Presidenza del Vicepresidente Oddo
LACCOTO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 91 del 19 maggio e 92 del 4 giugno 2009 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta di
oggi, 10 giugno 2009, gli onorevoli: Beninati, Bonomo, Digiacomo,
Di Guardo, Falcone, Greco, Incardona, Lupo, Marrocco, Scilla,
Fagone, Vitrano e Colianni.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
Comunico che sono in missione, per ragioni del loro ufficio, gli
onorevoli: Gennuso dal 9 all'11 giugno 2009; Cordaro dal 10 all'11
giugno 2009, Faraone dal 12 al 14 giugno 2009 e Aricò dal 13 al 17
giugno 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia:
- numero 507 «Iniziative volte al riordino e alla trasformazione
delle IPAB»
Firmatario: Forzese Marco;
- da parte dell'Assessore per il Lavoro:
- numero 221 «Interventi in favore dei lavoratori interessati ai
processi di crisi della società Pirelli di Villafranca Tirrena
(ME) e Siracusa»
Firmatario: Vinciullo Vincenzo;
- numero 493 «Interventi urgenti per contrastare gli effetti
economici e sociali della crisi che investe la nostra Regione»
Firmatari: Barbagallo Giovanni; Lupo Giuseppe; Ammatuna Roberto;
Galvagno Michele;
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
- numero 382 «Revoca del decreto recante 'medicazioni per piaghe
da decubito'»
Firmatari: Galvagno Michele; Lupo Giuseppe; Ferrara Massimo;
Ammatuna Roberto; Barbagallo Giovanni; Termine Salvatore;
Panepinto Giovanni;
- numero 400 «Provvedimenti per assicurare il godimento di
presidi ed ausili medici a titolo gratuito»
Firmatario: Caputo Salvino;
- da parte dell'Assessore per il Territorio:
- numero 403 «Presunte omissioni e violazioni di norme statali e
direttive europee in materia di contrasto all'inquinamento
atmosferico».
Firmatario: Vitrano Gaspare.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Norme per la trasformazione degli Istituti autonomi per le
case popolari (IACP) in Aziende regionali per l'edilizia abitativa
(AREA)» (n. 438)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'assessore per i lavori pubblici (Gentile) in data 26 maggio
2009;
- «Norme in materia di polizia demaniale e per la tutela del
patrimonio della Regione» (n. 439)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su proposta
dell'assessore alla Presidenza (Ilarda) in data 28 maggio 2009.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che in data 4 giugno 2009 è pervenuta la
seguente richiesta di parere:
- Schema di decreto presidenziale contenente le modalità di
individuazione dei componenti e di funzionamento della Consulta
regionale della sanità di cui all'articolo 17, comma 4, della
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, recante Norme per il
riordino del servizio sanitario regionale (numero 23/VI).
Comunicazione di trasmissione di deliberazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della Giunta
regionale - Secondo bimestre 2009.
Copie delle medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di
ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio Commissioni.
Comunico, altresì, che il Presidente della Regione ha trasmesso:
in data 19 maggio 2009:
- copia della documentazione relativa al POR Sicilia 2000/2006 -
Modifica degli indicatori di realizzazione fisica delle misure
3.20, 4.07, 4.13, 4.15, 4.02 e 6.06. Copia del sopraccitato
documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari III, IV
e UE;
- copia della documentazione relativa al P.O.R. F.E.S.R. Sicilia
2007/2013 - Proposta di modifica delle linee di intervento
2.1.2.1, 2.1.2.2, 5.1.3.1, 5.1.3.2, 5.1.3.5, 2.1, 4.1, 4.2, 5.1,
5.2 e 7.1 Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione'.
Copia del sopra citato documento è stata trasmessa alle
commissioni parlamentari III, V e UE;
in data 21 maggio 2009:
- copia della documentazione relativa al POR Sicilia 2000/2006 -
Complemento di programmazione - Adozione definitiva - Procedura
scritta n. 6/2008.
Copia del documento è stata trasmessa alle commissioni
parlamentari I, II, III, IV. V. VI e UE;
in data 28 maggio 2009:
- copia della documentazione relativa al POR F.E.S.R. Sicilia
2007/2013 - Modifica requisiti di ammissibilità e criteri di
selezione approvate dal Comitato di Sorveglianza nella seduta del
20 maggio 2009. Adozione definitiva.
Copia del documento è stata trasmessa alle commissioni
parlamentari I, II, III, IV, V, VI e UE.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LACCOTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie sociali, premesso che:
ai sensi della legge regionale n. 22 del 1986 e successive
modificazioni, la Regione siciliana ha inteso riordinare il
panorama socio-assistenziale a favore delle fasce deboli della
società (anziani, adulti inabili, minori, ragazze madri, ecc.),
standardizzando i servizi in tutto il territorio regionale. Tale
obiettivo è stato raggiunto attraverso l'emanazione di una norma
di livello 2, appunto il decreto del Presidente della Regione n.
158 del 1996, che ha adottato schemi di convenzione per singola
categoria di utenti;
il Comune di Catania ha preso atto degli schemi di convenzione di
cui al citato DPRS n. 158 del 1996 con delibera di Consiglio
comunale n. 10 del 17 febbraio 1997;
nell'anno 2007, a seguito di vari incontri promossi
dall'Amministrazione comunale con i sindacati di categoria e le
sigle datoriali, venne sottoscritto un protocollo che modificava
gli schemi regionali solo nella parte economica, alla luce delle
disposizioni regionali relativamente al riconoscimento della 14
mensilità agli operatori ed ai rinnovati CCNL (vedi protocollo
servizi sociali numero 486 del 27 aprile 2007);
considerato che l'architetto Annamaria Li Destri, subentrata alla
Direzione dei servizi sociali, non ha ritenuto di rispettare il
protocollo precedentemente sottoscritto per la parte riguardante
gli anziani e gli adulti inabili ed ha, viceversa, sottoposto al
Consiglio comunale un nuovo schema, del tutto diverso rispetto ai
dettati regionali ed alla delibera n. 10 precedentemente
richiamata, incorrendo in un abuso di potere ed in un'arbitraria
discriminazione tra gli schemi di convenzione riguardanti le varie
categorie di utenti e all'interno della stessa categoria 'anziani
e adulti inabili';
rilevato che, per quanto sopra esposto, è pendente ricorso
dinanzi al Tribunale amministrativo regionale, nonché un'ispezione
regionale a seguito di esposto-denuncia presentato dalle
organizzazioni datoriali e da varie strutture iscritte agli albi
regionali;
considerato ancora che:
l'Assessorato Famiglia continua a segnalare, alle famiglie che
presentano domande di ricovero, solo alcune strutture che hanno
sottoscritto la convenzione impugnata, escludendo dalla scelta gli
enti (circa 35) che non hanno sottoscritto tale convenzione,
ritenendola illegittima e illegale;
l'Assessorato Famiglia omette sistematicamente di attivare i
tavoli di lavoro relativi al piano di zona (legge n. 328 del
2000), adducendo a motivazione che 'bastano le convocazioni
telefoniche', così come lamentato da varie sigle datoriali
(Confindustria, ANASTE, ecc.), comunque mai pervenute alle sigle
citate;
per sapere quali interventi urgenti di tipo sostitutivo (una
volta esaurita la fase ispettiva in atto) intenda avviare
l'Assessorato:
per recuperare i ritardi e le omissioni denunciate e
regolarizzare i rapporti con gli enti assistenziali, attraverso il
corretto rinnovo delle convenzioni e con l'impiego delle risorse
disponibili (v. anche 'fondi 328') anche nel bilancio pluriennale;
per restituire certezze a quanti sperano nel settore, a garanzia
dei livelli occupazionali e a difesa di un'utenza che soffre di
particolare disagio per la ridotta autonomia, messa in pericolo da
una strategia politica poco trasparente e meritevole di maggior
vigilanza». (599)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:
la grave crisi che ha colpito l'economia mondiale, in Italia ed
in Sicilia in particolar modo, ha coinvolto l'intero sistema
produttivo delle imprese;
tale crisi ha interessato soprattutto le microimprese, quelle
aziende cioè che operano con il contributo diretto del titolare e
con la collaborazione di pochissime unità lavorative in rapporto
di dipendenza o di apprendistato. Le microimprese danno lavoro al
44% del totale degli addetti che lavorano in tutte le imprese
italiane;
tra le microimprese sono da includere, per caratteristiche
proprie, le attività artigiane, il cui titolare è da considerare
soggetto da tutelare alla stessa stregua dei dipendenti del
pubblico impiego e degli operai del settore privato;
considerato che:
numerose sono le iniziative del Governo nazionale a sostegno
delle attività colpite dalla crisi;
tutte le iniziative governative a sostegno dei redditi escludono
il reddito prodotto dall'artigiano, per la sola condizione che lo
stesso è titolare di partita IVA;
gli artigiani, con la contrazione dei consumi, corrono il serio
pericolo di scomparire o quanto meno di patire maggiormente gli
effetti negativi della riduzione dei redditi;
visto che:
l'artigiano, a sostegno del reddito, ha diritto all'erogazione
degli assegni familiari;
in Sicilia, l'onere finanziario dell'erogazione degli assegni
familiari agli artigiani è di competenza della Regione che, con
apposito stanziamento di bilancio, provvede a soddisfare le
richieste che lo stesso artigiano inoltra tramite l'INPS;
la Regione siciliana non finanzia il fondo destinato
all'erogazione degli assegni familiari agli artigiani dal lontano
1992;
per sapere se non ritengano improcrastinabile impegnare le
risorse necessarie all'erogazione degli assegni familiari agli
artigiani per l'anno 2009 e per gli anni arretrati, prevedendo le
modalità di perfezionamento e di sanatoria delle domande relative
agli anni precedenti». (600)
VINCIULLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
da notizie di stampa si è appreso che il Sindaco di Agrigento ha
stabilito il divieto di utilizzo per fini potabili dell'acqua
distribuita dalla società Girgenti Acque attraverso la rete
pubblica;
il divieto è arrivato solo dopo numerose proteste di cittadini in
conseguenza dell'elevato grado di torbidità dell'acqua;
rilevato che tale situazione pone la cittadinanza agrigentina
dinanzi l'ennesima carenza d'acqua, nonostante l'enorme portata
idrica verificatasi quest'anno;
per sapere:
se non ritenga necessario e urgente accertare quali esiti abbiano
prodotto le analisi dei campioni d'acqua prelevati dalla Girgenti
Acque per accertarne lo stato igienico-sanitario e se tale
procedura sia stata adottata nei tempi giusti tali da garantire la
salute dei cittadini agrigentini;
quali misure sanitarie siano state predisposte a tutela della
salute pubblica e se, in caso negativo, non ritenga necessario e
urgente porre in essere ogni iniziativa utile che garantisca la
salubrità dell'acqua distribuita nella città di Agrigento». (604)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 3 febbraio 2009 a mezzo lettera protocollo 104/2009, lo
scrivente richiedeva all'Assessore per il bilancio e le finanze ed
al Presidente della società Patrimonio Immobiliare (SPI) S.p.a,
con sede presso lo stesso Assessorato Bilancio e finanze, un
elenco dei beni immobili di proprietà dalla SPI, già di pertinenza
della Regione siciliana, corredato di indirizzo, data di
acquisizione e del valore commerciale e catastale, in quanto
necessario per l'espletamento delle prerogative di deputato
regionale del sottoscritto interrogante;
a distanza di oltre un mese dalla data della lettera, non essendo
pervenuta nessuna risposta, lo scrivente si metteva in contatto
con l'allora Presidente della società Patrimonio Immobiliare, il
quale lo rimandava all'Assessorato Bilancio in quanto egli stesso
non espletava più le sue funzioni a causa della scadenza
dell'incarico e della chiusura degli uffici, con conseguente
scollegamento delle utenze telefoniche;
a seguito di questo colloquio, lo scrivente si metteva
personalmente in contatto con l'allora Capo di gabinetto
dell'Assessore per il bilancio e le finanze, oggi dirigente
generale del Dipartimento finanze, ing. Salvatore Giglione, che
assicurava l'imminente invio di un dischetto contenente i dati
richiesti dallo scrivente;
trascorsi infruttuosamente altri due mesi dal colloquio con
l'ing. Giglione, in data 15 maggio u.s., lo scrivente contattava
ulteriormente l'ing. Giglione per sollecitare l'invio dei dati
richiesti;
in data 18 maggio u.s., veniva consegnato allo scrivente un
dischetto che presumibilmente conteneva le informazioni richieste
ormai da diversi mesi;
un'attenta analisi del contenuto del dischetto evidenziava un
elenco generico delle proprietà immobiliari in oggetto, mancante
di indirizzi, date di acquisizione, valori catastali ed
immobiliari, ma contenente soltanto un valore globale
approssimativo dei beni, in violazione di ogni elementare criterio
di trasparenza degli atti amministrativi;
in data 22 maggio u.s., lo scrivente restituiva il dischetto al
dirigente generale del Dipartimento finanze con una lettera con
cui ribadiva la richiesta iniziale, formulata quattro mesi
addietro, di avere un elenco dei beni immobili di proprietà della
SPI corredato di indirizzi, data di acquisizione, valore catastale
e commerciale;
alla data odierna, nessuna risposta è pervenuta allo scrivente in
merito all'evasione della richiesta, oppure in merito
all'esistenza di questi dati e delle motivazioni di un ritardo
intollerabile dinanzi alle richiesta di un deputato regionale
nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per disporre che gli
uffici dell'Assessorato Bilancio forniscano l'elenco dei beni
immobili di proprietà della SPI corredato di indirizzi, data di
acquisizione, valore catastale e commerciale;
quali siano i motivi che hanno portato i dirigenti
dell'Assessorato Bilancio ad ostacolare l'evasione della richiesta
di un deputato regionale, che attende da oltre quattro mesi la
consegna dell'elenco, in considerazione che la società Patrimonio
Immobiliare S.p.a. ha come compiti istituzionali la gestione del
patrimonio immobiliare della Regione siciliana e la sua
valorizzazione;
quali interventi intenda assumere per garantire l'accesso agli
atti ed ai documenti per i soggetti aventi diritto, come per
esempio i deputati regionali nell'esercizio delle proprie
funzioni, da parte degli uffici dell'Assessorato Bilancio dei
dipartimenti collegati;
quali iniziative intenda intraprendere per valorizzare la società
Patrimonio Immobiliare, stante che da tempo la stessa si trova in
condizione di non poter operare, essendo priva di una dirigenza,
di un ufficio e dei mezzi e personale indispensabili per le sue
funzionalità». (605)
ARICO'
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
nei giorni scorsi è crollata una parte di un viadotto, il
'Geremia II', lungo circa 1.500 metri e sito al chilometro 46
della strada statale 626, all'altezza del bivio per Butera;
a causa del crollo di una parte del viadotto 'Geremia II', al
chilometro 46 della strada statale 626, la circolazione è stata
interdetta in entrambe le direzioni con il traffico deviato sulla
vecchia e tortuosa strada provinciale 83;
nel luogo dove si è verificato il crollo, è stato lasciato
sospeso tra i due piloni, a cornice del viadotto, il guardrail
della carreggiata crollata;
la strada statale 626 era stata chiusa il 21 maggio scorso,
quando, a seguito dell'abbassamento di una parte del ponte, si
formò nel manto stradale un gradino di 30-40 centimetri contro il
quale si schiantarono un'automobile e una moto della polizia
stradale, causando il grave ferimento di due persone;
considerato che:
l'ANAS, nelle sue indagini tecniche, ha avvalorato l'ipotesi di
uno smottamento in profondità del terreno su cui poggia il nono
pilone, quello appunto interessato dal cedimento strutturale del
viadotto 'Geremia II', probabilmente favorito anche dalle avverse
condizioni meteorologiche di questo inverno e a causa delle quali
sono state già attivate le richieste per il riconoscimento dello
stato di calamità naturale;
parallelamente alle analisi dell'ANAS, è stata aperta
un'inchiesta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Gela, che ha proceduto al sequestro giudiziario del viadotto;
rilevato che:
il suddetto viadotto è stato aperto al transito appena tre anni
fa, nonostante in questo tratto della Caltanissetta-Gela i lavori
siano durati circa trent'anni;
le vie di comunicazione nella provincia di Caltanissetta sono da
sempre fatiscenti, soprattutto nei comuni che gravitano nell'area
denominata 'Vallone', in cui insistono numerosi comuni;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha stigmatizzato
la gravità di quanto accaduto, ritenendo inaccettabile che
un'opera inaugurata solo nel 2006 potesse subire una crisi
strutturale così dirompente, affermando, altresì, l'intenzione di
verificare la possibilità di nominare un commissario;
sottolineato che la situazione determinatasi a seguito del crollo
ha causato l'aggravarsi della condizione in cui versano gli assi
di collegamento stradali dell'intera Sicilia centrale con ricadute
paralizzanti e insostenibili soprattutto per l'economia dei
trasporti e del turismo;
per sapere:
se, alla luce di quanto esposto, non ritengano opportuno
intervenire con urgenza, anche mediante apposita conferenza di
servizi che coinvolga i sindaci del comprensorio interessato, con
l'obiettivo di programmare tempi certi e risorse adeguate a
copertura degli interventi per il ripristino della viabilità;
se, rispetto alla viabilità alternativa esistente e in attesa del
ripristino del viadotto 'Geremia II', non ritengano urgente
ridefinire una nuova rimappatura del transito in tutta l'area
interessata allo scopo di rendere meno difficile la condizione dei
collegamenti». (608)
DONEGANI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che la legge
regionale n. 44 del 1985 fornisce tutti i criteri necessari per
valutare l'attività delle associazioni musicali e la misura dei
contributi a loro favore;
considerato che, mai come quest'anno, dall'entrata in vigore
della legge n. 44, le associazioni sono state oberate da debiti e,
addirittura, non sono ancora a conoscenza di notizie circa i
contributi per l'anno precedente;
rilevato che da maggio 2008 si sono susseguiti ben quattro piani
di ripartizione, uno diverso dall'altro, e lo stesso Assessore,
on. Antinoro, ha calpestato le norme spingendosi ai margini della
legalità al punto da costringere le associazioni musicali a
invocare l'intervento della magistratura perché venisse
ripristinata l'applicazione delle norme esistenti nell'operato
dell'Assessorato Beni culturali;
visto che il piano di ripartizione presentato dall'Assessore,
onorevole Antinoro, è alla firma del Presidente della Regione;
per sapere:
se risponda al vero che il piano dell'Assessore, onorevole
Antinoro, contiene numerosi profili di illegittimità e prevede
finanziamenti per associazioni che non hanno svolto attività nel
2008;
in quali tempi il neo Assessore per i beni culturali possa
esitare il nuovo piano di contributi 2008 sulla base delle
attività effettivamente svolte;
se ritenga ammissibile che diverse associazioni, che hanno ben
operato, siano costrette a chiudere per l'entità dei tagli
preannunciati dall'Assessore, onorevole Antinoro, facendo andare
in economia una parte rilevante dei fondi». (609)
APPRENDI
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
il dott. Giuseppe Caccetta, geologo, è stato incaricato dal
Sindaco di Carini, ininterrottamente da circa 5 anni, come esperto
in materia di geomorfologia e idromorfologia ai sensi dell'art. 14
della legge regionale n. 7 del 1992;
lo stesso dott. Caccetta, si apprende attraverso la stampa, é
stato arrestato a seguito di indagini per i reati di concussione
plurima aggravata in concorso con altri;
le indagini avrebbero consentito di acquisire i seguenti elementi
indiziari:
- il dott. Caccetta, assieme ad un collega, avrebbe vessato i
professionisti con la richiesta di ulteriori documenti da
trasmettere al Genio civile come mero espediente per ritardare
l'approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;
- il dott. Caccetta e il collega si sarebbero fatti consegnare la
somma di euro 500,00 quale tranche della tangente in relazione
alla gestione di una lottizzazione in Mazara del Vallo e tale
consegna sarebbe documentata da una videoripresa mediante
telecamera all'interno dello stesso ufficio e confermata dalle
successive conversazioni in cui i due funzionari ribadivano la
soddisfazione per aver costretto i professionisti ad assumere un
atteggiamento di sottomissione rispetto alla resistenza
precedentemente dimostrata verso le richieste avanzate dai due;
ricordato che:
per l'incarico ricevuto, il dott. Caccetta avrebbe dovuto seguire
l'iter per l'approvazione del nuovo piano regolatore nella parte
relativa alla materia geologica, oggetto di particolare attenzione
da parte del genio civile;
l'articolo 14 della legge regionale n. 7 del 1992 recita che 'il
sindaco, per l'espletamento di attività connesse con le materie di
sua competenza, può conferire incarichi a tempo determinato che
non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti
estranei all'amministrazione (comma 1) (...) e il sindaco
annualmente trasmette al Consiglio comunale una dettagliata
relazione sull'attività degli esperti da lui nominati (comma 4)';
nonostante siano trascorsi 5 anni, non è stata mai trasmesso al
Consiglio comunale alcuna relazione sull'attività del dott.
Caccetta né di altri esperti incaricati, violando sistematicamente
l'applicazione dell'art. 14, comma 4, della legge regionale n. 7
del 1992;
rilevato che:
si dà anche il caso che, proprio da 5 anni, il nuovo progetto del
piano regolatore 'vada e venga' dal Genio civile senza fare un
passo avanti;
nelle controdeduzioni redatte dal geologo, dott. Lo Monaco,
incaricato dall'amministrazione di centro-sinistra per lo studio
geologico a supporto del progetto di PRG, introdotte al protocollo
del Comune in data 8 luglio 2004, si manifestano forti perplessità
sulle indicazioni riportate nel PAI, in quanto verrebbero
destinati all'edilizia aree fortemente instabili;
per sapere:
se ritenga ammissibile, non solo sul piano della correttezza
deontologica, che un funzionario del genio civile possa mantenere
un rapporto con l'ente locale per consulenze di merito sui PRG;
se comunque, vista la gravità dell'accusa formulata nei confronti
del dott. Caccetta, siano già stati adottati i provvedimenti
consequenziali come la sospensione del rapporto di collaborazione
tra il Sindaco di Carini e il suddetto esperto;
perché, nonostante la consulenza del dott. Caccetta, la revisione
del progetto di PRG si trova ancora all'esame del genio civile di
Palermo;
perché verrebbero destinate all'edilizia aree fortemente
instabili del comune di Carini, continuandosi ancora ad edificare
nelle aree soggette a rischio idrogeologico;
quando sia prevista la trasmissione del 'nuovo' progetto di PRG
al Consiglio comunale per l'esame di competenza». (610)
APPRENDI
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con decreto del dirigente generale n. 3176 del 28 novembre 2008,
successivamente modificato dal d.d.g. n. 3478 del 29 dicembre
2008, è stato aggiornato l'elenco dei centri specializzati alla
formulazione della diagnosi e dei piani terapeutici dei medicinali
soggetti e non alle note AIFA;
gli allegati al d.d.g. 3176 del 2008 individuano i centri di
formulazione della diagnosi e prescrittori dei diversi medicinali,
dai quali si evince che, con limitate eccezioni, le province di
Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa ed Enna ne
sono prevalentemente prive;
in particolare, l'allegato 6 che stabilisce l'elenco dei centri
inseriti nello studio osservazionale 'Antares' per la prescrizione
e l'erogazione dei farmaci cosiddetti 'biologici', lascia scoperte
le province di Ragusa, Enna e Caltanissetta;
quanto sopra ha arrecato ed arreca disagi gravosi a tutti quei
numerosissimi pazienti sottoposti a trattamento farmacologico
secondo il protocollo 'Antares', che sono costretti mensilmente a
recarsi al di fuori della propria provincia per il monitoraggio
del trattamento stesso e l'erogazione dei farmaci biologici
prescritti in terapia;
recentemente anche l'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa,
originariamente individuata nell'allegato suddetto quale sede di
un centro prescrittore, ha comunicato all'Assessorato Sanità di
non poter procedere nel compito affidatogli, aggiungendo ai
pazienti delle province siciliane sopra citate anche quelli del
territorio siracusano, costretti a recarsi a Modica o a Catania
(dove hanno sede i centri 'Antares' più vicini) per
l'approvvigionamento dei farmaci biologici necessari ed il
relativo monitoraggio;
oltre a quanto sopra affermato, si sono segnalate criticità
finanziarie nelle aziende presso cui sono allocati i centri
prescrittori in quanto, dovendo assolvere anche al ruolo di
erogatori nei confronti di pazienti di altre province, superano
spesso il budget loro assegnato, arrivando a preferire - secondo
quanto è stato segnalato - i pazienti della propria provincia
rispetto a quelli di altri territori, con conseguenti ulteriori
disagi per questi ultimi;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare per alleviare il disagio dei
pazienti oggetto dei trattamenti farmacologici di cui ai citati
dd.dd.gg. 3176/2008 e 3478/2008;
se, a tal fine, non ritenga possibile ed opportuno adottare con
urgenza un provvedimento che, almeno limitatamente ai protocolli
'Antares', preveda che presso le farmacie di tutte le Aziende USL
siciliane (nelle more della costituzione delle ASP alle quali
saranno poi trasferite le relative competenze), si possano erogare
i farmaci biologici prescritti ed, ove possibile, effettuare il
monitoraggio del relativo protocollo terapeutico». (611)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso
che:
la disastrosa emergenza rifiuti nella città di Palermo, per la
quale la Protezione civile sta intervenendo in via straordinaria
con ben un milione di euro, è stata ampiamente riportata in questi
giorni da parte della stampa regionale e nazionale, dando risalto
alle immagini dei rifiuti ammassati nelle strade;
tale situazione è stata ampiamente preannunciata dalla disastrosa
e fallimentare gestione dell'AMIA, azienda municipalizzata del
Comune di Palermo che, a fronte di diversi milioni di euro di
deficit, rischia il fallimento;
considerato che:
lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, prima ancora
dell'esplodere dell'attuale emergenza, paragonava Palermo ad una
città africana in tema di raccolta e gestione, tale e tanto era ed
è il degrado e della città e la sciatteria nella gestione dei
rifiuti;
al fine di ripianare i debiti dell'AMIA, è stato già concesso,
con apposita legge finanziaria, un contributo pubblico
straordinario di 80 milioni di euro per fronteggiare la grave
esposizione della società, onde evitarne il fallimento e le gravi
conseguenze sul piano gestionale ed occupazionale;
rilevato che:
tale cospicuo contributo pubblico, tuttavia, non ha consentito la
risoluzione del problema, tanto che si parla di un buco da 150
milioni di euro;
tale accumulazione di debito non si è verificato dalla sera al
mattino, ma nel corso di questi ultimi anni in quanto, invece di
adottare politiche gestionali virtuose per tenere sotto controllo
la spesa e portare a pareggio il bilancio, si sono effettuati
sprechi vergognosi, che solo ora emergono in tutta la loro
consistenza e dirompenza, come è il caso delle missioni a Dubai
oltre che assunzioni, per esempio, con lo scambio padre-figlio,
che di fatto hanno aumentato le spese del personale dell'AMIA ma
che di converso non hanno comportato alcun miglioramento nel
servizio pubblico di raccolta dei rifiuti, soprattutto per quanto
riguarda la raccolta differenziata;
è noto a tutti gli organismi e le istituzioni che hanno
competenza al riguardo che, al di là del pronto intervento a
favore della riduzione dell'emergenza, il problema strutturale di
una sana e corretta raccolta e gestione dei rifiuti nella Città di
Palermo primariamente e obbligatoriamente passa attraverso una
ristrutturazione dell'azienda municipalizzata che imponga un
azzeramento dei debiti, il pareggio di bilancio e un avvio del
ciclo positivo della gestione e raccolta dei rifiuti fin dalla
fase della raccolta differenziata, mai del tutto pienamente
avviata, senza la quale ristrutturazione la situazione potrà ogni
giorno di più solo peggiorare e aggravarsi;
per sapere:
se, attraverso l'ARRA, siano state compiute verifiche in merito
alla gestione dell'AMIA;
se consideri possibile concedere ulteriori risorse finanziarie
pubbliche della Regione siciliana senza prima quantificare e
accertare il reale ammontare del buco di bilancio dell'AMIA e, di
conseguenza, senza che sia stato approntato e discusso con le
parti sociali in causa (Comune di Palermo, Prefettura,
organizzazione sindacali) il piano industriale dell'azienda;
quali iniziative intenda attivare, dopo l'intervento della
Protezione civile, al fine di evitare il peggioramento della grave
situazione igienico-ambientale e tutelare la salute dei cittadini;
quali iniziative siano in corso per verificare la sussistenza di
condizioni che rendano possibile l'ordinaria amministrazione,
evitando il ciclico ricorso a interventi straordinari e di
emergenza a sostegno dell'AMIA;
se, rispetto all'ipotesi di accedere a un fondo di rotazione per
incamerare i crediti vantati dall'AMIA da altre società che
operano in diverse parti della provincia di Palermo (come il
COIRES) o in altra provincia (come Messina Ambiente), si valutino
le conseguenze su queste stesse società, già in crisi, per
favorire Palermo e la società AMIA che pure ha già beneficiato di
un credito di 80 milioni di euro.
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
FARAONE-CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DE
BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-DONEGANI- FERRARA-
FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-
MATTARELLA-ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
TERMINE-VITRANO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LACCOTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che la situazione venutasi
a creare ad Acquedolci (ME) a seguito delle dimissioni personali e
contestuali di otto consiglieri comunali è divenuta insostenibile
anche in considerazione della mancata tempestiva pubblicazione del
decreto di presa d'atto e di nomina del commissario straordinario,
predisposto e trasmesso dall'Assessore regionale per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali;
premesso inoltre che con la presente interrogazione si intende
fare appello al senso istituzionale ed al ruolo del Presidente
della Regione quale Presidente di tutti i Siciliani che, con il
loro voto, gli hanno affidato tale delicato compito;
ritenuto che la mancata pubblicazione del decreto alimenta sui
media la distorta ed errata ricostruzione dei fatti, artatamente
posta in essere dai consiglieri non dimissionari per tentare di
mettere in dubbio la contestualità delle elezioni;
verificato che, da ultimo, anche l'on. Rinaldi del Partito
Democratico e l'on. Scilipoti dell'Italia dei Valori hanno
presentato rispettivamente interrogazioni sia all'Assemblea
regionale siciliana sia al Parlamento nazionale, tentando di
strumentalizzare la questione durante la campagna elettorale in
corso;
considerato che si rende necessaria la sua decisione sulla
proposta di decreto di decadenza del Consiglio che l'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, on.
Francesco Scoma, ha inoltrato alla S.V. on.le da tempo, facendo
presente che mai il Presidente della Regione ha chiesto chiarimenti
o, peggio, ha messo in dubbio l'istruttoria condotta
dall'Assessorato Famiglia della Regione;
considerato, tuttavia, che nulla vieta la modifica di consolidate
prassi istituzionali e che un Presidente accorto può meglio
approfondire proposte che risultino carenti o incomplete, nella
certezza che il Presidente della Regione interverrà nella vicenda
con la dovuta oculatezza e con il più stretto rigore interpretativo
delle norme che il caso impone;
ritenuto che ogni sconfinamento del potere di accertamento in
ambiti di competenza di altre istituzioni, ed in particolar modo in
ambiti di competenza della magistratura penale, potrebbe apparire
strumentale alle ragioni di parte e non alle ragioni collettive cui
deve volgere l'azione della più alta carica istituzionale
siciliana;
verificato che, tra l'altro, la contestualità delle dimissioni dei
consiglieri ed i fatti accaduti la mattina del 27 aprile 2009 sono
stati certificati dal Segretario generale dell'ente dapprima,
nell'immediatezza dell'accaduto, con la tempestiva trasmissione, lo
stesso 27 aprile 2009, della relazione al Prefetto di Messina ed
all'Assessorato Famiglia e, dopo, con la relazione integrativa del
5 maggio 2009, richiesta dal competente Assessorato regionale
Famiglia;
accertato che dagli atti emerge che nessuna istituzione fino ad
oggi ha sollevato osservazioni in merito alla contestualità ed agli
accadimenti rappresentati dal pubblico funzionario, che ha
accertato la presenza contemporanea di otto consiglieri sia presso
il proprio ufficio di segreteria, sia presso il protocollo, ed ha
documentato la stretta sequenza dei numeri di protocollo;
accertato inoltre che i suddetti atti sono stati accuratamente
valutati dall'Assessorato Famiglia che, pur rilevando che le
modalità di presentazione delle dimissioni non lasciavano dubbi
circa la contestualità oggettivamente riscontrabile dalla stretta
sequenza numerica dei protocolli e dall'immediata comunicazione del
Segretario, ha voluto, con il dovuto scrupolo, integrare
l'istruttoria anche se l'integrazione era stata richiesta a seguito
di memorie, stranamente prodotte dai consiglieri non dimissionari
dopo vari giorni dall'accadimento dei fatti e fondate su denunce
all'autorità giudiziaria penale inoltrate dagli stessi consiglieri;
constatato che, com'è ovvio, la Segreteria comunale ha
tempestivamente denunciato all'autorità giudiziaria le calunnie
dalla stessa subite e le false rappresentazioni poste in essere dai
consiglieri non dimissionari e da tutti coloro che, attraverso
televisioni locali e giornali, hanno diramato circostanze non vere
e che il fascicolo aperto sul caso dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Patti (ME) avrà come conseguenza naturale
che il magistrato, dopo le doverose ed approfondite indagini che
allo stesso competono, dovrà procedere alla richiesta di rinvio a
giudizio del segretario per falso, ovvero alla richiesta di rinvio
a giudizio per diffamazione, falso e calunnia di tutti coloro che,
con le loro azioni, dichiarazioni o omissioni, hanno confutato i
fatti riportati negli atti pubblici prodotti dallo stesso
Segretario comunale;
riponendo fiducia nell'alto senso istituzionale e nella grande
attenzione che il Presidente della Regione dimostra occupandosi
personalmente anche di questioni locali;
per sapere:
quali eventuali carenze o incompletezze presenti la proposta di
decreto di presa d'atto della avvenuta decadenza del Consiglio
comunale di Acquedolci predisposto e sottoscritto dall'Assessore
per la famiglia;
quali siano le ragioni oggettive che hanno portato fino ad oggi
alla mancata sottoscrizione del decreto, atteso che i fatti e gli
atti in esso riportati provengono da pubblici ufficiali e che
l'eventuale confutazione degli stessi è di competenza dell'autorità
giudiziaria penale». (601)
(Gli interrogati chiedono risposta scritta con urgenza)
LEONTINI - MANCUSO - CAPUTO - CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
in attuazione degli articoli 32 e 33 dello Statuto della Regione
siciliana, con decreto del Presidente della Repubblica 1 dicembre
1961, n. 1825, recante 'Norme di attuazione dello Statuto della
Regione siciliana in materia di demanio e patrimonio', all'art. 3 è
stato previsto che sono assegnati alla Regione siciliana i beni
demaniali ivi esistenti che non interessano la difesa dello Stato e
quelli patrimoniali disponibili, nonché quelli indisponibili;
all'art. 8 del D.P.R. sopra citato è stato previsto che con
successivo provvedimento saranno emanate le norme di attuazione
nella materia del demanio marittimo;
con decreto del Presidente della Repubblica 1 luglio 1977, n.
684, recante 'Norme di attuazione dello Statuto della Regione
siciliana in materia di demanio marittimo' sono stati trasferiti
alla Regione siciliana tutti i beni del demanio ad eccezione di
quelli utilizzati dall'Amministrazione militare;
con la legge 8 luglio 2003, n. 172, recante 'Disposizioni per il
riordino ed il rilancio della nautica da diporto e del turismo
nautico', al comma 7 dell'art. 6, si statuisce che 'a decorrere dal
primo luglio 2004, le attribuzioni relative ai beni del demanio
marittimo, già trasferite alle regioni ai sensi del D.P.R. 1
luglio 1977, n. 684, sono esercitate direttamente
dall'Amministrazione regionale';
considerato che:
l'Assemblea regionale siciliana, al fine di applicare la norma
nazionale sopra citata e consentire l'esercizio diretto delle
funzioni amministrative del demanio marittimo e della salvaguardia
delle coste, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n.
15, recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
materia di demanio marittimo' esplicitando così la volontà
legislativa di far assumere all'Amministrazione regionale tale
esercizio diretto con benefici per il bilancio regionale sia sul
piano dell'incremento delle entrate che su quello della diminuzione
della spesa;
l'art. 6, comma 1, della citata l.r. n. 15 del 2005 testualmente
recita: 'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
disciplini l'esercizio delle funzioni relative alla gestione
diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7, della
legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
del demanio marittimo regionale';
l'art. 6, comma 2, della stessa l.r. n. 15 del 2005, aggiunge:
'L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2006, provvede al loro
funzionamento (degli uffici periferici) anche stipulando appositi
accordi o intese con il Corpo delle capitanerie di porto
appositamente autorizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti';
appare quindi evidente la volontà legislativa di consentire in
primis l'avvio operativo dei citati uffici e ciò, subordinatamente,
anche tramite appositi accordi o intese con il Corpo delle
capitanerie di porto, con il fine evidente di utilizzare gli stessi
per un periodo transitorio massimo di due anni e con una spesa
massima già quantificata. Accordi ed intese che sono, quindi, da
intendersi come mezzo e non certamente come fine;
il comma 1 dell'art. 10 della l.r. n. 15 del 2005 infatti, reca:
'Per le finalità di cui all'articolo 6, (provvedere al
funzionamento degli uffici periferici del demanio marittimo) gli
oneri ricadenti negli esercizi finanziari 2006-2007, quantificati
in 1.000 migliaia di euro per ciascun anno, trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2., capitolo
215704, accantonamento 1001';
con la deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15 dicembre
2005, esternata con decreto del Presidente della Regione n. 05/Area
1/S.G. del 16 gennaio 2006, è stata operata la modifica delle
strutture intermedie del Dipartimento 'Territorio e ambiente' su
proposta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente,
prevedendo l'istituzione di otto uffici periferici del demanio
marittimo con relativa struttura, essendo appunto uffici periferici
e, alla pari delle altre articolazioni territoriali di altri
dipartimenti ed in linea con i dettami della l.r. n. 10 del 2000 e
dei contratti collettivi regionali di lavoro, di servizi e più
precisamente: Servizio 9 (ambito di competenza della Capitaneria di
Porto di Palermo); Servizio 10 (ambito di competenza della
Capitaneria di Porto di Milazzo); Servizio 11 (ambito di competenza
della Capitaneria di Porto di Messina); Servizio 12 (ambito di
competenza della Capitaneria di Porto di Augusta e Catania);
Servizio 13 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di
Siracusa e Pozzallo); Servizio 14 (ambito di competenza delle
Capitanerie di Porto di Gela e Porto Empedocle); Servizio 15
(ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Mazara del
Vallo); Servizio 16 (ambito di competenza della Capitaneria di
Porto di Trapani);
ritenuto che:
con atto di interpello n. 79 del 20 gennaio 2006, il dirigente
generale pro tempore del Dipartimento 'Territorio e ambiente',
avvocato Giovanni Lo Bue, dava avviso alla dirigenza della
necessità di ricoprire i posti vacanti di dirigente dei suddetti
servizi chiedendo la relativa disponibilità agli eventuali
interessati e proseguendo così nell'azione di ottemperanza alle
disposizioni normative e a quelle del Governo regionale;
con successivo atto di interpello n. 57425 del 18 aprile 2007, il
Dipartimento regionale del personale e dei servizi generali di
quiescenza, previdenza ed assistenza del personale, e del servizio
gestione giuridica del personale regionale in servizio,
reclutamento del personale Palermo, chiedevano la disponibilità
agli uffici regionali di personale dirigenziale e del comparto;
constatato che:
l'Assessore per il territorio e l'ambiente, in data 12 settembre
2006, ha stipulato una convenzione con il Comando generale del
Corpo delle capitanerie di porto al fine di 'avvalersi delle
stesse, sino al 31 dicembre 2007, per l'esercizio dell'attività di
supporto istruttorio e tecnico (art. 1, comma 2, della
convenzione) espletata sul piano dell'applicazione della norma
sostanziale e delle procedure in conformità alla normativa
regionale e nazionale in vigore' (art. 2, comma 1, della
convenzione);
i 'percorsi istruttori' previsti dall'art. 4 della sopra citata
convenzione devono essere riferiti, riguardo all'Amministrazione
regionale, all'Assessorato Territorio e ambiente nelle sue
articolazioni centrali e periferiche;
la citata convenzione deve poter essere applicata nel pieno
rispetto delle norme statali e regionali e delle direttive di
Governo, peraltro già espresse attraverso apposite deliberazioni di
Giunta regionale;
per la stipula della convenzione citata sono state utilizzate, per
l'anno finanziario 2006, 620 migliaia di euro, con impegno di spesa
del 12 ottobre 2006, a valere sul capitolo 442539 (U.P.B.
11.2.1.3.1) del bilancio regionale, destinato a 'Spese per il
funzionamento degli Uffici periferici del demanio marittimo
regionale anche mediante accordi ed intese con il Corpo delle
capitanerie di porto', sul quale restano quindi disponibili 380
migliaia di euro;
gli accordi o intese con il Corpo delle capitanerie di porto
possono essere stipulati, secondo il disposto normativo della legge
regionale n. 15 del 2005, esclusivamente per il funzionamento degli
uffici periferici del demanio marittimo regionale e non certo per
sostituirne la funzione;
ogni contraria o diversa interpretazione avrebbe come risultato
ultimo solo quello di aumentare la spesa a carico della Regione
siciliana di 1.000 migliaia di euro l'anno per ottenere
prestazioni, da parte delle Capitanerie di Porto, prima previste
per le stesse dalla norma ma che, ormai dalla fine del 2005, devono
per legge essere esercitate direttamente dalla Regione siciliana,
Dipartimento 'Territorio e ambiente' dell'omonimo Assessorato;
nell'attuale fase di crisi economica globale, che colpisce in
maniera virulenta anche la Sicilia, non è più possibile protrarre
la fase di stagnazione amministrativa che porta a lungaggini nel
rilascio di concessioni demaniali ai privati, a discapito di ogni
tentativo di ripresa economica;
la momentanea indisponibilità fisica del responsabile del demanio
marittimo per l'ambito di competenza delle province di Siracusa e
Ragusa sta, di fatto, bloccando il rilascio di qualsiasi
concessione in questa due realtà;
per sapere:
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda
applicare correttamente le normative, nazionale e regionale, e gli
indirizzi di Governo, già espressi attraverso appositi
deliberazioni e decreti, riguardo alle funzioni relative alla
gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda
avviare una modifica, in quanto necessaria, della convenzione
stipulata con il Comando generale del Corpo delle capitanerie di
porto, riguardante oltre i contenuti operativi, anche la parte
economica, in modo da consentire l'avvio quanto più celere della
piena operatività degli uffici periferici del demanio marittimo e
l'autonoma esecuzione, da parte dell'Amministrazione regionale,
delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni del demanio
marittimo regionale;
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, al fine
di garantire il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione a cui è preposto, intenda farsi garante della
continuità dell'azione amministrativa;
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda
agire nel pieno rispetto e nella totale applicazione della legge 8
luglio 2003, n. 172, della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
del decreto dirigenziale del Ragioniere generale della Regione
siciliana n. 16 dell'1 febbraio 2006, del DPRS n. 10 del 22 giugno
2001, del DPRS n. 16 del 20 gennaio 2006, nonché di tutte le norme
vigenti e delle deliberazioni della Giunta regionale afferenti la
gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda
applicare una politica di gestione del territorio, ed in
particolare del demanio marittimo, autonoma e scevra da
sovrapposizioni di apparati statali che appesantiscono l'azione
amministrativa con nocumento per l'utenza, per il bilancio
regionale e per l'incisività della gestione del territorio;
se, infine, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
intenda porre in essere una politica di gestione del territorio che
preveda un progetto complessivo di salvaguardia delle coste e di
programmazione e conoscenza reale del territorio senza per questo
penalizzare l'iniziativa privata riguardo al corretto e sostenibile
sfruttamento delle potenzialità turistiche, ricreative e di
intrattenimento, considerato che così si riuscirebbe ad avere una
migliore gestione dei fondi strutturali della UE 2007/2013». (602)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
AMMATUNA
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il 22 maggio 2009 il quotidiano 'La Repubblica', edizione di
Palermo, ha pubblicato un articolo dal titolo 'Chiude il Centro dei
bambini down. La Regione non finanzia i 100 mila euro per assistere
500 famiglie';
per il mancato rinnovo dei finanziamenti regionali, rischia di
chiudere tra pochi giorni il centro di riferimento regionale
dell'IMI (Istituto materno infantile) per patologie di alta
specializzazione, dove ci si occupa della diagnosi e della cura
della sindrome di down e delle altre patologie cromosomiche e
genetiche;
gli operatori sanitari del centro hanno già comunicato
all'Assessore per la sanità, al Policlinico di Palermo ed al
Rettore dell'Università degli studi di Palermo la sospensione di
ogni attività dall'1 giugno 2009, in assenza di rassicurazioni
certe ed ufficiali da parte degli organi competenti - in vista
della nuova scadenza dei contratti che avverrà il 31 maggio
prossimo - sull'effettiva erogazione del finanziamento di 100 mila
euro destinati al centro dalla legge finanziaria per l'anno 2009;
i genitori dei bambini affetti da tale grave sindrome -
attualmente assistiti dal centro palermitano sia dal punto di vista
medico, che dal punto di vista pedagogico - hanno già manifestato
grande preoccupazione, perchè si troverebbero, così,
improvvisamente costretti a sospendere le cure o ad affrontare
enormi costi, non solo economici, per ricominciare i penosi 'viaggi
della speranza' verso Genova o Roma (dove si trovano le altre due
strutture italiane all'altezza di quella dell'IMI), visto che a
Palermo la lista d'attesa dell'AUSL è attualmente di tre anni;
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato dal richiamato articolo de
'La Repubblica';
se l'Assessore ne sia già a conoscenza;
cosa abbia impedito - o impedisca - l'erogazione del finanziamento
regionale di 100 mila euro, necessario per la prosecuzione
dell'attività del centro;
quali provvedimenti l'Assessore per la sanità abbia già adottato -
o comunque si accinga ad adottare - per il rinnovo dei contratti
agli operatori sanitari del centro». (603)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
l'azienda ITALTEL lo scorso 15 maggio 2009 ha aperto la procedura
di mobilità per 250 lavoratori, di cui trentacinque sono i
lavoratori dello stabilimento di Carini (PA);
lo scorso 21 maggio, le sigle sindacali di FIM, FIOM e UILM, per
protestare, hanno indetto uno sciopero di tre ore presso le sedi
italiane della Società ITALTEL contro la decisione aziendale;
considerato che:
il piano di mobilità determina una drastica riduzione dei posti di
lavoro con il rischio concreto di cassa integrazione e
licenziamenti;
il piano di mobilità riguarda anche i lavoratori del polo
industriale di Carini;
ritenuto che occorre salvaguardare l'integrità dei posti di lavori
e delle posizioni occupazionali;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare in materia al
fine di salvaguardare l'integrità dei posti di lavoro onde evitare
un aumento della disoccupazione». (606)
CAPUTO
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
lo scrivente deputato regionale, con interrogazione n. 293 del 18
dicembre 2008, ad oggi immotivatamente priva di risposta, chiedeva
all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione le ragioni della mancata corresponsione delle spettanze
di lavoro straordinario dovute al personale del museo regionale
'Pepoli' di Trapani per l'attività prestata in occasione della
Mostra 'Caravaggio. L'immagine del Divino', promossa dalla
Presidenza della Regione e dall'Assessorato regionale citato e
svoltasi dal 15 dicembre 2007 al 31 marzo 2008;
con il predetto atto ispettivo è stato chiesto, inoltre,
all'Assessore di provvedere all'impegno delle somme dovute ai
predetti lavoratori, di ammontare pari a circa euro 70 mila;
nessuna risposta è stata ancora fornita alla predetta
interrogazione, peraltro in dispregio alle prerogative statutarie
riconosciute ai deputati regionali;
ribadito che:
la mostra in argomento, tenutasi dal 15 dicembre 2007 al 31 marzo
2008, è stata promossa dalla Regione siciliana, dall'Assessorato
Beni culturali ed è stata affidata alla RomArtificio s.r.l.;
nella convenzione stipulata con la RomArtificio, approvata fra
l'altro dal dirigente generale dell'Assessorato Beni culturali,
all'art. 3 è stato convenuto che il museo provvederà direttamente a
proprie cure e spese ad espletare il servizio di custodia
necessario garantire sicurezza in tutto il museo, oltre al
pagamento delle ore di straordinario effettuate dal personale di
custodia dello stesso;
rilevato che il direttore del museo 'Pepoli' ha a suo tempo
provveduto a comunicare al dirigente generale dell'Assessorato Beni
culturali, ben prima dell'apertura della mostra in argomento, la
cifra necessaria a copertura del lavoro straordinario
indispensabile per la tenuta della mostra;
atteso che è gravissimo ed inaccettabile che il personale di
custodia del museo 'Pepoli', pur avendo effettuato, come richiesto
dall'Amministrazione regionale, le ore di straordinario necessarie
a garantire la continuità dell'orario di apertura della mostra, non
ha percepito ad oggi alcun compenso per lo straordinario
effettuato;
considerato che, essendo trascorso ormai ben oltre un anno dalla
chiusura della mostra, non è più consentito rinviare il pagamento
di quanto dovuto al predetto personale per lo straordinario
prestato in occasione dello svolgimento della mostra del
Caravaggio;
considerato, infine, che il personale di custodia del museo
'Pepoli' avrebbe intrapreso un'azione legale contro l'Assessorato
Beni culturali per ottenere in via giudiziale le spettanze dovute e
mai corrisposte;
dalla predetta azione legale deriverà un evidente danno erariale
alla Regione;
per sapere:
quali siano i motivi che, a distanza di oltre un anno, impediscono
il pagamento delle spettanze dovute al personale di custodia del
museo 'Pepoli' di Trapani per il lavoro svolto in occasione della
mostra su Caravaggio tenutasi dal 15 dicembre 2007 al 31 maggio
2008;
se non ritenga di porre in essere apposita direttiva che imponga
al dirigente generale la soluzione della delicata problematica;
in che modo ritenga di evitare alla Regione siciliana un evidente
danno erariale che scaturirebbe dall'azione legale dei dipendenti
del museo 'Pepoli', ai quali non può essere disconosciuto il
compenso dovuto per una prestazione chiesta loro dall'Assessorato
da cui dipendono». (607)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il 25 maggio 2009 è stata depositata la sentenza con la quale il
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
riformando la sentenza di primo grado del TAR di Palermo - ha
accolto il ricorso a suo tempo proposto da 79 funzionari direttivi
dipendenti regionali per ottenere l'emanazione, da parte della
Giunta regionale, degli atti di indirizzo e di impulso per l'ARAN
Sicilia per la definizione, mediante contrattazione collettiva,
dell'area autonoma della vicedirigenza, prevista dall'art. 17 bis
del d.lgs. n. 165 del 2001, all'interno dell'Amministrazione
regionale;
con tale sentenza (n. 488 del 2009), il CGA ha ritenuto che il
rinvio dinamico al d.lgs. n. 29 del 1993, contenuto nell'art. 1,
comma 2, della l.r. n. 10 del 2000, proprio per il suo palese
carattere 'mobile', deve intendersi esteso al testo unico del
pubblico impiego introdotto con il d.lgs. n. 165 del 2001 (nonché
alle relative successive modifiche ed integrazioni di cui alla l.
n. 145 del 2002), che ha recepito nel proprio ambito, e
parzialmente modificato, le disposizioni del d. lgs. n. 29 del
1993;
il CGA ha precisato che la sua lettura interpretativa - che
conduce, sul piano sostanziale, ad una piena assimilazione tra la
normativa statale e quella regionale, nel settore della
vicedirigenza - non scalfisce la potestà legislativa della Regione
siciliana, perché tale identità di disciplina non è imposta dalla
normativa statale, ma avviene sulla base di una scelta autonoma
della Regione, compiuta, preventivamente, attraverso la tecnica del
rinvio dinamico alla legislazione nazionale, non modificata poi da
alcuna espressa disciplina regionale di contenuto diverso;
conseguentemente per il CGA, attraverso il rinvio dinamico
contenuto nella l.r. n. 10 del 2000, risultano recepite nella
Regione siciliana, senza necessità di ulteriori atti normativi,
tutte le previsioni statali in materia di vicedirigenza,
realizzandosi, 'in modo automatico', i contenuti della disciplina
dell'art. 17 bis introdotto dalla l. n. 145 del 2002 tra le
disposizioni del d.lgs. n. 165 del 2001:
- istituzione della vicedirigenza;
- individuazione dei beneficiari dell'automatismo;
- previsione della possibilità della delega di funzioni
dirigenziali e dei relativi limiti e procedure, rinviandosi per il
resto, e soprattutto per il trattamento economico, alla
contrattazione collettiva di comparto;
con specifico riferimento all'individuazione dei beneficiari della
nuova disciplina della vicedirigenza, il CGA - rilevato che l'art.
17 bis è riferito a categorie non considerate dalla legislazione
regionale - ha ritenuto possibile l'utilizzazione dei precedenti
provvedimenti di 'equiparazione' adottati ai fini della mobilità
intercompartimentale dei dipendenti pubblici;
considerato che la sentenza del CGA è definitiva e deve essere
eseguita dall'Amministrazione regionale entro 30 giorni, essendo
già stata prevista, in caso di inadempimento, la nomina, da parte
dello stesso organo giudiziario, di un commissario ad acta;
per sapere:
se la Giunta regionale abbia già emanato i necessari atti di
indirizzo ed impulso per l'ARAN Sicilia;
in particolare, quale trattamento economico, compatibile con i
limiti di bilancio, sia stato determinato per la vicedirigenza;
se, ad integrazione di quanto già previsto dall'art. 17 bis, si
sia ritenuto di delineare in modo puntuale l'ambito soggettivo di
estensione dell'area della vicedirigenza;
se sia stata effettuata una ricognizione circa il numero dei
funzionari direttivi tra i dipendenti regionali, che dovrebbero
essere inquadrati nell'area della vicedirigenza.
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LACCOTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
da oltre un mese il Genio civile di Catania competente per
territorio ha concesso il nulla osta idraulico per
l'attraversamento del ponte autostradale sul fiume Benante;
detto nulla osta, assieme a quelli già concessi per
l'attraversamento dei fiumi Gornalunga e Simeto, rende possibile
l'apertura parziale della costruenda autostrada Siracusa-Catania
nel tratto svincolo 'Lentini-Passo Martino';
l'ANAS, in data 19 maggio 2009, ha deciso l'inibizione totale al
traffico del 'ponte Primosole' sulla strada statale 114 per i mezzi
di peso superiore alle cinquanta tonnellate e la limitazione per
tutti gli altri mezzi, con l'obbligo di osservare la distanza
obbligatoria di 60 metri tra un veicolo e l'altro;
considerato che tale decisione, pur inevitabile in quanto dovuta
alle condizioni di degrado del ponte stesso, di cui con delibera
del Genio civile di Catania si autorizza la demolizione e la
successiva ricostruzione con struttura a 12 piloni, comporterà
problemi significativi al traffico in una zona nevralgica del
sistema delle comunicazioni della Sicilia orientale (basti pensare
che tale struttura garantisce il collegamento tra le province di
Siracusa e Ragusa);
ritenuto che da fondate notizie di stampa si apprende che, con
pochi limitati interventi di completamento sul citato tratto
autostradale svincolo 'Lentini-Passo Martino', sarebbe possibile
l'apertura parziale dell'autostrada che risolverebbe il problema
legato alla sicurezza del traffico sul 'ponte Primosole' e potrebbe
anticiparne gli interventi di demolizione e ricostruzione;
per conoscere se non ritengano di dovere intervenire presso tutti
gli enti e i soggetti interessati (ANAS, Genio civile, impresa
'Pizzarotti-general contractor' della costruenda autostrada
Siracusa-Catania) al fine di accelerare l'apertura al traffico del
suddetto tratto autostradale, poiché la Regione non può non
svolgere in questa vicenda un ruolo attivo sia in termini di
coordinamento tra tutti i soggetti interessati, sia in termini di
definizione del quadro finanziario necessario alla realizzazione
dei lavori di demolizione e ricostruzione del 'ponte Primosole'».
(58)
MARZIANO - CRACOLICI - DIGIACOMO - RAIA - PANARELLO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
gli artt. 1 e 2 della legge regionale n. 22 del 16 dicembre 2008
hanno previsto la riduzione del numero degli assessori delle giunte
comunali e provinciali in misura pari al 20% del numero dei
consiglieri;
l'art. 2, in particolare, ha stabilito che '(...) il numero degli
assessori è comunque determinato, in occasione del rinnovo delle
cariche elettive, nel numero massimo individuato dal comma 1
dell'art. 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto
dall'art. 1, comma 1, lettera e), della legge regionale 11 dicembre
1991, n. 48, nel testo sostituito dall'articolo 1 della presente
legge';
con la predetta novella, l'Assemblea regionale siciliana ha inteso
stabilire che le modifiche allo statuto dei diversi enti locali,
relativamente alla consistenza numerica delle giunte, debbono
essere apportate entro la conclusione della consiliatura e che, in
mancanza del necessario adeguamento, anche con riferimento alle
previsioni degli articoli 7 e 9 della legge regionale 26 agosto
1997, n. 7, e degli articoli 3 e 5 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 26, il numero degli assessori è comunque
determinato in occasione del rinnovo delle cariche elettive;
in buona sostanza, il legislatore, nell'intento di operare un
contenimento della spesa, non ha inteso cambiare 'le regole del
giuoco' a partita iniziata scegliendo, pertanto, di consentire agli
organi preposti di modificare subito gli statuti, in modo che la
variazione acquisti efficacia con la nuova elezione delle cariche;
opinando diversamente, fra l'altro, si comprometterebbero i
principi generali in materia di buon andamento della pubblica
amministrazione, stante che la drastica riduzione dei componenti le
giunte locali provocherebbe, in assenza di un'adeguata
riorganizzazione dei rami della pubblica amministrazione, serie e
reali difficoltà con conseguenti disservizi nell'attività degli
enti;
inoltre, tale lettura è l'unica, nella sua semplicità, che
consente di rispettare il voto dei cittadini, i quali,
nell'eleggere il sindaco e/o il presidente della provincia, hanno
deciso di sostenere il complessivo assetto loro proposto,
comprensivo dunque anche della composizione della giunta;
purtroppo, nonostante la volontà del legislatore, l'applicazione
delle citate norme sta producendo un acceso dibattito in seno ad
alcuni consessi civici, relativamente alla data di entrata in
vigore delle modifiche statutarie: in alcuni casi (Comune di Erice-
TP) per pura 'lotta' politica, si vorrebbe ritenere che le
modifiche siano immediatamente efficaci e che non sia necessario
attendere il rinnovo degli organi elettivi;
peraltro, nemmeno la circolare dell'Assessorato Famiglia, datata
20 febbraio 2009, n. 1, pubblicata nella GURS in data 13 marzo
2009, ha chiarito la questione afferente l'efficacia temporale
delle deliberazioni dei consessi civici, relativamente alla
consistenza numerica delle giunte;
per conoscere se non ritenga utile e necessario, in ossequio alla
volontà del legislatore regionale e della maggioranza dei cittadini
elettori del Comune di Erice nonché per il buon andamento della
pubblica amministrazione, emanare una specifica circolare che
chiarisca che le modifiche statutarie, apportate dai consigli
comunali e provinciali, in ottemperanza agli artt. 1 e 2 della
legge regionale n. 22 del 2008, relative al numero degli assessori
componenti le giunte comunali e provinciali, non possono entrare in
vigore se non in occasione del rinnovo degli organi elettivi». (59)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere le
interpellanze o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarle, le interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 133 «Richiesta di riconoscimento della voce specifica
'Allergologia' nel nomenclatore tariffario delle prestazioni
ambulatoriali della Regione siciliana», degli onorevoli Aricò,
Marrocco, Pogliese, Falcone e Caputo, il 26 maggio 2009;
numero 134 «Iniziative volte a favorire l'inserimento dei giovani
siciliani nel mercato del lavoro», degli onorevoli Lupo,
Barbagallo, Galvagno, Gucciardi, Fiorenza, Panarello, Rinaldi,
Laccoto, Mattarella, Ammatuna, Ferrara, Bonomo, Vitrano e Picciolo,
il 28 maggio 2009;
numero 135 «Impegno nei confronti della Protezione civile di
Siracusa distintasi in occasione dell'incendio della nave Vincenzo
Florio della Tirrenia», degli onorevoli Vinciullo, Aricò, Falcone,
Currenti e Caputo, il 10 giugno 2009.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le attività cliniche svolte dalle strutture di Allergologia -
universitarie, ospedaliere e territoriali - esistenti ed operanti
da molti anni su tutto il territorio nazionale, rientrano
pienamente nelle indicazioni previste dai nuovi livelli essenziali
di assistenza (LEA) sia per le attività di prevenzione collettiva e
sanità pubblica sia per quella di assistenza ospedaliera che
utilizza, di norma, il regime di day hospital;
la specialità di Allergologia ed immunologia clinica
(denominazione ufficiale secondo l'Unione europea dei medici
specialisti U.E.M.S.) è disciplina autonoma definita 'Branca 01
Allergologia' dal decreto del Presidente della Repubblica 10
dicembre 1997, n. 484;
l'insegnamento post laurea della disciplina specifica è ad oggi
garantito da ventinove scuole di specializzazione in altrettanti
atenei sedi del corso di laurea in Medicina e chirurgia, che fanno
riferimento, per l'attività assistenziale, ad altrettante unità
operative a direzione universitaria; e che, anche all'interno dei
presidi ospedalieri del Servizio sanitario nazionale, sono, da
tempo, attive numerose UU.OO., complesse e semplici, di
Allergologia affidate a dirigenti medici dipendenti del SSN, senza
contare i moltissimi specialisti ambulatoriali che operano nella
specifica disciplina in regime di convenzione con le Aziende
sanitarie in tutto il territorio nazionale,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere ogni tempestiva azione politica e legislativa per
inserire nel nomenclatore della Regione siciliana la voce specifica
'Branca 01 Allergologia', raccogliendo al suo interno tutte le
prestazioni sue proprie, ad oggi regolarmente erogate dalle
strutture del SSN ma attribuite a discipline diverse, la cui
affinità con l'allergologia è discutibile o limitata alla
condivisione dell'organo interessato dalla patologia. La modifica
consentirebbe anche a tale branca specialistica di gestire
formalmente, senza alcun incremento di spesa, le specifiche
prestazioni di diagnosi, terapia e prevenzione delle malattie
allergiche e di risparmiare ai pazienti l'onere, anche economico,
di un continuo peregrinare alla ricerca della risposta
specialistica più appropriata alla propria condizione clinica».
(133)
ARICO' - MARROCCO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Sicilia risente fortemente del rallentamento dell'economia
mondiale, con effetti negativi sulla dinamica dei consumi, degli
investimenti e dell'occupazione e con conseguenze pesanti sul piano
economico e sociale in una Regione già duramente colpita dagli alti
tassi di disoccupazione e da diffuse situazioni di povertà,
recentemente confermate dall'ISTAT;
la crisi economica sta escludendo, in Sicilia, fasce crescenti di
popolazione, soprattutto giovane, dal mercato del lavoro;
secondo l'ISTAT, nel quarto trimestre del 2008, l'occupazione nel
Sud si è ridotta di 126 mila unità rispetto allo stesso periodo del
2007, l'industria meridionale ha perso nel 2008 circa 65 mila
addetti, le costruzioni altri 30 mila e buona parte dei posti di
lavoro persi hanno riguardato la Sicilia;
l'economia della nostra Regione somma all'inversione ciclica
debolezze strutturali che affondano le loro radici nel tempo e che
si aggravano nell'attuale fase congiunturale;
in questo quadro la politica del Governo nazionale ha assunto una
strategia sostanzialmente antimeridionale;
il Governo nazionale non crede nelle potenzialità di crescita del
Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia che resta, invece, un
bacino ricco di potenzialità verso cui orientare nuove strategie
d'intervento;
il Governatore della Banca d'Italia, Draghi, qualche mese fa ha
dichiarato: 'Il Paese non si riprende se il Sud non decolla';
il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione
della recente visita in Sicilia, ha affermato: 'Credo che le forze
politiche nazionali e anche i mezzi di informazione non dedichino
sufficiente attenzione ai problemi del Sud' e che 'rimangono
problemi di coesione nazionale alla vigilia della celebrazione del
150mo anniversario dell'unità d'Italia. Uno degli obiettivi dello
Stato unitario era quello di realizzare una riunificazione anche
economica del Paese. Siamo ancora molto lontani da questo ed io
sono molto preoccupato da questa caduta di attenzione per il
Mezzogiorno'. Secondo il Capo dello Stato 'manca una visione, una
politica nazionale per il Sud';
Il Pontefice, nella recente visita a Cassino, ha espresso
solidarietà 'a quanti vivono in una precarietà preoccupante, ai
lavoratori in cassa integrazione o addirittura licenziati. La
ferita della disoccupazione che affligge questo territorio - ha
proseguito - induca i responsabili della cosa pubblica, gli
imprenditori e quanti ne hanno la possibilità a ricercare, con il
contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale,
creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie';
considerato che:
l'approccio seguito dal Governo Berlusconi ripropone un modello di
intervento che privilegia il riposizionamento competitivo delle
aree forti del Paese a danno delle aree deboli come la Sicilia;
i provvedimenti varati dall'Esecutivo nazionale hanno di fatto
azzerato ogni intervento a favore del Mezzogiorno e della Sicilia,
sia in termini di risorse stanziate sia di strumenti appropriati:
basti citare il sistematico utilizzo delle risorse del fondo per le
aree sottoutilizzate;
il fondo per le aree sottoutilizzate è lo strumento principale per
realizzare interventi aggiuntivi nel Mezzogiorno, e quindi nella
nostra Isola, volti a ridurre il gap ancora esistente nelle
dotazioni infrastrutturali e nella qualità dei servizi pubblici:
nell'ultimo anno, invece, il FAS è stato utilizzato come un
salvadanaio per far fronte ad ogni evenienza, un bancomat
improprio, utile sia per far fronte alle promesse elettorali del
Governo Berlusconi (come l'abolizione dell'ICI), ed anche per
coprire ogni tipo di esigenza di spesa corrente. I tagli del fondo
per le aree sottoutilizzate ammontano a oltre 20 miliardi di euro;
inoltre, è proprio a valere sulle risorse del fondo per le aree
sottoutilizzate, già stanziate per la programmazione 2007-2013, che
sono e saranno finanziate le cosiddette 'misure anti-crisi' e anche
quelle per far fronte all'emergenza terremoto;
a questa sistematica distrazione di fondi, si è aggiunta una miope
politica di tagli alle imprese del Meridione: in una fase
congiunturale così difficile, invece di supportare le imprese del
Sud e della Sicilia, il Governo ha di fatto annullato l'operatività
del credito d'imposta per i nuovi investimenti nel Mezzogiorno,
lasciando le aziende del Sud senza alcuna fiscalità di sviluppo e
deprimendo ancora di più le prospettive di crescita delle zone
sottoutilizzate. A questo va aggiunto il mancato avvio delle zone
franche urbane;
servirebbero, invece, interventi per fronteggiare la crisi e, allo
stesso tempo, per dare copertura sociale a quanti perdono il
lavoro, in particolare al Sud;
la Sicilia deve e può diventare, con adeguati interventi di
politica economica e sociale, un'opportunità per l'intero Paese;
occorrono scelte coraggiose: incentivi chiari e trasparenti per le
imprese; programmazione unitaria, quindi programmi strategici
coordinati tra Stato centrale e Regioni; meccanismi premiali per le
amministrazioni che raggiungono target di servizio capaci di
migliorare la vita della collettività; un adeguato sostegno ai
giovani meridionali che stanno realizzando importanti progressi nei
livelli di scolarizzazione, cui bisogna dare risposte certe in
termini di opportunità, di impiego e di realizzazione individuale;
è necessario valorizzare questo immenso patrimonio di risorse
umane, costruendo progetti di intervento in grado di migliorare la
qualità dell'istruzione ed accompagnando i giovani nella difficile
fase di accesso al lavoro attraverso l'offerta di adeguati sistemi
di formazione fuori e dentro le aziende, anche al fine di fermare
l'esodo verso il Nord dei giovani diplomati e laureati della
Sicilia;
è necessario che il Governo regionale apra subito un confronto col
Governo nazionale, con le parti sociali e i rappresentanti degli
enti locali, al fine di mettere in campo un programma di interventi
anti-ciclici per favorire l'ingresso delle nuove generazioni nel
mercato del lavoro,
impegna il Governo della Regione
a predisporre e finanziare, con un impegno di spesa di circa 100
milioni di euro, anche utilizzando risorse del Fondo sociale
europeo, un piano finalizzato all'inserimento nel mercato del
lavoro di almeno 25 mila giovani diplomati e laureati della
Sicilia, mediante stages presso imprese private della nostra
Regione, prevedendo, a tal fine, un compenso mensile per detti
giovani, per un periodo non inferiore a sei mesi, ed un incentivo
di 3.000,00 euro a favore dell'azienda in caso di assunzione a
tempo indeterminato». (134)
LUPO-BARBAGALLO-GALVAGNO-GUCCIARDI- FIORENZA-PANARELLO-RINALDI-
LACCOTO-MATTARELLA-AMMATUNA-FERRARA-BONOMO-VITRANO-PICCIOLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella notte del 29 maggio scorso, la nave traghetto 'Vincenzo
Florio' della compagnia 'Tirrenia Navigazioni' veniva gravemente
danneggiata da un incendio scoppiato nelle stive mentre era in
navigazione da Napoli verso Palermo;
a causa delle fiamme e del fumo sprigionatosi, tutti i passeggeri
ed i membri dell'equipaggio sono stati costretti ad abbandonare la
nave, mentre gli immediati soccorsi prestati hanno permesso alla
stessa nave di non affondare e di poter riparare all'interno del
porto di Palermo;
a bordo del traghetto si trovava una delegazione della Protezione
civile di Siracusa, formata da otto uomini di ritorno dalle zone
colpite dal terremoto in Abruzzo. Gli stessi, avuto sentore dei
rischi che correvano i passeggeri della 'Florio', si sono messi
subito a disposizione del comandante, partecipando fattivamente
alle operazioni di salvataggio e messa in sicurezza di tutti i
passeggeri;
tenuto conto che tra i mezzi trasportati dalla 'Vincenzo Florio'
ve ne erano due adoperati dalla Protezione Civile di Siracusa per
svolgere la loro missione in Abruzzo. Tali mezzi, un pulmino da 10
posti, fornito gratuitamente dall'AVCS (Associazione volontari
Città di Siracusa) ed un caravan con annesso ciclomotore, fornito
sempre gratuitamente da un privato, sono andati completamente
distrutti nel rogo del traghetto;
considerato che si prevedono tempi abbastanza lunghi per poter
ottenere il risarcimento dei danni, mentre, di contro, i mezzi
andati distrutti servono urgentemente ai legittimi proprietari, i
quali - è bene ricordarlo - li avevano messi gratuitamente a
disposizione della Protezione civile regionale per portare i primi
soccorsi alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto,
impegna il Presidente della Regione
a provvedere all'acquisto dei mezzi in uso alla Protezione civile
di Siracusa, andati distrutti nell'incendio della 'Vincenzo
Florio', al fine di poterli restituire con urgenza ai legittimi
proprietari, in attesa dei risarcimenti delle assicurazioni
chiamate in causa per il rogo del traghetto della Tirrenia;
a concedere un encomio solenne agli otto uomini della Protezione
civile di Siracusa che, con sprezzo del pericolo ed incuranti dei
rischi connessi all'evento occorso, hanno partecipato in maniera
fattiva alle operazioni di salvataggio a bordo della 'Vincenzo
Florio'». (135)
VINCIULLO - ARICO' - FALCONE - CURRENTI - CAPUTO
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- numero 130 «Delucidazioni sui compensi attribuiti ai neo-
direttori regionali», degli onorevoli Leontini, Limoli, Corona ,
Mancuso, Caputo, Bosco, D'Asero;
- numero 131 «Interventi urgenti a tutela delle attività agricole
dell'isola di Pantelleria, danneggiate da alcune specie di fauna
selvatica», degli onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Scilla e
Currenti;
- numero 132 «Interventi urgenti a tutela del settore della pesca
ed in particolare della marineria di Porticello (PA)», degli
onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Currenti, Scilla.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LACCOTO, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che da notizie di stampa si apprende che sono stati
attribuiti nuovi compensi ai neo-direttori regionali;
considerato che la stessa fonte, con dovizia di particolari, ha
pubblicato per ognuno dei soggetti il compenso annuale;
evidenziato che per ognuno dei direttori esterni sono stati
previsti compensi che addirittura superano il livello retributivo
di direttori di 'carriera' con decenni di anzianità contributiva,
arrivando a superare i 250 mila euro l'anno imposti dal Parlamento
siciliano;
ritenuto che il provvedimento in questione, oltre ad offendere la
dignità di tutti i siciliani che stentano ad arrivare a fine mese,
smentisce clamorosamente l'austerità tanto decantata dal Presidente
della Regione;
accertato inoltre che:
le deliberazioni con le quali sono stati conferiti gli incarichi
agli stessi dirigenti generali, in assenza della proposta
dell'Assessore competente, sono potenzialmente lesive del predetto
rapporto sinergico tra il vertice politico preposto e il dirigente
generale incaricato per ciascun ramo d'Amministrazione e che quindi
esse sono quanto meno viziate per eccesso di potere, difetto di
competenza e violazione di legge, mancando del predetto
presupposto, necessario ed imprescindibile, dell'iniziativa
assessoriale;
il ricorso all'istituto dell'avocazione della predetta iniziativa
degli Assessori competenti per un atto di altissima amministrazione
che richiede una complessiva partecipazione collegiale del Governo,
quale la nomina dei vertici dell'Amministrazione della Regione, non
è soltanto lesivo delle prerogative degli Assessori ma danneggia
anche lo stesso Governo regionale e, in definitiva, il corretto
funzionamento della macchina amministrativa della Regione, così
come concepito dal 'Costituente' regionale,
impegna il Presidente della Regione
ad avviare una vera ed austera politica della finanza regionale,
cominciando col rivedere i sopradetti compensi certamente
spropositati in un momento di così grave crisi economica che ha
investito tutto il Paese e la nostra Regione in particolare, dando
in tal modo un messaggio di moderazione a tutti i cittadini
siciliani». (130)
LEONTINI - LIMOLI - CORONA - MANCUSO - CAPUTO - BOSCO - D'ASERO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura, ed in particolare la viticoltura, hanno un ruolo
determinante per l'economia dell'isola di Pantelleria;
i livelli occupazionali e le forme di reddito, infatti, derivano
proprio dall'esercizio delle attività agricole;
purtroppo l'attività agricola pantesca è disturbata dall'eccessiva
proliferazione del 'Coniglio selvatico' che, ad oggi, costituisce
uno dei fattori di 'rischio' per lo svolgimento delle attività
agricole stesse, nonché causa di ingenti danni alla produzione ed
alle strutture viticole;
l'eccessiva sovrappopolazione del coniglio selvatico è, altresì,
causata dalla mancanza di predatori antagonisti, dall'assenza di
pressione venatoria e dall'habitat favorevole dell'isola;
la presenza del coniglio selvatico, infatti, è riscontrabile anche
presso i centri abitati e nelle strade più interessate dalla
circolazione;
considerato che:
la legge regionale n. 33 del 1997 ed il regolamento della riserva
naturale orientata (R.N.O.) dell'isola di Pantelleria prevedono la
possibilità dell'abbattimento controllato della fauna selvatica per
ragioni di salvaguardia delle produzioni agricole;
a seguito di un monitoraggio effettuato dall'Istituto nazionale
della fauna selvatica, la Ripartizione ha espresso parere
favorevole in merito all'opportunità di procedere all'abbattimento
controllato del coniglio selvatico, in modo tale da ridurne
l'entità numerica entro i limiti di compatibilità con lo
svolgimento dell'attività agricola;
ritenuto che:
la normativa regionale (l.r. n. 33 del 1997) statuisce il diritto,
per gli operatori del settore agricolo, al risarcimento dei danni
nella misura di un indennizzo pari al 100% per i danni causati
dalla fauna selvatica alla produzione;
la presenza di un eccessivo numero di conigli selvatici determina
un danno ingente alle produzioni agricole e viticole che
necessitano, quindi, di interventi urgenti,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale, in attuazione della
normativa regionale:
al fine di consentire nell'isola di Pantelleria l'abbattimento
controllato della fauna selvatica, e, nella specie, del coniglio
selvatico;
al fine di autorizzare, nel periodo di germoglio delle viti,
l'esercizio della caccia al coniglio selvatico;
al fine di procedere al pagamento degli indennizzi di legge a
titolo di ristoro dei danni che le attività agricole hanno subìto a
causa dell'eccessiva sovrappopolazione del coniglio selvatico».
(131)
CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a causa delle avverse condizioni climatiche della scorsa stagione
invernale, non è stato possibile consentire il normale svolgimento
delle attività di pesca;
per tali motivi, la marineria siciliana, ed in particolare quella
di Porticello (PA), è stata costretta a rimanere a terra, con grave
disagio - anche e principalmente - di natura economica per le
famiglie che, conseguentemente, si sono trovate prive di fonte di
reddito;
lo stato di crisi del settore pesca è determinato dagli eccessivi
oneri di gestione dovuti all'elevato costo del carburante ed al
rigore della normativa comunitaria. Quest'ultima, invero, rende
assai difficoltoso, almeno nella nostra Regione, l'esercizio della
pesca. I limiti imposti a salvaguardia delle risorse ittiche, in
realtà, compromettono l'esercizio dell'attività della pesca e non
sono utili alla tutela ed alla salvaguardia delle risorse medesime,
in quanto le cause della loro diminuzione sono da imputare ad altri
fattori e non certamente alla pesca;
nel bacino del Mediterraneo, le flotte straniere che non
aderiscono alla normativa comunitaria prelevano indisturbate
tonnellate di risorse ittiche, che, quindi, sono sottratte alla
disponibilità dei pescatori italiani;
considerato che:
l'eccessivo costo del carburante rende insostenibile la battuta di
pesca con reti a strascico, in quanto il pescato non è sufficiente
a sopperire alle spese di gestione del natante;
le limitazioni imposte alla pesca dalle reti 'ferrettare' rendono,
altresì, difficoltosa l'attività di pesca perché non praticabile a
causa del traffico commerciale e diportistico;
la marineria siciliana di Porticello, dedita alla pesca
artigianale, ha recentemente intrapreso azioni di protesta con
manifestazioni ed assemblee, con grave rischio per l'ordine e la
sicurezza pubblica;
ritenuto che sia necessario intervenire a tutela del settore della
pesca e delle marinerie,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale, al fine di sostenere le
attività del settore della pesca e della filiera ittica;
ad adottare iniziative per consentire e rendere praticabile anche
la pesca con le 'ferrettare' per un arco temporale massimo di 120
giorni, compresi tra i mesi di aprile e luglio, ed eliminare il
limite di pesca entro le dieci miglia marine». (132)
CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che la determinazione della relativa data di
discussione è demandata, come consuetudine, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Sanità'
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al punto III all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Sanità'.
Si procede con l'interrogazione numero 11 «Notizie circa la
soppressione delle guardie mediche in Sicilia», a firma
dell'onorevole Panepinto.
Su indicazione dell'assessore per la sanità dr. Russo,
l'interrogazione è da intendersi superata.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza numero 3 «Opportune iniziative volte ad
uno snellimento delle procedure per il riconoscimento
dell'invalidità civile e la concessione dei trattamenti economici»,
a firma degli onorevoli Marinello e Cracolici. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il lungo iter previsto per la definizione delle pratiche ai fini
del riconoscimento dell'invalidità civile ha determinato negli
ultimi anni un ingolfamento delle stesse sino al verificarsi, in
alcuni casi, della chiusura pratica a decesso avvenuto del
beneficiario;
le lungaggini procedurali sono relative sia alla gestione
amministrativa dei trattamenti economici nonché alla
predisposizione dei necessari controlli finalizzati alla
sussistenza dei requisiti per l'ottenimento del diritto in un
passaggio di ruoli e competenze che vede coinvolti diversi soggetti
in un arco temporale troppo lungo;
rilevato che:
ai sensi dell'art. 130, comma 2, del decreto legislativo n. 112
del 31 marzo 1998 sono state conferite alle regioni le funzioni di
concessione dei trattamenti economici in favore degli invalidi
civili;
la legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001),
all'art. 80, comma 8, riserva alle regioni la facoltà di prevedere
che la potestà concessiva dei trattamenti di invalidità civile
possa essere esercitata dall'INPS previa stipula di specifici
accordi tra le regioni medesime e l'istituto, destinando allo
stesso, per il periodo di durata dell'esercizio della potestà
concessiva, le risorse derivanti dai provvedimenti attuativi
dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 112/1998;
nove regioni, tra cui la Sardegna, hanno affidato in convenzione
all'INPS le funzioni amministrative concernenti la concessione o la
revoca delle provvidenze economiche in materia di invalidità
civile;
l'INPS, essendo già investito della funzione di erogazione dei
trattamenti economici, può garantire la gestione unitaria del
procedimento amministrativo di istruttoria e concessione dei
trattamenti economici con idoneo personale e apparato organizzativo
presente sull'intero territorio regionale, fermo restando la
competenza delle commissioni mediche presso le ASL per
l'accertamento dei requisiti sanitari;
considerato che in Sicilia per giungere all'affidamento all'INPS
delle funzioni di concessione dei trattamenti economici in favore
degli invalidi civili, come previsto dal d.lgs. 112/98 per le
regioni a statuto speciale, sono necessarie le norme di attuazione,
sentita la commissione paritetica Stato-Regione, così come sancito
all'articolo 43 dello Statuto speciale della Regione siciliana, e
contestualmente una norma regionale con relativo schema di
convenzione e protocollo d'intesa;
per conoscere:
se non ritengano necessario porre in essere ogni iniziativa volta
a perseguire quanto fissato dal decreto legislativo n. 112 del 31
marzo 1998 in materia di invalidità civile a cominciare dalle norme
di attuazione e dalla predisposizione di una legge regionale che
disciplini in tal senso le provvidenze a favore degli invalidi
civili e che restituisca celerità e certezze nelle istruttorie;
se non ritengano opportuno, parallelamente alla norma, stipulare
una convenzione tra la Regione e l'INPS che disciplini
l'affidamento a quest'ultimo delle attività afferenti la
concessione o la revoca delle provvidenze economiche in materia di
invalidità civile e le relative modalità di attuazione;
se non ritengano necessario formulare in via preventiva un
protocollo d'intesa al fine di garantire un periodo di
sperimentazione finalizzato all'applicazione di nuove metodologie
organizzative e per giungere ad ottimizzare la qualità dei servizi
offerti, fermo restando le necessarie norme di attuazione e gli
atti consequenziali». (3)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere alla
interpellanza.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'Assessorato della sanità ha avviato da tempo il
processo di razionalizzazione e snellimento dell'iter di
accertamento sanitario delle invalidità civili. Infatti, con
decreto assessoriale 7 maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 23 del 18 maggio 2007, in
ottemperanza al disposto di cui all'articolo 6 della Legge 9 marzo
2006, n. 80, sono state unificate per i cittadini che ne hanno
interesse le procedure relative alle verifiche medico-legali
propedeutiche al riconoscimento dei benefici di cui alle leggi n.
295/90 e n. 104/1992.
Con la successiva nota circolare n. 1129 del 19 febbraio 2008,
questa Amministrazione ha impartito disposizioni in ordine alla
gestione centralizzata in ambito territoriale delle istanze sia
mediante l'utilizzo delle più recenti tecnologie informatiche sia
con l'adozione di procedure e modulistiche unificate al fine di
rendere un più rapido ed uniforme trattamento su tutto il
territorio regionale.
Così come previsto dalla predetta circolare, il Dipartimento
A.S.O. ha chiesto a tutti i Direttori generali delle AA.UU.SS.LL.
di relazionare sullo stato di applicazione della medesima e si è
tuttora in attesa di ricevere riscontro.
Recentemente questo Ufficio ha dato avvio ad un confronto sul tema
con i competenti funzionari della sede regionale dell'INPS i quali
hanno formalizzato la disponibilità dell'Ente a concedere in uso
gratuito alle Aziende gli strumenti informatici (software dedicato
per l'acquisizione, gestione e trasmissione alle Prefetture ed allo
stesso INPS delle pratiche di invalidità) utilizzati da tutte le
altre Regioni nonché la disponibilità all'assistenza ed alla
formazione del relativo personale addetto, al fine di consentire
anche in Sicilia uniformità di trattamento e diminuzione sensibile
dei tempi di risoluzione delle istanze, con evidenti positivi
risultati in termini di efficienza, sicurezza e trasparenza.
Attualmente gli uffici di questo Assessorato, di concerto con
l'INPS, stanno lavorando alla predisposizione di un protocollo di
intesa finalizzato al raggiungimento dei predetti obiettivi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli
Fiorenza e Vinciullo hanno chiesto di apporre la firma alla
interpellanza numero 3.
L'Assemblea ne prende atto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARINELLO. Signor Presidente, egregio Assessore, la risposta è un
po' fuori tema in quanto l'oggetto dell'interrogazione non è
relativo allo snellimento delle procedure atte ad accertare i
benefici per quanto riguarda le invalidità. Questo é di competenza
delle Aziende unità sanitarie locali in prima istanza e, in seconda
istanza, una volta era del Ministero dell'Interno attraverso le
commissioni mediche provinciali del Tesoro; ora, invece, é passato
in capo all'INPS.
Appena insediatomi come parlamentare ho posto il problema del
ritardo - stiamo arrivando con molto ritardo anche rispetto alla
tempistica -, il problema era relativo alla concessione dei
trattamenti economici. Mi spiego meglio.
Conclusa la fase di accertamento da parte delle commissioni presso
le Aziende unità sanitarie locali, la prima istanza e la seconda
istanza avvengono da parte dell'INPS; é così - infatti, la mia
interpellanza è molto chiara e richiama l'articolo 130, comma 2,
del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 il quale articolo
130 così recita: «Le funzioni di concessione dei nuovi trattamenti
economici a favore degli invalidi civili sono trasferite alle
regioni che secondo il criterio integrale di copertura provvedono
con proprie risorse alla eventuale concessione dei benefici
aggiuntivi rispetto a quelli determinati con legge dello Stato per
tutto il territorio nazionale».
Mentre questo decreto legislativo ha trasferito tout court alle
regioni a statuto ordinario, per le regioni a statuto speciale
occorre che si faccia una conferenza, così come prevede, tra
l'altro, l'articolo 7 del decreto legislativo n. 112 del 1998. Esso
stabilisce che le regioni possono decidere che la potestà
concessiva dei trattamenti di invalidità civile, di cui
all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e
successive modificazioni, venga esercitata direttamente dall'INPS.
In atto, avviene che, accertata la prima istanza presso le
commissioni, presso le AUSL, successivamente l'INPS, confermata la
decisione e tutta la documentazione ai fini della concessione e,
quindi, della effettiva liquidazione, trasferisce le pratiche alle
prefetture le quali poi, a loro volta, interpellano i comuni, che -
raccolta l'intera documentazione - rimandano il tutto alla
Prefettura.
Siamo l'unica Regione ad operare in questo modo; prima c'era la
Sardegna, che ora ha bypassato il problema - nell'interpellanza io
specifico come si può bypassare, attraverso la conferenza unificata
Stato-Regione -; dall'altro lato, nelle more di un accordo, quindi
di un protocollo d'intesa - c'è stato un approccio, ma ancora siamo
molto in ritardo - e ribadisco che l'INPS, dopo che la Prefettura
emette il decreto di liquidazione, provvede a liquidare realmente
le concessioni. Cosa che avviene solo in Sicilia; mentre in tutte
le regioni di Italia, sia a statuto ordinario sia a statuto
speciale - l'ultima, in ordine di tempo, é la Sardegna -, l'INPS
eroga direttamente questi fondi.
Qualcuno solleva il problema circa la questione economica.
Il decreto legislativo 112 del 1998, all'articolo 7, comma 11,
così recita:
«Ove non si provveda al trasferimento delle risorse disposte ai
sensi dell'articolo 7 della legge 59 del 1997, nei termini
previsti, la Regione e gli enti locali interessati chiedono alla
conferenza unificata di segnalare il ritardo o l'inerzia al
Presidente del Consiglio dei ministri, che indica il termine in cui
bisogna provvedere. Decorso questo termine, il Presidente del
Consiglio dei ministri nomina un apposito commissario ad acta per
trasferire le risorse necessarie che servono per liquidare questi
benefici».
Personalmente, come tutti i parlamentari, nell'occuparmi della mia
segreteria, incontro spesso centinaia di persone che vengono per
sollecitare la liquidazione di questi benefici. Faccio un esempio:
nella provincia di Agrigento, anzi in una parte della provincia di
Agrigento, in particolare nel circondario di Sciacca, dove vi è una
sezione distaccata dell'INPS che cura questi aspetti, ci sono ben
4.800 pratiche che devono essere liquidate; nella Prefettura di
Palermo si parla di circa 11.000 pratiche.
Orbene, la Prefettura di Agrigento ha rafforzato l'organico. Ma
perché esistono queste lungaggini quando, in tutte le altre regioni
d'Italia, provvede automaticamente e direttamente l'INPS, che è il
secondo ed ultimo stadio che, accertato il beneficio, sia
l'invalidità civile del 74 per cento, sia l'assegno scolastico per
i bambini, sia l'indennità di accompagnamento per coloro i quali
necessitano di accompagnamento e sono costretti ad aspettare anni
ed anni?
Allora ho voluto sottoporre all'attenzione del Governo della
Regione, e in particolare dell'assessore per la sanità, questa
problematica. Tra l'altro, l'articolo 43 dello Statuto regionale
prevede l'istituzione di un'apposita commissione paritetica,
costituita da quattro membri.
La pregherei di evidenziare al Governo nazionale se serve un
intervento legislativo, come è avvenuto per la Sardegna, oppure una
convenzione tra l'INPS e l'Assessorato della sanità. E la
pregherei, a nome dell'istituzione parlamentare di cui faccio
parte, che il Governo si faccia carico con la massima solerzia di
risolvere questo problema per evitare che i nostri invalidi civili
siano invalidi civili di serie B, o addirittura di serie C o forse
da promozione, a differenza di tutti gli altri invalidi civili del
resto d'Italia.
Ribadisco: per le regioni a statuto ordinario opera il decreto
legislativo numero 112/98; per quanto riguarda le regioni a statuto
speciale, la legge finanziaria, in particolare la 388 del 2000,
all'articolo 80, comma 8, dà alle regioni la facoltà di stipulare
specifici accordi.
Questo è possibile farlo senza oneri aggiuntivi - così recita il
comma 8 della legge 388 del 2000 - per la Regione siciliana. E' un
problema che desidero sottolineare al Governo della Regione
affinché finalmente si cambi rotta. Ritengo, infatti, che le
segreterie parlamentari o le istituzioni parlamentari devono
attenzionare i problemi, ma è il Governo che deve risolverli e
provvedere a snellire le procedure per dare una risposta concreta
alla comunità siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, si dichiara soddisfatto o
insoddisfatto?
MARINELLO. Mi dichiaro insoddisfatto. Prendo atto che il Governo
ha avviato un percorso con l'INPS, ma deve portare a termine
l'accordo.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 31 «Notizie sulla
presunta condotta antisindacale della Siciliana Servizi Emergenza
Spa (SI.S.E)», a firma dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che la SI.S.E S.p.a., che gestisce i servizi del 118, ha
operato una rotazione tra il personale in servizio nelle isole di
Lipari e Salina (ME) e quello operante a S. Stefano di Camastra e
Mistretta (ME) con generiche motivazioni di ordine organizzativo ed
eludendo qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali;
considerato che:
i cinquanta lavoratori interessati sono costretti, senza adeguate
motivazioni, a subire un trasferimento che comporta notevoli disagi
e costi esorbitanti, il servizio rischia di subire contraccolpi
negativi con possibili gravi ripercussioni sull'utenza;
la SI.S.E., nonostante gestisca un servizio pubblico in
convenzione con la Regione e sia tenuta al rispetto delle norme
contrattuali e di legge, si sottrae al confronto con le
organizzazioni sindacali;
tali comportamenti, unitamente ai preavvisi ed alle minacce di
licenziamento, si accentuano in concomitanza con la scadenza della
convenzione;
la gestione del servizio di emergenza-urgenza in Sicilia è stato
oggetto di rilievi sotto il profilo dell'efficienza e
dell'economicità, e sono prevedibili, oltre che auspicabili,
radicali mutamenti nell'organizzazione e nella gestione del
servizio;
per sapere:
se non valutino necessario intervenire presso la SI.S.E. perché
vengano revocati i trasferimenti operati presso le postazioni di
Mistretta, S.Stefano di Camastra, Salina e Lipari;
se non ritengano opportuno invitare la SI.S.E. al rispetto delle
norme contrattuali ed al perseguimento di corrette relazioni
sindacali;
se non considerino utile, al fine di prevenire ulteriori tensioni
che rischiano di peggiorare l'efficienza del servizio, convocare la
SI.S.E. e le organizzazioni sindacali affinché siano affrontati gli
eventuali problemi organizzativi in un clima positivo e
costruttivo, nel rispetto dei diritti degli utenti e degli
operatori». (31)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo Assessorato, sensibile alle problematiche
afferenti il personale impegnato nel servizio di urgenza-emergenza
sanitaria 118, ed anche al fine di aderire ad una specifica
richiesta delle organizzazioni sindacali di categoria, ha
coordinato, in data 4 novembre 2008, un incontro, alla presenza
della Croce rossa italiana, della SI.S.E S.p.A. e delle medesime
organizzazioni sindacali.
Nel predetto incontro è emersa la disponibilità, da parte del
Soggetto gestore del servizio, di riprendere il confronto con le
organizzazioni sindacali che, in quella sede, hanno espresso il
loro apprezzamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO. Signor Presidente, vorrei chiedere all'Assessore se,
dopo il mese di novembre 2008, abbia avuto ulteriori notizie.
Questo perché, dato che siamo già a giugno del 2009, immagino che -
lo dico alla Presidenza dell'Assemblea più che a lei - trattare
un'interrogazione, ad un anno di distanza, sia quanto meno
discutibile.
Pertanto chiedo al Presidente dell'Assemblea di raccomandare al
Governo, non tanto all'Assessore per la sanità, di essere più
tempestivo nelle risposte.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto dell'iniziativa
dell'Assessore, parzialmente soddisfatto nel senso che non ho un
aggiornamento ad oggi.
In ogni caso, chiedo all'assessore di definire con le
organizzazione sindacali e la SI.S.E. un protocollo che consenta
all'azienda di sopperire alle proprie esigenze organizzative, nel
rispetto di criteri oggettivi che escludano la preoccupazione che,
anche nei trasferimenti temporanei, si possa operare al di fuori di
una graduatoria.
Questa era, infatti, la preoccupazione all'origine
dell'interrogazione e mi auguro sia superata. Nello stesso tempo,
insisto nel chiedere all'assessore un'iniziativa per evitare che,
in futuro, possano ripetersi episodi analoghi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, le interrogazioni numero 34
«Interventi volti ad impedire la chiusura delle guardie mediche di
Erice-Vetta e di Trapani-Porto» e numero 54 «Iniziative volte a
riconsiderare i sistemi di determinazione degli aggregati di spesa
per l'assistenza ospedaliera privata convenzionata alla luce delle
vicende che hanno riguardato l'ASL n. 9 di Trapani», dell'onorevole
Oddo, d'accordo tra le parti, si intendono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 62 «Iniziative urgenti allo
scopo di porre fine alle gravi carenze igienico sanitarie dell'
ospedale Giovanni Paolo II - ospedali civili riuniti - di Sciacca»,
a firma dell'onorevole Marinello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
da alcune settimane si sono ulteriormente aggravate le già
precarie condizioni igienico sanitarie dell'ospedale Giovanni Paolo
II di Sciacca e ciò anche in considerazione dell'arrivo della
stagione estiva;
all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
rendono impraticabile il normale svolgimento dell'attività
sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
infezioni;
rilevato che da tempo si sono levate vibrate proteste di parenti
dei pazienti ricoverati affinché si provvedesse ad una
disinfestazione generale e periodica del nosocomio per migliorarne
la condizione sanitaria;
considerato che fronteggiare la crisi della sanità in Sicilia
presuppone prioritariamente massicci interventi nelle strutture
ospedaliere che puntino a tutelare i pazienti ponendo fine alle
condizioni di degrado igienico sanitarie in cui versa la struttura;
per sapere se il Presidente della Regione e/o l'Assessore sia a
conoscenza della situazione sin qui delineata e, ove così non
fosse, se non ritenga necessario predisporre una ispezione presso
il nosocomio in oggetto per verificare quanto esposto;
quando e quali interventi urgenti intendano porre in essere per
garantire un'adeguata condizione igienico sanitaria dell'intera
struttura sanitaria Giovanni Paolo II di Sciacca, compresa una
programmata disinfestazione dell'ospedale anche in considerazione
della zona in cui esso ricade, ovvero alla sommità di un vallone
denominato 'Cansalamone'». (62)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la Direzione generale dell'Azienda ha comunicato di avere
già provveduto all'esecuzione degli interventi di disinfestazione,
disinfezione e derattizzazione all'interno del perimetro
ospedaliero nell'ambito di un programma di prevenzione mirato alla
lotta contro insetti e roditori. E' stato anche effettuato un
intervento di spurgo, bonifica e risanamento ambientale dei
sottofondi collegati ai vuoti tecnici insistenti in corrispondenza
delle fondamenta della struttura ospedaliera. Si è, infine,
provveduto ad installare in tutte le finestre delle camere di
degenza apposite zanzariere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MARINELLO. Egregio Assessore, questa interrogazione risale al 17
luglio dell'anno scorso e, come lei ben sa, perché ha avuto modo di
visitarlo, l'ospedale di Sciacca si trova sopra la foce del
Cansalamone. E tutte le acque reflue della città di Sciacca, e non
solo, ma anche dei comuni limitrofi, in particolare dei comuni
montani di Caltabellotta, Burgio e Lucca Sicula vengono convogliate
all'interno di questo Cansalamone.
Quindi, quello delle zanzare nell'ospedale di Sciacca è un
problema per cui, ogni anno, occorrono interventi di questo tipo
che, spesso, non vengono effettuati.
Ho presentato un'interpellanza l'anno scorso, voglio riproporla
nuovamente quest'anno e, quindi, la prego di considerarla come una
raccomandazione, che richiede un intervento urgente.
Mi dichiaro soddisfatto per l'intervento effettuato l'anno scorso
quando presentai questa interpellanza; però, per quest'anno il
problema si ripropone.
La cosa curiosa, Assessore, è che, recandomi al pronto soccorso,
ho visto diversi infermieri e medici che erano lì di turno che
avevano delle racchette elettriche, quelle che vendono i cinesi,
per uccidere le zanzare. Quindi c'è un problema serio, e non è
assolutamente vero che hanno messo le zanzariere e hanno fatto
un'opera di disinfestazione, che quest'anno necessita nuovamente.
Quindi, la prego di voler sollecitare la direzione generale a
provvedere nuovamente, anche perché si tratta di Azienda
ospedaliera dove i malati vanno per curarsi e le zanzare, come lei
ben sa, sono portatrici di malattie.
Ho posto più volte il problema all'attenzione dell'Azienda
ospedaliera; ma, senza quella mia iniziativa parlamentare,
difficilmente il problema si sarebbe risolto per lo scorso anno.
Il problema si ripropone ogni anno proprio per la specificità
dell'ubicazione dell'ospedale, quindi la prego, Assessore, di
rappresentare ai suoi uffici la problematica.
Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 63 «Opportune
iniziative a favore della somministrazione diretta delle tossina
botulinica da parte delle strutture ospedaliere al fine di
contenere fenomeni di aumento dei costi e migrazione sanitaria». Ne
do lettura:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la tossina botulinica è un farmaco di nuova generazione in fascia
H (ospedaliero) e può essere somministrato in regime di convenzione
presso ambulatori pubblici di fisiatria e neurologia da medici
esperti;
le indicazioni all'utilizzo sono numerose: spasticità in esito a
ictus cerebrale, trauma cranico, paralisi infantile, sclerosi
multipla, ecc.;
l'impiego della tossina ha rivoluzionato la cura della patologie
suddette, permettendo una riduzione significativa dei deficit
motori connessi;
il trattamento viene eseguito tramite infiltrazioni locali da
medici esperti nelle tecniche, oltre che dei dosaggi e delle
patologie indicate;
considerato che:
il decreto dell'Assessore per la sanità del 12 novembre 2007,
pubblicato sulla GURS n. 57 del 7 dicembre 2007, ha escluso la
tossina botulinica dal c.d. flusso F, cioè dalla somministrazione
diretta del farmaco da parte delle strutture ospedaliere per uso
ambulatoriale o domiciliare;
in tutte le altre regioni italiane, la terapia con tossina
botulinica, la cui vendita al pubblico è vietata, è praticata in
ambiente ospedaliero ed è erogata in regime ambulatoriale e
totalmente a carico del SSN;
la nuova disciplina produce e produrrà un aggravio di spesa in
quanto costringe a ricorrere al regime di ricovero diurno (DH) o
addirittura ordinario per la somministrazione del farmaco;
a causa della carenza di posti letto di riabilitazione o di day
hospital, i bisogni dell'utenza, costituita da pazienti con gravi
disabilità, non possono essere soddisfatti;
ciò comporterà un incremento della migrazione sanitaria di
pazienti verso altre regioni e, pertanto, anche dei costi per le
prestazioni erogate ai pazienti fuori dalla regione;
per sapere se non ritenga di dovere procedere ad una modifica del
decreto assessoriale del 12 novembre 2007 al fine di scongiurare
una inadeguata assistenza ai pazienti che necessitano della
somministrazione della tossina botulinica, nonché evitare l'aumento
dei costi in conseguenza dell'aumento dei ricoveri e della
migrazione sanitaria». (63).
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il decreto assessoriale 30 giugno 2005 ha impartito le
istruzioni circa le modalità di trattamento dei dati riguardanti
l'attività specialistica ambulatoriale e farmaceutica delle aziende
sanitarie della Regione siciliana.
La trasmissione dei dati riguardanti l'attività di assistenza
farmaceutica in forma diretta (Flusso F) è utilizzata per
registrare la mobilità tra azienda ospedaliera e azienda unità
sanitaria locale o tra aziende unità sanitarie locali diverse per
remunerare i costi sostenuti per l'erogazione diretta di farmaci a
cittadini non ricoverati.
Nel suddetto decreto erano state individuate le tipologie di
farmaci per le quali è ammesso il rimborso, tra i quali rientrano i
farmaci contrassegnati con la sigla H (osp) che, destinati ad uso
ospedaliero, sono somministrabili in regime ambulatoriale o per i
trattamenti prolungati anche a domicilio (articolo 8 legge 4
dicembre 1993, n. 537).
La Commissione regionale del Farmaco, nell'approvare il prontuario
terapeutico ospedaliero/territoriale della Regione siciliana con
D.A. 12 novembre 2007 e successive modificazioni, ha distinto ancor
più nettamente, nell'allegato n. 2 del suddetto decreto, le
tipologie di farmaci che possono essere inserite nel Flusso F.
I farmaci aventi come principio attivo la Tossina Botulinica,
attualmente in commercio in Italia a carico del SSN, sono indicati
per la cura di:
1. Blefarospasmo, spasmo emifacciale e distonie focali associate.
2. Distonia cervicale rotazionale idiomatica (torcicollo
spasmodico).
3. Spasticità focale:
3.1. associata a deformità dinamica del piede (piede equino) in
pazienti pediatrici (di età superiore a 2 anni) affetti da paralisi
cerebrale ed in grado di deambulare;
3.2. degli arti superiori e/o inferiori in pazienti adulti colpiti
da ictus cerebrale.
Il Ministero della Salute, oggi Agenzia Italiana del Farmaco, ne
ha autorizzato la commercializzazione classificando tali farmaci
con la denominazione H-OSP1' ovvero medicinali di esclusivo uso
ospedaliero.
Considerato che le indicazioni neurologiche principali e la
classificazione dei medicinali a base di tossina botulinica non
inducono a ritenerne appropriato un impiego in regime
ambulatoriale, la Commissione regionale del farmaco ha espresso
parere negativo circa l'inserimento di tale medicinale nel
cosiddetto Flusso F con conseguente ammissibilità al rimborso al di
fuori della prestazione.
Il suddetto parere e la correlata determinazione, non pregiudicano
invero l'auspicato contenimento dei costi di emigrazioni sanitarie
nel settore, attesa la natura onnicomprensiva della tariffa del DRG
specifico, inclusiva anche del costo dei farmaci somministrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Fiorenza per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
FIORENZA. Signor Presidente, la risposta è troppo ovvia.
Mi reputo assolutamente insoddisfatto proprio per l'elenco delle
patologie appena citato dall'assessore Russo che, pur essendo
assessore per la sanità, probabilmente non ha approfondito la
materia tecnica perché non gli compete. Fare l'assessore per la
sanità vuol dire anche fare altro. Forse la Commissione non si è
resa conto che queste sono patologie fortemente invalidanti, sono
patologie che hanno un grado di spasticità, cioè portano una
contrazione muscolare fortissima.
Malati che hanno avuto ictus, che hanno avuto patologie neonatali,
si trovano nelle condizioni di non poter accedere alla fisioterapia
successiva se prima non ricevono questa sostanza, se prima non
viene inoculata loro questa sostanza che serve proprio a rilasciare
completamente la muscolatura in modo da consentire, nella fase
successiva, la riarticolazione.
Quello che le chiedo, Assessore, è di rimettere in discussione
questo argomento nella futura Commissione che lei, da qui a breve,
dovrà nominare e di riconsiderare la possibilità che il farmaco sia
distribuito per lo meno presso gli ambulatori ospedalieri e non
venga dato direttamente al paziente, posso anche essere d'accordo,
perché questo è un fatto civile.
Il risparmio, Assessore, è giusto farlo; però qui si scontra con
l'essere ragioniere' all'interno di un mondo, come quello della
sanità, dove c'è di mezzo la salute. Oggi il farmaco non viene
distribuito in ospedale.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 9 «Notizie circa la
mancata erogazione dell'indennità integrativa a favore degli
allevatori i cui capi siano stati colpiti da zoomosi»,
dell'onorevole D'Antoni. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per la sanità,
premesso che:
per favorire il risanamento ed il reintegro degli allevamenti
zootecnici colpiti, tra l'altro, da brucellosi, il legislatore
regionale introdusse con la legge 5 giugno 1989, n. 12, ad
integrazione delle vigenti disposizioni nazionali, un'indennità
integrativa a favore dei proprietari di capi abbattuti perché
affetti da tali gravi malattie infettive, a parziale ristoro dei
danni subiti, stanziando all'uopo, 7 miliardi delle vecchie lire
per il 1989 e 6 per ognuno dei successivi anni 1990 e 1991;
tale indennità, adeguata annualmente dall'Assessore per la sanità
nella stessa misura di incremento disposta dalla normativa statale
in materia, è stata successivamente reintrodotta con la legge
regionale n. 28 del 1995, estendendone il beneficio agli
abbattimenti relativi agli anni 1993-1994-1995 ed in tal caso le
somme stanziate ammontavano a 16 miliardi delle vecchie lire;
infine, la legge regionale n. 19 del 2005 estese tale beneficio ai
proprietari dei capi abbattuti nel periodo compreso tra il 2000 ed
il 2006, autorizzando una spesa complessiva di 20 milioni di euro;
considerato che dal 1997 ad oggi non risulta essere stata
corrisposta alcuna indennità per le finalità anzidette e le
numerose, legittime istanze inoltrate dai proprietari danneggiati
all'Ispettorato regionale veterinario dell'Assessorato della sanità
non hanno avuto alcun positivo riscontro, evidenziando, anzi,
l'inesistenza di somme da erogare ai sensi delle citate leggi;
preso atto che:
numerosi allevatori, in particolare della provincia di Catania,
creditori dell'indennità integrativa in forza delle citate leggi
regionali, in ragione del grave pregiudizio da essi subito, hanno
ritenuto di ricorrere all'autorità giudiziaria ordinaria ottenendo,
tramite decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, il pagamento
delle somme da parte dell'Azienda U.S.L. territorialmente
competente;
risulta superfluo riferire in questa sede degli evidenti disagi,
non solo di natura economica, conseguenti alle azioni legali
intraprese dagli allevatori danneggiati per qualcosa che, è bene
ricordare, sarebbe loro spettato di diritto;
per conoscere:
le ragioni dell'inosservanza del citato dettato normativo, circa
l'erogazione dell'indennità integrativa volta al parziale ristoro
degli allevatori i cui capi siano stati colpiti da gravi forme di
zoonosi;
l'effettivo e concreto impiego delle somme di anno in anno
stanziate dalle citate leggi regionali, la cui finalità
risulterebbe in tal modo disattesa;
quali urgenti iniziative intenda intraprendere a favore degli
allevatori danneggiati, in ordine alle loro legittime pretese
economiche». (9)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interpellanza.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con la legge regionale numero 12 del 5 giugno 1989, al
fine di incentivare l'attività di risanamento degli allevamenti
dalla tubercolosi bovina, brucellosi bovina, brucellosi ovicaprina
e leucosi enzootica bovina prevista dai piani nazionali di
risanamento, erano stati finanziati indennizzi aggiuntivi a quelli
previsti dalle norme nazionali agli allevatori che avevano
abbattuto gli animali infetti da tali malattie.
Con le successive leggi regionali numero 4 del 1993, numero 15 del
1993 e numero 28 del 1995 sono stati rifinanziati gli interventi
previsti dalla citata legge regionale numero 12 del 1989 fino
all'anno 1992.
Con la legge regionale n. 40 del 1997 era stato rifinanziato il
pagamento degli indennizzi agli allevatori per gli animali
abbattuti a partire dall'anno 1993 a tutto il 1997.
La legge regionale n. 40 del 1997 e le successive leggi regionali
n. 22 del 1999 e 6 del 2001 sono state sottoposte a procedimento di
controllo comunitario, ed in particolare per le prime due sono
stati chiesti chiarimenti a cui questo Assessorato ha fornito le
delucidazioni necessarie, mentre per la legge n. 6 del 2001,
l'Ufficio legislativo e legale della Regione aveva fatto presente
che ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CEE, lo
Stato membro non può dare esecuzione alle misure di aiuto prima
della conclusione favorevole del procedimento di controllo
comunitario'.
La Commissione, in data 11 febbraio 2002, ha concluso il
procedimento dichiarando compatibili con il trattato CEE le misure
in esame, nei limiti degli stanziamenti sopra precisati ed in
relazione ai casi di abbattimento di animali infetti verificatisi
negli anni 1993-1997.
Pertanto veniva richiesto il finanziamento per la copertura del
fabbisogno economico per il pagamento degli indennizzi a tutto il
1997 che ammontava ad euro 6 milioni duecentoquarantamila.
Con la legge regionale n. 19 del 22 dicembre 2005, all'articolo
26, comma 16, è stata autorizzata la spesa di 20 milioni di euro
per il pagamento degli indennizzi agli allevatori per il periodo
compreso tra gli anni 2000/2006, restando non autorizzata la spesa
per gli anni 1998 e 1999.
In considerazione che la formulazione del testo della legge
regionale 19/2005 ha determinato serie difficoltà di ordine
interpretativo, con nota protocollo 650 del 2 febbraio 2006, è
stato richiesto un parere all'Ufficio legislativo e legale della
Regione siciliana.
Il parere dell'Ufficio legislativo e legale, reso con nota
protocollo n. 3859 dell'11 marzo 2006, ribadiva la necessità di un
intervento legislativo di modifica alla norma in esame.
Frattanto l'entrata in vigore dell'ordinanza ministeriale 14
novembre 2006 (articolo 13, comma 2), escludeva ogni forma di
indennizzo regionale o locale diversa da quella nazionale, salvo
quelle preventivamente approvate a livello comunitario.
Pertanto, in considerazione di quanto riportato nel parere
dell'Ufficio legislativo e legale e del disposto del comma 2 del
citato articolo 13 dell'ordinanza ministeriale, l'Assessorato, con
D.A. n. 9375 del 21 dicembre 2006, revocava il D.A. n. 7034 del 28
dicembre 2005, con il quale era stata impegnata la somma di 10
milioni di euro prevista dall'articolo 25, comma 16, della citata
legge regionale 19/2005 per l'esercizio 2005.
In data 8 novembre 2007, su analogo quesito posto dall'azienda ASL
4 di Enna - alla quale erano stati notificati diversi decreti
ingiuntivi al pagamento in favore degli allevatori che ne avevano
fatto richiesta, dell'indennità prevista dalla legge 12/1989 in
relazione agli anni 1998-2007 - è stato richiesto all'Ufficio
legislativo e legale della Regione di esprimersi in ordine alla
sussistenza o meno del diritto degli allevatori a percepire quanto
richiesto.
Il parere reso dall'Ufficio legislativo e legale con nota
protocollo n. 19518/275 del 21 novembre 2007 ha ribadito la
sussistenza del diritto degli allevatori a percepire l'indennità
prevista dalla legge regionale 12/1989 limitatamente agli anni 1989-
1997, esplodendola per gli anni successivi osservando quanto segue:
E' appena il caso di ricordare che il pagamento delle indennità
in oggetto, in relazione ad anni diversi da quelli autorizzati
dalla Commissione Europea si porrebbe in contrasto con le norme del
Trattato che vietano gli aiuti di Stato o che comunque ne
subordinano l'applicazione ad una precedente decisione di
contabilità della Commissione Europea e che in applicazione del
noto principio della prevalenza del diritto comunitario su quello
interno, le stesse indennità non potrebbero essere corrisposte
dalla Pubblica Amministrazione competente, né il loro pagamento
imposto dall'autorità giudiziaria nazionale, tenute entrambe alla
disapplicazione della norma interna in contrasto con la norma
comunitaria .
Per quanto sopra questo Assessorato è impossibilitato a procedere
al pagamento in questione in assenza di risorse finanziarie nonché
in assenza di una decisione di compatibilità della Commissione
Europea, sottolineando che il pagamento si porrebbe in contrasto
con norme imperative dell'ordinamento comunitario e potrebbe,
altresì, dare luogo ad un ordine di recupero delle somme
illegittimamente erogate.
Per quanto concerne l'impiego delle somme, si rappresenta che: a
seguito della risoluzione del procedimento comunitario di controllo
pendente sulle leggi regionali 40/1997 e 22/1999 - che aveva
bloccato la ripartizione alle Aziende UUSSLL delle somme stanziate
con la legge regionale n. 6/2001 - sono state emanate le leggi
regionali n. 4/2003 e n. 21/2003 nelle quali sono stati previsti
due finanziamenti di 2.500.000,00 ciascuno, a fronte di un
fabbisogno che invece ammontava ad 6.240.000,00.
I predetti stanziamenti sono stati ripartiti alle Aziende USL
competenti ad effettuare le liquidazioni degli indennizzi, in
quanto in possesso di tutta la documentazione necessaria così come
previsto dalla legge regionale n. 33 del 20 agosto 1994 e
successivo decreto assessoriale n. 13306 del 18 novembre 1994 ed in
quanto competenza trasferita dalla Regione alle Aziende unità
sanitarie locali.
Per la restante somma a copertura del fabbisogno economico per il
pagamento degli indennizzi a tutto il 1997 questa Amministrazione
ha più volte, nei vari anni, richiesto l'impinguamento del capitolo
417702 del bilancio della Regione; anche per questo esercizio 2008
è stata effettuata la richiesta e si è in attesa di conoscere le
determinazioni dell'Assessorato del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Antoni per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
D'ANTONI. Signor Presidente, Assessore, se ho capito bene, c'è un
problema di mancanza di risorse e, quindi, non si possono
soddisfare le richieste degli allevatori.
Assessore, le preannunzio che molti allevatori stanno procedendo
con i decreti ingiuntivi; pertanto, alla fine, alle casse della
Regione questo costerà di più rispetto ad una risorsa che poteva
essere indicata in bilancio e soddisfare così le legittime
richieste degli allevatori.
Le chiedo se non ci sono altre soluzioni in questo momento. Non è
possibile addivenire a soluzioni a medio termine rispetto a questa
problematica che, purtroppo, colpisce gli allevatori creando un
notevole danno economico, oltre ai problemi per la salute pubblica
che conosciamo tutti?
Mi dichiaro insoddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 67 «Stabilizzazione del personale precario sanitario non
dirigenziale in servizio presso l'IPAB di Trapani», dell'onorevole
Marrocco, é trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
D'accordo tra le parti, le interrogazioni numero 69 «Notizie circa
la ventilata chiusura dell'ospedale di Ribera (AG)», dell'onorevole
Panepinto, e numero 72 «Opportune iniziative da assumere a seguito
della chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale 'San Vito e
Santo Spirito' di Alcamo (TP)», degli onorevoli Oddo e Gucciardi,
si intendono trasformate in interrogazioni con richiesta di
risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 74 «Provvedimenti a favore
delle strutture sanitarie di Messina, penalizzate dai limiti di
spesa previsti dal piano di rientro», dell'onorevole Picciolo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la sanità, premesso che i limiti previsti per
la spesa sanitaria rendono impossibile procedere alla liquidazione
delle ulteriori prestazioni fornite dalle diverse strutture
accreditate una volta che sia stato raggiunto il tetto disponibile
per ciascun budget;
osservato che con l'anno 2007 si è determinata una riduzione
dell'aggregato, già incapiente per il budget ordinario, con totale
esclusione degli 'assistiti fuori regione', di quanti cioè
residenti in altre regioni (mobilità attiva) usufruiscono delle
prestazioni sanitarie siciliane;
visto che le strutture sanitarie private di ricovero e cura di
Messina effettuano da sempre una certa aliquota del loro lavoro a
beneficio di pazienti 'assistiti fuori regione' (valutabile attorno
all'8% delle prestazioni, soprattutto nei settori della
specialistica dell'oculistica, dell'ortopedia, della chirurgia
vascolare);
ricordato che contabilmente tali prestazioni vengono;
compensate a livello nazionale a una tariffa convenuta denominata
TUC che è superiore a quella applicata dalla Regione siciliana alle
proprie strutture sanitarie;
visto ancora che la mobilità attiva, secondo i provvedimenti
legislativi di programmazione finanziaria in materia di sanità
regionale (vedi decreto 7.11.2002, art. 4; decreto 28.10.2005 art.
4; decreto 3.12.2007, art. 3), è considerata, in Sicilia come nelle
altre regioni, fuori budget;
osservato che, per il 2007 e per i primi mesi del 2008, l'AUSL 5
di Messina ha computato tali prestazioni (9 milioni annui) come
rientranti nel budget;
considerato che i budget annui attribuiti alle strutture messinesi
sono in genere inferiori al loro potenziale e vengono interamente
colmati, il problema sopra descritto procura alle strutture un
danno certo e attuale e non soltanto potenziale;
rilevato che la stessa AUSL 5 di Messina ha ritenuto di porre un
apposito quesito all'Assessorato regionale della sanità chiedendo
istruzioni che ad oggi non risultano pervenute;
per sapere:
per quali ragioni il piano di rientro, con la fissazione dei tetti
di spesa e la definizione di aggregati di risorse da dedicare a
ogni singolo comparto, dovrebbe impedire l'erogazione dei rimborsi,
stante che la riduzione delle risorse sarà operata anche sulla
scorta delle valutazioni conseguenti al completamento del percorso
dell'accreditamento istituzionale attualmente in corso come
previsto al punto C.1.5. delle disposizioni previste
dall'Amministrazione regionale;
se non ritenga che Messina svolga pertanto un lavoro normalmente
ritenuto virtuoso in quanto equivalente ad una sorta di
esportazione di servizi che contribuisce al riequilibrio della
bilancia sanitaria regionale che vede una forte migrazione dalla
Sicilia in uscita verso le strutture sanitarie del Nord Italia,
specie Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana;
se non ritenga, al fine di evitare la grave ipotesi di una
disparità di trattamento tra le strutture capaci di essere
attrattive sul piano funzionale rispetto a tutte le restanti, di
dovere comunque garantire, extra il budget disponibile, le
strutture messinesi, pubbliche e private, facendo ricorso, come
previsto nel resto del Paese, alla compensazione con il fondo
nazionale secondo le tariffe TUC, stante che dette somme vengono
comunque compensate fra le varie regioni senza alcun aggravio per
il fondo sanitario regionale». (74)
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo il
rinvio della trattazione.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Egregio Assessore, era solo per darle merito riguardo a
questa interrogazione che è stata già oggetto del disegno di legge
sul riordino della sanità; quindi, in realtà, il tema è stato già
affrontato da quest'Aula.
Colgo l'occasione per farle rilevare, anche all'interno di un
capoverso dell'interrogazione stessa, l'inappropriatezza del budget
all'interno della provincia di Messina, quello a prescindere
dall'extra regione. Per anni, la nostra provincia è stata
ingiustamente penalizzata anche sull'aspetto del budget della
sanità privata convenzionata accreditata; per cui, alla fine del
piano di rientro, la pregherei di rivedere la situazione
provinciale messinese.
So che lei - mi è stato comunicato per le vie brevi - ha già
compiuto o si accinge a compiere un gesto molto importante per la
provincia di Messina dando finalmente alla nostra provincia la
possibilità di fare le PET in regime di accreditamento, dotando la
provincia stessa di un budget sostanzioso, cospicuo. Di questo le
do merito e la ringrazio.
Però la prego, insieme all'onorevole Laccoto che, da
vicepresidente della Commissione Sanità, mi ha sempre seguito in
questa battaglia, di valutare la possibilità di rivedere i budget
in senso positivo per le strutture sanitarie messinesi che, da
troppi anni, subiscono decurtazioni.
Pertanto mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Pertanto, l'interrogazione numero 74 si intende
conclusa.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interpellanza numero 11
«Notizie sulle procedure di assunzione del personale precario delle
aziende sanitarie locali, ospedaliere ed ospedaliere
universitarie», a firma degli onorevoli Falcone, Currenti e Scilla,
decade.
Si passa alla interrogazione numero 78 «Notizie circa la mancata
adozione del sistema di consegna domiciliare dei farmaci»
dell'onorevole Panepinto. Ne do lettura:
«All'Assessore per la sanità, premesso che i malati che hanno
bisogno di un piano terapeutico devono ritirare i farmaci nelle
farmacie territoriali, aperte dalle 10 alle 12 per soli cinque
giorni feriali (esclusi, dunque, il sabato e la domenica);
osservato che in alcuni piani terapeutici i farmaci vanno assunti
anche quotidianamente, ma che la fornitura è data per due - quattro
giorni, a seconda della disponibilità del farmaco, e che ogni volta
che si necessita di ulteriore fornitura occorre rinnovare la
procedura;
ricordato che la procedura per il ritiro del farmaco richiede
l'autorizzazione dell'ASL di appartenenza per apporre un timbro
sulla ricetta e, successivamente, il ritiro nelle farmacie
territoriali;
considerato che in alcune realtà tali farmacie si trovano in un
comune diverso rispetto a quello di residenza degli assistiti e
della sede dell'ASL, emerge chiaramente in quale stato di disagio
si trovino i malati o i loro familiari/badanti;
visto il costo dei medicinali, che nelle farmacie assorbe intorno
al 50% in più della spesa delle ASL per la fornitura agli
assistiti;
per sapere:
per quali ragioni non venga adottato il sistema di consegna
domiciliare dei farmaci che consente alle ASL, fornite di farmacie
ospedaliere, di acquisire i medicinali direttamente dalle ditte,
senza passare dalle farmacie convenzionate, determinandosi in tal
modo un risparmio valutabile attorno al 50% della spesa attuale;
per quali ragioni non si adotti un sistema che consenta
all'assistito il ritiro del farmaco senza dover andare dal medico
di base a farsi prescrivere la ricetta né andare nella farmacia
territoriale di riferimento». (78)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in ordine al primo punto dell'interrogazione si precisa
che con decreto assessoriale n. 2205 del 17 ottobre 2007, partire
dal primo luglio 2008, è stata disposta la distribuzione diretta di
tutti i medicinali a base di principi attivi funzionali alla cura
di specifiche patologie ad alto rischio di vita e per i quali
sussistono le condizioni di impiego e di setting assistenziale
compatibili con tale modalità distributiva.
Per questi medicinali, che sono stati identificati con quelli
inclusi nel Prontuario della presa in carico e della continuità
terapeutica ospedale-territorio (PHT), sono proprio le Aziende
UU.SS.LL. ad acquistare direttamente i medicinali dalle ditte e ad
erogarli ai pazienti aventi diritto.
Riguardo al sistema di consegna domiciliare, in assenza di norme
statali che obbligano l'assolvimento di tale modalità, rientra
nell'autonomia gestionale delle singole Aziende UU.SS.LL prevedere
eventuali ipotesi di consegne domiciliari.
In ordine al secondo punto si precisa che, sempre per le stesse
categorie di medicinali, la circolare assessoriale n. 1241 del 27
giugno 2008, ha disposto che la distribuzione avvenga direttamente
presso il servizio farmaceutico dell'AUSL territorialmente
competente senza che l'assistito debba recarsi alla Medicina di
Base per farsi autorizzare il piano terapeutico, successivamente
recarsi dal medico di medicina generale per la prescrizione su
ricettario del sistema sanitario nazionale ed infine
approvvigionarsi del farmaco presso la farmacia convenzionata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANEPINTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. D'accordo fra le parti, l'interrogazione numero 104
«Notizie sulla mancata utilizzazione delle residenze sanitarie
assistenziali della provincia di Messina», dell'onorevole
Panarello, si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 106 «Distribuzione dei farmaci
di cui al PHT», a firma degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Aricò
e Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il piano di contenimento e riqualificazione del sistema sanitario
regionale 2007/2009 prevede che la distribuzione di cui al PHT
debba essere effettuata nell'ottica del risparmio per il tramite
delle farmacie territoriali;
già la Regione siciliana, per consentire la distribuzione
capillare di detti farmaci, aveva stipulato un accordo con la
Federfarma e con la distribuzione intermedia in virtù del quale le
farmacie private fornivano col sistema per conto i medicinali in
oggetto, ricevendo le prime un aggio del 6,50% ed il grossista un
aggio del 3%;
recentemente Federfarma Siracusa ha fatto pervenire all'ASL 8 una
nuova offerta con la quale elimina il costo della distribuzione
intermedia assumendone in proprio il ruolo e riducendo al 5%
l'aggio spettante al farmacista per il servizio reso in maniera
complessiva;
il predetto metodo di distribuzione non solo libera risorse
lavorative all'interno del comparto aziendale, ma evita
l'assunzione costosissima di altri farmacisti necessari per far
fronte all'ottimale espletamento del servizio;
considerato che:
il risparmio calcolato in base ai dati sopra richiamati ridurrebbe
del 50% il costo dell'intero servizio che scenderebbe da 1 milione
e 600 mila euro a 850 mila euro circa;
l'ASL 8 di Siracusa dispone soltanto di 5 farmacie territoriali
palesemente insufficienti a soddisfare i bisogni delle migliaia di
cittadini che quotidianamente e in assenza di servizi pubblici
adeguati sono costretti a percorrere decine di chilometri per
raggiungere i punti di distribuzione, sottoponendosi ad
interminabili attese molto spesso in piedi e sotto il sole;
le pochissime farmacie territoriali non potrebbero in alcun modo
eguagliare l'ottimale servizio offerto dalle 106 farmacie private
distribuite in maniera capillare sull'intero territorio e aperte 24
ore su 24 e per 365 giorni l'anno;
non esiste strumento ordinativo che non possa essere modificato o
annullato purché non venga stravolto lo spirito per cui è stato
emanato, in questo caso il risparmio ;
per sapere se non ritengano utile ritornare alla convenzione con
la Federfarma garantendo contestualmente il prioritario interesse
del cittadino ed il notevolissimo risparmio che ne deriverebbe per
l'azienda, ivi compresa la farmacia privata, valore aggiunto nella
specificità del servizio sanitario nazionale e segmento
indispensabile nella filiera della salute pubblica». (106)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il D.L. n. 347/2001, convertito con la legge n. 405/2001
ha previsto, all'articolo 8, la possibilità di disporre in ordine a
particolari modalità di erogazione dei medicinali agli assistiti.
L'articolo 11 della legge regionale n. 12/2008 Acquisto e
distribuzione diretta di farmaci da parte delle Aziende', ha
previsto l'individuazione, con decreto dell'Assessore per la
sanità, dei principi attivi da destinare alla distribuzione diretta
da parte delle Aziende sanitarie, tra quelli funzionali alla cura
di specifiche patologie ad alto rischio di vita.
Il processo di implementazione della distribuzione diretta dei
farmaci, sulla base dei presupposti normativi sopra richiamati, è
uno degli obiettivi prioritari del Piano di Contenimento e di
Riqualificazione del Servizio sanitario regionale per il triennio
2007-2009 sia come intervento strutturale di sistema che come
intervento con effetti diretti sui costi dell'assistenza
farmaceutica territoriale.
Pertanto, in attuazione dell'articolo 11 della legge regionale n.
12/2007 e all'obiettivo specifico di Piano A.1.2., con il D.A. n.
2205 del 17 ottobre 2007 i medicinali a base dei principi attivi
funzionali alla cura di specifiche patologie ad alto rischio di
vita e per i quali sussistono le condizioni di impiego e di setting
assistenziale compatibili con la distribuzione diretta, sono stati
identificati con quelli inclusi nel Prontuario della presa in
carico e della continuità terapeutica ospedale-territorio
cosiddetta PHT di cui alla determina AIFA del 29 ottobre 2004 e
successive modifiche ed integrazioni.
Il passaggio, a regime, al nuovo modello distributivo, previsto
dall'1 gennaio 2008, è avvenuto - a seguito di una proroga di sei
mesi concessa con D.A. n. 2205/2007 - a far data dall'1 luglio
2008, giusta direttiva assessoriale del 17 giugno 2008 che ha
confermato l'inderogabilità del termine.
Ciò premesso, in relazione alle specifiche questioni poste
dall'interrogante sull'organizzazione del servizio di distribuzione
nel territorio dell'AUSL 8 di Siracusa, si fa presente che prima
del passaggio alla distribuzione diretta a regime dall'1 luglio
2008, vigeva nel territorio regionale la cosiddetta distribuzione
per conto (DPC) dei farmaci del PHT tramite le farmacie
convenzionate attraverso uno specifico accordo con la filiera
distributiva che prevedeva:
-nel 2006 un aggio del 9% alle farmacie convenzionate e del 3% ai
grossisti;
-nel 2007 un aggio del 7,50% alle farmacie convenzionate e del
2,75% ai grossisti;
-nel 2008 (fino al 30 giugno) un aggio del 6,50% alle farmacie
convenzionate e del 2,75% ai grossisti.
Si fa osservare che tali percentuali andavano calcolate sul prezzo
al pubblico (I.V.A. compresa) dei medicinali dispensati, pur
essendo gli stessi acquistati dalle AUSL con uno sconto medio del
40%.
Si rappresenta, inoltre, che anche la nuova offerta prospettata
dalla categoria all'AUSL 8, riducendo al 5% l'aggio spettante al
farmacista per il servizio reso in maniera complessiva, avrebbe
comportato, secondo quanto dichiarato dalla stessa Azienda, una
gestione in proprio del magazzino in sostituzione dei grossisti
senza peraltro la possibilità, prevista nel caso della
distribuzione diretta, di integrare il personale dedicato.
Afferma la stessa AUSL che, tra le criticità del cosiddetto DPC,
rientra anche la difficoltà della gestione dei magazzini allocati
presso strutture esterne (grossisti) e che tale gestione ha
prodotto scaduti per circa 32.000 euro.
Riguardo ai punti di distribuzione dell'AUSL 8 sul territorio,
essi sono 6 di cui 5 (uno per distretto sanitario) ad Avola, Noto,
Siracusa, Augusta, Lentini e uno sportello a Palazzolo che fornisce
l'area montana..
La medesima Azienda ha reso formalmente noto che, per migliorare
il servizio di distribuzione diretta, ha aperto con molti sindaci
della Provincia, i cui comuni sono sprovvisti di farmacia
territoriale, delle trattative che, nell'ottica della continuità
assistenziale territorio-Azienda, prevedono la consegna ai
pazienti, presso gli stessi comuni, dei farmaci in pacchi
personalizzati.
Con riferimento ai disagi segnalati, l'AUSL ha dichiarato
formalmente che nessuna denuncia di disservizio è stata presentata
agli uffici aziendali deputati (URP). Sono state, di contro,
riscontrate espressioni di soddisfazione per la non dovuta
compartecipazione alla spesa farmaceutica (ticket) e per il non
dovuto passaggio presso il medico di medicina generale per la
trascrizione frazionata nelle ricette SSN del quantitativo di
farmaco previsto sul piano terapeutico (spesso i piani terapeutici
comportavano fino a sette visite dal medico di medicina generale
per la completa trascrizione della terapia sulle ricette del
Servizio sanitario nazionale).
Per quanto sopra esposto, le circostanze riferite non inducono in
atto ad assumere diverse determinazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, credo che sia opportuno sospendere
la seduta. Non possiamo assolutamente sottoporre l'assessore a
questa
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo faccia il suo mestiere. La
Presidenza sa cosa deve fare, stia tranquillo, proceda.
VINCIULLO. Signor Presidente, sto procedendo. Mi vuole togliere la
parola? Mi auguro di no. Ogni occasione è buona per chiederci di
trasformare le interrogazioni orali in interrogazioni scritte.
Diamo l'impressione di voler torturare l'assessore e, poiché questo
noi non lo vogliamo fare assolutamente, anziché continuare a
chiederci di trasformare le interrogazioni con richiesta di
risposta orale in interrogazioni con richiesta di risposta scritta
le chiedo di sospendere la seduta, dando all'assessore la
possibilità di riprendersi.
La prossima settimana potremo avere le risposte che ci competono.
Del resto, per quanto riguarda questa risposta, attendo da undici
mesi, quindi undici mesi e qualche settimana per me non cambia
nulla.
Mi dichiaro insoddisfatto della risposta ricevuta dall'assessore
per un semplice motivo: le cose non stanno assolutamente come
l'AUSL ha voluto rappresentare all'assessore. Aggiungo che c'è
stato, in più occasioni, l'intervento delle Forze dell'ordine
perché, per quanto riguarda purtroppo la farmacia territoriale di
Siracusa, si sono realizzate file di trecento persone. Posso
aggiungere che è un fatto che mi riguarda personalmente, avendo
ambedue i genitori in questa situazione, ed anche loro si sono
sottoposti a queste file.
Veda, è importante risparmiare, ma è anche importante fornire
servizi ai cittadini, soprattutto quando questi sono alla fine del
loro percorso di vita.
L'assessore, poco fa, nel trattare di questi medicinali, ha detto
che vengono forniti a coloro i quali sono ad alto rischio e,
purtroppo, abbiamo assistito in questi ultimi mesi a file che sono
iniziate alle sei del mattino e, poi, ancora nel pomeriggio, alle
ore diciassette, quando c'è stata la riapertura, ed eravamo dietro
le porte ad aspettare questi medicinali.
E' importante risparmiare, però credo che sia necessario tagliare
laddove vi sono stati e continuano ad esserci altri tipi di
sperperi, non su questo
Tra le altre cose, l'AUSL di Siracusa aveva anche tentato un
bonario componimento con le farmacie che, conseguentemente, avevano
ridotto di molto l'aggio che veniva concesso loro; era importante
cercare, fino alla fine, di trovare una soluzione con le farmacie
anche chiedendo alle stesse, per la situazione particolare di
questi farmaci, di rendere il servizio gratuitamente.
Credo che se si fosse insistito su questa strada, alla fine
avremmo anche potuto ottenere un risultato, perché lei, assessore,
sa meglio di me, dal momento che ha voluto citare la provincia di
Siracusa, che la distribuzione di questi farmaci costava un milione
e seicentomila euro l'anno alla comunità e alla Regione. Con la
riduzione che i farmacisti avevano accettato, scendevamo a
ottocentomila euro; vi era una ulteriore possibilità da parte dei
farmacisti di rivedere l'aggio a loro destinato, però è anche vero
che l'AUSL di Siracusa, come tante AUSL in Sicilia, hanno proceduto
ad assunzioni di personale per fare fronte alla distribuzione di
questi farmaci ed il servizio, mi sia consentito, non è quello
richiesto.
Se si pensa che da Pachino a Porto Palo i pazienti devono andare a
Noto, oppure devono spostarsi in tutte le zone della provincia per
potere raggiungere la farmacia, spesso allocata in luoghi non ben
serviti dai servizi pubblici, come nel caso di Siracusa, l'unica
possibilità per loro è trovare un mezzo, un taxi o impegnare un
familiare per farsi accompagnare.
Pertanto, Assessore, mi dichiaro insoddisfatto della risposta
ricevuta, sia per i tempi nei quali è pervenuta sia per il modo con
cui si pensa di risolvere questo problema.
Aggiungo, però, che a Siracusa l'AUSL sta firmando delle
convenzioni con alcune farmacie per rispondere a queste necessità.
Quindi, nel dichiararmi totalmente insoddisfatto sottolineo che la
mia richiesta non era assolutamente peregrina e la invito a
rivedere la sua posizione e a ricordarsi che stiamo trattando di
soggetti che sono al termine della loro vita.
PRESIDENTE. D'accordo fra le parti, l'interrogazione numero 119
«Riduzione dei costi per l'assistenza territoriale di
riabilitazione», a firma degli onorevoli Vinciullo, Aricò e
Pogliese, si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 124
«Composizione della commissione regionale per la verifica del nuovo
sistema di formazione: educazione continua e medicina (ECM)»,
dell'onorevole Falcone, è trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 132
«Revisione del sistema di somministrazione dei farmaci per i
malati affetti da sclerosi multipla», dell'onorevole Falcone, é
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza numero 21
«Riconoscimento del servizio svolto nella ex medicina dei servizi
ai fini dell'inquadramento nei ruoli della dirigenza, ex decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2001»,
dell'onorevole D'Agostino, decade.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, faccia ultimare la Presidenza
e le darò la parola. Stiamo procedendo per vedere cosa possiamo
fare. Se riusciamo a fare ciò a cui l'assessore è in grado di
rispondere sarebbe utile per i lavori d'Aula.
VINCIULLO. Signor Presidente, le stiamo chiedendo di sospendere i
lavori di questa seduta.
PRESIDENTE. Si è sempre data la possibilità all'Aula di ragionare
e di esprimere tanto buon senso. Non capisco perché insista,
considerato che stiamo trattando gli atti ispettivi della rubrica
Sanità'.
VINCIULLO. Chieda all'assessore cosa intenda fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se l'assessore non potrà più
rispondere per i problemi che ha alla voce sospenderemo la seduta.
Onorevole Vinciullo, non le chiederò più se intende trasformare le
sue interrogazioni con richiesta di risposta scritta; farà ciò che
ritiene, però ci faccia lavorare.
Si vuole sostituire alla Presidenza e sospendere i lavori?
D'accordo tra le parti, l'interrogazione numero 152 «Iniziative
per l'attivazione della commissione regionale permanente per la
dialisi», degli onorevoli Falcone e Vinciullo, si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, poco fa lei ha detto che, come è
previsto dal Regolamento e come è prassi dell'Aula, è accaduto che
l'assessore si è riservato di fornire risposta scritta. Però,
questo è un caso diverso rispetto alle altre volte, perché in
questa circostanza l'assessore sta chiedendo che così si faccia a
causa del suo stato di salute e, quindi, della sua indisponibilità
a potere parlare.
Signor Presidente, la invito a valutare attentamente la proposta
dell'onorevole Vinciullo, che faccio mia, perché qui non siamo nel
caso normale, perché se io devo rinunciare alla risposta scritta
per motivi umanitari' venendo incontro alle difficoltà
dell'assessore è un fatto. Ma non vorrei che proseguissimo in
questo gioco. Il momento delle interrogazioni può essere
importante, molti deputati aspettano una risposta da mesi e, se
dobbiamo rinunciare per motivi di cortesia nei confronti
dell'assessore, si falsa il senso della richiesta di trasformare la
risposta in risposta scritta. Quindi, vorrei che lei non lo
chiedesse e non lo chiedesse l'assessore, perché direi di sì,
trasformandola in risposta scritta, ma non lo faccio per ragioni
politiche, lo faccio in considerazione dello stato di salute
dell'assessore.
Tocca a lei chiedere questo, in considerazione dello stato di
salute dell'assessore, ed evitarci ed evitargli questa manovra.
Pertanto, la invito a sospendere la seduta ed a rinviarla, secondo
quanto l'onorevole Vinciullo ed io stiamo chiedendo. Mi sembrerebbe
la cosa più giusta, altrimenti non vedo perché io e tutti noi, per
principio, dobbiamo rinunciare alle risposte.
Mi sembra un atto di cortesia e di rispetto regolamentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi è nessuna richiesta, da
parte della Presidenza, che l'interrogazione venga trasformata con
richiesta di risposta scritta.
Quando l'assessore porrà il problema che non è più in grado di
parlare per problemi alla sua voce, la Presidenza ne prenderà atto
e sospenderà la seduta.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Sanità'
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 22 «Istituzione del
registro siciliano di dialisi e trapianti», degli onorevoli
Falcone, Vinciullo e Pogliese. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che le malattie renali rappresentano un grosso problema di
ordine sanitario, ma anche di ordine economico e sociale, per
l'elevata incidenza nella popolazione;
visto che il piano sanitario regionale 2000/2002, pubblicato sul
supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale della regionale
siciliana del 2 giugno 2000, che ha individuato le nefropatie,
soprattutto nelle forme che esitano in insufficienza renale con
conseguente necessità di emodialisi e dialisi peritoneale, tra le
condizioni morbose di particolare rilievo sociale e che meritano di
specifica attenzione in quanto importanti cause di invalidità;
tenuto conto che il Governo regionale, qualche giorno addietro, in
sintonia col Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, ha varato il piano di riqualificazione e contenimento
della spesa sanitaria;
considerato che la spesa nazionale per le nefropatie è
quantificata nella cifra di euro 250 milioni di cui il 10% viene
sostenuto in Sicilia;
atteso che la problematica delle nefropatie è, comunque, in
aumento, comportando in Sicilia un incremento annuo di duecento
pazienti per ogni milione di abitanti;
preso atto che, al fine di contenere la spesa pubblica, a seguito
della crescita di tale patologia e considerando che il costo di un
solo dializzato è pari a 27 mila e 500 euro annui, in quasi tutte
le regioni italiane é stato istituito il registro di dialisi e
trapianto;
visto che in Sicilia non esiste ancora un registro di dialisi e
trapianti che possa disporre di dati statistici affidabili, per
potere comprendere appieno i fenomeni legati alla distribuzione
nello spazio e nel tempo delle malattie nefrologiche, per rilevare
natalità, mortalità, accesso alle strutture sanitarie, spesa
programmata, ecc. nel detto comparto sanitario;
per conoscere se non ritengano opportuno istituire il registro
siciliano di dialisi e trapianti che raccolga i dati relativi al
trattamento di dialisi e trapianto dei pazienti, che rilevi i dati
clinico-epidemiologici sul territorio, che verifichi i flussi della
patologia, che monitorizzi l'adeguatezza delle risorse disponibili
alla luce delle esigenze emergenti, che implementi il database
centrale con l'invio periodico da parte dei centri dialisi
periferici delle variazioni avvenute relative ai pazienti in
trattamento, nonché dei nuovi ingressi, che collabori in maniera
sistematica con il registro italiano di dialisi e trapianti e con
altri registri internazionali». (22)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questa Amministrazione, nell'ambito delle azioni avviate
per l'attuazione del Piano di rientro, con D.A. n. 3423 del 19
dicembre 2008, validato in sede ministeriale, è stato istituito il
registro regionale informatizzato di nefrologia, dialisi e
trapianto, con il compito di raccogliere ed elaborare i dati
clinici/anagrafici di tutti i soggetti che vengono immessi in un
programma di dialisi cronica e di pazienti in attesa di trapianto e
sottoposti a trapianto renale residenti in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, ha cinque minuti per dichiararsi
soddisfatto o insoddisfatto.
VINCIULLO. Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
numero 27 «Misure per favorire l'accesso delle persone diversamente
abili ai pubblici servizi», a firma dell'onorevole Adamo, decade.
D'accordo fra le parti, l'interrogazione numero 164 «Provvedimenti
per la riattivazione della postazione 118 a Cianciana (AG)», a
firma dell'onorevole Panepinto, e l'interrogazione numero 171
«Misure per istituire un reparto di radioterapia presso l'Azienda
ospedaliera S'Antonio Abate di Trapani», dell'onorevole Oddo, si
intendono trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta
scritta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 182 «Attuazione dell'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005, n.
19, in materia di interventi in favore dei soggetti colpiti da
autismo», dell'onorevole Marrocco, l'interrogazione numero 186
«Iniziative a favore del recepimento dell'accordo Stato - Regioni
per l'accreditamento delle strutture sanitarie ausiliarie con
finalità di recupero dei tossicodipendenti», degli onorevoli
Falcone e Pogliese, e l'interrogazione numero 198 «Notizie sul
mancato pagamento degli emolumenti agli infermieri professionali
del 118 delle province di Catania, Siracusa e Ragusa»,
dell'onorevole Falcone, sono trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 219 «Informazioni sulla
disposizione n. 1980 dell'Assessorato Sanità in tema di
convenzione dei medici della medicina dei servizi», dell'onorevole
Vinciullo, si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
VINCIULLO. Signor Presidente, chiedo che venga trasformata con
risposta scritta.
PRESIDENTE. D'accordo tra le parti, l'interrogazione si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 228
«Opportune iniziative allo scopo di consentire all'organizzazione
non governativa 'Medici senza frontiere (MSF)' il prosieguo delle
attività nell'isola di Lampedusa» dell'onorevole Raia, è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 35 «Riorganizzazione e
potenziamento delle farmacie nella città di Agrigento», a firma
dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che l'ispettorato regionale sanitario ha di recente
licenziato il nuovo piano delle farmacie per il comune di
Agrigento, in cui l'attuale dislocazione delle quattordici
farmacie, cinque nel centro storico, tre all'interno delle mura
cittadine e sei fuori città, avrebbe dovuto essere riposizionata su
basi di maggiore equilibrio tra numero delle stesse farmacie e
densità abitativa all'interno del territorio comunale;
ritenuto che sia necessario procedere alla riorganizzazione
insieme al potenziamento delle farmacie nella città di Agrigento;
considerato che un gruppo di cinque titolari di farmacie ubicate
nel centro storico della stessa città ha prodotto e diffuso un
documento agli organi istituzionali alla società civile ed agli
organi di stampa, in cui denuncia che:
il piano di revisione della pianta organica delle farmacie non ha
messo in atto il dovuto decentramento delle farmacie del centro
storico verso zone della città completamente sguarnite del
servizio;
l'annessione tra due zone della città distanti una decina di
chilometri e rispetto alle quali non c'è alcuna continuità
abitativa;
l'istituzione di una sola sede da assegnare per decentramento
nella zona del villaggio Peruzzo;
l'istituzione di una sede a Monserrato da assegnare per pubblico
concorso con tempi di attuazione prevedibilmente lunghi;
considerato, ancora, che, a giudizio degli estensori del
documento, il piano così impostato mantiene una situazione
paradossale di inutile concentrazione a scapito di una maggiore e
più produttiva capillarità del servizio farmaceutico cittadino, con
evidenti danni per la popolazione interessata, consentendo
unicamente l'urbanizzazione di una sede rurale della zona di
Giardina Gallotti, con una palese violazione della legge laddove
non si contempla che una farmacia rurale sia trasformata in urbana,
in sede di revisione della pianta organica, quando mantiene
immutate le caratteristiche di ruralità;
constatato che:
il provvedimento in questione ha avuto l'avallo del sindaco della
città, anche se in contrasto con le risultanze degli studi
effettuati dall'ufficio tecnico del comune, peraltro comunicate
preventivamente anche all'ispettorato regionale sanitario;
il piano è stato emesso dall'ispettorato, nonostante i pareri
negativi in proposito dell'AUSL 1 di Agrigento e dell'ordine
provinciale dei farmacisti, obbligatori anche se non vincolanti;
per conoscere se non ritengano opportuno ed urgente verificare la
situazione sopra descritta intraprendendo le dovute iniziative
affinché il provvedimento in questione, laddove sia riscontrata la
sua illegittimità, possa essere prontamente revocato». (35)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il provvedimento di revisione della pianta organica delle
farmacie del comune di Agrigento, emanato in data 15 ottobre 2008 e
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 52
del 14 novembre 2008, riporta nella parte propositiva le
motivazioni che hanno indotto questa Amministrazione ad adottare il
provvedimento, in assenza di pareri favorevoli.
E' necessario richiamare le disposizioni vigenti in materia (Legge
n. 362/1991, Legge n. 475/1968 e DPR n. 1275/1971) che stabiliscono
che la competenza del provvedimento di revisione è esclusiva della
Regione, sentiti il Comune, l'Ordine dei farmacisti e l'azienda USL
compente per territorio.
Nella parte propositiva del provvedimento sono indicate alcune
motivazioni riguardanti il comportamento tenuto dai funzionari
dell'Ufficio tecnico comunale che hanno apportato modifiche
sostanziale alla bozza in discussione, non richieste né discusse da
tutte le Amministrazioni convenute in Conferenza dei servizi,
compreso il Sindaco.
Inoltre i dati di popolazione riportati erano non esatti, con
margini notevolmente diversi rispetto ai dati ufficiali ISTAT.
Si evidenzia altresì che nessuna segnalazione di disservizio è
stata mai formalizzata a questa Amministrazione sia da privati che
da istituzioni.
Nessuno dei titolari delle tre farmacie ubicate lungo la via
Atenea del centro storico, interpellati secondo le disposizioni
normative, ha voluto decentrare il proprio esercizio in una zona
individuata per il decentramento; ciò a dimostrazione che la
sofferenza commerciale degli stessi è più virtuale che reale.
Inoltre il titolare della seconda' sede farmaceutica (come da
articolo 2 del citato provvedimento del 15 ottobre 2008) ubicata
proprio su via Atenea, potrebbe spostare il proprio esercizio nel
prestigioso ed ampio viale della Vittoria, in quanto appartenente
alla sede farmaceutica di pertinenza.
La riclassificazione della XI sede farmaceutica, cui si riferisce
l'interrogante, è stata approvata e controfirmata da tutte le
Amministrazioni convenute in Conferenza di Servizi (Sindaco, Ordine
dei Farmacisti e Azienda USL 1 di Agrigento), approvando pure la
conseguente annessione di territorio e popolazione nell'arco di 4
km circa, e non di dieci come dichiarato nell'interrogazione cui si
risponde.
Per la 15ma sede di nuova istituzione nel quartiere Monserrato, il
comune ha esercitato il diritto di prelazione per la gestione
diretta e, quindi, detta sede non sarà assegnata tramite concorso,
ma sarà aperta entro breve termine.
Infine si rappresenta che la sede XI di Giardina Gallotti,
quartiere di Agrigento, è stata ampliata dopo un accurato studio,
avvalendosi di un parere dell'Avvocatura generale dello Stato di
Roma e di un ulteriore parere dell'Avvocatura distrettuale dello
Stato di Palermo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, sono soddisfatto della risposta.
Però la distanza tra i quartieri di Giardina Gallotti e Spinasanta
è di dieci chilometri, non hanno continuità geografica né abitativa
tra di loro - la città la conosco bene -, il problema è capire come
possano esserci stati pareri contrari e, poi, si è proceduto
comunque all'istituzione.
Sono comunque soddisfatto - ripeto - della risposta
dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 251 «Riattivazione
del centro d primo soccorso 118 di Buccheri e delle altre
postazioni chiuse in provincia di Siracusa», degli onorevoli
Vinciullo e De Benedictis. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
la postazione di ambulanze del servizio di emergenza del 118 di
Buccheri, centro agricolo montano in provincia di Siracusa, è stata
per l'ennesima volta chiusa, causando, di fatto, un gravissimo
danno all'intera popolazione ed alimentando le legittime
preoccupazioni dei cittadini che si vedono privati dell'unica
possibilità di salvezza in caso di emergenza sanitaria;
nella provincia di Siracusa, oltre a quello di Buccheri, spesso
sono interessati alla chiusura di postazioni di ambulanze altri
centri, tra i quali Buscemi, Canicattini, Fontane Bianche, Priolo,
Palazzolo Acreide e Noto, così come denunciato spesso dai
rispettivi sindaci;
considerato che, nonostante i ripetuti appelli e le assicurazioni
ricevute circa il mantenimento della postazione, a causa, tra
l'altro, della lontananza del comune di Buccheri dalle strutture
ospedaliere site nei comuni di Siracusa e Lentini, il servizio è
stato ripetutamente interrotto per presunta carenza di personale,
senza tenere conto né delle esigenze primarie di tutela sanitaria
degli abitanti del comune, né tanto meno di tutti i cittadini dei
paesi limitrofi che avevano nella postazione del 118 di Buccheri un
ulteriore ed essenziale punto di riferimento certo in caso di
emergenze;
per sapere quali iniziative intendano assumere per assicurare
l'immediata riattivazione del centro di primo soccorso 118 di
Buccheri e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa,
in maniera da scongiurare discriminazioni fra cittadini della
nostra Regione in un settore, quale quello di primo intervento
medico, dove un ritardo di pronto soccorso, anche di pochi minuti,
può comportare conseguenze sulla vita delle persone che ne hanno
bisogno». (251)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo il
rinvio della trattazione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo il rinvio della
trattazione dell'interrogazione numero 251 alla prossima seduta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 259
«Misure per assicurare l'assistenza sanitaria penitenziaria in
Sicilia», dell'onorevole Falcone, é trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 271 «Riammissione
all'accreditamento dei centri privati per l'assistenza ai
disabili», a firma degli onorevoli Marinello e De Benedictis. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che il Presidente della Regione avrebbe recentemente
annunciato che poco meno di una trentina di centri privati per
l'assistenza ai disabili sarebbero stati riammessi
all'accreditamento con il servizio sanitario pubblico dopo esserne
stati precedentemente esclusi;
ricordato che per ottenere l'accreditamento occorre superare la
verifica dei requisiti strutturali che i centri dovevano dimostrare
di possedere alla data del 28 giugno 2007;
visto che i centri in discussione erano stati esclusi perchè,
secondo l'ispettorato dell'Assessorato Sanità, non avevano superato
la prevista verifica;
rilevato che i problemi di accreditamento segnalati per le
strutture di assistenza ai disabili valgono per tutti i
settori dell'assistenza sanitaria dove sono state escluse strutture
che pure avevano presentato istanza nei termini previsti e, essendo
già titolari di convenzione con il SSN, avevano ottenuto
l'accreditamento provvisorio;
per sapere:
se, oltre all'annuncio, sia stato assunto un provvedimento
amministrativo di riammissione all'accreditamento;
perchè l'intervento, se è stato formalizzato, abbia riguardato
solo le strutture di assistenza ai disabili e non le tante altre
strutture che si trovano nelle stesse condizioni;
come il Governo intenda superare le questioni procedurali, se
modificando la legge o procedendo a una nuova verifica sui centri,
ed emettere solo successivamente un provvedimento di ammissione
all'accreditamento». (271)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, a seguito della esclusione dell'accreditamento di diverse
strutture sanitarie ex articolo 26 della Legge 833/1978, è stata
emanata la direttiva prot. n. 8766 del 17 dicembre 2008, con la
quale, in considerazione della grave situazione emergenziale
conseguente alla impossibilità degli assistiti di trovare
accoglienza in altre strutture pubbliche e/o private idonee ad
assicurare i trattamenti riabilitativi occorrenti, si invitava il
dirigente generale dell'Ispettorato regionale sanitario ad assumere
i consequenziali provvedimenti nel rispetto della normativa
vigente.
Lo stesso successivamente attivava una serie di interlocuzioni con
le Aziende, a seguito delle quali venivano emessi provvedimenti di
accreditamento per:
- n. 11 strutture CTA della provincia di Catania;
- n. 1 struttura della Provincia di Enna;
- n. 1 struttura della Provincia di Agrigento;
- n. 5 della provincia di Palermo;
- n. 2 strutture della provincia di Messina.
Sono stati adottati inoltre i provvedimenti di esclusione di n. 16
strutture della provincia di Messina e n. 1 struttura in provincia
di Caltanissetta, che non hanno superato positivamente le
verifiche; sono in fase di definizione altri 4 provvedimenti di
esclusione per la provincia di Agrigento ed 1 per la provincia di
Caltanissetta.
Si sta procedendo, inoltre, alla verifica caso per caso di tutte
le procedure di accreditamento ancora non definite, molte delle
quali interessate da contenzioso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARINELLO. Signor Presidente, egregio Assessore, mi reputo
soddisfatto anche perché a seguito di questa interrogazione, dopo
qualche settimana, l'Assessore prontamente ha emanato questa
direttiva al capo dell'Ispettorato sanitario, il quale
immediatamente ha verificato tutte le ipotesi del mancato
accreditamento e mi risulta, in particolare, che si è provveduto a
sanare questa vicenda. Quando ho presentato l'interrogazione, l'ho
fatto per le motivazioni in essa contenute, nel senso che c'era
stata una dichiarazione da parte del Presidente della Regione, il
quale, sostanzialmente, affermava che rivisitava solo ed
esclusivamente i centri di assistenza ai disabili, e non tutte le
altre strutture.
Poi, in modo puntuale, l'Assessore ha emanato l'apposita direttiva
che ha testé citato, che parzialmente ha dato la possibilità di
verificare nel dettaglio, per ogni singola USL, le questioni
relative al mancato accreditamento. Pertanto mi reputo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 280 «Notizie sul
reparto di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale
San Vincenzo di Taormina (ME)».
VINCIULLO. Signor Presidente, vorrei un chiarimento. Per quanto
riguarda la mia precedente interrogazione, la numero 119, gli
assistenti parlamentari mi dicono che non vi sia il testo della
risposta. Per cui io sono disponibile ad accettare un rinvio
eventuale della trattazione della interrogazione.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, è stata annunciata la risposta
scritta.
VINCIULLO. Ma non c'è.
PRESIDENTE. E' stata trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta; pur nondimeno la relativa trattazione avverrà
nella prossima seduta.
Si passa all'interrogazione numero 280 «Notizie sul reparto di
cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo
di Taormina (ME)», dell'onorevole Vinciullo.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo il rinvio della
trattazione.
PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, dispongo il rinvio della
trattazione alla prossima seduta.
D'accordo tra le parti, la trattazione dell'interpellanza numero
39 «Notizie in merito alla mancata emanazione del regolamento
attuativo della legge regionale 30 dicembre 2006, recante
disposizioni in merito alla medicina dello sport», dell'onorevole
D'Antoni, é rinviata alla prossima seduta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 284 «Motivi della mancata autorizzazione per l'avvio delle
procedure di stabilizzazione del personale precario in servizio
presso l'azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani»,
dell'onorevole Marrocco, e l'interrogazione numero 291 «Iniziative
in merito alla distribuzione dei farmaci ad alto contenuto
tecnologico e ad alto costo», dell'onorevole Raia, sono trasformate
in interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 40 «Provvedimenti per la
definitiva stabilizzazione del personale ex LSU delle cooperative
EuroPalermo ed University operanti presso l'Azienda policlinico di
Palermo», a firma degli onorevoli Lupo, Vitrano e De Benedictis. Ne
do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
nel corso dell'audizione svoltasi nella V Commissione legislativa
permanente Cultura, formazione e lavoro' dell'ARS in data 9
dicembre u.s., il commissario straordinario dell'azienda
ospedaliera universitaria policlinico Paolo Giaccone di Palermo ha
fatto presente che le società cooperative di L.S.U., EuroPalermo e
University in via di definitiva stabilizzazione operano in
convenzione presso il policlinico palermitano dall'anno 2000 in
applicazione del decreto legislativo n. 468 del 1997;
la stipula di tali convenzioni era, peraltro, incoraggiata
attraverso la concessione di sgravi fiscali previsti sia dalla
normativa nazionale che, successivamente, da quella regionale;
i lavoratori delle suddette cooperative prestano attività
lavorativa presso il policlinico di Palermo, compresa l'attività di
manutenzione ordinaria, alcune tipologie di manutenzione
straordinaria, alcune attività di supporto informatico, la pulizia
e la sanificazione delle aree a medio e basso rischio;
considerato che:
i lavoratori delle società cooperative EuroPalermo e University
rientrano nella previsione normativa di cui al comma 3
dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 468/97 e che, pertanto,
hanno diritto alla definitiva stabilizzazione ai sensi dei commi
550 e 551 dell'articolo 2 della legge n. 244/2007;
la convenzione scadrebbe il 31 marzo del 2009;
l'interruzione del rapporto in convenzione potrebbe pregiudicare,
contro le previsione di legge, la definitiva stabilizzazione di
detto personale ex LSU;
per conoscere quali provvedimenti il Governo regionale intenda
adottare per la definitiva stabilizzazione, ai sensi della
normativa vigente, del personale ex LSU delle cooperative
EuroPalermo ed University operanti presso l'azienda Policlinico di
Palermo». (40)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, le procedure di stabilizzazione del personale precario
non dirigenziale, previste da questo Assessorato e oggetto dei
protocolli di intesa sottoscritti dall'Assessore per la sanità e
dalle Organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti di lavoro
del comparto SSN e dell'Università (approvati con delibera di
Giunta n. 45 del 13 febbraio 2008) riguardano i soggetti titolari
di contratti di lavoro a tempo determinato. Tali contratti
rientrano nella più ampia categoria dei contratti di lavoro
subordinati che avevano il loro riferimento normativo nella vecchia
formulazione dell'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del
2001, di recente integralmente sostituito dall'articolo 3, comma
79, della legge n. 244 del 2007; i relativi oneri per le procedure
di stabilizzazione ricadono sulle disponibilità di bilancio delle
aziende sanitarie.
Tali procedure non riguardano invece il personale utilizzato in
attività socialmente utili, LSU e contrattisti ex PIP, finanziati
con oneri a carico del bilancio regionale, per i quali sono state
previste e trovano applicazione specifiche norme regionali e
direttive dell'Assessorato del lavoro per la fuoriuscita dal regime
provvisorio del bacino dei lavoratori socialmente utili.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LUPO. Signor Presidente, ringrazio l'Assessore, che è stato molto
rapido nel leggere la risposta. Mi dichiaro soddisfatto e mi
riservo, poi, di approfondire l'argomento.
PRESIDENTE. Per assenza dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 298 «Motivi del mancato ammodernamento e della complessiva
efficienza funzionale del presidio ospedaliero SS. Salvatore di
Ristretta (ME)», dell'onorevole Ardizzone, e l'interrogazione
numero 301 «Equità di trattamento nell'assegnazione ai medici delle
province siciliane d'incarichi nelle zone carenti di continuità
assistenziale», a firma degli onorevoli Pogliese, Falcone e
Vinciullo, sono trasformate in interrogazioni con richiesta di
risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 305 «Notizie circa lo stadio
di definizione della rete di assistenza oncologica nella provincia
di Siracusa», a firma dell'onorevole De Benedictis.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, visto che in una prossima seduta
si darà risposta ad altre interrogazioni della stessa rubrica,
chiedo che siano accorpate le interrogazioni numeri 305, 306 e 307
che hanno un contenuto assimilabile, comune, e di rinviarne la
trattazione alla prossima seduta utile.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, le interrogazioni numero
305 «Notizie circa lo stato di definizione della rete di assistenza
oncologica nella provincia di Siracusa», numero 306 «Stato di
definizione del dipartimento oncologico interaziendale dell'azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa» e numero 307 «Urgente
realizzazione di una struttura per il servizio di radioterapia
nella provincia di Siracusa», tutte a firma dell'onorevole De
Benedictis, sono accorpate e saranno trattate nella prossima
seduta.
Si passa all'interrogazione numero 315 «Fornitura dei farmaci di
flusso F per i malati di sclerosi multipla», a firma degli
onorevoli Pogliese e Vinciullo.
VINCIULLO. Signor Presidente, chiedo il rinvio dell'interrogazione
ad una prossima seduta.
PRESIDENTE. Su richiesta del secondo firmatario, dispongo il
rinvio della trattazione alla prossima seduta.
Si passa all'interrogazione numero 322 «Grave situazione in cui
versa il personale autista soccorritore in servizio presso la
Sicilia Servizi Emergenze spa (SI.S.E.)», dell'onorevole De
Benedictis.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, chiedo che l'interrogazione
venga trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'interrogazione numero 331 «Trasferimento al Servizio
sanitario nazionale (SSN) delle funzioni sanitarie, dei rapporti di
lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni
strumentali in materia di sanità penitenziaria», dell'onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, chiedo che l'interrogazione venga
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 345
«Numero delle consulenze esterne presso l'Assessorato Sanità»,
dell'onorevole Apprendi, è trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 350 «Attuazione del progetto
Screening neonatale universale (SNU)' per la prevenzione dei
deficit permanenti in età evolutiva», a firma dell'onorevole
Vinciullo.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo il
rinvio della trattazione ad una prossima seduta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 352
«Distribuzione di servizi sanitari nella città di Catania»,
dell'onorevole Raia, è trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
D'accordo tra le parti, l'interrogazione numero 357 «Risorse per
le farmacie rurali delle isole minori», e l'interrogazione numero
362 «Mantenimento dell'operatività della guardia medica di Erice
Vetta (TP)», entrambe a firma dell'onorevole Oddo, si intendono
trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
D'accordo fra le parti, l'interrogazione numero 369
«Stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della dirigenza
medica e veterinaria in Sicilia», degli onorevoli Panarello, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo e Marziano, si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 46 «Notizie in
merito alle procedure adottate dall'Assessore per la sanità
nell'inviare un'ispezione presso l'azienda ospedaliera Cervello», a
firma dell'onorevole Maira. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
a far data dall'1 gennaio 2009, a seguito del pensionamento del
dottor Mirto, si è determinata la vacatio del ruolo di direttore di
struttura complessa dell'unità operativa di ematologia I
dell'ospedale Cervello di Palermo;
ai sensi dell'art. 18 del contratto nazionale di lavoro del
comparto medico, l'amministrazione ha provveduto alla temporanea
nomina del sostituto che, ai sensi del citato contratto, ha una
durata di sei mesi, rinnovabile per tale periodo soltanto una
volta;
tale atto rientra nell'autonomia e discrezionalità del direttore
generale e che in particolare il quadro normativo vigente non fissa
limiti e condizioni per la nomina in questione;
tale provvedimento nasce dall'evidente ed ineliminabile necessità
di avere un responsabile in ogni unità operativa per assicurare il
miglior servizio al paziente;
ancor prima che l'atto di nomina temporanea venisse pubblicato,
con una nota firmata dall'Assessore per la sanità è stata richiesta
copia del provvedimento e di altri atti ad esso connessi;
la richiesta di acquisizione degli atti è stata formalizzata brevi
manu dal capo della segreteria tecnica dell'Assessorato;
considerato che il modus operandi dell'Assessore regionale per la
sanità appare quantomeno inusuale e potrebbe essere recepito come
atto di pressione psicologica;
per conoscere:
sulla base di quale elemento oggettivo l'Assessore abbia posto in
essere l'irrituale iniziativa di cui trattasi;
se l'azione posta in essere miri a tutelare l'interesse privato di
eventuali altri aspiranti alla carica;
le ragioni per cui non si sia servito del servizio ispettivo del
dipartimento regionale, configurandosi in tal modo un'iniziativa di
carattere politico a causa dell'utilizzazione di uno dei
responsabili di strutture poste alle dirette collaborazioni
dell'Assessore». (46)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interpellanza.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, a seguito di una specifica nota di protesta da parte di
un medico dell'azienda ospedaliera Vincenzo Cervello', che
evidenziava la illegittimità dei procedimenti adottati dall'Azienda
stessa per individuare le funzioni primariali dell'unità operativa
di Ematologia 1, è stato disposto un sopralluogo al fine di
acquisire copia degli atti indicati nella suddetta nota.
L'acquisizione di un atto di una Azienda ospedaliera sottoposta,
come è noto, alla vigilanza dell'Assessorato regionale della sanità
non si ritiene possa configurarsi di per sé come ispezione
amministrativa, anche perché nessun esame di merito è stato
effettuato durante l'acquisizione dei predetti atti.
L'esame degli stessi, effettuato invece dal competente
Dipartimento di questa Amministrazione, ha rilevato le procedure
adottate dall'azienda per la individuazione delle predette funzioni
primariali sono risultate, in effetti, non conformi al dettato del
vigente contratto collettivo nazionale del lavoro.
Conseguentemente l'azienda ospedaliera ha correttamente revocato i
precedenti atti in merito adottando una nuova procedura in
conformità alla normativa vigente.
L'iniziativa, pertanto, che non si ritiene in alcun modo
configurabile come atto di pressione psicologica', ha, invece,
correttamente avuto rilevanza di carattere amministrativo
riconducendo quindi le procedure nell'alveo delle regole stabilite
dalle normative contrattuali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MAIRA. Egregio Assessore, credo che i suoi uffici abbiano, spero
non volutamente, deviato il senso dell'interrogazione che non era
sul merito ma era sul metodo, sul momento procedurale. E, quindi,
mi ritengo insoddisfatto per due semplici motivi che non possono
essere smentiti e che anzi la sua risposta conferma e che sono di
eccezionale gravità.
Primo: non è possibile disporre attività ispettive o di controllo
amministrativo ancor prima che un atto sia formalizzato con la sua
pubblicazione; un atto amministrativo è completo, e mi rivolgo a un
uomo di legge, nel momento in cui l'iter procedurale si conclude e
si conclude con la sua pubblicazione.
Quindi, questa eccessiva tempestività che mi dà l'impressione di
un esercizio di autorevolezza improprio non è ammissibile in una
pubblica Amministrazione.
Secondo aspetto: quello della persona, più che dell'organo, che ha
proceduto ad acquisire gli atti. L'organizzazione dell'Assessorato
della sanità, come quella delle altre amministrazioni della
Regione, ha per norma gli uffici ispettivi. Gli uffici ispettivi
sono gli unici demandati ad acquisire atti e notizie.
Nel momento in cui queste attività vengono esercitate da
funzionari dell'Ufficio di Gabinetto si commette, quanto meno, un
illecito amministrativo, anch'esso dimostrazione di una
autorevolezza impropria. Avrei capito, avrei accettato che
l'assessore mi rispondesse dicendo erano i primi tempi della mia
funzione assessoriale, possibilmente abbiamo commesso un'attività
impropria . Giustificabilissimo
Ma venire a sostenere che questo tipo di comportamento è
proceduralmente corretto, non corrisponde alla verità. Ecco perché
mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 372 «Notizie riguardanti il polo di eccellenza in oncologia
di Messina», dell'onorevole Ardizzone, è trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
D'accordo tra le parti, le interpellanze numero 48 «Riduzione dei
tempi d'attesa per la sottoposizione ad alcuni esami specialistici
nella provincia di Trapani», degli onorevoli Oddo, Gucciardi e
Ferrara e numero 51 «Provvedimenti al fine di sospendere gli
effetti del preavviso di cessazione del rapporto di lavoro
notificato dal commissario straordinario dell'azienda ospedaliera
Umberto I di Enna a tutti i dirigenti medici», degli onorevoli
Caputo, Leanza Edoardo, Vinciullo, Campagna e Pogliese, verranno
trattate la prossima seduta.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero 416
«Iniziative in favore dei malati con gravi invalidità permanenti»,
degli onorevoli Currenti e Falcone, è trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 423 «Notizie in merito al
personale comandato presso l'Assessorato della sanità»,
dell'onorevole Maira.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, chiedo il
rinvio della trattazione alla prossima seduta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si passa all'interrogazione numero 467 «Chiarimenti circa le
nomine effettuate nel consiglio di amministrazione della fondazione
'Istituto San Raffaele G. Giglio' di Cefalù (PA)», dell'onorevole
Cracolici. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che nel mese di novembre dello scorso anno si è dimesso,
perché già in regime di prorogatio, il consiglio di amministrazione
della fondazione 'Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù';
ricordato che il c.d.a. del San Raffaele Giglio, che ha durata
quinquennale, è composto da 5 membri di cui tre di nomina pubblica
e 2 designati dal centro San Raffaele del Monte Tabor;
visto che i tre membri di nomina pubblica sono rispettivamente
indicati uno dal comune di Cefalù, uno dalla AUSL 6 e uno dalla
Regione;
rilevato che per il comune di Cefalù si è autonominato il sindaco
Giuseppe Guercio, per l'AUSL sarebbe stato nominato il direttore
della stessa AUSL 6, dr. Salvatore Iacolino, e per la Regione
sarebbe stato indicato, direttamente dal Presidente Lombardo, il
dr. Stefano Cirillo, designato anche quale Presidente dello stesso
c.d.a;
per sapere:
se sia risponda al vero che le nomine pubbliche corrispondono alle
indicazioni sopra rilevate;
se ritengano possibile che il direttore dell'AUSL 6, che è anche
organo di vigilanza delle strutture ospedaliere presenti nel suo
territorio, possa svolgere contemporaneamente il ruolo di
controllore e di controllato;
se ritenga utile e opportuno che il sindaco di Cefalù, che è
autorità sanitaria nel comune, ricopra contemporaneamente la veste
di amministratore della struttura sanitaria presente nella città;
quali motivazioni e quali spiccate doti manageriali abbiano
indotto a scegliere il dr. Cirillo tra i tanti professionisti e
manager disponibili quale rappresentante della Regione nel c.d.a.
nel San Raffaele G. Giglio di Cefalù». (467)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interpellanza.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, relativamente alla questione sollevata circa la nomina
del componente del consiglio di amministrazione da parte
dell'Azienda USL n. 6 di Palermo, come è già noto all'interrogante,
è stato nominato l'avvocato Massimo Punzi già componente del
precedente consiglio di amministrazione.
In merito alle osservazioni dell'interrogante circa la presenza
del Sindaco di Cefalù nel consiglio di amministrazione si ritiene
che tali determinazioni siano state assunte dallo stesso
nell'esercizio della propria autonomia nella veste di socio
fondatore pubblico.
Riguardo alla contestazione in ordine alla nomina, per parte
regionale, del dott. Stefano Cirillo, si precisa che lo stesso
possiede pienamente i requisiti richiesti dall'articolo 9 dello
statuto della Fondazione di indipendenza, elevata professionalità
ed onorabilità, nonché di qualificata competenza ed esperienza nei
settori dell'assistenza sanitaria, della ricerca scientifica e
della organizzazione e gestione di strutture destinate allo
svolgimento delle attività di assistenza e ricerca , avendo
maturato una più che decennale esperienza in posizione apicale in
prestigiose strutture italiane ed estere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, egregio Assessore, alcune delle
nomine che sono state oggetto di questa interrogazione sono state
modificate.
Leggo ora che il Governo ha nominato l'avvocato Massimo Punzi.
Allorquando ho presentato l'interrogazione, l'avvocato Massimo
Punzi non risultava essere stato nominato e, pertanto, chiedo al
Governo di precisare alla data di presentazione
dell'interrogazione, visto che quando io ho presentato
l'interrogazione il nominato era l'avvocato Iacolino, nonché
amministratore dell'Azienda numero 6, e nella qualità di manager si
è autonominato componente del consiglio di amministrazione, così
come il sindaco di Cefalù e così come il Governo ha nominato il
dottore Cirillo.
Io ne voglio approfittare perché è chiaro che le nomine
costituiscono una facoltà Nel caso del dottore Cirillo è una
valutazione che ha fatto il Governo, giusta o sbagliata lo vedremo
in corso d'opera, sulla base dei risultati che saranno prodotti.
Così come per quanto attiene il comune di Cefalù: se fossi stato
il sindaco, avrei evitato, non avendo competenze specifiche nel
settore, di autonominarmi amministratore di una struttura
ospedaliera.
Credo, inoltre, che il fatto che l'avvocato Iacolino abbia mutato,
anche a seguito della mia interrogazione, il suo atteggiamento
iniziale di autonomina e abbia provveduto a nominare altra persona
in rappresentanza dell'ASL 6 colga un elemento che l'interrogazione
poneva, la incompatibilità, di fatto, tra il socio amministratore
del San Raffaele e il controllore del San Raffaele, essendo
l'Azienda 6 soggetto terzo rispetto al San Raffaele. Con compiti,
quindi, anche di vigilanza. Ci si trovava nella condizione surreale
in cui il vigilante era esso stesso vigilato.
Una condizione, purtroppo, imperante in tempi di berlusconismo;
il conflitto di interessi è stato infatti cancellato dal
vocabolario dell'etica pubblica dell'amministrazione
Ma voglio approfittare per porre un'altra questione, e lo dico al
Governo che, spero, aggiunga al quesito posto nella interrogazione
anche quest'altra domanda che formulo adesso in diretta. L'avvocato
Iacolino fino a ieri era amministratore, soltanto amministratore,
dell'Azienda 6; da oggi è anche deputato, fra qualche giorno sarà
proclamato eletto. Pertanto saremmo nella condizione assolutamente
inedita e, forse, inedita in tutto l'ordinamento nazionale in cui
un parlamentare in carica eserciterà le funzioni di manager di
un'azienda sanitaria.
Ora, io credo che si ponga un problema. E' vero che abbiamo una
legge che disciplina la materia, ma viviamo anche in un Paese
surreale in cui la figura del manager di una AUSL è incompatibile
con la carica di parlamentare nazionale, ma non é anche
incompatibile con la carica di parlamentare europeo La legge non
lo vieta, quindi ne prendo atto. Ma c'è un'incompatibilità di
fatto, che si determina in base al principio della imparzialità e
del buon andamento dell'Amministrazione
Ora, una cosa è certa: un parlamentare, per sua natura, ha in sé
l'elemento della parzialità essendo rappresentante di una parte
politica. Non si può utilizzare il principio costituzionale che
risponde alla Nazione, perché il parlamentare europeo non è
sottoposto ai vincoli della Costituzione italiana che riguardano il
parlamentare nazionale, ma risponde alla parte politica che lo ha
eletto.
Si pone un problema: la più grande ASL del Mezzogiorno d'Italia,
la ASL 6 di Palermo, credo che oggi abbia bisogno di una gestione
che sia a garanzia della imparzialità.
Abbiamo già sentito troppe chiacchiere durante la campagna
elettorale; abbiamo sentito troppe chiacchiere anche sulla
parzialità di alcune decisioni assunte nella fase pre-elettorale.
Chiedo, quindi, al Governo di garantire che la più grande Azienda
sanitaria di Palermo sia posta nelle condizioni di svolgere in modo
imparziale la sua attività nei confronti di tutti i cittadini, di
tutti i dipendenti, di tutti i soggetti che hanno diritto ad avere
un servizio sanitario pubblico efficiente.
Signor Presidente, ho voluto approfittare di questa occasione
perché credo che la ragione dell'interrogazione che riguarda il
San Raffaele' in un momento specifico oggi possa essere benissimo
estesa alla incompatibilità di fatto tra l'onorevole Iacolino, non
più l'avvocato Iacolino, e la condizione - in cui permane - quale
amministratore dell'ASL 6 di Palermo.
Spero che su questo il Governo assuma impegni sostanziali, oltre
che formali, in modo che tale incompatibilità di fatto sia al più
presto superata.
Pertanto, mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 478 «Notizie in merito alla nomina del consiglio di
amministrazione della fondazione Istituto Giglio San Raffaele di
Cefalù», dell'onorevole Limoli, è trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 481 «Iniziative per restituire
la competenza della distribuzione dell'ossigeno liquido nelle
farmacie in provincia di Siracusa», a firma dell'onorevole
Vinciullo.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo il rinvio della
trattazione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo il rinvio della
trattazione alla prossima seduta.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 482
«Iniziative a tutela dei pazienti dell'unità operativa di
oculistica presso l'ospedale Umberto I di Siracusa», a firma
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la
sanità, premesso che:
l'unità operativa di oculistica dell'ospedale Umberto I di
Siracusa, per scelte assolutamente non condivisibili da parte della
direzione generale del nosocomio aretuseo, sta attraversando un
momento di grave crisi, sia dal punto di vista dell'offerta
sanitaria che da quella occupazionale;
nell'unità in oggetto 3 medici su 6, oltre tre anni fa, hanno
chiesto ed ottenuto il trasferimento in altra struttura
ospedaliera, mentre è rimasta una sola ortottista (assistente in
oftalmologia), sui due previsti in pianta organica. Tutto ciò senza
che la direzione generale dell'Umberto I abbia intrapreso
l'assunzione dei vincitori del concorso specifico, già da tempo
espletato, mentre non è stata avviata nessuna procedura per
l'assunzione della seconda unità di ortottista;
presso la medesima unità operativa non è più possibile effettuare
lo studio della retina con la tomografia ottica a luce coerente, un
particolare esame che si effettua grazie ad uno strumento
denominato OCT;
tale strumento era stato dato in visione gratuita alla struttura
ospedaliera dall'azienda produttrice, in quanto di ultima
generazione, in attesa dell'aggiornamento tecnologico, considerato
che quello in uso all'unità operativa di oculistica è stato
acquistato oltre 9 anni fa e di conseguenza si presenta obsoleto e
superato. Vista l'assoluta mancanza di volontà da parte della
direzione generale del nosocomio di procedere all'acquisto di detto
aggiornamento, nonostante sia stato più volte richiesto da parte
dell'unità operativa, l'azienda produttrice ha deciso di ritirare
l'aggiornamento, lasciando di conseguenza sprovvisto l'ospedale;
il costo dell'OTC è di sole 62 mila euro, una cifra decisamente
modesta se si tiene conto che, in un solo anno, sono stati
effettuati oltre 900 esami che hanno prodotto ben 36 mila euro di
ticket;
per sapere quali iniziative intendano assumere nei confronti della
direzione generale dell'ospedale Umberto I di Siracusa che, con
scelte puramente economiche, sta causando un gravissimo nocumento
all'intera comunità siracusana, ledendo, di fatto, il diritto dei
cittadini ad una sanità specializzata, preparata e numericamente
pronta ad assecondare e risolvere i problemi di carattere medico
che interessano tutti gli utenti dell'unità operativa di oculistica
dell'ospedale Umberto I di Siracusa, mettendo in discussione, fra
l'altro, l'immagine della divisione, da sempre considerata una
delle unità più qualificate ed a livelli eccellenti in tutto il
territorio regionale e contribuendo, di conseguenza, alla fuga dei
pazienti dalla sanità pubblica verso la sanità privata». (482)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Con nota del 24 febbraio 2009, il
direttore dell'Unità operativa di Oftalmologia ha rappresentato
l'esigenza di dotare la predetta Unità Operativa di un O.C.T. di
ultima generazione, stante l'obsolescenza dell'apparecchiatura in
dotazione.
Di sua iniziativa lo stesso direttore aveva testato un O.C.T.,
offerto in visione dalla Zeiss, proposto da quest'ultima al prezzo
di 80.000,00. Non trattandosi di un mero aggiornamento di
apparecchiatura già in possesso dell'Azienda, bensì di un acquisto
ex novo, è stata indetta gara a procedura negoziata con delibera n.
197 del 12 marzo 2009, fissando il prezzo a base d'asta in
56.000,00, I.V.A. esclusa.
La Commissione tecnica, per la conformità delle offerte e la
valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ha
provveduto all'aggiudicazione provvisoria del vincitore di gara, al
prezzo di 46.500,00, I.V.A. esclusa. Le altre due ditte
concorrenti, risultate conformi, hanno presentato offerte
rispettivamente per 49.500,00 ed 49.990,00, I.V.A. esclusa.
La gara non risulta ancora conclusa in quanto sono state sollevate
contestazioni da parte di una ditta partecipante, con offerta
tecnica con conforme. L'Azienda ospedaliera si è, comunque,
impegnata a completare in tempi brevi l'iter di aggiudicazione per
l'acquisizione dell'apparecchiatura.
Per quanto riguarda la dotazione organica dell'U.O.C. di
Oftalmologia l'Azienda ha comunicato che, attese le restrizioni
imposte dalla vigente normativa in materia di assunzione di
personale e di contenimento della spesa, ha ritenuto di dovere
privilegiare la copertura dei posti relativi all'area d'emergenza.
Nell'ottica del riordino del sistema sanitario regionale,
l'Azienda ha ritenuto opportuno, fra l'altro, soprassedere alla
copertura dei due posti vacanti in Oftalmologia, stante che gli
atti prodromici alla suddetta legge di riordino imponevano di
tenere conto della realtà provinciale.
Infatti, la legge 14 aprile 2009, n. 5, ha previsto un distretto
ospedaliero denominato Siracusa 1', di cui fanno parte sia
l'Umberto I che i presìdi di Avola e Noto, dove esiste un'altra
U.O.C. di Oftalmologia con un organico composto da un direttore e
tre dirigenti medici.
Appare opportuno, altresì, evidenziare che l'attività richiesta in
Oftalmologia ha subìto una profonda trasformazione tendente a
ricondurre in prestazioni ambulatoriali anche quelle attualmente
impropriamente rese in regime di ricovero ordinario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno dalla risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Egregio Assessore, intanto ringrazio per lo sforzo che
lei continua a fare nel rispondere. Però, le devo dire che solo in
parte è stato informato correttamente su come stanno le cose presso
il reparto di oculistica dell'ospedale Umberto I' di Siracusa.
Il reparto di oculista dell'ospedale Umberto I' di Siracusa è
stato sempre composto da un primario e da sei medici; è stato
sempre uno dei reparti migliori che abbiamo avuto, non solo in
provincia di Siracusa, ma - credo - in tutta la Sicilia orientale.
Ma, da qualche anno a questa parte, si è deciso di penalizzare non
solo i reparti, ma soprattutto i pazienti della provincia di
Siracusa. E allora è stato consentito a tre medici, tra altre cose
molto bravi, di trasferirsi dall'AUSL di Siracusa all'AUSL di
Catania. Il risultato è che questo reparto è rimasto in funzione
soltanto con un direttore di unità complessa e con tre medici.
Questi tre medici, assessore Russo, cosa devono fare? Prima di
tutto, assicurare l'emergenza 24 ore su 24 anche perché è vero che
esiste un altro reparto ad Avola; ma lei immagina cosa significa
dall'ospedale Buccheri La Ferla' di Palermo arrivare ad Avola?
Sono oltre 90 chilometri
Inoltre, il reparto di Avola non assicura l'emergenza né durante i
festivi né, tanto meno, di notte. Per cui da tutta la provincia
vengono a Siracusa per ricevere le cure che la gente si aspetta di
dover avere.
Provi dunque ad immaginare: una giornata è fatta di 24 ore, diviso
tre medici significa che ogni medico, ogni giorno, compresi il
sabato e la domenica, è costretto a svolgere un turno di pronta
emergenza. Inoltre, il reparto di Siracusa fa anche interventi,
cura i malati, ha una utenza di oltre 300.000 persone che si recano
nell'ospedale di Siracusa e, quotidianamente, vengono sottoposte a
controlli, a visite, soprattutto ad operazioni.
Assessore, non le sfuggirà che tre soli medici non possono
assicurare turni di 24 ore su 24.
Il secondo aspetto sono i ricoveri quotidiani; il terzo le
operazioni.
A meno che, Assessore, non si voglia favorire l'emigrazione dei
pazienti della provincia di Siracusa verso le province di Ragusa e
di Catania e, soprattutto, verso le cliniche private che, mentre
noi spogliamo l'ospedale Umberto I' di Siracusa, stanno
rafforzando i reparti che riguardano proprio l'oculistica.
Tra le altre cose, è stato bandito anche un concorso, vi sono dei
vincitori, e si dice che siano anche bravi perché uno di questi ha
partecipato ad un concorso a Genova ed è arrivato pure primo.
Allora, perché bandire questo concorso se non vogliamo ricoprire i
posti disponibili? Anche perché, assessore, mentre noi a Siracusa
stringiamo la cinghia e non consentiamo le assunzioni e la
copertura dei posti, ad Avola si ricorre ad altro personale sempre
nel reparto di oculistica.
E' chiaro, quindi, che nella stessa provincia non ci può essere
questa incongruenza: si chiude a Siracusa, dove viene fatta
l'emergenza notturna e festiva, e si apre ad Avola, dove sono pure
i medici sono bravi, bravissimi, ma non assicurano l'emergenza
festiva e notturna
A mio avviso, le restrizioni vanno sempre bene, il contenimento
della spesa mi trova sempre d'accordo; ma credo che in questo caso
si stia operando in maniera iniqua e ingiusta.
Si vuole, ancora una volta, penalizzare un reparto che è stato uno
dei reparti più importanti della provincia di Siracusa; si vuole -
mi sia consentito dire - colpire pesantemente la sanità pubblica;
si vuole ridurre un reparto che è stato sempre affollatissimo di
pazienti ad una sorta di succursale di qualche clinica privata,
oppure succursale di qualche reparto catanese.
Riconosco Assessore, amico Assessore - sono felice che lei stia
dall'altra parte, nei banchi del Governo -, al di là dei contrasti
che ci sono stati fra me e lei, la sua correttezza.
Questa è una delle tante occasioni in cui lei deve prendere carta
e penna, mandare un ispettore e fare in modo che i cittadini della
provincia di Siracusa abbiano il diritto di recarsi in una
struttura pubblica e non siano, invece, costretti ad andare in una
struttura privata.
Ripeto: tre medici devono assicurare i turni di emergenza 24 ore
su 24, sabati compresi. Ciò significa che non potranno aggiornarsi,
che non potranno andare in ferie, che non potranno mai allontanarsi
dalla città di Siracusa.
Stesso discorso vale per l'ortottista, cioè l'assistente. Prima
nel reparto di Siracusa ve ne erano due, adesso è stato ridotto a
uno. Tutto questo non può assolutamente trovarmi d'accordo.
La invito, quindi, ad attivarsi affinché al reparto di oculistica
di Siracusa sia ridata la dignità che merita. Pertanto, mi dichiaro
insoddisfatto.
PRESIDENTE. D'accordo tra le parti, le interrogazioni numero 483
«Assunzione dei 72 collaboratori professionali infermieri presso
l'ASL 9 di Trapani», e numero 486 «Provvedimenti per accelerare il
trasferimento dei reparti del vecchio ospedale 'San Biagio' nel
nuovo presidio ospedaliero di contrada Cardilla in Marsala (TP)»,
entrambe dell'onorevole Oddo, si intendono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 488
+Attivazione di hospice in provincia di Siracusa», dell'onorevole
Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con nota prot. 9064 del 31 marzo 2008, l'azienda ospedaliera
Umberto I' di Siracusa ha trasmesso copia della convenzione
sottoscritta in data 20 marzo 2008 tra l'azienda ospedaliera
Umberto I' di Siracusa e l'AUSL 8 di Siracusa, per la disciplina
dei rapporti derivanti dal trasferimento delle competenze relative
all'attività gestionale delle strutture sanitarie destinate a
hospice e cure palliative', strutture non previste nell'atto
aziendale e relativo organigramma;
il suddetto accordo faceva seguito a quanto stabilito durante i
lavori del tavolo tecnico provinciale, riunitosi il 12 dicembre
2007, che prevedevano tuttavia il presupposto della copertura
finanziaria da parte dell'Assessorato, trattandosi di nuovo
servizio da attivare;
a tutt'oggi non risulta pervenuta né la richiesta autorizzazione
né la suddetta relativa copertura finanziaria, nonostante la
richiesta ufficiale dell'AUSL 8 di Siracusa, datata 21 gennaio
2009;
l'Assessore per la sanità, ad una specifica richiesta del
sottoscritto interrogante in VI Commissione legislativa permanente
«Servizi sociali e sanitari», ha confermato l'importanza
dell'attivazione dell'hospice in provincia di Siracusa;
l'AUSL ha inviato il prospetto dei costi necessari al fabbisogno
di personale e attrezzature secondo quanto stabilito dalla
normativa esistente in materia;
considerato che, sulla base del modello organizzativo che
l'Assessorato Sanità intenderebbe attuare, che prevede la
condivisione di risorse tra l'azienda ospedaliera Umberto I e
l'azienda USL 8 di Siracusa, in assenza di finanziamenti regionali,
ne deriva che i costi di attivazione e gestione non possono che
essere ripartiti tra le aziende;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere, per attivare
con urgenza l'hospice in provincia di Siracusa, emanando
l'autorizzazione richiesta dall'AUSL 8 e la relativa copertura
finanziaria». (488)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in ordine all'interrogazione numero 488 si rappresenta
quanto segue.
Con decreto assessoriale n. 873 dell'8 maggio 2009, pubblicato
nella GURS 22 maggio 2009, n. 23, è stata approvata da questo
Assessorato la nuova organizzazione delle cure palliative in
Sicilia, individuando i posti letto dei centri residenziali
(hospice) facenti parte della rete regionale delle cure palliative,
ivi compresi gli otto posti letto della provincia di Siracusa.
Con lo stesso decreto sono state previste le modalità ed i
percorsi assistenziali, nonché i criteri di accesso, a tali
prestazioni le cui tariffe sono state fissate in euro 60,00 per
l'assistenza domiciliare integrata (al netto dei costi per farmaci,
protesi e ausìli, laboratoristica ed eventuale assistenza erogata
dal medico di medicina generale) ed euro 220,00 per l'assistenza
nei centri residenziali - hospice (comprensiva di tutte le voci
prestazionali ivi compresa la quota per l'accompagnatore).
Ciò posto, nella considerazione che gli otto posti per la
provincia di Siracusa sono inclusi nella rete regionale, e pertanto
non necessitano di ulteriore specifica autorizzazione, ai sensi di
quanto disposto dal citato decreto è obbligo alle Aziende
territoriali stesse attivarsi per la piena applicazione di quanto
ivi stabilito.
Inoltre, ai sensi dell'articolo 9 del medesimo decreto, agli oneri
derivanti dalla piena attivazione della rete delle cure palliative
le Aziende territoriali provvederanno attingendo alla quota di
Fondo sanitario regionale a ciascuna assegnata senza alcun onere
aggiuntivo a carico della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Mi dichiaro assolutamente soddisfatto della risposta
del Governo. Insieme a tutti i colleghi avevamo più volte
sollecitato il Governo a dare una risposta concreta che finalmente
è arrivata. E, di fronte a un fatto così importante per la
provincia di Siracusa, che ricordo avere il più alto tasso di
malati terminali in Sicilia, non posso non essere soddisfatto e
ringraziare l'Assessore per quello che ha fatto per il nostro
territorio.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 494 «Rigorosa applicazione della legge sul diritto d'accesso
agli atti degli enti del servizio sanitario regionale»,
dell'onorevole Bonomo, è trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 501 «Intervento allo scopo di
fare luce circa i criteri adottati dalla società cooperativa
Manutencoop relativamente alle procedure di assunzione»,
dell'onorevole Cracolici. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità
premesso che la Manutencoop svolge servizi di pulizia e di
sanificazione presso strutture ospedaliere e in numerosi uffici
amministrativi del comparto sanitario;
rilevato che la cooperativa, in ordine alle assunzioni, ha
operato, in alcuni casi, tenendo conto delle segnalazioni pervenute
da esponenti politici e da amministratori delle stesse aziende
sanitarie, anziché procedere selettivamente in base ai requisiti di
ciascuno degli aspiranti lavoratori;
ritenuto che detta pratica continua a perpetuare una logica di
clientele e di scambio contro cui la politica deve opporsi
contribuendo a determinare condizioni paritarie nell'accesso al
mercato del lavoro;
per sapere se non ritengano necessario e urgente far luce circa le
modalità adottate in merito alle suddette assunzioni e,
conseguentemente, quali drastiche misure si intendano perseguire
allo scopo di impedire il determinarsi di tali pratiche». (501)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interrogazione
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, si rappresenta
che l'Assessorato della sanità non ha alcuna competenza, né può in
alcun modo intervenire, essendo la predetta Manutencoop un
organismo di diritto privato, non assoggettabile alle regole di
reclutamento di personale previste per le pubbliche
amministrazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo tutto
può fare tranne fare Ponzio Pilato, che è una tecnica
inaccettabile.
La cooperativa in questione ha vinto una gara, ha utilizzato
personale, come da bando, già in servizio in altre cooperative che
è stato acquisito dalla nuova cooperativa. Questa nuova cooperativa
ha fatto anche altre assunzioni utilizzando contratti differenziati
a seconda se era già in servizio presso altre cooperative o se di
nuova assunzione.
Il compito di vigilare, Assessore, è in capo al Governo. E' chiaro
che il tema non è la procedura, ma riguarda le garanzie con le
quali si svolgono principi universali; oltre tutto, ricordo che
trattasi di un rapporto con l'Amministrazione pubblica.
Questa dichiarazione del Governo è veramente inaccettabile perché
il meccanismo di reclutamento - lo dico in italiano, così mi faccio
capire - attraverso il quale si costruisce il consenso politico,
clientelare, di parte del sistema politico siciliano, in
particolare di quelle forze che siedono e sostengono il suo
Governo, non può essere oggetto di far finta di non capire la
questione che è stata posta con l'interrogazione'
Io reitero questa interrogazione perché è inaccettabile che il
Governo risponda che non è di sua competenza vigilare sulle
modalità di reclutamento, visto che forse non lo è in quanto organo
istituzionale, ma in quanto organo politico-amministrativo.
Altro che competenza E' competenza dei singoli esponenti di
Governo e di gestione delle aziende sanitarie. Quindi, dobbiamo
sapere se il principio del buon andamento della pubblica
Amministrazione è garantito nelle modalità con le quali viene
reclutato e gestito il personale da parte delle aziende sanitarie
che affidano a terzi servizi che prima erano gestiti in modo
diretto.
Attraverso l'esternalizzazione di questi servizi si stanno
aggirando le modalità di reclutamento previste per le
amministrazioni pubbliche e si utilizza questa modalità per
costruire consenso politico.
Pertanto, reitero l'interrogazione e mi auguro che il Governo
approfondisca la materia.
E' inaccettabile questo atteggiamento ponziopilatesco', che
somiglia molto al collaborazionismo, da parte dell'organo di
Governo, rispetto al malaffare ed alla politica.
PRESIDENTE. Dispongo che l'interrogazione numero 501 rimanga in
vita per approfondire la questione della competenza a rispondere e
venga trattata nella prossima seduta.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero 510
«Riconoscimento della MCS (Sensibilità Chimica Multipla) come
malattia rara invalidante con attribuzione di codice sanitario
drg», degli onorevoli Falcone e Currenti, é trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza numero 54
«Ragioni della mancata funzionalità del nuovo ospedale di contrada
Cardilla a Marsala (TP)», dell'onorevole Ferrara, decade.
Si passa alla interrogazione numero 526 «Notizie in ordine alla
distribuzione diretta dei farmaci», dell'onorevole Di Benedetto. Ne
do lettura:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
in funzione dell'obiettivo di contenimento della spesa
farmaceutica nella Regione siciliana, con decreto assessoriale n.
2205 del 17 ottobre 2007 è stata prevista la distribuzione diretta
da parte dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie di tutti
i farmaci inclusi nel PHT;
gli obiettivi prefissati per l'attivazione del sistema della
distribuzione diretta prevedevano per il periodo 2007/2009
un'economia pari a euro 52.326.840;
considerato che la distribuzione diretta comporta notevoli disagi
per gli utenti, costretti a recarsi in comuni diversi da quelli di
residenza presso le strutture pubbliche abilitate per ottenere i
farmaci e che tale disagio sarebbe giustificato solo da un
effettivo e rilevante risparmio economico per le casse della
Regione;
per sapere:
se gli obiettivi posti, detratti i costi della spesa farmaceutica
per la distribuzione diretta, siano stati raggiunti e in quale
misura;
quale sia stato, nell'ultimo anno, il risparmio effettivo ottenuto
con la distribuzione diretta dei farmaci;
quale sia stato il costo dei farmaci distribuiti direttamente».
(526)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. In ordine alla interrogazione
numero 526, con la quale l'onorevole Di Benedetto chiede notizie
riguardanti la distribuzione diretta dei farmaci, si rappresenta
quanto segue.
La spesa farmaceutica convenzionata nell'anno 2008 si è mantenuta
ben al di sotto dei limiti programmati dal Piano di rientro grazie
alla puntuale applicazione dei provvedimenti emanati in attuazione
del predetto piano.
Tra le varie misure di contenimento attuate, vi è anche
l'incremento graduale della distribuzione diretta da parte di tutte
le aziende UU.SS.LL. dei farmaci inclusi nel PHT.
In particolare, il citato piano per l'anno 2008 prevedeva la
distribuzione dei medicinali in questione per un valore compreso
tra il 30 per cento e il 50 per cento di tutto il PHT; si sono
ipotizzate pertanto economie per un ammontare di euro
12.168.000,00.
Al fine di monitorare lo stato di attuazione di tale misura
operativa alla fine del mese di gennaio 2009 è stato richiesto alle
aziende di comunicare l'importo relativo al costo sostenuto per
l'acquisto dei farmaci in questione ed il loro relativo valore al
pubblico.
Dai dati comunicati è emerso che il valore al pubblico di tali
prodotti è stato per l'anno 2008 pari ad euro 186.674.902,68.
Attraverso l'elaborazione dei dati SFERA è stato ricavato il
valore dei medicinali del PHT distribuiti attraverso le farmacie
convenzionate corrispondente ad euro 105.618.913,82.
Pertanto la quota di medicinali inclusi nel PHT e distribuiti
direttamente è risultata pari al 63,86 per cento, quindi ben oltre
l'obiettivo prefissato.
Il costo comunicato dalle medesime aziende per l'acquisto dei
prodotti erogati è stato di euro 114.153.457,81, pertanto, tenuto
conto anche degli sconti praticati dalle farmacie convenzionate al
SSN che, per l'anno 2008, nella nostra regione hanno inciso per il
5,7 per cento sull'importo lordo, la distribuzione diretta dei
medicinali del PHT ha consentito di risparmiare ben 61.880.975,42
rispetto alla spesa che si sarebbe dovuta sostenere se gli stessi
prodotti fossero stati distribuiti in regime di convenzione.
Tali dati sono stati formalmente forniti al Tavolo ministeriale -
che ne ha preso atto - in sede di verifica trimestrale degli
adempimenti del piano di rientro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
numero 532 «Corsi di laurea delle professioni sanitarie presso
l'ospedale Gravina di Caltagirone (CT)», dell'onorevole Falcone, é
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 552 «Proroga del decreto
assessoriale n. 7762 del 2006 relativo a esenzione dal ticket per
le attività dei consultori familiari», dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
in data 31 marzo 2009 è scaduto il decreto n. 7762 del 19 aprile
2006 'Esenzione ticket per le attività dei consultori familiari'.
Il suddetto decreto era già una proroga del precedente decreto
assessoriale n. 347 del 21 marzo 2003;
con tale decreto si è raggiunto l'importantissimo obiettivo di una
significativa riduzione al ricorso dell'IVG (interruzione
volontaria di gravidanza). Difatti, l'art. 1 permette l'esenzione,
per la donna e la coppia che chiedono alla struttura consultoriale
prestazioni inerenti alla pianificazione familiare e alla guida ad
una maternità consapevole, delle prestazioni diagnostiche ritenute
necessarie per il controllo della contraccezione. L'art. 2
consente, alle donne che richiedono alla struttura consultoriale la
certificazione per effettuare l'IVG, l'esenzione dal pagamento
della quota di partecipazione alla spesa del Servizio sanitario
nazionale;
considerato che la gran parte degli utenti delle strutture
consultoriali appartiene ai ceti sociali meno agiati e che, quindi,
l'esenzione dai vari ticket consente una più diretta
partecipazione, da parte delle donne, alle iniziative dei
consultori;
per sapere se non ritengano opportuno, nelle more
dell'applicazione del nuovo piano sanitario regionale, prorogare il
sopra citato decreto per almeno 6 mesi, onde permettere la
continuazione di un servizio utile per la collettività e per le
fasce di popolazione più a rischio (minorenni) o meno agiate».
(552)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interrogazione.
RUSSO, assessore per la sanità. In ordine alla interrogazione
numero 552, con la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa
la proroga del decreto assessoriale n. 7762 del 2006 relativo
all'esenzione dal ticket per le attività dei consultori familiari,
si rappresenta che con decreto del Dirigente generale numero 1089
dell'8 giugno 2009, in corso di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana, è stata garantita la
prosecuzione dei benefici in parola con effetto dal 31 marzo 2009
al 31 marzo 2012.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Assessore Russo, stiamo finendo in un crescendo che io
sto accettando con grande soddisfazione. La proroga dell'esenzione
dal ticket per l'attività dei consultori familiari era una cosa
fondamentale, un diritto che noi riconosciamo alle fasce sociali
meno fortunate, alle fasce più deboli del nostro territorio.
Al consultorio familiare, non sfuggirà a lei, caro Assessore, chi
si rivolge? Si rivolgono i poveri, chi non ha cultura, chi non ha
la possibilità di andare a farsi visitare a pagamento. Quindi,
questa esenzione è veramente un fatto di civiltà che merita il
plauso dell'Aula e, come vede io sono pronto a riconoscerle questo
fatto.
Il fatto poi di averla prorogata per tre anni è significativo
perché, per i prossimi tre anni, i consultori familiari potranno
lavorare, potranno tranquillamente funzionare ed essere
ulteriormente rafforzati in maniera tale da potere dare risposte.
In più il guadagno che lo Stato, la Regione e l'Assessorato della
sanità andranno ad avere è notevole perché l'attività dei
consultori familiari, soprattutto, si indirizza verso la
possibilità di evitare procreazioni indesiderate, non volute che,
spesso, poi, si trasformano in aborti e, quindi, in costi sociali
importanti, ma anche in costi umani e psicologici spesso
insopportabili per le donne che sono costrette a ricorrere
all'aborto.
Pertanto, anche da cattolico, oltre che da deputato, non posso non
essere particolarmente soddisfatto di questa risposta che
l'assessore ha voluto dare all'Assemblea.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari,
l'interrogazione numero 553 «Provvedimenti per il ripristino di
adeguate cure per i pazienti affetti da talassemia presso l'Azienda
ospedaliera Umberto I di Siracusa», degli onorevoli Bonomo e
Gucciardi, e l'interrogazione numero 559 «Notizie circa
l'installazione di alcuni impianti pubblicitari in un'area di
proprietà dell'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa»,
dell'onorevole Bonomo, sono trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta.
D'accordo tra le parti, l'interpellanza numero 55 «Introduzione di
nuovi metodi di cura e di prevenzione dell'autismo in Sicilia»,
degli onorevoli Falcone, Pogliese e Vinciullo, sarà trattata nella
prossima seduta.
RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, faccio presente
che l'interrogazione numero 460, a firma dell'onorevole Donegani,
non è stata inserita nell'allegato della rubrica Sanità'.
PRESIDENTE. Preciso che competente a rispondere è l'assessore per
il Territorio e l'ambiente.
Presidenza del presidente Cascio
Rinvio del seguito dell'esame del disegno di legge «Norme in
materia
di aiuti alle imprese» (119 - Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto IV dell'ordine del giorno
Seguito dell'esame del disegno di legge numero 119 - Norme
stralciate I/A «Norme in materia di aiuti alle imprese», è
rinviato per assenza dall'Aula dell'assessore competente.
La seduta è rinviata a mercoledì 17 giugno 2009, alle ore 17.00,
con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 133 «Richiesta di riconoscimento della voce specifica
'Allergologia' nel nomenclatore tariffario delle
prestazioni ambulatoriali della Regione siciliana».
ARICò - MARROCCO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO
numero 134 «Iniziative volte a favorire l'inserimento dei
giovani siciliani nel mercato del lavoro».
LUPO - BARBAGALLO - GALVAGNO - GUCCIARDI -
FIORENZA
PANARELLO - RINALDI - LACCOTO - MATTARELLA
AMMATUNA - FERRARA - BONOMO - VITRANO -
PICCIOLO
numero 135 «Impegno nei confronti della Protezione civile di
Siracusa distintasi in occasione dell'incendio della
nave Vincenzo Florio della Tirrenia».
VINCIULLO - ARICò - FALCONE - CURRENTI -
CAPUTO
III -Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di
interpellanze della Rubrica Sanità'.
IV - Discussione del disegno di legge:
-«Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 - Norme
stralciate I/A) (Seguito)
relatore: on. D'Asero.
La seduta è tolta alle ore 19.45
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
bilancio e le finanze, all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per l'industria, premesso che:
il comma 2 dell'art. 34 della legge regionale n. 33/1996 ammette i
lavoratori della ex Pirelli di Villafranca Tirrena e Siracusa ai
benefici previsti dall'art. 4 della l.r. n. 3/1993, degli artt. 1 e
2 della l.r. n. 4/1995 e della l.r. n. 4/1994;
tali normative prevedono, per i suddetti lavoratori, interventi
straordinari di integrazione salariale in progetti finanziati dalla
Regione e, per quanto riguarda i lavoratori della sede di Siracusa,
l'utilizzo presso il comune medesimo nell'ambito di attività
socialmente utili;
preso atto che la V Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, 'Cultura, formazione e lavoro', nella seduta
n. 66 del 14 gennaio 2008 ha approvato la proposta di
'Finanziamento di interventi in favore dei lavoratori della società
Pirelli di Villafranca Tirrena e Siracusa interessati da processi
di crisi aziendale';
tenuto conto che, per potere dare una continuità agli interventi
disposti dalle normative vigenti e già citate, occorre integrare di
300 mila euro il capitolo di spesa previsto 'Spese della gestione
speciale (art. 360- finanziamento progetti per LSU - l.r.
18/05/1996 n. 33, art. 34, comma 2)' a carico del fondo siciliano
per l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori disoccupati;
per sapere se il Presidente della Regione e gli Assessori
interrogati non ritengano assolutamente necessario autorizzare, nel
prossimo bilancio, la spesa di 300 mila euro al fine di consentire
la prosecuzione degli interventi di cui al comma 2 dell'art. 34
della legge regionale n. 33/1996 a favore dei lavoratori
interessati ai processi di crisi aziendale della società Pirelli di
Villafranca Tirrena e di Siracusa». (221)
Risposta. «Con l'interrogazione di cui all'oggetto venivano
richieste notizie su quali interventi si ritengono da adottare in
favore dei lavoratori interessati ai processi di crisi della
società Pirelli di Vilafranca Tirrena e Siracusa.
Al riguardo, il Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego con
nota n. 804/Serv. V dell'1.04.2009, che si trasmette in copia, ha
fornito gli elementi di risposta sul caso.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
Nota del Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego
Assessorato del Lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione
AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Servizio V LSU e Workfare
Servizio - V - prot. 804
Oggetto: Interrogazione parlamentare n. 00221/2008 a firma
dell'On. Vincenzo Vinciullo - Crisi Aziendale della società
PIRELLI di Villafranca Tirrena e Siracusa.
All'Ufficio di diretta
collaborazione
dell'Onorevole Assessore
SEDE
In riscontro alla nota prot. 714/gab del 27/02/2009, si forniscono
i seguenti elementi per la risposta all'interrogazione richiamata
in oggetto.
Con decreto interassessoriale 23/03/2009 n. 2/FS è stata apportata
la variazione al bilancio di previsione del Fondo Siciliano per
l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori disoccupati per
l'anno finanziario 2009.
Detta variazione consente la prosecuzione degli interventi di cui
al comma 2 dell'articolo 34 della legge regionale n. 33/1996 a
favore dei lavoratori interessati ai processi di crisi aziendale
della società Pirelli di Villafranca Tirrena e di Siracusa».
Il
Dirigente generale
Lo Nigro
GALVAGNO-LUPO-FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-TERMINE. -
«All'Assessore regionale per la sanità, premesso che in data 19
dicembre 2008 l'Assessore per la sanità ha disposto la revoca del
decreto n. 36773 del 27 dicembre 2001, relativamente alle
disposizioni concernenti medicazioni per piaghe da decubito';
considerato che la revoca del decreto ha prodotto un impatto
sociale negativo sulla popolazione più debole;
per sapere:
se, nell'emanare il predetto decreto, si sia tenuto conto del
fatto che, in particolare, le medicazioni per piaghe da decubito'
vengono utilizzate dalla popolazione anziana, costretta, a volte
per anni, a permanere a letto o su una sedia a rotelle;
se ritenga opportuno sacrificare, sull'altare dell'accordo
sottoscritto in data 31 luglio 2007 dal Ministero dell'economia,
dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e
dal Presidente della Regione siciliana, con allegato il piano di
rientro di riorganizzazione, di riqualificazione e di
individuazione degli interventi per il perseguimento
dell'equilibrio economico del servizio sanitario regionale, la
tutela della salute delle fasce sociali più deboli;
se sia stato adeguatamente valutato il fatto che i fruitori delle
predette prestazioni percepiscono, nella maggior parte dei casi,
pensioni o assegni minimi che non superano la cifra di 500 euro e
che, pertanto, non sono in grado di provvedere all'acquisto delle
medicazioni di cui sopra;
se non ritenga opportuno, alla luce delle considerazioni di cui in
premessa e di tantissime altre che potrebbero essere facilmente
argomentate, procedere alla modifica del predetto decreto
assessoriale n. 3415/2008 inserendo, per esempio, un'esenzione per
fasce di reddito o per le persone non in grado di compiere gli atti
quotidiani della vita;
se e quali iniziative l'Assessore per la sanità abbia sinora
intrapreso o intenda intraprendere a garanzia e tutela del diritto
alle prestazioni sanitarie essenziali delle fasce deboli della
popolazione e degli anziani in particolare». (382)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto
con la quale l'onorevole Galvagno chiede notizie circa la revoca
del decreto recante "medicazioni per piaghe da decubito", si
rappresenta che con decreto del 23 febbraio 2009, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 10 del 6 marzo 2009,
sono state impartite disposizioni per la fornitura, in via
temporanea, delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa,
limitatamente alle persone con stati patologici severi cronici
rientranti in programmi assistenziali di cure domiciliari integrate
e non».
L'Assessore
Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
con decreto assessoriale n. 3415/08, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana n. 4 del 23 gennaio 2009,
l'Assessore per la sanità ha disposto la revoca del decreto 27
dicembre 2001 concernente aggiornamento dei prezzi dei prodotti,
ausili e presidi non inclusi nel nomenclatore tariffario;
a seguito del decreto de quo, in particolare, è stato revocato il
d.a. n. 36773/2001 per la parte che concerne medicazioni per piaghe
da decubito, integratori per patologie di stato malnutrizione,
nefropatie ed insufficienza respiratoria;
conseguentemente, l'emanazione del provvedimento in questione
comporta che, a decorrere dalla data del 24 gennaio 2009, gli
utenti che si troveranno in uno stato di bisogno e di necessità di
tali presidi ed ausili, per averli saranno costretti ad effettuare
il pagamento;
considerato che:
la decisione di concedere tali presidi ed ausili solo a pagamento
è una gravissima lesione del diritto alla salute dei cittadini, che
invece dovrebbero usufruirne a titolo gratuito, così come in
precedenza;
il servizio sanitario siciliano subirà un ulteriore peggioramento
in danno di servizi ai cittadini;
ritenuto che il provvedimento adottato produce effetti negativi
sui cittadini che, in questo modo, non potranno usufruire di un
importante servizio sanitario;
per sapere quali provvedimenti necessari ed urgenti il Governo
della Regione intenda adottare al fine di consentire l'utilizzo dei
presidi ed ausili, di cui in premessa, a titolo gratuito». (400)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede notizie circa i provvedimenti
per assicurare il godimento di presidi ed ausili medici a titolo
gratuito, si rappresenta che con decreto del 23 febbraio 2009,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 10
del 6 marzo 2009, sono state impartite disposizioni per la
fornitura, in via temporanea, delle prestazioni di assistenza
sanitaria integrativa, limitatamente alle persone con stati
patologici severi cronici rientranti in programmi assistenziali di
cure domiciliari integrate e non».
L'Assessore
Massimo Russo
VITRANO - «Al Presidente della Regione, all'Assessore alla
Presidenza e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
in base a quanto recentemente riportato dagli organi di
informazione risulta che la Regione siciliana sia inadempiente in
merito agli obblighi previsti dalle direttive dell'Unione europea
in materia di tutela dall'inquinamento atmosferico e che avrebbe
omesso, fino al 2007, di dare seguito agli adempimenti previsti
dalla normativa vigente;
il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, norma quadro di
attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e
gestione della qualità dell'aria ambiente, prevede per le regioni
l'obbligo di:
a) individuare le zone del proprio territorio nelle quali il
livello degli inquinamenti presenti in atmosfera comporta il
rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme;
b) mettere a punto piani d'azione contenenti le misure da attuare
nel breve periodo, affinché sia ridotto il rischio di superamento
dei limiti previsti dalla normativa vigente, con misure di
controllo e, se necessario, di sospensione delle attività (ivi
compreso il traffico veicolare) che contribuiscono al superamento
dei valori critici;
c) individuare l'autorità competente alla gestione del rischio;
d) adottare strumenti di contrasto all'inquinamento (piani o
programmi) per rientrare sotto il valore limite entro un termine
stabilito;
e) fare in modo che i piani e i programmi adottati vengano messi a
disposizione del pubblico e degli enti locali;
f) garantire che vengano prese le misure necessarie per informare
la popolazione se le soglie d'allarme dovessero essere superate, e
per fare in modo che informazioni aggiornate sulla qualità
dell'aria e su eventuali fenomeni di inquinamento siano messe a
disposizione del pubblico e degli enti interessati, in modo chiaro
ed accessibile a tutti i cittadini;
con il decreto ministeriale 1 ottobre 2002, n. 261, sono state
emanate le direttive tecniche per la valutazione della qualità
dell'aria sul territorio nazionale e sono stati adottati i criteri
per l'elaborazione dei piani e dei programmi di cui agli articoli
7, 8 e 10 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351;
a partire dal 2003 la Sicilia avrebbe dovuto cominciare a
programmare le iniziative previste dal d. lgs. n. 351/99, al fine
di pervenire negli anni successivi alla definizione degli strumenti
operativi di contrasto all'inquinamento atmosferico, ma ciò non
sarebbe stato fatto;
in base ai dati forniti da ARPA Sicilia, nel triennio 2004/2006 si
sono registrati nella nostra Regione ripetuti superamenti dei
valori limite e delle soglie d'allarme per diversi inquinanti, sia
nelle grandi aree urbane che nelle zone fortemente
industrializzate;
l'UE ha aperto due procedure di infrazione nei confronti
dell'Italia per la violazione da parte della Regione siciliana
della normativa in materia di tutela della qualità dell'aria (n.
2182/2007 del 27 giugno 2007 e la n. 4808/2008 del 26 giugno 2008,
ambedue per violazione delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE);
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha ripetutamente contestato negli anni passati alla Sicilia le
violazioni sopra citate, ed ha di recente comunicato alla Regione
l'avvio della ennesima procedura di infrazione per la mancata
elaborazione dei piani e programmi previsti dall'art. 8 del d.lgs.
n. 351/99, sempre in attuazione della direttiva 96/62/CE;
considerato che:
secondo la normativa dell'UE la cosiddetta soglia di allarme
costituisce un livello di pericolo oltre il quale il rischio per la
salute umana è scientificamente dimostrato, anche in caso di
esposizione di breve durata, e raggiunto il quale la pubblica
amministrazione è tenuta ad intervenire immediatamente;
il mancato rispetto degli obblighi in questione comporta, come
evidenziato dal Ministero dell'ambiente, una violazione delle norme
comunitarie a seguito della quale l'Italia sarà deferita alla Corte
di giustizia delle Comunità europee;
la mancata adozione di iniziative obbligatorie previste dalla
legge a tutela della salute dei cittadini integra responsabilità di
tipo amministrativo, civile, penale e contabile;
il mancato rispetto della normativa impedisce inoltre alla Sicilia
di accedere ai finanziamenti statali e europei, strategici ai fini
dell'attuazione delle politiche di protezione ambientale in questo
settore;
in data 17 gennaio 2009 anche la rubrica RAI 3 Ambiente Italia ha
ricordato l'ennesima procedura di infrazione contro l'Italia, a
causa della mancata approvazione in Sicilia dei piani e programmi
di prevenzione dall'inquinamento atmosferico previsti dalla
normativa europea;
il danno che dalla situazione sopra descritta deriva per la
pubblica amministrazione, anche in termini di immagine, appare
enorme;
ritenuto che sia necessario provvedere con urgenza a recuperare le
omissioni degli anni passati;
per sapere:
perché la Regione non abbia dato seguito agli adempimenti citati;
quali iniziative siano state prese per superare le violazioni
della normativa contestate alla Sicilia dal Ministero dell'ambiente
e dall'Unione europea;
quali iniziative siano state prese per proteggere i cittadini
siciliani minacciati dal probabile ripetersi di fenomeni di
inquinamento atmosferico, ai fini della tutela della salute
pubblica e dell'ambiente;
quali iniziative siano state prese per informare in modo compiuto
la popolazione che vive nelle grandi aree urbane e nelle zone
fortemente industrializzate della Sicilia, che sono quelle
maggiormente esposte all'inquinamento atmosferico, in merito allo
stato della qualità dell'aria ed eventuale superamento dei valori
limite e delle soglie d'allarme, così come prescritto dalla
normativa vigente». (403)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Si riferisce in merito all'atto di sindacato ispettivo
ut supra citato rassegnando preliminarmente che il quadro normativo
in materia di tutela della qualità dell'aria è attualmente regolato
dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, e dalle altre norme
correlate e/o collegate (D.M. 2 aprile 2002, n. 60; D.M. 1 ottobre
2002, n. 261; D. Lgs. 21 maggio 2004, n. 183; D. Lgs. 19 agosto
2005, n. 195; D. Lgs. 3 agosto 2007, n. 152) .
A fronte di un quadro di adempimenti così articolato e complesso
la Regione siciliana procedeva ad eseguire la valutazione
preliminare' della qualità dell'aria ambiente (adottata con il D.A.
305/GAB del 19 dicembre 2005) dando seguito, successivamente, allo
studio, analisi ed elaborazione dei dati informativi utili alla
stesura del Piano regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell' aria ambiente' adottato dalla Regione con Decreto
assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007.
Il predetto provvedimento è stato successivamente integrato dal
Decreto assessoriale n. 43/GAB del 12 marzo 2008, con il quale sono
state approvate alcune modifiche non sostanziali al piano regionale
per correggere alcuni errori e/o refusi presenti nel testo
iniziale.
Si tenga presente che il piano è uno strumento organico di
programmazione, coordinamento e controllo in materia di
inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento progressivo
delle condizioni ambientali e alla salvaguardia della salute
dell'uomo e dell'ambiente nel territorio della regione, e prevede
tutte le iniziative necessarie per dare rapidamente seguito agli
adempimenti previsti dalle norme UE e nazionali, soprattutto per
quanto riguarda i piani d'azione ed i programmi di cui agli
articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs. 351/99. L'elaborazione di tali
strumenti di intervento e risanamento, infatti, è molto complessa
in ogni sua fase (programmazione, valutazione, applicazione,
verifica), riguarda diverse discipline scientifiche, e coinvolge
diversi soggetti, pubblici e privati, interessati alle proposte di
risanamento e alla messa in opera dei relativi interventi.
Va precisato inoltre che il Piano Regionale di coordinamento per
la tutela della qualità dell'aria ambiente' prevede una complessa
ed articolata attività che, con una serie di aggiornamenti, e
tramite i necessari provvedimenti attuativi, si dispiega
progressivamente al fine di:
- conseguire sull'intero territorio regionale il rispetto dei
limiti stabiliti dalle normative europee entro i termini temporali
previsti;
- preservare e migliorare la qualità dell'aria mediante la
diminuzione della concentrazione degli inquinanti dove si
registrano valori prossimi ai limiti;
- perseguire un miglioramento generalizzato dell'ambiente e della
qualità della vita, evitando il trasferimento dell'inquinamento tra
le varie matrici ambientali;
- concorrere al raggiungimento degli impegni di riduzione delle
emissioni di gas-serra sottoscritti dall'Italia negli accordi
internazionali;
- favorire l'informazione, la partecipazione e il coinvolgimento
delle parti sociali e del pubblico.
Pertanto, in linea con quanto stabilito nel piano regionale, e in
conformità con quanto previsto dalla normativa vigente (art. 6 del
D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 351; art. 4 del D.A. n. 176/GAB del 9
agosto 2007; art. 281, comma 7, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152),
con il Decreto assessoriale n. 94/GAB del 24 luglio 2008 sono stati
adottati:
- l'Inventario regionale delle emissioni in aria ambiente
(Allegato 1 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
- la Valutazione della qualità dell'aria sul territorio regionale
(Allegato 2 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
- la Zonizzazione del territorio regionale (Allegato 2 al D.A.
94/GAB del 24 luglio 2008).
Inoltre sono stati avviati a livello regionale, in attuazione di
quanto previsto dall'art. 3, comma 5, del D.A. 176/GAB del 9 agosto
2007, specifici tavoli tecnici di settore con il compito di
definire:
- misure necessarie al potenziamento ed alla razionalizzazione
della rete di monitoraggio regionale, al fine di armonizzare il
sistema di rilevamento della qualità dell'aria con le direttive e
gli standard normativi previsti dall'Unione Europea;
- azioni di contrasto all'inquinamento atmosferico in aree ad
elevato impatto antropico (ad es. grandi aree urbane, importanti
zone portuali, aeroporti).
Al momento, a seguito dell'azione svolta, la Regione risulta in
linea con la normativa vigente per quanto riguarda i seguenti
adempimenti:
- adozione della Valutazione preliminare della qualità dell'aria
ambiente per il territorio regionale, ex art. 5 del D. Lgs. 4
agosto 1999, n. 351;
- adozione dell'Inventario regionale delle emissioni, ex Allegato
2 al D.M. 1 ottobre 2002, n. 261;
- adozione della Valutazione della qualità dell'aria ambiente per
il territorio regionale, ex art. 6 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351;
- individuazione delle zone nelle quali i livelli di uno o più
inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e
delle soglie d'allarme', ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto
1999, n. 351.
E' stato inoltre portato avanti - sia in sede periferica (Tavoli
Provinciali, istituiti con D.A. n. 42/GAB del 12 marzo 2008) che a
livello centrale (Tavolo Regionale, istituito con il D.A. 176/GAB
del 9 agosto 2007) - un lavoro propedeutico, allo stesso tempo
mirato e capillare, finalizzato a gettare le basi necessarie per
raggiungere rapidamente gli altri obiettivi del piano regionale.
Ad oggi l'azione amministrativa in precedenza avviata risulta
quasi del tutto completata e dovrebbe concludersi entro l'autunno
p.v. con la completa attuazione di quanto previsto dal Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria
ambiente', e sono in dirittura d'arrivo i seguenti provvedimenti
amministrativi:
- adozione dei Piani d'azione contenenti le misure da adottare nel
breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei
valori limite e delle soglie di allarme, ex art. 7, comma 2, del D.
Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- individuazione dell'Autorità Competente a gestire le situazioni
di rischio, ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- adozione delle misure da applicare nelle zone in cui i livelli
sono più alti dei valori limite, ex art. 8 del D. Lgs. 4 agosto
1999, n. 351;
- individuazione dei requisiti applicabili alle zone con i livelli
inferiori ai valori limite, ex art. 9 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351);
- definizione delle misure applicabili in caso di superamento
delle soglie d'allarme, ex art. 10 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
351;
- definizione delle misure per garantire l'informazione al
pubblico, ex art. 11 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
- definizione delle misure per garantire la trasmissione delle
informazioni, ex ad. 12 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351.
Per quanto concerne i provvedimenti sanzionatori adottati nei
confronti dei dirigenti pro-tempore responsabili del Servizio e
dell'Unità Operativa si rappresenta che, su proposta dello
scrivente, prot. n. 1405 del 2 aprile 2009, la Giunta regionale di
Governo, con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009, ha
deliberato di convalidare i D.D.G. n. 510 e n. 511 dell'8 giugno
2007 con i quali è stata disposta la revoca dell'incarico
dirigenziale rispettivamente al dott. Gioacchino Genchi ed al dott.
Alessandro Pellerito escludendoli, ai sensi dell'art. 10, comm. 4,
lett. a), della l.r. 15 maggio 2000 n. 10, dal conferimento d'
incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato
per anni 4 e anni 2 con decorrenza 8 giugno 2007.
Con Dirigenziale, del 28 aprile 2009 prot. n. 24/ris., veniva data
comunicazione allo scrivente che con nota prot. n. 22/ris. del 20
aprile 2009 si era provveduto alla notifica del provvedimento anzi
citato al dott. Gioacchino Genchi .
Si fa presente altresì che con nota prot. n. 91387 del 4 dicembre
2008, a firma del Dirigente Generale, venivano informati "come atto
dovuto - per gli aspetti di competenza e con riferimento alle
indagini in corso " sia la Procura della Repubblica che la Procura
della Corte dei Conti.
Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».
L'Assessore
Giuseppe SORBELLO
BARBAGALLO - LUPO - AMMATUNA - GALVAGNO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per il lavoro, la previsione sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
la grave crisi internazionale, che ha investito il sistema
creditizio e finanziario, sta innescando una pesante fase di
recessione economica e sociale, le cui conseguenze più preoccupanti
si riflettono sulle fasce deboli della popolazione;
sono moltissime le famiglie e le persone che, pur lavorando,
stentano a condurre una vita dignitosa con bilanci incapaci di
affrontare con un minimo di sicurezza le attività principali e
basilari del vivere quotidiano, andando ben oltre il fenomeno della
cosiddetta crisi della quarta settimana;
le nuove povertà, sono, infatti, un fenomeno che non riguarda solo
i soggetti in condizioni di totale indigenza, ma anche ampie fasce
di popolazione che sono colpite dagli alti costi necessari per
pagare i mutui e gli affitti della casa, l'istruzione dei figli, i
beni di prima necessità, le cure sanitarie e tutto ciò che possa
permettere la conduzione di una vita dignitosa;
in questo quadro la nostra Regione subisce un colpo ancor più
duro, per via della sua stagnazione economica dovuta all'assenza di
un'adeguata ed efficace strategia di sviluppo del territorio;
accertato che:
in Sicilia, già agli inizi del 2008, il tasso di disoccupazione ha
toccato il 15% e l'indice di povertà si è attestato al 30%,
raggiungendo il primato delle regioni italiane;
le previsioni future sono la perdita di circa 50 mila posti di
lavoro;
ritenuto che per affrontare la crisi economica e sociale in atto è
necessaria un'attenta analisi della situazione esistente, al fine
di poter individuare efficaci misure di contrasto;
per sapere se:
non ritengano opportuno procedere ad una tempestiva ricognizione
degli effetti economici e sociali della crisi socio-economica che
investe la nostra Regione;
quali iniziative siano state adottate o si intendano adottare al
fine di invertire la tendenza alla stagnazione e alla recessione
dell'economia siciliana, valorizzando le risorse e le potenzialità
strategiche e territoriali della nostra Regione;
se non ritengano urgente liberare ed impiegare le risorse
disponibili, procedendo all'immediata approvazione del bilancio,
evitando, pertanto, un ulteriore dannoso ricorso all'esercizio
provvisorio;
se ad oggi siano state adottate politiche di sviluppo in grado di
contrastare la perdita di posti di lavoro ed il fenomeno sempre più
diffuso della povertà». (493)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione di cui all'oggetto venivano
richieste notizie su quali interventi urgenti si ritengono di
adottare per contrastare gli effetti economici e sociali della
crisi che investe la nostra Regione.
Al riguardo, il Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego con
nota n. 429/Serv. I del 15.04.2009, che si trasmette in copia, ha
fornito utili elementi di risposta.
Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».
L'Assessore
Carmelo Incardona
Nota del Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego
Assessorato del Lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione
AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO
E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
SERVIZIO I
N. di prot. 429/ Serv. I del 15/04/2009
Oggetto: interrogazione parlamentare n. 00493/2009 - Interventi
urgenti per contrastare gli effetti economici e sociali della crisi
che investe la nostra Regione.
On.le Giovanni Barbagallo
On.le Assessore del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione
Ufficio di diretta collaborazione
SEDE
e,
p.c. Sig. Dirigente Generale
Agenzia Impiego
Sig. Dirigente Generale
Dipartimento Lavoro
LORO SEDI
In riferimento all'interrogazione parlamentare di cui all'oggetto,
per quanto di competenza, di seguito si rappresentano le iniziative
attuate da questa Agenzia che si concretano in interventi per
contrastare gli effetti economici e sociali della crisi che investe
la regione :
Emanazione della direttiva prot. 266 del 6 marzo 2009
Ammortizzatori sociali in deroga ex art.19 d.l. 185 /2008
convertito in legge n.2/2009 - Prime direttive, con la quale si
intendono programmare una serie di azioni e di interventi che
combinino politiche attive del lavoro, sostegno al reddito e
politiche dello sviluppo, che possano pienamente rispondere ai
fabbisogni locali delle imprese, e soprattutto finalizzate al
reimpiego e all'incremento dell'occupabilità dei lavoratori
destinati al trattamento in deroga ai sensi dell'art. 19 comma 8,
del D.L. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2
del 2009.
In questo contesto, coerentemente con le azioni intraprese negli
ultimi anni, si intende proseguire e rafforzare le azioni di
politica attiva del lavoro, mantenendo un ruolo di governo e di
indirizzo dei servizi erogati al fine di assicurare standard di
qualità e trasparenza in un sistema che garantisca efficienza ed
efficacia degli interventi stessi. In particolare, si attuerà una
nuova metodologia di approccio che tenga particolarmente conto dei
seguenti fattori:
- presa in carico del soggetto nella sua globalità, evitando in
questo modo la percezione della frammentarietà degli interventi;
- interventi che responsabilizzano i soggetti verso un approccio
proattivo nella ricerca del lavoro;
- predisposizione di progetti individuali per realizzare percorsi
di reimpiego che meglio si adattino alle differenti esigenze dei
cittadini e delle imprese e che quindi risultino quanto più
efficaci possibile;
- responsabilizzazione di ciascun operatore della rete nella presa
in carico dei soggetti, dalla costruzione del progetto individuale,
con particolare riferimento al segmento di servizi finali legato
all'inserimento al lavoro ed al rapporto con le imprese fino alla
ricollocazione professionale.
Costituzione di un Gruppo interassessoriale intermedio di
governance', composto da differenti responsabili dei rami
dell'amministrazione, che sta definendo e completando quelle azioni
occorrenti per la messa a regime degli SPI nella Regione Siciliana;
in particolare, sono state avviate le procedure per il
trasferimento in house del sistema informativo SIL e CO.
Sistema Informatico per le Comunicazioni Obbligatorie costituisce
il punto di accesso unico per l'invio on-line delle comunicazioni
di instaurazione, proroga, trasformazione, cessazione di un
rapporto di lavoro, secondo i modelli unificati definiti dal
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, da
parte di tutti i soggetti obbligati e abilitati. (decreto
interministeriale del 30 ottobre 2007, ha infatti reso obbligatorio
l'invio delle comunicazioni per via telematica, in attuazione di
quanto previsto dalla legge finanziaria 2007 (L. 296/06).
https://www.lavoro.gov.it/co.
La piattaforma telematica SIL consente l'erogazione dei servizi
specifici (servizi amministrativi e servizi di orientamento) e che
sono attivate presso tutti gli Uffici periferici dell'Assessorato
Lavoro, (SUPL e CPI) e quegli Sportelli Multifunzionali,
accreditati dagli stessi, che supportano l'erogazione di servizi
per il lavoro».
Il Vice Direttore
S.M.Cuffaro
Il Dirigente del Servizio
L. Carrara
Il Dirigente
esperto
C. Castello
FORZESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
con decreto del Presidente della Regione del 4 novembre 2002, sono
state emanate le linee guida per l'attuazione del piano
sociosanitario della Regione siciliana, ove al punto 4.10, è
previsto il riordino delle IPAB, in attuazione dell'art. 10 della
legge n. 328/2000 e d. lgs n. 207/2001;
le IPAB rappresentano una realtà incolmabile per l'erogazione di
servizi socio-assistenziali alle fasce deboli della città, si
pongono in posizione centrale nella pianificazione dei servizi e
rappresentano un patrimonio inestimabile per la comunità;
accertato che fino ad oggi il previsto riordino delle IPAB e la
programmata loro trasformazione in Aziende di servizi alla persona
, non sono stati attuati, né si è provveduto a definire il
censimento, la rilevazione e la riqualificazione delle stesse e dei
loro patrimoni;
rilevato che:
quasi tutte le IPAB siciliane sono state lasciate al di fuori
della programmazione regionale dei servizi socio-sanitari previsti
nei piani di zona, non partecipando neanche come soggetti attivi
firmatari dell'accordo di programma, nonostante già erogatori di
servizi socio-assistenziali, in possesso di valide strutture e di
comprovati requisiti, e penalizzando così il loro rilancio;
il riordino e la trasformazione di tali Istituzioni, già
consolidate nei territori, sia per i servizi erogati che per le
strutture possedute, rappresenterebbero certamente delle scelte
strategiche non più rinviabili, costituenti un miglioramento e un
valore aggiunto nella gestione ed offerta di servizi sociosanitari
integrati;
la constatata esperienza del precedente percorso programmatico,
non è certo lusinghiera ma deludente e che ci si avvia verso la
nuova programmazione dei servizi socio-sanitari 2010/2012;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per assicurare il riordino e
la trasformazione delle IPAB e garantire la loro partecipazione nel
circuito del sistema integrato di servizi socio-sanitari, in quanto
istituzioni eccellenti di assistenza a favore delle classi
disagiate». (507)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riguardo all'interrogazione in oggetto, il Servizio
I del Dipartimento, cui compete la "promozione, valorizzazione e
sostegno del Terzo settore", ha già fornito elementi di risposta
necessari per rispondere all'interrogazione n. 2 dell'onorevole
Gucciardi che poneva analogo quesito.
In data 23 luglio 2008, prot. n. 27317, è stato inviato alla I
Commissione dell'ARS apposito monitoraggio sul funzionamento delle
II.PP.A.B nelle more ed in funzione del previsto riordino disposto
dall'art. 10 della 1.r. 328/00 per la trasformazione in aziende
pubbliche di servizi alla persona, giusta direttiva del D.L.vo
207/2001.
In sintesi, a fronte di una pluridecennale attività di assistenza
sociale e socio sanitaria in favore di minori, anziani, disabili,
sofferenti mentali e soggetti con disagio, accolti su richiesta dei
competenti servizi comunali e sanitari e dell'autorità minorile,
ovvero per libera scelta delle famiglie non più in grado di
garantirne l'assistenza in ambito familiare, la quasi totalità
delle II.PP.A.B. della Sicilia sorte all'inizio dello scorso secolo
ed ancora funzionanti, seppur con una sempre più ridotta attività
(n. 120 su un complessivo di 160 esistenti), presenta un crescente
disavanzo di gestione la cui entità alla fine del 2007 è di circa
27 milioni di euro. Disavanzo accumulato nel corso di questi ultimi
anni che appare sempre più insanabile ove non intervengano
provvedimenti straordinari, a carico del bilancio regionale, volti
al risanamento in concorso con iniziative di
riconversione/riqualificazione dei servizi all'interno della
programmazione e gestione locale dei Piani di Zona di concerto con
i Comuni ed AUSL dei distretti di riferimento (art. 19 Legge
328/00); non esclusa, ove necessaria, la parziale dismissione sotto
il controllo di questo Assessorato dei beni patrimoniali
disponibili, spesso di notevole entità e valore storico-
monumentale, non direttamente utilizzati per l'erogazione dei
servizi, in stato di abbandono ovvero con rendite di risibile
entità.
In questi anni, un'inefficace attività di vigilanza da parte del
Dipartimento ha determinato inevitabili ritardi, accumulati dalle
medesime II.PP.A.B., nel pagamento degli emolumenti spettanti al
personale dipendente, nel versamento dei contributi previdenziali
ed assicurativi, oltre che nei confronti dei fornitori, con
costante esposizione all'azione legale e di protesta di centinaia
di dipendenti, di ruolo od in convenzione come ampiamente riportato
dagli organi di stampa.
Sono pregiudicati gli stessi livelli di qualità dei servizi
offerti, in particolare nelle strutture residenziali, determinati
dall'attuale insufficienza dei contributi regionali erogati sia per
l'applicazione del C.C.N.L. ex l.r. 71/82, con la disponibilità di
9 milioni di euro a fronte di un fabbisogno di oltre 25 milioni, e
di 2.400 migliaia di euro a copertura del disavanzo di gestione a
fronte del fabbisogno di oltre 27 milioni di euro accumulato in
particolare nel corso di questi ultimi anni.
Le difficoltà gestionali delle II.PP.A.B. nascono anche dalla
difficoltà/diniego opposto dai Comuni nell'assunzione e/o nel
rimborso delle rette di mantenimento dei soggetti ospiti delle
strutture perché bisognevoli di prestazioni di tutela sociale, ciò
in aperta e costante violazione del quadro legislativo regionale
(1.r. n. 22/86) e delle direttive attuative di questo Assessorato
emanate nel corso degli anni (DPRS 29/6/88 - DPRS n. 158/96 - Circ.
3986/28.11.02 - art. 22, L. 328/00), a nulla rilevando per costante
giurisprudenza, la dichiarata insufficienza delle risorse dei
bilanci comunali come più volte denunciato per riduzione dei
trasferimenti regionali (art. 45 l.r. 6/97).
Sono state attivate delle iniziative che hanno condotto il Governo
regionale ad inserire nel bilancio regionale 2008 un vincolo del
25% nei predetti trasferimenti ai Comuni da destinare
esclusivamente all'area dei servizi sociali nelle more della
ricostituzione di apposito capitolo del bilancio regionale (ex art.
44 l.r. 22/86).
Sarà impegno dell'Assessorato mediante la nomina di commissari ad
acta, ai sensi dell'art. 24 l.r. 44/91, attivarsi per il recupero
dei crediti vantati dalle II.PP.A.B. e dagli Organismi del Terzo
settore nei confronti dei Comuni inadempienti, anche per la stipula
od il rinnovo delle prescritte convenzioni (cfr. Palermo e
Catania), a tutela del diritto all'assistenza ed alla salute dei
soggetti in difficoltà (art. 32 Cost.), con contestuale
coinvolgimento come detto delle II.PP.A.B. nell'elaborazione dei
Piani sociali di Zona, con impiego delle strutture e del personale
nella gestione dei servizi e della attività programmate con
prevedibile utilizzo delle risorse trasferite ai medesimi Distretti
a valere sul Fondo Nazionale P.S. (1. 328/00) ad integrazione delle
risorse ordinarie dei bilanci comunali.
Per tali obiettivi, sono state emanate dal Servizio I
dell'Assessorato apposite direttive, mediante circolare
assessoriale n. 10 del 31/8/06, con invito ai Comuni dell'Isola a
riappropriarsi del ruolo delle II.PP.A.B. presenti in ogni contesto
per una piena utilizzazione delle loro potenzialità strutturali,
umane e professionali in rapporto convenzionale - strumentale (art.
20 - 23 l.r. 22/86).
Inoltre, è in atto la ripresa degli interventi sostitutivi per il
recupero presso i Comuni inadempienti delle rette di ricovero non
corrisposte alle II.PP.A.B. per l'assistenza prestata in
particolare agli anziani e disabili nel rispetto delle direttive
regionali, interventi che saranno estesi anche al beneficio degli
Organismi del Terzo Settore, operanti in prevalenza nell'area
minorile (Comunità alloggio e Case famiglia) e nel ricovero di
anziani e disabili, a restituire tutela ai livelli essenziali delle
prestazioni sociali fissati dalla Costituzione nel rispetto del
principio di sussidarietà (cfr. art. 120, comma 2, Cost.). In
alternativa, ove le II.PP.A.B. non fossero in grado di proseguire
le finalità statutarie, pervenendo al pareggio di bilancio con
l'approntamento di adeguato piano di risanamento anche con il
ricorso all'eventuale fusione con altre II.PP.A.B., l'estinzione
diventa strada obbligata con devoluzione dei beni patrimoniali
residui ai Comuni nel cui territorio gli immobili ricadono ed
obbligo per il Comune in cui ha sede l'I.P.A.B. estinta di
subentrare in ogni rapporto attivo e passivo unitamente
all'assunzione del personale dipendente di ruolo (art. 34,
comma 2, della 1.r. n. 22/86).
In definitiva, rimane imprescindibile l'obbligo del Governo
regionale e dell'ARS di approvare il disegno di legge di riordino
delle II.PP.A.B. ancora funzionanti ed in possesso dei requisiti
finanziari, patrimoniali, umani, professionali, per la
trasformazione in Aziende pubbliche di servizio alla persona, nel
rispetto delle direttive fissate dall'art. 10 della legge 328/00 e
del decreto attuativo n. 207/01.
Contestualmente, uguale impegno deve essere posto nella ricerca,
fin dal corrente esercizio, delle risorse finanziarie dirette ad
agevolare le procedure di risanamento delle II.PP.A.B., che per
l'attualità dei fini e l'utenza servita possano ancora collocarsi
all'interno della pianificazione locale dei servizi sociali anche
con procedure di fusione; fino a giungere, in ultima ratio,
all'estinzione di quelle II.PP.A.B. che da decenni non svolgono
alcuna attività assistenziale o non dimostrano capacità di ripresa
e di riqualificazione dei servizi per assenza di risorse
finanziarie od insanabili dissesti finanziari».
L'Assessore
Francesco SCOMA