Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Beninati ha chiesto
congedo per i giorni 9 e 10 luglio 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 6
febbraio 2008, n. 1 (n. 102),
presentato dagli onorevoli Bonomo, Vitrano, De Benedictis,
Ammatuna, Gucciardi, Marziano in data 1 luglio 2008
Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica o
inselvatichita in aree naturali protette (n. 103),
presentato dall'onorevole Faraone in data 1 luglio 2008
Norme per il prepensionamento di genitori di disabili gravi
(n. 105)
presentato dall'onorevole Galvagno in data 3 luglio 2008
Modifiche del comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 26
agosto 1992, n. 7 recante Norme per l'elezione con suffragio
popolare del sindaco. Nuove norme per l'elezione dei consigli
comunali, per la composizione degli organi collegiali dei
comuni, per il funzionamento degli organi provinciali e
comunali e per l'introduzione della preferenza unica (n. 106)
presentato dall'onorevole Galvagno in data 3 luglio 2008
Interventi per la regolamentazione dell'introduzione di
organismi geneticamente modificati (n. 107)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Norme per la ricomposizione fondiaria nella Regione (n. 108)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni
(n. 109)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Disegno di legge voto recante Modifiche dello Statuto della
Regione siciliana (n. 110)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Istituzione borse di studio per favorire gli studi
comparatistici della giustizia della Comunità europea (n. 111)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione
(n. 112)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Interventi per il risanamento ambientale (n. 113)
presentato dall'onorevole Speziale in data 3 luglio 2008
Interventi in favore dei siciliani emigrati all'estero (n.
114)
presentato dall'onorevole Vitrano in data 3 luglio 2008
Misure per la diffusione dei dati relativi alla concessione di
contributi e finanziamenti da parte della Regione (n. 115)
presentato dagli onorevoli Scilla, Pogliese, Caputo, Vinciullo
in data 4 luglio 2008
Norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini
siciliani residenti all'estero (n. 116)
presentato dall'onorevole Arico' in data 4 luglio 2008
Nuove norme sul riconoscimento e la regolamentazione delle
professioni intellettuali in Sicilia (n. 117)
presentato dall'onorevole Arico' in data 4 luglio 2008
Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole colpite
da gravi fitopatie (n. 118)
presentato dagli onorevoli Caputo, Pogliese, Arico', Buzzanca,
Currenti, Falcone, Formica, Marrocco, Scilla, Vinciullo in data
4 luglio 2008
Proroga del termine per la gestione del servizio di urgenza
emergenza-sanitaria (n. 120)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali (Scoma) in data 7 luglio 2008
Annunzio di disegni di legge presentati e inviati
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alla I Commissione legislativa Affari
Istituzionali :
Interventi per i familiari delle vittime della tragedia sul
lavoro nel comune di Mineo (n. 104)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali (Scoma) in data 2 luglio 2008
inviato in data 4 luglio 2008
Norme in materia di bilancio e contabilità (n. 119)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cimino)
in data 7 luglio 2008
inviato in data 7 luglio 2008
Comunicazione di invio di disegni di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla I Commissione legislativa Affari Istituzionali :
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 settembre
1999, n. 20 recante: Nuove norme in materia di interventi
contro la mafia e di misure di solidarietà in favore delle
vittime della mafia e dei loro familiari. Norme di prevenzione
e contrasto dell'usura (n. 26)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 luglio 2008
Interventi a favore degli eredi di appartenenti alle forze
armate, ai vigili del fuoco e alle forze della polizia
municipale caduti nell'adempimento del proprio dovere (n. 40)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 luglio 2008
Modifica della denominazione del Comune di Santa Flavia in
Santa Flavia-Solunto (n. 47)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 luglio 2008
Schema di progetto di legge costituzionale recante Modifiche
dello Statuto della Regione siciliana (n. 52)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 luglio 2008
Norme per l'istituzione del servizio gratuito di
teleassistenza sanitaria per gli anziani e per i disabili
portatori di handicap gravi (n. 54)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 luglio 2008
PARERE VI
Riforma della legge istitutiva della Commissione parlamentare
di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
(n. 60)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 luglio 2008
Nuove norme riguardanti la Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia In Sicilia (n.
61)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 4 luglio 2008
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 25 marzo 1986,
n. 15, in materia di conseguimento della proprietà della prima
casa (n. 72)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 luglio 2008
Disegno di legge voto recante Modifica dello Statuto della
Regione siciliana (n. 78)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 luglio 2008
Istituzione in via sperimentale del reddito di cittadinanza
(n. 81)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 luglio 2008
Interventi regionali per la promozione dell'integrazione
europea ed euromediterranea
(n. 83)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 luglio 2008
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione legislativa I Affari Istituzionali :
Ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di
Catania - designazione componenti del Collegio di
amministrazione: dott.ssa Rita Cinquegrana e dott. Salvatore
Gelardi (n. 1/I)
reso in data 2 luglio 2008
inviato in data 4 luglio 2008.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, in data 3 luglio 2008, l'onorevole
Adamo ha ritirato il disegno di legge Interventi in favore dello
svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del
gioco del golf (n. 99).
Comunicazione di trasmissione, da parte del Presidente della
Regione,
di documentazione relativa al Complemento di programmazione - POR
Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 7 luglio 2008, copia della documentazione
relativa alla proposta di modifica alle misure 1.07, 1.10, 1.11,
1.17, 2.02, 4.16 e 4.17 del Complemento di programmazione - POR
Sicilia 2000/2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che, con decreto ministeriale n. 40 del 18 gennaio 2008
Modalità di attuazione dell'articolo 48-bis del DPR 29 settembre
1973, n. 602, recante disposizioni in materia di pagamenti da
parte della pubblica amministrazione pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 63 del 14 marzo 2008, sono stati posti limiti
all'erogazione di somme agli enti che non risultano in regola
con l'ufficio delle entrate per accertamento da parte di
Equitalia servizi s.p.a.;
rilevato che, a seguito di tale situazione, numerosi enti di
formazione professionale in Sicilia si vedono bloccati alla fonte
i fondi del piano formativo 2008, con gravi ricadute
sull'erogazione delle retribuzioni per il personale;
ricordato che, a seguito del grave allarme sociale, le
organizzazioni sindacali si erano premurate di suggerire
all'Assessore per il lavoro, l'assegnazione ai direttori dei
servizi-uffici del lavoro, quali funzionari delegati del
finanziamento per il personale 2008, già decretato a favore di
quegli enti che non sono in grado di risolvere e/o chiarire in
tempi brevi la propria posizione nei confronti dell'agente della
riscossione;
visto che un tale provvedimento sarebbe utile per tamponare e
dare sollievo alla drammatica situazione finanziaria in cui
versano i lavoratori della formazione professionale e le loro
famiglie, ma non in grado di risolvere il nodo strutturale
introdotto dal decreto di cui sopra;
per sapere se non ritengano opportuno, urgente e necessario
intervenire presso il competente ministero del Governo nazionale
per ottenere una più attenta riformulazione del decreto
ministeriale n. 40 del 18 gennaio 2008, al fine di evitare
inutili e costose vertenze e assicurare, in via definitiva, una
costante e verificata erogazione dei fondi per il personale della
formazione professionale in Sicilia». (40)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
PICCIOLO - LUPO - PANARELLO - RINALDI
L'interrogazione testé annunziata sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,
le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
lo svincolo è quel complesso di strade che consente ai veicoli
l'immissione o l'uscita da un'autostrada;
tutte le strade che compongono uno svincolo nonché le relative
corsie di accelerazione o decelerazione devono, per legge, essere
dotate di un idoneo impianto di illuminazione;
sull'autostrada Palermo - Catania, in prossimità degli
svincoli per Mulinello,Catenanuova, Gerbini-Sferro e Motta
Sant'Anastasia, da parecchi mesi, se non addirittura da anni, gli
impianti di illuminazione risultano totalmente spenti;
considerato che:
la mancanza di illuminazione in prossimità degli svincoli
condiziona pericolosamente il normale deflusso del traffico,
mettendo a serio rischio l'incolumità degli automobilisti;
in condizione di totale buio, la segnaletica verticale, che
normalmente in prossimità degli svincoli è presente in maniera
importante, riflette le luci della vettura e,in alcuni casi, i
conducenti subiscono momentanei stati di confusione e indecisione
che possono sfociare in seri incidenti;
per sapere:
se intendano intervenire presso l'ANAS affinché gli impianti
di illuminazione sopra citati vengano ripristinati al fine di
evitare i pericoli cui vanno incontro, nelle condizioni attuali,
gli automobilisti in transito». (35)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nei quattro ospedali della provincia di Enna non esiste la
strumentazione per effettuare la risonanza magnetica;
gli apparecchi per eseguire la TAC negli ospedali di
Leonforte, Piazza Armerina e Nicosia sono stati acquistati grazie
al contributo erogato dalla provincia regionale di Enna ed
all'azione sinergica di alcuni comitati cittadini e di vari
comuni della provincia di Enna;
di fatto, non risulta esserci alcuna programmazione
territoriale per quanto riguarda la diagnostica per immagini nel
territorio della provincia citata;
per sapere:
se risponda a verità che l'azienda ospedaliera Umberto I di
Enna, per effettuare la risonanza magnetica, si serve di una
struttura mobile in affitto;
se risponda a verità che l'unico professionista privato in
provincia di Enna in possesso dell'apparecchiatura per la
risonanza magnetica non ottiene la relativa convenzione con
l'AUSL n. 4, per la qual cosa i pazienti ennesi sono costretti a
recarsi nel Catanese e nel Nisseno;
quali siano:
la data di sottoscrizione del contratto con la ditta
proprietaria dell'apparecchio per la risonanza magnetica in uso
all'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;
il metodo di affidamento della fornitura;
la data di scadenza del contratto;
il numero delle prestazioni di risonanza magnetica effettuate
dal presidio ospedaliero Umberto I dalla data di sottoscrizione
del contratto o della fornitura dell'apparecchio in questione al
31 maggio 2008;
la spesa complessiva pagata alla ditta appaltatrice distinta
per anno;
i motivi che impediscono all'AUSL n. 4 di stipulare una
convenzione con l'unico professionista privato in possesso del
predetto macchinario;
la spesa complessiva sostenuta dall'AUSL n. 4 per prestazioni
riguardanti l'effettuazione di risonanza magnetica negli ospedali
di Piazza Armerina, Nicosia e Leonforte relativamente agli anni
2004, 2005, 2006 e 2007 sia per i pazienti ospedalizzati che per
i pazienti esterni». (36)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che la strada statale 120 dell'Etna e delle
Madonie, tratto 'NICOSIA-CERAMI-TROINA', versa in un vergognoso
stato di dissesto e di totale abbandono tali da pregiudicare la
normale transitabilità e sicurezza per gli automobilisti, con
tratti ad elevato rischio di incidente;
considerato che il tratto di strada in questione trovasi
situato in zona di montagna ad una altitudine media di circa 1000
metri sul livello del mare e che, soprattutto nella stagione
invernale, è soggetto a persistenti intemperie atmosferiche che
causano nel fondo stradale smottamenti, dissesti e movimenti
franosi che rendono la viabilità pericolosissima;
atteso che:
lo stato di abbandono di questa importante arteria stradale
persiste ormai da lunghi anni e taluni movimenti franosi, situati
peraltro in curve pericolose, non sono stati mai rimossi,
rendendo il transito a doppio senso di circolazione ad altissimo
rischio di incidente;
rilevato che:
lo stato di pericolosità in cui versa la strada in oggetto è
stato segnalato numerosissime volte all'ANAS nonché ai competenti
organismi istituzionali senza che a tutt'oggi alcuna iniziativa
sia stata assunta per una definitiva sistemazione né quantomeno
per riparare quei tratti franosi che ne pregiudicano
pericolosamente la viabilità;
essa è l'unica arteria di collegamento tra i comuni dell'area
nord della provincia di Enna e del Parco dei Nebrodi (Cerami,
Troina, Nicosia, Sperlinga, Gagliano Castelferrato, Capizzi,
Cesarò, S. Teodoro), costituendo, altresì, l'unica via di accesso
per la città di Nicosia, e che lo stato di abbandono in cui versa
crea notevoli disagi ai cittadini dei suddetti comuni che
quotidianamente la percorrono per raggiungere sedi di lavoro,
ospedali di zona, uffici pubblici, scuole, etc.;
considerato inoltre che la strada statale 120 'Nicosia-Cerami-
Troina' viene quotidianamente transitata da numerosissimi
studenti pendolari che si recano in pullman presso gli istituti
scolastici superiori di Nicosia e Troina, ove arrivano stremati a
causa dei profondi avvallamenti e delle vistose crepe che sono
costretti ad attraversare nonostante sia oramai quasi
impercorribile;
considerato, altresì, che:
la statale in oggetto attraversa il territorio dei 'Parchi
naturalistici dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie', per cui ha
assunto anche la denominazione di 'Strada dei tre Parchi',
costituendo, pertanto, anche un itinerario di notevole interesse
turistico, ricco di storia, arte,cultura e, soprattutto, ricco di
natura incontaminata, di flora e di fauna variegate;
ove debitamente valorizzato, il tratto stradale potrebbe
costituire un possibile volano di sviluppo turistico ed economico
degli incantevoli paesi dei Monti Nebrodi;
i cittadini di Cerami, come tutte le popolazioni dei comuni
dell'area nord della provincia di Enna e dei comuni limitrofi
della provincia di Messina, hanno il sacrosanto diritto di
pretendere la massima sicurezza nella viabilità stradale;
rilevato che da ben trent'anni sulla statale in questione,
eccetto sporadici interventi di manutenzione ordinaria che non
hanno risolto in modo concreto il problema della sicurezza, non
vengono effettuati lavori di ammodernamento;
constatato che:
nonostante più volte investita del problema, divenuto di
vitale importanza per la popolazione interessata, la società
ANAS, chiamata ad attivare concreti interventi per l'immediata ed
urgente sistemazione e manutenzione della strada, ha mostrato il
più totale disinteresse;
per sapere:
se siano state assunte iniziative volte a verificare eventuali
responsabilità in ordine alla mancata e dovuta messa in sicurezza
della statale 120 - tratto Nicosia-Cerami-Troina;
se e quali iniziative il Governo della Regione abbia assunto
per risolvere la situazione di trentennale dissesto in cui versa
la strada statale 120, mai radicalmente affrontata se non con gli
sporadici interventi di ordinaria manutenzione, che,
puntualmente, dopo ogni stagione invernale, risultano inefficaci,
atteso che costituisce motivo di gravissimo e serio pericolo per
l'incolumità dei cittadini;
se, anche alla luce della rilevanza turistica del percorso e
delle sue ricadute sull'economia del territorio, non ritenga di
dover attivarsi, con estrema urgenza, per lo sviluppo di un
progetto di ammodernamento e di ristrutturazione del tratto in
questione». (37)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la strada statale 117, che collega Leonforte a Nicosia (EN),
versa in uno stato di dissesto e di totale abbandono tale da
pregiudicare la normale transitabilità e sicurezza per gli
automobilisti, con tratti ad elevato rischio di incidente;
considerato che il tratto di strada in questione trovasi
situato in zona che, soprattutto nella stagione invernale, è
soggetta a persistenti intemperie atmosferiche che causano nel
fondo stradale smottamenti, dissesti e movimenti franosi rendendo
la viabilità pericolosissima;
rilevato che:
lo stato di pericolosità in cui versa la strada in oggetto è
stato segnalato numerosissime volte all'ANAS nonché ai competenti
organismi istituzionali senza che a tutt'oggi alcuna iniziativa
sia stata assunta per una definitiva sistemazione né quantomeno
per riparare quei tratti franosi che ne pregiudicano
pericolosamente la viabilità;
lo stato di abbandono in cui versa la strada che collega
Leonforte con Nicosia crea notevoli disagi ai cittadini anche dei
comuni limitrofi che quotidianamente la percorrono per
raggiungere sedi di lavoro, ospedali di zona, uffici pubblici,
scuole, etc.;
da ben trent'anni sulla statale in questione, eccetto
sporadici interventi di manutenzione ordinaria che non hanno
risolto in modo concreto il problema della sicurezza, non vengono
effettuati lavori di ammodernamento;
per sapere:
se siano state assunte iniziative volte a verificare eventuali
responsabilità in ordine alla mancata e dovuta messa in sicurezza
della statale 117 - tratto Leonforte-Nicosia;
se e quali iniziative il Governo della Regione abbia assunto
per risolvere la situazione di dissesto in cui versa da
moltissimi anni la strada in questione, mai radicalmente
affrontata se non con sporadici interventi di ordinaria
manutenzione che, puntualmente, dopo ogni stagione invernale,
risultano inefficaci;
se non ritenga di doversi attivare, con estrema urgenza, per
lo sviluppo di un progetto di ammodernamento e di
ristrutturazione del tratto della statale 117 Leonforte-Nicosia».
(38)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
da circa un anno è decaduto il consiglio di amministrazione
dell'Opera Pia istituto assistenziale San Giuseppe e San Giovanni
Battista di Rodi di Piazza Armerina (RG), per dimissione della
maggioranza dei suoi componenti;
il sindaco di Piazza Armerina (RG), con propria determinazione
n. 36 del 21 agosto 2007, ha provveduto a nominare i cinque
componenti del ricostituendo c.d.a. di sua competenza;
l'Istituto è retto da un commissario straordinario, che
comporta un forte esborso di somme per il pagamento delle
indennità di carica, spese di viaggio e indennità di missione, il
tutto a carico della Pia Opera, in un momento in cui i dipendenti
dell'istituto debbono percepire circa undici mensilità arretrate;
il presidente e il c.d.a. non percepiscono alcuna indennità;
il protrarsi della gestione commissariale potrebbe prefigurare
danno grave e irreparabile nei confronti dell'ente, perseguibile
dalla Procura generale della Corte dei conti;
considerato che appare utile ed opportuno restituire la
gestione dell'ente ad un consiglio di amministrazione nominato
secondo il vigente statuto;
per sapere:
se intendano nominare immediatamente il consiglio di
amministrazione dell'Opera Pia San Giuseppe di Piazza Armerina;
se risulti vero che il commissario attualmente in carica ha
provveduto a modificare lo statuto dell'ente, espropriando il
sindaco della città di Piazza Armerina del potere di nomina della
maggioranza del consiglio di amministrazione e spostando tale
competenza in capo all'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali; ciò in aperto contrasto
con il principio di decentramento e della salvaguardia delle
prerogative delle autonomie locali;
qualora quanto sopra dovesse corrispondere a verità, se non
ritenga di impartire opportune disposizioni all'attuale
commissario per procedere, in autotutela, a revocare la
deliberazione di modifica dello statuto». (39)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che la normativa che regolamenta il funzionamento dei
patti territoriali e dei contratti d'area individua nella data in
cui ha inizio l'attività istruttoria degli stessi il momento dal
quale decorrono i 48 mesi disponibili agli imprenditori per la
realizzazione delle iniziative ammesse ai benefici degli
strumenti negoziali in argomento;
verificato che nel caso del contratto d'area di Messina/1,
protocollo aggiuntivo che ha finanziato n. 17 progetti
imprenditoriali con una ricaduta occupazionale di 700 dipendenti
(escluso l'indotto), i 48 mesi decorrono a far data dal 12 luglio
2000.
Tuttavia i terreni ex Pirelli (sui quali sono localizzate le
iniziative del contratto d'area) di proprietà della società
pubblica Ares s.p.a. in liquidazione, per la cui vendita ha
ricevuto a suo tempo mandato la società a capitale pubblico
Messina Sviluppo s.c.p.a. (divenuta in seguito soggetto attuatore
del contratto d'area) sono stati resi ufficialmente disponibili
dalla sopraccitata Messina Sviluppo solo a far data dal 20
novembre 2002 (per motivazioni assolutamente non imputabili agli
imprenditori che dovevano realizzare gli investimenti). Si pone
in evidenza, inoltre, che lo stesso protocollo aggiuntivo al
contratto d'area del 20 dicembre 2001 recita al quart'ultimo
comma: 'Ares in liquidazione e per essa Messina Sviluppo s.c.p.a.
sono impegnate a stipulare i contratti connessi con il
perfezionamento del passaggio dei beni in tempi compatibili con
quelli previsti dal presente protocollo .... Nessuna
anticipazione, a nessun titolo, potrà ovviamente essere
effettuata ante perfezionamento della suddetta stipula'. Questa
disposizione, unita al fatto che le aree - come detto - si sono
rese disponibili solo a far data dal 20 novembre 2002, ha reso di
fatto impossibile l'avvio degli investimenti prima di tale ultima
data;
constatato che lo stesso principio, inoltre, viene chiarito
nella circolare del Ministero delle attività produttive (oggi
dello sviluppo economico) prot. n. 1.178.501, del 16 gennaio
2002, là dove precisa che ... le infrastrutture inserite nei
patti sono state dapprima valutate e successivamente approvate
nel presupposto di una loro correlazione funzionale con gli
obiettivi di sviluppo connessi a ciascun patto; tale correlazione
può, in alcuni casi, risultare così stringente da far ritenere la
realizzazione delle predette opere quale condizione necessaria
per uno sviluppo delle imprese finanziate improntato a criteri di
economicità e di compatibilità ambientale. In questi casi risulta
conseguentemente non auspicabile l'avvio degli investimenti
privati in assenza delle necessarie garanzie sulla realizzabilità
delle opere infrastrutturali cui le predette iniziative risultano
strettamente collegate;
considerato che quanto sopra penalizza sensibilmente gli
imprenditori in quanto, ai fini dell'attualizzazione del
contributo concesso a stato finale, la data di possibile avvio
degli investimenti (decorrenza dei 48 mesi) viene considerata il
12 luglio 2000 e non il 20 novembre 2002, data reale di
disponibilità delle aree e quindi di possibile concreto avvio
dell'investimento;
vista la regionalizzazione della programmazione negoziata
(avvenuta con l'accordo di programma quadro sullo sviluppo
locale) e l'attuale gestione degli strumenti di sviluppo locale
da parte del Ministero dello sviluppo economico in regime di
'service';
tenuto conto che si rende necessario considerare il 20
novembre 2002 data reale di disponibilità delle aree e quindi di
possibile concreto avvio dell'investimento, al fine
dell'attualizzazione dello stesso per garantire il pieno
raggiungimento degli obiettivi dello strumento negoziale, lo
sviluppo economico, sociale ed occupazionale (previsto nello
stesso DM n. 320 del 31 luglio 2000) e nello specifico la piena
funzionalità delle tante aziende finanziate che viceversa
rischierebbero gravi penalizzazioni finanziarie con evidenti
riflessi sull'occupazione e sulle prospettive future;
per sapere quali iniziative si intendano adottare con urgenza
al fine di garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi del
contratto d'area e quindi lo sviluppo economico, sociale ed
occupazionale del territorio e più in generale di risolvere una
problematica ricorrente in diversi strumenti di programmazione
negoziata presenti in tutte le province della Regione siciliana e
se non ritengano i destinatari di intervenire presso il Ministero
dello sviluppo economico al fine di chiarire definitivamente che
per il contratto d'area di Messina la data di disponibilità del
contributo da considerare, ai fini dell'attualizzazione, è il 20
novembre 2002». (41)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CORONA
Le interrogazioni, testé annunziate, saranno trasmesse al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 13 «Revisione del piano di rientro del deficit
sanitario, in ordine alla prevista soppressione di numerose
guardie mediche», degli onorevoli Ammatuna, Lupo, Digiacomo,
Bonomo, Vitrano e Fiorenza.
Presentata il 2/07/08
numero 14 «Iniziative per evitare la chiusura delle guardie
mediche in provincia di Palermo», degli onorevoli Caputo,
Dina, Aricò, Falcone Marco e Currenti.
Presentata il 3/07/08.
numero 15 «Interventi allo scopo di garantire il reddito minimo
d'inserimento», degli onorevoli Donegani, Marziano, Termine e
Di Benedetto Giacomo.
Presentata il 4/07/08.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
fra i provvedimenti emanati in questi giorni dall'Assessore
regionale per la Sanità, allo scopo di avviare il piano di
rientro del deficit sanitario regionale, è prevista anche la
soppressione, a far data dall'1 luglio 2008, di ben 43 presidi di
guardia medica ordinaria;
nel suddetto piano di rientro è altresì previsto che entro la
fine del 2009 dovranno essere soppresse altre 44 guardie mediche
ordinarie in tutta la Sicilia;
dal prossimo 1 luglio saranno ridotte di numero e sarà
limitato il periodo di apertura delle guardie mediche turistiche
che operano nei territori durante il periodo estivo;
le guardie mediche rientrano fra i presidi di
emergenza/urgenza per i quali la facilità di essere raggiunti e
la conseguente celerità degli interventi è presupposto essenziale
per il salvataggio di vite umane;
la paventata riduzione di attività dei presìdi di guardia
medica turistica influisce soprattutto nel periodo notturno,
quando nelle località balneari si intensifica il flusso dei
visitatori;
le scelte operate dall'Assessore regionale per la Sanità,
oltre che abbassare di livello i servizi sanitari, dequalificano
in modo grave l'offerta turistica siciliana, che mira a diventare
il volano dello sviluppo economico dell'Isola;
tagli di così ampia rilevanza nell'erogazione dei servizi
sanitari (capaci di squilibrare i livelli essenziali di
assistenza la cui eguaglianza fra tutte le regioni d'Italia deve
essere garantita per legge) non possono essere effettuati senza
una preventiva concertazione con i territori interessati;
fra le spese che maggiormente incidono sul bilancio della
sanità siciliana vi rientra quella farmaceutica, con costi medi
procapite per cittadino di oltre 100 euro in più rispetto a
quanto si spende in altre regioni, come la Lombardia, con
assistenza sanitaria universalmente riconosciuta di eccellenza;
è stato avviato un monitoraggio della spesa per i centri
privati - laboratori analisi, case di cura, centri di
radioterapia o dialisi - e al momento, mentre si rimane in attesa
dei dati, non è stata fissata alcuna riduzione dei budget ai
quali i privati dovranno attenersi;
non appare chiaro se sia stata avviata una mappatura sul
numero, la necessità, il costo reale e l'incidenza sul budget
sanitario delle consulenze;
ritenuto che:
fra i primi interventi decisi dall'Assessore regionale per la
Sanità vi è quello di far predisporre una mappa del fabbisogno
sulla base di un'indagine sulle reali necessità in campo
sanitario dei cittadini siciliani;
in attesa del risultato dell'indagine, qualsiasi intervento
risulta essere mosso non da criteri di efficienza ma da meri
calcoli ragionieristici, finalizzati esclusivamente al tentativo
di ripianare il deficit sanitario e non ad offrire quella qualità
dei servizi che i cittadini auspicano;
ottimizzando i risparmi derivanti da una più attenta spesa
farmaceutica e da un più parsimonioso ricorso alle strutture
private può continuare ad essere garantita ai cittadini la
completa funzionalità dei presidi di emergenza/urgenza già
presenti nei territori,
impegna il Governo della Regione
a rivedere il piano di rientro del deficit sanitario, magari
accelerandone il passaggio nelle commissioni competenti ed
acquisendo i risultati dell'indagine sulle reali necessità in
campo sanitario dei cittadini siciliani» (13)
AMMATUNA - LUPO - DIGIACOMO - BONOMO - VITRANO - FIORENZA
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
il Governo regionale ha posto in essere una serie di
provvedimenti che mirano alla soppressione e/o accorpamento di
alcune guardie mediche della provincia di Palermo;
la scelta politica è fortemente lesiva del diritto alla salute
dei cittadini, in quanto la scomparsa delle guardie mediche da
alcuni comuni può determinare un grave disservizio ai danni dei
residenti dei comuni interessati;
la scelta di chiudere questi presidi medici è inopportuna o
grave in quanto provocherà enormi disagi ai cittadini e va
valutata in modo tale da non determinare danni e problemi alla
comunità,
impegna il Governo della Regione
a sospendere i provvedimenti di chiusura delle guardie mediche
per un periodo di 15 giorni al fine di valutare meglio le
iniziative da adottare per evitare danni irreparabili alle
comunità e per armonizzare altresì il provvedimento con l'intera
riforma del sistema sanitario regionale» (14)
CAPUTO - DINA - ARICO' - FALCONE - CURRENTI
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
da diversi anni centinaia di lavoratori siciliani ex RMI,
attraverso il decreto legislativo del 18 giugno 1998, n. 237,
conducono una difficile lotta per salvaguardare quel minimo ma
vitale sostegno economico per le proprie famiglie in quanto
occupati in lavori nelle pubbliche amministrazioni locali;
tale misura coinvolge direttamente diversi comuni siciliani
particolarmente colpiti e frustrati da una forte depressione
economica e sociale per mancanza di lavoro;
in considerazione del venir meno dei fondi nazionali del
decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237, la Regione siciliana,
con l'articolo 1 della legge regionale siciliana n. 5 del 2005,
ha attivato un'estensione del finanziamento gravante sul bilancio
regionale a favore degli stessi comuni per permettere la
prosecuzione delle condizioni di lavoro per gli stessi lavoratori
ex RMI;
gli stessi comuni beneficiari della norma regionale, a partire
da luglio 2008, non godranno delle disponibilità dei fondi
regionali concessi rispetto all'esercizio finanziario in corso,
impegna il Governo della Regione
ad applicare l'estensione del finanziamento ai comuni
destinatari del reddito minimo d'inserimento ai sensi del decreto
legislativo del 18 giugno 1998, n. 237, anche al semestre
successivo del corrente anno.
DONEGANI - MARZIANO - TERMINE - DI BENEDETTO
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale l'8 luglio 2008, l'onorevole Francesco Musotto ha
dichiarato che intende entrare a far parte del Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina della Commissione speciale
per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana n. 69 del 2 luglio 2008, è
stata nominata la Commissione speciale per la revisione e
l'attuazione dello Statuto della Regione, composta da 13
deputati, e precisamente dagli onorevoli: ARICO' Alessandro;
BARBAGALLO Giovanni; CARONIA Anna Maria; CASCIO Salvatore;
D'ANTONI Orazio; DIGIACOMO Giuseppe; DONEGANI Michele; FARAONE
Davide; LIMOLI Giuseppe; MAIRA Raimondo; MINEO Francesco;
MARROCCO Livio; SCAMMACCA DELLA BRUCA Guglielmo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina del Comitato per la qualità
della legislazione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana n. 68 del 2 luglio 2008, è
stato nominato il Comitato per la qualità della legislazione,
composto dai seguenti deputati: DE LUCA Cateno; DI BENEDETTO
Giacomo, GRECO Giovanni; LENTINI Salvatore; LUPO Giuseppe;
MARINESE Ignazio; PANEPINTO Giovanni; RAGUSA Orazio; VINCIULLO
Vincenzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina dei componenti della
Commissione parlamentare
di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana n. 70 del 2 luglio 2008, gli
onorevoli ADAMO Giulia, CAPUTO Salvatore, CORDARO Salvatore,
CORONA Roberto, D'AGOSTINO Nicola, D'ANTONI Orazio, FIORENZA
Cataldo, MAIRA Raimondo, MARINELLO Vincenzo, MARROCCO Livio,
NICOTRA Raffaele, PICCIOLO Giuseppe, RAIA Concetta, ROMANO
Fortunato e SPEZIALE Calogero sono nominati componenti della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, istituita dalla legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di Uffici di Presidenza di
Commissioni
e del Comitato per la qualità della legislazione
PRESIDENTE. Comunico che, nelle riunioni del 2 luglio u.s., le
seguenti Commissioni parlamentari hanno proceduto alla
costituzione dei rispettivi Uffici di Presidenza, che risultano
così composti:
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO
DELLA MAFIA IN SICILIA
Presidente: Calogero SPEZIALE;
Vicepresidenti: Livio MARROCCO, Raimondo MAIRA, Cataldo
FIORENZA;
Segretario: Roberto CORONA.
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE E L'ATTUAZIONE DELLO
STATUTO DELLA REGIONE
Presidente: Alessandro ARICO';
Vicepresidenti: Salvatore CASCIO, Giovanni BARBAGALLO;
Segretario: Orazio D'ANTONI.
COMITATO PER LA QUALITA' DELLA LEGISLAZIONE
Presidente: Orazio RAGUSA;
Vicepresidenti: Ignazio MARINESE, Giovanni PANEPINTO.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 32
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta scritta numero 32 Notizie sullo stato dell'autostrada
Palermo-Messina a firma dell'onorevole Laccoto, annunziata nella
seduta n. 8 del 2 luglio 2008, è da intendersi presentata con
richiesta di risposta orale.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del programma dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi mercoledì 9 luglio 2008,
alle ore 15.45, sotto la presidenza del Presidente
dell'Assemblea, onorevole Francesco Cascio, presenti i
Vicepresidenti dell'ARS onorevole Formica e onorevole Oddo e con
la partecipazione dell'Assessore alla Presidenza dott. Giovanni
Ilarda, ha stabilito quanto segue nell'ambito della sessione
estiva:
Le Commissioni si riuniranno dal 10 al 22 luglio 2008 per
l'esame dei seguenti disegni di legge di iniziativa governativa e
parlamentare:
1. Proroga del termine per la gestione del servizio di urgenza-
emergenza sanitaria, (n. 120);
2. Interventi per i familiari delle vittime della tragedia sul
lavoro nel comune di Mineo, (n. 104);
3. Norme recanti benefici per i familiari delle vittime di
incidenti sul lavoro (n. 11);
4. Interventi a sostegno dei familiari delle vittime del
lavoro (n. 87)
5. Norme urgenti per la continuità territoriale con le Isole
minori (n. 101).
L'Aula terrà seduta mercoledì 23 e giovedì 24 luglio (seduta
antimeridiana) per l'esame dei disegni di legge esitati dalle
commissioni legislative e per la discussione della mozione n. 9
"Iniziative nei confronti del Parlamento e del Governo nazionale
al fine di scongiurare il trasferimento del pullman di riprese
esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano".
Una delle suddette sedute sarà, altresì, dedicata a un
dibattito relativo a comunicazioni del Governo sul tema della
sanità.
Le Commissioni, nella programmazione dei propri lavori
parlamentari, daranno priorità alle seguenti iniziative
legislative:
1. Norme in materia di bilancio e contabilità;
2. Riforma elettorale enti locali;
3. Interventi in favore della sicurezza dei voli.
Il giorno 24 luglio alle ore 17.00 si terrà la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La sessione estiva avrà termine il giorno 8 agosto.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o
di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 10
Interventi per una più corretta e sostenibile politica di
adozione dei libri di testo e per una più razionale
organizzazione dei viaggi di studio , degli onorevoli Scilla,
Vinciullo, Aricò, Caputo e Falcone.
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le famiglie siciliane incontrano serie difficoltà a raggiungere
la fine del mese con le loro risorse ed a questa situazione
contribuisce la spesa sostenuta per il mantenimento dei figli a
scuola;
la maggior parte degli istituti scolastici cambia i libri di
testo con un ritmo vertiginoso, costringendo le famiglie a
comprare libri che, in molte occasioni, sono già disponibili
nelle librerie di casa in quanto comprati per il figlio maggiore;
non si giustifica una politica di continuo cambiamento del
libro adottato senza che venga garantito un più facile metodo di
apprendimento dello studente;
nel bilancio di una famiglia con figli a scuola incide anche
pesantemente la scelta di molti istituti di organizzare viaggi di
studio, non sempre veramente utili, dai costi più che elevati per
la maggior parte delle famiglie, che creano tensioni familiari
nel caso in cui i genitori non siano in grado di elargire
centinaia di euro per gite scolastiche di cui nessuno comprende
la reale validità,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso le Autorità scolastiche competenti perché
venga applicata una più corretta e sostenibile politica di
adozione dei libri di testo, limitandola alla reale innovazione
dei libri ed alla maggiore possibilità di apprendimento degli
studenti e comunque obbligando le scuole a non cambiare libri di
testo prima dei tre anni dalla loro adozione;
ad adottare iniziative affinché si ponga fine alla pratica di
viaggi di studio e gite che incidano sui bilanci familiari in
maniera non sopportabile, con l'auspicio che gli eventuali viaggi
siano strettamente legati alla formazione dello studente e che
non incidano per una cifra superiore ai 50 euro». (10)
Avverto che la determinazione della data di discussione della
suddetta mozione è demandata, secondo consuetudine, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Discussione della mozione n. 7
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 7 «Opportune iniziative volte a
fronteggiare la crisi delle marinerie siciliane», a firma degli
onorevoli Marinello, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che :
da diversi anni l'intero comparto della pesca attraversa una
crisi strutturale che ha determinato negli ultimi giorni una
crescente tensione sino alla cessazione delle attività di pesca;
nei giorni scorsi si è tenuta un'importante conferenza di
servizi che ha visto coinvolte numerose amministrazioni delle
città marinare investite dalla crisi insieme alle associazioni di
categoria e ai rappresentanti delle marinerie, degli armatori e
pescatori;
la causa principale che ha determinato il tracollo finanziario
delle imprese operanti nel settore della pesca è prioritariamente
riconducibile al caro gasolio che incide per oltre il 60% fra i
costi di gestione;
il costo del gasolio dieci anni fa era di 330 lire al litro,
poco più di 0,18 centesimi di euro, nello scorso mese di marzo
era di 0,60 centesimi di euro al litro, oggi, ha oltrepassato la
quota di 0,80 centesimi di euro e tende ancora ad aumentare;
l'elevato prezzo del gasolio e gli altri problemi che investono
il comparto vanno affrontati per competenza in sede europea
mediante la definizione di un preciso piano d'azione, vi sono,
tuttavia, provvedimenti urgenti che la Regione può e deve
adottare per impedire che la crisi precipiti in via definitiva
sino al blocco del comparto e dell'intera filiera agro-
alimentare,
impegna il Presidente della Regione
a procedere all'immediata effettuazione dell'arresto temporaneo
dell'attività di pesca, per la difesa e la tutela delle risorse
alieutiche e la sopravvivenza dell'intera filiera, adottando in
tal senso ai fini delle compensazioni finanziarie i piani per il
recupero di risorse che rischiano di esaurirsi, così come fissato
dall'articolo 175 della legge regionale n. 32 del 2000;
all'erogazione in tempi rapidi del contributo a percentuale sul
costo del gasolio per tutte le imprese di pesca relativamente al
2005, come sancito dal D.D.G..del 14 aprile 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 19 del 2
maggio 2008;
a predisporre ogni strumento normativo finalizzato alla
copertura del contributo per gli anni 2006, 2007 e 2008 anche
mediante modifica dell'articolo 84 della legge regionale n. 17
del 2004 in ottemperanza al regolamento C.E. 6 ottobre 2004, n.
1860 nel rispetto della misura del de minimis;
ad attivare ogni strumento finalizzato alla realizzazione del
credito peschereccio a tasso agevolato, così come previsto per
l'artigianato e il commercio, e ad intervenire presso l'IRCAC
affinché sia adottato il nuovo regolamento comunitario in materia
di credito sugli aiuti de minimis anche in favore del settore
della pesca». (7)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per illustrare la
mozione.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, lo scorso 5 giugno - l'Assemblea regionale siciliana si
era appena insediata - noi deputati del Partito Democratico
abbiamo presentato una mozione che è anche di indirizzo e di
sollecitazione nei confronti del Governo della Regione per quanto
riguarda la crisi delle marinerie siciliane, crisi che - come
tutti sappiamo - è dovuta prevalentemente alla questione del caro
gasolio, quindi un problema di congiuntura internazionale, che è
passato negli ultimi anni da circa 0,18 centesimi al litro ad
oltre 0,80 centesimi al litro.
Parlo di un settore che è vitale per l'economia della nostra
Regione, un settore che negli ultimi anni ha avuto, da parte dei
Governi della Regione che si sono succeduti, una scarsa
attenzione.
Il settore della pesca in Sicilia rappresenta un settore
strategico e importante, non solo per l'economia isolana ma anche
nel contesto del prodotto interno lordo a livello nazionale:
rappresentiamo oltre il 30 per cento della flotta italiana.
Quindi, un settore strategicamente importante che ha dato e dà a
questa nostra Isola occupazione anche se, negli ultimi anni, ha
visto sostanzialmente la fuga da parte dei giovani. Dall'anno 87
e fino agli inizi del 2000 si è avuto un avvicinamento da parte
dei giovani, ma dal 2000 si assiste ad una vera e propria fuga
perché non si riesce più a garantire un reddito a quei
lavoratori, agli operatori, alle imprese che esercitano questa
tipologia di pesca.
E' per questa ragione che noi abbiamo presentato, anche su
sollecitazione degli operatori del comparto, una mozione che
impegna il Presidente della Regione, il Governo e l'Assessore
competente a procedere all'immediata effettuazione dell'arresto
temporaneo dell'attività di pesca.
Da qualche giorno il Governo nazionale, in applicazione
all'articolo 24 del FEP, ha emesso il decreto legge n. 114 del 3
luglio 2008, che prevede una dotazione finanziaria debbo dire
molto esigua rispetto alle esigenze del comparto della pesca
italiana.
L'articolo 24 prevede il cosiddetto fermo emergenziale' e il
Governo ha emesso un decreto legge che si sostanzia in tre
misure: la misura relativa al cosiddetto fermo temporaneo o
biologico; un'accelerazione al cosiddetto arresto definitivo,
quindi, alla cosiddetta demolizione delle unità da pesca ed una
misura innovativa che riguarda la cosiddetta cassa integrazione
straordinaria', estendendola ed equiparandola al settore
dell'agricoltura.
Debbo dire che è un piccolo segnale, modesto anche per
l'esiguità delle risorse finanziarie messe a disposizione; per
esempio, per quanto riguarda il fermo temporaneo sono stati
stanziati solo 9 milioni di euro, una cifra irrisoria se pensiamo
che in Sicilia, fino a qualche anno fa, spendevamo qualcosa come
150 miliardi delle vecchie lire; chiaramente è previsto solo per
lo strascico e per la pesca a volante, non per tutti i sistemi di
pesca bensì solo per due segmenti di pesca, cosa che, invece, in
Sicilia negli anni passati si prevedeva. Ma qui si applica solo
una parte del regolamento
Noi chiediamo con forza al Governo della Regione che dia
applicazione anche ai cosiddetti piani di gestione locale, al
cosiddetto allegato 3' del Fondo europeo della pesca, del FEP,
che è il nuovo strumento che dota la Regione Sicilia, quale
membro di quelle risorse finanziarie europee che vengono
destinate al settore, che possa essere esteso anche agli altri
sistemi di pesca che sono la peculiarità non solo della nostra
Isola ma della pesca italiana, quindi, in particolare, a
ciancialo ed alla piccola pesca.
L'Assessore ci dovrà chiarire - mi riservo di intervenire
successivamente - cosa ha fatto il Governo della Regione,
rispetto ai piani di gestione.
Capisco che questo Governo, questo Assessore si siano insediati
da pochi giorni, però ci sono stati cinque anni di tempo in cui
tante cose si potevano fare per il settore della pesca: in
particolare l'articolo 175 del vecchio POR Sicilia prevedeva
l'attuazione delle cosiddette misure' per quanto riguardava i
piani di recupero per le risorse che rischiavano di esaurirsi;
orbene, pur avendo fatto nel 2000, quindi all'inizio del POR, una
previsione, una programmazione triennale, nulla il Governo della
Regione ha fatto per dare applicazione a quell'articolo 175.
Lo richiamo in quella mozione, l'ho richiamato anche, per certi
versi, in maniera provocatoria per dire al Governo della Regione:
attiva quella misura che poteva essere attivata e non è stata
attivata'. Fu prevista una dotazione finanziaria - debbo dire
fittizia - di 300 miliardi di vecchie lire che non è mai stata
attivata, l'unica misura che fu attivata del vecchio strumento
POR Sicilia fu l'articolo 170, in particolare, le cosiddette
misure di accompagnamento sociale' che nulla prevedevano sulle
misure a sostegno delle imprese di pesca. L'unica cosa che
prevedevano erano misure sociali, quindi, il cosiddetto minimo
monetario' ai pescatori ed agli operatori.
Non furono fatti neanche i piani di protezione, furono adottati
per dare corso all'articolo 170 del vecchio POR Sicilia e quindi
all'articolo 12 del Regolamento 2792 del 1999 che prevedeva lo
SFOP (Strumento finanziario di orientamento della pesca) che ora
è stato sostituito dal FEP (Fondo europeo per la pesca). La
Sicilia non fu capace di dotarsi dei piani, addirittura adottò
per ben tre anni solo ed esclusivamente i piani nazionali che
hanno esteso queste misure sociali alle varie tipologie di pesca
ma nulla in termini di risposta è stata data al settore se non
quella di una mera elemosina alla pesca siciliana.
Ed è dal 2000 in poi che la pesca comincia ad attraversare un
periodo di forte crisi che ha visto, nelle scorse settimane, il
settore al collasso, anche a causa del cosiddetto caro gasolio'.
E' stata fatta, poi, un'altra misura nell'ambito della
finanziaria regionale del 2005, il cosiddetto contributo
straordinario'. L'articolo 84 della finanziaria prevedeva una
dotazione di 500 mila euro, dotazione finanziaria insufficiente
rispetto alle richieste che sono pervenute e per le quali
occorrevano ben 2 milioni e 298 mila euro.
Ho sentito dire all'Assessore, in alcune dichiarazioni
giornalistiche, che intende rifinanziare, dare un ulteriore
contributo straordinario, nell'ambito dei parametri cosiddetti
del de minimis. Ma qui bisogna cambiare la norma perché
l'articolo 84 stabilisce un periodo temporale in cui poteva
essere data questa somma ed in particolare dall'1 gennaio 2004 al
30 giugno 2005.
Onorevoli colleghi, un altro punto prevede anche una misura che
riguardava l'IRCAC, il cosiddetto credito peschereccio agevolato
in Italia adottato dal Ministero delle politiche agricole; in
Sicilia, invece, abbiamo l'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione.
Per il settore della pesca non è mai stata attivata nessuna
misura in tal senso da parte del Governo della Regione, e mi
dispiace che oggi il Presidente non sia presente in Aula, ma c'è
l'Assessore e, certamente, riferirà.
Non è il contributo straordinario, la misura del fermo
straordinario che risolve o affronta i problemi del settore della
pesca. Occorre una riforma organica, interventi di sostegno al
reddito ma anche di sviluppo.
Il Presidente della Regione ne faceva cavallo di battaglia, noi
lo proporremo, anche come Gruppo parlamentare. In Sicilia si
raffina il 40% della produzione nazionale, le nostre raffinerie,
a Gela e ad Augusta, raffinano il 40% della produzione nazionale.
Si è parlato tanto della cosiddetta fiscalità di vantaggio.
(Entra in Aula il Presidente della Regione)
Onorevole Presidente, la ringrazio per la sua presenza.
Lei ha fatto della fiscalità di vantaggio il suo cavallo di
battaglia, i settori della filiera agroindustriale o
agroalimentare compreso anche i settori produttivi e trainanti di
questa nostra economia. Perché non pensare ad un apposito disegno
di legge che affronti la tematica relativamente alla fiscalità di
vantaggio per i settori produttivi?
In Valle d'Aosta, in Trentino Alto Adige, è più diffusa una
fiscalità di vantaggio. Non riguarda solo ed esclusivamente i
settori produttivi, ma le Comunità che risiedono in quelle
regioni.
Siccome ci vogliono risorse finanziarie, bisogna che il
Presidente della Regione istituisca la cosiddetta zona franca
per quanto riguarda la filiera agroalimentare.
Evitiamo così i problemi di compatibilità comunitaria, problemi
che dobbiamo sottoporre agli interventi sul de minimis, quindi
per bypassare quelle che sono le misure comunitarie che non ci
consentono di dare la giusta risposta ai settori produttivi della
Regione.
Cosa si farà dei piani di gestione locale, del cosiddetto
Allegato 3 ? Cosa ha fatto il Governo della Regione? Se non ha
fatto qualcosa, che si appresti a farlo
Proprio oggi, la Commissione consultiva centrale presso il
Ministero dell'Agricoltura ha emanato il fermo temporaneo per la
pesca a strascico e/o volante dal 25 agosto al 23 settembre per
una parte della Sicilia occidentale e dal 15 settembre al 14
ottobre per la Sicilia orientale.
Certamente, bisogna accompagnarla anche con i piani di gestione
locali, con tutti gli altri segmenti, bisogna mettere mano con
immediatezza a questa fiscalità di vantaggio.
Noi forze di opposizione ci rendiamo conto e ci siamo resi
conto subito che questo settore ha bisogno di sostegno ma anche
di mettersi in moto, diversamente manderemo in Sicilia - così
come gli addetti che lavorano direttamente nel settore - qualcosa
come 14 mila e 40, 50 mila persone, indotto compreso.
In questi anni abbiamo speso male i fondi comunitari, a
differenza di ciò che è avvenuto, ad esempio, in Spagna. Abbiamo
utilizzato, con la vecchia misura, solo l'8,7 per cento, mentre
gli spagnoli hanno investito tantissimo e rappresentano meno di
noi, sia in termini di prodotto interno lordo alla loro nazione
sia nel contesto europeo; eppure, hanno speso qualcosa come il
52,8 per cento dei fondi comunitari.
Allora, attiviamo subito queste misure comunitarie; attiviamo
subito questo fondo.
E' per questa ragione che chiedo al Governo della Regione un
impegno solerte per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio e
gli interventi strutturali nel settore.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi
complimento con i firmatari di questa mozione perché parlare di
pesca, in questo Parlamento, è importantissimo per il ruolo che
questa attività deve rivestire per la nostra Isola. E' un
comparto in grosse difficoltà ma rappresenta l'economia di intere
città ed è, quindi, un settore su cui va posta la giusta
attenzione. E quella della pesca, Assessore, è un'attività cui
dobbiamo dare delle risposte.
Mi complimento per quanto già il Governo regionale, nella
persona del Presidente e dell'Assessore, hanno iniziato a fare ed
i complimenti vanno anche al Ministro Zaia perché rispetto ad
altre occasioni in cui vi sono stati soltanto degli annunci, dei
proclami, oggi possiamo già parlare con elementi certi che,
sicuramente, hanno portato a dei provvedimenti che pur non
risolvendo le problematiche delle marinerie siciliane, iniziano
un percorso che, se ben seguito, potrà dare una speranza alle
tante imprese e a chi è impegnato in questo settore.
Stamane, a Roma, si è riunita la Commissione consultiva per la
pesca, con riferimento al decreto 411 citato prima. Quel decreto,
ad oggi, è l'unica azione possibile rispetto a ciò che il
Regolamento comunitario prevede, perché, a volte, questo settore,
essendo un settore dove gli occupati sono davvero tanti, diventa
un serbatoio di voti dove la speculazione e la demagogia politica
non conoscono limiti.
Oggi, invece, possiamo dire che è stato utilizzato un articolo
del Regolamento comunitario che prevede la possibilità di un
arresto temporaneo per motivazione non di carattere biologico ma
di carattere prettamente economico.
Effettivamente, la dotazione finanziaria non è delle migliori.
Qualche altra cosa va fatta però rispetto a ciò che è stato
discusso oggi a Roma, Assessore; va, sicuramente, discussa la
data scelta a Roma perché, se ciò può valere per le marinerie
dell'Adriatico, del Tirreno, sicuramente non può essere applicato
alle marinerie siciliane che hanno altre peculiarità e altre
motivazioni.
Il decreto originale parla di trenta giorni obbligatori
consecutivi ma, nell'arco di quattro mesi, la Regione siciliana,
potendo utilizzare uno Statuto autonomo che in materia di pesca
ha delle prerogative ben stabilite, deve intervenire - va bene il
concetto dell'obbligatorietà; va bene il concetto dei 30 giorni
consecutivi; va bene anche la data di partenza che è fissata al
15 settembre - poiché, effettivamente, anche se non avessimo la
necessità, vorremmo dare un messaggio alla comunità per dire che
i primi difensori del mare sono i pescatori ma non può essere
bloccata la pesca siciliana per trenta giorni consecutivi.
Sarebbe un danno economico irreparabile perché non potremmo più
fronteggiare l'importazione dei prodotti ittici. Dobbiamo vedere,
per categoria, di dividere, nell'arco temporale di quattro mesi,
questi trenta giorni obbligatori.
Altro aspetto importante è l'arresto definitivo, la cosiddetta
demolizione dei natanti . Parlare di demolizione dei natanti non
è una bella cosa perché si tratta pur sempre di aziende che
chiudono, ma visto lo stato di crisi che c'è, evidentemente, è
una misura appropriata che può servire a chi rimane nel settore,
con qualche possibilità in più.
Bisognerebbe, anche se non è materia dell'Assemblea regionale o
del Governo regionale, predisporre un ordine del giorno da
presentare a Roma, per fare in modo che venga applicata la
defiscalizzazione del premio ed allargare il premio non solo agli
armatori ma anche ai marittimi.
Caro Assessore, la pesca va salvata. Si tratta di due misure
sicuramente fondamentali.
Mi auguro che, a livello regionale, si possa utilizzare il
contributo del de minimis . Vi è un lavoro già svolto; vi sono
delle tabelle prestabilite e l'Assessorato ha già impegnato 500
mila euro, stanziati in precedenza, per pagare il de minimis ;
occorrerebbe un ulteriore milione e ottocento mila euro per poter
pagare l'intero importo.
C'è un prospetto pronto e sarà mia cura venire a trovarla per
dare quest'altra risposta che darebbe, sicuramente, una ulteriore
piccola boccata di ossigeno.
Va bene il decreto nazionale e va bene l'eventuale decreto
relativo al de minimis , ma se non andiamo ad incidere anche
parzialmente sul prezzo del gasolio, da qui a fine anno la
maggior parte delle imprese, probabilmente, consegnerà i ruoli
alle Capitanerie perché, economicamente non vi sono le condizioni
per poter continuare ancora l'esercizio di questa attività.
Sono al corrente di un importante incontro previsto in data 16
luglio tra l'Assessore per l'industria e i petrolieri, con chi,
realmente, in Sicilia, ha un ruolo importantissimo, in questa
materia.
Dobbiamo cercare di individuare un prezzo politico per
permettere alle aziende di potere, realmente, pervenire ad un
recupero economico. Se non si fa questo - lo dico oggi, 9 luglio
- avremo di nuovo quello stato di protesta con la marineria di
Mazara del Vallo e, questa volta, in prima linea perché, lo
ripeto, senza speculazioni e senza demagogia politica, non ci
sono le condizioni economiche per andare avanti. E, siccome,
penso che un'intera categoria non possa chiudere considerato che
l'indotto è notevole, dobbiamo sicuramente intestarci questa
battaglia.
Occorre, quindi, anche momentaneamente, individuare un prezzo
politico. Se facciamo questo, signor Presidente - e concludo -,
assieme al decreto che, oggi, è stato discusso a Roma con il
decreto attuativo e con la corresponsione del de minimis ,
sicuramente, ci può essere una speranza; sicuramente, ci può
essere un futuro.
L'importante, dunque, è riuscire ad ottenere questa misura che
abbatte il prezzo del petrolio.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, la
parte che mi appassiona di più è quella relativa al modo in cui
questo Governo potrebbe, realmente, riuscire ad invertire la
rotta; non c'è termine più adatto parlando, evidentemente, di
pesca. La rotta si può invertire soltanto in un modo.
Non voglio ripetere cose già dette dai colleghi, che appaiono
convincenti sulla questione del gasolio. Cosa può significare il
provvedimento assunto a livello nazionale? Quale boccata di
ossigeno può più o meno dare? Sono cose che abbiamo sentito e
sulle quali non si deve necessariamente tornare.
Vorrei parlare invece del Fondo europeo per la pesca e chiedo
al Governo a che punto ci troviamo perché tutti noi sappiamo bene
che la vera inversione di rotta potremmo registrarla nel momento
in cui parliamo un linguaggio di programmazione complessiva del
Fondo.
E la cosa che vorrei capire, questa sera, in quanto ancora
totalmente inesplorata, è cosa intende fare questo Governo.
Non credo, infatti, che questo Governo, nel giro di pochi mesi,
possa riuscire ad invertire una tendenza che riguardava un Fondo
europeo per la pesca gestito con pressappochismo, con sforzi
immani ma con scarsi risultati. Non posso farlo; non me la sento.
Cosa stiamo facendo dunque?
Come stiamo partecipando alla programmazione del Fondo europeo
per la pesca?
Cosa sta facendo il Governo per quanto concerne il Tavolo
Nazionale presso il Ministero competente?
Cosa stiamo proponendo come Regione, come Governo della
Regione?
Fondo europeo per la pesca, Assessore, non significa soltanto
parlare il linguaggio del fermo, come oggi si vuol definire, non
più la vecchia logica del fermo biologico ma qualcosa di
scientificamente ancora più utile alla marineria.
Vorrei andare oltre. Cosa stiamo pensando per le strutture a
terra, per l'individuazione dei banchi di pesca?
Cosa può significare, per quanto concerne risposte alle
aziende, in forma diversa, della sola attività che è prioritaria,
allorquando si parla di gestione, di creazione, di costruzione
delle strutture a terra, di gestione della costa?
Non sto qui a dire che tipo di strumento sia il FEP perché
penso di parlare a persone che hanno ben chiaro ciò che significa
oggi un Piano di gestione.
Sul Piano di gestione nell'ambito della programmazione,
onorevole Scilla, dovremmo capire non soltanto a che punto è, non
solo, a partire dalla Commissione competente, che tipo di
strategia sia stata imposta, ma qual è l'obiettivo strategico che
intendiamo raggiungere perché, altrimenti, faremmo solo attività
di denuncia.
Ed io, a volte, mi confondo perché vedo che colleghi della
maggioranza attrezzano formule di opposizione e colleghi
dell'opposizione traggono spunto, invece, da proposte della
maggioranza.
Vorrei apprezzare l'opposizione propositiva e, nel dire che
stiamo perdendo tempo, dico, infine, che bisogna attrezzarsi per
una buona programmazione del FEP, cercando di parlare un
linguaggio non solo innovativo, moderno, che venga incontro alle
esigenze della marineria con Piani di gestione efficaci,
intelligenti, ma per essere in grado piuttosto di dare risposte a
questo mondo che sta vivendo momenti di difficoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare, a nome del Governo,
per una replica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
il Governo, fin dai primi giorni del suo insediamento, ha avuto
modo di attivare una serie di incontri con le delegazioni di
pescatori, con le associazioni di categoria e con il Governo
nazionale.
Non c'è dubbio, infatti, che, tra le tante emergenze che sono
state poste all'attenzione del Governo della Regione, uno dei
primi incontri che ha svolto il Presidente della Regione
all'Assessorato regionale della cooperazione, sia stato proprio
con una delegazione di pescatori.
Il dramma che vivono i pescatori risale, ormai, a qualche mese
fa, se non addirittura ad un anno circa. Certamente, però, tale
problema non poteva essere risolto con immediatezza ma è stato
avviato un tavolo di confronto con le delegazioni di pescatori,
con le associazioni di categoria ma anche con il Governo
nazionale. Il problema andava affrontato sia in un tavolo di
concertazione con gli altri assessori e rappresentanti del
Governo regionale sia con il Governo nazionale e quest'ultimo,
certamente, aveva gli strumenti per fornire le prime risposte
concrete a questo settore; per quanto riguarda la Sicilia, vorrei
ricordare che non solo ha il 30 per cento dell'intera flotta
nazionale ma - mi permetto di dire - la pesca è una delle
attività produttive che più appartengono alla storia di questo
nostro territorio. E con mia grande soddisfazione, ho avuto modo
di percepire, nei colloqui che si sono svolti con le categorie
dei pescatori, che gran parte dei loro figli sono interessati a
continuare tale attività.
Da un lato, pertanto, abbiamo un settore che appartiene alla
nostra storia siciliana, e dall'altro la possibilità che
un'attività produttiva possa essere continuata dai figli. Credo
possa essere un argomento di notevole interesse del Governo
regionale e anche di tutta l'Assemblea in quanto, certamente,
costituisce un pezzo di storia del nostro territorio.
Questi incontri con il Governo nazionale hanno sortito una
specie di decreto-legge che non è stato parco di soddisfazione
sul piano economico. E se guardate bene l'impegno delle somme,
attiene a una parte di finanziamento che era già allocato nei
fondi del Ministero, Settore Direzione generale della pesca e,
dall'altro, esso attingeva dai fondi comunitari.
Sotto questo punto di vista, la scelta del Governo nazionale è
stata indirizzata verso due settori importanti della pesca.
Abbiamo svolto, in questi giorni, la nostra attività che vuole
essere, mi permetto di dire, di ausilio rispetto a ciò che è
stato fatto dal Governo nazionale. Intanto, sollecitando con
forza i tecnici che avevano da tempo il cosiddetto incarico per
il Piano di gestione , posso annunciare all'Aula che il Piano di
gestione è stato consegnato qualche giorno fa all'Assessorato
regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e
della pesca proprio perché possa essere il primo punto importante
di partenza di una strategia della pesca nella Regione siciliana.
Ho ascoltato con interesse gli interventi dei colleghi e posso
affermare che, se si è stati per tanto tempo in silenzio su una
attività così importante, certamente oggi siamo impegnati ad
affrontare l'emergenza, a programmare un'iniziativa legislativa
che possa porre una serie di certezze per quanto riguarda il
settore della pesca.
Proprio oggi, è previsto un incontro presso il Ministero
dell'agricoltura per cercare di dare attuazione al decreto che
prevede come fornire, come adempiere alla richiesta di intervento
straordinario che pongono le categorie di pescatori.
L'onorevole Scilla pone una questione che, ritengo, sia
importante per quanto riguarda la Sicilia: se questo fermo, come
è stato indicato a Roma, a far data dal 15 settembre al 14
ottobre 2008, sia una scelta condivisibile da parte della Regione
siciliana.
Consulteremo i nostri Uffici per potere verificare se, in
questo senso, possiamo attivarci per indicare un periodo diverso
e, certamente, se sarà possibile venire incontro alle categorie
produttive lo faremo.
Ritengo, però, che trattandosi di un decreto dello Stato che ha
già indicato, nel corso della Conferenza Stato-Regione, un
periodo, sarà difficile. Ma, ripeto, se potremo adottare una
determinazione diversa, lo faremo con piacere.
Per quanto riguarda la questione, posta più volte, del problema
fiscale, ritengo che non sia un problema che possa riguardare
questa Assemblea. Tuttavia, può essere, certamente, presentato un
ordine del giorno sul quale, eventualmente, annuncio un parere
favorevole del Governo.
Se leggete il decreto-legge con attenzione, vi accorgerete che,
per la prima volta, non si parla di un fermo biologico ma si
parla, espressamente, di un fermo per quel che riguarda il costo
del caro-gasolio e al costo di produzione. E', certamente, un
fatto nuovo, straordinario, che ha determinato, nel Governo, il
convincimento di un intervento straordinario.
Per quanto riguarda la mozione numero 7, il cui primo
firmatario è l'onorevole Marinello, formulo questa risposta.
Relativamente al primo punto della mozione, il richiamo
all'articolo 175 della legge regionale numero 32 del 2000 non
appare pertinente per un duplice ordine di motivi.
Il primo, in quanto, lo stesso subordina l'effettuazione
dell'arresto temporaneo a cause biologiche e, quindi, non sarebbe
applicabile alla fattispecie in esame che ha come presupposto una
situazione di crisi legata, principalmente, all'aumento del costo
del gasolio.
Il secondo punto è che non si può, comunque, fare riferimento
alla legge regionale numero 32 del 2000 poiché, come è noto,
recava Norme per l'attuazione del POR 2000/2006 ed era stato
adottato in attuazione dell'articolo 16 del Regolamento
comunitario n. 2792 del 1999, modificato dal Regolamento
comunitario n. 2371 del 2002 e dal Regolamento comunitario n.
1198 del 2006.
Tuttavia, è intendimento del Governo regionale adottare il
fermo temporaneo attraverso un disegno di legge che disciplini
l'attività di pesca per le imbarcazioni che non saranno coinvolte
dal fermo previsto dallo Stato.
Relativamente al secondo punto della mozione, si precisa che il
decreto del Dirigente generale numero 98 del 14 aprile 2008,
approva la graduatoria degli aventi diritto alla concessione del
contributo previsto dall'articolo 84 della legge regionale numero
17. Il contributo è concesso in regime di aiuti de minimis, ai
sensi del Regolamento comunitario numero 1860 del 6 ottobre 2004
che stabiliva che l'importo complessivo degli aiuti de minimis,
concessi ad una medesima impresa, non dovesse superare, nel
triennio, i 3.000 euro.
A seguito della pubblicazione della graduatoria, di cui al
decreto del Dirigente generale numero 98, sopra citato,
pubblicato sulla GURS numero 19 del 2 maggio u.s., è stata
richiesta a ciascun soggetto, utilmente collocato in graduatoria,
la dichiarazione relativa ai contributi già ottenuti in regime di
de minimis, da detrarre, eventualmente, dalla somma dovuta.
Le dichiarazioni ad oggi pervenute sono 180 su 238 richieste.
Per coloro che hanno già trasmesso la documentazione ritenuta
idonea dall'amministrazione, si stanno predisponendo i relativi
decreti di liquidazione. Contestualmente, l'Ufficio competente
sta provvedendo a sollecitare coloro che non hanno ancora
risposto, assegnando un termine perentorio, trascorso il quale
saranno considerati rinunciatari.
Si precisa che non si potrà procedere allo scorrimento della
graduatoria oltre lo stanziamento previsto per l'anno 2005 in
euro 500 mila, in quanto risulta esaurito il plafond assegnato
all'Italia, quale Stato membro, dal Regolamento comunitario
numero 1860/2004, per gli anni 2004/2006.
Passo al terzo punto. Per quanto riguarda l'anno 2006, il
contributo non è più concedibile per le motivazioni sopra
indicate. Relativamente agli anni 2007 e 2008, per i quali vige
il nuovo Regolamento comunitario sugli aiuti de minimis numero
875/2007 che eleva da 3.000 a 30.000 euro il tetto massimo
concedibile, nel triennio 2007/2009, è intendimento del Governo
regionale intervenire con un pacchetto di misure che vanno
dall'integrazione del fermo previsto dallo Stato a provvedimenti
che consentono l'accesso al credito agevolato.
Al riguardo, si rappresenta che è in avanzata fase di
definizione un percorso già condiviso con l'Agenzia delle
Entrate, per quanto concerne l'applicabilità del credito
d'imposta al settore della pesca e anche per quanto riguarda la
possibilità di avvalersi degli interventi previsti per i Cofidi.
Nel settore Cofidi, come suggerito dal Dipartimento Regionale
Finanze, si ritiene possibile intervenire tramite l'abbattimento
in conto interessi di cui alla legge regionale numero 11/2005,
disciplinato dal precedente Regolamento de minimis per la
pesca.
Per quanto riguarda il Regolamento CE numero 875/2007, il
Dipartimento Finanze ha già provveduto a trasmettere all'Ufficio
legislativo e legale il testo di un disegno di legge la cui
approvazione renderà applicabili misure più vantaggiose per le
imprese operanti nel settore della pesca.
Relativamente al quarto punto, preso atto che il Regolamento CE
numero 875 del 2007 consente alle cooperative operanti nel
settore della pesca di accedere al credito attraverso l'IRCAC, si
provvederà ad implementare il Fondo di rotazione istituito presso
lo stesso Istituto e si rappresenta che l'Amministrazione ha già
provveduto a richiedere al MIPAF l'autorizzazione all'utilizzo di
parte del plafond assegnato all'Italia per il triennio 2007/2009.
Infatti, anche questa forma di intervento, così come il fermo
temporaneo, sarà attivata con gli aiuti in regime de minimis.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
un emendamento aggiuntivo alla parte dispositiva della mozione, a
firma degli onorevoli Marinello, Cracolici e Lupo. Ne do lettura:
«Aggiungere alla fine del dispositivo della mozione: a
chiedere al Governo nazionale la modifica dell'articolo 6, comma
2, del decreto ministeriale applicativo al D.L. n. 114/2008, nel
seguente modo: La compensazione spettante alle imprese di pesca
sarà equiparata e/o commisurata a quanto previsto negli allegati
di cui al Regolamento del FEP' (Fondo europeo della pesca)'».
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ho il testo del decreto e, sostanzialmente, è alla fine di tre
articoli perché la versione ufficiale non è quella che avevamo
qualche giorno fa.
Chiedo un minuto di sospensione dei lavori per coordinare il
testo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di sospendere brevemente
la seduta, avverto che è possibile intervenire per dichiarazione
di voto.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.34)
La seduta è ripresa.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, anche a nome degli altri
firmatari, dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione la mozione
numero 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione della mozione numero 11
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 11 «Circolare interpretativa sulla
riduzione delle indennità spettanti al Presidente ed ai
Consiglieri circoscrizionali già prevista dalla legge regionale
n. 15 del 2004», degli onorevoli Pogliese, Marrocco, Aricò,
Caputo, Buzzanca, Formica, Scilla, Vinciullo, Caronia, Raia,
Ferrara, Digiacomo, Donegani e Currenti.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nel giugno 2007 è entrato in vigore l'abbattimento
del 50 per cento delle indennità previste per il Presidente ed i
consiglieri di circoscrizione, adottato dall'Assemblea regionale
siciliana nella scorsa legislatura ai sensi della l.r. n. 30 del
2000 e successive modifiche;
considerato che con riferimento all'articolo 2, comma 32 bis,
della legge n. 244 del 2007, l'Assemblea regionale siciliana,
prendendo atto della norma ivi contenuta, rileva che le finalità
contemplate dai commi da 23 a 29 dell'art. 2 della legge n. 244
del 2007 sono state anticipate in Sicilia dall'art. 17 della l.r.
n. 15 del 2004,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il bilancio e le finanze e
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali
all'adozione di apposita circolare esplicativa che confermi
quanto disposto dalla legge regionale n. 15 del 2004 citata in
premessa».
POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
mozione, che vede la firma trasversale di parlamentari
appartenenti a Gruppi di maggioranza e di opposizione, nasce
dall'intendimento di fare chiarezza su una problematica su cui si
sono registrati interventi legislativi regionali e nazionali.
L'intervento legislativo della Regione siciliana ha anticipato
quello nazionale che si è concretizzato con l'ultima finanziaria
del 2008.
La Regione siciliana nel 2004, con la legge regionale n. 15, ha
previsto un abbattimento delle indennità pari al 50 per cento per
i presidenti delle circoscrizioni e per i consiglieri
circoscrizionali. Successivamente, qualche mese fa, il Parlamento
nazionale, con la legge n. 244 del 2007, all'articolo 2, ha
previsto un abbattimento delle indennità. Poiché all'interno
della legge finanziaria è previsto, altresì, che le regioni
debbano, attraverso una circolare esplicativa, dar seguito a
quelli che sono gli intendimenti, noi chiediamo formalmente alla
Regione siciliana di dar vita a tale circolare esplicativa.
Nella finanziaria era previsto il termine del 30 giugno (un
termine che riteniamo sia ordinatorio e non perentorio) e,
quindi, anche se ci troviamo oltre di pochi giorni da quel
termine credo che l'Assessore competente, e comunque il Governo
regionale, siano ancora in tempo per spiegare con la circolare
quali sono gli intendimenti.
Noi chiediamo formalmente che si mantenga la stessa previsione
introdotta dalla legge regionale n. 15 del 2004 che già aveva
dato un preciso segnale di riduzione della spesa complessiva per
gli emolumenti dei presidenti delle circoscrizioni e dei
consiglieri circoscrizionali.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, la Regione siciliana, con legge
regionale n. 15 del 2004 - come abbiamo appena ascoltato - ha
dettato la disciplina in materia di indennità degli
amministratori locali, stabilendo in particolare all'articolo 17,
comma 1, che l'indennità spettante ai presidenti dei consigli di
circoscrizione venga ridotta del 50 per cento. Ai consiglieri è
corrisposta una indennità pari ai 2/3 dell'indennità percepita
dai presidenti.
Per completezza di informazione occorre precisare che, con un
decreto del 29 febbraio 2008, l'Assessore per la famiglia ha
adeguato le misure minime delle indennità di funzione dei sindaci
e dei presidenti delle Province regionali e dei gettoni di
presenza dei consiglieri comunali e provinciali, sulla base della
media degli indici dell'ISTAT, applicando le variazioni
percentuali per i bienni precedenti relativi al 2002-2003, 2005-
2006, con decorrenza rispettivamente dall'1 gennaio 2004 e dall'1
gennaio del 2007.
Con la circolare n. 836 del 29 febbraio 2008, diramata a tutti
gli organi degli enti locali della Regione, si è provveduto a
comunicare la riduzione di un ulteriore 10 per cento delle
indennità e dei gettoni di presenza disposta con legge n. 266 del
2005, comma 54 della finanziaria nazionale, chiarendo che per
l'applicazione si dovrà provvedere alla relativa compensazione
con le nuove misure minime quali risulteranno dagli aggiornamenti
a seguito dell'applicazione dei nuovi indici ISTAT.
La successiva finanziaria dello Stato, la n. 244 del 2007,
all'articolo 2, comma 25, lettera a), introduce una nuova
disciplina sulla materia relativa alle riduzioni delle indennità
degli amministratori, disponendo, con il comma 32 bis, che le
regioni a statuto speciale provvedono ad adottare le disposizioni
idonee a perseguire le finalità di cui ai commi precedenti ed in
caso di mancata attuazione alle disposizioni di cui al primo
periodo del presente comma, data 30 giugno 2008, subiranno una
riduzione del fondo ordinario prevista dal comma 31. Ciò si
applica anche agli enti locali delle regioni a statuto speciale.
In questo modo veniva attuata una prima proroga fino al 30
giugno 2008 e, quindi, per noi il termine non si intende
certamente interpretativo in maniera leggera, ma perentorio.
Il Dipartimento Enti locali, a maggiore supporto, ha
manifestato, con nota riservata, all'Ufficio legislativo le
proprie perplessità circa l'applicabilità della materia in
questione agli enti locali; l'Ufficio interpellato si è espresso
nel senso che non può ipotizzarsi una automatica ed immediata
applicazione delle previsioni richiamate nella legge nazionale
senza un intervento legislativo delle singole autonomie speciali,
osservando, però, a tal proposito, che in conformità a quanto già
affermato dalla Corte costituzionale ed in tema di coordinamento
di finanza pubblica, ed atteso l'obbligo di tutti gli enti
costituenti la Repubblica, ivi comprese le regioni a statuto
speciale e quindi ad autonomia differenziata, debbano partecipare
all'azione di risanamento della finanza pubblica, che è il
carattere finalistico dell'azione di coordinamento, giustifica la
posizione da parte dello Stato non soltanto dei principi
fondamentali in materia, ma persino, ancorché in via sussidiaria,
di puntuali tetti di spesa, ovvero di vincoli alle politiche di
bilancio che si traducono, in via transitoria, in limitazioni di
spesa.
E' chiaro che ciascun ente locale potrà adeguarsi alla
normativa nazionale nelle more, se vogliamo, di una prefigurata
normativa regionale o anche indipendentemente da essa, ma il
Governo in tal senso si è certamente posto alcune importanti
domande che, certamente, avranno bisogno di una risposta, perché
grazie alla legge regionale alcuni comuni hanno adottato
immediatamente lo strumento ed hanno tagliato l'indennità del 50
per cento, altri che lo hanno fatto successivamente si vedrebbero
penalizzati con un 10 per cento di differenza, mentre,
paradossalmente, oggi i comuni e le realtà in cui si è votato,
quelle di alcune province che sono andate al voto di recente, per
esempio Catania, quindi circoscrizione di Catania, di Lipari, di
Messina, di Comiso, di Augusta, di Carlentini, di Siracusa e
Castellammare del Golfo avrebbero soltanto una penalizzazione
del 50 per cento. Quindi, il Governo si impegna a riordinare la
materia e a predisporre, eventualmente, un disegno di legge per
il riordino normativo.
RINALDI. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione n. 11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Dichiaro aperta la
discussione generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, credo che questa vicenda si stia aggrovigliando per una
negligenza da parte del legislatore e, quindi, in questo caso,
sembra un atto tipicamente amministrativo da parte di chi ha la
responsabilità di governo.
Com'è noto - lo ricordava poc'anzi l'Assessore - la legge
nazionale ha modificato la materia che riguarda le indennità, ed
io ho sempre sostenuto che in Sicilia non sarebbe stato sbagliato
equiparare le indennità dei nostri amministratori rispetto a
quelli del resto d'Italia. Qui, però, nella scorsa legislatura,
si è avuta quasi una rivolta, perché abbiamo osato dire che si
poteva fare in Sicilia come nel resto d'Italia.
Adesso siamo a un punto: la legge obbligava le regioni a
statuto speciale ad adeguarsi entro il 30 giugno con un
provvedimento...
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Anche alle Regioni a Statuto speciale.
CRACOLICI. Alle Regioni a Statuto speciale, non anche
La legge diceva: Adeguatevi se volete applicare una normativa
differenziata rispetto a quella varata dallo Stato . Qui c'è,
però, una schizofrenia - mi permetto di dire e lo dico anche
rispetto al parere dell'Ufficio legislativo e legale - perché se
la Regione Sicilia ha competenza esclusiva in materia di
indennità ai propri amministratori, riguarda la Regione la
modalità con la quale intende disciplinarla.
Ribadisco che questa è una di quelle competenza che
bisognerebbe, in qualche modo, uniformare, ma la Regione ha
scelto un'altra strada. Non vi può essere un provvedimento
nazionale che dice: Se voi non varate una norma differenziata io
agisco direttamente sul trasferimento , perché il trasferimento
che lo Stato fa agli Enti locali non ha come finalità il
pagamento delle indennità; può anche averla, ma poiché la nostra
Regione interviene anche con fondi propri rispetto al
finanziamento delle autonomie locali, si potrebbe dire che
essendo la competenza della Regione esclusiva, siamo noi, con i
trasferimenti che facciamo come Regione alle autonomie locali, a
provvedere a questo tipo di trasferimenti.
Questa vicenda sta diventando, come al solito, il teatro della
commedia : tutti la vogliono ma nessuno la cerca
Entro il 30 giugno, il Governo regionale doveva rispondere o di
essere disinteressato alla legge nazionale oppure di operare in
questa maniera ed assumersi la competenza e la responsabilità,
essendo la competenza della Regione esclusiva. Non si può, però,
decidere di non dire nulla.
Il paradosso qual è? L'Avvocatura ci dice che la Regione ha la
competenza, che la norma si applica se la Regione la recepisce.
Gli Enti locali, in assenza di norma di recepimento, possono o
devono, per ragioni di finanza locale, uniformarsi alla
disciplina nazionale. Delle due l'una: o abbiamo la competenza e,
quindi, gli Enti locali non possono adeguarsi perché la
competenza è della Regione o non abbiamo la competenza e, quindi,
si applica in automatico.
Mi è parso di capire che il Governo ha annunciato la
presentazione di un disegno di legge. Siamo, però, al 9 luglio,
si è tenuta qualche ora fa la Conferenza dei Presidente dei
Gruppi parlamentari, abbiamo stilato un calendario che non
prevede questa norma bensì i tre provvedimenti che il Governo ha
chiesto di approvare entro la chiusura della sessione estiva.
Propongo, pertanto, che il Governo, nelle more, faccia una
circolare agli Enti locali alla luce di questo pronunciamento
dell'Ufficio legislativo, in cui si applica la legge della
Regione; poi, in un secondo momento quando la Regione modificherà
la legge, si deciderà se ridurre o aumentare le indennità,
essendo appunto una competenza della Regione.
Lo dico perché questa materia la stiamo affrontando
sull'emergenza di una scadenza, ma la vicenda delle indennità -
lo suggerisco al nuovo Presidente della Regione e al nuovo
assessore - meno è differenziata, meno usciamo sui giornali su
una specialità usata molto spesso male, più è uniforme
l'indirizzo anche sulle indennità, più si è automatici sia negli
aumenti che nelle riduzioni, altrimenti tutto diventa arbitrio.
Questa vicenda sta dimostrando che siamo costretti a
disciplinare la materia con una certa dose di arbitrio.
Credo, comunque, che se il Governo è d'accordo nel predisporre
un disegno di legge e possiamo prevedere che lo si faccia in
tempi brevi, allo stesso tempo si può impegnare ad emanare una
circolare esplicativa per indicare ai Comuni come devono operare.
Non può succedere che il Comune di Palermo disciplini la materia
in una maniera e il Comune di Bagheria (cito il comune di
Bagheria perché dista soltanto 8 chilometri da Palermo) in
un'altra maniera ancora. Poiché la Sicilia è una e le regole
valgono per tutti, evitiamo di avere regole differenziate.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Cracolici, premesso che avevo già detto che, essendo la
materia abbastanza complessa, bisognerà certamente che la si
affronti nelle sedi opportune e, quindi, anche con un disegno di
legge governativo, ma certamente con l'ausilio della Commissione
legislativa e del contributo dei colleghi; credo che i comuni
abbiano l'obbligo di adeguarsi ad una disposizione normativa di
una legge finanziaria dello Stato, poiché quando saranno chiamati
a rispondere sul riequilibrio finanziario dovranno dire in che
termini hanno contribuito alla riduzione della spesa.
Il comune di Palermo lo ha fatto con una diminuzione di circa
180 mila euro di spesa. La circolare era stata emanata, per la
precisione, il 21 maggio 2008, ma, certamente, se questo serve a
far chiarire ancor di più l'oggetto della nostra discussione, mi
impegno a far predisporre agli Uffici, già domani mattina, una
circolare chiara ed esplicita per andare incontro a quelle che
sono le esigenze dei comuni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, qualora il Governo
volesse predisporre un disegno di legge, al di là anche di ciò
che è stato stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, le Commissioni sono al lavoro e possono sempre
discutere un disegno di legge, ove presentato.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione la mozione n.
11.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Discussione della mozione numero 12
PRESIDENTE. Si passa al punto V dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 12 «Opportune iniziative a sostegno
della liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt»,
degli onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la senatrice colombiana Ingrid Betancourt è una militante per
la difesa dei diritti umani, impegnata dal 1990 nella lotta alla
corruzione e al narcotraffico e candidata nel 2002 alle elezioni
presidenziali colombiane;
Ingrid Betancourt è dal 23 febbraio 2002 tenuta prigioniera
dalle (FARC) Forze armate rivoluzionarie della Colombia;
la Comunità internazionale si è mobilitata per favorirne la
liberazione poiché liberare Ingrid Betancourt e i circa seimila
prigionieri civili colombiani rappresenta un gesto umanitario
forte che deve trovare l'impegno di tutte le forze politiche
democratiche;
non vi può essere democrazia senza rispetto dei diritti
fondamentali dell'uomo e non vi può essere pace senza democrazia;
è stata lanciata una campagna internazionale Ingrid Betancourt
cittadina onoraria' destinata a sostenere le azioni intraprese
per la sua liberazione;
oggi più di 200 città nel mondo l'hanno nominata cittadina
onoraria e oltre 3000 enti locali hanno aderito all'appello;
molte città italiane si sono mobilitate e la città di Bologna
ha insignito la Betancourt della cittadinanza onoraria;
è stato lanciato un appello per conferire il Nobel per la pace
a Ingrid Betancourt;
considerato che:
la senatrice Betancourt, lottando per la sue idee di libertà e
di pace, è diventata simbolo di coraggio e di resistenza non
violenta;
la sua resistenza pacifica rappresenta uno straordinario
messaggio di fronte ad una ripresa del culto della violenza, il
premio rappresenta oggi un gesto per mantenere Ingrid Betancourt
in vita e per tenere alta l'attenzione sulla richiesta di
liberazione degli ostaggi;
Ingrid Betancourt è un simbolo per i colombiani, ma non solo.
E' un simbolo per tutti coloro che sono contro la corruzione, la
violenza, l'ipocrisia di un potere che attecchisce ed è forte là
dove si coltiva l'ignoranza, la non consapevolezza dei diritti
fondamentali dell'uomo, dove si gestisce il potere della
comunicazione;
la sua vita, il suo impegno politico, la sua passione civile,
la sua sofferenza, danno conto di una donna straordinaria che ha
pagato e sta pagando duramente le sue scelte di pace e che con la
sua sofferenza testimonia un coraggio, una determinazione, ed
una incredibile lucidità che le condizioni disumane a cui è
costretta dai suoi carcerieri non sono riuscite a cancellare;
anche altre regioni italiane come le Marche e la Toscana, hanno
annunciato un impegno che intendono intraprendere nell'unirsi
alla richiesta di liberazione della senatrice Betancourt e degli
altri ostaggi;
impegna il Governo della Regione
a farsi protagonista, insieme alle altre regioni italiane che
si sono già attivate autonomamente, di azioni coordinate a
sostegno dell'azione internazionale per la liberazione della
senatrice colombiana;
a farsi promotrice di un'iniziativa per chiedere, oltre alla
liberazione degli ostaggi e alla Pace in Colombia, l'assegnazione
del Premio Nobel per la pace a Ingrid Betancourt».
Onorevoli colleghi, ritengo che il contenuto della mozione sia
quasi per intero superato, tranne la parte che riguarda la
proposizione dell'assegnazione del Premio Nobel per la pace alla
senatrice Betancourt. La mozione a firma degli onorevoli
Cracolici ed altri è stata presentata lo stesso giorno che la
senatrice Betancourt è stata liberata. Ciò nondimeno, se
l'onorevole Cracolici intende intervenire ovviamente può farlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
particolarmente orgoglioso che, per puro caso, ho presentato
questa mozione qualche ora prima che fosse data la notizia della
liberazione di Ingrid Betancourt. Non posso che essere felice che
le ragioni di questa mozione, tese alla liberazione, siano venute
meno.
Credo che sia, in ogni modo, una bella cosa che questo
Parlamento possa votare una mozione che raccoglie l'appello che
in queste ore si sta muovendo nella comunità internazionale di
assegnare il premio nobel per la pace a Ingrid Betancourt. Da
questo punto di vista il fatto che il Parlamento siciliano sia
una delle prime istituzioni che può, in qualche modo, assumere un
indirizzo e una richiesta che fa forte la comunità
internazionale, che in queste ore si sta impegnando in tale
direzione, credo sia una bella prova di un Parlamento attento a
cose che stanno fuori dalla Sicilia ma che investono i diritti e
i valori di libertà di ciascuno di noi.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione la mozione numero 12 Opportune iniziative a sostegno
della liberazione della senatrice colombiana Ingrid Betancourt a
cui hanno chiesto di apporre la propria firma gli altri Gruppi
parlamentari.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Rinvio del punto VI dell'ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché non sono ancora
pervenute tutte le designazioni relative al punto VI dell'ordine
del giorno: Elezione di cinque componenti della Commissione di
garanzia per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali , lo
stesso sarà trattato in una successiva seduta.
MARINELLO. Signor Presidente, ci sarebbe da porre in votazione
l'ordine del giorno che stavo predisponendo.
PRESIDENTE. Non è più possibile farlo, in quanto gli ordini del
giorno vanno presentati durante la discussione generale.
Tuttavia, l'ordine del giorno in questione potrà essere
presentato in una successiva seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 23 luglio
2008, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 13 - Revisione del piano di rientro del deficit sanitario,
in ordine alla prevista soppressione di numerose
guardie mediche.
AMMATUNA - LUPO - DI GIACOMO - BONOMO -
VITRANO - FIORENZA
n. 14 - Iniziative per evitare la chiusura delle guardie
mediche in provincia di Palermo.
CAPUTO - DINA - ARICO' - FALCONE - CURRENTI
n. 15 - Interventi allo scopo di garantire il reddito minimo
di inserimento.
DONEGANI - MARZIANO - TERMINE - DI BENEDETTO
III - Discussione della mozione:
n. 9 - Iniziative nei confronti del Parlamento e del Governo
nazionale al fine di scongiurare il trasferimento del
pullman di riprese esterne della RAI dalla sede di
Palermo a Milano.
LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - FERRARA - LACCOTO -
RINALDI - SPEZIALE
IV - Elezione di cinque componenti della Commissione di
garanzia per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 18.58.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli