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Resoconto d'Aula della Seduta n. 88 di mercoledì 29 aprile 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Saluto  ai docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo
                             Antonio Amore'
                           di Pozzallo (RG)

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un indirizzo di saluto  ai  docenti  e  agli
  studenti  dell'Istituto  comprensivo  Antonio  Amore'  di  Pozzallo
  (RG), che sono presenti in Aula

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Greco  e  Colianni  hanno
  chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   numero   582  -   Interventi  per  favorire  il  credito   agrario
  agevolato,  a sostegno della grave crisi economica che  investe  il
  settore .
   Presidente Regione
   Firmatario: Di Guardo Antonino

   Avverto   che  l'interrogazione  testé  annunziata  sarà  iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.

   Comunico  è  stata  presentata  la  seguente  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta:

   numero  581  -   Notizie  circa i criteri  di  applicazione  della
  comunicazione di inizio attività per gli esercizi di  vicinato  non
  alimentari .
   Assessore Cooperazione
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
         programmatiche e correttive per l'anno 2009» (250/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito dell'esame del disegno di legge  numero
  250/A  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2009»,
  posto al numero 2).
   Onorevoli  colleghi,  in attesa che arrivi  il  Governo,  sospendo
  brevemente la seduta .

    (La seduta, sospesa alle ore 11.31,  è ripresa alle ore 11.41)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che ci  eravamo  fermati  all'esame
  dell'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32
                          Fondo progettazione

   1.  E'  istituito nel bilancio della Regione, Ragioneria  Generale
  della  Regione,  un  Fondo  di rotazione destinato  alla  copertura
  finanziaria delle spese occorrenti alla progettazione definitiva ed
  esecutiva  e  per  il  perfezionamento  delle  procedure  tecniche,
  amministrative ed operative, necessarie per l'accesso ai flussi  di
  finanziamento,  anche  di  provenienza extraregionale,  volti  alla
  realizzazione   di  interventi  finalizzati  alla  riqualificazione
  urbana.

   2.  L'importo del Fondo di cui al comma 1 è determinato, a  valere
  sulle  risorse  del  Fondo  per  le aree  sottoutilizzate  (F.A.S.)
  assegnate  alla Regione siciliana 2007-2013, in 60.000 migliaia  di
  euro per l'anno 2009 e 90.000 migliaia di euro per l'anno 2010.

   3. Il Fondo di cui al comma 1 è destinato:

   a)  per  il  15  per cento alle finalità previste dall'articolo  5
  della legge regionale 20 novembre 2008, n. 15;

   b)  per  il  25  per cento in favore dei rami dell'Amministrazione
  regionale   nonché   delle  società  a  prevalente   partecipazione
  regionale;

   c)   per  il  60  per  cento  in  favore  degli  enti  locali,  da
  corrispondere, al netto delle priorità riportate nella  lettera  c)
  del comma 4, in misura proporzionale all'estensione territoriale  e
  al numero di abitanti.

   4.  Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, di
  concerto  con l'Assessore regionale per il bilancio e  le  finanze,
  previa  deliberazione  della Giunta regionale,  sono  stabilite  le
  modalità di utilizzazione del Fondo di cui al comma 1, che comunque
  devono attenersi ai seguenti criteri di priorità:

   a)  inserimento, per gli enti locali, dell'opera nell'ultimo piano
  triennale  delle opere pubbliche approvato in allegato al  bilancio
  di  previsione  e  per  le  amministrazioni  regionali  nell'ultimo
  Documento di programmazione economica finanziaria;

   b)  finalizzazione  dell'intervento al completamento  o  messa  in
  sicurezza o valorizzazione del patrimonio urbanistico o ambientale;

   c)  destinazione del fondo degli enti locali ai comuni, o consorzi
  tra essi, con popolazione complessiva inferiore a 15.000 abitanti ;

   d)  eventuale cofinanziamento dell'onere di progettazione da parte
  del soggetto richiedente.

   5.  Le  eventuali risorse non utilizzate per le finalità  previste
  dal  comma  3  sono  ripartite proporzionalmente  tra  le  restanti
  destinazioni.

   6.  Il  Fondo  di cui al comma 1 è alimentato con le somme  che  i
  soggetti  destinatari del presente articolo provvedono a rimborsare
  entro  novanta  giorni dall'atto dell'erogazione del  finanziamento
  degli interventi e delle opere.

   7.  Indipendentemente dal finanziamento degli interventi  e  delle
  opere,  i comuni e le società a totale partecipazione della Regione
  sono comunque tenuti, nel termine di tre anni dall'erogazione delle
  somme  previste  dal  presente articolo,  a  versare  al  Fondo  di
  rotazione di cui al comma 1 le somme anticipate dalla Regione.

   8.  In  caso  di  mancato versamento la Ragioneria Generale  della
  Regione  è  autorizzata  a provvedere al  recupero,  a  valere  sui
  trasferimenti  regionali  in favore degli enti  beneficiari,  delle
  somme erogate.

   9.  I  soggetti  di  cui  ai commi 6 e 7  sono  obbligati  a  dare
  tempestiva  comunicazione alla Ragioneria  generale  della  Regione
  dell'avvenuto  versamento  delle  somme  anticipate  ai  sensi  dei
  precedenti commi. In caso di mancata comunicazione o versamento  il
  soggetto  inadempiente non può  accedere ai benefici  previsti  dal
  presente articolo.

   10.  L'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge  regionale  2
  agosto   2002,   n.  7  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
  l'articolo  69 della legge regionale 28 dicembre 2004 n.  17,  e  i
  commi 2 e 3 dell'articolo 5 della legge regionale 20 novembre 2008,
  n. 15, sono abrogati.

   11.  In  deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge  11
  febbraio 1994, n. 109, come introdotto dall'articolo 8 della  legge
  regionale   2   agosto  2002,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  per  l'anno 2009 il programma triennale  e  l'elenco
  annuale  delle  opere  pubbliche sono adottati anche  separatamente
  dall'approvazione del bilancio di previsione e comunque entro il 30
  giugno 2009.

   12.  Per  le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
  27  dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni,  è
  autorizzata  per  l'esercizio finanziario 2009 la  spesa  di  2.500
  migliaia di euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole  Cracolici: 32.16, 32.17, 32.18,  32.19,  32.20,
  32.21, 32.22, 32.23, 32.24, 32.25, 32.26, 32.27, 32.28;
   - dall'onorevole Adamo:  A184;
   - dall'onorevole De Luca: 32.5, 32.8, 32.6, 32.9, 32.7, 32.10;
   - dagli onorevoli Romano ed altri: 32.1;
   - dagli onorevoli De Benedictis e  Cracolici: 32.30, 32.31, 32.34;
   - dall'onorevole Formica: 32.4, 32.3,
   -  dagli  onorevoli   Pogliese, Formica,  Marrocco,  Vinciullo  ed
  altri:  32.2 (al comma 3),  32.2 (al comma 4), 32.2 (al  comma  7),
  32.2 (aggiuntivo);
   - dall'onorevole Fagone: 32.12;
   - dall'onorevole Greco: 32.13,
   - dagli onorevoli  Campagna,  Lentini, Corona, Torregrossa: 32.14;
   - dagli onorevoli Maira e Cordaro: 32.15;
   - dal Governo: 32.32; 32.36, 32.38;
   - dagli onorevoli  Ragusa, Marrocco, Vinciullo: 32.33;
   - dall'onorevole Romano e Minardo: 32.1.1;
   - dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo e Falcone: 32.35.
   - dagli onorevoli Caputo e altri: 32.2.2.

   Si passa all'emendamento 32.16, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A 184, a firma dell'onorevole Adamo.

   ADAMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.17, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.5, a firma dell'onorevole  De  Luca.
  L'emendamento è improponibile. Tutti gli emendamenti che hanno  una
  sola  firma  o  meno  di  quattro firme sono improponibili,  tranne
  quelli dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  soltanto
  avere dal Governo una delucidazione rispetto al comma 4, lettera c)
  perché prevede il Fondo di rotazione prioritariamente ai comuni con
  popolazione inferiore a 15 mila abitanti.
   Considerato che si tratta di Fondo di rotazione, quindi,  immagino
  che  la  spesa  non sia così importante, non riesco  a  comprendere
  perché soltanto a quei comuni e non a tutti i comuni della Sicilia.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  solamente  per una precisazione. Signor Presidente, lei ha  ragione
  per  quanto riguarda gli emendamenti che sono stati presentati  con
  una  sola  firma;  vorrei però precisare che, ieri  pomeriggio,  il
  vicepresidente,  onorevole  Formica, ha  consentito  l'esame  e  la
  discussione di tutti gli emendamenti a prescindere dal numero delle
  firme.
   La  pregherei, pertanto, signor Presidente, affidandomi  alla  sua
  bontà  e  comprensione, di continuare su questa  linea  anche  oggi
  perché si creerebbe una situazione antipatica per tutti.
   Mi  appello  alla sua sensibilità, pur dandole ragione per  quanto
  riguarda l'applicazione formale del Regolamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, una volta  che  la  Presidenza  ha
  assunto  una  determinazione  che mi  risulta  essere  stata  anche
  condivisa e seguita dal vicepresidente, onorevole Formica, non  può
  cambiare  opinione  anche per non fare torto a chi  ha  già  subito
  questo tipo di trattamento.
   Su  quegli emendamenti su cui c'è una condivisione anche da  parte
  del  Governo,  considerato che il Governo può sempre presentarli  e
  riscriverli in Aula, si farà carico di presentarli a sua  firma  e,
  quindi, cambierebbe la forma ma non la sostanza.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur condividendo  la
  sua  valutazione in ordine agli emendamenti presentati ai sensi del
  comma  4 dell'articolo 112, laddove si prevedono le quattro  firme,
  vorrei  sottolineare  che  è diritto di  ogni  deputato  presentare
  emendamenti  a  firma  singola, prima che si inizi  la  discussione
  generale.
   Molti  degli  emendamenti a firma singola  sono  stati  presentati
  prima  dell'inizio  della discussione generale.  Non  capisco  come
  possano  essere dichiarati inammissibili. Questo almeno per  quanto
  mi riguarda.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, ovviamente,   non  sono  in  archivio
  quando vengono presentati gli emendamenti. Gli Uffici mi confermano
  che  prima della discussione generale non è stato presentato  alcun
  emendamento,  per  cui tutti gli emendamenti sono stati  presentati
  dal  momento  in  cui  è  stata aperta la discussione  generale  e,
  quindi,  tutti gli emendamenti non possono che subire,  ovviamente,
  da un punto di vista formale, lo stesso trattamento.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  il  Governo fa  proprio  l'emendamento  32.5,
  dell'onorevole De Luca, con la precisazione che il riferimento è al
  comma 1 e non al comma 7.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul Fondo di
  progettazione, tradizionalmente, quest'Aula trova il suo  punto  di
  massimo  godimento.  E' da sedici anni che  quasi  tutti  gli  anni
  assistiamo all'Assemblea che torna a legiferare su questo punto.
   Vorrei   segnalare   tra  l'altro  con  correzioni,   emendamenti,
  addirittura, c'è stato un articolo che abbiamo soppresso due volte.
  Una  prima  volta  e  successivamente  una  seconda  volta  abbiamo
  soppresso  un articolo già soppresso con una finanziaria.  Bisogna,
  quindi,  stare attenti perché su questo la confusione è  grande  ed
  anche qui ci possono essere degli errori.
   A  tal proposito, vorrei dire perché questo Fondo di progettazione
  deve  essere  finalizzato  solo ad interventi  di  riqualificazione
  urbana. Se lo scopo è quello di agevolare la spesa per investimenti
  e,  quindi, consentire agli enti l'accesso ai Fondi FAS  come  alle
  progettazioni di tutti gli altri interventi che sono possibili  con
  i Fondi strutturali.
   Il  problema  delle  progettazioni, onorevole Assessore,  riguarda
  tutte  le infrastrutture. Ad esempio, le infrastrutture viarie  che
  nulla   hanno  a  che  fare  con  la  riqualificazione   urbana   o
  attrezzature  per  lo  sport  che  possono  non  essere  opere   di
  riqualificazione   urbana,  incontrano  tutte  quante   lo   stesso
  problema,  cioè  la  mancanza  di  progettazioni  per  accedere  ed
  utilizzare i fondi di cui disponiamo.
   Credo, pertanto, che la limitazione prevista al comma 1 e, quindi,
  la finalizzazione esclusiva alla riqualificazione urbana, se non mi
  si  spiega,  mi appare incomprensibile ed errata. Vorrei sottoporre
  la questione all'attenzione del Governo per valutare la possibilità
  di   emendare  questo  comma,  scrivendo  più  genericamente    per
  interventi  finalizzati  ad  investimenti  secondo  le  provvidenze
  agevolative consentite'.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore Cimino, suggerirei al Governo di riscrivere l'articolo 32
  per  intero, sia per le ragioni spiegate dall'onorevole Mancuso sia
  per la questione posta dall'onorevole De Benedictis.
   Aggiungo  che il fatto che il Governo faccia proprio l'emendamento
  De  Luca,  la dice lunga sul rischio di  pressappochismo'  con  cui
  rischiamo di fare questa norma.
   Se  dovessimo approvare, infatti, l'emendamento 32.5, se ho capito
  bene,   tra  l'altro era al comma 1 e non al comma 7,  stabiliremmo
  che  si  accede  al  Fondo di rotazione solo per  la  progettazione
  definitiva e non per il resto.

   DE  LUCA. Ci vorrebbero troppe somme per l'esecutivo. Per fare  un
  esecutivo ci vuole un 70 per cento in più.

   CRACOLICI.  Capisco  l'onorevole De Luca. Il  Fondo  di  rotazione
  presuppone che se si passa dal definivo all'esecutivo siamo già  in
  fase   di  finanziamento  e  di  cantierizzazione  dell'opera.   La
  cantierizzazione  presuppone che ci sia il rimborso  del  costo  di
  progettazione.
   Teoricamente,  l'esecutività  di un progetto  è  connaturata  alla
  possibilità  di  restituzione  del Fondo  della  progettazione  per
  l'opera stessa.
   In  ogni  caso,  ho  visto leggendo una serie di imprecisioni.  La
  questione  che diceva l'onorevole De Benedictis: possiamo  fare  il
  Fondo  di rotazione soltanto per la riqualificazione urbana e  non,
  ad  esempio, per organizzare una scuola, una squadra, una palestra,
  o chissà cosa? Mi parrebbe una scelta parziale.
   Ecco  perché  -  non so chi abbia materialmente  elaborato  questo
  articolo  - suggerirei al Governo di presentare una riscrittura  in
  modo  da  risolvere  anche il problema che sottoponeva  l'onorevole
  Mancuso.
   Va  bene  considerare una specifica per i comuni sotto i  15  mila
  abitanti  ma addirittura così come è scritto l'accesso al Fondo  di
  rotazione rischia di essere esclusivo per i comuni sotto i 15  mila
  abitanti. Ritengo, quindi, necessaria una riscrittura che  consenta
  la  funzionalità  di  questo articolo, altrimenti,  temo  che  sarà
  approvato un articolo ma che poi non si metterà in moto alcunché.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per due
  ordini  di  motivi. Il primo perché, considerato che avevamo  posto
  una  questione  secondo  me importante, mi dispiace  che  alla  mia
  osservazione  debba  rispondere  l'onorevole  Cracolici  e  non  il
  Governo  che, invece, risponde soltanto all'onorevole De  Luca.  Il
  secondo,  entrando nel merito, nell'emendamento 32.5,  riguarda  il
  fatto  che  bisogna  correggere il richiamo al  comma  7  perché  è
  sbagliato, infatti, si tratta del comma 1.
   Ritengo  - e questa volta sono d'accordo con l'onorevole Cracolici
  -  che, nella riscrittura, a mio avviso, non bisogna considerare  i
  commi 10 e 11 perché, rispetto alla formulazione, hanno poco a  che
  fare con questo articolo in generale.
   Quindi, sarei grato se il Governo oltre ad aiutare l'onorevole  De
  Luca  -  non è per gelosia - aiutasse l'intero Parlamento in quella
  che  è  una  riscrittura completa, ritengo, di  un  articolo  molto
  importante per tutti i comuni siciliani.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  sono  un
   tuttologo',  però non posso nascondere un'esperienza di  vent'anni
  di  amministratore e vorrei precisare all'onorevole  Cracolici  che
  c'è una grande differenza tra ciò che sostiene il mio emendamento e
  quanto è stato programmato in questo articolo, per un motivo  molto
  semplice.
   Intanto,   non   ritengo  opportuno  -  poi   faremo   anche   una
  disquisizione sul progetto definitivo ed esecutivo - che  il  Fondo
  di  rotazione  venga  utilizzato per altre finalità,  cioè  per  il
  perfezionamento   delle  procedure  tecniche,   amministrative   ed
  operative, che non significa nulla.
   Vorrei  precisare  ciò,perché  in  questi  termini  si  potrebbero
  nascondere tante cose, consulenze ed altro ancora, e questo  sempre
  dalla mia modesta esperienza di amministratore.
   Per  quanto  riguarda,  invece,  il  discorso  tra  definitivo  ed
  esecutivo,  vorrei ricordare a me stesso che, rispetto a  qualunque
  quadro economico, di qualunque elementare opera pubblica, si evince
  che  ci  sono  tre livelli di progettazione e tre relativi  impegni
  economici: c'è il preliminare, c'è il definitivo e c'è l'esecutivo.
   La  proporzione tra il preliminare, il definitivo e l'esecutivo  è
  di   oltre  il  50  per  cento,  nel  senso  che  se  io,  pubblica
  amministrazione,  comune  devo assumere  un  impegno  per  fare  un
  definitivo,  per  un'opera di un milione di euro,  dovrò  impegnare
  circa  50  mila  euro.  Se, invece, devo fare  un  esecutivo  dovrò
  impegnare circa 150 mila euro.
   La differenza non è solo terminologica; è di sostanza perché ormai
  quelli   che   sono,   comunque,  gli  elementi   minimi   per   la
  partecipazione  ai  bandi che sono stati emanati  in  questi  anni,
  prevedono una progettazione almeno definitiva.
   Cosa  significa? Che non impedisce ai comuni di poter  partecipare
  ai bandi utilizzando il livello di progettazione definitiva.
   Quindi,  è  eccessivo prevedere il Fondo di rotazione  per  quanto
  riguarda la redazione di progetti esecutivi; sarebbe insufficiente,
  perché  - faccio l'ultimo esempio e concludo - per fare un progetto
  di  cinque  milioni  di euro, si impegnerebbe da  questo  fondo  un
  milione di euro per fare la progettazione esecutiva.
   Ciò  significa  che  basterebbero quindici comuni  nell'Isola  che
  fanno  quindici  progetti del genere ed il Fondo comunque  verrebbe
  impegnato,   pur   se   è  a  rotazione  e  si   impinguerebbe   in
  continuazione,  cioè  fino  a quando poi  non  verranno  restituite
  queste  somme  il  fondo non opererà più, come è  successo  già  in
  passato, quando una norma aveva istituito il Fondo di rotazione.
   Quindi,  gradirei  - e ringrazio il Governo che  ha  colto  questa
  precisazione - di cassare quei termini che non hanno  nulla  a  che
  vedere con la progettazione e vincolare il fondo di rotazione  solo
  per  la  progettazione definitiva, per dare la  possibilità  a  più
  comuni  di  poter  usufruire di questo  beneficio  e  ringrazio  il
  Governo,  nella  qualità  di  sindaco,  di  averlo  proposto  nella
  finanziaria.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   a
  sostegno  di  questa tesi che l'onorevole De Luca ha  perfettamente
  illustrato.
   Lo  spirito  della norma prevede che i comuni e le amministrazioni
  possano dotarsi di progettazioni per partecipare ai futuri bandi.
   Lo  spirito,  dunque,  vuole essere quello, in  qualche  modo,  di
  consentire il maggior numero di progetti, di pacchetti di progetti,
  di opere da potere realizzare
   Va  bene, quindi,  il livello di progettazione definitiva; va bene
  e  va  sostenuta l'idea di estendere al tema della riqualificazione
  anche  le  opere principali, primarie e secondarie, non  escludendo
  scuole e ospedali.
   E  credo  sia  importante riscrivere tutto il  testo  cercando  di
  estendere  la  possibilità  ai comuni che  hanno  più  di  15  mila
  abitanti.
   Concludo dicendo che  è un intervento a sostegno di questa tesi  e
  invito il Governo a riscrivere l'intero articolo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei suggerire
  al  Governo  di riscrivere l'emendamento e chiederei al Governo  di
  accantonare l'argomento, considerato che  in effetti le perplessità
  che  qualche  collega  ha  posto sono  reali.  Assessore,  forse  è
  opportuno  prendere una pausa sull'argomento perché è  una  materia
  molto delicata.
   Gli  emendamenti  dell'onorevole De Luca superano  un  po'  alcune
  perplessità poste dall'onorevole Cracolici, in  particolare, quando
  dice  di  non limitarsi ad una fattispecie ma di andare anche  alle
  opere di urbanizzazione primaria e secondaria ed è giusto.
   Nelle  secondarie,  è compreso tutto (scuole,  chiese,  eccetera),
  quindi,  è giusto inserire l'emendamento dell'onorevole De Luca  al
  riguardo,  così  come  è vero che, se si mette  progetti  esecutivi
  oltre che definitivi , effettivamente, si appesantisce il problema.
   Sarebbe bene lasciare solo i definitivi, anche perché forse  molti
  dimenticano che col progetto definitivo in ogni caso si può fare la
  gara  utilizzando la tipologia dell'appalto integrato, anzi, è  una
  cosa molto più celere.
   Suggerisco,  pertanto,  di riscriverlo facendo  tesoro  di  queste
  considerazioni   particolari;  mi  sembra  corretto   con   i   due
  emendamenti dell'onorevole.
   A   questo  punto,  si supera il problema posto dall'onorevole  De
  Benedictis  perché in effetti l'emendamento a firma  dell'onorevole
  De  Luca  prevede chiaramente  opere di urbanizzazione  primaria  e
  secondaria , cioè tutto e, quindi, il problema in parte è risolto.
   Seppure  lo  spirito della norma non è sbagliato, cioè  prevederlo
  per  i  comuni  sotto i 15 mila abitanti - la verità è  che  questi
  comuni sono più in difficoltà perché non hanno le risorse in quanto
  non hanno finanza derivata, mentre i comuni più grossi ce l'hanno -
  ,  vorrei suggerire, Assessore, che sarebbe opportuno - e questa  è
  la terza proposta nella riscrittura - prevedere una quota di questo
  fondo  per  i  comuni, cioè il 50,60 per cento della  quota  di  60
  milioni di euro per i comuni sotto i 15 mila; tutto il resto si  fa
  per i comuni sopra i 15 mila.
   In tal modo, possiamo avvantaggiare i piccoli comuni - che sono la
  gran parte in Sicilia e sono quelli che hanno difficoltà economiche
  nel fare i progetti - e limitarci al definitivo.

       Saluto ai giovani del baby Consiglio comunale di Paternò
                                 (CT)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Rivolgo a nome dell'Assemblea tutta un saluto al  baby
  Consiglio comunale di Paternò che è presente in Aula.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  maniera veloce per ribadire ciò che ha detto l'onorevole Beninati.

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA)

   Le  difficoltà  sono maggiori  per i comuni inferiori  a  15  mila
  abitanti che hanno un problema sicuramente di esistenza e,  quindi,
  bisognerà prevedere una percentuale maggiore per i comuni inferiori
  a   15   mila  abitanti.  Non  mi  appassiona  il  problema   della
  progettazione definitiva o esecutiva; se le somme sono poche si può
  optare  per  la  progettazione definitiva  ma  è  chiaro  che  deve
  sicuramente  esserci  una  percentuale riservata  dal  momento  che
  l'ottanta per cento dei comuni in Sicilia  hanno  meno di  15  mila
  abitanti  e  hanno  problemi per quanto riguarda le competenze,  la
  possibilità  di  impegno di spesa maggiori dei  grossi  comuni.  E'
  questa l'importanza di questa norma.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente onorevoli colleghi, ritengo  che
  questo  articolo 32 che prevede questo fondo sia uno degli articoli
  più  qualificanti  di questa manovra. E ritengo che  non  ci  siano
  divisioni   così   nette  fra  chi  ha  parlato.   L'idea   sposata
  dall'onorevole De Luca, come anche da altri colleghi  tra  i  quali
  l'onorevole  Beninati, ritengo sia un fatto positivo  e  penso  che
  possa   togliere anche quell'antica consuetudine che  vedeva  molto
  spesso i progettisti proporre le opere per i comuni.
   Ritengo  che  quello su un livello quasi definitivo  possa  essere
  una   misura  opportuna  anche  per  evitare  vecchie   e   antiche
  consuetudini.
   Rispetto  all'allargamento, onorevole Cracolici, voglio  ricordare
  che  in  Commissione  avevamo parlato dell'allargamento.  Non  solo
  riqualificazione, quindi, ma a tutte le opere.
   C'è  un  altro  emendamento, comunque, che lo stesso onorevole  De
  Luca ha presentato o lo possiamo presentare come Commissione perché
  è  giusto che avvenga su tutte le opere che, ovviamente, riguardano
  i comuni.
   Rispetto   all'ultima  annotazione,  che  aveva   fatto   presente
  l'onorevole  Mancuso,  ritengo che i comuni  sotto  i  quindicimila
  abitanti   siano  quelli  che  hanno  maggiore  bisogno.   Possiamo
  utilizzare  il termine  prioritariamente  in  modo da consentire  a
  tutti di poterlo fare. E' più corretto in questo modo perché è vero
  che  non tutto si ferma sotto i quindicimila abitanti ma certamente
  sono  quei comuni che hanno maggiore difficoltà e, avendo ascoltato
  l'ANCI, abbiamo verificato che la Commissione si è mossa in  questa
  direzione.
   In  ogni  caso,  possiamo  anche  fare  delle  fasce  che  possano
  consentire che questi finanziamenti possano essere dati  per  fasce
  e,  quindi, consentire a tutti quanti di potere accedere  a  questo
  fondo, che è un fondo vitale per la vita di un'amministrazione.
   Quindi,  se c'è bisogno di una riscrittura possiamo farla,  ma  io
  ritegno,  signor Presidente, che se analizziamo gli emendamenti  ad
  uno  ad  uno  possiamo andare avanti tranquillamente  e  portare  a
  termine questo articolo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  rispetto
  alla questione della progettazione, vorrei dire anche all'onorevole
  De   Luca,   che  ha  sollevato  il  problema  della  progettazione
  definitiva ed esecutiva, che la questione è questa: è vero  che  si
  può accedere alle fonti di finanziamento anche con il solo progetto
  definitivo  - questo è il  livello minimo richiesto -  ma  i  bandi
  attribuiscono maggiore punteggio ai progetti esecutivi. Quindi, noi
  rischieremmo  con  questa  norma,  cassando  il  finanziamento  dei
  progetti  esecutivi, di ottenere esattamente l'effetto  opposto  di
  quello  sperato.  I  comuni maggiormente dotati  integrerebbero  le
  somme  e  porterebbero a livello di progettazione esecutiva  e  chi
  invece  deve  fare  ricorso solamente al fondo di progettazione  si
  fermerebbe  a  livello  di  progettazione  definitiva.  E,  quindi,
  sarebbe in realtà un nocumento.
   Credo  che, se quello è il problema che è stato posto,  forse,  va
  affrontato  con  uno  sforzo da parte del  Governo  che  in  questo
  momento  si  sta occupando d'altro, con l'ampliamento  del  plafond
  disponibile.
   Assessore  Cimino, è stato detto che per la limitatezza dei  fondi
  varrebbe  la  pena non ammettere al finanziamento le  progettazioni
  anche esecutive ma soltanto quelle definitive.
   Quelle definitive sono consentite dai bandi; quelle definitive più
  esecutive però hanno un maggior punteggio.
   Limitare   l'accesso   al  Fondo  di  rotazione   solamente   alle
  progettazioni  definitive  significa penalizzare  quei  comuni  che
  possono  attingere  solo  al Fondo di rotazione  e  quindi  occorre
  avvantaggiare quelle progettazioni che possono integrare con propri
  fondi.
   Se il problema è questo piuttosto che creare una disparità coante,
  sarebbe   il   caso  di  sforzarsi  per  ampliare  il  plafond   di
  disponibilità finanziaria.
   Mi  unisco  pertanto  alla richiesta che aveva  fatto  l'onorevole
  Cracolici, cioè di fermarsi per riscrivere l'articolo e correggerlo
  in  quelle  parti  cruciali  che possono consentirne  una  validità
  piena. Questa è la cosa migliore che possiamo fare.
   Rispetto  alla proposta che faceva l'onorevole De  Luca  e  che  è
  stata   ribadita  dall'onorevole  Beninati  riguardo   l'estensione
  dell'oggetto,  oltre  la  riqualificazione  urbana  alle  opere  di
  urbanizzazione primaria e secondaria, ho presentato un  emendamento
  che  in  maniera più estensiva finalizza il fondo agli investimenti
  ammessi  dalle fonti di finanziamento previste, comprendendo  anche
  le  opere  di urbanizzazione primaria e secondaria perché  potremmo
  non prevederne alcuna all'interno di questa categoria.
   Ci  sono  opere  che  non sono di riqualificazione  urbana  né  di
  urbanizzazione  primaria e secondaria  che tuttavia  sono  attivate
  dalle forme di finanziamento che il fondo di progettazione potrebbe
  promuovere.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.5. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 32.34. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 32.18 e il 32.19 a firma dell'onorevole Cracolici
  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  32.2  (al  comma   3)   con
  l'abolizione della lettera a). Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  32.2.1.  Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 32.6 e 32.12 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 32.29. Lo dichiaro precluso.
   Si passa all'emendamento 32.9.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  presentato
  questo  emendamento perché ho ritenuto importante inserire il  tema
  della prevenzione sismica negli edifici strategici, così come tutte
  le ordinanze più attuali, dopo i fatti dell'Abruzzo, prevedono.
   L'emendamento prevede di riservare una somma del 10 per  cento  di
  questo intero importo, pari a 6 milioni di euro per il 2009 e  a  9
  milioni  di  euro  per  il 2010, perché i comuni  possano  fare  le
  verifiche   sismiche  degli  edifici  strategici  e  di   rilevanza
  strategica;  tecnicamente  si  dicono  rilevanti,   ricadenti   nei
  comuni.
   Questo  è un tema attualissimo in merito al quale ritengo  che  il
  Governo  possa  dare  un  primo segnale,  considerato  che  abbiamo
  guardato  i fondi FAS e ne abbiamo parlato con l'assessore  Cimino.
  Direi  di  inserire al comma 3, lettera d), un  10  per  cento  che
  potremmo  ottenere  riducendo alla  lettera  c)  il  60  per  cento
  portandolo  al  50  per cento, operazione che ci  consentirebbe  di
  recuperare la somma per dare un primo segnale.
   I  comuni  grossi chiedono questo tipo di intervento che interessa
  tutta  la  Sicilia e l'ordinanza nazionale e la delibera di  Giunta
  del 2003

   PRESIDENTE. L'emendamento 32.9 è improponibile.
   Onorevole Romano, sul comma 3, l'Aula si è già espressa, si è  già
  votato. Ci affidiamo, caso mai, ad una riscrittura del Governo.  Le
  percentuali sono già state votate, quindi, un emendamento che tende
  a  modificare le percentuali che già abbiamo votato è precluso.  Un
  emendamento che parla d'altro lo possiamo discutere ma se  parla  e
  interviene sulle percentuali non lo possiamo fare.

   CRACOLICI.  Abbiamo già votato anche l'emendamento  dell'onorevole
  De Luca; non si può più fare.

   POGLIESE. Abbiamo rimodulato le percentuali.

   PRESIDENTE.   L'emendamento  32.1,  unitamente  al  subemendamento
  32.1.1, è precluso.
   Si passa all'emendamento 32.20.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo
                   Ruggero Settimo  di Caltanissetta

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, rivolgo  a  nome  dell'Assemblea
  tutta,  un saluto agli alunni del liceo classico  Ruggero  Settimo
  di Caltanissetta  che assisteranno alla seduta d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.30.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   voglio
  tornare  su  un  argomento  che  lei  correttamente  ha  messo   in
  discussione e posto in votazione in Aula ma vorrei sottolineare,  e
  non  è  un appunto agli Uffici, che se effettivamente l'emendamento
  32.1  è  stato messo in votazione - ed è chiaro che dopo che  si  è
  votato  non si può più votare - forse si sarebbe dovuto mettere  in
  votazione prima l'emendamento 32.1.
   Questa è la verità, signor Presidente. Possiamo dire tutto ma  non
  mi   sembra  giusto  discutere  di  un  errore  che  non  ha  fatto
  l'onorevole  Romano  ma che pur non di meno  è  stato  fatto,  cioè
  doveva essere votato prima l'emendamento 32.1 e poi il resto.
   Precludere ora in quanto  si è già votato, non mi sembra corretto.
  E' opportuno, quindi, vedere come sistemare questa vicenda.

   PRESIDENTE.  Lo  vedremo   nel prosieguo dell'articolo,  onorevole
  Beninati.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'emendamento  32.30  e approfitto per  fare  una  premessa.  La
  verifica  delle condizioni di sicurezza degli edifici strategici  è
  stata  già  oggetto  di  una specifica norma  di  legge  a  cui  il
  Dipartimento della protezione civile ha dato adempimento facendo le
  verifiche.
   Quando   torneremo  sull'argomento  non  dimentichiamoci   e   non
  incominciamo da zero, visto che ogni volta finanziamo cose che sono
  già  state fatte e magari abbiamo ignorato e dimenticato.  Dobbiamo
  dare seguito alle cose fatte e non  ricominciare da zero.
   Inoltre,   l'emendamento   32.30,   sul   quale   intervengo,   ha
  semplicemente lo scopo di fissare i termini entro i quali la  legge
  prevede che debbano essere fatte le cose che sono previste.
   Entro  sessanta  giorni  dall'approvazione della  presente  legge,
  quindi, è previsto che si emani il decreto di cui al comma quattro.
   Chiedo, quindi, al Governo di apprezzarlo positivamente per queste
  ragioni.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 32.30. Il parere del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  avere un chiarimento da parte della Presidenza.
   Desidero capire perché l'emendamento 32.9, un emendamento al comma
  3, è stato inserito come 32.9.
   Sul merito della questione, vorrei semplicemente chiarire un fatto
  a questo Parlamento, poi ognuno fa le scelte che ritiene opportune.
  La  legge  definisce  le Unioni dei comuni-enti  locali.  La  legge
  nazionale  e tutte le leggi regionali che sono state emanate  hanno
  previsto  provvidenze in favore delle Unioni. Non è  bello  sentire
  determinati commenti su questo tipo di ente locale che esiste,  che
  è previsto a livello nazionale e che a livello regionale è comunque
  destinatario  di risorse ed escluderlo da quella  che  oggi  è  una
  situazione pratica ed evidente. Le Unioni dei comuni, quelle serie,
  che non sono mascherate sotto forma di consorzio, progettano perché
  ne   hanno   la  titolarità,  possono  progettare  opere  contigue,
  intercomunali a tutti gli effetti.
   Capisco  che  ci  sono  alcune Unioni costituite  in  Sicilia  che
  funzionano  semplicemente per fare qualche sagra, cioè svolgono  le
  funzioni  improprie di consorzio, però la legge le  definisce  enti
  locali a tutti gli effetti.
   Se il  Parlamento non comincia a considerarle tali, cioè per tutte
  quelle che sono le competenze degli enti locali, non capisco perché
  dall'altro lato continuiamo a contemplare le Unioni dei  comuni  in
  alcuni  provvedimenti,  mentre in uno  così  importante,  dove  una
  unione può progettare legittimamente un'opera intercomunale, non si
  può dare la possibilità di farlo come gli altri comuni.
   Signor   Presidente,   gradirei  che  questo  emendamento  venisse
  apprezzato, considerato. Non si vuole mettere il dieci  per  cento,
  si  metta il cinque. Non è questo il problema ma da questo punto di
  vista  credo  che  si  intraveda una piena contraddizione  nel  non
  considerare  in questo contesto le Unioni dei comuni. C'è  già  una
  proposta  di  legge  a livello nazionale, credo che  l'avete  letto
  anche  sui  giornali,  che  punta  esattamente  a  questo  tipo  di
  ragionamento.  Significa che le Unioni vanno  potenziate,  in  modo
  serio,  per  la  gestione  e - aggiungo -  la  pianificazione   del
  territorio,  soprattutto quando si parla  di  Unioni  di  territori
  contigui,  perché purtroppo c'è l'anomalia che in Sicilia  esistono
  altre Unioni che non sono, sotto il profilo territoriale, contigue.
   Signor   Presidente,   gradirei   che   tale   questione   venisse
  riconsiderata.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  lei  ritiene
  opportuno  riaprire la discussione sugli emendamenti sui quali  già
  questa  Presidenza ha deciso lo dica perché ho da parlare di  tutta
  una serie di emendamenti che vanno dall'articolo 1 all'articolo 30.
   Consiglierei  all'onorevole De Luca, il quale ha testé  rassegnato
  la  propria  esperienza di vent'anni di amministratore a  tutto  il
  Parlamento,  che qualora qualche  Unione dei cosiddetti  comuni  ha
  bisogno   di  progettazione,  basta  che  un  comune  lo   consegna
  all'Unione dei comuni e abbiamo risolto il problema, se il problema
  è questo.
   Ritengo   che  ci  sono  degli  emendamenti  che  vogliono   delle
  particolarità  territoriali o settoriali  su  tutta  una  serie  di
  azioni che non hanno lo spirito di questa norma.
   Le  aggiungo che vorrei conoscere, perché è la terza volta che  lo
  chiedo  al Governo, se ritiene che la lettera c) del comma  4  deve
  essere  confermata oppure c'è un emendamento del Governo. Dico  ciò
  solo per conoscere la volontà del Governo.

   PRESIDENTE. L'emendamento 32.4 che è superato.
   Si passa all'emendamento 32.2 (al comma 4).

   CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  il  Governo  è  contrario  su  questo articolo  per  una  serie  di
  motivazioni.  Innanzitutto,  perché  si  tratta  di  un  Fondo   di
  rotazione  ed è istituito nel bilancio della Regione dal ragioniere
  generale  del  Bilancio ed in più si tratta di fondi  per  le  aree
  sottoutilizzate  dove l'autorità  di gestione  è  l'assessorato  al
  Bilancio.   Volere   spostare  la  competenza   di   questo   Fondo
  all'assessorato  dei lavori pubblici crea soltanto una  complicanza
  nelle  attività  che si vanno a realizzare e si cerca  soltanto  di
  ritardare  l'effettiva utilizzazione dell'iniziativa. Posto  che  i
  fondi per le aree sottoutilizzate vengono

   CRACOLICI.  Quindi  lei  vuole  dire  che  l'assessore  ai  lavori
  pubblici provochi ritardo all'amministrazione?

   CIMINO,  assessore  per  il Bilancio e le finanze.  No,  onorevole
  Cracolici,  il punto è ben diverso. Nel momento in cui  noi  stiamo
  cercando  con  una  politica  di razionalizzazione  un'attività  di
  concentrazione ed anche di razionalizzazione del sistema del  Fondo
  di  rotazione,  la  gestione, le ipotesi,  i  criteri  sono  propri
  dell'assessore  ai  lavori pubblici, ma il  Fondo  di  rotazione  è
  materia   di  carattere  economico-finanziaria  che  deve  rimanere
  all'assessorato al Bilancio.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  vorrei
  ricordare   all'onorevole  Cracolici,  così  come  a  lei,   signor
  Presidente,  che  già  in  commissione Bilancio  avevamo  fatto  un
  lunghissimo dibattito notturno ed avevamo condiviso questo articolo
  in  questi  termini,  dando   il concerto'  sia  al  Bilancio  come
  autorità  di  gestione  e per la parte tecnica  all'assessorato  ai
  lavori  pubblici.  Mi  sembrano opportuno le  argomentazioni  poste
  all'assessore.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che l'emendamento
  32.35   è   inammissibile.  Gli  emendamenti  32.13  e  32.3   sono
  improponibili.

   CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per il Bilancio e le finanze.   L'onorevole  Di
  Mauro ha voluto, giustamente, attenzionare il punto che riguarda le
  progettazioni   inserendo   nella   lettera   b)   del   comma    4
   finalizzazione dell'intervento a completamento messa in  sicurezza
  o valorizzazione del patrimonio urbanistico ed ambientale  anche la
  tematica  delle progettazioni portuali e pescherecce, la portualità
  peschereccia  che francamente anche con i fondi comunitari,  con  i
  borghi marinari ha attinenza e ringraziamo il collega Di Mauro  per
  avere posto questa attenzione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo assicurare
  che  c'è un emendamento dell'onorevole De Benedictis ed altri, come
  il 32.34, che copre tutte queste progettazioni perché  supera tutte
  le  difficoltà  che  così  recita:  finalizzata  agli  investimenti
  ammessi  dai  finanziamenti regionali ed  extraregionali ,  quindi,
  anche  i  porti,  anche il problema dei pescherecci  rientrano  nel
  finanziamento e così tutto è risolto.

              (Assume la Presidenza il Presidente CASCIO)

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  comportamento
  sugli emendamenti, sulle leggi da tenere da parte dei deputati,  di
  gruppi,  della  Commissione e non ultimo  anche  del  Governo  deve
  essere  comunque improntato a criteri innanzitutto di imparzialità,
  rivolto all'efficienza delle legge che andiamo ad approvare,  anche
  alla procedura ed alla procedibilità delle leggi stesse
     In  Sicilia siamo di fronte ad un problema che è quello  che  da
  sempre ci ha penalizzato e cioè che spesso facciamo delle leggi che
  per  la farraginosità della composizione, per la complicazione  che
  introducono  nell'esecuzione  delle  leggi  stesse  di   fatto   ci
  impediscono di potere beneficiare degli effetti di quelle leggi.
   In questa finanziaria abbiamo introdotto alcuni provvedimenti tesi
  a  sbloccare immediatamente il mercato del lavoro, gli investimenti
  in  maniera tale da dare un impulso forte all'economia. Per  questo
  motivo  sono  stati  proposti i cantieri di  lavoro  e  sono  stati
  proposti con una procedura veloce ed immediata. Per questo  motivo,
  si  è  cercato  di risolvere il problema del Fondo di progettazione
  che era una carenza che avevamo, che avevano i nostri enti locali e
  che   in  passato  ci  ha  impedito  di  potere  approfittare   dei
  finanziamenti  e  dei fondi europei. Perché? Perché  i  comuni  non
  avevano  la  possibilità  di  potere  accedere  alla  progettazione
  definitiva  ed esecutiva, mentre i bandi prevedono l'obbligatorietà
  della progettazione esecutiva o definitiva.
   Di  fronte a questo problema, che risolviamo brillantemente, ed  è
  un  plauso da fare al Governo con l'introduzione di questo Fondo  e
  mi compiaccio con la proposta del Governo stesso introdurre criteri
  dualistici  di doppie autorizzazioni per la concessione  di  questo
  Fondo  di  progettazione significa bloccare le procedure, significa
  rallentare i tempi e non si capisce in virtù di che cosa
   Allora  o  il Fondo resta confinato tutto al bilancio o  il  Fondo
  resta confinato ai lavori pubblici. Secondo me, trattandosi di  una
  valutazione  tecnica e cioè sulla qualità dei progetti  presentati,
  il  Fondo  deve  restare  nella  titolarità  dei  lavori  pubblici.
  Introdurre la parola  di concerto  serve solo a rallentare i tempi.
  Serve solo ad introdurre elementi di controllo dualistici che nulla
  hanno  a che vedere né con la velocità, né con la rapidità, né  con
  l'efficienza  dei  provvedimenti, né con  il  raggiungimento  degli
  obiettivi.
   Invito,  quindi, caldamente il Governo ad introdurre l'emendamento
  che  attribuisce al solo Dipartimento Lavori pubblici la titolarità
  del Fondo di progettazione per le ragioni che ho detto .Non è stato
  bocciato,  onorevole Leanza, è stato ritirato e c'è un  emendamento
  successivo.  O  facciamo le cose per bene  oppure  ci  fermiamo.  O
  facciamo cose efficaci oppure è inutile andare avanti.
   Invito il Governo a rivedere l'argomento. O attribuisce per intero
  al  bilancio  o  attribuisce  per intero  ai  lavori  pubblici,  ma
  ritardare i provvedimenti di erogazione con controlli doppi che non
  si  sa  a  cosa  rispondono, secondo me, è un fatto che  và  contro
  l'interesse della norma stessa.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.36, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato il subemendamento 32.37  a  firma
  degli  onorevoli  Cracolici e De Benedictis, che così  recita:   Al
  comma  4,  lettera  b),  dopo la parola  patrimonio'   inserire  la
  parola  edilizio' .

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome  si
  parla  di  messa in sicurezza e quindi presumibilmente edifici,  se
  non  scriviamo  edilizio un edificio non appartiene  al  patrimonio
  urbanistico  e quindi mi sembra una precisazione scontata.  Se  non
  scriviamo edilizio il patrimonio urbanistico non sono gli  edifici,
  e   quindi  bisogna  aggiungere  patrimonio  edilizio  urbanistico-
  ambientale.

   PRESIDENTE..   Al   comma  4,  lettera  b)   leggo   testualmente:
   finalizzazione  dell'intervento  al  completamento  o   messa   in
  sicurezza  o valorizzazione del patrimonio edilizio, urbanistico  o
  ambientale ..
   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  tre
  categorie  differenti.  Il  patrimonio  edilizio  e  il  patrimonio
  urbanistico sono due cose differenti. Siccome prevediamo  la  messa
  in sicurezza ritengo di edifici, bisogna aggiungere edilizio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI.  Dichiaro  di  ritirare gli emendamenti  32.21,  32.22,
  32.23.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.31, degli onorevoli De Benedictis  e
  Cracolici. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.2 (al comma 7) a firma degli onorevoli
  Pogliese ed altri.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  è  stato scritto esclusivamente per renderlo  coerente
  come testo con quello che è già stato approvato il 32.2.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E'  approvato)

   L'emendamento 32.14 degli onorevoli Campagna ed altri è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 32.7 dell'onorevole De Luca è improponibile.
   Si passa all'emendamento 32.15 degli onorevoli Maira e Cordaro..

   DE LUCA. Chiedo di apporvi la mia firma.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Gli emendamenti 32.24, 32.25, 32.26 e 32.27 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.28 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 32.32 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 32.10 dell'onorevole De Luca è inammissibile.
   Si   passa   all'emendamento  32.2  (aggiuntivo)  degli  onorevoli
  Pogliese ed altri.

   POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  è  stato  presentato per  evitare  una  vacatio  legis
  inerente  ad alcune procedure avviate recentemente dall'Assessorato
  dei  lavori  pubblici  mediante avviso  pubblico,  quindi  per  far
  inglobare  all'interno di questo fondo eventuali progetti  che  gli
  enti  locali  possono presentare successivamente alla presentazione
  dell'avviso pubblico dell'Assessorato regionale si lavori  pubblici
  di qualche settimana fa.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

   (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 32.38 a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 32, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33, ne do lettura:

                               «Art. 33

          Recupero edifici situati nei centri storici e zone
                               omogenee

   1.  L'Assessorato regionale dei lavori pubblici di concerto con la
  Ragioneria Generale della Regione è autorizzato a stipulare con gli
  istituti  di credito apposite convenzioni finalizzate alla  stipula
  di contratti di mutuo ventennale con i titolari di immobili situati
  nei centri storici e nelle zone omogenee classificate  A  nei piani
  regolatori  generali dei comuni della Sicilia per il  restauro,  il
  ripristino funzionale degli stessi, o di porzioni di essi,  per  un
  importo  massimo  di  300  migliaia  di  euro  per  ciascuna  unità
  abitativa,  ponendo a carico del bilancio regionale  il  cento  per
  cento  del costo degli interessi. I mutui di cui al presente  comma
  possono coprire il 100% del costo degli interventi di restauro e di
  ripristino funzionale.

   2.  Per  le  finalità  del  presente  articolo  è  autorizzato,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2009, un  limite  di  impegno
  ventennale  dell'importo di 7.500 migliaia  di  euro,  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2010, un limite di impegno ventennale di
  2.500  migliaia  di  euro e a decorrere dall'esercizio  finanziario
  2011 un limite di impegno ventennale di  2.500 migliaia di euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 33.7, 33.8, 33.9, 33.10;
   - dagli onorevoli Falcone e Leontini: 33.4;
   - dagli onorevoli De Benedictis, Di Benedetto e  Cracolici: 33.11,
  33.12;
   -  dagli  onorevoli  Pogliese, Formica, Vinciullo ed altri:  33.1,
  33. 2;
   - dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Apprendi: 33.14;
   - dagli onorevoli Gucciardi ed altri: 33.3;
   - dagli onorevoli  Di Benedetto e  Cracolici: 33.13;
   - dall'onorevole De Luca: 33.5;
   - dall'onorevole Scammacca: 33.6;
   - dal Governo: 33.2, 33.15.

   Gli emendamenti 33.7, 33.4  e 33.8 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 33.1, degli onorevoli Pogliese ed altri.
    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 33.14, degli onorevoli Faraone ed altri.
  Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa agli emendamenti 33.3 e 33.10, di identico contenuto. Li
  pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  passa  all'emendamento 33.12, dell'onorevole De Benedictis  ed
  altri. Lo pongo in votazione.
    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 33.13, degli onorevoli Di  Benedetto  e
  Cracolici. Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 33.11, degli onorevoli De Benedictis  ed
  altri. Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 33.2 degli onorevoli Pogliese ed altri.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ma non  è  in  contraddizione  con
  quello che abbiamo fatto?

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato da parte del  Governo
  il  subemendamento  33.15:  L'articolo 25 della legge  regionale  8
  febbraio 2008, n. 1, è abrogato .

   Onorevoli colleghi, sopprimendo l'articolo 25, l'emendamento  33.2
  degli  onorevoli Pogliese ed altri è superato. Vi leggo  l'articolo
  25 della legge regionale 8 febbraio 2008, n. 1:

     Art. 25 - Recupero degli edifici situati nei centri  storici.

   1.  L'assessore  regionale per i lavori pubblici è  autorizzato  a
  stipulare   con  gli  istituti  di  credito  apposite   convenzioni
  finalizzate  alla  concessione di mutui ventennali,  contratti  dai
  proprietari di unità immobiliari da adibire a residenza  principale
  o  secondaria  del richiedente ubicata nei centri storici  e  nelle
  zone  omogenee  delle zone classificate  A' nei  piani   regolatori
  generali    dei    comuni   della   Sicilia,      finalizzati  alla
  realizzazione  di  interventi  di  recupero   del        patrimonio
  edilizio  esistente  di  cui  all'articolo   20   della       legge
  regionale   27  dicembre  1978,  n.  71,  ponendo  a   carico   del
  bilancio  regionale  il  costo  totale   dei   relativi   interessi
  ovvero  per   la   rinegoziazione  o  nuova   stipula   dei   mutui
  contratti  entro  i  termini di validità   delle   graduatorie   di
  cui  all'articolo  137  della legge regionale  1  settembre   1993,
  n.  25,  dai  soggetti utilmente  ivi  inseriti   che   non   hanno
  ottenuto  il  beneficio  alla  data di scadenza  della  graduatoria
  stessa.
        2.  Entro 90 giorni dalla data di entrata  in  vigore   della
  presente  legge  l'Assessore regionale  per   i   lavori   pubblici
  determina,  con   proprio   decreto,  sentito   il   parere   della
  competente  commissione  legislativa, i  criteri  e   le   modalità
  di accesso ai benefici di cui al comma 1.
     3.  Per  le  finalità del presente articolo è   autorizzato,   a
  decorrere   dall'esercizio    finanziario    2008,    un     limite
  d'impegno  ventennale  dell'importo di  1000  migliaia   di   euro,
  cui  si provvede ai sensi dell'articolo 3,  comma  2,  lettera  l),
  della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10. .

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  33.15.  Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 33.2 è precluso.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 33.9 a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 33.6 dell'onorevole Scammacca è improponibile.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  33.5.1.

   CRACOLICI.  Ma non c'entra niente

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, noi facciamo una norma  per  dare  ai
  cittadini  che vivono nei centri storici la possibilità di  potersi
  fare  il  mutuo.  Molti comuni non hanno le prescrizioni  esecutive
  nelle  zone dei centri storici perché mancano le somme, se  noi  le
  vincoliamo  a  coloro  che fanno i piani  esecutivi  è  chiaro  che
  andiamo  a penalizzare i cittadini. Se la finalità è invece  quella
  di  un  recupero  del patrimonio edilizio nei centri  storici,  non
  capisco perché si va a fare questa prescrizione  che non ha  niente
  a che vedere con la  norma e con lo spirito della legge.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 33.5.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 33, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura.
                               «Art. 34.
           Programma di  interventi per l'edilizia abitativa

   1.  Entro  60 giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,
  l'Assessore regionale per i lavori pubblici predispone un programma
  di  iniziative volte alla realizzazione di alloggi, anche  mediante
  il  recupero  di unità immobiliari degradate, alla riqualificazione
  urbana  ed alla riqualificazione energetica di edifici di proprietà
  pubblica destinati ad alloggi popolari. L'Assessore regionale per i
  lavori  pubblici  trasmette  il programma  all'Assemblea  regionale
  siciliana   per   l'acquisizione  del  parere   delle   Commissioni
  legislative competenti per il merito e per gli aspetti finanziari.

    2. In particolare il programma di cui al comma 1 finanzia:

   a)  il  recupero  e  la  riqualificazione  energetica  di  alloggi
  degradati e non abitati, di proprietà degli Istituti autonomi  case
  popolari e dei comuni;

   b)  lo scorrimento della graduatoria dell'iniziativa  Contratti di
  quartiere  II ,  per  le proposte ammesse, ma  non  finanziate  con
  risorse dello Stato e della Regione;

   c)   un   ulteriore  dotazione  di  risorse  del    Programma   di
  riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile  di cui al
  decreto  dell'Assessore  regionale per i  lavori  pubblici  dell'11
  luglio   2008,  al  fine  di  ampliare  il  numero  delle  proposte
  ammissibili al finanziamento;

   d)  l'acquisto,  da parte dei comuni capoluoghi di  provincia,  di
  alloggi da destinare ad edilizia residenziale pubblica;

   e) i programmi integrati predisposti dai comuni.

   3.  Il  programma di cui al comma 1 ripartisce le risorse in  modo
  che  alle iniziative di cui alla lettera a) di cui al comma  2  sia
  destinato non meno del 20 per cento dello stanziamento disponibile,
  alle  iniziative di cui alla lettera b) non meno del 25 per  cento,
  alle  iniziative di cui alla lettera c) non meno del 15 per  cento,
  alle  iniziative di cui alla lettera d) non meno del 15 per  cento,
  alle iniziative di cui alla lettera e) non meno del 25 per cento.

   4.  Al finanziamento del programma di cui al presente articolo  si
  provvede   mediante  l'utilizzo  delle  economie   rivenienti   dai
  programmi  ex  Gescal a titolarità regionale di cui alla  specifica
  convenzione  stipulata in data 18 luglio 2001 tra la Regione  e  la
  Cassa Depositi e Prestiti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole  Cracolici: 34.10, 34.11, 34.14,  34.15,  34.12,
  34.13, 34.16;
   - dall'onorevole Formica: 34.7.1, 34.7;
   - dagli onorevoli  Currenti,  Formica, Vinciullo ed altri: 34.4;
   - dagli onorevoli  Pogliese, Currenti,  Formica ed altri: 34.5;
   - dal Governo: 34.9, 34.17, 34.18;
   - dagli onorevoli Gucciardi ed altri: 34.6;
   - dall'onorevole Caputo: 34.2, 34.3.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.10.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 34.7 è precluso.
   Si passa all'emendamento 34.15, dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 34.14, dell'onorevole Cracolici.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  conoscere quali dovrebbero essere le competenti Commissioni e quale
  la  funzione  in  questo programma che deve essere attuato  secondo
  criteri e non secondo giudizi.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, ovviamente,  le  Commissioni
  competenti saranno individuate dalla Presidenza.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  credo  che l'emendamento  34.4  possa  essere
  discusso   unitamente  all'emendamento  34.9  perché  è   un   iter
  procedurale  che  vede le competenze dell'assessore  per  i  lavori
  pubblici, previa delibera della Giunta regionale, sentito il parere
  della competente Commissione legislativa.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla
  in  contrario  a  livello  pregiudiziale  ma  non  ritengo  proprio
  necessario inserire  sentito il parere delle competenti Commissioni
  legislative .

   GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Onorevole Leanza, se  ne
  è già discusso in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è prevista la  separazione  netta
  delle competenze tra il Governo e il Parlamento.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non leggiamo il
  testo, non comprendiamo la ratio dell'emendamento. Il comma  1  che
  prevede   l'acquisizione  nelle  Commissioni  di  merito  e   nella
  Commissione  Bilancio del parere preventivo, infatti,  implica  una
  serie   di   procedure  che  allungherebbero  di  molto  l'iter   e
  l'efficacia  stessa del provvedimento che, invece, con la  proposta
  dell'onorevole Currenti si intende a velocizzare.
   Ritengo,  inoltre,  che l'emendamento 34.4 debba  essere  trattato
  assieme  all'emendamento  34.7, di materia  analoga;  pertanto,  si
  potrebbe operare una riscrittura che li comprenda entrambi.
   Inviterei,  quindi, ad accantonare l'emendamento 34.4 in  modo  da
  consentire  una  riscrittura che recepisca sia le  indicazioni  del
  Governo sia quanto era previsto nell'emendamento 34.7.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ritengo  saggia  la  proposta  dell'onorevole
  Formica; si può fare però velocemente perché i tre articoli  dicono
  cose  elementari. Il punto che ha posto l'onorevole Leanza, secondo
  me,  è un punto molto importante che riguarda l'accelerazione della
  spesa  e  bloccare  un piano di interventi come  questo,  anche  al
  preventivo  parere delle Commissioni legislative,  sinceramente,  è
  pleonastico.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, potremmo eventualmente  prevedere
  di  aggiungere  all'emendameto 34.4  con  parere  della  competente
  Commissione  da  rendere  entro  15  giorni   e  avremmo   superato
  l'empasse.

   FORMICA. E' già specificato nella norma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  al  fine  di  consentirne   una
  migliore riformulazione, l'articolo 34 è accantonato.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
            Rete sperimentale di Centri di orientamento per
                            l'immigrazione

   1. La Regione provvede alla realizzazione di una rete sperimentale
  di  centri  di  orientamento  per  gli  immigrati  che  favoriscano
  l'integrazione  sociale  e culturale e l'inserimento  professionale
  degli stessi».
   Comunica che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 35.4, 35.5;
   - dagli onorevoli Maira, Cordaro e Dina: 35.3;
   - dagli onorevoli  Caronia e Currenti: 35.2;
   - dall'onorevole Romano: 35.1;
   - dal Governo: 35.6.

   Si passa all'emendamento 35.4, soppressivo dell'articolo 35.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  Commissione
  Bilancio  - ammetto la mia stanchezza - non mi ero accorto  che  si
  parlava  di una norma-manifesto che non ha copertura finanziaria  e
  che, per avere copertura col Fondo sociale europeo, dovrebbe essere
  contenuta nel piano operativo del Fondo sociale europeo.
   Ripeto,  è  una  norma che ha un'ambizione, ma non  dice  come  e,
  soprattutto, non da le risorse per realizzare questi centri.
   Pertanto, ritengo che, così com'è, sia assolutamente improponibile
  e  per  questo  ho  presentato un emendamento  tendente  a  cassare
  l'articolo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  sottolineare che sono assolutamente d'accordo con quanto detto
  dall'onorevole  Cracolici e pertanto dichiaro di voler  apporre  la
  mia firma all'emendamento soppressivo 35.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 35.4. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'articolo 35 è, pertanto, soppresso.
   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura.

                               «Art. 37
                Misure urgenti per l'emergenza sociale

   1.  L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione   professionale   e  l'emigrazione   è   autorizzato   a
  finanziare,   nell'anno   2009   e   nell'anno   2010,   interventi
  straordinari  aventi ad oggetto la realizzazione  di  progetti  per
  l'esecuzione o la manutenzione straordinaria di opere  di  pubblica
  utilità   appartenenti  al  demanio  dei  comuni   dell'Isola,   da
  realizzarsi   mediante   l'impiego  dei  lavoratori   che   abbiano
  presentato  al  Centro per l'Impiego competente per  territorio  la
  dichiarazione  di  disponibilità di cui al decreto  legislativo  21
  aprile  2000,  n. 181, come modificato dal decreto  legislativo  19
  dicembre 2002, n. 297.

   2. La gestione dei cantieri di cui al comma 1 è affidata
  direttamente ai comuni.

   3. Possono essere ammesse a finanziamento le spese concernenti:

   a) retribuzione ed oneri assicurativi del personale di direzione;

   b) retribuzione ed oneri assicurativi dei lavoratori;

   c) spese forfetarie di progettazione e compenso forfetario
  spettante al R.U.P.;

   d) costo del materiale, dei trasporti, noli e mano d'opera
  qualificata o specializzata.

   4.  Il  trattamento  economico dei lavoratori  utilizzati  per  la
  realizzazione  dei  progetti  previsti  dal  comma  1  nonché   del
  personale  di  direzione,  è fissato nella  misura  prevista  dalla
  vigente normativa per i cantieri di lavoro.

   5.  I  rappresentanti  legali  dei  Comuni  inoltrano  istanza  di
  finanziamento   all'Assessorato   regionale   del   lavoro,   della
  previdenza    sociale,    della    formazione    professionale    e
  dell'emigrazione.   Le   istanze  sono   corredate   del   progetto
  regolarmente approvato dagli organi competenti e munito  dei  visti
  necessari.

   6.  L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza  sociale,
  della   formazione   professionale   e   dell'emigrazione   dispone
  l'accreditamento dell'intero ammontare delle somme finanziate  dopo
  aver acquisito i seguenti documenti:

   a) comunicazione di inizio dei lavori;

   b) verbale di selezione dei lavoratori da avviare al cantiere;

   c) nomina e ratifica del personale di direzione;

   d) dichiarazione da parte di un istituto di credito di
  accettazione del servizio di cassa;

   e) copia del verbale di aggiudicazione della fornitura dei
  materiali, noli e trasporti.

   7.  L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza  sociale,
  della  formazione  professionale e  dell'emigrazione  può  disporre
  ispezioni amministrative sulla conduzione dei cantieri.

   8.  Il  Comune, entro e non oltre trenta giorni dalla  conclusione
  dei  lavori, trasmette all'Assessorato regionale del lavoro,  della
  previdenza    sociale,    della    formazione    professionale    e
  dell'emigrazione  la  relazione  consuntiva  finale  dei  lavori  e
  contestualmente  versa  in  entrata  nel  bilancio  della   Regione
  eventuali somme residue, con la specifica degli interessi  maturati
  ed al netto della commissione bancaria.

   9.  L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a finanziare
  ad  ogni  comune dell'Isola, per l'anno 2009, un numero di cantieri
  di lavoro secondo il seguente prospetto:

   a) n. 2 per i comuni fino a 3.000 abitanti;

   b) n. 4 per i comuni fino a 5.000 abitanti;

   c) n. 5 per i comuni da 5001 a 10.000 abitanti;

   d) n. 6 per i comuni da 10.001 a 15.000 abitanti;

   e) n. 7 per i comuni da 15.001 a 30.000 abitanti;

   f) n. 8 per i comuni da 30.001 a 60.000 abitanti;

   g) n. 12 per i comuni oltre 60.000 abitanti;

   h) almeno 15 per i comuni oltre 300.000 abitanti.

   10.  Per le finalità della presente legge è autorizzata per l'anno
  finanziario 2009, la spesa di euro 55.400 migliaia di  euro  e  per
  l'anno  2010 la spesa di 166.200 migliaia di euro cui si provvederà
  con  la disponibilità del FONDI FAS  2007-2013 - linea d'azione 6.3
  del PAR Sicilia.

   11.  Entro  30  giorni  dalla pubblicazione della  presente  legge
  l'Assessore  regionale  per il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale e l'emigrazione emana apposita  direttiva
  per  stabilire  i  tempi e le modalità per la  presentazione  delle
  istanze di finanziamento nonché le relative norme di gestione.

   12.  Il  comma 2 dell'articolo 40 della legge regionale 8 febbraio
  2007, n. 2 è abrogato. Per quanto non previsto nella presente legge
  si  applicano le disposizioni sui cantieri di lavoro  di  cui  alla
  legge  regionale  1  luglio 1968, n. 17 e successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole Cracolici: 37.11, 37.12, 37. 13,  37.14,  37.15,
  37.16, 37.17, 37.18, 37.19, 37.20, 37.21, 37.22, 37.23;
   - dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo e Fiorenza: 37.2 e 37.3;
   - dagli onorevoli Leontini, Currenti e Falcone: 37.1;
   - dall'onorevole De Luca: 37.6, 37.7 e 37.8;
   - dagli onorevoli Galvagno e Termine: 37.9;
   - dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 37.24;
   - dagli onorevoli Leontini e Falcone: 37.5;
   - dal Governo: 37.10.

   Si passa all'emendamento 37.11, dell'onorevole Cracolici.
   CRACOLICI.  Dichiaro  di  ritirare l'emendamento  37.11  ed  anche
  l'emendamento 37.12.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 37.2, degli onorevoli Gucciardi, Lupo ed
  altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 37.13, 37.14, 37.15, 37.16 e 37.17 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.1, dell'onorevole Leontini.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  materia
  era  già stata trattata in Commissione e ci era stato spiegato  dal
  Ragioniere Generale, presente anche l'assessore, che poiché  questi
  interventi  venivano  finanziati con i  fondi  FAS,  l'autorità  di
  gestione dei fondi FAS deve essere un'autorità pubblica e,  quindi,
  non potevano che essere i comuni.
   Avevamo valutato anche la possibilità di utilizzare enti morali ma
  questo è stabilito dalla legge regionale.
   Preciso   all'onorevole  Leontini  che  questi   interventi   sono
  aggiuntivi ai cantieri che sono in capo all'assessorato  al  lavoro
  di  cui al capitolo di finanziamento perché vengono finanziati  con
  le risorse previste dai fondi FAS.
   In   questo   senso,  pertanto,  l'emendamento  non   può   essere
  proponibile  proprio perché la materia non può  essere  gestita  da
  soggetti diversi dagli enti pubblici.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, dichiaro di ritirare  l'emendamento
  37.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 37.6, 37.7 e 37.8 sono improponibili.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Dichiaro di ritirare gli emendamenti  37.18,  37.19  e
  37.20.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 37.4 è improponibile.
   Gli emendamenti 37.21, 37.22 e 37.23 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 37.10, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 37.3 è ritirato.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
      Provvedimenti per assicurare lo svolgimento delle attività
                       formative per l'anno 2009

   1. Al fine del contenimento dei costi ricadenti sul bilancio della
  Regione e della garanzia delle tutele, di cui all'articolo 2  della
  legge  regionale 1 settembre 1993, n. 25, del personale in servizio
  alla   data  del  31  dicembre  2008,  per  l'anno  formativo  2009
  l'Assessore  regionale  per il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a  prorogare
  le  attività  finanziate a valere del Piano regionale  dell'offerta
  formativa   dell'anno  2008  apportando  le  variazioni  necessarie
  secondo  quanto  previsto dall'ultimo comma dell'articolo  6  della
  legge regionale 6 marzo 1976, n. 24».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Scilla, Cordaro, Currenti, Falcone ed altri: 38.6;
   dall'onorevole Cracolici: 38.7 e 38.8;
   dagli onorevoli Gucciardi, Bonomo, Fiorenza e Vitrano: 38.1;
   dall'onorevole Romano: 38.2;
   dagli onorevoli Caronia, Cordaro, Lentini ed altri: 38.3;
   dall'onorevole Caronia: 38.4;
   dagli onorevoli Panarello e Cracolici: 38.9;
   dal Governo: 38.5.

   Comunico  che  gli  onorevoli  Faraone,  Raia,  D'Antoni,  Bonomo,
  Musotto,   Mattarella,  Leanza  Edoardo,  Arena,  Bosco  e   Corona
  dichiarano di apporre la firma all'emendamento 38.6.

   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  38.
   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39.

              Misure urgenti di sostegno all'occupazione

   1.   Al   fine  di  consentire  la  tempestiva  attivazione  degli
  investimenti  previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
  Regione  siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino  al  31  dicembre
  2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6  e
  7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.

   2.  Per  le  medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
  sino  al  31  dicembre  2011, l'utilizzazione  delle  22  unità  di
  personale  contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
  -   PON   ATAS  2000  -  2006  che  ha  prestato  servizio   presso
  l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.

   3. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione dei commi
  1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro per l'anno
  2009  e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010  e
  2011.

   4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
  1993  n. 15, è autorizzata fino al 31 dicembre 2011 la prosecuzione
  dei contratti di lavoro in essere vigenti alla data del 31 dicembre
  2008.  Per  le finalità del presente comma è autorizzata,  per  gli
  esercizi  finanziari 2009-2011, la spesa annua di  50  migliaia  di
  euro.

   5.  Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato,  di
  cui  all'articolo  26, comma 12, della legge  regionale  16  aprile
  2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
  entrata  in  vigore  della presente legge  presta  servizio  presso
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è  inquadrato
  a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
  giorni  dalla  data dell'entrata in vigore della presente  legge  e
  previo  consenso  dell'Amministrazione di appartenenza,  nel  ruolo
  organico  regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale  15
  maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
  possedute,  al  momento  del  passaggio,  nell'Amministrazione   di
  provenienza.  Il  trattamento  di fine  rapporto,  maturato  presso
  l'amministrazione  di  provenienza  dai  dipendenti   che   abbiano
  presentato  la  domanda di cui al presente comma,  è  acquisito  in
  entrata    nel    bilancio   regionale.   Alla   spesa    derivante
  dall'applicazione del presente comma si fa fronte con  parte  delle
  risorse    disponibili   previste   per   gli    oneri    derivanti
  dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
  16 aprile 2003 n. 4.

   6.   Al   fine   del  contenimento  della  spesa,   il   personale
  dell'Amministrazione  regionale, previo consenso  dell'interessato,
  può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
  qualsiasi  titolo  e  per  funzioni  da  concordare  in  protocolli
  d'intesa,  con  oneri  a  carico dell'Ente o società  destinatarie,
  fermo  restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
  e  le  salvaguardie  previste dal vigente contratto  collettivo  di
  lavoro,  presso  amministrazioni  dello  Stato,  società  a  totale
  capitale   pubblico,   enti   pubblici  anche   economici,   organi
  istituzionali  ed  apparati serventi di organi legislativi,  nonché
  presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.

   7. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
  al  bilancio  della  Regione le necessarie  variazioni  discendenti
  dall'applicazione del presente articolo.

   8.  L'Assessore  regionale  con delega alla  protezione  civile  è
  autorizzato  a  rinnovare i contratti di diritto  privato  a  tempo
  determinato,  per un periodo triennale, con i soggetti  di  cui  al
  comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
  Per  le  finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2009,  la spesa di 1.300 migliaia  di  euro.  Per  gli
  esercizi  finanziari   2010 e 2011 è altresì autorizzata  la  spesa
  annua di 2.100 migliaia di euro.

   9.  Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
  Enti  Parco  in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
  ed  allo  sviluppo sostenibile, anche attraverso la  formazione  di
  specifiche  professionalità,  per  la  realizzazione  di  ulteriori
  progetti  di  recupero e valorizzazione del territorio,  finanziati
  nell'ambito  del  PAR  o  con  risorse ordinarie,  gli  Enti  Parco
  procedono  a  rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti  con
  tale  personale,  sempre  che  la  loro  contrattualizzazione   sia
  avvenuta  a  seguito di specifiche procedure selettive  nell'ambito
  del  progetto   Formazione occupazione ambiente  Sicilia .  Per  le
  finalità   del   presente  comma  è  autorizzata  per   l'esercizio
  finanziario  2009  la  spesa di 776 migliaia  di  euro  e  per  gli
  esercizi  finanziari 2010 e  2011 la spesa, per  ciascun  anno,  di
  1.260 migliaia di euro.

   10.  Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
  delle  imprese,  i contratti stipulati dall'IRCAC  ai  sensi  della
  legge  regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
  successivo  dalla  data  della loro naturale  scadenza.  Gli  oneri
  finanziari  di  cui  al presente comma sono a carico  del  bilancio
  dell'IRCAC.

   11. Per le finalità connesse alla prevenzione ed alla salvaguardia
  delle popolazioni e del territorio, i comuni possono prorogare, per
  un  periodo  di tre anni, il personale assunto a tempo determinato,
  ai  sensi  degli articoli 14, comma 14 e 23-quater della  legge  31
  marzo  1998,  n.  61 e che abbia prestato servizio per  almeno  due
  anni,  anche interrotti, negli ultimi cinque anni. Per le  finalità
  di cui al presente comma è autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di
  500  migliaia  di  euro.  Per  gli  anni  2010  e  2011  è  altresì
  autorizzata la spesa di 900 migliaia di euro per ciascun anno.

   12.  L'ARPA è autorizzata  a rinnovare, per il periodo di un anno,
  i  contratti  di cui all'art. 25 della legge regionale 29  dicembre
  2003  n.  21. Per le finalità del presente comma è autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.

   13.  All'art. 5  comma 2 della legge regionale 14 aprile  2006  n.
  16,  dopo  le parole  articolo 2  sono aggiunte le seguenti  parole
   nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente  al  31
  dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
  realizzazione  dei  progetti  di  utilità  collettiva  disciplinati
  dall'art.  23  della  legge  regionale  11  marzo  1988  n.  67,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, che non abbiano  beneficiato
  di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione  o
  disoccupazione  da  almeno 24 mesi .  In sede di  emanazione  delle
  direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
  2006  n.  16, ai soggetti destinatari delle previsioni  di  cui  al
  presente   comma,   nell'ambito  della  riserva   complessiva   già
  determinata  in forza delle disposizioni vigenti, è  destinata  una
  riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
  messi  a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
  comma  è  autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa  di  100
  migliaia di euro».
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole   Cracolici:  39.13  (soppressivo   dell'articolo),
  39.14, 39.15, 39.17, 39.18, 39.19; 39.26, 39.27;
   dall'onorevole Cimino: 39.9 (al comma 1); 39.9 (al comma 2),  39.9
  (al comma 3); 39.9 (al comma 5); 39.11;
   dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Apprendi ed altri: 39.34;
   dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 39.28, 39.31;
   dall'onorevole Leontini: 39.6.
   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  chiedo l'accantonamento dell'articolo 39 perché il Governo vorrebbe
  presentare un emendamento di riscrittura e confrontarsi con  l'Aula
  per  creare  le condizioni affinché in un articolo si  possano,  di
  fatto,  realizzare le iniziative concernenti le cosiddette proroghe
  e  in  un  articolo  aggiuntivo si possano invece concretizzare  le
  tematiche     dei    rinnovi.    Questo    Parlamento,     infatti,
  nell'approvazione  dell'esercizio  provvisorio,  erroneamente,   ha
  operato delle situazioni di disequilibrio rispetto a lavoratori con
  le stesse opportunità e gli stessi requisiti.
   Riterrei  opportuno, quindi, realizzare in queste  due  scritture,
  con  la  volontà  del Parlamento, un'azione di  riequilibrio  e  di
  garanzia occupazionali per entrambi le categorie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  errore,
  alcuni  emendamenti  che ho presentato all'articolo  39,  come  era
  espressamente   scritto,   sono   stati   considerati   emendamenti
  aggiuntivi.
   Chiedo,  pertanto,  che gli emendamenti A  401  e  A  403  vengano
  considerati emendamenti all'articolo 39 perché la materia è  quella
  che stiamo trattando.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, nella riscrittura che il  Governo
  si è impegnato a fare, terremo conto di questi due emendamenti.
   Dispongo l'accantonamento dell'articolo 39.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 44 e del relativo  emendamento
  44.2, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  44.5,
  interamente sostitutivo dell'articolo 44.
   Pongo  in votazione, pertanto, l'emendamento 44.5. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 44.2 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che dobbiamo
  intenderci  su  cosa vogliamo sostanzialmente fare  e  su  cosa  il
  Governo  intende fare per quanto concerne la legge 33 del 1998  che
  rappresenta una parola magica per il settore della pesca.
   Tale  norma,  come  i colleghi ricorderanno, è stata  oggetto  nel
  passato  di  tanta  e  tanta attenzione, sia  per  quanto  riguarda
  eventuali   possibilità  di  intervenire  in  caso  di  determinate
  calamità  sia  per  quanto concerne le modalità di  erogazione  dei
  soldi.
   Stiamo  ora scoprendo che possiamo nuovamente mettere in gioco  le
  legge  33  del  1998  e,  pertanto, vorremmo  capire  su  che  cosa
  realmente  si  vuole  intervenire. Se ci possono  essere,  infatti,
  impegni di spesa, ci sta bene, così come ci può stare bene  che  ci
  possa  essere un piccolo  tesoretto , che è rimasto bloccato  -  lo
  sappiamo  -  perché  si  sono  cercate soluzioni  nel  passato  che
  effettivamente non hanno dato le risposte sperate.
   Che  tutto  ciò  però  venga richiamato oggi, in  questa  maniera,
  assessore Di Mauro, senza esplicitare qual è l'obiettivo strategico
  che  noi  vogliamo porci, è quantomeno singolare perché  in  questo
  momento,  come il Governo sa, il settore attraversa una fase  molto
  particolare e difficile.
   Non vorrei che, ancora una volta, in un periodo molto delicato,  a
  pochi  giorni  da  una  campagna elettorale  che  non  si  presenta
  semplice,   qualcuno  potrebbe  dire  che  non  ci  sono   campagne
  elettorali  semplici e potremmo essere d'accordo. Ma in un  settore
  del  genere dove nel passato, purtroppo, le incursioni, per  quanto
  concerne  anche  le  manovre per il bottino elettorale  sono  state
  tante,  e  molte  a volte sono state anche impostate  sulla   legge
  regionale  n. 33 del 1998 e visto e considerato che in  una  realtà
  importante della nostra Sicilia,  la prima flotta peschereccia  del
  Mediterraneo,  mi  riferisco a  Mazara del  Vallo  e  a  quella  di
  Sciacca.
     E'  ovvio che ci sono anche le elezioni amministrative, dobbiamo
  intenderci,  mi  piace parlar chiaro, questa  è  un'operazione  che
  tende  a  mettere  mano  e a recuperare alcune  questioni  che  nel
  passato non è stato possibile affrontare e portarle evidentemente a
  bordo  e  non  c'è  terminologia più adatta   a  bordo ,  oppure  è
  un'operazione  che  sostanzialmente mette  mano  ad  una  possibile
  chiave  di volta per quanto concerne le problematiche serie che  in
  questo  momento sta vivendo la marineria siciliana? Se a questo  si
  dà,  assessore Di Mauro, una risposta chiara, questo può essere  un
  emendamento  del  Governo  condiviso da parte  nostra,  ma  bisogna
  essere  chiari perché diversamente la legge regionale  n.   33  del
  1998 diventerà solo oggetto di spicciola campagna elettorale e  non
  di   una   seria  discussione  per  le  questioni  della  marineria
  siciliana.
     Su  questo  voglio essere chiaro, fino in fondo, perché  non  mi
  piace  arzigogolare,  non  mi  piace utilizzare  sofismi.  Dobbiamo
  essere seri. Se c'è un obiettivo strategico, se ci sono soluzioni a
  portata  di  mano,  se  la  sopraccitata  norma   ci  permette   di
  intervenire  per  quanto  concerne  questioni  serie   che   stanno
  attraversando  il  settore della pesca che è un  settore  che  vive
  anche  una crisi delicata, bene  Se stiamo partorendo uno strumento
  per  fare  le solite campagne elettorali  alla siciliana'  guardate
  che  stiamo  commettendo  un errore grave e  stiamo  sottovalutando
  quello  che  sta accadendo ad un  comparto decisivo per  l'economia
  della nostra isola.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi ricordo che  l'articolo  44  è
  stato già approvato. Si passa all'articolo 45.  Ne do lettura:

                               «Art. 45
                            Consorzi Ittici

   1.  Non  possono  far parte dei consorzi ittici i  comuni  il  cui
  territorio  non confina con il mare o che non abbiano  nel  proprio
  territorio industrie di conservazione o trasformazione di  prodotti
  ittici.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 45.6 (soppressivo dell'articolo);
   dagli onorevoli Beninati e Buzzanca: 45.2;
   dagli onorevoli Corona, Leontini, Torregrossa e Bosco: 45.5;
   dall'onorevole De Luca: 45.3;
   dagli onorevoli Ruggirello, Leontini e Caronia: 45.4.
   dagli onorevoli Corona, Leontini, Torregrossa e Bosco: 45.5;
   dagli onorevoli Marrocco e altri: A128; A496.4;
   dall'onorevole Cracolici e altri: A496.3;
   dagli onorevoli Falcone e altri: 45.2.1.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  ho  presentato
  l'emendamento  A128  che  è  stato  erroneamente  messo   fra   gli
  aggiuntivi ma che si riaggancia al testo dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Comunico che è  stato presentato l'emendamento  A496,
  interamente  sostitutivo  dell'articolo 45 che,  se  approvato,  fa
  decadere tutti gli altri emendamenti.

   CRACOLICI. L'emendamento da lei comunicato non è ancora in  nostro
  possesso.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  gli  emendamenti  interamente
  sostitutivi  presentati  dal Governo hanno priorità  rispetto  agli
  altri.
   Onorevole Marrocco, legga l'emendamento del Governo, può darsi che
  le sue ragioni siano già espresse in questo emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  la
  proceduta  è  quella  che  lei  ha appena  ricordato,  però  vorrei
  rammentare, in questo caso, che l'emendamento A128 ha una  finalità
  interamente abrogativa dell'istituzione dei consorzi.
   Mentre quello del Governo - se ho capito bene, perché ancora non è
  in  mio  possesso - l'emendamento a firma  Marrocco ed altri  è  un
  emendamento più radicale.
   Quindi,  da  questo punto di vista mi parrebbe corretto  scegliere
  prima  la via più radicale, perché se sono abrogati i consorzi  non
  può essere messo in discussione quello che li dimezza.
   Se  non viene approvato l'emendamento Marrocco si vota quello  che
  dimezza.
   Ma  mi  pare  un  fatto di logica parlamentare;   in  questo  caso
  l'emendamento Marrocco abrogherebbe i consorzi ittici. A quel punto
  non ci sarebbe bisogno di dimezzarli.
   Non so se sono stato chiaro nella  esplicazione della procedura.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, all'emendamento Marrocco,  di abrogazione  dei
  consorzi  ittici,   il  Governo è contrario.  Volevo  dirlo  perché
  l'Aula e l'onorevole Cracolici si determinassero di conseguenza.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  l'emendamento del Governo sostitutivo dell'articolo 45  in  qualche
  modo  concili  le  varie  esigenze che  man  mano  sono  venute  da
  quest'Assemblea cioè quelle di dare maggiore trasparenza e maggiore
  produttività ai consorzi ittici, cancellandone alcuni.
   Pertanto, invito l'onorevole Marrocco come primo firmatario e  gli
  altri  ad  apprezzare eventualmente l'emendamento del  Governo,  il
  quale razionalizza questa materia e, nello stesso tempo, l'avvia ad
  una certa soluzione.
   Non   dimentichiamo  che  stiamo  dimezzando   le   indennità   e,
  soprattutto, vengono tolte le zone montane. Quindi, così  come  era
  emerso in Commissione bilancio, stiamo andando in questa direzione.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei  aggiungere  alle cose dette dall'onorevole  Leanza,  che  è
  anche prevista, in quest'emendamento, la riduzione del 50 per cento
  del compenso al presidente ed al vice presidente ed anche i compiti
  che vengono assegnati ai consorzi ripopolamento ittico.
   Quindi,  con  questo emendamento diamo un seguito  all'emendamento
  che era stato proposto in Commissione bilancio, che oggi di fatto è
  nel disegno di legge all'articolo 45, l'emendamento del Governo  lo
  assorbe,  lo fa suo, immagina un percorso che rivede l'appartenenza
  dei  comuni  ai  consorzi ittici, che ovviamente  non  possono  che
  essere  che  quelli  che  hanno uno sbocco  a  mare,  definisce  le
  competenze,  secondo quello che è il FEP, ne riduce i  compensi  ai
  componenti dei consigli di amministrazione e avvia un percorso  che
  è previsto dal FEP 2007-2013.

   PRESIDENTE.   Comunico   che   il  Governo   ha   presentato   due
  subemendamenti, A496.1 e A496.2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non c'è di peggio che fare le cose a
  metà,  dico questo perché vorrei capire il profilo che molto spesso
  viene  declarato sui giornali anche dal Presidente  della  Regione,
  quando annuncia l'intendimento di superare strumenti che ormai sono
  sostanzialmente  inutili nella vita pubblica e amministrativa della
  nostra Regione.
   Continuo  a  pensare che i consorzi ittici fanno parte  di  quella
  attività che può essere  superata.
   Non  credo  che  tutto  questo nocerebbe all'attività  dei  nostri
  pescatori,  delle  imprese, degli armatori e dei  lavoratori  della
  pesca, sono superfetazioni della politica. Dico al Presidente della
  Regione e al Governo tutto, e appongo la mia firma  all'emendamento
  Marrocco, che se si vuole cambiare questa Regione le vie  di  mezzo
  servono soltanto a rimanere impallinati, perché o decidiamo  che  i
  consorzi  ittici non servono, quindi vengono abrogati;  se  servono
  non capisco perché si riducono. Delle due l'una: fare queste cose a
  metà per cui  se ne toglie qualcuno, perché magari meno amico e  se
  ne  fa  rimanere  qualche  altro perché  più  amico,  questo  sì  è
   politichetta , neanche vecchia politica
   Chiedo  all'Assemblea di bocciare l'emendamento del  Governo,  non
  condivido  la  procedura  che sta seguendo  il  Presidente,  perché
  questo  è  un  emendamento  più  radicale,  è  più  lontano,  è  un
  emendamento che abroga i consorzi.
   Qualora  non  fosse approvato, è giusto votare quello del Governo,
  e annuncio che lo faccio mio. Qualora l'Assemblea non approvasse il
  128,  sarebbe  corretto  votare quello  del  Governo,  ma  impedire
  all'Assemblea di pronunciarsi sull'abrogazione dei consorzi  ittici
  lo ritengo una forzatura regolamentare.
   In  ogni  caso,  personalmente  voterò  contro  l'emendamento  del
  Governo  e a questo punto preannuncio che,  se lei intende metterlo
  ai  voti,  chiederò  il  voto segreto, per consentire,  invece,  di
  votare   l'emendamento   A128  per  dare  un   segnale,   onorevole
  Presidente, e far vedere che questa finanziaria fa qualcosa, perché
  fino ad oggi questa finanziaria mantiene lo stato di cose esistenti
  in ogni angolo dell'Amministratone regionale.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei chiarire alcune cose che sono state dette. La prima è che  i
  consorzi ittici sono previsti dal FEP. Una misura prevista dal  FEP
  è  l'articolo  45  che prevede l'organizzazione nel  territorio  di
  queste strutture.
   Si tratta di stabilire i territori che sono interessati seriamente
  ai   consorzi;  stabilire  che  ai  componenti  del  consiglio   di
  amministrazione,   come  ho  detto,  venga   ridotto   in   maniera
  sostanziosa il compenso che è stato fino ad oggi stabilito  e  dare
  competenze.
   Non  è  possibile, onorevole Cracolici, che tutto  sia  accentrato
  negli  uffici  della Regione siciliana, perché  credo  che  se  noi
  riduciamo  i  consorzi  così come è stato indicato  in  Commissione
  bilancio  con  una  proposta fatta, in cui si  vuole  assolutamente
  eliminare  quei  consorzi  che  non rispondono  alle  esigenze  del
  territorio  e  rideterminare nel territorio strutture che  svolgono
  un'attività  di  servizio  al settore della  pesca  cominciando  da
  quella sportiva.
   Su questo ci misureremo inserendo una serie di norme che prevedono
  il recepimento degli articolo 172, 174, 175 che sono norme previste
  dal FEP attraverso la vecchia normativa n. 32 del 2000.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MARINELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   condivido
  l'emendamento  che  hanno proposto i colleghi  Marrocco  ed  altri,
  specificatamente all'abolizione dei consorzi ittici.  Dico  che  la
  Regione siciliana, se vuole cambiare pagina lo può fare.
    La norma 32, in particolare, prevedeva l'istituzione degli uffici
  periferici  della  pesca  e  dato  che    è  lo  strumento  di  cui
  l'Assessorato  ed il Governo della Regione, risparmiando  circa  un
  milione  e  mezzo di euro può farlo. Abbiamo tantissimi  dipendenti
  regionali, tantissimi precari,  ma tantissimi dipendenti, siamo una
  Regione  che ha tanti, tanti dipendenti e, quindi, volendo  si  può
  avvalere,  come  braccio operativo, degli uffici  periferici  della
  pesca.
   Perché  non pensare all'istituzione di questi uffici periferici  e
  risparmiare  e utilizzare questo milione e mezzo di euro   previsti
  nel  bilancio  della Regione per potenziare gli  uffici  periferici
  della  pesca  che  sarebbero a diretto contatto  con  le  marinerie
  siciliane e con gli operatori e con le imprese di pesca siciliane?
   Noi sappiamo come sono stati istituiti quei consorzi, tra l'altro,
  molti dei quali con comuni che neanche lontanamente vedono il mare,
  non  sono  bagnati dal mare, ma lo vedono lontanamente. Addirittura
  sono  previsti undici consorzi  Faccio riferimento a  quello  della
  provincia di Agrigento che non ha  mai funzionato. Un consorzio che
  è  stato  istituito, e parlo di una provincia prettamente marinara,
  fatta eccezione per alcuni comuni.
   Il  problema è che  bisogna fare una scelta di campo e il  Governo
  deve  porre in essere che tipo di scelta di campo voglia  fare.  Il
  fatto  di ridurle, di farne uno per ogni provincia, sostanzialmente
  otto  o  nove,  non  risolve il problema, a  mio  avviso,  per  una
  semplice  ragione:  non c'è bisogno dei consorzi di  ripopolamento,
  perché  questi  consorzi non hanno mai funzionato. Addirittura,  mi
  risulta  che  il  consorzio di Patti,  onorevole  Presidente  della
  Regione, ha assunto del personale.
   Vorrei  capire,   con tante di quelle persone  che  abbiamo  nella
  nostra Regione, con tanti di questi dipendenti, ho visto che c'è un
  emendamento che proibisce nuove assunzioni. A mio avviso,  non sono
  risolutive.  C'è  un emendamento presentato da parte  dei  colleghi
  Pogliese  ed  altri. Allora, perchè no,  votarlo  e  rassegnarlo  a
  questa Assemblea.
   E  vorremmo  anche  qui una risposta da parte  del  Governo  della
  Regione. E' una risposta a metà quella che il Governo della Regione
  vuole  fare  in   merito ai consorzi. Utilizziamo, invece,   meglio
  questo milione e mezzo di euro, da destinare alla pesca. Diamoli ai
  pescatori, alle imprese di pesca siciliane, che sono gli addetti ai
  lavori,  che  hanno necessità. Per esempio, l'articolo che  abbiamo
  approvato   è  una  vecchia  legge  che  questo  Parlamento   aveva
  approvato,   la  legge   n.  33 , della quale  molte  istanze  sono
  rimaste inevase perché il regolamento da parte della Regione non  è
  mai  stato  varato o quello varato  è stato storpiato da parte  del
  Consiglio di giustizia amministrativa.
   C'erano  120 miliardi delle vecchie lire, 60 milioni di euro,  che
  io auspico che il Governo della Regione ne dia attuazione.
   E' una risposta in favore della pesca e dei pescatori siciliani.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  chiarire
  alcune  disinformazioni  sull'argomento. Da assessore  pro-tempore,
  nel  periodo 2006-2007, ho ritenuto opportuno, in un periodo in cui
  mi sono ritrovato a ricoprire quella delega, di comprendere un modo
  migliore per far spendere i soldi alla Regione siciliana. Penso  di
  averlo fatto in tutte le deleghe. Prova ne è che se oggi si parla -
  e  l'assessore  me  ne darà prova - dei bandi  europei  delle  aree
  artigianali, l'unico assessorato che ha messo in cantiere la  spesa
  dei  fondi  comunitari è l'Assessorato alla cooperazione,   con  le
  aree artigianali.
   In  atto,  nessun altro assessorato ha messo in movimento i  fondi
  comunitari 2007-2013.
   Ho  voluto  fare  questa premessa perché  sul  FEP,  che  è  stato
  l'ultimo documento di programmazione comunitaria che la Regione  ha
  avuto  approvato e l'Assessore ne è a conoscenza,   e  noi  abbiamo
  difeso questa regione dove per gli anni passati aveva avuto non più
  di  50-60 mila euro, per la prima volta e forse per l'ultima questa
  Regione gestirà ben 160 milioni di euro.
   E'  stata un'azione di quel Governo, di quell'assessore che  si  è
  battuto  per  far mantenere il rispetto della giusta  equiparazione
  dei fondi per la Regione.
   Ora  mi  sembra veramente paradossale discutere sui  consorzi,  se
  chiuderli o aprirli.
   I  consorzi, ha detto bene l'onorevole assessore, la  norma  e  il
  regolamento  comunitario  del  2006  che  ha  attivato   tutte   le
  competenze  del  nuovo  piano per la  pesca,  il  FEP,  quelli  che
  spenderemo per il periodo 2007-2013,  prevede all'articolo  45  che
  la Regione incentivi l'unione dei comuni e del territorio.
   Quale   migliore occasione, avendo già dei consorzi sul territorio
  di cui tre storici, che non hanno una situazione uguale agli ultimi
  otto  che  sono stati attivati da un anno e mezzo proprio  per  far
  spendere  i  soldi  della Comunità europea, anzi per  aiutare  alla
  spesa.
   L'assessore  sa  che buona parte dei fondi quando sono  accentrati
  all'assessorato stesso non si riescono a spendere.
   I  consorzi  sono  uno  strumento che meglio permettono  la  spesa
  futura dei fondi comunitari.
   Abbiamo  notato  e condiviso in toto che c'erano  delle  anomalie,
  come  ad esempio alcuni comuni che non ne facevano parte, in quanto
  non  hanno  nulla   a  che  vedere  con  il  mare;  somme  date  al
  presidente, agli amici del presidente,  esagerate..
   Tutto questo ha fatto in modo che con l'emendamento del Governo si
  rimedi a tutto ciò.
   Oggi il Governo, l'Assemblea, se porta avanti qualcosa che è stato
  creato  da  due  anni  proprio  per attivare  i  fondi  comunitari,
  diversamente credo che fa un grossissimo errore.
   Ognuno  farà  le  proprie valutazioni. Condivido la  proposta  del
  Governo.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo  ben  il
  lavoro  dell'opposizione,  però, ritengo  che  a  distruggere  e  a
  demolire tutto, siamo bravi.
   Credo  che  la sensibilità e l'intelligenza di un Parlamento  stia
  nell'individuare quali siano quelle strutture che invece abbiano un
  ruolo importante nel territorio.
   Credo  che  la  proposta di cancellare i consorzi di ripopolamento
  ittico  sia  un errore adottata in maniera generale e  forse  anche
  lontana dal vero problema.
   Sono  convinto  che  quello che c'è di buono da  parte  di  queste
  strutture vada conservato.
   Molti consorzi hanno fatto un ottimo lavoro.
   Se  oggi  vi  è la salvaguardia e si è accentuato il fenomeno  del
  ripopolamento ittico, lo si deve a queste strutture.
   Credo  che la proposta del Governo sia condivisibile dando  delega
  all'assessore  e  all'assessorato per andare ad individuare  quelle
  strutture  che  hanno  lavorato bene, di ridurre  i  Consigli  e  i
  compensi  dei  consigli di amministrazione e  salvaguardare  quelle
  strutture e quei consorzi che hanno operato bene in Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                    Per un richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  intervengo
  più nel merito perché il merito è chiaro, mi permetto di leggere il
  terzo comma dell'art. 116 del Regolamento  interno  che stabilisce:
   gli  emendamenti  ad  un emendamento cioè i  subemendamenti,  sono
  votati  prima  dello  stesso. Gli emendamenti proposti  da  singoli
  deputati,  prima  di  quelli proposti dalla  Commissione  e  quelli
  presentati dalla Commissione prima di quelli proposti dal  Governo
  quindi, gli emendamenti dei deputati vengono votati prima di quelli
  del Governo
   La  norma  mi pare chiara:  l'Aula si determinerà, ci mancherebbe,
  la  ritengo  tra  l'altro la procedura più  trasparente  e  laddove
  l'Aula  si  dovesse determinare in maniera negativa all'emendamento
  Marrocco,    che   ho  fatto  mio,  si  procederà  alla   votazione
  dell'emendamento  del  Governo. Ma credo che  sia  a  questo  punto
  necessario  che  l'emendamento A128 venga  votato  prioritariamente
  così   come   prevede  il  Regolamento  interno.  Evitiamo   quindi
  forzature,   con  serenità  l'Aula  si  determinerà.  Diversamente,
  chiederò  che  la  votazione  dell'emendamento  A128  avvenga   per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il suo richiamo  al  Regolamento
  non  è  esatto  perché  fa riferimento ai subemendamenti.  Noi  non
  stiamo  trattando  un  subemendamento,  stiamo  trattando   di   un
  emendamento  del Governo che è di intera riscrittura  dell'articolo
  45,  per cui siamo in un'altra fattispecie.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, dovrebbe limitarsi a  convocare  la
  Giunta per il Regolamento

   PRESIDENTE. Faccio riferimento a un articolo del Regolamento, così
  come   lei   ha  letto  l'articolo  del  Regolamento,  do   lettura
  dell'articolo  111,  del  Regolamento interno:   Ogni  deputato  ha
  diritto  di  proporre emendamenti i quali vengono discussi  secondo
  l'ordine  di  presentazione o secondo quell'ordine  logico  che  il
  Presidente,    inappellabilmente,   reputa   opportuno    per    la
  discussione .
   Mi pare che questo sia abbastanza definitivo.

   CRACOLICI.  Sulla base di una procedura più logica.  Non  continui
  con  questa  forzatura e non convochi la Giunta per il Regolamento.
  Fermi i lavori dell'Aula e la convochi. Lei non può interpretare il
  Regolamento come vuole. Le formalizzo la richiesta di convocazione

   PRESIDENTE.   E'   la  sua  interpretazione  che   forzerebbe   il
  Regolamento e lo sa perfettamente. Allora, le dico un'altra cosa in
  più  che  è  prassi  consolidata  di  questo  Parlamento,  possiamo
  prendere centinaia di precedenti, mettere in votazione sempre prima
  gli  emendamenti  del  Governo,  al di là  dell'emendamento  o  del
  subemendamento.

   CRACOLICI. Lei convochi la Giunta per il Regolamento.

   PRESIDENTE. Convocheremo la Giunta  per il Regolamento. Intanto si
  è all'emendamento A496 di cui lei ha chiesto il voto segreto, o no?
   Onorevole Cracolici, lei deve abituarsi a confrontarsi su un piano
  democratico  Quello che dice lei non è la regola, quello  che  dice
  lei  ha  esattamente la valenza di quello che dice qualunque  altro
  deputato. Se lei la pone su questo piano possiamo discutere da  qua
  a  domani,  se  lei  ritiene di avere sempre  ragione  con  me  non
  discuta.

   CRACOLICI. Deve convocare la Giunta per il Regolamento.

   PRESIDENTE.  Io  la  convocherò quando lo riterrò  opportuno,  non
  certamente  in questo momento, non c'è tensione tra me e  lei,  non
  c'è  una  interpretazione   diversa,  c'è  un  Regolamento  che   è
  chiarissimo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  considerato che sono le ore 14.00, chiedo se è possibile aggiornare
  i lavori  alle ore 16.00.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come preannunciato,  sospendo
  i lavori che riprenderanno alle ore 15.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.00,  è ripresa alle ore 16.19)
   La seduta è ripresa


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi informo circa l'andamento  dei
  lavori  d'Aula, annunciando che riprenderemo l'esame  dell'articolo
  45  e procederemo esaminando i due fascicoli degli emendamenti fino
  a completare l'esame del testo della finanziaria.
   Prima  di passare all'esame degli emendamenti aggiuntivi,  quindi,
  preannuncio una riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, con l'Assessore per il bilancio e il presidente della
  Commissione, per verificare preliminarmente la proponibilità  degli
  emendamenti aggiuntivi presentati.
   Abbiamo  già  fatto una prima valutazione con gli Uffici  in  base
  alla tipologia degli argomenti trattati, alla compatibilità con  il
  testo,   alla  copertura  finanziaria,  etc.  e  il  numero   degli
  emendamenti  aggiuntivi, che era di circa  850,  si  è  ridotto  in
  maniera sensibile a circa cinquanta.
   Non sorgendo osservazioni, così resta così stabilito.
   Si riprende l'esame dell'articolo 45.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LEANZA  NICOLA. Chiedo di  parlare  sull'ordine  dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  vorrei   chiedere,  se  possibile,   un  momentaneo  accantonamento
  dell'articolo  45,  anche, lo dico subito,  in  considerazione  del
  fatto che l'onorevole Cracolici aveva preannunciato la richiesta di
  voto  segreto  e  che,  visto che stanno arrivando  in  Aula  altri
  colleghi, possiamo passare ad altri articoli.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE. Onorevole Leanza, l'onorevole Cracolici aveva  chiesto
  la votazione per scrutinio segreto sull'emendamento A496.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, ritengo sia opportuno  passare
  subito alla trattazione di un altro articolo.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole, vuole bocciare l'articolo?

   LEANZA   NICOLA.   No,   signor  Presidente,  vorrei   accantonare
  l'articolo in questo momento.

   PRESIDENTE. Per poi bocciarlo o approvarlo?

   LEANZA  NICOLA.  No,  signor Presidente, poi lo  deciderà  l'Aula;
  intanto chiedevo l'accantonamento per passare ad altro articolo.

   PRESIDENTE.  Ma si può votare senza ricorrere alla  votazione  per
  scrutinio segreto. L'Aula si esprimerà tranquillamente.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
  45.
   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46
                   Norme sulle cooperative giovanili

    1. Dopo il comma 5quater dell'articolo 22 della legge regionale 1
  settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  inseriti i seguenti commi:
    5quinquies. Al fine di consentire il superamento del grave  stato
  di  crisi  ed  il  mantenimento  dei  livelli  occupazionali  delle
  cooperative giovanili operanti in Sicilia, che siano in attività ed
  in  regola  con  gli obblighi occupazionali di cui all'articolo  22
  della  legge  regionale  1  settembre  1993,  n.  25  e  successive
  modifiche  ed integrazioni e della legge regionale 18 agosto  1978,
  n.  37  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  e  della  legge
  regionale  1  settembre  1993,  n. 25  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.
     5sexies. E' sospeso, senza alcun onere aggiuntivo per le imprese
  beneficiarie il pagamento delle rate scadute e non pagate alla data
  di  entrata  in vigore della presente legge, nonché di  quelle  che
  andranno  a scadere fino al 31 dicembre 2010 relative a crediti  di
  esercizio  e mutui concessi dall'Istituto regionale per il  credito
  alla  cooperazione (IRCAC) ai sensi della legge regionale 18 agosto
  1978,  n.  37 e successive modifiche ed integrazioni e della  legge
  regionale  7  febbraio  1963,  n.  12  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.
     5septies. Sono altresì sospesi gli eventuali interessi  di  mora
  già  maturati  sulle  rate  sospese che  verranno  poi  corrisposti
  contestualmente al pagamento della rata a cui si riferiscono.
     5opties.  Il  pagamento  delle rate  oggetto  della  sospensione
  avverrà in coda al piano di ammortamento che viene prolungato di un
  numero  di  rate pari a quelle scadute e non pagate in virtù  della
  presente   legge   e  secondo  la  medesima  periodicità   prevista
  originariamente.
     5nonies. Il tasso di interesse annuo, comprensivo di ogni  altro
  onere accessorio e spese, per il pagamento delle rate oggetto della
  sospensione  da  applicare  dovrà essere  quello  corrente  fissato
  dall'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai
  finanziamenti  agevolati concessi dalla medesima  alle  cooperative
  siciliane.
     5decies.  I suddetti benefici si applicano anche in presenza  di
  azioni  esecutive escluse le procedure concorsuali, avviate per  il
  recupero  delle  rate oggetto della sospensione, a  condizione  che
  l'impresa  debitrice  provveda  al  pagamento  delle  spese  legali
  connesse'.

   Si passa al subemendamento A128 all'emendamento A496.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal Governo: 46.4  (soppressivo dell'articolo);
   dall'onorevole Cracolici: 46.5 (soppressivo dell'articolo);
   dall'onorevole Caputo: 46.1
   dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 46.6;
   dagli onorevoli Maira e Dina: 46.1.1.
   dagli onorevoli Campagna ed altri: 46.7.

   Si passa all'emendamento 46.4.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 46.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 46.5, dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 46.1 dell'onorevole Caputo è improponibile.
   Si passa all'emendamento 46.6, dell'onorevole Apprendi.

   APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 46.8.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 46.7 e il 46.1.1 sono improponibili.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor   Presidente,   l'emendamento   46.7    non    è
  improponibile.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Faraone,  si  tratta  di  un  emendamento
  aggiuntivo,  non  modificativo  e, in  questa  fase  del  dibattito
  parlamentare, non si possono presentare emendamenti che  non  siano
  di modifica di un emendamento già inserito nel fascicolo.

   FARAONE.  Signor Presidente, questo è un subemendamento concordato
  con  l'Assessore Gianni e riguarda la vicenda dei  raccoglitori del
  ferro  di Palermo che stanno creando un gran caos.
    A costo zero e con l'utilizzo della legge che abbiamo approvato a
  fine  dicembre  del  2008,  è  possibile  avviare  l'iter   per  la
  risoluzione.  Tra l'altro, è un tema concordato trasversalmente  da
  tutte  le forze politiche presenti a Palermo nei gruppi consiliari,
  ma che riguarda tutte le province.
     Non vi sono costi.  Dovrebbe occuparsene il Sindaco Cammarata  e
  gli risolviamo il problema noi

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, comprendo perfettamente le sue tesi
  e le condivido poiché da palermitano vivo anch'io  questo problema,
  però, tecnicamente,  questo emendamento non può essere inserito.

   FARAONE. Cerchiamo dove poterlo inserire.

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, vedremo se sarà possibile inserirlo
  in  un  maxiemendamento che faremo entro stanotte; di questo se  ne
  occuperà la Presidenza.
   Pongo  in  votazione l'articolo 46, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 48. Ne do lettura:

                               «Art. 48.
        Norme in materia di organizzazione e snellimento delle
                               procedure
          relative a beni culturali, musei e raccolte di enti
                                locali
                  e di interesse locale della Regione

   1. Gli enti locali promuovono la valorizzazione e la fruizione dei
  beni  culturali  ed  ambientali  nonché  gli  studi  e  la  ricerca
  scientifica ad essi relativi.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 gli enti locali provvedono,
  in  forma diretta, indiretta o associata anche mediante affidamento
  a fondazioni a partecipazione pubblico-privata:

   a)   all'istituzione,   alla  gestione,  allo   sviluppo   ed   al
  coordinamento  dei  musei e delle raccolte  di  cui  sono  titolari
  nonché  all'approvazione dei regolamenti e delle carte dei  servizi
  ed alla promozione dell'autonomia gestionale;

   b)  all'apertura al pubblico dei musei, adottando orari e modalità
  che   ne  favoriscano  la  più  ampia  fruizione  da  parte   della
  collettività;

   c)  all'efficienza delle strutture e all'idoneità dei servizi  per
  la  conservazione,  la  tutela e la  sicurezza  dei  beni  e  delle
  persone;

   d)  alla  collaborazione  con  le istituzioni  e  le  associazioni
  finalizzate  allo sviluppo della conoscenza e della  valorizzazione
  dei beni culturali ed ambientali.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole  Cracolici  48.6  e 48.9  (soppressivo  dell'intero
  articolo); 48.7, 48.8, 48.10;
   dagli onorevoli Maira e Cordaro: 48.4 e 48.3;
   dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 48.11;
   dall'onorevole Leontini: 48.1;
   dall'onorevole Romano: 48.2;
   dal Governo: 48.12.

   Si passa all'esame degli emendamenti 48.6-48.9.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  legge
  definisce  compiti, in capo agli enti locali, che gli  enti  locali
  già  hanno.  L'ho letto e riletto ma non ho capito la  finalità  di
  questo   articolo,  se  non  quella  di  prevedere   procedure   di
  affidamento che - ricordo - sono regolate dal codice degli appalti,
  delle  forniture, dei servizi, per cui non riesco a capire il senso
  di questa norma.
      Come   l'ho  intesa,  questa  norma  andrebbe  cassata   perché
  intenderebbe  derogare a procedure di affidamento con procedure  di
  evidenza pubblica. Mi pare che su questa materia ci siano una serie
  di  pronunciamenti giurisdizionali che non consentono alcun tipo di
  deroga,  pertanto,  mantengo  il  mio  emendamento  fino  a   prova
  contraria.
   Se  il senso è quello che  ho inteso,  la norma in gran parte  già
  esiste   e  quello che si vuole fare non si può fare,  neanche  con
  legge.
   Se  il  Governo ha una spiegazione diversa la illustri  per  poter
  comprendere.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  le  cose  dette
  dall'onorevole  Cracolici sono in parte tutte fondate  rispetto  al
  fatto che parecchie delle cose, qui inserite, sono già attività che
  possono  essere sostanzialmente svolte. Qua si riferisce  più  alla
  possibilità di correggere l'emendamento che si propose,   anche  se
  questo non è emendamento proposto dal Governo, fu proposto allora -
  per  quanto  mi  riguarda non c'entro nulla  nella  proposizione  -
  dagli  enti locali perché su alcuni comuni siciliani dove  ci  sono
  finanziamenti  del Ministero dei beni culturali per  l'apertura  di
  musei, per esempio il comune di Capaci con  il museo del mare.
   Diciamo  esattamente le cose come stanno: c'era  la  necessità  di
  dimostrare  al Ministero che c'era la voglia e la consapevolezza  e
  la  ragione di proseguire nelle attività di finanziamento del Museo
  del  mare  che fu allora istituito. Giunsero dei fondi e  in  parte
  alcuni  di  questi  fondi furono persi, in parte siamo  riusciti  a
  recuperarli,  come si dice in gergo  in zona Cesarini'  nell'ultimo
  periodo.
   Fu   sbagliato   scrivere   «gli   enti   locali   promuovono   la
  valorizzazione e la fruizione» per la semplice ragione che ai sensi
  del codice dei beni culturali la valorizzazione può essere soltanto
  svolta  dalla Regione siciliana a seguito della legge del 1980   in
  cui  c'è  una  esclusività di potestà legislativa e di attività  in
  capo alla Regione.
   E',  pertanto, una sorta di norma-manifesto, per poter  -  con  il
  comune  di Capaci nella fattispecie ma con chi eventualmente  vorrà
  portarla avanti - immaginare rapporti di questo tipo.
   Dico   fin   da   subìto   che   sono   assolutamente   favorevole
  all'emendamento 48.10 dell'onorevole Cracolici. Relativamente  alle
  procedure  d'evidenza  pubblica, mi trova perfettamente  d'accordo;
  non  ho   nulla in contrario, dato che, comunque sia, si rivolge  a
  una  platea ben precisa e non vi saranno stravolgimenti e nulla  di
  più.
   Non  vi  è alcun  impegno di spesa da parte della Regione  se  non
  quello  di  attivare dal punto di vista amministrativo e gestionale
  ciò  che  ha l'obbligo di fare e quindi è una enunciazione,  è  una
  mera  elencazione delle cose che già la Regione non soltanto  vuole
  fare ma ha il dovere di fare.
   Sostanzialmente, non c'è nulla di particolare. L'unica  correzione
  era  quella  del  comma 1 per evitare di incorrere  in  un   blocco
  rispetto  alla  legge nazionale che è quella del  codice  dei  beni
  culturali  che ci ha assegnato le funzioni. Spero di  essere  stato
  sufficientemente chiaro.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo   che
  l'indirizzo  del Governo era quello di semplificare e di  eliminare
  alcuni  enti  e  alcune formalità che hanno appesantito  il  carico
  regionale.
   Con  questa norma si appesantisce il carico degli enti locali etra
  l'altro non  abbiamo la potestà per poterlo fare.
   Ricordo che il Titolo V della Costituzione da autonomia agli  enti
  locali,  quindi,  leggo  un  articolo  che  non  ha  senso   perché
  attraverso  una  norma  contorta  cerchiamo  di  dire  tutto  e  il
  contrario  di tutto. Cerchiamo di fare questa riserva, una  riserva
  rispetto  ai finanziamenti. Non capisco perché la riserva  rispetto
  ai  finanziamenti la dovremmo fare solamente per la gestione  o  in
  associazione,  o in forma pubblica, o in forma mista,  o  in  forma
  privata, e quindi stiamo creando un nuovo mostro.
   Credo sia molto più opportuno cercare di cassare, mantenere quello
  che  dice  l'onorevole  Cracolici e  cassare  l'articolo,   perché,
  onestamente,  su una norma si innestano 3, 4, 5 norme che  sono  in
  contrasto  tra l'altro con la normativa vigente sia  a  livello  di
  evidenza  pubblica,  sia  a livello di formazione  sia  soprattutto
  rispetto alla prerogativa degli enti locali.
   Non  complichiamo ogni finanziaria mettendoci delle  cose  che  ci
  complicano la vita.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mantiene gli emendamenti  48.6  e
  48.9?

   CRACOLICI.  Sì, li mantengo e chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

   (Gli  onorevoli  D'Antoni, De Benedictis,  Digiacomo,  Di  Guardo,
  Donegani, Faraone, Ferrara e Gucciardi si associano alla richiesta)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 48.6

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 48.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Per   essere   ancora  più  chiari:  votando  verde   si   sopprime
  l'articolo; votando rosso si mantiene in vita l'articolo.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           76
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          45
   Contrari            30
                             (E' approvato)

   L'articolo 48, quindi,  è soppresso.

                     (Brusio dai banchi di destra)
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 49 e dei relativi emendamenti:
  49.1 (soppressivo dell'articolo), 49.2 e 49.3.
   Do lettura dell'articolo 49:

                               «Art. 49.
          Norme  sull'Istituto regionale dei sordi di Sicilia

   1.  L'Istituto  regionale  dei sordi di Sicilia,  assume  la  nuova
  denominazione  di   Istituto  per l'educazione  e  l'istruzione  dei
  diversamente abili di Sicilia'.

   2. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione è autorizzato ad approvare con proprio  decreto
  entro  novanta giorni dalla pubblicazione della presente  legge  le
  conseguenti e necessarie modifiche del relativo statuto.»

   Gli emendamenti 49.1, 49.2, 49.3 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 49.4, di
  riscrittura dell'articolo 49.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 49.4, di riscrittura, a firma
  del Governo.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  dei
  chiarimenti   da  parte   dell'assessore  Antinoro,  premesso   che
  accettiamo  il  primo  comma  sulla denominazione  che  l'assessore
  proverà ora a modificare, come avevamo convenuto, ma volevo  sapere
  se  il  potere  di  modifica dello Statuto  non  era  già  in  capo
  all'organo e perché dobbiamo operare su una competenza  che  non  è
  nostra.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  fossi  venuto
  in  Aula a proporre soltanto il cambio della denominazione, sarebbe
  poco sforzo, ma dato che ho cura di informare l'Aula di quello  che
  stiamo  facendo, sull'istituto non ho bisogno di essere autorizzato
  per  legge  a  modificare lo Statuto perché  lo  posso  modificare,
  considerato   che   però  stiamo  tentando  di  rilanciare   questa
  struttura,  cominciando dal nome che non è solo un aspetto  formale
  ma è un fatto di sostanza, per essere chiari.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  49.4  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 52 e dei relativi  emendamenti
  52.2 (soppressivo dell'articolo), 52.3 e 52.1.
   Ne do lettura:

                               «Art. 52
        Modalità di sostegno alle iniziative per la diffusione
                             e conoscenza
                  delle tradizioni popolari siciliane

   1.  Le  modalità  di cui al comma 2 dell'articolo 39  della  legge
  regionale  26  marzo  2002,  n.  2, si  applicano  altresì  per  le
  iniziative  di  cui  all'articolo 6 della legge regionale  5  marzo
  1979, n. 16.»

   Gli emendamenti 52.3 e 52.2 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 52.1 è improponibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 52. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                    Per un richiamo al Regolamento

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   per
  ripristinare  la  serenità  in  Aula,  le  chiedo  cortesemente  di
  garantire al massimo che ogni deputato voti per sé stesso perché il
  rischio  è  che in alcuni momenti ci siano delle schede  e  non  ci
  siano le persone.
   Le  chiediamo di aumentare, se è possibile, il controllo  affinché
  chi  è  presente voti e chi non è presente non voti. Mi sembra  una
  cosa lapalissiana che si  garantisca.

   PRESIDENTE.  Proprio per evitare questo spiacevole  inconveniente,
  onorevole Leanza, ho richiamato tutti i deputati a stare seduti  ai
  propri  posti ma lei era uno di quelli che non voleva farlo neanche
  con  la  forza;   per essere chiari, dia l'esempio  anche  lei,  si
  accomodi. Se durante le votazioni ci accomodiamo è più facile anche
  per me gestire l'Aula.
   Invito  i  deputati  questori, onorevoli  Gucciardi,  Ardizzone  e
  Ruggirello, a darmi una mano a tenere l'Aula sotto controllo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 250/A

   Si riprende l'esame dell'articolo 54 e dei relativi emendamenti.
   Ne do lettura:

                               «Art. 54
       Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa Ibla

   1.  Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
  centro  storico  di  Ragusa  Ibla e delle  zone  adiacenti  di  cui
  all'articolo  7  della  legge regionale 11 aprile  1981,  n.  61  e
  successive  modifiche ed integrazioni, è autorizzata  la  spesa  di
  2.000  migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio  2009-
  2010-2011.»

   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura  54.12.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Volevo far notare alla Presidenza che  questo
  articolo  52  per un momento di distrazione - mi ero avvicinato  ai
  banchi  della  Commissione  - così come  era  stato  esitato  dalla
  Commissione  Bilancio' presentava  un errore sia nel titolo sia tra
  le leggi che si connettono.
   Signor  Presidente, siccome ci sono degli errori, considerato  che
  anche  gli  emendamenti erano stati considerati  improponibili   ai
  sensi dell'articolo 117 e considerato anche l'errore - non ho avuto
  tempo  poco fa di poterlo dichiarare - vorrei chiedere  se  si  può
  considerare  cassato tutto l'articolo per evitare di  incorrere  in
  errori  successivi che ci potrebbero portare a momenti di ulteriore
  confusione.

   PRESIDENTE. Parlavamo dell'articolo 52 che abbiamo  già approvato.
  L'assessore   ha  comunicato  che  questo  articolo,  così   com'è,
  sostanzialmente è inapplicabile  perché fa riferimento a leggi  che
  non  andrebbero a incidere sull'intendimento del Governo,  per  cui
  diamo  mandato  agli uffici di verificare tutti  le  condizioni  di
  applicabilità dell'articolo stesso anche tramite l'articolo 117.

   CRACOLICI. Verifichiamo l'applicabilità o meno con l'articolo 117.

   PRESIDENTE.    Verifichiamo   l'applicabilità,    altrimenti    lo
  sopprimiamo.
   Si passa all'emendamento 54.12.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Non  so perché ma immagino di che cosa  lei  volesse
  parlare, ripeto, non so perchè. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che, rispetto
  a  quanto  è  stato detto ieri sera, l'ammalato si aggrava;  non  è
  riuscito in queste ore a migliorare per niente.
   Ieri  sera,  onorevole  Cimino  -  approfitto  perché  è  presente
  l'onorevole  al  ramo, l'Assessore Antinoro  -   abbiamo  posto  un
  problema  che  riguarda non tanto Ragusa Ibla, e  specifico  ancora
  meglio  come  ho  potuto  fare  ieri  sera  rispetto  all'agibilità
  dell'Aula.  Noi, considerando circa un ventennio, abbiamo  messo  a
  disposizione, per quanto concerne il barocco siciliano che riguarda
  soprattutto  Ragusa  Ibla, che non è solo  barocco  siciliano,  per
  carità,  io  penso  che  sia un patrimonio vero  di  questa  nostra
  Regione, l'ho detto ieri sera e lo ripeto per non essere frainteso,
  ma  abbiamo messo a disposizione, come Regione siciliana, una somma
  ingente.
   Ora, non la vado a calcolare perché sarei uno stupido a tentare di
  dare un numero tanto per creare un effetto chissà di quale tipo.
   Assessore  Cimino, penso che nel corso di questo ultimo  ventennio
  ha fatto bene la Regione ad avere, per quanto concerne anche questa
  testimonianza,  forse unica, per quanto concerne  anche  le  nostre
  realtà urbane parlando di centro storico, a valorizzare e a fare in
  modo che si recuperi al massimo quel patrimonio.
   Però, mi pongo e vi pongo un problema che ieri sera ho tentato  di
  sviluppare.  Non  è  possibile continuare  ad  ignorare,  onorevole
  Assessore  Antinoro, mi rivolgo ora  a lei e non solo all'Assessore
  Cimino,  anche perché ieri, dato che non era presente in  Aula,  ho
  fatto   la   richiesta  e  il  Governo,  evidentemente,  non   l'ha
  assolutamente ascoltata
   Interveniamo  su  Ragusa  Ibla, diamo a  Ragusa  Ibla  quello  che
  merita, nel contempo sappiamo bene che in Sicilia centri storici di
  rilevanza sicuramente per quanto concerne anche la storia e ciò che
  il  patrimonio  architettonico  monumentale  e  potrei  continuare,
  vengono  lasciati completamente abbandonati cioè li stiamo  vedendo
  cascare addosso.
   Sto   parlando   di   patrimonio  pubblico,  non   sto   parlando,
  evidentemente,  di  unità abitative private su cui  abbiamo  fatto,
  secondo  me uno sforzo più o meno interessante. Ora non  lo  voglio
  enfatizzare,  non  mi  pare male quello che  stiamo  prevedendo  in
  questa  finanziaria  per  quanto concerne il  recupero  dei  centri
  storici.
   Vedete, cari colleghi, signor Presidente, onorevole Antinoro,  che
  a  parte  la  cassa dell'Assessore Cimino, si tratta  anche  di  un
  argomento  che  dovrebbe appassionarla. Cosa  facciamo  per  questi
  altri  centri storici e non sto parlando della realtà in cui ognuno
  di noi vive e opera.
   Questo   tipo  di  patrimonio,  questa  tipologia,   che   non   è
  assolutamente  irrilevante per quanto concerne  anche  ciò  che  la
  Sicilia  rappresenta sia per i siciliani e sia anche per  il  resto
  d'Italia  e mi permetto di dire ciò che rappresenta anche l'aspetto
  internazionale.  Al  di  fuori  del  contesto,  patrimonio  o  meno
  dell'umanità, Unesco che agisce o non agisce, l'elenco chi entra  e
  chi esce ogni  x' anni, noi abbiamo un dovere che è quello di porci
  seriamente  un  obiettivo  e su questo volevo  che  il  Governo  si
  pronunciasse.
   Signor Presidente, gradirei che il Governo si pronunciasse,  penso
  che  sia utile che il Governo si pronunci, vorrei capire se c'è  un
  obiettivo strategico, perché le norme fatte vent'anni fa, su cui si
  interviene  con  cinque milioni di euro, e poi da questo  podio  ho
  sentito  che  siamo  sul  Titanic, ho  sentito  che  siamo  in  una
  situazione di difficoltà e, nel contempo, non ci si rende conto che
  si  interviene già da venti anni e non si ha neanche la sobrietà di
  intervenire  con  un atto normativo di maggior  respiro,  non  solo
  finalizzato  a  rifinanziare  una  legge,  altrimenti   scatta   il
  meccanismo  che, in questa Regione, chi fa arrivare  in  porto  una
  norma può stare tranquillo per decenni.
   Questo non è giusto
   Non  lo  è  soprattutto per i cittadini siciliani, e non  per  gli
  interessi più o meno politici - di ampio respiro che ognuno di  noi
  spero abbia - non è giusto perché questo è uno degli aspetti che ha
  un  significato  enorme per quanto riguarda la  vita  delle  nostre
  comunità.
   Non che io sia contro Ragusa Ibla, che considero un grande momento
  di  bellezza straordinaria, ma chiedo al Governo di impegnarsi  sin
  d'ora in quest'Aula, non con il solito impegno - non la considerate
  una critica scriteriata - che si assume quando bisogna superare  un
  piccolo ostacolo, perché ognuno di noi può rappresentare un piccolo
  ostacolo,  è  inutile  illudersi, ed è inutile  l'atteggiamento  di
  onnipotenza.
   Il  Governo dunque si impegni a proporre, mettendo assieme i testi
  dei  disegni  di  legge che, singoli deputati o addirittura  interi
  Gruppi hanno depositato nel corso di questi mesi per affrontare una
  discussione organica, con un disegno di legge unitario, su  cosa  è
  possibile  fare  -  senza scadere - dei nostri meravigliosi  centri
  storici.
   Mi  è  stato detto, anche se non espressamente citato, che il  mio
  riferimento  è ad Erice, ma io non ho problemi nel citare  Erice  e
  altri centri famosi. Non è questo il mio timore.
   Il mio timore è che noi continuiamo, con un effetto automatico,  a
  dare  quello  che  è giusto dare ma nel contempo  a  non  porci  il
  problema  di  cosa  possono rappresentare per noi,  per  il  nostro
  patrimonio.  Non voglio essere ipocrita, nel nostro cuore  ci  sono
  spesso  delle singole località a cui siamo affezionati  e  sappiamo
  quanta valenza può avere anche una semplice pietra.
   Spesso ci si scandalizza per questo.
   Dietro questo sforzo può esserci un impegno del Governo a fare  in
  modo di contenere questo intervento dal punto di vista finanziario?
   Onorevole  Incardona, la legge dei più forti, dei più  furbi,  dei
  più abili rispetto alla gestione del potere, non solo nell'attività
  parlamentare  e nella tattica parlamentare non è vero  che  -  alla
  fine  - dà ragione a coloro che vorrebbero norme realmente generali
  e astratte e dare la possibilità a tante realtà, perché a queste ci
  si  deve  riferire  non  alle  singole  realtà,  di  potere  vedere
  migliorato  quello  che  è  uno dei punti strategici  della  nostra
  impostazione di crescita economica, culturale e politica.
   Se cresciamo un po' di più, senza essere retorici, non è male
   Gradirei,  signor Presidente, che il Governo da  questo  punto  di
  vista  parlasse un linguaggio chiaro e assumesse, questa  sera,  un
  impegno. Non importa se il limite è uno o due mesi, non è questo il
  punto. L'impegno che può assumere il Governo è quello di assicurare
  di intervenire con ragionevolezza e con strategia, e non solo così,
  come purtroppo siamo abituati a fare.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare sul merito.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'accorato appello dell'onorevole Oddo che è, non per ipocrisia  né
  per   formalismo,  del  tutto  condivisibile  credo  che  apra   un
  ragionamento  rispetto a tutto questo tema, di come  si  interviene
  sui nostri centri storici, dello scrigno che può essere oggi Ragusa-
  Ibla,  domani  Erice,  posdomani  Sciacca,  poi  Caltabellotta,  ci
  possono  essere mille e mille comuni, credo che i comuni  siciliani
  sono 400 e che siano scrigni almeno 350.
   Non  vorrei  essere banale, la legge che finanziava Ibla  era  una
  legge di qualche anno fa, forse quando la cultura del recupero  dei
  centri  storici non era ancora iniziata, anzi il recupero di quella
  cultura  non  vi era affatto per la semplice ragione che  i  centri
  storici  spesso  venivano  devastati,  violentati,  piuttosto   che
  recuperati  negli anni '94, '95 e '96. Oggi credo  che  la  Regione
  stia  manifestando la voglia del recupero, lo stesso POR 2001-0006,
  a  dispetto  di ciò che si dice, non è vero che non è stato  speso;
  certo poteva essere speso completamente e non lo sarà purtroppo, ma
  ci  sono state lì una serie di manchevolezze amministrative  e  più
  per  voi  che  per la politica, perché la politica voleva  portarlo
  avanti. Certo è che, se molti dei nostri beni culturali sono  stati
  recuperati, lo dobbiamo proprio a quei fondi.
   Vorrei  ricordare  all'Aula,  e mi  rivolgo  in  particolare  alla
  Presidenza  dell'Assemblea e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  che  è già stata esitato dalla Commissione Bilancio e inviata anche
  a  Bruxelles  la  legge sugli aiuti di Stato, che  al  suo  interno
  contiene   una  serie  di  capacità  economiche  che  possono   far
  intervenire  non  solo  il  pubblico,  ma  soprattutto  il  privato
  nell'ambito  del  recupero  dei centri  storici.  Vorrei  ricordare
  all'onorevole Oddo, se non lo sa già, che nella parte che  riguarda
  la  rubrica beni culturali della legge sugli aiuti di Stato, pronta
  ormai  per  l'Aula  -  e  mi auguro che dopo  l'approvazione  della
  finanziaria  e  del  bilancio si possa arrivare  immediatamente  ad
  esitarla    per   predisporre   i   bandi   o   altri    tecnicismi
  dell'Amministrazione,  per  poterli  spendere  velocemente  -  sono
  previsti circa 170, 180 milioni di euro, che potranno essere  spesi
  nell'ambito dei centri storici soprattutto da privati che  vorranno
  investire  all'interno di quei centri storici per  recuperare,  non
  solo  piccoli monumenti, ma soprattutto abitazioni la cui  capacità
  finanziaria del privato da solo non riesce a sostenere.
   Ragusa  -  Ibla  ha  le  sue tantissime buone  ragioni,  e  quindi
  chiaramente  bisogna  andare avanti;  ma  anche  gli  altri  centri
  storici  hanno le loro buone ragioni, e io credo che con  la  legge
  sugli aiuti di Stato si potranno trovare le risposte concrete e non
  di filosofia.
   Non mi esprimo su un eventuale accantonamento dell'articolo; io ho
  dato  una  risposta  all'onorevole Oddo rispetto  ad  una  corretta
  lamentela,  e credo che da parte mia fosse doveroso anche  indicare
  la  strada  maestra  per  le soluzioni. Mi auguro  che  l'Assemblea
  approvi  quella  legge in poche settimane, perché se  si  vuole  in
  poche settimane si può approvare.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, in riferimento all'articolo 54, che ritengo sia
  un  articolo  molto  importante per dare  seguito  ad  un  percorso
  legislativo  che  ha  visto già questa Assemblea  pronunciarsi  nel
  tempo,  ritengo che sia il caso di manifestare, oltre che il  pieno
  apprezzamento  per  questo testo, anche  gli  emendamenti  54.11  e
  54.10, che sono collegati sempre a leggi esistenti e che recuperano
  soldi da risorse non regionali.
   Condivido  pienamente quanto detto dall'onorevole  Oddo  e  voglio
  ribadire  come è necessario potere intraprendere questa  iniziativa
  nell'ambito  dei centri storici siciliani, tenendo conto  che  oggi
  nei  fondi  per  le  aree sotto utilizzate una  misura  e  dedicata
  esclusivamente a questo tipo di interventi. L'Assemblea avrà quindi
  l'opportunità, nel momento in cui creeranno le condizioni per avere
  un  testo  organico, di potere operare direttamente  per  i  centri
  storici  siciliani con quelle risorse che non sono altro che  spese
  per investimenti.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  l'argomento  sia  molto  importante e chiedo  quindi  all'assessore
  Cimino di evitare di percorrere strade difficili.
   In  Commissione  bilancio  abbiamo approvato  questo  articolo  su
  Ragusa  -  Ibla,  e poiché sono assolutamente d'accordo  su  quanto
  detto  dall'onorevole  Oddo e anche dall'assessore  Cimino,  non  è
  pensabile  che  stasera qualcuno pensi di aggregare Ibla  ad  altri
  centri  storici  improvvisati perché, nel  giro  di  pochi  minuti,
  ognuno  inserirebbe il proprio centro storico. Io e l'onorevole  Di
  Guardo,  per  esempio,  avremmo  un centro  storico  straordinario,
  quello di Misterbianco, o anche in quel di Maletto.
   Allora,  considerato  che dobbiamo evitare  polemiche  inutili,  e
  stiamo  esaminando  la finanziaria, propongo di fermarci  su  Ibla.
  Successivamente l'assessore Cimino, con la misura che c'è nel  POR,
  potrà trovare indicazioni rispetto ai centri storici di privilegio,
  consultandoci con chi di dovere e approvando, alla fine, una  legge
  corretta sia dal punto di vista formale che sostanziale.
   Non  mi  sembra  il  caso di aggiungere altro,  perché  allora  ci
  sarebbe molto da aggiungere: vorrei ricordare che Catania così come
  Palazzolo,  Caltagirone,  Militello  e  tanti  altri,  sono   stati
  dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Qua non ci  sono  i
  figli  di un dio minore, quindi, se dobbiamo pensare ad Ibla,  come
  abbiamo  fatto  in  Commissione, facciamolo e  mi  auguro  che  sia
  l'ultimo intervento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo l'Aula che la Presidenza è
  orientata   a   dichiarare  improponibili  tutti  i  subemendamenti
  presentati  all'articolo 54 che prevedono  l'inserimento  di  nuovi
  centri  storici  per  due  ragioni:  la  prima  perché  Ibla  è  un
  rifinanziamento di una legge già esistente, quindi si va a trattare
  una  norma  esistente, la seconda perché non  hanno  la  necessaria
  copertura finanziaria.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  Lei  dichiara
  improponibili  tutti i subemendamenti sugli altri  centri  storici,
  preannuncio  che  io  chiederò la votazione per  scrutinio  segreto
  sull'articolo 54 che riguarda il centro storico di Ibla.  E  questo
  lo  dico  perché non c'è alcun astio da parte di chi ha  presentato
  subemendamenti e nessuna ritrosia a votare l'articolo che  riguarda
  il centro storico di Ibla.
   Ciò  che  è  sbagliato, signor Presidente, riguarda il fatto  che,
  come è avvenuto in materia di personale, per evitare che vi fossero
  delle  condizioni  di  privilegio a condizioni  paritarie,  e  cioè
  stiamo  parlando di centri storici della Sicilia che hanno,  penso,
  tutti una condizione di pregio.
   La  filosofia di intervento nei centri storici, signor Presidente,
  è  una  filosofia  di  intervento pubblico  e  di  agevolazione  ai
  privati, fino a quando non si acquisisce la consapevolezza  che  il
  recupero  diventa un patrimonio collettivo, solo a questa  finalità
  deve essere dedicato l'intervento pubblico.
   Nei  centri  storici  quando  si è intervenuti  con  finanziamenti
  pubblici,  lo  si è fatto perché era in discussione il mantenimento
  del centro storico, se raderlo al suolo per fare nuovi edifici.
   Oggi,  nel 2010, per fortuna, la filosofia di tutti noi  è  quella
  del mantenimento e del recupero dei centri storici; dopo venti anni
  i finanziamenti devono cambiarla questa filosofia e non mantenerla.
  Siccome, io credo che su Ibla, così come su tutti i centri storici,
  si  è  intervenuto  favorendo gli interventi  dei  privati,  e  non
  diversamente  Ibla  da Artiglia, da Palermo, da  Catania  e  quanto
  altro,  credo che sia sbagliato fare un intervento, pure  essendoci
  presente  una  legge  ad  hoc,  un  finanziamento,  credo  che  sia
  sbagliato  così  come  è  avvenuto  per  il  personale  pensare  di
  realizzare  interventi  per condizioni ad hoc  altrimenti  dovremmo
  motivare per quale ragione in altri centri storici non si è fatto.
   Quindi,  signor Presidente, o si fa una rivalutazione organica  su
  come  finanziamo i risanamenti dei centri storici complessivamente,
  e  non credo sia questo il momento, oppure io le preannuncio che se
  lei  decide di fare votare solo il centro storico di Ibla  chiederò
  il   voto   segreto,   perché  reputo  un   errore   fomentare   il
  particolarismo,  seppur  condivido  il  fatto  che  debbano  essere
  agevolati i recuperi dei centri storici di Ragusa Ibla come tutti i
  centri della Sicilia.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per consentire l'armonia dei
  lavori chiedo l'accantonamento dell'articolo 54.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  aderisco  alla
  proposta di accantonamento. Però, vorrei precisare che non ci  sono
  qui  delle  concorrenze  a potenziare i centri  storici,  perché  i
  centri   storici   di   tutti  i  comuni   sono   suscettibili   di
  valorizzazione, di restauro e di ripristino.
   Noi siamo di fronte ad un patrimonio dell'UNESCO che in Sicilia  è
  unico.  Il  timbro UNESCO non è stato assegnato a  tutti  i  centri
  storici,  Ragusa Ibla è patrimonio dell'umanità, cioè è  patrimonio
  UNESCO,  perché  questa legge che ha favorito il riconoscimento  da
  parte   dell'UNESCO   si   è  interrotta.   Questa   iniziativa   è
  un'iniziativa finalizzata al ripristino di una legge che altrimenti
  rimarrebbe lettera morta, quindi non è un intervento ex  novo,  non
  ci sono stati i siti UNESCO prima.
   Questo  sito è stato già destinatario di questa legge  ,ed  è  una
  legge  che  è  scaduta  ed  è stata nel 2006  ripristinata  per  un
  triennio.
   Questa  era una iniziativa finalizzata a riprenderla per un  altro
  triennio,  perché  è un obbligo rifinanziarla per chi,  ovviamente,
  vuole  rivalorizzare e continuare la valorizzazione, poi gli  altri
  centri  storici potranno essere inseriti in una legge  organica  ma
  questa è destinataria di una legge speciale, tanto è vero che, come
  diceva  il  Presidente,  all'articolo  54,  altri  emendamenti  non
  possono essere aggiunti e dichiarati improponibili perché la sede è
  impropria,  perché  il capitolo riguarda una  legge  speciale  alla
  quale   non  si  possono  aggiungere  altri  siti  derivanti  dalla
  valorizzazione

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 54.
   Si passa, pertanto, all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55.
        Adeguamento e messa in sicurezza di edifici scolastici

   1. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica  istruzione è autorizzato a predisporre e a finanziare  un
  programma di interventi per l'adeguamento alle normative in materia
  di sicurezza e alle normative antisismiche di edifici scolastici di
  ogni  ordine  e  grado di pertinenza dei comuni  e  delle  province
  regionali,  tenendo  conto  della ripartizione  territoriale  della
  spesa.

   2.  Possono essere ammessi a finanziamento anche gli interventi di
  manutenzione  straordinaria  tesi  al  recupero  di  agibilità  e/o
  abitabilità e/o alla piena fruizione degli edifici scolastici  come
  individuati al comma 1.

   3.  Ai fini della predisposizione del programma di cui al comma 1,
  i  comuni e le province regionali, entro trenta giorni dall'entrata
  in  vigore della presente legge, inoltrano istanza di finanziamento
  al  competente  assessorato regionale, che provvede alla  redazione
  del  programma di interventi, avuto riguardo ai seguenti interventi
  prioritari:

   a) intervento dotato di progetto esecutivo, cantierabile;

   b) completezza dell'intervento ai fini dell'adeguamento a norme;

   c)  percentuale  di  cofinanziamento  da  parte  dell'ente  locale
  proponente.

   4.  Gli  interventi  possono essere finanziati  nei  limiti  delle
  seguenti percentuali:

   a)  interventi  presentati  dalle province  regionali,  sino  alla
  percentuale massima del 20 per cento;

   b)  interventi presentati dai comuni con popolazione  superiore  a
  100.000 abitanti, fino alla percentuale massima del 40 per cento;

   c)  interventi presentati dai comuni con popolazione  superiore  a
  10.000 abitanti, fino alla percentuale massima del 70 per cento;

   d)  interventi presentati dai comuni con popolazione  inferiore  a
  10.000 abitanti, fino alla percentuale massima dell'80 per cento».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 55.12;
   -   dagli   onorevoli   De  Luca,  Corona,  Panepinto   e   altri:
  subemendamento 55.11.1.

   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole De Luca: 55.4 (soppressivo dell'articolo);
   -  dall'onorevole  Cracolici:  55.5  (soppressivo  dell'articolo),
  55.6, 55.7, 55.8,  55.11, 55.9, 55.10;
   - dagli onorevoli Pogliese, Formica e Vinciullo: 55.3;
   - dagli onorevoli Romano, D'Antoni e Colianni: 55.2.

   L'emendamento 55.4 è dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 55.5.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 55.6, 55.9 e 55.10 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 55.3.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tre anni fa,
  quando  non si parlava di terremoto o di emergenza sismica,  questo
  Parlamento  ha  destinato  130 milioni di  euro  per  la  messa  in
  sicurezza   nelle  scuole.  Allora  l'Assessorato   alla   pubblica
  istruzione,  ha predisposto un piano che fino al 2009 ha  fatto  si
  che circa 400 scuole siano state messe in sicurezza.
   Io   ritengo   che  sarebbe  meglio  non  spostare  la  competenza
  dall'Assessorato alla pubblica istruzione all'Assessorato ai lavori
  pubblici  e,  considerato  anche che  in  questo  momento  ci  sono
  tantissimi  progetti presentati e che quindi  si  può  scorrere  la
  graduatoria, si possono anticipare i tempi in maniera veloce. Penso
  che sarebbe meglio continuare su questa strada, considerato che  si
  è  lavorato  molto  bene, con riconoscimenti a  livello  nazionale,
  comunale e provinciale.
   Pertanto, invito i presentatori a ritirare l'emendamento 55.3.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 55.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 55.7 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Dichiaro  di  ritirare  l'emendamento  55.7  ed  anche
  l'emendamento 55.8.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa   all'emendamento  55.11  (al  comma  3)  dell'onorevole
  Cracolici ed al relativo subemendamento 55.11.1.

   APPRENDI.  Dichiaro di voler apporre la mia firma  all'emendamento
  55.11.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli   colleghi,   gli   Uffici   mi   riferiscono   che   il
  subemendamento 55.11.1 è inammissibile.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prima  che  si
  proceda   secondo  me  è  opportuno  che  ci  sia  un   chiarimento
  sull'articolo, così come è formulato, innanzitutto in  ordine  alla
  necessaria  copertura  finanziaria ed anche sulla  redazione  della
  graduatoria.
   Mi  si  dice, se leggo bene l'articolo, che i comuni, entro trenta
  giorni dalla pubblicazione della legge, debbono presentare progetti
  esecutivi, ma poi altri emendamenti fanno riferimento ad  un  piano
  della   Protezione   civile.  Dovremmo   quindi   accertare   quali
  effettivamente  siano le scuole soggette a rischio sismico,  perchè
  qui  non stiamo scherzando, ma si rileva una certa incongruenza per
  come è scritto l'articolo.
   Ripeto,  c'è  un  apprezzamento positivo sull'intero  articolo,  a
  maggior  ragione  -  come diceva l'onorevole  Cracolici  -  che  ci
  sarebbe  una  destinazione finanziaria notevole, ma  non  riesco  a
  comprendere come in fase di attuazione i comuni, considerato che si
  fa  riferimento  a  progetti  esecutivi cantierabili  entra  trenta
  giorni  da  quando si esitano i progetti, a meno che  non  facciamo
  riferimento  a progetti dei quali non siamo a conoscenza  e  che  i
  comuni si sono già predisposti.
   C'è  questa  incongruenza fra l'accertamento che si dovrebbe  fare
  unitamente  alla  Protezione civile e  i  progetti  che  dovrebbero
  essere  allo  stato cantierabili. Pertanto, chiedo  che  l'articolo
  venga accantonato al fine di consentire un approfondimento tecnico.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


              Saluto a docenti e studenti di scuola media

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgiamo un indirizzo di saluto ai
  docenti e agli studenti  di una Scuola media di Gela (CL) e di  una
  scuola media di Palermo, accompagnati dai rappresentanti del Rotary
  Club di Gela e del Parco delle Madonie.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 250/A

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevole  assessore,   onorevoli
  colleghi,  stiamo iniziando a parlare di un fatto importante  e  la
  presenza   in  Aula  di  tanti  ragazzi  ci  deve  far   riflettere
  maggiormente su questo argomento.
   L'onorevole Ardizzone ha ragione quando dice che ci sono  in  giro
  troppe graduatorie per quanto riguarda la messa in sicurezza  delle
  scuole e siccome qualcosa di scuola credo di capirne ancora, voglio
  aggiornare l'Assemblea.
   Attualmente  ci  sono  tre  graduatorie  aperte:  una  presso   il
  Dipartimento  regionale  della Protezione civile,  intervenuta  con
  vari  fondi  per  mettere in sicurezza scuole  soggette  a  rischio
  sismico;  una  seconda graduatoria, anzi due, presso  l'Assessorato
  regionale della pubblica istruzione, una con la legge 23 e  l'altra
  con  una legge finanziata dal CIPE; una terza graduatoria del  2005
  presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
   Tutti  i  comuni  hanno  dei  parchi di  progetti  già  approvati.
  Condivido   la  richiesta  avanzata  dall'onorevole  Ardizzone   di
  accantonare   questo  articolo  e  stabilire   insieme   da   quale
  graduatoria attingere. Anche perché, ripeto, ci sono già i progetti
  immediatamente esecutivi.
   I  comuni,  a  partire  dal  2004, hanno  predisposto  i  progetti
  esecutivi  e  hanno  sostenuto  somme  importanti  per   pagare   i
  progettisti.  Non disperdiamo questo parco di progetti  importanti,
  depositati  presso  i  tre rami della Regione,  anzi  cerchiamo  di
  unificare questi tre rami, cerchiamo di dare una risposta unitaria,
  dimostriamo ancora una volta alla Sicilia, ai nostri figli  che  ci
  guardano,  che  amiamo  questa Terra, e che l'unico  obiettivo  che
  abbiamo  in  questo momento non è quello di dividerci, come  sembra
  emergere dal dialogo e dai ragionamenti che sono stati fatti prima,
  ma  l'unico  obiettivo che abbiamo è quello di guardare  ai  nostri
  figli e alla loro sicurezza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  stiamo
  vivendo  un  momento particolare, specialmente, relativamente  alla
  sicurezza  degli  edifici  pubblici e, in  particolar  modo,  delle
  scuole.
   Intanto,  credo  che l'intento debba essere quello di  intervenire
  sugli edifici che hanno accertamenti della Protezione civile e  che
  sono dichiarati carenti o non adeguati alle norme antisismiche.
   Le  graduatorie  del  2000, 2003, 2005,  non  sono  adeguate  agli
  interessi attuali, in questo momento, degli edifici.
   Allora, relativamente all'emendamento dell'onorevole Cracolici che
  diceva   secondo le priorità della Protezione civile', vorrei  dire
  che  non  sono priorità soggettive di ognuno rispetto a quelle  che
  possono essere le esigenze territoriali, ma sono esigenze obiettive
  che  vengono  acclarate da accertamenti rigorosi  della  Protezione
  civile,  solo  in  questo senso si può mettere in sicurezza  alcuni
  edifici scolastici che oggi rischiano parecchio.
   A  mio avviso, lasciando la territorialità, onorevole Vinciullo, e
  quindi  la  distribuzione territoriale adeguate a quelle  che  sono
  praticamente le esigenze delle province, bisogna pure attenersi  ad
  un  nuovo  piano,  prevedendo quegli accertamenti della  Protezione
  civile.
   Se dobbiamo fare leggi per i nostri figli e per la sicurezza delle
  nostre  popolazioni in un territorio regionale che ha  problemi  di
  rischio   sismico,   dobbiamo  improntare  al   rigore   anche   la
  programmazione  della nostra legge rispetto a  quelle  che  possono
  essere  le   eventuali  somme', perché questo  piano  è  finanziato
  sempre con fondi FAS, che dobbiamo vedere e, quindi, penso che  sia
  giusto  lasciare l'impostazione rispetto ad un parco  progetti  che
  sia  suffragato dagli accertamenti della Protezione civile,  perché
  quello è un esame obiettivo della situazione.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato,  dal   Governo,
  l'emendamento 55.13 soppressivo dei commi 3 e 4 dell'articolo 55.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  parte   il
  problema è risolto, però mi sembra opportuno precisare una cosa, la
  legge,  l'articolato dovrebbe dare in qualche modo  un'indicazione.
  L'osservazione dell'onorevole Laccoto è corretta fino al  punto  da
  dire che alcuni edifici sono stati controllati ai sensi dell'OPCM a
  un  livello  1-2; altri edifici sono stati verificati a  livello  0
  dello stesso OPCM.
   Sostanzialmente,  è  una  verifica  solo  visiva  dello  stato  di
  vulnerabilità  dell'edificio;  il che  significa  che  si  pone  il
  problema  per  noi,  per  la  Regione,  come  fare  domani   queste
  graduatorie.
   Per cui, il problema esiste, e cassare l'articolo 3 non lo risolve
  totalmente.
   La   vulnerabilità   degli  edifici  è  codificata   da   un'OPCM,
  un'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che codifica
  i livelli di vulnerabilità degli edifici.
   Alcuni  hanno fatto questa verifica di livello 1 e 2;  sono  opere
  cantierabili,  i  comuni  non avevano risorse  e  hanno  fatto  una
  verifica di livello 0.
   Con  quale criterio la Regione, domani, adeguerà sismicamente  gli
  edifici, se non troviamo assieme un criterio?

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non
  vorrei  soffocare il dibattito perché mi rendo conto  perfettamente
  dell'importanza  di  questo  articolo,  rivolgendosi  ad  un   tema
  fondamentale  quale le scuole, i nostri ragazzi,  i  nostri  figli,
  quello  che peraltro è accaduto purtroppo tragicamente in  Abruzzo,
  ormai  quasi  15 giorni fa, credo ci rievochi ciò che  mai  avremmo
  pensato  potesse accadere in una regione come l'Abruzzo  dove,  per
  esempio,  ricordo che edifici che rappresentano lo  Stato  come  la
  scuola,  l'università  ed  altro sono  praticamente  precipitati  a
  terra.
   Quindi,  questo è un articolo fondamentale e peraltro  l'assessore
  Cimino  sta  presentando un emendamento dove realizza la  copertura
  con 25 milioni di euro a valere sul PAR, e vorrei ricordare a tutti
  noi che quei soldi non sono soldi fantasma, ma soldi che nessuno ci
  deve concedere, né tanto meno ce lo deve concedere Roma, sono soldi
  già nostri, sono soldi già della Regione siciliana.
   Quando sui giornali si enfatizza l'idea che i fondi FAS non si  sa
  se arriveranno o meno è una  esagerazione, perché lo sappiamo tutti
  che  quei  4  miliardi e 70-80 milioni di lire sono soldi  che  già
  erano  e  sono  della Regione siciliana, c'è solo questo  passaggio
  procedurale,  viziato dal turbine della politica di  queste  ultime
  settimane che certamente troverà soluzione magari dopo le  elezioni
  europee.
   Allora, credo che sia opportuno riuscire ad approvare questo testo
  così  com'è,  evitando confusioni, perché c'è un  assessorato  alla
  pubblica  istruzione che è già in condizione di portare  avanti  le
  graduatorie,  che  ha  dimostrato  di  saperci  fare   con   uffici
  competenti,   che   ha  messo  in  campo  una  serie   di   risorse
  professionali, di energie e di capacità che hanno saputo dimostrare
  la  voglia di lavorare, tant'è vero che già nel passato le cose  si
  sono fatte. Allora, credo sia opportuno continuare a mantenere  una
  serie di emendamenti che sono tutti singolarmente presi, sono tutti
  certamente  animati dalla buona volontà di risolvere  problemi,  ma
  potremmo  avere  un  articolo pasticciato se  passassero  pezzi  di
  emendamento, perché si tratta di una materia molto vasta.
   Allora,  come  Governo - e così come qualche deputato  che  lo  ha
  presentato  - ritengo che sarebbe opportuno eliminare  il  comma  3
  perché  è  assolutamente  ultroneo, visto che  gli  interventi  poi
  diciamo  che possono essere finanziati nei limiti delle percentuali
  dalle  province regionali sino alla percentuale del 20  per  cento.
  Facciamo una norma più snella.
   Per quanto riguarda il comma 4, personalmente, mi sembra opportuno
  perché  quanto  meno  fissa dei paletti rispetto  dalle  scuole  di
  competenza   provinciale  a   quelle  di  competenza  comunale   ed
  all'interno  dei  comuni fissa anche il limite degli  abitanti  per
  fare  in  modo che si abbia più attenzione possibile  su  tutto  il
  territorio.
   Dopo  di  che,  siccome  è una norma fatta, tutto  sommato,  nella
  migliore  maniera  possibile, credo sia opportuno  mantenerla  così
  com'è, evitando il comma 3 ed evitando di ripetere ciò che si è già
  detto nel comma 4, procedendo comunque più speditamente.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a primo impatto direi
  che  cassarli è una cosa, a mio avviso, seria. Però mi permetto  di
  porre  al  Governo un problema: ha intenzione di agire  per  quanto
  concerne la norma indicando sempre un ordine di priorità?
  Volere stabilire un ordine di priorità significa cantierabili

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Certo che lo vuole stabilire.

   ODDO. Bene, lo vuole stabilire.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione.  Sì, lo stabiliremo.

   ODDO.  Vorrei  essere  rassicurato su una  cosa:  un  progetto  di
  completamento  di  un edificio scolastico che  è  stato  dichiarato
  inagibile è prioritario? E' evidente che nello strutturare la norma
  togliendo  meno i commi come state proponendo, bisogna tener  conto
  di questo aspetto.
   Da  questo  punto di vista credo che facciamo una cosa  funzionale
  e  sana,  perché  è  chiaro che se c'è un completamento  in  corso,
  ovviamente,  con progetto già pronto, mi pare ovvio che  quello  ha
  un  ordine  di priorità assoluta, perché si apre una scuola  che  è
  stata dichiarata inagibile.
   Signor   Presidente,  ho  concluso,  gradirei   che   il   Governo
  rispondesse in tal senso.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.   Nel  momento  in  cui   abbiamo   progetti
  cantierabili  saremo in condizione di fare finanziamenti,  ove  non
  ve  ne saranno non saremo in condizioni di finanziarli. Ciò mi pare
  assolutamente  importante ed opportuno precisarlo e sono  d'accordo
  con  l'onorevole  Oddo,  però  mi  pare  assolutamente  ininfluente
  rispetto  al fatto di finanziare il progetto medesimo, a  meno  che
  non  si  tratterà  di stati, oserei dire, di calamità  in  cui  c'è
  addirittura  un'ordinanza  di Protezione  Civile  sulla  agibilità;
  allora, lì siccome intervengono altri meccanismi previsti già dalla
  legge  diventa  priorità di per sé proprio perché ci sarà  parziale
  inagibilità, quindi credo di avere risposto a sufficienza e ritengo
  che  sarebbe  opportuno votare l'emendamento   ed  anche  il  testo
  definitivo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fagone ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  soltanto  per  un chiarimento, per evitare che magari  parliamo  su
  argomenti  ormai noti e sono assolutamente convinto che questa  sia
  una  legge molto importante: la prima misura al diritto allo studio
  è la sicurezza nelle scuole.
   Vorrei  ribadire che ogni 31 dicembre, il 31 dicembre 2007 o  2008
  c'è  l'anagrafe  dell'edilizia scolastica, dove ogni  scuola  viene
  passata  a  setaccio e ci sono tutte le priorità, i rischi  sismici
  ed è previsto tutto quanto, quindi quanto detto dall'onorevole Oddo
  viene  superato dall'anagrafe  dell'edilizia scolastica  che  viene
  poi  inoltrata all'Assessorato alla pubblica istruzione che  ne  fa
  l'uso  più  opportuno.   Su questa materia  ci  sono  almeno  mille
  progetti pronti ad essere finanziati.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  solo  per
  fare  una  precisazione  sul comma 2: abitabilità  dovrebbe  essere
  escluso  dal  testo, perché le scuole nella migliore delle  ipotesi
  non aspireranno mai ad essere abitate,  quindi  agibilità è più che
  sufficiente.

   PRESIDENTE. Prendiamo spunto da questa sua osservazione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 55.13, a firma del Governo  che
  cassa i commi 3 e 4.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 55.12.
  Si tratta di un emendamento di copertura finanziaria. Con questo il
  Governo apposta 25 milioni di euro all'articolo 55.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 55.2, a firma degli  onorevoli  Romano,
  D'Antoni,  Colianni. Lo dichiaro improponibile perché  i  firmatari
  sono tre. Devono essere almeno quattro.

   LACCOTO. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 55.2.

   PRESIDENTE. Non si può fare. Abbiamo utilizzato un metodo  che  se
  non  vale  per  tutti non siamo più credibili, onorevoli  colleghi.
  Pertanto,  ribadisco  che l'emendamento 55.2 è improponibile,  così
  come l'emendamento 55.2.1.
   Si  passa  all'emendamento 55.11 (aggiuntivo  di  commi)  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione, relativamente alla prima parte.

   APPRENDI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 55.11.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, inserendo un ulteriore parere della Commissione
  di  merito,  si rischia di allungare la tempistica. Comunque,  sono
  favorevole  ma  vorrei suggerire di abbreviare  il  termine  di  90
  giorni.

   CRACOLICI.  Entro  90 giorni;  entro' vuol dire anche  entro  uno,
  due, tre giorni fino a novanta

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Facciamo entro  45
  giorni.  Va  bene,  signor  Presidente, il  parere  del  Governo  è
  favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Ribadisco che lo pongo in votazione soltanto  per  la
  prima  parte.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo  in  votazione  l'articolo 55, nel testo  risultate.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 57 e dei relativi  emendamenti
  57.2  (soppressivo  dell'articolo), 57.3,  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici;  57.4,  a firma degli onorevoli Cracolici  ed  Apprendi;
  57.1,  a firma dell'onorevole Caputo; 57.5, a firma degli onorevoli
  Cracolici, Marinello e Raia, in precedenza accantonati.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpretazione
  che  è stata fatta in questa Finanziaria, ossia che gli emendamenti
  presentati   prima  della  scadenza  del  termine  debbano   essere
  sottoscritti  da  quattro deputati, lede il  diritto  previsto  nel
  Regolamento  di  poter,  ogni  singolo  deputato,  presentare   gli
  emendamenti.
   Questo  perché  ci troviamo in una fattispecie diversa  da  quella
  prevista al secondo comma durante la discussione generale.
   Si  era  fissato un termine, a priori, al di là della  discussione
  generale,  secondo  il Regolamento, che può essere  riletto  -  non
  contesto, ormai è andata così - per le fasi successive ogni singolo
  deputato ha diritto a presentare l'emendamento.
   Ciò  non può essere interpretato come il secondo comma perché dice
   altresì';   altresì' significa che è già stata data la possibilità
  ai singoli deputati di presentare l'emendamento.

           (Assume la Presidenza il vicepresidente FORMICA)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE.   Siamo  all'articolo  57.  Onorevole  Cracolici,   si
  comincia sempre dai suoi emendamenti.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 57.2,  57.3  e
  57.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 57.1, a firma dell'onorevole Caputo.  Lo
  dichiaro improponibile.
   Si  passa all'emendamento 57.5, a firma degli onorevoli Cracolici,
  Marinello e Raia.

   MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Marinello, la informo che sarà presentato, dal  Governo,
  un emendamento a parziale riscrittura.

   MARINELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  predisposto questo emendamento che era già stato fatto  negli  anni
  passati, nel corso di una precedente legge finanziaria, in  materia
  di tributo speciale.
   Il  tributo  speciale  è quello pagato dai  comuni  alle  autorità
  d'ambito che, a loro volta, li versano alla provincia regionale  di
  appartenenza,  per  quanto riguarda il deposito  in  discarica  dei
  rifiuti solidi.
   Il  tema  dei rifiuti è un tema molto delicato e spesso  gli  enti
  locali, i comuni in particolare, versano questo tributo con ritardo
  alle  autorità  d'ambito  e,  a  loro  volta,  questo  ritardo   si
  ripercuote nei confronti delle autorità d'ambito che presentano  le
  dichiarazioni circa i rifiuti conferiti in discarica ma, dall'altro
  lato,  per  quanto  riguarda l'esborso economico  in  favore  delle
  province di competenza, lo versano in ritardo.
   L'emendamento  per  il resto è chiaro e preciso.  Lo  lascio  alla
  vostra valutazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 57.5. Il  parere  del
  Governo?

   MARINELLO.  Rispetto  a  questo emendamento  non  c'è  neanche  il
  problema di copertura finanziaria

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Il tributo va alla Provincia, la minore entrata  per  la
  Regione non esiste.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 57, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 58 e dei relativi  emendamenti
  58.2   (soppressivo  dell'articolo),  58.3,  58.4,  58.5,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici e 58.1, a firma dell'onorevole Laccoto.
   Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento  58.6,
  di riscrittura dell'articolo 58.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  il  sub
  emendamento  distribuito dal Governo, l'emendamento di riscrittura,
  possa  essere  accettato  a due condizioni intanto  di  snellimento
  delle procedure. Che una delibera di Giunta si debba fare, infatti,
  entro  sessanta  giorni con l'aria che tira e  con  la  Giunta  che
  praticamente non si riunisce per mesi, credo che non sia opportuno.
  Pertanto,  siccome vi sono molte pendenze presso  l'Assessorato  al
  territorio, e ci sono varianti bloccate, piani regolatori bloccati,
  tutto  questo  si  può semplificare - vorrei  che  il  Governo   mi
  seguisse  -  assessore Cimino, si può semplificare con  un  decreto
  emanato entro trenta giorni dall'approvazione della presente  legge
  perché semplifica la procedura e sblocca quelle che sono le vicende
  che sono bloccate. Non mi sembra che sia opportuno creare ulteriori
  complicazioni; in atto stiamo facendo la complicazione di tutte  le
  leggi che porta a ulteriori pastoie burocratiche. Non so se mi  sta
  seguendo assessore Cimino  Così parlo al vuoto

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, mentre intervengono  i  colleghi
  deputati,   lasciate  che  il  Governo  sia  libero  di  ascoltare,
  altrimenti poi non può rispondere.

   LACCOTO. Ripeto, Assessore, il Governo deve avere una sola voce, e
  ne abbiamo visto quattro o cinque.
   Voglio  rappresentare che in linea di principio  l'emendamento  di
  riscrittura di questo articolo di legge mi trova d'accordo   a  due
  condizioni: uno, che non mettiamo  delibera di giunta  ma  mettiamo
   con  decreto  dell'assessorato al  territorio   il  quale  ha  gli
  strumenti tecnici e legislativi per potere contemperare quelle  che
  sono  le  compatibilità con il decreto nazionale;  due,  perché  se
  aspettiamo  sessanta giorni in queste condizioni  blocchiamo  tutta
  l'attività  edilizia in Sicilia (varianti, piccole varianti,  piani
  regolatori,  piani particolareggiati e quant'altro,  che  sono  già
  fermi da quattro mesi), aggiungiamo altri sei mesi e bloccheremo la
  Sicilia.
   Allora,  la  mia proposta è che tutto questo venga  fatto  con  il
  decreto dell'assessore per il territorio e l'ambiente entro  trenta
  giorni.

   SORBELLO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, per quanto riguarda l'osservazione
  fatta  dall'onorevole Laccoto, posso assicurare che già i contenuti
  della delibera di Giunta sono stati depositati e in occasione della
  prima riunione utile della Giunta  passeremo all'approvazione.  Ciò
  vuol  dire  che,  nell'interesse  dei  siciliani,   sostanzialmente
  nell'emendamento  di  riscrittura  si  riporta  proprio  alla  data
  dell'emanazione del febbraio 2008 e non si va oltre  il  limite  di
  quella  data.  Pertanto,  tutti quei piani  regolatori  o  varianti
  approvati  dai rispettivi consigli comunali entrerebbero in  questa
  specifica norma.

   PRESIDENTE.  Governo,  da questo punto di  vista  potremmo  andare
  incontro  alla richiesta dell'onorevole Laccoto intanto  riducendo,
  anziché  a  sessanta, a trenta. Se è pronta la delibera  di  Giunta
  riduciamo i giorni a trenta.
   Se non ci sono altre obiezioni.

   RINALDI. L'emendamento A498, signor Presidente?

   PRESIDENTE. L'emendamento A498 è improponibile, onorevole Rinaldi,
  perché  tratta di personale ed è improponibile per decisione  presa
  ieri dalla Presidenza.
   Quindi,  se  non  ci  sono  altre  osservazioni,  con  il   parere
  favorevole   del  Governo  e  della  Commissione,  io   sottoporrei
  all'approvazione dell'Aula la riformulazione dell'articolo  con  la
  precisazione che i giorni sono trenta anziché sessanta.
   Lo  pongo  in  votazione . Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 60. Ne do lettura:

                             «Articolo 60
           Misure di contenimento dell'emergenza ambientale

   1.  La  Regione,  per il tramite dell'Agenzia delle  Acque  e  dei
  Rifiuti,  provvede, entro 10 giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
  d'ambito  per  la gestione integrata dei rifiuti. I  commissari  ad
  acta   individuano   ed  attuano  le  operazioni   necessarie   per
  monetizzare  i  crediti vantati dai singoli ATO alla  data  del  31
  dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
  anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
  uno  o  più  advisor. I commissari ad acta procedono  altresì  alla
  totale   liquidazione   dei  debiti  anche   attraverso   procedure
  transattive.

   2.  La  Regione  provvede, con le modalità di cui  all'articolo  3
  della  legge  regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad  individuare  le
  istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.

   3.  Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa  per
  la  gestione  del  ciclo integrato dei rifiuti di  cui  al  decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  ed  adottati dalle società d'ambito per  la  gestione
  integrata  dei  rifiuti in esecuzione dell'ordinanza  del  Ministro
  dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
  n.  2983  del  31 maggio 1999, come successivamente  modificata  ed
  integrata,  nonché  dell'ordinanza  del  Commissario  delegato  per
  l'emergenza  dei  rifiuti  e la tutela delle  acque  della  Sicilia
  dell'8  agosto  2003,  n. 885, anche in assenza  dell'adozione  del
  regolamento  previsto dall'articolo 238, sesto comma, del  predetto
  decreto legislativo.

   4.  Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3  la
  tariffa  per  la  gestione  del  ciclo  integrato  dei  rifiuti   è
  determinata   ed   approvata  dalle  Autorità   d'ambito   ottimale
  territoriale  ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato  per
  l'emergenza  rifiuti  in  Sicilia n.  885/2003  ed  è  applicata  e
  riscossa   dai  soggetti  affidatari  del  servizio   di   gestione
  integrata.

   5.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
  finanze,  su  proposta del Ragioniere generale della regione,  sono
  disciplinate  le procedure attuative dei commi 1 e 2  del  presente
  articolo.

   6.  Gli  ATO  rifiuti  non  possono  procedere  ad  assunzioni  di
  personale  amministrativo appartenente a  qualunque  categoria,  né
  espletare  procedure concorsuali, fino alla definizione  dei  nuovi
  ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale  8
  febbraio  2007,  n. 2. Le procedure concorsuali in itinere  debbono
  essere revocate.'».

  PRESIDENTE.
    Onorevoli  colleghi,  comunico che  all'articolo  60  sono  stati
  presentati  una  serie  di  emendamenti  tra  cui  quello  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.    Signor
  Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo.

   PRESIDENTE.   Non  sorgendo  osservazioni,  resta  stabilito   che
  l'articolo 60 è accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
          Disposizioni sul personale dei consorzi idrici tra
                                comuni.
                      Interpretazione autentica.

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2008, n.  20,
  la parola  assumono  va intesa come  transitano ».

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  all'articolo  61   è   stato
  presentato  l'emendamento 61.3.1 che, come  mi  si  dice,  potrebbe
  mettere d'accordo e sostituire tutti gli emendamenti che sono stati
  presentati.  Se  così  è,  si intendono ritirati  tutti  gli  altri
  emendamenti.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, lei non ha  emendamenti,  parlerà
  dopo, intanto metto in votazione l'emendamento 61.3.1.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, ho chiesto di  parlare  prima  della
  votazione dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, lei parla sull'articolo.

   LACCOTO.  Signor Presidente, non  si può negare la parola.  Io  ho
  chiesto  di parlare sull'emendamento. L'emendamento è improponibile
  perché lede gli interessi degli operai.
   .
   PRESIDENTE.  Onorevole Laccato, nessuno toglie la  prerogativa  al
  parlamentare di intervenire. Ha facoltà di parlare.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  scusatemi  ma
  vorrei  far  capire  quello  che noi  stiamo  scrivendo  su  questo
  emendamento e cioè che il personale operaio in esubero  può  essere
  comandato presso il soggetto gestore.
   Scusatemi,  io  avevo capito  trasferito ,  comandato   può  anche
  andare  bene,  ma ciò sempre secondo i protocolli già  stabiliti  a
  livello  regionale. Avevo capito  trasferito ,  comandato   mi  può
  stare bene.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 61.3.1.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 61 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'esame dell'articolo 62. Ne do lettura:

                             «Articolo 62
         Misure per  la salvaguardia del patrimonio edilizio e
                     l'attuazione del piano colore

           1.  Al  fine  di salvaguardare il patrimonio  edilizio
        esistente,  dare  attuazione al Piano di riqualificazione
        del  territorio,  tutelare il  decoro  del  territorio  e
        rilanciarne   l'immagine   in  chiave   paesaggistica   e
        turistica, la Regione promuove azioni volte ad  orientare
        la   qualità  degli  interventi  sui  paesaggi  naturali,
        seminaturali ed antropizzati, attraverso la conservazione
        programmata   dei   manufatti  e   del   loro   contesto,
        limitatamente  agli interventi sulle parti esterne  degli
        edifici, ivi compresa la copertura.

         2.  Per gli interventi di cui al comma 1, i comuni della
        Regione  possono  disporre  la  redazione  del  Piano  di
        riqualificazione  del  proprio  territorio  comunale   in
        coerenza  alle  Linee guida e agli Indirizzi  tecnici  di
        attuazione     regionali,    approvate    con     decreto
        dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
        e per la pubblica istruzione, di concerto con l'Assessore
        regionale per il territorio e l'ambiente. Tale  Piano  di
        riqualificazione  può  riguardare l'intero  territorio  o
        solo  parte  di esso, sulla base delle priorità  indicate
        dal consiglio comunale.

         3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  i  beni
        culturali,  ambientali e per la pubblica  istruzione,  di
        concerto  con  l'Assessore regionale per il territorio  e
        l'ambiente,  sono stabilite le linee guida del  Piano  di
        riqualificazione  del  territorio e  sono  individuati  i
        comuni  nei  quali  sono realizzati progetti  pilota  del
        Piano,   rappresentativi  del  sistema  di  salvaguardia,
        valorizzazione e fruizione sostenibile del territorio.

         4.  Il  Piano  di  riqualificazione  del  territorio   è
        adottato   dal  consiglio  comunale,  previa  istruttoria
        dell'ufficio tecnico comunale, e previa attestazione  del
        progettista  incaricato di conformità  del  Piano  stesso
        alle  linee  guida. Entro e non oltre dieci giorni  dalla
        data  di adozione, il Piano è depositato per venti giorni
        consecutivi presso la segreteria comunale.

         5.  Nelle  aree  sottoposte a  tutela  paesaggistica  ai
        sensi  degli  articoli  136 e 142  del  Codice  dei  beni
        culturali   e   del  paesaggio,  approvato  con   decreto
        legislativo   22  gennaio  2004  n.  42,  il   Piano   di
        riqualificazione  del  territorio,  ferma   restando   la
        conformità  alle linee guida e al regolamento  regionali,
        deve    essere    sottoposto    all'approvazione    della
        soprintendenza competente per territorio.

         6.  La  redazione  del  Piano  di  riqualificazione  del
        territorio è di competenza dell'ufficio tecnico comunale.

         7.  I  piani di riqualificazione del territorio previsti
        dal  presente articolo integrano le norme dello strumento
        urbanistico vigente e del regolamento edilizio dei comuni
        interessati.

         8.  Entro  e non oltre 30 giorni dalla loro adozione,  i
        piani  di  riqualificazione del territorio sono trasmessi
        all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
        dipartimento regionale urbanistica, che, entro 90  giorni
        dalla   data   della  ricezione  degli  elaborati,   deve
        pronunciarsi   previo  parere  espresso  dal   competente
        servizio     dello    stesso    dipartimento.     Decorso
        infruttuosamente  tale  termine,  il  parere  si  intende
        acquisito favorevolmente.

         9.  Lo  schema tipo di regolamento per l'attuazione  del
        Piano di riqualificazione del territorio è approvato  con
        deliberazione   della  Giunta  regionale,   su   proposta
        dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
        e  per  la  pubblica istruzione d'intesa con  l'Assessore
        regionale per il territorio e l'ambiente.

         10.  I  comuni devono conformare il proprio  regolamento
        per  l'attuazione  del Piano a quello  tipo  previsto  al
        comma 9.

         11.   Il   regolamento  è  adottato  con  delibera   del
        consiglio  comunale.  Entro  10  giorni  dalla  data   di
        adozione,  esso  viene  depositato presso  la  segreteria
        comunale per quindici giorni consecutivi.

         12.  Per gli interventi di cui al comma 1, l'Assessorato
        regionale dei lavori pubblici, concede ai titolari  degli
        immobili  il beneficio dell'abbattimento integrale  degli
        interessi  sui  mutui,  di durata massima  quindicennale,
        accesi  presso  gli istituti di credito convenzionati  di
        cui al comma 13.

         13.  L'Assessore regionale per i lavori  pubblici  fissa
        con  proprio  decreto le modalità e le procedure  per  la
        concessione dei contributi ai privati e provvede,  previa
        intesa  con  la  Ragioneria Generale della Regione,  alla
        selezione, con procedure di evidenza pubblica, di  uno  o
        più  istituti  di  credito  con  cui  stipulare  apposite
        convenzioni  per l'accensione dei mutui finalizzati  agli
        interventi di cui al comma 1.

         14.  Nei bandi predisposti ai fini dell'assegnazione  di
        contributi   per  interventi  riguardanti   il   recupero
        urbanistico  ed  edilizio e l'arredo urbano,  è  prevista
        l'assegnazione di un punteggio aggiuntivo in  favore  dei
        progetti  che prevedano la realizzazione degli interventi
        sulla  base  del Piano di riqualificazione del territorio
        già adottato dall'amministrazione comunale.

         15.  Per  le  finalità  del  presente  articolo  possono
        essere  altresì  destinate le  risorse  FAS  2007-2013  a
        titolarità  regionale inserite nel Piano attuativo  della
        Regione».

   Comunico   che  all'articolo  62   sono  stati  presentati   altri
  emendamenti oltre a quelli del fascicolo, e precisamente  il  62.27
  che è una riscrittura del testo.
   Sono   stati   inoltre   presentati  alcuni   subemendamenti,    e
  precisamente i numeri 62.27.4, 62.27.3, 62.27.2 e 62.27.1.
   Ribadisco  che con l'approvazione dell'emendamento 62.27  decadono
  tutti  gli altri emendamenti presentati all'articolo 62. Si procede
  con l'esame dei subemendamenti.

   CRACOLICI. I miei emendamenti, tranne quelli che cassano il testo,
  diventano subemendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  se  lei  vuole  presentare  un
  subemendamento lo predisponga e lo presenti.
   Pongo  in votazione l'emendamento 62.27.1 dell'onorevole De  Luca.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 62.27.2 è precluso.
   Si passa all'emendamento 62.27.3. Ne do lettura:
   «Alla  fine  del  comma  12  aggiungere:   E'  fatto  obbligo   di
  ripristino delle opere realizzate in difformità con oneri a  carico
  del soggetto realizzatore ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO,  assessore  per  i  beni culturali  e  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 62.27.4, degli onorevoli Di Benedetto  e
  Cracolici.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 62.27.5.1 che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 62.27 che è di riscrittura.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 3 è
  scritto  che  il regolamento disciplina una serie  di  cose   nello
  spirito   della   legge,  poi  dice   tutti   gli   interventi   di
  conservazione  programmata ordinaria e straordinaria dei  prospetti
  delle  coperture, dei manufatti, del contesto di decoro  urbano   e
  poi  dice   di  trasformazione del paesaggio e di  utilizzazione  e
  sistemazione del suolo e del sottosuolo .
    Capisco l'invenzione  piano del colore  che non è inerente a  ciò
  di  cui stiamo parlando, ma addirittura pensare che con questa cosa
  che è assolutamente estranea all'argomento poi ci debba entrare  il
  suolo e il sottosuolo, mi pare che siamo al ridicolo.
   Quindi,  sto  proponendo  un  emendamento  abrogativo  di   questa
  simpatica variazione sul tema.

   ANTINORO,  assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
  subito  chiarire  una  cosa, perché gli ultimi  minuti  sono  stati
  pervasi  da  confusione. Questo testo è un  testo  di  riscrittura,
  migliorato  sotto il profilo tecnico, non nei contenuti rispetto  a
  quello  che avevamo visto in commissione bilancio e dalla  medesima
  commissione approvato.
   Suoli  e  sottosuoli  io non ho idea del   perché  ci  stiano,  ma
  l'hanno scritto i tecnici in quel momento. E' probabile che, vado a
  lume di naso e con un minimo di buon senso, nel momento  in cui  si
  fa  un piano di riqualificazione complessivo sul colore ci potrebbe
  essere  in  un'abitazione il suolo e il sottosuolo della stessa  da
  riqualificare;  capisco che sembra una cosa fuori dalla  grazia  di
  Dio, io non sono ingegnere, ma le parlo come ingegnere non più come
  deputato. Per quanto mi riguarda, possiamo anche eliminarlo, ma ove
  non   fossimo   esaustivi   nell'intervento   rispetto   all'intero
  fabbricato  e  ciò  che ci sta sotto, perché manca  questa  parola,
  finisce  come  con   la  legge del buco'  che abbiamo  dovuto  fare
  un'altra legge per poter aiutare lo sviluppo del turismo.
   Pertanto,  se non ci sono obiezioni particolari lasciamola, perché
  potrebbe  essere  un  momento  di  necessità,  tanto  se  serve  la
  utilizzeremo   e   ove  non  dovesse  servire,  con   il   concerto
  dell'assessore per il territorio e l'ambiente, dell'assessore per i
  beni culturali, non mi pare si corrano chissà quali rischi.
   Faremo  un  decreto  concertato  tra  l'assessorato  per  i   beni
  culturali  e l'assessorato territorio e l'ambiente che chiarirà  ai
  comuni  come si devono muovere. Quindi non è che su questa legge  i
  comuni  si muoveranno, avremo tempo nel decreto che approveremo  in
  giunta,  perché  così  c'è  scritto nella  legge,  di  specificare,
  migliorare,  palettare', lasciatemi passare il termine, rispetto ai
  temi tutta questa vicenda.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, questo per una antologia futura
  potrebbe  essere  il  caso che dimostra come legiferiamo  male.  Un
  articolo  di questo genere, che in realtà è una legge, che andrebbe
  quindi  argomentata e discussa, trova la perplessità  dell'Aula  di
  fronte   ad  una  regolamentazione  che  riguarda  addirittura   la
  trasformazione  del  paesaggio, c'è scritto la  trasformazione  del
  paesaggio,  cioè  che  cosa non è contenuto  in  questo  piano  del
  colore?  Argomentazione in risposta dell'Assessore che dice  quello
  che  può  dire, non sapendo giustamente che cosa deve dire,  lo  ha
  detto perché si immagina che alcuni abbiano pensato una cosa

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Di che cosa sta parlando? Non le consento  di
  dire che io  dico quello che posso dire'

   DE BENEDICTIS. Ha ragione, ha ragione, capisco è giusto

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, onorevole Assessore,  non  è
  consentito  che l'oratore dialoghi personalmente con il  Governo  e
  viceversa, l'oratore si rivolga alla Presidenza e  all'Aula.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, insisto. Con questo  intervento
  non  voglio  tornare sulle cose già dette, ma dire che se  vogliamo
  c'è  il  modo di formulare molto meglio questa disposizione  mentre
  stiamo rischiando di fare male  perché troppo precipitosamente.  Ho
  voluto fare un esempio, ma altri ne potremmo trovare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, c'è un emendamento a firma  degli
  onorevoli  Cracolici e De Benedictis, il 62.27.27  che  prevede  di
  cassare il comma 3.

   CRACOLICI. Non cassare il comma 3  ma  solo  una parte.

   PRESIDENTE. Sì, solo una parte.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  lungi
  da  me  la  polemica, ci mancherebbe altro, probabilmente la  buona
  intenzione dell'onorevole De Benedictis era diversa da quella che è
  riuscito  ad esprimere, quindi non entro nel merito di ciò  che  ha
  detto.
   Mi  riferisco,  invece,  all'emendamento a firma  degli  onorevoli
  Cracolici  e  De Benedictis e anche un po' alle cose che  ha  detto
  l'onorevole  De  Benedictis. Leggo testualmente  il  comma  3:   Il
  Regolamento  disciplina nell'ambito del territorio  comunale  tutti
  gli   interventi   di   conservazione  programmata,   ordinaria   e
  straordinaria  dei  prospetti e delle coperture dei  manufatti  nel
  contesto  di  decoro urbano, di trasformazione  del  paesaggio,  di
  utilizzazione e sistema del suolo e del sottosuolo e  dei  relativi
  controlli sulla esecuzione e destinazioni d'uso .
   Allora,  sulla vicenda suolo e sottosuolo mi sono già  espresso  e
  per  quanto  mi riguarda non ho alcuna difficoltà ad eliminare.  Ho
  difficoltà, quando parliamo di trasformazione del paesaggio, perché
  vorrei  ricordare che se il Piano del colore non potrà, come  dire,
  collimare con i piani paesaggistici, e quindi di trasformazione del
  paesaggio,    piani   paesaggistici   che   non   significano    di
  trasformazione del paesaggio, tutto o nulla, i piani  paesaggistici
  contengono  delle funzioni ben precise, se questo non oggi  non  lo
  dovessimo inserire dentro questa norma noi rischieremmo di avere un
  Piano  del  colore  che  non terrà conto della  trasformazione  del
  paesaggio e rischieremmo di fare una legge che non serve a nulla.
   Vorrei  ricordare  che  i piani paesaggistici  sono  sovraordinati
  finanche ai piani regolatori, essendo gli stessi di rango superiore
  rispetto  alla famosa legge Urbani. Con questo mi auguro  anzi  che
  prima o poi con l'assessore per il territorio e l'ambiente si trovi
  il tempo di riformulare una norma di altro tipo, quando l'Assemblea
  vorrà   legiferare  sul  piano  urbanistico.  Spesso   infatti   le
  conflittualità  con la Soprintendenza nascono da  questo  punto  di
  vista.
   Esorto  gli  onorevoli  Cracolici e  Benedictis  a  presentare  un
  subemendamento  al  loro  emendamento in  cui  eliminiamo  suolo  e
  sottosuolo,  lasciando  la  trasformazione  del  paesaggio   perché
  rischiamo di rendere monca una legge importante.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  ed
  invito  anche  l'assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente   ad
  ascoltare  perché l'argomento è molto importante e  devo  dire  che
  condivido una buona parte dei contenuti della proposta.
   Tuttavia,  non posso non dirlo, viene spontaneo doverlo sostenere,
  rischiamo.  Con questa proposta che secondo me va bene,  assessore,
  non  facciamo  un'ulteriore pianificazione  sui  territori  ma  già
  abbiamo  la  pianificazione urbanistica che  è  già  complicata.  I
  Comuni  nel  territorio della Sicilia nascono e  muoiono  su  piani
  regolatori  generali perché durano 10, 12, 15 e 20 anni  e  non  si
  fanno.  Ora, stiamo facendo un'ulteriore pianificazione  del  piano
  del colore, inserendo paesaggio, paesaggistica, c'è di tutto.
   Sono  d'accordo  ma  a  limite si trovi una formula  per  inserire
  questo passaggio con il piano regolatore  ma non certamente con  un
  ulteriore  piano  che  lavora  per conto  suo,   che  poi  andrà  a
  confliggere  con  il  piano  regolatore  del  territorio,   quindi,
  creeremo una complicazione.
   E' un'idea bellissima ma obiettivamente così è un ulteriore piano;
  oltretutto,  non  so  chi  paghi  tutto  ciò.  I  comuni  sarebbero
  appesantiti  da  ulteriori costi ma non vedo i soldi;  già  non  si
  riescono  a  pagare i piani regolatori generali e  ora  facciamo  i
  piani regolatori di questa fattispecie.
     Vediamo  se i due assessorati si fermano per trovare  nei  piani
  regolatori un insieme di direttive a queste norme.
   E'  molto  più  semplice e insieme potete farlo altrimenti  faremo
  un'altra normativa complicatissima da applicare. Oltretutto, quando
  si parla di regolamenti, forse molti non lo ricordano,  ma per fare
  un regolamento ci voglio almeno due anni perché deve andare al CGA,
  all'Ufficio legale; è una cosa di una complicazione mai vista.
   Un articolato del genere dovrebbe avere almeno un minimo di parere
  della  Commissione di merito, almeno questo; stiamo parlando di  un
  piano, di una cosa di quattro pagine.
   Questa norma mi sembra una buona cosa ma in questo contesto  forse
  è  meglio  fermarsi un attimo. L'Assessore per i beni culturali  fa
  bene  a  proporre  questa  cosa;  valuti  con  l'assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente  di  trovare  una  sinergia   nei   piani
  regolatori.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, assessore, concordo con quanto esposto
  dall'onorevole Beninati e aggiungo che questo piano del  colore  in
  alcuni  comuni potrebbe entrare anche in contrasto con le norme  di
  salvaguardia della Soprintendenza, quindi, complicherebbe ancora di
  più  un  settore che in questo momento è mortificato,  cioè  quello
  dell'edilizia.
   Chiederei,  così  come ha detto chi mi ha preceduto,  se  possiamo
  accantonarlo  e  riscriverlo in quella che è la pianificazione  dei
  piani  territoriali  del  piano regolatore  e  che  soprattutto  lo
  facciano i Comuni perché altrimenti entra in contrasto con i  piani
  della Sovrintendenza che già sono stati approvati nel territorio.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sentiti i  pareri,  ritengo
  sia  opportuno stralciarlo e mandarlo in misura anticrisi per avere
  il tempo di poterlo studiare e vedere come aggiustarlo.
   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  si
  tratta  di  una norma che questa Assemblea immaginava  di  fare  da
  diversi  anni.  Ci  sono  anche soldi  che  immaginiamo  di  potere
  concedere.
   Pertanto, chiedo alla Presidenza di accantonarlo.
   Siccome  avremo ancora da lavorare, lo potremmo fare  come  ultimo
  articolo  dopo esserci consultati con i nostri tecnici insieme  con
  l'assessore regionale per il territorio e, alla fine, prima  ancora
  di chiudere tutte cose, ne riparliamo; se riusciamo a sistemarlo in
  termini di convincimento per tutti e di buon senso soprattutto  per
  la  norma affinché funzioni, evidentemente, lo rimandiamo ad  altro
  disegno di legge.
   Al  contrario  sarebbe una scommessa; vale la pena  di  tentare  e
  arrivare fino all'ultimo.

   PRESIDENTE. Viene accantonato con la raccomandazione al Governo di
  tenere  conto, nella riscrittura, degli emendamenti emersa in  sede
  di dibattito.

   Onorevoli  colleghi, si riprende l'esame dell'articolo  64  e  dei
  relativi emendamenti, in precedenza accantonati.
   Ne do lettura:

                               «Art. 64.
                Istituzione del Parco dei Monti Sicani

   1.  Al  fine  di  pervenire all'istituzione del Parco  dei   Monti
  Sicani,   con  la partecipazione della  popolazione   locale  e  la
  collaborazione  degli  enti  e  delle  associazioni  interessate  e
  presenti nel territorio, è costituito un comitato avente il compito
  di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale 6 maggio
  1981,  n. 98, come modificata dalla legge regionale 9 agosto  1988,
  n. 14, una proposta che contenga:

   a)  la  descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
  ai   valori   naturalistici,  nonché  ai  valori   espressi   dalle
  trasformazioni  del  territorio  conseguenti  all'esercizio   delle
  attività umane tradizionali della zona;

   b)  la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
  con le zonizzazioni previste dall'articolo 8 e che devono includere
  le  riserve  naturali istituite e tutta l'area relativa  ai   fiumi
  Magazzolo, Platani e Sosio;

   c)  l'indicazione  e  la  disciplina  di  massima  delle  attività
  esercitabili  in ciascuna parte del territorio così delimitato,  in
  funzione degli obiettivi che si intendono perseguire;

   d)   le   indicazioni  tecniche  e  finanziarie   riguardanti   la
  conservazione e il restauro ambientale;

   e) la previsione delle attività e delle iniziative agricole, silvo-
  colturali, zootecniche,  artigianali,  industriali, turistiche,  da
  promuovere o incentivare.

   2.  Il  comitato  ha  altresì la facoltà  di  assumere  iniziative
  tendenti  a  diffondere la conoscenza  dei  valori  ambientali  del
  territorio in  oggetto  e  a  promuovere il turismo naturalistico e
  l'agriturismo.

   3. Il comitato istituisce un apposito servizio  per  fornire  agli
  interessati le informazioni relative  alle  finalità  del  parco  e
  all'andamento  dei  lavori  del comitato stesso.

   4.   Al   fine   di   agevolare  l'elaborazione  delle   proposte,
  l'Assessorato regionale del  territorio e dell'ambiente fornisce la
  documentazione in suo possesso e concede al comitato un  contributo
  a  titolo  di concorso nelle spese relative all'espletamento  degli
  incarichi affidati.

   5.   Il   comitato   è  nominato  entro  sessanta   giorni   dalla
  pubblicazione  della  presente  legge  con  decreto  dell'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente ed è composto da:

   a)  tre rappresentanti per ciascuno degli interessati, eletti  dai
  rispettivi  consigli  comunali di cui uno in  rappresentanza  delle
  minoranze;

   b) tre esperti designati dall'Università di Palermo;

   c)  quattro  esperti designati dall'associazione <Italia  nostra>,
  dall'associazione  italiana per il World Wildlife  Fund,  dal  Club
  Alpino Italiano e dalla Lega dell'ambiente;

   d)   un   rappresentante  dell'Azienda  regionale  delle   foreste
  demaniali;

   e)  un  rappresentante delle associazioni naturalistiche  presenti
  nel territorio, ove esistano;

   f) un rappresentante dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura
  competente per territorio;

   g)  un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente.

   6.  Il  comitato  elegge nel proprio seno un presidente,  un  vice
  presidente ed un segretario.

   7.  In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
  dalla  richiesta,  il  comitato è costituito con  quelli  designati
  purché in numero non inferiore a sei.

   8.  La  proposta  di  cui  al comma 1 è  presentata  dal  Comitato
  all'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente  entro  12
  mesi  dalla loro costituzione. Trascorso detto termine, l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di mancato invio
  della  proposta, nomina un commissario ad acta, per l'esercizio  in
  via sostitutiva, delle funzioni attribuite al Comitato.

   9.  Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o  in  via
  sostitutiva  dal commissario ad acta, il Presidente della  Regione,
  previa    delibera   della   Giunta   regionale,   su    iniziativa
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
  competente  commissione dell'Assemblea regionale, emana il  decreto
  di istituzione del parco.

   10. La sede legale provvisoria dell'Ente Parco dei Monti Sicani  è
  stabilita  nella  sede  del  polo  universitario  naturalistico  di
  Bivona.

   11.  Per  le finalità di cui al  presente articolo, è autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario 2009,  la  spesa  complessiva  di  50
  migliaia  di  euro  cui si fa fronte con parte delle  disponibilità
  dell'U.P.B. 11.2.1.3.3 - capitolo 442525».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:

   -dall'onorevole Maira: subemendamento 64.3.1;
  -dagli onorevoli Savona, Dina e Cordaro: 64.7.1.

   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Panepinto,
  Apprendi  e  Oddo l'emendamento 64.21 di riscrittura  dell'articolo
  64.

   L'emendamento 64.21 è inammissibile.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo  lo  fa
  proprio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  64.21.  Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti presentati al testo decadono.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 65 e dei relativi emendamenti,
  in precedenza accantonati.
   Ne do lettura:

                               «Art. 65.
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, le parole  con decreto dell'Assessore regionale per la
  presidenza'    sono   sostituite   dalle   parole    con    decreto
  dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione'.

   2.  Il  comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, è abrogato.

   3.  Al  comma  3 dell'articolo 88 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  Dipartimento Segreteria  generale'  sono
  soppresse.

   4.  La  lettera   a'  del  comma 3 dell'articolo  88  della  legge
  regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:

    a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
  pubblici  o  privati comunque denominati o società, nonché  per  la
  liquidazione  e  la ricapitalizzazione di società a  partecipazione
  regionale'.

   5.  Al  comma  4 dell'articolo 66 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   frequentanti corsi di laurea  o  corsi  di  studi
  universitari   gestiti  da  ciascun  consorzio   universitario   o,
  solamente  per  l'esercizio finanziario in corso', sono  sostituite
  dalle parole  iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
  o   corsi  di  studi  universitari  gestiti  da  ciascun  consorzio
  universitario o,';

   b) la cifra  70' è sostituito con la cifra  50';

   c)  alla fine aggiungere le seguenti parole  e il 20 per cento  ai
  consorzi   cui   afferiscono  corsi  di  studio  di  area   medico-
  sanitaria.'.

   6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito  il
  seguente:

    6  bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
  destinatari  del  contributo di cui al comma 1 è  integrato  da  un
  componente  in  rappresentanza della  Regione  siciliana  designato
  dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione.'.

   7.  Al  comma  1 dell'articolo 8 della legge regionale  14  aprile
  2006, n. 16, dopo le parole  enti parco' sono aggiunte le parole  e
  il   Museo   archeologico  regionale  di  Centuripe'.  A  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
  il  Fondo  unico  per il precariato, di cui all'articolo  71  della
  legge  regionale  28  dicembre 2004, n. 17, è incrementato  di  200
  migliaia di euro.

   8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
  1998,  n. 26, sopprimere le parole  la provincia regionale di  Enna
  per  l'istituzione del' e dopo le parole  siciliano'  inserire   di
  Enna'.

   9.  Al  comma  24 dell'articolo 1 della legge regionale  8  luglio
  1977,  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle  parole
   dal 1 gennaio 2011';

   b) le parole  entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
   entro l'esercizio 2009'.

   10.  Al  comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n.  2,  sostituire la cifra  1.000' con la cifra   3.000'  e
  sopprimere le parole  attivazione dell''.

   11.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6  febbraio
  2006,  n. 8, dopo  2008' inserire  nonché 2009 e 2010' e sostituire
  la cifra  3.000' con la cifra  4.000'.

   12.  L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10  è
  abrogato.

   13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10  è
  abrogato.

   14.  La  lettera  d)  del  comma 2 dell'articolo  14  della  legge
  regionale  15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo  24,
  comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal Governo: 65.27, 65.28;
   dagli onorevoli D'Antoni ed altri: subemendamento 65.2.1.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 65.3.1, a mia
  firma, possa essere inserito fra gli articoli aggiuntivi.

   PRESIDENTE.   L'articolo   65  e  i  relativi   emendamenti   sono
  ulteriormente accantonati.
   Si  riprende  l'esame  dell'articolo  3  e  degli  emendamenti  in
  precedenza accantonati.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.20.

             (Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, accetto la riscrittura del  Governo
  e non ne parliamo più per fare prima.

   PRESIDENTE. Anche se c'è un errore da correggere perché il Governo
  fa  riferimento  al comma 6 dell'articolo 76 della legge  regionale
  2/2002  e  invece  si tratta dell'articolo 6 comma  6  della  legge
  regionale 1/2008.

   CRACOLICI. C'era soltanto una questione. Avevo detto, nella  prima
  parte  della  giornata,  che  c'erano  5  emendamenti  di  cui  uno
  all'articolo  3, in particolar,e un emendamento che  recepisce  una
  legge  nazionale sugli enti locali ovvero la possibilità di ridurre
  a  uno  il  collegio  dei revisori per i comuni  sotto  i  15  mila
  abitanti.  E'  una norma di risparmio che chiedono i comuni  perché
  oggi  i  comuni  sotto  i 15 mila abitanti hanno  il  collegio  dei
  revisori di tre componenti e la norma nazionale ha già previsto  di
  portali a uno; c'era un mio emendamento.

   PRESIDENTE.  La  interrompo. Ho appena visto  il  suo  emendamento
  nella   mia   stanza,  è  tra  quelli  aggiuntivi  già   dichiarati
  ammissibili  dalla  Presidenza; sono 50  in  tutto  e  se  possiamo
  ripescarlo  lo  togliamo  da quel bozzone e  lo  inseriamo  adesso.
  Siccome è materia aggiunta sarà trattato tra un'ora con quelli  già
  dichiarati ammissibili.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.20  del  Governo,  con   la
  sostituzione delle parole  comma 6, articolo 66, l.r. 02/02' con le
  seguenti   articolo  6,  comma  6, l.r.  01/08'.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione  e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un  emendamento
  di cui si erano fatti carico l'assessore Cimino e l'assessore Scoma
  perché  era  stato  dimenticato  il  trasporto  degli  alunni   che
  nell'ambito del fondo delle autonomie locali era una proroga di una
  legge  che  scadeva  nel  2008; se, per favore,  si  può  prendere;
  dovrebbe essere presso gli Uffici.
   E'  un  emendamento  che  ha  presentato  l'assessore  Cimino  sul
  trasporto degli alunni delle scuole superiori che era nel fondo dei
  comuni e che praticamente prevede la proroga di una norma dal  2008
  al 2011.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, questo  emendamento  cui  lei  fa
  riferimento, è un emendamento già presentato come emendamento  agli
  articoli  aggiuntivi;  l'ho gia visto ed è tra quelli  ammissibili,
  per cui sarà trattato con gli emendamenti aggiuntivi ammissibili.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, a me interessa il fine;  siccome  si
  tratta di fondo delle autonomie ed è solo una proroga perché é  una
  svista, potremmo metterlo qui.

   PRESIDENTE. Siamo in grado di estrapolarlo?
   Onorevole   Laccoto,   sarà  trattato  tra  i   pochi   aggiuntivi
  ammissibili, stia tranquillo.
   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                Regia unica della promozione siciliana

   1.  Al  fine  di  sostenere, nel quadro di un  programma  unitario
  regionale,  le  manifestazioni o gli  eventi  che  fruiscono  della
  promozione  della  Regione, con o senza oneri per l'Amministrazione
  regionale,  la  Giunta regionale predispone un  programma  unitario
  regionale  quale  strumento  per il  coordinamento  delle  attività
  relative  agli  interventi di propaganda e  promozione  patrocinate
  dalla  Regione. Le iniziative direttamente promosse possono  essere
  destinatarie di un unico intervento ed esclusivamente da  parte  di
  un solo assessorato regionale.

   2. Gli interventi di cui al comma 1 devono prevedere uno spazio di
  comunicazione,  specificatamente destinato a  fornire  informazioni
  utili per l'immagine della Sicilia.

   3.  Al  fine di promuovere il proprio territorio sotto il  profilo
  turistico,    culturale,    architettonico,    paesaggistico     ed
  enogastronomico,  la  Regione siciliana incentiva  le  attività  di
  produzione  televisiva  e cinematografica  ambientate  in  Sicilia,
  mettendo a disposizione i propri siti.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  istituito  presso
  l'Assessorato  regionale  del turismo, delle  comunicazioni  e  dei
  trasporti  un apposito  Fondo', nel quale confluiscono parte  delle
  dotazioni   finanziarie  dei  singoli  interventi   precedentemente
  finanziati   con   legge   di  bilancio  o   con   apposita   norma
  autorizzativa.  La relativa spesa, valutata in 10.000  migliaia  di
  euro, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, è finalizzata alla
  realizzazione del programma unitario regionale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.7, 4.8, 4.10 e 4.9;
   dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.11, 4.12 e 4.13;
   dagli  onorevoli Maira, Cordaro, De Benedictis. 4.4  (al  comma1),
  4.4 (al comma2), 4.4 (al  comma 4);
   dagli onorevoli Caronia, Leontini, Galvagno e Currenti: 4.5;
   dall'onorevole Fagone: 4.2;
   dall'onorevole De Luca: 4.1.

   Onorevole  Cimino,  il  Governo  aveva  preso  l'impegno  ieri   o
  stamattina,  adesso non ricordo più quando, che  avrebbe  riscritto
  l'articolo   4,  cioè  quello  relativo  alla  regia  unica   della
  promozione siciliana.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  sull'articolo  4  c'è  un emendamento, a mia firma,  che  chiarisce
  alcune situazioni relativamente alla istruttoria delle pratiche.
   Il  Governo  continua a sostenere la necessità di questo  articolo
  perché  di  fatto  pone  un risparmio per le  casse  della  Regione
  siciliana,  tant'è  che  voglio  ribadire  come  questo  fondo  sia
  scaturito  da  un forte ridimensionamento delle risorse  date  agli
  altri assessorati.
   La  Giunta  di  Governo  potrà  in  questo  senso  pianificare   e
  programmare una programmazione per la promozione siciliana e  nello
  stesso  tempo avere, quindi, una immagine unitaria delle iniziative
  che si intendono portare avanti.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole
  Cracolici, interamente soppressivo dell'articolo 4.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

       (Gli onorevoli Ammatuna, Bonomo, Di Benedetto, Di Guardo,
  Donegani, Faraone, Ferrara e Gucciardi si associano alla richiesta)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.6.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

        Presenti               77
        Votanti                76
        Maggioranza       39
        Favorevoli           54
        Contrari               22

                            (E' approvato)

   L'articolo 4 è pertanto soppresso.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 19.01, è ripresa alle ore
                                19.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende l'esame dell'articolo  34
  e degli emendamenti  accantonati.
   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura 34.19.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 34.19.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  all'emendamento 34.4 che fa riferimento al parere delle Commissioni
  legislative  e  aggiunge  le parole  da rendersi  entro  15  giorni
  dall'assegnazione'. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 34.4 così come  subemendato  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 34.9 del Governo. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 34.11 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.6 dell'onorevole Gucciardi ed altri.
   Lo pongo in votazione in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 34.7.1 e 34.7 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 34.5 (aggiuntivo  dopo  la  lettera  e)
  dell'onorevole Pogliese ed altri.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.12 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 34.5 (sostitutivo del comma 3), 34.13 e 34.16 sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto
   Sulla  copertura  finanziaria  è  stato  presentato  l'emendamento
  34.17,  a firma del Governo. Al comma 4 dell'articolo 34   dopo  le
  parole  al presente articolo' sono inserite le parole  ed entro  il
  limite  di spesa di 80.000 migliaia di euro' e sostituire le parole
   utilizzo delle economie rinvenienti' con le parole  dalle  risorse
  disponibili sui'.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici risulta superato  e
  quello a firma dell'onorevole Caputo, inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 34, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si torna all'esame dell'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
              Provvedimenti per assicurare lo svolgimento
               delle attività formative per l'anno 2009

         1. Al fine del contenimento dei costi ricadenti sul bilancio
  della Regione e della garanzia delle tutele, di cui all'articolo  2
  della  legge  regionale 1 settembre 1993, n. 25, del  personale  in
  servizio alla data del 31 dicembre 2008, per l'anno formativo  2009
  l'Assessore  regionale  per il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a  prorogare
  le  attività  finanziate a valere del Piano regionale  dell'offerta
  formativa   dell'anno  2008  apportando  le  variazioni  necessarie
  secondo  quanto  previsto dall'ultimo comma dell'articolo  6  della
  legge regionale 6 marzo 1976, n. 24.»

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  38.10,
  soppressivo dell'intero articolo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 38 è, pertanto,  soppresso.

   Si torna all'esame dell'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39
            Misure urgenti di sostegno alla disoccupazione

   1.   Al   fine  di  consentire  la  tempestiva  attivazione  degli
  investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.)  della
  Regione  siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino  al  31  dicembre
  2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6  e
  7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
     2.  Per le medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
  sino  al  31  dicembre  2011, l'utilizzazione  delle  22  unità  di
  personale  contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
  -   PON   ATAS  2000  -  2006  che  ha  prestato  servizio   presso
  l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.
     3.  Per  far  fronte agli oneri discendenti dall'attuazione  dei
  commi 1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro  per
  l'anno  2009 e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli  anni
  2010 e 2011.
     4.  Per  le  finalità dell'articolo 6 della legge  regionale  11
  maggio  1993  n.  15,  è autorizzata fino al 31  dicembre  2011  la
  prosecuzione  dei contratti di lavoro in essere vigenti  alla  data
  del  31  dicembre  2008.  Per  le finalità  del  presente  comma  è
  autorizzata, per gli esercizi finanziari 2009-2011, la spesa  annua
  di 50 migliaia di euro.
     5. Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di
  cui  all'articolo  26, comma 12, della legge  regionale  16  aprile
  2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
  entrata  in  vigore  della presente legge  presta  servizio  presso
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è  inquadrato
  a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
  giorni  dalla  data dell'entrata in vigore della presente  legge  e
  previo  consenso  dell'Amministrazione di appartenenza,  nel  ruolo
  organico  regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale  15
  maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
  possedute,  al  momento  del  passaggio,  nell'Amministrazione   di
  provenienza.  Il  trattamento  di fine  rapporto,  maturato  presso
  l'amministrazione  di  provenienza  dai  dipendenti   che   abbiano
  presentato  la  domanda di cui al presente comma,  è  acquisito  in
  entrata    nel    bilancio   regionale.   Alla   spesa    derivante
  dall'applicazione del presente comma si fa fronte con  parte  delle
  risorse    disponibili   previste   per   gli    oneri    derivanti
  dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
  16 aprile 2003 n. 4.
      6.   Al   fine  del  contenimento  della  spesa,  il  personale
  dell'Amministrazione  regionale, previo consenso  dell'interessato,
  può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
  qualsiasi  titolo  e  per  funzioni  da  concordare  in  protocolli
  d'intesa,  con  oneri  a  carico dell'Ente o società  destinatarie,
  fermo  restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
  e  le  salvaguardie  previste dal vigente contratto  collettivo  di
  lavoro,  presso  amministrazioni  dello  Stato,  società  a  totale
  capitale   pubblico,   enti   pubblici  anche   economici,   organi
  istituzionali  ed  apparati serventi di organi legislativi,  nonché
  presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.
     7.  Il  Ragioniere  Generale  della  Regione  è  autorizzato  ad
  apportare  al  bilancio  della  Regione  le  necessarie  variazioni
  discendenti dall'applicazione del presente articolo.
     8.  L'Assessore  regionale con delega alla protezione  civile  è
  autorizzato  a  rinnovare i contratti di diritto  privato  a  tempo
  determinato,  per un periodo triennale, con i soggetti  di  cui  al
  comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
  Per  le  finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2009,  la spesa di 1.300 migliaia  di  euro.  Per  gli
  esercizi  finanziari  2010 e 2011 è altresì  autorizzata  la  spesa
  annua di 2.100 migliaia di euro.
    9. Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
  Enti  Parco  in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
  ed  allo  sviluppo sostenibile, anche attraverso la  formazione  di
  specifiche  professionalità,  per  la  realizzazione  di  ulteriori
  progetti  di  recupero e valorizzazione del territorio,  finanziati
  nell'ambito  del  PAR  o  con  risorse ordinarie,  gli  Enti  Parco
  procedono  a  rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti  con
  tale  personale,  sempre  che  la  loro  contrattualizzazione   sia
  avvenuta  a  seguito di specifiche procedure selettive  nell'ambito
  del  progetto   Formazione occupazione ambiente  Sicilia .  Per  le
  finalità   del   presente  comma  è  autorizzata  per   l'esercizio
  finanziario  2009  la  spesa di 776 migliaia  di  euro  e  per  gli
  esercizi  finanziari  2010 e 2011 la spesa, per  ciascun  anno,  di
  1.260 migliaia di euro.
    10. Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
  delle  imprese,  i contratti stipulati dall'IRCAC  ai  sensi  della
  legge  regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
  successivo  dalla  data  della loro naturale  scadenza.  Gli  oneri
  finanziari  di  cui  al presente comma sono a carico  del  bilancio
  dell'IRCAC.
      11.   Per  le  finalità  connesse  alla  prevenzione  ed   alla
  salvaguardia  delle popolazioni e del territorio, i comuni  possono
  prorogare, per un periodo di tre anni, il personale assunto a tempo
  determinato, ai sensi degli articoli 14, comma 14 e 23-quater   del
  decreto  legge  30  gennaio 1998 n. 6 convertito  in  legge  ,  con
  modificazioni,   dalla  legge 31 marzo 1998,  n.  61  e  che  abbia
  prestato  servizio  per  almeno due anni, anche  interrotti,  negli
  ultimi  cinque  anni. Per le finalità di cui al  presente  comma  è
  autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di 500 migliaia di euro.  Per
  gli anni 2010 e 2011 è altresì autorizzata la spesa di 900 migliaia
  di euro per ciascun anno.
     12. L'ARPA è autorizzata a rinnovare, per il periodo di un anno,
  i  contratti  di cui all'art. 25 della legge regionale 29  dicembre
  2003  n.  21. Per le finalità del presente comma è autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.
     13.  All'art. 5 comma 2 della legge regionale 14 aprile 2006  n.
  16,  dopo  le parole  articolo 2  sono aggiunte le seguenti  parole
   nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente  al  31
  dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
  realizzazione  dei  progetti  di  utilità  collettiva  disciplinati
  dall'art.  23  della  legge  regionale  11  marzo  1988  n.  67,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, che non abbiano  beneficiato
  di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione  o
  disoccupazione  da  almeno 24 mesi . In sede  di  emanazione  delle
  direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
  2006  n.  16, ai soggetti destinatari delle previsioni  di  cui  al
  presente   comma,   nell'ambito  della  riserva   complessiva   già
  determinata  in forza delle disposizioni vigenti, è  destinata  una
  riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
  messi  a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
  comma  è  autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa  di  100
  migliaia di euro.»

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo un ulteriore accantonamento.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
   Si   torna   all'esame   dell'articolo  45.  Onorevoli   colleghi,
  all'articolo  45 è stato presentato dal Governo un  emendamento  di
  riscrittura,  a cui sono stati presentati alcuni subemendamenti. Il
  primo subemendamento è l'A128.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione  e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (Gli  onorevoli  Adamo,  Ammatuna,  Bonomo,  Buzzanca,   Di
      Guardo,  Faraone, Ferrara e Gennuso appoggiano la richiesta )

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A128.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento A128 dell'onorevole Cracolici su cui il Governo e  la
  Commissione  hanno dato parere contrario. Quindi  il  Governo  e  la
  Commissione chiedono che si voti rosso.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            78
   Votanti             77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          35
   Contrari            42

                           (Non è approvato)

   Si passa all'esame dell'emendamento A496 del Governo.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti.

   - dal Governo: A496.1 e A496.2;
   - dagli onorevoli Marrocco e altri: A496.4;
   - dall'onorevole Cracolici e altri: A496.3.

   Si passa all'emendamento A496.1 a firma  del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  A496.2,  a  firma  del  Governo:    I
  commissari straordinari in carica da più di 12 mesi dalla  data  di
  pubblicazione della presente legge decadono con effetto immediato.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A496.3  dell'onorevole  Cracolici.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il  bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e  relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Emendamento A496.4 a firma degli onorevoli Marrocco ed altri.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A496, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo decadono.
   Pongo in votazione l'articolo 45, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'esame dell'articolo 54. Ne do lettura:

                               «Art. 54.
          Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa
                                 Ibla

   1.  Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
  centro  storico  di  Ragusa  Ibla e delle  zone  adiacenti  di  cui
  all'articolo  7  della  legge regionale 11 aprile  1981,  n.  61  e
  successive  modifiche ed integrazioni, è autorizzata  la  spesa  di
  2.000  migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio  2009-
  2010-2011».

   Ricordo  che erano stati presentati i seguenti emendamenti:   54.2
  dell'onorevole Leontini e 54.1 dell'onorevole Minardo.
   Comunico  che sono stati presentati dagli onorevoli Di  Benedetto,
  Bosco,  Cascio  Salvatore  e Panepinto i  subemendamenti  54.1.1  e
  54.1.2
   Comunico che  è stato presentato dal Governo l'emendamento 54.12.
   Lo pongo in votazione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

        (Gli  onorevoli   Bonomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,
      Ferrara, Lupo, Marinello e Marziano appoggiano la richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 54.12.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 54.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   A  maggiore  chiarimento: questo è un emendamento che proviene  dal
  Presidente  della  Regione e dall'Assessore per  il  bilancio  e  le
  finanze.  Quindi, chi è d'accordo con il Governo vota verde,  chi  è
  contrario vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            79
   Votanti             78
   Maggioranza         40
   Favorevoli          44
   Contrari            34

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti decadono.
   Onorevoli  colleghi, essendo l'emendamento 54.12  di  riscrittura,
  con questo voto è stato approvato anche l'articolo 54.
   Si  ritorna  all'articolo 60, precedentemente accantonato.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 60.
           Misure di contenimento dell'emergenza ambientale

   1.  La  Regione,  per il tramite dell'Agenzia delle  Acque  e  dei
  Rifiuti,  provvede, entro 10 giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
  d'ambito  per  la gestione integrata dei rifiuti. I  commissari  ad
  acta   individuano   ed  attuano  le  operazioni   necessarie   per
  monetizzare  i  crediti vantati dai singoli ATO alla  data  del  31
  dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
  anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
  uno  o  più  advisor. I commissari ad acta procedono  altresì  alla
  totale   liquidazione   dei  debiti  anche   attraverso   procedure
  transattive.

   2.  La  Regione  provvede, con le modalità di cui  all'articolo  3
  della  legge  regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad  individuare  le
  istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.

   3.  Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa  per
  la  gestione  del  ciclo integrato dei rifiuti di  cui  al  decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  ed  adottati dalle società d'ambito per  la  gestione
  integrata  dei  rifiuti in esecuzione dell'ordinanza  del  Ministro
  dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
  n.  2983  del  31 maggio 1999, come successivamente  modificata  ed
  integrata,  nonché  dell'ordinanza  del  Commissario  delegato  per
  l'emergenza  dei  rifiuti  e la tutela delle  acque  della  Sicilia
  dell'8  agosto  2003,  n. 885, anche in assenza  dell'adozione  del
  regolamento  previsto dall'articolo 238, sesto comma, del  predetto
  decreto legislativo.

   4.  Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3  la
  tariffa  per  la  gestione  del  ciclo  integrato  dei  rifiuti   è
  determinata   ed   approvata  dalle  Autorità   d'ambito   ottimale
  territoriale  ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato  per
  l'emergenza  rifiuti  in  Sicilia n.  885/2003  ed  è  applicata  e
  riscossa   dai  soggetti  affidatari  del  servizio   di   gestione
  integrata.

   5.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
  finanze,  su  proposta del Ragioniere generale della regione,  sono
  disciplinate  le procedure attuative dei commi 1 e 2  del  presente
  articolo.

   6.  Gli  ATO  rifiuti  non  possono  procedere  ad  assunzioni  di
  personale  amministrativo appartenente a  qualunque  categoria,  né
  espletare  procedure concorsuali, fino alla definizione  dei  nuovi
  ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale  8
  febbraio  2007,  n. 2. Le procedure concorsuali in itinere  debbono
  essere revocate».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 60.7 (soppressivo dell'articolo),  60.8,
  60.9, 60.10, 60.11, 60.12, 60.13;
   dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 60.16;
   dall'onorevole De Luca: 60.4;
   dall'onorevole Raia: 60.17;
   dagli onorevoli Maira e Cordaro: 60.6;
   dall'onorevole Galvagno: 60.14;
   dall'onorevole Caputo: 60.12;
   dall'onorevole Caronia: 60.5;
   dal Governo: 60.1;
   dall'onorevole Laccoto: 60.3;
   dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici. 60.15.

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  60.18,
  di riscrittura dell'intero articolo.
   Comunico,  altresì,  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Di
  Benedetto il subemendamento 60.18.1.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  stasera,  con  l'esame  di  questo articolo,  affrontiamo  uno  dei
  problemi più seri che riguardano l'emergenza ambientale in  Sicilia
  per   tutto  quello  che  sta  succedendo  nella  nostra   Regione.
  Chiederei, se possibile, un attimo di attenzione.
   Non  entro nel merito della riscrittura -  perché mi pare che  sia
  tale  e  tanta la fiducia che c'è nel Governo - con  il  quale   si
  prevede  che per nominare i commissari il Presidente della  Regione
  ha bisogno di una designazione con delibera di Giunta regionale.
   Io  credo  che  il  problema  vero, signor  Presidente,  onorevole
  Presidente  della Regione, assessore Cimino, è quello di  definire,
  una  volta per tutte, il problema delle tariffe, perché con  questa
  riscrittura  incidiamo e non credo in maniera  molto  incisiva  sul
  problema dei debiti degli ATO ma non risolviamo il problema.
   Mi  piace fare un esempio: l'ATO di Enna che è tra le più  piccole
  della  Sicilia  ha  un contratto affidato per 22  milioni  di  euro
  l'anno, alle ore 24.00 di stasera il debito dell'ATO di Enna è  già
  aumentato  di  62  mila  euro e così ogni  giorno  perché  non  c'è
  certezza per quanto riguarda le tariffe.
     Pertanto,  noi  stasera dobbiamo fare una cosa  molto  semplice,
  dobbiamo  fare  chiarezza  e  dare la  possibilità  di  mettere  in
  riscossione  il tributo che i cittadini debbono pagare  ma   qui  è
  l'inghippo,  nel senso che manca il regolamento di  attuazione  del
  decreto legislativo n. 152, c'è incertezza per cui molti ATO  hanno
  applicato la TIA altri la TARSU.
   Su  questo  problema ci sono anche dei giudizi pendenti ancora  in
  corso.  Noi  dobbiamo  salvare l'impianto che  è  stato  fatto  nel
  momento  in  cui  il  Presidente della  Regione  è  stato  nominato
  Commissario   straordinario  per  l'emergenza  rifiuti,   e,    con
  ordinanza, ha stabilito che nel territorio della Regione  siciliana
  si  applica  la  TIA anche nelle more dell'emanazione  del  decreto
  attuativo  del decreto legislativo n.152. Per cui io  chiederei  al
  Governo che i commi 3 e 4 del testo originario vengano fatti propri
  dal   Governo   stesso  e  inclusi  in  calce  all'emendamento   di
  riscrittura  e  precisamente all'emendamento 60.18.  Questa  è  una
  richiesta formale che, una volta per tutte, farebbe chiarezza.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nel  testo
  originario esitato dalla Commissione era previsto anche  il  blocco
  delle  assunzioni di personale da parte  degli ATO. Quello che  sta
  succedendo  è che mentre noi discutiamo come riformare  il  settore
  dei  rifiuti,  come  accorpare  gli  ATO,  come  ridurli,  gli  ATO
  continuano  a  fare  assunzioni di  personale  e  parliamo  non  di
  personale operaio, ma molto spesso, anzi quasi sempre, di personale
  amministrativo. Non a caso, se consultate la Gazzetta Ufficiale del
  30 marzo, ci sono bandi di concorso di almeno tre ATO siciliani per
  l'assunzione  di personale. Nel testo originario era introdotto  un
  comma   che  prevedeva, nelle more della applicazione dell'art.  45
  della  legge  regionale  8 febbraio 2007  n.  2,  il  blocco  delle
  assunzioni e la revoca delle procedure concorsuali in atto.
   Non lo vedo riscritto nel testo del Governo
   Penso che possa essere solo una semplice dimenticanza e che non ci
  sia invece la volontà di consentire nuove assunzioni da parte degli
  ATO.  A  tal  proposito  chiedo che questo  venga  reinserito  come
  subemendamento nel testo del Governo.
   Ho  presentato un subemendamento ed io chiedo  che il Governo  dia
  un parere favorevole in tal senso.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore
  Cimino,   vorrei  dichiarare con forza, per evitare  equivoci,  che
  sono  personalmente convinto - come lo è il Gruppo dell'UDC  -  che
  la  situazione complessiva del sistema rifiuti in Sicilia è di  una
  estrema  gravità.  Si  sta rilevando un buco  nelle  finanze  della
  Regione  e  mi  rendo  conto  che  bisogna  prendere  delle  misure
  straordinarie.  Però, la strada individuata dal  Governo,  sia  nel
  testo  dell'articolato  che  nell'emendamento  di  riscrittura,  mi
  lascia  molto perplesso sotto l'aspetto giuridico e vorrei  che  su
  questo punto, così come ho fatto con gli Uffici sino a poco fa,  ci
  fosse un momento di approfondimento serio e non strumentale.
   Qual  è  il  nodo  giuridico? Se noi sbagliamo  la  strada  l'iter
  amministrativo  per  risolvere questo  problema,  noi  corriamo  il
  rischio di aggravarlo ancora di più.
   Gli  ATO  sono delle società per azioni. Sono fermamente  convinto
  che  l'Amministrazione regionale non possa intervenire  con  propri
  commissari  in una società per azioni che è sottoposta alle  regole
  della  legislazione ordinaria e principalmente  del  nuovo  diritto
  societario.
     Noi  possiamo  nominare i commissari - li nomini chi  vuole,  il
  Presidente  della  Regione,  la Giunta regionale,  non  ha  nessuna
  importanza  - che intervengono sui comuni che sono soci degli  ATO.
  Ma  non  possono essere nominati per intervenire sulle attività  di
  gestione di una società per azioni qual è l'ATO. Noi commettiamo un
  errore,  secondo me, grave. Che poi si siano interpellati,  in  via
  preventiva, degli illustri colleghi avvocati specialisti in diritto
  ambientale,  non  ha  nessuna influenza. Perché  qua  noi  dovremmo
  interpellare professionisti specializzati in diritto societario non
  in  diritto  ambientale.  Perché sotto l'aspetto  ambientale  siamo
  tutti  d'accordo che bisogna procedere a regolarizzare la  gestione
  degli ATO.
   Cosa ci può proporre? CI può proporre che intanto vengono nominati
  dei  commissari per i comuni facenti parte dei singoli ATO affinché
  nella inadempienza dei consigli di amministrazione e dei presidenti
  degli  ATO possono attivare quelle attività di recupero dei crediti
  e  di  transazione dei debiti affinché si possono  raggiungere  gli
  stessi  risultati che si vogliono raggiungere con i  commissari  ad
  acta.  Oppure,  altra  formulazione,  Fermo  restando  che  per  la
  trasformazione della struttura giuridica degli ATO   '  secondo  me
  dobbiamo  seguire  la  stessa strada che  abbiamo  seguito  per  la
  riforma sanitaria. Cioè gli attuali organi di amministrazione degli
  ATO  debbono restare in carica fino al 30 settembre 2009,  l'ultimo
  comma della riscrittura che è intelligente, cioè fino al momento in
  cui entrerà in vigore la nuova struttura giuridica degli ATO, senza
  soluzione di continuità. Se no, noi andremo ad imbrogliare tutte le
  carte da questo punto di vista. Quello che secondo me è impossibile
  che  qualunque organo dell'Amministrazione regionale possa nominare
  commissari  in  una  società per azioni.  Questa  è  una  assurdità
  giuridica  Perché se introduciamo questo filone, possiamo  nominare
  commissari  nell'ambito dell'attività imprenditoriale regolata  dal
  diritto societario. E' una abnormità giuridica  Sospendiamo per  un
  momento  questo articolato; approfondiamolo visto che ci  sarà  una
  sospensione. Seguiamo delle strade legittime o quanto meno  le  più
  legittime possibili. Ma questo è certamente sbagliato e vorrei  che
  i singoli gruppi si possano esprimere sotto l'aspetto squisitamente
  giuridico perché in questa fase noi siamo legislatori, non siamo di
  passaggio,  non  possiamo scrivere e legiferare  delle  castronerie
  giuridiche.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condividiamo
  la  riscrittura  effettuata  dal Governo  intanto  perché  modifica
  profondamente  il testo che era stato esitato dalla  Commissione  e
  che  aveva due finalità. Diciamoci le cose come stanno: il  Governo
  era  arrivato  con  un'idea assolutamente velleitaria  di  nominare
  commissari  liquidatori  decidendo per  legge  lo  scioglimento  di
  società per azioni di cui non è socio.
   Dopo  di  che,  alla  luce  di una palese  contraddizione  tra  le
  ambizioni  e  le  norme - il codice civile,  in  particolare  -  il
  Governo  ha  chiesto di essere messo nelle condizioni  di  nominare
  comunque dei commissari ad acta per fare atti che sono già in  capo
  all'Agenzia  dei  rifiuti e delle acque che in  forza  della  norma
  costitutiva esercita i poteri di vigilanza e controllo.
   I  commissari ad acta - cosa che non è stata fatta fino ad oggi ed
  è   una  delle  ragioni  di  negligenza  di  questa  struttura  che
  fortunatamente sarà superata dal primo gennaio 2010 - non sono  mai
  stati nominati ma ripeto oggi, in forza delle disposizioni vigenti,
  possono essere già nominati senza bisogno di norma.
   Non  mi  pare  che  questa  norma renda semplice  il  percorso  di
  approvazione fra qualche minuto.
   Si  diceva  che la necessità che ci fosse una norma era legata  al
  fatto  che  siccome bisogna fare delle operazioni  finanziarie  gli
  istituti   di  credito,  se  non  hanno  alle  spalle  la  Regione,
  potrebbero non accettare la cessione dei crediti da parte degli ATO
  rifiuti.
   Ma  questa che avete riscritto è una norma in cui, siccome non  vi
  fidate   l'uno  dell'altro,  avete  deciso  di  far  diventare   un
  provvedimento   amministrativo  provvedimento  politico   scrivendo
   previa  designazione della Giunta regionale . Ma cosa  c'entra  la
  Giunta?
   O  è  una  vicenda  finanziaria, ed è in capo  all'Assessorato  al
  bilancio,  ma  se  è  in capo alla Giunta allora  è  una  decisione
  politica.
   C'è  forse  una  lottizzazione dei funzionari  della  Regione  che
  possono essere nominati commissari ad acta?
   E' come se, quando si scioglie un comune, l'assessore per gli enti
  locali,  invece di nominare un commissario, aspetti la convocazione
  della  Giunta  per la nomina. Quindi c'è una contraddizione  di  un
  principio giuridico.
   Andiamo  al terzo comma. Intendiamoci, noi siamo stati tra  coloro
  che  hanno  voluto l'articolo 45 della legge n. 2 del 2007,  perché
  consideriamo  l'obiettivo di riduzione degli ATO  un  obiettivo  da
  perseguire.  Chiedo che ritiriate il terzo comma:  la  disposizione
  legislativa  c'è  ed  è  vigente  e  c'è  un  testo  esitato  dalla
  Commissione, che forse non vi piacerà per come è stato esitato,  ma
  non è che potete decidere che alcune cose vi piacciono e le portate
  qui sotto forma di riscrittura e altre no.
   In  quel testo c'era un nuovo piano dei rifiuti e mi pare  che  la
  stessa  decisione  abbia assunto il Governo quando  ha  parlato  di
  rivalutare   il   dimensionamento   dei   termovalorizzatori    con
  conseguenze  che  sono a tutti note, secondo un nuovo  piano  delle
  discariche in Sicilia, visto che rischiamo di avere un'emergenza da
  qui a qualche mese.
   Se  si  devono  sciogliere gli ATO rifiuti il  30  settembre  2009
  perché  non  dobbiamo approvare la legge e stabilire cosa  ci  sarà
  dopo?
   Perché  delle due l'una: o l'articolo 45 non l'avete  applicato  e
  siete stati omissivi o non potete poi interpretarlo allo luce dello
  scioglimento al 30 settembre.
   Allora,  se  dovete  riscriverlo, così come  avevamo  definito  in
  Commissione,  oltre  i  temi  posti dall'onorevole  Galvagno,  sono
  d'accordo,  ma  così come è stato riscritto, il primo  e  il  terzo
  comma sono inaccettabili.
   Gli ATO rifiuti vanno sciolti; va stabilito cosa c'è dopo ma vanno
  sciolti  con  una  legge chiara a tutti non con provvedimenti  poco
  chiari.
   E'  stato esitato un testo in Commissione; allora si porti  quello
  in  Aula e si discuta in maniera trasparente. Il Parlamento  decida
  di  mettere  fine  al disastro provocato dal piano  rifiuti  voluto
  dall'ex  Presidente - nonché commissario - della Regione, onorevole
  Cuffaro.
   Ereditiamo un disastro di cui pagheremo non so per quanti anni  le
  conseguenze; non possiamo passare però da un disastro ad un  altro,
  quindi, un disastro alla volta.

   SORBELLO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  così   come   hanno   suggerito
  l'onorevole   Maira  e  l'onorevole  Galvagno,   il   Governo   sta
  provvedendo  ad  effettuare una riscrittura  del  testo.  Pertanto,
  chiedo un ulteriore accantonamento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  su  richiesta   del   Governo,
  l'articolo  60  viene  ulteriormente accantonato  in  attesa  della
  riscrittura.
   Si riprende l'esame dell'articolo 39, precedentemente accantonato.
   Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 20.50)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso è in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, i giorni 29 e 30 aprile 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 60.
   Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 60.19,
  di riscrittura dell'intero articolo.

   SORBELLO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, sostanzialmente,  riprendiamo  il
  comma  1 dell'emendamento presentato a firma dell'onorevole  Maira,
  con la nomina dei Commissari ad acta da parte dell'Agenzia.
   Riprendiamo i commi 2, 3, 4 e 5 del testo originario dell'articolo
  60  e, sostanzialmente, proponiamo quest'articolo 60 composto da  5
  commi di cui il primo emendato da parte dell'onorevole Maira e  gli
  altri 4 che erano nel testo originario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   penso   che
  bisognerebbe  aggiungere  una sola parola  legittimamente'  vantati
  perché  ci  sono una serie di situazioni bloccate nei  diversi  ATO
  della Sicilia e ci potrebbero essere dei problemi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, dove vorrebbe  aggiungere  questa
  parola?

   LACCOTO. Al comma 1 dove dice per  monetizzare i crediti vantati',
  esattamente al quinto rigo.

   PRESIDENTE.  Per  monetizzare i crediti vantati dai  singoli  ATO?
  Diventerebbe, quindi:  I crediti legittimamente vantati'?
   Potrebbe   essere  superfluo  perché  se  sono  crediti   vantati,
  ovviamente sono legittimi.

   LACCOTO. Al terzo comma dove dice:  sono fatti salvi gli  atti  di
  determinazione  della verifica per la gestione del ciclo  integrato
  dei  rifiuti,  di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006,  numero
  152  e  successive modifiche ed integrazioni, è adottata la società
  d'ambito  per  la  gestione  integrata dei  rifiuti  in  esecuzione
  dell'ordinanza   del   Ministro   dell'interno   delegato ,    come
  successivamente  modificata  , anche in assenza  dell'adozione  del
  Regolamento  previsto  dall'articolo 238, comma  VI,  del  predetto
  decreto legislativo .
   So  bene  cosa è. Ci sono, già, le sentenze del TAR e del CGA  che
  hanno dichiarato illegittime alcune TIA che non erano fatte secondo
  il Regolamento che deve attuare il Ministero dell'ambiente.
   Penso  che  per l'avvenire sia giusto che si dica che  si  possono
  fare anche senza Regolamento, però non possiamo andare a sanare con
  questa  norma delle illegittimità facendo salve quelle tariffe  che
  sono  in  contrasto  ed  illegittime,  perché  emanate  prima   del
  Regolamento del Ministero dell'ambiente.
   Credo  che  questa norma non possa essere portata avanti.  Le  sto
  preannunciando, quindi, un subemendamento soppressivo del comma 3.
   Sono  d'accordo sul fatto che si faccia d'ora in avanti ma  non  è
  possibile per le questioni illegittime.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  spiegare
  all'onorevole Laccoto che l'ordinanza del Presidente della  Regione
  ha  dato  la possibilità agli ATO di adottare le tariffe  anche  in
  assenza del Regolamento previsto dall'articolo 238.
   L'onorevole  Laccoto  dovrebbe anche  sapere  che,  dove  ci  sono
  sentenze  passate in giudicato, la legge non può intervenire;  caso
  mai interviene sui procedimenti in itinere.
   Il comma 3, così come formulato, è perfetto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 60.19, di riscrittura
  dell'intero articolo 60.
   Il parere della Commissione?

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   tutti  gli  altri  emendamenti
  decadono.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  238
  prevede  l'emanazione di un Regolamento di attuazione, cosa  che  a
  distanza di tanti anni ancora oggi non è stata fatto.
   In  Sicilia abbiamo due fattispecie: alcuni ATO che hanno adottato
  la TIA; altri che hanno invece la TARSU.
   Il   Presidente  della  Regione  intervenendo  con  i  poteri   di
  Commissario  straordinario stabilisce  che  in  Sicilia,  anche  in
  assenza  di regolamento, si può adottare la TIA, come ha  fatto  il
  Presidente della Regione con propria ordinanza. Su questo  problema
  c'è  un  giudicato del TAR che era favorevole al fatto che  si  può
  determinare la TIA anche in assenza del regolamento.
   C'è  anche una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa,
  appellata  per  vizi  di  forma che ancora  non  è  esecutiva,  che
  sostiene esattamente il contrario.
   Qui  si  va  a  rendere valida un'ordinanza del  Presidente  della
  Regione.  Il  problema dei rifiuti passa attraverso la  riscossione
  delle  tariffe. Non ci saranno mai abbastanza soldi per togliere  i
  debiti  se  non  si  mette  in  moto il meccanismo  virtuoso  della
  tariffazione.
   Inviterei il Parlamento ad approvare la riscrittura, così  come  è
  stata formulata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Galvagno, il Parlamento  ha  già  approvato
  l'emendamento.  Se poi ci sono delle modifiche per renderlo  ancora
  più  efficace,  lo  faremo  certamente  in  sede  di  coordinamento
  formale.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 65 e dei relativi emendamenti,
  in precedenza accantonati.
   Ne do lettura.

                               «Art. 65
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, le parole  con decreto dell'Assessore regionale per la
  presidenza'    sono   sostituite   dalle   parole    con    decreto
  dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione'.

   2.  Il  comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, è abrogato.

   3.  Al  comma  3 dell'articolo 88 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  Dipartimento Segreteria  generale'  sono
  soppresse.

   4.  La  lettera   a'  del  comma 3 dell'articolo  88  della  legge
  regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:

    a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
  pubblici  o  privati comunque denominati o società, nonché  per  la
  liquidazione  e  la ricapitalizzazione di società a  partecipazione
  regionale'.

   5.  Al  comma  4 dell'articolo 66 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   frequentanti corsi di laurea  o  corsi  di  studi
  universitari   gestiti  da  ciascun  consorzio   universitario   o,
  solamente  per  l'esercizio finanziario in corso', sono  sostituite
  dalle parole  iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
  o   corsi  di  studi  universitari  gestiti  da  ciascun  consorzio
  universitario o,';

   b) la cifra  70' è sostituito con la cifra  50';

   c)  alla fine aggiungere le seguenti parole  e il 20 per cento  ai
  consorzi   cui   afferiscono  corsi  di  studio  di  area   medico-
  sanitaria.'.

   6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
  2002,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito  il
  seguente:

    6  bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
  destinatari  del  contributo di cui al comma 1 è  integrato  da  un
  componente  in  rappresentanza della  Regione  siciliana  designato
  dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione.'.

   7.  Al  comma  1 dell'articolo 8 della legge regionale  14  aprile
  2006, n. 16, dopo le parole  enti parco' sono aggiunte le parole  e
  il   Museo   archeologico  regionale  di  Centuripe'.  A  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
  il  Fondo  unico  per il precariato, di cui all'articolo  71  della
  legge  regionale  28  dicembre 2004, n. 17, è incrementato  di  200
  migliaia di euro.

   8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
  1998,  n. 26, sopprimere le parole  la provincia regionale di  Enna
  per  l'istituzione del' e dopo le parole  siciliano'  inserire   di
  Enna'.

   9.  Al  comma  24 dell'articolo 1 della legge regionale  8  luglio
  1977,  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle  parole
   dal 1 gennaio 2011';

   b) le parole  entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
   entro l'esercizio 2009'.

   10.  Al  comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n.  2,  sostituire la cifra  1.000' con la cifra   3.000'  e
  sopprimere le parole  attivazione dell''.

   11.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6  febbraio
  2006,  n. 8, dopo  2008' inserire  nonché 2009 e 2010' e sostituire
  la cifra  3.000' con la cifra  4.000'.

   12.  L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10  è
  abrogato.

   13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10  è
  abrogato.

   14.  La  lettera  d)  del  comma 2 dell'articolo  14  della  legge
  regionale  15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo  24,
  comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal Governo: 65.27, 65.28, 65.29, 65.32;
   dalla Commissione: A 295;
   dall'onorevole Laccato: A 206.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, stiamo approvando dei  provvedimenti
  troppo  importanti  per  la Sicilia e non si  approvano  in  questa
  confusione.
   Credo che questo  modo di procedere poco ordinato che non consente
  nemmeno  ai  deputati  di  far  capire  quello  che  approvano  sia
  veramente inaudito.
   Non  voglio  ritornare  sull'argomento.  Il  problema  è  che   si
  affrontano le questioni con troppa superficialità; qui si cerca  di
  sanare  una  situazione  illegittima. Parlo  di  questo  anche  per
  l'avvenire e credo che ci vorrebbe un poco più di ordine per capire
  quello che si fa.
   E'  chiaro  che su questo ci sarà l'impugnativa, su questo  comma.
  Allora  per quelle questioni che andiamo ad affrontare per lo  meno
  facciamolo con un po' di ordine per far capire a tutti i componenti
  quello che andiamo ad affrontare.
   E' una confusione enorme.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  65.11,   dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI.  Dichiaro  di  ritirare gli emendamenti  65.11,  65.12,
  65.13, 65.14, 65.15 e 65.16, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamenti A 76 è inammissibile.
   L'emendamento 65.9 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MAIRA. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 65.10 è ritirato.

   MAIRA. Chiedo di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 65.17 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento A 348 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 65.18.

   CRACOLICI.  Dichiaro  di  ritirare gli emendamenti  65.18,  65.19,
  65.20, 65.21, 65.22, 65.23, 65.24, 65.25, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 65.28, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commission e relatore  di  maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A 295, a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore di  maggioranza..
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  lo   considererei    un
  aggiustamento tecnico. Se vedete,  è copiato da quello del turismo.
  E'  per  effettuare  delle  iniziative anche  per  entità  ed  enti
  privati, associazioni, che in altro modo non si potrebbero fare  ai
  beni  culturali.  Stiamo riportando la stessa  procedura  dei  beni
  culturali per iniziative direttamente promosse.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 65.29, a firma del  Governo:
   Il  comma  2  dell'articolo 18 della legge regionale  n.  36/90  è
  abrogato .

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   si   tratta
  dell'abrogazione del comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale
  n.  36/90  perché, al Collocamento non funzionano più,  sono  state
  soppresse  e,  nello stesso tempo, anche le liste di  collocamento.
  Quindi non ha più valenza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  65.29.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 65.32, a firma del Governo:  1. Gli enti
  locali,  loro  società  e  consorzi  e  le  ASL  certificano   alle
  cooperative  sociali,  entro trenta giorni  dalla  ricezione  della
  richiesta, se i crediti da loro vantati sono liquidi ed esigibili.
   2.  La certificazione di cui al comma 1 può essere utilizzata  per
  cessioni di crediti pro soluto .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A 206, a firma dell'onorevole Laccoto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 65.27, a firma del Governo.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  intervengo  per  illustrare l'emendamento. Il  punto  15   riguarda
  l'abrogazione  di una norma del 1966, che riguardava la  promozione
  di competenza dell'assessorato regionale della cooperazione e se ne
  chiede l'abrogazione.

   CRACOLICI..   Vorrei  fare  una  domanda  di  fondo:   ma   questi
  emendamenti quando sono stati presentati? Come procediamo? Di  cosa
  stiamo parlando?

   PRESIDENTE. Sono emendamenti del Governo, onorevole Cracolici.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  per quanto riguarda associazioni cooperative di consumo, interventi
  sperimentali   di   promozione   di  cooperative   di   consumatori
  nell'ambito  delle  diverse  comunità  locali  di  cooperative   di
  dettaglianti mediante partnership, una norma che da tanti anni  non
  è  utilizzata;  la  terza  è la modifica  per  quanto  riguarda  il
  riconoscimento dei distretti. E la variazione riguarda la questione
  delle  ditte  e  il  numero dei dipendenti che  vi  lavorano  -  da
  cinquanta  viene  portato  a cento, di cui  l'80  per  cento  dovrà
  svolgere attività riconducibile al settore produttivo del distretto
  -  per  evitare che ci siano doppi, tripli distretti che riguardano
  la  stessa  attività produttiva o lo stesso prodotto  per  capirci;
  l'altra  riguarda il fatto che i lavoratori impegnati nel distretto
  da 150 diventano 300.
   Questa  norma  serve a dare credibilità al tema dei  distretti  in
  Sicilia per cui ai 23 già esistenti credo sia opportuno avviare una
  fase  di  aggregazione per rendere i distretti sempre più credibili
  al  cospetto  non solo del Governo regionale ma anche  del  Governo
  nazione  e  delle  relazioni internazionali che i distretti  devono
  avere.
   Credo  siano  tre  norme  di buon senso che  agevolano  l'attività
  legislativa della Regione siciliana.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nel  condividere
  l'impostazione che prevede una razionalizzazione dell'intervento su
  questa  particolare  importante tematica dei distretti  produttivi,
  voglio  semplicemente  sottolineare, ove lo ritenga  importante  in
  questo  contesto normativo, assessore Di Mauro, inserire una  norma
  che  consenta  ai distretti già esistenti di tener conto  di  nuove
  richieste  che  possono poter aggregare alla realtà  giuridica  già
  esistente.
   Se,  infatti, la norma che tende a razionalizzare chiede e non  da
  la   possibilità  ad  altri  soggetti  di  intervenire,  di  fatto,
  significa creare una condizione chiusa, stagnante ove è preclusa la
  possibilità   ad  ogni  altro  soggetto,  ad  ogni   altra   realtà
  territoriale di poter pensare ai distretti.
   Faccio   dunque   un  formale  invito  e  una  formale   richiesta
  all'Assessore  di  prevedere  anche  questo  aspetto  nella   parte
  normativa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  chiedo  una
  sospensione della seduta ma anche che si raccolgano gli emendamenti
  presentati  e che si diano i riferimenti normativi ai deputati  per
  poi procedere alla discussione e alla relativa votazione.
   Mi  rifiuto  di  continuare a votare sulle spiegazioni  gentili  e
  garbate dei singoli assessori.
   Signor  Presidente, se erano così importanti, perchè queste  norme
  non sono state inserite nella finanziaria nel momento in cui essa è
  stata predisposta?
   Questi   emendamenti  arrivano  all'ultimo  minuto   e   prevedono
  l'abrogazione di leggi che sono in vigore da 45 anni.
   Sono  certo che sia necessario abrogare questa legge, fondamentale
  per la Sicilia, tutto quello che vogliamo. Una legge che esiste  da
  45 anni non  può essere abrogata in un secondo.
   Signor Presidente, le chiedo di fermarsi, di dirci quali sono  gli
  emendamenti  abrogativi  all'articolo  65;  ci  dia  i  riferimenti
  normativi  e  procediamo,  altrimenti,  così  non  possiamo  andare
  avanti.
   Questi  sono i momenti peggiori della vita dell'Assemblea:  quando
  si fanno le cose in piedi.
   Le  chiedo,  cortesemente, di procedere  con  ordine,  mettendo  i
  deputati nelle condizioni di esercitare il loro mandato con scienza
  e coscienza.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Onorevoli colleghi, mi dispiace ma ancora una volta
  sono  d'accordo con l'onorevole Cracolici. Lei non mi  ha  dato  la
  parola prima; mi ha preceduto l'onorevole Cracolici.
   Signor  Presidente, non le chiedo di sospendere la  seduta  ma  di
  rendere  inammissibile la stragrande maggioranza degli emendamenti,
  considerato che non sono di riscrittura da parte del Governo ma  si
  tratta  di  nuovi  emendamenti  presentati fuori tempo  rispetto  a
  quanto previsto dal nostro Regolamento.
     Pertanto,  signor Presidente, visto che siamo  molto  stanchi  e
  soprattutto  che  lei ha condotto insieme al Presidente  Formica  i
  lavori  delle varie sedute che si sono svolte, le chiedo di  finire
  in  bellezza,  nel  senso  di evitare  che  ci  sia  proprio  nelle
  abrogazioni di leggi, che sono il momento più delicato, momenti  di
  confusione.   Purtroppo,  sono  passaggi    meno   visibili,   meno
  comprensibili e se non ci sono i riferimenti normativi, è difficile
  potersi districare.
   Mi  appello,  dunque,  alla sua solerzia. Utilizzi  tutte  le  sue
  prerogative,  soprattutto,  li  dichiari  inammissibili  laddove  è
  necessario. Questo Parlamento gliene sarà grato.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Vorrei chiarire all'Aula ciò  che  stiamo
  facendo

   CRACOLICI.  Prego  l'onorevole  Di  Mauro  di  sedersi.  Qui   c'è
  l'assessore al bilancio che rappresenta il Governo e c'è  anche  il
  Presidente  della  Regione. Sono qui tutti e due.  Gli  altri  sono
  semplici  deputati.  Mi sono stancato di questa gestione  personale
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, appena avrà  finito  di  parlare
  l'assessore   Di   Mauro,   la  Presidenza   comunicherà   le   sue
  determinazioni.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Cracolici,  come lei ben sa, la mia presenza è stata  costante  nel
  corso  di  questi  lavori, purtuttavia, ritengo  che  l'emendamento
  dell'onorevole  Di  Mauro  trattando  di  abrogazione  di  norme  e
  considerando che l'emendamento in questione non prevede alcun onere
  finanziario  mi  è sembrato più corretto che l'onorevole  Di  Mauro
  fornisse dei chiarimenti  all'Assemblea, dandogli l'opportunità  di
  illustrarlo.
   Chiedo  pertanto   alla  Presidenza, se è possibile,  subito  dopo
  questo  articolo, di fermare i lavori d'Aula al fine di raccordarci
  sul    percorso   che   ci   vogliamo  dare.   Ne   chiedo   quindi
  l'accantonamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  ci fermiamo immediatamente,  nel
  senso  che porrò in votazione  l'articolo 65 fino al punto  in  cui
  siamo arrivati. Tutti gli altri emendamenti che mi sono arrivati  -
  e  sono tantissimi - non saranno da me posti in votazione. Dopo  di
  che, sospenderò la seduta per decidere il percorso da fare.
   Dichiaro   inammissibili  quindi  tutti  gli   altri   emendamenti
  all'articolo 65.
   Pongo  in  votazione l'articolo 65, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   riprende   l'esame  dell'articolo  39  e  degli   emendamenti
  accantonati.
   Ne do lettura:

                               «Art. 39.
              Misure urgenti di sostegno all'occupazione

   1.   Al   fine  di  consentire  la  tempestiva  attivazione  degli
  investimenti  previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
  Regione  siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino  al  31  dicembre
  2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6  e
  7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.

   2.  Per  le  medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
  sino  al  31  dicembre  2011, l'utilizzazione  delle  22  unità  di
  personale  contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
  -   PON   ATAS  2000  -  2006  che  ha  prestato  servizio   presso
  l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.

   3. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione dei commi
  1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro per l'anno
  2009  e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010  e
  2011.

   4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
  1993  n. 15, è autorizzata fino al 31 dicembre 2011 la prosecuzione
  dei contratti di lavoro in essere vigenti alla data del 31 dicembre
  2008.  Per  le finalità del presente comma è autorizzata,  per  gli
  esercizi  finanziari 2009-2011, la spesa annua di  50  migliaia  di
  euro.

   5.  Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato,  di
  cui  all'articolo  26, comma 12, della legge  regionale  16  aprile
  2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
  entrata  in  vigore  della presente legge  presta  servizio  presso
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è  inquadrato
  a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
  giorni  dalla  data dell'entrata in vigore della presente  legge  e
  previo  consenso  dell'Amministrazione di appartenenza,  nel  ruolo
  organico  regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale  15
  maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
  possedute,  al  momento  del  passaggio,  nell'Amministrazione   di
  provenienza.  Il  trattamento  di fine  rapporto,  maturato  presso
  l'amministrazione  di  provenienza  dai  dipendenti   che   abbiano
  presentato  la  domanda di cui al presente comma,  è  acquisito  in
  entrata    nel    bilancio   regionale.   Alla   spesa    derivante
  dall'applicazione del presente comma si fa fronte con  parte  delle
  risorse    disponibili   previste   per   gli    oneri    derivanti
  dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
  16 aprile 2003 n. 4.

   6.   Al   fine   del  contenimento  della  spesa,   il   personale
  dell'Amministrazione  regionale, previo consenso  dell'interessato,
  può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
  qualsiasi  titolo  e  per  funzioni  da  concordare  in  protocolli
  d'intesa,  con  oneri  a  carico dell'Ente o società  destinatarie,
  fermo  restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
  e  le  salvaguardie  previste dal vigente contratto  collettivo  di
  lavoro,  presso  amministrazioni  dello  Stato,  società  a  totale
  capitale   pubblico,   enti   pubblici  anche   economici,   organi
  istituzionali  ed  apparati serventi di organi legislativi,  nonché
  presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.

   7. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
  al  bilancio  della  Regione le necessarie  variazioni  discendenti
  dall'applicazione del presente articolo.

   8.  L'Assessore  regionale  con delega alla  protezione  civile  è
  autorizzato  a  rinnovare i contratti di diritto  privato  a  tempo
  determinato,  per un periodo triennale, con i soggetti  di  cui  al
  comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
  Per  le  finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2009,  la spesa di 1.300 migliaia  di  euro.  Per  gli
  esercizi  finanziari   2010 e 2011 è altresì autorizzata  la  spesa
  annua di 2.100 migliaia di euro.

   9.  Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
  Enti  Parco  in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
  ed  allo  sviluppo sostenibile, anche attraverso la  formazione  di
  specifiche  professionalità,  per  la  realizzazione  di  ulteriori
  progetti  di  recupero e valorizzazione del territorio,  finanziati
  nell'ambito  del  PAR  o  con  risorse ordinarie,  gli  Enti  Parco
  procedono  a  rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti  con
  tale  personale,  sempre  che  la  loro  contrattualizzazione   sia
  avvenuta  a  seguito di specifiche procedure selettive  nell'ambito
  del  progetto   Formazione occupazione ambiente  Sicilia .  Per  le
  finalità   del   presente  comma  è  autorizzata  per   l'esercizio
  finanziario  2009  la  spesa di 776 migliaia  di  euro  e  per  gli
  esercizi  finanziari 2010 e  2011 la spesa, per  ciascun  anno,  di
  1.260 migliaia di euro.

   10.  Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
  delle  imprese,  i contratti stipulati dall'IRCAC  ai  sensi  della
  legge  regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
  successivo  dalla  data  della loro naturale  scadenza.  Gli  oneri
  finanziari  di  cui  al presente comma sono a carico  del  bilancio
  dell'IRCAC.

   11. Per le finalità connesse alla prevenzione ed alla salvaguardia
  delle popolazioni e del territorio, i comuni possono prorogare, per
  un  periodo  di tre anni, il personale assunto a tempo determinato,
  ai  sensi  degli articoli 14, comma 14 e 23-quater della  legge  31
  marzo  1998,  n.  61 e che abbia prestato servizio per  almeno  due
  anni,  anche interrotti, negli ultimi cinque anni. Per le  finalità
  di cui al presente comma è autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di
  500  migliaia  di  euro.  Per  gli  anni  2010  e  2011  è  altresì
  autorizzata la spesa di 900 migliaia di euro per ciascun anno.

   12. L'ARPA è autorizzata a rinnovare, per il periodo di un anno, i
  contratti di cui all'art. 25 della legge regionale 29 dicembre 2003
  n.  21.  Per  le  finalità  del presente comma  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.

   13.  All'art. 5  comma 2 della legge regionale 14 aprile  2006  n.
  16,  dopo  le parole  articolo 2  sono aggiunte le seguenti  parole
   nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente  al  31
  dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
  realizzazione  dei  progetti  di  utilità  collettiva  disciplinati
  dall'art.  23  della  legge  regionale  11  marzo  1988  n.  67,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, che non abbiano  beneficiato
  di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione  o
  disoccupazione  da  almeno 24 mesi .  In sede di  emanazione  delle
  direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
  2006  n.  16, ai soggetti destinatari delle previsioni  di  cui  al
  presente   comma,   nell'ambito  della  riserva   complessiva   già
  determinata  in forza delle disposizioni vigenti, è  destinata  una
  riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
  messi  a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
  comma  è  autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa  di  100
  migliaia di euro .

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati,  dal
  Governo, l'emendamento 39.38 di riscrittura dell'intero articolo  e
  l'emendamento 39.39 concernente proroghe.
   Per  consentire  agli  uffici  la sistemazione  degli  emendamenti
  ancora  da esaminare, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
  alle ore 23.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.34, è ripresa alle ore 23.45)

    La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 39. Il Governo aveva
  presentato  due emendamenti di riscrittura: uno sulle  proroghe  ed
  uno  sui  rinnovi, il 39.39 ed il 39.38. A questi  due  emendamenti
  erano stati presentati tutta una serie di subemendamenti.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,   vorrei  ribadire,   per   quanto   riguarda
  l'emendamento  39.39, che il Governo ritira  i  commi  4,  6  e  7,
  lasciando in vita, quindi, i commi 1, 2, 3, 5 e 8.
   Relativamente   all'emendamento  39.38,  dichiaro   di   ritirarlo
  interamente,  anche  perché si ritiene che si  possa  procedere  in
  riferimento a questo testo con atto amministrativo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pertanto,   onorevoli
  colleghi, rimane in vita soltanto l'emendamento 39.39 con  i  commi
  1,  2,  3, 5 e 8. Quindi, i subemendamenti che fanno riferimento  a
  questi commi possono essere esaminati, tutti gli altri decadono.
   Si  passa  al  subemendamento 39.39.4,  a  firma  degli  onorevoli
  Torregrossa, Marinese, Corona, Limoli, Leontini ed altri.

   DONEGANI.   Dichiaro  di  apporre  la  mia  firma  all'emendamento
  39.39.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Signor Presidente, è una proroga

   PRESIDENTE.  Sì,  è  una  proroga. Non comporta  spesa  perché  fa
  riferimento  alla copertura finanziaria del CEFPAS.  E'chiarissimo,
  onorevole  Maira.  E' proroga di contratti e non  ha  copertura  di
  spesa.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. E'  attinente  al
  testo che riguarda proprio la proroga del personale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il subemendamento  39  39.4.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 39.39.1,  a  firma  degli  onorevoli
  Faraone,  Cracolici,  Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo,  Donegani,
  Marinello, Raia e Termine.

   FARAONE. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi,  poiché  stiamo  facendo  riferimento  a  personale,   mi
  riferisco  agli  enti parco, IACP, comunque enti  che  nella  legge
  numero  10  sono equiparati come contratto ai dipendenti regionali,
  la inviterei  ad una univocità di giudizio.
   Se va bene l'articolo votato dalla Commissione  Bilancio', va bene
  anche questo. Nella legge 15 maggio 2000, numero 10, all'articolo 1
  diciamo:  Il presente contratto collettivo regionale si applica  al
  personale dipendente della Regione siciliana e degli altri enti  di
  cui  all'articolo  1  della  legge regionale... ;  gli  altri  enti
  sarebbero  gli enti parco, gli IACP, comunque tutti  gli  enti  che
  sono  direttamente controllati dalla Regione che nel  contratto  da
  noi approvato sono direttamente equiparati.
   Se  questa  possibilità è data ai dipendenti regionali, credo  che
  debba  essere  data anche a professionalità che sono  acquisite  in
  altri enti, ma direttamente collegati alla Regione.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  39.39.1  a  firma
  dell'onorevole Faraone.  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti   gli   altri  subemendamenti  all'emendamento  39.39   sono
  inammissibili  perché  non  riguardano  proroghe,  necessitano   di
  copertura  finanziaria e non sono attinenti  al  testo  che  stiamo
  trattando.
   Pongo    in   votazione   l'emendamento   39.39   di   riscrittura
  dell'articolo 39, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, a questo punto, considerato  che  ci  aspetta
  tanto  lavoro,  sospendo  la  seduta  per  mezz'ora  e  convoco  la
  Conferenza  dei Capigruppo - e soltanto i Capigruppo  -  nella  mia
  stanza.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.58, è ripresa alle ore 2.53 di
                        giovedì 30 aprile 2009)

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per illustrare  il  lavoro  fatto
  sugli  emendamenti aggiuntivi gli uffici hanno  preso  in  esame  i
  mille  e  più  emendamenti che erano stati presentati,  usando  dei
  criteri.  I  criteri  sono i seguenti: sono  stati  preliminarmente
  riscontrati  gli  emendamenti, articoli aggiuntivi  al  disegno  di
  legge  numero  250/A  che siano stati in precedenza  presentati  in
  Commissione  Bilancio', in occasione dell'esame della Finanziaria e
  che  siano  stati,  in  tale  sede,  votati,  ovvero  ritirati  dal
  proponente   escludendo,   pertanto,  gli  emendamenti   dichiarati
  improponibili o stralciati dalla Commissione.
   Dal   corpo   degli  emendamenti  individuati   sulla   base   del
  sopradescritto  criterio,  sono  stati  ulteriormente  espunti  gli
  emendamenti che comportano maggiori spese o minori entrate,  nonché
  quelli  riguardanti  il  personale sia  regionale  sia  degli  enti
  locali, escluse le proroghe, i concorsi, l'istituzione di uffici  e
  le  norme  concernenti  gli amministratori  di  enti  e  società  a
  partecipazione  regionale,  la sanità, l'urbanistica,  il  demanio;
  sono stati esclusi anche gli emendamenti fuori termine.
   Pertanto,  sulla  base di questi criteri, gli emendamenti  rimasti
  sono  i  seguenti: A 330, A 393, A 270, A 266, A 58  contenuti  nel
  fascicolo che è stato distribuito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, lei ha dato comunicazione  che  la
  Presidenza  ha  operato secondo un criterio  oggettivo.  Ne  prendo
  atto. Le ricordo che il criterio oggettivo non può essere derogato.
  Non  possono,  quindi, arrivare in Aula emendamenti che  comportano
  spese;  non  possono arrivare in Aula emendamenti che  attengono  a
  materie per le quali la Presidenza ha operato una dichiarazione  di
  improponibilità.
   Le ricordo che questa è una affermazione fatta dalla Presidenza  e
  la  Presidenza dovrà operare coerentemente con questa impostazione.
  E'  evidente, che se dovessero esserci deroghe, mi permetto di dire
  che la dichiarazione di improponibilità verrebbe meno, in quanto si
  tratterebbe  di  una  fattispecie diversa nel  momento  in  cui  la
  Presidenza derogherebbe per alcuni e non per altri.
   La dichiarazione di improponibilità , quindi, è tale se è coerente
  come metodo di valutazione. Mi premeva sottolinearlo in questa fase
  -  vedremo in corso d'opera - ma ribadisco che questo principio non
  può che essere rispettato dalla Presidenza.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
   emendamenti aggiuntivi:
   - dal Governo: A330;
   - dagli onorevoli Dina, Cordaro e altri: A393;
   - dall'onorevole Leontini: A270;
   A266;
   - dagli onorevoli Cracolici e Speziale: A58.

   Si   passa   all'emendamento   A  330,   di   identico   contenuto
  all'emendamento A 393.

   FARAONE. Signor Presidente, vorrei che il Governo lo illustrasse.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare
  per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, si tratta dell'assegnazione di Villa  Belmonte
  alla Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se non  si  fa  silenzio  non  è
  possibile ascoltare le spiegazioni che si chiedono al Governo.
   La  Presidenza, su oltre 1.000 emendamenti presentati, ha  operato
  con dei criteri una scelta che ha portato a meno di 40 emendamenti.
  Ritengo che i 40 emendamenti  sono stati scelti con un criterio che
  non  può essere messo in discussione, in quanto è stato un criterio
  trasparente e assolutamente rispettoso.
   Lei  chieda al Governo di illustrare l'emendamento. Se  l'Aula  fa
  silenzio, sarà in grado di ascoltare le spiegazioni.
   Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti A330 e A393.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A270. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, mi scusi, forse mi sono distratto  ma
  oltre  a  sentire l'opinione del Governo, visto che  il  lavoro  di
  scrematura  sugli  emendamenti è stato compiuto  dalla  Presidenza,
  vorrei  spiegato ancor meglio il criterio che ha tenuto per  alcuni
  di  questi emendamenti mentre ne ha escluso altri, anche per capire
  quando  li affronteremo individualmente. Infatti, c'erano  parecchi
  emendamenti che non comportavano alcun impegno di spesa.
   Faccio un esempio citando quello  riguardante  la questione  degli
  addetti  alla  raccolta  del ferro che avevamo  concordato  con  il
  Presidente  Cascio,  assente  lei, onorevole  Formica,  che  veniva
  inserito  nel  maxiemendamento perché non c'era  alcun  impegno  di
  spesa.
   Si tratta di un tema che riguarda una emergenza sociale registrata
  in tutte le province e qui dentro non c'è.
   Non  mi interessa questo emendamento ma, in particolar modo, a  me
  interessa  capire  qual  è  il criterio;  considerato  che  lei  ha
  spiegato che non rientra nella selezione che è stata fatta,  vorrei
  che   lo spiegasse in maniera più approfondita e dopo  ogni singolo
  emendamento  capire  perché uno magari è stato  escluso  e  qualche
  altro no.

   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone,  le rileggo nuovamente  i  criteri
  che  sono stati adottati visto che lei non ha ascoltato. Sono stati
  preliminarmente riscontrati gli emendamenti, articoli aggiuntivi al
  disegno  di legge n. 250/A che siano stati in precedenza presentati
  in   Commissione    Bilancio',   in  occasione   dell'esame   della
  finanziaria  e che siano stati in tale sede votati ovvero  ritirati
  dal  proponente,  escludendo  pertanto gli  emendamenti  dichiarati
  improponibili  o  stralciati  dalla Commissione.  Dal  corpo  degli
  emendamenti  individuati  sulla base del sopradetto  criterio  sono
  stati  ulteriormente tolti gli emendamenti che comportano  maggiori
  spese  o minori entrate nonché quelli riguardanti il personale  sia
  regionale  che degli enti locali, escluse le proroghe, e  anche  il
  personale precario, i concorsi, l'istituzione di uffici e le  norme
  concernenti  gli amministratori di enti e società a  partecipazione
  regionale, la sanità, l'urbanistica, il demanio. Sono stati esclusi
  anche  gli emendamenti fuori termine. Questi sono stati i  criteri,
  dopodiché, è pure possibile che se lei ha concordato un emendamento
  con  il  Presidente  Cascio  lo  potrà  trovare,  se  ci  sarà   un
  maxiemendamento, dopo.
   Sono stato chiaro?
   Onorevole  Faraone, le dico di più. Le decisioni della  Presidenza
  sono  insindacabili: questi sono quelli ammessi, questi sono quelli
  improponibili, punto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE. Signor  Presidente, visto che è insindacabile quello  che
  ha  deciso la Presidenza, e questo è indubbio, vorrei sapere - come
  penso tutti i miei colleghi - a quest'ora, cosa ci aspetta d'ora in
  avanti,  nel senso che, visto che lei ha appena detto che  oltre  a
  questi ci sarà un maxiemendamento, considerato che la Presidenza ha
  dichiarato   improponibili  tutti  gli  emendamenti  oltre   questi
  cinquanta,   vorrei  capire  se  nel  criterio  che  utilizzerà  la
  Presidenza   saranno  invece  dichiarati   proponibili  emendamenti
  scartati  dalla  Presidenza  e  se  magari  saranno  inseriti   nel
  maxiemendamento.
   Questo  vorrei  saperlo  fin  da  adesso.  E'  necessario,  signor
  Presidente,  che  ci comunichi quello che si deve  votare,  fin  da
  adesso,  in  modo  da  avere  chiaro il percorso  per  decidere  di
  determinarsi in un modo o nell'altro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone, non può comunque fare un  processo
  alle  intenzioni  se  mi  chiede cosa  accadrà  domani.  Il  lavoro
  prodotto è questo. Lavoriamo su questi emendamenti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente,
  vorrei  sapere dall'Assessore per il bilancio, che ha preso formale
  impegno  in  quest'Aula, se sono state previste - al  di  là  delle
  spese  della Fondazione Federico II, una vergogna, e al di  là  del
  fatto  che ci avete lasciati per quattro ore bloccati in quest'Aula
  -  quelle  somme  indispensabili per  la  sopravvivenza  di  intere
  popolazioni colpite da eventi calamitosi.
   Lo  chiederei,  pregiudizialmente, anche per  comprendere  il  mio
  comportamento in quest'Aula rispetto ad un modo di operare che  non
  ha  nulla  a che vedere con quello che deve essere un modo  sereno,
  obiettivo e costruttivo.
   Preliminarmente, dunque, chiedo all'Assessore per il  bilancio  se
  quell'impegno, preso formalmente in quest'Aula - non con me ma  con
  diversi  deputati e sindaci - è stato mantenuto in questo  momento,
  prima di discutere di altre vicende.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze.  L'impegno  preso
  con   l'Aula   è  un  impegno  che  il  Governo  vuole  garantire,.
  Nell'ambito  di  un  provvedimento  che  si  sta  definendo   molto
  circoscritto,  infatti, c'è anche il finanziamento dell'emendamento
  già firmato dagli onorevoli Laccoto e altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Governo
  dimostra  che la Presidenza non può operare la scelta fatta  perché
  se  c'è un emendamento di spesa - come questo si appresta ad essere
  -  c'è  una valutazione della Presidenza altalenante che fa  venire
  meno l'autorevolezza della scelta. Delle due, l'una.
   O  tutti  gli  emendamenti  di spesa  -  al  di  là  delle  scelte
  urbanistiche  che  per  quanto  mi  riguarda  sono  confermate  fin
  dall'inizio  come  ad esempio personale ecc - rientrano  nell'esame
  del  Parlamento oppure non possono esserci emendamenti di spesa del
  Governo, a prescindere dagli emendamenti dell'Aula.
   O si procede con un metodo o con un altro. Non c'è una prerogativa
  per alcuni ed una prerogativa per altri.
   Signor  Presidente, sono sicuro che fra poco porrà in  discussione
  un emendamento che comporta spesa.
   Non  voglio neanche stabilire se è più o meno giusto ma le ricordo
  che  ha appena dichiarato che gli emendamenti che comportano  spesa
  sono improponibili.
   Ci dica, pertanto, come si deve operare.
   Non ci si può servire della notte per impazzire con le procedure.
   Se  ci  sono  emendamenti di spesa dichiarati improponibili  dalla
  Presidenza, tutti gli emendamenti di spesa sono improponibili,  non
  alcuni  a  seconda  del  firmatario, come quelli  del  Governo.  Il
  Governo  in quest'Aula ha la possibilità di riscrivere emendamenti,
  non di fare quello che gli pare.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho capito  bene,
  la   filosofia  del  Governo  era  quella  di  non  proporre  degli
  emendamenti che comportano spesa. Ne era stato presentato  uno  per
  la  proroga  delle cooperative di edilizia agevolata e  questo  non
  comporta nessuna spesa, al massimo,  porta occupazione che non sarà
  creata  dalla pubblica amministrazione ma la creeranno  le  aziende
  che andranno a costruire case. Quelle aziende occuperanno manovali,
  carpentieri,  muratori e forse saranno occupate anche  le  case  da
  parte delle giovani coppie che hanno bisogno di una casa.
   Signor  Presidente, quindi, ritengo che debba essere  inserita  la
  proroga  per le cooperative per l'edilizia agevolata perché sarebbe
  un torto che facciamo ai cittadini che aspettano dalle imprese, che
  aspettano perché fra non molto le cooperative cui è stato assegnato
  il fondo economico scadranno. Pertanto, poichè non so se è inserito
  in  quello  che verrà dopo, qualora non ci fosse, la  pregherei  di
  verificare, signor Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A266.  E'
  accantonato.

   CRACOLICI. Onorevole Presidente,  comporta spese.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è stato fatto un lavoro da  parte
  degli uffici che hanno comunicato alla Presidenza.
   Onorevoli colleghi, sono le 3.15, pertanto, questo è il lavoro che
  è stato fatto dagli uffici e la Presidenza ha detto che questo è il
  risultato.  Ora effettueremo la votazione. Sui singoli  emendamenti
  che avete trovato nel fascicolo, l'Aula si determinerà.
   L'emendamento A266 è accantonato.

   PANARELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CRACOLICI. Si, abbiamo chiesto il voto segreto.

   PRESIDENTE. Dov'è? Non vedo schede, onorevole Cracolici.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MARINELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è vero che sono
  le  ore  3  del  mattino  ma  è  pur  vero  che  questa  è  un'Aula
  parlamentare e quindi quando si stabiliscono dei criteri non si può
  pensare   che  ci sono i figli del Dio maggiore e i figli  del  Dio
  minore.  E' quello che la Presidenza in questo momento sta  facendo
  con  i criteri che ha stabilito  a priori rispetto ai quali poi  fa
  delle cose diverse riguardo ai singoli emendamenti.
   Ciò non è rispettoso nei confronti di ogni singolo parlamentare  e
  dell'istituzione Parlamento siciliano. Questo non  è  un  Consiglio
  comunale; è un Parlamento, quindi,  se si stabiliscono dei criteri,
  il  Governo e la Presidenza si devono assumere la responsabilità di
  criteri che devono essere più obiettivi .
   Qui ognuno di noi deve svolgere il cosiddetto  mandato operativo .
  Non  difendiamo  l'interesse  di un singolo  provvedimento,  di  un
  singolo  emendamento  o subemendamento ma il  rispetto  dell'intero
  Parlamento e di ogni singolo parlamentare e, allora, se ci sono dei
  criteri   generali  che  la  Presidenza  ha  sancito,  allora,   la
  Presidenza deve rispondere. Non può dire  sono gli Uffici che hanno
  fatto  questo lavoro   perché così non è. E' contraddittorio perché
  alcuni  emendamenti rispetto ai criteri oggettivi  ed  obiettivi  e
  vorrei  dire  obiettivi tra virgolette - non so se   obiettivi   lo
  sono  tanto  -  ha  stabilito dei criteri. Questi  criteri  poi  si
  nascondono  dietro gli Uffici. Sono stati gli Uffici a dire  quello
  che  si  può fare e quello che non si può fare. Se da un  punto  di
  vista  tecnico  per ogni singolo emendamento ci  sono  delle  cose,
  vanno  dette  e, nel caso in specie, signor Presidente,  lei  quale
  garante  di  questa istituzione, di questo Parlamento,  deve  farle
  rispettare.  Non è possibile che ci siano figli di un  Dio  minore:
  gli  emendamenti di serie A o di serie B a seconda  da  chi  li  ha
  presentati.
   Se  sono  emendamenti aggiuntivi e sono emendamenti aggiuntivi  di
  pari  dignità di ogni singolo parlamentare, sia esso di maggioranza
  sia  esso di opposizione. E' pur vero che sono le tre di notte. Ciò
  non   significa   che  sono  le  tre  di  notte  e  dobbiamo   fare
  un'ammucchiata  e  dobbiamo  decidere  così.  Qui  noi  andiamo  ad
  approvare  una  norma o delle  norme' che riguardano  questa  norma
  finanziaria  e  poi non voglio esprimere qui alcuna considerazione.
  Se  poi è una norma tanto per farla che, come si dice nei corridoi,
  non  ci  sono  le risorse finanziarie per coprire  E'  un  bilancio
  fittizio   o   un  bilancio  oserei  dire  fausto  perché   mancano
  all'appello  qualcosa  come  750  milioni  di  euro.  Non   so   se
  corrisponde  al  vero  oppure  no.  Allora,  se  dobbiamo   evitare
  interventi di spesa, gli interventi di spesa si evitano a 360 gradi
  e  non  ci  deve essere nessuna norma di spesa. Così non  è  perché
  dall'esame  di  qualche emendamento che la Presidenza  con  un  suo
  criterio,  non  si  capisce come, dice di  un  lavoro  fatto  dagli
  Uffici. Quali Uffici?
   La segreteria generale, i consiglieri parlamentari
   Qui  non  rispondono  gli  Uffici; rispondono  il  Presidente  del
  Parlamento ed il Governo per la parte di responsabilità del Governo
  e  lei,  nella qualità di Presidente del Parlamento, non può essere
  il Presidente di una parte o di un Governo ma è il Presidente di un
  Parlamento  dove c'è una maggioranza e dove c'è una  minoranza.  E'
  costituito da 90 parlamentari. Ce ne siamo 29 dell'opposizione e le
  minoranze vanno tutelate tanto quanto la maggioranza e alla  stessa
  stregua  dello  stesso Governo. Dopodiché, se c'è un  criterio,  il
  criterio deve valere per tutti.
   Signor  Presidente, non è possibile perché diversamente  per  ogni
  singolo  emendamento lo deve spiegare lei o deve  farselo  spiegare
  dagli  Uffici  il criterio rispetto al metodo generale  che  questa
  Presidenza  si è data perché deve essere coerente. La coerenza  sta
  nel rispetto di un mandato che è il mandato imperativo nel rispetto
  di  tutti perché ognuno di noi risponde ad un mandato imperativo  e
  non  ad  un  mandato  che  gli è pervenuto dall'eletto  perché  nel
  momento  in  cui viene eletto qui deve rappresentare i siciliani  e
  gli interessi di essi anche del Governo, dopodiché, il criterio  ed
  il metodo lo vogliamo sapere su ogni singolo emendamento.
   Diversamente,  lo  dico quale parlamentare, ma  penso  di  parlare
  anche a nome dei miei colleghi del gruppo della minoranza di questo
  Parlamento,  chiederemo voto per voto, emendamento per emendamento,
  criteri e oggettività rispetto a quello che è stato dato in  questo
  Parlamento.

           (Applausi dai banchi del centro e della sinistra)

   Per  evitare  di  nasconderci  dietro  il  dito.  E,  allora,   se
  emendamenti non se ne possono approvare il Governo abbia la dignità
  di  ritirare  questi  emendamenti.  Se  così  non  dovesse  essere,
  vogliamo  sapere,  e  me  lo deve dire lei, signor  Presidente,  il
  criterio  adottato per ogni singolo emendamento. Questo lo  dico  e
  non  bisogna  neanche dire che sono le tre di notte.  Siamo  qui  e
  possiamo  stare  anche  fino a domani, a dopodomani;  è  un  nostro
  dovere,  un  nostro  compito, ma bisogna  dare  la  possibilità  ad
  ognuno, ad ogni parlamentare, ad ognuno di noi, di poter capire che
  cosa votiamo rispetto ad un criterio generale che la Presidenza  si
  è  dato  e  un attimo prima nega rispetto alle  cose che si  devono
  fare  stasera. Sono queste le considerazioni che volevo fare;  sono
  considerazioni  di  ordine generale ma si deve  avere  rispetto  di
  questa Istituzione e di questo Parlamento.

                   (Applausi dai banchi di sinistra)

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  desidero intervenire perché  è  bene  che  in
  quest'Aula  non si facciano illazioni che offendono  il  Parlamento
  della Regione.
   Il  bilancio  della Regione siciliana è un bilancio veritiero  che
  viene fatto sulle risorse che la Regione siciliana può accertare  e
  sulle spese che vengono definite dei lavori parlamentari.
   Il bilancio è un bilancio di previsione e quindi, in tal senso, si
  lavora  e si porta avanti l'obiettivo che ci siamo dati con  grande
  attenzione;   abbiamo lavorato cercando di esitare i  provvedimenti
  di  maggiore emergenza ed adesso ho fatto distribuire l'emendamento
  A529 che tende proprio al monitoraggio della spesa e all'equilibrio
  del nostro bilancio tra entrate ed uscite.
   Prego, quindi, gli onorevoli parlamentari di dare seguito a questa
  norma  che  da certezza ai nostri lavori e deve togliere  qualsiasi
  dubbio  sulla  veridicità  e sul buon lavoro  che  stiamo  portando
  avanti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevoli
  componenti  del  Governo, l'emendamento che è stato distribuito  in
  questo  momento dal Governo sta a significare che questo  bilancio,
  al  di  là  di  quello  che si dice, è sotto  osservazione.  Stiamo
  prorogando i dodicesimi per un intero anno. Significa che ogni mese
  si possono effettuare tante spese quante sono le entrate accertate.
   Partendo  da  questo emendamento,  propongo alla  Presidenza,  per
  atto di responsabilità, di ritirare qualsiasi altro emendamento  di
  spesa  che  non avrebbe significato in questo momento  al  fine  di
  evitare ulteriori complicazioni.
   Questo  emendamento, infatti, dimostra che siamo  alla  frutta.  E
  allora, perché la frutta maturi naturalmente e perché oltre  ad  un
  esercizio  provvisorio prolungato per dodici mesi non si arrivi  ad
  un altro disastro,  consiglierei - ed è questo l'intendimento, cioè
  avere   il  Parlamento  all'unisono ma specialmente  la  Presidenza
  dell'Assemblea  -  di ritirare qualsiasi emendamento  di  spesa  e,
  subito  dopo, accertare le eventuali entrate, arrivare ad approvare
  qualsiasi norma di spesa.
   Con  questo,  signor  Presidente  e  onorevole  assessore  per  il
  bilancio,  ritengo che se si attuasse questa e non si volesse  fare
  qualche  prevaricazione  -  che  comunque  non  faremmo  passare  -
  riusciremmo  ad  approvare bilancio e finanziaria immediatamente  e
  rimanderemmo a dopo, quando voi  avrete la certezza delle  entrate,
  qualsiasi  altra  spesa  e  credo che questo  sarebbe  un  atto  di
  responsabilità verso il Parlamento, verso la Regione tutta e  verso
  il popolo siciliano.
   Di  fronte  a  questo  emendamento,  onorevole  assessore,  signor
  Presidente dell'Assemblea,  continuare a fingere di non capire  non
  è  solo  ipocrisia ma diventerebbe responsabilità. Tutti i deputati
  di  qualsiasi  parte  politica  non potranno  accettare  da  questo
  momento qualsiasi centesimo di spesa.

             (Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)

   Dico  tutto  ciò  nell'interesse della Regione;  qui  siamo  sotto
  tutela; questo è il problema.
   Abbiamo rinviato per quattro mesi un bilancio di previsione che  è
  diventato non un bilancio di previsione ma è diventato solamente un
  esercizio provvisorio per 12 mesi, con l'aggravante che mentre  sui
  dodicesimi nel bilancio dell'anno scorso non c'era l'obbligo  della
  verifica delle entrate, su questo c'è un obbligo di verifica  delle
  entrate.
   Non   voglio   entrare   nel   merito   perché   è   stato   fatto
  obbligatoriamente questo emendamento ma questo impone che da questo
  momento  nessun centesimo di spesa potrà essere fatto. Si  rinvierà
  ad  altro  momento qualsiasi esigenza di legge di spesa;  si  potrà
  allora  pensare ad una legge omnibus quando con le  spese  che  voi
  volete  stabilire ora,  ci sarà la certezza delle entrate e  quando
  saranno superati questi momenti di difficoltà.
   Penso  che  sarebbe ipocrita non capire in che momento  ci  stiamo
  trovando;  non  si  può da una parte presentare questo  emendamento
  come Governo e dall'altra tentare di forzare e di portare leggi  di
  spesa all'approvazione di questo Parlamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
  vorrei   sapere  se  stiamo  trattando  l'emendamento  A529  perché
  parlavamo dell'emendamento A266.

   PRESIDENTE. E' stato accantonato, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Se ho capito bene è stato distribuito perché  si  vuole
  trattare  in questo momento però al di là del fatto formale  voglio
  finalmente, anche se ero a conoscenza, ero stato informato da parte
  del  Governo,  dall'assessore  in particolare,  della  esigenza  di
  presentare   questo   tipo   di  emendamento   all'Aula   dopo   la
  dichiarazione  che  ieri, anzi l'altro ieri, sono  state  fatte  in
  quest'Aula e che apparivano particolarmente severe, preoccupate;  è
  stata  usata  la  parola  Titanic ; l'assessore ha parlato  di  una
  situazione  delicatissima  e adesso vediamo  la  traduzione.  E  la
  traduzione,  e sento un'aria simile, pur con le diverse condizioni,
  sia  del   Parlamento ma per gli effetti che questo ha, di un  anno
  fa,  una  notte  di un anno fa, quando l'Aula fu informata  di  una
  situazione  drammatica che si stava determinando da  lì  a  qualche
  ora.
   No,   ho   fatto  le  dovute  differenze,  ma  certo  consiglierei
  all'assessore  Bufardeci  di mettere  le  mani  sul  tavolo  e  non
  preoccuparsi  di dove mettere le mani per la semplice  ragione  che
  quest'emendamento dice che  il re è nudo' ed è nudo  all'inizio  di
  una legislatura che si preannunzia difficoltosa e difficile.
   Diceva  giustamente  il  collega  Laccoto  stiamo  approvando   un
  bilancio  con una norma finanziaria che stabilisce che  l'esercizio
  provvisorio è prorogato per dodici mesi.
   Stiamo  sostanzialmente dicendo ora, al di là delle  dichiarazioni
  anche lì di intenti dell'assessore per il bilancio, che il bilancio
  è  veritiero fino a prova contraria e comunque, visto che la  prova
  contraria  non è certa, per prudenza facciamo delle  norme  che  ci
  garantiscano sul fatto che potrebbe non essere veritiero.
   Stiamo facendo un bilancio dove molte delle poste finanziarie  che
  stiamo   mettendo  in  bilancio  non  è  detto  che  determineranno
  conseguenze finanziarie e quindi obblighi nei confronti  di  terzi,
  perché  si sta stabilendo che al massimo ogni dirigente sulla  base
  di  questa  norma  potrà  operare  la  spesa  in  dodicesimi  salvo
  disposizioni   contrarie   nel   senso   restrittivo    da    parte
  dell'Assessore per il bilancio o del Presidente della regione.
   Quindi,  stiamo stabilendo che il bilancio è in una condizione  di
  drammatica sofferenza.
   Devo dire che trovo a questo punto altro che Titanic perché se  il
  Titanic  c'è  e  qualcuno  continua  a  ballare,  malgrado   stiamo
  affondando, siamo in mano ad una manica di pazzi.
   Se  è  vero  che la situazione è questa e siamo costretti  a  fare
  questa norma, per davvero non si capisce per quale ragione dovremmo
  varare  norme che gravano ulteriormente non sul bilancio;  vede  il
  problema   a   questo  punto  non  è  più  neanche   quanti   soldi
  ulteriormente prevediamo di spendere, ma quale tipo di obbligazioni
  rischiamo  di determinare, perché le poste finanziarie  determinano
  obbligazioni.
   Il Governo qualche minuto fa ha ritirato un emendamento che era il
  39.38  o il 39.39, adesso non mi ricordo qual era dei due che erano
  i  cosiddetti rinnovi e non le proroghe, perché le proroghe operano
  in  un  regime di continuità, i rinnovi, seppur anch'essi nel pieno
  della   discrezionalità,  operano  in   un   regime   di   maggiore
  discrezione, in ogni caso laddove l'appostamento finanziario poteva
  essere riferito a norme ed a risorse che sarebbero dovute entrare o
  forse  entreranno  nel  corso dell'esercizio finanziario  2009,  il
  fatto che noi scriviamo con norma che sono rinnovati i contratti  a
  prescindere   dal   fatto   del   come   li   copriamo,   determina
  un'obbligazione e quindi come tale un rapporto verso i terzi che in
  qualunque giudice ordinario può fare valere.
   Noi  non  possiamo  pensare  che, di fronte  a  questa  norma,  si
  presentano  emendamenti come se nulla fosse; lo dico al  Presidente
  dell'Assemblea che è entrato adesso a presiedere, lo abbiamo appena
  detto al suo vicepresidente, al vicepresidente di quest'Aula che le
  scelte fatte dalla Presidenza possono essere discusse, discutibili,
  possono  piacere non piacere, prendiamo atto che sono le scelte  di
  un metodo che si è data la Presidenza.
   Ma  il metodo non può essere a zig zag. Se ci sono norme che  sono
  state  stralciate  dall'esame dell'Aula perché comportano  maggiori
  oneri  e  maggiori  spese,  non  possono  entrare  emendamenti  che
  comportano  maggiori  spese, perché delle  due  l'una,  se  entrano
  maggiori  spese  con  emendamenti accolti dalla  Presidenza  devono
  essere   accolti,    quindi  rimessi  in  discussione   tutti   gli
  emendamenti che comportino maggiori spese.
   Perché il metodo deve essere uno
   Non  ce  ne possono essere diversi a seconda di quello che  serve.
  Tanto più di fronte a questa norma che state presentando è evidente
  che  siamo  in  una situazione in cui bisogna prendere  atto  della
  drammaticità, fermarsi, chiudere la finanziaria al punto in cui  si
  è, giusto, sbagliato, al punto in cui si è perché la chiusura della
  finanziaria  e il fatto che non si continui a ballare  sul  Titanic
  mentre stiamo affondando è un atto di gravissima irresponsabilità.
   Ecco perché a questo punto le chiedo formalmente, Presidente,  che
  tutti  quegli  emendamenti che lei ha considerato  accoglibili  per
  l'Aula  vengano  rivalutati  alla luce  delle  maggiori  spese  che
  possano  comportare  a partire da quello che  è  stato  accantonato
  qualche  minuto  fa  e  quelli che potranno  arrivare  fra  qualche
  minuto.
   Credo  a questo punto che saggezza voglia che il Governo si faccia
  esso   propositore  di  una  volontà  di  mettere  un  punto   alla
  finanziaria, di dare a questo punto la certezza che siamo in  grado
  di  dare al bilancio, inserendo questa norma e sperando che  quella
  veridicità che auspichiamo possa essere contenuta nel bilancio alla
  fine  ci  sia,  perché non oso immaginare cosa  sarà  un  bilancio,
  comunque,  che con norma stabiliamo che spendiamo in dodicesimi  ma
  dove abbiamo una serie di spese seppur non obbligatorie ma sappiamo
  tutti molto obbligate, mi riferisco a lavoratori, a rapporti con la
  problematicità  di  questa  Regione  e  l'eredità  che  tutti   noi
  raccogliamo  da  questa  Regione,  dal  bilancio  così  come  si  è
  determinato.
   Non  posso che dire che questo è un emendamento pesante, non credo
  sia  mai entrato nella legislazione della Regione siciliana, non  è
  mai  successo. In genere questi provvedimenti si fanno quando siamo
  sull'orlo  di  una bancarotta di uno Stato, forse lo  ha  fatto  lo
  Stato  dell'Argentina  quando  ha avuto  la  situazione  che  si  è
  determinata  da  lì  a qualche mese dopo. Non è mai  entrata  nella
  legislazione finanziaria una norma che stabilisce che  il  bilancio
  non si spende perché si spende mese per mese.
   Quindi  fermiamoci,  assumiamoci  tutti  la  responsabilità  della
  drammatica  condizione in cui siamo e diamo comunque certezza  allo
  Stato  in  cui  siamo, ai siciliani che, comunque, c'è  una  classe
  dirigente che prova a far risalire la china a questa Regione.
   Siamo sull'orlo del baratro, abbiamo il dovere di far risalire  la
  china  e non continuare a galleggiare o a ballare portando a  fondo
  la  nave non di questo Governo ma il rischio è che portiamo a fondo
  la  nave  di  tutti  i siciliani, di destra, di sinistra,  bianchi,
  rossi,  neri, di tutti i siciliani. Per questo faccio un appello  a
  fermarsi, fermarsi  Perché il fermarsi in questo momento è un gesto
  di grandissima responsabilità.
   Mi auguro che il Governo senta fino in fondo la tensione di questo
  momento e non  lo chiuda in una vicenda alla quattro meno venti del
  mattino  come una questione, una quisquiglia procedurale a  partire
  dal  Presidente  della  Regione  che  inviterei  a  rivolgere  egli
  l'appello  che  sto  facendo al suo Governo,  di  rivolgere  questo
  appello  a tutto il Parlamento perché ci si fermi al punto  in  cui
  siamo dando certezza delle norme del bilancio ai siciliani al punto
  in cui siamo arrivati.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A

   PRESIDENTE..  Pongo in votazione l'emendamento A529  a  firma  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A58 a firma dell'onorevole Speziale.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevole Cracolici, ho condiviso gran parte delle cose che lei  ha
  detto, però ho la vaga impressione che ci troviamo di fronte  a  un
  governo  che agisce mantenendo la soglia della spesa e che tende  a
  razionalizzare i controlli sulla spesa.
   Un  governo che non si interroga su come drasticamente ridurre  la
  spesa  e, quindi, se questo è il modello della manovra, debbo  dire
  che  le  condizioni di baratro continueranno malgrado l'emendamento
  che responsabilmente l'Aula ha testé approvato.
   Che  significa interventi strutturali della spesa? Significa,  per
  esempio, tagliare gli uffici di gabinetto, significa modificare  la
  legge n. 10, significa fare interventi strutturali sulle spese  non
  solo del personale, significa rivedere l'impianto della formazione,
  significa   rivedere   l'impianto  della  forestazione,   significa
  eliminare  tutti quei segmenti di sprechi consistenti che  ci  sono
  nell'ambito del bilancio della Regione per costruire un modello  di
  Regione  che  sia più snella, più agile, meno pesante e  che  possa
  permettere,  quindi, di rilanciare quella speranza di cui  poco  fa
  parlava il collega Cracolici.
   Noi  siamo  di  fronte a una sfida e io sono convinto  che  questo
  Governo  non  è  in  grado  di  potere  vincere  la  sfida,  non  è
  all'altezza  perché è un Governo sul quale pesano molti compromessi
  del  passato, che è fortemente condizionato da logiche  lobbistiche
  che  condizionano l'attività di governo e quindi rischia,  malgrado
  tentativi di razionalizzazione, di non produrre quegli effetti  che
  noi vorremmo in termini di drastica riduzione della spesa.
   E'  questa la ragione, onorevole presidente della Regione, che  mi
  ha   spinto  -  so  di  parlare  ad  un'Aula  che  potrebbe  essere
  insensibile  rispetto  a questo argomento  -  a  muovere  nei  suoi
  confronti e nei confronti del centrodestra una sfida. L'emendamento
  da me presentato permette di sopprimere le province regionali.
   Le  province  regionali costano un miliardo e  duecentomilioni  di
  euro,  le province regionali costano alle famiglie siciliane  mille
  euro  all'anno,  le province regionali sono una struttura  che  non
  incide   sui  tassi  di  possibilità  di  interventi  di  carattere
  economico  e  sono  una  possibilità che  noi  abbiamo,  perché  si
  potrebbe   osservare   che  le  province   nazionali   sono   state
  costituzionalizzate, le province regionali possono essere soppresse
  ridando   vita  a  quanto  prevede  l'articolo  15  dello   Statuto
  attraverso la formazione dei liberi consorzi dei comuni.
   Nel  dibattito  nazionale - onorevole Scoma,  è  un  tema  che  la
  riguarda  -  l'onorevole Casini si è pronunciato per sopprimere  le
  province,  l'onorevole D'Alema si è pronunciato per  sopprimere  le
  province,  la Confindustria italiana, qualche giorno fa, attraverso
  la Marcegaglia, ha dichiarato che vuole sopprimere le province. Nel
  dibattito  sollecitato dal giornale  Libero', che non ha certamente
  simpatia  per  il  centrosinistra la stragrande  maggioranza  degli
  uomini politici del centrodestra, aderendo a quella campagna, hanno
  dichiarato   che  vogliono  sopprimere  le  province.  C'è   quindi
  dibattito nel Paese.
   La  Sicilia,  rispetto al dibattito del Paese, può arrivare,  come
  tante  volte  è  avvenuto, in anticipo. E può  segnare  una  svolta
  epocale.   Ci  sono  precedenti  nella  nostra  storia,   onorevole
  presidente  della Regione. Lei era assessore agli  enti  locali,  o
  qualche mese prima, quando la regione siciliana parlando all'intero
  paese  si  è dotata dell'elezione diretta del Sindaco, partendo  la
  Sicilia  con  un  carattere fortemente innovativo e  dalla  Sicilia
  dando un messaggio di assoluta novità al resto del Paese. Questa di
  stasera  alle  quattro del mattino, potrebbe essere  un'opportunità
  che viene offerta alla Sicilia di parlare al resto del Paese perché
  davvero vogliamo fare sul serio sul fronte della drastica riduzione
  della spesa altrimenti mi pare che stiamo giocando perché riduzioni
  di spese non ne vedo, anzi la tendenza in ogni momento in tutti gli
  emendamenti  è quella di fare lievitare la spesa e la  competizione
  interna al Governo tra un Assessore e l'altro è quella di chi tenta
  di  più  a  fare  lievitare la spesa e, quindi, c'è una  specie  di
  giungla  interna  che determina poi il clima che ha  creato  e  che
  costringe  il  capogruppo e l'opposizione a fare un  richiamo  alla
  responsabilità,  giustamente,  mosso  come  è  da   un   senso   di
  responsabilità generale perché noi abbiamo a cuore, se  pure  nella
  nostra funzione di opposizione l'interesse generale della Sicilia.
   Accetti  la  sfida,  onorevole Presidente della  Regione.  C'è  un
  subemendamento  a  firma del collega Cracolici che  stabilisce  che
  sopprimiamo le Province.
   Un   emendamento   sul   quale   ho  concordato.   Approviamo   il
  subemendamento  all'emendamento e poi accetti la sfida,  altrimenti
  non  mi si venga in questa Aula a fare la retorica della logica del
  rigore  e  del risparmio perché quando c'è da risparmiare  davvero,
  invece,  si  sfugge di fronte alle responsabilità. L'emendamento  è
  stasera,  è  alla  sua  attenzione e  all'attenzione  dei  colleghi
  parlamentari.  Mi  auguro che, da parte del Parlamento,  in  questa
  serata  ci sia, come dicevo inizialmente, una risposta adeguata  al
  resto  del  Paese e che dalla Sicilia parta una assoluta novità  in
  grado di parlare al resto del Paese e di condizionare le scelte che
  saranno fatte a livello nazionale.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, io sono un uomo di vecchia scuola  di
  partito  e non amo intervenire in difformità del mio Presidente  di
  Gruppo  ma  in  questo caso, siccome considero un errore  clamoroso
  questo  emendamento  nella  logica  della  razionalizzazione  della
  spesa,  caro  Presidente  e  cari colleghi,  se  avessimo  coraggio
  dovremmo  abolire tutti quegli organismi intermedi,  non  elettivi,
  che sono il vero costo degli apparati burocratici di questo Paese e
  che  non rispondono agli elettori. Se facciamo veramente i conti  e
  stabiliamo  di  abolire, io metto la firma e faccio  una  battaglia
  politica  per  questo,  gli Ato idrici,  gli  Ato  dei  rifiuti,  i
  consorzi ASI.
   Quanti  sono i cittadini siciliani che conoscono i Presidenti  dei
  Consorzi  ASI  e  quanti sono i Presidenti  dei  Consorzi  ASI  che
  rispondono  poi del loro operato ai cittadini. Mentre penso  che  i
  nove  Presidenti di Provincia li conoscono tutti i cittadini.  Cioè
  voglio  dire se si vuole semplificare l'impianto istituzionale  del
  Paese  non  si  deve  partire da uno di quei  livelli  riconosciuti
  costituzionalmente ma da tutti quei livelli intermedi che  sono  le
  superfetazioni  della politica che non rispondono agli  elettori  e
  che  sono poi la vera moltiplicazione dei costi della politica.  Si
  determinerebbe  inoltre, non lo dico per difesa di un  mio  vecchio
  incarico, io il Presidente della Provincia non l'avrei potuto  fare
  più  e  non ho intenzione di farlo nel futuro,  ma anche in Sicilia
  la  società  è organizzata a livello provinciale dagli  INPS,  alle
  sedi degli Uffici periferici dello Stato.
   Avremmo  il capolavoro di avere come unico livello non organizzato
  quello  istituzionale e della politica. Mi fa  un  poco  ridere  la
  signora  Marcegaglia quando parla della semplificazione  dei  costi
  della  politica perché deve sapere caro Presidente  che  le  ultime
  inutile  19 nuove province quelle costituite e quelle da costituire
  avevano i comitati promotori nelle sedi della Confindustria. Allora
  la  signora  Marcegaglia si deve mettere d'accordo,  o  costituisce
  nelle sue sedi provinciali i nuclei promotori delle nuove province,
  o decide di proporne l'abolizione.
   Veda, in questo campo, quello delle province, sono per seguire  un
  suggerimento  che ci diede nel corso di un incontro  il  Presidente
  Napolitano  che  a proposito delle province disse  crescete  e  non
  moltiplicatevi , crescete come funzioni, crescete come capacità  di
  fare  fronte  a quei problemi di area vasta ai quali  nessun  altro
  ente può far fronte ma non moltiplicatevi perché la moltiplicazione
  fa  perdere autorevolezza e capacità di direzione politica.  Allora
  penso  che se coraggio vero dobbiamo avere non bisogna fare alle  4
  del   mattino   l'abolizione  di  uno  dei  livelli   dell'impianto
  istituzionale  del  Paese, ma metterci di buzzo  buono  e  abolire,
  cancellare, avere il coraggio di ridurre e semplificare  l'impianto
  istituzionale    intanto    della   nostra    Regione    attraverso
  l'eliminazione delle super federazioni della politica.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Cracolici  il  subemendamento A58.1 che introdurrebbe  l'abolizione
  delle province a far data dalla prossima consiliatura.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DONEGANI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  in
  merito all'emendamento ma anche per fare alcune riflessioni, perché
  non  vorrei  che  stasera  passasse  l'idea,  lo  diceva  bene   il
  capogruppo  del  partito democratico, il grido di  allarme  che  il
  Governo ha prodotto sulle preoccupazioni del bilancio della Regione
  e  il regime che la stessa Regione siciliana vada in dodicesimi per
  i  prossimi mesi, Assessore al bilancio, penso insieme ai  colleghi
  parlamentari,  nella  fase di costruzione e di  preparazione  della
  finanziaria e del bilancio, ci aspettavamo tutti un'idea di riforma
  della Sicilia nella finanziaria. Una finanziaria ed un bilancio che
  dessero  la  sensazione di avvicinarsi ad un'azione  di  riformismo
  vero per i siciliani sulle tematiche fondamentali della Sicilia, il
  lavoro,  i precari, settori fondamentali come la scuola, la sanità,
  le  imprese. Oggi assistiamo ad una pantomima di questo, perché  al
  Governo  io dico che è responsabile di quello che fino  ad  oggi  e
  fino alle 4 meno 5 ha prodotto in quest'Aula per poi tradurlo in un
  emendamento  che è una preoccupazione. Abbiamo tutti  ascoltato  il
  capogruppo  del MPA Leanza nel pomeriggio quando faceva riferimento
  a una nave che stava affondando, ad un Titanic.
   Quindi  il Governo già sapeva le preoccupazioni che c'erano  e  le
  disponibilità di questa Assemblea e della Regione.
   Non  vorrei che i siciliani si convincessero, domani mattina,  che
  votando  un  emendamento  quale  quello  della  soppressione  delle
  province,  avremmo  risparmiato  e  risolto  i  problemi  drastici,
  nefasti  che  la  Regione ed il Governo oggi ci  rappresentano,  in
  tarda  nottata  - anche questa sarebbe un'idea come  stravolgimento
  della realtà.
   Non  dobbiamo  fare  azioni pleonastiche e  demagogiche,  dobbiamo
  essere onesti fino in fondo.
   Presidente della Regione, nell'alto del suo autonomismo, nell'alto
  della  sua autorevole carica non ha accolto l'invito del Capogruppo
  del   Partito  democratico  ad  assumersi  la  responsabilità   nei
  confronti del Parlamento siciliano - lo fa il Capogruppo  e  lo  sa
  l'opposizione  e  di  questo i siciliani saranno  informati  domani
  mattina  attraverso la stampa - ma dovranno anche sapere che  avete
  dato un diritto di prelazione, durante l'esame degli emendamenti, a
  15  milioni  di euro per quanto riguarda Ibla o altre  cose;  avete
  dato priorità ad aspetti secondari; non avete rinnovato i contratti
  a  tempo  determinato  di alcuni lavoratori ai  quali,  domani,  il
  Governo dovrà spiegare perché ha dato priorità ad altro.
   Tutto  questo  non  si  può tradurre con un  voto  di  emendamento
  attraverso un singola questione rispetto alla riforma della Regione
  siciliana sulla finanziaria.
   Mi   convince  l'onorevole  Marziano  e  su  questo,   con   molta
  correttezza  ed  umiltà, vorrei far riflettere  il  Capogruppo  del
  Partito democratico sull'emendamento che noi stiamo facendo.
   In  Sicilia, nelle nove province, abbiamo dei bravi amministratori
  e  consiglieri provinciali che si sottopongono al voto  popolare  e
  sono  convinto  che  si debba rispetto a chi si  candida  e  prende
  consensi.
   Le  amministrazioni  provinciali, se messe  nelle  condizioni  dal
  Governo regionale di avere risorse per produrre, saranno efficienti
  anche nella esternalizzazione dei servizi.
   Mi convince che partiamo dalla riduzione dei sottogoverni inutili,
  di  chi ha voluto gli ATO ed ancora non li riduce ed elimina - sono
  questi gli aspetti che interessano la Sicilia ed i siciliani.
   Tutto il resto è lana caprina
   Domani  mattina  avrete  una  grande  responsabilità:  quella   di
  spiegare  ai  siciliani l'emendamento che noi  abbiamo  votato,  il
  senso  di  responsabilità dell'opposizione e la vostra  consapevole
  conoscenza del disastro economico, in cui oggi versa la Regione,  e
  non   averlo  comunicato  in  tempo  utile,  avendo  sottoposto   i
  parlamentari  alla  presentazione  di  emendamenti,  che   sapevate
  essere, inammissibili o quanto meno privi di copertura finanziaria.
   All'Assessore  Incardona,  vorrei dire domani  come  spiegherà  al
  mondo della formazione che non c'è più una lira
   All'Assessore  alla cooperazione, cosa faremo con  le  cooperative
  edilizie  e  di  tutto  il resto che la Sicilia  oggi  aspetta  con
  attenzione?
   Avete  mortificato  la dignità dei siciliani  e  l'emendamento  al
  Capogruppo del Partito democratico sull'abolizione delle  province,
  non  è un emendamento che risolve il buco finanziario della Sicilia
  e che, domani, avranno i siciliani.

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, dagli interventi che ho potuto seguire, da parte di varie
  esponenti di forze politiche rappresentate in questa Assemblea, sia
  compiuta  la  consapevolezza  della difficoltà  di  questo  momento
  politico  e  finanziario, una difficoltà che, per  la  verità,  con
  un'iniziativa  che non può non essere apprezzata per trasparenza  e
  lealtà,  si  desume sarà un fatto nuovo, sarà un fatto eccezionale,
  ma  è una scelta precisa da questo emendamento, da questa norma che
  l'Assemblea ha approvato, credo all'unanimità, con la quale -  sarà
  la  prima  volta  ma  era indilazionabile che questa  decisione  si
  assumesse  -  questo  Governo si prefigge una volta  per  tutte  di
  rapportare rigorosamente e responsabilmente la spesa con l'entrata.
   Come  ben si sa il Governo non ne ha fatto assolutamente argomento
  di  conversazioni  riservate, ma con grande lealtà  ne  ha  parlato
  anche  nell'incontro da Lei presieduto, signor  Presidente,  con  i
  Presidenti di Gruppi parlamentari; questa necessità indilazionabile
  è  emersa  da  un esame del nostro bilancio, se volete  dei  nostri
  conti onorevoli colleghi, che non potevano non tener conto che  non
  si poteva andare avanti se non procedendo verso l'iceberg contro il
  quale  quel  famoso  transatlantico  più  volte  richiamato  si   è
  infranto,  se  si fosse consentito, se avessimo voluto  forzare  la
  mano,  impostando  il bilancio su entrate ipotetiche  difficilmente
  concretizzabili  rispetto  a spese che  puntualmente  noi  comunque
  avremmo effettuato.
   Andando  avanti di questo passo inevitabilmente ci saremmo trovati
  a  non poter fronteggiare neppure la spesa cosiddetta obbligatoria.
  Credo  che  questo, se lo si vuole esaminare e valutare per  quello
  che è, sarà uno dei tanti segnali di grande senso di responsabilità
  che il Governo e l'Assemblea regionale siciliana stanno dando a  se
  stessi  e al popolo siciliano; anche questo emendamento che abbiamo
  approvato  all'unanimità comporta delle conseguenze -  lo  sappiamo
  perfettamente, lo sapete voi, lo sa anche questo Governo, ramo  per
  ramo  dell'amministrazione - in ordine alle reali disponibilità  di
  spesa che noi avremo, ma d'altronde, se non avessimo assunto questa
  determinazione  con  grande  senso di responsabilità  prima  o  poi
  saremmo arrivati al capolinea.
   Onorevoli colleghi, non voglio assolutamente richiamare -  come  è
  stato   fatto  credo  da  qualcuno  che  mi  ha  preceduto,   forse
  dall'onorevole Cracolici - eredità, non sono solito farlo e ritengo
  che  sarebbe una fuga dalle mie attuali responsabilità e da  quelle
  di  tutti noi. Ci ritroviamo in una condizione che è quella che  è,
  poi  varrà  la  recessione, la riduzione delle entrate  tributarie,
  certi  comportamenti  per  i quali, parliamoci  con  molta  onestà,
  possiamo  poi  dar luogo a tutti i discorsi e alle espressioni  dei
  migliori intenti. Però parlare di proroghe vuol dire decidere delle
  sorti  di decina di migliaia di persone, delle loro famiglie, delle
  speranze  che  attorno a questi fatti abbiamo, noi  stessi,  magari
  dieci  anni  fa,  ma  sempre noi stessi classe  politica  e  classe
  dirigente abbiamo acceso.
   L'emendamento  è  stata approvato mezz'ora fa ma,  se  permettete,
  questo Governo si sforza, tra mille difficoltà, e la difficoltà più
  grossa  è  l'incomprensione  di noi  stessi  rispetto  alle  nostre
  azioni,  sospettate  di essere condizionati talvolta  da  interessi
  elettorali   definiti,   più  o  meno  impropriamente,   se   posso
  permettermi,  shopping , quando qua di popolare, di elettorale,  di
  strettamente  connesso  con la raccolta del  consenso  c'è  poco  e
  niente.
   Credo  che  tutte  le  azioni di questo Governo,  compreso  questo
  emendamento, così come la politica della sanità - che non  è  stata
  molto  popolare, almeno per alcune delle scelte precise che abbiamo
  assunto  -, l'istituzione dopo tanti anni di scomparsa dai capitoli
  di  bilancio, credo che ci sia di questo Fondo di quiescenza per il
  personale,  la  politica,  permettetemi,  anche  della  formazione;
  quello  che  abbiamo voluto fare, senza entrare nel merito  di  una
  riforma  che è indispensabile e che quest'Assemblea deve costruire,
  deve  elaborare, ma intanto dando un taglio preciso,  fermandoci  a
  quella  che  era la previsione di copertura finanziaria  che,  poi,
  avremmo trovato puntualmente nel bilancio.
   Il  tentativo, credo che finalmente si stia trovando una  risposta
  temporanea  e  parziale,  a  proposito di  ATO  che  riguardano  la
  raccolta  dei rifiuti e anche la grande responsabilità  che  questo
  Governo e questa Giunta di Governo ha espresso nell'approccio  alla
  politica   dell'incenerimento  e  della   termovalorizzazione   dei
  rifiuti,  le  leggi  che  riguardano gli enti  locali,  sono  tutti
  provvedimenti legislativi, o d'iniziativa del Governo che -  se  ci
  fate  caso - hanno prodotto dovunque, in tutti gli ambiti che  sono
  stati  toccati,  quanto  meno reazioni negative  nei  confronti  di
  scelte,  ripeto,  tutte  impopolari ma credo  tutte  improntate  al
  massimo senso di responsabilità.
   Le  proroghe  e  i  rinnovi, lasciamo  perdere  se  si  tratta  di
  discrezionalità,  di  cogliere fior da fiore,  si  inseriscono  nel
  contesto delle spese che vanno avanti per continuità: per i rinnovi
  c'è,  consentitemi questa affermazione,  da riattaccare la spina  .
  E,  quindi,  anche  per  questo bilancio che  andiamo  a  costruire
  insieme,  si  tratta  di  nuova spesa che  oggi  assolutamente  non
  possiamo  permetterci  il lusso di attivare,  né  di  attivarne  il
  collegamento, per carità, con i prossimi venturi fondi per le  aree
  sotto utilizzate, perché credo che sarebbe comunque un aggancio sul
  quale molto si avrebbe da ridire.
   Avete  rivolto  un appello al Governo, giustamente  all'insegna  e
  secondo  lo  spirito di questo emendamento che è  stato  approvato,
  circa  il prosieguo dei lavori di questa Assemblea a proposito  del
  completamento  di  questa  nostra finanziaria.  Credo  che  sia  un
  appello  che,  semmai ci fossimo distratti, va  tenuto  nel  giusto
  conto  e  va  valorizzato, perché non c'è dubbio che, se  adottiamo
  questo  emendamento,  non possiamo che essere  consequenziali,  non
  abbiamo  molte  alternative. Ripeto,  costi  quel  che  costi,  non
  possiamo che essere consequenziali nel prosieguo dei lavori che non
  so,  signor  Presidente, mi scusi ma non è colpa mia se  continuerà
  nei  prossimi minuti, nelle prossime ore, se intendiamo fermarci  a
  ragionare,  ma a ragionare senza perdere tempo perché  non  c'è  da
  perder  tempo. Credo che questo vada fatto con la partecipazione  e
  con   il   grande  senso  di  responsabilità  che   non   può   non
  caratterizzare  tutte  le  parti  politiche,  in  un  momento  così
  difficile per il popolo siciliano, che è l'unica lobbie - altro che
  politica hobbistica - alla quale noi rispondiamo giorno per giorno,
  perché è questo il nostro dovere.
   Vediamo  di approvare questa finanziaria, evitiamo di ricorrere  -
  non  voglio  definirli  negativamente  -  a  rimedi  che  sarebbero
  peggiori   del  male.  Quale  caos  amministrativo  si  produrrebbe
  nell'ente  intermedio se abolissimo i comuni,  o  le  province  per
  assecondare l'emotività del momento? Allora, votiamo per  scrutinio
  segreto e così chiudiamo noi le province: ne abbiamo nove da quando
  frequentavo le scuole elementari e sono rimaste nove. Sono  tornato
  in  Sardegna dopo quindici anni e da quattro sono diventate otto  e
  così  dovunque,  nonostante i Governi da sempre dicono  che  devono
  ridurle  e  abolirle. L'onorevole Marziano lo ha fatto  perché  c'è
  stato, e ci sono stato anch'io.
   Ritengo che le funzioni di ente intermedio, di programmazione,  di
  promotore  dello  sviluppo della provincia sia fondamentale  ed  io
  credo che una classe politica responsabile non possa farsi prendere
  la  mano  dall'emotività, in questo momento di  grande  difficoltà,
  mettendosi  a chiudere e tagliare. Riformiamo le cose,  affrontiamo
  la  materia degli enti locali, vogliamo riorganizzarli, parliamo di
  ASI  o  di  quant'altro  ma non pensiamo di farlo  alle  cinque  di
  mattina  a dodici, quindici, diciotto ore dalla scadenza di  questo
  fatidico  quarto mese dopo la fine dell'anno scorso e  l'inizio  di
  quest'anno.
   Il pensiero ed il parere del Governo non è contrario, perché viene
  da  una parte la proposta e dall'altra parte non si può che dire il
  contrario.  Il  parere del Governo è contrario  perché  faremmo  un
  errore  enorme, quello sì che non ci verrebbe perdonato  Io non  vi
  chiedo  di revocare voti segreti, palesi, o quant'altro, vi chiedo,
  e  chiedo a me stesso, di esprimere un voto responsabile, di andare
  avanti per definire questi documenti finanziari nel più breve tempo
  possibile e poi, se è vero come è vero, credo che questa Assemblea,
  non  mi  importa se per iniziativa del Governo, ha approvato  circa
  trentacinque leggi importanti, significative, le gran  parti  delle
  quali,   anzi   tutte,  costruite  con  la  collaborazione   e   la
  partecipazione di tutti.
   Riprendiamo il cammino, a cominciare dall'affrontare le  emergenze
  più  drammatiche,  quella  relativa agli  ATO,  alla  raccolta  dei
  rifiuti, e tutte le altre che non sto qui a citare
   C'è un lavoro infinito che dovrà vederci tutti partecipi di questa
  svolta che dobbiamo darci, perché qui la situazione è difficile, ma
  io  lo  dico sempre quando si parla di crisi e di recessione, forse
  si  tratta di una grande opportunità che ci consente di non  finire
  come i croceristi di quella grande nave che affonda, ma ci consente
  di  andare incontro ad una grande difficoltà, e dobbiamo mutare  la
  rotta  per  riprendere  il mare aperto e per  aiutare  rendendo  un
  doveroso servizio al nostro popolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   considero
  quest'Aula un luogo importante, anche se l'ora è tarda  e  io  sono
  stanco  come  tutti  voi, però voglio esercitare  la  funzione,  il
  mandato, nel massimo dell'autorevolezza che questa istituzione  ha,
  cercando anche di stare il più possibile su un livello di confronto
  che possa dare valore alle parole ed ai comportamenti.
   Qualche minuto fa mi ero permesso di fare un appello, avevo  detto
   fermiamoci .   Fermiamoci   perché  la  situazione  -  non  voglio
  utilizzare  una  categoria dell'allarme -  la  considero  veramente
  grave,   non   è  un  momento  congiunturale  di  qualche   giorno.
   Fermiamoci  perché, diciamoci la verità, il bilancio che è entrato
  in  questo  Parlamento è entrato con una previsione da parte  degli
  uffici  che  prevedeva per il 2009 un disavanzo di due miliardi  di
  euro.  Di fronte a questo dato occorreva una finanziaria di lacrime
  e  sangue,  siamo riusciti a fare una finanziaria con un  disavanzo
  di  tre  miliardi di euro coperti sostanzialmente con tre  voci:  1
  miliardo  e  300  milioni di avanzo applicato  dei  risparmi  degli
  scorsi esercizi a causa della sanità; 650 milioni di euro di  mutuo
  per l'anno 2009, più 400 milioni per il 2010 e 2011; 950 milioni di
  valorizzazione  degli immobili che, per il terzo anno  consecutivo,
  iscriviamo nel nostro bilancio.
   L'epilogo  di questo dato, è questa norma  Noi avremmo voluto,  al
  di là delle province, come sappiamo sono temi che spaccano, perché,
  chi  ha  vissuto  l'esperienza la difende, chi magari  ha  un'altra
  opinione,  io  sono  dell'idea che dobbiamo avere  il  coraggio  di
  innovare.  Noi  siamo  figli di un meccanismo  istituzionale  molto
  novecentesco.
   Abbiamo  il dovere di pensare a istituzioni moderne ridotte  -  lo
  dico  anche perché quando si dice riduciamo il numero dei  deputati
  qualcuno  si  offende  -,  ma  siamo consapevoli  che  il  problema
  dell'efficienza riguarda anche la quantità. Comunque sono questioni
  assai complesse.
   In ogni caso, in questa finanziaria, diciamocelo con molta onestà,
  non  siamo  riusciti,  e  non  c'è stata  nessuna  misura  reale  e
  battaglia di riforme. So bene che è faticoso riformare e le riforme
  spaccano,  spaccano  anche gli schieramenti, ma  si  potevano  fare
  alcune  cose, e non si è riusciti a farle. Il rischio è che  da  un
  lato non si fanno le riforme che possano determinare - per esempio,
  ridurre  le 24 società partecipate dalla Regione che da mesi  giace
  sul  tavolo  del  Presidente  della  Regione  -  un  programma   di
  ristrutturazione  delle  società e di cancellazione  di  alcune  di
  esse,  ad  esempio la cancellazione dell'ESA, ente  inutile,  o  lo
  scioglimento  dell'Istituto  autonomo case  popolari,  l'abolizione
  della legge 24 sulla formazione professionale che ci ha portato  al
  disastro di queste settimane.
   Bisognava  avere il coraggio di affrontarle queste  cose,  capisco
  che non è semplice ma noi, non solo non siamo riusciti a farlo,  ma
  stiamo  rischiando di fare un'altra cosa, perché c'è  una  politica
  che  pensa  che  si può continuare come le cicale:  a  spendere,  a
  chiedere,  1 milione lì, 10 milioni lì, 20 milioni lì, capisco  che
  poi   la  politica  deve  portare  qualcosa  a  casa,  nel  proprio
  territorio,  tra i propri elettori e, con tutto questo si  misurano
  contraddizioni stringenti.
   Signor  Presidente, le rinnovo il mio appello:  noi  siamo  pronti
  anche a sospendere questa discussione sulla vicenda delle province,
  per  chiedere, dopo l'approvazione della finanziaria, una  sessione
  del Parlamento per capire quali riforme si debbano fare in Sicilia,
  anche  al  fine di contenere la spesa. Ma le chiedo con altrettanta
  nettezza: si fermi pure lei, fermi la sua maggioranza che da qui  a
  qualche  ora si appresterà ad utilizzare il bilancio della  Regione
  all'antica, come un bottino da spartirsi. Fermiamoci tutti
   Fermiamo le lancette al punto in cui siamo, perché la situazione è
  drammatica. E noi porteremo avanti la sfida sulle riforme. Vogliamo
  confrontarci seriamente per cambiare questa Regione; voi  accettate
  questa  sfida dimostrando di voler per davvero aprire la  fase  del
  cambiamento altrimenti, le parole restano solo parole e, come bolle
  di sapone si sciolgono dopo qualche secondo.
   Se  il  Governo intende fermare il saccheggio che da qui a qualche
  minuto  si  può  determinare  in quest'Aula,  noi  siamo  pronti  a
  ritirare  tutti gli emendamenti. La sfida è tutta qui. Sta  a  lei,
  onorevole Presidente della Regione, lei che è il capo del  Governo,
  dimostri anche di essere il capo della sua maggioranza.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono dell'avviso
  che  in  qualche modo se c'era una prova del nove stasera l'abbiamo
  ricevuta.
   Il  Governo,  sollecitato dall'onorevole Cracolici a stabilire  un
  modo   di   confronto   serio   sulla   sfida   delle   riforme,con
  l'opposizione, sta in assoluto silenzio.
   Io  sono  stato  fra  quelli che ho sostenuto  e  sostengo  che  è
  necessario dare una drastica riforma della Regione, che porti a una
  drastica riduzione delle spese. Sostengo che noi abbiamo bisogno di
  una  Regione  che  sia  snella,  che aiuti  soprattutto  i  settori
  produttivi.
   C'è  un problema che riguarda il giudizio sul Governo, che stasera
  poteva  cogliere un'opportunità che veniva offerta  stabilendo,  il
  giorno  dopo l'approvazione della finanziaria, un dibattito  d'Aula
  alla presenza del Presidente della Regione per potere stabilire  il
  modello di Regione che vogliamo.
   A  noi  veniva più facile alzare le barricate sulla sanità,  sulla
  riforma  dell'amministrazione regionale, sarebbe stato  più  facile
  soprattutto  in  vista degli appuntamenti regionali,  invece  siamo
  stati mossi dall'interesse di anteporre gli interessi della Sicilia
  rispetto a calcoli meschini di parte.
   Signor  Presidente  della Regione, se lei  accetta  la  sfida  del
  Parlamento,  di  portare  avanti in tempi  brevissimi  una  riforma
  complessiva  dell'impianto  della  spesa  regionale,  che  permetta
  davvero  alla  Regione di fare un passo in avanti, allora  io  sono
  disposto a ritirare l'emendamento, ivi compreso una discussione che
  riguarda il modello di Regione.
   Se sul piano di economie di scale è più conveniente per la Regione
  avere  le province o avere i liberi consorzi dei comuni, se  è  più
  conveniente un modello organizzativo piuttosto che un altro,  e  su
  questo accettiamo la sfida in quest'Aula.
   Se  invece il Presidente della Regione non dovesse addivenire alle
  considerazioni  fatte  da noi in quest'Aula,  e  non  accettare  un
  confronto  di merito attorno alle riforme che abbiamo annunciato  e
  che  vogliamo  promuovere, allora è chiaro che c'è un problema  che
  riguarda   il  giudizio  su  questo  Governo,  e  un  comportamento
  consequenziale  del gruppo del PD nei confronti  del  Governo;  del
  gruppo  del PD, perché fino adesso molte cose sono fatte col nostro
  sostegno  e  col  nostro voto, ma se il Governo si trincera  dietro
  l'atteggiamento  che  è  di  finta  riforma,  ovviamente,  noi  non
  possiamo che mutare il nostro comportamento.
   Signor  Presidente  della Regione, vorrei  sapere  se  accetta  il
  quadro  di  confronto che noi le abbiamo proposto, in modo  che  il
  Presidente  dell'Assemblea,  nella  Conferenza  dei  presidente  di
  Gruppi  parlamentari, stabilisce le riunioni d'Aula  e,  in  quelle
  riunioni,  affrontiamo le tre, quattro questioni che riguardano  il
  modello  della  Regione  che  noi vogliamo  nei  prossimi  anni  in
  Sicilia,  altrimenti, ovviamente, io mantengo  per  intero  il  mio
  emendamento.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento A 58.1. Il parere
  del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   SPEZIALE.
   SPEZIALE.Chiedo  che  la votazione avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A 58.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento A 58.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            70
   Votanti             69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          13
   Contrari            54
   Astenuti            2

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A58. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A55 dell'onorevole Cracolici.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della   Regione   lei   era  distratto,  volevo   leggerle   questo
  emendamento:    E'   fatto  obbligo  alle  società   costituite   o
  partecipate  dalla  Regione, dalle Province e  dai  Comuni  il  cui
  capitale   risulti  a  maggioranza  pubblica,  il  rispetto   delle
  procedure  di  evidenza  pubblica  imposte  agli  Enti  locali  per
  l'assunzione  del  personale'. E'  una  norma  di  buon  senso  che
  stabilisce che negli enti partecipati dalla Regione si procede  con
  la stessa modalità con le quali si procede alle assunzioni in tutte
  le  pubbliche  amministrazioni. Mi aspetto da parte del  Presidente
  della  Regione  un  orientamento e  un  parere  favorevole,  perché
  avrebbe  il  sapore dello scandalo pensare che una ovvia normativa,
  che  rende trasparente le procedure di reclutamento dove c'è denaro
  pubblico, possa invece avere un voto contrario da parte del Governo
  e dall'Aula.
   Ho sentito prima l'Assessore per il bilancio e le finanze dire, un
  po'   frettolosamente,  che  avrebbe  espresso  parere   contrario,
  inviterei, pertanto, il Presidente della Regione a dare una propria
  valutazione  sulla norma che permetterebbe una maggiore trasparenza
  nelle modalità di reclutamento del personale. Altrimenti, tutto ciò
  che   è   stato  detto,  che  vogliamo  trasparenza,  che  vogliamo
  razionalizzare, che vogliamo avere un rigore politico e morale,  si
  traduce  col fatto che invece, in realtà, vogliamo continuare  così
  come abbiamo fatto negli anni passati.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, su questa legge già il Governo  è  intervenuto
  con  provvedimento  di  blocco delle assunzioni  nei  provvedimenti
  precedenti  ed  anche  con circolari a firma del  Presidente  della
  Regione  per  le società e per le strutture vigilate dalla  Regione
  Siciliana. Proprio su questo argomento, ricordo, che già in passato
  abbiamo avuto modo di confrontarci con l'onorevole Speziale  e  per
  questo noi manteniamo il nostro parere contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto;

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A413 dell'onorevole Cracolici.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento è abbastanza chiaro nella sua evidenza. Sostanzialmente
  dice  una  cosa, e il Governo dice che anche su questo è contrario.
  Signor Presidente della Regione, questo emendamento fa divieto alle
  società  di  costituire  altre società.  Insomma  di  assistere  al
  sistema  delle  scatole  cinesi che  si  è  prodotto  nella  nostra
  Regione.  Perché,  vede  onorevole  Presidente,  noi  non   abbiamo
  soltanto  ventiquattro società partecipate  dalla  Regione,  ma  in
  ognuna  di  queste società sono nate altre società di scopo  e  per
  funzioni che hanno costruito e moltiplicato, come pani e pesci,  il
  sistema delle partecipate.
   Mi  auguro  che in coerenza alla lotta agli sprechi  questa  norma
  venga approvata e si ponga fine al sistema delle scatole cinesi che
  si è prodotto in Sicilia.
   Voglio sentire qual è il parere del Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A163.1  della Rubrica Agricoltura.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  onorevoli  Scilla e Caputo dichiarano  di  voler  apporre  la
  propria firma all'emendamento.

   Si  passa  all'emendamento A203, a firma degli onorevoli Adamo  ed
  altri. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  A208  e  199  che  sono   assorbiti.
  L'emendamento  A125. Onorevole Speziale, ho bisogno  dell'Assessore
  Cimino, non lo distragga.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.7 a firma degli  onorevoli  Galvagno,
  Termine.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A408.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, volevo spiegare soltanto che  questa
  norma è stata inserita dal Governo da lei sostenuto razionalmente.

   CIMINO. No.

   CRACOLICI.  Voleva dire che non c'è bisogno.  Quindi  quale  è  il
  parere? Favorevole?

   CIMINO. No.

   CRACOLICI.   La  norma  nazionale prevede  che  sotto  i  15  mila
  abitanti il collegio dei revisori contabili è composto da  un  solo
  componente.  E'  una riduzione dei costi. Siete  una  Repubblica  a
  parte, altro che autonomia

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, io intervengo per dire che al  di  la
  delle  rispettabili  considerazioni che ognuno  di  noi  in  questo
  Parlamento può rappresentare, io ritengo invece che questa sia  una
  norma  da  difendere perché l'organismo di controllo  rappresentato
  così  come oggi è di fatto esistito rappresenta un vero baluardo  a
  quella   che   deve   essere   l'attività   di   controllo   e   di
  razionalizzazione   negli  enti  locali.    Io   ritengo   che   la
  semplicistica  considerazione  che con  questo  momento  di  grande
  suggestione, come ha detto il nostro Presidente della Regione,  che
  ci  porti  agli  onori  della  cronaca  per  dire  che  stiamo  per
  smantellare tutto, sicuramente non va nella direzione di portare un
  servizio.
   Quindi  ritengo che vada mantenuta la posizione così come fino  ad
  oggi  c'era perché di fatto rappresenta una difesa di quella che  è
  l'azione di controllo che invece negli enti locali deve esserci.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

     (Gli onorevoli Apprendi, Bonomo, D'Antoni, De Benedictis, Di
   Benedetto, Digiacomo, Donegani e Faraone appoggiano la richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 408.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a termini    di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento A 408.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della votazione  per scrutinio
  segreto:

   Presenti           80
   Votanti             79
   Maggioranza         40
   Favorevoli          39
   Contrari            40

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A 51 dell'onorevole Speziale.

   SPEZIALE.  Chiedo di illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, giustamente  i  colleghi  mi  fanno
  osservare  una cosa che può sembrare assurda. Mi dicono  c'è  acqua
  non  potabile nelle condotte. La domanda è questa: se  è  possibile
  distribuire acqua non potabile. Esiste un comune che è quello della
  mia  città dove c'è un'ordinanza sindacale che da un anno  e  mezzo
  dichiara  l'acqua non potabile e la classificazione  di  acqua  non
  potabile avviene sulla base della certificazione attraverso le ASL.
   Le  ASL  hanno dichiarato l'acqua non potabile e il sindaco  della
  città per non interrompere il servizio la distribuisce anche se non
  è potabile con la ordinanza di acqua non potabile.
     La  domanda  è:  i cittadini in presenza di acqua  non  potabile
  possono  avere applicata la tariffa e pagarla come acqua  potabile?
  Siccome  mi  rendo  conto che anche a me sembrava sorprendente  che
  potesse  essere distribuita acqua non potabile, vi posso assicurare
  che  si  tratta di questa fattispecie. Quindi, penso che sia giusto
  che  i  cittadini  che non usufruiscono di acqua  potabile  possano
  avere  una  riduzione della tariffa. Ecco perché abbiamo presentato
  l'emendamento, la questione riguarda in modo particolare  la  città
  di Gela dove fra l'altro il problema della potabilità dell'acqua  è
  di   difficile  soluzione  perché  essendo  acqua  proveniente  dal
  dissalatore  ad una temperatura molto alta corrode le tubazioni   e
  non  giunge  come  acqua  potabile alla  destinazione.  E'  già  un
  problema  che  va  affrontato a poco a poco, ma nel  frattempo  non
  possiamo  chiedere  ai  cittadini di pagare lo  stesso  prezzo  che
  pagano tutti gli altri che invece hanno e possono utilizzare  acqua
  potabile.

   FEDERICO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento A 51.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore  per  il  bilancio e  le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  .
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 32.11. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 65.5, a firma dell'onorevole Ruggirello.
  Comunico  che  è  stato presentato il subemendamento  65.5.1.
   PRESIDENTE Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 65.5, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A 350.1.1 dell'onorevole Cimino.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Solo per comprendere come sono stati presentati due
  subemendamenti,  A350.1.1 e A350.1 senza che sia  stato  dichiarato
  ammissibile l'emendamento A350 a cui si appoggiano.
   Vorrei   capire   il   criterio  che  è  stato  utilizzato   nella
  fattispecie.

   PRESIDENTE.  L'emendamento A350 è stato dichiarato  improponibile.
  Questi  emendamenti  si  reggono  da  soli,  indipendentemente  dal
  destino dell'emendamento A350.

   DI   BENEDETTO.  Signor  Presidente  per  la  presentazione  degli
  emendamenti è stato dato tempo fino alle 13.00 del 25 aprile.
   I  subemendamenti  si  giustificano  in  quanto  emendamenti  agli
  emendamenti.
   Se  l'emendamento non è ammissibile, conseguentemente  non  vi  si
  possono  appoggiare i sub emendamenti. Se i subemendamenti, sebbene
  si  reggano,  non  sono  pertinenti alla  materia  dell'emendamento
  proposto non sono ammissibili.

   PRESIDENTE.    I    subemendamenti    sono    comunque    aderenti
  all'emendamento  A350  ma  si reggono  da  soli.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento A350.1.1. Chi è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il subemendamento A350.1, nel testo risultante.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
   Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento A41.1. Il parere della Commissione?

     SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A41, a firma dell'onorevole Speziale. Il
   parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
   Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze.. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A104.1.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.   Chiedo   al  Governo  cosa  si  intende   nel   testo
   dell'emendamento   dove  si  dice   di  brevi   stagionali'   sono
   sostituite dalle parole  non inferiori a sette giorni'.

   BUFARDECI,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Leggo all'onorevole Marinello e a tutta l'Aula, la  nota
  di   relazione   di  accompagnamento:   Si  è  ritenuto   opportuno
  modificare l'articolo 15 della legge 10 modificando il primo  comma
  ed  eliminando il terzo al fine di non ingenerare confusione tra le
  competenze   delle   agenzie   immobiliari   turistiche,    imprese
  prettamente  di intermediazione, che prima avevano questa  dizione,
  non  inferiore  a  sette  giorni con invece le  competenze  proprie
  dell'agenzie  di  viaggio di turismo, imprese commerciali  previste
  dalla   normativa  nazionale  diventa  invece  agenzie  immobiliari
  turistiche quelle che hanno almeno brevi periodi e non inferiori  a
  sette giorni è solo una precisazione per evitare confusione con  le
  agenzie di viaggio.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO. Signor Presidente, eventi successivi che qui si prevede
  abrogazione   di  norme  in  particolare  del  comma   II   e   III
  dell'articolo   15   sempre  della  legge  10  è   collegato   all'
  emendamento.

   BUFARDECI.   E'   riferito   sempre   all'articolo   15    agenzie
  immobiliarie turistiche' sia il secondo che il terzo comma.

   MARINELLO. E il 104.3 cosa significa?

   BUFARDECI. Il 104.3 è quello relativo alle guide turistiche  nelle
  quali si determina anche l'effetto sanzionatorio di altri corpi  di
  polizia  laddove  svolgano  una  funzione  senza  licenza  e  senza
  patentino.

   MARINELLO.   Sostanzialmente   un   adeguamento   alla   normativa
  nazionale.

   BUFARDECI. Esatto.

   PRESIDENTE.  Pongo ai voti l'emendamento  104.1.  Il   parere  del
  Governo?

   CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo ai voti l'emendamento  104.2.  Il  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento  104.3.  Il  parere del Governo?

   CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento  104.4.  Il  parere del Governo?

   CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 104.5.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente,  poco fa lei non c'era e presiedeva
  la  seduta  il  Vicepresidente Formica, lei a detta  dell'onorevole
  Formica  e  su  consiglio da parte degli uffici,  che  hanno  fatto
  questa scremata di questi emendamenti,  è stato sancito  che  tutte
  le  normative che comportavano spesa, così era il deliberato  della
  Presidenza dell'Assemblea, andavano stralciati.
   Questo  emendamento comporta spese e quindi le chiedo di avere  un
  unico peso e non un peso con due misure, quindi chiedo al Governo o
  di  ritirare l'emendamento o diversamente mi appello al  Presidente
  al   rispetto  dichiarando  inammissibile  l'emendamento  o  meglio
  improcedibile l'emendamento nel rispetto del deliberato.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino questo emendamento comporta spese?

   CIMINO.  assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente
  è  vero  che l'emendamento comporta 100 mila euro di spese  ma  per
  attivare  le  guide turistiche in una regione come la  Sicilia  non
  volere  attivare le guide turistiche, significa fare  un  torto   a
  questa nostra regione, quindi insisterei sull'emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente io  chiedo alla Presidenza e non  sto
  ridendo  perché è poco seria la cosa di cui parlo, è  molto  seria,
  attiene  ad una questione procedurale, Presidente lei ha dichiarato
  improponibili  gli emendamenti che comportano spesa.   Mi  dispiace
  per  l'onorevole Bufardeci che nel merito,  tra l'altro la  vicenda
  personalmente la condivido.
      Assessore Cimino, non faccia il tifoso  Lei deve fare l'uomo di
  Governo.  Signor  Presidente, le chiedo,  così  come  ha  fatto  il
  Vicepresidente, onorevole Formica, anche se non me ne ero  accorto,
  di  accantonare questo emendamento in quanto comporta spese.  Nulla
  di più e nulla di meno.

   PRESIDENTE. Accantoniamo questo emendamento e verifichiamo.

   MARINELLO. Chiedo il rispetto del Regolamento

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, lei questa sera sta  utilizzando
  un   tono  che  non  è  suo  costume  utilizzare   Lei  deve  stare
  tranquillo. L'onorevole Formica riportava una determinazione  della
  Presidenza per cui era, ovviamente, in linea con quello che abbiamo
  deciso. Questo emendamento, a stretto rigore, è un emendamento  che
  non comporta spese perché prende 100 mila euro da una Rubrica quasi
  interamente finanziato capitolo 215704.

   CRACOLICI. Signor Presidente, è prelevato dal Fondo di Riserva.

   MARINELLO. Non esiste

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, lo accantoniamo  e   vediamo  se
  riusciamo   a   riscriverlo.  Onorevole   Marinello   lei   ha   un
  atteggiamento un po' esagerato.

   MARINELLO.  Non esiste,  anche per il rispetto del Parlamento   Si
  devono rispettare le regole

   PRESIDENTE.  Lei rispetti questa Istituzione con un  comportamento
  adeguato.
   Si passa all'emendamento A 104 a firma dell'onorevole Ammatuna che
  è accantonato.
   Si  passa  all'emendamento A 457.1 del  Governo  che  è  collegato
  all'emendamento A 457.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Panepinto  il
  subemendamento A 457.1.1. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si   passa   alla  votazione  dell'emendamento  A.457  così   come
  modificato sul quale appone la firma l'onorevole De Benedictis.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si   riprende  l'esame  dell'emendamento  A266  che  riguarda   la
  Fondazione Federico II.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dal'onorevole   Leontini
  l'emendamento 266.1, sostitutivo dell'emendamento A266.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A266, nel testo risultante.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  riprende  l'esame  dell'emendamento  A.104.5,  precedentemente
  accantonato.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A.104, nel testo risultante.  Il
  parere del Governo.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta

     (La seduta, sospesa alle ore 05.05, è ripresa alle ore 06.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato da parte  del  Governo
  l'emendamento A531.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne fa facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  vedo  che  il  Presidente   della
   Regione non è rientrato in Aula. Non voglio commentare. Le  chiedo
   formalmente di garantire i diritti dei parlamentari, di  conoscere
   l'emendamento e di consentire la presentazione di subemendamenti.
   Pertanto, le chiedo il rinvio della seduta di ventiquattrore.

   PRESIDENTE Onorevole Cracolici, come lei sa, le ventiquattrore non
  sono normate in nessun articolo di questo Regolamento.
   Preferirei  una soluzione intermedia; preferirei dare ai  deputati
  tutti  i  riferimenti normativi e dare il tempo che serve loro  per
  avere chiarezza sul maximendamento.

   CRACOLICI. Signor Presidente, lei ritiene, considerato che  questa
  norma  che  è  il  doppio della finanziaria che era stata  proposta
  all'Aula,  il doppio, e che abbiamo impiegato un paio, anzi  cinque
  mesi, perché si è fatto un esercizio provvisorio dopo che era stato
  predisposto un atto a fine ottobre circa, che possiamo  fare  tutto
  in qualche ora?
   Non   voglio   poi  commentare  quello  che  è  avvenuto,   signor
  Presidente.  Devo  dirle,  con grande rispetto,  perché  ho  grande
  rispetto  delle  funzioni che ognuno di noi  assolve  -  lei  è  il
  Presidente  e io il Capogruppo dell'opposizione - e ognuno  di  noi
  svolge  un ruolo, però, signor Presidente, mi permetta di dire  che
  il  Presidente  dell'Assemblea, più  di  altri,  ha  il  dovere  di
  garantire procedure che garantiscono tutti.
   Lei  ha  dichiarato improponibili emendamenti perché  comportavano
  spese.
   Signor  Presidente, lei si sta facendo garante di  una  gravissima
  violazione regolamentare delle sue prerogative che ha usato fino  a
  qualche  ora fa. A questo punto devo dire che le ha usate contro  i
  deputati  dell'opposizione. Questo mette in  discussione  anche  la
  qualità del rapporto democratico in quest'Aula. Intanto, le  chiedo
  di  garantire  le  condizioni perché i  deputati  possano  svolgere
  intanto  la  conoscenza  dell'atto  e,  il  secondo  atto,   è   la
  possibilità di presentare subemendamenti.
   Siccome,  da  una  prima lettura delle cinque pagine  fitte  anche
  questa  categoria senza precedenti perché si può pure  scrivere  un
  testo  di  un unico articolo ma dove in un unico articolo  ci  sono
  diversi commi.
   Qui  si  è  persino usata la furbizia di trasformare  i  commi  in
  capoversi.  Ma questo, come lei sa, nulla toglie perché ci  saranno
  emendamenti  su ogni rigo e ogni aggettivo di questo emendamento  e
  le  chiedo  la  garanzia  che l'Aula venga  riconvocata  quantomeno
  domani,   visto  che  siamo  qui  da  oltre  venti  ore,  lavoriamo
  ininterrottamente  e  non  siamo nella  condizioni  né  fisiche  né
  mentali di poter fare il lavoro come ogni deputato deve poter fare.
   Le  chiedo,  signor  Presidente, di garantire, almeno  questo,  in
  questo momento.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  il  Presidente  Cascio abbia garantito fino ad adesso,  in  maniera
  imparziale  e sempre con grande senso di responsabilità, quest'Aula
  e  soprattutto i parlamentari: Mi sembra eccessivo, quindi, dire al
  Presidente Cascio, mi sembra ingeneroso e quindi a nome degli altri
  parlamentari o di tutti i parlamentari le posso assicurare  che  il
  Presidente  Cascio  si è comportato sempre in  maniera  puntuale  e
  attenta. Non voglio prendere le difese del Presidente Cascio -  non
  ce n'è bisogno - ma soltanto per sottolinearlo.
   Non   c'è   nessuna   captatio  benevolentia';  c'è  soltanto   il
  significare in maniera chiara il comportamento della Presidenza che
  sia  con  il  Presidente Formica che con il  Presidente  Cascio  ha
  garantito i lavori di una finanziaria difficile e molto dura.
   Sono assolutamente convinto che questo maxiemendamento non sia  nè
  una  buona  presentazione né certamente la soluzione  che  tutti  i
  parlamentari cercavano. Quindi, poiché è entrato in Aula, chiedo al
  Presidente  della  Regione, se lo riteniamo, una piccola  pausa  di
  riflessione  oppure  considerato che per  molti  versi  quello  che
  abbiamo  letto può essere superato soltanto da un gesto del Governo
  che possa ritirare questo atto e ovviamente salvaguardando in altri
  momenti,  lo utilizzeremo come un promemoria puntuale e  importante
  per  altri momenti che ci vedranno impegnati a livello legislativo.
  Non ci possiamo permettere altro.
   Onorevole  Cracolici, penso che debba essere lei a  rispettare  le
  prerogative. Ci siamo assolutamente stancati di farci dare  lezioni
  da  lei  o  dai  colleghi del suo Gruppo perché questa finanziaria,
  fino  a  questo momento, onorevole Cracolici, è stata condivisa  da
  tutti  ed  è  stata condivisa sapendo perfettamente il  lavoro  che
  abbiamo  fatto  fino ad adesso che, fino a prova  contraria,  è  un
  ottimo lavoro.
   Il  lavoro di una finanziaria seria, rigorosa,  che ha previsto le
  misure  anticrisi  e  che, passo passo, dalla Commissione  Bilancio
  fino   ad  oggi  ha  consentito  a  tutti  compreso  l'opposizione,
  nonostante   una  forte  maggioranza  di  potere  recepisce   molti
  emendamenti   che   erano  anche  importanti,   che   erano   anche
  costruttivi,  che erano anche positivi. Lezioni però  da  parte  di
  nessuno; poi lo vedremo in altri casi.
   Considerato che sono convinto che questa Assemblea dovrà avere  un
  momento  riformatore molto importante, una stagione  delle  riforme
  deve  avvenire, soprattutto, una stagione in cui tutti  quanti,  in
  maniera  molto chiara ed esplicita, chiariremo le nostre intenzioni
  nel rispetto dei siciliani.
   Tutti  quanti siamo stati chiamati qua a rappresentarli in maniera
  degna;  dobbiamo onorare il voto che ci hanno dato  e  lo  possiamo
  onorare con il nostro impegno, con la nostra correttezza e  con  la
  nostra intelligenza.
   Ritengo  che questo maxiemendamento, signor Presidente e assessore
  Cimino,  sia ingeneroso rispetto al lavoro straordinario che  hanno
  fatto  l'assessore  Cimino  e il Governo  fino  a  questo  momento.
  E'ingeneroso nei vostri confronti; è ingeneroso rispetto al  lavoro
  che  avete fatto; è ingeneroso rispetto ai tanti passi indietro che
  ogni  deputato  ha  fatto in questa Aula e che  ogni  assessore  ha
  dovuto fare in questa Aula.
   Questo   maxiemendamento  -  lo  ribadisco  -   prendiamolo   come
  promemoria,  lo  rimandiamo  alle  varie  Commissioni.  Sono  tutti
  argomenti  assolutamente accettabili, tutti argomenti assolutamente
  puntuali  che  possono  certamente  trovare  in  altro  momento  la
  soluzione di questi problemi.
   Se  poi  dovessimo  trovare, Presidente Cascio,  due  o  tre  casi
  particolari possiamo anche votarli separatamente, due  o  tre  casi
  particolari. Non ci possiamo permettere altro.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli    colleghi,    dopo   avere    ascoltato    l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici e dell'onorevole  Leanza  Nicola,  chiedo
  alla  Presidenza se è possibile sospendere la seduta per un  quarto
  d'ora.  E  questo  non  per  violentare l'intelligenza  di  quanti,
  giustamente, vogliono poter studiare il testo, ma potere un  attimo
  approfondire  le  possibilità che il Governo può definire  e  anche
  cercare di concordare.
   Se  poi dobbiamo prendere più tempo, e seguire l'ipotesi segnalata
  dall'onorevole  Cracolici  o  dall'onorevole  Leanza,  diamoci   la
  possibilità  comunque  di  un minimo di collaborazione,  anche  per
  mezz'ora,  per  potersi incontrare e discutere  della  problematica
  insieme.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Governo  si
  prenda il quarto d'ora richiesto, non è questo in discussione.
   Io ribadisco le questioni che ho posto e aggiungo che oggi è il 30
  aprile, il ventisettesimo anniversario  dell'assassinio  di Pio La
  La Torre, e io e  i  deputati appartenenti  al mio Gruppo dovremmo
  partecipare alle ore 9.00 alla cerimonia commemorativa che si terrà
  sul luogo dell'assassinio.
   Non vorrei che con la sospensione di un quarto d'ora rimaniamo qua
  bloccati, come siamo rimasti tutta la notte seduti tra i banchi. Vi
  chiedo soltanto rispetto per le persone.
   Prendetevi  pure  il  quarto d'ora che vi serve  ma  ribadisco  le
  ragioni e i tempi, perché oltretutto non c'è solo la stanchezza  ma
  un   evento   che,  per  quanto  ci  riguarda,  non  possiamo   non
  presenziare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo  che
  è  immediatamente convocata la Conferenza dei Presidente dei Gruppi
  parlamentari in Sala lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 07.04, è ripresa alle ore 08.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Sospendo ulteriormente la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 8.12, è ripresa alle ore 8.33)

   La seduta è ripresa.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, vista la difficoltà del  testo  in  esame,  il
  Governo ritirerà l'emendamento A531.
   Chiedo,   però,  che  questo  maxiemendamento,  stralciato   dalla
  Finanziaria,  sia trattato la prossima settimana,  in  Aula,  prima
  delle  elezioni  europee,  in modo tale da  trattare  le  tematiche
  aventi carattere di urgenza ed emergenza sociale in esso contenute.

   PRESIDENTE  L'assessore Cimino è stato abbastanza chiaro.  Volendo
  essere ancora più chiari: il Governo chiede un impegno a tenere una
  sessione  del Parlamento prima delle elezioni europee, prima  della
  campagna  elettorale,  in  cui  si possano  approvare,  dopo  avere
  esaminato, oggettivamente e senza pregiudizi spero, tutte le  norme
  che  il  Parlamento  riterrà  opportuno  approvare,  che  rivestono
  carattere   di  urgenza  e  di  emergenza  sociale,  e  in   questo
  maxiemendamento, vi assicuro, ce ne sono parecchie.
   Dobbiamo,  quindi,  assumerci l'impegno  di  poter  aprire  questa
  finestra  entro un paio di settimane, col percorso,  dal  punto  di
  vista parlamentare, più corretto, quindi, riunire le Commissioni di
  merito  e  l'Aula,  al  fine  di approvare,  prima  delle  elezioni
  europee,  le  norme urgenti che hanno caratteristica  di  emergenza
  sociale.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Onorevoli colleghi, intanto, comunico che l'articolo 62,  che  era
  accantonato, su proposta dell'Assessore,  è stato stralciato  dalla
  legge finanziaria per essere inserito nel prossimo disegno di legge
  all'esame  dell'Aula nelle prossime settimane,  per  intenderci  il
   Piano colore'.
   Si  riprende l'esame  dell'articolo 66 e dei relativi emendamenti,
  in precedenza accantonati.
   Si passa all'emendamento 66.3, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 66.4, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 66.5, a firma dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 66.2 è inammissibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 66.6, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 66.1 e 66.9 sono superati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 66.7, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 66.8, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo fosse chiaro che,
  all'interno  della manovra di bilancio, sono state  spalmate  tutte
  quelle voci che rientravano nella tabella H.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo  66,  con  le  tabelle
  allegate,  così  come risultante dalla modifica della  soppressione
  della Tabella H.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 67.
   Ricordo che gli emendamenti erano già stati ritirati.
   Si  passa all'esame delle Tabelle allegate all'articolo 67, che si
  trovano alla pagina 188: Tabella A, B, C, D, E e F.
   Si passa alla Tabella A.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella B.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella C.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella D.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella E.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella F.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella G.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Tab. G4,
  sostitutivo della Tabella G.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti alla Tabella G decadono.
   Si passa  alla Tabella I.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella L.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione l'articolo 67, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura  dell'articolo 68 - Effetti della manovra e  copertura
  finanziaria - con il relativo prospetto allegato:

                             «Articolo 68
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   l.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  al presente articolo.

   2.   Le  disposizioni  della  presente  legge  si  applicano   con
  decorrenza dall' l gennaio 2009».

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:

                               «Articolo 69
                           Entrata in vigore

   l.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di legge  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009
  (250/A).


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  di  aver
  detto  ampiamente,  a  nome del Gruppo PD, in  tutta  questa  lunga
  maratona,  le ragioni che ci porteranno a votare contro perché,  lo
  ribadisco,  serviva una Finanziaria che fosse una  terapia  d'urto.
  Alcune  delle  norme  che  servono a dare un  pizzico  di  ossigeno
  all'economia sono entrate grazie alla battaglia del PD, soprattutto
  nelle Commissioni di merito; rimane però una Finanziaria fortemente
  lacunosa  sia sul terreno degli aiuti all'economia sia  soprattutto
  sul  terreno  del risanamento. E' un'occasione persa, comunque,  vi
  aspettiamo al varco.

   PRESIDENTE. Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n.
  250/A.
   Si   procede  all'esame  degli  emendamenti  presentati  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Cordaro e Maira: 117.1;
   dagli  onorevoli  Maira, Leontini, Vinciullo,  Minardo  ed  altri:
  117.2;
   dal Governo: 117.3, 117.5;
   dalla Commissione: 117.4;
   dagli onorevoli  Cracolici e Oddo: 117.6.

   Dopo  gli  emendamenti presentati ai sensi dell'articolo  117  del
  Regolamento  interno, si passerà agli ordini del giorno  ed  infine
  esprimeremo il voto finale.
   In seguito, sospenderò l'Aula, per riunire la Giunta; si approverà
  la  nota di variazione e l'Aula riprenderà per la votazione  finale
  del bilancio.

   ARICO' . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. All'articolo 12 della legge, c'è la dizione  A.N.C.A., che
  è un acronimo. Volevo fare soltanto questa precisazione.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  117.6,  a  firma   degli
  onorevoli  Cracolici e Oddo. All'emendamento 413, al comma  III,  è
  soppressa  la  parola  societario'. Alla fine del  comma  III  sono
  aggiunte  le  parole  o la revoca dei rappresentanti della  Regione
  nelle  società'. Al comma I dopo le parole  interamente' aggiungere
   o a maggioranza' e sopprimere la parola  misto'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1, a firma degli onorevoli Cordaro  e
  Maira.  All'emendamento  articolo 22.10 al  primo  rigo  la  parola
   locali' è sostituita dalle parole  pubblici, territoriali e non'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.2, a firma degli onorevoli Maira, De
  Luca, Minardo e altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.3, del Governo. Le modifiche portate
  al  subemendamento 22.6 e all'emendamento 22.7 si intendono  estese
  alle parole  a far data dalla predetta certificazione tenendo luogo
  questa ad ogni altra comunicazione di assenza o diniego espressa  o
  tacita'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.4, a firma  dell'onorevole  Savona.
  All'articolo 44, comma III sostituire le parole  commi  II  e  III'
  con le parole  commi I e II dell'articolo 2'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.5, del Governo.   All'articolo  60,
  comma 2 cassare il comma 2 dell'articolo 117 del Regolamento'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  numero  126   Iniziative urgenti allo scopo  di  garantire  gli
  adeguati  stanziamenti  ai  consorzi universitari  provinciali ,  a
  firma degli onorevoli  Digiacomo e altri;

   -  numero  131    Iniziative per evitare  il  declassamento  degli
  ambulatori   di   patologia  clinica   del   Mssinese ,   a   firma
  dell'onorevole Formica.

   -   numero  132   Sistema  regionale  dei  percorsi  triennali  di
  istruzione  e formazione professionale per i minori in  obbligo  di
  istruzione in Sicilia , a firma degli onorevoli D'Antoni e altri.

   -  numero  133    Notizie  sulle  presunte  assunzioni  effettuate
  dall'AUSL n. 6 di Palermo , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.

   -  numero  134   Tutela  occupazionale del personale  in  servizio
  presso  l'ITALTEL di Carini (PA) , a firma degli onorevoli Lupo  ed
  altri.

   -  numero 135  Modifiche al trattamento del personale regionale in
  quiescenza , a firma dell'onorevole Cracolici.

   -  numero 136  Iniziative urgenti atte a definire il contratto  di
  servizio   del   trasporto  regionale  di  Trenitalia ,   a   firma
  dell'onorevole Cracolici.

   -  numero   137   Iniziative  urgenti per  contrastare  le  scelte
  adottate   dal  gruppo  FS  circa  l'organizzazione   del   settore
  ferroviario in Sicilia , a firma dell'onorevole Cracolici.

   -  numero  138   Istituzione  di una Commissione  d'inchiesta  per
  verificare  l'impatto  sulla salute dei  cittadini  della  prevista
  installazione  del  sistema  Wind Shear'  , a firma  dell'onorevole
  Apprendi.

   -  numero 140   Dichiarazione dello stato di calamità naturale nel
  settore viticolo ed interventi di trattamento per  via aerea contro
  la peronospora , a firma degli onorevoli Caputo ed altri.

   -  numero  141   Misure relative alla convenzione tra  l'Orchestra
  sinfonica  siciliana  ed il centro di produzione  televisivo   Onda
  Blu', società cooperativa , a firma dell'onorevole Savona ed altri.

   -  numero  142   Proposta  di  introdurre  i   giochi  dei  parchi
  siciliani'  tra le iniziative turistico-sportive della Regione ,  a
  firma dell'onorevole Apprendi.

   -  numero  143  Istituzione di un  numero verde' sulla prevenzione
  delle  infezioni osteo-articolari nella città di Palermo , a  firma
  dell'onorevole Apprendi.

   -   numero  144   Mantenimento  del   Telefono  giallo'   per   la
  prevenzione  dei  suicidi  nella  città  di  Palermo ,    a   firma
  dell'onorevole Apprendi.

   -  numero  145   Stabilizzazione dei professori  della  fondazione
   Orchestra sinfonica siciliana' , a firma dell'onorevole Apprendi.

   -  numero   146  Inserimento della Frazione di San Martino   delle
  Scale, del comune di Monreale (PA), nei piani di intervento per  le
  aree  ad  alto   rischio,  al  fine  di  fronteggiare   l'emergenza
  idrogeologica , a firma degli onorevoli Caputo e Pogliese.

   -  numero 147  Precisazione dei criteri di individuazione  di  cui
  all'art.  36  del disegno di legge finanziaria 2009 in  materia  di
  formazione  del  personale marittimo  ,  a  firma  dell'  onorevole
  Ammatuna ed altri.

   -  numero 148  Interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza
  dell'immobile che ospita la scuola elementare di Collesano (PA) , a
  firma dell' onorevole Caputo ed altri.

   -  numero 149  Misure per il rilancio della presenza della FIAT in
  Sicilia , a firma   dell' onorevole Cracolici.

   -  numero  150   Proroga dei contratti del personale  precario  in
  servizio  nell'Amministrazione regionale ,  a firma degli onorevoli
  Panarello e Digiacomo.

   -  numero  151  Consolidamento del costone soprastante  la  strada
  statale  113,  località Capo Skino (ME) ,  a  firma  dell'onorevole
  Panarello.

   -   numero    152   Interventi  a  sostegno  dei  minori  sbarcati
  clandestinamente in Sicilia ,  a firma dell' onorevole Apprendi.

   -  numero 153  Iniziative affinché i proventi dei beni  confiscati
  alla mafia in Sicilia siano impiegati nella Regione , a firma degli
  onorevoli  Adamo ed altri.

   -  numero  154   Risorse  per le zone  degradate  della  città  di
  Messina ,  a firma degli onorevoli Beninati, Buzzanca, Panarello  e
  Romano.

   -  numero 155  Predisposizioni locali per accogliere la Venere  di
  Morgantina , a firma degli onorevoli Galvagno, Termine, Mattarella,
  Rinaldi, Ammatuna, Gucciardi, Lupo, Leanza Edoardo.

   -  numero  156   Reinserimento dei lavoratori di  cui  al  decreto
  legislativo  237/98  tra i beneficiari di cui alla l.r.  n.  5  del
  2005 , a firma dell'onorevole Donegani.

   -  numero  157   Aumento del monte ore settimanale  del  personale
  PUC , a firma dell'onorevole Donegani.

   -  numero 158  Iniziative per nove lavoratori del Polo tessile  di
  Riesi (CL) , degli onorevoli Maira, Dina, Cordaro, Savona.

   -  numero  159  Provvedimenti per assicurare lo svolgimento  delle
  attività  formative  per  l'anno 2009 , degli  onorevoli  Leontini,
  Scilla ed altri.

   -  numero 160  Iniziative per non ostacolare l'ingresso del  Fondo
  europeo  degli  investimenti in CAPE Sicilia  Spa ,  dell'onorevole
  Ardizzone.

   -   numero  161   Emergenza  occupazionale  Cres  Monreale  (PA) ,
  dell'onorevole Caputo.

   Assessore   Cimino,  onorevoli  colleghi,  se  il  Governo   e   i
  presentatori  degli ordini del giorno sono d'accordo, propongo  che
  tutti  gli  ordini  del  giorno siano accettati  dal  Governo  come
  raccomandazione.

   ILARDA, assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   desidero   sottoporre  alla   vostra   attenzione   una
  problematica  che risulta da uno schema di ordine  del  giorno  che
  porta  la  firma dell'onorevole Ardizzone; mi riferisco  all'ordine
  del giorno numero 160.
   Quando  abbiamo  votato poco fa l'emendamento che prevede  che  le
  società  partecipate  dalla Regione non  possano  costituire  altra
  società,  non  credo che l'Assemblea volesse precludere  iniziative
  imprenditoriali di sviluppo quando si tratta di società  che  hanno
  proprio  come oggetto sociale la costituzione di altre società  con
  imprese siciliane.
   Mi spiego: siamo, ad esempio, soci del Banco di Sicilia

   CRACOLICI. Non siamo maggioranza del Banco di Sicilia

   ILARDA,  assessore alla  Presidenza. La norma che è  stata  votata
  non prevede maggioranza.

   CRACOLICI. E' stato specificato con l'articolo 117.

   PRESIDENTE.   Assessore  Ilarda,  su  questo  argomento,   abbiamo
  approvato, ai sensi dell'articolo 117, la norma.

   ILARDA,  assessore alla Presidenza. Se mi consentite tre  secondi,
  anche se a maggioranza c'è la società dove siamo soci di minoranza,
  ma  avremmo  potuto  essere soci di maggioranza,  ad  esempio,  una
  società  di  gestione  di  un  fondo  di  investimento,  al   quale
  parteciperà  fra giorni la Banca europea degli investimenti,  prima
  operazione di questo tipo in Italia, già deliberato, che  vale  per
  la Sicilia.
   Questa  Società, alla quale  partecipiamo, ha lo scopo di  entrare
  in  società  con  imprese siciliane per avviarle, svilupparle.  Non
  credo  fosse  questa  la volontà. L'ordine del giorno  deve  essere
  interpretato in questo senso.
   Questa  è  la proposta che vi sottopongo, anche se siamo  soci  di
  maggioranza, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Assessore  Ilarda, c'è  una  legge  approvata;  se  il
  Commissario dello Stato la riterrà sbagliata, la impugnerà.

   ILARDA,  assessore alla Presidenza. Ma che c'entra la  legittimità
  costituzionale?
   Chiedo che l'ordine del giorno numero 160 sia posto in votazione.

   PRESIDENTE. Ai sensi del'articolo 117, questo problema è stato già
  superato. Abbiamo già approvato il punto 6 del 117.

   FARAONE.  Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine  del  giorno
  numero 160.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

                    Votazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Per  rafforzare il concetto  espresso  dall'Assessore
  Ilarda,  già  superato dall'emendamento 117.6, pongo  in  votazione
  questo ordine del giorno. Il parere del Governo è favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero  159,  col  parere
  favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri ordini del giorno sono accettati dal Governo  come
  raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009» (250/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
  l'anno 2009» (250/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione :

   Presenti            82
   Votanti             81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          54
   Contrari            27

                        (L'Assemblea  approva)

   Onorevoli  colleghi, comunico che per consentire  alla  Giunta  di
  Governo   e  all'Assemblea di approvare e presentare  la   Nota  di
  variazione  al bilancio, conseguente all'approvazione  della  Legge
  Finanziaria,  e  alla Commissione Bilancio di  scrivere  il  parere
  relativo, sospendo la seduta per qualche minuto.

      (La seduta, sospesa alle ore 8.58, è ripresa alle ore 9.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Pogliese, stante   che
  la  sua presenza durante la votazione alla finanziaria non è  stata
  rilevata  dal  meccanismo elettronico, dichiara di avere  votato  a
  favore del disegno di legge numero 250/A.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   alla  Nota  di  variazioni  al  bilancio  conseguente
  all'approvazione della legge finanziaria.
   La pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
   finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011
                              (249-327/A)

   PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 9  del disegno di legge  numeri
  249-237/A - Entrata in vigore. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2009.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio  2009-2011»
  (249-327/A)

   PRESIDENTE. Indìco la  votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno  di  legge numero 249-327/A  «Bilancio di previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario   2009   e   bilancio
  pluriennale per il triennio 2009-2011», così come modificato  dalla
  Nota di variazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             77
   Votanti              76
   Maggioranza          39
   Favorevoli           52
   Contrari             24

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli   colleghi,   informo  che  l'assessore   Incardona   ha
  comunicato  di  avere  votato favorevolmente il  disegno  di  legge
  numeri  249-237/A ma che, per un malfunzionamento  del  dispositivo
  elettronico di voto, il suo voto non è stato rilevato.

   Ringraziamento agli Uffici e ai Gruppi parlamentari per il lavoro
                                svolto

   PRESIDENTE. Prima di chiudere la seduta, desidero ringraziare  gli
  uffici   per  la  collaborazione  straordinaria,  anche  in  questa
  occasione,  e  tutti i Gruppi parlamentari, nonché  la  Commissione
  bilancio per l'ottimo lavoro svolto.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, è la prima finanziaria del Governo Lombardo  e
  desidero   ringraziare   i  parlamentari  regionali,   i   colleghi
  Assessori, il Presidente della Commissione bilancio per  il  lavoro
  svolto  e  lei, Presidente dell'Assemblea, per la capacità  che  ha
  avuto  in  queste ore difficili di trovare il momento di sintesi  e
  consentirci  di  dare  alla  nostra  Regione  un  bilancio  ed  una
  finanziaria   che  avremmo  l'opportunità  di  poter  spiegare   ai
  siciliani  per  collegare al più presto sia con  la  legge  che  il
  Governo vuole sostenere, che era nel maxiemendamento, sia la  legge
  di  misura  anticrisi   a cui il Governo ha  destinato  le  risorse
  vincolate  per i provvedimenti che sono stati concordati anche  con
  il mondo delle categorie produttive e dell'associazionismo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore Cimino.
   Un  ringraziamento va a tutti i funzionari e un  ringraziamento  è
  dovuto  anche  agli assistenti parlamentari che  ci  mettono  nelle
  condizioni di avere le carte in  tempi europei'.
   Comunico  che  mercoledì 6 maggio alle ore  16.00,  si   terrà  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a mercoledì  6  maggio,
  alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -Comunicazioni
  II  - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica  Presidenza della Regione - Affari generali .

      La seduta è tolta alle ore 9.10 di giovedì, 30 aprile 2009

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 11.45

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  250/A   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE   E
  CORRETTIVE PER L'ANNO 2009

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.20:

  Dopo il comma 7 aggiungere:

   Entro  la terza rata trimestrale in favore degli enti locali  per
  le  assegnazioni previste dal presente articolo, gli  enti  locali
  dovranno  certificare il rispetto dell'obbligo di cui al  comma  6
  dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2008  e  successive
  modifiche  e  integrazioni. La violazione degli obblighi  previsti
  dal comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2008  e
  successive modifiche e integrazioni comporterà una riduzione della
  quarta  rata  trimestrale in misura determinata  dalla  Conferenza
  delle autonomie locali.

     All'articolo 4:

   Emendamento 4.6:

  L'articolo 4 è soppresso.

     All'articolo 32:

   Emendamento 32.5:

  Al  comma 1 dopo le parole:  progettazione definitiva , sopprimere
  le  parole   ed esecutiva e per il perfezionamento delle procedure
  tecniche, amministrative ed operative .

   Emendamento 32.34:

  Al    comma   1   sostituire   le   parole:    finalizzati    alla
  riqualificazione   urbana    con  le  parole    finalizzati   agli
  investimenti    ammessi    dai    finanziamenti    regionali    ed
  extraregionali .

   Emendamento 32.2:

  Apportare le seguenti modifiche al comma 3:

  - alla lettera a) sostituire le cifre  15  con  10 ;

  - sopprimere la lettera b);

  -  alla lettera c) sostituire le cifre  60  con  90 , e sopprimere
  le parole da  da corrispondere  sino a  di abitanti ;

  al  comma  7  sopprimere le parole  e le società   sino  a   della
  Regione .

   Subemendamento 32.2.1:

  La lettera a) è abrogata;

  alla lettera c) sostituire  90  con  85 .

   Emendamento 32.30:

  Al  comma 4 anteporre le parole  Entro 60 giorni dalla entrata  in
  vigore della presente legge, .

   Emendamento 32.36:

  Aggiungere:  o portualità peschereccia .

   Emendamento 32.37:

  Al  comma  4,  lettera b) dopo la parola  patrimonio  inserire  la
  parola  edilizio .

   Emendamento 32.31:

  Al  comma  7  sostituire le parole   i comuni  con le parole   gli
  enti locali  e la parola  versare  con la parola  rimborsare .

   Emendamento 32.15:

  Al comma 7 sostituire  tre  con  cinque .

   Emendamento 32.38:

  Aggiungere in coda il seguente comma:

    Per le finalità di cui all'articolo 25 l.r. 27 dicembre 1978, n.
  71  e successive modifiche ed integrazioni, il contributo per ogni
  ente richiedente non può essere concesso in misura superiore al 50
  per    cento    delle   spese   preventivate   e   successivamente
  rendicontate .

     All'articolo 33:

   Emendamento 33.1:

  Al comma 1 sostituire la parola  titolari  con  proprietari .

   Emendamento 33.14:

  Al  comma 1 dopo le parole  centri storici  aggiungere  e  edifici
  classificati netti storici .

   Emendamenti 33.3 e 33.10:

  Al  comma  1  dopo  la parola  restauro  aggiungere   manutenzione
  straordinaria, adeguamenti alle disposizioni antisismiche, .

   Emendamento 33.12:

  Al  comma  1,  sesto  rigo,  dopo le parole   porzione  di  essi,
  aggiungere    per   unità   immobiliari   da   adibire   ad    uso
  residenziale, .

   Emendamento 33.13:

  Al  comma  1,  sesto rigo, dopo le parole  300 migliaia  di  euro
  aggiungere  per ciascun soggetto richiedente e .

   Emendamento 33.11:

  Al  comma  1,  sesto rigo, dopo le parole  300 migliaia  di  euro
  aggiungere   e  comunque non superiore ad un  importo  massimo  di
  2.000 euro/mq. .

   Emendamento 33.15:

  Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

   3.  L'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio 2008, n.  1  è
  abrogato. .

     All'articolo 34:

   Emendamento 34.15:

  Al  comma 1 dopo la parola  alloggi  aggiungere le parole   nonché
  di edilizia residenziale universitaria, .

   Emendamento 34.14:

  Al  comma  1  dopo  le  parole  il recupero di  unità  immobiliari
  degradate,  aggiungere  all'adeguamento a criteri antisismici .

   Emendamento 34.4:

  Sostituire il secondo periodo del comma 1 con il seguente:

   Il  programma è approvato dall'Assessore regionale per  i  lavori
  pubblici,   sentito   il   parere  delle  competenti   commissioni
  legislative .

   Subemendamento 34.4.1:

  Aggiungere  le  seguenti  parole:  da  rendersi  entro  15  giorni
  dall'assegnazione .

   Emendamento 34.9:

  Al  comma  1  dopo  le  parole   l'assessore   aggiungere   previa
  delibera della Giunta regionale .

   Emendamento 34.17:

  Al comma 4, dopo le parole  al presente articolo  sono inserite le
  parole  ed entro il limite di spesa di 80.000 migliaia di euro ;

  dopo  la  parola  utilizzo  le parole  delle economie  rinvenienti
  dai   sono  sostituite  con le parole  dalle  risorse  disponibili
  sui .

     All'articolo 35:

   Emendamento 35.4:

  L'articolo 35 è soppresso.

     All'articolo 37:

   Emendamento 37.2:

  Al comma 1 dopo le parole:  appartenenti al demanio  aggiungere le
  parole  o al patrimonio .

   Emendamento 37.10:

  Al  comma  11  cassare  le parole  nonché  le  relative  norme  di
  gestione .

     All'articolo 38:

   Emendamento 38.10:

  L'articolo 38 è soppresso.

     All'articolo 39:

   Emendamento 39.39.4:

  Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

   2 bis. Per assicurare la continuità dell'azione istituzionale del
  Centro   per  la  formazione  permanente  e  l'aggiornamento   del
  personale  del  servizio  sanitario  -  CEFPAS  -  possono  essere
  prorogati  sino  al  31 dicembre 2009 i contratti  di  lavoro  del
  personale  del  Centro,  selezionato  con  procedure  di  evidenza
  pubblica, nei limiti della copertura finanziaria di cui lo  stesso
  Ente  è  dotato, ai sensi dell'articolo 25, comma 17, della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 19.

   Emendamento 39.39.1:

  Al   comma   5,   dopo   le   parole    il   personale   regionale
  dell'Amministrazione regionale  aggiungere le  seguenti   e  degli
  enti  di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio  2000,
  n. 10 ;

  dopo  le parole  dai competenti dipartimenti  aggiungere le parole
   o relativi enti .

   Emendamento 39.39 di riscrittura dell'articolo:

                                Art. 39

                                Proroghe

  1.   Al   fine  di  consentire  la  tempestiva  attivazione  degli
  investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
  Regione  siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino al  31  dicembre
  2009, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e
  7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
  2.  Per  far  fronte  agli oneri discendenti  dall'attuazione  del
  precedente  comma 1, è autorizzata la spesa di 72.936 migliaia  di
  euro per l'anno 2009.
  3.  Al  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 29  dicembre
  2008,  n.  25  e successive modifiche ed integrazioni,  le  parole
   quale  quota per i primi quattro mesi  sono soppresse e la  cifra
   13.000  è sostituita con la cifra  36.000 .
  4.   Al   fine   del  contenimento  della  spesa,   il   personale
  dell'Amministrazione regionale, previo consenso  dell'interessato,
  può  essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti,
  a  qualsiasi  titolo  e per funzioni da concordare  in  protocolli
  d'intesa,  con  oneri  a carico dell'Ente o società  destinatarie,
  fermo restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
  e  le  salvaguardie previste dal vigente contratto  collettivo  di
  lavoro,  presso  amministrazioni dello  Stato,  società  a  totale
  capitale   pubblico,   enti  pubblici  anche   economici,   organi
  istituzionali,  nonché  presso  enti  soggetti  a  controllo   e/o
  vigilanza della Regione.
  5. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
  al  bilancio  della  Regione le necessarie variazioni  discendenti
  dall'applicazione del presente articolo. .

     All'articolo 44:

   Emendamento 44.5:

  Sostituire l'articolo 44 con il seguente:

                                Art. 44

   Indennità per calamità e aiuti all'occupazione nel settore della
                                 pesca

  1.  Nei  limiti  delle risorse disponibili, la  spesa  autorizzata
  dagli articoli 1 e 2 della legge regionale 9 dicembre 1998, n.  33
  e successive modifiche ed integrazioni, può essere altresì erogata
  per il pagamento delle indennità e degli aiuti all'occupazione  da
  corrispondere  a  coloro che si trovano nelle medesime  condizioni
  previste  dai citati articoli 1 e 2 della predetta legge regionale
  9  dicembre  1998,  n. 33, successivamente alla data  31  dicembre
  2008.
  2.  Gli interventi di cui al presente articolo sono subordinati al
  rispetto  degli orientamenti per l'esame degli aiuti di stato  nel
  settore  della  pesca e dell'acquacoltura 2008/C 84/06  pubblicati
  nella GUUE C84/10 del 3/4/2008.
  3.  Le eventuali economie derivanti dal disimpegno delle somme  di
  cui agli interventi previsti dai commi 2 e 3 della legge regionale
  20  novembre  2008,  n.  16, saranno destinate,  con  decreto  del
  ragioniere generale, su proposta dell'assessore alla cooperazione,
  al  commercio, all'artigianato ed alla pesca, alle finalità di cui
  agli articoli 174 e 176 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32,  per  fare fronte alle emergenze ambientali rilevate a seguito
  delle campagne di monitoraggio per la qualità delle acque marine e
  degli  ambienti  litoranei previsti dall'articolo  1  della  legge
  regionale 20 novembre 2008, n. 16.

     All'articolo 45:

   Subemendamento A. 496.1:

  Sostituire la parola  industrie  con  imprese .

   Subemendamento A. 496.2:

  I  commissari straordinari in carica da più di dodici  mesi  dalla
  data  di  pubblicazione della presente legge decadono con  effetto
  immediato.

   Subemendamento A. 496.3:

  E'  fatto divieto ai Consorzi di ripopolamento ittico di procedere
  all'assunzione di personale.

   Subemendamento A. 496.4:

  Al comma 3 sostituire  50  con  40 .

   Emendamento A. 496:

  L'articolo 45 è sostituito dal seguente:

                                Art. 45
                   Consorzi di ripopolamento ittico

  1.  Al  fine  di  procedere ad una razionalizzazione  della  spesa
  pubblica,  entro 90 giorni dall'entrata in vigore  della  predetta
  legge,  l'Assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e la pesca è autorizzato a procedere,  con  proprio
  decreto, ad una riorganizzazione dei comuni costituenti i consorzi
  di   ripopolamento   ittico,  fermo   restando   i   consigli   di
  amministrazione  oggi in carica previsti dalla legge  regionale  1
  agosto   1974,  n.  31  nonché  di  quelli  costituiti  ai   sensi
  dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  e
  successive modifiche ed integrazioni.

  2.   Dei  consorzi di ripopolamento ittico di cui al comma  1  non
  possono fare parte i comuni il cui territorio non confina  con  il
  mare  o  che  non  abbiano  nel proprio  territorio  industrie  di
  conservazione o trasformazione di prodotti ittici.

  3.  Il  compenso da corrispondere ai presidenti e vice  presidenti
  dei consorzi è pari al 50 per cento dell'attuale.

  4.  Sono  autorizzati, previa convenzione con l'Assessorato  della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, negli
  ambiti  territoriali  di loro competenza,  a  svolgere  i  servizi
  previsti  dagli articoli nn. 175, 176, 177, 178, 179 e  180  della
  predetta  legge,  nonché indagini biologiche  delle  acque  ed  il
  monitoraggio degli ambienti marino-costieri.

     All'articolo 46:

   Emendamento 46.8:

  Per  le  finalità  del  presente articolo è  autorizzata  per  gli
  esercizi  finanziari 2009 e 2010 la spesa annua di 1.500  migliaia
  di  euro cui si provvede mediante riduzione di pari importo  delle
  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704 - accantonamento
  1001.

     All'articolo 48:

   Emendamento 48.6:

  L'articolo 48 è soppresso.

     All'articolo 49:

   Emendamento 49.4:

  La  denominazione  della  struttura è sostituita  dalla  seguente:
   Istituto regionale per l'integrazione dei diversamente  abili  di
  Sicilia .

     All'articolo 54:

   Emendamento 54.12, di riscrittura dell'articolo:

  L'articolo 54 è così sostituito:

                                Art. 54
   1.  Per  il triennio 2009-2011 continua ad applicarsi,  aumentata
  fino  a  5.000  migliaia di euro per ciascuno  dei  tre  anni,  la
  disposizione  di  cui  all'articolo  45,  comma  15,  della  legge
  regionale
  7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni.

  2.  Agli oneri discendenti dal presente articolo si provvede,  per
  gli  anni  2009-2011,  mediante riduzione di  pari  importo  delle
  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704, accantonamento
  1001 del bilancio della Regione.

     All'articolo 55:

   Emendamento 55.13:

  I commi 3 e 4 sono cassati.

   Emendamento 55.12:

  Aggiungere il seguente comma:

   Per  le  finalità  del  presente articolo è  autorizzata  per  il
  triennio  2009-2011 la spesa annua di 25.000 migliaia di euro  cui
  si  provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo Aree  sotto
  utilizzate  (FAS) a titolarità regionale per il periodo  2007-2013
  programmate  con  il relativo Programma Attuativo Regionale  2007-
  2013.

   Emendamento 55.11:

  Aggiungere il seguente comma:

   5.  L'Assessore  regionale competente per l'edilizia  scolastica,
  entro  90  giorni  dall'entrata in vigore  della  presente  legge,
  presenta  il  programma di cui al comma 1 all'Assemblea  regionale
  siciliana  per  l'esame  da  parte delle  commissioni  legislative
  competenti per il merito e per
  i profili finanziari.

     All'articolo 57:

   Emendamento 57.5:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art .  -  Definizione  agevolata  delle  violazioni  commesse  in
  materia  di  tributo  speciale per il deposito  in  discarica  dei
  rifiuti solidi.

  1.  Le  violazioni riguardanti il tributo speciale per il deposito
  in  discarica dei rifiuti solidi di cui all'articolo 2 della legge
  regionale   7   marzo  1997,  n.  6  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  commesse dall'1 febbraio 2003 al 31 dicembre  2008,
  attinenti agli obblighi di dichiarazione,
  di  versamento e di registrazione delle operazioni di conferimento
  in discarica, non adempiuti
  o   irregolarmente  adempiuti,  possono  essere   definite   senza
  irrogazione di sanzioni e senza applicazione di interessi.

  2.   La   definizione  avviene  mediante  la  presentazione  delle
  dichiarazioni  omesse  e la regolarizzazione  di  quelle  infedeli
  entro il 31 dicembre 2009.

  3. Nello stesso termine di cui al comma 2, devono essere sanate le
  irregolarità e le omissioni di versamento del tributo.

  4.   Salvo  quanto  disposto  ai  commi  2  e  3,  gli  avvisi  di
  accertamento e di liquidazione notificati entro la data di entrata
  in  vigore della presente legge, ancorché divenuti definitivi  per
  omessa impugnazione nei termini e non seguiti dal pagamento  delle
  somme  accertate  o  liquidate, possono  essere  definiti  con  il
  pagamento  del  tributo,  con  abbuono  degli  interessi  e  delle
  sanzioni.

  5. Se l'accertamento concerne l'omessa o l'infedele dichiarazione,
  esso  può  essere definito con il pagamento dell'imposta  o  della
  maggiore imposta accertata e con abbuono degli interessi  e  delle
  sanzioni.
  6. Il pagamento del tributo definito ai sensi dei commi 4 e 5 deve
  avvenire  entro  il  30  giugno  2009.  Nello  stesso  termine  il
  contribuente  deve presentare o spedire alla provincia  un'istanza
  di  definizione dell'atto d'imposizione, indicando gli estremi  di
  quest'ultimo e quelli del versamento.
  7.  La  presentazione dell'istanza di cui al comma 6  comporta  la
  sospensione del procedimento giurisdizionale, in qualunque stato e
  grado  questo  sia eventualmente pendente, ai sensi  dell'articolo
  13, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
  8.  A  tal fine, il contribuente deve presentare al giudice presso
  il  quale  pende  il  procedimento  una  domanda  di  sospensione.
  corredata della fotocopia dell'istanza di cui al comma 6  e  della
  relativa ricevuta di presentazione.
  9. Il procedimento è sospeso per la durata di due anni.
  10.  Conclusasi la durata della sospensione, la provincia comunica
  al  giudice  l'estinzione  della  lite  per  cessata  materia  del
  contendere, ovvero la ripresa d'ufficio del processo sospeso.
  11.  Sulla base delle istanze prodotte ai sensi del comma 6, entro
  dodici   mesi   la  provincia  dispone  lo  sgravio  delle   somme
  eventualmente già iscritte a ruolo. Lo sgravio è preceduto  da  un
  provvedimento di sospensione degli atti esecutivi. da  trasmettere
  al  concessionario  entro trenta giorni dalla presentazione  delle
  istanze. .

     All'articolo 58:

   Emendamento 58.6 di riscrittura dell'articolo:

                                Art. 58
     Disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica
  1.  Fino  all'emanazione della normativa regionale in  materia  di
  Valutazione  Ambientale Strategica (VAS), la Giunta regionale  con
  propria    deliberazione   definisce   il   modello   metodologico
  procedurale  della valutazione di piani e programmi ai  sensi  del
  decreto  legislativo  3  aprile 2006, n.  152  (Norme  in  materia
  ambientale),  come modificato dal decreto legislativo  16  gennaio
  2008,  n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative  del
  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante norme in materia
  ambientale).
  2.  La  deliberazione di cui al comma 1 costituisce specificazione
  degli   indirizzi  generali  formulati  dalla  vigente   normativa
  nazionale  in  materia ed è adottata dalla Giunta regionale  entro
  trenta  giorni  dalla  data di entrata in  vigore  della  presente
  legge.
  3.  Non  sono assoggettati all'applicazione delle disposizioni  in
  materia di valutazione ambientale strategica contenute nel decreto
  legislativo  di  cui al comma 1 i piani e i programmi  e  le  loro
  varianti,  individuati nell'articolo 6, commi 2, 3  e  3  bis  del
  decreto legislativo medesimo, che:
  a) siano stati adottati prima del 31 luglio 2007;
  b)  siano  stati adottati dopo il 31 luglio 2007 ed  entro  il  12
  febbraio  2008 e sui quali siano state rese, alla data di  entrata
  in  vigore  della presente legge, le determinazioni  propedeutiche
  all'approvazione  da  parte della Regione a  norma  della  vigente
  legislazione in materia.
  4.   Relativamente  ai  piani  regolatori  generali  e  alle  loro
  revisioni o varianti generali adottati dopo il 31 luglio  2007  ed
  entro  il  12  febbraio 2008, nonché alle varianti agli  strumenti
  urbanistici  comunali,  sovracomunali e di  settore  adottate  nel
  suddetto periodo e sui quali, alla data di entrata in vigore della
  presente  legge, non siano ancora state rese le determinazioni  da
  parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente  a
  norma della vigente legislazione in materia, lo stesso Assessorato
  effettua  la  verifica di assoggettabilità di cui all'articolo  12
  del  decreto  legislativo  152/2006,  sulla  base  delle  modalità
  individuate con la deliberazione di cui al medesimo comma 1. .

     All'articolo 60:

   Emendamento 60.19 di riscrittura dell'articolo:

                                Art. 60

           Misure di contenimento dell'emergenza ambientale
  1.  La  Regione,  per il tramite dell'Agenzia delle  acque  e  dei
  rifiuti,  provvede  ove  indifferibilmente  necessario,  entro  10
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla nomina di
  commissari  ad  acta  presso i comuni e le  società  d'ambito  con
  l'incarico di individuare ed attuare le operazioni necessarie  per
  monetizzare i crediti legittimamente vantati dai singoli ATO  alla
  data   del   31  dicembre  2008,  facendo  ricorso  ad  operazioni
  finanziarie  assistite, anche mediante il supporto della  Regione,
  la  quale può avvalersi di uno o più advisor. I commissari ad acta
  procedono  altresì  alla  totale  liquidazione  dei  debiti  anche
  attraverso procedure transattive.

  2.  La  Regione  provvede, con le modalità di cui  all'articolo  3
  della  legge  regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad individuare  le
  istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.

    3. Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa per
  la  gestione  del ciclo integrato dei rifiuti di  cui  al  decreto
  legislativo  3  aprile  2006, n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  ed adottati dalle società d'ambito per  la  gestione
  integrata  dei rifiuti in esecuzione dell'ordinanza  del  Ministro
  dell'Interno  delegato  per  il  coordinamento  della   Protezione
  civile,   n.   2983  del  31  maggio  1999,  come  successivamente
  modificata  ed  integrata, nonché dell'ordinanza  del  Commissario
  delegato per l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque della
  Sicilia dell'8 agosto 2003, n. 885, anche in assenza dell'adozione
  del  regolamento  previsto dall'articolo  238,  sesto  comma,  del
  predetto decreto legislativo.

   4. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3, la
  tariffa  per  la  gestione  del  ciclo  integrato  dei  rifiuti  è
  determinata   ed   approvata  dalle  Autorità  d'ambito   ottimale
  territoriale ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato  per
  l'emergenza  rifiuti  in  Sicilia n. 885/2003  ed  è  applicata  e
  riscossa   dai  soggetti  affidatari  del  servizio  di   gestione
  integrata.

  5.  Gli  ATO  rifiuti  non  possono  procedere  ad  assunzioni  di
  personale   amministrativo  appartenente  a  qualunque   categoria
  comprese quelle protette, né espletare procedure concorsuali, fino
  alla definizione dei nuovi ambiti territoriali di cui all'articolo
  45  della  legge  regionale 8 febbraio 2007, n.  2.  Le  procedure
  concorsuali in itinere debbono essere revocate. .

     All'articolo 61:

   Emendamento 61.3.1:

  All'articolo 61 aggiungere:

   Il  personale operaio in esubero può essere comandato  presso  il
  soggetto gestore.

     All'articolo 62:

   Emendamento 62.27.1:

  Al  comma  4 cassare dalle parole  e sono individuati   fino  alle
  parole  sostenibile del territorio .

   Emendamento 62.27.3:

  Alla fine del comma 12 aggiungere:  E' fatto obbligo di ripristino
  delle  opere  realizzate  in difformità con  oneri  a  carico  del
  soggetto realizzatore.

     All'articolo 64:

   Emendamento 64.21 di riscrittura dell'articolo:

                                Art. 64

                Istituzione del Parco dei Monti Sicani
  1.  Al  fine  di  pervenire alla istituzione del Parco  dei  Monti
  Sicani,  con  la  partecipazione della  popolazione  locale  e  la
  collaborazione  degli  enti  e delle  associazioni  interessate  e
  presenti  nel  territorio,  è costituito  un  Comitato  avente  il
  compito di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale
  6  maggio  1981,  n.  98 come modificata dalla legge  regionale  9
  agosto 1988,
  n. 14, una proposta che contenga:

  a)  la  descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
  ai   valori   naturalistici,  nonché  ai  valori  espressi   dalle
  trasformazioni  del  territorio  conseguenti  all'esercizio  delle
  attività umane tradizionali della zona;
  b)  la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
  con le zonizzazioni previste dal comma 8 e che devono includere le
  riserve naturali già istituite;
  2.  Il  Comitato ha la facoltà di assumere iniziative  tendenti  a
  diffondere  la conoscenza dei valori ambientali del territorio  in
  oggetto e a promuovere il turismo naturalistico e l'agriturismo.
  3.  Il  Comitato garantisce le informazioni relative alle finalità
  del parco e all'andamento dei lavori del Comitato stesso.
  4.   Al   fine   di   agevolare  l'elaborazione  delle   proposte,
  l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce la
  documentazione   in  suo  possesso  e  la  necessaria   assistenza
  finalizzata alla realizzazione del Parco.
  5. Il Comitato è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
  il territorio e l'ambiente ed
  è composto da:
  a)  provvisoriamente  dai  sindaci  dei  comuni  interessati  alle
  riserve già istituite;
  b)  un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente;
  c)   un   rappresentante  dell'Azienda  regionale  delle   foreste
  demaniali;
  d)  un rappresentante rispettivamente dell'Ispettorato provinciale
  dell'agricoltura di Palermo e di Agrigento;
  e)  sei  esperti  designati dalle associazioni  ambientaliste  più
  rappresentative in ambito
  ambientale e paesaggistico.
  6.  Il  Comitato  elegge nel proprio seno un presidente,  un  vice
  presidente ed un segretario.
  7.  In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
  dalla richiesta, il Comitato
  è costituito con quelli designati purché in numero non inferiore a
  sei.
  8.  La  proposta  di  cui  al comma 1 è  presentata  dal  Comitato
  all'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente  entro  180
  giorni   dalla   sua   costituzione.  Trascorso   detto   termine,
  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso  di
  mancato  invio della proposta, nomina un commissario ad acta,  per
  l'esercizio,  in  via  sostitutiva, delle funzioni  attribuite  al
  Comitato.
  9.  Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o  in  via
  sostitutiva dal commissario ad acta, l'Assessore regionale per  il
  territorio   e  l'ambiente,  sentita  la  competente   Commissione
  dell'Assemblea  regionale,  emana il decreto  di  istituzione  del
  Parco.
  10.  La  sede legale e gli uffici dell'Ente Parco dei Monti Sicani
  sono stabiliti presso i comuni di Bivona e Palazzo Adriano.
  11.  Per  le  finalità di cui al presente articolo, è autorizzata,
  per l'esercizio finanziario 2009,
  la  spesa complessiva di 50 migliaia di euro cui si fa fronte  con
  parte delle disponibilità
  dell'UPB 11.2.1.3.3 - capitolo 442525. .

     All'articolo 65:

   Emendamento 65.9:

  Aggiungere il seguente comma:

   Al  comma 1 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002,
  n.  2  e successive modifiche ed integrazioni sostituire le parole
   dalla provincia regionale siciliana di riferimento ed altri  enti
  pubblici'  con le parole  dalla provincia regionale  siciliana  di
  riferimento o da altri enti pubblici' .

   Emendamento 65.10:

  Aggiungere il seguente comma:

   Al  comma 2 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002,
  n.  2  e successive modifiche ed integrazioni sostituire le parole
   a favore di un solo consorzio per ciascun ambito provinciale' con
  le parole  a favore dei consorzi per ciascun ambito provinciale' .

   Emendamento 65.28:

  Al comma 7 la cifra  200  è sostituita con  600 .

   Emendamento A. 295:

  Aggiungere il seguente comma:

   Le  disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 10  della  legge
  regionale   5  marzo  1979,  n.  16  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni si applicano altresì a soggetti giuridici  dotati  di
  adeguata capacità tecnico-organizzativa

   Emendamento 65.29:

  Il comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale n. 36 del 1990 è
  abrogato.

   Emendamenti 65.32 e 65.30:

  1.  Gli enti locali, loro società e consorzi e le AUSL certificano
  alle cooperative sociali entro trenta giorni dalla ricezione della
  richiesta,  se  i  crediti  da  loro  vantati  siano  liquidi   ed
  esigibili.

  2.  La certificazione di cui al comma 1 può essere utilizzata  per
  cessioni di credito pro soluto.

   Emendamento A. 206:

  Aggiungere il seguente comma:

   All'articolo  8, comma 3, della legge regionale 30 gennaio  2006,
  n. 6 sostituire le parole
   2006-2008' con  2009-2011'.

     All'articolo 66:

   Emendamento 66.5:

  Sopprimere il comma 2.

   Emendamento 66.6:

  Sopprimere il comma 3.

     All'articolo 67 (TABELLE):   (VEDI VERSIONE PDF DEL RESOCONTO)

                        EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Emendamenti A. 330 - A. 393 - A. 270 (comma 1):

  L'articolo  9  della  legge regionale 5 novembre  2004,  n.  15  è
  abrogato.

   Emendamento A. 270 (comma 2):

  2.  La  Chiesa  dei Santi Elena e Costantino, di  proprietà  della
  Regione  siciliana,  è  assegnata  in  uso  perenne  all'Assemblea
  regionale   siciliana  per  lo  svolgimento  delle  sue   funzioni
  istituzionali.

   Emendamento A. 529:
                                Art. ...
                 Controllo e monitoraggio della spesa
  1.  Per  l'esercizio finanziario 2009, i centri di  responsabilità
  amministrativa dell'Amministrazione regionale assumono mensilmente
  impegni di spesa per importi non superiori ad un dodicesimo  degli
  stanziamenti   previsti   nei  capitoli   istituiti   secondo   la
  ripartizione effettuata ai sensi dell'articolo 1, comma 18,  della
  legge  regionale  8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,   con   esclusione   delle   spese   per   stipendi,
  retribuzioni,  pensioni  ed  altre spese  fisse  o  aventi  natura
  obbligatoria,   nonché   per   interessi,   poste   correttive   e
  compensative  delle  entrate, comprese le  regolazioni  contabili,
  obblighi  derivanti dalla normativa comunitaria o  da  accordi  di
  programma stipulati con lo Stato, annualità relative ai limiti  di
  impegno  e  rate  di ammortamento mutui ed ogni  altra  spesa  non
  frazionabile.
  2. Ai fini di un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti
  di  finanza  pubblica, qualora si accerti un rilevante scostamento
  dagli   obiettivi  di  finanza  pubblica,  rispetto  ai  risultati
  differenziali   determinati  con  l'approvazione   dei   documenti
  contabili - bilancio di previsione e disposizioni programmatiche e
  correttive  per  l'anno 2009 - approvati dall'Assemblea  regionale
  siciliana, il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
  regionale  per  il  bilancio  e le finanze,  dispone  con  proprio
  decreto  la limitazione all'assunzione di impegni di spesa,  anche
  se  autorizzati  in forza di leggi regionali, e  all'emissione  di
  titoli  di  pagamento  a carico del bilancio  della  Regione,  con
  esclusione  delle  spese  individuate  al  comma  precedente.  Per
  effettive  motivate  e documentate esigenze l'Assessore  regionale
  per  il  bilancio  e le finanze può proporre al  Presidente  della
  Regione,   su   segnalazione  delle  competenti   Amministrazioni,
  l'esclusione   di   altre   spese   dalla   predetta   limitazione
  all'assunzione di impegni di spesa o all'emissione  di  titoli  di
  pagamento.
  3.  Le disposizioni previste al comma 1 si applicano altresì  agli
  istituti,  aziende, agenzie, consorzi, esclusi  quelli  costituiti
  unicamente  tra enti locali, organismi ed enti regionali  comunque
  denominati, che usufruiscono di trasferimenti diretti o  indiretti
  da  parte della Regione. Le disposizioni del presente comma non si
  applicano  alle  aziende unità sanitarie  locali  e  alle  aziende
  ospedaliere e agli enti del settore. .

   Emendamento A. 413:

                                Art. ...

       Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici
                              regionali.

  1.  Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza
  e  del  mercato e di assicurare la parità degli operatori, è fatto
  divieto alle società, a capitale interamente pubblico o misto  non
  quotate  in  borsa,  costituite o partecipate dall'amministrazione
  regionale  nonché  alle  aziende regionali,  agli  istituti,  alle
  agenzie,  ai  consorzi, agli organismi ed enti regionali  comunque
  denominati,  di  procedere alla costituzione o  partecipazione  ad
  altre società od organismi vari.

  2.  Gli enti di cui al precedente comma procedono, entro 90 giorni
  dall'entrata  in  vigore della presente legge,  alla  liquidazione
  delle  società od organismi partecipate, comunicando l'avvio delle
  procedure ed i tempi di liquidazione agli organi tutori  sia  alla
  ragioneria generale della Regione.
  3. Il mancato avvio delle procedure previste dal presente articolo
  comporta  l'immediata  decadenza  di  tutti  organi  societari   o
  d'amministrazione degli enti di cui al comma 1. .

   Emendamento A. 163.1:

  Al comma 1, lettera e) dell'articolo 4 della legge regionale n. 19
  del  2005,  sostituire le parole  9.000 migliaia di euro'  con  le
  parole  500 migliaia di euro';

  al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 19 del  2005,
  dopo la lettera h) aggiungere le seguenti:
  i)  8.000  migliaia di euro da destinare a sostegno delle  aziende
  vitivinicole  che  hanno subito, nell'anno  2007,  un  calo  della
  produzione  di  almeno del 30 per cento a causa di attacchi  della
  peronospora  della vite, attraverso l'erogazione di  un  aiuto,  a
  compensazione del mancato reddito;
  l) 500 migliaia di euro da destinare al pagamento degli indennizzi
  pregressi  previsti  dalla normativa vigente nei  confronti  degli
  agricoltori aventi diritto; .

   Emendamento A. 203:

  Al comma 1, lettera b) dell'articolo 4 della legge regionale n. 19
  del  2005, sostituire le parole  25.000 migliaia di euro   con  le
  parole  10.000 migliaia di euro ;

  al  comma 1, dell'articolo 4 della legge regionale n. 19 del 2005,
  dopo la lettera h) aggiungere:

   i)  15.000 migliaia di euro per le finalità previste dalla  legge
  185/92, articolo 3, comma 2, lettera c), in favore dei viticoltori
  danneggiati dalla siccità 2002. .

   Emendamento A. 125:

  All'articolo 25 della legge regionale 33/97 e successive modifiche
  ed integrazioni aggiungere il seguente comma:

   2  bis. In caso di riperimetrazione di aziende già esistenti  per
  la  trasformazione  in  due  o  più  aziende  faunistico-venatorie
  contigue  la  superficie  minima  di  ciascuna  non  deve   essere
  inferiore  a  140  ettari. Il decreto iniziale  di  riconoscimento
  dell'azienda al momento della riperimetrazione, resta valido  fino
  all'emissione dei nuovi decreti di riconoscimento per  le  aziende
  che chiedono la nuova perimetrazione, fermo restando la contiguità
  delle  stesse, gli impegni assunti, i programmi, i piani, le tasse
  e  l'obbligo  della  tabellazione previsti dal  decreto  iniziale,
  dietro  singole dichiarazioni dei nuovi concessionari. Per  quanto
  previsto  dal presente comma provvede direttamente il Servizio  XI
  Faunistico-venatorio presso il Dipartimento interventi strutturali
  dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste. .

   Emendamento 3.7:

  All'articolo   18  della  legge  regionale  16/12/2008,   n.   22,
  aggiungere i seguenti commi:
   3.  L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 1, comporta
  la  sospensione  dei trasferimenti regionali a  valere  sul  fondo
  delle  autonomie  locali  e ciò fino  a  quando  il  comune  o  la
  provincia  inadempiente non avrà ottemperato mentre l'inosservanza
  delle  disposizioni di cui al comma 2, comporta l'obbligo  per  il
  comune  di  sospendere trasferimenti di somme a  qualsiasi  titolo
  fino a quando l'azienda pubblica non avrà ottemperato.
  4.  Entro  60  giorni dalla pubblicazione della presente  legge  i
  legali rappresentanti degli enti di cui ai commi 1 e 2 trasmettono
  all'Assessorato regionale della famiglia ed alle autonomie  locali
  una  dichiarazione,  a firma del legale rappresentante  dell'ente,
  attestante che il servizio di cui al comma 1, è stato istituito  e
  che è stato nominato il responsabile del procedimento.
  5. L'aggiornamento del sito deve avvenire entro il primo giorno di
  ogni mese, pena l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 3.

   Emendamenti 32.11 e A 328:

  All'articolo 11 della legge regionale 2 agosto 2002, n.  7,  comma
  1,  lettera c), sub articolo 17, come modificato dall'articolo  10
  comma 1, lettera a) n. 2 della legge regionale 19 maggio 2003,  n.
  7, dopo le parole  Genio Civile Opere Marittime  aggiungere  e per
  gli  impianti sportivi dal CONI Sicilia, anche attraverso la  CONI
  Servizio .

   Subemendamento 65.5.1:

  All'emendamento  65.1  eliminare  le  parole   ai  soli  fini  del
  monitoraggio del fenomeno;

  dopo le parole  9 agosto 2002, n. 11.  aggiungere  I comuni e  gli
  istituti autonomi case popolari possono regolarizzare la posizione
  dei  detentori  senza titolo degli alloggi previo pagamento  delle
  mensilità del canone dovuto.

   Emendamento 65.5:

  All'articolo  2  della  legge regionale 5  febbraio  1992,  n.  1,
  aggiungere:
   2.  I  comuni  e  gli  istituti autonomi  per  le  case  popolari
  annualmente  provvederanno,  ai soli  fini  del  monitoraggio  del
  fenomeno, all'aggiornamento dei dati del censimento con le  stesse
  modalità  di cui all'articolo 2 della legge regionale  5  febbraio
  1992, n. 1, successivamente riproposte dall'articolo 1 della legge
  regionale 9 agosto 2002, n. 11.
  I  dati  annuali  del censimento saranno trasmessi all'Assessorato
  regionale dei lavori pubblici entro il successivo mese di marzo .

   Subemendamento A. 350.1.1:

  Al  fine  della ristrutturazione e riqualificazione del  trasporto
  merci  di  cui all'articolo 134 della legge 23 dicembre  2000,  n.
  388,  è  istituito presso la Cassa regionale per il  credito  alle
  imprese artigiane siciliane (CRIAS), previa la stipula di apposita
  convenzione con il Dipartimento dei trasporti contenente i criteri
  e  le  tipologie di intervento, un fondo a gestione  separata  per
  agevolare  l'accesso al credito delle piccole e medie  imprese  di
  autotrasporto che abbiano sede
  o un'unità operativa nel territorio regionale.
  Il  fondo  è  costituito con le risorse derivanti  dalle  economie
  dello  stanziamento previsto per il sistema di aiuti di  cui  alla
  legge   regionale   5  luglio  2004,  n.  11,  denominato    bonus
  ambientale'.

   Subemendamento A. 350.1:

      Le   somme   destinate  all'attuazione  di   quanto   previsto
  dall'articolo  60  della  legge  regionale  32/2000  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, sono versate  su  un  apposito  conto
  corrente  aperto presso la società o ente aggiudicatario intestato
  alla Regione siciliana, Assessorato regionale per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca .

   Emendamento A. 41.1:

  1.  Al  fine di pervenire alla soppressione delle Aziende autonome
  di  soggiorno  e  turismo della Sicilia, ai sensi dell'articolo  4
  della  legge  regionale 15 settembre 2005, n. 10,  la  definizione
  delle operazioni della liquidazione già poste in essere è affidata
  al  Dipartimento  regionale  bilancio  e  tesoro  dell'Assessorato
  bilancio   e   finanze,  Servizio  patrimonio,  partecipazioni   e
  liquidazioni.
  2. Detto Ufficio, acquisiti i bilanci di liquidazione adottati dai
  commissari  liquidatori  delle  Aziende  autonome,  provvederà  ad
  assumere tutte le iniziative connesse al perfezionamento dell'iter
  previsto  dal secondo comma dell'articolo 4 della legge  regionale
  15 settembre
  2005, n. 10.
  3.  Il parere reso dall'Assessorato regionale del bilancio e delle
  finanze, ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 della legge  10/2005
  assorbe il parere del collegio dei revisori dell'Azienda
  in liquidazione.
  4.   La   rappresentanza  anche  in  giudizio  delle  Aziende   in
  liquidazione è assunta dal ragioniere generale che può  delegarla,
  anche con provvedimento generale, al servizio competente.
  5.  per  le  vertenze delle aziende in liquidazione il  ragioniere
  generale si avvale del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
  6.  Definiti  i  contenziosi pendenti ed  esaurite  le  iniziative
  occorrenti  per  far  fronte  agli eventuali  saldi  negativi,  il
  Servizio  competente,  previa  acquisizione  dell'approvazione  da
  parte della Giunta regionale dei bilanci finali di liquidazione ai
  sensi  dell'articolo  4  della l.r. 10/05,  dichiara,  con  propri
  decreti,  chiusa la liquidazione delle Aziende, la cui  estinzione
  verrà successivamente dichiarata con decreto dell'Assessore per il
  bilancio e le finanze di concerto con l'Assessore per il turismo.

   Emendamento A. 41:

                                Art....

               Incentivi in favore del Bed and Breakfast

  Al  fine dell'incremento della microricettività nei comuni con una
  popolazione residente al di sotto dei 10.000 abitanti, ai soggetti
  residenti  in tali ambiti territoriali, sono concessi i contributi
  previsti  dall'articolo 88 della legge n. 32 del  2000  maggiorati
  del 50 per cento. .

   Subemendamento A. 104.1:

  Al  comma  1  dell'articolo 15 della legge regionale 15  settembre
  2005, n. 10, le parole  brevi stagionali' sono sostituite con  non
  inferiori a sette giorni'.

   Subemendamento A. 104.2:

  I  commi 2 e 3 dell'articolo 15 della legge regionale 15 settembre
  2005, n. 10 sono abrogati.

   Subemendamento A. 104.3:

  Al  comma 3 dell'articolo 11 della l.r. 3 maggio 2004, n.  8  sono
  aggiunte le seguenti parole:
   pertanto  spetta agli stessi soggetti e a tutti gli altri  organi
  di  polizia, relativamente alle violazioni accertate dagli stessi,
  il consequenziale potere sanzionatorio previsto dagli articoli
  17 e 18 della legge 24 novembre 1981, n. 684. .
   Subemendamento A. 104.4:

  All'articolo  18 della legge regionale 15 settembre  2005,  n.  10
  sono  eliminate le parole  sentito il Consiglio regionale  per  il
  turismo' e  delle professioni turistiche' .

   Subemendamento A. 104.5:

  Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7 della legge  3
  maggio  2004,  n. 8 che reca  Disciplina delle attività  di  guida
  turistica,    guida   ambientale-escursionistica,   accompagnatore
  turistico  e  guida  subacquea', è  autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2009, la spesa di 100 migliaia di euro cui si provvede
  nei limiti delle disponibilità dell'Assessorato del turismo.

   Emendamento A. 104:

  All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8
  la lettera c) è così sostituita:
  c)  Sezione  "Sicilia nord orientale", la cui iscrizione  consente
  l'esercizio della professione nelle province di Catania e Messina;
  d)  Sezione  "Sicilia  sud orientale", la cui iscrizione  consente
  l'esercizio della professione nelle province di Siracusa e Ragusa.

   Subemendamento A. 457.1.1:

   Sono riconosciuti come distretti turistici i territori oggetto di
  investimenti nel comparto turistico recettivo finanziati da  patti
  territoriali  e  piani  integrati  territoriali  se  il  distretto
  turistico  coincide  con  i comuni che costituiscono  il  soggetto
  responsabile ai sensi del D.M. del Ministero del tesoro e sviluppo
  economico n. 300 del 2000. .

   Emendamento A. 457.1:

  1.  L'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti è autorizzato a concedere ai distretti turistici di  cui
  all'articolo  6  della legge regionale 10/2005, anche  strutturati
  come  associazioni  temporanee di scopo fra  soggetti  pubblici  e
  privati, contributi finalizzati alla realizzazione di progetti  di
  valorizzazione   e   promozione  turistica   del   territorio   di
  riferimento,   secondo  le  modalità  previste  dalle   linee   di
  intervento previste dal PO Fesr Sicilia 2007/2013.
  2.  La percentuale massima del contributo concedibile è pari al 50
  per cento delle spese di progetto ammissibili.

   Emendamento A. 457:

  Le  agevolazioni  alle imprese concesse ai sensi  dell'articolo  1
  della  legge  regionale 16 dicembre 2008, n.  23  e  le  direttive
  emanate  in data 9 febbraio 2009 per la concessione e l'erogazione
  delle  suddette agevolazioni, sono estese alle imprese  turistico-
  alberghiere  così  come sono definite dalla  vigente  legislazione
  regionale.

   Subemendamento A. 266.1:

  L'emendamento A. 266 è sostituito dal seguente:

   Il  contributo  di  cui all'articolo 5 della  legge  regionale  9
  dicembre 1996, n. 44 può essere destinato ad incrementare il fondo
  patrimoniale  fino  alla concorrenza del  50  per  cento  del  suo
  importo. .

        EMENDAMENTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO

   Emendamento 117.1:

  All'emendamento articolo 22.10 al primo rigo la parola  locali   è
  sostituita dalle parole  pubblici territoriali e non .

   Emendamento 117.2:

  I trasferimenti a carico del bilancio regionale ai sensi dell'art.
  4  della l.r. n. 16 del 2006 e le somme previste nei bilanci degli
  enti   locali  finalizzate  al  finanziamento  delle   misure   di
  stabilizzazione dei precari ex LSU previste dalle leggi  regionali
  n.  85 del 1995 e n. 16 del 2006 non sono considerati fra le spese
  correnti  soggette  al vincolo del patto di stabilità  e  ai  fini
  della  determinazione  della  base  di  calcolo  delle  spese   di
  personale.

   Emendamento 117.3:

  Le  modifiche  apportate dal subemendamento  22.6  all'emendamento
  22.10  si  intendono estese alle parole  a far data dalla predetta
  certificazione,  tenendo luogo questa ad ogni altra  comunicazione
  di assenza o di diniego espressa o tacita . (art. 22, comma 2, ddl
  n. 250)

   Emendamento 117.4:

  All'articolo 44, comma 3, sostituire le parole  commi 2 e  3   con
  le parole  commi 1 e 2 dell'articolo 2 .

   Emendamento 117.5:

  All'articolo 60 cassare il comma 2.

   Emendamento 117.6:

  All'emendamento  aggiuntivo A. 413, al comma 3 sono  soppresse  le
  parole  societari o ;
  alla  fine  del comma 3 sono aggiunte le parole  o la  revoca  dei
  rappresentanti della Regione nelle società ;
  al  comma 1, dopo la parola  interamente  sono aggiunte le  parole
   o a maggioranza  ed è soppressa la parola  misto .