La seduta è aperta alle ore 11.18
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di età,
assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
medesima.
Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, comunicato
dal Presidente della Regione al domicilio dei deputati ai sensi
dell'articolo 3 dello Statuto della Regione, e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, parte prima, n. 51 del
30 novembre 2012:
I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
II - Prestazione del giuramento prescritto dall'art. 5 dello
Statuto.
III - Elezione del Presidente dell'Assemblea.
Il primo punto dell'ordine del giorno reca: Costituzione
dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli Gianina Ciancio e Federico
Salvatore Lombardo, quali deputati più giovani fra i presenti, a
prendere posto al banco della Presidenza per esercitare le
funzioni di Segretari dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
(I deputati Lombardo e Ciancio assumono la loro funzione al
banco della Presidenza)
Il Presidente provvisorio dichiara così costituito l'Ufficio
provvisorio di Presidenza.
Giuramento dei Deputati
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Prestazione del giuramento prescritto dall'articolo 5 dello
Statuto.
Do lettura della formula del giuramento, stabilita dall'articolo
6 delle Norme per l'attuazione dello Statuto della Regione
siciliana e disposizioni transitorie':
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana'.
Il Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad alta
voce le parole: «Lo giuro»; dopo di lui giurano i segretari,
onorevoli Ciancio e Lombardo; successivamente giurano, ciascuno dal
proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:
Alloro, Anselmo, Arancio, Assenza, Barbagallo, Cancelleri,
Caputo, Cascio Francesco, Ardizzone, Cascio Salvatore, Ciaccio,
Cimino, Cirone, Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta,
Currenti, D'Asero, Digiacomo, Di Giacinto, Di Mauro, Dina, Di
Pasquale, Falcone, Fazio, Federico, Ferrandelli, Ferreri,
Figuccia, Fiorenza, Firetto, Fontana, Formica, Forzese, Foti,
Germanà, Gianni, Grasso, Greco Marcello, Gucciardi, Laccoto,
Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto, Lupo,
Maggio, Malafarina, Mangiacavallo, Marziano, Micciché, Milazzo,
Musumeci, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese,
Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Savona, Scoma,
Siragusa, Sorbello, Sudano, Tamajo, Troisi, Turano, Venturino,
Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che l'onorevole D'Agostino
presterà il giuramento di rito nella seduta successiva.
Prima di procedere agli ulteriori adempimenti di rito, desidero
rivolgere un indirizzo di saluto ai colleghi deputati, al
Presidente della Regione ed ai componenti della Giunta regionale,
invitandoli a prendere posto negli appositi banchi riservati al
Governo della Regione.
(Il Presidente della Regione ed i componenti del Governo prendono
posto negli appositi banchi)
Invito il Presidente della Regione a dare comunicazione
all'Assemblea della composizione del Governo.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, presento
gli assessori regionali: dottoressa Patrizia VALENTI
all'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica; dottoressa
Linda VANCHERI all'Assessorato Attività produttive; dottore Luca
BIANCHI all'Assessorato Economia; architetto Esterina BONAFEDE
all'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro; dottor
Antonino BARTOLOTTA all'Assessorato Infrastrutture e mobilità;
Nelli SCILABRA all'Assessorato Istruzione e formazione
professionale; dottore Dario CARTABELLOTTA all'Assessorato Risorse
agricole e alimentari; dottoressa Lucia BORSELLINO all'Assessorato
Salute; signora Maria LO BELLO all'Assessorato Territorio e
Ambiente; signor Francesco BATTIATO all'Assessorato Turismo, sport
e spettacolo.
Preciso che non sono presenti il professore Antonino Zichichi
(Assessorato Beni culturali e identità siciliana), in quanto non si
è ancora insediato, e il dottor Nicolò Marino (Assessorato Energia
e servizi di pubblica utilità), in quanto in attesa della delibera
di nulla osta da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.
Saluto del Presidente provvisorio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, signor Presidente della Regione,
autorità presenti in Aula, è un onore per me dare a voi il
benvenuto in questa storica Sala ed aprire i lavori della XVI
legislatura.
Oggi inizia il suo percorso un nuovo ed ampiamente rinnovato
Parlamento, anche se antichissima è la sua storia.
Permettetemi di rivolgere la mia calorosa accoglienza specie a
chi, per la prima volta, e siete in molti, entra in
quest'Assemblea.
Oggi è un giorno speciale, quasi come il primo giorno di scuola.
Ognuno porta con sé le tensioni, le preoccupazioni e le tante
aspettative del Popolo siciliano.
Oggi è un giorno nuovo, carico di responsabilità per tutti.
Questa Assemblea, forse più di qualunque altra, ha il dovere di
cambiare radicalmente e di evolversi, pur avendo sempre cura di
conservare le tradizioni migliori, del reciproco rispetto, del
dialogo intelligente, dell'attenzione all'interesse superiore del
nostro popolo al disopra di qualunque divisione.
Dobbiamo lavorare con il massimo impegno affinché i cambiamenti
che i cittadini attendono, se pure scettici, si realizzino. Con
l'impegno e con i fatti dobbiamo contrastare l'indebolimento della
politica e colmare la distanza che la separa dai cittadini,
I partiti e i movimenti ritrovino forza e vigore, attraverso le
azioni di rinnovamento chieste dai siciliani, siano essi quindi
espressione sana di una ritrovata partecipazione alla vita
democratica e traducano le attese e le speranze in una proficua
produzione legislativa.
Oggi l'Assemblea siciliana non riesce ad adattarsi ai tempi nuovi,
viene vista come un corpo a sé, autoreferenziale, sordo alla voce
del popolo, quasi assente dalla vita dei cittadini.
Eppure il Parlamento è uno strumento serio ed insostituibile di
azione politica.
Mostriamo e comportiamoci da classe dirigente adatta ai tempi e
pronta ai cambiamenti.
Il Governo regionale, che ha mosso i primi passi da qualche
settimana, dichiara che farà non solo riforme, ma una vera
rivoluzione e adotta provvedimenti nel senso di un cambiamento che
si dichiara profondo e radicale.
Proclama che la trasparenza dell'azione amministrativa sarà senza
riserve, che la legalità sarà la bussola, che il privilegio farà
posto ai diritti, che i profittatori e i mercanti saranno scacciati
dal tempio, che la lotta alla mafia sarà senza quartiere per la
liberazione del nostro popolo e per essere degni di quanti hanno
pagato, eroi del nostro tempo con la loro vita.
Mi riferisco anche ai tanti servitori dello Stato caduti in terra
di Sicilia perché credevano che la Sicilia un giorno sarà diversa.
E se ognuno di noi fa qualcosa, come diceva il beato Don Puglisi,
c'è chi ha fatto e ha dato veramente tanto per la nostra terra, sia
il loro impegno e il loro amore il nostro esempio.
Abbiamo il dovere di crederci e di sostenere questo impegno
riformatore, rivendicando sempre, onorevoli colleghi, il nostro
ruolo di indirizzo e di controllo, fisicamente percepibile nello
stare, questa Presidenza, al di sopra del Governo, e nel
rappresentare, questa Assemblea, noi novanta deputati, non una
parte, non un partito, ma i cinque milioni di siciliani. Anche
quelli, e sono i più, che non hanno votato, che non hanno creduto,
che sono sfiduciati, che dobbiamo riconquistare alla politica e
alla democrazia.
Impegniamoci a fare buone leggi, poche ma buone, rammentando che
le migliori non per forza comportano spesa. Cominciamo con quelle
che promuovono la crescita e lo sviluppo, che producono benessere e
creano per i nostri figli occasioni di lavoro.
Esercitiamo l'iniziativa legislativa, disboschiamo delegificando
le enormità di norme, ai più sconosciute, che complicano la vita
alle famiglie e alle imprese e costituiscono l'alibi più pernicioso
per la lentezza della burocrazia.
Rendiamo trasparenti i nostri comportamenti di persone, rendiamo
conto, noi deputati, del nostro lavoro, della nostra vita di ogni
giorno che non è fatta di ozi, né di lussi, né di abusi, parliamo
con la gente cogliamone i bisogni più profondi e cerchiamo di
trovare risposte oneste, sincere e serie.
Contribuiamo, contribuisca soprattutto il Governo, ad impostare su
basi nuove il rapporto tra Stato e Regione. Si ridefinisca il ruolo
del Commissario dello Stato, garante di una vera pariteticità tra
Stato e Regione.
Se il nostro Paese e l'Europa hanno una crisi senza precedenti nel
Sud, in Sicilia la crisi e la recessione sono più gravi. La
disoccupazione e l'emigrazione raggiungono livelli mai visti. La
povertà e il bisogno mordono sempre più famiglie.
Si costituisca una unità di lavoro per la crisi e per la crescita,
ma si faccia intendere al Governo nazionale che non si possono
imporre da noi le stesse regole. Si allentino i vincoli del patto
di stabilità, si attenui il peso dei vari tributi, si compensi una
diversa fiscalità, si faccia comprendere che c'è un precariato
storico che ha diritto alla stabilizzazione.
Contribuiamo, contribuisca il Governo, a rafforzare i rapporti con
gli enti locali, con i sindaci e con gli amministratori locali che
ogni giorno si spendono nel confronto con i cittadini e si
comprenda che c'è un personale regionale che non può costituire il
capro espiatorio di tutti i guasti e di tutte le colpe. Non si
possono pretendere tagli, tagli e tagli o si finirà col tagliare la
vita delle persone e della Sicilia.
Recuperiamo con la determinazione e la serietà, con il sacrificio
e con l'impegno, la credibilità, che ci consenta di fare valere
l'autonomia conquistata dai nostri padri.
Da troppi anni l'autonomia è vilipesa, derisa ed oltraggiata. Da
più parti se ne chiede addirittura l'abolizione. Eppure essa è lo
strumento più prezioso del riscatto, della crescita e dello
sviluppo.
Siamone orgogliosi e, soprattutto, degni protagonisti.
Non avrei mai sognato che un giorno, seppure per poco e per causa
della mia età, avrei presieduto il più antico Parlamento, questa
nobile Assemblea.
Vi ringrazio per l'attenzione che avete prestato alle mie poche
parole.
Auguri a tutti noi. Auguri a Lei, Presidente della Regione e al
suo Governo. Auguri alla Sicilia e ai siciliani. Buon lavoro.
(Applausi)
Poiché l'onorevole D'Agostino è entrato in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
(L'onorevole D'Agostino, levatosi in piedi, pronuncia ad alta
voce le parole Lo giuro )
Costituzione della Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri
PRESIDENTE. A norma dell'articolo 2 bis del Regolamento interno
dell'Assemblea, convoco la Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri al fine di procedere alla
proclamazione:
- a norma dell'articolo 59 bis della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29 e successive modificazioni, in coordinamento con il
citato articolo 2 bis del Regolamento interno dell'Assemblea, dei
candidati che subentrino a quei deputati eletti anche nella
lista regionale;
- a norma dell'articolo 59 della medesima legge regionale in
coordinamento con lo stesso articolo 2 bis del Regolamento interno
citato, dei candidati che subentrino ai deputati optanti tra più
collegi circoscrizionali.
La Commissione provvisoria di verifica è costituita, ai sensi
dell'articolo 2 ter del Regolamento interno, dagli onorevoli membri
della Commissione per la verifica dei poteri della precedente
legislatura, onorevoli Cascio Francesco, D'Asero, Gucciardi,
Laccoto, Panarello e Vinciullo, e dai seguenti altri deputati,
sino a raggiungere il numero di nove, e precisamente dagli
onorevoli Di Mauro, Lentini e Zafarana.
Sospendo, quindi, la seduta, invitando la Commissione a
riunirsi.
(La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore
12.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Do lettura della lettera pervenutami da parte del Presidente della
Commissione provvisoria per la verifica dei poteri:
«Comunico che la Commissione provvisoria per la Verifica dei
Poteri, riunitasi in data odierna, ai sensi dell'articolo 2 bis e 2
ter del Regolamento interno dell'ARS, ha preso atto delle seguenti
opzioni dopo averne verificato la regolarità:
- dell'onorevole Firetto Calogero detto Lillo, eletto nel collegio
circoscrizionale di Agrigento (per la lista n. 10 avente la
denominazione Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai sensi
dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni;
- dell'onorevole Leanza Nicola detto Lino, eletto nel collegio
circoscrizionale di Catania (per la lista n. 14 avente la
denominazione Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai sensi
dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni;
- dell'onorevole Musumeci Sebastiano detto Nello Musumeci,
eletto nel collegio circoscrizionale di Catania (per la lista n. 10
avente la denominazione Nello Musumeci Presidente ) e nel collegio
regionale, la cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai
sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione e
della sezione IV del Regolamento interno dell'Assemblea, nonché
dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951 e s.m.i., ha
proceduto agli accertamenti necessari per assegnare i seggi resisi
vacanti, nei rispettivi collegi provinciali, ai primi dei non
eletti nelle rispettive liste.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:
- La Rocca Ruvolo Margherita detta Rita che, nella lista n. 10
avente la denominazione Unione dei democratici cristiani e dei
democratici di centro (U.D.C. Unione di centro) nel collegio
circoscrizionale di Agrigento - lista nella quale è stato eletto
l'on. Firetto, segue immediatamente con voti n. 3.207 l'unico degli
eletti, on. Firetto;
- Nicotra Raffaele Giuseppe detto Pippo che, nella lista n. 14
avente la denominazione Unione dei democratici cristiani e dei
democratici di centro (U.D.C. Unione di centro) nel collegio
circoscrizionale di Catania - lista nella quale è stato eletto
l'on. Leanza, segue immediatamente con voti n. 5.390 l'ultimo degli
eletti, on. Forzese;
- Ioppolo Giovanni detto Gino che, nella lista n. 10 avente la
denominazione Nello Musumeci Presidente nel collegio
circoscrizionale di Catania - lista nella quale è stato eletto
l'onorevole Musumeci, segue immediatamente con voti n. 3.561
l'unico degli eletti, onorevole Musumeci.
La stessa Commissione ha altresì preso atto, dopo averne
verificato la regolarità, della dichiarazione di opzione (pervenuta
il 22 novembre 2012 e protocollata al n. 9129/AULAPG-SGPG del 26
novembre 2012) per il collegio circoscrizionale di Caltanissetta:
- dell'onorevole Cancelleri Giovanni Carlo detto Giancarlo o
Cancellieri, eletto nei collegi provinciali di Caltanissetta,
Catania e Palermo.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione e
della sezione IV del Regolamento interno dell'Assemblea, nonché
dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951, ha proceduto
agli accertamenti necessari per assegnare i seggi resisi vacanti,
nei collegi di Catania e Palermo, ai primi dei non eletti nelle
rispettive liste.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:
- Cappello Francesco che, nella lista n. 8 avente la denominazione
Movimento cinque stelle nel collegio circoscrizionale di Catania
- lista nella quale è stato eletto l'on. Cancelleri, segue
immediatamente con voti n. 2.556 l'ultimo degli eletti, on.
Ciancio;
- Trizzino Giampiero che, nella lista n. 2 avente la denominazione
Movimento cinque stelle - beppegrillo.it nel collegio
circoscrizionale di Palermo - lista nella quale è stato eletto
l'onorevole Cancelleri, segue immediatamente con voti n. 1.901
l'ultimo degli eletti, onorevole Ciaccio.
Preciso, infine, che l'attribuzione dei seggi ai candidati
subentranti a seguito di tutte le opzioni di cui sopra è
subordinata, ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 bis del
Regolamento interno, alla convalida dei deputati optanti nei
rispettivi collegi di opzione».
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea
prende atto della comunicazione del Presidente della Commissione
provvisoria per la verifica dei poteri. E dunque, ai sensi
dell'articolo 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche ed
integrazioni, l'Assemblea prende atto della prevalenza
dell'elezione, nel collegio regionale, come da comunicazione della
Commissione provvisoria verifica poteri:
a) del candidato Firetto Calogero della lista regionale n. 5,
il quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
b) del candidato Leanza Nicola della lista regionale n. 5, il
quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
c) del candidato Musumeci Sebastiano della lista regionale n.
10, il quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 bis della
l.r. n. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS,
vista la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida
dei deputati optanti ex lege per il collegio regionale, proclamo
eletti deputati:
a) per il collegio di Agrigento il candidato La Rocca Ruvolo
della lista circoscrizionale n. 10 denominata UDC Unione di Centro;
b) per il collegio di Catania il candidato Nicotra della lista
circoscrizionale n. 14 denominata UDC Unione di Centro;
c) per il collegio di Catania il candidato Ioppolo della lista
circoscrizionale n. 10 denominata Nello Musumeci Presidente.
L'Assemblea prende altresì atto, ai sensi del combinato disposto
dell'art. 59 della l.r. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento
interno dell'ARS, dell'opzione, come da comunicazione della
Commissione provvisoria verifica poteri:
a1) per il collegio provinciale di Caltanissetta, del
candidato Cancelleri, eletto nei collegi di Caltanissetta,
Catania e Palermo, nella lista circoscrizionale denominata
Movimento cinque stelle - beppegrillo.it.
Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 della l.r.
n. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS, vista
la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida dei
deputati optanti per i collegi provinciali prescelti, proclamo
eletti deputati:
a1) per il collegio di Catania il candidato Cappello della lista
circoscrizionale n. 8 denominata Movimento cinque stelle;
b1) per il collegio di Palermo il candidato Trizzino della lista
circoscrizionale n. 2 denominata Movimento cinque stelle -
beppegrillo.it.
Avverto che da oggi decorrono i venti giorni per la presentazione
di eventuali proteste o reclami, ai sensi dell'art. 61, terzo
comma, della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni.
(Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
e Trizzino testé proclamati entrano in Aula, dirigendosi
verso il banco della Presidenza e fermandosi alle spalle del
Presidente provvisorio in attesa del proprio turno per
prestare il giuramento)
Giuramento dei deputati
PRESIDENTE. Poiché gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra,
Ioppolo, Cappello e Trizzino sono presenti in Aula, li invito a
prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'art. 6
delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano:
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di
osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana
(Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
e Trizzino pronunziano in sequenza, a voce alta, le parole
Lo giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immessi gli onorevoli La Rocca Ruvolo,
Nicotra, Ioppolo, Cappello e Trizzino nelle funzioni di deputati
dell'Assemblea regionale siciliana.
Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Elezione del
Presidente dell'Assemblea.
Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Ricordo che, a norma dell'articolo 3 del Regolamento
interno, costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza ed
espletati i prescritti adempimenti, l'Assemblea procede, con
votazione a scrutinio segreto, all'elezione del Presidente.
E' eletto, a primo scrutinio, chi raggiunge la maggioranza dei due
terzi dei componenti dell'Assemblea (60). Qualora nessun deputato
ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda votazione nella
quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti dei
componenti dell'Assemblea (46).
Se nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si procede,
nel giorno successivo, a nuova votazione; risulterà eletto il
candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta
maggioranza, l'Assemblea procede nello stesso giorno al
ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior
numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia conseguito
la maggioranza, anche relativa.
La votazione si effettuerà, a norma dell'art. 4 bis del
Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede recanti
a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso il banco
delle Commissioni. Indi il deputato, dopo il voto, depositerà la
scheda nell'apposita urna.
Prima votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, pertanto, la prima votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
Invito il deputato Segretario a procedere con l'appello.
(LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Si proceda allo spoglio delle schede.
(Si procede allo spoglio delle schede)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per
l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 60
Hanno ottenuto voti i deputati
Venturino 15
Gianni , Ruggirello, Anselmo 5
Lupo, Coltraro, Malafarina 2
Maggio, Milazzo, Panarello, Miccichè, Cracolici, Sorbello,
D'Agostino, Ferrandelli, Laccoto, Forzese, Di Giacinto, Cancelleri,
Gucciardi, Dina, Lentini, Marziano, La Rocca Ruvolo, Barbagallo,
Panepinto, Ragusa, Raia, Firetto, Cirone, Nicotra, Arancio, Leanza,
Sammartino, Turano, Alloro, Germanà 1
Schede bianche 24
Schede nulle 0
Non avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3 del
Regolamento interno, la maggioranza dei due terzi dei componenti
dell'Assemblea (60), l'elezione non ha avuto esito positivo e,
pertanto, si procederà ad una seconda votazione nella quale è
sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti dei
componenti dell'Assemblea (46).
Prima di procedere alla seconda votazione sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 14.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione
desidero avvertire gli onorevoli colleghi: 1) di usare per il voto
esclusivamente le matite copiative presso il seggio elettorale; 2)
di apporre sulla scheda per esprimere la preferenza il segno X
apposto in maniera chiara per agevolare il computo dei voti. Tutte
le schede che non saranno votate in questo senso saranno dichiarate
nulle.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole collega, lei non può intervenire.
LEANZA. Signor Presidente, si può votare come si vuole.
PRESIDENTE. Vota con il segno X questo ha deciso il seggio
elettorale ed a questo lei si deve attenere onorevole Leanza.
Siamo già in votazione quindi non è possibile chiedere di parlare.
Onorevole Turano, è aperto il seggio ed io non le posso dare la
parola.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
LEANZA. Signor Presidente, non ci sono i colleghi. Lo dovrà
ripetere ad ognuno perché chi non è presente può votare in maniera
diversa. La presidenza deve agevolare l'Aula.
PRESIDENTE. E lei per evitare di fare l'incidente con me si
attenga a quello che le dico io.
E' indetta la votazione, onorevole Turano. Onorevole Leanza,
agevoli la Presidenza che non ha tanta esperienza.
Ripeto quello che ho detto poc'anzi. Nella scheda elettorale
bisogna apporre il segno X . Non saranno ammessi altri segni.
Saranno dichiarati nulli. Ora è chiaro, onorevole Leanza.
LEANZA. Io sì. Non lo hanno capito gli assenti.
PRESIDENTE. Lo comunichi lei ai colleghi.
TURANO. Non capisco il perché di questa forzatura!
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per l'elezione
del Presidente dell'Assemblea.
Essa si svolgerà con le stesse modalità della votazione
precedente.
Invito il deputato segretario, onorevole Lombardo, a procedere
all'appello.
(LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per
l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 46
Hanno ottenuto voti i deputati:
Ardizzone 46
Venturino 15
Lupo 4
Cracolici, Cancelleri, Arancio, Alloro 2
Leanza, Dina, Formica, Ferrandelli 1
Schede bianche 13
Schede nulle 0
(Vivi e prolungati applausi)
Proclamo eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana il
deputato onorevole Ardizzone.
Invito, pertanto, l'onorevole Ardizzone a prendere il suo posto e
ad assumere le sue funzioni.
(Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
provvisorio, si insedia)
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghe
ed onorevoli colleghi, consentitemi, innanzitutto, di ringraziarvi
per la fiducia che mi avete accordato eleggendomi a Presidente di
questa Assemblea.
Sono onorato di poter guidare i lavori di questo Organo e, al
tempo stesso, sono consapevole delle responsabilità che gravano
sulla mia persona, nel momento in cui mi accingo ad assumere questa
carica. Posso assicurarvi che cercherò di condurre i lavori di
quest'Assemblea in modo imparziale, garantendo il libero confronto
di tutte le opinioni, nel rispetto delle regole del dibattito
democratico.
La legislatura regionale che si apre in questi giorni si inserisce
in un contesto economico e sociale che, inevitabilmente, ne
condizionerà l'attività. Ciò mi induce a svolgere alcune
riflessioni.
Per queste ragioni, siamo obbligati a guardare all'Unione europea,
non come la fonte dei tagli e delle limitazioni che dal Patto di
stabilità e di crescita discendono fino al più piccolo degli enti
locali, ma l'Unione europea è, per la nostra come per le altre
Regioni, una fonte di opportunità. Opportunità che, per essere
sfruttate davvero, necessitano di un pieno coinvolgimento degli
enti regionali e locali.
In tal senso, mi pare significativo sottolineare quanto
evidenziato dal nuovo presidente del Comitato delle Regioni, il
quale, in una recente intervista, ha precisato che «senza il
coinvolgimento degli enti regionali e locali, né la strategia di
Europa 2020 né il nuovo patto per l'austerità e la crescita daranno
risultati». Gli enti regionali e locali devono, quindi, «continuare
a svolgere il loro ruolo essenziale di importanti investitori sul
territorio».
E' solo diventando davvero «investitori sul territorio» che
possiamo sperare di recuperare, o almeno di mantenere, quei livelli
occupazionali che possono attenuare il disagio sociale.
Per queste ragioni, onorevoli colleghi, non possiamo permetterci
più la fuga delle migliori intelligenze siciliane verso il nord e,
in molti casi, verso l'estero.
I giovani siciliani guardano a noi e alla stagione politica che
prende le mosse in questi giorni come l'ultima possibilità per
tornare ad immaginare un futuro nella nostra Terra.
La fiducia di cui le donne e gli uomini siciliani ci hanno onorato
non può essere disattesa il giorno dopo il voto, ma deve costituire
uno sprone per tutti noi e per il Governo regionale affinché non si
ricada negli errori di una politica assistenzialistica e
clientelare.
Ciò non vuol dire, almeno a mio avviso, l'abbandono di ogni
politica sociale, tutt'altro. Se così fosse, ricadremmo nel
liberismo più sfrenato che, in un contesto economico caratterizzato
da molti elementi di alterazione del mercato, aggraverebbe il
disagio sociale.
Occorre, però, che le decisioni di politica sociale siano mirate e
che siano assunte dopo il necessario approfondimento parlamentare.
Per questa ragione assicuro il mio impegno affinché abbia a
cessare la prassi di legge di spesa approvate nottetempo' - i
parlamentari di più legislature sanno a cosa mi riferisco - e che,
spesso, sono il frutto di compromessi al ribasso. Mai più.
Piuttosto l'idea di compromesso va ripresa nel senso più nobile
del termine.
D'altronde, la nostra stessa Repubblica si fonda su quella intesa
tra le forze politiche cattoliche, comuniste, socialiste e liberali
che ha visto il suo momento più alto nell'approvazione della Carta
Costituzionale. E' a questo modello che dobbiamo guardare, al
modello cioè di una condivisione ricercata ed individuata alla luce
del sole, garantendo la chiarezza delle posizioni di ciascuna parte
politica.
Le ragioni che rendono del tutto peculiare la stagione politica
regionale che si apre in questi giorni non sono, però, soltanto
quelle dell'economia e del mercato.
Oggi la Sicilia apre un capitolo nuovo della sua storia. Oggi, i
Siciliani hanno scelto di credere nelle idee; hanno smentito
finalmente quello che Leonardo Sciascia riteneva essere il loro più
grande peccato: il non credere che le idee possano muovere il
mondo. Anzi, c'è di più.
Oggi la Sicilia può ancora essere metafora, ma metafora del
rinnovamento, della volontà di cambiamento, di una nuova fiducia
nelle idee e nella politica. Il voto del 28 ottobre ne è stato la
prova. Un voto che ha visto i Siciliani premiare le donne e i
giovani, mai come oggi così numerosi in una Assemblea tanto antica
quanto - fino a ieri - refrattaria al cambiamento; premiare
iniziative nuove, nuovi soggetti politici, non tutti, per carità,
riconducibili alla tradizionale forma del partito politico - e
questa è una grossa novità -, nuove prospettive di crescita. Questi
sono, a mio avviso, importanti segnali di novità, la cui portata
non può essere sottovalutata, in quanto indice di una società
civile non statica ma che riesce ad esprimere nuove energie.
Non da ultimo, il voto del 28 ottobre ha consegnato a questa
Assemblea ben tre fra i candidati alla Presidenza della Regione:
oltre al Presidente Crocetta, l'onorevole Musumeci e l'onorevole
Cancelleri. La presenza di tutti e tre è un valore aggiunto che
consente il confronto dialettico fra esperienze diverse in seno al
Parlamento, al cui interno, sono certo, queste troveranno una
sintesi nell'interesse dei siciliani.
Il Parlamento dovrà rispondere a questa fiducia. Dovrà dimostrare
con i fatti la sua ferma intenzione di invertire la rotta, di
lavorare in una prospettiva di collaborazione e cooperazione che è
l'unica in grado di consentire alla nostra Terra di uscire fuori da
un pantano che sembra inghiottirla.
Il nuovo profilo politico che la Sicilia ha scelto di darsi non è
una operazione gattopardesca di finto cambiamento. Anche a costo di
rischiare di essere retorici, occorre ribadire che oggi non è più
il tempo dei Gattopardi'. Oggi è il tempo degli uomini e dei
cittadini siciliani che vogliono tornare ad essere protagonisti
della loro storia. I siciliani non sono più desiderosi di oblio,
vogliono e chiedono a gran voce di migliorare, di vivere in maniera
attiva la propria cittadinanza siciliana, non più delegando e
disinteressandosi ma partecipando attivamente alle scelte di chi li
rappresenta e vigilando sull'azione di chi li governa.
Anche così recupereremo il consenso di quanti, con la loro
astensione - non dimentichiamolo, nessuno - hanno voluto
manifestare la loro disillusione nei confronti della politica.
Combattere la sfiducia, aprire prospettive di sviluppo e di equità
sociale: questo sarà il compito dell'Assemblea che mi onorerò di
presiedere, favorendo il dialogo e la cooperazione al di là delle
appartenenze politiche. Del resto, la nostra storia, fatta di
incontri, interazioni e fusioni tra civiltà eterogenee ce lo
insegna: noi siamo il continente in miniatura , la terra del
dialogo tra le culture, siamo la terra dell'accoglienza e
dell'integrazione. E l'attività politica di questo Parlamento dovrà
ispirarsi a questo straordinario patrimonio genetico dei siciliani
e saper trarre il meglio dalla molteplicità e dalla pluralità dei
soggetti politici che lo compongono, nel nome di un bene comune che
dovrà ispirare e dare corpo ad ogni scelta operata dall'Assemblea.
Se dunque questo è il contesto economico e sociale in cui siamo
chiamati ad operare, non possiamo non mettere in discussione l'idea
stessa del regionalismo speciale, il quale si è stancamente
trascinato fino ai nostri giorni.
E' ineludibile, quindi, porsi la domanda circa le ragioni
dell'autonomia speciale. E' venuto il momento di farlo alla luce
del sole.
Un illustre costituzionalista siciliano, Temistocle Martines, in
un saggio del '94 intitolato La Carta che sfida il tempo ,
scriveva, a proposito dello Statuto siciliano: «E' ormai trascorso
quasi mezzo secolo da quel 15 maggio 1946 e, come tutte le creature
alle soglie dei 50 anni - oggi, gli anni sono 66 -, anche lo
Statuto mostra - e non da ora - le sue rughe; appare, in qualche
sua parte, disidratato. Naturalmente, non c'è da meravigliarsi
perché si tratta di un processo naturale: anche le Costituzioni,
infatti, al pari degli uomini, invecchiano ed accusano il segno dei
tempi. E' saggia azione politica, allora, non continuare ad
esaltarle ma anche non ripudiarle e tentare, invece, conservandone
lo spirito originario, di adeguarle alla mutata realtà sociale e ai
diversi equilibri istituzionali per ridar loro quella linfa vitale
costituita dal rinnovato consenso della collettività che possa
continuare a legittimarle».
Sia chiaro, onorevoli colleghi, non è mia intenzione riproporre
l'ennesima Commissione per la riforma dello Statuto, specie se non
vi è la volontà politica di procedere in tal senso. Credo, però,
che sia necessario tornare a riflettere sull'opportunità di
eliminare quelli che il professore Martines chiamava i rami
secchi dello Statuto. Penso, fra tutte, alle disposizioni
dell'Alta Corte per la Regione siciliana, che sono ormai svuotate
di contenuto e che non possono averne uno nuovo.
Ma penso anche al meccanismo di impugnazione delle leggi regionali
siciliane, anzi delle delibere legislative che vede, solo per la
nostra Regione, l'impugnazione precedere l'entrata in vigore delle
stesse, con la conseguenza di rendere possibile quella deprecabile
prassi della cosiddetta promulgazione parziale, in virtù della
quale la Regione, in presenza dell'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato, rinunzia già in partenza a far valere le
proprie ragioni nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.
Restano, poi, i nodi irrisolti dell'adeguamento dello Statuto alla
mutata realtà sociale, economica e politica, nonché quello della
piena attuazione di alcune disposizioni statutarie.
Penso, in particolare, ad una legge, che, ai sensi dell'articolo 9
dello Statuto, come modificato dalla legge costituzionale numero 2
del 2001, disciplini i rapporti tra l'Assemblea regionale, il
Governo regionale e il Presidente della Regione. Questa legge, più
di altre, potrebbe essere utile per formalizzare i meccanismi di
collegamento, di discussione e di confronto fra l'Esecutivo
regionale e questa Assemblea che, al momento, sono rimessi al
Regolamento d'Assemblea e alla prassi.
A questo proposito, ritengo necessarie alcune riforme del
Regolamento d'Assemblea, che assicurino un più efficace controllo
della qualità delle leggi. E' fuor di dubbio che, spesso,
quest'ultima dipende dal contesto di emergenza in cui il
provvedimento viene approvato; ritengo, però, che sia necessario
rifuggire dall'idea di un' emergenza congenita in tutte le leggi,
che poi è una contraddizione in termini.
Il miglioramento della qualità delle leggi non è, a conti fatti,
un vezzo del legislatore, non costituisce un presupposto della
stessa democrazia. La legge incomprensibile, la cosiddetta legge
oscura, come è stata definita, mette in crisi il rapporto tra il
cittadino e il legislatore, il cittadino soprattutto, che è
chiamato ad osservare e ad applicare le leggi, contribuendo, per
questo verso, ad aumentare la disaffezione verso la politica e
verso coloro che gestiscono la cosa pubblica.
Per tutte queste ragioni, potrebbe essere utile istituire,
all'interno dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, un organo
chiamato ad effettuare questa valutazione, che consenta di
verificare il grado di chiarezza della normativa prima che essa
venga sottoposta all'esame dell'Aula.
Sempre ai fini della chiarezza e della razionalizzazione della
normativa regionale, reputo indispensabile il ricorso allo
strumento del Testo Unico che, rifuggendo dalle tentazioni di
operare indiscriminate, spesso arbitrarie, operazioni taglia leggi,
consenta ai cittadini e all'operatore di avere un quadro normativo
chiaro composto da disposizioni raccolte in un unico testo.
In questo senso, potrebbe risultare particolarmente utile
approvare un Testo Unico della normativa in materia di enti locali
che, anche alla luce della riforma delle province, operata dal
Governo Monti e sul cui definitivo esito occorrerà attendere le
decisioni della Corte Costituzionale, sarà inevitabilmente
soggetta, nei prossimi mesi, ad una sostanziale riscrittura.
Parimenti utile potrebbe rilevarsi l'approvazione di una raccolta
della normativa in materia di edilizia e di urbanistica, fin qui
contenuta in più leggi che obbligano l'operatore a verificarne la
vigenza e a coordinarne la portata normativa. Questi sono tutti
compiti dell'Assemblea regionale siciliana veramente d'intesa con
il Governo regionale.
Mi sia consentito, poi, richiamare la vostra attenzione sulla
necessità di rivedere, se non di eliminare, i meccanismi di
recepimento degli atti normativi statali nelle materie di
competenza regionale. Alludo a quella prassi per la quale, per
consentire l'applicazione nel territorio siciliano delle leggi
statali incidenti su materie di competenza della Regione, si
richiede un atto di recepimento da parte della Regione stessa. Atto
di recepimento che, spesso, si concretizza in una circolare
dell'assessore competente, con la conseguenza di far dipendere
dalla tempestività di questa ricezione l'applicazione in Sicilia
di leggi anche particolarmente innovative sul piano sociale ed
amministrativo.
A rendere singolare la vicenda sta, poi, il fatto che, nella
maggior parte dei casi, questo recepimento è avvenuto in maniera
acritica, cioè attraverso un richiamo integrale della normativa
statale. Questo significa rinunciare alla specialità dello Statuto.
E' chiaro che tutto ciò contribuisce a complicare l'attività dei
nostri amministratori locali che, pur in presenza di significative
riforme amministrative, si trovano a dover respingere le legittime
istanze dei cittadini in attesa che dalla Regione provenga un gesto
di assenso.
Ritengo, inoltre, che, a prescindere dalla scelta di rivedere
l'impianto statutario, sia nostro dovere realizzare leggi a prova
di Commissario , e sarà mia cura fare in modo che ciò si verifichi.
Con questa espressione intendo sottolineare la necessità che le
delibere legislative sottoposte all'esame del Commissario dello
Stato siano in grado di superare indenni il vaglio di conformità
alla Costituzione e allo Statuto.
Credo, insomma, che il regionalismo, e quello speciale in
particolare, continuerà ad avere un futuro se saprà trasformarsi da
fattore di rallentamento delle politiche statali più avanzate in
laboratorio , per così dire, idoneo a fornire un contributo di
idee, di proposte e di soluzioni di cui non possa non tenere conto
il Governo statale.
Il tempo del regionalismo di retroguardia è finito, onorevoli
colleghi.
L'onorevole Pancrazio De Pasquale, nel suo discorso di
insediamento alla carica di Presidente di questa Assemblea, del 23
luglio 1976, affermava: «E' vero, noi siamo una parte dello Stato,
non tutto dipende da noi. Sul piano delle cose, i condizionamenti e
le limitazioni sono pesanti ma, sul piano della qualità dei nostri
comportamenti, non ci sono limiti e, pertanto, nessun alibi può
essere da noi invocato per eventuali carenze, insufficienze o
colpe».
Dobbiamo trovare in noi stessi e nelle nostre Istituzioni la forma
per ridare nuovo smalto alle politiche regionali, per convincere
noi stessi e l'opinione pubblica che l'ente regionale non è fonte
di sperpero di denaro pubblico; che la Regione non è chiamata solo
ad avanzare rivendicazioni di sfere di autonomia, a battere cassa,
ma è soprattutto un ente che, attraverso il suo Parlamento, deve
riscoprire la sua capacità progettuale.
Nel momento in cui mi accingo a dare inizio ai nostri lavori, non
posso non ricordare quanti, in questo stesso momento, si trovano in
uno stato di profondo disagio. Penso a coloro che hanno perso o
stanno per perdere il loro posto di lavoro; a coloro che, a seguito
delle calamità naturali degli ultimi anni, hanno perso una persona
cara, l'abitazione o la loro attività, fonte di sostentamento.
Tutti costoro si rivolgono a noi, confidando nel fatto che la
politica non sia autoreferenziale, ripiegata su se stessa e sui
suoi privilegi, ma possa alleviare le loro difficoltà, prendendosi
carico delle proprie responsabilità e delle speranze e dei diritti
altrui.
Vorrei, da ultimo, chiudere questo discorso dedicando un pensiero
ai giganti sulle cui spalle tutti noi siciliani siamo seduti, e
dobbiamo saldamente ancorarci, se vogliamo guardare oltre
l'orizzonte, spesso limitato, della politica di parte. Penso a
Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino e ai tanti che hanno pagato
con il prezzo più alto l'amore per la legalità e la devozione verso
la nostra Terra.
(Applausi)
Fra i numerosi eroi della lotta contro la mafia, lasciatemi
ricordare Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso nel 1948 le cui
spoglie, solo quest'anno, hanno potuto trovare degna sepoltura.
Concludo con le parole di Giorgio La Pira, che credo debbano
essere la bussola per il nostro lavoro: «L'obiettivo deve essere
per ogni uomo il rispetto del suo valore, per ciascuna creatura la
possibilità della moltiplicazione dei propri talenti».
Con la fondata speranza che questa Assemblea saprà scrivere pagine
di una nuova storia per la Sicilia e i Siciliani, auguro a tutti
noi buon lavoro.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, gli assistenti parlamentari mi hanno
evidenziato che in quest'Aula non tutti si sono presentati con la
giacca e la cravatta. Mi rendo conto che è stata la prima seduta,
ma per il futuro, trattandosi di un atto di Regolamento, va
rispettato fino in fondo.
Oggi passi perché non ero ancora nelle funzioni ed era la prima
seduta, quindi è perdonabile.
Grazie.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11 dicembre
2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Elezione di due Vicepresidenti, di tre Questori e di tre
Segretari
La seduta è tolta alle ore 15.33
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di età,
assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
medesima.
Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, comunicato
dal Presidente della Regione al domicilio dei deputati ai sensi
dell'articolo 3 dello Statuto della Regione, e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, parte prima, n. 51 del
30 novembre 2012:
I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
II - Prestazione del giuramento prescritto dall'art. 5 dello
Statuto.
III - Elezione del Presidente dell'Assemblea.
Il primo punto dell'ordine del giorno reca: Costituzione
dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli Gianina Ciancio e Federico
Salvatore Lombardo, quali deputati più giovani fra i presenti, a
prendere posto al banco della Presidenza per esercitare le funzioni
di Segretari dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
(I deputati Lombardo e Ciancio assumono la loro funzione al
banco della Presidenza)
Dichiaro così costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
Giuramento dei Deputati
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Prestazione del giuramento prescritto dall'articolo 5 dello
Statuto.
Do lettura della formula del giuramento, stabilita dall'articolo
6 delle Norme per l'attuazione dello Statuto della Regione
siciliana e disposizioni transitorie':
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana'.
Il Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad alta
voce le parole: «Lo giuro»; dopo di lui giurano i segretari,
onorevoli Ciancio e Lombardo; successivamente giurano, ciascuno dal
proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:
Alloro, Anselmo, Arancio, Assenza, Barbagallo, Cancelleri,
Caputo, Cascio Francesco, Ardizzone, Cascio Salvatore, Ciaccio,
Cimino, Cirone, Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta,
Currenti, D'Asero, Digiacomo, Di Giacinto, Di Mauro, Dina,
Dipasquale, Falcone, Fazio, Federico, Ferrandelli, Ferreri,
Figuccia, Fiorenza, Firetto, Fontana, Formica, Forzese, Foti,
Germanà, Gianni, Grasso, Greco Marcello, Gucciardi, Laccoto,
Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto, Lupo,
Maggio, Malafarina, Mangiacavallo, Marziano, Micciché, Milazzo,
Musumeci, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese,
Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Savona, Scoma,
Siragusa, Sorbello, Sudano, Tamajo, Troisi, Turano, Venturino,
Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che l'onorevole D'Agostino
presterà il giuramento di rito nella seduta successiva.
Prima di procedere agli ulteriori adempimenti di rito, desidero
rivolgere un indirizzo di saluto ai colleghi deputati, al
Presidente della Regione ed ai componenti della Giunta regionale,
invitandoli a prendere posto negli appositi banchi riservati al
Governo della Regione.
(Il Presidente della Regione ed i componenti del Governo prendono
posto
negli appositi banchi)
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
Comunicazione dei componenti del Governo regionale
PRESIDENTE. Invito il Presidente della Regione a dare
comunicazione all'Assemblea della composizione del Governo.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, presento
gli assessori regionali: dottoressa Patrizia VALENTI
all'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica; dottoressa
Linda VANCHERI all'Assessorato Attività produttive; dottore Luca
BIANCHI all'Assessorato Economia; architetto Esterina BONAFEDE
all'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro; dottor
Antonino BARTOLOTTA all'Assessorato Infrastrutture e mobilità;
signora Nella SCILABRA all'Assessorato Istruzione e formazione
professionale; dottor Dario CARTABELLOTTA all'Assessorato Risorse
agricole e alimentari; dottoressa Lucia BORSELLINO all'Assessorato
Salute; signora Maria LO BELLO all'Assessorato Territorio e
Ambiente; signor Francesco BATTIATO all'Assessorato Turismo, sport
e spettacolo.
Preciso che non sono presenti il professore Antonino Zichichi
(Assessore Beni culturali e identità siciliana), in quanto non si è
ancora insediato, e il dottor Nicolò Marino (Assessore Energia e
servizi di pubblica utilità), in quanto in attesa della delibera di
nulla osta da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.
Saluto del Presidente provvisorio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, signor Presidente della Regione,
autorità presenti in Aula, è un onore per me dare a voi il
benvenuto in questa storica Sala ed aprire i lavori della XVI
legislatura.
Oggi inizia il suo percorso un nuovo ed ampiamente rinnovato
Parlamento, anche se antichissima è la sua storia.
Permettetemi di rivolgere la mia calorosa accoglienza specie a
chi, per la prima volta - e siete in molti - entra in
quest'Assemblea.
Oggi è un giorno speciale, quasi come il primo giorno di scuola.
Ognuno porta con sé le tensioni, le preoccupazioni e le tante
aspettative del popolo siciliano.
Oggi è un giorno nuovo, carico di responsabilità per tutti.
Questa Assemblea, forse più di qualunque altra, ha il dovere di
cambiare radicalmente e di evolversi, pur avendo sempre cura di
conservare le tradizioni migliori, del reciproco rispetto, del
dialogo intelligente, dell'attenzione all'interesse superiore del
nostro popolo, al di sopra di qualunque divisione.
Dobbiamo lavorare con il massimo impegno affinché i cambiamenti
che i cittadini attendono, se pure scettici, si realizzino. Con
l'impegno e con i fatti dobbiamo contrastare l'indebolimento della
politica e colmare la distanza che la separa dai cittadini,
I partiti e i movimenti ritrovino forza e vigore, attraverso le
azioni di rinnovamento chieste dai siciliani; siano essi, quindi,
espressione sana di una ritrovata partecipazione alla vita
democratica e traducano le attese e le speranze in una proficua
produzione legislativa.
Oggi, l'Assemblea regionale siciliana non riesce ad adattarsi ai
tempi nuovi; viene vista come un corpo a sé, autoreferenziale,
sordo alla voce del popolo, quasi assente dalla vita dei cittadini.
Eppure il Parlamento è uno strumento serio ed insostituibile di
azione politica.
Mostriamo e comportiamoci da classe dirigente adatta ai tempi e
pronta ai cambiamenti.
Il Governo regionale, che ha mosso i primi passi da qualche
settimana, dichiara che farà non solo riforme ma una vera
rivoluzione e adotta provvedimenti nel senso di un cambiamento che
si dichiara profondo e radicale.
Proclama che la trasparenza dell'azione amministrativa sarà senza
riserve, che la legalità sarà la bussola, che il privilegio farà
posto ai diritti, che i profittatori e i mercanti saranno scacciati
dal tempio, che la lotta alla mafia sarà senza quartiere per la
liberazione del nostro popolo e per essere degni di quanti hanno
pagato eroi del nostro tempo con la loro vita.
Mi riferisco anche ai tanti servitori dello Stato caduti in terra
di Sicilia perché credevano che la Sicilia, un giorno, sarà
diversa.
E se ognuno di noi fa qualcosa , come diceva il beato Don
Puglisi, c'è chi ha fatto e ha dato veramente tanto per la nostra
terra, sia il loro impegno e il loro amore il nostro esempio.
Abbiamo il dovere di crederci e di sostenere questo impegno
riformatore, rivendicando sempre, onorevoli colleghi, il nostro
ruolo di indirizzo e di controllo, fisicamente percepibile nello
stare, questa Presidenza, al di sopra del Governo, e nel
rappresentare, questa Assemblea, noi novanta deputati, non una
parte, non un partito, ma cinque milioni di siciliani. Anche quelli
- e sono i più - che non hanno votato, che non hanno creduto, che
sono sfiduciati, che dobbiamo riconquistare alla politica e alla
democrazia.
Impegniamoci a fare buone leggi, poche ma buone, rammentando che
le migliori non per forza comportano spesa. Cominciamo con quelle
che promuovono la crescita e lo sviluppo, che producono benessere e
creano per i nostri figli occasioni di lavoro.
Esercitiamo l'iniziativa legislativa, disboschiamo delegificando
le enormità di norme, ai più sconosciute, che complicano la vita
alle famiglie e alle imprese e costituiscono l'alibi più pernicioso
per la lentezza della burocrazia.
Rendiamo trasparenti i nostri comportamenti di persone, rendiamo
conto, noi deputati, del nostro lavoro, della nostra vita di ogni
giorno che non è fatta di ozi, né di lussi, né di abusi; parliamo
con la gente, cogliamone i bisogni più profondi e cerchiamo di
trovare risposte oneste, sincere e serie.
Contribuiamo, contribuisca soprattutto il Governo, ad impostare su
basi nuove il rapporto tra Stato e Regione.
Si ridefinisca il ruolo del Commissario dello Stato, garante di
una vera pariteticità tra Stato e Regione.
Se il nostro Paese e l'Europa hanno una crisi senza precedenti,
nel Sud, in Sicilia, la crisi e la recessione sono più gravi. La
disoccupazione e l'emigrazione raggiungono livelli mai visti; la
povertà e il bisogno mordono sempre più famiglie.
Si costituisca una unità di lavoro per la crisi e per la crescita,
ma si faccia intendere al Governo nazionale che non si possono
imporre da noi le stesse regole. Si allentino i vincoli del Patto
di stabilità, si attenui il peso dei vari tributi, si consenta una
diversa fiscalità, si faccia comprendere che c'è un precariato
storico che ha diritto alla stabilizzazione.
Contribuiamo, contribuisca il Governo, a rafforzare i rapporti con
gli enti locali, con i sindaci e con gli amministratori locali che,
ogni giorno, si spendono nel confronto con i cittadini e si
comprenda che c'è un personale regionale che non può costituire il
capro espiatorio di tutti i guasti e di tutte le colpe. Non si
possono pretendere tagli, tagli e tagli o si finirà col tagliare la
vita delle persone e della Sicilia. Recuperiamo con la
determinazione e la serietà, con il sacrificio e con l'impegno, la
credibilità che ci consenta di far valere l'autonomia conquistata
dai nostri padri.
Da troppi anni, l'autonomia è vilipesa, derisa ed oltraggiata. Da
più parti se ne chiede addirittura l'abolizione. Eppure essa è lo
strumento più prezioso del riscatto, della crescita e dello
sviluppo.
Siamone orgogliosi e, soprattutto, degni protagonisti.
Non avrei mai sognato che un giorno, seppure per poco e per causa
della mia età, avrei presieduto il più antico Parlamento, questa
nobile Assemblea. Vi ringrazio per l'attenzione che avete prestato
alle mie poche parole. Auguri a tutti noi. Auguri a Lei, Presidente
della Regione e al suo Governo. Auguri alla Sicilia e ai siciliani.
Buon lavoro.
(Applausi)
Giuramento dell'onorevole D'Agostino
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole D'Agostino è entrato in Aula, lo
invito a prestare il giuramento di rito.
(L'onorevole D'Agostino, levatosi in piedi, pronuncia ad alta
voce le parole Lo giuro')
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
Costituzione della Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri
PRESIDENTE. A norma dell'articolo 2 bis del Regolamento interno
dell'Assemblea, convoco la Commissione provvisoria per la verifica
dei poteri al fine di procedere alla proclamazione:
- a norma dell'articolo 59 bis della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29 e successive modificazioni (legge elettorale
siciliana), in coordinamento con il citato articolo 2 bis del
Regolamento interno dell'Assemblea, dei candidati che subentrino a
quei deputati eletti anche nella lista regionale;
- a norma dell'articolo 59 della medesima legge regionale in
coordinamento con lo stesso articolo 2 bis del Regolamento interno
citato, dei candidati che subentrino ai deputati optanti tra più
collegi circoscrizionali.
La Commissione provvisoria di verifica è costituita, ai sensi
dell'articolo 2 ter del Regolamento interno, dagli onorevoli membri
della Commissione per la verifica dei poteri della precedente
legislatura, onorevoli Cascio Francesco, D'Asero, Gucciardi,
Laccoto, Panarello e Vinciullo, e dai seguenti altri deputati, sino
a raggiungere il numero di nove, e precisamente dagli onorevoli Di
Mauro, Lentini e Zafarana.
Sospendo, quindi, la seduta, invitando la Commissione a riunirsi.
(La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore
12.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Do lettura della lettera pervenutami da parte del
Presidente della Commissione provvisoria per la verifica dei
poteri:
«Comunico che la Commissione provvisoria per la verifica dei
poteri, riunitasi in data odierna, ai sensi degli articoli 2 bis e
2 ter del Regolamento interno dell'ARS, ha preso atto delle
seguenti opzioni dopo averne verificato la regolarità:
- dell'onorevole Firetto Calogero detto Lillo, eletto nel collegio
circoscrizionale di Agrigento (per la lista n. 10 avente la
denominazione Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai sensi
dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni;
- dell'onorevole Leanza Nicola detto Lino, eletto nel collegio
circoscrizionale di Catania (per la lista n. 14 avente la
denominazione Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai sensi
dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni;
- dell'onorevole Musumeci Sebastiano detto Nello Musumeci, eletto
nel collegio circoscrizionale di Catania (per la lista n. 10 avente
la denominazione Nello Musumeci Presidente ) e nel collegio
regionale, la cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai
sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
integrazioni.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione e
della sezione IV del Regolamento interno dell'Assemblea, nonché
dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951 e s.m.i. (legge
elettorale siciliana), ha proceduto agli accertamenti necessari per
assegnare i seggi resisi vacanti, nei rispettivi collegi
provinciali, ai primi dei non eletti nelle rispettive liste.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:
- La Rocca Ruvolo Margherita detta Rita che, nella lista n. 10
avente la denominazione Unione dei democratici cristiani e dei
democratici di centro (U.D.C. Unione di centro) nel collegio
circoscrizionale di Agrigento - lista nella quale è stato eletto
l'on. Firetto, segue immediatamente con voti n. 3.207 l'unico degli
eletti, onorevole Firetto;
- Nicotra Raffaele Giuseppe detto Pippo che, nella lista n. 14
avente la denominazione Unione dei democratici cristiani e dei
democratici di centro (U.D.C. Unione di centro) nel collegio
circoscrizionale di Catania - lista nella quale è stato eletto
l'onorevole Leanza, segue immediatamente con voti n. 5.390 l'ultimo
degli eletti, onorevole Forzese;
- Ioppolo Giovanni detto Gino che, nella lista n. 10 avente la
denominazione Nello Musumeci Presidente nel collegio
circoscrizionale di Catania - lista nella quale è stato eletto
l'onorevole Musumeci, segue immediatamente con voti n. 3.561
l'unico degli eletti, onorevole Musumeci.
La stessa Commissione ha altresì preso atto, dopo averne
verificato la regolarità, della dichiarazione di opzione (pervenuta
il 22 novembre 2012 e protocollata al n. 9129/AULAPG-SGPG del 26
novembre 2012) per il collegio circoscrizionale di Caltanissetta:
- dell'onorevole Cancelleri Giovanni Carlo detto Giancarlo o
Cancellieri, eletto nei collegi provinciali di Caltanissetta,
Catania e Palermo.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione e
della sezione IV del Regolamento interno dell'Assemblea, nonché
dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951, ha proceduto
agli accertamenti necessari per assegnare i seggi resisi vacanti,
nei collegi di Catania e Palermo, ai primi dei non eletti nelle
rispettive liste.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:
- Cappello Francesco che, nella lista n. 8 avente la denominazione
SMovimento cinque stelle nel collegio circoscrizionale di Catania
- lista nella quale è stato eletto l'onorevole Cancelleri, segue
immediatamente con voti n. 2.556 l'ultimo degli eletti, onorevole
Ciancio;
- Trizzino Giampiero che, nella lista n. 2 avente la denominazione
Movimento cinque stelle - beppegrillo.it nel collegio
circoscrizionale di Palermo - lista nella quale è stato eletto
l'onorevole Cancelleri, segue immediatamente con voti n. 1.901
l'ultimo degli eletti, onorevole Ciaccio.
Preciso, infine, che l'attribuzione dei seggi ai candidati
subentranti a seguito di tutte le opzioni di cui sopra è
subordinata, ai sensi del comma 1 dell'articolo 2 bis del
Regolamento interno, alla convalida dei deputati optanti nei
rispettivi collegi di opzione».
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea
prende atto della comunicazione del Presidente della Commissione
provvisoria per la verifica dei poteri. E dunque, ai sensi
dell'articolo 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche ed
integrazioni, l'Assemblea prende atto della prevalenza
dell'elezione, nel collegio regionale, come da comunicazione della
Commissione provvisoria verifica poteri:
a) del candidato Firetto Calogero della lista regionale n. 5, il
quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
b) del candidato Leanza Nicola della lista regionale n. 5, il
quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
c) del candidato Musumeci Sebastiano della lista regionale n. 10,
il quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito.
Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 bis della
l.r. n. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS,
vista la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida
dei deputati optanti ex lege per il collegio regionale, proclamo
eletti deputati:
a) per il collegio di Agrigento il candidato La Rocca Ruvolo della
lista circoscrizionale n. 10 denominata UDC Unione di Centro;
b) per il collegio di Catania il candidato Nicotra della lista
circoscrizionale n. 14 denominata UDC Unione di Centro;
c) per il collegio di Catania il candidato Ioppolo della lista
circoscrizionale n. 10 denominata Nello Musumeci Presidente.
L'Assemblea prende altresì atto, ai sensi del combinato disposto
dell'art. 59 della l.r. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento
interno dell'ARS, dell'opzione, come da comunicazione della
Commissione provvisoria verifica poteri:
a1) per il collegio provinciale di Caltanissetta, del candidato
Cancelleri, eletto nei collegi di Caltanissetta, Catania e Palermo,
nella lista circoscrizionale denominata Movimento cinque stelle -
beppegrillo.it.
Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 della l.r.
n. 29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS, vista
la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida dei
deputati optanti per i collegi provinciali prescelti, proclamo
eletti deputati:
a1) per il collegio di Catania il candidato Cappello della lista
circoscrizionale n. 8 denominata Movimento cinque stelle;
b1) per il collegio di Palermo il candidato Trizzino della lista
circoscrizionale n. 2 denominata Movimento cinque stelle -
beppegrillo.it.
Avverto che da oggi decorrono i venti giorni per la presentazione
di eventuali proteste o reclami, ai sensi dell'art. 61, terzo
comma, della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni.
(Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
e Trizzino testé proclamati entrano in Aula, dirigendosi
verso il banco della Presidenza e fermandosi alle spalle del
Presidente provvisorio in attesa del proprio turno per
prestare il giuramento)
Giuramento di deputati
PRESIDENTE. Poiché gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra,
Ioppolo, Cappello e Trizzino sono presenti in Aula, li invito a
prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'art. 6
delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano:
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di
osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana
(Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
e Trizzino pronunziano in sequenza, a voce alta, le parole
Lo giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immessi gli onorevoli La Rocca Ruvolo,
Nicotra, Ioppolo, Cappello e Trizzino nelle funzioni di deputati
dell'Assemblea regionale siciliana.
Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Elezione del
Presidente dell'Assemblea.
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Ricordo che, a norma dell'articolo 3 del Regolamento
interno, costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza ed
espletati i prescritti adempimenti, l'Assemblea procede, con
votazione a scrutinio segreto, all'elezione del Presidente.
E' eletto, a primo scrutinio, chi raggiunge la maggioranza dei due
terzi dei componenti dell'Assemblea (60). Qualora nessun deputato
ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda votazione nella
quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti dei
componenti dell'Assemblea (46).
Se nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si procede,
nel giorno successivo, a nuova votazione; risulterà eletto il
candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta
maggioranza, l'Assemblea procede nello stesso giorno al
ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior
numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia conseguito
la maggioranza, anche relativa.
La votazione si effettuerà, a norma dell'art. 4 bis del
Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede recanti
a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso il banco
delle Commissioni. Indi il deputato, dopo il voto, depositerà la
scheda nell'apposita urna.
Prima votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, pertanto, la prima votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
Invito il deputato Segretario a procedere con l'appello.
(LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)
Partecipano alla votazione: Alloro, Anselmo, Arancio, Ardizzone,
Assenza, Barbagallo, Cancelleri, Cappello, Caputo, Cascio
Francesco, Cascio Salvatore, Ciaccio, Ciancio, Cimino, Cirone,
Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta, Currenti,
D'Agostino, D'Asero, Di Giacinto, Di Mauro, Digiacomo, Dina,
Dipasquale, Falcone, Fazio, Federico, Ferrandelli, Ferreri,
Figuccia, Fiorenza, Firetto, Fontana, Formica, Forzese, Foti,
Germanà, Gianni, Grasso, Greco Giovanni, Greco Marcello, Gucciardi,
Ioppolo, La Rocca Claudia, La Rocca Ruvolo Margherita, Laccato,
Lantieri, Lenza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto, Lombardo, Lupo,
Maggio, Malafarina, Mangiacavallo, Marziano, Miccichè, Milazzo,
Musumeci, Nicotra, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Savona,
Scoma, Siragusa, Corbello, Sudano, Tamajo, Trizzino, Troisi,
Turano, Venturino, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Invito i deputati Segretari a coadiuvare la Presidenza nello
spoglio delle schede.
(Si procede allo spoglio delle schede)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 60
Hanno ottenuto voti i deputati:
Venturino 15
Gianni , Ruggirello, Anselmo 5
Lupo, Coltraro, Malafarina 2
Maggio, Milazzo, Panarello, Miccichè, Cracolici, Sorbello,
D'Agostino, Ferrandelli, Laccoto, Forzese, Di Giacinto, Cancelleri,
Gucciardi, Dina, Lentini, Marziano, La Rocca Ruvolo, Barbagallo,
Panepinto, Ragusa, Raia, Firetto, Cirone, Nicotra, Arancio, Leanza,
Sammartino, Turano, Alloro, Germanà
1
Schede bianche 24
Schede nulle 0
Avverto che, non avendo alcun deputato riportato, a norma
dell'articolo 3 del Regolamento interno, la maggioranza dei due
terzi dei componenti dell'Assemblea (60), l'elezione non ha avuto
esito positivo e, pertanto, si procederà ad una seconda votazione
nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti
dei componenti dell'Assemblea (46).
Prima di procedere alla seconda votazione sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 14.13)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione, desidero
avvertire gli onorevoli deputati ad usare per il voto
esclusivamente le matite copiative presso il seggio elettorale e ad
apporre sulla scheda, per esprimere la preferenza, il segno x',
apposto in maniera chiara, per agevolare il computo dei voti.
Tutte le schede che recheranno segni diversi saranno dichiarate
nulle.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole collega, lei non può intervenire.
LEANZA. Signor Presidente, si può votare come si vuole.
PRESIDENTE. Voti con il segno x'. Questo ha deciso il seggio
elettorale ed a questo lei si deve attenere, onorevole Leanza.
Siamo già in votazione, quindi, non è possibile chiedere di
parlare.
Onorevole Turano, il è aperto ed io non le posso dare la parola.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
LEANZA. Signor Presidente, non ci sono i colleghi. Lo dovrà
ripetere ad ognuno perché chi non è presente può votare in maniera
diversa. La presidenza deve agevolare l'Aula.
PRESIDENTE. E lei per evitare di fare l'incidente con me si
attenga a quello che le dico io.
E' indetta la votazione, onorevole Turano. Onorevole Leanza,
agevoli la Presidenza che non ha tanta esperienza.
Ripeto quello che ho detto poc'anzi: nella scheda elettorale
bisogna apporre il segno x'. Non saranno ammessi altri segni;
saranno dichiarati nulli. Ora è chiaro, onorevole Leanza?
LEANZA. Sì, non lo hanno capito gli assenti.
PRESIDENTE. Lo comunichi lei ai colleghi.
TURANO. Non capisco il perché di questa forzatura.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per l'elezione
del Presidente dell'Assemblea.
Essa si svolgerà con le stesse modalità della votazione
precedente.
Invito il deputato segretario, onorevole Lombardo, a procedere
all'appello.
(LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)
Partecipano alla votazione: Alloro, Anselmo, Arancio, Ardizzone,
Assenza, Barbagallo, Cancelleri, Cappello, Caputo, Cascio
Francesco, Cascio Salvatore, Ciaccio, Ciancio, Cimino, Cirone,
Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta, Currenti,
D'Agostino, D'Asero, Di Giacinto, Di Mauro, Digiacomo, Dina,
Dipasquale, Falcone, Fazio, Federico, Ferrandelli, Ferreri,
Figuccia, Fiorenza, Firetto, Fontana, Formica, Forzese, Foti,
Germanà, Gianni, Grasso, Greco Giovanni, Greco Marcello, Gucciardi,
Ioppolo, La Rocca Claudia, La Rocca Ruvolo Margherita, Laccato,
Lantieri, Lenza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto, Lombardo, Lupo,
Maggio, Malafarina, Mangiacavallo, Marziano, Miccichè, Milazzo,
Musumeci, Nicotra, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Savona,
Scoma, Siragusa, Corbello, Sudano, Tamajo, Trizzino, Troisi,
Turano, Venturino, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
(Si procede allo spoglio delle schede)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione a
scrutinio segreto del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Maggioranza richiesta 46
Hanno ottenuto voti i deputati:
Ardizzone 46
Venturino 15
Lupo 4
Cracolici, Cancelleri, Arancio, Alloro 2
Leanza, Dina, Formica, Ferrandelli 1
Schede bianche 13
Schede nulle 0
(Vivi e prolungati applausi)
Proclamo eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana il
deputato onorevole Ardizzone.
Invito, pertanto, l'onorevole Ardizzone a prendere il suo posto e
ad assumere le sue funzioni.
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
(Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
provvisorio, si insedia)
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghe
ed onorevoli colleghi, consentitemi, innanzitutto, di ringraziarvi
della fiducia che mi avete accordato eleggendomi a Presidente di
questa Assemblea.
Sono onorato di poter guidare i lavori di questo Organo e, al
tempo stesso, sono consapevole delle responsabilità che gravano
sulla mia persona, nel momento in cui mi accingo ad assumere questa
carica. Posso assicurarvi che cercherò di condurre i lavori di
quest'Assemblea in modo imparziale, garantendo il libero confronto
di tutte le opinioni, nel rispetto delle regole del dibattito
democratico.
La legislatura regionale che si apre in questi giorni si inserisce
in un contesto economico e sociale che, inevitabilmente, ne
condizionerà l'attività: ciò mi induce a svolgere alcune
riflessioni.
Per queste ragioni, siamo obbligati a guardare all'Unione Europea
non come la fonte dei tagli e delle limitazioni che dal Patto di
stabilità e di crescita discendono fino al più piccolo degli enti
locali: ma l'Unione europea è, per la nostra come per le altre
Regioni, una fonte di opportunità. Opportunità, che, per essere
sfruttate davvero, necessitano di un pieno coinvolgimento degli
enti regionali e locali.
In tal senso, mi pare significativo sottolineare quanto
evidenziato dal nuovo Presidente del Comitato delle Regioni, il
quale, in una recente intervista, ha precisato che «senza il
coinvolgimento degli enti regionali e locali, né la strategia di
Europa 2020 né il nuovo patto per l'austerità e la crescita daranno
risultati». Gli enti regionali e locali devono, quindi, «continuare
a svolgere il loro ruolo essenziale di importanti investitori sul
territorio».
E' solo diventando davvero «investitori sul territorio» che
possiamo sperare di recuperare o almeno di mantenere quei livelli
occupazionali che possono attenuare il disagio sociale.
Per queste ragioni, onorevoli colleghi, non possiamo permetterci
più la fuga delle migliori intelligenze siciliane verso il nord e,
in molti casi, verso l'estero
I giovani siciliani guardano a noi e alla stagione politica che
prende le mosse in questi giorni come l'ultima possibilità per
tornare ad immaginare un futuro nella nostra Terra
La fiducia di cui le donne e gli uomini siciliani ci hanno onorato
non può essere disattesa il giorno dopo il voto, ma deve costituire
uno sprone per tutti noi e per il Governo regionale affinché non si
ricada negli errori di una politica assistenzialistica e
clientelare.
Ciò non vuol dire, almeno a mio avviso, l'abbandono di ogni
politica sociale, tutt'altro: se così fosse, ricadremmo nel
liberismo più sfrenato che, in un contesto economico caratterizzato
da molti elementi di alterazione del mercato, aggraverebbe il
disagio sociale.
Occorre, però, che le decisioni di politica sociale siano mirate e
che siano assunte dopo il necessario approfondimento parlamentare.
Per questa ragione assicuro il mio impegno affinché abbia a cessare
la prassi di leggi di spesa approvate nottetempo - i parlamentari
di più legislature sanno a cosa mi riferisco - e che, spesso, sono
il frutto di compromessi al ribasso. Mai più.
Piuttosto l'idea di compromesso va ripresa nel senso più nobile
del termine; d'altronde, la nostra stessa Repubblica si fonda su
quell'intesa tra le forze politiche cattoliche, comuniste,
socialiste e liberali che ha visto il suo momento più alto
nell'approvazione della Carta Costituzionale. E' a questo modello
che dobbiamo guardare, al modello cioè di una condivisione
ricercata ed individuata alla luce del sole, garantendo la
chiarezza delle posizioni di ciascuna parte politica.
Le ragioni che rendono del tutto peculiare la stagione politica
regionale che si apre in questi giorni non sono, però, soltanto
quelle dell'economia e del mercato.
Oggi la Sicilia apre un capitolo nuovo della sua storia. Oggi i
Siciliani hanno scelto di credere nelle idee, hanno smentito
finalmente quello che Leonardo Sciascia riteneva essere il loro più
grande peccato, il non credere che le idee possano muovere il
mondo. Anzi, c'è di più.
Oggi la Sicilia può ancora essere metafora, ma metafora del
rinnovamento, della volontà di cambiamento, di una nuova fiducia
nelle idee e nella politica. Il voto del 28 ottobre ne è stato la
prova. Un voto che ha visto i Siciliani premiare le donne e i
giovani, mai come oggi così numerosi in una Assemblea tanto antica
quanto - fino a ieri - refrattaria al cambiamento; premiare
iniziative nuove, nuovi soggetti politici, non tutti, per carità,
riconducibili alla tradizionale forma del partito politico - e
questa è una grossa novità -, nuove prospettive di crescita. Questi
sono, a mio avviso, importanti segnali di novità, la cui portata
non può essere sottovalutata, in quanto indice di una società
civile non statica ma che riesce ad esprimere nuove energie.
Non da ultimo, il voto del 28 ottobre ha consegnato a questa
Assemblea ben tre fra i candidati alla Presidenza della Regione:
oltre al Presidente Crocetta, l'onorevole Musumeci e l'onorevole
Cancelleri. La presenza di tutti e tre è un valore aggiunto che
consente il confronto dialettico fra esperienze diverse in seno al
Parlamento, al cui interno, sono certo, queste troveranno una
sintesi nell'interesse dei siciliani.
Il Parlamento dovrà rispondere a questa fiducia. Dovrà dimostrare
con i fatti la sua ferma intenzione di invertire la rotta, di
lavorare in una prospettiva di collaborazione e cooperazione che è
l'unica in grado di consentire alla nostra Terra di uscire fuori da
un pantano che sembra inghiottirla.
Il nuovo profilo politico che la Sicilia ha scelto di darsi non è
una operazione gattopardesca di finto cambiamento. Anche a costo di
rischiare di essere retorici, occorre ribadire che oggi non è più
il tempo dei Gattopardi. Oggi è il tempo degli uomini e dei
cittadini siciliani che vogliono tornare ad essere protagonisti
della loro storia. I siciliani non sono più desiderosi d'oblio ,
vogliono e chiedono a gran voce di migliorare, di vivere in maniera
attiva la propria cittadinanza siciliana, non più delegando e
disinteressandosi ma partecipando attivamente alle scelte di chi li
rappresenta e vigilando sull'azione di chi li governa.
Anche così recupereremo il consenso di quanti, con la loro
astensione - non dimentichiamolo, nessuno - hanno voluto
manifestare la loro disillusione nei confronti della politica.
Combattere la sfiducia, aprire prospettive di sviluppo e di equità
sociale: questo sarà il compito dell'Assemblea che mi onorerò di
presiedere, favorendo il dialogo e la cooperazione al di là delle
appartenenze politiche. E del resto, la nostra storia, fatta di
incontri, interazioni e fusioni tra civiltà eterogenee, ce lo
insegna: noi siamo il continente in miniatura , la terra del
dialogo tra le culture, siamo la terra dell'accoglienza e
dell'integrazione. E l'attività politica di questo Parlamento dovrà
ispirarsi a questo straordinario patrimonio genetico dei siciliani
e saper trarre il meglio dalla molteplicità e dalla pluralità dei
soggetti politici che lo compongono, nel nome di un bene comune che
dovrà ispirare e dare corpo ad ogni scelta operata dall'Assemblea.
Se dunque questo è il contesto economico e sociale in cui siamo
chiamati ad operare, non possiamo non mettere in discussione l'idea
stessa del regionalismo speciale quale si è stancamente
trascinata fino ai nostri giorni.
E' ineludibile, quindi, porsi la domanda circa le ragioni
dell'autonomia speciale. E' venuto il momento di farlo alla luce
del sole.
Un illustre costituzionalista siciliano, Temistocle Martines, in
un saggio del '94 intitolato La Carta che sfida il tempo ,
scriveva a proposito dello Statuto siciliano: «E' ormai trascorso
quasi mezzo secolo da quel 15 maggio 1946 e, come tutte le creature
alla soglia dei cinquant'anni - oggi, gli anni sono 66 -, anche lo
Statuto mostra - e non da ora - le sue rughe, appare in qualche sua
parte disidratato. Naturalmente, non c'è da meravigliarsi perché si
tratta di un processo naturale: anche le Costituzioni, infatti, al
pari degli uomini, invecchiano ed accusano il segno dei tempi. E'
saggia azione politica, allora, non continuare ad esaltarle ma
anche non ripudiarle e tentare, invece - conservandone lo spirito
originario - di adeguarle alla mutata realtà sociale e ai diversi
equilibri istituzionali per ridar loro quella linfa vitale,
costituita dal rinnovato consenso della collettività che possa
continuare a legittimarle».
Sia chiaro, onorevoli colleghi, non è mia intenzione riproporre
l'ennesima Commissione per la riforma dello Statuto, specie se non
vi è la volontà politica di procedere in tal senso. Credo, però,
che sia necessario tornare a riflettere sull'opportunità di
eliminare quelli che il professore Martines chiamava i rami
secchi dello Statuto, penso, fra tutte, alle disposizioni
dell'Alta Corte per la Regione siciliana, che sono ormai svuotate
di contenuto e che non possono averne uno nuovo.
Ma penso anche al meccanismo di impugnazione delle leggi regionali
siciliane, anzi delle delibere legislative, che vede, solo per la
nostra Regione, l'impugnazione precedere l'entrata in vigore delle
stesse, con la conseguenza di rendere possibile quella deprecabile
prassi della cosiddetta promulgazione parziale, in virtù della
quale la Regione, in presenza dell'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato, rinuncia già in partenza a far valere le
proprie ragioni nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.
Restano, poi, i nodi irrisolti dell'adeguamento dello Statuto alla
mutata realtà sociale, economica e politica, nonché quello della
piena attuazione di alcune disposizioni statutarie.
Penso, in particolare, ad una legge, che, ai sensi dell'articolo 9
dello Statuto, come modificato dalla legge costituzionale numero 2
del 2001, disciplini i rapporti tra l'Assemblea regionale, il
Governo regionale e il Presidente della Regione. Questa legge, più
di altre, potrebbe essere utile per formalizzare i meccanismi di
collegamento, di discussione e di confronto fra l'Esecutivo
regionale e questa Assemblea che, al momento, sono rimessi al
Regolamento d'Assemblea e alla prassi.
A questo proposito, ritengo necessarie alcune riforme del
Regolamento d'Assemblea, che assicurino un più efficace controllo
della qualità delle leggi. E' fuor di dubbio che, spesso,
quest'ultima dipende dal contesto di emergenza in cui il
provvedimento viene approvato, ma ritengo che sia necessario
rifuggire dall'idea di un' emergenza congenita in tutte le leggi,
che poi è una contraddizione in termini.
Il miglioramento della qualità delle leggi non è, a conti fatti,
un vezzo del legislatore ma costituisce un presupposto della stessa
democrazia. La legge incomprensibile, la cosiddetta legge oscura,
come è stata definita, mette in crisi il rapporto tra il cittadino
e il legislatore, il cittadino soprattutto, che è chiamato ad
osservare e ad applicare le leggi, contribuendo, per questo verso,
ad aumentare la disaffezione verso la politica e verso coloro che
gestiscono la cosa pubblica.
Per tutte queste ragioni, potrebbe essere utile istituire,
all'interno dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, un organo
chiamato ad effettuare questa valutazione, che consenta di
verificare il grado di chiarezza della normativa prima che essa
venga sottoposta all'esame dell'Aula.
Sempre ai fini della chiarezza e della razionalizzazione della
normativa regionale, reputo indispensabile il ricorso allo
strumento del Testo unico, che, rifuggendo dalle tentazioni di
operare indiscriminate e spesso arbitrarie operazioni taglia-leggi,
consenta al cittadino e all'operatore di avere un quadro normativo
chiaro, composto da disposizioni raccolte in un unico testo.
In questo senso, potrebbe risultare particolarmente utile
approvare un Testo unico della normativa in materia di enti locali,
che - anche alla luce della riforma delle Province, operata dal
Governo Monti e sul cui definitivo esito occorrerà attendere le
decisioni della Corte Costituzionale - sarà inevitabilmente
soggetta, nei prossimi mesi, ad una sostanziale riscrittura.
Parimenti utile potrebbe rilevarsi l'approvazione di una raccolta
della normativa in materia di edilizia e di urbanistica, fin qui
contenuta in più leggi che obbligano l'operatore a verificarne la
vigenza e a coordinarne la portata normativa. Questi sono tutti
compiti dell'Assemblea regionale siciliana veramente d'intesa con
il Governo regionale.
Mi sia consentito, poi, richiamare la vostra attenzione sulla
necessità di rivedere, se non di eliminare, i meccanismi di
recepimento degli atti normativi statali nelle materie di
competenza regionale. Alludo a quella prassi per la quale, per
consentire l'applicazione nel territorio siciliano delle leggi
statali incidenti su materie di competenza della Regione, si
richiede un atto di recepimento da parte della Regione stessa. Atto
di recepimento che, spesso, si concretizza in una circolare
dell'assessore competente, con la conseguenza di far dipendere
dalla tempestività di questa ricezione l'applicazione in Sicilia
di leggi anche particolarmente innovative sul piano sociale ed
amministrativo.
A rendere singolare la vicenda sta poi il fatto che, nella maggior
parte dei casi, questo recepimento è avvenuto in maniera acritica,
cioè attraverso un richiamo integrale della normativa statale.
Questo significa rinunciare alla specialità dello Statuto. E'
chiaro che tutto ciò contribuisce a complicare l'attività dei
nostri amministratori locali che, pur in presenza di significative
riforme amministrative, si trovano a dover respingere le legittime
istanze dei cittadini in attesa che dalla Regione provenga un gesto
di assenso.
Ritengo, inoltre, che, a prescindere dalla scelta di rivedere
l'impianto statutario, sia nostro dovere realizzare leggi a prova
di Commissario e sarà mia cura fare in modo che ciò si verifichi.
Con questa espressione intendo sottolineare la necessità che le
delibere legislative sottoposte all'esame del Commissario dello
Stato siano in grado di superare indenni il vaglio di conformità
alla Costituzione e allo Statuto.
Credo, insomma, che il regionalismo, e quello speciale in
particolare, continuerà ad avere un futuro se saprà trasformarsi da
fattore di rallentamento delle politiche statali più avanzate in
laboratorio , per così dire, idoneo a fornire un contributo di
idee, di proposte e di soluzioni di cui non possa non tenere conto
il Governo statale.
Il tempo del regionalismo di retroguardia è finito, onorevoli
colleghi.
L'onorevole Pancrazio De Pasquale, nel suo discorso di
insediamento alla carica di presidente di questa Assemblea, del 23
luglio 1976, affermava: «è vero, noi siamo una parte dello Stato,
non tutto dipende da noi. Sul piano delle cose, i condizionamenti e
le limitazioni sono pesanti ma, sul piano della qualità dei nostri
comportamenti, non ci sono limiti e, pertanto, nessun alibi può
essere da noi invocato per eventuali carenze, insufficienze o
colpe».
Dobbiamo trovare in noi stessi e nelle nostre Istituzioni la forma
per ridare nuovo smalto alle politiche regionali, per convincere
noi stessi e l'opinione pubblica che l'ente regionale non è fonte
di sperpero di denaro pubblico; che la Regione non è chiamata solo
ad avanzare rivendicazioni di sfere di autonomia, a battere cassa,
ma è soprattutto un ente che, attraverso il suo Parlamento, deve
riscoprire la sua capacità progettuale.
Nel momento in cui mi accingo a dare inizio ai nostri lavori, non
posso non ricordare quanti, in questo stesso momento, si trovano in
uno stato di profondo disagio. Penso a coloro che hanno perso o
stanno per perdere il loro posto di lavoro; a coloro che, a seguito
delle calamità naturali degli ultimi anni, hanno perso una persona
cara, l'abitazione o la loro attività, fonte di sostentamento.
Tutti costoro si rivolgono a noi, confidando nel fatto che la
politica non sia autoreferenziale, ripiegata su se stessa e sui
suoi privilegi, ma possa alleviare le loro difficoltà, prendendosi
carico delle proprie responsabilità e delle speranze e dei diritti
altrui.
Vorrei, da ultimo, chiudere questo discorso dedicando un pensiero
ai giganti sulle cui spalle tutti noi siciliani siamo seduti, e
dobbiamo saldamente ancorarci, se vogliamo guardare oltre
l'orizzonte, spesso limitato, della politica di parte. Penso a
Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino e ai tanti che hanno pagato
con il prezzo più alto l'amore per la legalità e la devozione verso
la nostra Terra.
(Applausi)
Fra i numerosi eroi della lotta contro la mafia, lasciatemi
ricordare Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso nel 1948 le cui
spoglie solo quest'anno hanno potuto trovare degna sepoltura.
Concludo con le parole di Giorgio La Pira, che credo debbano
essere la bussola per il nostro lavoro: «L'obiettivo deve essere
per ogni uomo il rispetto del suo valore, per ciascuna creatura la
possibilità della moltiplicazione dei propri talenti». Con la
fondata speranza che questa Assemblea saprà scrivere pagine di una
nuova storia per la Sicilia e i Siciliani, auguro a tutti noi buon
lavoro.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, gli assistenti parlamentari mi hanno
evidenziato che in quest'Aula non tutti si sono presentati con la
giacca e la cravatta. Mi rendo conto che è stata la prima seduta
ma, per il futuro, trattandosi di un atto di Regolamento, va
rispettato fino in fondo.
Oggi passi, perché non ero ancora nelle funzioni ed era la prima
seduta, quindi è perdonabile.
Grazie.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11 dicembre
2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente provvisorio GRECO
Elezione di due Vicepresidenti, di tre Questori e di tre Segretari
La seduta è tolta alle ore 15.33
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli