Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 89 di mercoledì 06 maggio 2009
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LACCOTO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la  seduta  di
  oggi,  6  maggio 2009, gli onorevoli De Benedictis, Digiacomo,  Di
  Guardo,  Faraone,  Arena,  Minardo,  Barbagallo,  Raia,  Campagna,
  Adamo, Apprendi, Lentini e Musotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   Comunico che sono in missione gli onorevoli: Gennuso, dal 4 al  6
  maggio  2009; Ruggirello, il 6 maggio 2009 e dall'11 al 15  maggio
  2009;  Cracolici,  dal 6 al 7 maggio 2009; Vitrano,  il  7  maggio
  2009; Ardizzone e Gucciardi, dal 26 al 29 maggio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  «Incentivi alla residenzialità dei giovani laureati siciliani»
  (n. 429)
   presentato dagli onorevoli Pogliese, Marrocco, Vinciullo,  Aricò,
  Buzzanca,  Caputo, Currenti, Falcone e Scilla in  data  28  aprile
  2009

   -  «Norme  sul  personale del corpo forestale della Regione»  (n.
  430)
   presentato dall'onorevole Ardizzone in data 29 aprile 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente disegno di legge  inviato  alla
  competente Commissione  Ambiente e Territorio' (IV):

   «Norme  per  la sicurezza del patrimonio edilizio nel  territorio
  regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato» (n. 404)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 maggio 2009
   Parere I

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LACCOTO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che:

   la  Chiesa  Madre  di San Nicolò di Palazzolo  Acreide  (SR),  in
  provincia  di  Siracusa,  è  una delle chiese  più  vecchie  della
  Sicilia: esistono tracce della sua esistenza già nel 1215;

   questo straordinario gioiello architettonico è chiuso al pubblico
  da oltre 20 anni a causa di lavori di restauro volti a consolidare
  la sua stabilità;

   considerato che:

   dopo  una  lunga e snervante attesa, sono iniziati  i  lavori  di
  consolidamento ma, nel settembre dello scorso anno,  detti  lavori
  si sono interrotti a causa del ritrovamento, durante gli scavi, di
  una vecchia fossa comune, retaggio di un'usanza tipica di un tempo
  di seppellire i morti all'interno delle chiese;

   la  Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa,  dopo  svariati
  sopralluoghi, ha approvato, nel mese di marzo 2009, la perizia  di
  variante,  ma  la  notifica non è mai stata  trasmessa  agli  enti
  competenti;

   tenuto conto che:

   il  ritardo  dei  lavori, esclusivamente  in  essere  per  motivi
  burocratici,  stride notevolmente con i lavori eseguiti  in  altre
  chiese  di Palazzolo Acreide, effettuati tutti alacremente  con  i
  fondi post-terremoto;

   il  perdurare dello stallo dei lavori sta causando l'aumento  del
  degrado  attorno  alla Chiesa, con la presenza  di  erbacce  e  di
  sporcizia, elementi questi che non danno certo un'immagine decente
  ai  numerosi turisti che si recano a Palazzolo Acreide proprio per
  ammirare  l'imponenza  ed  il sublime stile  architettonico  della
  Chiesa Madre;

   per sapere se non ritengano utile ed urgente dare disposizione di
  procedere   all'immediato  inizio  dei  lavori   di   restauro   e
  consolidamento  della  Chiesa Madre di  San  Nicolò  di  Palazzolo
  Acreide». (583)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   la   Società  AST,  Azienda  siciliana  trasporti,  gestisce,  in
  provincia  di Siracusa, numerose tratte che collegano il capoluogo
  aretuseo  con la provincia e con il resto della Sicilia.  Inoltre,
  cura anche il servizio urbano nella stessa Siracusa;

   nonostante   l'impegno  preso  con  l'intera  popolazione   della
  Provincia  siracusana, il servizio reso è di  pessima  qualità:  i
  mezzi  in circolazione sono inadeguati, per la loro vetustà,  alle
  esigenze  dei  fruitori,  spesso sono carenti  di  pulizia  e  gli
  autisti sono costretti a svolgere turni massacranti a causa  della
  cronica mancanza di personale;

   tenuto  conto  che  è stata altresì abolita, senza  alcun  motivo
  plausibile,  la  linea  di  autobus  che  collegava  Floridia  con
  Catania, causando problemi non indifferenti a tutti gli studenti e
  pendolari  che  quotidianamente usufruivano di tale  servizio  per
  raggiungere  i  propri posti di studio e di lavoro  nel  capoluogo
  etneo;

   per sapere:

   se non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
  fine  di garantire, in tutta la provincia di Siracusa, un servizio
  di  trasporto  pubblico  idoneo  ai  desideri  degli  utenti  che,
  giornalmente, pagano un biglietto per usufruire di mezzi  adeguati
  alle loro aspettative;

   se   non   ritengano  urgente  esigere,  dai  vertici   dell'AST,
  chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato alla cancellazione
  della  linea Floridia-Catania e chiedere loro la riattivazione  di
  detto servizio». (584)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   a seguito dei tagli previsti dal nuovo Piano sanitario regionale,
  numerose guardie mediche sono state abolite in diverse zone  della
  Sicilia,  spesso  senza  tener conto delle  reali  esigenze  della
  popolazione e del territorio;

   a Siracusa, nel quartiere di Ortigia, la guardia medica, che sino
  a  due  anni fa era attiva solo nei quattro mesi estivi, adesso  è
  stata definitivamente chiusa, senza prevedere cosa comporterà tale
  scelta;

   tenuto conto che:

   la  presenza  di un presidio sanitario, all'interno di  una  zona
  visitata  da  migliaia  di turisti in tutti i  periodi  dell'anno,
  diventa  quasi  un  obbligo  da  parte  delle  autorità  sanitarie
  regionali, nei confronti di chi sceglie di fare le proprie vacanze
  nella nostra Isola;

   senza un presidio medico, i residenti di Ortigia sono costretti a
  rivolgersi al pronto soccorso dell'ospedale Umberto I, ingolfando,
  di   fatto,   una   struttura  vitale,  con  sintomologie   spesso
  risolvibili da un medico di guardia;

   considerato che effettuare economie nella spesa sanitaria non può
  e  non deve precludere, alla popolazione stanziale, e soprattutto,
  ai  turisti, quel minimo di assistenza medica che in tutti i paesi
  civili  del mondo vengono garantiti, soprattutto in quei paesi  ed
  in  quelle regioni che pongono il turismo ai vertici della propria
  economia;

   per  sapere  se non ritengano opportuno riaprire con  urgenza  la
  guardia  medica di Ortigia, garantendo la prestazione dei  servizi
  di assistenza sanitaria per dodici mesi all'anno». (585)

                                                           VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   con  la  nuova  riforma attuata dal Governo  nazionale  in  campo
  scolastico  ed universitario, nella nostra Regione, così  come  in
  tutto  il territorio nazionale, si assisterà ad una vera e propria
  rivoluzione che, per certi versi, penalizza in maniera consistente
  la classe docente e, di riflesso, gli studenti e le loro famiglie;

   secondo le stime iniziali, potranno essere esaudite solo la  metà
  delle  richieste  per il tempo pieno, mentre soltanto  il  20  per
  cento delle richieste per le 30 ore avrà un seguito positivo;

   sempre  secondo queste stime, l'anno prossimo ci sarà una vera  e
  propria  ecatombe  nel campo occupazionale,  con  7.118  posti  di
  lavoro  in meno, di cui 120 tra gli insegnanti di sostegno, mentre
  ben 1.492 precari non avranno riconfermato l'incarico;

   considerato   che   queste   ipotesi,   alquanto   catastrofiche,
  prospettate  dalle  associazioni di categoria, pongono  la  scuola
  siciliana  davanti  ad  un bivio, dove la mancanza  di  personale,
  soprattutto nei primi livelli di istruzione, porta ad  una  scelta
  di praticità a danno della qualità del servizio reso;

   per  sapere  se non ritengano urgente intervenire, con  posizioni
  nette e decise, presso il Governo nazionale, al fine di evitare un
  disastro  occupazionale nelle scuole siciliane e, di riflesso,  un
  decadimento  dei  livelli  qualitativi  nella  scuola  statale   e
  regionale». (586)

                                                           VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al  loro
  turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   LACCOTO, segretario f.f.:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   si sta assistendo a un progressivo smantellamento di strutture  e
  servizi sanitari nella zona jonica della Provincia di Messina;

   dopo la chiusura dei presidi di guardia medica di Santa Teresa di
  Riva,  di  Savoca e di Taormina, è stata stabilita la soppressione
  del  laboratorio  di analisi del poliambulatorio  di  Sant'Alessio
  Siculo  (Messina),  in  ottemperanza al  decreto  dell'Assessorato
  Sanità della Regione siciliana, pubblicato nella GURS, parte I, n.
  8 del 20 febbraio 2009;

   in  nome  di  un non ben definito risparmio economico,  si  va  a
  colpire un bacino di utenza che si estende a tutto il comprensorio
  della  Valle  d'Agrò, che comprende diverse decine di migliaia  di
  persone, con l'eliminazione di una struttura che, in oltre 12 anni
  di  lavoro continuativo, ha erogato milioni di prestazioni, di cui
  circa  settantamila  solo nell'anno 2008 nei confronti  dei  quasi
  diecimila pazienti esterni che l'hanno scelta come laboratorio  di
  riferimento, e ciò sia nei periodi di normalità, sia  nei  periodi
  'difficili', prodotti
   dalla  chiusura  dei laboratori privati, rappresentando  in  quel
  momento  l'unico  laboratorio convenzionato a cui l'utenza  poteva
  fare  riferimento tra Messina e Taormina per tutti i pazienti  del
  comprensorio, che hanno continuato anche in seguito ad afferirvi;

   considerato che:

   nel momento in cui si dovesse ripresentare un'emergenza di questo
  tipo,  i  citati utenti, evidentemente classificati 'di serie  B',
  non   avranno  più  la  possibilità  di  effettuare  i   controlli
  ematochimici, dovendosi accontentare di un punto prelievi privo di
  medici  specialisti  e  di  personale tecnico  qualificato  a  cui
  rivolgersi  per  ogni tipo di chiarimento né più  né  meno  di  un
  semplice  centro di smistamento, oppure di pagare  per  intero  le
  prestazioni  sanitarie alle strutture private come già  in  questo
  momento  si sta verificando nel comprensorio; tutti quei  pazienti
  in  terapia cronica il cui esito deve giungere in poche decine  di
  minuti  per permettere la corretta somministrazione della terapia,
  quali  i  cardiopatici,  i diabetici, i pazienti  ematologici  con
  anemie  gravi,  i  pazienti neoplastici in  terapia  antiblastica,
  dovranno rinunciare a questo importante servizio in quanto, con il
  declassamento  a  punto  di  prelievo,  non  sarà  più   possibile
  l'esecuzione degli esami direttamente nella struttura, ma si dovrà
  disporre  l'invio  del sangue presso ospedali distanti  decine  di
  chilometri,  con conseguente allungamento dei tempi  di  consegna,
  rendendo impossibile il controllo del dato di laboratorio che  non
  dovesse risultare congruo;

   atteso che:

   è  inoltre  da  osservare  che la chiusura  del  laboratorio  non
  porterà  alcun  risparmio  sui  costi,  in  quanto  dovrà   essere
  allestito un servizio di trasporto dei campioni che genererà costi
  altissimi,  verosimilmente  molto  più  alti  di  quelli  derivati
  dall'esecuzione dei prelievi nella struttura;

   per   quel  che  riguarda  quella  parte  di  utenza  proveniente
  direttamente dagli ambulatori specialistici specialistici ospitati
  nello  stesso  presidio,  quali  la  cardiologia,  l'urologia,  la
  reumatologia,  l'endocrinologia,  la  diabetologia,  la   medicina
  sportiva  e  la  guardia medica turistica nei  mesi  estivi,  deve
  essere altresì valutato che, nei confronti di questi pazienti,  il
  laboratorio  ha  erogato  prestazioni di  alta  qualità  in  tempi
  brevissimi,  dando preziose indicazioni circa la  prescrizione  di
  una  pronta ed efficace terapia a tutto vantaggio degli utenti con
  notevole contenimento della spesa grazie all'alternativa a inutili
  ospedalizzazioni;

   considerato altresì che:

   è evidente, quindi, che la chiusura del laboratorio di S. Alessio
  Siculo  ai  fini  del  rientro della spesa sanitaria  si  rivelerà
  l'ennesimo   buco   nell'acqua  che  porterà  solo   disagi   alla
  popolazione e nessun beneficio economico concreto;

   da  parte  di  sindaci, amministratori locali,  forze  sociali  e
  cittadini  sono state attivate forme di mobilitazione e  protesta,
  compresa una spontanea petizione popolare mediante la raccolta  di
  firme   che  ha  ottenuto  sino  a  questo  momento  un   consenso
  plebiscitario;

   infine  va  valutato  il fatto che, secondo quanto  citato  dallo
  stesso  decreto  che  dispone  la  chiusura  di  20-25  laboratori
  pubblici  e  la  riconversione degli stessi in punto  prelievi,  è
  necessario  considerare che il laboratorio di S.  Alessio  Siculo,
  con   le   sue   settantamila  prestazioni,  vanta  posizioni   di
  ottimizzazione  superiori a circa quaranta laboratori  tra  quelli
  citati  nel  predetto  per  cui, considerata  anche  la  posizione
  orografica  del laboratorio nel territorio che lo rende  di  fatto
  unico laboratorio pubblico nel comprensorio tra Messina e Taormina
  (circa  60  chilometri di territorio), in confronto a molte  altre
  strutture  con  numero inferiore di prestazioni ed  attorniate  da
  numerose  alternative pubbliche e private, si rende  più  evidente
  come  la  sua  chiusura sia ancor più grave e  di  grande  impatto
  negativo sulla salute pubblica e sui costi che si abbattono  sulla
  collettività,  con particolare incidenza negativa  sui  diritti  e
  sulla qualità della vita delle comunità locali e delle categorie a
  rischio (anziani, malati cronici, portatori di handicap, eccetera)
  e famiglie meno abbienti;

   la  soppressione  della struttura pregiudica  in  modo  grave  il
  diritto  a  livelli  essenziali  di assistenza  costituzionalmente
  garantiti;

   per  sapere se non intenda intervenire con la massima urgenza  al
  fine  di  evitare  la  soppressione del  laboratorio  pubblico  di
  analisi  di  S. Alessio Siculo a tutela dei livelli essenziali  di
  assistenza». (587)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                            CURRENTI

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  30   aprile   2009,
  l'onorevole  Vinciullo ha dichiarato di ritirare  l'interrogazione
  con  richiesta di risposta orale numero 496 «Ammissione degli enti
  di  culto ai contributi previsti dal decreto assessoriale n.  3231
  del  5  novembre 2004», dallo stesso presentata in data  12  marzo
  2009 e annunziata nella seduta numero 73 del 17 marzo 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 552

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione  numero  552  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo,  è  da  intendersi  presentata  con  il
  seguente  titolo: «Proroga del decreto assessoriale  n.  7762  del
  2006  relativo  a  esenzione  dal  ticket  per  le  attività   dei
  consultori familiari».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
              Presidenza della Regione - Affari generali

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della  Rubrica
  "Presidenza della Regione - Affari generali .

   Si  procede allo svolgimento dell'interpellanza numero 7  «Notizie
  circa le iniziative da assumere a livello nazionale e regionale per
  l'utilizzo   dei   fondi   strutturali   riguardanti   investimenti
  produttivi  nell'Isola»,  a  firma dell'onorevole  Termine.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso   che   i   fondi   strutturali  hanno   rappresentato   e
  rappresentano  la  principale  risorsa  finanziaria  della  Regione
  siciliana  ai  fini di una politica di sviluppo territoriale  e  di
  coesione  economica e sociale e che gli interventi di  riequilibrio
  devono essere finalizzati a ridurre sia i divari tra l'Isola  e  il
  resto  dell'Unione europea che tra i territori costieri e l'interno
  dell'Isola;

   visto  che  il  programma operativo regionale POR 2000/2006  si  è
  definitivamente  concluso al 31.12.2006 in termini  di  impegni  di
  spesa  e che gli uffici della Regione siciliana sono nella fase  di
  ultimazione  delle procedure di effettuazione della spesa  e  della
  rendicontazione dell'ultima annualità nonché quella finale  e  che,
  malgrado  ciò,  sono  ancora numerosi gli  interventi  materiali  e
  immateriali  in  corso  di realizzazione nell'ambito  delle  misure
  previste in sede di programmazione operativa;

   osservato  che  il  programma operativo FESR Sicilia  2007/2013  è
  stato adottato con decisione della Commissione europea (C2007  4249
  del  7  settembre  2007)  e  che attualmente  manca  uno  strumento
  legislativo di attuazione dei diversi regimi di aiuto previsti;

   per conoscere:

   se  siano  state  previste  e/o concordate  in  sede  nazionale  e
  comunitaria  proroghe dei termini di ultimazione  degli  interventi
  con  particolare riferimento a quelli di carattere infrastrutturale
  e  di  rilevanza strategica per l'Isola e/o eventuali  modalità  di
  accelerazione della spesa a garanzia dell'ultimazione degli  stessi
  e della rendicontazione finale della spesa;

   se  e quando il Governo regionale intenda presentare un disegno di
  legge  finalizzato all'attuazione dei regimi di aiuto  previsti  in
  sede  di  programmazione comunitaria, così  da  consentire  l'avvio
  della stagione di programmazione e attuazione dei fondi strutturali
  2007/2013   e  quindi  l'avvio  degli  investimenti  produttivi   e
  infrastrutturali in sede di programmazione con il Governo nazionale
  e la Commissione UE». (7)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ILARDA, assessore alla Presidenza. Con l'interpellanza numero 7 si
  chiede  di conoscere se siano state previste o concordate  in  sede
  nazionale  e comunitaria proroghe dei termini di ultimazione  degli
  interventi,  con  particolare riferimento  a  quelli  di  carattere
  infrastrutturale  e  di  rilevanza  strategica  per   l'isola   e/o
  eventuali   modalità  di  accelerazione  della  spesa  a   garanzia
  dell'ultimazione degli stessi e della rendicontazione finale.
   In  merito  a  tale quesito si riferisce che la  proroga  è  stata
  concessa con apposita decisione della Commissione europea  sino  al
  30 giugno 2009.
   Per    quanto    riguarda    la    seconda    questione    oggetto
  dell'interpellanza, relativa alla presentazione di  un  disegno  di
  legge  finalizzato all'attuazione dei regimi di aiuto  previsti  in
  sede  di programmazione comunitaria, la Regione siciliana,  con  la
  legge 23 del 16 dicembre 2008, ha emanato disposizioni per favorire
  il  settore  industriale  in Sicilia in  attuazione  del  programma
  operativo Fondo europeo di sviluppo regionale (PO FERS 2007/2013).
   In  atto,  sono all'esame delle Commissioni legislative  ulteriori
  disegni di legge per l'attuazione dei regimi di aiuto per i settori
  non industriali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   TERMINE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voglio  soltanto
  sottolineare che la mia interpellanza aveva uno scopo che penso non
  possa sfuggire né al Governo né all'Assemblea.
   Ci   sono  ritardi  notevoli  nell'applicazione  di  strumenti  di
  pianificazione che riguardano le risorse finanziarie europee. Al di
  là delle cose che già conoscevo, e che mi sembrano fin troppo ovvie
  -  alcune leggi sono state approvate anche dal Parlamento  -  penso
  che  il  Governo  debba  assumere un impegno  formale:  per  quanto
  attiene l'utilizzo delle risorse finanziarie europee, si dovrà fare
  presto. E' questo il senso dell'interpellanza.
   Mi  auguro, più che essere soddisfatto della risposta, che vi  sia
  una  presa  di coscienza da parte del Governo e che la mia  diventi
  una  raccomandazione  che possa essere accolta  nell'interesse  dei
  siciliani. Pertanto, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

    PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione  numero
  68 «Interventi a favore dei comuni del Messinese, ed in particolare
  del  comune di Spadafora, colpiti da un vasto incendio nel mese  di
  giugno 2008», a firma degli onorevoli Panarello, Currenti e Romano.
  Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e le
  foreste e all'Assessore per la cooperazione, commercio, artigianato
  e  pesca premesso che nel mese di giugno 2008 un incendio di  vaste
  proporzioni  ha  colpito  il  territorio  di  numerosi  comuni  del
  Messinese ed in particolare il comune di Spadafora (ME);

   considerato che:

   il   predetto  incendio  ha  provocato,  oltre  ad  ingenti  danni
  materiali, anche la morte di una persona;
   sono  stati  distrutti coltivazioni, immobili,  aziende  agricole,
  commerciali ed artigianali;

   l'amministrazione comunale ha trasmesso agli organi  competenti  i
  dati che giustificano la dichiarazione dello stato di calamità;

   la   virulenza   dell'evento  calamitoso  ha   determinato   gravi
  conseguenze sul piano economico e sociale;

   per sapere:

   se  non  valutino  opportuno accelerare l'iter per  dichiarare  lo
  stato  di  calamità  nel comune di Spadafora e negli  altri  comuni
  interessati agli incendi;

   se   non   considerino   necessario  intervenire   immediatamente,
  attraverso  i  comuni,  per aiutare le famiglie,  le  aziende  e  i
  lavoratori colpiti dall'evento calamitoso;

   se  non  ritengano utile programmare gli interventi funzionali  ad
  una  rapida  ripresa  delle  attività  produttive  compromesse   ed
  attivare le misure di tutela sociale previste nei casi calamitosi».
  (68)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  territorio  del comune di  Spadafora  e  dei  comuni
  limitrofi  è stato colpito, come sappiamo, il 27 e 28 maggio  2008,
  da  vasti incendi che hanno provocato ingenti danni alle colture  e
  ad attività produttive.
   Per  questi eventi la Giunta regionale ha deliberato lo  stato  di
  calamità.  Con delibera del 12 dicembre 2008 è stato incaricato  il
  Dipartimento regionale di Protezione civile di valutare   possibili
  forme   di   intervento   nei  limiti  delle  risorse   finanziarie
  disponibili.  E mi permetto a tal riguardo di sottolineare  che  le
  risorse  finanziarie disponibili, anche secondo quello che  risulta
  dall'ultimo bilancio approvato, sono assolutamente inadeguate  alle
  istanze  che  provengono in materia di protezione  civile  da  ogni
  comunità a qualsiasi livello, sia comunale sia provinciale.
   La  Protezione  civile può fare quel che fa nei limiti  di  quanto
  dispone,  questo  è  lo  stato delle cose; sono  ristrettissime  le
  risorse  che  possono essere messe a disposizione per  fronteggiare
  eventi anche di questo tipo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   PANARELLO.  Signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto
  della risposta dell'Assessore.

   PRESIDENTE.  Si passa allo svolgimento dell'interrogazione  numero
  86  «Iniziative  urgenti a sostegno della frazione  di  Giampilieri
  Superiore   colpita   da   un   violento   nubifragio»,   a   firma
  dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  per   l'ambiente,  premesso  che  il  25  ottobre   del   2007   un
  violentissimo  nubifragio ha colpito numerosi comuni  della  fascia
  ionica  della  provincia  di Messina, provocando  ingenti  danni  e
  determinando  una condizione di rischio per l'incolumità  pubblica,
  particolarmente  evidente nella frazione di  Giampilieri  Superiore
  del  comune  di Messina, interessata da un vasto movimento  franoso
  che minaccia l'abitato e la strada provinciale;

   considerato che:

   successivamente è stato dichiarato lo stato di calamità;

   l'Assemblea regionale siciliana ha deliberato uno stanziamento per
  consentire interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio;

   a  Giampilieri  Superiore  è  stato effettuato  un  intervento  di
  modeste dimensioni da parte del genio civile di Messina;

   a  distanza  di dieci mesi dall'evento calamitoso non  sono  stati
  effettuati  gli  interventi  ritenuti  necessari  dalla  protezione
  civile  e dal comune di Messina per la messa in sicurezza dell'area
  ritenuta a rischio;

   eventuali   piogge  anche  di  intensità  inferiore  al   predetto
  nubifragio possono avere conseguenze catastrofiche;

   la  condizione  di evidente pericolo per l'abitato di  Giampilieri
  Superiore   ha   determinato  comprensibile  preoccupazione   nella
  comunità locale;

   per sapere:

   se  non  valutino opportuno prevedere un immediato  intervento  di
  messa in sicurezza dell'abitato di Giampilieri Superiore a carico e
  con le procedure della protezione civile;

   se  non  ritengano necessario programmare, utilizzando le  risorse
  regionali,  statali  e comunitarie, un intervento  strutturale  per
  consolidare   la  collina  soprastante  l'abitato  della   predetta
  frazione e la strada provinciale di collegamento;

   se non considerino utile sollecitate gli enti preposti affinché in
  tempi  rapidi  siano risarciti i cittadini che hanno  subito  danni
  alle abitazioni o dalle attività produttive». (86)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  25  ottobre del 2007 una violenta  perturbazione  ha
  colpito  la  fascia  ionica  della  provincia  di  Messina  ed   ha
  interessato numerosi comuni e la zona sud del territorio del comune
  di  Messina,  nella  quale ricade la frazione  di  Giampilieri.  La
  Presidenza  del Consiglio dei Ministri ha dichiarato  lo  stato  di
  emergenza ed ha emanato l'ordinanza n. 3668 del 17 aprile 2008, con
  la  quale  è  stato  nominato  commissario  delegato  il  dirigente
  generale del Dipartimento regionale della Protezione civile.
   Nelle  more  dell'emanazione di questa  ordinanza,  la  Giunta  di
  governo,  con deliberazione n. 89 del 12 marzo 2008, ha autorizzato
  il  finanziamento dei primi interventi urgenti stanziando 2 milioni
  e mezzo di euro dal fondo regionale di riserva della Regione.
   Lo  Stato,  invece, non ha stanziato fondi per questo  intervento.
  Dei 2 milioni e mezzo di euro della Regione ne sono stati impegnati
  soltanto  496 mila, quasi 500 mila, per lavori urgenti relativi  ai
  consorzi  irrigui e per il ripristino della viabilità della  strada
  statale 113 nel tratto ricadente nel territorio di Gioiosa Marea.
   Il  Dipartimento regionale di Protezione civile ha predisposto  un
  piano  di  interventi nel quale è stato inserito  il  progetto  dei
  lavori  di  sistemazione  dell'area a  ridosso  dell'abitato  della
  frazione di Giampilieri superiore.
   L'elaborazione di questo progetto è già stata ultimata e i  lavori
  verranno appaltati non appena saranno disponibili - anche in questo
  caso,  purtroppo,  devo dire se e quando saranno disponibili  -  le
  necessarie risorse finanziarie.
   Come vedete, questa è la seconda interrogazione - ma ce ne saranno
  altre  -, che muovono sul terreno della Protezione civile. A  tutte
  si   dovrà   dare,   purtroppo,  questa  risposta  per   l'assoluta
  insufficienza delle risorse sulle quali si può fare riferimento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  dichiaro
  parzialmente  soddisfatto  della  risposta  dell'assessore   perché
  ritengo  che,  comunque, tenuto conto del disagio che vivono  tante
  comunità,  ed  in particolare quella del villaggio  di  Giampilieri
  superiore,  in  provincia di Messina, la difficoltà  da  parte  del
  Governo    della    Regione   di   intervenire   viene    percepita
  inevitabilmente,   al  di  là  delle  giustificazioni,   come   una
  incapacità  da  parte  della  Regione  di  fronteggiare  situazioni
  effettivamente molto gravi. Fra l'altro, assessore, io l'ho seguita
  con  attenzione,  lei  dice che di quel primo  stanziamento  votato
  sulla  base  di una norma dell'Assemblea regionale siciliana,  sono
  già stati impegnati 500 mila euro. Considerato che il finanziamento
  era  di  2  milioni  e mezzo di euro, ci dovrebbero  essere  ancora
  queste disponibilità residue.
   In  ogni  caso,  vorrei ricordarle la necessità di  un  intervento
  rapido  perché, a differenza di altri eventi calamitosi  che  hanno
  colpito  nel 2007 la zona ionica della provincia di Messina,  oltre
  che  la  strada statale a Gioiosa Marea, questo imponente monumento
  franoso  è  a  ridosso  dell'abitato  e,  se  non  viene  messo  in
  sicurezza,  ci  sono  seri rischi in caso  di  evento,  anche  meno
  importante dal punto di vista meteorologico, per l'abitato e per  i
  cittadini che lì abitano.
   Vorrei ricordare, peraltro, che nell'ambito della discussione  sul
  bilancio, svoltasi la settimana scorsa, proprio a questo capitolo è
  stato  destinato un ulteriore intervento di un milione e  mezzo  di
  euro, mentre purtroppo non è stato approvato l'intervento richiesto
  dal  collega  Laccoto e da tutti i parlamentari della provincia  di
  Messina  per  gli  eventi  alluvionali  della  fine  del   2008   e
  dell'inizio del 2009, che hanno colpito la provincia di Messina, ed
  in particolare la zona tirrenica della stessa provincia.
   Pertanto, nel ringraziarla per la risposta, vorrei che  lei  e  il
  Dipartimento  della  Protezione  civile  teneste  conto  di  questi
  elementi  programmando  un  intervento sul  problema  specifico  di
  Giampilieri,  anche  in  ragione delle nuove  risorse  destinate  a
  questo  scopo dalla finanziaria approvata la settimana  scorsa,  al
  fine   di  rassicurare  quella  comunità  e  di  evitare  ulteriori
  possibili disastri.

   PRESIDENTE.  Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
  numero  15  «Iniziative a favore dell'ampliamento del novero  degli
  organismi  intermedi per l'attuazione del programma operativo  FESR
  2007-2013», dell'onorevole Falcone, decade.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 147
  «Interventi  per  fronteggiare l'emergenza  idrica  nel  comune  di
  Erice»,   dell'onorevole   Oddo,   si   intende   trasformata    in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 33 «Iniziative
  a  favore  della  stabilizzazione del  personale  dei  catalogatori
  dipendenti della Regione», a firma degli onorevoli De Benedictis  e
  Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza  e
  all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la  pubblica
  istruzione, premesso che:

   in  forza di provvedimenti legislativi, alcuni dei quali risalenti
  al   1987   e  poi  successivi,  nonché  di  conseguenti  procedure
  selettive,  circa  420 tecnici operano da molti anni  alle  dirette
  dipendenze   della  Regione  siciliana  (sovrintendenze   ai   beni
  culturali,  ambientali, pubblica istruzione e musei) con  contratti
  di   lavoro  dipendente  a  tempo  determinato,  nell'ambito  delle
  attività  di  catalogazione del patrimonio culturale ed  ambientale
  dell'Isola;

   tale  personale  è  di fatto compiutamente e stabilmente  inserito
  nelle  attività lavorative degli uffici summenzionati, venendosi  a
  costituire  per  essi un apporto qualificato ed oggi insostituibile
  per il loro funzionamento;

   in  seno all'ordine del giorno n. 20 approvato nella seduta n.  16
  del  18  ottobre  2006  con cui veniva approvato  il  Documento  di
  programmazione economico-finanziaria della Regione siciliana per il
  quinquennio 2007-2011, l'Assemblea regionale siciliana impegnava il
  Governo della Regione, in ordine ai beni ed attività culturali,  ad
  'adottare iniziative per la stabilizzazione dei catalogatori';

   con  legge regionale 5 dicembre 2007, n. 24, recante norme per  la
  'Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei  beni
  culturali  della Regione', è stato previsto, all'art. 1,  comma  1,
  che 'In considerazione dell'interesse strategico che l'attività  di
  catalogazione  riveste per la salvaguardia e la valorizzazione  dei
  beni  culturali, per la copertura dei posti vacanti a seguito della
  definizione     della    dotazione    organica    del     personale
  dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 5,  comma  2,
  della  legge  regionale 15 maggio 2000, n.  10,  il  personale  che
  presta   servizio  con  contratto  di  diritto  privato   a   tempo
  determinato per la 'Realizzazione del catalogo unico informatizzato
  regionale  dei  beni  culturali  ed  ambientali  intersettoriale  e
  interdisciplinare'  Misura 2.02 - Azione A del Programma  operativo
  regionale  2000-2006, è stabilizzato a domanda con le procedure  di
  cui  all'articolo  1, comma 519, della legge 27 dicembre  2006,  n.
  296,  previa  verifica del possesso dei requisiti  richiesti  dalla
  norma anzi detta';

   considerato che:

   la  medesima  legge n. 24/2007, all'art. 1, comma 2, contempla  la
  possibilità,  nelle  more della procedura  di  stabilizzazione,  di
  attivare  'un  ampliamento del contenuto della convenzione  con  la
  società  'Beni culturali s.p.a.', con la previsione di  servizi  di
  catalogazione  dei  beni culturali della Regione,  avvalendosi  del
  personale  in  oggetto'  ma  che tale procedura  comporterebbe  per
  l'amministrazione regionale costi maggiori della stabilizzazione di
  cui  al citato art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006,  n.
  296;

   il    presupposto   per   l'attivazione   della    procedura    di
  stabilizzazione è la definizione della sua dotazione organica,  che
  a tutt'oggi risulta colpevolmente non essere stata compiuta;

   l'inerzia  del  Governo  regionale nel non definire  la  dotazione
  organica può configurarsi come atto finalizzato a non conseguire la
  stabilizzazione   dei   catalogatori,   attesi   gli   orientamenti
  manifestati  del  Governo  nazionale tesi  a  restringere  l'ambito
  temporale  di applicabilità delle misure di stabilizzazione  stesse
  (vedi  progetto di legge n. 1441-quater approvato dalla Camera  dei
  deputati il 28 ottobre 2008);

   per conoscere:

   quali siano gli ostacoli che si frappongono alla definizione della
  suddetta  dotazione organica  ed entro quali tempi si  ritenga  che
  essa potrà essere adottata;

   attraverso  quali procedure ed entro quali tempi il Governo  della
  Regione    intenda   dare   corso   alla   deliberazione   adottata
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 18 ottobre 2006
  che   impegnava   lo   stesso  Governo  alla  stabilizzazione   dei
  catalogatori  ed,  in  particolare, alla adozione  delle  procedure
  indicate al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 24 del
  2007». (33)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sarò breve perché la tematica del personale  che  svolge
  attività di catalogazione è trattata dall'Assessore regionale per i
  beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.
   Dalle  notizie comunque acquisite presso tale assessorato  risulta
  che  questo  personale, dall'1 gennaio 2009, è stato assunto  dalla
  società  Beni  Culturali S.p.A., ai sensi della legge regionale  24
  del  2007, per cui, a mio giudizio, forse si può ritenere  superato
  il tema che veniva sollevato con la relativa interrogazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole interpellante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE.   Si   procede   allo  svolgimento   unificato   delle
  interrogazioni numero 285 «Interventi per il reperimento di fondi a
  ristoro  dei  danni subiti dalle attività produttive a  seguito  di
  nubifragi  verificatisi nel mese di dicembre a Messina»,  e  numero
  497  «Urgente reperimento di fondi a ristoro dei danni subiti dalle
  attività  produttive a seguito dei nubifragi verificatisi nel  mese
  di  dicembre  u.s.  a  Messina», entrambe  a  firma  dell'onorevole
  Corona. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che nei giorni tra l'11  ed
  il  13  dicembre  2008  violenti nubifragi si  sono  abbattuti  nel
  territorio  della  provincia di Messina causando  gravissimi  danni
  alle  infrastrutture, alle civili abitazioni ed  in  particolare  a
  tantissime  attività  produttive, con  conseguenze  disastrose  per
  l'economia  messinese, già terribilmente colpita  dalla  gravissima
  crisi economica internazionale;

   considerato   che   il   Presidente  della  Regione,   prontamente
  intervenuto  con  una  ricognizione  sul  territorio  assieme  alla
  deputazione  assembleare, a seguito di tale eventi ha chiesto,  con
  apposita  delibera  del  Governo  regionale,  alla  Presidenza  del
  Consiglio  dei  ministri la dichiarazione dello stato  di  calamità
  naturale;

   ritenuto  fondamentale,  anche alla luce  della  gravissima  crisi
  economica  e  dei  danni  causati  dall'alluvione  nel  bacino  del
  Messinese, il contestuale intervento della Unione europea  affinché
  attivi  i  fondi  previsti  per  i casi  di  crisi  delle  attività
  produttive;

   ritenuto  inoltre che sarebbe utile una proroga del pagamento  dei
  tributi, tasse, e mutui bancari, eccetera;

   per sapere se ritenga di attivarsi affinché il Governo nazionale e
  l'Unione europea promuovano strumenti finanziari per il ristoro dei
  danni  subiti  dalle attività economiche per gli eventi  calamitosi
  che  hanno  colpito  la provincia di Messina  tra  l'11  ed  il  13
  dicembre 2008;

   se  ritenga,  inoltre,  di  attivarsi affinché  i  titolari  delle
  attività  imprenditoriali possano godere del  differimento,  almeno
  per  sei  mesi,  del pagamento di tributi, tasse e mutui  bancari».
  (285)

   «Al   Presidente  della  Regione,  premesso  che  il  sottoscritto
  interrogante,  con l'interrogazione n. 285, aveva  già  chiesto  al
  Presidente  della Regione se ritenesse di attivare  ogni  strumento
  utile  affinché il Governo nazionale e l'Unione europea  mettessero
  in campo strumenti finanziari per il ristoro dei danni subiti dalle
  attività economiche per gli eventi calamitosi che hanno colpito  la
  provincia  di Messina tra l'll ed il 13 dicembre 2008,  e  chiedeva
  inoltre al Governo regionale di attivarsi affinché i titolari delle
  attività imprenditoriali potessero godere del differimento,  almeno
  di sei mesi, del pagamento di tributi, tasse e mutui bancari;

   considerato  che,  con  lettera prot.  n.  0673/GAB  a  firma  del
  coordinatore  della  segreteria tecnica dell'Assessorato  regionale
  Bilancio  e finanze, dott. Fabrizio De Nicola, veniva trasmessa  al
  sottoscritto  interrogante un'allegata nota del dirigente  generale
  Benito   Mineo,   con  la  quale  si  ribadiva   quanto   contenuto
  nell'interrogazione citata e si descriveva la normativa del caso;

   ritenuto  che  sia oltremodo, carente, insufficiente e  scandaloso
  rispondere  ad  un'interrogazione parlamentare senza rispettare  il
  regolamento, per il tramite del dirigente generale, e senza fornire
  una risposta a livello politico;

   evidenziato che i gravissimi problemi rilevati nell'interrogazione
  n. 285, non solo permangono, ma si sono acuiti a dismisura anche in
  relazione alla crisi economica in atto;

   per  sapere  (e  non  solo dai funzionari di turno)  quali  misure
  concrete, a questo punto urgentissime, intenda intraprendere per il
  ristoro  dei gravissimi danni prodotti nel Messinese a seguito  dei
  nubifragi  verificatisi nel mese di dicembre 2008,  continuati  nei
  mesi successivi». (497)

   ILARDA,  assessore  alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  16  gennaio  2009 il  Governo  nazionale  ha  emesso
  l'ordinanza  di  protezione  civile  numero  3734.  Mi   permettevo
  poc'anzi  di  evidenziare come questa sia la quarta  interrogazione
  che  riguarda materia di protezione civile per sottolineare a tutti
  gli  onorevoli  deputati come queste richieste,  in  ragione  delle
  quali,  in  occasione  della  discussione  della  finanziaria,   ho
  avanzato  in  maniera  pressante l'aumento  degli  stanziamenti  di
  bilancio  riguardanti  il  fronte  della  protezione  civile,   per
  sottolineare come ciò sia indispensabile. Non è possibile, infatti,
  dare  risposta anche a domande minimali che riguardano tuttavia  un
  settore fondamentale per la vita dei cittadini se non si procede ad
  assicurare  il  complesso  delle risorse  finanziarie  destinate  a
  questo scopo.
   A  proposito,  poi,  del tema specifico che  viene  sollevato  con
  l'interrogazione numero 285 dell'onorevole Corona, evidenzio che il
  Governo nazionale ha emesso l'ordinanza di protezione civile numero
  3734  del  2009  e  ha  stanziato 7 milioni di  euro  per  l'intero
  territorio della regione siciliana; soltanto sette milioni di euro
  Il piano degli interventi attuativi è in corso di predisposizione.
   Il  Governo, invece, non ha ritenuto di intervenire -  altro  tema
  sollevato  dall'interrogante - in materia bancaria e fiscale.  Temi
  nei  quali  la Regione siciliana non può assolutamente interloquire
  per  l'ambito  delle  competenze riservate  alla  legislazione  sia
  primaria che secondaria della nostra Regione.
   La  Regione  siciliana,  con  una norma  inserita  nella  delibera
  legislativa riguardante la finanziaria 2009, ha disposto che per la
  riparazione e il  ristoro dei danni subìti da soggetti  pubblici  e
  privati,  nonché  per  la  copertura finanziaria  degli  interventi
  sostenuti  dai  comuni  per fronteggiare  situazioni  di  emergenza
  conseguenti  a  questi  eventi avversi che  si  sono  verificati  a
  novembre  e  dicembre e a gennaio e febbraio 2009, è  destinata  la
  somma di cinque milioni di euro.
   Complessivamente,  quindi, per l'intero territorio  della  Regione
  siciliana  abbiamo cinque milioni stanziati dalla Regione siciliana
  e  sette milioni stanziati dallo Stato. Copertura finanziaria anche
  questa  del  tutto  inidonea, del tutto  inappropriata  rispetto  a
  quelle  che  sono  le  effettive esigenze, le  richieste  che  sono
  pervenute  e  che ogni giorno continuano a pervenire  da  parte  di
  tutti i comuni.
   E'  un appello che io rivolgo cogliendo l'occasione della risposta
  alla interrogazione; un appello all'Assemblea legislativa perché se
  ne  tenga  conto,  se  ci sarà l'occasione, al fine  di  assicurare
  opportuna   copertura  ai  capitoli  di  bilancio  riguardanti   la
  Protezione civile.
   Chiedere si può sempre all'infinito, ma risposte non se ne possono
  dare se non nei limiti della disponibilità finanziaria.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CORONA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  più  di
  me  credo  che  siano insoddisfatti i cittadini e le aziende  delle
  attività  produttive del nostro territorio che  si  aspettavano  da
  parte di questo Governo iniziative un po' più concrete, oltre  alla
  manifestazione di sensibilità dimostrata da tutto il Governo e  dal
  presidente  Lombardo,  che si sono recati direttamente  nei  luoghi
  dove si sono verificati gli eventi calamitosi.
   D'altro  canto,  si  chiedeva  di intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  ed il Parlamento europeo per reperire fondi al  fine  di
  provvedere  al  ristoro  dei  danni  subìti  dalle  popolazioni  e,
  soprattutto,  dalle attività produttive. Queste  ultime,  peraltro,
  hanno  dovuto  subire, oltre alla crisi economica,  considerato  il
  momento  particolare, anche i danni collegati al mese  di  dicembre
  nel quale ricadono le festività natalizie, quando molte aziende del
  settore del commercio e dell'agricoltura si aspettano un incremento
  nella loro attività.
   Quei  danni hanno provocato un ulteriore disastro. Soprattutto  le
  fasce  più  deboli hanno dovuto provvedere con grande  sacrifici  a
  ripulire le strade e le loro abitazioni.
   Noi  chiedevamo, con il nostro intervento, un'iniziativa più forte
  da parte di questo Governo, non tanto per abolire tasse, tributi  o
  mutui bancari, ma per ottenere un differimento che, in questi casi,
  è possibile.
   Insisto  sotto  questo  aspetto per far sì che  il  Governo  possa
  ripensare ad una ipotesi di questo tipo e chiedere in tal senso con
  maggiore   forza   ed   insistenza   al   Governo   nazionale,   in
  considerazione del fatto che ha messo a disposizione poche  risorse
  per  alleviare  i  disagi  che queste  aziende  del  settore  delle
  attività produttive hanno subìto.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero 290 «Ristoro dei danni subìti dal Comune di Pozzallo (RG)  a
  seguito  degli eventi calamitosi del dicembre 2005», dell'onorevole
  Minardo, si intende trasformata in interrogazione con richiesta  di
  risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 344
  «Numero   delle   consulenze  esterne  presso  l'Assessorato   alla
  Presidenza»,  dell'onorevole Apprendi, si  intende  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si    passa   all'interrogazione   numero   536   «Interventi   di
  consolidamento e messa in sicurezza della chiesa di Santa Venera di
  Avola (SR)», dell'onorevole Vinciullo.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   ILARDA,  assessore  alla  Presidenza. Signor  Presidente,  ho  già
  risposto all'onorevole Vinciullo in via informale.
   La    tematica   oggetto   dell'interrogazione   sarà   presa   in
  considerazione  in  sede di rimodulazione  dei  fondi  della  legge
  numero  433,  che  poi  sarà  subito dopo  sottoposta  al  Comitato
  paritetico Stato-Regioni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,
  ringrazio  l'assessore  Ilarda  per  la  sensibilità  e  il  rigore
  istituzionale che, ancora una volta, ha dimostrato nei confronti di
  noi deputati.
   Devo,  purtroppo, fare rilevare che l'assessore Ilarda è  uno  dei
  pochi  a  rispondere  alle interrogazioni in questa  Assemblea.  In
  questi  mesi  ho  presentato decine e decine di  interrogazioni,  e
  l'unico  da cui ho ricevuto risposte è proprio l'assessore  Ilarda,
  oltre  al  fatto  che  in  questo caso la risposta  è  positiva  e,
  pertanto,  non  posso  non essere soddisfatto,  ancora  una  volta,
  dell'attività che l'Assessore sta portando avanti.
   E'  chiaro, però, che c'è una gravissima responsabilità  da  parte
  degli  altri  assessori  nel non volere ascoltare  le  istanze  che
  provengono dal territorio perché la nostra attività parlamentare si
  esplica anche nell'attività ispettiva.
   Se  dall'attività  ispettiva non riusciamo ad  avere  risposte,  e
  quindi  non riusciamo a nostra volta a dare risposte agli elettori,
  ai  cittadini dei vari territori da cui proveniamo, è evidente  che
  viene meno la funzione per la quale siamo stati eletti.
   Nel  ringraziare  ancora  una  volta  l'assessore  Ilarda  per  la
  tempestività,  non posso non lanciare questo grido  di  dolore  per
  l'insana  abitudine adottata da molti assessori di  non  rispondere
  alle istanze dei parlamentari.
   Nel caso concreto che riguarda la chiesa di Santa Venera ad Avola,
  si  tratta di una delle chiese che sono state duramente colpite dal
  sisma nel giorno di Santa Lucia del 1990.
   Il  31  dicembre del 1991 il Governo nazionale varò la legge  433,
  che  dava  la  possibilità di consolidare e riaprire  al  culto  le
  chiese, ma anche immobili privati ed immobili pubblici.
   Questa  è  una delle strutture, un importante monumento anche  dal
  punto  di vista culturale, storico ed architettonico, che per varie
  vicende non è stato inserito in un piano della legge 433.
   Prendo atto con piacere di quello che ha detto l'assessore, e cioè
  che   questo  progetto  è  stato  già  consegnato  al  Dipartimento
  regionale della Protezione civile e verrà considerato fra quelli da
  finanziare con la rimodulazione dei fondi.
   Per quanto riguarda la provincia di Siracusa abbiamo qualche fondo
  ancora  disponibile  e, quindi, facilmente  si  potrà  inserire  la
  chiesa  di  Santa  Venera, ma l'occasione è  per  me  importante  e
  desidero   associarmi  al  grido  di  dolore   lanciato   poco   fa
  dall'assessore.  Non  si  può  pensare  di  chiedere  continuamente
  interventi alla Protezione civile quando i fondi ad essa  destinati
  sono  minimi,  sono del tutto insufficienti rispetto alle  esigenze
  che provengono dal territorio.
   Dobbiamo  convivere  con  tutta  una  serie  di  calamità  che  si
  abbattono  sul nostro territorio, calamità alle quali,  prima,  non
  davamo  risposte, ma a cui adesso, invece, dobbiamo  dare  risposte
  urgenti e certe.
   Pertanto,  l'appello che rivolgo ai colleghi, a tutta  l'Assemblea
  ed  al  Governo,  qui  autorevolmente rappresentato  dall'assessore
  Ilarda,  è  che  in questo nuovo piano che stiamo per  fare  e  che
  costituisce  una  seconda  finanziaria - come  qualcuno  ha  voluto
  chiamarla  impropriamente - si tenga conto che c'è  un  assessorato
  nevralgico, un assessorato importante, un assessorato che  risponde
  tempestivamente alle esigenze della gente e del territorio, ma che,
  per  potere  rispondere in maniera certa e veloce,  ha  bisogno  di
  fondi.  Quindi,  l'invito che rivolgo a tutti, a cominciare  da  me
  stesso, è quello di dare ulteriore possibilità all'assessore  e  al
  suo  assessorato per consentire loro di lavorare bene, come  stanno
  facendo  in  questo  momento, rimpinguando i fondi  destinati  alla
  Protezione civile.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la Presidenza terrà conto del suo
  grido  di dolore rispetto al fatto che molti assessori non  vengono
  in  Aula a rispondere alle interrogazioni ed alle interpellanze che
  i  deputati  presentano  e  si  farà   carico  di  sollecitare  gli
  assessori ad una maggiore considerazione dei deputati e della  loro
  attività,  che è appunto una loro attività precipua.  E,  se  è  il
  caso,  vedremo di modificare i termini - che attualmente  non  sono
  perentori  -  in termini più precisi e perentori per dare  risposta
  alle richieste avanzate dai parlamentari.

                Comunicazione del calendario dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, riunitasi oggi,  mercoledì  6
  maggio  2009,  alle ore 16.20, sotto la Presidenza  del  Presidente
  dell'Assemblea,   onorevole  Cascio,  presenti  il   Vicepresidente
  vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo,  e
  con  la  partecipazione del Vicepresidente della Regione, onorevole
  Bufardeci,  ha  deliberato  all'unanimità  il  seguente  programma-
  calendario dei lavori per il corrente mese di maggio 2009:

   -  l'Aula  terrà  seduta  dal 12 al 14  maggio  (pomeriggio,  onde
  consentire  alle  Commissioni  di  merito  di  riunirsi  nelle  ore
  antimeridiane)  per  l'esame  del disegno  di  legge  n.  119-Norme
  stralciate  I/A recante  Norme in materia di aiuti alle imprese   e
  precisamente:

   -  il  12 maggio per la discussione generale con relativa chiusura
  della stessa e votazione del passaggio all'esame degli articoli. Si
  rammenta  che,  a  norma dell'articolo 112 del Regolamento  interno
  ARS,  ciascun deputato potrà presentare emendamenti fino all'inizio
  della  discussione generale; prima della chiusura della discussione
  generale,   occorrerà   la  firma  di  un  Presidente   di   Gruppo
  parlamentare ovvero quella di almeno 4 deputati; dopo  la  chiusura
  della  discussione generale, sarà ammessa la presentazione  di  sub
  emendamenti   ad   emendamenti  già  presentati   soltanto   quando
  sottoscritti  da  4  deputati ovvero da  un  Presidente  di  Gruppo
  parlamentare;

   -  nei  giorni 13 e 14 maggio, i lavori proseguiranno con  l'esame
  dell'articolato.

   Una  nuova Conferenza dei Capigruppo, da tenersi giovedì 14 maggio
  2009,  individuerà ulteriori disegni di legge tra quelli  frattanto
  licenziati  dalle competenti Commissioni, che saranno esaminati  in
  Aula dal 19 al 21 maggio 2009.

   I lavori parlamentari saranno sospesi dal 23 maggio per riprendere
  il  9  giugno  2009,  in  considerazione della  concomitanza  della
  campagna elettorale relativa all'elezione del Parlamento europeo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 12 maggio 2009,
  alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


          I  -Comunicazioni.
  II  - Discussione del disegno di legge:
          «Norme  in  materia di aiuti alle imprese» (n.  119-Norme
            stralciate I/A)
          Relatore: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 18.15.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli