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Resoconto d'Aula della Seduta n. 93 di mercoledì 10 giugno 2009
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   Presidenza del Vicepresidente Oddo


   LACCOTO,  segretario f.f., dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  91 del 19 maggio e 92 del 4 giugno 2009  che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la  seduta  di
  oggi,  10 giugno 2009, gli onorevoli: Beninati, Bonomo, Digiacomo,
  Di  Guardo,  Falcone,  Greco, Incardona, Lupo,  Marrocco,  Scilla,
  Fagone, Vitrano e Colianni.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   Comunico che sono in missione, per ragioni del loro ufficio,  gli
  onorevoli: Gennuso dal 9 all'11 giugno 2009; Cordaro dal 10 all'11
  giugno 2009, Faraone dal 12 al 14 giugno 2009 e Aricò dal 13 al 17
  giugno 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Famiglia:

   -  numero 507 «Iniziative volte al riordino e alla trasformazione
  delle IPAB»
   Firmatario: Forzese Marco;

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro:

   -  numero 221 «Interventi in favore dei lavoratori interessati ai
  processi  di  crisi  della società Pirelli di Villafranca  Tirrena
  (ME) e Siracusa»
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo;

   -  numero  493  «Interventi urgenti per contrastare  gli  effetti
  economici e sociali della crisi che investe la nostra Regione»
   Firmatari: Barbagallo Giovanni; Lupo Giuseppe; Ammatuna  Roberto;
  Galvagno Michele;

   - da parte dell'Assessore per la Sanità:

   -  numero 382 «Revoca del decreto recante 'medicazioni per piaghe
  da decubito'»
   Firmatari:  Galvagno  Michele; Lupo  Giuseppe;  Ferrara  Massimo;
  Ammatuna   Roberto;   Barbagallo  Giovanni;   Termine   Salvatore;
  Panepinto Giovanni;

   -  numero  400  «Provvedimenti per  assicurare  il  godimento  di
  presidi ed ausili medici a titolo gratuito»
   Firmatario: Caputo Salvino;

   - da parte dell'Assessore per il Territorio:

   -  numero 403 «Presunte omissioni e violazioni di norme statali e
  direttive   europee  in  materia  di  contrasto   all'inquinamento
  atmosferico».
   Firmatario: Vitrano Gaspare.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  «Norme  per la trasformazione degli Istituti autonomi  per  le
  case popolari (IACP) in Aziende regionali per l'edilizia abitativa
  (AREA)»  (n. 438)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo)  su  proposta
  dell'assessore per i lavori pubblici (Gentile) in data  26  maggio
  2009;

   -  «Norme  in  materia di polizia demaniale e per la  tutela  del
  patrimonio della Regione» (n. 439)
   presentato  dal Presidente della Regione (Lombardo)  su  proposta
  dell'assessore alla Presidenza (Ilarda) in data 28  maggio 2009.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che in data 4 giugno 2009  è  pervenuta  la
  seguente richiesta di parere:

   -  Schema  di  decreto presidenziale contenente  le  modalità  di
  individuazione  dei componenti e di funzionamento  della  Consulta
  regionale  della  sanità di cui all'articolo 17,  comma  4,  della
  legge  regionale  14  aprile 2009, n.  5,  recante  Norme  per  il
  riordino del servizio sanitario regionale (numero 23/VI).

            Comunicazione di trasmissione di deliberazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale - Secondo bimestre 2009.
   Copie  delle  medesime e il relativo elenco recante l'oggetto  di
  ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio Commissioni.

   Comunico, altresì, che il Presidente della Regione ha trasmesso:

   in data 19 maggio 2009:
   -  copia della documentazione relativa al POR Sicilia 2000/2006 -
  Modifica  degli  indicatori di realizzazione fisica  delle  misure
  3.20,  4.07,  4.13,  4.15,  4.02 e 6.06.  Copia  del  sopraccitato
  documento è stata trasmessa alle Commissioni parlamentari  III, IV
  e UE;
   - copia della documentazione relativa al P.O.R.  F.E.S.R. Sicilia
  2007/2013  -  Proposta  di  modifica  delle  linee  di  intervento
  2.1.2.1,  2.1.2.2, 5.1.3.1, 5.1.3.2, 5.1.3.5, 2.1, 4.1, 4.2,  5.1,
  5.2 e 7.1  Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione'.
   Copia   del  sopra  citato  documento  è  stata  trasmessa   alle
  commissioni parlamentari III, V e UE;

   in data 21 maggio 2009:
   -  copia della documentazione relativa al POR Sicilia 2000/2006 -
  Complemento  di programmazione - Adozione definitiva  -  Procedura
  scritta n. 6/2008.
   Copia   del   documento  è  stata  trasmessa   alle   commissioni
  parlamentari I, II, III, IV. V. VI e UE;

   in data 28 maggio 2009:
   -  copia  della  documentazione relativa al POR F.E.S.R.  Sicilia
  2007/2013  -  Modifica  requisiti di ammissibilità  e  criteri  di
  selezione approvate dal Comitato di Sorveglianza nella seduta  del
  20 maggio 2009. Adozione definitiva.
   Copia   del   documento  è  stata  trasmessa   alle   commissioni
  parlamentari I, II, III, IV, V, VI e UE.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LACCOTO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie sociali, premesso che:

   ai  sensi  della  legge  regionale n. 22 del  1986  e  successive
  modificazioni,  la  Regione  siciliana  ha  inteso  riordinare  il
  panorama  socio-assistenziale a favore delle  fasce  deboli  della
  società  (anziani, adulti inabili, minori, ragazze  madri,  ecc.),
  standardizzando  i servizi in tutto il territorio regionale.  Tale
  obiettivo  è stato raggiunto attraverso l'emanazione di una  norma
  di  livello 2,  appunto il decreto del Presidente della Regione n.
  158  del  1996, che ha adottato schemi di convenzione per  singola
  categoria di utenti;

   il Comune di Catania ha preso atto degli schemi di convenzione di
  cui  al  citato  DPRS  n. 158 del 1996 con delibera  di  Consiglio
  comunale n. 10 del 17 febbraio 1997;

   nell'anno   2007,   a   seguito   di   vari   incontri   promossi
  dall'Amministrazione comunale con i sindacati di  categoria  e  le
  sigle  datoriali, venne sottoscritto un protocollo che  modificava
  gli  schemi regionali solo nella parte economica, alla luce  delle
  disposizioni regionali relativamente al riconoscimento  della  14
  mensilità  agli  operatori ed ai rinnovati CCNL  (vedi  protocollo
  servizi sociali numero 486 del 27 aprile 2007);

   considerato che l'architetto Annamaria Li Destri, subentrata alla
  Direzione  dei  servizi sociali, non ha ritenuto di rispettare  il
  protocollo  precedentemente sottoscritto per la parte  riguardante
  gli  anziani e gli adulti inabili ed ha, viceversa, sottoposto  al
  Consiglio comunale un nuovo schema, del tutto diverso rispetto  ai
  dettati   regionali   ed  alla  delibera  n.  10   precedentemente
  richiamata,  incorrendo in un abuso di potere ed in  un'arbitraria
  discriminazione tra gli schemi di convenzione riguardanti le varie
  categorie di utenti e all'interno della stessa categoria  'anziani
  e adulti inabili';

   rilevato  che,  per  quanto  sopra esposto,  è  pendente  ricorso
  dinanzi al Tribunale amministrativo regionale, nonché un'ispezione
  regionale   a   seguito  di  esposto-denuncia   presentato   dalle
  organizzazioni datoriali e da varie strutture iscritte  agli  albi
  regionali;

   considerato ancora che:

   l'Assessorato  Famiglia continua a segnalare, alle  famiglie  che
  presentano  domande di ricovero, solo alcune strutture  che  hanno
  sottoscritto la convenzione impugnata, escludendo dalla scelta gli
  enti  (circa  35)  che  non hanno sottoscritto  tale  convenzione,
  ritenendola illegittima e illegale;

   l'Assessorato  Famiglia  omette sistematicamente  di  attivare  i
  tavoli  di  lavoro  relativi al piano di zona (legge  n.  328  del
  2000),  adducendo  a  motivazione  che  'bastano  le  convocazioni
  telefoniche',  così  come  lamentato  da  varie  sigle   datoriali
  (Confindustria, ANASTE, ecc.), comunque mai pervenute  alle  sigle
  citate;

   per  sapere  quali  interventi urgenti di tipo  sostitutivo  (una
  volta   esaurita  la  fase  ispettiva  in  atto)  intenda  avviare
  l'Assessorato:

   per   recuperare   i   ritardi  e  le  omissioni   denunciate   e
  regolarizzare i rapporti con gli enti assistenziali, attraverso il
  corretto  rinnovo delle convenzioni e con l'impiego delle  risorse
  disponibili (v. anche 'fondi 328') anche nel bilancio pluriennale;

   per  restituire certezze a quanti sperano nel settore, a garanzia
  dei  livelli occupazionali e a difesa di un'utenza che  soffre  di
  particolare disagio per la ridotta autonomia, messa in pericolo da
  una  strategia politica poco trasparente e meritevole  di  maggior
  vigilanza». (599)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                RAIA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

   la  grave crisi che ha colpito l'economia mondiale, in Italia  ed
  in  Sicilia  in  particolar  modo, ha coinvolto  l'intero  sistema
  produttivo delle imprese;

   tale  crisi  ha  interessato soprattutto le microimprese,  quelle
  aziende cioè che operano con il contributo diretto del titolare  e
  con  la  collaborazione di pochissime unità lavorative in rapporto
  di  dipendenza o di apprendistato. Le microimprese danno lavoro al
  44%  del  totale  degli addetti che lavorano in tutte  le  imprese
  italiane;

   tra  le  microimprese  sono  da  includere,  per  caratteristiche
  proprie,  le  attività artigiane, il cui titolare è da considerare
  soggetto  da  tutelare  alla  stessa stregua  dei  dipendenti  del
  pubblico impiego e degli operai del settore privato;

   considerato che:

   numerose  sono  le  iniziative del Governo nazionale  a  sostegno
  delle attività colpite dalla crisi;

   tutte  le iniziative governative a sostegno dei redditi escludono
  il  reddito prodotto dall'artigiano, per la sola condizione che lo
  stesso è titolare di partita IVA;

   gli  artigiani, con la contrazione dei consumi, corrono il  serio
  pericolo  di  scomparire o quanto meno di patire maggiormente  gli
  effetti negativi della riduzione dei redditi;

   visto che:

   l'artigiano,  a  sostegno del reddito, ha diritto  all'erogazione
  degli assegni familiari;

   in  Sicilia,  l'onere finanziario dell'erogazione  degli  assegni
  familiari  agli artigiani è di competenza della Regione  che,  con
  apposito  stanziamento  di  bilancio,  provvede  a  soddisfare  le
  richieste che lo stesso artigiano inoltra tramite l'INPS;

   la   Regione   siciliana   non  finanzia   il   fondo   destinato
  all'erogazione degli assegni familiari agli artigiani dal  lontano
  1992;

   per  sapere  se  non  ritengano  improcrastinabile  impegnare  le
  risorse  necessarie  all'erogazione degli assegni  familiari  agli
  artigiani per l'anno 2009 e per gli anni arretrati, prevedendo  le
  modalità  di perfezionamento e di sanatoria delle domande relative
  agli anni precedenti». (600)

                                                           VINCIULLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   da  notizie di stampa si è appreso che il Sindaco di Agrigento ha
  stabilito  il  divieto  di utilizzo per fini  potabili  dell'acqua
  distribuita  dalla  società  Girgenti  Acque  attraverso  la  rete
  pubblica;

   il divieto è arrivato solo dopo numerose proteste di cittadini in
  conseguenza dell'elevato grado di torbidità dell'acqua;

   rilevato  che  tale  situazione pone la cittadinanza  agrigentina
  dinanzi  l'ennesima carenza d'acqua, nonostante  l'enorme  portata
  idrica verificatasi quest'anno;

   per sapere:

   se non ritenga necessario e urgente accertare quali esiti abbiano
  prodotto  le analisi dei campioni d'acqua prelevati dalla Girgenti
  Acque  per  accertarne  lo  stato  igienico-sanitario  e  se  tale
  procedura sia stata adottata nei tempi giusti tali da garantire la
  salute dei cittadini agrigentini;

   quali  misure  sanitarie siano state predisposte a  tutela  della
  salute  pubblica e se, in caso negativo, non ritenga necessario  e
  urgente  porre  in essere ogni iniziativa utile che garantisca  la
  salubrità dell'acqua distribuita nella città di Agrigento». (604)

                                                           PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data 3 febbraio 2009 a mezzo lettera protocollo 104/2009,  lo
  scrivente richiedeva all'Assessore per il bilancio e le finanze ed
  al  Presidente della società Patrimonio Immobiliare  (SPI)  S.p.a,
  con  sede  presso  lo stesso Assessorato Bilancio  e  finanze,  un
  elenco dei beni immobili di proprietà dalla SPI, già di pertinenza
  della   Regione  siciliana,  corredato  di  indirizzo,   data   di
  acquisizione  e  del  valore commerciale e  catastale,  in  quanto
  necessario  per  l'espletamento  delle  prerogative  di   deputato
  regionale del sottoscritto interrogante;

   a distanza di oltre un mese dalla data della lettera, non essendo
  pervenuta  nessuna risposta, lo scrivente si metteva  in  contatto
  con  l'allora Presidente della società Patrimonio Immobiliare,  il
  quale  lo rimandava all'Assessorato Bilancio in quanto egli stesso
  non   espletava  più  le  sue  funzioni  a  causa  della  scadenza
  dell'incarico  e  della  chiusura degli  uffici,  con  conseguente
  scollegamento delle utenze telefoniche;

   a   seguito   di  questo  colloquio,  lo  scrivente  si   metteva
  personalmente   in  contatto  con  l'allora  Capo   di   gabinetto
  dell'Assessore  per  il  bilancio e  le  finanze,  oggi  dirigente
  generale  del  Dipartimento finanze, ing. Salvatore Giglione,  che
  assicurava  l'imminente invio di un dischetto  contenente  i  dati
  richiesti dallo scrivente;

   trascorsi  infruttuosamente  altri due  mesi  dal  colloquio  con
  l'ing.  Giglione, in data 15 maggio u.s., lo scrivente  contattava
  ulteriormente  l'ing. Giglione per sollecitare  l'invio  dei  dati
  richiesti;

   in  data  18  maggio  u.s., veniva consegnato allo  scrivente  un
  dischetto  che presumibilmente conteneva le informazioni richieste
  ormai da diversi mesi;

   un'attenta  analisi  del contenuto del dischetto  evidenziava  un
  elenco  generico delle proprietà immobiliari in oggetto,  mancante
  di   indirizzi,   date  di  acquisizione,  valori   catastali   ed
  immobiliari,   ma   contenente   soltanto   un   valore    globale
  approssimativo dei beni, in violazione di ogni elementare criterio
  di trasparenza degli atti amministrativi;

   in  data 22 maggio u.s., lo scrivente restituiva il dischetto  al
  dirigente  generale del Dipartimento finanze con una  lettera  con
  cui   ribadiva  la  richiesta  iniziale,  formulata  quattro  mesi
  addietro, di avere un elenco dei beni immobili di proprietà  della
  SPI corredato di indirizzi, data di acquisizione, valore catastale
  e commerciale;

   alla data odierna, nessuna risposta è pervenuta allo scrivente in
  merito    all'evasione   della   richiesta,   oppure   in   merito
  all'esistenza  di questi dati e delle motivazioni  di  un  ritardo
  intollerabile  dinanzi  alle richiesta di  un  deputato  regionale
  nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere  per  disporre  che  gli
  uffici  dell'Assessorato  Bilancio forniscano  l'elenco  dei  beni
  immobili  di proprietà della SPI corredato di indirizzi,  data  di
  acquisizione, valore catastale e commerciale;

   quali   siano   i   motivi   che  hanno   portato   i   dirigenti
  dell'Assessorato Bilancio ad ostacolare l'evasione della richiesta
  di  un  deputato regionale, che attende da oltre quattro  mesi  la
  consegna  dell'elenco, in considerazione che la società Patrimonio
  Immobiliare  S.p.a. ha come compiti istituzionali la gestione  del
  patrimonio   immobiliare  della  Regione  siciliana   e   la   sua
  valorizzazione;

   quali  interventi intenda assumere per garantire  l'accesso  agli
  atti  ed  ai  documenti per i soggetti aventi  diritto,  come  per
  esempio   i   deputati  regionali  nell'esercizio  delle   proprie
  funzioni,  da  parte  degli uffici dell'Assessorato  Bilancio  dei
  dipartimenti collegati;

   quali iniziative intenda intraprendere per valorizzare la società
  Patrimonio Immobiliare, stante che da tempo la stessa si trova  in
  condizione  di non poter operare, essendo priva di una  dirigenza,
  di  un  ufficio e dei mezzi e personale indispensabili per le  sue
  funzionalità». (605)

                                                              ARICO'

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   nei  giorni  scorsi  è  crollata una parte  di  un  viadotto,  il
  'Geremia  II',  lungo circa 1.500 metri e sito  al  chilometro  46
  della strada statale 626, all'altezza del bivio per Butera;

   a  causa  del crollo di una parte del viadotto 'Geremia  II',  al
  chilometro  46 della strada statale 626, la circolazione  è  stata
  interdetta in entrambe le direzioni con il traffico deviato  sulla
  vecchia e tortuosa strada provinciale 83;

   nel  luogo  dove  si  è verificato il crollo,  è  stato  lasciato
  sospeso  tra  i due piloni, a cornice del viadotto,  il  guardrail
  della carreggiata crollata;

   la  strada  statale  626 era stata chiusa il  21  maggio  scorso,
  quando,  a  seguito dell'abbassamento di una parte del  ponte,  si
  formò nel manto stradale un gradino di 30-40 centimetri contro  il
  quale  si  schiantarono  un'automobile e una  moto  della  polizia
  stradale, causando il grave ferimento di due persone;

   considerato che:

   l'ANAS,  nelle sue indagini tecniche, ha avvalorato l'ipotesi  di
  uno  smottamento in profondità del terreno su cui poggia  il  nono
  pilone,  quello appunto interessato dal cedimento strutturale  del
  viadotto 'Geremia II', probabilmente favorito anche dalle  avverse
  condizioni meteorologiche di questo inverno e a causa delle  quali
  sono  state già attivate le richieste per il riconoscimento  dello
  stato di calamità naturale;

   parallelamente   alle   analisi   dell'ANAS,   è   stata   aperta
  un'inchiesta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
  Gela, che ha proceduto al sequestro giudiziario del viadotto;

   rilevato che:

   il  suddetto viadotto è stato aperto al transito appena tre  anni
  fa,  nonostante in questo tratto della Caltanissetta-Gela i lavori
  siano durati circa trent'anni;

   le  vie di comunicazione nella provincia di Caltanissetta sono da
  sempre  fatiscenti, soprattutto nei comuni che gravitano nell'area
  denominata 'Vallone', in cui insistono numerosi comuni;

   il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha stigmatizzato
  la   gravità  di  quanto  accaduto,  ritenendo  inaccettabile  che
  un'opera  inaugurata  solo  nel  2006  potesse  subire  una  crisi
  strutturale così dirompente, affermando, altresì, l'intenzione  di
  verificare la possibilità di nominare un commissario;

   sottolineato che la situazione determinatasi a seguito del crollo
  ha  causato l'aggravarsi della condizione in cui versano gli  assi
  di collegamento stradali dell'intera Sicilia centrale con ricadute
  paralizzanti  e  insostenibili  soprattutto  per  l'economia   dei
  trasporti e del turismo;

   per sapere:

   se,   alla  luce  di  quanto  esposto,  non  ritengano  opportuno
  intervenire  con  urgenza, anche mediante apposita  conferenza  di
  servizi che coinvolga i sindaci del comprensorio interessato,  con
  l'obiettivo  di  programmare  tempi certi  e  risorse  adeguate  a
  copertura degli interventi per il ripristino della viabilità;

   se, rispetto alla viabilità alternativa esistente e in attesa del
  ripristino  del  viadotto  'Geremia  II',  non  ritengano  urgente
  ridefinire  una  nuova rimappatura del transito  in  tutta  l'area
  interessata allo scopo di rendere meno difficile la condizione dei
  collegamenti». (608)

                                                            DONEGANI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e  ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che la  legge
  regionale  n.  44 del 1985 fornisce tutti i criteri necessari  per
  valutare  l'attività delle associazioni musicali e la  misura  dei
  contributi a loro favore;

   considerato  che,  mai  come quest'anno, dall'entrata  in  vigore
  della legge n. 44, le associazioni sono state oberate da debiti e,
  addirittura,  non  sono ancora a conoscenza  di  notizie  circa  i
  contributi per l'anno precedente;

   rilevato che da maggio 2008 si sono susseguiti ben quattro  piani
  di  ripartizione,  uno diverso dall'altro, e lo stesso  Assessore,
  on.  Antinoro, ha calpestato le norme spingendosi ai margini della
  legalità  al  punto  da  costringere le  associazioni  musicali  a
  invocare   l'intervento   della   magistratura   perché    venisse
  ripristinata  l'applicazione  delle norme  esistenti  nell'operato
  dell'Assessorato Beni culturali;

   visto  che  il  piano di ripartizione presentato  dall'Assessore,
  onorevole Antinoro, è alla firma del Presidente della Regione;

   per sapere:

   se  risponda  al  vero  che  il piano  dell'Assessore,  onorevole
  Antinoro,  contiene  numerosi profili di illegittimità  e  prevede
  finanziamenti per associazioni che non hanno svolto  attività  nel
  2008;

   in  quali  tempi  il  neo Assessore per i  beni  culturali  possa
  esitare  il  nuovo  piano  di contributi  2008  sulla  base  delle
  attività effettivamente svolte;

   se  ritenga ammissibile che diverse associazioni, che  hanno  ben
  operato,  siano  costrette  a  chiudere  per  l'entità  dei  tagli
  preannunciati  dall'Assessore, onorevole Antinoro, facendo  andare
  in economia una parte rilevante dei fondi». (609)

                                                            APPRENDI

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
  autonomie  locali e all'Assessore per il territorio e  l'ambiente,
  premesso che:

   il  dott.  Giuseppe  Caccetta, geologo, è  stato  incaricato  dal
  Sindaco di Carini, ininterrottamente da circa 5 anni, come esperto
  in materia di geomorfologia e idromorfologia ai sensi dell'art. 14
  della legge regionale n. 7 del 1992;

   lo  stesso  dott. Caccetta, si apprende attraverso la  stampa,  é
  stato  arrestato a seguito di indagini per i reati di  concussione
  plurima aggravata in concorso con altri;

   le indagini avrebbero consentito di acquisire i seguenti elementi
  indiziari:

   -  il  dott. Caccetta, assieme ad un collega, avrebbe  vessato  i
  professionisti  con  la  richiesta  di  ulteriori   documenti   da
  trasmettere  al  Genio civile come mero espediente  per  ritardare
  l'approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;

   - il dott. Caccetta e il collega si sarebbero fatti consegnare la
  somma  di  euro 500,00 quale tranche della tangente  in  relazione
  alla  gestione  di una lottizzazione in Mazara del  Vallo  e  tale
  consegna   sarebbe   documentata  da  una  videoripresa   mediante
  telecamera  all'interno dello stesso ufficio  e  confermata  dalle
  successive  conversazioni  in cui i due funzionari  ribadivano  la
  soddisfazione per aver costretto i professionisti ad  assumere  un
  atteggiamento   di   sottomissione   rispetto   alla    resistenza
  precedentemente dimostrata verso le richieste avanzate dai due;

   ricordato che:

   per l'incarico ricevuto, il dott. Caccetta avrebbe dovuto seguire
  l'iter  per l'approvazione del nuovo piano regolatore nella  parte
  relativa alla materia geologica, oggetto di particolare attenzione
  da parte del genio civile;

   l'articolo 14 della legge regionale n. 7 del 1992 recita che  'il
  sindaco, per l'espletamento di attività connesse con le materie di
  sua  competenza,  può conferire incarichi a tempo determinato  che
  non   costituiscono  rapporto  di  pubblico  impiego,  ad  esperti
  estranei   all'amministrazione  (comma  1)  (...)  e  il   sindaco
  annualmente   trasmette  al  Consiglio  comunale  una  dettagliata
  relazione sull'attività degli esperti da lui nominati (comma 4)';

   nonostante  siano trascorsi 5 anni, non è stata mai trasmesso  al
  Consiglio  comunale  alcuna  relazione  sull'attività  del   dott.
  Caccetta né di altri esperti incaricati, violando sistematicamente
  l'applicazione dell'art. 14, comma 4, della legge regionale  n.  7
  del 1992;

   rilevato che:

   si dà anche il caso che, proprio da 5 anni, il nuovo progetto del
  piano  regolatore 'vada e venga' dal Genio civile  senza  fare  un
  passo avanti;

   nelle  controdeduzioni  redatte dal  geologo,  dott.  Lo  Monaco,
  incaricato dall'amministrazione di centro-sinistra per  lo  studio
  geologico a supporto del progetto di PRG, introdotte al protocollo
  del Comune in data 8 luglio 2004, si manifestano forti perplessità
  sulle   indicazioni  riportate  nel  PAI,  in  quanto   verrebbero
  destinati all'edilizia aree fortemente instabili;

   per sapere:

   se  ritenga  ammissibile,  non solo sul piano  della  correttezza
  deontologica, che un funzionario del genio civile possa  mantenere
  un rapporto con l'ente locale per consulenze di merito sui PRG;

   se comunque, vista la gravità dell'accusa formulata nei confronti
  del  dott.  Caccetta,  siano già stati  adottati  i  provvedimenti
  consequenziali  come la sospensione del rapporto di collaborazione
  tra il Sindaco di Carini e il suddetto esperto;

   perché, nonostante la consulenza del dott. Caccetta, la revisione
  del progetto di PRG si trova ancora all'esame del genio civile  di
  Palermo;

   perché   verrebbero   destinate  all'edilizia   aree   fortemente
  instabili  del comune di Carini, continuandosi ancora ad edificare
  nelle aree soggette a rischio idrogeologico;

   quando  sia prevista la trasmissione del 'nuovo' progetto di  PRG
  al Consiglio comunale per l'esame di competenza». (610)

                                                            APPRENDI

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  decreto del dirigente generale n. 3176 del 28 novembre 2008,
  successivamente  modificato dal d.d.g. n.  3478  del  29  dicembre
  2008,  è  stato aggiornato l'elenco dei centri specializzati  alla
  formulazione della diagnosi e dei piani terapeutici dei medicinali
  soggetti e non alle note AIFA;

   gli  allegati  al d.d.g. 3176 del 2008 individuano  i  centri  di
  formulazione della diagnosi e prescrittori dei diversi medicinali,
  dai  quali  si evince che, con limitate eccezioni, le province  di
  Trapani,  Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa  ed  Enna  ne
  sono prevalentemente prive;

   in  particolare, l'allegato 6 che stabilisce l'elenco dei  centri
  inseriti nello studio osservazionale 'Antares' per la prescrizione
  e l'erogazione dei farmaci cosiddetti 'biologici', lascia scoperte
  le province di Ragusa, Enna e Caltanissetta;

   quanto  sopra ha arrecato ed arreca disagi gravosi a  tutti  quei
  numerosissimi  pazienti  sottoposti  a  trattamento  farmacologico
  secondo il protocollo 'Antares', che sono costretti mensilmente  a
  recarsi  al  di fuori della propria provincia per il  monitoraggio
  del  trattamento  stesso  e  l'erogazione  dei  farmaci  biologici
  prescritti in terapia;

   recentemente  anche l'Azienda ospedaliera Umberto I di  Siracusa,
  originariamente individuata nell'allegato suddetto quale  sede  di
  un  centro  prescrittore, ha comunicato all'Assessorato Sanità  di
  non  poter  procedere  nel  compito  affidatogli,  aggiungendo  ai
  pazienti  delle province siciliane sopra citate anche  quelli  del
  territorio  siracusano, costretti a recarsi a Modica o  a  Catania
  (dove   hanno   sede   i   centri  'Antares'   più   vicini)   per
  l'approvvigionamento  dei  farmaci  biologici  necessari   ed   il
  relativo monitoraggio;

   oltre  a  quanto  sopra  affermato, si sono  segnalate  criticità
  finanziarie  nelle  aziende  presso cui  sono  allocati  i  centri
  prescrittori  in  quanto,  dovendo assolvere  anche  al  ruolo  di
  erogatori  nei  confronti di pazienti di altre province,  superano
  spesso  il budget loro assegnato, arrivando a preferire -  secondo
  quanto  è  stato  segnalato - i pazienti della  propria  provincia
  rispetto  a  quelli di altri territori, con conseguenti  ulteriori
  disagi per questi ultimi;

   per sapere:

   quali provvedimenti intenda adottare per alleviare il disagio dei
  pazienti  oggetto dei trattamenti farmacologici di cui  ai  citati
  dd.dd.gg. 3176/2008 e 3478/2008;

   se,  a tal fine, non ritenga possibile ed opportuno adottare  con
  urgenza  un  provvedimento che, almeno limitatamente ai protocolli
  'Antares', preveda che presso le farmacie di tutte le Aziende  USL
  siciliane  (nelle  more della costituzione delle  ASP  alle  quali
  saranno poi trasferite le relative competenze), si possano erogare
  i  farmaci  biologici prescritti ed, ove possibile, effettuare  il
  monitoraggio del relativo protocollo terapeutico». (611)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore per la sanità,  premesso
  che:

   la  disastrosa emergenza rifiuti nella città di Palermo,  per  la
  quale  la  Protezione civile sta intervenendo in via straordinaria
  con ben un milione di euro, è stata ampiamente riportata in questi
  giorni  da parte della stampa regionale e nazionale, dando risalto
  alle immagini dei rifiuti ammassati nelle strade;

   tale situazione è stata ampiamente preannunciata dalla disastrosa
  e  fallimentare  gestione dell'AMIA, azienda  municipalizzata  del
  Comune  di  Palermo che, a fronte di diversi milioni  di  euro  di
  deficit, rischia il fallimento;

   considerato che:

   lo  stesso  Presidente del Consiglio dei Ministri,  prima  ancora
  dell'esplodere dell'attuale emergenza, paragonava Palermo  ad  una
  città africana in tema di raccolta e gestione, tale e tanto era ed
  è  il  degrado  e della città e la sciatteria nella  gestione  dei
  rifiuti;

   al  fine  di ripianare i debiti dell'AMIA, è stato già  concesso,
  con   apposita   legge   finanziaria,   un   contributo   pubblico
  straordinario  di  80  milioni di euro per fronteggiare  la  grave
  esposizione della società, onde evitarne il fallimento e le  gravi
  conseguenze sul piano gestionale ed occupazionale;

   rilevato che:

   tale cospicuo contributo pubblico, tuttavia, non ha consentito la
  risoluzione  del problema, tanto che si parla di un  buco  da  150
  milioni di euro;

   tale  accumulazione di debito non si è verificato dalla  sera  al
  mattino,  ma nel corso di questi ultimi anni in quanto, invece  di
  adottare  politiche gestionali virtuose per tenere sotto controllo
  la  spesa  e  portare a pareggio il bilancio, si  sono  effettuati
  sprechi  vergognosi,  che  solo ora  emergono  in  tutta  la  loro
  consistenza  e dirompenza, come è il caso delle missioni  a  Dubai
  oltre  che  assunzioni, per esempio, con lo scambio  padre-figlio,
  che  di fatto hanno aumentato le spese del personale dell'AMIA  ma
  che  di  converso  non  hanno comportato alcun  miglioramento  nel
  servizio pubblico di raccolta dei rifiuti, soprattutto per  quanto
  riguarda la raccolta differenziata;

   è  noto  a  tutti  gli  organismi  e  le  istituzioni  che  hanno
  competenza  al  riguardo  che, al di là del  pronto  intervento  a
  favore della riduzione dell'emergenza, il problema strutturale  di
  una sana e corretta raccolta e gestione dei rifiuti nella Città di
  Palermo  primariamente e obbligatoriamente  passa  attraverso  una
  ristrutturazione  dell'azienda  municipalizzata  che  imponga   un
  azzeramento  dei debiti, il pareggio di bilancio e  un  avvio  del
  ciclo  positivo  della gestione e raccolta dei rifiuti  fin  dalla
  fase  della  raccolta  differenziata,  mai  del  tutto  pienamente
  avviata, senza la quale ristrutturazione la situazione potrà  ogni
  giorno di più solo peggiorare e aggravarsi;

   per sapere:

   se,  attraverso l'ARRA, siano state compiute verifiche in  merito
  alla gestione dell'AMIA;

   se  consideri  possibile concedere ulteriori risorse  finanziarie
  pubbliche  della  Regione  siciliana senza  prima  quantificare  e
  accertare il reale ammontare del buco di bilancio dell'AMIA e,  di
  conseguenza,  senza che sia stato approntato  e  discusso  con  le
  parti   sociali   in   causa  (Comune  di   Palermo,   Prefettura,
  organizzazione sindacali) il piano industriale dell'azienda;

   quali   iniziative  intenda  attivare,  dopo  l'intervento  della
  Protezione civile, al fine di evitare il peggioramento della grave
  situazione igienico-ambientale e tutelare la salute dei cittadini;

   quali iniziative siano in corso per verificare la sussistenza  di
  condizioni  che  rendano  possibile  l'ordinaria  amministrazione,
  evitando  il  ciclico  ricorso  a  interventi  straordinari  e  di
  emergenza a sostegno dell'AMIA;

   se,  rispetto all'ipotesi di accedere a un fondo di rotazione per
  incamerare  i  crediti  vantati dall'AMIA  da  altre  società  che
  operano  in  diverse  parti della provincia di  Palermo  (come  il
  COIRES)  o in altra provincia (come Messina Ambiente), si valutino
  le  conseguenze  su  queste  stesse società,  già  in  crisi,  per
  favorire Palermo e la società AMIA che pure ha già beneficiato  di
  un credito di 80 milioni di euro.

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

            FARAONE-CRACOLICI-AMMATUNA-APPRENDI-BARBAGALLO-BONOMO-DE
      BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GUARDO-DIGIACOMO-DONEGANI- FERRARA-
        FIORENZA-GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-
  MATTARELLA-ODDO-PANARELLO-PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-
                                                     TERMINE-VITRANO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni  testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LACCOTO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che la situazione venutasi
  a  creare ad Acquedolci (ME) a seguito delle dimissioni personali e
  contestuali  di otto consiglieri comunali è divenuta  insostenibile
  anche in considerazione della mancata tempestiva pubblicazione  del
  decreto  di presa d'atto e di nomina del commissario straordinario,
  predisposto  e trasmesso dall'Assessore regionale per la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali;

   premesso  inoltre  che con la presente interrogazione  si  intende
  fare  appello  al  senso istituzionale ed al ruolo  del  Presidente
  della  Regione quale Presidente di tutti i Siciliani  che,  con  il
  loro voto, gli hanno affidato tale delicato compito;

   ritenuto  che  la mancata pubblicazione del decreto  alimenta  sui
  media  la  distorta ed errata ricostruzione dei fatti,  artatamente
  posta  in  essere dai consiglieri non dimissionari per  tentare  di
  mettere in dubbio la contestualità delle elezioni;

   verificato  che,  da  ultimo,  anche  l'on.  Rinaldi  del  Partito
  Democratico  e  l'on. Scilipoti dell'Italia     dei   Valori  hanno
  presentato   rispettivamente   interrogazioni   sia   all'Assemblea
  regionale  siciliana  sia  al  Parlamento  nazionale,  tentando  di
  strumentalizzare  la  questione durante la campagna  elettorale  in
  corso;

   considerato  che  si  rende  necessaria  la  sua  decisione  sulla
  proposta di decreto di decadenza del Consiglio che l'Assessore  per
  la  famiglia,  le  politiche sociali e  le  autonomie  locali,  on.
  Francesco  Scoma,  ha inoltrato alla S.V. on.le da  tempo,  facendo
  presente che mai il Presidente della Regione ha chiesto chiarimenti
  o,    peggio,   ha   messo   in   dubbio   l'istruttoria   condotta
  dall'Assessorato Famiglia della Regione;

   considerato, tuttavia, che nulla vieta la modifica di  consolidate
  prassi  istituzionali  e  che  un  Presidente  accorto  può  meglio
  approfondire  proposte che risultino carenti  o  incomplete,  nella
  certezza  che il Presidente della Regione interverrà nella  vicenda
  con la dovuta oculatezza e con il più stretto rigore interpretativo
  delle norme che il caso impone;

   ritenuto  che  ogni  sconfinamento del potere di  accertamento  in
  ambiti di competenza di altre istituzioni, ed in particolar modo in
  ambiti  di competenza della magistratura penale, potrebbe  apparire
  strumentale alle ragioni di parte e non alle ragioni collettive cui
  deve   volgere   l'azione  della  più  alta  carica   istituzionale
  siciliana;

   verificato che, tra l'altro, la contestualità delle dimissioni dei
  consiglieri ed i fatti accaduti la mattina del 27 aprile 2009  sono
  stati  certificati  dal  Segretario  generale  dell'ente  dapprima,
  nell'immediatezza dell'accaduto, con la tempestiva trasmissione, lo
  stesso  27  aprile 2009, della relazione al Prefetto di Messina  ed
  all'Assessorato Famiglia e, dopo, con la relazione integrativa  del
  5  maggio  2009,  richiesta  dal competente  Assessorato  regionale
  Famiglia;

   accertato  che dagli atti emerge che nessuna istituzione  fino  ad
  oggi ha sollevato osservazioni in merito alla contestualità ed agli
  accadimenti   rappresentati  dal  pubblico  funzionario,   che   ha
  accertato la presenza contemporanea di otto consiglieri sia  presso
  il  proprio ufficio di segreteria, sia presso il protocollo, ed  ha
  documentato la stretta sequenza dei numeri di protocollo;

   accertato  inoltre  che i suddetti atti sono  stati  accuratamente
  valutati  dall'Assessorato  Famiglia  che,  pur  rilevando  che  le
  modalità  di  presentazione delle dimissioni non  lasciavano  dubbi
  circa  la contestualità oggettivamente riscontrabile dalla  stretta
  sequenza numerica dei protocolli e dall'immediata comunicazione del
  Segretario,   ha   voluto,  con  il  dovuto   scrupolo,   integrare
  l'istruttoria anche se l'integrazione era stata richiesta a seguito
  di  memorie,  stranamente prodotte dai consiglieri non dimissionari
  dopo  vari  giorni dall'accadimento dei fatti e fondate su  denunce
  all'autorità giudiziaria penale inoltrate dagli stessi consiglieri;

   constatato   che,   com'è   ovvio,  la  Segreteria   comunale   ha
  tempestivamente  denunciato all'autorità  giudiziaria  le  calunnie
  dalla stessa subite e le false rappresentazioni poste in essere dai
  consiglieri  non  dimissionari e da tutti  coloro  che,  attraverso
  televisioni locali e giornali, hanno diramato circostanze non  vere
  e  che  il fascicolo aperto sul caso dalla Procura della Repubblica
  presso  il  Tribunale di Patti (ME) avrà come conseguenza  naturale
  che  il  magistrato, dopo le doverose ed approfondite indagini  che
  allo  stesso competono, dovrà procedere alla richiesta di rinvio  a
  giudizio del segretario per falso, ovvero alla richiesta di  rinvio
  a  giudizio per diffamazione, falso e calunnia di tutti coloro che,
  con  le  loro azioni, dichiarazioni o omissioni, hanno confutato  i
  fatti   riportati  negli  atti  pubblici  prodotti   dallo   stesso
  Segretario comunale;

   riponendo  fiducia nell'alto senso istituzionale  e  nella  grande
  attenzione  che  il  Presidente della Regione dimostra  occupandosi
  personalmente anche di questioni locali;

   per sapere:

   quali  eventuali carenze o incompletezze presenti la  proposta  di
  decreto  di  presa  d'atto della avvenuta decadenza  del  Consiglio
  comunale  di  Acquedolci predisposto e sottoscritto  dall'Assessore
  per la famiglia;

   quali  siano le ragioni oggettive che hanno portato fino  ad  oggi
  alla  mancata sottoscrizione del decreto, atteso che i fatti e  gli
  atti  in  esso  riportati provengono da pubblici  ufficiali  e  che
  l'eventuale confutazione degli stessi è di competenza dell'autorità
  giudiziaria penale». (601)

        (Gli interrogati chiedono risposta scritta con urgenza)

                                 LEONTINI - MANCUSO - CAPUTO - CORONA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   in  attuazione degli articoli 32 e 33 dello Statuto della  Regione
  siciliana, con decreto del Presidente della Repubblica  1  dicembre
  1961,  n.  1825, recante 'Norme di attuazione dello  Statuto  della
  Regione siciliana in materia di demanio e patrimonio', all'art. 3 è
  stato  previsto  che sono assegnati alla Regione siciliana  i  beni
  demaniali ivi esistenti che non interessano la difesa dello Stato e
  quelli patrimoniali disponibili, nonché quelli indisponibili;

   all'art.  8  del  D.P.R.  sopra citato è stato  previsto  che  con
  successivo  provvedimento saranno emanate le  norme  di  attuazione
  nella materia del demanio marittimo;

   con  decreto  del Presidente della Repubblica 1  luglio  1977,  n.
  684,  recante  'Norme  di attuazione dello  Statuto  della  Regione
  siciliana  in  materia di demanio marittimo' sono stati  trasferiti
  alla  Regione  siciliana tutti i beni del demanio ad  eccezione  di
  quelli utilizzati dall'Amministrazione militare;

   con  la legge 8 luglio 2003, n. 172, recante 'Disposizioni per  il
  riordino  ed  il rilancio della nautica da diporto  e  del  turismo
  nautico', al comma 7 dell'art. 6, si statuisce che 'a decorrere dal
  primo luglio 2004, le  attribuzioni  relative ai  beni  del demanio
  marittimo,  già  trasferite alle regioni ai  sensi  del  D.P.R.  1
  luglio    1977,    n.    684,    sono    esercitate    direttamente
  dall'Amministrazione regionale';

   considerato che:

   l'Assemblea  regionale siciliana, al fine di  applicare  la  norma
  nazionale  sopra  citata  e  consentire l'esercizio  diretto  delle
  funzioni  amministrative del demanio marittimo e della salvaguardia
  delle  coste, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005,  n.
  15,  recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni  di  beni
  demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
  materia   di  demanio  marittimo'  esplicitando  così  la   volontà
  legislativa  di  far  assumere all'Amministrazione  regionale  tale
  esercizio  diretto con benefici per il bilancio regionale  sia  sul
  piano dell'incremento delle entrate che su quello della diminuzione
  della spesa;

   l'art.  6,  comma 1, della citata l.r. n. 15 del 2005 testualmente
  recita: 'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
  disciplini  l'esercizio  delle  funzioni  relative  alla   gestione
  diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7,  della
  legge  8  luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
  del demanio marittimo regionale';

   l'art.  6,  comma  2, della stessa l.r. n. 15 del 2005,  aggiunge:
  'L'Assessorato  regionale  del  territorio     e  dell'ambiente,  a
  decorrere  dall'esercizio  finanziario  2006,  provvede   al   loro
  funzionamento  (degli uffici periferici) anche stipulando  appositi
  accordi   o  intese  con  il  Corpo  delle  capitanerie  di   porto
  appositamente autorizzato dal Ministero delle infrastrutture e  dei
  trasporti';

   appare  quindi  evidente la volontà legislativa di  consentire  in
  primis l'avvio operativo dei citati uffici e ciò, subordinatamente,
  anche  tramite  appositi  accordi  o  intese  con  il  Corpo  delle
  capitanerie di porto, con il fine evidente di utilizzare gli stessi
  per  un  periodo transitorio massimo di due anni e  con  una  spesa
  massima  già quantificata. Accordi ed intese che sono,  quindi,  da
  intendersi come mezzo e non certamente come fine;

   il  comma 1 dell'art. 10 della l.r. n. 15 del 2005 infatti,  reca:
  'Per   le   finalità   di  cui  all'articolo  6,   (provvedere   al
  funzionamento  degli uffici periferici del demanio  marittimo)  gli
  oneri  ricadenti negli esercizi finanziari 2006-2007,  quantificati
  in  1.000 migliaia di euro per ciascun anno, trovano riscontro  nel
  bilancio  pluriennale  della Regione, U.P.B.  4.2.1.5.2.,  capitolo
  215704, accantonamento 1001';

   con  la  deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15  dicembre
  2005, esternata con decreto del Presidente della Regione n. 05/Area
  1/S.G.  del  16  gennaio 2006, è stata operata  la  modifica  delle
  strutture  intermedie del Dipartimento 'Territorio e  ambiente'  su
  proposta  dell'Assessore regionale per il territorio e  l'ambiente,
  prevedendo  l'istituzione  di otto uffici  periferici  del  demanio
  marittimo con relativa struttura, essendo appunto uffici periferici
  e,  alla  pari  delle  altre articolazioni  territoriali  di  altri
  dipartimenti ed in linea con i dettami della l.r. n. 10 del 2000  e
  dei  contratti  collettivi regionali di lavoro, di  servizi  e  più
  precisamente: Servizio 9 (ambito di competenza della Capitaneria di
  Porto   di  Palermo);  Servizio  10  (ambito  di  competenza  della
  Capitaneria di Porto di Milazzo); Servizio 11 (ambito di competenza
  della  Capitaneria  di Porto di Messina); Servizio  12  (ambito  di
  competenza  della  Capitaneria  di Porto  di  Augusta  e  Catania);
  Servizio  13  (ambito di competenza della Capitaneria di  Porto  di
  Siracusa  e  Pozzallo);  Servizio 14 (ambito  di  competenza  delle
  Capitanerie  di  Porto  di  Gela e Porto  Empedocle);  Servizio  15
  (ambito  di  competenza della Capitaneria di Porto  di  Mazara  del
  Vallo);  Servizio  16  (ambito di competenza della  Capitaneria  di
  Porto di Trapani);

   ritenuto che:

   con  atto  di  interpello n. 79 del 20 gennaio 2006, il  dirigente
  generale  pro  tempore  del Dipartimento 'Territorio  e  ambiente',
  avvocato  Giovanni  Lo  Bue,  dava  avviso  alla  dirigenza   della
  necessità  di  ricoprire i posti vacanti di dirigente dei  suddetti
  servizi   chiedendo  la  relativa  disponibilità   agli   eventuali
  interessati  e  proseguendo così nell'azione di  ottemperanza  alle
  disposizioni normative e a quelle del Governo regionale;

   con successivo atto di interpello n. 57425 del 18 aprile 2007,  il
  Dipartimento  regionale  del personale e dei  servizi  generali  di
  quiescenza, previdenza ed assistenza del personale, e del  servizio
  gestione   giuridica   del   personale   regionale   in   servizio,
  reclutamento  del  personale Palermo, chiedevano  la  disponibilità
  agli uffici regionali di personale dirigenziale e del comparto;

   constatato che:

   l'Assessore  per il territorio e l'ambiente, in data 12  settembre
  2006,  ha  stipulato  una convenzione con il Comando  generale  del
  Corpo  delle  capitanerie  di porto al  fine  di  'avvalersi  delle
  stesse, sino al 31 dicembre 2007, per l'esercizio dell'attività  di
  supporto   istruttorio  e  tecnico  (art.   1,   comma   2,   della
  convenzione)  espletata  sul  piano dell'applicazione  della  norma
  sostanziale   e  delle  procedure  in  conformità  alla   normativa
  regionale  e  nazionale  in  vigore'  (art.  2,  comma   1,   della
  convenzione);

   i  'percorsi  istruttori' previsti dall'art. 4 della sopra  citata
  convenzione  devono  essere riferiti, riguardo  all'Amministrazione
  regionale,   all'Assessorato  Territorio  e  ambiente   nelle   sue
  articolazioni centrali e periferiche;

   la  citata  convenzione  deve  poter essere  applicata  nel  pieno
  rispetto  delle  norme  statali e regionali e  delle  direttive  di
  Governo, peraltro già espresse attraverso apposite deliberazioni di
  Giunta regionale;

   per la stipula della convenzione citata sono state utilizzate, per
  l'anno finanziario 2006, 620 migliaia di euro, con impegno di spesa
  del   12  ottobre  2006,  a  valere  sul  capitolo  442539  (U.P.B.
  11.2.1.3.1)  del  bilancio regionale, destinato  a  'Spese  per  il
  funzionamento   degli  Uffici  periferici  del  demanio   marittimo
  regionale  anche  mediante accordi ed intese  con  il  Corpo  delle
  capitanerie  di  porto', sul quale restano quindi  disponibili  380
  migliaia di euro;

   gli  accordi  o  intese  con il Corpo delle capitanerie  di  porto
  possono essere stipulati, secondo il disposto normativo della legge
  regionale n. 15 del 2005, esclusivamente per il funzionamento degli
  uffici  periferici del demanio marittimo regionale e non certo  per
  sostituirne la funzione;

   ogni  contraria  o diversa interpretazione avrebbe come  risultato
  ultimo  solo  quello di aumentare la spesa a carico  della  Regione
  siciliana   di   1.000  migliaia  di  euro  l'anno   per   ottenere
  prestazioni,  da parte delle Capitanerie di Porto,  prima  previste
  per le stesse dalla norma ma che, ormai dalla fine del 2005, devono
  per  legge  essere esercitate direttamente dalla Regione siciliana,
  Dipartimento 'Territorio e ambiente' dell'omonimo Assessorato;

   nell'attuale  fase  di crisi economica globale,  che  colpisce  in
  maniera  virulenta anche la Sicilia, non è più possibile  protrarre
  la  fase  di stagnazione amministrativa che porta a lungaggini  nel
  rilascio di concessioni demaniali ai privati, a discapito  di  ogni
  tentativo di ripresa economica;

   la  momentanea indisponibilità fisica del responsabile del demanio
  marittimo  per l'ambito di competenza delle province di Siracusa  e
  Ragusa   sta,   di  fatto,  bloccando  il  rilascio  di   qualsiasi
  concessione in questa due realtà;

   per sapere:

   se  l'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  intenda
  applicare correttamente le normative, nazionale e regionale, e  gli
  indirizzi   di   Governo,   già   espressi   attraverso    appositi
  deliberazioni  e  decreti,  riguardo alle  funzioni  relative  alla
  gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;

   se  l'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  intenda
  avviare  una  modifica,  in  quanto necessaria,  della  convenzione
  stipulata  con  il Comando generale del Corpo delle capitanerie  di
  porto,  riguardante  oltre i contenuti operativi,  anche  la  parte
  economica,  in modo da consentire l'avvio quanto più  celere  della
  piena  operatività degli uffici periferici del demanio marittimo  e
  l'autonoma  esecuzione,  da  parte dell'Amministrazione  regionale,
  delle  funzioni relative alla gestione diretta dei beni del demanio
  marittimo regionale;

   se  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, al  fine
  di     garantire     il    buon    andamento    e    l'imparzialità
  dell'amministrazione a cui è preposto, intenda farsi garante  della
  continuità dell'azione amministrativa;

   se  l'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  intenda
  agire nel pieno rispetto e nella totale applicazione della legge  8
  luglio 2003, n. 172, della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
  del  decreto  dirigenziale del Ragioniere  generale  della  Regione
  siciliana n. 16 dell'1 febbraio 2006, del DPRS n. 10 del 22  giugno
  2001,  del DPRS n. 16 del 20 gennaio 2006, nonché di tutte le norme
  vigenti  e delle deliberazioni della Giunta regionale afferenti  la
  gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;

   se  l'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  intenda
  applicare   una  politica  di  gestione  del  territorio,   ed   in
  particolare   del   demanio  marittimo,  autonoma   e   scevra   da
  sovrapposizioni di    apparati statali che appesantiscono  l'azione
  amministrativa  con  nocumento  per  l'utenza,  per   il   bilancio
  regionale e per l'incisività della gestione del territorio;

   se,  infine, l'Assessore regionale per il territorio e  l'ambiente
  intenda porre in essere una politica di gestione del territorio che
  preveda  un progetto complessivo di salvaguardia delle coste  e  di
  programmazione e conoscenza reale del territorio senza  per  questo
  penalizzare l'iniziativa privata riguardo al corretto e sostenibile
  sfruttamento  delle  potenzialità  turistiche,  ricreative   e   di
  intrattenimento, considerato che così si riuscirebbe ad  avere  una
  migliore gestione dei fondi strutturali della UE 2007/2013». (602)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            AMMATUNA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  22  maggio  2009  il quotidiano 'La Repubblica',  edizione  di
  Palermo, ha pubblicato un articolo dal titolo 'Chiude il Centro dei
  bambini down. La Regione non finanzia i 100 mila euro per assistere
  500 famiglie';

   per  il  mancato rinnovo dei finanziamenti regionali,  rischia  di
  chiudere  tra  pochi  giorni  il centro  di  riferimento  regionale
  dell'IMI  (Istituto  materno  infantile)  per  patologie  di   alta
  specializzazione,  dove ci si occupa della diagnosi  e  della  cura
  della  sindrome  di  down  e delle altre patologie  cromosomiche  e
  genetiche;

   gli   operatori   sanitari  del  centro   hanno   già   comunicato
  all'Assessore  per  la  sanità, al Policlinico  di  Palermo  ed  al
  Rettore  dell'Università degli studi di Palermo la  sospensione  di
  ogni  attività  dall'1  giugno 2009, in assenza  di  rassicurazioni
  certe  ed  ufficiali da parte degli organi competenti  -  in  vista
  della  nuova  scadenza  dei  contratti che  avverrà  il  31  maggio
  prossimo - sull'effettiva erogazione del finanziamento di 100  mila
  euro destinati al centro dalla legge finanziaria per l'anno 2009;

   i   genitori  dei  bambini  affetti  da  tale  grave  sindrome   -
  attualmente assistiti dal centro palermitano sia dal punto di vista
  medico,  che  dal punto di vista pedagogico - hanno già manifestato
  grande    preoccupazione,    perchè    si    troverebbero,    così,
  improvvisamente  costretti a sospendere le  cure  o  ad  affrontare
  enormi costi, non solo economici, per ricominciare i penosi 'viaggi
  della  speranza' verso Genova o Roma (dove si trovano le altre  due
  strutture  italiane all'altezza di quella dell'IMI),  visto  che  a
  Palermo la lista d'attesa dell'AUSL è attualmente di tre anni;

   per sapere:

   se  risponda  al vero quanto riportato dal richiamato articolo  de
  'La Repubblica';

   se l'Assessore ne sia già a conoscenza;

   cosa abbia impedito - o impedisca - l'erogazione del finanziamento
  regionale   di  100  mila  euro,  necessario  per  la  prosecuzione
  dell'attività del centro;

   quali provvedimenti l'Assessore per la sanità abbia già adottato -
  o  comunque  si accinga ad adottare - per il rinnovo dei  contratti
  agli operatori sanitari del centro». (603)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   l'azienda  ITALTEL lo scorso 15 maggio 2009 ha aperto la procedura
  di  mobilità  per  250  lavoratori,  di  cui  trentacinque  sono  i
  lavoratori dello stabilimento di Carini (PA);

   lo  scorso 21 maggio, le sigle sindacali di FIM, FIOM e UILM,  per
  protestare,  hanno indetto uno sciopero di tre ore presso  le  sedi
  italiane della Società ITALTEL contro la decisione aziendale;

   considerato che:

   il piano di mobilità determina una drastica riduzione dei posti di
  lavoro   con   il   rischio  concreto  di  cassa   integrazione   e
  licenziamenti;

   il  piano  di  mobilità  riguarda  anche  i  lavoratori  del  polo
  industriale di Carini;

   ritenuto che occorre salvaguardare l'integrità dei posti di lavori
  e delle posizioni occupazionali;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare in materia  al
  fine  di salvaguardare l'integrità dei posti di lavoro onde evitare
  un aumento della disoccupazione». (606)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   lo  scrivente deputato regionale, con interrogazione n. 293 del 18
  dicembre  2008, ad oggi immotivatamente priva di risposta, chiedeva
  all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per  la  pubblica
  istruzione le ragioni della mancata corresponsione delle  spettanze
  di  lavoro  straordinario dovute al personale del  museo  regionale
  'Pepoli'  di  Trapani per l'attività prestata  in  occasione  della
  Mostra   'Caravaggio.  L'immagine  del  Divino',   promossa   dalla
  Presidenza  della  Regione e dall'Assessorato  regionale  citato  e
  svoltasi dal 15 dicembre 2007 al 31 marzo 2008;

   con   il   predetto  atto  ispettivo  è  stato  chiesto,  inoltre,
  all'Assessore  di  provvedere all'impegno  delle  somme  dovute  ai
  predetti lavoratori, di ammontare pari a circa euro 70 mila;

   nessuna   risposta   è   stata  ancora   fornita   alla   predetta
  interrogazione,  peraltro in dispregio alle prerogative  statutarie
  riconosciute ai deputati regionali;

   ribadito che:

   la  mostra in argomento, tenutasi dal 15 dicembre 2007 al 31 marzo
  2008,  è  stata  promossa dalla Regione siciliana, dall'Assessorato
  Beni culturali ed è stata affidata alla RomArtificio s.r.l.;

   nella  convenzione  stipulata con la RomArtificio,  approvata  fra
  l'altro  dal  dirigente generale dell'Assessorato  Beni  culturali,
  all'art. 3 è stato convenuto che il museo provvederà direttamente a
  proprie   cure  e  spese  ad  espletare  il  servizio  di  custodia
  necessario  garantire  sicurezza  in  tutto  il  museo,  oltre   al
  pagamento  delle ore di straordinario effettuate dal  personale  di
  custodia dello stesso;

   rilevato  che  il  direttore del museo 'Pepoli'  ha  a  suo  tempo
  provveduto a comunicare al dirigente generale dell'Assessorato Beni
  culturali,  ben prima dell'apertura della mostra in  argomento,  la
  cifra    necessaria   a   copertura   del   lavoro    straordinario
  indispensabile per la tenuta della mostra;

   atteso  che  è  gravissimo ed inaccettabile che  il  personale  di
  custodia  del museo 'Pepoli', pur avendo effettuato, come richiesto
  dall'Amministrazione regionale, le ore di straordinario  necessarie
  a garantire la continuità dell'orario di apertura della mostra, non
  ha   percepito   ad  oggi  alcun  compenso  per  lo   straordinario
  effettuato;

   considerato che, essendo trascorso ormai ben oltre un  anno  dalla
  chiusura  della mostra, non è più consentito rinviare il  pagamento
  di  quanto  dovuto  al  predetto  personale  per  lo  straordinario
  prestato   in   occasione  dello  svolgimento  della   mostra   del
  Caravaggio;

   considerato,  infine,  che  il personale  di  custodia  del  museo
  'Pepoli'  avrebbe intrapreso un'azione legale contro  l'Assessorato
  Beni culturali per ottenere in via giudiziale le spettanze dovute e
  mai corrisposte;

   dalla  predetta azione legale deriverà un evidente danno  erariale
  alla Regione;

   per sapere:

   quali siano i motivi che, a distanza di oltre un anno, impediscono
  il  pagamento  delle spettanze dovute al personale di custodia  del
  museo  'Pepoli' di Trapani per il lavoro svolto in occasione  della
  mostra  su  Caravaggio tenutasi dal 15 dicembre 2007 al  31  maggio
  2008;

   se  non  ritenga di porre in essere apposita direttiva che imponga
  al dirigente generale la soluzione della delicata problematica;

   in  che modo ritenga di evitare alla Regione siciliana un evidente
  danno  erariale che scaturirebbe dall'azione legale dei  dipendenti
  del  museo  'Pepoli',  ai  quali non può  essere  disconosciuto  il
  compenso  dovuto  per una prestazione chiesta loro dall'Assessorato
  da cui dipendono». (607)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            GUCCIARDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  25 maggio 2009 è stata depositata la sentenza con la quale  il
  Consiglio  di giustizia amministrativa per la Regione  siciliana  -
  riformando  la  sentenza di primo grado del TAR  di  Palermo  -  ha
  accolto  il ricorso a suo tempo proposto da 79 funzionari direttivi
  dipendenti  regionali  per ottenere l'emanazione,  da  parte  della
  Giunta  regionale, degli atti di indirizzo e di impulso per  l'ARAN
  Sicilia  per  la  definizione, mediante contrattazione  collettiva,
  dell'area autonoma della vicedirigenza, prevista dall'art.  17  bis
  del  d.lgs.  n.  165  del  2001,  all'interno  dell'Amministrazione
  regionale;

   con  tale  sentenza (n. 488 del 2009), il CGA ha ritenuto  che  il
  rinvio  dinamico al d.lgs. n. 29 del 1993, contenuto  nell'art.  1,
  comma  2,  della  l.r. n. 10 del 2000, proprio per  il  suo  palese
  carattere  'mobile',  deve intendersi esteso  al  testo  unico  del
  pubblico  impiego introdotto con il d.lgs. n. 165 del 2001  (nonché
  alle  relative successive modifiche ed integrazioni di cui alla  l.
  n.   145  del  2002),  che  ha  recepito  nel  proprio  ambito,   e
  parzialmente  modificato, le disposizioni del d.  lgs.  n.  29  del
  1993;

   il  CGA  ha  precisato  che la sua lettura  interpretativa  -  che
  conduce, sul piano sostanziale, ad una piena assimilazione  tra  la
  normativa   statale   e  quella  regionale,   nel   settore   della
  vicedirigenza - non scalfisce la potestà legislativa della  Regione
  siciliana,  perché tale identità di disciplina non è imposta  dalla
  normativa  statale,  ma avviene sulla base di una  scelta  autonoma
  della Regione, compiuta, preventivamente, attraverso la tecnica del
  rinvio dinamico alla legislazione nazionale, non modificata poi  da
  alcuna espressa disciplina regionale di contenuto diverso;

   conseguentemente  per  il  CGA,  attraverso  il  rinvio   dinamico
  contenuto  nella  l.r.  n.  10 del 2000, risultano  recepite  nella
  Regione  siciliana,  senza necessità di ulteriori  atti  normativi,
  tutte   le   previsioni  statali  in  materia   di   vicedirigenza,
  realizzandosi,  'in modo automatico', i contenuti della  disciplina
  dell'art.  17  bis  introdotto dalla l. n.  145  del  2002  tra  le
  disposizioni del d.lgs. n. 165 del 2001:

   - istituzione della vicedirigenza;

   - individuazione dei beneficiari dell'automatismo;

   -   previsione   della  possibilità  della  delega   di   funzioni
  dirigenziali e dei relativi limiti e procedure, rinviandosi per  il
  resto,   e   soprattutto   per  il  trattamento   economico,   alla
  contrattazione collettiva di comparto;

   con specifico riferimento all'individuazione dei beneficiari della
  nuova  disciplina della vicedirigenza, il CGA - rilevato che l'art.
  17  bis  è  riferito a categorie non considerate dalla legislazione
  regionale  -  ha ritenuto possibile l'utilizzazione dei  precedenti
  provvedimenti  di 'equiparazione' adottati ai fini  della  mobilità
  intercompartimentale dei dipendenti pubblici;

   considerato  che la sentenza del CGA è definitiva  e  deve  essere
  eseguita  dall'Amministrazione regionale entro 30  giorni,  essendo
  già  stata prevista, in caso di inadempimento, la nomina, da  parte
  dello stesso organo giudiziario, di un commissario ad acta;

   per sapere:

   se  la  Giunta  regionale abbia già emanato i  necessari  atti  di
  indirizzo ed impulso per l'ARAN Sicilia;

   in  particolare,  quale trattamento economico, compatibile  con  i
  limiti di bilancio, sia stato determinato per la vicedirigenza;

   se,  ad  integrazione di quanto già previsto dall'art. 17 bis,  si
  sia  ritenuto di delineare in modo puntuale l'ambito soggettivo  di
  estensione dell'area della vicedirigenza;

   se  sia  stata  effettuata una ricognizione circa  il  numero  dei
  funzionari  direttivi  tra i dipendenti regionali,  che  dovrebbero
  essere inquadrati nell'area della vicedirigenza.

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LACCOTO, segretario f.f.:

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   da  oltre  un  mese  il  Genio civile di  Catania  competente  per
  territorio    ha    concesso   il   nulla   osta   idraulico    per
  l'attraversamento del ponte autostradale sul fiume Benante;

   detto   nulla   osta,   assieme  a   quelli   già   concessi   per
  l'attraversamento  dei fiumi Gornalunga e Simeto,  rende  possibile
  l'apertura  parziale  della costruenda autostrada  Siracusa-Catania
  nel tratto svincolo 'Lentini-Passo Martino';

   l'ANAS,  in data 19 maggio 2009, ha deciso l'inibizione totale  al
  traffico del 'ponte Primosole' sulla strada statale 114 per i mezzi
  di  peso  superiore alle cinquanta tonnellate e la limitazione  per
  tutti  gli  altri  mezzi, con l'obbligo di  osservare  la  distanza
  obbligatoria di 60 metri tra un veicolo e l'altro;

   considerato  che tale decisione, pur inevitabile in quanto  dovuta
  alle  condizioni di degrado del ponte stesso, di cui  con  delibera
  del  Genio  civile  di  Catania si autorizza la  demolizione  e  la
  successiva  ricostruzione con struttura  a  12  piloni,  comporterà
  problemi  significativi  al traffico in  una  zona  nevralgica  del
  sistema  delle comunicazioni della Sicilia orientale (basti pensare
  che  tale  struttura garantisce il collegamento tra le province  di
  Siracusa e Ragusa);

   ritenuto  che  da fondate notizie di stampa si apprende  che,  con
  pochi  limitati  interventi  di  completamento  sul  citato  tratto
  autostradale  svincolo 'Lentini-Passo Martino',  sarebbe  possibile
  l'apertura  parziale dell'autostrada che risolverebbe  il  problema
  legato alla sicurezza del traffico sul 'ponte Primosole' e potrebbe
  anticiparne gli interventi di demolizione e ricostruzione;

   per  conoscere se non ritengano di dovere intervenire presso tutti
  gli  enti  e  i  soggetti interessati (ANAS, Genio civile,  impresa
  'Pizzarotti-general   contractor'   della   costruenda   autostrada
  Siracusa-Catania) al fine di accelerare l'apertura al traffico  del
  suddetto  tratto  autostradale,  poiché  la  Regione  non  può  non
  svolgere  in  questa  vicenda un ruolo attivo  sia  in  termini  di
  coordinamento tra tutti i soggetti interessati, sia in  termini  di
  definizione  del  quadro finanziario necessario alla  realizzazione
  dei  lavori  di demolizione e ricostruzione del 'ponte Primosole'».
  (58)

                  MARZIANO - CRACOLICI - DIGIACOMO - RAIA - PANARELLO

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   gli  artt. 1 e 2 della legge regionale n. 22 del 16 dicembre  2008
  hanno previsto la riduzione del numero degli assessori delle giunte
  comunali  e  provinciali  in misura pari  al  20%  del  numero  dei
  consiglieri;

   l'art. 2, in particolare, ha stabilito che '(...) il numero  degli
  assessori  è  comunque determinato, in occasione del rinnovo  delle
  cariche  elettive,  nel  numero massimo  individuato  dal  comma  1
  dell'art.  33  della legge 8 giugno 1990, n. 142,  come  introdotto
  dall'art. 1, comma 1, lettera e), della legge regionale 11 dicembre
  1991,  n.  48, nel testo sostituito dall'articolo 1 della  presente
  legge';

   con la predetta novella, l'Assemblea regionale siciliana ha inteso
  stabilire  che le modifiche allo statuto dei diversi  enti  locali,
  relativamente  alla  consistenza  numerica  delle  giunte,  debbono
  essere apportate entro la conclusione della consiliatura e che,  in
  mancanza  del  necessario adeguamento, anche con  riferimento  alle
  previsioni  degli  articoli 7 e 9 della legge regionale  26  agosto
  1997,  n.  7,  e  degli  articoli 3 e 5  della  legge  regionale  1
  settembre  1993,  n.  26,  il  numero degli  assessori  è  comunque
  determinato in occasione del rinnovo delle cariche elettive;

   in  buona  sostanza, il legislatore, nell'intento  di  operare  un
  contenimento  della spesa, non ha inteso cambiare  'le  regole  del
  giuoco' a partita iniziata scegliendo, pertanto, di consentire agli
  organi  preposti di modificare subito gli statuti, in modo  che  la
  variazione acquisti efficacia con la nuova elezione delle cariche;

   opinando  diversamente,  fra  l'altro,  si  comprometterebbero   i
  principi  generali  in  materia di buon  andamento  della  pubblica
  amministrazione, stante che la drastica riduzione dei componenti le
  giunte    locali   provocherebbe,   in   assenza   di   un'adeguata
  riorganizzazione dei rami della pubblica amministrazione,  serie  e
  reali  difficoltà  con conseguenti disservizi  nell'attività  degli
  enti;

   inoltre,  tale  lettura  è  l'unica,  nella  sua  semplicità,  che
  consente   di   rispettare  il  voto  dei   cittadini,   i   quali,
  nell'eleggere  il sindaco e/o il presidente della provincia,  hanno
  deciso   di   sostenere  il  complessivo  assetto  loro   proposto,
  comprensivo dunque anche della composizione della giunta;

   purtroppo,  nonostante la volontà del legislatore,  l'applicazione
  delle  citate norme sta producendo un acceso dibattito in  seno  ad
  alcuni  consessi  civici, relativamente alla  data  di  entrata  in
  vigore delle modifiche statutarie: in alcuni casi (Comune di Erice-
  TP)  per  pura  'lotta'  politica,  si  vorrebbe  ritenere  che  le
  modifiche  siano immediatamente efficaci e che non  sia  necessario
  attendere il rinnovo degli organi elettivi;

   peraltro,  nemmeno la circolare dell'Assessorato Famiglia,  datata
  20  febbraio  2009, n. 1, pubblicata nella GURS in  data  13  marzo
  2009,  ha  chiarito  la  questione afferente l'efficacia  temporale
  delle   deliberazioni  dei  consessi  civici,  relativamente   alla
  consistenza numerica delle giunte;

   per  conoscere se non ritenga utile e necessario, in ossequio alla
  volontà del legislatore regionale e della maggioranza dei cittadini
  elettori  del  Comune di Erice nonché per il buon  andamento  della
  pubblica  amministrazione,  emanare  una  specifica  circolare  che
  chiarisca  che  le  modifiche statutarie,  apportate  dai  consigli
  comunali  e  provinciali, in ottemperanza agli artt. 1  e  2  della
  legge  regionale n. 22 del 2008, relative al numero degli assessori
  componenti le giunte comunali e provinciali, non possono entrare in
  vigore se non in occasione del rinnovo degli organi elettivi». (59)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che il Governo abbia dichiarato di  respingere  le
  interpellanze  o  abbia fatto conoscere il giorno  in  cui  intende
  trattarle, le interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  133  «Richiesta  di riconoscimento  della  voce  specifica
  'Allergologia'   nel  nomenclatore  tariffario  delle   prestazioni
  ambulatoriali  della  Regione siciliana»,  degli  onorevoli  Aricò,
  Marrocco,  Pogliese, Falcone e Caputo, il 26 maggio 2009;

   numero  134 «Iniziative volte a favorire l'inserimento dei giovani
  siciliani   nel   mercato  del  lavoro»,  degli   onorevoli   Lupo,
  Barbagallo,  Galvagno,  Gucciardi,  Fiorenza,  Panarello,  Rinaldi,
  Laccoto, Mattarella, Ammatuna, Ferrara, Bonomo, Vitrano e Picciolo,
  il 28 maggio 2009;

   numero  135  «Impegno  nei confronti della  Protezione  civile  di
  Siracusa  distintasi in occasione dell'incendio della nave Vincenzo
  Florio  della Tirrenia», degli onorevoli Vinciullo, Aricò, Falcone,
  Currenti e Caputo, il 10 giugno 2009.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  attività  cliniche svolte dalle strutture  di  Allergologia  -
  universitarie, ospedaliere e territoriali - esistenti  ed  operanti
  da   molti   anni  su  tutto  il  territorio  nazionale,  rientrano
  pienamente  nelle indicazioni previste dai nuovi livelli essenziali
  di assistenza (LEA) sia per le attività di prevenzione collettiva e
  sanità  pubblica  sia  per  quella di  assistenza  ospedaliera  che
  utilizza, di norma, il regime di day hospital;

   la    specialità   di   Allergologia   ed   immunologia    clinica
  (denominazione  ufficiale  secondo  l'Unione  europea  dei   medici
  specialisti  U.E.M.S.) è disciplina  autonoma definita  'Branca  01
  Allergologia'  dal  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  10
  dicembre 1997, n. 484;

   l'insegnamento post laurea della disciplina specifica  è  ad  oggi
  garantito  da  ventinove scuole di specializzazione in  altrettanti
  atenei sedi del corso di laurea in Medicina e chirurgia, che  fanno
  riferimento,  per  l'attività assistenziale, ad  altrettante  unità
  operative  a direzione universitaria; e che, anche all'interno  dei
  presidi  ospedalieri  del Servizio sanitario  nazionale,  sono,  da
  tempo,   attive   numerose  UU.OO.,  complesse   e   semplici,   di
  Allergologia affidate a dirigenti medici dipendenti del SSN,  senza
  contare  i  moltissimi specialisti ambulatoriali che operano  nella
  specifica  disciplina  in  regime di  convenzione  con  le  Aziende
  sanitarie in tutto il territorio nazionale,

                   impegna il Governo della Regione

   ad intraprendere ogni tempestiva azione politica e legislativa per
  inserire nel nomenclatore della Regione siciliana la voce specifica
  'Branca  01  Allergologia', raccogliendo al suo  interno  tutte  le
  prestazioni  sue  proprie,  ad  oggi  regolarmente  erogate   dalle
  strutture  del  SSN  ma  attribuite a discipline  diverse,  la  cui
  affinità   con   l'allergologia  è  discutibile  o  limitata   alla
  condivisione dell'organo interessato dalla patologia.  La  modifica
  consentirebbe  anche  a  tale  branca  specialistica   di   gestire
  formalmente,  senza  alcun  incremento  di  spesa,  le   specifiche
  prestazioni  di  diagnosi,  terapia e  prevenzione  delle  malattie
  allergiche  e di risparmiare ai pazienti l'onere, anche  economico,
  di   un   continuo   peregrinare  alla   ricerca   della   risposta
  specialistica  più  appropriata alla propria  condizione  clinica».
  (133)

                     ARICO' - MARROCCO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Sicilia  risente  fortemente del  rallentamento  dell'economia
  mondiale,  con  effetti negativi sulla dinamica dei consumi,  degli
  investimenti e dell'occupazione e con conseguenze pesanti sul piano
  economico e sociale in una Regione già duramente colpita dagli alti
  tassi  di  disoccupazione  e  da  diffuse  situazioni  di  povertà,
  recentemente confermate dall'ISTAT;

   la  crisi economica sta escludendo, in Sicilia, fasce crescenti di
  popolazione, soprattutto giovane, dal mercato del lavoro;

   secondo l'ISTAT, nel quarto trimestre del 2008, l'occupazione  nel
  Sud si è ridotta di 126 mila unità rispetto allo stesso periodo del
  2007,  l'industria  meridionale ha perso nel  2008  circa  65  mila
  addetti,  le costruzioni altri 30 mila e buona parte dei  posti  di
  lavoro persi hanno riguardato la Sicilia;

   l'economia  della  nostra  Regione  somma  all'inversione  ciclica
  debolezze strutturali che affondano le loro radici nel tempo e  che
  si aggravano nell'attuale fase congiunturale;

   in  questo quadro la politica del Governo nazionale ha assunto una
  strategia sostanzialmente antimeridionale;

   il  Governo nazionale non crede nelle potenzialità di crescita del
  Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia che resta,  invece,  un
  bacino  ricco  di potenzialità verso cui orientare nuove  strategie
  d'intervento;

   il  Governatore della Banca d'Italia, Draghi, qualche mese  fa  ha
  dichiarato: 'Il Paese non si riprende se il Sud non decolla';

   il  Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in  occasione
  della  recente visita in Sicilia, ha affermato: 'Credo che le forze
  politiche  nazionali e anche i mezzi di informazione non  dedichino
  sufficiente  attenzione  ai  problemi del  Sud'  e  che  'rimangono
  problemi di coesione nazionale alla vigilia della celebrazione  del
  150mo anniversario dell'unità d'Italia. Uno degli  obiettivi  dello
  Stato  unitario  era quello di realizzare una riunificazione  anche
  economica  del Paese. Siamo ancora molto lontani da  questo  ed  io
  sono  molto  preoccupato  da questa caduta  di  attenzione  per  il
  Mezzogiorno'. Secondo il Capo dello Stato 'manca una  visione,  una
  politica nazionale per il Sud';

   Il   Pontefice,  nella  recente  visita  a  Cassino,  ha  espresso
  solidarietà  'a  quanti vivono in una precarietà  preoccupante,  ai
  lavoratori  in  cassa  integrazione o  addirittura  licenziati.  La
  ferita  della  disoccupazione che affligge questo territorio  -  ha
  proseguito  -  induca  i  responsabili  della  cosa  pubblica,  gli
  imprenditori e quanti ne hanno la possibilità a ricercare,  con  il
  contributo  di  tutti,  valide soluzioni alla crisi  occupazionale,
  creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie';

   considerato che:

   l'approccio seguito dal Governo Berlusconi ripropone un modello di
  intervento  che  privilegia il riposizionamento  competitivo  delle
  aree forti del Paese a danno delle aree deboli come la Sicilia;

   i  provvedimenti varati dall'Esecutivo nazionale  hanno  di  fatto
  azzerato  ogni intervento a favore del Mezzogiorno e della Sicilia,
  sia  in  termini di risorse stanziate sia di strumenti appropriati:
  basti citare il sistematico utilizzo delle risorse del fondo per le
  aree sottoutilizzate;

   il fondo per le aree sottoutilizzate è lo strumento principale per
  realizzare  interventi aggiuntivi nel Mezzogiorno, e  quindi  nella
  nostra  Isola,  volti  a  ridurre il  gap  ancora  esistente  nelle
  dotazioni  infrastrutturali e nella qualità dei  servizi  pubblici:
  nell'ultimo  anno,  invece,  il FAS  è  stato  utilizzato  come  un
  salvadanaio   per  far  fronte  ad  ogni  evenienza,  un   bancomat
  improprio,  utile sia per far fronte alle promesse  elettorali  del
  Governo  Berlusconi  (come l'abolizione  dell'ICI),  ed  anche  per
  coprire ogni tipo di esigenza di spesa corrente. I tagli del  fondo
  per le aree sottoutilizzate ammontano a oltre 20 miliardi di euro;

   inoltre,  è proprio a valere sulle risorse del fondo per  le  aree
  sottoutilizzate, già stanziate per la programmazione 2007-2013, che
  sono e saranno finanziate le cosiddette 'misure anti-crisi' e anche
  quelle per far fronte all'emergenza terremoto;

   a questa sistematica distrazione di fondi, si è aggiunta una miope
  politica  di  tagli  alle  imprese  del  Meridione:  in  una   fase
  congiunturale così difficile, invece di supportare le  imprese  del
  Sud e della Sicilia, il Governo ha di fatto annullato l'operatività
  del  credito  d'imposta per i nuovi investimenti  nel  Mezzogiorno,
  lasciando  le aziende del Sud senza alcuna fiscalità di sviluppo  e
  deprimendo  ancora  di più le prospettive di  crescita  delle  zone
  sottoutilizzate. A questo va aggiunto il mancato avvio  delle  zone
  franche urbane;

   servirebbero, invece, interventi per fronteggiare la crisi e, allo
  stesso  tempo,  per  dare copertura sociale  a  quanti  perdono  il
  lavoro, in particolare al Sud;

   la  Sicilia  deve  e  può  diventare, con adeguati  interventi  di
  politica economica e sociale, un'opportunità per l'intero Paese;

   occorrono scelte coraggiose: incentivi chiari e trasparenti per le
  imprese;   programmazione  unitaria,  quindi  programmi  strategici
  coordinati tra Stato centrale e Regioni; meccanismi premiali per le
  amministrazioni  che  raggiungono  target  di  servizio  capaci  di
  migliorare  la  vita  della collettività; un adeguato  sostegno  ai
  giovani meridionali che stanno realizzando importanti progressi nei
  livelli  di  scolarizzazione, cui bisogna dare  risposte  certe  in
  termini di opportunità, di impiego e di realizzazione individuale;

   è  necessario  valorizzare questo immenso  patrimonio  di  risorse
  umane, costruendo progetti di intervento in grado di migliorare  la
  qualità  dell'istruzione ed accompagnando i giovani nella difficile
  fase  di accesso al lavoro attraverso l'offerta di adeguati sistemi
  di  formazione fuori e dentro le aziende, anche al fine di  fermare
  l'esodo  verso  il  Nord  dei giovani diplomati  e  laureati  della
  Sicilia;

   è necessario che il Governo regionale apra subito un confronto col
  Governo  nazionale,  con le parti sociali e i rappresentanti  degli
  enti locali, al fine di mettere in campo un programma di interventi
  anti-ciclici  per favorire l'ingresso delle nuove  generazioni  nel
  mercato del lavoro,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre e finanziare, con un impegno di spesa di circa  100
  milioni  di  euro,  anche  utilizzando risorse  del  Fondo  sociale
  europeo,  un  piano  finalizzato all'inserimento  nel  mercato  del
  lavoro  di  almeno  25  mila  giovani diplomati  e  laureati  della
  Sicilia,  mediante  stages  presso  imprese  private  della  nostra
  Regione,  prevedendo,  a tal fine, un compenso  mensile  per  detti
  giovani,  per un periodo non inferiore a sei mesi, ed un  incentivo
  di  3.000,00  euro a favore dell'azienda in caso  di  assunzione  a
  tempo indeterminato». (134)

     LUPO-BARBAGALLO-GALVAGNO-GUCCIARDI- FIORENZA-PANARELLO-RINALDI-
         LACCOTO-MATTARELLA-AMMATUNA-FERRARA-BONOMO-VITRANO-PICCIOLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella  notte  del  29  maggio scorso, la nave traghetto  'Vincenzo
  Florio'  della  compagnia 'Tirrenia Navigazioni' veniva  gravemente
  danneggiata  da  un incendio scoppiato nelle stive  mentre  era  in
  navigazione da Napoli verso Palermo;

   a  causa delle fiamme e del fumo sprigionatosi, tutti i passeggeri
  ed  i membri dell'equipaggio sono stati costretti ad abbandonare la
  nave,  mentre  gli immediati soccorsi prestati hanno permesso  alla
  stessa  nave  di non affondare e di poter riparare all'interno  del
  porto di Palermo;

   a  bordo del traghetto si trovava una delegazione della Protezione
  civile  di  Siracusa, formata da otto uomini di ritorno dalle  zone
  colpite  dal  terremoto in Abruzzo. Gli stessi, avuto  sentore  dei
  rischi  che  correvano i passeggeri della 'Florio', si  sono  messi
  subito  a  disposizione  del comandante, partecipando  fattivamente
  alle  operazioni  di salvataggio e messa in sicurezza  di  tutti  i
  passeggeri;

   tenuto  conto che tra i mezzi trasportati dalla 'Vincenzo  Florio'
  ve  ne erano due adoperati dalla Protezione Civile di Siracusa  per
  svolgere la loro missione in Abruzzo. Tali mezzi, un pulmino da  10
  posti,  fornito  gratuitamente  dall'AVCS  (Associazione  volontari
  Città  di Siracusa) ed un caravan con annesso ciclomotore,  fornito
  sempre  gratuitamente  da  un privato,  sono  andati  completamente
  distrutti nel rogo del traghetto;

   considerato  che  si prevedono tempi abbastanza lunghi  per  poter
  ottenere  il  risarcimento dei danni, mentre, di  contro,  i  mezzi
  andati  distrutti servono urgentemente ai legittimi proprietari,  i
  quali  -  è  bene  ricordarlo - li avevano  messi  gratuitamente  a
  disposizione della Protezione civile regionale per portare i  primi
  soccorsi alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  provvedere all'acquisto dei mezzi in uso alla Protezione civile
  di   Siracusa,  andati  distrutti  nell'incendio  della   'Vincenzo
  Florio',  al  fine di poterli restituire con urgenza  ai  legittimi
  proprietari,   in  attesa  dei  risarcimenti  delle   assicurazioni
  chiamate in causa per il rogo del traghetto della Tirrenia;

   a  concedere un encomio solenne agli otto uomini della  Protezione
  civile  di Siracusa che, con sprezzo del pericolo ed incuranti  dei
  rischi  connessi all'evento occorso, hanno partecipato  in  maniera
  fattiva  alle  operazioni di salvataggio a  bordo  della  'Vincenzo
  Florio'». (135)

                    VINCIULLO - ARICO' - FALCONE - CURRENTI - CAPUTO

   Avverto   che   le  mozioni  testé  annunziate  saranno   iscritte
  all'ordine  del  giorno  della  seduta  successiva  perché  se   ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   -  numero  130  «Delucidazioni  sui compensi  attribuiti  ai  neo-
  direttori  regionali», degli onorevoli Leontini, Limoli,  Corona  ,
  Mancuso, Caputo, Bosco,  D'Asero;

   -  numero 131 «Interventi urgenti a tutela delle attività agricole
  dell'isola  di Pantelleria, danneggiate da alcune specie  di  fauna
  selvatica»,  degli  onorevoli Caputo,  Aricò,  Falcone,   Scilla  e
  Currenti;

   -  numero 132 «Interventi urgenti a tutela del settore della pesca
  ed  in  particolare  della  marineria di  Porticello  (PA)»,  degli
  onorevoli Caputo, Aricò, Falcone, Currenti, Scilla.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LACCOTO, segretario f.f.:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  da  notizie di stampa si apprende  che  sono  stati
  attribuiti nuovi compensi ai neo-direttori regionali;

   considerato  che  la stessa fonte, con dovizia di particolari,  ha
  pubblicato per ognuno dei soggetti il compenso annuale;

   evidenziato  che  per  ognuno  dei direttori  esterni  sono  stati
  previsti  compensi che addirittura superano il livello  retributivo
  di  direttori  di 'carriera' con decenni di anzianità contributiva,
  arrivando  a superare i 250 mila euro l'anno imposti dal Parlamento
  siciliano;

   ritenuto che il provvedimento in questione, oltre ad offendere  la
  dignità di tutti i siciliani che stentano ad arrivare a fine  mese,
  smentisce clamorosamente l'austerità tanto decantata dal Presidente
  della Regione;

   accertato inoltre che:

   le  deliberazioni con le quali sono stati conferiti gli  incarichi
  agli   stessi   dirigenti  generali,  in  assenza  della   proposta
  dell'Assessore competente, sono potenzialmente lesive del  predetto
  rapporto  sinergico tra il vertice politico preposto e il dirigente
  generale incaricato per ciascun ramo d'Amministrazione e che quindi
  esse  sono  quanto meno viziate per eccesso di potere,  difetto  di
  competenza   e   violazione  di  legge,   mancando   del   predetto
  presupposto,   necessario   ed   imprescindibile,   dell'iniziativa
  assessoriale;

   il  ricorso all'istituto dell'avocazione della predetta iniziativa
  degli Assessori competenti per un atto di altissima amministrazione
  che richiede una complessiva partecipazione collegiale del Governo,
  quale la nomina dei vertici dell'Amministrazione della Regione, non
  è  soltanto  lesivo delle prerogative degli Assessori ma  danneggia
  anche  lo  stesso Governo regionale e, in definitiva,  il  corretto
  funzionamento  della  macchina amministrativa della  Regione,  così
  come concepito dal 'Costituente' regionale,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  avviare  una vera ed austera politica della finanza regionale,
  cominciando   col   rivedere  i  sopradetti   compensi   certamente
  spropositati  in  un momento di così grave crisi economica  che  ha
  investito tutto il Paese e la nostra Regione in particolare,  dando
  in  tal  modo  un  messaggio di moderazione  a  tutti  i  cittadini
  siciliani». (130)

     LEONTINI - LIMOLI - CORONA - MANCUSO - CAPUTO - BOSCO - D'ASERO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura,  ed in particolare la viticoltura, hanno  un  ruolo
  determinante per l'economia dell'isola di Pantelleria;

   i  livelli occupazionali e le forme di reddito, infatti,  derivano
  proprio dall'esercizio delle attività agricole;

   purtroppo l'attività agricola pantesca è disturbata dall'eccessiva
  proliferazione  del 'Coniglio selvatico' che, ad oggi,  costituisce
  uno  dei  fattori  di 'rischio' per lo svolgimento  delle  attività
  agricole  stesse, nonché causa di ingenti danni alla produzione  ed
  alle strutture viticole;

   l'eccessiva  sovrappopolazione del coniglio selvatico è,  altresì,
  causata  dalla  mancanza di predatori antagonisti, dall'assenza  di
  pressione venatoria e dall'habitat favorevole dell'isola;

   la presenza del coniglio selvatico, infatti, è riscontrabile anche
  presso  i  centri  abitati  e nelle strade  più  interessate  dalla
  circolazione;

   considerato che:

   la  legge regionale n. 33 del 1997 ed il regolamento della riserva
  naturale orientata (R.N.O.) dell'isola di Pantelleria prevedono  la
  possibilità dell'abbattimento controllato della fauna selvatica per
  ragioni di salvaguardia delle produzioni agricole;

   a  seguito  di un monitoraggio effettuato dall'Istituto  nazionale
  della   fauna   selvatica,  la  Ripartizione  ha  espresso   parere
  favorevole  in merito all'opportunità di procedere all'abbattimento
  controllato  del  coniglio  selvatico,  in  modo  tale  da  ridurne
  l'entità   numerica  entro  i  limiti  di  compatibilità   con   lo
  svolgimento dell'attività agricola;

   ritenuto che:

   la normativa regionale (l.r. n. 33 del 1997) statuisce il diritto,
  per  gli operatori del settore agricolo, al risarcimento dei  danni
  nella  misura  di  un indennizzo pari al 100% per i  danni  causati
  dalla fauna selvatica alla produzione;

   la  presenza di un eccessivo numero di conigli selvatici determina
  un   danno   ingente  alle  produzioni  agricole  e  viticole   che
  necessitano, quindi, di interventi urgenti,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare  ogni  iniziativa istituzionale, in attuazione  della
  normativa regionale:

   al  fine  di  consentire nell'isola di Pantelleria  l'abbattimento
  controllato  della fauna selvatica, e, nella specie,  del  coniglio
  selvatico;

   al  fine  di  autorizzare, nel periodo di  germoglio  delle  viti,
  l'esercizio della caccia al coniglio selvatico;

   al  fine  di  procedere al pagamento degli indennizzi di  legge  a
  titolo di ristoro dei danni che le attività agricole hanno subìto a
  causa  dell'eccessiva  sovrappopolazione del  coniglio  selvatico».
  (131)

                       CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a causa delle avverse condizioni climatiche della scorsa stagione
  invernale, non è stato possibile consentire il normale svolgimento
  delle attività di pesca;

   per  tali motivi, la marineria siciliana, ed in particolare quella
  di Porticello (PA), è stata costretta a rimanere a terra, con grave
  disagio  -  anche  e principalmente - di natura  economica  per  le
  famiglie  che, conseguentemente, si sono trovate prive di fonte  di
  reddito;

   lo  stato di crisi del settore pesca è determinato dagli eccessivi
  oneri  di  gestione dovuti all'elevato costo del carburante  ed  al
  rigore  della  normativa comunitaria. Quest'ultima,  invero,  rende
  assai  difficoltoso, almeno nella nostra Regione, l'esercizio della
  pesca.  I  limiti imposti a salvaguardia delle risorse ittiche,  in
  realtà, compromettono l'esercizio dell'attività della pesca  e  non
  sono utili alla tutela ed alla salvaguardia delle risorse medesime,
  in quanto le cause della loro diminuzione sono da imputare ad altri
  fattori e non certamente alla pesca;

   nel   bacino  del  Mediterraneo,  le  flotte  straniere  che   non
  aderiscono   alla  normativa  comunitaria  prelevano   indisturbate
  tonnellate  di  risorse ittiche, che, quindi, sono  sottratte  alla
  disponibilità dei pescatori italiani;

   considerato che:

   l'eccessivo costo del carburante rende insostenibile la battuta di
  pesca  con reti a strascico, in quanto il pescato non è sufficiente
  a sopperire alle spese di gestione del natante;

   le limitazioni imposte alla pesca dalle reti 'ferrettare' rendono,
  altresì, difficoltosa l'attività di pesca perché non praticabile  a
  causa del traffico commerciale e diportistico;

   la   marineria   siciliana  di  Porticello,  dedita   alla   pesca
  artigianale,  ha  recentemente intrapreso azioni  di  protesta  con
  manifestazioni ed assemblee, con grave rischio per  l'ordine  e  la
  sicurezza pubblica;

   ritenuto che sia necessario intervenire a tutela del settore della
  pesca e delle marinerie,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad attivare ogni iniziativa istituzionale, al fine di sostenere le
  attività del settore della pesca e della filiera ittica;

   ad adottare iniziative per consentire e rendere praticabile anche
  la  pesca con le 'ferrettare' per un arco temporale massimo di 120
  giorni,  compresi tra i mesi di aprile e luglio, ed  eliminare  il
  limite di pesca entro le dieci miglia marine». (132)

                       CAPUTO - ARICO' - FALCONE - SCILLA - CURRENTI

   PRESIDENTE. Avverto che la determinazione della relativa  data  di
  discussione  è  demandata, come consuetudine, alla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                                Sanità'


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  III  all'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
   Sanità'.
   Si  procede  con  l'interrogazione numero  11  «Notizie  circa  la
  soppressione   delle   guardie  mediche  in   Sicilia»,   a   firma
  dell'onorevole Panepinto.
   Su   indicazione   dell'assessore  per  la   sanità   dr.   Russo,
  l'interrogazione è da intendersi superata.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'interpellanza numero 3 «Opportune iniziative volte ad
  uno    snellimento   delle   procedure   per   il    riconoscimento
  dell'invalidità civile e la concessione dei trattamenti economici»,
  a firma degli onorevoli Marinello e Cracolici. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  lungo iter previsto per la definizione delle pratiche ai  fini
  del  riconoscimento  dell'invalidità civile  ha  determinato  negli
  ultimi  anni  un ingolfamento delle stesse sino al verificarsi,  in
  alcuni  casi,  della  chiusura  pratica  a  decesso  avvenuto   del
  beneficiario;

   le   lungaggini  procedurali  sono  relative  sia  alla   gestione
  amministrativa    dei    trattamenti    economici    nonché    alla
  predisposizione   dei   necessari   controlli   finalizzati    alla
  sussistenza  dei  requisiti per l'ottenimento  del  diritto  in  un
  passaggio di ruoli e competenze che vede coinvolti diversi soggetti
  in un arco temporale troppo lungo;

   rilevato che:

   ai  sensi dell'art. 130, comma 2, del decreto legislativo  n.  112
  del 31 marzo 1998 sono state conferite alle regioni le funzioni  di
  concessione  dei  trattamenti economici in  favore  degli  invalidi
  civili;

   la  legge  23  dicembre  2000, n. 388  (legge  finanziaria  2001),
  all'art.  80, comma 8, riserva alle regioni la facoltà di prevedere
  che  la  potestà  concessiva dei trattamenti di  invalidità  civile
  possa  essere  esercitata  dall'INPS previa  stipula  di  specifici
  accordi  tra  le  regioni  medesime e l'istituto,  destinando  allo
  stesso,  per  il  periodo  di durata dell'esercizio  della  potestà
  concessiva,  le  risorse  derivanti  dai  provvedimenti   attuativi
  dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 112/1998;

   nove  regioni, tra cui la Sardegna, hanno affidato in  convenzione
  all'INPS le funzioni amministrative concernenti la concessione o la
  revoca  delle  provvidenze  economiche  in  materia  di  invalidità
  civile;

   l'INPS,  essendo  già investito della funzione di  erogazione  dei
  trattamenti  economici,  può garantire  la  gestione  unitaria  del
  procedimento  amministrativo  di  istruttoria  e  concessione   dei
  trattamenti economici con idoneo personale e apparato organizzativo
  presente  sull'intero  territorio  regionale,  fermo  restando   la
  competenza   delle   commissioni  mediche   presso   le   ASL   per
  l'accertamento dei requisiti sanitari;

   considerato  che in Sicilia per giungere all'affidamento  all'INPS
  delle  funzioni di concessione dei trattamenti economici in  favore
  degli  invalidi  civili, come previsto dal  d.lgs.  112/98  per  le
  regioni a statuto speciale, sono necessarie le norme di attuazione,
  sentita  la commissione paritetica Stato-Regione, così come sancito
  all'articolo  43 dello Statuto speciale della Regione siciliana,  e
  contestualmente  una  norma  regionale  con  relativo   schema   di
  convenzione e protocollo d'intesa;

   per conoscere:

   se  non ritengano necessario porre in essere ogni iniziativa volta
  a  perseguire quanto fissato dal decreto legislativo n. 112 del  31
  marzo 1998 in materia di invalidità civile a cominciare dalle norme
  di  attuazione  e dalla predisposizione di una legge regionale  che
  disciplini  in  tal  senso le provvidenze a favore  degli  invalidi
  civili e che restituisca celerità e certezze nelle istruttorie;

   se  non  ritengano opportuno, parallelamente alla norma, stipulare
  una   convenzione   tra   la  Regione  e  l'INPS   che   disciplini
  l'affidamento   a   quest'ultimo  delle   attività   afferenti   la
  concessione o la revoca delle provvidenze economiche in materia  di
  invalidità civile e le relative modalità di attuazione;

   se  non  ritengano  necessario  formulare  in  via  preventiva  un
  protocollo   d'intesa   al  fine  di  garantire   un   periodo   di
  sperimentazione  finalizzato all'applicazione di nuove  metodologie
  organizzative e per giungere ad ottimizzare la qualità dei  servizi
  offerti,  fermo  restando le necessarie norme di attuazione  e  gli
  atti consequenziali». (3)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Russo  per  rispondere  alla
  interpellanza.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'Assessorato  della  sanità  ha  avviato  da  tempo  il
  processo   di   razionalizzazione  e   snellimento   dell'iter   di
  accertamento  sanitario  delle  invalidità  civili.  Infatti,   con
  decreto  assessoriale  7  maggio 2007,  pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della  Regione siciliana n. 23 del 18  maggio  2007,  in
  ottemperanza al disposto di cui all'articolo 6 della Legge 9  marzo
  2006,  n.  80,  sono state unificate per i cittadini che  ne  hanno
  interesse   le  procedure  relative  alle  verifiche  medico-legali
  propedeutiche al riconoscimento dei benefici di cui alle  leggi  n.
  295/90 e n. 104/1992.
   Con  la  successiva nota circolare n. 1129 del 19  febbraio  2008,
  questa  Amministrazione ha impartito disposizioni  in  ordine  alla
  gestione  centralizzata in ambito territoriale  delle  istanze  sia
  mediante  l'utilizzo delle più recenti tecnologie informatiche  sia
  con  l'adozione di procedure e modulistiche unificate  al  fine  di
  rendere  un  più  rapido  ed  uniforme  trattamento  su  tutto   il
  territorio regionale.
   Così  come  previsto  dalla  predetta circolare,  il  Dipartimento
  A.S.O.  ha  chiesto a tutti i Direttori generali delle AA.UU.SS.LL.
  di  relazionare sullo stato di applicazione della medesima e  si  è
  tuttora in attesa di ricevere riscontro.
   Recentemente questo Ufficio ha dato avvio ad un confronto sul tema
  con  i competenti funzionari della sede regionale dell'INPS i quali
  hanno  formalizzato la disponibilità dell'Ente a concedere  in  uso
  gratuito  alle Aziende gli strumenti informatici (software dedicato
  per l'acquisizione, gestione e trasmissione alle Prefetture ed allo
  stesso  INPS delle pratiche di invalidità) utilizzati da  tutte  le
  altre  Regioni  nonché  la  disponibilità  all'assistenza  ed  alla
  formazione  del relativo personale addetto, al fine  di  consentire
  anche  in Sicilia uniformità di trattamento e diminuzione sensibile
  dei  tempi  di  risoluzione delle istanze,  con  evidenti  positivi
  risultati  in  termini  di  efficienza,  sicurezza  e  trasparenza.
  Attualmente  gli  uffici  di questo Assessorato,  di  concerto  con
  l'INPS,  stanno lavorando alla predisposizione di un protocollo  di
  intesa finalizzato al raggiungimento dei predetti obiettivi.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  gli   onorevoli
  Fiorenza  e  Vinciullo  hanno chiesto  di  apporre  la  firma  alla
  interpellanza numero 3.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marinello  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARINELLO. Signor Presidente, egregio Assessore, la risposta è  un
  po'  fuori  tema  in  quanto  l'oggetto dell'interrogazione  non  è
  relativo  allo  snellimento delle procedure  atte  ad  accertare  i
  benefici  per quanto riguarda le invalidità. Questo é di competenza
  delle Aziende unità sanitarie locali in prima istanza e, in seconda
  istanza,  una  volta era del Ministero dell'Interno  attraverso  le
  commissioni mediche provinciali del Tesoro; ora, invece, é  passato
  in capo all'INPS.
   Appena  insediatomi  come parlamentare ho posto  il  problema  del
  ritardo  -  stiamo arrivando con molto ritardo anche rispetto  alla
  tempistica  -,  il  problema  era  relativo  alla  concessione  dei
  trattamenti economici. Mi spiego meglio.
   Conclusa la fase di accertamento da parte delle commissioni presso
  le  Aziende  unità sanitarie locali, la prima istanza e la  seconda
  istanza  avvengono  da parte dell'INPS; é così -  infatti,  la  mia
  interpellanza  è molto chiara e richiama l'articolo 130,  comma  2,
  del  decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 il quale articolo
  130  così recita: «Le funzioni di concessione dei nuovi trattamenti
  economici  a  favore  degli invalidi civili  sono  trasferite  alle
  regioni  che secondo il criterio integrale di copertura  provvedono
  con   proprie  risorse  alla  eventuale  concessione  dei  benefici
  aggiuntivi rispetto a quelli determinati con legge dello Stato  per
  tutto il territorio nazionale».
   Mentre  questo decreto legislativo ha trasferito tout  court  alle
  regioni  a  statuto  ordinario, per le regioni a  statuto  speciale
  occorre  che  si  faccia  una conferenza, così  come  prevede,  tra
  l'altro, l'articolo 7 del decreto legislativo n. 112 del 1998. Esso
  stabilisce   che  le  regioni  possono  decidere  che  la   potestà
  concessiva   dei   trattamenti  di  invalidità   civile,   di   cui
  all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.  112  e
  successive modificazioni, venga esercitata direttamente dall'INPS.
   In  atto,  avviene  che,  accertata la  prima  istanza  presso  le
  commissioni, presso le AUSL, successivamente l'INPS, confermata  la
  decisione  e  tutta la documentazione ai fini della concessione  e,
  quindi, della effettiva liquidazione, trasferisce le pratiche  alle
  prefetture le quali poi, a loro volta, interpellano i comuni, che -
  raccolta  l'intera  documentazione  -  rimandano  il   tutto   alla
  Prefettura.
   Siamo  l'unica Regione ad operare in questo modo; prima  c'era  la
  Sardegna, che ora ha bypassato il problema - nell'interpellanza  io
  specifico come si può bypassare, attraverso la conferenza unificata
  Stato-Regione -; dall'altro lato, nelle more di un accordo,  quindi
  di un protocollo d'intesa - c'è stato un approccio, ma ancora siamo
  molto  in  ritardo - e ribadisco che l'INPS, dopo che la Prefettura
  emette  il  decreto di liquidazione, provvede a liquidare realmente
  le  concessioni. Cosa che avviene solo in Sicilia; mentre in  tutte
  le  regioni  di  Italia,  sia a statuto  ordinario  sia  a  statuto
  speciale  - l'ultima, in ordine di tempo, é la Sardegna  -,  l'INPS
  eroga direttamente questi fondi.
   Qualcuno solleva il problema circa la questione economica.
   Il  decreto  legislativo 112 del 1998, all'articolo 7,  comma  11,
  così recita:
   «Ove  non  si provveda al trasferimento delle risorse disposte  ai
  sensi  dell'articolo  7  della legge   59  del  1997,  nei  termini
  previsti,  la  Regione e gli enti locali interessati chiedono  alla
  conferenza  unificata  di  segnalare  il  ritardo  o  l'inerzia  al
  Presidente del Consiglio dei ministri, che indica il termine in cui
  bisogna  provvedere.  Decorso questo  termine,  il  Presidente  del
  Consiglio dei ministri nomina un apposito commissario ad  acta  per
  trasferire  le risorse necessarie che servono per liquidare  questi
  benefici».
   Personalmente, come tutti i parlamentari, nell'occuparmi della mia
  segreteria,  incontro spesso centinaia di persone che  vengono  per
  sollecitare la liquidazione di questi benefici. Faccio un  esempio:
  nella provincia di Agrigento, anzi in una parte della provincia  di
  Agrigento, in particolare nel circondario di Sciacca, dove vi è una
  sezione  distaccata dell'INPS che cura questi aspetti, ci sono  ben
  4.800  pratiche  che devono essere liquidate; nella  Prefettura  di
  Palermo si parla di circa 11.000 pratiche.
   Orbene,  la  Prefettura di Agrigento ha rafforzato l'organico.  Ma
  perché esistono queste lungaggini quando, in tutte le altre regioni
  d'Italia, provvede automaticamente e direttamente l'INPS, che è  il
  secondo   ed  ultimo  stadio  che,  accertato  il  beneficio,   sia
  l'invalidità civile del 74 per cento, sia  l'assegno scolastico per
  i  bambini, sia l'indennità di accompagnamento per coloro  i  quali
  necessitano  di accompagnamento e sono costretti ad aspettare  anni
  ed anni?
   Allora  ho  voluto  sottoporre all'attenzione  del  Governo  della
  Regione,  e  in  particolare dell'assessore per la  sanità,  questa
  problematica.  Tra  l'altro, l'articolo 43 dello Statuto  regionale
  prevede   l'istituzione  di  un'apposita  commissione   paritetica,
  costituita da quattro membri.
   La  pregherei  di  evidenziare al Governo nazionale  se  serve  un
  intervento legislativo, come è avvenuto per la Sardegna, oppure una
  convenzione  tra  l'INPS  e  l'Assessorato  della  sanità.   E   la
  pregherei,  a  nome  dell'istituzione parlamentare  di  cui  faccio
  parte,  che il Governo si faccia carico con la massima solerzia  di
  risolvere questo problema per evitare che i nostri invalidi  civili
  siano  invalidi civili di serie B, o addirittura di serie C o forse
  da  promozione, a differenza di tutti gli altri invalidi civili del
  resto d'Italia.
   Ribadisco:  per  le regioni a statuto ordinario opera  il  decreto
  legislativo numero 112/98; per quanto riguarda le regioni a statuto
  speciale,  la  legge finanziaria, in particolare la 388  del  2000,
  all'articolo  80, comma 8, dà alle regioni la facoltà di  stipulare
  specifici accordi.
   Questo  è possibile farlo senza oneri aggiuntivi - così recita  il
  comma 8 della legge 388 del 2000 - per  la Regione siciliana. E' un
  problema  che  desidero  sottolineare  al  Governo  della   Regione
  affinché  finalmente  si  cambi rotta.  Ritengo,  infatti,  che  le
  segreterie  parlamentari  o  le  istituzioni  parlamentari   devono
  attenzionare  i  problemi, ma è il Governo che  deve  risolverli  e
  provvedere  a snellire le procedure per dare una risposta  concreta
  alla comunità siciliana.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Marinello,  si  dichiara  soddisfatto   o
  insoddisfatto?

   MARINELLO.  Mi dichiaro insoddisfatto. Prendo atto che il  Governo
  ha  avviato  un  percorso  con l'INPS, ma deve  portare  a  termine
  l'accordo.

   PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 31 «Notizie  sulla
  presunta  condotta antisindacale della Siciliana Servizi  Emergenza
  Spa (SI.S.E)», a firma dell'onorevole Panarello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che la SI.S.E S.p.a., che gestisce i servizi del  118,  ha
  operato  una rotazione tra il personale in servizio nelle isole  di
  Lipari  e Salina (ME) e quello operante a S. Stefano di Camastra  e
  Mistretta (ME) con generiche motivazioni di ordine organizzativo ed
  eludendo qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali;

   considerato che:

   i  cinquanta lavoratori interessati sono costretti, senza adeguate
  motivazioni, a subire un trasferimento che comporta notevoli disagi
  e  costi  esorbitanti, il servizio rischia di  subire  contraccolpi
  negativi con possibili gravi ripercussioni sull'utenza;

   la   SI.S.E.,   nonostante  gestisca  un  servizio   pubblico   in
  convenzione  con  la Regione e sia tenuta al rispetto  delle  norme
  contrattuali   e  di  legge,  si  sottrae  al  confronto   con   le
  organizzazioni sindacali;

   tali  comportamenti, unitamente ai preavvisi ed  alle  minacce  di
  licenziamento, si accentuano in concomitanza con la scadenza  della
  convenzione;

   la  gestione del servizio di emergenza-urgenza in Sicilia è  stato
  oggetto   di   rilievi   sotto   il   profilo   dell'efficienza   e
  dell'economicità,  e  sono  prevedibili,  oltre  che   auspicabili,
  radicali   mutamenti  nell'organizzazione  e  nella  gestione   del
  servizio;

   per sapere:

   se  non  valutino necessario intervenire presso la SI.S.E.  perché
  vengano  revocati i trasferimenti operati presso le  postazioni  di
  Mistretta, S.Stefano di Camastra, Salina e Lipari;

   se  non ritengano opportuno invitare la SI.S.E. al rispetto  delle
  norme  contrattuali  ed  al  perseguimento  di  corrette  relazioni
  sindacali;

   se  non considerino utile, al fine di prevenire ulteriori tensioni
  che rischiano di peggiorare l'efficienza del servizio, convocare la
  SI.S.E. e le organizzazioni sindacali affinché siano affrontati gli
  eventuali   problemi   organizzativi  in  un   clima   positivo   e
  costruttivo,  nel  rispetto  dei  diritti  degli  utenti  e   degli
  operatori». (31)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   questo   Assessorato,  sensibile   alle   problematiche
  afferenti  il personale impegnato nel servizio di urgenza-emergenza
  sanitaria  118,  ed  anche  al fine di  aderire  ad  una  specifica
  richiesta   delle   organizzazioni  sindacali  di   categoria,   ha
  coordinato,  in  data 4 novembre 2008, un incontro,  alla  presenza
  della  Croce rossa italiana, della SI.S.E  S.p.A. e delle  medesime
  organizzazioni sindacali.
   Nel  predetto  incontro è emersa la disponibilità,  da  parte  del
  Soggetto  gestore del servizio, di riprendere il confronto  con  le
  organizzazioni  sindacali che, in quella sede,  hanno  espresso  il
  loro apprezzamento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, vorrei chiedere all'Assessore  se,
  dopo  il  mese  di  novembre 2008, abbia avuto  ulteriori  notizie.
  Questo perché, dato che siamo già a giugno del 2009, immagino che -
  lo  dico  alla Presidenza dell'Assemblea più che a lei  -  trattare
  un'interrogazione,  ad  un  anno  di  distanza,  sia  quanto   meno
  discutibile.
   Pertanto  chiedo  al Presidente dell'Assemblea di raccomandare  al
  Governo,  non  tanto  all'Assessore per la sanità,  di  essere  più
  tempestivo nelle risposte.
   Mi     dichiaro     parzialmente    soddisfatto    dell'iniziativa
  dell'Assessore, parzialmente soddisfatto nel senso che  non  ho  un
  aggiornamento ad oggi.
   In   ogni   caso,   chiedo  all'assessore  di  definire   con   le
  organizzazione  sindacali e la SI.S.E. un protocollo  che  consenta
  all'azienda  di sopperire alle proprie esigenze organizzative,  nel
  rispetto di criteri oggettivi che escludano la preoccupazione  che,
  anche nei trasferimenti temporanei, si possa operare al di fuori di
  una graduatoria.
   Questa     era,    infatti,    la    preoccupazione    all'origine
  dell'interrogazione e mi auguro sia superata. Nello  stesso  tempo,
  insisto  nel chiedere all'assessore un'iniziativa per evitare  che,
  in futuro, possano ripetersi episodi analoghi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  le  interrogazioni  numero   34
  «Interventi volti ad impedire la chiusura delle guardie mediche  di
  Erice-Vetta  e  di Trapani-Porto» e numero 54 «Iniziative  volte  a
  riconsiderare i sistemi di determinazione degli aggregati di  spesa
  per  l'assistenza ospedaliera privata convenzionata alla luce delle
  vicende che hanno riguardato l'ASL n. 9 di Trapani», dell'onorevole
  Oddo,   d'accordo  tra  le  parti,  si  intendono  trasformate   in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 62 «Iniziative  urgenti  allo
  scopo  di  porre  fine alle gravi carenze igienico sanitarie  dell'
  ospedale Giovanni Paolo II - ospedali civili riuniti - di Sciacca»,
  a firma dell'onorevole Marinello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   da  alcune  settimane  si  sono  ulteriormente  aggravate  le  già
  precarie condizioni igienico sanitarie dell'ospedale Giovanni Paolo
  II  di  Sciacca  e  ciò anche in considerazione  dell'arrivo  della
  stagione estiva;

   all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
  rendono   impraticabile   il   normale  svolgimento   dell'attività
  sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
  infezioni;

   rilevato  che da tempo si sono levate vibrate proteste di  parenti
  dei   pazienti   ricoverati  affinché   si   provvedesse   ad   una
  disinfestazione generale e periodica del nosocomio per  migliorarne
  la condizione sanitaria;

   considerato  che  fronteggiare la crisi della  sanità  in  Sicilia
  presuppone  prioritariamente massicci  interventi  nelle  strutture
  ospedaliere  che  puntino a tutelare i pazienti ponendo  fine  alle
  condizioni di degrado igienico sanitarie in cui versa la struttura;

   per  sapere se il Presidente della Regione e/o l'Assessore  sia  a
  conoscenza  della  situazione sin qui delineata  e,  ove  così  non
  fosse,  se non ritenga necessario predisporre una ispezione  presso
  il nosocomio in oggetto per verificare quanto esposto;

   quando  e  quali interventi urgenti intendano porre in essere  per
  garantire  un'adeguata  condizione igienico  sanitaria  dell'intera
  struttura  sanitaria  Giovanni Paolo II di  Sciacca,  compresa  una
  programmata  disinfestazione dell'ospedale anche in  considerazione
  della  zona  in cui esso ricade, ovvero alla sommità di un  vallone
  denominato 'Cansalamone'». (62)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, la Direzione generale dell'Azienda ha comunicato di avere
  già  provveduto all'esecuzione degli interventi di disinfestazione,
  disinfezione   e   derattizzazione   all'interno   del    perimetro
  ospedaliero nell'ambito di un programma di prevenzione mirato  alla
  lotta  contro  insetti  e roditori. E' stato  anche  effettuato  un
  intervento  di  spurgo,  bonifica  e  risanamento  ambientale   dei
  sottofondi  collegati ai vuoti tecnici insistenti in corrispondenza
  delle   fondamenta  della  struttura  ospedaliera.  Si  è,  infine,
  provveduto  ad  installare  in tutte le finestre  delle  camere  di
  degenza apposite zanzariere.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Marinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   MARINELLO. Egregio Assessore, questa interrogazione risale  al  17
  luglio dell'anno scorso e, come lei ben sa, perché ha avuto modo di
  visitarlo,  l'ospedale  di  Sciacca si  trova  sopra  la  foce  del
  Cansalamone. E tutte le acque reflue della città di Sciacca, e  non
  solo,  ma  anche  dei comuni limitrofi, in particolare  dei  comuni
  montani di Caltabellotta, Burgio e Lucca Sicula vengono convogliate
  all'interno di questo Cansalamone.
   Quindi,  quello  delle  zanzare  nell'ospedale  di  Sciacca  è  un
  problema  per cui, ogni anno, occorrono interventi di  questo  tipo
  che, spesso, non vengono effettuati.
   Ho  presentato  un'interpellanza l'anno scorso, voglio  riproporla
  nuovamente quest'anno e, quindi, la prego di considerarla come  una
  raccomandazione, che richiede un intervento urgente.
   Mi  dichiaro soddisfatto per l'intervento effettuato l'anno scorso
  quando  presentai  questa interpellanza; però,  per  quest'anno  il
  problema si ripropone.
   La  cosa  curiosa, Assessore, è che, recandomi al pronto soccorso,
  ho  visto  diversi infermieri e medici che erano lì  di  turno  che
  avevano  delle racchette elettriche, quelle che vendono  i  cinesi,
  per  uccidere  le zanzare. Quindi c'è un problema serio,  e  non  è
  assolutamente  vero  che hanno messo le zanzariere  e  hanno  fatto
  un'opera di disinfestazione, che quest'anno necessita nuovamente.
   Quindi,  la  prego  di voler sollecitare la direzione  generale  a
  provvedere   nuovamente,  anche  perché  si   tratta   di   Azienda
  ospedaliera dove i malati vanno per curarsi e le zanzare, come  lei
  ben sa, sono portatrici di malattie.
   Ho   posto  più  volte  il  problema  all'attenzione  dell'Azienda
  ospedaliera;   ma,   senza  quella  mia  iniziativa   parlamentare,
  difficilmente il problema si sarebbe risolto per lo scorso anno.
   Il  problema  si  ripropone ogni anno proprio per  la  specificità
  dell'ubicazione  dell'ospedale,  quindi  la  prego,  Assessore,  di
  rappresentare ai suoi uffici la problematica.
   Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  63  «Opportune
  iniziative  a  favore della somministrazione diretta delle  tossina
  botulinica  da  parte  delle  strutture  ospedaliere  al  fine   di
  contenere fenomeni di aumento dei costi e migrazione sanitaria». Ne
  do lettura:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  tossina botulinica è un farmaco di nuova generazione in fascia
  H (ospedaliero) e può essere somministrato in regime di convenzione
  presso  ambulatori  pubblici di fisiatria e  neurologia  da  medici
  esperti;

   le  indicazioni all'utilizzo sono numerose: spasticità in esito  a
  ictus  cerebrale,  trauma  cranico,  paralisi  infantile,  sclerosi
  multipla, ecc.;

   l'impiego  della tossina ha rivoluzionato la cura della  patologie
  suddette,  permettendo  una  riduzione  significativa  dei  deficit
  motori connessi;

   il  trattamento  viene  eseguito tramite infiltrazioni  locali  da
  medici  esperti  nelle  tecniche, oltre che  dei  dosaggi  e  delle
  patologie indicate;

   considerato che:

   il  decreto  dell'Assessore per la sanità del  12  novembre  2007,
  pubblicato  sulla  GURS n. 57 del 7 dicembre 2007,  ha  escluso  la
  tossina  botulinica dal c.d. flusso F, cioè dalla  somministrazione
  diretta  del farmaco da parte delle strutture ospedaliere  per  uso
  ambulatoriale o domiciliare;

   in  tutte  le  altre  regioni italiane,  la  terapia  con  tossina
  botulinica,  la cui vendita al pubblico è vietata, è  praticata  in
  ambiente  ospedaliero  ed  è  erogata  in  regime  ambulatoriale  e
  totalmente a carico del SSN;

   la  nuova  disciplina produce e produrrà un aggravio di  spesa  in
  quanto  costringe a ricorrere al regime di ricovero diurno  (DH)  o
  addirittura ordinario per la somministrazione del farmaco;

   a  causa della carenza di posti letto di riabilitazione o  di  day
  hospital,  i bisogni dell'utenza, costituita da pazienti con  gravi
  disabilità, non possono essere soddisfatti;

   ciò  comporterà  un  incremento  della  migrazione  sanitaria   di
  pazienti  verso altre regioni e, pertanto, anche dei costi  per  le
  prestazioni erogate ai pazienti fuori dalla regione;

   per  sapere se non ritenga di dovere procedere ad una modifica del
  decreto  assessoriale del 12 novembre 2007 al fine  di  scongiurare
  una   inadeguata  assistenza  ai  pazienti  che  necessitano  della
  somministrazione della tossina botulinica, nonché evitare l'aumento
  dei   costi  in  conseguenza  dell'aumento  dei  ricoveri  e  della
  migrazione sanitaria». (63).

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  decreto assessoriale 30 giugno 2005 ha impartito  le
  istruzioni  circa  le modalità di trattamento dei dati  riguardanti
  l'attività specialistica ambulatoriale e farmaceutica delle aziende
  sanitarie della Regione siciliana.
   La  trasmissione  dei  dati riguardanti l'attività  di  assistenza
  farmaceutica   in  forma  diretta  (Flusso  F)  è  utilizzata   per
  registrare  la  mobilità tra azienda ospedaliera  e  azienda  unità
  sanitaria  locale o tra aziende unità sanitarie locali diverse  per
  remunerare i costi sostenuti per l'erogazione diretta di farmaci  a
  cittadini non ricoverati.
   Nel  suddetto  decreto  erano state individuate  le  tipologie  di
  farmaci per le quali è ammesso il rimborso, tra i quali rientrano i
  farmaci contrassegnati con la sigla H (osp) che, destinati  ad  uso
  ospedaliero, sono somministrabili in regime ambulatoriale o  per  i
  trattamenti  prolungati  anche  a domicilio  (articolo  8  legge  4
  dicembre 1993, n. 537).
   La Commissione regionale del Farmaco, nell'approvare il prontuario
  terapeutico  ospedaliero/territoriale della Regione  siciliana  con
  D.A. 12 novembre 2007 e successive modificazioni, ha distinto ancor
  più  nettamente,  nell'allegato  n.  2  del  suddetto  decreto,  le
  tipologie di farmaci che possono essere inserite nel Flusso F.
   I  farmaci  aventi  come principio attivo la  Tossina  Botulinica,
  attualmente in commercio in Italia a carico del SSN, sono  indicati
  per la cura di:
   1. Blefarospasmo, spasmo emifacciale e distonie focali associate.
   2.   Distonia   cervicale   rotazionale   idiomatica   (torcicollo
  spasmodico).
   3. Spasticità focale:
   3.1.  associata a deformità  dinamica del piede (piede equino)  in
  pazienti pediatrici (di età superiore a 2 anni) affetti da paralisi
  cerebrale ed in grado di deambulare;
   3.2. degli arti superiori e/o inferiori in pazienti adulti colpiti
  da ictus cerebrale.
   Il  Ministero della Salute, oggi Agenzia Italiana del Farmaco,  ne
  ha  autorizzato la commercializzazione classificando  tali  farmaci
  con  la  denominazione  H-OSP1' ovvero medicinali di esclusivo  uso
  ospedaliero.
   Considerato  che  le  indicazioni  neurologiche  principali  e  la
  classificazione  dei  medicinali a base di tossina  botulinica  non
  inducono   a   ritenerne   appropriato   un   impiego   in   regime
  ambulatoriale,  la  Commissione regionale del farmaco  ha  espresso
  parere   negativo  circa  l'inserimento  di  tale  medicinale   nel
  cosiddetto Flusso F con conseguente ammissibilità al rimborso al di
  fuori della prestazione.
   Il suddetto parere e la correlata determinazione, non pregiudicano
  invero  l'auspicato contenimento dei costi di emigrazioni sanitarie
  nel settore, attesa la natura onnicomprensiva della tariffa del DRG
  specifico, inclusiva anche del costo dei farmaci somministrati.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fiorenza   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   FIORENZA. Signor Presidente, la risposta è troppo ovvia.
   Mi  reputo assolutamente insoddisfatto proprio per l'elenco  delle
  patologie  appena  citato dall'assessore  Russo  che,  pur  essendo
  assessore  per  la  sanità, probabilmente non  ha  approfondito  la
  materia  tecnica  perché non gli compete. Fare l'assessore  per  la
  sanità  vuol dire anche fare altro. Forse la Commissione non  si  è
  resa  conto che queste sono patologie fortemente invalidanti,  sono
  patologie  che  hanno  un  grado di spasticità,  cioè  portano  una
  contrazione muscolare fortissima.
   Malati che hanno avuto ictus, che hanno avuto patologie neonatali,
  si trovano nelle condizioni di non poter accedere alla fisioterapia
  successiva  se  prima non ricevono questa sostanza,  se  prima  non
  viene inoculata loro questa sostanza che serve proprio a rilasciare
  completamente  la  muscolatura in modo da  consentire,  nella  fase
  successiva, la riarticolazione.
   Quello  che  le  chiedo, Assessore, è di rimettere in  discussione
  questo  argomento nella futura Commissione che lei, da qui a breve,
  dovrà nominare e di riconsiderare la possibilità che il farmaco sia
  distribuito  per  lo meno presso gli ambulatori ospedalieri  e  non
  venga  dato direttamente al paziente, posso anche essere d'accordo,
  perché questo è un fatto civile.
   Il  risparmio, Assessore, è giusto farlo; però qui si scontra  con
  l'essere   ragioniere' all'interno di un mondo, come  quello  della
  sanità,  dove  c'è  di mezzo la salute. Oggi il farmaco  non  viene
  distribuito in ospedale.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 9 «Notizie circa  la
  mancata  erogazione  dell'indennità  integrativa  a  favore   degli
  allevatori   i   cui   capi  siano  stati  colpiti   da   zoomosi»,
  dell'onorevole D'Antoni. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione ed all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   per  favorire  il  risanamento ed il reintegro  degli  allevamenti
  zootecnici  colpiti,  tra  l'altro, da brucellosi,  il  legislatore
  regionale  introdusse  con  la legge  5  giugno  1989,  n.  12,  ad
  integrazione  delle  vigenti disposizioni  nazionali,  un'indennità
  integrativa  a  favore  dei proprietari di  capi  abbattuti  perché
  affetti  da  tali gravi malattie infettive, a parziale ristoro  dei
  danni  subiti, stanziando all'uopo, 7 miliardi delle  vecchie  lire
  per il 1989 e 6 per ognuno dei successivi anni 1990 e 1991;

   tale  indennità, adeguata annualmente dall'Assessore per la sanità
  nella  stessa misura di incremento disposta dalla normativa statale
  in  materia,  è  stata successivamente reintrodotta  con  la  legge
  regionale   n.   28  del  1995,  estendendone  il  beneficio   agli
  abbattimenti relativi agli anni 1993-1994-1995 ed in  tal  caso  le
  somme stanziate ammontavano a 16 miliardi delle vecchie lire;

   infine, la legge regionale n. 19 del 2005 estese tale beneficio ai
  proprietari dei capi abbattuti nel periodo compreso tra il 2000  ed
  il 2006, autorizzando una spesa complessiva di 20 milioni di euro;

   considerato  che  dal  1997  ad  oggi  non  risulta  essere  stata
  corrisposta  alcuna  indennità  per  le  finalità  anzidette  e  le
  numerose,  legittime istanze inoltrate dai proprietari  danneggiati
  all'Ispettorato regionale veterinario dell'Assessorato della sanità
  non  hanno  avuto  alcun  positivo riscontro,  evidenziando,  anzi,
  l'inesistenza di somme da erogare ai sensi delle citate leggi;

   preso atto che:

   numerosi  allevatori, in particolare della provincia  di  Catania,
  creditori  dell'indennità integrativa in forza delle  citate  leggi
  regionali,  in ragione del grave pregiudizio da essi subito,  hanno
  ritenuto di ricorrere all'autorità giudiziaria ordinaria ottenendo,
  tramite decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, il pagamento
  delle   somme   da   parte  dell'Azienda  U.S.L.   territorialmente
  competente;

   risulta  superfluo riferire in questa sede degli evidenti  disagi,
  non  solo  di  natura  economica, conseguenti  alle  azioni  legali
  intraprese  dagli allevatori danneggiati per qualcosa che,  è  bene
  ricordare, sarebbe loro spettato di diritto;

   per conoscere:

   le  ragioni dell'inosservanza del citato dettato normativo,  circa
  l'erogazione  dell'indennità integrativa volta al parziale  ristoro
  degli  allevatori i cui capi siano stati colpiti da gravi forme  di
  zoonosi;

   l'effettivo  e  concreto  impiego delle  somme  di  anno  in  anno
  stanziate   dalle   citate  leggi  regionali,   la   cui   finalità
  risulterebbe in tal modo disattesa;

   quali  urgenti  iniziative intenda intraprendere  a  favore  degli
  allevatori  danneggiati,  in  ordine alle  loro  legittime  pretese
  economiche». (9)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interpellanza.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con la legge regionale numero 12 del 5 giugno  1989,  al
  fine  di  incentivare l'attività di risanamento  degli  allevamenti
  dalla  tubercolosi bovina, brucellosi bovina, brucellosi ovicaprina
  e   leucosi  enzootica  bovina  prevista  dai  piani  nazionali  di
  risanamento, erano stati finanziati indennizzi aggiuntivi a  quelli
  previsti   dalle  norme  nazionali  agli  allevatori  che   avevano
  abbattuto gli animali infetti da tali malattie.
   Con le successive leggi regionali numero 4 del 1993, numero 15 del
  1993  e  numero 28 del 1995 sono stati rifinanziati gli  interventi
  previsti  dalla  citata legge regionale numero  12  del  1989  fino
  all'anno 1992.
   Con  la  legge regionale n. 40 del 1997 era stato rifinanziato  il
  pagamento   degli  indennizzi  agli  allevatori  per  gli   animali
  abbattuti a partire dall'anno 1993 a tutto il 1997.
   La  legge regionale n. 40 del 1997 e le successive leggi regionali
  n. 22 del 1999 e 6 del 2001 sono state sottoposte a procedimento di
  controllo  comunitario, ed in particolare per  le  prime  due  sono
  stati  chiesti chiarimenti a cui questo Assessorato ha  fornito  le
  delucidazioni  necessarie, mentre per  la  legge  n.  6  del  2001,
  l'Ufficio  legislativo e legale della Regione aveva fatto  presente
  che    ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CEE, lo
  Stato  membro  non può dare esecuzione alle misure di  aiuto  prima
  della   conclusione  favorevole  del  procedimento   di   controllo
  comunitario'.
   La   Commissione,  in  data  11  febbraio  2002,  ha  concluso  il
  procedimento dichiarando compatibili con il trattato CEE le  misure
  in  esame,  nei  limiti degli stanziamenti sopra  precisati  ed  in
  relazione  ai  casi di abbattimento di animali infetti verificatisi
  negli anni 1993-1997.
   Pertanto  veniva richiesto il finanziamento per la  copertura  del
  fabbisogno economico per il pagamento degli indennizzi a  tutto  il
  1997 che ammontava ad euro 6 milioni duecentoquarantamila.
   Con  la  legge  regionale n. 19 del 22 dicembre 2005, all'articolo
  26,  comma 16, è stata autorizzata la spesa di 20 milioni  di  euro
  per  il  pagamento degli indennizzi agli allevatori per il  periodo
  compreso tra gli anni 2000/2006, restando non autorizzata la  spesa
  per gli anni 1998 e 1999.
   In  considerazione  che  la formulazione  del  testo  della  legge
  regionale  19/2005  ha  determinato  serie  difficoltà  di   ordine
  interpretativo,  con nota protocollo 650 del  2  febbraio  2006,  è
  stato  richiesto un parere all'Ufficio legislativo e  legale  della
  Regione siciliana.
   Il  parere  dell'Ufficio  legislativo  e  legale,  reso  con  nota
  protocollo n. 3859 dell'11 marzo 2006, ribadiva la necessità di  un
  intervento legislativo di modifica alla norma in esame.
   Frattanto  l'entrata  in  vigore  dell'ordinanza  ministeriale  14
  novembre  2006  (articolo  13, comma 2), escludeva  ogni  forma  di
  indennizzo  regionale o locale diversa da quella  nazionale,  salvo
  quelle preventivamente approvate a livello comunitario.
   Pertanto,  in  considerazione  di  quanto  riportato  nel   parere
  dell'Ufficio legislativo e legale e del disposto del  comma  2  del
  citato articolo 13 dell'ordinanza ministeriale, l'Assessorato,  con
  D.A. n. 9375 del 21 dicembre 2006, revocava il D.A. n. 7034 del  28
  dicembre  2005,  con il quale era stata impegnata la  somma  di  10
  milioni  di euro prevista dall'articolo 25, comma 16, della  citata
  legge regionale 19/2005 per l'esercizio 2005.
   In data 8 novembre 2007, su analogo quesito posto dall'azienda ASL
  4  di  Enna   -  alla quale erano stati notificati diversi  decreti
  ingiuntivi  al pagamento in favore degli allevatori che ne  avevano
  fatto  richiesta,  dell'indennità prevista dalla legge  12/1989  in
  relazione  agli  anni  1998-2007 - è  stato  richiesto  all'Ufficio
  legislativo  e  legale della Regione di esprimersi in  ordine  alla
  sussistenza o meno del diritto degli allevatori a percepire  quanto
  richiesto.
   Il   parere  reso  dall'Ufficio  legislativo  e  legale  con  nota
  protocollo  n.  19518/275  del  21 novembre  2007  ha  ribadito  la
  sussistenza  del  diritto degli allevatori a percepire  l'indennità
  prevista dalla legge regionale 12/1989 limitatamente agli anni 1989-
  1997, esplodendola per gli anni successivi osservando quanto segue:
    E'  appena il caso di ricordare che il pagamento delle  indennità
  in  oggetto,  in  relazione ad anni diversi da  quelli  autorizzati
  dalla Commissione Europea si porrebbe in contrasto con le norme del
  Trattato  che  vietano  gli  aiuti  di  Stato  o  che  comunque  ne
  subordinano   l'applicazione  ad  una   precedente   decisione   di
  contabilità  della  Commissione Europea e che in  applicazione  del
  noto  principio della prevalenza del diritto comunitario su  quello
  interno,  le  stesse  indennità non potrebbero  essere  corrisposte
  dalla  Pubblica  Amministrazione competente, né il  loro  pagamento
  imposto  dall'autorità giudiziaria nazionale, tenute entrambe  alla
  disapplicazione  della  norma interna in  contrasto  con  la  norma
  comunitaria .
   Per  quanto sopra questo Assessorato è impossibilitato a procedere
  al  pagamento in questione in assenza di risorse finanziarie nonché
  in  assenza  di  una  decisione di compatibilità della  Commissione
  Europea,  sottolineando che il pagamento si porrebbe  in  contrasto
  con  norme  imperative  dell'ordinamento  comunitario  e  potrebbe,
  altresì,   dare  luogo  ad  un  ordine  di  recupero  delle   somme
  illegittimamente erogate.
   Per  quanto concerne l'impiego delle somme, si rappresenta che:  a
  seguito della risoluzione del procedimento comunitario di controllo
  pendente  sulle  leggi  regionali 40/1997 e  22/1999  -  che  aveva
  bloccato  la ripartizione alle Aziende UUSSLL delle somme stanziate
  con  la  legge  regionale n. 6/2001 - sono state emanate  le  leggi
  regionali  n.  4/2003 e n. 21/2003 nelle quali sono stati  previsti
  due  finanziamenti  di    2.500.000,00 ciascuno,  a  fronte  di  un
  fabbisogno che invece ammontava ad   6.240.000,00.
   I  predetti  stanziamenti sono stati ripartiti  alle  Aziende  USL
  competenti  ad  effettuare  le liquidazioni  degli  indennizzi,  in
  quanto in possesso di tutta la documentazione necessaria così  come
  previsto  dalla  legge  regionale  n.  33  del  20  agosto  1994  e
  successivo decreto assessoriale n. 13306 del 18 novembre 1994 ed in
  quanto  competenza  trasferita dalla  Regione  alle  Aziende  unità
  sanitarie locali.
   Per la restante somma a copertura del fabbisogno economico per  il
  pagamento  degli  indennizzi a tutto il 1997 questa Amministrazione
  ha più volte, nei vari anni, richiesto l'impinguamento del capitolo
  417702 del bilancio della Regione; anche per questo esercizio  2008
  è  stata  effettuata la richiesta e si è in attesa di conoscere  le
  determinazioni dell'Assessorato del bilancio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  D'Antoni   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   D'ANTONI. Signor Presidente, Assessore, se ho capito bene, c'è  un
  problema  di  mancanza  di  risorse  e,  quindi,  non  si   possono
  soddisfare le richieste degli allevatori.
   Assessore,  le preannunzio che molti allevatori stanno  procedendo
  con  i  decreti ingiuntivi; pertanto, alla fine, alle  casse  della
  Regione  questo costerà di più rispetto ad una risorsa  che  poteva
  essere   indicata  in  bilancio  e  soddisfare  così  le  legittime
  richieste degli allevatori.
   Le chiedo se non ci sono altre soluzioni in questo momento. Non  è
  possibile addivenire a soluzioni a medio termine rispetto a  questa
  problematica  che,  purtroppo, colpisce gli allevatori  creando  un
  notevole  danno economico, oltre ai problemi per la salute pubblica
  che conosciamo tutti?
   Mi dichiaro insoddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  67  «Stabilizzazione del personale precario  sanitario  non
  dirigenziale  in servizio presso l'IPAB di Trapani», dell'onorevole
  Marrocco, é trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
  scritta.
   D'accordo tra le parti, le interrogazioni numero 69 «Notizie circa
  la ventilata chiusura dell'ospedale di Ribera (AG)», dell'onorevole
  Panepinto, e numero 72 «Opportune iniziative da assumere a  seguito
  della  chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale 'San Vito  e
  Santo  Spirito' di Alcamo (TP)», degli onorevoli Oddo e  Gucciardi,
  si   intendono  trasformate  in  interrogazioni  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa  alla interrogazione numero 74 «Provvedimenti  a  favore
  delle  strutture sanitarie di Messina, penalizzate  dai  limiti  di
  spesa previsti dal piano di rientro», dell'onorevole Picciolo.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che i limiti  previsti  per
  la  spesa sanitaria rendono impossibile procedere alla liquidazione
  delle   ulteriori  prestazioni  fornite  dalle  diverse   strutture
  accreditate  una volta che sia stato raggiunto il tetto disponibile
  per ciascun budget;

   osservato  che  con  l'anno  2007 si è determinata  una  riduzione
  dell'aggregato, già incapiente per il budget ordinario, con  totale
  esclusione   degli  'assistiti  fuori  regione',  di  quanti   cioè
  residenti  in  altre  regioni (mobilità attiva) usufruiscono  delle
  prestazioni sanitarie siciliane;

   visto  che  le strutture sanitarie private di ricovero e  cura  di
  Messina  effettuano da sempre una certa aliquota del loro lavoro  a
  beneficio di pazienti 'assistiti fuori regione' (valutabile attorno
  all'8%   delle   prestazioni,   soprattutto   nei   settori   della
  specialistica  dell'oculistica,  dell'ortopedia,  della   chirurgia
  vascolare);

   ricordato che contabilmente tali prestazioni vengono;

   compensate  a livello nazionale a una tariffa convenuta denominata
  TUC che è superiore a quella applicata dalla Regione siciliana alle
  proprie strutture sanitarie;

   visto  ancora  che  la  mobilità attiva, secondo  i  provvedimenti
  legislativi  di  programmazione finanziaria in  materia  di  sanità
  regionale (vedi decreto 7.11.2002, art. 4; decreto 28.10.2005  art.
  4; decreto 3.12.2007, art. 3), è considerata, in Sicilia come nelle
  altre regioni, fuori budget;

   osservato che, per il 2007 e per i primi mesi del 2008,  l'AUSL  5
  di  Messina  ha computato tali prestazioni (9 milioni  annui)  come
  rientranti nel budget;

   considerato che i budget annui attribuiti alle strutture messinesi
  sono  in  genere inferiori al loro potenziale e vengono interamente
  colmati,  il  problema sopra descritto procura  alle  strutture  un
  danno certo e attuale e non soltanto potenziale;

   rilevato  che la stessa AUSL 5 di Messina ha ritenuto di porre  un
  apposito  quesito all'Assessorato regionale della sanità  chiedendo
  istruzioni che ad oggi non risultano pervenute;

   per sapere:

   per quali ragioni il piano di rientro, con la fissazione dei tetti
  di  spesa  e  la definizione di aggregati di risorse da dedicare  a
  ogni singolo comparto, dovrebbe impedire l'erogazione dei rimborsi,
  stante  che  la  riduzione delle risorse sarà operata  anche  sulla
  scorta  delle valutazioni conseguenti al completamento del percorso
  dell'accreditamento  istituzionale  attualmente   in   corso   come
  previsto    al   punto   C.1.5.   delle   disposizioni     previste
  dall'Amministrazione regionale;

   se  non  ritenga che Messina svolga pertanto un lavoro normalmente
  ritenuto   virtuoso  in  quanto  equivalente  ad   una   sorta   di
  esportazione  di  servizi che contribuisce  al  riequilibrio  della
  bilancia  sanitaria regionale che vede una forte  migrazione  dalla
  Sicilia  in  uscita verso le strutture sanitarie del  Nord  Italia,
  specie Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana;

   se  non  ritenga,  al  fine di evitare la  grave  ipotesi  di  una
  disparità  di  trattamento  tra  le  strutture  capaci  di   essere
  attrattive  sul piano funzionale rispetto a tutte le  restanti,  di
  dovere   comunque  garantire,  extra  il  budget  disponibile,   le
  strutture  messinesi,  pubbliche e private, facendo  ricorso,  come
  previsto  nel  resto  del Paese, alla compensazione  con  il  fondo
  nazionale  secondo le tariffe TUC, stante che dette  somme  vengono
  comunque  compensate fra le varie regioni senza alcun aggravio  per
  il fondo sanitario regionale». (74)

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. Signor  Presidente,  chiedo  il
  rinvio della trattazione.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Egregio Assessore, era solo per darle merito riguardo  a
  questa interrogazione che è stata già oggetto del disegno di  legge
  sul  riordino della sanità; quindi, in realtà, il tema è stato  già
  affrontato da quest'Aula.
   Colgo  l'occasione  per farle rilevare, anche  all'interno  di  un
  capoverso dell'interrogazione stessa, l'inappropriatezza del budget
  all'interno  della  provincia  di  Messina,  quello  a  prescindere
  dall'extra  regione.  Per  anni,  la  nostra  provincia   è   stata
  ingiustamente  penalizzata  anche  sull'aspetto  del  budget  della
  sanità  privata convenzionata accreditata; per cui, alla  fine  del
  piano   di   rientro,  la  pregherei  di  rivedere  la   situazione
  provinciale messinese.
   So  che  lei  - mi è stato comunicato per le vie brevi  -  ha  già
  compiuto o si accinge a compiere un gesto molto importante  per  la
  provincia  di  Messina dando finalmente alla  nostra  provincia  la
  possibilità di fare le PET in regime di accreditamento, dotando  la
  provincia  stessa di un budget sostanzioso, cospicuo. Di questo  le
  do merito e la ringrazio.
   Però   la   prego,   insieme   all'onorevole   Laccoto   che,   da
  vicepresidente  della Commissione Sanità, mi ha sempre  seguito  in
  questa  battaglia, di valutare la possibilità di rivedere i  budget
  in  senso  positivo  per le strutture sanitarie messinesi  che,  da
  troppi anni, subiscono decurtazioni.
   Pertanto mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Pertanto,  l'interrogazione  numero  74  si   intende
  conclusa.
   Per  assenza  dall'Aula dei firmatari, l'interpellanza  numero  11
  «Notizie sulle procedure di assunzione del personale precario delle
  aziende    sanitarie    locali,    ospedaliere    ed    ospedaliere
  universitarie», a firma degli onorevoli Falcone, Currenti e Scilla,
  decade.
   Si  passa alla interrogazione numero 78 «Notizie circa la  mancata
  adozione   del   sistema  di  consegna  domiciliare  dei   farmaci»
  dell'onorevole Panepinto. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  la sanità, premesso che i  malati  che  hanno
  bisogno  di  un  piano terapeutico devono ritirare i farmaci  nelle
  farmacie  territoriali, aperte dalle 10 alle  12  per  soli  cinque
  giorni feriali (esclusi, dunque, il sabato e la domenica);

   osservato che in alcuni piani terapeutici i farmaci vanno  assunti
  anche quotidianamente, ma che la fornitura è data per due - quattro
  giorni, a seconda della disponibilità del farmaco, e che ogni volta
  che  si  necessita  di  ulteriore fornitura  occorre  rinnovare  la
  procedura;

   ricordato  che  la  procedura per il ritiro del  farmaco  richiede
  l'autorizzazione  dell'ASL di appartenenza per  apporre  un  timbro
  sulla   ricetta  e,  successivamente,  il  ritiro  nelle   farmacie
  territoriali;

   considerato  che in alcune realtà tali farmacie si trovano  in  un
  comune  diverso  rispetto a quello di residenza degli  assistiti  e
  della  sede dell'ASL, emerge chiaramente in quale stato di  disagio
  si trovino i malati o i loro familiari/badanti;

   visto  il costo dei medicinali, che nelle farmacie assorbe intorno
  al  50%  in  più  della  spesa  delle ASL  per  la  fornitura  agli
  assistiti;

   per sapere:

   per  quali  ragioni  non  venga adottato il  sistema  di  consegna
  domiciliare dei farmaci che consente alle ASL, fornite di  farmacie
  ospedaliere,  di acquisire i medicinali direttamente  dalle  ditte,
  senza  passare dalle farmacie convenzionate, determinandosi in  tal
  modo un risparmio valutabile attorno al 50% della spesa attuale;

   per   quali  ragioni  non  si  adotti  un  sistema  che   consenta
  all'assistito il ritiro del farmaco senza dover andare  dal  medico
  di  base  a  farsi prescrivere la ricetta né andare nella  farmacia
  territoriale di riferimento». (78)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  in ordine al primo punto dell'interrogazione si  precisa
  che  con decreto assessoriale n. 2205 del 17 ottobre 2007,  partire
  dal primo luglio 2008, è stata disposta la distribuzione diretta di
  tutti  i medicinali a base di principi attivi funzionali alla  cura
  di  specifiche  patologie ad alto rischio di vita  e  per  i  quali
  sussistono  le  condizioni  di impiego e di  setting  assistenziale
  compatibili con tale modalità distributiva.
   Per  questi  medicinali,  che sono stati identificati  con  quelli
  inclusi  nel  Prontuario della presa in carico e  della  continuità
  terapeutica  ospedale-territorio (PHT),  sono  proprio  le  Aziende
  UU.SS.LL. ad acquistare direttamente i medicinali dalle ditte e  ad
  erogarli ai pazienti aventi diritto.
   Riguardo  al sistema di consegna domiciliare, in assenza di  norme
  statali  che  obbligano  l'assolvimento di tale  modalità,  rientra
  nell'autonomia gestionale delle singole Aziende UU.SS.LL  prevedere
  eventuali ipotesi di consegne domiciliari.
   In  ordine  al secondo punto si precisa che, sempre per le  stesse
  categorie di medicinali, la circolare assessoriale n. 1241  del  27
  giugno  2008, ha disposto che la distribuzione avvenga direttamente
  presso   il   servizio   farmaceutico  dell'AUSL   territorialmente
  competente  senza  che l'assistito debba recarsi alla  Medicina  di
  Base  per  farsi  autorizzare il piano terapeutico, successivamente
  recarsi  dal   medico di medicina generale per la  prescrizione  su
  ricettario    del   sistema   sanitario   nazionale    ed    infine
  approvvigionarsi del farmaco presso la farmacia convenzionata.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panepinto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANEPINTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  D'accordo fra le parti, l'interrogazione  numero  104
  «Notizie  sulla  mancata  utilizzazione delle  residenze  sanitarie
  assistenziali   della   provincia   di   Messina»,   dell'onorevole
  Panarello,  si intende trasformata in interrogazione con  richiesta
  di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 106 «Distribuzione dei farmaci
  di  cui al PHT», a firma degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Aricò
  e Falcone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  piano di contenimento e riqualificazione del sistema sanitario
  regionale  2007/2009 prevede che la distribuzione  di  cui  al  PHT
  debba  essere effettuata nell'ottica del risparmio per  il  tramite
  delle farmacie territoriali;

   già   la   Regione  siciliana,  per  consentire  la  distribuzione
  capillare  di  detti farmaci, aveva stipulato  un  accordo  con  la
  Federfarma e con la distribuzione intermedia in virtù del quale  le
  farmacie  private fornivano col sistema per conto i  medicinali  in
  oggetto,  ricevendo le prime un aggio del 6,50% ed il grossista  un
  aggio del 3%;

   recentemente Federfarma Siracusa ha fatto pervenire all'ASL 8  una
  nuova  offerta  con  la quale elimina il costo della  distribuzione
  intermedia  assumendone  in proprio il  ruolo  e  riducendo  al  5%
  l'aggio  spettante al farmacista per il servizio  reso  in  maniera
  complessiva;

   il  predetto  metodo  di  distribuzione non  solo  libera  risorse
  lavorative   all'interno   del   comparto   aziendale,   ma   evita
  l'assunzione  costosissima di altri farmacisti  necessari  per  far
  fronte all'ottimale espletamento del servizio;

   considerato che:

   il risparmio calcolato in base ai dati sopra richiamati ridurrebbe
  del  50% il costo dell'intero servizio che scenderebbe da 1 milione
  e 600 mila euro a 850 mila euro circa;

   l'ASL  8  di  Siracusa dispone soltanto di 5 farmacie territoriali
  palesemente insufficienti a soddisfare i bisogni delle migliaia  di
  cittadini  che  quotidianamente e in assenza  di  servizi  pubblici
  adeguati  sono  costretti  a percorrere decine  di  chilometri  per
  raggiungere   i   punti   di   distribuzione,   sottoponendosi   ad
  interminabili attese molto spesso in piedi e sotto il sole;

   le  pochissime farmacie territoriali non potrebbero in alcun  modo
  eguagliare  l'ottimale servizio offerto dalle 106 farmacie  private
  distribuite in maniera capillare sull'intero territorio e aperte 24
  ore su 24 e per 365 giorni l'anno;

   non esiste strumento ordinativo che non possa essere modificato  o
  annullato  purché non venga stravolto lo spirito per  cui  è  stato
  emanato, in questo caso il risparmio ;

   per  sapere se non ritengano utile ritornare alla convenzione  con
  la  Federfarma garantendo contestualmente il prioritario  interesse
  del  cittadino ed il notevolissimo risparmio che ne deriverebbe per
  l'azienda, ivi compresa la farmacia privata, valore aggiunto  nella
  specificità   del   servizio   sanitario   nazionale   e   segmento
  indispensabile nella filiera della salute pubblica». (106)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, il D.L. n. 347/2001, convertito con la legge n.  405/2001
  ha previsto, all'articolo 8, la possibilità di disporre in ordine a
  particolari modalità di erogazione dei medicinali agli assistiti.
   L'articolo  11  della  legge  regionale  n.  12/2008   Acquisto  e
  distribuzione  diretta  di  farmaci da  parte  delle  Aziende',  ha
  previsto  l'individuazione,  con  decreto  dell'Assessore  per   la
  sanità, dei principi attivi da destinare alla distribuzione diretta
  da  parte delle Aziende sanitarie, tra quelli funzionali alla  cura
  di specifiche patologie ad alto rischio di vita.
   Il  processo  di implementazione della distribuzione  diretta  dei
  farmaci,  sulla base dei presupposti normativi sopra richiamati,  è
  uno  degli  obiettivi  prioritari del Piano di  Contenimento  e  di
  Riqualificazione del  Servizio sanitario regionale per il  triennio
  2007-2009  sia  come  intervento strutturale di  sistema  che  come
  intervento   con   effetti   diretti  sui   costi   dell'assistenza
  farmaceutica territoriale.
   Pertanto, in attuazione dell'articolo 11 della legge regionale  n.
  12/2007  e all'obiettivo specifico di Piano A.1.2., con il D.A.  n.
  2205  del  17 ottobre 2007 i medicinali a base dei principi  attivi
  funzionali  alla  cura di specifiche patologie ad alto  rischio  di
  vita e per i quali sussistono le condizioni di impiego e di setting
  assistenziale compatibili con la distribuzione diretta, sono  stati
  identificati  con  quelli  inclusi nel Prontuario  della  presa  in
  carico   e   della   continuità   terapeutica   ospedale-territorio
  cosiddetta  PHT  di cui alla determina AIFA del 29 ottobre  2004  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   Il  passaggio,  a regime, al nuovo modello distributivo,  previsto
  dall'1  gennaio 2008, è avvenuto - a seguito di una proroga di  sei
  mesi  concessa  con D.A. n. 2205/2007 - a far data  dall'1   luglio
  2008,  giusta  direttiva assessoriale del 17  giugno  2008  che  ha
  confermato l'inderogabilità del termine.
   Ciò   premesso,  in  relazione  alle  specifiche  questioni  poste
  dall'interrogante sull'organizzazione del servizio di distribuzione
  nel  territorio dell'AUSL 8 di Siracusa, si fa presente  che  prima
  del  passaggio  alla distribuzione diretta a regime dall'1   luglio
  2008,  vigeva nel territorio regionale la cosiddetta  distribuzione
  per   conto   (DPC)  dei  farmaci  del  PHT  tramite  le   farmacie
  convenzionate  attraverso  uno specifico  accordo  con  la  filiera
  distributiva che prevedeva:
   -nel  2006 un aggio del 9% alle farmacie convenzionate e del 3% ai
      grossisti;
  -nel 2007 un aggio del 7,50% alle farmacie convenzionate e del
  2,75% ai grossisti;
  -nel 2008 (fino al 30 giugno) un aggio del 6,50% alle farmacie
  convenzionate e del 2,75% ai grossisti.
   Si fa osservare che tali percentuali andavano calcolate sul prezzo
  al  pubblico  (I.V.A.  compresa)  dei  medicinali  dispensati,  pur
  essendo  gli stessi acquistati dalle AUSL con uno sconto medio  del
  40%.
   Si  rappresenta,  inoltre, che anche la nuova offerta  prospettata
  dalla  categoria all'AUSL 8, riducendo al 5% l'aggio  spettante  al
  farmacista  per  il  servizio reso in maniera complessiva,  avrebbe
  comportato,  secondo  quanto dichiarato dalla stessa  Azienda,  una
  gestione  in  proprio del magazzino in sostituzione  dei  grossisti
  senza   peraltro   la   possibilità,  prevista   nel   caso   della
  distribuzione diretta, di integrare il personale dedicato.
   Afferma  la stessa AUSL che, tra le criticità del cosiddetto  DPC,
  rientra  anche la difficoltà della gestione dei magazzini  allocati
  presso  strutture  esterne  (grossisti)  e  che  tale  gestione  ha
  prodotto scaduti per circa 32.000 euro.
   Riguardo  ai  punti di distribuzione dell'AUSL 8  sul  territorio,
  essi  sono 6 di cui 5 (uno per distretto sanitario) ad Avola, Noto,
  Siracusa, Augusta, Lentini e uno sportello a Palazzolo che fornisce
  l'area montana..
   La  medesima Azienda ha reso formalmente noto che, per  migliorare
  il  servizio di distribuzione diretta, ha aperto con molti  sindaci
  della   Provincia,  i  cui  comuni  sono  sprovvisti  di   farmacia
  territoriale,  delle trattative che, nell'ottica  della  continuità
  assistenziale   territorio-Azienda,  prevedono   la   consegna   ai
  pazienti,   presso  gli  stessi  comuni,  dei  farmaci  in   pacchi
  personalizzati.
   Con   riferimento  ai  disagi  segnalati,  l'AUSL  ha   dichiarato
  formalmente che nessuna denuncia di disservizio è stata  presentata
  agli  uffici  aziendali  deputati (URP).  Sono  state,  di  contro,
  riscontrate  espressioni  di  soddisfazione  per  la   non   dovuta
  compartecipazione alla spesa farmaceutica (ticket)  e  per  il  non
  dovuto  passaggio  presso  il medico di medicina  generale  per  la
  trascrizione  frazionata  nelle ricette  SSN  del  quantitativo  di
  farmaco  previsto sul piano terapeutico (spesso i piani terapeutici
  comportavano  fino  a sette visite dal medico di medicina  generale
  per  la  completa  trascrizione della  terapia  sulle  ricette  del
  Servizio sanitario nazionale).
   Per quanto sopra esposto, le circostanze riferite non inducono  in
  atto ad assumere diverse determinazioni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, credo che sia opportuno  sospendere
  la  seduta.  Non  possiamo assolutamente sottoporre  l'assessore  a
  questa

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo  faccia  il  suo  mestiere.   La
  Presidenza sa cosa deve fare, stia tranquillo, proceda.

   VINCIULLO. Signor Presidente, sto procedendo. Mi vuole togliere la
  parola?  Mi  auguro di no. Ogni occasione è buona per chiederci  di
  trasformare  le  interrogazioni orali  in  interrogazioni  scritte.
  Diamo l'impressione di voler torturare l'assessore e, poiché questo
  noi  non  lo  vogliamo  fare assolutamente,  anziché  continuare  a
  chiederci  di  trasformare  le  interrogazioni  con  richiesta   di
  risposta orale in interrogazioni con richiesta di risposta  scritta
  le   chiedo  di  sospendere  la  seduta,  dando  all'assessore   la
  possibilità di riprendersi.
   La  prossima settimana potremo avere le risposte che ci competono.
  Del  resto, per quanto riguarda questa risposta, attendo da  undici
  mesi,  quindi  undici mesi e qualche settimana per  me  non  cambia
  nulla.
   Mi  dichiaro  insoddisfatto della risposta ricevuta dall'assessore
  per  un  semplice  motivo:  le cose non stanno  assolutamente  come
  l'AUSL  ha  voluto  rappresentare all'assessore. Aggiungo  che  c'è
  stato,  in  più  occasioni, l'intervento  delle  Forze  dell'ordine
  perché,  per quanto riguarda purtroppo la farmacia territoriale  di
  Siracusa,  si  sono  realizzate file  di  trecento  persone.  Posso
  aggiungere  che  è  un fatto che mi riguarda personalmente,  avendo
  ambedue  i  genitori in questa situazione, ed anche  loro  si  sono
  sottoposti a queste file.
   Veda,  è  importante  risparmiare, ma è anche  importante  fornire
  servizi ai cittadini, soprattutto quando questi sono alla fine  del
  loro percorso di vita.
   L'assessore, poco fa, nel trattare di questi medicinali, ha  detto
  che  vengono  forniti  a coloro i quali sono  ad  alto  rischio  e,
  purtroppo, abbiamo assistito in questi ultimi mesi a file che  sono
  iniziate  alle sei del mattino e, poi, ancora nel pomeriggio,  alle
  ore  diciassette, quando c'è stata la riapertura, ed eravamo dietro
  le porte ad aspettare questi medicinali.
   E'  importante risparmiare, però credo che sia necessario tagliare
  laddove  vi  sono  stati  e continuano ad  esserci  altri  tipi  di
  sperperi, non su questo
   Tra  le  altre  cose, l'AUSL di Siracusa aveva  anche  tentato  un
  bonario componimento con le farmacie che, conseguentemente, avevano
  ridotto  di  molto l'aggio che veniva concesso loro; era importante
  cercare,  fino alla fine, di trovare una soluzione con le  farmacie
  anche  chiedendo  alle  stesse, per la  situazione  particolare  di
  questi farmaci, di rendere il servizio gratuitamente.
   Credo  che  se  si  fosse insistito su questa  strada,  alla  fine
  avremmo  anche potuto ottenere un risultato, perché lei, assessore,
  sa  meglio di me, dal momento che ha voluto citare la provincia  di
  Siracusa, che la distribuzione di questi farmaci costava un milione
  e  seicentomila  euro l'anno alla comunità e alla Regione.  Con  la
  riduzione   che  i  farmacisti  avevano  accettato,  scendevamo   a
  ottocentomila euro; vi era una  ulteriore possibilità da parte  dei
  farmacisti di rivedere l'aggio a loro destinato, però è anche  vero
  che l'AUSL di Siracusa, come tante AUSL in Sicilia, hanno proceduto
  ad  assunzioni  di personale per fare fronte alla distribuzione  di
  questi  farmaci  ed il servizio, mi sia consentito,  non  è  quello
  richiesto.
   Se si pensa che da Pachino a Porto Palo i pazienti devono andare a
  Noto, oppure devono spostarsi in tutte le zone della provincia  per
  potere  raggiungere la farmacia, spesso allocata in luoghi non  ben
  serviti  dai  servizi pubblici, come nel caso di Siracusa,  l'unica
  possibilità  per loro è trovare un mezzo, un taxi  o  impegnare  un
  familiare per farsi accompagnare.
   Pertanto,  Assessore,  mi  dichiaro insoddisfatto  della  risposta
  ricevuta, sia per i tempi nei quali è pervenuta sia per il modo con
  cui si pensa di risolvere questo problema.
   Aggiungo,   però,  che  a  Siracusa  l'AUSL  sta  firmando   delle
  convenzioni con alcune farmacie per rispondere a queste  necessità.
  Quindi, nel dichiararmi totalmente insoddisfatto sottolineo  che la
  mia  richiesta  non  era  assolutamente peregrina  e  la  invito  a
  rivedere  la  sua posizione e a ricordarsi che stiamo trattando  di
  soggetti che sono al termine della loro vita.

   PRESIDENTE.  D'accordo fra le parti, l'interrogazione  numero  119
  «Riduzione    dei   costi   per   l'assistenza   territoriale    di
  riabilitazione»,  a  firma  degli  onorevoli  Vinciullo,  Aricò   e
  Pogliese,  si intende trasformata  in interrogazione con  richiesta
  di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 124
  «Composizione della commissione regionale per la verifica del nuovo
  sistema  di  formazione:  educazione continua  e  medicina  (ECM)»,
  dell'onorevole   Falcone,  è  trasformata  in  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 132
  «Revisione  del  sistema di somministrazione   dei  farmaci  per  i
  malati  affetti  da sclerosi multipla», dell'onorevole  Falcone,  é
  trasformata  in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza  numero  21
  «Riconoscimento del servizio svolto nella ex medicina  dei  servizi
  ai  fini  dell'inquadramento nei ruoli della dirigenza, ex  decreto
  del   Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  8   marzo   2001»,
  dell'onorevole D'Agostino, decade.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, faccia ultimare la Presidenza
  e  le  darò  la parola. Stiamo procedendo per vedere cosa  possiamo
  fare.  Se  riusciamo a fare ciò a cui l'assessore  è  in  grado  di
  rispondere sarebbe utile per i lavori d'Aula.

   VINCIULLO. Signor Presidente, le stiamo chiedendo di sospendere  i
  lavori di questa seduta.

   PRESIDENTE. Si è sempre data la possibilità all'Aula di  ragionare
  e  di  esprimere  tanto  buon senso. Non  capisco  perché  insista,
  considerato  che stiamo trattando gli atti ispettivi della  rubrica
   Sanità'.

   VINCIULLO. Chieda all'assessore cosa intenda fare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se  l'assessore  non  potrà  più
  rispondere per i problemi che ha alla voce sospenderemo la  seduta.
  Onorevole Vinciullo,  non le chiederò più se intende trasformare le
  sue  interrogazioni con richiesta di risposta scritta; farà ciò che
  ritiene, però ci faccia lavorare.
   Si vuole sostituire alla Presidenza e sospendere i lavori?
   D'accordo  tra  le parti, l'interrogazione numero 152  «Iniziative
  per  l'attivazione  della commissione regionale permanente  per  la
  dialisi»,   degli  onorevoli  Falcone  e  Vinciullo,   si   intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, poco fa lei ha detto che, come è
  previsto dal Regolamento e come è prassi dell'Aula, è accaduto  che
  l'assessore  si  è  riservato di fornire  risposta  scritta.  Però,
  questo  è  un   caso diverso rispetto alle altre volte,  perché  in
  questa  circostanza l'assessore sta chiedendo che così si faccia  a
  causa  del suo stato di salute e, quindi, della sua indisponibilità
  a potere parlare.
   Signor  Presidente, la invito a valutare attentamente la  proposta
  dell'onorevole Vinciullo, che faccio mia, perché qui non siamo  nel
  caso  normale,  perché se io devo rinunciare alla risposta  scritta
  per   motivi    umanitari'   venendo   incontro   alle   difficoltà
  dell'assessore  è  un  fatto. Ma non vorrei  che  proseguissimo  in
  questo   gioco.   Il  momento  delle  interrogazioni   può   essere
  importante,  molti deputati aspettano una risposta da  mesi  e,  se
  dobbiamo   rinunciare   per  motivi  di  cortesia   nei   confronti
  dell'assessore, si falsa il senso della richiesta di trasformare la
  risposta  in  risposta  scritta. Quindi,  vorrei  che  lei  non  lo
  chiedesse  e  non  lo chiedesse l'assessore, perché  direi  di  sì,
  trasformandola  in risposta scritta, ma non lo faccio  per  ragioni
  politiche,  lo  faccio  in considerazione  dello  stato  di  salute
  dell'assessore.
   Tocca  a  lei  chiedere questo, in considerazione dello  stato  di
  salute dell'assessore, ed evitarci ed evitargli questa manovra.
   Pertanto, la invito a sospendere la seduta ed a rinviarla, secondo
  quanto l'onorevole Vinciullo ed io stiamo chiedendo. Mi sembrerebbe
  la  cosa più giusta, altrimenti non vedo perché io e tutti noi, per
  principio, dobbiamo rinunciare alle risposte.
   Mi sembra un atto di cortesia e di rispetto regolamentare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non vi è nessuna  richiesta,  da
  parte della Presidenza, che l'interrogazione venga trasformata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Quando  l'assessore porrà il problema che non è più  in  grado  di
  parlare per problemi alla sua voce, la Presidenza ne prenderà  atto
  e sospenderà la seduta.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                           rubrica  Sanità'

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 22 «Istituzione  del
  registro   siciliano  di  dialisi  e  trapianti»,  degli  onorevoli
  Falcone, Vinciullo e Pogliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che le malattie renali rappresentano un grosso problema di
  ordine  sanitario,  ma  anche di ordine economico  e  sociale,  per
  l'elevata incidenza nella popolazione;

   visto  che il piano sanitario regionale 2000/2002, pubblicato  sul
  supplemento  ordinario  della Gazzetta  ufficiale  della  regionale
  siciliana  del  2  giugno 2000, che ha individuato  le  nefropatie,
  soprattutto  nelle  forme che esitano in insufficienza  renale  con
  conseguente necessità di emodialisi e dialisi peritoneale,  tra  le
  condizioni morbose di particolare rilievo sociale e che meritano di
  specifica attenzione in quanto importanti cause di invalidità;

   tenuto conto che il Governo regionale, qualche giorno addietro, in
  sintonia  col Ministero del lavoro, della salute e delle  politiche
  sociali,  ha  varato  il piano di riqualificazione  e  contenimento
  della spesa sanitaria;

   considerato   che   la  spesa  nazionale  per  le   nefropatie   è
  quantificata  nella cifra di euro 250 milioni di cui il  10%  viene
  sostenuto in Sicilia;

   atteso  che  la  problematica  delle nefropatie  è,  comunque,  in
  aumento,  comportando in Sicilia un incremento  annuo  di  duecento
  pazienti per ogni milione di abitanti;

   preso  atto che, al fine di contenere la spesa pubblica, a seguito
  della crescita di tale patologia e considerando che il costo di  un
  solo  dializzato è pari a 27 mila e 500 euro annui, in quasi  tutte
  le  regioni  italiane é stato istituito il registro  di  dialisi  e
  trapianto;

   visto  che  in Sicilia non esiste ancora un registro di dialisi  e
  trapianti  che  possa disporre di dati statistici  affidabili,  per
  potere  comprendere  appieno i fenomeni legati  alla  distribuzione
  nello  spazio e nel tempo delle malattie nefrologiche, per rilevare
  natalità,  mortalità,  accesso  alle  strutture  sanitarie,   spesa
  programmata, ecc. nel detto comparto sanitario;

   per  conoscere  se non ritengano opportuno istituire  il  registro
  siciliano  di dialisi e trapianti che raccolga i dati  relativi  al
  trattamento di dialisi e trapianto dei pazienti, che rilevi i  dati
  clinico-epidemiologici sul territorio, che verifichi i flussi della
  patologia,  che monitorizzi l'adeguatezza delle risorse disponibili
  alla  luce  delle  esigenze emergenti, che implementi  il  database
  centrale  con  l'invio  periodico  da  parte  dei  centri   dialisi
  periferici  delle  variazioni  avvenute  relative  ai  pazienti  in
  trattamento,  nonché dei nuovi ingressi, che collabori  in  maniera
  sistematica con il registro italiano di dialisi e trapianti  e  con
  altri registri internazionali». (22)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, questa Amministrazione, nell'ambito delle azioni  avviate
  per  l'attuazione del Piano di rientro, con D.A.  n.  3423  del  19
  dicembre 2008, validato in sede ministeriale, è stato istituito  il
  registro   regionale  informatizzato  di  nefrologia,   dialisi   e
  trapianto,  con  il  compito di raccogliere  ed  elaborare  i  dati
  clinici/anagrafici di tutti i soggetti che vengono  immessi  in  un
  programma di dialisi cronica e di pazienti in attesa di trapianto e
  sottoposti a trapianto renale residenti in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, ha cinque minuti per dichiararsi
  soddisfatto o insoddisfatto.

   VINCIULLO. Mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE.  Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
  numero 27 «Misure per favorire l'accesso delle persone diversamente
  abili ai pubblici servizi», a firma dell'onorevole Adamo, decade.
   D'accordo fra le parti, l'interrogazione numero 164 «Provvedimenti
  per  la  riattivazione della postazione 118 a  Cianciana  (AG)»,  a
  firma  dell'onorevole  Panepinto,  e  l'interrogazione  numero  171
  «Misure  per istituire un reparto di radioterapia presso  l'Azienda
  ospedaliera  S'Antonio Abate di Trapani», dell'onorevole  Oddo,  si
  intendono  trasformate in interrogazioni con richiesta di  risposta
  scritta.
   Per  assenza  dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
  numero 182 «Attuazione dell'art. 8 della l.r. 22 dicembre 2005,  n.
  19,  in  materia  di interventi in favore dei soggetti  colpiti  da
  autismo»,  dell'onorevole  Marrocco,  l'interrogazione  numero  186
  «Iniziative a favore del recepimento dell'accordo Stato  -  Regioni
  per  l'accreditamento  delle  strutture  sanitarie  ausiliarie  con
  finalità   di  recupero  dei  tossicodipendenti»,  degli  onorevoli
  Falcone  e  Pogliese, e l'interrogazione numero  198  «Notizie  sul
  mancato  pagamento  degli emolumenti agli infermieri  professionali
  del   118   delle   province  di  Catania,  Siracusa   e   Ragusa»,
  dell'onorevole  Falcone,  sono trasformate  in  interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  219  «Informazioni   sulla
  disposizione    n.  1980  dell'Assessorato  Sanità   in   tema   di
  convenzione  dei medici della medicina dei servizi», dell'onorevole
  Vinciullo,  si intende trasformata in interrogazione con  richiesta
  di risposta scritta.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, chiedo che venga  trasformata  con
  risposta scritta.

   PRESIDENTE.  D'accordo tra le parti, l'interrogazione  si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 228
  «Opportune  iniziative allo scopo di consentire  all'organizzazione
  non  governativa 'Medici senza frontiere (MSF)' il prosieguo  delle
  attività   nell'isola   di   Lampedusa»  dell'onorevole   Raia,   è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   all'interpellanza  numero  35   «Riorganizzazione   e
  potenziamento  delle  farmacie nella città di Agrigento»,  a  firma
  dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  l'ispettorato  regionale  sanitario  ha  di  recente
  licenziato  il  nuovo  piano  delle  farmacie  per  il  comune   di
  Agrigento,   in   cui  l'attuale  dislocazione  delle   quattordici
  farmacie,  cinque  nel centro storico, tre all'interno  delle  mura
  cittadine e sei fuori città, avrebbe dovuto essere riposizionata su
  basi  di  maggiore  equilibrio tra numero delle stesse  farmacie  e
  densità abitativa all'interno del territorio comunale;

   ritenuto   che  sia  necessario  procedere  alla  riorganizzazione
  insieme al potenziamento delle farmacie nella città di Agrigento;

   considerato  che un gruppo di cinque titolari di farmacie  ubicate
  nel  centro  storico della stessa città ha prodotto  e  diffuso  un
  documento  agli  organi istituzionali alla società civile  ed  agli
  organi di stampa, in cui denuncia che:

   il  piano di revisione della pianta organica delle farmacie non ha
  messo  in  atto il dovuto decentramento delle farmacie  del  centro
  storico   verso  zone  della  città  completamente  sguarnite   del
  servizio;

   l'annessione  tra  due  zone della città distanti  una  decina  di
  chilometri   e  rispetto  alle  quali  non  c'è  alcuna  continuità
  abitativa;

   l'istituzione  di  una  sola sede da assegnare  per  decentramento
  nella zona del villaggio Peruzzo;

   l'istituzione di una sede a Monserrato da assegnare  per  pubblico
  concorso con tempi di attuazione prevedibilmente lunghi;

   considerato,   ancora,  che,  a  giudizio  degli   estensori   del
  documento,   il  piano  così  impostato  mantiene  una   situazione
  paradossale di inutile concentrazione a scapito di una  maggiore  e
  più produttiva capillarità del servizio farmaceutico cittadino, con
  evidenti   danni   per  la  popolazione  interessata,   consentendo
  unicamente  l'urbanizzazione  di una  sede  rurale  della  zona  di
  Giardina  Gallotti, con una palese violazione della  legge  laddove
  non si contempla che una farmacia rurale sia trasformata in urbana,
  in  sede  di  revisione  della  pianta  organica,  quando  mantiene
  immutate le caratteristiche di ruralità;

   constatato che:

   il  provvedimento in questione ha avuto l'avallo del sindaco della
  città,  anche  se  in  contrasto  con  le  risultanze  degli  studi
  effettuati  dall'ufficio  tecnico del comune,  peraltro  comunicate
  preventivamente anche all'ispettorato regionale sanitario;

   il  piano  è  stato emesso dall'ispettorato, nonostante  i  pareri
  negativi  in  proposito  dell'AUSL 1  di  Agrigento  e  dell'ordine
  provinciale dei farmacisti, obbligatori anche se non vincolanti;

   per conoscere se non ritengano opportuno ed urgente verificare  la
  situazione  sopra  descritta intraprendendo  le  dovute  iniziative
  affinché il provvedimento in questione, laddove sia riscontrata  la
  sua illegittimità, possa essere prontamente revocato». (35)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, il provvedimento di revisione della pianta organica delle
  farmacie del comune di Agrigento, emanato in data 15 ottobre 2008 e
  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana  n.  52
  del   14   novembre  2008,  riporta  nella  parte  propositiva   le
  motivazioni che hanno indotto questa Amministrazione ad adottare il
  provvedimento, in assenza di pareri favorevoli.
   E' necessario richiamare le disposizioni vigenti in materia (Legge
  n. 362/1991, Legge n. 475/1968 e DPR n. 1275/1971) che stabiliscono
  che  la competenza del provvedimento di revisione è esclusiva della
  Regione, sentiti il Comune, l'Ordine dei farmacisti e l'azienda USL
  compente per territorio.
   Nella  parte  propositiva del provvedimento sono  indicate  alcune
  motivazioni  riguardanti  il comportamento  tenuto  dai  funzionari
  dell'Ufficio   tecnico  comunale  che  hanno  apportato   modifiche
  sostanziale alla bozza in discussione, non richieste né discusse da
  tutte  le  Amministrazioni  convenute in  Conferenza  dei  servizi,
  compreso il Sindaco.
   Inoltre  i  dati  di popolazione riportati erano non  esatti,  con
  margini notevolmente diversi rispetto ai dati ufficiali ISTAT.
   Si  evidenzia  altresì che nessuna segnalazione di  disservizio  è
  stata mai formalizzata a questa Amministrazione sia da privati  che
  da istituzioni.
   Nessuno  dei  titolari  delle tre farmacie ubicate  lungo  la  via
  Atenea  del  centro storico, interpellati secondo  le  disposizioni
  normative,  ha voluto decentrare il proprio esercizio in  una  zona
  individuata  per  il  decentramento; ciò  a  dimostrazione  che  la
  sofferenza  commerciale  degli stessi è  più  virtuale  che  reale.
  Inoltre  il  titolare  della  seconda' sede farmaceutica  (come  da
  articolo  2  del citato provvedimento del 15 ottobre 2008)  ubicata
  proprio  su via Atenea, potrebbe spostare il proprio esercizio  nel
  prestigioso  ed ampio viale della Vittoria, in quanto  appartenente
  alla sede farmaceutica di pertinenza.
   La  riclassificazione della XI sede farmaceutica, cui si riferisce
  l'interrogante,  è  stata  approvata e controfirmata  da  tutte  le
  Amministrazioni convenute in Conferenza di Servizi (Sindaco, Ordine
  dei  Farmacisti e Azienda USL 1 di Agrigento), approvando  pure  la
  conseguente annessione di territorio e popolazione nell'arco  di  4
  km circa, e non di dieci come dichiarato nell'interrogazione cui si
  risponde.
   Per la 15ma sede di nuova istituzione nel quartiere Monserrato, il
  comune  ha  esercitato  il diritto di prelazione  per  la  gestione
  diretta  e, quindi, detta sede non sarà assegnata tramite concorso,
  ma sarà aperta entro breve termine.
   Infine  si  rappresenta  che  la sede  XI  di  Giardina  Gallotti,
  quartiere  di Agrigento, è stata ampliata dopo un accurato  studio,
  avvalendosi  di un parere dell'Avvocatura generale dello  Stato  di
  Roma  e  di un ulteriore parere dell'Avvocatura distrettuale  dello
  Stato di Palermo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, sono soddisfatto della risposta.
   Però la distanza tra i quartieri di Giardina Gallotti e Spinasanta
  è di dieci chilometri, non hanno continuità geografica né abitativa
  tra di loro - la città la conosco bene -, il problema è capire come
  possano  esserci  stati  pareri contrari e,  poi,  si  è  proceduto
  comunque all'istituzione.
   Sono    comunque   soddisfatto   -   ripeto   -   della   risposta
  dell'assessore.

   PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 251 «Riattivazione
  del  centro  d  primo  soccorso  118  di  Buccheri  e  delle  altre
  postazioni  chiuse  in  provincia  di  Siracusa»,  degli  onorevoli
  Vinciullo e De Benedictis. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   la  postazione di ambulanze del servizio di emergenza del  118  di
  Buccheri, centro agricolo montano in provincia di Siracusa, è stata
  per  l'ennesima  volta  chiusa, causando, di fatto,  un  gravissimo
  danno   all'intera   popolazione  ed   alimentando   le   legittime
  preoccupazioni  dei  cittadini  che si  vedono  privati  dell'unica
  possibilità di salvezza in caso di emergenza sanitaria;

   nella  provincia  di Siracusa, oltre a quello di Buccheri,  spesso
  sono  interessati  alla chiusura di postazioni di  ambulanze  altri
  centri,  tra i quali Buscemi, Canicattini, Fontane Bianche, Priolo,
  Palazzolo   Acreide  e  Noto,  così  come  denunciato  spesso   dai
  rispettivi sindaci;

   considerato  che, nonostante i ripetuti appelli e le assicurazioni
  ricevute  circa  il  mantenimento della postazione,  a  causa,  tra
  l'altro,  della  lontananza del comune di Buccheri dalle  strutture
  ospedaliere  site nei comuni di Siracusa e Lentini, il  servizio  è
  stato  ripetutamente interrotto per presunta carenza di  personale,
  senza  tenere conto né delle esigenze primarie di tutela  sanitaria
  degli  abitanti del comune, né tanto meno di tutti i cittadini  dei
  paesi limitrofi che avevano nella postazione del 118 di Buccheri un
  ulteriore  ed  essenziale punto di riferimento  certo  in  caso  di
  emergenze;

   per  sapere  quali  iniziative intendano assumere  per  assicurare
  l'immediata  riattivazione del centro  di  primo  soccorso  118  di
  Buccheri  e delle altre postazioni chiuse in provincia di Siracusa,
  in  maniera  da  scongiurare discriminazioni  fra  cittadini  della
  nostra  Regione  in  un settore, quale quello di  primo  intervento
  medico,  dove un ritardo di pronto soccorso, anche di pochi minuti,
  può  comportare conseguenze sulla vita delle persone che  ne  hanno
  bisogno». (251)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la sanità.  Signor Presidente,  chiedo  il
  rinvio della trattazione.

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, dispongo il  rinvio  della
  trattazione dell'interrogazione numero 251 alla prossima seduta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 259
  «Misure  per  assicurare  l'assistenza sanitaria  penitenziaria  in
  Sicilia»,  dell'onorevole Falcone, é trasformata in  interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si    passa    all'interrogazione   numero    271    «Riammissione
  all'accreditamento   dei  centri  privati   per   l'assistenza   ai
  disabili», a firma degli onorevoli Marinello e De Benedictis. Ne do
  lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  il  Presidente  della Regione  avrebbe  recentemente
  annunciato  che  poco meno di una trentina di  centri  privati  per
  l'assistenza    ai    disabili    sarebbero     stati     riammessi
  all'accreditamento con il servizio sanitario pubblico dopo  esserne
  stati precedentemente esclusi;

   ricordato  che per ottenere l'accreditamento occorre  superare  la
  verifica dei requisiti strutturali che i centri dovevano dimostrare
  di possedere alla data del 28 giugno 2007;

   visto  che  i  centri in discussione erano stati esclusi   perchè,
  secondo l'ispettorato dell'Assessorato Sanità, non avevano superato
  la prevista verifica;

   rilevato  che  i  problemi  di  accreditamento  segnalati  per  le
  strutture  di  assistenza ai disabili      valgono   per  tutti   i
  settori dell'assistenza sanitaria dove sono state escluse strutture
  che pure avevano presentato istanza nei termini previsti e, essendo
  già   titolari   di  convenzione  con  il  SSN,  avevano   ottenuto
  l'accreditamento provvisorio;

   per sapere:

   se,   oltre  all'annuncio,  sia  stato  assunto  un  provvedimento
  amministrativo di riammissione all'accreditamento;

   perchè  l'intervento,  se è stato formalizzato,  abbia  riguardato
  solo  le  strutture di assistenza ai disabili e non le tante  altre
  strutture che si trovano nelle stesse condizioni;

   come  il  Governo  intenda superare le questioni  procedurali,  se
  modificando la legge o procedendo a una nuova verifica sui  centri,
  ed  emettere  solo successivamente un provvedimento  di  ammissione
  all'accreditamento». (271)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, a seguito della esclusione dell'accreditamento di diverse
  strutture  sanitarie ex articolo 26 della Legge 833/1978,  è  stata
  emanata  la  direttiva prot. n. 8766 del 17 dicembre 2008,  con  la
  quale,   in  considerazione  della  grave  situazione  emergenziale
  conseguente   alla   impossibilità  degli  assistiti   di   trovare
  accoglienza  in  altre strutture pubbliche e/o  private  idonee  ad
  assicurare  i trattamenti riabilitativi occorrenti, si invitava  il
  dirigente generale dell'Ispettorato regionale sanitario ad assumere
  i   consequenziali  provvedimenti  nel  rispetto  della   normativa
  vigente.
   Lo stesso successivamente attivava una serie di interlocuzioni con
  le  Aziende, a seguito delle quali venivano emessi provvedimenti di
  accreditamento  per:
   - n. 11 strutture CTA della provincia di Catania;
   - n. 1 struttura della Provincia di Enna;
   - n. 1 struttura della Provincia di Agrigento;
   - n. 5 della provincia di Palermo;
   - n. 2 strutture  della provincia di Messina.
   Sono stati adottati inoltre i provvedimenti di esclusione di n. 16
  strutture  della provincia di Messina e n. 1 struttura in provincia
  di   Caltanissetta,  che  non  hanno  superato   positivamente   le
  verifiche;  sono  in fase di definizione altri 4  provvedimenti  di
  esclusione  per la provincia di Agrigento ed 1 per la provincia  di
  Caltanissetta.
   Si  sta procedendo, inoltre, alla verifica caso per caso di  tutte
  le  procedure  di accreditamento ancora non definite,  molte  delle
  quali interessate da contenzioso.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARINELLO.  Signor  Presidente,  egregio  Assessore,   mi   reputo
  soddisfatto  anche perché a seguito di questa interrogazione,  dopo
  qualche  settimana,  l'Assessore  prontamente  ha  emanato   questa
  direttiva   al   capo   dell'Ispettorato   sanitario,   il    quale
  immediatamente   ha  verificato  tutte  le  ipotesi   del   mancato
  accreditamento e mi risulta, in particolare, che si è provveduto  a
  sanare questa vicenda. Quando ho presentato l'interrogazione,  l'ho
  fatto  per  le motivazioni in essa contenute, nel senso  che  c'era
  stata  una dichiarazione da parte del Presidente della Regione,  il
  quale,   sostanzialmente,  affermava   che   rivisitava   solo   ed
  esclusivamente i centri di assistenza ai disabili, e non  tutte  le
  altre strutture.
   Poi, in modo puntuale, l'Assessore ha emanato l'apposita direttiva
  che  ha  testé  citato, che parzialmente ha dato la possibilità  di
  verificare  nel  dettaglio,  per ogni  singola  USL,  le  questioni
  relative al mancato accreditamento. Pertanto mi reputo soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 280  «Notizie  sul
  reparto  di  cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale
  San Vincenzo di Taormina (ME)».

   VINCIULLO.  Signor Presidente, vorrei un chiarimento.  Per  quanto
  riguarda  la  mia  precedente interrogazione, la  numero  119,  gli
  assistenti  parlamentari mi dicono che non vi sia  il  testo  della
  risposta.  Per  cui  io  sono disponibile ad  accettare  un  rinvio
  eventuale della trattazione della interrogazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, è  stata annunciata la  risposta
  scritta.

   VINCIULLO. Ma non c'è.

   PRESIDENTE.  E' stata trasformata in interrogazione con  richiesta
  di  risposta scritta; pur nondimeno la relativa trattazione avverrà
  nella prossima seduta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 280 «Notizie sul  reparto  di
  cardiologia e cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale San Vincenzo
  di Taormina (ME)», dell'onorevole Vinciullo.

   RUSSO,   assessore  per  la  sanità.  Chiedo   il   rinvio   della
  trattazione.

   PRESIDENTE.  Su  richiesta del Governo, dispongo il  rinvio  della
  trattazione alla prossima seduta.
   D'accordo  tra le parti, la trattazione dell'interpellanza  numero
  39  «Notizie  in  merito  alla mancata emanazione  del  regolamento
  attuativo   della  legge  regionale  30  dicembre   2006,   recante
  disposizioni  in merito alla medicina dello sport»,  dell'onorevole
  D'Antoni, é rinviata alla prossima seduta.
   Per  assenza  dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
  numero  284 «Motivi della mancata autorizzazione per l'avvio  delle
  procedure  di  stabilizzazione del personale precario  in  servizio
  presso   l'azienda  ospedaliera  S.  Antonio  Abate  di   Trapani»,
  dell'onorevole Marrocco, e l'interrogazione numero 291  «Iniziative
  in   merito  alla  distribuzione  dei  farmaci  ad  alto  contenuto
  tecnologico e ad alto costo», dell'onorevole Raia, sono trasformate
  in interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interpellanza  numero  40  «Provvedimenti  per  la
  definitiva  stabilizzazione del personale ex LSU delle  cooperative
  EuroPalermo ed University operanti presso l'Azienda policlinico  di
  Palermo», a firma degli onorevoli Lupo, Vitrano e De Benedictis. Ne
  do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  sanità  e
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la  formazione
  professionale   e l'emigrazione, premesso che:

   nel  corso dell'audizione svoltasi nella V Commissione legislativa
  permanente   Cultura,  formazione e  lavoro'  dell'ARS  in  data  9
  dicembre    u.s.,   il   commissario   straordinario   dell'azienda
  ospedaliera universitaria policlinico Paolo Giaccone di Palermo  ha
  fatto presente che le società cooperative di L.S.U., EuroPalermo  e
  University   in  via  di  definitiva  stabilizzazione  operano   in
  convenzione  presso il policlinico palermitano  dall'anno  2000  in
  applicazione del decreto legislativo n. 468 del 1997;

   la   stipula  di  tali  convenzioni  era,  peraltro,  incoraggiata
  attraverso  la  concessione di sgravi fiscali  previsti  sia  dalla
  normativa nazionale che, successivamente, da quella regionale;

   i   lavoratori   delle  suddette  cooperative  prestano   attività
  lavorativa presso il policlinico di Palermo, compresa l'attività di
  manutenzione    ordinaria,   alcune   tipologie   di   manutenzione
  straordinaria, alcune attività di supporto informatico, la  pulizia
  e la sanificazione delle aree a medio e basso rischio;

   considerato che:

   i  lavoratori  delle società cooperative EuroPalermo e  University
  rientrano   nella  previsione  normativa  di   cui   al   comma   3
  dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 468/97 e che, pertanto,
  hanno  diritto alla definitiva stabilizzazione ai sensi  dei  commi
  550 e 551 dell'articolo 2 della legge n. 244/2007;

   la convenzione scadrebbe il 31 marzo del 2009;

   l'interruzione del rapporto in convenzione potrebbe  pregiudicare,
  contro  le  previsione di legge, la definitiva  stabilizzazione  di
  detto personale ex LSU;

   per  conoscere  quali provvedimenti il Governo  regionale  intenda
  adottare   per  la  definitiva  stabilizzazione,  ai  sensi   della
  normativa   vigente,  del  personale  ex  LSU   delle   cooperative
  EuroPalermo ed University operanti presso l'azienda Policlinico  di
  Palermo». (40)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  le  procedure di stabilizzazione del personale  precario
  non  dirigenziale,  previste da questo Assessorato  e  oggetto  dei
  protocolli  di intesa sottoscritti dall'Assessore per la  sanità  e
  dalle  Organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti di  lavoro
  del  comparto  SSN  e dell'Università (approvati  con  delibera  di
  Giunta  n. 45 del 13 febbraio 2008) riguardano i soggetti  titolari
  di   contratti  di  lavoro  a  tempo  determinato.  Tali  contratti
  rientrano  nella  più  ampia  categoria  dei  contratti  di  lavoro
  subordinati che avevano il loro riferimento normativo nella vecchia
  formulazione dell'articolo 36 del decreto legislativo  n.  165  del
  2001,  di  recente integralmente sostituito dall'articolo 3,  comma
  79,  della legge n. 244 del 2007; i relativi oneri per le procedure
  di  stabilizzazione ricadono sulle disponibilità di bilancio  delle
  aziende sanitarie.
   Tali  procedure non riguardano invece il personale  utilizzato  in
  attività  socialmente utili, LSU e contrattisti ex PIP,  finanziati
  con  oneri a carico del bilancio regionale, per i quali sono  state
  previste  e  trovano  applicazione  specifiche  norme  regionali  e
  direttive dell'Assessorato del lavoro per la fuoriuscita dal regime
  provvisorio del bacino dei lavoratori socialmente utili.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LUPO.  Signor Presidente, ringrazio l'Assessore, che è stato molto
  rapido  nel  leggere  la  risposta. Mi dichiaro  soddisfatto  e  mi
  riservo, poi, di approfondire l'argomento.

   PRESIDENTE. Per assenza dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
  numero  298  «Motivi del mancato ammodernamento e della complessiva
  efficienza  funzionale del presidio ospedaliero  SS.  Salvatore  di
  Ristretta   (ME)»,  dell'onorevole  Ardizzone,  e  l'interrogazione
  numero 301 «Equità di trattamento nell'assegnazione ai medici delle
  province  siciliane  d'incarichi nelle zone carenti  di  continuità
  assistenziale»,  a  firma  degli  onorevoli  Pogliese,  Falcone   e
  Vinciullo,  sono   trasformate in interrogazioni con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa alla interrogazione numero 305 «Notizie circa lo  stadio
  di  definizione della rete di assistenza oncologica nella provincia
  di Siracusa», a firma dell'onorevole De Benedictis.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, visto che in una prossima seduta
  si  darà  risposta  ad altre interrogazioni della  stessa  rubrica,
  chiedo che siano accorpate le interrogazioni numeri 305, 306 e  307
  che  hanno  un  contenuto assimilabile, comune, e di  rinviarne  la
  trattazione alla prossima seduta utile.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, le interrogazioni  numero
  305 «Notizie circa lo stato di definizione della rete di assistenza
  oncologica  nella  provincia di Siracusa»,  numero  306  «Stato  di
  definizione del dipartimento oncologico interaziendale dell'azienda
  ospedaliera   Umberto  I  di  Siracusa»  e  numero   307   «Urgente
  realizzazione  di  una  struttura per il servizio  di  radioterapia
  nella  provincia  di  Siracusa», tutte a  firma  dell'onorevole  De
  Benedictis,  sono  accorpate  e  saranno  trattate  nella  prossima
  seduta.
   Si  passa all'interrogazione numero 315 «Fornitura dei farmaci  di
  flusso  F  per  i  malati  di  sclerosi multipla»,  a  firma  degli
  onorevoli Pogliese e Vinciullo.

   VINCIULLO. Signor Presidente, chiedo il rinvio dell'interrogazione
  ad una prossima seduta.

   PRESIDENTE.  Su  richiesta  del secondo  firmatario,  dispongo  il
  rinvio della trattazione alla prossima seduta.
   Si  passa all'interrogazione numero 322 «Grave situazione  in  cui
  versa  il  personale  autista soccorritore in  servizio  presso  la
  Sicilia   Servizi  Emergenze  spa  (SI.S.E.)»,  dell'onorevole   De
  Benedictis.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, chiedo  che  l'interrogazione
  venga  trasformata  in  interrogazione con  richiesta  di  risposta
  scritta.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si  passa all'interrogazione numero 331 «Trasferimento al Servizio
  sanitario nazionale (SSN) delle funzioni sanitarie, dei rapporti di
  lavoro,  delle risorse finanziarie, delle attrezzature e  dei  beni
  strumentali  in  materia  di sanità penitenziaria»,  dell'onorevole
  Lupo.

   LUPO.   Signor  Presidente,  chiedo  che  l'interrogazione   venga
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 345
  «Numero  delle  consulenze  esterne presso  l'Assessorato  Sanità»,
  dell'onorevole  Apprendi,  è  trasformata  in  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 350 «Attuazione del  progetto
   Screening  neonatale  universale (SNU)'  per  la  prevenzione  dei
  deficit  permanenti  in  età  evolutiva»,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. Signor  Presidente,  chiedo  il
  rinvio della trattazione ad una prossima seduta.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 352
  «Distribuzione  di  servizi  sanitari  nella  città  di   Catania»,
  dell'onorevole Raia, è trasformata in interrogazione con  richiesta
  di risposta scritta.
   D'accordo  tra le parti, l'interrogazione numero 357 «Risorse  per
  le  farmacie rurali delle isole minori», e l'interrogazione  numero
  362  «Mantenimento dell'operatività della guardia medica  di  Erice
  Vetta  (TP)»,  entrambe a firma dell'onorevole Oddo,  si  intendono
  trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   D'accordo    fra   le   parti,   l'interrogazione    numero    369
  «Stabilizzazione del personale inquadrato nell'area della dirigenza
  medica  e  veterinaria in Sicilia», degli onorevoli  Panarello,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo  e  Marziano,   si   intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 46 «Notizie in
  merito   alle  procedure  adottate  dall'Assessore  per  la  sanità
  nell'inviare un'ispezione presso l'azienda ospedaliera Cervello», a
  firma dell'onorevole Maira. Ne do lettura:

     «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   a  far  data dall'1 gennaio 2009, a seguito del pensionamento  del
  dottor Mirto, si è determinata la vacatio del ruolo di direttore di
  struttura   complessa   dell'unità  operativa   di   ematologia   I
  dell'ospedale Cervello di Palermo;

   ai  sensi  dell'art.  18  del contratto nazionale  di  lavoro  del
  comparto  medico, l'amministrazione ha provveduto  alla  temporanea
  nomina  del  sostituto che, ai sensi del citato contratto,  ha  una
  durata  di  sei  mesi,  rinnovabile per tale periodo  soltanto  una
  volta;

   tale  atto  rientra nell'autonomia e discrezionalità del direttore
  generale e che in particolare il quadro normativo vigente non fissa
  limiti e condizioni per la nomina in questione;

   tale  provvedimento nasce dall'evidente ed ineliminabile necessità
  di  avere un responsabile in ogni unità operativa per assicurare il
  miglior servizio al paziente;

   ancor  prima  che l'atto di nomina temporanea venisse  pubblicato,
  con una nota firmata dall'Assessore per la sanità è stata richiesta
  copia del provvedimento e di altri atti ad esso connessi;

   la richiesta di acquisizione degli atti è stata formalizzata brevi
  manu dal capo della segreteria tecnica dell'Assessorato;

   considerato che il modus operandi dell'Assessore regionale per  la
  sanità  appare quantomeno inusuale e potrebbe essere recepito  come
  atto di pressione psicologica;

   per conoscere:

   sulla base di quale elemento oggettivo l'Assessore abbia posto  in
  essere l'irrituale iniziativa di cui trattasi;

   se l'azione posta in essere miri a tutelare l'interesse privato di
  eventuali altri aspiranti alla carica;

   le  ragioni per cui non si sia servito del servizio ispettivo  del
  dipartimento regionale, configurandosi in tal modo un'iniziativa di
  carattere   politico  a  causa  dell'utilizzazione   di   uno   dei
  responsabili   di  strutture  poste  alle  dirette   collaborazioni
  dell'Assessore». (46)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interpellanza.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, a seguito di una specifica nota di protesta da  parte  di
  un   medico  dell'azienda  ospedaliera   Vincenzo  Cervello',   che
  evidenziava la illegittimità dei procedimenti adottati dall'Azienda
  stessa  per individuare le funzioni primariali dell'unità operativa
  di  Ematologia  1,  è  stato disposto un  sopralluogo  al  fine  di
  acquisire copia degli atti indicati nella suddetta nota.
   L'acquisizione  di un atto di una Azienda ospedaliera  sottoposta,
  come è noto, alla vigilanza dell'Assessorato regionale della sanità
  non  si  ritiene  possa  configurarsi  di  per  sé  come  ispezione
  amministrativa,  anche  perché  nessun  esame  di  merito  è  stato
  effettuato durante l'acquisizione dei predetti atti.
   L'esame   degli   stessi,   effettuato   invece   dal   competente
  Dipartimento  di questa Amministrazione, ha rilevato  le  procedure
  adottate dall'azienda per la individuazione delle predette funzioni
  primariali sono risultate, in effetti, non conformi al dettato  del
  vigente contratto collettivo nazionale del lavoro.
   Conseguentemente l'azienda ospedaliera ha correttamente revocato i
  precedenti  atti  in  merito  adottando  una  nuova  procedura   in
  conformità alla normativa vigente.
   L'iniziativa,  pertanto,  che  non  si  ritiene  in   alcun   modo
  configurabile  come   atto di pressione psicologica',  ha,  invece,
  correttamente   avuto   rilevanza   di   carattere   amministrativo
  riconducendo quindi le procedure nell'alveo delle regole  stabilite
  dalle normative contrattuali.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Maira   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MAIRA.  Egregio Assessore, credo che i suoi uffici abbiano,  spero
  non  volutamente, deviato il senso dell'interrogazione che non  era
  sul  merito ma era sul metodo, sul momento procedurale. E,  quindi,
  mi  ritengo  insoddisfatto per due semplici motivi che non  possono
  essere  smentiti e che anzi la sua risposta conferma e che sono  di
  eccezionale gravità.
   Primo:  non è possibile disporre attività ispettive o di controllo
  amministrativo ancor prima che un atto sia formalizzato con la  sua
  pubblicazione; un atto amministrativo è completo, e mi rivolgo a un
  uomo di legge, nel momento in cui l'iter procedurale si conclude  e
  si conclude con la sua pubblicazione.
   Quindi,  questa eccessiva tempestività che mi dà l'impressione  di
  un  esercizio di autorevolezza improprio non è ammissibile  in  una
  pubblica Amministrazione.
   Secondo aspetto: quello della persona, più che dell'organo, che ha
  proceduto  ad acquisire gli atti. L'organizzazione dell'Assessorato
  della   sanità,  come  quella  delle  altre  amministrazioni  della
  Regione,  ha  per norma gli uffici ispettivi. Gli uffici  ispettivi
  sono gli unici demandati ad acquisire atti e notizie.
   Nel   momento  in  cui  queste  attività  vengono  esercitate   da
  funzionari dell'Ufficio di Gabinetto si commette, quanto  meno,  un
  illecito   amministrativo,   anch'esso   dimostrazione    di    una
  autorevolezza   impropria.  Avrei  capito,  avrei   accettato   che
  l'assessore mi rispondesse dicendo  erano i primi tempi  della  mia
  funzione  assessoriale, possibilmente abbiamo commesso  un'attività
  impropria . Giustificabilissimo
   Ma  venire  a  sostenere  che  questo  tipo  di  comportamento   è
  proceduralmente corretto, non corrisponde alla verità. Ecco  perché
  mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  372 «Notizie riguardanti il polo di eccellenza in oncologia
  di   Messina»,   dell'onorevole   Ardizzone,   è   trasformata   in
  interrogazione con  richiesta di risposta scritta.
   D'accordo tra le parti, le interpellanze numero 48 «Riduzione  dei
  tempi  d'attesa per la sottoposizione ad alcuni esami specialistici
  nella  provincia  di Trapani», degli onorevoli  Oddo,  Gucciardi  e
  Ferrara  e  numero  51  «Provvedimenti al fine  di  sospendere  gli
  effetti  del preavviso  di  cessazione  del  rapporto   di   lavoro
  notificato  dal commissario straordinario dell'azienda  ospedaliera
  Umberto  I  di  Enna a tutti i dirigenti medici»,  degli  onorevoli
  Caputo,  Leanza Edoardo, Vinciullo, Campagna e Pogliese,   verranno
  trattate la prossima seduta.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero  416
  «Iniziative  in favore dei malati con gravi invalidità permanenti»,
  degli onorevoli Currenti e Falcone, è trasformata in interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 423  «Notizie  in  merito  al
  personale    comandato   presso   l'Assessorato   della    sanità»,
  dell'onorevole Maira.

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. Signor  Presidente,  chiedo  il
  rinvio della trattazione alla prossima seduta.

   PRESIDENTE.   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo   nel   senso
  richiesto.
   Si  passa  all'interrogazione numero  467  «Chiarimenti  circa  le
  nomine effettuate nel consiglio di amministrazione della fondazione
  'Istituto  San  Raffaele G. Giglio' di Cefalù (PA)», dell'onorevole
  Cracolici. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che nel mese di novembre dello scorso anno si è  dimesso,
  perché già in regime di prorogatio, il consiglio di amministrazione
  della fondazione 'Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù';

   ricordato  che  il c.d.a. del San Raffaele Giglio, che  ha  durata
  quinquennale, è composto da 5 membri di cui tre di nomina  pubblica
  e 2 designati dal centro San Raffaele del Monte Tabor;

   visto  che  i  tre  membri di nomina pubblica sono rispettivamente
  indicati  uno dal comune di Cefalù, uno dalla AUSL 6  e  uno  dalla
  Regione;

   rilevato che per il comune di Cefalù si è autonominato il  sindaco
  Giuseppe  Guercio, per l'AUSL sarebbe stato nominato  il  direttore
  della  stessa  AUSL 6, dr. Salvatore Iacolino,  e  per  la  Regione
  sarebbe  stato indicato, direttamente dal Presidente  Lombardo,  il
  dr.  Stefano Cirillo, designato anche quale Presidente dello stesso
  c.d.a;

   per sapere:

   se sia risponda al vero che le nomine pubbliche corrispondono alle
  indicazioni sopra rilevate;

   se  ritengano possibile che il direttore dell'AUSL 6, che è  anche
  organo  di vigilanza delle strutture ospedaliere presenti  nel  suo
  territorio,   possa  svolgere  contemporaneamente   il   ruolo   di
  controllore e di controllato;

   se  ritenga  utile  e opportuno che il sindaco di  Cefalù,  che  è
  autorità sanitaria nel comune, ricopra contemporaneamente la  veste
  di amministratore della struttura sanitaria presente nella città;

   quali  motivazioni  e  quali  spiccate  doti  manageriali  abbiano
  indotto  a  scegliere il dr. Cirillo tra i tanti  professionisti  e
  manager  disponibili quale rappresentante della Regione nel  c.d.a.
  nel San Raffaele G. Giglio di Cefalù». (467)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interpellanza.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  relativamente alla questione sollevata circa  la  nomina
  del   componente   del  consiglio  di  amministrazione   da   parte
  dell'Azienda USL n. 6 di Palermo, come è già noto all'interrogante,
  è  stato  nominato  l'avvocato Massimo  Punzi  già  componente  del
  precedente consiglio di amministrazione.
   In  merito  alle osservazioni dell'interrogante circa la  presenza
  del  Sindaco di Cefalù nel consiglio di amministrazione si  ritiene
  che   tali   determinazioni  siano  state  assunte   dallo   stesso
  nell'esercizio  della  propria  autonomia  nella  veste  di   socio
  fondatore pubblico.
   Riguardo  alla  contestazione in ordine  alla  nomina,  per  parte
  regionale,  del  dott. Stefano Cirillo, si precisa  che  lo  stesso
  possiede  pienamente  i requisiti richiesti dall'articolo  9  dello
  statuto  della Fondazione di  indipendenza, elevata professionalità
  ed  onorabilità, nonché di qualificata competenza ed esperienza nei
  settori  dell'assistenza  sanitaria, della  ricerca  scientifica  e
  della  organizzazione  e  gestione  di  strutture  destinate   allo
  svolgimento  delle  attività  di  assistenza  e  ricerca ,   avendo
  maturato  una più che decennale esperienza in posizione apicale  in
  prestigiose strutture italiane ed estere.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cracolici  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, egregio  Assessore,  alcune  delle
  nomine  che sono state oggetto di questa interrogazione sono  state
  modificate.
   Leggo  ora  che  il Governo ha nominato l'avvocato Massimo  Punzi.
  Allorquando  ho  presentato  l'interrogazione,  l'avvocato  Massimo
  Punzi  non  risultava essere stato nominato e, pertanto, chiedo  al
  Governo     di     precisare    alla    data    di    presentazione
  dell'interrogazione,   visto   che   quando   io   ho    presentato
  l'interrogazione  il  nominato  era  l'avvocato  Iacolino,   nonché
  amministratore dell'Azienda numero 6, e nella qualità di manager si
  è  autonominato  componente del consiglio di amministrazione,  così
  come  il  sindaco di Cefalù e così come il Governo ha  nominato  il
  dottore Cirillo.
   Io   ne   voglio  approfittare  perché  è  chiaro  che  le  nomine
  costituiscono  una  facoltà  Nel caso del  dottore  Cirillo  è  una
  valutazione che ha fatto il Governo, giusta o sbagliata lo  vedremo
  in corso d'opera, sulla base dei risultati che saranno prodotti.
   Così  come per quanto attiene il comune di Cefalù: se fossi  stato
  il  sindaco,  avrei evitato, non avendo competenze  specifiche  nel
  settore,   di   autonominarmi  amministratore  di   una   struttura
  ospedaliera.
   Credo, inoltre, che il fatto che l'avvocato Iacolino abbia mutato,
  anche  a  seguito  della mia interrogazione, il  suo  atteggiamento
  iniziale di autonomina e abbia provveduto a nominare altra  persona
  in rappresentanza dell'ASL 6 colga un elemento che l'interrogazione
  poneva,  la  incompatibilità, di fatto, tra il socio amministratore
  del  San  Raffaele  e  il  controllore del  San  Raffaele,  essendo
  l'Azienda  6 soggetto terzo rispetto al San Raffaele. Con  compiti,
  quindi, anche di vigilanza. Ci si trovava nella condizione surreale
  in cui il vigilante era esso stesso vigilato.
   Una  condizione, purtroppo,  imperante in tempi di  berlusconismo;
  il   conflitto   di  interessi  è  stato  infatti  cancellato   dal
  vocabolario dell'etica pubblica dell'amministrazione
   Ma  voglio approfittare per porre un'altra questione, e lo dico al
  Governo  che, spero, aggiunga al quesito posto nella interrogazione
  anche quest'altra domanda che formulo adesso in diretta. L'avvocato
  Iacolino  fino  a ieri era amministratore, soltanto amministratore,
  dell'Azienda 6; da oggi è anche deputato, fra qualche  giorno  sarà
  proclamato  eletto. Pertanto saremmo nella condizione assolutamente
  inedita e, forse, inedita in tutto l'ordinamento nazionale  in  cui
  un  parlamentare  in carica eserciterà le funzioni  di  manager  di
  un'azienda sanitaria.
   Ora,  io  credo che si ponga un problema. E' vero che abbiamo  una
  legge  che  disciplina la materia, ma viviamo  anche  in  un  Paese
  surreale  in  cui la figura del manager di una AUSL è incompatibile
  con   la   carica  di  parlamentare  nazionale,  ma  non  é   anche
  incompatibile con la carica di parlamentare europeo  La  legge  non
  lo  vieta,  quindi  ne  prendo atto. Ma c'è  un'incompatibilità  di
  fatto,  che si determina in base al principio della imparzialità  e
  del buon andamento dell'Amministrazione
   Ora,  una cosa è certa: un parlamentare, per sua natura, ha in  sé
  l'elemento  della parzialità essendo rappresentante  di  una  parte
  politica.  Non  si  può utilizzare il principio costituzionale  che
  risponde  alla  Nazione,  perché  il  parlamentare  europeo  non  è
  sottoposto ai vincoli della Costituzione italiana che riguardano il
  parlamentare nazionale, ma risponde alla parte politica che  lo  ha
  eletto.
   Si  pone  un problema: la più grande ASL del Mezzogiorno d'Italia,
  la  ASL 6 di Palermo, credo che  oggi abbia bisogno di una gestione
  che sia a garanzia della imparzialità.
   Abbiamo   già  sentito  troppe  chiacchiere  durante  la  campagna
  elettorale;   abbiamo  sentito  troppe  chiacchiere   anche   sulla
  parzialità di alcune decisioni assunte nella fase pre-elettorale.
   Chiedo,  quindi, al Governo di garantire che la più grande Azienda
  sanitaria di Palermo sia posta nelle condizioni di svolgere in modo
  imparziale  la sua attività nei confronti di tutti i cittadini,  di
  tutti  i dipendenti, di tutti i soggetti che hanno diritto ad avere
  un servizio sanitario pubblico efficiente.
   Signor  Presidente,  ho voluto approfittare  di  questa  occasione
  perché  credo  che la ragione dell'interrogazione che  riguarda  il
   San  Raffaele' in un momento specifico oggi possa essere benissimo
  estesa alla incompatibilità di fatto tra l'onorevole Iacolino,  non
  più  l'avvocato Iacolino, e la condizione - in cui permane -  quale
  amministratore dell'ASL 6 di Palermo.
   Spero  che su questo il Governo assuma impegni sostanziali,  oltre
  che  formali, in modo che tale incompatibilità di fatto sia al  più
  presto superata.
   Pertanto, mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  478  «Notizie  in  merito  alla  nomina  del  consiglio  di
  amministrazione della fondazione  Istituto Giglio San  Raffaele  di
  Cefalù»,  dell'onorevole Limoli, è  trasformata  in  interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 481 «Iniziative per restituire
  la  competenza  della  distribuzione  dell'ossigeno  liquido  nelle
  farmacie   in   provincia  di  Siracusa»,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.

   RUSSO,   assessore  per  la  sanità.  Chiedo   il   rinvio   della
  trattazione.

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, dispongo il  rinvio  della
  trattazione alla prossima seduta.
   Si  procede  con  lo  svolgimento dell'interrogazione  numero  482
  «Iniziative   a  tutela  dei  pazienti  dell'unità   operativa   di
  oculistica  presso  l'ospedale Umberto  I  di  Siracusa»,  a  firma
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  la
  sanità, premesso che:

   l'unità  operativa  di  oculistica  dell'ospedale  Umberto  I   di
  Siracusa, per scelte assolutamente non condivisibili da parte della
  direzione  generale  del nosocomio aretuseo, sta  attraversando  un
  momento  di  grave  crisi,  sia  dal punto  di  vista  dell'offerta
  sanitaria che da quella occupazionale;

   nell'unità  in  oggetto 3 medici su 6, oltre tre  anni  fa,  hanno
  chiesto   ed   ottenuto  il  trasferimento   in   altra   struttura
  ospedaliera,  mentre è rimasta una sola ortottista  (assistente  in
  oftalmologia), sui due previsti in pianta organica. Tutto ciò senza
  che   la   direzione  generale  dell'Umberto  I  abbia   intrapreso
  l'assunzione  dei vincitori del concorso specifico,  già  da  tempo
  espletato,  mentre  non  è  stata  avviata  nessuna  procedura  per
  l'assunzione della seconda unità di ortottista;

   presso  la medesima unità operativa non è più possibile effettuare
  lo studio della retina con la tomografia ottica a luce coerente, un
  particolare   esame  che  si  effettua  grazie  ad  uno   strumento
  denominato OCT;

   tale  strumento era stato dato in visione gratuita alla  struttura
  ospedaliera   dall'azienda  produttrice,  in   quanto   di   ultima
  generazione, in attesa dell'aggiornamento tecnologico,  considerato
  che  quello  in  uso  all'unità operativa  di  oculistica  è  stato
  acquistato oltre 9 anni fa e di conseguenza si presenta obsoleto  e
  superato.  Vista  l'assoluta mancanza di  volontà  da  parte  della
  direzione generale del nosocomio di procedere all'acquisto di detto
  aggiornamento,  nonostante sia stato più volte richiesto  da  parte
  dell'unità  operativa, l'azienda produttrice ha deciso di  ritirare
  l'aggiornamento, lasciando di conseguenza sprovvisto l'ospedale;

   il  costo  dell'OTC è di sole 62 mila euro, una cifra  decisamente
  modesta  se  si  tiene  conto che, in  un  solo  anno,  sono  stati
  effettuati oltre 900 esami che hanno prodotto ben 36 mila  euro  di
  ticket;

   per sapere quali iniziative intendano assumere nei confronti della
  direzione  generale dell'ospedale Umberto I di  Siracusa  che,  con
  scelte  puramente economiche, sta causando un gravissimo  nocumento
  all'intera  comunità siracusana, ledendo, di fatto, il diritto  dei
  cittadini  ad  una sanità specializzata, preparata e  numericamente
  pronta  ad  assecondare e risolvere i problemi di carattere  medico
  che interessano tutti gli utenti dell'unità operativa di oculistica
  dell'ospedale  Umberto I di Siracusa, mettendo in discussione,  fra
  l'altro,  l'immagine  della divisione, da  sempre  considerata  una
  delle  unità  più qualificate ed a livelli eccellenti in  tutto  il
  territorio regionale e contribuendo, di conseguenza, alla fuga  dei
  pazienti dalla sanità pubblica verso la sanità privata». (482)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   RUSSO, assessore per la sanità. Con nota del 24 febbraio 2009,  il
  direttore  dell'Unità  operativa di Oftalmologia  ha  rappresentato
  l'esigenza  di dotare la predetta Unità Operativa di un  O.C.T.  di
  ultima  generazione, stante l'obsolescenza dell'apparecchiatura  in
  dotazione.
   Di  sua  iniziativa lo stesso direttore aveva testato  un  O.C.T.,
  offerto in visione dalla Zeiss, proposto da quest'ultima al  prezzo
  di     80.000,00.  Non  trattandosi di  un  mero  aggiornamento  di
  apparecchiatura già in possesso dell'Azienda, bensì di un  acquisto
  ex novo, è stata indetta gara a procedura negoziata con delibera n.
  197  del  12  marzo  2009, fissando il prezzo a base  d'asta  in
  56.000,00, I.V.A. esclusa.
   La  Commissione  tecnica, per la conformità  delle  offerte  e  la
  valutazione   dell'offerta  economicamente  più   vantaggiosa,   ha
  provveduto all'aggiudicazione provvisoria del vincitore di gara, al
  prezzo  di     46.500,00,  I.V.A.  esclusa.  Le  altre  due   ditte
  concorrenti,   risultate   conformi,   hanno   presentato   offerte
  rispettivamente per    49.500,00 ed    49.990,00, I.V.A. esclusa.
   La gara non risulta ancora conclusa in quanto sono state sollevate
  contestazioni  da  parte  di  una ditta partecipante,  con  offerta
  tecnica   con  conforme.  L'Azienda  ospedaliera  si  è,  comunque,
  impegnata a completare in tempi brevi l'iter di aggiudicazione  per
  l'acquisizione dell'apparecchiatura.
   Per   quanto   riguarda  la  dotazione  organica  dell'U.O.C.   di
  Oftalmologia  l'Azienda ha comunicato che,  attese  le  restrizioni
  imposte  dalla  vigente  normativa  in  materia  di  assunzione  di
  personale  e  di  contenimento della spesa, ha ritenuto  di  dovere
  privilegiare la copertura dei posti relativi all'area d'emergenza.
   Nell'ottica   del   riordino  del  sistema  sanitario   regionale,
  l'Azienda  ha  ritenuto opportuno, fra l'altro,  soprassedere  alla
  copertura  dei  due posti vacanti in Oftalmologia, stante  che  gli
  atti  prodromici  alla  suddetta legge di  riordino  imponevano  di
  tenere conto della realtà provinciale.
   Infatti,  la legge 14 aprile 2009, n. 5, ha previsto un  distretto
  ospedaliero  denominato   Siracusa  1',  di  cui  fanno  parte  sia
  l'Umberto  I  che  i presìdi di Avola e Noto, dove esiste  un'altra
  U.O.C.  di Oftalmologia con un organico composto da un direttore  e
  tre dirigenti medici.
   Appare opportuno, altresì, evidenziare che l'attività richiesta in
  Oftalmologia  ha  subìto  una profonda  trasformazione  tendente  a
  ricondurre  in  prestazioni ambulatoriali anche quelle  attualmente
  impropriamente rese in regime di ricovero ordinario.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno dalla risposta dell'assessore.

   VINCIULLO. Egregio Assessore, intanto ringrazio per lo sforzo  che
  lei continua a fare nel rispondere. Però, le devo dire che solo  in
  parte è stato informato correttamente su come stanno le cose presso
  il reparto di oculistica dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa.
   Il  reparto  di oculista dell'ospedale  Umberto I' di  Siracusa  è
  stato  sempre  composto da un primario e da  sei  medici;  è  stato
  sempre  uno  dei reparti migliori che abbiamo avuto,  non  solo  in
  provincia  di Siracusa, ma - credo - in tutta la Sicilia orientale.
  Ma,  da qualche anno a questa parte, si è deciso di penalizzare non
  solo  i  reparti,  ma  soprattutto i pazienti  della  provincia  di
  Siracusa. E allora è stato consentito a tre medici, tra altre  cose
  molto  bravi,  di  trasferirsi dall'AUSL di  Siracusa  all'AUSL  di
  Catania.  Il  risultato è che questo reparto è rimasto in  funzione
  soltanto con un direttore di unità complessa e con tre medici.
   Questi  tre  medici, assessore Russo, cosa devono fare?  Prima  di
  tutto, assicurare l'emergenza 24 ore su 24 anche perché è vero  che
  esiste  un  altro reparto ad Avola; ma lei immagina cosa  significa
  dall'ospedale   Buccheri La Ferla' di Palermo  arrivare  ad  Avola?
  Sono oltre 90 chilometri
   Inoltre, il reparto di Avola non assicura l'emergenza né durante i
  festivi  né,  tanto meno, di notte. Per cui da tutta  la  provincia
  vengono a Siracusa per ricevere le cure che la gente si aspetta  di
  dover avere.
   Provi dunque ad immaginare: una giornata è fatta di 24 ore, diviso
  tre  medici  significa che ogni medico, ogni  giorno,  compresi  il
  sabato  e  la domenica, è costretto a svolgere un turno  di  pronta
  emergenza.  Inoltre,  il reparto di Siracusa fa  anche  interventi,
  cura i malati, ha una utenza di oltre 300.000 persone che si recano
  nell'ospedale di Siracusa e, quotidianamente, vengono sottoposte  a
  controlli, a visite, soprattutto ad operazioni.
   Assessore,  non   le  sfuggirà che tre  soli  medici  non  possono
  assicurare turni di 24 ore su 24.
   Il  secondo  aspetto  sono  i ricoveri  quotidiani;  il  terzo  le
  operazioni.
   A  meno  che, Assessore, non si voglia favorire l'emigrazione  dei
  pazienti della provincia di Siracusa verso le province di Ragusa  e
  di  Catania  e, soprattutto, verso le cliniche private che,  mentre
  noi   spogliamo   l'ospedale   Umberto  I'  di   Siracusa,   stanno
  rafforzando i reparti che riguardano proprio l'oculistica.
   Tra  le altre cose, è stato bandito anche un concorso, vi sono dei
  vincitori, e si dice che siano anche bravi perché uno di questi  ha
  partecipato ad un concorso a Genova ed è arrivato pure primo.
   Allora, perché bandire questo concorso se non vogliamo ricoprire i
  posti  disponibili? Anche perché, assessore, mentre noi a  Siracusa
  stringiamo  la  cinghia  e  non  consentiamo  le  assunzioni  e  la
  copertura dei posti, ad Avola si ricorre ad altro personale  sempre
  nel reparto di oculistica.
   E'  chiaro,  quindi, che nella stessa provincia non ci può  essere
  questa  incongruenza:  si  chiude  a  Siracusa,  dove  viene  fatta
  l'emergenza notturna e festiva, e si apre ad Avola, dove sono  pure
  i  medici  sono  bravi,  bravissimi, ma non assicurano  l'emergenza
  festiva e notturna
   A  mio  avviso, le restrizioni vanno sempre bene, il  contenimento
  della spesa mi trova sempre d'accordo; ma credo che in questo  caso
  si stia operando in maniera iniqua e ingiusta.
   Si vuole, ancora una volta, penalizzare un reparto che è stato uno
  dei reparti più importanti della provincia di Siracusa; si vuole  -
  mi  sia  consentito dire - colpire pesantemente la sanità pubblica;
  si  vuole  ridurre un reparto che è stato sempre affollatissimo  di
  pazienti  ad  una  sorta di succursale di qualche clinica  privata,
  oppure succursale di qualche reparto catanese.
   Riconosco  Assessore, amico Assessore - sono felice che  lei  stia
  dall'altra parte, nei banchi del Governo -, al di là dei  contrasti
  che ci sono stati fra me e lei, la sua correttezza.
   Questa è una delle tante occasioni in cui lei deve prendere  carta
  e  penna, mandare un ispettore e fare in modo che i cittadini della
  provincia  di  Siracusa  abbiano  il  diritto  di  recarsi  in  una
  struttura pubblica e non siano, invece, costretti ad andare in  una
  struttura privata.
   Ripeto: tre medici devono assicurare i turni di emergenza  24  ore
  su 24, sabati compresi. Ciò significa che non potranno aggiornarsi,
  che non potranno andare in ferie, che non potranno mai allontanarsi
  dalla città di Siracusa.
   Stesso  discorso  vale per l'ortottista, cioè l'assistente.  Prima
  nel  reparto di Siracusa ve ne erano due, adesso è stato ridotto  a
  uno. Tutto questo non può assolutamente trovarmi d'accordo.
   La  invito, quindi, ad attivarsi affinché al reparto di oculistica
  di Siracusa sia ridata la dignità che merita. Pertanto, mi dichiaro
  insoddisfatto.

   PRESIDENTE. D'accordo tra le parti, le interrogazioni  numero  483
  «Assunzione  dei  72 collaboratori professionali infermieri  presso
  l'ASL 9 di Trapani», e numero 486 «Provvedimenti per accelerare  il
  trasferimento  dei reparti del vecchio ospedale  'San  Biagio'  nel
  nuovo  presidio ospedaliero di contrada Cardilla in Marsala  (TP)»,
  entrambe   dell'onorevole   Oddo,  si  intendono   trasformate   in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

   Si  procede  con  lo  svolgimento dell'interrogazione  numero  488
  +Attivazione  di hospice in provincia di Siracusa»,  dell'onorevole
  Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con  nota  prot.  9064  del 31 marzo 2008,  l'azienda  ospedaliera
   Umberto  I'  di  Siracusa  ha trasmesso copia  della   convenzione
  sottoscritta  in  data  20  marzo 2008  tra  l'azienda  ospedaliera
   Umberto  I' di Siracusa e l'AUSL 8 di Siracusa, per la  disciplina
  dei  rapporti derivanti dal trasferimento delle competenze relative
  all'attività  gestionale  delle  strutture  sanitarie  destinate  a
  hospice  e  cure  palliative',  strutture  non  previste  nell'atto
  aziendale e relativo organigramma;

   il  suddetto accordo faceva seguito a quanto stabilito  durante  i
  lavori  del  tavolo tecnico provinciale, riunitosi il  12  dicembre
  2007,  che  prevedevano  tuttavia il  presupposto  della  copertura
  finanziaria  da  parte  dell'Assessorato,  trattandosi   di   nuovo
  servizio da attivare;

   a  tutt'oggi  non risulta pervenuta né la richiesta autorizzazione
  né  la  suddetta  relativa  copertura  finanziaria,  nonostante  la
  richiesta  ufficiale  dell'AUSL 8 di Siracusa,  datata  21  gennaio
  2009;

   l'Assessore  per  la  sanità,  ad  una  specifica  richiesta   del
  sottoscritto interrogante in VI Commissione legislativa  permanente
  «Servizi   sociali   e   sanitari»,  ha   confermato   l'importanza
  dell'attivazione dell'hospice in provincia di Siracusa;

   l'AUSL  ha  inviato il prospetto dei costi necessari al fabbisogno
  di   personale  e  attrezzature  secondo  quanto  stabilito   dalla
  normativa esistente in materia;

   considerato   che,  sulla  base  del  modello  organizzativo   che
  l'Assessorato   Sanità  intenderebbe  attuare,   che   prevede   la
  condivisione  di  risorse  tra l'azienda ospedaliera  Umberto  I  e
  l'azienda USL 8 di Siracusa, in assenza di finanziamenti regionali,
  ne  deriva  che i costi di attivazione e gestione non  possono  che
  essere ripartiti tra le aziende;

   per  sapere quali iniziative intendano intraprendere, per attivare
  con   urgenza   l'hospice  in  provincia  di   Siracusa,   emanando
  l'autorizzazione  richiesta dall'AUSL 8  e  la  relativa  copertura
  finanziaria». (488)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  in  ordine all'interrogazione numero 488 si  rappresenta
  quanto segue.
   Con  decreto  assessoriale n. 873 dell'8 maggio  2009,  pubblicato
  nella  GURS  22  maggio 2009, n. 23, è stata  approvata  da  questo
  Assessorato  la  nuova  organizzazione  delle  cure  palliative  in
  Sicilia,   individuando  i  posti  letto  dei  centri  residenziali
  (hospice) facenti parte della rete regionale delle cure palliative,
  ivi compresi gli otto posti letto della provincia di Siracusa.
   Con  lo  stesso  decreto  sono state previste  le  modalità  ed  i
  percorsi  assistenziali,  nonché  i  criteri  di  accesso,  a  tali
  prestazioni  le  cui tariffe sono state fissate in euro  60,00  per
  l'assistenza domiciliare integrata (al netto dei costi per farmaci,
  protesi  e ausìli, laboratoristica ed eventuale assistenza  erogata
  dal  medico  di medicina generale) ed euro 220,00 per  l'assistenza
  nei  centri  residenziali - hospice (comprensiva di tutte  le  voci
  prestazionali ivi compresa la quota per l'accompagnatore).
   Ciò  posto,  nella  considerazione  che  gli  otto  posti  per  la
  provincia di Siracusa sono inclusi nella rete regionale, e pertanto
  non necessitano di ulteriore specifica autorizzazione, ai sensi  di
  quanto   disposto  dal  citato  decreto  è  obbligo  alle   Aziende
  territoriali stesse attivarsi per la piena applicazione  di  quanto
  ivi stabilito.
   Inoltre, ai sensi dell'articolo 9 del medesimo decreto, agli oneri
  derivanti  dalla piena attivazione della rete delle cure palliative
  le  Aziende  territoriali provvederanno attingendo  alla  quota  di
  Fondo  sanitario regionale a ciascuna assegnata senza  alcun  onere
  aggiuntivo a carico della Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Mi  dichiaro assolutamente soddisfatto della  risposta
  del   Governo.  Insieme  a  tutti  i  colleghi  avevamo  più  volte
  sollecitato il Governo a dare una risposta concreta che  finalmente
  è  arrivata.  E,  di  fronte  a un fatto  così  importante  per  la
  provincia  di  Siracusa, che ricordo avere il  più  alto  tasso  di
  malati  terminali  in Sicilia, non posso non essere  soddisfatto  e
  ringraziare  l'Assessore per quello che  ha  fatto  per  il  nostro
  territorio.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero 494 «Rigorosa applicazione della legge sul diritto d'accesso
  agli   atti   degli   enti   del  servizio  sanitario   regionale»,
  dell'onorevole   Bonomo,  è  trasformata  in   interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 501 «Intervento allo scopo  di
  fare  luce  circa  i  criteri  adottati dalla  società  cooperativa
  Manutencoop    relativamente   alle   procedure   di   assunzione»,
  dell'onorevole Cracolici. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  la  sanità
  premesso  che  la  Manutencoop  svolge  servizi  di  pulizia  e  di
  sanificazione  presso strutture ospedaliere e  in  numerosi  uffici
  amministrativi del comparto sanitario;

   rilevato  che  la  cooperativa,  in  ordine  alle  assunzioni,  ha
  operato, in alcuni casi, tenendo conto delle segnalazioni pervenute
  da  esponenti  politici e da amministratori  delle  stesse  aziende
  sanitarie, anziché procedere selettivamente in base ai requisiti di
  ciascuno degli aspiranti lavoratori;

   ritenuto  che  detta pratica continua a perpetuare una  logica  di
  clientele  e  di  scambio  contro  cui  la  politica  deve  opporsi
  contribuendo  a  determinare condizioni paritarie  nell'accesso  al
  mercato del lavoro;

   per sapere se non ritengano necessario e urgente far luce circa le
  modalità   adottate   in   merito  alle  suddette   assunzioni   e,
  conseguentemente,  quali drastiche misure si  intendano  perseguire
  allo scopo di impedire il determinarsi di tali pratiche». (501)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interrogazione

   RUSSO,  assessore per la sanità. Signor Presidente, si rappresenta
  che l'Assessorato della sanità non ha alcuna competenza, né può  in
  alcun   modo  intervenire,  essendo  la  predetta  Manutencoop   un
  organismo  di  diritto privato, non assoggettabile alle  regole  di
  reclutamento    di    personale   previste   per    le    pubbliche
  amministrazioni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cracolici  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo tutto
  può   fare   tranne  fare  Ponzio  Pilato,  che   è   una   tecnica
  inaccettabile.
   La  cooperativa  in  questione ha vinto una  gara,  ha  utilizzato
  personale, come da bando, già in servizio in altre cooperative  che
  è stato acquisito dalla nuova cooperativa. Questa nuova cooperativa
  ha fatto anche altre assunzioni utilizzando contratti differenziati
  a  seconda se era già in servizio presso altre cooperative o se  di
  nuova assunzione.
   Il compito di vigilare, Assessore, è in capo al Governo. E' chiaro
  che  il  tema  non è la procedura, ma riguarda le garanzie  con  le
  quali  si  svolgono principi universali; oltre tutto,  ricordo  che
  trattasi di un rapporto con l'Amministrazione pubblica.
   Questa  dichiarazione del Governo è veramente inaccettabile perché
  il meccanismo di reclutamento - lo dico in italiano, così mi faccio
  capire  -  attraverso il quale si costruisce il consenso  politico,
  clientelare,   di   parte  del  sistema  politico   siciliano,   in
  particolare  di  quelle  forze  che siedono  e  sostengono  il  suo
  Governo,  non  può essere oggetto di  far finta di  non  capire  la
  questione che è stata posta con l'interrogazione'
   Io  reitero  questa interrogazione perché è inaccettabile  che  il
  Governo  risponda  che  non  è  di sua  competenza  vigilare  sulle
  modalità di reclutamento, visto che forse non lo è in quanto organo
  istituzionale, ma in quanto organo politico-amministrativo.
   Altro  che  competenza   E' competenza dei  singoli  esponenti  di
  Governo  e  di  gestione delle aziende sanitarie. Quindi,  dobbiamo
  sapere   se   il  principio  del  buon  andamento  della   pubblica
  Amministrazione  è  garantito nelle modalità  con  le  quali  viene
  reclutato  e gestito il personale da parte delle aziende  sanitarie
  che  affidano  a  terzi  servizi che prima erano  gestiti  in  modo
  diretto.
   Attraverso  l'esternalizzazione  di  questi  servizi   si   stanno
  aggirando   le   modalità   di   reclutamento   previste   per   le
  amministrazioni  pubbliche  e  si  utilizza  questa  modalità   per
  costruire consenso politico.
   Pertanto,  reitero  l'interrogazione e mi auguro  che  il  Governo
  approfondisca la materia.
   E'   inaccettabile  questo  atteggiamento   ponziopilatesco',  che
  somiglia  molto  al  collaborazionismo,  da  parte  dell'organo  di
  Governo, rispetto al malaffare ed alla politica.

   PRESIDENTE.  Dispongo che l'interrogazione numero 501  rimanga  in
  vita per approfondire la questione della competenza a rispondere  e
  venga trattata nella prossima seduta.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione numero  510
  «Riconoscimento  della  MCS  (Sensibilità  Chimica  Multipla)  come
  malattia  rara  invalidante con attribuzione  di  codice  sanitario
  drg»,  degli  onorevoli  Falcone  e  Currenti,  é  trasformata   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza  numero  54
  «Ragioni  della mancata funzionalità del nuovo ospedale di contrada
  Cardilla a Marsala (TP)», dell'onorevole Ferrara, decade.
   Si  passa  alla interrogazione numero 526 «Notizie in ordine  alla
  distribuzione diretta dei farmaci», dell'onorevole Di Benedetto. Ne
  do lettura:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in   funzione   dell'obiettivo   di   contenimento   della   spesa
  farmaceutica  nella Regione siciliana, con decreto assessoriale  n.
  2205  del 17 ottobre 2007 è stata prevista la distribuzione diretta
  da  parte dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie di tutti
  i farmaci inclusi nel PHT;

   gli  obiettivi  prefissati  per l'attivazione  del  sistema  della
  distribuzione   diretta  prevedevano  per  il   periodo   2007/2009
  un'economia pari a euro 52.326.840;

   considerato che la distribuzione diretta comporta notevoli  disagi
  per gli utenti, costretti a recarsi in comuni diversi da quelli  di
  residenza  presso le strutture pubbliche abilitate per  ottenere  i
  farmaci  e  che  tale  disagio  sarebbe  giustificato  solo  da  un
  effettivo  e  rilevante  risparmio economico  per  le  casse  della
  Regione;

   per sapere:

   se  gli obiettivi posti, detratti i costi della spesa farmaceutica
  per  la  distribuzione diretta, siano stati raggiunti  e  in  quale
  misura;

   quale sia stato, nell'ultimo anno, il risparmio effettivo ottenuto
  con la distribuzione diretta dei farmaci;

   quale  sia  stato il costo dei farmaci distribuiti  direttamente».
  (526)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. In ordine  alla  interrogazione
  numero  526,  con la quale l'onorevole Di Benedetto chiede  notizie
  riguardanti  la  distribuzione diretta dei farmaci, si  rappresenta
  quanto segue.
   La  spesa farmaceutica convenzionata nell'anno 2008 si è mantenuta
  ben  al di sotto dei limiti programmati dal Piano di rientro grazie
  alla  puntuale applicazione dei provvedimenti emanati in attuazione
  del predetto piano.
   Tra   le  varie  misure  di  contenimento  attuate,  vi  è   anche
  l'incremento graduale della distribuzione diretta da parte di tutte
  le aziende UU.SS.LL. dei farmaci inclusi nel PHT.
   In  particolare,  il  citato piano per l'anno  2008  prevedeva  la
  distribuzione  dei medicinali in questione per un  valore  compreso
  tra  il  30  per cento e il 50 per cento di tutto il PHT;  si  sono
  ipotizzate   pertanto   economie   per   un   ammontare   di   euro
  12.168.000,00.
   Al  fine  di  monitorare  lo stato di attuazione  di  tale  misura
  operativa alla fine del mese di gennaio 2009 è stato richiesto alle
  aziende  di  comunicare l'importo relativo al costo  sostenuto  per
  l'acquisto dei farmaci in questione ed il loro relativo  valore  al
  pubblico.
   Dai  dati  comunicati è emerso che il valore al pubblico  di  tali
  prodotti è stato per l'anno 2008 pari ad euro 186.674.902,68.
   Attraverso  l'elaborazione  dei dati SFERA  è  stato  ricavato  il
  valore  dei  medicinali del PHT distribuiti attraverso le  farmacie
  convenzionate corrispondente ad euro 105.618.913,82.
   Pertanto  la  quota  di medicinali inclusi nel PHT  e  distribuiti
  direttamente è risultata pari al 63,86 per cento, quindi ben  oltre
  l'obiettivo prefissato.
   Il  costo  comunicato dalle medesime aziende  per  l'acquisto  dei
  prodotti  erogati è stato di euro 114.153.457,81, pertanto,  tenuto
  conto anche degli sconti praticati dalle farmacie convenzionate  al
  SSN che, per l'anno 2008, nella nostra regione hanno inciso per  il
  5,7  per  cento  sull'importo lordo, la distribuzione  diretta  dei
  medicinali  del PHT ha consentito di risparmiare ben  61.880.975,42
  rispetto  alla spesa che si sarebbe dovuta sostenere se gli  stessi
  prodotti fossero stati distribuiti in regime di convenzione.
   Tali dati sono stati formalmente forniti al Tavolo ministeriale  -
  che  ne  ha  preso  atto  - in sede di verifica  trimestrale  degli
  adempimenti del piano di rientro.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  numero  532  «Corsi  di laurea delle professioni  sanitarie  presso
  l'ospedale Gravina di Caltagirone (CT)», dell'onorevole Falcone,  é
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  numero  552  «Proroga  del  decreto
  assessoriale n. 7762 del 2006 relativo a esenzione dal  ticket  per
  le attività dei consultori familiari», dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   in  data 31 marzo 2009 è scaduto il decreto n. 7762 del 19  aprile
  2006  'Esenzione ticket per le attività dei consultori  familiari'.
  Il  suddetto  decreto  era già una proroga del  precedente  decreto
  assessoriale n. 347 del 21 marzo 2003;

   con tale decreto si è raggiunto l'importantissimo obiettivo di una
  significativa   riduzione   al   ricorso   dell'IVG   (interruzione
  volontaria  di gravidanza). Difatti, l'art. 1 permette l'esenzione,
  per  la donna e la coppia che chiedono alla struttura consultoriale
  prestazioni  inerenti alla pianificazione familiare e alla guida ad
  una  maternità consapevole, delle prestazioni diagnostiche ritenute
  necessarie  per  il  controllo  della  contraccezione.   L'art.   2
  consente, alle donne che richiedono alla struttura consultoriale la
  certificazione  per  effettuare l'IVG,  l'esenzione  dal  pagamento
  della  quota  di  partecipazione alla spesa del Servizio  sanitario
  nazionale;

   considerato  che  la  gran  parte  degli  utenti  delle  strutture
  consultoriali appartiene ai ceti sociali meno agiati e che, quindi,
  l'esenzione   dai   vari   ticket   consente   una   più    diretta
  partecipazione,   da  parte  delle  donne,  alle   iniziative   dei
  consultori;

   per    sapere    se   non   ritengano   opportuno,   nelle    more
  dell'applicazione del nuovo piano sanitario regionale, prorogare il
  sopra  citato  decreto  per  almeno  6  mesi,  onde  permettere  la
  continuazione  di un servizio utile per la collettività  e  per  le
  fasce  di  popolazione più a rischio (minorenni)  o  meno  agiate».
  (552)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interrogazione.

   RUSSO,  assessore  per  la sanità. In ordine  alla  interrogazione
  numero 552, con la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa
  la  proroga  del  decreto assessoriale n. 7762  del  2006  relativo
  all'esenzione dal ticket per le attività dei consultori  familiari,
  si  rappresenta che con decreto del Dirigente generale numero  1089
  dell'8  giugno  2009,  in  corso  di pubblicazione  nella  Gazzetta
  Ufficiale   della   Regione  siciliana,  è   stata   garantita   la
  prosecuzione dei benefici in parola con effetto dal 31  marzo  2009
  al 31 marzo 2012.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO. Assessore Russo, stiamo finendo in un crescendo che  io
  sto  accettando con grande soddisfazione. La proroga dell'esenzione
  dal  ticket  per l'attività dei consultori familiari era  una  cosa
  fondamentale,  un diritto che noi riconosciamo alle  fasce  sociali
  meno fortunate, alle fasce più deboli del nostro territorio.
   Al  consultorio familiare, non sfuggirà a lei, caro Assessore, chi
  si  rivolge? Si rivolgono i poveri, chi non ha cultura, chi non  ha
  la  possibilità  di  andare a farsi visitare a  pagamento.  Quindi,
  questa  esenzione  è veramente un fatto di civiltà  che  merita  il
  plauso  dell'Aula e, come vede io sono pronto a riconoscerle questo
  fatto.
   Il  fatto  poi  di  averla prorogata per tre anni è  significativo
  perché,  per  i prossimi tre anni, i consultori familiari  potranno
  lavorare,    potranno   tranquillamente   funzionare   ed    essere
  ulteriormente  rafforzati in maniera tale da potere dare  risposte.
  In  più il guadagno che lo Stato, la Regione e l'Assessorato  della
  sanità   andranno  ad  avere  è  notevole  perché  l'attività   dei
  consultori   familiari,   soprattutto,  si   indirizza   verso   la
  possibilità  di evitare procreazioni indesiderate, non volute  che,
  spesso,  poi, si trasformano in aborti e, quindi, in costi  sociali
  importanti,   ma   anche  in  costi  umani  e  psicologici   spesso
  insopportabili  per  le  donne  che  sono  costrette  a   ricorrere
  all'aborto.
   Pertanto, anche da cattolico, oltre che da deputato, non posso non
  essere   particolarmente  soddisfatto  di   questa   risposta   che
  l'assessore ha voluto dare all'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Per  assenza  dall'Aula  dei  rispettivi   firmatari,
  l'interrogazione  numero 553 «Provvedimenti per  il  ripristino  di
  adeguate cure per i pazienti affetti da talassemia presso l'Azienda
  ospedaliera  Umberto  I  di  Siracusa», degli  onorevoli  Bonomo  e
  Gucciardi,   e   l'interrogazione   numero   559   «Notizie   circa
  l'installazione  di  alcuni  impianti pubblicitari  in  un'area  di
  proprietà    dell'Azienda  ospedaliera  Umberto  I  di   Siracusa»,
  dell'onorevole  Bonomo,  sono  trasformate  in  interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta.
   D'accordo tra le parti, l'interpellanza numero 55 «Introduzione di
  nuovi  metodi  di cura e di prevenzione dell'autismo  in  Sicilia»,
  degli  onorevoli Falcone, Pogliese e Vinciullo, sarà trattata nella
  prossima seduta.

   RUSSO, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, faccio presente
  che  l'interrogazione numero 460, a firma dell'onorevole  Donegani,
  non è stata inserita nell'allegato della rubrica  Sanità'.

   PRESIDENTE. Preciso che competente a rispondere è l'assessore  per
  il Territorio e l'ambiente.


   Presidenza del presidente Cascio


     Rinvio del seguito dell'esame del disegno di legge «Norme in
                                materia
          di aiuti alle imprese» (119 - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto IV dell'ordine del giorno
   Seguito  dell'esame  del  disegno di  legge  numero  119  -  Norme
  stralciate  I/A   «Norme  in  materia di  aiuti  alle  imprese»,  è
  rinviato per assenza dall'Aula dell'assessore competente.

   La  seduta è rinviata a mercoledì 17 giugno 2009, alle ore  17.00,
  con il seguente ordine del giorno:

    I  -Comunicazioni.

    II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
     lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
     numero 133  «Richiesta di riconoscimento della voce  specifica
            'Allergologia'   nel  nomenclatore   tariffario   delle
            prestazioni ambulatoriali della Regione siciliana».

                     ARICò - MARROCCO - POGLIESE - FALCONE - CAPUTO

     numero 134  «Iniziative  volte  a favorire  l'inserimento  dei
            giovani siciliani nel mercato del lavoro».

                         LUPO - BARBAGALLO - GALVAGNO - GUCCIARDI -
                                                           FIORENZA
                         PANARELLO - RINALDI - LACCOTO - MATTARELLA
                            AMMATUNA - FERRARA - BONOMO - VITRANO -
                                                           PICCIOLO

     numero 135  «Impegno nei confronti della Protezione civile  di
            Siracusa  distintasi  in occasione dell'incendio  della
            nave Vincenzo Florio della Tirrenia».

                           VINCIULLO - ARICò - FALCONE - CURRENTI -
                                                             CAPUTO

    III    -Seguito   dello  svolgimento  di  interrogazioni   e   di
     interpellanze della Rubrica  Sanità'.
  IV  - Discussione del disegno di legge:
     -«Norme  in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 - Norme
         stralciate I/A) (Seguito)
         relatore: on. D'Asero.

                   La seduta è tolta alle ore 19.45

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  bilancio  e  le finanze, all'Assessore per il lavoro, la previdenza
  sociale,   la   formazione   professionale   e   l'emigrazione    e
  all'Assessore per l'industria, premesso che:
   il comma 2 dell'art. 34 della legge regionale n. 33/1996 ammette i
  lavoratori  della ex Pirelli di Villafranca Tirrena e  Siracusa  ai
  benefici previsti dall'art. 4 della l.r. n. 3/1993, degli artt. 1 e
  2 della l.r. n. 4/1995 e della l.r. n. 4/1994;
   tali  normative  prevedono, per i suddetti lavoratori,  interventi
  straordinari di integrazione salariale in progetti finanziati dalla
  Regione e, per quanto riguarda i lavoratori della sede di Siracusa,
  l'utilizzo  presso  il  comune  medesimo  nell'ambito  di  attività
  socialmente utili;
   preso   atto  che  la  V  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, 'Cultura, formazione e lavoro', nella  seduta
  n.   66   del   14  gennaio  2008  ha  approvato  la  proposta   di
  'Finanziamento di interventi in favore dei lavoratori della società
  Pirelli  di Villafranca Tirrena e Siracusa interessati da  processi
  di crisi aziendale';
   tenuto  conto che, per potere dare una continuità agli  interventi
  disposti dalle normative vigenti e già citate, occorre integrare di
  300  mila  euro il capitolo di spesa previsto 'Spese della gestione
  speciale  (art.  360-  finanziamento  progetti  per  LSU   -   l.r.
  18/05/1996  n. 33, art. 34, comma 2)' a carico del fondo  siciliano
  per l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori disoccupati;
   per  sapere  se  il  Presidente  della  Regione  e  gli  Assessori
  interrogati non ritengano assolutamente necessario autorizzare, nel
  prossimo  bilancio, la spesa di 300 mila euro al fine di consentire
  la  prosecuzione degli interventi di cui al comma  2  dell'art.  34
  della   legge   regionale  n.  33/1996  a  favore  dei   lavoratori
  interessati ai processi di crisi aziendale della società Pirelli di
  Villafranca Tirrena e di Siracusa». (221)
   Risposta.  «Con  l'interrogazione  di  cui  all'oggetto   venivano
  richieste  notizie su quali interventi si ritengono da adottare  in
  favore  dei  lavoratori  interessati ai  processi  di  crisi  della
  società Pirelli di Vilafranca Tirrena e Siracusa.
   Al  riguardo, il Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego  con
  nota  n. 804/Serv. V dell'1.04.2009, che si trasmette in copia,  ha
  fornito gli elementi di risposta sul caso.
   Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

   Carmelo Incardona

         Nota del Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego

   Assessorato del Lavoro, della previdenza sociale,
   della formazione professionale e dell'emigrazione
   AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO    E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
   Servizio V  LSU e Workfare

   Servizio - V - prot. 804

  Oggetto:   Interrogazione  parlamentare   n.  00221/2008  a   firma
        dell'On. Vincenzo Vinciullo   - Crisi Aziendale della società
        PIRELLI di Villafranca Tirrena e Siracusa.

                                     All'Ufficio      di      diretta
                                    collaborazione
                                        dell'Onorevole Assessore
                                    SEDE

   In riscontro alla nota prot. 714/gab del 27/02/2009, si forniscono
  i  seguenti  elementi per la risposta all'interrogazione richiamata
  in oggetto.
   Con decreto interassessoriale 23/03/2009 n. 2/FS è stata apportata
  la  variazione al bilancio di previsione  del  Fondo Siciliano  per
  l'assistenza  ed  il collocamento dei lavoratori  disoccupati   per
  l'anno finanziario 2009.
   Detta variazione consente la prosecuzione degli interventi di  cui
  al  comma  2  dell'articolo 34 della legge regionale n.  33/1996  a
  favore  dei  lavoratori interessati ai processi di crisi  aziendale
  della società  Pirelli di Villafranca Tirrena e di Siracusa».

                                                                   Il
                                         Dirigente generale

                               Lo Nigro

   GALVAGNO-LUPO-FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-TERMINE.               -
  «All'Assessore  regionale per la sanità, premesso che  in  data  19
  dicembre  2008 l'Assessore per la sanità ha disposto la revoca  del
  decreto   n.  36773  del  27  dicembre  2001,  relativamente   alle
  disposizioni concernenti  medicazioni per piaghe da decubito';

   considerato  che  la  revoca del decreto ha  prodotto  un  impatto
  sociale negativo sulla popolazione più debole;

   per sapere:

   se,  nell'emanare  il predetto decreto, si sia  tenuto  conto  del
  fatto  che, in particolare, le  medicazioni per piaghe da decubito'
  vengono  utilizzate dalla popolazione anziana, costretta,  a  volte
  per anni, a permanere a letto o su una sedia a rotelle;

   se   ritenga   opportuno  sacrificare,  sull'altare   dell'accordo
  sottoscritto  in  data 31 luglio 2007 dal Ministero  dell'economia,
  dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali  e
  dal  Presidente della Regione siciliana, con allegato il  piano  di
  rientro   di   riorganizzazione,   di   riqualificazione    e    di
  individuazione    degli    interventi    per    il    perseguimento
  dell'equilibrio  economico  del servizio  sanitario  regionale,  la
  tutela della salute delle fasce sociali più deboli;

   se  sia stato adeguatamente valutato il fatto che i fruitori delle
  predette  prestazioni percepiscono, nella maggior parte  dei  casi,
  pensioni o assegni minimi che non superano la cifra di 500  euro  e
  che,  pertanto, non sono in grado di provvedere all'acquisto  delle
  medicazioni di cui sopra;

   se non ritenga opportuno, alla luce delle considerazioni di cui in
  premessa  e  di  tantissime altre che potrebbero essere  facilmente
  argomentate,   procedere  alla  modifica   del   predetto   decreto
  assessoriale n. 3415/2008 inserendo, per esempio, un'esenzione  per
  fasce di reddito o per le persone non in grado di compiere gli atti
  quotidiani della vita;

   se  e  quali  iniziative l'Assessore per la  sanità  abbia  sinora
  intrapreso o intenda intraprendere a garanzia e tutela del  diritto
  alle  prestazioni  sanitarie essenziali delle  fasce  deboli  della
  popolazione e degli anziani in particolare». (382)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

     Risposta.  -  «In ordine alla interrogazione di cui  all'oggetto
  con  la  quale l'onorevole Galvagno chiede notizie circa la  revoca
  del  decreto  recante  "medicazioni per  piaghe  da  decubito",  si
  rappresenta che con decreto del 23 febbraio 2009, pubblicato  nella
  Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 10 del 6 marzo  2009,
  sono  state  impartite  disposizioni  per  la  fornitura,  in   via
  temporanea,  delle prestazioni di assistenza sanitaria integrativa,
  limitatamente  alle  persone con stati  patologici  severi  cronici
  rientranti in programmi assistenziali di cure domiciliari integrate
  e non».

     L'Assessore

                                                        Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:
   con  decreto  assessoriale n. 3415/08, pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale  della  Regione  siciliana n.  4  del  23  gennaio  2009,
  l'Assessore  per  la sanità ha disposto la revoca  del  decreto  27
  dicembre  2001  concernente aggiornamento dei prezzi dei  prodotti,
  ausili e presidi non inclusi nel nomenclatore tariffario;
   a  seguito del decreto de quo, in particolare, è stato revocato il
  d.a. n. 36773/2001 per la parte che concerne medicazioni per piaghe
  da  decubito,  integratori per patologie  di  stato  malnutrizione,
  nefropatie ed insufficienza respiratoria;
   conseguentemente,  l'emanazione  del  provvedimento  in  questione
  comporta  che,  a  decorrere dalla data del 24  gennaio  2009,  gli
  utenti che si troveranno in uno stato di bisogno e di necessità  di
  tali  presidi ed ausili, per averli saranno costretti ad effettuare
  il pagamento;
   considerato che:
   la  decisione di concedere tali presidi ed ausili solo a pagamento
  è una gravissima lesione del diritto alla salute dei cittadini, che
  invece  dovrebbero  usufruirne  a titolo  gratuito,  così  come  in
  precedenza;
   il  servizio sanitario siciliano subirà un ulteriore peggioramento
  in danno di servizi ai cittadini;
   ritenuto  che  il provvedimento adottato produce effetti  negativi
  sui  cittadini  che, in questo modo, non potranno usufruire  di  un
  importante servizio sanitario;
   per  sapere  quali provvedimenti necessari ed urgenti  il  Governo
  della Regione intenda adottare al fine di consentire l'utilizzo dei
  presidi ed ausili, di cui in premessa, a titolo gratuito». (400)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Caputo chiede notizie circa i  provvedimenti
  per  assicurare il godimento di presidi ed ausili medici  a  titolo
  gratuito,  si  rappresenta che con decreto del  23  febbraio  2009,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana  n.  10
  del  6  marzo  2009,  sono  state  impartite  disposizioni  per  la
  fornitura,  in  via  temporanea, delle  prestazioni  di  assistenza
  sanitaria   integrativa,  limitatamente  alle  persone  con   stati
  patologici severi cronici rientranti in programmi assistenziali  di
  cure domiciliari integrate e non».

                                                       L'Assessore

   Massimo Russo

   VITRANO  -  «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   alla
  Presidenza e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
  che:
   in   base   a  quanto  recentemente  riportato  dagli  organi   di
  informazione  risulta che la Regione siciliana sia inadempiente  in
  merito  agli obblighi previsti dalle direttive dell'Unione  europea
  in  materia  di tutela dall'inquinamento atmosferico e che  avrebbe
  omesso,  fino  al  2007, di dare seguito agli adempimenti  previsti
  dalla normativa vigente;
   il  decreto  legislativo 4 agosto 1999, n. 351,  norma  quadro  di
  attuazione  della  direttiva 96/62/CE in materia di  valutazione  e
  gestione  della qualità dell'aria ambiente, prevede per le  regioni
  l'obbligo di:
   a)  individuare  le  zone del proprio territorio  nelle  quali  il
  livello  degli  inquinamenti  presenti  in  atmosfera  comporta  il
  rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme;
   b)  mettere a punto piani d'azione contenenti le misure da attuare
  nel  breve  periodo, affinché sia ridotto il rischio di superamento
  dei  limiti  previsti  dalla  normativa  vigente,  con  misure   di
  controllo  e,  se  necessario, di sospensione delle  attività  (ivi
  compreso  il  traffico veicolare) che contribuiscono al superamento
  dei valori critici;
   c) individuare l'autorità competente alla gestione del rischio;
   d)  adottare  strumenti  di  contrasto all'inquinamento  (piani  o
  programmi)  per rientrare sotto il valore limite entro  un  termine
  stabilito;
   e) fare in modo che i piani e i programmi adottati vengano messi a
  disposizione del pubblico e degli enti locali;
   f)  garantire che vengano prese le misure necessarie per informare
  la popolazione se le soglie d'allarme dovessero essere superate,  e
  per   fare  in  modo  che  informazioni  aggiornate  sulla  qualità
  dell'aria  e  su eventuali fenomeni di inquinamento siano  messe  a
  disposizione del pubblico e degli enti interessati, in modo  chiaro
  ed accessibile a tutti i cittadini;
   con  il  decreto ministeriale 1 ottobre 2002, n. 261,  sono  state
  emanate  le  direttive  tecniche per la valutazione  della  qualità
  dell'aria sul territorio nazionale e sono stati adottati i  criteri
  per  l'elaborazione dei piani e dei programmi di cui agli  articoli
  7, 8 e 10 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351;
   a  partire  dal  2003  la  Sicilia  avrebbe  dovuto  cominciare  a
  programmare le iniziative previste dal d. lgs. n. 351/99,  al  fine
  di pervenire negli anni successivi alla definizione degli strumenti
  operativi  di contrasto all'inquinamento atmosferico,  ma  ciò  non
  sarebbe stato fatto;
   in base ai dati forniti da ARPA Sicilia, nel triennio 2004/2006 si
  sono  registrati  nella  nostra Regione  ripetuti  superamenti  dei
  valori limite e delle soglie d'allarme per diversi inquinanti,  sia
  nelle    grandi    aree   urbane   che   nelle   zone    fortemente
  industrializzate;
   l'UE   ha   aperto  due  procedure  di  infrazione  nei  confronti
  dell'Italia  per  la  violazione da parte della  Regione  siciliana
  della  normativa in materia di tutela della qualità  dell'aria  (n.
  2182/2007 del 27 giugno 2007 e la n. 4808/2008 del 26 giugno  2008,
  ambedue per violazione delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE);
   il  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
  mare ha ripetutamente contestato negli anni passati alla Sicilia le
  violazioni  sopra citate, ed ha di recente comunicato alla  Regione
  l'avvio  della  ennesima  procedura di infrazione  per  la  mancata
  elaborazione dei piani e programmi previsti dall'art. 8 del  d.lgs.
  n. 351/99, sempre in attuazione della direttiva 96/62/CE;
   considerato che:
   secondo  la  normativa  dell'UE la cosiddetta  soglia  di  allarme
  costituisce un livello di pericolo oltre il quale il rischio per la
  salute  umana  è  scientificamente dimostrato,  anche  in  caso  di
  esposizione  di  breve  durata, e raggiunto il  quale  la  pubblica
  amministrazione è tenuta ad intervenire immediatamente;
   il  mancato  rispetto degli obblighi in questione  comporta,  come
  evidenziato dal Ministero dell'ambiente, una violazione delle norme
  comunitarie a seguito della quale l'Italia sarà deferita alla Corte
  di giustizia delle Comunità europee;
   la  mancata  adozione  di iniziative obbligatorie  previste  dalla
  legge a tutela della salute dei cittadini integra responsabilità di
  tipo amministrativo, civile, penale e contabile;
   il mancato rispetto della normativa impedisce inoltre alla Sicilia
  di  accedere ai finanziamenti statali e europei, strategici ai fini
  dell'attuazione delle politiche di protezione ambientale in  questo
  settore;
   in  data 17 gennaio 2009 anche la rubrica RAI 3 Ambiente Italia ha
  ricordato  l'ennesima procedura di infrazione  contro  l'Italia,  a
  causa  della mancata approvazione in Sicilia dei piani e  programmi
  di   prevenzione   dall'inquinamento  atmosferico  previsti   dalla
  normativa europea;
   il  danno  che  dalla  situazione sopra descritta  deriva  per  la
  pubblica  amministrazione,  anche in termini  di  immagine,  appare
  enorme;
   ritenuto che sia necessario provvedere con urgenza a recuperare le
  omissioni degli anni passati;
   per sapere:
   perché la Regione non abbia dato seguito agli adempimenti citati;
   quali  iniziative  siano  state prese per superare  le  violazioni
  della normativa contestate alla Sicilia dal Ministero dell'ambiente
  e dall'Unione europea;
   quali  iniziative  siano  state prese per proteggere  i  cittadini
  siciliani  minacciati  dal  probabile  ripetersi  di  fenomeni   di
  inquinamento  atmosferico,  ai  fini  della  tutela  della   salute
  pubblica e dell'ambiente;
   quali  iniziative siano state prese per informare in modo compiuto
  la  popolazione  che  vive nelle grandi aree urbane  e  nelle  zone
  fortemente   industrializzate  della  Sicilia,  che   sono   quelle
  maggiormente esposte all'inquinamento atmosferico, in  merito  allo
  stato  della qualità dell'aria ed eventuale superamento dei  valori
  limite  e  delle  soglie  d'allarme,  così  come  prescritto  dalla
  normativa vigente». (403)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«Si riferisce in merito all'atto di sindacato ispettivo
  ut supra citato rassegnando preliminarmente che il quadro normativo
  in materia di tutela della qualità dell'aria è attualmente regolato
  dal  decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, e dalle altre norme
  correlate e/o collegate (D.M. 2 aprile 2002, n. 60; D.M. 1  ottobre
  2002,  n.  261; D. Lgs. 21 maggio 2004, n. 183; D. Lgs.  19  agosto
  2005, n. 195; D. Lgs. 3 agosto 2007, n. 152) .
   A  fronte  di un quadro di adempimenti così articolato e complesso
  la   Regione   siciliana  procedeva  ad  eseguire  la   valutazione
  preliminare' della qualità dell'aria ambiente (adottata con il D.A.
  305/GAB del 19 dicembre 2005) dando seguito, successivamente,  allo
  studio,  analisi  ed elaborazione dei dati informativi  utili  alla
  stesura  del  Piano regionale di coordinamento per la tutela  della
  qualità  dell'  aria ambiente' adottato dalla Regione  con  Decreto
  assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007.
   Il  predetto  provvedimento è stato successivamente integrato  dal
  Decreto assessoriale n. 43/GAB del 12 marzo 2008, con il quale sono
  state approvate alcune modifiche non sostanziali al piano regionale
  per   correggere  alcuni  errori  e/o  refusi  presenti  nel  testo
  iniziale.
   Si  tenga  presente  che  il  piano è uno  strumento  organico  di
  programmazione,   coordinamento   e   controllo   in   materia   di
  inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento  progressivo
  delle  condizioni  ambientali  e  alla  salvaguardia  della  salute
  dell'uomo  e dell'ambiente nel territorio della regione, e  prevede
  tutte  le  iniziative necessarie per dare rapidamente seguito  agli
  adempimenti  previsti dalle norme UE e nazionali,  soprattutto  per
  quanto  riguarda  i  piani  d'azione ed i  programmi  di  cui  agli
  articoli  7,  8  e  9  del D. Lgs. 351/99. L'elaborazione  di  tali
  strumenti  di intervento e risanamento, infatti, è molto  complessa
  in   ogni  sua  fase  (programmazione,  valutazione,  applicazione,
  verifica),  riguarda diverse discipline scientifiche,  e  coinvolge
  diversi soggetti, pubblici e privati, interessati alle proposte  di
  risanamento e alla messa in opera dei relativi interventi.
   Va  precisato inoltre che il  Piano Regionale di coordinamento per
  la  tutela  della qualità dell'aria ambiente' prevede una complessa
  ed  articolata  attività  che, con una serie  di  aggiornamenti,  e
  tramite   i   necessari   provvedimenti  attuativi,   si   dispiega
  progressivamente al fine di:
   -  conseguire  sull'intero territorio regionale  il  rispetto  dei
  limiti  stabiliti dalle normative europee entro i termini temporali
  previsti;
   -  preservare  e  migliorare  la  qualità  dell'aria  mediante  la
  diminuzione   della   concentrazione  degli  inquinanti   dove   si
  registrano valori prossimi ai limiti;
   -  perseguire un miglioramento generalizzato dell'ambiente e della
  qualità della vita, evitando il trasferimento dell'inquinamento tra
  le varie matrici ambientali;
   -  concorrere  al raggiungimento degli impegni di riduzione  delle
  emissioni  di  gas-serra  sottoscritti  dall'Italia  negli  accordi
  internazionali;
   -  favorire  l'informazione, la partecipazione e il coinvolgimento
  delle parti sociali e del pubblico.
   Pertanto, in linea con quanto stabilito nel piano regionale, e  in
  conformità con quanto previsto dalla normativa vigente (art. 6  del
  D.Lgs.  4  agosto 1999, n. 351; art. 4 del D.A. n.  176/GAB  del  9
  agosto 2007; art. 281, comma 7, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n.  152),
  con il Decreto assessoriale n. 94/GAB del 24 luglio 2008 sono stati
  adottati:
   -   l'Inventario  regionale  delle  emissioni  in  aria   ambiente
  (Allegato 1 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
   -  la Valutazione della qualità dell'aria sul territorio regionale
  (Allegato 2 al D.A. 94/GAB del 24 luglio 2008);
   -  la  Zonizzazione del territorio regionale (Allegato 2  al  D.A.
  94/GAB del 24 luglio 2008).
   Inoltre  sono stati avviati a livello regionale, in attuazione  di
  quanto previsto dall'art. 3, comma 5, del D.A. 176/GAB del 9 agosto
  2007,  specifici  tavoli  tecnici di  settore  con  il  compito  di
  definire:
   -  misure  necessarie  al potenziamento ed alla  razionalizzazione
  della  rete  di  monitoraggio regionale, al fine di armonizzare  il
  sistema  di rilevamento della qualità dell'aria con le direttive  e
  gli standard normativi previsti dall'Unione Europea;
   -  azioni  di contrasto all'inquinamento atmosferico  in  aree  ad
  elevato  impatto  antropico (ad es. grandi aree urbane,  importanti
  zone portuali, aeroporti).
   Al  momento, a seguito dell'azione svolta, la Regione  risulta  in
  linea  con  la  normativa vigente per quanto  riguarda  i  seguenti
  adempimenti:
   -  adozione della Valutazione preliminare della qualità  dell'aria
  ambiente  per  il territorio regionale, ex art. 5  del  D.  Lgs.  4
  agosto 1999, n. 351;
   -  adozione dell'Inventario regionale delle emissioni, ex Allegato
  2 al D.M. 1 ottobre 2002, n. 261;
   -  adozione della Valutazione della qualità dell'aria ambiente per
  il  territorio regionale, ex art. 6 del D. Lgs. 4 agosto  1999,  n.
  351;
   -  individuazione delle  zone nelle quali i livelli di uno  o  più
  inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e
  delle  soglie d'allarme', ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4  agosto
  1999, n. 351.
   E'  stato inoltre portato avanti - sia in sede periferica  (Tavoli
  Provinciali, istituiti con D.A. n. 42/GAB del 12 marzo 2008) che  a
  livello  centrale (Tavolo Regionale, istituito con il D.A.  176/GAB
  del  9  agosto  2007) - un lavoro propedeutico, allo  stesso  tempo
  mirato  e  capillare, finalizzato a gettare le basi necessarie  per
  raggiungere rapidamente gli altri obiettivi del piano regionale.
   Ad  oggi  l'azione  amministrativa in precedenza  avviata  risulta
  quasi  del  tutto completata e dovrebbe concludersi entro l'autunno
  p.v.  con  la  completa attuazione di quanto  previsto  dal   Piano
  regionale  di  coordinamento per la tutela della qualità  dell'aria
  ambiente',  e  sono in dirittura d'arrivo i seguenti  provvedimenti
  amministrativi:
   - adozione dei Piani d'azione contenenti le misure da adottare nel
  breve  periodo  affinché sia ridotto il rischio di superamento  dei
  valori limite e delle soglie di allarme, ex art. 7, comma 2, del D.
  Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  individuazione dell'Autorità Competente a gestire le situazioni
  di rischio, ex art. 7, comma 1, del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  adozione delle misure da applicare nelle zone in cui i  livelli
  sono  più  alti dei valori limite, ex art. 8 del D. Lgs.  4  agosto
  1999, n. 351;
   - individuazione dei requisiti applicabili alle zone con i livelli
  inferiori ai valori limite, ex art. 9 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n.
  351);
   -  definizione  delle  misure applicabili in caso  di  superamento
  delle  soglie d'allarme, ex art. 10 del D. Lgs. 4 agosto  1999,  n.
  351;
   -   definizione  delle  misure  per  garantire  l'informazione  al
  pubblico, ex art. 11 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351;
   -  definizione  delle misure per garantire la  trasmissione  delle
  informazioni, ex ad. 12 del D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 351.
   Per  quanto  concerne  i provvedimenti sanzionatori  adottati  nei
  confronti  dei  dirigenti pro-tempore responsabili del  Servizio  e
  dell'Unità   Operativa  si  rappresenta  che,  su  proposta   dello
  scrivente, prot. n. 1405 del 2 aprile 2009, la Giunta regionale  di
  Governo,  con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile  2009,  ha
  deliberato  di  convalidare i D.D.G. n. 510 e n. 511 dell'8  giugno
  2007   con  i  quali  è  stata  disposta  la  revoca  dell'incarico
  dirigenziale rispettivamente al dott. Gioacchino Genchi ed al dott.
  Alessandro Pellerito escludendoli, ai sensi dell'art. 10, comm.  4,
  lett.  a),  della  l.r. 15 maggio 2000 n. 10, dal  conferimento  d'
  incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello  revocato
  per anni 4 e anni 2 con decorrenza 8 giugno 2007.
   Con Dirigenziale, del 28 aprile 2009 prot. n. 24/ris., veniva data
  comunicazione allo scrivente che con nota prot. n. 22/ris.  del  20
  aprile 2009 si era provveduto alla notifica del provvedimento  anzi
  citato al dott. Gioacchino Genchi .
   Si  fa presente altresì che con nota prot. n. 91387 del 4 dicembre
  2008, a firma del Dirigente Generale, venivano informati "come atto
  dovuto  -  per  gli  aspetti di competenza e con  riferimento  alle
  indagini in corso " sia la Procura della Repubblica che la  Procura
  della Corte dei Conti.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare di cui all'oggetto».

                                                        L'Assessore
                                                    Giuseppe SORBELLO

   BARBAGALLO  -  LUPO - AMMATUNA - GALVAGNO. - «Al Presidente  della
  Regione  e  all'Assessore per il lavoro, la previsione sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
   la  grave  crisi  internazionale,  che  ha  investito  il  sistema
  creditizio  e  finanziario,  sta innescando  una  pesante  fase  di
  recessione economica e sociale, le cui conseguenze più preoccupanti
  si riflettono sulle fasce deboli della popolazione;
   sono  moltissime  le  famiglie e le persone  che,  pur  lavorando,
  stentano  a  condurre  una vita dignitosa con bilanci  incapaci  di
  affrontare  con  un  minimo di sicurezza le attività  principali  e
  basilari del vivere quotidiano, andando ben oltre il fenomeno della
  cosiddetta crisi della quarta settimana;
   le nuove povertà, sono, infatti, un fenomeno che non riguarda solo
  i  soggetti in condizioni di totale indigenza, ma anche ampie fasce
  di  popolazione  che  sono colpite dagli alti costi  necessari  per
  pagare i mutui e gli affitti della casa, l'istruzione dei figli,  i
  beni  di  prima necessità, le cure sanitarie e tutto ciò che  possa
  permettere la conduzione di una vita dignitosa;
   in  questo  quadro la nostra Regione subisce un  colpo  ancor  più
  duro, per via della sua stagnazione economica dovuta all'assenza di
  un'adeguata ed efficace strategia di sviluppo del territorio;
   accertato che:
   in Sicilia, già agli inizi del 2008, il tasso di disoccupazione ha
  toccato  il  15%  e  l'indice di povertà si  è  attestato  al  30%,
  raggiungendo il primato delle regioni italiane;
   le  previsioni  future sono la perdita di circa 50 mila  posti  di
  lavoro;
   ritenuto che per affrontare la crisi economica e sociale in atto è
  necessaria un'attenta analisi della situazione esistente,  al  fine
  di poter individuare efficaci misure di contrasto;
   per sapere se:
   non  ritengano opportuno procedere ad una tempestiva  ricognizione
  degli  effetti economici e sociali della crisi socio-economica  che
  investe la nostra Regione;
   quali  iniziative siano state adottate o si intendano adottare  al
  fine  di  invertire la tendenza alla stagnazione e alla  recessione
  dell'economia siciliana, valorizzando le risorse e le  potenzialità
  strategiche e territoriali della nostra Regione;
   se   non  ritengano  urgente  liberare  ed  impiegare  le  risorse
  disponibili,  procedendo all'immediata approvazione  del  bilancio,
  evitando,  pertanto,  un  ulteriore dannoso  ricorso  all'esercizio
  provvisorio;
   se  ad oggi siano state adottate politiche di sviluppo in grado di
  contrastare la perdita di posti di lavoro ed il fenomeno sempre più
  diffuso della povertà». (493)
       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

    Risposta.  -  «Con  l'interrogazione di cui all'oggetto  venivano
  richieste  notizie  su  quali interventi urgenti  si  ritengono  di
  adottare  per  contrastare gli effetti economici  e  sociali  della
  crisi che investe la nostra Regione.
    Al  riguardo, il Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego con
  nota  n. 429/Serv. I del 15.04.2009, che si trasmette in copia,  ha
  fornito utili elementi di risposta.
    Tanto in evasione all'atto parlamentare in parola».

   L'Assessore

                                                    Carmelo Incardona

         Nota del Dipartimento regionale Agenzia per l'impiego

   Assessorato del Lavoro, della previdenza sociale,
   della formazione professionale e dell'emigrazione
      AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO
       E  LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
                               SERVIZIO I

   N. di prot. 429/  Serv. I  del 15/04/2009

   Oggetto:  interrogazione parlamentare n. 00493/2009  -  Interventi
  urgenti per contrastare gli effetti economici e sociali della crisi
  che investe la nostra Regione.

   On.le Giovanni Barbagallo
                           On.le Assessore del lavoro,

   della previdenza sociale, della formazione

  professionale e dell'emigrazione

   Ufficio di diretta collaborazione

   SEDE

                                                                   e,
  p.c. Sig. Dirigente Generale

   Agenzia Impiego

   Sig. Dirigente Generale

   Dipartimento Lavoro

   LORO SEDI

   In riferimento all'interrogazione parlamentare di cui all'oggetto,
  per quanto di competenza, di seguito si rappresentano le iniziative
  attuate  da  questa  Agenzia che si concretano in   interventi  per
  contrastare gli effetti economici e sociali della crisi che investe
  la regione :
      Emanazione  della  direttiva  prot.  266  del   6  marzo   2009
   Ammortizzatori  sociali  in  deroga  ex  art.19  d.l.  185   /2008
  convertito in legge  n.2/2009  - Prime direttive, con la  quale  si
  intendono  programmare  una serie di azioni  e  di  interventi  che
  combinino  politiche  attive  del lavoro,  sostegno  al  reddito  e
  politiche  dello  sviluppo, che possano  pienamente  rispondere  ai
  fabbisogni  locali  delle  imprese, e  soprattutto  finalizzate  al
  reimpiego   e   all'incremento  dell'occupabilità  dei   lavoratori
  destinati al trattamento in deroga ai sensi dell'art. 19  comma  8,
  del  D.L. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge  n.  2
  del 2009.
   In  questo contesto, coerentemente con le azioni intraprese  negli
  ultimi  anni,  si  intende  proseguire e rafforzare  le  azioni  di
  politica  attiva del lavoro, mantenendo un ruolo di  governo  e  di
  indirizzo  dei  servizi erogati al fine di assicurare  standard  di
  qualità  e  trasparenza in un sistema che garantisca efficienza  ed
  efficacia  degli interventi stessi. In particolare, si attuerà  una
  nuova metodologia di approccio che tenga particolarmente conto  dei
  seguenti fattori:
   -  presa  in carico del soggetto nella sua globalità, evitando  in
  questo modo la percezione della frammentarietà degli interventi;
   -  interventi che responsabilizzano i soggetti verso un  approccio
  proattivo nella ricerca del lavoro;
   -  predisposizione di progetti individuali per realizzare percorsi
  di  reimpiego  che meglio si adattino alle differenti esigenze  dei
  cittadini  e  delle  imprese  e  che quindi  risultino  quanto  più
  efficaci possibile;
   - responsabilizzazione di ciascun operatore della rete nella presa
  in carico dei soggetti, dalla costruzione del progetto individuale,
  con  particolare riferimento al segmento di servizi  finali  legato
  all'inserimento al lavoro ed al rapporto con le imprese  fino  alla
  ricollocazione professionale.
   Costituzione   di  un   Gruppo  interassessoriale  intermedio   di
  governance',   composto   da  differenti  responsabili   dei   rami
  dell'amministrazione, che sta definendo e completando quelle azioni
  occorrenti per la messa a regime degli SPI nella Regione Siciliana;
  in   particolare,   sono  state  avviate  le   procedure   per   il
  trasferimento in house del sistema informativo SIL e CO.
   Sistema  Informatico per le Comunicazioni Obbligatorie costituisce
  il  punto  di accesso unico per l'invio on-line delle comunicazioni
  di   instaurazione,  proroga,  trasformazione,  cessazione  di   un
  rapporto  di  lavoro,  secondo  i modelli  unificati  definiti  dal
  Ministero  del Lavoro, della Salute e delle Politiche  Sociali,  da
  parte   di   tutti  i  soggetti  obbligati  e  abilitati.  (decreto
  interministeriale del 30 ottobre 2007, ha infatti reso obbligatorio
  l'invio  delle  comunicazioni per via telematica, in attuazione  di
  quanto   previsto  dalla  legge  finanziaria  2007   (L.   296/06).
  https://www.lavoro.gov.it/co.
   La  piattaforma telematica SIL consente l'erogazione  dei  servizi
  specifici (servizi amministrativi e servizi di orientamento) e  che
  sono  attivate  presso tutti gli Uffici periferici dell'Assessorato
  Lavoro,   (SUPL   e   CPI)  e  quegli  Sportelli   Multifunzionali,
  accreditati  dagli stessi, che supportano l'erogazione  di  servizi
  per il lavoro».

                                                    Il Vice Direttore
                                                       S.M.Cuffaro

   Il Dirigente del Servizio

   L. Carrara

                                                    Il      Dirigente
                                                    esperto
                                                    C. Castello

   FORZESE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
   con decreto del Presidente della Regione del 4 novembre 2002, sono
  state   emanate   le  linee  guida  per  l'attuazione   del   piano
  sociosanitario  della  Regione siciliana,  ove  al  punto  4.10,  è
  previsto  il riordino delle IPAB, in attuazione dell'art. 10  della
  legge n. 328/2000 e d. lgs n. 207/2001;
   le  IPAB rappresentano una realtà incolmabile per l'erogazione  di
  servizi  socio-assistenziali  alle fasce  deboli  della  città,  si
  pongono  in posizione centrale nella pianificazione dei  servizi  e
  rappresentano un patrimonio inestimabile per la comunità;
   accertato  che fino ad oggi il previsto riordino delle IPAB  e  la
  programmata loro trasformazione in Aziende di servizi alla  persona
  ,  non  sono  stati  attuati,  né si è  provveduto  a  definire  il
  censimento, la rilevazione e la riqualificazione delle stesse e dei
  loro patrimoni;
   rilevato che:
   quasi  tutte  le IPAB siciliane sono state lasciate  al  di  fuori
  della  programmazione regionale dei servizi socio-sanitari previsti
  nei  piani  di zona, non partecipando neanche come soggetti  attivi
  firmatari  dell'accordo di programma, nonostante già  erogatori  di
  servizi socio-assistenziali, in possesso di valide strutture  e  di
  comprovati requisiti, e penalizzando così il loro rilancio;
   il   riordino  e  la  trasformazione  di  tali  Istituzioni,   già
  consolidate  nei territori, sia per i servizi erogati  che  per  le
  strutture  possedute,  rappresenterebbero certamente  delle  scelte
  strategiche non più rinviabili, costituenti un miglioramento  e  un
  valore  aggiunto nella gestione ed offerta di servizi sociosanitari
  integrati;
   la  constatata  esperienza del precedente percorso  programmatico,
  non  è  certo lusinghiera ma deludente e che ci si avvia  verso  la
  nuova programmazione dei servizi socio-sanitari 2010/2012;
   per sapere:
   quali  iniziative intendano adottare per assicurare il riordino  e
  la trasformazione delle IPAB e garantire la loro partecipazione nel
  circuito del sistema integrato di servizi socio-sanitari, in quanto
  istituzioni   eccellenti  di  assistenza  a  favore  delle   classi
  disagiate». (507)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. «Con riguardo all'interrogazione in oggetto, il Servizio
  I  del  Dipartimento, cui compete la "promozione, valorizzazione  e
  sostegno  del Terzo settore", ha già fornito elementi  di  risposta
  necessari  per  rispondere all'interrogazione n.  2  dell'onorevole
  Gucciardi che poneva analogo quesito.
   In  data  23 luglio 2008, prot. n. 27317, è stato inviato  alla  I
  Commissione dell'ARS apposito monitoraggio sul funzionamento  delle
  II.PP.A.B nelle more ed in funzione del previsto riordino  disposto
  dall'art.  10  della 1.r. 328/00 per la trasformazione  in  aziende
  pubbliche  di  servizi  alla persona, giusta direttiva  del  D.L.vo
  207/2001.
   In  sintesi, a fronte di una pluridecennale attività di assistenza
  sociale  e  socio sanitaria in favore di minori, anziani, disabili,
  sofferenti mentali e soggetti con disagio, accolti su richiesta dei
  competenti  servizi  comunali e sanitari e dell'autorità  minorile,
  ovvero  per  libera  scelta delle famiglie  non  più  in  grado  di
  garantirne  l'assistenza  in ambito familiare,  la  quasi  totalità
  delle II.PP.A.B. della Sicilia sorte all'inizio dello scorso secolo
  ed  ancora funzionanti, seppur con una sempre più ridotta  attività
  (n.  120 su un complessivo di 160 esistenti), presenta un crescente
  disavanzo di gestione la cui entità alla fine del 2007 è  di  circa
  27 milioni di euro. Disavanzo accumulato nel corso di questi ultimi
  anni   che  appare  sempre  più  insanabile  ove  non  intervengano
  provvedimenti straordinari, a carico del bilancio regionale,  volti
  al     risanamento     in     concorso    con     iniziative     di
  riconversione/riqualificazione  dei   servizi   all'interno   della
  programmazione e gestione locale dei Piani di Zona di concerto  con
  i  Comuni  ed  AUSL  dei distretti di riferimento  (art.  19  Legge
  328/00); non esclusa, ove necessaria, la parziale dismissione sotto
  il   controllo   di   questo  Assessorato  dei  beni   patrimoniali
  disponibili,   spesso  di  notevole  entità   e   valore   storico-
  monumentale,  non  direttamente  utilizzati  per  l'erogazione  dei
  servizi,  in  stato  di abbandono ovvero con  rendite  di  risibile
  entità.
   In  questi anni, un'inefficace attività di vigilanza da parte  del
  Dipartimento  ha determinato inevitabili ritardi, accumulati  dalle
  medesime  II.PP.A.B., nel pagamento degli emolumenti  spettanti  al
  personale  dipendente, nel versamento dei contributi  previdenziali
  ed  assicurativi,  oltre  che  nei  confronti  dei  fornitori,  con
  costante  esposizione all'azione legale e di protesta di  centinaia
  di dipendenti, di ruolo od in convenzione come ampiamente riportato
  dagli organi di stampa.
   Sono  pregiudicati  gli  stessi livelli  di  qualità  dei  servizi
  offerti,  in  particolare nelle strutture residenziali, determinati
  dall'attuale insufficienza dei contributi regionali erogati sia per
  l'applicazione del C.C.N.L. ex l.r. 71/82, con la disponibilità  di
  9  milioni di euro a fronte di un fabbisogno di oltre 25 milioni, e
  di  2.400 migliaia di euro a copertura del disavanzo di gestione  a
  fronte  del  fabbisogno di oltre 27 milioni di euro  accumulato  in
  particolare nel corso di questi ultimi anni.
   Le  difficoltà  gestionali delle II.PP.A.B.  nascono  anche  dalla
  difficoltà/diniego  opposto  dai  Comuni  nell'assunzione  e/o  nel
  rimborso  delle  rette  di mantenimento dei soggetti  ospiti  delle
  strutture perché bisognevoli di prestazioni di tutela sociale,  ciò
  in  aperta  e costante violazione del quadro legislativo  regionale
  (1.r.  n.  22/86) e delle direttive attuative di questo Assessorato
  emanate nel corso degli anni (DPRS 29/6/88 - DPRS n. 158/96 - Circ.
  3986/28.11.02 - art. 22, L. 328/00), a nulla rilevando per costante
  giurisprudenza,  la  dichiarata  insufficienza  delle  risorse  dei
  bilanci  comunali  come  più  volte denunciato  per  riduzione  dei
  trasferimenti regionali (art. 45 l.r. 6/97).
   Sono state attivate delle iniziative che hanno condotto il Governo
  regionale  ad inserire nel bilancio regionale 2008 un  vincolo  del
  25%   nei   predetti   trasferimenti   ai   Comuni   da   destinare
  esclusivamente  all'area  dei  servizi  sociali  nelle  more  della
  ricostituzione di apposito capitolo del bilancio regionale (ex art.
  44 l.r. 22/86).
   Sarà impegno dell'Assessorato mediante la nomina di commissari  ad
  acta,  ai  sensi dell'art. 24 l.r. 44/91, attivarsi per il recupero
  dei  crediti vantati dalle II.PP.A.B. e dagli Organismi  del  Terzo
  settore nei confronti dei Comuni inadempienti, anche per la stipula
  od  il  rinnovo  delle  prescritte  convenzioni  (cfr.  Palermo   e
  Catania),  a tutela del diritto all'assistenza ed alla  salute  dei
  soggetti   in   difficoltà   (art.  32  Cost.),   con   contestuale
  coinvolgimento  come  detto delle II.PP.A.B. nell'elaborazione  dei
  Piani  sociali di Zona, con impiego delle strutture e del personale
  nella  gestione  dei  servizi  e  della  attività  programmate  con
  prevedibile utilizzo delle risorse trasferite ai medesimi Distretti
  a valere sul Fondo Nazionale P.S. (1. 328/00) ad integrazione delle
  risorse ordinarie dei bilanci comunali.
   Per   tali   obiettivi,  sono  state  emanate   dal   Servizio   I
  dell'Assessorato    apposite    direttive,    mediante    circolare
  assessoriale  n. 10 del 31/8/06, con invito ai Comuni dell'Isola  a
  riappropriarsi del ruolo delle II.PP.A.B. presenti in ogni contesto
  per  una  piena utilizzazione delle loro potenzialità  strutturali,
  umane e professionali in rapporto convenzionale - strumentale (art.
  20 - 23 l.r. 22/86).
   Inoltre, è in atto la ripresa degli interventi sostitutivi per  il
  recupero  presso i Comuni inadempienti delle rette di ricovero  non
  corrisposte   alle   II.PP.A.B.  per   l'assistenza   prestata   in
  particolare  agli anziani e disabili nel rispetto  delle  direttive
  regionali,  interventi che saranno estesi anche al beneficio  degli
  Organismi  del  Terzo  Settore, operanti  in  prevalenza  nell'area
  minorile  (Comunità alloggio e Case famiglia)  e  nel  ricovero  di
  anziani e disabili, a restituire tutela ai livelli essenziali delle
  prestazioni  sociali fissati dalla Costituzione  nel  rispetto  del
  principio  di  sussidarietà (cfr. art. 120,   comma 2,  Cost.).  In
  alternativa,  ove le II.PP.A.B. non fossero in grado di  proseguire
  le  finalità  statutarie, pervenendo al pareggio  di  bilancio  con
  l'approntamento  di  adeguato piano di  risanamento  anche  con  il
  ricorso  all'eventuale  fusione con altre II.PP.A.B.,  l'estinzione
  diventa  strada  obbligata con devoluzione  dei  beni  patrimoniali
  residui  ai  Comuni  nel cui territorio gli  immobili  ricadono  ed
  obbligo  per  il  Comune  in  cui ha  sede  l'I.P.A.B.  estinta  di
  subentrare   in   ogni   rapporto  attivo  e   passivo   unitamente
  all'assunzione  del  personale dipendente  di   ruolo    (art.  34,
  comma 2, della 1.r. n. 22/86).
   In   definitiva,  rimane  imprescindibile  l'obbligo  del  Governo
  regionale  e dell'ARS di approvare il disegno di legge di  riordino
  delle  II.PP.A.B. ancora funzionanti ed in possesso  dei  requisiti
  finanziari,    patrimoniali,   umani,   professionali,    per    la
  trasformazione in Aziende pubbliche di servizio alla  persona,  nel
  rispetto delle direttive fissate dall'art. 10 della legge 328/00  e
  del decreto attuativo n. 207/01.
   Contestualmente, uguale impegno deve essere posto  nella  ricerca,
  fin  dal  corrente esercizio, delle risorse finanziarie dirette  ad
  agevolare  le  procedure di risanamento delle II.PP.A.B.,  che  per
  l'attualità  dei fini e l'utenza servita possano ancora  collocarsi
  all'interno  della pianificazione locale dei servizi sociali  anche
  con  procedure  di  fusione;  fino a  giungere,  in  ultima  ratio,
  all'estinzione  di  quelle II.PP.A.B. che da decenni  non  svolgono
  alcuna  attività assistenziale o non dimostrano capacità di ripresa
  e   di   riqualificazione  dei  servizi  per  assenza  di   risorse
  finanziarie od insanabili dissesti finanziari».

   L'Assessore

   Francesco SCOMA