Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA Edoardo, segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute n. 96 e n. 97 del
30 giugno 2009 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la presente
seduta gli onorevoli: Donegani, Raia, Rinaldi, Adamo, Barbagallo
e Marinello.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di copia della documentazione
relativa
al POR Sicilia 2000/2006 da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 1 luglio 2009, copia della documentazione
relativa al POR Sicilia 2000/2006. Complemento di programmazione -
Adozione definitiva delle modifiche approvate con procedura
scritta n. 1/2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con decreto del 15 giugno 2009 n. 01150/09 l'Assessorato Sanità
ha emanato gli indirizzi ed i criteri per il riordino, la
rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale;
in particolare, il decreto prevede la chiusura del presidio
ospedaliero 'Casa del Sole' a decorrere dal prossimo 1 settembre;
considerato che:
la chiusura del predetto presidio incide negativamente in modo
diretto ed immediato sui cittadini in misura grave, tale da
pregiudicarne il diritto alla salute, e più precisamente in
pregiudizio della salute di bambini;
infatti, la 'Casa del Sole' garantisce circa 30 mila prestazioni
all'anno per emergenze pediatriche della periferia della città di
Palermo e dei comuni viciniori;
ritenuto, altresì che:
tale provvedimento appare illegittimo atteso che nel piano di
rientro regionale sanitario, approvato dall'ARS, era previsto il
mantenimento del presidio in questione;
il decreto di cui in premessa compromette il diritto alla salute
dei cittadini ed in particolare quello di bambini in tenerissima
età;
per sapere se intendano revocare immediatamente il decreto al
fine di consentire il mantenimento della struttura ospedaliera»
(633).
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO - DINA
numero 635 - «Mantenimento del presidio ospedaliero Casa del
Sole'», di identico contenuto alla precedente interrogazione,
firmatari gli onorevoli Caputo e Dina.
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate:
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il decreto assessoriale n. 01149 del 2009 riduce il servizio di
ambulanza del SUES 118 per Ragusa Ibla da ore 24 ad ore 12;
la frazione barocca aveva già subito una pesante penalizzazione
sanitaria con la soppressione della guardia medica;
Ragusa Ibla è stata riconosciuta dall'UNESCO patrimonio
dell'umanità e, di conseguenza, ogni giorno è meta di migliaia di
turisti che ne affollano le vie e le piazze;
i residenti ed i turisti hanno diritto ad una pronta risposta del
servizio d'emergenza in caso di necessità;
quando la postazione di Ibla è chiusa il servizio viene garantito
dalla postazione di Giarratana, che dista oltre 20 chilometri, ed
è collegata da strade tortuose e lente che rendono impossibile
l'arrivo dell'ambulanza in tempi brevi;
per sapere se siano a conoscenza della grave situazione che si è
venuta a creare, potenzialmente pericolosa per la salute di
residenti e turisti, e se non ritengano opportuno revocare
immediatamente il decreto sopracitato ripristinando il servizio di
ambulanza H 24 a Ragusa Ibla» (634).
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
la GESAP s.p.a., la società che gestisce l'aeroporto Falcone e
Borsellino di Palermo, ha bandito una gara per l'affidamento
triennale della manutenzione ordinaria e straordinaria di natura
civile relativa all'aeroporto medesimo;
pur prevedendo il bando e il disciplinare di gara il rispetto
della procedura previste dalla legge n. 109/94 nel testo
coordinato con le norme della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
e successive modifiche ed integrazioni, nessuna delle principali
norme di detta legge risulta rispettata;
la prima, macroscopica inadempienza è quella che la GESAP non si
è avvalsa dell' UREGA per l'espletamento della gara, malgrado
l'obbligo di legge;
non aver trasferito la competenza dello svolgimento della gara
all'UREGA ha inoltre comportato che i documenti di gara non hanno
subito alcuna verifica né amministrativa né tecnica. Forse anche
per questo motivo i documenti di gara presentano un'infinità di
incertezze e anomalie come stanno a dimostrare gli innumerevoli
quesiti pubblicati sul sito della GESAP, posti da imprese
interessate alla partecipazione e, spesso, le incerte, se non
nebulose, risposte fornite a chiarimento;
ma vi è di più. La GESAP, nel formulare l'elenco prezzi sui cui
le imprese concorrenti devono offrire il ribasso, non si è
attenuta al prezzario unico regionale contravvenendo ad un altro
preciso obbligo di legge;
infatti, l'elenco prezzi sembra adottato dal prezzario DEI (una
casa editrice specializzata in pubblicazioni tecniche di lavori di
genio civile) e per giunta vecchio di almeno cinque anni;
il risultato è che i prezzi posti in gara sono inferiori
mediamente del 35% a quelli previsti dal vigente prezzario
regionale;
come hanno notato anche alcune recenti sentenze dei Tribunali
amministrativi regionali, anche in Sicilia la violazione dei
prezzari regionali, anche sotto l'aspetto del mancato
aggiornamento dei prezzi posti in gara al prezzario vigente al
momento della indizione della gara, favorisce di fatto le imprese
meno corrette, più inadempienti nei riguardi degli obblighi di
legge in materia retributiva assicurativa e di sicurezza sul
lavoro;
si ritiene quanto sopra esposto meritevole di un immediato
intervento idoneo ad affermare il principio inderogabile del
rispetto delle leggi in un delicato settore quale quello degli
appalti pubblici;
per sapere quali provvedimenti si intendano adottare per:
- addivenire innanzitutto alla immediata sospensione di una gara
che presenta tali e tanti evidenti aspetti di illegittimità;
- indurre la GESAP al rispetto pieno delle leggi in materia di
lavori pubblici, visto che la gara di cui trattasi non è la prima
né l'ultima indetta dalla GESAP al di fuori della normativa di
legge» (636).
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 1 luglio
2009, la mozione numero 137 Immediata riattivazione del servizio
di emergenza 118 in alcuni comuni e frazioni della provincia di
Messina , degli onorevoli Rinaldi, Panarello, Ardizzone, Picciolo
e Laccoto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto assessoriale n. 01149/09 del 15 giugno 2009 è stata
disposta la chiusura notturna di 33 postazioni del '118' in tutto
il territorio siciliano, creando una disparità di trattamento tra
cittadini di serie A, i quali avranno l'ambulanza a disposizione
24 ore al giorno, e cittadini di serie B, i quali avranno
l'ambulanza a disposizione solo 12 ore al giorno;
nella provincia di Messina sono coinvolti nell'immediata e
drastica chiusura notturna del servizio 118 i comuni di Ucria,
Fiumedinisi, S. Domenica Vittoria, Castroreale, Montalbano Elicona
e Mistretta, nonché le frazioni di Castanea e di Gazzi;
ben si comprende la necessità di una riduzione degli sprechi, di
fronte alla scarsità delle risorse, ma non certo la soppressione
di un servizio essenziale, quale il servizio di emergenza 118,
durante le ore notturne;
considerato che:
il provvedimento assessoriale adottato, che comporta l'immediata
chiusura del servizio di emergenza nelle ore notturne, produce
devastanti ripercussioni non solo sulla popolazione dei suddetti
comuni della provincia messinese, ma anche su gran parte dei
comuni dei Nebrodi (Sinagra, Raccuja, Castell'Umberto, Naso,
Ficarra, S. Angelo di Brolo), di fatto serviti solo dalle
ambulanze di Ucria e Floresta, comune quest'ultimo con
un'operatività ridotta nel periodo invernale per via delle strade
che diventano impraticabili a causa della neve e del ghiaccio;
l'improvviso depotenziamento del servizio nelle ore notturne
rischia di creare notevoli problemi nella gestione dell'emergenza
sul territorio, soprattutto perché va a colpire le persone più
deboli, come le persone anziane, sole e non autosufficienti, come
avviene nella maggior parte dei casi;
la necessità di ricorrere ad un mezzo di soccorso presso altra
postazione, allorché non contemporaneamente operante, può, in
condizioni di traffico e di percorribilità disagiate, esporre a
rischio la vita dei cittadini bisognosi;
ritenuto che:
il servizio 118, nei territori dei comuni sopra indicati,
piuttosto che essere ridimensionato vada potenziato con ambulanze
dotate di un medico;
la soppressione del servizio di emergenza impoverisce
ulteriormente i comuni, già oltremodo mortificati e decurtati di
importantissimi servizi;
il ridimensionamento del servizio sanitario, basato unicamente
su motivazioni di carattere economico, non può decretare la morte
di un territorio né pregiudicare il sacrosanto diritto alla salute
dei residenti e della popolazione limitrofa;
la nostra Costituzione riconosce pari dignità e pari diritto
alla tutela della salute a tutti i cittadini;
considerato, inoltre, che l'allarme diffusosi nella popolazione
interessata pone problemi di ordine pubblico che potrebbero
comportare il verificarsi di un evento tragico in assenza del
servizio di emergenza 118 nei comuni interessati, in orario
notturno; cosa che ha spinto i sindaci ad indirizzare una nota di
allarme al Prefetto della Provincia di Messina,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la sanità
ad una immediata riattivazione delle postazioni notturne del
servizio di emergenza 118 nei comuni di Ucria, Fiumedinisi, S.
Domenica Vittoria, Castroreale, Montalbano Elicona e Mistretta,
nonché nelle frazioni di Castanea e di Gazzi della città di
Messina, al fine di assicurare pari diritto alla salute a tutti i
cittadini, così come garantito dalla nostra Costituzione» (137).
RINALDI - PANARELLO
ARDIZZONE - PICCIOLO
LACCOTO
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa a ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell' 1 luglio 2009,
pervenuta in pari data, l'onorevole Caputo ha ritirato
l'interrogazione numero 635 Mantenimento del presidio
ospedaliero Casa del Sole' in quanto di identico contenuto
all'interrogazione numero 633 a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto del Presidente della Regione
relativo a nomina di Assessori regionali
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto del Presidente della Regione n. 257/A.1 /S.G. del 26
giugno 2009 di nomina di Assessori regionali, decreto pervenuto a
questa Assemblea regionale in data 1 luglio 2009.
LEANZA Edoardo, segretario:
«REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lettera f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001,
n. 2 che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche;
VISTO il decreto presidenziale n. 278/Area I /S.G. del 27 maggio
2008 di costituzione del Governo regionale - XV Legislatura -
nomina degli Assessori regionali;
VISTO il decreto presidenziale n. 317/Area I /S.G. del 5 giugno
2008 con il quale gli Assessori regionali, nominati con il sopra
citato D.P. n. 278/08, sono stati preposti ai singoli assessorati
regionali di cui all'art. 6 della l.r. 29.12.1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19;
VISTI i decreti presidenziali datati 25 maggio 2009 rep. nn.
149, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 157 e 158, nonché il
successivo decreto presidenziale datato 29 maggio 2009 rep. n.
190;
VISTO il decreto presidenziale 29 maggio 2009 rep. n. 191
Nomina degli Assessori regionali ;
VISTO il decreto presidenziale 3 giugno 2009, rep. n. 197
Delega all'Assessore regionale, avv.to Gaetano Armao, della
trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del
Dipartimento della Protezione Civile ;
VISTO il decreto presidenziale n. 236/Area 1/S.G. del 17
giugno 2009 di preposizione ai rami dell'Amministrazione
regionale degli Assessori regionali nominati ai sensi del
D.P.Reg. n. 191/Area I /S.G. del 29 maggio 2009;
RITENUTO di dover nominare, a completamento di quanto
determinato con D.P.Reg. n. 191/09, Assessori regionali:
- l'onorevole Antonino Beninati
- l'avvocato Mario Milone
- l'onorevole Antonino Strano
RITENUTO di confermare quanto disposto con il citato D.P.Reg.
n. 236/09, articoli 2, 3, 5 e 6;
RITENUTO, altresì, che il Presidente della Regione mantenga
temporaneamente le funzioni ad interim di Assessore regionale per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali di cui ai
DD.PP.Reg. n. 155/Area I /S.G. del 25 maggio 2009 e n. 236/Area
I /S.G. del 17 giugno 2009, articolo 4, per il compimento degli
atti di ordinaria amministrazione;
DECRETA
ART. 1
Sono nominati Assessori regionali:
- l'onorevole Antonino Beninati
- l'avvocato Mario Milone
- l'onorevole Antonino Strano.
ART. 2
Rimangono ferme le preposizioni di cui al D.P.Reg. n. 236/09
degli Assessori regionali nominati con D.P.Reg. n. 191/09 secondo
le specificazioni qui di seguito riportate:
- onorevole Giambattista Bufardeci - Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti;
- onorevole Michele Cimino - Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze;
- onorevole Roberto Di Mauro - Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
- onorevole Luigi Gentile - Assessorato regionale dei lavori
pubblici;
- dottor Giuseppe Sorbello - Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente;
- dottor Marco Venturi - Assessorato regionale dell'Industria.
2 . Rimane ferma la nomina di Assessore regionale conferita
alla dottoressa Caterina Chinnici con D.P.Reg. n. 191/09.
ART. 3
Rimangono ferme le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 5
e 6 del D.P.Reg. n. 236/09.
ART. 4
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 26 giugno 2009
IL PRESIDENTE
(On.le Dott. Raffaele Lombardo)».
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione sulla
situazione politica determinatasi a seguito della nuova
composizione della Giunta di Governo
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione sulla
situazione politica determinatasi a seguito della nuova
composizione della Giunta di Governo.
Ricordo che il Presidente della Regione ha svolto le sue
comunicazioni nella seduta di ieri. Dichiaro, pertanto, aperte le
iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà, avevo
chiesto di intervenire sul dibattito ma vorrei prima rassegnare a
lei e all'Ufficio di Presidenza un intervento sull'ordine dei
lavori, un problema che sta diventando per noi deputati, non
soltanto per me, di difficile soluzione. Ancora una volta, la I
Commissione si è riunita alle ore 10.30 e la Commissione Unione
europea è stata convocata per le ore 11.30.
Signor Presidente, invito lei, nonché l'Ufficio di Presidenza e
tutti i Presidenti di Commissione a raccordarsi opportunamente,
per dare a tutti i deputati, soprattutto a coloro che sono
componenti di più Commissioni, come capita a me e a molti di noi,
la possibilità che non ci siano concomitanze tali da impedire la
presenza in una Commissione, piuttosto che in un'altra, oppure
chiedere al Presidente di Commissione di terminare i lavori per
consentire di poter partecipare ad altra seduta. E' questa una
richiesta garbata, come è nel mio costume, che rassegno alla
Presidenza perché possa aiutarci a svolgere al meglio il nostro
mandato parlamentare.
Intervengo adesso sul dibattito in merito alle comunicazioni del
Presidente della Regione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente della
Regione, assessori, onorevole Mineo, abbiamo ascoltato ieri sera,
dalla viva voce del Presidente della Regione, il lungo elenco dei
drammi della Sicilia.
Il Presidente della Regione, però, nulla ci ha detto sulla crisi
di governo - una crisi di governo anomala che si è svolta in piena
campagna elettorale - e sul perché della necessità di dar vita ad
una nuova Giunta di Governo. Probabilmente, il Presidente Lombardo
voleva tacere sul fatto di avere tradito quella che è stata
l'indicazione degli elettori siciliani che hanno dato mandato a noi
parlamentari, con il loro voto, di eleggere, attraverso una scheda
unica, come tutti sapete, il Presidente della Regione Lombardo.
Ci saremmo anche aspettati, onorevole Presidente, che lei ieri ci
avesse spiegato chi e perché, in questo anno di governo, ha remato
contro. Lei non l'ha fatto neanche ieri.
Spero che, avendo la parola per ultimo in questo dibattito, nel
corso della sua replica, finalmente, possa spiegarci chi e perché
ha remato contro, altrimenti, lei, oltre ad avere tradito il
mandato popolare, finirebbe per essere anche omertoso.
Ieri, ci ha fatto il lungo elenco dei drammi della Sicilia, ma ha
dimenticato di dire, a quest'Aula ed ai Siciliani, che lei non ha
mai difeso la Sicilia al Parlamento nazionale. Un esempio per
tutti, quello sul federalismo fiscale.
Ieri, lei, onorevole Presidente, ha parlato di fiscalità di
vantaggio; ha parlato di perequazione infrastrutturale. Belle
parole. Il tema reale, però, è uno: non posso credere che lei,
Presidente Lombardo, insieme alla sua Giunta, non sappiate che il
20 per cento di IVA che fino a ieri, o fino a quando il federalismo
fiscale non verrà introdotto, finiva per tutti i prodotti venduti
in Sicilia nelle casse regionali, dall'applicazione in poi del
federalismo fiscale e dalla sua attuazione, finirà in Lombardia, in
Emilia Romagna e in Veneto, con una perdita - per la finanza
regionale - di diversi miliardi di euro.
Lei, onorevole Presidente, ieri ha fatto il lungo elenco dei
drammi della Sicilia. In questi mesi, però, ci ha dimostrato di
volerli risolvere mettendo nei ruoli strategici di questa Regione i
suoi segretari di partito, i suoi candidati non eletti ed i suoi
famigli . Non credo che così potrà risolvere i drammi della
Sicilia.
Presidente Lombardo, sempre ieri, dicevo, ci ha presentato un
lungo elenco di drammi della Sicilia. Ci ha parlato di rifiuti, di
precari, di FIAT, di crisi delle imprese, di forestali, di
formazione. Non ci ha dato uno straccio di soluzione, solo slogan,
come sempre, come da un anno a questa parte.
Ha usato tre termini importanti: riforme, risanamento, legalità.
Ad oggi, abbiamo visto proclami, approssimazione, populismo. Lei
non ha avuto idea, fino ad oggi, di cosa ci aspetta probabilmente
nei prossimi mesi e di quali saranno le vertenze drammatiche che la
Sicilia si appresta ad affrontare.
Un assaggio ce lo ha dato - proprio perché ieri lei ci ha elencato
i drammi della Sicilia - la Corte dei conti. Quest'ultima dice
testualmente che il bilancio della Regione siciliana è in una fase
di notevole deterioramento e raggiunge i cinque miliardi di deficit
di cui 4 miliardi e mezzo a carico della Regione medesima. E'
questo il dato che emerge nella relazione e che riguarda, badate
bene, il bilancio del 2008.
Onorevole Presidente, siamo lieti che lei abbia riallacciato e non
abbia mai interrotto i rapporti con il Presidente Berlusconi e ci
compiacciamo di questo. Tuttavia, onorevole Presidente, intanto
desidero dirle che il mandato per governare la Sicilia non lo ha
avuto dal Presidente Berlusconi, ma dai Siciliani e da noi che
l'abbiamo eletta. E poi, Presidente Lombardo, questi quattro
miliardi e mezzo di euro di debito siciliano non potranno essere
certo colmati, qualora mai dovessero essere resi alla Sicilia, dai
fondi FAS.
Su questo saremo vigili; il Gruppo dell'UDC sarà attento a tutto
questo, perché la legge istitutiva dei fondi FAS si riferisce a
investimenti e infrastrutture, non certo a spesa corrente o
ammennicoli vari.
Lei, onorevole Presidente, ieri ci ha fatto il lungo elenco dei
drammi della Sicilia e ci ha detto, ad esempio, che la sanità nel
2007 non era governata da lei. Lei ha dimenticato, onorevole
Presidente, che nel 2007 il Vicepresidente della Regione,
l'onorevole Lino Leanza, era il suo segretario regionale e che
fino al 2006 l'assessore regionale per la sanità era stato
l'onorevole Giovanni Pistorio, oggi senatore della Repubblica.
Lei, onorevole Presidente, ha parlato di formazione. Forse ha
dimenticato, o qualcuno non glielo ha detto, che avere confermato
nel 2009 il consolidato del 2008, ha determinato una gravissima
stortura - pendente un ricorso - ed è questa: che alcune decine di
enti che nel 2008 avevano fatto richiesta e che nel 2009 non
avevano partecipato, sono stati ugualmente finanziati, talché
alcuni milioni di euro andranno persi per quello che accadrà da qui
a qualche giorno.
Presidente Lombardo, ieri, ci ha detto anche che stiamo lavorando
e che lavorerete per risolvere i problemi della Sicilia; ha fatto
il lungo elenco dei drammi siciliani, ha detto che è necessario il
blocco delle assunzioni.
Onorevole Presidente, per il rispetto che credo lei debba della
sacralità dell'Assemblea, di quest'Aula e di questo Parlamento,
però, lei ha parlato di qualche furbo e di qualcuno che ha violato
la legge. La invito a fare nomi e cognomi, altrimenti, ancora una
volta, lei rischia di essere omertoso.
LEANZA Nicola. Basta con questo omertoso
CORDARO. Lei, ieri, onorevole Presidente, ha fatto il lungo elenco
dei drammi della Sicilia. La nostra posizione in questo anno è
stata critica. E' stata critica in Giunta come lei ben sa. Molti
provvedimenti in Giunta di governo sono stati approvati
nell'assenza o con l'astensione dei nostri assessori regionali. E'
stato l'UDC critico e attento in Aula, sulla sanità, sulla
burocrazia, su tutto quello che è accaduto in quest'anno.
Onorevole Presidente, in questo anno, a mio parere ed a parere
dell'UDC, lei ha già lombardizzato la Sicilia e in questa
lombardizzazione lei ha dei complici.
Per questo motivo, voglio fare un appello al PD, onorevole
Cracolici e onorevoli colleghi: basta col tempo degli equivoci
Noi, da oggi, lo facciamo ufficialmente. Vi chiediamo da oggi di
essere lineari con la vostra posizione di opposizione.
Ai colleghi del PDL, ai deputati del PDL e al loro buon senso,
voglio leggere un brevissimo passaggio dell'intervento di ieri del
Presidente della Regione: ci chiedono numeri e maggioranze, se il
Governo ha una proposta che non viene accolta dall'Aula, non ha
importanza, è la regola, la legge della democrazia.
Pensavo di avere letto male; l'ho riletta. Il Presidente della
Regione dice che se un disegno di legge non viene accolto
dall'Aula non ha importanza: è la legge della democrazia Credo
che, ancora una volta, il Presidente della Regione ribalti la
realtà. Mi auguro - e auguro alla Sicilia - che egli non venga
ricordato come il peggior Presidente della storia della nostra
Terra; certamente, verrà ricordato come il primo ribaltonista
della seconda Repubblica. Il primo, eletto da una maggioranza che
governa con un'altra maggioranza. Ripeto, però, agli amici del PDL
- e con questo concludo - che c'è sempre tempo per recuperare le
miserie altrui, ma da oggi chi sta col Presidente Lombardo o meglio
chi non sta' col Presidente Lombardo, ne prenda le distanze,
altrimenti ne sarà complice.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo, frattanto, ai colleghi che
sono aperte le iscrizioni a parlare. Chi non lo farà rapidamente
non avrà più la possibilità di iscriversi, quindi, invito a farlo
adesso. Comunico che, dopo l'intervento dell'onorevole Lo Giudice,
parlerà l'onorevole De Luca. Entro la fine dell'intervento
dell'onorevole De Luca verranno chiuse le iscrizioni a parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi iscriva per intervenire per
ultimo.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Assessori, ho riletto attentamente il
discorso pronunciato ieri, in quest'Aula, dal Presidente della
Regione, onorevole Lombardo, e l'unica nota positiva, a parte
l'imbarazzante svelamento di un'ormai proverbiale inattendibilità
politica, mi è sembrata la sua breve durata. Per il resto,
l'argomentare incerto, a tratti contraddittorio, credo che abbia
rilevato, non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti i siciliani,
lo stato di confusione, di precaria condizione e, direi, anche di
disperata auto-conservazione che ha portato alla nascita di questo
nuovo Esecutivo, composto certamente anche da personalità
autorevoli - molti dei quali colleghi con grande senso delle
istituzioni - ma costruito sull'impostura di un tradimento, inteso
nell'accezione più popolana del termine, vale a dire di un inganno,
raggiro, riconosciuto ormai tale da tutti, tranne che dallo stesso
onorevole Lombardo, che continua a confondere la sua
inattendibilità con l'indipendenza, il libero arbitrio con
l'autonomia.
E di fronte all'inganno e al raggiro, onorevoli colleghi, come
hanno già sottolineato autorevoli parlamentari del mio partito, si
rimane disarmati, venendo meno ad un vincolo di lealtà umana, prima
ancora che politica, al quale si è sostituito un inaudito cinismo.
Mi chiedo e chiedo alla coalizione che sostiene adesso il
Presidente Lombardo che fine abbia fatto il programma presentato
agli elettori siciliani. Che fine abbia fatto il vincolo politico
della maggioranza con la quale ci si è presentati in campagna
elettorale, ma, cosa più importante, quale sarà il programma di
questo nuovo Governo.
Ieri, a parte la solita solfa di presunti complotti e l'irritante
spocchia in concorrenza con quella che pensavo, inarrivabile,
dell'assessore Russo, di un Presidente scopertosi inflessibile
moralizzatore, non abbiamo raccolto una sola indicazione di ciò che
concretamente egli vorrà fare.
Abbiamo, invece, ascoltato la prospettazione retorica di un
generico modello di sviluppo di cui non conosciamo la strategia e
men che meno le azioni di attuazione.
Speriamo tuttavia, signor Presidente, che non sia il modello della
nuova sanità siciliana perché, altrimenti, potremo fare a meno
anche di magistrati, tecnici o presunti tali, ed affidare
l'attività gestionale degli assessorati a dei ragionieri.
Abbiamo, altresì, assistito alla stanca ripetizione di un'analisi
delle condizioni di difficoltà della Sicilia di cui Lombardo non
può essere, come invece è apparso ieri, una sorta di osservatore
ISTAT ma il protagonista principale, l'uomo delle soluzioni,
potendo egli determinare - ed avendolo potuto fare già in questo
primo anno, con scelte di governo e gestionali - quella
valorizzazione, come diceva lui, di risorse dal turismo
all'agricoltura e che, come ha detto ieri lui stesso, non è
avvenuta.
Ho l'impressione che tutto quello che sta accadendo non abbia
nulla a che fare con i problemi dei siciliani, con la ricerca di
soluzioni a problemi annosi ed irrisolti e, in sintesi, con una
idea di buon governo che a parole - e solo a parole - il Presidente
Lombardo dice di ricercare.
Sono troppo recenti le astuzie di sistematica lottizzazione negli
enti della Regione, la capillare occupazione di posti di
sottogoverno, da Catania a Palermo, la frenetica collocazione di
attivisti del Movimento per l'Autonomia in questo o in
quell'assessorato, perché ciò che ha detto ieri il Presidente in
quest'Aula possa avere anche solo la parvenza di un ragionamento
credibile.
In una politica che si nutre di finzioni, non stupisce che il
Presidente della Regione, per primo, si eserciti nell'arte
dell'illusione. I metodi, il comportamento, i fatti, ci dicono però
che questo è il primo atto di un copione scritto altrove,
probabilmente a Roma, altro che autonomia, caro Presidente, con un
obiettivo politico che è quello di chi - e qui cito Luigi Einaudi -
piuttosto che pensare alle prossime generazioni pensa solo alle
prossime elezioni .
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Indirizzo di saluto all'assessore Nino Strano
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero rivolgere a nome di tutti
un saluto all'onorevole assessore Nino Strano che, dopo dieci anni,
rientra in quest'Aula, sempre tra i banchi del Governo, e che
rivediamo con piacere.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
seguito della nuova composizione della Giunta di Governo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, questa sera viene posto un tema abbastanza
importante e sottile: qual è il valore del mandato che i nostri
elettori ci assegnano. Certo, non ritengo che questo valore si
possa descrivere entro un semplice confine di una coalizione.
Credo che in questo mandato ci sia un valore che vada al di là di
una semplice espressione o di una coalizione politica. D'altronde,
proprio per avvalorare quello che è alla base di questo mandato, è
stata citata l'importante relazione di parifica della Corte dei
Conti sul rendiconto 2008.
Inviterei tutti i colleghi a leggere le relazioni della Corte dei
Conti degli anni scorsi in merito al giudizio di parifica di ogni
rendiconto.
Leggendo il giudizio che annualmente la Corte dei Conti ci
consegna - più o meno, ai parlamentari attenti o distratti -
notiamo tutti che negli ultimi sette anni alcuni elementi, alcune
frasi, alcuni giudizi, alcuni allarmi sono ripetuti costantemente
con un carattere di differenziazione - e lo voglio ricordare a me
stesso - legato semplicemente ai numeri, quelli che cambiano, e
negli ultimi dieci anni questi stessi numeri, ma non i temi, si
sono sempre di più ingranditi.
Credo che la riflessione sul valore che dobbiamo attribuire al
voto che i siciliani esprimono nei nostri confronti vada rivisto
con un giudizio obiettivo, con un parametro obiettivo, oggi tirato
in ballo, e che è quello della Corte dei Conti, il che non si può
assolutamente fare, giusto per qualche estemporanea citazione. Il
giudizio della Corte dei Conti è, infatti, complessivo, molto
articolato e nello stesso tempo - mi permetto di dire - anche
vergognoso rispetto ad alcuni elementi.
La Corte dei Conti, infatti, scrive che spendiamo 72 mila euro per
formare un giovane e che soltanto uno su tredici trova lavoro Non
lo capisco ed ho impegnato il mio tempo a leggere le relazioni
degli ultimi dieci anni della Corte dei Conti. Nel 2006, mi sono
incuriosito anch'io, da neofita del Palazzo, per capire se alcune
frasi e alcune espressioni contenute in queste relazioni erano
qualcosa di nuovo, oppure, come mi è stato suggerito, era una
prassi, ma mi è stato anche evidenziato che cambiavano i numeri.
Se guardiamo le cifre di questi dieci anni, notiamo che sono
esattamente i numeri che denotano, probabilmente, l'impazzimento
della politica o del Palazzo rispetto ad una realtà, quella dei
siciliani, che va totalmente in controtendenza. I numeri del
Palazzo, dello sperpero e di quella che è la mala pianta della
politica aumentano rispetto a quelli della povertà della nostra
società siciliana. E' come se il Palazzo fosse scollegato
completamente dalla realtà nella quale noi, quotidianamente,
viviamo.
Rispetto a questo, credo che il valore da attribuire al mandato
elettorale non sia semplicemente politico; non è un mandato che mi
può costringere a sottostare, magari, a cornici o anche a
compromessi che vanno ad aumentare quei numeri. Credo, invero, che
il mandato che riceviamo sia quello di consegnare la nostra Terra,
a chi dopo di noi ci amministrerà, con numeri totalmente diversi.
E, allora, credo che questo Governo si sia assunta una
responsabilità. E' vero, e noi gliene vogliamo dare atto, che ha
rotto i confini di quella che è stata finora anche una prassi
istituzionale, rispetto alla polveriera rappresentata dai conti
pubblici della Regione Siciliana, e sulla quale questo Palazzo e
tutti noi siamo seduti.
Lo sappiamo tutti quanti e conosciamo anche le grandi difficoltà
che abbiamo riscontrato nel definire, quest'anno, un pareggio di
bilancio che si è raggiunto con delle tecniche che non danno
garanzia al futuro alla nostra Terra. Altro che sviluppo
Noi abbiamo un problema urgente. Probabilmente, dobbiamo
affrontare una crisi finanziaria del bilancio 2009 in atto, e le
proiezioni per quanto riguarda gli anni 2010 e 2011, non ci
consentono oggi di fare un'ipotesi di bilancio. E, allora, una
classe politica che veramente ha a cuore la propria Terra, credo
che si debba porre esattamente questo interrogativo: cosa bisogna
fare per spezzare questa tendenza, per invertirla, per fare
ritornare alla razionalità il Palazzo?
Sicuramente, deve applicarsi un principio normale, nobile, che
conosciamo tutti quanti, quello cioè del buon padre di famiglia .
Ma se noi analizziamo gli atti amministrativi che abbiamo visto
pubblicati spesso nelle Gazzette Ufficiali, qualche volta nel sito,
qualche volta non pubblicati, ebbene, vi dico, francamente, che
rispetto a questa logica che ci impongono i conti, che ci impongono
situazioni che, comunque, qualcuno nel tempo ha prodotto,
probabilmente qui nessuno si può permettere di partecipare ad una
gara per scagliare la pietra rispetto a un peccato che forse non
ha Questa, infatti, non è una gara che può interessare ai
siciliani e, francamente, neanche a noi parlamentari.
Oggi dobbiamo fare una riflessione diversa, di grande
responsabilità: ci sono dei dati che ci costringono non a cambiare
rotta, ma a fermarci definitivamente e a innovare completamente
impostazione. E se cambiare impostazione significa anche cambiare
gli uomini, e se cambiare uomini significa anche cambiare
coalizione, per il bene della nostra Terra, allora consentitemi,
onorevoli colleghi, ben venga quello che è il vero valore del
mandato che abbiamo ricevuto, che non è semplicemente un vincolo di
coalizione L'unico vincolo che noi abbiamo è quello di rispettare
il nostro Popolo e di rispettare la nostra Terra
In quest'Aula, spesso lo dimentichiamo, qualcuno di noi, qualche
volta, è tentato nel partecipare anche a un teatro che ci ubriaca
e ci coinvolge, però, rispetto a dei dati che oggi vengono per
l'ennesima volta conclamati dalla Corte dei Conti, dobbiamo
cambiare rotta
Rispetto a tutto questo, credo che non sia sufficiente solo un
sussulto di dignità, di coraggio: io personalmente plaudo a quella
che è stata la sterzata del Presidente Lombardo che si è assunta la
grande responsabilità, e noi dietro di lui la condividiamo, di dire
basta rispetto a un indirizzo che ci porta totalmente a sbattere
Quella è la responsabilità che abbiamo e rispetto a questa stessa
responsabilità, il Movimento per l'Autonomia non può assolutamente
indietreggiare, non può assolutamente continuare a rimanere supino.
Questa è la grande responsabilità e scelta del Presidente Lombardo
e noi gliene siamo grati. Vogliamo andare avanti fino in fondo
Certe riflessioni, certi ammiccamenti, certi messaggi è meglio che
rimangano fuori da quest'Aula perché il termine omertoso e
quant'altro, credo che non possa appartenere a quest'Aula e a
nessuno di noi.
Nel concludere, voglio semplicemente pensare a voce alta, perché
non credo che tutti quanti abbiamo deciso di farci del male. Sono
stati nominati i fondi FAS; è stata paventata e minacciata una
particolare attenzione rispetto alla legittimità dell'utilizzo
degli stessi fondi FAS; non vorrei iniziare una disamina di come
si sono utilizzati i fondi della Comunità europea rispetto a quelli
che sono i concetti di investimenti aggiuntivi e spesa corrente. Ma
se anche questo dovesse essere tema di analisi, lo potremmo fare in
qualche altra occasione e, di conseguenza, arrivare anche ad
esprimere un giudizio su questo aspetto.
Onorevoli colleghi, comunque sia, non ci riguarda il giudizio del
passato. Ci poniamo un problema diverso. Rispetto al passato, è
stato conclamato da tutti, ed è sotto gli occhi di tutti, che
questa linea non si può più portare avanti Questo è il dato dal
quale dobbiamo trarre le considerazioni, anche per agire
politicamente di conseguenza.
Se il Presidente Lombardo - lo spiegherà sicuramente nella sua
replica - ha ritenuto in questo valore il vero significato del
mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori e, se rispetto a
questo, ha ritenuto di modificare una coalizione, o probabilmente,
c'è stata parte della coalizione sorda ad alcuni richiami,
bisognerebbe anche capire tutto ciò. E, allora, per il bene dei
siciliani, ben venga questa scelta ma soprattutto, Presidente
Lombardo, quanto pretendiamo oggi è un'inversione di rotta
politica, che si sia consequenziali e fino in fondo.
Pretendiamo che quei numeri che ogni anno sono stati descritti
dalla Corte dei Conti nelle relazioni, purtroppo, spesso di rito,
che sono state così lette durante i giudizi di parifica dei
rendiconti, abbiano un trend completamente diverso, come d'altronde
abbiamo colto in quella relazione un segnale diverso, di
discontinuità, sugli interventi che sono stati fatti in ordine alla
riforma della sanità.
Non dimentichiamo anche questo, perché se vogliamo leggere
realmente e complessivamente la relazione della Corte dei Conti, un
dato già si comincia anche ad evidenziare. Questo Governo, in sei
mesi, nel 2008, per la prima volta negli ultimi dieci anni, è
riuscito, infatti, a cambiare anche lì quello che era l'indice dei
numeri. Allora, diamo il tempo, oggi, anche a un'aria diversa, mi
permetto di dire, e soprattutto mi permetto di sottolineare e di
fare appello al nostro senso di responsabilità.
Abbiamo nelle nostre mani il destino della Sicilia e dei siciliani
e non possiamo utilizzare le nostre mani per uccidere,
definitivamente, le speranze del nostro Popolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forzese. Ne ha
facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei voluto
svolgere il mio intervento quest'oggi ma, sentendo le parole del
collega De Luca, mi sono anche posto una domanda: se qualche volta
sia giusto che vi sia, da parte di chi parla, la voglia di
guardarsi allo specchio e chiedersi se, qualche volta, ricordare il
passato serva ad evitare di fare lezioni di moralità, richiamando
la Corte dei Corti e quant'altro.
Sono convinto che, non avendo avuto il tempo di leggere
attentamente la relazione del Presidente, ho ascoltato,
attentamente, l'intervento del vicepresidente del Gruppo
parlamentare dell'UDC, onorevole Cordaro, e la mia preoccupazione è
quella che, se non ricordo male, questo Governo è nato da un
accordo dei siciliani, voluto fortemente dall'UDC, dall'MPA e dal
PDL. E oggi mi sembra di vedere, invece, un Governo a pezzi, un
Governo personale, un Governo composto da parte del PDL, parte di
AN, parte di altre formazioni politiche, e l'MPA.
Non vorrei che, forse, per tentare - così come ha fatto
l'onorevole De Luca - di mescolare le carte, per far dimenticare
la sonora sconfitta di un cartello elettorale delle scorse elezioni
europee, il Presidente Lombardo pensasse, scuotendo un po' la
testa, che possa, per un momento, con una risata, mettermi in
difficoltà. Sono orgoglioso del fatto che lei mi ascolti
attentamente e, pertanto, spiegherò la ragione del mio passaggio
dall'MPA all'UDC e vorrei che il collega De Luca facesse
altrettanto ripensando al passato, a ciò che è stato detto anni
fa.
Ripeto, non vorrei che per fare dimenticare questa sonora
sconfitta di un cartello elettorale composto dall'MPA, dalle
alleanze di centro, da un certo Pionati che ha sottratto un seggio
nelle scorse elezioni regionali, dalla destra di Storace e da un
Partito dei pensionati, ebbene, tutto questo sia servito ad evitare
che in questi giorni si parlasse di tale sconfitta, tentando invece
di parlare di Governo. Un Governo che tra l'altro - mi sembra di
conoscere soltanto l'onorevole Bufardeci, l'Assessore Russo,
l'amico Nino Strano e quanti altri non conosco, se non forse
l'onorevole Di Mauro che è sempre elegantemente vestito di azzurro
e questo mi fa sperare ben altro - avrei voluto e pensavo che l'MPA
avesse l'interesse di mantenere come un Governo politico, più che
altro perché questo stesso Esecutivo avesse l'interesse di
salvaguardare i siciliani.
Ho invece capito, onorevoli colleghi, che è stata rinnegata la
volontà di rappresentare i siciliani, perché è stato varato un
Governo Lombardo-bis a Roma e, pertanto, la richiesta di
rappresentare i siciliani è venuta a mancare. Se non ricordo male,
ancora una volta lo ribadisco, oggi si sente parlare - mentre prima
l'MPA doveva rivendicare un Partito emergente che dimenticasse la
Nazione - di un partito del Sud, di un partito che, a mio modo di
vedere, riduce la crescita di questo partito politico e mi sembra
di vedere un partito del Presidente: perché quando si parla di
innovazione, di moralità, di legalità e poi, giorno dopo giorno, si
fanno colpi di mano per realizzare la crescita dei propri
obiettivi, questo mi fa capire tanto. A dispetto di quando sposai
il progetto dell'MPA, quando ero convinto che si richiamasse e
rivendicasse l'esigenza dei siciliani e mi sono ritrovato a
condividere la Costituente di centro, perché il Presidente
Lombardo deve sapere che richiamando i valori sturziani, si cercò
di portare un partito della Nazione a rappresentare le esigenze
del territorio.
Oggi sono veramente orgoglioso della mia scelta, quella di
appartenere ad un partito di caratura nazionale.
Vorrei, per un momento, fare delle analisi, perché non ci si mette
mai nei panni di chi ci ascolta fuori da quest'Aula. E quando non
si ha la fortuna, come nel 2006, che per pochi consensi elettorali
non venni eletto, non mi chiedevo come mai all'interno di
quest'Aula, collega Cordaro, vi fosse un atteggiamento e fuori un
altro.
Bisogna, però, che oggi la gente sappia che c'è stato un
tradimento nei confronti di chi ha consentito di far eleggere un
Governo con un patto leale tra partiti, per quanto mi riguarda,
conoscendo bene il Presidente Lombardo, perché tanti devono sapere
che la mia elezione è stata fortemente voluta dai catanesi.
Capisco bene che non c'era chance per il sottoscritto, per nessuna
ragione al mondo avrei mai voluto pensare di andare al Governo
regionale.
Certamente, oggi, si apprende che vi è stato un tradimento da
parte del Presidente Lombardo, perché poteva tranquillamente dire i
nomi di quanti hanno remato contro in quest'ultimo anno, avrebbe
consentito ai tanti siciliani - caro onorevole Leanza - di
comprendere chi sono stati coloro che in quest'ultimo anno hanno,
appunto, osteggiato l'azione di governo.
Quando l'UDC, alla fine, ha deciso di non entrare nel Governo, ne
sono stato fiero e orgoglioso perché, quanto meno, posso trovare la
mia libertà di pensiero. Bisogna prescindere dai due sistemi
politici di dialettiche che possono portare a un qualcosa, laddove
la politica è una cosa, e il rapporto personale è un'altra.
Oggi, signor Presidente, chiedo semplicemente attenzione per i
circa 2300 lavoratori della FIAT di Termini Imerese. Mi è sembrato
di sentire una rappresentante sindacale della CGIL che ha detto che
il Governo ha fatto ben poco in questi ultimi giorni. Io questo
momento l'ho vissuto, perché sono stato licenziato, e vi posso dire
che all'ultimo non c'è che il rispetto, di chi qualche volta deve
mettersi nei panni degli altri.
Ritengo che oggi, tutti noi, dobbiamo trovare la forza e il
coraggio di metterci nei panni di quei 2300 lavoratori che
rischiano, in giovane età, di rimanere senza lavoro
Allora, per un momento, mettiamo da parte i pettegolezzi
politici o le dichiarazioni di qualcuno che dice che l'UDC
rivendica un modo come giocherellare.
L'UDC ha solo l'esigenza di rivendicare e richiamare la tanta
attenzione della politica, perché vengano garantiti tutti i
cittadini della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco. Ne ha
facoltà.
GRECO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, oggi la presenza in Aula del Governo della
Regione siciliana è motivo per tutti noi di grande serenità.
La vostra presenza oggi non può che essere considerata uno
spartiacque. Vi è un prima e vi sarà un dopo. Ciò che a noi tutti
oggi non può che interessare è il dopo.
Questa Terra, la nostra Terra, ha necessità di un Governo che ci
faccia uscire da una crisi economica che sta stravolgendo tutti i
settori. E' questa l'unica cosa importante che va evidenziata, il
resto, cari colleghi, non possiamo che archiviarlo come passato.
Vi è un tempo per ogni cosa Questo è il tempo di far ripartire la
nave. Ci sono tante priorità che attendono questo Governo, tutte
necessarie al rilancio della Sicilia, e non possiamo che essere
tutti accanto al Presidente della Regione eletto dai cittadini.
E' nostro dovere sentirci corresponsabili dell'azione di Governo,
un'azione che non può che essere intrapresa per il risanamento.
Risanamento che voglio qui ricordarvi essere fondamentale per
discutere di rilancio e di sostegno alle imprese, vera forza
motrice della nostra economia. Davanti a una crisi economica che,
ogni giorno, registra la chiusura di aziende produttive, non ultima
la FIAT di Termini Imerese, e che non può che vederci uniti senza
se e senza ma.
E' nostro dovere guardare oggi a questo Governo e al suo futuro
con assoluto favore. Non possiamo più permetterci considerazioni
personali, dobbiamo avere tutti la forza di mettere da parte
personalismi, così da lavorare per portare la nave Sicilia in
acque tranquille e in porti sicuri.
La storia della nostra Terra non ci perdonerà ulteriori ritardi
Auspico, quindi, che questo Governo, con il sostegno di questo
Parlamento, inizi subito a occuparsi di cose concrete, di programmi
di rilancio e sostegno a favore dei nostri cittadini.
Caro Presidente, noi siamo accanto ai cittadini, non con le parole
ma con i fatti. Noi siamo accanto a chi, ogni giorno, non si occupa
di politica, ma si preoccupa di come mantenere la famiglia. Per
questo non possiamo che essere accanto a questo Governo, se porrà
come obiettivo prioritario quello di tutelare i nostri
concittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
sia presente il Presidente della Regione, perché devo dire che la
relazione di ieri e il timbro della sua voce mi avevano fortemente
impressionato.
Mi aveva colpito un timbro di voce che sicuramente tradiva il
pensiero, che era quello di chi sapeva di avere commesso una serie
di imprudenze, forse, oltre le imprudenze, qualche forzatura,
probabilmente aveva commesso qualcosa di più. Certo, c'è una
commedia degli equivoci, una commedia degli equivoci che va
chiarita.
Da tempo, le mistificazioni che si fanno sui giornali hanno ormai
segnato il passo, il colmo. Nessuno è stato eletto dal Popolo
Onorevole De Luca, io apprezzo questo suo modo di arrampicarsi
sugli specchi, gliene sarà grato il suo capo, per il tentativo con
il quale in maniera drammatica ha tentato di poter dire quello che
è indicibile.
Il Presidente della Regione, così come il Presidente della
provincia, il Sindaco vengono votati attraverso i candidati delle
liste che si presentano. Se così non fosse, il Presidente della
Regione basterebbe solo che rassegnasse le dimissioni, si
candidasse da solo e così avrebbe il voto diretto della
popolazione, dei siciliani
Qui non si sono traditi soltanto i siciliani, non si è tradita
soltanto la coalizione, non si è tradita l'indicazione degli
elettori, e ciò perché il Presidente della Regione ha dimenticato
di essere stato indicato dall'UDC che lo ha voluto fortemente, qui
si sono dimenticate un bel po' di cose. Il tempo, i viaggi iniziati
insieme ad altri amici, i viaggi nei quali io magari non c'ero. E,
nel tempo, mi è capitato di salire su questo pullman dove rimango
volentieri, perchè in questi undici mesi, la domanda che ormai mi
assale, e non mi fa dormire, non è la domanda della mistificazione,
onorevole Greco, dell'eletto direttamente dal Popolo, ma la
mistificazione di una bugia, sapendo che è una bugia, quella del
remare contro
C'è un'idea politica, c'è un colpo di mano che viene fatto prima
della campagna elettorale, c'è un tentativo di arrivare al quattro
per cento: non ci si arriva, si creano le condizioni per giocare
partite diverse, si addebita tutto al remare contro senza dire chi,
come, quando e dove è stata commessa questa ignobile operazione di
remare contro
Non sappiamo chi abbia remato contro, forse l'UDC che ha voluto
fortemente l'unica legge che ha fatto il Governo, l'unica legge che
consente di spendere i fondi europei e che era stata contrastata? E
che si è tentato, anche con l'aiuto di parte dell'opposizione, di
non far approvare? O forse il fatto di avere, dopo vent'otto anni,
fatto approvare, per quanto erano le mie competenze, il piano delle
cave o il piano energetico ambientale che aspettava da dieci anni?
O il piano dei carburanti, la liberalizzazione degli stessi?
Insomma, non abbiamo ancora capito chi è che remava contro, tranne
che per remare contro non si intenda il fatto che, trattandosi di
una coalizione, ciascuno dei componenti della stessa potesse dire
liberamente ciò che pensava su ogni problema che veniva posto.
Questo bisogna chiarirlo, perché non vorrei che la stessa cosa che
è capitata all'UDC potesse capitare ad altri assessori.
C'è stato un momento, quando ho saputo che l'onorevole Micciché si
era messo contro l'indicazione del Presidente Lombardo, in cui ho
temuto che potesse essere cacciato dall'incarico di assessore. Poi,
mi sono ricordato che era assessore a Termini Imerese e non nel
Governo regionale.
Se questo è il remare contro, allora ha detto bene il collega De
Luca, una coalizione sorda ai richiami Ma ai richiami di che cosa
Non siamo ai tempi di Mussolini e di Hitler L'impossibilità di
manifestare il pensiero o le proposte alternative ma di cosa
stiamo parlando?
E' chiaro, allora, che qualche cosa non funziona
L'unica cosa certa è, signor Presidente dell'Assemblea, che il
Presidente Lombardo in tre mosse ha azzerato persino le speranze
dei Siciliani. L'anno scorso, con la prima mossa di un certo Bob
Leonardi, abbiamo perso cinque mesi e 400 milioni di euro Con la
seconda mossa, a marzo, ha eliminato otto direttori generali fra i
migliori che c'erano E con la terza mossa, che è quella
dell'azzeramento della Giunta, di fatto, ha paralizzato
definitivamente questa Regione
In un momento difficile, come quello che attraversiamo, in un
momento in cui l'economia internazionale e mondiale è in
difficoltà, e questa Regione più delle altre, quando ci sarebbe
stato bisogno di un Governo forte, senza nulla togliere agli
autorevoli assessori che sono qui, persone di altissimo respiro e
livello, di altissimo profilo, ebbene, sicuramente, non era il
tempo dei giochetti per tentare di eliminare chi poteva
rappresentare una concorrenza politico-elettorale, con un
movimento, che qui, in questa tornata europea, ha finito il suo
compito, tant'è che tenta, disperatamente, di crearsi un abito
diverso
Ma è un abito largo, che non gli sta bene E' un abito che abbiamo
già avuto modo di vedere
Un abito concorrenziale, per finta, quello della Lega, perché, se
andiamo a vedere tutti gli atti proposti dalla Lega, anche nella
Finanziaria, pur parlando contro, così come a dicembre il deputato
Commercio, ebbene, dopo avere fatto una lunga filippica contro
tutto quello che veniva proposto dalla Lega, alla fine vota per la
Lega stessa Bei giochetti
Giochetti di tavolini che facciamo qui a Palermo, per poi
ripetersi a Roma, in maniera diversa, o viceversa. O come altri
tavolini che vengono fatti qui a Palermo e, poi, magari, in altre
province, vengono fatti in maniera diversa. Certo, bisogna stare
molto attenti
Sono contento di avere contribuito a dare al Presidente della
Regione la possibilità di potere andare in giro per parlare della
legge 23, varata in questo Parlamento, che ancora una volta
ringrazio per avermi aiutato a farla, nonostante qualche tentativo
banale di non farla fare Sono contento di avere dato la
possibilità all'onorevole Presidente di potere andare in giro per
parlare del piano energetico ambientale, dopo tutti i tentativi di
ostruzionismo palesi
E sono ancora più contento di avere concluso questa mia breve
esperienza governativa, consentendo al Presidente della Regione di
andare a firmare, l'altro ieri, il protocollo d'intesa con il
Ministero per la ricerca scientifica, portando a casa , in
Sicilia, 450 milioni di euro per la ricerca
Se, onorevole Presidente Lombardo, remare contro è questo, se
remare contro è quello che abbiamo fatto in undici mesi, liberando
risorse per oltre 20.000 miliardi di vecchie lire, allora,
onorevole Presidente Lombardo, sono contento di avere remato contro
e felice di esserne uscito.
(applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
non sia presente il Presidente della Regione, tuttavia, farò alcune
brevi riflessioni partendo dalla storia di questo Governo, una
storia che inizia un anno addietro e che subito non nasconde al
Parlamento, a tutti quanti noi, ai Siciliani, le proprie
difficoltà. Difficoltà che nascono, certamente, da impostazioni
diverse all'interno della maggioranza, da posizioni diverse
all'interno del Governo stesso.
Io sono tra coloro i quali ritengono sia stato un grave errore
lasciare fuori da questo Governo l'UDC, cari amici e colleghi
parlamentari, e ritengo che sia un grande errore perché abbiamo un
concetto alto della democrazia. Riteniamo che il corpo elettorale,
appena un anno fa, si è pronunciato in maniera chiara, inequivoca:
il governatore ha avuto il 68 per cento di voti. Oggi vi è una
analisi abbastanza attenta che Francesco Palazzo fa su Repubblica,
un'analisi che parte dalla consapevolezza che l'UDC ha avuto 340
mila voti e che questa rappresenta, certamente, una percentuale
importante all'interno della nostra coalizione, e determinante per
l'elezione del Presidente. Tuttavia, voglio dire che questo
Governo, sicuramente, aveva bisogno di un aggiustamento.
Certo, oggi non possiamo salutare con favore l'estromissione di un
assessore importante del nostro Governo, che è Carmelo Incardona,
questo ci dispiace molto, sapendo di doverci privare di una
importante professionalità, ma sappiamo che un aggiustamento andava
fatto, perché abbiamo visto come sia rilevante che un Governo possa
essere autorevole. In questo ultimo anno, ci siamo resi conto delle
grandi emergenze che stanno impegnando il Governo e delle ansie,
delle paure, delle inquietudini che vi sono nel popolo siciliano.
Dobbiamo essere, allora, capaci di esaminare le posizioni di
questo Governo. Il Presidente Lombardo ha voluto dotarsi di ben
sette tecnici e ha scelto cinque rappresentanze politiche. Noi
salutiamo con favore la presenza dell'onorevole Nino Strano,
dell'onorevole Luigi Gentile e degli altri assessori ai quali
rivolgo gli auguri più sinceri di buon lavoro, ne abbiamo tutti di
bisogno.
I Siciliani hanno bisogno di una forte pianificazione, di un forte
intervento, di un Governo autorevole e, certamente, questo Governo
è un Esecutivo autorevole, nessuno lo mette in dubbio.
Caro Presidente, abbiamo la consapevolezza che sia un Governo
autorevole. Ma per quello che mi riguarda, per quello che riguarda
il PDL, non siamo usi a firmare cambiali in bianco. Ci sono molti
terreni sui quali vogliamo confrontarci. Vi sono molte posizioni
che vogliamo apprezzare, partendo dalla politica che è stata messa
in campo per quello che riguarda i rifiuti.
A nessuno sfuggirà che la Sicilia è di fronte a una grande
emergenza, siamo di fronte a un grande problema che scoppierà da
qui a qualche settimana, lo stiamo vivendo a Palermo, lo abbiamo
visto prepotentemente a Catania; Messina, in qualche maniera,
ancora in questa fase, è fuori dall'emergenza, ma ci si entrerà da
qui a qualche settimana. Il Governo deve intervenire in maniera
forte. Vi è bisogno di una pianificazione nuova. Vi è bisogno di
una nuova legislazione. Vi è bisogno che il Parlamento siciliano
prenda contezza e abbia una grande guida che nasce dal Governo e
dal governatore Raffaele Lombardo, sul quale riponiamo molta
fiducia.
Vi è un'emergenza sanità. L'Assessore Russo in quest'anno ha
portato avanti una pianificazione, per quanto riguarda questo
comparto, molto importante e che assorbe gran parte delle risorse
del nostro bilancio. Speriamo che vi sia la possibilità di toccare
con mano quanto questa riforma sarà incisiva e come questi
risultati possano finalmente dare risposte ai siciliani.
Certo, fino a quando un lombardo, e non mi riferisco al Presidente
della Regione, ma a un abitante della Lombardia, o tre o cinque o
sei lombardi non verranno a chiedere a noi sanità non sarò
contento Fino a quando assisteremo a questo esodo di siciliani che
vanno a chiedere sanità altrove, certamente come medico, come
parlamentare, non sarò contento E come siciliano sono preoccupato
da questa continua disaffezione dei siciliani verso la nostra
sanità. Questa è una grande emergenza. Riponiamo, come dicevo,
grande fiducia nel governatore Lombardo e speriamo che interventi
saranno fatti in maniera chiara e che non ci si lasci condizionare
dalla deriva clientelare. Che si pensi alla nomina dei manager in
rapporto alle rispettive professionalità e non in rapporto
all'appartenenza. Ma sono certo che sarà così.
Per quanto riguarda la legalità, dobbiamo muoverci all'interno di
un percorso che sia non soltanto tale, ma anche di legittimità e da
qui l'opportunità di provvedimenti che siano perfettamente aderenti
a questi criteri di trasparenza di ogni atto.
Vi è un altro grande problema sul quale è chiamato a pronunciarsi
questo Governo, che è quello del risanamento delle autonomie
locali. Oggi i comuni versano in condizioni disastrose e noi
dobbiamo scegliere se dare finalmente alla nostra azione di
Governo, alla nostra azione parlamentare, un nuovo indirizzo. O
crediamo nel ruolo centrale, importante, dei Comuni e delle
Province o, al contrario, non ci crediamo E se vi crediamo, come
penso tutti quanti, dobbiamo non solo trasferire funzioni,
competenze, ma anche risorse, perché, se così non faremo, avremo
abbandonato i nostri cittadini, non avremo dato risposte ai
Siciliani, avremo lasciato sulla graticola i sindaci, tutti,
nessuno escluso
Approfitto per rivolgere gli auguri al mio concittadino, Nino
Beninati. I più sinceri auguri di buon lavoro, le mie più vive
congratulazioni.
E, quindi, dicevo, se non crediamo a questo percorso,
evidentemente questo Governo da noi non avrà il consenso, non avrà
il favore. Guarderemo, quindi, con particolare attenzione l'azione
di governo su tali temi, ma sono certo che questo Esecutivo,
certamente, darà risposte. Dobbiamo avere la consapevolezza che è
necessaria una vera stabilizzazione dei precari, perché su questa
strada dobbiamo insistere e fare in modo che finalmente venga
garantito il diritto al lavoro, in maniera concreta, in maniera
chiara, in maniera definitiva, misurandoci sulle risorse.
Certo, ci dispiace che in questo anno sia mancata una vera e
propria programmazione della spesa dei fondi della Comunità
europea, i fondi strutturali, oggi siamo in fortissimo ritardo,
onorevole Presidente, siamo lontani dalla capacità di spesa, siamo
stati chiamati anche dall'Assessore Gentile, mi riferisco ai
Comuni, a fare presto, a fare in fretta, a presentare entro il 31
dicembre tutti i progetti esecutivi e cantierabili.
E' chiaro che una pianificazione deve essere fatta, il Governo si
deve assumere questa grande responsabilità, dando finalmente grande
respiro alla politica siciliana. Quindi, noi salutiamo con favore
la nascita di questo Governo e ci rendiamo conto, caro Presidente,
che era necessario un aggiustamento; ci rendiamo conto che quella
compagine, forse, era troppo litigiosa e che l'indice di contrasto
che vi era all'interno del Governo non rispondeva più alle esigenze
legittime dei Siciliani.
Il Presidente Lombardo ha scelto un percorso, il percorso che
passa in parte dalla politica, in parte dalla società civile.
Noi siamo qui oggi a valutare il suo intervento, la sua volontà di
inaugurare una nuova stagione: è per questo che lo abbiamo
sostenuto e, quando dico noi, intendo dire il Popolo della Libertà,
questo grande partito che non è soltanto un grosso partito; certo,
ci sono momenti in cui ci rendiamo conto che, come in questo caso,
alcune decisioni vengono prese dal nostro leader, da Silvio
Berlusconi. Noi ci adeguiamo. Abbiamo la consapevolezza che anche
questo fa parte dei giochi della politica e non ci scandalizziamo.
Ci scandalizziamo nel momento in cui non accade che chi debba fare
fino in fondo il proprio dovere non lo fa, e ognuno deve avere la
consapevolezza che esistono ruoli in questo Parlamento. Vi è chi
sta alla maggioranza, chi all'opposizione. E se ciascuno di noi
farà fino in fondo il proprio dovere, se avremo la capacità di fare
fino in fondo ciò che gli elettori ci hanno chiamato a fare,
sicuramente renderemo un servizio ai Siciliani. Certamente,
renderemo un servizio a quest'Assemblea che ha bisogno di una
spinta, di una maggiore pianificazione, di un maggior raccordo con
il Governo che è mancato in questi mesi, che è mancato in
quest'anno.
Tante volte abbiamo lamentato, nelle Commissioni competenti,
l'assenza del Governo. Che si volti veramente pagina Che sia
veramente questo il significato che il Presidente ha voluto
imprimere a questa nuova accelerazione. Lo voglio dire con
chiarezza. Noi speriamo che sia veramente una nuova accelerazione e
siamo convinti che così sarà
Aspetteremo questi mesi, aspetteremo le azioni concrete per il
popolo siciliano, per le nostre comunità e, se così sarà, tutti
quanti noi, oltre al convinto sostegno, daremo la nostra piena
approvazione.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, le chiedo, come prevede il
Regolamento, una sospensione della seduta, perché mi sembra
corretto, quanto meno nei confronti di questo Parlamento, visto che
stiamo discutendo sulla relazione di ieri del Presidente della
Regione, che l'onorevole Presidente sia presente in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Forzese, il Presidente della Regione
sta rientrando in Aula, in ogni caso è nella stanza accanto e sta
ascoltando il dibattito.
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
seguito della nuova composizione della Giunta di Governo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Edoardo. Ne
ha facoltà.
LEANZA Edoardo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è che
questo dibattito si apre a seguito delle comunicazioni che il
Presidente della Regione ha fatto ieri in quest'Aula per avere
voluto un rimpasto di Governo, così come tecnicamente si chiama. La
sua assenza, però, mi permette ugualmente di svolgere il mio
intervento, perché certamente non vuole essere un intervento ad
personam. Considero l'istituzione della Presidenza della Regione,
infatti, talmente nobile che si può anche discutere in assenza di
chi in questo momento la rappresenta.
Onorevole Presidente, credo di dovere dichiarare, onestamente, la
mia difficoltà personale nel conciliare, in questo anno di Governo
regionale, la sostanza ed il merito di un programma elettorale
presentato, nella primavera del 2008, al corpo elettorale
siciliano. Mi riferisco al merito dei proclami che, dalla voce del
Presidente Lombardo, sono giunti al corpo elettorale e a tutti i
Siciliani a riguardo di riforme sostanziali annunciate e, invece,
un metodo gestionale che - a mio convincimento - è stato difficile
interpretare fin dalle sue prime battute.
Mi è risultato difficile capire se la sostanza della tenuta dei
principi democratici che lo hanno visto eletto a grande suffragio,
con la concorrenza leale di uno schieramento di centrodestra che si
è battuto, che lo ha voluto candidato, che ha fatto in modo che il
messaggio del programma elettorale della coalizione arrivasse alla
sensibilità dei cittadini, ebbene, mi è risultato difficile vedere
che al di là del merito, si cominciasse a governare con metodi che
disapprovo: leggasi immediata azione di commissariamento dei
consorzi di bonifica; leggasi scontro istituzionale sul riordino
del piano sanitario; leggasi nomina, nottetempo, di decine di
direttori generali, nel dissenso quasi completo della propria
Giunta; leggasi azzeramento di una Giunta proprio all'inizio di
un'importante campagna elettorale; leggasi, ancora, tentativi di
disarticolazione di tutto ciò che è articolato e che costituisce
punto di riferimento politico per partiti del centrodestra e così
via.
Bene, questo metodo non mi ha convinto sul piano personale e devo
dire che ho fatto fatica a riconoscere nel Presidente Lombardo
quell'uomo politico che pensavo fosse, all'altezza del compito
istituzionale al quale i cittadini siciliani, a larga maggioranza,
lo avevano chiamato a rappresentare.
Questi dubbi, queste perplessità, però, mi vengono facilitati -
nel procedere ad una loro valutazione - dal fatto che i miei leader
nazionali, ai quali riconosco ampia capacità di analisi, e
certamente la profonda volontà di intervenire nel marasma generale
che si era creato per gli interessi di questa Regione, ebbene, i
miei leader nazionali hanno voluto quietare queste vampate di
disordine, sedando questi tentativi di rissa, spegnendo gli incendi
che, certamente in maniera distratta, inconsapevole, o in buona
fede, il Presidente Lombardo aveva innescato.
E, pertanto, non con costrizione, ma con convinzione, mi adeguo a
quanto deliberato dai leader nazionali, in particolare dal
Presidente Berlusconi. Mi adeguo, riconoscendo che il Presidente
Berlusconi ha anche voluto una leadership regionale che, per quanto
mi riguarda, è sicuramente autorevole nel rappresentare me e il PDL
in questa Regione, mi adeguo al Capogruppo Leontini, mi adeguo alle
decisioni del mio Gruppo parlamentare. E so che devo mettere da
parte timori e dubbi personali, so che sicuramente devo aprire,
insieme agli altri, un ulteriore credito di fiducia nei confronti
del Presidente Lombardo, il quale ha voluto un nuovo Governo
regionale in cui, per intero, mi ravvedo e mi identifico, senza
distinzioni di sorta tra tecnici e politici, senza distinzioni di
sorta tra assessori del PDL o dell'MPA.
C'è un Presidente della Regione ed un Governo regionale che
insieme, in questa nuova fase, con la collaborazione della
politica, con un nuovo clima di serenità, sapranno affrontare bene,
meglio ed al più presto possibile, i tanti problemi che sono sul
tappeto e che è inutile elencare, viste le emergenze che oramai
inseguiamo giornalmente, non ultime quelle che si sono verificate
proprio al riguardo di una grossa aspettativa occupazionale ed
economica che la nostra Terra nutriva nell'area di Termini Imerese.
Ebbene, con questo clima di nuova apertura di credito fiduciario,
con questo clima di augurata, ritrovata serenità, sono convinto che
insieme lavoreremo per il bene di questa Regione. Però ho il dovere
morale, per rispetto alla mia coscienza, di rappresentare un
momento estremamente importante, delicato, ed approfitto del
rientro del presidente Lombardo per potergli dire direttamente, da
parlamentare del PDL, da cittadino di questa Regione, a nome anche
di quanti ancora continuano a fidarsi della mia rappresentanza che,
certamente, incombe su di lui, sul Governo che rappresenta, un
giudizio pesante, nel caso in cui ulteriormente questa fiducia
fosse tradita dai fatti, al di là di quelli che sono i proclami, i
programmi pronunziati.
E' del tutto evidente, infatti, che il giudizio politico e della
storia, oggi, appartiene al grande senso di responsabilità che
certamente sarà messo in campo, da oggi per il prossimo futuro, da
questo stesso Governo.
Allora, è perfettamente superfluo e indelicato per questo
Parlamento, per questa Istituzione e per questa maggioranza, che è
ancora pronta a scommettersi, minacciare casomai di togliere il
disturbo, perché se falliamo in questo nuovo tentativo, il disturbo
di avere affossato ulteriormente i Siciliani e le aspettative di
questa Isola, non si potrà togliere con una dimissione
Il disturbo diventerebbe pesante, ed è una cosa che nessuno di noi
si augura, tentando certamente, in ogni modo, di evitare: con
estrema collaborazione, affidiamo al presidente Lombardo ed al suo
Governo tutta la nostra capacità istituzionale, tutta la nostra
serenità d'animo, nella valutazione dei singoli provvedimenti,
fidandoci di quanti ci rappresentano in quest'Isola e nelle
Istituzioni nazionali.
Ed ecco che, quindi, non posso che concludere con un sincero
augurio di un proficuo, immediato e buon lavoro, a lei, presidente
Lombardo, e all'intero Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi inviterei, vista l'esuberanza
del numero di iscritti a parlare - ne abbiamo ancora più di venti
-, a non utilizzare i quindici minuti che abbiamo previsto, come da
Regolamento, altrimenti i tempi si allungherebbero notevolmente,
considerato anche il fatto che poi ci sarà la replica del
Presidente della Regione. Vi inviterei, possibilmente, a contenere
al massimo i tempi dei vostri interventi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, mi atterrò al suo invito. Finalmente,
siamo giunti a un momento di confronto e di dibattito all'interno
di quest'Assemblea che sancisce la conclusione di una fase molto
delicata, di una crisi politica che, in taluni momenti, ha
conosciuto dei toni molto aspri, molto duri, un momento di
confronto e di dibattito che sancisce, altresì, l'avvio di una
nuova fase all'interno del Governo regionale.
Personalmente, non nascondo che all'interno del mio Gruppo non
sono stato fra coloro i quali hanno gridato allo scandalo,
onorevole Presidente, allorché lei, un mese addietro, azzerò la
Giunta ed iniziò una nuova fase costituente all'interno del Governo
regionale.
Non ho gridato allo scandalo perché credevo, e credo tuttora, che
ci fosse l'assoluta necessità di concludere una fase di rodaggio,
di portare a termine una fase di un'esperienza governativa e di
dare l'avvio ad un nuovo percorso di rilancio, all'interno del
quale si risolvessero alcuni problemi fisiologici di rodaggio, ma
anche alcuni problemi patologici che era assolutamente necessario
affrontare e, quindi, risolvere.
Non ho condiviso, invece, e lo dico con estrema franchezza e
sincerità, la tempistica, la metodologia che si è utilizzata,
perché credo che dare vita ad una fase di azzeramento della Giunta,
a dieci giorni dalla conclusione di una campagna elettorale,
potesse indurre legittimamente in molti siciliani la percezione che
tutto ciò fosse avvenuto, non soltanto per dare l'avvio ad una
nuova fase, ma anche per finalità assolutamente lecite, ma
certamente meno nobili, di carattere elettoralistico.
Non ho condiviso la metodologia, dicevo, laddove nel momento in
cui si affronta una crisi politica all'interno di una coalizione,
all'interno della Regione siciliana, fosse assolutamente naturale
ed opportuno il coinvolgimento degli organismi di partito che hanno
condiviso un percorso, un anno addietro, e lo hanno parimenti
condiviso in quest'ultimo anno. Lo dico senza polemiche, caro
Presidente.
Anch'io, come l'onorevole Buzzanca, non ho condiviso la scelta di
non vedere, all'interno della compagine di Governo, un partito con
il quale ci sono enormi distanze, nella mia storia personale e
politica, ma che, comunque, l'anno scorso è stato socio fondatore
di una coalizione. Non credo sia condivisibile per quel vincolo di
chiarezza e di lealtà che ci deve sempre essere fra elettori ed
eletti.
Mi auguro che, nel futuro, ciò possa essere parzialmente
rettificato, ma questa crisi si è conclusa; grazie a Dio, i nostri
leader nazionali, Berlusconi e Fini, hanno inteso tracciare un
nuovo percorso che deve essere accolto con grande favore
all'interno di quest'Aula, perché credo che ci sia l'assoluta
necessità che la Sicilia ed i siciliani vedano un Governo
autorevole, meno litigioso, e che possa contribuire davvero a
risolvere le emergenze della nostra Terra che lei, onorevole
Presidente della Regione, ieri ha enunciato all'intero della sua
relazione.
Bisogna voltare pagina e, oggi, c'è l'assoluta necessità che ciò
si concretizzi attraverso atti amministrativi e governativi. I
siciliani non possono permettersi di perdere 800 milioni di euro
che entro il 31 dicembre 2009 devono essere certificati all'interno
dei fondi POR; i siciliani hanno l'assoluta necessità di sovvertire
alcune previsioni sulla riduzione del PIL che sono particolarmente
gravi per la nostra Terra.
Ecco perchè, caro Presidente, saremo lealmente al suo fianco con
queste considerazioni che, per onestà intellettuale, era giusto
esternarle, e voglio augurare a lei, alla sua Giunta, ai vecchi ed
ai nuovi assessori e a chi, come l'onorevole Strano e l'onorevole
Beninati, sono stati già validi assessori in trascorse Giunte di
governo, un proficuo lavoro, nell'interesse superiore della nostra
Terra che, in questo momento, ha bisogno di coesione e di rilancio
governativo per vedere risolti i problemi che l'attanagliano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pogliese. Spero che tutti riescano a
contenere gli interventi nello stesso tempo che lei ha utilizzato.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di potere
e dovere intervenire in questo dibattito, a conclusione di un
percorso che ha visto momenti di tensione, di scontro, come pure di
dibattito non del tutto corrispondente all'alveo, al percorso, che
una democrazia impone.
Noi siamo diventati parlamentari e, contestualmente, abbiamo
contribuito all'elezione del Presidente della Regione, perché
sostanzialmente intendiamo dare, almeno io intendo farlo, un
contributo a fronte di quella che è la responsabilità che
l'elettore ci ha conferito.
Davanti a questo tema, ritengo che diventi un fatto importante,
essenziale, poter avere condivisione nelle scelte, nel dibattito
politico, in tutto ciò che riguarda un percorso dove, caro
Presidente Lombardo, aprioristicamente non può essere stabilito
chi è buono e chi è cattivo.
Ritengo che, con i fatti, abbiamo da dimostrare come,
quotidianamente, ci impegniamo in quello che è il senso del
servizio e dell'azione politica che, con coerenza, dobbiamo portare
avanti - e sicuramente io appartengo a costoro - ed in questo senso
vorrei sottolineare che, a volte, le scelte, per essere
determinate, sostenute, devono anche essere condivise; quindi, in
questa direzione, occorre un maggiore senso di confronto.
Oggi dobbiamo distinguere ciò che è un fatto politico da ciò che è
un fatto istituzionale. In questa gerarchia di valori, ritengo che,
innanzitutto, il senso delle Istituzioni debba farci dire che
dobbiamo garantire la governabilità ed in questo, come appartenente
al Partito del Popolo della Libertà, mi ritrovo, mi riconosco in
quelle che sono le scelte, appunto, che il partito ha determinato.
Ma devo pur evidenziare che, a mio avviso, c'è una crescente
necessità di confronto. Sicuramente, anche noi l'avvertiamo. La
coalizione che ha determinato questo Governo, al momento in cui è
stata fatta una scelta, quindi il Popolo della Libertà, l'UDC,
l'MPA, ha sicuramente sancito uno spirito di coalizione che aveva
come obiettivo essenziale, appunto, la governabilità, l'efficienza
e lo sviluppo.
Questi sono i temi in cui anch'io intendo riconoscermi e
ritrovarmi. Allora, se questa è la premessa perché è nato il
Governo, c'è anche una premessa che riguarda un accordo di
programma sul consenso delle parti che abbiamo realizzato, ma è un
consenso reciproco. E, allora, quando si intende tracciare una via
diversa, un percorso alternativo, quando s'intende sottolineare che
c'è una necessità di voler portare avanti un cambiamento,
sicuramente, in questa direzione anche noi e anch'io mi ritrovo.
Però, deve essere una scelta di sostanza, non una scelta di forma,
non una scelta di facciata: onorevole Presidente della Regione,
anche in questo dobbiamo dimostrare, con i fatti, che nella
gestione concreta e, quindi, nelle Istituzioni, nel momento in cui
c'è il senso di responsabilità, perché deve esserci, non può
prevalere la politica, quella politica che non è volta alla
gestione delle Istituzioni perché funzionino in maniera seria,
leale, trasparente e nella stretta legalità in cui mi riconosco. A
volte, le Istituzioni vengono usate per determinare un momento di
consenso, facendo, quindi, prevalere scelte che sono della politica
dei partiti.
Probabilmente, in tal senso, andrebbe meglio valutata quella
scelta che a volte viene compiuta dalla politica dei partiti:
abbiamo assistito ad alcuni enti che hanno visto - a mio avviso -
soggetti che hanno gestito le rispettive amministrazioni con grande
senso di legalità, riprendendone il percorso, così come deve essere
nel senso positivo per poi, magari, essere stati sostituiti per un
fatto politico.
Su questo aspetto, va operato un approfondimento, una distinzione,
va fatta una raccomandazione: che le scelte passino da un momento
anche di equilibrio e di seria valutazione.
Se poi il senso della scelta politica vuol dire cambiamento, vuol
dire lotta senza quartiere per il cambiamento e per la legalità, in
questa direzione io sono - e noi tutti siamo - tra coloro i quali
sosteniamo la linea politica del PDL in una sicura azione che vuole
determinare tale scelta. Lo abbiamo dimostrato con i fatti. E'
giusto che in quest'Aula, in questa sede, il Presidente della
Regione, nel portare a consuntivo i risultati di alcune attività di
iniziativa legislativa, come la sanità, prenda atto che la scelta
deriva da un grande impegno che questa Assemblea ha realizzato e,
quindi, i meriti non sono ascrivibili soltanto al Governo stesso,
non sono ascrivibili soltanto a chi porta avanti e sottolinea
questi aspetti, ma sono senz'altro ascrivibili a tutti coloro i
quali hanno condiviso, impegnati in questa direzione, nel
determinare una legge che l'Assemblea regionale siciliana ha varato
e i cui risultati, collegati con il vecchio Piano di rientro,
diventano un fatto oggetto di valutazione.
Se questo è l'elemento importante che deve indurci al
ragionamento, diciamo che siamo in presenza di una riflessione che
vede, come fatto politico, il PDL che si ritrova in una scelta in
cui l'azione di Governo, quest'azione di Governo, vuole essere da
noi sostenuta. Attendiamo in questa direzione maggiori segnali di
rispetto verso ciò che deve essere il senso della democrazia e
della condivisione delle scelte, perché è chiaro che non può che
esserci, sotto questo profilo, una precisa sottolineatura, non può
esserci un aspetto che si limiti a questo ruolo di soggetti che
determinano valutazioni unilaterali. Quasi un Catone che deve
distinguere chi è buono e chi è cattivo
Ritegno che, fino a prova contraria, ognuno di noi possa
partecipare con grande impegno per determinare una propria azione a
sostegno dell'Esecutivo, al fine di dare un proprio contributo alle
scelte da compiere.
Questo, a mio avviso, deve essere anche il senso della reale
democrazia a cui tutti dobbiamo riferirci, diversamente,
probabilmente, dovremo parlare di una democrazia innovata .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, stamattina, per caso, mi è capitato di
leggere Il Riformista. Nel dare notizia di quanto avviene in
Sicilia, il giornalista scrive una cosa che, devo dire, mi ha
sorpreso.
Si narra di una notizia che circola tra i corridoi del Parlamento
siciliano e che mi verrebbe attribuita: pare che qualche giorno
fa, io abbia incontrato un nuovo Assessore del Governo e che non
l'abbia riconosciuto. La gaffe, immediata, alle presentazioni:
Scusi, ma lei chi è? . Dietro l'aneddoto, scrive il giornalista:
ci sono tutti i rischi di una strada in salita .
Adesso smentisco questa notizia, anche perché non mi è capitato di
incontrare nuovi assessori, per la verità neanche oggi e neppure
ieri, almeno alcuni di essi.
Vorrei ricordare che siamo qui perché, dopo che 35, 37, 33, non
importa, deputati che si riconoscono nella maggioranza hanno
richiesto la convocazione di una seduta straordinaria per valutare
le ragioni dell'azzeramento della Giunta di governo che il
Presidente della Regione ha determinato tra il 23 e il 25 maggio,
ebbene, a seguito di quella seduta straordinaria, oltretutto
convocata alla vigilia del voto per le elezioni europee, gli stessi
protagonisti di quella richiesta, non presenti fisicamente in Aula,
facevano mancare il numero per consentire la discussione. E,
soprattutto, lo facevano in nome del fatto che, a quel punto, si
attendeva il carattere del nuovo Governo e le deleghe che sarebbero
state attribuite.
Abbiamo oltretutto assistito a un dato inedito, almeno da quando è
stata introdotta l'elezione diretta del Presidente della Regione:
abbiamo avuto nominato un Governo in due tempi. C'è un Governo del
primo tempo che, oltretutto, ha avuto successivamente, dopo qualche
giorno, alcune delle deleghe alle quali sono preposti i singoli
assessori, ed un Governo del secondo tempo che, tranne l'assessore
Strano, ancora quest'Aula non ha avuto modo di conoscere, mi
riferisco alla dottoressa Chinnici e al dottore Armao, mentre ieri
ho visto per qualche attimo l'assessore per l'industria Venturi,
oltre al neo assessore Milone, ma credo che formalmente l'Aula
doveva essere nelle condizioni di conoscere gli uomini e le ragioni
per le quali sono stati nominati nonché i rami dell'Amministrazione
a cui sono stati preposti.
L'assessore Milone, l'assessore Strano, l'assessore Armao e
l'assessore Beninati, che in questo caso è un collega deputato,
sono nominati assessori, ma lo sanno solo loro, perché non credo
che la Segreteria generale della Regione conosca questi signori,
visto che non sono stati loro attribuiti compiti per i quali è
prevista dallo Statuto la nomina di assessore.
E questa è la prima anomalia che, se vuole, signor Presidente, è
anche la spia della confusione politica che regna in Sicilia, di
una confusione politica che sta dentro sia la ragione della crisi,
sia la soluzione della crisi stessa.
Onorevole Presidente, lei ci ha raccontato di aver azzerato la
Giunta per bloccare chi remava contro, chi non si vuole rendere
conto che la festa è finita e che la Sicilia, invece, ha dinanzi
sfide difficili, in cui occorre avere consapevolezza che non ci
possono essere più rinvii .
Questa è la considerazione che, in questo mese, ha raccontato ai
Siciliani e che, per certi versi, ha ripetuto a questa Aula. Credo,
però, onorevole Presidente, che lei non abbia detto la verità.
Non ha detto la verità, anche rispetto a quanto è avvenuto a
seguito delle ragioni per cui lei ha azzerato la Giunta. Mi
riferisco al duro scontro tra lei e dirigenti importanti di forze
politiche che l'hanno sostenuta fino ad oggi, addirittura, anche
con un provvedimento senza precedenti nella vita democratica,
ovvero la presentazione di un disegno di legge costituzionale che,
sostanzialmente, si prefiggerebbe (perché ancora non è dato sapere,
il condizionale è d'obbligo) di revocare la fiducia al Presidente,
sostituendolo con altro eletto dal Parlamento siciliano,
contestualmente al momento in cui viene revocata la fiducia al
Presidente dalla maggioranza della maggioranza che, al di là del
bisticcio di parole, vuol dire la minoranza del Parlamento
La maggioranza della maggioranza, nel momento in cui è tale, vuol
dire che è minoranza e, quindi, si vorrebbe introdurre una riforma
di natura costituzionale usando, dal punto di vista dottrinario,
credo che non esista in alcun testo sacro del diritto, un
principio in cui la maggioranza venga costruita attraverso una
minoranza.
Al di là dello strumento del disegno di legge, però, quel testo
era una pallottola in una pistola puntata alla tempia del
Presidente della Regione, ma credo anche di questa Assemblea
regionale siciliana.
Lei non ha detto la verità in Aula Lei ha ridotto tutto ad un
fatto tra persone: c'era qualcuno che remava contro; c'era qualche
assessore della precedente Giunta che non si comportava bene. Lei
ritiene che sia stata questa la ragione del fallimento della sua
Giunta di quest'anno? Se lo ritiene, credo che stia commettendo un
errore politico grave ma, soprattutto, sta dicendo una bugia alla
Sicilia
Onorevole Presidente, credo che lei avesse il dovere - come oggi
- di dire la verità.
E la verità è una sola: la maggioranza che l'ha sostenuta, la
coalizione politico-elettorale che l'ha eletta Presidente della
Regione, non è in grado di dare soluzioni ai problemi di questa
stessa Regione.
Onorevole Presidente, su ogni atto più o meno importante, della
vita di questa Assemblea, in questo ultimo anno, abbiamo sempre
avuto iniziative legislative non di singoli deputati, ma di Gruppi
parlamentari, a nome dei rispettivi partiti, i quali hanno segnato
in maniera radicale, in alcuni casi, una diversità di approccio e
di soluzione ai problemi della Sicilia. Sta qui lo scarto tra
quello che è un dato di realtà e quella che, invece, si sta
cercando di contrabbandare come una soluzione.
Insomma, onorevole Presidente, per dirla in altre parole, lei in
questo momento appare un uomo che sta utilizzando l'accanimento
terapeutico per tenere in vita una coalizione che, al punto in cui
siamo, rischia di fare solo danni E anche le dichiarazioni che ho
sentito in quest'Aula, con il rispetto dovuto a tutte le posizioni
in campo, credo siano lo specchio più fedele della commedia che
stiamo continuando a recitare: dichiarazioni di leale
collaborazione, con una premessa però lunga di assoluta non
condivisione di tutto quello che è avvenuto. Insomma, è il famoso
governo del però quando si dice una cosa, però c'è sempre un
però sulle soluzioni e sulle ragioni che possono portare a
differenziarsi
E sta qui anche la scelta che lei ha fatto nel dare soluzione alla
crisi. Sostanzialmente, facendo che cosa? Lo ha dichiarato lei
stesso, non tradendo la coalizione che l'ha eletta, riproponendo un
Governo, magari con una spolveratina di tecnici o pseudo tali ma,
sostanzialmente, un Governo che, per chiudere in nome
dell'autonomia, l'ha costretta a fare pellegrinaggio un giorno sì e
uno sempre a Palazzo Grazioli
Onorevole Presidente, con le nuove tecnologie si può fare la
visita in tanti modi, con i videotelefoni, con i contatti
telefonici eccetera. Adesso non voglio fare battute su Palazzo
Grazioli, lo eviterei anche per dare sacralità
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego di non distrarsi e di
concludere perché ha ancora a disposizione un minuto e 58 secondi.
CRACOLICI. Signor Presidente, dal momento che il mio Gruppo
parlamentare ha scelto di limitarsi al mio intervento, le chiedo
qualche minuto di tolleranza per consentire di poter fare un
ragionamento compiuto.
PRESIDENTE. Lei ha ragione, soltanto che prima era l'unico
rappresentante dell'opposizione, adesso c'è qualche altro
rappresentante dell'opposizione per cui devo utilizzare lo stesso
criterio per tutti
CRACOLICI. Ha ragione, ancora non mi sono abituato, ma su questo
ci arriverò tra qualche minuto.
Non sono abituato, dicevo, e chiedo scusa alla Presidenza, però
non so se lei stia facendo una battuta a me o a qualcun altro, non
so come definirla, ma credo fosse rivolta ad altri.
Quindi, di fronte ad una crisi che è tutta politica, lei,
onorevole Presidente della Regione, alla fine di questa lunga
commedia durata oltre un mese, ha sostanzialmente dato vita ad un
Governo che io chiamo un Governo Lombardo-Berlusconi.
Un Governo di cui, anche per il carattere di difficoltà politica
generale, non solo sua, ma anche del Presidente del Consiglio, è
assai prevedibile la durata che coinciderà con quella dello stesso
Presidente del Consiglio dei Ministri.
Infatti, l'unica vera novità che si è consumata in questa vicenda
politica è che alla fine della giostra, la famosa questione del chi
remava contro si può sintetizzare in due parole: l'UDC come partito
e i coordinatori regionali del PDL, Castiglione e Nania. Mi pare
che l'esito di questa vicenda si possa concludere in questi
termini. E' un dato di cronaca.
Voglio dire qualcosa ai colleghi dell'UDC, ho sentito le parole
dell'onorevole Cordaro. Consiglio, visto il know-how che, mi
permetto di dire, abbiamo nel fare opposizione, ebbene, suggerisco
molta calma, di non perdere la pazienza, di essere sereni nel fare
opposizione e di non essere nervosi, perché l'opposizione migliore
si fa se si è sereni. Diversamente, si finisce per perdere di vista
l'obiettivo finale, anche perché capisco che gli amici dell'UDC
vivono una condizione, a questo punto, paradossale.
Sono fuori dal Governo nazionale per scelta propria, fuori dal
Governo regionale perché sono stati cacciati, ma rimangono in tante
Giunte comunali, compreso Palermo e Catania, dove addirittura l'ex
vicesindaco, fino a un giorno fa, è stato nominato al posto
dell'UDC, con l'UDC che sostiene la Giunta dove c'era, appunto, il
vicesindaco di Palermo, Milone.
Quindi traggo alcune contraddizioni a proposito di linearità:
suggerirei, come dire, ognuno scelga le proprie linearità, senza
che qualcuno si erga a maestro di altri Dobbiamo avere tutti
pazienza, dobbiamo abituarci tutti a capire la nuova situazione
politica. Vedremo quale sarà il contesto in cui opereremo. La cosa
che mi pare a questo punto, però, irrisolta è una, e concludo. Si è
aperta una crisi in cui il famoso chi remava contro ruotava
intorno a un argomento che è stato al centro della cronaca di
queste settimane: i fondi FAS. Ci saremmo aspettati, da parte del
Presidente della Regione, che l'esito della crisi portasse con se
anche l'esito della vicenda dei fondi FAS.
In questi incontri con il Presidente del Consiglio, onorevole
Presidente della Regione, oltre che dei nomi degli assessori avete
pure parlato in nome dell'interesse della Sicilia, quando saranno,
cioè, trasferiti a questa Regione i fondi che le spettano e che
questo Governo sta ogni giorno riducendo e cancellando?
(applausi dai banchi della sinistra)
Onorevole Presidente, ho sentito che lei ha fatto qualche
dichiarazione alla stampa - non ne ha parlato in quest'Aula, ovvero
se lo ha fatto, non ne ha parlato riferendosi all'incontro con il
Presidente del Consiglio -, in merito al fatto che siamo in piena
emergenza rifiuti.
Ho letto ieri sui giornali siciliani che il Presidente Berlusconi
ha dichiarato che in Sicilia la situazione dei rifiuti è peggiore
rispetto a quella che c'era un anno fa in Campania.
Ieri mattina, il Presidente del Consiglio dichiara che in Sicilia
l'emergenza rifiuti c'è, omettendo di farlo un mese fa, quando
Palermo era invasa dai sacchetti dei rifiuti: quei sacchetti erano
sacchetti elettorali, un'invenzione elettorale del centrosinistra
che si era inventata l'emergenza come spot elettorale
Adesso prendiamo atto che anch'egli dichiara che c'è una emergenza
rifiuti; però ci sono due coincidenze strane, onorevole Presidente,
e vorremmo sapere nelle sue conclusioni se di questo ne avete
parlato perché, vede, uno più uno fa due Ieri il Presidente del
Consiglio ha dichiarato che c'è una emergenza rifiuti, alle ore
13.00 nessuna impresa italiana, europea e mondiale, ha presentato
alcuna offerta nella gara per i termovalorizzatori.
Se uno più uno fa due, è possibile che ne abbiate discusso, ma non
ne vuole parlare o non vuole ancora dirlo all'Aula, mi riferisco al
fatto che volete dichiarare l'emergenza attraverso la nomina di un
nuovo Commissario per l'emergenza. Perché, magari, si vuole gestire
con le procedure dell'emergenza, cioè straordinarie, quanto non si
riesce a fare con le procedure ordinarie
Allora, si dica a questo Parlamento quali sono stati i temi di
questo accordo
Infine, onorevole Presidente, lei ha dichiarato - su questo vorrei
una sua rassicurazione - che la Sicilia è di fronte a problemi che
vengono dal passato, che non si può continuare ad andare avanti
aspettando che altri ce li risolvano, magari con una pacca sulle
spalle - sono sue dichiarazioni - a proposito della gestione
allegra della finanza pubblica di questa Regione. Ed ha dichiarato,
altresì, che ci sono alcune grandi questioni. Una delle quali mi
sembra un po' eccessiva, e mi riferisco all'euforia di queste ore,
a proposito della vicenda della sanità. E lo dice uno, onorevole
Presidente, che ha sempre dichiarato che il piano di rientro per la
Sicilia non era una mannaia, ma una opportunità, se si intende come
tale che, assieme al risanamento finanziario, proviamo a
riorganizzare il sistema sanitario. Io, assieme a lei, parteciperò
a tutte le iniziative che festeggeranno il buon esito della
politica sanitaria, quando avremo ridotto le liste e i viaggi della
speranza, quando avremo azzerato le liste d'attesa per fare un
esame di qualunque tipo, da una tac piuttosto che una mammografia.
A quel punto avremo parlato di buona sanità So che non è dietro
l'angolo, ma eviterei festeggiamenti anticipati
Ha parlato di formazione professionale, di riforma della Regione,
ha parlato di risanamento finanziario. Insomma, onorevole
Presidente, lei ha aperto alcuni capitoli, alcuni titoli di
questioni per le quali vuole aprire una stagione delle riforme.
Onorevole Presidente, la parola riforma, ormai in questo Paese, è
stata abusata. Userei, a questo punto, stagione dell'innovazione .
Le assicuro, onorevole Presidente, che noi siamo una forza di
opposizione e, come tale, intenderemo sfidare lei e il suo Governo
sul terreno della innovazione, per fare una buona formazione
professionale in Sicilia che non costi tanto quanto ci ha informato
ieri la Corte dei conti, per fare un buon sistema di
riorganizzazione degli Ato-rifiuti, come Ato, evitando di costruire
quella porcheria che è stata realizzata con il piano dei rifiuti
dei quattro termovalorizzatori, prevedendo un nuovo piano dei
rifiuti in Sicilia. E, ancora, per avere un piano energetico che
non sia la giungla dei fai da te , come è stata in gran parte
l'attività dei produttori energetici della nostra Regione, sia nel
settore eolico che fotovoltaico.
Infatti, quando abbiamo realizzato il piano, già i buoi erano in
gran parte scappati dalla stalla
Sul terreno dell'innovazione accettiamo la sfida, onorevole
Presidente, però - e ho finito il mio intervento - devo dirle con
grande sincerità che temo che le sue siano dichiarazioni di
intenti, perché lei, in quest'Aula, non ha una maggioranza. E un
Governo, per quanto eletto direttamente dal popolo, per varare le
riforme, ha bisogno del Parlamento, ha bisogno del voto dei
deputati ai provvedimenti legislativi, ha bisogno di una
maggioranza che condivida le soluzioni ai problemi della Sicilia.
Questo è il suo principale problema politico
Lei, oggi, con questo Governo, ha deciso soltanto di rinviare di
qualche settimana il problema politico che ha la Sicilia, ovvero
che la coalizione uscita vincitrice l'anno scorso, dopo lo
scioglimento anticipato dell'Assemblea, e che in Sicilia ha vinto
le elezioni, è stata maggioranza numerica ma non riesce ad essere
maggioranza politica. Ed è questo il problema
Fino a quando lei, per primo, non ne riuscirà a prendere atto, è
evidente che staremo soltanto recitando più parti in commedia,
senza riuscire a risolvere un solo problema per la Sicilia e per i
siciliani.
(applausi dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, quando si è proceduto a parlare in Italia
dell'unificazione di Alleanza Nazionale con Forza Italia per la
creazione di un grande Partito della Nazione, di un grande Partito
degli italiani, debbo confessare che io, proveniente dalla Destra,
dal glorioso Movimento Sociale Italiano, avevo qualche perplessità,
anche alla luce del fatto che avevamo, ed abbiamo, un grande leader
all'interno della Destra italiana, nella persona di Gianfranco
Fini.
Avevo, quindi, qualche perplessità nonostante il fatto che già ai
tempi del Movimento Sociale Italiano appartenevo, assieme a tanti
altri del mio partito, alla componente centrale di questo stesso
partito, che si rifaceva al compianto Pinuccio Tatarella, a quel
Pinuccio Tatarella che già allora, più di venti anni fa, negli anni
'80, parlava di andare oltre il Polo, di allargare la coalizione
del Polo delle Libertà, e, quindi, preconizzava la nascita del PDL.
Ebbene, nonostante tutto ciò, avevo comunque qualche perplessità
ad abbracciare il PDL e la Presidenza di Berlusconi, perché,
ovviamente, alcuni suoi atteggiamenti non mi convincevano del
tutto.
Però, signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce di quanto è
avvenuto oggi, debbo dire che Silvio Berlusconi è veramente un
grande, è veramente il più grande leader degli ultimi anni, il più
grande uomo politico che l'Italia abbia potuto esprimere.
Perché? Che Berlusconi sia il leader di gran lunga di maggioranza
in Italia non ci sono dubbi; tutte le elezioni lo dimostrano, anche
le ultime, in maniera clamorosa, hanno dimostrato di quale ampio
consenso sia dotato e riscuota nel Paese, nonostante le campagne
elettorali che sono state fatte su temi che definire ridicoli e
persecutori è ancora dir poco Eppure, Berlusconi ha aumentato i
voti, il PDL ha aumentato i consensi rispetto alle politiche, il
che sarebbe quasi impossibile, vista la polarizzazione del voto che
c'è durante le elezioni politiche, rispetto alle europee, vista
l'affluenza al voto dell'86% alle politiche a fronte del 60% alle
europee. Sarebbe impossibile, dicevo, aumentare i voti rispetto
alle nazionali, eppure lui ce l'ha fatta Si è detto che in Europa
Sarkozy ha avuto un grande risultato ed è a capo di un partito che
ha preso il 28%, ricordo che il PDL è andato al 37%
Nonostante questo si sapesse, perché lo sapevano tutti, debbo dire
che è un grande, perché è riuscito nella composizione della crisi
che, a nostro avviso, in maniera inopinata, era stata aperta nel
bel mezzo di una campagna elettorale dal Presidente Lombardo:
Berlusconi è riuscito a ricomporla, nonostante i malumori
all'interno del PDL, ma addirittura coinvolgendo a sé la sinistra,
l'ex PDS, coinvolgendo il PD nella soluzione di questa crisi.
Vedete, onorevoli colleghi, di fronte a un dibattito così
importante - me ne compiaccio - il PD non interviene, e anche
questa è una delle idee che ha lanciato l'odiato grande Berlusconi.
Non più di un mese e mezzo fa, cosa aveva lanciato, infatti,
Berlusconi? Aveva detto che il Parlamento, obiettivamente, con le
due Camere è un doppione , che fa perdere tempo, che intervengono
tutti i deputati, che sarebbe utile fare intervenire solo i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ricordate? Era una proposta di
qualche mese addietro. Aveva detto, addirittura, di pervenire al
punto di far votare solo i Capigruppo e, oggi, il PD in quest'Aula,
ha parlato solo per voce del suo Capogruppo, dell'onorevole
Cracolici, di un valente deputato, ma ha parlato solo per sua voce.
Si è, cioè, adeguato, anche in questo, a ciò che Berlusconi aveva
lanciato non più di un mese e mezzo fa. E' veramente un grande
E nell'intervento dell'onorevole Cracolici, ha parlato per venti
minuti esatti, cominciando ad avanzare qualche velata critica alla
situazione, ribadendo che il PD è un partito di opposizione (perché
lo ha ribadito, lo ha gridato, il PD è un partito di opposizione ,
declamandolo), ma su venti minuti ha iniziato a parlare della
Sicilia o degli eventuali problemi che l'affliggono, solo dal
sedicesimo o diciassettesimo in poi, su venti minuti ha parlato per
diciassette a difesa di una situazione non chiara, io mi divertivo
con i colleghi ad anticipare quali sarebbero stati i vocaboli che
l'onorevole Cracolici avrebbe usato da lì a qualche istante, lo
possono testimoniare i colleghi.
E' un dato di fatto, di fronte a una crisi che doveva essere
ghiotta per un partito di opposizione, lei ha dato la dimostrazione
plastica di un PD che l'opposizione non ha fatto mai - e menomale -
di un PD che non esiste, di un PD che è appiattito e non si sa su
che cosa. E, a questo riguardo, è molto istruttivo l'articolo di
spalla che c'è oggi su Repubblica, nella parte riguardante Palermo,
laddove si dice che la democrazia è un optional, facendo
un'analisi di quanto è accaduto e che sta accadendo in Sicilia.
Bene, tutto questo che è ormai risaputo, può darsi che discenda
dalla paura che ci sia il rischio di nuove elezioni; non c'è questo
pericolo, onorevole Cracolici E' importante che questo Governo
lavori Non c'è il pericolo che si vada a nuove elezioni
Certo, c'è un grande pericolo per voi del PD C'è il pericolo che
scompariate dalla scena politica siciliana, che siate spazzati via
da un popolo, quello siciliano, a cui tutto si può dire, tranne di
essere un popolo di imbecilli, tranne di essere gente che non
capisce e non si rende conto.
I siciliani hanno capito benissimo con chi hanno a che fare: con
un'opposizione che non è tale; che, forse, vorrebbe essere
maggioranza e che viene menata come il can per l'aia da una
maggioranza di centrodestra che è straripante, che è debordante
L'opposizione, faccia l'opposizione, se ne è capace Che faccia
l'opposizione, onorevole Cracolici: i siciliani guardano anche lei
e lo stanno facendo Hanno assistito, e bene, a questo dibattito e
hanno l'intelligenza per capire cosa avete detto e, soprattutto,
cosa non avete detto, perché qua nisciuno è fesso , mutuandolo dai
napoletani, ma siamo Regno delle due Sicilie, in fondo
Certo, rischiate di essere menati come il can per l'aia , da una
maggioranza di centrodestra che è strabiliante, da un capo di
questa maggioranza, Silvio Berlusconi, che ha dimostrato di essere
un grande, e dal presidente Lombardo che, ovviamente, va a
rapportarsi con Silvio Berlusconi.
E perché non dovrebbe farlo? Perché Lombardo non dovrebbe andare a
rapportarsi con Berlusconi? E con chi, se no? Lombardo è
espressione di una maggioranza di centrodestra, governatore di una
Regione che ha il 70 per cento di consensi di centrodestra. Bene,
perché non dovrebbe farlo? Certo, Lombardo è andato a Roma a
discutere con Silvio Berlusconi la soluzione della crisi. E a Roma
l'ha risolta. Hanno risolto la crisi a Roma. L'hanno risolta nelle
stanze di Palazzo Grazioli. L'hanno risolta lì, caro onorevole
Cracolici. Come era giusto che fosse, onorevole Cracolici.
Forse il PD è rimasto un po' deluso, ma il PD deve fare ammenda
con se stesso, perché ci sono i ruoli: è inutile pensare che
all'interno del PDL ci possa essere una spaccatura o un'opposizione
a questa maggioranza. All'interno del centrodestra c'è la
consapevolezza di essere una grande forza, che è espressione dei
siciliani per risolvere i problemi dei siciliani.
Certo, non ci è piaciuto, come pure a Berlusconi credo, che
Lombardo abbia aperto la crisi nel bel mezzo di una campagna
elettorale. Certo, magari ad alcuni non è piaciuto come si è
risolta questa crisi, ma ci sono dei momenti per ogni situazione.
In un solo caso non ci sono vie d'appello e vie d'uscita: per un
partito che viene eletto dal popolo per svolgere un mandato e,
invece, tradisce quel mandato per far altro A questo non c'è via
d'uscita, perché la risposta, comunque, la si deve dare al corpo
elettorale.
Chi è stato eletto per fare la maggioranza ed è stato indicato dal
popolo per fare la maggioranza dovrà farla E chi è stato eletto
per fare l'opposizione deve fare l'opposizione, pena, non il
giudizio negativo, pena la scomparsa Quindi, io faccio i migliori
auguri a questo Governo, nella cui compagine vedo il ritorno di un
caro amico, Nino Strano, e vedo la presenza di un assessore di
Messina, l'onorevole Beninati e me ne compiaccio.
Certo, staremo attenti perché noi deputati siamo i destinatari dei
consensi: è un voto trasferito e, quindi, abbiamo il dovere,
l'obbligo di vigilare che il Governo faccia il proprio dovere e
risolva i problemi dei siciliani. Problemi che, per stessa
ammissione del Presidente Lombardo, sono tanti e non sempre sono
stati affrontati e risolti nell'anno che è passato, tant'è che il
Presidente della Regione ha detto di aver dovuto cambiare
compagine.
Ci auguriamo che questo Governo affronti e risolva i problemi di
questa Terra, che sono tanti e che attendono da troppo tempo delle
risposte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome mio e
dell'UDC, affronto questo dibattito con un senso psicologico
surreale, quasi di un reality televisivo politico e dico perché.
Personalmente, sarò critico non per dovere, o non solo per
dovere, ma soprattutto per convinzione nei confronti del Presidente
Lombardo e di questo Governo.
E mi trovo in difficoltà. Perché?
Perché sono da decenni amico di Raffaele Lombardo e lo sono
diventato, ancor di più, perché l'amicizia si verifica nei momenti
difficili, i momenti difficili della nostra vita, quella sua e
quella mia. Lombardo, oltre all'esperienza politica comune nella
Democrazia Cristiana, è stato mio segretario regionale dell'UDC.
Abbiamo collaborato, l'ho rispettato. Lombardo, non appena
costituito l'MPA, in una riunione congiunta del neonato partito e
dell'UDC a Caltanissetta, ha siglato un patto federativo con il suo
ex partito, appunto l'UDC. E' durato lo spazio di un momento
Assieme a Totò Cuffaro, a Saverio Romano, ai deputati della
precedente legislatura, agli esponenti politici dell'UDC, abbiamo
creato le precondizioni per far sì che Raffaele Lombardo fosse
candidato alla Presidenza della Regione. E lo abbiamo votato. E
l'ho votato con il piacere di votarlo. Abbiamo partecipato alla
gioia della sua elezione
Ora mi trovo in una condizione, maturata in questi mesi, di non
condividere le cose che sono successe. Con un'aggravante. So che
esprimendo il mio non consenso, la mia critica, su quello che è
successo, andrò a finire in una sorta di black list personale -
cioè tra i cattivi - e se, come può avvenire nella vita della
politica, dovessimo ritrovarci in un cammino assieme,
possibilmente, sarei tra quei deputati non graditi sul piano
personale che non potranno mai fare gli assessori.
Poco importa, però, questo aspetto. La politica va fatta e vissuta
per quello che è, e non ci possono essere condizionamenti, almeno
non ce ne sono per me, come non ce ne sono per gli altri amici
dell'UDC e di questo Gruppo parlamentare.
Mi appello ad un concetto di amicizia, un concetto che ho avuto
modo di mutuare tanti anni fa, un'era fa, l'era della prima
Repubblica. Leggendo con attenzione un libro, credo fosse di
Francesco Alberoni, dal titolo L'amicizia che mi fu regalato da
Giorgio Di Cristoforo, attuale responsabile delle pagine
provinciali de La Sicilia, mi è rimasta impressa una cosa, e cioè
che essere veramente amico non significa dire sempre di sì
all'amico. Consiglio, a chi ne ha voglia, la lettura di questo
libro.
A volte, il vero amico si vede quando ha il coraggio di dire no,
soprattutto quando sbaglia, soprattutto per evitare eccitazioni del
momento - che la politica porta spesso -, il vero amico, se amico
è, deve dire se si sta sbagliando.
Se dovessi fare l'analisi di quello che è successo in questi mesi
- perdonami, Raffaele - dovrei concludere che credo che tu non
abbia molti amici. Hai una serie di collaboratori che ti dicono
sempre sì E questo può anche non essere utile, perché la vera
amicizia è collaborare per raggiungere gli obiettivi più giusti.
Non sono per niente soddisfatto di come si è risolta questa crisi
di Governo.
Presidente, dovevi darci alcune risposte con il tuo intervento,
almeno cinque, e non l'hai fatto La prima: perché si è aperta la
crisi? Perché hai rotto il patto elettorale con il PDL, con l'UDC
e con l'MPA, patto che ti ha portato alle elezioni? Chi ha remato
contro?
Non puoi essere generico. E' venuto il momento di dire i nomi e i
cognomi degli assessori e dei deputati di questo Parlamento che
hanno remato contro, di indicare le occasioni, le circostanze di
chi ha remato contro te e gli argomenti sui quali avrebbero remato
contro e perché.
Su questo aspetto faccio un esempio che riguarda la sanità.
L'Assessore Russo, e anche tu, girate l'Italia riportando la
notizia delle congratulazioni unanimi che politica e organi
ministeriali danno per questa scelta di riforma sanitaria. Guardate
che non è stata una scelta solo del Governo, perché se dovessimo
comparare la proposta provvedimenti dell'assessore Russo e la
legge, come è stata approvata dall'Aula, c'è un abisso. Quella è
una legge che, seppur attraverso un confronto lungo, duro, un
braccio di ferro a volte drammatico, è stata voluta da questo
Parlamento; se quella legge è buona, il merito è di tutti
Certo, individuo il tentativo dell'assessore Russo, sembriamo
sempre in contestazione io e lui, ma è la politica, non è un fatto
personale, di stravolgere quella legge con i decreti assessoriali
che - in gran parte - vanno oltre la legge; su questo, però, faremo
un dibattito d'Aula ad hoc, ove possibile, lo chiederemo
formalmente.
Ma non è soltanto la legge sulla sanità; altre leggi - come hanno
ricordato Pippo Gianni e Totò Cordaro - sono leggi importanti
volute dal Governo e votate da quest'Aula con il dovuto confronto.
E ci mancherebbe altro. Questo è il sale della democrazia o
dovremmo avviarci tutti al pensiero unico per cui chi dissente, chi
vuole dibattere, chi è contrario deve essere cancellato dal
rapporto politico con il Presidente?
Non credo che questa sia la strada giusta; forse non credo nemmeno
sia la strada che vuole Raffaele Lombardo; se la volesse
sbaglierebbe e se l'ha voluta sino ad ora si deve correggerla,
perché non porta a niente.
Se qualcosa non è andata bene, Presidente, permettimi il
rimprovero, può essere anche colpa tua: tu sei il Presidente, tu
sei il leader, hai il dovere del coordinamento, hai il dovere della
sintesi. Se qualcosa non andava, prima di arrivare al precipizio,
avevi il dovere e l'interesse di riunirci tutti attorno a un tavolo
e correggere le cose che non andavano. In questa fase della
ricomposizione del Governo hai agito spaccando e dilaniando
partiti, uomini e amicizie.
Ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che la maggioranza in
quest'Aula è tutta da verificare. Tu corri il rischio di avere
creato una situazione politica, come dicono in America, di anatra
zoppa , un Governo che non ha la sua maggioranza in Assemblea.
Ritieni che questo sia utile per gli interessi della Sicilia?
Ritieni che questo sarà nella storia della tua vita politica una
medaglietta di cui potrai andare fiero? Mi permetto di avere
qualche dubbio.
La tua nuova Giunta, senza offesa per le persone, complessivamente
è priva di peso politico; è una Giunta che nasce come conseguenza
di ripicche, ripicche tue con l'UDC, ripicche tue con gli assessori
dell'UDC, ripicche tue con alcuni assessori del PDL, ripicche
all'interno del PDL Ritieni che un Governo che nasce con questa
animosità preconcettuale possa far bene alla Sicilia?
Ritengo di no; tu naturalmente riterrai di sì. Perché è una Giunta
priva di peso politico?
Sento dire da tutti - maggioranza, opposizione, organizzazioni
sindacali, mass media - che la Sicilia sta vivendo il momento di
crisi economica e occupazionale più grave degli ultimi decenni. E
dico che proprio per questo è il momento che la politica si assuma
le proprie responsabilità, che non possono essere delegate al
tecnico di turno, non possono essere delegate a chi non si è
guadagnato con il proprio sudore, con la propria vita politica,
con il proprio percorso amministrativo, con il proprio percorso
politico, il diritto e il dovere di rappresentare l'elettorato.
In questo momento di crisi i tecnici facciano i consulenti.
D'altro canto, sei stato bravo: hai recuperato Giovanni Puglisi da
assessore, come consulente. Non è il momento di elevare i tecnici
al rango di responsabili politici.
Si dice che questo Governo sia un giusto miscuglio di politica e
di società civile. Evito la solita battuta che chi resta fuori dal
concetto di società civile sia incivile. Dovrebbe riguardare pure
me. Una cosa è certa. Mi rivolgo ai colleghi. Guardate che, con
questo modo di fare, avrete voglia di cumulare legislature: tre,
quattro, dieci, quindici, di avere il contatto quotidiano e
devastante con l'elettorato, di seguire i problemi del piccolo
paese come delle grandi città.
Guardate che con questo sistema, nessuno di voi, con qualunque
tipo di maggioranza, potrà acquisire il titolo, il diritto e il
dovere di amministrare la Sicilia all'interno del Governo.
Siamo tutti destinati a continuare a fare i deputati - nobile
funzione -, ma nel momento in cui viene tarpata dall'alto,
onorevole Presidente, per chi fa politica è una mortificazione.
Non mi permetto di entrare nel merito delle personalità tecniche
nominate in questa Giunta, ma voglio fare due esempi.
Il primo è il professore, avvocato Armao. Non la ritengo una
designazione eticamente corretta e spiego, perché portando ad
esempio me stesso.
Quando, tanti anni fa, fui preso dal vizio della politica, pensai
di dovere scegliere se la politica l'avrei fatta per ragioni
elettorali o per convenienza professionale. Scelsi il fatto
elettorale con alti, bassi, elezioni, bocciature ma non ho mai
approfittato della politica per fatti professionali.
Mi permetto di dire - e questo non è offensivo, anzi è un merito -
che il collega Armao ha fatto fino ad ora politica con beneficio
per la sua professione.
E' pieno di consulenze nella Pubblica Amministrazione, anche in
quella regionale. Essendo un amministrativista, svolge la sua
professione soltanto pro o contro la Pubblica Amministrazione. E'
nominato in una serie di importanti consigli di amministrazione.
Ebbene, averlo nominato assessore è un'offesa per chi fa politica
Quanto meno, il collega Armao, si dimetta dai consigli di
amministrazione come pure da tutti gli incarichi professionali che
ha pro e contro la Pubblica Amministrazione.
Sarebbe un buon segnale, visto che parliamo di moralizzare la
politica e la Pubblica Amministrazione.
E passiamo al caso dell'assessore Venturi. Marco Venturi è mio
amico. Non me ne vergogno: ogni volta che ci incontriamo, parliamo,
ci baciamo. E' una persona che apprezzo, però, dia un senso a
questa sua nomina. E lo dia subito.
Credo che Marco Venturi - e non potrebbe essere altrimenti -
onorevole Presidente della Regione (perché diversamente non
capirei perché è stato nominato), al di là della sua amicizia con
Lumia, cosa che non è rilevante in questa fase, sia stato
designato perché rappresenta la punta di diamante di Assindustria
Sicilia. Anche se si è dimesso, perché è direttamente collegato,
come fatto di associazionismo degli imprenditori, oltre che da un
rapporto amicale, con Antonello Montante, che è il vicepresidente
regionale, nonché rappresentante unico nominato da Marcegaglia, per
tenere i contatti tra il sindacato e la Pubblica Amministrazione.
E se sono queste le motivazioni per cui Marco Venturi è stato
nominato assessore, dimostri che ha merito di essere nominato come
tale. Come? Prenda in mano la vicenda della Fiat e metta in campo
la Marcegaglia, che ne ha i titoli, oltre che il potere
contrattuale.
Faccia sì che si ritorni al Piano A di Fiat Termini Imerese,
cioè a quel piano che prevedeva duemila assunzioni, nonché il
rafforzamento con nuove tipologie di costruzione di autovetture
Fiat, che prevedeva la sistemazione di tutta l'area dell'indotto e
ulteriore impulso per le imprese che vi lavoravano. Il Piano B ,
invece, prevede soltanto 250 assunzioni, e il Piano C , quello di
oggi, si limita a prevedere la riconversione.
Si persegua quel Piano A , che venne approvato nell'aprile del
2008, appena un anno fa, e che per incuria, sufficienza, stupidità,
non venne portato avanti anche perché quest'Aula colpevolmente non
mise a disposizione 150 milioni di euro. E spiego perché
colpevolmente. Di questa cosa si parlò, io c'ero e non ero il solo:
molti di noi erano presenti, in una sorta di Conferenza dei
Capigruppo allargata che si tenne nella sala lettura deputati. In
quell'occasione, si disse che con l'accettazione delle dimissioni
di Cuffaro si sarebbe riaperta una finestra per varare un paio di
leggi, tra le quali, principalmente, quella che ci avrebbe
consentito di dare 150 milioni di euro a Sicilfiat.
I vertici dell'Assemblea di allora, che non sono più quelli di
oggi, pontificarono e dissero che no, non si poteva fare
Scusatemi se mi sto dilungando, mi spiace, vedrò di accelerare e
poi per tanto tempo prometto di non intervenire. Per colpa di
quella decisione formale, formalistica e inutile, dicevo, il piano
A di Sicilfiat fallì. Chi adesso, da altre posizioni di grande
responsabilità, grida e si impegna, faccia ammenda pubblica davanti
a quegli operai che corrono il rischio di perdere il posto di
lavoro e dica di avere sbagliato allora. E sbagliammo.
Pertanto, se Marco Venturi è in grado, come dovrebbe esserlo, di
contribuire attraverso la sua associazione a risolvere il problema
di Sicilfiat, mi impegno a parlarne bene per tutta la vita e a non
attaccarlo mai più; se, invece, mancherà all'appuntamento, si
dimetta e abbia la dignità di dimettersi e non faccia l'assessore
fantasma, come corre il rischio di fare se di questa vicenda non
s'interesserà. Venturi, in questo momento, seppur con l'ombrello
del Presidente Lombardo, attraverso la sua associazione, ha forse
più potere contrattuale con la Fiat che non questo Governo
regionale.
Va bene, saltiamo il clientelismo e tutto ciò che ci sta intorno.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, la invito ad avviarsi alla
conclusione, perché le ho già dato il doppio del tempo a
disposizione.
MAIRA. Il clientelismo è un luogo comune; due esempi e non voglio
essere inutilmente pesante. Ma come si fa a parlare di clientelismo
quando ogni giorno assistiamo a tagliatine' di teste e di gambe? A
sostituzioni che hanno tutto il sapore del riconoscimento politico
dell'appartenenza?
E non voglio dire nient'altro, mi limito a questo. Come si può
parlare di clientelismo dell'UDC, quando ieri, proprio l'UDC, ha
rifiutato di entrare nel Governo della Puglia per un fatto di
coerenza?
Come si può parlare di clientelismo quando l'UDC, senza drammi, in
questo momento, non è in grado di dare una risposta ai propri
elettori siciliani? Credo sia un dar la caccia ai fantasmi
Pregherei che questo aspetto del clientelismo sia risparmiato
all'UDC, perché altrimenti sarò costretto a reagire in maniera
pesantissima; altri, infatti, fanno clientelismo in questo momento
in Sicilia; certamente non lo facciamo noi
Concludo, dovendolo fare, e se potessi dare un resoconto scritto
del mio intervento, per le cose che non riesco a dire per il breve
tempo a disposizione, lo farei. E concludo soltanto con un invito
al Presidente Raffaele Lombardo il quale ha ironizzato anche questa
mattina sulla mozione di sfiducia che l'UDC ha anticipato di voler
fare.
Raffaele, non ti formalizzare sull'atto scritto della mozione di
sfiducia. Concentrati sul fatto che l'UDC, per mio tramite - e me
ne dispiace per quello che ho detto prima - esprime un giudizio
politico e morale di sfiducia nei confronti del tuo Governo. Avrei
più paura di un giudizio di tal genere, di un giudizio di sfiducia
politico e morale. E ritieniti, da questo punto di vista,
sfiduciato, non dell'aspetto formale, di un pezzo di carta dove si
annunzia la sfiducia. Il pezzo di carta a volte non ha nessun
valore, mentre un giudizio che proviene dal cuore di un Gruppo di
parlamentari che ti sono amici dovrebbe farti riflettere e
consentirti di riaprire un dialogo che non è il pretesto per
entrare in Giunta - non ci interessa - ma è un dialogo di confronto
politico positivo, nell'interesse dei siciliani. E', questo, quanto
l'UDC ti chiede.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Leanza Nicola e
Leontini.
Comunico che la seduta che, in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, avevamo previsto per domani pomeriggio, si
terrà domani mattina, alle ore 10.00, per affrontare il disegno di
legge numero 119. Pertanto, le Commissioni parlamentari si
intendono convocate compatibilmente con i lavori d'Aula.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Leanza Nicola.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente
questa sera abbiamo avuto l'opportunità di parlare di politica;
abbiamo l'opportunità di entrare nel merito delle scelte che ha
operato il presidente Lombardo.
Vorrei partire da alcuni aspetti fondamentali. Il primo, in
assoluto: la nostra Terra, la Sicilia, il Governo della Regione,
come ha detto ieri la Corte dei conti, come tutti quanti i deputati
di quest'Aula sanno, non versa in condizioni economiche floride.
Tutt'altro. In più occasioni, abbiamo parlato di un Titanic, sul
quale la gente continuava a ballare e, purtroppo, tale battello,
andando verso gli scogli, finiva in frantumi.
Abbiamo avuto l'opportunità, nell'ultima finanziaria (e debbo dire
abbiamo avuto costantemente da parte del Governo della Regione, col
suo Presidente in testa, sin dall'inizio), di registrare
un'inversione di tendenza volta all'austerità nei conti, volta al
contenimento delle spese, al blocco delle assunzioni, alla
consapevolezza, amici, onorevoli colleghi, che non si poteva più
andare avanti in un certo modo. Quello che ha fatto finora il
Presidente Lombardo non è stato contro qualcuno ma, se mi
consentite, è stato verso
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA NICOLA i siciliani, in favore di coloro che, fuori di
quest'Aula, hanno incertezze, hanno paure, hanno ambizioni che noi
certamente abbiamo il dovere morale di cercare di tutelare.
Ho ascoltato, con molta attenzione, alcuni interventi, non ultimo
quello dell'onorevole Maira, pacato, serio, sofferto anche da un
punto di vista umano, anche dal punto di vista politico. Non
accetto alcune sue espressioni, ma ne parlerò fra poco. Tuttavia,
penso che sia arrivato il tempo delle scelte e delle scelte
importanti.
L'onorevole Lombardo non ha tradito nessuno. Questo Governo, il
nuovo Governo, non ha tradito nessuno. Esso ha fatto una scelta
coraggiosa e importante che sta tutta nelle proprie prerogative e
lo ha fatto chiarendo, fino in fondo, le motivazioni, il che
significa anche assumersi responsabilità, grandi responsabilità.
Perché, vedete, alla fine di questa legislatura, proprio perché si
sono assunte queste grandi responsabilità, ci presenteremo agli
elettori o con un pugno di mosche in mano o, mi auguro, con tanti
fatti. E i fatti sono fondamentali
Io non voglio ribadire ciò che si è fatto in questo anno di
legislatura, ma certamente in certi momenti abbiamo avuto
difficoltà persino a capirci. E, molto spesso, abbiamo avuto
difficoltà persino a parlarci e se si è arrivato a questo, si è
arrivato a ciò anche per questo motivo. Io non ho nessuna lista,
né penso il Presidente abbia una lista dei buoni o dei cattivi.
Qui c'è bisogno della lista della responsabilità, quella
responsabilità che tutti quanti dobbiamo avere nell'espletare al
massimo il ruolo del parlamentare.
Ho ascoltato con interesse alcuni interventi e vorrei dire un
grazie all'onorevole Gianni perché ha posto, dal suo punto di
vista, il problema politicamente, e lo ha posto seriamente. Ha
osservato delle cose, ha fatto delle domande e mi auguro che il
Presidente risponda chiaramente.
E questo è il modo per fare un'opposizione costruttiva, è questo
il modo per dire e per interpretare al meglio ciò che ogni deputato
può fare. Ha detto ciò che ha fatto e, alla fine, in punta di
piedi, aspetta delle risposte, ma ha dato la sua disponibilità a
lavorare nell'interesse dei siciliani.
La stessa cosa, debbo dire, ha fatto l'onorevole Maira, e lo ha
fatto come sa fare, toccando per molti versi tanti punti, in molti
casi anche dolorosi, circa i rapporti umani che abbiamo sempre
avuto e che, certamente, nessuna crisi politica può cancellare.
Io mi auguro che, nel tempo, si possa ritrovare, almeno dal punto
di vista umano, e poi dal punto di vista politico, la sintonia che
c'è stata per tantissimo tempo e forse non tutti i mali vengono per
nuocere. E, in questo momento, lo strappo, questo shock, può
proprio servire a farci riflettere tutti quanti e alla fine far
magari ritrovare tutte le ragioni che ci uniscono.
All'onorevole Cracolici volevo dire alcune cose. A me piace
Cracolici e il PD. Lo dico con molta serietà. Mi piace questo PD
perché fa opposizione e fa un'opposizione costruttiva. L'onorevole
Formica, diventando il divino Otelma e sapendo ciò che diceva
Cracolici, ha fatto di tutto per cercare di far cambiare
l'atteggiamento di un'opposizione costruttiva e seria, come è stata
in questo anno. Non hanno fatto sconti alla maggioranza né al
Governo, hanno lavorato insieme a noi su tante leggi, tante leggi
importanti come quella della sanità che non è solo frutto del
Governo, onorevole Maira, è frutto del Parlamento, ma è anche
frutto di un impegno costante, forte, acceso, serio, di un
assessore che, magari è tecnico, ma ha fatto un lavoro
straordinario, un lavoro continuo. E se poi alla fine gli viene
riconosciuto anche dai tavoli romani, o dai media nazionali,
ebbene, una volta tanto cerchiamo di salutare benevolmente questi
fatti e non pensiamo che la Sicilia debba essere soltanto e sempre
massacrata
Diamo atto a questo Parlamento che ha varato la legge, ma diamo
atto di un lavoro di un anno, serio, di un tecnico, non di un
politico, che si è dedicato totalmente alla sua nuova professione
temporanea di assessore per la sanità, prodigandosi notte e giorno,
realizzando infine un lavoro serio, importante, un lavoro che gli
viene riconosciuto dalla Corte dei conti e dal tavolo nazionale .
E certamente, mi auguro, nei prossimi anni, onorevole Cracolici,
anche dai siciliani.
Questo è un lavoro fondamentale. Onorevole Maira, non siamo
iscritti, non c'è nessuna black list, non scadiamo nel ridicolo,
evitiamo le leggende metropolitane Ognuno ha la grande opportunità
di dare il proprio contributo, dalla maggioranza o
dall'opposizione.
L'onorevole Cracolici diceva poco fa che il piano di rientro, e su
questo sono assolutamente d'accordo, è stata un'opportunità per la
Sicilia, una grande opportunità, e se abbiamo varato una riforma
sanitaria seria è perché siamo stati costretti, appunto dal piano
di rientro, a fare una riforma sanitaria seria.
La stessa opportunità può avvenire, onorevole Cracolici e
onorevole Maira, dalla mancanza di una maggioranza eventualmente
precostituita, sapendo perfettamente che noi la maggioranza
l'abbiamo e l'abbiamo anche in questa Aula, abbastanza numerosa. Ma
questa maggioranza, in ogni caso, valutando emendamento per
emendamento, disegno di legge per disegno di legge, atto per atto,
può essere una grande opportunità per questo Parlamento, per i
novanta deputati, al fine di fare un lavoro straordinario
nell'interesse generale.
Saremo costretti non a maggioranze blindate ma a dialogare con
tutto il Parlamento e questo non è un problema ma è certamente una
grande opportunità che i deputati, ogni deputato, sanno
perfettamente di potere contare e di poter dare il massimo
contributo.
Io non sono per le maggioranze blindate in cui non si parla, in
cui decide solamente una persona. Noi siamo per le maggioranze
politiche. In quest'Aula c'è una maggioranza politica.
Il senso di responsabilità, la parole appassionate, le parole di
buon senso, anche i distinguo degli amici del PDL, hanno dimostrato
e chiarito, in maniera assolutamente inequivocabile, che c'è questa
maggioranza. Ma in questa maggioranza vogliamo il lavoro
costruttivo dell'UDC e il contributo costruttivo del PD, perché è
giusto che sia così.
La Sicilia vive un momento storico particolare, un momento storico
complicato. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, seriamente, ognuno
con le responsabilità che gli competono, ognuno con i ruoli che ha,
ma certamente con il contributo di tutti.
Io non mi voglio dilungare. Non la stagione delle riforme,
onorevole Presidente Lombardo, ma la stagione dei fatti. Quello che
chiede la gente non sono più riforme per modo di dire o grandi
parole o innovazioni, come dice l'onorevole Cracolici. La gente
chiede fatti, la gente vuole arrivare alla fine del mese, la gente
vuole finalmente una Sicilia che diventi il centro del
Mediterraneo: le persone vogliono poter vivere serenamente in
Sicilia. I nostri giovani hanno voglia di restare in Sicilia, i
nostri giovani e la nostra gente non vogliono più emigrare. Noi, a
queste persone, dobbiamo imporre e offrire finalmente fatti, e i
fatti significano buon governo, significano sviluppo, significano
occupazione.
Penso sia arrivato il momento di pronunciare alcune parole chiave.
La responsabilità, amici, l'affidabilità, la concretezza, la
passione.
Il presidente Lombardo lo ha fatto, ha accettato questa grande
battaglia, questa grande sfida, dimettendosi da Segretario
nazionale del partito, perché si è voluto dedicare con grande
serietà a questi temi, lasciando momentaneamente ciò a cui teneva
maggiormente, il suo partito, e dedicandosi interamente al governo
della Sicilia.
E all'onorevole Cordaro vorrei ricordare che il presidente
Lombardo, per ben due volte, è stato ricordato, votato e
apprezzato, come il governatore più amato d'Italia; l'onorevole
Cordaro generalmente vede altre partite, ma vorrei ricordare che
anche questo è un dato di fatto, un dato netto, un dato
assolutamente vero. Io non voglio fare l'avvocato difensore di
nessuno, ma noi, per Termini Imerese, abbiamo messo a disposizione
i 150 milioni di euro in quella famosa notte, mancava semplicemente
il varo di una norma per liberare alcune iniziative per quanto
riguarda le ASI.
E da quel momento in poi, l'Ufficio legislativo e tutti quanti ci
hanno detto che non era possibile, la persona cui faceva
riferimento l'onorevole Maira, in questa questione, non c'entra
assolutamente nulla.
Vorrei concludere dicendo pochissime battute, ma soprattutto
facendo un appello.
Io mi auguro che dopo questo dibattito, per certi versi
appassionato, per altri un po' polemico, per altri ancora
lacerante, ebbene, mi auguro con tutto il cuore che ci possa essere
la pacificazione della politica e, da parte di tutti, un fare
costruttivo.
Il miglior modo per onorare il consenso che abbiamo ricevuto è
fare il nostro dovere dall'opposizione o dalla maggioranza, ma
compiere a fondo il nostro dovere.
Bisogna rimboccarsi le maniche, la Sicilia ne ha assolutamente
bisogno, a partire dai parlamentari, a partire dal Governo.
Al Presidente della Regione vorrei ricordare semplicemente di
stare attento, questa non è una terra come tutte le altre, questa è
una terra bellissima, complicata, ma è la Sicilia. E in questa
Sicilia, che vive di tante contraddizioni, ognuno di noi può avere
un ruolo fondamentale, importantissimo. Io ritengo che la politica
debba avere il sopravvento e quando parlo della politica, parlo
della politica anche con gli esterni, con i tecnici, deve avere il
sopravvento - dicevo - rispetto alla burocrazia.
Caro Presidente della Regione, stiamo attenti, i dodici assessori
che sono stati nominati, tutte persone competenti e capaci, devono
prestare la massima attenzione, perché se qualche nemico abbiamo,
lo abbiamo all'interno della burocrazia. Se abbiamo qualche nemico,
lo abbiamo certamente all'interno di chi vuole remare contro,
mantenendo lo status quo.
Presidente Lombardo, abbiamo 15 miliardi di euro da spendere,
abbiamo 4 miliardi provenienti dai FAS, abbiamo tante opportunità,
un Parlamento all'altezza della situazione, facciamo in modo che,
finalmente, la Sicilia possa superare il guado e ritornare ad
essere quella regione normale che tutti quanti auspichiamo,
diventando il centro del Mediterraneo.
Ce la possiamo fare se ognuno di noi farà la propria parte, con
intelligenza, con capacità, con passione e, soprattutto, con amore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte è
fisiologico che prima, durante e dopo una campagna elettorale, i
rapporti politici, sia all'interno di ciascun partito che tra i
diversi partiti di una medesima coalizione, si alterino o si
agitino, prevalendo spesso, in tutti, soprattutto prima e durante
la competizione elettorale, il tentativo di finalizzare le azioni
all'aumento della forza propria, probabilmente facendo
corrispondere questo a una riduzione della forza altrui.
Forse, in questi tre mesi, un po' tutti, abbiamo messo in campo
delle esagerazioni. Sono stati superati i limiti della tensione
elettorale. Si è ecceduto nell'utilizzare gli strumenti di governo,
a volte anche parlamentari, piuttosto che per alimentare la
dialettica delle posizioni, per attuare delle sovrapposizioni,
delle contrapposizioni e soprattutto, nell'ambito dell'attività di
governo, spesso qualche azione è prevalsa nel suo significato
contro , piuttosto che nel suo significato per .
Nel rappresentare la mia posizione e quella del Gruppo del PDL,
debbo anche chiarire e giustificare il perché del dibattito di
stasera, dibattito che deriva da una iniziativa che è stata
promossa e sottoscritta, attraverso una richiesta di convocazione
alla Presidenza dell'Aula, su un argomento che è diventato
incandescente, proprio alla vigilia del voto.
In quei giorni, infatti, si determinò proprio una differente
posizione tra l'iniziativa del presidente Lombardo, finalizzata
all'azzeramento della Giunta, e una posizione politica finalizzata
a richiedere, dopo la campagna elettorale, una verifica che potesse
portare ad un rilancio e un potenziamento delle attività di governo
e parlamentari, nonché delle posizioni politiche che sostengono,
appunto, le attività parlamentari e di governo.
La differenza non è di poco conto, perché gli esiti lo confermano.
L'azzeramento è un'iniziativa unilaterale e non collegiale, non
finalizzata, e producente, poi, come conseguenza, sicuramente un
dato, la normalizzazione.
La verifica è un fatto collegiale che non esclude nessuno ed è
finalizzata al rilancio, quindi, al prosieguo e al potenziamento
dell'attività di governo, attraverso il superamento delle
difficoltà, la modifica degli inconvenienti e anche delle
contraddizioni, dei contrasti, delle asperità.
La conseguenza dell'azzeramento, infatti, è stata la soppressione,
all'interno della coalizione, della presenza di un soggetto
politico che, in campagna elettorale, aveva condiviso il programma
di governo del presidente Lombardo, della coalizione di cui faceva
parte, assieme agli altri due partiti, della coalizione che ha
vinto le elezioni.
Una coalizione, quindi, che è stata sostenuta dalla volontà degli
elettori e, anche dopo l'azzeramento, da parte nostra fu auspicato
che il chiarimento delle posizioni potesse portare, dopo l'iniziale
parziale ricomposizione della Giunta a nove componenti, ad una
integrazione che, invece, comprendesse - lo ha detto il collega
Leanza poc'anzi, medesimo auspicio da parte sua - l'UDC, che, dal
nostro punto di vista, non poteva venir meno: e ciò, non soltanto
nella logica e nell'attuazione del programma dell'alleanza, ma
anche nelle esigenze di equilibrio politico che, proprio
all'interno della coazione e dell'alleanza, dagli elettori erano
state sancite attraverso l'espressione della volontà elettorale. E
nessuno può, in questo Parlamento, accreditare l'ipotesi che ci
siano soggetti politici o partiti che si autoescludono. Non è
accaduto
L'onorevole Maira poc'anzi lo ha sottolineato a chiare note.
Avremmo, probabilmente, mantenuto all'interno della coalizione
quella necessità di collegialità e di equilibrio che gli elettori,
credo, pretendessero dopo aver confermato, con il loro consenso, il
successo elettorale della coalizione, del Presidente Lombardo e del
nostro programma.
E' per questo che noi auspichiamo che, nel prosieguo
dell'attività parlamentare e di governo, il chiarimento delle
posizioni possa portare la coalizione a tornare alla sua originaria
composizione che potrebbe, in questo momento, non essere in linea e
in sintonia con quella volontà e poter essere altra cosa dalla
coalizione attuale, l'alleanza è, infatti, incompleta. Se ci sono
dei motivi per cui l'alleanza oggi è incompleta, è dovere
politico, morale, amministrativo, di sintonia con il consenso degli
elettori di questa coalizione, superarli per poter produrre
un'integrazione del progetto politico e dei soggetti che di questo
stesso progetto politico erano gli artefici e sono e vogliono
continuare a esserlo, a esserne gli attuatori.
Certo, il collega Cracolici, simpaticamente, ha detto ai colleghi
dell'UDC di stare tranquilli, di stare sereni, avendo i deputati
del PD sviluppato una notevole esperienza all'opposizione, e quindi
ha invitato a seguirne l'esempio, dicendo loro che probabilmente
qualche risultato lo otterrebbero, grazie al know-how sviluppato.
E' successo anche in altri partiti, come il PD, quello che
Cracolici attribuiva a noi e, cioè, che tra i diversi livelli di un
medesimo partito, una contingente e momentanea disparità di vedute,
portasse il segretario regionale ad andare per tre mesi in una
direzione ed il Capogruppo parlamentare a smentirlo totalmente per
tre mesi di seguito.
E' accaduto in quest'Aula di assistere a scelte parlamentari e
politiche così caratterizzate. Pertanto, non credo che il collega
Cracolici potesse fare carico a noi di fenomeni di questo tipo in
quanto, sicuramente, nell'opposizione e nella minoranza, ci sono
state pure queste posizioni.
Noi abbiamo partecipato alla chiusura della crisi con l'adesione
convinta all'indicazione proveniente dall'accordo sancito dal
presidente Berlusconi unitamente al presidente Lombardo e riteniamo
che tale soluzione, tale indicazione e tale posizione induca tutti
noi a fare una valutazione più in profondità. Forse, in questa
campagna elettorale, in questi tre mesi, soprattutto all'interno
della coalizione, perché non posso far carico di questo
all'opposizione, abbiamo sovrapposto e fatto prevalere la
considerazione dei mezzi rispetto all'importanza dei fini, e quando
in una coalizione ci si divide sui mezzi, è necessario che si torni
ad approfondire e riflettere e si curino tutti gli effetti di
questo malessere.
I mezzi sono stati consegnati alla coalizione dagli elettori, per
superare le difficoltà e per affrontare i fini. Ed è per questo che
il PDL, in questa maggioranza, rimane sostenitore del programma di
Governo della Giunta del Presidente, perché i fini prevalgano sui
mezzi rispetto ai quali, però, è necessario che si torni ad una
sintonia tra, appunto, tali stessi mezzi e la volontà degli
elettori.
Se la coalizione è un mezzo, ed è stata rappresentata da tre
partiti che gli elettori hanno voluto, tale mezzo dovrà essere
ricondotto alla volontà degli elettori. E' un mezzo, dicevo. Su
questo mezzo discettiamo, alimentiamo il dibattito, ma la finalità
è poi l'attuazione del programma di Governo che dovrà confermare la
validità di questi mezzi, programma di governo per il quale noi
siamo interessati, assieme al Governo, a razionalizzare le spese, a
ridurre quelle inutili e a razionalizzare l'attività della pubblica
Amministrazione siciliana.
Abbiamo condiviso di riformare profondamente la sanità e su questo
vorrei spendere due sillabe, perché credo che alla fine di un
lavoro lungo, nel quale le parti hanno condiviso gli sforzi, hanno
motivo per essere soddisfatte. Non si deve fare il tentativo di
attribuirsi una singolare, esclusiva ed assoluta paternità, perché
la gente si stanca, e con essa gli elettori, quando, invece,
probabilmente, il dibattito delle posizioni riguarda proprio i
mezzi - cioè tre assessori ad integrazione, due assessori in meno,
quattro li mettiamo dopo, cinque li mettiamo prima -, insomma, sul
lungo dibattito riguardante la sanità, probabilmente, gli unici ad
essersi stancati siamo stati io, l'Assessore Russo e coloro che
hanno partecipato al dibattito. Ma proprio perché è stato un bel
dibattito, proprio perché è stata una stagione, secondo me,
importante e nobile dell'attività politico-parlamentare, che ha
mirato a un lavoro del quale possiamo tutti vantarci, non deve
esserci il tentativo di attribuire dei meriti o delle paternità in
via esclusiva.
La storia la conosciamo, chi ha formulato gli articoli, chi li ha
dibattuti, chi li ha approfonditi, emendati, modificati, chi in
Aula, poi, ha partecipato coralmente al dibattito che ha fissato
nelle caselle i contenuti di quella legge, ebbene, credo, che
questo Parlamento lo ricordi E se una legge, che nel suo
equilibrio, oggi molte regioni d'Italia ci invidiano e che il
Ministero ha sancito come positiva e degna di emulazione, ebbene,
credo che questo si debba ascrivere proprio alla volontà e alla
capacità non di remare contro, ma di remare a favore, di
collaborare anche nella diversità delle posizioni, che può aver
stancato in certi momenti, ma che ha portato le diverse posizioni,
appunto, a fondersi in una medesima soluzione e in un esito che
oggi è oggetto della considerazione più positiva e più valida di
cui si possa essere destinatari.
Allora, se così è, noi su questo modello vogliamo continuare
l'attività politica e di Governo.
Lo vogliamo fare sulla materia dei rifiuti e con gli ATO, per i
quali, anche noi, come il Presidente, siamo preoccupati per
l'episodio della gara andata deserta, episodio sul quale è
necessario, dal punto di vista delle attività di governo, ma anche
parlamentari, che si eserciti la necessaria attenzione affinché,
nel breve tempo, si affrontino e si superino i nodi dell'emergenza
riguardante la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel nostro
territorio regionale.
Così come siamo a sostegno della necessità di partecipare
all'attingimento e alla fruizione dei fondi comunitari in modo più
efficiente ed efficace di come è avvenuto fino ad oggi, perché
siamo quasi alla fine del triennio di quell'ultimo quinquennio di
appartenenza al novero delle Regioni cosiddette ad Obiettivo 1':
saremo in grado, attraverso i nostri rappresentanti, di puntare i
piedi e magari di rimanerci nell'ambito dell'Obiettivo 1 o forse in
un altro ambito, ma con altre modalità, altri contenuti, altre
finalità. Ma, oggi, per poter domani rimanere, abbiamo la
necessità, entro pochi mesi, di dimostrare che attraverso i bandi
possiamo spendere entro questo triennio, altrimenti la
penalizzazione della Sicilia sarà senza precedenti, perché avendo
esaurito il triennio dell'ultimo quinquennio - se noi non facciamo
presto - potremmo incorrere nelle tagliole dei primi sistematici
disimpegni che non colpirebbero la contingenza del momento, bensì
l'inadempienza del triennio.
Così come altra emergenza è quella del precariato, per
l'assorbimento del quale, partendo dai vari settori che sono quelli
della produzione agricola e dei consorzi di bonifica, tutti insieme
abbiamo il dovere di mettere in atto il programma che ci siamo dati
e che gli elettori hanno sancito con il loro consenso.
Questa è la motivazione dell'adesione del PDL alla soluzione di
questa crisi per il mantenimento di una maggioranza che risulti
rafforzata dalla prevalenza di queste finalità e dal superamento
delle divergenze sui mezzi e, ripeto, nell'ambito di ciò sta il
recupero del ruolo dell'UDC che ha primaria importanza e che noi
oggi abbiamo voluto esprimere.
Così come sull'agricoltura, sulla politica energetica, sul turismo
e sui beni culturali, credo che tali comparti meritino di essere
fortificati e valorizzati, ed essere espressi al meglio. Credo,
peraltro, che le politiche comunitarie, proprio nei tre settori che
ho testé citato, cioè agricoltura, turismo e beni culturali,
costituiscano uno strumento di fondamentale importanza per
finalizzare la capacità di spesa alle necessità di qualificazione
sia del tessuto produttivo che delle possibilità strutturali e
ricettive che il nostro territorio mette in campo.
Auguro, pertanto, buon lavoro ai nuovi assessori alcuni dei quali
di nuovo pelo a livello regionale, come l'assessore Milone,
l'assessore Chinnici, che è assente, l'assessore Venturi e i tre,
di vecchio pelo . Vedo gli assessori Nino Beninati e Nino Strano
che sono stati sempre protagonisti dell'attività parlamentare in
quest'Aula. Nino Beninati con continuità e Nino Strano con il
passaggio ad altra esperienza parlamentare nazionale.
Credo sia di fondamentale importanza che questo accada con una
presenza da parte nostra finalizzata proprio a verificare che
questa ricomposizione faccia prevalere tali finalità, partendo da
alcuni elementi di debolezza che pur riconosciamo ci sono, li
abbiamo sottolineati, li ho citati, ho parlato di alcune di queste
macroscopiche necessità, quindi è necessario che il Governo
affronti, in sintonia con quello nazionale, queste finalità.
Concludo il mio intervento dicendo che, per far questo, onorevole
Presidente Lombardo, si recuperi oltre che la capacità, la voglia e
la volontà, all'interno della coalizione, di affrontare
compiutamente la collegialità delle scelte e dei confronti.
Preferirei che da stasera, sulla stampa, non si vedesse più
esprimere un diniego ad incontrare i dirigenti di un partito
piuttosto che di un altro: da oggi, chiusa in una riunione - magari
con i vertici nazionali - una crisi di Governo, è chiaro che tutti
i nodi dell'avvenire saranno affrontati qui, con questi
parlamentari, con queste rappresentanze territoriali e con chi, in
questo territorio, come diceva l'onorevole Maira, sudando in
campagna elettorale attraverso il contatto quotidiano con i
bisogni, vuole affrontare il superamento degli stessi attraverso
le soluzioni.
Se questo è vero, come è vero, si recuperi e si ripristini una
volontà di confronto e di collaborazione all'interno della
coalizione e non si dica che, per risolvere i problemi, è
necessario parlare, direttamente, con i vertici romani, perché il
partito è sempre un tutt'uno, da Bolzano fino a Pachino. Proprio
perché noi siamo solidali e sensibili alle necessità dell'autonomia
siciliana, ma anche perché il progetto che ci siamo dati è un
progetto al quale crediamo, un progetto tutto legato alle energie,
alle intelligenze, alle posizioni che questa classe politica e
questa classe parlamentare ha messo in campo, riteniamo che questa
coalizione possa avere un futuro soltanto se tali energie e risorse
valorizzerà.
E le energie e le risorse sono tutte fondate sul pavimento del
confronto, della collegialità e della collaborazione, senza
scavalchi, senza mortificazioni e senza dinieghi finalizzati a
ritenere che le interlocuzioni privilegiate siano altrove e non
qui.
Le interlocuzioni privilegiate sono qui, sono con questa classe
parlamentare, con questa classe politica che è quella che, anche
stasera, ha confermato e manifestato la propria appartenenza ad una
coalizione e la propria voglia di cooperare con lei, onorevole
Presidente, con il suo programma e con la sua Giunta, affinché i
problemi dei Siciliani siano affrontati e superati al meglio.
(applausi dai banchi del centrodestra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, ricordo frattanto che ci sono ancora nove
deputati iscritti a parlare.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarà sfuggita ai
più la sensazione di disagio che i deputati dell'UDC, che si sono
alternati in questo dibattito, hanno provato nell'affrontare un
problema così delicato, particolare ed inaspettato.
Il disagio è umano, per la lunga militanza, e politico al
contempo, perché ai rapporti umani stretti si sono anche collegati
altrettanti rapporti politici di condivisione, di consapevolezza,
di scelte in un periodo storico importante di transizione, vissuta
insieme, tra due partiti, appunto, che hanno fatto un tratto di
strada insieme.
Il disagio è anche rispetto alla peculiarità della situazione.
Non capita tutti i giorni di vivere una pagina poco esaltante,
come quella che stiamo vivendo. Non capita tutti i giorni - forse
capitava quando il Presidente della Regione era eletto all'interno
dell'Assemblea - che si verifichino ribaltoni nel nuovo sistema
configurato da un Presidente eletto, direttamente, tra virgolette -
in realtà, per il tramite dei partiti - in un sistema di elezione,
dunque, diverso dal precedente.
E questa situazione nuova, sicuramente, ci crea disagio, ci impone
riflessioni, ci richiama ad un ruolo diverso da quello a cui ci
hanno chiamato gli elettori. Gli elettori ci avevano chiamato a
governare.
Le dinamiche parlamentari, le dinamiche politiche, le dinamiche
specifiche che si sono delineate in questi ultimi tempi, in questi
ultimi giorni, ci pongono in un ruolo diverso per il quale non
proviamo disagio. Abbiamo elaborato il lutto . Ci siamo convinti
che il nostro ruolo è dentro il Parlamento, nella società e nel
territorio, e lo svolgeremo con grande rispetto degli elettori e
rispondendo ad essi e ad essi soltanto.
E, comunque, abbiamo cercato, nel confronto di questa sera, un
momento di chiarezza.
Abbiamo chiesto un rinvio del dibattito per approfondire la
relazione del Presidente, per capire se dentro quella relazione ci
fossero gli elementi per cogliere il perché di questa crisi di
governo.
Abbiamo letto la relazione ma il motivo ancora ci sfugge. Dentro
la relazione non troviamo elementi chiarificatori, troviamo ancora
confusione, mistificazioni, elementi che non sono conducenti e che
non ci fanno capire il perché quanto è successo sia avvenuto.
La relazione si avventura nell'analisi della crisi. La grave crisi
economica, la crisi finanziaria, il problema delle due grandi
vigilie: il federalismo fiscale e la cessazione dei fondi
comunitari.
Sembra che di fronte a questo contesto di difficoltà, la soluzione
che il Presidente Lombardo abbia proposto è quella della crisi di
governo, come se questo nuovo Governo potesse far fronte a quel
contesto nazionale ed internazionale di crisi economico-finanziaria
e complessiva in maniera forte, definitiva, esaustiva e
determinante. Traguardo ambizioso, ma sicuramente non nelle
possibilità di questo Governo. Mera divagazione, mero tentativo di
spostare la conoscenza reale del problema, ma anche la ricerca di
un vero e proprio casus belli che dentro la relazione ognuno cerca,
che appare sicuramente fittizio, ma in quanto tale, costruito anche
male.
Il Presidente, nella sua relazione, afferma che per prevenire ed
intercettare un'ipotetica resa dei conti post-elettorale, si è
intervenuti con questa crisi di governo. Cioè, la crisi di governo
dovrebbe far fronte a problematiche politiche, doveva risolvere il
conflitto tra MPA e PDL e doveva mettere in moto un meccanismo
preventivo di fronte a quel fallimento elettorale che c'è stato, e
quindi mettere al riparo il Presidente da una normalizzazione che
il PDL avrebbe chiesto dopo le elezioni europee. Ma anche questo mi
pare un motivo inconsistente e non significativo, alienante, non
conducente.
Ma qual è questa vera causa? Lo chiediamo al Presidente, la
politica si interroga, l'uomo della strada si interroga e molto
spesso risponde, come sa fare l'uomo della strada, che forse molto
spesso è più capace dei politici nel cogliere la realtà: e dà la
sua spiegazione che rimettiamo anche al Presidente, perché possa
rispondere all'uomo della strada e dire se ciò che pensa su questa
crisi politica sia vero o meno, se è un elemento che viene colto
in maniera sbagliata dall'uomo della strada il quale è convinto che
questa crisi politica nasca per accrescere il potere personale del
Presidente Lombardo, per accrescere il potere del Movimento per
l'Autonomia, con una furia di sostituzione di uomini
Ma potremmo chiedere all'uomo della strada, quali siano le sue
valutazioni di merito, perché pensa tutto questo. Se si analizza la
riforma della burocrazia, si nota che è stato un mero cambiamento
di vertici, ma con un notevole aggravio di spesa. Sono stati
nominati nuovi direttori Quelli che c'erano sono stati messi
all'angolo e pagati profumatamente: se questa è razionalizzazione
e contenimento della spesa, non so cosa siano il contenimento e la
razionalizzazione della spesa
Questo non lo capiamo, non riusciamo a capirlo.
Stessa cosa è accaduta con la gestione dei sottogoverni , con
questa voglia di mettere i propri uomini, di un'occupazione
militare dei posti, una sostituzione a qualsiasi costo: ma anche
questo non viene capito dall'uomo della strada. Alla fine, dirà
che questa crisi di governo ha solo questa finalità, non ha grandi
realizzazioni, non ha grandi conflitti programmatici.
Chi rema contro e chi no? Ma, poi, remare contro cosa? Forse
contro chi, non contro cosa. Perché non ho visto un conflitto di
programmi nel Governo preesistente e, alla fine, si è delineato un
conflitto di potere ed il Presidente ha esercitato questo in un
modo che, sicuramente, per le soluzioni che ha trovato, non giova
alla Sicilia che avrebbe invero bisogno di un momento di coesione
forte della coalizione che lo ha eletto, che avrebbe bisogno di un
momento di politica vera che metta al centro gli interessi dei
siciliani e non gli interessi di partito o quelli personali.
E' per questo che ci interroghiamo, anche per capire quale
dovrebbe essere il ruolo di un Presidente in una coalizione. Questo
lo chiederei anche all'onorevole Leanza Nicola che è stato in altri
governi. Altri hanno sperimentato la presenza in altri governi dove
possibilmente la mediazione, il confronto, le sintesi politiche non
sono il frutto del teatrino della politica, ma sono quella capacità
di essere interprete dei bisogni, delle istanze della gente,
tradotte, appunto, in una sintesi di programma, in una scelta
convinta, determinata, dove tutti remano nella stessa direzione, in
presenza di un programma e di un confronto, dove anche i segretari
di partito sono coinvolti. E questo non è tempo perso
Abbiamo bisogno di un'adeguatezza rispetto al ruolo di capo della
coalizione che, forse, è venuto meno. E' venuto, invece, il
momento che il Presidente si interroghi su questo, che capisca che
la coalizione è un valore, un valore come il programma, un valore
come i siciliani e la Sicilia.
La coalizione va rispettata, nel confronto e nella sintesi. Queste
forme di uomini soli al comando , un misantropismo politico che
poi viene per negare la politica nel suo più alto senso, che è
quello di mediazione e di sintesi, questo non giova a nessuno.
Chiediamo, pertanto, al Presidente Lombardo di fare un'inversione
di tendenza, tornando a riflettere sul suo ruolo e sulla capacità
che la politica deve mettere in campo, che si chiama
responsabilità, che si chiama anche umiltà, rinunciando
possibilmente a posizioni di potere del suo partito per tenere
insieme un progetto. Perché c'è stato un progetto politico che ha
portato al Governo Lombardo, un progetto condiviso anche dall'UDC,
un progetto condiviso dal PDL, un progetto condiviso dall'MPA. Non
vorrei che ci lasciassimo tutti prendere dalla voglia di
accaparrare posizioni, dalla voglia della roba , la novella della
roba , la ricordate? Come UDC, non ci appartiene, abbiamo
rinunciato alle posizioni, non ci sono condizioni, siamo qui per
lavorare, un'opposizione che vuole essere costruttiva, seria, ma
anche vigile e attenta.
Ci aspettiamo dal Governo un programma forte ma ci aspettiamo
soprattutto, da questo stesso Governo, il chiarimento sul ruolo del
Presidente dentro la coalizione, perché sono convinto - e non
voglio essere facile profeta - che quanto è successo oggi si
ripeterà, si perderanno altri pezzi di maggioranza, ci saranno
ricuciture, scuciture, pezzi che partono, pezzi che vengono,
partiti che si dividono, partiti che entrano in conflitto. E non
credo che questo teatrino servirà alla Sicilia e ai siciliani. Ma,
se ripartiamo dal ruolo del Presidente, dalla sua capacità di
rianalizzare il suo ruolo e la volontà di mettere insieme un
progetto condiviso che serva ai siciliani, forse, da lì, anche
l'UDC potrà ripartire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli altri
iscritti a parlare, il Presidente della Regione ha manifestato
l'intenzione, anche perché impegnato, di poter intervenire per la
sua risposta, ovviamente, se i colleghi iscritti a parlare
intendano rinunciarvi. Ricordo, a tal proposito, che sono iscritti
a parlare gli onorevoli: Caputo, Arena, Musotto, D'Agostino,
Limoli, Mancuso, Ardizzone, Falcone. Onorevole D'Agostino rinuncia
al suo intervento?
D'AGOSTINO. Se rinunciano gli altri colleghi, rinuncio anch'io.
PRESIDENTE. Rinunciano tutti i colleghi iscritti a parlare?
Onorevole Mancuso lei rinuncia a parlare?
MANCUSO. Lei perché mi fa questa domanda?
PRESIDENTE. Lo chiedo perché lei è invitato a fornire una risposta
in quanto l'onorevole D'Agostino ha detto che potrebbe rinunciare
se tutti i colleghi facessero altrettanto
MANCUSO. Signor Presidente, lo valuti lei con l'onorevole
D'Agostino...
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se devo discutere con l'onorevole
D'Agostino, vuol dire che lei rinuncia a parlare. Onorevole Falcone
lei rinuncia? Onorevole Caputo? Non vedo in Aula l'onorevole
Ardizzone. Onorevole Limoli, rinuncia?
LIMOLI. Signor Presidente, non intendo rinunciare ad intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, lei rinuncia ad intervenire?
MUSOTTO. Sì, rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula si regge su un Regolamento
che bisogna rispettare. Ci sono degli iscritti a parlare, se questi
vi rinunciano, di fronte alla richiesta del Presidente Lombardo,
posso dare la parola al Presidente per la replica. Se c'è qualche
onorevole che non vi rinuncia, non posso impedire che svolga
l'intervento.
CRACOLICI. Non la conoscevo così democratico
PRESIDENTE. Sono sempre stato democratico Onorevole Limoli, tocca
a lei intervenire, gli altri colleghi vi hanno rinunciato.
LIMOLI. Quando posso svolgere il mio intervento?
ARENA. Signor Presidente, rinuncio se rinunciano tutti gli
iscritti a parlare.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il discorso è semplice. Ci sono ancora iscritti a
parlare, non so quanti altri colleghi sono iscritti a intervenire.
Ovviamente, mi riservo di concludere, replicando per ultimo. Molti
colleghi sono andati via, altri hanno chiesto di concludere nel
tempo più breve possibile, perché devono andar via e non vogliono
essere irriguardosi con tutti noi, non assicurando, appunto, la
loro presenza. Per cui chiedevo, se si rinunzia a prendere la
parola, di potere intervenire per la replica.
Se si vuole continuare con gli interventi completeremmo il ciclo
a mezzanotte. Ritengo che, al di là dei toni, più o meno accalorati
o accomodanti, i contenuti che fino ad ora sono stati espressi
possono - può essere che mi sbaglio - rappresentare le posizioni
più o meno di tutti i colleghi, compresi coloro che ancora devono
intervenire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a manifestare la
disponibilità a rinunciare ad intervenire. Onorevole Arena,
rinuncia?
ARENA. Sì, rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, lei rinuncia?
MUSOTTO. Sì, rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, lei rinuncia?
LIMOLI. No Intendo intervenire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Limoli.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che sono
totalmente d'accordo con l'intervento del Presidente del mio Gruppo
parlamentare, onorevole Leontini. Anticipo che parteciperò a tutte
le Commissioni di cui faccio parte e a tutte le sedute d'Aula per
dare un contributo e sostenere il Governo dell'onorevole
Presidente della Regione, perché prendo atto della volontà, della
decisione assunta dal Presidente Berlusconi, al fine di porre
termine ad una crisi che, credo, sia difficile da comprendere.
Capisco solamente che il Presidente Berlusconi, dall'alto della
sua grande pietas, sarà stato mosso a un tale atteggiamento e,
quindi, ha detto che bisognava finire e porre un punto a una
vicenda che sicuramente ha innervosito tanto i siciliani.
Nell'intervento che ho ascoltato ieri, Presidente Formica, svolto
dall'onorevole Presidente della Regione, cercavo disperatamente di
notare, di trovare o di sentire qualche traccia di modestia, di
umiltà nelle cose che si dicevano. Purtroppo, non ho potuto avere
questo grande piacere o privilegio. E, allora, probabilmente,
pensando di essere stato poco attento, quando mi hanno dato il
resoconto, l'ho letto con calma, lentamente, perché non ho una
grande preparazione culturale, provengo da un paese lontano, il
paese di Ramacca, dove non siamo molto adusi a sentire o a leggere
pensieri di grande profilo o di grande livello
Devo dire che, nonostante la lettura, ripetuta diverse volte
stamattina, una traccia di umiltà non l'ho trovata Ho ritrovato il
pensiero di una persona che ha parlato come fosse il vincitore o il
trionfatore non si sa di che cosa.
Ora, riflettevo pensando anche a tante frasi, a tanti turpiloqui a
cui abbiamo assistito durante la campagna elettorale; tanti termini
sono stati usati, ad esempio, ascari , quindi, sono stato
costretto - caro Presidente Cracolici, lei sa che non sono molto
preparato - a ricorrere al vocabolario.
Poi si sono utilizzati altri termini ed io sono andato a leggere
per capire cosa significhino, caro Presidente Maira. E mi ponevo
un'altra domanda. Poi ho anche letto (premetto sempre che questa è
una mia posizione personale, perché faccio parte del PDL e voterò
anche turandomi il naso, al fine di aiutare il Governo,
soprattutto il Presidente della Regione, ad andare avanti), che il
Presidente Berlusconi mi ha fatto sapere, non personalmente, che
dobbiamo, appunto, appoggiare questo Governo, di cui ancora non
conosco né i nomi né le deleghe. Ieri pensavo che ci sarebbe stata
una rappresentazione un po' diversa, almeno ero abituato in questo
modo ai tempi della politica della cosiddetta prima Repubblica .
Purtroppo, oggi prendo atto che è una cosa diversa. Ed ho letto
anche che finalmente ha vinto, è passata la linea del PDL che
conta .
Premetto che nella mia vita non ho mai contato nulla, non
rappresento niente. Mi fa piacere, però, Presidente Cracolici, dire
con tanto orgoglio che appartengo al PDL che ha vinto, quello che
vince, non quello che conta. Io, nella mia visione, appartengo a
quella categoria di persone, il bracciantato agricolo, che ogni
mattina si alza presto, alle 4.30, alle 5.00, che ha i calli alle
mani.
Queste persone non sono abituate a simili interpretazioni. Siamo
cresciuti sapendo che quando c'è una battaglia, come quella
elettorale, c'è chi vince e chi perde
Invece, qui, prendo atto che cu perdi vinci e cu vinci perdi .
Questa cosa mi ha un po' scombussolato, perché non ho capito molto
bene questa vicenda. Cerco di seguire sempre quello che pensa la
gente, l'elettorato, i siciliani.
Quante volte, onorevole Cracolici, nell'interesse supremo dei
siciliani, mi immolo. A me piace seguire quello che pensa la povera
gente e la povera gente è andata a votare e si è espressa su alcune
proposte, le proposte premiate con tanta abbondanza; coloro che
hanno votato in quel modo, ora si chiedono: ma perché abbiamo
votato? . Qual è la motivazione o la ratio di un voto?
E un'altra cosa mi ha colpito. L'onorevole Lino Leanza diceva:
l'onorevole Cracolici mi piace . Le chiedo perdono se ho questa
cadenza, perché lei è abituato a sentire un idioma toscaneggiante,
onorevole Maira. L'onorevole Leanza ha detto: il signor Presidente
della Regione non ha tradito i siciliani .
Vorrei chiedere al Capogruppo e al segretario regionale del PDL
quali sono i parametri attraverso i quali si riesce a fare un
distinguo fra ciò che è tradimento e ciò che non lo è; non lo
capisco.
Mi hanno abituato sempre così, ma forse i miei maestri erano tutti
ignoranti come me, probabilmente, mi hanno insegnato che quando ci
si presenta all'elettorato, cosa che è avvenuta l'anno scorso, lo
si fa con una progettualità, con un programma elettorale che viene
sottoposto al consenso o al dissenso del popolo siciliano,
vestendo anche questo stesso programma.
E, allora, ci sono stati tanti incontri, tanti confronti; alla
fine abbiamo scelto di candidare come Presidente della Regione
l'attuale Presidente Lombardo, a capo di una coalizione formata dal
PDL, UDC e MPA.
Credo che questo patto sia stato sottoscritto con gli elettori.
Smontare questa coalizione in maniera unilaterale, ai miei occhi,
rappresenta un tradimento nei confronti dei siciliani.
Apprendo in quest'Aula, stasera, durante questo dibattito, che non
è così Poi chiederò all'onorevole Leanza, in separata sede, di
farmi un corso anche accelerato per capire qual è il concetto di
tradimento che lui ha. Credo che questo sia un tradimento che
personalmente non condivido; non sono d'accordo e, probabilmente,
non essendo d'accordo, sono uno di quelli che rientra nella frase
tu remi contro .
Non so nuotare, quindi, non sono mai andato a mare, non prendo il
sole. Non ho capito cosa significhi remare contro Contro chi e
contro che cosa?
Da dove proviene la rappresentazione dei buoni e dei cattivi? Non
capisco qual è la linea di demarcazione tra i buoni e i cattivi e,
allora, mi sono sforzato di capire. Probabilmente, la linea di
demarcazione è data dalla condivisione o meno del pensiero di una
sola persona e questo non mi pare che possa essere accettato,
perché allora, in quel caso, il bene assoluto è rappresentato da
un'unica persona: o tu ti adegui e diventi zerbino e scendiletto, e
quindi sei nato schiavo con la tendenza a morire servo, oppure
diventi un'altra cosa
Questo concetto del remare contro non l'ho mai capito, né dagli
interventi che ci sono stati sono riuscito ad individuare qual è il
percorso mentale alla fine del quale si è sempre parlato. Io cambio
maggioranza, coalizione, per il bene supremo della Sicilia, perché
c'era chi remava contro
Chi erano costoro? Nonostante tante richieste, non viene fuori chi
sono queste persone.
A me farebbe tanto piacere che il Presidente della Regione dicesse
chi sono questi personaggi. E' giusto che il popolo siciliano
sappia chi ha lavorato per dodici mesi contro gli interessi dei
siciliani.
Si parla tanto di clientela. Oggi c'era un comunicato stampa in
cui veniva reso noto dalla Presidenza della Regione che, a
settembre, ci saranno i nuovi manager della sanità di cui non si
saprà né la paternità né la maternità né il cognome né il nome
Non so a quale pianeta appartengano queste persone ma penso che,
alla fine, dovrà pur farcele conoscere Saranno delle persone senza
sesso, saranno senza occhi, senza capelli. Questo è un miracolo
Troveremo, probabilmente, diciassette manager che nessuno conosce
e, quindi, vedremo, quello che sapranno fare.
Fra l'altro, vado ad ancorarmi a dei precedenti. Ho presentato tre
interrogazioni - ancora questo piacere di una risposta non l'ho
potuto avere, ma mi rendo conto che sono un parlamentare che non
rappresenta nulla in quest'Aula, quindi, si può fare a meno di
rispondere al deputato Limoli - ed ho chiesto se sulla nomina dei
direttori regionali - e vado ad ancorarmi al comunicato di oggi -
risulta esser vero che, fra i tanti direttori regionali, confermati
e neo-nominati, ci siano anche segretari provinciali dell'MPA,
nello specifico il segretario provinciale di Caltanissetta e il
segretario provinciale dell'MPA di Palermo.
Spero che questi nuovi diciassette manager non abbiano gli stessi
requisiti, perché altrimenti tutti coloro i quali hanno l'interesse
ad essere nominati o ad entrare in Giunta, occorre che facciano
questa bella corsa verso l'MPA, perché là si respira aria di
democrazia. Guai a parlare di clientela Ma fosse stato lasciato
libero uno strapuntino sono state occupate tutte le poltrone,
tutte le sedie, tutti i seggioloni e tutti i seggiolini, a tal
punto che, signor Presidente, è scoppiata una rivoluzione, perché
si sono preoccupati i vescovi
Siccome ci sono delle sedi parrocchiali vacanti, con questo
furore occupazionale , i vescovi hanno scritto al Papa, a Sua
Santità, per chiedere se fossero a rischio anche le sedi
parrocchiali vuote, perché qui, con questi commissariamenti che ci
sono di mattina, a mezzogiorno e di sera, si corre il rischio di
vedersi occupate e commissariate anche le sedi parrocchiali
Il Papa ha rassicurato che la nomina dei parroci è di competenza
vescovile E così si sono rasserenati tutti quanti
Concludo, signor Presidente. Cose da dire ce ne sono ancora tante
- sulla sanità per esempio - ma ci saranno altrettante occasioni.
Qualcuno gira l'Italia, pavoneggiandosi di questa sanità,
dimenticando il percorso che c'è stato.
Ha fatto bene l'onorevole Maira a ribadirlo e a ricordare qualcosa
con più puntualità. Il Presidente Leontini ha fatto bene a
ricordare queste cose: i meriti del Parlamento. Quando poi, invece,
si esce fuori, si parla di meriti esclusivi, individuali, come sul
tema del grande risparmio che c'è stato.
Ieri mi sembrava che la Corte dei conti avesse detto chissà che
cosa e oggi leggo, nella rassegna stampa, tutto il contrario di ciò
che era stato detto. Il risparmio di cui si parla è relativo al
periodo giugno-dicembre 2008. Non mi pare che tra giugno e dicembre
2008, l'attuale Assessore alla sanità abbia potuto fare chissà che
cosa
Sono contento di ciò che ho detto e ringrazio la Presidenza
dell'onorevole Formica per avermi dato questa possibilità.
L'ultima volta che sono intervenuto, infatti, per poter parlare,
ci fu quanto è successo Dico che appartengo al PDL, lavorerò per
l'unità forte del PDL, per dare voce a Berlusconi, perché
Berlusconi, con la sua pietas, ci ha fatto sapere che è un uomo
buono, un uomo generoso.
Allora, che volete fare? Per il bene del mio partito, per il bene
della Sicilia, pur turandomi il naso, sosterrò a spada tratta il
Governo dell'attuale Presidente della Regione siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo non
perché debba dire le stesse cose che hanno sostenuto gli altri
colleghi, perché sarebbe superfluo e poi perché sono invogliato dal
modo di fare dei deputati del Movimento per l'Autonomia che parlano
qualora intendano farlo quelli che erano iscritti a intervenire
Non mi pare un modo corretto di rappresentare ciò che il
Parlamento ed i deputati debbano fare. Rinunciano a parlare, seppur
iscritti, sol perché non parlano gli altri, perché eventualmente
vorrebbero intervenire sulle cose che dicono gli altri
Penso che, invece, ognuno abbia il proprio modo di vedere, il
proprio modo di esprimere le cose e, per quanto ci riguarda o forse
per quanto mi riguarda, questo è l'unico momento in cui un deputato
possa esprimere la propria idea rispetto ad un fatto importate. Ubi
maior minor cessat
Rispetto al 25 maggio scorso, la scelta del Presidente Lombardo di
azzerare la Giunta e la scelta di parlare di questa situazione,
quindi, della crisi politica, di interloquire solo con Berlusconi,
ha avuto ragione nell'idea politica.
Nessuno di noi riteneva che dovesse essere così
Ognuno di noi aveva delle regole, riteneva che ci fosse un
coordinamento regionale; c'erano i coordinatori nazionali che sono
intervenuti sulla vicenda e nessuno di noi pensava che il
Presidente Berlusconi scavalcasse quelli che sono gli organi
costituiti del nostro partito e desse ragione, come ha fatto, a
Lombardo. Quindi, ubi maior minor cessat
Questo è un Governo che Berlusconi ha fatto e che tutto il Popolo
delle Libertà deve sostenere, sol perché lo ha detto Berlusconi e
nessun altro Io sono un deputato di quel partito e a questa
notizia di stampa mi attengo.
Questa sera, però, ho sentito da autorevoli esponenti della
politica regionale, che hanno anche molta esperienza in questo
campo, come il capogruppo dell'UDC, onorevole Maira, tirare fuori
il libro Cuore .
In politica, tirare fuori il libro Cuore , vale poco, forse non
vale nulla.
La politica, infatti, lo diceva un ministro che non ho mai
apprezzato, si chiama Rino Formica - gli hanno dato l'appellativo
del ragioniere di Bari proprio per sminuirlo, ma era uno che la
politica la sapeva fare - onorevole Maira, non devo dirglielo io
che sono un neofita ed anche non molto avvezzo a determinate
azioni, ebbene diceva che è merda e sangue . Diceva questo
Lo apprezzava anche Craxi per questa sua azione. E lei non può in
questo Parlamento tirare fuori il libro Cuore . Per fare piangere
chi? Qui non ci sono più lacrime
Qui c'è stata un'azione - non so se sia stata monocratica - voluta
dal Presidente della Regione; in modo extraparlamentare, si è
voluto dare uno scossone ad alcuni argomenti importantissimi, che
non ho sentito da parte di nessuno, né nella relazione del
Presidente né nell'intervento che hanno fatto i colleghi prima di
me.
La Sicilia ha un obiettivo unico, che dovrebbe essere di tutti i
parlamentari, di tutti i partiti: quello di combattere la mafia.
E' l'argomento unico di cui dobbiamo parlare. Se è vero, come è
vero, infatti, che la mafia ancora c'è, che la mafia insiste - come
detto ieri in una conferenza pubblica, dove ci siamo trovati con il
neoassessore Armao, organizzata da Legambiente - e che gli ATO sono
pervasi da interessi mafiosi, e non si dice neanche una parola, non
so di che cosa dobbiamo parlare
Ho invitato l'Assessore Armao, alla fine della conferenza, a
recarsi presso la Procura della Repubblica a denunciare
effettivamente quello che lui ha sostenuto in una conferenza,
ritengo anche importante, su una materia che, peraltro, da
Presidente di Commissione, ho spesso affrontato e sono stato più
volte rimbrottato dal Presidente della Regione nel perdere tempo e
di avere quasi - me l'ha scritto nei quotidiani tre, quattro volte
- la colpa di quello che succede in tutta la Sicilia e che questa
legge sui rifiuti è quella che dovrebbe risolvere l'emergenza.
Lo dico qui: non so se valga o meno, non so se i cittadini mi
ascoltino: spero che mi ascolti il Presidente.
Nella mia buona fede, faccio il mio lavoro di parlamentare - non
so se bene - con passione e posso essere di aiuto all'azione di
Governo. L'emergenza non c'entra nulla con la legge; l'emergenza è
un'altra cosa L'emergenza ha bisogno di un intervento altrettanto
urgente e il disegno di legge, approvato in Commissione, non può
far nulla per risolvere questo problema. Questo lo diciamo da un
anno e mezzo, non da due giorni.
Il lavoro che abbiamo svolto, lo abbiamo fatto con cognizione;
abbiamo ascoltato in audizione chi dovevamo ascoltare; abbiamo
cercato di dare il nostro apporto, ma anche quando il disegno di
legge era pronto tre, quattro, cinque mesi fa, è chiaro che esso
non avrebbe risolto il problema dell'emergenza che sta scoppiando
in tutta la Sicilia.
Allora, rispetto a questi problemi - mafia da un lato, rifiuti
dall'altro - una parola non è stata detta, anzi, c'è questo rinvio,
sempre in avanti, ad una legge che deve ancora venire.
Questo lanciare di dichiarazioni, come quella del remare contro,
sarà forse un modo di dire; nessuno si deve sentire come il
rematore contro E' un modo, nella politica, per mescolare le
carte.
E' chiaro che, forse, nel programma che il Presidente della
Regione aveva, qualcuno riteneva di far valere o di far prevalere
la sua posizione e - come ha detto bene il Capogruppo dell'MPA - è
nelle prerogative del Presidente della Regione quella di azzerare
tutto e fare un quadro politico che, appunto, sotto il profilo
amministrativo e governativo, non solo è legittimato a fare, ma è
sotto la responsabilità diretta di chi ha scelto questa strada,
cioè il Presidente della Regione.
Quello che mi preoccupa non è questo intervento, ciò che ha fatto
il Presidente, la Giunta che ha messo in campo: gente
rispettabilissima, che rappresenta non solo i partiti, la società
civile, l'impegno sociale, l'impegno amministrativo anche forte.
Ciò che mi preoccupa è un'altra cosa.
Mi riferisco, invece, alle dichiarazioni che questa sera sono
state rese in Aula, soprattutto da parte del segretario dell'MPA,
cioè che al di là della circostanza che sia stato fatto o no un
Governo di maggioranza, questo Parlamento, i parlamentari che non
sono al Governo, devono fare delle scelte unitarie.
Nella sostanza ha detto questo. Ha voluto snaturare un ruolo che è
tipico della politica di maggioranza che deve sostenere il Governo.
E' una scelta che ha fatto il segretario del Movimento per
l'Autonomia, una scelta che non guarda una maggioranza ben
definita, una scelta che guarda così come penso ha auspicato il
Capogruppo del Partito Democratico nel suo intervento, dove
consegnava al Presidente una situazione politica che non ha una
maggioranza. Ma chi gliel'ha detto? Chi gliel'ha detto che non ha
una maggioranza il Presidente della Regione?
Si vuole insinuare lui in un'eventuale maggioranza?
Ma se è legittimo farlo, è indecente dire in un Parlamento che non
c'è una maggioranza senza avere il sostegno sotto il profilo
politico di quanto detto. E' indecente
L'intervento politico è assolutamente nella persona e nel
pensiero, ma l'intervento politico di dire che non c'è una
maggioranza che sostiene questo Governo è indecente, detto da parte
del Partito Democratico.
Qual è il gioco che state facendo? Cosa cercate di fare? Siete
all'opposizione, all'opposizione dovete rimanere, perché Berlusconi
non vi farà passare mai; questo è un Governo di Berlusconi,
attenzione, di Berlusconi, e voi siete il Partito Democratico,
siete quelli che avete rovinato l'Italia per anni; non c'entrate
nulla e non ci sono le maggioranze parlamentari che possano
rivoltare o fare i ribaltoni
Voi non c'entrate Rassegnatevi a fare l'opposizione in maniera
seria e, ogni tanto, chiedeteci qualche favore. Ce n'è pure per voi
e non dovete avere problemi sotto questo profilo; ci siete anche
abituati
Allora, rispetto a tutto questo e rispetto a una politica che deve
rilanciare veramente la Sicilia, spero che la replica del
Presidente della Regione parta proprio da questi due argomenti:
quello della lotta alla mafia e quello dell'emergenza dei rifiuti,
togliendo le norme che devono sicuramente regolamentare la materia,
anche partendo dal Piano dei rifiuti.
Ritengo che questo Governo non solo sia alla prova di questo
Parlamento, ma certamente sia alla prova dei siciliani che ancora
credono in una Sicilia nuova, in una Sicilia diversa, in una
Sicilia fatta di persone che non credono solo alle parole che dice
in questi ultimi sei mesi il Presidente della Regione. Qualcuno
dell'UDC lo ha accusato - e concludo il mio intervento - di aver
praticato, come voi sapete meglio di me, l'azione clientelare nella
politica. Ma c'è sempre rimedio alle cose
Il Presidente della Regione, dice da sei mesi cose diverse: che
alle clientele non crede più, che non crede più all'assalto al
potere; che le scelte verranno fatte secondo una logica che è
quella delle persone che sanno fare, una logica delle persone che
hanno un curriculum, una logica delle persone che non appartengono
alla stessa famiglia o allo stesso partito. E noi a queste logiche
ci siamo, eccome se ci siamo
Noi, queste logiche della clientela, non solo le combatteremo, ma
le denunceremo. Ci affidiamo e crediamo alle nuove parole, al nuovo
corso che il Presidente Lombardo ha voluto dare e non pensate che
sia una sua idea - questo è un mio pensiero - ma questo è ciò che
gli ha detto Berlusconi e Berlusconi sa ciò che fa
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, onorevole D'Agostino, lei ha rinunziato a parlare.
Si accomodi.
D'AGOSTINO. Ribadisco di voler intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, non le do la parola, onorevole D'Agostino. Le
faccio il primo richiamo; non mi costringa a farla allontanare
dall'Aula.
Onorevole D'Agostino, lei era iscritto a parlare e vi ha
rinunciato, quindi, sia coerente, tenga fede alla rinuncia fatta.
Onorevole D'Agostino, la prego si metta a sedere e assistiamo alla
replica del Presidente della Regione. Assieme a lei, hanno
rinunciato tanti altri colleghi.
Ci sarà modo per intervenire.
D'AGOSTINO. Non c'è modo di rimediare a questa scortesia
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del
Presidente della Regione sulla situazione politica determinatasi a
seguito della nuova composizione della Giunta di Governo
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il Presidente della Regione
per la replica.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, domani si potrà verificare se c'era stata o meno una
rinunzia rispetto ad una proposta complessiva che avevo fatto e che
avrebbe potuto, forse, far risparmiare non solo tempo, ma anche
qualche proposta che ha arricchito il dibattito prima di questo mio
intervento conclusivo.
Ieri, non ho fatto un lungo discorso, ho visto scorrere i minuti
ed i secondi, ho visto che parecchi degli interventi sono durati
20, 25 minuti, forse per comprenderli tutti e per soddisfare le
tante domande che, invece, avete ritenuto inappagate, avrei dovuto
parlarvi per un'ora.
Mi sono limitato all'essenziale, anche perché la giornata di ieri
era molto significativa e, al di là del nostro dibattito e della
mia introduzione, si erano verificate tante altre cose altrettante
significative ed importanti: questa relazione di cui al giudizio di
parifica, ad esempio, della Corte dei Conti. E non dimentichiamolo,
perché credo che, al di là di quello che diciamo, sappiamo bene
che, piaccia o meno, ci sono state tante altre prese di posizione
sulla materia e sull'argomento, ad esempio una Commissione tecnica
a ciò deputata che ha espresso un suo giudizio su una riforma che
non è soltanto la legge, ma sono tanti altri atti attuativi o
esecutivi, molti dei quali dovranno vedere ancora la luce e che
riguardano la sanità.
Vedete, nella mia relazione di ieri, o intervento introduttivo,
così come credo nel dibattito di oggi per gli spunti che possiamo e
dobbiamo trarre - signor Presidente, mi spiace doverle rivolgere
sistematicamente le spalle ma siamo costretti dalla disposizione
degli scranni - ebbene, ho voluto sottrarmi al ritualismo e a
questa sorta di sequela di finzioni che talvolta, non sempre,
caratterizzano il nostro contributo al dibattito.
E' vero, abbiamo fatto alcune cose nel corso di questo anno. Ieri,
a proposito di difficoltà e di crisi del sistema regionale - io non
c'ero purtroppo -, abbiamo letto sui giornali di oggi la criticità
della sanità, superata quella della formazione - vi prego di
ricordare questo - e abbiamo altresì avuto notizia del problema, ad
esempio, del personale, del precariato ed in particolare di un
rapporto significativamente pesante tra dipendenti e dirigenti:
avete visto, infatti, un rapporto piuttosto che 1 a 50, se non
ricordo male 1 a 5,8
Credo che il Governo su questi fronti, in questi mesi, si sia
mosso ed abbia fatto tante cose. Sì, è vero, si sono fatte tante
leggi importanti, non lo nascondo, e ne rendo merito a chi ne è
stato protagonista.
Così come, onorevole colleghi, al di là di qualche insulto di
troppo - mi spiace, non perché venga da questo o da quell'altro
collega, ma che, a fronte di una volontà professata o proclamata di
dialogo, si usino termini o aggettivi che derivano dal sostantivo
dell'omertà o roba del genere - ebbene, ho fatto un'analisi che non
è riferita né all'ultimo anno, e lo ribadisco, né agli ultimi 8
anni e neppure 13 o 44.
Io dico che è stato un modello. Forse, abbiamo imboccato una
strada, rinunziando ad una capacità autonoma di progettare il
nostro sviluppo; per cui lo sviluppo è stato progettato da altri.
Io non so se, ad esempio, il primo tentativo autonomistico di
circa cinquanta anni fa, non fu una sorta di reazione
all'imposizione di un modello di sviluppo che si costruiva sulla
chimica pesante che, allora come oggi - all'epoca i posti di lavoro
erano molto di più -, lasciava sul territorio, in cambio di questi
posti di lavoro, una devastazione ambientale i cui effetti sono
difficilmente riparabili, morti e malattie in misura notevolissima
Ed un introito tributario che, al di là dell'Iva, dopo il
federalismo fiscale, oggi mi pare sia valutato attorno ad una
dozzina di miliardi di euro all'anno, che prendono la via di Roma
piuttosto che della Sicilia
Allora, se non vogliamo fingere tra noi e vogliamo essere onesti
nell'analisi, vedete, quando si fece quel tentativo, le maggioranze
e i partiti si divisero e questa divisione si è verificata, forse
meno aspra e meno conflittuale di allora - riconosciamolo con molta
franchezza -, anche nelle settimane e nei mesi scorsi.
Ed a proposito di elefantiasi' dell'apparato burocratico del
personale regionale, vorrete riconoscere che non ho mai parlato di
clientelismo. Chi ha letto la mia relazione di ieri - vi ho dato
un'occhiata e ci sono tante cose da correggere - si sarà accorto
che questo termine non è mai stato usato.
Ho detto che il sistema Regione si è adeguato e si è attrezzato: e
la Regione ha usato, impropriamente, se stessa e il suo organico,
come una sorta di surrogato dell'ammortizzatore sociale, però non
si è fatta mancare quel di più che serviva per tenere coeso il
sistema. Tutto basato sulla logica e sulla pratica.
I trasferimenti da parte dello Stato, alla vigilia di un
federalismo fiscale che non ci consentirà sconti e in piena
recessione economica, non possono non registrare una fortissima
correzione di rotta. Questa correzione di rotta, sul sistema
sanitario con una legge, è vero, l'abbiamo fatta insieme in
quest'Aula, nessuno lo ha mai nascosto: poi, ci sono stati dei
provvedimenti, molti dei quali assunti nelle scorse settimane,
molti dei quali dovranno essere attuati, che ci hanno guadagnato
finalmente un giudizio positivo.
Non so di chi sia il merito, lo abbiamo sottoscritto nel luglio
del 2007, ho reso atto al Rettore dell'Università di Palermo che
allora era l'Assessore pro-tempore per la sanità. Fatto sta, che
quando mi sono insediato, ho dovuto impetrare il primo rinvio, uno
dei tanti che poi abbiamo ottenuto, senza i quali - c'è stata la
crisi, l'insediamento del nuovo Governo - noi saremmo stati
commissariati. Sarebbe stato forse più comodo fare diversamente?
Abbiamo ottenuto quel giudizio positivo di ieri e, in giro per
l'Italia o in Sicilia (le notizie volano e i giornali vengono
letti), non c'è dubbio che, pur tra mille asprezze, se volete
incomprensioni, consensi che si guadagnano o si perdono, queste
nostre scelte ci hanno guadagnato molta credibilità.
Ma siamo stati, onestamente, sinceramente uniti su queste scelte?
Ricordate la legge sulla riforma sanitaria? E poi i dirigenti che
sono sproporzionatamente più numerosi dei dipendenti? E poi i
richiami e i rilievi, per esempio, in materia di formazione
professionale? Forse avete dimenticato: è come se io, a proposito
di divisioni, o meglio di grande armonia, nell'azzerare la Giunta,
di punto in bianco, avessi voluto rompere per capriccio o per non
so quali calcoli elettorali o di potere, non so quale armonia e
quale idillio
Ricordate all'indomani della riforma sanitaria i manifesti segnati
a lutto? Forse non sapete, perché da queste parti non si capta, non
si percepisce - qualche trasmissione che, sera per sera,
martellando i telespettatori, è stata piena di insulti e di
aggressioni nei confronti soprattutto del Presidente della Regione
- ebbene, queste cose hanno segnato una divisione profonda non tra
noi e la classica opposizione.
E per quanto riguarda la formazione professionale?
Dobbiamo presto darci una riforma legislativa, di competenza di
quest'Assemblea, ed intanto un piano lo abbiamo bloccato e sarebbe
costato di più rispetto alla previsione di bilancio Erano molti
gli enti, ne abbiamo riabilitati tanti con il consolidato, non so,
ma abbiamo contenuto per quanto possibile la spesa.
Il Presidente della Regione si è assunto quella responsabilità, è
stato coercitivo, se volete, comunque ha ottenuto questo risultato
che mi veniva invocato dai sindacati, piuttosto che da questa
esigenza finanziaria, e non soltanto finanziaria, nel settore della
formazione. Però, sono stato io oggetto di una serie di attacchi,
sempre all'interno dello stesso Governo in questo caso, oltre che
della maggioranza.
Ricorderete anche che, a proposito di dirigenti, siamo stati noi,
come Governo, contraddicendo noi stessi, a dover presentare un
emendamento per la soppressione di altre centinaia di postazioni
dirigenziali - non ricordo in quale settore dell'Amministrazione
regionale, mi pare dei beni culturali -, ma responsabilmente
l'Assemblea ha cancellato quella possibilità di incremento.
Possiamo dirci che tutto andava bene, soprattutto non ricordo se
il 25 maggio o da qualche giorno prima, se non addirittura da
qualche settimana addietro, quando si martellava questo Governo sul
fatto che il giudizio universale dato dalle elezioni europee
avrebbe massimamente costretto alle corde il Governo e, quindi,
guai a non tenere conto di questo giudizio degli elettori?
Le alternative erano due: o si pensava che questo Presidente della
Regione, con le spalle al muro, si godesse i vantaggi, i privilegi,
le comodità di una Presidenza prestigiosa e, quindi, non potesse
più esercitare le proprie prerogative e quest'azione ampiamente
contrastata, anche all'interno della propria maggioranza di
risanamento o di riforme, o non c'era alternativa a questo
azzeramento
Chi ha vinto perde e chi perde vince, non sarà stato soltanto
merito mio, forse c'è anche il merito di qualcun altro E che
questa maggioranza si sia espressa in questo Governo e che questo
Governo resti nel perimetro della maggioranza, con un ampliamento
della rappresentanza, che non è civile, incivile, ma della
rappresentanza sociale, è fuori discussione, anche per scelta dei
nostri alleati. Non fingiamo di sconoscere come stanno le cose.
Quando ho fatto una scelta, rispetto alla quale i miei colleghi
sono stati informati, ho chiesto loro di dimettersi. Sarebbe stato
un po' complicato, ammesso che io avessi questa perversa volontà,
ossia non riconfermare chi fra di loro si fosse dimesso, così come
qualche partito che si sente escluso, fa riferimento alle ragioni
del cuore piuttosto che della mente: ma è stato informato prima
dell'azzeramento, è stato invitato a rientrare quando si è
ricomposto quel Gruppo di nove persone, è stato invitato a
dialogare, non attorno a un tavolo con chi ancora alla vigilia
della composizione della squadra chiedeva l'azzeramento, perché non
c'era alternativa
Da quel momento in poi, piuttosto che agire autonomamente, si è
preferito affidare delega ad altri e magari ci si è accorti - oltre
che dar delega - di esser finiti sedotti e più o meno abbandonati
Ecco perché abbiamo ricomposto questo Governo, nei termini in cui
lo abbiamo fatto, d'accordo con il Presidente del Consiglio.
Ma non deve destare meraviglia che il Presidente della Regione
abbia incontrato il Presidente del Consiglio, fondatore e
coordinatore, segretario, presidente del maggiore partito italiano.
Ciò - e mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione - è una riduzione
della nostra autonomia? Con chi avremmo dovuto parlare?
Personalmente, lo considero un momento di chiarimento importante
che ha composto o ricomposto, in gran parte, la nostra squadra. Chi
è rimasto fuori, è stato invitato a dialogare anche attraverso il
vertice massimo, quando i vertici regionali non volevano sentir
parlare del proprio partito.
Tra gli appunti della di lui segretaria, risulta una telefonata
del sottoscritto, esattamente di venerdì scorso, proprio per essere
precisi. Non segno le cose e non tengo il diario, ma è bene che
queste cose si sappiano, perché sicuramente questa è la verità.
Il dialogo, la collaborazione, l'avvenire, ieri l'ho detto con
molta chiarezza, si deve procedere lungo la strada delle riforme e
del risanamento, di una condizione che si legge nella relazione
della Corte dei Conti: che non si è creata negli ultimi sei, sette
mesi, risale forse a 60 anni fa, allorché non abbiamo intrapreso la
strada giusta.
Per questo, tra Governo e Assemblea, ci rapportiamo, ci intendiamo
fra di noi.
Sono pronto a rendervi conto, momento per momento, di ciò che
facciamo e ci raccordiamo con i siciliani, attorno e accanto gli
obiettivi che dobbiamo raggiungere. Avete detto tante cose, uomini
nostri piuttosto che altri Solo due persone sono state messe,
nelle ultime settimane, in posti di Governo o del sottogoverno.
In quanto al resto, è bene che si faccia una verifica di quanto è
successo in aziende di Governo o di sottogoverno. Solo oggi,
accanto all'assessorato dell'agricoltura, ci sono tante di quelle
sigle di cui non conoscevo l'esistenza. Ve le leggo: Coreras,
Corfilac, Corfilcarni, Coriba, Codires, Corissia, Ites, Bes,
Consorzi agrari e quant'altro.
Per ognuno di questi enti, ci sono un 8, 10, 12, 15 componenti e
revisori che magari percepiranno piccole indennità, ma ve ne sono
di spropositate - che, forse, non conoscete e di cui sono pronto a
rendervi conto - che è bene vengano ricondotte a razionalizzazione,
a riorganizzazione, a casa, dove voi volete. In un contesto nel
quale dobbiamo essere franchi e leali tra di noi, a che serve dar
la caccia, se siamo in una maggioranza?
Questo semmai è il sintomo di come c'era il conflitto, piuttosto
che la collaborazione reciprocamente ai nostri uomini , come se
dovessi portare dalle mie parti l'assessore Bufardeci o l'assessore
Cimino o sottrarmi della collaborazione dell'assessore Di Mauro,
perché sono agrigentini entrambi e ciò diventerebbe difficile.
Abbiamo degli obiettivi dinanzi e le solidarietà. A tutto si
ripara, vi posso assicurare, e le solidarietà si costruiscono
attorno agli obiettivi comuni.
Raccolgo l'invito al dialogo, alla collaborazione e alla
costruzione dei percorsi politici, amministrativi e legislativi che
mi proviene dai Capigruppo che mi hanno preceduto.
Per quanto riguarda la sanità, c'è da attuare questo Piano di
rientro. Lo si può fare in solidarietà o facendo volantinaggio nei
comuni i cui ospedali non sono chiusi, non licenziati gli
infermieri o i primari o i medici
Piuttosto che diffondere volantini contro questo Governo che ha
fama di far morire la gente, solidalmente si spieghi che, semmai,
quell'ospedale si rifunzionalizza e che si investe un po' di più
sul territorio piuttosto che sulla degenza.
Non le assunzioni e nessuna omertà, onorevoli colleghi
Mi è stato detto qualcosa: per carità, parleremo a questa
Assemblea ed al popolo siciliano, qualora si eludesse questa norma,
così come dobbiamo fare i conti sulle entrate e sulle uscite, sulle
entrate finte e sulle uscite vere, perché questo ci porta al crac,
al disavanzo.
Seppure riuscissimo a tamponare le falle per sei mesi, un anno, al
massimo quattro, perché poi finiscono anche i fondi strutturali,
chi verrà dopo di noi, giovani di belle speranze, si troverebbe a
governare, ammesso che si arrivi al bilancio dell'anno prossimo,
una Regione che non so come si potrebbe governare
Poi ci sono le altre emergenze. L'ho detto con molta franchezza,
se c'è un'emergenza non possiamo metterci la foglia di fico .
Parliamo del settore delicatissimo dei rifiuti. Non sarebbe
servita una legge responsabilizzando direttamente i sindaci,
piuttosto che farli agire attraverso i Consigli d'amministrazione
laddove, anche in questo campo, la gran parte degli oneri in più
per i cittadini è dovuta forse, anche qui, ad una elefantiasi
degli organici e dei dipendenti? Laddove si sarebbe potuto
costituire un fondo per fronteggiare l'emergenza finanziaria di un
1 miliardo di euro di debiti? Laddove si sarebbe potuto, forse,
autorizzare l'allargamento di discariche che sono indispensabili,
visto che il sistema dei termovalorizzatori con le relative gare,
concessioni, Corte di giustizia, eccetera, si ritrova in un momento
di grandissima e drammatica difficoltà della quale ci siamo
comunque fatti carico?
Infatti, non ci siamo messi a dire che schifo, così non si può
andare avanti, vergogna , ma ci siamo voluti far carico dei
problemi, per risolverli e non per scaricarli sugli altri, e
questo non ha voluto dire alcuna condanna, anche se qualcuno l'ha
vissuta come tale, spaccando ogni partito e impedendo ogni
collaborazione per gli ultimi cinque, sette o venticinque anni nei
quali ci siamo ritrovati a collaborare.
Poi, il personale, il riordino, la riorganizzazione produttiva e
la pianta organica, la formazione: questi sono tutti impegni che ci
attendono. Siamo trentacinque, trentasei, siamo maggioranza, siamo
opposizione, mi auguro che siamo una stragrande maggioranza,
perché siamo i rappresentanti tutti del popolo siciliano e questa
solidarietà, questa sintonia, dinanzi a 5 milioni di persone, la
dimostreremo nei fatti, dotandoci di un sistema di riforme ed anche
di un risanamento, non soltanto della nostra finanza, che i
cittadini siciliani aspettano. Auguri a tutti noi e buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 2 luglio 2009,
alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 137 «Immediata riattivazione del servizio di emergenza
118 in alcuni comuni e frazioni della provincia di Messina».
RINALDI - PANARELLO -
ARDIZZONE
PICCIOLO - LACCOTO
III -Discussione del disegno di legge:
- «Norme in materia di aiuti alle imprese» (numero 119 Norme
stralciate I/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 22.25
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli