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Resoconto d'Aula della Seduta n. 98 di mercoledì 01 luglio 2009
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   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       LEANZA  Edoardo,  segretario, dà lettura dei processi  verbali
  delle  sedute n. 96 e n. 97 del
  30  giugno  2009  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo per la  presente
  seduta  gli onorevoli: Donegani, Raia, Rinaldi, Adamo, Barbagallo
  e Marinello.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di trasmissione di copia della documentazione
                               relativa
    al POR Sicilia 2000/2006 da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il   Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso,  in  data  1  luglio 2009, copia  della  documentazione
  relativa al POR Sicilia 2000/2006. Complemento di programmazione -
  Adozione   definitiva  delle  modifiche  approvate  con  procedura
  scritta n. 1/2009.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA Edoardo, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con  decreto del 15 giugno 2009 n. 01150/09 l'Assessorato  Sanità
  ha  emanato  gli  indirizzi  ed  i criteri  per  il  riordino,  la
  rifunzionalizzazione e la riconversione della rete  ospedaliera  e
  territoriale regionale;

   in  particolare,  il  decreto prevede la  chiusura  del  presidio
  ospedaliero 'Casa del Sole' a decorrere dal prossimo 1  settembre;

   considerato che:

   la  chiusura del predetto presidio incide negativamente  in  modo
  diretto  ed  immediato  sui cittadini in  misura  grave,  tale  da
  pregiudicarne  il  diritto  alla salute,  e  più  precisamente  in
  pregiudizio della salute di bambini;
   infatti,  la 'Casa del Sole' garantisce circa 30 mila prestazioni
  all'anno per emergenze pediatriche della periferia della città  di
  Palermo e dei comuni viciniori;

   ritenuto, altresì che:

   tale  provvedimento appare illegittimo atteso che  nel  piano  di
  rientro  regionale sanitario, approvato dall'ARS, era previsto  il
  mantenimento del presidio in questione;

   il  decreto di cui in premessa compromette il diritto alla salute
  dei  cittadini ed in particolare quello di bambini in  tenerissima
  età;

   per  sapere  se intendano revocare immediatamente il  decreto  al
  fine  di  consentire il mantenimento della struttura  ospedaliera»
  (633).

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                       CAPUTO - DINA

   numero  635 -  «Mantenimento del presidio ospedaliero   Casa  del
  Sole'»,  di  identico  contenuto alla  precedente  interrogazione,
  firmatari gli onorevoli Caputo e Dina.

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.

   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate:

   LEANZA Edoardo, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  decreto assessoriale n. 01149 del 2009 riduce il servizio  di
  ambulanza del SUES 118 per Ragusa Ibla da ore 24 ad ore 12;

   la  frazione  barocca aveva già subito una pesante penalizzazione
  sanitaria con la soppressione della guardia medica;

   Ragusa   Ibla   è   stata  riconosciuta  dall'UNESCO   patrimonio
  dell'umanità e, di conseguenza, ogni giorno è meta di migliaia  di
  turisti che ne affollano le vie e le piazze;

   i residenti ed i turisti hanno diritto ad una pronta risposta del
  servizio d'emergenza in caso di necessità;

   quando la postazione di Ibla è chiusa il servizio viene garantito
  dalla postazione di Giarratana, che dista oltre 20 chilometri,  ed
  è  collegata  da  strade tortuose e lente che rendono  impossibile
  l'arrivo dell'ambulanza in tempi brevi;

   per sapere se siano a conoscenza della grave situazione che si  è
  venuta  a  creare,  potenzialmente pericolosa  per  la  salute  di
  residenti  e  turisti,  e  se  non  ritengano  opportuno  revocare
  immediatamente il decreto sopracitato ripristinando il servizio di
  ambulanza H 24 a Ragusa Ibla» (634).

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           INCARDONA
   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   la  GESAP  s.p.a., la società che gestisce l'aeroporto Falcone  e
  Borsellino  di  Palermo,  ha bandito una  gara  per  l'affidamento
  triennale  della manutenzione ordinaria e straordinaria di  natura
  civile relativa all'aeroporto medesimo;

   pur  prevedendo  il bando e il disciplinare di gara  il  rispetto
  della   procedura  previste  dalla  legge  n.  109/94  nel   testo
  coordinato con le norme della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
  e  successive modifiche ed integrazioni, nessuna delle  principali
  norme di detta legge risulta rispettata;

   la  prima, macroscopica inadempienza è quella che la GESAP non si
  è  avvalsa  dell'  UREGA per l'espletamento della  gara,  malgrado
  l'obbligo di legge;

   non  aver  trasferito la competenza dello svolgimento della  gara
  all'UREGA ha inoltre comportato che i documenti di gara non  hanno
  subito  alcuna verifica né amministrativa né tecnica. Forse  anche
  per  questo  motivo i documenti di gara presentano un'infinità  di
  incertezze  e  anomalie come stanno a dimostrare gli  innumerevoli
  quesiti   pubblicati  sul  sito  della  GESAP,  posti  da  imprese
  interessate  alla  partecipazione e, spesso, le  incerte,  se  non
  nebulose, risposte fornite a chiarimento;

   ma  vi è di più. La GESAP, nel formulare l'elenco prezzi sui  cui
  le  imprese  concorrenti  devono offrire  il  ribasso,  non  si  è
  attenuta  al prezzario unico regionale contravvenendo ad un  altro
  preciso obbligo di legge;

   infatti,  l'elenco prezzi sembra adottato dal prezzario DEI  (una
  casa editrice specializzata in pubblicazioni tecniche di lavori di
  genio civile) e per giunta vecchio di almeno cinque anni;

   il  risultato  è  che  i  prezzi posti  in  gara  sono  inferiori
  mediamente  del  35%  a  quelli  previsti  dal  vigente  prezzario
  regionale;

   come  hanno  notato anche alcune recenti sentenze  dei  Tribunali
  amministrativi  regionali,  anche in  Sicilia  la  violazione  dei
  prezzari   regionali,   anche   sotto   l'aspetto   del    mancato
  aggiornamento  dei  prezzi posti in gara al prezzario  vigente  al
  momento  della indizione della gara, favorisce di fatto le imprese
  meno  corrette,  più inadempienti nei riguardi degli  obblighi  di
  legge  in  materia  retributiva assicurativa e  di  sicurezza  sul
  lavoro;

   si  ritiene  quanto  sopra  esposto meritevole  di  un  immediato
  intervento  idoneo  ad  affermare il  principio  inderogabile  del
  rispetto  delle  leggi in un delicato settore quale  quello  degli
  appalti pubblici;

   per sapere quali provvedimenti si intendano adottare per:

   -  addivenire innanzitutto alla immediata sospensione di una gara
  che presenta tali e tanti evidenti aspetti di illegittimità;

   -  indurre  la GESAP al rispetto pieno delle leggi in materia  di
  lavori pubblici, visto che la gara di cui trattasi non è la  prima
  né  l'ultima  indetta dalla GESAP al di fuori della  normativa  di
  legge» (636).

                                                             FARAONE

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  1  luglio
  2009,  la mozione numero 137  Immediata riattivazione del servizio
  di  emergenza  118 in alcuni comuni e frazioni della provincia  di
  Messina , degli onorevoli Rinaldi, Panarello, Ardizzone,  Picciolo
  e Laccoto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto assessoriale n. 01149/09 del 15 giugno 2009 è  stata
  disposta la chiusura notturna di 33 postazioni del '118' in  tutto
  il  territorio siciliano, creando una disparità di trattamento tra
  cittadini  di  serie A, i quali avranno l'ambulanza a disposizione
  24  ore  al  giorno,  e  cittadini di serie  B,  i  quali  avranno
  l'ambulanza a disposizione solo 12 ore al giorno;

   nella  provincia  di  Messina  sono  coinvolti  nell'immediata  e
  drastica  chiusura notturna del servizio 118 i  comuni  di  Ucria,
  Fiumedinisi, S. Domenica Vittoria, Castroreale, Montalbano Elicona
  e Mistretta, nonché le frazioni di Castanea e di Gazzi;

   ben si comprende la necessità di una riduzione degli sprechi,  di
  fronte  alla  scarsità delle risorse, ma non certo la soppressione
  di  un  servizio  essenziale, quale il servizio di emergenza  118,
  durante le ore notturne;

   considerato che:

   il  provvedimento assessoriale adottato, che comporta l'immediata
  chiusura  del  servizio di emergenza nelle ore  notturne,  produce
  devastanti  ripercussioni non solo sulla popolazione dei  suddetti
  comuni  della  provincia messinese, ma anche  su  gran  parte  dei
  comuni  dei  Nebrodi  (Sinagra,  Raccuja,  Castell'Umberto,  Naso,
  Ficarra,  S.  Angelo  di  Brolo),  di  fatto  serviti  solo  dalle
  ambulanze   di   Ucria   e  Floresta,  comune   quest'ultimo   con
  un'operatività ridotta nel periodo invernale per via delle  strade
  che diventano impraticabili a causa della neve e del ghiaccio;

   l'improvviso  depotenziamento del  servizio  nelle  ore  notturne
  rischia  di creare notevoli problemi nella gestione dell'emergenza
  sul  territorio, soprattutto perché va a colpire  le  persone  più
  deboli, come le persone anziane, sole e non autosufficienti,  come
  avviene nella maggior parte dei casi;

   la  necessità  di ricorrere ad un mezzo di soccorso presso  altra
  postazione,  allorché  non contemporaneamente  operante,  può,  in
  condizioni  di traffico e di percorribilità disagiate,  esporre  a
  rischio la vita dei cittadini bisognosi;

   ritenuto che:

   il  servizio  118,  nei  territori  dei  comuni  sopra  indicati,
  piuttosto  che essere ridimensionato vada potenziato con ambulanze
  dotate di un medico;

   la   soppressione   del   servizio   di   emergenza   impoverisce
  ulteriormente i comuni, già oltremodo mortificati e  decurtati  di
  importantissimi servizi;

   il  ridimensionamento del servizio sanitario,  basato  unicamente
  su  motivazioni di carattere economico, non può decretare la morte
  di un territorio né pregiudicare il sacrosanto diritto alla salute
  dei residenti e della popolazione limitrofa;

   la  nostra  Costituzione riconosce pari dignità  e  pari  diritto
  alla tutela della salute a tutti i cittadini;

   considerato,  inoltre, che l'allarme diffusosi nella  popolazione
  interessata  pone  problemi  di  ordine  pubblico  che  potrebbero
  comportare  il  verificarsi di un evento tragico  in  assenza  del
  servizio  di  emergenza  118  nei comuni  interessati,  in  orario
  notturno; cosa che ha spinto i sindaci ad indirizzare una nota  di
  allarme al Prefetto della Provincia di Messina,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                       l'Assessore per la sanità

   ad  una  immediata  riattivazione delle postazioni  notturne  del
  servizio  di  emergenza 118 nei comuni di Ucria,  Fiumedinisi,  S.
  Domenica  Vittoria, Castroreale, Montalbano Elicona  e  Mistretta,
  nonché  nelle  frazioni  di Castanea e di  Gazzi  della  città  di
  Messina, al fine di assicurare pari diritto alla salute a tutti  i
  cittadini, così come garantito dalla nostra Costituzione» (137).

                                                 RINALDI - PANARELLO
                                                ARDIZZONE - PICCIOLO
                                                             LACCOTO

   Avverto  che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

           Comunicazione relativa a ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  dell'  1  luglio   2009,
  pervenuta   in  pari  data,   l'onorevole  Caputo   ha   ritirato
  l'interrogazione   numero   635    Mantenimento   del    presidio
  ospedaliero   Casa  del Sole'  in quanto di  identico   contenuto
  all'interrogazione numero 633 a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di decreto del Presidente della Regione
               relativo a nomina di Assessori regionali

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a  dare  lettura  del
  decreto  del  Presidente  della Regione n.  257/A.1 /S.G.  del  26
  giugno 2009 di nomina di Assessori regionali, decreto pervenuto  a
  questa Assemblea regionale in data 1 luglio 2009.

    LEANZA Edoardo, segretario:

                          «REGIONE SICILIANA

                             IL PRESIDENTE

    VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

    VISTO  in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1,  comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
  n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
  del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
  e   revocare   gli   Assessori   da  preporre   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

    VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
  modifiche ed integrazioni;

    VISTA  la  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e  successive
  modifiche;

    VISTO  il decreto presidenziale n. 278/Area I /S.G. del 27 maggio
  2008  di  costituzione del Governo regionale  -  XV  Legislatura  -
  nomina degli Assessori regionali;

    VISTO  il decreto presidenziale n. 317/Area I /S.G. del 5  giugno
  2008  con  il quale gli Assessori regionali, nominati con il  sopra
  citato  D.P.  n. 278/08, sono stati preposti ai singoli assessorati
  regionali  di  cui  all'art.  6 della  l.r.  29.12.1962,  n.  28  e
  successive modifiche ed integrazioni;

    VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;

    VISTI  i  decreti presidenziali datati 25 maggio 2009 rep.  nn.
  149,  150,  151,  152, 153, 154, 155, 156, 157 e 158,  nonché  il
  successivo  decreto presidenziale datato 29 maggio 2009  rep.  n.
  190;

    VISTO  il  decreto  presidenziale 29 maggio 2009  rep.  n.  191
   Nomina degli Assessori regionali ;

    VISTO  il  decreto  presidenziale 3 giugno 2009,  rep.  n.  197
   Delega  all'Assessore  regionale, avv.to  Gaetano  Armao,  della
  trattazione   degli  affari  ricompresi  nelle   competenze   del
  Dipartimento della Protezione Civile ;

    VISTO  il  decreto  presidenziale n.  236/Area  1/S.G.  del  17
  giugno   2009   di   preposizione  ai  rami  dell'Amministrazione
  regionale  degli  Assessori  regionali  nominati  ai  sensi   del
  D.P.Reg. n. 191/Area I /S.G. del 29 maggio 2009;

    RITENUTO   di  dover  nominare,  a  completamento   di   quanto
  determinato con D.P.Reg. n. 191/09, Assessori regionali:

    - l'onorevole Antonino Beninati

    - l'avvocato Mario Milone

    - l'onorevole Antonino Strano

    RITENUTO  di confermare quanto disposto con il citato  D.P.Reg.
  n. 236/09, articoli 2, 3, 5 e 6;

    RITENUTO,  altresì,  che il Presidente della  Regione  mantenga
  temporaneamente le funzioni ad interim di Assessore regionale per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali di cui ai
  DD.PP.Reg. n. 155/Area  I /S.G. del 25 maggio 2009 e n.  236/Area
  I /S.G.  del 17 giugno 2009, articolo 4, per il compimento  degli
  atti di ordinaria amministrazione;

                                DECRETA

                                ART. 1

    Sono nominati Assessori regionali:

    - l'onorevole Antonino Beninati

    - l'avvocato Mario Milone

    - l'onorevole Antonino Strano.

                                                        ART. 2

    Rimangono  ferme le preposizioni di cui al D.P.Reg.  n.  236/09
  degli Assessori regionali nominati con D.P.Reg. n. 191/09 secondo
  le specificazioni qui di seguito riportate:

    -  onorevole Giambattista Bufardeci - Assessorato regionale del
  turismo, delle  comunicazioni e dei trasporti;

    - onorevole Michele Cimino - Assessorato regionale del bilancio
    e delle finanze;

    -  onorevole  Roberto  Di Mauro - Assessorato  regionale  della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;

    -  onorevole Luigi Gentile - Assessorato regionale  dei  lavori
    pubblici;

    -   dottor  Giuseppe  Sorbello  -  Assessorato  regionale   del
  territorio e dell'ambiente;

    - dottor Marco Venturi  - Assessorato regionale dell'Industria.

    2  .  Rimane  ferma la nomina di Assessore regionale  conferita
  alla dottoressa Caterina Chinnici con D.P.Reg. n. 191/09.

                                ART. 3

    Rimangono ferme le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 5
   e 6 del D.P.Reg. n. 236/09.

                                       ART. 4

    Il  presente  decreto sarà pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
   della Regione Siciliana.

    Palermo, 26 giugno 2009

                                                 IL PRESIDENTE
                                  (On.le Dott. Raffaele Lombardo)».

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione sulla
        situazione politica determinatasi a seguito della nuova
                 composizione della Giunta di Governo


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Dibattito  sulle comunicazioni del Presidente della Regione  sulla
  situazione   politica   determinatasi   a   seguito   della   nuova
  composizione della Giunta di Governo.
   Ricordo  che  il  Presidente  della  Regione  ha  svolto  le   sue
  comunicazioni nella seduta di ieri.  Dichiaro, pertanto, aperte  le
  iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà,  avevo
  chiesto  di intervenire sul dibattito ma vorrei prima rassegnare  a
  lei  e  all'Ufficio  di  Presidenza un intervento  sull'ordine  dei
  lavori,  un  problema  che sta diventando  per  noi  deputati,  non
  soltanto  per me, di difficile soluzione. Ancora una volta,   la  I
  Commissione  si  è  riunita alle ore 10.30 e la Commissione  Unione
  europea è stata convocata per le ore 11.30.
   Signor  Presidente, invito lei, nonché l'Ufficio di  Presidenza  e
  tutti  i  Presidenti di Commissione  a raccordarsi  opportunamente,
  per  dare  a  tutti  i  deputati, soprattutto  a  coloro  che  sono
  componenti di più Commissioni, come capita a me e a molti  di  noi,
  la  possibilità che non ci siano concomitanze tali da  impedire  la
  presenza  in  una  Commissione, piuttosto che in  un'altra,  oppure
  chiedere  al  Presidente di Commissione di terminare i  lavori  per
  consentire  di  poter partecipare ad altra seduta.  E'  questa  una
  richiesta  garbata,  come  è  nel mio costume,  che  rassegno  alla
  Presidenza  perché possa aiutarci a svolgere al  meglio  il  nostro
  mandato parlamentare.
   Intervengo  adesso sul dibattito in merito alle comunicazioni  del
  Presidente della Regione.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente  della
  Regione,  assessori, onorevole Mineo, abbiamo ascoltato ieri  sera,
  dalla  viva voce del Presidente della Regione, il lungo elenco  dei
  drammi della Sicilia.
     Il Presidente della Regione, però, nulla ci ha detto sulla crisi
  di  governo - una crisi di governo anomala che si è svolta in piena
  campagna elettorale - e sul perché della necessità di dar  vita  ad
  una  nuova Giunta di Governo. Probabilmente, il Presidente Lombardo
  voleva  tacere  sul  fatto  di avere tradito  quella  che  è  stata
  l'indicazione degli elettori siciliani che hanno dato mandato a noi
  parlamentari, con il loro voto, di eleggere, attraverso una  scheda
  unica, come tutti sapete, il Presidente della Regione Lombardo.
   Ci  saremmo anche aspettati, onorevole Presidente, che lei ieri ci
  avesse  spiegato chi e perché, in questo anno di governo, ha remato
  contro. Lei non l'ha fatto neanche ieri.
   Spero  che,  avendo la parola per ultimo in questo dibattito,  nel
  corso  della sua replica, finalmente, possa spiegarci chi e  perché
  ha  remato  contro,  altrimenti, lei, oltre  ad  avere  tradito  il
  mandato popolare, finirebbe per essere anche omertoso.
   Ieri, ci ha fatto il lungo elenco dei drammi della Sicilia, ma  ha
  dimenticato di dire, a quest'Aula ed ai Siciliani, che lei  non  ha
  mai  difeso  la  Sicilia al Parlamento nazionale.  Un  esempio  per
  tutti, quello sul federalismo fiscale.
   Ieri,  lei,  onorevole  Presidente, ha  parlato  di  fiscalità  di
  vantaggio;  ha  parlato  di  perequazione  infrastrutturale.  Belle
  parole.  Il  tema  reale, però, è uno: non posso credere  che  lei,
  Presidente Lombardo, insieme alla sua Giunta, non sappiate  che  il
  20 per cento di IVA che fino a ieri, o fino a quando il federalismo
  fiscale  non verrà introdotto, finiva per tutti i prodotti  venduti
  in  Sicilia  nelle casse regionali, dall'applicazione  in  poi  del
  federalismo fiscale e dalla sua attuazione, finirà in Lombardia, in
  Emilia  Romagna  e  in Veneto, con una perdita  -  per  la  finanza
  regionale - di diversi miliardi di euro.
   Lei,  onorevole  Presidente, ieri ha fatto  il  lungo  elenco  dei
  drammi  della  Sicilia. In questi mesi, però, ci ha  dimostrato  di
  volerli risolvere mettendo nei ruoli strategici di questa Regione i
  suoi  segretari di partito, i suoi candidati non eletti ed  i  suoi
   famigli .  Non  credo  che  così potrà risolvere  i  drammi  della
  Sicilia.
   Presidente  Lombardo, sempre ieri, dicevo,  ci  ha  presentato  un
  lungo elenco di drammi della Sicilia. Ci ha parlato di rifiuti,  di
  precari,  di  FIAT,  di  crisi  delle  imprese,  di  forestali,  di
  formazione. Non ci ha dato uno straccio di soluzione, solo  slogan,
  come sempre, come da un anno a questa parte.
   Ha usato tre termini importanti: riforme, risanamento, legalità.
   Ad  oggi, abbiamo visto proclami, approssimazione, populismo.  Lei
  non  ha  avuto idea, fino ad oggi, di cosa ci aspetta probabilmente
  nei prossimi mesi e di quali saranno le vertenze drammatiche che la
  Sicilia si appresta ad affrontare.
   Un assaggio ce lo ha dato - proprio perché ieri lei ci ha elencato
  i  drammi  della  Sicilia - la Corte dei conti.  Quest'ultima  dice
  testualmente che il bilancio della Regione siciliana è in una  fase
  di notevole deterioramento e raggiunge i cinque miliardi di deficit
  di  cui  4  miliardi  e mezzo a carico della Regione  medesima.  E'
  questo  il  dato che emerge nella relazione e che riguarda,  badate
  bene, il bilancio del 2008.
   Onorevole Presidente, siamo lieti che lei abbia riallacciato e non
  abbia mai interrotto i rapporti con il Presidente Berlusconi  e  ci
  compiacciamo  di  questo. Tuttavia, onorevole  Presidente,  intanto
  desidero  dirle che il mandato per governare la Sicilia non  lo  ha
  avuto  dal  Presidente Berlusconi, ma dai Siciliani e  da  noi  che
  l'abbiamo  eletta.  E  poi,  Presidente  Lombardo,  questi  quattro
  miliardi  e  mezzo di euro di debito siciliano non potranno  essere
  certo colmati, qualora mai dovessero essere resi alla Sicilia,  dai
  fondi FAS.
   Su  questo saremo vigili; il Gruppo dell'UDC sarà attento a  tutto
  questo,  perché  la legge istitutiva dei fondi FAS si  riferisce  a
  investimenti  e  infrastrutture,  non  certo  a  spesa  corrente  o
  ammennicoli vari.
   Lei,  onorevole Presidente, ieri ci ha fatto il lungo  elenco  dei
  drammi della Sicilia e ci ha detto, ad esempio, che la  sanità  nel
  2007  non  era  governata  da  lei. Lei ha  dimenticato,  onorevole
  Presidente,   che  nel  2007  il  Vicepresidente   della   Regione,
  l'onorevole  Lino  Leanza, era il suo segretario  regionale  e  che
  fino  al  2006  l'assessore  regionale  per  la  sanità  era  stato
  l'onorevole Giovanni Pistorio, oggi senatore della Repubblica.
   Lei,  onorevole  Presidente, ha parlato di  formazione.  Forse  ha
  dimenticato,  o qualcuno non glielo ha detto, che avere  confermato
  nel  2009  il  consolidato del 2008, ha determinato una  gravissima
  stortura - pendente un ricorso - ed è questa: che alcune decine  di
  enti  che  nel  2008 avevano fatto richiesta e  che  nel  2009  non
  avevano  partecipato,  sono  stati  ugualmente  finanziati,  talché
  alcuni milioni di euro andranno persi per quello che accadrà da qui
  a qualche giorno.
   Presidente Lombardo, ieri, ci ha detto anche che  stiamo lavorando
  e  che  lavorerete per risolvere i problemi della Sicilia; ha fatto
  il  lungo elenco dei drammi siciliani, ha detto che è necessario il
  blocco delle assunzioni.
   Onorevole  Presidente, per il rispetto che credo lei  debba  della
  sacralità  dell'Assemblea, di quest'Aula e  di  questo  Parlamento,
  però,  lei ha parlato di qualche furbo e di qualcuno che ha violato
  la  legge. La invito a fare nomi e cognomi, altrimenti, ancora  una
  volta, lei rischia di essere omertoso.

   LEANZA Nicola. Basta con questo  omertoso

   CORDARO. Lei, ieri, onorevole Presidente, ha fatto il lungo elenco
  dei  drammi  della Sicilia. La nostra posizione in  questo  anno  è
  stata  critica. E' stata critica in Giunta come lei ben  sa.  Molti
  provvedimenti   in   Giunta  di  governo   sono   stati   approvati
  nell'assenza o con l'astensione dei nostri assessori regionali.  E'
  stato  l'UDC  critico  e  attento  in  Aula,  sulla  sanità,  sulla
  burocrazia, su tutto quello che è accaduto in quest'anno.
   Onorevole  Presidente, in questo anno, a mio parere  ed  a  parere
  dell'UDC,  lei  ha  già   lombardizzato  la  Sicilia  e  in  questa
   lombardizzazione  lei ha dei complici.
   Per  questo  motivo,  voglio  fare un  appello  al  PD,  onorevole
  Cracolici  e  onorevoli colleghi: basta col tempo  degli  equivoci
  Noi,  da  oggi, lo facciamo ufficialmente. Vi chiediamo da oggi  di
  essere lineari con la vostra posizione di opposizione.
   Ai  colleghi  del PDL, ai deputati del PDL e al loro  buon  senso,
  voglio leggere un brevissimo passaggio dell'intervento di ieri  del
  Presidente della Regione:   ci chiedono numeri e maggioranze, se il
  Governo  ha  una proposta che non viene accolta dall'Aula,  non  ha
  importanza, è la regola, la legge della democrazia.
   Pensavo  di  avere  letto male; l'ho riletta. Il Presidente  della
  Regione  dice  che  se  un  disegno di  legge   non  viene  accolto
  dall'Aula  non  ha importanza:  è la legge della democrazia   Credo
  che,  ancora  una  volta, il Presidente della Regione   ribalti  la
  realtà.  Mi  auguro - e auguro alla Sicilia - che  egli  non  venga
  ricordato  come  il  peggior Presidente della storia  della  nostra
  Terra;  certamente,  verrà ricordato come il  primo   ribaltonista
  della  seconda Repubblica. Il primo, eletto da una maggioranza  che
  governa con un'altra maggioranza. Ripeto, però,  agli amici del PDL
  -  e  con questo concludo - che c'è sempre tempo per recuperare  le
  miserie altrui, ma da oggi chi sta col Presidente Lombardo o meglio
  chi   non  sta'  col  Presidente Lombardo, ne prenda  le  distanze,
  altrimenti ne sarà complice.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Ricordo, frattanto, ai  colleghi  che
  sono  aperte  le iscrizioni a parlare. Chi non lo farà  rapidamente
  non  avrà più la possibilità di iscriversi, quindi, invito a  farlo
  adesso.  Comunico che, dopo l'intervento dell'onorevole Lo Giudice,
  parlerà   l'onorevole  De  Luca.  Entro  la  fine   dell'intervento
  dell'onorevole De Luca verranno chiuse le iscrizioni a parlare.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, mi  iscriva  per  intervenire  per
  ultimo.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della Regione,  Assessori, ho riletto  attentamente  il
  discorso  pronunciato  ieri, in quest'Aula,  dal  Presidente  della
  Regione,  onorevole  Lombardo, e  l'unica nota  positiva,  a  parte
  l'imbarazzante  svelamento  di un'ormai proverbiale inattendibilità
  politica,  mi  è  sembrata  la  sua breve  durata.  Per  il  resto,
  l'argomentare  incerto, a tratti contraddittorio, credo  che  abbia
  rilevato,  non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti i siciliani,
  lo  stato di confusione, di precaria condizione e, direi, anche  di
  disperata auto-conservazione che ha portato alla nascita di  questo
  nuovo   Esecutivo,   composto  certamente  anche   da   personalità
  autorevoli  -  molti  dei  quali colleghi con  grande  senso  delle
  istituzioni - ma costruito sull'impostura di un tradimento,  inteso
  nell'accezione più popolana del termine, vale a dire di un inganno,
  raggiro,  riconosciuto ormai tale da tutti, tranne che dallo stesso
  onorevole   Lombardo,   che   continua   a   confondere   la    sua
  inattendibilità   con  l'indipendenza,  il  libero   arbitrio   con
  l'autonomia.
   E  di  fronte  all'inganno e al raggiro, onorevoli colleghi,  come
  hanno già sottolineato autorevoli parlamentari del mio partito,  si
  rimane disarmati, venendo meno ad un vincolo di lealtà umana, prima
  ancora che politica, al quale si è sostituito un inaudito cinismo.
   Mi  chiedo  e  chiedo  alla  coalizione  che  sostiene  adesso  il
  Presidente  Lombardo  che fine abbia fatto il programma  presentato
  agli  elettori siciliani. Che fine abbia fatto il vincolo  politico
  della  maggioranza  con  la quale ci si è  presentati  in  campagna
  elettorale,  ma,  cosa più importante, quale sarà il  programma  di
  questo nuovo Governo.
   Ieri,  a parte la solita solfa di presunti complotti e l'irritante
  spocchia  in  concorrenza  con quella  che  pensavo,  inarrivabile,
  dell'assessore  Russo,  di  un Presidente  scopertosi  inflessibile
  moralizzatore, non abbiamo raccolto una sola indicazione di ciò che
  concretamente egli vorrà fare.
   Abbiamo,  invece,  ascoltato  la  prospettazione  retorica  di  un
  generico  modello di sviluppo di cui non conosciamo la strategia  e
  men che meno le azioni di attuazione.
   Speriamo tuttavia, signor Presidente, che non sia il modello della
  nuova  sanità  siciliana perché, altrimenti, potremo  fare  a  meno
  anche   di   magistrati,  tecnici  o  presunti  tali,  ed  affidare
  l'attività gestionale degli assessorati a dei ragionieri.
   Abbiamo,  altresì, assistito alla stanca ripetizione di un'analisi
  delle  condizioni di difficoltà della Sicilia di cui  Lombardo  non
  può  essere,  come invece è apparso ieri, una sorta di  osservatore
  ISTAT  ma  il  protagonista  principale,  l'uomo  delle  soluzioni,
  potendo  egli determinare - ed avendolo potuto fare già  in  questo
  primo   anno,  con  scelte  di  governo  e  gestionali   -   quella
  valorizzazione,   come   diceva  lui,  di   risorse   dal   turismo
  all'agricoltura  e  che,  come ha detto  ieri  lui  stesso,  non  è
  avvenuta.
   Ho  l'impressione  che tutto quello che sta  accadendo  non  abbia
  nulla  a  che fare con i problemi dei siciliani, con la ricerca  di
  soluzioni  a  problemi annosi ed irrisolti e, in sintesi,  con  una
  idea di buon governo che a parole - e solo a parole - il Presidente
  Lombardo dice di ricercare.
   Sono  troppo recenti le astuzie di sistematica lottizzazione negli
  enti   della  Regione,  la  capillare  occupazione  di   posti   di
  sottogoverno,  da Catania a Palermo, la frenetica  collocazione  di
  attivisti   del   Movimento  per  l'Autonomia  in   questo   o   in
  quell'assessorato, perché ciò che ha detto ieri  il  Presidente  in
  quest'Aula  possa avere anche solo la parvenza di  un  ragionamento
  credibile.
   In  una  politica  che si nutre di finzioni, non stupisce  che  il
  Presidente   della  Regione,  per  primo,  si  eserciti   nell'arte
  dell'illusione. I metodi, il comportamento, i fatti, ci dicono però
  che  questo  è  il  primo  atto  di  un  copione  scritto  altrove,
  probabilmente a Roma, altro che autonomia, caro Presidente, con  un
  obiettivo politico che è quello di chi - e qui cito Luigi Einaudi -
   piuttosto  che pensare alle prossime generazioni pensa  solo  alle
  prossime elezioni .


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


             Indirizzo di saluto all'assessore Nino Strano

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero rivolgere a nome di tutti
  un saluto all'onorevole assessore Nino Strano che, dopo dieci anni,
  rientra  in  quest'Aula,  sempre tra i banchi del  Governo,  e  che
  rivediamo con piacere.


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
  Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
       seguito della nuova composizione della Giunta di Governo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  questa sera viene posto  un  tema  abbastanza
  importante  e  sottile: qual è il valore del mandato che  i  nostri
  elettori  ci  assegnano. Certo, non ritengo che  questo  valore  si
  possa descrivere entro un semplice  confine  di una coalizione.
   Credo che in questo mandato ci sia un valore che vada al di là  di
  una  semplice espressione o di una coalizione politica. D'altronde,
  proprio per avvalorare quello che è alla base di questo mandato,  è
  stata  citata  l'importante relazione di parifica della  Corte  dei
  Conti sul rendiconto 2008.
   Inviterei tutti i colleghi a leggere le relazioni della Corte  dei
  Conti degli anni scorsi  in merito al giudizio di parifica di  ogni
  rendiconto.
   Leggendo  il  giudizio  che annualmente  la  Corte  dei  Conti  ci
  consegna  -  più  o  meno, ai parlamentari attenti  o  distratti  -
  notiamo  tutti che negli ultimi sette anni alcuni elementi,  alcune
  frasi,  alcuni  giudizi, alcuni allarmi sono ripetuti costantemente
  con  un carattere di differenziazione - e lo voglio ricordare a  me
  stesso  -  legato semplicemente ai numeri, quelli che  cambiano,  e
  negli  ultimi dieci anni questi stessi numeri, ma non  i  temi,  si
  sono sempre di più ingranditi.
   Credo  che  la riflessione sul valore che  dobbiamo attribuire  al
  voto  che  i siciliani esprimono nei nostri confronti vada  rivisto
  con  un giudizio obiettivo, con un parametro obiettivo, oggi tirato
  in  ballo, e che è quello della Corte dei Conti, il che non si  può
  assolutamente  fare, giusto per qualche estemporanea citazione.  Il
  giudizio  della  Corte  dei  Conti è, infatti,  complessivo,  molto
  articolato   e  nello stesso tempo - mi permetto di  dire  -  anche
  vergognoso rispetto ad alcuni elementi.
   La Corte dei Conti, infatti, scrive che spendiamo 72 mila euro per
  formare un giovane e che soltanto uno su tredici trova lavoro   Non
  lo  capisco ed  ho impegnato  il mio  tempo  a leggere le relazioni
  degli  ultimi dieci anni della Corte dei Conti. Nel 2006,  mi  sono
  incuriosito anch'io, da neofita del Palazzo, per capire  se  alcune
  frasi  e  alcune  espressioni contenute in queste  relazioni  erano
  qualcosa  di  nuovo,  oppure, come mi è stato  suggerito,  era  una
  prassi, ma mi è stato anche evidenziato che cambiavano i numeri.
   Se   guardiamo  le  cifre di questi dieci anni, notiamo  che  sono
  esattamente  i numeri che denotano, probabilmente,  l'impazzimento
  della  politica  o del Palazzo rispetto ad una realtà,  quella  dei
  siciliani,  che  va  totalmente  in controtendenza.  I  numeri  del
  Palazzo,  dello sperpero e di quella che è la  mala  pianta   della
  politica  aumentano  rispetto a quelli della povertà  della  nostra
  società   siciliana.  E'  come  se  il  Palazzo  fosse   scollegato
  completamente   dalla  realtà  nella  quale  noi,  quotidianamente,
  viviamo.
   Rispetto  a  questo, credo che il valore da attribuire al  mandato
  elettorale non sia semplicemente politico; non è un mandato che  mi
  può  costringere  a  sottostare,  magari,  a  cornici  o  anche   a
  compromessi che vanno ad aumentare quei numeri. Credo, invero,  che
  il mandato che  riceviamo sia quello di consegnare la nostra Terra,
  a  chi  dopo di noi ci amministrerà, con numeri totalmente diversi.
  E,   allora,   credo  che  questo  Governo  si  sia   assunta   una
  responsabilità. E' vero, e noi gliene vogliamo dare  atto,  che  ha
  rotto  i  confini  di quella che è stata finora  anche  una  prassi
  istituzionale,  rispetto  alla polveriera rappresentata  dai  conti
  pubblici  della Regione Siciliana, e sulla quale questo  Palazzo  e
  tutti noi siamo seduti.
   Lo  sappiamo tutti quanti e conosciamo anche le  grandi difficoltà
  che  abbiamo  riscontrato nel definire, quest'anno, un pareggio  di
  bilancio  che  si  è  raggiunto con delle tecniche  che  non  danno
  garanzia al futuro alla nostra Terra. Altro che sviluppo
   Noi   abbiamo   un   problema  urgente.  Probabilmente,   dobbiamo
  affrontare  una crisi finanziaria del bilancio 2009 in atto,  e  le
  proiezioni  per  quanto riguarda gli anni  2010  e   2011,  non  ci
  consentono  oggi  di fare un'ipotesi di bilancio.  E,  allora,  una
  classe  politica che veramente ha a cuore la propria  Terra,  credo
  che  si  debba porre esattamente questo interrogativo: cosa bisogna
  fare  per  spezzare  questa  tendenza,  per  invertirla,  per  fare
  ritornare alla razionalità il Palazzo?
   Sicuramente,  deve  applicarsi un principio normale,  nobile,  che
  conosciamo tutti quanti, quello cioè del  buon padre di famiglia .
   Ma  se  noi analizziamo gli atti amministrativi che abbiamo  visto
  pubblicati spesso nelle Gazzette Ufficiali, qualche volta nel sito,
  qualche  volta  non pubblicati, ebbene, vi dico,  francamente,  che
  rispetto a questa logica che ci impongono i conti, che ci impongono
  situazioni   che,  comunque,  qualcuno  nel  tempo   ha   prodotto,
  probabilmente qui nessuno si può permettere di partecipare  ad  una
  gara  per  scagliare la pietra rispetto a un peccato che forse  non
  ha   Questa,  infatti,   non  è una gara  che  può  interessare  ai
  siciliani e, francamente, neanche a noi parlamentari.
   Oggi   dobbiamo   fare   una  riflessione   diversa,   di   grande
  responsabilità: ci sono dei dati che ci costringono non a  cambiare
  rotta,  ma  a  fermarci definitivamente e a innovare  completamente
  impostazione.  E se cambiare impostazione significa anche  cambiare
  gli   uomini,  e  se  cambiare  uomini  significa  anche   cambiare
  coalizione,  per  il bene della nostra Terra, allora  consentitemi,
  onorevoli   colleghi, ben venga quello che è  il  vero  valore  del
  mandato che abbiamo ricevuto, che non è semplicemente un vincolo di
  coalizione  L'unico vincolo che noi abbiamo è quello di  rispettare
  il nostro Popolo e di rispettare la nostra Terra
   In  quest'Aula, spesso  lo dimentichiamo, qualcuno di noi, qualche
  volta, è tentato nel partecipare anche a un  teatro  che ci ubriaca
  e  ci  coinvolge, però,  rispetto a dei dati che oggi  vengono  per
  l'ennesima  volta  conclamati  dalla  Corte  dei  Conti,   dobbiamo
  cambiare rotta
   Rispetto  a  tutto questo, credo che non sia sufficiente  solo  un
  sussulto di dignità, di coraggio: io personalmente plaudo a  quella
  che è stata la sterzata del Presidente Lombardo che si è assunta la
  grande responsabilità, e noi dietro di lui la condividiamo, di dire
  basta rispetto a un indirizzo che ci porta totalmente a sbattere
   Quella  è la responsabilità che abbiamo e rispetto a questa stessa
  responsabilità, il Movimento per l'Autonomia non può  assolutamente
  indietreggiare, non può assolutamente continuare a rimanere supino.
  Questa  è la grande responsabilità e scelta del Presidente Lombardo
  e noi gliene siamo grati. Vogliamo andare avanti fino in fondo
   Certe riflessioni, certi ammiccamenti, certi messaggi è meglio che
  rimangano  fuori  da  quest'Aula perché  il  termine   omertoso   e
  quant'altro,  credo  che non possa appartenere  a  quest'Aula  e  a
  nessuno di noi.
   Nel  concludere, voglio semplicemente pensare a voce alta,  perché
  non  credo che tutti quanti abbiamo deciso di farci del male.  Sono
  stati  nominati  i  fondi FAS; è stata paventata e  minacciata  una
  particolare  attenzione  rispetto  alla  legittimità  dell'utilizzo
  degli  stessi fondi FAS;  non vorrei iniziare una disamina di  come
  si sono utilizzati i fondi della Comunità europea rispetto a quelli
  che sono i concetti di investimenti aggiuntivi e spesa corrente. Ma
  se anche questo dovesse essere tema di analisi, lo potremmo fare in
  qualche  altra  occasione  e,  di conseguenza,  arrivare  anche  ad
  esprimere un giudizio su questo aspetto.
   Onorevoli colleghi, comunque sia, non ci riguarda il giudizio  del
  passato.  Ci  poniamo un problema diverso. Rispetto al  passato,  è
  stato  conclamato  da  tutti, ed è sotto gli occhi  di  tutti,  che
  questa  linea non si può più portare avanti  Questo è il  dato  dal
  quale   dobbiamo   trarre  le  considerazioni,  anche   per   agire
  politicamente di conseguenza.
   Se  il  Presidente Lombardo - lo spiegherà sicuramente  nella  sua
  replica  -  ha  ritenuto in questo valore il vero  significato  del
  mandato  che  abbiamo  ricevuto dagli elettori  e,  se  rispetto  a
  questo,  ha ritenuto di modificare una coalizione, o probabilmente,
  c'è   stata  parte  della  coalizione  sorda  ad  alcuni  richiami,
  bisognerebbe  anche capire tutto ciò. E, allora, per  il  bene  dei
  siciliani,  ben  venga  questa scelta  ma  soprattutto,  Presidente
  Lombardo,  quanto  pretendiamo  oggi  è  un'inversione   di   rotta
  politica,  che si sia consequenziali e fino in fondo.
   Pretendiamo  che  quei numeri che ogni anno sono  stati  descritti
  dalla  Corte dei Conti nelle relazioni, purtroppo, spesso di  rito,
  che  sono  state  così  lette durante i  giudizi  di  parifica  dei
  rendiconti, abbiano un trend completamente diverso, come d'altronde
  abbiamo   colto  in  quella  relazione  un  segnale   diverso,   di
  discontinuità, sugli interventi che sono stati fatti in ordine alla
  riforma della sanità.
   Non   dimentichiamo  anche  questo,  perché  se  vogliamo  leggere
  realmente e complessivamente la relazione della Corte dei Conti, un
  dato  già si comincia anche ad evidenziare. Questo Governo, in  sei
  mesi,  nel  2008,  per la prima volta negli ultimi  dieci  anni,  è
  riuscito, infatti, a cambiare anche lì quello che era l'indice  dei
  numeri. Allora, diamo il tempo, oggi,  anche a un'aria diversa,  mi
  permetto  di dire, e soprattutto mi permetto di sottolineare  e  di
  fare appello al nostro senso di responsabilità.
   Abbiamo nelle nostre mani il destino della Sicilia e dei siciliani
  e   non   possiamo   utilizzare  le  nostre  mani   per   uccidere,
  definitivamente, le speranze del nostro Popolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Forzese.  Ne  ha
  facoltà.

   FORZESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei  voluto
  svolgere  il mio intervento quest'oggi ma, sentendo le  parole  del
  collega De Luca, mi sono anche posto una domanda: se qualche  volta
  sia  giusto  che  vi  sia,  da parte di chi  parla,  la  voglia  di
  guardarsi allo specchio e chiedersi se, qualche volta, ricordare il
  passato  serva ad evitare di fare lezioni di moralità,  richiamando
  la Corte dei Corti e quant'altro.
   Sono   convinto  che,  non  avendo  avuto  il  tempo  di   leggere
  attentamente   la   relazione   del   Presidente,   ho   ascoltato,
  attentamente,   l'intervento   del   vicepresidente   del    Gruppo
  parlamentare dell'UDC, onorevole Cordaro, e la mia preoccupazione è
  quella  che,  se  non ricordo male, questo Governo  è  nato  da  un
  accordo dei siciliani, voluto fortemente dall'UDC, dall'MPA  e  dal
  PDL.  E  oggi mi sembra di vedere, invece, un Governo a  pezzi,  un
  Governo personale, un Governo composto da parte del PDL,  parte  di
  AN, parte di altre formazioni politiche, e l'MPA.
   Non   vorrei  che,  forse,  per  tentare  -  così  come  ha  fatto
  l'onorevole  De Luca - di  mescolare le carte, per far  dimenticare
  la sonora sconfitta di un cartello elettorale delle scorse elezioni
  europee,  il  Presidente  Lombardo pensasse, scuotendo  un  po'  la
  testa,  che  possa,  per un momento, con una  risata,  mettermi  in
  difficoltà.   Sono  orgoglioso  del  fatto  che  lei   mi   ascolti
  attentamente  e, pertanto, spiegherò la ragione del  mio  passaggio
  dall'MPA  all'UDC  e   vorrei  che  il  collega  De  Luca   facesse
  altrettanto  ripensando al passato, a  ciò che è stato  detto  anni
  fa.
   Ripeto,  non  vorrei  che  per  fare  dimenticare  questa   sonora
  sconfitta  di  un  cartello  elettorale  composto  dall'MPA,  dalle
  alleanze  di centro, da un certo Pionati che ha sottratto un seggio
  nelle  scorse elezioni regionali, dalla destra di Storace e  da  un
  Partito dei pensionati, ebbene, tutto questo sia servito ad evitare
  che in questi giorni si parlasse di tale sconfitta, tentando invece
  di  parlare di Governo. Un Governo che tra l'altro - mi  sembra  di
  conoscere   soltanto  l'onorevole  Bufardeci,  l'Assessore   Russo,
  l'amico  Nino  Strano  e  quanti altri non conosco,  se  non  forse
  l'onorevole Di Mauro che è sempre elegantemente vestito di  azzurro
  e questo mi fa sperare ben altro - avrei voluto e pensavo che l'MPA
  avesse  l'interesse di mantenere come un Governo politico, più  che
  altro   perché  questo  stesso  Esecutivo  avesse  l'interesse   di
  salvaguardare i siciliani.
     Ho  invece capito, onorevoli colleghi, che è stata rinnegata  la
  volontà  di  rappresentare i siciliani, perché è  stato  varato  un
  Governo   Lombardo-bis  a  Roma  e,  pertanto,  la   richiesta   di
  rappresentare i siciliani è venuta a mancare. Se non ricordo  male,
  ancora una volta lo ribadisco, oggi si sente parlare - mentre prima
  l'MPA  doveva rivendicare un Partito emergente che dimenticasse  la
  Nazione  - di un partito del Sud, di un partito che, a mio modo  di
  vedere,  riduce la crescita di questo partito politico e mi  sembra
  di  vedere  un partito del Presidente: perché quando  si  parla  di
  innovazione, di moralità, di legalità e poi, giorno dopo giorno, si
  fanno  colpi  di  mano  per  realizzare  la  crescita  dei   propri
  obiettivi,  questo mi fa capire tanto. A dispetto di quando  sposai
  il  progetto  dell'MPA, quando ero convinto che si   richiamasse  e
  rivendicasse  l'esigenza dei siciliani   e   mi  sono  ritrovato  a
  condividere   la  Costituente  di  centro,  perché  il   Presidente
  Lombardo  deve sapere che richiamando i valori sturziani, si  cercò
  di   portare  un partito della Nazione a rappresentare le  esigenze
  del territorio.
   Oggi  sono  veramente  orgoglioso  della  mia  scelta,  quella  di
  appartenere ad un partito di caratura nazionale.
   Vorrei, per un momento, fare delle analisi, perché non ci si mette
  mai  nei panni di chi ci ascolta fuori da quest'Aula. E quando  non
  si ha la fortuna, come nel 2006, che  per pochi consensi elettorali
  non  venni  eletto,  non  mi  chiedevo  come  mai  all'interno   di
  quest'Aula, collega Cordaro, vi fosse un atteggiamento e  fuori  un
  altro.
     Bisogna,  però,  che  oggi la gente  sappia  che  c'è  stato  un
  tradimento  nei confronti di chi ha consentito di far  eleggere  un
  Governo  con  un patto leale tra partiti, per quanto  mi  riguarda,
  conoscendo bene il Presidente Lombardo, perché tanti devono  sapere
  che la mia elezione è stata fortemente voluta dai catanesi.
   Capisco bene che non c'era chance per il sottoscritto, per nessuna
  ragione  al  mondo  avrei mai voluto pensare di andare  al  Governo
  regionale.
   Certamente,  oggi,  si apprende che vi è stato  un  tradimento  da
  parte del Presidente Lombardo, perché poteva tranquillamente dire i
  nomi  di  quanti hanno remato contro in quest'ultimo anno,  avrebbe
  consentito  ai  tanti  siciliani  -  caro  onorevole  Leanza  -  di
  comprendere  chi sono stati coloro che in quest'ultimo anno  hanno,
  appunto, osteggiato l'azione di governo.
   Quando l'UDC, alla fine, ha deciso di non entrare nel Governo,  ne
  sono stato fiero e orgoglioso perché, quanto meno, posso trovare la
  mia  libertà  di  pensiero.  Bisogna prescindere  dai  due  sistemi
  politici di dialettiche che possono portare a un qualcosa,  laddove
  la politica è una cosa, e il rapporto personale è un'altra.
   Oggi,  signor  Presidente, chiedo semplicemente attenzione  per  i
  circa  2300 lavoratori della FIAT di Termini Imerese. Mi è sembrato
  di sentire una rappresentante sindacale della CGIL che ha detto che
  il  Governo  ha fatto ben poco in questi ultimi giorni.  Io  questo
  momento l'ho vissuto, perché sono stato licenziato, e vi posso dire
  che  all'ultimo non c'è che il rispetto, di chi qualche volta  deve
  mettersi nei panni degli altri.
   Ritengo  che  oggi,  tutti noi, dobbiamo trovare  la  forza  e  il
  coraggio  di  metterci  nei  panni  di  quei  2300  lavoratori  che
  rischiano, in giovane età, di rimanere senza lavoro
   Allora,  per  un  momento,  mettiamo  da  parte  i   pettegolezzi
  politici  o  le  dichiarazioni  di  qualcuno  che  dice  che  l'UDC
  rivendica un modo come giocherellare.
   L'UDC  ha  solo  l'esigenza di rivendicare e richiamare  la  tanta
  attenzione  della  politica,  perché  vengano  garantiti  tutti   i
  cittadini della Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Greco.  Ne  ha
  facoltà.

   GRECO.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  oggi la presenza in Aula  del  Governo  della
  Regione siciliana è motivo per tutti noi di grande serenità.
   La  vostra  presenza  oggi  non può  che  essere  considerata  uno
  spartiacque. Vi è un prima e vi sarà un dopo. Ciò che a  noi  tutti
  oggi non può che interessare è il dopo.
   Questa  Terra, la nostra Terra, ha necessità di un Governo che  ci
  faccia  uscire da una crisi economica che sta stravolgendo tutti  i
  settori.  E' questa l'unica cosa importante che va evidenziata,  il
  resto, cari colleghi, non possiamo che archiviarlo come passato.
   Vi è un tempo per ogni cosa  Questo è il tempo di far ripartire la
  nave.  Ci  sono tante priorità che attendono questo Governo,  tutte
  necessarie  al  rilancio della Sicilia, e non possiamo  che  essere
  tutti accanto al Presidente della Regione eletto dai cittadini.
   E'  nostro dovere sentirci corresponsabili dell'azione di Governo,
  un'azione  che  non può che essere intrapresa per  il  risanamento.
  Risanamento  che  voglio  qui ricordarvi  essere  fondamentale  per
  discutere  di  rilancio  e  di sostegno alle  imprese,  vera  forza
  motrice  della nostra economia. Davanti a una crisi economica  che,
  ogni giorno, registra la chiusura di aziende produttive, non ultima
  la  FIAT di Termini Imerese, e che non può che vederci uniti  senza
  se e senza ma.
   E'  nostro  dovere guardare oggi a questo Governo e al suo  futuro
  con  assoluto  favore. Non possiamo più permetterci  considerazioni
  personali,  dobbiamo  avere  tutti la forza  di  mettere  da  parte
  personalismi,  così da lavorare per portare la   nave  Sicilia   in
  acque tranquille e in porti sicuri.
   La storia della nostra Terra non ci perdonerà ulteriori ritardi
   Auspico,  quindi,  che questo Governo, con il sostegno  di  questo
  Parlamento, inizi subito a occuparsi di cose concrete, di programmi
  di rilancio e sostegno a favore dei nostri cittadini.
   Caro Presidente, noi siamo accanto ai cittadini, non con le parole
  ma con i fatti. Noi siamo accanto a chi, ogni giorno, non si occupa
  di  politica,  ma si preoccupa di come mantenere la  famiglia.  Per
  questo  non possiamo che essere accanto a questo Governo, se  porrà
  come   obiettivo   prioritario  quello   di   tutelare   i   nostri
  concittadini.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
  sia  presente il Presidente della Regione, perché devo dire che  la
  relazione  di ieri e il timbro della sua voce mi avevano fortemente
  impressionato.
   Mi  aveva  colpito  un timbro di voce che sicuramente  tradiva  il
  pensiero, che era quello di chi sapeva di avere commesso una  serie
  di  imprudenze,  forse,  oltre  le imprudenze,  qualche  forzatura,
  probabilmente  aveva  commesso qualcosa  di  più.  Certo,  c'è  una
  commedia  degli  equivoci,  una  commedia  degli  equivoci  che  va
  chiarita.
   Da  tempo, le mistificazioni che si fanno sui giornali hanno ormai
  segnato  il  passo,  il colmo. Nessuno è stato eletto  dal  Popolo
  Onorevole  De  Luca,  io apprezzo questo suo modo  di  arrampicarsi
  sugli specchi, gliene sarà grato il suo capo, per il tentativo  con
  il  quale in maniera drammatica ha tentato di poter dire quello che
  è indicibile.
   Il  Presidente  della  Regione,  così  come  il  Presidente  della
  provincia,  il Sindaco vengono votati attraverso i candidati  delle
  liste  che  si  presentano. Se così non fosse, il Presidente  della
  Regione   basterebbe  solo  che  rassegnasse  le   dimissioni,   si
  candidasse   da   solo  e  così  avrebbe  il  voto  diretto   della
  popolazione, dei siciliani
   Qui  non  si sono traditi soltanto i siciliani, non si  è  tradita
  soltanto  la  coalizione,  non  si è  tradita  l'indicazione  degli
  elettori,  e  ciò perché il Presidente della Regione ha dimenticato
  di  essere stato indicato dall'UDC che lo ha voluto fortemente, qui
  si sono dimenticate un bel po' di cose. Il tempo, i viaggi iniziati
  insieme ad altri amici, i viaggi nei quali io magari non c'ero.  E,
  nel tempo, mi è capitato di salire su questo  pullman  dove rimango
  volentieri, perchè in questi undici mesi, la domanda che  ormai  mi
  assale, e non mi fa dormire, non è la domanda della mistificazione,
  onorevole  Greco,  dell'eletto  direttamente  dal  Popolo,  ma   la
  mistificazione  di una bugia, sapendo che è una bugia,  quella  del
  remare contro
   C'è  un'idea politica, c'è un colpo di mano che viene fatto  prima
  della  campagna elettorale, c'è un tentativo di arrivare al quattro
  per  cento:  non ci si arriva, si creano le condizioni per  giocare
  partite diverse, si addebita tutto al remare contro senza dire chi,
  come, quando e dove è stata commessa questa ignobile operazione  di
  remare contro
   Non  sappiamo chi abbia remato contro, forse l'UDC che  ha  voluto
  fortemente l'unica legge che ha fatto il Governo, l'unica legge che
  consente di spendere i fondi europei e che era stata contrastata? E
  che  si è tentato, anche con l'aiuto di parte dell'opposizione,  di
  non  far approvare? O forse il fatto di avere, dopo vent'otto anni,
  fatto approvare, per quanto erano le mie competenze, il piano delle
  cave  o il piano energetico ambientale che aspettava da dieci anni?
  O il piano dei carburanti, la liberalizzazione degli stessi?
   Insomma, non abbiamo ancora capito chi è che remava contro, tranne
  che  per remare contro non si intenda il fatto che, trattandosi  di
  una  coalizione, ciascuno dei componenti della stessa potesse  dire
  liberamente ciò che pensava su ogni problema che veniva posto.
   Questo bisogna chiarirlo, perché non vorrei che la stessa cosa che
  è capitata all'UDC potesse capitare ad altri assessori.
   C'è stato un momento, quando ho saputo che l'onorevole Micciché si
  era  messo contro l'indicazione del Presidente Lombardo, in cui  ho
  temuto che potesse essere cacciato dall'incarico di assessore. Poi,
  mi  sono  ricordato che era assessore a Termini Imerese e  non  nel
  Governo regionale.
   Se  questo è il remare contro, allora ha detto bene il collega  De
  Luca, una coalizione sorda ai richiami  Ma ai richiami di che cosa
  Non  siamo  ai  tempi di Mussolini e di Hitler  L'impossibilità  di
  manifestare  il  pensiero  o le proposte alternative   ma  di  cosa
  stiamo parlando?
   E' chiaro, allora, che qualche cosa non funziona
   L'unica  cosa  certa è, signor Presidente dell'Assemblea,  che  il
  Presidente  Lombardo in tre mosse ha azzerato persino  le  speranze
  dei  Siciliani. L'anno scorso, con la prima mossa di un  certo  Bob
  Leonardi, abbiamo perso cinque mesi e 400 milioni di euro   Con  la
  seconda mossa, a marzo, ha eliminato otto direttori generali fra  i
  migliori  che  c'erano   E  con  la  terza  mossa,  che  è   quella
  dell'azzeramento   della   Giunta,   di   fatto,   ha   paralizzato
  definitivamente questa Regione
   In  un  momento  difficile, come quello che attraversiamo,  in  un
  momento   in  cui  l'economia  internazionale  e  mondiale   è   in
  difficoltà,  e  questa Regione più delle altre, quando  ci  sarebbe
  stato  bisogno  di  un  Governo forte, senza  nulla  togliere  agli
  autorevoli assessori che sono qui, persone di altissimo  respiro  e
  livello,  di  altissimo profilo, ebbene, sicuramente,  non  era  il
  tempo   dei   giochetti  per  tentare  di  eliminare   chi   poteva
  rappresentare   una   concorrenza   politico-elettorale,   con   un
  movimento,  che qui, in questa tornata europea, ha  finito  il  suo
  compito,  tant'è  che tenta, disperatamente, di  crearsi  un  abito
  diverso
   Ma è un abito largo, che non gli sta bene  E' un abito che abbiamo
  già avuto modo di vedere
   Un  abito concorrenziale, per finta, quello della Lega, perché, se
  andiamo  a  vedere tutti gli atti proposti dalla Lega, anche  nella
  Finanziaria, pur parlando contro, così come a dicembre il  deputato
  Commercio,  ebbene,  dopo avere fatto una  lunga  filippica  contro
  tutto quello che veniva proposto dalla Lega, alla fine vota per  la
  Lega stessa  Bei giochetti
    Giochetti  di  tavolini  che facciamo  qui  a  Palermo,  per  poi
  ripetersi  a  Roma, in maniera diversa, o viceversa. O  come  altri
   tavolini  che vengono fatti qui a Palermo e, poi, magari, in altre
  province,  vengono fatti in maniera diversa. Certo,  bisogna  stare
  molto attenti
   Sono  contento  di  avere contribuito a dare al  Presidente  della
  Regione  la possibilità di potere andare in giro per parlare  della
  legge  23,  varata  in  questo Parlamento,  che  ancora  una  volta
  ringrazio  per avermi aiutato a farla, nonostante qualche tentativo
  banale  di  non  farla  fare   Sono  contento  di  avere  dato   la
  possibilità all'onorevole Presidente di potere andare in  giro  per
  parlare del piano energetico ambientale, dopo tutti i tentativi  di
  ostruzionismo palesi
   E  sono  ancora  più contento di avere concluso questa  mia  breve
  esperienza governativa, consentendo al Presidente della Regione  di
  andare  a  firmare,  l'altro ieri, il protocollo  d'intesa  con  il
  Ministero  per  la  ricerca  scientifica,   portando  a  casa ,  in
  Sicilia, 450 milioni di euro per la ricerca
   Se,  onorevole  Presidente Lombardo, remare contro  è  questo,  se
  remare  contro è quello che abbiamo fatto in undici mesi, liberando
  risorse   per  oltre  20.000  miliardi  di  vecchie  lire,  allora,
  onorevole Presidente Lombardo, sono contento di avere remato contro
  e felice di esserne uscito.

                              (applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  non sia presente il Presidente della Regione, tuttavia, farò alcune
  brevi  riflessioni  partendo dalla storia di  questo  Governo,  una
  storia  che  inizia un anno addietro e che subito non  nasconde  al
  Parlamento,   a  tutti  quanti  noi,  ai  Siciliani,   le   proprie
  difficoltà.  Difficoltà  che nascono, certamente,  da  impostazioni
  diverse   all'interno  della  maggioranza,  da  posizioni   diverse
  all'interno del Governo stesso.
   Io  sono  tra  coloro i quali ritengono sia stato un grave  errore
  lasciare  fuori  da  questo Governo l'UDC, cari  amici  e  colleghi
  parlamentari, e ritengo che sia un grande errore perché abbiamo  un
  concetto  alto della democrazia. Riteniamo che il corpo elettorale,
  appena  un anno fa, si è pronunciato in maniera chiara, inequivoca:
  il  governatore ha avuto il 68 per cento di voti.  Oggi  vi  è  una
  analisi  abbastanza attenta che Francesco Palazzo fa su Repubblica,
  un'analisi  che parte dalla consapevolezza che l'UDC ha  avuto  340
  mila  voti  e  che questa rappresenta, certamente, una  percentuale
  importante all'interno della nostra coalizione, e determinante  per
  l'elezione  del  Presidente.  Tuttavia,  voglio  dire  che   questo
  Governo, sicuramente, aveva bisogno di un aggiustamento.
   Certo, oggi non possiamo salutare con favore l'estromissione di un
  assessore  importante del nostro Governo, che è Carmelo  Incardona,
  questo  ci  dispiace  molto,  sapendo di  doverci  privare  di  una
  importante professionalità, ma sappiamo che un aggiustamento andava
  fatto, perché abbiamo visto come sia rilevante che un Governo possa
  essere autorevole. In questo ultimo anno, ci siamo resi conto delle
  grandi  emergenze che stanno impegnando il Governo e  delle  ansie,
  delle paure, delle inquietudini che vi sono nel popolo siciliano.
   Dobbiamo  essere,  allora,  capaci di esaminare  le  posizioni  di
  questo  Governo. Il Presidente Lombardo ha voluto  dotarsi  di  ben
  sette  tecnici  e  ha scelto cinque rappresentanze  politiche.  Noi
  salutiamo  con  favore  la  presenza  dell'onorevole  Nino  Strano,
  dell'onorevole  Luigi  Gentile e degli  altri  assessori  ai  quali
  rivolgo gli auguri più sinceri di buon lavoro, ne abbiamo tutti  di
  bisogno.
   I Siciliani hanno bisogno di una forte pianificazione, di un forte
  intervento, di un Governo autorevole e, certamente, questo  Governo
  è un Esecutivo autorevole, nessuno lo mette in dubbio.
   Caro  Presidente,  abbiamo la consapevolezza che  sia  un  Governo
  autorevole. Ma per quello che mi riguarda, per quello che  riguarda
  il  PDL, non siamo usi a firmare cambiali in bianco. Ci sono  molti
  terreni  sui  quali vogliamo confrontarci. Vi sono molte  posizioni
  che  vogliamo apprezzare, partendo dalla politica che è stata messa
  in campo per quello che riguarda i rifiuti.
   A  nessuno  sfuggirà  che  la Sicilia è di  fronte  a  una  grande
  emergenza,  siamo di fronte a un grande problema che  scoppierà  da
  qui  a  qualche settimana, lo stiamo vivendo a Palermo, lo  abbiamo
  visto  prepotentemente  a  Catania; Messina,  in  qualche  maniera,
  ancora in questa fase, è fuori dall'emergenza, ma ci si entrerà  da
  qui  a  qualche settimana. Il Governo deve intervenire  in  maniera
  forte.  Vi  è bisogno di una pianificazione nuova. Vi è bisogno  di
  una  nuova  legislazione. Vi è bisogno che il Parlamento  siciliano
  prenda  contezza e abbia una grande guida che nasce dal  Governo  e
  dal  governatore  Raffaele  Lombardo,  sul  quale  riponiamo  molta
  fiducia.
   Vi  è  un'emergenza  sanità. L'Assessore Russo  in  quest'anno  ha
  portato  avanti  una  pianificazione, per  quanto  riguarda  questo
  comparto,  molto importante e che assorbe gran parte delle  risorse
  del  nostro bilancio. Speriamo che vi sia la possibilità di toccare
  con  mano  quanto  questa  riforma  sarà  incisiva  e  come  questi
  risultati possano finalmente dare risposte ai siciliani.
   Certo, fino a quando un lombardo, e non mi riferisco al Presidente
  della  Regione, ma a un abitante della Lombardia, o tre o cinque  o
  sei  lombardi  non  verranno  a chiedere  a  noi  sanità  non  sarò
  contento  Fino a quando assisteremo a questo esodo di siciliani che
  vanno  a  chiedere  sanità altrove, certamente  come  medico,  come
  parlamentare, non sarò contento  E come siciliano sono  preoccupato
  da  questa  continua  disaffezione dei siciliani  verso  la  nostra
  sanità.  Questa  è  una grande emergenza. Riponiamo,  come  dicevo,
  grande  fiducia nel governatore Lombardo e speriamo che  interventi
  saranno  fatti in maniera chiara e che non ci si lasci condizionare
  dalla  deriva clientelare. Che si pensi alla nomina dei manager  in
  rapporto   alle  rispettive  professionalità  e  non  in   rapporto
  all'appartenenza. Ma sono certo che sarà così.
   Per quanto riguarda la legalità, dobbiamo muoverci all'interno  di
  un percorso che sia non soltanto tale, ma anche di legittimità e da
  qui l'opportunità di provvedimenti che siano perfettamente aderenti
  a questi criteri di trasparenza di ogni atto.
   Vi  è un altro grande problema sul quale è chiamato a pronunciarsi
  questo  Governo,  che  è  quello del  risanamento  delle  autonomie
  locali.  Oggi  i  comuni  versano in condizioni  disastrose  e  noi
  dobbiamo  scegliere  se  dare  finalmente  alla  nostra  azione  di
  Governo,  alla  nostra azione parlamentare, un nuovo  indirizzo.  O
  crediamo  nel  ruolo  centrale,  importante,  dei  Comuni  e  delle
  Province  o, al contrario, non ci crediamo  E se vi crediamo,  come
  penso   tutti  quanti,  dobbiamo  non  solo  trasferire   funzioni,
  competenze,  ma  anche risorse, perché, se così non faremo,  avremo
  abbandonato  i  nostri  cittadini,  non  avremo  dato  risposte  ai
  Siciliani,  avremo  lasciato  sulla  graticola  i  sindaci,  tutti,
  nessuno escluso
   Approfitto  per  rivolgere gli auguri al  mio  concittadino,  Nino
  Beninati.  I  più sinceri auguri di buon lavoro, le  mie  più  vive
  congratulazioni.
   E,   quindi,   dicevo,   se  non  crediamo  a   questo   percorso,
  evidentemente questo Governo da noi non avrà il consenso, non  avrà
  il  favore. Guarderemo, quindi, con particolare attenzione l'azione
  di  governo  su  tali  temi, ma sono certo  che  questo  Esecutivo,
  certamente, darà risposte. Dobbiamo avere la consapevolezza  che  è
  necessaria una vera stabilizzazione dei precari, perché  su  questa
  strada  dobbiamo  insistere  e fare in modo  che  finalmente  venga
  garantito  il  diritto al lavoro, in maniera concreta,  in  maniera
  chiara, in maniera definitiva, misurandoci sulle risorse.
   Certo,  ci  dispiace  che in questo anno sia mancata  una  vera  e
  propria   programmazione  della  spesa  dei  fondi  della  Comunità
  europea,  i  fondi  strutturali, oggi siamo in fortissimo  ritardo,
  onorevole Presidente, siamo lontani dalla capacità di spesa,  siamo
  stati  chiamati  anche  dall'Assessore  Gentile,  mi  riferisco  ai
  Comuni, a fare presto, a fare in fretta, a presentare entro  il  31
  dicembre tutti i progetti esecutivi e cantierabili.
   E'  chiaro che una pianificazione deve essere fatta, il Governo si
  deve assumere questa grande responsabilità, dando finalmente grande
  respiro  alla politica siciliana. Quindi, noi salutiamo con  favore
  la  nascita di questo Governo e ci rendiamo conto, caro Presidente,
  che  era necessario un aggiustamento; ci rendiamo conto che  quella
  compagine, forse, era troppo litigiosa e che l'indice di  contrasto
  che vi era all'interno del Governo non rispondeva più alle esigenze
  legittime dei Siciliani.
   Il  Presidente  Lombardo ha scelto un percorso,  il  percorso  che
  passa in parte dalla politica, in parte dalla società civile.
   Noi siamo qui oggi a valutare il suo intervento, la sua volontà di
  inaugurare  una  nuova  stagione:  è  per  questo  che  lo  abbiamo
  sostenuto e, quando dico noi, intendo dire il Popolo della Libertà,
  questo  grande partito che non è soltanto un grosso partito; certo,
  ci  sono momenti in cui ci rendiamo conto che, come in questo caso,
  alcune  decisioni  vengono  prese  dal  nostro  leader,  da  Silvio
  Berlusconi. Noi ci adeguiamo. Abbiamo la consapevolezza  che  anche
  questo  fa parte dei giochi della politica e non ci scandalizziamo.
  Ci  scandalizziamo nel momento in cui non accade che chi debba fare
  fino  in fondo il proprio dovere non lo fa, e ognuno deve avere  la
  consapevolezza che esistono ruoli in questo Parlamento.  Vi  è  chi
  sta  alla  maggioranza, chi all'opposizione. E se ciascuno  di  noi
  farà fino in fondo il proprio dovere, se avremo la capacità di fare
  fino  in  fondo  ciò  che gli elettori ci hanno  chiamato  a  fare,
  sicuramente   renderemo  un  servizio  ai  Siciliani.   Certamente,
  renderemo  un  servizio a quest'Assemblea che  ha  bisogno  di  una
  spinta, di una maggiore pianificazione, di un maggior raccordo  con
  il  Governo  che  è  mancato  in questi  mesi,  che  è  mancato  in
  quest'anno.
   Tante  volte  abbiamo  lamentato,  nelle  Commissioni  competenti,
  l'assenza  del  Governo.  Che si volti veramente  pagina   Che  sia
  veramente  questo  il  significato  che  il  Presidente  ha  voluto
  imprimere  a  questa  nuova  accelerazione.  Lo  voglio  dire   con
  chiarezza. Noi speriamo che sia veramente una nuova accelerazione e
  siamo convinti che così sarà
   Aspetteremo  questi mesi, aspetteremo le azioni  concrete  per  il
  popolo  siciliano, per le nostre comunità e, se  così  sarà,  tutti
  quanti  noi,  oltre al convinto sostegno, daremo  la  nostra  piena
  approvazione.


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.   Signor   Presidente,  le  chiedo,   come   prevede   il
  Regolamento,  una  sospensione  della  seduta,  perché  mi   sembra
  corretto, quanto meno nei confronti di questo Parlamento, visto che
  stiamo  discutendo  sulla relazione di ieri  del  Presidente  della
  Regione, che l'onorevole Presidente sia presente in Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Forzese, il Presidente della Regione
  sta  rientrando in Aula, in ogni caso è nella stanza accanto e  sta
  ascoltando il dibattito.


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
  Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
       seguito della nuova composizione della Giunta di Governo

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Edoardo.  Ne
  ha facoltà.

   LEANZA Edoardo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è che
  questo  dibattito  si  apre a seguito delle  comunicazioni  che  il
  Presidente  della  Regione ha fatto ieri in  quest'Aula  per  avere
  voluto un rimpasto di Governo, così come tecnicamente si chiama. La
  sua  assenza,  però,  mi permette ugualmente  di  svolgere  il  mio
  intervento,  perché certamente non vuole essere  un  intervento  ad
  personam.  Considero l'istituzione della Presidenza della  Regione,
  infatti,  talmente nobile che si può anche discutere in assenza  di
  chi  in questo momento la rappresenta.
   Onorevole Presidente, credo di dovere dichiarare, onestamente,  la
  mia  difficoltà personale nel conciliare, in questo anno di Governo
  regionale,  la  sostanza  ed il merito di un  programma  elettorale
  presentato,   nella  primavera  del  2008,  al   corpo   elettorale
  siciliano. Mi riferisco al merito dei proclami che, dalla voce  del
  Presidente Lombardo, sono giunti al corpo elettorale e  a  tutti  i
  Siciliani  a riguardo di riforme sostanziali annunciate e,  invece,
  un  metodo gestionale che - a mio convincimento - è stato difficile
  interpretare fin dalle sue prime battute.
   Mi  è  risultato difficile capire se la sostanza della tenuta  dei
  principi  democratici che lo hanno visto eletto a grande suffragio,
  con la concorrenza leale di uno schieramento di centrodestra che si
  è  battuto, che lo ha voluto candidato, che ha fatto in modo che il
  messaggio del programma elettorale della coalizione arrivasse  alla
  sensibilità dei cittadini, ebbene, mi è risultato difficile  vedere
  che  al di là del merito, si cominciasse a governare con metodi che
  disapprovo:  leggasi  immediata  azione  di  commissariamento   dei
  consorzi  di  bonifica; leggasi scontro istituzionale sul  riordino
  del  piano  sanitario;  leggasi nomina, nottetempo,  di  decine  di
  direttori  generali,  nel  dissenso quasi  completo  della  propria
  Giunta;  leggasi  azzeramento di una Giunta proprio  all'inizio  di
  un'importante  campagna elettorale; leggasi, ancora,  tentativi  di
  disarticolazione  di tutto ciò che è articolato e  che  costituisce
  punto  di riferimento politico per partiti del centrodestra e  così
  via.
   Bene, questo metodo non mi ha convinto sul piano personale e  devo
  dire  che  ho  fatto  fatica a riconoscere nel Presidente  Lombardo
  quell'uomo  politico  che  pensavo fosse, all'altezza  del  compito
  istituzionale al quale i cittadini siciliani, a larga  maggioranza,
  lo avevano chiamato a rappresentare.
   Questi  dubbi, queste perplessità, però, mi vengono  facilitati  -
  nel procedere ad una loro valutazione - dal fatto che i miei leader
  nazionali,  ai  quali  riconosco  ampia  capacità  di  analisi,   e
  certamente la profonda volontà di intervenire nel marasma  generale
  che  si  era creato per gli interessi di questa Regione, ebbene,  i
  miei  leader  nazionali  hanno voluto quietare  queste  vampate  di
  disordine, sedando questi tentativi di rissa, spegnendo gli incendi
  che,  certamente in maniera distratta, inconsapevole,  o  in  buona
  fede, il Presidente Lombardo aveva innescato.
   E, pertanto, non con costrizione, ma con convinzione, mi adeguo  a
  quanto   deliberato  dai  leader  nazionali,  in  particolare   dal
  Presidente  Berlusconi. Mi adeguo, riconoscendo che  il  Presidente
  Berlusconi ha anche voluto una leadership regionale che, per quanto
  mi riguarda, è sicuramente autorevole nel rappresentare me e il PDL
  in questa Regione, mi adeguo al Capogruppo Leontini, mi adeguo alle
  decisioni  del  mio Gruppo parlamentare. E so che devo  mettere  da
  parte  timori  e dubbi personali, so che sicuramente  devo  aprire,
  insieme  agli altri, un ulteriore credito di fiducia nei  confronti
  del  Presidente  Lombardo,  il quale ha  voluto  un  nuovo  Governo
  regionale  in  cui,  per intero, mi ravvedo e mi identifico,  senza
  distinzioni  di sorta tra tecnici e politici, senza distinzioni  di
  sorta tra assessori del PDL o dell'MPA.
   C'è  un  Presidente  della  Regione ed un  Governo  regionale  che
  insieme,  in  questa  nuova  fase,  con  la  collaborazione   della
  politica, con un nuovo clima di serenità, sapranno affrontare bene,
  meglio  ed al più presto possibile, i tanti problemi che  sono  sul
  tappeto  e  che è inutile elencare, viste le emergenze  che  oramai
  inseguiamo  giornalmente, non ultime quelle che si sono  verificate
  proprio  al  riguardo  di una grossa aspettativa  occupazionale  ed
  economica che la nostra Terra nutriva nell'area di Termini Imerese.
   Ebbene,  con questo clima di nuova apertura di credito fiduciario,
  con questo clima di augurata, ritrovata serenità, sono convinto che
  insieme lavoreremo per il bene di questa Regione. Però ho il dovere
  morale,  per  rispetto  alla  mia coscienza,  di  rappresentare  un
  momento  estremamente  importante,  delicato,  ed  approfitto   del
  rientro del presidente Lombardo per potergli dire direttamente,  da
  parlamentare del PDL, da cittadino di questa Regione, a nome  anche
  di quanti ancora continuano a fidarsi della mia rappresentanza che,
  certamente,  incombe  su di lui, sul Governo  che  rappresenta,  un
  giudizio  pesante,  nel  caso in cui ulteriormente  questa  fiducia
  fosse tradita dai fatti, al di là di quelli che sono i proclami,  i
  programmi pronunziati.
   E'  del tutto evidente, infatti, che il giudizio politico e  della
  storia,  oggi,  appartiene al grande senso  di  responsabilità  che
  certamente sarà messo in campo, da oggi per il prossimo futuro,  da
  questo stesso Governo.
   Allora,   è  perfettamente  superfluo  e  indelicato  per   questo
  Parlamento, per questa Istituzione e per questa maggioranza, che  è
  ancora  pronta  a scommettersi, minacciare casomai di  togliere  il
  disturbo, perché se falliamo in questo nuovo tentativo, il disturbo
  di  avere  affossato ulteriormente i Siciliani e le aspettative  di
  questa Isola, non si potrà togliere con una dimissione
   Il disturbo diventerebbe pesante, ed è una cosa che nessuno di noi
  si  augura,  tentando certamente,  in ogni modo,  di  evitare:  con
  estrema collaborazione, affidiamo al presidente Lombardo ed al  suo
  Governo  tutta  la nostra capacità istituzionale, tutta  la  nostra
  serenità  d'animo,  nella  valutazione dei  singoli  provvedimenti,
  fidandoci  di  quanti  ci  rappresentano  in  quest'Isola  e  nelle
  Istituzioni nazionali.
   Ed  ecco  che,  quindi, non posso che concludere  con  un  sincero
  augurio  di un proficuo, immediato e buon lavoro, a lei, presidente
  Lombardo, e all'intero Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi inviterei, vista  l'esuberanza
  del  numero di iscritti a parlare -  ne abbiamo ancora più di venti
  -, a non utilizzare i quindici minuti che abbiamo previsto, come da
  Regolamento,  altrimenti  i tempi si allungherebbero  notevolmente,
  considerato  anche  il  fatto  che  poi  ci  sarà  la  replica  del
  Presidente della Regione. Vi inviterei, possibilmente, a  contenere
  al massimo i tempi dei vostri interventi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, mi atterrò al suo invito. Finalmente,
  siamo  giunti a un momento di confronto e di dibattito  all'interno
  di  quest'Assemblea che sancisce la conclusione di una  fase  molto
  delicata,  di  una  crisi  politica  che,  in  taluni  momenti,  ha
  conosciuto  dei  toni  molto  aspri, molto  duri,   un  momento  di
  confronto  e  di  dibattito che sancisce, altresì, l'avvio  di  una
  nuova fase all'interno del Governo regionale.
   Personalmente,  non nascondo che all'interno del  mio  Gruppo  non
  sono  stato  fra  coloro  i  quali  hanno  gridato  allo  scandalo,
  onorevole  Presidente, allorché lei, un mese  addietro,  azzerò  la
  Giunta ed iniziò una nuova fase costituente all'interno del Governo
  regionale.
   Non  ho gridato allo scandalo perché credevo, e credo tuttora, che
  ci  fosse  l'assoluta necessità di concludere una fase di rodaggio,
  di  portare  a termine una fase di un'esperienza governativa  e  di
  dare  l'avvio  ad  un nuovo percorso di rilancio,  all'interno  del
  quale  si risolvessero alcuni problemi fisiologici di rodaggio,  ma
  anche  alcuni problemi patologici che era assolutamente  necessario
  affrontare e, quindi, risolvere.
   Non  ho  condiviso,  invece, e lo dico con  estrema  franchezza  e
  sincerità,  la  tempistica, la metodologia  che  si  è  utilizzata,
  perché credo che dare vita ad una fase di azzeramento della Giunta,
  a  dieci  giorni  dalla  conclusione di  una  campagna  elettorale,
  potesse indurre legittimamente in molti siciliani la percezione che
  tutto  ciò  fosse avvenuto, non soltanto per dare  l'avvio  ad  una
  nuova  fase,  ma  anche  per  finalità  assolutamente  lecite,   ma
  certamente meno nobili, di carattere elettoralistico.
   Non  ho  condiviso la metodologia, dicevo, laddove nel momento  in
  cui  si  affronta una crisi politica all'interno di una coalizione,
  all'interno  della Regione siciliana, fosse assolutamente  naturale
  ed opportuno il coinvolgimento degli organismi di partito che hanno
  condiviso  un  percorso, un anno addietro,  e  lo  hanno  parimenti
  condiviso  in  quest'ultimo  anno. Lo dico  senza  polemiche,  caro
  Presidente.
   Anch'io, come l'onorevole Buzzanca, non ho condiviso la scelta  di
  non  vedere, all'interno della compagine di Governo, un partito con
  il  quale  ci  sono enormi distanze, nella mia storia  personale  e
  politica,  ma che, comunque, l'anno scorso è stato socio  fondatore
  di  una coalizione. Non credo sia condivisibile per quel vincolo di
  chiarezza  e  di lealtà che ci deve sempre essere fra  elettori  ed
  eletti.
   Mi   auguro   che,  nel  futuro,  ciò  possa  essere  parzialmente
  rettificato, ma questa crisi si è conclusa; grazie a Dio, i  nostri
  leader  nazionali,  Berlusconi e Fini, hanno  inteso  tracciare  un
  nuovo   percorso  che  deve  essere  accolto  con   grande   favore
  all'interno  di  quest'Aula, perché credo  che  ci  sia  l'assoluta
  necessità  che  la  Sicilia  ed  i  siciliani  vedano  un   Governo
  autorevole,  meno  litigioso,  e che possa  contribuire  davvero  a
  risolvere  le  emergenze  della nostra  Terra  che  lei,  onorevole
  Presidente  della Regione, ieri ha enunciato all'intero  della  sua
  relazione.
   Bisogna  voltare pagina e, oggi, c'è l'assoluta necessità che  ciò
  si  concretizzi  attraverso atti amministrativi  e  governativi.  I
  siciliani  non possono permettersi di perdere 800 milioni  di  euro
  che entro il 31 dicembre 2009 devono essere certificati all'interno
  dei fondi POR; i siciliani hanno l'assoluta necessità di sovvertire
  alcune  previsioni sulla riduzione del PIL che sono particolarmente
  gravi per la nostra Terra.
   Ecco  perchè, caro Presidente, saremo lealmente al suo fianco  con
  queste  considerazioni  che, per onestà intellettuale,  era  giusto
  esternarle, e voglio augurare a lei, alla sua Giunta, ai vecchi  ed
  ai  nuovi  assessori e a chi, come l'onorevole Strano e l'onorevole
  Beninati,  sono stati già validi assessori in trascorse  Giunte  di
  governo, un proficuo lavoro, nell'interesse superiore della  nostra
  Terra  che, in questo momento, ha bisogno di coesione e di rilancio
  governativo per vedere risolti i problemi che l'attanagliano.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pogliese. Spero che tutti riescano a
  contenere gli interventi nello stesso tempo che lei ha utilizzato.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di  potere
  e  dovere  intervenire in questo dibattito,  a  conclusione  di  un
  percorso che ha visto momenti di tensione, di scontro, come pure di
  dibattito non del tutto corrispondente all'alveo, al percorso,  che
  una democrazia impone.
   Noi  siamo  diventati  parlamentari  e,  contestualmente,  abbiamo
  contribuito  all'elezione  del  Presidente  della  Regione,  perché
  sostanzialmente  intendiamo  dare,  almeno  io  intendo  farlo,  un
  contributo  a  fronte  di  quella  che  è  la  responsabilità   che
  l'elettore ci ha conferito.
   Davanti  a  questo tema, ritengo che diventi un fatto  importante,
  essenziale,  poter avere condivisione nelle scelte,  nel  dibattito
  politico,  in  tutto  ciò  che  riguarda  un  percorso  dove,  caro
  Presidente  Lombardo, aprioristicamente  non può  essere  stabilito
  chi è buono e chi è cattivo.
   Ritengo   che,   con   i  fatti,   abbiamo  da  dimostrare   come,
  quotidianamente,  ci  impegniamo in  quello  che  è  il  senso  del
  servizio e dell'azione politica che, con coerenza, dobbiamo portare
  avanti - e sicuramente io appartengo a costoro - ed in questo senso
  vorrei   sottolineare  che,  a  volte,  le   scelte,   per   essere
  determinate, sostenute, devono anche essere condivise;  quindi,  in
  questa direzione, occorre un maggiore senso di confronto.
   Oggi dobbiamo distinguere ciò che è un fatto politico da ciò che è
  un fatto istituzionale. In questa gerarchia di valori, ritengo che,
  innanzitutto,  il  senso delle Istituzioni  debba  farci  dire  che
  dobbiamo garantire la governabilità ed in questo, come appartenente
  al  Partito  del Popolo della Libertà, mi ritrovo, mi riconosco  in
  quelle che sono le scelte, appunto, che il partito ha determinato.
   Ma  devo  pur  evidenziare che, a mio avviso,  c'è  una  crescente
  necessità  di  confronto. Sicuramente, anche noi  l'avvertiamo.  La
  coalizione che ha determinato questo Governo, al momento in  cui  è
  stata  fatta  una  scelta, quindi il Popolo della  Libertà,  l'UDC,
  l'MPA,  ha sicuramente sancito uno spirito di coalizione che  aveva
  come  obiettivo essenziale, appunto, la governabilità, l'efficienza
  e lo sviluppo.
   Questi  sono  i  temi  in  cui  anch'io  intendo  riconoscermi   e
  ritrovarmi.  Allora,  se  questa è la premessa  perché  è  nato  il
  Governo,  c'è  anche  una  premessa  che  riguarda  un  accordo  di
  programma sul consenso delle parti che abbiamo realizzato, ma è  un
  consenso reciproco. E, allora, quando si intende tracciare una  via
  diversa, un percorso alternativo, quando s'intende sottolineare che
  c'è   una   necessità  di  voler  portare  avanti  un  cambiamento,
  sicuramente,  in questa direzione anche noi e anch'io  mi  ritrovo.
  Però,  deve essere una scelta di sostanza, non una scelta di forma,
  non  una  scelta  di facciata: onorevole Presidente della  Regione,
  anche  in  questo  dobbiamo dimostrare,  con  i  fatti,  che  nella
  gestione concreta e, quindi, nelle Istituzioni, nel momento in  cui
  c'è  il  senso  di  responsabilità, perché deve  esserci,  non  può
  prevalere  la  politica,  quella politica  che  non  è  volta  alla
  gestione  delle  Istituzioni perché funzionino  in  maniera  seria,
  leale, trasparente e nella stretta legalità in cui mi riconosco.  A
  volte,  le Istituzioni vengono usate per determinare un momento  di
  consenso, facendo, quindi, prevalere scelte che sono della politica
  dei partiti.
   Probabilmente,  in  tal  senso, andrebbe  meglio  valutata  quella
  scelta  che  a  volte  viene compiuta dalla politica  dei  partiti:
  abbiamo  assistito ad alcuni enti che hanno visto - a mio avviso  -
  soggetti che hanno gestito le rispettive amministrazioni con grande
  senso di legalità, riprendendone il percorso, così come deve essere
  nel senso positivo per poi, magari, essere stati sostituiti per  un
  fatto politico.
   Su questo aspetto, va operato un approfondimento, una distinzione,
  va  fatta una raccomandazione: che le scelte passino da un  momento
  anche di equilibrio e di seria valutazione.
   Se  poi il senso della scelta politica vuol dire cambiamento, vuol
  dire lotta senza quartiere per il cambiamento e per la legalità, in
  questa  direzione io sono - e noi tutti siamo - tra coloro i  quali
  sosteniamo la linea politica del PDL in una sicura azione che vuole
  determinare  tale scelta. Lo abbiamo dimostrato  con  i  fatti.  E'
  giusto  che  in  quest'Aula, in questa sede,  il  Presidente  della
  Regione, nel portare a consuntivo i risultati di alcune attività di
  iniziativa legislativa, come la sanità, prenda atto che  la  scelta
  deriva  da un grande impegno che questa Assemblea ha realizzato  e,
  quindi,  i meriti non sono ascrivibili soltanto al Governo  stesso,
  non  sono  ascrivibili  soltanto a chi porta  avanti  e  sottolinea
  questi  aspetti, ma sono senz'altro ascrivibili a  tutti  coloro  i
  quali   hanno   condiviso,  impegnati  in  questa  direzione,   nel
  determinare una legge che l'Assemblea regionale siciliana ha varato
  e  i  cui  risultati, collegati con il vecchio  Piano  di  rientro,
  diventano un fatto oggetto di valutazione.
   Se   questo   è   l'elemento  importante  che  deve   indurci   al
  ragionamento, diciamo che siamo in presenza di una riflessione  che
  vede,  come fatto politico, il PDL che si ritrova in una scelta  in
  cui  l'azione di Governo, quest'azione di Governo, vuole essere  da
  noi  sostenuta. Attendiamo in questa direzione maggiori segnali  di
  rispetto  verso  ciò  che deve essere il senso della  democrazia  e
  della  condivisione delle scelte, perché è chiaro che non  può  che
  esserci, sotto questo profilo, una precisa sottolineatura, non  può
  esserci  un  aspetto che si limiti a questo ruolo di  soggetti  che
  determinano  valutazioni unilaterali.  Quasi  un  Catone  che  deve
  distinguere chi è buono e chi è cattivo
   Ritegno  che,  fino  a  prova  contraria,  ognuno  di  noi   possa
  partecipare con grande impegno per determinare una propria azione a
  sostegno dell'Esecutivo, al fine di dare un proprio contributo alle
  scelte da compiere.
   Questo,  a  mio  avviso, deve essere anche il  senso  della  reale
  democrazia   a   cui   tutti   dobbiamo  riferirci,   diversamente,
  probabilmente, dovremo parlare di una  democrazia innovata .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, stamattina, per caso, mi è  capitato  di
  leggere  Il  Riformista.  Nel dare notizia  di  quanto  avviene  in
  Sicilia,  il  giornalista scrive una cosa che,  devo  dire,  mi  ha
  sorpreso.
   Si  narra di una notizia che circola tra i corridoi del Parlamento
  siciliano  e  che mi verrebbe attribuita:  pare che qualche  giorno
  fa,  io  abbia incontrato un nuovo Assessore del Governo e che  non
  l'abbia  riconosciuto.  La  gaffe, immediata,  alle  presentazioni:
   Scusi,  ma  lei chi è? . Dietro l'aneddoto, scrive il giornalista:
   ci sono tutti i rischi di una strada in salita .
   Adesso smentisco questa notizia, anche perché non mi è capitato di
  incontrare  nuovi assessori, per la verità neanche oggi  e  neppure
  ieri, almeno alcuni di essi.
   Vorrei  ricordare che siamo qui perché, dopo che 35, 37,  33,  non
  importa,  deputati  che  si  riconoscono  nella  maggioranza  hanno
  richiesto la convocazione di una seduta straordinaria per  valutare
  le   ragioni  dell'azzeramento  della  Giunta  di  governo  che  il
  Presidente  della Regione ha determinato tra il 23 e il 25  maggio,
  ebbene,  a  seguito  di  quella  seduta  straordinaria,  oltretutto
  convocata alla vigilia del voto per le elezioni europee, gli stessi
  protagonisti di quella richiesta, non presenti fisicamente in Aula,
  facevano  mancare  il  numero  per consentire  la  discussione.  E,
  soprattutto,  lo facevano in nome del fatto che, a quel  punto,  si
  attendeva il carattere del nuovo Governo e le deleghe che sarebbero
  state attribuite.
   Abbiamo oltretutto assistito a un dato inedito, almeno da quando è
  stata  introdotta l'elezione diretta del Presidente della  Regione:
  abbiamo avuto nominato un Governo in due tempi. C'è un Governo  del
  primo tempo che, oltretutto, ha avuto successivamente, dopo qualche
  giorno,  alcune  delle deleghe alle quali sono preposti  i  singoli
  assessori,  ed un Governo del secondo tempo che, tranne l'assessore
  Strano,  ancora  quest'Aula  non ha avuto  modo  di  conoscere,  mi
  riferisco alla dottoressa Chinnici e al dottore Armao, mentre  ieri
  ho  visto  per qualche attimo l'assessore per l'industria  Venturi,
  oltre  al  neo  assessore Milone, ma credo che  formalmente  l'Aula
  doveva essere nelle condizioni di conoscere gli uomini e le ragioni
  per le quali sono stati nominati nonché i rami dell'Amministrazione
  a cui sono stati preposti.
   L'assessore  Milone,  l'assessore  Strano,  l'assessore  Armao   e
  l'assessore  Beninati, che in questo caso è  un  collega  deputato,
  sono  nominati assessori, ma lo sanno solo loro, perché  non  credo
  che  la  Segreteria generale della Regione conosca questi  signori,
  visto  che  non sono stati loro attribuiti compiti per  i  quali  è
  prevista dallo Statuto la nomina di assessore.
   E  questa è la prima anomalia che, se vuole, signor Presidente,  è
  anche  la  spia della confusione politica che regna in Sicilia,  di
  una  confusione politica che sta dentro sia la ragione della crisi,
  sia la soluzione della crisi stessa.
   Onorevole  Presidente, lei ci ha raccontato di  aver  azzerato  la
  Giunta  per  bloccare chi remava contro, chi non si  vuole  rendere
  conto  che la  festa è finita e che la Sicilia, invece, ha  dinanzi
  sfide  difficili, in cui occorre avere consapevolezza  che  non  ci
  possono essere più rinvii .
   Questa  è la considerazione che, in questo mese, ha raccontato  ai
  Siciliani e che, per certi versi, ha ripetuto a questa Aula. Credo,
  però, onorevole Presidente, che lei non abbia detto la verità.
   Non  ha  detto  la verità, anche rispetto a quanto  è  avvenuto  a
  seguito  delle  ragioni  per  cui lei ha  azzerato  la  Giunta.  Mi
  riferisco al duro scontro tra lei e dirigenti importanti  di  forze
  politiche  che  l'hanno sostenuta fino ad oggi, addirittura,  anche
  con  un  provvedimento  senza precedenti nella  vita   democratica,
  ovvero la presentazione di un disegno di legge costituzionale  che,
  sostanzialmente, si prefiggerebbe (perché ancora non è dato sapere,
  il  condizionale è d'obbligo) di revocare la fiducia al Presidente,
  sostituendolo   con   altro   eletto  dal   Parlamento   siciliano,
  contestualmente  al  momento in cui viene revocata  la  fiducia  al
  Presidente dalla maggioranza della maggioranza che, al  di  là  del
  bisticcio di parole, vuol dire la minoranza del Parlamento
   La  maggioranza della maggioranza, nel momento in cui è tale, vuol
  dire  che è minoranza e, quindi, si vorrebbe introdurre una riforma
  di  natura  costituzionale usando, dal punto di vista  dottrinario,
  credo  che  non  esista  in  alcun testo  sacro   del  diritto,  un
  principio  in  cui  la maggioranza venga costruita  attraverso  una
  minoranza.
   Al  di  là dello strumento del disegno di legge, però, quel  testo
  era   una  pallottola  in  una  pistola  puntata  alla  tempia  del
  Presidente  della  Regione,  ma credo  anche  di  questa  Assemblea
  regionale siciliana.
   Lei  non  ha detto la verità in Aula  Lei ha ridotto tutto  ad  un
  fatto  tra persone: c'era qualcuno che remava contro; c'era qualche
  assessore  della precedente Giunta che non si comportava bene.  Lei
  ritiene  che sia stata questa la ragione del fallimento  della  sua
  Giunta di quest'anno? Se lo ritiene, credo che stia commettendo  un
  errore  politico grave ma, soprattutto, sta dicendo una bugia  alla
  Sicilia
   Onorevole Presidente,  credo che lei avesse il dovere - come  oggi
  - di dire la verità.
   E  la  verità  è  una sola: la maggioranza che l'ha sostenuta,  la
  coalizione  politico-elettorale che l'ha  eletta  Presidente  della
  Regione,  non  è in grado di dare soluzioni ai problemi  di  questa
  stessa Regione.
   Onorevole  Presidente, su ogni atto più o meno  importante,  della
  vita  di  questa  Assemblea, in questo ultimo anno, abbiamo  sempre
  avuto  iniziative legislative non di singoli deputati, ma di Gruppi
  parlamentari, a nome dei rispettivi partiti, i quali hanno  segnato
  in  maniera radicale, in alcuni casi, una diversità di approccio  e
  di  soluzione  ai  problemi della Sicilia. Sta qui  lo  scarto  tra
  quello  che  è  un  dato di realtà e quella  che,  invece,  si  sta
  cercando di contrabbandare come una soluzione.
   Insomma, onorevole Presidente, per dirla in altre parole,  lei  in
  questo  momento  appare  un uomo che sta utilizzando  l'accanimento
  terapeutico per tenere in vita una coalizione che, al punto in  cui
  siamo, rischia di fare solo danni  E anche le dichiarazioni che  ho
  sentito  in quest'Aula, con il rispetto dovuto a tutte le posizioni
  in  campo,  credo siano lo specchio più fedele della  commedia  che
  stiamo    continuando   a   recitare:   dichiarazioni   di    leale
  collaborazione,  con  una  premessa  però  lunga  di  assoluta  non
  condivisione di tutto quello che è avvenuto. Insomma, è  il  famoso
   governo  del  però  quando si dice una cosa, però  c'è  sempre  un
  però  sulle  soluzioni  e  sulle  ragioni  che  possono  portare  a
  differenziarsi
   E sta qui anche la scelta che lei ha fatto nel dare soluzione alla
  crisi.  Sostanzialmente, facendo che cosa?  Lo  ha  dichiarato  lei
  stesso, non tradendo la coalizione che l'ha eletta, riproponendo un
  Governo, magari con una  spolveratina  di tecnici o pseudo tali ma,
  sostanzialmente,   un   Governo   che,   per   chiudere   in   nome
  dell'autonomia, l'ha costretta a fare pellegrinaggio un giorno sì e
  uno sempre a Palazzo Grazioli
   Onorevole  Presidente,  con le nuove tecnologie  si  può  fare  la
  visita   in  tanti  modi,  con  i  videotelefoni,  con  i  contatti
  telefonici  eccetera.  Adesso non voglio fare  battute  su  Palazzo
  Grazioli, lo eviterei anche per dare sacralità

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la prego di non distrarsi  e  di
  concludere perché ha ancora a disposizione un  minuto e 58 secondi.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, dal  momento  che  il  mio  Gruppo
  parlamentare  ha scelto di limitarsi al mio intervento,  le  chiedo
  qualche  minuto  di  tolleranza per consentire  di  poter  fare  un
  ragionamento compiuto.

   PRESIDENTE.  Lei  ha  ragione,  soltanto  che  prima  era  l'unico
  rappresentante   dell'opposizione,   adesso   c'è   qualche   altro
  rappresentante dell'opposizione per cui devo utilizzare  lo  stesso
  criterio per tutti

   CRACOLICI. Ha ragione, ancora  non mi sono abituato, ma su  questo
  ci arriverò tra qualche minuto.
   Non  sono  abituato, dicevo, e chiedo scusa alla Presidenza,  però
  non  so se lei stia facendo una battuta a me o a qualcun altro, non
  so come definirla, ma credo fosse rivolta ad altri.
   Quindi,  di  fronte  ad  una  crisi che  è  tutta  politica,  lei,
  onorevole  Presidente  della Regione, alla  fine  di  questa  lunga
  commedia durata oltre un mese, ha sostanzialmente dato vita  ad  un
  Governo che io chiamo un Governo Lombardo-Berlusconi.
   Un  Governo di cui, anche per il carattere di difficoltà  politica
  generale,  non solo sua, ma anche del Presidente del  Consiglio,  è
  assai  prevedibile la durata che coinciderà con quella dello stesso
  Presidente del Consiglio dei Ministri.
   Infatti, l'unica vera novità che si è consumata in questa  vicenda
  politica è che alla fine della giostra, la famosa questione del chi
  remava contro si può sintetizzare in due parole: l'UDC come partito
  e  i  coordinatori regionali del PDL, Castiglione e Nania. Mi  pare
  che  l'esito  di  questa  vicenda si  possa  concludere  in  questi
  termini. E' un dato di cronaca.
   Voglio  dire qualcosa ai colleghi dell'UDC, ho sentito  le  parole
  dell'onorevole  Cordaro.  Consiglio,  visto  il  know-how  che,  mi
  permetto  di dire, abbiamo nel fare opposizione, ebbene, suggerisco
  molta calma, di non perdere la pazienza, di essere sereni nel  fare
  opposizione e di non essere nervosi, perché l'opposizione  migliore
  si fa se si è sereni. Diversamente, si finisce per perdere di vista
  l'obiettivo  finale, anche perché capisco che  gli  amici  dell'UDC
  vivono una condizione, a questo punto, paradossale.
   Sono  fuori  dal Governo nazionale per scelta propria,  fuori  dal
  Governo regionale perché sono stati cacciati, ma rimangono in tante
  Giunte comunali, compreso Palermo e Catania, dove addirittura  l'ex
  vicesindaco,  fino  a  un  giorno fa, è  stato  nominato  al  posto
  dell'UDC, con l'UDC che sostiene la Giunta dove c'era, appunto,  il
  vicesindaco di Palermo, Milone.
   Quindi  traggo  alcune  contraddizioni a proposito  di  linearità:
  suggerirei,  come  dire, ognuno scelga le proprie linearità,  senza
  che  qualcuno  si  erga  a maestro di altri  Dobbiamo  avere  tutti
  pazienza,  dobbiamo  abituarci tutti a capire la  nuova  situazione
  politica. Vedremo quale sarà il contesto in cui opereremo. La  cosa
  che mi pare a questo punto, però, irrisolta è una, e concludo. Si è
  aperta  una  crisi  in  cui il famoso  chi remava  contro   ruotava
  intorno  a  un  argomento che è stato al centro  della  cronaca  di
  queste  settimane: i fondi FAS. Ci saremmo aspettati, da parte  del
  Presidente della Regione, che l'esito della crisi portasse  con  se
  anche l'esito della vicenda dei fondi FAS.
   In  questi  incontri  con il Presidente del  Consiglio,  onorevole
  Presidente della Regione, oltre che dei nomi degli assessori  avete
  pure  parlato in nome dell'interesse della Sicilia, quando saranno,
  cioè,  trasferiti a questa Regione i fondi che le  spettano  e  che
  questo Governo sta ogni giorno riducendo e cancellando?

                 (applausi dai banchi della sinistra)

   Onorevole  Presidente,  ho  sentito  che  lei  ha  fatto   qualche
  dichiarazione alla stampa - non ne ha parlato in quest'Aula, ovvero
  se  lo ha fatto, non ne ha parlato riferendosi all'incontro con  il
  Presidente del Consiglio -, in merito al fatto che siamo  in  piena
  emergenza rifiuti.
   Ho  letto ieri sui giornali siciliani che il Presidente Berlusconi
  ha  dichiarato che in Sicilia la situazione dei rifiuti è  peggiore
  rispetto a quella che c'era un anno fa in Campania.
   Ieri  mattina, il Presidente del Consiglio dichiara che in Sicilia
  l'emergenza  rifiuti c'è, omettendo di farlo  un  mese  fa,  quando
  Palermo era invasa dai sacchetti dei rifiuti: quei sacchetti  erano
  sacchetti  elettorali, un'invenzione elettorale del  centrosinistra
  che si era inventata l'emergenza come spot elettorale
   Adesso prendiamo atto che anch'egli dichiara che c'è una emergenza
  rifiuti; però ci sono due coincidenze strane, onorevole Presidente,
  e  vorremmo  sapere  nelle sue conclusioni se di  questo  ne  avete
  parlato  perché, vede, uno più uno fa due  Ieri il  Presidente  del
  Consiglio  ha  dichiarato che c'è una emergenza rifiuti,  alle  ore
  13.00  nessuna impresa italiana, europea e mondiale, ha  presentato
  alcuna offerta nella gara per i termovalorizzatori.
   Se uno più uno fa due, è possibile che ne abbiate discusso, ma non
  ne vuole parlare o non vuole ancora dirlo all'Aula, mi riferisco al
  fatto che volete dichiarare l'emergenza attraverso la nomina di  un
  nuovo Commissario per l'emergenza. Perché, magari, si vuole gestire
  con le procedure dell'emergenza, cioè straordinarie, quanto non  si
  riesce a fare con le procedure ordinarie
   Allora,  si dica a questo Parlamento  quali sono stati i  temi  di
  questo accordo
   Infine, onorevole Presidente, lei ha dichiarato - su questo vorrei
  una  sua rassicurazione - che la Sicilia è di fronte a problemi che
  vengono  dal  passato, che non si può continuare ad  andare  avanti
  aspettando  che altri ce li risolvano, magari con una  pacca  sulle
  spalle  -  sono  sue  dichiarazioni - a  proposito  della  gestione
  allegra della finanza pubblica di questa Regione. Ed ha dichiarato,
  altresì,  che ci sono alcune grandi questioni. Una delle  quali  mi
  sembra un po' eccessiva, e mi riferisco all'euforia di queste  ore,
  a  proposito  della vicenda della sanità. E lo dice uno,  onorevole
  Presidente, che ha sempre dichiarato che il piano di rientro per la
  Sicilia non era una mannaia, ma una opportunità, se si intende come
  tale   che,   assieme  al  risanamento  finanziario,   proviamo   a
  riorganizzare il sistema sanitario.  Io, assieme a lei, parteciperò
  a  tutte  le  iniziative  che festeggeranno  il  buon  esito  della
  politica sanitaria, quando avremo ridotto le liste e i viaggi della
  speranza,  quando  avremo azzerato le liste d'attesa  per  fare  un
  esame  di qualunque tipo, da una tac piuttosto che una mammografia.
  A  quel  punto avremo parlato di buona sanità  So che non è  dietro
  l'angolo, ma eviterei festeggiamenti anticipati
   Ha  parlato di formazione professionale, di riforma della Regione,
  ha   parlato   di   risanamento  finanziario.  Insomma,   onorevole
  Presidente,  lei  ha  aperto  alcuni  capitoli,  alcuni  titoli  di
  questioni per le quali vuole aprire una stagione delle riforme.
   Onorevole Presidente, la parola riforma, ormai in questo Paese,  è
  stata abusata. Userei, a questo punto,  stagione dell'innovazione .
   Le  assicuro,  onorevole Presidente, che noi siamo  una  forza  di
  opposizione e, come tale, intenderemo sfidare lei e il suo  Governo
  sul  terreno  della  innovazione, per  fare  una  buona  formazione
  professionale in Sicilia che non costi tanto quanto ci ha informato
  ieri   la   Corte   dei  conti,  per  fare  un  buon   sistema   di
  riorganizzazione degli Ato-rifiuti, come Ato, evitando di costruire
  quella  porcheria che è stata realizzata con il piano  dei  rifiuti
  dei  quattro  termovalorizzatori, prevedendo  un  nuovo  piano  dei
  rifiuti  in  Sicilia. E, ancora, per avere un piano energetico  che
  non  sia  la  giungla dei  fai da te , come è stata in  gran  parte
  l'attività dei produttori energetici della nostra Regione, sia  nel
  settore eolico che fotovoltaico.
   Infatti, quando abbiamo realizzato il piano, già i  buoi erano  in
  gran parte scappati dalla stalla
   Sul   terreno  dell'innovazione  accettiamo  la  sfida,  onorevole
  Presidente, però - e ho finito il mio intervento - devo  dirle  con
  grande  sincerità  che  temo  che le  sue  siano  dichiarazioni  di
  intenti,  perché lei, in quest'Aula, non ha una maggioranza.  E  un
  Governo,  per quanto eletto direttamente dal popolo, per varare  le
  riforme,  ha  bisogno  del  Parlamento, ha  bisogno  del  voto  dei
  deputati   ai   provvedimenti  legislativi,  ha  bisogno   di   una
  maggioranza che condivida le soluzioni ai problemi della Sicilia.
   Questo è il suo principale problema politico
   Lei,  oggi, con questo Governo, ha deciso soltanto di rinviare  di
  qualche  settimana il problema politico che ha la  Sicilia,  ovvero
  che  la  coalizione  uscita  vincitrice  l'anno  scorso,  dopo   lo
  scioglimento anticipato dell'Assemblea, e che in Sicilia  ha  vinto
  le  elezioni, è stata maggioranza numerica ma non riesce ad  essere
  maggioranza politica. Ed è questo il problema
   Fino  a quando lei, per primo, non ne riuscirà a prendere atto,  è
  evidente  che  staremo soltanto recitando più  parti  in  commedia,
  senza riuscire a risolvere un solo problema per la Sicilia e per  i
  siciliani.

                 (applausi dai banchi della sinistra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  quando si è proceduto  a  parlare  in  Italia
  dell'unificazione  di Alleanza Nazionale con Forza  Italia  per  la
  creazione di un grande Partito della Nazione, di un grande  Partito
  degli  italiani, debbo confessare che io, proveniente dalla Destra,
  dal glorioso Movimento Sociale Italiano, avevo qualche perplessità,
  anche alla luce del fatto che avevamo, ed abbiamo, un grande leader
  all'interno  della  Destra italiana, nella  persona  di  Gianfranco
  Fini.
   Avevo, quindi, qualche perplessità nonostante il fatto che già  ai
  tempi  del Movimento Sociale Italiano appartenevo, assieme a  tanti
  altri  del  mio partito, alla componente centrale di questo  stesso
  partito,  che si rifaceva al compianto Pinuccio Tatarella,  a  quel
  Pinuccio Tatarella che già allora, più di venti anni fa, negli anni
  '80,  parlava  di andare oltre il Polo, di allargare la  coalizione
  del Polo delle Libertà, e, quindi, preconizzava la nascita del PDL.
   Ebbene,  nonostante tutto ciò, avevo comunque qualche  perplessità
  ad  abbracciare  il  PDL  e la Presidenza  di  Berlusconi,  perché,
  ovviamente,  alcuni  suoi  atteggiamenti non  mi  convincevano  del
  tutto.
   Però, signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce di quanto è
  avvenuto  oggi,  debbo dire che Silvio Berlusconi  è  veramente  un
  grande, è veramente il più grande leader degli ultimi anni, il  più
  grande uomo politico che l'Italia abbia potuto esprimere.
   Perché?  Che Berlusconi sia il leader di gran lunga di maggioranza
  in Italia non ci sono dubbi; tutte le elezioni lo dimostrano, anche
  le  ultime,  in maniera clamorosa, hanno dimostrato di quale  ampio
  consenso  sia dotato e riscuota nel Paese, nonostante  le  campagne
  elettorali  che  sono state fatte su temi che definire  ridicoli  e
  persecutori  è ancora dir poco  Eppure, Berlusconi ha  aumentato  i
  voti,  il  PDL ha aumentato i consensi rispetto alle politiche,  il
  che sarebbe quasi impossibile, vista la polarizzazione del voto che
  c'è  durante  le  elezioni politiche, rispetto alle europee,  vista
  l'affluenza al voto dell'86% alle politiche a fronte del  60%  alle
  europee.  Sarebbe impossibile, dicevo, aumentare  i  voti  rispetto
  alle  nazionali, eppure lui ce l'ha fatta  Si è detto che in Europa
  Sarkozy ha avuto un grande risultato ed è a capo di un partito  che
  ha preso il 28%, ricordo che il PDL è andato al 37%
   Nonostante questo si sapesse, perché lo sapevano tutti, debbo dire
  che  è un grande, perché è riuscito nella composizione della  crisi
  che,  a  nostro avviso, in maniera inopinata, era stata aperta  nel
  bel  mezzo  di  una  campagna elettorale dal  Presidente  Lombardo:
  Berlusconi   è  riuscito  a  ricomporla,  nonostante   i   malumori
  all'interno del PDL, ma addirittura coinvolgendo a sé la  sinistra,
  l'ex PDS, coinvolgendo il PD nella soluzione di questa crisi.
   Vedete,  onorevoli  colleghi,  di  fronte  a  un  dibattito   così
  importante  -  me  ne  compiaccio - il PD non interviene,  e  anche
  questa è una delle idee che ha lanciato l'odiato grande Berlusconi.
  Non  più  di  un  mese  e mezzo fa, cosa aveva  lanciato,  infatti,
  Berlusconi? Aveva detto che il Parlamento, obiettivamente,  con  le
  due  Camere è un  doppione , che fa perdere tempo, che intervengono
  tutti  i  deputati,  che  sarebbe utile  fare  intervenire  solo  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, ricordate? Era una proposta  di
  qualche  mese  addietro. Aveva detto, addirittura, di pervenire  al
  punto di far votare solo i Capigruppo e, oggi, il PD in quest'Aula,
  ha  parlato  solo  per  voce  del  suo  Capogruppo,  dell'onorevole
  Cracolici, di un valente deputato, ma ha parlato solo per sua voce.
  Si  è, cioè,  adeguato, anche in questo, a ciò che Berlusconi aveva
  lanciato non più di un mese e mezzo fa. E' veramente un grande
   E  nell'intervento dell'onorevole Cracolici, ha parlato per  venti
  minuti esatti, cominciando ad avanzare qualche velata critica  alla
  situazione, ribadendo che il PD è un partito di opposizione (perché
  lo ha ribadito, lo ha gridato,  il PD è un partito di opposizione ,
  declamandolo),  ma  su  venti minuti ha iniziato  a  parlare  della
  Sicilia  o  degli  eventuali problemi che  l'affliggono,  solo  dal
  sedicesimo o diciassettesimo in poi, su venti minuti ha parlato per
  diciassette a difesa di una situazione non chiara, io mi  divertivo
  con  i colleghi ad anticipare quali sarebbero stati i vocaboli  che
  l'onorevole  Cracolici avrebbe usato da lì a  qualche  istante,  lo
  possono testimoniare i colleghi.
   E'  un  dato  di  fatto, di fronte a una crisi che  doveva  essere
  ghiotta per un partito di opposizione, lei ha dato la dimostrazione
  plastica di un PD che l'opposizione non ha fatto mai - e menomale -
  di  un PD che non esiste, di un PD che è appiattito e non si sa  su
  che  cosa.  E, a questo riguardo, è molto istruttivo l'articolo  di
  spalla che c'è oggi su Repubblica, nella parte riguardante Palermo,
  laddove   si  dice  che  la  democrazia  è  un  optional,   facendo
  un'analisi di quanto è accaduto e che sta accadendo in Sicilia.
   Bene,  tutto  questo che è ormai risaputo, può darsi che  discenda
  dalla paura che ci sia il rischio di nuove elezioni; non c'è questo
  pericolo,  onorevole Cracolici  E' importante  che  questo  Governo
  lavori  Non c'è il pericolo che si vada a nuove elezioni
   Certo, c'è un grande pericolo per voi del PD  C'è  il pericolo che
  scompariate dalla scena politica siciliana, che siate spazzati  via
  da  un popolo, quello siciliano, a cui tutto si può dire, tranne di
  essere  un  popolo  di imbecilli, tranne di essere  gente  che  non
  capisce e non si rende conto.
   I  siciliani hanno capito benissimo con chi hanno a che fare:  con
  un'opposizione  che  non  è  tale;   che,  forse,  vorrebbe  essere
  maggioranza  e  che  viene menata come  il can per  l'aia   da  una
  maggioranza di centrodestra che è straripante, che è debordante
   L'opposizione,  faccia l'opposizione, se ne è capace   Che  faccia
  l'opposizione, onorevole Cracolici: i siciliani guardano anche  lei
  e  lo stanno facendo  Hanno assistito, e bene, a questo dibattito e
  hanno  l'intelligenza per capire cosa avete detto  e,  soprattutto,
  cosa non avete detto, perché qua  nisciuno è fesso , mutuandolo dai
  napoletani, ma siamo Regno delle due Sicilie, in fondo
   Certo, rischiate di essere menati come  il can per l'aia , da  una
  maggioranza  di  centrodestra che è strabiliante,  da  un  capo  di
  questa  maggioranza, Silvio Berlusconi, che ha dimostrato di essere
  un  grande,  e  dal  presidente  Lombardo  che,  ovviamente,  va  a
  rapportarsi con Silvio Berlusconi.
   E perché non dovrebbe farlo? Perché Lombardo non dovrebbe andare a
  rapportarsi  con  Berlusconi?  E  con  chi,  se  no?   Lombardo   è
  espressione di una maggioranza di centrodestra, governatore di  una
  Regione  che ha il 70 per cento di consensi di centrodestra.  Bene,
  perché  non  dovrebbe farlo? Certo, Lombardo  è  andato  a  Roma  a
  discutere con Silvio Berlusconi la soluzione della crisi. E a  Roma
  l'ha  risolta. Hanno risolto la crisi a Roma. L'hanno risolta nelle
  stanze  di  Palazzo  Grazioli. L'hanno risolta lì,  caro  onorevole
  Cracolici. Come era giusto che fosse, onorevole Cracolici.
   Forse  il  PD è rimasto un po' deluso, ma il PD deve fare  ammenda
  con  se  stesso,  perché  ci sono i ruoli: è  inutile  pensare  che
  all'interno del PDL ci possa essere una spaccatura o un'opposizione
  a   questa  maggioranza.  All'interno  del  centrodestra   c'è   la
  consapevolezza  di essere una grande forza, che è  espressione  dei
  siciliani per risolvere i problemi dei siciliani.
   Certo,  non  ci  è  piaciuto, come pure a  Berlusconi  credo,  che
  Lombardo  abbia  aperto  la crisi nel bel  mezzo  di  una  campagna
  elettorale.  Certo,  magari ad alcuni non  è  piaciuto  come  si  è
  risolta  questa crisi, ma ci sono dei momenti per ogni  situazione.
  In   un solo caso non ci sono vie d'appello e vie d'uscita: per  un
  partito  che  viene eletto dal popolo per svolgere  un  mandato  e,
  invece,  tradisce quel mandato per far altro  A questo non c'è  via
  d'uscita,  perché la risposta, comunque, la si deve dare  al  corpo
  elettorale.
   Chi è stato eletto per fare la maggioranza ed è stato indicato dal
  popolo  per  fare la maggioranza dovrà farla  E chi è stato  eletto
  per  fare  l'opposizione  deve  fare l'opposizione,  pena,  non  il
  giudizio  negativo, pena la scomparsa  Quindi, io faccio i migliori
  auguri a questo Governo, nella cui compagine vedo il ritorno di  un
  caro  amico,  Nino Strano, e vedo la presenza di  un  assessore  di
  Messina, l'onorevole Beninati e me ne compiaccio.
   Certo, staremo attenti perché noi deputati siamo i destinatari dei
  consensi:  è  un  voto  trasferito e, quindi,  abbiamo  il  dovere,
  l'obbligo  di  vigilare che il Governo faccia il proprio  dovere  e
  risolva  i  problemi  dei  siciliani.  Problemi  che,  per   stessa
  ammissione  del Presidente Lombardo, sono tanti e non  sempre  sono
  stati  affrontati e risolti nell'anno che è passato, tant'è che  il
  Presidente   della  Regione  ha  detto  di  aver  dovuto   cambiare
  compagine.
   Ci  auguriamo che questo Governo affronti e risolva i problemi  di
  questa Terra, che sono tanti e che attendono da troppo tempo  delle
  risposte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  nome  mio  e
  dell'UDC,  affronto  questo  dibattito  con  un  senso  psicologico
  surreale,  quasi di un reality televisivo politico e dico perché.
   Personalmente,  sarò   critico non per  dovere,  o  non  solo  per
  dovere, ma soprattutto per convinzione nei confronti del Presidente
  Lombardo e di questo Governo.
   E mi trovo in difficoltà. Perché?
   Perché  sono  da  decenni amico di Raffaele  Lombardo  e  lo  sono
  diventato, ancor di più, perché l'amicizia si verifica nei  momenti
  difficili,  i  momenti difficili della nostra vita,  quella  sua  e
  quella  mia.  Lombardo, oltre all'esperienza politica comune  nella
  Democrazia  Cristiana, è stato mio segretario regionale   dell'UDC.
  Abbiamo   collaborato,  l'ho  rispettato.  Lombardo,   non   appena
  costituito l'MPA,  in una riunione congiunta del neonato partito  e
  dell'UDC a Caltanissetta, ha siglato un patto federativo con il suo
  ex  partito,  appunto  l'UDC. E' durato lo spazio  di  un  momento
  Assieme  a  Totò  Cuffaro,  a  Saverio Romano,  ai  deputati  della
  precedente  legislatura, agli esponenti politici dell'UDC,  abbiamo
  creato  le  precondizioni  per far sì che Raffaele  Lombardo  fosse
  candidato  alla  Presidenza della Regione. E lo abbiamo  votato.  E
  l'ho  votato  con il  piacere di votarlo. Abbiamo partecipato  alla
  gioia della sua elezione
   Ora  mi trovo in una condizione,  maturata in questi mesi, di  non
  condividere  le cose che sono successe. Con un'aggravante.  So  che
  esprimendo  il mio non consenso, la mia critica, su  quello  che  è
  successo,  andrò  a finire in una sorta di black list  personale  -
  cioè  tra  i  cattivi - e se, come può avvenire  nella  vita  della
  politica,    dovessimo   ritrovarci   in   un   cammino    assieme,
  possibilmente,  sarei  tra quei deputati  non  graditi  sul   piano
  personale che non potranno mai fare gli assessori.
   Poco importa, però, questo aspetto. La politica va fatta e vissuta
  per  quello che è, e non ci possono essere condizionamenti,  almeno
  non  ce  ne  sono per me, come non ce ne sono per gli  altri  amici
  dell'UDC e di questo Gruppo parlamentare.
   Mi  appello ad un concetto di amicizia, un concetto che  ho  avuto
  modo  di  mutuare  tanti  anni fa, un'era  fa,  l'era  della  prima
  Repubblica.   Leggendo  con attenzione un  libro,  credo  fosse  di
  Francesco  Alberoni, dal titolo  L'amicizia  che mi fu regalato  da
  Giorgio   Di   Cristoforo,   attuale  responsabile   delle   pagine
  provinciali de La Sicilia,  mi è rimasta impressa una cosa, e  cioè
  che  essere  veramente  amico  non  significa  dire  sempre  di  sì
  all'amico.  Consiglio, a chi ne ha voglia,  la  lettura  di  questo
  libro.
   A  volte, il vero amico si vede quando ha il coraggio di dire  no,
  soprattutto quando sbaglia, soprattutto per evitare eccitazioni del
  momento  - che la politica porta spesso -, il vero amico, se  amico
  è, deve dire se si sta sbagliando.
   Se  dovessi fare l'analisi di quello che è successo in questi mesi
  -  perdonami,  Raffaele - dovrei concludere che credo  che  tu  non
  abbia  molti  amici. Hai una serie di collaboratori che  ti  dicono
  sempre  sì    E questo può anche non essere utile, perché  la  vera
  amicizia è collaborare per raggiungere gli obiettivi più giusti.
   Non  sono per niente soddisfatto di come si è risolta questa crisi
  di Governo.
   Presidente,   dovevi darci alcune risposte con il tuo  intervento,
  almeno  cinque, e non l'hai fatto  La prima: perché si è aperta  la
  crisi? Perché  hai rotto il patto elettorale con il PDL, con  l'UDC
  e  con  l'MPA, patto che ti ha portato alle elezioni? Chi ha remato
  contro?
   Non puoi essere generico. E' venuto il momento di dire i nomi e  i
  cognomi  degli  assessori e dei deputati di questo  Parlamento  che
  hanno  remato  contro, di indicare le occasioni, le circostanze  di
  chi  ha remato contro te e gli argomenti sui quali avrebbero remato
  contro e perché.
   Su  questo  aspetto  faccio un esempio  che  riguarda  la  sanità.
  L'Assessore  Russo,  e  anche  tu, girate  l'Italia  riportando  la
  notizia  delle  congratulazioni  unanimi  che  politica  e   organi
  ministeriali danno per questa scelta di riforma sanitaria. Guardate
  che  non  è stata una scelta solo del Governo, perché se  dovessimo
  comparare  la proposta  provvedimenti dell'assessore  Russo   e  la
  legge,  come è stata approvata dall'Aula, c'è un abisso.  Quella  è
  una  legge  che,  seppur attraverso un confronto  lungo,  duro,  un
  braccio  di  ferro  a volte drammatico, è stata  voluta  da  questo
  Parlamento; se quella legge è buona, il merito è  di tutti
   Certo,  individuo  il  tentativo dell'assessore  Russo,  sembriamo
  sempre in contestazione io e lui, ma è la politica, non è un  fatto
  personale,  di stravolgere quella legge con i decreti  assessoriali
  che - in gran parte - vanno oltre la legge; su questo, però, faremo
  un   dibattito   d'Aula  ad  hoc,  ove  possibile,  lo   chiederemo
  formalmente.
   Ma  non è soltanto la legge sulla sanità; altre leggi - come hanno
  ricordato  Pippo  Gianni  e Totò Cordaro -  sono  leggi  importanti
  volute  dal Governo e votate da quest'Aula con il dovuto confronto.
  E  ci  mancherebbe  altro.  Questo è il  sale  della  democrazia  o
  dovremmo avviarci tutti al pensiero unico per cui chi dissente, chi
  vuole  dibattere,  chi  è  contrario  deve  essere  cancellato  dal
  rapporto politico con il Presidente?
   Non credo che questa sia la strada giusta; forse non credo nemmeno
  sia   la   strada  che  vuole  Raffaele  Lombardo;  se  la  volesse
  sbaglierebbe  e  se  l'ha voluta sino ad ora si  deve  correggerla,
  perché non porta a  niente.
   Se   qualcosa  non  è  andata  bene,  Presidente,  permettimi   il
  rimprovero,  può essere anche colpa tua: tu sei il  Presidente,  tu
  sei il leader, hai il dovere del coordinamento, hai il dovere della
  sintesi.  Se  qualcosa non andava, prima di arrivare al precipizio,
  avevi il dovere e l'interesse di riunirci tutti attorno a un tavolo
  e  correggere  le  cose  che non andavano.  In  questa  fase  della
  ricomposizione  del  Governo  hai  agito  spaccando  e   dilaniando
  partiti, uomini e amicizie.
   Ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che la maggioranza in
  quest'Aula  è  tutta da verificare. Tu corri il  rischio  di  avere
  creato  una situazione politica, come dicono in America, di  anatra
  zoppa ,  un  Governo  che non ha la sua maggioranza  in  Assemblea.
  Ritieni che questo sia utile per gli interessi della Sicilia?
   Ritieni  che questo sarà nella storia della tua vita politica  una
  medaglietta  di  cui  potrai andare fiero?  Mi  permetto  di  avere
  qualche dubbio.
   La tua nuova Giunta, senza offesa per le persone, complessivamente
  è  priva  di peso politico; è una Giunta che nasce come conseguenza
  di ripicche, ripicche tue con l'UDC, ripicche tue con gli assessori
  dell'UDC,  ripicche  tue  con alcuni assessori  del  PDL,  ripicche
  all'interno  del PDL  Ritieni che un Governo che nasce  con  questa
  animosità preconcettuale possa far bene alla Sicilia?
   Ritengo di no; tu naturalmente riterrai di sì. Perché è una Giunta
  priva di peso politico?
   Sento  dire  da  tutti - maggioranza, opposizione,  organizzazioni
  sindacali,  mass media - che la Sicilia sta vivendo il  momento  di
  crisi  economica e occupazionale più grave degli ultimi decenni.  E
  dico  che proprio per questo è il momento che la politica si assuma
  le  proprie  responsabilità,  che non possono  essere  delegate  al
  tecnico  di  turno, non possono essere delegate a  chi   non  si  è
  guadagnato  con  il proprio sudore, con la  propria vita  politica,
  con  il  proprio  percorso amministrativo, con il proprio  percorso
  politico, il diritto e il dovere di rappresentare l'elettorato.
   In  questo  momento  di  crisi i tecnici  facciano  i  consulenti.
  D'altro canto, sei stato bravo: hai recuperato Giovanni Puglisi  da
  assessore, come consulente. Non è il momento di elevare  i  tecnici
  al  rango di responsabili politici.
   Si  dice che questo Governo sia un giusto miscuglio di politica  e
  di  società civile. Evito la solita battuta che chi resta fuori dal
  concetto  di società civile sia incivile. Dovrebbe riguardare  pure
  me.  Una  cosa è certa. Mi rivolgo ai colleghi. Guardate  che,  con
  questo  modo  di fare, avrete voglia di cumulare legislature:  tre,
  quattro,  dieci,  quindici,  di  avere  il  contatto  quotidiano  e
  devastante  con  l'elettorato, di seguire i  problemi  del  piccolo
  paese come delle grandi città.
   Guardate  che  con questo sistema, nessuno di voi,  con  qualunque
  tipo  di  maggioranza, potrà acquisire il titolo, il diritto  e  il
  dovere di amministrare la Sicilia all'interno del Governo.
   Siamo  tutti  destinati a continuare a fare i  deputati  -  nobile
  funzione  -,  ma  nel  momento  in  cui  viene  tarpata  dall'alto,
  onorevole Presidente, per chi fa politica è una mortificazione.
   Non  mi  permetto di entrare nel merito delle personalità tecniche
  nominate in questa Giunta, ma voglio fare due esempi.
   Il  primo  è  il  professore, avvocato Armao. Non la  ritengo  una
  designazione  eticamente  corretta e spiego,  perché   portando  ad
  esempio me stesso.
   Quando, tanti anni fa, fui preso dal vizio della politica,  pensai
  di  dovere  scegliere  se  la politica l'avrei  fatta  per  ragioni
  elettorali  o  per  convenienza  professionale.  Scelsi  il   fatto
  elettorale  con alti, bassi, elezioni, bocciature  ma  non  ho  mai
  approfittato della politica per fatti professionali.
   Mi permetto di dire - e questo non è offensivo, anzi è un merito -
  che  il  collega Armao ha fatto fino ad ora politica con  beneficio
  per la sua professione.
     E' pieno di consulenze nella Pubblica Amministrazione, anche  in
  quella  regionale.  Essendo  un amministrativista,  svolge  la  sua
  professione  soltanto pro o contro la Pubblica Amministrazione.  E'
  nominato  in  una  serie di importanti consigli di amministrazione.
  Ebbene, averlo nominato assessore è un'offesa per chi fa politica
   Quanto  meno,  il  collega  Armao,  si  dimetta  dai  consigli  di
  amministrazione come pure da tutti gli incarichi professionali  che
  ha pro e contro la Pubblica Amministrazione.
   Sarebbe  un  buon  segnale, visto che parliamo di  moralizzare  la
  politica e la Pubblica Amministrazione.
   E  passiamo al caso dell'assessore Venturi. Marco Venturi  è   mio
  amico. Non me ne vergogno: ogni volta che ci incontriamo, parliamo,
  ci  baciamo.  E'  una persona che apprezzo, però, dia  un  senso  a
  questa sua nomina. E lo dia subito.
   Credo  che  Marco  Venturi - e non potrebbe  essere  altrimenti  -
  onorevole   Presidente  della  Regione  (perché  diversamente   non
  capirei  perché è stato nominato), al di là della sua amicizia  con
  Lumia,  cosa  che   non  è  rilevante  in questa  fase,  sia  stato
  designato  perché rappresenta la punta di diamante di  Assindustria
  Sicilia.  Anche  se si è dimesso, perché è direttamente  collegato,
  come  fatto di associazionismo degli imprenditori, oltre che da  un
  rapporto  amicale, con Antonello Montante, che è il  vicepresidente
  regionale, nonché rappresentante unico nominato da Marcegaglia, per
  tenere i contatti tra il sindacato e la Pubblica Amministrazione.
   E  se  sono  queste le motivazioni per cui Marco Venturi  è  stato
  nominato assessore, dimostri che ha merito di essere nominato  come
  tale.  Come?  Prenda in mano la vicenda della Fiat e metta in campo
  la   Marcegaglia,  che  ne  ha  i  titoli,  oltre  che  il   potere
  contrattuale.
   Faccia  sì  che  si ritorni al  Piano A  di Fiat Termini  Imerese,
  cioè  a  quel  piano  che prevedeva duemila assunzioni,  nonché  il
  rafforzamento  con  nuove tipologie di costruzione  di  autovetture
  Fiat, che prevedeva la sistemazione di tutta l'area dell'indotto  e
  ulteriore  impulso per le imprese che vi lavoravano. Il  Piano  B ,
  invece, prevede soltanto 250 assunzioni, e il  Piano C , quello  di
  oggi, si limita a prevedere la riconversione.
   Si  persegua  quel  Piano A , che venne approvato nell'aprile  del
  2008, appena un anno fa, e che per incuria, sufficienza, stupidità,
  non  venne portato avanti anche perché quest'Aula colpevolmente non
  mise   a  disposizione  150  milioni  di  euro.  E  spiego   perché
  colpevolmente. Di questa cosa si parlò, io c'ero e non ero il solo:
  molti  di  noi  erano  presenti, in una  sorta  di  Conferenza  dei
  Capigruppo  allargata che si tenne nella sala lettura deputati.  In
  quell'occasione,  si disse che con l'accettazione delle  dimissioni
  di  Cuffaro si sarebbe riaperta una finestra per varare un paio  di
  leggi,   tra  le  quali,  principalmente,  quella  che  ci  avrebbe
  consentito di dare 150 milioni di euro a Sicilfiat.
   I  vertici  dell'Assemblea di allora, che non  sono più quelli  di
  oggi, pontificarono e dissero che no, non si poteva fare
   Scusatemi se mi sto dilungando,  mi spiace, vedrò di accelerare  e
  poi  per  tanto  tempo prometto di non intervenire.  Per  colpa  di
  quella decisione formale, formalistica e inutile, dicevo, il  piano
  A   di  Sicilfiat fallì. Chi adesso, da altre posizioni  di  grande
  responsabilità, grida e si impegna, faccia ammenda pubblica davanti
  a  quegli  operai che  corrono il rischio di perdere  il  posto  di
  lavoro e dica di avere sbagliato allora. E sbagliammo.
   Pertanto,  se Marco Venturi è in grado, come dovrebbe esserlo,  di
  contribuire attraverso la sua associazione a risolvere il  problema
  di  Sicilfiat, mi impegno a parlarne bene per tutta la vita e a non
  attaccarlo  mai  più;  se,  invece, mancherà  all'appuntamento,  si
  dimetta  e  abbia la dignità di dimettersi e non faccia l'assessore
  fantasma,  come corre il rischio di fare se di questa  vicenda  non
  s'interesserà.  Venturi, in questo momento, seppur  con  l'ombrello
  del  Presidente Lombardo, attraverso la sua associazione, ha  forse
  più  potere  contrattuale  con  la  Fiat  che  non  questo  Governo
  regionale.
   Va bene, saltiamo il clientelismo e tutto ciò che ci sta intorno.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Maira,  la  invito   ad   avviarsi   alla
  conclusione,  perché  le  ho  già  dato  il  doppio  del  tempo   a
  disposizione.

   MAIRA.  Il clientelismo è un luogo comune; due esempi e non voglio
  essere inutilmente pesante. Ma come si fa a parlare di clientelismo
  quando ogni giorno assistiamo a  tagliatine' di teste e di gambe? A
  sostituzioni che hanno tutto il sapore del riconoscimento  politico
  dell'appartenenza?
   E  non  voglio dire nient'altro, mi limito a questo. Come  si  può
  parlare  di clientelismo dell'UDC, quando ieri, proprio  l'UDC,  ha
  rifiutato  di  entrare nel Governo della Puglia  per  un  fatto  di
  coerenza?
   Come si può parlare di clientelismo quando l'UDC, senza drammi, in
  questo  momento,  non  è in grado di dare una  risposta  ai  propri
  elettori  siciliani?  Credo  sia un  dar  la  caccia  ai  fantasmi
  Pregherei  che  questo  aspetto  del clientelismo  sia  risparmiato
  all'UDC,  perché  altrimenti sarò costretto a  reagire  in  maniera
  pesantissima; altri, infatti, fanno clientelismo in questo  momento
  in Sicilia; certamente non lo facciamo noi
   Concludo,  dovendolo fare, e se potessi dare un resoconto  scritto
  del  mio intervento, per le cose che non riesco a dire per il breve
  tempo  a disposizione, lo farei. E concludo soltanto con un  invito
  al Presidente Raffaele Lombardo il quale ha ironizzato anche questa
  mattina sulla mozione di sfiducia che l'UDC ha anticipato di  voler
  fare.
   Raffaele,  non ti formalizzare sull'atto scritto della mozione  di
  sfiducia. Concentrati sul fatto che l'UDC, per mio tramite -  e  me
  ne  dispiace  per quello che ho detto prima - esprime  un  giudizio
  politico e morale di sfiducia nei confronti del tuo Governo.  Avrei
  più paura di un giudizio di tal genere,  di un giudizio di sfiducia
  politico  e  morale.  E  ritieniti,  da  questo  punto  di   vista,
  sfiduciato,  non dell'aspetto formale, di un pezzo di carta dove si
  annunzia  la  sfiducia. Il pezzo di carta a  volte  non  ha  nessun
  valore,  mentre un giudizio che proviene dal cuore di un Gruppo  di
  parlamentari  che  ti  sono  amici  dovrebbe  farti  riflettere   e
  consentirti  di  riaprire un dialogo che  non  è  il  pretesto  per
  entrare in Giunta - non ci interessa - ma è un dialogo di confronto
  politico positivo, nell'interesse dei siciliani. E', questo, quanto
  l'UDC ti chiede.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Leanza Nicola  e
  Leontini.
   Comunico  che  la  seduta che, in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  avevamo previsto per domani  pomeriggio,  si
  terrà domani mattina, alle ore 10.00, per affrontare il disegno  di
  legge   numero  119.  Pertanto,  le  Commissioni  parlamentari   si
  intendono convocate compatibilmente con i lavori d'Aula.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Leanza Nicola.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  finalmente
  questa  sera  abbiamo avuto l'opportunità di parlare  di  politica;
  abbiamo  l'opportunità di entrare nel merito delle  scelte  che  ha
  operato il presidente Lombardo.
   Vorrei  partire  da  alcuni  aspetti fondamentali.  Il  primo,  in
  assoluto:  la  nostra Terra, la Sicilia, il Governo della  Regione,
  come ha detto ieri la Corte dei conti, come tutti quanti i deputati
  di  quest'Aula  sanno, non versa in condizioni economiche  floride.
  Tutt'altro.  In più occasioni, abbiamo parlato di un  Titanic,  sul
  quale  la  gente continuava a ballare e, purtroppo, tale  battello,
  andando verso gli scogli, finiva in frantumi.
   Abbiamo avuto l'opportunità, nell'ultima finanziaria (e debbo dire
  abbiamo avuto costantemente da parte del Governo della Regione, col
  suo   Presidente   in  testa,  sin  dall'inizio),   di   registrare
  un'inversione di tendenza volta all'austerità nei conti,  volta  al
  contenimento   delle  spese,  al  blocco  delle  assunzioni,   alla
  consapevolezza, amici, onorevoli colleghi, che non  si  poteva  più
  andare  avanti  in  un certo modo. Quello che ha  fatto  finora  il
  Presidente  Lombardo  non  è  stato  contro  qualcuno  ma,  se   mi
  consentite, è stato verso

                 Presidenza del vicepresidente Formica

   LEANZA  NICOLA   i siciliani, in favore di coloro  che,  fuori  di
  quest'Aula, hanno incertezze, hanno paure, hanno ambizioni che  noi
  certamente abbiamo il dovere morale di cercare di tutelare.
   Ho  ascoltato, con molta attenzione, alcuni interventi, non ultimo
  quello  dell'onorevole Maira, pacato, serio, sofferto anche  da  un
  punto  di  vista  umano,  anche dal punto di  vista  politico.  Non
  accetto  alcune sue espressioni, ma ne parlerò fra poco.  Tuttavia,
  penso  che  sia  arrivato  il tempo delle  scelte  e  delle  scelte
  importanti.
   L'onorevole  Lombardo non ha tradito nessuno. Questo  Governo,  il
  nuovo  Governo,  non ha tradito nessuno. Esso ha fatto  una  scelta
  coraggiosa  e importante che sta tutta nelle proprie prerogative  e
  lo  ha  fatto  chiarendo,  fino in fondo, le  motivazioni,  il  che
  significa anche assumersi responsabilità, grandi responsabilità.
   Perché, vedete, alla fine di questa legislatura, proprio perché si
  sono  assunte  queste grandi responsabilità, ci  presenteremo  agli
  elettori  o con un pugno di mosche in mano o, mi auguro, con  tanti
  fatti. E i fatti sono fondamentali
      Io  non  voglio ribadire ciò che si è fatto in questo  anno  di
  legislatura,   ma  certamente  in  certi  momenti   abbiamo   avuto
  difficoltà  persino  a  capirci.  E, molto  spesso,  abbiamo  avuto
  difficoltà  persino a parlarci e se si è arrivato a  questo,  si  è
  arrivato  a ciò anche per questo motivo.  Io non ho nessuna  lista,
  né  penso  il  Presidente abbia una lista dei buoni o dei  cattivi.
  Qui   c'è   bisogno   della  lista  della  responsabilità,   quella
  responsabilità  che tutti quanti dobbiamo avere  nell'espletare  al
  massimo il ruolo del parlamentare.
   Ho  ascoltato  con interesse alcuni interventi e  vorrei  dire  un
  grazie  all'onorevole  Gianni perché ha posto,  dal  suo  punto  di
  vista,  il  problema politicamente, e lo ha posto  seriamente.   Ha
  osservato  delle cose, ha fatto delle domande e mi  auguro  che  il
  Presidente risponda chiaramente.
   E  questo è il modo per fare un'opposizione costruttiva, è  questo
  il modo per dire e per interpretare al meglio ciò che ogni deputato
  può  fare.  Ha  detto ciò che ha fatto e, alla fine,  in  punta  di
  piedi,  aspetta  delle risposte, ma ha dato la sua disponibilità  a
  lavorare nell'interesse dei siciliani.
   La  stessa cosa, debbo dire, ha fatto l'onorevole Maira, e  lo  ha
  fatto  come sa fare, toccando per molti versi tanti punti, in molti
  casi  anche  dolorosi, circa i rapporti umani  che  abbiamo  sempre
  avuto e che, certamente, nessuna crisi politica può cancellare.
    Io mi auguro che, nel tempo, si possa ritrovare, almeno dal punto
  di  vista umano, e poi dal punto di vista politico, la sintonia che
  c'è stata per tantissimo tempo e forse non tutti i mali vengono per
  nuocere.  E,  in  questo  momento, lo strappo,  questo  shock,  può
  proprio  servire a farci riflettere tutti quanti e  alla  fine  far
  magari ritrovare tutte le ragioni che ci uniscono.
   All'onorevole  Cracolici  volevo dire  alcune  cose.  A  me  piace
  Cracolici e il PD.  Lo dico con molta serietà.  Mi piace questo  PD
  perché  fa opposizione e fa un'opposizione costruttiva. L'onorevole
  Formica,  diventando il  divino Otelma  e sapendo  ciò  che  diceva
  Cracolici,   ha  fatto  di  tutto  per  cercare  di  far   cambiare
  l'atteggiamento di un'opposizione costruttiva e seria, come è stata
  in  questo  anno.   Non hanno fatto sconti alla maggioranza  né  al
  Governo,  hanno lavorato insieme a noi su tante leggi, tante  leggi
  importanti  come  quella della sanità che non  è  solo  frutto  del
  Governo,  onorevole  Maira, è frutto del  Parlamento,  ma  è  anche
  frutto  di  un  impegno  costante,  forte,  acceso,  serio,  di  un
  assessore   che,   magari  è  tecnico,  ma  ha  fatto   un   lavoro
  straordinario,  un lavoro continuo. E se poi alla  fine  gli  viene
  riconosciuto  anche  dai  tavoli romani,  o  dai  media  nazionali,
  ebbene,  una volta tanto cerchiamo di salutare benevolmente  questi
  fatti  e non pensiamo che la Sicilia debba essere soltanto e sempre
  massacrata
   Diamo  atto a questo Parlamento che ha varato la legge,  ma  diamo
  atto  di  un  lavoro di un anno, serio, di un tecnico,  non  di  un
  politico,  che si è dedicato totalmente alla sua nuova  professione
  temporanea di assessore per la sanità, prodigandosi notte e giorno,
  realizzando infine un lavoro serio, importante, un lavoro  che  gli
  viene  riconosciuto dalla Corte dei conti e dal  tavolo nazionale .
  E  certamente,  mi auguro, nei prossimi anni, onorevole  Cracolici,
  anche dai siciliani.
   Questo  è  un  lavoro  fondamentale. Onorevole  Maira,  non  siamo
  iscritti,  non  c'è nessuna black list, non scadiamo nel  ridicolo,
  evitiamo le leggende metropolitane  Ognuno ha la grande opportunità
  di    dare    il   proprio   contributo,   dalla   maggioranza    o
  dall'opposizione.
   L'onorevole Cracolici diceva poco fa che il piano di rientro, e su
  questo sono assolutamente d'accordo, è stata un'opportunità per  la
  Sicilia,  una grande opportunità, e se abbiamo varato  una  riforma
  sanitaria  seria è perché siamo stati costretti, appunto dal  piano
  di rientro, a fare una riforma sanitaria seria.
   La   stessa  opportunità  può  avvenire,  onorevole  Cracolici   e
  onorevole  Maira,  dalla mancanza di una maggioranza  eventualmente
  precostituita,   sapendo  perfettamente  che  noi  la   maggioranza
  l'abbiamo e l'abbiamo anche in questa Aula, abbastanza numerosa. Ma
  questa  maggioranza,  in  ogni  caso,  valutando  emendamento   per
  emendamento, disegno di legge per disegno di legge, atto per  atto,
  può  essere  una  grande opportunità per questo Parlamento,  per  i
  novanta   deputati,  al  fine  di  fare  un  lavoro   straordinario
  nell'interesse generale.
   Saremo  costretti non a maggioranze blindate ma  a  dialogare  con
  tutto il Parlamento e questo non è un problema ma è certamente  una
  grande   opportunità   che  i  deputati,   ogni   deputato,   sanno
  perfettamente  di  potere  contare  e  di  poter  dare  il  massimo
  contributo.
   Io  non  sono per le maggioranze blindate in cui non si parla,  in
  cui  decide  solamente una persona. Noi siamo  per  le  maggioranze
  politiche. In quest'Aula c'è una maggioranza politica.
     Il senso di responsabilità, la parole appassionate, le parole di
  buon senso, anche i distinguo degli amici del PDL, hanno dimostrato
  e chiarito, in maniera assolutamente inequivocabile, che c'è questa
  maggioranza.   Ma   in  questa  maggioranza  vogliamo   il   lavoro
  costruttivo dell'UDC e il contributo costruttivo del PD,  perché  è
  giusto che sia così.
   La Sicilia vive un momento storico particolare, un momento storico
  complicato. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, seriamente, ognuno
  con le responsabilità che gli competono, ognuno con i ruoli che ha,
  ma certamente con il contributo di tutti.
   Io  non  mi  voglio  dilungare. Non  la  stagione  delle  riforme,
  onorevole Presidente Lombardo, ma la stagione dei fatti. Quello che
  chiede  la  gente non sono più riforme per modo di  dire  o  grandi
  parole  o  innovazioni, come dice l'onorevole Cracolici.  La  gente
  chiede fatti, la gente vuole arrivare alla fine del mese, la  gente
  vuole   finalmente   una  Sicilia  che  diventi   il   centro   del
  Mediterraneo:  le  persone  vogliono poter  vivere  serenamente  in
  Sicilia.  I  nostri giovani hanno voglia di restare in  Sicilia,  i
  nostri giovani e la nostra gente non vogliono più emigrare. Noi,  a
  queste  persone, dobbiamo imporre e offrire finalmente fatti,  e  i
  fatti  significano buon governo, significano sviluppo,  significano
  occupazione.
   Penso sia arrivato il momento di pronunciare alcune parole chiave.
  La   responsabilità,  amici,  l'affidabilità,  la  concretezza,  la
  passione.
   Il  presidente  Lombardo lo ha fatto, ha accettato  questa  grande
  battaglia,   questa  grande  sfida,  dimettendosi   da   Segretario
  nazionale  del  partito,  perché si è voluto  dedicare  con  grande
  serietà  a questi temi, lasciando momentaneamente ciò a cui  teneva
  maggiormente, il suo partito, e dedicandosi interamente al  governo
  della Sicilia.
     E  all'onorevole  Cordaro  vorrei ricordare  che  il  presidente
  Lombardo,  per  ben  due  volte,  è  stato  ricordato,   votato   e
  apprezzato,  come  il  governatore più amato d'Italia;  l'onorevole
  Cordaro  generalmente vede altre partite, ma vorrei  ricordare  che
  anche  questo  è  un  dato  di  fatto,  un  dato  netto,  un   dato
  assolutamente  vero.  Io  non voglio fare l'avvocato  difensore  di
  nessuno,  ma noi, per Termini Imerese, abbiamo messo a disposizione
  i 150 milioni di euro in quella famosa notte, mancava semplicemente
  il  varo  di  una norma per liberare alcune iniziative  per  quanto
  riguarda le ASI.
   E  da quel momento in poi, l'Ufficio legislativo e tutti quanti ci
  hanno   detto  che  non  era  possibile,  la  persona  cui   faceva
  riferimento  l'onorevole Maira, in questa  questione,  non  c'entra
  assolutamente nulla.
   Vorrei  concludere  dicendo  pochissime  battute,  ma  soprattutto
  facendo un appello.
   Io   mi   auguro  che  dopo  questo  dibattito,  per  certi  versi
  appassionato,  per  altri  un  po'  polemico,  per   altri   ancora
  lacerante, ebbene, mi auguro con tutto il cuore che ci possa essere
  la  pacificazione  della politica e, da parte  di  tutti,  un  fare
  costruttivo.
   Il  miglior  modo per onorare il consenso che abbiamo  ricevuto  è
  fare  il  nostro  dovere dall'opposizione o dalla  maggioranza,  ma
  compiere a fondo il nostro dovere.
   Bisogna  rimboccarsi  le maniche, la Sicilia ne  ha  assolutamente
  bisogno, a partire dai parlamentari, a partire dal Governo.
   Al  Presidente  della  Regione vorrei ricordare  semplicemente  di
  stare attento, questa non è una terra come tutte le altre, questa è
  una  terra  bellissima, complicata, ma è la Sicilia.  E  in  questa
  Sicilia, che vive di tante contraddizioni, ognuno di noi può  avere
  un  ruolo fondamentale, importantissimo. Io ritengo che la politica
  debba  avere  il  sopravvento e quando parlo della politica,  parlo
  della politica anche con gli esterni, con i tecnici, deve avere  il
  sopravvento - dicevo - rispetto alla burocrazia.
   Caro  Presidente della Regione, stiamo attenti, i dodici assessori
  che  sono stati nominati, tutte persone competenti e capaci, devono
  prestare  la massima attenzione, perché se qualche nemico  abbiamo,
  lo abbiamo all'interno della burocrazia. Se abbiamo qualche nemico,
  lo  abbiamo  certamente  all'interno di chi  vuole  remare  contro,
  mantenendo lo status quo.
   Presidente  Lombardo,  abbiamo 15 miliardi di  euro  da  spendere,
  abbiamo  4 miliardi provenienti dai FAS, abbiamo tante opportunità,
  un  Parlamento all'altezza della situazione, facciamo in modo  che,
  finalmente,  la  Sicilia possa superare il  guado  e  ritornare  ad
  essere   quella  regione  normale  che  tutti  quanti  auspichiamo,
  diventando il centro del Mediterraneo.
   Ce  la  possiamo fare se ognuno di noi farà la propria parte,  con
  intelligenza, con capacità, con passione e, soprattutto, con amore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  volte   è
  fisiologico  che prima, durante e dopo una campagna  elettorale,  i
  rapporti  politici, sia all'interno di ciascun partito  che  tra  i
  diversi  partiti  di  una medesima coalizione,  si  alterino  o  si
  agitino,  prevalendo spesso, in tutti, soprattutto prima e  durante
  la  competizione elettorale, il tentativo di finalizzare le  azioni
  all'aumento    della    forza   propria,   probabilmente    facendo
  corrispondere questo a una riduzione della forza altrui.
   Forse,  in questi tre mesi, un po' tutti, abbiamo messo  in  campo
  delle  esagerazioni.  Sono stati superati i limiti  della  tensione
  elettorale. Si è ecceduto nell'utilizzare gli strumenti di governo,
  a  volte  anche  parlamentari,  piuttosto  che  per  alimentare  la
  dialettica  delle  posizioni,  per attuare  delle  sovrapposizioni,
  delle contrapposizioni e soprattutto, nell'ambito dell'attività  di
  governo,  spesso  qualche  azione è prevalsa  nel  suo  significato
   contro , piuttosto che nel suo significato  per .
   Nel  rappresentare la mia posizione e quella del Gruppo  del  PDL,
  debbo  anche  chiarire e giustificare il perché  del  dibattito  di
  stasera,  dibattito  che  deriva da  una  iniziativa  che  è  stata
  promossa  e  sottoscritta, attraverso una richiesta di convocazione
  alla   Presidenza  dell'Aula,  su  un  argomento  che  è  diventato
  incandescente, proprio alla vigilia del voto.
   In  quei  giorni,  infatti, si determinò  proprio  una  differente
  posizione  tra  l'iniziativa del presidente  Lombardo,  finalizzata
  all'azzeramento della Giunta, e una posizione politica  finalizzata
  a richiedere, dopo la campagna elettorale, una verifica che potesse
  portare ad un rilancio e un potenziamento delle attività di governo
  e  parlamentari,  nonché delle posizioni politiche che  sostengono,
  appunto, le attività parlamentari e di governo.
   La differenza non è di poco conto, perché gli esiti lo confermano.
  L'azzeramento  è  un'iniziativa unilaterale e non  collegiale,  non
  finalizzata,  e  producente, poi, come conseguenza, sicuramente  un
  dato, la normalizzazione.
   La  verifica  è un fatto collegiale che non esclude nessuno  ed  è
  finalizzata  al  rilancio, quindi, al prosieguo e al  potenziamento
  dell'attività   di   governo,  attraverso  il   superamento   delle
  difficoltà,   la  modifica  degli  inconvenienti  e   anche   delle
  contraddizioni, dei contrasti, delle asperità.
   La conseguenza dell'azzeramento, infatti, è stata la soppressione,
  all'interno  della  coalizione,  della  presenza  di  un   soggetto
  politico  che, in campagna elettorale, aveva condiviso il programma
  di  governo del presidente Lombardo, della coalizione di cui faceva
  parte,  assieme  agli altri due partiti, della  coalizione  che  ha
  vinto le elezioni.
   Una  coalizione, quindi, che è stata sostenuta dalla volontà degli
  elettori  e, anche dopo l'azzeramento, da parte nostra fu auspicato
  che il chiarimento delle posizioni potesse portare, dopo l'iniziale
  parziale  ricomposizione  della Giunta a nove  componenti,  ad  una
  integrazione  che, invece, comprendesse - lo ha  detto  il  collega
  Leanza  poc'anzi, medesimo auspicio da parte sua - l'UDC, che,  dal
  nostro  punto di vista, non poteva venir meno: e ciò, non  soltanto
  nella  logica  e  nell'attuazione del programma  dell'alleanza,  ma
  anche   nelle   esigenze  di  equilibrio  politico   che,   proprio
  all'interno  della coazione e dell'alleanza, dagli  elettori  erano
  state sancite attraverso l'espressione della volontà elettorale.  E
  nessuno  può,  in questo Parlamento, accreditare l'ipotesi  che  ci
  siano  soggetti  politici  o partiti che si  autoescludono.  Non  è
  accaduto
   L'onorevole  Maira  poc'anzi  lo ha sottolineato  a  chiare  note.
  Avremmo,  probabilmente,  mantenuto  all'interno  della  coalizione
  quella  necessità di collegialità e di equilibrio che gli elettori,
  credo, pretendessero dopo aver confermato, con il loro consenso, il
  successo elettorale della coalizione, del Presidente Lombardo e del
  nostro programma.
      E'   per   questo  che  noi  auspichiamo  che,  nel   prosieguo
  dell'attività  parlamentare  e  di governo,  il  chiarimento  delle
  posizioni possa portare la coalizione a tornare alla sua originaria
  composizione che potrebbe, in questo momento, non essere in linea e
  in  sintonia  con  quella volontà e poter essere altra  cosa  dalla
  coalizione attuale, l'alleanza è, infatti, incompleta. Se  ci  sono
  dei   motivi  per  cui  l'alleanza  oggi  è  incompleta,  è  dovere
  politico, morale, amministrativo, di sintonia con il consenso degli
  elettori   di  questa  coalizione,  superarli  per  poter  produrre
  un'integrazione del progetto politico e dei soggetti che di  questo
  stesso  progetto  politico erano gli artefici  e  sono  e  vogliono
  continuare a esserlo, a esserne gli attuatori.
   Certo,  il collega Cracolici, simpaticamente, ha detto ai colleghi
  dell'UDC  di stare tranquilli, di stare sereni, avendo  i  deputati
  del PD sviluppato una notevole esperienza all'opposizione, e quindi
  ha  invitato  a  seguirne l'esempio, dicendo loro che probabilmente
  qualche  risultato lo otterrebbero, grazie al know-how  sviluppato.
  E'  successo  anche  in  altri partiti,  come  il  PD,  quello  che
  Cracolici attribuiva a noi e, cioè, che tra i diversi livelli di un
  medesimo partito, una contingente e momentanea disparità di vedute,
  portasse  il  segretario regionale ad andare per tre  mesi  in  una
  direzione ed il Capogruppo parlamentare a smentirlo totalmente  per
  tre mesi di seguito.
   E'  accaduto  in  quest'Aula di assistere a scelte parlamentari  e
  politiche  così caratterizzate. Pertanto, non credo che il  collega
  Cracolici potesse fare carico a noi  di fenomeni di questo tipo  in
  quanto,  sicuramente, nell'opposizione e nella minoranza,  ci  sono
  state pure queste posizioni.
     Noi abbiamo partecipato alla chiusura della crisi con l'adesione
  convinta  all'indicazione  proveniente  dall'accordo  sancito   dal
  presidente Berlusconi unitamente al presidente Lombardo e riteniamo
  che  tale soluzione, tale indicazione e tale posizione induca tutti
  noi  a  fare  una valutazione più in profondità. Forse,  in  questa
  campagna  elettorale,  in questi tre mesi, soprattutto  all'interno
  della   coalizione,  perché  non  posso  far   carico   di   questo
  all'opposizione,   abbiamo  sovrapposto  e   fatto   prevalere   la
  considerazione dei mezzi rispetto all'importanza dei fini, e quando
  in una coalizione ci si divide sui mezzi, è necessario che si torni
  ad  approfondire  e  riflettere e si curino tutti  gli  effetti  di
  questo malessere.
    I mezzi sono stati consegnati alla coalizione dagli elettori, per
  superare le difficoltà e per affrontare i fini. Ed è per questo che
  il  PDL, in questa maggioranza, rimane sostenitore del programma di
  Governo  della Giunta del Presidente, perché i fini prevalgano  sui
  mezzi  rispetto ai quali, però, è necessario che si  torni  ad  una
  sintonia  tra,  appunto,  tali stessi  mezzi  e  la  volontà  degli
  elettori.
   Se  la  coalizione  è  un mezzo, ed è stata rappresentata  da  tre
  partiti  che  gli  elettori hanno voluto, tale mezzo  dovrà  essere
  ricondotto  alla  volontà degli elettori. E' un mezzo,  dicevo.  Su
  questo  mezzo discettiamo, alimentiamo il dibattito, ma la finalità
  è poi l'attuazione del programma di Governo che dovrà confermare la
  validità  di  questi mezzi, programma di governo per il  quale  noi
  siamo interessati, assieme al Governo, a razionalizzare le spese, a
  ridurre quelle inutili e a razionalizzare l'attività della pubblica
  Amministrazione siciliana.
   Abbiamo condiviso di riformare profondamente la sanità e su questo
  vorrei  spendere  due sillabe, perché  credo che alla  fine  di  un
  lavoro lungo, nel quale le parti hanno condiviso gli sforzi,  hanno
  motivo  per  essere soddisfatte. Non si deve fare il  tentativo  di
  attribuirsi una singolare, esclusiva ed assoluta paternità,  perché
  la  gente  si  stanca,  e  con essa gli elettori,  quando,  invece,
  probabilmente,  il  dibattito delle posizioni  riguarda  proprio  i
  mezzi  - cioè tre assessori ad integrazione, due assessori in meno,
  quattro li mettiamo dopo, cinque li mettiamo prima -,  insomma, sul
  lungo dibattito riguardante la sanità, probabilmente, gli unici  ad
  essersi  stancati siamo stati io, l'Assessore Russo  e  coloro  che
  hanno  partecipato al dibattito. Ma proprio perché è stato  un  bel
  dibattito,  proprio  perché  è  stata  una  stagione,  secondo  me,
  importante  e  nobile dell'attività politico-parlamentare,  che  ha
  mirato  a  un  lavoro del quale possiamo tutti vantarci,  non  deve
  esserci il tentativo di attribuire dei meriti o delle paternità  in
  via esclusiva.
   La  storia la conosciamo, chi ha formulato gli articoli, chi li ha
  dibattuti,  chi  li ha approfonditi, emendati, modificati,  chi  in
  Aula,  poi,  ha partecipato coralmente al dibattito che ha  fissato
  nelle  caselle  i  contenuti di quella legge,  ebbene,  credo,  che
  questo  Parlamento  lo  ricordi   E  se  una  legge,  che  nel  suo
  equilibrio,  oggi  molte regioni d'Italia ci  invidiano  e  che  il
  Ministero  ha sancito come positiva e degna di emulazione,  ebbene,
  credo  che  questo si debba ascrivere proprio alla volontà  e  alla
  capacità  non  di  remare  contro,  ma  di  remare  a  favore,   di
  collaborare  anche nella diversità delle posizioni,  che  può  aver
  stancato  in certi momenti, ma che ha portato le diverse posizioni,
  appunto,  a  fondersi in una medesima soluzione e in un  esito  che
  oggi  è  oggetto della considerazione più positiva e più valida  di
  cui si possa essere destinatari.
   Allora,  se  così  è,  noi su questo modello  vogliamo  continuare
  l'attività politica e di Governo.
   Lo  vogliamo fare sulla materia dei rifiuti e con gli ATO,  per  i
  quali,  anche  noi,  come  il  Presidente,  siamo  preoccupati  per
  l'episodio  della  gara  andata  deserta,  episodio  sul  quale   è
  necessario, dal punto di vista delle attività di governo, ma  anche
  parlamentari,  che  si eserciti la necessaria attenzione  affinché,
  nel  breve tempo, si affrontino e si superino i nodi dell'emergenza
  riguardante  la  raccolta  dei rifiuti  solidi  urbani  nel  nostro
  territorio regionale.
     Così  come  siamo  a  sostegno della  necessità  di  partecipare
  all'attingimento e alla fruizione dei fondi comunitari in modo  più
  efficiente  ed  efficace di come è avvenuto fino  ad  oggi,  perché
  siamo  quasi alla fine del triennio di quell'ultimo quinquennio  di
  appartenenza  al novero delle Regioni cosiddette ad  Obiettivo  1':
  saremo  in grado, attraverso i nostri rappresentanti, di puntare  i
  piedi e magari di rimanerci nell'ambito dell'Obiettivo 1 o forse in
  un  altro  ambito,  ma con altre modalità, altri  contenuti,  altre
  finalità.   Ma,  oggi,  per  poter  domani  rimanere,  abbiamo   la
  necessità, entro pochi mesi, di dimostrare che attraverso  i  bandi
  possiamo   spendere   entro   questo   triennio,   altrimenti    la
  penalizzazione della Sicilia sarà senza precedenti,  perché  avendo
  esaurito  il triennio dell'ultimo quinquennio - se noi non facciamo
  presto  -   potremmo incorrere nelle tagliole dei primi sistematici
  disimpegni  che non colpirebbero la contingenza del momento,  bensì
  l'inadempienza del triennio.
   Così   come   altra   emergenza  è  quella  del  precariato,   per
  l'assorbimento del quale, partendo dai vari settori che sono quelli
  della produzione agricola e dei consorzi di bonifica, tutti insieme
  abbiamo il dovere di mettere in atto il programma che ci siamo dati
  e che gli elettori hanno sancito con il loro consenso.
   Questa  è  la motivazione dell'adesione del PDL alla soluzione  di
  questa  crisi  per il mantenimento di una maggioranza  che  risulti
  rafforzata  dalla prevalenza di queste finalità e  dal  superamento
  delle  divergenze sui mezzi e, ripeto, nell'ambito di  ciò  sta  il
  recupero del ruolo dell'UDC che ha primaria importanza e  che   noi
  oggi abbiamo voluto esprimere.
   Così come sull'agricoltura, sulla politica energetica, sul turismo
  e  sui  beni culturali, credo che tali comparti meritino di  essere
  fortificati  e  valorizzati, ed essere espressi al  meglio.  Credo,
  peraltro, che le politiche comunitarie, proprio nei tre settori che
  ho  testé  citato,  cioè  agricoltura, turismo  e  beni  culturali,
  costituiscano   uno  strumento  di  fondamentale   importanza   per
  finalizzare  la  capacità di spesa alle necessità di qualificazione
  sia  del  tessuto  produttivo che delle possibilità  strutturali  e
  ricettive che il nostro territorio mette in campo.
   Auguro, pertanto,  buon lavoro ai nuovi assessori alcuni dei quali
   di  nuovo  pelo   a  livello regionale, come  l'assessore  Milone,
  l'assessore Chinnici,  che è assente, l'assessore Venturi e i  tre,
  di   vecchio pelo .  Vedo gli assessori Nino Beninati e Nino Strano
  che  sono  stati sempre protagonisti dell'attività parlamentare  in
  quest'Aula.  Nino  Beninati con continuità e  Nino  Strano  con  il
  passaggio ad altra esperienza parlamentare nazionale.
   Credo  sia  di fondamentale importanza che questo accada  con  una
  presenza  da  parte  nostra finalizzata proprio  a  verificare  che
  questa  ricomposizione faccia prevalere tali finalità, partendo  da
  alcuni  elementi  di  debolezza che pur riconosciamo  ci  sono,  li
  abbiamo sottolineati, li ho citati, ho parlato di alcune di  queste
  macroscopiche  necessità,  quindi  è  necessario  che  il   Governo
  affronti, in sintonia con quello nazionale, queste finalità.
   Concludo  il mio intervento dicendo che, per far questo, onorevole
  Presidente Lombardo, si recuperi oltre che la capacità, la voglia e
  la   volontà,   all'interno   della   coalizione,   di   affrontare
  compiutamente la collegialità delle scelte e dei confronti.
   Preferirei  che  da  stasera, sulla stampa,  non  si  vedesse  più
  esprimere  un  diniego  ad  incontrare i dirigenti  di  un  partito
  piuttosto che di un altro: da oggi, chiusa in una riunione - magari
  con  i vertici nazionali - una crisi di Governo, è chiaro che tutti
  i   nodi   dell'avvenire  saranno  affrontati   qui,   con   questi
  parlamentari, con queste rappresentanze territoriali e con chi,  in
  questo  territorio,  come  diceva  l'onorevole  Maira,  sudando  in
  campagna  elettorale  attraverso  il  contatto  quotidiano  con   i
  bisogni,   vuole affrontare il superamento degli stessi  attraverso
  le soluzioni.
   Se  questo  è  vero, come è vero, si recuperi e si ripristini  una
  volontà   di  confronto  e  di  collaborazione  all'interno   della
  coalizione  e  non  si  dica  che,  per  risolvere  i  problemi,  è
  necessario parlare, direttamente, con i vertici romani,  perché  il
  partito  è sempre un tutt'uno, da Bolzano fino a Pachino.   Proprio
  perché noi siamo solidali e sensibili alle necessità dell'autonomia
  siciliana,  ma  anche perché il progetto che ci  siamo  dati  è  un
  progetto  al quale crediamo, un progetto tutto legato alle energie,
  alle  intelligenze,  alle posizioni che questa  classe  politica  e
  questa  classe parlamentare ha messo in campo, riteniamo che questa
  coalizione possa avere un futuro soltanto se tali energie e risorse
  valorizzerà.
   E  le  energie  e le risorse sono tutte fondate sul pavimento  del
  confronto,   della  collegialità  e  della  collaborazione,   senza
  scavalchi,  senza  mortificazioni e senza  dinieghi  finalizzati  a
  ritenere  che  le interlocuzioni privilegiate siano altrove  e  non
  qui.
   Le  interlocuzioni privilegiate sono qui, sono con  questa  classe
  parlamentare,  con questa classe politica che è quella  che,  anche
  stasera, ha confermato e manifestato la propria appartenenza ad una
  coalizione  e  la  propria voglia di cooperare con  lei,  onorevole
  Presidente,  con il suo programma e con la sua Giunta,  affinché  i
  problemi dei Siciliani siano affrontati e superati al meglio.

                (applausi dai banchi del centrodestra)

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
  Onorevoli  colleghi,  ricordo frattanto che  ci  sono  ancora  nove
  deputati iscritti a parlare.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarà sfuggita  ai
  più  la sensazione di disagio che i deputati dell'UDC, che si  sono
  alternati  in  questo dibattito, hanno provato  nell'affrontare  un
  problema così delicato, particolare ed inaspettato.
   Il  disagio  è  umano,  per  la lunga  militanza,  e  politico  al
  contempo,  perché ai rapporti umani stretti si sono anche collegati
  altrettanti  rapporti politici di condivisione, di  consapevolezza,
  di scelte  in un periodo storico importante di transizione, vissuta
  insieme,  tra  due partiti, appunto, che hanno fatto un  tratto  di
  strada insieme.
   Il disagio è anche rispetto alla peculiarità della situazione.
   Non  capita  tutti i giorni di vivere una pagina  poco  esaltante,
  come  quella che stiamo vivendo. Non capita tutti i giorni -  forse
  capitava  quando il Presidente della Regione era eletto all'interno
  dell'Assemblea  -  che si verifichino ribaltoni nel  nuovo  sistema
  configurato da un Presidente eletto, direttamente, tra virgolette -
  in realtà, per il tramite dei partiti -  in un sistema di elezione,
  dunque, diverso dal precedente.
   E questa situazione nuova, sicuramente, ci crea disagio, ci impone
  riflessioni,  ci richiama ad un ruolo diverso da quello  a  cui  ci
  hanno  chiamato  gli elettori. Gli elettori ci avevano  chiamato  a
  governare.
   Le  dinamiche  parlamentari, le dinamiche politiche, le  dinamiche
  specifiche che si sono delineate in questi ultimi tempi, in  questi
  ultimi  giorni,  ci pongono in un ruolo diverso per  il  quale  non
  proviamo  disagio. Abbiamo elaborato il  lutto . Ci siamo  convinti
  che  il  nostro ruolo è dentro il Parlamento, nella società  e  nel
  territorio,  e lo svolgeremo con grande rispetto degli  elettori  e
  rispondendo ad essi e ad essi soltanto.
   E,  comunque, abbiamo cercato, nel  confronto di questa  sera,  un
  momento di chiarezza.
   Abbiamo  chiesto  un  rinvio  del dibattito  per  approfondire  la
  relazione del Presidente, per capire se dentro quella relazione  ci
  fossero  gli  elementi per cogliere  il perché di questa  crisi  di
  governo.
   Abbiamo  letto la relazione ma il motivo ancora ci sfugge.  Dentro
  la  relazione non troviamo elementi chiarificatori, troviamo ancora
  confusione, mistificazioni, elementi che non sono conducenti e  che
  non ci fanno capire il perché quanto è successo sia avvenuto.
   La relazione si avventura nell'analisi della crisi. La grave crisi
  economica,  la  crisi  finanziaria, il problema  delle  due  grandi
  vigilie:   il  federalismo  fiscale  e  la  cessazione  dei   fondi
  comunitari.
   Sembra che di fronte a questo contesto di difficoltà, la soluzione
  che  il Presidente Lombardo abbia proposto è quella della crisi  di
  governo,  come  se questo nuovo Governo potesse far fronte  a  quel
  contesto nazionale ed internazionale di crisi economico-finanziaria
  e   complessiva   in   maniera  forte,  definitiva,   esaustiva   e
  determinante.  Traguardo  ambizioso,  ma  sicuramente   non   nelle
  possibilità di questo Governo. Mera divagazione, mero tentativo  di
  spostare  la conoscenza reale del problema, ma anche la ricerca  di
  un vero e proprio casus belli che dentro la relazione ognuno cerca,
  che appare sicuramente fittizio, ma in quanto tale, costruito anche
  male.
   Il  Presidente, nella sua relazione, afferma che per prevenire  ed
  intercettare  un'ipotetica  resa dei conti  post-elettorale,  si  è
  intervenuti con questa crisi di governo. Cioè,  la crisi di governo
  dovrebbe far fronte a problematiche politiche, doveva risolvere  il
  conflitto  tra  MPA  e PDL e doveva mettere in moto  un  meccanismo
  preventivo di fronte a quel fallimento elettorale che c'è stato,  e
  quindi mettere al riparo il Presidente da una  normalizzazione  che
  il PDL avrebbe chiesto dopo le elezioni europee. Ma anche questo mi
  pare  un  motivo inconsistente e non significativo, alienante,  non
  conducente.
   Ma  qual  è  questa  vera causa? Lo chiediamo  al  Presidente,  la
  politica  si  interroga, l'uomo della strada si interroga  e  molto
  spesso risponde, come sa fare l'uomo della strada, che forse  molto
  spesso  è più capace dei politici nel cogliere la realtà: e  dà  la
  sua  spiegazione che rimettiamo anche al Presidente,  perché  possa
  rispondere all'uomo della strada e dire se ciò che pensa su  questa
  crisi  politica  sia vero o meno, se è un elemento che viene  colto
  in maniera sbagliata dall'uomo della strada il quale è convinto che
  questa crisi politica nasca per accrescere il potere personale  del
  Presidente  Lombardo, per accrescere il potere  del  Movimento  per
  l'Autonomia, con una furia di sostituzione di uomini
   Ma  potremmo  chiedere all'uomo della strada, quali siano  le  sue
  valutazioni di merito, perché pensa tutto questo. Se si analizza la
  riforma  della burocrazia, si nota che è stato un mero  cambiamento
  di  vertici,  ma  con  un notevole aggravio di  spesa.  Sono  stati
  nominati  nuovi  direttori  Quelli che c'erano  sono   stati  messi
  all'angolo  e  pagati profumatamente: se questa è razionalizzazione
  e contenimento della spesa,  non so cosa siano il contenimento e la
  razionalizzazione della spesa
   Questo non lo capiamo, non riusciamo a capirlo.
   Stessa  cosa  è  accaduta con la gestione dei  sottogoverni ,  con
  questa  voglia  di  mettere  i  propri  uomini,  di  un'occupazione
   militare  dei posti, una sostituzione a qualsiasi costo: ma  anche
  questo  non  viene capito  dall'uomo della strada. Alla fine,  dirà
  che  questa crisi di governo ha solo questa finalità, non ha grandi
  realizzazioni, non ha grandi conflitti programmatici.
   Chi  rema  contro  e chi no?  Ma, poi, remare contro  cosa?  Forse
  contro  chi,  non contro cosa. Perché non ho visto un conflitto  di
  programmi nel Governo preesistente e, alla fine, si è delineato  un
  conflitto  di  potere ed il Presidente ha esercitato questo  in  un
  modo  che, sicuramente, per le soluzioni che ha trovato, non  giova
  alla  Sicilia che avrebbe invero bisogno di un momento di  coesione
  forte della coalizione che lo ha eletto, che avrebbe bisogno di  un
  momento  di  politica vera che metta al centro  gli  interessi  dei
  siciliani e non gli interessi di partito o quelli personali.
   E'  per  questo  che  ci  interroghiamo, anche  per  capire  quale
  dovrebbe essere il ruolo di un Presidente in una coalizione. Questo
  lo chiederei anche all'onorevole Leanza Nicola che è stato in altri
  governi. Altri hanno sperimentato la presenza in altri governi dove
  possibilmente la mediazione, il confronto, le sintesi politiche non
  sono il frutto del teatrino della politica, ma sono quella capacità
  di  essere  interprete  dei  bisogni, delle  istanze  della  gente,
  tradotte,  appunto,  in  una sintesi di programma,  in  una  scelta
  convinta, determinata, dove tutti remano nella stessa direzione, in
  presenza  di un programma e di un confronto, dove anche i segretari
  di partito sono coinvolti. E questo non è tempo perso
   Abbiamo bisogno di un'adeguatezza rispetto al ruolo di capo  della
  coalizione  che,  forse,   è venuto meno.  E'  venuto,  invece,  il
  momento che il Presidente si interroghi su questo, che capisca  che
  la  coalizione è un valore, un valore come il programma, un  valore
  come i siciliani e la Sicilia.
   La coalizione va rispettata, nel confronto e nella sintesi. Queste
  forme  di   uomini soli al comando , un misantropismo politico  che
  poi  viene  per negare la politica nel suo più alto  senso,  che  è
  quello di mediazione e di sintesi, questo non giova a nessuno.
   Chiediamo,  pertanto, al Presidente Lombardo di fare un'inversione
  di  tendenza, tornando a riflettere sul suo ruolo e sulla  capacità
  che   la   politica   deve  mettere  in  campo,   che   si   chiama
  responsabilità,   che   si   chiama   anche   umiltà,   rinunciando
  possibilmente  a  posizioni di potere del suo  partito  per  tenere
  insieme un progetto. Perché c'è stato un progetto politico  che  ha
  portato  al Governo Lombardo, un progetto condiviso anche dall'UDC,
  un  progetto condiviso dal PDL, un progetto condiviso dall'MPA. Non
  vorrei   che  ci  lasciassimo  tutti  prendere  dalla   voglia   di
  accaparrare posizioni, dalla voglia della  roba , la novella  della
   roba ,   la  ricordate?  Come  UDC,  non  ci  appartiene,  abbiamo
  rinunciato  alle posizioni, non ci sono condizioni, siamo  qui  per
  lavorare,  un'opposizione che vuole essere costruttiva,  seria,  ma
  anche vigile e attenta.
   Ci  aspettiamo  dal Governo un programma forte  ma  ci  aspettiamo
  soprattutto, da questo stesso Governo, il chiarimento sul ruolo del
  Presidente  dentro  la coalizione, perché sono  convinto  -  e  non
  voglio  essere  facile  profeta - che quanto  è  successo  oggi  si
  ripeterà,  si  perderanno  altri pezzi di maggioranza,  ci  saranno
  ricuciture,  scuciture,  pezzi  che  partono,  pezzi  che  vengono,
  partiti  che si dividono, partiti che entrano in conflitto.  E  non
  credo che questo teatrino servirà alla Sicilia e ai siciliani.  Ma,
  se  ripartiamo  dal  ruolo del Presidente, dalla  sua  capacità  di
  rianalizzare  il  suo  ruolo e la volontà  di  mettere  insieme  un
  progetto  condiviso  che serva ai siciliani, forse,  da  lì,  anche
  l'UDC potrà ripartire.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli altri
  iscritti  a  parlare,  il Presidente della Regione  ha  manifestato
  l'intenzione, anche perché impegnato, di poter intervenire  per  la
  sua  risposta,  ovviamente,   se  i  colleghi  iscritti  a  parlare
  intendano rinunciarvi. Ricordo, a tal proposito, che sono  iscritti
  a  parlare  gli  onorevoli:  Caputo,  Arena,  Musotto,  D'Agostino,
  Limoli,  Mancuso, Ardizzone, Falcone. Onorevole D'Agostino rinuncia
  al suo intervento?

   D'AGOSTINO. Se rinunciano gli altri colleghi,  rinuncio anch'io.

   PRESIDENTE.  Rinunciano  tutti  i  colleghi  iscritti  a  parlare?
  Onorevole Mancuso lei rinuncia a parlare?

   MANCUSO. Lei perché mi fa questa  domanda?

   PRESIDENTE. Lo chiedo perché lei è invitato a fornire una risposta
  in  quanto  l'onorevole D'Agostino ha detto che potrebbe rinunciare
  se tutti i colleghi facessero altrettanto

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  lo  valuti  lei  con   l'onorevole
  D'Agostino...

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, se devo discutere con  l'onorevole
  D'Agostino, vuol dire che lei rinuncia a parlare. Onorevole Falcone
  lei  rinuncia?  Onorevole  Caputo? Non  vedo  in  Aula  l'onorevole
  Ardizzone. Onorevole Limoli, rinuncia?

   LIMOLI. Signor Presidente, non intendo rinunciare ad intervenire.

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, lei rinuncia ad intervenire?

   MUSOTTO. Sì, rinuncio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'Aula si regge su un Regolamento
  che bisogna rispettare. Ci sono degli iscritti a parlare, se questi
  vi   rinunciano, di fronte alla richiesta del Presidente  Lombardo,
  posso  dare la parola al Presidente per la replica. Se c'è  qualche
  onorevole  che  non  vi  rinuncia, non posso  impedire  che  svolga
  l'intervento.

   CRACOLICI. Non la conoscevo così democratico

   PRESIDENTE. Sono sempre stato democratico  Onorevole Limoli, tocca
  a lei intervenire, gli altri colleghi vi hanno rinunciato.

   LIMOLI. Quando posso svolgere il mio intervento?

   ARENA.  Signor  Presidente,   rinuncio  se  rinunciano  tutti  gli
  iscritti a parlare.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  discorso  è semplice. Ci  sono  ancora  iscritti   a
  parlare,  non so quanti altri colleghi sono iscritti a intervenire.
  Ovviamente, mi riservo di concludere, replicando per ultimo.  Molti
  colleghi  sono  andati via, altri hanno chiesto di  concludere  nel
  tempo  più breve possibile, perché devono andar via e non  vogliono
  essere  irriguardosi  con tutti noi, non assicurando,  appunto,  la
  loro  presenza. Per cui  chiedevo,  se si rinunzia  a  prendere  la
  parola, di potere intervenire per la replica.
     Se si vuole continuare con gli interventi completeremmo il ciclo
  a mezzanotte. Ritengo che, al di là dei toni, più o meno accalorati
  o  accomodanti,  i  contenuti che fino ad ora sono  stati  espressi
  possono   -  può essere che mi sbaglio - rappresentare le posizioni
  più  o  meno di tutti i colleghi, compresi coloro che ancora devono
  intervenire.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  invito  a   manifestare  la
  disponibilità  a   rinunciare  ad  intervenire.  Onorevole   Arena,
  rinuncia?

   ARENA. Sì,  rinuncio.

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, lei rinuncia?

   MUSOTTO. Sì, rinuncio.

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, lei rinuncia?

   LIMOLI. No  Intendo intervenire.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Limoli.

   LIMOLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che  sono
  totalmente d'accordo con l'intervento del Presidente del mio Gruppo
  parlamentare, onorevole Leontini. Anticipo che parteciperò a  tutte
  le  Commissioni di cui faccio parte e a tutte le sedute d'Aula  per
  dare   un   contributo   e  sostenere  il  Governo   dell'onorevole
  Presidente  della Regione, perché prendo atto della volontà,  della
  decisione  assunta  dal Presidente Berlusconi,  al  fine  di  porre
  termine ad una crisi che, credo, sia difficile da comprendere.
   Capisco  solamente che il Presidente Berlusconi,  dall'alto  della
  sua  grande  pietas,  sarà stato mosso a un tale  atteggiamento  e,
  quindi,  ha  detto  che bisognava finire e porre  un  punto  a  una
  vicenda che sicuramente ha innervosito tanto i siciliani.
   Nell'intervento che ho ascoltato ieri, Presidente Formica,  svolto
  dall'onorevole Presidente della Regione, cercavo disperatamente  di
  notare,  di  trovare o di sentire qualche traccia di  modestia,  di
  umiltà  nelle cose che si dicevano. Purtroppo, non ho potuto  avere
  questo  grande  piacere  o  privilegio. E,  allora,  probabilmente,
  pensando  di  essere stato poco attento, quando mi  hanno  dato  il
  resoconto,  l'ho  letto con calma, lentamente, perché  non  ho  una
  grande  preparazione culturale, provengo da un  paese  lontano,  il
  paese  di Ramacca, dove non siamo molto adusi a sentire o a leggere
  pensieri di grande profilo o di grande livello
   Devo  dire  che,  nonostante la lettura,  ripetuta  diverse  volte
  stamattina, una traccia di umiltà non l'ho trovata  Ho ritrovato il
  pensiero di una persona che ha parlato come fosse il vincitore o il
  trionfatore non si sa di che cosa.
   Ora, riflettevo pensando anche a tante frasi, a tanti turpiloqui a
  cui abbiamo assistito durante la campagna elettorale; tanti termini
  sono   stati  usati,  ad  esempio,   ascari ,  quindi,  sono  stato
  costretto  - caro Presidente Cracolici, lei sa che non  sono  molto
  preparato - a ricorrere al vocabolario.
   Poi  si  sono utilizzati altri termini ed io sono andato a leggere
  per  capire cosa significhino, caro Presidente Maira. E  mi  ponevo
  un'altra domanda. Poi ho anche letto (premetto sempre che questa  è
  una  mia posizione personale, perché faccio parte del PDL e  voterò
  anche   turandomi  il  naso,  al  fine  di   aiutare  il   Governo,
  soprattutto il Presidente della Regione, ad andare avanti), che  il
  Presidente  Berlusconi mi ha fatto sapere, non  personalmente,  che
  dobbiamo,  appunto, appoggiare questo Governo, di  cui  ancora  non
  conosco né i nomi né le deleghe. Ieri pensavo che ci sarebbe  stata
  una  rappresentazione un po' diversa, almeno ero abituato in questo
  modo ai tempi della politica della cosiddetta  prima Repubblica .
   Purtroppo,  oggi prendo atto che è una cosa diversa. Ed  ho  letto
  anche  che   finalmente ha vinto, è passata la linea  del  PDL  che
  conta .
   Premetto  che  nella  mia  vita non  ho  mai  contato  nulla,  non
  rappresento niente. Mi fa piacere, però, Presidente Cracolici, dire
  con  tanto orgoglio che appartengo al PDL che ha vinto, quello  che
  vince,  non  quello che conta. Io, nella mia visione, appartengo  a
  quella  categoria  di persone, il bracciantato agricolo,  che  ogni
  mattina  si alza presto, alle 4.30, alle 5.00, che ha i calli  alle
  mani.
   Queste  persone non sono abituate a simili interpretazioni.  Siamo
  cresciuti  sapendo  che  quando  c'è  una  battaglia,  come  quella
  elettorale, c'è chi vince e chi perde
   Invece,  qui, prendo atto che  cu perdi vinci e cu vinci  perdi  .
  Questa cosa mi ha un po' scombussolato, perché non ho capito  molto
  bene  questa vicenda. Cerco di seguire sempre quello che  pensa  la
  gente, l'elettorato, i siciliani.
   Quante  volte,  onorevole  Cracolici, nell'interesse  supremo  dei
  siciliani, mi immolo. A me piace seguire quello che pensa la povera
  gente e la povera gente è andata a votare e si è espressa su alcune
  proposte,  le  proposte premiate con tanta abbondanza;  coloro  che
  hanno  votato  in  quel modo, ora si chiedono:  ma  perché  abbiamo
  votato? . Qual è la motivazione o la ratio di un voto?
   E  un'altra  cosa mi ha colpito. L'onorevole Lino  Leanza  diceva:
   l'onorevole  Cracolici mi piace . Le chiedo perdono se  ho  questa
  cadenza,  perché lei è abituato a sentire un idioma toscaneggiante,
  onorevole Maira. L'onorevole Leanza ha detto:  il signor Presidente
  della Regione non ha tradito i siciliani .
   Vorrei  chiedere al Capogruppo e al segretario regionale  del  PDL
  quali  sono  i  parametri attraverso i quali si riesce  a  fare  un
  distinguo  fra ciò che è tradimento e ciò che non  lo  è;   non  lo
  capisco.
   Mi hanno abituato sempre così, ma forse i miei maestri erano tutti
  ignoranti come me, probabilmente, mi hanno insegnato che quando  ci
  si  presenta all'elettorato, cosa che è avvenuta l'anno scorso,  lo
  si  fa con una progettualità, con un programma elettorale che viene
  sottoposto   al  consenso  o  al  dissenso  del  popolo  siciliano,
   vestendo  anche questo stesso programma.
   E,  allora,  ci  sono stati tanti incontri, tanti confronti;  alla
  fine  abbiamo  scelto  di candidare come Presidente  della  Regione
  l'attuale Presidente Lombardo, a capo di una coalizione formata dal
  PDL, UDC e MPA.
   Credo  che  questo patto sia stato sottoscritto con gli  elettori.
  Smontare  questa coalizione in maniera unilaterale, ai miei  occhi,
  rappresenta un tradimento nei confronti dei siciliani.
   Apprendo in quest'Aula, stasera, durante questo dibattito, che non
  è  così   Poi chiederò all'onorevole Leanza, in separata  sede,  di
  farmi  un  corso anche accelerato per capire qual è il concetto  di
  tradimento  che  lui  ha. Credo che questo sia  un  tradimento  che
  personalmente  non condivido; non sono d'accordo e,  probabilmente,
  non  essendo d'accordo, sono uno di quelli che rientra nella  frase
   tu remi contro  .
   Non so nuotare, quindi, non sono mai andato a mare, non prendo  il
  sole.  Non  ho capito cosa significhi remare contro  Contro  chi  e
  contro che cosa?
   Da  dove proviene la rappresentazione dei buoni e dei cattivi? Non
  capisco qual è la linea di demarcazione tra i buoni e i cattivi  e,
  allora,  mi  sono sforzato di capire. Probabilmente,  la  linea  di
  demarcazione è data dalla condivisione o meno del pensiero  di  una
  sola  persona  e  questo  non mi pare che possa  essere  accettato,
  perché  allora,  in quel caso, il bene assoluto è rappresentato  da
  un'unica persona: o tu ti adegui e diventi zerbino e scendiletto, e
  quindi  sei  nato  schiavo con la tendenza a morire  servo,  oppure
  diventi un'altra cosa
   Questo concetto del  remare contro  non l'ho mai capito, né  dagli
  interventi che ci sono stati sono riuscito ad individuare qual è il
  percorso mentale alla fine del quale si è sempre parlato. Io cambio
  maggioranza, coalizione, per il bene supremo della Sicilia,  perché
  c'era chi remava contro
   Chi erano costoro? Nonostante tante richieste, non viene fuori chi
  sono queste persone.
   A me farebbe tanto piacere che il Presidente della Regione dicesse
  chi  sono  questi  personaggi. E' giusto che  il  popolo  siciliano
  sappia  chi  ha  lavorato per dodici mesi contro gli interessi  dei
  siciliani.
   Si  parla  tanto di clientela. Oggi c'era un comunicato stampa  in
  cui  veniva  reso  noto  dalla  Presidenza  della  Regione  che,  a
  settembre,  ci saranno i nuovi manager della sanità di cui  non  si
  saprà né la paternità né la maternità né il cognome né il nome
   Non  so a quale pianeta appartengano queste persone ma penso  che,
  alla fine, dovrà pur farcele conoscere  Saranno delle persone senza
  sesso,  saranno senza occhi, senza capelli. Questo è  un  miracolo
  Troveremo,  probabilmente, diciassette manager che nessuno  conosce
  e, quindi, vedremo, quello che sapranno fare.
   Fra l'altro, vado ad ancorarmi a dei precedenti. Ho presentato tre
  interrogazioni  -  ancora questo piacere di una risposta  non  l'ho
  potuto  avere, ma mi rendo conto che  sono un parlamentare che  non
  rappresenta  nulla in quest'Aula, quindi, si può  fare  a  meno  di
  rispondere  al deputato Limoli - ed ho chiesto se sulla nomina  dei
  direttori regionali - e vado ad ancorarmi al comunicato di  oggi  -
  risulta esser vero che, fra i tanti direttori regionali, confermati
  e  neo-nominati,  ci  siano anche segretari  provinciali  dell'MPA,
  nello  specifico  il segretario provinciale di Caltanissetta  e  il
  segretario provinciale dell'MPA di Palermo.
   Spero  che questi nuovi diciassette manager non abbiano gli stessi
  requisiti, perché altrimenti tutti coloro i quali hanno l'interesse
  ad  essere  nominati o ad entrare in Giunta, occorre  che  facciano
  questa  bella  corsa  verso l'MPA, perché là  si  respira  aria  di
  democrazia.  Guai a parlare di clientela  Ma fosse  stato  lasciato
  libero  uno  strapuntino  sono state occupate  tutte  le  poltrone,
  tutte  le  sedie,  tutti i seggioloni e tutti i seggiolini,  a  tal
  punto  che, signor Presidente, è scoppiata una rivoluzione,  perché
  si sono preoccupati i vescovi
   Siccome  ci  sono  delle  sedi parrocchiali  vacanti,  con  questo
   furore  occupazionale , i vescovi hanno scritto  al  Papa,  a  Sua
  Santità,  per  chiedere  se  fossero  a  rischio  anche   le   sedi
  parrocchiali vuote, perché qui, con questi commissariamenti che  ci
  sono  di  mattina, a mezzogiorno e di sera, si corre il rischio  di
  vedersi occupate e commissariate anche le sedi parrocchiali
   Il  Papa  ha rassicurato che la nomina dei parroci è di competenza
  vescovile  E così si sono rasserenati tutti quanti
   Concludo, signor Presidente. Cose da dire ce ne sono ancora  tante
  -  sulla  sanità per esempio - ma ci saranno altrettante occasioni.
  Qualcuno   gira   l'Italia,  pavoneggiandosi  di   questa   sanità,
  dimenticando il percorso che c'è stato.
   Ha fatto bene l'onorevole Maira a ribadirlo e a ricordare qualcosa
  con  più  puntualità.  Il  Presidente  Leontini  ha  fatto  bene  a
  ricordare queste cose: i meriti del Parlamento. Quando poi, invece,
  si  esce fuori, si parla di meriti esclusivi, individuali, come sul
  tema del grande risparmio che c'è stato.
   Ieri  mi  sembrava che la Corte dei conti avesse detto chissà  che
  cosa e oggi leggo, nella rassegna stampa, tutto il contrario di ciò
  che  era  stato detto. Il risparmio di cui si parla è  relativo  al
  periodo giugno-dicembre 2008. Non mi pare che tra giugno e dicembre
  2008, l'attuale Assessore alla sanità abbia potuto fare chissà  che
  cosa
   Sono  contento  di  ciò  che ho detto e  ringrazio  la  Presidenza
  dell'onorevole Formica per avermi dato questa possibilità.
   L'ultima  volta che sono intervenuto, infatti, per poter  parlare,
  ci  fu quanto è successo  Dico che appartengo al PDL, lavorerò  per
  l'unità  forte  del  PDL,  per  dare  voce  a  Berlusconi,   perché
  Berlusconi,  con la sua pietas, ci ha fatto sapere che  è  un  uomo
  buono, un uomo generoso.
   Allora, che volete fare? Per il bene del mio partito, per il  bene
  della  Sicilia, pur turandomi il naso, sosterrò a spada  tratta  il
  Governo dell'attuale Presidente della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  non
  perché  debba  dire  le stesse cose che hanno sostenuto  gli  altri
  colleghi, perché sarebbe superfluo e poi perché sono invogliato dal
  modo di fare dei deputati del Movimento per l'Autonomia che parlano
  qualora intendano farlo quelli che erano iscritti a intervenire
   Non  mi  pare  un  modo  corretto  di  rappresentare  ciò  che  il
  Parlamento ed i deputati debbano fare. Rinunciano a parlare, seppur
  iscritti,  sol  perché non parlano gli altri, perché  eventualmente
  vorrebbero intervenire sulle cose che dicono gli altri
   Penso  che,  invece, ognuno abbia il proprio modo  di  vedere,  il
  proprio modo di esprimere le cose e, per quanto ci riguarda o forse
  per quanto mi riguarda, questo è l'unico momento in cui un deputato
  possa esprimere la propria idea rispetto ad un fatto importate. Ubi
  maior minor cessat
   Rispetto al 25 maggio scorso, la scelta del Presidente Lombardo di
  azzerare  la  Giunta  e la scelta di parlare di questa  situazione,
  quindi,  della crisi politica, di interloquire solo con Berlusconi,
  ha avuto ragione nell'idea politica.
   Nessuno di noi riteneva che dovesse essere così
   Ognuno  di  noi  aveva  delle regole, riteneva  che  ci  fosse  un
  coordinamento regionale; c'erano i coordinatori nazionali che  sono
  intervenuti  sulla  vicenda  e  nessuno  di  noi  pensava  che   il
  Presidente  Berlusconi  scavalcasse  quelli  che  sono  gli  organi
  costituiti  del nostro partito e desse ragione, come  ha  fatto,  a
  Lombardo. Quindi, ubi maior minor cessat
   Questo  è un Governo che Berlusconi ha fatto e che tutto il Popolo
  delle  Libertà deve sostenere, sol perché lo ha detto Berlusconi  e
  nessun  altro   Io  sono un deputato di quel  partito  e  a  questa
  notizia di stampa mi attengo.
   Questa  sera,  però,  ho  sentito da  autorevoli  esponenti  della
  politica  regionale,  che hanno anche molta  esperienza  in  questo
  campo,  come il capogruppo dell'UDC, onorevole Maira, tirare  fuori
  il libro  Cuore .
   In  politica, tirare fuori il libro  Cuore , vale poco, forse  non
  vale nulla.
   La  politica,  infatti,  lo diceva un  ministro  che  non  ho  mai
  apprezzato,  si chiama Rino Formica - gli hanno dato  l'appellativo
  del   ragioniere di Bari  proprio per sminuirlo, ma era uno che  la
  politica  la  sapeva fare - onorevole Maira, non devo dirglielo  io
  che  sono  un  neofita  ed anche non molto  avvezzo  a  determinate
  azioni, ebbene diceva che è  merda e sangue . Diceva questo
   Lo  apprezzava anche Craxi per questa sua azione. E lei non può in
  questo  Parlamento tirare fuori il libro  Cuore . Per fare piangere
  chi? Qui non ci sono più lacrime
   Qui c'è stata un'azione - non so se sia stata monocratica - voluta
  dal  Presidente  della  Regione; in modo  extraparlamentare,  si  è
  voluto  dare uno scossone ad alcuni argomenti importantissimi,  che
  non  ho  sentito  da  parte  di nessuno,  né  nella  relazione  del
  Presidente né nell'intervento che hanno fatto i colleghi  prima  di
  me.
   La  Sicilia ha un obiettivo unico, che dovrebbe essere di tutti  i
  parlamentari, di tutti i partiti: quello di combattere la mafia.
   E'  l'argomento unico di cui dobbiamo parlare. Se è vero,  come  è
  vero, infatti, che la mafia ancora c'è, che la mafia insiste - come
  detto ieri in una conferenza pubblica, dove ci siamo trovati con il
  neoassessore Armao, organizzata da Legambiente - e che gli ATO sono
  pervasi da interessi mafiosi, e non si dice neanche una parola, non
  so di che cosa dobbiamo parlare
   Ho  invitato  l'Assessore  Armao, alla fine  della  conferenza,  a
  recarsi   presso   la   Procura  della  Repubblica   a   denunciare
  effettivamente  quello  che  lui ha sostenuto  in  una  conferenza,
  ritengo  anche  importante,  su  una  materia  che,  peraltro,   da
  Presidente  di Commissione, ho spesso affrontato e sono  stato  più
  volte rimbrottato dal Presidente della Regione nel perdere tempo  e
  di  avere quasi - me l'ha scritto nei quotidiani tre, quattro volte
  -  la  colpa di quello che succede in tutta la Sicilia e che questa
  legge sui rifiuti è quella che dovrebbe risolvere l'emergenza.
   Lo  dico  qui:  non so se valga o meno, non so se i  cittadini  mi
  ascoltino: spero che mi ascolti il Presidente.
   Nella  mia buona fede, faccio il mio lavoro di parlamentare -  non
  so  se  bene  - con passione e posso essere di aiuto all'azione  di
  Governo. L'emergenza non c'entra nulla con la legge; l'emergenza  è
  un'altra  cosa  L'emergenza ha bisogno di un intervento altrettanto
  urgente  e il disegno di legge,  approvato in Commissione, non  può
  far  nulla per risolvere questo problema. Questo lo diciamo  da  un
  anno e mezzo, non da due giorni.
   Il  lavoro  che  abbiamo svolto, lo abbiamo fatto con  cognizione;
  abbiamo  ascoltato  in  audizione chi dovevamo  ascoltare;  abbiamo
  cercato  di  dare il nostro apporto, ma anche quando il disegno  di
  legge  era pronto tre, quattro, cinque mesi fa, è chiaro  che  esso
  non  avrebbe risolto il problema dell'emergenza che sta  scoppiando
  in tutta la Sicilia.
   Allora,  rispetto  a questi problemi - mafia da un  lato,  rifiuti
  dall'altro - una parola non è stata detta, anzi, c'è questo rinvio,
  sempre in avanti, ad una legge che deve ancora venire.
   Questo  lanciare di dichiarazioni, come quella del remare  contro,
  sarà  forse  un  modo  di dire; nessuno si  deve  sentire  come  il
  rematore  contro   E'  un modo, nella politica,  per  mescolare  le
  carte.
   E'  chiaro  che,  forse,  nel programma che  il  Presidente  della
  Regione  aveva, qualcuno riteneva di far valere o di far  prevalere
  la sua posizione e - come ha detto bene il Capogruppo dell'MPA -  è
  nelle  prerogative del Presidente della Regione quella di  azzerare
  tutto  e  fare  un quadro politico che, appunto, sotto  il  profilo
  amministrativo e governativo, non solo è legittimato a fare,  ma  è
  sotto  la  responsabilità diretta di chi ha scelto  questa  strada,
  cioè il Presidente della Regione.
   Quello che mi preoccupa non è questo intervento, ciò  che ha fatto
  il   Presidente,   la  Giunta  che  ha  messo   in   campo:   gente
  rispettabilissima, che rappresenta non solo i partiti,  la  società
  civile,  l'impegno sociale, l'impegno amministrativo  anche  forte.
  Ciò che mi preoccupa è un'altra cosa.
   Mi  riferisco,  invece, alle dichiarazioni che  questa  sera  sono
  state  rese in Aula, soprattutto da parte del segretario  dell'MPA,
  cioè  che al di là della circostanza che sia stato fatto  o  no  un
  Governo  di maggioranza, questo Parlamento, i parlamentari che  non
  sono al Governo, devono fare delle scelte unitarie.
   Nella sostanza ha detto questo. Ha voluto snaturare un ruolo che è
  tipico della politica di maggioranza che deve sostenere il Governo.
   E'  una  scelta  che  ha  fatto il segretario  del  Movimento  per
  l'Autonomia,  una  scelta  che  non  guarda  una  maggioranza   ben
  definita,  una  scelta che guarda così come penso ha  auspicato  il
  Capogruppo  del  Partito  Democratico  nel  suo  intervento,   dove
  consegnava  al Presidente una situazione politica che  non  ha  una
  maggioranza. Ma chi gliel'ha detto? Chi gliel'ha detto che  non  ha
  una maggioranza il Presidente della Regione?
   Si vuole insinuare lui in un'eventuale maggioranza?
   Ma se è legittimo farlo, è indecente dire in un Parlamento che non
  c'è  una  maggioranza  senza  avere il sostegno  sotto  il  profilo
  politico di quanto detto. E' indecente
   L'intervento  politico  è  assolutamente  nella  persona   e   nel
  pensiero,  ma  l'intervento  politico  di  dire  che  non  c'è  una
  maggioranza che sostiene questo Governo è indecente, detto da parte
  del Partito Democratico.
   Qual  è  il  gioco che state facendo? Cosa cercate di fare?  Siete
  all'opposizione, all'opposizione dovete rimanere, perché Berlusconi
  non  vi  farà  passare  mai;  questo è un  Governo  di  Berlusconi,
  attenzione,  di  Berlusconi, e voi siete  il  Partito  Democratico,
  siete  quelli  che avete rovinato l'Italia per anni; non  c'entrate
  nulla  e  non  ci  sono  le  maggioranze parlamentari  che  possano
  rivoltare o fare i ribaltoni
   Voi  non  c'entrate  Rassegnatevi a fare l'opposizione in  maniera
  seria e, ogni tanto, chiedeteci qualche favore. Ce n'è pure per voi
  e  non  dovete avere problemi sotto questo profilo; ci siete  anche
  abituati
   Allora, rispetto a tutto questo e rispetto a una politica che deve
  rilanciare   veramente  la  Sicilia,  spero  che  la  replica   del
  Presidente  della  Regione parta proprio da questi  due  argomenti:
  quello  della lotta alla mafia e quello dell'emergenza dei rifiuti,
  togliendo le norme che devono sicuramente regolamentare la materia,
  anche partendo dal Piano dei rifiuti.
   Ritengo  che  questo  Governo non solo sia alla  prova  di  questo
  Parlamento, ma certamente sia alla prova dei siciliani  che  ancora
  credono  in  una  Sicilia  nuova, in una Sicilia  diversa,  in  una
  Sicilia fatta di persone che non credono solo alle parole che  dice
  in  questi  ultimi  sei mesi il Presidente della Regione.  Qualcuno
  dell'UDC  lo ha accusato - e concludo il mio intervento -  di  aver
  praticato, come voi sapete meglio di me, l'azione clientelare nella
  politica. Ma c'è sempre rimedio alle cose
   Il  Presidente della Regione, dice da sei mesi cose  diverse:  che
  alle  clientele  non  crede più, che non crede più  all'assalto  al
  potere;  che  le  scelte verranno fatte secondo una  logica  che  è
  quella  delle persone che sanno fare, una logica delle persone  che
  hanno  un curriculum, una logica delle persone che non appartengono
  alla  stessa famiglia o allo stesso partito. E noi a queste logiche
  ci siamo, eccome se ci siamo
   Noi, queste logiche della clientela, non solo le combatteremo,  ma
  le denunceremo. Ci affidiamo e crediamo alle nuove parole, al nuovo
  corso  che il Presidente Lombardo ha voluto dare e non pensate  che
  sia  una sua idea - questo è un mio pensiero - ma questo è ciò  che
  gli ha detto Berlusconi e Berlusconi sa ciò che fa


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. No, onorevole D'Agostino, lei ha rinunziato a parlare.
  Si accomodi.

   D'AGOSTINO. Ribadisco di voler intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No,  non  le do la parola, onorevole  D'Agostino.  Le
  faccio  il  primo  richiamo; non mi costringa a  farla  allontanare
  dall'Aula.
   Onorevole  D'Agostino,  lei  era  iscritto  a  parlare  e  vi   ha
  rinunciato,  quindi, sia coerente, tenga fede alla rinuncia  fatta.
  Onorevole D'Agostino, la prego si metta a sedere e assistiamo  alla
  replica  del  Presidente  della  Regione.  Assieme  a  lei,   hanno
  rinunciato tanti altri colleghi.
   Ci sarà modo per intervenire.

   D'AGOSTINO. Non c'è modo di rimediare a questa scortesia

       Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
  Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
       seguito della nuova composizione della Giunta di Governo

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il Presidente della  Regione
  per la replica.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  domani  si potrà verificare se c'era stata  o  meno  una
  rinunzia rispetto ad una proposta complessiva che avevo fatto e che
  avrebbe  potuto,  forse, far risparmiare non solo tempo,  ma  anche
  qualche proposta che ha arricchito il dibattito prima di questo mio
  intervento conclusivo.
   Ieri,  non ho fatto un lungo discorso, ho visto scorrere i  minuti
  ed  i  secondi, ho visto che parecchi degli interventi sono  durati
  20,  25  minuti, forse per comprenderli tutti e per  soddisfare  le
  tante  domande che, invece, avete ritenuto inappagate, avrei dovuto
  parlarvi per un'ora.
   Mi  sono limitato all'essenziale, anche perché la giornata di ieri
  era  molto significativa e, al di là del nostro dibattito  e  della
  mia  introduzione, si erano verificate tante altre cose altrettante
  significative ed importanti: questa relazione di cui al giudizio di
  parifica, ad esempio, della Corte dei Conti. E non dimentichiamolo,
  perché  credo  che, al di là di quello che diciamo,  sappiamo  bene
  che,  piaccia o meno, ci sono state tante altre prese di  posizione
  sulla  materia e sull'argomento, ad esempio una Commissione tecnica
  a  ciò deputata che ha espresso un suo giudizio su una riforma  che
  non  è  soltanto  la legge, ma sono tanti altri  atti  attuativi  o
  esecutivi,  molti dei quali dovranno vedere ancora la  luce  e  che
  riguardano la sanità.
   Vedete,  nella  mia relazione di ieri, o intervento  introduttivo,
  così come credo nel dibattito di oggi per gli spunti che possiamo e
  dobbiamo  trarre  - signor Presidente, mi spiace doverle  rivolgere
  sistematicamente  le spalle ma siamo costretti  dalla  disposizione
  degli  scranni  -  ebbene, ho voluto sottrarmi al  ritualismo  e  a
  questa  sorta  di  sequela di finzioni che talvolta,  non   sempre,
  caratterizzano il nostro contributo al dibattito.
   E' vero, abbiamo fatto alcune cose nel corso di questo anno. Ieri,
  a proposito di difficoltà e di crisi del sistema regionale - io non
  c'ero  purtroppo -, abbiamo letto sui giornali di oggi la criticità
  della  sanità,  superata  quella della formazione  -  vi  prego  di
  ricordare questo - e abbiamo altresì avuto notizia del problema, ad
  esempio,  del  personale, del precariato ed in  particolare  di  un
  rapporto  significativamente pesante tra  dipendenti  e  dirigenti:
  avete  visto,  infatti, un rapporto piuttosto che 1 a  50,  se  non
  ricordo male 1 a 5,8
   Credo  che  il  Governo su questi fronti, in questi mesi,  si  sia
  mosso  ed  abbia fatto tante cose. Sì, è vero, si sono fatte  tante
  leggi  importanti, non lo nascondo, e ne rendo merito a  chi  ne  è
  stato protagonista.
   Così  come,  onorevole colleghi, al di là di  qualche  insulto  di
  troppo  -  mi  spiace, non perché venga da questo o da  quell'altro
  collega, ma che, a fronte di una volontà professata o proclamata di
  dialogo,  si usino termini o aggettivi che derivano dal  sostantivo
  dell'omertà o roba del genere - ebbene, ho fatto un'analisi che non
  è  riferita  né all'ultimo anno, e lo ribadisco, né agli  ultimi  8
  anni e neppure 13 o 44.
   Io  dico  che  è  stato un modello. Forse, abbiamo  imboccato  una
  strada,  rinunziando  ad  una capacità autonoma  di  progettare  il
  nostro sviluppo; per cui lo sviluppo è stato progettato da altri.
   Io  non  so  se,  ad esempio, il primo tentativo autonomistico  di
  circa   cinquanta   anni  fa,  non  fu  una   sorta   di   reazione
  all'imposizione  di un modello di sviluppo che si  costruiva  sulla
  chimica pesante che, allora come oggi - all'epoca i posti di lavoro
  erano  molto di più -, lasciava sul territorio, in cambio di questi
  posti  di  lavoro, una devastazione ambientale i cui  effetti  sono
  difficilmente riparabili, morti e malattie in misura notevolissima
  Ed  un  introito  tributario  che,  al  di  là  dell'Iva,  dopo  il
  federalismo  fiscale,  oggi mi pare sia  valutato  attorno  ad  una
  dozzina  di miliardi di euro all'anno, che prendono la via di  Roma
  piuttosto che della Sicilia
   Allora,  se non vogliamo fingere tra noi e vogliamo essere  onesti
  nell'analisi, vedete, quando si fece quel tentativo, le maggioranze
  e  i  partiti si divisero e questa divisione si è verificata, forse
  meno aspra e meno conflittuale di allora - riconosciamolo con molta
  franchezza -, anche nelle settimane e nei mesi scorsi.
   Ed  a  proposito  di  elefantiasi' dell'apparato  burocratico  del
  personale regionale, vorrete riconoscere che non ho mai parlato  di
  clientelismo. Chi ha letto la mia relazione di ieri -  vi  ho  dato
  un'occhiata  e ci sono tante cose da correggere - si  sarà  accorto
  che questo termine non è mai stato usato.
   Ho detto che il sistema Regione si è adeguato e si è attrezzato: e
  la  Regione ha usato, impropriamente, se stessa e il suo  organico,
  come  una sorta di surrogato dell'ammortizzatore sociale, però  non
  si  è  fatta  mancare quel di più che serviva per tenere  coeso  il
  sistema. Tutto basato sulla logica e sulla pratica.
   I   trasferimenti  da  parte  dello  Stato,  alla  vigilia  di  un
  federalismo  fiscale  che  non  ci consentirà  sconti  e  in  piena
  recessione  economica,  non possono non registrare  una  fortissima
  correzione  di  rotta.  Questa correzione  di  rotta,  sul  sistema
  sanitario  con  una  legge,   è vero, l'abbiamo  fatta  insieme  in
  quest'Aula,  nessuno lo ha mai nascosto: poi,  ci  sono  stati  dei
  provvedimenti,  molti  dei quali assunti  nelle  scorse  settimane,
  molti  dei  quali dovranno essere attuati, che ci hanno  guadagnato
  finalmente un giudizio positivo.
   Non  so  di chi sia il merito, lo abbiamo sottoscritto nel  luglio
  del  2007,  ho reso atto al Rettore dell'Università di Palermo  che
  allora  era l'Assessore pro-tempore per la sanità. Fatto  sta,  che
  quando mi sono insediato, ho dovuto impetrare il primo rinvio,  uno
  dei  tanti che poi abbiamo ottenuto, senza i quali - c'è  stata  la
  crisi,  l'insediamento  del  nuovo  Governo  -  noi  saremmo  stati
  commissariati.  Sarebbe stato forse più comodo  fare  diversamente?
  Abbiamo  ottenuto quel giudizio positivo di ieri  e,  in  giro  per
  l'Italia  o  in  Sicilia (le notizie volano e  i  giornali  vengono
  letti),  non  c'è  dubbio che, pur tra mille  asprezze,  se  volete
  incomprensioni,  consensi che si guadagnano o  si  perdono,  queste
  nostre scelte ci hanno guadagnato molta credibilità.
   Ma  siamo stati, onestamente, sinceramente uniti su queste scelte?
  Ricordate  la legge sulla riforma sanitaria? E poi i dirigenti  che
  sono  sproporzionatamente più numerosi  dei  dipendenti?  E  poi  i
  richiami  e  i  rilievi,  per esempio,  in  materia  di  formazione
  professionale? Forse avete dimenticato: è come se io,  a  proposito
  di  divisioni, o meglio di grande armonia, nell'azzerare la Giunta,
  di  punto in bianco, avessi voluto rompere per capriccio o per  non
  so  quali  calcoli elettorali o di potere, non so quale  armonia  e
  quale idillio
   Ricordate all'indomani della riforma sanitaria i manifesti segnati
  a lutto? Forse non sapete, perché da queste parti non si capta, non
  si   percepisce  -  qualche  trasmissione  che,  sera   per   sera,
  martellando  i  telespettatori, è  stata  piena  di  insulti  e  di
  aggressioni nei confronti soprattutto del Presidente della  Regione
  -  ebbene, queste cose hanno segnato una divisione profonda non tra
  noi e la classica opposizione.
   E per quanto riguarda la formazione professionale?
   Dobbiamo  presto darci una riforma legislativa, di  competenza  di
  quest'Assemblea, ed intanto un piano lo abbiamo bloccato e  sarebbe
  costato  di  più rispetto alla previsione di bilancio  Erano  molti
  gli  enti, ne abbiamo riabilitati tanti con il consolidato, non so,
  ma abbiamo contenuto per quanto possibile la spesa.
   Il Presidente della Regione si è assunto quella responsabilità,  è
  stato  coercitivo, se volete, comunque ha ottenuto questo risultato
  che  mi  veniva  invocato dai sindacati, piuttosto  che  da  questa
  esigenza finanziaria, e non soltanto finanziaria, nel settore della
  formazione.  Però, sono stato io oggetto di una serie di  attacchi,
  sempre  all'interno dello stesso Governo in questo caso, oltre  che
  della maggioranza.
   Ricorderete anche che, a proposito di dirigenti, siamo stati  noi,
  come  Governo,  contraddicendo noi stessi, a  dover  presentare  un
  emendamento  per la soppressione di altre centinaia  di  postazioni
  dirigenziali  -  non  ricordo in quale settore dell'Amministrazione
  regionale,  mi  pare  dei  beni culturali  -,  ma  responsabilmente
  l'Assemblea ha cancellato quella possibilità di incremento.
   Possiamo  dirci che tutto andava bene, soprattutto non ricordo  se
  il  25  maggio  o  da qualche giorno prima, se non  addirittura  da
  qualche settimana addietro, quando si martellava questo Governo sul
  fatto  che   il  giudizio universale  dato dalle  elezioni  europee
  avrebbe  massimamente costretto alle corde il  Governo  e,  quindi,
  guai a non tenere conto di questo giudizio degli elettori?
   Le alternative erano due: o si pensava che questo Presidente della
  Regione, con le spalle al muro, si godesse i vantaggi, i privilegi,
  le  comodità  di una Presidenza prestigiosa e, quindi, non  potesse
  più  esercitare  le  proprie prerogative e quest'azione  ampiamente
  contrastata,   anche  all'interno  della  propria  maggioranza   di
  risanamento  o  di  riforme,  o  non  c'era  alternativa  a  questo
  azzeramento
   Chi  ha  vinto  perde e chi perde vince, non sarà  stato  soltanto
  merito  mio,  forse  c'è anche il merito di qualcun  altro   E  che
  questa  maggioranza si sia espressa in questo Governo e che  questo
  Governo  resti nel perimetro della maggioranza, con un  ampliamento
  della   rappresentanza,  che  non  è  civile,  incivile,  ma  della
  rappresentanza sociale, è fuori discussione, anche per  scelta  dei
  nostri alleati. Non fingiamo di sconoscere come stanno le cose.
   Quando  ho  fatto una scelta, rispetto alla quale i miei  colleghi
  sono  stati informati, ho chiesto loro di dimettersi. Sarebbe stato
  un  po'  complicato, ammesso che io avessi questa perversa volontà,
  ossia non riconfermare chi fra di loro si fosse dimesso, così  come
  qualche  partito che si sente escluso, fa riferimento alle  ragioni
  del  cuore  piuttosto che della mente: ma è stato  informato  prima
  dell'azzeramento,  è  stato  invitato  a  rientrare  quando  si   è
  ricomposto  quel  Gruppo  di  nove  persone,  è  stato  invitato  a
  dialogare,  non  attorno a un tavolo con chi  ancora  alla  vigilia
  della composizione della squadra chiedeva l'azzeramento, perché non
  c'era alternativa
   Da  quel momento in poi, piuttosto che agire autonomamente,  si  è
  preferito affidare delega ad altri e magari ci si è accorti - oltre
  che dar delega - di esser finiti sedotti e più o meno abbandonati
   Ecco perché abbiamo ricomposto questo Governo, nei termini in  cui
  lo abbiamo fatto, d'accordo con il Presidente del Consiglio.
   Ma  non  deve  destare meraviglia che il Presidente della  Regione
  abbia   incontrato  il  Presidente  del  Consiglio,   fondatore   e
  coordinatore, segretario, presidente del maggiore partito italiano.
  Ciò  -  e mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione - è una riduzione
  della nostra autonomia? Con chi avremmo dovuto parlare?
   Personalmente,  lo considero un momento di chiarimento  importante
  che ha composto o ricomposto, in gran parte, la nostra squadra. Chi
  è  rimasto fuori, è stato invitato a dialogare anche attraverso  il
  vertice  massimo,  quando i vertici regionali non  volevano  sentir
  parlare del proprio partito.
   Tra  gli  appunti della di lui segretaria, risulta una  telefonata
  del sottoscritto, esattamente di venerdì scorso, proprio per essere
  precisi.  Non segno le cose e non tengo il diario, ma  è  bene  che
  queste cose si sappiano, perché sicuramente questa è la verità.
   Il  dialogo,  la collaborazione, l'avvenire, ieri l'ho  detto  con
  molta chiarezza, si deve procedere lungo la strada delle riforme  e
  del  risanamento,  di una condizione che si legge  nella  relazione
  della  Corte dei Conti: che non si è creata negli ultimi sei, sette
  mesi, risale forse a 60 anni fa, allorché non abbiamo intrapreso la
  strada giusta.
   Per questo, tra Governo e Assemblea, ci rapportiamo, ci intendiamo
  fra di noi.
   Sono  pronto  a rendervi conto, momento per momento,  di  ciò  che
  facciamo  e  ci raccordiamo con i siciliani, attorno e accanto  gli
  obiettivi che dobbiamo raggiungere. Avete detto tante cose,  uomini
  nostri   piuttosto  che altri  Solo due persone sono  state  messe,
  nelle ultime settimane, in posti di Governo o del sottogoverno.
   In quanto al resto, è bene che si faccia una verifica di quanto  è
  successo  in  aziende  di  Governo o di  sottogoverno.  Solo  oggi,
  accanto  all'assessorato dell'agricoltura, ci sono tante di  quelle
  sigle  di  cui  non  conoscevo l'esistenza. Ve le  leggo:  Coreras,
  Corfilac,  Corfilcarni,  Coriba,  Codires,  Corissia,  Ites,   Bes,
  Consorzi agrari e quant'altro.
   Per  ognuno di questi enti, ci sono un 8, 10, 12, 15 componenti  e
  revisori che magari percepiranno piccole indennità, ma  ve ne  sono
  di spropositate - che, forse, non conoscete e di cui sono pronto  a
  rendervi conto - che è bene vengano ricondotte a razionalizzazione,
  a  riorganizzazione, a casa, dove voi volete. In  un  contesto  nel
  quale  dobbiamo essere franchi e leali tra di noi, a che serve  dar
  la caccia, se siamo in una maggioranza?
   Questo  semmai è il sintomo di come c'era il conflitto,  piuttosto
  che  la  collaborazione reciprocamente ai  nostri uomini , come  se
  dovessi portare dalle mie parti l'assessore Bufardeci o l'assessore
  Cimino  o  sottrarmi della collaborazione dell'assessore Di  Mauro,
  perché sono agrigentini entrambi e ciò diventerebbe difficile.
   Abbiamo  degli  obiettivi  dinanzi e le solidarietà.  A  tutto  si
  ripara,  vi  posso  assicurare, e le  solidarietà  si  costruiscono
  attorno agli obiettivi comuni.
   Raccolgo   l'invito  al  dialogo,  alla  collaborazione   e   alla
  costruzione dei percorsi politici, amministrativi e legislativi che
  mi proviene dai Capigruppo che mi hanno preceduto.
   Per  quanto  riguarda la sanità, c'è da attuare  questo  Piano  di
  rientro. Lo si può fare in solidarietà o facendo volantinaggio  nei
  comuni  i  cui  ospedali  non  sono  chiusi,  non  licenziati   gli
  infermieri o i primari o i medici
   Piuttosto  che diffondere volantini contro questo Governo  che  ha
  fama  di  far morire la gente, solidalmente si spieghi che, semmai,
  quell'ospedale si rifunzionalizza e che si investe un  po'  di  più
  sul territorio piuttosto che sulla degenza.
   Non le assunzioni e nessuna omertà, onorevoli colleghi
   Mi  è  stato  detto  qualcosa:  per  carità,  parleremo  a  questa
  Assemblea ed al popolo siciliano, qualora si eludesse questa norma,
  così come dobbiamo fare i conti sulle entrate e sulle uscite, sulle
  entrate finte e sulle uscite vere, perché questo ci porta al  crac,
  al disavanzo.
   Seppure riuscissimo a tamponare le falle per sei mesi, un anno, al
  massimo  quattro,  perché poi finiscono anche i fondi  strutturali,
  chi  verrà dopo di noi, giovani di belle speranze, si troverebbe  a
  governare,  ammesso  che si arrivi al bilancio dell'anno  prossimo,
  una Regione che non so come si potrebbe governare
   Poi  ci  sono le altre emergenze. L'ho detto con molta franchezza,
  se c'è un'emergenza non possiamo metterci  la foglia di fico .
   Parliamo  del  settore  delicatissimo  dei  rifiuti.  Non  sarebbe
  servita   una  legge  responsabilizzando  direttamente  i  sindaci,
  piuttosto  che  farli agire attraverso i Consigli d'amministrazione
  laddove,  anche in questo campo, la gran parte degli oneri  in  più
  per  i  cittadini  è dovuta forse, anche qui, ad una   elefantiasi
  degli   organici  e  dei  dipendenti?  Laddove  si  sarebbe  potuto
  costituire un fondo per fronteggiare l'emergenza finanziaria di  un
  1  miliardo  di  euro di debiti? Laddove si sarebbe potuto,  forse,
  autorizzare  l'allargamento di discariche che sono  indispensabili,
  visto  che il sistema dei termovalorizzatori con le relative  gare,
  concessioni, Corte di giustizia, eccetera, si ritrova in un momento
  di  grandissima  e  drammatica  difficoltà  della  quale  ci  siamo
  comunque fatti carico?
   Infatti,  non ci siamo messi a dire  che schifo, così non  si  può
  andare  avanti,  vergogna  ,  ma ci siamo  voluti  far  carico  dei
  problemi,  per  risolverli  e non per scaricarli   sugli  altri,  e
  questo  non ha voluto dire alcuna condanna, anche se qualcuno  l'ha
  vissuta  come  tale,  spaccando  ogni  partito   e  impedendo  ogni
  collaborazione per gli ultimi cinque, sette o venticinque anni  nei
  quali ci siamo ritrovati a collaborare.
   Poi,  il personale, il riordino, la riorganizzazione produttiva  e
  la pianta organica, la formazione: questi sono tutti impegni che ci
  attendono. Siamo trentacinque, trentasei, siamo maggioranza,  siamo
  opposizione,  mi  auguro  che  siamo una  stragrande   maggioranza,
  perché  siamo i rappresentanti tutti del popolo siciliano e  questa
  solidarietà,  questa sintonia, dinanzi a 5 milioni di  persone,  la
  dimostreremo nei fatti, dotandoci di un sistema di riforme ed anche
  di  un  risanamento,  non  soltanto della  nostra  finanza,  che  i
  cittadini siciliani aspettano. Auguri a tutti noi e buon lavoro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 2 luglio  2009,
  alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    I  -Comunicazioni.

    II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
     lettera d)
     e 153 del Regolamento interno, della mozione:

    numero  137   «Immediata riattivazione del servizio di  emergenza
    118 in alcuni comuni e frazioni della provincia di Messina».
                          RINALDI - PANARELLO -
   ARDIZZONE

                          PICCIOLO - LACCOTO

     III  -Discussione del disegno di legge:

       -  «Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119  Norme
   stralciate I/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 22.25

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             Il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli