Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole D'Agostino
per oggi; l'onorevole Figuccia per il 27 e 28 novembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione il 27 e
28 novembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Consorzio unico regionale di ricerca. (n. 643)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli La Rocca,
Ciaccio, Mangiacavallo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ferreri,
Foti, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in
data 26 novembre 2013.
- Modifica della legge regionale 23 marzo 2010 n. 6. Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio. (n. 644)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lo Sciuto,
Di Mauro, Figuccia, Lombardo, La Rocca Ruvolo, Fiorenza, Turano e
Miccichè in data 26 novembre 2013.
- Disciplina della nomina dei revisori dei conti nelle società
controllate dalla Regione siciliana e dagli enti locali e nelle
aziende speciali. (n. 645)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lombardo in
data 26 novembre 2013.
- Norme in materia di pubblicazione tramite la rete Internet e di
riutilizzo dei documenti e dei dati della Pubblica amministrazione
regionale e locale. (n. 646)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lombardo in
data 26 novembre 2013.
- Disposizioni relative alle Aree protette e ai Siti della Rete
Natura 2000 in Sicilia. (n. 647)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Trizzino,
Palmeri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri,
Ciancio, Foti, La Rocca, Siragusa, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in
data 26 novembre 2013.
- Prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del comportamento
alimentare. (n. 648)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo, Tamajo, Greco M. e Forzese in data 26 novembre 2013.
'Norme per la promozione e il sostefno delle imprese della
informazione locale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale»
(304-8-280/A).
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale»
(nn. 304-8-280/A).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 89 del 5 novembre
scorso, era stato stabilito di rinviare la discussione generale
all'articolo 1 e che è scaduto il termine per la presentazione
degli emendamenti.
Pongo, quindi, in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Oggetto e finalità
1. La Regione riconosce e promuove il ruolo del sistema delle
imprese d'informazione locale, quale presidio fondamentale per
assicurare alla cittadinanza un'informazione libera, plurale e
legata alle specificità del territorio e presupposto per lo
sviluppo di un'effettiva trasparenza e di una partecipazione
democratica attiva alla formazione dei processi decisionali.
2. In attuazione dei principi richiamati al comma 1, la Regione
promuove appositi interventi per assicurare il rafforzamento del
sistema dell'informazione locale e regionale e contrastare lo
squilibrio territoriale, sostenere l'innovazione tecnologica e
tutelare i livelli occupazionali e le professionalità degli
operatori.
3. Gli interventi di cui al comma 2, entro i limiti e con le forme
previste dalle vigente disciplina comunitaria in materia di aiuti
di Stato di cui agli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sono attuati secondo
procedure di evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di non
discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e
trasparenza».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Definizioni
1. Per le finalità di cui alla presente legge, sono considerate
imprese dell'informazione locale le piccole e medie imprese come
definite nella raccomandazione 2003/361/CE, aventi sede legale ed
operativa in qualsiasi comune della Regione, che realizzino almeno
il 60 per cento del loro fatturato nel territorio della Regione, in
qualsiasi forma giuridica costituite, regolarmente iscritte negli
appositi registri previsti dalle leggi statali per l'esercizio
d'impresa e per la diffusione della stampa, operanti in uno o più
dei seguenti ambiti:
a) emittenza televisiva ex analogico con trasmissione di segnale
con tecnologia digitale terrestre (DTT);
b) emittenza radiofonica con trasmissione di segnale con
tecnologia analogica e digitale ovvero con tecnologie DAB/DAB+ o
DRM/DRM+;
c) emittenza radio-televisiva via web o con trasmissione di
segnale con tecnologie satellitari;
d) stampa quotidiana a mezzo cartaceo;
e) testate giornalistiche on line;
f) agenzie di stampa quotidiana;
g) stampa periodica regionale e locale.
2. Sono altresì ammesse le Reti di imprese' disciplinate
dall'articolo 3, commi 4 ter, 4 quater e 4 quinquies del decreto
legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla
legge 9 aprile 2009 n. 33, e successive modifiche e integrazioni».
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati numerosi
emendamenti.
Si passa all'emendamento 2.7 della Commissione.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire
che nell'emendamento successivo a firma mia e di altri colleghi, si
parla non di sede operativa, ma di sede legale in Sicilia. Perché
una sede operativa - come lei sa perfettamente - può essere tutto e
il contrario di tutto.
Questa è una legge sull'informazione locale in Sicilia. La sede
operativa significa che ancora una volta qualcuno viene qua, si
prende i soldi e poi li porta all'estero o altrove in Italia.
L'emendamento parla di sede legale da almeno quattro anni. Quindi,
se qualcuno vuole trasferire la propria iniziativa imprenditoriale
in Sicilia, mi sembra corretto che possa restare, anche se ha un
fatturato maggiore fuori dalla Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, capisco il senso del suo intervento,
però mi si evidenzia che l'emendamento presentato dalla Commissione
tende ad evitare che venga violato il principio di libera
concorrenza, perché siamo in Sicilia, ma siamo in Italia e siamo in
Europa.
Questo è il punto: evitare l'impugnativa, appunto si parla di
operanti. Il discorso di mettere il limite ci mette a rischio
impugnativa, per essere chiari. Il senso lo capisco, è una legge
rivolta all'imprenditoria editoriale siciliana, capisco il senso
del suo emendamento
LEANZA. Signor Presidente, in Toscana come in Friuli questa
limitazione c'è, tanto è vero che nell'emendamento 2.7 per ovviare
a questo abbiamo chiesto la sede legale in Sicilia.
Però, siccome c'è il problema del fatturato
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, se viene approvato l'emendamento
così com'è formulato dalla Commissione il secondo è precluso.
Capisco la valenza del suo intervento, ci sta tutto nel
ragionamento di tutela dell'imprenditoria siciliana.
Pongo in votazione l'emendamento 2.7, della Commissione. Il parere
del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.8 é precluso dall'approvazione dell'emendamento
2.7.
Si passa all'emendamento 2.5, a firma degli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica, Alloro e Figuccia. Poiché i firmatari non sono
presenti in Aula, l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Fontana,
D'Asero, Assenza e Alongi.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
credo che sia chiarissimo, cioè estendere non solo all'emittenza
radio televisiva ma anche all'emittenza radio.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli Laccoto e
Gucciardi.
Poiché i firmatari non sono presenti in Aula, l'emendamento
decade.
BARBAGALLO. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Programmazione degli interventi
1. Per il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge
la Regione:
a) concede alle imprese dell'informazione locale contributi in
conto interesse e/o prestazione di garanzie per l'accesso al
credito finalizzati alla realizzazione di interventi di innovazione
tecnologica ed organizzativa e/o ad agevolare fusioni tra società
del settore al fine di razionalizzare il comparto;
b) promuove iniziative per la formazione, la riqualificazione e
l'aggiornamento professionale del personale tecnico e giornalistico
impiegato nelle imprese;
c) agevola mediante incentivi fiscali, anche con l'introduzione
del credito di imposta per le aziende che investono in pubblicità
radio - televisiva, e prestazioni di garanzie la ricapitalizzazione
ed il rafforzamento finanziario delle imprese dell'informazione
locale;
d) coordina e promuove interventi di comunicazione istituzionale
affidando, con modalità di evidenza pubblica e nel rispetto dei
principi di trasparenza, non discriminazione, parità di trattamento
e proporzionalità, la realizzazione di programmi a carattere
informativo e giornalistico che riguardino i temi, le decisioni e
gli atti di competenza della Regione ed il loro processo formativo.
2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere previsti
nell'ambito degli strumenti di cui agli articoli 16, 18, 19 e 20
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni».
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 3.6 (I parte)
presentato dal Governo. Chiarisco che se viene approvato questo
emendamento sono preclusi gli emendamenti sino a 4.1.
La Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole. Il parere
della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico pertanto che sono preclusi gli emendamenti 3.5, 3.1, 3.2,
3.4, 3.3 e 4.1.
Si passa all'emendamento 3.6 (II parte) presentato dal Governo. Il
parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Requisiti per l'accesso ai benefici
1. Per l'accesso ai benefici della presente legge le imprese
devono dimostrare:
a) di essere in regola con i pagamenti delle spettanze al
personale e dei relativi oneri previdenziali ed assistenziali,
attestati attraverso il Documento unico di regolarità contributiva
(DURC). Le imprese ammesse ai sensi della vigente disciplina alla
rateazione dei debiti contributivi, possono accedere ai benefici
previo effettivo versamento della prima rata, salvo revoca
d'ufficio, con obbligo di restituzione integrale, nel caso di
mancato adempimento ai successivi pagamenti;
b) di avvalersi di giornalisti inquadrati esclusivamente secondo
le regole e le modalità previste dalla contrattazione collettiva o
comunque retribuiti ai sensi della legge 31 dicembre 2012, n. 233 e
successive modifiche e integrazioni recante norme sull'equo
compenso nel settore giornalistico;
c) di possedere per le emittenti a carattere commerciale,
informativo e comunitario una testata giornalistica regolarmente
registrata presso il Tribunale competente e un direttore
responsabile iscritto all'Ordine dei Giornalisti;
d) di non avere effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti
la richiesta di accesso ai benefici. Le imprese si impegnano,
altresì, a non ridurre il numero dei lavoratori nei trentasei mesi
successivi alla data di accesso ai benefici.
2. Fermi restando i requisiti di cui al comma 1, per ogni
specifico ambito di cui all'articolo 2, comma 1, le imprese devono
essere in possesso dei seguenti ulteriori requisiti per beneficiare
degli interventi di sostegno:
a) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. a): una
copertura di segnale non inferiore al 10 per cento del territorio
regionale ovvero al 20 per cento della popolazione residente;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta, oltre che dal
direttore responsabile, da almeno due giornalisti dipendenti a
tempo pieno, ovvero numero equivalente in caso di tempo parziale,
con la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in
organico non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno;
dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno del 10 per
cento del palinsesto diurno e comunque non meno di due ore per ogni
giorno e per non meno di 300 giorni all'anno;
b) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b): una
copertura di segnale non inferiore al 10 per cento del territorio
regionale ovvero al 20 per cento della popolazione residente;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta da almeno tre
giornalisti dipendenti a tempo pieno, ovvero numero equivalente in
caso di tempo parziale, con la possibilità di avvalersi di un
numero di praticanti in organico non superiore alla metà dei
giornalisti a tempo pieno; dedicare all'informazione locale
autoprodotta non meno del 15 per cento del palinsesto diurno e
comunque non meno di tre ore per ogni giorno e per non meno di 300
giorni all'anno;
c) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. c):
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta da almeno 3
giornalisti dipendenti a tempo pieno, ovvero numero equivalente in
caso di tempo parziale, con la possibilità di avvalersi di un
numero di praticanti in organico non superiore alla metà dei
giornalisti a tempo pieno; dedicare all'informazione locale
autoprodotta non meno del 20 per cento del palinsesto diurno e
comunque non meno di tre ore per ogni giorno e per non meno di 300
giorni all'anno;
d) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. d): un
prodotto editoriale diffuso a pagamento in almeno il 25 per cento
dei comuni della Regione e per non meno di 250 giorni all'anno;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta da almeno 10
giornalisti dipendenti a tempo pieno, ovvero numero equivalente in
caso di tempo parziale, con la possibilità di avvalersi di un
numero di praticanti in organico non superiore alla metà dei
giornalisti a tempo pieno; dedicare all'informazione locale
autoprodotta non meno del 50 per cento della propria foliazione
complessiva;
e) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. e):
aggiornare quotidianamente i contenuti della testata almeno due
volte al giorno per non meno di 300 giorni all'anno e contenere
articoli d'informazione, originali e firmati, su pagine web
distintamente indicizzate e riscontrabili sui principali motori di
ricerca; avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di
personale iscritto all'albo con una redazione composta da almeno
due giornalisti dipendenti anche a tempo parziale non inferiore al
50 per cento, con la possibilità di avvalersi di un numero di
praticanti in organico non superiore alla metà dei giornalisti a
tempo pieno; dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno
del 70 per cento degli articoli pubblicati;
f) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. f):
aggiornare quotidianamente i contenuti della testata almeno due
volte al giorno per non meno di 300 giorni all'anno; avvalersi per
l'attività giornalistica esclusivamente di personale iscritto
all'albo con una redazione composta da almeno 3 giornalisti
dipendenti a tempo pieno, ovvero numero equivalente in caso di
tempo parziale, con la possibilità di avvalersi di un numero di
praticanti in organico non superiore alla metà dei giornalisti a
tempo pieno; dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno
del 60 per cento delle notizie pubblicate;
g) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. g): un
periodico pubblicato con regolarità almeno nell'anno precedente
alla data di entrata in vigore della presente legge e che non
figuri come supplemento di quotidiani; aggiornare periodicamente i
contenuti della testata per non meno di 42 uscite all'anno per i
settimanali, 21 uscite per i quindicinali, 10 uscite per i mensili;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta da almeno 3
giornalisti a tempo pieno, ovvero numero equivalente in caso di
tempo parziale, con la possibilità di avvalersi di un numero di
praticanti in organico non superiore alla metà dei giornalisti a
tempo pieno; produrre periodici di frequenza non quotidiana
prevalentemente finalizzati alla valorizzazione di temi riguardanti
la realtà sociale, economica e culturale della Sicilia e delle
istituzioni operanti nella Regione; destinare almeno il 50 per
cento degli spazi all'informazione regionale e locale; possedere
una copertura territoriale almeno provinciale e una tiratura non
inferiore a 1.000 copie per ogni uscita in vendita.
3. Sono in ogni caso escluse le imprese il cui prodotto editoriale
sia diffuso prevalentemente o esclusivamente in forma congiunta a
prodotti a diffusione nazionale e le imprese riconducibili a
partiti e movimenti politici, confessioni religiose, organizzazioni
sindacali, professionali e di categoria. Sono altresì escluse le
imprese nelle quali operino soggetti condannati con sentenza
passata in giudicato per reati contro l'esercizio del diritto di
libera manifestazione del pensiero di cui all'articolo 21 della
Costituzione.
4. Su indicazione della Segreteria generale della Presidenza della
Regione, il Comitato regionale per le comunicazioni Sicilia
(CORECOM Sicilia), previo accertamento dell'effettiva sussistenza
dei requisiti richiesti, predispone le graduatorie delle imprese
ammesse ai benefici e le comunica, entro 30 giorni dalla loro
approvazione, al Presidente della Regione rendendole
contestualmente pubbliche. Le graduatorie indicano il personale
dipendente e i punteggi attribuiti.
Onorevoli colleghi, sono stati presentati numerosi emendamenti
all'articolo 4, pertanto lo accantoniamo per trovare un momento di
sintesi.
Si passa all'articolo 5. Ne lettura:
«Art. 5.
Tipologie di interventi
1. Le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, sono sostenute
attraverso le seguenti tipologie di intervento:
a) contributi in conto interessi e prestazioni di garanzie per
investimenti;
b) contributi per il consolidamento delle passività onerose.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Musumeci, Formica,
Alloro, Figuccia e Ioppolo l'emendamento 5.1.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento si
illustra da sé. Sostanzialmente tende a non escludere nessuno, ad
allargare la platea, visto che in Sicilia viviamo una situazione
particolarissima e ci sono anche tante piccole radio e televisioni
private. Onde evitare che siano schiacciate da grandi televisioni
del nord, l'emendamento tende a favorire le nostre imprese. E'
favorente signor Presidente, allarga la platea, non credo che abbia
controindicazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, mi evidenziano gli Uffici che
questo emendamento è stato trasmesso in Commissione Bilancio per la
copertura finanziaria ed é stato espresso parere favorevole, con
proposta, però, di sopprimere le parole incentivi fiscali che
sono stati tolti, è necessario, pertanto, che mi presenti un sub
emendamento.
CIMINO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei, quindi, appone la firma sia al
subemendamento che all'emendamento.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Formica il
subemendamento 5.1.1, che prevede la soppressione delle parole
incentivi fiscali . Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.1, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 5.2 è precluso dall'approvazione
dell'emendamento 3.6.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Contributi in conto interessi e prestazione di garanzie
per investimenti
1. Per favorire l'innovazione e l'ammodernamento tecnologico ed
organizzativo delle imprese d'informazione locale, la Regione
concede contributi destinati all'abbattimento degli interessi e
prestazioni di garanzie sulle operazioni finanziarie destinate a
coprire i nuovi investimenti.
2. Le provvidenze di cui al comma 1 sono assegnate mediante bandi
annuali e graduatorie ad evidenza pubblica e secondo le modalità di
cui all'articolo 16 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e
successive modifiche e integrazioni.
3. Il regime di aiuti di cui al presente articolo è attuato in
conformità a quanto previsto dall'ordinamento comunitario e, in
particolare, alla comunicazione 2008/C 155/02 della Commissione
sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti
di Stato concessi sotto forma di garanzie, al regolamento CE n.
800/2008 della Commissione (regolamento generale di esenzione per
categoria) e al regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli
aiuti d'importanza minore («de minimis»). L'entità massima degli
interventi è stabilita entro il massimale comunitario per le
imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lett. a) e d). Per le altre
imprese l'entità massima degli interventi, in ogni caso non
superiore al 60 per cento del massimale comunitario, è individuata
con il decreto di cui al comma 5 tenuto conto dei criteri di
premialità indicati al comma 4.
4. Al fine di accedere ai benefici di cui al presente articolo
costituiscono titolo di priorità nell'ordine: l'impatto
occupazionale degli interventi, la diffusione del segnale o della
stampa nelle isole minori e nelle aree montane, il ricorso a
tecnologie e metodi che garantiscano una maggiore accessibilità dei
contenuti da parte dei soggetti portatori di handicap visivi e/o
uditivi.
5. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
di Giunta su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive ed acquisito il parere delle competenti Commissioni
legislative permanenti dell'Assemblea regionale siciliana, sono
disciplinate le modalità applicative del presente articolo, tenuto
conto dei criteri di priorità di cui al comma 4.
6. Per il ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020 le risorse
finanziarie autorizzate per l'attuazione del presente articolo non
possono superare complessivamente l'importo di 15.000 migliaia di
euro. Gli interventi di cui al presente articolo a decorrere
dall'anno 2014 sono attivati a valere sulle risorse relative del
programma comunitario relativo al FESR 2014-2020.
7. Per l'esercizio finanziario 2013 è autorizzata per le finalità
del presente articolo, la spesa di 100 migliaia di euro cui si
provvede mediante riduzione delle disponibilità di competenza e di
cassa della spesa per i consumi intermedi della Rubrica Gabinetto,
Uffici di diretta collaborazione all'opera e alle dirette
dipendenze del Presidente (U.P.B. 1.1.1.1.2 - cap. 100317)
autorizzata dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 15
maggio 2013, n. 10 .».
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento
6.6.R: Dopo la parola contributi' aggiungere la parola una
tantum' , a firma del Governo, col parere favorevole della
Commissione Bilancio. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 6.6.R (I parte). Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.6.R (II parte): Sopprimere il comma
2 , a firma del Governo, con il parere favorevole della Commissione
Bilancio.
Il parere della Commissione?
LENTINI, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.6.R (III parte), a firma del Governo,
con il parere favorevole della commissione Bilancio.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 6.3 e 6.4, avendo approvato l'emendamento 6.6.R
(III parte), sono preclusi.
Si passa all'emendamento 6.5: Cassare il comma 4 , a firma degli
onorevoli Vinciullo ed altri.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, il comma 4 dava un titolo di priorità
proprio per cercare di favorire, per carità, parliamo sempre di
cose, di aiuti non a pioggia, di favorire le disabilità, le Isole
minori, di favorire dove si fa iniziativa imprenditoriale con
qualche difficoltà. Mi sembra strano, volere, in qualche modo,
togliere questa parte di priorità che mi sembra giusta in un
servizio pubblico.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.6.R (IV parte), a firma del Governo,
con il parere favorevole della Commissione Bilancio, che è
momentaneamente accantonato.
Si passa all'emendamento 6.6R (V parte), a firma del Governo, che
ha avuto il parere favorevole della Commissione Bilancio. Il parere
della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Su richiesta del Governo, ritorniamo sull'emendamento 6.6R (IV
parte).
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, l'emendamento riguardava l'impegno da parte del
Governo sulle attività di ricognizione all'interno delle risorse
della Programmazione per il 2014-2020 oltre che, come abbiamo già
chiarito, non era stato possibile effettuare un'attività di
ricognizione nelle risorse della Programmazione 2007-2013, abbiamo
assicurato l'impegno ad attivarci con degli interventi a favore di
questo settore con la nuova Programmazione, anche perché riteniamo
che questo settore impieghi una larga fascia, sia in termini
occupazionali sia in termini di attività e riteniamo, peraltro, che
sia abbastanza congrua anche con tutte quelle attività che possono
essere collegate con le attività inserite nella Programmazione che
riguardano l'innovazione.
Quindi il Governo supporta in modo forte questo impegno con la
nuova programmazione e, ovviamente, questo significa che prevediamo
di allargare questa attività a tutte le imprese che appartengono a
questo settore, oltre che alle piccole e medie imprese - che sono
le dirette beneficiarie di questo disegno di legge -, più avanti
vedremo come siamo interessati ad allargare alle grandi aziende.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'assessore Vancheri chiarisce che è una norma programmatoria
per il prosieguo dei lavori e quindi si ferma solo là, non andiamo
oltre.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.6R (IV parte), del
Governo.
Il parere della Commissione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Contributi per il consolidamento delle passività onerose
1. Alle imprese dell'informazione sono concessi contributi in
conto interessi sui finanziamenti per il consolidamento delle
passività onerose in essere alla data del 31 dicembre 2012 previa
accensione di mutui o prestiti di durata almeno quinquennale.
2. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
di Giunta su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive ed acquisito il parere delle competenti Commissioni
legislative permanenti dell'Assemblea regionale siciliana, sono
disciplinate le modalità applicative del presente articolo.
3. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato in conformità al
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti
d'importanza minore (de minimis).
4. Per l'esercizio finanziario 2013 è autorizzata per le finalità
del presente articolo, la spesa di 100 migliaia di euro cui si
provvede mediante la riduzione delle disponibilità di competenza e
di cassa della spesa per consumi intermedi della Rubrica
Gabinetto, uffici dei diretta collaborazione all'opera e alle
dirette dipendenze del Presidente (U.P.B. 1.1.1.1.2 - cap.
100317) autorizzata dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale
15 maggio. 2013, n. 10».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
7.3. Momentaneamente lo accantoniamo.
Si passa all'emendamento 7.5R (I parte), presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, presentato dagli onorevoli
Vinciullo, D'Asero, Assenza, Fontana, Alongi, Pugliese e Falcone.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
abbiamo presentato un emendamento che sostituisce le parole 30
dicembre 2012 con 30 giugno 2013 . Manteniamo, quindi,
l'emendamento della Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, quindi deve formalizzare un sub
emendamento. Nell'attesa accantoniamo l'emendamento 7.2.
Si passa all'emendamento 7.4, presentato dalla Commissione. Il
parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.5R (II parte), presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'emendamento 7.3, in
precedenza accantonato.
La Commissione intende mantenerlo?
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, purtroppo, essendo impegnato in una riunione di
Gruppo, non ero presente nel momento in cui si è approvato un
emendamento che è stato formulato in modo sbagliato all'articolo 2,
dove si dice sostituire le parole avente sede legale ed operativa
con operanti'. Lo spirito dell'emendamento era aggiungere la parola
operanti' dopo le parole aventi sede legale ed operativa in
Sicilia'.
Ora, avendo approvato l'emendamento 2.7 è chiaro che - è scritto
male, e me ne faccio carico, avrei dovuto controllarlo - ma con
quell'emendamento aziende dell'informazione operanti in Sicilia, a
questo punto la legge può riguardare Canale 5, Italia 1, Rete 4, La
7, cioè abbiamo snaturato la platea dei beneficiari. L'emendamento
all'articolo 7 si riferiva alle aziende che ne erano beneficiarie,
ma senza la sostituzione della platea, quindi ora io non so come
possiamo recuperare questo elemento. Purtroppo mi faccio carico che
non essendo presente in tempo
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, l'importante è comprendere lo
spirito della norma.
Al legislatore è consentita l'interpretazione autentica quando la
legge è già approvata, si figuri in corso di approvazione, quindi
non esasperiamo più di tanto.
Accantoniamo l'emendamento 7.3 in attesa di vedere come procedere.
L'iter legislativo è in corso.
Siccome ho compreso che questo è un punto nodale di tutta la legge
un po' di riflessione non guasta. Onorevole Marziano, non si faccia
carico di responsabilità che non sono sue. Io apprezzo il suo
stile.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Vinciullo ed altri
il subemendamento 7.2.1, così in sintonia con quanto deliberato
dalla Commissione Bilancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.2, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Accantoniamo l'articolo 7.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Revoca dei benefici
1. Il venir meno dei requisiti di cui all'articolo 4 e la mancata
realizzazione totale o parziale degli impegni assunti da parte del
beneficiario costituiscono causa di revoca dei benefici, dei
contributi e delle agevolazioni previsti dalla presente legge».
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 8,
non potendo presentare emendamenti, chiederei al Governo di
valutare la possibile riscrittura dell'articolo 8 inserendo un
secondo comma perché ritengo che è importante che l'attività di
informazione e di divulgazione, così come avviene poi nei siti web
e sulla rete, possa rappresentare un libero dibattito facilmente
individuale per la possibilità e l'opportunità di confrontarsi e
manifestare le proprie idee.
Allo stesso tempo, ritengo che la rete non debba diventare una
giungla violenta e magari dare l'opportunità e la possibilità di
rispondere ed appoggiare alcune tesi. Per questo io avrei pensato
di inserire al secondo comma che è fatto divieto , determinando
quindi il venir meno dei requisiti di cui all'articolo 4, la
pubblicazione per i siti web o comunque immettere in rete i
commenti anonimi o che non sono identificati o identificabili .
E' importante che in una legge così seria, così serena rispetto
alle iniziative che si vogliono portare avanti nell'ambito della
informazione e della divulgazione, vi sia anche la possibilità che
chi scrive nel web - e commenta le iniziative del web - si possa
identificare, in modo tale che le risposte possano venire da un
confronto sereno e pacato.
L'onorevole Venturino, giustamente, mi faceva notare che sarebbe
opportuno accantonare l'articolo 8 poiché l'articolo 4 non è stato
ancora votato. Pertanto, bisogna vedere come viene votato
l'articolo 4 per poi collegarlo all'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, in effetti lei ha posto un problema
di grande attualità che riguarda il diritto di informazione in
generale, così come si può esercitare il diritto all'informazione,
evidenziando anche che non sono stati presentati emendamenti.
Ritengo di dover dare la possibilità al Governo di fare una
attenta riflessione e pertanto, non sorgendo osservazioni,
accantoniamo l'articolo 8 per dare la possibilità di una eventuale
riscrittura.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Comunicazione istituzionale
1. Al fine di rendere effettivo il pieno diritto dei cittadini ad
una compiuta informazione sui temi, le decisioni e gli atti di
competenza della Regione ed il loro processo formativo, garantendo
così la reale partecipazione democratica e la piena trasparenza, la
Regione promuove con appositi strumenti la realizzazione di
programmi informativi tramite le imprese di informazione locale.
2. I contenuti dei programmi informativi di cui al comma 1 hanno
carattere di obiettività, garantendo eguale accesso alle diverse
posizioni ed opinioni politiche e sono disciplinati con regolamento
dal Comitato regionale per le comunicazioni Sicilia (CORECOM
Sicilia).
3. Per l'esercizio finanziario 2013 è autorizzata per le finalità
del presente articolo la spesa di 200 migliaia di euro cui si
provvede a valere sulle disponibilità di competenza e di cassa
della spesa per consumi intermedi della Rubrica Gabinetto, uffici
dei diretta collaborazione all'opera e alle dirette dipendenze del
Presidente' (U.P.B. 1.1.1.1.2 - cap. 100317) autorizzata
dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013, n.
10.
4. Gli interventi di cui al presente articolo costituiscono
attuazione delle previsioni di cui all'articolo 55 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, di cui al comma 4 dell'articolo 127
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e di cui agli articoli 1
e 2 della legge 7 giugno 2000, n. 150?».
Comunico che all'articolo 9 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-9.3, dagli onorevoli Musumeci, Formica ed altri;
-9.1, dagli onorevoli Cascio Francesco ed altri.
Si passa all'emendamento 9.3.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel momento in cui
approviamo una legge che prevede l'erogazione dei contributi per
una determinata attività, è alquanto logico che nella stessa norma
inseriamo anche i diritti ed i doveri per usufruire di questi
contributi. Nella fattispecie ci riferiamo alla contribuzione per
le comunicazioni istituzionali ed è alquanto evidente che bisogno
inserire che siano in regola con quanto prevedono le leggi in
materia.
Pertanto, questo mi sembra un emendamento di grande buon senso,
che non fa altro che richiamare l'applicazione della norma nel
momento in cui andiamo a dare dei contributi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.3. Il parere del
Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA. Nulla in contrario rispetto all'emendamento. Però, visto
che tutto è già regolamentato dal CORECOM anche con norma
regionale, in cui c'è assolutamente obiettività e trasparenza, la
mia preoccupazione è che se ci colleghiamo e poi mettiamo qualcosa
in progress per evitare che domani sia soltanto
FORMICA. Il CORECOM interviene a parte, mi pare un prerequisito.
PRESIDENTE. La Commissione si sta consultando. Si rimette
all'Aula?
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente, a me
personalmente sembra ultroneo e ripetitivo, però se i presentatori
ci chiariscono i riferimenti normativi di queste due norme potremmo
pure
PRESIDENTE. A maggior ragione, Lei mi parla che è ultroneo, quindi
non aggiungerebbe niente,e quindi non si sta escludendo.
MARZIANO, presidente della Commissione. Se invece il contenuto dei
due riferimenti normativi cambia il significato dell'articolo, a
quel punto il giudizio è diverso. Sarebbe opportuno che ci
spiegassero quali sono.
PRESIDENTE. Lo possiamo pure accantonare
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento sia sufficientemente chiaro, al di là delle pur
legittime osservazioni della Commissione.
Nel tentativo di operare una scrematura tra le decine e decine di
emittenti presenti sul territorio, ci si rifà al decreto ai
benefici previsti dalla legge 448, la legge del 98, che stabilisce
una serie di paletti e di requisiti come precondizione essenziale
per l'accesso ai contributi.
Noi abbiamo soltanto richiamato una normativa che diventa un punto
cardine per l'emittenza nazionale, sul piano della selezione e
della capacità di impresa, dicendo che le aziende debbono essere in
regola, per quanto riguarda quelle televisive, con quanto già
stabilito, quindi con i requisiti posti in essere dal decreto
ministeriale 5 novembre 2004, n. 292, e per quanto riguarda le
emittenti con un altro dispositivo di legge, che è il decreto 66
del 2001, che risponde ad una fattispecie specifica per le
emittenti radiofoniche diverse da quelle televisive.
Se questo richiamo alla normativa nazionale, ai fini dei requisiti
essenziali da impresa audio visiva fosse già presente nella
normativa, non credo che cozzerebbe con lo spirito dell'emendamento
neanche nel contenuto, per cui potrebbe essere ripetitivo, ma non
per questo, non ricordo se già un requisito in questo senso in
maniera chiara è già previsto dal dispositivo di legge. Se così
fosse non credo che possa esserci incompatibilità. Meglio
prevederlo, piuttosto che ometterlo.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dire che sono assolutamente d'accordo, considerato, come diceva il
presidente Marziano, che stiamo mettendo i requisiti nazionali che
regolano la comunicazione istituzionale.
PRESIDENTE. Allora, il parere del Governo è favorevole.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Sì, avevo detto
parere favorevole perché comunque rientra nei principi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARZIANO, presidente della Commissione. Siccome i requisiti non
cambiano la platea, perché nel disegno di legge c'è una platea
diversa, l'abbiamo studiata avendo presente qual è la realtà,
questo non cambia la platea, cambia i requisiti di accesso, quindi
si può accettare.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione pongo in votazione l'emendamento 9.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole Cascio
Francesco ed altri.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, l'emendamento 9.1 è un
emendamento tecnico, una riscrittura che in qualche modo mi
proviene proprio dal CORECOM. Al comma 2 dell'articolo 9, si
prevedeva la scrittura del regolamento da parte del CORECOM, ma
essendo esso un organismo di vigilanza e di controllo non può
scrivere i regolamenti, ma può ovviamente ottemperare ai suoi
compiti, che sono quelli di controllo e vigilanza.
Pertanto, ho ritenuto di riscrivere il comma 2 prevedendo che la
predisposizione del regolamento venisse svolta a carico della
Segreteria Generale della Presidenza della Regione, lasciando al
CORECOM i compiti di vigilanza e controllo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARZIANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi evidenziano gli Uffici che
sarebbe opportuno modificare, in fase di coordinamento formale del
disegno di legge, con un emendamento ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, la Segreteria generale della Presidenza della
Regione con Presidenza della Regione . E' solo un fatto formale.
Pongo in votazione l'emendamento 9.1. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'articolo 9.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 9
riguarda la comunicazione istituzionale. Noi stiamo scrivendo in un
articolo di legge che gli Enti locali, la Regione e quindi tutte le
altre diramazioni degli Enti locali, devono fare degli appositi
accordi economici con la stampa per potere divulgare l'attività
istituzionale nell'era di internet, nell'era della
digitalizzazione, nell'era della libertà informativa.
La Regione spende dei soldi per fare qualcosa che risulta
paradossalmente superato, vecchio, al fine di rendere effettivo il
pieno diritto dei cittadini ad una compiuta informazione la
decisione di atti di competenza della Regione ed il loro processo
informativo, garantendo così la reale partecipazione democratica e
la piena trasparenza. La Regione promuove con appositi strumenti la
realizzazione di programmi informativi tramite le imprese di
informazione locale.
Questa è follia La politica deve andare fra la gente, deve
spiegare quello che sta facendo, noi dobbiamo aprire questo Palazzo
e farlo diventare realmente di vetro, ed allora realizziamo che,
come questa seduta ha una diretta streaming, con la possibilità di
avere anche un archivio, lo si faccia anche con le relative sedute
di commissione, lo si faccia anche con la possibilità di far
trovare atti ed i cittadini saranno informati, si potranno
informare e non avranno bisogno di leggere sui giornali quello che
avviene all'interno del Palazzo.
La libertà di informazione si ha quando uno strumento di
informazione è libero dal giogo e dal finanziamento
dell'istituzione pubblica.
Noi deputati del Movimento Cinque Stelle siamo contrari a questo
disegno di legge, a questo articolo, lo abbiamo votato
contrariamente in Commissione e dico a qualcuno che qui dentro
abbia la coscienza di capire quello che stiamo approntando, di
cominciare a dire di no a tutti questi articoli; a questo e a
quello successivo dell'attività di media monitoring. Pagare persone
esterne per fare la rassegna stampa Come se non avessimo qui
dentro uffici che possono essere in grado di realizzare l'attività
di rassegna stampa o semplicemente sfogliandoci i giornali la
mattina
Noi deputati non abbiamo bisogno di qualcuno che paghiamo per
farci queste attività, mi sembrano soldi spesi male e, soprattutto,
mi sembra uno schiaffo a qualcuno che in questo momento, invece,
cerca la possibilità di avere lavoro. Queste risorse impegniamole
meglio
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Attività di media- monitoring per enti pubblici
1. Le società di media-monitoring che svolgono servizi di rassegna
stampa per conto di enti pubblici in Sicilia, ai fini della legge
sul diritto d'autore, devono attestare:
a) di essere registrate presso il registro stampa e/o il registro
operatori della comunicazione (Roc);
b) di essere in possesso di autorizzazione da parte della
Federazione nazionale editori giornali (Fieg) per lo sfruttamento
dei diritti d'autore, al fine di manlevare gli enti pubblici,
rispetto alla normativa di settore».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
10.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifiche all'articolo 4, comma 6 della legge regionale
12 luglio 2011, n. 12
1. L'articolo 4, comma 6 della legge regionale 12 luglio 2011, n.
12 è così sostituito:
6. I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati
di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 5, mediante
pubblicazione per estratto, a scelta della stazione appaltante, su
due quotidiani a diffusione nazionale, su due quotidiani a maggiore
diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su un
periodico a diffusione regionale'.
2. Le testate di cui all'articolo 4, comma 6 della legge regionale
12 luglio 2011, n 12, così come sostituito dal comma 1 del presente
articolo, alla data di entrata in vigore della presente legge
devono possedere i seguenti requisiti:
a) avvalersi di non meno di tre giornalisti iscritti al relativo
albo professionale assunti con contratto a tempo indeterminato;
b) attestazione di regolarità contributiva e previdenziale ai fini
Inpgi e Casagit;
c) non meno di tre anni di ininterrotta pubblicazione con
diffusione regionale, con vendita in edicola;
d) attestazione di copie vendute a norma di legge».
All'articolo 11 sono stati presentati numerosi emendamenti.
Si passa all'emendamento soppressivo 11.12, della Commissione.
MARZIANO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, in merito all'emendamento 11.12,
dichiaro di farlo mio.
L'articolo 11 va a modificare la legge regionale sugli appalti. Si
legge, esattamente al comma 1, che sostanzialmente vengono cambiate
le direttive sulla pubblicità degli appalti.
Come viene modificata questa linea? La stazione appaltante, che
solitamente è il soggetto pubblico, dà le direttive al soggetto che
vince la gara d'appalto su quali quotidiani deve andare a fare la
pubblicità dei lavori. Per cui sarà la Regione stessa - e
ritorniamo al discorso di prima - sarà la politica a scegliere,
praticamente, su quali quotidiani andare a fare la pubblicità: due
regionali, due locali, due nazionali.
Questo disegno di legge ha un nome e un cognome, lo sappiamo tutti
in quest'Aula. E' un vestitino cucito addosso a qualcuno. Se
vogliamo continuare a prenderci in giro
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, io sono entrato e ho ascoltato le ultime
parole che ha detto l'onorevole Cancelleri.
Prima che andiamo a votare, desidererei sapere dall'onorevole
Cancelleri se fosse possibile conoscere il sarto di questo vestito,
che sarebbe ancora meglio Ma almeno vorrei sapere, dall'onorevole
Cancelleri, a chi abbiamo cucito questo vestito. Altrimenti, io non
voto e me ne vado, perché non mi sembra opportuno che questa
Assemblea faccia il sarto e cuci a vestiti per le singole imprese
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
desidero ritirare l'emendamento perché la legge sugli appalti
prevede già la pubblicazione sui quotidiani nazionali, locali e sui
periodici delle gare d'appalto.
Quando abbiamo presentato l'emendamento soppressivo, avevamo
pensato di rifarci alla norma esistente, però, siccome la norma
così come concepita chiarisce in modo assoluto che quelle norme
della legge nazionale vanno intese che bisogna pubblicare su due
quotidiani nazionali, su due regionali e su un periodico, è chiaro
quale è lo spirito. Se io faccio una gara in una città dove è
prevalente l'informazione di un quotidiano, buon senso mi deve
portare a scegliere il quotidiano più diffuso, perché l'obiettivo
della pubblicazione dei bandi è quello di farlo conoscere a tutti
gli interessati del territorio.
La presenza del periodico scritta in modo esplicito consente di
sostenere, nell'ambito della pubblicazione dei bandi di gara, anche
la stampa non quotidiana, cioè quella periodica che in Sicilia è
presente ed è un elemento di ricchezza del sistema informativo.
Ecco perché abbiamo ritirato l'emendamento soppressivo e chiediamo
che venga mantenuto l'articolo 11 della legge.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi piacerebbe
veramente che l'onorevole Cancelleri, che ogni tanto fa le battute,
leggesse la legge.
Questo emendamento è entrato nella Commissione di cui lei fa
parte, è un componente fortemente legittimato, quindi non era nei
disegni di legge originali.
L'onorevole Marziano ha spiegato correttamente il perché questo
emendamento è nato. Vorrei anche ricordare all'onorevole Cancelleri
che questa è una legge per le piccole e medie imprese - lo so che a
lei le sembrerà strano - parla molto di piccole e medie imprese
però per le piccole e medie imprese in Europa ci sono alcuni
regolamenti, alcune cose molto chiare e sono per l'informazione
locale, la più piccola possibile.
Ogni tanto lo so che è bello fare la battuta d'effetto: i sarti,
il vestito, tutto quello che vuole lei, ma lei faceva parte di
quella Commissione, e non so se ha votato a favore o meno,
certamente se c'è andato non l'hanno sentita parlare in tal senso.
In ogni caso le vorrei ribadire che è una legge che parla
dell'informazione locale per le piccole e medie imprese, in modo
particolare per quelle 110 televisioni che rischiano di chiudere i
battenti perché in tutta Italia sono stati fatti i bandi per il
passaggio al digitale terrestre e in Sicilia non è stato fatto. Non
è stata garantita la libera informazione, la pluralità
dell'informazione.
Questa legge non fa altro, poi lei fa le battute, ma è un'altra
cosa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
non era legato a questo emendamento. Questo disegno di legge - così
come dice l'onorevole Lenza - cerca e mira anche a far sì che il
Governo possa essere d'aiuto anche per quelle piccole televisioni,
per le emittenti locali che, appunto, dalla rete analogica sono
passate al digitale terrestre e la Sicilia non ha neanche
partecipato ai bandi europei.
A tal proposito voglio ricordare la mozione da me presentata un
anno fa, però allo stesso tempo vorrei ricordare che l'emendamento
soppressivo del Governo all'articolo 3 in qualche maniera danneggia
i quotidiani, soprattutto i quotidiani a tiratura locale.
Non vorrei che andando oltre con gli articoli che noi abbiamo
accantonato si procedesse con lo stesso sistema , perché,
altrimenti, questa legge che non fa altro che recepire la legge
nazionale in maniera più restrittiva favorisce solo esclusivamente
le solite testate giornalistiche e invece non privilegia quelle che
sono le piccole e medie imprese.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 11 è un argomento più
volte dibattuto in quest'Aula. E' inutile che noi ci nascondiamo
dietro il problema. Peraltro, questo articolo, formulato in questa
versione e in altre versioni, più volte è stato impugnato dal
Commissario dello Stato. Questa Presidenza non ha ritenuto
opportuno stralciarlo perché, finalmente, fa parte di un disegno di
legge organico, omogeneo.
Non escludo che, sulla base di questo articolo, si possa sostenere
le nostre tesi, che non sono configgenti con la normativa
comunitaria e con la normativa nazionale in termine di pubblicità
degli appalti, nel senso che, se dovesse essere impugnato dal
Commissario dello Stato, noi potremmo resistere dinnanzi alla Corte
Costituzionale sostenendo i principi di logicità di questo
articolo.
E non sto facendo un ragionamento di ordine politico, come ha
fatto l'onorevole Cancelleri, che ha una sua valenza, ma sto
ponendo una questione di carattere giuridico. Più volte è stata
impugnata questa norma perché si è detto che violerebbe un
principio contenuto nel codice degli appalti e comunque che noi non
avremmo alcuna discrezionalità. Qua si sta aggiungendo alla
pubblicazione sui quotidiani nazionali, la pubblicazione sui
quotidiani locali.
Quindi, non è solo un venire incontro alle esigenze
dell'imprenditoria editoriale locale, ma è venire incontro alle
esigenze di pubblicità, perché potremmo osservare, dall'altro lato,
che si cercano di privilegiare i grandi sistemi editoriali
nazionali. E su questo bisogna stare attenti a come viene
prospettato il problema.
Io non escludo, ve lo dico con la massima franchezza, che il
Commissario dello Stato possa impugnare questa norma, però, ripeto,
dobbiamo avere il coraggio, quando esitiamo le leggi, se siamo
convinti, di andare fino in fondo.
La riprova è che abbiamo avute approvate, qualche giorno fa, le
variazioni di bilancio senza impugnativa da parte del Commissario
dello Stato, perché convintamente questo Parlamento, nella sua
interezza, ha sposato una nuova linea - mi sia consentito di dire -
che è quella che possiamo anche resistere dinnanzi al Commissario
dello Stato. Ma noi dobbiamo avere le carte in regola per
resistervi. Ho voluto esplicitare la posizione di questa Presidenza
sul perché ho ritenuto ammissibile questo emendamento.
L'onorevole Cancelleri ha fatto un ragionamento di carattere
politico sul quale, obiettivamente, non mi sento di disquisire o di
entrare nel merito.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi c'è un detto
siciliano che dice che Se il carbone non sporca, tinge . Tingere
continuamente la politica di chissà quali intenti malevoli,
parlando di sarti e di cuciture addosso a persone o soggetti
non individuati, significa buttare una pietra nello stagno ed
individuare la politica sempre come artefice di chissà quali trame
e di chissà quali ingarbugli.
Voglio evidenziare che l'articolo 6 della Legge regionale 12
luglio 2011 n. 12, così come finalmente ed opportunamente riportato
dagli Uffici in allegato, dice semplicemente: I soggetti, di cui
al comma 5, sono tenuti a rendere noti i dati per la pubblicità a
mezzo stampa a valere sui ribassi d'asta .
Cioè, sostanzialmente, esiste già una norma di legge che impone la
pubblicità degli appalti sulla stampa. Con quali sistemi e
attraverso quali metodi, sarebbe rimesso alla discrezionalità della
stazione appaltante, che mi risulti. Quindi potrebbe essere
tranquillamente un quotidiano piuttosto che un altro.
Questo articolo non individua nessuna testata in particolare, anzi
obbliga il soggetto della stazione appaltante a rendere pubblici i
risultati dell'asta, dei ribassi dell'appalto, su ben quattro
quotidiani, due a tiratura nazionale e due a tiratura locale. Credo
che sia una giustizia distributiva, che vale per un numero
indefinito di quotidiani, perché in Sicilia ce ne sono almeno tre o
quattro a tiratura locale che non sono preventivamente individuati
e che, anzi, concorrono con quelli nazionali, mentre, oggi, così
come è previsto dall'articolo attualmente vigente, basterebbe
pubblicarlo su un solo quotidiano per soddisfare il requisito della
pubblicità.
La ritengo una norma di democrazia, una norma di trasparenza e non
una cucitura su sarti che non conosco.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri ha fatto proprio l'emendamento
soppressivo 11.12, che era stato ritirato dalla Commissione.
Il parere del Governo, sulla soppressione di questo articolo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente e relatore. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo 11.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ferreri,
Foti, La Rocca, Mangiacavallo, Siragusa, Tancredi, Zafarana e Zito,
indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
soppressivo 11.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 20
Contrari 35
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.2.
Onorevoli colleghi, vale il discorso fatto in precedenza. In
effetti, tutti questi emendamenti aggiungono qualcosa rispetto al
testo. Non vorrei che forzassimo la normativa più del dovuto.
Invito, pertanto, ad un ritiro complessivo, con un po' di buon
senso.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
personalmente - ma penso anche di potere parlare a nome della
Commissione - mentre con il testo noi aggiungiamo, alla platea
prevista dalla legge, la stampa locale ed il periodico, con tutti
questi ulteriori emendamenti, modifichiamo la norma nazionale,
restringiamo il numero di organismi di stampa nei quali è
obbligatorio presentare le gare, aggiungeremmo le televisioni.
Ora, io le lascio immaginare, signor Presidente: io sono uno che
difende il diritto anche della televisione di quartiere a vivere ed
esistere e questo disegno di legge è fatto per questo. Si immagina
la pubblicazione di un bando di gara sulla televisione? Come
avviene, a mo' di foglio che gira?
È uno di quegli emendamenti che potrebbe inficiare il senso del
testo che è stato, invece, elaborato con cura ed attenzione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, stiamo facendo un
discorso di carattere generale su tutti gli emendamenti e non
specifico sull'emendamento 11.2
VINCIULLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
l'emendamento dell'onorevole Ruggirello credo che possa essere
esaminato ed approvato da questa Commissione, nel senso che daremo
la possibilità, oltre che ai quotidiani, anche alle emittenti
televisive di poter diffondere quelli che sono stati i risultati di
gare che si sono verificate negli enti locali. Quindi, si risponde
ad un principio di trasparenza che deve essere sempre alla base
della buona amministrazione.
Se noi esaminiamo ed, eventualmente, approviamo l'emendamento del
collega Ruggirello, io sono pronto a ritirare gli emendamenti 11.7
e 11.8 in quanto interamente soddisfatto dall'emendamento del
collega Ruggirello.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, dobbiamo ribadire un concetto: ci
sta tutto, noi possiamo mettere la massima pubblicità, pure di
pubblicarla sui muri di ogni comune per la massima pubblicità, su
internet o dove vogliamo. Noi siamo vincolati da una normativa
nazionale che, peraltro, dà la possibilità alle singole stazioni
appaltanti di prevedere forme aggiuntive di pubblicità.
Noi ci stiamo ingerendo in un sistema dove obblighiamo le stazioni
appaltanti, e c'è quindi anche un problema di copertura
finanziaria, a prevedere determinate forme di pubblicità.
Quando abbiamo aggiunto il periodico regionale chiarisco subito
che il periodico regionale non fa riferimento a cronache
parlamentari , quindi così, a scanso di equivoci, evitiamo
discussioni. Lo so che nessuno lo ha pensato, ma così lo abbiamo
escluso.
Le stazioni appaltanti possono pure fare la pubblicità, sulla base
della normativa nazionale, sulle emittenti locali,nessuno lo vieta.
Però, mettere quest'obbligo, in questo momento, obiettivamente
sembrerebbe eccessivo. Riguarda questo emendamento così come
riguarda tutti gli altri.
Siccome, poc'anzi, ho detto che noi dobbiamo avere tutte le carte
in regola per affrontare, eventualmente, un giudizio dinanzi alla
Corte costituzionale, lo sto dicendo a scanso di equivoci e senza
alcune presunzione. Se noi aggraviamo il procedimento rischiamo;
poi, per carità, l'Aula è sovrana e può pure farlo.
Dispongo, pertanto, l'accantonamento dell'articolo 11 e dei
relativi emendamenti per un approfondimento.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
delle imprese
dell'informazione
1. Le imprese d'informazione locale di qualsiasi dimensione
possono beneficiare d'interventi attivati, secondo la procedura
prevista all'articolo 60 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9
e successive modifiche e integrazioni, anche mediante contratti di
programma regionali per lo sviluppo delle attività delle imprese
dell'informazione, incluse le attività di ricerca e sviluppo
sperimentale.
2. Le imprese qualificate come collegate' ai sensi della vigente
disciplina comunitaria accedono ai benefici previsti dalla presente
legge mediante i contratti di cui al comma 1 entro i limiti dei
massimali di aiuto dagli orientamenti in materia di aiuti di stato
a finalità regionale 2007-2013 paragrafo 4.1.2. (2006/C 54/08)».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 12.1,
soppressivo dell'articolo, che ha il parere contrario della
Commissione Bilancio.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Il Governo ritira
l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Norme attuative
1. Per le finalità di cui agli articoli 6, 7 e 12 è autorizzata la
stipula di convenzioni con istituti finanziari e di credito in
possesso dei requisiti prescritti dalla vigente disciplina statale.
2. La titolarità degli interventi di cui al comma 1 è affidata
alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione che può
avvalersi, per l'attuazione degli interventi, dell'IRCAC per le
società cooperative e dell'IRFIS-FinSicilia S.p.A. per le società
di capitali.
3. Gli interventi di cui alla presente legge sono cumulabili con
quelli previsti dagli articoli 30 bis e 47 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, come introdotti e modificati dalla legge
regionale 6 agosto 2009, n. 9».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-emendamento 13.3 (I parte) e (II parte), dal Governo;
-emendamento 13.2, dagli onorevoli Vinciullo, D'Asero, Assenza ed
altri;
-emendamento 13.1, dall'onorevole Francesco Cascio ed altri;
Si passa all'emendamento 13.3 (I parte).
VANCHERI, assessore alle attività produttive. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.2, dell'onorevole Vinciullo ed altri.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
l'articolo 13, comma 2 prevede che la titolarità degli interventi
di cui al comma 1 è affidata alla Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Mi pare di capire che poco fa avevamo detto di sopprimere la voce
Segreteria Generale , lasciando solo la Presidenza della Regione,
cosa che le confermo essere più giusto. Il che può valere per
l'attuazione degli interventi dell'IRCAC, per quanto riguarda le
società cooperative e dell'IRFIS Sicilia Spa, per quanto riguarda
le società di capitali.
Dal momento che il CORECOM Sicilia ha sicuramente maggiori
conoscenze e maggiori competenze e capacità sull'argomento, seppure
elevatissime sono quelle dell'IRFIS e dell'IRCAC, vedevamo in
misura più autorevole l'intervento del CORECOM Sicilia, anziché
dell'IRFIS e dell'IRCAC.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, secondo me l'equivoco nasce dall'idea di cosa
dovrebbero fare IRFIS e IRCAC. Non si tratta di avere il
suggerimento sulla conoscenza delle emittenti, ma sulle modalità
con cui si erogano i prestiti, con cui si attivano le procedure.
Quindi, è chiaro che la Presidenza della Regione si deve rivolgere
ai suoi strumenti operativi nel campo dell'erogazione del credito e
non all'organismo di controllo delle televisioni. Per tale motivo
siamo contrari all'emendamento.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito
l'onorevole Vinciullo a ritirare questo emendamento, perché
nell'articolo 13, volere fare entra un organismo che fa tutt'altro,
in un argomento che non è proprio. Il CORECOM fa vigilanza e
controllo, mentre qui si parla di erogazione di contributi, di
finanziamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, c'è un invito formale al ritiro
dell'emendamento, fatto proprio anche dalla Presidenza.
VINCIULLO. Se i pareri del Governo e della Commissione sono
contrari, lo ritiro.
PRESIDENTE. Il parere del governo sull'emendamento 13.2?
VANCHERI, assessore alle attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 13.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 13.1 è accantonato.
Si passa all'emendamento 13.3 (II parte), del Governo. Il parere
della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
(E' approvato)
L'articolo 13 con l'emendamento 13.1 è accantonato.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Norma di salvaguardia comunitaria
1. L'applicazione delle disposizioni della presente legge
concernenti aiuti alle imprese è subordinata al rispetto della
normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato e, per
gli interventi non attuati secondo la disciplina sugli aiuti de
minimis o sugli aiuti in regime di esenzione, alla definizione
della procedura prevista dall'articolo 108 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 14.5.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per raccordarmi con i
presidenti dei Gruppi parlamentari sul prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.00)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dopo una consultazione informale, si è
convenuto di rinviare l'Aula a domani.
All'ordine del giorno è stato inserito lo svolgimento di
interrogazioni e di interpellanze concernenti l'Agenzia regionale
per le erogazioni in agricoltura, in quanto l'assessore per le
risorse agricole aveva chiesto proprio di rendere delle
comunicazioni su questo argomento e per questo ci siamo determinati
in tal senso.
Nella seduta di martedì prossimo spero si possa concludere l'esame
del disegno di legge che riguarda le norme per la promozione e il
sostegno delle imprese della informazione locale.
Onorevoli colleghi, pertanto, la seduta è rinviata a domani,
giovedì 28 novembre 2013, alle ore 11.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze concernenti
l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)
III - Discussione della mozione:
N. 153 - Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per le
prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi
resi dalle cooperative sociali.
(18 luglio 2013)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
MAURO-FEDERICO-FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 186 - Iniziative per il rilascio di garanzie
fideiussorie da parte dell'IRFIS - FinSicilia S.p.a.
in favore delle imprese siciliane presenti nelle
graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS.
(30 settembre 2013)
LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
ZAFARANA-ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 177 - Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
la Regione siciliana ed istituti di credito per
l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB.
(19 settembre 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
FIORENZA
La seduta è tolta alle ore 18.02
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli