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Resoconto d'Aula della Seduta n. 95 di mercoledì 24 giugno 2009
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   Scoma,   Marinello,
  Digiacomo, Cascio Salvatore, Adamo, Ammatuna, Forzese, Incardona e
  Fagone  hanno  chiesto congedo per la seduta di  oggi,  24  giugno
  2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio,  l'onorevole  Apprendi  dal  24  al  26  giugno  2009   e
  l'onorevole Musotto dal 23 al 24 giugno 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data  18  giugno  2009,  è  stato
  presentato il seguente disegno di legge:

   «Modifiche  alla  legge  20 marzo 1951, numero  29  e  successive
  modifiche ed integrazioni,  Elezione  diretta del Presidente della
  Circoscrizione'»  (numero 440), degli onorevoli  Scoma,  Buzzanca,
  Mancuso, Campagna, Limoli, D'Asero, Falcone e Caputo.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 10 giugno  2009,  l'onorevole
  Giovanni Barbagallo ha ritirato il disegno di legge «Norme per  il
  riconoscimento  agli  stranieri e  agli  apolidi  dei  diritti  di
  elettorato attivo e passivo nella Regione» (numero 410).

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
   BUZZANCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
  le autonomie locali, premesso che:

   il   Consiglio  di  giustizia  amministrativa  per   la   Regione
  siciliana,  con  la  sentenza n. 48 del 2009,  ha  definitivamente
  chiarito che 'la tariffa per la gestione dei rifiuti urbana  -  ai
  sensi del combinato disposto dei commi 3, 6 e 11 dell'art. 238 del
  decreto  legislativo  n. 152 del 2006 - è determinata,  entro  tre
  mesi  dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al  comma
  6', dalle autorità d'ambito ed è applicata e riscossa dai soggetti
  affidatari  del  servizio  di gestione integrata  sulla  base  dei
  criteri  fissati dal regolamento di cui al comma  6;  infatti,  il
  Ministro  dell'ambiente - cui il citato comma  6  conferisce  tale
  potere ex art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400  -
  'disciplina, con apposito regolamento da emanarsi entro  sei  mesi
  dalla  data  di entrata in vigore della parte quarta del  presente
  decreto  e  nel  rispetto delle disposizioni di  cui  al  presente
  articolo, i criteri generali sulla base dei quali vengono definite
  le   componenti  dei  costi  e  viene  determinata  la   tariffa';
  conseguentemente,  ai  sensi  del  citato  comma  11,  'sino  alla
  emanazione  del regolamento di cui al comma 6 e fino al compimento
  degli  adempimenti per l'applicazione della tariffa continuano  ad
  applicarsi le discipline regolamentari vigenti';

   è  pertanto evidente che la disciplina transitoria, espressa  dal
  citato comma 11, implica la radicale esclusione della sussistenza,
  in  capo alla società d'ambito, del potere di determinazione della
  tariffa,  neppure  in  via provvisoria, prima dell'emanazione  del
  regolamento di cui al citato comma 6; con l'avvertenza che  è  del
  tutto  pacifica  la natura ordinatoria dei termini  di  legge  per
  l'emanazione di atti regolamentari;

   piuttosto, deve ritenersi che, finché non si verifichino tutte le
  condizioni normative sopra ricordate che rendano attuale il potere
  tariffario  in  capo  alle  società d'ambito,  queste  ultime  non
  possano che gestire il servizio sulla scorta del regime tariffario
  stabilito  dai singoli comuni ricompresi nell'ATO, sicché  è  solo
  ciascun   ente   locale  -  per  antica  dottrina  sede   propria,
  diversamente    dalle   società   d'ambito,    di    policentrismo
  autonomistico o, come si dice oggi, di federalismo - che,  fino  a
  quando   non   sarà  operativo  il  nuovo  meccanismo   tariffario
  disciplinato  dal citato articolo 238, può eventualmente  adeguare
  nel  suo territorio, con scelta autonoma, il regime impositivo per
  il servizio di gestione dei rifiuti che il commissario governativo
  abbia trasferito alle amministrazioni competenti in via ordinaria.
  Finché  non  vi  sia  un tale adeguamento, per  il  territorio  di
  ciascun  comune  resta in vigore la tassa sui  rifiuti  da  ultimo
  fissata. In questo senso depongono:

   - la disciplina primaria espressa dal citato art. 238;

   -  l'esigenza  di un'esegesi costituzionalmente orientata,  ossia
  restrittiva, delle ordinanze di protezione civile (vieppiù,  nella
  specie,  dopo  l'annullamento giurisdizionale  e  la  reviviscenza
  disposta  ex  lege) e delle conseguenti attività poste  in  essere
  (non   più   dal   commissario,   bensì)   dalle   amministrazioni
  ordinariamente competenti alla gestione del servizio, che vogliano
  incidere,  ex  uno  latere,  nella sfera  giuridica,  personale  e
  patrimoniale, dei cittadini;

   ulteriormente, il rilievo che il comma 1 dell'art. 11 della  l.r.
  28  dicembre 2004, n. 17, (c.d. finanziaria regionale per il 2005)
  -  che  demandava  in Sicilia la determinazione della  tariffa  in
  discorso a una deliberazione dell'assemblea dei soci delle società
  d'ambito   -  non  è  stato  promulgato  in  ragione   della   sua
  impugnazione  da parte del Commissario dello Stato (tanto  che  la
  Corte  costituzionale, con ordinanza 19 luglio 2005,  n.  293,  ha
  dichiarato cessata la materia del contendere sull'impugnativa);

   va  infine escluso in radice che le società d'ambito - per  poter
  direttamente  stabilire  la tariffa dei  rifiuti  o  per  adeguare
  l'ammontare  delle  tasse comunali in vigore  -  possano  invocare
  un'eventuale  delega  di funzioni da parte dei  comuni  ricompresi
  nell'ATO,   giacché,  al  di  fuori  di  una   chiara   previsione
  legislativa, gli enti pubblici non possono autonomamente  disporre
  delle competenze loro attribuite dalla legge;

   essendosi  escluso in radice il potere della società d'ambito  di
  determinare  -  al  di  fuori  del contesto,  ancora  in  itinere,
  tracciato  dal  citato art. 238 - la tariffa per  il  servizio  di
  gestione  dei  rifiuti solidi urbani, resta assorbita  l'ulteriore
  censura  volta  a contestarne l'applicazione retroattiva  all'anno
  2006,  in  base  al  principio di irretroattività dell'imposizione
  tributaria;

   considerato che:

   le  Commissioni tributarie di I  e II grado hanno già  dichiarato
  illegittima  la  TIA per gli anni 2005 e 2006 proprio  perchè  non
  deliberata dai consigli comunali;

   nonostante  tali  pronunciamenti, il consiglio di amministrazione
  dell'ATO 2, proprio in questi giorni, ha fatto recapitare bollette
  per conguagli relativi alla TIA per gli anni 2005 e 2006;

   considerato,  altresì, che il fondo di rotazione richiesto  dallo
  stesso  ATO  Messina  2 non è stato approvato  dalla  Regione  con
  conseguenze negative per il servizio;

   ritenuto,  inoltre,  necessario tutelare le  ragioni  degli  enti
  locali e delle relative comunità in ordine alla superiore attività
  illegittima, con la quale i comuni sono stati spogliati dei poteri
  loro   attribuiti   ed  i  cittadini  sono   stati   vessati   con
  l'applicazione  e  la richiesta di pagamento  di  tariffe  la  cui
  individuazione è illegittima perchè estranea alla lettera ed  alla
  ratio  dell'art. 238 del d.lgs n. 152 del 2006, che ha rimesso  il
  delicato  potere  di individuare la tariffa alle società  d'ambito
  solo  a  seguito  ed  in  applicazione  dell'apposito  regolamento
  ministeriale, che non è stato adottato;

   per sapere:

   le  ragioni  per  le quali si sia consentito il  passaggio  dalla
  TARSU   alla  tariffa  in  mancanza  dei  presupposti   di   legge
  specificati   nelle   superiori   premesse,   atteso   che    tali
  provvedimenti  hanno  portato  ad  un  imprevisto,   ingiusto   ed
  insostenibile aumento dei costi per i cittadini; e ciò nonostante,
  come  ribadito dal CGA con la sentenza n. 48 del 2009, il comma  1
  dell'art. 11 della l.r. 28 dicembre 2004, n. 17, (c.d. finanziaria
  regionale   per   il  2005)  -  che  demandava   in   Sicilia   la
  determinazione  della  tariffa a una deliberazione  dell'assemblea
  dei  soci  delle  società d'ambito - non  è  stato  promulgato  in
  ragione  della  sua  impugnazione da parte del  Commissario  dello
  Stato  (tanto che la Corte costituzionale, con ordinanza 19 luglio
  2005,  n.  293,  ha dichiarato cessata la materia  del  contendere
  sull'impugnativa);

   per quali motivi, nel passaggio del servizio dai comuni agli ATO,
  i  relativi costi per i cittadini risultino raddoppiati e talvolta
  triplicati o, per alcune categorie, addirittura quintuplicati;

   se  non  ritengano, inoltre, di dover adottare  con  urgenza  gli
  interventi  correttivi sopra specificati, dando in tal modo  piena
  attuazione al decreto legislativo n. 152 del 2006, con il relativo
  miglioramento  del  servizio  e  senza  aggravi   di   costi   non
  giustificabili;

   se  non ritengano opportuno, ai sensi dell'articolo 61 della l.r.
  14  maggio 2009, n. 6, nominare un commissario ad acta nell'ATO ME
  2 s.p.a., con l'incarico di fare ricorso ad operazioni finanziarie
  assistite,  anche mediante il supporto della Regione,  procedendo,
  altresì,  alla  totale  liquidazione dei debiti  anche  attraverso
  procedure transattive, finalizzando il tutto all'esecuzione di  un
  servizio  compatibile  con  il regime  della  TARSU  e,  comunque,
  rispettoso  del sopra citato art. 238 del d.lgs n. 152  del  2006,
  consentendo,  in  tal  modo,  il  passaggio  alla  TIA   in   modo
  trasparente  ed equilibrato per tutti i cittadini e nel  contempo,
  con  l'aiuto finanziario della Regione previsto con il citato art.
  61,  assicurare la provvista finanziaria necessaria per  garantire
  il  servizio di raccolta e spazzamento fino all'approvazione della
  legge di riordino degli ATO». (620)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             LACCOTO

   «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,    la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   l'articolo  35  dell'ultima  finanziaria  regionale,   la   legge
  regionale  n.  6  del 2009, reca disposizioni per l'avviamento  al
  lavoro  di  personale nel settore marittimo  e  per  garantire  la
  sicurezza;

   a  tal  fine,  l'Assessore  per il lavoro,  entro  trenta  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della succitata  norma,  avrebbe  dovuto
  adottare   un   atto  d'indirizzo  per  definire  i   criteri   di
  individuazione, mediante bandi di gara ad evidenza pubblica, degli
  enti  e degli istituti tra quelli riconosciuti ed autorizzati  dal
  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento della
  navigazione  marittima e acque interne, per l'addestramento  e  la
  tenuta della certificazione ai fini della formazione del personale
  marittimo;

   l'atto di indirizzo dovrebbe definire anche la programmazione dei
  percorsi  di addestramento e della formazione, nonché le  modalità
  di individuazione dei soggetti beneficiari del buono formativo;

   per sapere:

   se  l'atto d'indirizzo, così come previsto all'articolo 35  della
  legge  regionale n. 6 del 2009, sia stato adottato e quali criteri
  siano  stati  seguiti  per l'individuazione  degli  enti  o  degli
  istituti per la formazione del personale marittimo;

   se,  in ogni caso, non ritenga opportuno includere ai fini  della
  formazione  anche gli studenti degli istituti nautici operanti  in
  Sicilia  e se, pertanto, non ritenga di dover definire le modalità
  con  cui  garantire a detti istituti l'assegnazione di  una  quota
  riservata dei fondi necessari alla formazione». (621)

                                                       DE BENEDICTIS

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   l'insetto  lepidottero sta distruggendo centinaia  di  ettari  di
  coltivazione  di pomodoro, da Pachino a Licata, colpendo  l'intera
  struttura della pianta, ossia foglie, germogli, fiori e frutti,  e
  non  sta  trascurando  altre  piante  quali  melanzane,  patate  e
  peperoni;

   i  danni  riscontrati sono stimabili intorno all'ottanta percento
  della produzione con perdite di svariate migliaia di euro per ogni
  singola azienda agricola;

   il  lepidottero  è  di  difficile contrasto perché  si  riproduce
  velocemente,  con  un'eccezionale  aggressività,  ed  i  mezzi  di
  contrasto  sono  pochi  e  dai  costi  insostenibili  per  le  già
  difficili situazioni economiche delle aziende serricole;

   l'uso   di   insetticidi  comprometterebbe   le   caratteristiche
  salutistiche   del   prodotto,   deprezzandone   il    valore    e
  compromettendone ulteriormente la commercializzazione;

   le   organizzazioni  di  categoria  chiedono  di  attivare   ogni
  possibile  forma  di  intervento per tentare di  salvaguardare  la
  produzione  non ancora colpita e per indennizzare le  imprese  che
  hanno  già subito ingenti danni e che rischiano di conseguenza  il
  crollo economico;

   per  sapere  se  siano  a  conoscenza della  situazione  e  quali
  provvedimenti  ritengano opportuno adottare  per  venire  incontro
  alle  richieste delle organizzazioni degli agricoltori ed  evitare
  un altro tracollo dell'economia terricola». (622)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           INCARDONA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   la  società  Moncada  Energy Group ha  presentato  al  comune  di
  Agrigento  un  progetto  per  la  realizzazione  di  un  villaggio
  turistico con annessa aviopista;

   l'area  interessata è classificata nel piano regolatore  generale
  recentemente approvato come zona agricola e sulla stessa area pare
  insistano altri vincoli, tra cui uno paesistico posto con  decreto
  della Regione siciliana;

   la   realizzazione   dell'opera  presuppone  la   variazione   di
  destinazione dei terreni;

   la  società,  in data 15 giugno c.a., con lettera indirizzata  al
  Sindaco del comune di Agrigento e agli organi consiliari, sostiene
  quanto di seguito riportato: 'Eravamo a conoscenza dei vincoli, ma
  chiedendo  agli organi preposti al vincolo, ci è stato detto,  che
  non era un vincolo di inedificabilità assoluta, e che se c'era  la
  volontà pubblica del consiglio comunale in sede di votazione della
  variante  per cambiare la destinazione e qualora fosse  suggellata
  l'importanza  pubblica  della  iniziativa  (aviopista)  anche   se
  realizzata da privati, poteva attivarsi la revisione del vincolo.'
  (...)  'L'iter  per  le varianti, relative a queste  iniziative  è
  diverso.  Alla  prima  conferenza  di  servizi  il  comune  ne  ha
  suggerito uno, mentre la Regione ne ha proposto un altro  diverso,
  per  cui  in  quella  sede,  si  è deciso,  di  percorrere  l'iter
  suggerito  dalla Regione che risultava più celere. A tal  fine  di
  comune accordo con tutti i rappresentanti degli enti, la scrivente
  società  ha  ritirato  e  ripresentato la pratica.  Ad  oggi  sono
  passati 6 mesi.';

   per sapere:

   quali  Assessorati  regionali  abbiano  partecipato  alla  citata
  conferenza di servizi;

   quali vincoli insistano sull'area interessata;

   quale sia l'iter suggerito dagli uffici regionali per attuare  la
  variazione di destinazione dei terreni ed in cosa l'iter suggerito
  sia difforme da quello proposto dal Comune di Agrigento;

   se  risponda al vero il fatto che gli uffici regionali  avrebbero
  concordato  il  ritiro  del  progetto e la  ripresentazione  dello
  stesso;

   se  ci  siano  atti  che  avrebbero dovuto  compiere  gli  uffici
  regionali  e  che  ad  oggi non hanno ancora  compiuto  producendo
  ingiustificati ritardi sull'iter della pratica;

   se  siano stati gli uffici regionali a suggerire, per consentirne
  la   realizzazione,  l'opportunità  di  dichiarare  di   rilevanza
  pubblica l'opera da realizzare;

   se  siano  a  conoscenza dei verbali delle conferenze di  servizi
  tenutesi per l'esame del progetto;

   se  non  ritengano  tuttora  persistenti  le  ragioni  che  hanno
  determinato   nel   2001  l'apposizione  del  vincolo   paesistico
  sull'area con decreto della Regione». (623)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                        DI BENEDETTO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nei  giorni  scorsi  CIA  (Confederazione italiana  agricoltori),
  Coldiretti  e  Confagricoltura siciliane hanno  manifestato  grave
  preoccupazione  per  la  proposta elaborata  dal  Ministero  delle
  politiche agricole, alimentari e forestali sulla destinazione  del
  fondo previsto dall'art. 68 del regolamento UE n. 73 del 2009;

   in  particolare,  la  CIA siciliana ha denunciato  che  l'attuale
  proposta  del Ministro Zaia sposterebbe ingenti risorse  prelevate
  dagli  aiuti  PAC degli agricoltori ed allevatori  del  Sud  verso
  quelli del Nord del Paese;

   per  gli  agricoltori  siciliani -  che  sono  tra  i  principali
  finanziatori  del fondo di cui all'art. 68, finanziato  attraverso
  il  prelievo  del  10%  sui  premi per  seminativi,  olivicoltura,
  ovicaprini   e  orto-frutta  -  si  tratterebbe  'di  uno   scippo
  quantificabile  tra i 30 ed i 40 milioni di euro',  visto  che  il
  Ministro  pensa  di  destinare il 50% del fondo  al  finanziamento
  degli  interventi sulle assicurazioni (finora a totale carico  del
  bilancio  dello Stato) e la parte prevalente della metà  rimanente
  alle principali produzioni del Nord, cioè bovini da carne e bovini
  da latte;

   considerato  che queste scelte non trovano alcuna giustificazione
  e   comportano   l'ennesimo  ed  inaccettabile  sacrificio   degli
  interessi della Sicilia per le pressioni della Lega Nord;

   per  conoscere quali iniziative il Presidente della Regione abbia
  già  adottato  - o, comunque, intenda adottare - per  tutelare  la
  dignità   ed  i  diritti  degli  agricoltori  e  degli  allevatori
  siciliani». (61)

                                                          MATTARELLA

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni  dall'odierno
  annunzio  senza  che  il  Governo abbia dichiarato  di  respingere
  l'interpellanza o abbia fatto conoscere il giorno in  cui  intende
  trattarla,  l'interpellanza stessa sarà  iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di  mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data  17  giugno  2009,  è  stata
  presentata  la  mozione numero 136 «Interventi a livello  centrale
  per   l'immediato  recupero  delle  somme  sottratte  alla  scuola
  pubblica  e  per  l'avvio  di un valido progetto  di  riforma  del
  settore»,  degli  onorevoli  Rinaldi,   Ardizzone,   Panarello   e
  Romano. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nel  prossimo  anno  scolastico entrerà in vigore  la  cosiddetta
  'Riforma Gelmini' della scuola che prevede il taglio, in tutto  il
  territorio  nazionale,  di 42 mila docenti  e  15  mila  unità  di
  personale ATA, e che il Sud sarà pesantemente colpito perché il 40
  per  cento di tali tagli si realizzerà in sole quattro Regioni del
  Meridione: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia;

   in  Sicilia,  sull'organico di ruolo, si taglieranno 1.491  posti
  nella  scuola  primaria, 2.068 nella secondaria  di  primo  grado,
  1.438 nella secondaria di secondo grado e 23 dirigenti scolastici,
  mentre  sono ancora da definire i tagli sull'organico di sostegno,
  e  che,  anche in questo caso, si preannunciano forti disagi,  non
  solo  per  i  docenti, ma anche per le famiglie e gli  alunni  con
  gravi disabilità;

   nella   sola  provincia  di  Messina  ci  sarà  una  catastrofica
  riduzione dei posti di lavoro, con 193 docenti di ruolo senza sede
  nella scuola primaria, 165 nella scuola secondaria di primo grado,
  177 cattedre in meno nella scuola secondaria di secondo grado, con
  la conseguenza che 132 docenti perderanno il posto;

   considerato che:

   si registrerà un consistente aumento di alunni per classe e che i
  nuovi  parametri non potranno essere applicati senza  tener  conto
  delle  condizioni degli edifici scolastici, delle reali condizioni
  delle  aule in termini di capienza e del rispetto della  normativa
  antincendio e sulla sicurezza;

   il  Governo nazionale, al di là di falsi proclami, ha, di  fatto,
  dimezzato  le risorse per la sicurezza scolastica: 295 milioni  di
  euro,  corrispondenti  al 10 per cento degli investimenti  globali
  nelle   infrastrutture,  mentre  con  la  legge   Gelmini   questa
  percentuale scende al 5;

   ritenuto  che  gli interventi previsti dalla nuova normativa  non
  corrispondono  ad un progetto organico di riforma  scolastica,  ma
  alla precisa scelta di effettuare un taglio generalizzato (di  cui
  non si avvertiva affatto la necessità se si considera che l'Italia
  spende per l'istruzione meno degli altri Paesi sviluppati, cioè il
  4,7 per cento contro il 5,8 per cento della media OCSE), guardando
  non  ad una razionalizzazione della spesa - spendere meno dove  ci
  sono  sprechi ed inefficienze ed investire in qualità e servizi  -
  ma a far quadrare i conti su capitoli di bilancio, che nulla hanno
  che vedere con la scuola pubblica,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale   perché   siano
  recuperate immediatamente le somme sottratte alla scuola  pubblica
  e si avvii un serio progetto di riforma attraverso l'attuazione di
  politiche scolastiche che mirino ad un innalzamento della  qualità
  dell'istruzione  e  ad  una  maggiore  sicurezza   degli   edifici
  scolastici  attraverso opportuni investimenti,  e  non  con  tagli
  generalizzati e dannosi che penalizzano fortemente soprattutto  la
  Sicilia».

                                  RINALDI-ARDIZZONE-PANARELLO-ROMANO

   Avverto  che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

     Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri  611 e 570

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione  numero  611  a  firma
  dell'onorevole  De Benedictis, annunciata nella seduta  numero  93
  del  10  giugno  2009 è da intendersi presentata con  il  seguente
  titolo:  «Provvedimenti a favore dei pazienti  delle  province  di
  Ragusa,  Enna  e  Caltanissetta,  cui  si  è  aggiunta  quella  di
  Siracusa,  escluse dall'erogazione dei farmaci biologici  previsti
  dal protocollo 'Antares'».

   Comunico, altresì, che con nota  del 17 giugno 2009, acquisita in
  pari  data  e protocollata al numero 5221/Aula PG del   18  giugno
  2009,    l'onorevole    Raia     ha     riformulato    il    testo
  dell'interrogazione numero 570 «Notizie sul piano di  vendita  del
  patrimonio di edilizia residenziale pubblica nel Comune di Gravina
  di  Catania»,  annunciata nella seduta  numero 83 del   23  aprile
  2009.

   L'Assemblea ne prende atto

    Comunicazione di preposizione degli Assessori agli assessorati
                               regionali

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a  dare  lettura  del
  decreto del Presidente della Regione numero 236/A. 1 /S.G. del  17
  giugno  2009,  di preposizione degli Assessori regionali  ai  rami
  dell'Amministrazione  regionale,  decreto   pervenuto   a   questa
  Assemblea regionale in data 19 giugno 2009.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

                          «Regione Siciliana

                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1, comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
  numero  2  che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale  e
  diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di
  nominare  e  revocare gli Assessori da preporre  ai  singoli  rami
  dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962,  numero  28  e  sue
  successive modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la legge regionale 15 maggio 2000, numero 10, e successive
  modifiche;

   VISTO  il  decreto presidenziale numero 278/Area 1 /S.G.  del  27
  maggio 2008 di costituzione del Governo regionale - XV Legislatura
  - nomina degli Assessori regionali;

   VISTO  il  decreto presidenziale numero 317/Area  1 /S.G.  del  5
  giugno 2008 con il quale gli Assessori regionali, nominati con  il
  sopra  citato D.P. numero 278/08, sono stati preposti  ai  singoli
  assessorati regionali di cui all'articolo 6 della legge  regionale
  29.12.1962, numero 28 e successive modifiche ed integrazioni;

   VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, numero 19;

   VISTI  i decreti presidenziali datati 25 maggio 2009 rep.  numeri
  149,  150,  151,  152, 153, 154, 155, 156, 157 e  158,  nonché  il
  successivo decreto presidenziale datato 29 maggio 2009 rep. numero
  190;

   VISTO  il  decreto presidenziale 29 maggio 2009 rep.  numero  191
   Nomina degli Assessori regionali ;

   VISTO  il  decreto presidenziale 3 giugno 2009, rep.  numero  197
   Delega  all'Assessore  regionale  avvocato  Gaetano  Armao  della
  trattazione   degli   affari  ricompresi  nelle   competenze   del
  Dipartimento della Protezione Civile ;

   RITENUTO   di   procedere  alla  preposizione   degli   Assessori
  regionali:  onorevole  Giambattista Bufardeci,  onorevole  Michele
  Cimino,  onorevole  Roberto  Di Mauro,  onorevole  Luigi  Gentile,
  dottor  Giuseppe  Sorbello, dottor Marco Venturi  ad  alcuni  rami
  dell'Amministrazione    regionale,   così    come    singolarmente
  specificati  nel dispositivo del presente decreto  -  articolo  1,
  nonché  alla attribuzione delle funzioni di Vicepresidente ad  uno
  degli Assessori;

   RITENUTO  altresì  di  destinare alla  Presidenza  della  Regione
  l'Assessore  regionale avvocato Gaetano Armao cui  è  delegata  la
  trattazione degli affari specificati nel dispositivo del  presente
  decreto - articolo 2, conferendo allo stesso, temporaneamente,  le
  funzioni ad interim di Assessore regionale per i beni culturali ed
  ambientali  e  per la pubblica istruzione per il compimento  degli
  atti di ordinaria amministrazione;

   RITENUTO  di  dover  temporaneamente  conferire  le  funzioni  ad
  interim di Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste e di
  Assessore  regionale  per  il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione    professionale   e   l'emigrazione    rispettivamente
  all'Assessore regionale onorevole Michele Cimino ed  all'Assessore
  regionale onorevole Luigi Gentile, per il compimento degli atti di
  ordinaria amministrazione;

   RITENUTO   altresì  che  il  Presidente  della  Regione  mantenga
  temporaneamente le funzioni ad interim di Assessore regionale  per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, di cui al
  D.P.Reg.  numero  155/Area 1 /S.G. del  25  maggio  2009,  per  il
  compimento degli atti di ordinaria amministrazione;

                             D E C R E T A

                              Articolo 1

   Gli Assessori regionali nominati con decreto presidenziale numero
  191/Area 1 /S.G. del 29 maggio 2009, individuati in premessa, sono
  come  di seguito preposti ai singoli Assessorati regionali di  cui
  all'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, numero 28 e
  successive modifiche ed integrazioni:

   -  onorevole  Giambattista Bufardeci - Assessorato regionale  del
  turismo, delle comunicazioni e dei trasporti;
   - onorevole Michele Cimino - Assessorato regionale del bilancio e
  delle finanze;
   -  onorevole  Roberto  Di  Mauro -  Assessorato  regionale  della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
   -  onorevole  Luigi  Gentile - Assessorato regionale  dei  lavori
  pubblici;
   - dottor Giuseppe Sorbello - Assessorato regionale del territorio
  e dell'ambiente;
   - dottor Marco Venturi - Assessorato regionale dell'industria.

                              Articolo 2

   1.   E'  destinato  alla  Presidenza  della  Regione  l'Assessore
  regionale   avvocato  Gaetano  Armao,  al  quale  è  delegata   la
  trattazione   degli   affari  ricompresi  nelle   competenze   del
  Dipartimento  regionale del personale, dei  servizi  generali,  di
  quiescenza,   previdenza  ed  assistenza  al   personale   e   del
  Dipartimento regionale della Protezione Civile, già disposta,  per
  tale ultimo Dipartimento, con D.P.Reg. numero 197/Area 1 /S.G. del
  3  giugno  2009;  alle  dipendenza dello  stesso  Assessore  sono,
  altresì,  posti l'Ufficio speciale Autorità di Audit dei programmi
  cofinanziati  dalla  Commissione  Europea  e  l'Ufficio   speciale
  Autorità  di  certificazione  dei  programmi  cofinanziati   dalla
  Commissione Europea.

   2.  All'Assessore regionale avvocato Gaetano Armao destinato,  ai
  sensi  del superiore comma 1, alla Presidenza della Regione  sono,
  altresì,  conferite  temporaneamente le  funzioni  ad  interim  di
  Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, per il compimento degli  atti  di  ordinaria
  amministrazione.

                              Articolo 3

   1.  All'Assessore regionale onorevole Michele Cimino, preposto ai
  sensi  del  superiore  articolo 1, all'Assessorato  regionale  del
  bilancio  e delle finanze sono, altresì, conferite temporaneamente
  le funzioni ad interim di Assessore regionale per l'agricoltura  e
  le   foreste,   per   il  compimento  degli  atti   di   ordinaria
  amministrazione.

   2.  All'Assessore regionale onorevole Luigi Gentile, preposto  ai
  sensi  del  superiore  articolo 1, all'Assessorato  regionale  dei
  lavori  pubblici  sono,  altresì,  conferite  temporaneamente   le
  funzioni  ad  interim di Assessore regionale  per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e  l'emigrazione,
  per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione.

                              Articolo 4

   Il  Presidente della Regione mantiene temporaneamente le funzioni
  ad  interim  di Assessore regionale per la famiglia, le  politiche
  sociali  e le autonomie locali, di cui al D.P.Reg. numero 155/Area
  1 /S.G.  del  25  maggio  2009, per il compimento  degli  atti  di
  ordinaria amministrazione.

                              Articolo 5

   Rimane  ferma la nomina di Assessore regionale del dottor Massimo
  Russo  di cui al D.P.Reg. numero 278/2008 e la preposizione  dello
  stesso  all'Assessorato regionale della Sanità di cui al  D.P.Reg.
  numero 317/2008.

                              Articolo 6

   Le  funzioni  di  Vicepresidente  sono  attribuite  all'Assessore
  regionale  onorevole  Giambattista Bufardeci  che  sostituisce  il
  Presidente  della  Regione  Siciliana,  in  caso  di   assenza   o
  impedimento.

                              Articolo 7

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana».

   Palermo, 17 giugno 2009

                                                   IL PRESIDENTE
                                      (On.le Dott. Raffaele Lombardo)

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, prima di iniziare lo svolgimento  dei  punti
  all'ordine del giorno, in virtù delle richieste emerse  nel  corso
  dell'ultima seduta, comunico che martedì 30 giugno 2009, alle  ore
  15.30,  è  convocata  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  apprezzo  la
  dichiarazione  che lei ha fatto prima di procedere all'avvio  della
  seduta, secondo l'ordine del giorno definito.
   Nella seduta scorsa, il mio Gruppo aveva chiesto che il Presidente
  dell'Assemblea verificasse con il Presidente della Regione affinché
  l'Aula  fosse  messa nell'immediata condizione di sapere  che  cosa
  stia  avvenendo e la soluzione che la Sicilia aspetta dopo che,  da
  circa un mese, è stata azzerata una Giunta, ne è stata nominata una
  di  nove meno uno, al quale non è stata ancora assegnata la delega,
  perché non avrebbe ricevuto l'autorizzazione del proprio datore  di
  lavoro  o  l'organo che governa il datore di lavoro - la dottoressa
  Chinnici  -  e  però, molto di quello che succede lo  leggiamo  dai
  giornali.
   Ora,  lei,  con  una sapiente operazione che credo  sia  suggerita
  dall'Ufficio  di  Presidenza, di concerto  con  il  Presidente,  ha
  deciso di rinviare di un'altra settimana l'avvio e la necessità che
  questo Parlamento possa  parlamentarizzare' la crisi.
   Oltretutto,  ricordo  che trentasette o trentatrè  deputati  dello
  schieramento  che  si richiama alla maggioranza,  nel  pieno  della
  campagna   elettorale,  hanno  chiesto  un'immediata   convocazione
  straordinaria e la Presidenza ha ritenuto sufficienti i  motivi  di
  una sessione straordinaria da convocare alla vigilia del voto, dopo
  di  che  quella seduta si è esaurita perché gli stessi richiedenti,
  nel  momento  in  cui  dovevano discutere,  sono  fuggiti,  facendo
  mancare il numero legale.
   Quindi, assistiamo a queste storie: c'è chi chiede sedute, poi non
  viene in Aula.
   Credo  che  l'opposizione  abbia  il  diritto  di  sapere  se   in
  quest'Aula esiste un Governo, se questo Governo sia nel pieno delle
  sue funzioni o se questo Governo aspetti il bollo da qualcuno che è
  fuori da questo Parlamento.
   Prendo  atto che la scelta che, ancora una volta, state facendo  è
  di  paralizzare ulteriormente, per una settimana almeno, la  nostra
  Amministrazione regionale.
   Una  cosa è chiara, signor Presidente, l'ordine del giorno secondo
  la  sequenza che lei prevede che venga  concluso  - non capisco  se
  il  suo sia un auspicio o una velleità - in una condizione di  tale
  incertezza, perché mi pare assolutamente fuori dal mondo ipotizzare
  che  si  possa proseguire ordinariamente nell'esame di  disegni  di
  legge,  quando non si riescono neanche ad affrontare  le  questioni
  relative  all'ordinaria  attività, compreso  lo  svolgimento  delle
  interrogazioni. Se non ricordo male, oggi era prevista la  risposta
  alle  interrogazioni dell'Assessorato alla Presidenza, ma non  vedo
  l'Assessore alla Presidenza.

   PRESIDENTE. Abbiamo in Aula  il Vicepresidente della Regione.

   CRACOLICI.  Il  Vicepresidente  è Assessore  per  il  turismo,  le
  comunicazioni ed i trasporti.
   Mi  sembra evidente che voi, ancora una volta, state decidendo  di
  paralizzare l'Aula. Avrei capito se a conclusione, fra un'ora,  fra
  due ore, la Presidenza avesse deciso di convocare la Conferenza dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, ma decidere di farlo  martedì,
  perché   in  quel  giorno  decideremo  come  discuterne  e   quando
  discuterne, non è modo, perché ci siamo presi tutto giugno e  forse
  anche la metà di luglio
   Questo è lo scenario che è davanti agli occhi di tutti noi. Adesso
  faremo un po' di  sceneggiata' con qualche interrogazione: io  dirò
  fra   qualche   minuto,  con  tutto  il  rispetto  per  l'Assessore
  Bufardeci, che lui  non è l'assessore delegato e, quindi,  non  può
  rispondere  a materie che non sono di sua competenza, e,  pertanto,
  fra  qualche  minuto  ce  ne  andremo e ci  rivedremo  la  prossima
  settimana.
   La  tragedia  si sta trasformando in farsa  Ripeto, credo  che  le
  istituzioni  meritino,  al punto in cui siamo,  che  il  Presidente
  della  Regione venga in quest'Aula e dica se ha un governo,  se  lo
  intende  completare,  come ed in che modo, non aspettando  riunioni
  notturne  o  mattutine, interessanti per i giornali ma,  in  questo
  Parlamento,  noi  siamo parlamentari e vogliamo  sapere  se  questi
  signori  seduti  qui fanno parte di un governo  che  c'è  o  di  un
  governo che  vorrebbe esserci', perché ancora non abbiamo capito se
  c'è un governo che vorrebbe che ci fosse o un governo che c'è.
   Questo  è  un  dilemma che i deputati hanno diritto  di  conoscere
  visto  che  siamo  stati eletti per svolgere  il  nostro  ruolo  di
  parlamentari.  Pertanto, esprimo la protesta più  vibrata  rispetto
  alla  decisione  che  la  Presidenza ha  assunto  di  convocare  la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari  per  valutare
  quando  chiamare  il Presidente a discutere la prossima  settimana,
  perché  è  un trucco con il quale stiamo decidendo di non discutere
  di niente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, quanto prospettato dall'onorevole
  Cracolici merita ovviamente delle risposte.
   E'  ovvio che la Presidenza, nel momento in cui ha prospettato  di
  convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
  martedì  prossimo, proprio per addivenire alle richieste che  erano
  state  formulate  da buona parte dei deputati in  quest'Aula  e  di
  avere  certezze e chiarimenti in merito alla situazione,  essendosi
  attivata opportunamente e rapidamente, avendo preso contatti con il
  presidente   Lombardo,  ha  raggiunto  un'intesa  con  quest'ultimo
  proprio   per   dare  risposta  al  Parlamento  ed  ha   avuto   la
  disponibilità  del  Presidente ad essere in  Aula  per  martedì  30
  giugno.
   Pertanto,  giocoforza,  la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  è  stata convocata alle 15.30  proprio  per  dare  la
  possibilità ai Capigruppo e quindi al Parlamento di atteggiarsi, di
  pianificare  circa lo svolgimento dei lavori d'Aula,  avendo  avuto
  contezza che la disponibilità del Presidente della Regione  per  il
  doveroso dibattito in Aula ci sarebbe stata per martedì 30 giugno.
   Quindi,  nessuna  azione  dilatoria  da  questo  punto  di  vista.
  Peraltro,  per  quanto  riguarda il secondo  punto  all'ordine  del
  giorno,  la  rubrica è  Presidenza della Regione', non  Assessorato
  alla  Presidenza' e, quindi, le interrogazioni che saranno trattate
  questa sera riguardano la rubrica  Presidenza della Regione' ed  in
  questo senso è titolato a rappresentarlo il Vicepresidente.
   Peraltro, l'ordine del giorno di questa seduta, come lei  ben  sa,
  prevede  solo due punti: quello che riguarda la rubrica  Presidenza
  della  Regione' ed il disegno di legge «Norme in materia  di  aiuti
  alle imprese»' che da tempo ormai immemore è in Aula e che ha anche
  urgenza di essere trattato.
   Se  l'Aula  è  disponibile -  finito lo svolgimento della  rubrica
   Presidenza della Regione' -  ad iniziare il lavoro sulla normativa
  che  riguarda  i  regimi di aiuto, noi legittimamente,  essendo  un
  argomento  posto  all'ordine  del giorno  ormai  da  troppo  tempo,
  possiamo  procedere. Se l'Aula chiede, invece, che si riparta  dopo
  la  Conferenza  convocata per martedì prossimo,  la  Presidenza  si
  atteggerà in questo senso.

   RINALDI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ribadire una richiesta fatta alla fine dell'anno scorso: al  temine
  dell'esame   della  Finanziaria, avevo  chiesto  se  era  possibile
  attivare il question time,  anche qui da noi. Le spiego perché: fra
  le  tante  interrogazioni presentate, a maggio dell'anno scorso  ne
  avevo presentata una  che chiedeva lo spostamento di una data,  dal
  30  giugno al 30 ottobre. E' stata trasmessa in Aula ad aprile  del
  2009,   chiaramente  non  aveva  più  senso  discutere  di   quella
  interrogazione.
   Per evitare che si ripeta sempre la stessa situazione che dura  da
  tanti  anni,  per  cui a volte non pervengono neanche  le  risposte
  scritte  o giungono  dopo un anno e mezzo, quando i tempi  rispetto
  alla  presentazione  dell'interrogazione non hanno  più  motivo  di
  esistere, la pregherei, in occasione della prossima Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari,  se  può  essere   discussa
  l'attivazione del question time nel Parlamento siciliano.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, per suffragare quanto da lei  testé
  detto  all'Aula, convengo col fatto che spesso abbiamo assistito  a
  risposte alle interrogazioni parlamentari tardive. Siccome la norma
  istitutiva   del  question  time  esiste  già,  sarà   oggetto   di
  discussione  laddove si programmino i lavori  e cioè in  Conferenza
  dei  Capigruppo, perché è giusto che il Governo dia  al  Parlamento
  risposte rapide.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  ormai
  sia giunto il tempo di finirla con la trattazione, di settimana  in
  settimana,  di  interrogazioni. Vi sono delle  emergenze  che  sono
  sempre  più  emergenze,  quali il problema degli  ATO  rifiuti,  il
  problema  dei fondi 2007/2013, mentre non ci occupiamo delle  Norme
  in materia di aiuti alle imprese.
   E' da tre settimane che ci riuniamo, qui, ad occupare il tempo con
  le  interrogazioni,  tant'è  che l'unico  Assessore  che  aveva  la
  delega,  l'Assessore  per  la sanità, ha  risposto  a  circa  cento
  interrogazioni di pertinenza della Rubrica  Sanità .
   Credo  che, responsabilmente, mentre la Sicilia si trova in questa
  grave  crisi, mentre i cassonetti bruciano, mentre la spazzatura  è
  in  strada di fronte alle case, sia venuto il momento di porre fine
  a  questo  stato di cose ed attivare la legge sulla  riforma  degli
  ATO,  la  legge  sugli aiuti alle imprese. Non si può continuamente
  aspettare  i  tempi di una politica che, tra l'altro,  ogni  giorno
  diventa un nuovo modo di attesa.
   Credo  sia opportuno mettere un punto, responsabilmente, da  parte
  del  Governo, da parte del Presidente dell'Assemblea e da parte dei
  parlamentari tutti ed attivarci perché questo stato di cose finisca
  e  si  possa  perlomeno tamponare questi stati di  emergenza.  Ecco
  perchè non può continuare così di settimana in settimana.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  capisco  che,
  forse,  è  irrituale perché non è argomento di questa  seduta,  non
  entro  nel  merito  di ciò che altri colleghi hanno  già  discusso,
  parlo della legge sugli aiuti alle imprese.
   In  particolare,  vorrei  parlare con l'Assessore  per  la  sanità
  rispetto ai temi di cui nei giorni passati sui giornali si è letto:
  decreto  su alcune riconversioni, posti letto, chiusure, una  serie
  di   notizie   che   potrebbero  essere  vere,  potrebbero   essere
  tendenziose;  c'è bisogno di un chiarimento, perché  c'è  una  gran
  confusione sul territorio.
   I  mezzi previsti dal Regolamento sono quelli di cui parlava  lei,
  signor  Presidente, cioè le interrogazioni ed altro,  però,  se  si
  inizia   a  fare  interrogazioni  su  questi  temi  e  le  risposte
  arriveranno  fra alcune settimane, probabilmente già il  tema  sarà
  abbondantemente superato. Quindi, vorrei rimettere alla  Presidenza
  dell'Assemblea  la  necessità che, su  questo  tema,  ci  fosse  un
  momento  di confronto, democraticamente corretto in Aula e che,  da
  parte  dell'Assessore,  ci  venisse relazionato  su  come,  perché,
  quando  e  se  ci  saranno o meno queste chiusure. Ci  sono  alcune
  esigenze.
   Devono individuarsi i percorsi che, nel frattempo, il Governo  sta
  attivando  su  questi temi perché, quando si parla di centinaia  di
  persone, di gente che conosciamo - non veniamo da un altro  pianeta
  -  e  conosciamo  le  difficoltà del Piano di  rientro,  conosciamo
  tutto, però ci dovrebbero essere contestualizzazioni.
   So,  per  informazioni  che arrivano al territorio,  cose  che  ci
  dicono  i  sindaci e gli operatori sul territorio, che i  direttori
  generali stanno andando avanti comunque e con grande confusione.
   Sarebbe il caso, quindi, di rimettere la barra al centro e  capire
  cosa stanno facendo i direttori generali, di comprendere - rispetto
  ai decreti ultimi, il cui contenuto prevede direttive precise ma in
  qualche caso confuse - cosa stia accadendo.
   Viceversa,  lasciamo allo sbando, nella più totale  confusione  ed
  anche  nella disinformazione che la stampa qualche volta attiva  e,
  quindi, sarebbe il caso di mettere un po' d'ordine.
   Se andiamo avanti con le interrogazioni forse arriveremo troppo in
  ritardo,  pertanto, vorrei  pregare la Presidenza di fare  in  modo
  che alla prossima Conferenza dei Capigruppo questo sia uno dei temi
  che  verrà  trattato, insieme con la legge sugli aiuti di  Stato  -
  legge assolutamente fondamentale e importante - e fare in modo  che
  ci sia una risposta chiara, precisa che fughi ogni confusione.
                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pogliese ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, vorrei fare  una  precisazione  sul
  fatto  che  non vado in missione, così come ha letto, perché  ormai
  capita  regolarmente  che,  presentata l'istanza  di  missione,  la
  risposta arrivi il giorno immediatamente precedente.
   Reputo,  pertanto,   intempestiva  la  risposta  degli  Uffici   e
  conseguentemente non mi sono potuto recare in missione.
   Mi  premeva  esternare il mio pensiero rispetto  all'atteggiamento
  del Presidente della Regione: credo che il Presidente della Regione
  faccia il paio con Berlusconi.
   Mi  pare che continui in una politica di annunci, quotidianamente,
  ed  è  incredibile come in questa Sicilia - dove gli incendi per  i
  rifiuti  sono all'ordine del giorno, o meglio della notte -,  e  ci
  siano  emergenze  sanitarie,  non  avvenga  niente,  preferendo  la
  presenza  di un Commissario nazionale, dottor Bertolaso, che  viene
  in Sicilia per cercare di risolvere il problema dei rifiuti, mentre
  abbiamo in sospeso una legge di riforma degli ATO.
   Si   continuano  a  mantenere  in  vita  degli  ATO  in   dissesto
  finanziario.
   Si  continuano  a  premiare  dirigenti  che  dirigono  questi  ATO
  responsabili del  dissesto, del disastro ambientale.
   Le discariche ormai sono al collasso.
   E  qui,  a  poche settimane dal voto, continuiamo a  guardarci  in
  faccia, a dire come procedere e si  fissa la data per la Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari alla prossima  settimana,
  come ha detto bene chi mi ha preceduto,  per fare cosa?
   Nessuno affronta il vero problema che è politico.
   Il problema politico non viene sciolto.
   Diceva  bene l'onorevole Cracolici quando chiedeva chi metterà  il
  timbro a questa crisi.
   Non  lo  sappiamo.  Lo sapremo forse stasera o domani. Intanto  la
  Sicilia affonda.
   La  vicenda FIAT che ieri è stata affrontata in modo singolare  in
  un incontro - l'ho definito incontro estemporaneo - alla Presidenza
  bypassando il Parlamento, i parlamentari.
   Il  Presidente Lombardo, probabilmente, pensa, come il  Presidente
  Berlusconi,  che il Parlamento sia superfluo, che ci  siano  troppi
  parlamentari,  che non occorra che votino i singoli parlamentari  e
  probabilmente  anche lui pensa di poter chiedere il voto  solamente
  ai Capigruppo.
   Signor Presidente, credo che da questo Parlamento debba venire uno
  scatto  d'orgoglio e pensare di andare subito avanti rispetto  alle
  leggi che ci sono.
   Purtroppo,  so  che lei è in difficoltà perché  sui  banchi  della
  maggioranza  le mancano i numeri, quindi, immagino che,  da  qui  a
  qualche  minuto,  penserà o di sospendere o di chiudere  la  seduta
  perché non è nelle condizioni di andare avanti.
   Chiedo  a  questo Parlamento uno scatto d'orgoglio per poter  dare
  risposte certe a quegli operai della Fiat e a tutti quegli  operai,
  a  tutti quei dipendenti che, da un momento all'altro, andranno  in
  Cassa integrazione o, peggio ancora, perderanno il posto di lavoro.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  mi   permetto,   brevemente,   di  chiederle,   quindi   intervengo
  sull'ordine  dei lavori, di evitare questo tipo di riflessione  per
  un motivo molto semplice.
   Noi   sappiamo,   tutti  quanti,  che  qua  il  problema   non   è
  semplicemente  politico,  ma ci sono alcuni  temi  di  fondo  molto
  delicati  che riguardano, probabilmente, il quadro finanziario  nel
  quale, questa Regione, oggi si trova.
   Sappiamo, tutti quanti, che il Presidente Lombardo non ha  avviato
  semplicemente un ragionamento con il Presidente Berlusconi riferito
  a quello che è il quadro politico, ma ha messo al primo posto delle
  riflessioni quella che è appunto la situazione finanziaria.
   Siccome, credo, che questo sia un aspetto fondamentale per  quanto
  ci  riguarda  e per quanto riguarda la Sicilia, che non  è  legato,
  semplicemente, al teatrino della politica, credo che oggi  non  sia
  importante, da questo punto di vista, in questa fase, continuare  a
  fare  delle  riflessioni  su  quella  che  è  l'attuale  situazione
  politica,  rispetto ad un momento che si sta cercando di affrontare
  con grande serietà e con grande senso di responsabilità.
   Pertanto,  signor  Presidente,  se dobbiamo  aprire  un  dibattito
  politico allora, chiaramente, il discorso va affrontato in  termini
  completamente  diversi;  altrimenti,  mi  permetto  di  pregare  la
  Presidenza  di  chiudere brevemente questo tipo  di  riflessione  e
  attenerci scrupolosamente a quello che è l'ordine dei lavori.

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   vicepresidente  della  Regione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ho ascoltato tutti gli  interventi  e  vorrei
  osservare la seguente.
   Credo  che  sia  più che legittimo che il Parlamento,  chi  mi  ha
  preceduto  nell'intervento,  avanzi osservazioni  anche  su  alcune
  risposte che l'Aula si attende ma, credo che, ancora più importante
  di  quelle  risposte  che,  certamente, non  tarderanno  a  venire.
  Peraltro,  al di là dei ruoli, ben sappiamo qual è lo  stato  della
  vicenda e credo che, correttamente, debba fare il Presidente  della
  Regione  a  venire  in  Aula  e riferire del  completamento,  ormai
  prossimo,  della  Giunta  di Governo, ma credo,  altrettanto,  che,
  quest'Aula, abbia sin da subito tutta la possibilità per proseguire
  i lavori così come indicati nell'ordine del giorno.
   Dalla  Presidenza dell'Assemblea ho avuto comunicazioni  di  poter
  rappresentare,  in termini di risposta, alcune delle interrogazioni
  e  delle  interpellanze che sono state trasmesse a questa  Rubrica,
  quindi,  se mi è permesso, signor Presidente, vorrei anche  fornire
  delle  risposte  ad  alcune elencando quelle  che  sono  ormai  già
  superate, dal tempo decorso, o da altro tipo di risposta implicita.
   Esitata  questa fase, sono proprio perché, come ricordava  qualche
  collega  che  mi  ha  preceduto, si vada  avanti  e  non  si  perda
  l'occasione  di questa seduta d'Aula e non per rinviare  a  martedì
  prossimo  ma,  viceversa, di procedere con l'esame del  disegno  di
  legge posto all'ordine del giorno.
   Mi   sia  permesso  anche  di  ricordare  che,  in  una  occasione
  precedente, si era dibattuto sulla necessità che presente  in  Aula
  fosse,  innanzitutto,  o il Presidente o l'Assessore  al  bilancio,
  ritenendo   che,  eventualmente,  il  vicepresidente  non   potesse
  comprendere nella sua figura anche le altre deleghe.
   Sotto  questo  profilo,  al  di  là del  formalismo,  la  presenza
  dell'Assessore  per il bilancio e, per quanto riguarda  la  Rubrica
  dei   Trasporti,  sono  pronto  ad  affrontare  immediatamente   la
  discussione  sugli aiuti alle imprese, indispensabili, perché,  voi
  sapete  che almeno un quinto dei fondi comunitari che attengono  al
  P.O.  sono determinati dall'approvazione di questo disegno di legge
  che  tutti diciamo di volere approvare, che tutti riteniamo  essere
  indispensabile a questa Regione.
     Quindi,  signor  Presidente,   vorrei,  se  mi  autorizza,  dare
  l'elencazione  delle  interrogazioni  già  superate;   fornire   le
  risposte  scritte  agli  altri  atti ispettivi  consegnandoli  alla
  Presidenza perché ne dia copia agli onorevoli colleghi che le hanno
  formulate; chiedere il rinvio di quelle interrogazioni che non sono
  oggi  in grado di esitare, cosa che il Presidente della Regione  si
  impegna  a  fare nei prossimi giorni e proseguire con i lavori  che
  riguardano le norme in materia di aiuti alle imprese.

   PRESIDENTE.  Assessore  Bufardeci, nella prosecuzione  dei  lavori
  potrà comunicare quelle che sono superate.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                       Presidenza della Regione'

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  procede  con  il  punto  II
  all'ordine   del   giorno:   Svolgimento   di   interrogazioni   ed
  interpellanze della Rubrica  Presidenza della Regione'.

   BUFARDECI,  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   vicepresidente della Regione. Signor  Presidente,  se
  lei  vuole,  posso  fare una sintesi molto  breve  della  quale  la
  Presidenza  potrà  prendere  atto.  Io  potrei  riferire   che   la
  trattazione della interrogazione numero 180 «Notizie sui criteri di
  selezione  di  undici  dipendenti  presso  l'autorità  portuale  di
  Augusta   (SR)»,  una  vecchia  interrogazione  del   22   ottobre,
  presentata   dall'onorevole  Marziano,   è   stata   già   delegata
  all'Assessore  per l'industria, con nota del 3 febbraio 2009.
   Le  interrogazioni  numeri  376 e 379  «Iniziative  a  favore  dei
  lavoratori  della  IREM di Siracusa», «Iniziative  a  favore  delle
  aziende  e  dei  lavoratori  siciliani in  Inghilterra»,  la  prima
  dell'onorevole Lupo e l'altra dell'onorevole Vinciullo si intendono
  superate,  in quanto riferite ad iniziative a favore delle  aziende
  e  dei  lavoratori  siciliani in Inghilterra,  questione  anch'essa
  superata.
   E',  altresì,  superata l'interpellanza numero  12  dell'onorevole
  Laccoto  «Opportune iniziative a favore della revisione del decreto
  presidenziale  20 maggio 2008 in materia di gestione dei  rifiuti»,
  del   31   luglio  2008,  relativa  alla  revisione   del   decreto
  presidenziale  in  materia  di  gestione  dei  rifiuti,  così  come
  l'interpellanza  numero  56 «Iniziative  a  livello  nazionale  per
  soccorrere  la  nave  mercantile Pinar»  del  20  aprile  del  2009
  dell'onorevole Mattarella.
   Detto   ciò   posso,   viceversa,  fornire  l'originale   affinché
  l'Assemblea  ne  faccia  copia della risposta  all'  interrogazione
  presentata  dall'onorevole Panepinto: la numero 70  del  23  luglio
  2008,  relativa  ad  «Interventi circa la  soluzione  del  problema
  idrico   nel   comune   di  Favara»,  di  fornire   risposta   alla
  interrogazione   dello  stesso  onorevole  Panepinto   numero   253
  +Monitoraggio aggiornato della gestione della erogazione dell'acqua
  dell'utenza in Sicilia»; fornire risposta all'interrogazione numero
  325 dell'onorevole Caputo «Motivi di esclusione del progetto-studio
  presentato  dal  Consorzio   Sviluppo e Legalita'»,  relativa  alla
  vicenda  dei beni confiscati alla mafia dell'Alto Belice corleonese
  e  di dare risposta all'interrogazione avanzata dall'onorevole Oddo
  circa  le  condizioni della situazione carceraria in  provincia  di
  Trapani,  per  la  quale   vi  è la risposta  del  Ministero  della
  Giustizia.

   PRESIDENTE.  Assessore Bufardeci, se abbiamo  ben  capito  lei  ha
  elencato  prima le interrogazioni che si intendono ormai  superate,
  subito dopo ha elencato le interrogazioni che intende esaminare e a
  cui fornire risposta.

   BUFARDECI,  vicepresidente della Regione. Ci sono già le  risposte
  scritte.

   PRESIDENTE. Dipende se l'interrogante si accontenta della risposta
  scritta.

   BUFARDECI,  vicepresidente della Regione. Io produco e consegno la
  risposta scritta che è stata data.

   PRESIDENTE.  Prima  dobbiamo vedere se  l'interrogante  chiede  la
  risposta scritta.
   Onorevoli   colleghi,   per  assenza  dall'Aula   dei   rispettivi
  firmatari,  le  interrogazioni  numero  70  «Interventi  circa   la
  soluzione del problema idrico nel comune di Favara», dell'onorevole
  Panepinto,  354  «Interventi a livello nazionale per  la  struttura
  carceraria   di  Trapani»,  dell'onorevole  Oddo,  e   numero   253
  «Monitoraggio aggiornato della  gestione dell'erogazione dell'acqua
  all'utenza  in Sicilia», dell'onorevole Panepinto, sono trasformate
  in interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 325 «Motivi di esclusione  del
  progetto-studio  presentato dal consorzio 'Sviluppo  e  Legalità'»,
  dell'onorevole Caputo.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente  della  Regione,  premesso che  il  servizio quinto
  coordinamento  intersettoriale fondi e  programmi  di  spesa  della
  segreteria  generale della Presidenza, con nota  protocollo  numero
  123  del  9  gennaio  2009, comunicava l'avvio della  procedura  di
  archiviazione  dell'istanza presentata  dal  consorzio  Sviluppo  e
  Legalità  relativo  al  progetto studio  ricerca  'Ruolo  dei  beni
  confiscati  alla  mafia  nell'Alto  Belice  Corleonese  nel  futuro
  dell'economia siciliana';

   considerato che:

   non sono stati individuati i criteri seguiti dalla commissione per
  addivenire  alla conclusione dell'esclusione dell'istanza  con  una
  valutazione non positiva;

   l'esclusione appare immotivata ed ingiustificata;

   ritenuto che:

   il  progetto riguarda una tematica importante e di forte attualità
  atteso  l'enorme  patrimonio immobiliare sequestrato  e  confiscato
  alla criminalità organizzata; l'esclusione è immotivata;

   per  sapere  i  criteri seguiti per la valutazione delle  istanze,
  nonché   l'elenco  dei  progetti  esclusi  e  quello  dei  progetti
  approvati». (325).

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci, vicepresidente della
  Regione, per fornire la risposta.

   BUFARDECI,   vicepresidente   della   Regione.   Con   riferimento
  all'interrogazione in oggetto - pervenuta  con nota dell'Ufficio di
  Gabinetto dell'onorevole Presidente, numero 1565 del 24.02.2009  -,
  sentiti  i  componenti  della Commissione di  valutazione  nominata
  secondo la circolare presidenziale numero 3430 del 14.10.2008,  che
  disciplina  l'utilizzo  del  fondo  per  le  partecipazioni  e   le
  convenzioni di cui all'articolo 88, comma 3, della legge  regionale
  2/2002, si rappresenta quanto segue.
   Con  istanza  del  21.11.2008 (all. 1), il  Consorzio  Sviluppo  e
  Legalità  avente  sede  presso il Comune di San  Giuseppe  Jato  ha
  inoltrato,  ai sensi della circolare sopra citata, una proposta  di
  studio  e  ricerca  dal titolo «Il ruolo dei beni  confiscati  alla
  mafia   nell'Alto   Belice  Corleonese  nel  futuro   dell'economia
  siciliana», per un corrispettivo di Euro 100.000,00.
   La   succitata   Commissione,   nella   seduta   del   22.12.2008,
  preliminarmente alla valutazione delle proposte, ha puntualizzato i
  relativi  criteri,  tra i quali, oltre a quello del  costo,  quelli
  secondo  i  quali  occorre evitare sovrapposizioni e/o duplicazioni
  con  iniziative  già  intraprese e/o  programmate  dalle  strutture
  regionali  , ed inoltre si deve avere riguardo  anche ad  eventuali
  iniziative  in  attuazione di misure del POR  o  inerenti  a  fondi
  strutturali  dell'UE, rivolte a soddisfare gli  interessi  pubblici
  sottesi  alla tematica e/o all'attività oggetto della  proposta  di
  incarico . In merito alla proposta in questione, ha quindi ritenuto
  che   La  tematica proposta attiene ad un settore che è oggetto  di
  svariate  iniziative,  anche inerenti  a  programmi  supportati  da
  misure del POR Sicilia e risorse comunitarie  (all. 2).
   Tale  valutazione è stata comunicata al soggetto  richiedente  con
  nota numero 123 del 9.01.2009 (all. 3)
   Ed  invero,  come  ulteriormente esplicitato dai componenti  della
  medesima Commissione - pur riconoscendo l'indubbia valenza  sociale
  dell'iniziativa - va evidenziato che l'utilizzo dei beni confiscati
  alla  mafia  ai  fini di impresa rientra già tra gli  obiettivi  di
  specifiche   linee   di   intervento   dell'Assessorato   regionale
  Industria,  a  valere  sui  fondi  della  programmazione  regionale
  2007/2013,  nell'ambito  degli  interventi  previsti  dal   DUP   -
  Documento Unico Programmazione -, ed ex misura del POR Sicilia 3.21
   Iniziative per la legalità e sicurezza .
   Per  quanto  concerne l'elenco dei progetti esclusi e  quello  dei
  progetti  approvati, si allegano in copia gli appositi  decreti  di
  presa d'atto del 6.02.2009, pubblicati nella GURS Parte I numero  8
  del  20.02.2009 (all. 4 e 5), ed in corso di pubblicazione sul sito
  internet di questa Presidenza.
   Allegati come sopra descritti.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   CAPUTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, dispongo il rinvio della trattazione di  tutte
  le    altre   interrogazioni   ed   interpellanze   della   Rubrica
   Presidenza', alla prossima seduta.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   Rinvio della discussione del disegno di legge  «Norme in materia
          di aiuti alle imprese» (119 - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno che  reca:
  Discussione del disegno di legge numero 119 - Norme stralciate  I/A
  «Norme in materia di aiuti alle imprese».
   Devo precisare che dagli interventi che si sono succeduti è emersa
  la  necessità di un approfondimento nel corso di una Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Invito,   pertanto,  i  Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   a
  confermare o meno tale orientamento.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  come  ha  ribadito  il  vicepresidente  della
  Regione,  onorevole Bufardeci, il Governo è pronto  per  proseguire
  con la trattazione del disegno di legge numero 119 che già da tempo
  è  stato  presentato  all'Assemblea  regionale;  già  da  tempo  la
  Commissione  Bilancio ne ha esitato il testo,  stralciandolo  dalla
  norma  di  riforma  di  contabilità  di  bilancio.  La  Commissione
  Bilancio  ha  apprezzato  il  testo già  mesi  or  sono,  pertanto,
  l'Assemblea potrebbe avviarne la discussione.
   Il  testo sui regimi di aiuti ci darebbe l'opportunità di attivare
  i  finanziamenti ed i bandi dei fondi di Agenda 2007-2013.  Quindi,
  indipendentemente  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari,  così  come sollecitato da altri deputati  che  hanno
  richiesto  la  trattazione, vorremmo proseguire l'esame  di  questo
  disegno di legge secondo quanto già previsto dall'ordine del giorno
  di  questa  Assemblea;  ordine del giorno che  ha  già,  di  fatto,
  trovato  la  sua piena formalizzazione in una precedente Conferenza
  dei Capigruppo.
   Vorremmo ribadire che su questo testo, prettamente tecnico,  vi  è
  l'attenzione di tutto il mondo delle categorie produttive ed  è  un
  testo  che  riesce  ad  aggiornare la  legge  numero  32  del  2000
  indispensabile per il nostro territorio.
   Il  Governo, e per esso il sottoscritto nella qualità di Assessore
  per  il Bilancio e le finanze, che ha anche seguito in questi  mesi
  la  materia  della programmazione economica, prega la Presidenza  e
  tutta  l'Assemblea di potere attivare e attenzionare la trattazione
  di questo testo diventata ormai indifferibile ed urgente.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  concordo  con
  l'assessore  Cimino e con il Governo sull'importanza oggettiva  del
  contenuto del disegno di legge, ma proprio per questo ritengo   che
  la  condizione dell'Aula non consenta un esame, se non svogliato ed
  insufficiente, di un così importante disegno di legge.
   E  se  è  vero  che il Governo, come tutti noi, è  interessato  ai
  contenuti,  agli argomenti, agli articoli, se non vogliamo  che  un
  esame   approssimativo  o  addirittura  aleatorio  possa  alterare,
  modificare  e  addirittura capovolgere nel suo esatto contrario  il
  disegno di legge così come è stato formulato, sarebbe opportuno che
  in   questo  momento  ci  fermassimo  per  un  approfondimento   in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.  Ciò,  in  modo
  tale   da  ricostituire  una  condizione  d'Aula  nella  rispettiva
  chiarezza dei rapporti esistenti  tra maggioranza e minoranza,  per
  uscire  dai  travagli  di  queste ore, di questi  giorni  e  potere
  affrontare  tutti  insieme  un disegno di  legge  così  importante.
  Altrimenti,  significherebbe essere  aperti  a  qualsiasi  tipo  di
  orientamento   e  soluzione  per  cui  un  disegno  di  legge  così
  importante, con questi contenuti potrebbe esattamente tradursi  nel
  suo  esatto contrario e siccome credo nessuno voglia questo,  tanto
  meno  il  Governo, propendo per un approfondimento ed una pausa  di
  riflessione.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sottoscrivendo
  ciò che ha detto l'onorevole Leontini anche a nome del Gruppo a cui
  appartengo  -  è appena giunto in Aula il vicecapogruppo  ma  credo
  che non sia informato delle cose che ci siamo detti.
   C'è  un'altra ragione: ho grande rispetto per l'Assessore  per  il
  bilancio  che, probabilmente, conosce il tema nella sua  interezza,
  però quel testo è separato per i singoli rami di amministrazione, a
  parte   quello   che  riguarda  l'industria,  già   definitivamente
  approvato,  ed  è  legge di questa Regione,  la  cosiddetta   legge
  Gianni   che voglio ricordare ma  per le altre parti della legge  è
  necessaria la presenza degli assessori ai rami.
   E'  un  testo  che va discusso con l'intero Governo  perché  sulle
  singole  parti  delle  varie  rubriche  dell'Amministrazione  vi  è
  necessità  di  approfondimenti,  di discussioni,  partendo  proprio
  dalla  discussione generale. Quindi,  oltre che per le  ragioni  di
  cui parlava l'onorevole Leontini, credo sia opportuno attendere  il
  Governo  nella  sua  interezza  per  poter,  poi,  determinare   un
  dibattito  serio, fattivo e veloce nell'approvazione di tale  legge
  che, ribadisco, è importante.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.    Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  torno   ad   insistere   sulla
  possibilità  di  trattare il testo per una serie  di  ragioni,  sia
  perché  questo testo che è stato approfondito, se non erro, da  una
  sottocommissione  della Commissione bilancio  e  poi  dalla  stessa
  Commissione bilancio, nonché dalle Commissioni di merito ed è stato
  esitato in Commissione all'unanimità, creando una larga convergenza
  sia  tecnica  che politica, proprio perché indipendentemente  dalle
  problematiche  di  maggioranza, questo è un testo che  tecnicamente
  attiva  i  finanziamenti europei e, come ben  sappiamo,  è  l'unica
  grande  svolta  che  la  Sicilia può, oggi, riuscire  ad  attingere
  attivando e non continuando a tenere fermi questi bandi.
   In  più,  per  completezza, vorrei precisare come il  sottoscritto
  potrà  trattare  la materia della programmazione  in  generale,  ma
  anche  quella dell'agricoltura che abbraccia buona parte di  questo
  testo.
   L'Assessore Gentile potrà trattare il tema dei lavori pubblici, ma
  anche  del  lavoro  così  come  l'assessore  Sorbello   quello  del
  territorio   ed  ambiente,  e  il  vicepresidente  della   regione,
  onorevole Bufardeci, la materia del turismo.
   Proprio  perché  questo  testo è un  testo  così  interessante  ed
  indispensabile  per  la  Sicilia, riterrei  che,  indipendentemente
  dalla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  si possa
  iniziare a trattare le rubriche con gli assessori competenti, nella
  consapevolezza, signor Presidente, di dire che così  come  è  stata
  approvata con grande facilità, già nel 2008, la legge per i  regimi
  di  aiuto  all'industria, questo testo che è  largamente  condiviso
  perché apprezzato all'unanimità già dalla Commissione bilancio, non
  prevede  spesa e darebbe a noi ed ai siciliani la forza di attivare
  un percorso importante per la spesa dei fondi comunitari.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi è dubbio che il disegno  di
  legge   posto all'ordine del giorno sia importante, però non  vi  è
  altrettanto dubbio che è un disegno di legge esitato per l'Aula  il
  31  marzo  e  che  non  è stato trattato da questo  Parlamento  pur
  essendocene  i  requisiti e le opportunità per  farlo  nei  3  mesi
  precedenti.
   Mi pare oltretutto logico - visto che questo Parlamento, su questo
  disegno  di  legge che è veramente importante per  la  Sicilia,  si
  voglia  esprimere  al  meglio delle proprie possibilità,  e  tenuto
  anche  conto  del fatto che non c'è il Presidente della Commissione
  Bilancio,  non c'è il relatore, alla luce del dibattito  che  si  è
  svolto  -,  si possa iniziare l'esame del disegno di legge  martedì
  prossimo,  posto  che,  peraltro, sono scaduti  i  termini  per  la
  presentazione di ulteriori emendamenti.
   Pertanto,  una volta che si decide di iniziare con la  trattazione
  di questo argomento non ci possono essere più azioni dilatorie.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, vorrei che su una posizione di questo genere si
  esprimesse   l'Aula. Occorre decidere se lavorare su  questo  testo
  che  trova,  di fatto, il Governo pronto e le categorie  produttive
  quotidianamente   a   reclamarlo,   oppure    intasare   i   lavori
  dell'Assemblea con un ulteriore rinvio a martedì.
   Se  l'Aula  non  è  disponibile a trattare  questo  testo,  vorrei
  evidenziare,  invece,  come  il  Governo  sia  qui  pronto,   nella
  consapevolezza  che la Commissione Bilancio lo ha esitato  con  una
  larga partecipazione e convinzione da parte dei parlamentari e, già
  il 31 marzo del 2009, questo testo era qui in Aula. Inoltre, signor
  Presidente,  sollecito la trattazione della  legge  di  riforma  di
  contabilità  di  bilancio che già da troppo tempo è  stata  esitata
  dalla Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Assessore, chiedere forzature a  fronte  di
  una  situazione che vede questo testo essere qui depositato dal  31
  marzo, come se alle ore 19.00 del 24 giugno, dopo cioè tre mesi  di
  ritardo, dovessimo risolvere il problema, a fronte di una richiesta
  che  è  emersa dall'Aula che vuole chiarezza rispetto  a  quanto  è
  avvenuto, mi pare oltremodo rischioso.
   Quindi,  così come la Presidenza dell'Assemblea ha concordato  con
  la  Presidenza della Regione, il dibattito richiesto  dall'Aula  si
  svolgerà martedì 30 giugno 2009.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si  precisa che sempre martedì, 30 giugno 2009, alle ore 15.30, si
  terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  30  giugno
  2009, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I - Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   numero   136   «Interventi  a  livello  centrale  per  l'immediato
  recupero  delle somme sottratte alla scuola pubblica e per  l'avvio
  di un valido progetto di riforma del settore».

                             RINALDI - ARDIZZONE - PANARELLO - ROMANO

   III   -   Seguito  dello  svolgimento  di  interrogazioni   e   di
  interpellanze della Rubrica  Presidenza della Regione'.

   IV - Discussione del disegno di legge:

   -  «Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 - NS  I/A)
  (Seguito)

   relatore: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 18.49.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli