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Resoconto d'Aula della Seduta n. 9 di mercoledì 09 luglio 2008
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Beninati   ha   chiesto
  congedo per i giorni 9 e 10 luglio 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

     Modifiche  all'articolo  17  della  legge  regionale   6
  febbraio 2008, n. 1  (n. 102),
    presentato  dagli  onorevoli Bonomo,  Vitrano,  De  Benedictis,
    Ammatuna, Gucciardi, Marziano in data 1 luglio 2008

    Norme  di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica  o
   inselvatichita in aree  naturali protette  (n. 103),
   presentato dall'onorevole Faraone in data 1 luglio 2008

    Norme  per  il prepensionamento di genitori di disabili  gravi
   (n. 105)
   presentato dall'onorevole Galvagno in data 3 luglio 2008

    Modifiche del comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale  26
   agosto  1992,  n. 7 recante  Norme per l'elezione con  suffragio
   popolare  del  sindaco. Nuove norme per l'elezione dei  consigli
   comunali,  per  la  composizione  degli  organi  collegiali  dei
   comuni,   per  il  funzionamento  degli  organi  provinciali   e
   comunali e per l'introduzione della preferenza unica  (n. 106)
   presentato dall'onorevole Galvagno in data 3 luglio 2008

    Interventi   per   la  regolamentazione  dell'introduzione   di
   organismi geneticamente modificati  (n. 107)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Norme per la ricomposizione fondiaria nella Regione  (n. 108)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Misure  per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni
   (n. 109)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Disegno  di  legge voto recante  Modifiche dello Statuto  della
   Regione siciliana  (n. 110)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Istituzione   borse   di   studio  per   favorire   gli   studi
   comparatistici della giustizia della Comunità europea  (n. 111)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Ordinamento  del governo e dell'amministrazione della  Regione
   (n. 112)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
    Interventi per il risanamento ambientale  (n. 113)
   presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008

    Interventi  in  favore dei siciliani emigrati  all'estero   (n.
   114)
   presentato dall'onorevole Vitrano in data 3 luglio 2008

    Misure per la diffusione dei dati relativi alla concessione  di
   contributi e finanziamenti da parte della Regione  (n. 115)
   presentato  dagli onorevoli Scilla, Pogliese, Caputo,  Vinciullo
   in data 4 luglio 2008

    Norme  per  l'esercizio  del  diritto  di  voto  dei  cittadini
   siciliani residenti all'estero  (n. 116)
   presentato dall'onorevole Arico' in data 4 luglio 2008

    Nuove  norme  sul  riconoscimento e la  regolamentazione  delle
   professioni intellettuali in Sicilia  (n. 117)
   presentato dall'onorevole Arico' in data 4 luglio 2008

    Norme  in favore delle aziende viticole e vitivinicole  colpite
   da gravi fitopatie  (n. 118)
   presentato  dagli onorevoli Caputo, Pogliese, Arico',  Buzzanca,
   Currenti, Falcone, Formica, Marrocco, Scilla, Vinciullo in  data
   4 luglio 2008

    Proroga  del  termine per la gestione del servizio  di  urgenza
   emergenza-sanitaria  (n. 120)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
   dell'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche  sociali
   e le autonomie locali (Scoma) in data 7 luglio 2008

          Annunzio di disegni di legge presentati e inviati
               alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati  ed  inviati  alla I Commissione  legislativa   Affari
  Istituzionali :

    Interventi  per  i familiari delle vittime della  tragedia  sul
   lavoro nel comune di Mineo  (n. 104)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
   dell'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche  sociali
   e le autonomie locali (Scoma) in data 2 luglio 2008
   inviato in data 4 luglio 2008

    Norme in materia di bilancio e contabilità  (n. 119)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo) su  proposta
   dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze  (Cimino)
   in data 7 luglio 2008
   inviato in data 7 luglio 2008

             Comunicazione di invio di disegni di legge
               alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alla I Commissione legislativa  Affari Istituzionali :

    Modifiche  ed  integrazioni alla legge regionale  13  settembre
   1999,  n.  20  recante:  Nuove norme in  materia  di  interventi
   contro  la  mafia  e di misure di solidarietà  in  favore  delle
   vittime  della mafia e dei loro familiari. Norme di  prevenzione
   e contrasto dell'usura  (n. 26)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 luglio 2008

    Interventi  a  favore  degli eredi di appartenenti  alle  forze
   armate,  ai  vigili  del  fuoco e  alle    forze  della  polizia
   municipale caduti nell'adempimento del proprio dovere  (n. 40)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 luglio 2008

    Modifica  della  denominazione del Comune di  Santa  Flavia  in
   Santa Flavia-Solunto  (n. 47)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 luglio 2008

    Schema  di  progetto di legge costituzionale recante  Modifiche
   dello Statuto della Regione  siciliana  (n. 52)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 luglio 2008

    Norme    per    l'istituzione   del   servizio   gratuito    di
   teleassistenza  sanitaria  per gli  anziani  e  per  i  disabili
   portatori di handicap gravi  (n. 54)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 luglio 2008
   PARERE VI

    Riforma  della legge istitutiva della Commissione  parlamentare
   di  inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia  in  Sicilia
   (n. 60)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 luglio 2008

    Nuove   norme   riguardanti  la  Commissione  parlamentare   di
   inchiesta  e vigilanza sul fenomeno della mafia In Sicilia   (n.
   61)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 4 luglio 2008

    Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale 25 marzo  1986,
   n.  15, in materia di conseguimento della proprietà della  prima
   casa  (n. 72)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 luglio 2008

    Disegno  di  legge voto recante  Modifica dello  Statuto  della
   Regione siciliana  (n. 78)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 luglio 2008

    Istituzione  in  via sperimentale del reddito di  cittadinanza
   (n. 81)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 luglio 2008

    Interventi   regionali  per  la  promozione   dell'integrazione
   europea ed euromediterranea
   (n. 83)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 luglio 2008

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  competente Commissione legislativa I  Affari Istituzionali :

     Ente  lirico  regionale  Teatro Massimo  Vincenzo  Bellini  di
  Catania    -    designazione   componenti   del    Collegio    di
  amministrazione:  dott.ssa  Rita Cinquegrana  e  dott.  Salvatore
  Gelardi  (n. 1/I)
    reso in data 2 luglio  2008
    inviato in data 4 luglio 2008.

             Comunicazione di ritiro di disegno di legge

    PRESIDENTE.  Comunico che, in data 3 luglio  2008,  l'onorevole
  Adamo ha ritirato il disegno di legge  Interventi in favore dello
  svolgimento  dell'attività  sportiva connessa  all'esercizio  del
  gioco del golf  (n. 99).

    Comunicazione di trasmissione, da parte del Presidente della
                              Regione,
  di documentazione relativa al Complemento di programmazione - POR
                          Sicilia 2000/2006

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso,  in  data  7  luglio 2008, copia della  documentazione
  relativa alla proposta di modifica alle misure 1.07, 1.10,  1.11,
  1.17,  2.02, 4.16 e 4.17 del Complemento di programmazione -  POR
  Sicilia 2000/2006.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che, con decreto ministeriale n. 40 del 18 gennaio  2008
  Modalità  di attuazione dell'articolo 48-bis del DPR 29 settembre
  1973,  n.  602, recante disposizioni in materia di  pagamenti  da
  parte  della  pubblica amministrazione pubblicato sulla  Gazzetta
  Ufficiale  n.  63  del  14 marzo 2008, sono  stati  posti  limiti
  all'erogazione  di somme agli enti che non  risultano  in  regola
  con  l'ufficio  delle  entrate  per  accertamento  da  parte   di
  Equitalia servizi s.p.a.;

   rilevato  che,  a seguito di tale situazione, numerosi  enti  di
  formazione professionale in Sicilia si vedono bloccati alla fonte
  i   fondi   del   piano  formativo  2008,  con   gravi   ricadute
  sull'erogazione delle retribuzioni per il personale;

   ricordato   che,  a  seguito  del  grave  allarme  sociale,   le
  organizzazioni   sindacali  si  erano  premurate   di   suggerire
  all'Assessore  per  il lavoro, l'assegnazione  ai  direttori  dei
  servizi-uffici   del  lavoro,  quali  funzionari   delegati   del
  finanziamento per il personale 2008, già decretato  a  favore  di
  quegli  enti  che non sono in grado di risolvere e/o chiarire  in
  tempi  brevi la propria posizione nei confronti dell'agente della
  riscossione;

   visto  che  un tale provvedimento sarebbe utile per tamponare  e
  dare  sollievo  alla  drammatica situazione  finanziaria  in  cui
  versano  i  lavoratori della formazione professionale e  le  loro
  famiglie,  ma  non  in  grado di risolvere  il  nodo  strutturale
  introdotto dal decreto di cui sopra;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno, urgente  e  necessario
  intervenire presso il competente ministero del Governo  nazionale
  per   ottenere  una  più  attenta  riformulazione   del   decreto
  ministeriale  n.  40  del 18 gennaio 2008,  al  fine  di  evitare
  inutili  e costose vertenze e assicurare, in via definitiva,  una
  costante e verificata erogazione dei fondi per il personale della
  formazione professionale in Sicilia». (40)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                              PICCIOLO - LUPO - PANARELLO - RINALDI

    L'interrogazione testé annunziata sarà iscritta all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

    Comunico  che  sono state presentate le seguenti interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

    «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  turismo,
  le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

    lo  svincolo è quel complesso di strade che consente ai veicoli
  l'immissione o l'uscita da un'autostrada;

    tutte  le strade che compongono uno svincolo nonché le relative
  corsie di accelerazione o decelerazione devono, per legge, essere
  dotate di un idoneo impianto di illuminazione;

    sull'autostrada   Palermo  -  Catania,  in   prossimità   degli
  svincoli  per  Mulinello,Catenanuova,  Gerbini-Sferro   e   Motta
  Sant'Anastasia, da parecchi mesi, se non addirittura da anni, gli
  impianti di illuminazione risultano totalmente spenti;

    considerato che:

    la  mancanza  di  illuminazione in  prossimità  degli  svincoli
  condiziona  pericolosamente  il normale  deflusso  del  traffico,
  mettendo a serio rischio l'incolumità degli automobilisti;

    in  condizione  di totale buio, la segnaletica  verticale,  che
  normalmente  in prossimità degli svincoli è presente  in  maniera
  importante,  riflette le luci della vettura e,in alcuni  casi,  i
  conducenti subiscono momentanei stati di confusione e indecisione
  che possono sfociare in seri incidenti;

    per sapere:

    se  intendano  intervenire presso l'ANAS affinché gli  impianti
  di  illuminazione sopra citati vengano ripristinati  al  fine  di
  evitare  i pericoli cui vanno incontro, nelle condizioni attuali,
  gli automobilisti in transito». (35)

                                                           GALVAGNO

    «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  la  sanità,
  premesso che:

    nei  quattro  ospedali della provincia di Enna  non  esiste  la
  strumentazione per effettuare la risonanza magnetica;

    gli   apparecchi  per  eseguire  la  TAC  negli   ospedali   di
  Leonforte, Piazza Armerina e Nicosia sono stati acquistati grazie
  al  contributo  erogato  dalla provincia  regionale  di  Enna  ed
  all'azione  sinergica  di alcuni comitati  cittadini  e  di  vari
  comuni della provincia di Enna;

    di   fatto,   non   risulta   esserci   alcuna   programmazione
  territoriale per quanto riguarda la diagnostica per immagini  nel
  territorio della provincia citata;

    per sapere:

    se  risponda  a verità che l'azienda ospedaliera Umberto  I  di
  Enna,  per  effettuare la risonanza magnetica, si  serve  di  una
  struttura mobile in affitto;

    se  risponda  a  verità che l'unico professionista  privato  in
  provincia  di  Enna  in  possesso  dell'apparecchiatura  per   la
  risonanza  magnetica  non  ottiene la  relativa  convenzione  con
  l'AUSL n. 4, per la qual cosa i pazienti ennesi sono costretti  a
  recarsi nel Catanese e nel Nisseno;

    quali siano:

    la   data   di  sottoscrizione  del  contratto  con  la   ditta
  proprietaria dell'apparecchio per la risonanza magnetica  in  uso
  all'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;

    il metodo di affidamento della fornitura;

    la data di scadenza del contratto;

    il  numero  delle prestazioni di risonanza magnetica effettuate
  dal  presidio  ospedaliero Umberto I dalla data di sottoscrizione
  del contratto o della fornitura dell'apparecchio in questione  al
  31 maggio 2008;

    la  spesa  complessiva pagata alla ditta appaltatrice  distinta
  per anno;

    i  motivi  che  impediscono all'AUSL  n.  4  di  stipulare  una
  convenzione  con l'unico professionista privato in  possesso  del
  predetto macchinario;

    la  spesa  complessiva sostenuta dall'AUSL n. 4 per prestazioni
  riguardanti l'effettuazione di risonanza magnetica negli ospedali
  di  Piazza Armerina, Nicosia e Leonforte relativamente agli  anni
  2004, 2005, 2006 e 2007 sia per i pazienti ospedalizzati che  per
  i pazienti esterni». (36)

                                                           GALVAGNO

    «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,  premesso che la strada statale 120 dell'Etna  e  delle
  Madonie,  tratto 'NICOSIA-CERAMI-TROINA', versa in un  vergognoso
  stato  di dissesto e di totale abbandono tali da pregiudicare  la
  normale  transitabilità  e sicurezza per gli  automobilisti,  con
  tratti ad elevato rischio di incidente;

    considerato  che  il  tratto  di strada  in  questione  trovasi
  situato in zona di montagna ad una altitudine media di circa 1000
  metri  sul  livello  del mare e che, soprattutto  nella  stagione
  invernale,  è soggetto a persistenti intemperie atmosferiche  che
  causano  nel  fondo  stradale smottamenti, dissesti  e  movimenti
  franosi che rendono la viabilità pericolosissima;

    atteso che:

    lo  stato  di  abbandono di questa importante arteria  stradale
  persiste ormai da lunghi anni e taluni movimenti franosi, situati
  peraltro  in  curve  pericolose,  non  sono  stati  mai  rimossi,
  rendendo  il transito a doppio senso di circolazione ad altissimo
  rischio di incidente;
    rilevato che:

    lo  stato  di pericolosità in cui versa la strada in oggetto  è
  stato segnalato numerosissime volte all'ANAS nonché ai competenti
  organismi  istituzionali senza che a tutt'oggi alcuna  iniziativa
  sia  stata  assunta per una definitiva sistemazione né quantomeno
  per   riparare   quei   tratti  franosi   che   ne   pregiudicano
  pericolosamente la viabilità;

    essa  è  l'unica arteria di collegamento tra i comuni dell'area
  nord  della  provincia di Enna e del Parco dei  Nebrodi  (Cerami,
  Troina,  Nicosia,  Sperlinga,  Gagliano  Castelferrato,  Capizzi,
  Cesarò, S. Teodoro), costituendo, altresì, l'unica via di accesso
  per la città di Nicosia, e che lo stato di abbandono in cui versa
  crea  notevoli  disagi  ai  cittadini  dei  suddetti  comuni  che
  quotidianamente  la percorrono per raggiungere  sedi  di  lavoro,
  ospedali di zona, uffici pubblici, scuole, etc.;

    considerato  inoltre che la strada statale 120 'Nicosia-Cerami-
  Troina'   viene   quotidianamente  transitata  da   numerosissimi
  studenti  pendolari che si recano in pullman presso gli  istituti
  scolastici superiori di Nicosia e Troina, ove arrivano stremati a
  causa  dei profondi avvallamenti e delle vistose crepe  che  sono
  costretti   ad   attraversare   nonostante   sia   oramai   quasi
  impercorribile;

    considerato, altresì, che:

    la  statale  in  oggetto attraversa il territorio  dei  'Parchi
  naturalistici dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie', per cui ha
  assunto  anche  la  denominazione di  'Strada  dei  tre  Parchi',
  costituendo, pertanto, anche un itinerario di notevole  interesse
  turistico, ricco di storia, arte,cultura e, soprattutto, ricco di
  natura incontaminata, di flora e di fauna variegate;

    ove   debitamente  valorizzato,  il  tratto  stradale  potrebbe
  costituire un possibile volano di sviluppo turistico ed economico
  degli incantevoli paesi dei Monti Nebrodi;

    i  cittadini  di Cerami, come tutte le popolazioni  dei  comuni
  dell'area  nord  della provincia di Enna e dei  comuni  limitrofi
  della  provincia  di  Messina, hanno  il  sacrosanto  diritto  di
  pretendere la massima sicurezza nella viabilità stradale;

    rilevato  che  da ben trent'anni sulla  statale  in  questione,
  eccetto  sporadici interventi di manutenzione ordinaria  che  non
  hanno risolto in modo concreto il problema della  sicurezza,  non
  vengono effettuati lavori di ammodernamento;

    constatato che:

    nonostante  più  volte  investita  del  problema,  divenuto  di
  vitale  importanza  per  la popolazione interessata,  la  società
  ANAS, chiamata ad attivare concreti interventi per l'immediata ed
  urgente sistemazione e manutenzione della strada, ha mostrato  il
  più totale disinteresse;

    per sapere:

    se  siano state assunte iniziative volte a verificare eventuali
  responsabilità in ordine alla mancata e dovuta messa in sicurezza
  della statale 120 - tratto Nicosia-Cerami-Troina;

    se  e  quali iniziative il Governo della Regione abbia  assunto
  per  risolvere la situazione di trentennale dissesto in cui versa
  la strada statale 120, mai radicalmente affrontata se non con gli
  sporadici    interventi   di   ordinaria    manutenzione,    che,
  puntualmente, dopo ogni stagione invernale, risultano inefficaci,
  atteso che costituisce motivo di gravissimo e serio pericolo  per
  l'incolumità dei cittadini;

    se,  anche  alla luce della rilevanza turistica del percorso  e
  delle  sue ricadute sull'economia del territorio, non ritenga  di
  dover  attivarsi,  con estrema urgenza, per  lo  sviluppo  di  un
  progetto  di ammodernamento e di ristrutturazione del  tratto  in
  questione». (37)

                                                           GALVAGNO

    «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

    la  strada  statale 117, che collega Leonforte a Nicosia  (EN),
  versa  in  uno  stato di dissesto e di totale abbandono  tale  da
  pregiudicare  la  normale  transitabilità  e  sicurezza  per  gli
  automobilisti, con tratti ad elevato rischio di incidente;

    considerato  che  il  tratto  di strada  in  questione  trovasi
  situato  in  zona  che, soprattutto nella stagione  invernale,  è
  soggetta  a  persistenti intemperie atmosferiche che causano  nel
  fondo stradale smottamenti, dissesti e movimenti franosi rendendo
  la viabilità pericolosissima;

    rilevato che:

    lo  stato  di pericolosità in cui versa la strada in oggetto  è
  stato segnalato numerosissime volte all'ANAS nonché ai competenti
  organismi  istituzionali senza che a tutt'oggi alcuna  iniziativa
  sia  stata  assunta per una definitiva sistemazione né quantomeno
  per   riparare   quei   tratti  franosi   che   ne   pregiudicano
  pericolosamente la viabilità;

    lo  stato  di  abbandono  in cui versa la  strada  che  collega
  Leonforte con Nicosia crea notevoli disagi ai cittadini anche dei
  comuni   limitrofi   che  quotidianamente   la   percorrono   per
  raggiungere  sedi  di lavoro, ospedali di zona, uffici  pubblici,
  scuole, etc.;

    da   ben   trent'anni  sulla  statale  in  questione,   eccetto
  sporadici  interventi  di manutenzione ordinaria  che  non  hanno
  risolto in modo concreto il problema della sicurezza, non vengono
  effettuati lavori di ammodernamento;

    per sapere:

    se  siano state assunte iniziative volte a verificare eventuali
  responsabilità in ordine alla mancata e dovuta messa in sicurezza
  della statale 117 - tratto Leonforte-Nicosia;

    se  e  quali iniziative il Governo della Regione abbia  assunto
  per  risolvere  la  situazione  di  dissesto  in  cui  versa   da
  moltissimi   anni  la  strada  in  questione,  mai   radicalmente
  affrontata   se  non  con  sporadici  interventi   di   ordinaria
  manutenzione  che,  puntualmente, dopo ogni  stagione  invernale,
  risultano inefficaci;

    se  non  ritenga di doversi attivare, con estrema urgenza,  per
  lo   sviluppo   di   un   progetto   di   ammodernamento   e   di
  ristrutturazione del tratto della statale 117 Leonforte-Nicosia».
  (38)

                                                           GALVAGNO

    «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

    da  circa  un  anno è decaduto il consiglio di  amministrazione
  dell'Opera Pia istituto assistenziale San Giuseppe e San Giovanni
  Battista  di  Rodi di Piazza Armerina (RG), per dimissione  della
  maggioranza dei suoi componenti;

    il  sindaco di Piazza Armerina (RG), con propria determinazione
  n.  36  del  21  agosto 2007, ha provveduto a nominare  i  cinque
  componenti del ricostituendo c.d.a. di sua competenza;

    l'Istituto  è  retto  da  un  commissario  straordinario,   che
  comporta  un  forte  esborso  di somme  per  il  pagamento  delle
  indennità di carica, spese di viaggio e indennità di missione, il
  tutto a carico della Pia Opera, in un momento in cui i dipendenti
  dell'istituto debbono percepire circa undici mensilità arretrate;

    il presidente e il c.d.a. non percepiscono alcuna indennità;

    il  protrarsi della gestione commissariale potrebbe prefigurare
  danno  grave e irreparabile nei confronti dell'ente, perseguibile
  dalla Procura generale della Corte dei conti;

    considerato  che  appare  utile  ed  opportuno  restituire   la
  gestione  dell'ente  ad un consiglio di amministrazione  nominato
  secondo il vigente statuto;

    per sapere:

    se   intendano   nominare  immediatamente   il   consiglio   di
  amministrazione dell'Opera Pia San Giuseppe di Piazza Armerina;

    se  risulti  vero che il commissario attualmente in  carica  ha
  provveduto  a  modificare lo statuto dell'ente,  espropriando  il
  sindaco della città di Piazza Armerina del potere di nomina della
  maggioranza  del  consiglio di amministrazione e  spostando  tale
  competenza  in capo all'Assessore regionale per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali; ciò in aperto contrasto
  con  il  principio  di decentramento e della  salvaguardia  delle
  prerogative delle autonomie locali;

    qualora  quanto  sopra dovesse corrispondere a verità,  se  non
  ritenga   di   impartire   opportune   disposizioni   all'attuale
  commissario   per  procedere,  in  autotutela,  a   revocare   la
  deliberazione di modifica dello statuto». (39)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           GALVAGNO

    «Al  Presidente della Regione e all'Assessore alla  Presidenza,
  premesso  che  la normativa che regolamenta il funzionamento  dei
  patti territoriali e dei contratti d'area individua nella data in
  cui  ha inizio l'attività istruttoria degli stessi il momento dal
  quale  decorrono i 48 mesi disponibili agli imprenditori  per  la
  realizzazione   delle  iniziative  ammesse  ai   benefici   degli
  strumenti negoziali in argomento;

    verificato  che  nel caso del contratto d'area  di   Messina/1,
  protocollo   aggiuntivo  che  ha  finanziato   n.   17   progetti
  imprenditoriali con una ricaduta occupazionale di 700  dipendenti
  (escluso l'indotto), i 48 mesi decorrono a far data dal 12 luglio
  2000.
    Tuttavia  i  terreni ex Pirelli (sui quali sono localizzate  le
  iniziative  del  contratto  d'area) di  proprietà  della  società
  pubblica  Ares  s.p.a. in liquidazione, per  la  cui  vendita  ha
  ricevuto  a  suo  tempo mandato la società  a  capitale  pubblico
  Messina Sviluppo s.c.p.a. (divenuta in seguito soggetto attuatore
  del  contratto d'area) sono stati resi ufficialmente  disponibili
  dalla  sopraccitata  Messina Sviluppo solo  a  far  data  dal  20
  novembre 2002 (per motivazioni assolutamente non imputabili  agli
  imprenditori che dovevano realizzare gli investimenti).  Si  pone
  in  evidenza,  inoltre,  che lo stesso protocollo  aggiuntivo  al
  contratto  d'area  del  20 dicembre 2001 recita  al  quart'ultimo
  comma: 'Ares in liquidazione e per essa Messina Sviluppo s.c.p.a.
  sono   impegnate  a  stipulare  i  contratti  connessi   con   il
  perfezionamento  del passaggio dei beni in tempi compatibili  con
  quelli    previsti   dal   presente   protocollo   ....   Nessuna
  anticipazione,   a   nessun  titolo,  potrà   ovviamente   essere
  effettuata  ante perfezionamento della suddetta stipula'.  Questa
  disposizione, unita al fatto che le aree - come detto -  si  sono
  rese disponibili solo a far data dal 20 novembre 2002, ha reso di
  fatto impossibile l'avvio degli investimenti prima di tale ultima
  data;

    constatato  che  lo stesso principio, inoltre,  viene  chiarito
  nella  circolare  del Ministero delle attività  produttive  (oggi
  dello  sviluppo   economico) prot. n. 1.178.501, del  16  gennaio
  2002,  là  dove  precisa che ... le infrastrutture  inserite  nei
  patti  sono  state dapprima valutate e successivamente  approvate
  nel  presupposto  di  una loro correlazione  funzionale  con  gli
  obiettivi di sviluppo connessi a ciascun patto; tale correlazione
  può, in alcuni casi, risultare così stringente da far ritenere la
  realizzazione  delle  predette opere quale condizione  necessaria
  per uno sviluppo delle imprese finanziate improntato a criteri di
  economicità e di compatibilità ambientale. In questi casi risulta
  conseguentemente  non  auspicabile  l'avvio  degli   investimenti
  privati in assenza delle necessarie garanzie sulla realizzabilità
  delle opere infrastrutturali cui le predette iniziative risultano
  strettamente collegate;

    considerato  che  quanto  sopra  penalizza  sensibilmente   gli
  imprenditori   in   quanto,  ai  fini  dell'attualizzazione   del
  contributo  concesso a stato finale, la data di  possibile  avvio
  degli investimenti (decorrenza dei 48 mesi) viene considerata  il
  12  luglio  2000  e  non  il  20 novembre  2002,  data  reale  di
  disponibilità  delle  aree e quindi di possibile  concreto  avvio
  dell'investimento;

    vista   la  regionalizzazione  della  programmazione  negoziata
  (avvenuta  con  l'accordo  di  programma  quadro  sullo  sviluppo
  locale)  e l'attuale gestione degli strumenti di sviluppo  locale
  da  parte  del  Ministero dello sviluppo economico in  regime  di
  'service';

    tenuto  conto  che  si  rende  necessario  considerare  il   20
  novembre 2002 data reale di disponibilità delle aree e quindi  di
  possibile    concreto    avvio   dell'investimento,    al    fine
  dell'attualizzazione  dello  stesso  per   garantire   il   pieno
  raggiungimento  degli  obiettivi dello  strumento  negoziale,  lo
  sviluppo  economico,  sociale  ed occupazionale  (previsto  nello
  stesso  DM n. 320 del 31 luglio 2000) e nello specifico la  piena
  funzionalità   delle  tante  aziende  finanziate  che   viceversa
  rischierebbero  gravi  penalizzazioni  finanziarie  con  evidenti
  riflessi sull'occupazione e sulle prospettive future;

    per  sapere quali iniziative si intendano adottare con  urgenza
  al  fine di garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi del
  contratto  d'area  e  quindi lo sviluppo  economico,  sociale  ed
  occupazionale  del territorio e più in generale di risolvere  una
  problematica  ricorrente in diversi strumenti  di  programmazione
  negoziata presenti in tutte le province della Regione siciliana e
  se non ritengano i destinatari di intervenire presso il Ministero
  dello sviluppo economico al fine di chiarire definitivamente  che
  per  il contratto d'area di Messina la data di disponibilità  del
  contributo da considerare, ai fini dell'attualizzazione, è il  20
  novembre 2002». (41)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             CORONA
    Le  interrogazioni,  testé  annunziate,  saranno  trasmesse  al
     Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
     mozioni:

    numero   13  «Revisione  del  piano  di  rientro  del   deficit
  sanitario,  in  ordine  alla prevista  soppressione  di  numerose
  guardie  mediche»,  degli  onorevoli Ammatuna,  Lupo,  Digiacomo,
  Bonomo, Vitrano e Fiorenza.
    Presentata il 2/07/08

    numero  14  «Iniziative per evitare la chiusura  delle  guardie
     mediche  in  provincia  di Palermo», degli  onorevoli  Caputo,
     Dina, Aricò, Falcone Marco e Currenti.
    Presentata il 3/07/08.

    numero 15 «Interventi allo scopo di garantire il reddito minimo
     d'inserimento», degli onorevoli Donegani, Marziano, Termine  e
     Di Benedetto Giacomo.
    Presentata il 4/07/08.

    Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

    premesso che:

    fra  i  provvedimenti  emanati in questi giorni  dall'Assessore
  regionale  per  la  Sanità, allo scopo di  avviare  il  piano  di
  rientro  del  deficit sanitario regionale, è  prevista  anche  la
  soppressione, a far data dall'1 luglio 2008, di ben 43 presidi di
  guardia medica ordinaria;

    nel  suddetto piano di rientro è altresì previsto che entro  la
  fine  del 2009 dovranno essere soppresse altre 44 guardie mediche
  ordinarie in tutta la Sicilia;

    dal  prossimo  1   luglio  saranno ridotte  di  numero  e  sarà
  limitato  il periodo di apertura delle guardie mediche turistiche
  che operano nei territori durante il periodo estivo;

    le    guardie    mediche   rientrano   fra   i    presidi    di
  emergenza/urgenza per i quali la facilità di essere  raggiunti  e
  la conseguente celerità degli interventi è presupposto essenziale
  per il salvataggio di vite umane;

    la  paventata  riduzione  di attività dei  presìdi  di  guardia
  medica  turistica  influisce soprattutto  nel  periodo  notturno,
  quando  nelle  località  balneari si intensifica  il  flusso  dei
  visitatori;

    le  scelte  operate  dall'Assessore regionale  per  la  Sanità,
  oltre  che abbassare di livello i servizi sanitari, dequalificano
  in modo grave l'offerta turistica siciliana, che mira a diventare
  il volano dello sviluppo economico dell'Isola;

    tagli  di  così  ampia  rilevanza nell'erogazione  dei  servizi
  sanitari   (capaci  di  squilibrare  i  livelli   essenziali   di
  assistenza la cui eguaglianza fra tutte le regioni d'Italia  deve
  essere  garantita per legge) non possono essere effettuati  senza
  una preventiva concertazione con i territori interessati;

    fra  le  spese  che  maggiormente incidono sul  bilancio  della
  sanità  siciliana vi rientra quella farmaceutica, con costi  medi
  procapite  per  cittadino di oltre 100 euro  in  più  rispetto  a
  quanto  si  spende  in  altre regioni,  come  la  Lombardia,  con
  assistenza sanitaria universalmente riconosciuta di eccellenza;

    è  stato  avviato  un  monitoraggio della spesa  per  i  centri
  privati   -   laboratori  analisi,  case  di  cura,   centri   di
  radioterapia o dialisi - e al momento, mentre si rimane in attesa
  dei  dati,  non  è stata fissata alcuna riduzione dei  budget  ai
  quali i privati dovranno attenersi;

    non  appare  chiaro  se  sia stata avviata  una  mappatura  sul
  numero,  la  necessità, il costo reale e l'incidenza  sul  budget
  sanitario delle consulenze;

    ritenuto che:

    fra  i primi interventi decisi dall'Assessore regionale per  la
  Sanità  vi  è quello di far predisporre una mappa del  fabbisogno
  sulla   base  di  un'indagine  sulle  reali  necessità  in  campo
  sanitario dei cittadini siciliani;

    in  attesa  del  risultato dell'indagine, qualsiasi  intervento
  risulta  essere  mosso non da criteri di efficienza  ma  da  meri
  calcoli  ragionieristici, finalizzati esclusivamente al tentativo
  di ripianare il deficit sanitario e non ad offrire quella qualità
  dei servizi che i cittadini auspicano;

    ottimizzando  i  risparmi derivanti da una  più  attenta  spesa
  farmaceutica  e  da  un più parsimonioso ricorso  alle  strutture
  private  può  continuare  ad  essere garantita  ai  cittadini  la
  completa  funzionalità  dei  presidi  di  emergenza/urgenza   già
  presenti nei territori,

                  impegna il Governo della Regione

    a  rivedere  il piano di rientro del deficit sanitario,  magari
  accelerandone  il  passaggio  nelle  commissioni  competenti   ed
  acquisendo  i  risultati dell'indagine sulle reali  necessità  in
  campo sanitario dei cittadini siciliani» (13)

          AMMATUNA - LUPO - DIGIACOMO - BONOMO - VITRANO - FIORENZA

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

    premesso che:

    il   Governo  regionale  ha  posto  in  essere  una  serie   di
  provvedimenti  che mirano alla soppressione e/o  accorpamento  di
  alcune guardie mediche della provincia di Palermo;

    la  scelta politica è fortemente lesiva del diritto alla salute
  dei  cittadini, in quanto la scomparsa delle guardie  mediche  da
  alcuni  comuni può determinare un grave disservizio ai danni  dei
  residenti dei comuni  interessati;

    la  scelta  di  chiudere questi presidi medici è inopportuna  o
  grave  in  quanto  provocherà enormi disagi  ai  cittadini  e  va
  valutata  in  modo tale da non determinare danni e problemi  alla
  comunità,

                  impegna il Governo della Regione

    a  sospendere i provvedimenti di chiusura delle guardie mediche
  per  un  periodo  di  15  giorni al fine di  valutare  meglio  le
  iniziative  da  adottare  per  evitare  danni  irreparabili  alle
  comunità  e per armonizzare altresì il provvedimento con l'intera
  riforma del sistema sanitario regionale» (14)

                        CAPUTO - DINA - ARICO' - FALCONE - CURRENTI
                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

    premesso che:

    da  diversi  anni  centinaia di lavoratori  siciliani  ex  RMI,
  attraverso  il  decreto legislativo del 18 giugno 1998,  n.  237,
  conducono  una difficile lotta per salvaguardare quel  minimo  ma
  vitale  sostegno  economico  per le proprie  famiglie  in  quanto
  occupati in lavori nelle pubbliche amministrazioni locali;

    tale  misura  coinvolge direttamente diversi  comuni  siciliani
  particolarmente  colpiti  e frustrati da  una  forte  depressione
  economica e sociale per mancanza di lavoro;

    in  considerazione  del  venir meno  dei  fondi  nazionali  del
  decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237, la Regione siciliana,
  con  l'articolo 1 della legge regionale siciliana n. 5 del  2005,
  ha attivato un'estensione del finanziamento gravante sul bilancio
  regionale  a  favore  degli  stessi  comuni  per  permettere   la
  prosecuzione delle condizioni di lavoro per gli stessi lavoratori
  ex RMI;

    gli  stessi comuni beneficiari della norma regionale, a partire
  da  luglio  2008,  non  godranno delle  disponibilità  dei  fondi
  regionali concessi rispetto all'esercizio finanziario in corso,

                  impegna il Governo della Regione

    ad   applicare   l'estensione  del  finanziamento   ai   comuni
  destinatari del reddito minimo d'inserimento ai sensi del decreto
  legislativo  del  18  giugno  1998, n.  237,  anche  al  semestre
  successivo del corrente anno.

                       DONEGANI - MARZIANO - TERMINE - DI BENEDETTO

    Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno  iscritte
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota pervenuta  alla  Segreteria
  generale  l'8  luglio  2008,  l'onorevole  Francesco  Musotto  ha
  dichiarato che intende entrare a far parte del Gruppo Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina della Commissione speciale
     per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione

    PRESIDENTE.   Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  regionale siciliana n. 69 del 2  luglio  2008,  è
  stata   nominata  la  Commissione speciale  per  la  revisione  e
  l'attuazione  dello  Statuto  della  Regione,  composta   da   13
  deputati,  e  precisamente  dagli onorevoli:  ARICO'  Alessandro;
  BARBAGALLO   Giovanni;  CARONIA  Anna  Maria;  CASCIO  Salvatore;
  D'ANTONI  Orazio;  DIGIACOMO Giuseppe; DONEGANI Michele;  FARAONE
  Davide;   LIMOLI  Giuseppe;  MAIRA  Raimondo;  MINEO   Francesco;
  MARROCCO Livio; SCAMMACCA DELLA BRUCA Guglielmo.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di decreto di nomina del Comitato per la qualità
                         della legislazione

    PRESIDENTE.   Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  regionale siciliana n. 68 del 2  luglio  2008,  è
  stato  nominato  il  Comitato per la qualità della  legislazione,
  composto  dai  seguenti deputati: DE LUCA  Cateno;  DI  BENEDETTO
  Giacomo,   GRECO  Giovanni;  LENTINI  Salvatore;  LUPO  Giuseppe;
  MARINESE  Ignazio;  PANEPINTO Giovanni; RAGUSA Orazio;  VINCIULLO
  Vincenzo.

    L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di decreto di nomina dei componenti della
                      Commissione parlamentare
    di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia

    PRESIDENTE.   Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana n. 70 del 2 luglio  2008,  gli
  onorevoli  ADAMO  Giulia,  CAPUTO Salvatore,  CORDARO  Salvatore,
  CORONA  Roberto,  D'AGOSTINO Nicola,  D'ANTONI  Orazio,  FIORENZA
  Cataldo,  MAIRA  Raimondo,  MARINELLO Vincenzo,  MARROCCO  Livio,
  NICOTRA  Raffaele,  PICCIOLO  Giuseppe,  RAIA  Concetta,   ROMANO
  Fortunato  e  SPEZIALE  Calogero sono nominati  componenti  della
  Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia  in  Sicilia,  istituita dalla  legge  regionale  14
  gennaio 1991, n. 4.

    L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di costituzione di Uffici di Presidenza di
                             Commissioni
          e del Comitato per la qualità della legislazione

    PRESIDENTE. Comunico che, nelle riunioni del 2 luglio u.s.,  le
  seguenti   Commissioni   parlamentari   hanno   proceduto    alla
  costituzione  dei rispettivi Uffici di Presidenza, che  risultano
  così composti:

    COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL  FENOMENO
  DELLA MAFIA IN SICILIA

    Presidente: Calogero SPEZIALE;
    Vicepresidenti:   Livio  MARROCCO,  Raimondo   MAIRA,   Cataldo
  FIORENZA;
    Segretario:  Roberto CORONA.

    COMMISSIONE  SPECIALE  PER LA REVISIONE  E  L'ATTUAZIONE  DELLO
  STATUTO DELLA REGIONE

    Presidente: Alessandro ARICO';
    Vicepresidenti: Salvatore CASCIO, Giovanni BARBAGALLO;
    Segretario:  Orazio D'ANTONI.

    COMITATO PER LA QUALITA' DELLA LEGISLAZIONE

    Presidente: Orazio RAGUSA;
    Vicepresidenti: Ignazio MARINESE, Giovanni PANEPINTO.
    L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 32

    PRESIDENTE.  Comunico  che l'interrogazione  con  richiesta  di
  risposta  scritta numero 32  Notizie sullo stato  dell'autostrada
  Palermo-Messina  a firma dell'onorevole Laccoto, annunziata nella
  seduta  n.  8  del 2 luglio 2008, è da intendersi presentata  con
  richiesta di risposta orale.
    L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione del programma dei lavori parlamentari

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, riunitasi oggi mercoledì 9 luglio 2008,
  alle    ore   15.45,   sotto   la   presidenza   del   Presidente
  dell'Assemblea,   onorevole   Francesco   Cascio,   presenti    i
  Vicepresidenti dell'ARS onorevole Formica e onorevole Oddo e  con
  la  partecipazione dell'Assessore alla Presidenza dott.  Giovanni
  Ilarda,  ha  stabilito  quanto segue nell'ambito  della  sessione
  estiva:
    Le  Commissioni  si  riuniranno dal 10 al 22  luglio  2008  per
  l'esame dei seguenti disegni di legge di iniziativa governativa e
  parlamentare:

    1. Proroga del termine per la gestione del servizio di urgenza-
  emergenza sanitaria, (n. 120);
    2.  Interventi per i familiari delle vittime della tragedia sul
  lavoro nel comune di Mineo, (n. 104);
    3.  Norme  recanti  benefici per i familiari delle  vittime  di
  incidenti sul lavoro (n. 11);
    4.  Interventi  a  sostegno  dei familiari  delle  vittime  del
  lavoro (n. 87)
    5.  Norme  urgenti per la continuità territoriale con le  Isole
  minori (n. 101).

    L'Aula  terrà  seduta mercoledì 23 e giovedì 24 luglio  (seduta
  antimeridiana)  per  l'esame dei disegni di legge  esitati  dalle
  commissioni legislative e per la discussione della mozione  n.  9
  "Iniziative nei confronti del Parlamento e del Governo  nazionale
  al  fine  di scongiurare il trasferimento del pullman di  riprese
  esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano".

    Una  delle  suddette  sedute  sarà,  altresì,  dedicata  a   un
  dibattito  relativo a comunicazioni del Governo  sul  tema  della
  sanità.

    Le   Commissioni,  nella  programmazione  dei   propri   lavori
  parlamentari,   daranno   priorità   alle   seguenti   iniziative
  legislative:

    1. Norme in materia di bilancio e contabilità;
    2. Riforma elettorale enti locali;
    3. Interventi in favore della sicurezza dei voli.

    Il  giorno 24 luglio alle ore 17.00 si terrà la Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

    La sessione estiva avrà termine il giorno 8 agosto.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
    Ricordo,  altresì,  che  anche la  richiesta  di  verifica  del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o
  di   scrutinio  segreto  (art.  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Formica


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.   10
   Interventi  per  una  più  corretta e  sostenibile  politica  di
  adozione   dei   libri  di  testo  e  per   una   più   razionale
  organizzazione  dei  viaggi di studio , degli  onorevoli  Scilla,
  Vinciullo, Aricò, Caputo e Falcone.

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  famiglie siciliane incontrano serie difficoltà a raggiungere
  la  fine  del  mese  con le loro risorse ed a  questa  situazione
  contribuisce la spesa sostenuta per il mantenimento dei  figli  a
  scuola;

   la  maggior  parte degli istituti scolastici cambia i  libri  di
  testo  con  un  ritmo  vertiginoso, costringendo  le  famiglie  a
  comprare  libri  che,  in molte occasioni, sono  già  disponibili
  nelle librerie di casa in quanto comprati per il figlio maggiore;

   non  si  giustifica  una  politica di continuo  cambiamento  del
  libro adottato senza che venga garantito un più facile metodo  di
  apprendimento dello studente;

   nel  bilancio  di una famiglia con figli a scuola  incide  anche
  pesantemente la scelta di molti istituti di organizzare viaggi di
  studio, non sempre veramente utili, dai costi più che elevati per
  la  maggior  parte delle famiglie, che creano tensioni  familiari
  nel  caso  in  cui  i  genitori non siano in  grado  di  elargire
  centinaia  di euro per gite scolastiche di cui nessuno  comprende
  la reale validità,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire presso le Autorità scolastiche competenti perché
  venga  applicata  una  più  corretta e  sostenibile  politica  di
  adozione  dei libri di testo, limitandola alla reale  innovazione
  dei  libri  ed  alla maggiore possibilità di apprendimento  degli
  studenti e comunque obbligando le scuole a non cambiare libri  di
  testo prima dei tre anni dalla loro adozione;

   ad  adottare iniziative affinché si ponga fine alla  pratica  di
  viaggi  di  studio e gite che incidano sui bilanci  familiari  in
  maniera non sopportabile, con l'auspicio che gli eventuali viaggi
  siano  strettamente legati alla formazione dello studente  e  che
  non incidano per una cifra superiore ai 50 euro». (10)

   Avverto  che  la determinazione della data di discussione  della
  suddetta   mozione   è  demandata,  secondo  consuetudine,   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

                   Discussione della mozione n. 7

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione n. 7 «Opportune  iniziative  volte  a
  fronteggiare la crisi delle marinerie siciliane», a  firma  degli
  onorevoli  Marinello, Cracolici, Ammatuna, Apprendi,  Barbagallo,
  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,
  Donegani,   Faraone,  Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo,  Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto,  Picciolo,
  Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che :

   da  diversi  anni l'intero comparto della pesca  attraversa  una
  crisi  strutturale  che ha determinato negli  ultimi  giorni  una
  crescente tensione sino alla cessazione delle attività di pesca;

   nei  giorni  scorsi  si  è  tenuta un'importante  conferenza  di
  servizi  che  ha  visto coinvolte numerose amministrazioni  delle
  città marinare investite dalla crisi insieme alle associazioni di
  categoria  e ai rappresentanti delle marinerie, degli armatori  e
  pescatori;

   la  causa  principale che ha determinato il tracollo finanziario
  delle imprese operanti nel settore della pesca è prioritariamente
  riconducibile al caro gasolio che incide per oltre il 60%  fra  i
  costi di gestione;

   il  costo  del gasolio dieci anni fa era di 330 lire  al  litro,
  poco  più  di 0,18 centesimi di euro, nello scorso mese di  marzo
  era di 0,60 centesimi di euro al litro, oggi, ha oltrepassato  la
  quota di 0,80 centesimi di euro e tende ancora ad aumentare;

   l'elevato  prezzo del gasolio e gli altri problemi che investono
  il  comparto  vanno  affrontati per competenza  in  sede  europea
  mediante  la definizione di un preciso piano d'azione,  vi  sono,
  tuttavia,  provvedimenti  urgenti  che  la  Regione  può  e  deve
  adottare  per  impedire che la crisi precipiti in via  definitiva
  sino   al  blocco  del  comparto  e  dell'intera  filiera   agro-
  alimentare,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  procedere all'immediata effettuazione dell'arresto temporaneo
  dell'attività  di pesca, per la difesa e la tutela delle  risorse
  alieutiche  e la sopravvivenza dell'intera filiera, adottando  in
  tal senso ai fini delle compensazioni finanziarie i piani per  il
  recupero di risorse che rischiano di esaurirsi, così come fissato
  dall'articolo 175 della legge regionale n. 32 del 2000;

   all'erogazione in tempi rapidi del contributo a percentuale  sul
  costo del gasolio per tutte le imprese di pesca relativamente  al
  2005,  come  sancito  dal D.D.G..del 14 aprile  2008,  pubblicato
  nella  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana  n.  19  del  2
  maggio 2008;

   a   predisporre   ogni  strumento  normativo  finalizzato   alla
  copertura  del contributo per gli anni 2006, 2007  e  2008  anche
  mediante  modifica dell'articolo 84 della legge regionale  n.  17
  del  2004 in ottemperanza al regolamento C.E. 6 ottobre 2004,  n.
  1860 nel rispetto della misura del de minimis;

   ad  attivare  ogni strumento finalizzato alla realizzazione  del
  credito  peschereccio a tasso agevolato, così come  previsto  per
  l'artigianato  e  il commercio, e ad intervenire  presso  l'IRCAC
  affinché sia adottato il nuovo regolamento comunitario in materia
  di  credito  sugli aiuti de minimis anche in favore  del  settore
  della pesca». (7)

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Marinello per illustrare  la
  mozione.

   MARINELLO.  Signor  Presidente, onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi, lo scorso 5 giugno - l'Assemblea regionale siciliana si
  era  appena  insediata  -  noi deputati del  Partito  Democratico
  abbiamo  presentato una mozione che è anche  di  indirizzo  e  di
  sollecitazione nei confronti del Governo della Regione per quanto
  riguarda  la crisi delle marinerie siciliane, crisi  che  -  come
  tutti sappiamo - è dovuta prevalentemente alla questione del caro
  gasolio, quindi un problema di congiuntura internazionale, che  è
  passato  negli ultimi anni da circa 0,18 centesimi  al  litro  ad
  oltre 0,80 centesimi al litro.
   Parlo  di  un  settore che è vitale per l'economia della  nostra
  Regione, un settore che negli ultimi anni ha avuto, da parte  dei
  Governi   della  Regione  che  si  sono  succeduti,  una   scarsa
  attenzione.
   Il  settore  della  pesca  in  Sicilia  rappresenta  un  settore
  strategico e importante, non solo per l'economia isolana ma anche
  nel  contesto  del  prodotto interno lordo a  livello  nazionale:
  rappresentiamo  oltre  il  30 per cento  della  flotta  italiana.
  Quindi, un settore strategicamente importante che ha dato e dà  a
  questa  nostra Isola occupazione anche se, negli ultimi anni,  ha
  visto sostanzialmente la fuga da parte dei giovani. Dall'anno  87
  e  fino agli inizi del 2000 si è avuto un avvicinamento da  parte
  dei  giovani,  ma dal 2000 si assiste ad una vera e propria  fuga
  perché  non  si  riesce  più  a  garantire  un  reddito  a   quei
  lavoratori,  agli  operatori, alle imprese che esercitano  questa
  tipologia di pesca.
   E'  per  questa  ragione che noi abbiamo  presentato,  anche  su
  sollecitazione  degli  operatori del comparto,  una  mozione  che
  impegna  il  Presidente della Regione, il Governo  e  l'Assessore
  competente  a procedere all'immediata  effettuazione dell'arresto
  temporaneo dell'attività di pesca.
   Da   qualche   giorno  il  Governo  nazionale,  in  applicazione
  all'articolo 24 del FEP, ha emesso il decreto legge n. 114 del  3
  luglio  2008,  che prevede una dotazione finanziaria  debbo  dire
  molto  esigua  rispetto alle esigenze del  comparto  della  pesca
  italiana.
   L'articolo  24 prevede il cosiddetto  fermo emergenziale'  e  il
  Governo  ha  emesso  un decreto legge che  si  sostanzia  in  tre
  misure:  la  misura  relativa al cosiddetto  fermo  temporaneo  o
  biologico;  un'accelerazione  al cosiddetto  arresto  definitivo,
  quindi, alla cosiddetta demolizione delle unità da pesca  ed  una
  misura  innovativa che riguarda la cosiddetta  cassa integrazione
  straordinaria',   estendendola  ed   equiparandola   al   settore
  dell'agricoltura.
   Debbo  dire  che  è  un  piccolo  segnale,  modesto  anche   per
  l'esiguità  delle  risorse finanziarie messe a disposizione;  per
  esempio,  per  quanto  riguarda il fermo  temporaneo  sono  stati
  stanziati solo 9 milioni di euro, una cifra irrisoria se pensiamo
  che  in Sicilia, fino a qualche anno fa, spendevamo qualcosa come
  150  miliardi delle vecchie lire; chiaramente è previsto solo per
  lo strascico e per la pesca a volante, non per tutti i sistemi di
  pesca bensì solo per due segmenti di pesca, cosa che, invece,  in
  Sicilia  negli anni passati si prevedeva. Ma qui si applica  solo
  una parte del regolamento
   Noi  chiediamo  con  forza  al Governo  della  Regione  che  dia
  applicazione  anche  ai cosiddetti piani di gestione  locale,  al
  cosiddetto  allegato 3' del Fondo europeo della pesca,  del  FEP,
  che  è  il  nuovo  strumento che dota la Regione  Sicilia,  quale
  membro   di  quelle  risorse  finanziarie  europee  che   vengono
  destinate  al settore, che possa essere esteso anche  agli  altri
  sistemi  di pesca che sono la peculiarità  non solo della  nostra
  Isola  ma  della  pesca  italiana,  quindi,  in  particolare,   a
   ciancialo  ed alla piccola pesca.
   L'Assessore  ci  dovrà  chiarire -  mi  riservo  di  intervenire
  successivamente  -  cosa  ha  fatto  il  Governo  della  Regione,
  rispetto ai piani di gestione.
   Capisco  che questo Governo, questo Assessore si siano insediati
  da  pochi giorni, però ci sono stati cinque anni di tempo in  cui
  tante  cose  si  potevano  fare per il settore  della  pesca:  in
  particolare  l'articolo  175 del vecchio  POR  Sicilia  prevedeva
  l'attuazione  delle cosiddette  misure' per quanto  riguardava  i
  piani  di  recupero per le risorse che rischiavano di  esaurirsi;
  orbene, pur avendo fatto nel 2000, quindi all'inizio del POR, una
  previsione, una programmazione triennale, nulla il Governo  della
  Regione ha fatto per dare applicazione a quell'articolo 175.
   Lo  richiamo in quella mozione, l'ho richiamato anche, per certi
  versi, in maniera provocatoria per dire al Governo della Regione:
   attiva  quella misura che poteva essere attivata e non  è  stata
  attivata'.  Fu prevista una dotazione finanziaria  -  debbo  dire
  fittizia  - di 300 miliardi di vecchie lire che non è  mai  stata
  attivata,  l'unica  misura che fu attivata del vecchio  strumento
  POR  Sicilia  fu  l'articolo 170, in particolare,  le  cosiddette
   misure  di accompagnamento sociale' che nulla prevedevano  sulle
  misure  a  sostegno  delle  imprese di pesca.  L'unica  cosa  che
  prevedevano  erano misure sociali, quindi, il cosiddetto   minimo
  monetario' ai pescatori ed agli operatori.
   Non  furono fatti neanche i piani di protezione, furono adottati
  per  dare corso all'articolo 170 del vecchio POR Sicilia e quindi
  all'articolo  12 del Regolamento 2792 del 1999 che  prevedeva  lo
  SFOP (Strumento finanziario di orientamento della pesca) che  ora
  è  stato  sostituito dal FEP (Fondo europeo  per  la  pesca).  La
  Sicilia  non fu capace di dotarsi dei  piani, addirittura  adottò
  per  ben  tre  anni solo ed esclusivamente i piani nazionali  che
  hanno  esteso queste misure sociali alle varie tipologie di pesca
  ma  nulla in termini di risposta è stata data al settore  se  non
  quella di una mera elemosina alla pesca siciliana.
   Ed  è  dal 2000 in poi che la pesca comincia ad attraversare  un
  periodo di forte crisi  che ha visto, nelle scorse settimane,  il
  settore al collasso, anche a causa del cosiddetto  caro gasolio'.
   E'   stata   fatta,  poi,  un'altra  misura  nell'ambito   della
  finanziaria   regionale  del  2005,  il  cosiddetto    contributo
  straordinario'.  L'articolo 84 della  finanziaria  prevedeva  una
  dotazione  di  500 mila euro, dotazione finanziaria insufficiente
  rispetto  alle  richieste  che sono  pervenute  e  per  le  quali
  occorrevano ben 2 milioni e 298 mila euro.
   Ho   sentito   dire   all'Assessore,  in  alcune   dichiarazioni
  giornalistiche,  che  intende  rifinanziare,  dare  un  ulteriore
  contributo  straordinario, nell'ambito dei  parametri  cosiddetti
  del   de  minimis.  Ma  qui  bisogna  cambiare  la  norma  perché
  l'articolo  84  stabilisce un periodo  temporale  in  cui  poteva
  essere data questa somma ed in particolare dall'1 gennaio 2004 al
  30 giugno 2005.
   Onorevoli colleghi, un altro punto prevede anche una misura  che
  riguardava l'IRCAC, il cosiddetto credito peschereccio  agevolato
  in  Italia  adottato dal Ministero delle politiche  agricole;  in
  Sicilia, invece, abbiamo l'Istituto regionale per il credito alla
  cooperazione.
   Per  il  settore  della pesca non è mai stata  attivata  nessuna
  misura  in  tal  senso da parte del Governo della Regione,  e  mi
  dispiace che oggi il Presidente non sia presente in Aula, ma  c'è
  l'Assessore e, certamente, riferirà.
   Non   è   il  contributo  straordinario,  la  misura  del  fermo
  straordinario che risolve o affronta i problemi del settore della
  pesca.  Occorre una riforma organica, interventi di  sostegno  al
  reddito ma anche di sviluppo.
   Il  Presidente della Regione ne faceva cavallo di battaglia, noi
  lo  proporremo,  anche come Gruppo parlamentare.  In  Sicilia  si
  raffina  il 40% della produzione nazionale, le nostre raffinerie,
  a Gela e ad Augusta, raffinano il 40% della produzione nazionale.
   Si è parlato tanto della cosiddetta fiscalità di vantaggio.
             (Entra in Aula il Presidente della Regione)

   Onorevole Presidente, la ringrazio per la sua presenza.
   Lei  ha  fatto  della fiscalità di vantaggio il suo  cavallo  di
  battaglia,   i   settori   della   filiera   agroindustriale    o
  agroalimentare compreso anche i settori produttivi e trainanti di
  questa nostra economia. Perché non pensare ad un apposito disegno
  di legge che affronti la tematica relativamente alla fiscalità di
  vantaggio per i settori produttivi?
   In  Valle  d'Aosta, in Trentino Alto Adige, è  più  diffusa  una
  fiscalità  di  vantaggio. Non riguarda solo ed  esclusivamente  i
  settori  produttivi,  ma  le Comunità  che  risiedono  in  quelle
  regioni.
   Siccome  ci  vogliono  risorse  finanziarie,  bisogna   che   il
  Presidente  della Regione istituisca la cosiddetta  zona  franca
  per quanto riguarda la filiera agroalimentare.
   Evitiamo  così i problemi di compatibilità comunitaria, problemi
  che  dobbiamo  sottoporre agli interventi sul de minimis,  quindi
  per  bypassare quelle che sono le misure comunitarie che  non  ci
  consentono di dare la giusta risposta ai settori produttivi della
  Regione.
   Cosa  si  farà  dei  piani  di gestione locale,  del  cosiddetto
   Allegato 3 ? Cosa ha fatto il Governo della Regione? Se  non  ha
  fatto qualcosa, che si appresti a farlo
   Proprio  oggi,  la  Commissione consultiva  centrale  presso  il
  Ministero dell'Agricoltura ha emanato il fermo temporaneo per  la
  pesca  a strascico e/o volante dal 25 agosto al 23 settembre  per
  una  parte  della  Sicilia occidentale e dal 15 settembre  al  14
  ottobre per la Sicilia orientale.
   Certamente, bisogna accompagnarla anche con i piani di  gestione
  locali,  con tutti gli altri segmenti, bisogna mettere  mano  con
  immediatezza a questa fiscalità di vantaggio.
   Noi  forze  di  opposizione ci rendiamo conto e  ci  siamo  resi
  conto  subito che questo settore ha bisogno di sostegno ma  anche
  di  mettersi  in moto, diversamente manderemo in Sicilia  -  così
  come gli addetti che lavorano direttamente nel settore - qualcosa
  come 14 mila  e 40, 50 mila persone, indotto compreso.
   In  questi  anni  abbiamo  speso  male  i  fondi  comunitari,  a
  differenza di ciò che è avvenuto, ad esempio, in Spagna.  Abbiamo
  utilizzato,  con la vecchia misura, solo l'8,7 per cento,  mentre
  gli  spagnoli hanno investito tantissimo e rappresentano meno  di
  noi,  sia in termini  di prodotto interno lordo alla loro nazione
  sia  nel  contesto europeo; eppure, hanno speso qualcosa come  il
  52,8 per cento dei fondi comunitari.
   Allora,  attiviamo  subito queste misure comunitarie;  attiviamo
  subito questo fondo.
   E'  per  questa ragione che chiedo al Governo della  Regione  un
  impegno  solerte per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio  e
  gli interventi strutturali nel settore.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto  mi
  complimento con i firmatari di questa mozione perché  parlare  di
  pesca,  in questo Parlamento, è importantissimo per il ruolo  che
  questa  attività  deve  rivestire per  la  nostra  Isola.  E'  un
  comparto in grosse difficoltà ma rappresenta l'economia di intere
  città  ed  è,  quindi,  un  settore su cui  va  posta  la  giusta
  attenzione.  E quella della pesca, Assessore, è un'attività   cui
  dobbiamo dare delle risposte.
   Mi  complimento  per  quanto  già il  Governo  regionale,  nella
  persona del Presidente e dell'Assessore, hanno iniziato a fare ed
  i  complimenti  vanno anche al Ministro Zaia perché  rispetto  ad
  altre occasioni in cui vi sono stati soltanto degli annunci,  dei
  proclami,  oggi  possiamo  già parlare con  elementi  certi  che,
  sicuramente,  hanno  portato  a dei  provvedimenti  che  pur  non
  risolvendo  le problematiche delle marinerie siciliane,  iniziano
  un  percorso  che, se ben seguito, potrà dare una  speranza  alle
  tante imprese e a chi è impegnato in questo settore.
   Stamane, a Roma, si è riunita la Commissione consultiva  per  la
  pesca, con riferimento al decreto 411 citato prima. Quel decreto,
  ad  oggi,  è  l'unica  azione possibile rispetto  a  ciò  che  il
  Regolamento comunitario prevede, perché, a volte, questo settore,
  essendo  un settore dove gli occupati sono davvero tanti, diventa
  un serbatoio di voti dove la speculazione e la demagogia politica
  non conoscono limiti.
   Oggi,  invece, possiamo dire che è stato utilizzato un  articolo
  del  Regolamento  comunitario che prevede la  possibilità  di  un
  arresto temporaneo per motivazione non di carattere biologico  ma
  di carattere prettamente economico.
   Effettivamente,  la dotazione finanziaria non è delle  migliori.
  Qualche  altra  cosa va fatta però rispetto a  ciò  che  è  stato
  discusso  oggi  a Roma, Assessore; va, sicuramente,  discussa  la
  data  scelta  a Roma perché, se ciò può valere per  le  marinerie
  dell'Adriatico, del Tirreno, sicuramente non può essere applicato
  alle  marinerie  siciliane che hanno altre  peculiarità  e  altre
  motivazioni.
   Il   decreto   originale  parla  di  trenta  giorni  obbligatori
  consecutivi ma, nell'arco di quattro mesi, la Regione  siciliana,
  potendo  utilizzare uno Statuto autonomo che in materia di  pesca
  ha delle prerogative ben stabilite, deve intervenire - va bene il
  concetto  dell'obbligatorietà; va bene il concetto dei 30  giorni
  consecutivi; va bene anche la data di partenza che è  fissata  al
  15  settembre - poiché, effettivamente, anche se non avessimo  la
  necessità, vorremmo dare un messaggio  alla comunità per dire che
  i  primi  difensori del mare sono i pescatori ma non  può  essere
  bloccata la pesca siciliana per trenta giorni consecutivi.
   Sarebbe un danno economico irreparabile perché non potremmo  più
  fronteggiare l'importazione dei prodotti ittici. Dobbiamo vedere,
  per  categoria, di dividere, nell'arco temporale di quattro mesi,
  questi trenta giorni obbligatori.
   Altro  aspetto importante è l'arresto definitivo, la  cosiddetta
   demolizione dei natanti . Parlare di demolizione dei natanti non
  è  una  bella  cosa perché si tratta pur sempre  di  aziende  che
  chiudono,  ma visto lo stato di crisi che c'è,  evidentemente,  è
  una  misura appropriata che può servire a chi rimane nel settore,
  con qualche possibilità in più.
   Bisognerebbe, anche se non è materia dell'Assemblea regionale  o
  del  Governo  regionale,  predisporre un  ordine  del  giorno  da
  presentare  a  Roma,  per  fare in modo che  venga  applicata  la
  defiscalizzazione del premio ed allargare il premio non solo agli
  armatori ma anche ai marittimi.
   Caro  Assessore, la pesca va salvata. Si tratta  di  due  misure
  sicuramente fondamentali.
   Mi  auguro  che,  a  livello regionale, si possa  utilizzare  il
  contributo del  de minimis . Vi è un lavoro già svolto;  vi  sono
  delle  tabelle prestabilite e l'Assessorato ha già impegnato  500
  mila  euro, stanziati in precedenza, per pagare il  de  minimis ;
  occorrerebbe un ulteriore milione e ottocento mila euro per poter
  pagare l'intero importo.
   C'è  un  prospetto pronto e sarà mia cura venire a trovarla  per
  dare quest'altra risposta che darebbe, sicuramente, una ulteriore
  piccola boccata di ossigeno.
   Va  bene  il  decreto  nazionale e va bene  l'eventuale  decreto
  relativo  al   de minimis , ma se non andiamo ad  incidere  anche
  parzialmente  sul  prezzo del gasolio, da  qui  a  fine  anno  la
  maggior  parte delle imprese, probabilmente, consegnerà  i  ruoli
  alle Capitanerie perché, economicamente non vi sono le condizioni
  per poter continuare ancora l'esercizio di questa attività.
   Sono  al corrente di un importante incontro previsto in data  16
  luglio  tra l'Assessore per l'industria e i petrolieri, con  chi,
  realmente,  in  Sicilia, ha un ruolo importantissimo,  in  questa
  materia.
   Dobbiamo   cercare  di  individuare  un  prezzo   politico   per
  permettere   alle aziende di potere, realmente, pervenire  ad  un
  recupero economico. Se non si fa questo - lo dico oggi, 9  luglio
  -  avremo  di nuovo quello stato di protesta con la marineria  di
  Mazara  del  Vallo  e, questa volta, in prima  linea  perché,  lo
  ripeto,  senza  speculazioni e senza demagogia politica,  non  ci
  sono  le  condizioni  economiche per andare avanti.  E,  siccome,
  penso che un'intera categoria non possa chiudere considerato  che
  l'indotto  è  notevole,  dobbiamo sicuramente  intestarci  questa
  battaglia.
   Occorre,  quindi, anche momentaneamente, individuare  un  prezzo
  politico.  Se facciamo questo, signor Presidente - e concludo  -,
  assieme  al  decreto che, oggi, è stato discusso a  Roma  con  il
  decreto  attuativo  e  con la corresponsione  del   de  minimis ,
  sicuramente,  ci  può  essere una speranza; sicuramente,  ci  può
  essere un futuro.
   L'importante, dunque, è riuscire ad ottenere questa  misura  che
  abbatte il prezzo del petrolio.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  la
  parte  che mi appassiona di più è quella relativa al modo in  cui
  questo  Governo  potrebbe, realmente, riuscire  ad  invertire  la
  rotta;  non  c'è  termine più adatto parlando, evidentemente,  di
  pesca. La rotta si può invertire soltanto in un modo.
   Non  voglio  ripetere cose già dette dai colleghi, che  appaiono
  convincenti sulla questione del gasolio. Cosa può significare  il
  provvedimento  assunto  a  livello nazionale?  Quale  boccata  di
  ossigeno  può  più o meno dare? Sono cose che abbiamo  sentito  e
  sulle quali non si deve necessariamente tornare.
   Vorrei  parlare invece del Fondo europeo per la pesca  e  chiedo
  al Governo a che punto ci troviamo perché tutti noi sappiamo bene
  che  la vera inversione di rotta potremmo registrarla nel momento
  in  cui parliamo un linguaggio di programmazione complessiva  del
  Fondo.
   E  la  cosa  che  vorrei capire, questa sera, in  quanto  ancora
  totalmente inesplorata, è cosa intende fare questo Governo.
   Non  credo, infatti, che questo Governo, nel giro di pochi mesi,
  possa  riuscire ad invertire una tendenza che riguardava un Fondo
  europeo  per  la  pesca gestito con pressappochismo,  con  sforzi
  immani ma con scarsi risultati. Non posso farlo; non me la sento.
   Cosa stiamo facendo dunque?
   Come  stiamo partecipando alla programmazione del Fondo  europeo
  per la pesca?
   Cosa  sta  facendo  il  Governo per quanto  concerne  il  Tavolo
  Nazionale presso il Ministero competente?
   Cosa   stiamo  proponendo  come  Regione,  come  Governo   della
  Regione?
   Fondo  europeo  per la pesca, Assessore, non significa  soltanto
  parlare il linguaggio del fermo, come oggi si vuol definire,  non
  più  la  vecchia  logica  del  fermo  biologico  ma  qualcosa  di
  scientificamente ancora più utile alla marineria.
   Vorrei  andare  oltre. Cosa stiamo pensando per le  strutture  a
  terra, per l'individuazione dei banchi di pesca?
   Cosa   può  significare,  per  quanto  concerne  risposte   alle
  aziende, in forma diversa, della sola attività che è prioritaria,
  allorquando  si  parla di gestione, di creazione, di  costruzione
  delle strutture a terra, di gestione della costa?
   Non  sto  qui  a  dire che tipo di strumento sia il  FEP  perché
  penso di parlare a persone che hanno ben chiaro ciò che significa
  oggi un Piano di gestione.
   Sul   Piano   di   gestione  nell'ambito  della  programmazione,
  onorevole Scilla, dovremmo capire non soltanto a che punto è, non
  solo,  a  partire  dalla  Commissione  competente,  che  tipo  di
  strategia sia stata imposta, ma qual è l'obiettivo strategico che
  intendiamo raggiungere perché, altrimenti, faremmo solo  attività
  di denuncia.
   Ed  io,  a  volte,  mi confondo perché vedo che  colleghi  della
  maggioranza   attrezzano  formule  di  opposizione   e   colleghi
  dell'opposizione  traggono  spunto,  invece,  da  proposte  della
  maggioranza.
   Vorrei  apprezzare l'opposizione propositiva  e,  nel  dire  che
  stiamo perdendo tempo, dico, infine, che bisogna attrezzarsi  per
  una  buona  programmazione  del  FEP,  cercando  di  parlare   un
  linguaggio non solo innovativo, moderno, che venga incontro  alle
  esigenze   della  marineria  con  Piani  di  gestione   efficaci,
  intelligenti, ma per essere in grado piuttosto di dare risposte a
  questo mondo che sta vivendo momenti di difficoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare, a nome del  Governo,
  per una replica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  il  Governo, fin dai primi giorni del suo insediamento, ha  avuto
  modo  di  attivare  una serie di incontri con le  delegazioni  di
  pescatori,  con  le associazioni di categoria e  con  il  Governo
  nazionale.
   Non  c'è  dubbio, infatti, che, tra le tante emergenze che  sono
  state  poste  all'attenzione del Governo della Regione,  uno  dei
  primi   incontri  che  ha  svolto  il  Presidente  della  Regione
  all'Assessorato regionale della cooperazione, sia  stato  proprio
  con una delegazione di pescatori.
   Il  dramma che vivono i pescatori risale, ormai, a qualche  mese
  fa,  se non addirittura ad un anno circa. Certamente, però,  tale
  problema  non poteva essere risolto con immediatezza ma  è  stato
  avviato  un  tavolo di confronto con le delegazioni di pescatori,
  con  le  associazioni  di  categoria  ma  anche  con  il  Governo
  nazionale.  Il  problema andava affrontato sia in  un  tavolo  di
  concertazione  con  gli  altri  assessori  e  rappresentanti  del
  Governo  regionale sia con il Governo nazionale  e  quest'ultimo,
  certamente,  aveva  gli strumenti per fornire le  prime  risposte
  concrete a questo settore; per quanto riguarda la Sicilia, vorrei
  ricordare  che  non  solo ha il 30 per cento  dell'intera  flotta
  nazionale  ma  -  mi  permetto di dire - la  pesca  è  una  delle
  attività  produttive che più appartengono alla storia  di  questo
  nostro territorio. E con mia grande soddisfazione, ho avuto  modo
  di  percepire, nei colloqui che si sono svolti con  le  categorie
  dei  pescatori, che gran parte dei loro figli sono interessati  a
  continuare tale attività.
   Da  un  lato,  pertanto, abbiamo un settore che appartiene  alla
  nostra   storia  siciliana,  e  dall'altro  la  possibilità   che
  un'attività  produttiva possa essere continuata dai figli.  Credo
  possa  essere  un  argomento di notevole  interesse  del  Governo
  regionale  e  anche  di tutta l'Assemblea in quanto,  certamente,
  costituisce un pezzo di storia del nostro territorio.
   Questi  incontri  con  il Governo nazionale  hanno  sortito  una
  specie  di  decreto-legge che non è stato parco di  soddisfazione
  sul  piano  economico. E se guardate bene l'impegno delle  somme,
  attiene  a  una parte di finanziamento che era già  allocato  nei
  fondi  del Ministero, Settore Direzione generale della  pesca  e,
  dall'altro, esso attingeva dai fondi comunitari.
   Sotto  questo punto di vista, la scelta del Governo nazionale  è
  stata indirizzata verso due settori importanti della pesca.
   Abbiamo  svolto, in questi giorni, la nostra attività che  vuole
  essere,  mi  permetto di dire, di ausilio rispetto a  ciò  che  è
  stato  fatto  dal  Governo nazionale. Intanto,  sollecitando  con
  forza i tecnici che avevano da tempo il cosiddetto  incarico  per
  il  Piano di gestione , posso annunciare all'Aula che il Piano di
  gestione  è  stato  consegnato qualche giorno fa  all'Assessorato
  regionale  della cooperazione, del commercio, dell'artigianato  e
  della pesca proprio perché possa essere il primo punto importante
  di partenza di una strategia della pesca nella Regione siciliana.
   Ho  ascoltato con interesse gli interventi dei colleghi e  posso
  affermare che, se si è stati per tanto tempo in silenzio  su  una
  attività  così  importante, certamente oggi  siamo  impegnati  ad
  affrontare  l'emergenza, a programmare un'iniziativa  legislativa
  che  possa  porre  una serie di certezze per quanto  riguarda  il
  settore della pesca.
   Proprio  oggi,  è  previsto  un  incontro  presso  il  Ministero
  dell'agricoltura per cercare di dare attuazione  al  decreto  che
  prevede come fornire, come adempiere alla richiesta di intervento
  straordinario che pongono le categorie di pescatori.
   L'onorevole   Scilla  pone  una  questione  che,  ritengo,   sia
  importante per quanto riguarda la Sicilia: se questo fermo,  come
  è  stato  indicato  a  Roma, a far data dal 15  settembre  al  14
  ottobre 2008, sia una scelta condivisibile da parte della Regione
  siciliana.
   Consulteremo  i  nostri  Uffici per  potere  verificare  se,  in
  questo  senso, possiamo attivarci per indicare un periodo diverso
  e,  certamente, se sarà possibile venire incontro alle  categorie
  produttive lo faremo.
   Ritengo, però, che trattandosi di un decreto dello Stato che  ha
  già  indicato,  nel  corso  della  Conferenza  Stato-Regione,  un
  periodo,  sarà  difficile. Ma, ripeto, se  potremo  adottare  una
  determinazione diversa, lo faremo con piacere.
   Per  quanto riguarda la questione, posta più volte, del problema
  fiscale,  ritengo  che non sia un problema che  possa  riguardare
  questa Assemblea. Tuttavia, può essere, certamente, presentato un
  ordine  del giorno sul quale, eventualmente, annuncio  un  parere
  favorevole del Governo.
   Se  leggete il decreto-legge con attenzione, vi accorgerete che,
  per  la  prima  volta, non si parla di un fermo biologico  ma  si
  parla, espressamente, di un fermo per quel che riguarda il  costo
  del  caro-gasolio  e al costo di produzione. E',  certamente,  un
  fatto  nuovo, straordinario, che ha determinato, nel Governo,  il
  convincimento di un intervento straordinario.
   Per   quanto  riguarda  la  mozione  numero  7,  il  cui   primo
  firmatario è l'onorevole Marinello, formulo questa risposta.
   Relativamente  al  primo  punto  della  mozione,   il   richiamo
  all'articolo  175 della legge regionale numero 32  del  2000  non
  appare pertinente per un duplice ordine di motivi.
   Il   primo,  in  quanto,  lo  stesso  subordina  l'effettuazione
  dell'arresto temporaneo a cause biologiche e, quindi, non sarebbe
  applicabile alla fattispecie in esame che ha come presupposto una
  situazione di crisi legata, principalmente, all'aumento del costo
  del gasolio.
   Il  secondo  punto è che non si può, comunque, fare  riferimento
  alla  legge  regionale numero 32 del 2000 poiché,  come  è  noto,
  recava   Norme per l'attuazione del POR 2000/2006  ed  era  stato
  adottato   in   attuazione  dell'articolo  16   del   Regolamento
  comunitario   n.  2792  del  1999,  modificato  dal   Regolamento
  comunitario  n.  2371 del 2002 e dal Regolamento  comunitario  n.
  1198 del 2006.
   Tuttavia,  è  intendimento  del Governo  regionale  adottare  il
  fermo  temporaneo attraverso un disegno di legge  che  disciplini
  l'attività di pesca per le imbarcazioni che non saranno coinvolte
  dal fermo previsto dallo Stato.
   Relativamente al secondo punto della mozione, si precisa che  il
  decreto  del  Dirigente generale numero 98 del  14  aprile  2008,
  approva la graduatoria degli aventi diritto alla concessione  del
  contributo previsto dall'articolo 84 della legge regionale numero
  17.  Il  contributo è concesso in regime di aiuti de minimis,  ai
  sensi del Regolamento comunitario numero 1860 del 6 ottobre  2004
  che  stabiliva che l'importo complessivo degli aiuti de  minimis,
  concessi  ad  una  medesima impresa, non  dovesse  superare,  nel
  triennio, i 3.000 euro.
   A  seguito  della  pubblicazione della graduatoria,  di  cui  al
  decreto   del   Dirigente  generale  numero  98,  sopra   citato,
  pubblicato  sulla  GURS  numero 19 del 2  maggio  u.s.,  è  stata
  richiesta a ciascun soggetto, utilmente collocato in graduatoria,
  la dichiarazione relativa ai contributi già ottenuti in regime di
  de minimis, da detrarre, eventualmente, dalla somma dovuta.
   Le  dichiarazioni ad oggi pervenute sono 180 su  238  richieste.
  Per  coloro  che  hanno già trasmesso la documentazione  ritenuta
  idonea  dall'amministrazione, si stanno predisponendo i  relativi
  decreti  di  liquidazione. Contestualmente, l'Ufficio  competente
  sta  provvedendo  a  sollecitare  coloro  che  non  hanno  ancora
  risposto,  assegnando un termine perentorio, trascorso  il  quale
  saranno considerati rinunciatari.
   Si  precisa  che  non si potrà procedere allo scorrimento  della
  graduatoria  oltre lo stanziamento previsto per  l'anno  2005  in
  euro  500  mila, in quanto risulta esaurito il plafond  assegnato
  all'Italia,  quale  Stato  membro,  dal  Regolamento  comunitario
  numero 1860/2004, per gli anni 2004/2006.
   Passo  al  terzo  punto.  Per quanto riguarda  l'anno  2006,  il
  contributo  non  è  più  concedibile  per  le  motivazioni  sopra
  indicate.  Relativamente agli anni 2007 e 2008, per i quali  vige
  il  nuovo  Regolamento comunitario sugli aiuti de minimis  numero
  875/2007  che  eleva  da  3.000 a 30.000 euro  il  tetto  massimo
  concedibile, nel triennio 2007/2009, è intendimento  del  Governo
  regionale  intervenire  con  un pacchetto  di  misure  che  vanno
  dall'integrazione del fermo previsto dallo Stato a  provvedimenti
  che consentono l'accesso al credito agevolato.
   Al   riguardo,  si  rappresenta  che  è  in  avanzata  fase   di
  definizione  un  percorso  già  condiviso  con  l'Agenzia   delle
  Entrate,   per  quanto  concerne  l'applicabilità   del   credito
  d'imposta  al settore della pesca e anche per quanto riguarda  la
  possibilità di avvalersi degli interventi previsti per i Cofidi.
   Nel  settore  Cofidi, come suggerito dal Dipartimento  Regionale
  Finanze,  si ritiene possibile intervenire tramite l'abbattimento
  in  conto  interessi di cui alla legge regionale numero  11/2005,
  disciplinato  dal  precedente Regolamento   de  minimis   per  la
  pesca.
   Per  quanto  riguarda   il Regolamento CE  numero  875/2007,  il
  Dipartimento Finanze ha già provveduto a trasmettere  all'Ufficio
  legislativo  e  legale il testo di un disegno  di  legge  la  cui
  approvazione  renderà applicabili misure più vantaggiose  per  le
  imprese operanti nel settore della pesca.
   Relativamente al quarto punto, preso atto che il Regolamento  CE
  numero  875  del  2007  consente alle  cooperative  operanti  nel
  settore della pesca di accedere al credito attraverso l'IRCAC, si
  provvederà ad implementare il Fondo di rotazione istituito presso
  lo  stesso Istituto e si rappresenta che l'Amministrazione ha già
  provveduto a richiedere al MIPAF l'autorizzazione all'utilizzo di
  parte del plafond assegnato all'Italia per il triennio 2007/2009.
   Infatti,  anche questa forma di intervento, così come  il  fermo
  temporaneo, sarà attivata con gli aiuti in regime de minimis.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato  presentato
  un emendamento aggiuntivo alla parte dispositiva della mozione, a
  firma degli onorevoli Marinello, Cracolici e Lupo. Ne do lettura:
   «Aggiungere   alla  fine  del  dispositivo  della  mozione:    a
  chiedere al Governo nazionale la modifica dell'articolo 6,  comma
  2,  del decreto ministeriale applicativo al D.L. n. 114/2008, nel
  seguente modo:  La compensazione spettante alle imprese di  pesca
  sarà  equiparata e/o commisurata a quanto previsto negli allegati
  di cui al Regolamento del  FEP' (Fondo europeo della pesca)'».

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  ho  il  testo del decreto e, sostanzialmente, è alla fine di  tre
  articoli  perché la versione ufficiale non è quella  che  avevamo
  qualche giorno fa.
   Chiedo  un  minuto di sospensione dei lavori per  coordinare  il
  testo.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di sospendere  brevemente
  la  seduta, avverto che è possibile intervenire per dichiarazione
  di voto.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.34)

   La seduta è ripresa.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.   Signor  Presidente,  anche  a  nome   degli   altri
  firmatari, dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione la  mozione
  numero 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Formica


                 Discussione della mozione numero 11

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della mozione n. 11 «Circolare interpretativa  sulla
  riduzione   delle  indennità  spettanti  al  Presidente   ed   ai
  Consiglieri  circoscrizionali già prevista dalla legge  regionale
  n.  15  del  2004»,  degli onorevoli Pogliese,  Marrocco,  Aricò,
  Caputo,  Buzzanca,  Formica, Scilla,  Vinciullo,  Caronia,  Raia,
  Ferrara, Digiacomo, Donegani e Currenti.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che nel giugno 2007 è entrato in vigore l'abbattimento
  del 50 per cento delle indennità previste per il Presidente ed  i
  consiglieri di circoscrizione, adottato dall'Assemblea  regionale
  siciliana nella scorsa legislatura ai sensi della l.r. n. 30  del
  2000 e successive modifiche;

   considerato  che con riferimento all'articolo 2, comma  32  bis,
  della  legge  n.  244 del 2007, l'Assemblea regionale  siciliana,
  prendendo atto della norma ivi contenuta, rileva che le  finalità
  contemplate dai commi da 23 a 29 dell'art. 2 della legge  n.  244
  del 2007 sono state anticipate in Sicilia dall'art. 17 della l.r.
  n. 15 del 2004,

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
             l'Assessore per il bilancio e le finanze e
       l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
                          autonomie locali

   all'adozione  di  apposita  circolare esplicativa  che  confermi
  quanto  disposto dalla legge regionale n. 15 del 2004  citata  in
  premessa».

   POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questa
  mozione,   che   vede  la  firma  trasversale   di   parlamentari
  appartenenti  a  Gruppi  di maggioranza e di  opposizione,  nasce
  dall'intendimento di fare chiarezza su una problematica su cui si
  sono  registrati  interventi legislativi regionali  e  nazionali.
  L'intervento  legislativo della Regione siciliana  ha  anticipato
  quello  nazionale che si è concretizzato con l'ultima finanziaria
  del 2008.
   La  Regione siciliana nel 2004, con la legge regionale n. 15, ha
  previsto un abbattimento delle indennità pari al 50 per cento per
  i   presidenti   delle  circoscrizioni  e   per   i   consiglieri
  circoscrizionali. Successivamente, qualche mese fa, il Parlamento
  nazionale,  con  la  legge n. 244 del 2007,  all'articolo  2,  ha
  previsto  un  abbattimento  delle indennità.  Poiché  all'interno
  della  legge  finanziaria  è previsto, altresì,  che  le  regioni
  debbano,  attraverso  una circolare esplicativa,  dar  seguito  a
  quelli che sono gli intendimenti, noi chiediamo formalmente  alla
  Regione siciliana di dar vita a tale circolare esplicativa.
   Nella  finanziaria  era previsto il termine del  30  giugno  (un
  termine  che  riteniamo  sia ordinatorio  e  non  perentorio)  e,
  quindi,  anche  se  ci  troviamo oltre di pochi  giorni  da  quel
  termine  credo che l'Assessore competente, e comunque il  Governo
  regionale,  siano ancora in tempo per spiegare con  la  circolare
  quali sono gli intendimenti.
   Noi  chiediamo formalmente che si mantenga la stessa  previsione
  introdotta  dalla legge regionale n. 15 del 2004  che  già  aveva
  dato un preciso segnale di riduzione della spesa complessiva  per
  gli   emolumenti  dei  presidenti  delle  circoscrizioni  e   dei
  consiglieri circoscrizionali.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie  locali. Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, la Regione  siciliana,  con  legge
  regionale  n.  15 del 2004 - come abbiamo appena ascoltato  -  ha
  dettato   la   disciplina   in   materia   di   indennità   degli
  amministratori locali, stabilendo in particolare all'articolo 17,
  comma 1, che l'indennità spettante ai presidenti dei consigli  di
  circoscrizione venga ridotta del 50 per cento. Ai  consiglieri  è
  corrisposta  una  indennità pari ai 2/3 dell'indennità  percepita
  dai presidenti.
   Per  completezza di informazione occorre precisare che,  con  un
  decreto  del  29  febbraio 2008, l'Assessore per la  famiglia  ha
  adeguato le misure minime delle indennità di funzione dei sindaci
  e  dei  presidenti  delle Province regionali  e  dei  gettoni  di
  presenza dei consiglieri comunali e provinciali, sulla base della
  media   degli   indici  dell'ISTAT,  applicando   le   variazioni
  percentuali per i bienni precedenti relativi al 2002-2003,  2005-
  2006, con decorrenza rispettivamente dall'1 gennaio 2004 e dall'1
  gennaio del 2007.
   Con  la circolare n. 836 del 29 febbraio 2008, diramata a  tutti
  gli  organi  degli enti locali della Regione, si è  provveduto  a
  comunicare  la  riduzione  di un ulteriore  10  per  cento  delle
  indennità e dei gettoni di presenza disposta con legge n. 266 del
  2005,  comma  54 della finanziaria nazionale, chiarendo  che  per
  l'applicazione  si  dovrà provvedere alla relativa  compensazione
  con le nuove misure minime quali risulteranno dagli aggiornamenti
  a seguito dell'applicazione dei nuovi indici ISTAT.
   La  successiva   finanziaria dello Stato, la n.  244  del  2007,
  all'articolo  2,  comma  25,  lettera  a),  introduce  una  nuova
  disciplina sulla materia relativa alle riduzioni delle  indennità
  degli  amministratori, disponendo, con il comma 32  bis,  che  le
  regioni a statuto speciale provvedono ad adottare le disposizioni
  idonee a perseguire le finalità di cui ai commi precedenti ed  in
  caso  di  mancata attuazione alle disposizioni di  cui  al  primo
  periodo  del  presente comma, data 30 giugno 2008, subiranno  una
  riduzione  del  fondo ordinario prevista dal  comma  31.  Ciò  si
  applica anche agli enti locali delle regioni a statuto speciale.
   In  questo  modo  veniva attuata una prima proroga  fino  al  30
  giugno  2008  e,  quindi,  per noi  il  termine  non  si  intende
  certamente interpretativo in maniera leggera, ma perentorio.
   Il   Dipartimento   Enti   locali,  a  maggiore   supporto,   ha
  manifestato,  con  nota  riservata,  all'Ufficio  legislativo  le
  proprie  perplessità  circa  l'applicabilità  della  materia   in
  questione agli enti locali; l'Ufficio interpellato si è  espresso
  nel  senso  che non può ipotizzarsi una automatica  ed  immediata
  applicazione  delle previsioni richiamate nella  legge  nazionale
  senza un intervento legislativo delle singole autonomie speciali,
  osservando, però, a tal proposito, che in conformità a quanto già
  affermato  dalla Corte costituzionale ed in tema di coordinamento
  di  finanza  pubblica,  ed atteso l'obbligo  di  tutti  gli  enti
  costituenti  la  Repubblica, ivi comprese le  regioni  a  statuto
  speciale e quindi ad autonomia differenziata, debbano partecipare
  all'azione  di  risanamento  della finanza  pubblica,  che  è  il
  carattere finalistico dell'azione di coordinamento, giustifica la
  posizione  da  parte  dello  Stato  non  soltanto  dei   principi
  fondamentali in materia, ma persino, ancorché in via sussidiaria,
  di  puntuali tetti di spesa, ovvero di vincoli alle politiche  di
  bilancio che si traducono, in via transitoria, in limitazioni  di
  spesa.
   E'   chiaro  che  ciascun  ente  locale  potrà  adeguarsi   alla
  normativa  nazionale nelle more, se vogliamo, di una  prefigurata
  normativa  regionale o anche indipendentemente  da  essa,  ma  il
  Governo  in  tal  senso si è certamente posto  alcune  importanti
  domande che, certamente, avranno bisogno di una risposta,  perché
  grazie   alla  legge  regionale  alcuni  comuni  hanno   adottato
  immediatamente lo strumento ed hanno tagliato l'indennità del  50
  per cento, altri che lo hanno fatto successivamente si vedrebbero
  penalizzati   con   un  10  per  cento  di  differenza,   mentre,
  paradossalmente,  oggi i comuni e le realtà in cui si  è  votato,
  quelle di alcune province che sono andate al voto di recente, per
  esempio Catania, quindi circoscrizione di Catania, di Lipari,  di
  Messina,  di  Comiso, di Augusta, di Carlentini,  di  Siracusa  e
  Castellammare  del  Golfo  avrebbero soltanto una  penalizzazione
  del  50 per cento. Quindi, il Governo si impegna a riordinare  la
  materia  e a predisporre, eventualmente, un disegno di legge  per
  il riordino normativo.

   RINALDI. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione n. 11.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende  atto.  Dichiaro  aperta  la
  discussione generale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi, credo che questa vicenda si stia aggrovigliando per una
  negligenza  da parte del legislatore e, quindi, in  questo  caso,
  sembra un atto tipicamente amministrativo da parte di chi  ha  la
  responsabilità di governo.
   Com'è  noto  -  lo  ricordava poc'anzi l'Assessore  -  la  legge
  nazionale ha modificato la materia che riguarda le indennità,  ed
  io ho sempre sostenuto che in Sicilia non sarebbe stato sbagliato
  equiparare  le  indennità  dei nostri amministratori  rispetto  a
  quelli  del  resto d'Italia. Qui, però, nella scorsa legislatura,
  si  è  avuta quasi una rivolta, perché abbiamo osato dire che  si
  poteva fare in Sicilia come nel resto d'Italia.
   Adesso  siamo  a  un  punto: la legge  obbligava  le  regioni  a
  statuto  speciale  ad  adeguarsi  entro  il  30  giugno  con   un
  provvedimento...

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Anche alle Regioni a Statuto speciale.

   CRACOLICI. Alle Regioni a Statuto speciale, non anche
   La  legge  diceva:  Adeguatevi se volete applicare una normativa
  differenziata  rispetto a quella varata dallo  Stato .  Qui  c'è,
  però,  una  schizofrenia - mi permetto di dire e  lo  dico  anche
  rispetto al parere dell'Ufficio legislativo e legale - perché  se
  la   Regione  Sicilia  ha  competenza  esclusiva  in  materia  di
  indennità  ai  propri  amministratori,  riguarda  la  Regione  la
  modalità con la quale intende disciplinarla.
   Ribadisco   che   questa   è  una  di  quelle   competenza   che
  bisognerebbe,  in  qualche modo, uniformare,  ma  la  Regione  ha
  scelto  un'altra  strada.  Non  vi può  essere  un  provvedimento
  nazionale che dice:  Se voi non varate una norma differenziata io
  agisco  direttamente sul trasferimento , perché il  trasferimento
  che  lo  Stato  fa  agli  Enti locali non  ha  come  finalità  il
  pagamento delle indennità; può anche averla, ma poiché la  nostra
  Regione   interviene   anche  con  fondi   propri   rispetto   al
  finanziamento  delle  autonomie  locali,  si  potrebbe  dire  che
  essendo la competenza della Regione esclusiva, siamo noi,  con  i
  trasferimenti che facciamo come Regione alle autonomie locali,  a
  provvedere a questo tipo di trasferimenti.
   Questa vicenda sta diventando, come al solito, il  teatro  della
  commedia : tutti la vogliono ma nessuno la cerca
   Entro il 30 giugno, il Governo regionale doveva rispondere o  di
  essere  disinteressato alla legge nazionale oppure di operare  in
  questa  maniera  ed assumersi la competenza e la  responsabilità,
  essendo la competenza della Regione esclusiva. Non si può,  però,
  decidere di non dire nulla.
   Il  paradosso qual è? L'Avvocatura ci dice che la Regione ha  la
  competenza,  che la norma si applica se la Regione la  recepisce.
  Gli  Enti  locali, in assenza di norma di recepimento, possono  o
  devono,   per   ragioni  di  finanza  locale,  uniformarsi   alla
  disciplina nazionale. Delle due l'una: o abbiamo la competenza e,
  quindi,   gli  Enti  locali  non  possono  adeguarsi  perché   la
  competenza è della Regione o non abbiamo la competenza e, quindi,
  si applica in automatico.
   Mi   è  parso  di  capire  che  il  Governo  ha  annunciato   la
  presentazione di un disegno di legge. Siamo, però, al  9  luglio,
  si  è  tenuta  qualche ora fa la Conferenza  dei  Presidente  dei
  Gruppi  parlamentari,  abbiamo  stilato  un  calendario  che  non
  prevede questa norma bensì i tre provvedimenti che il Governo  ha
  chiesto di approvare entro la chiusura della sessione estiva.
   Propongo,  pertanto,  che il Governo,  nelle  more,  faccia  una
  circolare  agli  Enti  locali alla luce di questo  pronunciamento
  dell'Ufficio  legislativo,  in cui  si  applica  la  legge  della
  Regione; poi, in un secondo momento quando la Regione modificherà
  la  legge,  si  deciderà  se ridurre o  aumentare  le  indennità,
  essendo appunto una competenza della Regione.
   Lo   dico   perché   questa   materia  la   stiamo   affrontando
  sull'emergenza di una scadenza, ma la vicenda delle  indennità  -
  lo  suggerisco  al  nuovo Presidente della  Regione  e  al  nuovo
  assessore  -  meno è differenziata, meno usciamo sui giornali  su
  una   specialità  usata  molto  spesso  male,  più   è   uniforme
  l'indirizzo anche sulle indennità, più si è automatici sia  negli
  aumenti che nelle riduzioni, altrimenti tutto diventa arbitrio.
   Questa   vicenda   sta  dimostrando  che   siamo   costretti   a
  disciplinare la materia con una certa dose di arbitrio.
   Credo,  comunque, che se il Governo è d'accordo nel  predisporre
  un  disegno  di legge e possiamo prevedere che lo  si  faccia  in
  tempi  brevi, allo stesso tempo si può impegnare ad  emanare  una
  circolare esplicativa per indicare ai Comuni come devono operare.
  Non  può succedere che il Comune di Palermo disciplini la materia
  in  una  maniera  e  il Comune di Bagheria  (cito  il  comune  di
  Bagheria  perché  dista  soltanto 8  chilometri  da  Palermo)  in
  un'altra  maniera ancora. Poiché la Sicilia è  una  e  le  regole
  valgono per tutti, evitiamo di avere regole differenziate.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie   locali.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole Cracolici, premesso che avevo già detto che, essendo la
  materia  abbastanza  complessa, bisognerà certamente  che  la  si
  affronti nelle sedi opportune e, quindi, anche con un disegno  di
  legge  governativo, ma certamente con l'ausilio della Commissione
  legislativa  e del contributo dei colleghi; credo  che  i  comuni
  abbiano  l'obbligo di adeguarsi ad una disposizione normativa  di
  una legge finanziaria dello Stato, poiché quando saranno chiamati
  a  rispondere sul riequilibrio finanziario dovranno dire  in  che
  termini hanno contribuito alla riduzione della spesa.
   Il  comune di Palermo lo ha fatto con una diminuzione  di  circa
  180  mila euro di spesa. La circolare era stata emanata,  per  la
  precisione, il 21 maggio 2008, ma, certamente, se questo serve  a
  far chiarire ancor di più l'oggetto della nostra discussione,  mi
  impegno  a  far predisporre agli Uffici, già domani mattina,  una
  circolare  chiara ed esplicita per andare incontro a  quelle  che
  sono le esigenze dei comuni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, qualora il  Governo
  volesse  predisporre un disegno di legge, al di là anche  di  ciò
  che  è  stato stabilito in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  le  Commissioni sono al lavoro  e  possono  sempre
  discutere un disegno di legge, ove presentato.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale e pongo in votazione la mozione n.
  11.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

                 Discussione della mozione numero 12

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  V  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della mozione n. 12 «Opportune iniziative a  sostegno
  della  liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt»,
  degli   onorevoli  Cracolici,  Ammatuna,  Apprendi,   Barbagallo,
  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,
  Donegani,   Faraone,  Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo, Marinello, Marziano, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  senatrice  colombiana Ingrid Betancourt è una militante  per
  la  difesa dei diritti umani, impegnata dal 1990 nella lotta alla
  corruzione e al narcotraffico e candidata nel 2002 alle  elezioni
  presidenziali colombiane;
   Ingrid  Betancourt  è  dal 23 febbraio 2002  tenuta  prigioniera
  dalle (FARC) Forze armate rivoluzionarie della Colombia;

   la  Comunità  internazionale si è mobilitata  per  favorirne  la
  liberazione  poiché liberare Ingrid Betancourt e i circa  seimila
  prigionieri  civili  colombiani rappresenta un  gesto  umanitario
  forte  che  deve  trovare l'impegno di tutte le  forze  politiche
  democratiche;

   non   vi  può  essere  democrazia  senza  rispetto  dei  diritti
  fondamentali dell'uomo e non vi può essere pace senza democrazia;

   è  stata lanciata una campagna internazionale  Ingrid Betancourt
  cittadina  onoraria' destinata a sostenere le  azioni  intraprese
  per la sua liberazione;

   oggi  più  di  200  città nel mondo l'hanno  nominata  cittadina
  onoraria e oltre 3000 enti locali hanno aderito all'appello;

   molte  città italiane si sono mobilitate e la città  di  Bologna
  ha insignito la Betancourt della cittadinanza onoraria;

   è  stato lanciato un appello per conferire il Nobel per la  pace
  a Ingrid Betancourt;

   considerato che:

   la  senatrice Betancourt, lottando per la sue idee di libertà  e
  di  pace,  è  diventata simbolo di coraggio e di  resistenza  non
  violenta;

   la   sua   resistenza  pacifica  rappresenta  uno  straordinario
  messaggio  di fronte ad una ripresa del culto della violenza,  il
  premio  rappresenta oggi un gesto per mantenere Ingrid Betancourt
  in  vita  e  per  tenere  alta l'attenzione  sulla  richiesta  di
  liberazione degli ostaggi;

   Ingrid  Betancourt è un simbolo per i colombiani, ma  non  solo.
  E'  un simbolo per tutti coloro che sono contro la corruzione, la
  violenza, l'ipocrisia di un potere che attecchisce ed è forte  là
  dove  si  coltiva l'ignoranza, la non consapevolezza dei  diritti
  fondamentali   dell'uomo,  dove  si  gestisce  il  potere   della
  comunicazione;

   la  sua  vita, il suo impegno politico, la sua passione  civile,
  la  sua sofferenza, danno conto di una donna straordinaria che ha
  pagato e sta pagando duramente le sue scelte di pace e che con la
  sua  sofferenza testimonia  un  coraggio, una determinazione,  ed
  una  incredibile  lucidità che le condizioni  disumane  a  cui  è
  costretta dai suoi carcerieri non sono riuscite a cancellare;

   anche  altre regioni italiane come le Marche e la Toscana, hanno
  annunciato  un  impegno  che intendono intraprendere  nell'unirsi
  alla  richiesta di liberazione della senatrice Betancourt e degli
  altri ostaggi;

                  impegna il Governo della Regione

   a  farsi  protagonista, insieme alle altre regioni italiane  che
  si  sono  già  attivate  autonomamente, di  azioni  coordinate  a
  sostegno  dell'azione  internazionale per  la  liberazione  della
  senatrice colombiana;

   a  farsi  promotrice di un'iniziativa per chiedere,  oltre  alla
  liberazione degli ostaggi e alla Pace in Colombia, l'assegnazione
  del Premio Nobel per la pace a Ingrid Betancourt».

   Onorevoli  colleghi, ritengo che il contenuto della mozione  sia
  quasi  per  intero  superato, tranne la  parte  che  riguarda  la
  proposizione dell'assegnazione del Premio Nobel per la pace  alla
  senatrice   Betancourt.  La  mozione  a  firma  degli   onorevoli
  Cracolici  ed  altri è stata presentata lo stesso giorno  che  la
  senatrice   Betancourt  è  stata  liberata.  Ciò  nondimeno,   se
  l'onorevole Cracolici intende intervenire ovviamente può farlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sono
  particolarmente  orgoglioso che, per  puro  caso,  ho  presentato
  questa mozione qualche ora prima che fosse data la notizia  della
  liberazione di Ingrid Betancourt. Non posso che essere felice che
  le ragioni di questa mozione, tese alla liberazione, siano venute
  meno.
   Credo  che  sia,  in  ogni  modo,  una  bella  cosa  che  questo
  Parlamento  possa votare una mozione che raccoglie l'appello  che
  in  queste  ore si sta muovendo nella comunità internazionale  di
  assegnare  il  premio nobel per la pace a Ingrid  Betancourt.  Da
  questo  punto  di vista il fatto che il Parlamento siciliano  sia
  una delle prime istituzioni che può, in qualche modo, assumere un
  indirizzo   e   una   richiesta  che   fa   forte   la   comunità
  internazionale,  che  in  queste ore si sta  impegnando  in  tale
  direzione, credo sia una bella prova di un Parlamento  attento  a
  cose che stanno fuori dalla Sicilia  ma che investono i diritti e
  i valori di libertà di ciascuno di noi.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale.  Pongo  in
  votazione  la mozione numero 12  Opportune iniziative a  sostegno
  della liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt  a
  cui  hanno  chiesto di apporre la propria firma gli altri  Gruppi
  parlamentari.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

             Rinvio del punto VI dell'ordine del giorno

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  poiché   non   sono   ancora
  pervenute  tutte le designazioni relative al punto VI dell'ordine
  del  giorno:  Elezione di cinque componenti della Commissione  di
  garanzia  per  la  trasparenza,  l'imparzialità  delle  pubbliche
  amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali ,  lo
  stesso sarà trattato in una successiva seduta.

   MARINELLO.  Signor Presidente, ci sarebbe da porre in  votazione
  l'ordine del giorno che stavo predisponendo.

   PRESIDENTE. Non è più possibile farlo, in quanto gli ordini  del
  giorno   vanno   presentati  durante  la  discussione   generale.
  Tuttavia,   l'ordine  del  giorno  in  questione   potrà   essere
  presentato in una successiva seduta.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 23  luglio
  2008, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  - Comunicazioni

   II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
     n. 13 -  Revisione del piano di rientro del deficit sanitario,
            in   ordine  alla  prevista  soppressione  di  numerose
            guardie mediche.

                            AMMATUNA - LUPO - DI GIACOMO - BONOMO -
                                                 VITRANO - FIORENZA

     n. 14 -  Iniziative  per  evitare la  chiusura  delle  guardie
            mediche in provincia di Palermo.

                        CAPUTO - DINA - ARICO' - FALCONE - CURRENTI

     n. 15 -  Interventi allo scopo di garantire il reddito  minimo
            di inserimento.

                       DONEGANI - MARZIANO - TERMINE - DI BENEDETTO

      III  -  Discussione della mozione:

     n. 9 - Iniziative  nei confronti del Parlamento e del  Governo
            nazionale  al fine di scongiurare il trasferimento  del
            pullman  di  riprese esterne della RAI  dalla  sede  di
            Palermo a Milano.

                 LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - FERRARA - LACCOTO -
                                                 RINALDI - SPEZIALE

       IV   -  Elezione  di cinque componenti della Commissione  di
     garanzia  per  la trasparenza, l'imparzialità delle  pubbliche
     amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 18.58.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli