Presidenza del presidente Cascio
Avviso di convocazione
PRESIDENTE. Do lettura del seguente avviso di convocazione
dell'Assemblea regionale siciliana, in sessione straordinaria,
pubblicato nella Gazzetta della Regione siciliana n. 25, parte I,
del 29 maggio 2009:
«Vista la richiesta di convocazione straordinaria con carattere
di urgenza dell'Assemblea regionale siciliana, presentata ai sensi
dell'art. 11 dello Statuto della Regione siciliana in data 26
maggio 2009, pervenuta in pari data e validamente sottoscritta da
33 deputati e precisamente dagli onorevoli: Leontini, Pogliese,
Aricò, Beninati, Bosco, Maira, Ardizzone, Cascio Salvatore,
Cordaro, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Corona, Cristaudo,
Currenti, D'Asero, Falcone, Leanza Edoardo, Lentini, Limoli,
Mancuso, Marinese, Marrocco, Scammacca della Bruca, Torregrossa,
Vinciullo, Dina, Fagone, Forzese, Ragusa, Savona, Lo Giudice;
Ritenuto che ricorrono i motivi di urgenza previsti dall'art. 75
del regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana per
convocare la stessa in sessione straordinaria;
Visti gli articoli 11 dello Statuto della Regione siciliana e 7
e 75 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana;
dispone:
l'Assemblea regionale siciliana è convocata in sessione
straordinaria, con carattere di urgenza, per giovedì 4 giugno
2009, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
- Comunicazioni del Presidente della Regione sul rinnovo della
Giunta regionale di Governo, la sua nuova composizione, e sui
rapporti con la maggioranza parlamentare.
La presente convocazione sarà comunicata all'Assemblea e
pubblicata, nei termini previsti dall'art. 75 del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 27 maggio 2009
CASCIO»
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Bonomo, Buzzanca,
Barbagallo, Currenti, D'Antoni, Fagone, Falcone, Federico,
Lentini, Marrocco, Scilla, Vinciullo, Picciolo, Laccoto, Bosco e
Scammacca hanno chiesto congedo per la seduta di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Essendo presenti in Aula gli onorevoli Picciolo e Laccoto,
dichiaro superata la relativa richiesta di congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, nei giorni dal 3 al 5 giugno 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa ad assunzione temporanea ad interim
da parte del Presidente della Regione di funzioni di Assessori
regionali
PRESIDENTE. Comunico che, con nota 5123 del 28 maggio 2009,
pervenuta a questa Presidenza in pari data ed assunta con prot.
4799/AulaPG del 28 maggio 2009, l'Ufficio di Gabinetto della
Presidenza della Regione ha comunicato che, con decreti
presidenziali del 25 maggio 2009, il Presidente della Regione ha
assunto temporaneamente ad interim le funzioni degli Assessori
regionali, ad esclusione dell'Assessore per la sanità e
dell'Assessore destinato alla Presidenza.
Avverto che i citati decreti sono integralmente pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 24, Parte I, del
28 maggio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nota pervenuta da parte del Presidente della
Regione
concernente richiesta di rinvio della seduta d'Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota prot. n.
5284 del 3 giugno 2009 del Presidente della Regione, onorevole
Raffaele Lombardo, indirizzata al Presidente dell'Assemblea:
«Palermo, 3 giugno 2009
Onorevole Presidente,
lo scorso 25 maggio 2009, preso atto delle dimissioni presentate
da cinque Assessori componenti la Giunta regionale, si è
definitivamente palesata la necessità di rendere l'Organo di
Governo coerente alle esigenze di rilancio dell'azione politica e
amministrativa della Regione.
Per tale motivo ho proceduto, nell'esercizio della potestà a tal
riguardo conferita al Presidente della Regione dallo Statuto di
Autonomia, a revocare le deleghe originariamente attribuite ai
rimanenti Assessori.
All'esito di tali determinazioni, ho assunto le funzioni già
affidate a questi ultimi, al contempo provvedendo, con decreto
presidenziale del 29 maggio 2009, n. 191/Area 1 /SG, alla nomina
della nuova Giunta, la cui composizione verrà completata nei
prossimi giorni, allorquando si provvederà altresì alla
preposizione degli Assessori ai singoli rami di amministrazione.
Proprio in considerazione del fatto che il procedimento di nomina
della Giunta di Governo deve essere completato, affido alla Sua
valutazione l'opportunità di rinviare alla conclusione del suddetto
procedimento la seduta d'Aula, già convocata per domani 4 giugno
2009, anche al fine di garantire all'Assise parlamentare una
informazione integrale sia sui contenuti dell'azione di rinnovo
della Giunta, sia sui consequenziali indirizzi programmatici, sia,
infine, sugli Assessori che saranno chiamati a realizzarli».
Raffaele LOMBARDO
Al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
On.le Francesco Cascio
Palazzo dei Normanni - Palermo»
PRESIDENTE. Comunico di avere convocato al riguardo questa mattina
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, nelle more
del definitivo chiarimento sulla composizione della Giunta e sul
connesso indirizzo politico-programmatico, ritengo opportuno
accedere alla richiesta di rinvio formulata dal Presidente della
Regione, anche perché non sfuggirà ai colleghi che il primo punto
dell'ordine del giorno era Comunicazioni del Presidente della
Regione .
Non essendoci il Presidente della Regione, la seduta ovviamente
non avrebbe nessun senso; pertanto sarei orientato in questa
direzione.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, il 26 maggio, all'indomani
dell'annunciata iniziativa del Presidente della Regione di
azzeramento della Giunta di Governo, lei ha ricevuto - e ne ha dato
comunicazione ai deputati il 27 maggio - una richiesta di
convocazione in seduta straordinaria, ai sensi dell'articolo 11
dello Statuto ed in applicazione dell'articolo 75 del Regolamento
vigente.
Una richiesta straordinaria al fine di parlamentarizzare - uso
questa espressione, non era così dichiarato da parte dei proponenti
la richiesta di convocazione - quanto stava avvenendo nel Governo e
nei rapporti politici tra il Governo e la maggioranza chiedendo,
appunto, una seduta straordinaria, che è una procedura eccezionale
prevista dal Regolamento ed attiene alla sua valutazione
l'accettazione della straordinarietà, perché rientra nella sua
valutazione la convocazione nei cinque giorni e non nei dieci, così
come ordinariamente la seduta deve essere convocata.
Quando è stata fatta questa richiesta e quando lei ha convocato il
Parlamento accogliendo la richiesta di 37 parlamentari (poi,
formalmente 33) di due gruppi parlamentari di maggioranza, lei
sapeva bene che nessuna Giunta era stata ancora nominata perché,
come il Presidente della Regione sottolinea nella sua lettera, la
Giunta è stata istituita in data 29 maggio. Quindi, ben due giorni
dopo la sua convocazione straordinaria del Parlamento.
Pertanto, la motivazione con la quale il Presidente della Regione
chiede il rinvio, che lei vorrebbe accogliere, appare in palese
contraddizione col fatto stesso che la seduta è stata convocata
quando, non nove su dodici, ma neanche uno, erano gli assessori
nominati.
E' stata, invece, convocata la seduta del Parlamento per valutare
la crisi politica del rapporto tra il Presidente della Regione e
una parte della sua maggioranza, e su questo, oggi, lei ha chiamato
i deputati; tra l'altro, in una condizione di eccezionalità per la
prassi parlamentare: ad un giorno e mezzo dall'inizio delle
operazioni elettorali che, come è noto, inizieranno sabato, alle
ore 15.00.
Quindi, lei ha convocato questo Parlamento trasformando, di fatto,
quest'Aula, al di là della sua volontà, in una grande piazza di
chiusura dei comizi elettorali.
Trovo alquanto singolare, sulla base di una lettera in cui il
Presidente della Regione - anche qui con una procedura
assolutamente inedita - istituisce una Giunta, differenziandola nei
tempi (c'è un famoso primo tempo che riguarda alcuni dei
confermati, alcuni dei nuovi, e ci sarà un secondo tempo che,
invece, non si sa quando e chi completerà questa Giunta di Governo;
ma questo è un problema successivo), la motivazione con la quale
lei e il Presidente della Regione chiedete il rinvio dei lavori.
Io credo che in questa vicenda, in nome di quello che lei, signor
Presidente, ha avuto modo di dire - ho letto sui giornali di oggi e
di ieri che ci sarebbe la volontà di abbassare i toni - quando c'è
una crisi politica, noi - che siamo rappresentanti del popolo
siciliano in questo Parlamento - abbiamo la necessità di rendere
chiara agli occhi dei siciliani e di sapere qual è la ragione di
questa crisi, qual è stato lo scontro, qual è stata la ragione per
cui, con un atto senza precedenti, il Presidente della Regione ha
azzerato la Giunta di Governo e ne ha nominato un'altra, un'altra
completata.
Avremmo dovuto discutere di questo e lei, signor Presidente, fa
quasi da spalla a questa operazione silenziatore' che,
inaspettatamente, si vuole mettere al Parlamento siciliano.
Forse, signor Presidente, lei avrebbe dovuto valutare questo prima
di convocare il Parlamento per il 4 giugno con all'ordine del
giorno «Comunicazioni del Presidente sul rinnovo della Giunta, la
nuova composizione e sui rapporti con la maggioranza parlamentare»:
questo è l'ordine del giorno che lei ha fatto pubblicare in
Gazzetta Ufficiale.
Come vede, signor Presidente, tutto questo avveniva ancor prima
che ci fosse la nuova Giunta, che ci fossero tutte quelle cose che
sono avvenute nel corso di questi giorni.
Ecco perché credo che oggi questo Parlamento sia nella piena
legittimità.
Prendo atto che il Presidente della Regione ha ritenuto - e lo
ritengo un atto di gravissima scortesia istituzionale - di non
essere presente in Aula per dire ai siciliani, attraverso questo
Parlamento, perché ha azzerato la Giunta, perché ha nominato questa
Giunta e, soprattutto, perché ne ha nominata una incompleta.
Un atto di gravissima scortesia istituzionale, di gravissima
scorrettezza politica di cui, signor Presidente, lei insieme a noi,
dovrebbe farsi promotore di evidenziare che molti dei deputati che
hanno firmato, che hanno sottoscritto la richiesta di convocazione
non sono presenti. Quindi, delle due l'una: o l'hanno sottoscritta
in contumacia o l'hanno sottoscritta senza condividerla.
Può darsi pure che ci sia stato un ricatto nei confronti dei
singoli parlamentari, estorcendo loro una richiesta di
sottoscrizione della convocazione della seduta quando, invece, non
volevano che si realizzasse e, infatti, non sono più presenti. Ma
tutto questo lo vorrei sentire dalla voce dei protagonisti, vorrei
conoscere quello che è avvenuto e quello che sta avvenendo e,
soprattutto, vorrebbero conoscerlo i tanti siciliani che,
sinceramente, ci hanno capito poco.
Signor Presidente, abbiamo presentato un ordine del giorno perché
noi, rispettosi come siamo della sacralità del Parlamento, nel bene
o nel male, consideriamo questa una seduta importante, non un
passaggio burocratico. Ho avuto modo di dirle immediatamente,
quando lei, cortesemente, mi ha informato della sua decisione di
convocare la seduta d'Aula, che condividevo la sua scelta di
convocare il Parlamento.
Non ero tra i firmatari della richiesta di convocazione, ma ho
condiviso la sua decisione di parlamentarizzare', di fare del
Parlamento la sede naturale del confronto politico, di fronte ad
una crisi che sta avendo, ed ha avuto, le ripercussioni che tutti
noi conosciamo.
Abbiamo presentato un ordine del giorno, lo anticipo. Tra l'altro,
ho sentito parlare in questi giorni di mozioni di censura e anche
di operazioni un po' fantasiose sul piano istituzionale.
Una cosa, però, è certa. Quando si convoca una seduta del
Parlamento con un punto all'ordine del giorno, questo punto
all'ordine del giorno si può concludere in un solo modo: o con un
non è successo nulla' o con un ordine del giorno, conclusivo della
seduta stessa, che racchiuda il punto di vista del dibattito
parlamentare.
Ecco perché, rispettosi della sacralità del Parlamento, oggi
abbiamo presentato questo ordine del giorno che riporta
sostanzialmente tre cose. In primo luogo: la nostra Regione, ormai
da oltre tre anni, vive una condizione di paralisi drammatica con
gravissime conseguenze sul piano istituzionale e sul piano
economico e sociale. Chi le parla, signor Presidente, nel lontano
febbraio o marzo del 2006, alla vigilia della scadenza elettorale
che ci sarebbe stata di lì a qualche mese, chiese pubblicamente, e
con me altri esponenti e dirigenti del centrosinistra siciliano, ai
deputati ed ai dirigenti del centrodestra in Sicilia di evitare di
mettere in imbarazzo la Sicilia ricandidando Salvatore Cuffaro a
presidente della Regione, e non - e credo di averlo dimostrato
nella scorsa legislatura - per rispetto delle garanzie e del
garantismo, di cui io sono un convinto e profondo assertore, ma
perché ricandidare un presidente che avrebbe dovuto vivere, da lì a
qualche settimana, una fase delicata come il processo che lo
riguardava, inevitabilmente avrebbe determinato come conseguenza
che, laddove fosse stato eletto - cosa che è avvenuta -, la
politica sarebbe stata ipotecata dall'esito di quel processo.
Diciamoci la verità, tra il mese di giugno del 2006 ed il mese di
febbraio del 2008, questo Parlamento è stato per diciotto mesi in
attesa di quella sentenza
In attesa di ciò, questo Parlamento è stato paralizzato, non è
stato nelle condizioni di approvare leggi importanti, ad esempio,
quelle che avrebbero consentito di utilizzare i nuovi fondi
strutturali e di accelerare, di ottimizzare le misure e gli
interventi di Agenda 2000
Bene, questa classe dirigente, tutta, sia quella che oggi dice
prima di tutto la Sicilia', questi siciliani sicilianisti di
complemento', quelli dell'ultima ora, che dichiarano prima la
Sicilia'
PANARELLO. Quelli della domenica
CRACOLICI. Sì, quelli della domenica, del sabato, sono gli stessi
che, addirittura, si sono candidati, mi riferisco all'onorevole
Micciché, a sostegno della ricandidatura di Cuffaro. Lo stesso
Presidente della Regione, che era un dirigente politico del suo
partito, ha sostenuto le ragioni di quella ricandidatura che ci ha
portato allo stato in cui siamo.
Dopo le dimissioni del presidente della Regione Cuffaro, siamo
stati chiamati al nuovo appuntamento elettorale; è stato candidato
Lombardo da parte degli stessi protagonisti che avevano ricandidato
Cuffaro un anno e mezzo prima.
Oggi siamo qui, a distanza di tre anni, con un bilancio finale: la
paralisi di questa Regione, perché lo scontro di questo
centrodestra, la lotta di potere che si è innescata in questi
ultimi mesi, in realtà è solo la manifestazione più evidente del
fallimento politico di questa coalizione che non è in grado - e lo
ha dimostrato in questo Parlamento - di non condividere un solo
provvedimento. Non c'è stato, in questi dodici mesi, un solo
provvedimento dove questa coalizione, che ha vinto le elezioni a
sostegno di Lombardo, abbia mai condiviso, tutti assieme, la stessa
scelta: dalla sanità ai rifiuti, alla formazione professionale,
alla riforma degli Assessorati e dei Dipartimenti, alle questioni
che hanno riguardato, per ultimo, la legge finanziaria e di
bilancio. Quindi, un centrodestra che si è messo assieme pensando
di gestire il potere. Ma, quando il potere ha bisogno di riforme, è
saltata questa coalizione, incapace di offrire soluzioni ai
problemi della Sicilia.
Ecco perché, signor Presidente, al di là della inedita formula
scelta dal presidente Lombardo di nominare una Giunta dimezzata,
accompagnata da roboanti dichiarazioni nelle settimane scorse, nei
giorni scorsi - ricordo che il Presidente della Regione ha
dichiarato di voler fare prima un Governo istituzionale, poi un
Governo di tecnici, poi un Governo di tecnici e di politici, poi è
stato chiamato in causa il Governo dell'autonomia - mi pare di
poter dire, ormai, una cosa evidente e chiara: questo Governo è un
Governo della resa dei conti, interno al centrodestra che lo
riguarda, e che non fa gli interessi della Sicilia e dei siciliani.
Ecco perché noi - avendo interrotto, come tutti gli altri, la
campagna elettorale in cui siamo impegnati - oggi siamo qui e
intendiamo discutere della crisi politica che avete determinato e
che si è determinata in Sicilia. Ed intendiamo fare sì che questa
seduta d'Aula si concluda con un voto e con una decisione che il
Parlamento della Sicilia ha il dovere di dare e di dire ai
siciliani sulle ragioni di questa crisi e su quello che pensa il
Parlamento della Sicilia rispetto ai giochi e giochetti ed alle
sceneggiate che si sono viste in queste ore e in questi giorni.
La sceneggiata finale è di chi, in questo scontro titanico della
classe dirigente del centrodestra, aspetta il presidente del
Consiglio dei Ministri come un salvatore della Patria. Aspettiamo
tutti lunedì Come è noto, il lunedì è il giorno di chiusura dei
parrucchieri e dei barbieri e, quindi, il presidente della Regione
forse sarà qui, o non so dove, ad incontrare il presidente
Berlusconi, ma, in nome del Governo dell'autonomia e proclamandosi
autonomista, il presidente della Regione completerà questo Governo
solo dopo aver incontrato il capo politico del partito di
maggioranza che sostiene il suo Governo.
Tutta la vicenda sa molto di sceneggiata, sa molto di finzione, sa
molto di un'operazione in cui - lo dico con schiettezza - se
l'obiettivo politico finale di tutta questa grande operazione
kermesse di immagine, aveva come obiettivo quello di cacciare, di
buttare fuori gli esponenti dell'UDC dalla Giunta di Governo, il
presidente della Regione avrebbe potuto benissimo fare ciò che ha
fatto, in modo veloce, facendo dimettere gli assessori in quota UDC
e sostituendoli.
Mi pare che da tutta questa vicenda, alla fine, ci sarà un solo
esito: il nuovo Governo che nascerà sarà un Governo, ancora una
volta, del centrodestra siciliano con la novità, forse, che il
Partito dell'UDC, fino ad oggi apparso in Sicilia come una sezione
distaccata del PDL, sarà messo fuori dalla maggioranza che ha
votato e sostenuto il presidente Lombardo.
Ma era proprio necessaria questa kermesse per procedere a questa
operazione, che non ci sembra una grande operazione politica? Lo
vedremo nei prossimi giorni.
L'Assemblea ha il dovere di dire quello che pensa e di non
accettare la tesi secondo la quale il presidente della Regione,
dato che non ha completato la Giunta, chiede il rinvio della seduta
d'Aula.
Lo sapevamo già quando è stata convocata l'Assemblea: non solo il
presidente Lombardo non aveva completato la Giunta, ma non ne aveva
neanche avviato la formazione.
Questo è un motivo che, in sé, non ha fondamento perché si possa
accettare il rinvio della seduta.
Ribadisco la nostra intenzione di far sì che quest'Aula oggi si
tenga e che si discuta degli ordini del giorno, se presentati.
Noi abbiamo depositato un ordine del giorno e chiederemo il voto
su questo.
(Applausi dai banchi di sinistra)
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Colianni ha chiesto congedo
per la seduta di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, nel suo intervento, riferendosi
al presidente Lombardo, ha parlato di scortesia istituzionale, e
l'avrei pensato anch'io se il presidente della Regione non si fosse
presentato in Aula senza giustificare le motivazioni della sua
assenza.
Ma il presidente Lombardo ha garbatamente chiesto il rinvio,
finalizzandolo al completamento del suo Governo. Da questo punto di
vista, non credo, che abbia fatto alcuno sgarbo all'istituzione
parlamentare.
Così sarebbe stato se non avesse risposto, se non si fosse
presentato senza giustificato motivo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tra i
firmatari della richiesta di convocazione urgente del Parlamento
siciliano e credo di essere, insieme agli altri colleghi firmatari,
abilitato a formulare la richiesta che farò alla fine di questo
mio breve intervento, a differenza di quanto ha fatto prima, in
maniera strumentale, l'onorevole Cracolici.
Le richieste che avremmo voluto fare, e che stanno alla base della
richiesta di convocazione, noi volevamo e vogliamo rivolgerle al
Presidente della Regione. Volevamo e vogliamo chiedere allo stesso
qual è il senso dell'azzeramento della Giunta, qual è la
prospettiva della nuova Giunta, qual è il disegno politico che il
Presidente della Regione vuole portare all'attenzione di questa
Assemblea regionale e, soprattutto, qual è il disegno di novità che
eventualmente vuole portare per fare ripartire la Sicilia e per
dare coraggio e sostegno e sviluppo ai siciliani.
Tutto questo, signor Presidente, noi non possiamo farlo perché, al
di là del garbo istituzionale del presidente della Regione il
quale, per tempo, ha comunicato la sua impossibilità di essere
presente, il dato è oggettivo e sta nel fatto che oggi il
presidente della Regione non è in Aula e noi non possiamo fare un
dibattito che deve essere serio - perché è questo che vuole fare
l'UDC - in assenza dell'attore principale.
Qualsiasi modo di agire in difformità da quella che sarà la mia
richiesta finale rischierebbe di essere propaganda e noi, cari
colleghi, dobbiamo tenere fuori da quest'Aula la propaganda perché
siamo all'interno del nostro Parlamento, del Parlamento regionale,
ed è necessario usare garbo, criteri e modi e non accettare
provocazioni, soprattutto quando vengono dall'onorevole Cracolici.
Onorevole Cracolici, l'UDC non è stata e non sarà mai costola di
nessuno, a differenza del PD che ha votato insieme alla Lega per il
federalismo fiscale, che va contro gli interessi dei siciliani e
porta più soldi a chi ne ha e meno a noi siciliani.
La nostra battaglia l'abbiamo fatta a Roma, come la facciamo a
Palermo. E' una battaglia di dignità e di prestigio politico. Ci
siamo distinti e continuiamo a distinguerci e, siccome, ripeto,
vogliamo fare cose serie, come le abbiamo fatte sinora, crediamo
che l'unica soluzione sia quella del rinvio della seduta, perché il
dibattito possa svolgersi correttamente alla presenza del
presidente della Regione, e della chiusura della seduta stessa.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io, come il
collega Cordaro, sono stato fra i 37 firmatari della richiesta di
convocazione di una seduta straordinaria di quest'Aula.
Voglio rassicurare il collega Cracolici che non sono stato né
ricattato né la mia firma è stata estorta, ma è stata una convinta
adesione ad una richiesta di convocazione straordinaria, resa
assolutamente necessaria da quello che è accaduto in queste ultime
settimane dopo l'azzeramento della Giunta.
Voglio pure ricordare all'onorevole Cracolici che la richiesta è
stata formalizzata qualche ora dopo l'annunzio da parte del
presidente della Regione di imminente nomina, entro le 48 ore
successive, della nuova Giunta, nella consapevolezza che quest'Aula
dovesse diventare il teatro naturale, all'interno del quale ci si
potesse confrontare, si potesse articolare un dibattito su quello
che era accaduto e, soprattutto, su quello che dovrà accadere per
il rilancio della nostra Regione.
Prendiamo atto della lettera con cui il Presidente della Regione
invita l'Assemblea ad un rinvio per permettere anche la sua
presenza. Credo che sia una richiesta assolutamente condivisibile.
Signor Presidente, lei ha svolto, giustamente, il suo ruolo super
partes ed ha accolto la richiesta di 37 parlamentari, poiché quello
che è accaduto certamente non è un atto di ordinaria
amministrazione e credo che la sua richiesta sia assolutamente
condivisibile.
Accolgo, quindi, a nome del PDL, la richiesta di rinvio perché un
dibattito di questo tipo deve necessariamente vedere la presenza di
tutti gli attori protagonisti di quello che è accaduto per il
rilancio dell'azione amministrativa e governativa della nostra
Regione.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che si sta
intervenendo sull'ordine dei lavori, non siamo ancora entrati nella
discussione e, non essendoci il Presidente della Regione, ribadisco
che gli interventi si svolgono sull'ordine dei lavori.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Arena.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo
parlamentare Movimento per le Autonomie' condivide la richiesta
avanzata dal presidente della Regione, anche in considerazione di
alcune riflessioni che non possono sfuggire all'attenta valutazione
di un'Aula da sempre presente su determinate problematiche.
La delicatezza della questione di cui si dibatte oggi in
quest'Aula, ritengo abbia bisogno di un momento di approfondimento
sicuramente più completo ed integrale, lontano da frettolose
convocazioni che, signor Presidente, sicuramente nascono dalla
volontà di parlamentari che, riscontriamo con grave dispiacere, non
essere oggi presenti in Aula; non si capisce qual era il requisito
dell'urgenza, non si capisce il perché violentare' i tempi,
proprio a poche ore da un voto così importante, onorevole
Cracolici, per la nostra Terra.
Capisco che il Parlamento è sovrano, capisco pure che il
Parlamento detta tempi e regole, ma accusare il nostro presidente
della Regione di scortesia istituzionale o di avere mancato a
presunte regole deontologiche che starebbero scritte in un presunto
galateo parlamentare di cui non si fa spesso, assolutamente,
professione, mi sembra addirittura paradossale, non so: vogliamo
utilizzare l'articolo 650 del Codice penale, che prevede l'arresto
o l'ammenda per gli obblighi derivanti da un ordine o da un
provvedimento dato dall'Autorità?
Se il presidente della Regione, oggi, opportunamente, ritiene di
non doversi presentare perché sarebbe inopportuno e, soprattutto,
data la scadenza elettorale, dato il mancato completamento di una
Giunta che verrà completata nei prossimi giorni, ritengo eccessive,
ingenerose, anche se appassionanti, le fantasiose e visionarie
teorie dell'onorevole Cracolici che, fra l'altro, con analisi
dietrologiche, molto spesso fini a sé stesse, ci parla di
autonomisti della domenica' o di autonomisti improvvisati'.
E dispiace che il primo autonomista vero nella storia di questa
Sicilia, dal dopoguerra ad oggi (mi riferisco al presidente
Lombardo), sia, addirittura, tacciato dall'onorevole Cracolici di
essere
(brusìo dai banchi di sinistra)
un autonomista della domenica.
Quindi, a nome del Gruppo parlamentare MPA, ritengo di appoggiare
pienamente la richiesta di rinvio e di ritenere esagerate alcune
valutazioni. Lo spirito liberale, da sempre presente in quest'Aula,
è opportuno che continui a crescere, ma, molto spesso, non perdendo
di vista il buon senso di alcune affermazioni, come ad esempio
quella di un Parlamento, e di un Governo, ingessati da anni, le cui
responsabilità - non si capisce per quale contorto meccanismo
cerebrale, oltre che politico - andrebbero poi a ricadere sempre
sul nostro presidente della Regione.
Non dimentichiamo che questo Parlamento, così come questo Governo,
si segnalano fra i più prolifici nella storia dello stesso. Quindi,
lungi dall'esagerazione demagogica assolutamente pre-elettorale,
isterica e lontana della realtà dei fatti, ritengo che
l'equilibrio, il buon senso, signor Presidente - quindi,
accogliamo la sua richiesta di rinvio -, e la serietà di
atteggiamenti parlamentari che non sono stati assolutamente violati
da alcuna assenza, oggi possano essere garantiti dall'auspicato -
ed auspicabile - rinvio di cui si parla.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lo Giudice ha chiesto congedo
per la seduta di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di dover
chiedere una precisazione. La lettera del presidente della Regione
onorevole Lombardo, che è stata letta da lei, rimette alla sua
valutazione l'opportunità di svolgere o meno il dibattito.
Il presidente Lombardo, da quello che ho sentito, non ha chiesto
di rinviare il dibattito ad altra seduta, ma, non potendo venire,
la invita, signor Presidente, a valutare l'opportunità del rinvio.
Io credo che, invece, sia estremamente opportuno che il dibattito
si svolga, proprio perché la questione è di estrema rilevanza per
la Sicilia, che non può ulteriormente attendere che si sviluppino
dinamiche esclusivamente di livello romano, nazionale. Ciò sarebbe
estremamente lesivo proprio dell'autonomia della Regione siciliana,
di cui pure il presidente Lombardo vuol essere uno dei paladini. Ma
la sua assenza qui oggi conferma, purtroppo, il contrario e, cioè,
che intende rimettere la soluzione della crisi a quello che
deciderà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, se e quando
avrà il tempo di affrontare la questione.
Io credo che sia, invece, estremamente urgente fare chiarezza
sulle vere ragioni della crisi. Mi dispiace di sentire alcuni
colleghi deputati dell'UDC e del PDL che si sono già pentiti di
avere richiesto questo dibattito d'Aula ritenendo che lo si possa
rinviare, come se fosse uno degli argomenti che fanno parte della
routine del dibattito parlamentare.
Io ritengo, invece, importante che i siciliani sappiano, e
sappiano presto subito, quali sono i reali motivi della crisi del
centrodestra che malamente ha governato e continua a governare la
Sicilia perché i siciliani vogliono sapere come questo Governo
intenda andare incontro ai loro bisogni, come questo Governo, che
non c'è, intenda affrontare le vere emergenze della Sicilia che, in
quanto emergenze, richiedono tempi rapidi, immediati, di
intervento.
Credo che, ancora una volta, il presidente Lombardo che difende
l'autonomia, almeno a parole, sta rimettendo le sue competenze
nelle mani del Presidente del Consiglio, degli altri leader dei
partiti della maggioranza che a Roma decideranno cosa bisognerà
fare della Sicilia.
Tutto ciò è assolutamente inaccettabile
Sarebbe stato opportuno che il presidente Lombardo partecipasse a
questa seduta, spiegasse nella sede istituzionale le ragioni della
crisi, piuttosto che affidarsi alla trasmissione Porta a Porta',
o alle tribune politiche, svolgendo più un ruolo da candidato al
Parlamento europeo in queste ore, più da capo del suo partito che
non da capo del Governo della Regione siciliana.
Credo che questo sia un danno vero che il presidente Lombardo fa
alla Sicilia e agli interessi dei siciliani, ledendo l'autonomia
politica istituzionale della nostra Regione.
E' inaccettabile che perfino il completamento del Governo
regionale, in queste ore, sia oggetto di trattativa politica,
elettorale, perché solo con un discorso, nel chiuso delle stanze
romane, con pochi interlocutori, si deciderà se e come completare
l'assetto del Governo che spetta alla Sicilia.
Credo che tutto questo sia disdicevole, anche dal punto di vista
istituzionale.
Il presidente Lombardo farebbe bene a prendere atto, in maniera
chiara, inequivocabile, una volta e per sempre che il centrodestra
nazionale e il Presidente del Consiglio hanno tradito, non solo la
Sicilia, ma l'intero Mezzogiorno.
Il presidente Lombardo non può accorgersi, un giorno, che sono
stati sottratti fondi per lo sviluppo della Sicilia, i cosiddetti
fondi FAS, lamentarsi e, il giorno dopo, dire: Beh, tutto sommato,
anche se il Governo nazionale ce li dà dopo il voto per le europee,
va pure bene . Non si capisce, davvero, per quale motivo ha
inscenato la crisi del Governo regionale, con ulteriori gravi
conseguenze per una Regione, che è già in difficoltà, che sta
soffrendo una crisi economica gravissima che, purtroppo, ricade sui
cittadini, sulle loro famiglie, sulle imprese, quando, invece,
sarebbe stato importante intervenire in modo immediato per
affrontare la crisi.
Oggi leggiamo sulla stampa che il presidente del Consiglio
Berlusconi dichiara: dopo le elezioni europee , sì, il presidente
della Regione Lombardo mi ha chiesto un incontro, lo riceverò
E tutto questo, nel frattempo, fa sì che la Sicilia sprofondi
ancora di più in una condizione di grande difficoltà e di crisi,
che non è psicologica - come il presidente Berlusconi ha detto, in
modo inappropriato, in alcune circostanze - ma è una crisi vera,
una crisi che morde, una crisi che fa sì che, in Sicilia, i
distacchi di energia elettrica per morosità sono cresciuti del 40%
negli ultimi mesi. Se la gente non ha più soldi, se le famiglie non
hanno più i soldi per pagare le bollette, certamente, non è una
crisi psicologica, ma una crisi vera che colpisce in maniera
pesante le nostre famiglie. Così come le imprese che attendono, da
anni, che si sblocchino i fondi del ciclo comunitario 2007/2013,
per una legge che andava approvata a settembre-ottobre del 2006 e
che è all'ordine del giorno per il prossimo 10 giugno.
Gli indici di povertà stanno crescendo: nel 2002, l'ha detto
l'altro ieri il Ministero dello sviluppo economico, l'indice di
povertà della Regione siciliana era del 23 per cento. A distanza di
5 anni - l'ultimo dato certo è quello del 2007 - l'indice di
povertà è cresciuto al 31 per cento.
Questa è davvero la certificazione del fallimento del Governo di
centrodestra in questi anni. Anni in cui le forze politiche di
destra hanno governato la Sicilia; anni in cui la Sicilia,
purtroppo, ha fatto passi indietro e dove l'indice di povertà,
addirittura, è cresciuto di un ulteriore 8 per cento.
Tutto questo avrebbe richiesto interventi immediati.
Non si può continuare a sbandierare, in queste ore, una riforma
della sanità che, per quanto importante, nell'immediato non sta
aiutando minimamente né le famiglie né i siciliani, che continuano
a pagare i ticket sui farmaci, sulle visite e sulle altre
prestazioni sanitarie, e continuano a fare lunghe file, purtroppo,
quando hanno bisogno di andare ad un pronto soccorso.
Mentre il centrodestra litiga a Roma, la Sicilia sta,
letteralmente, sprofondando tra i rifiuti.
La questione Palermo', su cui - è il caso di dirlo - finalmente
siamo riusciti a far accendere le telecamere perché si
intervenisse, perché si facesse qualcosa, perché la gente sapesse
qual è la reale condizione, non solo a Palermo, ma anche in Sicilia
ed in Italia, della città capoluogo, della nostra capitale.
Questa situazione riguarda anche altre città, altri capoluoghi ed
è anche conseguenza della mancata riforma degli ATO rifiuti. Un
anno fa, ricordo perfettamente, in quest'Aula il presidente della
Regione intervenne dicendo che, tra le priorità del suo programma,
c'era la riforma degli ambiti territoriali ottimali per migliorare
la condizione dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia.
Semplicemente un annuncio. A distanza di un anno, nulla di tutto
ciò è stato fatto; anzi, la situazione è tragicamente peggiorata.
Sui fondi per le aree sottoutilizzate, voglio dire una cosa molto
semplice: se lo scandalo è che i fondi verrebbero spesi in Sicilia
per fare fronte a spesa corrente, magari per pagare i lavoratori
forestali, scandalo maggiore è quello che ha provocato il Governo
nazionale pagando con questi stessi fondi per le aree
sottoutilizzate che spettavano alla Sicilia (forse anche per pagare
i lavoratori forestali), spesa corrente del Nord, a partire
dall'abolizione dell'ICI sulle case di lusso del Nord, a partire
dal pagamento delle multe sulle quote latte degli allevatori del
Nord.
Allora, quando si tratta di spesa corrente della Sicilia, il
presidente Berlusconi grida allo scandalo; quando, invece, è lui a
sottrarre i fondi del Mezzogiorno per pagare spesa corrente del
nord, lo scandalo non c'è
Tutto questo credo che sia inaccettabile. Concludo dicendo che
davvero non capisco l'atteggiamento, i modi, le scelte del
presidente della Regione, che un giorno pensa di essere vittima del
Governo nazionale e il giorno successivo sembra affetto da una
sorta di sindrome di Stoccolma', per cui, pur rendendosi conto che
Berlusconi e il Governo nazionale tengono la Sicilia in ostaggio,
hanno veramente rapito lui, come Presidente della Regione, in prima
battuta in termini politici, impedendogli addirittura di approvare
la legge finanziaria non inviando i fondi per le aree
sottoutilizzate; il presidente Lombardo, il giorno dopo, scopre che
il suo rapitore, invece, è una persona che sicuramente fa gli
interessi della Sicilia.
Non lo capisco. Il presidente della Regione Lombardo decida se
intendere politicamente Berlusconi come un carnefice oppure come un
rapitore verso cui nutrire, comunque, sentimenti positivi a danno
della nostra Regione, della Sicilia, degli interessi dei siciliani.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, è singolare che lei abbia scelto,
pur su richiesta di 37 deputati, la giornata di chiusura della
campagna elettorale per un dibattito molto serio e, oggi, devo
dire, lei si pone a capo dell'ufficio legale in difesa dell'assenza
del presidente della Regione.
E' singolare, signor Presidente, perché, se i trentasette deputati
le hanno chiesto la convocazione dell'Aula, avrebbe potuto decidere
di convocarla a campagna elettorale finita. Cosa che, francamente,
sarebbe stata di buon senso, visto che tutto, sino ad oggi, appare
come una serie di spot.
I maliziosi dicono, però, che la data del 4 giugno è stata scelta
proprio per chiudere lo scontro finale che, al momento della
convocazione, si pensava dovesse esserci; lo scontro finale tra lei
che ha definito il Governo Lombardo il peggiore di questi ultimi
quindici anni - sono dati notori, che non rientrano nel dicunt ma
sono acclarati - e la scelta della chiusura della campagna
elettorale, volendo far diventare l'Aula, da parte dei trentasette
deputati e da lei che sceglie la data del 4 giugno, come una grande
arena elettorale dove scontrarsi i pezzi del centrodestra, la parte
di Lombardo per provare ad arrivare al 4 per cento e il PDL per
dire che la parte più forte, o la parte del PDL, con la vittima
sacrificale - ad oggi, appare tale - che è l'UDC di Salvatore
Cuffaro.
Ora, non voler tenere questa seduta, in presenza di un cambio di
maggioranza, di un cambio di Governo e volere rinviare il tutto,
non a quando il presidente Lombardo sarà presente, ma solo a quando
ci sarà l'accordo per mettere insieme tutti i pezzi del
centrodestra, è l'ennesima mortificazione all'autonomia della
Sicilia.
Signor Presidente, fin dal primo momento ho capito, però, che non
c'è una grande strategia; non c'è una grande tattica nei
comportamenti del centrodestra con le sue diverse posizioni. La
cosa che mi preoccupa per la Sicilia - non è una frase fatta - è
ciò che accadrà dopo, perché se in tredici mesi - lei ha definito
questo Governo il peggiore degli ultimi quindici anni - c'è stato
uno scontro netto e, addirittura, l'onorevole Mannino, che non è
certo un giovincello che si avvicina alla politica, definisce gli
atteggiamenti e i comportamenti del presidente Lombardo con un
termine forte in politica - e, detto da democristiani che hanno il
senso della prudenza, anche nel linguaggio, vuol dire che
quest'affermazione è stata meditata, pesata - chiamando
tradimento' il comportamento di Lombardo nei confronti del
fratello siamese Cuffaro.
Il problema reale, a dirla con una battuta, è: c'è un Romolo e un
Remo in questi fratelli siamesi e, quindi, c'è qualcuno che vuole
uccidere Remo e Romolo, e costruire di nuovo Roma?' No.
La battuta più ricorrente è che Nerone aveva un gemello e nessuno
lo sapeva perché, in realtà, tutto conduce a distruggere la
Sicilia.
E' stato detto anche da altri che la Sicilia è in ginocchio e,
siccome vive perennemente una condizione di crisi, ciò non viene
percepito; addirittura, vi è la sensazione che, ormai, i siciliani
abbiano rinunciato a reclamare i propri diritti.
In Europa, in Italia, si ragiona su come fronteggiare la crisi.
Qui si cambia il Governo, si cambiano le maggioranze, per cui il
dibattito oggi deve tenersi perché il presidente Lombardo, diceva
l'onorevole Arena, è l'unico autonomista dal 1946 ad oggi. In
realtà, il presidente tenta di essere la reincarnazione di Silvio
Milazzo; ma Milazzo era un'altra cosa.
Può essere condannata quella esperienza, ma certamente è stata
originale e vera.
Oggi, invece, la bandiera dell'autonomia, a cosa serve? Serve
semplicemente a creare un sultanato che porti, poi, a deferire da
Roma tutto ciò che riguarda la Sicilia.
Ad oggi, il quadro che si sta componendo - sottolineo anche il
fatto che i 37 deputati che hanno richiesto la convocazione sono
assenti, che il Governo è assente - ritengo, signor Presidente,
mostra, in realtà, che si va semplicemente a definire sul tavolo
del gioco dell'azzardo del centrodestra un nuovo accordo che vedrà
traditori e tradimenti. Sarà questo
Signor Presidente, ritengo che lei non possa esimersi dal
garantire la dignità di questo Parlamento, che non elegge il
presidente della Regione e non vota la fiducia al Governo, ma
certamente ha il diritto di conoscere le ragioni del perché ci sono
state le dimissioni degli assessori, del perché c'è stato,
sostanzialmente, un cambio di maggioranza e non far sì che tutto
sia semplicemente un regolamento di conti tra bande diverse
all'interno della stessa maggioranza.
Signor Presidente, lei non può consentire questo perché lei ha
garantito al Parlamento la sua autonomia, la sua dignità e la
rappresentanza complessiva degli interessi del popolo siciliano.
Sottraendo al dibattito la crisi di Governo, la crisi della
maggioranza, e rinviandolo, non tecnicamente a dopo le elezioni, ma
solo a dopo l'accordo - o, meglio ancora, come dice il presidente
Lombardo, a quarantotto ore, questo; infatti, è il Governo delle
quarantotto ore -, il rischio è che se lei non si fa interprete
dell'autonomia di questo Parlamento, diventa parte attiva nello
scontro frontale di potere, perché non c'è uno straccio di
programma o di ragioni forti per cui si scontrano pezzi del
centrodestra con l'aggravante che si tratta anche di regolamenti di
conti all'interno del PDL.
Se lei, signor Presidente, dovesse scegliere oggi di rinviare la
seduta e di non consentire - anche con la nostra consapevolezza che
i banchi della maggioranza, sostanzialmente, sono vuoti -, si
farebbe interprete semplicemente di tenere una sorta di camera di
compensazione per le diatribe e per lo scontro all'interno della
maggioranza.
Se ha voluto questa seduta il giorno 4 giugno, sapendo che era
l'ultimo giorno di campagna elettorale, deve andare fino in fondo,
signor Presidente.
Non è una sfida. E' semplicemente un atto di rispetto di norme
scritte nel Regolamento, di norme morali che in politica mancano e,
soprattutto, che questo centrodestra non ha.
Si tratta di occuparsi dei problemi della Sicilia. Non farò
l'elenco di quanti sono i problemi, i problemi dei fondi comunitari
e del loro ritardo, del fatto che alcuni bandi escono alla vigilia
delle campagne elettorali; la questione vera è che si rischia di
mortificare la Sicilia per l'ennesima volta.
All'onorevole Arena - che non vedo più in Aula - voglio ricordare
che il caso Milazzo riguardava lo scontro tra Sicindustria e
Confindustria, tra fare diventare la Sicilia luogo di produzione o
luogo di consumo di beni. Era uno scontro serio, con dei
chiaroscuri che sono tipici della realtà politica e sociale
siciliana; era uno scontro tra due modi di intendere l'economia, la
politica e le sorti della Sicilia.
Oggi, invece, il presidente della Regione Lombardo bussa alle
porte per quei 4 miliardi di euro di fondi per le aree
sottosviluppate - che ora sono fondi a perdere, praticamente - e,
dall'altro lato, Berlusconi, o chi nel PDL riesce a parlare per
ultimo per dirgli di non dare a Lombardo le risorse del FAS.
Onorevole Arena, il tema non c'entra nulla con l'autonomia, é
semplicemente uno scontro di potere. Probabilmente, come scrive
qualche bravo giornalista, l'obiettivo di Lombardo, da gemello
siamese di Cuffaro, è svuotare l'UDC, annichilirne il senso e la
ragione per creare semplicemente un riferimento politico di potere,
senza alcuna idea di riforma e di cambiamento della Sicilia.
Per questa ragione, signor Presidente, anche se con l'assenza di
gran parte della maggioranza, lei non può oggi interrompere il
dibattito in una seduta che ha convocato con una data che ha un
senso; per cui il rinvio a data da destinarsi, cioè a quando il
presidente della Regione sarà in condizione di venire qui in Aula,
ma solo dopo che saranno risolti i regolamenti di conti nel
centrodestra, è l'ennesima umiliazione e mortificazione di questo
Parlamento e della Sicilia.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che non
vogliamo cogliere quello che realmente sta accadendo perché riesce
difficile, spesso e volentieri, rispetto a quello che ormai si sta
affermando sempre più in Sicilia, per quanto concerne la qualità di
una parte di classe dirigente, che il presidente della Regione
Lombardo - onorevoli colleghi della maggioranza, vedo che é molto
difficile rivolgervi la parola perché non ci siete; avete solo
richiesto la convocazione ma poi avete preferito togliere subito le
tende - vi ha snobbato. Perché fate prevalere l'aspetto più
ipocrita di quello che è anche un dibattito politico interno al
centrodestra, che è stato devastante, senza prendere atto che il
presidente della Regione vi ha snobbato.
State cercando semplicemente di arrampicarvi sugli specchi per
dire che non avete nemmeno avuto la sensibilità di stare attenti e
di riflettere bene quando avete richiesto la convocazione
dell'Aula.
C'è una novità in questo momento, in Sicilia. C'è una novità,
ovviamente negativa.
Chi sono gli attori di questa sceneggiata napoletana, senza offesa
per le sceneggiate napoletane?
Il presidente del Senato, che è la seconda carica dello Stato, il
ministro della Giustizia, i sottosegretari e, incautamente, il
Presidente stesso dell'Assemblea sono gli attori, i protagonisti di
una fase in cui la classe dirigente si manifesta per come realmente
è. Hanno buttato la maschera, si sono posti, bene o male, il
problema di camuffarsi, hanno fatto in modo di non apparire molto.
Ma, a tirare le fila di quanto è accaduto in Sicilia sono comunque
queste autorità.
C'è una crisi politica assolutamente seria, che va colta nella sua
portata; non può essere semplicemente un gioco delle parti.
Ora mi chiedo: è mai possibile che, in questo momento, così
difficile per l'economia siciliana, per la società siciliana, si
possa arrivare a tanto? Ancora oggi, mi pongo il problema; mi pongo
il grande punto interrogativo. Sono volati i piatti, i piatti di
portata li hanno fatti volare coloro i quali hanno maggiore
responsabilità rispetto al vero gioco democratico che dà prestigio
alle Istituzioni.
Signor Presidente, le chiedo di compiere uno sforzo maggiore per
non infilare questo Parlamento in un gioco che riguarda
semplicemente una lotta di potere, com'è stato ben detto, interno
al centrodestra siciliano. Le chiedo di tirarne fuori
quest'Assemblea.
Sapevamo già, il presidente della Regione aveva già annunciato che
non avrebbe assolutamente partecipato ai lavori dell'Assemblea e,
dunque, rispetto a questo ci voleva maggiore riflessione, maggiore
ponderatezza, essere cauti, evitare che tutto diventasse veramente
una sceneggiata.
Non mi pare che questo sia stato fatto fino in fondo. Non lo dico
per presunzione, ma con estrema consapevolezza.
Quando si arriva a mettere in discussione, in momenti delicati,
molto delicati, il profilo politico di una classe dirigente che ha
preso il 65 per cento circa dei voti, non si deve parlare di
fallimento, si deve parlare anche di inaffidabilità. Purtroppo,
questa inaffidabilità fa pagare un prezzo enorme alla nostra
Regione. Non è propaganda, non stiamo scambiando l'Aula per la sede
di comizi, signor Presidente; stiamo ponendo un problema vero,
serio.
Poi si scopre che si può annunciare di tutto: si possono
annunciare governi stagionali, governi tecnici, governi tecnico-
politici, governi dell'autonomia; si può congelare; si può fare in
modo che gli uffici di Gabinetto degli assessori diventino comitati
elettorali.
Questa Regione merita molto di più, non solo per la sua storia ma
anche per quello che rappresenta nel contesto, non solo italiano.
Merita molto di più e non è retorica, signor Presidente.
Ci vuole maggiore controllo, maggiore responsabilità, maggiore
consapevolezza. Questo dobbiamo chiedere e lo dobbiamo chiedere con
forza
Non si può accettare, e fare finta di niente, che
l'amministrazione regionale diventi il volano di quelle che sono le
singole candidature rispetto al ruolo ed alla funzione degli
assessorati di questa Regione.
Non si può accettare, signor Presidente, che, rispetto a quelli
che sono anche momenti di confronto, più o meno acceso, si
manifesti quasi una forma ... Può sembrare che, in questo momento,
io voglia difendere coloro che hanno proposto i piani di
investimento per l'utilizzo dei FAS. Ma, l'altra sera, ho sentito
il presidente del Consiglio dei Ministri dire - onorevole Arena,
anche lei qui ha parlato di politica, non ha parlato sull'ordine
dei lavori - che le risorse dei fondi per le aree sottoutilizzate
devono andare ai siciliani, alla Sicilia, ci mancherebbe altro
Vorrebbe essere sicuro, però, che non saranno utilizzati per pagare
i lavoratori forestali.
Allora mi permetto di dire, senza dare la sensazione di difendere
qualcuno che, da questo punto di vista, in questo momento è
indifendibile: si possono pagare, però, le multe delle quote latte
con i FAS. Io non so cosa contiene quel piano di investimento;
può darsi che su alcune cose sia fatto pure male. Però penso che,
anche da questo punto di vista, bisognerebbe stare molto più
attenti ed essere molto più rivendicativi.
Abbiamo il dovere di dire che quei 4 miliardi 93 milioni di euro
di FAS non possono essere utilizzati come arma di ricatto nei
confronti dei siciliani, come arma di ricatto nella logica perversa
di una coalizione che rappresenta, sempre di più, qualcosa che
realmente crea difficoltà e guasti enormi per quanto concerne il
profilo complessivo della nostra Regione, anche rispetto ai
rapporti con lo Stato.
Ma di quale formula autonomista stiamo parlando? Che c'entra,
onorevole Arena, andare a scomodare l'esperienza Milazzo, che ha a
che spartire - e non la voglio assolutamente impreziosire - con le
questioni e le vicende che si registrano in queste ore e il modo in
cui queste vicende stanno realmente intaccando la possibilità di
crescita della nostra Isola?
Allora, abbiamo il dovere di segnalare non solo questo. Abbiamo il
dovere di segnalare quello che sta accadendo, quello che è
accaduto. Abbiamo il dovere di capire fino in fondo se c'è la reale
convinzione di elevare il tono del confronto politico, se c'è
realmente l'intenzione di andare a cogliere le parti più delicate
di quelle che sono le urgenze in Sicilia.
Vi dividete su tutto, colleghi del centrodestra, ma non riuscite a
capire una cosa: dal 2006 ad oggi non siamo riusciti a tirare un
ragno dal buco per quanto concerne una spesa intelligente impostata
sempre di più per fare sistema, con riguardo ai fondi strutturali.
Non è cosa di poco conto. Si sta discutendo in queste ore se
Agenda 2000' verrà spesa al 90, al 92, all'85, all'86 per cento,
senza discutere invece sul fatto che quella spesa non ha portato
ciò che era giusto che portasse, come è accaduto in altre realtà.
Il basso moltiplicatore segnalato dalla Corte dei Conti, il basso
moltiplicatore evidenziato da più parti è come se nulla fosse e,
nel contempo, i ritardi nella programmazione dei regimi di aiuto,
della legge di spesa del POR Sicilia 2007-2013, derivano - ha
ragione chi l'ha detto - da quei due anni che sono stati
assolutamente di attesa per vedere cosa sarebbe accaduto all'allora
presidente della Regione Cuffaro. Abbiamo vissuto qui dentro
momenti, non solo di incertezza, ma anche di mancanza reale di
interventi da parte del Governo della Regione, il quale credo che
abbia avuto, anche in quel caso, un peso, una rilevanza ed una
responsabilità enormi.
Non è possibile, signor Presidente.
La cosa peggiore che possa accadere in un'Aula parlamentare è
quella di sottovalutare anche alcuni passaggi. L'onorevole
Panepinto, poco fa, sottolineava che nemmeno i richiedenti della
convocazione sono presenti.
Voglio concludere con una ulteriore riflessione, signor
Presidente: lei pensa che sia corretto utilizzare l'istituzione
Assemblea regionale siciliana nella maniera pensata da alcuni, che,
poi, magari riflettendo e vedendo che c'era un possibile autogol,
hanno battuto in ritirata?
Voi pensate che, da questo punto di vista, possiamo far finta di
niente e permettere che tutto ciò avvenga? Pensate che ancora oggi,
rispetto alle attese dei tanti siciliani onesti che sperano in una
politica più illuminata, potevamo far finta di niente? Pensate che
quello che sta accadendo in Sicilia sia una cosa che, tutto
sommato, rientra nella logica del gioco della politica su ampia
scala?
Pensate che in questo momento non dobbiamo alzare i toni per dire
che non siamo più disponibili ad accettare, anche da questo punto
di vista, puntate che niente hanno a che spartire con il buon
senso, con la ragionevolezza? Quando accadono fatti del genere,
quando addirittura si scomodano argomenti delicatissimi che
riguardano il futuro dei nostri giovani, signor Presidente, non
solo si va oltre misura, ma si rischia di rendere un cattivo
servizio ai tanti che vorrebbero, ancora oggi, impegnarsi per fare
qualcosa di serio.
Agiremo in questo senso; faremo sforzi in questa direzione, come
abbiamo fatto in quest'anno e - come è giusto e doveroso da parte
nostra, da veri riformisti, da democratici siciliani, -
continueremo su questa strada perché si è ormai compreso che non
riuscite a individuare il limite. Non avete più limiti Siete
entrati in una fase in cui c'è un delirio di onnipotenza. Ricevo
sms sul mio cellulare da parte di forze di questa maggioranza,
l'UDC, in cui si parla di traditori, di cacciate, di complotti, in
cui si parla con un linguaggio che non vi fa onore e di cui vi
dovreste vergognare - siamo in una fase in cui ciò che affermo
risulta molto pesante -, vi dovreste vergognare di avere ridotto la
politica siciliana a questo livello
Signor Presidente, non solo noi ci vogliamo distinguere, ma
vogliamo segnalare tutto ciò.
Spero che da parte sua ci sia uno sforzo maggiore, nella qualità
di Presidente dell'Assemblea regionale siciliana e, quindi, di
Presidente di tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendendo spunto da alcune
dichiarazioni degli onorevoli Cracolici e Panepinto - senza volere
formulare giudizi né politici né di altro tipo - credo che anche
nell'interesse di un chiarimento totale e definitivo su quanto
successo e su quello che accadrà nelle prossime ore, sarebbe più
opportuno, piuttosto che cantarcele' fra noi presenti in Aula, fra
la Presidenza e l'unico Gruppo dell'opposizione, che la discussione
avesse luogo quando sarà presente il Governo, il Governo
formalmente insediato, i Gruppi parlamentari della maggioranza.
Credo che qualunque tipo di giudizio politico vada fatto nel modo
più appropriato in un'Aula riunita con tutte le sue componenti: il
Presidente della Regione, il Governo insediato, i Gruppi politici
della maggioranza.
Questo dibattito - che, poi, dibattito non è perché non siamo
entrati ancora nel merito, stiamo parlando sull'ordine dei lavori
- a chi giova? Sarebbe più utile, anche per una maggiore conoscenza
da parte dei siciliani di quello che è successo, che questo
dibattito si svolga quando il Governo sarà insediato nel pieno
delle sue funzioni per chiedere al Presidente della Regione
chiarezza su quanto è accaduto.
Vi chiedo, pertanto, di accorciare i tempi di questa discussione,
che rischia di essere inutile e di risultare solo una perdita di
tempo.
Aggiungo che la Presidenza continua ad essere orientata a rinviare
la seduta.
Sull'ordine del giorno non voglio esprimere giudizio di merito -
non essendo ancora entrati nell'argomento all'ordine del giorno
perché il soggetto principale, colui che avrebbe dovuto rendere le
comunicazioni, è assente - ma sarei dell'avviso di non trattarlo né
di porlo in votazione, demandando il tutto al momento in cui il
Presidente della Regione sarà presente in Aula, la prossima
settimana, per rendere le sue comunicazioni al Parlamento.
Non vorrei agire d'imperio; vorrei che ci fosse la vostra
collaborazione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, la mia collaborazione sarà totale, ma
spero ci sia la sua di collaborazione per quanto riguarda le sue
funzioni in un momento così delicato.
Rappresento subito la questione. Trentasette deputati, in forza di
quanto previsto dall'articolo 11 dello Statuto, che prevede che
venti deputati, oltre al Governo, possono chiedere la convocazione
straordinaria dell'Assemblea, hanno chiesto la convocazione
straordinaria dell'Assemblea.
La materia, come ben sa, è disciplinata dall'articolo 75 del
Regolamento interno che attribuisce al Presidente dell'Assemblea la
titolarità di valutare il carattere d'urgenza della richiesta. E
lei, signor Presidente, ha ritenuto che sussistevano le ragioni
dell'urgenza ed ha convocato l'Aula in seduta straordinaria. Non mi
interessano i retropensieri, lo scontro interno, le questioni con
il presidente della Regione Lombardo e tutte le vicende note della
polemica politica.
A me interessano il suo ruolo, signor Presidente, e le sue
prerogative nel rispetto del Parlamento.
I 37 deputati che hanno fatto richiesta di convocazione urgente,
da lei avallata, perché soltanto lei può convocare il Parlamento ed
avallare l'urgenza in quanto titolare, appunto, della valutazione
dell'urgenza, decidono di non presentarsi in Aula e chiedono al
Presidente della Regione di scrivere una lettera che renda nota la
sua impossibilità a presentarsi in Aula.
Prima anomalia: nella richiesta è scritto che noi deputati
dobbiamo ascoltare le comunicazioni del Presidente della Regione.
Quando è stata avanzata la richiesta, signor Presidente, come ha
fatto a sottoscrivere l'urgenza di una richiesta riguardante il
Presidente della Regione che è stata formulata dal Gruppo
parlamentare? Il Gruppo doveva indicare un ordine del giorno della
seduta, che prescindeva dal Presidente della Regione e dalle
comunicazioni dello stesso.
Perché è stato fatto? Forse per una distrazione? No, é stato fatto
perché era in atto uno scontro che, secondo me, è ancora esistente.
Chi avrebbe dovuto chiederle di parlamentarizzare lo scontro era
l'opposizione; ma noi, in questo momento particolare di svolgimento
della campagna elettorale per le elezioni europee, abbiamo deciso
di non avallare quell'atto. L'atto l'avete fatto voi, ed è rispetto
a quell'atto che oggi siamo convocati.
Capisco, signor Presidente, che la sua è una posizione impropria
perché ha avallato la scelta.
Cosa fare? Lei ha detto proporrò il rinvio'.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, ha iniziato a parlare dicendo
vengo in suo soccorso'. Non mi pare che mi stia soccorrendo tanto
Se quello è l'obiettivo, può anche concludere.
SPEZIALE. Signor Presidente, la sto soccorrendo perché a lei
chiedono di fare un atto che rappresenta uno strappo al
Regolamento. E lei non può avallare, nella sua funzione, chi lo ha
messo in una condizione di difficoltà, cioè il suo Gruppo
parlamentare di appartenenza, che oggi chiede al Presidente
dell'Assemblea di fare uno strappo al Regolamento.
Io suggerisco una strada molto semplice: le discussioni politiche
facciamole fuori.
Sul fatto che qui c'è un Governo che è un disastro, la penso
esattamente come lei. E all'onorevole Arena che confonde
l'autonomia con l'ascarismo, dico che sono concetti del tutto
diversi.
Sono perfettamente d'accordo con quanti pensano che, forse, un
Governo così ascaro nei confronti del Governo centrale, come quello
dell'onorevole Lombardo, non l'abbiamo mai avuto in Sicilia.
Ricordo che i Governi democristiani, quando venivano colpiti gli
interessi della Sicilia, erano in grado di andare a Roma e di
contare qualcosa. Questo è un Governo che, invece, ha visto
sottrarre alla Sicilia decine di miliardi di euro e rimane zitto,
sta lì a cincischiare nel solo tentativo di giocarsi una partita
interna per aumentare il potere contrattuale nei confronti del PDL.
Questa è materia che riguarda lo scontro politico, lo scontro
elettorale, e che affronteremo in seguito fuori. In questo momento
abbiamo un problema di natura procedurale.
Pertanto, signor Presidente, se vuole seguire il mio consiglio,
coerentemente con quanto previsto dal Regolamento, dovrebbe
procedere alla votazione dell'ordine del giorno presentato
dall'onorevole Cracolici e da altri deputati del Gruppo PD e,
quindi, rinviare la seduta.
Così facendo, i colleghi iscritti a parlare potrebbero rinunciare
ad intervenire per passare alla votazione dell'ordine del giorno e
chiudere i lavori d'Aula con il voto di una minoranza - perché
siamo minoranza in Parlamento, in Sicilia - ma con l'approvazione
dell'ordine del giorno presentato dalla minoranza. Penso che sia il
modo più coerente per uscire dalla situazione in cui lei è stato
cacciato, signor Presidente, in quanto avrebbe potuto, in forza
dell'articolo 75 del Regolamento interno, non convocare l'Aula dato
che non vi erano motivi di urgenza.
Se ci sono motivi di urgenza, questi non possono venire meno oggi
sol perché la sua parte politica le chiede di farli venire meno. In
quel caso lì, lei sarebbe uomo di una parte, e non Presidente
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la Presidenza ha valutato
l'opportunità di una convocazione straordinaria dell'Aula sulla
base di una crisi di Governo. Mi pare che la straordinarietà della
seduta sia giustificabile da una crisi di Governo.
La Presidenza non ritiene di avere fatto chissà quale tipo di
abuso dell'utilizzo della seduta straordinaria.
Da quando è stata convocata la seduta straordinaria del Parlamento
ad oggi, sono intervenuti dei fatti - o meglio, alcuni non sono
intervenuti, come il completamento della Giunta di Governo -;
altri, come l'incontro del Presidente dell'Assemblea con il
Presidente della Regione, mi hanno indotto ad accedere alla
richiesta di rinvio, anche nell'interesse di fare chiarezza di un
percorso, da un punto di vista parlamentare, trasparente.
Mi sembrava giusto, e mi sembra ancora giusto, dare al presidente
della Regione l'opportunità di venire in Aula a rendere le
comunicazioni su una crisi che si è svolta tutta al di fuori di
questo Parlamento. Quindi, è esattamente nell'interesse delle
prerogative e delle richieste che provengono dal Gruppo
parlamentare della minoranza che ho ritenuto di convocare la seduta
straordinaria e ritengo di far svolgere questo dibattito alla
presenza del Presidente della Regione.
Se oggi accedessimo alla richiesta dell'onorevole Speziale,
peraltro avanzata da quasi tutti i componenti del Partito
Democratico, di porre in votazione quest'ordine del giorno, non
avremmo ottenuto l'effetto che tutti noi speriamo di ottenere: un
percorso trasparente e parlamentare della crisi di Governo.
Se il Presidente della Regione mi chiede di venire in Aula la
settimana prossima con la squadra di governo completata e le
deleghe assegnate e, sulla base di questa richiesta, peraltro
formalizzata per iscritto, ho l'avallo dei richiedenti della
convocazione di seduta straordinaria, non mi pare, sinceramente, di
fare chissà quale tipo di abuso. Anzi, assecondo un percorso più
trasparente.
CRACOLICI. Oggi siamo in Aula e l'Aula è sovrana
PRESIDENTE. Sì, onorevole Cracolici, l'Aula è sovrana nel caso in
cui ponessi in votazione la richiesta di rinvio. Come lei sa, il
Presidente può assumere anche la determinazione di non metterla in
votazione, rinviando la seduta.
CRACOLICI. Dove è scritto, signor Presidente?
PRESIDENTE. Mi riferisco al combinato disposto degli articoli 7 e
110 del Regolamento interno.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, assessore Bufardeci, onorevoli
colleghi, innanzitutto ringrazio la Presidenza di avere convocato
la seduta odierna per riportare all'interno dell'Aula parlamentare,
che è l'unica sede istituzionalmente preposta, un dibattito che
investe oggi la Sicilia e che è diventato, giustamente, una vicenda
di carattere nazionale.
Io sono tra i primi ad avere firmato la richiesta di una mozione e
di una seduta d'Aula per discutere le vicende che investono la
Giunta di Governo di questa Regione e il suo Presidente.
Ma noi vogliamo, a differenza di chi fa un giusto lavoro di
opposizione, un dibattito e non un processo in contumacia. Non ci
interessa. Non interessa al Parlamento né al Governo né ai
siciliani
A noi interessa che il Presidente della Regione venga ad esporre
le ragioni dell'apertura di una crisi, certamente grave e che
avremmo voluto evitare alla Sicilia in un momento elettorale, ma in
un momento in cui vi è una crisi economica senza precedenti.
Però la crisi c'è stata, c'è, e le modalità di chiusura di questa
crisi devono essere parlamentari e non al di fuori di questo
Parlamento.
Condivido, quindi, la linea, che la Presidenza sta seguendo, di
correttezza istituzionale e regolamentare della convocazione della
seduta. E chiedo, in qualità di firmatario della richiesta, di
rinviare la seduta e questo dibattito, accogliendo anche la
richiesta che arriva dal Governo.
Non abbiamo interesse a parlare del Governo in assenza del
Governo; non abbiamo interesse a parlare delle vicende del Governo
senza avere sentito prima l'onorevole presidente della Regione.
Ci riserveremo, poi, di apprezzare o di criticare le scelte, con i
toni e gli argomenti che saremo convinti di adottare. Ma, in questo
momento, non possiamo continuare, non essendo presente il Governo,
non essendo presente il presidente della Regione. Non siamo
disponibili a trattare argomenti in assenza dell'interlocutore
necessario e, quindi, le chiedo di volere rinviare la seduta
concordando col presidente della Regione una nuova seduta.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
dibattito si è trasformato in qualcosa di surreale, e non certo per
causa del Gruppo parlamentare PD, che è stato convocato, come tutti
i parlamentari, ed è oggi presente in Aula, ma per un comportamento
omissivo, schizofrenico, anche un pò ridicolo, consentitemi, da
parte di coloro che hanno gridato allo scandalo, alla necessità,
all'urgenza che il Parlamento affrontasse le questioni così gravi,
che in questo momento investono la Sicilia, e che poi oggi ha
lasciato i banchi vuoti o, addirittura, si sono pentiti di avere
chiesto il dibattito.
Credo che i siciliani, per quanto è possibile seguire queste
tristi vicende - perché non c'è niente di edificante, di
qualificante in quello che il nostro Parlamento sta facendo in
queste ore -, si siano fatti essenzialmente l'idea che questo
Parlamento non conta nulla, che quest'Aula non decide nulla e che è
assai più importante, come luogo di decisioni, lo studio televisivo
di Bruno Vespa dove si svolge la trasmissione Porta a Porta'.
Questo è l'elemento fondamentale: qui in Aula non decidiamo nulla.
Se c'è un luogo fisico in cui in questo momento sono rivolti gli
occhi e le orecchie dei siciliani per capire cosa succede, cosa
cambia, dove si decide, ripeto, è lo studio di Porta a Porta'; lì
accadono le cose che contano e lì ci sono le persone che contano,
come ad esempio il presidente Berlusconi, che conta assai più di
tanti leader che, in queste ore, si sono affannati al capezzale
della crisi e sono stati a non concludere nulla, visto che la
situazione si è impantanata.
La crisi non si risolve in Parlamento, non si affida alla
mediazione, alla risoluzione, all'intervento dei leader politici
del centrodestra in Sicilia, ma si affronta in televisione e se ne
occuperà finalmente Berlusconi. I siciliani questo hanno capito.
Noi sbaglieremmo se, ancorché in formazione ridotta, anche
umiliata, questo Parlamento non desse un'immagine speculare e
corretta di quello che è questa crisi, cioè se mentisse a se stesso
e tentasse di mentire ai siciliani dicendo che, siccome il
Presidente non poteva venire in Aula, a questo punto il dibattito
non si può svolgere.
Certo che il Presidente non è qui, ma non accidentalmente non è
qui, perché è altrove che si affronta e si risolve la crisi
gravissima che sta nascendo, che è di altra natura, non
parlamentare, non politica. Ma è la crisi che la Regione sta
vivendo - lo diceva l'onorevole Cracolici nel suo intervento -,
ormai, da anni, non soltanto da quando questa legislatura è
iniziata ed il primo Governo Lombardo si è insediato, perché anche
la precedente legislatura è stata, sostanzialmente, un vuoto a
perdere. Adesso, in più, c'è una sorta di messinscena - perché di
messinscena si tratta in queste ore -, non c'è discussione
all'interno della maggioranza su alcuno dei temi della politica e
dei bisogni della popolazione. Si parla di tattica e, peggio
ancora, di tattica elettorale.
Tutto ciò non riguarda solamente, in queste ore, un Governo che è
apertamente traballante e claudicante, ma riguarda un centrodestra
che è dichiaratamente in coma.
Si risveglierà dal coma? Non lo sappiamo. Il fatto è che non si
tratta di un coma recente, é un coma antico, un coma che ha radici
negli anni passati ed è strettamente legato alla crisi di questi
giorni.
Io voglio soltanto ricordare, perché mi piace da questo punto di
vista - se ci fosse ancora qualche esponente del centrodestra,
potrebbe registrarlo, ma facciamo sapere ai siciliani che se ne
sono andati, sono scappati, considerando una perdita di tempo
quello che stiamo facendo -, che in quest'Aula sia scontato dire
che si voleva puntare ad una ricostruzione del bilancio della
Regione siciliana, che negli anni è stato saccheggiato.
Da chi è stato saccheggiato? E, soprattutto, chi ha detto queste
cose? Un leader dell'opposizione? No Le ha dette un assessore del
Governo, l'assessore Cimino, l'assessore bis, come il Governo bis.
E, peggio ancora Per rappresentare lo stato comatoso,
fallimentare, non di questo o di quel Governo ma delle politiche di
centrodestra, valgono le certificazioni dell'onorevole Savona che,
in Aula, in occasione del dibattito sulla finanziaria, ha detto che
la manovra scontava gli effetti di circostanze negative di diversa
origine, quali la carenza di politiche strutturali di settore non
avviate nel passato. Non l'ha detto l'opposizione
E' un autogol, un'ammissione di insufficienza, di colpa rispetto a
cui, a questo punto, è evidente che, da un lato, c'è un
centrodestra incapace di uscire dalle secche di una crisi e di
un'afasia che da anni i siciliani conoscono e, dall'altro, si
mettono in campo solamente giochi tattici e scambi di poltrone che
possano in qualche modo ravvivare la scena, ma non, naturalmente,
le speranze dei siciliani.
E' comprensibile lo sforzo del presidente Lombardo di dare vita,
comunque, ad un gioco per mantenere alta questa scena. Rispettabili
molte personalità che fanno parte di questo annunciato Governo bis.
Vedremo se saranno ancora un Governo dopo i prossimi giorni.
Sarebbe grave, però, se l'Aula facesse finta di nulla e, quindi,
signor Presidente, se lei non consentisse all'Aula di votare
l'ordine del giorno che il Gruppo del Partito Democratico ha
presentato. Quello sì che sarebbe l'ennesimo accanimento contro la
buona fede e la fiducia dei Siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa Presidenza, dopo avere
udito il dibattito, mantiene, da un punto di vista politico, l'idea
che, probabilmente, sarebbe stato molto più interessante ed utile
un dibattito alla presenza del Governatore, con la Giunta insediata
e con le deleghe assegnate ed un Parlamento al completo. Non
cambio, quindi, la mia idea originaria che, ovviamente, mantengo.
Dalla valutazione delle circostanze, però, e dalla indisponibilità
sostanziale al rinvio della seduta da parte degli oratori che qui
hanno espresso il loro pensiero, ritengo sia più opportuno,
piuttosto che assumere una decisione d'imperio, far esprimere
l'Aula sulla mia proposta di rinviare la seduta, che è poi la
proposta formalizzata dai componenti dei Gruppi di maggioranza, che
sono intervenuti oggi.
Sulla proposta di rinvio della seduta, vorrei che si esprimesse
l'Aula.
CRACOLICI. Signor Presidente, il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico è contrario alla proposta di rinvio.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno numero 164 «Valutazione dell'operato del
Presidente della Regione in relazione alla composizione della
Giunta di Governo», degli onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano. Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Sicilia è paralizzata dal fallimento del
centrodestra che ha avuto in questi anni come unico collante la
spartizione del potere e non la soluzione condivisa dei problemi
dell'Isola;
considerato che la ricandidatura di Cuffaro a Presidente della
Regione alle elezioni del 2006 per scelta di tutta l'attuale classe
dirigente del centrodestra siciliano ha determinato la paralisi
politico-amministrativa per oltre 24 mesi nella Regione siciliana,
con gravi conseguenze negative sulla spesa dei fondi europei di
Agenda 2000 e sull'avvio della nuova programmazione 2007-2013;
considerato, inoltre, che la scelta di riconfermare questa
coalizione con la candidatura di Lombardo a Presidente della
Regione è all'origine della crisi che in questi 13 mesi ha
caratterizzato l'azione di questo Governo e di questa maggioranza,
divisa su tutto, dalla sanità al piano energetico, dalla riforma
degli ATO rifiuti alla riorganizzazione degli assessorati e dei
dipartimenti regionali, dalla formazione professionale alla ultima
legge di bilancio e finanziaria,
condanna
la strategia del governo Berlusconi che ha preso in ostaggio la
Sicilia non erogando i fondi FAS dovuti alla Regione, che ha
cancellato il Mezzogiorno dall'agenda politica del Governo
sottraendo oltre 26 miliardi destinati al Sud per finanziare ogni
spesa prevalentemente concentrata nel Nord, comprese le multe per
le quote latte degli allevatori del Nord;
valuta
l'azzeramento della Giunta effettuato il 25 maggio l'inevitabile
epilogo del fallimento della coalizione di centrodestra;
valuta
irriguardoso per l'autonomia della Regione siciliana la decisione
del Presidente della Regione di rinviare il completamento della
Giunta alla negoziazione post-elettorale con il Presidente del
Consiglio, contraddicendo così le stesse affermazioni di voler dare
vita ad un governo prima istituzionale, poi tecnico, poi ancora
tecnico-politico ed infine dell'autonomia, apprestandosi invece ad
essere il governo del regolamento dei conti' nel centrodestra;
esprime, infine, un giudizio fortemente negativo sulla decisione
del Presidente della Regione di tentare di superare la crisi
politica con un governo tuttora incompleto nei numeri e con una
alleanza che porta in sé gli stessi limiti programmatici e politici
che hanno determinato l'azzeramento della precedente Giunta». (164)
Presidenza del presidente Cascio
BUFARDECI, assessore. Signor Presidente, a nome del Governo chiedo
la verifica del numero legale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sulla richiesta del Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Preciso che la richiesta fatta dall'assessore Bufardeci, a nome
del Governo, tende a discutere il tutto quando il Governo sarà nel
pieno delle sue funzioni.
CRACOLICI. La richiesta di verifica del numero legale non è tesa a
nulla. E' verifica del numero legale
(clamori in Aula)
Il Governo sta usando lo strumento della verifica del numero
legale, cioè il fatto che la sua maggioranza è fuggita da
quest'Aula, per impedire al Parlamento di pronunciare un giudizio
politico con un ordine del giorno. Questo è l'atto politico che ha
voluto il Governo.
Mi dispiace, assessore Bufardeci. Nel momento in cui lei ha
chiesto la verifica del numero legale si è assunto la
responsabilità di impedire che il Parlamento si pronunci, così come
qualunque Parlamento è chiamato a fare. E' una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quando la Presidenza ha insistito
sull'opportunità di discutere la questione e, quindi, l'ordine del
giorno, con l'espressione poi di una volontà del Parlamento,
qualora il Parlamento fosse stato nel suo plenum, mi riferivo anche
alla possibilità per il Governo di chiedere la verifica del numero
legale.
Essendoci soltanto una parte del Parlamento, che non rappresenta
il numero legale, era chiaro che poi, alla fine, si potesse
arrivare a questa soluzione. Era anche nell'interesse del
Parlamento.
BUFARDECI, assessore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà di parlare l'assessore Bufardeci.
BUFARDECI, assessore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
voglio ribadire un concetto assolutamente semplice.
Veda, onorevole Cracolici, lei e tutti i deputati che sono
intervenuti hanno lungamente dibattuto sostenendo le loro ragioni,
sul merito delle quali in questa occasione non voglio entrare. Lo
avete fatto in maniera molto chiara, molto esplicita. Ma credo che
un comportamento altrettanto esplicito sia stato quello dei
firmatari della richiesta, della posizione assunta dai partiti
della maggioranza che - abbandonando i banchi di quest'Aula - hanno
assolutamente detto e confermato che la linea che vogliono portare
avanti non è altro che quella ribadita nella lettera del presidente
della Regione Lombardo, poi fatta propria dal Presidente di questa
Assemblea. E' evidente che questo dibattito e questo confronto non
può non avere luogo se non con la presenza del presidente Lombardo
e se non dopo che sia stata completata la composizione di tutta la
Giunta, compresa l'assegnazione delle deleghe. Tutto quello che
avviene prima, è un fatto che diventa palcoscenico di tutti.
Quindi io ascrivo .
CRACOLICI. Perché sta parlando a nome del Governo?
BUFARDECI, assessore. Lei ha fatto un'osservazione di carattere
procedurale. Siccome in questo caso conta non soltanto la forma, ma
anche la sostanza, e la sostanza è quella che abbiamo esplicitato,
cioè della ferma volontà di rinviare il dibattito al completamento
della Giunta e alla presenza del capo di questo Governo, è chiaro
che se si attiene al formalismo della mia posizione, io non ho
nessuna difficoltà, se in Aula non ci sono cinque deputati della
maggioranza pronti a richiedere la verifica, a fare mia tale
proposta, proprio perché la sostanza è quella che abbiamo discusso
e lei ne ha discusso lungamente in questa mattinata, con
l'intervento suo così come dei suoi colleghi.
Qualunque altra articolazione del dibattito è una presa in giro, è
una cosa che non serve in questo momento. Lei ha rimarcato la sua
posizione, legittimamente; faccia rimarcare poi nella sede del
dibattito completo, anche la posizione e le ragioni nell'interesse
generale che espliciterà anche il Governo.
CRACOLICI. E chi ve l'ha impedito, come Governo, a essere
presenti in Aula?
BUFARDECI, assessore. L'ha rappresentato con la nota e su questo
c'è stato il dibattito.
Richiesta di verifica del numero legale
BUFARDECI, assessore. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Apprendi, Cracolici, Cristaudo, De
Benedictis, Di Benedetto, Diagiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese, Raia,
Ruggirello, Speziale e Termine.
Sono in congedo: Adamo, Barbagallo, Bonomo, Bosco, Buzzanca,
Colianni, Currenti, D'Antoni, Fagone, Falcone, Federico, Gennuso,
Lentini, Lo Giudice, Marrocco, Scammacca, Scilla e Vinciullo.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 27
(L'Assemblea non è in numero legale)
Poiché l'Assemblea non è in numero legale, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 14.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.04, è ripresa alle ore 14.12)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Minardo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Onorevoli colleghi, in considerazione del perdurare dell'evidente
mancanza del numero legale, dichiaro chiusa la I sessione
straordinaria e ricordo che l'Assemblea è convocata in sessione
ordinaria mercoledì 10 giugno 2009, alle ore 17.00, con l'ordine
del giorno annunciato nella seduta numero 91 del 19 maggio 2009.
In quella sede verrà comunicata la nuova agenda dei lavori
parlamentari, previa convocazione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
La seduta è tolta alle ore 14.14
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli