Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
GALVAGNO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto comprensivo
statale
Francesco Emanuele Cangiamila' di Palma di Montechiaro (AG)
PRESIDENTE. Porgo un indirizzo di saluto agli studenti e ai
docenti dell'Istituto comprensivo statale Francesco Emanuele
Cangiamila' di Palma di Montechiaro (Ag), che assistono ai lavori
dell'odierna seduta nell'ambito dello svolgimento del progetto
Legalità: tante gocce di buon esempio per una marea di legalità ,
di cui è responsabile il dirigente scolastico dottoressa Rossana
Maria Cristina D'Orsi.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Barbagallo, Bonomo,
Di Guardo, Faraone, Marinese, Laccoto, Picciolo, Minardo,
Panepinto, Scammacca, Termine e Fiorenza hanno chiesto congedo per
la seduta di oggi; l'onorevole D'Agostino per le sedute del 19, 20
e 21 maggio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
- numero 279 «Rapido espletamento delle pratiche relative
all'erogazione di contributi per opere di rimboschimento».
- Firmatario: Di Benedetto Giacomo;
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali:
- numero 348 «Interventi volti a favorire l'ampliamento dei plessi
scolastici nel comune di Catania».
- Firmatario: Barbagallo Giovanni;
- da parte dell'Assessore per la Cooperazione:
- numero 385 «Revoca del decreto numero 1/2009 dell'Assessore per
la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca per il
rilancio del comparto ittico»;
- Firmatario: Ammatuna Roberto;
- da parte dell'Assessore per la Famiglia:
- numero 442 «Utilizzo dei beni assegnati alla Questura di Palermo
per esigenze abitative dei poliziotti monoreddito».
- Firmatario: Caputo Salvino;
- da parte dell'Assessore alla Presidenza:
- numero 147 «Interventi per fronteggiare l'emergenza idrica del
comune di Erice (TP)».
- Firmatario: Oddo Camillo;
- numero 290 «Ristoro dei danni subìti dal comune di Pozzallo (RG)
a seguito degli eventi calamitosi del dicembre 2005».
- Firmatario: Minardo Riccardo;
- numero 344 «Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato alla Presidenza».
- Firmatario: Apprendi Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Norme sulla sezione museale d'arte moderna e contemporanea
Francesco Messina'» (numero 436),
- presentato dall'onorevole D'Antoni in data 12 maggio 2009,
- inviato in data 13 maggio 2009,
- parere V;
- «Norme sui servizi preruolo presso scuole parificate, istituti
legalmente riconosciuti ed enti preposti alla formazione
professionale» (numero 437),
- presentato dall'onorevole D'Antoni in data 12 maggio 2009,
- inviato in data 13 maggio 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge é stato
inviato alla competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Norme sul personale del Corpo Forestale della Regione» (numero
430),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 maggio 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicola Leanza, in data 12
maggio 2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge
numero 431 Norme urgenti per lo sviluppo'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di documentazione relativa al POR
Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 12 maggio 2009, copia della documentazione
relativa al POR Sicilia 2000/2006 - Modifica misure 4.16, 4.17,
6.04, 6.05 e 6.06a del Complemento di programmazione.
Comunico, altresì, che copia del sopra citato documento è stata
trasmessa alle Commissioni parlamentari III e IV.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GALVAGNO, segretario f.f.:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
la legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, all'art. 66 prevede
l'istituzione di centri operativi del Corpo forestale per una più
efficace azione di intervento in materia di antincendio, di
protezione civile e in tutti i compiti di istituto;
con d.a. n. 1828 del 18 maggio 1996, l'Assessore per l'agricoltura
e le foreste ha istituito presso ciascun Ispettorato dipartimentale
delle foreste un centro operativo costituito da 2 - 3 ufficiali e
da un numero di guardie e guardie scelte non inferiore a 4 e non
superiore a 10, in modo da assicurare la presenza in sala operativa
per le 24 ore, almeno per il periodo della campagna antincendio;
in data 24 aprile 2009, l'ispettore dipartimentale delle foreste
della provincia di Siracusa ha disposto l'avvio a pieno regime, a
partire dall'1 maggio e fino al 30 ottobre, del Centro operativo
provinciale con una dotazione di personale di 6 unità, due
commissari superiori e quattro ispettori superiori;
considerato che:
la destinazione del suddetto personale al COP da parte
dell'ispettore dipartimentale di Siracusa non appare corretta;
in primo luogo va sottolineato l'uso improprio di personale per
compiti non corrispondenti ai gradi e alle funzioni disciplinate
dal d.p. 20 aprile 2007, col conseguente ingiustificato
demansionamento che provocherà sicuramente un contenzioso con
l'amministrazione;
inoltre, i carichi di lavoro che tali ridotte unità di personale
dovranno sobbarcarsi sono estremamente pesanti e tali da comportare
gravi difficoltà nello svolgimento del servizio;
per sapere:
se sia a conoscenza della istituzione del COP da parte
dell'Ispettorato dipartimentale del Corpo forestale di Siracusa;
se sia a conoscenza dell'arbitraria destinazione di personale
graduato a tale servizio;
se sia a conoscenza che tale personale in base alle disposizioni
vigenti non dovrebbe svolgere queste mansioni;
se sia a conoscenza che è in corso una mobilitazione sindacale per
contrastare i provvedimenti di cui in premessa;
se sia a conoscenza che personale in divisa svolge funzioni di
competenza di personale amministrativo in una amministrazione in
cui ci sono esuberi di funzioni direttive;
se sia a conoscenza dei turni continuativi del personale LTI in
sala radio anche di 16 ore, il che comporta gravi problemi al
servizio e all'incolumità per la vita degli operatori e dei
cittadini in vista dell'estate;
quali provvedimenti intenda adottare per consentire un impiego
corretto del personale e la migliore operatività del COP di
Siracusa». (593)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
BONOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che ancora una
volta il Governo nazionale ha deciso di tagliare i fondi per la
compagnia di navigazione Tirrenia;
considerato che:
la Tirrenia ha comunicato la consequenziale sospensione di alcune
rotte;
si ripresenta drammaticamente lo spettro del licenziamento per
oltre 550 lavoratori ed il taglio prevedibile della rotta Trapani-
Pantelleria, attualmente in carico alla motonave 'Paolo Veronesi';
ritenuto che:
si determinerebbe un danno irreparabile per i trasporti marittimi
con le isole minori, con ricadute devastanti, peraltro, sulla
mobilità turistica alla vigilia della stagione estiva e con
l'ulteriore conseguenza di un taglio insopportabile ai livelli
occupazionali;
si interromperebbe la continuità territoriale, diritto
irrinunciabile per i cittadini dell'isola di Pantelleria;
premesso, inoltre, che:
l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti, nella
risposta all'interpellanza del 2008 a firma del sottoscritto ed
avente ad oggetto il potenziamento dei collegamenti marittimi con
le isole minori, ha sottolineato che soltanto l'effettuazione di
linee individuate come servizi essenziali minimi consente
l'intervento oneroso della pubblica amministrazione;
con d.a. n. 24 del 3 aprile 2008, l'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti ha provveduto all'individuazione della
rete dei servizi come prescritto dalla l.r. n. 12 del 2002;
nel suddetto decreto si individua l'unità di rete dell'isola di
Pantelleria e la linea tra Trapani e Pantelleria è qualificata di
interesse pubblico;
per sapere:
quali urgenti iniziative intendano adottare al fine di scongiurare
il licenziamento dei 550 lavoratori della Tirrenia e il taglio
della rotta Trapani - Pantelleria;
se non intendano sollecitare il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti a mantenere l'impegno manifestato nei mesi scorsi
circa l'istituzione di un tavolo tecnico e l'erogazione delle somme
necessarie per garantire i collegamenti con le isole minori;
quali altri provvedimenti intendano adottare per garantire la
continuità territoriale e il diritto alla mobilità ai cittadini di
Pantelleria». (594)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore alla Presidenza, premesso che nella
frazione Zappa del comune di Racchia, in provincia di Messina, è in
corso un evento franoso di vasta portata che ha provocato lesioni a
diversi edifici dell'abitato (circa 12 oltre la chiesa e un tratto
della strada comunale), tanto da indurre il Comune a emettere una
ordinanza che, dichiarandoli inagibili, ne vietava qualsiasi
utilizzo;
considerato che eventi franosi investono la frazione Zappa da
quasi un secolo e che si hanno notizie del verificarsi degli stessi
dal 1926, cui seguirono un evento grave nel 1931 e successive
riattivazioni sensibili nel 1978, nel 1985, nel 1994 e nel 2003;
visto che l'Amministrazione comunale nel 1999 ha predisposto un
progetto di consolidamento che prevedeva il placcaggio del muro di
sottoscarpa della strada provinciale che attraversa la frazione,
mediante tiranti attivi spinti a 30-34 metri;
osservato che dal 2005 il progetto è sottoposto al vaglio
dell'Assessorato Territorio e ambiente senza avere finora ottenuto
alcun finanziamento;
rilevato che l'evoluzione del dissesto non segnala sostanziali
modifiche dei meccanismi di attivazione né variazioni planimetriche
tra i tre sondaggi effettuati nel 1999 e i rilievi eseguiti dal
Dipartimento regionale della Protezione civile nel 2009;
presa nota della richiesta, proveniente dagli abitanti della
frazione Zappa, di tutela del diritto alla salvaguardia dei beni di
proprietà e della loro incolumità fisica di fronte al ventilato
rischio che le amministrazioni coinvolte valutino più opportuno il
trasferimento in massa in altro luogo e a fronte degli inspiegabili
ritardi nell'approntamento di misure definitive di contenimento
della frana;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito dal 2005 di esitare positivamente
la richiesta del Comune di Raccuia relativa al progetto di
consolidamento della frana della frazione Zappa;
se non ritengano necessario promuovere urgentemente tutte le
iniziative utili a finanziare e realizzare l'intervento di
consolidamento e messa in sicurezza di contrada Zappa e rassicurare
i cittadini direttamente interessati e l'intera comunità di
Racchia». (595)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
PANARELLO - CRACOLICI
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
la legge 3 novembre 2000, n. 20, ha istituito il Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi;
il Parco è sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato dei beni
culturali e ambientali e della pubblica istruzione;
l'art. 1 della suddetta legge dispone che 'Il Parco ha finalità di
tutela e di valorizzazione dei beni archeologici, ambientali e
paesaggistici della Valle dei Templi ed in particolare persegue: a)
l'identificazione, la conservazione, gli studi e la ricerca, nonché
la valorizzazione dei beni archeologici a fini scientifici e
culturali; b) la tutela e la salvaguardia degli interessi storico-
archeologici e paesaggistico-ambientali; c) la valorizzazione dei
beni archeologici, ambientali e paesaggistici a fini didattico
ricreativi; d) la promozione di politiche d'informazione e
sensibilizzazione al fine di suscitare ed accrescere, fin dall'età
scolastica, la sensibilità del pubblico alla tutela del patrimonio
e dell'ambiente; e) la promozione di tutte le iniziative e gli
interventi adeguati allo sviluppo delle risorse del territorio a
fini turistici e più in generale per assicurarne la fruizione ed il
godimento sociale';
secondo suddetta legge, 'il territorio del Parco è soggetto alla
tutela prevista per le zone di interesse archeologico, nonché al
vincolo paesaggistico di cui all'articolo 146 del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490';
la Valle dei Templi è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio
dell'umanità;
nelle scorse settimane è stato affisso all'albo pretorio del
Comune di Agrigento e sulla bacheca on line dell'ente in questione
un 'Avviso pubblico per invito alla manifestazione di interesse per
gestire in concessione i terreni agricoli demaniali in consegna al
Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di
Agrigento';
con tale bando il Parco intende affidare a soggetti terzi il
compito di gestire all'incirca 250 ettari di terreni demaniali;
la durata minima della concessione è stabilita in 10 anni e che la
superficie dei terreni da gestire è suscettibile di aumento;
considerato che:
l'avviso pubblico è stato reso noto solo per pochi giorni,
unicamente mediante affissione nella bacheca on line dell'ente e
presso l'albo pretorio del Comune di Agrigento;
l'entità economica della relativa concessione appare
rilevantissima;
secondo norma vigente, a livello nazionale ed internazionale, per
avviare iter per concessioni come quella in questione, ci si avvale
normalmente di un bando di gara europeo, per consentire la sua
adeguata conoscenza presso la più larga pluralità di soggetti
interessati, attraverso la pubblicazione dell'atto nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana e su quella dell'Unione
europea;
l'avviso non dà alcuna indicazione circa la zona in cui ricadono i
terreni da affidare in concessione, essendo il Parco diviso in una
prima zona archeologica, una seconda ambientale e paesaggistica e
una terza naturale-attrezzata;
l'avviso non chiarisce in alcun modo gli strumenti per la
realizzazione degli obiettivi che intende conseguire e non indica
precise linee guida per garantire la salvaguardia del Parco,
chiedendo invece ai futuri 'manifestanti' la presentazione di un
progetto dell'attività che essi intendono svolgere;
non c'è traccia di un accurato e compiuto studio progettuale di
fattibilità redatto dall'ente per ottenere il migliore, più
redditizio e, soprattutto, più sicuro sfruttamento di aree di
interesse fondamentale per la collettività non solo nazionale, che
costituisca la base del contratto concessorio;
l'avviso prevede, invece, che la valutazione delle possibili
ricadute dell'uso dei terreni sull'ambiente, sull'economia e sulla
crescita culturale dell'area di influenza del Parco spetti ai
'manifestanti' attraverso la presentazione di una valutazione
dell'impatto del loro progetto sulle aree in questione;
per sapere:
se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
se reputi idonei gli strumenti utilizzati dall'ente in questione
per garantire il fondamentale principio di pubblicità, e quindi di
trasparenza, che deve stare alla base di qualunque attività
amministrativa in materia di uso e affidamento di beni pubblici;
se ritenga che i criteri contenuti nell'avviso siano da ritenersi
a norma di legge;
se intenda intraprendere urgenti iniziative al fine di invitare il
Parco archeologico Valle dei Templi a ritirare l'avviso pubblico e
a sostituirlo con altro bando conforme a quanto disposto dalle
leggi vigenti». (596)
LUPO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
GALVAGNO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
da notizie riportate sulla stampa, si apprende che un gruppo di
insegnanti precari, cinque educatrici di asilo nido e sei docenti
della scuola dell'infanzia, dopo aver prestato la propria attività
in servizio presso il Comune di Palermo in forza di reiterati
contratti a tempo determinato, stipulati a seguito di apposite
procedure selettive e, segnatamente, mediante attingimento dalle
graduatorie approvate dal Comune stesso negli anni 2000, 2001 e
2004, hanno visto rigettata l'istanza di stabilizzazione volta ad
ottenere la loro assunzione definitiva;
l'istanza dei suddetti precari trova ragion d'essere nel comma
558, art. 1, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007)
che, com'è noto, ha previsto la possibilità per le pubbliche
amministrazioni di procedere alla stabilizzazione del personale
utilizzato con contratti di natura temporanea, per far fronte ad
esigenze permanenti;
conseguentemente, con apposita direttiva, anche l'Assessore alle
risorse umane del Comune di Palermo aveva manifestato
l'intendimento e la pacifica volontà dell'Amministrazione di
procedere alla stabilizzazione del personale educatore asili nido
ed insegnante scuola materna in possesso dei requisiti previsti
dalla finanziaria per l'anno 2007, tra cui rientrano gli istanti in
oggetto;
con deliberazione n. 97 del 29 aprile 2008, preso atto di quanto
sopra, il Comune aveva deliberato l'adozione della programmazione
triennale dei fabbisogni di risorse umane per il triennio
2008/2010, inserendo gli istanti nel novero del personale da
stabilizzare;
appare utile porre in evidenza che tale determinazione veniva
assunta - come in essa è testualmente scritto - nel rispetto dei
limiti imposti in materia di dotazione organica e contenimento del
relativo costo';
peraltro, l'Amministrazione comunale era già giunta ad analoghe
determinazioni nel 2007, allorquando, con la deliberazione n. 167
del 7 maggio 2007, aveva adottato la programmazione triennale del
fabbisogno di risorse umane per il periodo 2007/2009;
considerato che:
a tutt'oggi, il Comune di Palermo - fatta eccezione per le
rassicurazioni e gli impegni assunti verbalmente nei confronti dei
soggetti interessati - non ha ancora definito la procedura di
stabilizzazione, nonostante nulla osti a ciò;
la condotta assunta dall'Amministrazione comunale appare
palesemente illegittima e, per ciò stesso, si espone a censura;
non è dato comprendere, infatti, per quale ragione
l'Amministrazione comunale - verificandosi tutte le condizioni cui
la legge subordina la costituzione definitiva del rapporto ed
essendo avviato il procedimento che deve condurre inesorabilmente
alla costituzione del rapporto di lavoro inter partes - non abbia
ancora provveduto all'assunzione dei soggetti interessati a tempo
indeterminato per la qualifica di appartenenza;
ritenuto che:
tutto ciò si ponga in contrasto con la ratio sottesa alla legge n.
296 del 2006;
come è noto, infatti, con essa, il legislatore ha inteso
perseguire la finalità di sanare ingiustificabili situazioni di
precariato, ormai protratte nel tempo, che sono in innegabile
contrasto con le norme che regolano l'accesso ai ruoli delle
amministrazioni pubbliche;
non può, dunque, essere rinvenuta alcuna giustificazione giuridica
nella scelta del Comune di Palermo di sottrarsi alla
stabilizzazione degli istanti, piuttosto che procedere alla loro
stabilizzazione nel rispetto delle norme in commento;
peraltro, la stabilizzazione degli istanti non si pone in
contrasto neppure con il sistema delle norme che disciplinano le
procedure di assunzione alle dipendenze della pubblica
amministrazione, cui la legge n. 296 del 2006 fa espresso rinvio;
nel caso specifico, invero, il Comune di Palermo ha già accertato
la vacanza in organico rispetto alla qualifica di appartenenza
degli istanti, come risulta dalla dotazione organica vigente e
dalla programmazione del fabbisogno triennale approvata, come prima
citato, con deliberazione n. 97/2008;
né all'accoglimento delle istanze dei lavoratori in oggetto ostano
difficoltà di natura economica, posto che, presso il settore
pubblica istruzione, sono già state accantonate le somme necessarie
per far fronte alla chiesta stabilizzazione in appositi capitoli di
spesa impegnati a tal fine;
per sapere:
se il Governo della Regione, anche alla luce della carenza
numerica delle unità di ruolo, in entrambi i profili, che
quotidianamente mette a serio rischio l'erogazione dei servizi e
nella considerazione che, in particolare, per le scuole materne
comunali, il conferimento degli incarichi a tempo determinato per
l'intero anno scolastico comporta un costo che, in buona sostanza,
corrisponde a quello che l'Amministrazione deve sopportare con la
immissione in ruolo, non ritenga il diniego ad oggi opposto
dall'Amministrazione comunale di Palermo assolutamente
ingiustificato e, per ciò stesso, illegittimo;
se ritenga il comportamento del Comune di Palermo conforme alle
norme contenute nelle leggi finanziarie 2007 e 2008;
se esistano ulteriori casi analoghi in altri territori e se abbia
notizia di come si siano comportati altri enti locali;
se non ritenga che il Comune di Palermo abbia riconosciuto, con le
proprie determinazioni, il diritto del personale in questione alla
stabilizzazione e che quindi, in questo caso, tale diritto si sia
consolidato». (597)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
LUPO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 27 aprile 2009, nel Comune di Acquedolci (provincia di
Messina), un consigliere di minoranza, Benedetto Crivillaro, ha
rassegnato le dimissioni dall'incarico adducendo motivi
strettamente personali e che, dopo circa 15 minuti, come
certificato da atto notorio all'addetto all'ufficio protocollo di
suddetto Comune, sette consiglieri comunali di maggioranza
(Benedetto Spitaleri, Giovanni Fontana, Daniela Zingale, Calogero
Carcione, Salvatore Natoli, Giovanna Re e Graziella Pintaudi),
appartenenti all'area politica di riferimento del Sindaco del
Comune, Ciro Gallo, hanno rassegnato anch'essi le dimissioni con
l'unico chiaro intento di provocare lo scioglimento del Consiglio
comunale ai sensi della legge regionale n. 35 del 1997, che
prevede, al comma 2 dell'art. 11, la cessazione del Consiglio
comunale ( ) per dimissioni contestuali della maggioranza assoluta
dei componenti';
i consiglieri comunali non dimissionari hanno immediatamente
contestato tale con testualità, giudicando non ricorrenti i
presupposti dell'art. 11 della legge regionale n. 35 del 1997, non
essendo state, di fatto, presentate contestualmente le dimissioni
degli otto consiglieri, ed hanno subito inoltrato richiesta di
convocazione urgente del Consiglio comunale al Presidente del
Consiglio e al Prefetto di Messina;
a supporto della tesi dei consiglieri non dimissionari, appare
utile ricordare che il testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli enti locali (d.lgs. n. 267 del 2000) stabilisce che i
consigli comunali possono essere sciolti per dimissioni
contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché
contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente (art. 141,
comma 3);
lo stesso consigliere di minoranza, Benedetto Crivillaro, primo a
presentare le dimissioni, ha chiarito che la sua richiesta, fatta
per motivi personali, non ha nulla a che vedere con le dimissioni
successivamente presentate dagli altri sette consiglieri di
maggioranza;
in data 30 aprile 2009, l'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e le autonomie locali ha fatto pervenire una nota
con la quale si inibiva il Consiglio comunale dall'intraprendere
ulteriori adempimenti, nota contestata dai consiglieri con
ulteriore missiva inviata anche al Prefetto di Messina, alla quale
non è seguito alcun riscontro;
il Presidente del Consiglio, essendo la segretaria del Comune di
Acquedolci in ferie, ha convocato l'assise per il 2 e il 3 maggio,
inoltrando la richiesta al Prefetto di Messina;
nonostante le convocazioni, i consiglieri hanno trovato le porte
del municipio sbarrate e, in data 2 maggio 2009, al Presidente del
Consiglio comunale è stato notificato dal Commissariato di pubblica
sicurezza di Sant'Agata Militello un verbale di diffida a tenere
riunioni in luogo pubblico per non avere dato preavviso di almeno
tre giorni, ai sensi di legge, al Questore di Messina;
alla fine, in data 6 maggio 2009, il Consiglio comunale è riuscito
a riunirsi ed ha provveduto alla surroga dei consiglieri;
nonostante ciò, l'assessore Francesco Scoma, con celerità, ha
predisposto il decreto per la decadenza del Civico Consesso e la
nomina di un commissario straordinario regionale;
rilevato che la comunicazione all'Assessorato Famiglia della
manifestazione di volontà di dimissioni da parte dei consiglieri
comunali è stata fatta dalla segretaria comunale (legge regionale
n. 35 del 1997, art. 11, comma 3);
ritenuto che:
al Presidente del Consiglio e ai consiglieri comunali non
dimissionari è stato impedito di esercitare il loro mandato
elettorale e le loro funzioni pubbliche;
gli organi di stampa locali hanno dato ampio risalto alla notizia,
ipotizzando una manovra da parte della maggioranza e
dell'Amministrazione comunale, mirata allo scioglimento del
Consiglio comunale per eludere il controllo istituzionale;
per sapere:
se non si ritenga opportuno predisporre un'ispezione per
accertare, inequivocabilmente, la veridicità dei fatti e la liceità
degli atti compiuti dall'Amministrazione del Comune di Acquedolci;
i tempi di un eventuale intervento da parte della Regione, dato
che, considerata la gravità dei fatti e il rischio di un
commissariamento, appare opportuno ripristinare, nel più breve
tempo possibile, lo stato di democrazia istituzionale del Comune di
Acquedolci, che le ultime vicende sembrano avere minato». (598)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
GALVAGNO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
qualche settimana addietro, la FIAT ha raggiunto uno storico
accordo strategico con l'americana Chrysler;
attualmente, la casa automobilistica italiana sta trattando un
progetto di integrazione con la OPEL, controllata europea della
General Motors;
qualche giorno fa la stampa tedesca, citando fonti del Governo
tedesco, ha annunciato che il piano industriale prevederebbe la
chiusura di due stabilimenti della FIAT in Italia, uno dei quali è
quello di Termini Imerese;
se tale indiscrezione - finora non smentita dalla FIAT - fosse
fondata, l'eventuale accordo tra la FIAT e l'OPEL comporterebbe,
fra l'altro, rilevanti ricadute occupazionali su un polo
produttivo, quello di Termini Imerese, che comprende circa 2800
lavoratori dello stabilimento e del suo indotto;
per scongiurare qualunque ridimensionamento dei livelli
occupazionali, il 16 maggio u.s. si è svolta a Torino una grande
manifestazione sindacale alla quale hanno partecipato gli operai
degli stabilimenti italiani della FIAT, mentre sabato 23 maggio
p.v. ne è prevista un'altra a Termini Imerese, in risposta
all'ipotesi di chiusura della fabbrica;
considerato che, in forza dello Statuto della Regione siciliana,
il Presidente della Regione partecipa, col rango di Ministro al
Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che
interessano la Regione siciliana;
per conoscere quali siano le notizie in possesso del Governo
regionale e quali iniziative intenda intraprendere al fine di
garantire la continuità operativa dello stabilimento, nonché la
salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del gruppo FIAT in
Sicilia;
in particolare, se il Presidente della Regione intenda richiedere
urgentemente la convocazione del Consiglio dei Ministri per
valutare gli effetti sull'occupazione, anche in Sicilia, delle
ristrutturazioni e delle operazioni di mercato in corso nel settore
automobilistico, perché siano adottate da parte del Governo
nazionale». (57)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere
l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarla, l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 130 «Delucidazioni sui compensi attribuiti ai neo-
direttori regionali», degli onorevoli Leontini, Limoli, Corona,
Mancuso, Caputo, Bosco e D'Asero, presentata il 13 maggio 2009;
- numero 131 «Interventi urgenti a tutela delle attività agricole
dell'isola di Pantelleria, danneggiate da alcune specie di fauna
selvatica», degli onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Scilla e
Currenti, presentata il 19 maggio 2009;
- numero 132 «Interventi urgenti a tutela del settore della pesca
ed in particolare della marineria di Porticello (PA)», degli
onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Currenti e Scilla, presentata il
19 maggio 2009.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che da notizie di stampa si apprende che sono stati
attribuiti nuovi compensi ai neo-direttori regionali;
considerato che la stessa fonte, con dovizia di particolari, ha
pubblicato per ognuno dei soggetti il compenso annuale;
evidenziato che per ognuno dei direttori esterni sono stati
previsti compensi che addirittura superano il livello retributivo
di direttori di 'carriera' con decenni di anzianità contributiva,
arrivando a superare i 250 mila euro l'anno imposti dal Parlamento
siciliano;
ritenuto che il provvedimento in questione, oltre ad offendere la
dignità di tutti i siciliani che stentano ad arrivare a fine mese,
smentisce clamorosamente l'austerità tanto decantata dal Presidente
della Regione;
accertato inoltre che:
le deliberazioni con le quali sono stati conferiti gli incarichi
agli stessi dirigenti generali, in assenza della proposta
dell'Assessore competente, sono potenzialmente lesive del predetto
rapporto sinergico tra il vertice politico preposto e il dirigente
generale incaricato per ciascun ramo d'Amministrazione e che quindi
esse sono quanto meno viziate per eccesso di potere, difetto di
competenza e violazione di legge, mancando del predetto
presupposto, necessario ed imprescindibile, dell'iniziativa
assessoriale;
il ricorso all'istituto dell'avocazione della predetta iniziativa
degli Assessori competenti per un atto di altissima amministrazione
che richiede una complessiva partecipazione collegiale del Governo,
quale la nomina dei vertici dell'Amministrazione della Regione, non
è soltanto lesivo delle prerogative degli Assessori ma danneggia
anche lo stesso Governo regionale e, in definitiva, il corretto
funzionamento della macchina amministrativa della Regione, così
come concepito dal 'Costituente' regionale,
impegna il Presidente della Regione
ad avviare una vera ed austera politica della finanza regionale,
cominciando col rivedere i sopradetti compensi certamente
spropositati in un momento di così grave crisi economica che ha
investito tutto il Paese e la nostra Regione in particolare, dando
in tal modo un messaggio di moderazione a tutti i cittadini
siciliani». (130)
LEONTINI - LIMOLI - CORONA - MANCUSO - CAPUTO - BOSCO - D'ASERO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura, ed in particolare la viticoltura, hanno un ruolo
determinante per l'economia dell'isola di Pantelleria;
i livelli occupazionali e le forme di reddito, infatti, derivano
proprio dall'esercizio delle attività agricole;
purtroppo l'attività agricola pantesca è disturbata dall'eccessiva
proliferazione del coniglio selvatico' che, ad oggi, costituisce
uno dei fattori di rischio per lo svolgimento delle attività
agricole stesse, nonché causa di ingenti danni alla produzione ed
alle strutture viticole;
l'eccessiva sovrappopolazione del coniglio selvatico è, altresì,
causata dalla mancanza di predatori antagonisti, dall'assenza di
pressione venatoria e dall'habitat favorevole dell'isola;
la presenza del coniglio selvatico, infatti, è riscontrabile anche
presso i centri abitati e nelle strade più frequentate dalla
circolazione;
considerato che:
la legge regionale n. 33 del 1997 ed il regolamento della riserva
naturale orientata (R.N.O.) dell'isola di Pantelleria prevedono la
possibilità dell'abbattimento controllato della fauna selvatica per
ragioni di salvaguardia delle produzioni agricole;
a seguito di un monitoraggio effettuato dall'Istituto nazionale
della fauna selvatica, la Ripartizione ha espresso parere
favorevole in merito all'opportunità di procedere all'abbattimento
controllato del coniglio selvatico in modo tale da ridurre l'entità
numerica entro i limiti di compatibilità con lo svolgimento
dell'attività agricola;
ritenuto che:
la normativa regionale (l.r. n. 33 del 1997) statuisce il diritto,
per gli operatori del settore agricolo, al risarcimento dei danni
nella misura di un indennizzo pari al 100 per cento per i danni
causati alla produzione dalla fauna selvatica;
la presenza del coniglio selvatico in numero eccessivo determina
un danno ingente alle produzioni agricole e viticole che
necessitano, quindi, di interventi urgenti,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale, in attuazione della
normativa regionale:
al fine di consentire nell'isola di Pantelleria l'abbattimento
controllato della fauna selvatica, e, nella specie, del coniglio
selvatico;
al fine di autorizzare, nel periodo di germoglio delle viti,
l'esercizio della caccia al coniglio selvatico;
al fine di procedere al pagamento degli indennizzi di legge a
titolo di ristoro dei danni che le attività agricole hanno subìto a
causa dell'eccessiva sovrappopolazione del coniglio selvatico».
(131)
CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a causa delle avverse condizioni climatiche della scorsa stagione
invernale, non è stato possibile consentire il normale svolgimento
delle attività di pesca;
per tali motivi, la marineria siciliana, ed in particolare quella
di Porticello (PA), è stata costretta a rimanere a terra, con grave
disagio - anche e principalmente - di natura economica per le
famiglie che, conseguentemente, si sono trovate prive di fonte di
reddito;
lo stato di crisi del settore pesca è determinato dagli eccessivi
oneri di gestione dovuti all'elevato costo del carburante ed al
rigore della normativa comunitaria. Quest'ultima, invero, rende
assai difficoltoso, almeno nella nostra Regione, l'esercizio della
pesca. I limiti imposti a salvaguardia delle risorse ittiche, in
realtà, compromettono l'esercizio dell'attività della pesca e non
sono utili alla tutela ed alla salvaguardia delle risorse medesime,
in quanto le cause della loro diminuzione sono da imputare ad altri
fattori e non certamente alla pesca;
nel bacino del Mediterraneo, le flotte straniere che non
aderiscono alla normativa comunitaria prelevano indisturbate
tonnellate di risorse ittiche, che, quindi, sono sottratte alla
disponibilità dei pescatori italiani;
considerato che:
l'eccessivo costo del carburante rende insostenibile la battuta di
pesca con reti a strascico, in quanto il pescato non è sufficiente
a sopperire alle spese di gestione del natante;
le limitazioni imposte alla pesca dalle reti 'ferrettare' rendono,
altresì, difficoltosa l'attività della pesca perché non praticabile
a causa del traffico commerciale e diportistico;
la marineria siciliana di Porticello, dedita alla pesca
artigianale, ha recentemente intrapreso azioni di protesta con
manifestazioni ed assemblee, con grave rischio per l'ordine e la
sicurezza pubblica;
ritenuto sia necessario intervenire a tutela del settore della
pesca e delle marinerie,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale, al fine di sostenere le
attività del settore della pesca e della filiera ittica;
ad adottare iniziative per consentire e rendere praticabile anche
la pesca con le 'ferrettare' per un arco temporale massimo di 120
giorni, compresi tra i mesi di aprile e luglio, ed eliminare il
limite di pesca entro le dieci miglia marine». (132)
CAPUTO - ARICO' - FALCONE - CURRENTI - SCILLA
Avverto che le mozioni saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di ritiro di firma dall'interrogazione numero 591
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 15 maggio 2009, pervenuta
in pari data, l'onorevole Lupo ha ritirato la firma
dall'interrogazione a risposta orale numero 591 «Notizie
sull'affidamento in gestione dei terreni agricoli rientranti nella
disponibilità dell'ente Parco archeologico e paesistico della
Valle dei Templi (AG)», annunciata nella seduta numero 90 del 12
maggio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di modifica del titolo dell'interrogazione numero
561
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione numero 561, a firma
dell'onorevole Oddo, è da intendersi presentata con il seguente
titolo «Rispetto delle norme statutarie, da parte del comune di
Valderice (TP), relativamente alla nomina dei componenti del
consiglio di amministrazione dell'Istituzione teatro comunale
Valle di Erice'».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di modifica del titolo dell'ordine del giorno numero
158
PRESIDENTE. Comunico che l'ordine del giorno numero 158, a firma
dell'onorevole Maira ed altri, è da intendersi presentato con il
seguente titolo «Iniziative per i lavoratori del polo tessile di
Riesi (CL)».
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 19 maggio 2009, alle ore 16.00, sotto
la Presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Cascio, e con la
partecipazione del Vicepresidente dell'ARS, onorevole Oddo, ha
deliberato all'unanimità, su richiesta di quattro Presidenti dei
Gruppi parlamentari, di aggiornare i lavori parlamentari a
mercoledì 10 giugno 2009 in considerazione della concomitante
campagna elettorale per le elezioni amministrative e per il rinnovo
del Parlamento europeo, confermando quanto già stabilito nel
precedente calendario dei lavori.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è pertanto rinviata a mercoledì, 10
giugno 2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
- numero 130 «Delucidazioni sui compensi attribuiti ai neo-
direttori regionali».
LEONTINI - LIMOLI - CORONA
CAPUTO - BOSCO - D'ASERO
- numero 131 «Interventi urgenti a tutela delle attività
agricole dell'isola di Pantelleria, danneggiate da
alcune specie di fauna selvatica».
CAPUTO - ARICÒ - FALCONE
SCILLA - CURRENTI
- numero 132 «Interventi urgenti a tutela del settore della
pesca ed in particolare della marineria di
Porticello (PA)».
CAPUTO - ARICÒ - FALCONE
CURRENTI - SCILLA
III -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica Sanità'.
IV - Discussione del disegno di legge:
-«Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 - Norme
stralciate/A) (Seguito)
relatore: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 17.35.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
DI BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
in Sicilia sono state presentate circa 3000 domande per
rimboschimento ai sensi del regolamento comunitario numero
2080/1992 quale piano di sviluppo rurale, misura H;
dal 2007 risulta impossibile procedere alla liquidazione a seguito
della modifica del sistema di valutazione delle domande;
con il sistema cartaceo, adottato sino al 2006, tutte le domande
presentate sono state evase, mentre dal 2007, con il passaggio al
sistema informatico, nella sola provincia di Agrigento devono
essere ancora liquidati oltre 350 privati;
considerato che:
la gestione del sistema informatico che ha prodotto ritardi e
inefficienze nelle procedure per l'erogazione dei contributi è
stato affidato all'AGEA quale agenzia di verifica degli aiuti
comunitari e dei sistemi di erogazione dei medesimi;
risulta inammissibile che, sebbene si sia proceduto in direzione
dei processi d'informatizzazione per giungere ad uno snellimento,
l'effetto prodotto sia opposto con gravi conseguenze per l'intero
comparto interessato alle opere di rimboschimento;
in tutta l'area del Mediterraneo, fortemente interessata da
processi di desertificazione del territorio, occorre agevolare
azioni volte alla sua tutela e salvaguardia, come quelle relative
al rimboschimento;
le succitate opere rivestono il duplice ruolo di preservare il
territorio ma di sostenere l'occupazione in aree interessate da
preoccupanti processi di recessione economica e di emigrazione;
per sapere:
se l'Assessore per l'agricoltura e le foreste sia a conoscenza dei
ritardi sopraenunciati, relativi all'espletamento delle pratiche
per i contributi destinati ai privati che hanno effettuato opere di
rimboschimento e, in caso affermativo, quali iniziative state
avviate;
se non ritenga necessario e urgente porre in essere ogni
iniziativa possibile che sblocchi rapidamente l'erogazione dei
contributi mediante lo snellimento agevole delle pratiche». (279)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione orale numero 279
dell' 11 dicembre 2008 formulata dall'onorevole Di Benedetto
Giacomo, si rappresenta quanto di seguito riportato.
A partire dall'annualità 2007, il quadro normativo ha determinato
una sostanziale modifica nella gestione complessiva delle domande
di aiuto nel settore delle misure a superficie, comprendendo quelle
riferite alla forestazione finanziate con il Reg. (CE) numero
2080/92 e la Misura H del PSR Sicilia 2000/06.
Con l'emanazione del Reg. (CE) numero 1975/06, infatti, la
Commissione Europea ha voluto estendere alle misure a superficie
l'applicazione del sistema integrato di gestione e di controllo che
prevede, ai sensi dell'articolo 11 del Reg. (CE) numero 796/04,
l'obbligo di presentare la domanda unica anche per le misure a
superficie, al fine di richiedere aiuti a qualsiasi titolo.
Lo stesso Reg. numero 1975/06 disciplina, tra l'altro, anche i
necessari controlli da svolgere per dar luogo ai pagamenti degli
aiuti, che si identificano in controlli amministrativi informatici
(inclusi quelli previsti nell'ambito del Sistema Integrato di
Gestione e Controlli) da eseguire sul 100 per cento delle domande
di aiuto, nonché in controlli in loco da eseguirsi su una
percentuale del 5 per cento. Al termine dei predetti controlli
amministrativi e prima dei controlli in loco, si autorizza altresì
il pagamento di una percentuale di aiuto in una misura pari al 75
per cento del contributo spettante. Ai sensi dell'articolo 16, si
specificano le riduzioni e le esclusioni dai premi comunitari per
le misure connesse alle superfici.
A seguito delle citate disposizioni comunitarie, l'Area di
Coordinamento dell'Organismo Pagatore, che per la Regione siciliana
si identifica con l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura
(AGEA), ha emanato la circolare applicativa protocollo numero
ACIU.07.237 del 06/04/07, fornendo le istruzioni applicative per la
presentazione, il controllo ed il pagamento delle domande di aiuto
ai sensi del Reg. (CE) 1698/05, che comprendono anche quelle
oggetto dell'interrogazione parlamentare. La stessa circolare ha
determinato come l'AGEA sia l'unica responsabile di tutta una serie
di attività, in particolare l'effettuazione dei controlli
amministrativi/informatici e l'effettuazione dei controlli in loco
del campione selezionato, dopo un'apposita analisi dei rischi,
dalla stessa Agenzia.
Considerato che il 2007 rappresentava, per le misure a superficie,
il primo anno in cui l'agricoltore doveva giocoforza assoggettarsi
alle modifiche, l'AGEA ha via via prorogato i termini di
presentazione telematica sul portale del Servizio Informativo
Agricolo Nazionale (SIAN). L'ultima proroga concessa consentiva di
presentare la domanda telematica di conferma impegno entro il
termine massimo del 31/10/07, ed ha permesso in definitiva di far
entrare a sistema la quasi totalità delle domande di conferma
impegno per l'annualità 2007 (circa 1.300 domande e non 3.000, come
riportato nell'interrogazione parlamentare).
A partire dalla data di scadenza di quest'ultima proroga, l'AGEA
ha iniziato ad espletare i controlli di pertinenza con la verifica
delle superfici dichiarate in domanda, rispetto a quelle desumibili
dal telerilevamento; tutte verifiche propedeutiche all'espletamento
della fase istruttoria di competenza del Dipartimento Foreste
dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste. L'incrocio delle
superfici, effettuato da AGEA sul 100% delle particelle imboschite
in tutto il territorio nazionale, ha permesso di identificare la
cosiddetta superficie eleggibile al pagamento del premio,
determinando l'esito aziendale ovvero la fotointerpretazione delle
superfici richieste. Le operazioni di verifica di AGEA hanno
necessitato di parecchio tempo e si sono protratte fino al mese di
luglio 2008.
Gli esiti aziendali delle circa 1.300 aziende siciliane, titolari
di pratiche di forestazione, hanno evidenziato in numerose
particelle la non perfetta rispondenza tra quanto richiesto a
premio rispetto alla superficie eleggibile. Numerosi casi di
anomalie di superficie hanno richiesto una verifica dello stato dei
luoghi da parte di AGEA , conclusa in Sicilia solamente il
24/10/08. A partire da tale data, i dati rilevati i campo sono
stati riallineati a sistema, determinando un successivo esito
aziendale.
In considerazione del notevole ritardo accumulato, AGEA ha
iniziato ad erogare l'anticipo spettante solo a partire da luglio
2008. In primo luogo ed in via cautelativa, le Ditte beneficiarie
dell'anticipo del 75 per cento sono state quelle con una domanda
che non presentava scostamenti superiori al 20 per cento tra
superficie dichiarata ed eleggibile, quindi successivamente quelle
che risultavano già presenti a sistema e pagate nel 2006. I
beneficiari dovevano aver correttamente indicato le coordinate
IBAN, al momento della presentazione delle istanze presso i Centri
di Assistenza Agricola (CAA). Di conseguenza, tutte queste Ditte
hanno percepito un anticipo del 75 per cento degli aiuti riferiti
al 2007, indipendentemente dall'espletamento della fase istruttoria
in corso di definizione.
Esistono problemi riguardanti la mancata eleggibilità delle
superfici occupate dai viali parafuoco a corredo dell'impianto
boschivo, che non risultano ancora riallineate a sistema,
nonostante ripetute segnalazioni all'Organismo Pagatore, effettuate
dai Servizi Tecnici del Dipartimento Foreste, dagli Uffici
periferici dipartimentali e dai CAA.
Per completare il quadro dei controlli di competenza AGEA, si
riferisce come, a partire dal mese di dicembre 2008, sono stati
avviati i controlli relativi alla percentuale del 5 per cento (94
aziende nell'intero territorio regionale) per la verifica del
mantenimento degli impegni assunti dal beneficiario. Tali controlli
sono tuttora in corso.
Passando invece alle attività intraprese per la gestione della
fase istruttoria, di competenza degli Uffici periferici del
Dipartimento Foreste, sono state innanzitutto organizzate riunioni
periodiche tra i responsabili regionali e quelli provinciali, per
illustrare i processi da realizzare in funzione delle sostanziali
novità intervenute dal 2007, in specie l'utilizzo del portale SIAN
come mezzo esclusivo per lo svolgimento dell'istruttoria. Sono
state altresì attribuite ai funzionari ispettoriali competenti
(segnalati dai responsabili degli Uffici) le necessarie
autorizzazioni all'utilizzo del portale, assegnando a ciascun
nominativo un'apposita password di accesso e l'autorizzazione
connessa a specifici applicativi gestionali (presa in carico delle
pratiche, ricevibilità e proposta di liquidazione delle stesse,
eccetera). Per favorire una maggiore comprensione delle procedure
SIAN, si è provveduto inoltre ad organizzare un corso di formazione
(Palermo 20-21/10/08), invitando in qualità di docenti degli
esperti AGEA.
Allo stato attuale, a seguito della promulgazione del D.M.
22/01/09 concernente modifiche ed integrazioni al decreto 20 marzo
2008, recante disposizioni in materia di sanzioni legate a
difformità di superfici, riguardanti la quasi totalità delle
anomalie e che rappresentano comunque quelle di più difficile
risoluzione, è stata riaperta la correttiva della domanda che
porterà presumibilmente alla celere risoluzione del maggior numero
di anomalie riscontrate ed al completamento della fase di
istruttoria da parte degli Ispettorati ripartimentali delle Foreste
territorialmente competenti».
L'Assessore Giovanni La Via
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
la proposta di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche nel
comune di Catania ha suscitato forti proteste da parte di numerosi
rappresentanti istituzionali e da un nutrito comitato di genitori;
tale proposta prevede la soppressione di sette scuole e
l'eliminazione di plessi scolastici particolarmente significativi
per le caratteristiche sociali del territorio nel quale sono
ubicate;
considerato che:
non si procede alla verticalizzazione (trasformazione da circolo
didattico a istituto comprensivo) delle scuole Battista',
Caronda' e Deledda' nonostante un piano già approvato dalla
Regione nel 2001;
vengono eliminati due istituti comprensivi nel centro storico di
Catania Manzoni' e Mazzini Di Bartolo' che si trovano in zone di
particolare disagio sociale.
considerato ancora che:
l'accorpamento della Manzoni' con la Diaz' comporta, a regime,
un numero di alunni assolutamente sproporzionato (1635): 315 alunni
della Manzoni' più 30 bambini della sezione Primavera', più 200
corsisti E.D.A.', più 60 alunni del carcere di Piazza Lanza',
tutti sempre della Manzoni', più 630 alunni della Diaz' che ha
anche altri 400 alunni ospedalizzati;
l'eventuale aggregazione determinerebbe difficoltà gestionali, non
solo per le problematiche derivanti dalla diversa ubicazione dei
plessi, ma, soprattutto, per l'estrema diversificazione di
tipologia di utenza (la Diaz' scuola d'èlite, Manzoni' scuola
appartenente ad un'area fortemente a rischio dal punto di vista
sociale.
ritenuto che:
la Manzoni' è un istituto che ospita, da più di un decennio, il
centro E.D.A., è titolare di numero 4 classi al carcere di Piazza
Lanza ed aggrega, in orario pomeridiano, bambini ed adolescenti a
rischio provenienti dal quartiere popolare Antico Corso';
in atto è scuola titolare del progetto sperimentale Sezioni
Primavera' ed è capofila, in rete con altre quattro scuole, per
l'attuazione di progetti socialmente utili;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali, nell'ambito della normativa
vigente, non è possibile adottare decisioni in grado di ampliare
l'offerta formativa in territori particolarmente complessi e
delicati dal punto di vista sociale;
se sia possibile aggregare un plesso della A. Diaz' (130 alunni)
con la Manzoni' (315 alunni) alla luce anche del fatto che questi
alunni della Diaz' sono già ospitati nei locali di pertinenza
della Manzoni'». (348)
Risposta. - «In riferimento alla interrogazione in oggetto, è
stato interessato il Servizio Scuola Materna ed Istruzione di ogni
ordine e grado statale del Dipartimento regionale della Pubblica
istruzione, che ha dato notizie riguardo la problematica facendo
presente che con l'articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008
numero 112 convertito dalla legge 6 agosto 2009, numero 133, sono
state adottate disposizioni in materia di organizzazione scolastica
ed è stato emanato il piano programmatico del Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il
Ministro dell'Economia e delle Finanze.
In seguito all'emanazione della normativa statale, la Regione
siciliana si è attivata per la definizione del Piano di
riorganizzazione della rete scolastica della Sicilia con la
convocazione di un tavolo tecnico costituito con D. A. numero 1110
dell'8 novembre 2008.
Per i lavori riguardanti la Provincia di Catania il Dipartimento
della P.I. ha presentato al Tavolo tecnico la proposta di
riorganizzazione, che dopo ampia discussione, è stata integrata e
condivisa da tutti i componenti. La proposta scaturita dai lavori
del Tavolo tecnico è stata inserita nel piano regionale di
riorganizzazione della rete scolastica, e trasmessa al Ministero
per la relativa intesa, adottando i principi e le deroghe previste
dalla legge regionale 24 febbraio 2000, numero 6.
Per quanto riguarda le verticalizzazioni delle Direzioni
didattiche Battisti', Caronda', Tempesta', e San Giovanni
Bosco', si precisa che le stesse sono state inserite nel D. A.
numero 303 del 06/04/09 per la trasformazione in Istituti
comprensivi con la decorrenza per l'anno scolastico 2010/2011.
In ordine alla eliminazione degli Istituti comprensivi Manzoni' e
Mazzini' (Mazzini altamente sottodimensionato rispetto ai
parametri previsti dalla citata l.r. 6/2000), e dell'accorpamento
tra la Direzione Didattica Diaz e l'Istituto comprensivo
Manzoni , interventi previsti nel piano regionale, si rappresenta
che le stesse istituzioni scolastiche sono state individuate nel
piano di razionalizzazione del Comune di Catania, approvato con
delibera numero 3 del 12/01/09 tra gli istituti con inadeguata
distribuzione sul territorio, e con convivenza di più scuole in un
unico edificio, per cui al fine di garantire pari opportunità
all'utenza ed agevolare il diritto allo studio, è stata prevista,
nel piano comunale, la fusione con altre istituzioni scolastiche.
Tale proposta è stata discussa e condivisa dal Tavolo tecnico.
Si evidenzia inoltre che il centro E.D.A., ospitato attualmente
presso l'istituto comprensivo Manzoni', ai sensi del comma 632
dell'articolo 1 della legge 296/2006 e del decreto del Ministero
della P.I. del 25/10/07, sarà riorganizzato in Centro provinciale
per l'istruzione degli adulti la cui costituzione per la Provincia
di Catania è già prevista nel piano di riorganizzazione della rete
scolastica e sarà dotato di un proprio organico e godrà di
autonomia amministrativa, organizzativa e didattica.
Si rappresenta infine che l'ipotesi di accorpamento di un plesso
della Direzione Didattica Diaz' con un plesso dell'istituto
comprensivo Manzoni' non risulta realizzabile in quanto
sottodimensionata e non conforme al parametro minimo di 500 alunni
stabilito dal comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale
6/2000».
L'Assessore Antonello Antinoro
AMMATUNA. Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:
il decreto numero 1 del 9 gennaio 2009 dell'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca consente, in
tutti i compartimenti marittimi della Sicilia per 60 giorni
consecutivi a decorrere dal 12 gennaio 2009, la pesca professionale
del novellame di sardina (Sardina pilchardus) e del rossetto (Aphia
minuta);
dal 14 febbraio al 12 marzo 2009, come previsto dal D.A. numero
1/2009, la predetta attività di pesca è esclusa nella zona di mare
compresa fra la foce del fiume Belice e Capo Bianco, con la
conseguenza che le flotte operanti in tale area si riverseranno,
come è già successo negli anni passati, nelle zone dove è possibile
operare, con intuibili danni per gli altri pescatori;
ritenuto che:
in conseguenza al sopra citato D.A. numero 1/2009 le catture del
novellame di sardina (Sardina pilchardus) e del rossetto (Aphia
minuta) possono portare un ulteriore stravolgimento dell'equilibrio
ambientale del Mediterraneo, vanificando così ogni sforzo fatto in
favore del ripopolamento ittico;
detto decreto, oltre a creare conseguenze disastrose
all'ecosistema marino consentendo la pesca del novellame,
privilegia altresì alcune aree marine a dispetto di altre;
per sapere se non ritengono opportuno revocare il D.A. numero
1/2009 ed assumere iniziative coerenti, mirate al ripopolamento del
Mediterraneo ed al rilancio dell'attività svolta da tutte le
marinerie siciliane». (385)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione numero 385, si
rappresenta che la problematica in essa esposta è da ritenersi
abbondantemente superata, avendo riscontrato la necessità di
consentire la pesca del novellame per ottemperare ad esigenze socio-
economiche e nella consapevolezza che l'attività può ritenersi eco-
compatibile laddove esercitata nell'ambito dell'arco temporale
autorizzato con le risultanze della ricerca scientifica».
L'Assessore Giovanni Di Mauro
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
la questura della città di Palermo ha ottenuto da parte dello
Stato l'assegnazione di numero 39 alloggi abitativi confiscati al
patrimonio della criminalità organizzata;
le predette unità abitative, la cui disponibilità da parte della
questura di Palermo risale nel tempo, sono state assegnate per
essere utilizzate come alloggi di servizio per poliziotti
monoreddito. Molti di essi, infatti, come tanti altri cittadini,
non sono in grado di sostenere gli elevati costi di locazione per
una casa dignitosa per loro e per il loro nucleo familiare;
considerato che:
gli alloggi assegnati alla questura, a causa della mancanza di
fondi, sono chiusi ed inutilizzati da anni, e nonostante il mancato
utilizzo, la questura è comunque costretta a sostenere i costi
relativi alle spese condominiali e di manutenzione;
la confederazione sindacale autonoma di polizia ha più volte
richiesto l'assegnazione delle unità abitative, proponendo
l'anticipazione delle spese di ristrutturazione delle stesse da
parte dei soggetti destinatari degli alloggi;
ritenuto che sussistono reali e concrete esigenze abitative dei
nuclei familiari dei poliziotti monoreddito;
ritenuto altresì che l'utilizzo e la fruibilità degli immobili
comporta da un lato che i poliziotti monoreddito e le loro famiglie
possano godere di alloggi dignitosi; dall'altro che
l'amministrazione può trarre beneficio con risparmio per le casse
dello Stato reperendo le somme per il pagamento delle spese
condominiali e di gestione dai canoni di locazione;
ritenuto infine che la concreta utilizzazione del bene confiscato
determina un reale e concreto segnale di lotta alla criminalità
organizzata;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare per consentire il pieno utilizzo delle unità abitative
confiscate alla mafia ed assegnate alla questura di Palermo, nonché
quali provvedimenti ed azioni verranno adottate per il
soddisfacimento dell'esigenza abitativa dei poliziotti
monoreddito». (442)
Risposta. - «Con riferimento l'interrogazione parlamentare
specificata in oggetto, si rappresenta che:
L'Ufficio per la Solidarietà alle Vittime della Criminalità
organizzata del Dipartimento gestisce gli interventi previsti dalla
legge regionale 20/99 contro la mafia e misure di solidarietà in
favore delle vittime della mafia e dei loro familiari, tuttavia,
non prevede alcuna norma per la gestione dei beni confiscati alla
mafia ed alla criminalità organizzata.
Diversamente, con deliberazione di Giunta regionale numero 136
dell'11 aprile 2007, si è disposto che nell'assegnazione dei
contributi di cui all'articolo 76, comma 4, legge regionale numero
2/02 fosse attribuita priorità, per l'esercizio finanziario in
corso, a programmi integrati di manutenzione/gestione dei beni
immobili confiscati alla criminalità mafiosa.
La suddetta deliberazione è stata regolamentata da apposito D.A.
numero 2242 del 2 luglio 2007, con cui il Servizio IX Finanza
Locale del Dipartimento determina i criteri ed i parametri per la
ripartizione delle risorse attribuite agli Enti Locali, (legge
regionale numero 2/2002, articolo 76, comma 4).
Infine, sono state previste alcune agevolazioni per la fruizione
sociale dei beni confiscati alla mafia e assegnati ai Comuni che
con legge regionale numero 15/08, titolo II, articolo 7, comma 1,
così recita: Al fine di favorire la migliore utilizzazione dei
beni confiscati, alle cooperative sociali, alle associazioni onlus,
alle comunità di recupero, alle cooperative dei lavoratori
dipendenti dell'impresa confiscata e ai comuni sono accordate
fideiussioni prestate dalla Regione a copertura fino al 75 per
cento dei prestiti di esercizio a tasso agevolato e dei mutui
richiesti dalle cooperative per le attività di progettazione e la
realizzazione delle opere di adattamento ».
L'Assessore Francesco
Scoma
ODDO. - «All'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
l'emergenza idrica del comune di Erice (Trapani) è innegabile
anche perché riconosciuta dalla stessa Giunta regionale con
delibera n. 134 del 23 aprile 2008 con la quale ha dichiarato lo
stato di calamità naturale;
il capo del dipartimento di protezione civile, Guido Bertolaso,
incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con
nota del 27 maggio 2008 protocollo DPC/CG/0035021, ha negato gli
interventi straordinari relativi sostenendo che la Regione
siciliana ha tutti gli strumenti ordinari per fronteggiare la
situazione, attivando del caso le risorse presenti sul fondo di
protezione civile;
il dirigente del servizio di protezione civile della provincia di
Trapani, con nota inviata al direttore generale del servizio di
protezione civile regionale, ha stimato il fabbisogno necessario
per fronteggiare la situazione di emergenza in non meno di 890 mila
euro;
il comune, per cercare di fronteggiare la situazione ha già
anticipato somme pari a circa un milione di euro per le quali vanta
un credito nei confronti del EAS e conseguentemente le sue casse
non possono più sostenere ulteriori interventi di somma urgenza per
il risanamento delle condutture di adduzione idrica;
permanendo tale situazione, che priva i cittadini di un servizio
essenziale, l'emergenza è destinata ad aggravarsi e può diventare
intollerabile;
ad oggi, nonostante la delibera della Giunta di governo della
Regione numero 134 del 23 aprile 2008 e le sollecitazioni degli
organi provinciali del dipartimento di protezione civile, la
struttura regionale non ha posto in essere alcuna attività per far
fronte alla seria emergenza;
per sapere:
se intendano intervenire al fine di scongiurare la reale ipotesi
di interruzione del pubblico servizio di fornitura idrica nel
comune di Erice ed evitare il configurarsi di possibili emergenze
di natura igienico-sanitaria;
se non ritengano urgente ed indispensabile intervenire al fine di
utilizzare le risorse del fondo di protezione civile per provvedere
agli interventi immediati stimati dal responsabile provinciale del
dipartimento di protezione civile in almeno 890 mila». (147)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
nella considerazione dell'assenza dell'onorevole Oddo Camillo nella
seduta numero 89 del 6 maggio 2009, la stessa si trasforma in
interrogazione con richiesta di risposta scritta, ai sensi
dell'articolo 143 bis del Regolamento interno dell'Assemblea
Regionale Siciliana.
Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
In relazione alle problematiche emergenziali di natura igenico-
sanitaria connesse alla scarsità dell'approvvigionamento idrico nel
territorio del Comune di Erice, il Dipartimento regionale di
Protezione civile ha quantificato in euro 890.000 la somma
necessaria per gli interventi più urgenti.
In atto è già stato disposto un finanziamento straordinario di
euro 200.000, prelevato dalle risorse del Fondo Regionale della
Protezione Civile, che verrà erogato al Comune di Erice a seguito
della presentazione della documentazione giustificativa dei lavori
eseguiti'».
L'Assessore
Giovanni Ilarda
MINARDO. - «All'Assessore alla Presidenza, visto lo stato di
emergenza in relazione agli eventi meteorologici che hanno colpito
l'intero territorio della Regione siciliana nei giorni 12, 13 e 14
dicembre 2005, in particolare molte zone ricadenti nel comune di
Pozzallo nella provincia di Ragusa;
considerato che la natura e la particolare intensità degli eventi
meteorologici hanno causato gravi difficoltà al tessuto economico e
sociale delle zone interessate e pertanto risulta necessario
fronteggiare la situazione determinatasi mediante l'utilizzo di
mezzi e poteri straordinari;
ritenuto quindi non più differibile e necessario porre in essere i
primi interventi urgenti per favorire il ritorno alle normali
condizioni di vita delle popolazioni interessate;
per sapere quali siano le motivazioni per cui ad oggi non sono
stati erogati dal dipartimento della protezione civile i contributi
ai privati a ristoro dei danni subiti ai beni mobili, mobili
registrati e ai beni immobili nell'evento calamitoso del 12, 13 e
14 dicembre 2005. Tali contributi, infatti, risultano essere
fondamentali per l'immediata ripresa delle attività produttive
della maggior parte di ditte, aziende e privati che hanno dovuto
fronteggiare spese non indifferenti per lavori non trascurabili per
tutelare l'incolumità pubblica». (290)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
nella considerazione dell'assenza dell'onorevole Riccardo Minardo
nella seduta numero 89 del 6 maggio 2009, la stessa si trasforma in
interrogazione con richiesta di risposta scritta, ai sensi
dell'art. 143 bis del regolamento interno dell'Assemblea Regionale
Siciliana.
Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
A seguito degli eventi metereologici verificatisi nei giorni 12,
13 e 14 dicembre 2005 nel territorio siciliano è stata emanata
l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3515/2006.
A causa della limitatezza dei fondi destinati dalla predetta OPCM
il Commissario delegato (Presidente della Regione) ha approvato un
programma di interventi soltanto per il patrimonio pubblico
danneggiato. Pertanto, non è stato possibile procedere al ristoro
dei danni subiti dai privati».
L'Assessore Giovanni Ilarda
APPRENDI. - «All'Assessore alla Presidenza, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato». (344)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto,
nella considerazione dell'assenza dell'onorevole Giuseppe Apprendi
nella seduta numero 89 del 6 maggio 2009, la stessa si trasforma in
interrogazione con richiesta di risposta scritta, ai sensi
dell'art. 143 bis del regolamento interno dell'Assemblea Regionale
Siciliana.
Si trasmette il testo della risposta scritta dell'atto ispettivo:
In atto l'Assessore alla Presidenza si avvale della
collaborazione di 8 consulenti, di cui 7 nella qualità di
componenti della Commissione per la elaborazione del Codice
Antimafia per le Pubbliche amministrazioni ed uno nella qualità di
esperto in materia di protezione civile in ordine alle
problematiche tecniche aeronautiche collegate alla realizzazione
della Base aeroportuale regionale di Protezione civile
dell'Aeroporto di Boccadifalco.
Tutti i predetti consulenti sono a titolo gratuito.
Con direttiva dell'Assessore alla Presidenza del novembre 2008 è
stata data attuazione alle disposizioni di legge, vigenti fin dal
1996, che prevedono la pubblicazione sui siti web della pubblica
amministrazione degli incarichi di consulenza, che oggi sono
pertanto consultabili per la Regione Siciliana sul sito
istituzionale della stessa'».
L'Assessore
Giovanni Ilarda