Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo
Antonio Amore'
di Pozzallo (RG)
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto ai docenti e agli
studenti dell'Istituto comprensivo Antonio Amore' di Pozzallo
(RG), che sono presenti in Aula
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Greco e Colianni hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
numero 582 - Interventi per favorire il credito agrario
agevolato, a sostegno della grave crisi economica che investe il
settore .
Presidente Regione
Firmatario: Di Guardo Antonino
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà iscritta
all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.
Comunico è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
numero 581 - Notizie circa i criteri di applicazione della
comunicazione di inizio attività per gli esercizi di vicinato non
alimentari .
Assessore Cooperazione
Firmatario: Ardizzone Giovanni
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2009» (250/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge numero
250/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009»,
posto al numero 2).
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il Governo, sospendo
brevemente la seduta .
(La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 11.41)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che ci eravamo fermati all'esame
dell'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Fondo progettazione
1. E' istituito nel bilancio della Regione, Ragioneria Generale
della Regione, un Fondo di rotazione destinato alla copertura
finanziaria delle spese occorrenti alla progettazione definitiva ed
esecutiva e per il perfezionamento delle procedure tecniche,
amministrative ed operative, necessarie per l'accesso ai flussi di
finanziamento, anche di provenienza extraregionale, volti alla
realizzazione di interventi finalizzati alla riqualificazione
urbana.
2. L'importo del Fondo di cui al comma 1 è determinato, a valere
sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (F.A.S.)
assegnate alla Regione siciliana 2007-2013, in 60.000 migliaia di
euro per l'anno 2009 e 90.000 migliaia di euro per l'anno 2010.
3. Il Fondo di cui al comma 1 è destinato:
a) per il 15 per cento alle finalità previste dall'articolo 5
della legge regionale 20 novembre 2008, n. 15;
b) per il 25 per cento in favore dei rami dell'Amministrazione
regionale nonché delle società a prevalente partecipazione
regionale;
c) per il 60 per cento in favore degli enti locali, da
corrispondere, al netto delle priorità riportate nella lettera c)
del comma 4, in misura proporzionale all'estensione territoriale e
al numero di abitanti.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, di
concerto con l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze,
previa deliberazione della Giunta regionale, sono stabilite le
modalità di utilizzazione del Fondo di cui al comma 1, che comunque
devono attenersi ai seguenti criteri di priorità:
a) inserimento, per gli enti locali, dell'opera nell'ultimo piano
triennale delle opere pubbliche approvato in allegato al bilancio
di previsione e per le amministrazioni regionali nell'ultimo
Documento di programmazione economica finanziaria;
b) finalizzazione dell'intervento al completamento o messa in
sicurezza o valorizzazione del patrimonio urbanistico o ambientale;
c) destinazione del fondo degli enti locali ai comuni, o consorzi
tra essi, con popolazione complessiva inferiore a 15.000 abitanti ;
d) eventuale cofinanziamento dell'onere di progettazione da parte
del soggetto richiedente.
5. Le eventuali risorse non utilizzate per le finalità previste
dal comma 3 sono ripartite proporzionalmente tra le restanti
destinazioni.
6. Il Fondo di cui al comma 1 è alimentato con le somme che i
soggetti destinatari del presente articolo provvedono a rimborsare
entro novanta giorni dall'atto dell'erogazione del finanziamento
degli interventi e delle opere.
7. Indipendentemente dal finanziamento degli interventi e delle
opere, i comuni e le società a totale partecipazione della Regione
sono comunque tenuti, nel termine di tre anni dall'erogazione delle
somme previste dal presente articolo, a versare al Fondo di
rotazione di cui al comma 1 le somme anticipate dalla Regione.
8. In caso di mancato versamento la Ragioneria Generale della
Regione è autorizzata a provvedere al recupero, a valere sui
trasferimenti regionali in favore degli enti beneficiari, delle
somme erogate.
9. I soggetti di cui ai commi 6 e 7 sono obbligati a dare
tempestiva comunicazione alla Ragioneria generale della Regione
dell'avvenuto versamento delle somme anticipate ai sensi dei
precedenti commi. In caso di mancata comunicazione o versamento il
soggetto inadempiente non può accedere ai benefici previsti dal
presente articolo.
10. L'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni,
l'articolo 69 della legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17, e i
commi 2 e 3 dell'articolo 5 della legge regionale 20 novembre 2008,
n. 15, sono abrogati.
11. In deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotto dall'articolo 8 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni, per l'anno 2009 il programma triennale e l'elenco
annuale delle opere pubbliche sono adottati anche separatamente
dall'approvazione del bilancio di previsione e comunque entro il 30
giugno 2009.
12. Per le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 2.500
migliaia di euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 32.16, 32.17, 32.18, 32.19, 32.20,
32.21, 32.22, 32.23, 32.24, 32.25, 32.26, 32.27, 32.28;
- dall'onorevole Adamo: A184;
- dall'onorevole De Luca: 32.5, 32.8, 32.6, 32.9, 32.7, 32.10;
- dagli onorevoli Romano ed altri: 32.1;
- dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 32.30, 32.31, 32.34;
- dall'onorevole Formica: 32.4, 32.3,
- dagli onorevoli Pogliese, Formica, Marrocco, Vinciullo ed
altri: 32.2 (al comma 3), 32.2 (al comma 4), 32.2 (al comma 7),
32.2 (aggiuntivo);
- dall'onorevole Fagone: 32.12;
- dall'onorevole Greco: 32.13,
- dagli onorevoli Campagna, Lentini, Corona, Torregrossa: 32.14;
- dagli onorevoli Maira e Cordaro: 32.15;
- dal Governo: 32.32; 32.36, 32.38;
- dagli onorevoli Ragusa, Marrocco, Vinciullo: 32.33;
- dall'onorevole Romano e Minardo: 32.1.1;
- dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo e Falcone: 32.35.
- dagli onorevoli Caputo e altri: 32.2.2.
Si passa all'emendamento 32.16, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 184, a firma dell'onorevole Adamo.
ADAMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.17, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.5, a firma dell'onorevole De Luca.
L'emendamento è improponibile. Tutti gli emendamenti che hanno una
sola firma o meno di quattro firme sono improponibili, tranne
quelli dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
avere dal Governo una delucidazione rispetto al comma 4, lettera c)
perché prevede il Fondo di rotazione prioritariamente ai comuni con
popolazione inferiore a 15 mila abitanti.
Considerato che si tratta di Fondo di rotazione, quindi, immagino
che la spesa non sia così importante, non riesco a comprendere
perché soltanto a quei comuni e non a tutti i comuni della Sicilia.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solamente per una precisazione. Signor Presidente, lei ha ragione
per quanto riguarda gli emendamenti che sono stati presentati con
una sola firma; vorrei però precisare che, ieri pomeriggio, il
vicepresidente, onorevole Formica, ha consentito l'esame e la
discussione di tutti gli emendamenti a prescindere dal numero delle
firme.
La pregherei, pertanto, signor Presidente, affidandomi alla sua
bontà e comprensione, di continuare su questa linea anche oggi
perché si creerebbe una situazione antipatica per tutti.
Mi appello alla sua sensibilità, pur dandole ragione per quanto
riguarda l'applicazione formale del Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, una volta che la Presidenza ha
assunto una determinazione che mi risulta essere stata anche
condivisa e seguita dal vicepresidente, onorevole Formica, non può
cambiare opinione anche per non fare torto a chi ha già subito
questo tipo di trattamento.
Su quegli emendamenti su cui c'è una condivisione anche da parte
del Governo, considerato che il Governo può sempre presentarli e
riscriverli in Aula, si farà carico di presentarli a sua firma e,
quindi, cambierebbe la forma ma non la sostanza.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur condividendo la
sua valutazione in ordine agli emendamenti presentati ai sensi del
comma 4 dell'articolo 112, laddove si prevedono le quattro firme,
vorrei sottolineare che è diritto di ogni deputato presentare
emendamenti a firma singola, prima che si inizi la discussione
generale.
Molti degli emendamenti a firma singola sono stati presentati
prima dell'inizio della discussione generale. Non capisco come
possano essere dichiarati inammissibili. Questo almeno per quanto
mi riguarda.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ovviamente, non sono in archivio
quando vengono presentati gli emendamenti. Gli Uffici mi confermano
che prima della discussione generale non è stato presentato alcun
emendamento, per cui tutti gli emendamenti sono stati presentati
dal momento in cui è stata aperta la discussione generale e,
quindi, tutti gli emendamenti non possono che subire, ovviamente,
da un punto di vista formale, lo stesso trattamento.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Governo fa proprio l'emendamento 32.5,
dell'onorevole De Luca, con la precisazione che il riferimento è al
comma 1 e non al comma 7.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul Fondo di
progettazione, tradizionalmente, quest'Aula trova il suo punto di
massimo godimento. E' da sedici anni che quasi tutti gli anni
assistiamo all'Assemblea che torna a legiferare su questo punto.
Vorrei segnalare tra l'altro con correzioni, emendamenti,
addirittura, c'è stato un articolo che abbiamo soppresso due volte.
Una prima volta e successivamente una seconda volta abbiamo
soppresso un articolo già soppresso con una finanziaria. Bisogna,
quindi, stare attenti perché su questo la confusione è grande ed
anche qui ci possono essere degli errori.
A tal proposito, vorrei dire perché questo Fondo di progettazione
deve essere finalizzato solo ad interventi di riqualificazione
urbana. Se lo scopo è quello di agevolare la spesa per investimenti
e, quindi, consentire agli enti l'accesso ai Fondi FAS come alle
progettazioni di tutti gli altri interventi che sono possibili con
i Fondi strutturali.
Il problema delle progettazioni, onorevole Assessore, riguarda
tutte le infrastrutture. Ad esempio, le infrastrutture viarie che
nulla hanno a che fare con la riqualificazione urbana o
attrezzature per lo sport che possono non essere opere di
riqualificazione urbana, incontrano tutte quante lo stesso
problema, cioè la mancanza di progettazioni per accedere ed
utilizzare i fondi di cui disponiamo.
Credo, pertanto, che la limitazione prevista al comma 1 e, quindi,
la finalizzazione esclusiva alla riqualificazione urbana, se non mi
si spiega, mi appare incomprensibile ed errata. Vorrei sottoporre
la questione all'attenzione del Governo per valutare la possibilità
di emendare questo comma, scrivendo più genericamente per
interventi finalizzati ad investimenti secondo le provvidenze
agevolative consentite'.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore Cimino, suggerirei al Governo di riscrivere l'articolo 32
per intero, sia per le ragioni spiegate dall'onorevole Mancuso sia
per la questione posta dall'onorevole De Benedictis.
Aggiungo che il fatto che il Governo faccia proprio l'emendamento
De Luca, la dice lunga sul rischio di pressappochismo' con cui
rischiamo di fare questa norma.
Se dovessimo approvare, infatti, l'emendamento 32.5, se ho capito
bene, tra l'altro era al comma 1 e non al comma 7, stabiliremmo
che si accede al Fondo di rotazione solo per la progettazione
definitiva e non per il resto.
DE LUCA. Ci vorrebbero troppe somme per l'esecutivo. Per fare un
esecutivo ci vuole un 70 per cento in più.
CRACOLICI. Capisco l'onorevole De Luca. Il Fondo di rotazione
presuppone che se si passa dal definivo all'esecutivo siamo già in
fase di finanziamento e di cantierizzazione dell'opera. La
cantierizzazione presuppone che ci sia il rimborso del costo di
progettazione.
Teoricamente, l'esecutività di un progetto è connaturata alla
possibilità di restituzione del Fondo della progettazione per
l'opera stessa.
In ogni caso, ho visto leggendo una serie di imprecisioni. La
questione che diceva l'onorevole De Benedictis: possiamo fare il
Fondo di rotazione soltanto per la riqualificazione urbana e non,
ad esempio, per organizzare una scuola, una squadra, una palestra,
o chissà cosa? Mi parrebbe una scelta parziale.
Ecco perché - non so chi abbia materialmente elaborato questo
articolo - suggerirei al Governo di presentare una riscrittura in
modo da risolvere anche il problema che sottoponeva l'onorevole
Mancuso.
Va bene considerare una specifica per i comuni sotto i 15 mila
abitanti ma addirittura così come è scritto l'accesso al Fondo di
rotazione rischia di essere esclusivo per i comuni sotto i 15 mila
abitanti. Ritengo, quindi, necessaria una riscrittura che consenta
la funzionalità di questo articolo, altrimenti, temo che sarà
approvato un articolo ma che poi non si metterà in moto alcunché.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per due
ordini di motivi. Il primo perché, considerato che avevamo posto
una questione secondo me importante, mi dispiace che alla mia
osservazione debba rispondere l'onorevole Cracolici e non il
Governo che, invece, risponde soltanto all'onorevole De Luca. Il
secondo, entrando nel merito, nell'emendamento 32.5, riguarda il
fatto che bisogna correggere il richiamo al comma 7 perché è
sbagliato, infatti, si tratta del comma 1.
Ritengo - e questa volta sono d'accordo con l'onorevole Cracolici
- che, nella riscrittura, a mio avviso, non bisogna considerare i
commi 10 e 11 perché, rispetto alla formulazione, hanno poco a che
fare con questo articolo in generale.
Quindi, sarei grato se il Governo oltre ad aiutare l'onorevole De
Luca - non è per gelosia - aiutasse l'intero Parlamento in quella
che è una riscrittura completa, ritengo, di un articolo molto
importante per tutti i comuni siciliani.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono un
tuttologo', però non posso nascondere un'esperienza di vent'anni
di amministratore e vorrei precisare all'onorevole Cracolici che
c'è una grande differenza tra ciò che sostiene il mio emendamento e
quanto è stato programmato in questo articolo, per un motivo molto
semplice.
Intanto, non ritengo opportuno - poi faremo anche una
disquisizione sul progetto definitivo ed esecutivo - che il Fondo
di rotazione venga utilizzato per altre finalità, cioè per il
perfezionamento delle procedure tecniche, amministrative ed
operative, che non significa nulla.
Vorrei precisare ciò,perché in questi termini si potrebbero
nascondere tante cose, consulenze ed altro ancora, e questo sempre
dalla mia modesta esperienza di amministratore.
Per quanto riguarda, invece, il discorso tra definitivo ed
esecutivo, vorrei ricordare a me stesso che, rispetto a qualunque
quadro economico, di qualunque elementare opera pubblica, si evince
che ci sono tre livelli di progettazione e tre relativi impegni
economici: c'è il preliminare, c'è il definitivo e c'è l'esecutivo.
La proporzione tra il preliminare, il definitivo e l'esecutivo è
di oltre il 50 per cento, nel senso che se io, pubblica
amministrazione, comune devo assumere un impegno per fare un
definitivo, per un'opera di un milione di euro, dovrò impegnare
circa 50 mila euro. Se, invece, devo fare un esecutivo dovrò
impegnare circa 150 mila euro.
La differenza non è solo terminologica; è di sostanza perché ormai
quelli che sono, comunque, gli elementi minimi per la
partecipazione ai bandi che sono stati emanati in questi anni,
prevedono una progettazione almeno definitiva.
Cosa significa? Che non impedisce ai comuni di poter partecipare
ai bandi utilizzando il livello di progettazione definitiva.
Quindi, è eccessivo prevedere il Fondo di rotazione per quanto
riguarda la redazione di progetti esecutivi; sarebbe insufficiente,
perché - faccio l'ultimo esempio e concludo - per fare un progetto
di cinque milioni di euro, si impegnerebbe da questo fondo un
milione di euro per fare la progettazione esecutiva.
Ciò significa che basterebbero quindici comuni nell'Isola che
fanno quindici progetti del genere ed il Fondo comunque verrebbe
impegnato, pur se è a rotazione e si impinguerebbe in
continuazione, cioè fino a quando poi non verranno restituite
queste somme il fondo non opererà più, come è successo già in
passato, quando una norma aveva istituito il Fondo di rotazione.
Quindi, gradirei - e ringrazio il Governo che ha colto questa
precisazione - di cassare quei termini che non hanno nulla a che
vedere con la progettazione e vincolare il fondo di rotazione solo
per la progettazione definitiva, per dare la possibilità a più
comuni di poter usufruire di questo beneficio e ringrazio il
Governo, nella qualità di sindaco, di averlo proposto nella
finanziaria.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
sostegno di questa tesi che l'onorevole De Luca ha perfettamente
illustrato.
Lo spirito della norma prevede che i comuni e le amministrazioni
possano dotarsi di progettazioni per partecipare ai futuri bandi.
Lo spirito, dunque, vuole essere quello, in qualche modo, di
consentire il maggior numero di progetti, di pacchetti di progetti,
di opere da potere realizzare
Va bene, quindi, il livello di progettazione definitiva; va bene
e va sostenuta l'idea di estendere al tema della riqualificazione
anche le opere principali, primarie e secondarie, non escludendo
scuole e ospedali.
E credo sia importante riscrivere tutto il testo cercando di
estendere la possibilità ai comuni che hanno più di 15 mila
abitanti.
Concludo dicendo che è un intervento a sostegno di questa tesi e
invito il Governo a riscrivere l'intero articolo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei suggerire
al Governo di riscrivere l'emendamento e chiederei al Governo di
accantonare l'argomento, considerato che in effetti le perplessità
che qualche collega ha posto sono reali. Assessore, forse è
opportuno prendere una pausa sull'argomento perché è una materia
molto delicata.
Gli emendamenti dell'onorevole De Luca superano un po' alcune
perplessità poste dall'onorevole Cracolici, in particolare, quando
dice di non limitarsi ad una fattispecie ma di andare anche alle
opere di urbanizzazione primaria e secondaria ed è giusto.
Nelle secondarie, è compreso tutto (scuole, chiese, eccetera),
quindi, è giusto inserire l'emendamento dell'onorevole De Luca al
riguardo, così come è vero che, se si mette progetti esecutivi
oltre che definitivi , effettivamente, si appesantisce il problema.
Sarebbe bene lasciare solo i definitivi, anche perché forse molti
dimenticano che col progetto definitivo in ogni caso si può fare la
gara utilizzando la tipologia dell'appalto integrato, anzi, è una
cosa molto più celere.
Suggerisco, pertanto, di riscriverlo facendo tesoro di queste
considerazioni particolari; mi sembra corretto con i due
emendamenti dell'onorevole.
A questo punto, si supera il problema posto dall'onorevole De
Benedictis perché in effetti l'emendamento a firma dell'onorevole
De Luca prevede chiaramente opere di urbanizzazione primaria e
secondaria , cioè tutto e, quindi, il problema in parte è risolto.
Seppure lo spirito della norma non è sbagliato, cioè prevederlo
per i comuni sotto i 15 mila abitanti - la verità è che questi
comuni sono più in difficoltà perché non hanno le risorse in quanto
non hanno finanza derivata, mentre i comuni più grossi ce l'hanno -
, vorrei suggerire, Assessore, che sarebbe opportuno - e questa è
la terza proposta nella riscrittura - prevedere una quota di questo
fondo per i comuni, cioè il 50,60 per cento della quota di 60
milioni di euro per i comuni sotto i 15 mila; tutto il resto si fa
per i comuni sopra i 15 mila.
In tal modo, possiamo avvantaggiare i piccoli comuni - che sono la
gran parte in Sicilia e sono quelli che hanno difficoltà economiche
nel fare i progetti - e limitarci al definitivo.
Saluto ai giovani del baby Consiglio comunale di Paternò
(CT)
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Rivolgo a nome dell'Assemblea tutta un saluto al baby
Consiglio comunale di Paternò che è presente in Aula.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
maniera veloce per ribadire ciò che ha detto l'onorevole Beninati.
(Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA)
Le difficoltà sono maggiori per i comuni inferiori a 15 mila
abitanti che hanno un problema sicuramente di esistenza e, quindi,
bisognerà prevedere una percentuale maggiore per i comuni inferiori
a 15 mila abitanti. Non mi appassiona il problema della
progettazione definitiva o esecutiva; se le somme sono poche si può
optare per la progettazione definitiva ma è chiaro che deve
sicuramente esserci una percentuale riservata dal momento che
l'ottanta per cento dei comuni in Sicilia hanno meno di 15 mila
abitanti e hanno problemi per quanto riguarda le competenze, la
possibilità di impegno di spesa maggiori dei grossi comuni. E'
questa l'importanza di questa norma.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente onorevoli colleghi, ritengo che
questo articolo 32 che prevede questo fondo sia uno degli articoli
più qualificanti di questa manovra. E ritengo che non ci siano
divisioni così nette fra chi ha parlato. L'idea sposata
dall'onorevole De Luca, come anche da altri colleghi tra i quali
l'onorevole Beninati, ritengo sia un fatto positivo e penso che
possa togliere anche quell'antica consuetudine che vedeva molto
spesso i progettisti proporre le opere per i comuni.
Ritengo che quello su un livello quasi definitivo possa essere
una misura opportuna anche per evitare vecchie e antiche
consuetudini.
Rispetto all'allargamento, onorevole Cracolici, voglio ricordare
che in Commissione avevamo parlato dell'allargamento. Non solo
riqualificazione, quindi, ma a tutte le opere.
C'è un altro emendamento, comunque, che lo stesso onorevole De
Luca ha presentato o lo possiamo presentare come Commissione perché
è giusto che avvenga su tutte le opere che, ovviamente, riguardano
i comuni.
Rispetto all'ultima annotazione, che aveva fatto presente
l'onorevole Mancuso, ritengo che i comuni sotto i quindicimila
abitanti siano quelli che hanno maggiore bisogno. Possiamo
utilizzare il termine prioritariamente in modo da consentire a
tutti di poterlo fare. E' più corretto in questo modo perché è vero
che non tutto si ferma sotto i quindicimila abitanti ma certamente
sono quei comuni che hanno maggiore difficoltà e, avendo ascoltato
l'ANCI, abbiamo verificato che la Commissione si è mossa in questa
direzione.
In ogni caso, possiamo anche fare delle fasce che possano
consentire che questi finanziamenti possano essere dati per fasce
e, quindi, consentire a tutti quanti di potere accedere a questo
fondo, che è un fondo vitale per la vita di un'amministrazione.
Quindi, se c'è bisogno di una riscrittura possiamo farla, ma io
ritegno, signor Presidente, che se analizziamo gli emendamenti ad
uno ad uno possiamo andare avanti tranquillamente e portare a
termine questo articolo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
alla questione della progettazione, vorrei dire anche all'onorevole
De Luca, che ha sollevato il problema della progettazione
definitiva ed esecutiva, che la questione è questa: è vero che si
può accedere alle fonti di finanziamento anche con il solo progetto
definitivo - questo è il livello minimo richiesto - ma i bandi
attribuiscono maggiore punteggio ai progetti esecutivi. Quindi, noi
rischieremmo con questa norma, cassando il finanziamento dei
progetti esecutivi, di ottenere esattamente l'effetto opposto di
quello sperato. I comuni maggiormente dotati integrerebbero le
somme e porterebbero a livello di progettazione esecutiva e chi
invece deve fare ricorso solamente al fondo di progettazione si
fermerebbe a livello di progettazione definitiva. E, quindi,
sarebbe in realtà un nocumento.
Credo che, se quello è il problema che è stato posto, forse, va
affrontato con uno sforzo da parte del Governo che in questo
momento si sta occupando d'altro, con l'ampliamento del plafond
disponibile.
Assessore Cimino, è stato detto che per la limitatezza dei fondi
varrebbe la pena non ammettere al finanziamento le progettazioni
anche esecutive ma soltanto quelle definitive.
Quelle definitive sono consentite dai bandi; quelle definitive più
esecutive però hanno un maggior punteggio.
Limitare l'accesso al Fondo di rotazione solamente alle
progettazioni definitive significa penalizzare quei comuni che
possono attingere solo al Fondo di rotazione e quindi occorre
avvantaggiare quelle progettazioni che possono integrare con propri
fondi.
Se il problema è questo piuttosto che creare una disparità coante,
sarebbe il caso di sforzarsi per ampliare il plafond di
disponibilità finanziaria.
Mi unisco pertanto alla richiesta che aveva fatto l'onorevole
Cracolici, cioè di fermarsi per riscrivere l'articolo e correggerlo
in quelle parti cruciali che possono consentirne una validità
piena. Questa è la cosa migliore che possiamo fare.
Rispetto alla proposta che faceva l'onorevole De Luca e che è
stata ribadita dall'onorevole Beninati riguardo l'estensione
dell'oggetto, oltre la riqualificazione urbana alle opere di
urbanizzazione primaria e secondaria, ho presentato un emendamento
che in maniera più estensiva finalizza il fondo agli investimenti
ammessi dalle fonti di finanziamento previste, comprendendo anche
le opere di urbanizzazione primaria e secondaria perché potremmo
non prevederne alcuna all'interno di questa categoria.
Ci sono opere che non sono di riqualificazione urbana né di
urbanizzazione primaria e secondaria che tuttavia sono attivate
dalle forme di finanziamento che il fondo di progettazione potrebbe
promuovere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.5. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 32.34. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 32.18 e il 32.19 a firma dell'onorevole Cracolici
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 32.2 (al comma 3) con
l'abolizione della lettera a). Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 32.2.1. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 32.6 e 32.12 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 32.29. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento 32.9.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
questo emendamento perché ho ritenuto importante inserire il tema
della prevenzione sismica negli edifici strategici, così come tutte
le ordinanze più attuali, dopo i fatti dell'Abruzzo, prevedono.
L'emendamento prevede di riservare una somma del 10 per cento di
questo intero importo, pari a 6 milioni di euro per il 2009 e a 9
milioni di euro per il 2010, perché i comuni possano fare le
verifiche sismiche degli edifici strategici e di rilevanza
strategica; tecnicamente si dicono rilevanti, ricadenti nei
comuni.
Questo è un tema attualissimo in merito al quale ritengo che il
Governo possa dare un primo segnale, considerato che abbiamo
guardato i fondi FAS e ne abbiamo parlato con l'assessore Cimino.
Direi di inserire al comma 3, lettera d), un 10 per cento che
potremmo ottenere riducendo alla lettera c) il 60 per cento
portandolo al 50 per cento, operazione che ci consentirebbe di
recuperare la somma per dare un primo segnale.
I comuni grossi chiedono questo tipo di intervento che interessa
tutta la Sicilia e l'ordinanza nazionale e la delibera di Giunta
del 2003
PRESIDENTE. L'emendamento 32.9 è improponibile.
Onorevole Romano, sul comma 3, l'Aula si è già espressa, si è già
votato. Ci affidiamo, caso mai, ad una riscrittura del Governo. Le
percentuali sono già state votate, quindi, un emendamento che tende
a modificare le percentuali che già abbiamo votato è precluso. Un
emendamento che parla d'altro lo possiamo discutere ma se parla e
interviene sulle percentuali non lo possiamo fare.
CRACOLICI. Abbiamo già votato anche l'emendamento dell'onorevole
De Luca; non si può più fare.
POGLIESE. Abbiamo rimodulato le percentuali.
PRESIDENTE. L'emendamento 32.1, unitamente al subemendamento
32.1.1, è precluso.
Si passa all'emendamento 32.20.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo
Ruggero Settimo di Caltanissetta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo a nome dell'Assemblea
tutta, un saluto agli alunni del liceo classico Ruggero Settimo
di Caltanissetta che assisteranno alla seduta d'Aula.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.30.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
tornare su un argomento che lei correttamente ha messo in
discussione e posto in votazione in Aula ma vorrei sottolineare, e
non è un appunto agli Uffici, che se effettivamente l'emendamento
32.1 è stato messo in votazione - ed è chiaro che dopo che si è
votato non si può più votare - forse si sarebbe dovuto mettere in
votazione prima l'emendamento 32.1.
Questa è la verità, signor Presidente. Possiamo dire tutto ma non
mi sembra giusto discutere di un errore che non ha fatto
l'onorevole Romano ma che pur non di meno è stato fatto, cioè
doveva essere votato prima l'emendamento 32.1 e poi il resto.
Precludere ora in quanto si è già votato, non mi sembra corretto.
E' opportuno, quindi, vedere come sistemare questa vicenda.
PRESIDENTE. Lo vedremo nel prosieguo dell'articolo, onorevole
Beninati.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento 32.30 e approfitto per fare una premessa. La
verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici strategici è
stata già oggetto di una specifica norma di legge a cui il
Dipartimento della protezione civile ha dato adempimento facendo le
verifiche.
Quando torneremo sull'argomento non dimentichiamoci e non
incominciamo da zero, visto che ogni volta finanziamo cose che sono
già state fatte e magari abbiamo ignorato e dimenticato. Dobbiamo
dare seguito alle cose fatte e non ricominciare da zero.
Inoltre, l'emendamento 32.30, sul quale intervengo, ha
semplicemente lo scopo di fissare i termini entro i quali la legge
prevede che debbano essere fatte le cose che sono previste.
Entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge,
quindi, è previsto che si emani il decreto di cui al comma quattro.
Chiedo, quindi, al Governo di apprezzarlo positivamente per queste
ragioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.30. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
avere un chiarimento da parte della Presidenza.
Desidero capire perché l'emendamento 32.9, un emendamento al comma
3, è stato inserito come 32.9.
Sul merito della questione, vorrei semplicemente chiarire un fatto
a questo Parlamento, poi ognuno fa le scelte che ritiene opportune.
La legge definisce le Unioni dei comuni-enti locali. La legge
nazionale e tutte le leggi regionali che sono state emanate hanno
previsto provvidenze in favore delle Unioni. Non è bello sentire
determinati commenti su questo tipo di ente locale che esiste, che
è previsto a livello nazionale e che a livello regionale è comunque
destinatario di risorse ed escluderlo da quella che oggi è una
situazione pratica ed evidente. Le Unioni dei comuni, quelle serie,
che non sono mascherate sotto forma di consorzio, progettano perché
ne hanno la titolarità, possono progettare opere contigue,
intercomunali a tutti gli effetti.
Capisco che ci sono alcune Unioni costituite in Sicilia che
funzionano semplicemente per fare qualche sagra, cioè svolgono le
funzioni improprie di consorzio, però la legge le definisce enti
locali a tutti gli effetti.
Se il Parlamento non comincia a considerarle tali, cioè per tutte
quelle che sono le competenze degli enti locali, non capisco perché
dall'altro lato continuiamo a contemplare le Unioni dei comuni in
alcuni provvedimenti, mentre in uno così importante, dove una
unione può progettare legittimamente un'opera intercomunale, non si
può dare la possibilità di farlo come gli altri comuni.
Signor Presidente, gradirei che questo emendamento venisse
apprezzato, considerato. Non si vuole mettere il dieci per cento,
si metta il cinque. Non è questo il problema ma da questo punto di
vista credo che si intraveda una piena contraddizione nel non
considerare in questo contesto le Unioni dei comuni. C'è già una
proposta di legge a livello nazionale, credo che l'avete letto
anche sui giornali, che punta esattamente a questo tipo di
ragionamento. Significa che le Unioni vanno potenziate, in modo
serio, per la gestione e - aggiungo - la pianificazione del
territorio, soprattutto quando si parla di Unioni di territori
contigui, perché purtroppo c'è l'anomalia che in Sicilia esistono
altre Unioni che non sono, sotto il profilo territoriale, contigue.
Signor Presidente, gradirei che tale questione venisse
riconsiderata.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei ritiene
opportuno riaprire la discussione sugli emendamenti sui quali già
questa Presidenza ha deciso lo dica perché ho da parlare di tutta
una serie di emendamenti che vanno dall'articolo 1 all'articolo 30.
Consiglierei all'onorevole De Luca, il quale ha testé rassegnato
la propria esperienza di vent'anni di amministratore a tutto il
Parlamento, che qualora qualche Unione dei cosiddetti comuni ha
bisogno di progettazione, basta che un comune lo consegna
all'Unione dei comuni e abbiamo risolto il problema, se il problema
è questo.
Ritengo che ci sono degli emendamenti che vogliono delle
particolarità territoriali o settoriali su tutta una serie di
azioni che non hanno lo spirito di questa norma.
Le aggiungo che vorrei conoscere, perché è la terza volta che lo
chiedo al Governo, se ritiene che la lettera c) del comma 4 deve
essere confermata oppure c'è un emendamento del Governo. Dico ciò
solo per conoscere la volontà del Governo.
PRESIDENTE. L'emendamento 32.4 che è superato.
Si passa all'emendamento 32.2 (al comma 4).
CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor Presidente,
il Governo è contrario su questo articolo per una serie di
motivazioni. Innanzitutto, perché si tratta di un Fondo di
rotazione ed è istituito nel bilancio della Regione dal ragioniere
generale del Bilancio ed in più si tratta di fondi per le aree
sottoutilizzate dove l'autorità di gestione è l'assessorato al
Bilancio. Volere spostare la competenza di questo Fondo
all'assessorato dei lavori pubblici crea soltanto una complicanza
nelle attività che si vanno a realizzare e si cerca soltanto di
ritardare l'effettiva utilizzazione dell'iniziativa. Posto che i
fondi per le aree sottoutilizzate vengono
CRACOLICI. Quindi lei vuole dire che l'assessore ai lavori
pubblici provochi ritardo all'amministrazione?
CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. No, onorevole
Cracolici, il punto è ben diverso. Nel momento in cui noi stiamo
cercando con una politica di razionalizzazione un'attività di
concentrazione ed anche di razionalizzazione del sistema del Fondo
di rotazione, la gestione, le ipotesi, i criteri sono propri
dell'assessore ai lavori pubblici, ma il Fondo di rotazione è
materia di carattere economico-finanziaria che deve rimanere
all'assessorato al Bilancio.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevole colleghi, vorrei
ricordare all'onorevole Cracolici, così come a lei, signor
Presidente, che già in commissione Bilancio avevamo fatto un
lunghissimo dibattito notturno ed avevamo condiviso questo articolo
in questi termini, dando il concerto' sia al Bilancio come
autorità di gestione e per la parte tecnica all'assessorato ai
lavori pubblici. Mi sembrano opportuno le argomentazioni poste
all'assessore.
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che l'emendamento
32.35 è inammissibile. Gli emendamenti 32.13 e 32.3 sono
improponibili.
CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il Bilancio e le finanze. L'onorevole Di
Mauro ha voluto, giustamente, attenzionare il punto che riguarda le
progettazioni inserendo nella lettera b) del comma 4
finalizzazione dell'intervento a completamento messa in sicurezza
o valorizzazione del patrimonio urbanistico ed ambientale anche la
tematica delle progettazioni portuali e pescherecce, la portualità
peschereccia che francamente anche con i fondi comunitari, con i
borghi marinari ha attinenza e ringraziamo il collega Di Mauro per
avere posto questa attenzione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo assicurare
che c'è un emendamento dell'onorevole De Benedictis ed altri, come
il 32.34, che copre tutte queste progettazioni perché supera tutte
le difficoltà che così recita: finalizzata agli investimenti
ammessi dai finanziamenti regionali ed extraregionali , quindi,
anche i porti, anche il problema dei pescherecci rientrano nel
finanziamento e così tutto è risolto.
(Assume la Presidenza il Presidente CASCIO)
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comportamento
sugli emendamenti, sulle leggi da tenere da parte dei deputati, di
gruppi, della Commissione e non ultimo anche del Governo deve
essere comunque improntato a criteri innanzitutto di imparzialità,
rivolto all'efficienza delle legge che andiamo ad approvare, anche
alla procedura ed alla procedibilità delle leggi stesse
In Sicilia siamo di fronte ad un problema che è quello che da
sempre ci ha penalizzato e cioè che spesso facciamo delle leggi che
per la farraginosità della composizione, per la complicazione che
introducono nell'esecuzione delle leggi stesse di fatto ci
impediscono di potere beneficiare degli effetti di quelle leggi.
In questa finanziaria abbiamo introdotto alcuni provvedimenti tesi
a sbloccare immediatamente il mercato del lavoro, gli investimenti
in maniera tale da dare un impulso forte all'economia. Per questo
motivo sono stati proposti i cantieri di lavoro e sono stati
proposti con una procedura veloce ed immediata. Per questo motivo,
si è cercato di risolvere il problema del Fondo di progettazione
che era una carenza che avevamo, che avevano i nostri enti locali e
che in passato ci ha impedito di potere approfittare dei
finanziamenti e dei fondi europei. Perché? Perché i comuni non
avevano la possibilità di potere accedere alla progettazione
definitiva ed esecutiva, mentre i bandi prevedono l'obbligatorietà
della progettazione esecutiva o definitiva.
Di fronte a questo problema, che risolviamo brillantemente, ed è
un plauso da fare al Governo con l'introduzione di questo Fondo e
mi compiaccio con la proposta del Governo stesso introdurre criteri
dualistici di doppie autorizzazioni per la concessione di questo
Fondo di progettazione significa bloccare le procedure, significa
rallentare i tempi e non si capisce in virtù di che cosa
Allora o il Fondo resta confinato tutto al bilancio o il Fondo
resta confinato ai lavori pubblici. Secondo me, trattandosi di una
valutazione tecnica e cioè sulla qualità dei progetti presentati,
il Fondo deve restare nella titolarità dei lavori pubblici.
Introdurre la parola di concerto serve solo a rallentare i tempi.
Serve solo ad introdurre elementi di controllo dualistici che nulla
hanno a che vedere né con la velocità, né con la rapidità, né con
l'efficienza dei provvedimenti, né con il raggiungimento degli
obiettivi.
Invito, quindi, caldamente il Governo ad introdurre l'emendamento
che attribuisce al solo Dipartimento Lavori pubblici la titolarità
del Fondo di progettazione per le ragioni che ho detto .Non è stato
bocciato, onorevole Leanza, è stato ritirato e c'è un emendamento
successivo. O facciamo le cose per bene oppure ci fermiamo. O
facciamo cose efficaci oppure è inutile andare avanti.
Invito il Governo a rivedere l'argomento. O attribuisce per intero
al bilancio o attribuisce per intero ai lavori pubblici, ma
ritardare i provvedimenti di erogazione con controlli doppi che non
si sa a cosa rispondono, secondo me, è un fatto che và contro
l'interesse della norma stessa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.36, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 32.37 a firma
degli onorevoli Cracolici e De Benedictis, che così recita: Al
comma 4, lettera b), dopo la parola patrimonio' inserire la
parola edilizio' .
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome si
parla di messa in sicurezza e quindi presumibilmente edifici, se
non scriviamo edilizio un edificio non appartiene al patrimonio
urbanistico e quindi mi sembra una precisazione scontata. Se non
scriviamo edilizio il patrimonio urbanistico non sono gli edifici,
e quindi bisogna aggiungere patrimonio edilizio urbanistico-
ambientale.
PRESIDENTE.. Al comma 4, lettera b) leggo testualmente:
finalizzazione dell'intervento al completamento o messa in
sicurezza o valorizzazione del patrimonio edilizio, urbanistico o
ambientale ..
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tre
categorie differenti. Il patrimonio edilizio e il patrimonio
urbanistico sono due cose differenti. Siccome prevediamo la messa
in sicurezza ritengo di edifici, bisogna aggiungere edilizio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 32.21, 32.22,
32.23.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.31, degli onorevoli De Benedictis e
Cracolici. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.2 (al comma 7) a firma degli onorevoli
Pogliese ed altri.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è stato scritto esclusivamente per renderlo coerente
come testo con quello che è già stato approvato il 32.2.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 32.14 degli onorevoli Campagna ed altri è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 32.7 dell'onorevole De Luca è improponibile.
Si passa all'emendamento 32.15 degli onorevoli Maira e Cordaro..
DE LUCA. Chiedo di apporvi la mia firma.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 32.24, 32.25, 32.26 e 32.27 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.28 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 32.32 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 32.10 dell'onorevole De Luca è inammissibile.
Si passa all'emendamento 32.2 (aggiuntivo) degli onorevoli
Pogliese ed altri.
POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è stato presentato per evitare una vacatio legis
inerente ad alcune procedure avviate recentemente dall'Assessorato
dei lavori pubblici mediante avviso pubblico, quindi per far
inglobare all'interno di questo fondo eventuali progetti che gli
enti locali possono presentare successivamente alla presentazione
dell'avviso pubblico dell'Assessorato regionale si lavori pubblici
di qualche settimana fa.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.38 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 32, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33, ne do lettura:
«Art. 33
Recupero edifici situati nei centri storici e zone
omogenee
1. L'Assessorato regionale dei lavori pubblici di concerto con la
Ragioneria Generale della Regione è autorizzato a stipulare con gli
istituti di credito apposite convenzioni finalizzate alla stipula
di contratti di mutuo ventennale con i titolari di immobili situati
nei centri storici e nelle zone omogenee classificate A nei piani
regolatori generali dei comuni della Sicilia per il restauro, il
ripristino funzionale degli stessi, o di porzioni di essi, per un
importo massimo di 300 migliaia di euro per ciascuna unità
abitativa, ponendo a carico del bilancio regionale il cento per
cento del costo degli interessi. I mutui di cui al presente comma
possono coprire il 100% del costo degli interventi di restauro e di
ripristino funzionale.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzato, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2009, un limite di impegno
ventennale dell'importo di 7.500 migliaia di euro, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2010, un limite di impegno ventennale di
2.500 migliaia di euro e a decorrere dall'esercizio finanziario
2011 un limite di impegno ventennale di 2.500 migliaia di euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 33.7, 33.8, 33.9, 33.10;
- dagli onorevoli Falcone e Leontini: 33.4;
- dagli onorevoli De Benedictis, Di Benedetto e Cracolici: 33.11,
33.12;
- dagli onorevoli Pogliese, Formica, Vinciullo ed altri: 33.1,
33. 2;
- dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Apprendi: 33.14;
- dagli onorevoli Gucciardi ed altri: 33.3;
- dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 33.13;
- dall'onorevole De Luca: 33.5;
- dall'onorevole Scammacca: 33.6;
- dal Governo: 33.2, 33.15.
Gli emendamenti 33.7, 33.4 e 33.8 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 33.1, degli onorevoli Pogliese ed altri.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.14, degli onorevoli Faraone ed altri.
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 33.3 e 33.10, di identico contenuto. Li
pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 33.12, dell'onorevole De Benedictis ed
altri. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.13, degli onorevoli Di Benedetto e
Cracolici. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.11, degli onorevoli De Benedictis ed
altri. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.2 degli onorevoli Pogliese ed altri.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma non è in contraddizione con
quello che abbiamo fatto?
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato da parte del Governo
il subemendamento 33.15: L'articolo 25 della legge regionale 8
febbraio 2008, n. 1, è abrogato .
Onorevoli colleghi, sopprimendo l'articolo 25, l'emendamento 33.2
degli onorevoli Pogliese ed altri è superato. Vi leggo l'articolo
25 della legge regionale 8 febbraio 2008, n. 1:
Art. 25 - Recupero degli edifici situati nei centri storici.
1. L'assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato a
stipulare con gli istituti di credito apposite convenzioni
finalizzate alla concessione di mutui ventennali, contratti dai
proprietari di unità immobiliari da adibire a residenza principale
o secondaria del richiedente ubicata nei centri storici e nelle
zone omogenee delle zone classificate A' nei piani regolatori
generali dei comuni della Sicilia, finalizzati alla
realizzazione di interventi di recupero del patrimonio
edilizio esistente di cui all'articolo 20 della legge
regionale 27 dicembre 1978, n. 71, ponendo a carico del
bilancio regionale il costo totale dei relativi interessi
ovvero per la rinegoziazione o nuova stipula dei mutui
contratti entro i termini di validità delle graduatorie di
cui all'articolo 137 della legge regionale 1 settembre 1993,
n. 25, dai soggetti utilmente ivi inseriti che non hanno
ottenuto il beneficio alla data di scadenza della graduatoria
stessa.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'Assessore regionale per i lavori pubblici
determina, con proprio decreto, sentito il parere della
competente commissione legislativa, i criteri e le modalità
di accesso ai benefici di cui al comma 1.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzato, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2008, un limite
d'impegno ventennale dell'importo di 1000 migliaia di euro,
cui si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l),
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10. .
Pongo in votazione l'emendamento 33.15. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33.2 è precluso.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 33.9 a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 33.6 dell'onorevole Scammacca è improponibile.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
33.5.1.
CRACOLICI. Ma non c'entra niente
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, noi facciamo una norma per dare ai
cittadini che vivono nei centri storici la possibilità di potersi
fare il mutuo. Molti comuni non hanno le prescrizioni esecutive
nelle zone dei centri storici perché mancano le somme, se noi le
vincoliamo a coloro che fanno i piani esecutivi è chiaro che
andiamo a penalizzare i cittadini. Se la finalità è invece quella
di un recupero del patrimonio edilizio nei centri storici, non
capisco perché si va a fare questa prescrizione che non ha niente
a che vedere con la norma e con lo spirito della legge.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirare l'emendamento 33.5.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 33, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura.
«Art. 34.
Programma di interventi per l'edilizia abitativa
1. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore regionale per i lavori pubblici predispone un programma
di iniziative volte alla realizzazione di alloggi, anche mediante
il recupero di unità immobiliari degradate, alla riqualificazione
urbana ed alla riqualificazione energetica di edifici di proprietà
pubblica destinati ad alloggi popolari. L'Assessore regionale per i
lavori pubblici trasmette il programma all'Assemblea regionale
siciliana per l'acquisizione del parere delle Commissioni
legislative competenti per il merito e per gli aspetti finanziari.
2. In particolare il programma di cui al comma 1 finanzia:
a) il recupero e la riqualificazione energetica di alloggi
degradati e non abitati, di proprietà degli Istituti autonomi case
popolari e dei comuni;
b) lo scorrimento della graduatoria dell'iniziativa Contratti di
quartiere II , per le proposte ammesse, ma non finanziate con
risorse dello Stato e della Regione;
c) un ulteriore dotazione di risorse del Programma di
riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile di cui al
decreto dell'Assessore regionale per i lavori pubblici dell'11
luglio 2008, al fine di ampliare il numero delle proposte
ammissibili al finanziamento;
d) l'acquisto, da parte dei comuni capoluoghi di provincia, di
alloggi da destinare ad edilizia residenziale pubblica;
e) i programmi integrati predisposti dai comuni.
3. Il programma di cui al comma 1 ripartisce le risorse in modo
che alle iniziative di cui alla lettera a) di cui al comma 2 sia
destinato non meno del 20 per cento dello stanziamento disponibile,
alle iniziative di cui alla lettera b) non meno del 25 per cento,
alle iniziative di cui alla lettera c) non meno del 15 per cento,
alle iniziative di cui alla lettera d) non meno del 15 per cento,
alle iniziative di cui alla lettera e) non meno del 25 per cento.
4. Al finanziamento del programma di cui al presente articolo si
provvede mediante l'utilizzo delle economie rivenienti dai
programmi ex Gescal a titolarità regionale di cui alla specifica
convenzione stipulata in data 18 luglio 2001 tra la Regione e la
Cassa Depositi e Prestiti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 34.10, 34.11, 34.14, 34.15, 34.12,
34.13, 34.16;
- dall'onorevole Formica: 34.7.1, 34.7;
- dagli onorevoli Currenti, Formica, Vinciullo ed altri: 34.4;
- dagli onorevoli Pogliese, Currenti, Formica ed altri: 34.5;
- dal Governo: 34.9, 34.17, 34.18;
- dagli onorevoli Gucciardi ed altri: 34.6;
- dall'onorevole Caputo: 34.2, 34.3.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.10.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 34.7 è precluso.
Si passa all'emendamento 34.15, dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 34.14, dell'onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
conoscere quali dovrebbero essere le competenti Commissioni e quale
la funzione in questo programma che deve essere attuato secondo
criteri e non secondo giudizi.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, ovviamente, le Commissioni
competenti saranno individuate dalla Presidenza.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che l'emendamento 34.4 possa essere
discusso unitamente all'emendamento 34.9 perché è un iter
procedurale che vede le competenze dell'assessore per i lavori
pubblici, previa delibera della Giunta regionale, sentito il parere
della competente Commissione legislativa.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla
in contrario a livello pregiudiziale ma non ritengo proprio
necessario inserire sentito il parere delle competenti Commissioni
legislative .
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Onorevole Leanza, se ne
è già discusso in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è prevista la separazione netta
delle competenze tra il Governo e il Parlamento.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non leggiamo il
testo, non comprendiamo la ratio dell'emendamento. Il comma 1 che
prevede l'acquisizione nelle Commissioni di merito e nella
Commissione Bilancio del parere preventivo, infatti, implica una
serie di procedure che allungherebbero di molto l'iter e
l'efficacia stessa del provvedimento che, invece, con la proposta
dell'onorevole Currenti si intende a velocizzare.
Ritengo, inoltre, che l'emendamento 34.4 debba essere trattato
assieme all'emendamento 34.7, di materia analoga; pertanto, si
potrebbe operare una riscrittura che li comprenda entrambi.
Inviterei, quindi, ad accantonare l'emendamento 34.4 in modo da
consentire una riscrittura che recepisca sia le indicazioni del
Governo sia quanto era previsto nell'emendamento 34.7.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo saggia la proposta dell'onorevole
Formica; si può fare però velocemente perché i tre articoli dicono
cose elementari. Il punto che ha posto l'onorevole Leanza, secondo
me, è un punto molto importante che riguarda l'accelerazione della
spesa e bloccare un piano di interventi come questo, anche al
preventivo parere delle Commissioni legislative, sinceramente, è
pleonastico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, potremmo eventualmente prevedere
di aggiungere all'emendameto 34.4 con parere della competente
Commissione da rendere entro 15 giorni e avremmo superato
l'empasse.
FORMICA. E' già specificato nella norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di consentirne una
migliore riformulazione, l'articolo 34 è accantonato.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Rete sperimentale di Centri di orientamento per
l'immigrazione
1. La Regione provvede alla realizzazione di una rete sperimentale
di centri di orientamento per gli immigrati che favoriscano
l'integrazione sociale e culturale e l'inserimento professionale
degli stessi».
Comunica che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 35.4, 35.5;
- dagli onorevoli Maira, Cordaro e Dina: 35.3;
- dagli onorevoli Caronia e Currenti: 35.2;
- dall'onorevole Romano: 35.1;
- dal Governo: 35.6.
Si passa all'emendamento 35.4, soppressivo dell'articolo 35.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
Bilancio - ammetto la mia stanchezza - non mi ero accorto che si
parlava di una norma-manifesto che non ha copertura finanziaria e
che, per avere copertura col Fondo sociale europeo, dovrebbe essere
contenuta nel piano operativo del Fondo sociale europeo.
Ripeto, è una norma che ha un'ambizione, ma non dice come e,
soprattutto, non da le risorse per realizzare questi centri.
Pertanto, ritengo che, così com'è, sia assolutamente improponibile
e per questo ho presentato un emendamento tendente a cassare
l'articolo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per sottolineare che sono assolutamente d'accordo con quanto detto
dall'onorevole Cracolici e pertanto dichiaro di voler apporre la
mia firma all'emendamento soppressivo 35.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 35.4. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'articolo 35 è, pertanto, soppresso.
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura.
«Art. 37
Misure urgenti per l'emergenza sociale
1. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a
finanziare, nell'anno 2009 e nell'anno 2010, interventi
straordinari aventi ad oggetto la realizzazione di progetti per
l'esecuzione o la manutenzione straordinaria di opere di pubblica
utilità appartenenti al demanio dei comuni dell'Isola, da
realizzarsi mediante l'impiego dei lavoratori che abbiano
presentato al Centro per l'Impiego competente per territorio la
dichiarazione di disponibilità di cui al decreto legislativo 21
aprile 2000, n. 181, come modificato dal decreto legislativo 19
dicembre 2002, n. 297.
2. La gestione dei cantieri di cui al comma 1 è affidata
direttamente ai comuni.
3. Possono essere ammesse a finanziamento le spese concernenti:
a) retribuzione ed oneri assicurativi del personale di direzione;
b) retribuzione ed oneri assicurativi dei lavoratori;
c) spese forfetarie di progettazione e compenso forfetario
spettante al R.U.P.;
d) costo del materiale, dei trasporti, noli e mano d'opera
qualificata o specializzata.
4. Il trattamento economico dei lavoratori utilizzati per la
realizzazione dei progetti previsti dal comma 1 nonché del
personale di direzione, è fissato nella misura prevista dalla
vigente normativa per i cantieri di lavoro.
5. I rappresentanti legali dei Comuni inoltrano istanza di
finanziamento all'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione. Le istanze sono corredate del progetto
regolarmente approvato dagli organi competenti e munito dei visti
necessari.
6. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione dispone
l'accreditamento dell'intero ammontare delle somme finanziate dopo
aver acquisito i seguenti documenti:
a) comunicazione di inizio dei lavori;
b) verbale di selezione dei lavoratori da avviare al cantiere;
c) nomina e ratifica del personale di direzione;
d) dichiarazione da parte di un istituto di credito di
accettazione del servizio di cassa;
e) copia del verbale di aggiudicazione della fornitura dei
materiali, noli e trasporti.
7. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione può disporre
ispezioni amministrative sulla conduzione dei cantieri.
8. Il Comune, entro e non oltre trenta giorni dalla conclusione
dei lavori, trasmette all'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione la relazione consuntiva finale dei lavori e
contestualmente versa in entrata nel bilancio della Regione
eventuali somme residue, con la specifica degli interessi maturati
ed al netto della commissione bancaria.
9. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a finanziare
ad ogni comune dell'Isola, per l'anno 2009, un numero di cantieri
di lavoro secondo il seguente prospetto:
a) n. 2 per i comuni fino a 3.000 abitanti;
b) n. 4 per i comuni fino a 5.000 abitanti;
c) n. 5 per i comuni da 5001 a 10.000 abitanti;
d) n. 6 per i comuni da 10.001 a 15.000 abitanti;
e) n. 7 per i comuni da 15.001 a 30.000 abitanti;
f) n. 8 per i comuni da 30.001 a 60.000 abitanti;
g) n. 12 per i comuni oltre 60.000 abitanti;
h) almeno 15 per i comuni oltre 300.000 abitanti.
10. Per le finalità della presente legge è autorizzata per l'anno
finanziario 2009, la spesa di euro 55.400 migliaia di euro e per
l'anno 2010 la spesa di 166.200 migliaia di euro cui si provvederà
con la disponibilità del FONDI FAS 2007-2013 - linea d'azione 6.3
del PAR Sicilia.
11. Entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge
l'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione emana apposita direttiva
per stabilire i tempi e le modalità per la presentazione delle
istanze di finanziamento nonché le relative norme di gestione.
12. Il comma 2 dell'articolo 40 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2 è abrogato. Per quanto non previsto nella presente legge
si applicano le disposizioni sui cantieri di lavoro di cui alla
legge regionale 1 luglio 1968, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 37.11, 37.12, 37. 13, 37.14, 37.15,
37.16, 37.17, 37.18, 37.19, 37.20, 37.21, 37.22, 37.23;
- dagli onorevoli Gucciardi, Lupo, Bonomo e Fiorenza: 37.2 e 37.3;
- dagli onorevoli Leontini, Currenti e Falcone: 37.1;
- dall'onorevole De Luca: 37.6, 37.7 e 37.8;
- dagli onorevoli Galvagno e Termine: 37.9;
- dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 37.24;
- dagli onorevoli Leontini e Falcone: 37.5;
- dal Governo: 37.10.
Si passa all'emendamento 37.11, dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 37.11 ed anche
l'emendamento 37.12.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.2, degli onorevoli Gucciardi, Lupo ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 37.13, 37.14, 37.15, 37.16 e 37.17 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.1, dell'onorevole Leontini.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa materia
era già stata trattata in Commissione e ci era stato spiegato dal
Ragioniere Generale, presente anche l'assessore, che poiché questi
interventi venivano finanziati con i fondi FAS, l'autorità di
gestione dei fondi FAS deve essere un'autorità pubblica e, quindi,
non potevano che essere i comuni.
Avevamo valutato anche la possibilità di utilizzare enti morali ma
questo è stabilito dalla legge regionale.
Preciso all'onorevole Leontini che questi interventi sono
aggiuntivi ai cantieri che sono in capo all'assessorato al lavoro
di cui al capitolo di finanziamento perché vengono finanziati con
le risorse previste dai fondi FAS.
In questo senso, pertanto, l'emendamento non può essere
proponibile proprio perché la materia non può essere gestita da
soggetti diversi dagli enti pubblici.
LEONTINI. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
37.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 37.6, 37.7 e 37.8 sono improponibili.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 37.18, 37.19 e
37.20.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 37.4 è improponibile.
Gli emendamenti 37.21, 37.22 e 37.23 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 37.10, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 37.3 è ritirato.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Provvedimenti per assicurare lo svolgimento delle attività
formative per l'anno 2009
1. Al fine del contenimento dei costi ricadenti sul bilancio della
Regione e della garanzia delle tutele, di cui all'articolo 2 della
legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, del personale in servizio
alla data del 31 dicembre 2008, per l'anno formativo 2009
l'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a prorogare
le attività finanziate a valere del Piano regionale dell'offerta
formativa dell'anno 2008 apportando le variazioni necessarie
secondo quanto previsto dall'ultimo comma dell'articolo 6 della
legge regionale 6 marzo 1976, n. 24».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Scilla, Cordaro, Currenti, Falcone ed altri: 38.6;
dall'onorevole Cracolici: 38.7 e 38.8;
dagli onorevoli Gucciardi, Bonomo, Fiorenza e Vitrano: 38.1;
dall'onorevole Romano: 38.2;
dagli onorevoli Caronia, Cordaro, Lentini ed altri: 38.3;
dall'onorevole Caronia: 38.4;
dagli onorevoli Panarello e Cracolici: 38.9;
dal Governo: 38.5.
Comunico che gli onorevoli Faraone, Raia, D'Antoni, Bonomo,
Musotto, Mattarella, Leanza Edoardo, Arena, Bosco e Corona
dichiarano di apporre la firma all'emendamento 38.6.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
38.
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Misure urgenti di sostegno all'occupazione
1. Al fine di consentire la tempestiva attivazione degli
investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
Regione siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino al 31 dicembre
2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e
7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2. Per le medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
sino al 31 dicembre 2011, l'utilizzazione delle 22 unità di
personale contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
- PON ATAS 2000 - 2006 che ha prestato servizio presso
l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.
3. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione dei commi
1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro per l'anno
2009 e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010 e
2011.
4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
1993 n. 15, è autorizzata fino al 31 dicembre 2011 la prosecuzione
dei contratti di lavoro in essere vigenti alla data del 31 dicembre
2008. Per le finalità del presente comma è autorizzata, per gli
esercizi finanziari 2009-2011, la spesa annua di 50 migliaia di
euro.
5. Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di
cui all'articolo 26, comma 12, della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
entrata in vigore della presente legge presta servizio presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è inquadrato
a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
giorni dalla data dell'entrata in vigore della presente legge e
previo consenso dell'Amministrazione di appartenenza, nel ruolo
organico regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
possedute, al momento del passaggio, nell'Amministrazione di
provenienza. Il trattamento di fine rapporto, maturato presso
l'amministrazione di provenienza dai dipendenti che abbiano
presentato la domanda di cui al presente comma, è acquisito in
entrata nel bilancio regionale. Alla spesa derivante
dall'applicazione del presente comma si fa fronte con parte delle
risorse disponibili previste per gli oneri derivanti
dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
16 aprile 2003 n. 4.
6. Al fine del contenimento della spesa, il personale
dell'Amministrazione regionale, previo consenso dell'interessato,
può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
qualsiasi titolo e per funzioni da concordare in protocolli
d'intesa, con oneri a carico dell'Ente o società destinatarie,
fermo restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
e le salvaguardie previste dal vigente contratto collettivo di
lavoro, presso amministrazioni dello Stato, società a totale
capitale pubblico, enti pubblici anche economici, organi
istituzionali ed apparati serventi di organi legislativi, nonché
presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.
7. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
al bilancio della Regione le necessarie variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo.
8. L'Assessore regionale con delega alla protezione civile è
autorizzato a rinnovare i contratti di diritto privato a tempo
determinato, per un periodo triennale, con i soggetti di cui al
comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
Per le finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2009, la spesa di 1.300 migliaia di euro. Per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 è altresì autorizzata la spesa
annua di 2.100 migliaia di euro.
9. Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
Enti Parco in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
ed allo sviluppo sostenibile, anche attraverso la formazione di
specifiche professionalità, per la realizzazione di ulteriori
progetti di recupero e valorizzazione del territorio, finanziati
nell'ambito del PAR o con risorse ordinarie, gli Enti Parco
procedono a rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti con
tale personale, sempre che la loro contrattualizzazione sia
avvenuta a seguito di specifiche procedure selettive nell'ambito
del progetto Formazione occupazione ambiente Sicilia . Per le
finalità del presente comma è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2009 la spesa di 776 migliaia di euro e per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 la spesa, per ciascun anno, di
1.260 migliaia di euro.
10. Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
delle imprese, i contratti stipulati dall'IRCAC ai sensi della
legge regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
successivo dalla data della loro naturale scadenza. Gli oneri
finanziari di cui al presente comma sono a carico del bilancio
dell'IRCAC.
11. Per le finalità connesse alla prevenzione ed alla salvaguardia
delle popolazioni e del territorio, i comuni possono prorogare, per
un periodo di tre anni, il personale assunto a tempo determinato,
ai sensi degli articoli 14, comma 14 e 23-quater della legge 31
marzo 1998, n. 61 e che abbia prestato servizio per almeno due
anni, anche interrotti, negli ultimi cinque anni. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di
500 migliaia di euro. Per gli anni 2010 e 2011 è altresì
autorizzata la spesa di 900 migliaia di euro per ciascun anno.
12. L'ARPA è autorizzata a rinnovare, per il periodo di un anno,
i contratti di cui all'art. 25 della legge regionale 29 dicembre
2003 n. 21. Per le finalità del presente comma è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.
13. All'art. 5 comma 2 della legge regionale 14 aprile 2006 n.
16, dopo le parole articolo 2 sono aggiunte le seguenti parole
nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente al 31
dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
realizzazione dei progetti di utilità collettiva disciplinati
dall'art. 23 della legge regionale 11 marzo 1988 n. 67, e
successive modifiche ed integrazioni, che non abbiano beneficiato
di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione o
disoccupazione da almeno 24 mesi . In sede di emanazione delle
direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
2006 n. 16, ai soggetti destinatari delle previsioni di cui al
presente comma, nell'ambito della riserva complessiva già
determinata in forza delle disposizioni vigenti, è destinata una
riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
messi a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
comma è autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa di 100
migliaia di euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 39.13 (soppressivo dell'articolo),
39.14, 39.15, 39.17, 39.18, 39.19; 39.26, 39.27;
dall'onorevole Cimino: 39.9 (al comma 1); 39.9 (al comma 2), 39.9
(al comma 3); 39.9 (al comma 5); 39.11;
dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Apprendi ed altri: 39.34;
dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 39.28, 39.31;
dall'onorevole Leontini: 39.6.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
chiedo l'accantonamento dell'articolo 39 perché il Governo vorrebbe
presentare un emendamento di riscrittura e confrontarsi con l'Aula
per creare le condizioni affinché in un articolo si possano, di
fatto, realizzare le iniziative concernenti le cosiddette proroghe
e in un articolo aggiuntivo si possano invece concretizzare le
tematiche dei rinnovi. Questo Parlamento, infatti,
nell'approvazione dell'esercizio provvisorio, erroneamente, ha
operato delle situazioni di disequilibrio rispetto a lavoratori con
le stesse opportunità e gli stessi requisiti.
Riterrei opportuno, quindi, realizzare in queste due scritture,
con la volontà del Parlamento, un'azione di riequilibrio e di
garanzia occupazionali per entrambi le categorie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per errore,
alcuni emendamenti che ho presentato all'articolo 39, come era
espressamente scritto, sono stati considerati emendamenti
aggiuntivi.
Chiedo, pertanto, che gli emendamenti A 401 e A 403 vengano
considerati emendamenti all'articolo 39 perché la materia è quella
che stiamo trattando.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, nella riscrittura che il Governo
si è impegnato a fare, terremo conto di questi due emendamenti.
Dispongo l'accantonamento dell'articolo 39.
Si riprende l'esame dell'articolo 44 e del relativo emendamento
44.2, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 44.5,
interamente sostitutivo dell'articolo 44.
Pongo in votazione, pertanto, l'emendamento 44.5. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 44.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che dobbiamo
intenderci su cosa vogliamo sostanzialmente fare e su cosa il
Governo intende fare per quanto concerne la legge 33 del 1998 che
rappresenta una parola magica per il settore della pesca.
Tale norma, come i colleghi ricorderanno, è stata oggetto nel
passato di tanta e tanta attenzione, sia per quanto riguarda
eventuali possibilità di intervenire in caso di determinate
calamità sia per quanto concerne le modalità di erogazione dei
soldi.
Stiamo ora scoprendo che possiamo nuovamente mettere in gioco le
legge 33 del 1998 e, pertanto, vorremmo capire su che cosa
realmente si vuole intervenire. Se ci possono essere, infatti,
impegni di spesa, ci sta bene, così come ci può stare bene che ci
possa essere un piccolo tesoretto , che è rimasto bloccato - lo
sappiamo - perché si sono cercate soluzioni nel passato che
effettivamente non hanno dato le risposte sperate.
Che tutto ciò però venga richiamato oggi, in questa maniera,
assessore Di Mauro, senza esplicitare qual è l'obiettivo strategico
che noi vogliamo porci, è quantomeno singolare perché in questo
momento, come il Governo sa, il settore attraversa una fase molto
particolare e difficile.
Non vorrei che, ancora una volta, in un periodo molto delicato, a
pochi giorni da una campagna elettorale che non si presenta
semplice, qualcuno potrebbe dire che non ci sono campagne
elettorali semplici e potremmo essere d'accordo. Ma in un settore
del genere dove nel passato, purtroppo, le incursioni, per quanto
concerne anche le manovre per il bottino elettorale sono state
tante, e molte a volte sono state anche impostate sulla legge
regionale n. 33 del 1998 e visto e considerato che in una realtà
importante della nostra Sicilia, la prima flotta peschereccia del
Mediterraneo, mi riferisco a Mazara del Vallo e a quella di
Sciacca.
E' ovvio che ci sono anche le elezioni amministrative, dobbiamo
intenderci, mi piace parlar chiaro, questa è un'operazione che
tende a mettere mano e a recuperare alcune questioni che nel
passato non è stato possibile affrontare e portarle evidentemente a
bordo e non c'è terminologia più adatta a bordo , oppure è
un'operazione che sostanzialmente mette mano ad una possibile
chiave di volta per quanto concerne le problematiche serie che in
questo momento sta vivendo la marineria siciliana? Se a questo si
dà, assessore Di Mauro, una risposta chiara, questo può essere un
emendamento del Governo condiviso da parte nostra, ma bisogna
essere chiari perché diversamente la legge regionale n. 33 del
1998 diventerà solo oggetto di spicciola campagna elettorale e non
di una seria discussione per le questioni della marineria
siciliana.
Su questo voglio essere chiaro, fino in fondo, perché non mi
piace arzigogolare, non mi piace utilizzare sofismi. Dobbiamo
essere seri. Se c'è un obiettivo strategico, se ci sono soluzioni a
portata di mano, se la sopraccitata norma ci permette di
intervenire per quanto concerne questioni serie che stanno
attraversando il settore della pesca che è un settore che vive
anche una crisi delicata, bene Se stiamo partorendo uno strumento
per fare le solite campagne elettorali alla siciliana' guardate
che stiamo commettendo un errore grave e stiamo sottovalutando
quello che sta accadendo ad un comparto decisivo per l'economia
della nostra isola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che l'articolo 44 è
stato già approvato. Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45
Consorzi Ittici
1. Non possono far parte dei consorzi ittici i comuni il cui
territorio non confina con il mare o che non abbiano nel proprio
territorio industrie di conservazione o trasformazione di prodotti
ittici.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 45.6 (soppressivo dell'articolo);
dagli onorevoli Beninati e Buzzanca: 45.2;
dagli onorevoli Corona, Leontini, Torregrossa e Bosco: 45.5;
dall'onorevole De Luca: 45.3;
dagli onorevoli Ruggirello, Leontini e Caronia: 45.4.
dagli onorevoli Corona, Leontini, Torregrossa e Bosco: 45.5;
dagli onorevoli Marrocco e altri: A128; A496.4;
dall'onorevole Cracolici e altri: A496.3;
dagli onorevoli Falcone e altri: 45.2.1.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi ho presentato
l'emendamento A128 che è stato erroneamente messo fra gli
aggiuntivi ma che si riaggancia al testo dell'articolo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento A496,
interamente sostitutivo dell'articolo 45 che, se approvato, fa
decadere tutti gli altri emendamenti.
CRACOLICI. L'emendamento da lei comunicato non è ancora in nostro
possesso.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli emendamenti interamente
sostitutivi presentati dal Governo hanno priorità rispetto agli
altri.
Onorevole Marrocco, legga l'emendamento del Governo, può darsi che
le sue ragioni siano già espresse in questo emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che la
proceduta è quella che lei ha appena ricordato, però vorrei
rammentare, in questo caso, che l'emendamento A128 ha una finalità
interamente abrogativa dell'istituzione dei consorzi.
Mentre quello del Governo - se ho capito bene, perché ancora non è
in mio possesso - l'emendamento a firma Marrocco ed altri è un
emendamento più radicale.
Quindi, da questo punto di vista mi parrebbe corretto scegliere
prima la via più radicale, perché se sono abrogati i consorzi non
può essere messo in discussione quello che li dimezza.
Se non viene approvato l'emendamento Marrocco si vota quello che
dimezza.
Ma mi pare un fatto di logica parlamentare; in questo caso
l'emendamento Marrocco abrogherebbe i consorzi ittici. A quel punto
non ci sarebbe bisogno di dimezzarli.
Non so se sono stato chiaro nella esplicazione della procedura.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, all'emendamento Marrocco, di abrogazione dei
consorzi ittici, il Governo è contrario. Volevo dirlo perché
l'Aula e l'onorevole Cracolici si determinassero di conseguenza.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento del Governo sostitutivo dell'articolo 45 in qualche
modo concili le varie esigenze che man mano sono venute da
quest'Assemblea cioè quelle di dare maggiore trasparenza e maggiore
produttività ai consorzi ittici, cancellandone alcuni.
Pertanto, invito l'onorevole Marrocco come primo firmatario e gli
altri ad apprezzare eventualmente l'emendamento del Governo, il
quale razionalizza questa materia e, nello stesso tempo, l'avvia ad
una certa soluzione.
Non dimentichiamo che stiamo dimezzando le indennità e,
soprattutto, vengono tolte le zone montane. Quindi, così come era
emerso in Commissione bilancio, stiamo andando in questa direzione.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei aggiungere alle cose dette dall'onorevole Leanza, che è
anche prevista, in quest'emendamento, la riduzione del 50 per cento
del compenso al presidente ed al vice presidente ed anche i compiti
che vengono assegnati ai consorzi ripopolamento ittico.
Quindi, con questo emendamento diamo un seguito all'emendamento
che era stato proposto in Commissione bilancio, che oggi di fatto è
nel disegno di legge all'articolo 45, l'emendamento del Governo lo
assorbe, lo fa suo, immagina un percorso che rivede l'appartenenza
dei comuni ai consorzi ittici, che ovviamente non possono che
essere che quelli che hanno uno sbocco a mare, definisce le
competenze, secondo quello che è il FEP, ne riduce i compensi ai
componenti dei consigli di amministrazione e avvia un percorso che
è previsto dal FEP 2007-2013.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato due
subemendamenti, A496.1 e A496.2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, non c'è di peggio che fare le cose a
metà, dico questo perché vorrei capire il profilo che molto spesso
viene declarato sui giornali anche dal Presidente della Regione,
quando annuncia l'intendimento di superare strumenti che ormai sono
sostanzialmente inutili nella vita pubblica e amministrativa della
nostra Regione.
Continuo a pensare che i consorzi ittici fanno parte di quella
attività che può essere superata.
Non credo che tutto questo nocerebbe all'attività dei nostri
pescatori, delle imprese, degli armatori e dei lavoratori della
pesca, sono superfetazioni della politica. Dico al Presidente della
Regione e al Governo tutto, e appongo la mia firma all'emendamento
Marrocco, che se si vuole cambiare questa Regione le vie di mezzo
servono soltanto a rimanere impallinati, perché o decidiamo che i
consorzi ittici non servono, quindi vengono abrogati; se servono
non capisco perché si riducono. Delle due l'una: fare queste cose a
metà per cui se ne toglie qualcuno, perché magari meno amico e se
ne fa rimanere qualche altro perché più amico, questo sì è
politichetta , neanche vecchia politica
Chiedo all'Assemblea di bocciare l'emendamento del Governo, non
condivido la procedura che sta seguendo il Presidente, perché
questo è un emendamento più radicale, è più lontano, è un
emendamento che abroga i consorzi.
Qualora non fosse approvato, è giusto votare quello del Governo,
e annuncio che lo faccio mio. Qualora l'Assemblea non approvasse il
128, sarebbe corretto votare quello del Governo, ma impedire
all'Assemblea di pronunciarsi sull'abrogazione dei consorzi ittici
lo ritengo una forzatura regolamentare.
In ogni caso, personalmente voterò contro l'emendamento del
Governo e a questo punto preannuncio che, se lei intende metterlo
ai voti, chiederò il voto segreto, per consentire, invece, di
votare l'emendamento A128 per dare un segnale, onorevole
Presidente, e far vedere che questa finanziaria fa qualcosa, perché
fino ad oggi questa finanziaria mantiene lo stato di cose esistenti
in ogni angolo dell'Amministratone regionale.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei chiarire alcune cose che sono state dette. La prima è che i
consorzi ittici sono previsti dal FEP. Una misura prevista dal FEP
è l'articolo 45 che prevede l'organizzazione nel territorio di
queste strutture.
Si tratta di stabilire i territori che sono interessati seriamente
ai consorzi; stabilire che ai componenti del consiglio di
amministrazione, come ho detto, venga ridotto in maniera
sostanziosa il compenso che è stato fino ad oggi stabilito e dare
competenze.
Non è possibile, onorevole Cracolici, che tutto sia accentrato
negli uffici della Regione siciliana, perché credo che se noi
riduciamo i consorzi così come è stato indicato in Commissione
bilancio con una proposta fatta, in cui si vuole assolutamente
eliminare quei consorzi che non rispondono alle esigenze del
territorio e rideterminare nel territorio strutture che svolgono
un'attività di servizio al settore della pesca cominciando da
quella sportiva.
Su questo ci misureremo inserendo una serie di norme che prevedono
il recepimento degli articolo 172, 174, 175 che sono norme previste
dal FEP attraverso la vecchia normativa n. 32 del 2000.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'emendamento che hanno proposto i colleghi Marrocco ed altri,
specificatamente all'abolizione dei consorzi ittici. Dico che la
Regione siciliana, se vuole cambiare pagina lo può fare.
La norma 32, in particolare, prevedeva l'istituzione degli uffici
periferici della pesca e dato che è lo strumento di cui
l'Assessorato ed il Governo della Regione, risparmiando circa un
milione e mezzo di euro può farlo. Abbiamo tantissimi dipendenti
regionali, tantissimi precari, ma tantissimi dipendenti, siamo una
Regione che ha tanti, tanti dipendenti e, quindi, volendo si può
avvalere, come braccio operativo, degli uffici periferici della
pesca.
Perché non pensare all'istituzione di questi uffici periferici e
risparmiare e utilizzare questo milione e mezzo di euro previsti
nel bilancio della Regione per potenziare gli uffici periferici
della pesca che sarebbero a diretto contatto con le marinerie
siciliane e con gli operatori e con le imprese di pesca siciliane?
Noi sappiamo come sono stati istituiti quei consorzi, tra l'altro,
molti dei quali con comuni che neanche lontanamente vedono il mare,
non sono bagnati dal mare, ma lo vedono lontanamente. Addirittura
sono previsti undici consorzi Faccio riferimento a quello della
provincia di Agrigento che non ha mai funzionato. Un consorzio che
è stato istituito, e parlo di una provincia prettamente marinara,
fatta eccezione per alcuni comuni.
Il problema è che bisogna fare una scelta di campo e il Governo
deve porre in essere che tipo di scelta di campo voglia fare. Il
fatto di ridurle, di farne uno per ogni provincia, sostanzialmente
otto o nove, non risolve il problema, a mio avviso, per una
semplice ragione: non c'è bisogno dei consorzi di ripopolamento,
perché questi consorzi non hanno mai funzionato. Addirittura, mi
risulta che il consorzio di Patti, onorevole Presidente della
Regione, ha assunto del personale.
Vorrei capire, con tante di quelle persone che abbiamo nella
nostra Regione, con tanti di questi dipendenti, ho visto che c'è un
emendamento che proibisce nuove assunzioni. A mio avviso, non sono
risolutive. C'è un emendamento presentato da parte dei colleghi
Pogliese ed altri. Allora, perchè no, votarlo e rassegnarlo a
questa Assemblea.
E vorremmo anche qui una risposta da parte del Governo della
Regione. E' una risposta a metà quella che il Governo della Regione
vuole fare in merito ai consorzi. Utilizziamo, invece, meglio
questo milione e mezzo di euro, da destinare alla pesca. Diamoli ai
pescatori, alle imprese di pesca siciliane, che sono gli addetti ai
lavori, che hanno necessità. Per esempio, l'articolo che abbiamo
approvato è una vecchia legge che questo Parlamento aveva
approvato, la legge n. 33 , della quale molte istanze sono
rimaste inevase perché il regolamento da parte della Regione non è
mai stato varato o quello varato è stato storpiato da parte del
Consiglio di giustizia amministrativa.
C'erano 120 miliardi delle vecchie lire, 60 milioni di euro, che
io auspico che il Governo della Regione ne dia attuazione.
E' una risposta in favore della pesca e dei pescatori siciliani.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
alcune disinformazioni sull'argomento. Da assessore pro-tempore,
nel periodo 2006-2007, ho ritenuto opportuno, in un periodo in cui
mi sono ritrovato a ricoprire quella delega, di comprendere un modo
migliore per far spendere i soldi alla Regione siciliana. Penso di
averlo fatto in tutte le deleghe. Prova ne è che se oggi si parla -
e l'assessore me ne darà prova - dei bandi europei delle aree
artigianali, l'unico assessorato che ha messo in cantiere la spesa
dei fondi comunitari è l'Assessorato alla cooperazione, con le
aree artigianali.
In atto, nessun altro assessorato ha messo in movimento i fondi
comunitari 2007-2013.
Ho voluto fare questa premessa perché sul FEP, che è stato
l'ultimo documento di programmazione comunitaria che la Regione ha
avuto approvato e l'Assessore ne è a conoscenza, e noi abbiamo
difeso questa regione dove per gli anni passati aveva avuto non più
di 50-60 mila euro, per la prima volta e forse per l'ultima questa
Regione gestirà ben 160 milioni di euro.
E' stata un'azione di quel Governo, di quell'assessore che si è
battuto per far mantenere il rispetto della giusta equiparazione
dei fondi per la Regione.
Ora mi sembra veramente paradossale discutere sui consorzi, se
chiuderli o aprirli.
I consorzi, ha detto bene l'onorevole assessore, la norma e il
regolamento comunitario del 2006 che ha attivato tutte le
competenze del nuovo piano per la pesca, il FEP, quelli che
spenderemo per il periodo 2007-2013, prevede all'articolo 45 che
la Regione incentivi l'unione dei comuni e del territorio.
Quale migliore occasione, avendo già dei consorzi sul territorio
di cui tre storici, che non hanno una situazione uguale agli ultimi
otto che sono stati attivati da un anno e mezzo proprio per far
spendere i soldi della Comunità europea, anzi per aiutare alla
spesa.
L'assessore sa che buona parte dei fondi quando sono accentrati
all'assessorato stesso non si riescono a spendere.
I consorzi sono uno strumento che meglio permettono la spesa
futura dei fondi comunitari.
Abbiamo notato e condiviso in toto che c'erano delle anomalie,
come ad esempio alcuni comuni che non ne facevano parte, in quanto
non hanno nulla a che vedere con il mare; somme date al
presidente, agli amici del presidente, esagerate..
Tutto questo ha fatto in modo che con l'emendamento del Governo si
rimedi a tutto ciò.
Oggi il Governo, l'Assemblea, se porta avanti qualcosa che è stato
creato da due anni proprio per attivare i fondi comunitari,
diversamente credo che fa un grossissimo errore.
Ognuno farà le proprie valutazioni. Condivido la proposta del
Governo.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo ben il
lavoro dell'opposizione, però, ritengo che a distruggere e a
demolire tutto, siamo bravi.
Credo che la sensibilità e l'intelligenza di un Parlamento stia
nell'individuare quali siano quelle strutture che invece abbiano un
ruolo importante nel territorio.
Credo che la proposta di cancellare i consorzi di ripopolamento
ittico sia un errore adottata in maniera generale e forse anche
lontana dal vero problema.
Sono convinto che quello che c'è di buono da parte di queste
strutture vada conservato.
Molti consorzi hanno fatto un ottimo lavoro.
Se oggi vi è la salvaguardia e si è accentuato il fenomeno del
ripopolamento ittico, lo si deve a queste strutture.
Credo che la proposta del Governo sia condivisibile dando delega
all'assessore e all'assessorato per andare ad individuare quelle
strutture che hanno lavorato bene, di ridurre i Consigli e i
compensi dei consigli di amministrazione e salvaguardare quelle
strutture e quei consorzi che hanno operato bene in Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per un richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
più nel merito perché il merito è chiaro, mi permetto di leggere il
terzo comma dell'art. 116 del Regolamento interno che stabilisce:
gli emendamenti ad un emendamento cioè i subemendamenti, sono
votati prima dello stesso. Gli emendamenti proposti da singoli
deputati, prima di quelli proposti dalla Commissione e quelli
presentati dalla Commissione prima di quelli proposti dal Governo
quindi, gli emendamenti dei deputati vengono votati prima di quelli
del Governo
La norma mi pare chiara: l'Aula si determinerà, ci mancherebbe,
la ritengo tra l'altro la procedura più trasparente e laddove
l'Aula si dovesse determinare in maniera negativa all'emendamento
Marrocco, che ho fatto mio, si procederà alla votazione
dell'emendamento del Governo. Ma credo che sia a questo punto
necessario che l'emendamento A128 venga votato prioritariamente
così come prevede il Regolamento interno. Evitiamo quindi
forzature, con serenità l'Aula si determinerà. Diversamente,
chiederò che la votazione dell'emendamento A128 avvenga per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il suo richiamo al Regolamento
non è esatto perché fa riferimento ai subemendamenti. Noi non
stiamo trattando un subemendamento, stiamo trattando di un
emendamento del Governo che è di intera riscrittura dell'articolo
45, per cui siamo in un'altra fattispecie.
CRACOLICI. Signor Presidente, dovrebbe limitarsi a convocare la
Giunta per il Regolamento
PRESIDENTE. Faccio riferimento a un articolo del Regolamento, così
come lei ha letto l'articolo del Regolamento, do lettura
dell'articolo 111, del Regolamento interno: Ogni deputato ha
diritto di proporre emendamenti i quali vengono discussi secondo
l'ordine di presentazione o secondo quell'ordine logico che il
Presidente, inappellabilmente, reputa opportuno per la
discussione .
Mi pare che questo sia abbastanza definitivo.
CRACOLICI. Sulla base di una procedura più logica. Non continui
con questa forzatura e non convochi la Giunta per il Regolamento.
Fermi i lavori dell'Aula e la convochi. Lei non può interpretare il
Regolamento come vuole. Le formalizzo la richiesta di convocazione
PRESIDENTE. E' la sua interpretazione che forzerebbe il
Regolamento e lo sa perfettamente. Allora, le dico un'altra cosa in
più che è prassi consolidata di questo Parlamento, possiamo
prendere centinaia di precedenti, mettere in votazione sempre prima
gli emendamenti del Governo, al di là dell'emendamento o del
subemendamento.
CRACOLICI. Lei convochi la Giunta per il Regolamento.
PRESIDENTE. Convocheremo la Giunta per il Regolamento. Intanto si
è all'emendamento A496 di cui lei ha chiesto il voto segreto, o no?
Onorevole Cracolici, lei deve abituarsi a confrontarsi su un piano
democratico Quello che dice lei non è la regola, quello che dice
lei ha esattamente la valenza di quello che dice qualunque altro
deputato. Se lei la pone su questo piano possiamo discutere da qua
a domani, se lei ritiene di avere sempre ragione con me non
discuta.
CRACOLICI. Deve convocare la Giunta per il Regolamento.
PRESIDENTE. Io la convocherò quando lo riterrò opportuno, non
certamente in questo momento, non c'è tensione tra me e lei, non
c'è una interpretazione diversa, c'è un Regolamento che è
chiarissimo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
considerato che sono le ore 14.00, chiedo se è possibile aggiornare
i lavori alle ore 16.00.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come preannunciato, sospendo
i lavori che riprenderanno alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore 16.19)
La seduta è ripresa
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi informo circa l'andamento dei
lavori d'Aula, annunciando che riprenderemo l'esame dell'articolo
45 e procederemo esaminando i due fascicoli degli emendamenti fino
a completare l'esame del testo della finanziaria.
Prima di passare all'esame degli emendamenti aggiuntivi, quindi,
preannuncio una riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, con l'Assessore per il bilancio e il presidente della
Commissione, per verificare preliminarmente la proponibilità degli
emendamenti aggiuntivi presentati.
Abbiamo già fatto una prima valutazione con gli Uffici in base
alla tipologia degli argomenti trattati, alla compatibilità con il
testo, alla copertura finanziaria, etc. e il numero degli
emendamenti aggiuntivi, che era di circa 850, si è ridotto in
maniera sensibile a circa cinquanta.
Non sorgendo osservazioni, così resta così stabilito.
Si riprende l'esame dell'articolo 45.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei chiedere, se possibile, un momentaneo accantonamento
dell'articolo 45, anche, lo dico subito, in considerazione del
fatto che l'onorevole Cracolici aveva preannunciato la richiesta di
voto segreto e che, visto che stanno arrivando in Aula altri
colleghi, possiamo passare ad altri articoli.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, l'onorevole Cracolici aveva chiesto
la votazione per scrutinio segreto sull'emendamento A496.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, ritengo sia opportuno passare
subito alla trattazione di un altro articolo.
PRESIDENTE. Scusi onorevole, vuole bocciare l'articolo?
LEANZA NICOLA. No, signor Presidente, vorrei accantonare
l'articolo in questo momento.
PRESIDENTE. Per poi bocciarlo o approvarlo?
LEANZA NICOLA. No, signor Presidente, poi lo deciderà l'Aula;
intanto chiedevo l'accantonamento per passare ad altro articolo.
PRESIDENTE. Ma si può votare senza ricorrere alla votazione per
scrutinio segreto. L'Aula si esprimerà tranquillamente.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento dell'articolo
45.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46
Norme sulle cooperative giovanili
1. Dopo il comma 5quater dell'articolo 22 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni, sono
inseriti i seguenti commi:
5quinquies. Al fine di consentire il superamento del grave stato
di crisi ed il mantenimento dei livelli occupazionali delle
cooperative giovanili operanti in Sicilia, che siano in attività ed
in regola con gli obblighi occupazionali di cui all'articolo 22
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25 e successive
modifiche ed integrazioni e della legge regionale 18 agosto 1978,
n. 37 e successive modifiche ed integrazioni e della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed
integrazioni.
5sexies. E' sospeso, senza alcun onere aggiuntivo per le imprese
beneficiarie il pagamento delle rate scadute e non pagate alla data
di entrata in vigore della presente legge, nonché di quelle che
andranno a scadere fino al 31 dicembre 2010 relative a crediti di
esercizio e mutui concessi dall'Istituto regionale per il credito
alla cooperazione (IRCAC) ai sensi della legge regionale 18 agosto
1978, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni e della legge
regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e successive modifiche ed
integrazioni.
5septies. Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
già maturati sulle rate sospese che verranno poi corrisposti
contestualmente al pagamento della rata a cui si riferiscono.
5opties. Il pagamento delle rate oggetto della sospensione
avverrà in coda al piano di ammortamento che viene prolungato di un
numero di rate pari a quelle scadute e non pagate in virtù della
presente legge e secondo la medesima periodicità prevista
originariamente.
5nonies. Il tasso di interesse annuo, comprensivo di ogni altro
onere accessorio e spese, per il pagamento delle rate oggetto della
sospensione da applicare dovrà essere quello corrente fissato
dall'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai
finanziamenti agevolati concessi dalla medesima alle cooperative
siciliane.
5decies. I suddetti benefici si applicano anche in presenza di
azioni esecutive escluse le procedure concorsuali, avviate per il
recupero delle rate oggetto della sospensione, a condizione che
l'impresa debitrice provveda al pagamento delle spese legali
connesse'.
Si passa al subemendamento A128 all'emendamento A496.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 46.4 (soppressivo dell'articolo);
dall'onorevole Cracolici: 46.5 (soppressivo dell'articolo);
dall'onorevole Caputo: 46.1
dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 46.6;
dagli onorevoli Maira e Dina: 46.1.1.
dagli onorevoli Campagna ed altri: 46.7.
Si passa all'emendamento 46.4.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirare l'emendamento 46.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 46.5, dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 46.1 dell'onorevole Caputo è improponibile.
Si passa all'emendamento 46.6, dell'onorevole Apprendi.
APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 46.8.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 46.7 e il 46.1.1 sono improponibili.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, l'emendamento 46.7 non è
improponibile.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, si tratta di un emendamento
aggiuntivo, non modificativo e, in questa fase del dibattito
parlamentare, non si possono presentare emendamenti che non siano
di modifica di un emendamento già inserito nel fascicolo.
FARAONE. Signor Presidente, questo è un subemendamento concordato
con l'Assessore Gianni e riguarda la vicenda dei raccoglitori del
ferro di Palermo che stanno creando un gran caos.
A costo zero e con l'utilizzo della legge che abbiamo approvato a
fine dicembre del 2008, è possibile avviare l'iter per la
risoluzione. Tra l'altro, è un tema concordato trasversalmente da
tutte le forze politiche presenti a Palermo nei gruppi consiliari,
ma che riguarda tutte le province.
Non vi sono costi. Dovrebbe occuparsene il Sindaco Cammarata e
gli risolviamo il problema noi
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, comprendo perfettamente le sue tesi
e le condivido poiché da palermitano vivo anch'io questo problema,
però, tecnicamente, questo emendamento non può essere inserito.
FARAONE. Cerchiamo dove poterlo inserire.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, vedremo se sarà possibile inserirlo
in un maxiemendamento che faremo entro stanotte; di questo se ne
occuperà la Presidenza.
Pongo in votazione l'articolo 46, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 48. Ne do lettura:
«Art. 48.
Norme in materia di organizzazione e snellimento delle
procedure
relative a beni culturali, musei e raccolte di enti
locali
e di interesse locale della Regione
1. Gli enti locali promuovono la valorizzazione e la fruizione dei
beni culturali ed ambientali nonché gli studi e la ricerca
scientifica ad essi relativi.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli enti locali provvedono,
in forma diretta, indiretta o associata anche mediante affidamento
a fondazioni a partecipazione pubblico-privata:
a) all'istituzione, alla gestione, allo sviluppo ed al
coordinamento dei musei e delle raccolte di cui sono titolari
nonché all'approvazione dei regolamenti e delle carte dei servizi
ed alla promozione dell'autonomia gestionale;
b) all'apertura al pubblico dei musei, adottando orari e modalità
che ne favoriscano la più ampia fruizione da parte della
collettività;
c) all'efficienza delle strutture e all'idoneità dei servizi per
la conservazione, la tutela e la sicurezza dei beni e delle
persone;
d) alla collaborazione con le istituzioni e le associazioni
finalizzate allo sviluppo della conoscenza e della valorizzazione
dei beni culturali ed ambientali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici 48.6 e 48.9 (soppressivo dell'intero
articolo); 48.7, 48.8, 48.10;
dagli onorevoli Maira e Cordaro: 48.4 e 48.3;
dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 48.11;
dall'onorevole Leontini: 48.1;
dall'onorevole Romano: 48.2;
dal Governo: 48.12.
Si passa all'esame degli emendamenti 48.6-48.9.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge
definisce compiti, in capo agli enti locali, che gli enti locali
già hanno. L'ho letto e riletto ma non ho capito la finalità di
questo articolo, se non quella di prevedere procedure di
affidamento che - ricordo - sono regolate dal codice degli appalti,
delle forniture, dei servizi, per cui non riesco a capire il senso
di questa norma.
Come l'ho intesa, questa norma andrebbe cassata perché
intenderebbe derogare a procedure di affidamento con procedure di
evidenza pubblica. Mi pare che su questa materia ci siano una serie
di pronunciamenti giurisdizionali che non consentono alcun tipo di
deroga, pertanto, mantengo il mio emendamento fino a prova
contraria.
Se il senso è quello che ho inteso, la norma in gran parte già
esiste e quello che si vuole fare non si può fare, neanche con
legge.
Se il Governo ha una spiegazione diversa la illustri per poter
comprendere.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le cose dette
dall'onorevole Cracolici sono in parte tutte fondate rispetto al
fatto che parecchie delle cose, qui inserite, sono già attività che
possono essere sostanzialmente svolte. Qua si riferisce più alla
possibilità di correggere l'emendamento che si propose, anche se
questo non è emendamento proposto dal Governo, fu proposto allora -
per quanto mi riguarda non c'entro nulla nella proposizione -
dagli enti locali perché su alcuni comuni siciliani dove ci sono
finanziamenti del Ministero dei beni culturali per l'apertura di
musei, per esempio il comune di Capaci con il museo del mare.
Diciamo esattamente le cose come stanno: c'era la necessità di
dimostrare al Ministero che c'era la voglia e la consapevolezza e
la ragione di proseguire nelle attività di finanziamento del Museo
del mare che fu allora istituito. Giunsero dei fondi e in parte
alcuni di questi fondi furono persi, in parte siamo riusciti a
recuperarli, come si dice in gergo in zona Cesarini' nell'ultimo
periodo.
Fu sbagliato scrivere «gli enti locali promuovono la
valorizzazione e la fruizione» per la semplice ragione che ai sensi
del codice dei beni culturali la valorizzazione può essere soltanto
svolta dalla Regione siciliana a seguito della legge del 1980 in
cui c'è una esclusività di potestà legislativa e di attività in
capo alla Regione.
E', pertanto, una sorta di norma-manifesto, per poter - con il
comune di Capaci nella fattispecie ma con chi eventualmente vorrà
portarla avanti - immaginare rapporti di questo tipo.
Dico fin da subìto che sono assolutamente favorevole
all'emendamento 48.10 dell'onorevole Cracolici. Relativamente alle
procedure d'evidenza pubblica, mi trova perfettamente d'accordo;
non ho nulla in contrario, dato che, comunque sia, si rivolge a
una platea ben precisa e non vi saranno stravolgimenti e nulla di
più.
Non vi è alcun impegno di spesa da parte della Regione se non
quello di attivare dal punto di vista amministrativo e gestionale
ciò che ha l'obbligo di fare e quindi è una enunciazione, è una
mera elencazione delle cose che già la Regione non soltanto vuole
fare ma ha il dovere di fare.
Sostanzialmente, non c'è nulla di particolare. L'unica correzione
era quella del comma 1 per evitare di incorrere in un blocco
rispetto alla legge nazionale che è quella del codice dei beni
culturali che ci ha assegnato le funzioni. Spero di essere stato
sufficientemente chiaro.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'indirizzo del Governo era quello di semplificare e di eliminare
alcuni enti e alcune formalità che hanno appesantito il carico
regionale.
Con questa norma si appesantisce il carico degli enti locali etra
l'altro non abbiamo la potestà per poterlo fare.
Ricordo che il Titolo V della Costituzione da autonomia agli enti
locali, quindi, leggo un articolo che non ha senso perché
attraverso una norma contorta cerchiamo di dire tutto e il
contrario di tutto. Cerchiamo di fare questa riserva, una riserva
rispetto ai finanziamenti. Non capisco perché la riserva rispetto
ai finanziamenti la dovremmo fare solamente per la gestione o in
associazione, o in forma pubblica, o in forma mista, o in forma
privata, e quindi stiamo creando un nuovo mostro.
Credo sia molto più opportuno cercare di cassare, mantenere quello
che dice l'onorevole Cracolici e cassare l'articolo, perché,
onestamente, su una norma si innestano 3, 4, 5 norme che sono in
contrasto tra l'altro con la normativa vigente sia a livello di
evidenza pubblica, sia a livello di formazione sia soprattutto
rispetto alla prerogativa degli enti locali.
Non complichiamo ogni finanziaria mettendoci delle cose che ci
complicano la vita.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mantiene gli emendamenti 48.6 e
48.9?
CRACOLICI. Sì, li mantengo e chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli D'Antoni, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Ferrara e Gucciardi si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 48.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 48.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Per essere ancora più chiari: votando verde si sopprime
l'articolo; votando rosso si mantiene in vita l'articolo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 45
Contrari 30
(E' approvato)
L'articolo 48, quindi, è soppresso.
(Brusio dai banchi di destra)
Si riprende l'esame dell'articolo 49 e dei relativi emendamenti:
49.1 (soppressivo dell'articolo), 49.2 e 49.3.
Do lettura dell'articolo 49:
«Art. 49.
Norme sull'Istituto regionale dei sordi di Sicilia
1. L'Istituto regionale dei sordi di Sicilia, assume la nuova
denominazione di Istituto per l'educazione e l'istruzione dei
diversamente abili di Sicilia'.
2. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione è autorizzato ad approvare con proprio decreto
entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge le
conseguenti e necessarie modifiche del relativo statuto.»
Gli emendamenti 49.1, 49.2, 49.3 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 49.4, di
riscrittura dell'articolo 49.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 49.4, di riscrittura, a firma
del Governo.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dei
chiarimenti da parte dell'assessore Antinoro, premesso che
accettiamo il primo comma sulla denominazione che l'assessore
proverà ora a modificare, come avevamo convenuto, ma volevo sapere
se il potere di modifica dello Statuto non era già in capo
all'organo e perché dobbiamo operare su una competenza che non è
nostra.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione Signor Presidente, onorevoli colleghi, se fossi venuto
in Aula a proporre soltanto il cambio della denominazione, sarebbe
poco sforzo, ma dato che ho cura di informare l'Aula di quello che
stiamo facendo, sull'istituto non ho bisogno di essere autorizzato
per legge a modificare lo Statuto perché lo posso modificare,
considerato che però stiamo tentando di rilanciare questa
struttura, cominciando dal nome che non è solo un aspetto formale
ma è un fatto di sostanza, per essere chiari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.4 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 52 e dei relativi emendamenti
52.2 (soppressivo dell'articolo), 52.3 e 52.1.
Ne do lettura:
«Art. 52
Modalità di sostegno alle iniziative per la diffusione
e conoscenza
delle tradizioni popolari siciliane
1. Le modalità di cui al comma 2 dell'articolo 39 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, si applicano altresì per le
iniziative di cui all'articolo 6 della legge regionale 5 marzo
1979, n. 16.»
Gli emendamenti 52.3 e 52.2 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 52.1 è improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 52. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per un richiamo al Regolamento
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
ripristinare la serenità in Aula, le chiedo cortesemente di
garantire al massimo che ogni deputato voti per sé stesso perché il
rischio è che in alcuni momenti ci siano delle schede e non ci
siano le persone.
Le chiediamo di aumentare, se è possibile, il controllo affinché
chi è presente voti e chi non è presente non voti. Mi sembra una
cosa lapalissiana che si garantisca.
PRESIDENTE. Proprio per evitare questo spiacevole inconveniente,
onorevole Leanza, ho richiamato tutti i deputati a stare seduti ai
propri posti ma lei era uno di quelli che non voleva farlo neanche
con la forza; per essere chiari, dia l'esempio anche lei, si
accomodi. Se durante le votazioni ci accomodiamo è più facile anche
per me gestire l'Aula.
Invito i deputati questori, onorevoli Gucciardi, Ardizzone e
Ruggirello, a darmi una mano a tenere l'Aula sotto controllo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge n. 250/A
Si riprende l'esame dell'articolo 54 e dei relativi emendamenti.
Ne do lettura:
«Art. 54
Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa Ibla
1. Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
centro storico di Ragusa Ibla e delle zone adiacenti di cui
all'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la spesa di
2.000 migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio 2009-
2010-2011.»
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 54.12.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Volevo far notare alla Presidenza che questo
articolo 52 per un momento di distrazione - mi ero avvicinato ai
banchi della Commissione - così come era stato esitato dalla
Commissione Bilancio' presentava un errore sia nel titolo sia tra
le leggi che si connettono.
Signor Presidente, siccome ci sono degli errori, considerato che
anche gli emendamenti erano stati considerati improponibili ai
sensi dell'articolo 117 e considerato anche l'errore - non ho avuto
tempo poco fa di poterlo dichiarare - vorrei chiedere se si può
considerare cassato tutto l'articolo per evitare di incorrere in
errori successivi che ci potrebbero portare a momenti di ulteriore
confusione.
PRESIDENTE. Parlavamo dell'articolo 52 che abbiamo già approvato.
L'assessore ha comunicato che questo articolo, così com'è,
sostanzialmente è inapplicabile perché fa riferimento a leggi che
non andrebbero a incidere sull'intendimento del Governo, per cui
diamo mandato agli uffici di verificare tutti le condizioni di
applicabilità dell'articolo stesso anche tramite l'articolo 117.
CRACOLICI. Verifichiamo l'applicabilità o meno con l'articolo 117.
PRESIDENTE. Verifichiamo l'applicabilità, altrimenti lo
sopprimiamo.
Si passa all'emendamento 54.12.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non so perché ma immagino di che cosa lei volesse
parlare, ripeto, non so perchè. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che, rispetto
a quanto è stato detto ieri sera, l'ammalato si aggrava; non è
riuscito in queste ore a migliorare per niente.
Ieri sera, onorevole Cimino - approfitto perché è presente
l'onorevole al ramo, l'Assessore Antinoro - abbiamo posto un
problema che riguarda non tanto Ragusa Ibla, e specifico ancora
meglio come ho potuto fare ieri sera rispetto all'agibilità
dell'Aula. Noi, considerando circa un ventennio, abbiamo messo a
disposizione, per quanto concerne il barocco siciliano che riguarda
soprattutto Ragusa Ibla, che non è solo barocco siciliano, per
carità, io penso che sia un patrimonio vero di questa nostra
Regione, l'ho detto ieri sera e lo ripeto per non essere frainteso,
ma abbiamo messo a disposizione, come Regione siciliana, una somma
ingente.
Ora, non la vado a calcolare perché sarei uno stupido a tentare di
dare un numero tanto per creare un effetto chissà di quale tipo.
Assessore Cimino, penso che nel corso di questo ultimo ventennio
ha fatto bene la Regione ad avere, per quanto concerne anche questa
testimonianza, forse unica, per quanto concerne anche le nostre
realtà urbane parlando di centro storico, a valorizzare e a fare in
modo che si recuperi al massimo quel patrimonio.
Però, mi pongo e vi pongo un problema che ieri sera ho tentato di
sviluppare. Non è possibile continuare ad ignorare, onorevole
Assessore Antinoro, mi rivolgo ora a lei e non solo all'Assessore
Cimino, anche perché ieri, dato che non era presente in Aula, ho
fatto la richiesta e il Governo, evidentemente, non l'ha
assolutamente ascoltata
Interveniamo su Ragusa Ibla, diamo a Ragusa Ibla quello che
merita, nel contempo sappiamo bene che in Sicilia centri storici di
rilevanza sicuramente per quanto concerne anche la storia e ciò che
il patrimonio architettonico monumentale e potrei continuare,
vengono lasciati completamente abbandonati cioè li stiamo vedendo
cascare addosso.
Sto parlando di patrimonio pubblico, non sto parlando,
evidentemente, di unità abitative private su cui abbiamo fatto,
secondo me uno sforzo più o meno interessante. Ora non lo voglio
enfatizzare, non mi pare male quello che stiamo prevedendo in
questa finanziaria per quanto concerne il recupero dei centri
storici.
Vedete, cari colleghi, signor Presidente, onorevole Antinoro, che
a parte la cassa dell'Assessore Cimino, si tratta anche di un
argomento che dovrebbe appassionarla. Cosa facciamo per questi
altri centri storici e non sto parlando della realtà in cui ognuno
di noi vive e opera.
Questo tipo di patrimonio, questa tipologia, che non è
assolutamente irrilevante per quanto concerne anche ciò che la
Sicilia rappresenta sia per i siciliani e sia anche per il resto
d'Italia e mi permetto di dire ciò che rappresenta anche l'aspetto
internazionale. Al di fuori del contesto, patrimonio o meno
dell'umanità, Unesco che agisce o non agisce, l'elenco chi entra e
chi esce ogni x' anni, noi abbiamo un dovere che è quello di porci
seriamente un obiettivo e su questo volevo che il Governo si
pronunciasse.
Signor Presidente, gradirei che il Governo si pronunciasse, penso
che sia utile che il Governo si pronunci, vorrei capire se c'è un
obiettivo strategico, perché le norme fatte vent'anni fa, su cui si
interviene con cinque milioni di euro, e poi da questo podio ho
sentito che siamo sul Titanic, ho sentito che siamo in una
situazione di difficoltà e, nel contempo, non ci si rende conto che
si interviene già da venti anni e non si ha neanche la sobrietà di
intervenire con un atto normativo di maggior respiro, non solo
finalizzato a rifinanziare una legge, altrimenti scatta il
meccanismo che, in questa Regione, chi fa arrivare in porto una
norma può stare tranquillo per decenni.
Questo non è giusto
Non lo è soprattutto per i cittadini siciliani, e non per gli
interessi più o meno politici - di ampio respiro che ognuno di noi
spero abbia - non è giusto perché questo è uno degli aspetti che ha
un significato enorme per quanto riguarda la vita delle nostre
comunità.
Non che io sia contro Ragusa Ibla, che considero un grande momento
di bellezza straordinaria, ma chiedo al Governo di impegnarsi sin
d'ora in quest'Aula, non con il solito impegno - non la considerate
una critica scriteriata - che si assume quando bisogna superare un
piccolo ostacolo, perché ognuno di noi può rappresentare un piccolo
ostacolo, è inutile illudersi, ed è inutile l'atteggiamento di
onnipotenza.
Il Governo dunque si impegni a proporre, mettendo assieme i testi
dei disegni di legge che, singoli deputati o addirittura interi
Gruppi hanno depositato nel corso di questi mesi per affrontare una
discussione organica, con un disegno di legge unitario, su cosa è
possibile fare - senza scadere - dei nostri meravigliosi centri
storici.
Mi è stato detto, anche se non espressamente citato, che il mio
riferimento è ad Erice, ma io non ho problemi nel citare Erice e
altri centri famosi. Non è questo il mio timore.
Il mio timore è che noi continuiamo, con un effetto automatico, a
dare quello che è giusto dare ma nel contempo a non porci il
problema di cosa possono rappresentare per noi, per il nostro
patrimonio. Non voglio essere ipocrita, nel nostro cuore ci sono
spesso delle singole località a cui siamo affezionati e sappiamo
quanta valenza può avere anche una semplice pietra.
Spesso ci si scandalizza per questo.
Dietro questo sforzo può esserci un impegno del Governo a fare in
modo di contenere questo intervento dal punto di vista finanziario?
Onorevole Incardona, la legge dei più forti, dei più furbi, dei
più abili rispetto alla gestione del potere, non solo nell'attività
parlamentare e nella tattica parlamentare non è vero che - alla
fine - dà ragione a coloro che vorrebbero norme realmente generali
e astratte e dare la possibilità a tante realtà, perché a queste ci
si deve riferire non alle singole realtà, di potere vedere
migliorato quello che è uno dei punti strategici della nostra
impostazione di crescita economica, culturale e politica.
Se cresciamo un po' di più, senza essere retorici, non è male
Gradirei, signor Presidente, che il Governo da questo punto di
vista parlasse un linguaggio chiaro e assumesse, questa sera, un
impegno. Non importa se il limite è uno o due mesi, non è questo il
punto. L'impegno che può assumere il Governo è quello di assicurare
di intervenire con ragionevolezza e con strategia, e non solo così,
come purtroppo siamo abituati a fare.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare sul merito.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'accorato appello dell'onorevole Oddo che è, non per ipocrisia né
per formalismo, del tutto condivisibile credo che apra un
ragionamento rispetto a tutto questo tema, di come si interviene
sui nostri centri storici, dello scrigno che può essere oggi Ragusa-
Ibla, domani Erice, posdomani Sciacca, poi Caltabellotta, ci
possono essere mille e mille comuni, credo che i comuni siciliani
sono 400 e che siano scrigni almeno 350.
Non vorrei essere banale, la legge che finanziava Ibla era una
legge di qualche anno fa, forse quando la cultura del recupero dei
centri storici non era ancora iniziata, anzi il recupero di quella
cultura non vi era affatto per la semplice ragione che i centri
storici spesso venivano devastati, violentati, piuttosto che
recuperati negli anni '94, '95 e '96. Oggi credo che la Regione
stia manifestando la voglia del recupero, lo stesso POR 2001-0006,
a dispetto di ciò che si dice, non è vero che non è stato speso;
certo poteva essere speso completamente e non lo sarà purtroppo, ma
ci sono state lì una serie di manchevolezze amministrative e più
per voi che per la politica, perché la politica voleva portarlo
avanti. Certo è che, se molti dei nostri beni culturali sono stati
recuperati, lo dobbiamo proprio a quei fondi.
Vorrei ricordare all'Aula, e mi rivolgo in particolare alla
Presidenza dell'Assemblea e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari,
che è già stata esitato dalla Commissione Bilancio e inviata anche
a Bruxelles la legge sugli aiuti di Stato, che al suo interno
contiene una serie di capacità economiche che possono far
intervenire non solo il pubblico, ma soprattutto il privato
nell'ambito del recupero dei centri storici. Vorrei ricordare
all'onorevole Oddo, se non lo sa già, che nella parte che riguarda
la rubrica beni culturali della legge sugli aiuti di Stato, pronta
ormai per l'Aula - e mi auguro che dopo l'approvazione della
finanziaria e del bilancio si possa arrivare immediatamente ad
esitarla per predisporre i bandi o altri tecnicismi
dell'Amministrazione, per poterli spendere velocemente - sono
previsti circa 170, 180 milioni di euro, che potranno essere spesi
nell'ambito dei centri storici soprattutto da privati che vorranno
investire all'interno di quei centri storici per recuperare, non
solo piccoli monumenti, ma soprattutto abitazioni la cui capacità
finanziaria del privato da solo non riesce a sostenere.
Ragusa - Ibla ha le sue tantissime buone ragioni, e quindi
chiaramente bisogna andare avanti; ma anche gli altri centri
storici hanno le loro buone ragioni, e io credo che con la legge
sugli aiuti di Stato si potranno trovare le risposte concrete e non
di filosofia.
Non mi esprimo su un eventuale accantonamento dell'articolo; io ho
dato una risposta all'onorevole Oddo rispetto ad una corretta
lamentela, e credo che da parte mia fosse doveroso anche indicare
la strada maestra per le soluzioni. Mi auguro che l'Assemblea
approvi quella legge in poche settimane, perché se si vuole in
poche settimane si può approvare.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in riferimento all'articolo 54, che ritengo sia
un articolo molto importante per dare seguito ad un percorso
legislativo che ha visto già questa Assemblea pronunciarsi nel
tempo, ritengo che sia il caso di manifestare, oltre che il pieno
apprezzamento per questo testo, anche gli emendamenti 54.11 e
54.10, che sono collegati sempre a leggi esistenti e che recuperano
soldi da risorse non regionali.
Condivido pienamente quanto detto dall'onorevole Oddo e voglio
ribadire come è necessario potere intraprendere questa iniziativa
nell'ambito dei centri storici siciliani, tenendo conto che oggi
nei fondi per le aree sotto utilizzate una misura e dedicata
esclusivamente a questo tipo di interventi. L'Assemblea avrà quindi
l'opportunità, nel momento in cui creeranno le condizioni per avere
un testo organico, di potere operare direttamente per i centri
storici siciliani con quelle risorse che non sono altro che spese
per investimenti.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'argomento sia molto importante e chiedo quindi all'assessore
Cimino di evitare di percorrere strade difficili.
In Commissione bilancio abbiamo approvato questo articolo su
Ragusa - Ibla, e poiché sono assolutamente d'accordo su quanto
detto dall'onorevole Oddo e anche dall'assessore Cimino, non è
pensabile che stasera qualcuno pensi di aggregare Ibla ad altri
centri storici improvvisati perché, nel giro di pochi minuti,
ognuno inserirebbe il proprio centro storico. Io e l'onorevole Di
Guardo, per esempio, avremmo un centro storico straordinario,
quello di Misterbianco, o anche in quel di Maletto.
Allora, considerato che dobbiamo evitare polemiche inutili, e
stiamo esaminando la finanziaria, propongo di fermarci su Ibla.
Successivamente l'assessore Cimino, con la misura che c'è nel POR,
potrà trovare indicazioni rispetto ai centri storici di privilegio,
consultandoci con chi di dovere e approvando, alla fine, una legge
corretta sia dal punto di vista formale che sostanziale.
Non mi sembra il caso di aggiungere altro, perché allora ci
sarebbe molto da aggiungere: vorrei ricordare che Catania così come
Palazzolo, Caltagirone, Militello e tanti altri, sono stati
dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Qua non ci sono i
figli di un dio minore, quindi, se dobbiamo pensare ad Ibla, come
abbiamo fatto in Commissione, facciamolo e mi auguro che sia
l'ultimo intervento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo l'Aula che la Presidenza è
orientata a dichiarare improponibili tutti i subemendamenti
presentati all'articolo 54 che prevedono l'inserimento di nuovi
centri storici per due ragioni: la prima perché Ibla è un
rifinanziamento di una legge già esistente, quindi si va a trattare
una norma esistente, la seconda perché non hanno la necessaria
copertura finanziaria.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se Lei dichiara
improponibili tutti i subemendamenti sugli altri centri storici,
preannuncio che io chiederò la votazione per scrutinio segreto
sull'articolo 54 che riguarda il centro storico di Ibla. E questo
lo dico perché non c'è alcun astio da parte di chi ha presentato
subemendamenti e nessuna ritrosia a votare l'articolo che riguarda
il centro storico di Ibla.
Ciò che è sbagliato, signor Presidente, riguarda il fatto che,
come è avvenuto in materia di personale, per evitare che vi fossero
delle condizioni di privilegio a condizioni paritarie, e cioè
stiamo parlando di centri storici della Sicilia che hanno, penso,
tutti una condizione di pregio.
La filosofia di intervento nei centri storici, signor Presidente,
è una filosofia di intervento pubblico e di agevolazione ai
privati, fino a quando non si acquisisce la consapevolezza che il
recupero diventa un patrimonio collettivo, solo a questa finalità
deve essere dedicato l'intervento pubblico.
Nei centri storici quando si è intervenuti con finanziamenti
pubblici, lo si è fatto perché era in discussione il mantenimento
del centro storico, se raderlo al suolo per fare nuovi edifici.
Oggi, nel 2010, per fortuna, la filosofia di tutti noi è quella
del mantenimento e del recupero dei centri storici; dopo venti anni
i finanziamenti devono cambiarla questa filosofia e non mantenerla.
Siccome, io credo che su Ibla, così come su tutti i centri storici,
si è intervenuto favorendo gli interventi dei privati, e non
diversamente Ibla da Artiglia, da Palermo, da Catania e quanto
altro, credo che sia sbagliato fare un intervento, pure essendoci
presente una legge ad hoc, un finanziamento, credo che sia
sbagliato così come è avvenuto per il personale pensare di
realizzare interventi per condizioni ad hoc altrimenti dovremmo
motivare per quale ragione in altri centri storici non si è fatto.
Quindi, signor Presidente, o si fa una rivalutazione organica su
come finanziamo i risanamenti dei centri storici complessivamente,
e non credo sia questo il momento, oppure io le preannuncio che se
lei decide di fare votare solo il centro storico di Ibla chiederò
il voto segreto, perché reputo un errore fomentare il
particolarismo, seppur condivido il fatto che debbano essere
agevolati i recuperi dei centri storici di Ragusa Ibla come tutti i
centri della Sicilia.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per consentire l'armonia dei
lavori chiedo l'accantonamento dell'articolo 54.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aderisco alla
proposta di accantonamento. Però, vorrei precisare che non ci sono
qui delle concorrenze a potenziare i centri storici, perché i
centri storici di tutti i comuni sono suscettibili di
valorizzazione, di restauro e di ripristino.
Noi siamo di fronte ad un patrimonio dell'UNESCO che in Sicilia è
unico. Il timbro UNESCO non è stato assegnato a tutti i centri
storici, Ragusa Ibla è patrimonio dell'umanità, cioè è patrimonio
UNESCO, perché questa legge che ha favorito il riconoscimento da
parte dell'UNESCO si è interrotta. Questa iniziativa è
un'iniziativa finalizzata al ripristino di una legge che altrimenti
rimarrebbe lettera morta, quindi non è un intervento ex novo, non
ci sono stati i siti UNESCO prima.
Questo sito è stato già destinatario di questa legge ,ed è una
legge che è scaduta ed è stata nel 2006 ripristinata per un
triennio.
Questa era una iniziativa finalizzata a riprenderla per un altro
triennio, perché è un obbligo rifinanziarla per chi, ovviamente,
vuole rivalorizzare e continuare la valorizzazione, poi gli altri
centri storici potranno essere inseriti in una legge organica ma
questa è destinataria di una legge speciale, tanto è vero che, come
diceva il Presidente, all'articolo 54, altri emendamenti non
possono essere aggiunti e dichiarati improponibili perché la sede è
impropria, perché il capitolo riguarda una legge speciale alla
quale non si possono aggiungere altri siti derivanti dalla
valorizzazione
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 54.
Si passa, pertanto, all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55.
Adeguamento e messa in sicurezza di edifici scolastici
1. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione è autorizzato a predisporre e a finanziare un
programma di interventi per l'adeguamento alle normative in materia
di sicurezza e alle normative antisismiche di edifici scolastici di
ogni ordine e grado di pertinenza dei comuni e delle province
regionali, tenendo conto della ripartizione territoriale della
spesa.
2. Possono essere ammessi a finanziamento anche gli interventi di
manutenzione straordinaria tesi al recupero di agibilità e/o
abitabilità e/o alla piena fruizione degli edifici scolastici come
individuati al comma 1.
3. Ai fini della predisposizione del programma di cui al comma 1,
i comuni e le province regionali, entro trenta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, inoltrano istanza di finanziamento
al competente assessorato regionale, che provvede alla redazione
del programma di interventi, avuto riguardo ai seguenti interventi
prioritari:
a) intervento dotato di progetto esecutivo, cantierabile;
b) completezza dell'intervento ai fini dell'adeguamento a norme;
c) percentuale di cofinanziamento da parte dell'ente locale
proponente.
4. Gli interventi possono essere finanziati nei limiti delle
seguenti percentuali:
a) interventi presentati dalle province regionali, sino alla
percentuale massima del 20 per cento;
b) interventi presentati dai comuni con popolazione superiore a
100.000 abitanti, fino alla percentuale massima del 40 per cento;
c) interventi presentati dai comuni con popolazione superiore a
10.000 abitanti, fino alla percentuale massima del 70 per cento;
d) interventi presentati dai comuni con popolazione inferiore a
10.000 abitanti, fino alla percentuale massima dell'80 per cento».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 55.12;
- dagli onorevoli De Luca, Corona, Panepinto e altri:
subemendamento 55.11.1.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole De Luca: 55.4 (soppressivo dell'articolo);
- dall'onorevole Cracolici: 55.5 (soppressivo dell'articolo),
55.6, 55.7, 55.8, 55.11, 55.9, 55.10;
- dagli onorevoli Pogliese, Formica e Vinciullo: 55.3;
- dagli onorevoli Romano, D'Antoni e Colianni: 55.2.
L'emendamento 55.4 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 55.5.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 55.6, 55.9 e 55.10 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 55.3.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tre anni fa,
quando non si parlava di terremoto o di emergenza sismica, questo
Parlamento ha destinato 130 milioni di euro per la messa in
sicurezza nelle scuole. Allora l'Assessorato alla pubblica
istruzione, ha predisposto un piano che fino al 2009 ha fatto si
che circa 400 scuole siano state messe in sicurezza.
Io ritengo che sarebbe meglio non spostare la competenza
dall'Assessorato alla pubblica istruzione all'Assessorato ai lavori
pubblici e, considerato anche che in questo momento ci sono
tantissimi progetti presentati e che quindi si può scorrere la
graduatoria, si possono anticipare i tempi in maniera veloce. Penso
che sarebbe meglio continuare su questa strada, considerato che si
è lavorato molto bene, con riconoscimenti a livello nazionale,
comunale e provinciale.
Pertanto, invito i presentatori a ritirare l'emendamento 55.3.
POGLIESE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 55.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 55.7 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 55.7 ed anche
l'emendamento 55.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 55.11 (al comma 3) dell'onorevole
Cracolici ed al relativo subemendamento 55.11.1.
APPRENDI. Dichiaro di voler apporre la mia firma all'emendamento
55.11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, gli Uffici mi riferiscono che il
subemendamento 55.11.1 è inammissibile.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che si
proceda secondo me è opportuno che ci sia un chiarimento
sull'articolo, così come è formulato, innanzitutto in ordine alla
necessaria copertura finanziaria ed anche sulla redazione della
graduatoria.
Mi si dice, se leggo bene l'articolo, che i comuni, entro trenta
giorni dalla pubblicazione della legge, debbono presentare progetti
esecutivi, ma poi altri emendamenti fanno riferimento ad un piano
della Protezione civile. Dovremmo quindi accertare quali
effettivamente siano le scuole soggette a rischio sismico, perchè
qui non stiamo scherzando, ma si rileva una certa incongruenza per
come è scritto l'articolo.
Ripeto, c'è un apprezzamento positivo sull'intero articolo, a
maggior ragione - come diceva l'onorevole Cracolici - che ci
sarebbe una destinazione finanziaria notevole, ma non riesco a
comprendere come in fase di attuazione i comuni, considerato che si
fa riferimento a progetti esecutivi cantierabili entra trenta
giorni da quando si esitano i progetti, a meno che non facciamo
riferimento a progetti dei quali non siamo a conoscenza e che i
comuni si sono già predisposti.
C'è questa incongruenza fra l'accertamento che si dovrebbe fare
unitamente alla Protezione civile e i progetti che dovrebbero
essere allo stato cantierabili. Pertanto, chiedo che l'articolo
venga accantonato al fine di consentire un approfondimento tecnico.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto a docenti e studenti di scuola media
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgiamo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti di una Scuola media di Gela (CL) e di una
scuola media di Palermo, accompagnati dai rappresentanti del Rotary
Club di Gela e del Parco delle Madonie.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge n. 250/A
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, stiamo iniziando a parlare di un fatto importante e la
presenza in Aula di tanti ragazzi ci deve far riflettere
maggiormente su questo argomento.
L'onorevole Ardizzone ha ragione quando dice che ci sono in giro
troppe graduatorie per quanto riguarda la messa in sicurezza delle
scuole e siccome qualcosa di scuola credo di capirne ancora, voglio
aggiornare l'Assemblea.
Attualmente ci sono tre graduatorie aperte: una presso il
Dipartimento regionale della Protezione civile, intervenuta con
vari fondi per mettere in sicurezza scuole soggette a rischio
sismico; una seconda graduatoria, anzi due, presso l'Assessorato
regionale della pubblica istruzione, una con la legge 23 e l'altra
con una legge finanziata dal CIPE; una terza graduatoria del 2005
presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
Tutti i comuni hanno dei parchi di progetti già approvati.
Condivido la richiesta avanzata dall'onorevole Ardizzone di
accantonare questo articolo e stabilire insieme da quale
graduatoria attingere. Anche perché, ripeto, ci sono già i progetti
immediatamente esecutivi.
I comuni, a partire dal 2004, hanno predisposto i progetti
esecutivi e hanno sostenuto somme importanti per pagare i
progettisti. Non disperdiamo questo parco di progetti importanti,
depositati presso i tre rami della Regione, anzi cerchiamo di
unificare questi tre rami, cerchiamo di dare una risposta unitaria,
dimostriamo ancora una volta alla Sicilia, ai nostri figli che ci
guardano, che amiamo questa Terra, e che l'unico obiettivo che
abbiamo in questo momento non è quello di dividerci, come sembra
emergere dal dialogo e dai ragionamenti che sono stati fatti prima,
ma l'unico obiettivo che abbiamo è quello di guardare ai nostri
figli e alla loro sicurezza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stiamo
vivendo un momento particolare, specialmente, relativamente alla
sicurezza degli edifici pubblici e, in particolar modo, delle
scuole.
Intanto, credo che l'intento debba essere quello di intervenire
sugli edifici che hanno accertamenti della Protezione civile e che
sono dichiarati carenti o non adeguati alle norme antisismiche.
Le graduatorie del 2000, 2003, 2005, non sono adeguate agli
interessi attuali, in questo momento, degli edifici.
Allora, relativamente all'emendamento dell'onorevole Cracolici che
diceva secondo le priorità della Protezione civile', vorrei dire
che non sono priorità soggettive di ognuno rispetto a quelle che
possono essere le esigenze territoriali, ma sono esigenze obiettive
che vengono acclarate da accertamenti rigorosi della Protezione
civile, solo in questo senso si può mettere in sicurezza alcuni
edifici scolastici che oggi rischiano parecchio.
A mio avviso, lasciando la territorialità, onorevole Vinciullo, e
quindi la distribuzione territoriale adeguate a quelle che sono
praticamente le esigenze delle province, bisogna pure attenersi ad
un nuovo piano, prevedendo quegli accertamenti della Protezione
civile.
Se dobbiamo fare leggi per i nostri figli e per la sicurezza delle
nostre popolazioni in un territorio regionale che ha problemi di
rischio sismico, dobbiamo improntare al rigore anche la
programmazione della nostra legge rispetto a quelle che possono
essere le eventuali somme', perché questo piano è finanziato
sempre con fondi FAS, che dobbiamo vedere e, quindi, penso che sia
giusto lasciare l'impostazione rispetto ad un parco progetti che
sia suffragato dagli accertamenti della Protezione civile, perché
quello è un esame obiettivo della situazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dal Governo,
l'emendamento 55.13 soppressivo dei commi 3 e 4 dell'articolo 55.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in parte il
problema è risolto, però mi sembra opportuno precisare una cosa, la
legge, l'articolato dovrebbe dare in qualche modo un'indicazione.
L'osservazione dell'onorevole Laccoto è corretta fino al punto da
dire che alcuni edifici sono stati controllati ai sensi dell'OPCM a
un livello 1-2; altri edifici sono stati verificati a livello 0
dello stesso OPCM.
Sostanzialmente, è una verifica solo visiva dello stato di
vulnerabilità dell'edificio; il che significa che si pone il
problema per noi, per la Regione, come fare domani queste
graduatorie.
Per cui, il problema esiste, e cassare l'articolo 3 non lo risolve
totalmente.
La vulnerabilità degli edifici è codificata da un'OPCM,
un'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che codifica
i livelli di vulnerabilità degli edifici.
Alcuni hanno fatto questa verifica di livello 1 e 2; sono opere
cantierabili, i comuni non avevano risorse e hanno fatto una
verifica di livello 0.
Con quale criterio la Regione, domani, adeguerà sismicamente gli
edifici, se non troviamo assieme un criterio?
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
vorrei soffocare il dibattito perché mi rendo conto perfettamente
dell'importanza di questo articolo, rivolgendosi ad un tema
fondamentale quale le scuole, i nostri ragazzi, i nostri figli,
quello che peraltro è accaduto purtroppo tragicamente in Abruzzo,
ormai quasi 15 giorni fa, credo ci rievochi ciò che mai avremmo
pensato potesse accadere in una regione come l'Abruzzo dove, per
esempio, ricordo che edifici che rappresentano lo Stato come la
scuola, l'università ed altro sono praticamente precipitati a
terra.
Quindi, questo è un articolo fondamentale e peraltro l'assessore
Cimino sta presentando un emendamento dove realizza la copertura
con 25 milioni di euro a valere sul PAR, e vorrei ricordare a tutti
noi che quei soldi non sono soldi fantasma, ma soldi che nessuno ci
deve concedere, né tanto meno ce lo deve concedere Roma, sono soldi
già nostri, sono soldi già della Regione siciliana.
Quando sui giornali si enfatizza l'idea che i fondi FAS non si sa
se arriveranno o meno è una esagerazione, perché lo sappiamo tutti
che quei 4 miliardi e 70-80 milioni di lire sono soldi che già
erano e sono della Regione siciliana, c'è solo questo passaggio
procedurale, viziato dal turbine della politica di queste ultime
settimane che certamente troverà soluzione magari dopo le elezioni
europee.
Allora, credo che sia opportuno riuscire ad approvare questo testo
così com'è, evitando confusioni, perché c'è un assessorato alla
pubblica istruzione che è già in condizione di portare avanti le
graduatorie, che ha dimostrato di saperci fare con uffici
competenti, che ha messo in campo una serie di risorse
professionali, di energie e di capacità che hanno saputo dimostrare
la voglia di lavorare, tant'è vero che già nel passato le cose si
sono fatte. Allora, credo sia opportuno continuare a mantenere una
serie di emendamenti che sono tutti singolarmente presi, sono tutti
certamente animati dalla buona volontà di risolvere problemi, ma
potremmo avere un articolo pasticciato se passassero pezzi di
emendamento, perché si tratta di una materia molto vasta.
Allora, come Governo - e così come qualche deputato che lo ha
presentato - ritengo che sarebbe opportuno eliminare il comma 3
perché è assolutamente ultroneo, visto che gli interventi poi
diciamo che possono essere finanziati nei limiti delle percentuali
dalle province regionali sino alla percentuale del 20 per cento.
Facciamo una norma più snella.
Per quanto riguarda il comma 4, personalmente, mi sembra opportuno
perché quanto meno fissa dei paletti rispetto dalle scuole di
competenza provinciale a quelle di competenza comunale ed
all'interno dei comuni fissa anche il limite degli abitanti per
fare in modo che si abbia più attenzione possibile su tutto il
territorio.
Dopo di che, siccome è una norma fatta, tutto sommato, nella
migliore maniera possibile, credo sia opportuno mantenerla così
com'è, evitando il comma 3 ed evitando di ripetere ciò che si è già
detto nel comma 4, procedendo comunque più speditamente.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a primo impatto direi
che cassarli è una cosa, a mio avviso, seria. Però mi permetto di
porre al Governo un problema: ha intenzione di agire per quanto
concerne la norma indicando sempre un ordine di priorità?
Volere stabilire un ordine di priorità significa cantierabili
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Certo che lo vuole stabilire.
ODDO. Bene, lo vuole stabilire.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Sì, lo stabiliremo.
ODDO. Vorrei essere rassicurato su una cosa: un progetto di
completamento di un edificio scolastico che è stato dichiarato
inagibile è prioritario? E' evidente che nello strutturare la norma
togliendo meno i commi come state proponendo, bisogna tener conto
di questo aspetto.
Da questo punto di vista credo che facciamo una cosa funzionale
e sana, perché è chiaro che se c'è un completamento in corso,
ovviamente, con progetto già pronto, mi pare ovvio che quello ha
un ordine di priorità assoluta, perché si apre una scuola che è
stata dichiarata inagibile.
Signor Presidente, ho concluso, gradirei che il Governo
rispondesse in tal senso.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Nel momento in cui abbiamo progetti
cantierabili saremo in condizione di fare finanziamenti, ove non
ve ne saranno non saremo in condizioni di finanziarli. Ciò mi pare
assolutamente importante ed opportuno precisarlo e sono d'accordo
con l'onorevole Oddo, però mi pare assolutamente ininfluente
rispetto al fatto di finanziare il progetto medesimo, a meno che
non si tratterà di stati, oserei dire, di calamità in cui c'è
addirittura un'ordinanza di Protezione Civile sulla agibilità;
allora, lì siccome intervengono altri meccanismi previsti già dalla
legge diventa priorità di per sé proprio perché ci sarà parziale
inagibilità, quindi credo di avere risposto a sufficienza e ritengo
che sarebbe opportuno votare l'emendamento ed anche il testo
definitivo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fagone ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per un chiarimento, per evitare che magari parliamo su
argomenti ormai noti e sono assolutamente convinto che questa sia
una legge molto importante: la prima misura al diritto allo studio
è la sicurezza nelle scuole.
Vorrei ribadire che ogni 31 dicembre, il 31 dicembre 2007 o 2008
c'è l'anagrafe dell'edilizia scolastica, dove ogni scuola viene
passata a setaccio e ci sono tutte le priorità, i rischi sismici
ed è previsto tutto quanto, quindi quanto detto dall'onorevole Oddo
viene superato dall'anagrafe dell'edilizia scolastica che viene
poi inoltrata all'Assessorato alla pubblica istruzione che ne fa
l'uso più opportuno. Su questa materia ci sono almeno mille
progetti pronti ad essere finanziati.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
fare una precisazione sul comma 2: abitabilità dovrebbe essere
escluso dal testo, perché le scuole nella migliore delle ipotesi
non aspireranno mai ad essere abitate, quindi agibilità è più che
sufficiente.
PRESIDENTE. Prendiamo spunto da questa sua osservazione.
Pongo in votazione l'emendamento 55.13, a firma del Governo che
cassa i commi 3 e 4.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 55.12.
Si tratta di un emendamento di copertura finanziaria. Con questo il
Governo apposta 25 milioni di euro all'articolo 55.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 55.2, a firma degli onorevoli Romano,
D'Antoni, Colianni. Lo dichiaro improponibile perché i firmatari
sono tre. Devono essere almeno quattro.
LACCOTO. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 55.2.
PRESIDENTE. Non si può fare. Abbiamo utilizzato un metodo che se
non vale per tutti non siamo più credibili, onorevoli colleghi.
Pertanto, ribadisco che l'emendamento 55.2 è improponibile, così
come l'emendamento 55.2.1.
Si passa all'emendamento 55.11 (aggiuntivo di commi) a firma
dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione, relativamente alla prima parte.
APPRENDI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 55.11.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, inserendo un ulteriore parere della Commissione
di merito, si rischia di allungare la tempistica. Comunque, sono
favorevole ma vorrei suggerire di abbreviare il termine di 90
giorni.
CRACOLICI. Entro 90 giorni; entro' vuol dire anche entro uno,
due, tre giorni fino a novanta
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Facciamo entro 45
giorni. Va bene, signor Presidente, il parere del Governo è
favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Ribadisco che lo pongo in votazione soltanto per la
prima parte. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 55, nel testo risultate. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 57 e dei relativi emendamenti
57.2 (soppressivo dell'articolo), 57.3, a firma dell'onorevole
Cracolici; 57.4, a firma degli onorevoli Cracolici ed Apprendi;
57.1, a firma dell'onorevole Caputo; 57.5, a firma degli onorevoli
Cracolici, Marinello e Raia, in precedenza accantonati.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpretazione
che è stata fatta in questa Finanziaria, ossia che gli emendamenti
presentati prima della scadenza del termine debbano essere
sottoscritti da quattro deputati, lede il diritto previsto nel
Regolamento di poter, ogni singolo deputato, presentare gli
emendamenti.
Questo perché ci troviamo in una fattispecie diversa da quella
prevista al secondo comma durante la discussione generale.
Si era fissato un termine, a priori, al di là della discussione
generale, secondo il Regolamento, che può essere riletto - non
contesto, ormai è andata così - per le fasi successive ogni singolo
deputato ha diritto a presentare l'emendamento.
Ciò non può essere interpretato come il secondo comma perché dice
altresì'; altresì' significa che è già stata data la possibilità
ai singoli deputati di presentare l'emendamento.
(Assume la Presidenza il vicepresidente FORMICA)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 57. Onorevole Cracolici, si
comincia sempre dai suoi emendamenti.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 57.2, 57.3 e
57.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 57.1, a firma dell'onorevole Caputo. Lo
dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 57.5, a firma degli onorevoli Cracolici,
Marinello e Raia.
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Marinello, la informo che sarà presentato, dal Governo,
un emendamento a parziale riscrittura.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
predisposto questo emendamento che era già stato fatto negli anni
passati, nel corso di una precedente legge finanziaria, in materia
di tributo speciale.
Il tributo speciale è quello pagato dai comuni alle autorità
d'ambito che, a loro volta, li versano alla provincia regionale di
appartenenza, per quanto riguarda il deposito in discarica dei
rifiuti solidi.
Il tema dei rifiuti è un tema molto delicato e spesso gli enti
locali, i comuni in particolare, versano questo tributo con ritardo
alle autorità d'ambito e, a loro volta, questo ritardo si
ripercuote nei confronti delle autorità d'ambito che presentano le
dichiarazioni circa i rifiuti conferiti in discarica ma, dall'altro
lato, per quanto riguarda l'esborso economico in favore delle
province di competenza, lo versano in ritardo.
L'emendamento per il resto è chiaro e preciso. Lo lascio alla
vostra valutazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 57.5. Il parere del
Governo?
MARINELLO. Rispetto a questo emendamento non c'è neanche il
problema di copertura finanziaria
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Il tributo va alla Provincia, la minore entrata per la
Regione non esiste.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 58 e dei relativi emendamenti
58.2 (soppressivo dell'articolo), 58.3, 58.4, 58.5, a firma
dell'onorevole Cracolici e 58.1, a firma dell'onorevole Laccoto.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 58.6,
di riscrittura dell'articolo 58.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il sub
emendamento distribuito dal Governo, l'emendamento di riscrittura,
possa essere accettato a due condizioni intanto di snellimento
delle procedure. Che una delibera di Giunta si debba fare, infatti,
entro sessanta giorni con l'aria che tira e con la Giunta che
praticamente non si riunisce per mesi, credo che non sia opportuno.
Pertanto, siccome vi sono molte pendenze presso l'Assessorato al
territorio, e ci sono varianti bloccate, piani regolatori bloccati,
tutto questo si può semplificare - vorrei che il Governo mi
seguisse - assessore Cimino, si può semplificare con un decreto
emanato entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge
perché semplifica la procedura e sblocca quelle che sono le vicende
che sono bloccate. Non mi sembra che sia opportuno creare ulteriori
complicazioni; in atto stiamo facendo la complicazione di tutte le
leggi che porta a ulteriori pastoie burocratiche. Non so se mi sta
seguendo assessore Cimino Così parlo al vuoto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mentre intervengono i colleghi
deputati, lasciate che il Governo sia libero di ascoltare,
altrimenti poi non può rispondere.
LACCOTO. Ripeto, Assessore, il Governo deve avere una sola voce, e
ne abbiamo visto quattro o cinque.
Voglio rappresentare che in linea di principio l'emendamento di
riscrittura di questo articolo di legge mi trova d'accordo a due
condizioni: uno, che non mettiamo delibera di giunta ma mettiamo
con decreto dell'assessorato al territorio il quale ha gli
strumenti tecnici e legislativi per potere contemperare quelle che
sono le compatibilità con il decreto nazionale; due, perché se
aspettiamo sessanta giorni in queste condizioni blocchiamo tutta
l'attività edilizia in Sicilia (varianti, piccole varianti, piani
regolatori, piani particolareggiati e quant'altro, che sono già
fermi da quattro mesi), aggiungiamo altri sei mesi e bloccheremo la
Sicilia.
Allora, la mia proposta è che tutto questo venga fatto con il
decreto dell'assessore per il territorio e l'ambiente entro trenta
giorni.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, per quanto riguarda l'osservazione
fatta dall'onorevole Laccoto, posso assicurare che già i contenuti
della delibera di Giunta sono stati depositati e in occasione della
prima riunione utile della Giunta passeremo all'approvazione. Ciò
vuol dire che, nell'interesse dei siciliani, sostanzialmente
nell'emendamento di riscrittura si riporta proprio alla data
dell'emanazione del febbraio 2008 e non si va oltre il limite di
quella data. Pertanto, tutti quei piani regolatori o varianti
approvati dai rispettivi consigli comunali entrerebbero in questa
specifica norma.
PRESIDENTE. Governo, da questo punto di vista potremmo andare
incontro alla richiesta dell'onorevole Laccoto intanto riducendo,
anziché a sessanta, a trenta. Se è pronta la delibera di Giunta
riduciamo i giorni a trenta.
Se non ci sono altre obiezioni.
RINALDI. L'emendamento A498, signor Presidente?
PRESIDENTE. L'emendamento A498 è improponibile, onorevole Rinaldi,
perché tratta di personale ed è improponibile per decisione presa
ieri dalla Presidenza.
Quindi, se non ci sono altre osservazioni, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione, io sottoporrei
all'approvazione dell'Aula la riformulazione dell'articolo con la
precisazione che i giorni sono trenta anziché sessanta.
Lo pongo in votazione . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 60. Ne do lettura:
«Articolo 60
Misure di contenimento dell'emergenza ambientale
1. La Regione, per il tramite dell'Agenzia delle Acque e dei
Rifiuti, provvede, entro 10 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti. I commissari ad
acta individuano ed attuano le operazioni necessarie per
monetizzare i crediti vantati dai singoli ATO alla data del 31
dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
uno o più advisor. I commissari ad acta procedono altresì alla
totale liquidazione dei debiti anche attraverso procedure
transattive.
2. La Regione provvede, con le modalità di cui all'articolo 3
della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad individuare le
istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.
3. Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa per
la gestione del ciclo integrato dei rifiuti di cui al decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni ed adottati dalle società d'ambito per la gestione
integrata dei rifiuti in esecuzione dell'ordinanza del Ministro
dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
n. 2983 del 31 maggio 1999, come successivamente modificata ed
integrata, nonché dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque della Sicilia
dell'8 agosto 2003, n. 885, anche in assenza dell'adozione del
regolamento previsto dall'articolo 238, sesto comma, del predetto
decreto legislativo.
4. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3 la
tariffa per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è
determinata ed approvata dalle Autorità d'ambito ottimale
territoriale ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza rifiuti in Sicilia n. 885/2003 ed è applicata e
riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione
integrata.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, su proposta del Ragioniere generale della regione, sono
disciplinate le procedure attuative dei commi 1 e 2 del presente
articolo.
6. Gli ATO rifiuti non possono procedere ad assunzioni di
personale amministrativo appartenente a qualunque categoria, né
espletare procedure concorsuali, fino alla definizione dei nuovi
ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2. Le procedure concorsuali in itinere debbono
essere revocate.'».
PRESIDENTE.
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 60 sono stati
presentati una serie di emendamenti tra cui quello a firma
dell'onorevole Cracolici.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che
l'articolo 60 è accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Disposizioni sul personale dei consorzi idrici tra
comuni.
Interpretazione autentica.
1. All'articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2008, n. 20,
la parola assumono va intesa come transitano ».
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 61 è stato
presentato l'emendamento 61.3.1 che, come mi si dice, potrebbe
mettere d'accordo e sostituire tutti gli emendamenti che sono stati
presentati. Se così è, si intendono ritirati tutti gli altri
emendamenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, lei non ha emendamenti, parlerà
dopo, intanto metto in votazione l'emendamento 61.3.1.
LACCOTO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare prima della
votazione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, lei parla sull'articolo.
LACCOTO. Signor Presidente, non si può negare la parola. Io ho
chiesto di parlare sull'emendamento. L'emendamento è improponibile
perché lede gli interessi degli operai.
.
PRESIDENTE. Onorevole Laccato, nessuno toglie la prerogativa al
parlamentare di intervenire. Ha facoltà di parlare.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusatemi ma
vorrei far capire quello che noi stiamo scrivendo su questo
emendamento e cioè che il personale operaio in esubero può essere
comandato presso il soggetto gestore.
Scusatemi, io avevo capito trasferito , comandato può anche
andare bene, ma ciò sempre secondo i protocolli già stabiliti a
livello regionale. Avevo capito trasferito , comandato mi può
stare bene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 61.3.1. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 61 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 62. Ne do lettura:
«Articolo 62
Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio e
l'attuazione del piano colore
1. Al fine di salvaguardare il patrimonio edilizio
esistente, dare attuazione al Piano di riqualificazione
del territorio, tutelare il decoro del territorio e
rilanciarne l'immagine in chiave paesaggistica e
turistica, la Regione promuove azioni volte ad orientare
la qualità degli interventi sui paesaggi naturali,
seminaturali ed antropizzati, attraverso la conservazione
programmata dei manufatti e del loro contesto,
limitatamente agli interventi sulle parti esterne degli
edifici, ivi compresa la copertura.
2. Per gli interventi di cui al comma 1, i comuni della
Regione possono disporre la redazione del Piano di
riqualificazione del proprio territorio comunale in
coerenza alle Linee guida e agli Indirizzi tecnici di
attuazione regionali, approvate con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
e per la pubblica istruzione, di concerto con l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente. Tale Piano di
riqualificazione può riguardare l'intero territorio o
solo parte di esso, sulla base delle priorità indicate
dal consiglio comunale.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, di
concerto con l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, sono stabilite le linee guida del Piano di
riqualificazione del territorio e sono individuati i
comuni nei quali sono realizzati progetti pilota del
Piano, rappresentativi del sistema di salvaguardia,
valorizzazione e fruizione sostenibile del territorio.
4. Il Piano di riqualificazione del territorio è
adottato dal consiglio comunale, previa istruttoria
dell'ufficio tecnico comunale, e previa attestazione del
progettista incaricato di conformità del Piano stesso
alle linee guida. Entro e non oltre dieci giorni dalla
data di adozione, il Piano è depositato per venti giorni
consecutivi presso la segreteria comunale.
5. Nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica ai
sensi degli articoli 136 e 142 del Codice dei beni
culturali e del paesaggio, approvato con decreto
legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, il Piano di
riqualificazione del territorio, ferma restando la
conformità alle linee guida e al regolamento regionali,
deve essere sottoposto all'approvazione della
soprintendenza competente per territorio.
6. La redazione del Piano di riqualificazione del
territorio è di competenza dell'ufficio tecnico comunale.
7. I piani di riqualificazione del territorio previsti
dal presente articolo integrano le norme dello strumento
urbanistico vigente e del regolamento edilizio dei comuni
interessati.
8. Entro e non oltre 30 giorni dalla loro adozione, i
piani di riqualificazione del territorio sono trasmessi
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
dipartimento regionale urbanistica, che, entro 90 giorni
dalla data della ricezione degli elaborati, deve
pronunciarsi previo parere espresso dal competente
servizio dello stesso dipartimento. Decorso
infruttuosamente tale termine, il parere si intende
acquisito favorevolmente.
9. Lo schema tipo di regolamento per l'attuazione del
Piano di riqualificazione del territorio è approvato con
deliberazione della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
e per la pubblica istruzione d'intesa con l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente.
10. I comuni devono conformare il proprio regolamento
per l'attuazione del Piano a quello tipo previsto al
comma 9.
11. Il regolamento è adottato con delibera del
consiglio comunale. Entro 10 giorni dalla data di
adozione, esso viene depositato presso la segreteria
comunale per quindici giorni consecutivi.
12. Per gli interventi di cui al comma 1, l'Assessorato
regionale dei lavori pubblici, concede ai titolari degli
immobili il beneficio dell'abbattimento integrale degli
interessi sui mutui, di durata massima quindicennale,
accesi presso gli istituti di credito convenzionati di
cui al comma 13.
13. L'Assessore regionale per i lavori pubblici fissa
con proprio decreto le modalità e le procedure per la
concessione dei contributi ai privati e provvede, previa
intesa con la Ragioneria Generale della Regione, alla
selezione, con procedure di evidenza pubblica, di uno o
più istituti di credito con cui stipulare apposite
convenzioni per l'accensione dei mutui finalizzati agli
interventi di cui al comma 1.
14. Nei bandi predisposti ai fini dell'assegnazione di
contributi per interventi riguardanti il recupero
urbanistico ed edilizio e l'arredo urbano, è prevista
l'assegnazione di un punteggio aggiuntivo in favore dei
progetti che prevedano la realizzazione degli interventi
sulla base del Piano di riqualificazione del territorio
già adottato dall'amministrazione comunale.
15. Per le finalità del presente articolo possono
essere altresì destinate le risorse FAS 2007-2013 a
titolarità regionale inserite nel Piano attuativo della
Regione».
Comunico che all'articolo 62 sono stati presentati altri
emendamenti oltre a quelli del fascicolo, e precisamente il 62.27
che è una riscrittura del testo.
Sono stati inoltre presentati alcuni subemendamenti, e
precisamente i numeri 62.27.4, 62.27.3, 62.27.2 e 62.27.1.
Ribadisco che con l'approvazione dell'emendamento 62.27 decadono
tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 62. Si procede
con l'esame dei subemendamenti.
CRACOLICI. I miei emendamenti, tranne quelli che cassano il testo,
diventano subemendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei vuole presentare un
subemendamento lo predisponga e lo presenti.
Pongo in votazione l'emendamento 62.27.1 dell'onorevole De Luca.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 62.27.2 è precluso.
Si passa all'emendamento 62.27.3. Ne do lettura:
«Alla fine del comma 12 aggiungere: E' fatto obbligo di
ripristino delle opere realizzate in difformità con oneri a carico
del soggetto realizzatore ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali e ambientali e la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 62.27.4, degli onorevoli Di Benedetto e
Cracolici.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 62.27.5.1 che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 62.27 che è di riscrittura.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 3 è
scritto che il regolamento disciplina una serie di cose nello
spirito della legge, poi dice tutti gli interventi di
conservazione programmata ordinaria e straordinaria dei prospetti
delle coperture, dei manufatti, del contesto di decoro urbano e
poi dice di trasformazione del paesaggio e di utilizzazione e
sistemazione del suolo e del sottosuolo .
Capisco l'invenzione piano del colore che non è inerente a ciò
di cui stiamo parlando, ma addirittura pensare che con questa cosa
che è assolutamente estranea all'argomento poi ci debba entrare il
suolo e il sottosuolo, mi pare che siamo al ridicolo.
Quindi, sto proponendo un emendamento abrogativo di questa
simpatica variazione sul tema.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
subito chiarire una cosa, perché gli ultimi minuti sono stati
pervasi da confusione. Questo testo è un testo di riscrittura,
migliorato sotto il profilo tecnico, non nei contenuti rispetto a
quello che avevamo visto in commissione bilancio e dalla medesima
commissione approvato.
Suoli e sottosuoli io non ho idea del perché ci stiano, ma
l'hanno scritto i tecnici in quel momento. E' probabile che, vado a
lume di naso e con un minimo di buon senso, nel momento in cui si
fa un piano di riqualificazione complessivo sul colore ci potrebbe
essere in un'abitazione il suolo e il sottosuolo della stessa da
riqualificare; capisco che sembra una cosa fuori dalla grazia di
Dio, io non sono ingegnere, ma le parlo come ingegnere non più come
deputato. Per quanto mi riguarda, possiamo anche eliminarlo, ma ove
non fossimo esaustivi nell'intervento rispetto all'intero
fabbricato e ciò che ci sta sotto, perché manca questa parola,
finisce come con la legge del buco' che abbiamo dovuto fare
un'altra legge per poter aiutare lo sviluppo del turismo.
Pertanto, se non ci sono obiezioni particolari lasciamola, perché
potrebbe essere un momento di necessità, tanto se serve la
utilizzeremo e ove non dovesse servire, con il concerto
dell'assessore per il territorio e l'ambiente, dell'assessore per i
beni culturali, non mi pare si corrano chissà quali rischi.
Faremo un decreto concertato tra l'assessorato per i beni
culturali e l'assessorato territorio e l'ambiente che chiarirà ai
comuni come si devono muovere. Quindi non è che su questa legge i
comuni si muoveranno, avremo tempo nel decreto che approveremo in
giunta, perché così c'è scritto nella legge, di specificare,
migliorare, palettare', lasciatemi passare il termine, rispetto ai
temi tutta questa vicenda.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, questo per una antologia futura
potrebbe essere il caso che dimostra come legiferiamo male. Un
articolo di questo genere, che in realtà è una legge, che andrebbe
quindi argomentata e discussa, trova la perplessità dell'Aula di
fronte ad una regolamentazione che riguarda addirittura la
trasformazione del paesaggio, c'è scritto la trasformazione del
paesaggio, cioè che cosa non è contenuto in questo piano del
colore? Argomentazione in risposta dell'Assessore che dice quello
che può dire, non sapendo giustamente che cosa deve dire, lo ha
detto perché si immagina che alcuni abbiano pensato una cosa
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Di che cosa sta parlando? Non le consento di
dire che io dico quello che posso dire'
DE BENEDICTIS. Ha ragione, ha ragione, capisco è giusto
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, onorevole Assessore, non è
consentito che l'oratore dialoghi personalmente con il Governo e
viceversa, l'oratore si rivolga alla Presidenza e all'Aula.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, insisto. Con questo intervento
non voglio tornare sulle cose già dette, ma dire che se vogliamo
c'è il modo di formulare molto meglio questa disposizione mentre
stiamo rischiando di fare male perché troppo precipitosamente. Ho
voluto fare un esempio, ma altri ne potremmo trovare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, c'è un emendamento a firma degli
onorevoli Cracolici e De Benedictis, il 62.27.27 che prevede di
cassare il comma 3.
CRACOLICI. Non cassare il comma 3 ma solo una parte.
PRESIDENTE. Sì, solo una parte.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lungi
da me la polemica, ci mancherebbe altro, probabilmente la buona
intenzione dell'onorevole De Benedictis era diversa da quella che è
riuscito ad esprimere, quindi non entro nel merito di ciò che ha
detto.
Mi riferisco, invece, all'emendamento a firma degli onorevoli
Cracolici e De Benedictis e anche un po' alle cose che ha detto
l'onorevole De Benedictis. Leggo testualmente il comma 3: Il
Regolamento disciplina nell'ambito del territorio comunale tutti
gli interventi di conservazione programmata, ordinaria e
straordinaria dei prospetti e delle coperture dei manufatti nel
contesto di decoro urbano, di trasformazione del paesaggio, di
utilizzazione e sistema del suolo e del sottosuolo e dei relativi
controlli sulla esecuzione e destinazioni d'uso .
Allora, sulla vicenda suolo e sottosuolo mi sono già espresso e
per quanto mi riguarda non ho alcuna difficoltà ad eliminare. Ho
difficoltà, quando parliamo di trasformazione del paesaggio, perché
vorrei ricordare che se il Piano del colore non potrà, come dire,
collimare con i piani paesaggistici, e quindi di trasformazione del
paesaggio, piani paesaggistici che non significano di
trasformazione del paesaggio, tutto o nulla, i piani paesaggistici
contengono delle funzioni ben precise, se questo non oggi non lo
dovessimo inserire dentro questa norma noi rischieremmo di avere un
Piano del colore che non terrà conto della trasformazione del
paesaggio e rischieremmo di fare una legge che non serve a nulla.
Vorrei ricordare che i piani paesaggistici sono sovraordinati
finanche ai piani regolatori, essendo gli stessi di rango superiore
rispetto alla famosa legge Urbani. Con questo mi auguro anzi che
prima o poi con l'assessore per il territorio e l'ambiente si trovi
il tempo di riformulare una norma di altro tipo, quando l'Assemblea
vorrà legiferare sul piano urbanistico. Spesso infatti le
conflittualità con la Soprintendenza nascono da questo punto di
vista.
Esorto gli onorevoli Cracolici e Benedictis a presentare un
subemendamento al loro emendamento in cui eliminiamo suolo e
sottosuolo, lasciando la trasformazione del paesaggio perché
rischiamo di rendere monca una legge importante.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio ed
invito anche l'assessore per il territorio e l'ambiente ad
ascoltare perché l'argomento è molto importante e devo dire che
condivido una buona parte dei contenuti della proposta.
Tuttavia, non posso non dirlo, viene spontaneo doverlo sostenere,
rischiamo. Con questa proposta che secondo me va bene, assessore,
non facciamo un'ulteriore pianificazione sui territori ma già
abbiamo la pianificazione urbanistica che è già complicata. I
Comuni nel territorio della Sicilia nascono e muoiono su piani
regolatori generali perché durano 10, 12, 15 e 20 anni e non si
fanno. Ora, stiamo facendo un'ulteriore pianificazione del piano
del colore, inserendo paesaggio, paesaggistica, c'è di tutto.
Sono d'accordo ma a limite si trovi una formula per inserire
questo passaggio con il piano regolatore ma non certamente con un
ulteriore piano che lavora per conto suo, che poi andrà a
confliggere con il piano regolatore del territorio, quindi,
creeremo una complicazione.
E' un'idea bellissima ma obiettivamente così è un ulteriore piano;
oltretutto, non so chi paghi tutto ciò. I comuni sarebbero
appesantiti da ulteriori costi ma non vedo i soldi; già non si
riescono a pagare i piani regolatori generali e ora facciamo i
piani regolatori di questa fattispecie.
Vediamo se i due assessorati si fermano per trovare nei piani
regolatori un insieme di direttive a queste norme.
E' molto più semplice e insieme potete farlo altrimenti faremo
un'altra normativa complicatissima da applicare. Oltretutto, quando
si parla di regolamenti, forse molti non lo ricordano, ma per fare
un regolamento ci voglio almeno due anni perché deve andare al CGA,
all'Ufficio legale; è una cosa di una complicazione mai vista.
Un articolato del genere dovrebbe avere almeno un minimo di parere
della Commissione di merito, almeno questo; stiamo parlando di un
piano, di una cosa di quattro pagine.
Questa norma mi sembra una buona cosa ma in questo contesto forse
è meglio fermarsi un attimo. L'Assessore per i beni culturali fa
bene a proporre questa cosa; valuti con l'assessore per il
territorio e l'ambiente di trovare una sinergia nei piani
regolatori.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, assessore, concordo con quanto esposto
dall'onorevole Beninati e aggiungo che questo piano del colore in
alcuni comuni potrebbe entrare anche in contrasto con le norme di
salvaguardia della Soprintendenza, quindi, complicherebbe ancora di
più un settore che in questo momento è mortificato, cioè quello
dell'edilizia.
Chiederei, così come ha detto chi mi ha preceduto, se possiamo
accantonarlo e riscriverlo in quella che è la pianificazione dei
piani territoriali del piano regolatore e che soprattutto lo
facciano i Comuni perché altrimenti entra in contrasto con i piani
della Sovrintendenza che già sono stati approvati nel territorio.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sentiti i pareri, ritengo
sia opportuno stralciarlo e mandarlo in misura anticrisi per avere
il tempo di poterlo studiare e vedere come aggiustarlo.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si
tratta di una norma che questa Assemblea immaginava di fare da
diversi anni. Ci sono anche soldi che immaginiamo di potere
concedere.
Pertanto, chiedo alla Presidenza di accantonarlo.
Siccome avremo ancora da lavorare, lo potremmo fare come ultimo
articolo dopo esserci consultati con i nostri tecnici insieme con
l'assessore regionale per il territorio e, alla fine, prima ancora
di chiudere tutte cose, ne riparliamo; se riusciamo a sistemarlo in
termini di convincimento per tutti e di buon senso soprattutto per
la norma affinché funzioni, evidentemente, lo rimandiamo ad altro
disegno di legge.
Al contrario sarebbe una scommessa; vale la pena di tentare e
arrivare fino all'ultimo.
PRESIDENTE. Viene accantonato con la raccomandazione al Governo di
tenere conto, nella riscrittura, degli emendamenti emersa in sede
di dibattito.
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 64 e dei
relativi emendamenti, in precedenza accantonati.
Ne do lettura:
«Art. 64.
Istituzione del Parco dei Monti Sicani
1. Al fine di pervenire all'istituzione del Parco dei Monti
Sicani, con la partecipazione della popolazione locale e la
collaborazione degli enti e delle associazioni interessate e
presenti nel territorio, è costituito un comitato avente il compito
di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale 6 maggio
1981, n. 98, come modificata dalla legge regionale 9 agosto 1988,
n. 14, una proposta che contenga:
a) la descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
ai valori naturalistici, nonché ai valori espressi dalle
trasformazioni del territorio conseguenti all'esercizio delle
attività umane tradizionali della zona;
b) la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
con le zonizzazioni previste dall'articolo 8 e che devono includere
le riserve naturali istituite e tutta l'area relativa ai fiumi
Magazzolo, Platani e Sosio;
c) l'indicazione e la disciplina di massima delle attività
esercitabili in ciascuna parte del territorio così delimitato, in
funzione degli obiettivi che si intendono perseguire;
d) le indicazioni tecniche e finanziarie riguardanti la
conservazione e il restauro ambientale;
e) la previsione delle attività e delle iniziative agricole, silvo-
colturali, zootecniche, artigianali, industriali, turistiche, da
promuovere o incentivare.
2. Il comitato ha altresì la facoltà di assumere iniziative
tendenti a diffondere la conoscenza dei valori ambientali del
territorio in oggetto e a promuovere il turismo naturalistico e
l'agriturismo.
3. Il comitato istituisce un apposito servizio per fornire agli
interessati le informazioni relative alle finalità del parco e
all'andamento dei lavori del comitato stesso.
4. Al fine di agevolare l'elaborazione delle proposte,
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce la
documentazione in suo possesso e concede al comitato un contributo
a titolo di concorso nelle spese relative all'espletamento degli
incarichi affidati.
5. Il comitato è nominato entro sessanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge con decreto dell'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente ed è composto da:
a) tre rappresentanti per ciascuno degli interessati, eletti dai
rispettivi consigli comunali di cui uno in rappresentanza delle
minoranze;
b) tre esperti designati dall'Università di Palermo;
c) quattro esperti designati dall'associazione <Italia nostra>,
dall'associazione italiana per il World Wildlife Fund, dal Club
Alpino Italiano e dalla Lega dell'ambiente;
d) un rappresentante dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali;
e) un rappresentante delle associazioni naturalistiche presenti
nel territorio, ove esistano;
f) un rappresentante dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura
competente per territorio;
g) un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente.
6. Il comitato elegge nel proprio seno un presidente, un vice
presidente ed un segretario.
7. In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
dalla richiesta, il comitato è costituito con quelli designati
purché in numero non inferiore a sei.
8. La proposta di cui al comma 1 è presentata dal Comitato
all'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro 12
mesi dalla loro costituzione. Trascorso detto termine, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di mancato invio
della proposta, nomina un commissario ad acta, per l'esercizio in
via sostitutiva, delle funzioni attribuite al Comitato.
9. Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o in via
sostitutiva dal commissario ad acta, il Presidente della Regione,
previa delibera della Giunta regionale, su iniziativa
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
competente commissione dell'Assemblea regionale, emana il decreto
di istituzione del parco.
10. La sede legale provvisoria dell'Ente Parco dei Monti Sicani è
stabilita nella sede del polo universitario naturalistico di
Bivona.
11. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2009, la spesa complessiva di 50
migliaia di euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 11.2.1.3.3 - capitolo 442525».
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
-dall'onorevole Maira: subemendamento 64.3.1;
-dagli onorevoli Savona, Dina e Cordaro: 64.7.1.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Panepinto,
Apprendi e Oddo l'emendamento 64.21 di riscrittura dell'articolo
64.
L'emendamento 64.21 è inammissibile.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo lo fa
proprio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 64.21. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti presentati al testo decadono.
Si riprende l'esame dell'articolo 65 e dei relativi emendamenti,
in precedenza accantonati.
Ne do lettura:
«Art. 65.
Abrogazione e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, le parole con decreto dell'Assessore regionale per la
presidenza' sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione'.
2. Il comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, è abrogato.
3. Al comma 3 dell'articolo 88 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole Dipartimento Segreteria generale' sono
soppresse.
4. La lettera a' del comma 3 dell'articolo 88 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:
a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
pubblici o privati comunque denominati o società, nonché per la
liquidazione e la ricapitalizzazione di società a partecipazione
regionale'.
5. Al comma 4 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole frequentanti corsi di laurea o corsi di studi
universitari gestiti da ciascun consorzio universitario o,
solamente per l'esercizio finanziario in corso', sono sostituite
dalle parole iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
o corsi di studi universitari gestiti da ciascun consorzio
universitario o,';
b) la cifra 70' è sostituito con la cifra 50';
c) alla fine aggiungere le seguenti parole e il 20 per cento ai
consorzi cui afferiscono corsi di studio di area medico-
sanitaria.'.
6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il
seguente:
6 bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
destinatari del contributo di cui al comma 1 è integrato da un
componente in rappresentanza della Regione siciliana designato
dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione.'.
7. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16, dopo le parole enti parco' sono aggiunte le parole e
il Museo archeologico regionale di Centuripe'. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
il Fondo unico per il precariato, di cui all'articolo 71 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è incrementato di 200
migliaia di euro.
8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26, sopprimere le parole la provincia regionale di Enna
per l'istituzione del' e dopo le parole siciliano' inserire di
Enna'.
9. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle parole
dal 1 gennaio 2011';
b) le parole entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
entro l'esercizio 2009'.
10. Al comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sostituire la cifra 1.000' con la cifra 3.000' e
sopprimere le parole attivazione dell''.
11. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 8, dopo 2008' inserire nonché 2009 e 2010' e sostituire
la cifra 3.000' con la cifra 4.000'.
12. L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 è
abrogato.
13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10 è
abrogato.
14. La lettera d) del comma 2 dell'articolo 14 della legge
regionale 15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo 24,
comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 65.27, 65.28;
dagli onorevoli D'Antoni ed altri: subemendamento 65.2.1.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 65.3.1, a mia
firma, possa essere inserito fra gli articoli aggiuntivi.
PRESIDENTE. L'articolo 65 e i relativi emendamenti sono
ulteriormente accantonati.
Si riprende l'esame dell'articolo 3 e degli emendamenti in
precedenza accantonati.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.20.
(Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, accetto la riscrittura del Governo
e non ne parliamo più per fare prima.
PRESIDENTE. Anche se c'è un errore da correggere perché il Governo
fa riferimento al comma 6 dell'articolo 76 della legge regionale
2/2002 e invece si tratta dell'articolo 6 comma 6 della legge
regionale 1/2008.
CRACOLICI. C'era soltanto una questione. Avevo detto, nella prima
parte della giornata, che c'erano 5 emendamenti di cui uno
all'articolo 3, in particolar,e un emendamento che recepisce una
legge nazionale sugli enti locali ovvero la possibilità di ridurre
a uno il collegio dei revisori per i comuni sotto i 15 mila
abitanti. E' una norma di risparmio che chiedono i comuni perché
oggi i comuni sotto i 15 mila abitanti hanno il collegio dei
revisori di tre componenti e la norma nazionale ha già previsto di
portali a uno; c'era un mio emendamento.
PRESIDENTE. La interrompo. Ho appena visto il suo emendamento
nella mia stanza, è tra quelli aggiuntivi già dichiarati
ammissibili dalla Presidenza; sono 50 in tutto e se possiamo
ripescarlo lo togliamo da quel bozzone e lo inseriamo adesso.
Siccome è materia aggiunta sarà trattato tra un'ora con quelli già
dichiarati ammissibili.
Pongo in votazione l'emendamento 3.20 del Governo, con la
sostituzione delle parole comma 6, articolo 66, l.r. 02/02' con le
seguenti articolo 6, comma 6, l.r. 01/08'. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un emendamento
di cui si erano fatti carico l'assessore Cimino e l'assessore Scoma
perché era stato dimenticato il trasporto degli alunni che
nell'ambito del fondo delle autonomie locali era una proroga di una
legge che scadeva nel 2008; se, per favore, si può prendere;
dovrebbe essere presso gli Uffici.
E' un emendamento che ha presentato l'assessore Cimino sul
trasporto degli alunni delle scuole superiori che era nel fondo dei
comuni e che praticamente prevede la proroga di una norma dal 2008
al 2011.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, questo emendamento cui lei fa
riferimento, è un emendamento già presentato come emendamento agli
articoli aggiuntivi; l'ho gia visto ed è tra quelli ammissibili,
per cui sarà trattato con gli emendamenti aggiuntivi ammissibili.
LACCOTO. Signor Presidente, a me interessa il fine; siccome si
tratta di fondo delle autonomie ed è solo una proroga perché é una
svista, potremmo metterlo qui.
PRESIDENTE. Siamo in grado di estrapolarlo?
Onorevole Laccoto, sarà trattato tra i pochi aggiuntivi
ammissibili, stia tranquillo.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Regia unica della promozione siciliana
1. Al fine di sostenere, nel quadro di un programma unitario
regionale, le manifestazioni o gli eventi che fruiscono della
promozione della Regione, con o senza oneri per l'Amministrazione
regionale, la Giunta regionale predispone un programma unitario
regionale quale strumento per il coordinamento delle attività
relative agli interventi di propaganda e promozione patrocinate
dalla Regione. Le iniziative direttamente promosse possono essere
destinatarie di un unico intervento ed esclusivamente da parte di
un solo assessorato regionale.
2. Gli interventi di cui al comma 1 devono prevedere uno spazio di
comunicazione, specificatamente destinato a fornire informazioni
utili per l'immagine della Sicilia.
3. Al fine di promuovere il proprio territorio sotto il profilo
turistico, culturale, architettonico, paesaggistico ed
enogastronomico, la Regione siciliana incentiva le attività di
produzione televisiva e cinematografica ambientate in Sicilia,
mettendo a disposizione i propri siti.
4. Per le finalità del presente articolo è istituito presso
l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti un apposito Fondo', nel quale confluiscono parte delle
dotazioni finanziarie dei singoli interventi precedentemente
finanziati con legge di bilancio o con apposita norma
autorizzativa. La relativa spesa, valutata in 10.000 migliaia di
euro, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, è finalizzata alla
realizzazione del programma unitario regionale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.7, 4.8, 4.10 e 4.9;
dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.11, 4.12 e 4.13;
dagli onorevoli Maira, Cordaro, De Benedictis. 4.4 (al comma1),
4.4 (al comma2), 4.4 (al comma 4);
dagli onorevoli Caronia, Leontini, Galvagno e Currenti: 4.5;
dall'onorevole Fagone: 4.2;
dall'onorevole De Luca: 4.1.
Onorevole Cimino, il Governo aveva preso l'impegno ieri o
stamattina, adesso non ricordo più quando, che avrebbe riscritto
l'articolo 4, cioè quello relativo alla regia unica della
promozione siciliana.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
sull'articolo 4 c'è un emendamento, a mia firma, che chiarisce
alcune situazioni relativamente alla istruttoria delle pratiche.
Il Governo continua a sostenere la necessità di questo articolo
perché di fatto pone un risparmio per le casse della Regione
siciliana, tant'è che voglio ribadire come questo fondo sia
scaturito da un forte ridimensionamento delle risorse date agli
altri assessorati.
La Giunta di Governo potrà in questo senso pianificare e
programmare una programmazione per la promozione siciliana e nello
stesso tempo avere, quindi, una immagine unitaria delle iniziative
che si intendono portare avanti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole
Cracolici, interamente soppressivo dell'articolo 4.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Ammatuna, Bonomo, Di Benedetto, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Ferrara e Gucciardi si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.6.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 54
Contrari 22
(E' approvato)
L'articolo 4 è pertanto soppresso.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.01, è ripresa alle ore
19.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende l'esame dell'articolo 34
e degli emendamenti accantonati.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 34.19.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirare l'emendamento 34.19.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
all'emendamento 34.4 che fa riferimento al parere delle Commissioni
legislative e aggiunge le parole da rendersi entro 15 giorni
dall'assegnazione'. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 34.4 così come subemendato Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.9 del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.11 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.6 dell'onorevole Gucciardi ed altri.
Lo pongo in votazione in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 34.7.1 e 34.7 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 34.5 (aggiuntivo dopo la lettera e)
dell'onorevole Pogliese ed altri.
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.12 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 34.5 (sostitutivo del comma 3), 34.13 e 34.16 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto
Sulla copertura finanziaria è stato presentato l'emendamento
34.17, a firma del Governo. Al comma 4 dell'articolo 34 dopo le
parole al presente articolo' sono inserite le parole ed entro il
limite di spesa di 80.000 migliaia di euro' e sostituire le parole
utilizzo delle economie rinvenienti' con le parole dalle risorse
disponibili sui'.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento a firma dell'onorevole Cracolici risulta superato e
quello a firma dell'onorevole Caputo, inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'esame dell'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Provvedimenti per assicurare lo svolgimento
delle attività formative per l'anno 2009
1. Al fine del contenimento dei costi ricadenti sul bilancio
della Regione e della garanzia delle tutele, di cui all'articolo 2
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, del personale in
servizio alla data del 31 dicembre 2008, per l'anno formativo 2009
l'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione è autorizzato a prorogare
le attività finanziate a valere del Piano regionale dell'offerta
formativa dell'anno 2008 apportando le variazioni necessarie
secondo quanto previsto dall'ultimo comma dell'articolo 6 della
legge regionale 6 marzo 1976, n. 24.»
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 38.10,
soppressivo dell'intero articolo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 38 è, pertanto, soppresso.
Si torna all'esame dell'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39
Misure urgenti di sostegno alla disoccupazione
1. Al fine di consentire la tempestiva attivazione degli
investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
Regione siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino al 31 dicembre
2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e
7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2. Per le medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
sino al 31 dicembre 2011, l'utilizzazione delle 22 unità di
personale contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
- PON ATAS 2000 - 2006 che ha prestato servizio presso
l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.
3. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione dei
commi 1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro per
l'anno 2009 e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli anni
2010 e 2011.
4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 11
maggio 1993 n. 15, è autorizzata fino al 31 dicembre 2011 la
prosecuzione dei contratti di lavoro in essere vigenti alla data
del 31 dicembre 2008. Per le finalità del presente comma è
autorizzata, per gli esercizi finanziari 2009-2011, la spesa annua
di 50 migliaia di euro.
5. Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di
cui all'articolo 26, comma 12, della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
entrata in vigore della presente legge presta servizio presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è inquadrato
a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
giorni dalla data dell'entrata in vigore della presente legge e
previo consenso dell'Amministrazione di appartenenza, nel ruolo
organico regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
possedute, al momento del passaggio, nell'Amministrazione di
provenienza. Il trattamento di fine rapporto, maturato presso
l'amministrazione di provenienza dai dipendenti che abbiano
presentato la domanda di cui al presente comma, è acquisito in
entrata nel bilancio regionale. Alla spesa derivante
dall'applicazione del presente comma si fa fronte con parte delle
risorse disponibili previste per gli oneri derivanti
dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
16 aprile 2003 n. 4.
6. Al fine del contenimento della spesa, il personale
dell'Amministrazione regionale, previo consenso dell'interessato,
può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
qualsiasi titolo e per funzioni da concordare in protocolli
d'intesa, con oneri a carico dell'Ente o società destinatarie,
fermo restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
e le salvaguardie previste dal vigente contratto collettivo di
lavoro, presso amministrazioni dello Stato, società a totale
capitale pubblico, enti pubblici anche economici, organi
istituzionali ed apparati serventi di organi legislativi, nonché
presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.
7. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad
apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni
discendenti dall'applicazione del presente articolo.
8. L'Assessore regionale con delega alla protezione civile è
autorizzato a rinnovare i contratti di diritto privato a tempo
determinato, per un periodo triennale, con i soggetti di cui al
comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
Per le finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2009, la spesa di 1.300 migliaia di euro. Per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 è altresì autorizzata la spesa
annua di 2.100 migliaia di euro.
9. Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
Enti Parco in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
ed allo sviluppo sostenibile, anche attraverso la formazione di
specifiche professionalità, per la realizzazione di ulteriori
progetti di recupero e valorizzazione del territorio, finanziati
nell'ambito del PAR o con risorse ordinarie, gli Enti Parco
procedono a rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti con
tale personale, sempre che la loro contrattualizzazione sia
avvenuta a seguito di specifiche procedure selettive nell'ambito
del progetto Formazione occupazione ambiente Sicilia . Per le
finalità del presente comma è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2009 la spesa di 776 migliaia di euro e per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 la spesa, per ciascun anno, di
1.260 migliaia di euro.
10. Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
delle imprese, i contratti stipulati dall'IRCAC ai sensi della
legge regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
successivo dalla data della loro naturale scadenza. Gli oneri
finanziari di cui al presente comma sono a carico del bilancio
dell'IRCAC.
11. Per le finalità connesse alla prevenzione ed alla
salvaguardia delle popolazioni e del territorio, i comuni possono
prorogare, per un periodo di tre anni, il personale assunto a tempo
determinato, ai sensi degli articoli 14, comma 14 e 23-quater del
decreto legge 30 gennaio 1998 n. 6 convertito in legge , con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 1998, n. 61 e che abbia
prestato servizio per almeno due anni, anche interrotti, negli
ultimi cinque anni. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di 500 migliaia di euro. Per
gli anni 2010 e 2011 è altresì autorizzata la spesa di 900 migliaia
di euro per ciascun anno.
12. L'ARPA è autorizzata a rinnovare, per il periodo di un anno,
i contratti di cui all'art. 25 della legge regionale 29 dicembre
2003 n. 21. Per le finalità del presente comma è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.
13. All'art. 5 comma 2 della legge regionale 14 aprile 2006 n.
16, dopo le parole articolo 2 sono aggiunte le seguenti parole
nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente al 31
dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
realizzazione dei progetti di utilità collettiva disciplinati
dall'art. 23 della legge regionale 11 marzo 1988 n. 67, e
successive modifiche ed integrazioni, che non abbiano beneficiato
di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione o
disoccupazione da almeno 24 mesi . In sede di emanazione delle
direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
2006 n. 16, ai soggetti destinatari delle previsioni di cui al
presente comma, nell'ambito della riserva complessiva già
determinata in forza delle disposizioni vigenti, è destinata una
riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
messi a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
comma è autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa di 100
migliaia di euro.»
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo un ulteriore accantonamento.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Si torna all'esame dell'articolo 45. Onorevoli colleghi,
all'articolo 45 è stato presentato dal Governo un emendamento di
riscrittura, a cui sono stati presentati alcuni subemendamenti. Il
primo subemendamento è l'A128.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Adamo, Ammatuna, Bonomo, Buzzanca, Di
Guardo, Faraone, Ferrara e Gennuso appoggiano la richiesta )
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A128.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento A128 dell'onorevole Cracolici su cui il Governo e la
Commissione hanno dato parere contrario. Quindi il Governo e la
Commissione chiedono che si voti rosso.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 35
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento A496 del Governo.
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti.
- dal Governo: A496.1 e A496.2;
- dagli onorevoli Marrocco e altri: A496.4;
- dall'onorevole Cracolici e altri: A496.3.
Si passa all'emendamento A496.1 a firma del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A496.2, a firma del Governo: I
commissari straordinari in carica da più di 12 mesi dalla data di
pubblicazione della presente legge decadono con effetto immediato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A496.3 dell'onorevole Cracolici. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Emendamento A496.4 a firma degli onorevoli Marrocco ed altri.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A496, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo decadono.
Pongo in votazione l'articolo 45, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'esame dell'articolo 54. Ne do lettura:
«Art. 54.
Risanamento e recupero del centro storico di Ragusa
Ibla
1. Per la realizzazione delle opere di risanamento e recupero del
centro storico di Ragusa Ibla e delle zone adiacenti di cui
all'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la spesa di
2.000 migliaia di euro per ciascuno degli anni del triennio 2009-
2010-2011».
Ricordo che erano stati presentati i seguenti emendamenti: 54.2
dell'onorevole Leontini e 54.1 dell'onorevole Minardo.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Di Benedetto,
Bosco, Cascio Salvatore e Panepinto i subemendamenti 54.1.1 e
54.1.2
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 54.12.
Lo pongo in votazione.
DE BENEDICTIS. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Bonomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
Ferrara, Lupo, Marinello e Marziano appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 54.12.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 54.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
A maggiore chiarimento: questo è un emendamento che proviene dal
Presidente della Regione e dall'Assessore per il bilancio e le
finanze. Quindi, chi è d'accordo con il Governo vota verde, chi è
contrario vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 79
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 44
Contrari 34
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti decadono.
Onorevoli colleghi, essendo l'emendamento 54.12 di riscrittura,
con questo voto è stato approvato anche l'articolo 54.
Si ritorna all'articolo 60, precedentemente accantonato. Ne do
lettura:
«Art. 60.
Misure di contenimento dell'emergenza ambientale
1. La Regione, per il tramite dell'Agenzia delle Acque e dei
Rifiuti, provvede, entro 10 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, alla nomina di commissari ad acta presso le Società
d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti. I commissari ad
acta individuano ed attuano le operazioni necessarie per
monetizzare i crediti vantati dai singoli ATO alla data del 31
dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni finanziarie assistite,
anche mediante il supporto della Regione, la quale può avvalersi di
uno o più advisor. I commissari ad acta procedono altresì alla
totale liquidazione dei debiti anche attraverso procedure
transattive.
2. La Regione provvede, con le modalità di cui all'articolo 3
della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad individuare le
istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.
3. Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa per
la gestione del ciclo integrato dei rifiuti di cui al decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni ed adottati dalle società d'ambito per la gestione
integrata dei rifiuti in esecuzione dell'ordinanza del Ministro
dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione civile,
n. 2983 del 31 maggio 1999, come successivamente modificata ed
integrata, nonché dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque della Sicilia
dell'8 agosto 2003, n. 885, anche in assenza dell'adozione del
regolamento previsto dall'articolo 238, sesto comma, del predetto
decreto legislativo.
4. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3 la
tariffa per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è
determinata ed approvata dalle Autorità d'ambito ottimale
territoriale ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza rifiuti in Sicilia n. 885/2003 ed è applicata e
riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione
integrata.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, su proposta del Ragioniere generale della regione, sono
disciplinate le procedure attuative dei commi 1 e 2 del presente
articolo.
6. Gli ATO rifiuti non possono procedere ad assunzioni di
personale amministrativo appartenente a qualunque categoria, né
espletare procedure concorsuali, fino alla definizione dei nuovi
ambiti territoriali di cui all'articolo 45 della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2. Le procedure concorsuali in itinere debbono
essere revocate».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 60.7 (soppressivo dell'articolo), 60.8,
60.9, 60.10, 60.11, 60.12, 60.13;
dagli onorevoli Apprendi e Cracolici: 60.16;
dall'onorevole De Luca: 60.4;
dall'onorevole Raia: 60.17;
dagli onorevoli Maira e Cordaro: 60.6;
dall'onorevole Galvagno: 60.14;
dall'onorevole Caputo: 60.12;
dall'onorevole Caronia: 60.5;
dal Governo: 60.1;
dall'onorevole Laccoto: 60.3;
dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici. 60.15.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 60.18,
di riscrittura dell'intero articolo.
Comunico, altresì, che è stato presentato dall'onorevole Di
Benedetto il subemendamento 60.18.1.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
stasera, con l'esame di questo articolo, affrontiamo uno dei
problemi più seri che riguardano l'emergenza ambientale in Sicilia
per tutto quello che sta succedendo nella nostra Regione.
Chiederei, se possibile, un attimo di attenzione.
Non entro nel merito della riscrittura - perché mi pare che sia
tale e tanta la fiducia che c'è nel Governo - con il quale si
prevede che per nominare i commissari il Presidente della Regione
ha bisogno di una designazione con delibera di Giunta regionale.
Io credo che il problema vero, signor Presidente, onorevole
Presidente della Regione, assessore Cimino, è quello di definire,
una volta per tutte, il problema delle tariffe, perché con questa
riscrittura incidiamo e non credo in maniera molto incisiva sul
problema dei debiti degli ATO ma non risolviamo il problema.
Mi piace fare un esempio: l'ATO di Enna che è tra le più piccole
della Sicilia ha un contratto affidato per 22 milioni di euro
l'anno, alle ore 24.00 di stasera il debito dell'ATO di Enna è già
aumentato di 62 mila euro e così ogni giorno perché non c'è
certezza per quanto riguarda le tariffe.
Pertanto, noi stasera dobbiamo fare una cosa molto semplice,
dobbiamo fare chiarezza e dare la possibilità di mettere in
riscossione il tributo che i cittadini debbono pagare ma qui è
l'inghippo, nel senso che manca il regolamento di attuazione del
decreto legislativo n. 152, c'è incertezza per cui molti ATO hanno
applicato la TIA altri la TARSU.
Su questo problema ci sono anche dei giudizi pendenti ancora in
corso. Noi dobbiamo salvare l'impianto che è stato fatto nel
momento in cui il Presidente della Regione è stato nominato
Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, e, con
ordinanza, ha stabilito che nel territorio della Regione siciliana
si applica la TIA anche nelle more dell'emanazione del decreto
attuativo del decreto legislativo n.152. Per cui io chiederei al
Governo che i commi 3 e 4 del testo originario vengano fatti propri
dal Governo stesso e inclusi in calce all'emendamento di
riscrittura e precisamente all'emendamento 60.18. Questa è una
richiesta formale che, una volta per tutte, farebbe chiarezza.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel testo
originario esitato dalla Commissione era previsto anche il blocco
delle assunzioni di personale da parte degli ATO. Quello che sta
succedendo è che mentre noi discutiamo come riformare il settore
dei rifiuti, come accorpare gli ATO, come ridurli, gli ATO
continuano a fare assunzioni di personale e parliamo non di
personale operaio, ma molto spesso, anzi quasi sempre, di personale
amministrativo. Non a caso, se consultate la Gazzetta Ufficiale del
30 marzo, ci sono bandi di concorso di almeno tre ATO siciliani per
l'assunzione di personale. Nel testo originario era introdotto un
comma che prevedeva, nelle more della applicazione dell'art. 45
della legge regionale 8 febbraio 2007 n. 2, il blocco delle
assunzioni e la revoca delle procedure concorsuali in atto.
Non lo vedo riscritto nel testo del Governo
Penso che possa essere solo una semplice dimenticanza e che non ci
sia invece la volontà di consentire nuove assunzioni da parte degli
ATO. A tal proposito chiedo che questo venga reinserito come
subemendamento nel testo del Governo.
Ho presentato un subemendamento ed io chiedo che il Governo dia
un parere favorevole in tal senso.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore
Cimino, vorrei dichiarare con forza, per evitare equivoci, che
sono personalmente convinto - come lo è il Gruppo dell'UDC - che
la situazione complessiva del sistema rifiuti in Sicilia è di una
estrema gravità. Si sta rilevando un buco nelle finanze della
Regione e mi rendo conto che bisogna prendere delle misure
straordinarie. Però, la strada individuata dal Governo, sia nel
testo dell'articolato che nell'emendamento di riscrittura, mi
lascia molto perplesso sotto l'aspetto giuridico e vorrei che su
questo punto, così come ho fatto con gli Uffici sino a poco fa, ci
fosse un momento di approfondimento serio e non strumentale.
Qual è il nodo giuridico? Se noi sbagliamo la strada l'iter
amministrativo per risolvere questo problema, noi corriamo il
rischio di aggravarlo ancora di più.
Gli ATO sono delle società per azioni. Sono fermamente convinto
che l'Amministrazione regionale non possa intervenire con propri
commissari in una società per azioni che è sottoposta alle regole
della legislazione ordinaria e principalmente del nuovo diritto
societario.
Noi possiamo nominare i commissari - li nomini chi vuole, il
Presidente della Regione, la Giunta regionale, non ha nessuna
importanza - che intervengono sui comuni che sono soci degli ATO.
Ma non possono essere nominati per intervenire sulle attività di
gestione di una società per azioni qual è l'ATO. Noi commettiamo un
errore, secondo me, grave. Che poi si siano interpellati, in via
preventiva, degli illustri colleghi avvocati specialisti in diritto
ambientale, non ha nessuna influenza. Perché qua noi dovremmo
interpellare professionisti specializzati in diritto societario non
in diritto ambientale. Perché sotto l'aspetto ambientale siamo
tutti d'accordo che bisogna procedere a regolarizzare la gestione
degli ATO.
Cosa ci può proporre? CI può proporre che intanto vengono nominati
dei commissari per i comuni facenti parte dei singoli ATO affinché
nella inadempienza dei consigli di amministrazione e dei presidenti
degli ATO possono attivare quelle attività di recupero dei crediti
e di transazione dei debiti affinché si possono raggiungere gli
stessi risultati che si vogliono raggiungere con i commissari ad
acta. Oppure, altra formulazione, Fermo restando che per la
trasformazione della struttura giuridica degli ATO ' secondo me
dobbiamo seguire la stessa strada che abbiamo seguito per la
riforma sanitaria. Cioè gli attuali organi di amministrazione degli
ATO debbono restare in carica fino al 30 settembre 2009, l'ultimo
comma della riscrittura che è intelligente, cioè fino al momento in
cui entrerà in vigore la nuova struttura giuridica degli ATO, senza
soluzione di continuità. Se no, noi andremo ad imbrogliare tutte le
carte da questo punto di vista. Quello che secondo me è impossibile
che qualunque organo dell'Amministrazione regionale possa nominare
commissari in una società per azioni. Questa è una assurdità
giuridica Perché se introduciamo questo filone, possiamo nominare
commissari nell'ambito dell'attività imprenditoriale regolata dal
diritto societario. E' una abnormità giuridica Sospendiamo per un
momento questo articolato; approfondiamolo visto che ci sarà una
sospensione. Seguiamo delle strade legittime o quanto meno le più
legittime possibili. Ma questo è certamente sbagliato e vorrei che
i singoli gruppi si possano esprimere sotto l'aspetto squisitamente
giuridico perché in questa fase noi siamo legislatori, non siamo di
passaggio, non possiamo scrivere e legiferare delle castronerie
giuridiche.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condividiamo
la riscrittura effettuata dal Governo intanto perché modifica
profondamente il testo che era stato esitato dalla Commissione e
che aveva due finalità. Diciamoci le cose come stanno: il Governo
era arrivato con un'idea assolutamente velleitaria di nominare
commissari liquidatori decidendo per legge lo scioglimento di
società per azioni di cui non è socio.
Dopo di che, alla luce di una palese contraddizione tra le
ambizioni e le norme - il codice civile, in particolare - il
Governo ha chiesto di essere messo nelle condizioni di nominare
comunque dei commissari ad acta per fare atti che sono già in capo
all'Agenzia dei rifiuti e delle acque che in forza della norma
costitutiva esercita i poteri di vigilanza e controllo.
I commissari ad acta - cosa che non è stata fatta fino ad oggi ed
è una delle ragioni di negligenza di questa struttura che
fortunatamente sarà superata dal primo gennaio 2010 - non sono mai
stati nominati ma ripeto oggi, in forza delle disposizioni vigenti,
possono essere già nominati senza bisogno di norma.
Non mi pare che questa norma renda semplice il percorso di
approvazione fra qualche minuto.
Si diceva che la necessità che ci fosse una norma era legata al
fatto che siccome bisogna fare delle operazioni finanziarie gli
istituti di credito, se non hanno alle spalle la Regione,
potrebbero non accettare la cessione dei crediti da parte degli ATO
rifiuti.
Ma questa che avete riscritto è una norma in cui, siccome non vi
fidate l'uno dell'altro, avete deciso di far diventare un
provvedimento amministrativo provvedimento politico scrivendo
previa designazione della Giunta regionale . Ma cosa c'entra la
Giunta?
O è una vicenda finanziaria, ed è in capo all'Assessorato al
bilancio, ma se è in capo alla Giunta allora è una decisione
politica.
C'è forse una lottizzazione dei funzionari della Regione che
possono essere nominati commissari ad acta?
E' come se, quando si scioglie un comune, l'assessore per gli enti
locali, invece di nominare un commissario, aspetti la convocazione
della Giunta per la nomina. Quindi c'è una contraddizione di un
principio giuridico.
Andiamo al terzo comma. Intendiamoci, noi siamo stati tra coloro
che hanno voluto l'articolo 45 della legge n. 2 del 2007, perché
consideriamo l'obiettivo di riduzione degli ATO un obiettivo da
perseguire. Chiedo che ritiriate il terzo comma: la disposizione
legislativa c'è ed è vigente e c'è un testo esitato dalla
Commissione, che forse non vi piacerà per come è stato esitato, ma
non è che potete decidere che alcune cose vi piacciono e le portate
qui sotto forma di riscrittura e altre no.
In quel testo c'era un nuovo piano dei rifiuti e mi pare che la
stessa decisione abbia assunto il Governo quando ha parlato di
rivalutare il dimensionamento dei termovalorizzatori con
conseguenze che sono a tutti note, secondo un nuovo piano delle
discariche in Sicilia, visto che rischiamo di avere un'emergenza da
qui a qualche mese.
Se si devono sciogliere gli ATO rifiuti il 30 settembre 2009
perché non dobbiamo approvare la legge e stabilire cosa ci sarà
dopo?
Perché delle due l'una: o l'articolo 45 non l'avete applicato e
siete stati omissivi o non potete poi interpretarlo allo luce dello
scioglimento al 30 settembre.
Allora, se dovete riscriverlo, così come avevamo definito in
Commissione, oltre i temi posti dall'onorevole Galvagno, sono
d'accordo, ma così come è stato riscritto, il primo e il terzo
comma sono inaccettabili.
Gli ATO rifiuti vanno sciolti; va stabilito cosa c'è dopo ma vanno
sciolti con una legge chiara a tutti non con provvedimenti poco
chiari.
E' stato esitato un testo in Commissione; allora si porti quello
in Aula e si discuta in maniera trasparente. Il Parlamento decida
di mettere fine al disastro provocato dal piano rifiuti voluto
dall'ex Presidente - nonché commissario - della Regione, onorevole
Cuffaro.
Ereditiamo un disastro di cui pagheremo non so per quanti anni le
conseguenze; non possiamo passare però da un disastro ad un altro,
quindi, un disastro alla volta.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, così come hanno suggerito
l'onorevole Maira e l'onorevole Galvagno, il Governo sta
provvedendo ad effettuare una riscrittura del testo. Pertanto,
chiedo un ulteriore accantonamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo,
l'articolo 60 viene ulteriormente accantonato in attesa della
riscrittura.
Si riprende l'esame dell'articolo 39, precedentemente accantonato.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 20.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, i giorni 29 e 30 aprile 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 60.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 60.19,
di riscrittura dell'intero articolo.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente, riprendiamo il
comma 1 dell'emendamento presentato a firma dell'onorevole Maira,
con la nomina dei Commissari ad acta da parte dell'Agenzia.
Riprendiamo i commi 2, 3, 4 e 5 del testo originario dell'articolo
60 e, sostanzialmente, proponiamo quest'articolo 60 composto da 5
commi di cui il primo emendato da parte dell'onorevole Maira e gli
altri 4 che erano nel testo originario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
bisognerebbe aggiungere una sola parola legittimamente' vantati
perché ci sono una serie di situazioni bloccate nei diversi ATO
della Sicilia e ci potrebbero essere dei problemi.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, dove vorrebbe aggiungere questa
parola?
LACCOTO. Al comma 1 dove dice per monetizzare i crediti vantati',
esattamente al quinto rigo.
PRESIDENTE. Per monetizzare i crediti vantati dai singoli ATO?
Diventerebbe, quindi: I crediti legittimamente vantati'?
Potrebbe essere superfluo perché se sono crediti vantati,
ovviamente sono legittimi.
LACCOTO. Al terzo comma dove dice: sono fatti salvi gli atti di
determinazione della verifica per la gestione del ciclo integrato
dei rifiuti, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, numero
152 e successive modifiche ed integrazioni, è adottata la società
d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti in esecuzione
dell'ordinanza del Ministro dell'interno delegato , come
successivamente modificata , anche in assenza dell'adozione del
Regolamento previsto dall'articolo 238, comma VI, del predetto
decreto legislativo .
So bene cosa è. Ci sono, già, le sentenze del TAR e del CGA che
hanno dichiarato illegittime alcune TIA che non erano fatte secondo
il Regolamento che deve attuare il Ministero dell'ambiente.
Penso che per l'avvenire sia giusto che si dica che si possono
fare anche senza Regolamento, però non possiamo andare a sanare con
questa norma delle illegittimità facendo salve quelle tariffe che
sono in contrasto ed illegittime, perché emanate prima del
Regolamento del Ministero dell'ambiente.
Credo che questa norma non possa essere portata avanti. Le sto
preannunciando, quindi, un subemendamento soppressivo del comma 3.
Sono d'accordo sul fatto che si faccia d'ora in avanti ma non è
possibile per le questioni illegittime.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare
all'onorevole Laccoto che l'ordinanza del Presidente della Regione
ha dato la possibilità agli ATO di adottare le tariffe anche in
assenza del Regolamento previsto dall'articolo 238.
L'onorevole Laccoto dovrebbe anche sapere che, dove ci sono
sentenze passate in giudicato, la legge non può intervenire; caso
mai interviene sui procedimenti in itinere.
Il comma 3, così come formulato, è perfetto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 60.19, di riscrittura
dell'intero articolo 60.
Il parere della Commissione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti
decadono.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 238
prevede l'emanazione di un Regolamento di attuazione, cosa che a
distanza di tanti anni ancora oggi non è stata fatto.
In Sicilia abbiamo due fattispecie: alcuni ATO che hanno adottato
la TIA; altri che hanno invece la TARSU.
Il Presidente della Regione intervenendo con i poteri di
Commissario straordinario stabilisce che in Sicilia, anche in
assenza di regolamento, si può adottare la TIA, come ha fatto il
Presidente della Regione con propria ordinanza. Su questo problema
c'è un giudicato del TAR che era favorevole al fatto che si può
determinare la TIA anche in assenza del regolamento.
C'è anche una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa,
appellata per vizi di forma che ancora non è esecutiva, che
sostiene esattamente il contrario.
Qui si va a rendere valida un'ordinanza del Presidente della
Regione. Il problema dei rifiuti passa attraverso la riscossione
delle tariffe. Non ci saranno mai abbastanza soldi per togliere i
debiti se non si mette in moto il meccanismo virtuoso della
tariffazione.
Inviterei il Parlamento ad approvare la riscrittura, così come è
stata formulata.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, il Parlamento ha già approvato
l'emendamento. Se poi ci sono delle modifiche per renderlo ancora
più efficace, lo faremo certamente in sede di coordinamento
formale.
Si riprende l'esame dell'articolo 65 e dei relativi emendamenti,
in precedenza accantonati.
Ne do lettura.
«Art. 65
Abrogazione e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, le parole con decreto dell'Assessore regionale per la
presidenza' sono sostituite dalle parole con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione'.
2. Il comma 2 dell'articolo 89 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, è abrogato.
3. Al comma 3 dell'articolo 88 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole Dipartimento Segreteria generale' sono
soppresse.
4. La lettera a' del comma 3 dell'articolo 88 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, è così sostituita:
a) partecipazione e acquisizione, costituzione di organismi, enti
pubblici o privati comunque denominati o società, nonché per la
liquidazione e la ricapitalizzazione di società a partecipazione
regionale'.
5. Al comma 4 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole frequentanti corsi di laurea o corsi di studi
universitari gestiti da ciascun consorzio universitario o,
solamente per l'esercizio finanziario in corso', sono sostituite
dalle parole iscritti ai corsi di laurea con almeno venti iscritti
o corsi di studi universitari gestiti da ciascun consorzio
universitario o,';
b) la cifra 70' è sostituito con la cifra 50';
c) alla fine aggiungere le seguenti parole e il 20 per cento ai
consorzi cui afferiscono corsi di studio di area medico-
sanitaria.'.
6. Dopo il comma 6 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il
seguente:
6 bis. Il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari
destinatari del contributo di cui al comma 1 è integrato da un
componente in rappresentanza della Regione siciliana designato
dall'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione.'.
7. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16, dopo le parole enti parco' sono aggiunte le parole e
il Museo archeologico regionale di Centuripe'. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2009, per le finalità del presente comma
il Fondo unico per il precariato, di cui all'articolo 71 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è incrementato di 200
migliaia di euro.
8. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26, sopprimere le parole la provincia regionale di Enna
per l'istituzione del' e dopo le parole siciliano' inserire di
Enna'.
9. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole dal 1 gennaio 2009' sono sostituite dalle parole
dal 1 gennaio 2011';
b) le parole entro l'esercizio 2007' sono sostituite dalle parole
entro l'esercizio 2009'.
10. Al comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sostituire la cifra 1.000' con la cifra 3.000' e
sopprimere le parole attivazione dell''.
11. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 8, dopo 2008' inserire nonché 2009 e 2010' e sostituire
la cifra 3.000' con la cifra 4.000'.
12. L'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 è
abrogato.
13. L'articolo 2 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10 è
abrogato.
14. La lettera d) del comma 2 dell'articolo 14 della legge
regionale 15 maggio 1991, n. 27 come sostituito dall'articolo 24,
comma 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 è abrogata».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 65.27, 65.28, 65.29, 65.32;
dalla Commissione: A 295;
dall'onorevole Laccato: A 206.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, stiamo approvando dei provvedimenti
troppo importanti per la Sicilia e non si approvano in questa
confusione.
Credo che questo modo di procedere poco ordinato che non consente
nemmeno ai deputati di far capire quello che approvano sia
veramente inaudito.
Non voglio ritornare sull'argomento. Il problema è che si
affrontano le questioni con troppa superficialità; qui si cerca di
sanare una situazione illegittima. Parlo di questo anche per
l'avvenire e credo che ci vorrebbe un poco più di ordine per capire
quello che si fa.
E' chiaro che su questo ci sarà l'impugnativa, su questo comma.
Allora per quelle questioni che andiamo ad affrontare per lo meno
facciamolo con un po' di ordine per far capire a tutti i componenti
quello che andiamo ad affrontare.
E' una confusione enorme.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 65.11, dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 65.11, 65.12,
65.13, 65.14, 65.15 e 65.16, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamenti A 76 è inammissibile.
L'emendamento 65.9 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
MAIRA. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 65.10 è ritirato.
MAIRA. Chiedo di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 65.17 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A 348 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 65.18.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 65.18, 65.19,
65.20, 65.21, 65.22, 65.23, 65.24, 65.25, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 65.28, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commission e relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 295, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza..
Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo considererei un
aggiustamento tecnico. Se vedete, è copiato da quello del turismo.
E' per effettuare delle iniziative anche per entità ed enti
privati, associazioni, che in altro modo non si potrebbero fare ai
beni culturali. Stiamo riportando la stessa procedura dei beni
culturali per iniziative direttamente promosse.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 65.29, a firma del Governo:
Il comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale n. 36/90 è
abrogato .
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
dell'abrogazione del comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale
n. 36/90 perché, al Collocamento non funzionano più, sono state
soppresse e, nello stesso tempo, anche le liste di collocamento.
Quindi non ha più valenza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.29. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 65.32, a firma del Governo: 1. Gli enti
locali, loro società e consorzi e le ASL certificano alle
cooperative sociali, entro trenta giorni dalla ricezione della
richiesta, se i crediti da loro vantati sono liquidi ed esigibili.
2. La certificazione di cui al comma 1 può essere utilizzata per
cessioni di crediti pro soluto .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 206, a firma dell'onorevole Laccoto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 65.27, a firma del Governo.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per illustrare l'emendamento. Il punto 15 riguarda
l'abrogazione di una norma del 1966, che riguardava la promozione
di competenza dell'assessorato regionale della cooperazione e se ne
chiede l'abrogazione.
CRACOLICI.. Vorrei fare una domanda di fondo: ma questi
emendamenti quando sono stati presentati? Come procediamo? Di cosa
stiamo parlando?
PRESIDENTE. Sono emendamenti del Governo, onorevole Cracolici.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
per quanto riguarda associazioni cooperative di consumo, interventi
sperimentali di promozione di cooperative di consumatori
nell'ambito delle diverse comunità locali di cooperative di
dettaglianti mediante partnership, una norma che da tanti anni non
è utilizzata; la terza è la modifica per quanto riguarda il
riconoscimento dei distretti. E la variazione riguarda la questione
delle ditte e il numero dei dipendenti che vi lavorano - da
cinquanta viene portato a cento, di cui l'80 per cento dovrà
svolgere attività riconducibile al settore produttivo del distretto
- per evitare che ci siano doppi, tripli distretti che riguardano
la stessa attività produttiva o lo stesso prodotto per capirci;
l'altra riguarda il fatto che i lavoratori impegnati nel distretto
da 150 diventano 300.
Questa norma serve a dare credibilità al tema dei distretti in
Sicilia per cui ai 23 già esistenti credo sia opportuno avviare una
fase di aggregazione per rendere i distretti sempre più credibili
al cospetto non solo del Governo regionale ma anche del Governo
nazione e delle relazioni internazionali che i distretti devono
avere.
Credo siano tre norme di buon senso che agevolano l'attività
legislativa della Regione siciliana.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel condividere
l'impostazione che prevede una razionalizzazione dell'intervento su
questa particolare importante tematica dei distretti produttivi,
voglio semplicemente sottolineare, ove lo ritenga importante in
questo contesto normativo, assessore Di Mauro, inserire una norma
che consenta ai distretti già esistenti di tener conto di nuove
richieste che possono poter aggregare alla realtà giuridica già
esistente.
Se, infatti, la norma che tende a razionalizzare chiede e non da
la possibilità ad altri soggetti di intervenire, di fatto,
significa creare una condizione chiusa, stagnante ove è preclusa la
possibilità ad ogni altro soggetto, ad ogni altra realtà
territoriale di poter pensare ai distretti.
Faccio dunque un formale invito e una formale richiesta
all'Assessore di prevedere anche questo aspetto nella parte
normativa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole colleghi, chiedo una
sospensione della seduta ma anche che si raccolgano gli emendamenti
presentati e che si diano i riferimenti normativi ai deputati per
poi procedere alla discussione e alla relativa votazione.
Mi rifiuto di continuare a votare sulle spiegazioni gentili e
garbate dei singoli assessori.
Signor Presidente, se erano così importanti, perchè queste norme
non sono state inserite nella finanziaria nel momento in cui essa è
stata predisposta?
Questi emendamenti arrivano all'ultimo minuto e prevedono
l'abrogazione di leggi che sono in vigore da 45 anni.
Sono certo che sia necessario abrogare questa legge, fondamentale
per la Sicilia, tutto quello che vogliamo. Una legge che esiste da
45 anni non può essere abrogata in un secondo.
Signor Presidente, le chiedo di fermarsi, di dirci quali sono gli
emendamenti abrogativi all'articolo 65; ci dia i riferimenti
normativi e procediamo, altrimenti, così non possiamo andare
avanti.
Questi sono i momenti peggiori della vita dell'Assemblea: quando
si fanno le cose in piedi.
Le chiedo, cortesemente, di procedere con ordine, mettendo i
deputati nelle condizioni di esercitare il loro mandato con scienza
e coscienza.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Onorevoli colleghi, mi dispiace ma ancora una volta
sono d'accordo con l'onorevole Cracolici. Lei non mi ha dato la
parola prima; mi ha preceduto l'onorevole Cracolici.
Signor Presidente, non le chiedo di sospendere la seduta ma di
rendere inammissibile la stragrande maggioranza degli emendamenti,
considerato che non sono di riscrittura da parte del Governo ma si
tratta di nuovi emendamenti presentati fuori tempo rispetto a
quanto previsto dal nostro Regolamento.
Pertanto, signor Presidente, visto che siamo molto stanchi e
soprattutto che lei ha condotto insieme al Presidente Formica i
lavori delle varie sedute che si sono svolte, le chiedo di finire
in bellezza, nel senso di evitare che ci sia proprio nelle
abrogazioni di leggi, che sono il momento più delicato, momenti di
confusione. Purtroppo, sono passaggi meno visibili, meno
comprensibili e se non ci sono i riferimenti normativi, è difficile
potersi districare.
Mi appello, dunque, alla sua solerzia. Utilizzi tutte le sue
prerogative, soprattutto, li dichiari inammissibili laddove è
necessario. Questo Parlamento gliene sarà grato.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Vorrei chiarire all'Aula ciò che stiamo
facendo
CRACOLICI. Prego l'onorevole Di Mauro di sedersi. Qui c'è
l'assessore al bilancio che rappresenta il Governo e c'è anche il
Presidente della Regione. Sono qui tutti e due. Gli altri sono
semplici deputati. Mi sono stancato di questa gestione personale
dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, appena avrà finito di parlare
l'assessore Di Mauro, la Presidenza comunicherà le sue
determinazioni.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Cracolici, come lei ben sa, la mia presenza è stata costante nel
corso di questi lavori, purtuttavia, ritengo che l'emendamento
dell'onorevole Di Mauro trattando di abrogazione di norme e
considerando che l'emendamento in questione non prevede alcun onere
finanziario mi è sembrato più corretto che l'onorevole Di Mauro
fornisse dei chiarimenti all'Assemblea, dandogli l'opportunità di
illustrarlo.
Chiedo pertanto alla Presidenza, se è possibile, subito dopo
questo articolo, di fermare i lavori d'Aula al fine di raccordarci
sul percorso che ci vogliamo dare. Ne chiedo quindi
l'accantonamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci fermiamo immediatamente, nel
senso che porrò in votazione l'articolo 65 fino al punto in cui
siamo arrivati. Tutti gli altri emendamenti che mi sono arrivati -
e sono tantissimi - non saranno da me posti in votazione. Dopo di
che, sospenderò la seduta per decidere il percorso da fare.
Dichiaro inammissibili quindi tutti gli altri emendamenti
all'articolo 65.
Pongo in votazione l'articolo 65, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 39 e degli emendamenti
accantonati.
Ne do lettura:
«Art. 39.
Misure urgenti di sostegno all'occupazione
1. Al fine di consentire la tempestiva attivazione degli
investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
Regione siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino al 31 dicembre
2011, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e
7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2. Per le medesime finalità del comma 1 è, altresì, consentita,
sino al 31 dicembre 2011, l'utilizzazione delle 22 unità di
personale contrattualizzato dal Ministero dello Sviluppo economico
- PON ATAS 2000 - 2006 che ha prestato servizio presso
l'Amministrazione regionale sino al 31 ottobre 2008.
3. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione dei commi
1 e 2, è autorizzata la spesa di 73.342 migliaia di euro per l'anno
2009 e in 109.988 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2010 e
2011.
4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
1993 n. 15, è autorizzata fino al 31 dicembre 2011 la prosecuzione
dei contratti di lavoro in essere vigenti alla data del 31 dicembre
2008. Per le finalità del presente comma è autorizzata, per gli
esercizi finanziari 2009-2011, la spesa annua di 50 migliaia di
euro.
5. Il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di
cui all'articolo 26, comma 12, della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, che alla data di
entrata in vigore della presente legge presta servizio presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è inquadrato
a domanda, da presentarsi da parte degli interessati entro sessanta
giorni dalla data dell'entrata in vigore della presente legge e
previo consenso dell'Amministrazione di appartenenza, nel ruolo
organico regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, mantenendo l'anzianità e la posizione giuridica
possedute, al momento del passaggio, nell'Amministrazione di
provenienza. Il trattamento di fine rapporto, maturato presso
l'amministrazione di provenienza dai dipendenti che abbiano
presentato la domanda di cui al presente comma, è acquisito in
entrata nel bilancio regionale. Alla spesa derivante
dall'applicazione del presente comma si fa fronte con parte delle
risorse disponibili previste per gli oneri derivanti
dall'applicazione dell'articolo 26, comma 12, della legge regionale
16 aprile 2003 n. 4.
6. Al fine del contenimento della spesa, il personale
dell'Amministrazione regionale, previo consenso dell'interessato,
può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti, a
qualsiasi titolo e per funzioni da concordare in protocolli
d'intesa, con oneri a carico dell'Ente o società destinatarie,
fermo restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
e le salvaguardie previste dal vigente contratto collettivo di
lavoro, presso amministrazioni dello Stato, società a totale
capitale pubblico, enti pubblici anche economici, organi
istituzionali ed apparati serventi di organi legislativi, nonché
presso enti soggetti a controllo e/o vigilanza della Regione.
7. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
al bilancio della Regione le necessarie variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo.
8. L'Assessore regionale con delega alla protezione civile è
autorizzato a rinnovare i contratti di diritto privato a tempo
determinato, per un periodo triennale, con i soggetti di cui al
comma 8 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006 n. 16.
Per le finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2009, la spesa di 1.300 migliaia di euro. Per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 è altresì autorizzata la spesa
annua di 2.100 migliaia di euro.
9. Al fine di valorizzare le professionalità già utilizzate dagli
Enti Parco in progetti finalizzati alla valorizzazione ambientale
ed allo sviluppo sostenibile, anche attraverso la formazione di
specifiche professionalità, per la realizzazione di ulteriori
progetti di recupero e valorizzazione del territorio, finanziati
nell'ambito del PAR o con risorse ordinarie, gli Enti Parco
procedono a rinnovare, fino al 31 dicembre 2011, i contratti con
tale personale, sempre che la loro contrattualizzazione sia
avvenuta a seguito di specifiche procedure selettive nell'ambito
del progetto Formazione occupazione ambiente Sicilia . Per le
finalità del presente comma è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2009 la spesa di 776 migliaia di euro e per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 la spesa, per ciascun anno, di
1.260 migliaia di euro.
10. Per le finalità progettuali legate all'internazionalizzazione
delle imprese, i contratti stipulati dall'IRCAC ai sensi della
legge regionale 1 marzo 1995 n. 17, sono rinnovati per il triennio
successivo dalla data della loro naturale scadenza. Gli oneri
finanziari di cui al presente comma sono a carico del bilancio
dell'IRCAC.
11. Per le finalità connesse alla prevenzione ed alla salvaguardia
delle popolazioni e del territorio, i comuni possono prorogare, per
un periodo di tre anni, il personale assunto a tempo determinato,
ai sensi degli articoli 14, comma 14 e 23-quater della legge 31
marzo 1998, n. 61 e che abbia prestato servizio per almeno due
anni, anche interrotti, negli ultimi cinque anni. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata, per l'anno 2009 la spesa di
500 migliaia di euro. Per gli anni 2010 e 2011 è altresì
autorizzata la spesa di 900 migliaia di euro per ciascun anno.
12. L'ARPA è autorizzata a rinnovare, per il periodo di un anno, i
contratti di cui all'art. 25 della legge regionale 29 dicembre 2003
n. 21. Per le finalità del presente comma è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2009 la spesa di 3.000 migliaia di euro.
13. All'art. 5 comma 2 della legge regionale 14 aprile 2006 n.
16, dopo le parole articolo 2 sono aggiunte le seguenti parole
nonché dei soggetti che abbiano partecipato, anteriormente al 31
dicembre 1995, per periodi non inferiori a centoottanta giorni alla
realizzazione dei progetti di utilità collettiva disciplinati
dall'art. 23 della legge regionale 11 marzo 1988 n. 67, e
successive modifiche ed integrazioni, che non abbiano beneficiato
di misure di fuoriuscita e che versino in stato di inoccupazione o
disoccupazione da almeno 24 mesi . In sede di emanazione delle
direttive di cui all'art. 5 comma 4 delle legge regionale 14 aprile
2006 n. 16, ai soggetti destinatari delle previsioni di cui al
presente comma, nell'ambito della riserva complessiva già
determinata in forza delle disposizioni vigenti, è destinata una
riserva pari al 5% delle assunzioni riservate o dei posti riservati
messi a concorso. Per le finalità della spesa relativa al presente
comma è autorizzata per l'anno finanziario 2009 la spesa di 100
migliaia di euro .
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati, dal
Governo, l'emendamento 39.38 di riscrittura dell'intero articolo e
l'emendamento 39.39 concernente proroghe.
Per consentire agli uffici la sistemazione degli emendamenti
ancora da esaminare, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 23.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.34, è ripresa alle ore 23.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 39. Il Governo aveva
presentato due emendamenti di riscrittura: uno sulle proroghe ed
uno sui rinnovi, il 39.39 ed il 39.38. A questi due emendamenti
erano stati presentati tutta una serie di subemendamenti.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei ribadire, per quanto riguarda
l'emendamento 39.39, che il Governo ritira i commi 4, 6 e 7,
lasciando in vita, quindi, i commi 1, 2, 3, 5 e 8.
Relativamente all'emendamento 39.38, dichiaro di ritirarlo
interamente, anche perché si ritiene che si possa procedere in
riferimento a questo testo con atto amministrativo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto, onorevoli
colleghi, rimane in vita soltanto l'emendamento 39.39 con i commi
1, 2, 3, 5 e 8. Quindi, i subemendamenti che fanno riferimento a
questi commi possono essere esaminati, tutti gli altri decadono.
Si passa al subemendamento 39.39.4, a firma degli onorevoli
Torregrossa, Marinese, Corona, Limoli, Leontini ed altri.
DONEGANI. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento
39.39.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Signor Presidente, è una proroga
PRESIDENTE. Sì, è una proroga. Non comporta spesa perché fa
riferimento alla copertura finanziaria del CEFPAS. E'chiarissimo,
onorevole Maira. E' proroga di contratti e non ha copertura di
spesa.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. E' attinente al
testo che riguarda proprio la proroga del personale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 39 39.4. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 39.39.1, a firma degli onorevoli
Faraone, Cracolici, Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo, Donegani,
Marinello, Raia e Termine.
FARAONE. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, poiché stiamo facendo riferimento a personale, mi
riferisco agli enti parco, IACP, comunque enti che nella legge
numero 10 sono equiparati come contratto ai dipendenti regionali,
la inviterei ad una univocità di giudizio.
Se va bene l'articolo votato dalla Commissione Bilancio', va bene
anche questo. Nella legge 15 maggio 2000, numero 10, all'articolo 1
diciamo: Il presente contratto collettivo regionale si applica al
personale dipendente della Regione siciliana e degli altri enti di
cui all'articolo 1 della legge regionale... ; gli altri enti
sarebbero gli enti parco, gli IACP, comunque tutti gli enti che
sono direttamente controllati dalla Regione che nel contratto da
noi approvato sono direttamente equiparati.
Se questa possibilità è data ai dipendenti regionali, credo che
debba essere data anche a professionalità che sono acquisite in
altri enti, ma direttamente collegati alla Regione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.39.1 a firma
dell'onorevole Faraone. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri subemendamenti all'emendamento 39.39 sono
inammissibili perché non riguardano proroghe, necessitano di
copertura finanziaria e non sono attinenti al testo che stiamo
trattando.
Pongo in votazione l'emendamento 39.39 di riscrittura
dell'articolo 39, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto, considerato che ci aspetta
tanto lavoro, sospendo la seduta per mezz'ora e convoco la
Conferenza dei Capigruppo - e soltanto i Capigruppo - nella mia
stanza.
(La seduta, sospesa alle ore 23.58, è ripresa alle ore 2.53 di
giovedì 30 aprile 2009)
(Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per illustrare il lavoro fatto
sugli emendamenti aggiuntivi gli uffici hanno preso in esame i
mille e più emendamenti che erano stati presentati, usando dei
criteri. I criteri sono i seguenti: sono stati preliminarmente
riscontrati gli emendamenti, articoli aggiuntivi al disegno di
legge numero 250/A che siano stati in precedenza presentati in
Commissione Bilancio', in occasione dell'esame della Finanziaria e
che siano stati, in tale sede, votati, ovvero ritirati dal
proponente escludendo, pertanto, gli emendamenti dichiarati
improponibili o stralciati dalla Commissione.
Dal corpo degli emendamenti individuati sulla base del
sopradescritto criterio, sono stati ulteriormente espunti gli
emendamenti che comportano maggiori spese o minori entrate, nonché
quelli riguardanti il personale sia regionale sia degli enti
locali, escluse le proroghe, i concorsi, l'istituzione di uffici e
le norme concernenti gli amministratori di enti e società a
partecipazione regionale, la sanità, l'urbanistica, il demanio;
sono stati esclusi anche gli emendamenti fuori termine.
Pertanto, sulla base di questi criteri, gli emendamenti rimasti
sono i seguenti: A 330, A 393, A 270, A 266, A 58 contenuti nel
fascicolo che è stato distribuito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei ha dato comunicazione che la
Presidenza ha operato secondo un criterio oggettivo. Ne prendo
atto. Le ricordo che il criterio oggettivo non può essere derogato.
Non possono, quindi, arrivare in Aula emendamenti che comportano
spese; non possono arrivare in Aula emendamenti che attengono a
materie per le quali la Presidenza ha operato una dichiarazione di
improponibilità.
Le ricordo che questa è una affermazione fatta dalla Presidenza e
la Presidenza dovrà operare coerentemente con questa impostazione.
E' evidente, che se dovessero esserci deroghe, mi permetto di dire
che la dichiarazione di improponibilità verrebbe meno, in quanto si
tratterebbe di una fattispecie diversa nel momento in cui la
Presidenza derogherebbe per alcuni e non per altri.
La dichiarazione di improponibilità , quindi, è tale se è coerente
come metodo di valutazione. Mi premeva sottolinearlo in questa fase
- vedremo in corso d'opera - ma ribadisco che questo principio non
può che essere rispettato dalla Presidenza.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dal Governo: A330;
- dagli onorevoli Dina, Cordaro e altri: A393;
- dall'onorevole Leontini: A270;
A266;
- dagli onorevoli Cracolici e Speziale: A58.
Si passa all'emendamento A 330, di identico contenuto
all'emendamento A 393.
FARAONE. Signor Presidente, vorrei che il Governo lo illustrasse.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare
per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si tratta dell'assegnazione di Villa Belmonte
alla Regione siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non si fa silenzio non è
possibile ascoltare le spiegazioni che si chiedono al Governo.
La Presidenza, su oltre 1.000 emendamenti presentati, ha operato
con dei criteri una scelta che ha portato a meno di 40 emendamenti.
Ritengo che i 40 emendamenti sono stati scelti con un criterio che
non può essere messo in discussione, in quanto è stato un criterio
trasparente e assolutamente rispettoso.
Lei chieda al Governo di illustrare l'emendamento. Se l'Aula fa
silenzio, sarà in grado di ascoltare le spiegazioni.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti A330 e A393. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A270. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, mi scusi, forse mi sono distratto ma
oltre a sentire l'opinione del Governo, visto che il lavoro di
scrematura sugli emendamenti è stato compiuto dalla Presidenza,
vorrei spiegato ancor meglio il criterio che ha tenuto per alcuni
di questi emendamenti mentre ne ha escluso altri, anche per capire
quando li affronteremo individualmente. Infatti, c'erano parecchi
emendamenti che non comportavano alcun impegno di spesa.
Faccio un esempio citando quello riguardante la questione degli
addetti alla raccolta del ferro che avevamo concordato con il
Presidente Cascio, assente lei, onorevole Formica, che veniva
inserito nel maxiemendamento perché non c'era alcun impegno di
spesa.
Si tratta di un tema che riguarda una emergenza sociale registrata
in tutte le province e qui dentro non c'è.
Non mi interessa questo emendamento ma, in particolar modo, a me
interessa capire qual è il criterio; considerato che lei ha
spiegato che non rientra nella selezione che è stata fatta, vorrei
che lo spiegasse in maniera più approfondita e dopo ogni singolo
emendamento capire perché uno magari è stato escluso e qualche
altro no.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, le rileggo nuovamente i criteri
che sono stati adottati visto che lei non ha ascoltato. Sono stati
preliminarmente riscontrati gli emendamenti, articoli aggiuntivi al
disegno di legge n. 250/A che siano stati in precedenza presentati
in Commissione Bilancio', in occasione dell'esame della
finanziaria e che siano stati in tale sede votati ovvero ritirati
dal proponente, escludendo pertanto gli emendamenti dichiarati
improponibili o stralciati dalla Commissione. Dal corpo degli
emendamenti individuati sulla base del sopradetto criterio sono
stati ulteriormente tolti gli emendamenti che comportano maggiori
spese o minori entrate nonché quelli riguardanti il personale sia
regionale che degli enti locali, escluse le proroghe, e anche il
personale precario, i concorsi, l'istituzione di uffici e le norme
concernenti gli amministratori di enti e società a partecipazione
regionale, la sanità, l'urbanistica, il demanio. Sono stati esclusi
anche gli emendamenti fuori termine. Questi sono stati i criteri,
dopodiché, è pure possibile che se lei ha concordato un emendamento
con il Presidente Cascio lo potrà trovare, se ci sarà un
maxiemendamento, dopo.
Sono stato chiaro?
Onorevole Faraone, le dico di più. Le decisioni della Presidenza
sono insindacabili: questi sono quelli ammessi, questi sono quelli
improponibili, punto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, visto che è insindacabile quello che
ha deciso la Presidenza, e questo è indubbio, vorrei sapere - come
penso tutti i miei colleghi - a quest'ora, cosa ci aspetta d'ora in
avanti, nel senso che, visto che lei ha appena detto che oltre a
questi ci sarà un maxiemendamento, considerato che la Presidenza ha
dichiarato improponibili tutti gli emendamenti oltre questi
cinquanta, vorrei capire se nel criterio che utilizzerà la
Presidenza saranno invece dichiarati proponibili emendamenti
scartati dalla Presidenza e se magari saranno inseriti nel
maxiemendamento.
Questo vorrei saperlo fin da adesso. E' necessario, signor
Presidente, che ci comunichi quello che si deve votare, fin da
adesso, in modo da avere chiaro il percorso per decidere di
determinarsi in un modo o nell'altro.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, non può comunque fare un processo
alle intenzioni se mi chiede cosa accadrà domani. Il lavoro
prodotto è questo. Lavoriamo su questi emendamenti.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente,
vorrei sapere dall'Assessore per il bilancio, che ha preso formale
impegno in quest'Aula, se sono state previste - al di là delle
spese della Fondazione Federico II, una vergogna, e al di là del
fatto che ci avete lasciati per quattro ore bloccati in quest'Aula
- quelle somme indispensabili per la sopravvivenza di intere
popolazioni colpite da eventi calamitosi.
Lo chiederei, pregiudizialmente, anche per comprendere il mio
comportamento in quest'Aula rispetto ad un modo di operare che non
ha nulla a che vedere con quello che deve essere un modo sereno,
obiettivo e costruttivo.
Preliminarmente, dunque, chiedo all'Assessore per il bilancio se
quell'impegno, preso formalmente in quest'Aula - non con me ma con
diversi deputati e sindaci - è stato mantenuto in questo momento,
prima di discutere di altre vicende.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. L'impegno preso
con l'Aula è un impegno che il Governo vuole garantire,.
Nell'ambito di un provvedimento che si sta definendo molto
circoscritto, infatti, c'è anche il finanziamento dell'emendamento
già firmato dagli onorevoli Laccoto e altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
dimostra che la Presidenza non può operare la scelta fatta perché
se c'è un emendamento di spesa - come questo si appresta ad essere
- c'è una valutazione della Presidenza altalenante che fa venire
meno l'autorevolezza della scelta. Delle due, l'una.
O tutti gli emendamenti di spesa - al di là delle scelte
urbanistiche che per quanto mi riguarda sono confermate fin
dall'inizio come ad esempio personale ecc - rientrano nell'esame
del Parlamento oppure non possono esserci emendamenti di spesa del
Governo, a prescindere dagli emendamenti dell'Aula.
O si procede con un metodo o con un altro. Non c'è una prerogativa
per alcuni ed una prerogativa per altri.
Signor Presidente, sono sicuro che fra poco porrà in discussione
un emendamento che comporta spesa.
Non voglio neanche stabilire se è più o meno giusto ma le ricordo
che ha appena dichiarato che gli emendamenti che comportano spesa
sono improponibili.
Ci dica, pertanto, come si deve operare.
Non ci si può servire della notte per impazzire con le procedure.
Se ci sono emendamenti di spesa dichiarati improponibili dalla
Presidenza, tutti gli emendamenti di spesa sono improponibili, non
alcuni a seconda del firmatario, come quelli del Governo. Il
Governo in quest'Aula ha la possibilità di riscrivere emendamenti,
non di fare quello che gli pare.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho capito bene,
la filosofia del Governo era quella di non proporre degli
emendamenti che comportano spesa. Ne era stato presentato uno per
la proroga delle cooperative di edilizia agevolata e questo non
comporta nessuna spesa, al massimo, porta occupazione che non sarà
creata dalla pubblica amministrazione ma la creeranno le aziende
che andranno a costruire case. Quelle aziende occuperanno manovali,
carpentieri, muratori e forse saranno occupate anche le case da
parte delle giovani coppie che hanno bisogno di una casa.
Signor Presidente, quindi, ritengo che debba essere inserita la
proroga per le cooperative per l'edilizia agevolata perché sarebbe
un torto che facciamo ai cittadini che aspettano dalle imprese, che
aspettano perché fra non molto le cooperative cui è stato assegnato
il fondo economico scadranno. Pertanto, poichè non so se è inserito
in quello che verrà dopo, qualora non ci fosse, la pregherei di
verificare, signor Presidente.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A266. E'
accantonato.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, comporta spese.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è stato fatto un lavoro da parte
degli uffici che hanno comunicato alla Presidenza.
Onorevoli colleghi, sono le 3.15, pertanto, questo è il lavoro che
è stato fatto dagli uffici e la Presidenza ha detto che questo è il
risultato. Ora effettueremo la votazione. Sui singoli emendamenti
che avete trovato nel fascicolo, l'Aula si determinerà.
L'emendamento A266 è accantonato.
PANARELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CRACOLICI. Si, abbiamo chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Dov'è? Non vedo schede, onorevole Cracolici.
Presidenza del vicepresidente Oddo
MARINELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero che sono
le ore 3 del mattino ma è pur vero che questa è un'Aula
parlamentare e quindi quando si stabiliscono dei criteri non si può
pensare che ci sono i figli del Dio maggiore e i figli del Dio
minore. E' quello che la Presidenza in questo momento sta facendo
con i criteri che ha stabilito a priori rispetto ai quali poi fa
delle cose diverse riguardo ai singoli emendamenti.
Ciò non è rispettoso nei confronti di ogni singolo parlamentare e
dell'istituzione Parlamento siciliano. Questo non è un Consiglio
comunale; è un Parlamento, quindi, se si stabiliscono dei criteri,
il Governo e la Presidenza si devono assumere la responsabilità di
criteri che devono essere più obiettivi .
Qui ognuno di noi deve svolgere il cosiddetto mandato operativo .
Non difendiamo l'interesse di un singolo provvedimento, di un
singolo emendamento o subemendamento ma il rispetto dell'intero
Parlamento e di ogni singolo parlamentare e, allora, se ci sono dei
criteri generali che la Presidenza ha sancito, allora, la
Presidenza deve rispondere. Non può dire sono gli Uffici che hanno
fatto questo lavoro perché così non è. E' contraddittorio perché
alcuni emendamenti rispetto ai criteri oggettivi ed obiettivi e
vorrei dire obiettivi tra virgolette - non so se obiettivi lo
sono tanto - ha stabilito dei criteri. Questi criteri poi si
nascondono dietro gli Uffici. Sono stati gli Uffici a dire quello
che si può fare e quello che non si può fare. Se da un punto di
vista tecnico per ogni singolo emendamento ci sono delle cose,
vanno dette e, nel caso in specie, signor Presidente, lei quale
garante di questa istituzione, di questo Parlamento, deve farle
rispettare. Non è possibile che ci siano figli di un Dio minore:
gli emendamenti di serie A o di serie B a seconda da chi li ha
presentati.
Se sono emendamenti aggiuntivi e sono emendamenti aggiuntivi di
pari dignità di ogni singolo parlamentare, sia esso di maggioranza
sia esso di opposizione. E' pur vero che sono le tre di notte. Ciò
non significa che sono le tre di notte e dobbiamo fare
un'ammucchiata e dobbiamo decidere così. Qui noi andiamo ad
approvare una norma o delle norme' che riguardano questa norma
finanziaria e poi non voglio esprimere qui alcuna considerazione.
Se poi è una norma tanto per farla che, come si dice nei corridoi,
non ci sono le risorse finanziarie per coprire E' un bilancio
fittizio o un bilancio oserei dire fausto perché mancano
all'appello qualcosa come 750 milioni di euro. Non so se
corrisponde al vero oppure no. Allora, se dobbiamo evitare
interventi di spesa, gli interventi di spesa si evitano a 360 gradi
e non ci deve essere nessuna norma di spesa. Così non è perché
dall'esame di qualche emendamento che la Presidenza con un suo
criterio, non si capisce come, dice di un lavoro fatto dagli
Uffici. Quali Uffici?
La segreteria generale, i consiglieri parlamentari
Qui non rispondono gli Uffici; rispondono il Presidente del
Parlamento ed il Governo per la parte di responsabilità del Governo
e lei, nella qualità di Presidente del Parlamento, non può essere
il Presidente di una parte o di un Governo ma è il Presidente di un
Parlamento dove c'è una maggioranza e dove c'è una minoranza. E'
costituito da 90 parlamentari. Ce ne siamo 29 dell'opposizione e le
minoranze vanno tutelate tanto quanto la maggioranza e alla stessa
stregua dello stesso Governo. Dopodiché, se c'è un criterio, il
criterio deve valere per tutti.
Signor Presidente, non è possibile perché diversamente per ogni
singolo emendamento lo deve spiegare lei o deve farselo spiegare
dagli Uffici il criterio rispetto al metodo generale che questa
Presidenza si è data perché deve essere coerente. La coerenza sta
nel rispetto di un mandato che è il mandato imperativo nel rispetto
di tutti perché ognuno di noi risponde ad un mandato imperativo e
non ad un mandato che gli è pervenuto dall'eletto perché nel
momento in cui viene eletto qui deve rappresentare i siciliani e
gli interessi di essi anche del Governo, dopodiché, il criterio ed
il metodo lo vogliamo sapere su ogni singolo emendamento.
Diversamente, lo dico quale parlamentare, ma penso di parlare
anche a nome dei miei colleghi del gruppo della minoranza di questo
Parlamento, chiederemo voto per voto, emendamento per emendamento,
criteri e oggettività rispetto a quello che è stato dato in questo
Parlamento.
(Applausi dai banchi del centro e della sinistra)
Per evitare di nasconderci dietro il dito. E, allora, se
emendamenti non se ne possono approvare il Governo abbia la dignità
di ritirare questi emendamenti. Se così non dovesse essere,
vogliamo sapere, e me lo deve dire lei, signor Presidente, il
criterio adottato per ogni singolo emendamento. Questo lo dico e
non bisogna neanche dire che sono le tre di notte. Siamo qui e
possiamo stare anche fino a domani, a dopodomani; è un nostro
dovere, un nostro compito, ma bisogna dare la possibilità ad
ognuno, ad ogni parlamentare, ad ognuno di noi, di poter capire che
cosa votiamo rispetto ad un criterio generale che la Presidenza si
è dato e un attimo prima nega rispetto alle cose che si devono
fare stasera. Sono queste le considerazioni che volevo fare; sono
considerazioni di ordine generale ma si deve avere rispetto di
questa Istituzione e di questo Parlamento.
(Applausi dai banchi di sinistra)
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, desidero intervenire perché è bene che in
quest'Aula non si facciano illazioni che offendono il Parlamento
della Regione.
Il bilancio della Regione siciliana è un bilancio veritiero che
viene fatto sulle risorse che la Regione siciliana può accertare e
sulle spese che vengono definite dei lavori parlamentari.
Il bilancio è un bilancio di previsione e quindi, in tal senso, si
lavora e si porta avanti l'obiettivo che ci siamo dati con grande
attenzione; abbiamo lavorato cercando di esitare i provvedimenti
di maggiore emergenza ed adesso ho fatto distribuire l'emendamento
A529 che tende proprio al monitoraggio della spesa e all'equilibrio
del nostro bilancio tra entrate ed uscite.
Prego, quindi, gli onorevoli parlamentari di dare seguito a questa
norma che da certezza ai nostri lavori e deve togliere qualsiasi
dubbio sulla veridicità e sul buon lavoro che stiamo portando
avanti.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
componenti del Governo, l'emendamento che è stato distribuito in
questo momento dal Governo sta a significare che questo bilancio,
al di là di quello che si dice, è sotto osservazione. Stiamo
prorogando i dodicesimi per un intero anno. Significa che ogni mese
si possono effettuare tante spese quante sono le entrate accertate.
Partendo da questo emendamento, propongo alla Presidenza, per
atto di responsabilità, di ritirare qualsiasi altro emendamento di
spesa che non avrebbe significato in questo momento al fine di
evitare ulteriori complicazioni.
Questo emendamento, infatti, dimostra che siamo alla frutta. E
allora, perché la frutta maturi naturalmente e perché oltre ad un
esercizio provvisorio prolungato per dodici mesi non si arrivi ad
un altro disastro, consiglierei - ed è questo l'intendimento, cioè
avere il Parlamento all'unisono ma specialmente la Presidenza
dell'Assemblea - di ritirare qualsiasi emendamento di spesa e,
subito dopo, accertare le eventuali entrate, arrivare ad approvare
qualsiasi norma di spesa.
Con questo, signor Presidente e onorevole assessore per il
bilancio, ritengo che se si attuasse questa e non si volesse fare
qualche prevaricazione - che comunque non faremmo passare -
riusciremmo ad approvare bilancio e finanziaria immediatamente e
rimanderemmo a dopo, quando voi avrete la certezza delle entrate,
qualsiasi altra spesa e credo che questo sarebbe un atto di
responsabilità verso il Parlamento, verso la Regione tutta e verso
il popolo siciliano.
Di fronte a questo emendamento, onorevole assessore, signor
Presidente dell'Assemblea, continuare a fingere di non capire non
è solo ipocrisia ma diventerebbe responsabilità. Tutti i deputati
di qualsiasi parte politica non potranno accettare da questo
momento qualsiasi centesimo di spesa.
(Riassume la Presidenza il Presidente CASCIO)
Dico tutto ciò nell'interesse della Regione; qui siamo sotto
tutela; questo è il problema.
Abbiamo rinviato per quattro mesi un bilancio di previsione che è
diventato non un bilancio di previsione ma è diventato solamente un
esercizio provvisorio per 12 mesi, con l'aggravante che mentre sui
dodicesimi nel bilancio dell'anno scorso non c'era l'obbligo della
verifica delle entrate, su questo c'è un obbligo di verifica delle
entrate.
Non voglio entrare nel merito perché è stato fatto
obbligatoriamente questo emendamento ma questo impone che da questo
momento nessun centesimo di spesa potrà essere fatto. Si rinvierà
ad altro momento qualsiasi esigenza di legge di spesa; si potrà
allora pensare ad una legge omnibus quando con le spese che voi
volete stabilire ora, ci sarà la certezza delle entrate e quando
saranno superati questi momenti di difficoltà.
Penso che sarebbe ipocrita non capire in che momento ci stiamo
trovando; non si può da una parte presentare questo emendamento
come Governo e dall'altra tentare di forzare e di portare leggi di
spesa all'approvazione di questo Parlamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
vorrei sapere se stiamo trattando l'emendamento A529 perché
parlavamo dell'emendamento A266.
PRESIDENTE. E' stato accantonato, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Se ho capito bene è stato distribuito perché si vuole
trattare in questo momento però al di là del fatto formale voglio
finalmente, anche se ero a conoscenza, ero stato informato da parte
del Governo, dall'assessore in particolare, della esigenza di
presentare questo tipo di emendamento all'Aula dopo la
dichiarazione che ieri, anzi l'altro ieri, sono state fatte in
quest'Aula e che apparivano particolarmente severe, preoccupate; è
stata usata la parola Titanic ; l'assessore ha parlato di una
situazione delicatissima e adesso vediamo la traduzione. E la
traduzione, e sento un'aria simile, pur con le diverse condizioni,
sia del Parlamento ma per gli effetti che questo ha, di un anno
fa, una notte di un anno fa, quando l'Aula fu informata di una
situazione drammatica che si stava determinando da lì a qualche
ora.
No, ho fatto le dovute differenze, ma certo consiglierei
all'assessore Bufardeci di mettere le mani sul tavolo e non
preoccuparsi di dove mettere le mani per la semplice ragione che
quest'emendamento dice che il re è nudo' ed è nudo all'inizio di
una legislatura che si preannunzia difficoltosa e difficile.
Diceva giustamente il collega Laccoto stiamo approvando un
bilancio con una norma finanziaria che stabilisce che l'esercizio
provvisorio è prorogato per dodici mesi.
Stiamo sostanzialmente dicendo ora, al di là delle dichiarazioni
anche lì di intenti dell'assessore per il bilancio, che il bilancio
è veritiero fino a prova contraria e comunque, visto che la prova
contraria non è certa, per prudenza facciamo delle norme che ci
garantiscano sul fatto che potrebbe non essere veritiero.
Stiamo facendo un bilancio dove molte delle poste finanziarie che
stiamo mettendo in bilancio non è detto che determineranno
conseguenze finanziarie e quindi obblighi nei confronti di terzi,
perché si sta stabilendo che al massimo ogni dirigente sulla base
di questa norma potrà operare la spesa in dodicesimi salvo
disposizioni contrarie nel senso restrittivo da parte
dell'Assessore per il bilancio o del Presidente della regione.
Quindi, stiamo stabilendo che il bilancio è in una condizione di
drammatica sofferenza.
Devo dire che trovo a questo punto altro che Titanic perché se il
Titanic c'è e qualcuno continua a ballare, malgrado stiamo
affondando, siamo in mano ad una manica di pazzi.
Se è vero che la situazione è questa e siamo costretti a fare
questa norma, per davvero non si capisce per quale ragione dovremmo
varare norme che gravano ulteriormente non sul bilancio; vede il
problema a questo punto non è più neanche quanti soldi
ulteriormente prevediamo di spendere, ma quale tipo di obbligazioni
rischiamo di determinare, perché le poste finanziarie determinano
obbligazioni.
Il Governo qualche minuto fa ha ritirato un emendamento che era il
39.38 o il 39.39, adesso non mi ricordo qual era dei due che erano
i cosiddetti rinnovi e non le proroghe, perché le proroghe operano
in un regime di continuità, i rinnovi, seppur anch'essi nel pieno
della discrezionalità, operano in un regime di maggiore
discrezione, in ogni caso laddove l'appostamento finanziario poteva
essere riferito a norme ed a risorse che sarebbero dovute entrare o
forse entreranno nel corso dell'esercizio finanziario 2009, il
fatto che noi scriviamo con norma che sono rinnovati i contratti a
prescindere dal fatto del come li copriamo, determina
un'obbligazione e quindi come tale un rapporto verso i terzi che in
qualunque giudice ordinario può fare valere.
Noi non possiamo pensare che, di fronte a questa norma, si
presentano emendamenti come se nulla fosse; lo dico al Presidente
dell'Assemblea che è entrato adesso a presiedere, lo abbiamo appena
detto al suo vicepresidente, al vicepresidente di quest'Aula che le
scelte fatte dalla Presidenza possono essere discusse, discutibili,
possono piacere non piacere, prendiamo atto che sono le scelte di
un metodo che si è data la Presidenza.
Ma il metodo non può essere a zig zag. Se ci sono norme che sono
state stralciate dall'esame dell'Aula perché comportano maggiori
oneri e maggiori spese, non possono entrare emendamenti che
comportano maggiori spese, perché delle due l'una, se entrano
maggiori spese con emendamenti accolti dalla Presidenza devono
essere accolti, quindi rimessi in discussione tutti gli
emendamenti che comportino maggiori spese.
Perché il metodo deve essere uno
Non ce ne possono essere diversi a seconda di quello che serve.
Tanto più di fronte a questa norma che state presentando è evidente
che siamo in una situazione in cui bisogna prendere atto della
drammaticità, fermarsi, chiudere la finanziaria al punto in cui si
è, giusto, sbagliato, al punto in cui si è perché la chiusura della
finanziaria e il fatto che non si continui a ballare sul Titanic
mentre stiamo affondando è un atto di gravissima irresponsabilità.
Ecco perché a questo punto le chiedo formalmente, Presidente, che
tutti quegli emendamenti che lei ha considerato accoglibili per
l'Aula vengano rivalutati alla luce delle maggiori spese che
possano comportare a partire da quello che è stato accantonato
qualche minuto fa e quelli che potranno arrivare fra qualche
minuto.
Credo a questo punto che saggezza voglia che il Governo si faccia
esso propositore di una volontà di mettere un punto alla
finanziaria, di dare a questo punto la certezza che siamo in grado
di dare al bilancio, inserendo questa norma e sperando che quella
veridicità che auspichiamo possa essere contenuta nel bilancio alla
fine ci sia, perché non oso immaginare cosa sarà un bilancio,
comunque, che con norma stabiliamo che spendiamo in dodicesimi ma
dove abbiamo una serie di spese seppur non obbligatorie ma sappiamo
tutti molto obbligate, mi riferisco a lavoratori, a rapporti con la
problematicità di questa Regione e l'eredità che tutti noi
raccogliamo da questa Regione, dal bilancio così come si è
determinato.
Non posso che dire che questo è un emendamento pesante, non credo
sia mai entrato nella legislazione della Regione siciliana, non è
mai successo. In genere questi provvedimenti si fanno quando siamo
sull'orlo di una bancarotta di uno Stato, forse lo ha fatto lo
Stato dell'Argentina quando ha avuto la situazione che si è
determinata da lì a qualche mese dopo. Non è mai entrata nella
legislazione finanziaria una norma che stabilisce che il bilancio
non si spende perché si spende mese per mese.
Quindi fermiamoci, assumiamoci tutti la responsabilità della
drammatica condizione in cui siamo e diamo comunque certezza allo
Stato in cui siamo, ai siciliani che, comunque, c'è una classe
dirigente che prova a far risalire la china a questa Regione.
Siamo sull'orlo del baratro, abbiamo il dovere di far risalire la
china e non continuare a galleggiare o a ballare portando a fondo
la nave non di questo Governo ma il rischio è che portiamo a fondo
la nave di tutti i siciliani, di destra, di sinistra, bianchi,
rossi, neri, di tutti i siciliani. Per questo faccio un appello a
fermarsi, fermarsi Perché il fermarsi in questo momento è un gesto
di grandissima responsabilità.
Mi auguro che il Governo senta fino in fondo la tensione di questo
momento e non lo chiuda in una vicenda alla quattro meno venti del
mattino come una questione, una quisquiglia procedurale a partire
dal Presidente della Regione che inviterei a rivolgere egli
l'appello che sto facendo al suo Governo, di rivolgere questo
appello a tutto il Parlamento perché ci si fermi al punto in cui
siamo dando certezza delle norme del bilancio ai siciliani al punto
in cui siamo arrivati.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 250/A
PRESIDENTE.. Pongo in votazione l'emendamento A529 a firma del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A58 a firma dell'onorevole Speziale. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevole Cracolici, ho condiviso gran parte delle cose che lei ha
detto, però ho la vaga impressione che ci troviamo di fronte a un
governo che agisce mantenendo la soglia della spesa e che tende a
razionalizzare i controlli sulla spesa.
Un governo che non si interroga su come drasticamente ridurre la
spesa e, quindi, se questo è il modello della manovra, debbo dire
che le condizioni di baratro continueranno malgrado l'emendamento
che responsabilmente l'Aula ha testé approvato.
Che significa interventi strutturali della spesa? Significa, per
esempio, tagliare gli uffici di gabinetto, significa modificare la
legge n. 10, significa fare interventi strutturali sulle spese non
solo del personale, significa rivedere l'impianto della formazione,
significa rivedere l'impianto della forestazione, significa
eliminare tutti quei segmenti di sprechi consistenti che ci sono
nell'ambito del bilancio della Regione per costruire un modello di
Regione che sia più snella, più agile, meno pesante e che possa
permettere, quindi, di rilanciare quella speranza di cui poco fa
parlava il collega Cracolici.
Noi siamo di fronte a una sfida e io sono convinto che questo
Governo non è in grado di potere vincere la sfida, non è
all'altezza perché è un Governo sul quale pesano molti compromessi
del passato, che è fortemente condizionato da logiche lobbistiche
che condizionano l'attività di governo e quindi rischia, malgrado
tentativi di razionalizzazione, di non produrre quegli effetti che
noi vorremmo in termini di drastica riduzione della spesa.
E' questa la ragione, onorevole presidente della Regione, che mi
ha spinto - so di parlare ad un'Aula che potrebbe essere
insensibile rispetto a questo argomento - a muovere nei suoi
confronti e nei confronti del centrodestra una sfida. L'emendamento
da me presentato permette di sopprimere le province regionali.
Le province regionali costano un miliardo e duecentomilioni di
euro, le province regionali costano alle famiglie siciliane mille
euro all'anno, le province regionali sono una struttura che non
incide sui tassi di possibilità di interventi di carattere
economico e sono una possibilità che noi abbiamo, perché si
potrebbe osservare che le province nazionali sono state
costituzionalizzate, le province regionali possono essere soppresse
ridando vita a quanto prevede l'articolo 15 dello Statuto
attraverso la formazione dei liberi consorzi dei comuni.
Nel dibattito nazionale - onorevole Scoma, è un tema che la
riguarda - l'onorevole Casini si è pronunciato per sopprimere le
province, l'onorevole D'Alema si è pronunciato per sopprimere le
province, la Confindustria italiana, qualche giorno fa, attraverso
la Marcegaglia, ha dichiarato che vuole sopprimere le province. Nel
dibattito sollecitato dal giornale Libero', che non ha certamente
simpatia per il centrosinistra la stragrande maggioranza degli
uomini politici del centrodestra, aderendo a quella campagna, hanno
dichiarato che vogliono sopprimere le province. C'è quindi
dibattito nel Paese.
La Sicilia, rispetto al dibattito del Paese, può arrivare, come
tante volte è avvenuto, in anticipo. E può segnare una svolta
epocale. Ci sono precedenti nella nostra storia, onorevole
presidente della Regione. Lei era assessore agli enti locali, o
qualche mese prima, quando la regione siciliana parlando all'intero
paese si è dotata dell'elezione diretta del Sindaco, partendo la
Sicilia con un carattere fortemente innovativo e dalla Sicilia
dando un messaggio di assoluta novità al resto del Paese. Questa di
stasera alle quattro del mattino, potrebbe essere un'opportunità
che viene offerta alla Sicilia di parlare al resto del Paese perché
davvero vogliamo fare sul serio sul fronte della drastica riduzione
della spesa altrimenti mi pare che stiamo giocando perché riduzioni
di spese non ne vedo, anzi la tendenza in ogni momento in tutti gli
emendamenti è quella di fare lievitare la spesa e la competizione
interna al Governo tra un Assessore e l'altro è quella di chi tenta
di più a fare lievitare la spesa e, quindi, c'è una specie di
giungla interna che determina poi il clima che ha creato e che
costringe il capogruppo e l'opposizione a fare un richiamo alla
responsabilità, giustamente, mosso come è da un senso di
responsabilità generale perché noi abbiamo a cuore, se pure nella
nostra funzione di opposizione l'interesse generale della Sicilia.
Accetti la sfida, onorevole Presidente della Regione. C'è un
subemendamento a firma del collega Cracolici che stabilisce che
sopprimiamo le Province.
Un emendamento sul quale ho concordato. Approviamo il
subemendamento all'emendamento e poi accetti la sfida, altrimenti
non mi si venga in questa Aula a fare la retorica della logica del
rigore e del risparmio perché quando c'è da risparmiare davvero,
invece, si sfugge di fronte alle responsabilità. L'emendamento è
stasera, è alla sua attenzione e all'attenzione dei colleghi
parlamentari. Mi auguro che, da parte del Parlamento, in questa
serata ci sia, come dicevo inizialmente, una risposta adeguata al
resto del Paese e che dalla Sicilia parta una assoluta novità in
grado di parlare al resto del Paese e di condizionare le scelte che
saranno fatte a livello nazionale.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, io sono un uomo di vecchia scuola di
partito e non amo intervenire in difformità del mio Presidente di
Gruppo ma in questo caso, siccome considero un errore clamoroso
questo emendamento nella logica della razionalizzazione della
spesa, caro Presidente e cari colleghi, se avessimo coraggio
dovremmo abolire tutti quegli organismi intermedi, non elettivi,
che sono il vero costo degli apparati burocratici di questo Paese e
che non rispondono agli elettori. Se facciamo veramente i conti e
stabiliamo di abolire, io metto la firma e faccio una battaglia
politica per questo, gli Ato idrici, gli Ato dei rifiuti, i
consorzi ASI.
Quanti sono i cittadini siciliani che conoscono i Presidenti dei
Consorzi ASI e quanti sono i Presidenti dei Consorzi ASI che
rispondono poi del loro operato ai cittadini. Mentre penso che i
nove Presidenti di Provincia li conoscono tutti i cittadini. Cioè
voglio dire se si vuole semplificare l'impianto istituzionale del
Paese non si deve partire da uno di quei livelli riconosciuti
costituzionalmente ma da tutti quei livelli intermedi che sono le
superfetazioni della politica che non rispondono agli elettori e
che sono poi la vera moltiplicazione dei costi della politica. Si
determinerebbe inoltre, non lo dico per difesa di un mio vecchio
incarico, io il Presidente della Provincia non l'avrei potuto fare
più e non ho intenzione di farlo nel futuro, ma anche in Sicilia
la società è organizzata a livello provinciale dagli INPS, alle
sedi degli Uffici periferici dello Stato.
Avremmo il capolavoro di avere come unico livello non organizzato
quello istituzionale e della politica. Mi fa un poco ridere la
signora Marcegaglia quando parla della semplificazione dei costi
della politica perché deve sapere caro Presidente che le ultime
inutile 19 nuove province quelle costituite e quelle da costituire
avevano i comitati promotori nelle sedi della Confindustria. Allora
la signora Marcegaglia si deve mettere d'accordo, o costituisce
nelle sue sedi provinciali i nuclei promotori delle nuove province,
o decide di proporne l'abolizione.
Veda, in questo campo, quello delle province, sono per seguire un
suggerimento che ci diede nel corso di un incontro il Presidente
Napolitano che a proposito delle province disse crescete e non
moltiplicatevi , crescete come funzioni, crescete come capacità di
fare fronte a quei problemi di area vasta ai quali nessun altro
ente può far fronte ma non moltiplicatevi perché la moltiplicazione
fa perdere autorevolezza e capacità di direzione politica. Allora
penso che se coraggio vero dobbiamo avere non bisogna fare alle 4
del mattino l'abolizione di uno dei livelli dell'impianto
istituzionale del Paese, ma metterci di buzzo buono e abolire,
cancellare, avere il coraggio di ridurre e semplificare l'impianto
istituzionale intanto della nostra Regione attraverso
l'eliminazione delle super federazioni della politica.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici il subemendamento A58.1 che introdurrebbe l'abolizione
delle province a far data dalla prossima consiliatura.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Oddo
DONEGANI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito all'emendamento ma anche per fare alcune riflessioni, perché
non vorrei che stasera passasse l'idea, lo diceva bene il
capogruppo del partito democratico, il grido di allarme che il
Governo ha prodotto sulle preoccupazioni del bilancio della Regione
e il regime che la stessa Regione siciliana vada in dodicesimi per
i prossimi mesi, Assessore al bilancio, penso insieme ai colleghi
parlamentari, nella fase di costruzione e di preparazione della
finanziaria e del bilancio, ci aspettavamo tutti un'idea di riforma
della Sicilia nella finanziaria. Una finanziaria ed un bilancio che
dessero la sensazione di avvicinarsi ad un'azione di riformismo
vero per i siciliani sulle tematiche fondamentali della Sicilia, il
lavoro, i precari, settori fondamentali come la scuola, la sanità,
le imprese. Oggi assistiamo ad una pantomima di questo, perché al
Governo io dico che è responsabile di quello che fino ad oggi e
fino alle 4 meno 5 ha prodotto in quest'Aula per poi tradurlo in un
emendamento che è una preoccupazione. Abbiamo tutti ascoltato il
capogruppo del MPA Leanza nel pomeriggio quando faceva riferimento
a una nave che stava affondando, ad un Titanic.
Quindi il Governo già sapeva le preoccupazioni che c'erano e le
disponibilità di questa Assemblea e della Regione.
Non vorrei che i siciliani si convincessero, domani mattina, che
votando un emendamento quale quello della soppressione delle
province, avremmo risparmiato e risolto i problemi drastici,
nefasti che la Regione ed il Governo oggi ci rappresentano, in
tarda nottata - anche questa sarebbe un'idea come stravolgimento
della realtà.
Non dobbiamo fare azioni pleonastiche e demagogiche, dobbiamo
essere onesti fino in fondo.
Presidente della Regione, nell'alto del suo autonomismo, nell'alto
della sua autorevole carica non ha accolto l'invito del Capogruppo
del Partito democratico ad assumersi la responsabilità nei
confronti del Parlamento siciliano - lo fa il Capogruppo e lo sa
l'opposizione e di questo i siciliani saranno informati domani
mattina attraverso la stampa - ma dovranno anche sapere che avete
dato un diritto di prelazione, durante l'esame degli emendamenti, a
15 milioni di euro per quanto riguarda Ibla o altre cose; avete
dato priorità ad aspetti secondari; non avete rinnovato i contratti
a tempo determinato di alcuni lavoratori ai quali, domani, il
Governo dovrà spiegare perché ha dato priorità ad altro.
Tutto questo non si può tradurre con un voto di emendamento
attraverso un singola questione rispetto alla riforma della Regione
siciliana sulla finanziaria.
Mi convince l'onorevole Marziano e su questo, con molta
correttezza ed umiltà, vorrei far riflettere il Capogruppo del
Partito democratico sull'emendamento che noi stiamo facendo.
In Sicilia, nelle nove province, abbiamo dei bravi amministratori
e consiglieri provinciali che si sottopongono al voto popolare e
sono convinto che si debba rispetto a chi si candida e prende
consensi.
Le amministrazioni provinciali, se messe nelle condizioni dal
Governo regionale di avere risorse per produrre, saranno efficienti
anche nella esternalizzazione dei servizi.
Mi convince che partiamo dalla riduzione dei sottogoverni inutili,
di chi ha voluto gli ATO ed ancora non li riduce ed elimina - sono
questi gli aspetti che interessano la Sicilia ed i siciliani.
Tutto il resto è lana caprina
Domani mattina avrete una grande responsabilità: quella di
spiegare ai siciliani l'emendamento che noi abbiamo votato, il
senso di responsabilità dell'opposizione e la vostra consapevole
conoscenza del disastro economico, in cui oggi versa la Regione, e
non averlo comunicato in tempo utile, avendo sottoposto i
parlamentari alla presentazione di emendamenti, che sapevate
essere, inammissibili o quanto meno privi di copertura finanziaria.
All'Assessore Incardona, vorrei dire domani come spiegherà al
mondo della formazione che non c'è più una lira
All'Assessore alla cooperazione, cosa faremo con le cooperative
edilizie e di tutto il resto che la Sicilia oggi aspetta con
attenzione?
Avete mortificato la dignità dei siciliani e l'emendamento al
Capogruppo del Partito democratico sull'abolizione delle province,
non è un emendamento che risolve il buco finanziario della Sicilia
e che, domani, avranno i siciliani.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, dagli interventi che ho potuto seguire, da parte di varie
esponenti di forze politiche rappresentate in questa Assemblea, sia
compiuta la consapevolezza della difficoltà di questo momento
politico e finanziario, una difficoltà che, per la verità, con
un'iniziativa che non può non essere apprezzata per trasparenza e
lealtà, si desume sarà un fatto nuovo, sarà un fatto eccezionale,
ma è una scelta precisa da questo emendamento, da questa norma che
l'Assemblea ha approvato, credo all'unanimità, con la quale - sarà
la prima volta ma era indilazionabile che questa decisione si
assumesse - questo Governo si prefigge una volta per tutte di
rapportare rigorosamente e responsabilmente la spesa con l'entrata.
Come ben si sa il Governo non ne ha fatto assolutamente argomento
di conversazioni riservate, ma con grande lealtà ne ha parlato
anche nell'incontro da Lei presieduto, signor Presidente, con i
Presidenti di Gruppi parlamentari; questa necessità indilazionabile
è emersa da un esame del nostro bilancio, se volete dei nostri
conti onorevoli colleghi, che non potevano non tener conto che non
si poteva andare avanti se non procedendo verso l'iceberg contro il
quale quel famoso transatlantico più volte richiamato si è
infranto, se si fosse consentito, se avessimo voluto forzare la
mano, impostando il bilancio su entrate ipotetiche difficilmente
concretizzabili rispetto a spese che puntualmente noi comunque
avremmo effettuato.
Andando avanti di questo passo inevitabilmente ci saremmo trovati
a non poter fronteggiare neppure la spesa cosiddetta obbligatoria.
Credo che questo, se lo si vuole esaminare e valutare per quello
che è, sarà uno dei tanti segnali di grande senso di responsabilità
che il Governo e l'Assemblea regionale siciliana stanno dando a se
stessi e al popolo siciliano; anche questo emendamento che abbiamo
approvato all'unanimità comporta delle conseguenze - lo sappiamo
perfettamente, lo sapete voi, lo sa anche questo Governo, ramo per
ramo dell'amministrazione - in ordine alle reali disponibilità di
spesa che noi avremo, ma d'altronde, se non avessimo assunto questa
determinazione con grande senso di responsabilità prima o poi
saremmo arrivati al capolinea.
Onorevoli colleghi, non voglio assolutamente richiamare - come è
stato fatto credo da qualcuno che mi ha preceduto, forse
dall'onorevole Cracolici - eredità, non sono solito farlo e ritengo
che sarebbe una fuga dalle mie attuali responsabilità e da quelle
di tutti noi. Ci ritroviamo in una condizione che è quella che è,
poi varrà la recessione, la riduzione delle entrate tributarie,
certi comportamenti per i quali, parliamoci con molta onestà,
possiamo poi dar luogo a tutti i discorsi e alle espressioni dei
migliori intenti. Però parlare di proroghe vuol dire decidere delle
sorti di decina di migliaia di persone, delle loro famiglie, delle
speranze che attorno a questi fatti abbiamo, noi stessi, magari
dieci anni fa, ma sempre noi stessi classe politica e classe
dirigente abbiamo acceso.
L'emendamento è stata approvato mezz'ora fa ma, se permettete,
questo Governo si sforza, tra mille difficoltà, e la difficoltà più
grossa è l'incomprensione di noi stessi rispetto alle nostre
azioni, sospettate di essere condizionati talvolta da interessi
elettorali definiti, più o meno impropriamente, se posso
permettermi, shopping , quando qua di popolare, di elettorale, di
strettamente connesso con la raccolta del consenso c'è poco e
niente.
Credo che tutte le azioni di questo Governo, compreso questo
emendamento, così come la politica della sanità - che non è stata
molto popolare, almeno per alcune delle scelte precise che abbiamo
assunto -, l'istituzione dopo tanti anni di scomparsa dai capitoli
di bilancio, credo che ci sia di questo Fondo di quiescenza per il
personale, la politica, permettetemi, anche della formazione;
quello che abbiamo voluto fare, senza entrare nel merito di una
riforma che è indispensabile e che quest'Assemblea deve costruire,
deve elaborare, ma intanto dando un taglio preciso, fermandoci a
quella che era la previsione di copertura finanziaria che, poi,
avremmo trovato puntualmente nel bilancio.
Il tentativo, credo che finalmente si stia trovando una risposta
temporanea e parziale, a proposito di ATO che riguardano la
raccolta dei rifiuti e anche la grande responsabilità che questo
Governo e questa Giunta di Governo ha espresso nell'approccio alla
politica dell'incenerimento e della termovalorizzazione dei
rifiuti, le leggi che riguardano gli enti locali, sono tutti
provvedimenti legislativi, o d'iniziativa del Governo che - se ci
fate caso - hanno prodotto dovunque, in tutti gli ambiti che sono
stati toccati, quanto meno reazioni negative nei confronti di
scelte, ripeto, tutte impopolari ma credo tutte improntate al
massimo senso di responsabilità.
Le proroghe e i rinnovi, lasciamo perdere se si tratta di
discrezionalità, di cogliere fior da fiore, si inseriscono nel
contesto delle spese che vanno avanti per continuità: per i rinnovi
c'è, consentitemi questa affermazione, da riattaccare la spina .
E, quindi, anche per questo bilancio che andiamo a costruire
insieme, si tratta di nuova spesa che oggi assolutamente non
possiamo permetterci il lusso di attivare, né di attivarne il
collegamento, per carità, con i prossimi venturi fondi per le aree
sotto utilizzate, perché credo che sarebbe comunque un aggancio sul
quale molto si avrebbe da ridire.
Avete rivolto un appello al Governo, giustamente all'insegna e
secondo lo spirito di questo emendamento che è stato approvato,
circa il prosieguo dei lavori di questa Assemblea a proposito del
completamento di questa nostra finanziaria. Credo che sia un
appello che, semmai ci fossimo distratti, va tenuto nel giusto
conto e va valorizzato, perché non c'è dubbio che, se adottiamo
questo emendamento, non possiamo che essere consequenziali, non
abbiamo molte alternative. Ripeto, costi quel che costi, non
possiamo che essere consequenziali nel prosieguo dei lavori che non
so, signor Presidente, mi scusi ma non è colpa mia se continuerà
nei prossimi minuti, nelle prossime ore, se intendiamo fermarci a
ragionare, ma a ragionare senza perdere tempo perché non c'è da
perder tempo. Credo che questo vada fatto con la partecipazione e
con il grande senso di responsabilità che non può non
caratterizzare tutte le parti politiche, in un momento così
difficile per il popolo siciliano, che è l'unica lobbie - altro che
politica hobbistica - alla quale noi rispondiamo giorno per giorno,
perché è questo il nostro dovere.
Vediamo di approvare questa finanziaria, evitiamo di ricorrere -
non voglio definirli negativamente - a rimedi che sarebbero
peggiori del male. Quale caos amministrativo si produrrebbe
nell'ente intermedio se abolissimo i comuni, o le province per
assecondare l'emotività del momento? Allora, votiamo per scrutinio
segreto e così chiudiamo noi le province: ne abbiamo nove da quando
frequentavo le scuole elementari e sono rimaste nove. Sono tornato
in Sardegna dopo quindici anni e da quattro sono diventate otto e
così dovunque, nonostante i Governi da sempre dicono che devono
ridurle e abolirle. L'onorevole Marziano lo ha fatto perché c'è
stato, e ci sono stato anch'io.
Ritengo che le funzioni di ente intermedio, di programmazione, di
promotore dello sviluppo della provincia sia fondamentale ed io
credo che una classe politica responsabile non possa farsi prendere
la mano dall'emotività, in questo momento di grande difficoltà,
mettendosi a chiudere e tagliare. Riformiamo le cose, affrontiamo
la materia degli enti locali, vogliamo riorganizzarli, parliamo di
ASI o di quant'altro ma non pensiamo di farlo alle cinque di
mattina a dodici, quindici, diciotto ore dalla scadenza di questo
fatidico quarto mese dopo la fine dell'anno scorso e l'inizio di
quest'anno.
Il pensiero ed il parere del Governo non è contrario, perché viene
da una parte la proposta e dall'altra parte non si può che dire il
contrario. Il parere del Governo è contrario perché faremmo un
errore enorme, quello sì che non ci verrebbe perdonato Io non vi
chiedo di revocare voti segreti, palesi, o quant'altro, vi chiedo,
e chiedo a me stesso, di esprimere un voto responsabile, di andare
avanti per definire questi documenti finanziari nel più breve tempo
possibile e poi, se è vero come è vero, credo che questa Assemblea,
non mi importa se per iniziativa del Governo, ha approvato circa
trentacinque leggi importanti, significative, le gran parti delle
quali, anzi tutte, costruite con la collaborazione e la
partecipazione di tutti.
Riprendiamo il cammino, a cominciare dall'affrontare le emergenze
più drammatiche, quella relativa agli ATO, alla raccolta dei
rifiuti, e tutte le altre che non sto qui a citare
C'è un lavoro infinito che dovrà vederci tutti partecipi di questa
svolta che dobbiamo darci, perché qui la situazione è difficile, ma
io lo dico sempre quando si parla di crisi e di recessione, forse
si tratta di una grande opportunità che ci consente di non finire
come i croceristi di quella grande nave che affonda, ma ci consente
di andare incontro ad una grande difficoltà, e dobbiamo mutare la
rotta per riprendere il mare aperto e per aiutare rendendo un
doveroso servizio al nostro popolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero
quest'Aula un luogo importante, anche se l'ora è tarda e io sono
stanco come tutti voi, però voglio esercitare la funzione, il
mandato, nel massimo dell'autorevolezza che questa istituzione ha,
cercando anche di stare il più possibile su un livello di confronto
che possa dare valore alle parole ed ai comportamenti.
Qualche minuto fa mi ero permesso di fare un appello, avevo detto
fermiamoci . Fermiamoci perché la situazione - non voglio
utilizzare una categoria dell'allarme - la considero veramente
grave, non è un momento congiunturale di qualche giorno.
Fermiamoci perché, diciamoci la verità, il bilancio che è entrato
in questo Parlamento è entrato con una previsione da parte degli
uffici che prevedeva per il 2009 un disavanzo di due miliardi di
euro. Di fronte a questo dato occorreva una finanziaria di lacrime
e sangue, siamo riusciti a fare una finanziaria con un disavanzo
di tre miliardi di euro coperti sostanzialmente con tre voci: 1
miliardo e 300 milioni di avanzo applicato dei risparmi degli
scorsi esercizi a causa della sanità; 650 milioni di euro di mutuo
per l'anno 2009, più 400 milioni per il 2010 e 2011; 950 milioni di
valorizzazione degli immobili che, per il terzo anno consecutivo,
iscriviamo nel nostro bilancio.
L'epilogo di questo dato, è questa norma Noi avremmo voluto, al
di là delle province, come sappiamo sono temi che spaccano, perché,
chi ha vissuto l'esperienza la difende, chi magari ha un'altra
opinione, io sono dell'idea che dobbiamo avere il coraggio di
innovare. Noi siamo figli di un meccanismo istituzionale molto
novecentesco.
Abbiamo il dovere di pensare a istituzioni moderne ridotte - lo
dico anche perché quando si dice riduciamo il numero dei deputati
qualcuno si offende -, ma siamo consapevoli che il problema
dell'efficienza riguarda anche la quantità. Comunque sono questioni
assai complesse.
In ogni caso, in questa finanziaria, diciamocelo con molta onestà,
non siamo riusciti, e non c'è stata nessuna misura reale e
battaglia di riforme. So bene che è faticoso riformare e le riforme
spaccano, spaccano anche gli schieramenti, ma si potevano fare
alcune cose, e non si è riusciti a farle. Il rischio è che da un
lato non si fanno le riforme che possano determinare - per esempio,
ridurre le 24 società partecipate dalla Regione che da mesi giace
sul tavolo del Presidente della Regione - un programma di
ristrutturazione delle società e di cancellazione di alcune di
esse, ad esempio la cancellazione dell'ESA, ente inutile, o lo
scioglimento dell'Istituto autonomo case popolari, l'abolizione
della legge 24 sulla formazione professionale che ci ha portato al
disastro di queste settimane.
Bisognava avere il coraggio di affrontarle queste cose, capisco
che non è semplice ma noi, non solo non siamo riusciti a farlo, ma
stiamo rischiando di fare un'altra cosa, perché c'è una politica
che pensa che si può continuare come le cicale: a spendere, a
chiedere, 1 milione lì, 10 milioni lì, 20 milioni lì, capisco che
poi la politica deve portare qualcosa a casa, nel proprio
territorio, tra i propri elettori e, con tutto questo si misurano
contraddizioni stringenti.
Signor Presidente, le rinnovo il mio appello: noi siamo pronti
anche a sospendere questa discussione sulla vicenda delle province,
per chiedere, dopo l'approvazione della finanziaria, una sessione
del Parlamento per capire quali riforme si debbano fare in Sicilia,
anche al fine di contenere la spesa. Ma le chiedo con altrettanta
nettezza: si fermi pure lei, fermi la sua maggioranza che da qui a
qualche ora si appresterà ad utilizzare il bilancio della Regione
all'antica, come un bottino da spartirsi. Fermiamoci tutti
Fermiamo le lancette al punto in cui siamo, perché la situazione è
drammatica. E noi porteremo avanti la sfida sulle riforme. Vogliamo
confrontarci seriamente per cambiare questa Regione; voi accettate
questa sfida dimostrando di voler per davvero aprire la fase del
cambiamento altrimenti, le parole restano solo parole e, come bolle
di sapone si sciolgono dopo qualche secondo.
Se il Governo intende fermare il saccheggio che da qui a qualche
minuto si può determinare in quest'Aula, noi siamo pronti a
ritirare tutti gli emendamenti. La sfida è tutta qui. Sta a lei,
onorevole Presidente della Regione, lei che è il capo del Governo,
dimostri anche di essere il capo della sua maggioranza.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono dell'avviso
che in qualche modo se c'era una prova del nove stasera l'abbiamo
ricevuta.
Il Governo, sollecitato dall'onorevole Cracolici a stabilire un
modo di confronto serio sulla sfida delle riforme,con
l'opposizione, sta in assoluto silenzio.
Io sono stato fra quelli che ho sostenuto e sostengo che è
necessario dare una drastica riforma della Regione, che porti a una
drastica riduzione delle spese. Sostengo che noi abbiamo bisogno di
una Regione che sia snella, che aiuti soprattutto i settori
produttivi.
C'è un problema che riguarda il giudizio sul Governo, che stasera
poteva cogliere un'opportunità che veniva offerta stabilendo, il
giorno dopo l'approvazione della finanziaria, un dibattito d'Aula
alla presenza del Presidente della Regione per potere stabilire il
modello di Regione che vogliamo.
A noi veniva più facile alzare le barricate sulla sanità, sulla
riforma dell'amministrazione regionale, sarebbe stato più facile
soprattutto in vista degli appuntamenti regionali, invece siamo
stati mossi dall'interesse di anteporre gli interessi della Sicilia
rispetto a calcoli meschini di parte.
Signor Presidente della Regione, se lei accetta la sfida del
Parlamento, di portare avanti in tempi brevissimi una riforma
complessiva dell'impianto della spesa regionale, che permetta
davvero alla Regione di fare un passo in avanti, allora io sono
disposto a ritirare l'emendamento, ivi compreso una discussione che
riguarda il modello di Regione.
Se sul piano di economie di scale è più conveniente per la Regione
avere le province o avere i liberi consorzi dei comuni, se è più
conveniente un modello organizzativo piuttosto che un altro, e su
questo accettiamo la sfida in quest'Aula.
Se invece il Presidente della Regione non dovesse addivenire alle
considerazioni fatte da noi in quest'Aula, e non accettare un
confronto di merito attorno alle riforme che abbiamo annunciato e
che vogliamo promuovere, allora è chiaro che c'è un problema che
riguarda il giudizio su questo Governo, e un comportamento
consequenziale del gruppo del PD nei confronti del Governo; del
gruppo del PD, perché fino adesso molte cose sono fatte col nostro
sostegno e col nostro voto, ma se il Governo si trincera dietro
l'atteggiamento che è di finta riforma, ovviamente, noi non
possiamo che mutare il nostro comportamento.
Signor Presidente della Regione, vorrei sapere se accetta il
quadro di confronto che noi le abbiamo proposto, in modo che il
Presidente dell'Assemblea, nella Conferenza dei presidente di
Gruppi parlamentari, stabilisce le riunioni d'Aula e, in quelle
riunioni, affrontiamo le tre, quattro questioni che riguardano il
modello della Regione che noi vogliamo nei prossimi anni in
Sicilia, altrimenti, ovviamente, io mantengo per intero il mio
emendamento.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento A 58.1. Il parere
del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SPEZIALE.
SPEZIALE.Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A 58.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento A 58.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 70
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 13
Contrari 54
Astenuti 2
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A58. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A55 dell'onorevole Cracolici.
Presidenza del vicepresidente Oddo
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione lei era distratto, volevo leggerle questo
emendamento: E' fatto obbligo alle società costituite o
partecipate dalla Regione, dalle Province e dai Comuni il cui
capitale risulti a maggioranza pubblica, il rispetto delle
procedure di evidenza pubblica imposte agli Enti locali per
l'assunzione del personale'. E' una norma di buon senso che
stabilisce che negli enti partecipati dalla Regione si procede con
la stessa modalità con le quali si procede alle assunzioni in tutte
le pubbliche amministrazioni. Mi aspetto da parte del Presidente
della Regione un orientamento e un parere favorevole, perché
avrebbe il sapore dello scandalo pensare che una ovvia normativa,
che rende trasparente le procedure di reclutamento dove c'è denaro
pubblico, possa invece avere un voto contrario da parte del Governo
e dall'Aula.
Ho sentito prima l'Assessore per il bilancio e le finanze dire, un
po' frettolosamente, che avrebbe espresso parere contrario,
inviterei, pertanto, il Presidente della Regione a dare una propria
valutazione sulla norma che permetterebbe una maggiore trasparenza
nelle modalità di reclutamento del personale. Altrimenti, tutto ciò
che è stato detto, che vogliamo trasparenza, che vogliamo
razionalizzare, che vogliamo avere un rigore politico e morale, si
traduce col fatto che invece, in realtà, vogliamo continuare così
come abbiamo fatto negli anni passati.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, su questa legge già il Governo è intervenuto
con provvedimento di blocco delle assunzioni nei provvedimenti
precedenti ed anche con circolari a firma del Presidente della
Regione per le società e per le strutture vigilate dalla Regione
Siciliana. Proprio su questo argomento, ricordo, che già in passato
abbiamo avuto modo di confrontarci con l'onorevole Speziale e per
questo noi manteniamo il nostro parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto;
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A413 dell'onorevole Cracolici.
Presidenza del vicepresidente Oddo
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è abbastanza chiaro nella sua evidenza. Sostanzialmente
dice una cosa, e il Governo dice che anche su questo è contrario.
Signor Presidente della Regione, questo emendamento fa divieto alle
società di costituire altre società. Insomma di assistere al
sistema delle scatole cinesi che si è prodotto nella nostra
Regione. Perché, vede onorevole Presidente, noi non abbiamo
soltanto ventiquattro società partecipate dalla Regione, ma in
ognuna di queste società sono nate altre società di scopo e per
funzioni che hanno costruito e moltiplicato, come pani e pesci, il
sistema delle partecipate.
Mi auguro che in coerenza alla lotta agli sprechi questa norma
venga approvata e si ponga fine al sistema delle scatole cinesi che
si è prodotto in Sicilia.
Voglio sentire qual è il parere del Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A163.1 della Rubrica Agricoltura.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli onorevoli Scilla e Caputo dichiarano di voler apporre la
propria firma all'emendamento.
Si passa all'emendamento A203, a firma degli onorevoli Adamo ed
altri. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A208 e 199 che sono assorbiti.
L'emendamento A125. Onorevole Speziale, ho bisogno dell'Assessore
Cimino, non lo distragga.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.7 a firma degli onorevoli Galvagno,
Termine.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A408.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo spiegare soltanto che questa
norma è stata inserita dal Governo da lei sostenuto razionalmente.
CIMINO. No.
CRACOLICI. Voleva dire che non c'è bisogno. Quindi quale è il
parere? Favorevole?
CIMINO. No.
CRACOLICI. La norma nazionale prevede che sotto i 15 mila
abitanti il collegio dei revisori contabili è composto da un solo
componente. E' una riduzione dei costi. Siete una Repubblica a
parte, altro che autonomia
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, io intervengo per dire che al di la
delle rispettabili considerazioni che ognuno di noi in questo
Parlamento può rappresentare, io ritengo invece che questa sia una
norma da difendere perché l'organismo di controllo rappresentato
così come oggi è di fatto esistito rappresenta un vero baluardo a
quella che deve essere l'attività di controllo e di
razionalizzazione negli enti locali. Io ritengo che la
semplicistica considerazione che con questo momento di grande
suggestione, come ha detto il nostro Presidente della Regione, che
ci porti agli onori della cronaca per dire che stiamo per
smantellare tutto, sicuramente non va nella direzione di portare un
servizio.
Quindi ritengo che vada mantenuta la posizione così come fino ad
oggi c'era perché di fatto rappresenta una difesa di quella che è
l'azione di controllo che invece negli enti locali deve esserci.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Bonomo, D'Antoni, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Donegani e Faraone appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 408.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A 408.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 80
Votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli 39
Contrari 40
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A 51 dell'onorevole Speziale.
SPEZIALE. Chiedo di illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, giustamente i colleghi mi fanno
osservare una cosa che può sembrare assurda. Mi dicono c'è acqua
non potabile nelle condotte. La domanda è questa: se è possibile
distribuire acqua non potabile. Esiste un comune che è quello della
mia città dove c'è un'ordinanza sindacale che da un anno e mezzo
dichiara l'acqua non potabile e la classificazione di acqua non
potabile avviene sulla base della certificazione attraverso le ASL.
Le ASL hanno dichiarato l'acqua non potabile e il sindaco della
città per non interrompere il servizio la distribuisce anche se non
è potabile con la ordinanza di acqua non potabile.
La domanda è: i cittadini in presenza di acqua non potabile
possono avere applicata la tariffa e pagarla come acqua potabile?
Siccome mi rendo conto che anche a me sembrava sorprendente che
potesse essere distribuita acqua non potabile, vi posso assicurare
che si tratta di questa fattispecie. Quindi, penso che sia giusto
che i cittadini che non usufruiscono di acqua potabile possano
avere una riduzione della tariffa. Ecco perché abbiamo presentato
l'emendamento, la questione riguarda in modo particolare la città
di Gela dove fra l'altro il problema della potabilità dell'acqua è
di difficile soluzione perché essendo acqua proveniente dal
dissalatore ad una temperatura molto alta corrode le tubazioni e
non giunge come acqua potabile alla destinazione. E' già un
problema che va affrontato a poco a poco, ma nel frattempo non
possiamo chiedere ai cittadini di pagare lo stesso prezzo che
pagano tutti gli altri che invece hanno e possono utilizzare acqua
potabile.
FEDERICO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento A 51.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. .
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 32.11. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 65.5, a firma dell'onorevole Ruggirello.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 65.5.1.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 350.1.1 dell'onorevole Cimino.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Solo per comprendere come sono stati presentati due
subemendamenti, A350.1.1 e A350.1 senza che sia stato dichiarato
ammissibile l'emendamento A350 a cui si appoggiano.
Vorrei capire il criterio che è stato utilizzato nella
fattispecie.
PRESIDENTE. L'emendamento A350 è stato dichiarato improponibile.
Questi emendamenti si reggono da soli, indipendentemente dal
destino dell'emendamento A350.
DI BENEDETTO. Signor Presidente per la presentazione degli
emendamenti è stato dato tempo fino alle 13.00 del 25 aprile.
I subemendamenti si giustificano in quanto emendamenti agli
emendamenti.
Se l'emendamento non è ammissibile, conseguentemente non vi si
possono appoggiare i sub emendamenti. Se i subemendamenti, sebbene
si reggano, non sono pertinenti alla materia dell'emendamento
proposto non sono ammissibili.
PRESIDENTE. I subemendamenti sono comunque aderenti
all'emendamento A350 ma si reggono da soli. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento A350.1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento A350.1, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A41.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A41, a firma dell'onorevole Speziale. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze.. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A104.1.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Chiedo al Governo cosa si intende nel testo
dell'emendamento dove si dice di brevi stagionali' sono
sostituite dalle parole non inferiori a sette giorni'.
BUFARDECI, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Leggo all'onorevole Marinello e a tutta l'Aula, la nota
di relazione di accompagnamento: Si è ritenuto opportuno
modificare l'articolo 15 della legge 10 modificando il primo comma
ed eliminando il terzo al fine di non ingenerare confusione tra le
competenze delle agenzie immobiliari turistiche, imprese
prettamente di intermediazione, che prima avevano questa dizione,
non inferiore a sette giorni con invece le competenze proprie
dell'agenzie di viaggio di turismo, imprese commerciali previste
dalla normativa nazionale diventa invece agenzie immobiliari
turistiche quelle che hanno almeno brevi periodi e non inferiori a
sette giorni è solo una precisazione per evitare confusione con le
agenzie di viaggio.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, eventi successivi che qui si prevede
abrogazione di norme in particolare del comma II e III
dell'articolo 15 sempre della legge 10 è collegato all'
emendamento.
BUFARDECI. E' riferito sempre all'articolo 15 agenzie
immobiliarie turistiche' sia il secondo che il terzo comma.
MARINELLO. E il 104.3 cosa significa?
BUFARDECI. Il 104.3 è quello relativo alle guide turistiche nelle
quali si determina anche l'effetto sanzionatorio di altri corpi di
polizia laddove svolgano una funzione senza licenza e senza
patentino.
MARINELLO. Sostanzialmente un adeguamento alla normativa
nazionale.
BUFARDECI. Esatto.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l'emendamento 104.1. Il parere del
Governo?
CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo ai voti l'emendamento 104.2. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 104.3. Il parere del Governo?
CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 104.4. Il parere del Governo?
CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 104.5.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, poco fa lei non c'era e presiedeva
la seduta il Vicepresidente Formica, lei a detta dell'onorevole
Formica e su consiglio da parte degli uffici, che hanno fatto
questa scremata di questi emendamenti, è stato sancito che tutte
le normative che comportavano spesa, così era il deliberato della
Presidenza dell'Assemblea, andavano stralciati.
Questo emendamento comporta spese e quindi le chiedo di avere un
unico peso e non un peso con due misure, quindi chiedo al Governo o
di ritirare l'emendamento o diversamente mi appello al Presidente
al rispetto dichiarando inammissibile l'emendamento o meglio
improcedibile l'emendamento nel rispetto del deliberato.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino questo emendamento comporta spese?
CIMINO. assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente
è vero che l'emendamento comporta 100 mila euro di spese ma per
attivare le guide turistiche in una regione come la Sicilia non
volere attivare le guide turistiche, significa fare un torto a
questa nostra regione, quindi insisterei sull'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente io chiedo alla Presidenza e non sto
ridendo perché è poco seria la cosa di cui parlo, è molto seria,
attiene ad una questione procedurale, Presidente lei ha dichiarato
improponibili gli emendamenti che comportano spesa. Mi dispiace
per l'onorevole Bufardeci che nel merito, tra l'altro la vicenda
personalmente la condivido.
Assessore Cimino, non faccia il tifoso Lei deve fare l'uomo di
Governo. Signor Presidente, le chiedo, così come ha fatto il
Vicepresidente, onorevole Formica, anche se non me ne ero accorto,
di accantonare questo emendamento in quanto comporta spese. Nulla
di più e nulla di meno.
PRESIDENTE. Accantoniamo questo emendamento e verifichiamo.
MARINELLO. Chiedo il rispetto del Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, lei questa sera sta utilizzando
un tono che non è suo costume utilizzare Lei deve stare
tranquillo. L'onorevole Formica riportava una determinazione della
Presidenza per cui era, ovviamente, in linea con quello che abbiamo
deciso. Questo emendamento, a stretto rigore, è un emendamento che
non comporta spese perché prende 100 mila euro da una Rubrica quasi
interamente finanziato capitolo 215704.
CRACOLICI. Signor Presidente, è prelevato dal Fondo di Riserva.
MARINELLO. Non esiste
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lo accantoniamo e vediamo se
riusciamo a riscriverlo. Onorevole Marinello lei ha un
atteggiamento un po' esagerato.
MARINELLO. Non esiste, anche per il rispetto del Parlamento Si
devono rispettare le regole
PRESIDENTE. Lei rispetti questa Istituzione con un comportamento
adeguato.
Si passa all'emendamento A 104 a firma dell'onorevole Ammatuna che
è accantonato.
Si passa all'emendamento A 457.1 del Governo che è collegato
all'emendamento A 457.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Panepinto il
subemendamento A 457.1.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento A.457 così come
modificato sul quale appone la firma l'onorevole De Benedictis. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento A266 che riguarda la
Fondazione Federico II.
Comunico che è stato presentato dal'onorevole Leontini
l'emendamento 266.1, sostitutivo dell'emendamento A266.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A266, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento A.104.5, precedentemente
accantonato.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.104, nel testo risultante. Il
parere del Governo.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta
(La seduta, sospesa alle ore 05.05, è ripresa alle ore 06.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato da parte del Governo
l'emendamento A531.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne fa facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vedo che il Presidente della
Regione non è rientrato in Aula. Non voglio commentare. Le chiedo
formalmente di garantire i diritti dei parlamentari, di conoscere
l'emendamento e di consentire la presentazione di subemendamenti.
Pertanto, le chiedo il rinvio della seduta di ventiquattrore.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, come lei sa, le ventiquattrore non
sono normate in nessun articolo di questo Regolamento.
Preferirei una soluzione intermedia; preferirei dare ai deputati
tutti i riferimenti normativi e dare il tempo che serve loro per
avere chiarezza sul maximendamento.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei ritiene, considerato che questa
norma che è il doppio della finanziaria che era stata proposta
all'Aula, il doppio, e che abbiamo impiegato un paio, anzi cinque
mesi, perché si è fatto un esercizio provvisorio dopo che era stato
predisposto un atto a fine ottobre circa, che possiamo fare tutto
in qualche ora?
Non voglio poi commentare quello che è avvenuto, signor
Presidente. Devo dirle, con grande rispetto, perché ho grande
rispetto delle funzioni che ognuno di noi assolve - lei è il
Presidente e io il Capogruppo dell'opposizione - e ognuno di noi
svolge un ruolo, però, signor Presidente, mi permetta di dire che
il Presidente dell'Assemblea, più di altri, ha il dovere di
garantire procedure che garantiscono tutti.
Lei ha dichiarato improponibili emendamenti perché comportavano
spese.
Signor Presidente, lei si sta facendo garante di una gravissima
violazione regolamentare delle sue prerogative che ha usato fino a
qualche ora fa. A questo punto devo dire che le ha usate contro i
deputati dell'opposizione. Questo mette in discussione anche la
qualità del rapporto democratico in quest'Aula. Intanto, le chiedo
di garantire le condizioni perché i deputati possano svolgere
intanto la conoscenza dell'atto e, il secondo atto, è la
possibilità di presentare subemendamenti.
Siccome, da una prima lettura delle cinque pagine fitte anche
questa categoria senza precedenti perché si può pure scrivere un
testo di un unico articolo ma dove in un unico articolo ci sono
diversi commi.
Qui si è persino usata la furbizia di trasformare i commi in
capoversi. Ma questo, come lei sa, nulla toglie perché ci saranno
emendamenti su ogni rigo e ogni aggettivo di questo emendamento e
le chiedo la garanzia che l'Aula venga riconvocata quantomeno
domani, visto che siamo qui da oltre venti ore, lavoriamo
ininterrottamente e non siamo nella condizioni né fisiche né
mentali di poter fare il lavoro come ogni deputato deve poter fare.
Le chiedo, signor Presidente, di garantire, almeno questo, in
questo momento.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
il Presidente Cascio abbia garantito fino ad adesso, in maniera
imparziale e sempre con grande senso di responsabilità, quest'Aula
e soprattutto i parlamentari: Mi sembra eccessivo, quindi, dire al
Presidente Cascio, mi sembra ingeneroso e quindi a nome degli altri
parlamentari o di tutti i parlamentari le posso assicurare che il
Presidente Cascio si è comportato sempre in maniera puntuale e
attenta. Non voglio prendere le difese del Presidente Cascio - non
ce n'è bisogno - ma soltanto per sottolinearlo.
Non c'è nessuna captatio benevolentia'; c'è soltanto il
significare in maniera chiara il comportamento della Presidenza che
sia con il Presidente Formica che con il Presidente Cascio ha
garantito i lavori di una finanziaria difficile e molto dura.
Sono assolutamente convinto che questo maxiemendamento non sia nè
una buona presentazione né certamente la soluzione che tutti i
parlamentari cercavano. Quindi, poiché è entrato in Aula, chiedo al
Presidente della Regione, se lo riteniamo, una piccola pausa di
riflessione oppure considerato che per molti versi quello che
abbiamo letto può essere superato soltanto da un gesto del Governo
che possa ritirare questo atto e ovviamente salvaguardando in altri
momenti, lo utilizzeremo come un promemoria puntuale e importante
per altri momenti che ci vedranno impegnati a livello legislativo.
Non ci possiamo permettere altro.
Onorevole Cracolici, penso che debba essere lei a rispettare le
prerogative. Ci siamo assolutamente stancati di farci dare lezioni
da lei o dai colleghi del suo Gruppo perché questa finanziaria,
fino a questo momento, onorevole Cracolici, è stata condivisa da
tutti ed è stata condivisa sapendo perfettamente il lavoro che
abbiamo fatto fino ad adesso che, fino a prova contraria, è un
ottimo lavoro.
Il lavoro di una finanziaria seria, rigorosa, che ha previsto le
misure anticrisi e che, passo passo, dalla Commissione Bilancio
fino ad oggi ha consentito a tutti compreso l'opposizione,
nonostante una forte maggioranza di potere recepisce molti
emendamenti che erano anche importanti, che erano anche
costruttivi, che erano anche positivi. Lezioni però da parte di
nessuno; poi lo vedremo in altri casi.
Considerato che sono convinto che questa Assemblea dovrà avere un
momento riformatore molto importante, una stagione delle riforme
deve avvenire, soprattutto, una stagione in cui tutti quanti, in
maniera molto chiara ed esplicita, chiariremo le nostre intenzioni
nel rispetto dei siciliani.
Tutti quanti siamo stati chiamati qua a rappresentarli in maniera
degna; dobbiamo onorare il voto che ci hanno dato e lo possiamo
onorare con il nostro impegno, con la nostra correttezza e con la
nostra intelligenza.
Ritengo che questo maxiemendamento, signor Presidente e assessore
Cimino, sia ingeneroso rispetto al lavoro straordinario che hanno
fatto l'assessore Cimino e il Governo fino a questo momento.
E'ingeneroso nei vostri confronti; è ingeneroso rispetto al lavoro
che avete fatto; è ingeneroso rispetto ai tanti passi indietro che
ogni deputato ha fatto in questa Aula e che ogni assessore ha
dovuto fare in questa Aula.
Questo maxiemendamento - lo ribadisco - prendiamolo come
promemoria, lo rimandiamo alle varie Commissioni. Sono tutti
argomenti assolutamente accettabili, tutti argomenti assolutamente
puntuali che possono certamente trovare in altro momento la
soluzione di questi problemi.
Se poi dovessimo trovare, Presidente Cascio, due o tre casi
particolari possiamo anche votarli separatamente, due o tre casi
particolari. Non ci possiamo permettere altro.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, dopo avere ascoltato l'intervento
dell'onorevole Cracolici e dell'onorevole Leanza Nicola, chiedo
alla Presidenza se è possibile sospendere la seduta per un quarto
d'ora. E questo non per violentare l'intelligenza di quanti,
giustamente, vogliono poter studiare il testo, ma potere un attimo
approfondire le possibilità che il Governo può definire e anche
cercare di concordare.
Se poi dobbiamo prendere più tempo, e seguire l'ipotesi segnalata
dall'onorevole Cracolici o dall'onorevole Leanza, diamoci la
possibilità comunque di un minimo di collaborazione, anche per
mezz'ora, per potersi incontrare e discutere della problematica
insieme.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo si
prenda il quarto d'ora richiesto, non è questo in discussione.
Io ribadisco le questioni che ho posto e aggiungo che oggi è il 30
aprile, il ventisettesimo anniversario dell'assassinio di Pio La
La Torre, e io e i deputati appartenenti al mio Gruppo dovremmo
partecipare alle ore 9.00 alla cerimonia commemorativa che si terrà
sul luogo dell'assassinio.
Non vorrei che con la sospensione di un quarto d'ora rimaniamo qua
bloccati, come siamo rimasti tutta la notte seduti tra i banchi. Vi
chiedo soltanto rispetto per le persone.
Prendetevi pure il quarto d'ora che vi serve ma ribadisco le
ragioni e i tempi, perché oltretutto non c'è solo la stanchezza ma
un evento che, per quanto ci riguarda, non possiamo non
presenziare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che
è immediatamente convocata la Conferenza dei Presidente dei Gruppi
parlamentari in Sala lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 07.04, è ripresa alle ore 08.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Sospendo ulteriormente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 8.12, è ripresa alle ore 8.33)
La seduta è ripresa.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vista la difficoltà del testo in esame, il
Governo ritirerà l'emendamento A531.
Chiedo, però, che questo maxiemendamento, stralciato dalla
Finanziaria, sia trattato la prossima settimana, in Aula, prima
delle elezioni europee, in modo tale da trattare le tematiche
aventi carattere di urgenza ed emergenza sociale in esso contenute.
PRESIDENTE L'assessore Cimino è stato abbastanza chiaro. Volendo
essere ancora più chiari: il Governo chiede un impegno a tenere una
sessione del Parlamento prima delle elezioni europee, prima della
campagna elettorale, in cui si possano approvare, dopo avere
esaminato, oggettivamente e senza pregiudizi spero, tutte le norme
che il Parlamento riterrà opportuno approvare, che rivestono
carattere di urgenza e di emergenza sociale, e in questo
maxiemendamento, vi assicuro, ce ne sono parecchie.
Dobbiamo, quindi, assumerci l'impegno di poter aprire questa
finestra entro un paio di settimane, col percorso, dal punto di
vista parlamentare, più corretto, quindi, riunire le Commissioni di
merito e l'Aula, al fine di approvare, prima delle elezioni
europee, le norme urgenti che hanno caratteristica di emergenza
sociale.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, intanto, comunico che l'articolo 62, che era
accantonato, su proposta dell'Assessore, è stato stralciato dalla
legge finanziaria per essere inserito nel prossimo disegno di legge
all'esame dell'Aula nelle prossime settimane, per intenderci il
Piano colore'.
Si riprende l'esame dell'articolo 66 e dei relativi emendamenti,
in precedenza accantonati.
Si passa all'emendamento 66.3, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 66.4, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'emendamento 66.5, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 66.2 è inammissibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 66.6, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 66.1 e 66.9 sono superati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 66.7, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 66.8, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo fosse chiaro che,
all'interno della manovra di bilancio, sono state spalmate tutte
quelle voci che rientravano nella tabella H.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 66, con le tabelle
allegate, così come risultante dalla modifica della soppressione
della Tabella H.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 67.
Ricordo che gli emendamenti erano già stati ritirati.
Si passa all'esame delle Tabelle allegate all'articolo 67, che si
trovano alla pagina 188: Tabella A, B, C, D, E e F.
Si passa alla Tabella A.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella B.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella C.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella D.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella E.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella F.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella G.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Tab. G4,
sostitutivo della Tabella G.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti alla Tabella G decadono.
Si passa alla Tabella I.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella L.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 67, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 68 - Effetti della manovra e copertura
finanziaria - con il relativo prospetto allegato:
«Articolo 68
Effetti della manovra e copertura finanziaria
l. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano con
decorrenza dall' l gennaio 2009».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:
«Articolo 69
Entrata in vigore
l. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009
(250/A).
Presidenza del vicepresidente Oddo
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di aver
detto ampiamente, a nome del Gruppo PD, in tutta questa lunga
maratona, le ragioni che ci porteranno a votare contro perché, lo
ribadisco, serviva una Finanziaria che fosse una terapia d'urto.
Alcune delle norme che servono a dare un pizzico di ossigeno
all'economia sono entrate grazie alla battaglia del PD, soprattutto
nelle Commissioni di merito; rimane però una Finanziaria fortemente
lacunosa sia sul terreno degli aiuti all'economia sia soprattutto
sul terreno del risanamento. E' un'occasione persa, comunque, vi
aspettiamo al varco.
PRESIDENTE. Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n.
250/A.
Si procede all'esame degli emendamenti presentati ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Cordaro e Maira: 117.1;
dagli onorevoli Maira, Leontini, Vinciullo, Minardo ed altri:
117.2;
dal Governo: 117.3, 117.5;
dalla Commissione: 117.4;
dagli onorevoli Cracolici e Oddo: 117.6.
Dopo gli emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, si passerà agli ordini del giorno ed infine
esprimeremo il voto finale.
In seguito, sospenderò l'Aula, per riunire la Giunta; si approverà
la nota di variazione e l'Aula riprenderà per la votazione finale
del bilancio.
ARICO' . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. All'articolo 12 della legge, c'è la dizione A.N.C.A., che
è un acronimo. Volevo fare soltanto questa precisazione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 117.6, a firma degli
onorevoli Cracolici e Oddo. All'emendamento 413, al comma III, è
soppressa la parola societario'. Alla fine del comma III sono
aggiunte le parole o la revoca dei rappresentanti della Regione
nelle società'. Al comma I dopo le parole interamente' aggiungere
o a maggioranza' e sopprimere la parola misto'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1, a firma degli onorevoli Cordaro e
Maira. All'emendamento articolo 22.10 al primo rigo la parola
locali' è sostituita dalle parole pubblici, territoriali e non'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2, a firma degli onorevoli Maira, De
Luca, Minardo e altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3, del Governo. Le modifiche portate
al subemendamento 22.6 e all'emendamento 22.7 si intendono estese
alle parole a far data dalla predetta certificazione tenendo luogo
questa ad ogni altra comunicazione di assenza o diniego espressa o
tacita'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4, a firma dell'onorevole Savona.
All'articolo 44, comma III sostituire le parole commi II e III'
con le parole commi I e II dell'articolo 2'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5, del Governo. All'articolo 60,
comma 2 cassare il comma 2 dell'articolo 117 del Regolamento'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- numero 126 Iniziative urgenti allo scopo di garantire gli
adeguati stanziamenti ai consorzi universitari provinciali , a
firma degli onorevoli Digiacomo e altri;
- numero 131 Iniziative per evitare il declassamento degli
ambulatori di patologia clinica del Mssinese , a firma
dell'onorevole Formica.
- numero 132 Sistema regionale dei percorsi triennali di
istruzione e formazione professionale per i minori in obbligo di
istruzione in Sicilia , a firma degli onorevoli D'Antoni e altri.
- numero 133 Notizie sulle presunte assunzioni effettuate
dall'AUSL n. 6 di Palermo , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
- numero 134 Tutela occupazionale del personale in servizio
presso l'ITALTEL di Carini (PA) , a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
- numero 135 Modifiche al trattamento del personale regionale in
quiescenza , a firma dell'onorevole Cracolici.
- numero 136 Iniziative urgenti atte a definire il contratto di
servizio del trasporto regionale di Trenitalia , a firma
dell'onorevole Cracolici.
- numero 137 Iniziative urgenti per contrastare le scelte
adottate dal gruppo FS circa l'organizzazione del settore
ferroviario in Sicilia , a firma dell'onorevole Cracolici.
- numero 138 Istituzione di una Commissione d'inchiesta per
verificare l'impatto sulla salute dei cittadini della prevista
installazione del sistema Wind Shear' , a firma dell'onorevole
Apprendi.
- numero 140 Dichiarazione dello stato di calamità naturale nel
settore viticolo ed interventi di trattamento per via aerea contro
la peronospora , a firma degli onorevoli Caputo ed altri.
- numero 141 Misure relative alla convenzione tra l'Orchestra
sinfonica siciliana ed il centro di produzione televisivo Onda
Blu', società cooperativa , a firma dell'onorevole Savona ed altri.
- numero 142 Proposta di introdurre i giochi dei parchi
siciliani' tra le iniziative turistico-sportive della Regione , a
firma dell'onorevole Apprendi.
- numero 143 Istituzione di un numero verde' sulla prevenzione
delle infezioni osteo-articolari nella città di Palermo , a firma
dell'onorevole Apprendi.
- numero 144 Mantenimento del Telefono giallo' per la
prevenzione dei suicidi nella città di Palermo , a firma
dell'onorevole Apprendi.
- numero 145 Stabilizzazione dei professori della fondazione
Orchestra sinfonica siciliana' , a firma dell'onorevole Apprendi.
- numero 146 Inserimento della Frazione di San Martino delle
Scale, del comune di Monreale (PA), nei piani di intervento per le
aree ad alto rischio, al fine di fronteggiare l'emergenza
idrogeologica , a firma degli onorevoli Caputo e Pogliese.
- numero 147 Precisazione dei criteri di individuazione di cui
all'art. 36 del disegno di legge finanziaria 2009 in materia di
formazione del personale marittimo , a firma dell' onorevole
Ammatuna ed altri.
- numero 148 Interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza
dell'immobile che ospita la scuola elementare di Collesano (PA) , a
firma dell' onorevole Caputo ed altri.
- numero 149 Misure per il rilancio della presenza della FIAT in
Sicilia , a firma dell' onorevole Cracolici.
- numero 150 Proroga dei contratti del personale precario in
servizio nell'Amministrazione regionale , a firma degli onorevoli
Panarello e Digiacomo.
- numero 151 Consolidamento del costone soprastante la strada
statale 113, località Capo Skino (ME) , a firma dell'onorevole
Panarello.
- numero 152 Interventi a sostegno dei minori sbarcati
clandestinamente in Sicilia , a firma dell' onorevole Apprendi.
- numero 153 Iniziative affinché i proventi dei beni confiscati
alla mafia in Sicilia siano impiegati nella Regione , a firma degli
onorevoli Adamo ed altri.
- numero 154 Risorse per le zone degradate della città di
Messina , a firma degli onorevoli Beninati, Buzzanca, Panarello e
Romano.
- numero 155 Predisposizioni locali per accogliere la Venere di
Morgantina , a firma degli onorevoli Galvagno, Termine, Mattarella,
Rinaldi, Ammatuna, Gucciardi, Lupo, Leanza Edoardo.
- numero 156 Reinserimento dei lavoratori di cui al decreto
legislativo 237/98 tra i beneficiari di cui alla l.r. n. 5 del
2005 , a firma dell'onorevole Donegani.
- numero 157 Aumento del monte ore settimanale del personale
PUC , a firma dell'onorevole Donegani.
- numero 158 Iniziative per nove lavoratori del Polo tessile di
Riesi (CL) , degli onorevoli Maira, Dina, Cordaro, Savona.
- numero 159 Provvedimenti per assicurare lo svolgimento delle
attività formative per l'anno 2009 , degli onorevoli Leontini,
Scilla ed altri.
- numero 160 Iniziative per non ostacolare l'ingresso del Fondo
europeo degli investimenti in CAPE Sicilia Spa , dell'onorevole
Ardizzone.
- numero 161 Emergenza occupazionale Cres Monreale (PA) ,
dell'onorevole Caputo.
Assessore Cimino, onorevoli colleghi, se il Governo e i
presentatori degli ordini del giorno sono d'accordo, propongo che
tutti gli ordini del giorno siano accettati dal Governo come
raccomandazione.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, desidero sottoporre alla vostra attenzione una
problematica che risulta da uno schema di ordine del giorno che
porta la firma dell'onorevole Ardizzone; mi riferisco all'ordine
del giorno numero 160.
Quando abbiamo votato poco fa l'emendamento che prevede che le
società partecipate dalla Regione non possano costituire altra
società, non credo che l'Assemblea volesse precludere iniziative
imprenditoriali di sviluppo quando si tratta di società che hanno
proprio come oggetto sociale la costituzione di altre società con
imprese siciliane.
Mi spiego: siamo, ad esempio, soci del Banco di Sicilia
CRACOLICI. Non siamo maggioranza del Banco di Sicilia
ILARDA, assessore alla Presidenza. La norma che è stata votata
non prevede maggioranza.
CRACOLICI. E' stato specificato con l'articolo 117.
PRESIDENTE. Assessore Ilarda, su questo argomento, abbiamo
approvato, ai sensi dell'articolo 117, la norma.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Se mi consentite tre secondi,
anche se a maggioranza c'è la società dove siamo soci di minoranza,
ma avremmo potuto essere soci di maggioranza, ad esempio, una
società di gestione di un fondo di investimento, al quale
parteciperà fra giorni la Banca europea degli investimenti, prima
operazione di questo tipo in Italia, già deliberato, che vale per
la Sicilia.
Questa Società, alla quale partecipiamo, ha lo scopo di entrare
in società con imprese siciliane per avviarle, svilupparle. Non
credo fosse questa la volontà. L'ordine del giorno deve essere
interpretato in questo senso.
Questa è la proposta che vi sottopongo, anche se siamo soci di
maggioranza, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Assessore Ilarda, c'è una legge approvata; se il
Commissario dello Stato la riterrà sbagliata, la impugnerà.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Ma che c'entra la legittimità
costituzionale?
Chiedo che l'ordine del giorno numero 160 sia posto in votazione.
PRESIDENTE. Ai sensi del'articolo 117, questo problema è stato già
superato. Abbiamo già approvato il punto 6 del 117.
FARAONE. Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno
numero 160.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Votazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Per rafforzare il concetto espresso dall'Assessore
Ilarda, già superato dall'emendamento 117.6, pongo in votazione
questo ordine del giorno. Il parere del Governo è favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 159, col parere
favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri ordini del giorno sono accettati dal Governo come
raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009» (250/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2009» (250/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione :
Presenti 82
Votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 54
Contrari 27
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che per consentire alla Giunta di
Governo e all'Assemblea di approvare e presentare la Nota di
variazione al bilancio, conseguente all'approvazione della Legge
Finanziaria, e alla Commissione Bilancio di scrivere il parere
relativo, sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 8.58, è ripresa alle ore 9.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Pogliese, stante che
la sua presenza durante la votazione alla finanziaria non è stata
rilevata dal meccanismo elettronico, dichiara di avere votato a
favore del disegno di legge numero 250/A.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla Nota di variazioni al bilancio conseguente
all'approvazione della legge finanziaria.
La pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Oddo
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011
(249-327/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9 del disegno di legge numeri
249-237/A - Entrata in vigore. Ne do lettura:
«Art. 9.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2009.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011»
(249-327/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 249-327/A «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2009 e bilancio
pluriennale per il triennio 2009-2011», così come modificato dalla
Nota di variazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 52
Contrari 24
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, informo che l'assessore Incardona ha
comunicato di avere votato favorevolmente il disegno di legge
numeri 249-237/A ma che, per un malfunzionamento del dispositivo
elettronico di voto, il suo voto non è stato rilevato.
Ringraziamento agli Uffici e ai Gruppi parlamentari per il lavoro
svolto
PRESIDENTE. Prima di chiudere la seduta, desidero ringraziare gli
uffici per la collaborazione straordinaria, anche in questa
occasione, e tutti i Gruppi parlamentari, nonché la Commissione
bilancio per l'ottimo lavoro svolto.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è la prima finanziaria del Governo Lombardo e
desidero ringraziare i parlamentari regionali, i colleghi
Assessori, il Presidente della Commissione bilancio per il lavoro
svolto e lei, Presidente dell'Assemblea, per la capacità che ha
avuto in queste ore difficili di trovare il momento di sintesi e
consentirci di dare alla nostra Regione un bilancio ed una
finanziaria che avremmo l'opportunità di poter spiegare ai
siciliani per collegare al più presto sia con la legge che il
Governo vuole sostenere, che era nel maxiemendamento, sia la legge
di misura anticrisi a cui il Governo ha destinato le risorse
vincolate per i provvedimenti che sono stati concordati anche con
il mondo delle categorie produttive e dell'associazionismo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Cimino.
Un ringraziamento va a tutti i funzionari e un ringraziamento è
dovuto anche agli assistenti parlamentari che ci mettono nelle
condizioni di avere le carte in tempi europei'.
Comunico che mercoledì 6 maggio alle ore 16.00, si terrà la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 6 maggio,
alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Presidenza della Regione - Affari generali .
La seduta è tolta alle ore 9.10 di giovedì, 30 aprile 2009
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 11.45
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 250/A DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
CORRETTIVE PER L'ANNO 2009
All'articolo 3:
Emendamento 3.20:
Dopo il comma 7 aggiungere:
Entro la terza rata trimestrale in favore degli enti locali per
le assegnazioni previste dal presente articolo, gli enti locali
dovranno certificare il rispetto dell'obbligo di cui al comma 6
dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2008 e successive
modifiche e integrazioni. La violazione degli obblighi previsti
dal comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2008 e
successive modifiche e integrazioni comporterà una riduzione della
quarta rata trimestrale in misura determinata dalla Conferenza
delle autonomie locali.
All'articolo 4:
Emendamento 4.6:
L'articolo 4 è soppresso.
All'articolo 32:
Emendamento 32.5:
Al comma 1 dopo le parole: progettazione definitiva , sopprimere
le parole ed esecutiva e per il perfezionamento delle procedure
tecniche, amministrative ed operative .
Emendamento 32.34:
Al comma 1 sostituire le parole: finalizzati alla
riqualificazione urbana con le parole finalizzati agli
investimenti ammessi dai finanziamenti regionali ed
extraregionali .
Emendamento 32.2:
Apportare le seguenti modifiche al comma 3:
- alla lettera a) sostituire le cifre 15 con 10 ;
- sopprimere la lettera b);
- alla lettera c) sostituire le cifre 60 con 90 , e sopprimere
le parole da da corrispondere sino a di abitanti ;
al comma 7 sopprimere le parole e le società sino a della
Regione .
Subemendamento 32.2.1:
La lettera a) è abrogata;
alla lettera c) sostituire 90 con 85 .
Emendamento 32.30:
Al comma 4 anteporre le parole Entro 60 giorni dalla entrata in
vigore della presente legge, .
Emendamento 32.36:
Aggiungere: o portualità peschereccia .
Emendamento 32.37:
Al comma 4, lettera b) dopo la parola patrimonio inserire la
parola edilizio .
Emendamento 32.31:
Al comma 7 sostituire le parole i comuni con le parole gli
enti locali e la parola versare con la parola rimborsare .
Emendamento 32.15:
Al comma 7 sostituire tre con cinque .
Emendamento 32.38:
Aggiungere in coda il seguente comma:
Per le finalità di cui all'articolo 25 l.r. 27 dicembre 1978, n.
71 e successive modifiche ed integrazioni, il contributo per ogni
ente richiedente non può essere concesso in misura superiore al 50
per cento delle spese preventivate e successivamente
rendicontate .
All'articolo 33:
Emendamento 33.1:
Al comma 1 sostituire la parola titolari con proprietari .
Emendamento 33.14:
Al comma 1 dopo le parole centri storici aggiungere e edifici
classificati netti storici .
Emendamenti 33.3 e 33.10:
Al comma 1 dopo la parola restauro aggiungere manutenzione
straordinaria, adeguamenti alle disposizioni antisismiche, .
Emendamento 33.12:
Al comma 1, sesto rigo, dopo le parole porzione di essi,
aggiungere per unità immobiliari da adibire ad uso
residenziale, .
Emendamento 33.13:
Al comma 1, sesto rigo, dopo le parole 300 migliaia di euro
aggiungere per ciascun soggetto richiedente e .
Emendamento 33.11:
Al comma 1, sesto rigo, dopo le parole 300 migliaia di euro
aggiungere e comunque non superiore ad un importo massimo di
2.000 euro/mq. .
Emendamento 33.15:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
3. L'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio 2008, n. 1 è
abrogato. .
All'articolo 34:
Emendamento 34.15:
Al comma 1 dopo la parola alloggi aggiungere le parole nonché
di edilizia residenziale universitaria, .
Emendamento 34.14:
Al comma 1 dopo le parole il recupero di unità immobiliari
degradate, aggiungere all'adeguamento a criteri antisismici .
Emendamento 34.4:
Sostituire il secondo periodo del comma 1 con il seguente:
Il programma è approvato dall'Assessore regionale per i lavori
pubblici, sentito il parere delle competenti commissioni
legislative .
Subemendamento 34.4.1:
Aggiungere le seguenti parole: da rendersi entro 15 giorni
dall'assegnazione .
Emendamento 34.9:
Al comma 1 dopo le parole l'assessore aggiungere previa
delibera della Giunta regionale .
Emendamento 34.17:
Al comma 4, dopo le parole al presente articolo sono inserite le
parole ed entro il limite di spesa di 80.000 migliaia di euro ;
dopo la parola utilizzo le parole delle economie rinvenienti
dai sono sostituite con le parole dalle risorse disponibili
sui .
All'articolo 35:
Emendamento 35.4:
L'articolo 35 è soppresso.
All'articolo 37:
Emendamento 37.2:
Al comma 1 dopo le parole: appartenenti al demanio aggiungere le
parole o al patrimonio .
Emendamento 37.10:
Al comma 11 cassare le parole nonché le relative norme di
gestione .
All'articolo 38:
Emendamento 38.10:
L'articolo 38 è soppresso.
All'articolo 39:
Emendamento 39.39.4:
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2 bis. Per assicurare la continuità dell'azione istituzionale del
Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del servizio sanitario - CEFPAS - possono essere
prorogati sino al 31 dicembre 2009 i contratti di lavoro del
personale del Centro, selezionato con procedure di evidenza
pubblica, nei limiti della copertura finanziaria di cui lo stesso
Ente è dotato, ai sensi dell'articolo 25, comma 17, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
Emendamento 39.39.1:
Al comma 5, dopo le parole il personale regionale
dell'Amministrazione regionale aggiungere le seguenti e degli
enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10 ;
dopo le parole dai competenti dipartimenti aggiungere le parole
o relativi enti .
Emendamento 39.39 di riscrittura dell'articolo:
Art. 39
Proroghe
1. Al fine di consentire la tempestiva attivazione degli
investimenti previsti nel Piano attuativo regionale (P.A.R.) della
Regione siciliana 2007-2013, è autorizzata, sino al 31 dicembre
2009, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e
7 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2. Per far fronte agli oneri discendenti dall'attuazione del
precedente comma 1, è autorizzata la spesa di 72.936 migliaia di
euro per l'anno 2009.
3. Al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre
2008, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
quale quota per i primi quattro mesi sono soppresse e la cifra
13.000 è sostituita con la cifra 36.000 .
4. Al fine del contenimento della spesa, il personale
dell'Amministrazione regionale, previo consenso dell'interessato,
può essere temporaneamente assegnato dai competenti dipartimenti,
a qualsiasi titolo e per funzioni da concordare in protocolli
d'intesa, con oneri a carico dell'Ente o società destinatarie,
fermo restando il trattamento previdenziale a carico della Regione
e le salvaguardie previste dal vigente contratto collettivo di
lavoro, presso amministrazioni dello Stato, società a totale
capitale pubblico, enti pubblici anche economici, organi
istituzionali, nonché presso enti soggetti a controllo e/o
vigilanza della Regione.
5. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad apportare
al bilancio della Regione le necessarie variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo. .
All'articolo 44:
Emendamento 44.5:
Sostituire l'articolo 44 con il seguente:
Art. 44
Indennità per calamità e aiuti all'occupazione nel settore della
pesca
1. Nei limiti delle risorse disponibili, la spesa autorizzata
dagli articoli 1 e 2 della legge regionale 9 dicembre 1998, n. 33
e successive modifiche ed integrazioni, può essere altresì erogata
per il pagamento delle indennità e degli aiuti all'occupazione da
corrispondere a coloro che si trovano nelle medesime condizioni
previste dai citati articoli 1 e 2 della predetta legge regionale
9 dicembre 1998, n. 33, successivamente alla data 31 dicembre
2008.
2. Gli interventi di cui al presente articolo sono subordinati al
rispetto degli orientamenti per l'esame degli aiuti di stato nel
settore della pesca e dell'acquacoltura 2008/C 84/06 pubblicati
nella GUUE C84/10 del 3/4/2008.
3. Le eventuali economie derivanti dal disimpegno delle somme di
cui agli interventi previsti dai commi 2 e 3 della legge regionale
20 novembre 2008, n. 16, saranno destinate, con decreto del
ragioniere generale, su proposta dell'assessore alla cooperazione,
al commercio, all'artigianato ed alla pesca, alle finalità di cui
agli articoli 174 e 176 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, per fare fronte alle emergenze ambientali rilevate a seguito
delle campagne di monitoraggio per la qualità delle acque marine e
degli ambienti litoranei previsti dall'articolo 1 della legge
regionale 20 novembre 2008, n. 16.
All'articolo 45:
Subemendamento A. 496.1:
Sostituire la parola industrie con imprese .
Subemendamento A. 496.2:
I commissari straordinari in carica da più di dodici mesi dalla
data di pubblicazione della presente legge decadono con effetto
immediato.
Subemendamento A. 496.3:
E' fatto divieto ai Consorzi di ripopolamento ittico di procedere
all'assunzione di personale.
Subemendamento A. 496.4:
Al comma 3 sostituire 50 con 40 .
Emendamento A. 496:
L'articolo 45 è sostituito dal seguente:
Art. 45
Consorzi di ripopolamento ittico
1. Al fine di procedere ad una razionalizzazione della spesa
pubblica, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della predetta
legge, l'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca è autorizzato a procedere, con proprio
decreto, ad una riorganizzazione dei comuni costituenti i consorzi
di ripopolamento ittico, fermo restando i consigli di
amministrazione oggi in carica previsti dalla legge regionale 1
agosto 1974, n. 31 nonché di quelli costituiti ai sensi
dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Dei consorzi di ripopolamento ittico di cui al comma 1 non
possono fare parte i comuni il cui territorio non confina con il
mare o che non abbiano nel proprio territorio industrie di
conservazione o trasformazione di prodotti ittici.
3. Il compenso da corrispondere ai presidenti e vice presidenti
dei consorzi è pari al 50 per cento dell'attuale.
4. Sono autorizzati, previa convenzione con l'Assessorato della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, negli
ambiti territoriali di loro competenza, a svolgere i servizi
previsti dagli articoli nn. 175, 176, 177, 178, 179 e 180 della
predetta legge, nonché indagini biologiche delle acque ed il
monitoraggio degli ambienti marino-costieri.
All'articolo 46:
Emendamento 46.8:
Per le finalità del presente articolo è autorizzata per gli
esercizi finanziari 2009 e 2010 la spesa annua di 1.500 migliaia
di euro cui si provvede mediante riduzione di pari importo delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704 - accantonamento
1001.
All'articolo 48:
Emendamento 48.6:
L'articolo 48 è soppresso.
All'articolo 49:
Emendamento 49.4:
La denominazione della struttura è sostituita dalla seguente:
Istituto regionale per l'integrazione dei diversamente abili di
Sicilia .
All'articolo 54:
Emendamento 54.12, di riscrittura dell'articolo:
L'articolo 54 è così sostituito:
Art. 54
1. Per il triennio 2009-2011 continua ad applicarsi, aumentata
fino a 5.000 migliaia di euro per ciascuno dei tre anni, la
disposizione di cui all'articolo 45, comma 15, della legge
regionale
7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Agli oneri discendenti dal presente articolo si provvede, per
gli anni 2009-2011, mediante riduzione di pari importo delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704, accantonamento
1001 del bilancio della Regione.
All'articolo 55:
Emendamento 55.13:
I commi 3 e 4 sono cassati.
Emendamento 55.12:
Aggiungere il seguente comma:
Per le finalità del presente articolo è autorizzata per il
triennio 2009-2011 la spesa annua di 25.000 migliaia di euro cui
si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo Aree sotto
utilizzate (FAS) a titolarità regionale per il periodo 2007-2013
programmate con il relativo Programma Attuativo Regionale 2007-
2013.
Emendamento 55.11:
Aggiungere il seguente comma:
5. L'Assessore regionale competente per l'edilizia scolastica,
entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
presenta il programma di cui al comma 1 all'Assemblea regionale
siciliana per l'esame da parte delle commissioni legislative
competenti per il merito e per
i profili finanziari.
All'articolo 57:
Emendamento 57.5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Definizione agevolata delle violazioni commesse in
materia di tributo speciale per il deposito in discarica dei
rifiuti solidi.
1. Le violazioni riguardanti il tributo speciale per il deposito
in discarica dei rifiuti solidi di cui all'articolo 2 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, commesse dall'1 febbraio 2003 al 31 dicembre 2008,
attinenti agli obblighi di dichiarazione,
di versamento e di registrazione delle operazioni di conferimento
in discarica, non adempiuti
o irregolarmente adempiuti, possono essere definite senza
irrogazione di sanzioni e senza applicazione di interessi.
2. La definizione avviene mediante la presentazione delle
dichiarazioni omesse e la regolarizzazione di quelle infedeli
entro il 31 dicembre 2009.
3. Nello stesso termine di cui al comma 2, devono essere sanate le
irregolarità e le omissioni di versamento del tributo.
4. Salvo quanto disposto ai commi 2 e 3, gli avvisi di
accertamento e di liquidazione notificati entro la data di entrata
in vigore della presente legge, ancorché divenuti definitivi per
omessa impugnazione nei termini e non seguiti dal pagamento delle
somme accertate o liquidate, possono essere definiti con il
pagamento del tributo, con abbuono degli interessi e delle
sanzioni.
5. Se l'accertamento concerne l'omessa o l'infedele dichiarazione,
esso può essere definito con il pagamento dell'imposta o della
maggiore imposta accertata e con abbuono degli interessi e delle
sanzioni.
6. Il pagamento del tributo definito ai sensi dei commi 4 e 5 deve
avvenire entro il 30 giugno 2009. Nello stesso termine il
contribuente deve presentare o spedire alla provincia un'istanza
di definizione dell'atto d'imposizione, indicando gli estremi di
quest'ultimo e quelli del versamento.
7. La presentazione dell'istanza di cui al comma 6 comporta la
sospensione del procedimento giurisdizionale, in qualunque stato e
grado questo sia eventualmente pendente, ai sensi dell'articolo
13, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
8. A tal fine, il contribuente deve presentare al giudice presso
il quale pende il procedimento una domanda di sospensione.
corredata della fotocopia dell'istanza di cui al comma 6 e della
relativa ricevuta di presentazione.
9. Il procedimento è sospeso per la durata di due anni.
10. Conclusasi la durata della sospensione, la provincia comunica
al giudice l'estinzione della lite per cessata materia del
contendere, ovvero la ripresa d'ufficio del processo sospeso.
11. Sulla base delle istanze prodotte ai sensi del comma 6, entro
dodici mesi la provincia dispone lo sgravio delle somme
eventualmente già iscritte a ruolo. Lo sgravio è preceduto da un
provvedimento di sospensione degli atti esecutivi. da trasmettere
al concessionario entro trenta giorni dalla presentazione delle
istanze. .
All'articolo 58:
Emendamento 58.6 di riscrittura dell'articolo:
Art. 58
Disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica
1. Fino all'emanazione della normativa regionale in materia di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la Giunta regionale con
propria deliberazione definisce il modello metodologico
procedurale della valutazione di piani e programmi ai sensi del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia
ambientale), come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio
2008, n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante norme in materia
ambientale).
2. La deliberazione di cui al comma 1 costituisce specificazione
degli indirizzi generali formulati dalla vigente normativa
nazionale in materia ed è adottata dalla Giunta regionale entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
3. Non sono assoggettati all'applicazione delle disposizioni in
materia di valutazione ambientale strategica contenute nel decreto
legislativo di cui al comma 1 i piani e i programmi e le loro
varianti, individuati nell'articolo 6, commi 2, 3 e 3 bis del
decreto legislativo medesimo, che:
a) siano stati adottati prima del 31 luglio 2007;
b) siano stati adottati dopo il 31 luglio 2007 ed entro il 12
febbraio 2008 e sui quali siano state rese, alla data di entrata
in vigore della presente legge, le determinazioni propedeutiche
all'approvazione da parte della Regione a norma della vigente
legislazione in materia.
4. Relativamente ai piani regolatori generali e alle loro
revisioni o varianti generali adottati dopo il 31 luglio 2007 ed
entro il 12 febbraio 2008, nonché alle varianti agli strumenti
urbanistici comunali, sovracomunali e di settore adottate nel
suddetto periodo e sui quali, alla data di entrata in vigore della
presente legge, non siano ancora state rese le determinazioni da
parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente a
norma della vigente legislazione in materia, lo stesso Assessorato
effettua la verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 12
del decreto legislativo 152/2006, sulla base delle modalità
individuate con la deliberazione di cui al medesimo comma 1. .
All'articolo 60:
Emendamento 60.19 di riscrittura dell'articolo:
Art. 60
Misure di contenimento dell'emergenza ambientale
1. La Regione, per il tramite dell'Agenzia delle acque e dei
rifiuti, provvede ove indifferibilmente necessario, entro 10
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla nomina di
commissari ad acta presso i comuni e le società d'ambito con
l'incarico di individuare ed attuare le operazioni necessarie per
monetizzare i crediti legittimamente vantati dai singoli ATO alla
data del 31 dicembre 2008, facendo ricorso ad operazioni
finanziarie assistite, anche mediante il supporto della Regione,
la quale può avvalersi di uno o più advisor. I commissari ad acta
procedono altresì alla totale liquidazione dei debiti anche
attraverso procedure transattive.
2. La Regione provvede, con le modalità di cui all'articolo 3
della legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6, ad individuare le
istituzioni finanziarie per le finalità di cui al comma 1.
3. Sono fatti salvi gli atti di determinazione della tariffa per
la gestione del ciclo integrato dei rifiuti di cui al decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni ed adottati dalle società d'ambito per la gestione
integrata dei rifiuti in esecuzione dell'ordinanza del Ministro
dell'Interno delegato per il coordinamento della Protezione
civile, n. 2983 del 31 maggio 1999, come successivamente
modificata ed integrata, nonché dell'ordinanza del Commissario
delegato per l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque della
Sicilia dell'8 agosto 2003, n. 885, anche in assenza dell'adozione
del regolamento previsto dall'articolo 238, sesto comma, del
predetto decreto legislativo.
4. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 3, la
tariffa per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è
determinata ed approvata dalle Autorità d'ambito ottimale
territoriale ai sensi dell'ordinanza del Commissario delegato per
l'emergenza rifiuti in Sicilia n. 885/2003 ed è applicata e
riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione
integrata.
5. Gli ATO rifiuti non possono procedere ad assunzioni di
personale amministrativo appartenente a qualunque categoria
comprese quelle protette, né espletare procedure concorsuali, fino
alla definizione dei nuovi ambiti territoriali di cui all'articolo
45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2. Le procedure
concorsuali in itinere debbono essere revocate. .
All'articolo 61:
Emendamento 61.3.1:
All'articolo 61 aggiungere:
Il personale operaio in esubero può essere comandato presso il
soggetto gestore.
All'articolo 62:
Emendamento 62.27.1:
Al comma 4 cassare dalle parole e sono individuati fino alle
parole sostenibile del territorio .
Emendamento 62.27.3:
Alla fine del comma 12 aggiungere: E' fatto obbligo di ripristino
delle opere realizzate in difformità con oneri a carico del
soggetto realizzatore.
All'articolo 64:
Emendamento 64.21 di riscrittura dell'articolo:
Art. 64
Istituzione del Parco dei Monti Sicani
1. Al fine di pervenire alla istituzione del Parco dei Monti
Sicani, con la partecipazione della popolazione locale e la
collaborazione degli enti e delle associazioni interessate e
presenti nel territorio, è costituito un Comitato avente il
compito di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale
6 maggio 1981, n. 98 come modificata dalla legge regionale 9
agosto 1988,
n. 14, una proposta che contenga:
a) la descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo
ai valori naturalistici, nonché ai valori espressi dalle
trasformazioni del territorio conseguenti all'esercizio delle
attività umane tradizionali della zona;
b) la precisa individuazione del territorio da destinare a parco,
con le zonizzazioni previste dal comma 8 e che devono includere le
riserve naturali già istituite;
2. Il Comitato ha la facoltà di assumere iniziative tendenti a
diffondere la conoscenza dei valori ambientali del territorio in
oggetto e a promuovere il turismo naturalistico e l'agriturismo.
3. Il Comitato garantisce le informazioni relative alle finalità
del parco e all'andamento dei lavori del Comitato stesso.
4. Al fine di agevolare l'elaborazione delle proposte,
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce la
documentazione in suo possesso e la necessaria assistenza
finalizzata alla realizzazione del Parco.
5. Il Comitato è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente ed
è composto da:
a) provvisoriamente dai sindaci dei comuni interessati alle
riserve già istituite;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
c) un rappresentante dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali;
d) un rappresentante rispettivamente dell'Ispettorato provinciale
dell'agricoltura di Palermo e di Agrigento;
e) sei esperti designati dalle associazioni ambientaliste più
rappresentative in ambito
ambientale e paesaggistico.
6. Il Comitato elegge nel proprio seno un presidente, un vice
presidente ed un segretario.
7. In caso di mancanza di designazioni dei membri entro 30 giorni
dalla richiesta, il Comitato
è costituito con quelli designati purché in numero non inferiore a
sei.
8. La proposta di cui al comma 1 è presentata dal Comitato
all'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro 180
giorni dalla sua costituzione. Trascorso detto termine,
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di
mancato invio della proposta, nomina un commissario ad acta, per
l'esercizio, in via sostitutiva, delle funzioni attribuite al
Comitato.
9. Tenuto conto della proposta formulata dal Comitato, o in via
sostitutiva dal commissario ad acta, l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, sentita la competente Commissione
dell'Assemblea regionale, emana il decreto di istituzione del
Parco.
10. La sede legale e gli uffici dell'Ente Parco dei Monti Sicani
sono stabiliti presso i comuni di Bivona e Palazzo Adriano.
11. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2009,
la spesa complessiva di 50 migliaia di euro cui si fa fronte con
parte delle disponibilità
dell'UPB 11.2.1.3.3 - capitolo 442525. .
All'articolo 65:
Emendamento 65.9:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 1 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 e successive modifiche ed integrazioni sostituire le parole
dalla provincia regionale siciliana di riferimento ed altri enti
pubblici' con le parole dalla provincia regionale siciliana di
riferimento o da altri enti pubblici' .
Emendamento 65.10:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 2 dell'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 e successive modifiche ed integrazioni sostituire le parole
a favore di un solo consorzio per ciascun ambito provinciale' con
le parole a favore dei consorzi per ciascun ambito provinciale' .
Emendamento 65.28:
Al comma 7 la cifra 200 è sostituita con 600 .
Emendamento A. 295:
Aggiungere il seguente comma:
Le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 10 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni si applicano altresì a soggetti giuridici dotati di
adeguata capacità tecnico-organizzativa
Emendamento 65.29:
Il comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale n. 36 del 1990 è
abrogato.
Emendamenti 65.32 e 65.30:
1. Gli enti locali, loro società e consorzi e le AUSL certificano
alle cooperative sociali entro trenta giorni dalla ricezione della
richiesta, se i crediti da loro vantati siano liquidi ed
esigibili.
2. La certificazione di cui al comma 1 può essere utilizzata per
cessioni di credito pro soluto.
Emendamento A. 206:
Aggiungere il seguente comma:
All'articolo 8, comma 3, della legge regionale 30 gennaio 2006,
n. 6 sostituire le parole
2006-2008' con 2009-2011'.
All'articolo 66:
Emendamento 66.5:
Sopprimere il comma 2.
Emendamento 66.6:
Sopprimere il comma 3.
All'articolo 67 (TABELLE): (VEDI VERSIONE PDF DEL RESOCONTO)
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Emendamenti A. 330 - A. 393 - A. 270 (comma 1):
L'articolo 9 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 è
abrogato.
Emendamento A. 270 (comma 2):
2. La Chiesa dei Santi Elena e Costantino, di proprietà della
Regione siciliana, è assegnata in uso perenne all'Assemblea
regionale siciliana per lo svolgimento delle sue funzioni
istituzionali.
Emendamento A. 529:
Art. ...
Controllo e monitoraggio della spesa
1. Per l'esercizio finanziario 2009, i centri di responsabilità
amministrativa dell'Amministrazione regionale assumono mensilmente
impegni di spesa per importi non superiori ad un dodicesimo degli
stanziamenti previsti nei capitoli istituiti secondo la
ripartizione effettuata ai sensi dell'articolo 1, comma 18, della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni, con esclusione delle spese per stipendi,
retribuzioni, pensioni ed altre spese fisse o aventi natura
obbligatoria, nonché per interessi, poste correttive e
compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili,
obblighi derivanti dalla normativa comunitaria o da accordi di
programma stipulati con lo Stato, annualità relative ai limiti di
impegno e rate di ammortamento mutui ed ogni altra spesa non
frazionabile.
2. Ai fini di un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti
di finanza pubblica, qualora si accerti un rilevante scostamento
dagli obiettivi di finanza pubblica, rispetto ai risultati
differenziali determinati con l'approvazione dei documenti
contabili - bilancio di previsione e disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2009 - approvati dall'Assemblea regionale
siciliana, il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, dispone con proprio
decreto la limitazione all'assunzione di impegni di spesa, anche
se autorizzati in forza di leggi regionali, e all'emissione di
titoli di pagamento a carico del bilancio della Regione, con
esclusione delle spese individuate al comma precedente. Per
effettive motivate e documentate esigenze l'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze può proporre al Presidente della
Regione, su segnalazione delle competenti Amministrazioni,
l'esclusione di altre spese dalla predetta limitazione
all'assunzione di impegni di spesa o all'emissione di titoli di
pagamento.
3. Le disposizioni previste al comma 1 si applicano altresì agli
istituti, aziende, agenzie, consorzi, esclusi quelli costituiti
unicamente tra enti locali, organismi ed enti regionali comunque
denominati, che usufruiscono di trasferimenti diretti o indiretti
da parte della Regione. Le disposizioni del presente comma non si
applicano alle aziende unità sanitarie locali e alle aziende
ospedaliere e agli enti del settore. .
Emendamento A. 413:
Art. ...
Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici
regionali.
1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza
e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, è fatto
divieto alle società, a capitale interamente pubblico o misto non
quotate in borsa, costituite o partecipate dall'amministrazione
regionale nonché alle aziende regionali, agli istituti, alle
agenzie, ai consorzi, agli organismi ed enti regionali comunque
denominati, di procedere alla costituzione o partecipazione ad
altre società od organismi vari.
2. Gli enti di cui al precedente comma procedono, entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, alla liquidazione
delle società od organismi partecipate, comunicando l'avvio delle
procedure ed i tempi di liquidazione agli organi tutori sia alla
ragioneria generale della Regione.
3. Il mancato avvio delle procedure previste dal presente articolo
comporta l'immediata decadenza di tutti organi societari o
d'amministrazione degli enti di cui al comma 1. .
Emendamento A. 163.1:
Al comma 1, lettera e) dell'articolo 4 della legge regionale n. 19
del 2005, sostituire le parole 9.000 migliaia di euro' con le
parole 500 migliaia di euro';
al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 19 del 2005,
dopo la lettera h) aggiungere le seguenti:
i) 8.000 migliaia di euro da destinare a sostegno delle aziende
vitivinicole che hanno subito, nell'anno 2007, un calo della
produzione di almeno del 30 per cento a causa di attacchi della
peronospora della vite, attraverso l'erogazione di un aiuto, a
compensazione del mancato reddito;
l) 500 migliaia di euro da destinare al pagamento degli indennizzi
pregressi previsti dalla normativa vigente nei confronti degli
agricoltori aventi diritto; .
Emendamento A. 203:
Al comma 1, lettera b) dell'articolo 4 della legge regionale n. 19
del 2005, sostituire le parole 25.000 migliaia di euro con le
parole 10.000 migliaia di euro ;
al comma 1, dell'articolo 4 della legge regionale n. 19 del 2005,
dopo la lettera h) aggiungere:
i) 15.000 migliaia di euro per le finalità previste dalla legge
185/92, articolo 3, comma 2, lettera c), in favore dei viticoltori
danneggiati dalla siccità 2002. .
Emendamento A. 125:
All'articolo 25 della legge regionale 33/97 e successive modifiche
ed integrazioni aggiungere il seguente comma:
2 bis. In caso di riperimetrazione di aziende già esistenti per
la trasformazione in due o più aziende faunistico-venatorie
contigue la superficie minima di ciascuna non deve essere
inferiore a 140 ettari. Il decreto iniziale di riconoscimento
dell'azienda al momento della riperimetrazione, resta valido fino
all'emissione dei nuovi decreti di riconoscimento per le aziende
che chiedono la nuova perimetrazione, fermo restando la contiguità
delle stesse, gli impegni assunti, i programmi, i piani, le tasse
e l'obbligo della tabellazione previsti dal decreto iniziale,
dietro singole dichiarazioni dei nuovi concessionari. Per quanto
previsto dal presente comma provvede direttamente il Servizio XI
Faunistico-venatorio presso il Dipartimento interventi strutturali
dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste. .
Emendamento 3.7:
All'articolo 18 della legge regionale 16/12/2008, n. 22,
aggiungere i seguenti commi:
3. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 1, comporta
la sospensione dei trasferimenti regionali a valere sul fondo
delle autonomie locali e ciò fino a quando il comune o la
provincia inadempiente non avrà ottemperato mentre l'inosservanza
delle disposizioni di cui al comma 2, comporta l'obbligo per il
comune di sospendere trasferimenti di somme a qualsiasi titolo
fino a quando l'azienda pubblica non avrà ottemperato.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge i
legali rappresentanti degli enti di cui ai commi 1 e 2 trasmettono
all'Assessorato regionale della famiglia ed alle autonomie locali
una dichiarazione, a firma del legale rappresentante dell'ente,
attestante che il servizio di cui al comma 1, è stato istituito e
che è stato nominato il responsabile del procedimento.
5. L'aggiornamento del sito deve avvenire entro il primo giorno di
ogni mese, pena l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 3.
Emendamenti 32.11 e A 328:
All'articolo 11 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, comma
1, lettera c), sub articolo 17, come modificato dall'articolo 10
comma 1, lettera a) n. 2 della legge regionale 19 maggio 2003, n.
7, dopo le parole Genio Civile Opere Marittime aggiungere e per
gli impianti sportivi dal CONI Sicilia, anche attraverso la CONI
Servizio .
Subemendamento 65.5.1:
All'emendamento 65.1 eliminare le parole ai soli fini del
monitoraggio del fenomeno;
dopo le parole 9 agosto 2002, n. 11. aggiungere I comuni e gli
istituti autonomi case popolari possono regolarizzare la posizione
dei detentori senza titolo degli alloggi previo pagamento delle
mensilità del canone dovuto.
Emendamento 65.5:
All'articolo 2 della legge regionale 5 febbraio 1992, n. 1,
aggiungere:
2. I comuni e gli istituti autonomi per le case popolari
annualmente provvederanno, ai soli fini del monitoraggio del
fenomeno, all'aggiornamento dei dati del censimento con le stesse
modalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 5 febbraio
1992, n. 1, successivamente riproposte dall'articolo 1 della legge
regionale 9 agosto 2002, n. 11.
I dati annuali del censimento saranno trasmessi all'Assessorato
regionale dei lavori pubblici entro il successivo mese di marzo .
Subemendamento A. 350.1.1:
Al fine della ristrutturazione e riqualificazione del trasporto
merci di cui all'articolo 134 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, è istituito presso la Cassa regionale per il credito alle
imprese artigiane siciliane (CRIAS), previa la stipula di apposita
convenzione con il Dipartimento dei trasporti contenente i criteri
e le tipologie di intervento, un fondo a gestione separata per
agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese di
autotrasporto che abbiano sede
o un'unità operativa nel territorio regionale.
Il fondo è costituito con le risorse derivanti dalle economie
dello stanziamento previsto per il sistema di aiuti di cui alla
legge regionale 5 luglio 2004, n. 11, denominato bonus
ambientale'.
Subemendamento A. 350.1:
Le somme destinate all'attuazione di quanto previsto
dall'articolo 60 della legge regionale 32/2000 e successive
modifiche ed integrazioni, sono versate su un apposito conto
corrente aperto presso la società o ente aggiudicatario intestato
alla Regione siciliana, Assessorato regionale per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca .
Emendamento A. 41.1:
1. Al fine di pervenire alla soppressione delle Aziende autonome
di soggiorno e turismo della Sicilia, ai sensi dell'articolo 4
della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10, la definizione
delle operazioni della liquidazione già poste in essere è affidata
al Dipartimento regionale bilancio e tesoro dell'Assessorato
bilancio e finanze, Servizio patrimonio, partecipazioni e
liquidazioni.
2. Detto Ufficio, acquisiti i bilanci di liquidazione adottati dai
commissari liquidatori delle Aziende autonome, provvederà ad
assumere tutte le iniziative connesse al perfezionamento dell'iter
previsto dal secondo comma dell'articolo 4 della legge regionale
15 settembre
2005, n. 10.
3. Il parere reso dall'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze, ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 della legge 10/2005
assorbe il parere del collegio dei revisori dell'Azienda
in liquidazione.
4. La rappresentanza anche in giudizio delle Aziende in
liquidazione è assunta dal ragioniere generale che può delegarla,
anche con provvedimento generale, al servizio competente.
5. per le vertenze delle aziende in liquidazione il ragioniere
generale si avvale del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
6. Definiti i contenziosi pendenti ed esaurite le iniziative
occorrenti per far fronte agli eventuali saldi negativi, il
Servizio competente, previa acquisizione dell'approvazione da
parte della Giunta regionale dei bilanci finali di liquidazione ai
sensi dell'articolo 4 della l.r. 10/05, dichiara, con propri
decreti, chiusa la liquidazione delle Aziende, la cui estinzione
verrà successivamente dichiarata con decreto dell'Assessore per il
bilancio e le finanze di concerto con l'Assessore per il turismo.
Emendamento A. 41:
Art....
Incentivi in favore del Bed and Breakfast
Al fine dell'incremento della microricettività nei comuni con una
popolazione residente al di sotto dei 10.000 abitanti, ai soggetti
residenti in tali ambiti territoriali, sono concessi i contributi
previsti dall'articolo 88 della legge n. 32 del 2000 maggiorati
del 50 per cento. .
Subemendamento A. 104.1:
Al comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 15 settembre
2005, n. 10, le parole brevi stagionali' sono sostituite con non
inferiori a sette giorni'.
Subemendamento A. 104.2:
I commi 2 e 3 dell'articolo 15 della legge regionale 15 settembre
2005, n. 10 sono abrogati.
Subemendamento A. 104.3:
Al comma 3 dell'articolo 11 della l.r. 3 maggio 2004, n. 8 sono
aggiunte le seguenti parole:
pertanto spetta agli stessi soggetti e a tutti gli altri organi
di polizia, relativamente alle violazioni accertate dagli stessi,
il consequenziale potere sanzionatorio previsto dagli articoli
17 e 18 della legge 24 novembre 1981, n. 684. .
Subemendamento A. 104.4:
All'articolo 18 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10
sono eliminate le parole sentito il Consiglio regionale per il
turismo' e delle professioni turistiche' .
Subemendamento A. 104.5:
Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7 della legge 3
maggio 2004, n. 8 che reca Disciplina delle attività di guida
turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore
turistico e guida subacquea', è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2009, la spesa di 100 migliaia di euro cui si provvede
nei limiti delle disponibilità dell'Assessorato del turismo.
Emendamento A. 104:
All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8
la lettera c) è così sostituita:
c) Sezione "Sicilia nord orientale", la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Catania e Messina;
d) Sezione "Sicilia sud orientale", la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Siracusa e Ragusa.
Subemendamento A. 457.1.1:
Sono riconosciuti come distretti turistici i territori oggetto di
investimenti nel comparto turistico recettivo finanziati da patti
territoriali e piani integrati territoriali se il distretto
turistico coincide con i comuni che costituiscono il soggetto
responsabile ai sensi del D.M. del Ministero del tesoro e sviluppo
economico n. 300 del 2000. .
Emendamento A. 457.1:
1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti è autorizzato a concedere ai distretti turistici di cui
all'articolo 6 della legge regionale 10/2005, anche strutturati
come associazioni temporanee di scopo fra soggetti pubblici e
privati, contributi finalizzati alla realizzazione di progetti di
valorizzazione e promozione turistica del territorio di
riferimento, secondo le modalità previste dalle linee di
intervento previste dal PO Fesr Sicilia 2007/2013.
2. La percentuale massima del contributo concedibile è pari al 50
per cento delle spese di progetto ammissibili.
Emendamento A. 457:
Le agevolazioni alle imprese concesse ai sensi dell'articolo 1
della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23 e le direttive
emanate in data 9 febbraio 2009 per la concessione e l'erogazione
delle suddette agevolazioni, sono estese alle imprese turistico-
alberghiere così come sono definite dalla vigente legislazione
regionale.
Subemendamento A. 266.1:
L'emendamento A. 266 è sostituito dal seguente:
Il contributo di cui all'articolo 5 della legge regionale 9
dicembre 1996, n. 44 può essere destinato ad incrementare il fondo
patrimoniale fino alla concorrenza del 50 per cento del suo
importo. .
EMENDAMENTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO
Emendamento 117.1:
All'emendamento articolo 22.10 al primo rigo la parola locali è
sostituita dalle parole pubblici territoriali e non .
Emendamento 117.2:
I trasferimenti a carico del bilancio regionale ai sensi dell'art.
4 della l.r. n. 16 del 2006 e le somme previste nei bilanci degli
enti locali finalizzate al finanziamento delle misure di
stabilizzazione dei precari ex LSU previste dalle leggi regionali
n. 85 del 1995 e n. 16 del 2006 non sono considerati fra le spese
correnti soggette al vincolo del patto di stabilità e ai fini
della determinazione della base di calcolo delle spese di
personale.
Emendamento 117.3:
Le modifiche apportate dal subemendamento 22.6 all'emendamento
22.10 si intendono estese alle parole a far data dalla predetta
certificazione, tenendo luogo questa ad ogni altra comunicazione
di assenza o di diniego espressa o tacita . (art. 22, comma 2, ddl
n. 250)
Emendamento 117.4:
All'articolo 44, comma 3, sostituire le parole commi 2 e 3 con
le parole commi 1 e 2 dell'articolo 2 .
Emendamento 117.5:
All'articolo 60 cassare il comma 2.
Emendamento 117.6:
All'emendamento aggiuntivo A. 413, al comma 3 sono soppresse le
parole societari o ;
alla fine del comma 3 sono aggiunte le parole o la revoca dei
rappresentanti della Regione nelle società ;
al comma 1, dopo la parola interamente sono aggiunte le parole
o a maggioranza ed è soppressa la parola misto .