Presidenza del vicepresidente Pogliese
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Per fatto personale, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento
interno
PANEPINTO. Chiedo di parlare per fatto personale, ai sensi
dell'articolo 140 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, gradirei la sua attenzione perché
per me quello che è accaduto ieri ad opera dell'onorevole Trizzino
è un fatto gravissimo. Capisco che questo Parlamento è abituato a
tutto e la politica siciliana ormai è un Arlecchino che cammina per
le strade della Sicilia disperata.
Ieri su una testata giornalistica è uscito un articolo nel quale
l'onorevole Trizzino dichiara che io ho copiato un suo disegno di
legge, a seguito di una iniziativa tenutasi ieri mattina in Sala
Gialla, presentando un disegno di legge sulle scienze motorie,
sulla professione delle scienze motorie. E' stato un incontro con
docenti universitari.
Io considero la richiesta di parlare per fatto personale, non l'ho
mai fatto in sette anni, e lo faccio consapevole che la mia
dichiarazione sarà pesante esattamente come l'onorevole Trizzino,
il quale dichiarava in questa testata giornalistica Blog Sicilia
che io avrei copiato questo disegno di legge.
Ieri mattina si è tenuto questo incontro in Sala Gialla, è stato
necessario chiedere alla Presidenza di avere pure la Sala Rossa
perché c'erano studenti della Facoltà di scienze motorie dei tre
atenei siciliani, autorevolissimi esponenti del mondo accademico
del settore, ovviamente, e si è trattato questo tema.
Dopodiché nel pomeriggio è uscito questo articolo che mi offende
personalmente. Io avrò copiato qualche espressione in latino ma mi
sono fermato sempre là, ma l'ho fatto da minorenne e quindi non
sono andato oltre. Dopodiché debbo dire che dormo comunque la sera
perché penso di avere la coscienza a posto, l'ho fatto anche ieri
sera, ma cercando di capire esattamente cosa fosse accaduto. Ho
ricostruito i fatti, il testo a cui io ho contribuito non l'ho
scritto personalmente da solo ma con l'esperto del nostro gruppo,
il dottore Tagliavia, con il dottore Turano, un giovane che ha
scritto la tesi di laurea sul tema, con il contributo dell'Avvocato
Fiorello, un docente universitario, e mi chiedevo in quale
occasione avremmo copiato questo testo scritto da Trizzino.
Apro una parentesi, il metodo Boffo o il metodo squadrista anche
in altre occasioni l'abbiamo visto. Le giravolte nel dire oggi
possibilmente a qualcuno dateci qualche suggerimento su come
gestire l'acqua privata e poi a cambiare impostazione l'ho visto,
ma questo fa parte del gioco della dialettica politica. Accusare
qualcuno di copiare un testo credo che sia un fatto grave, tenuto
conto non del livello del sottoscritto, ma del livello complessivo
molto basso che la politica siciliana gode nei confronti dei
cittadini e com'è facile sputacchiare su questa categoria che,
nel bene o nel male, per me rimane una categoria che è
rappresentativa degli interessi dei cittadini, dei territori.
Siamo eletti direttamente dal popolo con una preferenza scritta,
ognuno scrive il nome e cognome del deputato presente in
quest'Aula, dopo di che continuare in questo esercizio serve a chi
ha fatto del qualunquismo una ragione politica ma non può servire
complessivamente alla politica.
Dopo di che vado ai fatti, ho spiegato come è nato il testo, il
disegno di legge che mi vede primo firmatario viene presentato con
il numero 338 il 2 aprile, dichiarato in Aula l'8 Aprile, assegnato
alla IV Commissione e V Commissione il 4 aprile. Il testo a firma
di Trizzino e di altri colleghi del Movimento Cinque Stelle viene
presentato il 20 maggio, viene annunziato in Aula il 21 maggio,
viene assegnato per l'esame alla IV Commissione il 31 maggio.
Questi sono i dati.
Ora, io sono uno che esplode in pochi minuti, ma dopo di che
tendenzialmente prova ad essere conciliante con il mondo intero,
avendo in alcuni minuti, per chiarezza, la grazia della carta
vetrata .
Dunque, io non pretendo né scuse, né niente, onorevole Presidente,
tenga conto che questo tentativo giornaliero che spesso ognuno di
noi esercita in questo Parlamento per delegittimare prima
l'Istituzione, poi per delegittimarsi tra Gruppi parlamentari, se
arriviamo pure ad accusarci di copiare testi
Peraltro, se mi si consente una battuta, io penso di avere un
curriculum solo del tempo passato qua dentro, non credo di dovere
copiare testi di disegni di legge, soprattutto da chi è in una fase
neofita della politica e poi, onestamente, non avrei cosa copiare;
io il Presidente Trizzino lo stimo, è figlio di miei concittadini,
è una persona simpatica, vedo che ha acquisito tutti i trucchi del
mestiere in Commissione, quando deve fare cadere un emendamento lo
fa con intelligenza, l'altro giorno ha ucciso' un emendamento che
riguardava la stabilizzazione del personale, l'ha fatto chiamando
in causa un deputato, ma, ripeto, fa parte della dialettica
politica.
Ma accusarmi di avere copiato un testo credo che rientri
esattamente in un atteggiamento che è quello di sputacchiare
sugli altri ed io non lo consento, prima di tutto per la mia
persona, secondo, onorevole Presidente, non lo consento nemmeno per
questa Istituzione, perché, e concludo, per me fare politica è
passione, è impegno civico e civile ogni giorno e non essendo stato
eletto da sorteggio e nemmeno da Gratta e Vinci , come altri hanno
avuto la fortuna di fare, e rappresentando 7.000 agrigentini e
rappresentando un'idea della politica che è la mia storia
personale, che è quella di venire da un mondo dove la politica era
soprattutto impegno, rigore ed è quella del Partito Comunista,
lezioni di copiatura o offese di questo tipo non le consento,
perché come disse un vescovo della Curia di Agrigento la politica
se non è fatta di latrocinio, di furbizia, se non è fatta di
squallore, di accuse infamanti senza senso e di uso di questa
straordinaria arte che è la politica, ma che è soprattutto carità
nei confronti di chi sta male .
Ovviamente non sono un interprete perfetto di quanto disse
Monsignor Ferraro ad Agrigento, però attenzione, onorevole
Presidente, prima o poi il freddo e la fame porteranno qui i
disperati e non distingueranno tra chi ha usato la politica magari
per prendere uno stipendio ridotto e poi per giustificare altro
senza poterlo fare.
Non pretendo nulla, ma ci tenevo a dire che non è possibile che si
possano utilizzare, come la Pravda, o come strumenti miserabili,
comunicati stampa che delegittimano la credibilità, la dignità
delle persone e anche di questa Istituzione.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, credo che sia stato assolutamente
chiaro, d'altronde la cronologia dei fatti, della presentazione dei
disegni di legge è assolutamente oggettiva e testimonia quello che
lei ha appena detto. L'onorevole Trizzino ovviamente ha rilasciato
una dichiarazione di cui si assume la propria responsabilità
politica. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Federico,
Laccoto, Lentini, La Rocca Ruvolo, Marziano e Siragusa sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lupo è in missione per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario per Stato
per la Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 27 novembre 2013, ha impugnato
l'articolo 4 della deliberazione legislativa approvata
dall'Assemblea nella seduta n. 98 del 19 novembre 2013
Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 2013. Disposizioni
varie , per violazione degli articoli 3, 51, 97, 117, comma 2
lett. l) e comma 3, e 81, comma 4 della Costituzione.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1562 - Seguito dell'ordine del giorno n. 8 sull'ARSEA,
approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Economia
Firmatario: Lupo Giuseppe
N. 1568 - Chiarimenti in merito al mancato scioglimento
dell'ARSEA.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Falcone Marco
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1571 - Chiarimenti in merito alla mancata chiusura dell'ARSEA.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Assenza Giorgio.
Onorevoli colleghi, informo che le tre interrogazioni testé
comunicate saranno svolte nel corso dell'odierna seduta, inclusa
l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1571, la
quale pertanto, non sorgendo osservazioni, avrà svolgimento orale.
In ogni caso, le suddette interrogazioni saranno comunque
considerate definitivamente concluse a seguito della risposta
fornita in Aula dall'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
Così rimane stabilito.
Comunicazione relativa allo stralcio del Titolo I e II del
disegno di legge n. 612
PRESIDENTE. In riferimento al disegno di legge di iniziativa
governativa n. 612, recante Disposizioni in materia di
semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi,
al fine di agevolare lo sviluppo socio-economico. Modifiche alla
legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche e
integrazioni , comunico che, per consentire il pieno rispetto delle
specifiche competenze delle commissioni di merito e del requisito
dell'omogeneità dei testi di legge, si è proceduto allo stralcio
del titolo I che contiene norme di modifica della disciplina del
procedimento amministrativo, da inviare alla I Commissione, e del
titolo II che contiene norme di urbanistica e di opere pubbliche,
da inviare alla IV Commissione con il parere della I, della III e
della V Commissione.
circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze concernenti
l'Agenzia regionale
per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze concernenti
l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA).
Si passa all'interrogazione n. 1562 Seguito dell'ordine del
giorno n. 8 sull'ARSEA, approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio
2013 , a firma dell'onorevole Lupo.
Poiché l'onorevole Lupo è in congedo si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1568 Chiarimenti in merito al
mancato scioglimento dell'ARSEA , dell'onorevole Falcone.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Chiedo di rispondere congiuntamente alla interrogazione n. 1568 e
alla interrogazione n. 1571 Chiarimenti in merito alla mancata
chiusura dell'ARSEA, degli onorevoli Pogliese, Vinciullo e Assenza.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, si dispone nel senso
richiesto.
Si passa, pertanto, alle interrogazioni 1568 e 1571, ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'A.R.S.E.A., Agenzia Regionale Siciliana per le Erogazioni in
Agricoltura, è un organismo che si dovrebbe occupare di erogare
agli agricoltori gli aiuti e i contributi provenienti dall'Unione
Europea; l'ente, istituito dall'art. 60 della l.r. n. 14 del 2006,
art. 60, in recepimento della normativa nazionale, e cioè dell'art.
3, comma 3, del d.lvo n. 165 del 1999, che prevede, all'interno di
ogni Regione, l'istituzione di un organismo pagatore per le
erogazioni in agricoltura;
l'A.R.S.E.A., sin dalla sua istituzione, non è mai stata messa in
funzione, poiché di fatto il suo ruolo viene svolto ancora
dall'Agea, ente pagatore nazionale, e che, a seguito di incontri e
consultazioni con gli agricoltori, le cooperative di agricoltori,
nonché con le associazioni di categoria, l'ARSEA è stata
addirittura ritenuta superflua e sconosciuta ai più;
considerato che:
l'Assessore per le risorse agricole e alimentari, a seguito di
numerosi atti ispettivi e d'indirizzo, sin dall'inizio del suo
mandato, ha sempre annunciato la chiusura dell'ARSEA, ma a
tutt'oggi nulla è cambiato, continuandovi a lavorare un direttore e
due funzionari regolarmente retribuiti;
a causa della mancata chiusura dell'ARSEA, la cifra finora spesa,
tra affitti inutili e tra stipendi pagati a vuoto, è di oltre 500
mila euro l'anno;
per sapere se non ritengano opportuno avviare, con estrema
urgenza, ogni utile e necessaria azione per l'immediato
scioglimento dell'ARSEA, divenuto ormai un ente fantasma, ponendo
così fine a questo inutile spreco di risorse economiche, già più
volte definito scandaloso dagli stessi rappresentanti di governo».
(1568)
Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
nel 2006, il Governo della Regione istituì l'Agenzia regionale per
le erogazioni in agricoltura (ARSEA), con il compito di facilitare
lo smistamento dei fondi europei previsti in agricoltura;
l'Agenzia fu dotata di un organico di n. 3 funzionari e di un
direttore con un'indennità di circa 150 mila euro annui;
il precedente Governo della Regione ha provveduto alla nomina di
un nuovo direttore dell'ente, formalizzandola in data 15.06.2012;
il nuovo Governo regionale, non appena insediato, dichiarò di
voler nel più breve tempo possibile chiudere l'ARSEA e annunciò
che, dalla successiva finanziaria, si sarebbe provveduto
all'eliminazione dell'Ente;
in data 2 gennaio 2013 è stata presentata all'Assemblea regionale
siciliana la mozione n. 8, a firma dell'On.le Caputo e altri,
successivamente trasformata in ordine del giorno (n. 8) ed
approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013, con il quale si
impegnava il Governo della Regione e l'Assessore per le risorse
agricole e alimentari a non procedere alla registrazione del
contratto del direttore dell'ARSEA, a non dare seguito all'atto di
interpello del personale, a non effettuare alcuna spesa per il
mantenimento in vita dell'Ente e a relazionare in Assemblea, entro
trenta giorni dall'approvazione dell'ordine del giorno dopo
l'interlocuzione con l'AGEA, per creare un organismo pagatore
regionale efficiente ovvero rendere funzionale l'attività
dell'ARSEA in Sicilia;
considerato che nonostante gli impegni assunti dal Governo della
Regione e l'approvazione da parte dell'ARS del sopra citato ordine
del giorno, il Governo non ha ancora provveduto alla chiusura
dell'ARSEA;
ritenuto che la mancata chiusura dell'Ente comporta per la Regione
un esborso di centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico
(oltre 500 mila euro da gennaio 2013 di cui 26 mila euro al mese
per una sede mai utilizzata in via Maggiore Toselli nel pieno
centro di Palermo);
per sapere se il Governo della Regione non intenda provvedere nel
più breve tempo possibile alla chiusura dell'ARSEA». (1571)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Cartabellotta per fornire la
risposta ad entrambe le interrogazioni.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, ho chiesto di essere
ascoltato sulla vicenda ARSEA anche perché in questa Assemblea il
14 gennaio 2013 c'era stata un'ampia discussione su una mozione
presentata dall'onorevole Caputo in materia di soppressione di
ARSEA .
L'impegno del Governo era stato quello di dare entro 30 giorni una
risposta e soprattutto di superare un dilemma. La risposta doveva
essere quella di dire: facciamo funzionare ARSEA oppure
miglioriamo i servizi agli agricoltori ottimizzando il rapporto tra
l'AGEA e le Regioni, perché altrimenti rimaniamo in un dilemma in
cui il sì ad ARSEA significava sprechi, il no ad ARSEA significava
essere contro gli agricoltori.
La risposta del Governo, del sottoscritto, è stata chiara e il 27
marzo del 2013 ho scritto all'Assessorato al Bilancio allegando
l'emendamento per la liquidazione di ARSEA e il 3 aprile 2013 alla
III Commissione, allegando anche l'emendamento di soppressione e
liquidazione di ARSEA. Ricordo che la notte del 30 aprile, in
Conferenza dei capigruppo l'emendamento su ARSEA che era stato
presentato dal Governo fu accantonato per non andare in
finanziaria. Da allora che cosa è successo?
Il 12 giugno l'Assessore, il sottoscritto, ha rinnovato
l'assegnazione temporanea dei due funzionari che erano già in
servizio ad ARSEA perché se c'è un ufficio bisogna garantire la
minima funzionalità e soprattutto ho precisato nelle more della
messa in liquidazione che deve avvenire, ovviamente, attraverso una
legge dell'Assemblea regionale siciliana.
Ma soprattutto abbiamo rilevato, rispetto alle note che giungevano
da ARSEA, sull'approvazione del bilancio 2012 di ARSEA:
1) che il governo è chiaro sulla non utilità di ARSEA
2) che con l'ordine del giorno dell'Assemblea il Governo aveva
preso questo impegno e scioglie l'impegno perché si può
ottimizzare il rapporto tra AGEA e la Regione;
3) la vigilanza su ARSEA è stata trasferita dalla legge
25/2011dall'Assessorato all'agricoltura all'Assessorato al bilancio
a cui competono le operazioni di verifica e approvazione di
bilancio e tutti gli atti conseguenti alla vigilanza. In un'ottica
che bisogna separare l'indirizzo strategico dalla vigilanza sugli
atti dell'ente.
Con nota dell'8.11.2013 abbiamo ulteriormente ripetuto la vicenda
perché, nel frattempo, l'Assessore aveva condiviso una posizione,
è in questi atti che consegno alla Presidenza, in conferenza
Stato/Regioni, che bisognava procedere alla rivisitazione
dell'organismo pagatore. Abbiamo condiviso il il disegno di legge
presentato dal senatore Dario Stefano riguardante la
riorganizzazione di A.G.E.A. attraverso la procedura di
razionalizzazione, di remissione della filiera decisionale, perché
il vero problema che oggi soffrono gli agricoltori è questa filiera
decisionale troppo lunga, e soprattutto il trasferimento delle
funzioni di A.G.E.A., e perchè le politiche agricole le fanno nei
ministeri e l'A.G.E.A. avrà funzione solo ed esclusivamente di
organismo pagatore, riducendo i tempi di procedure, di erogazione
delle somme.
Devo dire che anche successivamente il ministro delle politiche
agricole è stato confidenziale in tutto questo, con la nomina del
commissario dell'Agea, generale Mainolfi, che nel primo incontro
con la Regione ha sottolineato un'azione intesa a legalità,
trasparenza e soprattutto linearità delle procedure e della filiera
decisionale.
A seguito di tutto questo è già pronta e sarà siglata, al più
presto, la convenzione con cui Agea e Regione siciliana
sottoscrivono l'impegno di attivare gli sportelli di servizio
presso gli esistenti ispettorati provinciali dell'agricoltura.
In merito ai costi sottolineo che il contratto del direttore
dell'A.R.S.E.A. non è stato registrato - fu sottoscritto dal mio
predecessore Aiello -, pur avendo la struttura dell'assessorato
agricoltura rilevato che per materia competeva all'assessorato al
bilancio perché la vigilanza su A.R.S.E.A. è dell'assessorato al
bilancio, ai sensi della legge 25 del 2011.
La Ragioneria dell'assessorato, che in ogni caso dipende dal
Bilancio, ha rilevato che io contratto non è stato registrato
perché c'era sostanzialmente, come rileva la nota della Ragioneria,
il fatto che ai sensi della normativa del 2012, del bilancio e
della finanziaria, l' A.R.S.E.A. avrebbe dovuto avere un
trasferimento di 420 mila euro, che non è avvenuto, e che quindi il
provvedimento di contrattualizzazione del direttore non era da
ricomprendersi tra gli atti soggetti a registrazione della
Ragioneria e soprattutto per il fatto che venga sottoscritto
dall'assessore per l'agricoltura e non dall'assessore per il
bilancio.
Sulla sede di via Maggiore Toselli, oggetto in questa settimana
delle notizie di stampa, considerato che i tre funzionari di
A.R.S.E.A. sono stati sempre a Catania, non si comprende - e il
sottoscritto non è a conoscenza -, come e quando questi immobili
sono stati assegnati ad A.R.S.E.A., in ogni caso non c'è stato
nessuno di A.R.S.E.A. in quella seda, almeno dalle notizie che si
hanno.
L'assegnazione temporanea dei funzionari, invece, il sottoscritto
l'ha promossa con data 12 giugno 2013, proprio perché bisogna
garantire il minimo funzionale e soprattutto la procedura di
liquidazione.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. In realtà, ricordo che in base al Regolamento interno
il dibattito sarebbe circoscritto esclusivamente agli interroganti
e all'assessore competente. Poiché, però, su questa tematica
l'assessore Cartabellotta ha chiesto espressamente di fare
comunicazioni in Aula, credo che, se l'Assemblea è d'accordo, sia
opportuno dare l'opportunità all'onorevole Grasso di intervenire
sulla tematica.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo che l'assessore mi ascoltasse.
Ho ascoltato con molta attenzione la relazione svolta
dall'assessore e mi sembra di avere capito che l' A.R.S.E.A. è una
invenzione in un momento particolare della vita politica siciliana
di quel tale Governo che immaginò di delocalizzare una struttura
nazionale in questo territorio siciliano, al fine, credo, di venire
incontro alle esigenze degli agricoltori.
Volevo chiedere all'Assessore per far sì che questo dibattito si
svolgesse nella maniera più regolare possibile. Se così è o se
l'A.R.S.E.A. è frutto di disposizioni legislative ben precise sul
piano nazionale e sul piano comunitario e quindi graduare il
dibattito come è giusto che sia.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Onorevole Di Mauro, avevo precisato all'inizio che a seguito della
mozione dell'onorevole Caputo, il Governo ha intesto evitare che
tutto si trasformasse in un referendum pro o contro l'A.R.S.E.A.
perché da quella seduta vi ricordate
DI MAURO. Assessore, le ho fatto un'altra domanda.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
volevo epurare l'idea che essere pro A.R.S.E.A significava
sprecare denaro pubblico ed essere contro A.R.S.E.A. significava
danneggiare gli agricoltori siciliani.
ARSEA nacque, lo sappiamo tutti, nel 2006, tra l'altro all'inizio
di quello che doveva essere il ciclo di programmazione comunitaria
2007 - 2013. La programmazione 2007 - 2013 si è fatta senza
l'A.R.S.E.A. Si è fatta con A.G.E.A. con le problematiche che ha
avuto A.G.E.A. in questi anni e sanno tutti, per chi ha un minimo
di rapporto con gli agricoltori, che cosa significa avere un
problema con l'A.G.E.A., ma arrivati ad oggi, 2013, e soprattutto
con il nuovo quadro delineato dalla Conferenza Stato - Regioni,
delineato in accordo con il Ministero, cristallizzato in quello che
il disegno di legge che, torno a ribadire, il senatore Dario
Stefano che è stato il coordinatore della Conferenza degli
Assessori prima di diventare senatore, ha definito, oggi non si
ravvisano più le utilità per tenere A.R.S.E.A. e in conseguenza
dell'impegno che il Governo aveva preso a gennaio siamo sul punto
di sottoscrivere una convenzione con A.G.E.A. per la realizzazione
degli sportelli di servizio che riguarderà sia il piano di sviluppo
rurale, secondo pilastro, sia la PAC, primo pilastro, in maniera
tale da migliorare ed ottimizzare i servizi agli agricoltori con un
rapporto con A.G.E.A. e soprattutto utilizzando del personale
regionale già presente all'interno dei nostri uffici
Quindi, rispondendo all'onorevole Di Mauro, A.R.S.E.A. non è stata
un'invenzione del precedente Governo, era già prevista dalla legge
del 2006, sarebbe dovuta partire nel 2007, avrebbe dovuto fare
tutta una serie di cose. Teniamo presente pure che A.R.S.E.A. ad
oggi non avuto nessun riconoscimento, vero è che era stata avviata,
da parte del Ministero delle politiche agricole, e uno dei motivi è
stato pure che quell'iter non è andato avanti proprio perché il
Governo ha preso questa decisione.
circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
concernenti
l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)
PRESIDENTE. Grazie assessore Cartabellotta, prima di dare
l'opportunità all'onorevole Bernadette Grasso di intervenire, credo
sia opportuno chiedere agli interroganti se si ritengono
soddisfatti o meno dalla risposta fornita in Aula dall'assessore
Cartabellotta.
Esauriamo prima le interrogazioni che sono all'ordine del giorno a
firma dell'onorevole Falcone prima, e dell'onorevole Assenza dopo,
successivamente daremo l'opportunità all'onorevole Grasso e
all'onorevole Di Mauro e a chi intende intervenire.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato attento
all'analisi fatta dall'assessore Cartabellotta. Devo dire che sono
rimasto un po' perplesso nel senso che vi spiegherò.
Personalmente ho presentato una interrogazione con la quale ho
chiesto e ho cercato di evidenziare una contraddizione che è quella
secondo la quale noi stiamo tenendo ancora in piedi una struttura,
o comunque abbiamo ancora un organismo, che è previsto per legge,
che dovrebbe avere una funzione strategica per la nostra
agricoltura, per gli operatori del settore ma al contempo non viene
utilizzata.
L'assessore ha esplicitato alcune cose: sul Direttore generale,
che lo stesso non ha avuto un contratto registrato dalla
Ragioneria, quindi di fatto è come se non lo pagassimo, nel senso
che il personale è pagato dalla stessa Regione Siciliana, le tre
persone che sono state dedicate allo stesso ente prestano servizio
a Catania e non in via Toselli quindi, sostanzialmente, anche
questa sede è inutilizzata, però, noi siamo nel paradosso di avere
un ente, ancora costituito, che potrebbe avere una funzione - io
dico - strategica per l'agricoltura in Sicilia e un ente che
previsto per legge come organismo pagatore, è un ente che in altre
Regioni di Italia esiste, da noi seppur presente è inattivo.
E allora il Governo avrebbe dovuto in questi mesi procedere sin da
quando, anche a mia firma, era stato presentato un atto ispettivo
per la chiusura, perché si riproponeva, otto mesi fa, lo stesso
problema con le stesse condizioni, purtroppo il Governo non l'ha
fatto.
E allora noi vorremmo capire, oggi, dall'assessore alle politiche
agricole qual è l'idea, se deve rimanere tutto così chiudiamo
immediatamente, già ci abbiamo perso tempo.
Se, invece, l'assessore volesse porci e offrirci un piano di
sviluppo strategico, volesse darci anche una tempistica, che non
può essere di mesi ma di settimane, con uno start up ma al contempo
con degli step, cioè con delle tappe scadenzate in virtù delle
quali questo ente può diventare, nuovamente, uno strumento
funzionale, operativo per l'agricoltura siciliana, allora noi
potremmo anche rifletterci. Ma se così non è, assessore
Cartabellotta, se invece ancora dobbiamo rimanere nel limbo,
dobbiamo dire che abbiamo una struttura e diventiamo baluardo e
difensori di strutture inutili perché, sebbene il principio
normativo o lo spirito con cui è stato costituito questo ente,
questa A.R.S.E.A. è assolutamente nobile, importante e
strategicamente valido, se poi alle stesse considerazioni di
principio non poniamo degli atti, dei provvedimenti, non creiamo le
condizioni perché la stessa struttura possa lavorare, allora
abbiamo fallito.
I fallimenti devono definiti, il mantenimento delle attività o
delle situazioni liquidatorie o fallimentari comporta
ulteriormente danno.
Allora, dall'assessore vorremmo capire qual è il vero obiettivo
del Governo regionale in virtù delle dichiarazioni e, come dire, di
una presa di posizione forte, chiara e netta, poi, noi possiamo
esprimere le nostre considerazioni che possono essere favorevoli o
meno.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diversi mesi fa
noi abbiamo svolto un dibattito, in gran parte analogo.
Io all'epoca sono intervenuto perché, come al solito, in questa
Regione siciliana nella quale continuiamo a piangerci addosso, gli
istituti che in altre regioni hanno dato magari buona prova di sé,
nel nostro territorio sono diventati invece solo fonte di spreco.
All'epoca avevamo presentato una mozione, perché con la solita
linearità che ha contraddistinto questo Governo, sin dal suo
insediamento, dopo aver dichiarato sui giornali che procedeva
all'immediata dismissione degli enti inutili e fra questi, il buon
Crocetta, citava proprio l'A.R.S.E.A.. Viceversa, avevamo visto che
era stato emanato un bando per reclutare una serie di dipendenti
proprio per rimpolpare l'organico dell'A.R.S.E.A.
L'A.R.S.E.A., ripeto, che in altre regioni ha funzionato
egregiamente, perché funzionava da ente pagatore per le singole
realtà regionali, per esempio in Toscana, in Sicilia è servita solo
per garantire l'affitto di una sede, un organico che non ha mai
lavorato, tant'è che una persona seria, quale il professore
Maltese, che da vice dirigente nazionale dell'A.G.E.A., aveva
accettato di porsi a capo dell'A.R.S.E.A. regionale, nel momento in
cui si rese conto che la sua era una funzione solo sulla carta,
rassegnò le proprie dimissioni e il Governo precedente lo sostituì
con un soggetto legato, anche professionalmente, al precedente
presidente di questa Regione.
Da qui le ragioni di quella mozione e dell'interrogazione, come
dire: Governo che vuoi fare? Vuoi continuare e restare nel limbo?
Anzi, incrementare questo ente che non ha dato alcun apporto di
vera utilità all'agricoltura e alla regione Sicilia, in senso lato,
oppure vuoi agire diversamente? Vi fu un dibattito in Aula
abbastanza appassionato che si concluse con una mozione che
impegnava il Governo, su richiesta dello stesso Assessore qui
presente che disse, entro trenta giorni decideremo se rivitalizzare
l'Ente, oppure abrogarlo.
I trenta giorni sono diventati trecento e siamo al punto di
partenza.
Allora, non mi si può dire, oggi, che l'ipotesi è quella di
delegare ai singoli ispettorati agrari e provinciali le funzioni.
Noi dobbiamo decidere se abrogarla da domani mattina, oppure farla
funzionare seriamente mettendo nelle giuste condizioni i
funzionari.
Non possiamo ancora dire, fra settimane, fra giorni. Nel frattempo
siamo rimasti, al solito, inermi. Questa sede continua ad essere
affittata con spreco di denaro pubblico, possibilmente vi è ancora
l'organico, sia pure ridottissimo, ma presente. Che cosa vogliamo
fare? Non possiamo continuare a giocare con il patrimonio pubblico;
non possiamo continuare a giocare con le esigenze di un settore
vitale quale è quello dell'agricoltura e l'A.G.E.A. o l'A.R.S.E.A.,
che dir si voglia.
Se si decide di mantenerlo possono avere, in questo periodo di
assoluta ristrettezza, nel settore del credito, una funzione
insostituibile per garantire al più presto l'istruzione e
l'erogazione delle somme necessarie ai giovani, soprattutto, che
intendono acquistare e farsi promotori di un'impresa agricola, ma
non hanno i fondi e quindi attraverso la concessione di questi
mutui trentennali da parte dell'A.G.E.A., potrebbero effettivamente
realizzare il sogno. Forse un sogno, perché com'è ridotta la nostra
agricoltura, purtroppo, resta un sogno, ma dobbiamo essere comunque
ottimisti di dar vita a delle Aziende che possano guardare con
serenità al futuro oppure continuiamo ancora a tergiversare
inutilmente.
Questo è il senso dell'interrogazione che abbiamo presentato a
distanza di mesi da quel dibattito, proprio per uscire
definitivamente dal limbo in cui ci siamo, ancora una volta,
cacciati.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ragione del mio
intervento nasce proprio da due considerazioni: io quindici giorni
fa ho presentato un ordine del giorno con il quale chiedevo al
Governo di fare un crono programma e un'analisi di tutti gli enti
e di tutte quelle partecipate inutili che andavano messe in
liquidazione, e mi riferivo ai consorzi di bonifica per quanto
riguarda l'assessorato all'agricoltura, i consorzi ittici, a tutta
una serie di enti.
Oggi noi ci ritroviamo qui, invece, a dibattere, non con il crono
programma che io mi sarei aspettata di avere subito chiarito ed
elencato dal Governo, ma a discutere se A.R.S.E.A. sì o A.R.S.E.A.
no.
Avendo io presentato un ordine del giorno in quel senso,
sicuramente, si può pensare che il mio intervento era finalizzato
alla chiusura di ARSEA, ma io mi sono documentata, così come mi
sono documentata per gli altri enti perché non sono un tuttologo, e
ho qui da raccontare due esperienze: una di natura personale e
un'esperienza che viene dagli agricoltori.
La A.G.E.A. è quell'ente pagatore per i fondi che arrivano dalla
Comunità Europea.
L'ARSEA viene istituita con l'articolo 60 della legge regionale n.
14 del 2006 e prevede appunto questo organismo pagatore per
l'erogazione all'agricoltura all'interno di ogni regione.
Nelle altre regioni l'A.R.S.E.A. funziona, in Sicilia resta un
ente morto. Oggi, invece, che cosa dicono gli agricoltori? Che tra
la AGEA e l'ARSEA è da preferire, io pongo questa riflessione
all'assessore perché non sono un'esperta della materia. Credo che
il Governo debba fare una riflessione molto attenta e sentire anche
le associazioni degli agricoltori e quant'altro perché gli
agricoltori dicono e affermano che anche con A.G.E.A. c'è un
ritardo notevole perché queste pratiche vanno a Roma, per cui se
poi si devono interfacciare con Roma e che mentre nelle altre
regioni l'ente pagatore funziona, dove appunto l'A.R.S.E.A.
funziona, l'interfaccia è molto più rapido e molto più efficace.
Siccome ultimamente la Sicilia sta derogando troppo, e l'Agenzia
nazionale per i fondi comunitari, e la A.G.E.A. a Roma, io comincio
ad avere qualche perplessità che la pongo all'Aula e chiedo
qualche riflessione al Governo perché mi si dice da tecnici, da
agricoltori, da agronomi, che se l'A.R.S.E.A. funzionasse, e per la
prossima programmazione 2015, venisse messa a regime, sicuramente
gli aiuti e le somme arriverebbero in maniera diretta.
Non solo, non dimentichiamo lo scotto che noi paghiamo alla
A.G.E.A. perché nel controllo non è vero che è gratis, la A.G.E.A.
nel sistema del controllo prende dei soldi come ente pagatore,
addirittura sui controlli trattiene il 20%.
Io mi chiedo: ma perché queste somme non potrebbe trattenerle
l'A.R.S.E.A. in Sicilia e sarebbero sotto il diretto controllo
dell'assessorato all'agricoltura?
Perché il 10% di queste somme sui controlli non lo daremmo alla
A.G.E.A. e l'altro 90% delle somme servirebbe per il funzionamento?
E vi spiego la mia esperienza personale.
Caprileone ha un finanziamento comunitario per il borgo rurale,
io, stamattina, ho parlato col dipartimento dell'assessorato
all'agricoltura, che deve mandare l'elenco alla AGEA.
Ho chiesto: ma quando pagherà la A.G.E.A.? Nel frattempo
telefona la ditta e dice: in banca mi hanno chiuso i fidi, ma
quando pagherà la A.G.E.A.? Mi si risponde che la A.G.E.A. pagherà
fra 25 giorni. E io chiedo: ma scusate se ci fosse stata
l'A.R.S.E.A.? Certo lei domani mattina la ditta avrebbe potuto
chiedere l'immediato pagamento.
Quindi, premesso che io sono la prima a dire che si devono
chiudere tutti quegli enti che non servono, però, rispetto alle
riflessioni che io pongo perché non sono un'esperta e un'addetta
della materia, chiedo, per quale motivo il 6 luglio del 2013 si
sono rinnovati i decreti di assegnazione dei funzionari in comando
se effettivamente questo ente non serviva?
Allora dico, assessore, può essere che io sto dicendo una serie di
fesserie, io sto ponendo -ripeto - una serie di riflessioni su
quello che mi viene riferito da agricoltori, da funzionari,
probabilmente mi sbaglio, perché diversamente sarò io la prima a
dire che si deve chiudere, che sia chiaro.
Onorevoli colleghi, io ho presentato insieme ad altri deputati
un'interpellanza, perché qui noi parliamo di enti regionali, non so
se voi avete saputo e mi scuso rubo solo due secondi, che il
Presidente dell'IRFIS, ieri, ha sottoscritto una convenzione con
Confindustria per l'accesso al credito agevolato, impegnandosi ad
aprire, nelle sedi di Confindustria, delle sedi operative per
formare il proprio personale.
E siccome le piccole-medie imprese, gli artigiani i commercianti
stanno morendo tutti di fame io non vorrei che una parte del
tessuto produttivo restasse fuori da questi accordi. .
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che le
cose che sono state dette dall'Assessore mi hanno necessariamente
spinto ad intervenire sull'ordine dei lavori proprio perché credo
l'Assessore abbia dimenticato di illustrare al Parlamento una
parte, credo che sia il dovere dell'Assessore di illustrare al
Parlamento tutto il sistema che regge in ordine all'A.R.S.E.A. e
all'A.G.E.A.. E credo che un Parlamento debba avere cognizione
esatta prima di pronunciarsi in ordine a quelli che sono i motivi
che spingono il Governo a una scelta, che l'Assessore ha
rappresentato come scelta politica, e, quindi, come riduzione di
costi e quindi come un'operazione che vuole mettere l'A.R.S.E.A. al
pari di tutte le altre società che in questo momento nella Regione
siciliana governano alcuni processi che sono stati derogati dal
Governo ad alcuni strumenti che sono diventati, per così dire,
gestori di un pezzo di quella che è l'attività che spesso viene
messa in campo dal Governo, mi riferisco a Biosphera, mi riferisco
a Sicilia ervizi, mi riferisco a Multiservizi oggi diventata SAS,
e così via.
E credo che questo Parlamento e il Governo, che in questo momento
è in Regione non possa decidere, in ordine all'applicazione di
alcune leggi nazionali, mi spiego meglio, e voglio partire dalle
ultime parole dette dall'Assessore a proposito di un termine che ha
riferito al Parlamento, dopo la mia sollecitazione, e cioè: sì,
ci sono disposizioni legislative del 2006 che avrebbero dovuto dare
luogo alla costituzione dell'A.R.S.E.A. o meglio ancora
all'attivazione dell'A.R.S.E.A. per far fronte a quelle che sono
disposizioni legislative nazionali e disposizioni comunitarie .
L'Assessore non ha detto se queste disposizioni sono ancora
vigenti, perché credo che siano ancora vigenti, e voglio ricordare,
non certo all'Assessore che è un profondo conoscitore del sistema
agricolo, perché devo dirlo, con molta franchezza, è un bravo
dirigente della Regione, ed è un Assessore che da quando si è
insediato ha messo in moto diversi meccanismi che riguardano
proprio questa Regione in termini di agricoltura, e voglio
ricordare alcune cose.
Il Regolamento CEE n. 1258 del 1999 e suo successivo decreto
legislativo n. 165 del 1999, voglio ricordare al Parlamento le
disposizioni che regolano proprio l'attuazione di questo decreto
legislativo che stabilisce che nelle more della costituzione dei
vari organismi pagatori, l'A.G.E.A. ha solo il compito di
coordinare gli organismi regionali, funge anche da organismo
pagatore.
Continua, al comma 4 che l'A.G.E.A. potrà continuare a svolgere
funzioni di organismo pagatore per la regione Sicilia fino a quando
non sarà istituita ed organizzata l'A.R.S.E.A.
In più, in un altro regolamento il 1290 del Consiglio del 21
giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola, e
il regolamento 885 del 2006 che porta recante Modalità di
applicazione per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi
pagatori .
Infine, l'ultima disposizione che riguarda la programmazione
comunitaria 2014-2020, in fase di approvazione, prevede che le
regioni sprovviste di organismo pagatorio dovranno avvalersi
dell'organismo pagatore di un'altra regione.
In buona sostanza, ci troviamo dinnanzi al caso in cui una
struttura è obbligatoria metterla in campo per fare una netta
distinzione, signor assessore, tra quello che sono i compiti di
programmazione del Governo e quelli che sono i compiti, cosidetti
istruttori , così come esiste nella pubblica amministrazione il
compito del Governo, che è quello di programmare e, poi, esiste il
compito degli Uffici, che è quello di fare le istruzioni delle
pratiche.
Mi pare, quindi, di capire che il Governo nazionale e la
disciplina europea vogliano una netta distinzione tra quella che è
la fase di programmazione e quella che è la fase delle istruzioni
e, quindi, dei successivi pagamenti.
Allora, quello che mi è sembrato di capire stamattina, nella
illustrativa che ha fatto l'Assessore, è che, in fondo, al fine di
risparmiare, questo Governo decide di eliminare un ente,
classificandolo tra quelli che sono gli enti inutili. Dico
all'Assessore che questo non solo non è un ente inutile ma è un
ente che, per obbligo di legge, la Regione siciliana deve attuare.
E non voglio entrare nel merito dei costi perché, chiaramente, se
l'Agea istituisce degli uffici periferici in Sicilia, lo fa dietro
un compenso e, per quanto ci riguarda, non credo che questo
Parlamento, questo Governo abbiano il compito di decidere in ordine
ad obblighi di legge.
Il Governo di questa Regione ha l'obbligo di dare corso a quelle
che sono disposizioni comunitarie nazionali e regionali. Se, nel
tempo, c'è stata una omissione dell'attuazione di alcune attività o
è stato lentezza dei governi precedenti o è stata lentezza della
burocrazia, questo non lo so, ma certamente, c'è un obbligo a cui
adempiere.
Prospettare, quindi, al Parlamento quasi come l'ARSEA. fosse una
volontà di un singolo o di una parte di quel Governo che lo istituì
o fosse la volontà di qualcuno, oggi, a tenerlo in piedi per
gratificare alcuni - come posso dire, vantaggi di qualche persona -
, di qualche parte politica, è un grande errore.
Oltre alle valutazioni che si devono fare sul piano politico,
signor Assessore, perché non c'è dubbio che gli agricoltori hanno
la necessità di avere una interlocuzione nel territorio, devono
avere una interlocuzione a Roma, di non penare per avere l'incasso
dei mandati che per tanti mesi, purtroppo, subiscono ritardi.
Credo che il Governo debba riflettere su una decisione, che non è
una decisione che può prendere in maniera autonoma, perché deve
rispettare quello che è il dettato stabilito dalla normativa
nazionale; diversamente; per quanto mi riguarda - lo dico a titolo
personale - credo che questo argomento non possa restare nel campo
di questo Parlamento o nel campo di quelle attività del Governo. La
Corte dei Conti, infatti, sarà da parte mia informata su quello che
è un comportamento che definisco illegittimo da parte del Governo
della Regione.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
questa è una vicenda che ci trasciniamo, certamente, da anni e che
ha visto questa XVI legislatura segnata sin dall'inizio da una
discussione attorno a questa Agenzia e vede, signor Assessore -
questo lo dico dal punto di vista personale -, come deputato, non
sono per nulla soddisfatto della sua relazione. Lo dico in modo
determinato anche se con grande umiltà perché non intravedo
riferimenti normativi opportuni; non intravedo nessuna o parte
soltanto di questa eventuale intesa in Conferenza Stato-Regioni;
non intravedo - ma ne parleremo tra poco - cosa c'entri il disegno
di legge Stefano sulla vicenda ARSEA; non capisco perché si
mettano nel mezzo situazioni e fatti che nulla hanno a che vedere
con la nostra Agenzia di pagamento e parlo, vedete, anche
soprattutto, e lo chiedo al Parlamento, per comprendere ancora di
più - e lo faccio a me stesso, è un esercizio che rivolgo a me
stesso - a cosa serve questa ARSEA, perché è nata e perché deve
vivere.
Uno può parlare, e la politica lo fa sempre più spesso, sul dato
dei quotidiani. Uno apre il quotidiano e vede il clamore e sulla
base del clamore si può anche decidere, per carità oggi è esercizio
diffuso in politica, penso che noi deputati, in particolare in
questa legislatura, dobbiamo fare altro. Vedete, il dato è quello
di un'ARSEA che gestisce per conto della Regione 1.100.000.000 di
euro di pagamenti per 300.000 aziende agricole siciliane e c'è un
disegno della Comunità Europea. Non è che l' ARSEA nasce nel bosco
ma nasce da un disegno, che è quello che la Comunità vuole attuare
e sta attuando; è quello di una sussidiarietà che si realizzi a
livello di fondi comunitari, che prevede con obbligo di legge, che
la legge ci impone di fare qualcosa e in questo caso ci impone di
istituire un organismo pagatore, per mezzo del decreto legislativo
numero 165 del 1991 e la Regione siciliana deve porre in essere
questa attività e su questo non si scappa, e lo fa sulla base di un
dato che è il ragionamento che questi fondi, se controllati dal
territorio e quindi dai cittadini e dagli agricoltori, vengono
erogati prima, si ha più attenzione, si può richiamare l'Agenzia
che eroga questo servizio sul territorio.
Ma - e questo è il dato principale - non capisco perché si discuta
del fatto che A.R.S.E.A. possa essere utile o no, e vengo al primo
documento ed alla prima domanda che rivolgo a lei, Assessore,
vedete, la domanda unica è il primo pilastro dei fondi comunitari
agricoli, cari onorevoli colleghi, di questi soldi un anticipo
viene erogato nella finestra dal 15 ottobre al 15 novembre e lei,
Assessore, è perfettamente a conoscenza di ciò.
In questo momento i nostri agricoltori siciliani e ognuno di noi
nelle proprie province di provenienza, di appartenenza, conosce
bene lo stato di difficoltà di questi agricoltori e riceve appena
il 50% di queste somme; mi riferisco all'integrazione sull'attività
agricola che oggi di fatto è la prima fonte di reddito, possiamo
dircelo, di questi agricoltori che hanno gravi difficoltà. Ebbene,
AGEA, che ha sede a Roma, eroga il 50% delle somme e i nostri
agricoltori muoiono di fame; l'Emilia Romagna, invece, che ha
l'Agenzia regionale, eroga al 25 novembre il 99,9% delle somme.
Questa è la differenza tra chi non fa morire i propri agricoltori e
chi, ovvero noi, discutiamo sul fatto se ARSEA sia utile o no e poi
andiamo a discutere sul territorio con questi agricoltori che non
hanno i mezzi con i quali andare avanti. Questo è il dato e questa
è la prima domanda che le pongo, Assessore: è vero o non è vero che
le Agenzie regionali funzionano e che ARSEA potrebbe essere utile
alla Regione? Questa è la prima domanda.
La seconda domanda che riguarda AGEA, perché noi dipendiamo da
AGEA, che è nominata a Roma e che ha sede a Roma? Vedete, AGEA oggi
svolge il 50% delle sue funzioni per conto della Regione, perché il
Piemonte, la Lombardia, le Regioni dove si ragiona e dove le cose
funzionano hanno dato vita alle Agenzie regionali e noi invece
aspettiamo Roma che decide sui nostri futuri e AGEA cosa fa su
questo? E' importante sottolinearlo. Poiché si pensa che AGEA sarà
sicuramente il luogo magico dell'efficienza, allora riportiamo un
paio di articoli su AGEA: il 28 luglio 2013 AGEA rischio chiusura.
Sono spariti cinquanta milioni dai libri contabili della cabina di
regia che smista e controlla i fondi miliardari dell'Europa .
Complimenti, ci continuiamo ad affidare ad un'Agenzia nazionale che
non dovrebbe erogare il servizio per noi e che tra l'altro è
inefficiente. Fonte: La Stampa.
E le chiedo conto anche di questo, naturalmente, perché è
l'Agenzia a cui affidiamo i soldi dei nostri agricoltori. Il Sole
24 ore: AGEA, agricoltura. Pressing del Parlamento sull'AGEA.
Inefficienze e irregolarità per quattro miliardi di euro.
Complimenti, ottimo, continuiamo con AGEA che funziona
perfettamente. Stupendo. E continuiamo poi sul sistema dei
controlli e di quant'altro, perché vedete, su AGEA, come
giustamente lei ci venne a dire in Commissione, ci sono le tensioni
perché ora questi soldi che mancano da AGEA chi li pagherà? Perché
questo è il dubbio. E qua iniziano giustamente quelli del nord che
si sono fatti i propri organismi pagatori, Manzato, Assessore del
Veneto, i debiti di AGEA li paghino le regioni che non hanno
l'organismo pagatore perché dicono giustamente io, Veneto, che ho
la mia Agenzia e organismo regionale perché devo pagare i debiti ad
Agea, perché li deve pagare lo Stato in toto? Li paghi la Sicilia
che giustamente ancora discute se un direttore ha il contratto
registrato oppure se la sede è grande 30 metri o 70 metri o 350
mila metri che sono argomenti importanti .
E poi, vediamo al centro. Sulla questione COFI si può fare un
ragionamento molto ampio, assessore.
Lei giustamente dice che non ci sarà nessun onere aggiuntivo; sono
felice. Lei in Commissione aveva detto altro e di questo sono
felice. Ma il dato è sui controlli, cari onorevoli colleghi. Vi
chiedo un secondo della vostra attenzione. Sistema dei controlli.
Una società partecipata di Agea che effettua questi controlli e che
ogni anno riceve 10 milioni di euro per effettuare questi controlli
che impone l'Europa. Perché dice: io vi erogo un miliardo ma tu
devi fare i controlli, giustamente. Ebbene, questi 10 milioni di
euro annui vengono trattenuti per il 10 per cento da Agea, che se
non erro fa un milione di euro. Per il 5,6 per cento da SIN che, se
non erro, fa 560 mila euro; poi ci sono le società partecipanti a
SIN che prendono circa il 30 per cento che, se non erro, fa 3
milioni di euro e il giochino è fatto. Roma trattiene 5 milioni di
euro che potrebbero restare in capo all'ARSEA. Quante ARSEA
paghiamo con 5 milioni di euro nell'anno? Quante ne paghiamo? Dieci
ne paghiamo?
Su questo, assessore, mi risponda. Lei ha questo dato? Ha questo
dato sul SIN? Quanto trattiene la società SIN? Quanto trattiene la
società AGEA e quanto trattengono gli altri organismi pagatori per
effettuare i controlli? Lei ce l'ha questo dato? Io so che gli
altri organismi pagatori trattengono il 10 per cento.Cioè ARSEA
potrebbe trattenere un milione di euro su questi fondi. Ce l'ha
questo dato? Me lo dia che così mi faccio convinto anche io. Senza
poi discutere dell'articolo di Pino Gullo, Lega Coop, che dice che
AGEA, su questo non ho dati, trattenga il 10 per cento di questo
miliardo di euro. Su questo mi risponda. Non lo so. Pongo il dubbio
perché lo pone un importante operatore nel settore
dell'agricoltura.
E poi lasciamo stare il disegno di legge Stefano. L'ho ascoltato
anche in Commissione. Il disegno di legge Stefano è qua, ma non
c'entra con la questione della territorializzazione. E' una
riorganizzazione, un efficientamento, una pubblicizzazione di
un'Agenzia dove ci sono molti lavoratori pugliesi, Regione da cui
proviene Stefano. Non diciamo disegno di legge Stefano perché non
c'entra obiettivamente.
DI MAURO. Quanto trattiene? Il 10 per cento? Quant'è il 10
per cento sul due miliardi di euro?
LOMBARDO. Dico, questa è una ipotesi. Concludo. Naturalmente
sui costi di ARSEA si faccia una volta per tutte chiarezza:
dipendenti regionali, costo della pianta organica, quindi oggi a
carico della Regione che, come 10 anni fa e come tra 10 anni, lo
sarà, quindi nessun costo aggiuntivo. Si deve pagare un direttore.
Non lo so se c'è un contratto; se è registrato. Non mi interessa,
onestamente. Non si deve pagare. Fate voi. E' compito vostro. Non è
questo il punto. E poi c'è l'incertezza di questo Governo.
Assessore, lei, infatti - ed io ne ero contento - è venuto in
commissione, ci ha spiegato che era cambiato l'atteggiamento il 10
luglio. Oggi è venuto a dirci un'altra cosa, il 19. Possibilmente
oggi ce ne dice una che è coerente e poi tra un mese un'altra.
Prenda una parola definitiva su questa vicenda e la prenda dagli
agricoltori.
La vorrei pregare di riferire al Presidente Crocetta che non
definisca più il suo Governo autonomista. Vi ricordate le
affermazioni il più grande partito autonomista sarà il partito -
partito? non so, l'organizzazione ideale, non so che cosa sia -
che è il Megafono .
Non lo dica più. In una fase di recessione economica, oggi
serve l'autonomia, oggi serve la sussidiarietà, oggi serve
amministrare i nostri fondi e oggi che c'è crisi più di quando si
stava bene, tra virgolette, Roma fa la resistenza per non cedere
competenze, ma, anzi cercherà di riprendersele.
E noi cosa facciamo? Combattiamo, instauriamo con serietà un
dialogo con Roma per attuare le riforme comunitarie? No. Diciamo
continua, fai, gestisci, fai mancare 4 miliardi. Dai i soldi ai
siciliani dopo 4 mesi che a noi fa piacere, che noi siamo
autonomisti di quelli veri, di quelli che lo diciamo nelle
conferenze stampa, che poi ci aspettano gli articoli sui giornali .
Poi, per completare, naturalmente, vorrei sgombrare il campo
da ogni tipo di dubbio perché ora il dubbio è un altro. Il dubbio
di noi che facciamo politica, che conosciamo le cose, il problema è
questo direttore dell'ARSEA. Perché vedete nella Regione in cui un
mister di pallavolo siede al CAS e si occupa di autostrade,
oppure nella Regione in cui un mister di calcio, l'abbiamo visto
sulla vicenda IRSAP, oggi siede nel Consiglio di Amministrazione,
questo è consentito.
In questa Regione non è consentito che un agronomo si occupi
di agricoltura; è questa la verità; il problema del blocco è
questo: fate fuori il direttore dell'ARSEA, nominatene un altro, ma
non rovinate tutto per questo motivo, non create un danno alla
Sicilia soltanto per occupare l'ennesima poltrona o dovete
annientare una poltrona con annessi utili per gli agricoltori solo
per questo motivo.
Su questo, Assessore, farete le vostre scelte. So che sono
scelte complesse; per me non lo sono naturalmente perché sono così
chiare ed evidenti ed ho un quadro molto chiaro, sono scelte
difficili perché si inseriscono in un quadro che riguarda Roma, che
riguarda un miliardo di euro, che riguarda una gestione di fondi
che oggi, giustamente oggi, vuole cedere e quindi sono questioni
complesse dove c'è bisogno di mediare, di capire, di approfondire,
di vedere se si può fare, forse, tra, ma, no perché il Parlamento
tanto è tranquillo.
No, signor Assessore, su questo non saremo tranquilli. Glielo
dico ora. Non so se lei presenterà questo articolo in finanziaria
per sopprimere ARSEA. Faccia quello che vuole. Naturalmente, spero
che non lo faccia perché lei entrerà nella storia della Regione se
farà nascere ARSEA; lei entrerà nella storia perché gli agricoltori
riceveranno i fondi prima e quando si chiederà chi l'ha fatto
l'ARSEA? la risposta sarà: Dario Cartabellotta . Lo ricorderanno
tutti; ricorderanno lei per aver liberato gli agricoltori
siciliani.
Mi rendo conto, però, che le pressioni sono tante. Le dico
chiaramente che il mio partito, non so se anche gli altri deputati
o chi ci crede, nelle prossime settimane, daremo vita a delle
manifestazioni clamorose che riguarderanno il suo Assessorato e
l'attività di questo Governo, perché noi sulla vita di trecentomila
aziende agricole, quindi di settecentomila, ottocentomila siciliani
che si occupano di agricoltura non vogliamo giocare; non vogliamo
aspettare Roma; non vogliamo dire stupidaggini ai giornali, come
succede molto spesso a qualche componente del suo Governo. Vogliamo
essere persone serie e vogliamo essere coerenti con noi stessi e
col mandato che ci hanno dato gli elettori.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Indirizzo di saluto all'ambasciatrice della Palestina
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto, a nome di tutta
l'Assemblea regionale, alla ambasciatrice della Palestina in
Italia, S.E. Mai al Kaila, che ci onora della sua presenza in Aula,
in data odierna.
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
concernenti
l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende lo svolgimento del
secondo punto all'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni
e di interpellanze concernenti l'Agenzia regionale per le
erogazioni in agricoltura (ARSEA).
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, questo
è un argomento che ci ha appassionato tanto, alcuni mesi fa, quando
fu presentata la mozione a firma dell'onorevole Caputo e da molti
di noi, peraltro, condivisa.
Il problema dell'ARSEA è un problema abbastanza complicato, mi
rendo conto, perché se da un lato rappresenta l'emanazione
dell'AGEA in terra di Sicilia e quindi l'organismo erogatore di
finanziamenti, dall'altro lato rappresenta invece uno spreco
notevole di danaro. Ed in un momento così triste, così difficile
per la nostra economia, credo che bisogna fare di necessità virtù e
bisogna tentare in tutti i modi di risparmiare le risorse per
destinarle veramente ad obiettivi assolutamente necessari ed
indispensabili per la crescita e lo sviluppo anche nel settore
dell'agricoltura garantendo determinate situazioni.
Sono soddisfatto invece della relazione dell'assessore; sono
soddisfatto della relazione dell'Assessore perché secondo me le sue
conclusioni contemperano sia la garanzia delle risorse al mondo
agricolo, sia il risparmio delle risorse perché utilizzare gli
uffici dell'Ispettorato provinciale agricoltura (IPA), dove
ricavare degli sportelli che siano diretta emanazione dell'AGEA,
credo che sia una cosa assolutamente utile. Del resto ho avuto
contatti anche con questo mondo e so come le professionalità che
esistono all'interno dell'ispettorato agricoltura, tra sono coloro
i quali istruiscono tutte le pratiche, sono coloro i quali
effettuano le verifiche, sono coloro i quali sanno tutti gli step
dello stato di avanzamento dei vari progetti, per cui potrebbero
essere assolutamente loro, assieme ad un ufficio dedicato agli
sportelli dell'Agea per l'erogazione di tutti i finanziamenti dei
veri progetti.
Non capisco, invece, onorevole Lombardo, perché ho visto la sua
passione, passione giovanile, che mi sembra più legata al
mantenimento di una poltrona, invece l'intenzione da parte di
questa Assemblea e di questi governo a distruggere. Io capisco la
professionalità, mi rendo conto della persona qualificata che ha
retto l'ARSEA, che è un agronomo abbastanza valido
professionalmente, però francamente un ente che ha speso più di 500
mila euro all'anno, che spende 27 mila euro al mese di solo affitto
di locale - sono cose scritte, sono documenti scritti che ho letto
- quindi, consentitemi di fare l'intervento, credo che questo
francamente non sia utile alla nostra Sicilia, al mondo
dell'agricoltura, a nessuno.
Credo sia più giusto pensare di correggere il tiro e, per quanto
riguarda l'idea dell'assessore, che per la verità, aveva già
indicato alcuni mesi fa e che ahimè ancora oggi dopo quasi un anno
non è stata realizzata, mi auguro che invece alle parole seguano i
fatti e che quindi questo si possa concretizzare nel più breve
tempo possibile per risparmiare, da un lato, notevoli risorse e per
continuare, invece, a garantire magari con maggiore professionalità
quelli che sono i contributi, le erogazioni di finanziamenti a
tutto il mondo dell'agricoltura che come tutti sappiamo in Sicilia
è particolarmente sviluppato e che quindi merita rispetto ed
attenzione.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
seguito il dibattito e le comunicazioni fatte dall'assessore.
Devo dire la verità: manifesto forti perplessità. Io, assessore
non me ne voglia, non sono per nulla soddisfatto perché è una
vicenda che già da sei mesi è saputa e risaputa; è una vicenda che
la stampa ha rimarcato ed è la vera motivazione per cui noi oggi
siamo qua, perché se la stampa non avesse fatto il proprio lavoro
accentuando l'inerzia da parte del Governo regionale, noi oggi non
saremmo qua a parlare di ARSEA.
E, assessore, mi rammarico proprio con lei perché accettiamo come
spirito propositivo il fatto che lei si insospettiva, si valuterà
di sopprimere questo organismo che nel frattempo però ha buttato al
mare e al vento soldi di denaro pubblico; lei si insospettiva: si
tenterà di fare questa cosa a livello interno.
Assessore, mi aspettavo che lei oggi venisse già con una proposta
concreta, concretizzata in sede di Giunta regionale.
Invece, si viene in Aula dicendo che faremo di nuovo questo.
Lo accetto perché conosco la sua serietà ma certamente ci dobbiamo
rivedere perché lei deve ulteriormente riferire all'Aula. L'Aula
non può accettare in modo definitivo che si sia chiusa questa
vicenda. Deve ritornare e concretamente - perché noi dobbiamo dare
ai siciliani una risposta definitiva - ci dobbiamo riaggiornare
certamente per questo argomento e lei deve riferire in Aula
concretamente qual è il percorso su questa vicenda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cartabellotta per la
replica.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, da qualche intervento
capisco che non sono stato chiaro, soprattutto rispetto agli
impegni che avevo preso rispetto alla mozione del 14 gennaio 2013,
dove già l'emendamento che, se lo vuole, può leggere, onorevole
Milazzo, l'Agenzia ARSEA è posta in liquidazione, tale e quale
verrà riproposto a quest'Aula.
E ricordo ancora una volta che in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari questo emendamento è stato accantonato.
Quindi, qua non c'è nessun se e nessun ma. Il Governo ha deciso di
chiudere e di porre in liquidazione l'ARSEA. Quali sono le
motivazioni?
E voglio ritornare. Credo sia molto facile e molto semplice dire
che avrebbe dovuto funzionare, avrebbe potuto funzionare o potrebbe
funzionare. Non credo che queste categorie appartengano più alle
scelte attuali.
Oggi siamo in una di quelle condizioni in cui l'ARSEA, non per la
programmazione, ma anche per quella futura, non è più nelle
condizioni di poter funzionare. E siccome il Governo deve scegliere
e torno a ribadire non perché essere a favore di ARSEA significa
fare sprechi o essere contro ARSEA significa, come ha detto
qualcuno in quest'Aula, danneggiare gli agricoltori perché oggi se
ci sono dei ritardi nei pagamenti alle imprese e sapete che il
Ministero dello sviluppo economico i soldi non li manda né all'AGEA
né alle ARSEE regionali.
Oggi il vero problema è, onorevole Lombardo - ricordo quando ho
parlato della Conferenza Stato - Regioni e quando ho parlato
dell'insediamento del nuovo Commissario dell'AGEA e del disegno di
legge Stefano - che non possiamo pensare che l'agricoltura sia una
materia di carattere autonomista perché l'agricoltura è una materia
che si decide in un multilivello: Europa, Roma e Sicilia ed è
sempre stato così, da trenta anni a questa parte.
Qua il Governo della Regione può fare le politiche regionali, può
stabilire le politiche del born in Sicily, può stabilire le
politiche dell'equità della giustizia, le politiche dei contratti
di filiera, può fare queste cose qua
DI MAURO. Un'altra cosa ha detto l'onorevole Lombardo. Facilitiamo
il percorso degli agricoltori nei rapporti con la pubblica
amministrazione.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Siccome oggi qualcuno andrà a dire che l'assessore Cartabellotta, e
guarda caso, era stato anche componente del gruppo di lavoro del
2006 che aveva scritto il disegno di legge dell'ARSEA, ma in sette
anni non ha funzionato e oggi alla luce di quella che sarà la nuova
programmazione, ARSEA non potrà funzionare. Quindi, il Governo
della Regione è chiaro e deciso in questo. Non sceglie tra
virgolette la soluzione ottimale, quella che avremmo dovuto avere,
quella che non sarebbe dovuta essere una scelta anche perché tutti
devono sapere che ARSEA non è stata riconosciuta dal Ministero e
proprio perché non è stata riconosciuta dal Ministero
DI MAURO. Perché non è stata riconosciuta dal Ministero?. Non gli
avete mandato le carte?
CARATABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Perché non è stata riconosciuta dal Ministero e non è stata messa
nelle condizioni di funzionare. Ma questo attiene al passato.
Il percorso di ARSEA sul Governo ha preso una decisione chiara.
ARSEA, tra virgolette, non entrerà in funzione. Invece, nel
rapporto sano e corretto, perché conosco tutte le vicende, conosco
le vicende di AGEA, tutta questa condivisione del disegno di legge
Stefano, non è un disegno di legge inutile, onorevole Lombardo, il
disegno di legge Stefano vuole mettere fine a quello che è stato lo
strapotere dentro AGEA di tutta una serie di situazioni. Il disegno
di legge Stefano vuole portare al Ministero, dove si fanno le
politiche agricole di concerto con la Regione, le decisioni; vuole
portare lì la legalità, la trasparenza e lo sviluppo e cosa di non
poco conto, da non ricordare è il rischio paventato che quando le
risorse andrebbero tutte direttamente su ARSEA si porrebbero
problemi di quotizzazione di queste somme all'interno del Patto di
stabilità e siccome noi sappiamo oggi quanto già questo Patto di
stabilità crea tutta una serie di problemi non vorremmo dire poi
agli agricoltori che non paghiamo neanche loro per il Patto di
stabilità.
Chiudo ribadendo, depositerò le carte qui, che il rapporto con
AGEA e con la convenzione che realizzerà gli sportelli all'interno
degli attuali ispettorati dell'Assessorato delle risorse agricole
ed alimentari, è il modo migliore anche per evitare un
cortocircuito che dall'ispettorato all'assessorato all'AGEA la
filiera del problema, la filiera della decisione non si chiuda
presso l'agricoltore. E' un modello innovativo e sperimentale che
altre Regioni hanno messo in campo e sono convinto che, con il
grande impegno di tutti i funzionari regionali, questo risultato
sarà realizzato.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Annunzio di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 140 a firma degli onorevoli Firetto, Cancelleri, Falcone,
Panarello, Di Mauro e altri in merito alla «Promulgazione, con
l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
recante Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 2013.
Disposizioni varie » (disegno di legge numeri 579-607 Stralcio I-
623/A).
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, sull'ordine del giorno, per carità,
siamo d'accordo che la norma sia stralciata.
Signor Presidente, le chiedo che la norma sia rimandata
urgentemente in Commissione per essere riproposta, quella che è
stata fatta oggetto di opposizione da parte del Commissario dello
Stato. Sono convinto che ci sia stato qualche equivoco, qualche
errore. Quella norma era una norma generale, che cercava di
spiegare e specificare quello che era successo consentendo a dei
padri di famiglia di non essere buttati fuori dal precariato che,
purtroppo, è la piaga con la quale ci stiamo, in questo momento,
confrontando anche se da parecchio tempo e per la quale il Governo
nazionale continua a fare orecchio da mercante mettendo ventimila
persone in mezzo ad una strada.
Le chiedo, Signor Presidente, di inviarla oggi stesso alla
Commissione perché se non rivediamo questa norma e non la
riproponiamo queste persone rischiano di perdere definitivamente la
possibilità di poter continuare il lavoro nel quale sono stati
impegnati per sei anni.
Signor Presidente, ora non dico che c'è stato un errore da parte
del Commissario dello Stato ma, certamente, un equivoco che può
essere chiarito perché quelle persone avevano e hanno più di
trentasei mesi, hanno le risorse appostate nel capitolo dei
precari, quindi, credo che, se facciamo un'operazione veloce, il
Commissario saprà prendere atto di questa richiesta che questo
Parlamento, nella sua autonomia e nella sua capacità di legiferare,
potrà fare, semplificando il percorso e dando risposte a chi ne ha
bisogno.
PRESIDENTE. In merito ad un aspetto della sua proposta è opportuno
dire che l'invio in Commissione deve essere successivo alla
presentazione di un disegno di legge in tal senso.
Quindi, se lei si farà portavoce e promotore di questo,
ovviamente, verrà indirizzato immediatamente nelle Commissioni
competenti.
GIANNI. Signor Presidente, le chiedo di riproporre questa norma
impugnata e di rinviarla perché si deve riproporre.
Io le chiedo di riproporla perché c'è un errore da parte del
Commissario dello Stato che impedirebbe, di fatto, a queste persone
di poter continuare un lavoro iniziato già ben otto anni fa e che
hanno per legge, che è stata vista dallo stesso Commissario dello
Stato precedentemente, hanno le somme appostate nello stesso
capitolo dove sono state appostate le risorse per gli altri
precari. Non so se mi sono spiegato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIUILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, mi pare che si possa condividere la proposta
dell'onorevole Gianni, cioè quella di prendere la parte che stiamo
stralciando, che non sarà promulgata da parte del Presidente e
rinviarla nella Commissione di merito.
E' chiaro che questa possibilità che il Presidente dell'Assemblea
ha di rinviare il provvedimento in Commissione, già da adesso,
presuppone la volontà di questa Assemblea di iniziare il
contenzioso davanti la Corte Costituzionale, sulle competenze che
riguardano l'Assemblea, pertanto sarei dell'idea che il presidente
Pogliese investisse la Presidenza, l'Ufficio di Presidenza su
questa ipotesi, perché è chiaro che, fin da adesso, nel caso in cui
votiamo anche favorevolmente l'ordine del giorno, si presuppone e,
quindi, si certifica la volontà di questa Assemblea di
intraprendere azione a tutela di quelle che sono le prerogative
legislative di quest'Aula.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per chiedere di apporre la mia firma a questo ordine del
giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, credo che la proposta dell'onorevole Vinciullo
sia assolutamente ragionevole, quindi, si investirà l'Ufficio di
Presidenza della problematica e si valuterà l'iter da seguire.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
chiarimento: probabilmente, il collega Vinciullo voleva dire,
investire durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari i Capigruppo affinché se ne facciano carico al fine di
avere un iter accelerato ed evitare così che queste persone oggetto
di questa nostra riflessione possano, dopo otto anni di lavoro,
continuare a svolgere il loro lavoro.
PRESIDENTE. Certamente sì, onorevole Gianni.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 140, che nella parte
dispositiva recita: Si impegna il Presidente della Regione a
promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la deliberazione
legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta numero 98 del 19 novembre 2013, recante Disposizioni
finanziarie urgenti per l'anno 2013. Disposizioni varie (disegno
di legge numeri 569-607 Stralcio I-623/A).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinvio della discussione delle mozioni numeri 153, 186 e 177
PRESIDENTE. Non essendo presente in Aula l'Assessore per
l'economia, rinvio il III punto dell'ordine del giorno: Discussione
della mozione numero 153 Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per
le prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi resi dalle
cooperative sociali , degli onorevoli Lupo, Lo Sciuto, Greco G.,
Figuccia, Lombardo, Di Mauro, Federico e Fiorenza; il IV punto
dell'ordine del giorno: Discussione della mozione numero 186
Iniziative per il rilascio di garanzie fideiussorie da parte
dell'IRFIS - FinSicilia s.p.a. in favore delle imprese siciliane
presenti nelle graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.- FES e P.O.-
FERS , degli onorevoli La Rocca, Cancelleri, Cappello, Ciaccio,
Ciancio, Ferreri, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi,
Trizzino, Zafarana e Zito; il V punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 177 Stipula di convenzione o
protocollo d'intesa tra la Regione siciliana ed istituti di credito
per l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB , degli
onorevoli Foti, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La
Rocca, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi,
Zafarana, Zito e Fiorenza. Queste mozioni saranno trattate in
un'apposita seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
proseguire nel dibattito, intervengo soltanto per prendere atto che
il sistema di quotizzazione del Patto di stabilità cui faceva
riferimento l'Assessore, non ci risulta al momento agli atti, a lei
risulta a noi no.
Spero che ci sia un documento che testimoni che le altre regioni
devono quotizzare e che noi avremo lo stesso trattamento. Poi, si
dice che non potrà essere avviato il riconoscimento, anzi che il
riconoscimento non c'è, ma giustamente non c'è perché non sono
stati posti in essere gli atti propedeutici cioè mi sembra una
contraddizione normale.
E, po,i ultima cosa, in merito alla vicenda della programmazione
che partirà nel 2015 di questi nuovi fondi PAC, cosa attesta che
non potrà partire nel 2015, cosa nel 2006 attestava che si poteva
partire per l'anno successivo e cosa attesta che, invece, oggi,
che non si può far partire tra un anno? Quale documento
comunitario, quale direttiva comunitaria dice che organismi
pagatori non possono essere riconosciuti nell'anno precedente
l'erogazione dei fondi comunitari perché questo non mi risulta e,
poi, prendo atto anche che lei non mi ha risposto sui costi che,
cioè non ho compreso: 1) la differenza tra il costo dei controlli
e la relativa trattenuta che SIN e AGEA trattengono per l'appunto e
quanto, invece, gli altri organismi pagatori regionali trattengono
sulla somma che viene erogata per i controlli; 2) come fa l'Emilia
Romagna piuttosto che la Lombardia ad erogare le somme ai coltori
in modo puntuale. Non ho compreso queste cose.
PRESIDENTE. In realtà, il dibattito su questa tematica si era
esaurito, quindi, ci saranno altre occasioni di confronto in tal
senso.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Per fatto personale
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per chiedere di valutare l'applicazione dell'articolo
106 del Regolamento interno per accertare i fatti che ho denunciato
all'inizio di questa seduta, a meno che non accada un chiarimento
da parte del collega Trizzino che spieghi che si è trattato di un
equivoco ma, formalmente, chiedo che la Presidenza valuti
l'applicazione dell'articolo 106 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, credo che i fatti siano
assolutamente oggettivi, vi è una cronologia di cui ho parlato
prima, assolutamente oggettiva e, quindi, credo che lei abbia
perfettamente ragione. Mi auguro che ci possa essere, da parte
dell'onorevole Trizzino, un chiarimento in tal senso, se ciò non
dovesse accadere la Presidenza si riserva di accogliere la sua
richiesta.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
intervengo, distraendo un attimo l'Assessore dalla conversazione,
per portare di nuovo, in questa Aula, l'argomento delle ceneri
vulcaniche dell'Etna.
Lo scorso venerdì milioni di metri cubi hanno ricoperto il
versante Jonico nel tratto che riguarda le solite città: Mascali,
Fiumefreddo, Giarre, ma questo non ci solleva dal fatto che ancora
in giro, per i paesi pedemontani ci sono i sacchetti della scorsa
eruzione.
Ricordiamo che durante il periodo della finanziaria, l'onorevole
Vullo aveva presentato un interessante ordine del giorno che
abbiamo, praticamente tutti, votato all'unanimità perché per
un'assurda coincidenza queste ceneri che sono lapilli vulcanici
ricchi di micro elementi che non hanno mai danneggiato alcuno,
vengono considerati dei rifiuti, quindi, i comuni, oltre a dovere
spazzare le strade, le famiglie dovere sobbarcarsi di spese per
ripulire tetti, terrazze, eccetera, eccetera, poi, devono anche
pagare per conferire questo materiale dall'altissimo peso
specifico, in discarica, con dei costi allucinanti, insostenibili.
Quell'ordine del giorno chiedeva di valutare, insistere presso il
Ministero dell'ambiente affinché questo codice venga modificato o,
comunque, questi rifiuti vengano identificati magari attraverso uno
studio se non esiste qualcosa che va oltre il buon senso; uno
studio che ci dica che o si rimettono nelle cave dimesse, o vengono
riportate vicino alla parte sommitaria del cratere, o vengono
utilizzati per essere misturati nel concime naturale, quindi nel
compost, proprio per il loro contenuto di minerali, invece, siamo
praticamente fermi al punto di partenza.
E, poi, anche sapere se - visto che gli agrumi saranno
inevitabilmente danneggiati perché la buccia dell'agrume con quella
polvere si gratta e, quindi, si avvia un processo di decomposizione
ancora più veloce dei frutti, il comparto floro-vivaistico, le
piante sono ricoperte di terra, quelle ornamentali danneggiate
nella loro estetica - stiamo prevedendo, in qualche maniera, un
provvedimento di urgenza per dare un aiuto considerato anche che
dovranno fare dei lavori immediati di ripulitura degli impianti di
irrigazione, delle coperture, delle pacciamature; insomma chiedo
all'Assessore, questa volta, con l'appoggio di tutti, di fare
sentire a gran voce questa necessità che a parte tutti i problemi
che hanno tutti gli imprenditori grava ancora di più su questo
argomento.
Mi prendo un altro paio di minuti perché l'argomento su cui volevo
intervenire, a dire il vero, era un altro, in origine. Negli ordini
del giorno delle passate settimane era presente una mozione che
riguardava la sanità e proprio su quella avevamo preparato un
ordine del giorno che ora sta diventando una mozione che,
probabilmente, i miei colleghi della Commissione Sanità'
presenteranno che riguarda la selezione dei direttori generali.
Sappiamo che da mesi - speriamo non diventi come il viaggio di
Ulisse e che non duri anni - c'è la selezione dei direttori
generali. Apprendiamo dalla stampa che c'è una lista di super bravi
che hanno un curriculum chilometrico e su come lo abbiano acquisito
non mettiamo bocca, ma ci sono alcuni curriculum che non sono
proprio così belli perché annoverano - cosa che non c'è scritta nei
curriculum ma che la stampa riporta - parecchi strafalcioni,
inciampi, ombre, scheletri sulle loro passate gestioni, quindi, il
fatto che abbiano un curriculum con numerose cariche ricoperte ci
sembra non garantisca la qualità del loro operato.
Noi non siamo stati chiamati né coinvolti nell'indicare persone
per le commissioni giudicatrici, non stiamo cercando di intercedere
in alcuna maniera, ma stiamo osservando e ciò che vediamo ci lascia
alquanto perplessi.
Questa selezione durissima, questi curriculum, oggi, vedono che
c'è una graduatoria di 120 nomi, entrati per curriculum, ma altri
che stanno facendo test attitudinali, quiz, insomma stanno provando
qualsiasi cosa ed i tempi si allungano, quindi, i commissari
straordinari stanno permanendo ancora di più.
Vorremmo, pertanto, che si velocizzassero le operazioni e dire
qualcosa sui criteri, vorremmo aiutare l'Assessore ed il Presidente
in questa scelta. La stampa dice che forse ci si potrebbe avvalere
di nomi che sono al di fuori sia dalla lista dei curriculum sia
dalla lista dei selezionati, quindi, potrebbe arrivare qualcuno che
bypassa tutto questo ambaradan di esami e, in zona Cesarini,
scavalcare tutti gli altri; ebbene, vorremmo scongiurare questa
eventualità e che la selezione meritocratica sul valore, sul
merito, sia rispettata, quindi che non arrivi qualcuno last minute
a ricoprire quelle cariche e, poi, vorremmo consigliare
all'Assessore, visto che ci sono tantissimi nomi, di effettuare una
selezione anche sulla base di cose ovvie, ossia che in questi nomi
non ci siano persone che abbiano in corso procedimenti penali, che
abbiano addirittura a che vedere con le loro passate gestioni, che
non ci siano nomi di persone che magari abbiano il curriculum
esteso con varie cariche ma che durante l'esercizio di quei
mandati, di quegli incarichi abbiano creato buchi notevolissimi nei
bilanci delle ASP perché, da fonti giornalistiche, in quella lista
risultano nomi di persone che, di certo, non hanno fatto il bene
della sanità regionale, che ci hanno fatto perdere parecchi milioni
di euro.
Quindi, curriculum puliti, gestioni che abbiano funzionato perché
non basta essere stati direttori di un'ASP bisogna vedere se in
quel periodo ne sono successe di cotte e di crude. Un casellario
giudiziario pulito, ci sembra il minimo, visto che questi direttori
dovranno gestire ed avere un potere straordinario, un'autonomia
nella gestione di questo importante servizio sanitario e poi che
non abbiano tra i loro parenti diretti deputati, senatori, insomma
che siano un po' più liberi dalla politica perché, sempre per
sentito dire, pare che i politici, in passato, abbiano indicato
qualche nome, abbiano fatto qualche pressione e noi vogliamo che,
se ci deve essere la rivoluzione deve partire da questo, queste
persone devono essere libere.
Un'altra cosa, molto importante, che vorremmo è che quando queste
persone verranno scelte, se già sono in pensione non ricevano doppi
emolumenti, ossia si faccia un calcolo per cui o prendono la
pensione o prendono lo stipendio da direttore generale perché non è
possibile che si accumulino emolumenti su emolumenti; visto che ciò
h successo in passato speriamo che non succeda nuovamente.
E poi, ultima cosa, che questi criteri, ossia di trasparenza, di
una fedina penale pulita, di una libertà e di una indipendenza dai
politici avvenga anche per i direttori sanitari amministrativi che
a cascata dovrebbero essere scelti dai direttori generali e, in
questo caso, sempre in questo caso, non essere indicati dai
partiti.
Quindi, presenteremo una mozione, ma questi sono i criteri minimi,
il minimo sindacale che chiediamo ed inoltre chiediamo che ci sia
anche un'armoniosa rotazione, ossia se è vero, come dice la stampa,
che fare il direttore generale può costituire anche il fatto di
crearsi un piccolo feudo viste le grandi somme che vengono gestite,
il potere immenso, che ci sia almeno una rotazione, che non
permangano le stesse persone su un territorio.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Per fatto personale
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo ad una
dichiarazione dell'onorevole Panepinto per precisare quanto è
accaduto relativamente ad un comunicato che è stato trasmesso ieri.
Lungi da noi e da me, chiaramente, attaccare il lavoro
dell'onorevole Panepinto relativamente ad un disegno di legge,
quello su scienze motorie.
La questione che è stata sollevata, in realtà, pone un problema di
comunicazione. Nel nostro comunicato che è stato diramato non
abbiamo mai parlato di testo copiato, più che altro di duplicato di
un testo che, in realtà, è già stato incardinato ed è in
discussione nella IV Commissione.
Si tratta di un testo che tratta il medesimo oggetto di quello
dell'onorevole Panepinto, che è stato incardinato, credo, il 31
luglio nella IV Commissione, data in cui, in quella seduta era
presente, almeno da quello che emerge dal registro, anche
l'onorevole Panepinto.
Quindi, non si tratta né di testo copiato né di screditare
l'attività del PD e dell'onorevole Panepinto. Ciò che chiedevamo
era quanto meno che in Sala gialla, durante la conferenza che si è
tenuta alla presenza degli universitari, si desse conto del fatto
che l'Assemblea regionale si sta già determinando su un testo che
contiene le medesime prescrizioni ed il medesimo oggetto di quello
che è già in trattazione in quella Commissione, ma ripeto, nessun
attacco è stato portato avanti dal nostro Gruppo che possa avere ad
oggetto, anche lontanamente, l'idea che si tratti di un testo
copiato e questo emerge chiaramente ed in modo evidente dalla
lettura del nostro comunicato; se poi la stampa ha modificato,
travisato, le parole del nostro comunicato stampa ufficiale e
questo può avere leso l'onorevole Panepinto, chiediamo scusa per
questa cosa.
E' chiaro che da parte nostra c'è la massima disponibilità nello
svolgere un'attività legislativa e nella specie quella legata alle
scienze motorie, che può avere il più ampio respiro, preso atto del
fatto che questa Commissione già si sta determinando in una materia
che, ripeto, è stata oggetto della discussione in Sala gialla ieri.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono di paese
e quindi non amo tenere aperte questioni e sorridevo all'intervento
un po' difficoltoso, imbarazzato del presidente Trizzino.
Ovviamente, l'articolo pubblicato e virgolettato riporta cose
diverse da ciò che dice il presidente Trizzino. Dice esattamente
che noi abbiamo copiato un testo, dice esattamente che possiamo
fare carta straccia di questo testo.
Il Presidente Trizzino dice - ed è costretto a farlo per
difendersi - un'altra bugia, infatti, il testo non è stato mai
incardinato, l'ho verificato stamattina in IV Commissione,
nonostante ciò, siccome la Sicilia ha tanti problemi, ognuno di noi
ne ha talmente tanti, prendo con affetto la parola scusa
dell'onorevole Trizzino, gli consiglio di non diventare subito
quello che è un politico ma considerare la politica con la P
maiuscola. La politica è un'arte meravigliosa, la collega parlava
dei politici, anche voi siete politici, siete dentro l'arte
meravigliosa della politica.
Siccome comunque l'onorevole Trizzino, sarà che è figlio di
bivonesi di cui nutro grande simpatia, ha sbagliato tutto,
nonostante ciò ritiro la richiesta fatta ai sensi dell'articolo 106
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la Presidenza apprezza il suo
senso di responsabilità ed il suo equilibrio.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 3 dicembre
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale. (nn. 304-8-280/A) (Seguito)
Relatore: on. Lentini
III - Discussione della mozione:
N. 153 - Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per le
prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi
resi dalle cooperative sociali.
(18 luglio 2013)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
MAURO-FEDERICO-FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 186 - Iniziative per il rilascio di garanzie
fideiussorie da parte dell'IRFIS - FinSicilia S.p.a.
in favore delle imprese siciliane presenti nelle
graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS.
(30 settembre 2013)
LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
ZAFARANA-ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 177 - Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
la Regione siciliana ed istituti di credito per
l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB.
(19 settembre 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
FIORENZA
La seduta è tolta alle ore 13.29
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli