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Resoconto d'Aula della Seduta n. 87 di martedì 28 aprile 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fiorenza ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   numero  577 -  Iniziative per evitare il ridimensionamento  degli
  scali merce ferroviari in Sicilia .
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   numero   578  -   Iniziative  per  la  realizzazione   di   nuovi
  'Hospice' .
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   numero  579 -  Iniziative per scongiurare la cancellazione  dello
  scalo merci di Siracusa .
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   numero  580 -  Iniziative a livello nazionale per scongiurare  il
  recepimento  della  direttiva  europea  in  materia   di   bevande
  analcoliche .
   Presidente Regione
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                    Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009
                                (250/A)

   PRESIDENTE. Si procede al seguito dell'esame del disegno di legge
   Disposizioni  programmatiche  e  correttive  per   l'anno   2009
  (250/A).
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio  a prendere posto
  al banco alla medesima assegnato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
        Assegnazioni agli enti locali per il triennio 2009-2011

   l.  Nelle  more  della definizione dei criteri  di  riparto  della
  compartecipazione  dei singoli comuni al gettito  dell'imposta  sul
  reddito delle persone fisiche riscossa nel territorio della Regione
  prevista dall'articolo 7 della legge regionale 8 febbraio 2008,  n.
  l,  per  il triennio 2009 - 2011, le assegnazioni annuali in favore
  dei  comuni,  per  lo  svolgimento  delle  funzioni  amministrative
  conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di sostegno
  allo  sviluppo,  sono  quantificate nella  misura  stabilita  dall'
  articolo 8, comma l, della legge regionale 30 gennaio 2006,  n.  1,
  da iscrivere in una o più soluzioni, e sono destinate, per i comuni
  con  popolazione  superiore  a 5.000 abitanti,  ad  esclusione  dei
  comuni  delle isole minori, a spese di investimento, per una  quota
  non  inferiore  al  l0 per cento con obbligo di incremento  annuale
  della stessa di almeno lo 0,5 per cento o nella maggiore misura che
  sarà deliberata nella Conferenza Regione Autonomie locali.

   2. La ripartizione delle risorse di cui al comma l è effettuata ai
  sensi dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2  e
  successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 21, comma  17,
  della  legge  regionale  22  dicembre  2005,  n.  19  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   3.  L'iscrizione  in bilancio e la relativa erogazione,  al  netto
  delle quote destinate a spese di investimento e di quelle destinate
  a   specifiche  finalità  in  base  alla  legislazione  vigente,  è
  effettuata  tenendo conto delle disposizioni previste dall'articolo
  18 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15.

   4.  Per  il triennio 2009-2011, le assegnazioni annuali in  favore
  delle  province,  per lo svolgimento delle funzioni  amministrative
  conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di sostegno
  allo  sviluppo, determinate con il comma 4, dell'articolo 6,  della
  legge  regionale  6 febbraio 2008, n. l, sono ridotte  del  12  per
  cento.

   5.  Le  assegnazioni annuali di cui al comma 4 sono  destinate,  a
  spese  d'investimento, per una quota pari almeno al 10  per  cento,
  con  l'obbligo di incremento annuale della stessa di  almeno  dello
  0,5  per  cento  o  nella maggior misura che sarà deliberata  nella
  Conferenza Regione-Autonomie locali.

   6.  La  ripartizione delle risorse di cui al comma 4 è effettuata,
  secondo le modalità previste dall'articolo 76, comma 1, della legge
  regionale   26   marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni.

   7.  Per  le  disposizioni  del  presente  articolo  il  Ragioniere
  generale  è  autorizzato ad apportare al bilancio della Regione  le
  necessarie variazioni di bilancio».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole  Cracolici: 3.11, 3.12, 3.13,  3.14,  3.15,  3.16,
  3.17, 3.18, 3.19;
   dagli onorevoli Maira , Dina e Cordaro: 3.8;
   dagli onorevoli Galvagno e Termine. 3.6 e 3.5;
   dall'onorevole Leontini: 3.3;
   dall'onorevole Savona: 3.4;
   dall'onorevole Cimino: 3.10;
   dagli onorevoli Laccoto, Galvagno e Lupo: 3.1 e 3.2.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, avevo presentato,  all'articolo  3,
  alcuni emendamenti, a mia firma, che non vedo nel fascicolo, forse,
  sono stati inseriti tra gli aggiuntivi ma riguardano i Comuni.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, è in grado  di  indicarci  quali
  sono questi emendamenti?

   CRACOLICI. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   dispongo   l'accantonamento
  dell'articolo  3  per  permettere  la  verifica  sugli  emendamenti
  aggiuntivi che avrebbero dovuto essere inseriti all'articolo 3.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                Regia unica della promozione siciliana

   1.  Al  fine  di  sostenere, nel quadro di un  programma  unitario
  regionale,  le  manifestazioni o gli  eventi  che  fruiscono  della
  promozione  della  Regione, con o senza oneri per l'Amministrazione
  regionale,  la  Giunta regionale predispone un  programma  unitario
  regionale  quale  strumento  per il  coordinamento  delle  attività
  relative  agli  interventi di propaganda e  promozione  patrocinate
  dalla  Regione. Le iniziative direttamente promosse possono  essere
  destinatarie di un unico intervento ed esclusivamente da  parte  di
  un solo assessorato regionale.

   2. Gli interventi di cui al comma 1 devono prevedere uno spazio di
  comunicazione,  specificatamente destinato a  fornire  informazioni
  utili per l'immagine della Sicilia.

   3.  Al  fine di promuovere il proprio territorio sotto il  profilo
  turistico,    culturale,    architettonico,    paesaggistico     ed
  enogastronomico,  la  Regione siciliana incentiva  le  attività  di
  produzione  televisiva  e cinematografica  ambientate  in  Sicilia,
  mettendo a disposizione i propri siti.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  istituito  presso
  l'Assessorato  regionale  del turismo, delle  comunicazioni  e  dei
  trasporti  un apposito  Fondo', nel quale confluiscono parte  delle
  dotazioni   finanziarie  dei  singoli  interventi   precedentemente
  finanziati   con   legge   di  bilancio  o   con   apposita   norma
  autorizzativa.  La relativa spesa, valutata in 10.000  migliaia  di
  euro, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, è finalizzata alla
  realizzazione del programma unitario regionale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.7, 4.8, 4.10 e 4.9;
   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.11, 4.12 e 4.13;
   dagli  onorevoli Maira, Cordaro, De Benedictis. 4.4 (al  comma1),
  4.4 (al comma2), 4.4 (al comma 4);
   dagli onorevoli Caronia, leontini, Galvagno e Currenti: 4.5;
   dall'onorevole Fagone: 4.2;
   dall'onorevole De Luca: 4.1.

   Si passa all'emendamento 4.6 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero che  ci
  sia  un po' di attenzione anche da parte del Governo, perché  credo
  che l'articolo 4 sia un articolo delicato.
   Questo   capitolo   era   stato   istituito   con   finalità    di
  razionalizzazione  sulla promozione unica da  parte  della  Regione
  nell'ambito  dell'attività di comunicazione  e  di  immagine  della
  Regione nei confronti di soggetti terzi.
   Questa  norma via via ha assunto un altro carattere e,  con  molta
  onestà,  va detto che più che di razionalizzazione si è trasformata
  in  una  norma di fatto aggiuntiva. Siccome credo che  nessuno  qui
  sia  disponibile alle finzioni, suggerirei di abrogare la norma  ed
  evitiamo  sceneggiate,  nel senso che c'è un'attività  propria  dei
  singoli  assessorati di marketing, di comunicazione, di promozione,
  che fino ad oggi si è fatta bene, male, forse più male che bene, ma
  questo  è  in capo alla responsabilità politica. Ritengo, pertanto,
  che sia davvero una scelta sbagliata costituire un fondo e, quindi,
  una  struttura in tal senso da parte di un Governo unitario, scelta
  che  ha come conseguenza  l'aumento dei costi delle attività in  un
  momento in cui, invece,  stiamo facendo un bilancio rigoroso, ed  è
  ciò  che diciamo ai siciliani, un bilancio rigoroso almeno  per  la
  penuria delle risorse.
   Ecco  perché mi auguro che il Governo condivida l'impostazione  da
  me   qui   proposta  con  l'emendamento  soppressivo.   L'Aula   si
  determinerà nella valutazione su questo emendamento che,  a  questo
  punto, ritengo sia la via maestra per evitare inutili ipocrisie.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 4
  è  stato lungamente dibattuto in Commissione bilancio. Ritengo  che
  sia un articolo che vada mantenuto in vita perché finalmente si può
  raggiungere  l'obiettivo  di  promuovere  la  Sicilia  in   maniera
  unitaria   e,   una  volta  per  tutte,  in  maniera  assolutamente
  professionale.
   Capisco le perplessità dell'onorevole Cracolici, ma se facciamo la
  somma complessiva di quanto si è dato a questo capitolo e di quanto
  si   è  tolto  agli  altri  capitoli,  certamente  non  ha  ragione
  l'onorevole Cracolici.
   C'è  un  risparmio,  c'è una concentrazione,  c'è  la  possibilità
  realmente  di  fare  promozione in maniera seria  e  professionale.
  Possiamo  consentire a tante realtà della Sicilia  e  alla  Sicilia
  tutta  di essere promossa in maniera seria e, ribadisco, in maniera
  professionale e opportuna.
   Non dimentichiamo che noi siamo una terra che vive di turismo; non
  dimentichiamo  che  siamo una terra che vive di fruizioni  di  beni
  culturali; quindi, un fondo unico che toglie l'opportunità a  tanti
  -  per carità -  avventurieri  che attingono da qualunque fondo, da
  qualunque Assessorato così come il fatto scandaloso di vedere nella
  stessa  iniziativa  cinque assessorati che finanziano,  con  questo
  fondo  finalmente viene a cadere tutto questo. Per  questa  ragione
  ribadisco ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione che è un
  atto  di  razionalizzazione  e,  se  mi  consentite,  un  atto   di
  programmazione  molto  seria e, quindi, ritengo  che  l'emendamento
  presentato  dall'onorevole Cracolici vada, mi auguro, ritirato.  Se
  così  non  fosse,  che  vada bocciato perché merita  certamente  la
  bocciatura.
   Quindi,  signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  stiamo  attenti
  perché  è  un  fatto di programmazione seria come abbiamo  ripetuto
  tutti quanti negli incontri che abbiamo fatto.
   Ribadisco,  io  sono  convinto che le  perplessità  dell'onorevole
  Cracolici  sono serie, ma vengono superate dai fatti  e  quindi  la
  richiesta  che  faccio  è  quella di  votare  a  favore  di  questo
  articolo,  che  è  un  articolo  di  grande  interesse,  di  grande
  innovazione  che consentirà di dare una visione della nostra  terra
  unica,  chiara,  seria, professionale e che può  consentire  e  può
  diventare anche un volano di sviluppo per i nostri concittadini.

   CRACOLICI.  Chiedo che l'emendamento a mia firma venga votato  per
  scrutinio segreto.

   BUFARDECI.   assessore  per  il  Turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  assessore  per  il  Turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  e   in   modo
  particolare vorrei rivolgere il mio intervento al collega Cracolici
  che  ha  firmato  un  emendamento soppressivo di  questo  articolo.
  Desidero ribadire alcuni concetti.
   La  somma degli importi, io credo che l'onorevole Cracolici, anche
  per  averne  informalmente parlato, non possa non  condividere  ciò
  come  anche  un po' tutta l'Aula, la necessità che la  Regione  non
  continui  ad  operare in maniera assolutamente disarticolata  nella
  propria  immagine e nella propria promozione. Troppe volte  vediamo
  che  la Regione è rappresentata all'interno di manifestazioni anche
  di  particolare  pregio  ed  importanza  in  maniera  assolutamente
  diversificata:  è  presente l'assessorato al  Turismo,  è  presente
  l'Agricoltura,  è  presente la Cooperazione e così  di  seguito.  A
  volte,  anzi  è la prassi, è quasi la normalità, l'una rubrica  non
  conosca la ragione della presenza dell'altra, non conosce l'importo
  del  contributo  dato da una rubrica rispetto a  quello  dell'altra
  rubrica.  Quindi, credo che un ragionamento che porti ad una  regia
  unica  della  immagine  della Sicilia sia  un  fatto  assolutamente
  condivisibile. Pertanto, se l'assunto generale, se la  ratio  della
  legge  è  pienamente  condiviso, vediamo  eventualmente  nella  sua
  applicazione quali sono i problemi e le preoccupazioni che  possono
  avere   mosso  l'onorevole  Cracolici  a  proporre  un  emendamento
  addirittura soppressivo.
   Come si articola l'azione della promozione unica? Come si articola
  la regia unica di questa finalità che tutti, immagino, condividiamo
  in termini assolutamente positivi?
   Con risorse economico-finanziarie
   A quanto ammontano?
   Viene avanzata la proposta, all'interno di questo emendamento,  di
  dieci  milioni  di  euro.  Devo dire  che  considero  questa  cifra
  assolutamente  modesta per la promozione della  Regione  nella  sua
  globalità  e  nell'assolutezza di quello che  significa  l'immagine
  della  Sicilia  per  tutte le attività  Anche  una  impresa  medio-
  piccola,  importante,  che  abbia  una  griffe  da  potenziare,  da
  promuovere nel mercato, spende sicuramente più della somma  che  la
  Sicilia    dovrebbe   impegnare   complessivamente   nelle    varie
  articolazioni.
   E  vediamo  anche,  sotto questo profilo,  la  considerazione  che
  essendo  modesto questo importo, come lo possiamo mettere a frutto?
  Lo  mettiamo a frutto attraverso che cosa? Per esempio, stimolando,
  aiutando  le  attività cinematografiche, le attività  televisive  e
  tutte  quelle  attività che meglio possono dare della  Sicilia  una
  immagine  positiva ed importante. Quindi, io credo,  che  anche  in
  questo senso l'articolo per le sue finalità possa essere condiviso.
  Ovviamente, infatti, oltre che per i profili turistici, culturali e
  architettonici,    incentivare   la   produzione    televisiva    e
  cinematografica ambientata in Sicilia sappiamo che  può  essere  il
  maggiore  richiamo  in  una fase in cui  i  media  vivono  la  loro
  capacità di impatto attraverso la televisione, attraverso  il  web.
  Promuovere attraverso fiction l'immagine della Sicilia è  un  altro
  fatto,  infine, che considero da condividere. Credo che altrettanto
  da  condividere  sia  il momento in cui si  determina  il  tipo  di
  immagine da presentare.
   Onorevoli colleghi, mi permetto di sollecitare ancora una volta la
  vostra  attenzione poiché stiamo parlando di una  cosa    veramente
  qualificabile all'interno di questa manovra
   Come  pensiamo  di  poter  realizzare  questa  promozione  e  come
  pensiamo di poterla fare in termini quanti più unitari?
   Credo che nell'ambito dell'indirizzo politico che si vuole dare di
  questa  immagine e di questa strategia di promozione  della  nostra
  Regione,  la  cabina  unica  non possa  che  avere  un  momento  di
  confronto e di deliberazione all'interno della Giunta stessa,  dove
  il  confronto  delle varie articolazioni dell'Amministrazione,  dei
  vari Assessorati, è assolutamente completo e dove, quindi, ciascuno
  potrà  meglio  esplicitare  le proprie  convinzioni;  ognuno  potrà
  mettere a parte gli altri colleghi e la Giunta tutta, di quelle che
  sono   tutte  le  possibilità  di  presenza;  per  esempio,  faccio
  riferimento alle bit, alle fiere, alle borse, alle promozioni, alle
  attività  cinematografico-televisive  che  possono  essere  oggetto
  della valutazione della Regione.
   In  tutto  questo  io credo che la regia unica possa  esplicitarsi
  nella  maniera migliore proprio all'interno della Giunta, che  sarà
  il  soggetto  e  il luogo che, come dice il testo  del  disegno  di
  legge,  predisporrà un programma unitario regionale  proprio  quale
  coordinamento delle attività relative agli interventi di propaganda
  e  promozione. Quindi, io credo che tutto questo abbia un senso, ha
  un  senso  il fondo unico. Tutt'al più possiamo ritenere modesta la
  cifra,  ma sulla cifra siamo limitati da una condizione complessiva
  di  bilancio;  il luogo della promozione e della cabina  di  regina
  della  discussione  non può che essere la Giunta,  le  attività  da
  promuovere  non  possono che  essere quelle identitarie  e  tipiche
  della  nostra Regione e, segnatamente,  anche quelle che poi, anche
  per  le  tecnologie moderne, possono essere più vicine come  quelle
  che abbiamo più volte rappresentato, cinematografiche e televisive.
  Quindi, credo che quest'articolo possa essere promosso.
   Onorevole Cracolici, onorevoli colleghi, dipenderà poi da ciascuno
  di   noi,  evidentemente,  essere  capaci  di  fare  mantenere   il
  significato,  che  io considero nobile, di quest'articolo  in  capo
  alla  regia,  guai  se  si  svilisse in  tanti  rivoli  che  devono
  soddisfare  altre  necessità, qua bisogna fare  proprio  l'opposto,
  evitare  rivoli,  operare  in una logica complessiva  e  in  questa
  logica  complessiva e unitaria credo che ci potrà stare,  anzi,  il
  miglioramento   della  nostra  immagine  e  del  nostro   risultato
  evitando,  ribadisco,  che  troppe  volte  siamo  disarticolati   e
  sperperiamo risorse che possiamo meglio mettere a frutto.
   Per  questo  mi  permetto di chiedere all'onorevole  Cracolici  di
  ritirare  l'emendamento soppressivo e invito l'Aula, se  si  va  al
  voto, di rigettare la richiesta di soppressione convinto come  sono
  che finalmente con quest'articolo cominciamo a mettere a raziocinio
  e  a  virtù  una  delle attività in cui la Sicilia possa  avere  un
  riscontro positivo, seppure probabilmente nel passato nella  stessa
  non  ha  brillato proprio per quella promozione disarticolata  che,
  invece,  attraverso  quest'articolo  viene  superata,  cioè  grazie
  all'istituzione di questa cabina  e di questa regia unica che potrà
  rendere un servizio migliore alla spesa pubblica conseguente.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su quest'articolo
  ci sono due aspetti da tenere in  considerazione. Intanto condivido
  la  riflessione che è stata fatto dal capogruppo, onorevole  Leanza
  Nicola  e  dall'assessore  Bufardeci  su  quella  che  è  ormai  la
  necessità  di  introdurre una regia unica per  quanto  riguarda  la
  promozione della nostra terra.
   Nello  stesso tempo, però, si coglie un altro aspetto  sostanziale
  che  riguarda  la  duplicazione della  spesa  rispetto  ai  singoli
  capitoli  di  bilancio che già sono destinati a queste  attività  e
  queste  ulteriori somme che vengono comunque indirizzate per questa
  strategia che è unica e che credo tutti quanti auspichiamo.
   Allora  io  chiedo, signor Presidente, che si trovi un compromesso
  su  questo  ragionamento che difenda quella  che,  comunque,  è  la
  strategia   del  Governo,  cioè  introdurre  questo  principio   e,
  comunque,  tenere  conto  ormai che siamo nel  corso  dell'anno  e,
  pertanto,  da  questo  punto di vista non è possibile  togliere  le
  somme  nei  singoli capitoli di bilancio. Di conseguenza,  dobbiamo
  dare  corso  a  quelli  che  ormai  sono  impegni  avviati  con  la
  pubblicazione  di varie circolari che ogni singolo  assessorato  ha
  fatto.
   E  propongo di fare un ragionamento, cioè accantonare un attimo  e
  trovare una utile soluzione per l'anno 2009. Ormai ritengo che  non
  si  possa  modificare quest'impostazione  e inserire che  dall'anno
  2010  in poi la regia unica della promozione si faccia con i  fondi
  che  in  ogni  assessorato sono stati destinati per la  promozione,
  perché quest'articolo già parla di una previsione 2009, 2010, 2011.
   Per   quest'anno  direi  di  utilizzare  quest'impostazione  anche
  economica,  dal  2010  in  poi  potremmo  utilizzare  i  fondi  già
  destinati  dal  2009  in tutti i capitoli dei singoli  assessorati,
  farli  confluire definitivamente in questo nuovo capitolo che viene
  istituito per finanziare la regia unica.
   Per questo motivo, signor Presidente, chiederei se è possibile  di
  accantonare  e  di  trovare una soluzione  che  tenga  conto  delle
  valutazioni  espresse  da Cracolici, che  io  condivido  perché  ho
  presentato  anche  un  emendamento in tal senso  ma,  nello  stesso
  tempo,  della  nuova strategia che il Governo legittimamente  vuole
  introdurre  per  evitare  che da questo punto  di  vista  ci  siano
  iniziative  sconnesse  e  che, comunque, non  servono  alla  nostra
  terra.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Saluto ai docenti e agli studenti del circolo didattico Giovanni
          Paolo II di Aci  S. Filippo, frazione di Acicatena

   PRESIDENTE. Saluto i docenti e agli studenti del circolo didattico
  Giovanni Paolo II di Aci S. Filippo, frazione di Acicatena, il  cui
  sindaco è anche un nostro collega, l'onorevole Nicotra.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi  l'Aula  è
  particolarmente caotica, non so se è successa qualcosa  da  ieri  a
  oggi, ieri ci sentivamo un po' meglio.

   PRESIDENTE.  E' L'effetto dello Scirocco, onorevole  Cracolici:  è
  calato lo Scirocco ed è tornato il Maestrale.

   CRACOLICI. Voglio essere chiaro e lo dico al Governo e non a  caso
  ho parlato di ipocrisie.
   Quando è stata fatta la prima bozza di finanziaria, ho considerato
  la  scelta  di unificare in un fondo unico, oltre che in una  regia
  unica,  le  attività di promozione dell'immagine della Sicilia  una
  scelta di buon senso. Ho considerato questa ipotesi un modello  che
  provava  a razionalizzare di fronte alla babele e alla duplicazione
  di   attività  che  abbiamo  conosciuto  nel  passato.  Tant'è  che
  pensavamo  che  questa  attività avesse  un  governo  unitario  per
  davvero e non un governo unitario  aggiuntivo . Questo è il  punto,
  Assessore.
   In  Commissione questa norma ha avuto una modifica e,  diciamocelo
  chiaramente, il Governo al suo interno è diviso, ognuno dei singoli
  Assessori, come piccoli  cacicchi  di periferia, pensa di non dover
  rinunciare a nessuna delle attività storicizzate di questa  Regione
  e,  al massimo, accetta che le cose nuove devono essere aggiuntive,
  mai sostitutive.
   Pertanto,   Assessore,  posso  arrivare  a  condividere   il   suo
  ragionamento a una condizione, che il Governo dica due cose.  Primo
  accetti, e lo faccia proprio, l'emendamento 4.13 che stabilisce che
  tutte  le  iniziative di cui al presente articolo, cioè  promozioni
  patrocinate e interventi di propaganda, tutte le iniziative di  cui
  al  presente articolo siano finanziate dalla Regione esclusivamente
  attraverso  il  fondo,  esclusivamente e  non  aggiuntivamente.  Se
  facciamo  cose  aggiuntive  siamo  ipocriti.  Infatti,  non  volete
  razionalizzare,  volete costruire un altro luogo di  organizzazione
  della    propaganda   e   della   comunicazione    con    obiettivi
  sostanzialmente di natura politica, che nulla hanno a che fare  con
  la razionalizzazione.
   Allora,  il  Governo scelga e io sono pronto a  ritirare  il  voto
  segreto  e  persino  ad accettare la proposta  di  sospensione.  Il
  Governo scelga: o fa la comunicazione, la propaganda, la promozione
  con  questo  fondo  o  la  fa all'antica, come  si  suol  dire,  ma
  scegliere  di  fare  le due cose per dire che  vuole  cambiare,  ma
  sostanzialmente aggiunge rispetto al passato 10 milioni di  euro  a
  questo,  personalmente non sono disponibile a partecipare a  questo
  rito  dell'ipocrisia. Mi rimetto, quindi, al Governo e  dica  -  il
  Governo  -  se  intende  fare  in modo che  la  promozione  agisca,
  esclusivamente, con questo fondo. Ed allora possiamo discutere. Se,
  invece,  pensa  di  fare  questo ed  altro  è  veramente  una  cosa
  inaccettabile
   Ci dica, quindi, il Governo qual è la sua intenzione. Riformuli il
  testo,  alla  luce  di questa mia richiesta,  c'è  tra  l'altro  un
  emendamento.  Se così è, possiamo andare avanti, altrimenti  rimane
  in vita l'emendamento soppressivo.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso che nel tempo
  abbiamo  criticato  tutti il modo in cui la  nostra  Regione  si  è
  attrezzata per quanto concerne promozione e propaganda.
   E'  stata, spesso, oggetto di discussione, non solo tra di noi, ma
  anche negli incontri con i cittadini siciliani, perché spesso viene
  segnalato   un  uso  assolutamente  improduttivo  di  somme   anche
  rilevanti.
   Un  argomento  di tal genere, quindi, andrebbe affrontato  con  un
  minimo di attenzione in più, anche per quanto concerne la parte che
  riguarda   il  comma  che  recita  che  dovremmo,  sostanzialmente,
  orientare verso quel fondo, di cui si sta discutendo,  parte  della
  dotazione  finanziaria.
   Lo  diceva poco fa il collega Cracolici. Di fatto noi, al  solito,
  stiamo  inventando  un  sistema siciliano, gattopardesco,  vorremmo
  cioè  cambiare qualcosa ma non cambiamo niente, perché parte  della
  dotazione  significa  che  ognuno fa  un  piccolo  sacrificio,  tra
  virgolette.
   Riflettete   su  quella  che è questa concezione  del  sacrificio.
  Onorevole  Antinoro,  c'è  una  concezione  del  sacrificio  che  è
  eccezionale
   Ognuno  fa parte del sacrificio rinunciando ad una piccola  fetta.
  Quella  piccola  fetta  fa  parte, poi,  di  questo  fondo  e,  nel
  contempo, peraltro, andiamo con 10 milioni di euro in più.
   Vedete, senza demagogia, ma pensate che possiamo parlare di  cifre
  attorno  a 40 milioni di euro, cioè circa 80 miliardi delle vecchie
  lire, per avere anche una dimensione, perché ancora non è detto che
  siamo abituati proprio alla logica dell'euro, 40 milioni di euro ci
  sembrano  pochi   Non  sono i 40 milioni di lire.  80  miliardi  di
  vecchie lire li possiamo giocare con una  formuletta' che, anche in
  questo,  riforma non è, perché non ha alcuna valenza  riformatrice.
  Non c'entra niente
   Abbiamo,  invece,  in  questo  momento,  anche  e  soprattutto  in
  Sicilia,  riverberi  seri  per quanto concerne  la  crisi  che  sta
  interessando l'Europa, e non solo, e mentre si comincia, sempre più
  spesso, a registrare  ogni giorno qualche licenziamento in più.
   Non   voglio   ora  fare  retorica.  Capite  bene,  però,    tutti
  comprendiamo di che cosa stiamo parlando.
   Mi  permetto  di  aggiungere alle cose che  diceva  il  presidente
  Cracolici  che  non  si tratta solo di valutare bene  l'emendamento
  4.13,  dobbiamo  anche  capire  che quella  parte  della  dotazione
  finanziaria deve sparire.
   Le  dotazioni  finanziarie  o  la dotazione  finanziaria  di  ogni
  singolo  assessorato  va, sostanzialmente, gestita  con  la  logica
  della  regia  unica.  Ed  allora sì che è  apprezzabile  l'idea  di
  mettere finalmente un punto e di cominciare a spendere bene i soldi
  per  la  propaganda e per la promozione. Altrimenti,  è  ovvio  che
  stiamo  facendo qualcosa che, veramente, i Siciliani, non solo  non
  comprendono, ma che non possiamo in alcun modo condividere.
   E'  chiaro  che  stiamo  aprendo un altro filone  per  cercare  di
  spendere  male,  con  pochi ritorni, somme che  in  questo  momento
  potremmo  dedicare a qualcosa di più importante rispetto a  come  è
  stata gestita tutta la partita nella nostra Regione.
   Dovremmo  riflettere  su  due  aspetti:  tutto  ciò  che  riguarda
  propaganda  e  promozione  va trasferito  in  questo  Fondo  unico,
  dopodiché, si programma per come si deve e si cambia anche rispetto
  a  questo  modello per quanto concerne l'esperienza  passata  sulla
  quale  tutti  abbiamo  avuto  qualcosa da  ridire,  maggioranza  ed
  opposizione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  dare  un  contributo   al
  dibattito,    volevo    dire,    in   riferimento    all'intervento
  dell'onorevole  Cracolici, che il fine che riteneva di  raggiungere
  con  l'emendamento  4.13, approvando quell'emendamento,  non  viene
  raggiunto.
   Questo  Parlamento ieri sera ha approvato tutte le  varie  tabelle
  dei vari Dipartimenti.

   CRACOLICI. A legislazione vigente.

   PRESIDENTE.   Tutti   i   capitoli  della  promozione   dei   vari
  Dipartimenti sono stati già approvati dall'Assemblea.
   Questo emendamento dovrebbe ricondurre tutte le iniziative di  cui
  al presente articolo, cioè l'articolo del Fondo, al Fondo stesso ma
  non  andrebbe  a  toccare  i  capitoli della  promozione  dei  vari
  Dipartimenti.
   L'obiettivo che lei vuole raggiungere, onorevole Cracolici, non si
  può raggiungere approvando questo emendamento.

   BUFARDECI,  assessore  per  il  Turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  assessore  per  il  Turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono   molto
  contento  del  fatto  che questo articolo abbia  interessato  molti
  deputati  e stia interessando questi interventi ma, proprio  perché
  ascolto  anche alcune ulteriori proposizioni di emendamenti,  credo
  sia  opportuno  sospendere  ed accantonare  questo  articolo  ed  i
  relativi emendamenti prima della votazione per potere dare luogo ad
  una  riflessione più partecipata che possa raggiungere una  sintesi
  quanto più condivisa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  non  sorgendo   osservazioni,
  dispongo l'accantonamento dell'articolo 4.
   Si riprende l'esame dell'articolo 3.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -dall'onorevole Cracolici: A.402;
  -dall'onorevole Leontini: A.263.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome un  comma
  dell'articolo 3 è strettamente legato all'articolo 19,  chiedo  che
  si    facciano    in   correlazione   perché   c'è   il    problema
  dell'attribuzione dei fondi alle province.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo trattare prima l'articolo
  3 e subito dopo l'articolo 19 con una discussione unificata.
   Si  passa  agli  emendamenti 3.11 e 3.12, a  firma  dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 3.8, a firma  dell'onorevole
  Maira ed altri.

   CRACOLICI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 3.8.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto che gli onorevoli  Cracolici,
  Speziale,  Galvagno   e  Picciolo  hanno  apposto  la  loro   firma
  all'emendamento 3.8.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                     (E'  approvato)

   Si passa all'emendamento A.402, a firma dell'onorevole Cracolici.

      CRACOLICI. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  ricordare all'assessore per il bilancio che l'emendamento A.402 non
  riguarda nuove spese perché riguarda il 5 per cento, che è in  capo
  all'assessore  per  gli  enti locali sul  Fondo  per  le  autonomie
  locali.  Non  riguarda, quindi - vorrei fosse chiaro - nuove  spese
  della Regione. Questa norma, tra l'altro, è stata già introdotta in
  una  precedente finanziaria che ha riguardato, se non ricordo male,
  alcuni  comuni  della provincia di Messina che  furono  oggetto  di
  interventi a causa di calamità naturali.
     Chiedo  al  Governo se c'è una disponibilità perché  -  lo  dico
  subito  -  sono  pronto  anche  a  predisporre,  eventualmente,  un
  subemendamento  di  riduzione  dell'importo,  poiché  questa  norma
  stabilisce che per i comuni, rispetto ai quali la Protezione civile
  ha  acclarato  lo stato di calamità, nei quali sono avvenuti  fatti
  franosi  che hanno determinato pericoli per l'incolumità  pubblica,
  l'interruzione  di strade. Questa norma stabilisce che  l'assessore
  per  gli enti locali destini una parte di questo Fondo - stabiliamo
  non  15,  possiamo fare 10, se si vuole - esclusivamente  a  questa
  tipologia di interventi, per consentire ai comuni di essere aiutati
  in questo tipo di situazione.
   Ripeto,  quindi,  questa  norma  non  agisce  sul  bilancio  della
  Regione;  è una modalità di applicazione del Fondo per le autonomie
  locali del 5 per cento a disposizione dell'assessore.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito  di
  questo  emendamento,  vorrei ricordare che ieri, nella  discussione
  che  si  è  avuta in Aula a proposito di un capitolo cui  accennava
  l'onorevole Cracolici che riguardava i comuni della fascia  ionica,
  è stato preso l'impegno, da parte del Governo, su sollecitazione di
  alcuni  deputati, tra cui l'onorevole Rinaldi, l'onorevole Laccoto,
  io  stesso  ed  altri,  di  istituire un capitolo  all'interno  del
  bilancio  che  si occupasse degli eventi alluvionali del  novembre-
  dicembre    2008   fino   a   febbraio   2009,   come   sollecitato
  dall'emendamento  dell'onorevole Cracolici,  a  favore  delle  zone
  tirreniche che sono state duramente colpite durante questo inverno.
   Direi,  quindi,  che  questo emendamento  proposto  dall'onorevole
  Cracolici potrebbe essere integrato con la previsione dell'aggiunta
  di  un  capitolo specifico di destinazione per gli eventi che hanno
  colpito  la  fascia tirrenica, per i comuni della fascia  tirrenica
  che sono stati duramente colpiti.
   Posto  che  per  i  comuni della fascia ionica   era  previsto  il
  capitolo  specifico, visto anche gli impegni presi  dal  Presidente
  della  Regione durante gli eventi che si sono succeduti  in  questo
  inverno, questo emendamento, secondo il mio modesto parere, va bene
  con  l'aggiunta  del capitolo di bilancio specifico  per  i  comuni
  della  fascia tirrenica che sono stati largamente interessati dagli
  eventi alluvionali di questo inverno e facendo così l'impegno preso
  dal governo davanti all'aula nella seduta di ieri potrebbe avere un
  suo accoglimento.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  condivido  lo
  spirito  di  questo emendamento e chiedo di apporre  la  mia  firma
  perché  è  un modo, ritengo, utile, ancora più utile, di utilizzare
  questo  fondo  che  già  esiste ed è vero  ciò  cha  sostenuto  già
  Cracolici  perché  esiste  come  accantonamento  all'interno  della
  Rubrica delle Autonomie locali.
   Non  comporta, quindi, una nuova spesa ma anzi si da un  indirizzo
  definitivo  all'utilizzo di questi fondi rispetto a delle  priorità
  che  sono  emerse  con  degli  eventi calamitosi  già  accertati  e
  certificati.
   Ne  condivido,  infatti, la logica ed appongo la mia  firma;   per
  quanto  riguarda la riflessione che è stata introdotta dal  collega
  Formica, credo che le due questioni non possano essere messe  sullo
  stesso piano;  il collega Formica, d'altronde, sa bene che ieri  il
  Governo ha già preso l'impegno su un emendamento presentato in Aula
  a  destinare  delle specifiche somme per quanto  riguarda  i  danni
  subiti  dalla  zona  tirrenica perché i  danni  subiti  dalla  zona
  tirrenica  non   sono purtroppo da mettere sullo  stesso  piano  di
  quelli  che in generale tutto il territorio siciliano, oggetto  già
  di declaratoria nazionale, ha subito.
   Proporrei,  quindi,  di  definire  questo  emendamento  in  questi
  termini perché da una giusta priorità all'utilizzo del Fondo  delle
  autonomie locali su questo tema perché spesso si fa riferimento  ad
  ordinanze  vecchie  che  non  hanno  nulla  a  che  vedere  con  la
  situazione  attuale  che  è emersa dopo questi  eventi  calamitosi;
  nello  stesso  tempo,  ribadiamo quello che è stato  già  l'impegno
  assunto  ieri  dal Governo per destinare specificamente  una  somma
  importante  per  quanto  riguarda  la  provincia  di  Messina,   in
  particolar  modo,  per  quanto riguarda la zona  tirrenica  che  ha
  subito  danni eccessivi, diversi rispetto a quelli subiti da  tutti
  gli altri territori.
   Inviterei,  pertanto, il Governo ad accogliere questo  emendamento
  perché  non  comporta una nuova spesa ma da un indirizzo obiettivo,
  razionale  a quelle che sono già questi fondi destinati all'interno
  delle autonomie locali.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  l'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, al quale appongo
  anche  la mia firma , sfugge a quello che è l'interesse particolare
  e,  invece, interviene nel momento più generale della esigenza  del
  territorio.
   Credo,  quindi, che vada assolutamente supportato perché  sappiamo
  bene  che  quando c'è una calamità locale la difficoltà in  cui  si
  trova il sindaco di un piccolo comune che non ha dove attingere per
  poter fronteggiare la crisi immediata che può essere l'interruzione
  di strada, il crollo di un edificio o di qualche altra cosa.
     Invito,  quindi,  il Governo a recepire questo  emendamento  che
  certamente   può  dare  ristoro  ai  piccoli  comuni   del   nostro
  territorio.
   Appongo la mia firma a questo emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che gli onorevoli  De  Luca  e
  Apprendi appongono la loro firma all'emendamento 3.8.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, volevo chiarire che l'emendamento in questione,
  come  ha ribadito l'onorevole Cracolici, è vero che non prevede  un
  aumento  di  spesa  ma pone una ulteriore riserva  nell'ambito  del
  Fondo dell'autonomia.
   Gli Uffici dell'Assessorato, quindi, fanno notare che rischiamo di
  lasciare  le amministrazioni comunali con un fondo che trova  delle
  prescrizioni  molto  rigide,  sia  per  quanto  riguarda  il   tema
  dell'emendamento a firma Maira, Dina, Cordaro che è stato  poc'anzi
  approvato sia per la tematica concernente la riserva per  gli  ATO,
  per il trasposto degli alunni e per la riserva per l'IVA.
   Rischiamo   che  questo  emendamento,  sebbene  non  ponga   delle
  difficoltà  finanziarie per la Regione, vada ad incidere fortemente
  per le politiche degli enti locali.
   Considerato   che  vi  è  l'impegno  del  Governo   di   attivare,
  nell'ambito  dei  fondi per le aree sotto utilizzate  delle  misure
  proprie  nelle  emergenze dei comuni, che sono già di  fatto  state
  deliberate  ed  istruite, riterrei che questo emendamento  o  venga
  ritirato  oppure  che  la  cifra  di  115  milioni  di  euro  venga
  notevolmente  ridotta  per trovare poi una  compensazione  che  può
  anche essere quelle dei fondi per le aree sotto utilizzate.
   Così  com'è, mi sembra che si vada a creare una forma di ulteriore
  riserva   nell'ambito   del  fondo  che  può   renderlo   realmente
  impraticabile.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  all'assessore per il bilancio se è confermato l'impegno preso  qui,
  ieri, dopo la mia richiesta per i comuni della zona tirrenica.
   Vorrei  sapere  se  rientrano in questi  fondi  nel  caso  in  cui
  l'emendamento  dovesse essere approvato oppure se c'è un'iniziativa
  e quindi un emendamento del Governo in tal senso.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Sì, l'ho  firmato
  ieri stesso.

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Onorevole Assessore, ieri, ho presentato un emendamento
  di  5  milioni di euro per le calamità della zona tirrenica. Vorrei
  approfittare anche della presenza del Presidente della Regione, che
  è   stato  sui  luoghi  per  far  comprende  che  quell'emendamento
  presentato ieri riguarda un problema diverso rispetto a quello  che
  presenta, in questo momento, l'onorevole Cracolici e che  vale  sui
  fondi dell'autonomia locale.
   Ieri, aveva preso l'impegno che avrebbe presentato, a seguito  del
  mio emendamento, un emendamento per la zona tirrenica per 5 milioni
  di euro.
   Voglio  far  comprendere  che i 5 milioni  di  euro  per  la  zona
  tirrenica  -  dalla stima della Protezione Civile,  per  pagare  le
  ordinanze  già  esistenti,  ce  ne vogliono  7  -  servono  subito,
  immediatamente, per poter far fronte a quelli che  sono  stati  gli
  impegni dei comuni.
   Non  servono  per quelle che devono essere le opere di risanamento
  infrastrutturali fondi FAS etc. che sono da venire.
   Ritengo,  quindi,  che l'impegno preso ieri, in ogni  caso,  sulla
  zona tirrenica, è mantenuto. Per quanto riguarda queste vicende,  è
  un  problema  che verrà sottoposto poi al Capogruppo, il  quale  ha
  dato  la  sua  disponibilità dicendo di  essere  disposto,  laddove
  possibile,  a  diminuire  la somma. Si  può  trovare,  quindi,  una
  soluzione, fermo restando che l'impegno del Governo sui  5  milioni
  rimanga vincolato alla zona tirrenica.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  su
  questi  argomenti  non  possa essere data discrezionalità  né  agli
  Assessori di riferimento né ai deputati che più fanno sentire  alta
  la  voce.  Dovremmo utilizzare, dunque, dei criteri  oggettivi  per
  fronteggiare una calamità.
   Assessore Cimino, mi scusi,  se lei risponde come ha risposta poco
  fa, sembra che non valuti l'oggettività dell'utilizzo di quei fondi
  ma  valuti il deputato che magari ha maggiore incisività nel  farle
  comprendere qual è l'intervento da realizzare.
   Assessore  Cimino,  in questo emendamento,  non   c'è  scritto  il
  comune  x,  y  o  zeta   c'è scritto che il Dipartimento  regionale
  della Protezione civile ha già visto quali erano le priorità perché
  ha  già  previsto  un intervento su alcuni comuni e  questi  stessi
  comuni  hanno già anticipato, con risorse proprie (stiamo  parlando
  di  comuni che hanno trasferimenti ridotti all'osso), questi comuni
  hanno  anticipato con risorse proprie, lo ripeto, alcuni interventi
  di  emergenza che sono stati certificati dal Dipartimento regionale
  della Protezione civile.
   Quello  che  si  dice  è  di  andare  ad  intervenire  su  episodi
  oggettivi, quindi, la proposta che fa lei o le proposte che vengono
  da deputati che sottolineano alcuni interventi di province rispetto
  ad  altri  -  non faccio né nomi né cognomi - sono degli interventi
  che hanno un elevato rischio di discrezionalità.
   La  cosa che le chiedo è di evitare che ogni deputato venga da lei
  e  le  chieda  di  intervenire per questo comune o  per  un  altro,
  rimanendo fermo e vincolato su un criterio oggettivo.
   Siccome  il  Dipartimento regionale della Protezione civile  è  il
  massimo  del  criterio  oggettivo,  poi,possiamo  disquisire  sulla
  somma.
   Però  che  debba  essere questo il criterio  mi  sembra  un  fatto
  scontato;  altri criteri sono soggettivi e quindi figli di  logiche
  non logiche ma su criteri che hanno a che fare più che altro con il
  supporto che il singolo deputato da ad una campana piuttosto che ad
  un'altra.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho   voluto
  ascoltare con attenzione l'intervento fatto dall'Assessore Cimino.
   Se mai ce ne fosse di bisogno, l'Assessore, con estrema chiarezza,
  ha chiarito il percorso.
   Qui  parliamo di  aria fritta   perché, all'interno di uno  stesso
  capitolo,  all'interno  degli  stessi  stanziamenti,  650   milioni
  destinati  alle autonomie locali,  stabiliamo come appostare  certe
  somme e come i comuni si devono  muovere.
   Ma di cosa parliamo, colleghi?
   Il  discorso  è molto più complesso. Qua vi è bisogno  di  risorse
  altre  che  facciano fronte alla vera emergenza che la  Sicilia  ha
  vissuto  alla  fine dello scorso anno e all'inizio  di  quest'anno.
  Quindi,  qua,  come  si vuol dire  si spoglia  la  sacrestia  e  si
  impingua  la chiesa o viceversa . Penso che vi sia bisogno  di  una
  strategia  vera, di una strategia seria, che conduca poi i  diversi
  sindaci  e  se  vogliamo  anche  la  Protezione  civile  a   potere
  intervenire in questo che io definisco un disastro che,  in  questi
  giorni,  in  questi ultimi mesi, abbiamo registrato,  chi  più  chi
  meno.
   Certo  la  provincia di Messina, nella parte tirrenica, in  quella
  realtà,  ha  visto danni ingenti e quindi è evidente che  oggi  non
  possiamo  occuparci  di  aria fritta  ma  abbiamo  bisogno  che  il
  Governo,  come responsabilmente ha detto l'Assessore Cimino,  possa
  dare  a noi quel ristoro, possa dare ai territori quel ristoro  che
  consenta  praticamente, pragmaticamente, di intervenire  e  non  di
  porre dei pannicelli caldi.
   Invito,   quindi,   l'onorevole  Cracolici   a   ritirare   questo
  emendamento che certamente non va nella giusta direzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  sono  sinceramente infastidito dal modo di discutere qui dentro,  a
  prescindere dalla politica e l'appartenenza politica.
   Lo  dico  al  Sindaco di Messina e mi rivolgo,  nella  qualità  di
  sindaco   di   Messina  e  non  di  deputato,  perché  vorrei   che
  stabilissimo che qui dentro siamo deputati della Regione Sicilia  e
  siamo  deputati senza stabilire che quando c'è l'emergenza  a  casa
  mia è emergenza di tutti e, se, invece, l'emergenza è fuori da casa
  mia l'emergenza non è di nessuno.
   Voglio  dire,  infatti, all'onorevole Buzzanca e, in questo  caso,
  parlo  all'onorevole Buzzanca, che quest'Aula si è già  pronunciata
  nelle  scorse finanziarie per affrontare specificatamente questioni
  che  hanno  riguardato una singola provincia ed in  particolare  la
  provincia di Messina.
   Il   fatto che lui dica oggi  che ritiene sbagliato che ci sia una
  priorità  per gli interventi avvenuti tra novembre 2008 e  febbraio
  2009,  quindi,  fa a cazzotti con quanto quest'Aula, perché  stiamo
  affrontando questioni

   BUZZANCA. Non è così. Non ha seguito il mio intervento.

   CRACOLICI.  No,  non  è  così. Lo dice  lei.   Stiamo  affrontando
  questioni che non erano prevedibili. L'Aula è la prima volta che li
  affronta  e  voglio  anche ripetere una cosa all'assessore  Cimino.
  Noi, poco fa, abbiamo approvato un emendamento su cui ho apposto la
  mia  firma perché lo condivido ma questo argomento che usa ora, che
  il Fondo si sta esaurendo, assessore

   CIMINO,  assessore  per   il bilancio e le  finanze.  Non  si  sta
  esaurendo. Ho usato un altro termine.

   CRACOLICI.  Bravo   Allora io voglio dire  con  molto  schiettezza
  all'Aula  che  qui  siamo  di fronte  a  un  bivio:  se  il  famoso
  cosiddetto 5 per cento deve essere un fondino a disposizione  della
  negoziazione tra l'assessore ed i singoli comuni o se,  invece,  la
  ragione  per cui è stata istituita la riserva, non ce lo scordiamo,
  doveva  essere  finalizzata  a far fronte  a  quelle  attività  non
  prevedibili né previste.
   Allora, se noi non finanziamo questo tipo di interventi con  il  5
  per cento, mi spiegate di che cosa stiamo parlando?
   Ho  sentito argomenti del tipo:  ma l'assessore si riduce il fondo
  a sua disposizione. A disposizione di chi?
   L'Assessore non è proprietario del Fondo delle autonomie locali ma
  dispone di una parte dello stesso per questa tipologia di attività.
   Allora, signor Presidente, onorevole Assessore, avevo dato la  mia
  disponibilità  a  ridurre l'importo ma visti gli argomenti  che  ho
  sentito  e  visto  che qui - lo dico all'onorevole Formica,  avendo
  rispetto  per  tutti  perché come lei sa la  regione  tirrenica  mi
  appartiene  anche  per  ragioni affettive - abbiamo  presentato  un
  emendamento che parla al territorio siciliano tutto e non  soltanto
  al Mar Adriatico, al Mar Ionio o al Mar Mediterraneo.
   Smettiamola  di discutere in termini di francobollo  geografico  e
  proviamo  ad  approvare delle norme in cui  tutti  i  siciliani  si
  possono riconoscere.
   Questo  non è un Consiglio comunale. Noi siamo parlamentari  della
  Regione e abbiamo il dovere di approvare delle norme che parlino  a
  tutti i siciliani.
   E,  per  questo motivo, mantengo il mio emendamento sul  quale  mi
  auguro  che  il  Governo dia parere favorevole e  non  si  nasconda
  dietro   ad  aspetti   formalmente  contabili   ma  che   sono   di
  mantenimento di un potere discrezionale inaccettabile.

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Cordaro,  Dina  e  Caronia
  hanno  dichiarato  di volere apporre la loro firma  all'emendamento
  A.402.
   L'Assemblea ne prende atto.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare alcune
  precisazioni  tenuto  conto  che si sta sottovalutando  un  aspetto
  importante.
   Molti  comuni hanno già approvato i propri bilanci, anche  facendo
  affidamento  sulle  assegnazioni che  sono  state  già  determinate
  annualmente   e   questo  vorrei  ricordarlo  anche   all'onorevole
  Cracolici.
   Di  conseguenza,  se  andiamo  a modificare  alcuni  parametri  di
  suddivisone  all'interno del Fondo globale delle autonomie  locali,
  ci  sarebbero delle situazioni che, a cascata, si ripercuotono  sui
  singoli bilanci dei comuni.
   Lo  voglio precisare perché è vero che si prendono le somme  dallo
  stesso  Fondo ma è vero anche quello che dice l'onorevole Buzzanca,
  cioè  che  è inutile prendere somme dallo stesso Fondo e  spostarle
  per le singole finalità.
   Ho   verificato,  nel  frattempo,  a  quanto  ammonta  la  riserva
  destinata per gli eventi calamitosi; quel fondo ordinario che, ogni
  anno,  viene  distribuito ai comuni mediante una circolare  emanata
  dall'Assessore  per  le  autonomie locali ammonta  esattamente,  in
  questo momento, a 5 milioni e 700 mila euro.
   Questo contributo per eventi calamitosi viene erogato ogni anno in
  funzione di vecchie ordinanze per lavori da fare.
   Condivido l'emendamento dell'onorevole Cracolici perché si tende a
  dare una priorità rispetto agli interventi che i sindaci sono stati
  costretti  a fare per interventi indifferibili ed urgenti  mediante
  proprie  ordinanze,  il che significa che non vi  era  la  relativa
  copertura finanziaria.
   E'  giusto,  dunque, lo spirito dell'emendamento, cioè intervenire
  prima  per dare copertura finanziaria alle ordinanze che sono state
  emesse dai sindaci ai fini di Protezione civile.
   Pertanto, per contemperare tutta la situazione complessiva che  ho
  esposto,   cioè   non  modificare  ulteriormente   i   criteri   di
  ripartizione  del  Fondo per le autonomie locali  e  rispettare  lo
  spirito  di  quest'emendamento, dando  copertura  finanziaria  agli
  interventi  già  effettuati  attraverso  ordinanze  sindacali   non
  coperte finanziariamente, proporrei all'assessore - e, a tal  fine,
  preannuncio  la  presentazione di un emendamento, di  utilizzare  i
  cinque  milioni di euro destinati annualmente per eventi calamitosi
  nel  Fondo  globale  delle autonomie locali e destinarli  per  dare
  copertura   finanziaria  all'emendamento  proposto   dall'onorevole
  Cracolici, che condivido pienamente.
   Non   condivido,  però,  che  vengano  modificati  i  criteri   di
  ripartizione  ai comuni perché molti comuni, a questa  data,  hanno
  già  approvato  i  propri bilanci, quindi, non è  neanche  corretto
  modificare  la  ripartizione sulla quale i comuni hanno  già  fatto
  affidamento e in base alla quale hanno redatto il proprio bilancio.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:

   -   dagli  onorevoli  Formica,  Vinciullo,  Buzzanca  e  Pogliese:
  A.402.1;
   - dall'onorevole Leanza Nicola: A.402.2;
   - dagli onorevoli De Luca ed altri: A.402.3;
   - dall'onorevole Caputo: A.402.4.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, preannuncio il parere favorevole  del  Governo
  sul   subemendamento  A.402.2  dell'onorevole  Leanza  Nicola,  che
  ritengo   sia  più  attinente  alle  possibilità  per  riuscire   a
  realizzare quello che di fatto si vuole portare avanti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore
                                13.19)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, con il parere favorevole del Governo, pongo in
  votazione il subemendamento A.402.2.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  con  l'approvazione del  subemendamento  A.402.2  i
  subemendamenti A.402.1, A.402.3 e A.402.4 sono preclusi.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.402, così come  emendato.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 3.13,  3.14, 3.15, 3.6, 3.16,  3.18, 3.5,  3.3  e
  3.17 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.19.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nella  scorsa
  legislatura,  abbiamo introdotto una buona norma che stabiliva  che
  il  25%  delle  risorse  assegnate agli enti  locali  avessero  una
  destinazione vincolata.
   Per  ammissione dello stesso Governo - in Commissione  Sanità,  se
  non  ricordo  male,  l'onorevole Beninati mi è testimone  -  questa
  partita  del  25% del Fondo per le autonomie locali  per  la  spesa
  sociale ha avuto difficoltà di applicazione.
   Possiamo  fare  tutto  tranne approvare  leggi  che  non  facciamo
  applicare.
   Onorevole assessore, questa norma si limita a stabilire che, entro
  la  terza  rata,  i comuni, con atto di autocertificazione,  devono
  dichiarare se il 25% è stato speso rispetto agli obblighi di  legge
  previsti.
   Se  ciò  non  è stato determinato, chiaramente per il  futuro,  la
  quota  di  trasferimento  della  quarta  rata  sarà  ridotta  della
  percentuale non rispettata rispetto gli obblighi di legge.
   E'  una  norma  che  in qualche modo da un ulteriore  elemento  di
  obbligo per garantire la spesa sociale nei comuni e chiedo pertanto
  al Governo di esprimere parere favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli Uffici mi fanno notare che la
  norma   cui   fa  riferimento  l'emendamento,  cioè  il   comma   6
  dell'articolo  76  della legge 2/2002, viola il principio  di  pari
  opportunità di tutti gli enti locali.
   Chiedo,  pertanto,  all'onorevole  Savona e all'assessore  Cimino,
  di    ritirare   questi   emendamenti    perché   questo   sì   che
  mortificherebbe i piccoli e medi comuni siciliani,  visto  che  non
  esistono prerogative di restituzione dell'IVA a Palermo, Catania  e
  Messina;  per  essere chiari, questa è in maniera surrettizia.  Per
  alcuni comuni, si vuole procedere con un finanziamento ad hoc.
   Lo  dico da palermitano, fino in fondo: noi  siamo deputati  della
  Sicilia;  non siamo deputati di una parte della Sicilia  o  di  una
  determinata area geografica.
   Non  vi  può essere, infatti, un finanziamento ad hoc per i comuni
  di Palermo, Catania e Messina in dispregio dei diritti di tutti gli
  altri comuni siciliani.
   Sono  contrario  e  se  il  collega non  lo  ritira  anticipo  che
  chiederò il voto segreto su questo emendamento.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Onorevole Cracolici, lei parla da palermitano e io  parlo
  da catanese.
     Ritengo  che,  quando vengono presentate determinate  norme,  ci
  vuole  innanzitutto  chiarezza con tutti  i  parlamentari   perché,
  grazie all'onorevole Cracolici, riusciamo ad apprezzare quello  che
  c'è  scritto e ritengo che non sia possibile  utilizzare i  termini
  che,  sicuramente, sotto il profilo giuridico, saranno corretti  ma
  non   mettono   i  parlamentari  nelle  condizioni   di   conoscere
  immediatamente quale sarà  il risultato.
   Signor  Presidente, questo argomento, purtroppo, è stato  trattato
  anche all'interno del Gruppo cui appartengo ed era stato concordato
  altro  con  un  emendamento aggiuntivo a firma di deputati  che  su
  questo argomento hanno fatto una battaglia.
   Da   catanese,   quindi,   sono   d'accordo   con   quanto   detto
  dall'onorevole Cracolici.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Onorevole Cracolici,  potrei anche  convenire con quanto
  da  lei  sostenuto e con quanto detto dal collega  Mancuso  perché,
  effettivamente, è stato presentato un emendamento che è  tra quelli
  aggiuntivi  e   che sarà trattato dopo ma, considerato  che  stiamo
  parlando  di  risorse finanziarie da dare ai tre comuni  capoluogo,
  volevo  anticipare che l'emendamento aggiuntivo considera  tutti  i
  nove capoluoghi di provincia della Sicilia.
   Allora, delle due, l'una: o preleviamo l'emendamento aggiuntivo  e
  lo   trattiamo   oppure   accantoniamo  questo   articolo,   signor
  Presidente,   trattandolo   successivamente,   assieme   a   questo
  emendamento  aggiuntivo, rinviando la votazione finale all'articolo
  3.
   Mi   rimetto   all'Aula  però  è  chiaro  che   bisogna   trattare
  l'argomento; sono disponibile a votare contro, a chiedere il ritiro
  all'onorevole Savona ma dopo aver trattato l'intera questione.
   Onorevole  Cracolici,  quindi, o lo  trattiamo  successivamente  o
  preleviamo  l'emendamento aggiuntivo e  trattiamo  l'argomento  nel
  complesso.
   Ritengo,  comunque, opportuno farlo dopo, affrontando  l'argomento
  complessivamente.
   Signor  Presidente,  mi  rimetto alla sua decisione.  Faccia  come
  riterrà  opportuno.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, poc'anzi, quando ha sospeso  la  seduta
  manifestando una certa indignazione, ho espresso nella mia mente un
  atto  di  comprensione nei suoi confronti e nel  contempo  mi  sono
  chiesto se è comprensibile manifestare un certo disagio pur quando,
  come lei sa, in quest'Aula molti di noi vi sono da diversi anni.
   Le  chiedevo,  da questo punto di vista, sapendo  che  sfondo  una
  porta  aperta, di assumere anche per quanto concerne la  conduzione
  dei  lavori d'Aula un atteggiamento ancora più fermo di quello  che
  lei  tiene. Dico ciò perché dobbiamo comprendere che dobbiamo farci
  carico  di  quelle che sono le reali questioni che attraversano  la
  nostra Regione.
   L'emendamento  che stiamo trattando denota, mi permetto  di  dirlo
  rendendomi sicuramente antipatico, una scarsa attenzione di  quello
  che è il vivere globale, il pensiero globale, agendo sul locale.
   Non  c'è  bisogno di scomodare questi massimi sistemi però  è  pur
  vero che siamo costretti, tutti, sempre di più, a ragionare con  la
  logica invece del locale, fuoriuscendo spesso da quella che  è,  al
  contrario,  una visione complessiva che può rendere  questa  nostra
  Regione ancora più avanzata.
   Capisco  che  c'è poco spazio per discutere di questo  ma,  forse,
  alcuni  soggetti - io sono fra questi -, pochi o molti non  lo  so,
  ancora  oggi si illudono e ci credono, ritenendo che la sensibilità
  del  collega  che  ha presentato l'emendamento  3.4  e  quella  del
  Governo,  dell'assessore  Cimino, che ha  presentato  l'emendamento
  3.10,  dovrebbe immediatamente mettere un punto su questa vicenda e
  non  farci intervenire per porre questioni che riguardano univocità
  di  interventi  e  visione complessiva di ciò che oggi  la  Sicilia
  rappresenta per quanto concerne il ruolo degli enti locali.
   Mi  rifiuto di intervenire su una vicenda che riguarda  una  parte
  del  territorio  con  la logica dei  guelfi e dei  ghibellini';  mi
  rifiuto  di accedere ad una logica in cui se una cosa è ragionevole
  e serve ai cittadini siciliani - io la penso come cittadino europeo
  -  può  sostanzialmente attrezzarmi rispetto ad un  argomento  solo
  guardando la mia provenienza o il mio collegio elettorale.
   Secondo me, è un punto estremamente delicato della partita che  si
  gioca in questo Parlamento. Vogliamo far finta di niente?
   Possiamo  continuare a farlo ma credo che, a questo punto,  alcuni
  di noi si attrezzeranno

   CRACOLICI. Sia più succinto, onorevole Oddo.

   ODDO.  Non termino il mio intervento fin quando non decido  io  ed
  entro  i  limiti del Regolamento;  quello che sto dicendo, infatti,
  non serve a  perdere del  tempo ma lo dico perché ci credo.
   Se mi permettete, voglio esprimere ciò in cui credo e non mi piace
  come  è  iniziata la discussione che riguarda questa  delicatissima
  partita   di  bilancio  e  finanziaria  perché  mi  sembra   ancora
  attraversata da questioni particolaristiche - se così si può dire -
  o  da  particolarismi,  anzi, che nulla hanno a che fare con quello
  che il Partito Democratico vuole rappresentare in Sicilia.
   Troppi tatticismi e troppe questioni che riguardano singole  parti
  di  questa Regione ed intendo discostarmi da questa visione  che  è
  miope e che farà - anche rispetto alla discussione che affronteremo
  in  queste  ore  e  in  questa nottata  e  non  solo  -    scattare
  meccanismi  che  non sono  funzionali al risultato  finale  di  una
  legge importante come questa.
   Concludo  segnalando  non  il disagio  ma  l'indignazione  di  chi
  deciderà  ad ogni piè sospinto di intervenire ponendo questioni  di
  tale natura.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 3.4.

   CRACOLICI   .  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

         (Si associano alla richiesta gli onorevoli  Ammatuna,
        Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,
                          Faraone e Ferrara)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti               83
   Votanti                82
   Maggioranza            42
   Favorevoli             32
   Contrari               50

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.10, a firma  del Governo.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, l'emendamento 3.10 è  precluso  dal
  risultato della votazione dell'emendamento 3.4.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se quell'emendamento fosse  stato
  approvato, questo emendamento sarebbe stato precluso. Questo  è  un
  emendamento del Governo che va posto in votazione.

   SPEZIALE. Sulla stessa materia, non si può porre in votazione.

   PRESIDENTE. E' un'altra materia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, gli Uffici  mi  confermano  che
  l'emendamento  3.10  si  può  porre in   votazione  tranne  che  il
  Governo   non   lo  voglia  ritirare.  Gli  altri  due  emendamenti
  all'articolo 3, il  3.1 e il 3.2, sono improponibili.
   L'emendamento 3.10 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,    ho  fatto  le
  stesse osservazioni dell'onorevole Mancuso.
     Con il mio emendamento, si propone che  le rate agli enti locali
  vadano  anticipate  e  non liquidate dopo sette  mesi.  E'  materia
  relativa agli  enti locali.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non è un problema di merito  ma  di
  Regolamento: l'emendamento è stato firmato da tre deputati,  quando
  è prevista la firma di quattro deputati.

   LACCOTO. Signor Presidente, l'emendamento è stato presentato entro
  il termine stabilito dalla Presidenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  gli emendamenti  possono  essere
  presentati   se   sottoscritti  da  almeno   quattro   deputati   e
  l'emendamento è stato firmato soltanto da tre deputati.

   LACCOTO.  Signor Presidente, il Regolamento prevede che, quando  i
  termini  sono stati già fissati, praticamente, per la presentazione
  degli emendamenti, in generale, quando si fa durante la discussione
  generale,  questi  erano termini già prefissati.  E'  strano  tutto
  questo, signor Presidente. Vorrei pregarla di verificare. I termini
  erano prefissati e, tra l'altro, vorrei invitare l'assessore per la
  Famiglia,  a  farlo suo e le spiego il motivo dovuto all'importanza
  di questo emendamento.
   Oggi, gli enti locali pagano degli interessi; gli articolisti sono
  pagati con somme anticipate dagli enti locali; le rate arrivano con
  sei,  otto mesi di ritardo e gli enti locali pagano degli interessi
  sulle anticipazioni di cassa.
   Signor  Presidente,  vorrei pregarla di  prestare  attenzione  sul
  fatto  che  questi termini erano stati prefissati - non  siamo  nel
  secondo capoverso - durante la discussione generale.

   PRESIDENTE.  Leggo  testualmente nel Regolamento  l'articolo  112,
  comma 4:  Prima della chiusura della discussione generale è ammessa
  la  presentazione di ulteriori emendamenti soltanto,  quando  siano
  sottoscritti  da  quattro  deputati o da un  presidente  di  gruppo
  parlamentare .
   Siamo esattamente in questa fattispecie. Peraltro, gli uffici,  mi
  riferiscono,  onorevole Laccoto, che c'è anche  una  questione  che
  riguarda  la  copertura  finanziaria;  al  di  là  della  questione
  regolamentare, nel merito, c'è anche una questione che riguarda  la
  copertura finanziaria.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intanto,  credo
  vada applicato l'articolo 111.
   In  ogni  caso,  siccome  qui vige la regola  del  precedente,  in
  passato,  ci sono precedenti già assodati almeno nelle  ultime  due
  finanziarie  perché,  ad  esempio,  per  quanto  riguarda  i   miei
  emendamenti,  non mancava certamente la possibilità  di  recuperare
  una quarta firma anziché farli dichiarare improponibili.
   Nel  merito,  non  entro; possiamo ritirare l'emendamento  ma  sul
  principio no. E' una cosa che va salvaguardata.

   PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli emendamenti 3.1  e  3.2  in
  quanto privi di copertura finanziaria.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa ed avverto che riprenderà
  alle ore 16.30.

    (La seduta, sospesa alla ore 13,50,  è ripresa alle ore 17.15 )

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

        PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole D'Asero è in  missione,
  per ragione del suo ufficio, dal 14 al 16 maggio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli articoli  3  e  4,  in  precedenza
  accantonati, rimangono accantonati.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                           Limiti d'impegno

   1.  Le  somme  impegnate su capitoli di spesa  relativi  a  limiti
  poliennali    di   impegno   autorizzati   con   leggi   precedenti
  all'esercizio  finanziario 2008 e per le quali  alla  chiusura  del
  medesimo  esercizio finanziario 2008 non siano stati emessi  titoli
  di  spesa, sono eliminate dal bilancio. Sono, comunque, fatti salvi
  i pagamenti effettuati durante l'esercizio provvisorio del bilancio
  dell'anno 2009.

   2.  Qualora  con  riguardo alle somme eliminate in attuazione  del
  comma   1   sussista  l'obbligazione  giuridicamente   perfezionata
  nell'anno  di  assunzione dell'impegno poliennale,  si  provvede  a
  valere   sul  pertinente  fondo  di  riserva  istituito  ai   sensi
  dell'articolo  8 della legge regionale 27 febbraio  1992,  n.  2  e
  successive  modifiche ed integrazioni, con le modalità  di  cui  al
  comma 1 dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30
  e   previa   istanza  documentata  da  presentare   al   competente
  dipartimento regionale che ha disposto l'originario impegno».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dall'onorevole   Cracolici:   5.2   (soppressivo   dell'intero
  articolo), 5.3 e 5.4;
   - dall'onorevole Fagone: 5.1.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 5.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 7 e degli emendamenti 7.5 e 7.6,
  in precedenza accantonati.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                          Fondo di quiesenza

   1. I commi 2, 3, 4, 7, 8  dell'articolo 5 della legge regionale 26
  marzo 2002, n. 2 sono abrogati.

   2.  E'  istituito presso la Regione il Fondo per il pagamento  del
  trattamento  di  quiescenza  e  dell'indennità  di  buonuscita  del
  personale  regionale,  di seguito denominato Fondo,  avente  natura
  giuridica di ente pubblico non economico.

   3.  Al  Fondo  è assegnata una dotazione finanziaria  iniziale  di
  885.000 migliaia di euro, pari al montante contributivo, alla  data
  del 31 dicembre 2009, del personale destinatario delle disposizioni
  di  cui  al comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 9 maggio
  1986, n. 21.

   4.  Per  le  finalità  del  comma 3,  a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario  2010, è autorizzato un limite di impegno quindicennale
  di  59.000  migliaia  di  euro annui,  cui  si  provvede  ai  sensi
  dell'articolo  3,  comma 2, lettera l), della  legge  regionale  27
  aprile 1999, n. 10.

   5.  La Regione può provvedere alla dotazione finanziaria del Fondo
  anche  con eventuali conferimenti di beni immobili individuati  con
  decreto  del  Presidente della Regione su proposta  del  Ragioniere
  generale.

   6.  I beni immobili conferiti al Fondo sono valutati da un Agenzia
  indipendente  pubblica, e l'importo del limite di impegno  annuale,
  di  cui  al  comma 4, è ridotto in misura pari al valore  dei  beni
  immobili  conferiti  al  predetto Fondo nell'anno  di  conferimento
  degli stessi.

   7.   L'onere   del   trattamento  di  quiescenza   del   personale
  destinatario  delle disposizioni, di cui al comma  1  dell'art.  10
  della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, è a carico del Fondo.

   8.  L'onere del trattamento di quiescenza del personale di cui  ai
  commi  2 e 3  dell'art. 10 della legge regionale 9 maggio 1986,  n.
  21  nonché l'onere relativo all'indennità di buonuscita di tutto il
  personale  regionale  è  a carico del bilancio  della  Regione  che
  provvede al relativo pagamento tramite il Fondo attraverso appositi
  trasferimenti.

   9.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2010, la contribuzione
  previdenziale,    relativa   al   personale   destinatario    delle
  disposizioni di cui al comma 1 dell'art. 10 della legge regionale 9
  maggio   1986,  n.  21,  a  carico  del  dipendente  ed  a   carico
  dell'Amministrazione regionale, è trasferita al Fondo.

   10.  A  decorrere  dall'esercizio finanziario  2010,  alle  minori
  entrate derivanti dal comma 9, sono valutate in 88.000 migliaia  di
  euro per l'esercizio finanziario 2010 ed in 90.000 migliaia di euro
  per l'esercizio finanziario 2011.

   11.   L'organizzazione   e  il  funzionamento   del   Fondo   sono
  disciplinati con decreto del Presidente della Regione  da  emanarsi
  entro  centottanta  giorni dall'entrata in  vigore  della  presente
  legge.

   12.  Per l'espletamento delle proprie funzioni il Fondo si  avvale
  esclusivamente  di  personale regionale in  servizio,  senza  alcun
  onere  a proprio carico. Può, inoltre, avvalersi di locali, arredi,
  macchine elettroniche e sistemi informativi messi a disposizione  a
  titolo gratuito dalla Regione.

   13.  Sino  alla  completa definizione delle procedure  di  cui  ai
  precedenti commi, al pagamento del trattamento di quiescenza nonché
  dell'indennità  di  buonuscita  del  personale  destinatario  delle
  disposizioni  del  presente  articolo  si  provvede  in  base  alla
  previgente normativa.

   14.  La  Regione  resta garante, in ogni caso,  delle  prestazioni
  pensionistiche  e  del pagamento dell'indennità di  buonuscita  del
  personale destinatario delle disposizioni del presente articolo.

   15.  L'articolo  7, comma 1, lettera f) della legge  regionale  16
  dicembre   2008, n. 19 è così modificato: le parole   gestione  del
  personale  regionale in servizio ed in quiescenza.  sono sostituite
  dalle  seguenti   gestione del personale regionale  in  servizio  e
  coordinamento  e  vigilanza  sulla  gestione  del  Fondo   per   il
  trattamento   di   quiescenza  e  di   buonuscita   del   personale
  regionale. .

   16.  Con  effetto dall'1  gennaio 2010, al personale  destinatario
  delle  disposizioni  di  cui all'art. 10 della  legge  regionale  9
  maggio  1986,  n.  21, si applicano i requisiti di  accesso  ed  il
  regime  delle  decorrenze  dei trattamenti  pensionistici  previsti
  dalla  legge  8  agosto  1995, n. 335  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.  Al  medesimo personale continuano ad  applicarsi  le
  norme,  in materia di perequazione automatica al costo della  vita,
  previste  dall'art. 59, comma 13, della legge 30 dicembre  1997  n.
  449  e successive modifiche ed integrazioni. E' abrogata ogni altra
  norma in contrasto con il presente comma.

   17.  L'Assessorato  regionale della  Presidenza  è  autorizzato  a
  concedere al Fondo un contributo annuo per spese di funzionamento e
  di  organizzazione. Per l'esercizio finanziario 2009,  il  relativo
  onere  è  valutato  in  100 migliaia di euro  e  per  gli  esercizi
  finanziari successivi in 200 migliaia di euro.

   18.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  21  agosto
  2007,  n. 15 dopo le parole  legge regionale 7 maggio 1996, n.  31
  sono aggiunte le parole  : identica disciplina si applica a tutti i
  dipendenti regionali di ruolo assunti in forza di legge o selezioni
  pubbliche,  successivamente alla data di entrata  in  vigore  della
  legge  regionale  9  maggio 1986, n. 21 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  senza  che  ciò  dia  luogo  ad  alcuna   forma   di
  restituzione   di   somme  eventualmente   liquidate   in   materia
  differenziata  a  titolo  contributivo  e  previdenziale.  Per   le
  finalità  del presente comma, per l'esercizio finanziario  2009,  è
  autorizzata la spesa di 100 migliaia di euro.

   19.  Il  Ragioniere  Generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  apportare  al  bilancio della Regione le necessarie variazioni  per
  l'applicazione del presente articolo».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole  Cracolici 8.8 (soppressivo dell'intero  articolo),
  8.10,  8.5, 8.11, 8.12, 8.13, 8.14, 8.15, 8.16, 8.17, 8.18,  80.19,
  8.20, 8.21, 8.22, 8.23, 8.24, 8.25, 8.26, 8.27;
   dagli onorevoli Di Guardo e Panaepinto: 8.28;
   dall'onorevole Rinaldi: 8.3;
   dall'onorevole Caputo: 8.2;
   dagli onorevoli Maira, Dina, Fagone e Cordaro: 8.6;
   dal Governo:  8.7;
   dagli onorevoli: Greco, Mineo, Vitrano e altri. 8.4.

   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   dal Governo: 8,29, 8.30 e 8.31.

   D'ANTONI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 8.28.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Credo  che  il  Governo  intendeva  presentare  degli  emendamenti
  soppressivi di qualche comma del presente articolo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.    Signor
  Presidente, gli Uffici mi dicono che l'articolo è stato  falsamente
  interpretato rispetto a quello che ha  riportato oggi la stampa. Ma
  bisogna  vedere  se i sindacati hanno interpretato  l'articolo  per
  quello che realmente è perché il dipartimento del personale a me ha
  detto cosa diversa.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  nessuno  è  stato   mai
  intervistato per questa cosa. Il comma 16, così come è stato  detto
  adesso  - c'era anche un esponente del Governo - o si riscrive,  si
  riaggiusta oppure bisogna cassarlo per evitare equivoci, perché c'è
  una cattiva interpretazione per i pensionati pregressi e per quelli
  che andranno in pensione dall'1 gennaio 2011.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Posto che  per  i
  pensionati pregressi vi sono diritti quesiti e nessuno può incidere
  in  questo  senso, a me i dirigenti dell'Assessorato del  personale
  hanno detto cose ben diverse.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Ma
  c'è l'emendamento.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze.  L'emendamento  è
  sul comma 18.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  No, è sul comma 16.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Allora  possiamo
  continuare.

   PRESIDENTE.  Ritiriamo anche il comma 18?  Il  16  senz'altro.  Ma
  c'era anche una querelle sul 18.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Onorevole  Assessore, a me  dispiace  perché,  se  gli
  Uffici le hanno detto una cosa, mi permetto di dire, le hanno detto
  una  cosa  sbagliata. Il comma 16, così come è scritto,  abroga  la
  norma  regionale del 2003 che stabiliva che solo a quella  data  si
  applicava il cosiddetto regime pensionistico che nel resto d'Italia
  si  è  varato  nel  1995  (mi riferisco alla   riforma  Dini',  per
  capirci).
   Quindi,  così come è scritto noi stiamo stabilendo che la  riforma
  Dini  si  applica  dal  1995  e non  più  dal  2003  come  oggi  la
  legislazione  regionale  prevede. Credo  che  su  questo  ci  siano
  diritti  acquisiti che non possiamo, in qualche modo, mutare  anche
  perché la norma è stata recepita con legge della Regione nel  2003,
  non  è  che  la Sicilia ha fatto un'altra scelta che oggi  possiamo
  modificare.
   La  legislazione Dini è stata recepita nel 2003, quindi,  non  può
  che  applicarsi da quel momento, perché la riforma Dini in  Sicilia
  per   i  dipendenti  regionali  non  si  applicava  in  automatico.
  Pertanto, il comma 16, così come è scritto, bisogna modificarlo.
     Per  quanto attiene al comma 18, anch'io penso che debba  essere
  soppresso dall'articolato, anche se poi non ho capito - e  concludo
  - in quanto mi era stata detta un'altra cosa a proposito del fondo,
  se il fondo ci deve essere o non ci deve essere. Se poi qualcuno mi
  fa sapere come dobbiamo procedere sarebbe cosa buona e giusta.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  totalmente
  d'accordo con gli argomenti che ha utilizzato il collega Cracolici.
  Il  comma 16 ci fa ritornare indietro di dieci anni e, soprattutto,
  su  determinate categorie di dipendenti esercita una  disparità  di
  trattamento  che  non  potremmo essere  proprio  noi,  che  abbiamo
  recepito precedentemente, ad effettuare.
   Abbiamo  recepito  la norma Dini precedentemente  e,  quindi,  non
  possiamo  oggi,  con questo comma, fare marcia indietro,  ritornare
  indietro di otto anni rispetto all'applicazione di quella norma  ed
  effettuare una scelta che esercita una disparità di trattamento tra
  dipendenti. Io sarei, quindi, non per modificare il comma 16 ma per
  sopprimerlo totalmente.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo vi sono
  centinaia  di  discorsi  in  giro. Dovremmo  fare  una  cosa  molto
  semplice:  stiamo creando il fondo di quiescenza, con il  comma  17
  diamo una possibilità del contributo sugli immobili; il 16 e il 18,
  che  riguardano  materia pensionistica, stralciamoli,  facciamo  un
  confronto sindacale e poi portiamoli in Aula.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA    NICOLA.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  rappresentanti del Governo, visto che oggi l'Aula ha avuto  momenti
  di  tensione  o  di  disattenzione  desidererei,  se  è  possibile,
  cominciare  la seduta di oggi pomeriggio partendo da un presupposto
  fondamentale  - lo dico ai colleghi - cioè che stiamo trattando  la
  finanziaria  ed  il  bilancio della Regione ed  in  questo  momento
  stiamo  assolutamente  sul  Titanic.  O  tutti  quanti  abbiamo  la
  consapevolezza  che siamo sul Titanic, nonostante stiamo  ballando,
  sorridendo eccetera, ma ancora stiamo sul Titanic, oppure forse non
  abbiamo capito la gravità della situazione finanziaria ed economica
  in  cui  versa la Regione siciliana con il conseguente  rischio  di
  poter chiudere questo mandato molto prima della sua scadenza. Ho la
  presunzione di dirlo e, quindi, vuol dire che è così.

   CRACOLICI.   Signor Presidente, vorrei sapere se si sta dimettendo
  il Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'onorevole Leanza è una  persona
  che ha i piedi per terra, camminando sulle nuvole.

   LEANZA  NICOLA.  Ritengo che, ognuno di noi,  in  questo  momento,
  debba  avere il massimo senso di responsabilità rispetto  a  questa
  norma. Faccio totalmente mia la proposta dell'onorevole Galvagno.
   Per  la prima volta, stiamo facendo il Fondo di quiescenza. E' una
  cosa  importante, con tutte le difficoltà di questo mondo, rispetto
  al  finanziamento  e lo sa perfettamente l'Assessore,  quindi,  che
  almeno  per  quanto riguarda la materia pensionistica,  considerato
  che,  ancora,  ringraziando  Dio, abbiamo  i  sindacati  e  c'è  la
  contrattazione  sindacale,  si abbia il  buon  senso  di  fare  una
  contrattazione sindacale come Dio comanda.
   Allora,  abroghiamo sia il comma 16 sia il comma 18 ed  approviamo
  soltanto la parte restante. Dopo di che, nei prossimi mesi, ci sarà
  il  tempo per potere inserire anche questa vicenda delicata  ma,  a
  quel  punto, l'avremmo fatto correttamente, come diceva l'onorevole
  Leontini,  non  tornando  indietro ma, se è  possibile,  una  volta
  tanto, andando avanti.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor presidente,
  condividendo  pienamente le osservazioni degli onorevoli  colleghi,
  vorrei  ribadire come sul comma 18 e sul comma 16  vi  siano  degli
  emendamenti a mia firma soppressivi, proprio per dare l'opportunità
  di  attivare  il  Fondo di quiescenza e, nello  stesso  tempo,  non
  incidere in situazioni che, in modo dubbio, possano attivare  false
  interpretazioni.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli altri emendamenti si intendono
  ritirati.
   Pongo in votazione l'emendamento 8.24 (soppressivo del comma  16),
  dell'onorevole  Cracolici,  identico  ad  analogo  emendamento  del
  Governo 8.3.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.7 (soppressivo del comma 18), del
  Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 8 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 8, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                      Personale protezione civile

     1.  Il Dipartimento regionale personale, in attuazione del comma
  553  dell'articolo  2  della legge 24  dicembre  2007,  n.  244,  è
  autorizzato a procedere all'inquadramento del personale individuato
  dal  medesimo comma, anche in soprannumero, nel ruolo di  cui  agli
  articoli  5  e 6 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10.  Per
  l'attuazione  del  presente  articolo  è  autorizzata   la   spesa,
  comprensiva  del salario accessorio ed oneri sociali,  valutata  in
  4.855  migliaia  di euro per l'esercizio finanziario  2009,  ed  in
  6.840 migliaia di euro annui a decorrere dall'esercizio finanziario
  2010.

   2.  Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
  del  Dirigente generale del Dipartimento personale, sono  apportate
  al  bilancio  della  Regione le conseguenti variazioni  discendenti
  dall'applicazione del presente articolo».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Laccoto. 9.1, (soppressivo dell'articolo);
   - dall'onorevole De Luca 9.2 (soppressivo dell'articolo);
   -  dall'onorevole Cracolici 9.4 (soppressivo dell'articolo),  9.5,
  9.6;
   - dall'onorevole Romano: 9.3.
   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   - dal Governo: 9.8
   - dagli onorevoli Maira e Dina:  9.7.

   Si passa all'emendamento 9.1, del Governo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, richiamando anche l'intervento, fatto poc'anzi,
  dall'onorevole   Leanza,  vorrei  ribadire   come   la   situazione
  finanziaria della nostra Regione sia una situazione delicata  e  da
  attenzionare, soprattutto, nell'ambito delle spese correnti.
   Capisco e riconosco che vi sono, nel settore del personale,  delle
  iniziative importanti  e che hanno anche a supporto la legislazione
  nazionale.  E' necessario, però, signor  Presidente,  come  ho  già
  avuto modo di ribadire poc'anzi, trovare le condizioni affinché nel
  testo  anticrisi  si  possa  discutere,  in  modo  complessivo   ed
  organico,  la  materia del personale, sia  personale di  protezione
  civile ,  sia   personale  del settore  dei  beni  culturali ,  sia
  personale  che  merita  il riconoscimento  della  cosiddetta   vice
  dirigenza .
   Capisco   l'importanza  che  possa  avere  questo  nella  Pubblica
  amministrazione  regionale  ma  gradirei,  con  il  consenso  degli
  onorevoli  colleghi,  non  appesantire questa  Finanziaria  con  la
  materia del personale e fare in modo che la Commissione legislativa
  competente,  con  il Governo e con il Dipartimento  del  personale,
  possa  redigere un testo organico che affronti la materia  in  modo
  complessivo.
   Il  Governo  sarà  pienamente disponibile a dare copertura  non  a
   macchia di leopardo' ma risolvendo il problema a 360 gradi.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
  sono  veramente  sorpreso e stupefatto del  suo  intervento,  anche
  perché non tiene conto della specificità di questo articolo che non
  può   essere   assimilato  a  norme  sul  personale   genericamente
  individuate.
   Siamo  di  fronte  ad  un articolo votato in Commissione,  con  il
  parere   favorevole   del  Governo,  con  la   condivisione   della
  Commissione  all'unanimità, che rappresenta  il  tentativo  di  far
  fronte ad una specificità.
   Intanto,  si  tratta di personale che, comunque, va  prorogato  e,
  pertanto, la posta in bilancio già esiste. E' un personale  che  in
  atto  è  in  servizio,  verrà  comunque prorogato,  quindi,  nessun
  aggravio di spesa.
   Stiamo  intervenendo anche in ossequio ad una norma nazionale  che
  da  la  possibilità, per questi 70 dipendenti, sia in  soprannumero
  che  in assenza di pianta organica, di essere inquadrati nei  ruoli
  della Regione siciliana, per superare qualche perplessità in ordine
  anche alla tipologia di inquadramento.
   E'  venuta  fuori  qualche  perplessità  temendo  che  gli  stessi
  potessero  essere inquadrati nella seconda fascia funzionale  della
  dirigenza.  Con  la  riscrittura,  abbiamo  superato  anche  questo
  aspetto,  quindi,  non capisco quale sia la perplessità,  onorevole
  Assessore.
   Siamo  di fronte ad una copertura finanziaria che, comunque, dovrà
  esserci,  e  dovranno essere prorogati. Non possiamo fare  di  ogni
  erba  un  fascio.  Questi hanno una tipologia, una specificità  che
  discende  da  una  legge nazionale che consente di  inquadrarli  in
  soprannumero nei ruoli della Regione siciliana.
   Invito,  quindi, il Governo a modificare il proprio parere,  anche
  perché in Commissione aveva già espresso parere favorevole e c'è un
  parere positivo da parte degli uffici e della Commissione.
   Nel  migliore  dei  casi, invito il Governo a rimettersi  all'Aula
  trattandosi di una tematica già affrontata con consapevolezza,  con
  responsabilità, non creando aggravi di spesa ulteriore per le casse
  regionali.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  voglio  essere
  chiaro:  una  cosa  è che il Governo dice che  è  utile  che  nella
  Finanziaria non entrino norme relative al personale, intendendo con
  questa  affermazione ed io l'ho compresa nel senso che non  entrino
  nuove materie  che non siano già contenute nel testo, in quanto  il
  testo è stato esitato dalla Commissione ed è stato esitato col voto
  della Commissione.
   Nella  fattispecie,  dico  pure che ho condiviso  e  condivido  la
  ragione  per  cui  è  stata  introdotta la  norma  che  prevede  la
  stabilizzazione   di  una  parte  del  personale   precario   della
  protezione civile e dico di una parte perché c'è un'altra parte che
  rimane ancora con rapporto di lavoro precario.
   Ma perché ho condiviso questa scelta?
   L'ho  condivisa perché questo personale che proviene  dall'IRI  ha
  una  storia antica e, tra l'altro, ha avuto una norma nazionale che
  consentiva alla Regione ed avrebbe consentito in tutti questi  anni
  di  poter essere stabilizzato, così come il legislatore ha fatto  a
  livello  nazionale,  anche   in  soprannumero  rispetto  ai   ruoli
  organici dell'Amministrazione.
   Noi,  in tutti questi anni, abbiamo sempre teorizzato che, siccome
  bisognava  stabilizzare gli altri, non si stabilizzava questo  tipo
  di  personale;   delle  due  però l'una:  non  si  può  danneggiare
  comunque una parte delle persone che, oggi, hanno una norma che  ne
  consente la stabilizzazione, che stanno nell'Amministrazione.
   Non  stiamo parlando di personale da assumere ma di personale  che
  lavora  per l'Amministrazione regionale da anni - molti  ormai,  da
  oltre  15  anni, forse qualcosa in più - e, quindi, non capisco  la
  ragione  per la quale debba in qualche modo manifestarsi la  scelta
  di metterli fuori dalla legge Finanziaria.
   Se poi la riscrittura può risolvere i problemi che hanno suscitato
  qualche  dubbio  tra  i  colleghi  sull'inquadramento,  credo   che
  dobbiamo trovare la soluzione.
   Aggiungo: ma se stabilizziamo il personale, perché diamo copertura
  solo per il 2009 e il 2010? E il 2011 che fine fa?
   Se è un rapporto di stabilizzazione, la copertura deve esserci per
  una  triennalità; non vorrei che si presentassero  emendamenti  che
  poi sarebbero bocciati sul piano formale.
   L'emendamento  deve  avere copertura fino al  2011  perché  è  una
  stabilizzazione, trattasi di rapporti a tempo indeterminato e  deve
  esserci  una copertura pluriennale nel triennio; quindi, si preveda
  la copertura fino al 2011 e, per quanto mi riguarda, la riscrittura
  può essere accolta.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che proprio
  per  il contenuto della riscrittura dell'emendamento si debba  fare
  uno  sforzo  in quest'Aula. Credo  sia indifferibile  passare  alla
  stabilizzazione  di  questo  personale;  è  personale   che  presta
  servizio  tecnico, specialistico, specializzato  anche  nelle  zone
  operative, come quelle del terremoto dell'Aquila e, quindi, va dato
  loro  merito,  non  che  gli  altri non  ce  l'abbiamo,  ma  questo
  personale, per le cose che ha anticipato l'onorevole Cracolici,  ne
  ha  pieno diritto perché c'è una legge nazionale che prevede  anche
  il finanziamento.
   Quindi,  continuare  a  differire  ancora  questa  stabilizzazione
  potrebbe  essere  interpretato anche come un ricatto  politico  che
  viene fatto, di volta in volta, da chi governa questa Regione.
   Credo  che  si renderà giustizia se ci assumeremo tutti quanti  la
  responsabilità  e  non  è  appunto  una  nuova  assunzione.  Questi
  lavoratori sono ampiamente riconosciuti dalla normativa nazionale e
  il loro lavoro lo fanno in prima linea.
   Purtroppo, qualche informazione da parte della stampa è stata  non
  favorevole,  da questo punto di vista, perché si è detto  che  sono
  degli  amministrativi che stanno nei loro uffici, sono stati  quasi
  apostrofati    come     fannulloni',   mentre    queste    persone,
  amministrativi e tecnici, proprio in questi giorni in cui  venivano
  apostrofati  malamente, si trovavano proprio nelle  zone  operative
  del terremoto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
  per  brevità dico subito che condivido l'intervento degli onorevoli
  Cracolici  ed  Apprendi,  condividendo  anche  la  necessità  della
  riscrittura.
   Vorrei  sottolineare che il primo comma dell'articolo 9  dice  con
  chiarezza  che  si tratta di attuare il comma 553  dell'articolo  2
  della legge 24 dicembre 2007, numero 244, cioè la finanziaria Prodi
  del  2007  che  previde  specificatamente per  questi  soggetti  la
  possibilità   di  procedere  alla  conversione  e,   quindi,   alla
  stabilizzazione di questi contratti a tempo indeterminato, anche in
  deroga della pianta organica e, quindi, in soprannumero.
   Credo  sia  un  atto  di  giustizia dopo circa  quindici  anni  di
  precariato. Non sfugge a nessuno che tanti altri soggetti attendono
  una  risposta. Mi riferisco a tanti altri precari. Va sottolineato,
  intanto,  che  questi lavoratori trovano una specificità  normativa
  che  ci  consente da subito di andare incontro alle loro  reiterate
  richieste  rispetto  alle  quali  si  sono  svolte  anche  numerose
  audizioni  delle  organizzazioni sindacali, anche recentemente,  in
  Commissione  Lavoro'.
   Invito  l'Assessore a rivedere il proprio parere,  quanto  meno  a
  rimettersi  all'Aula  e l'Aula a condividere  questa  proposta  che
  credo  vada incontro a legittimi, più che interessi, a diritti  ben
  precisi di questi lavoratori.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi, sono contento per quanto riguarda questa riscrittura.  In
  effetti,  questo personale che è stato inserito nel contesto  della
  Protezione  civile,  non c'entra nulla. Questo  è  personale  della
  Presidenza  della  Regione  siciliana.  Quindici  anni  fa,  questo
  personale,  siccome  c'era un debito della  Regione  siciliana  nei
  confronti dell'IRI, ormai sciolta, è stato assunto in tutta Italia.
   Alla  Regione  siciliana  è  rimasto  solo  ed  esclusivamente  il
  personale   della   Regione  siciliana.   Sarebbe   veramente   una
  ingiustizia non completare questo iter, considerato che da quindici
  anni  queste persone sono identiche, sotto tutti gli aspetti, anche
  economici e sono considerate dipendenti regionali. Non hanno né  un
  euro in più né un euro in meno.
   Siccome  dobbiamo iniziare un percorso che riguarda il precariato,
  la  stabilizzazione,  questa  è  la  prima  opportunità,  la  prima
  possibilità che diamo al personale. Non possiamo permettere che  il
  Governo  nazionale  dica  che  il Governo  regionale  non  è  nelle
  condizioni  di  potere  fare un primo  passo.  Questa  è  la  prima
  condizione;  questa  è  una  buona  opportunità.  Iniziamo   questo
  percorso e vedrete che andremo nella giusta direzione.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  questa
  Finanziaria così come in una terra dalle mille contraddizioni  qual
  è  la  Sicilia,  ci  si  trova, anche stasera,  a  dover  decidere,
  purtroppo, sul destino di alcune categorie.
   Vorrei  rappresentare all'Assemblea che la Protezione civile  che,
  in questo momento, si trova in Abruzzo è costituita prevalentemente
  da persone che da dieci anni sono precari dell'Amministrazione.
   Il  Presidente  della  Regione, qualche  mese  fa,  ha  posto  una
  direttiva  in  cui  si  impegnava,  nell'arco  dei  tre   anni,   a
  stabilizzare   definitivamente  tutti  i  precari   della   Regione
  Siciliana, non soltanto chi ha  qualche santo in paradiso'.
   Mi  stupisce come l'onorevole Cracolici, che poco fa invitava  gli
  amici  di  Messina  a  fare  i parlamentari  regionali,  sia  stato
  assolutamente impegnato nel perorare questa causa. Né personalmente
  né  come partito, ho qualcosa in contrario a questi lavoratori,  ma
  ritengo  che  nel sistema della Protezione civile  che  in  Sicilia
  funziona  e  che  è partito da molto lontano debba  essere  risolto
  tutto in maniera uguale per tutti.
   L'Assessore  sa  perfettamente di tutte  le  persone  presenti  in
  Abruzzo,  così  come  sa  perfettamente che  hanno  lavorato  tutti
  quanti,  in  queste ore di grandissima difficoltà o nei momenti  di
  grandissimo bisogno della nostra Terra.
   Allora,  non possiamo fare  figli e figliastri' perché  una  legge
  nazionale  può  consentire all'Assemblea di  poter  legiferare  nei
  confronti di una parte, importante per carità, ma sempre una parte.
   Ritengo  sia  corretto, onorevole Governo, onorevoli colleghi,  lo
  dico  in  maniera  chiara ed inequivocabile, che  questo  argomento
  venga  affrontato  per  intero in un unico  disegno  di  legge  che
  riguarda il precariato e, se volete, la Protezione civile.
   Per  quanto  riguarda il resto, volevo ricordare che l'emendamento
  precedente,  non  la  riscrittura, prevedeva che  questi   signori'
  andassero nella seconda fascia dove, per fare un esempio, il dottor
  Emanuele è nella terza fascia e loro andavano nella seconda fascia.
  Ora,  lo  hanno  riscritto.  Avevamo ipotizzato  anche  la  seconda
  fascia.  E' chiaro che l'altro giorno, onorevole Cracolici,  quando
  siamo  finiti  sul  Corriere della Sera - veda, non  ci  finirà  il
  Presidente  della  Regione  o  il Governo  -  quando  finiremo  sul
  Corriere  della Sera e lei si indignerà come al solito,  ci  finirà
  questo Parlamento che ancora una volta un incarico di dirigente non
  lo ha negato a nessuno.
   A   questo  punto,  lo  ribadisco  personalmente,  considerata  la
  posizione  del  collega Lentini, quindi piena libertà  di  voto  ai
  componenti  del  Movimento per l'Autonomia, mi sembra  di  fare  un
  torto a tutta la platea dei lavoratori della Protezione Civile.
   Preannuncio, pertanto, il mio voto contrario.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  dichiararmi sostanzialmente concorde con le osservazioni fatte
  dall'onorevole Leanza.
   Mi  sembra  che stiamo elogiando una norma che, da un  lato,  crea
  condizioni di giustizia - così è stato detto - però crea condizioni
  di  giustizia  in  un contesto di disuguaglianza. Non  capisco  che
  giustizia ci possa essere se c'è disuguaglianza perché di questo si
  tratta.
   Se,  poi,  vogliamo mettere la testa, come gli struzzi,  sotto  la
  sabbia  e  guardare  solamente ad alcuni  che  senza  dubbio  hanno
  diritto, meritano una norma di questo genere, però, fare finta  che
  esistono quelli e soltanto quelli e continuare in questa direzione,
  penso  sia  un  atto  di  grande  irresponsabilità  da  parte   del
  Parlamento,  che  non fa onore ai nostri doveri nei  confronti  dei
  tanti  che lavorano nella Protezione civile al pari di quelli  che,
  in questo momento, si vedono riconosciuti un loro diritto e verso i
  quali facciamo un atto di giustizia ma nei confronti dei quali  non
  facciamo nulla di tutto questo.
   Mi  sembra  un  atteggiamento da parte di  questo  Parlamento  che
  merita, quanto meno, una stigmatizzazione.
   Personalmente, sono molto perplesso e anche molto deluso dal fatto
  che riusciamo a prodigarci nei confronti di alcuni ed a dimenticare
  sistematicamente  gli  altri.  Che,  poi,  questo  lo   si   faccia
  nascondendoci dietro il dito di una norma nazionale, che non è  una
  norma  divina,  che alcuni hanno fatto a vantaggio di  pochi  ed  a
  discapito di altri, credo non giustifichi nessuno.
        Personalmente,  esprimo tutto il mio  disappunto  rispetto  a
  questo atteggiamento del Parlamento.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi,    non    sono    pregiudizialmente    contrario     alla
  stabilizzazione.  E'  chiaro,  però,  che  qui  si  innescano   dei
  meccanismi  particolari perché ne stabilizziamo  78  e  ne  restano
  fuori  200  delle altre province della Sicilia. Allora,  penso  che
  occorra un piano di stabilizzazione.
   Esiste  un  problema reale per il personale precario: il  problema
  del personale precario in Sicilia è diventato una piaga.
   Abbiamo personale degli enti locali che da venticinque anni aspira
  alla  stabilizzazione e non l'ha potuta avere;  abbiamo  lo  stesso
  personale degli enti locali precario della Regione che ha  avuto  i
  contratti a 36 ore.
   Ora,  qui,  inneschiamo  un  altro meccanismo.  Per  carità,  sono
  favorevole  a tutte le stabilizzazioni però dobbiamo anche  seguire
  un criterio.
   Noi  decidiamo  di  stabilizzare 78  precari  della  provincia  di
  Palermo ma ne restano altri 200, nelle altre province, di personale
  di Protezione civile.
   Non  capisco  come  possiamo praticamente avere  due  pesi  e  due
  misure.
   Al di là della collocazione territoriale, esiste il problema serio
  della  stabilizzazione di tutti. Allora, che il Governo,  prima  di
  arrivare  a  questo,  faccia un piano di  stabilizzazione  con  dei
  criteri  ma  che  siano criteri che riguardano tutto  il  personale
  della Sicilia. Questo è il problema di fatto.
   Se  andiamo  a  stabilizzarne 78, cosa fanno gli altri  200  delle
  altre province? Questo è il problema serio.
   Allora, penso che il Governo dovrebbe approntare un piano serio di
  stabilizzazione per tutti i precari della Sicilia, fissando criteri
  univoci per tutti.
   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  proposta formulata dall'assessore Cimino sia una proposta saggia  e
  anche  giusta  nello  stesso  tempo. Saggia  perché  ci  invita  ad
  adottare  un  provvedimento equo per tutti  e ad evitare,  come  ha
  detto  giustamente  prima   l'onorevole Laccoto,  due  pesi  e  due
  misure.  Giusta  perché,  attraverso un  unico  provvedimento,  noi
  avremo la possibilità di guardare con la stessa attenzione, con gli
  stessi  risultati a una vasta platea di personale che lavora  nella
  protezione  civile, che in questi mesi ha dimostrato -  soprattutto
  durante  i  drammatici fatti dell'Abruzzo - di avere  competenze  e
  capacità  apprezzate da tutti - . E,  evidentemente,  tali  persone
  non possono subire, non possono accettare che solo 78 vengono messi
  adesso  nel ruolo della Regione, mentre 228, oltre il 70 per cento,
  rimangano fuori.
   Credo fermamente in ciò che dice, assessore Cimino, ecco il motivo
  per il quale ritengo opportuno approvare il suo emendamento e mi da
  forza  quello che ha detto poco fa l'onorevole Leanza:  l'onorevole
  Leanza ha detto che il Presidente Lombardo e    credo  che tutti  i
  parlamentari   vogliamo  rispettare, che tutti  i  precari  vengano
  assorbiti.
   Se  entro  tre anni tutti i precari devono necessariamente  essere
  assorbiti, onorevole Cracolici, io non vedo il motivo  per il quale
  oggi  pomeriggio  si  sta  correndo in  maniera   così  veloce  per
  raggiungere un solo obiettivo.
   Veda,  sempre lei prima , onorevole Cracolici, ha avuto  molto  da
  ridire,  su  certi comportamenti lobbistici così  come  lei  li  ha
  chiamati che riguardavano i deputati della provincia di Messina, ma
  mi sembra che in questa vicenda nemmeno lei stia sfuggendo a questo
  meccanismo.
   Allora,  vorrei  dire ai colleghi di prendere  tutti  un  impegno,
  confermiamo quello che ha detto prima l'assessore Cimino,  uno  dei
  primi  provvedimenti che dobbiamo approvare e varare  è  quello  di
  sistemare  e  assorbire nei ruoli della Regione tutti i  dipendenti
  precari  e  in  modo  particolare fare un unico  provvedimento  per
  quelli della protezione civile perché in questi anni hanno lavorato
  con  grande  competenza, impegno, dando lustro se mi consentite  di
  usare questo termine, alla Regione Sicilia e quindi sono favorevole
  all'emendamento  Cimino e insieme a un gruppo  importante  del  PDL
  voteremo a favore.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  siccome   ho  sentito  parlare   di
  coscienza  e  questo  non  è certamente un problema  di  coscienza,
  perché qui tutti abbiamo coscienza umana e politica.
   Questo è un problema di responsabilità e io credo che mai come  in
  una  legge finanziaria ciascuno si debba assumere in questo momento
  storico  la  propria responsabilità. Chiedo signor Presidente,  che
  lei  faccia votare con voto personale palese, e lo chiedo anche per
  gli  articoli 10 e 11 perché sono i tre articoli che riguardano  il
  personale,   cosicché   ciascuno   possa   assumersi   la   propria
  responsabilità.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché, siccome attorno a questa  vicenda  sono  state
  fatte  considerazioni anche da parte di colleghi che stimo molto  e
  che rimandano alla collocazione geografica di questo personale, io,
  che  non  appartengo  al territorio di questi lavoratori,  ritengo,
  però,  che  questi lavoratori sono titolari di una norma  di  legge
  nazionale  che invita la Regione a contrattualizzare e ad inserirli
  nei ruoli della Regione.
   Si  può  condividere la norma o meno, ma questo  è   e  di  questo
  stiamo discutendo.
   Personalmente eviterei, e lo dico ai colleghi che hanno in qualche
  maniera  alimentato una contrapposizione tra questi  lavoratori  ed
  altri  lavoratori precari della Regione e della Protezione  civile;
  non  facciamo  un  buon  servizio  a  nessuno  se  alimentiamo  una
  contrapposizione  anche perché - io parlo anche  nella  qualità  di
  vicepresidente della Commissione lavoro e quindi dei  colleghi  che
  si  sono occupati, tra l'altro, di questa vicenda - c'era, da parte
  della  Commissione, tutta la consapevolezza di un diritto da  parte
  di  queste  persone che, naturalmente, fatte salve le  prescrizioni
  previste dalla legge nazionale e dalle normative regionali, inclusa
  la  legge  numero 10, obbligavano la Regione a mettere un punto  in
  una  situazione  che si trascina da molto tempo e che,  altrimenti,
  rischia di essere demandata al giudizio della Magistratura.  E  non
  ritengo sia  una scelta possibile da parte di un parlamento  quella
  di demandare alla Magistratura la decisione sulle singole posizioni
  di  tutti coloro che hanno un rapporto di lavoro con la Regione.  A
  maggior   ragione,  da  questa  vicenda  dovrebbe  scaturire,   nel
  Parlamento, e soprattutto da parte del Governo, un'idea per  quanto
  riguarda  il  rapporto, la stabilizzazione di  tutto  il  personale
  precario che, in qualche maniera, ha un rapporto con la Regione,  a
  partire da quelli che operano presso la Protezione civile.
   Quindi,  io  assumerei  la  norma  che  tende  a  stabilizzare   i
  lavoratori di Italtel e Sirap come un incentivo a fare altrettanto,
  naturalmente  compatibilmente  con  le  norme  di  legge,   per   i
  lavoratori precari, a partire da quelli della Protezione civile.

   DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.

     (Si associano alla richiesta gli onorevoli Arena, Bufardeci,
   Campagna, Corona, D'Agostino, Federico, Ferrara e Leanza Nicola)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  9.8  (soppressivo  dell'articolo),  di   identico
  contenuto agli  emendamenti 9.1, 9.2 e 9.4.

   ILARDA,   assessore  alla  Presidenza.  Chiedo  di   parlare   per
  dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  credo che l'argomento sia troppo importante per  poterlo
  affrontare con tale concitazione ed eccessiva premura.
   Ho visto che non c'è convergenza di vedute nell'ambito dei diversi
  gruppi parlamentari.
   Il  precariato è una piaga sociale ed è una piaga per la  Regione,
  ma  lo  è ancor di più per le famiglie di questi lavoratori. Se  la
  legge  nazionale ci consente di dare una risposta sia pur parziale,
  non vedo perché non farlo;  questo c'è già consentito.
   C'è  una  norma nazionale, c'è già una copertura finanziaria,  non
  vedo  perché  questa risposta, sia pur parziale, non  la  si  debba
  dare.  Pur  non  di  meno  c'è un tema - lo  dico  con  la  massima
  chiarezza  -  che  mi lascia molto perplesso  e  che  mi  induce  a
  chiedere  cinque  minuti  di sospensione su  questo  tema  per  una
  riflessione.
   Ci  sono tante, cento famiglie, oltre ad un problema grave per  la
  Regione  siciliana  che  sta dietro questo  articolo  9  nella  sua
  riscrittura.  Il  tema  è quello della qualifica,  se  li  dobbiamo
  inquadrare  come  dirigenti oppure no; questo è  il  tema.  Bisogna
  decidere su questo argomento, per il resto alla fine il consenso lo
  si   raggiunge;  dirigenti  o  meno,  il  consenso  forse   lo   si
  raggiungerebbe.
   Chiedo dieci minuti di sospensione.

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, non è possibile.
   Indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8 del
  Governo  (soppressivo  dell'articolo) di  identico  contenuto  agli
  emendamenti 9.1, 9.2 e 9.4.
   Chiarisco  il  significato  del voto:  chi  vota  a  favore  della
  soppressione dell'articolo 9 preme il pulsante verde; chi vota  per
  il  mantenimento dell'articolo 9 preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

      Presenti              76
      Votanti               75
      Maggioranza           38
      Favorevoli            45
      Astenuti                2

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'articolo 9 è pertanto soppresso.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
           Norme di interpretazione autentica in materia di
                          dirigenza regionale

   1.  Il  combinato disposto dell'articolo 1, comma 2, dell'articolo
  5,  comma 3 e dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio 2000,
  n.  10,  e successive modifiche ed integrazioni, si interpreta  nel
  senso  che  al personale vincitore di concorso di cui  al  comma  3
  dell'articolo 5 della legge regionale 10/2000, si applicano al fine
  del  primo  inquadramento, le norme vigenti al momento dell'entrata
  in  vigore della medesima legge regionale n. 10/2000 con decorrenza
  dalla data di effettiva immissione in servizio, nonché le norme  di
  passaggio  alla  nuova  disciplina introdotte  dalla  citata  legge
  secondo le corrispondenze ivi previste.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1 è autorizzata, a decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009 la spesa annua di 1.500 migliaia di
  euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole De Luca 10.1, (soppressivo dell'articolo);
   -  dall'onorevole Cracolici 10.3 (soppressivo dell'articolo), 10.4
  (soppressivo al comma 1), 10.5 (soppressivo al comma 2);
   - dagli onorevoli Maira e Cordaro: 10.2.

   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  aggiuntivo 10.6, soppressivo dell'articolo.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di bloccare il conteggio  dei
  minuti  perché  non sto parlando. Mi rendo conto che affrontare  il
  tema  sull'articolo 10 subito dopo questa votazione è  problematico
  anche  per  le  considerazioni  che  alcuni  colleghi  parlamentari
  avevano fatto illustrando già l'articolo 9.
   Signor Presidente, con questo clima non posso discutere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se  non  ristabiliamo  un  clima
  accettabile, chi parla non viene ascoltato ed è un danno per  tutta
  l'Assemblea.  Vi  invito,  pertanto, ad un  maggiore  contegno  per
  potere ascoltare chi interviene.

   ARDIZZONE.  Affrontare  questo  argomento,  subito  dopo  il  voto
  sull'articolo 9, in considerazione che alcuni colleghi parlamentari
  nell'illustrare  proprio  l'articolo 9 avevano  richiamato  tra  le
  righe il contenuto dell'articolo 10, diventa difficile.
   Perché  chiedo  un  poco  di calma? Per avere  la  possibilità  di
  illustrare l'argomento e spero che molto meglio di me lo possa fare
  l'Assessore  che  ha  predisposto questa norma  di  interpretazione
  autentica;  e  secondo  me  l'Assessore Antinoro  non  poteva  fare
  diversamente. E dico il perché.
   Mi  dispiace  che ci sia un emendamento soppressivo da  parte  del
  Governo.  Nel 2000 sono stati banditi i concorsi per  99  posti  di
  dirigente  tecnico di ottavo livello retributivo.  Successivamente,
  una  volta  bandito il concorso, entra in vigore  la  ormai  famosa
  legge 10 che ,per quello che riguarda i dirigenti, li suddivide  in
  due  fasce  e,  in via transitoria, prevede una terza  fascia  alla
  quale  sarebbero dovuti confluire tutti i dirigenti tecnici  che  a
  quel  momento  avevano questa qualifica. Nasce  inevitabilmente  il
  contenzioso. Perché nasce il contenzioso? Nasce perché la  Regione,
  quindi la pubblica amministrazione, agisce improvvidamente,  e  non
  lo  dico  io  ma  le decine e decine di sentenze e  il  parere  del
  Consiglio  di  Giustizia  amministrativa, che  hanno  costretto  la
  Regione siciliana a pagare le differenze retributive, gli interessi
  legali  e le spese legali. A scanso di equivoci, dico che  ci  sono
  state  decine  e decine di sentenze del Tribunale di  Messina,  del
  Tribunale di Palermo, del Tribunale di Caltanissetta, del Tribunale
  di  Catania, di tutti i tribunali della nostra Regione. Quindi, non
  c'è alcun interesse di parte.
   Costoro  dicono che la Regione non  aveva fatto bene,  anzi  leggo
  testualmente  una  parte di una sentenza:   in  buona  sostanza  la
  stessa, cioè la pubblica amministrazione cioè la Regione siciliana,
  ha  anche violato le regole di buona amministrazione e imparzialità
  amministrativa posto che non ha adibito la appellata alle  mansioni
  per le quali era stata assunta né tanto meno a quelle equivalenti .
     Ma  c'è  di  più. Una ricorrente intraprende la via del  ricorso
  amministrativo e viene esitato un parere del Consiglio di Giustizia
  Amministrativa  che  diventa vincolante per l'Assessorato  ai  Beni
  culturali. Tale parere quale non lascia spazio ad equivoci  dicendo
  che  la  pubblica  amministrazione, e quindi la  Regione  siciliana
  aveva  sbagliato e che quindi era obbligata a procedere  al  giusto
  inquadramento. Dico queste cose perché vengano allegate  agli  atti
  e  vengano  verbalizzate proprio con il mio intervento e spero  con
  l'intervento dell'Assessore.
   Che cosa succede? La stranezza della pubblica amministrazione   La
  sentenza  di  primo  grado  dà  ragione  ai  ricorrenti,  tutti   i
  tribunali, tutti i tribunali di secondo grado, in grado di appello,
  danno ragione ai ricorrenti. Su alcuni l'Assessorato nel corso  del
  tempo  decide  di appellarsi e di fare ricorso in Cassazione  e  su
  altri,  signor  Presidente  e  signor  Assessore,  decide  di   non
  appellarsi  e di non fare ricorso in Cassazione. Cioè,  una  doppia
  ingiustizia nei confronti di questi dirigenti. Questo è il dato  di
  fatto.
   Quindi,  cosa  avrebbe dovuto fare l'Assessore ai Beni  culturali?
  Cosa  avrebbe dovuto fare? Per caso sono tutti dirigenti della  sua
  provincia  e  della  provincia di Palermo o non sono  dirigenti  di
  tutta  la  Regione siciliana? Ha giustamente proposto una norma  di
  interpretazione autentica; non poteva fare diversamente per  uscire
  dal  guado e peraltro confortato dalle decine e decine di  sentenze
  di  primo  grado, decine e decine di sentenze di secondo grado,  ma
  soprattutto  dal  parere del Consiglio di Giustizia  amministrativa
  che  cito  perché  venga  inserito nel resoconto  stenografico,  il
  parere 644 del 2006; ciò per non dar luogo ad equivoci.
   Se  noi  non  votassimo  questa  norma  ci  assumeremmo  una  vera
  responsabilità, proprio perché stiamo votando una finanziaria,  per
  le  casse  della Regione siciliana, perché non solo non avremmo  il
  personale inquadrato come giustamente deve essere e aggiungo,  dato
  che, alla fine, ha comportato l'accoglimento dei ricorsi.
   Questi  dirigenti  non sono dirigenti che hanno  concorso  con  la
  semplice laurea, ma sono dirigenti che avevano la specializzazione,
  chi  di  archeologo, chi di storico dell'arte, chi  di  architetto,
  cioè  avevano già fatto la specializzazione successiva.  Questo  ha
  comportato l'accoglimento di questi ricorsi.
   Ripeto,  se noi non votassimo, in questa sede, non in altra  sede,
  questa  norma,  noi  ci  assumeremmo una grave  responsabilità  nei
  confronti  di  noi  stessi,  della  Regione  siciliana,  perché  la
  porteremmo,  sicuramente, ad un esborso  di  somme  che  non  ci  è
  assolutamente consentito.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  dare  una   mia
  testimonianza personale su questa vicenda che è stata  egregiamente
  spiegata dall'onorevole Ardizzone.
   E'  un fatto di giustizia. Questi signori hanno partecipato ad  un
  concorso  che  hanno  regolarmente vinto.  Ottantasette  di  questi
  soggetti sono in servizio, il resto è in attesa, non si sa  di  che
  cosa, ma è in attesa. Ottantasette stanno espletando le funzioni di
  categoria   D ,  non  so se ce n'è qualcuno di dirigente.  Noi  per
  aggiustare   meglio   l'emendamento  proposto   ed   approvato   in
  commissione,  c'è un sub emendamento proposto dall'onorevole  Maira
  che  recita  bene che a coloro che hanno espletato le  funzioni  di
  dirigente   possa  spettare  l'indennità.  E'  una   questione   di
  giustizia,  ripeto.  Dopo  ottantaquattro  ricorsi  vinti,   questo
  sarebbe   la  chiusura  ideale  per  fare  risparmiare  la  Regione
  siciliana  che ha già sborsato per qualche dirigente  4  milioni  e
  mezzo,  contro un milione e mezzo che la Regione dovrebbe pagare  a
  regime,  rendendo  giustizia a tante persone che  ne  hanno  titolo
  oltre che per un motivo di trasparenza degli atti amministrativi.
   Altrimenti,  potremmo pensare che dietro ci sia qualche  cosa  che
  non  riusciamo  a capire e che ha bloccato questo procedimento  nel
  corso degli anni. Io capisco la necessità del Governo, dopo di che,
  con  la  chiusura  dell'articolo 10, pregherei la Presidenza,  onde
  evitare di andare così arrancando e trovare un minimo di chiarezza,
  di  fare un punto della situazione, fermarci e capire quello che  è
  da estrapolare, anziché andare a spizzichi e bocconi.
   Trovare  un  momento di sintesi su tutto quello che dobbiamo  fare
  per   andare,   eventualmente,   spediti   all'approvazione   della
  finanziaria.
   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  dopo
  gli  interventi  dell'onorevole Ardizzone e dell'onorevole  Savona,
  potrebbe   anche  essere  superfluo  il  mio,  ma  vorrei  soltanto
  aggiungere  qualcosa  a quello che hanno detto  entrambi.  I  quali
  hanno  descritto  in modo puntuale l'excursus e  hanno  addirittura
  letto  pezzi  di  una  delle  tante sentenze,  così  poi  descritte
  dall'onorevole  Savona; io desidero segnalare che  a  tutt'oggi  il
  costo  che si è aggiunto, tra i tanti costi della Regione siciliana
  per  pagare  le  azioni  di rivalsa, per pagare  gli  avvocati  che
  abbiamo  dovuto  pagare,  credo che si aggiri  intorno  ai  quattro
  milioni di euro.
   Allora,  su  queste decine di sentenze che hanno visto la  Regione
  soccombere - e non entro nel merito delle sentenze perché ci  hanno
  oramai  insegnato che le sentenze non si discutono, si applicano  -
  nel  merito queste sentenze ci hanno visto soccombere in  decine  e
  decine   di  questi  casi.  Per  alcune  di  esse  si  è  arrivati,
  addirittura, al giudizio supremo, cioè alla Corte di Cassazione, al
  di  là  poi se ci sono stati appelli, non ci sono stati appelli, ma
  così è andata.
   Il  tema  è  uno, con l'aggiunta dell'emendamento  a  firma  degli
  onorevoli  Maira  e Cordaro, l'emendamento 10.2, credo  che  alcune
  perplessità  possano essere non dico completamente  sciolte  ma  in
  parte sciolte, perché quello è un emendamento che sottolinea.
   Faccio un inciso prima di spiegare l'emendamento: si è arrivati al
  paradosso che quando la pubblica amministrazione regionale è  stata
  costretta  ad  eseguire le sentenze, ed ha pagato questi  dirigenti
  con  gli  arretrati, nel periodo in cui dirigenti non erano  perché
  non  era stata ancora applicata la sentenza, la Corte dei Conti  ha
  anche  scritto  ed  ha  voluto sapere come mai  si  è  pagato  come
  dirigente   quando  non  era  stato  utilizzato   come   dirigente,
  ricordando  però,  noi  tutti  a  noi  stessi,  che  si  è   dovuto
  inquadrarlo come dirigente a seguito di sentenza, quindi  siamo  ai
  paradossi  assoluti che qualche volta capitano. Anche in uno  Stato
  di  diritto   può  succedere quando ci sono diversi titolari  della
  giustizia che guardano e valutano le cose.
   Questa  norma,   che  non  è  una  norma,  è  una  interpretazione
  autentica,  non  stiamo  inserendo  nulla  di  nuovo,  non   stiamo
  definendo nuove categorie, stiamo soltanto chiudendo, speriamo, con
  una  pietra tombale, una vicenda che dura da diversi anni e  che  è
  partita  prima della legge n. 10 del 2000, con la quale la pubblica
  amministrazione regionale bandì determinati concorsi e quando  fece
  la  legge  del  2000  non  ne tenne conto rispetto  alle  procedure
  passate.  O  per meglio dire: neanche tenuto conto,  perché  vorrei
  ricordare  all'Aula, qualora l'Aula non fosse informata  la  vorrei
  informare, che vi sono pareri dell'Ufficio legislativo e legale che
  si  esprimono  in una maniera, pareri dell'Avvocatura  distrettuale
  dello   Stato   che  si  esprimono  in  un'altra  maniera,   pareri
  dell'Avvocatura centrale dello Stato che si esprimono in  un  altro
  modo ancora.
   Allora,  vorrei pregare anche il mio collega di Governo, onorevole
  Cimino,  a  rimetterci all'Aula, ad evitare un momento di ulteriore
  confusione  nella  confusione.  Rimettiamoci  all'Aula  e  facciamo
  valutare al Parlamento siciliano, che è sovrano, le possibilità  di
  voto secondo quelle che sono le giustificazioni, le motivazioni che
  abbiamo fin qui esposto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei avvertire l'Aula, anche  in
  ossequio all'appello che ci è stato fatto dall'onorevole Savona, se
  noi  dobbiamo andare avanti per cercare di affrontare gli  articoli
  dove non ci sono grandi problemi, lo facciamo. Però, se vediamo che
  su determinati articoli cominciano a nascere una serie di problemi,
  li accantoniamo ed andiamo avanti.

   CRACOLICI.  No,  signor  Presidente,  poco  fa  non  l'ha   voluto
  accantonare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come lei ben sa, eravamo in  sede
  di votazione.
   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  a
  favore  dell'articolo 10 e dell'approvazione dell'articolo  10.  Mi
  pare  che  sia anche una questione di giustizia. Ci sono lavoratori
  che  hanno acquisito un diritto e ciò non è dimostrato da  opinioni
  del   Parlamento,  dei  singoli  deputati,  ciò  è  dimostrato   da
  pronunciamenti   precisi   da  parte  dei   diversi   gradi   della
  Magistratura amministrativa.
   Noi  dobbiamo  fare  in modo che la Regione risparmi  sui  ricorsi
  perché  resistere nel contenzioso comporta sprechi. Un  contenzioso
  che  vede  la  Regione continuamente soccombente e vede perpetrare,
  anche, delle disparità perché chi è avanti nel giudizio ottiene  il
  proprio  diritto  prima, chi invece ancora ritarda  nei  gradi  del
  giudizio deve attendere per ottenere un proprio diritto.
   In  questo  modo, metteremmo lavoratori che hanno acquisito  nello
  stesso  momento  il  diritto  di  poter  esercitare,  nello  stesso
  momento, le funzioni che gli spettano.
   Ora,  in  questo senso, occorre dire anche, perché  sia  chiaro  a
  tutti  i colleghi che stiamo parlando di un concorso espletato  per
  soli  titoli, e quindi i lavoratori che hanno acquisito un  diritto
  sulla  base  di capacità oggettive, senza commissioni, senza  esami
  scritti e orali ma sulla base di titoli acquisiti e del modo in  li
  hanno acquisiti.
   Va  anche  detto, colgo l'occasione, che c'è un grave  ritardo  da
  parte   dell'assessorato  beni  culturali  perché  -   mi   rivolgo
  all'assessore   ai   beni  culturali  -  ci   sono   altre   figure
  professionali; mi riferisco agli architetti, agli ingegneri, che  a
  distanza   di   quasi  10  anni  ancora  attendono  la  graduatoria
  definitiva per l'assunzione.
   Ci  sono  altre  figure dello stesso concorso  per  le  quali  per
  ritardi  burocratici  e dell'assessorato e non  attribuiti  solo  a
  questa fase di assessorato, ma che si trascina da anni, ancora  non
  c'è la graduatoria definitiva, ancora devono vedere soddisfatto  un
  loro diritto.
   Sono    assolutamente   contrario,   invece,   al   subemendamento
  dell'onorevole Savona, perché consentire il passaggio solo a coloro
  che hanno esercitato le funzioni di dirigente, lì si entriamo in un
  ambito discrezionale della pubblica amministrazione.
   Quel  dirigente  ha dato ad alcuni le funzioni  di  dirigente,  ad
  altri no.
   Il diritto va garantito a tutti i vincitori di concorso.
   C'è  un emendamento dell'onorevole Maira che dice che a quelli che
  esercitavano  le funzioni di dirigente transitano gli  altri  no  e
  invece  bisogna assicurarlo a tutti i soggetti perché  tutti  hanno
  ugualmente diritto.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre  una
  questione  di  metodo  e vorrei fare una proposta  all'Aula  perché
  altrimenti così non possiamo andare avanti.
   Le  pongo  due  questioni pregiudiziali  perché  è  già  un  caos;
  denigriamo  tanto  i consigli comunali e nei consigli  comunali  ci
  sono 4 o 5 interlocutori per tutto il consiglio; parli con quei 4 o
  5  e   si  trova  un indirizzo. Questa è un'Aula in cui  ognuno  fa
  quello che vuole.
   Le  chiedo,  signor Presidente, una prima cosa pregiudiziale:  del
  Governo  può  parlare  una  sola persona;  gira  per  i  banchi  un
  emendamento a firma dell'assessore Cimino che  sopprime  l'articolo
  10 e l'assessore Antinoro interviene a favore dell'articolo 10.
   Quindi,  Signor  Presidente, come questione di metodo  il  Governo
  deve  avere una sola voce e non può giocare tutte e due le partite,
  a  favore e contro, quindi, la posizione deve essere una e vogliamo
  sapere già dall'articolo 10 quale è la posizione.
   Seconda  cosa, signor Presidente: dopo che l'articolo  9  è  stato
  soppresso col voto segreto, non è possibile che l'Aula su temi così
  delicati  si trasformi in una lotteria in cui col voto segreto  uno
  passa e uno no a seconda degli equilibri estemporanei.
   Io  le  chiedo, Signor Presidente, ed è una proposta  che  le  sto
  facendo concretamente, di decidere con metodo preciso.
   Su  queste due richieste voglio una risposta, sia sugli interventi
  del Governo e sia sul tema.
   Sul  personale  o decidiamo che tutta la materia sul  personale  è
  accantonata  oppure decidiamo di trattarlo non con il voto  segreto
  ma  con  un  criterio  e  con un raziocinio unico,  altrimenti  qui
  rischiamo  che  alcune categorie che magari hanno  più  diritti  di
  altre,  nella  lotteria del voto segreto vengono bocciate  e  altre
  invece no.
   Le chiedo, quindi come Presidenza, di stabilire con i capigruppo e
  con il Governo se il personale si tratta o non si tratta. Ma che si
  tratta  a spizzichi e bocconi' senza un criterio unico anche perché
  il Governo il criterio unico non ce lo sta dando perché ognuno dice
  la  sua,  altrimenti,  rischiamo veramente di finire  questa  legge
  finanziaria avendo prodotto ingiustizie straordinarie.
   Su  queste  due  cose,  una sulla posizione del  Governo  che  sia
  univoca già dall'articolo 10, e due se il personale lo trattiamo  o
  no,  perché  a me sembra di aver sentito che in sede di Commissione
  Bilancio e lo ha detto anche il Governo, si era stabilito  che  sul
  personale  e  su  urbanistica non vi era alcun emendamento.  Invece
  adesso  li stiamo trattando. Quindi o li trattiamo tutti o  non  ne
  trattiamo nessuno.

   PRESIDENTE.  Le  rispondo subito, onorevole  Faraone.  Per  quanto
  riguarda l'univocità della presenza del Governo in Aula durante  la
  trattazione  della  finanziaria e del bilancio,  il  Governo  parla
  attraverso la voce dell'Assessore per il bilancio e le finanze,  in
  Commissione e in Aula.
   Altra  cosa  è  se  quando si tratta di un argomento  di  un  ramo
  specifico  dell'Amministrazione, se  richiesto  un  chiarimento  da
  parte dei deputati a un componente del Governo che rappresenta quel
  ramo di Amministrazione, sarebbe limitativo che ciò avvenisse.
   Ha  ragione  lei nel senso che gli emendamenti del Governo  devono
  essere riportati a unicità, un solo emendamento. Ma nulla vieta che
  ci    siano    emendamenti   dei   deputati   in   contrasto    con
  quell'emendamento.
   L'onorevole Antinoro interveniva per una risposta a un quesito  ma
  il  Governo in Aula, ha ragione lei, parla con una sola voce che  è
  quella dell'Assessore per il bilancio e le finanze.
   Per  quanto riguarda, invece, l'argomento del personale, non è che
  lo  sta  decidendo il Governo o meno se sarà trattato  o  meno.  E'
  inserito  nel  testo  perché stiamo trattando  non  emendamenti  ma
  articoli inseriti nel testo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio  per
  ribadire  e  apprezzare le cose che ha detto il Presidente  Formica
  vorrei   quasi   preliminarmente   chiedere   all'Assessore    alla
  Presidenza,  che mi auguro torni in Aula, cosa ne pensa  di  questa
  norma.   Mi   auguro  che  in  tempi  brevi  possiamo  rintracciare
  l'Assessore   alla  Presidenza  per  capire  se  l'Assessore   alla
  Presidenza  della  Regione  siciliana è  d'accordo  a  mettere  nel
  Dipartimento  dei beni culturali in presenza, onorevole  Faraone  e
  onorevole  De  Benedictis, di 2.300 dirigenti su  5.000  impiegati,
  altri  500  dirigenti considerato che il concorso di  partenza  non
  prevedeva questo.
   Questo Parlamento, onorevole Cracolici, lei dovrebbe ricordarselo,
  ha  approvato  la  norma  che ha fatto sì che  i  concorsi  fossero
  valicati. Noi abbiamo fatto la norma per consentire ai vincitori di
  concorso,  questo Parlamento due anni fa ha fatto  una  legge,  per
  consentire   a   questi   signori   di   entrare   nella   pubblica
  amministrazione

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. La legge è stata impugnata.

   LEANZA  NICOLA. No, non è stata impugnata. In ogni caso in  questa
  Regione,  in  questo  momento,  come diceva  l'Assessore  Antinoro,
  soltanto una parte ha preso servizio.
   Vorrei  capire  - e questa è giustamente un'operazione  che  tutti
  quanti  dovremmo comprendere - questa Regione ha bisogno  di  altri
  cinquecento  dirigenti?  Se,  a cuor  leggero,  386  dirigenti;  se
  abbiamo  bisogno  di  questo lo possiamo fare.  Altrimenti,  si  fa
  proprio  ciò  che il Governo, nella persona dell'assessore  Cimino,
  può fare, cioè abrogare la norma.
   Io ritengo che in questo momento, questa Regione non abbia bisogno
  di  questi  dirigenti. Se domani mattina, qualcuno dovesse  vincere
  una  causa  e verrebbe immesso nella pubblica amministrazione,  che
  ben  venga.  D'altronde le cause si sono vinte  e  si  sono  perse.
  Quindi, non c'è un orientamento unico su questo settore. In  alcune
  province si è vinto, in alcune province si è perso.
   Allora, in questo senso, mi sembra di prendere una decisione  così
  drastica, così convincente in cui noi dobbiamo comunque credere  ad
  ogni  costo;  dobbiamo immettere persone nuove  per  fare  i  nuovi
  dirigenti  in questa Regione, oggi, in questa condizione di  crisi;
  mi sembra un atto di sperequazione, onorevole Faraone, spaventosa.
   Io  ritengo  che questo emendamento soppressivo del  Governo  vada
  votato. Ripeto la domanda all'assessore Ilarda. Siccome l'assessore
  Iarda si è contraddistinto per la sua battaglia seria nei confronti
  dell'antiassenteismo ecc., la domanda è:  lei  ritiene  che  questa
  Regione  abbia necessità, in un dipartimento come i Beni Culturali,
  di mettere altri 300 dirigenti rispetto ai 2300?
   Se  l'assessore  Ilarda  mi dice  sì e mi convince,   posso  anche
  cambiare  il  voto.  Se  mi dice no, debbo prendere  per  buona  la
  posizione  dell'assessore Ilarda il quale combatte  gli  sprechi  e
  cerca   di  portare  nella  Pubblica  Amministrazione  molta   fase
  produttiva.
   Intanto,  io  sono  fermo all'emendamento del Governo  Cimino  che
  chiede  la  soppressione e pertanto il mio gruppo si  orienterà  in
  questa direzione. Posso cambiarla soltanto se l'assessore Ilarda mi
  convince del contrario.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, sicuramente è un momento difficile e  delicato
  da  parte dell'Assemblea regionale siciliana nel momento in cui  si
  deve  trattare  un  argomento così delicato che  riguarda  persone,
  ruoli   e  iniziative  svolte  nell'ambito  della  nostra  Pubblica
  Amministrazione.
   Io  non  voglio  entrare  nel merito dell'iniziativa,  non  voglio
  entrare nella giustezza del provvedimento. Voglio soltanto ribadire
  ciò  che  accade  in un momento così delicato come quello  che  sta
  vivendo  attualmente la nostra Regione, con le casse regionali  con
  difficoltà concrete e serie.
   Poc'anzi  l'Assemblea  regionale  ha  esitato  il  bilancio  della
  Regione nella piena consapevolezza delle difficoltà economiche  che
  il  nostro bilancio vive e nella consapevolezza che con le  risorse
  dei fondi per le aree sottoutilizzate potremmo riuscire ad attivare
  la spesa per investimenti.
   Io  ritengo  che  continuare  ad insistere  su  emendamenti  e  su
  articoli   concernenti   il  personale  della   Regione   Siciliana
  significhi fare un torto all'Assemblea stessa, Assemblea  che  può,
  subito,  immediatamente dopo l'approvazione del  bilancio  e  della
  finanziaria regionale, trattare, una volta e per tutte, un testo di
  legge  per  trattare quelle tematiche che negli anni non  sono  mai
  state affrontate in modo organico.
   Poc'anzi  sull'argomento  pensionistico  ho  voluto  accettare  il
  consiglio,  l'approfondimento  che alcuni  deputati  hanno  chiesto
  perché   era  giusto  su  alcune  cose  che  venivano   dette   dal
  Dipartimento  del personale trovare il giusto coinvolgimento  anche
  delle  forze  sindacali  ed  anche  di  chi  di  fatto  meglio  può
  rappresentare  quanto  noi poi siamo chiamati  a  scrivere  in  una
  legge.
   Oggi  in  tema  di  personale  regionale  viviamo  una  situazione
  delicata  perché  non  abbiamo una pianta  organica  certa,  perché
  abbiamo  un  mondo  del  precariato che speriamo  sembri  di  poter
  prorogare,  ma  non  rinnovare,  e  ci  troviamo  ad  avere   nella
  finanziaria una normativa che mette in difficoltà tutti.
   Mette  in difficoltà tutti perché realmente non è questo il  luogo
  adatto, il testo adatto per affrontare questo argomento.
   Ringrazio  gli onorevoli colleghi della Commissione  bilancio  che
  hanno  inserito queste norme, ma con le difficoltà  che  si  stanno
  affrontando  in  questi  giorni, con la  problematica  seria  della
  legittimità   e  della costituzionalità delle  norme  non  dobbiamo
  prendere  in giro nessuno e dobbiamo bene capire come queste  norme
  sono   norme  che  rischiano  di  violare  la  legittimità   e   la
  costituzionalità della stessa nostra legge finanziaria.
   Ritengo   che   questa  Aula  debba  dare  mandato  urgente   alla
  Commissione  Affari  istituzionali,  all'assessore  con  delega  al
  personale  di predisporre un testo organico in materia di personale
  e  che  questo testo possa essere di fatto essere esitato dall'Aula
  con   un  voto  palese  e  con  un  voto  che   mette  la  pubblica
  amministrazione  regionale  nel  giusto  ruolo  che  questo  nostro
  contesto oggi merita.
   Ritengo  che  sia stata già fatta una violenza con  l'articolo  9,
  continuando  su questo percorso con l'articolo 10 che a  me  consta
  avere  difficoltà  di  interpretazioni anche con  gli  intendimenti
  degli altri colleghi di Giunta.
   Ma  sulla  finanziaria, posto che ne sono pienamente responsabile,
  unitamente   al  Presidente  della  Regione,  devo   chiederle   di
  continuare  sull'iniziativa di soppressione per poter dare  seguito
  ad  una finanziaria che sia non solo non appesantita ma soprattutto
  che possa garantire un contenimento di spesa che oggi è la priorità
  che  questa nuova Assemblea regionale e questo nuovo Governo devono
  poter portare avanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo di fronte ad una  proposta,
  questa  del  Governo, di stralcio dell'argomento  che  riguarda  il
  personale e, quindi, di stralcio degli articoli 10 e 11 per  essere
  messi  in  un  provvedimento a parte, con  un  voto  dell'Aula.  Il
  Governo sollecita una soluzione in questo senso: stralciare  questo
  argomento dalla finanziaria.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   qua  stiamo
  assistendo ad una situazione davvero surreale.
   Ora basta  Il Governo deve avere una voce. Questo è un Parlamento,
  non ci possono essere mille interpretazioni.
   Lo  dico  per rispetto nei confronti di tutti: qui non ci  possono
  essere tanti governi.
   Se  c'è  un Governo, lo faccia; altrimenti, vada a casa. O c'è  un
  Governo  o  se ne vada a casa. Non ha l'autorevolezza per garantire
  neanche i lavori ordinari di questo Parlamento.
   Detto questo,  nel merito, dico la mia.
   Qui  il  problema non è giocare sulla pelle delle persone, con  un
  voto a favore  e un voto contrario.
   Sappiamo  tutti che c'è una vicenda che riguarda l'interpretazione
  giuridica;  sappiamo  tutti che su questa  vicenda  il  Commissario
  dello  Stato  si è già pronunciato; sappiamo tutti senza  ipocrisia
  che  al  99,99  per cento il Commissario dello Stato  tornerebbe  a
  pronunciarsi nella stessa maniera in cui si è pronunciato.
   Allora  evitiamo che quest'Aula si determini con voto  negando  un
  possibile diritto alle persone.
   La  mia  proposta  è  la seguente: si stralci  dalla  finanziaria,
  assumiamo  un  impegno che questo articolo come testo  unico  venga
  approvato  dall'Aula  se il Commissario dello Stato  lo  impugnerà,
  successivamente  chiaramente  alla finanziaria,  lo  mandiamo  alla
  Consulta  e  sia  la  Consulta a decidere se queste  persone  hanno
  diritto a essere inquadrate come dirigenti o meno.
   Finiamola di usare queste persone tirando la giacchetta da un lato
  e da un altro, perché magari alla vigilia della campagna elettorale
  tutto fa brodo. Non si può utilizzare il diritto delle persone  per
  piegarlo a meschini interessi elettorali.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore   per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questa iniziativa e questa proposta
  che fa l'onorevole Cracolici, trova anche la mia condivisione.
   Può essere questa la volta giusta perché, analogamente, situazioni
  che  sono state affrontate da quest'Aula o bocciate possano trovare
  anche questo iter perché non cedo, come diceva l'onorevole Faraone,
  perché  alcune  cose  si  bocciano e su altre  invece  si  crea  un
  percorso singolare ben diverso.
   Pertanto,  signor Presidente, ritengo che su questo  argomento  ci
  sia  anche l'opportunità di considerare quei contratti che non sono
  stati prorogati ma che erano contratti da rinnovare.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Cracolici  dice  che, in accompagnamento alla finanziaria,  votiamo
  successivamente ma nella stessa seduta

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ardizzone,  la  proposta  è  la  seguente:
  stralciamo   gli  articoli  9,  10  e  11  che  riguardano    Norme
  interpretative  sulla dirigenza  e facciamo un  articolo  unico  da
  sottoporre prima alla Commissione e poi in Aula.
   Questa  è  la  proposta,  onorevole  Ardizzone:  toglierli   dalla
  trattazione nella finanziaria.

   ARDIZZONE.   Ringrazio  per  l'onestà  intellettuale   l'onorevole
  Cracolici  ma  ha fatto alcune affermazioni che come Parlamento  ci
  dovrebbero  far  riflettere e dovrebbero far riflettere  in  questo
  momento  soprattutto i colleghi del Movimento per  l'Autonomia,  in
  cui noi parliamo di federalismo, di autonomia siciliana.
   E' stato detto poc'anzi che il Commissario dello Stato avrebbe già
  espresso  un  giudizio su questa materia prima che si  pronunciasse
  l'Assemblea regionale siciliana.
   E'  arrivato il momento affinché si ponga mano alla riforma  dello
  Statuto   perché,   indipendentemente  dalle   casacche   che   noi
  indossiamo,  possiamo dire che siamo più o meno  autonomisti  ma  -
  ripeto - quello che è stato affermato è veramente, veramente grave.
   Siccome  nei momenti di grande difficoltà, nel corso dei  suoi  60
  anni,  quest'Assemblea ha dimostrato di avere capacità legislativa,
  di    avere   autonomia,   di   decidere,   indipendentemente   dai
  condizionamenti che ci possono essere - e mi riferisco all'opinione
  pubblica  che viene influenzata giornalmente dai quotidiani  più  o
  meno  nazionali.  Allora,  forse, è  arrivato  il  momento  che  si
  rifletta  su  quale  debba essere il ruolo, una  volta  per  tutte,
  dell'Assemblea  regionale siciliana e del rapporto col  Commissario
  dello Stato.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sicuramente  le
  dichiarazioni dell'onorevole Ardizzone esprimono una preoccupazione
  fondata perché dobbiamo dirci la verità.
   L'onorevole  Cracolici,  poc'anzi,  ha  detto  che  queste   norme
  sarebbero   utilizzate  per  finalità  diverse  da   quelle   della
  risoluzione  del problema, a categorie di lavoratori e a  personale
  per  il  quale,  noi,  siamo stati chiamati, in  qualche  modo,  ad
  intervenire  per la risoluzione delle questioni che mi  riguardano,
  però, bisogna essere corretti fino in fondo.
   Le valutazioni aggiuntive che stiamo facendo questa sera, in Aula,
  quando  ci  siamo  riuniti in Commissione, non  le  abbiamo  fatte,
  infatti,  queste norme, sono passate dalla Commissione  per  l'Aula
  con buona pace di tutti noi, sia maggioranza che minoranza.
   Se  sono  sopravvenute delle valutazioni aggiuntive diverse,  come
  quelle  che  sono  state citate e che l'onorevole Ardizzone,  molto
  fondatamente,   sottolineava  con  preoccupazione,  allora,   tutti
  insieme, senza attribuirci responsabilità che non sono del Governo,
  perché il Governo, in questo  momento, non sta esercitando un ruolo
  scorretto  nei confronti del Parlamento - vorrei che il Governo  mi
  ascoltasse  perché  sto parlando a favore del Governo;   preferirei
  che il Governo  mi ascoltasse soprattutto quando parlo a favore del
  Governo  -  perché,  in Aula, come in Commissione,  il  Governo  ha
  partecipato con tutti noi, ha preso atto del fatto che queste norme
  potevano transitare dalla Commissione all'Aula, quindi, dicevo che,
  il  giudizio  dell'onorevole Cracolici  è  ingeneroso  sul  Governo
  perché,  se  sono  sopravvenute delle  valutazioni  nuove  e  delle
  preoccupazioni, queste dovrebbero indurci ad aderire alla  proposta
  che  ha  fatto  il  presidente Formica, cioè prendiamo  questi  tre
  articoli,  li  mettiamo a parte, li stralciamo dalla finanziaria  e
  dedichiamo a questi tre articoli un disegno di legge che si  occupi
  di personale.
   Se  riuscissimo  a  farlo  per tutte le norme  che  riguardano  il
  personale sarebbe una cosa nuova e antica allo stesso tempo  perché
  tutte  le  volte  ci diciamo che, nella finanziaria,  queste  norme
  dovrebbero essere estinte e tutte le volte alimentiamo un dibattito
  sullo  stesso argomento, una volta per tutte stabiliamo un criterio
  e  se  il criterio è questo aderiamo alla proposta che ha fatto  il
  presidente  Formica, cioè espungiamo i tre articoli e  ne  facciamo
  oggetto  di un disegno di legge a parte e cerchiamo, su quello,  di
  esprimere  valutazioni che non sono né preventivamente  controllate
  da  altre sedi né successivamente inficiate da altre sedi perché lì
  sarà il Parlamento perfettamente e completamente autonomo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta del Governo di stralcio
  degli  articoli  10 e 11, specificando che la materia  di  stralcio
  costituirà oggetto di apposito disegno di legge.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'articolo 13.

                               «Art. 13.
         Finanziamenti a favore delle imprese agricole per la
                         formazione di scorte

   1.  L'Assessorato  regionale dell'agricoltura e delle  foreste  al
  fine  di  promuovere  e sostenere l'agricoltura,  è  autorizzato  a
  concedere  finanziamenti a tasso agevolato a favore  delle  imprese
  agricole  di  produzione  primaria,  singole  o  associate,  aventi
  qualsiasi  forma  giuridica  con sede nel  territorio  regionale  e
  regolarmente   iscritte   al1e  Camere  di  commercio,   industria,
  artigianato e agricoltura, finalizzato all'acquisto di  prodotti  e
  materiale   di   consumo  funzionali  all'esercizio   dell'attività
  agricola.

   2.  I finanziamenti di cui al comma 1 sono concessi nei limiti del
  'de minimis' in agricoltura di cui al Regolamento (CE) n. 1535/2007
  della Commissione del 20 dicembre 2007 pubblicato nella G.U.U.E. 21
  dicembre 2007, n. L 337, e comunque entro il tetto massimo di  euro
  50.000.

   3.  La  procedura seguita per la concessione dei finanziamenti  di
  cui  al presente articolo è quella valutativa a sportello, ai sensi
  del  comma  3  dell'articolo 187 della legge regionale 23  dicembre
  2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni.

   4.  Entro  trenta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge  l'assessore  regionale  per  l'agricoltura  e   le
  foreste, con proprio decreto, definisce i criteri per la erogazione
  dei finanziamenti ai beneficiari finali.

   5.  Per  le  finalità  di cui al comma 1, l'Assessorato  regionale
  dell'agricoltura  e  delle  foreste, entro  sessanta  giorni  dall'
  entrata in vigore della presente legge, stipula una convenzione con
  la  Cassa  regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS),
  che  assume  il  ruolo di gestore concessionario. Tale  convenzione
  prevede  che l'impresa richiedente corrisponda alla CRIAS, oltre  a
  una   commissione  a  copertura  delle  spese  di  istruttoria  non
  superiore  a euro cento cinquanta, un tasso di interesse  calcolato
  nella  misura  del trenta per cento del tasso di riferimento  della
  Banca  centrale europea (BCE) aumentato di un punto per le  imprese
  di nuova costituzione e per giovani agricoltori; e nella misura del
  quaranta  per  cento del tasso di riferimento BCE aumentato  di  un
  punto per le altre imprese, come previsto dalla comunicazione della
  Commissione europea 2008/C 14/02.

   6.  Per  i  finanziamenti  di  importo  sino  ad  euro  trentamila
  l'impresa richiedente non è obbligata a fornire garanzie reali; per
  finanziamenti  di  importo   superiore  a  euro  trentamila,   sono
  richieste garanzie reali o patrimoniali, personali o di terzi.

   7.   Per  le  finalità  del  presente  articolo,  per  l'esercizio
  finanziario  2009,  è autorizzata la spesa di  15.000  migliaia  di
  euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Leanza Nicola: 13.1;
   - dall'onorevole Cracolici: 13.7, 13.8, 13.9, 13.10, 13.11, 13.12,
  13.14, 13.13;
   -  dagli  onorevoli  Oddo, Cracolici, Apprendi,  Marinello:  13.3,
  13.4;
   - dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 13.2;
   - dagli onorevoli Pogliese, Falcone,  Formica ed altri: 13.6;
   - dall'onorevole Leontini: 13.5.

   Onorevoli  colleghi,  chiedo  ai  presentatori  degli  emendamenti
  all'articolo  13 se possiamo trovare una intesa per  andare  avanti
  ritirandone alcuni.

   LEANZA NICOLA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.1.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 13.7, 13.8,  13.9,
  13.10, 13.11, 13.12, 13.13, 13.14.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Anche l'emendamento 13.2 degli onorevoli Gucciardi  ed
  altri   è   ritirato.  L'Assemblea  ne  prende   atto.   Si   passa
  all'emendamento 13.3 dell'onorevole Oddo.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  illustrare
  brevemente  l'emendamento  per chiarire  alcune  perplessità..  Noi
  utilizziamo  la  formula al richiamo all'articolo 2135  del  codice
  civile,  che  nello  specifico riguarda aziende agricole  associate
  attive   nel   settore   della   lavorazione,   trasformazione    e
  commercializzazione   delle   produzioni   agricole   primarie,   a
  condizione  che i soci siano imprenditori agricoli. Tanto  è  vero,
  onorevole  Ragusa, che noi utilizziamo al comma 1 dell'articolo  15
  della   Finanziaria,  il  termine  requisiti  soggettivi  stabiliti
  all'articolo 2135 del Codice civile.
   Allora,  siamo  un  po' schizofrenici, perché all'articolo  15  ci
  riferiamo  alle aziende così come previsto dall'articolo  2135  del
  Codice  civile  mentre  all'articolo 13 richiamiamo  la  produzione
  primaria   bloccando   la   possibilità   a   quelle   aziende   di
  trasformazione di accedere alla formazione di scorte. Ciò significa
  che   la   maggior   parte   delle  cooperative,   sostanzialmente,
  rimarrebbero fuori.
   Con  il  mio  emendamento, sostanzialmente,  applichiamo  sia  per
  l'articolo  15 sia per l'articolo 13 il richiamo all'articolo  2135
  del  codice  civile,  il  che  mi sembra assolutamente  ragionevole
  perché  dà la possibilità alle nostre aziende, quelle vere,  quelle
  che  hanno  sul mercato anche un peso, la possibilità di andare  ad
  attingere ai fondi per la formazione delle scorte, tra l'altro  non
  togliendo niente a nessuno.
   Onorevole  Ragusa, non capisco le sue perplessità e non la  voglio
  convincere,  ma  non  è possibile inserire la  produzione  primaria
  senza  il  richiamo  all'articolo 2135 del Codice  civile,  con  il
  rischio  di  penalizzare centinaia e centinaia  di  aziende.  E  mi
  riferisco  in  particolar  modo alle cooperative,  per  esempio  le
  cantine   sociali,  cioè  faremmo  fuori  il  cuore   pulsante   di
  un'economia agricola che si basa sulla trasformazione del  prodotto
  uva in vino.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  norma  è
  stata  da  me  presentato in III Commissione ed è  stata  condivisa
  dalla Commissione all'unanimità, opposizione e maggioranza, che qui
  vorrei ringraziare per la fattiva collaborazione.
   Non  condivido il pensiero dell'onorevole Oddo perché al  comma  1
  viene   specificato  con  chiarezza  di  promuovere   e   sostenere
  l'agricoltura, concedendo finanziamenti a tasso agevolato a  favore
  delle  imprese agricole di produzione primaria singole o  associate
  aventi  qualsiasi forma giuridica con sede nel territorio regionale
  regolarmente   iscritte   alla  Camera  di   Commercio   Industria,
  Artigianato e Agricoltura, finalizzate all'acquisto di prodotti  di
  materiali   di   consumo  funzionali  all'esercizio   dell'attività
  agricola.
   L'articolo   2135  del  Codice  civile  esprime  il  concetto   di
  imprenditore agricolo. Oggi essere imprenditore agricolo vuol  dire
  coltivare  il  fondo, la selvicoltura, l'allevamento di  animali  e
  attività  connesse.  Questo concetto non permetterebbe  ai  piccoli
  imprenditori di poter usufruire di queste agevolazioni,  nonostante
  questa  legge  sia mirata ai piccoli imprenditori  quali  mezzadri,
  compartecipanti, affittuari, perché è chiaro che le grandi  aziende
  non aspettano certo questa legge.
   Se noi approvassimo l'emendamento dell'onorevole Oddo, taglieremmo
  fuori  questi piccoli soggetti, e poi cosa importante, noi  non  ci
  rivolgiamo  qui  alle aziende che si occupano di  trasformazione  e
  lavorazione  e commercializzazione di produzione agricola  primaria
  così  come  previsto nell'emendamento 13.4, ci  rivolgiamo  a  quei
  soggetti  che  effettivamente, attivamente, conducono  dei  piccoli
  appezzamenti di terra e che nel caso specifico della mia  provincia
  sono  coloro  che  oggi conducono le serre agricole.  Questa  legge
  sostanzialmente  aiuta queste piccole aziende  nell'acquisto  delle
  scorte  quali  il  film di plastica, le piantine, la  concimazione,
  tutte  cose  che  servono a riprendere l'attività produttiva  delle
  piccole aziende che ora sono in crisi.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  rapidamente  sostenere  la bontà della tesi dell'onorevole  Ragusa.
  Già  al  comma 2 dell'articolo 13 è specificato qual è la ratio  di
  quest'articolo, che poi non fa altro che riprendere un  disegno  di
  legge presentato da me e dall'onorevole Ragusa, il cui iter era già
  in una fase avanzata.
   Il  comma  2  recita:   I finanziamenti di cui  al  comma  1  sono
  concessi  nei  limiti  del 'de minimis' in agricoltura  di  cui  al
  Regolamento  (CE) n. 1535/2007 della Commissione  del  20  dicembre
  2007  pubblicato  nella G.U.U.E. 21 dicembre  2007,  n.  L  337,  e
  comunque entro il tetto massimo di euro 50.000 . Ciò significa  che
  soltanto  le  piccole  aziende  agricole,  soltanto  i  coltivatori
  diretti,  i mezzadri, coloro i quali conducono in prima persona  il
  proprio   agro,  sono  nelle  possibilità  di  accedere  a   questo
  finanziamento.
   Se  venisse  accolta la tesi dell'onorevole Oddo, di cui  apprezzo
  sempre  l'intelligenza e la capacità di discernimento delle cose  e
  che  invito  invece  in questo preciso istante a  ritirare  il  suo
  emendamento,  tali categorie non potrebbero più  godere  di  questi
  benefici.  Per tale motivo, invito l'onorevole Oddo a  ritirare  il
  suo emendamento.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  ratio  della
  norma  che  è  quella  di un intervento nel  settore  del  comparto
  agricolo,  intende  agevolare  i  singoli  produttori  e  anche   i
  produttori associati.
   L'onorevole   Oddo,   probabilmente,   vorrebbe,   con   la    sua
  interpretazione,  che ritengo non precisamente conducente,  portare
  avanti  il principio di ampliare questa possibilità al mondo  della
  cooperazione.
   Io  ritengo  che  questo principio viene, di fatto,  sostenuto,  e
  quindi  compreso,  perché nel passaggio in cui  si  dice   attività
  portate avanti da soggetti singoli ed associati , rientra il  mondo
  della cooperazione.
   Pertanto,  ogni  ulteriore  puntualizzazione  e  precisazione  può
  diventare  di intralcio all'applicazione di una norma che  vorremmo
  che fosse spedita e di facile raggiungimento degli obiettivi.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, intende ritirare il suo emendamento?

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a   me   sembra
  assolutamente  chiaro, ma può darsi che con il rumore  presente  in
  questa  Aula,  spesso i discorsi arrivano in maniera  assolutamente
  distorta.
   Qui nessuno vuole escludere nessuno. Qui vogliamo includere, che è
  cosa  diversa,  e infatti scriviamo  imprese singole o  associate .
  Non  ci  sarà  bisogno di fare alcuna interpretazione, se  dobbiamo
  specificare cosa significa associate, e ci richiamiamo all'articolo
  2135  del codice civile, siamo sicuri che abbiamo incluso. Ciò vuol
  dire  che  con  15  milioni  di euro, siccome  stiamo  parlando  di
  operazioni,  per  quanto  concerne abbattimento  e  interessi,  noi
  abbiamo un moltiplicatore eccezionale.
   Non  comprendo perché dovremmo escludere, per esempio, le  cantine
  sociali.  Però diciamo  rientrano nelle associate . Bisogna  essere
  precisi  quando  si  fa una norma, bisogna essere  chiari.  Non  si
  possono  fare  due norme successive che interpretano la  norma  che
  appena approvata.
   L'articolo  2135 del codice civile prevede ciò che  rientra  nella
  trasformazione del prodotto, ciò vuol dire con un  de  minimis   di
  500  mila  euro,  mentre  l'impresa  agricola,  che  nessuno  vuole
  escludere, come diceva invece l'onorevole Ragusa, rientra in un  de
  minimis  di 7.500 euro nel triennio.
   Allora,  siccome  parliamo di abbattimento di interessi,  non  c'è
  nessun  timore,  non  dobbiamo  escludere  nessuno,  anzi  dobbiamo
  includere per permettere di accedere a quei trenta mila euro, che è
  una  cifra  che  serve  a dare un po' di respiro,  senza  escludere
  nessuno.
   Pertanto,   possiamo   anche   non  specificare   cosa   significa
   associate  però sosteniamo che rientrano pure le Cantine  sociali,
  cioè  le  cooperative. Deve essere chiaro, deve essere  specificato
  meglio, perché da questo punto di vista, leggere una norma e  saper
  l'indomani  mattina  come attuarla, mi pare  una  cosa  giusta  che
  questa Assemblea dovrebbe fare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, questo è  un  dibattito  a  due.
  Onorevole  Ragusa,  da un lato la norma è stata presentata  sapendo
  bene  a chi era prevalentemente indirizzata, dall'altro lato  però,
  la  tesi  che sostiene l'onorevole Oddo, è quella di non  escludere
  nessuno  ma  includere tutti, il che potrebbe essere condiviso  con
  una riscrittura.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  per  essere
  insistente  o  petulante. Vorrei ricordare all'onorevole  Oddo  che
  sono  il  presidente della Commissione per la qualità  legislativa.
  Devo  dire  che  più chiaro di così, forse, non c'è altra  forma  e
  sistema  lessicale.  Tra  l'altro è  menzionato  molto  chiaramente
   singole  e  associate .  Sostanzialmente  andremmo  a  raggiungere
  soggetti  che vengono espressi all'articolo 2135 del codice  civile
  e, quindi, non si allarga la platea.
   Noi  chiediamo  che venga allargata ad una platea  più  importante
  dove  i  piccoli  affittuari, dove i compartecipanti,  i  mezzadri,
  possano anch'essi usufruire di questa attività legislativa.
   Io personalmente sono quindi contrario, perché è stata studiata in
  tutti i particolari.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  al  fine  di  consentire   una
  riformulazione dell'emendamento, sospendo brevemente la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore
                                19.22)

   La seduta è ripresa.
   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Oddo  e  altri
  l'emendamento di riscrittura 13.3.R.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  13.4 a  firma  degli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi e Marinello:

    Al  comma  2,  dopo la cifra 50.000 aggiungere   per  le  imprese
  agricole  di  produzione  primaria, e al regolamento  (CE)  1998/06
  della  Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato sulla  GUEE  28
  dicembre 2006 n. L. 379, e comunque entro il tetto massimo di  euro
  500.000, per le imprese agricole associate attive nel settore della
  lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle  produzioni
  agricole primarie .

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore,
  è  una  specifica che serve a differenziare le due questioni. L'una
  che è quella della impresa agricola che ha un  de minimis' di 7.500
  euro nel triennio; l'altra, cioè l'impresa agricola associata,  che
  ha un  de minimis' di 500 mila euro nel triennio. Noi dobbiamo solo
  specificare  il regolamento che richiama la questione  dell'impresa
  associata, perché non è chiaro.
   L'emendamento consente alle imprese agricole associate di accedere
  ai  finanziamenti per l'acquisto di prodotti e materiali da consumo
  funzionali   all'esercizio  dell'attività  di  trasformazione   del
  prodotto.  Se  qualcuno con l'uva fa il vino, altro non  è  che  la
  trasformazione  del  prodotto. Quella ha un   de  minimis'  diverso
  dall'impresa agricola. L'impresa ha 7.500 in 3 anni, quella ha  500
  mila in tre anni.
   Allora  con  15  milioni che stiamo appostando, finalmente  stiamo
  facendo  una  cosa  che viene incontro agli interessi  dell'impresa
  siciliana  diffusa  per  quanto concerne l'economia  agricola,  noi
  avremo  un  moltiplicatore altissimo - io non  l'ho  calcolato,  ma
  l'assessore Cimino mi potrebbe aiutare - che prevede cifre di  300-
  400  milioni,  quindi con interventi di 30 mila euro, stiamo  dando
  alle  imprese singole, associate, cooperative, 30 mila euro ad ogni
  impresa.  Stiamo  facendo una cosa rivoluzionaria con  abbattimento
  del  conto  interessi. Con quindici milioni, ripeto,  otteniamo  un
  moltiplicatore che raggiunge cifre di centinaia di milioni di euro.
   Non  c'è furbizia in questo, ma la possibilità di avere una  norma
  ancora  più chiara. Tanto è vero che noi diciamo  All'articolo  13,
  comma  2,  dopo  la  parola  50 mila' aggiungere   per  le  imprese
  agricole  di  produzione  primarie   '  lo  possiamo  riformare  se
  qualcuno   si  agita  rispetto  alla  questione  della   produzione
  primaria.  Ma il regolamento CE, che riguarda evidentemente  questo
  tipo di imprese associate, è il 1998/06, e prevede il tetto massimo
  di  500  mila euro. Lo dobbiamo specificare nella norma o  facciamo
  finta  di  niente? Tanto poi ci saranno problemi di interpretazione
  perché  il  de minimis' per queste imprese è diverso rispetto  alle
  altre. E non lo diciamo noi bensì i regolamenti comunitari.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 13.4  dell'onorevole
  Oddo. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.6 dell'onorevole Pogliese ed altri:

    Al  comma  5 dopo le parole  ... che assume il ruolo  di  gestore
  concessionario.  Aggiungere il seguente periodo:  La  CRIAS  a  tal
  fine   provvederà  a  costituire  una  contabilità   separata   per
  l'espletamento di tale ruolo .

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  che è uguale a quello dell'onorevole Leanza,  persegue
  la finalità di eliminare il rischio di una gestione unica dei fondi
  previsti da questa normativa per le imprese agricole, così come per
  le finalità di naturale vocazione della CRIAS per gli artigiani.
   Quindi,   secondo  quanto  previsto  da  questo  emendamento,   si
  immaginerebbe e sarebbe auspicabile una gestione separata dei fondi
  , dei 15 milioni di euro previsti all'interno di questo articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.6. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
  il Parlamento perché, finalmente, realmente, sostanzialmente, si fa
  un'azione a favore dell'agricoltura siciliana. Questa è una  grande
  risposta  per  la  provincia  che  rappresento,  dove  si  vive  di
  agricoltura, ma penso per  tutta la Regione siciliana e  di  questo
  bisogna essere fieri ed orgogliosi.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   13,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14
            Credito agrario di esercizio a tasso agevolato

   1. Al fine di migliorare l'efficienza economica e produttiva delle
  aziende  agricole  siciliane, a seguito  delle  avverse  condizioni
  atmosferiche  verificatesi  durante  l'anno  2008  ed  agli   inizi
  dell'anno   2009,   nonché   dell'aggravarsi   dell'attuale   crisi
  congiunturale,  nei  limiti complessivi degli aiuti  di  importanza
  minore  (de minimis) di cui al Regolamento (CE) n. 1535/2007  della
  Commissione  del 20 dicembre 2007, sono accordate  a  favore  delle
  suddette aziende le seguenti agevolazioni:

   a)  un  concorso  nel  pagamento  degli  interessi  sul  tasso  di
  riferimento  sui  prestiti  agrari  di  conduzione  di  durata  non
  superiore a dodici mesi;

   b)  un  concorso  nel  pagamento  degli  interessi  sul  tasso  di
  riferimento   sui  prestiti  agrari  ad  ammortamento  quinquennale
  destinati  alla  ristrutturazione dei debiti di  natura  agraria  a
  breve  termine  in  essere prima della data di pubblicazione  della
  presente  legge o per l'acquisizione dei mezzi relativi ai  fattori
  della produzione aziendale ammortizzabili in più anni.

   2.  Il  concorso interessi a carico della Regione sui prestiti  di
  cui  al  comma  1 accordati dagli istituti di credito  operanti  in
  Sicilia e perfezionati ai sensi del decreto legislativo 1 settembre
  1993,  n.  385 e successive modifiche ed integrazioni, è  stabilito
  nella  misura  fissa  del  2 per cento che  per  le  operazioni  ad
  ammortamento quinquennale verrà erogato nella forma attualizzata.

   3. Gli istituti di credito per l'erogazione dei prestiti anzidetti
  dovranno   stipulare,  ai  sensi  dell'articolo  47   del   decreto
  legislativo 1 settembre 1993, n. 385, convenzione con l'Assessorato
  regionale dell'agricoltura e delle foreste.

   4.  Le  agevolazioni  di  cui al comma 1  sono  assistibili  dalla
  garanzia  sussidiaria del Fondo Interbancario  di  Garanzia  ed  in
  alternativa per quelli della lettera b) del comma 1 dalla  garanzia
  fideiussoria  diretta rilasciata dalla Società Gestione  Fondi  per
  l'Agroalimentare (SGFA), nell'ambito della Convenzione stipulata il
  29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA.

   5. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge,
  l'Assessore  regionale per l'agricoltura e le foreste, con  proprio
  decreto  da  pubblicare  nella Gazzetta  ufficiale  della  Regione,
  stabilisce i massimali di intervento nonché le caratteristiche e le
  modalità dello stesso.

   6.  Per  l'attuazione  della  presente  legge  è  autorizzata  per
  ciascuno degli anni 2009 e 2010 la seguente spesa, cui si fa fronte
  con    parte    delle   assegnazioni   statali,    di    competenza
  dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste per gli
  anni 2006-2007 e 2008, di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499:

   a)  8.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al comma  1,
  lettera a);

   b)  12.000 migliaia di euro per le agevolazioni di cui al comma 1,
  lettera b).»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti  emendamenti:

   dall'onorevole Leanza Nicola: 14.1;
   dall'onorevole  Cracolici: 14.4, 14.5,  14.6,  14.7,  14.8,  14.9,
  14.10;
   dagli onorevoli Pogliese, Falcone,  Formica ed altri: 14.3.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  vi invito a ritirare gli
  emendamenti al fine di agevolare il percorso.

   CRACOLICI. Signor Presidente, dichiaro di ritirare gli emendamenti
  14.4, 14.5, 14.6, 14.7, 14.8, 14.9. 14.10.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 14.3. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    L'emendamento  14.1,  di  analogo  contenuto  all'emendamento
   14.3, è assorbito.
    Pongo  in votazione l'articolo 14, nel resto risultante.  Chi
   è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
         Consolidamento delle passività onerose in agricoltura

   1.  La  Regione sostiene la ristrutturazione e la riorganizzazione
  delle  imprese  del settore agricolo aventi sede in  Sicilia.  Sono
  beneficiari dell'intervento le imprese agricole singole o associate
  rispondenti ai requisiti soggettivi stabiliti all'articolo 2135 del
  codice civile.

   2.  La Regione concede contributi per il pagamento degli interessi
  sui  prestiti di esercizio, comprese le passività arretrate, e  per
  il consolidamento delle passività onerose gravanti sulla gestione e
  derivanti   da   operazioni  creditizie   in   essere,   ai   sensi
  dell'articolo  1  ter  del decreto legge 20 maggio  1993,  n.  149,
  convertito  dalla  legge 19 luglio 1993,  n.  237,  e  fornisce  le
  garanzie  sussidiarie o le controgaranzie a supporto di quelle  già
  offerte  dai confidi a favore degli istituti di credito,  ai  sensi
  della vigente normativa regionale.

   3. Il concorso regionale nel pagamento degli interessi è pari alla
  differenza tra la rata semestrale o annuale calcolata al  tasso  di
  riferimento e quella calcolata al tasso agevolato, che è pari al 30
  per cento del tasso ufficiale della Banca Centrale Europea, vigenti
  alla  data  di  adozione  del  provvedimento  di  concessione.   Il
  contributo  è  erogato agli istituti in rate semestrali  o  annuali
  costanti e posticipate, alle scadenze fissate dai contratti.

   4.  Per  gli  interventi di capitalizzazione, al fine  di  rendere
  possibile  un  equilibrato rapporto tra  mezzi  propri  e  capitali
  investiti,  ai soggetti di cui al comma 1 può essere concesso,  per
  l'aumento  del  capitale sociale, un contributo in  conto  capitale
  nella  misura del 60 per cento dell'incremento del capitale sociale
  effettivamente   sottoscritto  e  versato  dai  soci.   Alle   sole
  organizzazioni dei produttori riconosciute e alle aziende  ad  esse
  associate  può  essere concesso, in aggiunta al contributo  di  cui
  sopra, un ulteriore contributo negli interessi nella misura del  70
  per  cento  del prestito finalizzato all'aumento del capitale,  per
  favorire  i  soci nella sottoscrizione delle rispettive  quote.  La
  durata massima del superiore prestito è fissata in anni cinque,  al
  tasso agevolato di cui al comma 3.

   5.  Sono  trasformati  in mutui ventennali a  tasso  agevolato  le
  seguenti passività definite alla data dell'entrata in vigore  della
  presente legge:

   a) prestiti agrari di conduzione accesi a tasso di riferimento;

   b)  prestiti  ed  altri finanziamenti bancari a breve  fino  a  un
  massimo di diciotto mesi;

   c) scoperti di conto corrente bancario;

   d) prestiti finanziari e mutui ordinari a medio e a lungo termine;

   e) prestiti dei soci.

   6.  I benefici di cui al presente articolo non sono cumulabili con
  altri  previsti  allo  stesso titolo da  disposizioni  comunitarie,
  statali e regionali.

   7. I soggetti beneficiari effettuano l'aumento di capitale sociale
  per  un  importo  almeno pari ad una annualità di ammortamento  del
  prestito da consolidare.
   8. L'IRCAC è autorizzato a destinare, a valere sulle disponibilità
  del  fondo unico a gestione separata, di cui all'articolo 63  della
  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, in deroga al proprio  statuto,
  l'importo  di  5.000  migliaia di euro alla concessione  in  favore
  delle  imprese  agricole singole o associate delle agevolazioni  di
  cui al presente articolo.

   9.  Nelle  more,  ovvero  in  caso di definizione  negativa  della
  procedura  di  cui all'articolo 88, paragrafo 2 e 3,  del  Trattato
  istitutivo  della  Unione  europea, le  disposizioni  del  presente
  articolo  si  applicano  nei limiti stabiliti  per  gli  aiuti   de
  minimis'.»

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti:

   dall'onorevole  Cracolici: 15.3, 15.4,  15.5,  15.6,  15.7,  15.8,
  15.9, 15.10, 15.11, 15.12;
   dagli onorevoli Maira e Cordaro: 15.2;
   dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 15.1;
   dal Governo: 15.13.

   ODDO. Chiedo di parlare sull'articolo 15.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  specifico  che  ho
  preso  la  parola  per  quanto  riguarda  la  discussione  generale
  sull'articolo perché non vorrei metterla in difficoltà dato che non
  si  può intervenire più di due volte sullo stesso argomento. Glielo
  anticipo  perché  sinceramente non comprendo  -  cerco  appunto  di
  capire  -  e  cerco  di  convincermi che  ha  ragione  chi  propone
  l'emendamento 15.2.
   Sostituire  la parola IRCAC con CRIAS è una bestemmia perché  sono
  due  cose completamente diverse. L'IRCAC si occupa di  cooperative,
  la CRIAS è la Cassa per gli artigiani.
    Non ho capito quale è la finalità.
   Stiamo attenti, su che cosa stiamo agendo, signor Presidente?
   Stiamo  agendo sulla possibilità di utilizzare un fondo IRCAC  che
  deriva dall'articolo 63 della legge n. 6 del 1997 che forse abbiamo
  dimenticato.  Questo  articolo  63  recita:   I  fondi  a  gestione
  separata  istituiti presso l'IRCAC per la concessione  di  garanzie
  con  l'articolo 1 della legge regionale 26 aprile 1972 n.  28,  con
  l'articolo  3  della  legge regionale 30 luglio  1973  n.  28,  con
  l'articolo  19 della legge 3 giugno n. 24 del 1975 e con l'articolo
  93 della legge regionale 6 maggio 1981 n. 26 -  che sono le vecchie
  cooperative   Fidi,   per  intenderci  -  sono   soppressi   e   le
  disponibilità sono versate in un unico fondo a gestione separata da
  destinare  agli  interventi previsti dalla  vigente  normativa  sul
  credito agevolato a favore delle cooperative.
   Se   l'articolo  63  dice  questo,  come  si  fa   a  proporre  la
   sostituzione  di  IRCAC  con  CRIAS? Sarebbe  opportuno   ritirare
   questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti 15.1, 15.2, 15.3, 15.4,  15.5,  15.6,
  15.7, 15.8, 15.9, 15.10, 15.11, 15.12 sono ritirati
   L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  ho  presentato un emendamento che cassa il comma 8 dell'articolo 15
  e  diamo  attraverso  il capitolo 215404 la  copertura  per  questo
  articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.13, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 15, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
         Proroga della scadenza dei termini delle esposizioni
                                agrarie
         e ristrutturazione delle passività a tasso agevolato

   1.  Al  fine  di favorire la ripresa economica e produttiva  delle
  aziende  agricole  siciliane, in difficoltà  a  causa  dell'attuale
  grave  crisi  economica  mondiale o  del  perdurare  delle  avverse
  condizioni atmosferiche, gli Istituti di credito possono  prorogare
  fino a diciotto mesi le esposizioni di natura agraria scadute al 31
  dicembre    2008,   nonché   quelle   delle   aziende   agrumicole,
  ortofrutticole  e serricole, con scadenza sino al 31  maggio  2009,
  purché contratte anteriormente alla data di entrata in vigore della
  presente  legge. Alle suddette operazioni di proroga si applica,  a
  totale carico del beneficiario, il tasso di riferimento vigente  al
  momento delle singole scadenze.

   2.  Le  domande  di  ammissione al beneficio  della  proroga  sono
  presentate  entro  30  giorni  dalla data  di  pubblicazione  della
  presente legge.

   3.  Le  operazioni prorogate ai sensi del comma 1, possono  essere
  oggetto  di  ristrutturazione secondo le  modalità  previste  dalla
  legge  regionale 21 agosto 2007, n. 14, ed in tal caso la  data  di
  scadenza  della  proroga  andrà a finire con  quella  della  stessa
  ristrutturazione e comunque entro il 30 giugno 2009. A tal fine  le
  richieste di ristrutturazione devono essere avanzate agli  Istituti
  di  credito entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della  presente legge, fatta eccezione per le esposizioni  riferite
  alle aziende agrumicole, frutticole e serricole richiamate al comma
  1,  per  le  quali la domanda dovrà essere avanzata entro  sessanta
  giorni dalla data di scadenza dell'esposizione.

   4.  Il  comma  5 dell'articolo 1 della legge regionale  21  agosto
  2007,  n.  14  è così sostituito:  5. Le esposizioni oggetto  della
  ristrutturazione  sono  da considerarsi in regime  di  proroga  non
  agevolata  sino  alla data del perfezionamento  della  procedura  e
  comunque non oltre il 30 giugno 2009 .

   5.  Le  operazioni di ristrutturazione di cui alla legge regionale
  21  agosto  2007,  n. 14, ed al presente articolo,  possono  essere
  assistite  dalla  garanzia  fidejussoria diretta  rilasciata  dalla
  Società  Gestione  Fondi per l'Agroalimentare  (SGFA),  nell'ambito
  della  Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la  Regione  e
  l'ISMEA.

   6.  Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 10
  ottobre  1994,  n.  37 e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata  la  spesa di 5.000 migliaia di euro  a  copertura  del
  fabbisogno maturato sino all'anno 2009. ».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Leanza Nicola: 16.1;
   dall'onorevole  Cracolici: 16.5, 16.6, 16.7,  16.8,  16.9,  16.10,
  16.11-16.12;
   dagli onorevoli Pogliese, Falcone,  Formica ed altri: 16.4;
   dall'onorevole  Leontini: 16.3 (al comma 2), 16.3  (al  comma  3),
  16.3 (al comma 4);
   dagli  onorevoli  Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello:  16.2  (al
  comma 3), 16.2 (al comma 4)   16.2 (al comma 5).

   Anche  in  questo caso, si invitano gli onorevoli a  ritirare  gli
  emendamenti che possono agevolare il percorso della finanziaria.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 16.5, 16.6,  16.7,
  16.8, 16.9 e 16.10.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 16.4, a firma dell'onorevole Pogliese.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  16.1,  a  firma dell'onorevole  Leanza  Nicola,  di
  analogo contenuto, è assorbito.
   Si   passa   all'emendamento  16.3  (al    comma   2),   a   firma
  dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 16.3 (al comma 3), a firma dell'onorevole
  Leontini.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi

                            (E' approvato)

   L'emendamento 16.2 (al comma 3) è assorbito.
   Si passa all'emendamento 16.3 (al comma 4), a firma dell'onorevole
  Leontini.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho qualche dubbio
  per quanto concerne la questione che possiamo obbligare le banche a
  mettere  mano  alla  ristrutturazione,  non  ho  dubbi  per  quanto
  concerne  la  garanzia  fideiussoria  che  è  invece  qualcosa  che
  possiamo  realmente fare se non vogliamo che questa  norma  diventi
  una  norma-manifesto'.
   Quando  abbiamo scritto, ricordo, la legge n. 14  del  2007  -  mi
  spiace  che  non ci sia l'assessore per l'agricoltura questa  sera;
  capisco  che  sarà  già impegnato a capire se  deve  fare  campagna
  elettorale  e con quale simbolo perché non ha messo il simbolo  sul
  manifesto quindi ancora non lo sa; farebbe bene invece a venire  in
  quest'Aula e capire che non si buttano così le norme che riguardano
  un  settore come quello dell'agricoltura che, peraltro,  in  questo
  momento, è in ginocchio.
    Ma lasciamo stare altrimenti poi uno diventa troppo cattivo e non
  è  giusto   perché è chiaro che, da questo punto di vista,  bisogna
  ignorare quelli che scoprono che c'è un problema serio che riguarda
  la nostra economia solo in occasione delle campagne elettorali.
   E'  dal  2004 che discutiamo di norme che riguardano un minimo  di
  intervento  a  sostegno  delle  imprese  agricole,    non   ce   lo
  dimentichiamo, con tutto quello che abbiamo di pregresso. Ma io  mi
  voglio attestare l'emendamento signor Presidente, altrimenti lei mi
  richiama  dicendomi che sono fuori tema. Non sono per niente  fuori
  tema

   PRESIDENTE.  Non mi permetterei, onorevole Oddo,  ma  ritengo  che
  possa essere accettato l'emendamento; acceleriamo.

   ODDO.  Spesso, qui dentro, facciamo in modo che i siciliani  siano
  sempre  più  lontani  perché dobbiamo discutere  e  non  discutiamo
  spesso  di merito e di cose concrete che l'indomani mattina possono
  riverberarsi  positivamente  su quelle  aziende,  sulle  tantissime
  aziende  siciliane che in questo momento sono veramente  in  crisi,
  non stiamo scherzando, e non è né demagogia né retorica; è una cosa
  seria,  molto più seria di quanto pensiamo e soprattutto per quanto
  concerne  il rapporto con il sistema creditizio. Guardate  che  per
  poche migliaia di euro le banche stanno chiudendo la borsa e non si
  scherza.
   Noi  possiamo  giocare,  invece, una partita  seria  inserendo  le
  parole  sono assistite'  e non  possono essere assistite'. Che vuol
  dire  possono  essere  assistite?  Abbiamo  un  meccanismo  che   è
  sperimentato, Regione ISMEA, garanzia fideiussoria,  devono' essere
  assistiti.
   Quindi,   dobbiamo,  sostanzialmente,  dire  in   maniera  chiara,
  nell'articolo,   sono assistite  perché così, forse,  quella  norma
  avrà  qualche  possibilità  di essere  un  po'  più  credibile  nei
  confronti  del  sistema bancario, altrimenti, va a finire  come  la
  legge n. 14 del 2007 creando una norma manifesto e le banche se  ne
  sono strafregate - scusate l'espressione - e non possiamo approvare
  norme solo per illudere; dobbiamo approvare norme che abbiano,  già
  dall'indomani, una attuazione vera e un vero riscontro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 16.2, di analogo contenuto, è assorbito.
   Pongo in votazione l'emendamento 16.2 (al comma 5). Il parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 16.11.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
                          Patto di stabilità

   1.  Al  fine di evitare che la grave crisi economica in atto abbia
  pesanti  refluenze sull'occupazione e sulle condizioni di vita  dei
  cittadini  residenti nel proprio territorio, la  Regione  mette  in
  atto  azioni a sostegno dell'economia reale nell'ambito  del  piano
  europeo  di  ripresa  economica  di cui  alla  comunicazione  della
  Commissione al Consiglio europeo del 26 novembre 2008.

   2.  In armonia con quanto previsto dal piano di cui al comma 1, la
  Regione  si  avvale della flessibilità nella politica  di  bilancio
  offerta  dal  piano di stabilità e di crescita,  al  fine  di  dare
  concreta attuazione agli interventi ed alle misure anticicliche  da
  realizzare da parte degli enti locali.

   3.  Per  la  definizione  del patto di  stabilità  regionale  come
  previsto dall'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.
  4,  gli  enti  locali sono autorizzati per gli esercizi  finanziari
  2009  e  2010  a  non  tenere  conto  degli  stanziamenti  e  delle
  erogazioni relativi a spese di investimento.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 17.4, 17.5, 17.6, 17.7;
   dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 17.2;
   dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Buzzanca ed altri: 17.1;
   dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 17.3.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito il  Governo
  a  ritirare l'articolo perché,  il patto di stabilità non è materia
  di questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'articolo 17. L'onorevole
  Mancuso ha posto una questione pregiudiziale invitando il Governo a
  ritirare l'articolo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   penso   che,
  invece,  il  Governo non  dovrebbe  ritirare questo articolo  anche
  perché  è in armonia con quanto disposto dalla Commissione  Europea
  ed  è, praticamente, l'unica possibilità che hanno i sindaci, oggi,
  di  potere  spendere  le somme di investimento  sempre  nell'ambito
  della tolleranza prevista a livello europeo, quindi, non credo  che
  ci siano problemi per questo.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 17.4, 17.5, 17.6, 17.7, 17.2,  17.3  e
  17.1 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo che tutti
  abbiamo, in quest'Aula, un comune obiettivo anche se, dico  subito,
  con   una  norma che è in bilico visto che il patto di stabilità  è
  disciplinato  dallo  Stato;  stiamo intervenendo  però,  in  questo
  momento, forzando un po' per consentire ai nostri comuni una  serie
  di  misure  anticrisi per potere usare risorse per gli investimenti
  in deroga al patto di stabilità, forzando un po'.
   Chiedo  ai colleghi di non introdurre norme sul personale   perché
  vi  assicuro  che  quello è motivo certo di non  riconoscimento  di
  deroga.  Ecco  perché chiedo ai colleghi di evitare  spese  per  la
  stabilizzazione,  fermo  restando  che   sono  d'accordo  con  voi.
  Dovremmo  chiederlo a Tremonti. Sono d'accordo con voi, ma  se  noi
  qui  inseriamo  le spese per la stabilizzazione,  vi  assicuro  che
  questa norma è morta.
   Se  proviamo allora a tenerla sugli investimenti, considerato  che
  siamo  in un momento di crisi economica e considerato che  c'è  una
  direttiva dell'Unione Europea che ha detto ai Paesi dell'Unione che
  nel momento in cui siamo, vista la crisi, si può derogare.

   LEANZA. Il Governo può ritirarlo.

   CRACOLICI.  Ma  cosa ritira il Governo? Ma quando mai,  l'articolo
  deve essere mantenuto.  I miei emendamenti sono tutti ritirati e ho
  già spiegato che l'ho fatto per tutti gli articoli.
   Chiedo ai colleghi -  volendo far del bene finiamo per far male  -
  e  consiglio  pertanto ai colleghi, sia all'onorevole Marrocco  sia
  all'onorevole Campagna, di ritirare quei due emendamenti.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Cracolici,  lei  sostiene che stiamo facendo una piccola  forzatura
  perché  il  patto  di stabilità è materia dello Stato  e  condivido
  perfettamente.  Noi lo diciamo a bassa voce ma tanto  la  seduta  è
  pubblica,   quindi,  onorevole  Cracolici, delle  due  l'una:  o  è
  materia  dello Stato sia per gli investimenti sia per le spese  del
  personale  oppure  non è materia dello Stato e  in  questo  momento
  stiamo  mettendo da parte che è materia dello Stato e  interveniamo
  sull'una  e  sull'altra, perché le assicuro  che  ci  sono  Comuni,
  collega  Cracolici,  che hanno dovuto stabilizzare  del  personale,
  hanno  sostenuto delle spese e queste spese fanno sforare dal patto
  di stabilità.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne  voglia
  l'onorevole Cracolici ma  gradirei che il parere sulla materia  che
  abbiamo  proposto in questo emendamento venisse dato  dal  Governo,
  non  perché l'onorevole Cracolici non sia una fonte attendibile  ma
  perché  in questa Aula è il Governo che deve guidarci sulla  strada
  che dobbiamo intraprendere.
   Se il Governo da indicazione che questa è una materia che potrebbe
  inficiare l'intero articolo è chiaro che  lo ritireremo ma in virtù
  di quello che l'assessore dichiarerà.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  lo  dico
  all'Assessore,  abbiamo fatto proprio ciò che ha chiesto  l'ANCI  e
  lo  ha  detto   in  questi termini. Se vogliamo  ascoltare  l'ANCI,
  l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, lo lasciamo così come
  è,  senza  aggiungere  niente; se non  vogliamo  ascoltare  l'ANCI,
  possiamo  anche  toccarlo mettendo anche la vicenda dei  lavoratori
  socialmente  utili  sapendo,  con certezza  matematica,  che  verrà
  impugnato.  Le cose sono due: o ascoltiamo l'ANCI ,  perché  non  è
  stato richiesto dal Governo o l'approviamo o meno.

   Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'articolo 17 è posto in votazione ed approvato con il
  voto contrario dell'onorevole Mancuso.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
         Oneri per permessi retribuiti di consiglieri di enti
                                locali

   1.  Al  comma 5 dell'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n. 30, come modificato dall'articolo 8 della legge regionale
  16  dicembre 2008, n. 22, sostituire le parole  ad un terzo' con le
  parole  due terzi'.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole De Luca: 18.3;
   dall'onorevole Cracolici: 18.6;
   dall'onorevole Romano:  18.5;
   dagli onorevoli Gennuso, Minardo e Colianni: 18.2;
   dagli onorevoli Faraone, Apprendi, Di Benedetto ed altri: 18.7.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, dichiaro di ritirare  l'emendamento
  18.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, dichiaro di ritirare  l'emendamento
  18.6

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ROMANO.  Signor  Presidente, dichiaro  di  ritirare  l'emendamento
  18.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GENNUSO.  Signor  Presidente, dichiaro di  ritirare  l'emendamento
  18.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.7.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho intenzione  di
  ritirare  l'emendamento ma soltanto dopo aver  sentito  l'Assessore
  Scoma  pronunciarsi su questo argomento. Nella   legge  sugli  enti
  locali che abbiamo approvato qualche mese fa,  i comuni  entro  tre
  mesi  dall'approvazione  della stessa,  gli enti locali che avevano
  ancora  circoscrizioni come enti istituzionali,  dovevano  delegare
  alle circoscrizioni i poteri.
   Quello  che  vorrei capire è che il mio emendamento è legato  alle
  aspettative per i consigli di circoscrizione ed è legato  al  fatto
  che  questi Consigli di circoscrizione hanno i poteri o  meno.  Nel
  senso  che  oggi la legge prevede che l'aspettativa non è  prevista
  per  i dipendenti pubblici o privati per cui alle prossime elezioni
  ci  potremmo ritrovare con consiglieri di circoscrizione che  siano
  esclusivamente  disoccupati  o  persone  che  svolgono  la   libera
  professione.
   Anticipo   che  questo  emendamento  viene  ritirato   ma   voglio
  approfittare  della  situazione per  sentire  dall'Assessore  Scoma
  quanti  comuni  hanno  rispettato  la  legge  approvata  in  questo
  Parlamento qualche mese addietro.

   SCOMA,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole
  Faraone,  in particolare, la sua osservazione la recepisco appieno.
  Voglio   certamente,  significare  che  noi  vigileremo  su  quanto
  stabilito  dalla legge che abbiamo approvato nel mese  di  dicembre
  del  2008  e  che  c'è l'impegno del governo a mettere  in  pratica
  quanto  stabilito  con  legge.  Ove ciò  dovesse  essere  messo  in
  pratica, è chiaro che siamo assolutamente disposti a correggere  le
  eventuali  incongruenze  che  poi, deriverebbero  dall'applicazione
  della legge.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, signor Assessore,  onorevoli  colleghi,
  nell'esprimere il mio voto favorevole, condividendo  l'esigenza  di
  modificare da un terzo a due terzi il limite del rimborso  previsto
  per  gli amministratori, vorrei anche fare notare che l'articolo  8
  della  legge n. 22 del 2008 prevede, all'ultimo periodo, che per  i
  comuni  con  popolazione  fino  a diecimila  abitanti,  l'ammontare
  complessivo da rimborsare, nell'ambito di un anno solare,  non  può
  superare l'importo pari a metà dell'indennità massima prevista  per
  il rispettivo sindaco dello stesso periodo.
   Questo  trattamento  previsto per gli  amministratori  locali  dei
  comuni  con  popolazione  superiore a diecimila  abitanti,  era  un
  trattamento   di  maggior  favore,  migliorativo,   rispetto   agli
  amministratori  dei  comuni con popolazione superiore  a  diecimila
  abitanti.
   Approvando l'articolo 18 della finanziaria, noi ci ritroveremmo ad
  avere situazioni capovolte e cioè che i comuni con popolazione fino
  a  diecimila  abitanti si troverebbero svantaggiati, rispetto  agli
  altri comuni.
   Invito, pertanto, il Governo a valutare un emendamento soppressivo
  dell'ultimo  periodo  e ad uniformare il trattamento  previsto  per
  tutti gli amministratori, a prescindere dal numero di abitanti  dei
  comuni stessi e cioè uniformando per tutti ai due terzi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.02, è ripresa alle ore 20.06)

   Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo un
  emendamento  aggiuntivo  all'articolo  18,  che  così  recita:   In
  riferimento  alla legge n. 22 del 2008, all'articolo  8,  comma  1,
  cassare l'ultimo periodo dalle parole  per i comuni con popolazione
  fino  a  10  mila  abitanti       fino alle  parole   nello  stesso
  periodo .
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 18, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
           Norme sul riequilibrio finanziario delle province

   1. All'articolo 27 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,  le  parole    che   sono
  costituite  esclusivamente da aree interne  sono  sostituite  dalle
  parole  territorialmente deboli».

   Si  passa all'emendamento 19.1, degli onorevoli Maira ed altri. Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 19, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
         Interventi in favore dei Comuni in crisi finanziaria
   1. Al fine di consentire alla Regione di far fronte ad esigenze di
  ordine  pubblico o a particolari situazioni di emergenza,  compresa
  quella  relativa alla gestione integrata dei rifiuti, il Ragioniere
  Generale della Regione è autorizzato, su indicazione dell'Assessore
  regionale  per  il bilancio e le finanze, a concedere anticipazioni
  di cassa ai Comuni siciliani, nel limite del 30 per cento del fondo
  per  le autonomie locali. Tali anticipazioni sono recuperate, entro
  il  limite  massimo  di dieci esercizi, in base ad  un  dettagliato
  piano  finanziario  di  rimborso  da  approvarsi  con  decreto  del
  Ragioniere Generale, a valere sui trasferimenti a favore degli enti
  locali  sulla  base delle risorse attribuite agli stessi  ai  sensi
  dell'articolo  76  della legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2  e
  successive modifiche ed integrazioni, o con eventuali altre entrate
  di competenza degli stessi.

   2.  Le disposizioni del presente articolo si  applicano a tutte le
  anticipazioni  già deliberate dalla Giunta regionale e concesse per
  motivi  di ordine pubblico o per fronteggiare le emergenze relative
  alla gestione integrata dei rifiuti.

   3.  Per l'attuazione di quanto previsto nel presente articolo,  il
  Ragioniere  Generale della Regione è autorizzato ad  apportare  nel
  bilancio della Regione le necessarie variazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 21.4, 21.5, 21.6, 21.7;
   - dal Governo: 21.2;
   - dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 21.3.

   Gli  emendamenti sono tutti ritirati ad eccezione dell'emendamento
  21.2.

     Si  passa  all'emendamento 21.2 a firma del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 21, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura.

                               «Art. 22
      Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti pubblici
                             territoriali

   1.  Al  fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
  enti   territoriali  della  Sicilia  derivanti  da   contratti   di
  somministrazione,   forniture  ed  appalti,  gli   stessi   possono
  certificare,  entro  venti  giorni dalla ricezione  della  relativa
  richiesta da parte del creditore, se il relativo credito sia certo,
  liquido  ed esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma  2.
  La   certificazione   da   rilasciare  presuppone   la   preventiva
  individuazione  da  parte  degli  enti  interessati  delle  risorse
  finalizzate  all'adempimento  degli  impegni  assunti,  anche   nel
  rispetto  dei  limiti di cui agli articoli 77  bis  e  77  ter  del
  decreto   legge   25   giugno  2008,  n.   112,   convertito,   con
  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto  2008  n.  133  e  successive
  modifiche   ed  integrazioni,  nonché  l'inesistenza  di  eccezioni
  opponibili  ai  creditori nascenti dal contratto o  dall'esecuzione
  dello stesso.

   2.  La certificazione di cui al comma 1 potrà essere utilizzata da
  parte   dei  creditori  al  fine  di  perfezionare  con  banche   o
  intermediari   finanziari  abilitati  dalla  vigente   legislazione
  operazioni   di   cessione  del  credito  pro-soluto.   L'eventuale
  cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità di legge, ha
  effetto  nei  confronti del debitore ceduto,  in  deroga  a  quanto
  previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo 163/2006 e
  successive  modifiche ed integrazioni, a far  data  dalla  predetta
  certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra comunicazione di
  assenso o di diniego, espressa o tacita. Qualora l'esigibilità  dei
  crediti  certificati  sia  subordinata,  per  quanto  previsto   in
  contratto,  al  verificarsi di una determinata  scadenza  temporale
  connessa  alla  modalità di perfezionamento della somministrazione,
  della  fornitura o di realizzazione dell'appalto, la cessione  sarà
  immediatamente   efficace   restando  l'esigibilità   del   credito
  condizionata al maturare della scadenza prevista».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 22.7, 22.8, 22.9;
   - dagli onorevoli Apprendi e  Cracolici: 22.10;
   - dall'onorevole Caputo: 22.1;
   - dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo, Fiorenza: 22.2;
   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello: 22.4;
   - dall'onorevole De Luca: 22.5;
   - dal Governo: 22.6.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  emendamento  firmato  anche  dal  collega  Apprendi  si  limita   a
  specificare  alcune parti del testo che sono state  presentate  dal
  Governo.
   Permettetemi di approfittare di questa occasione per dire  che  ho
  letto  sulle  agenzie  una  polemica da  parte  del  Presidente  di
  Confindustria. Io personalmente leggendo l'articolo  non  l'ho  mai
  considerato un articolo che si rivolgeva esclusivamente ai  comuni,
  ma quando questa norma si rivolge agli enti territoriali si rivolge
  a  tutti  gli  enti  territoriali e non solo ai  comuni.  Pertanto,
  questa  polemica sul fatto che la norma era esclusivamente in  capo
  ai comuni e non invece alle province, alle ASL, agli ATO, mi sembra
  una interpretazione errata della norma così scritta.
   Se  stiamo alla norma, anche se probabilmente il collega  Apprendi
  nel  presentare questo emendamento ha riscritto per intero la norma
  non  facendo  emergere  le parti che verrebbero  a  modificarsi.  E
  spiego  quali  sono le parti che si modificano: la  prima  modifica
  riguarda  la  frase  dopo gli enti locali loro società e  consorzi
  cioè  il  testo  presentato  parla degli  enti  territoriali  della
  Sicilia, l'emendamento a firma degli onorevoli Apprendi e Cracolici
  recita:   Enti locali, loro società e consorzi  primo  emendamento;
  dopo  la  parola   gli  stessi  aggiungere le parole   a  richiesta
  certificano . Sul comma successivo sempre parlando del primo  comma
  aggiungere  le parole  il rifiuto del rilascio della certificazione
  deve   essere  entro  trenta  giorni  adeguatamente  motivato.   La
  certificazione deve attestare l'inesistenza di eccezioni opponibili
  ai creditori etc.
   Quindi  il  primo  comma  che viene qui posto,  cioè  la  modifica
  sostanzialmente   aggiunge  tre  concetti:   specifica   gli   enti
  territoriali  nel senso che sono gli enti locali, le  società  e  i
  consorzi;   stabilisce  che  gli  stessi  possono,   a   richiesta,
  certificare  entro venti giorni i crediti; e c'è la  procedura  sul
  rifiuto  del  rilascio che deve essere motivata da parte  dell'ente
  che deve dare la certificazione.

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta di accantonamento  in  attesa  che
  vengano formalizzati gli emendamenti che presenterà il Governo.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  22.
   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura.

                               «Art. 24.
       Ripristino di beni oggetto di atti vandalici o delittuosi

   1.  Gli  enti locali della Regione sono autorizzati ad  effettuare
  opere  di  ripristino dei propri beni ovvero di beni pubblici  siti
  nel  proprio territorio,  danneggiati o distrutti a causa di azioni
  delittuose o di atti vandalici.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1  gli  enti  locali  sono
  autorizzati a istituire nel proprio bilancio annuale di  previsione
  un  capitolo a destinazione vincolata. In tale capitolo affluiscono
  le somme derivanti dai ribassi d'asta relativi alle gare effettuate
  per  la  realizzazione di opere ricadenti nel territorio  dell'ente
  medesimo,  finanziate  dallo stesso o  da  altri  enti  pubblici  e
  comunicati   dalla  relativa  stazione  appaltante.  Nello   stesso
  capitolo  affluiscono,  altresì, le  somme  derivanti  dai  ribassi
  d'asta  relativi  alle gare per l'acquisto di beni  e  di  servizi,
  nonché   le   somme  derivanti  dalle  economie  risultanti   dalle
  operazioni di collaudo delle opere realizzate in base alle suddette
  gare».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 24.3, 24.4, 24.5;
   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 24.6;
   - dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona e Torregrossa: 24.2;
   - dagli onorevoli  Pogliese, Formica, Buzzanca ed altri: 24.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  assessore, per capire dove vogliamo andare. Perché da un  lato,  si
  allargano  le  maglie della libertà del principio di  sussidiarietà
  con  il patto di stabilità. Dall'altro, invece quel principio viene
  meno e si obbligano i comuni ad utilizzare delle somme che peraltro
  provengono da appalti, servizi e forniture.
     Questo  Parlamento  deve decidere: o utilizza  il  principio  di
  sussidiarietà  per gli enti locali oppure vogliamo governare  anche
  le piccole somme dei comuni, obbligarli dove li devono appostare in
  bilancio?  Mi  sembra  una norma che  è assolutamente  abnorme.  La
  linea deve essere unica di questo Parlamento, non può essere che da
  un  lato  allarghi,  dall'altro stringi,  dall'altro  li  obblighi,
  dall'altro  si  può  fare  quello che si vuole.  Non  si  riesce  a
  comprendere neanche il principio che viene utilizzato.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore  per il bilancio e le finanze.   Disponibile  a
  presentare l'emendamento soppressivo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, soltanto per spiegare  ai  colleghi,
  alla Presidenza e al Governo che questo articolo era un articolo di
  buon  senso,  nel senso che consentiva ai comuni o alle  casse  dei
  comuni un certo introito proveniente dai ribassi d'asta al fine  di
  poter  fronteggiare situazione emergianziali per atti  vandalici  e
  per beni danneggiati.
   C'è  stata una querelle sugli altri enti pubblici. Allora, avevamo
  ipotizzato  un subemendamento di non fare affluire alle  casse  dei
  comuni  i ribassi d'asta degli altri emendamenti, degli altri  enti
  pubblici, avevamo pensato al cinquanta per cento.
   Però,  se  il  Governo  era andato verso la  soppressione,  allora
  manteniamo l'emendamento a firma di Pugliese ed altri in virtù  del
  quale  diciamo  che affluiscono alle casse dei comuni  le  economie
  delle gare d'appalto per gli enti locali e quindi in questo senso è
  assolutamente  legittimo, assessore Cimino, non  creiamo  problemi,
  non  andiamo ad invadere la sfera di altri enti pubblici così  come
  lamentava  e  di cui era preoccupato l'onorevole Cracolici,  ma  al
  contempo  consentiamo agli enti locali di poter  utilizzare  queste
  economie che poi sono le loro stesse economie.

   PRESIDENTE.  Solo  per  dare  un  piccolo  contributo,   onorevole
  Falcone:  i ribassi d'asta già in atto rappresentato per  i  comuni
  una  voce fondamentale, soprattutto per i piccoli comuni, una  voce
  fondamentale per la progettazione di gare o per la realizzazione di
  opere  pubbliche.  Nulla  vieta ai comuni in  atto  che  attraverso
  l'utilizzo  di  quei ribassi possono essere ripristinati  gli  atti
  vandalici, ma andare ad obbligare, con una spesa vincolata, ciò che
  possono  fare già con i ribassi d'asta perché già lo possono  fare,
  mi pare una cosa eccessiva.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  solamente  per fare una piccola precisazione dico che l'emendamento
  soppressivo  è  necessario perché sui finanziamenti  per  gli  enti
  locali  bisogna realmente vedere la fonte di finanziamento  e,  nel
  momento in cui la fonte di finanziamento è extra regionale, noi non
  possiamo  impegnarci anche sul ribasso d'asta perché  ritorna  alla
  fonte   madre;  proprio  per  questo  sono  e  sostengo  la   linea
  dell'abrogazione.

   PRESIDENTE. L'emendamento 24.7 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 24.3 (soppressivo dell'articolo).
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto l'articolo 24 è soppresso.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
           Programma straordinario di analisi e valutazione
              della spesa delle amministrazioni regionali

   1.  L'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze  promuove,
  per l'anno 2009, la realizzazione di un programma straordinario  di
  analisi  e valutazione della spesa delle amministrazioni regionali,
  individuando  le  criticità,  le  opzioni  di  riallocazione  delle
  risorse,  le  possibili  strategie di miglioramento  dei  risultati
  ottenibili  con  le  risorse stanziate, sul  piano  dell'efficacia,
  della qualità e della economicità.

   2. Il programma dovrà, almeno:
   a)  prendere  in  esame le priorità e l'efficacia  dei  principali
  programmi  di spesa della Regione indicando per essi anche  precisi
  obiettivi,  sulla base di indicatori misurabili e  verificabili  ex
  post, anche dai cittadini;

   b)  verificare  lo  stato di efficienza dell'organizzazione  della
  Regione,  esaminando  gli  aspetti  organizzativi  comuni  per   il
  complesso  delle amministrazioni regionali, al fine di identificare
  possibili incrementi di efficienza e possibili sinergie;

   c)  proporre  linee  generali  per la  revisione  del  sistema  di
  classificazione  del  bilancio  regionale  che   conduca   ad   una
  semplificazione del bilancio riclassificato per funzioni.

   3.   Entro   il  30  giugno  2009  le  amministrazioni   regionali
  trasmettono all'Assessorato regionale del bilancio e delle  finanze
  un  rapporto  sullo  stato della spesa nei  rispettivi  settori  di
  competenza, evidenziando le difficoltà emerse e formulando proposte
  di  intervento in relazione all'allocazione delle risorse  ed  alle
  azioni   che   possano   incrementare  l'efficacia   della   spesa.
  L'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze  presenta
  all'Assemblea  regionale siciliana entro il 30  novembre  2009  una
  relazione  sui risultati del programma straordinario di  analisi  e
  valutazione   della  spesa  e  sulle  conseguenti   iniziative   di
  intervento.

   4. Con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
  regionale per il bilancio e le finanze, sono individuate le risorse
  umane  e  strumentali necessarie per la realizzazione del programma
  di cui al presente articolo».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 25.4, 25.5, 25.6, 25.7, 25.8;
   - dagli onorevoli Caronia, Galvagno, Leontini e Currenti: 25.2;
   - dagli onorevoli Caronia, Leontini e Currenti: 25.1;
   - dagli onorevoli Maira e Cordaro: 25.3.

   Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli De Luca,
  Corona,  Panepinto e altri il subemendamento 25.2.1 all'emendamento
  25.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma  25.4,
  25.5, 25.6, 25.7 e 25.8.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti sono tutti ritirati ad eccezione degli
  emendamenti 25.2 e 25.3.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO,   assessore   per  il  bilancio  e  le   finanze.   Chiedo
  l'accantonamento  dell'articolo 25 per  consentire  al  Governo  di
  presentare un emendamento di riscrittura.

   PRESIDENTE.   Riguardo  all'articolo  25,   fermi   restando   gli
  emendamenti  che  sono  stati ritirati e  i  due  che  sono  ancora
  mantenuti,  in  atto  viene accantonato  perché  è  necessaria  una
  riscrittura da parte del  Governo.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  25.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
  Ne do lettura:

                               «Art. 22.
           Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti
                         pubblici territoriali

   1.  Al  fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
  enti   territoriali  della  Sicilia  derivanti  da   contratti   di
  somministrazione,   forniture  ed  appalti,  gli   stessi   possono
  certificare,  entro  venti  giorni dalla ricezione  della  relativa
  richiesta da parte del creditore, se il relativo credito sia certo,
  liquido  ed esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma  2.
  La   certificazione   da   rilasciare  presuppone   la   preventiva
  individuazione  da  parte  degli  enti  interessati  delle  risorse
  finalizzate  all'adempimento  degli  impegni  assunti,  anche   nel
  rispetto  dei  limiti di cui agli articoli 77  bis  e  77  ter  del
  decreto   legge   25   giugno  2008,  n.   112,   convertito,   con
  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto  2008  n.  133  e  successive
  modifiche   ed  integrazioni,  nonché  l'inesistenza  di  eccezioni
  opponibili  ai  creditori nascenti dal contratto o  dall'esecuzione
  dello stesso.

   2.  La certificazione di cui al comma 1 potrà essere utilizzata da
  parte   dei  creditori  al  fine  di  perfezionare  con  banche   o
  intermediari   finanziari  abilitati  dalla  vigente   legislazione
  operazioni   di   cessione  del  credito  pro-soluto.   L'eventuale
  cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità di legge, ha
  effetto  nei  confronti del debitore ceduto,  in  deroga  a  quanto
  previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo 163/2006 e
  successive  modifiche ed integrazioni, a far  data  dalla  predetta
  certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra comunicazione di
  assenso o di diniego, espressa o tacita. Qualora l'esigibilità  dei
  crediti  certificati  sia  subordinata,  per  quanto  previsto   in
  contratto,  al  verificarsi di una determinata  scadenza  temporale
  connessa  alla  modalità di perfezionamento della somministrazione,
  della  fornitura o di realizzazione dell'appalto, la cessione  sarà
  immediatamente   efficace   restando  l'esigibilità   del   credito
  condizionata al maturare della scadenza prevista».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 22.11;
   - dagli onorevoli Maira ed altri: 22.2.1.

   L'articolo 22 viene nuovamente accantonato.
   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
               Attivazione di iniziative di microcredito

   1.  Al  fine  di dare sostegno economico-sociale alle famiglie  ed
  alle   microimprese  siciliane  e  contrastare  così  il   fenomeno
  criminale  dell'usura,  le ulteriori entrate  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 5 della legge regionale 31 maggio 2004 n. 9,  possono
  essere  riprodotte nel bilancio per l'esercizio  2009  al  fine  di
  essere  utilizzate per l'attivazione di iniziative di  microcredito
  sostenute  dalla  Regione  a favore sia delle  famiglie  sia  delle
  microimprese  rispettivamente residenti ed operanti nel  territorio
  siciliano.  Per la definizione di microimpresa si fa riferimento  a
  quella  contenuta nell'Allegato I al Regolamento della  Commissione
  Europea (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008.

   2.   L'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze   è
  autorizzato   alla  istituzione  del  Fondo  etico  della   Regione
  Siciliana (FERS) utilizzando le somme di cui al comma 1. Il  Fondo,
  la  cui  natura  e  modalità di funzionamento  sono  stabiliti  con
  decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale Finanze e
  Credito,  può  altresì  essere alimentato da  contributi  volontari
  degli  aderenti  o  di  terzi,  da donazioni,  lasciti,  erogazioni
  conseguenti  a  stanziamenti deliberati  dallo  Stato,  dagli  enti
  territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati.

   3.  Ai  fini  dell'attuazione dell'iniziativa è istituito,  presso
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze - Dipartimento
  regionale  finanze  e  credito  -  il  Comitato  regionale  per  il
  microcredito   alla  cui  nomina  provvede  con   proprio   decreto
  l'Assessore  regionale  per il bilancio e  le  finanze,  stabilendo
  funzioni e compiti dello stesso Comitato.

   4.   L'Assessorato  regionale  del  bilancio  e   delle   finanze,
  Dipartimento regionale finanze e credito, è autorizzato a stipulare
  convenzioni  con  la  Conferenza   Episcopale  Siciliana  (CESi)  -
  Ufficio  Regionale per la Carità - e con le singole diocesi  nonché
  con  le aziende di credito operanti in Sicilia, al fine di attivare
  le  iniziative di microcredito alle famiglie, di cui al comma 1. E'
  altresì autorizzato a stipulare convenzioni con le medesime aziende
  di  credito  riguardo alle iniziative di microcredito rivolte  alle
  microimprese di cui medesimo comma 1.

   5. Le convenzioni di cui al comma 4 prevedono:

   a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;

   b)  le modalità di accesso al microcredito da parte di famiglie  e
  microimprese;

   c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito;

   d) i tassi di interesse massimi applicabili.

   6.  L'iniziativa  prevista dal presente  articolo  è  attuata  nei
  limiti  e alle condizioni di cui ai regolamenti comunitari (CE)  n.
  1998/2006  del  15 dicembre 2006, (CE) n. 875/2007  del  24  luglio
  2007,   (CE)   n.  1535/2007  del  20  dicembre  2007   così   come
  successivamente   modificati   ed  integrati,   e   tenuto   conto,
  relativamente  al  triennio  2009-2011, della  Comunicazione  della
  Commissione-Quadro  di riferimento temporaneo  comunitario  per  le
  misure  di  aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
  nell'attuale  situazione di crisi finanziaria ed economica  del  22
  gennaio 2009 (2009/C 16/01)».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole  Cracolici: 26.9, 26.10,  26.11,  26.12,  26.13,
  26.14, 26.15;
   - dal Governo: 26.7;
   - dall'onorevole Romano: 26.3, 26.4;
   - dagli onorevoli Caronia, Galvagno, Leontini e Currenti: 26.6 (al
  comma 2), 26.6 (al comma 3);
   - dagli onorevoli Maira e Cordaro: 26.8;
   -  dagli onorevoli Cracolici e Di Benedetto: 26.16, 26.17,  26.18,
  26.19, 26.20;
   - dagli onorevoli Raia, Cracolici, Apprendi ed altri:  26.21;
   - dagli onorevoli Caronia, Leontini e Currenti: 25.1;
   - dall'onorevole Laccoto: 26.1;
   - dagli onorevoli Ruggirello, Caronia e Leontini: 26.2.

   Comunico  che  è  stato presentato, dal Governo, il subemendamento
  26.7.1.
   Si passa all'emendamento 26.7, sostitutivo dell'intero articolo.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare
  per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  l'emendamento 26.7 è interamente  sostitutivo
  dell'articolo  26  che, di fatto, chiarisce  le  problematiche  che
  erano  state  poste sia in Commissione di merito sia in Commissione
   Bilancio'.  Gradirei  che  potesse  essere  esitato  così  come  è
  scritto.

   PRESIDENTE. Mi pare abbastanza chiaro. Il Governo ha presentato un
  emendamento interamente sostitutivo e, a questo punto dovremmo,  se
  siamo d'accordo, ritirare gli altri emendamenti al testo.
   Si passa all'emendamento 26.9.

   CRACOLICI. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Di Benedetto e
  Cracolici,  i  seguenti  subemendamenti:  26.7.2,  26.7.3,  26.7.4,
  26.7.5, 26.7.6 e 26.7.7.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  subemendamento   26.7.2.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 26.7.3. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 26.7.4. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 26.7.5. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 26.7.6.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, nell'emendamento,  va  tolta  la
  lettera e).

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione con la  precisazione  di  non
  considerare la lettera e).
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento  26.7.1, del Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che  si
  può  fare  tutto  ma dire che copriamo una legge  con  le  economie
  provenienti  dall'esercizio  finanziario  precedente,   poiché   le
  economie si stabiliscono dopo l'approvazione del rendiconto e  oggi
  non  possiamo  dire quali sono le economie se il rendiconto  non  è
  approvato dall'Assemblea.
   Quindi, stiamo facendo una legge senza copertura. Allora, o si  da
  copertura o non si scrive che si provvederà con le economie  di  un
  bilancio di cui ancora non conosciamo le economie. Lasci stare  che
  si  conoscono sul piano tecnico ma sul piano formale le economie ci
  sono dopo che c'è un rendiconto approvato dall'Assemblea.

   CIMINO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  E'   stato
  presentato  un  emendamento a mia firma di  riscrittura  che  tiene
  conto delle osservazioni dell'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  dispongo  l'accantonamento  del
  subemendamento 26.7.1, in attesa della riscrittura.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento 26.7.8, a  firma
  dell'onorevole Maira, che così recita:  Dopo il comma 4  aggiungere
  4  bis   La  nomina del comitato di cui al comma 4 è sottoposta  al
  parere   vincolante   della  Commissione   legislativa    Bilancio'
  dell'Assemblea regionale siciliana' .
   Togliamo  vincolante .

   CRACOLICI.  E'  sbagliato:  la  Commissione   Bilancio'  non   può
  occuparsi di nomine

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Allora, onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del subemendamento
  26.7.1,  del  Governo. Non occorre una riscrittura perché,  da  una
  verifica fatta, va bene così come è scritto.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 26.7, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Il subemendamento 26.7.7 decade come tutti i rimanenti emendamenti
  all'articolo  26,  quindi, l'articolo 26 si intende  approvato  con
  l'approvazione dell'emendamento 26.7, così come emendato dall'Aula.
   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                             «Articolo 27
          Tecnologie dell'informazione e della comunicazione

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.  23,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1,  dopo le parole  obiettivi specifici  4.1'  sono
  aggiunte le seguente  , 4.2';

   b)  al  comma  5,  dopo le parole  obiettivi specifici  4.1'  sono
  aggiunte le seguenti  , 4.2'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 27.1 e 27.2.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si  riprende l'esame dell'articolo 28 e degli emendamenti  28.1,
  28.2 e 28.3, in precedenza accantonati.

   GIANNI, assessore per l'Industria. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI,  assessore  per l'Industria. Signor Presidente,  onorevole
  colleghi, l'articolo 28 si riferisce all'applicazione dell'articolo
  8  della  legge  numero  23  che abbiamo  votato  all'unanimità  in
  quest'Aula.
   In  quella  occasione,  abbiamo  contemplato  tutte  le  possibili
  iniziative  e  possibilità di intervento per  tutti  i  settori  in
  difficoltà,  dimenticandomi di inserire i servizi ospedalieri.  Qui
  si chiede  di inserire nelle agevolazioni per il consolidamento dei
  debiti  con  le  banche anche i servizi ospedalieri che  in  quella
  occasione erano stati dimenticati.

   CRACOLICI. C'è una percentuale del 15 per cento che non si capisce
  cosa significa

   GIANNI, assessore per l'Industria. Era un minimo del 15 per  cento
  che  possiamo  anche togliere. Siccome c'è una forte richiesta,  in
  questo  settore, per evitare che potesse indebolire  altri  settori
  avevo  individuato questa percentuale che poteva salvaguardare  gli
  altri.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  verità
  nell'articolo 28 non si fa riferimento ad un settore  specifico  di
  imprese.  E'  un  articolo generico, quindi appare strano  che  con
  questa  norma,  invece,  si  vogliano  individuare  particolarmente
  alcune  tipologie  di  imprese. Quindi, mi sembra  veramente  molto
  strano,  anche  perché si dice  che la misura  finanzia  iniziative
  volte alla promozione dell'informatizzazione nelle imprese; che poi
  la  Regione abbia bisogno di specificare che il 15 per cento  venga
  destinato  alle  imprese che operano nel campo sanitario,  data  la
  natura di questi finanziamenti, appare abbastanza strano.
   Siccome, ripeto, la norma madre non individua alcuna tipologia  di
  impresa  e, quindi, non la esclude, non si capisce perché  bisogna,
  con questo articolo, individuare una tipologia a discapito di altre
  e, addirittura, riservargli una quota del 15 per cento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ieri  avevamo
  sospeso  questo articolo, in assenza dell'Assessore a cui  volevamo
  chiedere chiarimenti.
   A  me  dispiace dirlo ma questa norma stabilisce una tipologia  di
  impresa a modifica dell'articolo della legge approvata, come diceva
  l'Assessore,  a  dicembre,  laddove nell'articolo  non  è  prevista
  alcuna tipologia di impresa.
   Aggiungo  che  i  bandi che si devono fare col  regime  di  aiuti,
  previsto da quella legge, si riferiscono alle aziende industriali.
   Le  quantità, nella norma, non sono definite ed invece, con questo
  articolo,   si  stabilisce   una  quantità  specifica  per   questa
  tipologia.
   Io  chiedo al Governo e all'Assessore per l'industria, le  aziende
  industriali  sono definite dal codice ISTAT? Non ci sono  tipologie
  di  impresa  che lei possa assumere nella titolarità  dell'attività
  industriale. Anche le aziende dei servizi che hanno un codice ISTAT
  riferibile  all'attività  industriale,  sono  connesse  ai  servizi
  industriali.
   Quindi,  siccome lei ha fatto una norma, giustamente, alle piccole
  e  medie  imprese dell'industria, le chiedo non di ritirare  perché
  dobbiamo  cassare questa norma, quindi, chiedo all'Aula di  cassare
  questo  articolo perché, a mio avviso, per fare del  bene,  finiamo
  per  fare del male, nel senso che si stabilisce una tipologia e  si
  stabilisce un'entità.
   La  norma  non  stabilisce  né tipologie  né  entità.  Le  aziende
  industriali  sono quelle da codice ISTAT. Quindi, chiedo  all'Aula,
  semmai, di confermare la soppressione dell'articolo.

   GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   onorevole  collega  Cracolici,  nella   sanità   esiste
  l'industria   farmaceutica,  l'industria  della  produzione   delle
  apparecchiature di analisi e radiologia e quant'altro. Se questo 15
  per  cento  dovesse creare difficoltà di interpretazione  o  altro,
  possiamo toglierlo. Il problema era soltanto stabilire che tutti  i
  settori  che possano avere preoccupazioni o problemi e che, quindi,
  possano  chiedere  l'applicazione dell'articolo 8,  possano  essere
  tutti nelle stesse condizioni

   CRACOLICI. I servizi ospedalieri sono anche le imprese di pulizia
   GIANNI, assessore per l'Industria. Pensavo e penso che con  questo
  emendamento si poteva e si può dare la possibilità anche ad aziende
  che  lavorano  nel  settore  dei  servizi  ospedalieri.  Posso  non
  indicare ospedalieri ma almeno devo inserire servizi industriali

   CRACOLICI. Si può fare già con la norma

   GIANNI,  assessore per l'Industria. Onorevole Cracolici,  rassegno
  all'Aula questa mia proposta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  apparire eccessivamente pedante però le posso assicurare, onorevole
  Assessore, che la natura delle aziende è stabilita e codificata dai
  codici   Istat,  gli  unici  codici  che  distinguono  le   aziende
  industriali  da  quelle  commerciali, da quelle  artigianali  e  da
  quelle agricole, eccetera.
   Se  una  azienda dei servizi ospedalieri è codificata  con  codice
  Istat  industriale e ci sono anche alcune tipologie di  impresa  di
  pulizia, aggiungo che possono avere il codice industriale,  con  la
  norma dell'articolo 28 lei può operare con il regime di aiuti.
   Aggiungo  che lei con questa norma, oltretutto, non solo stabiliva
  una  natura  industriale  quasi  generica,  ma  preintroduceva  una
  percentuale  che non è contemplata nella norma stessa.  E'  persino
  limitativa rispetto all'articolo 28.

   GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI,  assessore  per  l'industria.  Non  avendo  alcun   motivo
  personale, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.   Con   queste  precisazioni,   pongo   in   votazione
  l'emendamento 28.1 (soppressivo dell'articolo).
   Lo ritira, onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Chiedo la soppressione. Posso mai ritirarlo?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si tratta di un  emendamento  che
  sopprime l'articolo.
   Il parere del Governo?

   GIANNI, assessore per l'industria. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 28.2 e 28.3 sono assorbiti.
   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                             «Articolo 29
            Norme in materia di contrasto alla criminalità.
                    Conto corrente per gli  appalti

   1.  Al  primo  periodo del comma 1 dell'articolo  2,  della  legge
  regionale  20  novembre  2008, n. 15, sono  apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a)  le parole  aprire un' sono sostituite con le parole   indicare
  almeno un';

   b) la parola  unico' è soppressa».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 29.6, 29.7;
   - dagli onorevoli Speziale e Cracolici: 29.5;
   - dall'onorevole Speziale: 29.1, 29.2;
   -  dagli  onorevoli   Pogliese, Formica,  Vinciullo,  Buzzanca  ed
  altri: 29.3;
   - dagli onorevoli  Marrocco,  Formica, Buzzanca ed altri: 29.4.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 29.6 e 29.7, a mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.5, a firma degli onorevoli Speziale  e
  Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Speziale  e
  Gucciardi   il  subemendamento  29.5.1:    cassare  il  comma   b),
  dell'articolo 29 .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 29.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  capire
  quando l'ente appaltante deve anticipare il 5 per cento.

   SPEZIALE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.2.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo che  venga
  illustrato.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel   corso
  dell'esame dei lavori della legge antimafia i colleghi parlamentari
  hanno presentato l'emendamento che stabilisce che, oltre  la soglia
  di  100  mila  euro  scattano una serie  di  elementi  prescrittivi
  previsti dalla legge, tra i quali l'iscrizione alla SOA, mentre c'è
  la  norma  di carattere generale che per gli artigiani  prevede  la
  possibilità di concorrere per lavori fino a 150 mila euro.
   Con  questa  elevazione a 150 mila euro allineiamo   la  normativa
  vigente   in   modo   tale   che  anche   gli   artigiani   possano
  tranquillamente partecipare ai lavori.

   ODDO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 29.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                                  (E'
  approvato)
   Si passa all'emendamento 29.3

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  29.3.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'emendamento 29.4.

   MARROCCO. Possiamo cassare il comma 1 dell'emendamento?

   PRESIDENTE. Si deve intendere senza il comma 1 e anziché la parola
   inoltre   si deve intendere con le parole  per consentire .

   MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 29.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Presidente,   siamo tornati  su  questo  articolo
  avendolo approvato con la legge n. 15. In quella occasione  abbiamo
  commesso  un  errore che infatti ci ha riportato a  ridiscutere  in
  Aula  questo  argomento.  La norma che avevamo  approvato  recitava
  l'obbligo, per gli aggiudicatari delle gare di importo superiore  a
  100  mila euro, di aprire un numero di conto corrente unico. Questo
  ha  creato quella irrazionalità, quella impossibilità di  agire  da
  parte  delle  imprese.  E ciò perché  non si conosceva  il  sistema
  delle  imprese  o  forse  ci si immaginava che,  attraverso  questo
  articolo,  si  sarebbe favorito un processo che invece  abbiamo  in
  questo  modo  complicato inutilmente. E quindi era ragionevole  che
  alla  possibilità  di  un unico conto corrente  si  sostituisse  la
  possibilità  di  averne più di uno. Ciascuno di noi,  nella  nostra
  attività,  fa  così. Non credo che nessuno di noi  in  questa  Aula
  abbia  un  unico  conto corrente, e nessuno di noi  rinuncerebbe  a
  questa libertà.
   Il  punto è quello della tracciabilità, della intercettabilità dei
  flussi   finanziari  di  cassa.  Noi  abbiamo  sostituito,  ritengo
  sbagliando,  quella  norma  -  che  oggi  viene  letta  con  questo
  emendamento  approvato - che, anziché aprire  un  unico  numero  di
  conto  corrente,  indica  un  conto corrente  sul  quale  gli  enti
  appaltanti fanno confluire tutte le somme relative all'appalto.
   Se  si  legge così, se tutte le somme relative all'appalto debbono
  confluire sul quel conto corrente, che si indichi unico o  che  non
  si  indichi, la sostanza è uguale perché uno era e uno  continua  a
  restare.  Non abbiamo svolto efficacemente il compito  che  ci  era
  stato dato e continuiamo ad insistere su quello che a mio avviso  è
  un errore.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  concordo  con
  quanto  detto  dall'onorevole De Benedictis. Le norme approvate  in
  Assemblea  creano  già  un  cappio  alle  imprese  le  quali  hanno
  solamente  oneri. Allora i pagamenti non si possono anticipare,  il
  10  per cento non si può anticipare, bisogna indicare per forza  un
  solo   conto   corrente,  invece  io  sono   sulla   via   indicata
  dall'onorevole  De Benedictis perché chiaramente  a  noi  interessa
  solo  la  tracciabilità. Non interessa vessare le imprese le  quali
  vivono  un  momento particolare. Per cui concordo  perfettamente  e
  credo  che  su  questa norma, prima di creare altri  problemi  alle
  imprese, bisognerebbe riflettere e risolvere la questione nel senso
  indicato dall'onorevole De Benedictis.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   29,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30
             Contratti per acquisti e forniture di servizi

   1. All'articolo 3 della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 5, le
       parole  in scadenza del triennio 2006-2008' sono sostituite dalle
       parole  in scadenza nel triennio 2009-2011'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici: 30.3, 30.2, 30.4;
  -dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 30.5;
  -dagli onorevoli Ruggirello, Lentini, Caronia: 30.1.

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  30.6,
  soppressivo dell'intero articolo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 30 è soppresso.
   Passiamo all'articolo 31 e poi  riprendiamo  l'articolo 22.

   CIMINO,   assessore   per  il  bilancio  e  le   finanze.   Ritiro
  l'accorpamento  dell'emendamento Cracolici-Caputo  con  quello  del
  Governo. Mi riferisco all'articolo 22.

   PRESIDENTE.   Lei   è  rimasto  all'articolo   22.   Quando   fate
  l'accorpamento  col 22 operate l'accorpamento di cui  parlate,  poi
  riprendiamo, perché sarebbe la quarta volta.
   Si riprende l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
   Si   passa   all'emendamento  22.6,  inteso  come   subemendamento
  all'emendamento 22.10.
   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sempre al fine  di
  evitare  di  iscrivermi tra i deputati che oggi  utilizzano  sia  i
  giornalisti  sia  molti  addetti ai lavori  in  materia  di  ambiti
  territoriali ottimali riguardo agli ottocento milioni di debiti che
  hanno  questi ambiti territoriali ottimali. E siccome questa  norma
  sancisce,  a  mio avviso, da quanto approveremo in  Parlamento  che
  questi debiti effettivamente ci sono, perché se da un lato non  c'è
  nessun consigliere di amministrazione o presidente di consiglio  di
  amministrazione che non può sottoscrivere quello che  è  richiesto,
  dall'altro  conosciamo  tutti che il ruolo  delle  riscossioni,  in
  diverse  parti della Sicilia, sono illegittime in quanto  tribunali
  amministrativi,  consigli di giustizia amministrativa,  commissioni
  tributarie e uffici del giudice di pace hanno sancito questo.
   Quindi, per quanto mi riguarda, questa è una norma che porterà  in
  modo  questa  volta  molto  più serio la Regione  a  dichiarare  il
  disastro degli ambiti territoriali ottimali con ottocento milioni e
  più di debiti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.6 del  Governo  da
  intendere come subemendamento al 22.10 e con l'avvertenza  che  poi
  voteremo il 22.12 come comma aggiuntivo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 22.10 del Governo, inteso  come
  comma aggiuntivo, come emendato. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  22.12  del  Governo  che   è
  aggiuntivo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 22, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si  riprende l'articolo 25 in precedenza accantonato. All'articolo
  25  ricordo che sono stati mantenuti gli emendamenti 25.2, a  firma
  dell'onorevole Caronia,  e 25.3, a firma dell'onorevole Maira.

   Si passa all'emendamento 25.2. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con la soppressione della parola
   vincolante .

   MANCUSO. La parola  vincolante    deve rimanere.

   PRESIDENTE. Se ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.3. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole   De   Luca
  l'emendamento  25.2.1  che  è improponibile  perché  non  ha  alcun
  aggancio con il 25.3 a cui è stato legato né con il 25.2.

   Pongo  in  votazione l'articolo 25, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             «Articolo 31
        Modifica di norme in materia di mutui per la prima casa

   1. All'articolo 4 della legge regionale 25 marzo 1986, n. 15, dopo
  il comma 9 sono aggiunti i seguenti:

    9  bis.  I  commi  6  e 8 non si applicano nel  caso  in  cui  il
  mutuatario  documenti,  nelle  forme  di  legge,  che  il   mancato
  pagamento  delle rate scadute di ammortamento sia stato causato  da
  gravi e sopravvenuti motivi di seguito elencati:

   a) morte del beneficiario;

   b)  sopravvenuta  indisponibilità  di  reddito  causata  da  spese
  sanitarie  sostenute  dal  beneficiario per  gravi  e  inabilitanti
  malattie;

   c)  perdita di occupazione stabile, con conseguente riduzione  del
  reddito da lavoro ad un livello inferiore a 10 mila euro annui.

   9  ter.  Nei  casi elencati nel comma 9 bis non si  applicano  gli
  interessi legali e di mora.

   9  quater. In ogni caso, al mutuatario che estingue interamente il
  debito,  può essere operata una transazione fino ad un massimo  del
  20  per  cento per gli interessi legali e di mora per  le  rate  di
  ammortamento scadute».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 31.3, 31.4;
   - dagli onorevoli Speziale e Cracolici: 29.5;
   -  dagli  onorevoli   Pogliese, Formica,  Vinciullo,  Buzzanca  ed
  altri: 31.2, 31.1.

   Gli emendamenti sono tutti ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in  votazione l'articolo 31.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 41 precedentemente accantonato.
  Ne do lettura:

                             «Articolo 41
                       Convenzioni con i confidi

   1.  L'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato  a  stipulare  le
  convenzioni  di  cui  al  comma  1 dell'articolo  20,  della  legge
  regionale  21  settembre  2005,  n.  11,  anche  per  le  annualità
  pregresse,  per le agevolazioni di cui all'articolo 72 della  legge
  regionale  23  dicembre  2000,  n. 32  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  nonché per quelle di cui al comma 2 dell'articolo  1
  della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 21».

   Comunico  che i firmatari degli emendamenti all'articolo 41  hanno
  dichiarato di ritirarli. Resta in vita soltanto l'emendamento  41.1
  a firma dell'onorevole Oddo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vedo l'Assessore
  all'Industria. Siccome ho avuto modo di interloquire anche con lui,
  proprio un'ora fa circa, e non voglio dire quello che mi ha  detto,
  nel  senso  che si condivideva l'emendamento perché in  Commissione
  bilancio  e finanze è accaduto quello che è accaduto, posso  anche,
  onorevole  Savona, rinunciare a parlare, mi pare  così  ragionevole
  che rinuncio a parlare.
   Onorevole Presidente, le faccio il riepilogo.
   Onorevole  Savona,  il  riepilogo  lo  faccio  per  il  Presidente
  considerato che conosce la vicenda perché era presente, pur non  di
  meno  non  ha  ascoltato  quello che ci  siamo  detti  e  cioè  che
  sostanzialmente    stiamo   permettendo    anche    all'Assessorato
  all'Industria,  il cui Assessore era d'accordo, è  chiaro  che  era
  giusto   che  lo  dicesse  lui  e  non  io,  per  quanto  concerne,
  finalmente,  le convenzioni che possono permettere  dopo  -  quanti
  anni  sono  passati,  ora,  io non me lo  ricordo  -  ti  attivare,
  finalmente,   di   movimentare   le  somme   sia   dell'Assessorato
  Cooperazione,  sia dell'Assessorato all'Industria.  In  Commissione
  bilancio  e finanze è successo qualcosa di cui  mi hanno raccontato
  e  che  ha  un po' creato questo disguido cui ritengo giusto  porre
  rimedio qui in Aula.

  PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 41.1. Il  parere  del
  Governo?

  CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

  SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

  PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 41, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si  riprende  l'esame dell'articolo 42 precedentemente accantonato.
  Ne do lettura.

                             «Articolo 42
         Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del
                             mediterraneo
            di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina

  1.  L'Assessorato  regionale  della  cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato,   nell'esercizio
  finanziario 2009, ad erogare un contributo straordinario, di  1.000
  migliaia   di   euro  in  favore  dell'Ente  autonomo   Fiera   del
  mediterraneo  di  Palermo  e  di 350 migliaia  di  euro  in  favore
  dell'Ente  autonomo Fiera di Messina, finalizzato al  pagamento  di
  salari,  stipendi,  competenze accessorie ed  oneri  accessori  del
  personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008.

  2.  La  Ragioneria generale della Regione è autorizzata a  prestare
  garanzia  sussidiaria, sino ad un importo massimo di 2.000 migliaia
  di  euro,  in  favore degli Istituti di credito che  erogano  mutui
  all'Ente  autonomo  Fiera di Messina, finalizzati  al  ripianamento
  delle proprie esposizioni debitorie sussistenti al 31 dicembre 2006
  ed alla definizione di transazioni.

  3.  L'Assessorato  regionale  della  cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca è  autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario   2009,   ad  erogare  all'Ente  autonomo   Fiera   del
  mediterraneo di Palermo, un contributo di 100 migliaia di euro  per
  il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili».

   Ricordo  che  erano stati presentati i seguenti emendamenti:  42.1
  (soppressivo dell'articolo), 42.2, 42.3, 42.4, A 296 e 42.5.
   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli De Luca,  Romano,
  Corona e Rinaldi il subemendamento 42.5.1.

   Gli emendamenti 42.1, 42.2, 42.3 e 42.4 sono ritirati
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento aggiuntivo  A 296, di identico contenuto
  all'emendamento 42.5..
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

      CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

      SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 42.6.

   CRACOLICI. Ma la copertura non si usa più?

   PRESIDENTE. La copertura c'è.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  l'emendamento in questione, presentato dal Governo, è funzionale  a
  dare  copertura ad una vicenda che riguarda l'Autorità portuale  di
  Messina e l'Ente Fiera di Messina.
   Questo  contributo  che viene concesso dal Governo  della  Regione
  siciliana  di 50 mila euro, a valere per due anni, a copertura  del
  costo  della locazione che viene data all'Autorità portuale,  altro
  non  è  che  un  contributo determinato che  non  può  avere  altra
  destinazione se non il pagamento della pigione. Questo contributo e
  niente altro.
   Mi pare una cosa importante e l'Assemblea dovrebbe approvarlo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non vorrei che il Governo con questo intervento avesse
  allungato l'iter.
   Ha facoltà di parlare onorevole Mancuso.
   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questa  è  una
  operazione di patrimonializzazione, Assessore. Dico ciò perché,  da
  un  lato,  il  debito  l'Ente  Fiera lo  compensa  con  terreno  di
  proprietà.  Leggiamolo insieme:  L'Ente è autorizzato a  effettuare
  la  compensazione  previo accordo con l'Autorità portuale  relativa
  alle  migliorie  effettuate . .   Quindi  c'è  una  dismissione  di
  patrimonio  dell'Ente  Fiera   che  viene  trasferita  all'Autorità
  portuale.
   Me lo spiega onorevole Assessore? Qua è scritto così

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Sono stati eseguiti  a  suo  tempo  dei
  lavori  sul  patrimonio che in atto è gestito dalla  Fiera.  Questi
  lavori  non  erano mai stati riconosciuti per un antico contenzioso
  che c'è tra l'Autorità portuale e l'Ente Fiera di Messina.
   Questa  norma consente di autorizzare l'Ente Fiera a  poter  avere
  riconosciuto  dall'Autorità  portuale  le  spese  fatte  che  hanno
  determinato di fatto una valorizzazione degli immobili.  Quindi  si
  concede  l'autorizzazione ad effettuare questa sorta di transazione
  perché serve a compensare le spese che sono dovute dall'Ente  Fiera
  di  Messina  all'Autorità  portuale. La seconda  fattispecie  è  il
  contributo  da parte della Regione di 50 mila euro,  lo  ripeto,  a
  valere sui canoni dei due anni, 2009 e 2010.

   PRESIDENTE.   Intanto,   il   subemendamento   42.5.1,   a   firma
  dell'onorevole De Luca, è ritirato in seguito alla presentazione di
  questo emendamento del Governo, cioè quello che ho letto poco fa.
   Dopo  l'approvazione di questo emendamento, passeremo all'articolo
  36 e all'articolo 54.

   CRACOLICI. La proposta era di chiudere alle 22.00.

   PRESIDENTE.  Approviamo l'articolo 36 e l'articolo 54,  dopodiché,
  la  Presidenza convocherà la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per concordare il prosieguo dei lavori d'Aula.
   Pongo in votazione l'emendamento 42.6, presentato dal Governo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

        (E' approvato)

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Vorrei  porre  all'attenzione del  Governo  un  problema
  riguardante  questo contributo che ogni anno diamo all'Ente Fiera.
   Ormai  avete deciso però il problema è che non possiamo continuare
  a  dare  gratis e ad amore di questi contributi agli Enti Fiera  di
  Palermo  che  serve a pagare debiti contratti in  maniera  un  poco
  strana e non avere un programma.
   A  noi  interesserebbe sapere da parte del governo quale  sarà  da
  oggi in avanti ancora con un ulteriore contributo la fine di questi
  enti fiera.
   Devono  essere  sempre  degli  enti che  servono  a  pagare  somme
  continuamente per oneri di chi sono a carico?
   Io  chiedo  solamente  al  di  là  se  volete  darlo  lo  date  il
  contributo, ma la programmazione e di quale fine dovrà fare  l'ente
  fiera.
   Vorrei  dirle  che  altri assessori prima di lei hanno  assicurato
  ogni anno che sarebbe stato l'ultimo anno. In queste condizioni che
  senso  ha  tenere questi enti fiera che servono solamente ad  avere
  delle somme a carico della Regione. Utilità non ce n'è. Non ci sono
  sicuramente fatti positivi, diteci quale è il programma.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Onorevoli colleghi, intervengo in  ordine
  a  questo articolo 42 al comma 2 per illustrare l'atteggiamento che
  ha  tenuto  il  governo in ordine all'ente fiera di  Palermo  e  di
  Messina.
   Con  una  sentenza  della Corte di Giustizia è stata  riconosciuta
  l'attività  della  fiera  come una libera  attività  economica,  in
  questo senso c'è tutta una attività legislativa che riguarda sia lo
  Stato che la Regione siciliana in riferimento alla privatizzazione.
   L'attività che il governo ha adottato fino ad oggi è stata  quella
  di  non  pagare alcun debito per quanto riguarda, appunto, i debiti
  dell'ente  fiera di Palermo e quindi all'ente fiera  di  Messina  è
  stato avviato un processo di privatizzazione.
   Questo  lo  dico perché la mia coscienza mi impone di riferire  al
  Parlamento  qual  è l'orientamento del governo, il governo  intende
  avviare un percorso di privatizzazione che sia funzionale a dare un
  posto  di  lavoro ai privati e nel contempo non supplire ai  debiti
  che  sono  stati contratti nel tempo nei confronti della  fiera  di
  Palermo e nei confronti della fiera di Messina.
   Ogni  altra  attività  che in questo senso ovviamente  stride  con
  l'attività   di   governo;  ho  il  dovere  di  rappresentare   una
  contrarietà.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   42,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura.

                                Art. 36

          Interventi per la formazione della  gente di mare'

   1.  Per  l'avviamento  al  lavoro  nel  settore  marittimo  e  per
  garantire  la  sicurezza, come previsto dalle  norme  International
  Maritime  Organization (IMO), l'Assessore regionale per il  lavoro,
  la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  adotta  entro  trenta giorni dall'entrata in vigore della  presente
  legge, un apposito atto di indirizzo per definire:
   a)  i  criteri  di  individuazione, attraverso  bandi  di  gara  a
  evidenza  pubblica,  degli  enti  o  degli  istituti,  tra   quelli
  riconosciuti   ed   autorizzati  dal   Ministero   dei   trasporti,
  Dipartimento  della  navigazione marittima e  acque  interne,  come
  previsto dalle norme internazionali, definite  STCW78/95 STANDARD',
  per  l'addestramento e la tenuta della certificazione ai fini della
  formazione del personale marittimo;
   b)  la  programmazione  dei  percorsi  di  addestramento  e  della
  formazione  ai  fini  dell'applicabilità dei requisiti  obbligatori
  minimi  previsti  per  il  personale che presta  servizio  su  navi
  battenti  bandiera  italiana  che effettuano  viaggi  nazionali  ed
  internazionali;
   c)  le  modalità  di individuazione dei soggetti  beneficiari  del
  buono formativo per la frequenza dei corsi teorico-pratici.
     2.  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa  di
  3.000  migliaia  di euro a valere sulle risorse del  Fondo  sociale
  europeo  nell'ambito  della  programmazione  comunitaria  2007-2013
  relativa   alla  Regione  siciliana,  per  garantire   il   diritto
  all'istruzione e al lavoro della  gente di mare .

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 36.3, 36.4, 36.5;
   - dagli onorevoli Ammatuna ed altri: 36.1;
   - dall'onorevole Picciolo: 36.2.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  annunciare che ritiro l'emendamento.
   Tuttavia,  esiste un problema e non so tecnicamente come  possiamo
  risolverlo. Vi sono due questioni importanti: innanzitutto, possono
  usufruire  di questo buono anche i marittimi che sono imbarcati  in
  navi  estere e non soltanto in navi italiane e, poi, che siano  dei
  siciliani che hanno la residenza nella nostra Regione da almeno tre
  anni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 36.3, 36.4 e  36.5
  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Rinaldi, Picciolo, Ammatuna ed altri: 36.6;
   dagli onorevoli Caronia, Bonomo, Fiorenza ed altri: 36.7.

   Pongo in votazione l'emendamento 36.7. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
  anch'io  ritiro  l'emendamento perché sottoscrivo  questo  proposto
  dall'onorevole Ammatuna, in quanto comprende in pieno quello da  me
  già esposti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, insieme ai  corsi
  che  sono previsti nell'articolo 36, bisogna aggiungere quelli  del
  PMR  che  sono  quei corsi per le persone con mobilità  ridotta,  i
  cosiddetti corsi PMR.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 36.6. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  riprende  l'esame  dell'articolo  54   e   degli
  emendamenti 54.2 e 54.1.
   Comunico  che sono stati presentati, dagli onorevoli Di Benedetto,
  Bosco,  Cascio  Salvatore  e Panepinto, i subemendamenti  54.1.1  e
  54.1.2.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  fra  i  tanti
  deputati  che  considerano Ragusa Ibla uno scrigno,  un  patrimonio
  dell'umanità;   vorrei,   però,  per  un   attimo,   senza   alcuna
  speculazione  considerare anche quanti altri patrimoni dell'umanità
  ci  sono nella nostra Regione e soprattutto capire fino a che punto
  possiamo,  circa  15-  20 anni, considerare  l'intervento  solo  su
  Ragusa  Ibla un fatto importante e cominciare, invece, a sviluppare
  argomenti  che  riguardano  altri  patrimoni,  così  come  a  volte
  l'UNESCO  ha  riconosciuto o, comunque, patrimoni al di  fuori  del
  riconoscimento della cosiddetta  pratica dell'UNESCO .
   Dico   questo,  signor  Presidente,  non  tanto  per  segnare   un
  passaggio, tanto per prenotare qualcosa, non ho niente da prenotare
  e penso che  abbiamo da questo punto di vista una riflessione seria
  da avviare.
   Vorrei  sentire il Governo in questa direzione perché non  ritengo
  che  dovremmo anche da questo punto di vista perdere un minuto  per
  tentare  di  fare un organico testo di legge che prenda  spunto  da
  tutto   ciò   che  in  Sicilia  rappresenta  veramente   un   fiore
  all'occhiello  per  quanto concerne anche la  storia  della  nostra
  Regione.
   Quindi,  grande rispetto per il barocco e, in quel caso,  sappiamo
  bene  di che cosa stiamo parlando ma grande rispetto per tutto  ciò
  che  in  questo  momento nella storia rappresenta anche  un  volano
  turistico.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, siccome gli uffici mi dicono  che  sia
  gli  emendamenti che sono stati presentati fuori sacco  sia  quelli
  che  ci  sono  al  testo sono tutti di spesa e non  c'è  copertura,
  approviamo l'articolo 54 senza emendamenti.

   ODDO. Signor Presidente, non sto intervenendo contro qualcosa; sto
  intervenendo  soprattutto per specificare che  dobbiamo  una  buona
  volta  metterci un punto perché non possiamo per 20 anni continuare
  ad  intervenire e tenere conto solo di una realtà; dobbiamo fare in
  modo   di  fare  un  testo  organico  che  metta  al  centro  anche
  dell'attenzione di questa Assemblea tutto ciò che è  possibile  non
  solo conservare ma recuperare e valorizzare.
   Mi  permetto  in  questo senso di spingere e dico al  Governo  che
  vorrei capire cosa ne pensa in tale direzione.
   Se,  per  cortesia, l'Assessore per il bilancio, che evidentemente
  di  fondi  globali  ne dovrebbe capire,  può assumere  questa  sera
  l'impegno di trattare argomenti che riguardano questo livello - non
  stiamo  parlando  del  garage  di casa  nostra  -  e  cominciare  a
  sviluppare   anche   un  argomento  di  cosa  realmente   significa
  recuperare centri storici importanti della nostra Isola.
   Questo  volevo dire, signor Presidente, e spero di avere anche  in
  un minuto la risposta e l'impegno del Governo.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  al
  testo   ripristina  la  formulazione  storica  dello   stanziamento
  integrato,  pertanto, lo sottopongo perché la corretta formulazione
  rispetto alla formulazione scorretta in Commissione ridimezzava  lo
  stanziamento e la dotazione finanziaria riportando la  legge  n.  6
  del 1997 integrata di 750 mila euro.
   Sono  d'accordo con quello che diceva l'onorevole   Oddo;  l'unico
  problema  che  riguarda  questa legge  è che  va  rinnovata  perché
  scaduta quindi soltanto questo è il motivo dell'impellenza   perché
  è scaduta la legge e va rifinanziata.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta  di  accantonamento    da   parte
  dell'onorevole   Savona.  Onorevole  Cimino,   c'è   la   copertura
  all'emendamento 54.2.

   MINARDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 54.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.   Signor   Presidente,  solo  per   dire   che   c'è   la
  riformulazione   dell'emendamento 54.1, del  sottoscritto,  che  il
  significato  è  identico a quello dell'onorevole  Leontini,  è  più
  compiuto  perché  dice che fra i 4 milioni  250  più  750  che  nel
  complessivo sono 5 milioni di euro all'anno per i tre anni.  Volevo
  chiedere    se    si   possono   porre   entrambi   in    votazione
  contemporaneamente.

   PRESIDENTE. L'articolo 54 è accantonato.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.53, è ripresa alle 21.55)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, suggerirei ai colleghi,  visto  che
  siamo  in una fase di particolare stanchezza, di riflettere  su  un
  dato  e lo dico al Governo per l'ennesima volta perché questa sera,
  assessore, ho sentito che stiamo ballando sul Titanic.
   Lei  ha  parlato  di situazione delicatissima delle finanze  della
  Regione.  Abbiamo  usato toni che mai si erano  usati  durante  una
  finanziaria.
   Non  so se è vero oppure no; non so se siamo sul Titanic o non  lo
  siamo  però  suggerirei,  nel trattare qualunque  norma  che  abbia
  bisogno  di copertura, di fermarci un attimo prima di darla  perché
  non vorrei che il Titanic ci fosse  per alcuni e per altri  no.
   Quindi, vista la situazione, suggerirei di fermarci qua, rinviando
  la seduta a domani mattina, così tutti abbiamo le idee più fresche;
  valuteremo  il Titanic, qual è la falla del medesimo  e  solo  dopo
  valuteremo se dobbiamo affondare o meno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e  convoco  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso lo  studio
  del Presidente.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.57, è ripresa alle ore22.17)

             (Assume la Presidenza il Vicepresidente ODDO)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Avverto  che,  secondo  quanto  deciso  in  sede   di
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  i   lavori
  parlamentari  riprenderanno  domani  per  concludere  nella  stessa
  giornata, anche con seduta notturna, l'esame dei disegni  di  legge
  di bilancio e finanziaria.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  29
  aprile 2009, alle ore  10.00, con il seguente ordine del giorno:

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -   Bilancio  di previsione  della Regione  siciliana   per
        l'anno  finanziario  2009 e bilancio  pluriennale   per  il
        triennio 2009-2011  (249-327/A) (Seguito)
       Relatore di maggioranza:  on. Savona
        Relatore di minoranza:  on. Galvagno

    2) -    Disposizioni  programmatiche e  correttive  per  l'anno
        2009  (250) (Seguito)

        Relatore di maggioranza:  on. Savona
        Relatore di minoranza:  on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 22.18

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.58

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 250/A:  DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE
  PER L'ANNO 2009

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.8:

   Dopo il comma 1 aggiungere i seguenti:

  1  bis - Per il triennio 2009-2011 si applicano le disposizioni di
  cui all'articolo 13, comma 7, della regionale 17 marzo 2000, n. 8;

  1 ter - Nel triennio 2009-2011 un'ulteriore quota del fondo di cui
  al  precedente comma 1 rimane nella disponibilità dell'Assessorato
  regionale  alla famiglia, alle politiche sociali ed alle autonomie
  locali,  per essere assegnata ai comuni con popolazione  inferiore
  ai  5  mila abitanti per il rimborso dell'80 per cento delle spese
  sostenute e documentate nell'anno precedente per la gestione degli
  asili nido;

  1 quater - Per il triennio 2009- 2011 un'ulteriore quota del fondo
  di   cui   al   precedente  comma  1  rimane  nella  disponibilità
  dell'Assessorato  regionale alla famiglia, alle politiche  sociali
  ed  alle autonomie locali per rimborsare ai comuni l'80 per  cento
  delle  spese  sostenute  e  documentate  per  ricovero  di  minori
  disposto  dal tribunale dei minori ai sensi dell'articolo  25  del
  regio decreto 20 luglio 1934, n. 1404.

   Subemendamento A. 402.2 all'emendamento A. 402:

    Sostituire  le  parole   15 milioni   con  le  seguenti   cinque
  milioni .

   Emendamento A. 402:

   Aggiungere il seguente comma:

   Per  la  riparazione e il ristoro dei danni  subiti  da  soggetti
  pubblici  e  privati  nonché  per la copertura  finanziaria  degli
  interventi  sostenuti  dai comuni per fronteggiare  situazioni  di
  emergenza,  conseguenti ad eventi meteorici avversi  dei  mesi  di
  novembre e dicembre 2008, gennaio e febbraio 2009, compresi quelli
  di  cui all'O.P.C.M. n. 3734/09 e successive estensioni, accertati
  e quantificati dal Dipartimento regionale della Protezione civile,
  con  priorità  per gli interventi già effettuati, è  destinata  la
  somma di euro 15.000.000 a valere sui fondi previsti dall'articolo
  76,  comma  4,  della legge regionale n. 2 del 2002  e  successive
  modifiche ed integrazioni

     All'articolo 8:

   Emendamenti 8.31 e 8.24:

  Il comma 16 è soppresso.

   Emendamento 8.7:

  Il comma 18 è soppresso.

     All'articolo 9:

   Emendamenti 9.8 e 9.1:

  L'articolo 9 è soppresso.

     All'articolo 13:

   Emendamento 13.3.1, di riscrittura dell'emendamento 13.3:

  Sostituire  le  parole   imprese agricole di  produzione  primaria
  singole  e  associate   con le parole  imprese  agricole  singole,
  associate e cooperative .

   Emendamento 13.4:

  Al  comma  2,  dopo  la cifra 50.000 aggiungere   per  le  imprese
  agricole  di  produzione primaria, e al regolamento  (CE)  1998/06
  della  Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato sulla GUEE  28
  dicembre  2006 n. 379, e comunque entro il tetto massimo  di  euro
  500.000,  per  le  imprese agricole associate attive  nel  settore
  della  lavorazione,  trasformazione  e  commercializzazione  delle
  produzioni agricole primarie .

   Emendamento 13.6:

  Al  comma  5  dopo le parole  ... che assume il ruolo  di  gestore
  concessionario.  aggiungere il seguente periodo:  La CRIAS  a  tal
  fine   provvederà  a  costituire  una  contabilità  separata   per
  l'espletamento di tale ruolo .

     All'articolo 14:

   Emendamento 14.3:

  Al  comma 2 dopo le parole  è stabilito nella misura fissa  del  2
  per  cento  aggiungere: le parole  aumentato del 3,5 per  cento  a
  favore delle aziende condotte da giovani imprenditori .

     All'articolo 15:

   Emendamento 15.13:

  Articolo  15,  comma  8, è abrogata la copertura  che  si  dà  con
  capitolo 215704 con 5.000.

     All'articolo 16:

   Emendamenti 16.4 e 16.1:

  Al  comma  1, dopo le parole  gli istituti di credito   sostituire
  le parole  possono prorogare  con  prorogano .

   Emendamento 16.3:

  Al comma 2, sostituire le parole  30 giorni  con  60 giorni ;

  al  comma  3, sostituire le parole  e comunque entro il 30  giugno
  2009  con  e comunque entro il 31 dicembre 2009 ;

  al  comma  4, sostituire le parole  30 giugno 2009  con le  parole
   31 dicembre 2009.

   Emendamento 16.2:

  Apportare le seguenti modifiche:

  Al  comma  3, sostituire le parole  30 giugno 2009  con le  parole
   31 dicembre 2009 ;

  al  comma  4, sostituire le parole  30 giugno 2009  con le  parole
   31 dicembre 2009 ;

  al comma 5, sostituire le parole  possono essere assistite  con le
  parole  sono assistite .

   Emendamento 16.11:

  Il comma 6 è soppresso.

     All'articolo 18:

   Emendamento 18.8:

  In riferimento alla legge n. 22 del 2008, all'articolo 8, comma 1,
  cassare  l'ultimo  periodo  per i comuni con  popolazione  fino  a
  10.000 abitanti .... nello stesso periodo .

     All'articolo 19:

   Emendamento 19.1:

  Sostituire l'articolo 19 con il seguente:

   Art  - All'articolo 27 della legge regionale n. 20 del 3 dicembre
  2003  dopo le parole  aree interne  aggiungere le seguenti parole:
  di cui alla legge regionale n. 26/88. L'individuazione dei criteri
  compensativi non potrà comportare l'assegnazione di una  quota  di
  trasferimento  annuale  inferiore a quella  stabilita  per  l'anno
  2002.

     All'articolo 21:

   Emendamento 21.2:

  Sostituire la parola  dieci , con la parola  tre .

     All'articolo 22:

   Emendamento 22.10:

  Sostituire l'articolo 22 con il seguente:

                                Art. 22

        Cessioni di crediti vantati nei confronti di enti pubblici
                             territoriali

  1.  Al  fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti degli
  enti  locali,  loro società e consorzi derivanti da  contratti  di
  somministrazione,  forniture ed appalti, gli  stessi  certificano,
  entro  venti  giorni dalla ricezione della relativa  richiesta  da
  parte del creditore, se il relativo credito sia certo, liquido  ed
  esigibile, fermo restando quanto previsto dal comma successivo. Il
  rifiuto  del  rilascio della certificazione deve essere  entro  30
  giorni  adeguatamente motivato. La certificazione  deve  attestare
  l'inesistenza  di eccezioni opponibili ai creditori  nascenti  dal
  contratto e/o dall'esecuzione dello stesso.

  2.  La  certificazione  di cui al precedente  comma  potrà  essere
  utilizzata  da  parte  dei creditori al fine di  perfezionare  con
  banche   o   intermediari  finanziari  abilitati   dalla   vigente
  legislazione  operazioni  di  cessione  del  credito   pro-soluto.
  L'eventuale cessione, da perfezionare nel rispetto delle formalità
  di  legge, ha effetto nei confronti del debitore ceduto, in deroga
  a  quanto previsto dall'art. 117, comma 3, del decreto legislativo
  163/2006 e successive modifiche ed integrazioni, a far data  dalla
  predetta  certificazione,  tenendo  luogo  questa  ad  ogni  altra
  comunicazione di assenso o di diniego, espressa o tacita.  Qualora
  l'esigibilità dei crediti certificati sia subordinata, per  quanto
  previsto  in contratto, al verificarsi di una determinata scadenza
  temporale   connessa   alla  modalità  di  perfezionamento   della
  somministrazione, della fornitura o di realizzazione dell'appalto,
  la  cessione  sarà immediatamente efficace restando  l'esigibilità
  del credito condizionata al maturare della scadenza prevista .

   Emendamento 22.6:

  Sopprimere  al  comma  2 le parole  in deroga  a  quanto  previsto
  dall'art.  117,  comma  3,  del  decreto  legislativo  163/2006  e
  successive modifiche ed integrazioni .

   Emendamento 22.12:

  Dopo il comma 2 sono aggiunti i commi:

  3.  Al  fine di evitare che imprese, artigiani e commercianti  che
  vantano   crediti  nei  confronti  della  Regione  non   ottengano
  l'attestazione di regolarità contributiva da parte di Inps,  Inail
  e  Cassa edile per la sussistenza di debiti nei confronti di detti
  enti,  se pure di entità inferiore al credito vantato, l'Assessore
  regionale  per il bilancio e le finanze è autorizzato a  stipulare
  apposite  convenzioni con i suddetti istituti per poter consentire
  a  imprese, artigiani e commercianti, la compensazione dei crediti
  vantati  dagli  stessi nei confronti della  Regione  e  da  questa
  certificati  con  le modalità di cui ai comma  1  e  comma  2  del
  presente articolo, con i debiti contributivi.
  Le  modalità  relative  alla compensazione e  alla  stipula  della
  convenzione  saranno  previste  da  un  apposito  decreto  emanato
  dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze.

  4.  Al  fine di evitare che le amministrazioni pubbliche procedano
  al blocco dei pagamenti superiori a euro 10.000 qualora in capo al
  destinatario  risultino  debiti col fisco  superiori  al  suddetto
  importo  pur  in presenza di crediti di importo superiore  vantati
  nei confronti della Regione, l'Assessore regionale per il bilancio
  e  le  finanze è autorizzato a stipulare apposita convenzione  con
  l'Agenzia delle Entrate al fine di consentire la compensazione dei
  crediti vantati e certificati con le modalità di cui ai commi 1  e
  2 del presente articolo, con i debiti relativi a imposte regionali
  (Irap, Addizionale regionale).
  Le  modalità  relative  alla compensazione e  alla  stipula  della
  convenzione  saranno  previste  da  un  apposito  decreto  emanato
  dall'Assessore per il bilancio e le finanze.

     All'articolo 24:

   Emendamento 24.7:

  L'articolo 24 è soppresso.

     All'articolo 25:

   Emendamento 25.2:

  Dopo il comma 1 aggiungere:

  1  bis.  Il  programma  di cui al comma 1 è sottoposto  al  parere
  vincolante  della Commissione legislativa bilancio  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   Emendamento 25.3:

  Al  comma  4  dopo  le  parole   umane e  strumentali   aggiungere
   individuate   esclusivamente   all'interno   dell'amministrazione
  regionale  senza  oneri  aggiuntivi a carico  del  bilancio  della
  Regione .

     All'articolo 26:

   Emendamento 26.7.2:

  Al  comma  4,  dopo  le  parole  per il  bilancio  e  le  finanze
  aggiungere  previo parere della Commissione parlamentare  Bilancio
  e finanze .

   Emendamento 26.7.3:

  Alla  fine del comma 4 aggiungere dopo le parole  il funzionamento
  del  Comitato non comporta alcun onere a carico del bilancio della
  Regione   le  parole  I componenti il comitato non ricevono  alcun
  compenso per la loro attività .

   Emendamento 26.7.4:

  Al  comma  5  dopo le parole  a stipulare convenzioni   aggiungere
   predisponendo  uno  schema  tipo da sottoporre  al  parere  della
  Commissione parlamentare Bilancio e finanze .

   Emendamento 26.7.5:

  Al comma 5, penultimo rigo, sopprimere la parola  medesime .

   Emendamento 26.7.6:

  Al  comma 6 aggiungere:  e) criteri di precedenza per l'accesso al
  credito .

   Emendamento 26.7.1:

  Al  comma  8  le parole  la riproduzione  sono sostituite  con  le
  parole   la  spesa di 10.000 migliaia di euro cui si provvede  con
  parte  delle  entrate previste dal comma 1 dell'articolo  5  della
  legge  regionale  31 maggio 2004, n. 9 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, da reiscrivere  e le parole  della somma  risultante
  allo  scorso  esercizio  finanziario  ad  economia  a  valere  sul
  capitolo 616803 UPB 4.3.2.6.2. .

   Emendamento 26.7.7:

  Al comma 6 alla fine della lettera c) aggiungere:  avendo riguardo
  anche al loro reddito .

   Emendamento 26.7:

  Sostituire l'articolo 26 con il seguente:

   1.  All'art. 5 della legge regionale 31 maggio 2004, n.  9,  come
  integrato e modificato dall'art. 55, commi 20, 21 e 22 della legge
  regionale  8  febbraio  2007,  n. 2, sono  apportate  le  seguenti
  integrazioni: alla fine del comma 1 è aggiunto il seguente periodo
  "o per l'attivazione di iniziative di microcredito"; alla fine del
  comma  2  è  aggiunto  il  seguente  periodo  "salvo  che  per  le
  iniziative   di  microcredito  da  realizzarsi  secondo   modalità
  stabilite  con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio  e
  le finanze".

  2.  La  Regione  siciliana promuove iniziative di microcredito  al
  fine  di  dare  sostegno economico-sociale alle famiglie  ed  alle
  microimprese siciliane, rispettivamente residenti ed operanti  nel
  territorio  siciliano, che coinvolgano, in  particolare,  donne  e
  giovani e contrastare così il fenomeno criminale dell'usura.
  Per  la  definizione  di microimpresa si fa riferimento  a  quella
  contenuta nell'Allegato I al Regolamento della Commissione Europea
  (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008.

  3.   L'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze   è
  autorizzato  alla  istituzione di un  Fondo  Etico  della  Regione
  Siciliana (FERS) da destinarsi per il 65% dell'ammontare a  favore
  delle  microimprese e per il restante 35% a favore delle famiglie,
  che  potrà altresì essere alimentato da contributi volontari degli
  aderenti o di terzi, da donazioni, lasciti, erogazioni conseguenti
  a  stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli Enti territoriali  o
  locali, da altri Enti pubblici o privati.

  4.   All'attuazione   dell'iniziativa  sovrintende   un   Comitato
  regionale  per  il  microcredito, istituito  presso  l'Assessorato
  regionale  del  bilancio e delle finanze - Dipartimento  regionale
  finanze  e credito - alla cui nomina provvede con proprio  decreto
  l'Assessore  regionale  per il bilancio e le  finanze,  stabilendo
  funzionalità  e  compiti specifici dello stesso Comitato,  di  cui
  fanno  parte l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze  o
  un  suo  delegato, con funzione di presidente, tre  rappresentanti
  delle   istituzioni  e  dei  soggetti  coinvolti   nell'attuazione
  dell'iniziativa,  un  esperto  di microcredito  e  il  segretario,
  individuato tra il personale del Dipartimento regionale finanze  e
  credito; il funzionamento del Comitato non comporta alcun onere  a
  carico del bilancio della Regione.

  5.  L'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle  finanze   -
  Dipartimento  regionale  finanze  e  credito  -  è  autorizzato  a
  stipulare  convenzioni  con  le aziende  di  credito  operanti  in
  Sicilia  e  con  istituzioni e organismi non profit,  al  fine  di
  attivare  le iniziative di microcredito alle famiglie  di  cui  al
  primo comma. E' altresì autorizzato a stipulare convenzioni con le
  medesime   aziende   di  credito  riguardo  alle   iniziative   di
  microcredito rivolte alle microimprese.

  6.  I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di euro
  3.000  per le operazioni di microcredito alle famiglie e  di  euro
  15.000  per  le  operazioni destinate alle microimprese,  restando
  demandato  alle  convenzioni di cui al comma 5  di  stabilire:  a)
  l'apporto  economico  dei  firmatari  delle  convenzioni;  b)   le
  modalità  di  accesso  al  microcredito da  parte  di  famiglie  e
  microimprese e le azioni di tutoraggio ed accompagnamento a favore
  di  queste; c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso
  al credito; d) i tassi di interesse massimi applicabili.

  7. Fermo restando quanto previsto ai commi precedenti, con decreto
  dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,   da
  adottarsi  sentita la II Commissione  Bilancio', saranno stabilite
  le modalità di gestione operativa dello stesso Fondo e quant'altro
  necessario per la realizzazione dell'iniziativa di cui al presente
  articolo che viene, comunque, attuata nei limiti e alle condizioni
  di cui ai regolamenti comunitari (CE) n. 1998/2006 del 15 dicembre
  2006,  (CE) n. 875/2007 del 24 luglio 2007, (CE) n. 1535/2007  del
  20   dicembre  2007,  così  come  successivamente  modificati   ed
  integrati,  e  tenuto conto, relativamente al triennio  2009-2011,
  della  Comunicazione  della Commissione -  Quadro  di  riferimento
  temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a  sostegno
  dell'accesso  al  finanziamento nell'attuale situazione  di  crisi
  finanziaria ed economica (2009/C16/01).

  8.  Per  la costituzione del Fondo di cui al comma 3 è autorizzata
  la  riproduzione, ai sensi del comma due dell'art. 8  della  legge
  regionale 8 luglio 1977, n. 47, nel Bilancio regionale 2009  della
  somma  risultante allo scorso esercizio finanziario ad economia  a
  valere sul capitolo 616803 UPB 4.3.2.6.2. .

     All'articolo 29:

   Emendamento 29.5.1:

  Cassare il punto b).

   Emendamento 29.5:

  Al comma 1 lettera a) dopo  indicare  sopprimere  almeno .

   Emendamento 29.2:

  All'articolo  16, della legge regionale 6 novembre  2008,  n.  15,
  sostituire le parole  100.000 euro  con le parole  150 mila euro .

   Emendamento 29.3:

  Dopo il primo comma aggiungere il seguente:

   2. Al secondo periodo del primo comma dell'articolo 2 della legge
  regionale  20  novembre  2008, n. 15,  dopo  le  parole   bonifico
  bancario'  aggiungere  le seguenti:  bonifico  postale  o  assegno
  circolare non trasferibile .

     All'articolo 30:

   Emendamento 30.6:

  L'articolo 30 è soppresso.

     All'articolo 36:

   Emendamento 36.6:

  Al  comma  1,  lettera  a),  dopo le  parole   definite  STCW78/95
  STANDARD   aggiungere  e dalla circolare n. 10/SM  del  4  gennaio
  2007  Ministero dei trasporti e del decreto legislativo n. 52  del
  2005 per le persone a mobilità ridotta (PMR) .

   Emendamento 36.7:

  Al comma 1:

  - alla lettera b) dopo le parole  bandiera italiana  aggiungere le
  parole  e straniera ;

  -  alla lettera c) dopo le parole  soggetti beneficiari del  buono
  formativo   aggiungere le parole  residenti  da  almeno  tre  anni
  nella  Regione Sicilia ed iscritti al collocamento marittimo della
  Regione .

     All'articolo 41:

   Emendamento 41.1:

  Sostituire  le  parole:   della pesca è autorizzato   con:   della
  pesca e l'Assessorato regionale per l'industria sono autorizzati .

     All'articolo 42:

   Emendamento A. 296:

  Al  comma  1  dopo  le  parole  alla data del  31  dicembre  2008
  aggiungere   nonché  delle  competenze  maturate  e  spettanti  ai
  revisori dei conti degli Enti suddetti alla stessa data .

   Emendamento 42.6:

  Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:

  4.    L'Assessorato    della    cooperazione,    del    commercio,
  dell'artigianato e della pesca è autorizzato a destinare la  somma
  di  50  migliaia  di euro, per ciascuno degli esercizi  finanziari
  2009  e  2010,  finalizzandola al pagamento  di  spese  urgenti  e
  indifferibili  per gli oneri finanziari derivanti  dal  canone  di
  concessione per l'occupazione demaniale marittima per  gli  uffici
  dell'ente, nonché per l'uso del quartiere fieristico di Messina.

  5.  Le  modalità  di  erogazione delle  provvidenze  di  cui  alla
  presente  legge, che l'Amministrazione di cui al comma  precedente
  verserà  direttamente in capo all'Autorità Portuale quale soggetto
  deputato   al   rilascio  delle  concessioni  anzidette,   saranno
  stabilite  con  decreto assessoriale da emanarsi entro  60  giorni
  dalla pubblicazione della presente legge.

  6.  L'erogazione  delle provvidenze di cui alla presente  legge  è
  subordinata  all'emissione di apposito atto di assenso,  da  parte
  dell'Autorità Portuale di Messina, in ordine alla reviviscenza del
  diritto  dell'Ente Autonomo Fiera di Messina alle indennità  e  ai
  rimborsi  per  il valore di miglioramento realizzato dallo  stesso
  ente   Autonomo  Fiera  di  Messina,  sul  quartiere   fieristico,
  relativamente   al  costo  effettivo  dell'intervento   di   opere
  transitate nelle pertinenze dello stesso quartiere.

  7.  Il valore del diritto di cui al comma precedente andrà portato
  in  detrazione dal debito complessivo che l'Ente Autonomo Fiera di
  Messina  ha  maturato  nei  confronti  dell'Autorità  Portuale  di
  Messina,  in  ragione  dei  canoni di concessione  scaduti  e  non
  pagati.

  8.  Alla  copertura  della spesa prevista dal  presente  articolo,
  quantificata in 100 migliaia di euro per il biennio 2009-2010,  si
  provvede mediante riduzione di pari importo delle disponibilità di
  cui  al capitolo 215701, U.P.B. 4.2.1.5.1 del bilancio pluriennale
  della Regione siciliana per il triennio 2009-2011.