Presidenza del vicepresidente Formica
LACCOTO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta di
oggi, 6 maggio 2009, gli onorevoli De Benedictis, Digiacomo, Di
Guardo, Faraone, Arena, Minardo, Barbagallo, Raia, Campagna,
Adamo, Apprendi, Lentini e Musotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
Comunico che sono in missione gli onorevoli: Gennuso, dal 4 al 6
maggio 2009; Ruggirello, il 6 maggio 2009 e dall'11 al 15 maggio
2009; Cracolici, dal 6 al 7 maggio 2009; Vitrano, il 7 maggio
2009; Ardizzone e Gucciardi, dal 26 al 29 maggio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Incentivi alla residenzialità dei giovani laureati siciliani»
(n. 429)
presentato dagli onorevoli Pogliese, Marrocco, Vinciullo, Aricò,
Buzzanca, Caputo, Currenti, Falcone e Scilla in data 28 aprile
2009
- «Norme sul personale del corpo forestale della Regione» (n.
430)
presentato dall'onorevole Ardizzone in data 29 aprile 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il seguente disegno di legge inviato alla
competente Commissione Ambiente e Territorio' (IV):
«Norme per la sicurezza del patrimonio edilizio nel territorio
regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato» (n. 404)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 maggio 2009
Parere I
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LACCOTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
la Chiesa Madre di San Nicolò di Palazzolo Acreide (SR), in
provincia di Siracusa, è una delle chiese più vecchie della
Sicilia: esistono tracce della sua esistenza già nel 1215;
questo straordinario gioiello architettonico è chiuso al pubblico
da oltre 20 anni a causa di lavori di restauro volti a consolidare
la sua stabilità;
considerato che:
dopo una lunga e snervante attesa, sono iniziati i lavori di
consolidamento ma, nel settembre dello scorso anno, detti lavori
si sono interrotti a causa del ritrovamento, durante gli scavi, di
una vecchia fossa comune, retaggio di un'usanza tipica di un tempo
di seppellire i morti all'interno delle chiese;
la Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, dopo svariati
sopralluoghi, ha approvato, nel mese di marzo 2009, la perizia di
variante, ma la notifica non è mai stata trasmessa agli enti
competenti;
tenuto conto che:
il ritardo dei lavori, esclusivamente in essere per motivi
burocratici, stride notevolmente con i lavori eseguiti in altre
chiese di Palazzolo Acreide, effettuati tutti alacremente con i
fondi post-terremoto;
il perdurare dello stallo dei lavori sta causando l'aumento del
degrado attorno alla Chiesa, con la presenza di erbacce e di
sporcizia, elementi questi che non danno certo un'immagine decente
ai numerosi turisti che si recano a Palazzolo Acreide proprio per
ammirare l'imponenza ed il sublime stile architettonico della
Chiesa Madre;
per sapere se non ritengano utile ed urgente dare disposizione di
procedere all'immediato inizio dei lavori di restauro e
consolidamento della Chiesa Madre di San Nicolò di Palazzolo
Acreide». (583)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
la Società AST, Azienda siciliana trasporti, gestisce, in
provincia di Siracusa, numerose tratte che collegano il capoluogo
aretuseo con la provincia e con il resto della Sicilia. Inoltre,
cura anche il servizio urbano nella stessa Siracusa;
nonostante l'impegno preso con l'intera popolazione della
Provincia siracusana, il servizio reso è di pessima qualità: i
mezzi in circolazione sono inadeguati, per la loro vetustà, alle
esigenze dei fruitori, spesso sono carenti di pulizia e gli
autisti sono costretti a svolgere turni massacranti a causa della
cronica mancanza di personale;
tenuto conto che è stata altresì abolita, senza alcun motivo
plausibile, la linea di autobus che collegava Floridia con
Catania, causando problemi non indifferenti a tutti gli studenti e
pendolari che quotidianamente usufruivano di tale servizio per
raggiungere i propri posti di studio e di lavoro nel capoluogo
etneo;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
fine di garantire, in tutta la provincia di Siracusa, un servizio
di trasporto pubblico idoneo ai desideri degli utenti che,
giornalmente, pagano un biglietto per usufruire di mezzi adeguati
alle loro aspettative;
se non ritengano urgente esigere, dai vertici dell'AST,
chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato alla cancellazione
della linea Floridia-Catania e chiedere loro la riattivazione di
detto servizio». (584)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
a seguito dei tagli previsti dal nuovo Piano sanitario regionale,
numerose guardie mediche sono state abolite in diverse zone della
Sicilia, spesso senza tener conto delle reali esigenze della
popolazione e del territorio;
a Siracusa, nel quartiere di Ortigia, la guardia medica, che sino
a due anni fa era attiva solo nei quattro mesi estivi, adesso è
stata definitivamente chiusa, senza prevedere cosa comporterà tale
scelta;
tenuto conto che:
la presenza di un presidio sanitario, all'interno di una zona
visitata da migliaia di turisti in tutti i periodi dell'anno,
diventa quasi un obbligo da parte delle autorità sanitarie
regionali, nei confronti di chi sceglie di fare le proprie vacanze
nella nostra Isola;
senza un presidio medico, i residenti di Ortigia sono costretti a
rivolgersi al pronto soccorso dell'ospedale Umberto I, ingolfando,
di fatto, una struttura vitale, con sintomologie spesso
risolvibili da un medico di guardia;
considerato che effettuare economie nella spesa sanitaria non può
e non deve precludere, alla popolazione stanziale, e soprattutto,
ai turisti, quel minimo di assistenza medica che in tutti i paesi
civili del mondo vengono garantiti, soprattutto in quei paesi ed
in quelle regioni che pongono il turismo ai vertici della propria
economia;
per sapere se non ritengano opportuno riaprire con urgenza la
guardia medica di Ortigia, garantendo la prestazione dei servizi
di assistenza sanitaria per dodici mesi all'anno». (585)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
con la nuova riforma attuata dal Governo nazionale in campo
scolastico ed universitario, nella nostra Regione, così come in
tutto il territorio nazionale, si assisterà ad una vera e propria
rivoluzione che, per certi versi, penalizza in maniera consistente
la classe docente e, di riflesso, gli studenti e le loro famiglie;
secondo le stime iniziali, potranno essere esaudite solo la metà
delle richieste per il tempo pieno, mentre soltanto il 20 per
cento delle richieste per le 30 ore avrà un seguito positivo;
sempre secondo queste stime, l'anno prossimo ci sarà una vera e
propria ecatombe nel campo occupazionale, con 7.118 posti di
lavoro in meno, di cui 120 tra gli insegnanti di sostegno, mentre
ben 1.492 precari non avranno riconfermato l'incarico;
considerato che queste ipotesi, alquanto catastrofiche,
prospettate dalle associazioni di categoria, pongono la scuola
siciliana davanti ad un bivio, dove la mancanza di personale,
soprattutto nei primi livelli di istruzione, porta ad una scelta
di praticità a danno della qualità del servizio reso;
per sapere se non ritengano urgente intervenire, con posizioni
nette e decise, presso il Governo nazionale, al fine di evitare un
disastro occupazionale nelle scuole siciliane e, di riflesso, un
decadimento dei livelli qualitativi nella scuola statale e
regionale». (586)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
LACCOTO, segretario f.f.:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
si sta assistendo a un progressivo smantellamento di strutture e
servizi sanitari nella zona jonica della Provincia di Messina;
dopo la chiusura dei presidi di guardia medica di Santa Teresa di
Riva, di Savoca e di Taormina, è stata stabilita la soppressione
del laboratorio di analisi del poliambulatorio di Sant'Alessio
Siculo (Messina), in ottemperanza al decreto dell'Assessorato
Sanità della Regione siciliana, pubblicato nella GURS, parte I, n.
8 del 20 febbraio 2009;
in nome di un non ben definito risparmio economico, si va a
colpire un bacino di utenza che si estende a tutto il comprensorio
della Valle d'Agrò, che comprende diverse decine di migliaia di
persone, con l'eliminazione di una struttura che, in oltre 12 anni
di lavoro continuativo, ha erogato milioni di prestazioni, di cui
circa settantamila solo nell'anno 2008 nei confronti dei quasi
diecimila pazienti esterni che l'hanno scelta come laboratorio di
riferimento, e ciò sia nei periodi di normalità, sia nei periodi
'difficili', prodotti
dalla chiusura dei laboratori privati, rappresentando in quel
momento l'unico laboratorio convenzionato a cui l'utenza poteva
fare riferimento tra Messina e Taormina per tutti i pazienti del
comprensorio, che hanno continuato anche in seguito ad afferirvi;
considerato che:
nel momento in cui si dovesse ripresentare un'emergenza di questo
tipo, i citati utenti, evidentemente classificati 'di serie B',
non avranno più la possibilità di effettuare i controlli
ematochimici, dovendosi accontentare di un punto prelievi privo di
medici specialisti e di personale tecnico qualificato a cui
rivolgersi per ogni tipo di chiarimento né più né meno di un
semplice centro di smistamento, oppure di pagare per intero le
prestazioni sanitarie alle strutture private come già in questo
momento si sta verificando nel comprensorio; tutti quei pazienti
in terapia cronica il cui esito deve giungere in poche decine di
minuti per permettere la corretta somministrazione della terapia,
quali i cardiopatici, i diabetici, i pazienti ematologici con
anemie gravi, i pazienti neoplastici in terapia antiblastica,
dovranno rinunciare a questo importante servizio in quanto, con il
declassamento a punto di prelievo, non sarà più possibile
l'esecuzione degli esami direttamente nella struttura, ma si dovrà
disporre l'invio del sangue presso ospedali distanti decine di
chilometri, con conseguente allungamento dei tempi di consegna,
rendendo impossibile il controllo del dato di laboratorio che non
dovesse risultare congruo;
atteso che:
è inoltre da osservare che la chiusura del laboratorio non
porterà alcun risparmio sui costi, in quanto dovrà essere
allestito un servizio di trasporto dei campioni che genererà costi
altissimi, verosimilmente molto più alti di quelli derivati
dall'esecuzione dei prelievi nella struttura;
per quel che riguarda quella parte di utenza proveniente
direttamente dagli ambulatori specialistici specialistici ospitati
nello stesso presidio, quali la cardiologia, l'urologia, la
reumatologia, l'endocrinologia, la diabetologia, la medicina
sportiva e la guardia medica turistica nei mesi estivi, deve
essere altresì valutato che, nei confronti di questi pazienti, il
laboratorio ha erogato prestazioni di alta qualità in tempi
brevissimi, dando preziose indicazioni circa la prescrizione di
una pronta ed efficace terapia a tutto vantaggio degli utenti con
notevole contenimento della spesa grazie all'alternativa a inutili
ospedalizzazioni;
considerato altresì che:
è evidente, quindi, che la chiusura del laboratorio di S. Alessio
Siculo ai fini del rientro della spesa sanitaria si rivelerà
l'ennesimo buco nell'acqua che porterà solo disagi alla
popolazione e nessun beneficio economico concreto;
da parte di sindaci, amministratori locali, forze sociali e
cittadini sono state attivate forme di mobilitazione e protesta,
compresa una spontanea petizione popolare mediante la raccolta di
firme che ha ottenuto sino a questo momento un consenso
plebiscitario;
infine va valutato il fatto che, secondo quanto citato dallo
stesso decreto che dispone la chiusura di 20-25 laboratori
pubblici e la riconversione degli stessi in punto prelievi, è
necessario considerare che il laboratorio di S. Alessio Siculo,
con le sue settantamila prestazioni, vanta posizioni di
ottimizzazione superiori a circa quaranta laboratori tra quelli
citati nel predetto per cui, considerata anche la posizione
orografica del laboratorio nel territorio che lo rende di fatto
unico laboratorio pubblico nel comprensorio tra Messina e Taormina
(circa 60 chilometri di territorio), in confronto a molte altre
strutture con numero inferiore di prestazioni ed attorniate da
numerose alternative pubbliche e private, si rende più evidente
come la sua chiusura sia ancor più grave e di grande impatto
negativo sulla salute pubblica e sui costi che si abbattono sulla
collettività, con particolare incidenza negativa sui diritti e
sulla qualità della vita delle comunità locali e delle categorie a
rischio (anziani, malati cronici, portatori di handicap, eccetera)
e famiglie meno abbienti;
la soppressione della struttura pregiudica in modo grave il
diritto a livelli essenziali di assistenza costituzionalmente
garantiti;
per sapere se non intenda intervenire con la massima urgenza al
fine di evitare la soppressione del laboratorio pubblico di
analisi di S. Alessio Siculo a tutela dei livelli essenziali di
assistenza». (587)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 30 aprile 2009,
l'onorevole Vinciullo ha dichiarato di ritirare l'interrogazione
con richiesta di risposta orale numero 496 «Ammissione degli enti
di culto ai contributi previsti dal decreto assessoriale n. 3231
del 5 novembre 2004», dallo stesso presentata in data 12 marzo
2009 e annunziata nella seduta numero 73 del 17 marzo 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 552
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione numero 552 a firma
dell'onorevole Vinciullo, è da intendersi presentata con il
seguente titolo: «Proroga del decreto assessoriale n. 7762 del
2006 relativo a esenzione dal ticket per le attività dei
consultori familiari».
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Presidenza della Regione - Affari generali
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
"Presidenza della Regione - Affari generali .
Si procede allo svolgimento dell'interpellanza numero 7 «Notizie
circa le iniziative da assumere a livello nazionale e regionale per
l'utilizzo dei fondi strutturali riguardanti investimenti
produttivi nell'Isola», a firma dell'onorevole Termine. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che i fondi strutturali hanno rappresentato e
rappresentano la principale risorsa finanziaria della Regione
siciliana ai fini di una politica di sviluppo territoriale e di
coesione economica e sociale e che gli interventi di riequilibrio
devono essere finalizzati a ridurre sia i divari tra l'Isola e il
resto dell'Unione europea che tra i territori costieri e l'interno
dell'Isola;
visto che il programma operativo regionale POR 2000/2006 si è
definitivamente concluso al 31.12.2006 in termini di impegni di
spesa e che gli uffici della Regione siciliana sono nella fase di
ultimazione delle procedure di effettuazione della spesa e della
rendicontazione dell'ultima annualità nonché quella finale e che,
malgrado ciò, sono ancora numerosi gli interventi materiali e
immateriali in corso di realizzazione nell'ambito delle misure
previste in sede di programmazione operativa;
osservato che il programma operativo FESR Sicilia 2007/2013 è
stato adottato con decisione della Commissione europea (C2007 4249
del 7 settembre 2007) e che attualmente manca uno strumento
legislativo di attuazione dei diversi regimi di aiuto previsti;
per conoscere:
se siano state previste e/o concordate in sede nazionale e
comunitaria proroghe dei termini di ultimazione degli interventi
con particolare riferimento a quelli di carattere infrastrutturale
e di rilevanza strategica per l'Isola e/o eventuali modalità di
accelerazione della spesa a garanzia dell'ultimazione degli stessi
e della rendicontazione finale della spesa;
se e quando il Governo regionale intenda presentare un disegno di
legge finalizzato all'attuazione dei regimi di aiuto previsti in
sede di programmazione comunitaria, così da consentire l'avvio
della stagione di programmazione e attuazione dei fondi strutturali
2007/2013 e quindi l'avvio degli investimenti produttivi e
infrastrutturali in sede di programmazione con il Governo nazionale
e la Commissione UE». (7)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Con l'interpellanza numero 7 si
chiede di conoscere se siano state previste o concordate in sede
nazionale e comunitaria proroghe dei termini di ultimazione degli
interventi, con particolare riferimento a quelli di carattere
infrastrutturale e di rilevanza strategica per l'isola e/o
eventuali modalità di accelerazione della spesa a garanzia
dell'ultimazione degli stessi e della rendicontazione finale.
In merito a tale quesito si riferisce che la proroga è stata
concessa con apposita decisione della Commissione europea sino al
30 giugno 2009.
Per quanto riguarda la seconda questione oggetto
dell'interpellanza, relativa alla presentazione di un disegno di
legge finalizzato all'attuazione dei regimi di aiuto previsti in
sede di programmazione comunitaria, la Regione siciliana, con la
legge 23 del 16 dicembre 2008, ha emanato disposizioni per favorire
il settore industriale in Sicilia in attuazione del programma
operativo Fondo europeo di sviluppo regionale (PO FERS 2007/2013).
In atto, sono all'esame delle Commissioni legislative ulteriori
disegni di legge per l'attuazione dei regimi di aiuto per i settori
non industriali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
TERMINE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio soltanto
sottolineare che la mia interpellanza aveva uno scopo che penso non
possa sfuggire né al Governo né all'Assemblea.
Ci sono ritardi notevoli nell'applicazione di strumenti di
pianificazione che riguardano le risorse finanziarie europee. Al di
là delle cose che già conoscevo, e che mi sembrano fin troppo ovvie
- alcune leggi sono state approvate anche dal Parlamento - penso
che il Governo debba assumere un impegno formale: per quanto
attiene l'utilizzo delle risorse finanziarie europee, si dovrà fare
presto. E' questo il senso dell'interpellanza.
Mi auguro, più che essere soddisfatto della risposta, che vi sia
una presa di coscienza da parte del Governo e che la mia diventi
una raccomandazione che possa essere accolta nell'interesse dei
siciliani. Pertanto, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero
68 «Interventi a favore dei comuni del Messinese, ed in particolare
del comune di Spadafora, colpiti da un vasto incendio nel mese di
giugno 2008», a firma degli onorevoli Panarello, Currenti e Romano.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste e all'Assessore per la cooperazione, commercio, artigianato
e pesca premesso che nel mese di giugno 2008 un incendio di vaste
proporzioni ha colpito il territorio di numerosi comuni del
Messinese ed in particolare il comune di Spadafora (ME);
considerato che:
il predetto incendio ha provocato, oltre ad ingenti danni
materiali, anche la morte di una persona;
sono stati distrutti coltivazioni, immobili, aziende agricole,
commerciali ed artigianali;
l'amministrazione comunale ha trasmesso agli organi competenti i
dati che giustificano la dichiarazione dello stato di calamità;
la virulenza dell'evento calamitoso ha determinato gravi
conseguenze sul piano economico e sociale;
per sapere:
se non valutino opportuno accelerare l'iter per dichiarare lo
stato di calamità nel comune di Spadafora e negli altri comuni
interessati agli incendi;
se non considerino necessario intervenire immediatamente,
attraverso i comuni, per aiutare le famiglie, le aziende e i
lavoratori colpiti dall'evento calamitoso;
se non ritengano utile programmare gli interventi funzionali ad
una rapida ripresa delle attività produttive compromesse ed
attivare le misure di tutela sociale previste nei casi calamitosi».
(68)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il territorio del comune di Spadafora e dei comuni
limitrofi è stato colpito, come sappiamo, il 27 e 28 maggio 2008,
da vasti incendi che hanno provocato ingenti danni alle colture e
ad attività produttive.
Per questi eventi la Giunta regionale ha deliberato lo stato di
calamità. Con delibera del 12 dicembre 2008 è stato incaricato il
Dipartimento regionale di Protezione civile di valutare possibili
forme di intervento nei limiti delle risorse finanziarie
disponibili. E mi permetto a tal riguardo di sottolineare che le
risorse finanziarie disponibili, anche secondo quello che risulta
dall'ultimo bilancio approvato, sono assolutamente inadeguate alle
istanze che provengono in materia di protezione civile da ogni
comunità a qualsiasi livello, sia comunale sia provinciale.
La Protezione civile può fare quel che fa nei limiti di quanto
dispone, questo è lo stato delle cose; sono ristrettissime le
risorse che possono essere messe a disposizione per fronteggiare
eventi anche di questo tipo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO. Signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto
della risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero
86 «Iniziative urgenti a sostegno della frazione di Giampilieri
Superiore colpita da un violento nubifragio», a firma
dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
per l'ambiente, premesso che il 25 ottobre del 2007 un
violentissimo nubifragio ha colpito numerosi comuni della fascia
ionica della provincia di Messina, provocando ingenti danni e
determinando una condizione di rischio per l'incolumità pubblica,
particolarmente evidente nella frazione di Giampilieri Superiore
del comune di Messina, interessata da un vasto movimento franoso
che minaccia l'abitato e la strada provinciale;
considerato che:
successivamente è stato dichiarato lo stato di calamità;
l'Assemblea regionale siciliana ha deliberato uno stanziamento per
consentire interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio;
a Giampilieri Superiore è stato effettuato un intervento di
modeste dimensioni da parte del genio civile di Messina;
a distanza di dieci mesi dall'evento calamitoso non sono stati
effettuati gli interventi ritenuti necessari dalla protezione
civile e dal comune di Messina per la messa in sicurezza dell'area
ritenuta a rischio;
eventuali piogge anche di intensità inferiore al predetto
nubifragio possono avere conseguenze catastrofiche;
la condizione di evidente pericolo per l'abitato di Giampilieri
Superiore ha determinato comprensibile preoccupazione nella
comunità locale;
per sapere:
se non valutino opportuno prevedere un immediato intervento di
messa in sicurezza dell'abitato di Giampilieri Superiore a carico e
con le procedure della protezione civile;
se non ritengano necessario programmare, utilizzando le risorse
regionali, statali e comunitarie, un intervento strutturale per
consolidare la collina soprastante l'abitato della predetta
frazione e la strada provinciale di collegamento;
se non considerino utile sollecitate gli enti preposti affinché in
tempi rapidi siano risarciti i cittadini che hanno subito danni
alle abitazioni o dalle attività produttive». (86)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il 25 ottobre del 2007 una violenta perturbazione ha
colpito la fascia ionica della provincia di Messina ed ha
interessato numerosi comuni e la zona sud del territorio del comune
di Messina, nella quale ricade la frazione di Giampilieri. La
Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di
emergenza ed ha emanato l'ordinanza n. 3668 del 17 aprile 2008, con
la quale è stato nominato commissario delegato il dirigente
generale del Dipartimento regionale della Protezione civile.
Nelle more dell'emanazione di questa ordinanza, la Giunta di
governo, con deliberazione n. 89 del 12 marzo 2008, ha autorizzato
il finanziamento dei primi interventi urgenti stanziando 2 milioni
e mezzo di euro dal fondo regionale di riserva della Regione.
Lo Stato, invece, non ha stanziato fondi per questo intervento.
Dei 2 milioni e mezzo di euro della Regione ne sono stati impegnati
soltanto 496 mila, quasi 500 mila, per lavori urgenti relativi ai
consorzi irrigui e per il ripristino della viabilità della strada
statale 113 nel tratto ricadente nel territorio di Gioiosa Marea.
Il Dipartimento regionale di Protezione civile ha predisposto un
piano di interventi nel quale è stato inserito il progetto dei
lavori di sistemazione dell'area a ridosso dell'abitato della
frazione di Giampilieri superiore.
L'elaborazione di questo progetto è già stata ultimata e i lavori
verranno appaltati non appena saranno disponibili - anche in questo
caso, purtroppo, devo dire se e quando saranno disponibili - le
necessarie risorse finanziarie.
Come vedete, questa è la seconda interrogazione - ma ce ne saranno
altre -, che muovono sul terreno della Protezione civile. A tutte
si dovrà dare, purtroppo, questa risposta per l'assoluta
insufficienza delle risorse sulle quali si può fare riferimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
parzialmente soddisfatto della risposta dell'assessore perché
ritengo che, comunque, tenuto conto del disagio che vivono tante
comunità, ed in particolare quella del villaggio di Giampilieri
superiore, in provincia di Messina, la difficoltà da parte del
Governo della Regione di intervenire viene percepita
inevitabilmente, al di là delle giustificazioni, come una
incapacità da parte della Regione di fronteggiare situazioni
effettivamente molto gravi. Fra l'altro, assessore, io l'ho seguita
con attenzione, lei dice che di quel primo stanziamento votato
sulla base di una norma dell'Assemblea regionale siciliana, sono
già stati impegnati 500 mila euro. Considerato che il finanziamento
era di 2 milioni e mezzo di euro, ci dovrebbero essere ancora
queste disponibilità residue.
In ogni caso, vorrei ricordarle la necessità di un intervento
rapido perché, a differenza di altri eventi calamitosi che hanno
colpito nel 2007 la zona ionica della provincia di Messina, oltre
che la strada statale a Gioiosa Marea, questo imponente monumento
franoso è a ridosso dell'abitato e, se non viene messo in
sicurezza, ci sono seri rischi in caso di evento, anche meno
importante dal punto di vista meteorologico, per l'abitato e per i
cittadini che lì abitano.
Vorrei ricordare, peraltro, che nell'ambito della discussione sul
bilancio, svoltasi la settimana scorsa, proprio a questo capitolo è
stato destinato un ulteriore intervento di un milione e mezzo di
euro, mentre purtroppo non è stato approvato l'intervento richiesto
dal collega Laccoto e da tutti i parlamentari della provincia di
Messina per gli eventi alluvionali della fine del 2008 e
dell'inizio del 2009, che hanno colpito la provincia di Messina, ed
in particolare la zona tirrenica della stessa provincia.
Pertanto, nel ringraziarla per la risposta, vorrei che lei e il
Dipartimento della Protezione civile teneste conto di questi
elementi programmando un intervento sul problema specifico di
Giampilieri, anche in ragione delle nuove risorse destinate a
questo scopo dalla finanziaria approvata la settimana scorsa, al
fine di rassicurare quella comunità e di evitare ulteriori
possibili disastri.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
numero 15 «Iniziative a favore dell'ampliamento del novero degli
organismi intermedi per l'attuazione del programma operativo FESR
2007-2013», dell'onorevole Falcone, decade.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 147
«Interventi per fronteggiare l'emergenza idrica nel comune di
Erice», dell'onorevole Oddo, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 33 «Iniziative
a favore della stabilizzazione del personale dei catalogatori
dipendenti della Regione», a firma degli onorevoli De Benedictis e
Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica
istruzione, premesso che:
in forza di provvedimenti legislativi, alcuni dei quali risalenti
al 1987 e poi successivi, nonché di conseguenti procedure
selettive, circa 420 tecnici operano da molti anni alle dirette
dipendenze della Regione siciliana (sovrintendenze ai beni
culturali, ambientali, pubblica istruzione e musei) con contratti
di lavoro dipendente a tempo determinato, nell'ambito delle
attività di catalogazione del patrimonio culturale ed ambientale
dell'Isola;
tale personale è di fatto compiutamente e stabilmente inserito
nelle attività lavorative degli uffici summenzionati, venendosi a
costituire per essi un apporto qualificato ed oggi insostituibile
per il loro funzionamento;
in seno all'ordine del giorno n. 20 approvato nella seduta n. 16
del 18 ottobre 2006 con cui veniva approvato il Documento di
programmazione economico-finanziaria della Regione siciliana per il
quinquennio 2007-2011, l'Assemblea regionale siciliana impegnava il
Governo della Regione, in ordine ai beni ed attività culturali, ad
'adottare iniziative per la stabilizzazione dei catalogatori';
con legge regionale 5 dicembre 2007, n. 24, recante norme per la
'Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei beni
culturali della Regione', è stato previsto, all'art. 1, comma 1,
che 'In considerazione dell'interesse strategico che l'attività di
catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione dei
beni culturali, per la copertura dei posti vacanti a seguito della
definizione della dotazione organica del personale
dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 5, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, il personale che
presta servizio con contratto di diritto privato a tempo
determinato per la 'Realizzazione del catalogo unico informatizzato
regionale dei beni culturali ed ambientali intersettoriale e
interdisciplinare' Misura 2.02 - Azione A del Programma operativo
regionale 2000-2006, è stabilizzato a domanda con le procedure di
cui all'articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, previa verifica del possesso dei requisiti richiesti dalla
norma anzi detta';
considerato che:
la medesima legge n. 24/2007, all'art. 1, comma 2, contempla la
possibilità, nelle more della procedura di stabilizzazione, di
attivare 'un ampliamento del contenuto della convenzione con la
società 'Beni culturali s.p.a.', con la previsione di servizi di
catalogazione dei beni culturali della Regione, avvalendosi del
personale in oggetto' ma che tale procedura comporterebbe per
l'amministrazione regionale costi maggiori della stabilizzazione di
cui al citato art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n.
296;
il presupposto per l'attivazione della procedura di
stabilizzazione è la definizione della sua dotazione organica, che
a tutt'oggi risulta colpevolmente non essere stata compiuta;
l'inerzia del Governo regionale nel non definire la dotazione
organica può configurarsi come atto finalizzato a non conseguire la
stabilizzazione dei catalogatori, attesi gli orientamenti
manifestati del Governo nazionale tesi a restringere l'ambito
temporale di applicabilità delle misure di stabilizzazione stesse
(vedi progetto di legge n. 1441-quater approvato dalla Camera dei
deputati il 28 ottobre 2008);
per conoscere:
quali siano gli ostacoli che si frappongono alla definizione della
suddetta dotazione organica ed entro quali tempi si ritenga che
essa potrà essere adottata;
attraverso quali procedure ed entro quali tempi il Governo della
Regione intenda dare corso alla deliberazione adottata
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 18 ottobre 2006
che impegnava lo stesso Governo alla stabilizzazione dei
catalogatori ed, in particolare, alla adozione delle procedure
indicate al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 24 del
2007». (33)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sarò breve perché la tematica del personale che svolge
attività di catalogazione è trattata dall'Assessore regionale per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.
Dalle notizie comunque acquisite presso tale assessorato risulta
che questo personale, dall'1 gennaio 2009, è stato assunto dalla
società Beni Culturali S.p.A., ai sensi della legge regionale 24
del 2007, per cui, a mio giudizio, forse si può ritenere superato
il tema che veniva sollevato con la relativa interrogazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interpellante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Si procede allo svolgimento unificato delle
interrogazioni numero 285 «Interventi per il reperimento di fondi a
ristoro dei danni subiti dalle attività produttive a seguito di
nubifragi verificatisi nel mese di dicembre a Messina», e numero
497 «Urgente reperimento di fondi a ristoro dei danni subiti dalle
attività produttive a seguito dei nubifragi verificatisi nel mese
di dicembre u.s. a Messina», entrambe a firma dell'onorevole
Corona. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che nei giorni tra l'11 ed
il 13 dicembre 2008 violenti nubifragi si sono abbattuti nel
territorio della provincia di Messina causando gravissimi danni
alle infrastrutture, alle civili abitazioni ed in particolare a
tantissime attività produttive, con conseguenze disastrose per
l'economia messinese, già terribilmente colpita dalla gravissima
crisi economica internazionale;
considerato che il Presidente della Regione, prontamente
intervenuto con una ricognizione sul territorio assieme alla
deputazione assembleare, a seguito di tale eventi ha chiesto, con
apposita delibera del Governo regionale, alla Presidenza del
Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di calamità
naturale;
ritenuto fondamentale, anche alla luce della gravissima crisi
economica e dei danni causati dall'alluvione nel bacino del
Messinese, il contestuale intervento della Unione europea affinché
attivi i fondi previsti per i casi di crisi delle attività
produttive;
ritenuto inoltre che sarebbe utile una proroga del pagamento dei
tributi, tasse, e mutui bancari, eccetera;
per sapere se ritenga di attivarsi affinché il Governo nazionale e
l'Unione europea promuovano strumenti finanziari per il ristoro dei
danni subiti dalle attività economiche per gli eventi calamitosi
che hanno colpito la provincia di Messina tra l'11 ed il 13
dicembre 2008;
se ritenga, inoltre, di attivarsi affinché i titolari delle
attività imprenditoriali possano godere del differimento, almeno
per sei mesi, del pagamento di tributi, tasse e mutui bancari».
(285)
«Al Presidente della Regione, premesso che il sottoscritto
interrogante, con l'interrogazione n. 285, aveva già chiesto al
Presidente della Regione se ritenesse di attivare ogni strumento
utile affinché il Governo nazionale e l'Unione europea mettessero
in campo strumenti finanziari per il ristoro dei danni subiti dalle
attività economiche per gli eventi calamitosi che hanno colpito la
provincia di Messina tra l'll ed il 13 dicembre 2008, e chiedeva
inoltre al Governo regionale di attivarsi affinché i titolari delle
attività imprenditoriali potessero godere del differimento, almeno
di sei mesi, del pagamento di tributi, tasse e mutui bancari;
considerato che, con lettera prot. n. 0673/GAB a firma del
coordinatore della segreteria tecnica dell'Assessorato regionale
Bilancio e finanze, dott. Fabrizio De Nicola, veniva trasmessa al
sottoscritto interrogante un'allegata nota del dirigente generale
Benito Mineo, con la quale si ribadiva quanto contenuto
nell'interrogazione citata e si descriveva la normativa del caso;
ritenuto che sia oltremodo, carente, insufficiente e scandaloso
rispondere ad un'interrogazione parlamentare senza rispettare il
regolamento, per il tramite del dirigente generale, e senza fornire
una risposta a livello politico;
evidenziato che i gravissimi problemi rilevati nell'interrogazione
n. 285, non solo permangono, ma si sono acuiti a dismisura anche in
relazione alla crisi economica in atto;
per sapere (e non solo dai funzionari di turno) quali misure
concrete, a questo punto urgentissime, intenda intraprendere per il
ristoro dei gravissimi danni prodotti nel Messinese a seguito dei
nubifragi verificatisi nel mese di dicembre 2008, continuati nei
mesi successivi». (497)
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il 16 gennaio 2009 il Governo nazionale ha emesso
l'ordinanza di protezione civile numero 3734. Mi permettevo
poc'anzi di evidenziare come questa sia la quarta interrogazione
che riguarda materia di protezione civile per sottolineare a tutti
gli onorevoli deputati come queste richieste, in ragione delle
quali, in occasione della discussione della finanziaria, ho
avanzato in maniera pressante l'aumento degli stanziamenti di
bilancio riguardanti il fronte della protezione civile, per
sottolineare come ciò sia indispensabile. Non è possibile, infatti,
dare risposta anche a domande minimali che riguardano tuttavia un
settore fondamentale per la vita dei cittadini se non si procede ad
assicurare il complesso delle risorse finanziarie destinate a
questo scopo.
A proposito, poi, del tema specifico che viene sollevato con
l'interrogazione numero 285 dell'onorevole Corona, evidenzio che il
Governo nazionale ha emesso l'ordinanza di protezione civile numero
3734 del 2009 e ha stanziato 7 milioni di euro per l'intero
territorio della regione siciliana; soltanto sette milioni di euro
Il piano degli interventi attuativi è in corso di predisposizione.
Il Governo, invece, non ha ritenuto di intervenire - altro tema
sollevato dall'interrogante - in materia bancaria e fiscale. Temi
nei quali la Regione siciliana non può assolutamente interloquire
per l'ambito delle competenze riservate alla legislazione sia
primaria che secondaria della nostra Regione.
La Regione siciliana, con una norma inserita nella delibera
legislativa riguardante la finanziaria 2009, ha disposto che per la
riparazione e il ristoro dei danni subìti da soggetti pubblici e
privati, nonché per la copertura finanziaria degli interventi
sostenuti dai comuni per fronteggiare situazioni di emergenza
conseguenti a questi eventi avversi che si sono verificati a
novembre e dicembre e a gennaio e febbraio 2009, è destinata la
somma di cinque milioni di euro.
Complessivamente, quindi, per l'intero territorio della Regione
siciliana abbiamo cinque milioni stanziati dalla Regione siciliana
e sette milioni stanziati dallo Stato. Copertura finanziaria anche
questa del tutto inidonea, del tutto inappropriata rispetto a
quelle che sono le effettive esigenze, le richieste che sono
pervenute e che ogni giorno continuano a pervenire da parte di
tutti i comuni.
E' un appello che io rivolgo cogliendo l'occasione della risposta
alla interrogazione; un appello all'Assemblea legislativa perché se
ne tenga conto, se ci sarà l'occasione, al fine di assicurare
opportuna copertura ai capitoli di bilancio riguardanti la
Protezione civile.
Chiedere si può sempre all'infinito, ma risposte non se ne possono
dare se non nei limiti della disponibilità finanziaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CORONA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, più di
me credo che siano insoddisfatti i cittadini e le aziende delle
attività produttive del nostro territorio che si aspettavano da
parte di questo Governo iniziative un po' più concrete, oltre alla
manifestazione di sensibilità dimostrata da tutto il Governo e dal
presidente Lombardo, che si sono recati direttamente nei luoghi
dove si sono verificati gli eventi calamitosi.
D'altro canto, si chiedeva di intervenire presso il Governo
nazionale ed il Parlamento europeo per reperire fondi al fine di
provvedere al ristoro dei danni subìti dalle popolazioni e,
soprattutto, dalle attività produttive. Queste ultime, peraltro,
hanno dovuto subire, oltre alla crisi economica, considerato il
momento particolare, anche i danni collegati al mese di dicembre
nel quale ricadono le festività natalizie, quando molte aziende del
settore del commercio e dell'agricoltura si aspettano un incremento
nella loro attività.
Quei danni hanno provocato un ulteriore disastro. Soprattutto le
fasce più deboli hanno dovuto provvedere con grande sacrifici a
ripulire le strade e le loro abitazioni.
Noi chiedevamo, con il nostro intervento, un'iniziativa più forte
da parte di questo Governo, non tanto per abolire tasse, tributi o
mutui bancari, ma per ottenere un differimento che, in questi casi,
è possibile.
Insisto sotto questo aspetto per far sì che il Governo possa
ripensare ad una ipotesi di questo tipo e chiedere in tal senso con
maggiore forza ed insistenza al Governo nazionale, in
considerazione del fatto che ha messo a disposizione poche risorse
per alleviare i disagi che queste aziende del settore delle
attività produttive hanno subìto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 290 «Ristoro dei danni subìti dal Comune di Pozzallo (RG) a
seguito degli eventi calamitosi del dicembre 2005», dell'onorevole
Minardo, si intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 344
«Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato alla
Presidenza», dell'onorevole Apprendi, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 536 «Interventi di
consolidamento e messa in sicurezza della chiesa di Santa Venera di
Avola (SR)», dell'onorevole Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
ILARDA, assessore alla Presidenza. Signor Presidente, ho già
risposto all'onorevole Vinciullo in via informale.
La tematica oggetto dell'interrogazione sarà presa in
considerazione in sede di rimodulazione dei fondi della legge
numero 433, che poi sarà subito dopo sottoposta al Comitato
paritetico Stato-Regioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
ringrazio l'assessore Ilarda per la sensibilità e il rigore
istituzionale che, ancora una volta, ha dimostrato nei confronti di
noi deputati.
Devo, purtroppo, fare rilevare che l'assessore Ilarda è uno dei
pochi a rispondere alle interrogazioni in questa Assemblea. In
questi mesi ho presentato decine e decine di interrogazioni, e
l'unico da cui ho ricevuto risposte è proprio l'assessore Ilarda,
oltre al fatto che in questo caso la risposta è positiva e,
pertanto, non posso non essere soddisfatto, ancora una volta,
dell'attività che l'Assessore sta portando avanti.
E' chiaro, però, che c'è una gravissima responsabilità da parte
degli altri assessori nel non volere ascoltare le istanze che
provengono dal territorio perché la nostra attività parlamentare si
esplica anche nell'attività ispettiva.
Se dall'attività ispettiva non riusciamo ad avere risposte, e
quindi non riusciamo a nostra volta a dare risposte agli elettori,
ai cittadini dei vari territori da cui proveniamo, è evidente che
viene meno la funzione per la quale siamo stati eletti.
Nel ringraziare ancora una volta l'assessore Ilarda per la
tempestività, non posso non lanciare questo grido di dolore per
l'insana abitudine adottata da molti assessori di non rispondere
alle istanze dei parlamentari.
Nel caso concreto che riguarda la chiesa di Santa Venera ad Avola,
si tratta di una delle chiese che sono state duramente colpite dal
sisma nel giorno di Santa Lucia del 1990.
Il 31 dicembre del 1991 il Governo nazionale varò la legge 433,
che dava la possibilità di consolidare e riaprire al culto le
chiese, ma anche immobili privati ed immobili pubblici.
Questa è una delle strutture, un importante monumento anche dal
punto di vista culturale, storico ed architettonico, che per varie
vicende non è stato inserito in un piano della legge 433.
Prendo atto con piacere di quello che ha detto l'assessore, e cioè
che questo progetto è stato già consegnato al Dipartimento
regionale della Protezione civile e verrà considerato fra quelli da
finanziare con la rimodulazione dei fondi.
Per quanto riguarda la provincia di Siracusa abbiamo qualche fondo
ancora disponibile e, quindi, facilmente si potrà inserire la
chiesa di Santa Venera, ma l'occasione è per me importante e
desidero associarmi al grido di dolore lanciato poco fa
dall'assessore. Non si può pensare di chiedere continuamente
interventi alla Protezione civile quando i fondi ad essa destinati
sono minimi, sono del tutto insufficienti rispetto alle esigenze
che provengono dal territorio.
Dobbiamo convivere con tutta una serie di calamità che si
abbattono sul nostro territorio, calamità alle quali, prima, non
davamo risposte, ma a cui adesso, invece, dobbiamo dare risposte
urgenti e certe.
Pertanto, l'appello che rivolgo ai colleghi, a tutta l'Assemblea
ed al Governo, qui autorevolmente rappresentato dall'assessore
Ilarda, è che in questo nuovo piano che stiamo per fare e che
costituisce una seconda finanziaria - come qualcuno ha voluto
chiamarla impropriamente - si tenga conto che c'è un assessorato
nevralgico, un assessorato importante, un assessorato che risponde
tempestivamente alle esigenze della gente e del territorio, ma che,
per potere rispondere in maniera certa e veloce, ha bisogno di
fondi. Quindi, l'invito che rivolgo a tutti, a cominciare da me
stesso, è quello di dare ulteriore possibilità all'assessore e al
suo assessorato per consentire loro di lavorare bene, come stanno
facendo in questo momento, rimpinguando i fondi destinati alla
Protezione civile.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la Presidenza terrà conto del suo
grido di dolore rispetto al fatto che molti assessori non vengono
in Aula a rispondere alle interrogazioni ed alle interpellanze che
i deputati presentano e si farà carico di sollecitare gli
assessori ad una maggiore considerazione dei deputati e della loro
attività, che è appunto una loro attività precipua. E, se è il
caso, vedremo di modificare i termini - che attualmente non sono
perentori - in termini più precisi e perentori per dare risposta
alle richieste avanzate dai parlamentari.
Comunicazione del calendario dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, mercoledì 6
maggio 2009, alle ore 16.20, sotto la Presidenza del Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cascio, presenti il Vicepresidente
vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, e
con la partecipazione del Vicepresidente della Regione, onorevole
Bufardeci, ha deliberato all'unanimità il seguente programma-
calendario dei lavori per il corrente mese di maggio 2009:
- l'Aula terrà seduta dal 12 al 14 maggio (pomeriggio, onde
consentire alle Commissioni di merito di riunirsi nelle ore
antimeridiane) per l'esame del disegno di legge n. 119-Norme
stralciate I/A recante Norme in materia di aiuti alle imprese e
precisamente:
- il 12 maggio per la discussione generale con relativa chiusura
della stessa e votazione del passaggio all'esame degli articoli. Si
rammenta che, a norma dell'articolo 112 del Regolamento interno
ARS, ciascun deputato potrà presentare emendamenti fino all'inizio
della discussione generale; prima della chiusura della discussione
generale, occorrerà la firma di un Presidente di Gruppo
parlamentare ovvero quella di almeno 4 deputati; dopo la chiusura
della discussione generale, sarà ammessa la presentazione di sub
emendamenti ad emendamenti già presentati soltanto quando
sottoscritti da 4 deputati ovvero da un Presidente di Gruppo
parlamentare;
- nei giorni 13 e 14 maggio, i lavori proseguiranno con l'esame
dell'articolato.
Una nuova Conferenza dei Capigruppo, da tenersi giovedì 14 maggio
2009, individuerà ulteriori disegni di legge tra quelli frattanto
licenziati dalle competenti Commissioni, che saranno esaminati in
Aula dal 19 al 21 maggio 2009.
I lavori parlamentari saranno sospesi dal 23 maggio per riprendere
il 9 giugno 2009, in considerazione della concomitanza della
campagna elettorale relativa all'elezione del Parlamento europeo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 12 maggio 2009,
alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Norme in materia di aiuti alle imprese» (n. 119-Norme
stralciate I/A)
Relatore: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 18.15.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli