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Resoconto d'Aula della Seduta n. 91 di martedì 19 maggio 2009
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GALVAGNO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

     Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto comprensivo
                                statale
      Francesco Emanuele Cangiamila' di Palma di Montechiaro (AG)

   PRESIDENTE.  Porgo  un  indirizzo di saluto  agli  studenti  e  ai
  docenti   dell'Istituto  comprensivo  statale   Francesco  Emanuele
  Cangiamila' di Palma di Montechiaro (Ag), che assistono  ai  lavori
  dell'odierna  seduta  nell'ambito dello  svolgimento  del  progetto
   Legalità:  tante gocce di buon esempio per una marea di legalità ,
  di  cui  è responsabile il dirigente scolastico dottoressa  Rossana
  Maria Cristina D'Orsi.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Barbagallo,  Bonomo,
  Di   Guardo,   Faraone,  Marinese,  Laccoto,   Picciolo,   Minardo,
  Panepinto, Scammacca, Termine e Fiorenza hanno chiesto congedo  per
  la  seduta di oggi; l'onorevole D'Agostino per le sedute del 19, 20
  e 21 maggio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

   -   numero   279  «Rapido  espletamento  delle  pratiche  relative
  all'erogazione di contributi per opere di rimboschimento».
   - Firmatario: Di Benedetto Giacomo;

   - da parte dell'Assessore per i Beni Culturali:

   - numero 348 «Interventi volti a favorire l'ampliamento dei plessi
  scolastici nel comune di Catania».
   - Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   - da parte dell'Assessore per la Cooperazione:

   -  numero 385 «Revoca del decreto numero 1/2009 dell'Assessore per
  la  cooperazione, il commercio, l'artigianato e  la  pesca  per  il
  rilancio del comparto ittico»;
   - Firmatario: Ammatuna Roberto;

   - da parte dell'Assessore per la Famiglia:

   - numero 442 «Utilizzo dei beni assegnati alla Questura di Palermo
  per esigenze abitative dei poliziotti monoreddito».
   - Firmatario: Caputo Salvino;

   - da parte dell'Assessore alla Presidenza:

   -  numero 147 «Interventi per fronteggiare l'emergenza idrica  del
  comune di Erice (TP)».
   - Firmatario: Oddo Camillo;

   - numero 290 «Ristoro dei danni subìti dal comune di Pozzallo (RG)
  a seguito degli eventi calamitosi del dicembre 2005».
   - Firmatario: Minardo Riccardo;

   -   numero   344  «Numero   delle   consulenze   esterne    presso
  l'Assessorato alla Presidenza».
   - Firmatario: Apprendi Giuseppe.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   «Norme  sulla  sezione museale d'arte moderna e  contemporanea
   Francesco Messina'» (numero 436),
   - presentato dall'onorevole D'Antoni in data 12 maggio 2009,
   - inviato in data 13 maggio 2009,
   - parere V;

   -  «Norme  sui servizi preruolo presso scuole parificate, istituti
  legalmente   riconosciuti   ed  enti   preposti   alla   formazione
  professionale»  (numero 437),
   - presentato dall'onorevole D'Antoni in data 12 maggio 2009,
   - inviato in data 13 maggio 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  é  stato
  inviato alla competente Commissione legislativa:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)
   -  «Norme sul personale del Corpo Forestale della Regione» (numero
  430),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 maggio  2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Nicola Leanza,  in  data  12
  maggio  2009,  ha chiesto di apporre la firma al disegno  di  legge
  numero 431  Norme urgenti per lo sviluppo'.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di trasmissione di documentazione relativa al POR
                           Sicilia 2000/2006

   PRESIDENTE.   Comunico  che  il   Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso,  in  data  12  maggio 2009, copia  della  documentazione
  relativa  al  POR Sicilia 2000/2006 - Modifica misure  4.16,  4.17,
  6.04, 6.05 e 6.06a del Complemento di programmazione.
   Comunico,  altresì, che copia del sopra citato documento  è  stata
  trasmessa alle Commissioni parlamentari  III e IV.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GALVAGNO, segretario f.f.:

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   la  legge  regionale  6 aprile 1996, n. 16,  all'art.  66  prevede
  l'istituzione di centri operativi del Corpo forestale per  una  più
  efficace  azione  di  intervento  in  materia  di  antincendio,  di
  protezione civile e in tutti i compiti di istituto;

   con d.a. n. 1828 del 18 maggio 1996, l'Assessore per l'agricoltura
  e le foreste ha istituito presso ciascun Ispettorato dipartimentale
  delle  foreste un centro operativo costituito da 2 - 3 ufficiali  e
  da  un  numero di guardie e guardie scelte non inferiore a 4 e  non
  superiore a 10, in modo da assicurare la presenza in sala operativa
  per le 24 ore, almeno per il periodo della campagna antincendio;

   in  data  24 aprile 2009, l'ispettore dipartimentale delle foreste
  della  provincia di Siracusa ha disposto l'avvio a pieno regime,  a
  partire  dall'1  maggio e fino al 30 ottobre, del Centro  operativo
  provinciale  con  una  dotazione  di  personale  di  6  unità,  due
  commissari superiori e quattro ispettori superiori;

   considerato che:

   la   destinazione  del  suddetto  personale  al   COP   da   parte
  dell'ispettore dipartimentale di Siracusa non appare corretta;

   in  primo  luogo va sottolineato l'uso improprio di personale  per
  compiti  non  corrispondenti ai gradi e alle funzioni  disciplinate
  dal   d.p.   20   aprile   2007,  col  conseguente   ingiustificato
  demansionamento  che  provocherà  sicuramente  un  contenzioso  con
  l'amministrazione;

   inoltre,  i carichi di lavoro che tali ridotte unità di  personale
  dovranno sobbarcarsi sono estremamente pesanti e tali da comportare
  gravi difficoltà nello svolgimento del servizio;

   per sapere:

   se   sia   a  conoscenza  della  istituzione  del  COP  da   parte
  dell'Ispettorato dipartimentale del Corpo forestale di Siracusa;

   se  sia  a  conoscenza dell'arbitraria destinazione  di  personale
  graduato a tale servizio;

   se  sia  a conoscenza che tale personale in base alle disposizioni
  vigenti non dovrebbe svolgere queste mansioni;

   se sia a conoscenza che è in corso una mobilitazione sindacale per
  contrastare i provvedimenti di cui in premessa;

   se  sia  a  conoscenza che personale in divisa svolge funzioni  di
  competenza  di  personale amministrativo in una amministrazione  in
  cui ci sono esuberi di funzioni direttive;

   se  sia  a conoscenza dei turni continuativi del personale LTI  in
  sala  radio  anche  di 16 ore, il che comporta  gravi  problemi  al
  servizio  e  all'incolumità  per la  vita  degli  operatori  e  dei
  cittadini in vista dell'estate;

   quali  provvedimenti  intenda adottare per consentire  un  impiego
  corretto  del  personale  e  la migliore  operatività  del  COP  di
  Siracusa». (593)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               BONOMO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  il
  turismo,  le comunicazioni e i trasporti, premesso che  ancora  una
  volta  il  Governo nazionale ha deciso di tagliare i fondi  per  la
  compagnia di navigazione Tirrenia;

   considerato che:

   la  Tirrenia ha comunicato la consequenziale sospensione di alcune
  rotte;

   si  ripresenta  drammaticamente lo spettro del  licenziamento  per
  oltre  550 lavoratori ed il taglio prevedibile della rotta Trapani-
  Pantelleria, attualmente in carico alla motonave 'Paolo Veronesi';

   ritenuto che:

   si  determinerebbe un danno irreparabile per i trasporti marittimi
  con  le  isole  minori,  con ricadute devastanti,  peraltro,  sulla
  mobilità  turistica  alla  vigilia  della  stagione  estiva  e  con
  l'ulteriore  conseguenza  di un taglio  insopportabile  ai  livelli
  occupazionali;

   si    interromperebbe   la   continuità   territoriale,    diritto
  irrinunciabile per i cittadini dell'isola di Pantelleria;

   premesso, inoltre, che:

   l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,  nella
  risposta  all'interpellanza del 2008 a firma  del  sottoscritto  ed
  avente  ad oggetto il potenziamento dei collegamenti marittimi  con
  le  isole  minori, ha sottolineato che soltanto l'effettuazione  di
  linee   individuate   come  servizi  essenziali   minimi   consente
  l'intervento oneroso della pubblica amministrazione;

   con  d.a. n. 24 del 3 aprile 2008, l'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti ha provveduto all'individuazione  della
  rete dei servizi come prescritto dalla l.r. n. 12 del 2002;

   nel  suddetto  decreto si individua l'unità di rete dell'isola  di
  Pantelleria  e la linea tra Trapani e Pantelleria è qualificata  di
  interesse pubblico;

   per sapere:

   quali urgenti iniziative intendano adottare al fine di scongiurare
  il  licenziamento  dei 550 lavoratori della Tirrenia  e  il  taglio
  della rotta Trapani - Pantelleria;

   se  non  intendano sollecitare il Ministro delle infrastrutture  e
  dei  trasporti  a mantenere l'impegno manifestato nei  mesi  scorsi
  circa l'istituzione di un tavolo tecnico e l'erogazione delle somme
  necessarie per garantire i collegamenti con le isole minori;

   quali  altri  provvedimenti intendano adottare  per  garantire  la
  continuità territoriale e il diritto alla mobilità ai cittadini  di
  Pantelleria». (594)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            GUCCIARDI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore alla Presidenza,  premesso  che  nella
  frazione Zappa del comune di Racchia, in provincia di Messina, è in
  corso un evento franoso di vasta portata che ha provocato lesioni a
  diversi edifici dell'abitato (circa 12 oltre la chiesa e un  tratto
  della  strada comunale), tanto da indurre il Comune a emettere  una
  ordinanza   che,  dichiarandoli  inagibili,  ne  vietava  qualsiasi
  utilizzo;

   considerato  che  eventi franosi investono la  frazione  Zappa  da
  quasi un secolo e che si hanno notizie del verificarsi degli stessi
  dal  1926,  cui  seguirono un evento grave nel  1931  e  successive
  riattivazioni sensibili nel 1978, nel 1985, nel 1994 e nel 2003;

   visto  che  l'Amministrazione comunale nel 1999 ha predisposto  un
  progetto di consolidamento che prevedeva il placcaggio del muro  di
  sottoscarpa  della strada provinciale che attraversa  la  frazione,
  mediante tiranti attivi spinti a 30-34 metri;

   osservato  che  dal  2005  il  progetto  è  sottoposto  al  vaglio
  dell'Assessorato Territorio e ambiente senza avere finora  ottenuto
  alcun finanziamento;

   rilevato  che  l'evoluzione del dissesto non  segnala  sostanziali
  modifiche dei meccanismi di attivazione né variazioni planimetriche
  tra  i  tre  sondaggi effettuati nel 1999 e i rilievi eseguiti  dal
  Dipartimento regionale della Protezione civile nel 2009;

   presa  nota  della  richiesta, proveniente  dagli  abitanti  della
  frazione Zappa, di tutela del diritto alla salvaguardia dei beni di
  proprietà  e  della loro incolumità fisica di fronte  al  ventilato
  rischio che le amministrazioni coinvolte valutino più opportuno  il
  trasferimento in massa in altro luogo e a fronte degli inspiegabili
  ritardi  nell'approntamento  di misure definitive  di  contenimento
  della frana;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito dal 2005 di esitare positivamente
  la  richiesta  del  Comune  di  Raccuia  relativa  al  progetto  di
  consolidamento della frana della frazione Zappa;

   se  non  ritengano  necessario promuovere  urgentemente  tutte  le
  iniziative   utili  a  finanziare  e  realizzare  l'intervento   di
  consolidamento e messa in sicurezza di contrada Zappa e rassicurare
  i   cittadini  direttamente  interessati  e  l'intera  comunità  di
  Racchia». (595)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                PANARELLO - CRACOLICI

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   la   legge  3  novembre  2000,  n.  20,  ha  istituito  il   Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi;

   il  Parco  è sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato  dei  beni
  culturali e ambientali e della pubblica istruzione;

   l'art. 1 della suddetta legge dispone che 'Il Parco ha finalità di
  tutela  e  di  valorizzazione dei beni archeologici,  ambientali  e
  paesaggistici della Valle dei Templi ed in particolare persegue: a)
  l'identificazione, la conservazione, gli studi e la ricerca, nonché
  la  valorizzazione  dei  beni archeologici  a  fini  scientifici  e
  culturali; b) la tutela e la salvaguardia degli interessi  storico-
  archeologici  e paesaggistico-ambientali; c) la valorizzazione  dei
  beni  archeologici,  ambientali e paesaggistici  a  fini  didattico
  ricreativi;   d)  la  promozione  di  politiche  d'informazione   e
  sensibilizzazione al fine di suscitare ed accrescere, fin  dall'età
  scolastica, la sensibilità del pubblico alla tutela del  patrimonio
  e  dell'ambiente;  e) la promozione di tutte le  iniziative  e  gli
  interventi  adeguati allo sviluppo delle risorse del  territorio  a
  fini turistici e più in generale per assicurarne la fruizione ed il
  godimento sociale';

   secondo  suddetta legge, 'il territorio del Parco è soggetto  alla
  tutela  prevista per le zone di interesse archeologico,  nonché  al
  vincolo   paesaggistico  di  cui  all'articolo  146   del   decreto
  legislativo 29 ottobre 1999, n. 490';

   la  Valle  dei  Templi  è stata dichiarata dall'UNESCO  patrimonio
  dell'umanità;

   nelle  scorse  settimane  è stato affisso  all'albo  pretorio  del
  Comune  di Agrigento e sulla bacheca on line dell'ente in questione
  un 'Avviso pubblico per invito alla manifestazione di interesse per
  gestire in concessione i terreni agricoli demaniali in consegna  al
  Parco  archeologico  e  paesaggistico della  Valle  dei  Templi  di
  Agrigento';

   con  tale  bando  il  Parco intende affidare a soggetti  terzi  il
  compito di gestire all'incirca 250 ettari di terreni demaniali;

   la durata minima della concessione è stabilita in 10 anni e che la
  superficie dei terreni da gestire è suscettibile di aumento;

   considerato che:

   l'avviso  pubblico  è  stato  reso noto  solo  per  pochi  giorni,
  unicamente  mediante affissione nella bacheca on line  dell'ente  e
  presso l'albo pretorio del Comune di Agrigento;

   l'entità    economica    della   relativa    concessione    appare
  rilevantissima;

   secondo norma vigente, a livello nazionale ed internazionale,  per
  avviare iter per concessioni come quella in questione, ci si avvale
  normalmente  di  un  bando di gara europeo, per consentire  la  sua
  adeguata  conoscenza  presso  la più larga  pluralità  di  soggetti
  interessati,  attraverso la pubblicazione dell'atto nella  Gazzetta
  ufficiale   della  Repubblica  italiana  e  su  quella  dell'Unione
  europea;

   l'avviso non dà alcuna indicazione circa la zona in cui ricadono i
  terreni da affidare in concessione, essendo il Parco diviso in  una
  prima  zona archeologica, una seconda ambientale e paesaggistica  e
  una terza naturale-attrezzata;

   l'avviso  non  chiarisce  in  alcun  modo  gli  strumenti  per  la
  realizzazione degli obiettivi che intende conseguire e  non  indica
  precise  linee  guida  per  garantire la  salvaguardia  del  Parco,
  chiedendo  invece ai futuri 'manifestanti' la presentazione  di  un
  progetto dell'attività che essi intendono svolgere;

   non  c'è  traccia di un accurato e compiuto studio progettuale  di
  fattibilità  redatto  dall'ente  per  ottenere  il  migliore,   più
  redditizio  e,  soprattutto, più sicuro  sfruttamento  di  aree  di
  interesse fondamentale per la collettività non solo nazionale,  che
  costituisca la base del contratto concessorio;

   l'avviso  prevede,  invece,  che la  valutazione  delle  possibili
  ricadute dell'uso dei terreni sull'ambiente, sull'economia e  sulla
  crescita  culturale  dell'area di influenza  del  Parco  spetti  ai
  'manifestanti'  attraverso  la  presentazione  di  una  valutazione
  dell'impatto del loro progetto sulle aree in questione;

   per sapere:

   se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

   se  reputi  idonei gli strumenti utilizzati dall'ente in questione
  per garantire il fondamentale principio di pubblicità, e quindi  di
  trasparenza,  che  deve  stare  alla  base  di  qualunque  attività
  amministrativa in materia di uso e affidamento di beni pubblici;

   se  ritenga che i criteri contenuti nell'avviso siano da ritenersi
  a norma di legge;

   se intenda intraprendere urgenti iniziative al fine di invitare il
  Parco archeologico Valle dei Templi a ritirare l'avviso pubblico  e
  a  sostituirlo  con  altro bando conforme a quanto  disposto  dalle
  leggi vigenti». (596)

                                                                 LUPO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il  deputato  segretario a  dare  lettura  delle  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   GALVAGNO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   da  notizie riportate sulla stampa, si apprende che un  gruppo  di
  insegnanti  precari, cinque educatrici di asilo nido e sei  docenti
  della  scuola dell'infanzia, dopo aver prestato la propria attività
  in  servizio  presso  il Comune di Palermo in  forza  di  reiterati
  contratti  a  tempo  determinato, stipulati a seguito  di  apposite
  procedure  selettive e, segnatamente, mediante  attingimento  dalle
  graduatorie  approvate dal Comune stesso negli anni  2000,  2001  e
  2004,  hanno visto rigettata l'istanza di stabilizzazione volta  ad
  ottenere la loro assunzione definitiva;

   l'istanza  dei  suddetti precari trova ragion d'essere  nel  comma
  558,  art. 1, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria  2007)
  che,  com'è  noto,  ha  previsto la possibilità  per  le  pubbliche
  amministrazioni  di  procedere alla stabilizzazione  del  personale
  utilizzato  con contratti di natura temporanea, per far  fronte  ad
  esigenze permanenti;

   conseguentemente, con apposita direttiva, anche  l'Assessore  alle
  risorse   umane   del   Comune   di   Palermo   aveva   manifestato
  l'intendimento  e  la  pacifica  volontà  dell'Amministrazione   di
  procedere  alla stabilizzazione del personale educatore asili  nido
  ed  insegnante  scuola materna in possesso dei  requisiti  previsti
  dalla finanziaria per l'anno 2007, tra cui rientrano gli istanti in
  oggetto;

   con  deliberazione n. 97 del 29 aprile 2008, preso atto di  quanto
  sopra,  il  Comune aveva deliberato l'adozione della programmazione
  triennale   dei  fabbisogni  di  risorse  umane  per  il   triennio
  2008/2010,  inserendo  gli  istanti nel  novero  del  personale  da
  stabilizzare;

   appare  utile  porre  in  evidenza che tale determinazione  veniva
  assunta  - come in essa è testualmente scritto -  nel rispetto  dei
  limiti imposti in materia di dotazione organica e contenimento  del
  relativo costo';

   peraltro,  l'Amministrazione comunale era già giunta  ad  analoghe
  determinazioni nel 2007, allorquando, con la deliberazione  n.  167
  del  7 maggio 2007, aveva adottato la programmazione triennale  del
  fabbisogno di risorse umane per il periodo 2007/2009;

   considerato che:

   a  tutt'oggi,  il  Comune  di Palermo -  fatta  eccezione  per  le
  rassicurazioni e gli impegni assunti verbalmente nei confronti  dei
  soggetti  interessati  -  non ha ancora definito  la  procedura  di
  stabilizzazione, nonostante nulla osti a ciò;

   la   condotta   assunta   dall'Amministrazione   comunale   appare
  palesemente illegittima e, per ciò stesso, si espone a censura;

   non    è    dato   comprendere,   infatti,   per   quale   ragione
  l'Amministrazione comunale - verificandosi tutte le condizioni  cui
  la  legge  subordina  la costituzione definitiva  del  rapporto  ed
  essendo  avviato  il procedimento che deve condurre inesorabilmente
  alla  costituzione del rapporto di lavoro inter partes - non  abbia
  ancora  provveduto all'assunzione dei soggetti interessati a  tempo
  indeterminato per la qualifica di appartenenza;

   ritenuto che:

   tutto ciò si ponga in contrasto con la ratio sottesa alla legge n.
  296 del 2006;

   come   è  noto,  infatti,  con  essa,  il  legislatore  ha  inteso
  perseguire  la  finalità di sanare ingiustificabili  situazioni  di
  precariato,  ormai  protratte nel tempo,  che  sono  in  innegabile
  contrasto  con  le  norme  che regolano l'accesso  ai  ruoli  delle
  amministrazioni pubbliche;

   non può, dunque, essere rinvenuta alcuna giustificazione giuridica
  nella   scelta   del   Comune   di  Palermo   di   sottrarsi   alla
  stabilizzazione  degli istanti, piuttosto che procedere  alla  loro
  stabilizzazione nel rispetto delle norme in commento;

   peraltro,  la  stabilizzazione  degli  istanti  non  si  pone   in
  contrasto  neppure con il sistema delle norme che  disciplinano  le
  procedure   di   assunzione   alle   dipendenze   della    pubblica
  amministrazione,  cui la legge n. 296 del 2006 fa espresso  rinvio;
  nel  caso  specifico, invero, il Comune di Palermo ha già accertato
  la  vacanza  in  organico rispetto alla qualifica  di  appartenenza
  degli  istanti,  come risulta dalla dotazione  organica  vigente  e
  dalla programmazione del fabbisogno triennale approvata, come prima
  citato, con deliberazione n. 97/2008;

   né all'accoglimento delle istanze dei lavoratori in oggetto ostano
  difficoltà  di  natura  economica, posto  che,  presso  il  settore
  pubblica istruzione, sono già state accantonate le somme necessarie
  per far fronte alla chiesta stabilizzazione in appositi capitoli di
  spesa impegnati a tal fine;

   per sapere:

   se  il  Governo  della  Regione, anche  alla  luce  della  carenza
  numerica  delle  unità  di  ruolo,  in  entrambi  i  profili,   che
  quotidianamente mette a serio rischio l'erogazione  dei  servizi  e
  nella  considerazione che, in particolare, per  le  scuole  materne
  comunali,  il conferimento degli incarichi a tempo determinato  per
  l'intero  anno scolastico comporta un costo che, in buona sostanza,
  corrisponde a quello che l'Amministrazione deve sopportare  con  la
  immissione  in  ruolo,  non  ritenga il  diniego  ad  oggi  opposto
  dall'Amministrazione    comunale    di    Palermo     assolutamente
  ingiustificato e, per ciò stesso, illegittimo;

   se  ritenga  il comportamento del Comune di Palermo conforme  alle
  norme contenute nelle leggi finanziarie 2007 e 2008;

   se  esistano ulteriori casi analoghi in altri territori e se abbia
  notizia di come si siano comportati altri enti locali;

   se non ritenga che il Comune di Palermo abbia riconosciuto, con le
  proprie determinazioni, il diritto del personale in questione  alla
  stabilizzazione e che quindi, in questo caso, tale diritto  si  sia
  consolidato». (597)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                                 LUPO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data  27  aprile 2009, nel Comune di Acquedolci (provincia  di
  Messina),  un  consigliere di minoranza, Benedetto  Crivillaro,  ha
  rassegnato    le   dimissioni   dall'incarico   adducendo    motivi
  strettamente   personali  e  che,  dopo  circa  15   minuti,   come
  certificato  da atto notorio all'addetto all'ufficio protocollo  di
  suddetto   Comune,  sette  consiglieri  comunali   di   maggioranza
  (Benedetto  Spitaleri, Giovanni Fontana, Daniela Zingale,  Calogero
  Carcione,  Salvatore  Natoli, Giovanna Re  e  Graziella  Pintaudi),
  appartenenti  all'area  politica di  riferimento  del  Sindaco  del
  Comune,  Ciro  Gallo, hanno rassegnato anch'essi le dimissioni  con
  l'unico  chiaro intento di provocare lo scioglimento del  Consiglio
  comunale  ai  sensi  della legge regionale  n.  35  del  1997,  che
  prevede,  al  comma  2  dell'art. 11, la cessazione  del  Consiglio
  comunale (  ) per dimissioni contestuali della maggioranza assoluta
  dei componenti';

   i  consiglieri  comunali  non  dimissionari  hanno  immediatamente
  contestato  tale  con  testualità,  giudicando  non  ricorrenti   i
  presupposti dell'art. 11 della legge regionale n. 35 del 1997,  non
  essendo  state, di fatto, presentate contestualmente le  dimissioni
  degli  otto  consiglieri, ed hanno subito  inoltrato  richiesta  di
  convocazione  urgente  del  Consiglio comunale  al  Presidente  del
  Consiglio e al Prefetto di Messina;

   a  supporto  della  tesi dei consiglieri non dimissionari,  appare
  utile  ricordare  che  il testo unico delle leggi  sull'ordinamento
  degli  enti  locali  (d.lgs.  n. 267 del  2000)  stabilisce  che  i
  consigli   comunali   possono   essere   sciolti   per   dimissioni
  contestuali,   ovvero   rese  anche  con   atti   separati   purché
  contemporaneamente  presentati al protocollo dell'ente  (art.  141,
  comma 3);

   lo stesso consigliere di minoranza, Benedetto Crivillaro, primo  a
  presentare  le dimissioni, ha chiarito che la sua richiesta,  fatta
  per  motivi  personali, non ha nulla a che vedere con le dimissioni
  successivamente  presentate  dagli  altri  sette   consiglieri   di
  maggioranza;

   in  data  30  aprile  2009, l'Assessorato  della  famiglia,  delle
  politiche sociali e le autonomie locali ha fatto pervenire una nota
  con  la  quale  si inibiva il Consiglio comunale dall'intraprendere
  ulteriori   adempimenti,  nota  contestata  dai   consiglieri   con
  ulteriore missiva inviata anche al Prefetto di Messina, alla  quale
  non è seguito alcun riscontro;

   il  Presidente del Consiglio, essendo la segretaria del Comune  di
  Acquedolci in ferie, ha convocato l'assise per il 2 e il 3  maggio,
  inoltrando la richiesta al Prefetto di Messina;

   nonostante le convocazioni, i consiglieri hanno trovato  le  porte
  del  municipio sbarrate e, in data 2 maggio 2009, al Presidente del
  Consiglio comunale è stato notificato dal Commissariato di pubblica
  sicurezza  di Sant'Agata Militello un verbale di diffida  a  tenere
  riunioni  in luogo pubblico per non avere dato preavviso di  almeno
  tre giorni, ai sensi di legge, al Questore di Messina;

   alla fine, in data 6 maggio 2009, il Consiglio comunale è riuscito
  a riunirsi ed ha provveduto alla surroga dei consiglieri;

   nonostante  ciò,  l'assessore Francesco Scoma,  con  celerità,  ha
  predisposto  il decreto per la decadenza del Civico Consesso  e  la
  nomina di un commissario straordinario regionale;

   rilevato  che  la  comunicazione  all'Assessorato  Famiglia  della
  manifestazione  di volontà di dimissioni da parte  dei  consiglieri
  comunali  è stata fatta dalla segretaria comunale (legge  regionale
  n. 35 del 1997, art. 11, comma 3);

   ritenuto che:

   al   Presidente  del  Consiglio  e  ai  consiglieri  comunali  non
  dimissionari  è  stato  impedito  di  esercitare  il  loro  mandato
  elettorale e le loro funzioni pubbliche;

   gli organi di stampa locali hanno dato ampio risalto alla notizia,
  ipotizzando   una   manovra   da   parte   della   maggioranza    e
  dell'Amministrazione   comunale,  mirata  allo   scioglimento   del
  Consiglio comunale per eludere il controllo istituzionale;

   per sapere:

   se   non   si  ritenga  opportuno  predisporre  un'ispezione   per
  accertare, inequivocabilmente, la veridicità dei fatti e la liceità
  degli atti compiuti dall'Amministrazione del Comune di Acquedolci;

   i  tempi  di un eventuale intervento da parte della Regione,  dato
  che,  considerata  la  gravità  dei  fatti  e  il  rischio  di   un
  commissariamento,  appare  opportuno ripristinare,  nel  più  breve
  tempo possibile, lo stato di democrazia istituzionale del Comune di
  Acquedolci, che le ultime vicende sembrano avere minato». (598)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   GALVAGNO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   qualche  settimana  addietro, la FIAT  ha  raggiunto  uno  storico
  accordo strategico con l'americana Chrysler;

   attualmente,  la  casa automobilistica italiana sta  trattando  un
  progetto  di  integrazione con la OPEL, controllata  europea  della
  General Motors;

   qualche  giorno  fa la stampa tedesca, citando fonti  del  Governo
  tedesco,  ha  annunciato che il piano industriale  prevederebbe  la
  chiusura di due stabilimenti della FIAT in Italia, uno dei quali  è
  quello di Termini Imerese;

   se  tale  indiscrezione - finora non smentita dalla FIAT  -  fosse
  fondata,  l'eventuale  accordo tra la FIAT e l'OPEL  comporterebbe,
  fra   l'altro,  rilevanti  ricadute  occupazionali   su   un   polo
  produttivo,  quello  di Termini Imerese, che comprende  circa  2800
  lavoratori dello stabilimento e del suo indotto;

   per    scongiurare   qualunque   ridimensionamento   dei   livelli
  occupazionali,  il 16 maggio u.s. si è svolta a Torino  una  grande
  manifestazione  sindacale alla quale hanno partecipato  gli  operai
  degli  stabilimenti italiani della FIAT, mentre  sabato  23  maggio
  p.v.  ne  è  prevista  un'altra  a  Termini  Imerese,  in  risposta
  all'ipotesi di chiusura della fabbrica;

   considerato  che, in forza dello Statuto della Regione  siciliana,
  il  Presidente  della Regione partecipa, col rango di  Ministro  al
  Consiglio  dei  Ministri, con voto deliberativo nelle  materie  che
  interessano la Regione siciliana;

   per  conoscere  quali  siano le notizie in  possesso  del  Governo
  regionale  e  quali  iniziative intenda intraprendere  al  fine  di
  garantire  la  continuità operativa dello stabilimento,  nonché  la
  salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del gruppo FIAT in
  Sicilia;

   in  particolare, se il Presidente della Regione intenda richiedere
  urgentemente  la  convocazione  del  Consiglio  dei  Ministri   per
  valutare  gli  effetti sull'occupazione, anche  in  Sicilia,  delle
  ristrutturazioni e delle operazioni di mercato in corso nel settore
  automobilistico,  perché  siano  adottate  da  parte  del   Governo
  nazionale». (57)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il  Governo abbia  dichiarato  di  respingere
  l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno  in  cui  intende
  trattarla,  l'interpellanza  stessa sarà  iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  130  «Delucidazioni  sui compensi  attribuiti  ai  neo-
  direttori  regionali»,  degli onorevoli Leontini,  Limoli,  Corona,
  Mancuso, Caputo, Bosco e D'Asero, presentata il 13 maggio 2009;

   -  numero 131 «Interventi urgenti a tutela delle attività agricole
  dell'isola  di Pantelleria, danneggiate da alcune specie  di  fauna
  selvatica»,  degli  onorevoli  Caputo,  Aricò,  Falcone,  Scilla  e
  Currenti, presentata il 19 maggio 2009;

   -  numero 132 «Interventi urgenti a tutela del settore della pesca
  ed  in  particolare  della  marineria di  Porticello  (PA)»,  degli
  onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Currenti e Scilla, presentata  il
  19 maggio 2009.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  da  notizie di stampa si apprende  che  sono  stati
  attribuiti nuovi compensi ai neo-direttori regionali;

   considerato  che  la stessa fonte, con dovizia di particolari,  ha
  pubblicato per ognuno dei soggetti il compenso annuale;

   evidenziato  che  per  ognuno  dei direttori  esterni  sono  stati
  previsti  compensi che addirittura superano il livello  retributivo
  di  direttori  di 'carriera' con decenni di anzianità contributiva,
  arrivando  a superare i 250 mila euro l'anno imposti dal Parlamento
  siciliano;

   ritenuto che il provvedimento in questione, oltre ad offendere  la
  dignità di tutti i siciliani che stentano ad arrivare a fine  mese,
  smentisce clamorosamente l'austerità tanto decantata dal Presidente
  della Regione;

   accertato inoltre che:

   le  deliberazioni con le quali sono stati conferiti gli  incarichi
  agli   stessi   dirigenti  generali,  in  assenza  della   proposta
  dell'Assessore competente, sono potenzialmente lesive del  predetto
  rapporto  sinergico tra il vertice politico preposto e il dirigente
  generale incaricato per ciascun ramo d'Amministrazione e che quindi
  esse  sono  quanto meno viziate per eccesso di potere,  difetto  di
  competenza   e   violazione  di  legge,   mancando   del   predetto
  presupposto,   necessario   ed   imprescindibile,   dell'iniziativa
  assessoriale;

   il  ricorso all'istituto dell'avocazione della predetta iniziativa
  degli Assessori competenti per un atto di altissima amministrazione
  che richiede una complessiva partecipazione collegiale del Governo,
  quale la nomina dei vertici dell'Amministrazione della Regione, non
  è  soltanto  lesivo delle prerogative degli Assessori ma  danneggia
  anche  lo  stesso Governo regionale e, in definitiva,  il  corretto
  funzionamento  della  macchina amministrativa della  Regione,  così
  come concepito dal 'Costituente' regionale,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  avviare  una vera ed austera politica della finanza regionale,
  cominciando   col   rivedere  i  sopradetti   compensi   certamente
  spropositati  in  un momento di così grave crisi economica  che  ha
  investito tutto il Paese e la nostra Regione in particolare,  dando
  in  tal  modo  un  messaggio di moderazione  a  tutti  i  cittadini
  siciliani». (130)

      LEONTINI - LIMOLI - CORONA - MANCUSO - CAPUTO - BOSCO - D'ASERO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura,  ed in particolare la viticoltura, hanno  un  ruolo
  determinante per l'economia dell'isola di Pantelleria;

   i  livelli occupazionali e le forme di reddito, infatti,  derivano
  proprio dall'esercizio delle attività agricole;

   purtroppo l'attività agricola pantesca è disturbata dall'eccessiva
  proliferazione  del  coniglio selvatico' che, ad oggi,  costituisce
  uno  dei  fattori  di  rischio  per lo svolgimento  delle  attività
  agricole  stesse, nonché causa di ingenti danni alla produzione  ed
  alle strutture viticole;

   l'eccessiva  sovrappopolazione del coniglio selvatico è,  altresì,
  causata  dalla  mancanza di predatori antagonisti, dall'assenza  di
  pressione venatoria e dall'habitat favorevole dell'isola;

   la presenza del coniglio selvatico, infatti, è riscontrabile anche
  presso  i  centri  abitati  e nelle strade  più  frequentate  dalla
  circolazione;

   considerato che:

   la  legge regionale n. 33 del 1997 ed il regolamento della riserva
  naturale orientata (R.N.O.) dell'isola di Pantelleria prevedono  la
  possibilità dell'abbattimento controllato della fauna selvatica per
  ragioni di salvaguardia delle produzioni agricole;

   a  seguito  di un monitoraggio effettuato dall'Istituto  nazionale
  della   fauna   selvatica,  la  Ripartizione  ha  espresso   parere
  favorevole  in merito all'opportunità di procedere all'abbattimento
  controllato del coniglio selvatico in modo tale da ridurre l'entità
  numerica  entro  i  limiti  di  compatibilità  con  lo  svolgimento
  dell'attività agricola;

   ritenuto che:

   la normativa regionale (l.r. n. 33 del 1997) statuisce il diritto,
  per  gli operatori del settore agricolo, al risarcimento dei  danni
  nella  misura di un indennizzo pari al 100 per cento  per  i  danni
  causati alla produzione dalla fauna selvatica;

   la  presenza del coniglio selvatico in numero eccessivo  determina
  un   danno   ingente  alle  produzioni  agricole  e  viticole   che
  necessitano, quindi, di interventi urgenti,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare  ogni  iniziativa istituzionale, in attuazione  della
  normativa regionale:

   al  fine  di  consentire nell'isola di Pantelleria  l'abbattimento
  controllato  della fauna selvatica, e, nella specie,  del  coniglio
  selvatico;

   al  fine  di  autorizzare, nel periodo di  germoglio  delle  viti,
  l'esercizio della caccia al coniglio selvatico;

   al  fine  di  procedere al pagamento degli indennizzi di  legge  a
  titolo di ristoro dei danni che le attività agricole hanno subìto a
  causa  dell'eccessiva  sovrappopolazione del  coniglio  selvatico».
  (131)

                        CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a  causa delle avverse condizioni climatiche della scorsa stagione
  invernale,  non è stato possibile consentire il normale svolgimento
  delle attività di pesca;

   per  tali motivi, la marineria siciliana, ed in particolare quella
  di Porticello (PA), è stata costretta a rimanere a terra, con grave
  disagio  -  anche  e principalmente - di natura  economica  per  le
  famiglie  che, conseguentemente, si sono trovate prive di fonte  di
  reddito;

   lo  stato di crisi del settore pesca è determinato dagli eccessivi
  oneri  di  gestione dovuti all'elevato costo del carburante  ed  al
  rigore  della  normativa comunitaria. Quest'ultima,  invero,  rende
  assai  difficoltoso, almeno nella nostra Regione, l'esercizio della
  pesca.  I  limiti imposti a salvaguardia delle risorse ittiche,  in
  realtà, compromettono l'esercizio dell'attività della pesca  e  non
  sono utili alla tutela ed alla salvaguardia delle risorse medesime,
  in quanto le cause della loro diminuzione sono da imputare ad altri
  fattori e non certamente alla pesca;

   nel   bacino  del  Mediterraneo,  le  flotte  straniere  che   non
  aderiscono   alla  normativa  comunitaria  prelevano   indisturbate
  tonnellate  di  risorse ittiche, che, quindi, sono  sottratte  alla
  disponibilità dei pescatori italiani;

   considerato che:

   l'eccessivo costo del carburante rende insostenibile la battuta di
  pesca  con reti a strascico, in quanto il pescato non è sufficiente
  a sopperire alle spese di gestione del natante;

   le limitazioni imposte alla pesca dalle reti 'ferrettare' rendono,
  altresì, difficoltosa l'attività della pesca perché non praticabile
  a causa del traffico commerciale e diportistico;

   la   marineria   siciliana  di  Porticello,  dedita   alla   pesca
  artigianale,  ha  recentemente intrapreso azioni  di  protesta  con
  manifestazioni ed assemblee, con grave rischio per  l'ordine  e  la
  sicurezza pubblica;

   ritenuto  sia  necessario intervenire a tutela del  settore  della
  pesca e delle marinerie,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad attivare ogni iniziativa istituzionale, al fine di sostenere le
  attività del settore della pesca e della filiera ittica;

   ad  adottare iniziative per consentire e rendere praticabile anche
  la  pesca con le 'ferrettare' per un arco temporale massimo di  120
  giorni,  compresi tra i mesi di aprile e luglio,  ed  eliminare  il
  limite di pesca entro le dieci miglia marine». (132)

                        CAPUTO - ARICO' - FALCONE - CURRENTI - SCILLA

   Avverto  che  le  mozioni saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché  se  ne  determini  la  data   di
  discussione.

    Comunicazione di ritiro di firma dall'interrogazione numero 591

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 15 maggio 2009,  pervenuta
  in   pari   data,   l'onorevole   Lupo   ha   ritirato   la   firma
  dall'interrogazione   a  risposta  orale    numero   591   «Notizie
  sull'affidamento in gestione dei terreni agricoli rientranti  nella
  disponibilità  dell'ente  Parco  archeologico  e  paesistico  della
  Valle dei Templi (AG)»,  annunciata  nella seduta numero 90 del  12
  maggio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di modifica del titolo dell'interrogazione numero
                                  561

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione  numero  561,  a  firma
  dell'onorevole  Oddo, è da intendersi presentata  con  il  seguente
  titolo  «Rispetto delle norme statutarie, da parte  del  comune  di
  Valderice  (TP),  relativamente  alla  nomina  dei  componenti  del
  consiglio  di  amministrazione  dell'Istituzione  teatro   comunale
   Valle di Erice'».

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di modifica del titolo dell'ordine del giorno numero
                                  158

   PRESIDENTE. Comunico che l'ordine del giorno numero 158,  a  firma
  dell'onorevole  Maira ed altri, è da intendersi presentato  con  il
  seguente  titolo «Iniziative per i lavoratori del polo  tessile  di
  Riesi (CL)».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
                  Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, riunitasi oggi 19 maggio 2009, alle ore 16.00,  sotto
  la  Presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Cascio, e con  la
  partecipazione  del  Vicepresidente dell'ARS,  onorevole  Oddo,  ha
  deliberato  all'unanimità, su richiesta di quattro  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari,  di  aggiornare  i  lavori  parlamentari   a
  mercoledì  10  giugno  2009  in considerazione  della  concomitante
  campagna elettorale per le elezioni amministrative e per il rinnovo
  del  Parlamento  europeo,  confermando  quanto  già  stabilito  nel
  precedente calendario dei lavori.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, la seduta è pertanto rinviata a  mercoledì, 10
  giugno 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -Comunicazioni

    II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
     lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
     - numero  130  «Delucidazioni sui compensi attribuiti ai  neo-
            direttori regionali».

                                          LEONTINI - LIMOLI - CORONA
                                            CAPUTO - BOSCO - D'ASERO

     - numero 131  «Interventi  urgenti  a  tutela  delle  attività
               agricole  dell'isola di Pantelleria, danneggiate  da
               alcune specie di fauna selvatica».

                                             CAPUTO - ARICÒ - FALCONE
                                                    SCILLA - CURRENTI

     - numero 132  «Interventi urgenti a tutela del  settore  della
               pesca   ed   in   particolare  della  marineria   di
               Porticello (PA)».

                                             CAPUTO - ARICÒ - FALCONE
                                                    CURRENTI - SCILLA

    III   -Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
     Rubrica  Sanità'.
  IV  - Discussione del disegno di legge:
     -«Norme  in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 - Norme
         stralciate/A) (Seguito)
         relatore: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 17.35.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   DI  BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   in   Sicilia   sono  state  presentate  circa  3000  domande   per
  rimboschimento   ai   sensi  del  regolamento  comunitario   numero
  2080/1992 quale piano di sviluppo rurale, misura H;

   dal 2007 risulta impossibile procedere alla liquidazione a seguito
  della modifica del sistema di valutazione delle domande;

   con  il  sistema cartaceo, adottato sino al 2006, tutte le domande
  presentate  sono state evase, mentre dal 2007, con il passaggio  al
  sistema  informatico,  nella  sola provincia  di  Agrigento  devono
  essere ancora liquidati oltre 350 privati;

   considerato che:

   la  gestione  del  sistema informatico che ha prodotto  ritardi  e
  inefficienze  nelle  procedure per l'erogazione  dei  contributi  è
  stato  affidato  all'AGEA  quale agenzia di  verifica  degli  aiuti
  comunitari e dei sistemi di erogazione dei medesimi;

   risulta  inammissibile che, sebbene si sia proceduto in  direzione
  dei  processi  d'informatizzazione per giungere ad uno snellimento,
  l'effetto  prodotto sia opposto con gravi conseguenze per  l'intero
  comparto interessato alle opere di rimboschimento;

   in  tutta  l'area  del  Mediterraneo,  fortemente  interessata  da
  processi  di  desertificazione  del territorio,  occorre  agevolare
  azioni  volte alla sua tutela e salvaguardia, come quelle  relative
  al rimboschimento;

   le  succitate  opere rivestono il duplice ruolo di  preservare  il
  territorio  ma  di sostenere l'occupazione in aree  interessate  da
  preoccupanti processi di recessione economica e di emigrazione;

   per sapere:

   se l'Assessore per l'agricoltura e le foreste sia a conoscenza dei
  ritardi  sopraenunciati, relativi all'espletamento  delle  pratiche
  per i contributi destinati ai privati che hanno effettuato opere di
  rimboschimento  e,  in  caso affermativo,  quali  iniziative  state
  avviate;

   se   non  ritenga  necessario  e  urgente  porre  in  essere  ogni
  iniziativa  possibile  che  sblocchi rapidamente  l'erogazione  dei
  contributi mediante lo snellimento agevole delle pratiche». (279)

   Risposta.  - «In riferimento all'interrogazione orale  numero  279
  dell'  11  dicembre  2008  formulata  dall'onorevole  Di  Benedetto
  Giacomo, si rappresenta quanto di seguito riportato.
   A  partire dall'annualità 2007, il quadro normativo ha determinato
  una  sostanziale modifica nella gestione complessiva delle  domande
  di aiuto nel settore delle misure a superficie, comprendendo quelle
  riferite  alla  forestazione finanziate con  il  Reg.  (CE)  numero
  2080/92 e la Misura H del PSR Sicilia 2000/06.
   Con  l'emanazione  del  Reg.  (CE)  numero  1975/06,  infatti,  la
  Commissione  Europea ha voluto estendere alle misure  a  superficie
  l'applicazione del sistema integrato di gestione e di controllo che
  prevede,  ai  sensi dell'articolo 11 del Reg. (CE)  numero  796/04,
  l'obbligo  di  presentare la domanda unica anche per  le  misure  a
  superficie, al fine di richiedere aiuti a qualsiasi titolo.
   Lo  stesso  Reg. numero 1975/06 disciplina, tra l'altro,  anche  i
  necessari  controlli da svolgere per dar luogo ai  pagamenti  degli
  aiuti,  che si identificano in controlli amministrativi informatici
  (inclusi  quelli  previsti  nell'ambito del  Sistema  Integrato  di
  Gestione  e Controlli) da eseguire sul 100 per cento delle  domande
  di  aiuto,  nonché  in  controlli  in  loco  da  eseguirsi  su  una
  percentuale  del  5  per cento. Al termine dei  predetti  controlli
  amministrativi e prima dei controlli in loco, si autorizza  altresì
  il  pagamento di una percentuale di aiuto in una misura pari al  75
  per  cento del contributo spettante. Ai sensi dell'articolo 16,  si
  specificano  le riduzioni e le esclusioni dai premi comunitari  per
  le misure connesse alle superfici.
   A   seguito  delle  citate  disposizioni  comunitarie,  l'Area  di
  Coordinamento dell'Organismo Pagatore, che per la Regione siciliana
  si  identifica  con  l'Agenzia  per le  erogazioni  in  agricoltura
  (AGEA),  ha  emanato  la  circolare applicativa  protocollo  numero
  ACIU.07.237 del 06/04/07, fornendo le istruzioni applicative per la
  presentazione, il controllo ed il pagamento delle domande di  aiuto
  ai  sensi  del  Reg.  (CE)  1698/05, che comprendono  anche  quelle
  oggetto  dell'interrogazione parlamentare. La stessa  circolare  ha
  determinato come l'AGEA sia l'unica responsabile di tutta una serie
  di   attività,   in  particolare  l'effettuazione   dei   controlli
  amministrativi/informatici e l'effettuazione dei controlli in  loco
  del  campione  selezionato, dopo un'apposita  analisi  dei  rischi,
  dalla stessa Agenzia.
   Considerato che il 2007 rappresentava, per le misure a superficie,
  il  primo anno in cui l'agricoltore doveva giocoforza assoggettarsi
  alle   modifiche,  l'AGEA  ha  via  via  prorogato  i  termini   di
  presentazione  telematica  sul  portale  del  Servizio  Informativo
  Agricolo Nazionale (SIAN). L'ultima proroga concessa consentiva  di
  presentare  la  domanda  telematica di conferma  impegno  entro  il
  termine massimo del 31/10/07, ed ha permesso in definitiva  di  far
  entrare  a  sistema  la quasi totalità delle  domande  di  conferma
  impegno per l'annualità 2007 (circa 1.300 domande e non 3.000, come
  riportato nell'interrogazione parlamentare).
   A  partire dalla data di scadenza di quest'ultima proroga,  l'AGEA
  ha  iniziato ad espletare i controlli di pertinenza con la verifica
  delle superfici dichiarate in domanda, rispetto a quelle desumibili
  dal telerilevamento; tutte verifiche propedeutiche all'espletamento
  della  fase  istruttoria  di competenza  del  Dipartimento  Foreste
  dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste. L'incrocio delle
  superfici,  effettuato da AGEA sul 100% delle particelle imboschite
  in  tutto  il territorio nazionale, ha permesso di identificare  la
  cosiddetta   superficie   eleggibile  al  pagamento   del   premio,
  determinando l'esito aziendale ovvero la fotointerpretazione  delle
  superfici  richieste.  Le  operazioni di  verifica  di  AGEA  hanno
  necessitato di parecchio tempo e si sono protratte fino al mese  di
  luglio 2008.
   Gli  esiti aziendali delle circa 1.300 aziende siciliane, titolari
  di   pratiche  di  forestazione,  hanno  evidenziato  in   numerose
  particelle  la  non  perfetta rispondenza tra  quanto  richiesto  a
  premio  rispetto  alla  superficie  eleggibile.  Numerosi  casi  di
  anomalie di superficie hanno richiesto una verifica dello stato dei
  luoghi  da  parte  di  AGEA  , conclusa  in  Sicilia  solamente  il
  24/10/08.  A  partire da tale data, i dati rilevati  i  campo  sono
  stati  riallineati  a  sistema, determinando  un  successivo  esito
  aziendale.
   In   considerazione  del  notevole  ritardo  accumulato,  AGEA  ha
  iniziato  ad erogare l'anticipo spettante solo a partire da  luglio
  2008.  In  primo luogo ed in via cautelativa, le Ditte beneficiarie
  dell'anticipo  del 75 per cento sono state quelle con  una  domanda
  che  non  presentava  scostamenti superiori al  20  per  cento  tra
  superficie dichiarata ed eleggibile, quindi successivamente  quelle
  che  risultavano  già  presenti a sistema  e  pagate  nel  2006.  I
  beneficiari  dovevano  aver correttamente  indicato  le  coordinate
  IBAN,  al momento della presentazione delle istanze presso i Centri
  di  Assistenza Agricola (CAA). Di conseguenza, tutte  queste  Ditte
  hanno  percepito un anticipo del 75 per cento degli aiuti  riferiti
  al 2007, indipendentemente dall'espletamento della fase istruttoria
  in corso di definizione.
   Esistono  problemi  riguardanti  la  mancata  eleggibilità   delle
  superfici  occupate  dai  viali parafuoco a  corredo  dell'impianto
  boschivo,   che  non  risultano  ancora  riallineate   a   sistema,
  nonostante ripetute segnalazioni all'Organismo Pagatore, effettuate
  dai   Servizi  Tecnici  del  Dipartimento  Foreste,  dagli   Uffici
  periferici dipartimentali e dai CAA.
   Per  completare  il  quadro dei controlli di competenza  AGEA,  si
  riferisce  come,  a partire dal mese di dicembre 2008,  sono  stati
  avviati  i controlli relativi alla percentuale del 5 per cento  (94
  aziende  nell'intero  territorio regionale)  per  la  verifica  del
  mantenimento degli impegni assunti dal beneficiario. Tali controlli
  sono tuttora in corso.
   Passando  invece  alle attività intraprese per la  gestione  della
  fase  istruttoria,  di  competenza  degli  Uffici  periferici   del
  Dipartimento Foreste, sono state innanzitutto organizzate  riunioni
  periodiche  tra i responsabili regionali e quelli provinciali,  per
  illustrare  i processi da realizzare in funzione delle  sostanziali
  novità intervenute dal 2007, in specie l'utilizzo del portale  SIAN
  come  mezzo  esclusivo  per lo svolgimento  dell'istruttoria.  Sono
  state  altresì  attribuite  ai funzionari  ispettoriali  competenti
  (segnalati   dai   responsabili   degli   Uffici)   le   necessarie
  autorizzazioni  all'utilizzo  del  portale,  assegnando  a  ciascun
  nominativo  un'apposita  password  di  accesso  e  l'autorizzazione
  connessa a specifici applicativi gestionali (presa in carico  delle
  pratiche,  ricevibilità  e proposta di liquidazione  delle  stesse,
  eccetera).  Per favorire una maggiore comprensione delle  procedure
  SIAN, si è provveduto inoltre ad organizzare un corso di formazione
  (Palermo  20-21/10/08),  invitando  in  qualità  di  docenti  degli
  esperti AGEA.
   Allo  stato  attuale,  a  seguito  della  promulgazione  del  D.M.
  22/01/09 concernente modifiche ed integrazioni al decreto 20  marzo
  2008,  recante  disposizioni  in  materia  di  sanzioni  legate   a
  difformità  di  superfici,  riguardanti  la  quasi  totalità  delle
  anomalie  e  che  rappresentano comunque quelle  di  più  difficile
  risoluzione,  è  stata  riaperta la correttiva  della  domanda  che
  porterà presumibilmente alla celere risoluzione del maggior  numero
  di   anomalie  riscontrate  ed  al  completamento  della  fase   di
  istruttoria da parte degli Ispettorati ripartimentali delle Foreste
  territorialmente competenti».

                                          L'Assessore Giovanni La Via

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione,  premesso
  che:

   la proposta di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche nel
  comune  di Catania ha suscitato forti proteste da parte di numerosi
  rappresentanti istituzionali e da un nutrito comitato di genitori;

   tale   proposta  prevede  la  soppressione  di  sette   scuole   e
  l'eliminazione  di plessi scolastici particolarmente  significativi
  per  le  caratteristiche  sociali del  territorio  nel  quale  sono
  ubicate;

   considerato che:

   non  si  procede alla verticalizzazione (trasformazione da circolo
  didattico   a   istituto  comprensivo)  delle  scuole    Battista',
   Caronda'  e   Deledda'  nonostante un piano  già  approvato  dalla
  Regione nel 2001;

   vengono  eliminati due istituti comprensivi nel centro storico  di
  Catania  Manzoni' e  Mazzini Di Bartolo' che si trovano in zone  di
  particolare disagio sociale.

   considerato ancora che:
   l'accorpamento della  Manzoni' con la  Diaz' comporta,  a  regime,
  un numero di alunni assolutamente sproporzionato (1635): 315 alunni
  della   Manzoni' più 30 bambini della sezione  Primavera', più  200
  corsisti   E.D.A.',  più 60 alunni del carcere di   Piazza  Lanza',
  tutti  sempre della  Manzoni', più 630 alunni della  Diaz'  che  ha
  anche altri 400 alunni ospedalizzati;

   l'eventuale aggregazione determinerebbe difficoltà gestionali, non
  solo  per  le problematiche derivanti dalla diversa ubicazione  dei
  plessi,   ma,   soprattutto,  per  l'estrema  diversificazione   di
  tipologia  di  utenza (la  Diaz' scuola d'èlite,   Manzoni'  scuola
  appartenente  ad un'area fortemente a rischio dal  punto  di  vista
  sociale.

   ritenuto che:

   la   Manzoni' è un istituto che ospita, da più di un decennio,  il
  centro  E.D.A., è titolare di numero 4 classi al carcere di  Piazza
  Lanza  ed aggrega, in orario pomeridiano, bambini ed adolescenti  a
  rischio provenienti dal quartiere popolare  Antico Corso';

   in  atto  è  scuola  titolare del progetto  sperimentale   Sezioni
  Primavera'  ed  è capofila, in rete con altre quattro  scuole,  per
  l'attuazione di progetti socialmente utili;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni per le quali, nell'ambito della  normativa
  vigente,  non è possibile adottare decisioni in grado  di  ampliare
  l'offerta  formativa  in  territori  particolarmente  complessi   e
  delicati dal punto di vista sociale;

   se  sia possibile aggregare un plesso della  A. Diaz' (130 alunni)
  con  la  Manzoni' (315 alunni) alla luce anche del fatto che questi
  alunni  della   Diaz'  sono già ospitati nei locali  di  pertinenza
  della  Manzoni'». (348)

   Risposta.  -  «In riferimento alla interrogazione  in  oggetto,  è
  stato interessato il Servizio Scuola Materna ed Istruzione di  ogni
  ordine  e  grado statale del Dipartimento regionale della  Pubblica
  istruzione,  che  ha dato notizie riguardo la problematica  facendo
  presente  che  con l'articolo 64 del decreto legge 25  giugno  2008
  numero  112 convertito dalla legge 6 agosto 2009, numero 133,  sono
  state adottate disposizioni in materia di organizzazione scolastica
  ed   è   stato   emanato  il  piano  programmatico  del   Ministero
  dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il
  Ministro dell'Economia e delle Finanze.
   In  seguito  all'emanazione della normativa  statale,  la  Regione
  siciliana   si  è  attivata  per  la  definizione  del   Piano   di
  riorganizzazione  della  rete  scolastica  della  Sicilia  con   la
  convocazione di un tavolo tecnico costituito con D. A. numero  1110
  dell'8 novembre 2008.
   Per  i  lavori riguardanti la Provincia di Catania il Dipartimento
  della  P.I.  ha  presentato  al  Tavolo  tecnico  la  proposta   di
  riorganizzazione, che dopo ampia discussione, è stata  integrata  e
  condivisa  da tutti i componenti. La proposta scaturita dai  lavori
  del  Tavolo  tecnico  è  stata  inserita  nel  piano  regionale  di
  riorganizzazione  della rete scolastica, e trasmessa  al  Ministero
  per  la relativa intesa, adottando i principi e le deroghe previste
  dalla legge regionale 24 febbraio 2000, numero 6.
   Per   quanto   riguarda  le  verticalizzazioni   delle   Direzioni
  didattiche   Battisti',   Caronda',   Tempesta',  e   San  Giovanni
  Bosco',  si  precisa che le stesse sono state inserite  nel  D.  A.
  numero   303  del  06/04/09  per  la  trasformazione  in   Istituti
  comprensivi con la decorrenza per l'anno scolastico 2010/2011.
   In ordine alla eliminazione degli Istituti comprensivi  Manzoni' e
   Mazzini'   (Mazzini   altamente  sottodimensionato   rispetto   ai
  parametri  previsti dalla citata l.r. 6/2000), e  dell'accorpamento
  tra   la   Direzione  Didattica   Diaz   e  l'Istituto  comprensivo
   Manzoni ,  interventi previsti nel piano regionale, si rappresenta
  che  le  stesse istituzioni scolastiche sono state individuate  nel
  piano  di  razionalizzazione del Comune di Catania,  approvato  con
  delibera  numero  3  del 12/01/09 tra gli istituti  con  inadeguata
  distribuzione sul territorio, e con  convivenza di più scuole in un
  unico  edificio,  per  cui  al fine di garantire  pari  opportunità
  all'utenza  ed agevolare il diritto allo studio, è stata  prevista,
  nel piano comunale, la fusione con altre istituzioni scolastiche.
   Tale proposta è stata discussa e condivisa dal Tavolo tecnico.
   Si  evidenzia  inoltre che il centro E.D.A., ospitato  attualmente
  presso  l'istituto comprensivo  Manzoni', ai sensi  del  comma  632
  dell'articolo  1 della legge 296/2006 e del decreto  del  Ministero
  della  P.I.  del 25/10/07, sarà riorganizzato in Centro provinciale
  per  l'istruzione degli adulti la cui costituzione per la Provincia
  di  Catania è già prevista nel piano di riorganizzazione della rete
  scolastica  e  sarà  dotato  di  un proprio  organico  e  godrà  di
  autonomia amministrativa, organizzativa e didattica.
   Si  rappresenta infine che l'ipotesi di accorpamento di un  plesso
  della  Direzione  Didattica   Diaz'  con  un  plesso  dell'istituto
  comprensivo    Manzoni'   non  risulta   realizzabile   in   quanto
  sottodimensionata e non conforme al parametro minimo di 500  alunni
  stabilito  dal  comma  3  dell'articolo  2  della  legge  regionale
  6/2000».

                                       L'Assessore Antonello Antinoro

   AMMATUNA.  Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  la
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

   il  decreto  numero  1  del 9 gennaio 2009 dell'Assessore  per  la
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca  consente,  in
  tutti  i  compartimenti  marittimi  della  Sicilia  per  60  giorni
  consecutivi a decorrere dal 12 gennaio 2009, la pesca professionale
  del novellame di sardina (Sardina pilchardus) e del rossetto (Aphia
  minuta);

   dal  14  febbraio al 12 marzo 2009, come previsto dal D.A.  numero
  1/2009, la predetta attività di pesca è esclusa nella zona di  mare
  compresa  fra  la  foce  del fiume Belice e  Capo  Bianco,  con  la
  conseguenza  che  le flotte operanti in tale area si  riverseranno,
  come è già successo negli anni passati, nelle zone dove è possibile
  operare, con intuibili danni per gli altri pescatori;

   ritenuto che:

   in  conseguenza al sopra citato D.A. numero 1/2009 le catture  del
  novellame  di  sardina (Sardina pilchardus) e del  rossetto  (Aphia
  minuta) possono portare un ulteriore stravolgimento dell'equilibrio
  ambientale del Mediterraneo, vanificando così ogni sforzo fatto  in
  favore del ripopolamento ittico;

   detto    decreto,   oltre   a   creare   conseguenze    disastrose
  all'ecosistema   marino  consentendo  la   pesca   del   novellame,
  privilegia altresì alcune aree marine a dispetto di altre;

   per  sapere  se  non ritengono opportuno revocare il  D.A.  numero
  1/2009 ed assumere iniziative coerenti, mirate al ripopolamento del
  Mediterraneo  ed  al  rilancio dell'attività  svolta  da  tutte  le
  marinerie siciliane». (385)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  numero  385,  si
  rappresenta  che  la problematica in essa esposta  è  da  ritenersi
  abbondantemente  superata,  avendo  riscontrato  la  necessità   di
  consentire la pesca del novellame per ottemperare ad esigenze socio-
  economiche e nella consapevolezza che l'attività può ritenersi eco-
  compatibile  laddove  esercitata  nell'ambito  dell'arco  temporale
  autorizzato con le risultanze della ricerca scientifica».

                                        L'Assessore Giovanni Di Mauro

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   la  questura  della città di Palermo ha ottenuto  da  parte  dello
  Stato  l'assegnazione di numero 39 alloggi abitativi confiscati  al
  patrimonio della criminalità organizzata;

   le  predette unità abitative, la cui disponibilità da parte  della
  questura  di  Palermo  risale nel tempo, sono state  assegnate  per
  essere   utilizzate  come  alloggi  di  servizio   per   poliziotti
  monoreddito.  Molti di essi, infatti, come tanti  altri  cittadini,
  non  sono in grado di sostenere gli elevati costi di locazione  per
  una casa dignitosa per loro e per il loro nucleo familiare;

   considerato che:

   gli  alloggi  assegnati alla questura, a causa della  mancanza  di
  fondi, sono chiusi ed inutilizzati da anni, e nonostante il mancato
  utilizzo,  la  questura è comunque costretta a  sostenere  i  costi
  relativi alle spese condominiali e di manutenzione;

   la  confederazione  sindacale autonoma di  polizia  ha  più  volte
  richiesto   l'assegnazione   delle  unità   abitative,   proponendo
  l'anticipazione  delle spese di ristrutturazione  delle  stesse  da
  parte dei soggetti destinatari degli alloggi;

   ritenuto  che  sussistono reali e concrete esigenze abitative  dei
  nuclei familiari dei poliziotti monoreddito;

   ritenuto  altresì  che l'utilizzo e la fruibilità  degli  immobili
  comporta da un lato che i poliziotti monoreddito e le loro famiglie
  possano    godere    di   alloggi   dignitosi;    dall'altro    che
  l'amministrazione può trarre beneficio con risparmio per  le  casse
  dello  Stato  reperendo  le  somme per  il  pagamento  delle  spese
  condominiali e di gestione dai canoni di locazione;

   ritenuto  infine che la concreta utilizzazione del bene confiscato
  determina  un  reale e concreto segnale di lotta  alla  criminalità
  organizzata;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare  per  consentire il pieno utilizzo delle  unità  abitative
  confiscate alla mafia ed assegnate alla questura di Palermo, nonché
  quali   provvedimenti   ed   azioni  verranno   adottate   per   il
  soddisfacimento    dell'esigenza    abitativa    dei     poliziotti
  monoreddito». (442)

   Risposta.   -   «Con  riferimento  l'interrogazione   parlamentare
  specificata in oggetto, si rappresenta che:
   L'Ufficio  per  la  Solidarietà  alle  Vittime  della  Criminalità
  organizzata del Dipartimento gestisce gli interventi previsti dalla
  legge  regionale 20/99 contro la mafia e misure di  solidarietà  in
  favore  delle  vittime della mafia e dei loro familiari,  tuttavia,
  non  prevede alcuna norma per la gestione dei beni confiscati  alla
  mafia ed alla criminalità organizzata.
   Diversamente,  con  deliberazione di Giunta regionale  numero  136
  dell'11  aprile  2007,  si  è  disposto che  nell'assegnazione  dei
  contributi di cui all'articolo 76, comma 4, legge regionale  numero
  2/02  fosse  attribuita  priorità, per l'esercizio  finanziario  in
  corso,  a  programmi  integrati di manutenzione/gestione  dei  beni
  immobili confiscati alla criminalità mafiosa.
   La  suddetta deliberazione è stata regolamentata da apposito  D.A.
  numero  2242  del  2 luglio 2007, con cui il Servizio  IX   Finanza
  Locale del Dipartimento determina i criteri ed i parametri  per  la
  ripartizione  delle  risorse attribuite agli  Enti  Locali,  (legge
  regionale numero 2/2002, articolo 76, comma 4).
   Infine,  sono state previste alcune agevolazioni per la  fruizione
  sociale  dei beni confiscati alla mafia e assegnati ai  Comuni  che
  con  legge regionale numero 15/08, titolo II, articolo 7, comma  1,
  così  recita:   Al  fine di favorire la migliore utilizzazione  dei
  beni confiscati, alle cooperative sociali, alle associazioni onlus,
  alle   comunità  di  recupero,  alle  cooperative  dei   lavoratori
  dipendenti  dell'impresa  confiscata e  ai  comuni  sono  accordate
  fideiussioni  prestate dalla Regione a copertura  fino  al  75  per
  cento  dei  prestiti  di esercizio a tasso agevolato  e  dei  mutui
  richiesti dalle cooperative per le attività di progettazione  e  la
  realizzazione delle opere di adattamento ».

                                                L'Assessore Francesco
                                                                Scoma

   ODDO.  -  «All'Assessore alla Presidenza  e  all'Assessore  per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   l'emergenza  idrica  del  comune di Erice (Trapani)  è  innegabile
  anche  perché  riconosciuta  dalla  stessa  Giunta  regionale   con
  delibera  n.  134 del 23 aprile 2008 con la quale ha dichiarato  lo
  stato di calamità naturale;

   il  capo  del dipartimento di protezione civile, Guido  Bertolaso,
  incardinato  presso la Presidenza del Consiglio dei  ministri,  con
  nota  del  27 maggio 2008 protocollo DPC/CG/0035021, ha negato  gli
  interventi   straordinari  relativi  sostenendo  che   la   Regione
  siciliana  ha  tutti  gli strumenti ordinari  per  fronteggiare  la
  situazione,  attivando del caso le risorse presenti  sul  fondo  di
  protezione civile;

   il  dirigente del servizio di protezione civile della provincia di
  Trapani,  con  nota inviata al direttore generale del  servizio  di
  protezione  civile  regionale, ha stimato il fabbisogno  necessario
  per fronteggiare la situazione di emergenza in non meno di 890 mila
  euro;

   il  comune,  per  cercare di fronteggiare  la  situazione  ha  già
  anticipato somme pari a circa un milione di euro per le quali vanta
  un  credito nei confronti del EAS e conseguentemente le  sue  casse
  non possono più sostenere ulteriori interventi di somma urgenza per
  il risanamento delle condutture di adduzione idrica;

   permanendo  tale situazione, che priva i cittadini di un  servizio
  essenziale,  l'emergenza è destinata ad aggravarsi e può  diventare
  intollerabile;
   ad  oggi,  nonostante la delibera della Giunta  di  governo  della
  Regione  numero  134  del 23 aprile 2008 e le sollecitazioni  degli
  organi  provinciali  del  dipartimento  di  protezione  civile,  la
  struttura regionale non ha posto in essere alcuna attività per  far
  fronte alla seria emergenza;

   per sapere:
   se  intendano intervenire al fine di scongiurare la reale  ipotesi
  di  interruzione  del  pubblico servizio di  fornitura  idrica  nel
  comune  di  Erice ed evitare il configurarsi di possibili emergenze
  di natura igienico-sanitaria;

   se  non ritengano urgente ed indispensabile intervenire al fine di
  utilizzare le risorse del fondo di protezione civile per provvedere
  agli interventi immediati stimati dal responsabile provinciale  del
  dipartimento di protezione civile in almeno 890 mila». (147)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
  nella considerazione dell'assenza dell'onorevole Oddo Camillo nella
  seduta  numero  89  del 6 maggio 2009, la stessa  si  trasforma  in
  interrogazione  con  richiesta  di  risposta  scritta,   ai   sensi
  dell'articolo   143  bis  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana.
   Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
    In  relazione alle problematiche emergenziali di natura  igenico-
  sanitaria connesse alla scarsità dell'approvvigionamento idrico nel
  territorio  del  Comune  di  Erice, il  Dipartimento  regionale  di
  Protezione  civile  ha  quantificato  in  euro  890.000  la   somma
  necessaria per gli interventi più urgenti.
   In  atto  è  già stato disposto un finanziamento straordinario  di
  euro  200.000,  prelevato dalle risorse del Fondo  Regionale  della
  Protezione Civile, che verrà erogato al Comune di Erice  a  seguito
  della  presentazione della documentazione giustificativa dei lavori
  eseguiti'».

                                                          L'Assessore
                                                      Giovanni Ilarda

   MINARDO.  -  «All'Assessore alla Presidenza,  visto  lo  stato  di
  emergenza in relazione agli eventi meteorologici che hanno  colpito
  l'intero territorio della Regione siciliana nei giorni 12, 13 e  14
  dicembre  2005, in particolare molte zone ricadenti nel  comune  di
  Pozzallo nella provincia di Ragusa;

   considerato che la natura e la particolare intensità degli  eventi
  meteorologici hanno causato gravi difficoltà al tessuto economico e
  sociale  delle  zone  interessate  e  pertanto  risulta  necessario
  fronteggiare  la  situazione determinatasi mediante  l'utilizzo  di
  mezzi e poteri straordinari;

   ritenuto quindi non più differibile e necessario porre in essere i
  primi  interventi  urgenti per favorire  il  ritorno  alle  normali
  condizioni di vita delle popolazioni interessate;

   per  sapere  quali siano le motivazioni per cui ad oggi  non  sono
  stati erogati dal dipartimento della protezione civile i contributi
  ai  privati  a  ristoro  dei danni subiti ai  beni  mobili,  mobili
  registrati e ai beni immobili nell'evento calamitoso del 12,  13  e
  14  dicembre  2005.  Tali  contributi,  infatti,  risultano  essere
  fondamentali  per  l'immediata ripresa  delle  attività  produttive
  della  maggior parte di ditte, aziende e privati che  hanno  dovuto
  fronteggiare spese non indifferenti per lavori non trascurabili per
  tutelare l'incolumità pubblica». (290)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
  nella  considerazione dell'assenza dell'onorevole Riccardo  Minardo
  nella seduta numero 89 del 6 maggio 2009, la stessa si trasforma in
  interrogazione  con  richiesta  di  risposta  scritta,   ai   sensi
  dell'art.  143 bis del regolamento interno dell'Assemblea Regionale
  Siciliana.
   Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
    A  seguito degli eventi metereologici verificatisi nei giorni 12,
  13  e  14  dicembre 2005 nel territorio siciliano è  stata  emanata
  l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3515/2006.
   A  causa della limitatezza dei fondi destinati dalla predetta OPCM
  il  Commissario delegato (Presidente della Regione) ha approvato un
  programma  di  interventi  soltanto  per  il  patrimonio   pubblico
  danneggiato. Pertanto, non è stato possibile procedere  al  ristoro
  dei danni subiti dai privati».

                                          L'Assessore Giovanni Ilarda

   APPRENDI.  -  «All'Assessore  alla  Presidenza,  premesso  che  le
  difficoltà  finanziarie della Regione nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi  economica mondiale richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato». (344)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
  nella  considerazione dell'assenza dell'onorevole Giuseppe Apprendi
  nella seduta numero 89 del 6 maggio 2009, la stessa si trasforma in
  interrogazione  con  richiesta  di  risposta  scritta,   ai   sensi
  dell'art.  143 bis del regolamento interno dell'Assemblea Regionale
  Siciliana.
   Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
    In   atto   l'Assessore   alla   Presidenza   si   avvale   della
  collaborazione  di  8  consulenti,  di  cui  7  nella  qualità   di
  componenti  della  Commissione  per  la  elaborazione  del   Codice
  Antimafia per le Pubbliche amministrazioni  ed uno nella qualità di
  esperto   in   materia  di  protezione  civile   in   ordine   alle
  problematiche  tecniche aeronautiche collegate  alla  realizzazione
  della    Base   aeroportuale   regionale   di   Protezione   civile
  dell'Aeroporto di Boccadifalco.
   Tutti i predetti consulenti sono a titolo gratuito.
   Con  direttiva dell'Assessore alla Presidenza del novembre 2008  è
  stata  data attuazione alle disposizioni di legge, vigenti fin  dal
  1996,  che  prevedono la pubblicazione sui siti web della  pubblica
  amministrazione  degli  incarichi  di  consulenza,  che  oggi  sono
  pertanto   consultabili   per  la  Regione   Siciliana   sul   sito
  istituzionale della stessa'».

                                                          L'Assessore
                                                      Giovanni Ilarda