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Resoconto d'Aula della Seduta n. 92 di giovedì 04 giugno 2009
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   Presidenza del presidente Cascio


                        Avviso di convocazione

   PRESIDENTE.  Do  lettura  del  seguente  avviso  di  convocazione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana, in  sessione  straordinaria,
  pubblicato nella Gazzetta della Regione siciliana n. 25, parte  I,
  del 29 maggio 2009:

   «Vista  la  richiesta di convocazione straordinaria con carattere
  di urgenza dell'Assemblea regionale siciliana, presentata ai sensi
  dell'art.  11  dello Statuto della Regione siciliana  in  data  26
  maggio 2009, pervenuta in pari data e validamente sottoscritta  da
  33  deputati  e precisamente dagli onorevoli: Leontini,  Pogliese,
  Aricò,   Beninati,  Bosco,  Maira,  Ardizzone,  Cascio  Salvatore,
  Cordaro,  Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Corona,  Cristaudo,
  Currenti,  D'Asero,  Falcone,  Leanza  Edoardo,  Lentini,  Limoli,
  Mancuso,  Marinese, Marrocco, Scammacca della Bruca,  Torregrossa,
  Vinciullo, Dina, Fagone, Forzese, Ragusa, Savona, Lo Giudice;
   Ritenuto che ricorrono i motivi di urgenza previsti dall'art.  75
  del  regolamento  interno dell'Assemblea regionale  siciliana  per
  convocare la stessa in sessione straordinaria;
   Visti gli articoli 11 dello Statuto della Regione siciliana  e  7
  e 75 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana;

                               dispone:

   l'Assemblea   regionale   siciliana  è  convocata   in   sessione
  straordinaria,  con  carattere di urgenza, per  giovedì  4  giugno
  2009, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
     -  Comunicazioni del Presidente della Regione sul rinnovo della
  Giunta  regionale  di  Governo, la sua nuova composizione,  e  sui
  rapporti con la maggioranza parlamentare.
   La   presente   convocazione  sarà  comunicata  all'Assemblea   e
  pubblicata,  nei  termini previsti dall'art.  75  del  Regolamento
  interno   dell'Assemblea  regionale  siciliana,   nella   Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana.
                                            Palermo, 27 maggio 2009
                                                            CASCIO»

   Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli  Adamo, Bonomo, Buzzanca,
  Barbagallo,   Currenti,  D'Antoni,  Fagone,  Falcone,   Federico,
  Lentini, Marrocco, Scilla, Vinciullo, Picciolo, Laccoto, Bosco  e
  Scammacca  hanno  chiesto congedo per la seduta di oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Essendo  presenti  in  Aula gli onorevoli  Picciolo  e  Laccoto,
  dichiaro superata la relativa richiesta di congedo.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, nei giorni dal 3 al 5 giugno 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione relativa ad assunzione temporanea ad interim
    da parte del Presidente della Regione di funzioni di Assessori
                               regionali

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota 5123  del  28  maggio  2009,
  pervenuta  a questa Presidenza in pari data ed assunta con  prot.
  4799/AulaPG   del  28 maggio 2009, l'Ufficio di  Gabinetto  della
  Presidenza   della  Regione  ha  comunicato  che,   con   decreti
  presidenziali del 25 maggio 2009, il Presidente della Regione  ha
  assunto  temporaneamente ad interim le funzioni  degli  Assessori
  regionali,   ad  esclusione  dell'Assessore  per  la   sanità   e
  dell'Assessore destinato alla Presidenza.
   Avverto che i citati decreti sono integralmente pubblicati nella
  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 24, Parte  I,   del
  28 maggio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di nota pervenuta da parte del Presidente della
                                Regione
          concernente richiesta di rinvio della seduta d'Aula

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, do lettura della nota  prot.  n.
  5284  del  3  giugno 2009 del Presidente della Regione,  onorevole
  Raffaele Lombardo, indirizzata al Presidente dell'Assemblea:

   «Palermo, 3 giugno 2009
   Onorevole Presidente,

   lo  scorso  25 maggio 2009, preso atto delle dimissioni presentate
  da   cinque  Assessori  componenti  la  Giunta  regionale,   si   è
  definitivamente  palesata  la  necessità  di  rendere  l'Organo  di
  Governo  coerente alle esigenze di rilancio dell'azione politica  e
  amministrativa della Regione.

   Per  tale motivo ho proceduto, nell'esercizio della potestà a  tal
  riguardo  conferita al Presidente della Regione  dallo  Statuto  di
  Autonomia,  a  revocare  le deleghe originariamente  attribuite  ai
  rimanenti Assessori.

   All'esito  di  tali  determinazioni, ho assunto  le  funzioni  già
  affidate  a  questi  ultimi, al contempo provvedendo,  con  decreto
  presidenziale  del 29 maggio 2009, n. 191/Area 1 /SG,  alla  nomina
  della  nuova  Giunta,  la  cui composizione  verrà  completata  nei
  prossimi   giorni,   allorquando   si   provvederà   altresì   alla
  preposizione degli Assessori ai singoli rami di amministrazione.

   Proprio in considerazione del fatto che il procedimento di  nomina
  della  Giunta  di Governo deve essere completato, affido  alla  Sua
  valutazione l'opportunità di rinviare alla conclusione del suddetto
  procedimento  la seduta d'Aula, già convocata per domani  4  giugno
  2009,  anche  al  fine  di  garantire all'Assise  parlamentare  una
  informazione  integrale  sia sui contenuti dell'azione  di  rinnovo
  della Giunta, sia sui consequenziali indirizzi programmatici,  sia,
  infine, sugli Assessori che saranno chiamati a realizzarli».

                                                    Raffaele LOMBARDO

   Al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
   On.le Francesco Cascio
   Palazzo dei Normanni - Palermo»

   PRESIDENTE. Comunico di avere convocato al riguardo questa mattina
  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, nelle more
  del  definitivo chiarimento sulla composizione della Giunta  e  sul
  connesso   indirizzo  politico-programmatico,   ritengo   opportuno
  accedere  alla  richiesta di rinvio formulata dal Presidente  della
  Regione,  anche perché non sfuggirà ai colleghi che il primo  punto
  dell'ordine  del  giorno era  Comunicazioni  del  Presidente  della
  Regione .
   Non  essendoci  il Presidente della Regione, la seduta  ovviamente
  non  avrebbe  nessun  senso;  pertanto sarei  orientato  in  questa
  direzione.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  il  26   maggio,   all'indomani
  dell'annunciata   iniziativa  del  Presidente  della   Regione   di
  azzeramento della Giunta di Governo, lei ha ricevuto - e ne ha dato
  comunicazione  ai  deputati  il  27  maggio  -  una  richiesta   di
  convocazione  in  seduta straordinaria, ai sensi  dell'articolo  11
  dello  Statuto ed in applicazione dell'articolo 75 del  Regolamento
  vigente.
   Una  richiesta  straordinaria al fine di parlamentarizzare  -  uso
  questa espressione, non era così dichiarato da parte dei proponenti
  la richiesta di convocazione - quanto stava avvenendo nel Governo e
  nei  rapporti  politici tra il Governo e la maggioranza  chiedendo,
  appunto,  una seduta straordinaria, che è una procedura eccezionale
  prevista   dal   Regolamento  ed  attiene  alla   sua   valutazione
  l'accettazione  della  straordinarietà, perché  rientra  nella  sua
  valutazione la convocazione nei cinque giorni e non nei dieci, così
  come ordinariamente la seduta deve essere convocata.
   Quando è stata fatta questa richiesta e quando lei ha convocato il
  Parlamento  accogliendo  la  richiesta  di  37  parlamentari  (poi,
  formalmente  33)  di  due gruppi parlamentari di  maggioranza,  lei
  sapeva  bene  che nessuna Giunta era stata ancora nominata  perché,
  come  il Presidente della Regione sottolinea nella sua lettera,  la
  Giunta  è stata istituita in data 29 maggio. Quindi, ben due giorni
  dopo la sua convocazione straordinaria del Parlamento.
   Pertanto, la motivazione con la quale il Presidente della  Regione
  chiede  il  rinvio, che lei vorrebbe accogliere, appare  in  palese
  contraddizione  col fatto stesso che la seduta  è  stata  convocata
  quando,  non  nove su dodici, ma neanche uno, erano  gli  assessori
  nominati.
   E'  stata, invece, convocata la seduta del Parlamento per valutare
  la  crisi  politica del rapporto tra il Presidente della Regione  e
  una parte della sua maggioranza, e su questo, oggi, lei ha chiamato
  i  deputati; tra l'altro, in una condizione di eccezionalità per la
  prassi  parlamentare:  ad  un  giorno  e  mezzo  dall'inizio  delle
  operazioni  elettorali che, come è noto, inizieranno  sabato,  alle
  ore 15.00.
   Quindi, lei ha convocato questo Parlamento trasformando, di fatto,
  quest'Aula,  al  di là della sua volontà, in una grande  piazza  di
  chiusura dei comizi elettorali.
   Trovo  alquanto  singolare, sulla base di una lettera  in  cui  il
  Presidente   della   Regione  -  anche  qui   con   una   procedura
  assolutamente inedita - istituisce una Giunta, differenziandola nei
  tempi   (c'è  un  famoso  primo  tempo  che  riguarda  alcuni   dei
  confermati,  alcuni  dei nuovi, e ci sarà  un  secondo  tempo  che,
  invece, non si sa quando e chi completerà questa Giunta di Governo;
  ma  questo è un problema successivo), la motivazione con  la  quale
  lei e il Presidente della Regione chiedete il rinvio dei lavori.
   Io  credo che in questa vicenda, in nome di quello che lei, signor
  Presidente, ha avuto modo di dire - ho letto sui giornali di oggi e
  di  ieri che ci sarebbe la volontà di abbassare i toni - quando c'è
  una  crisi  politica,  noi  - che siamo rappresentanti  del  popolo
  siciliano  in questo Parlamento - abbiamo la necessità  di  rendere
  chiara  agli occhi dei siciliani  e di sapere qual è la ragione  di
  questa crisi, qual è stato lo scontro, qual è stata la ragione  per
  cui,  con un atto senza precedenti, il Presidente della Regione  ha
  azzerato  la Giunta di Governo e ne ha nominato un'altra,  un'altra
  completata.
   Avremmo  dovuto  discutere di questo e lei, signor Presidente,  fa
  quasi   da   spalla   a   questa  operazione   silenziatore'   che,
  inaspettatamente, si vuole mettere al Parlamento siciliano.
   Forse, signor Presidente, lei avrebbe dovuto valutare questo prima
  di  convocare  il  Parlamento per il 4 giugno  con  all'ordine  del
  giorno  «Comunicazioni del Presidente sul rinnovo della Giunta,  la
  nuova composizione e sui rapporti con la maggioranza parlamentare»:
  questo  è  l'ordine  del  giorno che lei  ha  fatto  pubblicare  in
  Gazzetta Ufficiale.
   Come  vede,  signor Presidente, tutto questo avveniva ancor  prima
  che  ci fosse la nuova Giunta, che ci fossero tutte quelle cose che
  sono avvenute nel corso di questi giorni.
   Ecco  perché  credo  che oggi questo Parlamento  sia  nella  piena
  legittimità.
   Prendo  atto che il Presidente della Regione ha ritenuto  -  e  lo
  ritengo  un  atto di gravissima scortesia istituzionale  -  di  non
  essere  presente  in Aula per dire ai siciliani, attraverso  questo
  Parlamento, perché ha azzerato la Giunta, perché ha nominato questa
  Giunta e, soprattutto, perché ne ha nominata una incompleta.
   Un  atto  di  gravissima  scortesia istituzionale,  di  gravissima
  scorrettezza politica di cui, signor Presidente, lei insieme a noi,
  dovrebbe farsi promotore di evidenziare che molti dei deputati  che
  hanno  firmato, che hanno sottoscritto la richiesta di convocazione
  non  sono presenti. Quindi, delle due l'una: o l'hanno sottoscritta
  in contumacia o l'hanno sottoscritta senza condividerla.
   Può  darsi   pure  che ci sia stato un ricatto nei  confronti  dei
  singoli   parlamentari,   estorcendo   loro   una   richiesta    di
  sottoscrizione della convocazione della seduta quando, invece,  non
  volevano  che si realizzasse e, infatti, non sono più presenti.  Ma
  tutto  questo lo vorrei sentire dalla voce dei protagonisti, vorrei
  conoscere  quello  che  è avvenuto e quello che  sta  avvenendo  e,
  soprattutto,   vorrebbero  conoscerlo  i   tanti   siciliani   che,
  sinceramente, ci  hanno capito poco.
   Signor  Presidente, abbiamo presentato un ordine del giorno perché
  noi, rispettosi come siamo della sacralità del Parlamento, nel bene
  o  nel  male,  consideriamo questa una seduta  importante,  non  un
  passaggio  burocratico.  Ho  avuto modo  di  dirle  immediatamente,
  quando  lei,  cortesemente, mi ha informato della sua decisione  di
  convocare  la  seduta  d'Aula, che condividevo  la  sua  scelta  di
  convocare il Parlamento.
   Non  ero  tra i firmatari della richiesta di convocazione,  ma  ho
  condiviso  la  sua decisione di  parlamentarizzare',  di  fare  del
  Parlamento  la sede naturale del confronto politico, di  fronte  ad
  una  crisi che sta avendo, ed ha avuto, le ripercussioni che  tutti
  noi conosciamo.
   Abbiamo presentato un ordine del giorno, lo anticipo. Tra l'altro,
  ho  sentito parlare in questi giorni di mozioni di censura e  anche
  di operazioni un po' fantasiose sul piano istituzionale.
   Una  cosa,  però,  è  certa.  Quando si  convoca  una  seduta  del
  Parlamento  con  un  punto  all'ordine  del  giorno,  questo  punto
  all'ordine del giorno si può concludere in un solo modo: o  con  un
   non è successo nulla' o con un ordine del giorno, conclusivo della
  seduta  stessa,  che  racchiuda il punto  di  vista  del  dibattito
  parlamentare.
   Ecco  perché,  rispettosi  della sacralità  del  Parlamento,  oggi
  abbiamo   presentato   questo  ordine  del   giorno   che   riporta
  sostanzialmente tre cose. In primo luogo: la nostra Regione,  ormai
  da  oltre tre anni, vive una condizione di paralisi drammatica  con
  gravissime  conseguenze  sul  piano  istituzionale  e   sul   piano
  economico  e sociale. Chi le parla, signor Presidente, nel  lontano
  febbraio  o  marzo del 2006, alla vigilia della scadenza elettorale
  che ci sarebbe stata di lì a qualche mese, chiese pubblicamente,  e
  con me altri esponenti e dirigenti del centrosinistra siciliano, ai
  deputati ed ai dirigenti del centrodestra in Sicilia di evitare  di
  mettere  in imbarazzo la Sicilia ricandidando Salvatore  Cuffaro  a
  presidente  della  Regione, e non - e credo  di  averlo  dimostrato
  nella  scorsa  legislatura  - per rispetto  delle  garanzie  e  del
  garantismo,  di  cui io sono un convinto e profondo  assertore,  ma
  perché ricandidare un presidente che avrebbe dovuto vivere, da lì a
  qualche  settimana,  una  fase delicata come  il  processo  che  lo
  riguardava,  inevitabilmente avrebbe determinato  come  conseguenza
  che,  laddove  fosse  stato eletto - cosa  che  è  avvenuta  -,  la
  politica sarebbe stata ipotecata dall'esito di quel processo.
   Diciamoci la verità, tra il mese di giugno del 2006 ed il mese  di
  febbraio del 2008, questo Parlamento è stato per diciotto  mesi  in
  attesa di quella sentenza
   In  attesa  di ciò, questo Parlamento è stato paralizzato,  non  è
  stato  nelle condizioni di approvare leggi importanti, ad  esempio,
  quelle  che  avrebbero  consentito  di  utilizzare  i  nuovi  fondi
  strutturali  e  di  accelerare, di  ottimizzare  le  misure  e  gli
  interventi di Agenda 2000
   Bene,  questa  classe dirigente, tutta, sia quella che  oggi  dice
   prima  di  tutto  la Sicilia', questi siciliani   sicilianisti  di
  complemento',  quelli  dell'ultima ora, che  dichiarano   prima  la
  Sicilia'

   PANARELLO. Quelli della domenica

   CRACOLICI. Sì, quelli della domenica, del sabato, sono gli  stessi
  che,  addirittura,  si  sono candidati, mi riferisco  all'onorevole
  Micciché,  a  sostegno della ricandidatura di  Cuffaro.  Lo  stesso
  Presidente  della  Regione, che era un dirigente politico  del  suo
  partito, ha sostenuto le ragioni di quella ricandidatura che ci  ha
  portato allo stato in cui siamo.
   Dopo  le  dimissioni del presidente della Regione  Cuffaro,  siamo
  stati  chiamati al nuovo appuntamento elettorale; è stato candidato
  Lombardo da parte degli stessi protagonisti che avevano ricandidato
  Cuffaro un anno e mezzo prima.
   Oggi siamo qui, a distanza di tre anni, con un bilancio finale: la
  paralisi   di   questa  Regione,  perché  lo  scontro   di   questo
  centrodestra,  la  lotta di potere che si  è  innescata  in  questi
  ultimi  mesi,  in realtà è solo la manifestazione più evidente  del
  fallimento politico di questa coalizione che non è in grado - e  lo
  ha  dimostrato  in questo Parlamento - di non condividere  un  solo
  provvedimento.  Non  c'è  stato, in questi  dodici  mesi,  un  solo
  provvedimento  dove questa coalizione, che ha vinto le  elezioni  a
  sostegno di Lombardo, abbia mai condiviso, tutti assieme, la stessa
  scelta:  dalla  sanità  ai rifiuti, alla formazione  professionale,
  alla  riforma degli Assessorati e dei Dipartimenti, alle  questioni
  che  hanno  riguardato,  per  ultimo, la  legge  finanziaria  e  di
  bilancio.  Quindi, un centrodestra che si è messo assieme  pensando
  di gestire il potere. Ma, quando il potere ha bisogno di riforme, è
  saltata  questa  coalizione,  incapace  di  offrire  soluzioni   ai
  problemi della Sicilia.
   Ecco  perché,  signor Presidente, al di là della  inedita  formula
  scelta  dal  presidente Lombardo di nominare una Giunta  dimezzata,
  accompagnata da roboanti dichiarazioni nelle settimane scorse,  nei
  giorni  scorsi  -  ricordo  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  dichiarato  di  voler fare prima un Governo istituzionale,  poi  un
  Governo di tecnici, poi un Governo di tecnici e di politici, poi  è
  stato  chiamato in causa il Governo dell'autonomia  -  mi  pare  di
  poter dire, ormai, una cosa evidente e chiara: questo Governo è  un
  Governo  della  resa  dei  conti, interno al  centrodestra  che  lo
  riguarda, e che non fa gli interessi della Sicilia e dei siciliani.
   Ecco  perché  noi - avendo interrotto, come tutti  gli  altri,  la
  campagna  elettorale in cui siamo impegnati  -  oggi  siamo  qui  e
  intendiamo  discutere della crisi politica che avete determinato  e
  che  si  è determinata in Sicilia. Ed intendiamo fare sì che questa
  seduta  d'Aula si concluda con un voto e con una decisione  che  il
  Parlamento  della  Sicilia  ha il dovere  di  dare  e  di  dire  ai
  siciliani  sulle ragioni di questa crisi e su quello che  pensa  il
  Parlamento  della  Sicilia rispetto ai giochi e giochetti  ed  alle
  sceneggiate che si sono viste in queste ore e in questi giorni.
   La  sceneggiata finale è di chi, in questo scontro titanico  della
  classe  dirigente  del  centrodestra,  aspetta  il  presidente  del
  Consiglio  dei Ministri come un salvatore della Patria.  Aspettiamo
  tutti   lunedì  Come è noto, il lunedì è il giorno di chiusura  dei
  parrucchieri e dei barbieri e, quindi, il presidente della  Regione
  forse  sarà  qui,  o  non  so  dove, ad  incontrare  il  presidente
  Berlusconi,  ma, in nome del Governo dell'autonomia e proclamandosi
  autonomista, il presidente della Regione completerà questo  Governo
  solo  dopo  aver  incontrato  il  capo  politico  del  partito   di
  maggioranza che sostiene il suo Governo.
   Tutta la vicenda sa molto di sceneggiata, sa molto di finzione, sa
  molto  di  un'operazione  in cui - lo dico  con  schiettezza  -  se
  l'obiettivo  politico  finale  di tutta  questa  grande  operazione
  kermesse  di immagine, aveva come obiettivo quello di cacciare,  di
  buttare  fuori gli esponenti dell'UDC dalla Giunta di  Governo,  il
  presidente della Regione avrebbe potuto benissimo fare ciò  che  ha
  fatto, in modo veloce, facendo dimettere gli assessori in quota UDC
  e sostituendoli.
   Mi  pare  che da tutta questa vicenda, alla fine, ci sarà un  solo
  esito:  il  nuovo Governo che nascerà sarà un Governo,  ancora  una
  volta,  del  centrodestra siciliano con la novità,  forse,  che  il
  Partito  dell'UDC, fino ad oggi apparso in Sicilia come una sezione
  distaccata  del  PDL,  sarà messo fuori dalla  maggioranza  che  ha
  votato e sostenuto il presidente Lombardo.
   Ma  era  proprio necessaria questa kermesse per procedere a questa
  operazione,  che non ci sembra una grande operazione  politica?  Lo
  vedremo nei prossimi giorni.
   L'Assemblea  ha  il  dovere di dire quello  che  pensa  e  di  non
  accettare  la  tesi secondo la quale il presidente  della  Regione,
  dato che non ha completato la Giunta, chiede il rinvio della seduta
  d'Aula.
   Lo  sapevamo già quando è stata convocata l'Assemblea: non solo il
  presidente Lombardo non aveva completato la Giunta, ma non ne aveva
  neanche avviato la formazione.
   Questo  è un motivo che, in sé, non ha fondamento perché si  possa
  accettare il rinvio della seduta.
   Ribadisco  la nostra intenzione di far sì che quest'Aula  oggi  si
  tenga e che si discuta degli ordini del giorno, se presentati.
   Noi  abbiamo depositato un ordine del giorno e chiederemo il  voto
  su questo.

                   (Applausi dai banchi di sinistra)


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Colianni ha chiesto  congedo
  per la seduta di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, nel suo intervento,  riferendosi
  al  presidente  Lombardo, ha parlato di scortesia istituzionale,  e
  l'avrei pensato anch'io se il presidente della Regione non si fosse
  presentato  in  Aula  senza giustificare le motivazioni  della  sua
  assenza.
   Ma  il  presidente  Lombardo ha garbatamente  chiesto  il  rinvio,
  finalizzandolo al completamento del suo Governo. Da questo punto di
  vista,  non  credo,  che abbia fatto alcuno sgarbo  all'istituzione
  parlamentare.
   Così  sarebbe  stato  se  non avesse risposto,  se  non  si  fosse
  presentato senza giustificato motivo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  tra   i
  firmatari  della richiesta di convocazione urgente  del  Parlamento
  siciliano e credo di essere, insieme agli altri colleghi firmatari,
  abilitato  a formulare  la richiesta che farò alla fine  di  questo
  mio  breve  intervento, a differenza di quanto ha fatto  prima,  in
  maniera strumentale, l'onorevole Cracolici.
   Le richieste che avremmo voluto fare, e che stanno alla base della
  richiesta  di  convocazione, noi volevamo e vogliamo rivolgerle  al
  Presidente della Regione. Volevamo e vogliamo chiedere allo  stesso
  qual   è  il  senso  dell'azzeramento  della  Giunta,  qual  è   la
  prospettiva della nuova Giunta, qual è il disegno politico  che  il
  Presidente  della  Regione vuole portare all'attenzione  di  questa
  Assemblea regionale e, soprattutto, qual è il disegno di novità che
  eventualmente  vuole portare per fare ripartire la  Sicilia  e  per
  dare coraggio e sostegno e sviluppo ai siciliani.
   Tutto questo, signor Presidente, noi non possiamo farlo perché, al
  di  là  del  garbo  istituzionale del presidente della  Regione  il
  quale,  per  tempo,  ha comunicato la sua impossibilità  di  essere
  presente,  il  dato  è  oggettivo e  sta  nel  fatto  che  oggi  il
  presidente della Regione non è in Aula e noi non possiamo  fare  un
  dibattito  che deve essere serio - perché è questo che  vuole  fare
  l'UDC - in assenza dell'attore principale.
   Qualsiasi  modo di agire in difformità da quella che sarà  la  mia
  richiesta  finale  rischierebbe di essere propaganda  e  noi,  cari
  colleghi, dobbiamo tenere fuori da quest'Aula la propaganda  perché
  siamo  all'interno del nostro Parlamento, del Parlamento regionale,
  ed  è  necessario  usare  garbo, criteri e  modi  e  non  accettare
  provocazioni, soprattutto quando vengono dall'onorevole Cracolici.
   Onorevole  Cracolici, l'UDC non è stata e non sarà mai costola  di
  nessuno, a differenza del PD che ha votato insieme alla Lega per il
  federalismo  fiscale, che va contro gli interessi dei  siciliani  e
  porta più soldi a chi ne ha e meno a noi siciliani.
   La  nostra  battaglia l'abbiamo fatta a Roma, come la  facciamo  a
  Palermo.  E'  una battaglia di dignità e di prestigio politico.  Ci
  siamo  distinti  e  continuiamo a distinguerci e, siccome,  ripeto,
  vogliamo  fare  cose serie, come le abbiamo fatte sinora,  crediamo
  che l'unica soluzione sia quella del rinvio della seduta, perché il
  dibattito   possa   svolgersi  correttamente  alla   presenza   del
  presidente della Regione, e della chiusura della seduta stessa.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io, come  il
  collega  Cordaro, sono stato fra i 37 firmatari della richiesta  di
  convocazione di una seduta straordinaria di quest'Aula.
   Voglio  rassicurare il collega Cracolici che  non  sono  stato  né
  ricattato né la mia firma è stata estorta, ma è stata una  convinta
  adesione  ad  una  richiesta  di convocazione  straordinaria,  resa
  assolutamente necessaria da quello che è accaduto in queste  ultime
  settimane dopo l'azzeramento della Giunta.
   Voglio  pure ricordare all'onorevole Cracolici che la richiesta  è
  stata  formalizzata  qualche  ora  dopo  l'annunzio  da  parte  del
  presidente  della  Regione di imminente nomina,  entro  le  48  ore
  successive, della nuova Giunta, nella consapevolezza che quest'Aula
  dovesse diventare il teatro naturale, all'interno del quale  ci  si
  potesse  confrontare, si potesse articolare un dibattito su  quello
  che  era accaduto e, soprattutto, su quello che dovrà accadere  per
  il rilancio della nostra Regione.
   Prendiamo  atto della lettera con cui il Presidente della  Regione
  invita  l'Assemblea  ad  un  rinvio per  permettere  anche  la  sua
  presenza. Credo che sia una richiesta assolutamente condivisibile.
   Signor  Presidente, lei ha svolto, giustamente, il suo ruolo super
  partes ed ha accolto la richiesta di 37 parlamentari, poiché quello
  che   è   accaduto   certamente  non  è  un   atto   di   ordinaria
  amministrazione  e  credo  che la sua richiesta  sia  assolutamente
  condivisibile.
   Accolgo, quindi, a nome del PDL, la richiesta di rinvio perché  un
  dibattito di questo tipo deve necessariamente vedere la presenza di
  tutti  gli  attori  protagonisti di quello che è  accaduto  per  il
  rilancio  dell'azione  amministrativa e  governativa  della  nostra
  Regione.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  ricordare  che  si  sta
  intervenendo sull'ordine dei lavori, non siamo ancora entrati nella
  discussione e, non essendoci il Presidente della Regione, ribadisco
  che gli interventi si svolgono sull'ordine dei lavori.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Arena.

   ARENA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   Gruppo
  parlamentare   Movimento per le Autonomie' condivide  la  richiesta
  avanzata  dal presidente della Regione, anche in considerazione  di
  alcune riflessioni che non possono sfuggire all'attenta valutazione
  di un'Aula da sempre presente su determinate problematiche.
   La   delicatezza  della  questione  di  cui  si  dibatte  oggi  in
  quest'Aula,  ritengo abbia bisogno di un momento di approfondimento
  sicuramente  più  completo  ed  integrale,  lontano  da  frettolose
  convocazioni  che,  signor  Presidente, sicuramente  nascono  dalla
  volontà di parlamentari che, riscontriamo con grave dispiacere, non
  essere  oggi presenti in Aula; non si capisce qual era il requisito
  dell'urgenza,  non  si  capisce  il perché   violentare'  i  tempi,
  proprio   a  poche  ore  da  un  voto  così  importante,  onorevole
  Cracolici, per la nostra Terra.
   Capisco  che  il  Parlamento  è  sovrano,  capisco  pure  che   il
  Parlamento  detta tempi e regole, ma accusare il nostro  presidente
  della  Regione  di  scortesia istituzionale o di  avere  mancato  a
  presunte regole deontologiche che starebbero scritte in un presunto
  galateo  parlamentare  di  cui  non si  fa  spesso,  assolutamente,
  professione,  mi sembra addirittura paradossale, non  so:  vogliamo
  utilizzare l'articolo 650 del Codice penale, che prevede  l'arresto
  o  l'ammenda  per  gli obblighi derivanti da  un  ordine  o  da  un
  provvedimento dato dall'Autorità?
   Se  il presidente della Regione, oggi, opportunamente, ritiene  di
  non  doversi  presentare perché sarebbe inopportuno e, soprattutto,
  data  la scadenza elettorale, dato il mancato completamento di  una
  Giunta che verrà completata nei prossimi giorni, ritengo eccessive,
  ingenerose,  anche  se  appassionanti, le fantasiose  e  visionarie
  teorie  dell'onorevole  Cracolici che,  fra  l'altro,  con  analisi
  dietrologiche,  molto  spesso  fini  a  sé  stesse,  ci  parla   di
   autonomisti della domenica' o di  autonomisti improvvisati'.
   E  dispiace che il primo autonomista vero nella storia  di  questa
  Sicilia,  dal  dopoguerra  ad  oggi  (mi  riferisco  al  presidente
  Lombardo),  sia, addirittura, tacciato dall'onorevole Cracolici  di
  essere

                    (brusìo dai banchi di sinistra)

    un autonomista della domenica.
   Quindi,  a nome del Gruppo parlamentare MPA, ritengo di appoggiare
  pienamente  la  richiesta di rinvio e di ritenere esagerate  alcune
  valutazioni. Lo spirito liberale, da sempre presente in quest'Aula,
  è opportuno che continui a crescere, ma, molto spesso, non perdendo
  di  vista  il  buon senso di alcune affermazioni, come  ad  esempio
  quella di un Parlamento, e di un Governo, ingessati da anni, le cui
  responsabilità  -  non  si  capisce per quale  contorto  meccanismo
  cerebrale,  oltre che politico - andrebbero poi a  ricadere  sempre
  sul nostro presidente della Regione.
   Non dimentichiamo che questo Parlamento, così come questo Governo,
  si segnalano fra i più prolifici nella storia dello stesso. Quindi,
  lungi  dall'esagerazione  demagogica assolutamente  pre-elettorale,
  isterica   e   lontana   della  realtà  dei  fatti,   ritengo   che
  l'equilibrio,  il  buon  senso,  signor   Presidente   -    quindi,
  accogliamo  la  sua  richiesta  di  rinvio  -,  e  la  serietà   di
  atteggiamenti parlamentari che non sono stati assolutamente violati
  da  alcuna assenza, oggi possano essere garantiti dall'auspicato  -
  ed auspicabile - rinvio di cui si parla.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lo Giudice ha chiesto  congedo
  per la seduta di oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  di  dover
  chiedere una precisazione. La lettera del presidente della  Regione
  onorevole  Lombardo,  che è stata letta da lei,  rimette  alla  sua
  valutazione l'opportunità di svolgere o meno il dibattito.
   Il  presidente Lombardo, da quello che ho sentito, non ha  chiesto
  di  rinviare il dibattito ad altra seduta, ma, non potendo  venire,
  la invita, signor Presidente, a valutare l'opportunità del rinvio.
   Io  credo che, invece, sia estremamente opportuno che il dibattito
  si  svolga, proprio perché la questione è di estrema rilevanza  per
  la  Sicilia, che non può ulteriormente attendere che si  sviluppino
  dinamiche esclusivamente di livello romano, nazionale. Ciò  sarebbe
  estremamente lesivo proprio dell'autonomia della Regione siciliana,
  di cui pure il presidente Lombardo vuol essere uno dei paladini. Ma
  la  sua assenza qui oggi conferma, purtroppo, il contrario e, cioè,
  che  intende  rimettere  la  soluzione della  crisi  a  quello  che
  deciderà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, se e quando
  avrà il tempo di affrontare la questione.
   Io  credo  che  sia, invece, estremamente urgente  fare  chiarezza
  sulle  vere  ragioni  della crisi. Mi dispiace  di  sentire  alcuni
  colleghi  deputati dell'UDC e del PDL che si sono  già  pentiti  di
  avere  richiesto questo dibattito d'Aula ritenendo che lo si  possa
  rinviare,  come se fosse uno degli argomenti che fanno parte  della
  routine del dibattito parlamentare.
   Io  ritengo,  invece,  importante  che  i  siciliani  sappiano,  e
  sappiano  presto subito, quali sono i reali motivi della crisi  del
  centrodestra  che malamente ha governato e continua a governare  la
  Sicilia  perché  i  siciliani vogliono sapere come  questo  Governo
  intenda  andare incontro ai loro bisogni, come questo Governo,  che
  non c'è, intenda affrontare le vere emergenze della Sicilia che, in
  quanto   emergenze,   richiedono  tempi   rapidi,   immediati,   di
  intervento.
   Credo  che,  ancora una volta, il presidente Lombardo che  difende
  l'autonomia,  almeno  a parole, sta rimettendo  le  sue  competenze
  nelle  mani  del Presidente del Consiglio, degli altri  leader  dei
  partiti  della  maggioranza che a Roma decideranno  cosa  bisognerà
  fare della Sicilia.
   Tutto ciò è assolutamente inaccettabile
   Sarebbe stato opportuno che il presidente Lombardo partecipasse  a
  questa seduta, spiegasse nella sede istituzionale le ragioni  della
  crisi,  piuttosto che affidarsi alla trasmissione   Porta a Porta',
  o  alle  tribune politiche, svolgendo più un ruolo da candidato  al
  Parlamento  europeo in queste ore, più da capo del suo partito  che
  non da capo del Governo della Regione siciliana.
   Credo  che questo sia un danno vero che il presidente Lombardo  fa
  alla  Sicilia  e agli interessi dei siciliani, ledendo  l'autonomia
  politica istituzionale della nostra Regione.
   E'   inaccettabile  che  perfino  il  completamento  del   Governo
  regionale,  in  queste  ore, sia oggetto  di  trattativa  politica,
  elettorale,  perché solo con un discorso, nel chiuso  delle  stanze
  romane,  con pochi interlocutori, si deciderà se e come  completare
  l'assetto del Governo che spetta alla Sicilia.
   Credo  che tutto questo sia disdicevole, anche dal punto di  vista
  istituzionale.
   Il  presidente Lombardo farebbe bene a prendere atto,  in  maniera
  chiara,  inequivocabile, una volta e per sempre che il centrodestra
  nazionale e il Presidente del Consiglio hanno tradito, non solo  la
  Sicilia, ma l'intero Mezzogiorno.
   Il  presidente  Lombardo non può accorgersi, un giorno,  che  sono
  stati  sottratti fondi per lo sviluppo della Sicilia, i  cosiddetti
  fondi FAS, lamentarsi e, il giorno dopo, dire:  Beh, tutto sommato,
  anche se il Governo nazionale ce li dà dopo il voto per le europee,
  va  pure  bene  .  Non  si capisce, davvero, per  quale  motivo  ha
  inscenato  la  crisi  del Governo regionale,  con  ulteriori  gravi
  conseguenze  per  una  Regione, che è già in  difficoltà,  che  sta
  soffrendo una crisi economica gravissima che, purtroppo, ricade sui
  cittadini,  sulle  loro  famiglie, sulle imprese,  quando,  invece,
  sarebbe   stato  importante  intervenire  in  modo  immediato   per
  affrontare la crisi.
   Oggi  leggiamo  sulla  stampa  che  il  presidente  del  Consiglio
  Berlusconi  dichiara:  dopo le elezioni europee , sì, il presidente
  della Regione Lombardo mi ha chiesto un incontro, lo riceverò
   E  tutto  questo,  nel frattempo, fa sì che la  Sicilia  sprofondi
  ancora  di  più in una condizione di grande difficoltà e di  crisi,
  che non è psicologica - come il presidente Berlusconi ha detto,  in
  modo  inappropriato, in alcune circostanze - ma è una  crisi  vera,
  una  crisi  che  morde,  una crisi che fa sì  che,  in  Sicilia,  i
  distacchi di energia elettrica per morosità sono cresciuti del  40%
  negli ultimi mesi. Se la gente non ha più soldi, se le famiglie non
  hanno  più  i soldi per pagare le bollette, certamente, non  è  una
  crisi  psicologica,  ma  una crisi vera  che  colpisce  in  maniera
  pesante le nostre famiglie. Così come le imprese che attendono,  da
  anni,  che  si sblocchino i fondi del ciclo comunitario  2007/2013,
  per  una legge che andava approvata a settembre-ottobre del 2006  e
  che è all'ordine del giorno per il prossimo 10 giugno.
   Gli  indici  di  povertà stanno crescendo: nel  2002,  l'ha  detto
  l'altro  ieri  il Ministero dello sviluppo economico,  l'indice  di
  povertà della Regione siciliana era del 23 per cento. A distanza di
  5  anni  -  l'ultimo  dato certo è quello del 2007  -  l'indice  di
  povertà è cresciuto al 31 per cento.
   Questa  è davvero la certificazione del fallimento del Governo  di
  centrodestra  in  questi anni. Anni in cui le  forze  politiche  di
  destra  hanno  governato  la  Sicilia;  anni  in  cui  la  Sicilia,
  purtroppo,  ha  fatto  passi indietro e dove l'indice  di  povertà,
  addirittura, è cresciuto di un ulteriore 8 per cento.
   Tutto questo avrebbe richiesto interventi immediati.
   Non  si  può continuare a sbandierare, in queste ore, una  riforma
  della  sanità  che, per quanto importante, nell'immediato  non  sta
  aiutando  minimamente né le famiglie né i siciliani, che continuano
  a  pagare  i  ticket  sui  farmaci,  sulle  visite  e  sulle  altre
  prestazioni sanitarie,  e continuano a fare lunghe file, purtroppo,
  quando hanno bisogno di andare ad un pronto soccorso.
   Mentre   il   centrodestra  litiga  a  Roma,   la   Sicilia   sta,
  letteralmente,  sprofondando tra i rifiuti.
   La   questione Palermo', su cui - è il caso di dirlo -  finalmente
  siamo   riusciti   a   far  accendere  le  telecamere   perché   si
  intervenisse,  perché si facesse qualcosa, perché la gente  sapesse
  qual è la reale condizione, non solo a Palermo, ma anche in Sicilia
  ed in Italia, della città capoluogo, della nostra capitale.
   Questa situazione riguarda anche altre città, altri capoluoghi  ed
  è  anche  conseguenza della mancata riforma degli ATO  rifiuti.  Un
  anno  fa, ricordo perfettamente, in quest'Aula il presidente  della
  Regione  intervenne dicendo che, tra le priorità del suo programma,
  c'era  la riforma degli ambiti territoriali ottimali per migliorare
  la condizione dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia.
   Semplicemente un annuncio. A distanza di un anno, nulla  di  tutto
  ciò è stato fatto; anzi, la situazione è tragicamente peggiorata.
   Sui  fondi per le aree sottoutilizzate, voglio dire una cosa molto
  semplice: se lo scandalo è che i fondi verrebbero spesi in  Sicilia
  per  fare  fronte a spesa corrente, magari per pagare i  lavoratori
  forestali,  scandalo maggiore è quello che ha provocato il  Governo
  nazionale   pagando   con  questi  stessi   fondi   per   le   aree
  sottoutilizzate che spettavano alla Sicilia (forse anche per pagare
  i  lavoratori  forestali),  spesa  corrente  del  Nord,  a  partire
  dall'abolizione  dell'ICI sulle case di lusso del Nord,  a  partire
  dal  pagamento  delle multe sulle quote latte degli allevatori  del
  Nord.
   Allora,  quando  si  tratta di spesa corrente  della  Sicilia,  il
  presidente Berlusconi grida allo scandalo; quando, invece, è lui  a
  sottrarre  i  fondi del Mezzogiorno per pagare spesa  corrente  del
  nord, lo scandalo non c'è
   Tutto  questo  credo che sia inaccettabile. Concludo  dicendo  che
  davvero  non  capisco  l'atteggiamento,  i  modi,  le  scelte   del
  presidente della Regione, che un giorno pensa di essere vittima del
  Governo  nazionale  e il giorno successivo sembra  affetto  da  una
  sorta di  sindrome di Stoccolma', per cui, pur rendendosi conto che
  Berlusconi  e il Governo nazionale tengono la Sicilia in  ostaggio,
  hanno veramente rapito lui, come Presidente della Regione, in prima
  battuta  in termini politici, impedendogli addirittura di approvare
  la   legge   finanziaria  non  inviando  i  fondi   per   le   aree
  sottoutilizzate; il presidente Lombardo, il giorno dopo, scopre che
  il  suo  rapitore,  invece, è una persona che  sicuramente  fa  gli
  interessi della Sicilia.
   Non  lo  capisco. Il presidente della Regione Lombardo  decida  se
  intendere politicamente Berlusconi come un carnefice oppure come un
  rapitore verso cui nutrire, comunque, sentimenti positivi  a  danno
  della nostra Regione, della Sicilia, degli interessi dei siciliani.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, è singolare che lei  abbia  scelto,
  pur  su  richiesta  di 37 deputati, la giornata di  chiusura  della
  campagna  elettorale  per un dibattito molto serio  e,  oggi,  devo
  dire, lei si pone a capo dell'ufficio legale in difesa dell'assenza
  del presidente della Regione.
   E' singolare, signor Presidente, perché, se i trentasette deputati
  le hanno chiesto la convocazione dell'Aula, avrebbe potuto decidere
  di  convocarla a campagna elettorale finita. Cosa che, francamente,
  sarebbe stata di buon senso, visto che tutto, sino ad oggi,  appare
  come una serie di spot.
   I  maliziosi dicono, però, che la data del 4 giugno è stata scelta
  proprio  per  chiudere  lo scontro finale  che,  al  momento  della
  convocazione, si pensava dovesse esserci; lo scontro finale tra lei
  che  ha  definito il Governo Lombardo il peggiore di questi  ultimi
  quindici  anni - sono dati notori, che non rientrano nel dicunt  ma
  sono  acclarati  -  e  la  scelta  della  chiusura  della  campagna
  elettorale,  volendo far diventare l'Aula, da parte dei trentasette
  deputati e da lei che sceglie la data del 4 giugno, come una grande
  arena elettorale dove scontrarsi i pezzi del centrodestra, la parte
  di  Lombardo per provare ad arrivare al 4 per cento e  il  PDL  per
  dire  che  la parte più forte, o la parte del PDL, con  la  vittima
  sacrificale  -  ad  oggi, appare tale - che è  l'UDC  di  Salvatore
  Cuffaro.
   Ora,  non voler tenere questa seduta, in presenza di un cambio  di
  maggioranza,  di un cambio di Governo e volere rinviare  il  tutto,
  non a quando il presidente Lombardo sarà presente, ma solo a quando
  ci   sarà   l'accordo  per  mettere  insieme  tutti  i  pezzi   del
  centrodestra,  è  l'ennesima  mortificazione  all'autonomia   della
  Sicilia.
   Signor Presidente, fin dal primo momento ho capito, però, che  non
  c'è   una  grande  strategia;  non  c'è  una  grande  tattica   nei
  comportamenti  del  centrodestra con le sue diverse  posizioni.  La
  cosa  che mi preoccupa per la Sicilia - non è una frase fatta  -  è
  ciò  che  accadrà dopo, perché se in tredici mesi - lei ha definito
  questo  Governo il peggiore degli ultimi quindici anni - c'è  stato
  uno  scontro netto e, addirittura, l'onorevole Mannino, che  non  è
  certo  un giovincello che si avvicina alla politica, definisce  gli
  atteggiamenti  e  i comportamenti del presidente  Lombardo  con  un
  termine forte in politica - e, detto da democristiani che hanno  il
  senso   della  prudenza,  anche  nel  linguaggio,  vuol  dire   che
  quest'affermazione   è   stata   meditata,   pesata   -   chiamando
   tradimento'  il  comportamento  di  Lombardo  nei  confronti   del
  fratello siamese Cuffaro.
   Il problema reale, a dirla con una battuta, è:  c'è un Romolo e un
  Remo  in questi fratelli siamesi e, quindi, c'è qualcuno che  vuole
  uccidere Remo e Romolo, e costruire di nuovo Roma?' No.
   La  battuta più ricorrente è che Nerone aveva un gemello e nessuno
  lo  sapeva  perché,  in  realtà, tutto  conduce  a  distruggere  la
  Sicilia.
   E'  stato  detto anche da altri che la Sicilia è in  ginocchio  e,
  siccome  vive perennemente una condizione di crisi, ciò  non  viene
  percepito; addirittura, vi è la sensazione che, ormai, i  siciliani
  abbiano rinunciato a reclamare i propri diritti.
     In  Europa, in Italia, si ragiona su come fronteggiare la crisi.
  Qui  si  cambia il Governo, si cambiano le maggioranze, per cui  il
  dibattito  oggi deve tenersi perché il presidente Lombardo,  diceva
  l'onorevole  Arena,  è l'unico autonomista dal  1946  ad  oggi.  In
  realtà,  il presidente tenta di essere la reincarnazione di  Silvio
  Milazzo; ma Milazzo era un'altra cosa.
   Può  essere  condannata quella esperienza, ma certamente  è  stata
  originale e vera.
   Oggi,  invece,  la  bandiera dell'autonomia, a cosa  serve?  Serve
  semplicemente a creare un sultanato che porti, poi, a  deferire  da
  Roma tutto ciò che riguarda la Sicilia.
   Ad  oggi,  il quadro che si sta componendo - sottolineo  anche  il
  fatto  che  i 37 deputati che hanno richiesto la convocazione  sono
  assenti,  che  il  Governo è assente - ritengo, signor  Presidente,
  mostra,  in  realtà, che si va semplicemente a definire sul  tavolo
  del  gioco dell'azzardo del centrodestra un nuovo accordo che vedrà
  traditori e tradimenti. Sarà questo
   Signor  Presidente,  ritengo  che  lei  non  possa  esimersi   dal
  garantire  la  dignità  di questo Parlamento,  che  non  elegge  il
  presidente  della  Regione e non vota la  fiducia  al  Governo,  ma
  certamente ha il diritto di conoscere le ragioni del perché ci sono
  state   le  dimissioni  degli  assessori,  del  perché  c'è  stato,
  sostanzialmente, un cambio di maggioranza e non far  sì  che  tutto
  sia  semplicemente  un  regolamento  di  conti  tra  bande  diverse
  all'interno della stessa maggioranza.
   Signor  Presidente, lei non può consentire questo  perché  lei  ha
  garantito  al  Parlamento la sua autonomia, la  sua  dignità  e  la
  rappresentanza complessiva degli interessi del popolo siciliano.
   Sottraendo  al  dibattito  la crisi di  Governo,  la  crisi  della
  maggioranza, e rinviandolo, non tecnicamente a dopo le elezioni, ma
  solo  a  dopo l'accordo - o, meglio ancora, come dice il presidente
  Lombardo,  a  quarantotto ore, questo; infatti, è il Governo  delle
  quarantotto  ore  -, il rischio è che se lei non si  fa  interprete
  dell'autonomia  di  questo Parlamento, diventa parte  attiva  nello
  scontro  frontale  di  potere,  perché  non  c'è  uno  straccio  di
  programma  o  di  ragioni  forti per cui si  scontrano   pezzi  del
  centrodestra con l'aggravante che si tratta anche di regolamenti di
  conti all'interno del PDL.
   Se  lei, signor Presidente, dovesse scegliere oggi di rinviare  la
  seduta e di non consentire - anche con la nostra consapevolezza che
  i  banchi  della  maggioranza, sostanzialmente, sono  vuoti  -,  si
  farebbe  interprete semplicemente di tenere una sorta di camera  di
  compensazione  per  le diatribe e per lo scontro all'interno  della
  maggioranza.
   Se  ha  voluto questa seduta il giorno 4 giugno, sapendo  che  era
  l'ultimo giorno di campagna elettorale, deve andare fino in  fondo,
  signor Presidente.
   Non  è  una sfida. E' semplicemente un atto di rispetto  di  norme
  scritte nel Regolamento, di norme morali che in politica mancano e,
  soprattutto, che questo centrodestra non ha.
   Si  tratta  di  occuparsi  dei problemi della  Sicilia.  Non  farò
  l'elenco di quanti sono i problemi, i problemi dei fondi comunitari
  e  del loro ritardo, del fatto che alcuni bandi escono alla vigilia
  delle   campagne elettorali; la questione vera è che si rischia  di
  mortificare la Sicilia per l'ennesima volta.
   All'onorevole Arena - che non vedo più in Aula - voglio  ricordare
  che  il  caso  Milazzo  riguardava lo scontro  tra  Sicindustria  e
  Confindustria, tra fare diventare la Sicilia luogo di produzione  o
  luogo  di  consumo  di  beni.  Era  uno  scontro  serio,  con   dei
  chiaroscuri  che  sono  tipici  della  realtà  politica  e  sociale
  siciliana; era uno scontro tra due modi di intendere l'economia, la
  politica e le sorti della Sicilia.
   Oggi,  invece,  il  presidente della Regione Lombardo  bussa  alle
  porte   per  quei  4  miliardi  di  euro  di  fondi  per  le   aree
  sottosviluppate - che ora sono fondi a perdere, praticamente  -  e,
  dall'altro  lato, Berlusconi, o chi nel PDL riesce  a  parlare  per
  ultimo  per  dirgli  di non dare a Lombardo  le  risorse  del  FAS.
  Onorevole  Arena,  il  tema non c'entra nulla  con  l'autonomia,  é
  semplicemente  uno  scontro di potere. Probabilmente,  come  scrive
  qualche  bravo  giornalista, l'obiettivo di  Lombardo,  da  gemello
  siamese  di Cuffaro, è svuotare l'UDC, annichilirne il senso  e  la
  ragione per creare semplicemente un riferimento politico di potere,
  senza alcuna idea di riforma e di cambiamento della Sicilia.
   Per  questa ragione, signor Presidente, anche se con l'assenza  di
  gran  parte  della  maggioranza, lei non può oggi  interrompere  il
  dibattito  in una seduta che ha convocato con una data  che  ha  un
  senso;  per  cui il rinvio a data da destinarsi, cioè a  quando  il
  presidente della Regione sarà in condizione di venire qui in  Aula,
  ma  solo  dopo  che  saranno  risolti i regolamenti  di  conti  nel
  centrodestra, è l'ennesima umiliazione e mortificazione  di  questo
  Parlamento e della Sicilia.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  capisco  che  non
  vogliamo cogliere quello che realmente sta accadendo perché  riesce
  difficile, spesso e volentieri, rispetto a quello che ormai si  sta
  affermando sempre più in Sicilia, per quanto concerne la qualità di
  una  parte  di  classe dirigente, che il presidente  della  Regione
  Lombardo - onorevoli colleghi della maggioranza, vedo che  é  molto
  difficile  rivolgervi  la parola perché non ci  siete;  avete  solo
  richiesto la convocazione ma poi avete preferito togliere subito le
  tende  -  vi  ha  snobbato.  Perché fate  prevalere  l'aspetto  più
  ipocrita  di  quello che è anche un dibattito politico  interno  al
  centrodestra, che è stato devastante, senza prendere  atto  che  il
  presidente della Regione vi ha snobbato.
   State  cercando  semplicemente di arrampicarvi sugli  specchi  per
  dire che non avete nemmeno avuto la sensibilità di stare attenti  e
  di   riflettere   bene  quando  avete  richiesto  la   convocazione
  dell'Aula.
   C'è  una  novità  in questo momento, in Sicilia. C'è  una  novità,
  ovviamente negativa.
   Chi sono gli attori di questa sceneggiata napoletana, senza offesa
  per le sceneggiate napoletane?
   Il  presidente del Senato, che è la seconda carica dello Stato, il
  ministro  della  Giustizia, i sottosegretari  e,  incautamente,  il
  Presidente stesso dell'Assemblea sono gli attori, i protagonisti di
  una fase in cui la classe dirigente si manifesta per come realmente
  è.  Hanno  buttato  la maschera, si sono posti,  bene  o  male,  il
  problema di camuffarsi, hanno fatto in modo di non apparire  molto.
  Ma,  a tirare le fila di quanto è accaduto in Sicilia sono comunque
  queste autorità.
   C'è una crisi politica assolutamente seria, che va colta nella sua
  portata; non può essere semplicemente un gioco delle parti.
   Ora  mi  chiedo:  è  mai  possibile che, in questo  momento,  così
  difficile  per  l'economia siciliana, per la società siciliana,  si
  possa arrivare a tanto? Ancora oggi, mi pongo il problema; mi pongo
  il  grande  punto interrogativo. Sono volati i piatti, i piatti  di
  portata  li  hanno  fatti  volare coloro  i  quali  hanno  maggiore
  responsabilità rispetto al vero gioco democratico che dà  prestigio
  alle Istituzioni.
   Signor  Presidente, le chiedo di compiere uno sforzo maggiore  per
  non   infilare   questo  Parlamento  in  un  gioco   che   riguarda
  semplicemente  una lotta di potere, com'è stato ben detto,  interno
  al   centrodestra   siciliano.   Le   chiedo   di   tirarne   fuori
  quest'Assemblea.
   Sapevamo già, il presidente della Regione aveva già annunciato che
  non  avrebbe assolutamente partecipato ai lavori dell'Assemblea  e,
  dunque,  rispetto a questo ci voleva maggiore riflessione, maggiore
  ponderatezza, essere cauti, evitare che tutto diventasse  veramente
  una sceneggiata.
   Non  mi pare che questo sia stato fatto fino in fondo. Non lo dico
  per presunzione, ma con estrema consapevolezza.
   Quando  si  arriva a mettere in discussione, in momenti  delicati,
  molto delicati, il profilo politico di una classe dirigente che  ha
  preso  il  65  per  cento circa dei voti, non si  deve  parlare  di
  fallimento,  si  deve  parlare anche di inaffidabilità.  Purtroppo,
  questa  inaffidabilità  fa  pagare un  prezzo  enorme  alla  nostra
  Regione. Non è propaganda, non stiamo scambiando l'Aula per la sede
  di  comizi,  signor  Presidente; stiamo ponendo un  problema  vero,
  serio.
   Poi  si  scopre  che  si  può  annunciare  di  tutto:  si  possono
  annunciare  governi stagionali, governi tecnici,  governi  tecnico-
  politici, governi dell'autonomia; si può congelare; si può fare  in
  modo che gli uffici di Gabinetto degli assessori diventino comitati
  elettorali.
   Questa Regione merita molto di più, non solo per la sua storia  ma
  anche  per  quello che rappresenta nel contesto, non solo italiano.
  Merita molto di più e non è retorica, signor Presidente.
   Ci  vuole  maggiore  controllo, maggiore responsabilità,  maggiore
  consapevolezza. Questo dobbiamo chiedere e lo dobbiamo chiedere con
  forza
   Non   si   può   accettare,   e  fare   finta   di   niente,   che
  l'amministrazione regionale diventi il volano di quelle che sono le
  singole  candidature  rispetto  al ruolo  ed  alla  funzione  degli
  assessorati di questa Regione.
   Non  si  può accettare, signor Presidente, che, rispetto a  quelli
  che  sono  anche  momenti  di confronto,  più  o  meno  acceso,  si
  manifesti quasi una forma ... Può sembrare che, in questo  momento,
  io   voglia  difendere  coloro  che  hanno  proposto  i  piani   di
  investimento per l'utilizzo dei FAS. Ma, l'altra sera,  ho  sentito
  il  presidente  del Consiglio dei Ministri dire - onorevole  Arena,
  anche  lei  qui ha parlato di politica, non ha parlato  sull'ordine
  dei  lavori  - che le risorse dei fondi per le aree sottoutilizzate
  devono  andare  ai  siciliani, alla Sicilia, ci mancherebbe  altro
  Vorrebbe essere sicuro, però, che non saranno utilizzati per pagare
  i lavoratori forestali.
   Allora  mi permetto di dire, senza dare la sensazione di difendere
  qualcuno  che,  da  questo  punto di vista,  in  questo  momento  è
  indifendibile: si possono pagare, però, le multe delle quote  latte
  con   i   FAS.  Io non so cosa contiene quel piano di investimento;
  può  darsi che su alcune cose sia fatto pure male. Però penso  che,
  anche  da  questo  punto  di vista, bisognerebbe  stare  molto  più
  attenti ed essere molto più rivendicativi.
   Abbiamo  il dovere di dire che quei 4 miliardi 93 milioni di  euro
  di  FAS  non  possono essere utilizzati come arma  di  ricatto  nei
  confronti dei siciliani, come arma di ricatto nella logica perversa
  di  una  coalizione  che rappresenta, sempre di più,  qualcosa  che
  realmente  crea difficoltà e guasti enormi per quanto  concerne  il
  profilo  complessivo  della  nostra  Regione,  anche  rispetto   ai
  rapporti con lo Stato.
   Ma  di  quale  formula autonomista stiamo parlando?  Che  c'entra,
  onorevole Arena, andare a scomodare l'esperienza Milazzo, che ha  a
  che spartire - e non la voglio assolutamente impreziosire - con  le
  questioni e le vicende che si registrano in queste ore e il modo in
  cui  queste  vicende stanno realmente intaccando la possibilità  di
  crescita della nostra Isola?
   Allora, abbiamo il dovere di segnalare non solo questo. Abbiamo il
  dovere  di  segnalare  quello  che  sta  accadendo,  quello  che  è
  accaduto. Abbiamo il dovere di capire fino in fondo se c'è la reale
  convinzione  di  elevare  il tono del confronto  politico,  se  c'è
  realmente  l'intenzione di andare a cogliere le parti più  delicate
  di quelle che sono le urgenze in Sicilia.
   Vi dividete su tutto, colleghi del centrodestra, ma non riuscite a
  capire  una cosa: dal 2006 ad oggi non siamo riusciti a  tirare  un
  ragno dal buco per quanto concerne una spesa intelligente impostata
  sempre  di più per fare sistema, con riguardo ai fondi strutturali.
  Non  è  cosa  di  poco conto. Si sta discutendo in  queste  ore  se
   Agenda  2000' verrà spesa al 90, al 92, all'85, all'86 per  cento,
  senza  discutere invece sul fatto che quella spesa non  ha  portato
  ciò che era giusto che portasse, come è accaduto in altre realtà.
   Il  basso moltiplicatore segnalato dalla Corte dei Conti, il basso
  moltiplicatore  evidenziato da più parti è come se nulla  fosse  e,
  nel  contempo, i ritardi nella programmazione dei regimi di  aiuto,
  della  legge  di  spesa del POR Sicilia 2007-2013,  derivano  -  ha
  ragione  chi  l'ha  detto  -  da  quei  due  anni  che  sono  stati
  assolutamente di attesa per vedere cosa sarebbe accaduto all'allora
  presidente  della  Regione  Cuffaro.  Abbiamo  vissuto  qui  dentro
  momenti,  non  solo  di incertezza, ma anche di mancanza  reale  di
  interventi da parte del Governo della Regione, il quale  credo  che
  abbia  avuto,  anche in quel caso, un peso, una  rilevanza  ed  una
  responsabilità enormi.
   Non è possibile, signor Presidente.
   La  cosa  peggiore  che possa accadere in un'Aula  parlamentare  è
  quella   di   sottovalutare  anche  alcuni  passaggi.   L'onorevole
  Panepinto,  poco  fa, sottolineava che nemmeno i richiedenti  della
  convocazione sono presenti.
   Voglio   concludere   con   una  ulteriore   riflessione,   signor
  Presidente:  lei  pensa  che sia corretto utilizzare  l'istituzione
  Assemblea regionale siciliana nella maniera pensata da alcuni, che,
  poi,  magari riflettendo e vedendo che c'era un possibile  autogol,
  hanno battuto in ritirata?
   Voi pensate che, da questo punto di vista,  possiamo far finta  di
  niente e permettere che tutto ciò avvenga? Pensate che ancora oggi,
  rispetto alle attese dei tanti siciliani onesti che sperano in  una
  politica più illuminata, potevamo far finta di niente? Pensate  che
  quello  che  sta  accadendo in Sicilia  sia  una  cosa  che,  tutto
  sommato,  rientra  nella logica del gioco della politica  su  ampia
  scala?
   Pensate che in questo momento non dobbiamo alzare i toni per  dire
  che  non siamo più disponibili ad accettare, anche da questo  punto
  di  vista,  puntate  che niente hanno a che spartire  con  il  buon
  senso,  con  la ragionevolezza? Quando accadono fatti  del  genere,
  quando   addirittura  si  scomodano  argomenti  delicatissimi   che
  riguardano  il  futuro dei nostri giovani, signor  Presidente,  non
  solo  si  va  oltre  misura, ma si rischia di  rendere  un  cattivo
  servizio ai tanti che vorrebbero, ancora oggi, impegnarsi per  fare
  qualcosa di serio.
   Agiremo  in questo senso; faremo sforzi in questa direzione,  come
  abbiamo  fatto in quest'anno e - come è giusto e doveroso da  parte
  nostra,   da   veri   riformisti,  da  democratici   siciliani,   -
  continueremo  su questa strada perché si è ormai compreso  che  non
  riuscite  a  individuare  il limite. Non avete  più  limiti   Siete
  entrati  in  una fase in cui c'è un delirio di onnipotenza.  Ricevo
  sms  sul  mio  cellulare da parte di forze di  questa  maggioranza,
  l'UDC, in cui si parla di traditori, di cacciate, di complotti,  in
  cui  si  parla con un linguaggio che non vi fa onore e  di  cui  vi
  dovreste  vergognare  - siamo in una fase in cui  ciò  che  affermo
  risulta molto pesante -, vi dovreste vergognare di avere ridotto la
  politica siciliana a questo livello
   Signor  Presidente,  non  solo  noi ci  vogliamo  distinguere,  ma
  vogliamo segnalare tutto ciò.
   Spero  che da parte sua ci sia uno sforzo maggiore, nella  qualità
  di  Presidente  dell'Assemblea regionale siciliana  e,  quindi,  di
  Presidente di tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prendendo  spunto   da   alcune
  dichiarazioni degli onorevoli Cracolici e Panepinto - senza  volere
  formulare  giudizi né politici né di altro tipo - credo  che  anche
  nell'interesse  di  un  chiarimento totale e definitivo  su  quanto
  successo  e  su quello che accadrà nelle prossime ore, sarebbe  più
  opportuno, piuttosto che  cantarcele' fra noi presenti in Aula, fra
  la Presidenza e l'unico Gruppo dell'opposizione, che la discussione
  avesse   luogo  quando  sarà  presente  il  Governo,   il   Governo
  formalmente insediato, i Gruppi parlamentari della maggioranza.
   Credo che qualunque tipo di giudizio politico vada fatto nel  modo
  più appropriato in un'Aula riunita con tutte le sue componenti:  il
  Presidente  della Regione, il Governo insediato, i Gruppi  politici
  della maggioranza.
   Questo  dibattito  - che, poi, dibattito non è  perché  non  siamo
  entrati ancora nel merito, stiamo  parlando sull'ordine dei  lavori
  - a chi giova? Sarebbe più utile, anche per una maggiore conoscenza
  da  parte  dei  siciliani  di quello che  è  successo,  che  questo
  dibattito  si  svolga  quando il Governo sarà insediato  nel  pieno
  delle  sue  funzioni  per  chiedere  al  Presidente  della  Regione
  chiarezza su quanto è accaduto.
   Vi  chiedo, pertanto, di accorciare i tempi di questa discussione,
  che  rischia di essere inutile e di risultare solo una  perdita  di
  tempo.
   Aggiungo che la Presidenza continua ad essere orientata a rinviare
  la seduta.
   Sull'ordine del giorno non voglio esprimere giudizio di  merito  -
  non  essendo  ancora entrati nell'argomento all'ordine  del  giorno
  perché il soggetto principale, colui che avrebbe dovuto rendere  le
  comunicazioni, è assente - ma sarei dell'avviso di non trattarlo né
  di  porlo  in votazione, demandando il tutto al momento in  cui  il
  Presidente  della  Regione  sarà  presente  in  Aula,  la  prossima
  settimana, per rendere le sue comunicazioni al Parlamento.
   Non  vorrei  agire  d'imperio;  vorrei  che  ci  fosse  la  vostra
  collaborazione.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, la mia collaborazione sarà totale, ma
  spero  ci sia la sua di collaborazione per quanto riguarda  le  sue
  funzioni in un momento così delicato.
   Rappresento subito la questione. Trentasette deputati, in forza di
  quanto  previsto  dall'articolo 11 dello Statuto, che  prevede  che
  venti  deputati, oltre al Governo, possono chiedere la convocazione
  straordinaria   dell'Assemblea,  hanno  chiesto   la   convocazione
  straordinaria dell'Assemblea.
   La  materia,  come  ben  sa, è disciplinata dall'articolo  75  del
  Regolamento interno che attribuisce al Presidente dell'Assemblea la
  titolarità  di valutare il carattere d'urgenza della  richiesta.  E
  lei,  signor  Presidente, ha ritenuto che sussistevano  le  ragioni
  dell'urgenza ed ha convocato l'Aula in seduta straordinaria. Non mi
  interessano  i retropensieri, lo scontro interno, le questioni  con
  il  presidente della Regione Lombardo e tutte le vicende note della
  polemica politica.
   A  me  interessano  il  suo ruolo, signor  Presidente,  e  le  sue
  prerogative nel rispetto del Parlamento.
   I  37  deputati che hanno fatto richiesta di convocazione urgente,
  da lei avallata, perché soltanto lei può convocare il Parlamento ed
  avallare  l'urgenza in quanto titolare, appunto, della  valutazione
  dell'urgenza,  decidono di non presentarsi in Aula  e  chiedono  al
  Presidente della Regione di scrivere una lettera che renda nota  la
  sua impossibilità a presentarsi in Aula.
   Prima  anomalia:  nella  richiesta  è  scritto  che  noi  deputati
  dobbiamo ascoltare le comunicazioni del Presidente della Regione.
   Quando  è stata avanzata la richiesta, signor Presidente, come  ha
  fatto  a  sottoscrivere l'urgenza di una richiesta  riguardante  il
  Presidente   della  Regione  che  è  stata  formulata  dal   Gruppo
  parlamentare? Il Gruppo doveva indicare un ordine del giorno  della
  seduta,  che  prescindeva  dal Presidente  della  Regione  e  dalle
  comunicazioni dello stesso.
   Perché è stato fatto? Forse per una distrazione? No, é stato fatto
  perché era in atto uno scontro che, secondo me, è ancora esistente.
  Chi  avrebbe  dovuto chiederle di parlamentarizzare lo scontro  era
  l'opposizione; ma noi, in questo momento particolare di svolgimento
  della  campagna elettorale per le elezioni europee, abbiamo  deciso
  di non avallare quell'atto. L'atto l'avete fatto voi, ed è rispetto
  a quell'atto che oggi siamo convocati.
   Capisco,  signor Presidente, che la sua è una posizione  impropria
  perché ha avallato la scelta.
   Cosa fare? Lei ha detto  proporrò il rinvio'.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale, ha iniziato  a  parlare  dicendo
   vengo in suo soccorso'. Non mi pare che mi stia soccorrendo tanto
  Se quello è l'obiettivo, può anche concludere.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, la sto  soccorrendo  perché  a  lei
  chiedono   di  fare  un  atto  che  rappresenta  uno   strappo   al
  Regolamento. E lei non può avallare, nella sua funzione, chi lo  ha
  messo   in  una  condizione  di  difficoltà,  cioè  il  suo  Gruppo
  parlamentare  di  appartenenza,  che  oggi  chiede  al   Presidente
  dell'Assemblea di fare uno strappo al Regolamento.
   Io  suggerisco una strada molto semplice: le discussioni politiche
  facciamole fuori.
   Sul  fatto  che  qui  c'è un Governo che è un disastro,  la  penso
  esattamente   come   lei.  E  all'onorevole  Arena   che   confonde
  l'autonomia  con  l'ascarismo, dico che  sono  concetti  del  tutto
  diversi.
   Sono  perfettamente d'accordo con quanti pensano  che,  forse,  un
  Governo così ascaro nei confronti del Governo centrale, come quello
  dell'onorevole Lombardo, non l'abbiamo mai avuto in Sicilia.
   Ricordo  che i Governi democristiani, quando venivano colpiti  gli
  interessi  della  Sicilia, erano in grado di andare  a  Roma  e  di
  contare  qualcosa.  Questo  è  un Governo  che,  invece,  ha  visto
  sottrarre  alla Sicilia decine di miliardi di euro e rimane  zitto,
  sta  lì  a cincischiare nel solo tentativo di giocarsi una  partita
  interna per aumentare il potere contrattuale nei confronti del PDL.
   Questa  è  materia  che riguarda lo scontro politico,  lo  scontro
  elettorale, e che affronteremo in seguito fuori. In questo  momento
  abbiamo un problema di natura procedurale.
   Pertanto,  signor Presidente, se vuole seguire il  mio  consiglio,
  coerentemente   con  quanto  previsto  dal  Regolamento,   dovrebbe
  procedere   alla   votazione  dell'ordine  del  giorno   presentato
  dall'onorevole  Cracolici  e da altri deputati  del  Gruppo  PD  e,
  quindi, rinviare la seduta.
   Così  facendo, i colleghi iscritti a parlare potrebbero rinunciare
  ad intervenire per passare alla votazione dell'ordine del giorno  e
  chiudere  i  lavori  d'Aula con il voto di una minoranza  -  perché
  siamo  minoranza in Parlamento, in Sicilia - ma con  l'approvazione
  dell'ordine del giorno presentato dalla minoranza. Penso che sia il
  modo  più coerente per uscire dalla situazione in cui lei  è  stato
  cacciato,  signor  Presidente, in quanto avrebbe potuto,  in  forza
  dell'articolo 75 del Regolamento interno, non convocare l'Aula dato
  che non vi erano motivi di urgenza.
   Se  ci sono motivi di urgenza, questi non possono venire meno oggi
  sol perché la sua parte politica le chiede di farli venire meno. In
  quel  caso  lì,  lei sarebbe uomo di una parte,  e  non  Presidente
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Speziale,  la  Presidenza   ha   valutato
  l'opportunità  di  una convocazione straordinaria  dell'Aula  sulla
  base  di una crisi di Governo. Mi pare che la straordinarietà della
  seduta sia giustificabile da una crisi di Governo.
   La  Presidenza  non ritiene di avere fatto chissà  quale  tipo  di
  abuso dell'utilizzo della seduta straordinaria.
   Da quando è stata convocata la seduta straordinaria del Parlamento
  ad  oggi,  sono intervenuti dei fatti - o meglio, alcuni  non  sono
  intervenuti,  come  il  completamento della Giunta  di  Governo  -;
  altri,  come  l'incontro  del  Presidente  dell'Assemblea  con   il
  Presidente  della  Regione,  mi  hanno  indotto  ad  accedere  alla
  richiesta di rinvio, anche nell'interesse di fare chiarezza  di  un
  percorso, da un punto di vista parlamentare, trasparente.
   Mi  sembrava giusto, e mi sembra ancora giusto, dare al presidente
  della  Regione  l'opportunità  di  venire  in  Aula  a  rendere  le
  comunicazioni  su una crisi che si è svolta tutta al  di  fuori  di
  questo  Parlamento.  Quindi,  è  esattamente  nell'interesse  delle
  prerogative   e   delle   richieste  che  provengono   dal   Gruppo
  parlamentare della minoranza che ho ritenuto di convocare la seduta
  straordinaria  e  ritengo  di far svolgere  questo  dibattito  alla
  presenza del Presidente della Regione.
   Se   oggi  accedessimo  alla  richiesta  dell'onorevole  Speziale,
  peraltro   avanzata  da  quasi  tutti  i  componenti  del   Partito
  Democratico,  di  porre in votazione quest'ordine del  giorno,  non
  avremmo  ottenuto l'effetto che tutti noi speriamo di ottenere:  un
  percorso trasparente e parlamentare della crisi di Governo.
   Se  il  Presidente della Regione mi chiede di venire  in  Aula  la
  settimana  prossima  con  la squadra di  governo  completata  e  le
  deleghe  assegnate  e,  sulla  base di questa  richiesta,  peraltro
  formalizzata  per  iscritto,  ho  l'avallo  dei  richiedenti  della
  convocazione di seduta straordinaria, non mi pare, sinceramente, di
  fare  chissà  quale tipo di abuso. Anzi, assecondo un percorso  più
  trasparente.

   CRACOLICI. Oggi siamo in Aula e l'Aula è sovrana

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Cracolici, l'Aula è sovrana nel caso  in
  cui  ponessi in votazione la richiesta di rinvio. Come lei  sa,  il
  Presidente può assumere anche la determinazione di non metterla  in
  votazione, rinviando la seduta.

   CRACOLICI. Dove è scritto, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Mi riferisco al combinato disposto degli articoli 7  e
  110 del Regolamento interno.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  assessore   Bufardeci,   onorevoli
  colleghi,  innanzitutto ringrazio la Presidenza di avere  convocato
  la seduta odierna per riportare all'interno dell'Aula parlamentare,
  che  è  l'unica  sede istituzionalmente preposta, un dibattito  che
  investe oggi la Sicilia e che è diventato, giustamente, una vicenda
  di carattere nazionale.
   Io sono tra i primi ad avere firmato la richiesta di una mozione e
  di  una  seduta  d'Aula per discutere le vicende che  investono  la
  Giunta di Governo di questa Regione e il suo Presidente.
   Ma  noi  vogliamo,  a  differenza di chi fa un  giusto  lavoro  di
  opposizione, un dibattito e non un processo in contumacia.  Non  ci
  interessa.  Non  interessa  al  Parlamento  né  al  Governo  né  ai
  siciliani
   A  noi  interessa che il Presidente della Regione venga ad esporre
  le  ragioni  dell'apertura di una crisi,  certamente  grave  e  che
  avremmo voluto evitare alla Sicilia in un momento elettorale, ma in
  un momento in cui vi è una crisi economica senza precedenti.
   Però  la crisi c'è stata, c'è, e le modalità di chiusura di questa
  crisi  devono  essere  parlamentari e non al  di  fuori  di  questo
  Parlamento.
   Condivido,  quindi, la linea, che la Presidenza sta  seguendo,  di
  correttezza istituzionale e regolamentare della convocazione  della
  seduta.  E  chiedo,  in qualità di firmatario della  richiesta,  di
  rinviare  la  seduta  e  questo  dibattito,  accogliendo  anche  la
  richiesta che arriva dal Governo.
   Non  abbiamo  interesse  a  parlare del  Governo  in  assenza  del
  Governo; non abbiamo interesse a parlare delle vicende del  Governo
  senza avere sentito prima l'onorevole presidente della Regione.
   Ci riserveremo, poi, di apprezzare o di criticare le scelte, con i
  toni e gli argomenti che saremo convinti di adottare. Ma, in questo
  momento,  non possiamo continuare, non essendo presente il Governo,
  non  essendo  presente  il  presidente  della  Regione.  Non  siamo
  disponibili  a  trattare  argomenti in  assenza  dell'interlocutore
  necessario  e,  quindi,  le  chiedo di volere  rinviare  la  seduta
  concordando col presidente della Regione una nuova seduta.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  dibattito si è trasformato in qualcosa di surreale, e non certo per
  causa del Gruppo parlamentare PD, che è stato convocato, come tutti
  i parlamentari, ed è oggi presente in Aula, ma per un comportamento
  omissivo,  schizofrenico,  anche un pò ridicolo,  consentitemi,  da
  parte  di  coloro che hanno gridato allo scandalo, alla  necessità,
  all'urgenza che il Parlamento affrontasse le questioni così  gravi,
  che  in  questo  momento investono la Sicilia, e che  poi  oggi  ha
  lasciato  i banchi vuoti o, addirittura, si sono pentiti  di  avere
  chiesto il dibattito.
   Credo  che  i  siciliani,  per quanto è possibile  seguire  queste
  tristi   vicende  -  perché  non  c'è  niente  di  edificante,   di
  qualificante  in  quello che il nostro Parlamento  sta  facendo  in
  queste  ore  -,  si  siano fatti essenzialmente l'idea  che  questo
  Parlamento non conta nulla, che quest'Aula non decide nulla e che è
  assai più importante, come luogo di decisioni, lo studio televisivo
  di Bruno Vespa dove si svolge la trasmissione  Porta a Porta'.
   Questo è l'elemento fondamentale: qui in Aula non decidiamo nulla.
  Se  c'è  un luogo fisico in cui in questo momento sono rivolti  gli
  occhi  e  le  orecchie dei siciliani per capire cosa succede,  cosa
  cambia, dove si decide, ripeto, è lo studio di  Porta  a Porta'; lì
  accadono  le cose che contano e lì ci sono le persone che  contano,
  come  ad esempio il presidente Berlusconi, che conta assai  più  di
  tanti  leader  che, in queste ore, si sono affannati  al  capezzale
  della  crisi  e  sono stati a non concludere nulla,  visto  che  la
  situazione si è impantanata.
   La  crisi  non  si  risolve  in Parlamento,  non  si  affida  alla
  mediazione,  alla risoluzione, all'intervento dei  leader  politici
  del centrodestra in Sicilia, ma si affronta in televisione e se  ne
  occuperà finalmente Berlusconi. I siciliani questo hanno capito.
   Noi   sbaglieremmo  se,  ancorché  in  formazione  ridotta,  anche
  umiliata,  questo  Parlamento  non desse  un'immagine  speculare  e
  corretta di quello che è questa crisi, cioè se mentisse a se stesso
  e  tentasse  di  mentire  ai  siciliani  dicendo  che,  siccome  il
  Presidente  non poteva venire in Aula, a questo punto il  dibattito
  non si può svolgere.
   Certo  che il Presidente non è qui, ma non accidentalmente  non  è
  qui,  perché  è  altrove  che si affronta e  si  risolve  la  crisi
  gravissima   che  sta  nascendo,  che  è  di  altra   natura,   non
  parlamentare,  non  politica. Ma è la  crisi  che  la  Regione  sta
  vivendo  -  lo  diceva l'onorevole Cracolici nel suo intervento  -,
  ormai,  da  anni,  non  soltanto da  quando  questa  legislatura  è
  iniziata ed il primo Governo Lombardo si è insediato, perché  anche
  la  precedente  legislatura è stata, sostanzialmente,  un  vuoto  a
  perdere.  Adesso, in più, c'è una sorta di messinscena - perché  di
  messinscena  si  tratta  in  queste  ore  -,  non  c'è  discussione
  all'interno della maggioranza su alcuno dei temi della  politica  e
  dei  bisogni  della  popolazione. Si parla  di  tattica  e,  peggio
  ancora, di tattica elettorale.
   Tutto ciò non riguarda solamente, in queste ore, un Governo che  è
  apertamente  traballante e claudicante, ma riguarda un centrodestra
  che è dichiaratamente in coma.
   Si  risveglierà dal coma? Non lo sappiamo. Il fatto è che  non  si
  tratta  di un coma recente, é un coma antico, un coma che ha radici
  negli  anni passati ed è strettamente legato alla crisi  di  questi
  giorni.
   Io  voglio soltanto ricordare, perché mi piace da questo punto  di
  vista  -  se  ci  fosse ancora qualche esponente del  centrodestra,
  potrebbe  registrarlo, ma facciamo sapere ai siciliani  che  se  ne
  sono  andati,  sono  scappati, considerando una  perdita  di  tempo
  quello  che  stiamo facendo -, che in quest'Aula sia scontato  dire
  che  si  voleva  puntare ad una ricostruzione  del  bilancio  della
  Regione siciliana, che negli anni è stato saccheggiato.
   Da  chi  è stato saccheggiato? E, soprattutto, chi ha detto queste
  cose? Un leader dell'opposizione? No  Le ha dette un assessore  del
  Governo, l'assessore Cimino, l'assessore bis, come il Governo bis.
   E,   peggio   ancora    Per  rappresentare  lo   stato   comatoso,
  fallimentare, non di questo o di quel Governo ma delle politiche di
  centrodestra, valgono le certificazioni dell'onorevole Savona  che,
  in Aula, in occasione del dibattito sulla finanziaria, ha detto che
  la  manovra scontava gli effetti di circostanze negative di diversa
  origine,  quali la carenza di politiche strutturali di settore  non
  avviate nel passato. Non l'ha detto l'opposizione
   E' un autogol, un'ammissione di insufficienza, di colpa rispetto a
  cui,  a  questo  punto,  è  evidente  che,  da  un  lato,  c'è   un
  centrodestra  incapace di uscire dalle secche di  una  crisi  e  di
  un'afasia  che  da  anni i siciliani conoscono  e,  dall'altro,  si
  mettono in campo solamente giochi tattici e scambi di poltrone  che
  possano  in  qualche modo ravvivare la scena, ma non, naturalmente,
  le speranze dei siciliani.
   E'  comprensibile lo sforzo del presidente Lombardo di dare  vita,
  comunque, ad un gioco per mantenere alta questa scena. Rispettabili
  molte personalità che fanno parte di questo annunciato Governo bis.
  Vedremo se saranno ancora un Governo dopo i prossimi giorni.
   Sarebbe  grave, però, se l'Aula facesse finta di nulla e,  quindi,
  signor  Presidente,  se  lei  non consentisse  all'Aula  di  votare
  l'ordine  del  giorno  che  il Gruppo del  Partito  Democratico  ha
  presentato. Quello sì che sarebbe l'ennesimo accanimento contro  la
  buona fede e la fiducia dei Siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, questa  Presidenza,  dopo  avere
  udito il dibattito, mantiene, da un punto di vista politico, l'idea
  che,  probabilmente, sarebbe stato molto più interessante ed  utile
  un dibattito alla presenza del Governatore, con la Giunta insediata
  e  con  le  deleghe  assegnate ed un Parlamento  al  completo.  Non
  cambio, quindi, la mia idea originaria che, ovviamente, mantengo.
   Dalla valutazione delle circostanze, però, e dalla indisponibilità
  sostanziale al rinvio della seduta da parte degli oratori  che  qui
  hanno  espresso  il  loro  pensiero,  ritengo  sia  più  opportuno,
  piuttosto  che  assumere  una decisione  d'imperio,  far  esprimere
  l'Aula  sulla  mia proposta di rinviare la seduta,  che  è  poi  la
  proposta formalizzata dai componenti dei Gruppi di maggioranza, che
  sono intervenuti oggi.
   Sulla  proposta di rinvio della seduta, vorrei che  si  esprimesse
  l'Aula.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, il Gruppo parlamentare del  Partito
  Democratico è contrario alla proposta di rinvio.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)


   Presidenza del presidente Cascio


            Annunzio di presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno  numero  164  «Valutazione  dell'operato  del
  Presidente  della  Regione  in relazione  alla  composizione  della
  Giunta  di Governo», degli onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi,
  Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo,  Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo,  Panarello,
  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano. Ne
  do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso   che  la  Sicilia  è  paralizzata  dal  fallimento   del
  centrodestra  che  ha avuto in questi anni come unico  collante  la
  spartizione  del potere e non la soluzione condivisa  dei  problemi
  dell'Isola;

   considerato  che  la ricandidatura di Cuffaro a  Presidente  della
  Regione alle elezioni del 2006 per scelta di tutta l'attuale classe
  dirigente  del  centrodestra siciliano ha determinato  la  paralisi
  politico-amministrativa per oltre 24 mesi nella Regione  siciliana,
  con  gravi  conseguenze negative sulla spesa dei fondi  europei  di
  Agenda 2000 e sull'avvio della nuova programmazione 2007-2013;

   considerato,  inoltre,  che  la  scelta  di  riconfermare   questa
  coalizione  con  la  candidatura di  Lombardo  a  Presidente  della
  Regione  è  all'origine  della crisi  che  in  questi  13  mesi  ha
  caratterizzato l'azione di questo Governo e di questa  maggioranza,
  divisa  su  tutto, dalla sanità al piano energetico, dalla  riforma
  degli  ATO  rifiuti alla riorganizzazione degli assessorati  e  dei
  dipartimenti regionali, dalla formazione professionale alla  ultima
  legge di bilancio e finanziaria,

                               condanna

     la strategia del governo Berlusconi che ha preso in ostaggio  la
  Sicilia  non  erogando  i fondi FAS dovuti  alla  Regione,  che  ha
  cancellato   il  Mezzogiorno  dall'agenda  politica   del   Governo
  sottraendo  oltre 26 miliardi destinati al Sud per finanziare  ogni
  spesa  prevalentemente concentrata nel Nord, comprese le multe  per
  le quote latte degli allevatori del Nord;

                                valuta

     l'azzeramento della Giunta effettuato il 25 maggio l'inevitabile
  epilogo del fallimento della coalizione di centrodestra;

                                valuta

    irriguardoso per l'autonomia della Regione siciliana la decisione
  del  Presidente  della Regione di rinviare il  completamento  della
  Giunta  alla  negoziazione post-elettorale con  il  Presidente  del
  Consiglio, contraddicendo così le stesse affermazioni di voler dare
  vita  ad  un  governo prima istituzionale, poi tecnico, poi  ancora
  tecnico-politico ed infine dell'autonomia, apprestandosi invece  ad
  essere il governo del  regolamento dei conti' nel centrodestra;

   esprime,  infine, un giudizio fortemente negativo sulla  decisione
  del  Presidente  della  Regione di tentare  di  superare  la  crisi
  politica  con un governo tuttora incompleto nei numeri  e  con  una
  alleanza che porta in sé gli stessi limiti programmatici e politici
  che hanno determinato l'azzeramento della precedente Giunta». (164)


   Presidenza del presidente Cascio


   BUFARDECI, assessore. Signor Presidente, a nome del Governo chiedo
  la verifica del numero legale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sulla richiesta del Governo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Preciso  che la richiesta fatta dall'assessore Bufardeci,  a  nome
  del  Governo, tende a discutere il tutto quando il Governo sarà nel
  pieno delle sue funzioni.

   CRACOLICI. La richiesta di verifica del numero legale non è tesa a
  nulla. E' verifica del numero legale

                           (clamori in Aula)

   Il  Governo  sta  usando lo strumento della  verifica  del  numero
  legale,  cioè  il  fatto  che  la  sua  maggioranza  è  fuggita  da
  quest'Aula,  per impedire al Parlamento di pronunciare un  giudizio
  politico con un ordine del giorno. Questo è l'atto politico che  ha
  voluto il Governo.
   Mi  dispiace,  assessore Bufardeci. Nel  momento  in  cui  lei  ha
  chiesto   la   verifica  del  numero  legale  si   è   assunto   la
  responsabilità di impedire che il Parlamento si pronunci, così come
  qualunque Parlamento è chiamato a fare. E' una vergogna

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quando la Presidenza ha insistito
  sull'opportunità di discutere la questione e, quindi, l'ordine  del
  giorno,  con  l'espressione  poi di  una  volontà  del  Parlamento,
  qualora il Parlamento fosse stato nel suo plenum, mi riferivo anche
  alla  possibilità per il Governo di chiedere la verifica del numero
  legale.
   Essendoci  soltanto una parte del Parlamento, che non  rappresenta
  il  numero  legale,  era  chiaro che poi,  alla  fine,  si  potesse
  arrivare   a   questa  soluzione.  Era  anche  nell'interesse   del
  Parlamento.

   BUFARDECI, assessore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà di parlare l'assessore Bufardeci.

   BUFARDECI,  assessore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  voglio ribadire un concetto assolutamente semplice.
     Veda,  onorevole  Cracolici, lei e tutti  i  deputati  che  sono
  intervenuti hanno lungamente dibattuto sostenendo le loro  ragioni,
  sul  merito delle quali in questa occasione non voglio entrare.  Lo
  avete fatto in maniera molto chiara, molto esplicita. Ma credo  che
  un   comportamento  altrettanto  esplicito  sia  stato  quello  dei
  firmatari  della  richiesta, della posizione  assunta  dai  partiti
  della maggioranza che - abbandonando i banchi di quest'Aula - hanno
  assolutamente detto e confermato che la linea che vogliono  portare
  avanti non è altro che quella ribadita nella lettera del presidente
  della  Regione Lombardo, poi fatta propria dal Presidente di questa
  Assemblea. E' evidente che questo dibattito e questo confronto  non
  può  non avere luogo se non con la presenza del presidente Lombardo
  e  se non dopo che sia stata completata la composizione di tutta la
  Giunta,  compresa  l'assegnazione delle deleghe. Tutto  quello  che
  avviene prima, è un fatto che diventa palcoscenico di tutti.
   Quindi io ascrivo .

   CRACOLICI. Perché sta parlando a nome del Governo?

   BUFARDECI,  assessore. Lei ha fatto un'osservazione  di  carattere
  procedurale. Siccome in questo caso conta non soltanto la forma, ma
  anche  la sostanza, e la sostanza è quella che abbiamo esplicitato,
  cioè  della ferma volontà di rinviare il dibattito al completamento
  della  Giunta e alla presenza del capo di questo Governo, è  chiaro
  che  se  si  attiene al formalismo della mia posizione, io  non  ho
  nessuna  difficoltà, se in Aula non ci sono cinque  deputati  della
  maggioranza  pronti  a  richiedere la verifica,  a  fare  mia  tale
  proposta, proprio perché la sostanza è quella che abbiamo  discusso
  e   lei  ne  ha  discusso  lungamente  in  questa  mattinata,   con
  l'intervento suo così come dei suoi colleghi.
   Qualunque altra articolazione del dibattito è una presa in giro, è
  una  cosa che non serve in questo momento. Lei ha rimarcato la  sua
  posizione,  legittimamente; faccia rimarcare  poi  nella  sede  del
  dibattito  completo, anche la posizione e le ragioni nell'interesse
  generale che espliciterà anche il Governo.

   CRACOLICI.  E  chi  ve  l'ha  impedito,  come  Governo,  a  essere
  presenti in Aula?

   BUFARDECI, assessore.  L'ha rappresentato con la nota e su  questo
  c'è stato il dibattito.

                Richiesta di verifica del numero legale

   BUFARDECI, assessore. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Ammatuna,  Apprendi,  Cracolici,  Cristaudo,   De
  Benedictis, Di Benedetto, Diagiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
  Ferrara,    Galvagno,   Gucciardi,   Lupo,   Marinello,   Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese,  Raia,
  Ruggirello, Speziale e Termine.

   Sono  in  congedo:  Adamo,  Barbagallo, Bonomo,  Bosco,  Buzzanca,
  Colianni,  Currenti, D'Antoni, Fagone, Falcone, Federico,  Gennuso,
  Lentini, Lo Giudice, Marrocco, Scammacca, Scilla e Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            27

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   Poiché  l'Assemblea non è in numero legale, la seduta è sospesa  e
  riprenderà alle ore 14.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.04, è ripresa alle ore 14.12)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Minardo ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Onorevoli  colleghi, in considerazione del perdurare dell'evidente
  mancanza   del  numero  legale,  dichiaro  chiusa  la   I  sessione
  straordinaria  e ricordo che  l'Assemblea è convocata  in  sessione
  ordinaria  mercoledì 10 giugno 2009, alle ore 17.00,  con  l'ordine
  del giorno annunciato nella seduta numero 91 del 19 maggio 2009.

   In  quella  sede  verrà  comunicata la  nuova  agenda  dei  lavori
  parlamentari,  previa convocazione della Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.

                   La seduta è tolta alle ore 14.14

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli