorrei invitare l'assessore per la
Famiglia, a farlo suo e le spiego il motivo dovuto all'importanza
di questo emendamento.
Oggi, gli enti locali pagano degli interessi; gli articolisti sono
pagati con somme anticipate dagli enti locali; le rate arrivano con
sei, otto mesi di ritardo e gli enti locali pagano degli interessi
sulle anticipazioni di cassa.
Signor Presidente, vorrei pregarla di prestare attenzione sul
fatto che questi termini erano stati prefissati - non siamo nel
secondo capoverso - durante la discussione generale.
PRESIDENTE. Leggo testualmente nel Regolamento l'articolo 112,
comma 4: Prima della chiusura della discussione generale è ammessa
la presentazione di ulteriori emendamenti soltanto, quando siano
sottoscritti da quattro deputati o da un presidente di gruppo
parlamentare .
Siamo esattamente in questa fattispecie. Peraltro, gli uffici, mi
riferiscono, onorevole Laccoto, che c'è anche una questione che
riguarda la copertura finanziaria; al di là della questione
regolamentare, nel merito, c'è anche una questione che riguarda la
copertura finanziaria.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, credo
vada applicato l'articolo 111.
In ogni caso, siccome qui vige la regola del precedente, in
passato, ci sono precedenti già assodati almeno nelle ultime due
finanziarie perché, ad esempio, per quanto riguarda i miei
emendamenti, non mancava certamente la possibilità di recuperare
una quarta firma anziché farli dichiarare improponibili.
Nel merito, non entro; possiamo ritirare l'emendamento ma sul
principio no. E' una cosa che va salvaguardata.
PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli emendamenti 3.1 e 3.2 in
quanto privi di copertura finanziaria.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa ed avverto che riprenderà
alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alla ore 13,50, è ripresa alle ore 17.15 )
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Asero è in missione,
per ragione del suo ufficio, dal 14 al 16 maggio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Comunico che gli articoli 3 e 4, in precedenza
accantonati, rimangono accantonati.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Limiti d'impegno
1. Le somme impegnate su capitoli di spesa relativi a limiti
poliennali di impegno autorizzati con leggi precedenti
all'esercizio finanziario 2008 e per le quali alla chiusura del
medesimo esercizio finanziario 2008 non siano stati emessi titoli
di spesa, sono eliminate dal bilancio. Sono, comunque, fatti salvi
i pagamenti effettuati durante l'esercizio provvisorio del bilancio
dell'anno 2009.
2. Qualora con riguardo alle somme eliminate in attuazione del
comma 1 sussista l'obbligazione giuridicamente perfezionata
nell'anno di assunzione dell'impegno poliennale, si provvede a
valere sul pertinente fondo di riserva istituito ai sensi
dell'articolo 8 della legge regionale 27 febbraio 1992, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, con le modalità di cui al
comma 1 dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30
e previa istanza documentata da presentare al competente
dipartimento regionale che ha disposto l'originario impegno».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 5.2 (soppressivo dell'intero
articolo), 5.3 e 5.4;
- dall'onorevole Fagone: 5.1.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 5.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 7 e degli emendamenti 7.5 e 7.6,
in precedenza accantonati.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Fondo di quiesenza
1. I commi 2, 3, 4, 7, 8 dell'articolo 5 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 sono abrogati.
2. E' istituito presso la Regione il Fondo per il pagamento del
trattamento di quiescenza e dell'indennità di buonuscita del
personale regionale, di seguito denominato Fondo, avente natura
giuridica di ente pubblico non economico.
3. Al Fondo è assegnata una dotazione finanziaria iniziale di
885.000 migliaia di euro, pari al montante contributivo, alla data
del 31 dicembre 2009, del personale destinatario delle disposizioni
di cui al comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 21.
4. Per le finalità del comma 3, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2010, è autorizzato un limite di impegno quindicennale
di 59.000 migliaia di euro annui, cui si provvede ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10.
5. La Regione può provvedere alla dotazione finanziaria del Fondo
anche con eventuali conferimenti di beni immobili individuati con
decreto del Presidente della Regione su proposta del Ragioniere
generale.
6. I beni immobili conferiti al Fondo sono valutati da un Agenzia
indipendente pubblica, e l'importo del limite di impegno annuale,
di cui al comma 4, è ridotto in misura pari al valore dei beni
immobili conferiti al predetto Fondo nell'anno di conferimento
degli stessi.
7. L'onere del trattamento di quiescenza del personale
destinatario delle disposizioni, di cui al comma 1 dell'art. 10
della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, è a carico del Fondo.
8. L'onere del trattamento di quiescenza del personale di cui ai
commi 2 e 3 dell'art. 10 della legge regionale 9 maggio 1986, n.
21 nonché l'onere relativo all'indennità di buonuscita di tutto il
personale regionale è a carico del bilancio della Regione che
provvede al relativo pagamento tramite il Fondo attraverso appositi
trasferimenti.
9. A decorrere dall'esercizio finanziario 2010, la contribuzione
previdenziale, relativa al personale destinatario delle
disposizioni di cui al comma 1 dell'art. 10 della legge regionale 9
maggio 1986, n. 21, a carico del dipendente ed a carico
dell'Amministrazione regionale, è trasferita al Fondo.
10. A decorrere dall'esercizio finanziario 2010, alle minori
entrate derivanti dal comma 9, sono valutate in 88.000 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2010 ed in 90.000 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2011.
11. L'organizzazione e il funzionamento del Fondo sono
disciplinati con decreto del Presidente della Regione da emanarsi
entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge.
12. Per l'espletamento delle proprie funzioni il Fondo si avvale
esclusivamente di personale regionale in servizio, senza alcun
onere a proprio carico. Può, inoltre, avvalersi di locali, arredi,
macchine elettroniche e sistemi informativi messi a disposizione a
titolo gratuito dalla Regione.
13. Sino alla completa definizione delle procedure di cui ai
precedenti commi, al pagamento del trattamento di quiescenza nonché
dell'indennità di buonuscita del personale destinatario delle
disposizioni del presente articolo si provvede in base alla
previgente normativa.
14. La Regione resta garante, in ogni caso, delle prestazioni
pensionistiche e del pagamento dell'indennità di buonuscita del
personale destinatario delle disposizioni del presente articolo.
15. L'articolo 7, comma 1, lettera f) della legge regionale 16
dicembre 2008, n. 19 è così modificato: le parole gestione del
personale regionale in servizio ed in quiescenza. sono sostituite
dalle seguenti gestione del personale regionale in servizio e
coordinamento e vigilanza sulla gestione del Fondo per il
trattamento di quiescenza e di buonuscita del personale
regionale. .
16. Con effetto dall'1 gennaio 2010, al personale destinatario
delle disposizioni di cui all'art. 10 della legge regionale 9
maggio 1986, n. 21, si applicano i requisiti di accesso ed il
regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici previsti
dalla legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modifiche ed
integrazioni. Al medesimo personale continuano ad applicarsi le
norme, in materia di perequazione automatica al costo della vita,
previste dall'art. 59, comma 13, della legge 30 dicembre 1997 n.
449 e successive modifiche ed integrazioni. E' abrogata ogni altra
norma in contrasto con il presente comma.
17. L'Assessorato regionale della Presidenza è autorizzato a
concedere al Fondo un contributo annuo per spese di funzionamento e
di organizzazione. Per l'esercizio finanziario 2009, il relativo
onere è valutato in 100 migliaia di euro e per gli esercizi
finanziari successivi in 200 migliaia di euro.
18. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 21 agosto
2007, n. 15 dopo le parole legge regionale 7 maggio 1996, n. 31
sono aggiunte le parole : identica disciplina si applica a tutti i
dipendenti regionali di ruolo assunti in forza di legge o selezioni
pubbliche, successivamente alla data di entrata in vigore della
legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni, senza che ciò dia luogo ad alcuna forma di
restituzione di somme eventualmente liquidate in materia
differenziata a titolo contributivo e previdenziale. Per le
finalità del presente comma, per l'esercizio finanziario 2009, è
autorizzata la spesa di 100 migliaia di euro.
19. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad
apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni per
l'applicazione del presente articolo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici 8.8 (soppressivo dell'intero articolo),
8.10, 8.5, 8.11, 8.12, 8.13, 8.14, 8.15, 8.16, 8.17, 8.18, 80.19,
8.20, 8.21, 8.22, 8.23, 8.24, 8.25, 8.26, 8.27;
dagli onorevoli Di Guardo e Panaepinto: 8.28;
dall'onorevole Rinaldi: 8.3;
dall'onorevole Caputo: 8.2;
dagli onorevoli Maira, Dina, Fagone e Cordaro: 8.6;
dal Governo: 8.7;
dagli onorevoli: Greco, Mineo, Vitrano e altri. 8.4.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
dal Governo: 8,29, 8.30 e 8.31.
D'ANTONI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 8.28.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Credo che il Governo intendeva presentare degli emendamenti
soppressivi di qualche comma del presente articolo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, gli Uffici mi dicono che l'articolo è stato falsamente
interpretato rispetto a quello che ha riportato oggi la stampa. Ma
bisogna vedere se i sindacati hanno interpretato l'articolo per
quello che realmente è perché il dipartimento del personale a me ha
detto cosa diversa.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, nessuno è stato mai
intervistato per questa cosa. Il comma 16, così come è stato detto
adesso - c'era anche un esponente del Governo - o si riscrive, si
riaggiusta oppure bisogna cassarlo per evitare equivoci, perché c'è
una cattiva interpretazione per i pensionati pregressi e per quelli
che andranno in pensione dall'1 gennaio 2011.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Posto che per i
pensionati pregressi vi sono diritti quesiti e nessuno può incidere
in questo senso, a me i dirigenti dell'Assessorato del personale
hanno detto cose ben diverse.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Ma
c'è l'emendamento.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. L'emendamento è
sul comma 18.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
No, è sul comma 16.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Allora possiamo
continuare.
PRESIDENTE. Ritiriamo anche il comma 18? Il 16 senz'altro. Ma
c'era anche una querelle sul 18.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Assessore, a me dispiace perché, se gli
Uffici le hanno detto una cosa, mi permetto di dire, le hanno detto
una cosa sbagliata. Il comma 16, così come è scritto, abroga la
norma regionale del 2003 che stabiliva che solo a quella data si
applicava il cosiddetto regime pensionistico che nel resto d'Italia
si è varato nel 1995 (mi riferisco alla riforma Dini', per
capirci).
Quindi, così come è scritto noi stiamo stabilendo che la riforma
Dini si applica dal 1995 e non più dal 2003 come oggi la
legislazione regionale prevede. Credo che su questo ci siano
diritti acquisiti che non possiamo, in qualche modo, mutare anche
perché la norma è stata recepita con legge della Regione nel 2003,
non è che la Sicilia ha fatto un'altra scelta che oggi possiamo
modificare.
La legislazione Dini è stata recepita nel 2003, quindi, non può
che applicarsi da quel momento, perché la riforma Dini in Sicilia
per i dipendenti regionali non si applicava in automatico.
Pertanto, il comma 16, così come è scritto, bisogna modificarlo.
Per quanto attiene al comma 18, anch'io penso che debba essere
soppresso dall'articolato, anche se poi non ho capito - e concludo
- in quanto mi era stata detta un'altra cosa a proposito del fondo,
se il fondo ci deve essere o non ci deve essere. Se poi qualcuno mi
fa sapere come dobbiamo procedere sarebbe cosa buona e giusta.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono totalmente
d'accordo con gli argomenti che ha utilizzato il collega Cracolici.
Il comma 16 ci fa ritornare indietro di dieci anni e, soprattutto,
su determinate categorie di dipendenti esercita una disparità di
trattamento che non potremmo essere proprio noi, che abbiamo
recepito precedentemente, ad effettuare.
Abbiamo recepito la norma Dini precedentemente e, quindi, non
possiamo oggi, con questo comma, fare marcia indietro, ritornare
indietro di otto anni rispetto all'applicazione di quella norma ed
effettuare una scelta che esercita una disparità di trattamento tra
dipendenti. Io sarei, quindi, non per modificare il comma 16 ma per
sopprimerlo totalmente.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo vi sono
centinaia di discorsi in giro. Dovremmo fare una cosa molto
semplice: stiamo creando il fondo di quiescenza, con il comma 17
diamo una possibilità del contributo sugli immobili; il 16 e il 18,
che riguardano materia pensionistica, stralciamoli, facciamo un
confronto sindacale e poi portiamoli in Aula.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
rappresentanti del Governo, visto che oggi l'Aula ha avuto momenti
di tensione o di disattenzione desidererei, se è possibile,
cominciare la seduta di oggi pomeriggio partendo da un presupposto
fondamentale - lo dico ai colleghi - cioè che stiamo trattando la
finanziaria ed il bilancio della Regione ed in questo momento
stiamo assolutamente sul Titanic. O tutti quanti abbiamo la
consapevolezza che siamo sul Titanic, nonostante stiamo ballando,
sorridendo eccetera, ma ancora stiamo sul Titanic, oppure forse non
abbiamo capito la gravità della situazione finanziaria ed economica
in cui versa la Regione siciliana con il conseguente rischio di
poter chiudere questo mandato molto prima della sua scadenza. Ho la
presunzione di dirlo e, quindi, vuol dire che è così.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei sapere se si sta dimettendo
il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'onorevole Leanza è una persona
che ha i piedi per terra, camminando sulle nuvole.
LEANZA NICOLA. Ritengo che, ognuno di noi, in questo momento,
debba avere il massimo senso di responsabilità rispetto a questa
norma. Faccio totalmente mia la proposta dell'onorevole Galvagno.
Per la prima volta, stiamo facendo il Fondo di quiescenza. E' una
cosa importante, con tutte le difficoltà di questo mondo, rispetto
al finanziamento e lo sa perfettamente l'Assessore, quindi, che
almeno per quanto riguarda la materia pensionistica, considerato
che, ancora, ringraziando Dio, abbiamo i sindacati e c'è la
contrattazione sindacale, si abbia il buon senso di fare una
contrattazione sindacale come Dio comanda.
Allora, abroghiamo sia il comma 16 sia il comma 18 ed approviamo
soltanto la parte restante. Dopo di che, nei prossimi mesi, ci sarà
il tempo per potere inserire anche questa vicenda delicata ma, a
quel punto, l'avremmo fatto correttamente, come diceva l'onorevole
Leontini, non tornando indietro ma, se è possibile, una volta
tanto, andando avanti.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor presidente,
condividendo pienamente le osservazioni degli onorevoli colleghi,
vorrei ribadire come sul comma 18 e sul comma 16 vi siano degli
emendamenti a mia firma soppressivi, proprio per dare l'opportunità
di attivare il Fondo di quiescenza e, nello stesso tempo, non
incidere in situazioni che, in modo dubbio, possano attivare false
interpretazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli altri emendamenti si intendono
ritirati.
Pongo in votazione l'emendamento 8.24 (soppressivo del comma 16),
dell'onorevole Cracolici, identico ad analogo emendamento del
Governo 8.3.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.7 (soppressivo del comma 18), del
Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 8 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Personale protezione civile
1. Il Dipartimento regionale personale, in attuazione del comma
553 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è
autorizzato a procedere all'inquadramento del personale individuato
dal medesimo comma, anche in soprannumero, nel ruolo di cui agli
articoli 5 e 6 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10. Per
l'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa,
comprensiva del salario accessorio ed oneri sociali, valutata in
4.855 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2009, ed in
6.840 migliaia di euro annui a decorrere dall'esercizio finanziario
2010.
2. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
del Dirigente generale del Dipartimento personale, sono apportate
al bilancio della Regione le conseguenti variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Laccoto. 9.1, (soppressivo dell'articolo);
- dall'onorevole De Luca 9.2 (soppressivo dell'articolo);
- dall'onorevole Cracolici 9.4 (soppressivo dell'articolo), 9.5,
9.6;
- dall'onorevole Romano: 9.3.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dal Governo: 9.8
- dagli onorevoli Maira e Dina: 9.7.
Si passa all'emendamento 9.1, del Governo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, richiamando anche l'intervento, fatto poc'anzi,
dall'onorevole Leanza, vorrei ribadire come la situazione
finanziaria della nostra Regione sia una situazione delicata e da
attenzionare, soprattutto, nell'ambito delle spese correnti.
Capisco e riconosco che vi sono, nel settore del personale, delle
iniziative importanti e che hanno anche a supporto la legislazione
nazionale. E' necessario, però, signor Presidente, come ho già
avuto modo di ribadire poc'anzi, trovare le condizioni affinché nel
testo anticrisi si possa discutere, in modo complessivo ed
organico, la materia del personale, sia personale di protezione
civile , sia personale del settore dei beni culturali , sia
personale che merita il riconoscimento della cosiddetta vice
dirigenza .
Capisco l'importanza che possa avere questo nella Pubblica
amministrazione regionale ma gradirei, con il consenso degli
onorevoli colleghi, non appesantire questa Finanziaria con la
materia del personale e fare in modo che la Commissione legislativa
competente, con il Governo e con il Dipartimento del personale,
possa redigere un testo organico che affronti la materia in modo
complessivo.
Il Governo sarà pienamente disponibile a dare copertura non a
macchia di leopardo' ma risolvendo il problema a 360 gradi.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
sono veramente sorpreso e stupefatto del suo intervento, anche
perché non tiene conto della specificità di questo articolo che non
può essere assimilato a norme sul personale genericamente
individuate.
Siamo di fronte ad un articolo votato in Commissione, con il
parere favorevole del Governo, con la condivisione della
Commissione all'unanimità, che rappresenta il tentativo di far
fronte ad una specificità.
Intanto, si tratta di personale che, comunque, va prorogato e,
pertanto, la posta in bilancio già esiste. E' un personale che in
atto è in servizio, verrà comunque prorogato, quindi, nessun
aggravio di spesa.
Stiamo intervenendo anche in ossequio ad una norma nazionale che
da la possibilità, per questi 70 dipendenti, sia in soprannumero
che in assenza di pianta organica, di essere inquadrati nei ruoli
della Regione siciliana, per superare qualche perplessità in ordine
anche alla tipologia di inquadramento.
E' venuta fuori qualche perplessità temendo che gli stessi
potessero essere inquadrati nella seconda fascia funzionale della
dirigenza. Con la riscrittura, abbiamo superato anche questo
aspetto, quindi, non capisco quale sia la perplessità, onorevole
Assessore.
Siamo di fronte ad una copertura finanziaria che, comunque, dovrà
esserci, e dovranno essere prorogati. Non possiamo fare di ogni
erba un fascio. Questi hanno una tipologia, una specificità che
discende da una legge nazionale che consente di inquadrarli in
soprannumero nei ruoli della Regione siciliana.
Invito, quindi, il Governo a modificare il proprio parere, anche
perché in Commissione aveva già espresso parere favorevole e c'è un
parere positivo da parte degli uffici e della Commissione.
Nel migliore dei casi, invito il Governo a rimettersi all'Aula
trattandosi di una tematica già affrontata con consapevolezza, con
responsabilità, non creando aggravi di spesa ulteriore per le casse
regionali.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio essere
chiaro: una cosa è che il Governo dice che è utile che nella
Finanziaria non entrino norme relative al personale, intendendo con
questa affermazione ed io l'ho compresa nel senso che non entrino
nuove materie che non siano già contenute nel testo, in quanto il
testo è stato esitato dalla Commissione ed è stato esitato col voto
della Commissione.
Nella fattispecie, dico pure che ho condiviso e condivido la
ragione per cui è stata introdotta la norma che prevede la
stabilizzazione di una parte del personale precario della
protezione civile e dico di una parte perché c'è un'altra parte che
rimane ancora con rapporto di lavoro precario.
Ma perché ho condiviso questa scelta?
L'ho condivisa perché questo personale che proviene dall'IRI ha
una storia antica e, tra l'altro, ha avuto una norma nazionale che
consentiva alla Regione ed avrebbe consentito in tutti questi anni
di poter essere stabilizzato, così come il legislatore ha fatto a
livello nazionale, anche in soprannumero rispetto ai ruoli
organici dell'Amministrazione.
Noi, in tutti questi anni, abbiamo sempre teorizzato che, siccome
bisognava stabilizzare gli altri, non si stabilizzava questo tipo
di personale; delle due però l'una: non si può danneggiare
comunque una parte delle persone che, oggi, hanno una norma che ne
consente la stabilizzazione, che stanno nell'Amministrazione.
Non stiamo parlando di personale da assumere ma di personale che
lavora per l'Amministrazione regionale da anni - molti ormai, da
oltre 15 anni, forse qualcosa in più - e, quindi, non capisco la
ragione per la quale debba in qualche modo manifestarsi la scelta
di metterli fuori dalla legge Finanziaria.
Se poi la riscrittura può risolvere i problemi che hanno suscitato
qualche dubbio tra i colleghi sull'inquadramento, credo che
dobbiamo trovare la soluzione.
Aggiungo: ma se stabilizziamo il personale, perché diamo copertura
solo per il 2009 e il 2010? E il 2011 che fine fa?
Se è un rapporto di stabilizzazione, la copertura deve esserci per
una triennalità; non vorrei che si presentassero emendamenti che
poi sarebbero bocciati sul piano formale.
L'emendamento deve avere copertura fino al 2011 perché è una
stabilizzazione, trattasi di rapporti a tempo indeterminato e deve
esserci una copertura pluriennale nel triennio; quindi, si preveda
la copertura fino al 2011 e, per quanto mi riguarda, la riscrittura
può essere accolta.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che proprio
per il contenuto della riscrittura dell'emendamento si debba fare
uno sforzo in quest'Aula. Credo sia indifferibile passare alla
stabilizzazione di questo personale; è personale che presta
servizio tecnico, specialistico, specializzato anche nelle zone
operative, come quelle del terremoto dell'Aquila e, quindi, va dato
loro merito, non che gli altri non ce l'abbiamo, ma questo
personale, per le cose che ha anticipato l'onorevole Cracolici, ne
ha pieno diritto perché c'è una legge nazionale che prevede anche
il finanziamento.
Quindi, continuare a differire ancora questa stabilizzazione
potrebbe essere interpretato anche come un ricatto politico che
viene fatto, di volta in volta, da chi governa questa Regione.
Credo che si renderà giustizia se ci assumeremo tutti quanti la
responsabilità e non è appunto una nuova assunzione. Questi
lavoratori sono ampiamente riconosciuti dalla normativa nazionale e
il loro lavoro lo fanno in prima linea.
Purtroppo, qualche informazione da parte della stampa è stata non
favorevole, da questo punto di vista, perché si è detto che sono
degli amministrativi che stanno nei loro uffici, sono stati quasi
apostrofati come fannulloni', mentre queste persone,
amministrativi e tecnici, proprio in questi giorni in cui venivano
apostrofati malamente, si trovavano proprio nelle zone operative
del terremoto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
per brevità dico subito che condivido l'intervento degli onorevoli
Cracolici ed Apprendi, condividendo anche la necessità della
riscrittura.
Vorrei sottolineare che il primo comma dell'articolo 9 dice con
chiarezza che si tratta di attuare il comma 553 dell'articolo 2
della legge 24 dicembre 2007, numero 244, cioè la finanziaria Prodi
del 2007 che previde specificatamente per questi soggetti la
possibilità di procedere alla conversione e, quindi, alla
stabilizzazione di questi contratti a tempo indeterminato, anche in
deroga della pianta organica e, quindi, in soprannumero.
Credo sia un atto di giustizia dopo circa quindici anni di
precariato. Non sfugge a nessuno che tanti altri soggetti attendono
una risposta. Mi riferisco a tanti altri precari. Va sottolineato,
intanto, che questi lavoratori trovano una specificità normativa
che ci consente da subito di andare incontro alle loro reiterate
richieste rispetto alle quali si sono svolte anche numerose
audizioni delle organizzazioni sindacali, anche recentemente, in
Commissione Lavoro'.
Invito l'Assessore a rivedere il proprio parere, quanto meno a
rimettersi all'Aula e l'Aula a condividere questa proposta che
credo vada incontro a legittimi, più che interessi, a diritti ben
precisi di questi lavoratori.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, sono contento per quanto riguarda questa riscrittura. In
effetti, questo personale che è stato inserito nel contesto della
Protezione civile, non c'entra nulla. Questo è personale della
Presidenza della Regione siciliana. Quindici anni fa, questo
personale, siccome c'era un debito della Regione siciliana nei
confronti dell'IRI, ormai sciolta, è stato assunto in tutta Italia.
Alla Regione siciliana è rimasto solo ed esclusivamente il
personale della Regione siciliana. Sarebbe veramente una
ingiustizia non completare questo iter, considerato che da quindici
anni queste persone sono identiche, sotto tutti gli aspetti, anche
economici e sono considerate dipendenti regionali. Non hanno né un
euro in più né un euro in meno.
Siccome dobbiamo iniziare un percorso che riguarda il precariato,
la stabilizzazione, questa è la prima opportunità, la prima
possibilità che diamo al personale. Non possiamo permettere che il
Governo nazionale dica che il Governo regionale non è nelle
condizioni di potere fare un primo passo. Questa è la prima
condizione; questa è una buona opportunità. Iniziamo questo
percorso e vedrete che andremo nella giusta direzione.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa
Finanziaria così come in una terra dalle mille contraddizioni qual
è la Sicilia, ci si trova, anche stasera, a dover decidere,
purtroppo, sul destino di alcune categorie.
Vorrei rappresentare all'Assemblea che la Protezione civile che,
in questo momento, si trova in Abruzzo è costituita prevalentemente
da persone che da dieci anni sono precari dell'Amministrazione.
Il Presidente della Regione, qualche mese fa, ha posto una
direttiva in cui si impegnava, nell'arco dei tre anni, a
stabilizzare definitivamente tutti i precari della Regione
Siciliana, non soltanto chi ha qualche santo in paradiso'.
Mi stupisce come l'onorevole Cracolici, che poco fa invitava gli
amici di Messina a fare i parlamentari regionali, sia stato
assolutamente impegnato nel perorare questa causa. Né personalmente
né come partito, ho qualcosa in contrario a questi lavoratori, ma
ritengo che nel sistema della Protezione civile che in Sicilia
funziona e che è partito da molto lontano debba essere risolto
tutto in maniera uguale per tutti.
L'Assessore sa perfettamente di tutte le persone presenti in
Abruzzo, così come sa perfettamente che hanno lavorato tutti
quanti, in queste ore di grandissima difficoltà o nei momenti di
grandissimo bisogno della nostra Terra.
Allora, non possiamo fare figli e figliastri' perché una legge
nazionale può consentire all'Assemblea di poter legiferare nei
confronti di una parte, importante per carità, ma sempre una parte.
Ritengo sia corretto, onorevole Governo, onorevoli colleghi, lo
dico in maniera chiara ed inequivocabile, che questo argomento
venga affrontato per intero in un unico disegno di legge che
riguarda il precariato e, se volete, la Protezione civile.
Per quanto riguarda il resto, volevo ricordare che l'emendamento
precedente, non la riscrittura, prevedeva che questi signori'
andassero nella seconda fascia dove, per fare un esempio, il dottor
Emanuele è nella terza fascia e loro andavano nella seconda fascia.
Ora, lo hanno riscritto. Avevamo ipotizzato anche la seconda
fascia. E' chiaro che l'altro giorno, onorevole Cracolici, quando
siamo finiti sul Corriere della Sera - veda, non ci finirà il
Presidente della Regione o il Governo - quando finiremo sul
Corriere della Sera e lei si indignerà come al solito, ci finirà
questo Parlamento che ancora una volta un incarico di dirigente non
lo ha negato a nessuno.
A questo punto, lo ribadisco personalmente, considerata la
posizione del collega Lentini, quindi piena libertà di voto ai
componenti del Movimento per l'Autonomia, mi sembra di fare un
torto a tutta la platea dei lavoratori della Protezione Civile.
Preannuncio, pertanto, il mio voto contrario.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiararmi sostanzialmente concorde con le osservazioni fatte
dall'onorevole Leanza.
Mi sembra che stiamo elogiando una norma che, da un lato, crea
condizioni di giustizia - così è stato detto - però crea condizioni
di giustizia in un contesto di disuguaglianza. Non capisco che
giustizia ci possa essere se c'è disuguaglianza perché di questo si
tratta.
Se, poi, vogliamo mettere la testa, come gli struzzi, sotto la
sabbia e guardare solamente ad alcuni che senza dubbio hanno
diritto, meritano una norma di questo genere, però, fare finta che
esistono quelli e soltanto quelli e continuare in questa direzione,
penso sia un atto di grande irresponsabilità da parte del
Parlamento, che non fa onore ai nostri doveri nei confronti dei
tanti che lavorano nella Protezione civile al pari di quelli che,
in questo momento, si vedono riconosciuti un loro diritto e verso i
quali facciamo un atto di giustizia ma nei confronti dei quali non
facciamo nulla di tutto questo.
Mi sembra un atteggiamento da parte di questo Parlamento che
merita, quanto meno, una stigmatizzazione.
Personalmente, sono molto perplesso e anche molto deluso dal fatto
che riusciamo a prodigarci nei confronti di alcuni ed a dimenticare
sistematicamente gli altri. Che, poi, questo lo si faccia
nascondendoci dietro il dito di una norma nazionale, che non è una
norma divina, che alcuni hanno fatto a vantaggio di pochi ed a
discapito di altri, credo non giustifichi nessuno.
Personalmente, esprimo tutto il mio disappunto rispetto a
questo atteggiamento del Parlamento.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, non sono pregiudizialmente contrario alla
stabilizzazione. E' chiaro, però, che qui si innescano dei
meccanismi particolari perché ne stabilizziamo 78 e ne restano
fuori 200 delle altre province della Sicilia. Allora, penso che
occorra un piano di stabilizzazione.
Esiste un problema reale per il personale precario: il problema
del personale precario in Sicilia è diventato una piaga.
Abbiamo personale degli enti locali che da venticinque anni aspira
alla stabilizzazione e non l'ha potuta avere; abbiamo lo stesso
personale degli enti locali precario della Regione che ha avuto i
contratti a 36 ore.
Ora, qui, inneschiamo un altro meccanismo. Per carità, sono
favorevole a tutte le stabilizzazioni però dobbiamo anche seguire
un criterio.
Noi decidiamo di stabilizzare 78 precari della provincia di
Palermo ma ne restano altri 200, nelle altre province, di personale
di Protezione civile.
Non capisco come possiamo praticamente avere due pesi e due
misure.
Al di là della collocazione territoriale, esiste il problema serio
della stabilizzazione di tutti. Allora, che il Governo, prima di
arrivare a questo, faccia un piano di stabilizzazione con dei
criteri ma che siano criteri che riguardano tutto il personale
della Sicilia. Questo è il problema di fatto.
Se andiamo a stabilizzarne 78, cosa fanno gli altri 200 delle
altre province? Questo è il problema serio.
Allora, penso che il Governo dovrebbe approntare un piano serio di
stabilizzazione per tutti i precari della Sicilia, fissando criteri
univoci per tutti.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
proposta formulata dall'assessore Cimino sia una proposta saggia e
anche giusta nello stesso tempo. Saggia perché ci invita ad
adottare un provvedimento equo per tutti e ad evitare, come ha
detto giustamente prima l'onorevole Laccoto, due pesi e due
misure. Giusta perché, attraverso un unico provvedimento, noi
avremo la possibilità di guardare con la stessa attenzione, con gli
stessi risultati a una vasta platea di personale che lavora nella
protezione civile, che in questi mesi ha dimostrato - soprattutto
durante i drammatici fatti dell'Abruzzo - di avere competenze e
capacità apprezzate da tutti - . E, evidentemente, tali persone
non possono subire, non possono accettare che solo 78 vengono messi
adesso nel ruolo della Regione, mentre 228, oltre il 70 per cento,
rimangano fuori.
Credo fermamente in ciò che dice, assessore Cimino, ecco il motivo
per il quale ritengo opportuno approvare il suo emendamento e mi da
forza quello che ha detto poco fa l'onorevole Leanza: l'onorevole
Leanza ha detto che il Presidente Lombardo e credo che tutti i
parlamentari vogliamo rispettare, che tutti i precari vengano
assorbiti.
Se entro tre anni tutti i precari devono necessariamente essere
assorbiti, onorevole Cracolici, io non vedo il motivo per il quale
oggi pomeriggio si sta correndo in maniera così veloce per
raggiungere un solo obiettivo.
Veda, sempre lei prima , onorevole Cracolici, ha avuto molto da
ridire, su certi comportamenti lobbistici così come lei li ha
chiamati che riguardavano i deputati della provincia di Messina, ma
mi sembra che in questa vicenda nemmeno lei stia sfuggendo a questo
meccanismo.
Allora, vorrei dire ai colleghi di prendere tutti un impegno,
confermiamo quello che ha detto prima l'assessore Cimino, uno dei
primi provvedimenti che dobbiamo approvare e varare è quello di
sistemare e assorbire nei ruoli della Regione tutti i dipendenti
precari e in modo particolare fare un unico provvedimento per
quelli della protezione civile perché in questi anni hanno lavorato
con grande competenza, impegno, dando lustro se mi consentite di
usare questo termine, alla Regione Sicilia e quindi sono favorevole
all'emendamento Cimino e insieme a un gruppo importante del PDL
voteremo a favore.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, siccome ho sentito parlare di
coscienza e questo non è certamente un problema di coscienza,
perché qui tutti abbiamo coscienza umana e politica.
Questo è un problema di responsabilità e io credo che mai come in
una legge finanziaria ciascuno si debba assumere in questo momento
storico la propria responsabilità. Chiedo signor Presidente, che
lei faccia votare con voto personale palese, e lo chiedo anche per
gli articoli 10 e 11 perché sono i tre articoli che riguardano il
personale, cosicché ciascuno possa assumersi la propria
responsabilità.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché, siccome attorno a questa vicenda sono state
fatte considerazioni anche da parte di colleghi che stimo molto e
che rimandano alla collocazione geografica di questo personale, io,
che non appartengo al territorio di questi lavoratori, ritengo,
però, che questi lavoratori sono titolari di una norma di legge
nazionale che invita la Regione a contrattualizzare e ad inserirli
nei ruoli della Regione.
Si può condividere la norma o meno, ma questo è e di questo
stiamo discutendo.
Personalmente eviterei, e lo dico ai colleghi che hanno in qualche
maniera alimentato una contrapposizione tra questi lavoratori ed
altri lavoratori precari della Regione e della Protezione civile;
non facciamo un buon servizio a nessuno se alimentiamo una
contrapposizione anche perché - io parlo anche nella qualità di
vicepresidente della Commissione lavoro e quindi dei colleghi che
si sono occupati, tra l'altro, di questa vicenda - c'era, da parte
della Commissione, tutta la consapevolezza di un diritto da parte
di queste persone che, naturalmente, fatte salve le prescrizioni
previste dalla legge nazionale e dalle normative regionali, inclusa
la legge numero 10, obbligavano la Regione a mettere un punto in
una situazione che si trascina da molto tempo e che, altrimenti,
rischia di essere demandata al giudizio della Magistratura. E non
ritengo sia una scelta possibile da parte di un parlamento quella
di demandare alla Magistratura la decisione sulle singole posizioni
di tutti coloro che hanno un rapporto di lavoro con la Regione. A
maggior ragione, da questa vicenda dovrebbe scaturire, nel
Parlamento, e soprattutto da parte del Governo, un'idea per quanto
riguarda il rapporto, la stabilizzazione di tutto il personale
precario che, in qualche maniera, ha un rapporto con la Regione, a
partire da quelli che operano presso la Protezione civile.
Quindi, io assumerei la norma che tende a stabilizzare i
lavoratori di Italtel e Sirap come un incentivo a fare altrettanto,
naturalmente compatibilmente con le norme di legge, per i
lavoratori precari, a partire da quelli della Protezione civile.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Arena, Bufardeci,
Campagna, Corona, D'Agostino, Federico, Ferrara e Leanza Nicola)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 9.8 (soppressivo dell'articolo), di identico
contenuto agli emendamenti 9.1, 9.2 e 9.4.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che l'argomento sia troppo importante per poterlo
affrontare con tale concitazione ed eccessiva premura.
Ho visto che non c'è convergenza di vedute nell'ambito dei diversi
gruppi parlamentari.
Il precariato è una piaga sociale ed è una piaga per la Regione,
ma lo è ancor di più per le famiglie di questi lavoratori. Se la
legge nazionale ci consente di dare una risposta sia pur parziale,
non vedo perché non farlo; questo c'è già consentito.
C'è una norma nazionale, c'è già una copertura finanziaria, non
vedo perché questa risposta, sia pur parziale, non la si debba
dare. Pur non di meno c'è un tema - lo dico con la massima
chiarezza - che mi lascia molto perplesso e che mi induce a
chiedere cinque minuti di sospensione su questo tema per una
riflessione.
Ci sono tante, cento famiglie, oltre ad un problema grave per la
Regione siciliana che sta dietro questo articolo 9 nella sua
riscrittura. Il tema è quello della qualifica, se li dobbiamo
inquadrare come dirigenti oppure no; questo è il tema. Bisogna
decidere su questo argomento, per il resto alla fine il consenso lo
si raggiunge; dirigenti o meno, il consenso forse lo si
raggiungerebbe.
Chiedo dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, non è possibile.
Indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8 del
Governo (soppressivo dell'articolo) di identico contenuto agli
emendamenti 9.1, 9.2 e 9.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore della
soppressione dell'articolo 9 preme il pulsante verde; chi vota per
il mantenimento dell'articolo 9 preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 45
Astenuti 2
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'articolo 9 è pertanto soppresso.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Norme di interpretazione autentica in materia di
dirigenza regionale
1. Il combinato disposto dell'articolo 1, comma 2, dell'articolo
5, comma 3 e dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10, e successive modifiche ed integrazioni, si interpreta nel
senso che al personale vincitore di concorso di cui al comma 3
dell'articolo 5 della legge regionale 10/2000, si applicano al fine
del primo inquadramento, le norme vigenti al momento dell'entrata
in vigore della medesima legge regionale n. 10/2000 con decorrenza
dalla data di effettiva immissione in servizio, nonché le norme di
passaggio alla nuova disciplina introdotte dalla citata legge
secondo le corrispondenze ivi previste.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2009 la spesa annua di 1.500 migliaia di
euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole De Luca 10.1, (soppressivo dell'articolo);
- dall'onorevole Cracolici 10.3 (soppressivo dell'articolo), 10.4
(soppressivo al comma 1), 10.5 (soppressivo al comma 2);
- dagli onorevoli Maira e Cordaro: 10.2.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
aggiuntivo 10.6, soppressivo dell'articolo.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di bloccare il conteggio dei
minuti perché non sto parlando. Mi rendo conto che affrontare il
tema sull'articolo 10 subito dopo questa votazione è problematico
anche per le considerazioni che alcuni colleghi parlamentari
avevano fatto illustrando già l'articolo 9.
Signor Presidente, con questo clima non posso discutere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ristabiliamo un clima
accettabile, chi parla non viene ascoltato ed è un danno per tutta
l'Assemblea. Vi invito, pertanto, ad un maggiore contegno per
potere ascoltare chi interviene.
ARDIZZONE. Affrontare questo argomento, subito dopo il voto
sull'articolo 9, in considerazione che alcuni colleghi parlamentari
nell'illustrare proprio l'articolo 9 avevano richiamato tra le
righe il contenuto dell'articolo 10, diventa difficile.
Perché chiedo un poco di calma? Per avere la possibilità di
illustrare l'argomento e spero che molto meglio di me lo possa fare
l'Assessore che ha predisposto questa norma di interpretazione
autentica; e secondo me l'Assessore Antinoro non poteva fare
diversamente. E dico il perché.
Mi dispiace che ci sia un emendamento soppressivo da parte del
Governo. Nel 2000 sono stati banditi i concorsi per 99 posti di
dirigente tecnico di ottavo livello retributivo. Successivamente,
una volta bandito il concorso, entra in vigore la ormai famosa
legge 10 che ,per quello che riguarda i dirigenti, li suddivide in
due fasce e, in via transitoria, prevede una terza fascia alla
quale sarebbero dovuti confluire tutti i dirigenti tecnici che a
quel momento avevano questa qualifica. Nasce inevitabilmente il
contenzioso. Perché nasce il contenzioso? Nasce perché la Regione,
quindi la pubblica amministrazione, agisce improvvidamente, e non
lo dico io ma le decine e decine di sentenze e il parere del
Consiglio di Giustizia amministrativa, che hanno costretto la
Regione siciliana a pagare le differenze retributive, gli interessi
legali e le spese legali. A scanso di equivoci, dico che ci sono
state decine e decine di sentenze del Tribunale di Messina, del
Tribunale di Palermo, del Tribunale di Caltanissetta, del Tribunale
di Catania, di tutti i tribunali della nostra Regione. Quindi, non
c'è alcun interesse di parte.
Costoro dicono che la Regione non aveva fatto bene, anzi leggo
testualmente una parte di una sentenza: in buona sostanza la
stessa, cioè la pubblica amministrazione cioè la Regione siciliana,
ha anche violato le regole di buona amministrazione e imparzialità
amministrativa posto che non ha adibito la appellata alle mansioni
per le quali era stata assunta né tanto meno a quelle equivalenti .
Ma c'è di più. Una ricorrente intraprende la via del ricorso
amministrativo e viene esitato un parere del Consiglio di Giustizia
Amministrativa che diventa vincolante per l'Assessorato ai Beni
culturali. Tale parere quale non lascia spazio ad equivoci dicendo
che la pubblica amministrazione, e quindi la Regione siciliana
aveva sbagliato e che quindi era obbligata a procedere al giusto
inquadramento. Dico queste cose perché vengano allegate agli atti
e vengano verbalizzate proprio con il mio intervento e spero con
l'intervento dell'Assessore.
Che cosa succede? La stranezza della pubblica amministrazione La
sentenza di primo grado dà ragione ai ricorrenti, tutti i
tribunali, tutti i tribunali di secondo grado, in grado di appello,
danno ragione ai ricorrenti. Su alcuni l'Assessorato nel corso del
tempo decide di appellarsi e di fare ricorso in Cassazione e su
altri, signor Presidente e signor Assessore, decide di non
appellarsi e di non fare ricorso in Cassazione. Cioè, una doppia
ingiustizia nei confronti di questi dirigenti. Questo è il dato di
fatto.
Quindi, cosa avrebbe dovuto fare l'Assessore ai Beni culturali?
Cosa avrebbe dovuto fare? Per caso sono tutti dirigenti della sua
provincia e della provincia di Palermo o non sono dirigenti di
tutta la Regione siciliana? Ha giustamente proposto una norma di
interpretazione autentica; non poteva fare diversamente per uscire
dal guado e peraltro confortato dalle decine e decine di sentenze
di primo grado, decine e decine di sentenze di secondo grado, ma
soprattutto dal parere del Consiglio di Giustizia amministrativa
che cito perché venga inserito nel resoconto stenografico, il
parere 644 del 2006; ciò per non dar luogo ad equivoci.
Se noi non votassimo questa norma ci assumeremmo una vera
responsabilità, proprio perché stiamo votando una finanziaria, per
le casse della Regione siciliana, perché non solo non avremmo il
personale inquadrato come giustamente deve essere e aggiungo, dato
che, alla fine, ha comportato l'accoglimento dei ricorsi.
Questi dirigenti non sono dirigenti che hanno concorso con la
semplice laurea, ma sono dirigenti che avevano la specializzazione,
chi di archeologo, chi di storico dell'arte, chi di architetto,
cioè avevano già fatto la specializzazione successiva. Questo ha
comportato l'accoglimento di questi ricorsi.
Ripeto, se noi non votassimo, in questa sede, non in altra sede,
questa norma, noi ci assumeremmo una grave responsabilità nei
confronti di noi stessi, della Regione siciliana, perché la
porteremmo, sicuramente, ad un esborso di somme che non ci è
assolutamente consentito.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dare una mia
testimonianza personale su questa vicenda che è stata egregiamente
spiegata dall'onorevole Ardizzone.
E' un fatto di giustizia. Questi signori hanno partecipato ad un
concorso che hanno regolarmente vinto. Ottantasette di questi
soggetti sono in servizio, il resto è in attesa, non si sa di che
cosa, ma è in attesa. Ottantasette stanno espletando le funzioni di
categoria D , non so se ce n'è qualcuno di dirigente. Noi per
aggiustare meglio l'emendamento proposto ed approvato in
commissione, c'è un sub emendamento proposto dall'onorevole Maira
che recita bene che a coloro che hanno espletato le funzioni di
dirigente possa spettare l'indennità. E' una questione di
giustizia, ripeto. Dopo ottantaquattro ricorsi vinti, questo
sarebbe la chiusura ideale per fare risparmiare la Regione
siciliana che ha già sborsato per qualche dirigente 4 milioni e
mezzo, contro un milione e mezzo che la Regione dovrebbe pagare a
regime, rendendo giustizia a tante persone che ne hanno titolo
oltre che per un motivo di trasparenza degli atti amministrativi.
Altrimenti, potremmo pensare che dietro ci sia qualche cosa che
non riusciamo a capire e che ha bloccato questo procedimento nel
corso degli anni. Io capisco la necessità del Governo, dopo di che,
con la chiusura dell'articolo 10, pregherei la Presidenza, onde
evitare di andare così arrancando e trovare un minimo di chiarezza,
di fare un punto della situazione, fermarci e capire quello che è
da estrapolare, anziché andare a spizzichi e bocconi.
Trovare un momento di sintesi su tutto quello che dobbiamo fare
per andare, eventualmente, spediti all'approvazione della
finanziaria.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo
gli interventi dell'onorevole Ardizzone e dell'onorevole Savona,
potrebbe anche essere superfluo il mio, ma vorrei soltanto
aggiungere qualcosa a quello che hanno detto entrambi. I quali
hanno descritto in modo puntuale l'excursus e hanno addirittura
letto pezzi di una delle tante sentenze, così poi descritte
dall'onorevole Savona; io desidero segnalare che a tutt'oggi il
costo che si è aggiunto, tra i tanti costi della Regione siciliana
per pagare le azioni di rivalsa, per pagare gli avvocati che
abbiamo dovuto pagare, credo che si aggiri intorno ai quattro
milioni di euro.
Allora, su queste decine di sentenze che hanno visto la Regione
soccombere - e non entro nel merito delle sentenze perché ci hanno
oramai insegnato che le sentenze non si discutono, si applicano -
nel merito queste sentenze ci hanno visto soccombere in decine e
decine di questi casi. Per alcune di esse si è arrivati,
addirittura, al giudizio supremo, cioè alla Corte di Cassazione, al
di là poi se ci sono stati appelli, non ci sono stati appelli, ma
così è andata.
Il tema è uno, con l'aggiunta dell'emendamento a firma degli
onorevoli Maira e Cordaro, l'emendamento 10.2, credo che alcune
perplessità possano essere non dico completamente sciolte ma in
parte sciolte, perché quello è un emendamento che sottolinea.
Faccio un inciso prima di spiegare l'emendamento: si è arrivati al
paradosso che quando la pubblica amministrazione regionale è stata
costretta ad eseguire le sentenze, ed ha pagato questi dirigenti
con gli arretrati, nel periodo in cui dirigenti non erano perché
non era stata ancora applicata la sentenza, la Corte dei Conti ha
anche scritto ed ha voluto sapere come mai si è pagato come
dirigente quando non era stato utilizzato come dirigente,
ricordando però, noi tutti a noi stessi, che si è dovuto
inquadrarlo come dirigente a seguito di sentenza, quindi siamo ai
paradossi assoluti che qualche volta capitano. Anche in uno Stato
di diritto può succedere quando ci sono diversi titolari della
giustizia che guardano e valutano le cose.
Questa norma, che non è una norma, è una interpretazione
autentica, non stiamo inserendo nulla di nuovo, non stiamo
definendo nuove categorie, stiamo soltanto chiudendo, speriamo, con
una pietra tombale, una vicenda che dura da diversi anni e che è
partita prima della legge n. 10 del 2000, con la quale la pubblica
amministrazione regionale bandì determinati concorsi e quando fece
la legge del 2000 non ne tenne conto rispetto alle procedure
passate. O per meglio dire: neanche tenuto conto, perché vorrei
ricordare all'Aula, qualora l'Aula non fosse informata la vorrei
informare, che vi sono pareri dell'Ufficio legislativo e legale che
si esprimono in una maniera, pareri dell'Avvocatura distrettuale
dello Stato che si esprimono in un'altra maniera, pareri
dell'Avvocatura centrale dello Stato che si esprimono in un altro
modo ancora.
Allora, vorrei pregare anche il mio collega di Governo, onorevole
Cimino, a rimetterci all'Aula, ad evitare un momento di ulteriore
confusione nella confusione. Rimettiamoci all'Aula e facciamo
valutare al Parlamento siciliano, che è sovrano, le possibilità di
voto secondo quelle che sono le giustificazioni, le motivazioni che
abbiamo fin qui esposto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei avvertire l'Aula, anche in
ossequio all'appello che ci è stato fatto dall'onorevole Savona, se
noi dobbiamo andare avanti per cercare di affrontare gli articoli
dove non ci sono grandi problemi, lo facciamo. Però, se vediamo che
su determinati articoli cominciano a nascere una serie di problemi,
li accantoniamo ed andiamo avanti.
CRACOLICI. No, signor Presidente, poco fa non l'ha voluto
accantonare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come lei ben sa, eravamo in sede
di votazione.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
favore dell'articolo 10 e dell'approvazione dell'articolo 10. Mi
pare che sia anche una questione di giustizia. Ci sono lavoratori
che hanno acquisito un diritto e ciò non è dimostrato da opinioni
del Parlamento, dei singoli deputati, ciò è dimostrato da
pronunciamenti precisi da parte dei diversi gradi della
Magistratura amministrativa.
Noi dobbiamo fare in modo che la Regione risparmi sui ricorsi
perché resistere nel contenzioso comporta sprechi. Un contenzioso
che vede la Regione continuamente soccombente e vede perpetrare,
anche, delle disparità perché chi è avanti nel giudizio ottiene il
proprio diritto prima, chi invece ancora ritarda nei gradi del
giudizio deve attendere per ottenere un proprio diritto.
In questo modo, metteremmo lavoratori che hanno acquisito nello
stesso momento il diritto di poter esercitare, nello stesso
momento, le funzioni che gli spettano.
Ora, in questo senso, occorre dire anche, perché sia chiaro a
tutti i colleghi che stiamo parlando di un concorso espletato per
soli titoli, e quindi i lavoratori che hanno acquisito un diritto
sulla base di capacità oggettive, senza commissioni, senza esami
scritti e orali ma sulla base di titoli acquisiti e del modo in li
hanno acquisiti.
Va anche detto, colgo l'occasione, che c'è un grave ritardo da
parte dell'assessorato beni culturali perché - mi rivolgo
all'assessore ai beni culturali - ci sono altre figure
professionali; mi riferisco agli architetti, agli ingegneri, che a
distanza di quasi 10 anni ancora attendono la graduatoria
definitiva per l'assunzione.
Ci sono altre figure dello stesso concorso per le quali per
ritardi burocratici e dell'assessorato e non attribuiti solo a
questa fase di assessorato, ma che si trascina da anni, ancora non
c'è la graduatoria definitiva, ancora devono vedere soddisfatto un
loro diritto.
Sono assolutamente contrario, invece, al subemendamento
dell'onorevole Savona, perché consentire il passaggio solo a coloro
che hanno esercitato le funzioni di dirigente, lì si entriamo in un
ambito discrezionale della pubblica amministrazione.
Quel dirigente ha dato ad alcuni le funzioni di dirigente, ad
altri no.
Il diritto va garantito a tutti i vincitori di concorso.
C'è un emendamento dell'onorevole Maira che dice che a quelli che
esercitavano le funzioni di dirigente transitano gli altri no e
invece bisogna assicurarlo a tutti i soggetti perché tutti hanno
ugualmente diritto.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre una
questione di metodo e vorrei fare una proposta all'Aula perché
altrimenti così non possiamo andare avanti.
Le pongo due questioni pregiudiziali perché è già un caos;
denigriamo tanto i consigli comunali e nei consigli comunali ci
sono 4 o 5 interlocutori per tutto il consiglio; parli con quei 4 o
5 e si trova un indirizzo. Questa è un'Aula in cui ognuno fa
quello che vuole.
Le chiedo, signor Presidente, una prima cosa pregiudiziale: del
Governo può parlare una sola persona; gira per i banchi un
emendamento a firma dell'assessore Cimino che sopprime l'articolo
10 e l'assessore Antinoro interviene a favore dell'articolo 10.
Quindi, Signor Presidente, come questione di metodo il Governo
deve avere una sola voce e non può giocare tutte e due le partite,
a favore e contro, quindi, la posizione deve essere una e vogliamo
sapere già dall'articolo 10 quale è la posizione.
Seconda cosa, signor Presidente: dopo che l'articolo 9 è stato
soppresso col voto segreto, non è possibile che l'Aula su temi così
delicati si trasformi in una lotteria in cui col voto segreto uno
passa e uno no a seconda degli equilibri estemporanei.
Io le chiedo, Signor Presidente, ed è una proposta che le sto
facendo concretamente, di decidere con metodo preciso.
Su queste due richieste voglio una risposta, sia sugli interventi
del Governo e sia sul tema.
Sul personale o decidiamo che tutta la materia sul personale è
accantonata oppure decidiamo di trattarlo non con il voto segreto
ma con un criterio e con un raziocinio unico, altrimenti qui
rischiamo che alcune categorie che magari hanno più diritti di
altre, nella lotteria del voto segreto vengono bocciate e altre
invece no.
Le chiedo, quindi come Presidenza, di stabilire con i capigruppo e
con il Governo se il personale si tratta o non si tratta. Ma che si
tratta a spizzichi e bocconi' senza un criterio unico anche perché
il Governo il criterio unico non ce lo sta dando perché ognuno dice
la sua, altrimenti, rischiamo veramente di finire questa legge
finanziaria avendo prodotto ingiustizie straordinarie.
Su queste due cose, una sulla posizione del Governo che sia
univoca già dall'articolo 10, e due se il personale lo trattiamo o
no, perché a me sembra di aver sentito che in sede di Commissione
Bilancio e lo ha detto anche il Governo, si era stabilito che sul
personale e su urbanistica non vi era alcun emendamento. Invece
adesso li stiamo trattando. Quindi o li trattiamo tutti o non ne
trattiamo nessuno.
PRESIDENTE. Le rispondo subito, onorevole Faraone. Per quanto
riguarda l'univocità della presenza del Governo in Aula durante la
trattazione della finanziaria e del bilancio, il Governo parla
attraverso la voce dell'Assessore per il bilancio e le finanze, in
Commissione e in Aula.
Altra cosa è se quando si tratta di un argomento di un ramo
specifico dell'Amministrazione, se richiesto un chiarimento da
parte dei deputati a un componente del Governo che rappresenta quel
ramo di Amministrazione, sarebbe limitativo che ciò avvenisse.
Ha ragione lei nel senso che gli emendamenti del Governo devono
essere riportati a unicità, un solo emendamento. Ma nulla vieta che
ci siano emendamenti dei deputati in contrasto con
quell'emendamento.
L'onorevole Antinoro interveniva per una risposta a un quesito ma
il Governo in Aula, ha ragione lei, parla con una sola voce che è
quella dell'Assessore per il bilancio e le finanze.
Per quanto riguarda, invece, l'argomento del personale, non è che
lo sta decidendo il Governo o meno se sarà trattato o meno. E'
inserito nel testo perché stiamo trattando non emendamenti ma
articoli inseriti nel testo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per
ribadire e apprezzare le cose che ha detto il Presidente Formica
vorrei quasi preliminarmente chiedere all'Assessore alla
Presidenza, che mi auguro torni in Aula, cosa ne pensa di questa
norma. Mi auguro che in tempi brevi possiamo rintracciare
l'Assessore alla Presidenza per capire se l'Assessore alla
Presidenza della Regione siciliana è d'accordo a mettere nel
Dipartimento dei beni culturali in presenza, onorevole Faraone e
onorevole De Benedictis, di 2.300 dirigenti su 5.000 impiegati,
altri 500 dirigenti considerato che il concorso di partenza non
prevedeva questo.
Questo Parlamento, onorevole Cracolici, lei dovrebbe ricordarselo,
ha approvato la norma che ha fatto sì che i concorsi fossero
valicati. Noi abbiamo fatto la norma per consentire ai vincitori di
concorso, questo Parlamento due anni fa ha fatto una legge, per
consentire a questi signori di entrare nella pubblica
amministrazione
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. La legge è stata impugnata.
LEANZA NICOLA. No, non è stata impugnata. In ogni caso in questa
Regione, in questo momento, come diceva l'Assessore Antinoro,
soltanto una parte ha preso servizio.
Vorrei capire - e questa è giustamente un'operazione che tutti
quanti dovremmo comprendere - questa Regione ha bisogno di altri
cinquecento dirigenti? Se, a cuor leggero, 386 dirigenti; se
abbiamo bisogno di questo lo possiamo fare. Altrimenti, si fa
proprio ciò che il Governo, nella persona dell'assessore Cimino,
può fare, cioè abrogare la norma.
Io ritengo che in questo momento, questa Regione non abbia bisogno
di questi dirigenti. Se domani mattina, qualcuno dovesse vincere
una causa e verrebbe immesso nella pubblica amministrazione, che
ben venga. D'altronde le cause si sono vinte e si sono perse.
Quindi, non c'è un orientamento unico su questo settore. In alcune
province si è vinto, in alcune province si è perso.
Allora, in questo senso, mi sembra di prendere una decisione così
drastica, così convincente in cui noi dobbiamo comunque credere ad
ogni costo; dobbiamo immettere persone nuove per fare i nuovi
dirigenti in questa Regione, oggi, in questa condizione di crisi;
mi sembra un atto di sperequazione, onorevole Faraone, spaventosa.
Io ritengo che questo emendamento soppressivo del Governo vada
votato. Ripeto la domanda all'assessore Ilarda. Siccome l'assessore
Iarda si è contraddistinto per la sua battaglia seria nei confronti
dell'antiassenteismo ecc., la domanda è: lei ritiene che questa
Regione abbia necessità, in un dipartimento come i Beni Culturali,
di mettere altri 300 dirigenti rispetto ai 2300?
Se l'assessore Ilarda mi dice sì e mi convince, posso anche
cambiare il voto. Se mi dice no, debbo prendere per buona la
posizione dell'assessore Ilarda il quale combatte gli sprechi e
cerca di portare nella Pubblica Amministrazione molta fase
produttiva.
Intanto, io sono fermo all'emendamento del Governo Cimino che
chiede la soppressione e pertanto il mio gruppo si orienterà in
questa direzione. Posso cambiarla soltanto se l'assessore Ilarda mi
convince del contrario.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sicuramente è un momento difficile e delicato
da parte dell'Assemblea regionale siciliana nel momento in cui si
deve trattare un argomento così delicato che riguarda persone,
ruoli e iniziative svolte nell'ambito della nostra Pubblica
Amministrazione.
Io non voglio entrare nel merito dell'iniziativa, non voglio
entrare nella giustezza del provvedimento. Voglio soltanto ribadire
ciò che accade in un momento così delicato come quello che sta
vivendo attualmente la nostra Regione, con le casse regionali con
difficoltà concrete e serie.
Poc'anzi l'Assemblea regionale ha esitato il bilancio della
Regione nella piena consapevolezza delle difficoltà economiche che
il nostro bilancio vive e nella consapevolezza che con le risorse
dei fondi per le aree sottoutilizzate potremmo riuscire ad attivare
la spesa per investimenti.
Io ritengo che continuare ad insistere su emendamenti e su
articoli concernenti il personale della Regione Siciliana
significhi fare un torto all'Assemblea stessa, Assemblea che può,
subito, immediatamente dopo l'approvazione del bilancio e della
finanziaria regionale, trattare, una volta e per tutte, un testo di
legge per trattare quelle tematiche che negli anni non sono mai
state affrontate in modo organico.
Poc'anzi sull'argomento pensionistico ho voluto accettare il
consiglio, l'approfondimento che alcuni deputati hanno chiesto
perché era giusto su alcune cose che venivano dette dal
Dipartimento del personale trovare il giusto coinvolgimento anche
delle forze sindacali ed anche di chi di fatto meglio può
rappresentare quanto noi poi siamo chiamati a scrivere in una
legge.
Oggi in tema di personale regionale viviamo una situazione
delicata perché non abbiamo una pianta organica certa, perché
abbiamo un mondo del precariato che speriamo sembri di poter
prorogare, ma non rinnovare, e ci troviamo ad avere nella
finanziaria una normativa che mette in difficoltà tutti.
Mette in difficoltà tutti perché realmente non è questo il luogo
adatto, il testo adatto per affrontare questo argomento.
Ringrazio gli onorevoli colleghi della Commissione bilancio che
hanno inserito queste norme, ma con le difficoltà che si stanno
affrontando in questi giorni, con la problematica seria della
legittimità e della costituzionalità delle norme non dobbiamo
prendere in giro nessuno e dobbiamo bene capire come queste norme
sono norme che rischiano di violare la legittimità e la
costituzionalità della stessa nostra legge finanziaria.
Ritengo che questa Aula debba dare mandato urgente alla
Commissione Affari istituzionali, all'assessore con delega al
personale di predisporre un testo organico in materia di personale
e che questo testo possa essere di fatto essere esitato dall'Aula
con un voto palese e con un voto che mette la pubblica
amministrazione regionale nel giusto ruolo che questo nostro
contesto oggi merita.
Ritengo che sia stata già fatta una violenza con l'articolo 9,
continuando su questo percorso con l'articolo 10 che a me consta
avere difficoltà di interpretazioni anche con gli intendimenti
degli altri colleghi di Giunta.
Ma sulla finanziaria, posto che ne sono pienamente responsabile,
unitamente al Presidente della Regione, devo chiederle di
continuare sull'iniziativa di soppressione per poter dare seguito
ad una finanziaria che sia non solo non appesantita ma soprattutto
che possa garantire un contenimento di spesa che oggi è la priorità
che questa nuova Assemblea regionale e questo nuovo Governo devono
poter portare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo di fronte ad una proposta,
questa del Governo, di stralcio dell'argomento che riguarda il
personale e, quindi, di stralcio degli articoli 10 e 11 per essere
messi in un provvedimento a parte, con un voto dell'Aula. Il
Governo sollecita una soluzione in questo senso: stralciare questo
argomento dalla finanziaria.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qua stiamo
assistendo ad una situazione davvero surreale.
Ora basta Il Governo deve avere una voce. Questo è un Parlamento,
non ci possono essere mille interpretazioni.
Lo dico per rispetto nei confronti di tutti: qui non ci possono
essere tanti governi.
Se c'è un Governo, lo faccia; altrimenti, vada a casa. O c'è un
Governo o se ne vada a casa. Non ha l'autorevolezza per garantire
neanche i lavori ordinari di questo Parlamento.
Detto questo, nel merito, dico la mia.
Qui il problema non è giocare sulla pelle delle persone, con un
voto a favore e un voto contrario.
Sappiamo tutti che c'è una vicenda che riguarda l'interpretazione
giuridica; sappiamo tutti che su questa vicenda il Commissario
dello Stato si è già pronunciato; sappiamo tutti senza ipocrisia
che al 99,99 per cento il Commissario dello Stato tornerebbe a
pronunciarsi nella stessa maniera in cui si è pronunciato.
Allora evitiamo che quest'Aula si determini con voto negando un
possibile diritto alle persone.
La mia proposta è la seguente: si stralci dalla finanziaria,
assumiamo un impegno che questo articolo come testo unico venga
approvato dall'Aula se il Commissario dello Stato lo impugnerà,
successivamente chiaramente alla finanziaria, lo mandiamo alla
Consulta e sia la Consulta a decidere se queste persone hanno
diritto a essere inquadrate come dirigenti o meno.
Finiamola di usare queste persone tirando la giacchetta da un lato
e da un altro, perché magari alla vigilia della campagna elettorale
tutto fa brodo. Non si può utilizzare il diritto delle persone per
piegarlo a meschini interessi elettorali.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questa iniziativa e questa proposta
che fa l'onorevole Cracolici, trova anche la mia condivisione.
Può essere questa la volta giusta perché, analogamente, situazioni
che sono state affrontate da quest'Aula o bocciate possano trovare
anche questo iter perché non cedo, come diceva l'onorevole Faraone,
perché alcune cose si bocciano e su altre invece si crea un
percorso singolare ben diverso.
Pertanto, signor Presidente, ritengo che su questo argomento ci
sia anche l'opportunità di considerare quei contratti che non sono
stati prorogati ma che erano contratti da rinnovare.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici dice che, in accompagnamento alla finanziaria, votiamo
successivamente ma nella stessa seduta
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, la proposta è la seguente:
stralciamo gli articoli 9, 10 e 11 che riguardano Norme
interpretative sulla dirigenza e facciamo un articolo unico da
sottoporre prima alla Commissione e poi in Aula.
Questa è la proposta, onorevole Ardizzone: toglierli dalla
trattazione nella finanziaria.
ARDIZZONE. Ringrazio per l'onestà intellettuale l'onorevole
Cracolici ma ha fatto alcune affermazioni che come Parlamento ci
dovrebbero far riflettere e dovrebbero far riflettere in questo
momento soprattutto i colleghi del Movimento per l'Autonomia, in
cui noi parliamo di federalismo, di autonomia siciliana.
E' stato detto poc'anzi che il Commissario dello Stato avrebbe già
espresso un giudizio su questa materia prima che si pronunciasse
l'Assemblea regionale siciliana.
E' arrivato il momento affinché si ponga mano alla riforma dello
Statuto perché, indipendentemente dalle casacche che noi
indossiamo, possiamo dire che siamo più o meno autonomisti ma -
ripeto - quello che è stato affermato è veramente, veramente grave.
Siccome nei momenti di grande difficoltà, nel corso dei suoi 60
anni, quest'Assemblea ha dimostrato di avere capacità legislativa,
di avere autonomia, di decidere, indipendentemente dai
condizionamenti che ci possono essere - e mi riferisco all'opinione
pubblica che viene influenzata giornalmente dai quotidiani più o
meno nazionali. Allora, forse, è arrivato il momento che si
rifletta su quale debba essere il ruolo, una volta per tutte,
dell'Assemblea regionale siciliana e del rapporto col Commissario
dello Stato.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente le
dichiarazioni dell'onorevole Ardizzone esprimono una preoccupazione
fondata perché dobbiamo dirci la verità.
L'onorevole Cracolici, poc'anzi, ha detto che queste norme
sarebbero utilizzate per finalità diverse da quelle della
risoluzione del problema, a categorie di lavoratori e a personale
per il quale, noi, siamo stati chiamati, in qualche modo, ad
intervenire per la risoluzione delle questioni che mi riguardano,
però, bisogna essere corretti fino in fondo.
Le valutazioni aggiuntive che stiamo facendo questa sera, in Aula,
quando ci siamo riuniti in Commissione, non le abbiamo fatte,
infatti, queste norme, sono passate dalla Commissione per l'Aula
con buona pace di tutti noi, sia maggioranza che minoranza.
Se sono sopravvenute delle valutazioni aggiuntive diverse, come
quelle che sono state citate e che l'onorevole Ardizzone, molto
fondatamente, sottolineava con preoccupazione, allora, tutti
insieme, senza attribuirci responsabilità che non sono del Governo,
perché il Governo, in questo momento, non sta esercitando un ruolo
scorretto nei confronti del Parlamento - vorrei che il Governo mi
ascoltasse perché sto parlando a favore del Governo; preferirei
che il Governo mi ascoltasse soprattutto quando parlo a favore del
Governo - perché, in Aula, come in Commissione, il Governo ha
partecipato con tutti noi, ha preso atto del fatto che queste norme
potevano transitare dalla Commissione all'Aula, quindi, dicevo che,
il giudizio dell'onorevole Cracolici è ingeneroso sul Governo
perché, se sono sopravvenute delle valutazioni nuove e delle
preoccupazioni, queste dovrebbero indurci ad aderire alla proposta
che ha fatto il presidente Formica, cioè prendiamo questi tre
articoli, li mettiamo a parte, li stralciamo dalla finanziaria e
dedichiamo a questi tre articoli un disegno di legge che si occupi
di personale.
Se riuscissimo a farlo per tutte le norme che riguardano il
personale sarebbe una cosa nuova e antica allo stesso tempo perché
tutte le volte ci diciamo che, nella finanziaria, queste norme
dovrebbero essere estinte e tutte le volte alimentiamo un dibattito
sullo stesso argomento, una volta per tutte stabiliamo un criterio
e se il criterio è questo aderiamo alla proposta che ha fatto il
presidente Formica, cioè espungiamo i tre articoli e ne facciamo
oggetto di un disegno di legge a parte e cerchiamo, su quello, di
esprimere valutazioni che non sono né preventivamente controllate
da altre sedi né successivamente inficiate da altre sedi perché lì
sarà il Parlamento perfettamente e completamente autonomo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta del Governo di stralcio
degli articoli 10 e 11, specificando che la materia di stralcio
costituirà oggetto di apposito disegno di legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 13.
«Art. 13.
Finanziamenti a favore delle imprese agricole per la
formazione di scorte
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste al
fine di promuovere e sostenere l'agricoltura, è autorizzato a
concedere finanziamenti a tasso agevolato a favore delle imprese
agricole di produzione primaria, singole o associate, aventi
qualsiasi forma giuridica con sede nel territorio regionale e
regolarmente iscritte al1e Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, finalizzato all'acquisto di prodotti e
materiale di consumo funzionali all'esercizio dell'attività
agricola.
2. I finanziamenti di cui al comma 1 sono concessi nei limiti del
'de minimis' in agricoltura di cui al Regolamento (CE) n. 1535/2007
della Commissione del 20 dicembre 2007 pubblicato nella G.U.U.E. 21
dicembre 2007, n. L 337, e comunque entro il tetto massimo di euro
50.000.
3. La procedura seguita per la concessione dei finanziamenti di
cui al presente articolo è quella valutativa a sportello, ai sensi
del comma 3 dell'articolo 187 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste, con proprio decreto, definisce i criteri per la erogazione
dei finanziamenti ai beneficiari finali.
5. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, entro sessanta giorni dall'
entrata in vigore della presente legge, stipula una convenzione con
la Cassa regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS),
che assume il ruolo di gestore concessionario. Tale convenzione
prevede che l'impresa richiedente corrisponda alla CRIAS, oltre a
una commissione a copertura delle spese di istruttoria non
superiore a euro cento cinquanta, un tasso di interesse calcolato
nella misura del trenta per cento del tasso di riferimento della
Banca centrale europea (BCE) aumentato di un punto per le imprese
di nuova costituzione e per giovani agricoltori; e nella misura del
quaranta per cento del tasso di riferimento BCE aumentato di un
punto per le altre imprese, come previsto dalla comunicazione della
Commissione europea 2008/C 14/02.
6. Per i finanziamenti di importo sino ad euro trentamila
l'impresa richiedente non è obbligata a fornire garanzie reali; per
finanziamenti di importo superiore a euro trentamila, sono
richieste garanzie reali o patrimoniali, personali o di terzi.
7. Per le finalità del presente articolo, per l'esercizio
finanziario 2009, è autorizzata la spesa di 15.000 migliaia di
euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leanza Nicola: 13.1;
- dall'onorevole Cracolici: 13.7, 13.8, 13.9, 13.10, 13.11, 13.12,
13.14, 13.13;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 13.3,
13.4;
- dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 13.2;
- dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Formica ed altri: 13.6;
- dall'onorevole Leontini: 13.5.
Onorevoli colleghi, chiedo ai presentatori degli emendamenti
all'articolo 13 se possiamo trovare una intesa per andare avanti
ritirandone alcuni.
LEANZA NICOLA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 13.7, 13.8, 13.9,
13.10, 13.11, 13.12, 13.13, 13.14.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Anche l'emendamento 13.2 degli onorevoli Gucciardi ed
altri è ritirato. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 13.3 dell'onorevole Oddo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei illustrare
brevemente l'emendamento per chiarire alcune perplessità.. Noi
utilizziamo la formula al richiamo all'articolo 2135 del codice
civile, che nello specifico riguarda aziende agricole associate
attive nel settore della lavorazione, trasformazione e
commercializzazione delle produzioni agricole primarie, a
condizione che i soci siano imprenditori agricoli. Tanto è vero,
onorevole Ragusa, che noi utilizziamo al comma 1 dell'articolo 15
della Finanziaria, il termine requisiti soggettivi stabiliti
all'articolo 2135 del Codice civile.
Allora, siamo un po' schizofrenici, perché all'articolo 15 ci
riferiamo alle aziende così come previsto dall'articolo 2135 del
Codice civile mentre all'articolo 13 richiamiamo la produzione
primaria bloccando la possibilità a quelle aziende di
trasformazione di accedere alla formazione di scorte. Ciò significa
che la maggior parte delle cooperative, sostanzialmente,
rimarrebbero fuori.
Con il mio emendamento, sostanzialmente, applichiamo sia per
l'articolo 15 sia per l'articolo 13 il richiamo all'articolo 2135
del codice civile, il che mi sembra assolutamente ragionevole
perché dà la possibilità alle nostre aziende, quelle vere, quelle
che hanno sul mercato anche un peso, la possibilità di andare ad
attingere ai fondi per la formazione delle scorte, tra l'altro non
togliendo niente a nessuno.
Onorevole Ragusa, non capisco le sue perplessità e non la voglio
convincere, ma non è possibile inserire la produzione primaria
senza il richiamo all'articolo 2135 del Codice civile, con il
rischio di penalizzare centinaia e centinaia di aziende. E mi
riferisco in particolar modo alle cooperative, per esempio le
cantine sociali, cioè faremmo fuori il cuore pulsante di
un'economia agricola che si basa sulla trasformazione del prodotto
uva in vino.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è
stata da me presentato in III Commissione ed è stata condivisa
dalla Commissione all'unanimità, opposizione e maggioranza, che qui
vorrei ringraziare per la fattiva collaborazione.
Non condivido il pensiero dell'onorevole Oddo perché al comma 1
viene specificato con chiarezza di promuovere e sostenere
l'agricoltura, concedendo finanziamenti a tasso agevolato a favore
delle imprese agricole di produzione primaria singole o associate
aventi qualsiasi forma giuridica con sede nel territorio regionale
regolarmente iscritte alla Camera di Commercio Industria,
Artigianato e Agricoltura, finalizzate all'acquisto di prodotti di
materiali di consumo funzionali all'esercizio dell'attività
agricola.
L'articolo 2135 del Codice civile esprime il concetto di
imprenditore agricolo. Oggi essere imprenditore agricolo vuol dire
coltivare il fondo, la selvicoltura, l'allevamento di animali e
attività connesse. Questo concetto non permetterebbe ai piccoli
imprenditori di poter usufruire di queste agevolazioni, nonostante
questa legge sia mirata ai piccoli imprenditori quali mezzadri,
compartecipanti, affittuari, perché è chiaro che le grandi aziende
non aspettano certo questa legge.
Se noi approvassimo l'emendamento dell'onorevole Oddo, taglieremmo
fuori questi piccoli soggetti, e poi cosa importante, noi non ci
rivolgiamo qui alle aziende che si occupano di trasformazione e
lavorazione e commercializzazione di produzione agricola primaria
così come previsto nell'emendamento 13.4, ci rivolgiamo a quei
soggetti che effettivamente, attivamente, conducono dei piccoli
appezzamenti di terra e che nel caso specifico della mia provincia
sono coloro che oggi conducono le serre agricole. Questa legge
sostanzialmente aiuta queste piccole aziende nell'acquisto delle
scorte quali il film di plastica, le piantine, la concimazione,
tutte cose che servono a riprendere l'attività produttiva delle
piccole aziende che ora sono in crisi.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rapidamente sostenere la bontà della tesi dell'onorevole Ragusa.
Già al comma 2 dell'articolo 13 è specificato qual è la ratio di
quest'articolo, che poi non fa altro che riprendere un disegno di
legge presentato da me e dall'onorevole Ragusa, il cui iter era già
in una fase avanzata.
Il comma 2 recita: I finanziamenti di cui al comma 1 sono
concessi nei limiti del 'de minimis' in agricoltura di cui al
Regolamento (CE) n. 1535/2007 della Commissione del 20 dicembre
2007 pubblicato nella G.U.U.E. 21 dicembre 2007, n. L 337, e
comunque entro il tetto massimo di euro 50.000 . Ciò significa che
soltanto le piccole aziende agricole, soltanto i coltivatori
diretti, i mezzadri, coloro i quali conducono in prima persona il
proprio agro, sono nelle possibilità di accedere a questo
finanziamento.
Se venisse accolta la tesi dell'onorevole Oddo, di cui apprezzo
sempre l'intelligenza e la capacità di discernimento delle cose e
che invito invece in questo preciso istante a ritirare il suo
emendamento, tali categorie non potrebbero più godere di questi
benefici. Per tale motivo, invito l'onorevole Oddo a ritirare il
suo emendamento.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ratio della
norma che è quella di un intervento nel settore del comparto
agricolo, intende agevolare i singoli produttori e anche i
produttori associati.
L'onorevole Oddo, probabilmente, vorrebbe, con la sua
interpretazione, che ritengo non precisamente conducente, portare
avanti il principio di ampliare questa possibilità al mondo della
cooperazione.
Io ritengo che questo principio viene, di fatto, sostenuto, e
quindi compreso, perché nel passaggio in cui si dice attività
portate avanti da soggetti singoli ed associati , rientra il mondo
della cooperazione.
Pertanto, ogni ulteriore puntualizzazione e precisazione può
diventare di intralcio all'applicazione di una norma che vorremmo
che fosse spedita e di facile raggiungimento degli obiettivi.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, intende ritirare il suo emendamento?
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra
assolutamente chiaro, ma può darsi che con il rumore presente in
questa Aula, spesso i discorsi arrivano in maniera assolutamente
distorta.
Qui nessuno vuole escludere nessuno. Qui vogliamo includere, che è
cosa diversa, e infatti scriviamo imprese singole o associate .
Non ci sarà bisogno di fare alcuna interpretazione, se dobbiamo
specificare cosa significa associate, e ci richiamiamo all'articolo
2135 del codice civile, siamo sicuri che abbiamo incluso. Ciò vuol
dire che con 15 milioni di euro, siccome stiamo parlando di
operazioni, per quanto concerne abbattimento e interessi, noi
abbiamo un moltiplicatore eccezionale.
Non comprendo perché dovremmo escludere, per esempio, le cantine
sociali. Però diciamo rientrano nelle associate . Bisogna essere
precisi quando si fa una norma, bisogna essere chiari. Non si
possono fare due norme successive che interpretano la norma che
appena approvata.
L'articolo 2135 del codice civile prevede ciò che rientra nella
trasformazione del prodotto, ciò vuol dire con un de minimis di
500 mila euro, mentre l'impresa agricola, che nessuno vuole
escludere, come diceva invece l'onorevole Ragusa, rientra in un de
minimis di 7.500 euro nel triennio.
Allora, siccome parliamo di abbattimento di interessi, non c'è
nessun timore, non dobbiamo escludere nessuno, anzi dobbiamo
includere per permettere di accedere a quei trenta mila euro, che è
una cifra che serve a dare un po' di respiro, senza escludere
nessuno.
Pertanto, possiamo anche non specificare cosa significa
associate però sosteniamo che rientrano pure le Cantine sociali,
cioè le cooperative. Deve essere chiaro, deve essere specificato
meglio, perché da questo punto di vista, leggere una norma e saper
l'indomani mattina come attuarla, mi pare una cosa giusta che
questa Assemblea dovrebbe fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è un dibattito a due.
Onorevole Ragusa, da un lato la norma è stata presentata sapendo
bene a chi era prevalentemente indirizzata, dall'altro lato però,
la tesi che sostiene l'onorevole Oddo, è quella di non escludere
nessuno ma includere tutti, il che potrebbe essere condiviso con
una riscrittura.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per essere
insistente o petulante. Vorrei ricordare all'onorevole Oddo che
sono il presidente della Commissione per la qualità legislativa.
Devo dire che più chiaro di così, forse, non c'è altra forma e
sistema lessicale. Tra l'altro è menzionato molto chiaramente
singole e associate . Sostanzialmente andremmo a raggiungere
soggetti che vengono espressi all'articolo 2135 del codice civile
e, quindi, non si allarga la platea.
Noi chiediamo che venga allargata ad una platea più importante
dove i piccoli affittuari, dove i compartecipanti, i mezzadri,
possano anch'essi usufruire di questa attività legislativa.
Io personalmente sono quindi contrario, perché è stata studiata in
tutti i particolari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di consentire una
riformulazione dell'emendamento, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore
19.22)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Oddo e altri
l'emendamento di riscrittura 13.3.R.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.4 a firma degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi e Marinello:
Al comma 2, dopo la cifra 50.000 aggiungere per le imprese
agricole di produzione primaria, e al regolamento (CE) 1998/06
della Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato sulla GUEE 28
dicembre 2006 n. L. 379, e comunque entro il tetto massimo di euro
500.000, per le imprese agricole associate attive nel settore della
lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni
agricole primarie .
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore,
è una specifica che serve a differenziare le due questioni. L'una
che è quella della impresa agricola che ha un de minimis' di 7.500
euro nel triennio; l'altra, cioè l'impresa agricola associata, che
ha un de minimis' di 500 mila euro nel triennio. Noi dobbiamo solo
specificare il regolamento che richiama la questione dell'impresa
associata, perché non è chiaro.
L'emendamento consente alle imprese agricole associate di accedere
ai finanziamenti per l'acquisto di prodotti e materiali da consumo
funzionali all'esercizio dell'attività di trasformazione del
prodotto. Se qualcuno con l'uva fa il vino, altro non è che la
trasformazione del prodotto. Quella ha un de minimis' diverso
dall'impresa agricola. L'impresa ha 7.500 in 3 anni, quella ha 500
mila in tre anni.
Allora con 15 milioni che stiamo appostando, finalmente stiamo
facendo una cosa che viene incontro agli interessi dell'impresa
siciliana diffusa per quanto concerne l'economia agricola, noi
avremo un moltiplicatore altissimo - io non l'ho calcolato, ma
l'assessore Cimino mi potrebbe aiutare - che prevede cifre di 300-
400 milioni, quindi con interventi di 30 mila euro, stiamo dando
alle imprese singole, associate, cooperative, 30 mila euro ad ogni
impresa. Stiamo facendo una cosa rivoluzionaria con abbattimento
del conto interessi. Con quindici milioni, ripeto, otteniamo un
moltiplicatore che raggiunge cifre di centinaia di milioni di euro.
Non c'è furbizia in questo, ma la possibilità di avere una norma
ancora più chiara. Tanto è vero che noi diciamo All'articolo 13,
comma 2, dopo la parola 50 mila' aggiungere per le imprese
agricole di produzione primarie ' lo possiamo riformare se
qualcuno si agita rispetto alla questione della produzione
primaria. Ma il regolamento CE, che riguarda evidentemente questo
tipo di imprese associate, è il 1998/06, e prevede il tetto massimo
di 500 mila euro. Lo dobbiamo specificare nella norma o facciamo
finta di niente? Tanto poi ci saranno problemi di interpretazione
perché il de minimis' per queste imprese è diverso rispetto alle
altre. E non lo diciamo noi bensì i regolamenti comunitari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.4 dell'onorevole
Oddo. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.6 dell'onorevole Pogliese ed altri:
Al comma 5 dopo le parole ... che assume il ruolo di gestore
concessionario. Aggiungere il seguente periodo: La CRIAS a tal
fine provvederà a costituire una contabilità separata per
l'espletamento di tale ruolo .
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento che è uguale a quello dell'onorevole Leanza, persegue
la finalità di eliminare il rischio di una gestione unica dei fondi
previsti da questa normativa per le imprese agricole, così come per
le finalità di naturale vocazione della CRIAS per gli artigiani.
Quindi, secondo quanto previsto da questo emendamento, si
immaginerebbe e sarebbe auspicabile una gestione separata dei fondi
, dei 15 milioni di euro previsti all'interno di questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.6. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
il Parlamento perché, finalmente, realmente, sostanzialmente, si fa
un'azione a favore dell'agricoltura siciliana. Questa è una grande
risposta per la provincia che rappresento, dove si vive di
agricoltura, ma penso per tutta la Regione siciliana e di questo
bisogna essere fieri ed orgogliosi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Credito agrario di esercizio a tasso agevolato
1. Al fine di migliorare l'efficienza economica e produttiva delle
aziende agricole siciliane, a seguito delle avverse condizioni
atmosferiche verificatesi durante l'anno 2008 ed agli inizi
dell'anno 2009, nonché dell'aggravarsi dell'attuale crisi
congiunturale, nei limiti complessivi degli aiuti di importanza
minore (de minimis) di cui al Regolamento (CE) n. 1535/2007 della
Commissione del 20 dicembre 2007, sono accordate a favore delle
suddette aziende le seguenti agevolazioni:
a) un concorso nel pagamento degli interessi sul tasso di
riferimento sui prestiti agrari di conduzione di durata non
superiore a dodici mesi;
b) un concorso nel pagamento degli interessi sul tasso di
riferimento sui prestiti agrari ad ammortamento quinquennale
destinati alla ristrutturazione dei debiti di natura agraria a
breve termine in essere prima della data di pubblicazione della
presente legge o per l'acquisizione dei mezzi relativi ai fattori
della produzione aziendale ammortizzabili in più anni.
2. Il concorso interessi a carico della Regione sui prestiti di
cui al comma 1 accordati dagli istituti di credito operanti in
Sicilia e perfezionati ai sensi del decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385 e successive modifiche ed integrazioni, è stabilito
nella misura fissa del 2 per cento che per le operazioni ad
ammortamento quinquennale verrà erogato nella forma attualizzata.
3. Gli istituti di credito per l'erogazione dei prestiti anzidetti
dovranno stipulare, ai sensi dell'articolo 47 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385, convenzione con l'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste.
4. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono assistibili dalla
garanzia sussidiaria del Fondo Interbancario di Garanzia ed in
alternativa per quelli della lettera b) del comma 1 dalla garanzia
fideiussoria diretta rilasciata dalla Società Gestione Fondi per
l'Agroalimentare (SGFA), nell'ambito della Convenzione stipulata il
29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA.
5. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge,
l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, con proprio
decreto da pubblicare nella Gazzetta ufficiale della Regione,
stabilisce i massimali di intervento nonché le caratteristiche e le
modalità dello stesso.
6. Per l'attuazione della presente legge è autorizzata per
ciascuno degli anni 2009 e 2010 la seguente spesa, cui si fa fronte
con parte delle assegnazioni statali, di competenza
dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste per gli
anni 2006-2007 e 2008, di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499:
a) 8.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al comma 1,
lettera a);
b) 12.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al comma 1,
lettera b).»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Leanza Nicola: 14.1;
dall'onorevole Cracolici: 14.4, 14.5, 14.6, 14.7, 14.8, 14.9,
14.10;
dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Formica ed altri: 14.3.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a ritirare gli
emendamenti al fine di agevolare il percorso.
CRACOLICI. Signor Presidente, dichiaro di ritirare gli emendamenti
14.4, 14.5, 14.6, 14.7, 14.8, 14.9. 14.10.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 14.3. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 14.1, di analogo contenuto all'emendamento
14.3, è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 14, nel resto risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Consolidamento delle passività onerose in agricoltura
1. La Regione sostiene la ristrutturazione e la riorganizzazione
delle imprese del settore agricolo aventi sede in Sicilia. Sono
beneficiari dell'intervento le imprese agricole singole o associate
rispondenti ai requisiti soggettivi stabiliti all'articolo 2135 del
codice civile.
2. La Regione concede contributi per il pagamento degli interessi
sui prestiti di esercizio, comprese le passività arretrate, e per
il consolidamento delle passività onerose gravanti sulla gestione e
derivanti da operazioni creditizie in essere, ai sensi
dell'articolo 1 ter del decreto legge 20 maggio 1993, n. 149,
convertito dalla legge 19 luglio 1993, n. 237, e fornisce le
garanzie sussidiarie o le controgaranzie a supporto di quelle già
offerte dai confidi a favore degli istituti di credito, ai sensi
della vigente normativa regionale.
3. Il concorso regionale nel pagamento degli interessi è pari alla
differenza tra la rata semestrale o annuale calcolata al tasso di
riferimento e quella calcolata al tasso agevolato, che è pari al 30
per cento del tasso ufficiale della Banca Centrale Europea, vigenti
alla data di adozione del provvedimento di concessione. Il
contributo è erogato agli istituti in rate semestrali o annuali
costanti e posticipate, alle scadenze fissate dai contratti.
4. Per gli interventi di capitalizzazione, al fine di rendere
possibile un equilibrato rapporto tra mezzi propri e capitali
investiti, ai soggetti di cui al comma 1 può essere concesso, per
l'aumento del capitale sociale, un contributo in conto capitale
nella misura del 60 per cento dell'incremento del capitale sociale
effettivamente sottoscritto e versato dai soci. Alle sole
organizzazioni dei produttori riconosciute e alle aziende ad esse
associate può essere concesso, in aggiunta al contributo di cui
sopra, un ulteriore contributo negli interessi nella misura del 70
per cento del prestito finalizzato all'aumento del capitale, per
favorire i soci nella sottoscrizione delle rispettive quote. La
durata massima del superiore prestito è fissata in anni cinque, al
tasso agevolato di cui al comma 3.
5. Sono trasformati in mutui ventennali a tasso agevolato le
seguenti passività definite alla data dell'entrata in vigore della
presente legge:
a) prestiti agrari di conduzione accesi a tasso di riferimento;
b) prestiti ed altri finanziamenti bancari a breve fino a un
massimo di diciotto mesi;
c) scoperti di conto corrente bancario;
d) prestiti finanziari e mutui ordinari a medio e a lungo termine;
e) prestiti dei soci.
6. I benefici di cui al presente articolo non sono cumulabili con
altri previsti allo stesso titolo da disposizioni comunitarie,
statali e regionali.
7. I soggetti beneficiari effettuano l'aumento di capitale sociale
per un importo almeno pari ad una annualità di ammortamento del
prestito da consolidare.
8. L'IRCAC è autorizzato a destinare, a valere sulle disponibilità
del fondo unico a gestione separata, di cui all'articolo 63 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, in deroga al proprio statuto,
l'importo di 5.000 migliaia di euro alla concessione in favore
delle imprese agricole singole o associate delle agevolazioni di
cui al presente articolo.
9. Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa della
procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2 e 3, del Trattato
istitutivo della Unione europea, le disposizioni del presente
articolo si applicano nei limiti stabiliti per gli aiuti de
minimis'.»
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 15.3, 15.4, 15.5, 15.6, 15.7, 15.8,
15.9, 15.10, 15.11, 15.12;
dagli onorevoli Maira e Cordaro: 15.2;
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 15.1;
dal Governo: 15.13.
ODDO. Chiedo di parlare sull'articolo 15.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, specifico che ho
preso la parola per quanto riguarda la discussione generale
sull'articolo perché non vorrei metterla in difficoltà dato che non
si può intervenire più di due volte sullo stesso argomento. Glielo
anticipo perché sinceramente non comprendo - cerco appunto di
capire - e cerco di convincermi che ha ragione chi propone
l'emendamento 15.2.
Sostituire la parola IRCAC con CRIAS è una bestemmia perché sono
due cose completamente diverse. L'IRCAC si occupa di cooperative,
la CRIAS è la Cassa per gli artigiani.
Non ho capito quale è la finalità.
Stiamo attenti, su che cosa stiamo agendo, signor Presidente?
Stiamo agendo sulla possibilità di utilizzare un fondo IRCAC che
deriva dall'articolo 63 della legge n. 6 del 1997 che forse abbiamo
dimenticato. Questo articolo 63 recita: I fondi a gestione
separata istituiti presso l'IRCAC per la concessione di garanzie
con l'articolo 1 della legge regionale 26 aprile 1972 n. 28, con
l'articolo 3 della legge regionale 30 luglio 1973 n. 28, con
l'articolo 19 della legge 3 giugno n. 24 del 1975 e con l'articolo
93 della legge regionale 6 maggio 1981 n. 26 - che sono le vecchie
cooperative Fidi, per intenderci - sono soppressi e le
disponibilità sono versate in un unico fondo a gestione separata da
destinare agli interventi previsti dalla vigente normativa sul
credito agevolato a favore delle cooperative.
Se l'articolo 63 dice questo, come si fa a proporre la
sostituzione di IRCAC con CRIAS? Sarebbe opportuno ritirare
questo emendamento.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 15.1, 15.2, 15.3, 15.4, 15.5, 15.6,
15.7, 15.8, 15.9, 15.10, 15.11, 15.12 sono ritirati
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
ho presentato un emendamento che cassa il comma 8 dell'articolo 15
e diamo attraverso il capitolo 215404 la copertura per questo
articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.13, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Proroga della scadenza dei termini delle esposizioni
agrarie
e ristrutturazione delle passività a tasso agevolato
1. Al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle
aziende agricole siciliane, in difficoltà a causa dell'attuale
grave crisi economica mondiale o del perdurare delle avverse
condizioni atmosferiche, gli Istituti di credito possono prorogare
fino a diciotto mesi le esposizioni di natura agraria scadute al 31
dicembre 2008, nonché quelle delle aziende agrumicole,
ortofrutticole e serricole, con scadenza sino al 31 maggio 2009,
purché contratte anteriormente alla data di entrata in vigore della
presente legge. Alle suddette operazioni di proroga si applica, a
totale carico del beneficiario, il tasso di riferimento vigente al
momento delle singole scadenze.
2. Le domande di ammissione al beneficio della proroga sono
presentate entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge.
3. Le operazioni prorogate ai sensi del comma 1, possono essere
oggetto di ristrutturazione secondo le modalità previste dalla
legge regionale 21 agosto 2007, n. 14, ed in tal caso la data di
scadenza della proroga andrà a finire con quella della stessa
ristrutturazione e comunque entro il 30 giugno 2009. A tal fine le
richieste di ristrutturazione devono essere avanzate agli Istituti
di credito entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, fatta eccezione per le esposizioni riferite
alle aziende agrumicole, frutticole e serricole richiamate al comma
1, per le quali la domanda dovrà essere avanzata entro sessanta
giorni dalla data di scadenza dell'esposizione.
4. Il comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 21 agosto
2007, n. 14 è così sostituito: 5. Le esposizioni oggetto della
ristrutturazione sono da considerarsi in regime di proroga non
agevolata sino alla data del perfezionamento della procedura e
comunque non oltre il 30 giugno 2009 .
5. Le operazioni di ristrutturazione di cui alla legge regionale
21 agosto 2007, n. 14, ed al presente articolo, possono essere
assistite dalla garanzia fidejussoria diretta rilasciata dalla
Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare (SGFA), nell'ambito
della Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e
l'ISMEA.
6. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 5.000 migliaia di euro a copertura del
fabbisogno maturato sino all'anno 2009. ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Leanza Nicola: 16.1;
dall'onorevole Cracolici: 16.5, 16.6, 16.7, 16.8, 16.9, 16.10,
16.11-16.12;
dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Formica ed altri: 16.4;
dall'onorevole Leontini: 16.3 (al comma 2), 16.3 (al comma 3),
16.3 (al comma 4);
dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 16.2 (al
comma 3), 16.2 (al comma 4) 16.2 (al comma 5).
Anche in questo caso, si invitano gli onorevoli a ritirare gli
emendamenti che possono agevolare il percorso della finanziaria.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 16.5, 16.6, 16.7,
16.8, 16.9 e 16.10.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.4, a firma dell'onorevole Pogliese.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 16.1, a firma dell'onorevole Leanza Nicola, di
analogo contenuto, è assorbito.
Si passa all'emendamento 16.3 (al comma 2), a firma
dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.3 (al comma 3), a firma dell'onorevole
Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi
(E' approvato)
L'emendamento 16.2 (al comma 3) è assorbito.
Si passa all'emendamento 16.3 (al comma 4), a firma dell'onorevole
Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho qualche dubbio
per quanto concerne la questione che possiamo obbligare le banche a
mettere mano alla ristrutturazione, non ho dubbi per quanto
concerne la garanzia fideiussoria che è invece qualcosa che
possiamo realmente fare se non vogliamo che questa norma diventi
una norma-manifesto'.
Quando abbiamo scritto, ricordo, la legge n. 14 del 2007 - mi
spiace che non ci sia l'assessore per l'agricoltura questa sera;
capisco che sarà già impegnato a capire se deve fare campagna
elettorale e con quale simbolo perché non ha messo il simbolo sul
manifesto quindi ancora non lo sa; farebbe bene invece a venire in
quest'Aula e capire che non si buttano così le norme che riguardano
un settore come quello dell'agricoltura che, peraltro, in questo
momento, è in ginocchio.
Ma lasciamo stare altrimenti poi uno diventa troppo cattivo e non
è giusto perché è chiaro che, da questo punto di vista, bisogna
ignorare quelli che scoprono che c'è un problema serio che riguarda
la nostra economia solo in occasione delle campagne elettorali.
E' dal 2004 che discutiamo di norme che riguardano un minimo di
intervento a sostegno delle imprese agricole, non ce lo
dimentichiamo, con tutto quello che abbiamo di pregresso. Ma io mi
voglio attestare l'emendamento signor Presidente, altrimenti lei mi
richiama dicendomi che sono fuori tema. Non sono per niente fuori
tema
PRESIDENTE. Non mi permetterei, onorevole Oddo, ma ritengo che
possa essere accettato l'emendamento; acceleriamo.
ODDO. Spesso, qui dentro, facciamo in modo che i siciliani siano
sempre più lontani perché dobbiamo discutere e non discutiamo
spesso di merito e di cose concrete che l'indomani mattina possono
riverberarsi positivamente su quelle aziende, sulle tantissime
aziende siciliane che in questo momento sono veramente in crisi,
non stiamo scherzando, e non è né demagogia né retorica; è una cosa
seria, molto più seria di quanto pensiamo e soprattutto per quanto
concerne il rapporto con il sistema creditizio. Guardate che per
poche migliaia di euro le banche stanno chiudendo la borsa e non si
scherza.
Noi possiamo giocare, invece, una partita seria inserendo le
parole sono assistite' e non possono essere assistite'. Che vuol
dire possono essere assistite? Abbiamo un meccanismo che è
sperimentato, Regione ISMEA, garanzia fideiussoria, devono' essere
assistiti.
Quindi, dobbiamo, sostanzialmente, dire in maniera chiara,
nell'articolo, sono assistite perché così, forse, quella norma
avrà qualche possibilità di essere un po' più credibile nei
confronti del sistema bancario, altrimenti, va a finire come la
legge n. 14 del 2007 creando una norma manifesto e le banche se ne
sono strafregate - scusate l'espressione - e non possiamo approvare
norme solo per illudere; dobbiamo approvare norme che abbiano, già
dall'indomani, una attuazione vera e un vero riscontro.
PRESIDENTE. L'emendamento 16.2, di analogo contenuto, è assorbito.
Pongo in votazione l'emendamento 16.2 (al comma 5). Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.11.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Patto di stabilità
1. Al fine di evitare che la grave crisi economica in atto abbia
pesanti refluenze sull'occupazione e sulle condizioni di vita dei
cittadini residenti nel proprio territorio, la Regione mette in
atto azioni a sostegno dell'economia reale nell'ambito del piano
europeo di ripresa economica di cui alla comunicazione della
Commissione al Consiglio europeo del 26 novembre 2008.
2. In armonia con quanto previsto dal piano di cui al comma 1, la
Regione si avvale della flessibilità nella politica di bilancio
offerta dal piano di stabilità e di crescita, al fine di dare
concreta attuazione agli interventi ed alle misure anticicliche da
realizzare da parte degli enti locali.
3. Per la definizione del patto di stabilità regionale come
previsto dall'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4, gli enti locali sono autorizzati per gli esercizi finanziari
2009 e 2010 a non tenere conto degli stanziamenti e delle
erogazioni relativi a spese di investimento.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 17.4, 17.5, 17.6, 17.7;
dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 17.2;
dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Buzzanca ed altri: 17.1;
dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 17.3.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito il Governo
a ritirare l'articolo perché, il patto di stabilità non è materia
di questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'articolo 17. L'onorevole
Mancuso ha posto una questione pregiudiziale invitando il Governo a
ritirare l'articolo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che,
invece, il Governo non dovrebbe ritirare questo articolo anche
perché è in armonia con quanto disposto dalla Commissione Europea
ed è, praticamente, l'unica possibilità che hanno i sindaci, oggi,
di potere spendere le somme di investimento sempre nell'ambito
della tolleranza prevista a livello europeo, quindi, non credo che
ci siano problemi per questo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 17.4, 17.5, 17.6, 17.7, 17.2, 17.3 e
17.1 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutti
abbiamo, in quest'Aula, un comune obiettivo anche se, dico subito,
con una norma che è in bilico visto che il patto di stabilità è
disciplinato dallo Stato; stiamo intervenendo però, in questo
momento, forzando un po' per consentire ai nostri comuni una serie
di misure anticrisi per potere usare risorse per gli investimenti
in deroga al patto di stabilità, forzando un po'.
Chiedo ai colleghi di non introdurre norme sul personale perché
vi assicuro che quello è motivo certo di non riconoscimento di
deroga. Ecco perché chiedo ai colleghi di evitare spese per la
stabilizzazione, fermo restando che sono d'accordo con voi.
Dovremmo chiederlo a Tremonti. Sono d'accordo con voi, ma se noi
qui inseriamo le spese per la stabilizzazione, vi assicuro che
questa norma è morta.
Se proviamo allora a tenerla sugli investimenti, considerato che
siamo in un momento di crisi economica e considerato che c'è una
direttiva dell'Unione Europea che ha detto ai Paesi dell'Unione che
nel momento in cui siamo, vista la crisi, si può derogare.
LEANZA. Il Governo può ritirarlo.
CRACOLICI. Ma cosa ritira il Governo? Ma quando mai, l'articolo
deve essere mantenuto. I miei emendamenti sono tutti ritirati e ho
già spiegato che l'ho fatto per tutti gli articoli.
Chiedo ai colleghi - volendo far del bene finiamo per far male -
e consiglio pertanto ai colleghi, sia all'onorevole Marrocco sia
all'onorevole Campagna, di ritirare quei due emendamenti.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, lei sostiene che stiamo facendo una piccola forzatura
perché il patto di stabilità è materia dello Stato e condivido
perfettamente. Noi lo diciamo a bassa voce ma tanto la seduta è
pubblica, quindi, onorevole Cracolici, delle due l'una: o è
materia dello Stato sia per gli investimenti sia per le spese del
personale oppure non è materia dello Stato e in questo momento
stiamo mettendo da parte che è materia dello Stato e interveniamo
sull'una e sull'altra, perché le assicuro che ci sono Comuni,
collega Cracolici, che hanno dovuto stabilizzare del personale,
hanno sostenuto delle spese e queste spese fanno sforare dal patto
di stabilità.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne voglia
l'onorevole Cracolici ma gradirei che il parere sulla materia che
abbiamo proposto in questo emendamento venisse dato dal Governo,
non perché l'onorevole Cracolici non sia una fonte attendibile ma
perché in questa Aula è il Governo che deve guidarci sulla strada
che dobbiamo intraprendere.
Se il Governo da indicazione che questa è una materia che potrebbe
inficiare l'intero articolo è chiaro che lo ritireremo ma in virtù
di quello che l'assessore dichiarerà.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dico
all'Assessore, abbiamo fatto proprio ciò che ha chiesto l'ANCI e
lo ha detto in questi termini. Se vogliamo ascoltare l'ANCI,
l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, lo lasciamo così come
è, senza aggiungere niente; se non vogliamo ascoltare l'ANCI,
possiamo anche toccarlo mettendo anche la vicenda dei lavoratori
socialmente utili sapendo, con certezza matematica, che verrà
impugnato. Le cose sono due: o ascoltiamo l'ANCI , perché non è
stato richiesto dal Governo o l'approviamo o meno.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'articolo 17 è posto in votazione ed approvato con il
voto contrario dell'onorevole Mancuso.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Oneri per permessi retribuiti di consiglieri di enti
locali
1. Al comma 5 dell'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 30, come modificato dall'articolo 8 della legge regionale
16 dicembre 2008, n. 22, sostituire le parole ad un terzo' con le
parole due terzi'.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole De Luca: 18.3;
dall'onorevole Cracolici: 18.6;
dall'onorevole Romano: 18.5;
dagli onorevoli Gennuso, Minardo e Colianni: 18.2;
dagli onorevoli Faraone, Apprendi, Di Benedetto ed altri: 18.7.
DE LUCA. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
18.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
18.6
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ROMANO. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
18.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GENNUSO. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
18.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.7.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho intenzione di
ritirare l'emendamento ma soltanto dopo aver sentito l'Assessore
Scoma pronunciarsi su questo argomento. Nella legge sugli enti
locali che abbiamo approvato qualche mese fa, i comuni entro tre
mesi dall'approvazione della stessa, gli enti locali che avevano
ancora circoscrizioni come enti istituzionali, dovevano delegare
alle circoscrizioni i poteri.
Quello che vorrei capire è che il mio emendamento è legato alle
aspettative per i consigli di circoscrizione ed è legato al fatto
che questi Consigli di circoscrizione hanno i poteri o meno. Nel
senso che oggi la legge prevede che l'aspettativa non è prevista
per i dipendenti pubblici o privati per cui alle prossime elezioni
ci potremmo ritrovare con consiglieri di circoscrizione che siano
esclusivamente disoccupati o persone che svolgono la libera
professione.
Anticipo che questo emendamento viene ritirato ma voglio
approfittare della situazione per sentire dall'Assessore Scoma
quanti comuni hanno rispettato la legge approvata in questo
Parlamento qualche mese addietro.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole
Faraone, in particolare, la sua osservazione la recepisco appieno.
Voglio certamente, significare che noi vigileremo su quanto
stabilito dalla legge che abbiamo approvato nel mese di dicembre
del 2008 e che c'è l'impegno del governo a mettere in pratica
quanto stabilito con legge. Ove ciò dovesse essere messo in
pratica, è chiaro che siamo assolutamente disposti a correggere le
eventuali incongruenze che poi, deriverebbero dall'applicazione
della legge.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
nell'esprimere il mio voto favorevole, condividendo l'esigenza di
modificare da un terzo a due terzi il limite del rimborso previsto
per gli amministratori, vorrei anche fare notare che l'articolo 8
della legge n. 22 del 2008 prevede, all'ultimo periodo, che per i
comuni con popolazione fino a diecimila abitanti, l'ammontare
complessivo da rimborsare, nell'ambito di un anno solare, non può
superare l'importo pari a metà dell'indennità massima prevista per
il rispettivo sindaco dello stesso periodo.
Questo trattamento previsto per gli amministratori locali dei
comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti, era un
trattamento di maggior favore, migliorativo, rispetto agli
amministratori dei comuni con popolazione superiore a diecimila
abitanti.
Approvando l'articolo 18 della finanziaria, noi ci ritroveremmo ad
avere situazioni capovolte e cioè che i comuni con popolazione fino
a diecimila abitanti si troverebbero svantaggiati, rispetto agli
altri comuni.
Invito, pertanto, il Governo a valutare un emendamento soppressivo
dell'ultimo periodo e ad uniformare il trattamento previsto per
tutti gli amministratori, a prescindere dal numero di abitanti dei
comuni stessi e cioè uniformando per tutti ai due terzi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.02, è ripresa alle ore 20.06)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo un
emendamento aggiuntivo all'articolo 18, che così recita: In
riferimento alla legge n. 22 del 2008, all'articolo 8, comma 1,
cassare l'ultimo periodo dalle parole per i comuni con popolazione
fino a 10 mila abitanti fino alle parole nello stesso
periodo .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Norme sul riequilibrio finanziario delle province
1. All'articolo 27 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 e
successive modifiche ed integrazioni, le parole che sono
costituite esclusivamente da aree interne sono sostituite dalle
parole territorialmente deboli».
Si passa all'emendamento 19.1, degli onorevoli Maira ed altri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Interventi in favore dei Comuni in crisi finanziaria
1. Al fine di consentire alla Regione di far fronte ad esigenze di
ordine pubblico o a particolari situazioni di emergenza, compresa
quella relativa alla gestione integrata dei rifiuti, il Ragioniere
Generale della Regione è autorizzato, su indicazione dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, a concedere anticipazioni
di cassa ai Comuni siciliani, nel limite del 30 per cento del fondo
per le autonomie locali. Tali anticipazioni sono recuperate, entro
il limite massimo di dieci esercizi, in base ad un dettagliato
piano finanziario di rimborso da approvarsi con decreto del
Ragioniere Generale, a valere sui trasferimenti a favore degli enti
locali sulla base delle risorse attribuite agli stessi ai sensi
dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, o con eventuali altre entrate
di competenza degli stessi.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le
anticipazioni già deliberate dalla Giunta regionale e concesse per
motivi di ordine pubblico o per fronteggiare le emergenze relative
alla gestione integrata dei rifiuti.
3. Per l'attuazione di quanto previsto nel presente articolo, il
Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare nel
bilancio della Regione le necessarie variazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 21.4, 21.5, 21.6, 21.7;
- dal Governo: 21.2;
- dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 21.3.
Gli emendamenti sono tutti ritirati ad eccezione dell'emendamento
21.2.
Si passa all'emendamento 21.2 a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura.
«Art. 22
Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti pubblici
territoriali
1. Al fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
enti territoriali della Sicilia derivanti da contratti di
somministrazione, forniture ed appalti, gli stessi possono
certificare, entro venti giorni dalla ricezione della relativa
richiesta da parte del creditore, se il relativo credito sia certo,
liquido ed esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma 2.
La certificazione da rilasciare presuppone la preventiva
individuazione da parte degli enti interessati delle risorse
finalizzate all'adempimento degli impegni assunti, anche nel
rispetto dei limiti di cui agli articoli 77 bis e 77 ter del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché l'inesistenza di eccezioni
opponibili ai creditori nascenti dal contratto o dall'esecuzione
dello stesso.
2. La certificazione di cui al comma 1 potrà essere utilizzata da
parte dei creditori al fine di perfezionare con banche o
intermediari finanziari abilitati dalla vigente legislazione
operazioni di cessione del credito pro-soluto. L'eventuale
cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità di legge, ha
effetto nei confronti del debitore ceduto, in deroga a quanto
previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo 163/2006 e
successive modifiche ed integrazioni, a far data dalla predetta
certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra comunicazione di
assenso o di diniego, espressa o tacita. Qualora l'esigibilità dei
crediti certificati sia subordinata, per quanto previsto in
contratto, al verificarsi di una determinata scadenza temporale
connessa alla modalità di perfezionamento della somministrazione,
della fornitura o di realizzazione dell'appalto, la cessione sarà
immediatamente efficace restando l'esigibilità del credito
condizionata al maturare della scadenza prevista».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 22.7, 22.8, 22.9;
- dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 22.10;
- dall'onorevole Caputo: 22.1;
- dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 22.2;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 22.4;
- dall'onorevole De Luca: 22.5;
- dal Governo: 22.6.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
emendamento firmato anche dal collega Apprendi si limita a
specificare alcune parti del testo che sono state presentate dal
Governo.
Permettetemi di approfittare di questa occasione per dire che ho
letto sulle agenzie una polemica da parte del Presidente di
Confindustria. Io personalmente leggendo l'articolo non l'ho mai
considerato un articolo che si rivolgeva esclusivamente ai comuni,
ma quando questa norma si rivolge agli enti territoriali si rivolge
a tutti gli enti territoriali e non solo ai comuni. Pertanto,
questa polemica sul fatto che la norma era esclusivamente in capo
ai comuni e non invece alle province, alle ASL, agli ATO, mi sembra
una interpretazione errata della norma così scritta.
Se stiamo alla norma, anche se probabilmente il collega Apprendi
nel presentare questo emendamento ha riscritto per intero la norma
non facendo emergere le parti che verrebbero a modificarsi. E
spiego quali sono le parti che si modificano: la prima modifica
riguarda la frase dopo gli enti locali loro società e consorzi
cioè il testo presentato parla degli enti territoriali della
Sicilia, l'emendamento a firma degli onorevoli Apprendi e Cracolici
recita: Enti locali, loro società e consorzi primo emendamento;
dopo la parola gli stessi aggiungere le parole a richiesta
certificano . Sul comma successivo sempre parlando del primo comma
aggiungere le parole il rifiuto del rilascio della certificazione
deve essere entro trenta giorni adeguatamente motivato. La
certificazione deve attestare l'inesistenza di eccezioni opponibili
ai creditori etc.
Quindi il primo comma che viene qui posto, cioè la modifica
sostanzialmente aggiunge tre concetti: specifica gli enti
territoriali nel senso che sono gli enti locali, le società e i
consorzi; stabilisce che gli stessi possono, a richiesta,
certificare entro venti giorni i crediti; e c'è la procedura sul
rifiuto del rilascio che deve essere motivata da parte dell'ente
che deve dare la certificazione.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonamento in attesa che
vengano formalizzati gli emendamenti che presenterà il Governo.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
22.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura.
«Art. 24.
Ripristino di beni oggetto di atti vandalici o delittuosi
1. Gli enti locali della Regione sono autorizzati ad effettuare
opere di ripristino dei propri beni ovvero di beni pubblici siti
nel proprio territorio, danneggiati o distrutti a causa di azioni
delittuose o di atti vandalici.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli enti locali sono
autorizzati a istituire nel proprio bilancio annuale di previsione
un capitolo a destinazione vincolata. In tale capitolo affluiscono
le somme derivanti dai ribassi d'asta relativi alle gare effettuate
per la realizzazione di opere ricadenti nel territorio dell'ente
medesimo, finanziate dallo stesso o da altri enti pubblici e
comunicati dalla relativa stazione appaltante. Nello stesso
capitolo affluiscono, altresì, le somme derivanti dai ribassi
d'asta relativi alle gare per l'acquisto di beni e di servizi,
nonché le somme derivanti dalle economie risultanti dalle
operazioni di collaudo delle opere realizzate in base alle suddette
gare».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 24.3, 24.4, 24.5;
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 24.6;
- dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 24.2;
- dagli onorevoli Pogliese, Formica, Buzzanca ed altri: 24.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, per capire dove vogliamo andare. Perché da un lato, si
allargano le maglie della libertà del principio di sussidiarietà
con il patto di stabilità. Dall'altro, invece quel principio viene
meno e si obbligano i comuni ad utilizzare delle somme che peraltro
provengono da appalti, servizi e forniture.
Questo Parlamento deve decidere: o utilizza il principio di
sussidiarietà per gli enti locali oppure vogliamo governare anche
le piccole somme dei comuni, obbligarli dove li devono appostare in
bilancio? Mi sembra una norma che è assolutamente abnorme. La
linea deve essere unica di questo Parlamento, non può essere che da
un lato allarghi, dall'altro stringi, dall'altro li obblighi,
dall'altro si può fare quello che si vuole. Non si riesce a
comprendere neanche il principio che viene utilizzato.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Disponibile a
presentare l'emendamento soppressivo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto per spiegare ai colleghi,
alla Presidenza e al Governo che questo articolo era un articolo di
buon senso, nel senso che consentiva ai comuni o alle casse dei
comuni un certo introito proveniente dai ribassi d'asta al fine di
poter fronteggiare situazione emergianziali per atti vandalici e
per beni danneggiati.
C'è stata una querelle sugli altri enti pubblici. Allora, avevamo
ipotizzato un subemendamento di non fare affluire alle casse dei
comuni i ribassi d'asta degli altri emendamenti, degli altri enti
pubblici, avevamo pensato al cinquanta per cento.
Però, se il Governo era andato verso la soppressione, allora
manteniamo l'emendamento a firma di Pugliese ed altri in virtù del
quale diciamo che affluiscono alle casse dei comuni le economie
delle gare d'appalto per gli enti locali e quindi in questo senso è
assolutamente legittimo, assessore Cimino, non creiamo problemi,
non andiamo ad invadere la sfera di altri enti pubblici così come
lamentava e di cui era preoccupato l'onorevole Cracolici, ma al
contempo consentiamo agli enti locali di poter utilizzare queste
economie che poi sono le loro stesse economie.
PRESIDENTE. Solo per dare un piccolo contributo, onorevole
Falcone: i ribassi d'asta già in atto rappresentato per i comuni
una voce fondamentale, soprattutto per i piccoli comuni, una voce
fondamentale per la progettazione di gare o per la realizzazione di
opere pubbliche. Nulla vieta ai comuni in atto che attraverso
l'utilizzo di quei ribassi possono essere ripristinati gli atti
vandalici, ma andare ad obbligare, con una spesa vincolata, ciò che
possono fare già con i ribassi d'asta perché già lo possono fare,
mi pare una cosa eccessiva.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
solamente per fare una piccola precisazione dico che l'emendamento
soppressivo è necessario perché sui finanziamenti per gli enti
locali bisogna realmente vedere la fonte di finanziamento e, nel
momento in cui la fonte di finanziamento è extra regionale, noi non
possiamo impegnarci anche sul ribasso d'asta perché ritorna alla
fonte madre; proprio per questo sono e sostengo la linea
dell'abrogazione.
PRESIDENTE. L'emendamento 24.7 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 24.3 (soppressivo dell'articolo).
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto l'articolo 24 è soppresso.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Programma straordinario di analisi e valutazione
della spesa delle amministrazioni regionali
1. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze promuove,
per l'anno 2009, la realizzazione di un programma straordinario di
analisi e valutazione della spesa delle amministrazioni regionali,
individuando le criticità, le opzioni di riallocazione delle
risorse, le possibili strategie di miglioramento dei risultati
ottenibili con le risorse stanziate, sul piano dell'efficacia,
della qualità e della economicità.
2. Il programma dovrà, almeno:
a) prendere in esame le priorità e l'efficacia dei principali
programmi di spesa della Regione indicando per essi anche precisi
obiettivi, sulla base di indicatori misurabili e verificabili ex
post, anche dai cittadini;
b) verificare lo stato di efficienza dell'organizzazione della
Regione, esaminando gli aspetti organizzativi comuni per il
complesso delle amministrazioni regionali, al fine di identificare
possibili incrementi di efficienza e possibili sinergie;
c) proporre linee generali per la revisione del sistema di
classificazione del bilancio regionale che conduca ad una
semplificazione del bilancio riclassificato per funzioni.
3. Entro il 30 giugno 2009 le amministrazioni regionali
trasmettono all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
un rapporto sullo stato della spesa nei rispettivi settori di
competenza, evidenziando le difficoltà emerse e formulando proposte
di intervento in relazione all'allocazione delle risorse ed alle
azioni che possano incrementare l'efficacia della spesa.
L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze presenta
all'Assemblea regionale siciliana entro il 30 novembre 2009 una
relazione sui risultati del programma straordinario di analisi e
valutazione della spesa e sulle conseguenti iniziative di
intervento.
4. Con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, sono individuate le risorse
umane e strumentali necessarie per la realizzazione del programma
di cui al presente articolo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 25.4, 25.5, 25.6, 25.7, 25.8;
- dagli onorevoli Caronia, Galvagno, Leontini e Currenti: 25.2;
- dagli onorevoli Caronia, Leontini e Currenti: 25.1;
- dagli onorevoli Maira e Cordaro: 25.3.
Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli De Luca,
Corona, Panepinto e altri il subemendamento 25.2.1 all'emendamento
25.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma 25.4,
25.5, 25.6, 25.7 e 25.8.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono tutti ritirati ad eccezione degli
emendamenti 25.2 e 25.3.
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 25 per consentire al Governo di
presentare un emendamento di riscrittura.
PRESIDENTE. Riguardo all'articolo 25, fermi restando gli
emendamenti che sono stati ritirati e i due che sono ancora
mantenuti, in atto viene accantonato perché è necessaria una
riscrittura da parte del Governo.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
25.
Si riprende l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
Ne do lettura:
«Art. 22.
Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti
pubblici territoriali
1. Al fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
enti territoriali della Sicilia derivanti da contratti di
somministrazione, forniture ed appalti, gli stessi possono
certificare, entro venti giorni dalla ricezione della relativa
richiesta da parte del creditore, se il relativo credito sia certo,
liquido ed esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma 2.
La certificazione da rilasciare presuppone la preventiva
individuazione da parte degli enti interessati delle risorse
finalizzate all'adempimento degli impegni assunti, anche nel
rispetto dei limiti di cui agli articoli 77 bis e 77 ter del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché l'inesistenza di eccezioni
opponibili ai creditori nascenti dal contratto o dall'esecuzione
dello stesso.
2. La certificazione di cui al comma 1 potrà essere utilizzata da
parte dei creditori al fine di perfezionare con banche o
intermediari finanziari abilitati dalla vigente legislazione
operazioni di cessione del credito pro-soluto. L'eventuale
cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità di legge, ha
effetto nei confronti del debitore ceduto, in deroga a quanto
previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo 163/2006 e
successive modifiche ed integrazioni, a far data dalla predetta
certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra comunicazione di
assenso o di diniego, espressa o tacita. Qualora l'esigibilità dei
crediti certificati sia subordinata, per quanto previsto in
contratto, al verificarsi di una determinata scadenza temporale
connessa alla modalità di perfezionamento della somministrazione,
della fornitura o di realizzazione dell'appalto, la cessione sarà
immediatamente efficace restando l'esigibilità del credito
condizionata al maturare della scadenza prevista».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 22.11;
- dagli onorevoli Maira ed altri: 22.2.1.
L'articolo 22 viene nuovamente accantonato.
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Attivazione di iniziative di microcredito
1. Al fine di dare sostegno economico-sociale alle famiglie ed
alle microimprese siciliane e contrastare così il fenomeno
criminale dell'usura, le ulteriori entrate di cui al comma 1
dell'articolo 5 della legge regionale 31 maggio 2004 n. 9, possono
essere riprodotte nel bilancio per l'esercizio 2009 al fine di
essere utilizzate per l'attivazione di iniziative di microcredito
sostenute dalla Regione a favore sia delle famiglie sia delle
microimprese rispettivamente residenti ed operanti nel territorio
siciliano. Per la definizione di microimpresa si fa riferimento a
quella contenuta nell'Allegato I al Regolamento della Commissione
Europea (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008.
2. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato alla istituzione del Fondo etico della Regione
Siciliana (FERS) utilizzando le somme di cui al comma 1. Il Fondo,
la cui natura e modalità di funzionamento sono stabiliti con
decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale Finanze e
Credito, può altresì essere alimentato da contributi volontari
degli aderenti o di terzi, da donazioni, lasciti, erogazioni
conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli enti
territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati.
3. Ai fini dell'attuazione dell'iniziativa è istituito, presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze - Dipartimento
regionale finanze e credito - il Comitato regionale per il
microcredito alla cui nomina provvede con proprio decreto
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, stabilendo
funzioni e compiti dello stesso Comitato.
4. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
Dipartimento regionale finanze e credito, è autorizzato a stipulare
convenzioni con la Conferenza Episcopale Siciliana (CESi) -
Ufficio Regionale per la Carità - e con le singole diocesi nonché
con le aziende di credito operanti in Sicilia, al fine di attivare
le iniziative di microcredito alle famiglie, di cui al comma 1. E'
altresì autorizzato a stipulare convenzioni con le medesime aziende
di credito riguardo alle iniziative di microcredito rivolte alle
microimprese di cui medesimo comma 1.
5. Le convenzioni di cui al comma 4 prevedono:
a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
b) le modalità di accesso al microcredito da parte di famiglie e
microimprese;
c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito;
d) i tassi di interesse massimi applicabili.
6. L'iniziativa prevista dal presente articolo è attuata nei
limiti e alle condizioni di cui ai regolamenti comunitari (CE) n.
1998/2006 del 15 dicembre 2006, (CE) n. 875/2007 del 24 luglio
2007, (CE) n. 1535/2007 del 20 dicembre 2007 così come
successivamente modificati ed integrati, e tenuto conto,
relativamente al triennio 2009-2011, della Comunicazione della
Commissione-Quadro di riferimento temporaneo comunitario per le
misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica del 22
gennaio 2009 (2009/C 16/01)».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 26.9, 26.10, 26.11, 26.12, 26.13,
26.14, 26.15;
- dal Governo: 26.7;
- dall'onorevole Romano: 26.3, 26.4;
- dagli onorevoli Caronia, Galvagno, Leontini e Currenti: 26.6 (al
comma 2), 26.6 (al comma 3);
- dagli onorevoli Maira e Cordaro: 26.8;
- dagli onorevoli Cracolici e Di Benedetto: 26.16, 26.17, 26.18,
26.19, 26.20;
- dagli onorevoli Raia, Cracolici, Apprendi ed altri: 26.21;
- dagli onorevoli Caronia, Leontini e Currenti: 25.1;
- dall'onorevole Laccoto: 26.1;
- dagli onorevoli Ruggirello, Caronia e Leontini: 26.2.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, il subemendamento
26.7.1.
Si passa all'emendamento 26.7, sostitutivo dell'intero articolo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare
per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento 26.7 è interamente sostitutivo
dell'articolo 26 che, di fatto, chiarisce le problematiche che
erano state poste sia in Commissione di merito sia in Commissione
Bilancio'. Gradirei che potesse essere esitato così come è
scritto.
PRESIDENTE. Mi pare abbastanza chiaro. Il Governo ha presentato un
emendamento interamente sostitutivo e, a questo punto dovremmo, se
siamo d'accordo, ritirare gli altri emendamenti al testo.
Si passa all'emendamento 26.9.
CRACOLICI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Di Benedetto e
Cracolici, i seguenti subemendamenti: 26.7.2, 26.7.3, 26.7.4,
26.7.5, 26.7.6 e 26.7.7.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 26.7.2. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.3. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.4. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.5. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.6.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, nell'emendamento, va tolta la
lettera e).
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con la precisazione di non
considerare la lettera e).
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.1, del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che si
può fare tutto ma dire che copriamo una legge con le economie
provenienti dall'esercizio finanziario precedente, poiché le
economie si stabiliscono dopo l'approvazione del rendiconto e oggi
non possiamo dire quali sono le economie se il rendiconto non è
approvato dall'Assemblea.
Quindi, stiamo facendo una legge senza copertura. Allora, o si da
copertura o non si scrive che si provvederà con le economie di un
bilancio di cui ancora non conosciamo le economie. Lasci stare che
si conoscono sul piano tecnico ma sul piano formale le economie ci
sono dopo che c'è un rendiconto approvato dall'Assemblea.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. E' stato
presentato un emendamento a mia firma di riscrittura che tiene
conto delle osservazioni dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento del
subemendamento 26.7.1, in attesa della riscrittura.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 26.7.8, a firma
dell'onorevole Maira, che così recita: Dopo il comma 4 aggiungere
4 bis La nomina del comitato di cui al comma 4 è sottoposta al
parere vincolante della Commissione legislativa Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana' .
Togliamo vincolante .
CRACOLICI. E' sbagliato: la Commissione Bilancio' non può
occuparsi di nomine
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Allora, onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del subemendamento
26.7.1, del Governo. Non occorre una riscrittura perché, da una
verifica fatta, va bene così come è scritto.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.7, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Il subemendamento 26.7.7 decade come tutti i rimanenti emendamenti
all'articolo 26, quindi, l'articolo 26 si intende approvato con
l'approvazione dell'emendamento 26.7, così come emendato dall'Aula.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Articolo 27
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione
1. All'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole obiettivi specifici 4.1' sono
aggiunte le seguente , 4.2';
b) al comma 5, dopo le parole obiettivi specifici 4.1' sono
aggiunte le seguenti , 4.2'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 27.1 e 27.2.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 28 e degli emendamenti 28.1,
28.2 e 28.3, in precedenza accantonati.
GIANNI, assessore per l'Industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l'Industria. Signor Presidente, onorevole
colleghi, l'articolo 28 si riferisce all'applicazione dell'articolo
8 della legge numero 23 che abbiamo votato all'unanimità in
quest'Aula.
In quella occasione, abbiamo contemplato tutte le possibili
iniziative e possibilità di intervento per tutti i settori in
difficoltà, dimenticandomi di inserire i servizi ospedalieri. Qui
si chiede di inserire nelle agevolazioni per il consolidamento dei
debiti con le banche anche i servizi ospedalieri che in quella
occasione erano stati dimenticati.
CRACOLICI. C'è una percentuale del 15 per cento che non si capisce
cosa significa
GIANNI, assessore per l'Industria. Era un minimo del 15 per cento
che possiamo anche togliere. Siccome c'è una forte richiesta, in
questo settore, per evitare che potesse indebolire altri settori
avevo individuato questa percentuale che poteva salvaguardare gli
altri.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità
nell'articolo 28 non si fa riferimento ad un settore specifico di
imprese. E' un articolo generico, quindi appare strano che con
questa norma, invece, si vogliano individuare particolarmente
alcune tipologie di imprese. Quindi, mi sembra veramente molto
strano, anche perché si dice che la misura finanzia iniziative
volte alla promozione dell'informatizzazione nelle imprese; che poi
la Regione abbia bisogno di specificare che il 15 per cento venga
destinato alle imprese che operano nel campo sanitario, data la
natura di questi finanziamenti, appare abbastanza strano.
Siccome, ripeto, la norma madre non individua alcuna tipologia di
impresa e, quindi, non la esclude, non si capisce perché bisogna,
con questo articolo, individuare una tipologia a discapito di altre
e, addirittura, riservargli una quota del 15 per cento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri avevamo
sospeso questo articolo, in assenza dell'Assessore a cui volevamo
chiedere chiarimenti.
A me dispiace dirlo ma questa norma stabilisce una tipologia di
impresa a modifica dell'articolo della legge approvata, come diceva
l'Assessore, a dicembre, laddove nell'articolo non è prevista
alcuna tipologia di impresa.
Aggiungo che i bandi che si devono fare col regime di aiuti,
previsto da quella legge, si riferiscono alle aziende industriali.
Le quantità, nella norma, non sono definite ed invece, con questo
articolo, si stabilisce una quantità specifica per questa
tipologia.
Io chiedo al Governo e all'Assessore per l'industria, le aziende
industriali sono definite dal codice ISTAT? Non ci sono tipologie
di impresa che lei possa assumere nella titolarità dell'attività
industriale. Anche le aziende dei servizi che hanno un codice ISTAT
riferibile all'attività industriale, sono connesse ai servizi
industriali.
Quindi, siccome lei ha fatto una norma, giustamente, alle piccole
e medie imprese dell'industria, le chiedo non di ritirare perché
dobbiamo cassare questa norma, quindi, chiedo all'Aula di cassare
questo articolo perché, a mio avviso, per fare del bene, finiamo
per fare del male, nel senso che si stabilisce una tipologia e si
stabilisce un'entità.
La norma non stabilisce né tipologie né entità. Le aziende
industriali sono quelle da codice ISTAT. Quindi, chiedo all'Aula,
semmai, di confermare la soppressione dell'articolo.
GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole collega Cracolici, nella sanità esiste
l'industria farmaceutica, l'industria della produzione delle
apparecchiature di analisi e radiologia e quant'altro. Se questo 15
per cento dovesse creare difficoltà di interpretazione o altro,
possiamo toglierlo. Il problema era soltanto stabilire che tutti i
settori che possano avere preoccupazioni o problemi e che, quindi,
possano chiedere l'applicazione dell'articolo 8, possano essere
tutti nelle stesse condizioni
CRACOLICI. I servizi ospedalieri sono anche le imprese di pulizia
GIANNI, assessore per l'Industria. Pensavo e penso che con questo
emendamento si poteva e si può dare la possibilità anche ad aziende
che lavorano nel settore dei servizi ospedalieri. Posso non
indicare ospedalieri ma almeno devo inserire servizi industriali
CRACOLICI. Si può fare già con la norma
GIANNI, assessore per l'Industria. Onorevole Cracolici, rassegno
all'Aula questa mia proposta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
apparire eccessivamente pedante però le posso assicurare, onorevole
Assessore, che la natura delle aziende è stabilita e codificata dai
codici Istat, gli unici codici che distinguono le aziende
industriali da quelle commerciali, da quelle artigianali e da
quelle agricole, eccetera.
Se una azienda dei servizi ospedalieri è codificata con codice
Istat industriale e ci sono anche alcune tipologie di impresa di
pulizia, aggiungo che possono avere il codice industriale, con la
norma dell'articolo 28 lei può operare con il regime di aiuti.
Aggiungo che lei con questa norma, oltretutto, non solo stabiliva
una natura industriale quasi generica, ma preintroduceva una
percentuale che non è contemplata nella norma stessa. E' persino
limitativa rispetto all'articolo 28.
GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l'industria. Non avendo alcun motivo
personale, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Con queste precisazioni, pongo in votazione
l'emendamento 28.1 (soppressivo dell'articolo).
Lo ritira, onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Chiedo la soppressione. Posso mai ritirarlo?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento che
sopprime l'articolo.
Il parere del Governo?
GIANNI, assessore per l'industria. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 28.2 e 28.3 sono assorbiti.
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29
Norme in materia di contrasto alla criminalità.
Conto corrente per gli appalti
1. Al primo periodo del comma 1 dell'articolo 2, della legge
regionale 20 novembre 2008, n. 15, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) le parole aprire un' sono sostituite con le parole indicare
almeno un';
b) la parola unico' è soppressa».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 29.6, 29.7;
- dagli onorevoli Speziale e Cracolici: 29.5;
- dall'onorevole Speziale: 29.1, 29.2;
- dagli onorevoli Pogliese, Formica, Vinciullo, Buzzanca ed
altri: 29.3;
- dagli onorevoli Marrocco, Formica, Buzzanca ed altri: 29.4.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 29.6 e 29.7, a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.5, a firma degli onorevoli Speziale e
Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Speziale e
Gucciardi il subemendamento 29.5.1: cassare il comma b),
dell'articolo 29 .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per capire
quando l'ente appaltante deve anticipare il 5 per cento.
SPEZIALE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.2.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo che venga
illustrato.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso
dell'esame dei lavori della legge antimafia i colleghi parlamentari
hanno presentato l'emendamento che stabilisce che, oltre la soglia
di 100 mila euro scattano una serie di elementi prescrittivi
previsti dalla legge, tra i quali l'iscrizione alla SOA, mentre c'è
la norma di carattere generale che per gli artigiani prevede la
possibilità di concorrere per lavori fino a 150 mila euro.
Con questa elevazione a 150 mila euro allineiamo la normativa
vigente in modo tale che anche gli artigiani possano
tranquillamente partecipare ai lavori.
ODDO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 29.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 29.3
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 29.4.
MARROCCO. Possiamo cassare il comma 1 dell'emendamento?
PRESIDENTE. Si deve intendere senza il comma 1 e anziché la parola
inoltre si deve intendere con le parole per consentire .
MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 29.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Presidente, siamo tornati su questo articolo
avendolo approvato con la legge n. 15. In quella occasione abbiamo
commesso un errore che infatti ci ha riportato a ridiscutere in
Aula questo argomento. La norma che avevamo approvato recitava
l'obbligo, per gli aggiudicatari delle gare di importo superiore a
100 mila euro, di aprire un numero di conto corrente unico. Questo
ha creato quella irrazionalità, quella impossibilità di agire da
parte delle imprese. E ciò perché non si conosceva il sistema
delle imprese o forse ci si immaginava che, attraverso questo
articolo, si sarebbe favorito un processo che invece abbiamo in
questo modo complicato inutilmente. E quindi era ragionevole che
alla possibilità di un unico conto corrente si sostituisse la
possibilità di averne più di uno. Ciascuno di noi, nella nostra
attività, fa così. Non credo che nessuno di noi in questa Aula
abbia un unico conto corrente, e nessuno di noi rinuncerebbe a
questa libertà.
Il punto è quello della tracciabilità, della intercettabilità dei
flussi finanziari di cassa. Noi abbiamo sostituito, ritengo
sbagliando, quella norma - che oggi viene letta con questo
emendamento approvato - che, anziché aprire un unico numero di
conto corrente, indica un conto corrente sul quale gli enti
appaltanti fanno confluire tutte le somme relative all'appalto.
Se si legge così, se tutte le somme relative all'appalto debbono
confluire sul quel conto corrente, che si indichi unico o che non
si indichi, la sostanza è uguale perché uno era e uno continua a
restare. Non abbiamo svolto efficacemente il compito che ci era
stato dato e continuiamo ad insistere su quello che a mio avviso è
un errore.
LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
quanto detto dall'onorevole De Benedictis. Le norme approvate in
Assemblea creano già un cappio alle imprese le quali hanno
solamente oneri. Allora i pagamenti non si possono anticipare, il
10 per cento non si può anticipare, bisogna indicare per forza un
solo conto corrente, invece io sono sulla via indicata
dall'onorevole De Benedictis perché chiaramente a noi interessa
solo la tracciabilità. Non interessa vessare le imprese le quali
vivono un momento particolare. Per cui concordo perfettamente e
credo che su questa norma, prima di creare altri problemi alle
imprese, bisognerebbe riflettere e risolvere la questione nel senso
indicato dall'onorevole De Benedictis.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 29, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30
Contratti per acquisti e forniture di servizi
1. All'articolo 3 della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 5, le
parole in scadenza del triennio 2006-2008' sono sostituite dalle
parole in scadenza nel triennio 2009-2011'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: 30.3, 30.2, 30.4;
-dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 30.5;
-dagli onorevoli Ruggirello, Lentini, Caronia: 30.1.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 30.6,
soppressivo dell'intero articolo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 30 è soppresso.
Passiamo all'articolo 31 e poi riprendiamo l'articolo 22.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Ritiro
l'accorpamento dell'emendamento Cracolici-Caputo con quello del
Governo. Mi riferisco all'articolo 22.
PRESIDENTE. Lei è rimasto all'articolo 22. Quando fate
l'accorpamento col 22 operate l'accorpamento di cui parlate, poi
riprendiamo, perché sarebbe la quarta volta.
Si riprende l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 22.6, inteso come subemendamento
all'emendamento 22.10.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sempre al fine di
evitare di iscrivermi tra i deputati che oggi utilizzano sia i
giornalisti sia molti addetti ai lavori in materia di ambiti
territoriali ottimali riguardo agli ottocento milioni di debiti che
hanno questi ambiti territoriali ottimali. E siccome questa norma
sancisce, a mio avviso, da quanto approveremo in Parlamento che
questi debiti effettivamente ci sono, perché se da un lato non c'è
nessun consigliere di amministrazione o presidente di consiglio di
amministrazione che non può sottoscrivere quello che è richiesto,
dall'altro conosciamo tutti che il ruolo delle riscossioni, in
diverse parti della Sicilia, sono illegittime in quanto tribunali
amministrativi, consigli di giustizia amministrativa, commissioni
tributarie e uffici del giudice di pace hanno sancito questo.
Quindi, per quanto mi riguarda, questa è una norma che porterà in
modo questa volta molto più serio la Regione a dichiarare il
disastro degli ambiti territoriali ottimali con ottocento milioni e
più di debiti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.6 del Governo da
intendere come subemendamento al 22.10 e con l'avvertenza che poi
voteremo il 22.12 come comma aggiuntivo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.10 del Governo, inteso come
comma aggiuntivo, come emendato. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.12 del Governo che è
aggiuntivo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'articolo 25 in precedenza accantonato. All'articolo
25 ricordo che sono stati mantenuti gli emendamenti 25.2, a firma
dell'onorevole Caronia, e 25.3, a firma dell'onorevole Maira.
Si passa all'emendamento 25.2. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con la soppressione della parola
vincolante .
MANCUSO. La parola vincolante deve rimanere.
PRESIDENTE. Se ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.3. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole De Luca
l'emendamento 25.2.1 che è improponibile perché non ha alcun
aggancio con il 25.3 a cui è stato legato né con il 25.2.
Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Modifica di norme in materia di mutui per la prima casa
1. All'articolo 4 della legge regionale 25 marzo 1986, n. 15, dopo
il comma 9 sono aggiunti i seguenti:
9 bis. I commi 6 e 8 non si applicano nel caso in cui il
mutuatario documenti, nelle forme di legge, che il mancato
pagamento delle rate scadute di ammortamento sia stato causato da
gravi e sopravvenuti motivi di seguito elencati:
a) morte del beneficiario;
b) sopravvenuta indisponibilità di reddito causata da spese
sanitarie sostenute dal beneficiario per gravi e inabilitanti
malattie;
c) perdita di occupazione stabile, con conseguente riduzione del
reddito da lavoro ad un livello inferiore a 10 mila euro annui.
9 ter. Nei casi elencati nel comma 9 bis non si applicano gli
interessi legali e di mora.
9 quater. In ogni caso, al mutuatario che estingue interamente il
debito, può essere operata una transazione fino ad un massimo del
20 per cento per gli interessi legali e di mora per le rate di
ammortamento scadute».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 31.3, 31.4;
- dagli onorevoli Speziale e Cracolici: 29.5;
- dagli onorevoli Pogliese, Formica, Vinciullo, Buzzanca ed
altri: 31.2, 31.1.
Gli emendamenti sono tutti ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 31.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 41 precedentemente accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 41
Convenzioni con i confidi
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato a stipulare le
convenzioni di cui al comma 1 dell'articolo 20, della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11, anche per le annualità
pregresse, per le agevolazioni di cui all'articolo 72 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed
integrazioni, nonché per quelle di cui al comma 2 dell'articolo 1
della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 21».
Comunico che i firmatari degli emendamenti all'articolo 41 hanno
dichiarato di ritirarli. Resta in vita soltanto l'emendamento 41.1
a firma dell'onorevole Oddo.
L'Assemblea ne prende atto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vedo l'Assessore
all'Industria. Siccome ho avuto modo di interloquire anche con lui,
proprio un'ora fa circa, e non voglio dire quello che mi ha detto,
nel senso che si condivideva l'emendamento perché in Commissione
bilancio e finanze è accaduto quello che è accaduto, posso anche,
onorevole Savona, rinunciare a parlare, mi pare così ragionevole
che rinuncio a parlare.
Onorevole Presidente, le faccio il riepilogo.
Onorevole Savona, il riepilogo lo faccio per il Presidente
considerato che conosce la vicenda perché era presente, pur non di
meno non ha ascoltato quello che ci siamo detti e cioè che
sostanzialmente stiamo permettendo anche all'Assessorato
all'Industria, il cui Assessore era d'accordo, è chiaro che era
giusto che lo dicesse lui e non io, per quanto concerne,
finalmente, le convenzioni che possono permettere dopo - quanti
anni sono passati, ora, io non me lo ricordo - ti attivare,
finalmente, di movimentare le somme sia dell'Assessorato
Cooperazione, sia dell'Assessorato all'Industria. In Commissione
bilancio e finanze è successo qualcosa di cui mi hanno raccontato
e che ha un po' creato questo disguido cui ritengo giusto porre
rimedio qui in Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 41.1. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 42 precedentemente accantonato.
Ne do lettura.
«Articolo 42
Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo
di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, nell'esercizio
finanziario 2009, ad erogare un contributo straordinario, di 1.000
migliaia di euro in favore dell'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo di Palermo e di 350 migliaia di euro in favore
dell'Ente autonomo Fiera di Messina, finalizzato al pagamento di
salari, stipendi, competenze accessorie ed oneri accessori del
personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008.
2. La Ragioneria generale della Regione è autorizzata a prestare
garanzia sussidiaria, sino ad un importo massimo di 2.000 migliaia
di euro, in favore degli Istituti di credito che erogano mutui
all'Ente autonomo Fiera di Messina, finalizzati al ripianamento
delle proprie esposizioni debitorie sussistenti al 31 dicembre 2006
ed alla definizione di transazioni.
3. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2009, ad erogare all'Ente autonomo Fiera del
mediterraneo di Palermo, un contributo di 100 migliaia di euro per
il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili».
Ricordo che erano stati presentati i seguenti emendamenti: 42.1
(soppressivo dell'articolo), 42.2, 42.3, 42.4, A 296 e 42.5.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli De Luca, Romano,
Corona e Rinaldi il subemendamento 42.5.1.
Gli emendamenti 42.1, 42.2, 42.3 e 42.4 sono ritirati
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A 296, di identico contenuto
all'emendamento 42.5..
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 42.6.
CRACOLICI. Ma la copertura non si usa più?
PRESIDENTE. La copertura c'è.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento in questione, presentato dal Governo, è funzionale a
dare copertura ad una vicenda che riguarda l'Autorità portuale di
Messina e l'Ente Fiera di Messina.
Questo contributo che viene concesso dal Governo della Regione
siciliana di 50 mila euro, a valere per due anni, a copertura del
costo della locazione che viene data all'Autorità portuale, altro
non è che un contributo determinato che non può avere altra
destinazione se non il pagamento della pigione. Questo contributo e
niente altro.
Mi pare una cosa importante e l'Assemblea dovrebbe approvarlo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non vorrei che il Governo con questo intervento avesse
allungato l'iter.
Ha facoltà di parlare onorevole Mancuso.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
operazione di patrimonializzazione, Assessore. Dico ciò perché, da
un lato, il debito l'Ente Fiera lo compensa con terreno di
proprietà. Leggiamolo insieme: L'Ente è autorizzato a effettuare
la compensazione previo accordo con l'Autorità portuale relativa
alle migliorie effettuate . . Quindi c'è una dismissione di
patrimonio dell'Ente Fiera che viene trasferita all'Autorità
portuale.
Me lo spiega onorevole Assessore? Qua è scritto così
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Sono stati eseguiti a suo tempo dei
lavori sul patrimonio che in atto è gestito dalla Fiera. Questi
lavori non erano mai stati riconosciuti per un antico contenzioso
che c'è tra l'Autorità portuale e l'Ente Fiera di Messina.
Questa norma consente di autorizzare l'Ente Fiera a poter avere
riconosciuto dall'Autorità portuale le spese fatte che hanno
determinato di fatto una valorizzazione degli immobili. Quindi si
concede l'autorizzazione ad effettuare questa sorta di transazione
perché serve a compensare le spese che sono dovute dall'Ente Fiera
di Messina all'Autorità portuale. La seconda fattispecie è il
contributo da parte della Regione di 50 mila euro, lo ripeto, a
valere sui canoni dei due anni, 2009 e 2010.
PRESIDENTE. Intanto, il subemendamento 42.5.1, a firma
dell'onorevole De Luca, è ritirato in seguito alla presentazione di
questo emendamento del Governo, cioè quello che ho letto poco fa.
Dopo l'approvazione di questo emendamento, passeremo all'articolo
36 e all'articolo 54.
CRACOLICI. La proposta era di chiudere alle 22.00.
PRESIDENTE. Approviamo l'articolo 36 e l'articolo 54, dopodiché,
la Presidenza convocherà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per concordare il prosieguo dei lavori d'Aula.
Pongo in votazione l'emendamento 42.6, presentato dal Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Vorrei porre all'attenzione del Governo un problema
riguardante questo contributo che ogni anno diamo all'Ente Fiera.
Ormai avete deciso però il problema è che non possiamo continuare
a dare gratis e ad amore di questi contributi agli Enti Fiera di
Palermo che serve a pagare debiti contratti in maniera un poco
strana e non avere un programma.
A noi interesserebbe sapere da parte del governo quale sarà da
oggi in avanti ancora con un ulteriore contributo la fine di questi
enti fiera.
Devono essere sempre degli enti che servono a pagare somme
continuamente per oneri di chi sono a carico?
Io chiedo solamente al di là se volete darlo lo date il
contributo, ma la programmazione e di quale fine dovrà fare l'ente
fiera.
Vorrei dirle che altri assessori prima di lei hanno assicurato
ogni anno che sarebbe stato l'ultimo anno. In queste condizioni che
senso ha tenere questi enti fiera che servono solamente ad avere
delle somme a carico della Regione. Utilità non ce n'è. Non ci sono
sicuramente fatti positivi, diteci quale è il programma.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Onorevoli colleghi, intervengo in ordine
a questo articolo 42 al comma 2 per illustrare l'atteggiamento che
ha tenuto il governo in ordine all'ente fiera di Palermo e di
Messina.
Con una sentenza della Corte di Giustizia è stata riconosciuta
l'attività della fiera come una libera attività economica, in
questo senso c'è tutta una attività legislativa che riguarda sia lo
Stato che la Regione siciliana in riferimento alla privatizzazione.
L'attività che il governo ha adottato fino ad oggi è stata quella
di non pagare alcun debito per quanto riguarda, appunto, i debiti
dell'ente fiera di Palermo e quindi all'ente fiera di Messina è
stato avviato un processo di privatizzazione.
Questo lo dico perché la mia coscienza mi impone di riferire al
Parlamento qual è l'orientamento del governo, il governo intende
avviare un percorso di privatizzazione che sia funzionale a dare un
posto di lavoro ai privati e nel contempo non supplire ai debiti
che sono stati contratti nel tempo nei confronti della fiera di
Palermo e nei confronti della fiera di Messina.
Ogni altra attività che in questo senso ovviamente stride con
l'attività di governo; ho il dovere di rappresentare una
contrarietà.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura.
Art. 36
Interventi per la formazione della gente di mare'
1. Per l'avviamento al lavoro nel settore marittimo e per
garantire la sicurezza, come previsto dalle norme International
Maritime Organization (IMO), l'Assessore regionale per il lavoro,
la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
adotta entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, un apposito atto di indirizzo per definire:
a) i criteri di individuazione, attraverso bandi di gara a
evidenza pubblica, degli enti o degli istituti, tra quelli
riconosciuti ed autorizzati dal Ministero dei trasporti,
Dipartimento della navigazione marittima e acque interne, come
previsto dalle norme internazionali, definite STCW78/95 STANDARD',
per l'addestramento e la tenuta della certificazione ai fini della
formazione del personale marittimo;
b) la programmazione dei percorsi di addestramento e della
formazione ai fini dell'applicabilità dei requisiti obbligatori
minimi previsti per il personale che presta servizio su navi
battenti bandiera italiana che effettuano viaggi nazionali ed
internazionali;
c) le modalità di individuazione dei soggetti beneficiari del
buono formativo per la frequenza dei corsi teorico-pratici.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
3.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del Fondo sociale
europeo nell'ambito della programmazione comunitaria 2007-2013
relativa alla Regione siciliana, per garantire il diritto
all'istruzione e al lavoro della gente di mare .
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 36.3, 36.4, 36.5;
- dagli onorevoli Ammatuna ed altri: 36.1;
- dall'onorevole Picciolo: 36.2.
AMMATUNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
annunciare che ritiro l'emendamento.
Tuttavia, esiste un problema e non so tecnicamente come possiamo
risolverlo. Vi sono due questioni importanti: innanzitutto, possono
usufruire di questo buono anche i marittimi che sono imbarcati in
navi estere e non soltanto in navi italiane e, poi, che siano dei
siciliani che hanno la residenza nella nostra Regione da almeno tre
anni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 36.3, 36.4 e 36.5
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Rinaldi, Picciolo, Ammatuna ed altri: 36.6;
dagli onorevoli Caronia, Bonomo, Fiorenza ed altri: 36.7.
Pongo in votazione l'emendamento 36.7. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
anch'io ritiro l'emendamento perché sottoscrivo questo proposto
dall'onorevole Ammatuna, in quanto comprende in pieno quello da me
già esposti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, insieme ai corsi
che sono previsti nell'articolo 36, bisogna aggiungere quelli del
PMR che sono quei corsi per le persone con mobilità ridotta, i
cosiddetti corsi PMR.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 36.6. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 54 e degli
emendamenti 54.2 e 54.1.
Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Di Benedetto,
Bosco, Cascio Salvatore e Panepinto, i subemendamenti 54.1.1 e
54.1.2.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono fra i tanti
deputati che considerano Ragusa Ibla uno scrigno, un patrimonio
dell'umanità; vorrei, però, per un attimo, senza alcuna
speculazione considerare anche quanti altri patrimoni dell'umanità
ci sono nella nostra Regione e soprattutto capire fino a che punto
possiamo, circa 15- 20 anni, considerare l'intervento solo su
Ragusa Ibla un fatto importante e cominciare, invece, a sviluppare
argomenti che riguardano altri patrimoni, così come a volte
l'UNESCO ha riconosciuto o, comunque, patrimoni al di fuori del
riconoscimento della cosiddetta pratica dell'UNESCO .
Dico questo, signor Presidente, non tanto per segnare un
passaggio, tanto per prenotare qualcosa, non ho niente da prenotare
e penso che abbiamo da questo punto di vista una riflessione seria
da avviare.
Vorrei sentire il Governo in questa direzione perché non ritengo
che dovremmo anche da questo punto di vista perdere un minuto per
tentare di fare un organico testo di legge che prenda spunto da
tutto ciò che in Sicilia rappresenta veramente un fiore
all'occhiello per quanto concerne anche la storia della nostra
Regione.
Quindi, grande rispetto per il barocco e, in quel caso, sappiamo
bene di che cosa stiamo parlando ma grande rispetto per tutto ciò
che in questo momento nella storia rappresenta anche un volano
turistico.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, siccome gli uffici mi dicono che sia
gli emendamenti che sono stati presentati fuori sacco sia quelli
che ci sono al testo sono tutti di spesa e non c'è copertura,
approviamo l'articolo 54 senza emendamenti.
ODDO. Signor Presidente, non sto intervenendo contro qualcosa; sto
intervenendo soprattutto per specificare che dobbiamo una buona
volta metterci un punto perché non possiamo per 20 anni continuare
ad intervenire e tenere conto solo di una realtà; dobbiamo fare in
modo di fare un testo organico che metta al centro anche
dell'attenzione di questa Assemblea tutto ciò che è possibile non
solo conservare ma recuperare e valorizzare.
Mi permetto in questo senso di spingere e dico al Governo che
vorrei capire cosa ne pensa in tale direzione.
Se, per cortesia, l'Assessore per il bilancio, che evidentemente
di fondi globali ne dovrebbe capire, può assumere questa sera
l'impegno di trattare argomenti che riguardano questo livello - non
stiamo parlando del garage di casa nostra - e cominciare a
sviluppare anche un argomento di cosa realmente significa
recuperare centri storici importanti della nostra Isola.
Questo volevo dire, signor Presidente, e spero di avere anche in
un minuto la risposta e l'impegno del Governo.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento al
testo ripristina la formulazione storica dello stanziamento
integrato, pertanto, lo sottopongo perché la corretta formulazione
rispetto alla formulazione scorretta in Commissione ridimezzava lo
stanziamento e la dotazione finanziaria riportando la legge n. 6
del 1997 integrata di 750 mila euro.
Sono d'accordo con quello che diceva l'onorevole Oddo; l'unico
problema che riguarda questa legge è che va rinnovata perché
scaduta quindi soltanto questo è il motivo dell'impellenza perché
è scaduta la legge e va rifinanziata.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonamento da parte
dell'onorevole Savona. Onorevole Cimino, c'è la copertura
all'emendamento 54.2.
MINARDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 54.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, solo per dire che c'è la
riformulazione dell'emendamento 54.1, del sottoscritto, che il
significato è identico a quello dell'onorevole Leontini, è più
compiuto perché dice che fra i 4 milioni 250 più 750 che nel
complessivo sono 5 milioni di euro all'anno per i tre anni. Volevo
chiedere se si possono porre entrambi in votazione
contemporaneamente.
PRESIDENTE. L'articolo 54 è accantonato.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.53, è ripresa alle 21.55)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, suggerirei ai colleghi, visto che
siamo in una fase di particolare stanchezza, di riflettere su un
dato e lo dico al Governo per l'ennesima volta perché questa sera,
assessore, ho sentito che stiamo ballando sul Titanic.
Lei ha parlato di situazione delicatissima delle finanze della
Regione. Abbiamo usato toni che mai si erano usati durante una
finanziaria.
Non so se è vero oppure no; non so se siamo sul Titanic o non lo
siamo però suggerirei, nel trattare qualunque norma che abbia
bisogno di copertura, di fermarci un attimo prima di darla perché
non vorrei che il Titanic ci fosse per alcuni e per altri no.
Quindi, vista la situazione, suggerirei di fermarci qua, rinviando
la seduta a domani mattina, così tutti abbiamo le idee più fresche;
valuteremo il Titanic, qual è la falla del medesimo e solo dopo
valuteremo se dobbiamo affondare o meno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso lo studio
del Presidente.
(La seduta, sospesa alle ore 21.57, è ripresa alle ore22.17)
(Assume la Presidenza il Vicepresidente ODDO)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Avverto che, secondo quanto deciso in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, i lavori
parlamentari riprenderanno domani per concludere nella stessa
giornata, anche con seduta notturna, l'esame dei disegni di legge
di bilancio e finanziaria.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29
aprile 2009, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il
triennio 2009-2011 (249-327/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2009 (250) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 22.18
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.58
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 250/A: DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE
PER L'ANNO 2009
All'articolo 3:
Emendamento 3.8:
Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti:
1 bis - Per il triennio 2009-2011 si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 13, comma 7, della regionale 17 marzo 2000, n. 8;
1 ter - Nel triennio 2009-2011 un'ulteriore quota del fondo di cui
al precedente comma 1 rimane nella disponibilità dell'Assessorato
regionale alla famiglia, alle politiche sociali ed alle autonomie
locali, per essere assegnata ai comuni con popolazione inferiore
ai 5 mila abitanti per il rimborso dell'80 per cento delle spese
sostenute e documentate nell'anno precedente per la gestione degli
asili nido;
1 quater - Per il triennio 2009- 2011 un'ulteriore quota del fondo
di cui al precedente comma 1 rimane nella disponibilità
dell'Assessorato regionale alla famiglia, alle politiche sociali
ed alle autonomie locali per rimborsare ai comuni l'80 per cento
delle spese sostenute e documentate per ricovero di minori
disposto dal tribunale dei minori ai sensi dell'articolo 25 del
regio decreto 20 luglio 1934, n. 1404.
Subemendamento A. 402.2 all'emendamento A. 402:
Sostituire le parole 15 milioni con le seguenti cinque
milioni .
Emendamento A. 402:
Aggiungere il seguente comma:
Per la riparazione e il ristoro dei danni subiti da soggetti
pubblici e privati nonché per la copertura finanziaria degli
interventi sostenuti dai comuni per fronteggiare situazioni di
emergenza, conseguenti ad eventi meteorici avversi dei mesi di
novembre e dicembre 2008, gennaio e febbraio 2009, compresi quelli
di cui all'O.P.C.M. n. 3734/09 e successive estensioni, accertati
e quantificati dal Dipartimento regionale della Protezione civile,
con priorità per gli interventi già effettuati, è destinata la
somma di euro 15.000.000 a valere sui fondi previsti dall'articolo
76, comma 4, della legge regionale n. 2 del 2002 e successive
modifiche ed integrazioni
All'articolo 8:
Emendamenti 8.31 e 8.24:
Il comma 16 è soppresso.
Emendamento 8.7:
Il comma 18 è soppresso.
All'articolo 9:
Emendamenti 9.8 e 9.1:
L'articolo 9 è soppresso.
All'articolo 13:
Emendamento 13.3.1, di riscrittura dell'emendamento 13.3:
Sostituire le parole imprese agricole di produzione primaria
singole e associate con le parole imprese agricole singole,
associate e cooperative .
Emendamento 13.4:
Al comma 2, dopo la cifra 50.000 aggiungere per le imprese
agricole di produzione primaria, e al regolamento (CE) 1998/06
della Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato sulla GUEE 28
dicembre 2006 n. 379, e comunque entro il tetto massimo di euro
500.000, per le imprese agricole associate attive nel settore
della lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle
produzioni agricole primarie .
Emendamento 13.6:
Al comma 5 dopo le parole ... che assume il ruolo di gestore
concessionario. aggiungere il seguente periodo: La CRIAS a tal
fine provvederà a costituire una contabilità separata per
l'espletamento di tale ruolo .
All'articolo 14:
Emendamento 14.3:
Al comma 2 dopo le parole è stabilito nella misura fissa del 2
per cento aggiungere: le parole aumentato del 3,5 per cento a
favore delle aziende condotte da giovani imprenditori .
All'articolo 15:
Emendamento 15.13:
Articolo 15, comma 8, è abrogata la copertura che si dà con
capitolo 215704 con 5.000.
All'articolo 16:
Emendamenti 16.4 e 16.1:
Al comma 1, dopo le parole gli istituti di credito sostituire
le parole possono prorogare con prorogano .
Emendamento 16.3:
Al comma 2, sostituire le parole 30 giorni con 60 giorni ;
al comma 3, sostituire le parole e comunque entro il 30 giugno
2009 con e comunque entro il 31 dicembre 2009 ;
al comma 4, sostituire le parole 30 giugno 2009 con le parole
31 dicembre 2009.
Emendamento 16.2:
Apportare le seguenti modifiche:
Al comma 3, sostituire le parole 30 giugno 2009 con le parole
31 dicembre 2009 ;
al comma 4, sostituire le parole 30 giugno 2009 con le parole
31 dicembre 2009 ;
al comma 5, sostituire le parole possono essere assistite con le
parole sono assistite .
Emendamento 16.11:
Il comma 6 è soppresso.
All'articolo 18:
Emendamento 18.8:
In riferimento alla legge n. 22 del 2008, all'articolo 8, comma 1,
cassare l'ultimo periodo per i comuni con popolazione fino a
10.000 abitanti .... nello stesso periodo .
All'articolo 19:
Emendamento 19.1:
Sostituire l'articolo 19 con il seguente:
Art - All'articolo 27 della legge regionale n. 20 del 3 dicembre
2003 dopo le parole aree interne aggiungere le seguenti parole:
di cui alla legge regionale n. 26/88. L'individuazione dei criteri
compensativi non potrà comportare l'assegnazione di una quota di
trasferimento annuale inferiore a quella stabilita per l'anno
2002.
All'articolo 21:
Emendamento 21.2:
Sostituire la parola dieci , con la parola tre .
All'articolo 22:
Emendamento 22.10:
Sostituire l'articolo 22 con il seguente:
Art. 22
Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti pubblici
territoriali
1. Al fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
enti locali, loro società e consorzi derivanti da contratti di
somministrazione, forniture ed appalti, gli stessi certificano,
entro venti giorni dalla ricezione della relativa richiesta da
parte del creditore, se il relativo credito sia certo, liquido ed
esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma successivo. Il
rifiuto del rilascio della certificazione deve essere entro 30
giorni adeguatamente motivato. La certificazione deve attestare
l'inesistenza di eccezioni opponibili ai creditori nascenti dal
contratto e/o dall'esecuzione dello stesso.
2. La certificazione di cui al precedente comma potrà essere
utilizzata da parte dei creditori al fine di perfezionare con
banche o intermediari finanziari abilitati dalla vigente
legislazione operazioni di cessione del credito pro-soluto.
L'eventuale cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità
di legge, ha effetto nei confronti del debitore ceduto, in deroga
a quanto previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo
163/2006 e successive modifiche ed integrazioni, a far data dalla
predetta certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra
comunicazione di assenso o di diniego, espressa o tacita. Qualora
l'esigibilità dei crediti certificati sia subordinata, per quanto
previsto in contratto, al verificarsi di una determinata scadenza
temporale connessa alla modalità di perfezionamento della
somministrazione, della fornitura o di realizzazione dell'appalto,
la cessione sarà immediatamente efficace restando l'esigibilità
del credito condizionata al maturare della scadenza prevista .
Emendamento 22.6:
Sopprimere al comma 2 le parole in deroga a quanto previsto
dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo 163/2006 e
successive modifiche ed integrazioni .
Emendamento 22.12:
Dopo il comma 2 sono aggiunti i commi:
3. Al fine di evitare che imprese, artigiani e commercianti che
vantano crediti nei confronti della Regione non ottengano
l'attestazione di regolarità contributiva da parte di Inps, Inail
e Cassa edile per la sussistenza di debiti nei confronti di detti
enti, se pure di entità inferiore al credito vantato, l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato a stipulare
apposite convenzioni con i suddetti istituti per poter consentire
a imprese, artigiani e commercianti, la compensazione dei crediti
vantati dagli stessi nei confronti della Regione e da questa
certificati con le modalità di cui ai comma 1 e comma 2 del
presente articolo, con i debiti contributivi.
Le modalità relative alla compensazione e alla stipula della
convenzione saranno previste da un apposito decreto emanato
dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze.
4. Al fine di evitare che le amministrazioni pubbliche procedano
al blocco dei pagamenti superiori a euro 10.000 qualora in capo al
destinatario risultino debiti col fisco superiori al suddetto
importo pur in presenza di crediti di importo superiore vantati
nei confronti della Regione, l'Assessore regionale per il bilancio
e le finanze è autorizzato a stipulare apposita convenzione con
l'Agenzia delle Entrate al fine di consentire la compensazione dei
crediti vantati e certificati con le modalità di cui ai commi 1 e
2 del presente articolo, con i debiti relativi a imposte regionali
(Irap, Addizionale regionale).
Le modalità relative alla compensazione e alla stipula della
convenzione saranno previste da un apposito decreto emanato
dall'Assessore per il bilancio e le finanze.
All'articolo 24:
Emendamento 24.7:
L'articolo 24 è soppresso.
All'articolo 25:
Emendamento 25.2:
Dopo il comma 1 aggiungere:
1 bis. Il programma di cui al comma 1 è sottoposto al parere
vincolante della Commissione legislativa bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana.
Emendamento 25.3:
Al comma 4 dopo le parole umane e strumentali aggiungere
individuate esclusivamente all'interno dell'amministrazione
regionale senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio della
Regione .
All'articolo 26:
Emendamento 26.7.2:
Al comma 4, dopo le parole per il bilancio e le finanze
aggiungere previo parere della Commissione parlamentare Bilancio
e finanze .
Emendamento 26.7.3:
Alla fine del comma 4 aggiungere dopo le parole il funzionamento
del Comitato non comporta alcun onere a carico del bilancio della
Regione le parole I componenti il comitato non ricevono alcun
compenso per la loro attività .
Emendamento 26.7.4:
Al comma 5 dopo le parole a stipulare convenzioni aggiungere
predisponendo uno schema tipo da sottoporre al parere della
Commissione parlamentare Bilancio e finanze .
Emendamento 26.7.5:
Al comma 5, penultimo rigo, sopprimere la parola medesime .
Emendamento 26.7.6:
Al comma 6 aggiungere: e) criteri di precedenza per l'accesso al
credito .
Emendamento 26.7.1:
Al comma 8 le parole la riproduzione sono sostituite con le
parole la spesa di 10.000 migliaia di euro cui si provvede con
parte delle entrate previste dal comma 1 dell'articolo 5 della
legge regionale 31 maggio 2004, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, da reiscrivere e le parole della somma risultante
allo scorso esercizio finanziario ad economia a valere sul
capitolo 616803 UPB 4.3.2.6.2. .
Emendamento 26.7.7:
Al comma 6 alla fine della lettera c) aggiungere: avendo riguardo
anche al loro reddito .
Emendamento 26.7:
Sostituire l'articolo 26 con il seguente:
1. All'art. 5 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, come
integrato e modificato dall'art. 55, commi 20, 21 e 22 della legge
regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono apportate le seguenti
integrazioni: alla fine del comma 1 è aggiunto il seguente periodo
"o per l'attivazione di iniziative di microcredito"; alla fine del
comma 2 è aggiunto il seguente periodo "salvo che per le
iniziative di microcredito da realizzarsi secondo modalità
stabilite con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze".
2. La Regione siciliana promuove iniziative di microcredito al
fine di dare sostegno economico-sociale alle famiglie ed alle
microimprese siciliane, rispettivamente residenti ed operanti nel
territorio siciliano, che coinvolgano, in particolare, donne e
giovani e contrastare così il fenomeno criminale dell'usura.
Per la definizione di microimpresa si fa riferimento a quella
contenuta nell'Allegato I al Regolamento della Commissione Europea
(CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008.
3. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato alla istituzione di un Fondo Etico della Regione
Siciliana (FERS) da destinarsi per il 65% dell'ammontare a favore
delle microimprese e per il restante 35% a favore delle famiglie,
che potrà altresì essere alimentato da contributi volontari degli
aderenti o di terzi, da donazioni, lasciti, erogazioni conseguenti
a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli Enti territoriali o
locali, da altri Enti pubblici o privati.
4. All'attuazione dell'iniziativa sovrintende un Comitato
regionale per il microcredito, istituito presso l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze - Dipartimento regionale
finanze e credito - alla cui nomina provvede con proprio decreto
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, stabilendo
funzionalità e compiti specifici dello stesso Comitato, di cui
fanno parte l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze o
un suo delegato, con funzione di presidente, tre rappresentanti
delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nell'attuazione
dell'iniziativa, un esperto di microcredito e il segretario,
individuato tra il personale del Dipartimento regionale finanze e
credito; il funzionamento del Comitato non comporta alcun onere a
carico del bilancio della Regione.
5. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze -
Dipartimento regionale finanze e credito - è autorizzato a
stipulare convenzioni con le aziende di credito operanti in
Sicilia e con istituzioni e organismi non profit, al fine di
attivare le iniziative di microcredito alle famiglie di cui al
primo comma. E' altresì autorizzato a stipulare convenzioni con le
medesime aziende di credito riguardo alle iniziative di
microcredito rivolte alle microimprese.
6. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di euro
3.000 per le operazioni di microcredito alle famiglie e di euro
15.000 per le operazioni destinate alle microimprese, restando
demandato alle convenzioni di cui al comma 5 di stabilire: a)
l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni; b) le
modalità di accesso al microcredito da parte di famiglie e
microimprese e le azioni di tutoraggio ed accompagnamento a favore
di queste; c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso
al credito; d) i tassi di interesse massimi applicabili.
7. Fermo restando quanto previsto ai commi precedenti, con decreto
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, da
adottarsi sentita la II Commissione Bilancio', saranno stabilite
le modalità di gestione operativa dello stesso Fondo e quant'altro
necessario per la realizzazione dell'iniziativa di cui al presente
articolo che viene, comunque, attuata nei limiti e alle condizioni
di cui ai regolamenti comunitari (CE) n. 1998/2006 del 15 dicembre
2006, (CE) n. 875/2007 del 24 luglio 2007, (CE) n. 1535/2007 del
20 dicembre 2007, così come successivamente modificati ed
integrati, e tenuto conto, relativamente al triennio 2009-2011,
della Comunicazione della Commissione - Quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi
finanziaria ed economica (2009/C16/01).
8. Per la costituzione del Fondo di cui al comma 3 è autorizzata
la riproduzione, ai sensi del comma due dell'art. 8 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, nel Bilancio regionale 2009 della
somma risultante allo scorso esercizio finanziario ad economia a
valere sul capitolo 616803 UPB 4.3.2.6.2. .
All'articolo 29:
Emendamento 29.5.1:
Cassare il punto b).
Emendamento 29.5:
Al comma 1 lettera a) dopo indicare sopprimere almeno .
Emendamento 29.2:
All'articolo 16, della legge regionale 6 novembre 2008, n. 15,
sostituire le parole 100.000 euro con le parole 150 mila euro .
Emendamento 29.3:
Dopo il primo comma aggiungere il seguente:
2. Al secondo periodo del primo comma dell'articolo 2 della legge
regionale 20 novembre 2008, n. 15, dopo le parole bonifico
bancario' aggiungere le seguenti: bonifico postale o assegno
circolare non trasferibile .
All'articolo 30:
Emendamento 30.6:
L'articolo 30 è soppresso.
All'articolo 36:
Emendamento 36.6:
Al comma 1, lettera a), dopo le parole definite STCW78/95
STANDARD aggiungere e dalla circolare n. 10/SM del 4 gennaio
2007 Ministero dei trasporti e del decreto legislativo n. 52 del
2005 per le persone a mobilità ridotta (PMR) .
Emendamento 36.7:
Al comma 1:
- alla lettera b) dopo le parole bandiera italiana aggiungere le
parole e straniera ;
- alla lettera c) dopo le parole soggetti beneficiari del buono
formativo aggiungere le parole residenti da almeno tre anni
nella Regione Sicilia ed iscritti al collocamento marittimo della
Regione .
All'articolo 41:
Emendamento 41.1:
Sostituire le parole: della pesca è autorizzato con: della
pesca e l'Assessorato regionale per l'industria sono autorizzati .
All'articolo 42:
Emendamento A. 296:
Al comma 1 dopo le parole alla data del 31 dicembre 2008
aggiungere nonché delle competenze maturate e spettanti ai
revisori dei conti degli Enti suddetti alla stessa data .
Emendamento 42.6:
Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:
4. L'Assessorato della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato a destinare la somma
di 50 migliaia di euro, per ciascuno degli esercizi finanziari
2009 e 2010, finalizzandola al pagamento di spese urgenti e
indifferibili per gli oneri finanziari derivanti dal canone di
concessione per l'occupazione demaniale marittima per gli uffici
dell'ente, nonché per l'uso del quartiere fieristico di Messina.
5. Le modalità di erogazione delle provvidenze di cui alla
presente legge, che l'Amministrazione di cui al comma precedente
verserà direttamente in capo all'Autorità Portuale quale soggetto
deputato al rilascio delle concessioni anzidette, saranno
stabilite con decreto assessoriale da emanarsi entro 60 giorni
dalla pubblicazione della presente legge.
6. L'erogazione delle provvidenze di cui alla presente legge è
subordinata all'emissione di apposito atto di assenso, da parte
dell'Autorità Portuale di Messina, in ordine alla reviviscenza del
diritto dell'Ente Autonomo Fiera di Messina alle indennità e ai
rimborsi per il valore di miglioramento realizzato dallo stesso
ente Autonomo Fiera di Messina, sul quartiere fieristico,
relativamente al costo effettivo dell'intervento di opere
transitate nelle pertinenze dello stesso quartiere.
7. Il valore del diritto di cui al comma precedente andrà portato
in detrazione dal debito complessivo che l'Ente Autonomo Fiera di
Messina ha maturato nei confronti dell'Autorità Portuale di
Messina, in ragione dei canoni di concessione scaduti e non
pagati.
8. Alla copertura della spesa prevista dal presente articolo,
quantificata in 100 migliaia di euro per il biennio 2009-2010, si
provvede mediante riduzione di pari importo delle disponibilità di
cui al capitolo 215701, U.P.B. 4.2.1.5.1 del bilancio pluriennale
della Regione siciliana per il triennio 2009-2011.