Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 1 di mercoledì 05 dicembre 2012
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        
                     La seduta è aperta alle ore 11.18

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di età,
    assumo   la   Presidenza  provvisoria  dell'Assemblea,   ai   sensi
    dell'articolo  2,  comma 1, del Regolamento interno  dell'Assemblea
    medesima.
     Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, comunicato
    dal  Presidente della Regione al domicilio dei deputati  ai  sensi
    dell'articolo  3  dello Statuto della Regione, e pubblicato  nella
    Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, parte prima, n. 51 del
    30 novembre 2012:
     I    - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
     II    -  Prestazione del giuramento prescritto dall'art. 5  dello
    Statuto.
     III  - Elezione del Presidente dell'Assemblea.

     Il   primo   punto  dell'ordine  del  giorno  reca:  Costituzione
    dell'Ufficio provvisorio di Presidenza

            Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza

     PRESIDENTE.  Invito  gli  onorevoli Gianina  Ciancio  e  Federico
    Salvatore  Lombardo, quali deputati più giovani fra i presenti,  a
    prendere  posto  al  banco  della  Presidenza  per  esercitare  le
    funzioni di Segretari dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.

          (I deputati Lombardo e Ciancio assumono la loro funzione al
        banco della Presidenza)

     Il  Presidente  provvisorio  dichiara così  costituito  l'Ufficio
    provvisorio di Presidenza.

                          Giuramento dei Deputati

     PRESIDENTE.  Si  passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
    Prestazione  del  giuramento  prescritto  dall'articolo  5   dello
    Statuto.
     Do  lettura della formula del giuramento, stabilita dall'articolo
    6  delle   Norme  per  l'attuazione dello  Statuto  della  Regione
    siciliana e disposizioni transitorie':

      Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo  Capo,
    di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e  di
    esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
    solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
    siciliana'.

     Il  Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia  ad  alta
    voce  le  parole:  «Lo  giuro»; dopo di lui  giurano  i  segretari,
    onorevoli Ciancio e Lombardo; successivamente giurano, ciascuno dal
    proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:

     Alloro,   Anselmo,  Arancio,  Assenza,  Barbagallo,   Cancelleri,
    Caputo,  Cascio  Francesco, Ardizzone, Cascio Salvatore,  Ciaccio,
    Cimino,  Cirone, Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta,
    Currenti,  D'Asero,  Digiacomo, Di Giacinto, Di  Mauro,  Dina,  Di
    Pasquale,   Falcone,   Fazio,  Federico,   Ferrandelli,   Ferreri,
    Figuccia,  Fiorenza,  Firetto, Fontana,  Formica,  Forzese,  Foti,
    Germanà,  Gianni,  Grasso,  Greco Marcello,  Gucciardi,   Laccoto,
    Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto,  Lupo,
    Maggio,  Malafarina, Mangiacavallo, Marziano,  Micciché,  Milazzo,
    Musumeci, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese,
    Ragusa,  Raia,  Rinaldi,  Ruggirello, Sammartino,  Savona,  Scoma,
    Siragusa,  Sorbello,  Sudano, Tamajo, Troisi,  Turano,  Venturino,
    Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che l'onorevole D'Agostino
    presterà il giuramento di rito nella seduta successiva.
     Prima  di  procedere agli ulteriori adempimenti di rito,  desidero
    rivolgere   un  indirizzo  di  saluto  ai  colleghi  deputati,   al
    Presidente  della Regione ed ai componenti della Giunta  regionale,
    invitandoli  a  prendere posto negli appositi banchi  riservati  al
    Governo della Regione.

     (Il Presidente della Regione ed i componenti del Governo prendono
                         posto negli appositi banchi)

     Invito   il   Presidente  della  Regione  a   dare   comunicazione
    all'Assemblea della composizione del Governo.

     CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  presento
    gli    assessori    regionali:    dottoressa    Patrizia    VALENTI
    all'Assessorato  Autonomie locali e funzione  pubblica;  dottoressa
    Linda  VANCHERI all'Assessorato Attività produttive;  dottore  Luca
    BIANCHI  all'Assessorato  Economia;  architetto  Esterina  BONAFEDE
    all'Assessorato  Famiglia,  politiche  sociali  e  lavoro;   dottor
    Antonino  BARTOLOTTA  all'Assessorato  Infrastrutture  e  mobilità;
    Nelli    SCILABRA   all'Assessorato   Istruzione    e    formazione
    professionale; dottore Dario CARTABELLOTTA all'Assessorato  Risorse
    agricole  e alimentari; dottoressa Lucia BORSELLINO all'Assessorato
    Salute;  signora  Maria  LO  BELLO  all'Assessorato  Territorio   e
    Ambiente; signor Francesco BATTIATO all'Assessorato Turismo,  sport
    e spettacolo.
     Preciso  che  non  sono presenti il professore  Antonino  Zichichi
    (Assessorato Beni culturali e identità siciliana), in quanto non si
    è  ancora insediato, e il dottor Nicolò Marino (Assessorato Energia
    e  servizi di pubblica utilità), in quanto in attesa della delibera
    di nulla osta da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.

                     Saluto del Presidente provvisorio

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, signor Presidente della  Regione,
    autorità  presenti  in  Aula, è un onore  per  me  dare  a  voi  il
    benvenuto  in  questa storica Sala ed aprire  i  lavori  della  XVI
    legislatura.
     Oggi  inizia  il  suo  percorso un nuovo ed  ampiamente  rinnovato
    Parlamento, anche se antichissima è la sua storia.
     Permettetemi  di  rivolgere la mia calorosa accoglienza  specie  a
    chi,   per   la   prima  volta,  e  siete  in   molti,   entra   in
    quest'Assemblea.
     Oggi  è  un giorno speciale, quasi come il primo giorno di scuola.
    Ognuno  porta  con  sé le tensioni, le preoccupazioni  e  le  tante
    aspettative del Popolo siciliano.
     Oggi è un giorno nuovo, carico di responsabilità per tutti.
     Questa  Assemblea, forse più di qualunque altra, ha il  dovere  di
    cambiare  radicalmente e di evolversi, pur avendo  sempre  cura  di
    conservare  le  tradizioni migliori, del  reciproco  rispetto,  del
    dialogo  intelligente, dell'attenzione all'interesse superiore  del
    nostro popolo al disopra di qualunque divisione.
     Dobbiamo  lavorare con il massimo impegno affinché  i  cambiamenti
    che  i  cittadini  attendono, se pure scettici, si realizzino.  Con
    l'impegno e con i fatti dobbiamo contrastare l'indebolimento  della
    politica e colmare la distanza che la separa dai cittadini,
     I  partiti  e i movimenti ritrovino forza e vigore, attraverso  le
    azioni  di  rinnovamento chieste dai siciliani, siano  essi  quindi
    espressione  sana  di  una  ritrovata  partecipazione   alla   vita
    democratica  e  traducano le attese e le speranze in  una  proficua
    produzione legislativa.
     Oggi l'Assemblea siciliana non riesce ad adattarsi ai tempi nuovi,
    viene  vista come un corpo a sé, autoreferenziale, sordo alla  voce
    del popolo, quasi assente dalla vita dei cittadini.
     Eppure  il  Parlamento è uno strumento serio ed insostituibile  di
    azione politica.
     Mostriamo  e comportiamoci da classe dirigente adatta ai  tempi  e
    pronta ai cambiamenti.
     Il  Governo  regionale,  che ha mosso i  primi  passi  da  qualche
    settimana,  dichiara  che  farà  non  solo  riforme,  ma  una  vera
    rivoluzione e adotta provvedimenti nel senso di un cambiamento  che
    si dichiara profondo e radicale.
     Proclama che la trasparenza dell'azione amministrativa sarà  senza
    riserve,  che  la legalità sarà la bussola, che il privilegio  farà
    posto ai diritti, che i profittatori e i mercanti saranno scacciati
    dal  tempio,  che la lotta alla mafia sarà senza quartiere  per  la
    liberazione  del nostro popolo e per essere degni di  quanti  hanno
    pagato, eroi del nostro tempo con la loro vita.
     Mi  riferisco anche ai tanti servitori dello Stato caduti in terra
    di  Sicilia perché credevano che la Sicilia un giorno sarà diversa.
    E  se  ognuno di noi fa qualcosa, come diceva il beato Don Puglisi,
    c'è chi ha fatto e ha dato veramente tanto per la nostra terra, sia
    il loro impegno e il loro amore il nostro esempio.
     Abbiamo  il  dovere  di  crederci e di  sostenere  questo  impegno
    riformatore,  rivendicando sempre, onorevoli  colleghi,  il  nostro
    ruolo  di  indirizzo e di controllo, fisicamente percepibile  nello
    stare,  questa  Presidenza,  al  di  sopra  del  Governo,   e   nel
    rappresentare,  questa  Assemblea, noi novanta  deputati,  non  una
    parte,  non  un  partito, ma i cinque milioni di  siciliani.  Anche
    quelli,  e sono i più, che non hanno votato, che non hanno creduto,
    che  sono  sfiduciati, che dobbiamo riconquistare alla  politica  e
    alla democrazia.
     Impegniamoci  a fare buone leggi, poche ma buone, rammentando  che
    le  migliori non per forza comportano spesa. Cominciamo con  quelle
    che promuovono la crescita e lo sviluppo, che producono benessere e
    creano per i nostri figli occasioni di lavoro.
     Esercitiamo  l'iniziativa legislativa, disboschiamo  delegificando
    le  enormità di norme, ai più sconosciute, che complicano  la  vita
    alle famiglie e alle imprese e costituiscono l'alibi più pernicioso
    per la lentezza della burocrazia.
     Rendiamo  trasparenti i nostri comportamenti di persone,  rendiamo
    conto,  noi deputati, del nostro lavoro, della nostra vita di  ogni
    giorno  che non è fatta di ozi, né di lussi, né di abusi,  parliamo
    con  la  gente  cogliamone i bisogni più profondi  e  cerchiamo  di
    trovare risposte  oneste, sincere e serie.
     Contribuiamo, contribuisca soprattutto il Governo, ad impostare su
    basi nuove il rapporto tra Stato e Regione. Si ridefinisca il ruolo
    del  Commissario dello Stato, garante di una vera pariteticità  tra
    Stato e Regione.
     Se il nostro Paese e l'Europa hanno una crisi senza precedenti nel
    Sud,  in  Sicilia  la  crisi e la recessione  sono  più  gravi.  La
    disoccupazione e l'emigrazione raggiungono livelli  mai  visti.  La
    povertà e il bisogno mordono sempre più famiglie.
     Si costituisca una unità di lavoro per la crisi e per la crescita,
    ma  si  faccia  intendere al Governo nazionale che non  si  possono
    imporre  da noi le stesse regole. Si allentino i vincoli del  patto
    di  stabilità, si attenui il peso dei vari tributi, si compensi una
    diversa  fiscalità,  si faccia comprendere che  c'è  un  precariato
    storico che ha diritto alla stabilizzazione.
     Contribuiamo, contribuisca il Governo, a rafforzare i rapporti con
    gli  enti locali, con i sindaci e con gli amministratori locali che
    ogni  giorno  si  spendono  nel confronto  con  i  cittadini  e  si
    comprenda che c'è un personale regionale che non può costituire  il
    capro  espiatorio  di tutti i guasti e di tutte le  colpe.  Non  si
    possono pretendere tagli, tagli e tagli o si finirà col tagliare la
    vita delle persone e della Sicilia.
     Recuperiamo con la determinazione e la serietà, con il  sacrificio
    e  con  l'impegno, la credibilità, che ci consenta di  fare  valere
    l'autonomia conquistata dai nostri padri.
     Da  troppi anni l'autonomia è vilipesa, derisa ed oltraggiata.  Da
    più  parti se ne chiede addirittura l'abolizione. Eppure essa è  lo
    strumento  più  prezioso  del  riscatto,  della  crescita  e  dello
    sviluppo.
     Siamone orgogliosi e, soprattutto, degni protagonisti.
     Non  avrei mai sognato che un giorno, seppure per poco e per causa
    della  mia  età, avrei presieduto il più antico Parlamento,  questa
    nobile Assemblea.
     Vi  ringrazio per l'attenzione che avete prestato alle  mie  poche
    parole.
     Auguri  a tutti noi. Auguri a Lei, Presidente della Regione  e  al
    suo Governo. Auguri alla Sicilia e ai siciliani. Buon lavoro.

                                (Applausi)

     Poiché  l'onorevole  D'Agostino è entrato in  Aula,  lo  invito  a
    prestare il giuramento di rito.

      (L'onorevole D'Agostino, levatosi in  piedi,  pronuncia ad alta
                        voce  le parole  Lo giuro )

             Costituzione della Commissione provvisoria per la
                            verifica dei poteri

     PRESIDENTE.  A  norma dell'articolo 2 bis del Regolamento  interno
    dell'Assemblea,   convoco  la  Commissione  provvisoria    per   la
    verifica    dei    poteri    al    fine    di    procedere     alla
    proclamazione:
     -  a   norma dell'articolo 59 bis della legge regionale  20  marzo
    1951,  n.  29 e successive modificazioni, in coordinamento  con  il
    citato  articolo 2 bis del Regolamento interno dell'Assemblea,  dei
    candidati    che   subentrino a quei deputati  eletti  anche  nella
    lista regionale;
     -  a   norma  dell'articolo 59 della medesima legge  regionale  in
    coordinamento con lo stesso articolo 2 bis del Regolamento  interno
    citato,  dei candidati che  subentrino ai deputati optanti tra  più
    collegi circoscrizionali.
     La  Commissione  provvisoria di verifica è costituita,  ai   sensi
    dell'articolo 2 ter del Regolamento interno, dagli onorevoli membri
    della   Commissione  per la verifica  dei  poteri  della precedente
    legislatura,   onorevoli  Cascio  Francesco,  D'Asero,   Gucciardi,
    Laccoto,  Panarello e Vinciullo, e dai seguenti   altri   deputati,
    sino  a  raggiungere  il  numero  di  nove,  e  precisamente  dagli
    onorevoli Di Mauro, Lentini e Zafarana.
     Sospendo,   quindi,  la  seduta,   invitando   la  Commissione   a
    riunirsi.

          (La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore
                                  12.13)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     Do lettura della lettera pervenutami da parte del Presidente della
    Commissione provvisoria per la verifica dei poteri:

     «Comunico  che  la  Commissione provvisoria per  la  Verifica  dei
    Poteri, riunitasi in data odierna, ai sensi dell'articolo 2 bis e 2
    ter  del Regolamento interno dell'ARS, ha preso atto delle seguenti
    opzioni dopo averne verificato la regolarità:

     - dell'onorevole Firetto Calogero detto Lillo, eletto nel collegio
    circoscrizionale  di  Agrigento (per  la  lista  n.  10  avente  la
    denominazione   Unione dei democratici cristiani e dei  democratici
    di  centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
    cui  elezione,  in  quest'ultimo  collegio,  è  prevalsa  ai  sensi
    dell'art.  59  bis  della  l.r. n. 29/51 e successive  modifiche  e
    integrazioni;

     -  dell'onorevole  Leanza Nicola detto Lino, eletto  nel  collegio
    circoscrizionale  di  Catania  (per  la  lista  n.  14  avente   la
    denominazione   Unione dei democratici cristiani e dei  democratici
    di  centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
    cui  elezione,  in  quest'ultimo  collegio,  è  prevalsa  ai  sensi
    dell'art.  59  bis  della  l.r. n. 29/51 e successive  modifiche  e
    integrazioni;
         -  dell'onorevole  Musumeci Sebastiano detto  Nello  Musumeci,
    eletto nel collegio circoscrizionale di Catania (per la lista n. 10
    avente la denominazione  Nello Musumeci Presidente ) e nel collegio
    regionale, la cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai
    sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
    integrazioni.

     In  conseguenza  di ciò, la Commissione, ai sensi   del  combinato
    disposto  dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione  e
    della  sezione  IV  del Regolamento interno dell'Assemblea,  nonché
    dell'art.   60  della legge regionale n. 29 del 1951 e  s.m.i.,  ha
    proceduto agli accertamenti necessari per assegnare i seggi  resisi
    vacanti,  nei  rispettivi collegi provinciali,  ai  primi  dei  non
    eletti  nelle rispettive liste.

     Ha,  quindi,  deliberato all'unanimità di proporre  l'attribuzione
    dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:

     -  La  Rocca Ruvolo Margherita detta Rita che, nella lista  n.  10
    avente  la  denominazione  Unione dei democratici cristiani  e  dei
    democratici  di  centro  (U.D.C. Unione di  centro)   nel  collegio
    circoscrizionale di Agrigento - lista nella quale  è  stato  eletto
    l'on. Firetto, segue immediatamente con voti n. 3.207 l'unico degli
    eletti, on. Firetto;

     -  Nicotra  Raffaele Giuseppe detto Pippo che, nella lista  n.  14
    avente  la  denominazione  Unione dei democratici cristiani  e  dei
    democratici  di  centro  (U.D.C. Unione di  centro)   nel  collegio
    circoscrizionale  di  Catania - lista nella quale  è  stato  eletto
    l'on. Leanza, segue immediatamente con voti n. 5.390 l'ultimo degli
    eletti, on. Forzese;

     -  Ioppolo  Giovanni detto Gino che, nella lista n. 10  avente  la
    denominazione     Nello   Musumeci   Presidente     nel    collegio
    circoscrizionale  di  Catania - lista nella quale  è  stato  eletto
    l'onorevole  Musumeci,  segue  immediatamente  con  voti  n.  3.561
    l'unico degli eletti,  onorevole Musumeci.

     La   stessa  Commissione  ha  altresì  preso  atto,  dopo   averne
    verificato la regolarità, della dichiarazione di opzione (pervenuta
    il  22  novembre 2012 e protocollata al n. 9129/AULAPG-SGPG del  26
    novembre 2012) per il collegio circoscrizionale di Caltanissetta:

     -  dell'onorevole  Cancelleri Giovanni  Carlo  detto  Giancarlo  o
    Cancellieri,  eletto  nei  collegi  provinciali  di  Caltanissetta,
    Catania e Palermo.

     In  conseguenza  di ciò, la Commissione, ai sensi   del  combinato
    disposto  dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione  e
    della  sezione  IV  del Regolamento interno dell'Assemblea,  nonché
    dell'art.  60  della legge regionale n. 29 del 1951,  ha  proceduto
    agli  accertamenti necessari per assegnare i seggi resisi  vacanti,
    nei  collegi  di Catania e Palermo, ai primi dei non eletti   nelle
    rispettive liste.

     Ha,  quindi,  deliberato all'unanimità di proporre  l'attribuzione
    dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:

     - Cappello Francesco che, nella lista n. 8 avente la denominazione
     Movimento cinque stelle  nel collegio circoscrizionale di  Catania
    -  lista  nella  quale  è  stato  eletto  l'on.  Cancelleri,  segue
    immediatamente  con  voti  n.  2.556 l'ultimo  degli  eletti,   on.
    Ciancio;

     - Trizzino Giampiero che, nella lista n. 2 avente la denominazione
     Movimento   cinque   stelle   -   beppegrillo.it    nel   collegio
    circoscrizionale  di  Palermo - lista nella quale  è  stato  eletto
    l'onorevole  Cancelleri, segue immediatamente  con  voti  n.  1.901
    l'ultimo degli eletti,  onorevole Ciaccio.

     Preciso,   infine,  che  l'attribuzione  dei  seggi  ai  candidati
    subentranti  a  seguito  di  tutte  le  opzioni  di  cui  sopra   è
    subordinata,  ai  sensi  del  comma  1  dell'articolo  2  bis   del
    Regolamento  interno,  alla  convalida  dei  deputati  optanti  nei
    rispettivi collegi di opzione».

     PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea
    prende  atto  della comunicazione del Presidente della  Commissione
    provvisoria  per  la  verifica  dei  poteri.  E  dunque,  ai  sensi
    dell'articolo 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche  ed
    integrazioni,    l'Assemblea   prende   atto    della    prevalenza
    dell'elezione, nel collegio regionale, come da comunicazione  della
    Commissione provvisoria verifica poteri:

     a)  del candidato  Firetto Calogero della  lista  regionale n.  5,
    il quale ha già prestato il  prescritto giuramento di rito;
     b) del candidato  Leanza Nicola  della  lista  regionale n. 5,  il
    quale ha già prestato  il  prescritto giuramento di rito;
     c)  del candidato  Musumeci Sebastiano  della  lista  regionale n.
    10,  il quale ha già prestato  il  prescritto giuramento di rito;

     Pertanto,  ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 bis  della
    l.r.  n.  29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS,
    vista la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida
    dei  deputati  optanti ex lege per il collegio regionale,  proclamo
    eletti deputati:

     a)   per  il  collegio di Agrigento il candidato La  Rocca  Ruvolo
    della lista circoscrizionale n. 10 denominata UDC Unione di Centro;
     b)   per il collegio di Catania il candidato Nicotra  della  lista
    circoscrizionale n. 14 denominata UDC Unione di Centro;
     c)  per  il  collegio di Catania il candidato Ioppolo della  lista
    circoscrizionale n. 10 denominata Nello Musumeci Presidente.

     L'Assemblea  prende altresì atto, ai sensi del combinato  disposto
    dell'art.  59  della l.r. 29/51 e dell'art. 2 bis  del  Regolamento
    interno   dell'ARS,  dell'opzione,  come  da  comunicazione   della
    Commissione provvisoria verifica poteri:

     a1)   per   il   collegio   provinciale  di  Caltanissetta,    del
    candidato  Cancelleri,  eletto   nei  collegi    di  Caltanissetta,
    Catania  e  Palermo,   nella   lista  circoscrizionale   denominata
    Movimento cinque stelle - beppegrillo.it.

     Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 della  l.r.
    n.  29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS, vista
    la  regolarità  delle opzioni e subordinatamente alla convalida dei
    deputati  optanti  per  i collegi provinciali  prescelti,  proclamo
    eletti deputati:

     a1)   per il collegio di Catania il candidato Cappello della lista
    circoscrizionale n. 8 denominata Movimento cinque stelle;
     b1)   per il collegio di Palermo il candidato Trizzino della lista
    circoscrizionale  n.  2  denominata  Movimento  cinque   stelle   -
    beppegrillo.it.

     Avverto che da oggi decorrono i venti giorni per la  presentazione
    di  eventuali  proteste  o reclami, ai sensi  dell'art.  61,  terzo
    comma,  della  legge regionale 20 marzo 1951, n.  29  e  successive
    modificazioni.

        (Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
         e Trizzino testé proclamati entrano in Aula, dirigendosi
       verso il banco della Presidenza e fermandosi alle spalle del
          Presidente provvisorio in attesa del proprio turno per
                          prestare il giuramento)

                          Giuramento dei deputati

     PRESIDENTE.  Poiché  gli  onorevoli  La  Rocca  Ruvolo,   Nicotra,
    Ioppolo,  Cappello e Trizzino sono presenti in Aula,  li  invito  a
    prestare il giuramento di rito.
     Do  lettura  della  formula del giuramento stabilita  dall'art.  6
    delle Norme di attuazione dello  Statuto siciliano:

      Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di
    osservare  lealmente  le leggi dello Stato e  della  Regione  e  di
    esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
    solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
    siciliana

        (Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
        e Trizzino pronunziano in sequenza,  a voce alta, le parole
                                 Lo giuro )

     PRESIDENTE.   Dichiaro  immessi gli  onorevoli  La  Rocca  Ruvolo,
    Nicotra,  Ioppolo, Cappello e Trizzino nelle funzioni  di  deputati
    dell'Assemblea regionale siciliana.

     Si  passa  al  III  punto  dell'ordine del  giorno:  Elezione  del
    Presidente dell'Assemblea.

        Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

     PRESIDENTE.  Ricordo che, a norma dell'articolo 3 del  Regolamento
    interno,   costituito  l'Ufficio  provvisorio  di   Presidenza   ed
    espletati  i  prescritti  adempimenti,  l'Assemblea  procede,   con
    votazione a scrutinio segreto, all'elezione del Presidente.
     E' eletto, a primo scrutinio, chi raggiunge la maggioranza dei due
    terzi  dei componenti dell'Assemblea (60). Qualora nessun  deputato
    ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda votazione nella
    quale  è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti  dei
    componenti dell'Assemblea (46).
     Se  nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si  procede,
    nel  giorno  successivo,  a nuova votazione;  risulterà  eletto  il
    candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
     Qualora  nella  terza  votazione  nessuno  abbia  riportato  detta
    maggioranza,   l'Assemblea   procede   nello   stesso   giorno   al
    ballottaggio  tra i due candidati che abbiano ottenuto  il  maggior
    numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia conseguito
    la maggioranza, anche relativa.
     La   votazione  si  effettuerà,  a  norma  dell'art.  4  bis   del
    Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede recanti
    a stampa i nominativi di tutti i deputati.
     Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso il banco
    delle  Commissioni. Indi il deputato, dopo il voto,  depositerà  la
    scheda nell'apposita urna.

                    Prima votazione a scrutinio segreto

     PRESIDENTE.  Indìco,  pertanto, la  prima  votazione  a  scrutinio
    segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
     Invito il deputato Segretario a procedere con l'appello.

          (LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
     Si proceda allo spoglio delle schede.

                  (Si procede allo spoglio delle schede)

                         Risultato della votazione

          PRESIDENTE.   Comunico  il  risultato  della  votazione   per
    l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

     Presenti e votanti              90
     Maggioranza richiesta           60
     Hanno ottenuto voti i deputati
     Venturino                       15
     Gianni , Ruggirello, Anselmo     5
     Lupo, Coltraro, Malafarina       2

     Maggio,   Milazzo,   Panarello,  Miccichè,  Cracolici,   Sorbello,
    D'Agostino, Ferrandelli, Laccoto, Forzese, Di Giacinto, Cancelleri,
    Gucciardi,  Dina,  Lentini, Marziano, La Rocca Ruvolo,  Barbagallo,
    Panepinto, Ragusa, Raia, Firetto, Cirone, Nicotra, Arancio, Leanza,
    Sammartino, Turano, Alloro, Germanà             1
     Schede bianche                                24
     Schede nulle                                   0

     Non  avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3  del
    Regolamento  interno, la maggioranza dei due terzi  dei  componenti
    dell'Assemblea  (60),  l'elezione non ha avuto  esito  positivo  e,
    pertanto,  si  procederà  ad una seconda votazione  nella  quale  è
    sufficiente,  per  l'elezione,  la  metà  più  uno  dei  voti   dei
    componenti dell'Assemblea (46).

     Prima  di procedere alla seconda votazione sospendo brevemente  la
    seduta.

       (La seduta sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 14.13)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere alla  votazione
    desidero avvertire gli onorevoli colleghi: 1) di usare per il  voto
    esclusivamente le matite copiative presso il seggio elettorale;  2)
    di  apporre sulla scheda per esprimere la preferenza il  segno   X
    apposto in maniera chiara per agevolare il computo dei voti.  Tutte
    le schede che non saranno votate in questo senso saranno dichiarate
    nulle.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole collega, lei non può intervenire.

     LEANZA. Signor Presidente, si può votare come si vuole.

     PRESIDENTE.  Vota  con il segno  X  questo  ha  deciso  il  seggio
    elettorale ed a questo lei si deve attenere onorevole Leanza.
     Siamo già in votazione quindi non è possibile chiedere di parlare.
     Onorevole  Turano, è aperto il seggio ed io non le posso  dare  la
    parola.
     Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

     LEANZA.  Signor  Presidente, non ci  sono  i  colleghi.  Lo  dovrà
    ripetere ad ognuno perché chi non è presente può votare in  maniera
    diversa. La presidenza deve agevolare l'Aula.

     PRESIDENTE.  E  lei  per  evitare di fare l'incidente  con  me  si
    attenga a quello che le dico io.
     E'  indetta  la  votazione,  onorevole Turano.  Onorevole  Leanza,
    agevoli la Presidenza che non ha tanta esperienza.
     Ripeto  quello  che  ho  detto poc'anzi. Nella  scheda  elettorale
    bisogna  apporre  il  segno  X . Non saranno ammessi  altri  segni.
    Saranno dichiarati nulli. Ora è chiaro, onorevole Leanza.

     LEANZA. Io sì. Non lo hanno capito gli assenti.

     PRESIDENTE. Lo comunichi lei ai colleghi.

     TURANO. Non capisco il perché di questa forzatura!

                   Seconda votazione a scrutinio segreto

     PRESIDENTE.  Indìco, quindi, la seconda votazione  per  l'elezione
    del Presidente dell'Assemblea.
     Essa   si   svolgerà  con  le  stesse  modalità  della   votazione
    precedente.
     Invito  il  deputato segretario, onorevole Lombardo,  a  procedere
    all'appello.

          (LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)

                         Risultato della votazione

          PRESIDENTE.   Comunico  il  risultato  della  votazione   per
    l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

     Presenti e votanti                     90
     Maggioranza richiesta                  46

     Hanno ottenuto voti i deputati:

     Ardizzone                              46
     Venturino                              15
     Lupo                                    4
     Cracolici, Cancelleri, Arancio, Alloro  2
     Leanza, Dina, Formica, Ferrandelli      1
     Schede bianche                         13
     Schede nulle                            0

                       (Vivi e prolungati applausi)

     Proclamo  eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana  il
    deputato onorevole Ardizzone.
     Invito, pertanto, l'onorevole Ardizzone a prendere il suo posto  e
    ad assumere le sue funzioni.

       (Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
                         provvisorio, si insedia)

     PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghe
    ed  onorevoli colleghi, consentitemi, innanzitutto, di ringraziarvi
    per  la fiducia che mi avete accordato eleggendomi a Presidente  di
    questa Assemblea.
     Sono  onorato  di poter guidare i lavori di questo  Organo  e,  al
    tempo  stesso,  sono consapevole delle responsabilità  che  gravano
    sulla mia persona, nel momento in cui mi accingo ad assumere questa
    carica.  Posso  assicurarvi che cercherò di condurre  i  lavori  di
    quest'Assemblea in modo imparziale, garantendo il libero  confronto
    di  tutte  le  opinioni, nel rispetto delle  regole  del  dibattito
    democratico.
     La legislatura regionale che si apre in questi giorni si inserisce
    in  un  contesto  economico  e  sociale  che,  inevitabilmente,  ne
    condizionerà   l'attività.  Ciò  mi  induce   a   svolgere   alcune
    riflessioni.
     Per queste ragioni, siamo obbligati a guardare all'Unione europea,
    non  come la fonte dei tagli e delle limitazioni che dal  Patto  di
    stabilità e di crescita  discendono fino al più piccolo degli  enti
    locali,  ma  l'Unione europea è, per la nostra come  per  le  altre
    Regioni,  una  fonte di opportunità. Opportunità  che,  per  essere
    sfruttate  davvero,  necessitano di un pieno  coinvolgimento  degli
    enti regionali e locali.
     In   tal   senso,   mi  pare  significativo  sottolineare   quanto
    evidenziato  dal  nuovo presidente del Comitato delle  Regioni,  il
    quale,  in  una  recente  intervista, ha precisato  che  «senza  il
    coinvolgimento  degli enti regionali e locali, né la  strategia  di
    Europa 2020 né il nuovo patto per l'austerità e la crescita daranno
    risultati». Gli enti regionali e locali devono, quindi, «continuare
    a  svolgere il loro ruolo essenziale di importanti investitori  sul
    territorio».
     E'  solo  diventando  davvero  «investitori  sul  territorio»  che
    possiamo sperare di recuperare, o almeno di mantenere, quei livelli
    occupazionali che possono attenuare il disagio sociale.
     Per  queste  ragioni, onorevoli colleghi, non possiamo permetterci
    più la fuga delle migliori intelligenze siciliane verso il nord  e,
    in molti casi, verso l'estero.
     I  giovani  siciliani guardano a noi e alla stagione politica  che
    prende  le  mosse  in questi giorni come l'ultima  possibilità  per
    tornare ad immaginare un futuro nella nostra Terra.
     La fiducia di cui le donne e gli uomini siciliani ci hanno onorato
    non può essere disattesa il giorno dopo il voto, ma deve costituire
    uno sprone per tutti noi e per il Governo regionale affinché non si
    ricada   negli   errori   di  una  politica  assistenzialistica   e
    clientelare.
     Ciò  non  vuol  dire,  almeno a mio avviso,  l'abbandono  di  ogni
    politica  sociale,  tutt'altro.  Se  così  fosse,  ricadremmo   nel
    liberismo più sfrenato che, in un contesto economico caratterizzato
    da  molti  elementi  di  alterazione del mercato,  aggraverebbe  il
    disagio sociale.
     Occorre, però, che le decisioni di politica sociale siano mirate e
    che  siano assunte dopo il necessario approfondimento parlamentare.
    Per  questa  ragione  assicuro  il mio  impegno  affinché  abbia  a
    cessare  la  prassi di legge di spesa approvate   nottetempo'  -  i
    parlamentari di più legislature sanno a cosa mi riferisco - e  che,
    spesso, sono il frutto di compromessi al ribasso. Mai più.
     Piuttosto  l'idea di compromesso va ripresa nel senso  più  nobile
    del termine.
     D'altronde, la nostra stessa Repubblica si fonda su quella  intesa
    tra le forze politiche cattoliche, comuniste, socialiste e liberali
    che  ha visto il suo momento più alto nell'approvazione della Carta
    Costituzionale.  E'  a  questo modello che  dobbiamo  guardare,  al
    modello cioè di una condivisione ricercata ed individuata alla luce
    del sole, garantendo la chiarezza delle posizioni di ciascuna parte
    politica.
     Le  ragioni  che rendono del tutto peculiare la stagione  politica
    regionale  che  si apre in questi giorni non sono,  però,  soltanto
    quelle dell'economia e del mercato.
     Oggi  la Sicilia apre un capitolo nuovo della sua storia. Oggi,  i
    Siciliani  hanno  scelto  di  credere nelle  idee;  hanno  smentito
    finalmente quello che Leonardo Sciascia riteneva essere il loro più
    grande  peccato:  il  non credere che le idee  possano  muovere  il
    mondo. Anzi, c'è di più.
     Oggi  la  Sicilia  può  ancora essere metafora,  ma  metafora  del
    rinnovamento,  della volontà di cambiamento, di una  nuova  fiducia
    nelle  idee e nella politica. Il voto del 28 ottobre ne è stato  la
    prova.  Un  voto che ha visto i Siciliani premiare  le  donne  e  i
    giovani, mai come oggi così numerosi in una Assemblea tanto  antica
    quanto  -  fino  a  ieri  -  refrattaria al  cambiamento;  premiare
    iniziative  nuove, nuovi soggetti politici, non tutti, per  carità,
    riconducibili  alla  tradizionale forma del partito  politico  -  e
    questa è una grossa novità -, nuove prospettive di crescita. Questi
    sono,  a  mio avviso, importanti segnali di novità, la cui  portata
    non  può  essere  sottovalutata, in quanto indice  di  una  società
    civile non statica ma che riesce ad esprimere nuove energie.
     Non  da  ultimo,  il  voto del 28 ottobre ha consegnato  a  questa
    Assemblea  ben  tre fra i candidati alla Presidenza della  Regione:
    oltre  al  Presidente Crocetta, l'onorevole Musumeci e  l'onorevole
    Cancelleri.  La  presenza di tutti e tre è un valore  aggiunto  che
    consente il confronto dialettico fra esperienze diverse in seno  al
    Parlamento,  al  cui  interno, sono certo,  queste  troveranno  una
    sintesi nell'interesse dei siciliani.
     Il  Parlamento dovrà rispondere a questa fiducia. Dovrà dimostrare
    con  i  fatti  la sua ferma intenzione di invertire  la  rotta,  di
    lavorare in una prospettiva di collaborazione e cooperazione che  è
    l'unica in grado di consentire alla nostra Terra di uscire fuori da
    un pantano che sembra inghiottirla.
     Il nuovo profilo politico che la Sicilia ha scelto di darsi non  è
    una operazione gattopardesca di finto cambiamento. Anche a costo di
    rischiare di essere retorici, occorre ribadire che oggi non  è  più
    il  tempo  dei   Gattopardi'. Oggi è il tempo degli  uomini  e  dei
    cittadini  siciliani  che vogliono tornare ad  essere  protagonisti
    della  loro storia. I siciliani non sono più desiderosi  di  oblio,
    vogliono e chiedono a gran voce di migliorare, di vivere in maniera
    attiva  la  propria  cittadinanza siciliana, non  più  delegando  e
    disinteressandosi ma partecipando attivamente alle scelte di chi li
    rappresenta e vigilando sull'azione di chi li governa.
     Anche  così  recupereremo  il consenso  di  quanti,  con  la  loro
    astensione   -   non  dimentichiamolo,  nessuno  -   hanno   voluto
    manifestare la loro disillusione nei confronti della politica.
     Combattere la sfiducia, aprire prospettive di sviluppo e di equità
    sociale:  questo sarà il compito dell'Assemblea che mi  onorerò  di
    presiedere, favorendo il dialogo e la cooperazione al di  là  delle
    appartenenze  politiche.  Del resto, la  nostra  storia,  fatta  di
    incontri,  interazioni  e  fusioni tra  civiltà  eterogenee  ce  lo
    insegna:  noi  siamo  il  continente in miniatura ,  la  terra  del
    dialogo   tra  le  culture,  siamo  la  terra  dell'accoglienza   e
    dell'integrazione. E l'attività politica di questo Parlamento dovrà
    ispirarsi  a questo straordinario patrimonio genetico dei siciliani
    e  saper trarre il meglio dalla molteplicità e dalla pluralità  dei
    soggetti politici che lo compongono, nel nome di un bene comune che
    dovrà ispirare e dare corpo ad ogni scelta operata dall'Assemblea.
     Se  dunque  questo è il contesto economico e sociale in cui  siamo
    chiamati ad operare, non possiamo non mettere in discussione l'idea
    stessa  del  regionalismo  speciale,  il  quale  si  è  stancamente
    trascinato fino ai nostri giorni.
     E'   ineludibile,  quindi,  porsi  la  domanda  circa  le  ragioni
    dell'autonomia  speciale. E' venuto il momento di farlo  alla  luce
    del sole.
     Un  illustre costituzionalista siciliano, Temistocle Martines,  in
    un  saggio  del  '94  intitolato  La Carta  che  sfida  il  tempo ,
    scriveva,  a proposito dello Statuto siciliano: «E' ormai trascorso
    quasi mezzo secolo da quel 15 maggio 1946 e, come tutte le creature
    alle  soglie  dei  50 anni - oggi, gli anni sono  66  -,  anche  lo
    Statuto  mostra - e non da ora - le sue rughe; appare,  in  qualche
    sua  parte,  disidratato. Naturalmente, non  c'è  da  meravigliarsi
    perché  si  tratta di un processo naturale: anche le  Costituzioni,
    infatti, al pari degli uomini, invecchiano ed accusano il segno dei
    tempi.  E'  saggia  azione  politica,  allora,  non  continuare  ad
    esaltarle  ma anche non ripudiarle e tentare, invece, conservandone
    lo spirito originario, di adeguarle alla mutata realtà sociale e ai
    diversi equilibri istituzionali per ridar loro quella linfa  vitale
    costituita  dal  rinnovato consenso della  collettività  che  possa
    continuare a legittimarle».
     Sia  chiaro,  onorevoli colleghi, non è mia intenzione  riproporre
    l'ennesima Commissione per la riforma dello Statuto, specie se  non
    vi  è  la volontà politica di procedere in tal senso. Credo,  però,
    che  sia  necessario  tornare  a  riflettere  sull'opportunità   di
    eliminare  quelli  che  il  professore Martines  chiamava   i  rami
    secchi    dello  Statuto.  Penso,  fra  tutte,  alle   disposizioni
    dell'Alta  Corte per la Regione siciliana, che sono ormai  svuotate
    di contenuto e che non possono averne uno nuovo.
     Ma penso anche al meccanismo di impugnazione delle leggi regionali
    siciliane,  anzi delle delibere legislative che vede, solo  per  la
    nostra Regione, l'impugnazione precedere l'entrata in vigore  delle
    stesse,  con la conseguenza di rendere possibile quella deprecabile
    prassi  della  cosiddetta promulgazione parziale,  in  virtù  della
    quale  la  Regione,  in  presenza  dell'impugnativa  da  parte  del
    Commissario dello Stato, rinunzia già in partenza a far  valere  le
    proprie ragioni nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.
     Restano, poi, i nodi irrisolti dell'adeguamento dello Statuto alla
    mutata  realtà sociale, economica e politica, nonché  quello  della
    piena attuazione di alcune disposizioni statutarie.
     Penso, in particolare, ad una legge, che, ai sensi dell'articolo 9
    dello Statuto, come modificato dalla legge costituzionale numero  2
    del  2001,  disciplini  i  rapporti tra l'Assemblea  regionale,  il
    Governo regionale e il Presidente della Regione. Questa legge,  più
    di  altre,  potrebbe essere utile per formalizzare i meccanismi  di
    collegamento,  di  discussione  e  di  confronto  fra   l'Esecutivo
    regionale  e  questa  Assemblea che, al momento,  sono  rimessi  al
    Regolamento d'Assemblea e alla prassi.
     A   questo  proposito,  ritengo  necessarie  alcune  riforme   del
    Regolamento  d'Assemblea, che assicurino un più efficace  controllo
    della   qualità  delle  leggi.  E'  fuor  di  dubbio  che,  spesso,
    quest'ultima  dipende  dal  contesto  di  emergenza   in   cui   il
    provvedimento  viene approvato; ritengo, però, che  sia  necessario
    rifuggire dall'idea di un' emergenza congenita  in tutte le  leggi,
    che poi è una contraddizione in termini.
     Il  miglioramento della qualità delle leggi non è, a conti  fatti,
    un  vezzo  del  legislatore, non costituisce un  presupposto  della
    stessa  democrazia. La legge incomprensibile, la  cosiddetta  legge
    oscura,  come è stata definita, mette in crisi il rapporto  tra  il
    cittadino  e  il  legislatore,  il  cittadino  soprattutto,  che  è
    chiamato  ad  osservare e ad applicare le leggi, contribuendo,  per
    questo  verso,  ad aumentare la disaffezione verso  la  politica  e
    verso coloro che gestiscono la cosa pubblica.
     Per   tutte  queste  ragioni,  potrebbe  essere  utile  istituire,
    all'interno  dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea,  un  organo
    chiamato   ad  effettuare  questa  valutazione,  che  consenta   di
    verificare  il  grado di chiarezza della normativa prima  che  essa
    venga sottoposta all'esame dell'Aula.
     Sempre  ai  fini  della chiarezza e della razionalizzazione  della
    normativa   regionale,  reputo  indispensabile  il   ricorso   allo
    strumento  del  Testo  Unico che, rifuggendo  dalle  tentazioni  di
    operare indiscriminate, spesso arbitrarie, operazioni taglia leggi,
    consenta  ai cittadini e all'operatore di avere un quadro normativo
    chiaro composto da disposizioni raccolte in un unico testo.
     In   questo   senso,  potrebbe  risultare  particolarmente   utile
    approvare un Testo Unico della normativa in materia di enti  locali
    che,  anche  alla  luce della riforma delle province,  operata  dal
    Governo  Monti  e sul cui definitivo esito occorrerà  attendere  le
    decisioni   della   Corte  Costituzionale,   sarà   inevitabilmente
    soggetta, nei prossimi mesi, ad una sostanziale riscrittura.
     Parimenti utile potrebbe rilevarsi l'approvazione di una  raccolta
    della  normativa in materia di edilizia e di urbanistica,  fin  qui
    contenuta  in più leggi che obbligano l'operatore a verificarne  la
    vigenza  e  a coordinarne la portata normativa. Questi  sono  tutti
    compiti  dell'Assemblea regionale siciliana veramente d'intesa  con
    il Governo regionale.
     Mi  sia  consentito,  poi, richiamare la vostra  attenzione  sulla
    necessità  di  rivedere,  se  non di  eliminare,  i  meccanismi  di
    recepimento   degli  atti  normativi  statali  nelle   materie   di
    competenza  regionale. Alludo a quella prassi  per  la  quale,  per
    consentire  l'applicazione  nel territorio  siciliano  delle  leggi
    statali  incidenti  su  materie  di competenza  della  Regione,  si
    richiede un atto di recepimento da parte della Regione stessa. Atto
    di  recepimento  che,  spesso,  si  concretizza  in  una  circolare
    dell'assessore  competente,  con la conseguenza  di  far  dipendere
    dalla  tempestività di questa  ricezione  l'applicazione in Sicilia
    di  leggi  anche  particolarmente innovative sul piano  sociale  ed
    amministrativo.
     A  rendere  singolare  la vicenda sta, poi, il  fatto  che,  nella
    maggior  parte dei casi, questo recepimento è avvenuto  in  maniera
    acritica,  cioè  attraverso un richiamo integrale  della  normativa
    statale. Questo significa rinunciare alla specialità dello Statuto.
    E'  chiaro  che tutto ciò contribuisce a complicare l'attività  dei
    nostri  amministratori locali che, pur in presenza di significative
    riforme  amministrative, si trovano a dover respingere le legittime
    istanze dei cittadini in attesa che dalla Regione provenga un gesto
    di assenso.
     Ritengo,  inoltre,  che, a prescindere dalla  scelta  di  rivedere
    l'impianto statutario, sia nostro dovere realizzare  leggi a  prova
    di Commissario , e sarà mia cura fare in modo che ciò si verifichi.
    Con  questa  espressione intendo sottolineare la necessità  che  le
    delibere  legislative  sottoposte all'esame del  Commissario  dello
    Stato  siano  in grado di superare indenni il vaglio di  conformità
    alla Costituzione e allo Statuto.
     Credo,  insomma,  che  il  regionalismo,  e  quello  speciale   in
    particolare, continuerà ad avere un futuro se saprà trasformarsi da
    fattore  di  rallentamento delle politiche statali più avanzate  in
     laboratorio ,  per così dire, idoneo a fornire  un  contributo  di
    idee,  di proposte e di soluzioni di cui non possa non tenere conto
    il Governo statale.
     Il  tempo  del  regionalismo di retroguardia è  finito,  onorevoli
    colleghi.
     L'onorevole   Pancrazio  De  Pasquale,   nel   suo   discorso   di
    insediamento alla carica di Presidente di questa Assemblea, del  23
    luglio  1976, affermava: «E' vero, noi siamo una parte dello Stato,
    non tutto dipende da noi. Sul piano delle cose, i condizionamenti e
    le  limitazioni sono pesanti ma, sul piano della qualità dei nostri
    comportamenti,  non ci sono limiti e, pertanto,  nessun  alibi  può
    essere  da  noi  invocato  per eventuali carenze,  insufficienze  o
    colpe».
     Dobbiamo trovare in noi stessi e nelle nostre Istituzioni la forma
    per  ridare  nuovo smalto alle politiche regionali, per  convincere
    noi  stessi e l'opinione pubblica che l'ente regionale non è  fonte
    di  sperpero di denaro pubblico; che la Regione non è chiamata solo
    ad  avanzare rivendicazioni di sfere di autonomia, a battere cassa,
    ma  è  soprattutto un ente che, attraverso il suo Parlamento,  deve
    riscoprire la sua capacità progettuale.
     Nel  momento in cui mi accingo a dare inizio ai nostri lavori, non
    posso non ricordare quanti, in questo stesso momento, si trovano in
    uno  stato  di profondo disagio. Penso a coloro che hanno  perso  o
    stanno per perdere il loro posto di lavoro; a coloro che, a seguito
    delle  calamità naturali degli ultimi anni, hanno perso una persona
    cara, l'abitazione o la loro attività, fonte di sostentamento.
     Tutti  costoro  si rivolgono a noi, confidando nel  fatto  che  la
    politica  non  sia autoreferenziale, ripiegata su se stessa  e  sui
    suoi  privilegi, ma possa alleviare le loro difficoltà, prendendosi
    carico  delle proprie responsabilità e delle speranze e dei diritti
    altrui.
     Vorrei,  da ultimo, chiudere questo discorso dedicando un pensiero
    ai   giganti  sulle cui spalle tutti noi siciliani siamo seduti,  e
    dobbiamo   saldamente   ancorarci,  se  vogliamo   guardare   oltre
    l'orizzonte,  spesso limitato, della politica  di  parte.  Penso  a
    Giovanni  Falcone, a Paolo Borsellino e ai tanti che  hanno  pagato
    con il prezzo più alto l'amore per la legalità e la devozione verso
    la nostra Terra.

                                (Applausi)

     Fra  i  numerosi  eroi  della lotta contro  la  mafia,  lasciatemi
    ricordare Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso nel 1948 le  cui
    spoglie, solo quest'anno, hanno potuto trovare degna sepoltura.
     Concludo  con  le  parole di Giorgio La Pira,  che  credo  debbano
    essere  la  bussola per il nostro lavoro: «L'obiettivo deve  essere
    per ogni uomo il rispetto del suo valore, per ciascuna creatura  la
    possibilità della moltiplicazione dei propri talenti».
     Con la fondata speranza che questa Assemblea saprà scrivere pagine
    di  una  nuova storia per la Sicilia e i Siciliani, auguro a  tutti
    noi buon lavoro.

                                (Applausi)

     Onorevoli   colleghi,   gli  assistenti  parlamentari   mi   hanno
    evidenziato che in quest'Aula non tutti si sono presentati  con  la
    giacca  e la cravatta. Mi rendo conto che è stata la prima  seduta,
    ma  per  il  futuro,  trattandosi di un  atto  di  Regolamento,  va
    rispettato fino in fondo.
     Oggi  passi perché non ero ancora nelle funzioni ed era  la  prima
    seduta, quindi è perdonabile.
     Grazie.
     Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  11  dicembre
    2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

       Elezione  di  due  Vicepresidenti, di  tre  Questori  e  di  tre
    Segretari

                     La seduta è tolta alle ore 15.33


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di età,
  assumo   la   Presidenza  provvisoria  dell'Assemblea,   ai   sensi
  dell'articolo  2,  comma 1, del Regolamento interno  dell'Assemblea
  medesima.
   Do  lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, comunicato
  dal  Presidente  della Regione al domicilio dei deputati  ai  sensi
  dell'articolo  3  dello Statuto della Regione, e  pubblicato  nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, parte prima, n. 51  del
  30 novembre 2012:
   I    - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
   II    -  Prestazione del giuramento prescritto dall'art. 5  dello
  Statuto.
   III  - Elezione del Presidente dell'Assemblea.

   Il   primo   punto  dell'ordine  del  giorno  reca:  Costituzione
  dell'Ufficio provvisorio di Presidenza

          Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza

   PRESIDENTE.  Invito  gli  onorevoli  Gianina  Ciancio  e  Federico
  Salvatore  Lombardo, quali deputati più giovani fra i  presenti,  a
  prendere posto al banco della Presidenza per esercitare le funzioni
  di Segretari dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.

        (I deputati Lombardo e Ciancio assumono la loro funzione al
      banco della Presidenza)

   Dichiaro così costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


                        Giuramento dei Deputati

   PRESIDENTE.  Si  passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Prestazione  del  giuramento  prescritto  dall'articolo  5   dello
  Statuto.
   Do  lettura della formula del giuramento, stabilita dall'articolo
  6  delle   Norme  per  l'attuazione dello  Statuto  della  Regione
  siciliana e disposizioni transitorie':

    Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana'.

   Il  Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia  ad  alta
  voce  le  parole:  «Lo  giuro»; dopo di lui  giurano  i  segretari,
  onorevoli Ciancio e Lombardo; successivamente giurano, ciascuno dal
  proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula:

   Alloro,   Anselmo,  Arancio,  Assenza,  Barbagallo,   Cancelleri,
  Caputo,  Cascio  Francesco, Ardizzone, Cascio Salvatore,  Ciaccio,
  Cimino,  Cirone, Clemente, Coltraro, Cordaro, Cracolici, Crocetta,
  Currenti,  D'Asero,  Digiacomo,  Di  Giacinto,  Di  Mauro,   Dina,
  Dipasquale,   Falcone,  Fazio,  Federico,  Ferrandelli,   Ferreri,
  Figuccia,  Fiorenza,  Firetto, Fontana,  Formica,  Forzese,  Foti,
  Germanà,  Gianni,  Grasso,  Greco  Marcello,  Gucciardi,  Laccoto,
  Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto,  Lupo,
  Maggio,  Malafarina, Mangiacavallo, Marziano,  Micciché,  Milazzo,
  Musumeci, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese,
  Ragusa,  Raia,  Rinaldi,  Ruggirello, Sammartino,  Savona,  Scoma,
  Siragusa,  Sorbello,  Sudano, Tamajo, Troisi,  Turano,  Venturino,
  Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che l'onorevole D'Agostino
  presterà il giuramento di rito nella seduta successiva.
   Prima  di  procedere agli ulteriori adempimenti di rito,  desidero
  rivolgere   un  indirizzo  di  saluto  ai  colleghi  deputati,   al
  Presidente  della Regione ed ai componenti della Giunta  regionale,
  invitandoli  a  prendere posto negli appositi banchi  riservati  al
  Governo della Regione.

   (Il Presidente della Regione ed i componenti del Governo prendono
                                 posto
                        negli appositi banchi)


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


          Comunicazione dei componenti del Governo regionale

   PRESIDENTE.   Invito   il  Presidente   della   Regione   a   dare
  comunicazione all'Assemblea della composizione del Governo.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  presento
  gli    assessori    regionali:    dottoressa    Patrizia    VALENTI
  all'Assessorato  Autonomie locali e funzione  pubblica;  dottoressa
  Linda  VANCHERI all'Assessorato Attività produttive;  dottore  Luca
  BIANCHI  all'Assessorato  Economia;  architetto  Esterina  BONAFEDE
  all'Assessorato  Famiglia,  politiche  sociali  e  lavoro;   dottor
  Antonino  BARTOLOTTA  all'Assessorato  Infrastrutture  e  mobilità;
  signora  Nella  SCILABRA  all'Assessorato Istruzione  e  formazione
  professionale;  dottor Dario CARTABELLOTTA all'Assessorato  Risorse
  agricole  e alimentari; dottoressa Lucia BORSELLINO all'Assessorato
  Salute;  signora  Maria  LO  BELLO  all'Assessorato  Territorio   e
  Ambiente; signor Francesco BATTIATO all'Assessorato Turismo,  sport
  e spettacolo.
   Preciso  che  non  sono presenti il professore  Antonino  Zichichi
  (Assessore Beni culturali e identità siciliana), in quanto non si è
  ancora  insediato, e il dottor Nicolò Marino (Assessore  Energia  e
  servizi di pubblica utilità), in quanto in attesa della delibera di
  nulla osta da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.

                   Saluto del Presidente provvisorio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, signor Presidente della  Regione,
  autorità  presenti  in  Aula, è un onore  per  me  dare  a  voi  il
  benvenuto  in  questa storica Sala ed aprire  i  lavori  della  XVI
  legislatura.
   Oggi  inizia  il  suo  percorso un nuovo ed  ampiamente  rinnovato
  Parlamento, anche se antichissima è la sua storia.
   Permettetemi  di  rivolgere la mia calorosa accoglienza  specie  a
  chi,   per  la  prima  volta  -  e  siete  in  molti  -  entra   in
  quest'Assemblea.
   Oggi  è  un giorno speciale, quasi come il primo giorno di scuola.
  Ognuno  porta  con  sé le tensioni, le preoccupazioni  e  le  tante
  aspettative del popolo siciliano.
   Oggi è un giorno nuovo, carico di responsabilità per tutti.
   Questa  Assemblea, forse più di qualunque altra, ha il  dovere  di
  cambiare  radicalmente e di evolversi, pur avendo  sempre  cura  di
  conservare  le  tradizioni migliori, del  reciproco  rispetto,  del
  dialogo  intelligente, dell'attenzione all'interesse superiore  del
  nostro popolo, al di sopra di qualunque divisione.
   Dobbiamo  lavorare con il massimo impegno affinché  i  cambiamenti
  che  i  cittadini  attendono, se pure scettici, si realizzino.  Con
  l'impegno e con i fatti dobbiamo contrastare l'indebolimento  della
  politica e colmare la distanza che la separa dai cittadini,
   I  partiti  e i movimenti ritrovino forza e vigore, attraverso  le
  azioni  di rinnovamento chieste dai siciliani; siano essi,  quindi,
  espressione  sana  di  una  ritrovata  partecipazione   alla   vita
  democratica  e  traducano le attese e le speranze in  una  proficua
  produzione legislativa.
   Oggi,  l'Assemblea regionale siciliana non riesce ad adattarsi  ai
  tempi  nuovi;  viene  vista come un corpo a  sé,  autoreferenziale,
  sordo alla voce del popolo, quasi assente dalla vita dei cittadini.
   Eppure  il  Parlamento è uno strumento serio ed insostituibile  di
  azione politica.
   Mostriamo  e comportiamoci da classe dirigente adatta ai  tempi  e
  pronta ai cambiamenti.
   Il  Governo  regionale,  che ha mosso i  primi  passi  da  qualche
  settimana,  dichiara  che  farà  non  solo  riforme  ma  una   vera
  rivoluzione e adotta provvedimenti nel senso di un cambiamento  che
  si dichiara profondo e radicale.
   Proclama che la trasparenza dell'azione amministrativa sarà  senza
  riserve,  che  la legalità sarà la bussola, che il privilegio  farà
  posto ai diritti, che i profittatori e i mercanti saranno scacciati
  dal  tempio,  che la lotta alla mafia sarà senza quartiere  per  la
  liberazione  del nostro popolo e per essere degni di  quanti  hanno
  pagato eroi del nostro tempo con la loro vita.
   Mi  riferisco anche ai tanti servitori dello Stato caduti in terra
  di  Sicilia  perché  credevano  che la  Sicilia,  un  giorno,  sarà
  diversa.
   E   se  ognuno  di  noi  fa qualcosa , come diceva  il  beato  Don
  Puglisi,  c'è chi ha fatto e ha dato veramente tanto per la  nostra
  terra, sia il loro impegno e il loro amore il nostro esempio.
   Abbiamo  il  dovere  di  crederci e di  sostenere  questo  impegno
  riformatore,  rivendicando sempre, onorevoli  colleghi,  il  nostro
  ruolo  di  indirizzo e di controllo, fisicamente percepibile  nello
  stare,  questa  Presidenza,  al  di  sopra  del  Governo,   e   nel
  rappresentare,  questa  Assemblea, noi novanta  deputati,  non  una
  parte, non un partito, ma cinque milioni di siciliani. Anche quelli
  -  e  sono i più - che non hanno votato, che non hanno creduto, che
  sono  sfiduciati, che dobbiamo riconquistare alla politica  e  alla
  democrazia.
   Impegniamoci  a fare buone leggi, poche ma buone, rammentando  che
  le  migliori non per forza comportano spesa. Cominciamo con  quelle
  che promuovono la crescita e lo sviluppo, che producono benessere e
  creano per i nostri figli occasioni di lavoro.
   Esercitiamo  l'iniziativa legislativa, disboschiamo  delegificando
  le  enormità di norme, ai più sconosciute, che complicano  la  vita
  alle famiglie e alle imprese e costituiscono l'alibi più pernicioso
  per la lentezza della burocrazia.
   Rendiamo  trasparenti i nostri comportamenti di persone,  rendiamo
  conto,  noi deputati, del nostro lavoro, della nostra vita di  ogni
  giorno  che non è fatta di ozi, né di lussi, né di abusi;  parliamo
  con  la  gente,  cogliamone i bisogni più profondi e  cerchiamo  di
  trovare risposte oneste, sincere e serie.
   Contribuiamo, contribuisca soprattutto il Governo, ad impostare su
  basi nuove il rapporto tra Stato e Regione.
   Si  ridefinisca il ruolo del Commissario dello Stato,  garante  di
  una vera pariteticità tra Stato e Regione.
   Se  il  nostro Paese e l'Europa hanno una crisi senza  precedenti,
  nel  Sud,  in Sicilia, la crisi e la recessione sono più gravi.  La
  disoccupazione e l'emigrazione raggiungono livelli  mai  visti;  la
  povertà e il bisogno mordono sempre più famiglie.
   Si costituisca una unità di lavoro per la crisi e per la crescita,
  ma  si  faccia  intendere al Governo nazionale che non  si  possono
  imporre  da noi le stesse regole. Si allentino i vincoli del  Patto
  di  stabilità, si attenui il peso dei vari tributi, si consenta una
  diversa  fiscalità,  si faccia comprendere che  c'è  un  precariato
  storico che ha diritto alla stabilizzazione.
   Contribuiamo, contribuisca il Governo, a rafforzare i rapporti con
  gli enti locali, con i sindaci e con gli amministratori locali che,
  ogni  giorno,  si  spendono nel confronto  con  i  cittadini  e  si
  comprenda che c'è un personale regionale che non può costituire  il
  capro  espiatorio  di tutti i guasti e di tutte le  colpe.  Non  si
  possono pretendere tagli, tagli e tagli o si finirà col tagliare la
  vita   delle   persone   e  della  Sicilia.  Recuperiamo   con   la
  determinazione e la serietà, con il sacrificio e con l'impegno,  la
  credibilità  che ci consenta di far valere l'autonomia  conquistata
  dai nostri padri.
   Da  troppi anni, l'autonomia è vilipesa, derisa ed oltraggiata. Da
  più  parti se ne chiede addirittura l'abolizione. Eppure essa è  lo
  strumento  più  prezioso  del  riscatto,  della  crescita  e  dello
  sviluppo.
   Siamone orgogliosi e, soprattutto, degni protagonisti.
   Non  avrei mai sognato che un giorno, seppure per poco e per causa
  della  mia  età, avrei presieduto il più antico Parlamento,  questa
  nobile  Assemblea. Vi ringrazio per l'attenzione che avete prestato
  alle mie poche parole. Auguri a tutti noi. Auguri a Lei, Presidente
  della Regione e al suo Governo. Auguri alla Sicilia e ai siciliani.
  Buon lavoro.

                              (Applausi)

                 Giuramento dell'onorevole D'Agostino

   PRESIDENTE.  Poiché l'onorevole D'Agostino è entrato in  Aula,  lo
  invito a prestare il giuramento di rito.

    (L'onorevole D'Agostino, levatosi in  piedi,  pronuncia ad alta
                      voce  le parole  Lo giuro')


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


           Costituzione della Commissione provvisoria per la
                          verifica dei poteri

   PRESIDENTE.  A  norma dell'articolo 2 bis del Regolamento  interno
  dell'Assemblea, convoco la Commissione provvisoria per la  verifica
  dei poteri al fine di procedere alla proclamazione:
   -  a  norma  dell'articolo 59 bis della legge regionale  20  marzo
  1951,   n.   29   e  successive  modificazioni  (legge   elettorale
  siciliana),  in  coordinamento con il citato  articolo  2  bis  del
  Regolamento interno dell'Assemblea, dei candidati che subentrino  a
  quei deputati eletti anche nella lista regionale;
   -  a  norma  dell'articolo 59 della medesima  legge  regionale  in
  coordinamento con lo stesso articolo 2 bis del Regolamento  interno
  citato,  dei candidati che subentrino ai deputati optanti  tra  più
  collegi circoscrizionali.
   La  Commissione  provvisoria di verifica è  costituita,  ai  sensi
  dell'articolo 2 ter del Regolamento interno, dagli onorevoli membri
  della  Commissione  per  la verifica dei  poteri  della  precedente
  legislatura,   onorevoli  Cascio  Francesco,  D'Asero,   Gucciardi,
  Laccoto, Panarello e Vinciullo, e dai seguenti altri deputati, sino
  a  raggiungere il numero di nove, e precisamente dagli onorevoli Di
  Mauro, Lentini e Zafarana.
   Sospendo, quindi, la seduta, invitando la Commissione a riunirsi.

        (La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore
                                12.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Do  lettura della lettera pervenutami  da  parte  del
  Presidente  della  Commissione  provvisoria  per  la  verifica  dei
  poteri:

   «Comunico  che  la  Commissione provvisoria per  la  verifica  dei
  poteri, riunitasi in data odierna, ai sensi degli articoli 2 bis  e
  2  ter  del  Regolamento  interno dell'ARS,  ha  preso  atto  delle
  seguenti opzioni dopo averne verificato la regolarità:

   - dell'onorevole Firetto Calogero detto Lillo, eletto nel collegio
  circoscrizionale  di  Agrigento (per  la  lista  n.  10  avente  la
  denominazione   Unione dei democratici cristiani e dei  democratici
  di  centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
  cui  elezione,  in  quest'ultimo  collegio,  è  prevalsa  ai  sensi
  dell'art.  59  bis  della  l.r. n. 29/51 e successive  modifiche  e
  integrazioni;
   -  dell'onorevole  Leanza Nicola detto Lino, eletto  nel  collegio
  circoscrizionale  di  Catania  (per  la  lista  n.  14  avente   la
  denominazione   Unione dei democratici cristiani e dei  democratici
  di  centro (U.D.C. Unione di centro) ) e nel collegio regionale, la
  cui  elezione,  in  quest'ultimo  collegio,  è  prevalsa  ai  sensi
  dell'art.  59  bis  della  l.r. n. 29/51 e successive  modifiche  e
  integrazioni;
   -  dell'onorevole Musumeci Sebastiano detto Nello Musumeci, eletto
  nel collegio circoscrizionale di Catania (per la lista n. 10 avente
  la  denominazione   Nello  Musumeci  Presidente )  e  nel  collegio
  regionale, la cui elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa ai
  sensi dell'art. 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche e
  integrazioni.

   In  conseguenza  di  ciò, la Commissione, ai sensi  del  combinato
  disposto  dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione  e
  della  sezione  IV  del Regolamento interno dell'Assemblea,  nonché
  dell'art.  60 della legge regionale n. 29 del 1951 e s.m.i.  (legge
  elettorale siciliana), ha proceduto agli accertamenti necessari per
  assegnare   i   seggi   resisi  vacanti,  nei  rispettivi   collegi
  provinciali, ai primi dei non eletti nelle rispettive liste.

   Ha,  quindi,  deliberato all'unanimità di proporre  l'attribuzione
  dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:

   -  La  Rocca Ruvolo Margherita detta Rita che, nella lista  n.  10
  avente  la  denominazione  Unione dei democratici cristiani  e  dei
  democratici  di  centro  (U.D.C. Unione di  centro)   nel  collegio
  circoscrizionale di Agrigento - lista nella quale  è  stato  eletto
  l'on. Firetto, segue immediatamente con voti n. 3.207 l'unico degli
  eletti, onorevole Firetto;
   -  Nicotra  Raffaele Giuseppe detto Pippo che, nella lista  n.  14
  avente  la  denominazione  Unione dei democratici cristiani  e  dei
  democratici  di  centro  (U.D.C. Unione di  centro)   nel  collegio
  circoscrizionale  di  Catania - lista nella quale  è  stato  eletto
  l'onorevole Leanza, segue immediatamente con voti n. 5.390 l'ultimo
  degli eletti, onorevole Forzese;
   -  Ioppolo  Giovanni detto Gino che, nella lista n. 10  avente  la
  denominazione     Nello   Musumeci   Presidente     nel    collegio
  circoscrizionale  di  Catania - lista nella quale  è  stato  eletto
  l'onorevole  Musumeci,  segue  immediatamente  con  voti  n.  3.561
  l'unico degli eletti, onorevole Musumeci.

   La   stessa  Commissione  ha  altresì  preso  atto,  dopo   averne
  verificato la regolarità, della dichiarazione di opzione (pervenuta
  il  22  novembre 2012 e protocollata al n. 9129/AULAPG-SGPG del  26
  novembre 2012) per il collegio circoscrizionale di Caltanissetta:

   -  dell'onorevole  Cancelleri Giovanni  Carlo  detto  Giancarlo  o
  Cancellieri,  eletto  nei  collegi  provinciali  di  Caltanissetta,
  Catania e Palermo.

   In  conseguenza  di  ciò, la Commissione, ai sensi  del  combinato
  disposto  dell'articolo 4, parte II, dello Statuto della Regione  e
  della  sezione  IV  del Regolamento interno dell'Assemblea,  nonché
  dell'art.  60  della legge regionale n. 29 del 1951,  ha  proceduto
  agli  accertamenti necessari per assegnare i seggi resisi  vacanti,
  nei  collegi  di Catania e Palermo, ai primi dei non  eletti  nelle
  rispettive liste.

   Ha,  quindi,  deliberato all'unanimità di proporre  l'attribuzione
  dei seggi in parola rispettivamente ai candidati:

   - Cappello Francesco che, nella lista n. 8 avente la denominazione
  SMovimento cinque stelle  nel collegio circoscrizionale di  Catania
  -  lista  nella quale è stato eletto l'onorevole Cancelleri,  segue
  immediatamente  con voti n. 2.556 l'ultimo degli eletti,  onorevole
  Ciancio;
   - Trizzino Giampiero che, nella lista n. 2 avente la denominazione
   Movimento   cinque   stelle   -   beppegrillo.it    nel   collegio
  circoscrizionale  di  Palermo - lista nella quale  è  stato  eletto
  l'onorevole  Cancelleri, segue immediatamente  con  voti  n.  1.901
  l'ultimo degli eletti, onorevole Ciaccio.

   Preciso,   infine,  che  l'attribuzione  dei  seggi  ai  candidati
  subentranti  a  seguito  di  tutte  le  opzioni  di  cui  sopra   è
  subordinata,  ai  sensi  del  comma  1  dell'articolo  2  bis   del
  Regolamento  interno,  alla  convalida  dei  deputati  optanti  nei
  rispettivi collegi di opzione».

   PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea
  prende  atto  della comunicazione del Presidente della  Commissione
  provvisoria  per  la  verifica  dei  poteri.  E  dunque,  ai  sensi
  dell'articolo 59 bis della l.r. n. 29/51 e successive modifiche  ed
  integrazioni,    l'Assemblea   prende   atto    della    prevalenza
  dell'elezione, nel collegio regionale, come da comunicazione  della
  Commissione provvisoria verifica poteri:
   a)  del candidato Firetto Calogero della lista regionale n. 5,  il
  quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
   b)  del  candidato Leanza Nicola della lista regionale  n.  5,  il
  quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito;
   c) del candidato  Musumeci Sebastiano della lista regionale n. 10,
  il quale ha già prestato il prescritto giuramento di rito.
   Pertanto,  ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 bis  della
  l.r.  n.  29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS,
  vista la regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida
  dei  deputati  optanti ex lege per il collegio regionale,  proclamo
  eletti deputati:
   a) per il collegio di Agrigento il candidato La Rocca Ruvolo della
  lista circoscrizionale n. 10 denominata UDC Unione di Centro;
   b)  per  il  collegio di Catania il candidato Nicotra della  lista
  circoscrizionale n. 14 denominata UDC Unione di Centro;
   c)  per  il  collegio di Catania il candidato Ioppolo della  lista
  circoscrizionale n. 10 denominata Nello Musumeci Presidente.
   L'Assemblea  prende altresì atto, ai sensi del combinato  disposto
  dell'art.  59  della l.r. 29/51 e dell'art. 2 bis  del  Regolamento
  interno   dell'ARS,  dell'opzione,  come  da  comunicazione   della
  Commissione provvisoria verifica poteri:
   a1)  per  il collegio provinciale di Caltanissetta, del  candidato
  Cancelleri, eletto nei collegi di Caltanissetta, Catania e Palermo,
  nella  lista circoscrizionale denominata Movimento cinque stelle  -
  beppegrillo.it.
   Pertanto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 59 della  l.r.
  n.  29/51 e dell'art. 2 bis del Regolamento interno dell'ARS, vista
  la   regolarità delle opzioni e subordinatamente alla convalida dei
  deputati  optanti  per  i collegi provinciali  prescelti,  proclamo
  eletti deputati:
   a1)  per il collegio di Catania il candidato Cappello della  lista
  circoscrizionale n. 8 denominata Movimento cinque stelle;
   b1)  per il collegio di Palermo il candidato Trizzino della  lista
  circoscrizionale  n.  2  denominata  Movimento  cinque   stelle   -
  beppegrillo.it.

   Avverto  che da oggi decorrono i venti giorni per la presentazione
  di  eventuali  proteste  o reclami, ai sensi  dell'art.  61,  terzo
  comma,  della  legge regionale 20 marzo 1951, n.  29  e  successive
  modificazioni.

      (Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
       e Trizzino testé proclamati entrano in Aula, dirigendosi
     verso il banco della Presidenza e fermandosi alle spalle del
        Presidente provvisorio in attesa del proprio turno per
                        prestare il giuramento)
                        Giuramento di deputati

   PRESIDENTE.  Poiché  gli  onorevoli  La  Rocca  Ruvolo,   Nicotra,
  Ioppolo,  Cappello e Trizzino sono presenti in Aula,  li  invito  a
  prestare il giuramento di rito.
   Do  lettura  della  formula del giuramento stabilita  dall'art.  6
  delle Norme di attuazione dello  Statuto siciliano:

    Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di
  osservare  lealmente  le leggi dello Stato e  della  Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana

      (Gli onorevoli La Rocca Ruvolo, Nicotra, Ioppolo, Cappello
      e Trizzino pronunziano in sequenza, a voce alta, le parole
                               Lo giuro )

   PRESIDENTE.  Dichiaro  immessi  gli  onorevoli  La  Rocca  Ruvolo,
  Nicotra,  Ioppolo, Cappello e Trizzino nelle funzioni  di  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine del  giorno:  Elezione  del
  Presidente dell'Assemblea.


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


      Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE.  Ricordo che, a norma dell'articolo 3 del  Regolamento
  interno,   costituito  l'Ufficio  provvisorio  di   Presidenza   ed
  espletati  i  prescritti  adempimenti,  l'Assemblea  procede,   con
  votazione a scrutinio segreto, all'elezione del Presidente.
   E' eletto, a primo scrutinio, chi raggiunge la maggioranza dei due
  terzi  dei componenti dell'Assemblea (60). Qualora nessun  deputato
  ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda votazione nella
  quale  è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti  dei
  componenti dell'Assemblea (46).
   Se  nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si  procede,
  nel  giorno  successivo,  a nuova votazione;  risulterà  eletto  il
  candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
   Qualora  nella  terza  votazione  nessuno  abbia  riportato  detta
  maggioranza,   l'Assemblea   procede   nello   stesso   giorno   al
  ballottaggio  tra i due candidati che abbiano ottenuto  il  maggior
  numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia conseguito
  la maggioranza, anche relativa.
   La   votazione  si  effettuerà,  a  norma  dell'art.  4  bis   del
  Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede recanti
  a stampa i nominativi di tutti i deputati.
   Dette schede saranno consegnate a ciascun deputato presso il banco
  delle  Commissioni. Indi il deputato, dopo il voto,  depositerà  la
  scheda nell'apposita urna.

                  Prima votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE.  Indìco,  pertanto, la  prima  votazione  a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
   Invito il deputato Segretario a procedere con l'appello.

        (LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)

   Partecipano  alla votazione: Alloro, Anselmo, Arancio,  Ardizzone,
  Assenza,   Barbagallo,   Cancelleri,   Cappello,   Caputo,   Cascio
  Francesco,  Cascio  Salvatore, Ciaccio,  Ciancio,  Cimino,  Cirone,
  Clemente,   Coltraro,   Cordaro,  Cracolici,  Crocetta,   Currenti,
  D'Agostino,  D'Asero,  Di  Giacinto,  Di  Mauro,  Digiacomo,  Dina,
  Dipasquale,   Falcone,   Fazio,  Federico,  Ferrandelli,   Ferreri,
  Figuccia,  Fiorenza,  Firetto,  Fontana,  Formica,  Forzese,  Foti,
  Germanà, Gianni, Grasso, Greco Giovanni, Greco Marcello, Gucciardi,
  Ioppolo,  La  Rocca  Claudia, La Rocca Ruvolo Margherita,  Laccato,
  Lantieri,  Lenza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto,  Lombardo,  Lupo,
  Maggio,  Malafarina,  Mangiacavallo, Marziano,  Miccichè,  Milazzo,
  Musumeci,  Nicotra, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto,  Picciolo,
  Pogliese,  Ragusa,  Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino,  Savona,
  Scoma,   Siragusa,  Corbello,  Sudano,  Tamajo,  Trizzino,  Troisi,
  Turano, Venturino, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
   Invito  i  deputati  Segretari a coadiuvare  la  Presidenza  nello
  spoglio delle schede.

                (Si procede allo spoglio delle schede)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico  il risultato della  votazione  a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

   Presenti e votanti              90
   Maggioranza richiesta      60

   Hanno ottenuto voti i deputati:

   Venturino                                          15

   Gianni , Ruggirello, Anselmo            5

   Lupo, Coltraro, Malafarina                2

   Maggio,   Milazzo,   Panarello,  Miccichè,  Cracolici,   Sorbello,
  D'Agostino, Ferrandelli, Laccoto, Forzese, Di Giacinto, Cancelleri,
  Gucciardi,  Dina,  Lentini, Marziano, La Rocca Ruvolo,  Barbagallo,
  Panepinto, Ragusa, Raia, Firetto, Cirone, Nicotra, Arancio, Leanza,
  Sammartino,            Turano,           Alloro,            Germanà
  1

   Schede bianche                                 24
   Schede nulle                                       0

   Avverto  che,  non  avendo  alcun  deputato  riportato,  a   norma
  dell'articolo  3  del Regolamento interno, la maggioranza  dei  due
  terzi  dei componenti dell'Assemblea (60), l'elezione non ha  avuto
  esito  positivo e, pertanto, si procederà ad una seconda  votazione
  nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti
  dei componenti dell'Assemblea (46).

   Prima  di procedere alla seconda votazione sospendo brevemente  la
  seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 14.13)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  prima di procedere alla votazione,  desidero
  avvertire   gli   onorevoli  deputati  ad   usare   per   il   voto
  esclusivamente le matite copiative presso il seggio elettorale e ad
  apporre  sulla scheda, per esprimere la preferenza, il  segno   x',
  apposto in maniera chiara, per agevolare il computo dei voti.
   Tutte  le  schede che recheranno segni diversi saranno  dichiarate
  nulle.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole collega, lei non può intervenire.

   LEANZA. Signor Presidente, si può votare come si vuole.

   PRESIDENTE.  Voti  con il segno  x'. Questo ha  deciso  il  seggio
  elettorale ed a questo lei si deve attenere, onorevole Leanza.
   Siamo  già  in  votazione,  quindi, non è  possibile  chiedere  di
  parlare.
   Onorevole Turano, il è aperto ed io non le posso dare la parola.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

   LEANZA.  Signor  Presidente, non ci  sono  i  colleghi.  Lo  dovrà
  ripetere ad ognuno perché chi non è presente può votare in  maniera
  diversa. La presidenza deve agevolare l'Aula.

   PRESIDENTE.  E  lei  per  evitare di fare l'incidente  con  me  si
  attenga a quello che le dico io.
   E'  indetta  la  votazione,  onorevole Turano.  Onorevole  Leanza,
  agevoli la Presidenza che non ha tanta esperienza.
   Ripeto  quello  che  ho  detto poc'anzi: nella  scheda  elettorale
  bisogna  apporre  il  segno  x'. Non saranno ammessi  altri  segni;
  saranno dichiarati nulli. Ora è chiaro, onorevole Leanza?

   LEANZA. Sì, non lo hanno capito gli assenti.

   PRESIDENTE. Lo comunichi lei ai colleghi.

   TURANO. Non capisco il perché di questa forzatura.

                 Seconda votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE.  Indìco, quindi, la seconda votazione  per  l'elezione
  del Presidente dell'Assemblea.
   Essa   si   svolgerà  con  le  stesse  modalità  della   votazione
  precedente.
   Invito  il  deputato segretario, onorevole Lombardo,  a  procedere
  all'appello.

        (LOMBARDO, segretario provvisorio, procede all'appello)

   Partecipano  alla votazione: Alloro, Anselmo, Arancio,  Ardizzone,
  Assenza,   Barbagallo,   Cancelleri,   Cappello,   Caputo,   Cascio
  Francesco,  Cascio  Salvatore, Ciaccio,  Ciancio,  Cimino,  Cirone,
  Clemente,   Coltraro,   Cordaro,  Cracolici,  Crocetta,   Currenti,
  D'Agostino,  D'Asero,  Di  Giacinto,  Di  Mauro,  Digiacomo,  Dina,
  Dipasquale,   Falcone,   Fazio,  Federico,  Ferrandelli,   Ferreri,
  Figuccia,  Fiorenza,  Firetto,  Fontana,  Formica,  Forzese,  Foti,
  Germanà, Gianni, Grasso, Greco Giovanni, Greco Marcello, Gucciardi,
  Ioppolo,  La  Rocca  Claudia, La Rocca Ruvolo Margherita,  Laccato,
  Lantieri,  Lenza, Lentini, Lo Giudice, Lo Sciuto,  Lombardo,  Lupo,
  Maggio,  Malafarina,  Mangiacavallo, Marziano,  Miccichè,  Milazzo,
  Musumeci,  Nicotra, Oddo, Palmeri, Panarello, Panepinto,  Picciolo,
  Pogliese,  Ragusa,  Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino,  Savona,
  Scoma,   Siragusa,  Corbello,  Sudano,  Tamajo,  Trizzino,  Troisi,
  Turano, Venturino, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.

                (Si procede allo spoglio delle schede)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione a
  scrutinio segreto del Presidente dell'Assemblea:

   Presenti e votanti             90
   Maggioranza richiesta     46

   Hanno ottenuto voti i deputati:

   Ardizzone                                                46
   Venturino                                                15
   Lupo                                                         4
   Cracolici, Cancelleri, Arancio, Alloro     2
   Leanza, Dina, Formica, Ferrandelli         1
   Schede bianche                                      13
   Schede nulle                                            0

                     (Vivi e prolungati applausi)

   Proclamo  eletto Presidente dell'Assemblea regionale siciliana  il
  deputato onorevole Ardizzone.
   Invito, pertanto, l'onorevole Ardizzone a prendere il suo posto  e
  ad assumere le sue funzioni.


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


     (Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
                       provvisorio, si insedia)

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghe
  ed  onorevoli colleghi, consentitemi, innanzitutto, di ringraziarvi
  della  fiducia  che mi avete accordato eleggendomi a Presidente  di
  questa Assemblea.
   Sono  onorato  di poter guidare i lavori di questo  Organo  e,  al
  tempo  stesso,  sono consapevole delle responsabilità  che  gravano
  sulla mia persona, nel momento in cui mi accingo ad assumere questa
  carica.  Posso  assicurarvi che cercherò di condurre  i  lavori  di
  quest'Assemblea in modo imparziale, garantendo il libero  confronto
  di  tutte  le  opinioni, nel rispetto delle  regole  del  dibattito
  democratico.
   La legislatura regionale che si apre in questi giorni si inserisce
  in  un  contesto  economico  e  sociale  che,  inevitabilmente,  ne
  condizionerà   l'attività:  ciò  mi  induce   a   svolgere   alcune
  riflessioni.
   Per  queste ragioni, siamo obbligati a guardare all'Unione Europea
  non  come la fonte dei tagli e delle limitazioni che dal  Patto  di
  stabilità e di crescita  discendono fino al più piccolo degli  enti
  locali:  ma  l'Unione europea è, per la nostra come  per  le  altre
  Regioni,  una  fonte di opportunità. Opportunità, che,  per  essere
  sfruttate  davvero,  necessitano di un pieno  coinvolgimento  degli
  enti regionali e locali.
   In   tal   senso,   mi  pare  significativo  sottolineare   quanto
  evidenziato  dal  nuovo Presidente del Comitato delle  Regioni,  il
  quale,  in  una  recente  intervista, ha precisato  che  «senza  il
  coinvolgimento  degli enti regionali e locali, né la  strategia  di
  Europa 2020 né il nuovo patto per l'austerità e la crescita daranno
  risultati». Gli enti regionali e locali devono, quindi, «continuare
  a  svolgere il loro ruolo essenziale di importanti investitori  sul
  territorio».
   E'  solo  diventando  davvero  «investitori  sul  territorio»  che
  possiamo  sperare di recuperare o almeno di mantenere quei  livelli
  occupazionali che possono attenuare il disagio sociale.
   Per  queste  ragioni, onorevoli colleghi, non possiamo permetterci
  più la fuga delle migliori intelligenze siciliane verso il nord  e,
  in molti casi, verso l'estero
   I  giovani  siciliani guardano a noi e alla stagione politica  che
  prende  le  mosse  in questi giorni come l'ultima  possibilità  per
  tornare ad immaginare un futuro nella nostra Terra
   La fiducia di cui le donne e gli uomini siciliani ci hanno onorato
  non può essere disattesa il giorno dopo il voto, ma deve costituire
  uno sprone per tutti noi e per il Governo regionale affinché non si
  ricada   negli   errori   di  una  politica  assistenzialistica   e
  clientelare.
   Ciò  non  vuol  dire,  almeno a mio avviso,  l'abbandono  di  ogni
  politica  sociale,  tutt'altro:  se  così  fosse,  ricadremmo   nel
  liberismo più sfrenato che, in un contesto economico caratterizzato
  da  molti  elementi  di  alterazione del mercato,  aggraverebbe  il
  disagio sociale.
   Occorre, però, che le decisioni di politica sociale siano mirate e
  che  siano assunte dopo il necessario approfondimento parlamentare.
  Per questa ragione assicuro il mio impegno affinché abbia a cessare
  la  prassi  di leggi di spesa approvate nottetempo - i parlamentari
  di  più legislature sanno a cosa mi riferisco - e che, spesso, sono
  il frutto di compromessi al ribasso. Mai più.
   Piuttosto l'idea di  compromesso  va ripresa nel senso più  nobile
  del  termine; d'altronde, la nostra stessa Repubblica si  fonda  su
  quell'intesa   tra   le  forze  politiche  cattoliche,   comuniste,
  socialiste  e  liberali  che  ha visto  il  suo  momento  più  alto
  nell'approvazione della Carta Costituzionale. E' a  questo  modello
  che   dobbiamo  guardare,  al  modello  cioè  di  una  condivisione
  ricercata  ed  individuata  alla  luce  del  sole,  garantendo   la
  chiarezza delle posizioni di ciascuna parte politica.
   Le  ragioni  che rendono del tutto peculiare la stagione  politica
  regionale  che  si apre in questi giorni non sono,  però,  soltanto
  quelle dell'economia e del mercato.
   Oggi  la Sicilia apre un capitolo nuovo della sua storia.  Oggi  i
  Siciliani  hanno  scelto  di  credere nelle  idee,  hanno  smentito
  finalmente quello che Leonardo Sciascia riteneva essere il loro più
  grande  peccato,  il  non credere che le idee  possano  muovere  il
  mondo. Anzi, c'è di più.
   Oggi  la  Sicilia  può  ancora essere metafora,  ma  metafora  del
  rinnovamento,  della volontà di cambiamento, di una  nuova  fiducia
  nelle  idee e nella politica. Il voto del 28 ottobre ne è stato  la
  prova.  Un  voto che ha visto i Siciliani premiare  le  donne  e  i
  giovani, mai come oggi così numerosi in una Assemblea tanto  antica
  quanto  -  fino  a  ieri  -  refrattaria al  cambiamento;  premiare
  iniziative  nuove, nuovi soggetti politici, non tutti, per  carità,
  riconducibili  alla  tradizionale forma del partito  politico  -  e
  questa è una grossa novità -, nuove prospettive di crescita. Questi
  sono,  a  mio avviso, importanti segnali di novità, la cui  portata
  non  può  essere  sottovalutata, in quanto indice  di  una  società
  civile non statica ma che riesce ad esprimere nuove energie.
   Non  da  ultimo,  il  voto del 28 ottobre ha consegnato  a  questa
  Assemblea  ben  tre fra i candidati alla Presidenza della  Regione:
  oltre  al  Presidente Crocetta, l'onorevole Musumeci e  l'onorevole
  Cancelleri.  La  presenza di tutti e tre è un valore  aggiunto  che
  consente il confronto dialettico fra esperienze diverse in seno  al
  Parlamento,  al  cui  interno, sono certo,  queste  troveranno  una
  sintesi nell'interesse dei siciliani.
   Il  Parlamento dovrà rispondere a questa fiducia. Dovrà dimostrare
  con  i  fatti  la sua ferma intenzione di invertire  la  rotta,  di
  lavorare in una prospettiva di collaborazione e cooperazione che  è
  l'unica in grado di consentire alla nostra Terra di uscire fuori da
  un pantano che sembra inghiottirla.
   Il nuovo profilo politico che la Sicilia ha scelto di darsi non  è
  una operazione gattopardesca di finto cambiamento. Anche a costo di
  rischiare di essere retorici, occorre ribadire che oggi non  è  più
  il  tempo  dei  Gattopardi.  Oggi è il tempo  degli  uomini  e  dei
  cittadini  siciliani  che vogliono tornare ad  essere  protagonisti
  della  loro storia. I siciliani non sono più  desiderosi  d'oblio ,
  vogliono e chiedono a gran voce di migliorare, di vivere in maniera
  attiva  la  propria  cittadinanza siciliana, non  più  delegando  e
  disinteressandosi ma partecipando attivamente alle scelte di chi li
  rappresenta e vigilando sull'azione di chi li governa.
   Anche  così  recupereremo  il consenso  di  quanti,  con  la  loro
  astensione   -   non  dimentichiamolo,  nessuno  -   hanno   voluto
  manifestare la loro disillusione nei confronti della politica.
   Combattere la sfiducia, aprire prospettive di sviluppo e di equità
  sociale:  questo sarà il compito dell'Assemblea che mi  onorerò  di
  presiedere, favorendo il dialogo e la cooperazione al di  là  delle
  appartenenze  politiche. E del resto, la nostra  storia,  fatta  di
  incontri,  interazioni  e  fusioni tra civiltà  eterogenee,  ce  lo
  insegna:  noi  siamo  il  continente in miniatura ,  la  terra  del
  dialogo   tra  le  culture,  siamo  la  terra  dell'accoglienza   e
  dell'integrazione. E l'attività politica di questo Parlamento dovrà
  ispirarsi  a questo straordinario patrimonio genetico dei siciliani
  e  saper trarre il meglio dalla molteplicità e dalla pluralità  dei
  soggetti politici che lo compongono, nel nome di un bene comune che
  dovrà ispirare e dare corpo ad ogni scelta operata dall'Assemblea.
   Se  dunque  questo è il contesto economico e sociale in cui  siamo
  chiamati ad operare, non possiamo non mettere in discussione l'idea
  stessa   del    regionalismo  speciale   quale  si  è   stancamente
  trascinata fino ai nostri giorni.
   E'   ineludibile,  quindi,  porsi  la  domanda  circa  le  ragioni
  dell'autonomia  speciale. E' venuto il momento di farlo  alla  luce
  del sole.
   Un  illustre costituzionalista siciliano, Temistocle Martines,  in
  un  saggio  del  '94  intitolato  La Carta  che  sfida  il  tempo ,
  scriveva  a proposito dello Statuto siciliano: «E' ormai  trascorso
  quasi mezzo secolo da quel 15 maggio 1946 e, come tutte le creature
  alla soglia dei cinquant'anni - oggi, gli anni sono 66 -, anche  lo
  Statuto mostra - e non da ora - le sue rughe, appare in qualche sua
  parte disidratato. Naturalmente, non c'è da meravigliarsi perché si
  tratta di un processo naturale: anche le Costituzioni, infatti,  al
  pari  degli uomini, invecchiano ed accusano il segno dei tempi.  E'
  saggia  azione  politica, allora, non continuare  ad  esaltarle  ma
  anche  non ripudiarle e tentare, invece - conservandone lo  spirito
  originario  - di adeguarle alla mutata realtà sociale e ai  diversi
  equilibri  istituzionali  per  ridar  loro  quella  linfa   vitale,
  costituita  dal  rinnovato consenso della  collettività  che  possa
  continuare a legittimarle».
   Sia  chiaro,  onorevoli colleghi, non è mia intenzione  riproporre
  l'ennesima Commissione per la riforma dello Statuto, specie se  non
  vi  è  la volontà politica di procedere in tal senso. Credo,  però,
  che  sia  necessario  tornare  a  riflettere  sull'opportunità   di
  eliminare  quelli  che  il  professore Martines  chiamava  i   rami
  secchi    dello  Statuto,  penso,  fra  tutte,  alle   disposizioni
  dell'Alta  Corte per la Regione siciliana, che sono ormai  svuotate
  di contenuto e che non possono averne uno nuovo.
   Ma penso anche al meccanismo di impugnazione delle leggi regionali
  siciliane, anzi delle delibere legislative, che vede, solo  per  la
  nostra Regione, l'impugnazione precedere l'entrata in vigore  delle
  stesse,  con la conseguenza di rendere possibile quella deprecabile
  prassi  della  cosiddetta promulgazione parziale,  in  virtù  della
  quale  la  Regione,  in  presenza  dell'impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato, rinuncia già in partenza a far  valere  le
  proprie ragioni nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.
   Restano, poi, i nodi irrisolti dell'adeguamento dello Statuto alla
  mutata  realtà sociale, economica e politica, nonché  quello  della
  piena attuazione di alcune disposizioni statutarie.
   Penso, in particolare, ad una legge, che, ai sensi dell'articolo 9
  dello Statuto, come modificato dalla legge costituzionale numero  2
  del  2001,  disciplini  i  rapporti tra l'Assemblea  regionale,  il
  Governo regionale e il Presidente della Regione. Questa legge,  più
  di  altre,  potrebbe essere utile per formalizzare i meccanismi  di
  collegamento,  di  discussione  e  di  confronto  fra   l'Esecutivo
  regionale  e  questa  Assemblea che, al momento,  sono  rimessi  al
  Regolamento d'Assemblea e alla prassi.
   A   questo  proposito,  ritengo  necessarie  alcune  riforme   del
  Regolamento  d'Assemblea, che assicurino un più efficace  controllo
  della   qualità  delle  leggi.  E'  fuor  di  dubbio  che,  spesso,
  quest'ultima  dipende  dal  contesto  di  emergenza   in   cui   il
  provvedimento  viene  approvato,  ma  ritengo  che  sia  necessario
  rifuggire dall'idea di un' emergenza congenita  in tutte le  leggi,
  che poi è una contraddizione in termini.
   Il  miglioramento della qualità delle leggi non è, a conti  fatti,
  un vezzo del legislatore ma costituisce un presupposto della stessa
  democrazia.  La legge incomprensibile, la cosiddetta legge  oscura,
  come  è stata definita, mette in crisi il rapporto tra il cittadino
  e  il  legislatore,  il cittadino soprattutto, che  è  chiamato  ad
  osservare e ad applicare le leggi, contribuendo, per questo  verso,
  ad  aumentare la disaffezione verso la politica e verso coloro  che
  gestiscono la cosa pubblica.
   Per   tutte  queste  ragioni,  potrebbe  essere  utile  istituire,
  all'interno  dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea,  un  organo
  chiamato   ad  effettuare  questa  valutazione,  che  consenta   di
  verificare  il  grado di chiarezza della normativa prima  che  essa
  venga sottoposta all'esame dell'Aula.
   Sempre  ai  fini  della chiarezza e della razionalizzazione  della
  normativa   regionale,  reputo  indispensabile  il   ricorso   allo
  strumento  del  Testo  unico, che, rifuggendo dalle  tentazioni  di
  operare indiscriminate e spesso arbitrarie operazioni taglia-leggi,
  consenta  al cittadino e all'operatore di avere un quadro normativo
  chiaro, composto da disposizioni raccolte in un unico testo.
   In   questo   senso,  potrebbe  risultare  particolarmente   utile
  approvare un Testo unico della normativa in materia di enti locali,
  che  -  anche  alla luce della riforma delle Province, operata  dal
  Governo  Monti  e sul cui definitivo esito occorrerà  attendere  le
  decisioni   della   Corte  Costituzionale  -  sarà  inevitabilmente
  soggetta, nei prossimi mesi, ad una sostanziale riscrittura.
   Parimenti utile potrebbe rilevarsi l'approvazione di una  raccolta
  della  normativa in materia di edilizia e di urbanistica,  fin  qui
  contenuta  in più leggi che obbligano l'operatore a verificarne  la
  vigenza  e  a coordinarne la portata normativa. Questi  sono  tutti
  compiti  dell'Assemblea regionale siciliana veramente d'intesa  con
  il Governo regionale.
   Mi  sia  consentito,  poi, richiamare la vostra  attenzione  sulla
  necessità  di  rivedere,  se  non di  eliminare,  i  meccanismi  di
  recepimento   degli  atti  normativi  statali  nelle   materie   di
  competenza  regionale. Alludo a quella prassi  per  la  quale,  per
  consentire  l'applicazione  nel territorio  siciliano  delle  leggi
  statali  incidenti  su  materie  di competenza  della  Regione,  si
  richiede un atto di recepimento da parte della Regione stessa. Atto
  di  recepimento  che,  spesso,  si  concretizza  in  una  circolare
  dell'assessore  competente,  con la conseguenza  di  far  dipendere
  dalla  tempestività di questa  ricezione  l'applicazione in Sicilia
  di  leggi  anche  particolarmente innovative sul piano  sociale  ed
  amministrativo.
   A rendere singolare la vicenda sta poi il fatto che, nella maggior
  parte  dei casi, questo recepimento è avvenuto in maniera acritica,
  cioè  attraverso  un  richiamo integrale della  normativa  statale.
  Questo  significa  rinunciare  alla specialità  dello  Statuto.  E'
  chiaro  che  tutto  ciò  contribuisce a complicare  l'attività  dei
  nostri amministratori locali che, pur  in presenza di significative
  riforme  amministrative, si trovano a dover respingere le legittime
  istanze dei cittadini in attesa che dalla Regione provenga un gesto
  di assenso.
   Ritengo,  inoltre,  che, a prescindere dalla  scelta  di  rivedere
  l'impianto statutario, sia nostro dovere realizzare  leggi a  prova
  di  Commissario  e sarà mia cura fare in modo che ciò si verifichi.
  Con  questa  espressione intendo sottolineare la necessità  che  le
  delibere  legislative  sottoposte all'esame del  Commissario  dello
  Stato  siano  in grado di superare indenni il vaglio di  conformità
  alla Costituzione e allo Statuto.
   Credo,  insomma,  che  il  regionalismo,  e  quello  speciale   in
  particolare, continuerà ad avere un futuro se saprà trasformarsi da
  fattore  di  rallentamento delle politiche statali più avanzate  in
   laboratorio ,  per così dire, idoneo a fornire  un  contributo  di
  idee,  di proposte e di soluzioni di cui non possa non tenere conto
  il Governo statale.
   Il  tempo  del  regionalismo di retroguardia è  finito,  onorevoli
  colleghi.
   L'onorevole   Pancrazio  De  Pasquale,   nel   suo   discorso   di
  insediamento alla carica di presidente di questa Assemblea, del  23
  luglio  1976, affermava: «è vero, noi siamo una parte dello  Stato,
  non tutto dipende da noi. Sul piano delle cose, i condizionamenti e
  le  limitazioni sono pesanti ma, sul piano della qualità dei nostri
  comportamenti,  non ci sono limiti e, pertanto,  nessun  alibi  può
  essere  da  noi  invocato  per eventuali carenze,  insufficienze  o
  colpe».
   Dobbiamo trovare in noi stessi e nelle nostre Istituzioni la forma
  per  ridare  nuovo smalto alle politiche regionali, per  convincere
  noi  stessi e l'opinione pubblica che l'ente regionale non è  fonte
  di  sperpero di denaro pubblico; che la Regione non è chiamata solo
  ad  avanzare rivendicazioni di sfere di autonomia, a battere cassa,
  ma  è  soprattutto un ente che, attraverso il suo Parlamento,  deve
  riscoprire la sua capacità progettuale.
   Nel  momento in cui mi accingo a dare inizio ai nostri lavori, non
  posso non ricordare quanti, in questo stesso momento, si trovano in
  uno  stato  di profondo disagio. Penso a coloro che hanno  perso  o
  stanno per perdere il loro posto di lavoro; a coloro che, a seguito
  delle  calamità naturali degli ultimi anni, hanno perso una persona
  cara, l'abitazione o la loro attività, fonte di sostentamento.
   Tutti  costoro  si rivolgono a noi, confidando nel  fatto  che  la
  politica  non  sia autoreferenziale, ripiegata su se stessa  e  sui
  suoi  privilegi, ma possa alleviare le loro difficoltà, prendendosi
  carico  delle proprie responsabilità e delle speranze e dei diritti
  altrui.
   Vorrei,  da ultimo, chiudere questo discorso dedicando un pensiero
  ai   giganti  sulle cui spalle tutti noi siciliani siamo seduti,  e
  dobbiamo   saldamente   ancorarci,  se  vogliamo   guardare   oltre
  l'orizzonte,  spesso limitato, della politica  di  parte.  Penso  a
  Giovanni  Falcone, a Paolo Borsellino e ai tanti che  hanno  pagato
  con il prezzo più alto l'amore per la legalità e la devozione verso
  la nostra Terra.

                              (Applausi)

   Fra  i  numerosi  eroi  della lotta contro  la  mafia,  lasciatemi
  ricordare Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso nel 1948 le  cui
  spoglie solo quest'anno hanno potuto trovare degna sepoltura.
   Concludo  con  le  parole di Giorgio La Pira,  che  credo  debbano
  essere  la  bussola per il nostro lavoro: «L'obiettivo deve  essere
  per ogni uomo il rispetto del suo valore, per ciascuna creatura  la
  possibilità  della  moltiplicazione dei  propri  talenti».  Con  la
  fondata speranza che questa Assemblea saprà scrivere pagine di  una
  nuova storia per la Sicilia e i Siciliani, auguro a tutti noi  buon
  lavoro.

                              (Applausi)

   Onorevoli   colleghi,   gli  assistenti  parlamentari   mi   hanno
  evidenziato che in quest'Aula non tutti si sono presentati  con  la
  giacca  e  la cravatta. Mi rendo conto che è stata la prima  seduta
  ma,  per  il  futuro,  trattandosi di un atto  di  Regolamento,  va
  rispettato fino in fondo.
   Oggi  passi, perché non ero ancora nelle funzioni ed era la  prima
  seduta, quindi è perdonabile.
   Grazie.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  11  dicembre
  2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente provvisorio GRECO


   Elezione di due Vicepresidenti, di tre Questori e di tre Segretari

                   La seduta è tolta alle ore 15.33

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli