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Resoconto d'Aula della Seduta n. 102 di giovedì 28 novembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Per fatto personale, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento
                                interno

   PANEPINTO.  Chiedo  di  parlare  per  fatto  personale,  ai  sensi
  dell'articolo 140 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, gradirei  la sua attenzione  perché
  per  me quello che è accaduto ieri ad opera dell'onorevole Trizzino
  è  un fatto gravissimo. Capisco che questo Parlamento è abituato  a
  tutto e la politica siciliana ormai è un Arlecchino che cammina per
  le strade della Sicilia disperata.
   Ieri  su una testata giornalistica è uscito un articolo nel  quale
  l'onorevole Trizzino dichiara che io ho copiato un suo  disegno  di
  legge,  a seguito di una iniziativa tenutasi ieri mattina  in  Sala
  Gialla,  presentando  un  disegno di legge sulle  scienze  motorie,
  sulla  professione delle scienze motorie. E' stato un incontro  con
  docenti universitari.
   Io considero la richiesta di parlare per fatto personale, non l'ho
  mai  fatto  in  sette  anni, e lo faccio  consapevole  che  la  mia
  dichiarazione  sarà pesante esattamente come l'onorevole  Trizzino,
  il  quale dichiarava in questa testata giornalistica  Blog Sicilia
  che io avrei copiato questo disegno di legge.
   Ieri  mattina si è tenuto questo incontro in Sala Gialla, è  stato
  necessario  chiedere alla Presidenza di avere pure  la  Sala  Rossa
  perché  c'erano studenti della Facoltà di scienze motorie  dei  tre
  atenei  siciliani, autorevolissimi esponenti del  mondo  accademico
  del settore, ovviamente, e si è trattato questo tema.
   Dopodiché  nel pomeriggio è uscito questo articolo che mi  offende
  personalmente. Io avrò copiato qualche espressione in latino ma  mi
  sono  fermato  sempre là, ma l'ho fatto da minorenne e  quindi  non
  sono  andato oltre. Dopodiché debbo dire che dormo comunque la sera
  perché  penso di avere la coscienza a posto, l'ho fatto anche  ieri
  sera,  ma  cercando di capire esattamente cosa fosse  accaduto.  Ho
  ricostruito  i  fatti,  il testo a cui io ho contribuito  non  l'ho
  scritto  personalmente da solo ma con l'esperto del nostro  gruppo,
  il  dottore  Tagliavia,  con il dottore Turano, un giovane  che  ha
  scritto la tesi di laurea sul tema, con il contributo dell'Avvocato
  Fiorello,  un  docente  universitario,  e  mi  chiedevo  in   quale
  occasione avremmo copiato questo testo scritto da Trizzino.
   Apro  una parentesi, il metodo Boffo o il metodo squadrista  anche
  in  altre  occasioni l'abbiamo visto. Le giravolte  nel  dire  oggi
  possibilmente  a  qualcuno  dateci  qualche  suggerimento  su  come
  gestire  l'acqua privata e poi a cambiare impostazione l'ho  visto,
  ma  questo  fa parte del gioco della dialettica politica.  Accusare
  qualcuno  di copiare un testo credo che sia un fatto grave,  tenuto
  conto non del livello del sottoscritto, ma del  livello complessivo
  molto  basso  che  la  politica siciliana gode  nei  confronti  dei
  cittadini  e  com'è facile  sputacchiare  su questa categoria  che,
  nel   bene  o  nel  male,  per  me  rimane  una  categoria  che   è
  rappresentativa degli interessi dei cittadini, dei territori.
   Siamo  eletti direttamente dal popolo con una preferenza  scritta,
  ognuno   scrive  il  nome  e  cognome  del  deputato  presente   in
  quest'Aula, dopo di che continuare in questo esercizio serve a  chi
  ha fatto del  qualunquismo  una ragione politica ma non può servire
  complessivamente alla politica.
   Dopo  di  che vado ai fatti, ho spiegato come è nato il testo,  il
  disegno di legge che mi vede primo firmatario viene presentato  con
  il numero 338 il 2 aprile, dichiarato in Aula l'8 Aprile, assegnato
  alla  IV Commissione e V Commissione il 4 aprile. Il testo a  firma
  di  Trizzino e di altri colleghi del Movimento Cinque Stelle  viene
  presentato  il  20 maggio, viene annunziato in Aula il  21  maggio,
  viene  assegnato  per  l'esame alla IV Commissione  il  31  maggio.
  Questi sono i dati.
   Ora,  io  sono  uno che esplode in pochi minuti, ma  dopo  di  che
  tendenzialmente  prova ad essere conciliante con il  mondo  intero,
  avendo  in  alcuni  minuti, per chiarezza,  la grazia  della  carta
  vetrata .
   Dunque, io non pretendo né scuse, né niente, onorevole Presidente,
  tenga  conto che questo tentativo giornaliero che spesso ognuno  di
  noi   esercita   in  questo  Parlamento  per  delegittimare   prima
  l'Istituzione,  poi per delegittimarsi tra Gruppi parlamentari,  se
  arriviamo pure ad accusarci di copiare testi
   Peraltro,  se  mi si consente una battuta, io penso  di  avere  un
  curriculum solo del tempo passato qua dentro, non credo  di  dovere
  copiare testi di disegni di legge, soprattutto da chi è in una fase
  neofita  della politica e poi, onestamente, non avrei cosa copiare;
  io  il Presidente Trizzino lo stimo, è figlio di miei concittadini,
  è  una persona simpatica, vedo che ha acquisito tutti i trucchi del
  mestiere in Commissione, quando deve fare cadere un emendamento  lo
  fa  con intelligenza, l'altro giorno ha  ucciso' un emendamento che
  riguardava  la stabilizzazione del personale, l'ha fatto  chiamando
  in  causa  un  deputato,  ma,  ripeto, fa  parte  della  dialettica
  politica.
     Ma  accusarmi  di  avere  copiato un  testo  credo  che  rientri
  esattamente  in  un  atteggiamento che è quello  di   sputacchiare
  sugli  altri  ed  io non lo consento, prima di  tutto  per  la  mia
  persona, secondo, onorevole Presidente, non lo consento nemmeno per
  questa  Istituzione, perché, e concludo, per  me  fare  politica  è
  passione, è impegno civico e civile ogni giorno e non essendo stato
  eletto da sorteggio e nemmeno da  Gratta e Vinci , come altri hanno
  avuto  la  fortuna  di fare, e rappresentando 7.000  agrigentini  e
  rappresentando  un'idea  della  politica  che  è  la   mia   storia
  personale, che è quella di venire da un mondo dove la politica  era
  soprattutto  impegno,  rigore ed è quella  del  Partito  Comunista,
  lezioni  di  copiatura  o offese di questo tipo  non  le  consento,
  perché  come disse un vescovo della Curia di Agrigento  la politica
  se  non  è  fatta  di latrocinio, di furbizia, se non  è  fatta  di
  squallore,  di  accuse infamanti senza senso e  di  uso  di  questa
  straordinaria  arte che è la politica, ma che è soprattutto  carità
  nei confronti di chi sta male .
   Ovviamente  non  sono  un  interprete  perfetto  di  quanto  disse
  Monsignor   Ferraro   ad  Agrigento,  però  attenzione,   onorevole
  Presidente,  prima  o  poi il freddo e la  fame  porteranno  qui  i
  disperati e non distingueranno tra chi ha usato la politica  magari
  per  prendere  uno  stipendio ridotto e poi per giustificare  altro
  senza poterlo fare.
   Non pretendo nulla, ma ci tenevo a dire che non è possibile che si
  possano  utilizzare,  come la Pravda, o come strumenti  miserabili,
  comunicati  stampa  che  delegittimano la credibilità,  la  dignità
  delle persone e anche di questa Istituzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, credo che sia stato assolutamente
  chiaro, d'altronde la cronologia dei fatti, della presentazione dei
  disegni di legge è assolutamente oggettiva e testimonia quello  che
  lei  ha appena detto. L'onorevole Trizzino ovviamente ha rilasciato
  una  dichiarazione  di  cui  si assume  la  propria  responsabilità
  politica.   Si  passa  al  primo  punto  all'ordine   del   giorno:
  Comunicazioni.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  D'Agostino,  Federico,
  Laccoto,  Lentini,  La Rocca Ruvolo, Marziano e  Siragusa  sono  in
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lupo è in missione per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario per Stato
                       per la Regione siciliana

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana, con ricorso notificato il 27 novembre 2013, ha impugnato
  l'articolo    4    della   deliberazione   legislativa    approvata
  dall'Assemblea   nella   seduta  n.  98  del   19   novembre   2013
   Disposizioni  finanziarie  urgenti per l'anno  2013.  Disposizioni
  varie ,  per  violazione degli articoli 3, 51, 97,  117,  comma   2
  lett. l) e comma  3, e 81, comma  4 della Costituzione.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1562  -  Seguito  dell'ordine  del  giorno  n.  8  sull'ARSEA,
  approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Lupo Giuseppe

   N.   1568   -   Chiarimenti  in  merito  al  mancato  scioglimento
  dell'ARSEA.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Falcone Marco

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1571 - Chiarimenti in merito alla mancata chiusura dell'ARSEA.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Assenza Giorgio.

   Onorevoli  colleghi,  informo  che  le  tre  interrogazioni  testé
  comunicate  saranno svolte nel corso dell'odierna  seduta,  inclusa
  l'interrogazione  con richiesta di risposta  scritta  n.  1571,  la
  quale pertanto, non sorgendo osservazioni, avrà svolgimento orale.
   In   ogni   caso,  le  suddette  interrogazioni  saranno  comunque
  considerate  definitivamente  concluse  a  seguito  della  risposta
  fornita   in   Aula  dall'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari.

   Così rimane stabilito.

      Comunicazione relativa allo stralcio del Titolo I e II  del
                        disegno di legge n. 612

   PRESIDENTE.  In  riferimento al disegno  di  legge  di  iniziativa
  governativa   n.   612,  recante   Disposizioni   in   materia   di
  semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi,
  al  fine  di agevolare lo sviluppo socio-economico. Modifiche  alla
  legge  regionale  30  aprile 1991, n. 10 e successive  modifiche  e
  integrazioni , comunico che, per consentire il pieno rispetto delle
  specifiche  competenze delle commissioni di merito e del  requisito
  dell'omogeneità  dei testi di legge, si è proceduto  allo  stralcio
  del  titolo  I che contiene norme di modifica della disciplina  del
  procedimento amministrativo, da inviare alla I Commissione,  e  del
  titolo  II  che contiene norme di urbanistica e di opere pubbliche,
  da  inviare alla IV Commissione con il parere della I, della III  e
  della V Commissione.

   circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze concernenti
                          l'Agenzia regionale
               per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento   di  interrogazioni  e  di  interpellanze  concernenti
  l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA).
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1562   Seguito  dell'ordine  del
  giorno n. 8 sull'ARSEA, approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio
  2013 , a firma dell'onorevole Lupo.
   Poiché  l'onorevole  Lupo è in congedo si intende  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1568  Chiarimenti  in  merito  al
  mancato scioglimento dell'ARSEA , dell'onorevole Falcone.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Chiedo  di rispondere congiuntamente alla interrogazione n. 1568  e
  alla  interrogazione  n. 1571  Chiarimenti in merito  alla  mancata
  chiusura dell'ARSEA, degli onorevoli Pogliese, Vinciullo e Assenza.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni,  si  dispone  nel  senso
  richiesto.
   Si  passa,  pertanto,  alle interrogazioni  1568  e  1571,  ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'A.R.S.E.A.,  Agenzia Regionale Siciliana per  le  Erogazioni  in
  Agricoltura,  è  un organismo che si dovrebbe occupare  di  erogare
  agli  agricoltori gli aiuti e i contributi provenienti  dall'Unione
  Europea; l'ente, istituito dall'art. 60 della l.r. n. 14 del  2006,
  art. 60, in recepimento della normativa nazionale, e cioè dell'art.
  3,  comma 3, del d.lvo n. 165 del 1999, che prevede, all'interno di
  ogni  Regione,  l'istituzione  di  un  organismo  pagatore  per  le
  erogazioni in agricoltura;

   l'A.R.S.E.A., sin dalla sua istituzione, non è mai stata messa  in
  funzione,  poiché  di  fatto  il  suo  ruolo  viene  svolto  ancora
  dall'Agea, ente pagatore nazionale, e che, a seguito di incontri  e
  consultazioni  con gli agricoltori, le cooperative di  agricoltori,
  nonché   con  le  associazioni  di  categoria,  l'ARSEA   è   stata
  addirittura ritenuta superflua e sconosciuta ai più;

   considerato che:

   l'Assessore  per le risorse agricole e alimentari,  a  seguito  di
  numerosi  atti  ispettivi e d'indirizzo, sin  dall'inizio  del  suo
  mandato,  ha  sempre  annunciato  la  chiusura  dell'ARSEA,  ma   a
  tutt'oggi nulla è cambiato, continuandovi a lavorare un direttore e
  due funzionari regolarmente retribuiti;
   a  causa della mancata chiusura dell'ARSEA, la cifra finora spesa,
  tra  affitti inutili e tra stipendi pagati a vuoto, è di oltre  500
  mila euro l'anno;

   per  sapere  se  non  ritengano  opportuno  avviare,  con  estrema
  urgenza,   ogni   utile   e  necessaria  azione   per   l'immediato
  scioglimento  dell'ARSEA, divenuto ormai un ente fantasma,  ponendo
  così  fine a questo inutile spreco di risorse economiche,  già  più
  volte  definito scandaloso dagli stessi rappresentanti di governo».
  (1568)

   Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   nel 2006, il Governo della Regione istituì l'Agenzia regionale per
  le  erogazioni in agricoltura (ARSEA), con il compito di facilitare
  lo smistamento dei fondi europei previsti in agricoltura;

   l'Agenzia  fu  dotata di un organico di n. 3 funzionari  e  di  un
  direttore con un'indennità di circa 150 mila euro annui;

   il  precedente Governo della Regione ha provveduto alla nomina  di
  un nuovo direttore dell'ente, formalizzandola in data 15.06.2012;

   il  nuovo  Governo  regionale, non appena insediato,  dichiarò  di
  voler  nel  più breve tempo possibile chiudere l'ARSEA  e  annunciò
  che,   dalla   successiva   finanziaria,  si   sarebbe   provveduto
  all'eliminazione dell'Ente;

   in  data 2 gennaio 2013 è stata presentata all'Assemblea regionale
  siciliana  la  mozione  n. 8, a firma dell'On.le  Caputo  e  altri,
  successivamente  trasformata  in  ordine  del  giorno  (n.  8)   ed
  approvato nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013, con il  quale  si
  impegnava  il  Governo della Regione e l'Assessore per  le  risorse
  agricole  e  alimentari  a  non procedere  alla  registrazione  del
  contratto del direttore dell'ARSEA, a non dare seguito all'atto  di
  interpello  del  personale, a non effettuare alcuna  spesa  per  il
  mantenimento in vita dell'Ente e a relazionare in Assemblea,  entro
  trenta   giorni  dall'approvazione  dell'ordine  del  giorno   dopo
  l'interlocuzione  con  l'AGEA,  per creare  un  organismo  pagatore
  regionale   efficiente   ovvero   rendere   funzionale   l'attività
  dell'ARSEA in Sicilia;

   considerato  che nonostante gli impegni assunti dal Governo  della
  Regione e l'approvazione da parte dell'ARS del sopra citato  ordine
  del  giorno,  il  Governo  non ha ancora provveduto  alla  chiusura
  dell'ARSEA;

   ritenuto che la mancata chiusura dell'Ente comporta per la Regione
  un  esborso  di  centinaia di migliaia di euro di  denaro  pubblico
  (oltre  500 mila euro da gennaio 2013 di cui 26 mila euro  al  mese
  per  una  sede  mai  utilizzata in via Maggiore Toselli  nel  pieno
  centro di Palermo);

   per  sapere se il Governo della Regione non intenda provvedere nel
  più breve tempo possibile alla chiusura dell'ARSEA». (1571)

   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore Cartabellotta per  fornire  la
  risposta ad entrambe le interrogazioni.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati,  ho  chiesto  di  essere
  ascoltato  sulla vicenda ARSEA anche perché in questa Assemblea  il
  14  gennaio  2013 c'era stata un'ampia discussione su  una  mozione
  presentata  dall'onorevole Caputo in materia  di   soppressione  di
  ARSEA .
   L'impegno del Governo era stato quello di dare entro 30 giorni una
  risposta  e soprattutto di superare un dilemma. La risposta  doveva
  essere   quella   di  dire:   facciamo  funzionare   ARSEA   oppure
  miglioriamo i servizi agli agricoltori ottimizzando il rapporto tra
  l'AGEA  e le Regioni, perché altrimenti rimaniamo in un dilemma  in
  cui  il sì ad ARSEA significava sprechi, il no ad ARSEA significava
  essere contro gli agricoltori.
   La  risposta del Governo, del sottoscritto, è stata chiara e il 27
  marzo  del  2013  ho scritto all'Assessorato al Bilancio  allegando
  l'emendamento per la liquidazione di ARSEA e il 3 aprile 2013  alla
  III  Commissione, allegando anche l'emendamento di  soppressione  e
  liquidazione  di  ARSEA. Ricordo che la notte  del  30  aprile,  in
  Conferenza  dei  capigruppo l'emendamento su ARSEA  che  era  stato
  presentato   dal  Governo  fu  accantonato  per   non   andare   in
  finanziaria. Da allora che cosa è successo?
   Il   12   giugno   l'Assessore,  il  sottoscritto,  ha   rinnovato
  l'assegnazione  temporanea  dei due funzionari  che  erano  già  in
  servizio  ad  ARSEA perché se c'è un ufficio bisogna  garantire  la
  minima  funzionalità  e soprattutto ho precisato nelle  more  della
  messa in liquidazione che deve avvenire, ovviamente, attraverso una
  legge dell'Assemblea regionale siciliana.
   Ma soprattutto abbiamo rilevato, rispetto alle note che giungevano
  da ARSEA, sull'approvazione del bilancio 2012 di ARSEA:
   1) che il governo è chiaro sulla non utilità di ARSEA
  2) che con l'ordine del giorno dell'Assemblea il Governo aveva
  preso questo impegno e  scioglie  l'impegno perché si può
  ottimizzare il rapporto tra AGEA e la Regione;
  3) la vigilanza su ARSEA è stata trasferita dalla legge
  25/2011dall'Assessorato all'agricoltura all'Assessorato al bilancio
  a cui competono le operazioni di verifica e approvazione di
  bilancio e tutti gli atti conseguenti alla vigilanza. In un'ottica
  che bisogna separare l'indirizzo strategico dalla vigilanza sugli
  atti dell'ente.
   Con  nota dell'8.11.2013 abbiamo ulteriormente ripetuto la vicenda
  perché, nel frattempo, l'Assessore aveva  condiviso  una posizione,
  è  in  questi  atti  che  consegno alla Presidenza,  in  conferenza
  Stato/Regioni,   che   bisognava   procedere   alla   rivisitazione
  dell'organismo pagatore. Abbiamo condiviso il il disegno  di  legge
  presentato    dal    senatore   Dario   Stefano   riguardante    la
  riorganizzazione   di   A.G.E.A.   attraverso   la   procedura   di
  razionalizzazione, di remissione della filiera decisionale,  perché
  il vero problema che oggi soffrono gli agricoltori è questa filiera
  decisionale  troppo  lunga, e soprattutto  il  trasferimento  delle
  funzioni di A.G.E.A.,  e perchè le politiche agricole le fanno  nei
  ministeri  e  l'A.G.E.A. avrà funzione solo  ed  esclusivamente  di
  organismo  pagatore, riducendo i tempi di  procedure, di erogazione
  delle somme.
   Devo  dire  che anche successivamente il ministro delle  politiche
  agricole è stato confidenziale  in tutto questo, con la nomina  del
  commissario  dell'Agea, generale Mainolfi, che nel  primo  incontro
  con  la  Regione  ha  sottolineato  un'azione  intesa  a  legalità,
  trasparenza e soprattutto linearità delle procedure e della filiera
  decisionale.
   A  seguito  di  tutto questo è già pronta e sarà siglata,  al  più
  presto,   la   convenzione  con  cui  Agea  e   Regione   siciliana
  sottoscrivono  l'impegno  di attivare  gli  sportelli  di  servizio
  presso gli esistenti ispettorati provinciali dell'agricoltura.
   In  merito  ai  costi  sottolineo che il contratto  del  direttore
  dell'A.R.S.E.A. non è stato registrato -  fu sottoscritto  dal  mio
  predecessore  Aiello  -,  pur avendo la struttura  dell'assessorato
  agricoltura  rilevato che per materia competeva all'assessorato  al
  bilancio  perché la vigilanza su A.R.S.E.A.  è dell'assessorato  al
  bilancio,  ai sensi della legge 25 del 2011.
   La  Ragioneria  dell'assessorato, che in  ogni  caso  dipende  dal
  Bilancio,  ha  rilevato  che io contratto non  è  stato  registrato
  perché c'era sostanzialmente, come rileva la nota della Ragioneria,
  il  fatto  che  ai sensi della normativa del 2012, del  bilancio  e
  della   finanziaria,  l'  A.R.S.E.A.   avrebbe  dovuto   avere   un
  trasferimento di 420 mila euro, che non è avvenuto, e che quindi il
  provvedimento  di  contrattualizzazione del direttore  non  era  da
  ricomprendersi   tra  gli  atti  soggetti  a  registrazione   della
  Ragioneria  e  soprattutto  per  il fatto  che  venga  sottoscritto
  dall'assessore  per  l'agricoltura  e  non  dall'assessore  per  il
  bilancio.
   Sulla  sede  di via Maggiore Toselli, oggetto in questa  settimana
  delle  notizie  di  stampa, considerato che i  tre  funzionari   di
  A.R.S.E.A.  sono stati sempre a Catania, non si comprende -   e  il
  sottoscritto  non è a conoscenza -, come e quando  questi  immobili
  sono  stati  assegnati ad A.R.S.E.A., in ogni caso  non  c'è  stato
  nessuno di A.R.S.E.A.  in quella seda, almeno dalle notizie che  si
  hanno.
   L'assegnazione temporanea dei funzionari, invece, il  sottoscritto
  l'ha  promossa  con  data  12 giugno 2013, proprio  perché  bisogna
  garantire  il  minimo  funzionale e  soprattutto  la  procedura  di
  liquidazione.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. In realtà,  ricordo che in base al Regolamento interno
  il  dibattito sarebbe circoscritto esclusivamente agli interroganti
  e  all'assessore  competente.  Poiché,  però,  su  questa  tematica
  l'assessore  Cartabellotta  ha  chiesto  espressamente    di   fare
  comunicazioni  in Aula, credo che, se l'Assemblea è d'accordo,  sia
  opportuno  dare l'opportunità  all'onorevole Grasso di  intervenire
  sulla tematica.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, volevo che l'assessore mi ascoltasse.
   Ho   ascoltato   con   molta  attenzione   la   relazione   svolta
  dall'assessore e mi sembra di avere capito che l' A.R.S.E.A.  è una
  invenzione in un momento particolare della vita politica  siciliana
  di  quel  tale Governo che immaginò di delocalizzare una  struttura
  nazionale in questo territorio siciliano, al fine, credo, di venire
  incontro alle esigenze degli agricoltori.
   Volevo  chiedere all'Assessore per far sì che questo dibattito  si
  svolgesse  nella maniera più regolare possibile. Se  così  è  o  se
  l'A.R.S.E.A. è frutto di disposizioni legislative ben  precise  sul
  piano  nazionale  e  sul piano comunitario  e  quindi  graduare  il
  dibattito come è giusto che sia.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Onorevole Di Mauro, avevo precisato all'inizio che a seguito  della
  mozione  dell'onorevole Caputo, il Governo ha intesto  evitare  che
  tutto  si  trasformasse in un referendum pro o contro  l'A.R.S.E.A.
  perché da quella seduta vi ricordate

   DI MAURO. Assessore,  le ho fatto un'altra domanda.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
   volevo   epurare  l'idea  che  essere  pro  A.R.S.E.A  significava
  sprecare  denaro  pubblico ed essere contro A.R.S.E.A.  significava
  danneggiare gli agricoltori siciliani.
   ARSEA  nacque, lo sappiamo tutti, nel 2006, tra l'altro all'inizio
  di  quello che doveva essere il ciclo di programmazione comunitaria
  2007  -  2013.  La  programmazione 2007 - 2013  si  è  fatta  senza
  l'A.R.S.E.A.  Si è fatta con A.G.E.A. con le problematiche  che  ha
  avuto  A.G.E.A. in questi anni e sanno tutti, per chi ha un  minimo
  di  rapporto  con  gli  agricoltori, che cosa  significa  avere  un
  problema  con l'A.G.E.A., ma arrivati ad oggi, 2013, e  soprattutto
  con  il  nuovo quadro delineato dalla Conferenza Stato  -  Regioni,
  delineato in accordo con il Ministero, cristallizzato in quello che
  il  disegno  di  legge  che, torno a ribadire,  il  senatore  Dario
  Stefano  che  è  stato  il  coordinatore  della  Conferenza   degli
  Assessori  prima di diventare senatore, ha definito,  oggi  non  si
  ravvisano  più  le utilità per tenere A.R.S.E.A. e  in  conseguenza
  dell'impegno che il Governo aveva preso a gennaio siamo  sul  punto
  di  sottoscrivere una convenzione con A.G.E.A. per la realizzazione
  degli sportelli di servizio che riguarderà sia il piano di sviluppo
  rurale,  secondo pilastro, sia la PAC,  primo pilastro, in  maniera
  tale da migliorare ed ottimizzare i servizi agli agricoltori con un
  rapporto  con  A.G.E.A.  e  soprattutto utilizzando  del  personale
  regionale già presente all'interno dei nostri uffici
   Quindi, rispondendo all'onorevole Di Mauro, A.R.S.E.A. non è stata
  un'invenzione del precedente Governo, era già prevista dalla  legge
  del  2006,  sarebbe  dovuta partire nel 2007, avrebbe  dovuto  fare
  tutta  una  serie di cose. Teniamo presente pure che A.R.S.E.A.  ad
  oggi non avuto nessun riconoscimento, vero è che era stata avviata,
  da parte del Ministero delle politiche agricole, e uno dei motivi è
  stato  pure  che quell'iter non è andato avanti proprio  perché  il
  Governo ha preso questa decisione.

   circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                              concernenti
     l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)

   PRESIDENTE.   Grazie  assessore  Cartabellotta,  prima   di   dare
  l'opportunità all'onorevole Bernadette Grasso di intervenire, credo
  sia   opportuno   chiedere  agli  interroganti  se   si   ritengono
  soddisfatti  o  meno dalla risposta fornita in Aula  dall'assessore
  Cartabellotta.
   Esauriamo prima le interrogazioni che sono all'ordine del giorno a
  firma  dell'onorevole Falcone prima, e dell'onorevole Assenza dopo,
  successivamente   daremo  l'opportunità  all'onorevole   Grasso   e
  all'onorevole Di Mauro e a chi intende intervenire.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato attento
  all'analisi fatta dall'assessore Cartabellotta. Devo dire che  sono
  rimasto un po' perplesso nel senso che vi spiegherò.
   Personalmente  ho presentato una interrogazione con  la  quale  ho
  chiesto e ho cercato di evidenziare una contraddizione che è quella
  secondo  la quale noi stiamo tenendo ancora in piedi una struttura,
  o  comunque abbiamo ancora un organismo, che è previsto per  legge,
  che   dovrebbe  avere  una  funzione  strategica  per   la   nostra
  agricoltura, per gli operatori del settore ma al contempo non viene
  utilizzata.
   L'assessore  ha esplicitato alcune cose:  sul Direttore  generale,
  che   lo  stesso  non  ha  avuto  un  contratto  registrato   dalla
  Ragioneria, quindi di fatto è come se non lo pagassimo,  nel  senso
  che  il  personale è pagato dalla stessa Regione Siciliana, le  tre
  persone  che sono state dedicate allo stesso ente prestano servizio
  a  Catania  e  non  in  via Toselli quindi, sostanzialmente,  anche
  questa sede è inutilizzata, però, noi siamo nel paradosso di  avere
  un  ente, ancora costituito, che potrebbe avere una funzione  -  io
  dico  -  strategica  per l'agricoltura in Sicilia  e  un  ente  che
  previsto per legge come organismo pagatore, è un ente che in  altre
  Regioni di Italia esiste, da noi seppur presente è inattivo.
   E allora il Governo avrebbe dovuto in questi mesi procedere sin da
  quando,  anche a mia firma, era stato presentato un atto  ispettivo
  per  la  chiusura, perché si riproponeva, otto mesi fa,  lo  stesso
  problema  con le stesse condizioni, purtroppo il Governo  non  l'ha
  fatto.
   E  allora noi vorremmo capire, oggi, dall'assessore alle politiche
  agricole  qual  è  l'idea, se deve rimanere  tutto  così  chiudiamo
  immediatamente, già ci abbiamo perso tempo.
   Se,  invece,  l'assessore volesse porci e  offrirci  un  piano  di
  sviluppo  strategico, volesse darci anche una tempistica,  che  non
  può essere di mesi ma di settimane, con uno start up ma al contempo
  con  degli  step, cioè con delle tappe scadenzate  in  virtù  delle
  quali   questo  ente  può  diventare,  nuovamente,  uno   strumento
  funzionale,  operativo  per  l'agricoltura  siciliana,  allora  noi
  potremmo   anche   rifletterci.  Ma  se  così  non   è,   assessore
  Cartabellotta,  se  invece  ancora  dobbiamo  rimanere  nel  limbo,
  dobbiamo  dire  che abbiamo una struttura e diventiamo  baluardo  e
  difensori   di  strutture  inutili  perché,  sebbene  il  principio
  normativo  o  lo  spirito con cui è stato costituito  questo  ente,
  questa   A.R.S.E.A.   è   assolutamente   nobile,   importante    e
  strategicamente  valido,  se  poi  alle  stesse  considerazioni  di
  principio non poniamo degli atti, dei provvedimenti, non creiamo le
  condizioni  perché  la  stessa  struttura  possa  lavorare,  allora
  abbiamo fallito.
   I  fallimenti  devono definiti, il mantenimento delle  attività  o
  delle    situazioni    liquidatorie   o   fallimentari     comporta
  ulteriormente danno.
   Allora,  dall'assessore vorremmo capire qual è il  vero  obiettivo
  del Governo regionale in virtù delle dichiarazioni e, come dire, di
  una  presa  di  posizione forte, chiara e netta, poi, noi  possiamo
  esprimere le nostre considerazioni che possono essere favorevoli  o
  meno.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, diversi  mesi  fa
  noi abbiamo svolto un dibattito,  in gran parte analogo.
   Io  all'epoca sono intervenuto perché, come al solito,  in  questa
  Regione siciliana nella quale continuiamo a piangerci addosso,  gli
  istituti che in altre regioni hanno dato magari buona prova di  sé,
  nel nostro territorio sono diventati invece solo fonte di spreco.
   All'epoca  avevamo presentato una mozione, perché  con  la  solita
  linearità  che  ha  contraddistinto questo  Governo,  sin  dal  suo
  insediamento,  dopo  aver  dichiarato sui  giornali  che  procedeva
  all'immediata dismissione degli enti inutili e fra questi, il  buon
  Crocetta, citava proprio l'A.R.S.E.A.. Viceversa, avevamo visto che
  era  stato  emanato un bando per reclutare una serie di  dipendenti
  proprio per rimpolpare l'organico dell'A.R.S.E.A.
   L'A.R.S.E.A.,   ripeto,  che  in  altre  regioni   ha   funzionato
  egregiamente,  perché funzionava da ente pagatore  per  le  singole
  realtà regionali, per esempio in Toscana, in Sicilia è servita solo
  per  garantire l'affitto di una sede, un organico che  non  ha  mai
  lavorato,   tant'è  che  una  persona seria,  quale  il  professore
  Maltese,  che  da  vice  dirigente nazionale  dell'A.G.E.A.,  aveva
  accettato di porsi a capo dell'A.R.S.E.A. regionale, nel momento in
  cui  si  rese  conto che la sua era una funzione solo sulla  carta,
  rassegnò  le proprie dimissioni e il Governo precedente lo sostituì
  con  un  soggetto  legato, anche professionalmente,  al  precedente
  presidente di questa Regione.
   Da  qui  le ragioni di quella mozione e dell'interrogazione,  come
  dire:  Governo che vuoi fare? Vuoi continuare e restare nel  limbo?
  Anzi,  incrementare questo ente che non ha dato  alcun  apporto  di
  vera utilità all'agricoltura e alla regione Sicilia, in senso lato,
  oppure  vuoi  agire  diversamente?  Vi  fu  un  dibattito  in  Aula
  abbastanza  appassionato  che  si  concluse  con  una  mozione  che
  impegnava  il  Governo,  su richiesta dello  stesso  Assessore  qui
  presente che disse, entro trenta giorni decideremo se rivitalizzare
  l'Ente, oppure abrogarlo.
   I  trenta  giorni  sono diventati trecento e  siamo  al  punto  di
  partenza.
   Allora,  non  mi  si può dire, oggi, che  l'ipotesi  è  quella  di
  delegare  ai singoli ispettorati agrari e provinciali le  funzioni.
  Noi  dobbiamo decidere se abrogarla da domani mattina, oppure farla
  funzionare   seriamente   mettendo  nelle   giuste   condizioni   i
  funzionari.
   Non possiamo ancora dire, fra settimane, fra giorni. Nel frattempo
  siamo  rimasti, al solito, inermi. Questa sede continua  ad  essere
  affittata con spreco di denaro pubblico, possibilmente vi è  ancora
  l'organico,  sia pure ridottissimo, ma presente. Che cosa  vogliamo
  fare? Non possiamo continuare a giocare con il patrimonio pubblico;
  non  possiamo  continuare a giocare con le esigenze di  un  settore
  vitale quale è quello dell'agricoltura e l'A.G.E.A. o l'A.R.S.E.A.,
  che dir si voglia.
   Se  si  decide di mantenerlo possono avere, in questo  periodo  di
  assoluta  ristrettezza,  nel  settore  del  credito,  una  funzione
  insostituibile   per  garantire  al  più  presto   l'istruzione   e
  l'erogazione  delle somme necessarie ai giovani,  soprattutto,  che
  intendono  acquistare e farsi promotori di un'impresa agricola,  ma
  non  hanno  i  fondi e quindi attraverso la concessione  di  questi
  mutui trentennali da parte dell'A.G.E.A., potrebbero effettivamente
  realizzare il sogno. Forse un sogno, perché com'è ridotta la nostra
  agricoltura, purtroppo, resta un sogno, ma dobbiamo essere comunque
  ottimisti  di  dar  vita a delle Aziende che possano  guardare  con
  serenità   al  futuro  oppure  continuiamo  ancora  a  tergiversare
  inutilmente.
   Questo  è  il  senso dell'interrogazione che abbiamo presentato  a
  distanza   di   mesi   da  quel  dibattito,  proprio   per   uscire
  definitivamente  dal  limbo  in cui ci  siamo,  ancora  una  volta,
  cacciati.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ragione del  mio
  intervento nasce proprio  da due considerazioni: io quindici giorni
  fa  ho  presentato un ordine del giorno con  il quale  chiedevo  al
  Governo di fare un  crono programma e un'analisi di tutti gli  enti
  e  di  tutte  quelle  partecipate inutili  che  andavano  messe  in
  liquidazione,  e  mi  riferivo ai consorzi di bonifica  per  quanto
  riguarda l'assessorato all'agricoltura, i consorzi ittici, a  tutta
  una serie di enti.
   Oggi noi ci ritroviamo qui, invece, a dibattere, non con il  crono
  programma  che  io mi sarei aspettata di avere subito  chiarito  ed
  elencato  dal Governo, ma a discutere se A.R.S.E.A. sì o A.R.S.E.A.
  no.
   Avendo   io  presentato  un  ordine  del  giorno  in  quel  senso,
  sicuramente,  si può pensare che il mio intervento era  finalizzato
  alla  chiusura di ARSEA, ma io mi sono documentata,  così  come  mi
  sono documentata per gli altri enti perché non sono un tuttologo, e
  ho  qui  da  raccontare due esperienze: una di natura  personale  e
  un'esperienza che viene dagli agricoltori.
   La  A.G.E.A. è quell'ente pagatore per i fondi che arrivano  dalla
  Comunità  Europea.
   L'ARSEA viene istituita con l'articolo 60 della legge regionale n.
  14  del   2006  e  prevede  appunto questo organismo  pagatore  per
  l'erogazione all'agricoltura all'interno di ogni regione.
   Nelle  altre  regioni l'A.R.S.E.A. funziona, in Sicilia  resta  un
  ente morto. Oggi, invece, che cosa dicono gli agricoltori? Che  tra
  la  AGEA  e  l'ARSEA  è da preferire, io pongo  questa  riflessione
  all'assessore perché non sono un'esperta della materia.  Credo  che
  il Governo debba fare una riflessione molto attenta e sentire anche
  le   associazioni  degli  agricoltori  e  quant'altro  perché   gli
  agricoltori  dicono  e  affermano che anche  con  A.G.E.A.  c'è  un
  ritardo  notevole perché queste pratiche vanno a Roma, per  cui  se
  poi  si  devono  interfacciare con Roma e che  mentre  nelle  altre
  regioni   l'ente  pagatore  funziona,  dove  appunto   l'A.R.S.E.A.
  funziona, l'interfaccia è molto più rapido e molto più efficace.
   Siccome  ultimamente la Sicilia sta derogando troppo, e  l'Agenzia
  nazionale per i fondi comunitari, e la A.G.E.A. a Roma, io comincio
  ad  avere  qualche  perplessità che  la pongo  all'Aula  e   chiedo
  qualche  riflessione al Governo perché mi si dice  da  tecnici,  da
  agricoltori, da agronomi, che se l'A.R.S.E.A. funzionasse, e per la
  prossima  programmazione 2015, venisse  messa a regime, sicuramente
  gli aiuti e le somme arriverebbero in maniera diretta.
   Non  solo,  non  dimentichiamo lo scotto  che  noi  paghiamo  alla
  A.G.E.A.  perché nel controllo non è vero che è gratis, la A.G.E.A.
  nel  sistema  del  controllo prende dei soldi come  ente  pagatore,
  addirittura sui controlli trattiene il 20%.
   Io  mi  chiedo:  ma  perché queste somme non potrebbe  trattenerle
  l'A.R.S.E.A.  in  Sicilia e sarebbero sotto  il  diretto  controllo
  dell'assessorato all'agricoltura?
   Perché  il 10% di queste somme sui controlli non lo daremmo   alla
  A.G.E.A. e l'altro 90% delle somme servirebbe per il funzionamento?
  E vi spiego la mia esperienza personale.
   Caprileone  ha  un finanziamento comunitario per il borgo  rurale,
  io,   stamattina,  ho  parlato  col  dipartimento  dell'assessorato
  all'agricoltura, che deve mandare l'elenco alla AGEA.
   Ho  chiesto:   ma  quando  pagherà  la  A.G.E.A.?   Nel  frattempo
  telefona  la  ditta e dice:  in banca mi hanno chiuso  i  fidi,  ma
  quando  pagherà la A.G.E.A.? Mi si risponde che la A.G.E.A. pagherà
  fra  25  giorni.  E  io  chiedo:  ma  scusate  se  ci  fosse  stata
  l'A.R.S.E.A.?  Certo  lei domani mattina  la ditta  avrebbe  potuto
  chiedere l'immediato pagamento.
   Quindi,  premesso  che  io sono la prima  a  dire  che  si  devono
  chiudere  tutti  quegli enti che non servono, però,  rispetto  alle
  riflessioni  che io pongo perché non sono un'esperta  e  un'addetta
  della  materia, chiedo,   per quale motivo il 6 luglio del 2013  si
  sono  rinnovati i decreti di assegnazione dei funzionari in comando
  se effettivamente questo ente non serviva?
   Allora dico, assessore, può essere che io sto dicendo una serie di
  fesserie,  io  sto  ponendo -ripeto - una serie di  riflessioni  su
  quello  che  mi  viene  riferito  da  agricoltori,  da  funzionari,
  probabilmente mi sbaglio, perché diversamente sarò io  la  prima  a
  dire che si deve chiudere, che sia chiaro.
   Onorevoli  colleghi, io ho presentato insieme  ad  altri  deputati
  un'interpellanza, perché qui noi parliamo di enti regionali, non so
  se  voi  avete  saputo  e mi scuso rubo solo due  secondi,  che  il
  Presidente  dell'IRFIS, ieri, ha sottoscritto una  convenzione  con
  Confindustria  per l'accesso al credito agevolato, impegnandosi  ad
  aprire,  nelle  sedi  di Confindustria, delle  sedi  operative  per
  formare il proprio personale.
   E  siccome  le piccole-medie imprese, gli artigiani i commercianti
  stanno  morendo  tutti  di fame io non vorrei  che  una  parte  del
  tessuto produttivo restasse fuori  da questi accordi. .

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  le
  cose  che  sono state dette dall'Assessore mi hanno necessariamente
  spinto  ad intervenire sull'ordine dei lavori proprio perché  credo
  l'Assessore  abbia   dimenticato di illustrare  al  Parlamento  una
  parte,  credo  che  sia il dovere dell'Assessore di  illustrare  al
  Parlamento  tutto  il sistema che regge in ordine all'A.R.S.E.A.  e
  all'A.G.E.A..  E  credo che un Parlamento debba   avere  cognizione
  esatta  prima di pronunciarsi in ordine a quelli che sono i  motivi
  che   spingono  il  Governo  a  una  scelta,  che  l'Assessore   ha
  rappresentato  come scelta politica, e, quindi, come  riduzione  di
  costi e quindi come un'operazione che vuole mettere l'A.R.S.E.A. al
  pari  di tutte le altre società che in questo momento nella Regione
  siciliana  governano alcuni processi che sono  stati  derogati  dal
  Governo  ad  alcuni strumenti che sono diventati,  per  così  dire,
  gestori  di  un pezzo di quella che è l'attività che  spesso  viene
  messa  in campo dal Governo, mi riferisco a Biosphera, mi riferisco
  a  Sicilia  ervizi, mi riferisco a Multiservizi oggi diventata SAS,
  e così via.
   E  credo che questo Parlamento e il Governo, che in questo momento
  è  in  Regione  non  possa decidere, in ordine all'applicazione  di
  alcune  leggi  nazionali, mi spiego meglio, e voglio partire  dalle
  ultime parole dette dall'Assessore a proposito di un termine che ha
  riferito al Parlamento, dopo la mia sollecitazione,  e cioè:    sì,
  ci sono disposizioni legislative del 2006 che avrebbero dovuto dare
  luogo   alla   costituzione   dell'A.R.S.E.A.   o   meglio   ancora
  all'attivazione  dell'A.R.S.E.A. per far fronte a quelle  che  sono
  disposizioni legislative nazionali e disposizioni comunitarie .
   L'Assessore  non  ha  detto  se queste  disposizioni  sono  ancora
  vigenti, perché credo che siano ancora vigenti, e voglio ricordare,
  non  certo all'Assessore che è un profondo conoscitore del  sistema
  agricolo,  perché  devo dirlo, con molta franchezza,   è  un  bravo
  dirigente  della  Regione, ed è un Assessore che  da  quando  si  è
  insediato  ha  messo  in  moto diversi  meccanismi  che  riguardano
  proprio  questa  Regione  in  termini  di  agricoltura,   e  voglio
  ricordare alcune cose.
   Il  Regolamento  CEE  n.  1258 del 1999 e suo  successivo  decreto
  legislativo  n.  165 del 1999,  voglio ricordare al  Parlamento  le
  disposizioni  che regolano proprio l'attuazione di  questo  decreto
  legislativo  che  stabilisce che nelle more della costituzione  dei
  vari   organismi  pagatori,  l'A.G.E.A.  ha  solo  il  compito   di
  coordinare  gli  organismi  regionali,  funge  anche  da  organismo
  pagatore.
     Continua, al comma 4 che l'A.G.E.A. potrà continuare a  svolgere
  funzioni di organismo pagatore per la regione Sicilia fino a quando
  non sarà istituita ed organizzata l'A.R.S.E.A.
   In  più,  in  un  altro regolamento il 1290 del Consiglio  del  21
  giugno  2005, relativo al finanziamento della politica agricola,  e
  il  regolamento  885  del  2006  che  porta  recante   Modalità  di
  applicazione per quanto riguarda il riconoscimento degli  organismi
  pagatori .
   Infine,  l'ultima  disposizione  che  riguarda  la  programmazione
  comunitaria  2014-2020,  in fase di approvazione,  prevede  che  le
  regioni   sprovviste  di  organismo  pagatorio  dovranno  avvalersi
  dell'organismo pagatore di un'altra regione.
   In  buona  sostanza,  ci troviamo dinnanzi  al  caso  in  cui  una
  struttura  è  obbligatoria metterla in campo  per  fare  una  netta
  distinzione,  signor assessore, tra quello che sono  i  compiti  di
  programmazione  del Governo e quelli che sono i compiti,  cosidetti
   istruttori ,  così  come esiste nella pubblica amministrazione  il
  compito del Governo, che è quello di programmare e, poi, esiste  il
  compito  degli  Uffici, che è quello di fare  le  istruzioni  delle
  pratiche.
   Mi  pare,  quindi,  di  capire  che  il  Governo  nazionale  e  la
  disciplina europea vogliano una netta distinzione tra quella che  è
  la  fase  di programmazione e quella che è la fase delle istruzioni
  e, quindi, dei successivi pagamenti.
   Allora,  quello  che  mi  è sembrato di capire  stamattina,  nella
  illustrativa che ha fatto l'Assessore, è che, in fondo, al fine  di
  risparmiare,   questo  Governo  decide  di   eliminare   un   ente,
  classificandolo  tra  quelli  che  sono  gli  enti  inutili.   Dico
  all'Assessore  che questo non solo non è un ente inutile  ma  è  un
  ente che, per obbligo di legge, la Regione siciliana deve attuare.
   E  non voglio entrare nel merito dei costi perché, chiaramente, se
  l'Agea  istituisce degli uffici periferici in Sicilia, lo fa dietro
  un  compenso  e,  per  quanto ci riguarda,  non  credo  che  questo
  Parlamento, questo Governo abbiano il compito di decidere in ordine
  ad obblighi di legge.
     Il Governo di questa Regione ha l'obbligo di dare corso a quelle
  che  sono disposizioni comunitarie nazionali e regionali.  Se,  nel
  tempo, c'è stata una omissione dell'attuazione di alcune attività o
  è  stato  lentezza dei governi precedenti o è stata lentezza  della
  burocrazia, questo non lo so, ma certamente, c'è un obbligo  a  cui
  adempiere.
   Prospettare, quindi, al Parlamento quasi come l'ARSEA.  fosse  una
  volontà di un singolo o di una parte di quel Governo che lo istituì
  o  fosse  la  volontà  di qualcuno, oggi, a tenerlo  in  piedi  per
  gratificare alcuni - come posso dire, vantaggi di qualche persona -
  , di qualche parte politica, è un grande errore.
   Oltre  alle  valutazioni che si devono fare  sul  piano  politico,
  signor  Assessore, perché non c'è dubbio che gli agricoltori  hanno
  la  necessità  di  avere una interlocuzione nel territorio,  devono
  avere  una interlocuzione a Roma, di non penare per avere l'incasso
  dei mandati che per tanti mesi, purtroppo, subiscono ritardi.
   Credo che il Governo debba riflettere su una decisione, che non  è
  una  decisione  che può prendere in maniera autonoma,  perché  deve
  rispettare  quello  che  è  il dettato  stabilito  dalla  normativa
  nazionale; diversamente; per quanto mi riguarda - lo dico a  titolo
  personale - credo che questo argomento non possa restare nel  campo
  di questo Parlamento o nel campo di quelle attività del Governo. La
  Corte dei Conti, infatti, sarà da parte mia informata su quello che
  è  un  comportamento che definisco illegittimo da parte del Governo
  della Regione.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  questa è una vicenda che ci trasciniamo, certamente, da anni e  che
  ha  visto  questa  XVI legislatura segnata sin dall'inizio  da  una
  discussione  attorno a questa Agenzia e vede,  signor  Assessore  -
  questo  lo dico dal punto di vista personale -, come deputato,  non
  sono  per  nulla soddisfatto della sua relazione. Lo dico  in  modo
  determinato  anche  se  con  grande  umiltà  perché  non  intravedo
  riferimenti  normativi  opportuni; non intravedo  nessuna  o  parte
  soltanto  di  questa eventuale intesa in Conferenza  Stato-Regioni;
  non  intravedo - ma ne parleremo tra poco - cosa c'entri il disegno
  di  legge  Stefano  sulla vicenda ARSEA;   non  capisco  perché  si
  mettano  nel mezzo situazioni e fatti che nulla hanno a che  vedere
  con   la  nostra  Agenzia  di  pagamento  e  parlo,  vedete,  anche
  soprattutto, e lo chiedo al Parlamento, per comprendere  ancora  di
  più  -  e  lo faccio a me stesso, è un esercizio che rivolgo  a  me
  stesso  -  a  cosa serve questa ARSEA, perché è nata e perché  deve
  vivere.
   Uno  può parlare, e la politica lo fa sempre più spesso, sul  dato
  dei  quotidiani. Uno apre il quotidiano e vede il clamore  e  sulla
  base del clamore si può anche decidere, per carità oggi è esercizio
  diffuso  in  politica, penso che noi deputati,  in  particolare  in
  questa  legislatura, dobbiamo fare altro. Vedete, il dato è  quello
  di  un'ARSEA che gestisce per conto della Regione 1.100.000.000  di
  euro di pagamenti per 300.000 aziende agricole siciliane  e c'è  un
  disegno della Comunità Europea. Non è che l' ARSEA nasce nel  bosco
  ma  nasce da un disegno, che è quello che la Comunità vuole attuare
  e  sta  attuando; è quello di una sussidiarietà che si  realizzi  a
  livello di fondi comunitari, che prevede con obbligo di legge,  che
  la  legge ci impone di fare qualcosa e in questo caso ci impone  di
  istituire  un organismo pagatore, per mezzo del decreto legislativo
  numero  165  del 1991 e la Regione siciliana deve porre  in  essere
  questa attività e su questo non si scappa, e lo fa sulla base di un
  dato  che  è  il ragionamento che questi fondi, se controllati  dal
  territorio  e  quindi  dai cittadini e dagli  agricoltori,  vengono
  erogati  prima,  si ha più attenzione, si può richiamare  l'Agenzia
  che eroga questo servizio sul territorio.
   Ma - e questo è il dato principale - non capisco perché si discuta
  del fatto che A.R.S.E.A. possa  essere utile o no, e vengo al primo
  documento  ed  alla  prima domanda che rivolgo  a  lei,  Assessore,
  vedete,  la  domanda unica è il primo pilastro dei fondi comunitari
  agricoli,  cari  onorevoli colleghi, di questi  soldi  un  anticipo
  viene  erogato nella finestra dal 15 ottobre al 15 novembre e  lei,
  Assessore, è perfettamente a conoscenza di ciò.
   In  questo momento i nostri agricoltori siciliani e ognuno di  noi
  nelle  proprie  province di provenienza, di  appartenenza,  conosce
  bene  lo stato di difficoltà di questi agricoltori e riceve  appena
  il 50% di queste somme; mi riferisco all'integrazione sull'attività
  agricola  che  oggi di fatto è la prima fonte di reddito,  possiamo
  dircelo, di questi agricoltori che hanno gravi difficoltà.  Ebbene,
  AGEA,  che  ha  sede a Roma, eroga il 50% delle somme  e  i  nostri
  agricoltori  muoiono  di  fame; l'Emilia Romagna,  invece,  che  ha
  l'Agenzia  regionale, eroga al 25 novembre il  99,9%  delle  somme.
  Questa è la differenza tra chi non fa morire i propri agricoltori e
  chi, ovvero noi, discutiamo sul fatto se ARSEA sia utile o no e poi
  andiamo  a discutere sul territorio con questi agricoltori che  non
  hanno  i mezzi con i quali andare avanti. Questo è il dato e questa
  è la prima domanda che le pongo, Assessore: è vero o non è vero che
  le  Agenzie regionali funzionano e che ARSEA potrebbe essere  utile
  alla Regione? Questa è la prima domanda.
   La  seconda  domanda che riguarda AGEA, perché noi  dipendiamo  da
  AGEA, che è nominata a Roma e che ha sede a Roma? Vedete, AGEA oggi
  svolge il 50% delle sue funzioni per conto della Regione, perché il
  Piemonte, la Lombardia, le Regioni dove si ragiona e dove  le  cose
  funzionano  hanno  dato vita alle Agenzie regionali  e  noi  invece
  aspettiamo  Roma  che decide sui nostri futuri e AGEA  cosa  fa  su
  questo? E' importante sottolinearlo. Poiché si pensa che AGEA  sarà
  sicuramente  il luogo magico dell'efficienza, allora riportiamo  un
  paio di articoli su AGEA: il 28 luglio 2013  AGEA rischio chiusura.
  Sono spariti cinquanta milioni dai libri contabili della cabina  di
  regia  che  smista  e  controlla i fondi  miliardari  dell'Europa .
  Complimenti, ci continuiamo ad affidare ad un'Agenzia nazionale che
  non  dovrebbe  erogare il servizio per noi  e  che  tra  l'altro  è
  inefficiente. Fonte: La Stampa.
   E  le  chiedo  conto  anche  di  questo,  naturalmente,  perché  è
  l'Agenzia a cui affidiamo i soldi dei nostri agricoltori.  Il  Sole
  24  ore:   AGEA,  agricoltura. Pressing del  Parlamento  sull'AGEA.
  Inefficienze  e  irregolarità  per  quattro  miliardi   di   euro.
  Complimenti,   ottimo,   continuiamo   con   AGEA   che    funziona
  perfettamente.  Stupendo.  E  continuiamo  poi  sul   sistema   dei
  controlli   e  di  quant'altro,  perché  vedete,  su   AGEA,   come
  giustamente lei ci venne a dire in Commissione, ci sono le tensioni
  perché  ora questi soldi che mancano da AGEA chi li pagherà? Perché
  questo è il dubbio. E qua iniziano giustamente quelli del nord  che
  si  sono fatti i propri organismi pagatori, Manzato, Assessore  del
  Veneto,   i  debiti  di AGEA li paghino le regioni  che  non  hanno
  l'organismo pagatore  perché dicono giustamente  io, Veneto, che ho
  la mia Agenzia e organismo regionale perché devo pagare i debiti ad
  Agea,  perché li deve pagare lo Stato in toto? Li paghi la  Sicilia
  che  giustamente  ancora discute se un direttore  ha  il  contratto
  registrato  oppure se la sede è grande 30 metri o 70  metri  o  350
  mila  metri che sono argomenti importanti .
   E  poi,  vediamo al centro. Sulla questione COFI si  può  fare  un
  ragionamento molto ampio, assessore.
   Lei giustamente dice che non ci sarà nessun onere aggiuntivo; sono
  felice.  Lei  in  Commissione aveva detto altro e  di  questo  sono
  felice.  Ma  il dato è sui controlli, cari onorevoli  colleghi.  Vi
  chiedo  un  secondo della vostra attenzione. Sistema dei controlli.
  Una società partecipata di Agea che effettua questi controlli e che
  ogni anno riceve 10 milioni di euro per effettuare questi controlli
  che  impone  l'Europa. Perché dice: io vi erogo un miliardo  ma  tu
  devi  fare  i controlli, giustamente. Ebbene, questi 10 milioni  di
  euro  annui vengono trattenuti per il 10 per cento da Agea, che  se
  non erro fa un milione di euro. Per il 5,6 per cento da SIN che, se
  non  erro, fa 560 mila euro; poi ci sono le società partecipanti  a
  SIN  che  prendono circa il 30 per cento che, se  non  erro,  fa  3
  milioni di euro e il giochino è fatto. Roma trattiene 5 milioni  di
  euro  che  potrebbero  restare  in  capo  all'ARSEA.  Quante  ARSEA
  paghiamo con 5 milioni di euro nell'anno? Quante ne paghiamo? Dieci
  ne paghiamo?
   Su  questo, assessore, mi risponda. Lei ha questo dato? Ha  questo
  dato sul SIN? Quanto trattiene la società SIN? Quanto trattiene  la
  società AGEA e quanto trattengono gli altri organismi pagatori  per
  effettuare  i  controlli? Lei ce l'ha questo dato? Io  so  che  gli
  altri  organismi  pagatori trattengono il 10 per  cento.Cioè  ARSEA
  potrebbe  trattenere un milione di euro su questi  fondi.  Ce  l'ha
  questo dato? Me lo dia che così mi faccio convinto anche io.  Senza
  poi  discutere dell'articolo di Pino Gullo, Lega Coop, che dice che
  AGEA,  su  questo non ho dati, trattenga il 10 per cento di  questo
  miliardo di euro. Su questo mi risponda. Non lo so. Pongo il dubbio
  perché    lo    pone   un   importante   operatore   nel    settore
  dell'agricoltura.
   E poi lasciamo stare il disegno di legge  Stefano. L'ho  ascoltato
  anche  in  Commissione. Il disegno di legge Stefano è qua,  ma  non
  c'entra  con  la  questione  della  territorializzazione.  E'   una
  riorganizzazione,  un  efficientamento,  una  pubblicizzazione   di
  un'Agenzia dove ci sono molti lavoratori pugliesi, Regione  da  cui
  proviene  Stefano. Non diciamo disegno di legge Stefano perché  non
  c'entra obiettivamente.

         DI  MAURO. Quanto trattiene? Il 10 per cento? Quant'è il  10
  per cento sul due miliardi di euro?

         LOMBARDO. Dico, questa è una ipotesi. Concludo. Naturalmente
  sui  costi  di  ARSEA  si  faccia una volta  per  tutte  chiarezza:
  dipendenti  regionali, costo della pianta organica, quindi  oggi  a
  carico  della Regione che, come 10 anni fa e come tra 10  anni,  lo
  sarà,  quindi nessun costo aggiuntivo. Si deve pagare un direttore.
  Non  lo  so se c'è un contratto; se è registrato. Non mi interessa,
  onestamente. Non si deve pagare. Fate voi. E' compito vostro. Non è
  questo il punto. E poi c'è l'incertezza di questo Governo.
        Assessore, lei, infatti - ed io ne ero contento - è venuto in
  commissione, ci ha spiegato che era cambiato l'atteggiamento il  10
  luglio.  Oggi  è venuto a dirci un'altra cosa, il 19. Possibilmente
  oggi  ce  ne  dice una che è coerente e poi tra un  mese  un'altra.
  Prenda  una  parola definitiva su questa vicenda e la prenda  dagli
  agricoltori.
         La vorrei pregare di riferire al Presidente Crocetta che non
  definisca   più  il  suo  Governo  autonomista.  Vi  ricordate   le
  affermazioni  il più grande partito autonomista sarà il partito   -
  partito?  non so, l'organizzazione ideale, non so che  cosa  sia  -
   che è il Megafono .
         Non  lo dica più. In una fase di recessione economica,  oggi
  serve   l'autonomia,  oggi  serve  la  sussidiarietà,  oggi   serve
  amministrare i nostri fondi e oggi che c'è crisi più di  quando  si
  stava  bene, tra virgolette, Roma fa la resistenza per  non  cedere
  competenze, ma, anzi cercherà di riprendersele.
         E noi cosa facciamo? Combattiamo, instauriamo con serietà un
  dialogo  con  Roma per attuare le riforme comunitarie? No.  Diciamo
   continua,  fai, gestisci, fai mancare 4 miliardi. Dai i  soldi  ai
  siciliani  dopo  4  mesi  che  a noi  fa  piacere,  che  noi  siamo
  autonomisti  di  quelli  veri,  di  quelli  che  lo  diciamo  nelle
  conferenze stampa, che poi ci aspettano gli articoli sui giornali .
         Poi, per completare, naturalmente, vorrei sgombrare il campo
  da  ogni tipo di dubbio perché ora il dubbio è un altro. Il  dubbio
  di noi che facciamo politica, che conosciamo le cose, il problema è
  questo direttore dell'ARSEA. Perché vedete nella Regione in cui  un
   mister   di  pallavolo  siede al CAS e si  occupa  di  autostrade,
  oppure nella Regione in cui un  mister  di calcio, l'abbiamo  visto
  sulla  vicenda  IRSAP, oggi siede nel Consiglio di Amministrazione,
  questo è consentito.
         In questa Regione non è consentito che un agronomo si occupi
  di  agricoltura;  è  questa la verità; il  problema  del  blocco  è
  questo: fate fuori il direttore dell'ARSEA, nominatene un altro, ma
  non  rovinate  tutto per questo motivo, non create  un  danno  alla
  Sicilia   soltanto  per  occupare  l'ennesima  poltrona  o   dovete
  annientare una poltrona con annessi utili per gli agricoltori  solo
  per questo motivo.
      Su  questo,  Assessore, farete le vostre scelte.  So  che  sono
  scelte complesse; per me non lo sono naturalmente perché sono  così
  chiare  ed  evidenti  ed  ho un quadro molto  chiaro,  sono  scelte
  difficili perché si inseriscono in un quadro che riguarda Roma, che
  riguarda  un miliardo di euro, che riguarda una gestione  di  fondi
  che  oggi,  giustamente oggi, vuole cedere e quindi sono  questioni
  complesse  dove c'è bisogno di mediare, di capire, di approfondire,
  di  vedere  se si può fare, forse, tra, ma, no perché il Parlamento
  tanto è tranquillo.
      No,  signor Assessore, su questo non saremo tranquilli.  Glielo
  dico  ora.  Non so se lei presenterà questo articolo in finanziaria
  per  sopprimere ARSEA. Faccia quello che vuole. Naturalmente, spero
  che non lo faccia perché lei entrerà nella storia della Regione  se
  farà nascere ARSEA; lei entrerà nella storia perché gli agricoltori
  riceveranno  i  fondi prima e quando si chiederà   chi  l'ha  fatto
  l'ARSEA?   la risposta sarà:  Dario Cartabellotta . Lo ricorderanno
  tutti;   ricorderanno  lei  per  aver  liberato   gli   agricoltori
  siciliani.
   Mi  rendo  conto,  però,  che le pressioni  sono  tante.  Le  dico
  chiaramente che il mio partito, non so se anche gli altri  deputati
  o  chi  ci  crede, nelle prossime settimane, daremo  vita  a  delle
  manifestazioni  clamorose che riguarderanno il  suo  Assessorato  e
  l'attività di questo Governo, perché noi sulla vita di trecentomila
  aziende agricole, quindi di settecentomila, ottocentomila siciliani
  che  si  occupano di agricoltura non vogliamo giocare; non vogliamo
  aspettare  Roma; non vogliamo dire stupidaggini ai  giornali,  come
  succede molto spesso a qualche componente del suo Governo. Vogliamo
  essere  persone serie e vogliamo essere coerenti con noi  stessi  e
  col mandato che ci hanno dato gli elettori.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


         Indirizzo di saluto all'ambasciatrice della Palestina

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un  indirizzo di saluto,  a  nome  di  tutta
  l'Assemblea  regionale,  alla  ambasciatrice  della  Palestina   in
  Italia, S.E. Mai al Kaila, che ci onora della sua presenza in Aula,
  in data odierna.

                              (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   circa l'Agenzia regionale per le erogazioni ina gricolutra (ARSEA)

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                              concernenti
     l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARSEA)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  riprende  lo  svolgimento   del
  secondo  punto all'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni
  e   di   interpellanze  concernenti  l'Agenzia  regionale  per   le
  erogazioni in agricoltura (ARSEA).

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  questo
  è un argomento che ci ha appassionato tanto, alcuni mesi fa, quando
  fu  presentata la mozione a firma dell'onorevole Caputo e da  molti
  di noi, peraltro, condivisa.
   Il  problema  dell'ARSEA è un problema abbastanza  complicato,  mi
  rendo   conto,  perché  se  da  un  lato  rappresenta  l'emanazione
  dell'AGEA  in  terra di Sicilia e quindi l'organismo  erogatore  di
  finanziamenti,  dall'altro  lato  rappresenta  invece  uno   spreco
  notevole  di  danaro. Ed in un momento così triste, così  difficile
  per la nostra economia, credo che bisogna fare di necessità virtù e
  bisogna  tentare  in  tutti i modi di risparmiare  le  risorse  per
  destinarle  veramente  ad  obiettivi  assolutamente  necessari   ed
  indispensabili  per  la crescita e lo sviluppo  anche  nel  settore
  dell'agricoltura garantendo determinate situazioni.
   Sono  soddisfatto  invece  della  relazione  dell'assessore;  sono
  soddisfatto della relazione dell'Assessore perché secondo me le sue
  conclusioni  contemperano sia la garanzia delle  risorse  al  mondo
  agricolo,  sia  il  risparmio delle risorse perché  utilizzare  gli
  uffici   dell'Ispettorato  provinciale  agricoltura   (IPA),   dove
  ricavare  degli  sportelli che siano diretta emanazione  dell'AGEA,
  credo  che  sia  una cosa assolutamente utile. Del resto  ho  avuto
  contatti  anche  con questo mondo e so come le professionalità  che
  esistono all'interno dell'ispettorato agricoltura, tra sono  coloro
  i  quali  istruiscono  tutte  le  pratiche,  sono  coloro  i  quali
  effettuano le verifiche, sono coloro i quali sanno tutti  gli  step
  dello  stato  di avanzamento dei vari progetti, per cui  potrebbero
  essere  assolutamente  loro, assieme ad un  ufficio  dedicato  agli
  sportelli  dell'Agea per l'erogazione di tutti i finanziamenti  dei
  veri progetti.
   Non  capisco, invece, onorevole Lombardo, perché ho visto  la  sua
  passione,  passione  giovanile,  che  mi  sembra   più  legata   al
  mantenimento  di  una  poltrona, invece l'intenzione  da  parte  di
  questa  Assemblea e di questi governo a distruggere. Io capisco  la
  professionalità,  mi rendo conto della persona qualificata  che  ha
  retto    l'ARSEA,    che   è   un   agronomo   abbastanza    valido
  professionalmente, però francamente un ente che ha speso più di 500
  mila euro all'anno, che spende 27 mila euro al mese di solo affitto
  di  locale - sono cose scritte, sono documenti scritti che ho letto
  -  quindi,  consentitemi  di fare l'intervento,  credo  che  questo
  francamente   non   sia  utile  alla  nostra  Sicilia,   al   mondo
  dell'agricoltura, a nessuno.
   Credo  sia più giusto pensare di correggere il tiro e, per  quanto
  riguarda  l'idea  dell'assessore, che  per  la  verità,  aveva  già
  indicato alcuni mesi fa e che ahimè ancora oggi dopo quasi un  anno
  non è stata realizzata, mi auguro che invece alle parole seguano  i
  fatti  e  che quindi questo si possa concretizzare  nel  più  breve
  tempo possibile per risparmiare, da un lato, notevoli risorse e per
  continuare, invece, a garantire magari con maggiore professionalità
  quelli  che  sono  i contributi, le erogazioni di  finanziamenti  a
  tutto  il mondo dell'agricoltura che come tutti sappiamo in Sicilia
  è  particolarmente  sviluppato  e che  quindi  merita  rispetto  ed
  attenzione.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  seguito il dibattito e le comunicazioni fatte dall'assessore.
   Devo  dire  la verità: manifesto forti perplessità. Io,  assessore
  non  me  ne  voglia, non sono per nulla soddisfatto  perché  è  una
  vicenda che già da sei mesi è saputa e risaputa; è una vicenda  che
  la  stampa ha rimarcato ed è la vera motivazione per cui  noi  oggi
  siamo  qua, perché se la stampa non avesse fatto il proprio  lavoro
  accentuando l'inerzia da parte del Governo regionale, noi oggi  non
  saremmo qua a parlare di ARSEA.
   E,  assessore, mi rammarico proprio con lei perché accettiamo come
  spirito  propositivo il fatto che lei si insospettiva, si  valuterà
  di sopprimere questo organismo che nel frattempo però ha buttato al
  mare  e al vento soldi di denaro pubblico; lei si insospettiva:  si
  tenterà di fare questa cosa a livello interno.
   Assessore,  mi aspettavo che lei oggi venisse già con una proposta
  concreta, concretizzata in sede di Giunta regionale.
   Invece, si viene in Aula dicendo che faremo di nuovo questo.
   Lo accetto perché conosco la sua serietà ma certamente ci dobbiamo
  rivedere  perché  lei deve ulteriormente riferire all'Aula.  L'Aula
  non  può  accettare  in modo definitivo che si  sia  chiusa  questa
  vicenda. Deve ritornare e concretamente - perché noi dobbiamo  dare
  ai  siciliani  una  risposta definitiva - ci dobbiamo  riaggiornare
  certamente  per  questo  argomento e  lei  deve  riferire  in  Aula
  concretamente qual  è il percorso su questa vicenda.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cartabellotta per la
  replica.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati,  da  qualche  intervento
  capisco  che  non  sono  stato chiaro,  soprattutto  rispetto  agli
  impegni che avevo preso rispetto alla mozione del 14 gennaio  2013,
  dove  già  l'emendamento che, se lo vuole, può  leggere,  onorevole
  Milazzo,  l'Agenzia  ARSEA è posta in liquidazione,  tale  e  quale
  verrà riproposto a quest'Aula.
   E  ricordo  ancora una volta che in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari questo emendamento è stato accantonato.
   Quindi, qua non c'è nessun se e nessun ma. Il Governo ha deciso di
  chiudere  e  di  porre  in  liquidazione  l'ARSEA.  Quali  sono  le
  motivazioni?
   E  voglio ritornare. Credo sia molto facile e molto semplice  dire
  che avrebbe dovuto funzionare, avrebbe potuto funzionare o potrebbe
  funzionare.  Non credo che queste categorie appartengano  più  alle
  scelte attuali.
   Oggi siamo in una di quelle condizioni in cui l'ARSEA, non per  la
  programmazione,  ma  anche  per quella  futura,  non  è  più  nelle
  condizioni di poter funzionare. E siccome il Governo deve scegliere
  e  torno  a  ribadire non perché essere a favore di ARSEA significa
  fare  sprechi  o  essere  contro ARSEA  significa,  come  ha  detto
  qualcuno in quest'Aula, danneggiare gli agricoltori perché oggi  se
  ci  sono  dei  ritardi nei pagamenti alle imprese e sapete  che  il
  Ministero dello sviluppo economico i soldi non li manda né all'AGEA
  né alle ARSEE regionali.
   Oggi  il  vero problema è, onorevole Lombardo - ricordo quando  ho
  parlato  della  Conferenza  Stato - Regioni  e  quando  ho  parlato
  dell'insediamento del nuovo Commissario dell'AGEA e del disegno  di
  legge Stefano - che non possiamo pensare che l'agricoltura sia  una
  materia di carattere autonomista perché l'agricoltura è una materia
  che  si  decide  in un multilivello: Europa, Roma e  Sicilia  ed  è
  sempre stato così, da trenta anni a questa parte.
   Qua  il Governo della Regione può fare le politiche regionali, può
  stabilire  le  politiche  del  born in  Sicily,  può  stabilire  le
  politiche  dell'equità della giustizia, le politiche dei  contratti
  di filiera, può fare queste cose qua

   DI MAURO. Un'altra cosa ha detto l'onorevole Lombardo. Facilitiamo
  il  percorso  degli  agricoltori   nei  rapporti  con  la  pubblica
  amministrazione.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Siccome oggi qualcuno andrà a dire che l'assessore Cartabellotta, e
  guarda  caso, era stato anche componente del gruppo di  lavoro  del
  2006  che aveva scritto il disegno di legge dell'ARSEA, ma in sette
  anni non ha funzionato e oggi alla luce di quella che sarà la nuova
  programmazione,  ARSEA  non potrà funzionare.  Quindi,  il  Governo
  della  Regione  è  chiaro  e  deciso in  questo.  Non  sceglie  tra
  virgolette la soluzione ottimale, quella che avremmo dovuto  avere,
  quella che non sarebbe dovuta essere una scelta anche perché  tutti
  devono  sapere che ARSEA non è stata riconosciuta dal  Ministero  e
  proprio perché non è stata riconosciuta dal Ministero

   DI  MAURO. Perché non è stata riconosciuta dal Ministero?. Non gli
  avete mandato le carte?

   CARATABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  e  alimentari.
  Perché  non è stata riconosciuta dal Ministero e non è stata  messa
  nelle condizioni di funzionare. Ma questo attiene al passato.
   Il  percorso  di ARSEA sul Governo ha preso una decisione  chiara.
  ARSEA,  tra  virgolette,  non  entrerà  in  funzione.  Invece,  nel
  rapporto sano e corretto, perché conosco tutte le vicende,  conosco
  le  vicende di AGEA, tutta questa condivisione del disegno di legge
  Stefano, non è un disegno di legge inutile, onorevole Lombardo,  il
  disegno di legge Stefano vuole mettere fine a quello che è stato lo
  strapotere dentro AGEA di tutta una serie di situazioni. Il disegno
  di  legge  Stefano  vuole portare al Ministero, dove  si  fanno  le
  politiche agricole di concerto con la Regione, le decisioni;  vuole
  portare lì la legalità, la trasparenza e lo sviluppo e cosa di  non
  poco  conto, da non ricordare è il rischio paventato che quando  le
  risorse  andrebbero  tutte  direttamente  su  ARSEA  si  porrebbero
  problemi di quotizzazione di queste somme all'interno del Patto  di
  stabilità  e siccome noi sappiamo oggi quanto già questo  Patto  di
  stabilità  crea tutta una serie di problemi non vorremmo  dire  poi
  agli  agricoltori che non paghiamo neanche loro  per  il  Patto  di
  stabilità.
   Chiudo  ribadendo, depositerò le carte qui, che  il  rapporto  con
  AGEA  e con la convenzione che realizzerà gli sportelli all'interno
  degli  attuali ispettorati dell'Assessorato delle risorse  agricole
  ed   alimentari,   è  il  modo  migliore  anche  per   evitare   un
  cortocircuito  che  dall'ispettorato  all'assessorato  all'AGEA  la
  filiera  del  problema, la filiera della decisione  non  si  chiuda
  presso  l'agricoltore. E' un modello innovativo e sperimentale  che
  altre  Regioni  hanno messo in campo e sono convinto  che,  con  il
  grande  impegno  di tutti i funzionari regionali, questo  risultato
  sarà realizzato.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                     Annunzio di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  140  a firma degli onorevoli Firetto, Cancelleri,  Falcone,
  Panarello,  Di  Mauro  e altri in merito alla  «Promulgazione,  con
  l'omissione  delle  parti  impugnate,  della  delibera  legislativa
  recante    Disposizioni  finanziarie  urgenti  per   l'anno   2013.
  Disposizioni varie » (disegno di legge numeri 579-607  Stralcio  I-
  623/A).

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, sull'ordine del giorno,  per  carità,
  siamo d'accordo che la norma sia stralciata.
   Signor   Presidente,  le  chiedo  che  la  norma   sia   rimandata
  urgentemente  in Commissione per essere riproposta,  quella  che  è
  stata  fatta oggetto di opposizione da parte del Commissario  dello
  Stato.  Sono  convinto che ci sia stato qualche  equivoco,  qualche
  errore.  Quella  norma  era  una norma  generale,  che  cercava  di
  spiegare  e specificare quello che era successo consentendo  a  dei
  padri  di famiglia di non essere buttati fuori dal precariato  che,
  purtroppo,  è  la piaga con la quale ci stiamo, in questo  momento,
  confrontando anche se da parecchio tempo e per la quale il  Governo
  nazionale  continua a fare orecchio da mercante mettendo  ventimila
  persone in mezzo ad una strada.
   Le  chiedo,  Signor  Presidente,  di  inviarla  oggi  stesso  alla
  Commissione  perché  se  non  rivediamo  questa  norma  e  non   la
  riproponiamo queste persone rischiano di perdere definitivamente la
  possibilità  di  poter continuare il lavoro nel  quale  sono  stati
  impegnati per sei anni.
   Signor  Presidente, ora non dico che c'è stato un errore da  parte
  del  Commissario  dello Stato ma, certamente, un equivoco  che  può
  essere  chiarito  perché  quelle persone avevano  e  hanno  più  di
  trentasei  mesi,  hanno  le  risorse  appostate  nel  capitolo  dei
  precari,  quindi, credo che, se facciamo un'operazione  veloce,  il
  Commissario  saprà  prendere atto di questa  richiesta  che  questo
  Parlamento, nella sua autonomia e nella sua capacità di legiferare,
  potrà fare, semplificando il percorso e dando risposte a chi ne  ha
  bisogno.

   PRESIDENTE. In merito ad un aspetto della sua proposta è opportuno
  dire  che  l'invio  in  Commissione  deve  essere  successivo  alla
  presentazione di un disegno di legge in tal senso.
   Quindi,   se  lei  si  farà  portavoce  e  promotore  di   questo,
  ovviamente,  verrà  indirizzato  immediatamente  nelle  Commissioni
  competenti.

   GIANNI.  Signor Presidente, le chiedo di riproporre  questa  norma
  impugnata e di rinviarla perché si deve riproporre.
   Io  le  chiedo  di riproporla perché c'è un errore  da  parte  del
  Commissario dello Stato che impedirebbe, di fatto, a queste persone
  di  poter continuare un lavoro iniziato già ben otto anni fa e  che
  hanno  per legge, che è stata vista dallo stesso Commissario  dello
  Stato  precedentemente,  hanno  le  somme  appostate  nello  stesso
  capitolo  dove  sono  state  appostate le  risorse  per  gli  altri
  precari. Non so se mi sono spiegato.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIUILLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,   mi   pare  che  si  possa  condividere   la   proposta
  dell'onorevole Gianni, cioè quella di prendere la parte che  stiamo
  stralciando,  che  non sarà promulgata da parte  del  Presidente  e
  rinviarla nella Commissione di merito.
   E'  chiaro che questa possibilità che il Presidente dell'Assemblea
  ha  di  rinviare  il provvedimento in Commissione, già  da  adesso,
  presuppone   la  volontà  di  questa  Assemblea  di   iniziare   il
  contenzioso  davanti la Corte Costituzionale, sulle competenze  che
  riguardano  l'Assemblea, pertanto sarei dell'idea che il presidente
  Pogliese  investisse  la  Presidenza, l'Ufficio  di  Presidenza  su
  questa ipotesi, perché è chiaro che, fin da adesso, nel caso in cui
  votiamo anche favorevolmente l'ordine del giorno, si presuppone  e,
  quindi,   si   certifica  la  volontà  di   questa   Assemblea   di
  intraprendere  azione a tutela di quelle che  sono  le  prerogative
  legislative di quest'Aula.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  soltanto  per chiedere di apporre la mia firma a questo ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, credo che la proposta dell'onorevole Vinciullo
  sia  assolutamente ragionevole, quindi, si investirà  l'Ufficio  di
  Presidenza della problematica e si valuterà l'iter da seguire.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per  un
  chiarimento:  probabilmente,  il  collega  Vinciullo  voleva  dire,
  investire   durante  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari i Capigruppo affinché se ne facciano carico al fine di
  avere un iter accelerato ed evitare così che queste persone oggetto
  di  questa  nostra riflessione possano, dopo otto anni  di  lavoro,
  continuare a svolgere il loro lavoro.

   PRESIDENTE. Certamente sì, onorevole Gianni.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 140, che nella parte
  dispositiva  recita:   Si  impegna il Presidente  della  Regione  a
  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la deliberazione
  legislativa  approvata  dall'Assemblea  regionale  siciliana  nella
  seduta  numero  98  del  19  novembre 2013,  recante   Disposizioni
  finanziarie  urgenti per l'anno 2013. Disposizioni varie   (disegno
  di legge numeri 569-607 Stralcio I-623/A).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

     Rinvio della discussione delle mozioni numeri 153, 186 e 177

   PRESIDENTE.   Non   essendo  presente  in  Aula  l'Assessore   per
  l'economia, rinvio il III punto dell'ordine del giorno: Discussione
  della mozione numero 153  Iniziative per mantenere l'IVA al 4%  per
  le  prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi  resi  dalle
  cooperative  sociali , degli onorevoli Lupo, Lo Sciuto,  Greco  G.,
  Figuccia,  Lombardo,  Di Mauro, Federico e Fiorenza;  il  IV  punto
  dell'ordine  del  giorno:  Discussione  della  mozione  numero  186
   Iniziative  per  il  rilascio di garanzie  fideiussorie  da  parte
  dell'IRFIS  -  FinSicilia s.p.a. in favore delle imprese  siciliane
  presenti nelle graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
  assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.- FES e  P.O.-
  FERS ,  degli  onorevoli La Rocca, Cancelleri,  Cappello,  Ciaccio,
  Ciancio, Ferreri, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi,
  Trizzino,  Zafarana  e  Zito; il V punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione numero 177  Stipula  di  convenzione  o
  protocollo d'intesa tra la Regione siciliana ed istituti di credito
  per  l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle  IPAB ,  degli
  onorevoli Foti, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La
  Rocca,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa,  Trizzino,   Tancredi,
  Zafarana,  Zito  e  Fiorenza. Queste mozioni  saranno  trattate  in
  un'apposita seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LOMBARDO. Chiedo di  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   vorrei
  proseguire nel dibattito, intervengo soltanto per prendere atto che
  il  sistema  di  quotizzazione del Patto di  stabilità  cui  faceva
  riferimento l'Assessore, non ci risulta al momento agli atti, a lei
  risulta a noi no.
   Spero  che ci sia un documento che testimoni che le altre  regioni
  devono  quotizzare e che noi avremo lo stesso trattamento. Poi,  si
  dice  che non potrà essere avviato il riconoscimento, anzi  che  il
  riconoscimento  non  c'è, ma giustamente non c'è  perché  non  sono
  stati  posti  in essere gli atti propedeutici cioè  mi  sembra  una
  contraddizione normale.
   E,  po,i  ultima cosa, in merito alla vicenda della programmazione
  che  partirà nel 2015  di questi nuovi fondi PAC, cosa attesta  che
  non  potrà partire nel 2015, cosa nel 2006 attestava che si  poteva
  partire  per  l'anno  successivo e cosa attesta che, invece,  oggi,
  che   non   si  può  far  partire  tra  un  anno?  Quale  documento
  comunitario,   quale  direttiva  comunitaria  dice  che   organismi
  pagatori  non  possono  essere  riconosciuti  nell'anno  precedente
  l'erogazione dei fondi comunitari perché questo non mi  risulta  e,
  poi,  prendo atto anche che lei non mi ha risposto sui  costi  che,
  cioè  non ho compreso: 1) la differenza  tra il costo dei controlli
  e la relativa trattenuta che SIN e AGEA trattengono per l'appunto e
  quanto,  invece, gli altri organismi pagatori regionali trattengono
  sulla  somma che viene erogata per i controlli; 2) come fa l'Emilia
  Romagna  piuttosto che la Lombardia ad erogare le somme ai  coltori
  in modo puntuale. Non ho compreso queste cose.

   PRESIDENTE.  In  realtà, il dibattito su questa  tematica  si  era
  esaurito,  quindi, ci saranno altre occasioni di confronto  in  tal
  senso.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                          Per fatto personale

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente  per  chiedere di valutare l'applicazione  dell'articolo
  106 del Regolamento interno per accertare i fatti che ho denunciato
  all'inizio  di questa seduta, a meno che non accada un  chiarimento
  da  parte del collega Trizzino che spieghi che si è trattato di  un
  equivoco   ma,   formalmente,  chiedo  che  la  Presidenza   valuti
  l'applicazione dell'articolo 106 del Regolamento interno.

       PRESIDENTE.  Onorevole  Panepinto, credo  che  i  fatti  siano
  assolutamente  oggettivi, vi è una cronologia  di  cui  ho  parlato
  prima,  assolutamente  oggettiva e, quindi,  credo  che  lei  abbia
  perfettamente  ragione.  Mi auguro che ci possa  essere,  da  parte
  dell'onorevole Trizzino, un chiarimento in tal senso,  se  ciò  non
  dovesse  accadere  la Presidenza si riserva di  accogliere  la  sua
  richiesta.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   cittadini,
  intervengo,  distraendo un attimo l'Assessore dalla  conversazione,
  per  portare  di  nuovo, in questa Aula, l'argomento  delle  ceneri
  vulcaniche dell'Etna.
   Lo  scorso  venerdì  milioni  di metri  cubi  hanno  ricoperto  il
  versante  Jonico nel tratto che riguarda le solite città:  Mascali,
  Fiumefreddo, Giarre, ma questo non ci solleva dal fatto che  ancora
  in  giro, per i paesi pedemontani ci sono i sacchetti della  scorsa
  eruzione.
   Ricordiamo  che durante il periodo della finanziaria,  l'onorevole
  Vullo  aveva  presentato  un interessante  ordine  del  giorno  che
  abbiamo,  praticamente  tutti,  votato  all'unanimità  perché   per
  un'assurda  coincidenza  queste ceneri che sono  lapilli  vulcanici
  ricchi  di  micro  elementi che non hanno mai  danneggiato  alcuno,
  vengono  considerati dei rifiuti, quindi, i comuni, oltre a  dovere
  spazzare  le  strade, le famiglie dovere sobbarcarsi di  spese  per
  ripulire  tetti,  terrazze, eccetera, eccetera, poi,  devono  anche
  pagare   per   conferire  questo  materiale   dall'altissimo   peso
  specifico, in discarica, con dei costi allucinanti, insostenibili.
   Quell'ordine del giorno chiedeva di valutare, insistere presso  il
  Ministero dell'ambiente affinché questo codice venga modificato  o,
  comunque, questi rifiuti vengano identificati magari attraverso uno
  studio  se  non  esiste qualcosa che va oltre il  buon  senso;  uno
  studio che ci dica che o si rimettono nelle cave dimesse, o vengono
  riportate  vicino  alla  parte sommitaria del  cratere,  o  vengono
  utilizzati  per essere misturati nel concime naturale,  quindi  nel
  compost,  proprio per il loro contenuto di minerali, invece,  siamo
  praticamente fermi al punto di partenza.
   E,   poi,  anche  sapere  se  -   visto  che  gli  agrumi  saranno
  inevitabilmente danneggiati perché la buccia dell'agrume con quella
  polvere si gratta e, quindi, si avvia un processo di decomposizione
  ancora  più  veloce  dei frutti, il comparto  floro-vivaistico,  le
  piante  sono  ricoperte  di terra, quelle  ornamentali  danneggiate
  nella  loro  estetica - stiamo prevedendo, in qualche  maniera,  un
  provvedimento  di urgenza per dare un aiuto considerato  anche  che
  dovranno fare dei lavori immediati di ripulitura degli impianti  di
  irrigazione,  delle coperture, delle pacciamature;  insomma  chiedo
  all'Assessore,  questa  volta, con l'appoggio  di  tutti,  di  fare
  sentire  a gran voce questa necessità che a parte tutti i  problemi
  che  hanno  tutti gli imprenditori grava ancora di  più  su  questo
  argomento.
   Mi prendo un altro paio di minuti perché l'argomento su cui volevo
  intervenire, a dire il vero, era un altro, in origine. Negli ordini
  del  giorno  delle passate settimane era presente una  mozione  che
  riguardava  la  sanità  e proprio su quella avevamo  preparato   un
  ordine  del  giorno  che  ora  sta  diventando  una  mozione   che,
  probabilmente,   i   miei  colleghi  della   Commissione    Sanità'
  presenteranno che riguarda la selezione dei direttori generali.
   Sappiamo  che  da mesi - speriamo non diventi come il  viaggio  di
  Ulisse  e  che  non  duri  anni - c'è la  selezione  dei  direttori
  generali. Apprendiamo dalla stampa che c'è una lista di super bravi
  che hanno un curriculum chilometrico e su come lo abbiano acquisito
  non  mettiamo  bocca,  ma ci sono alcuni curriculum  che  non  sono
  proprio così belli perché annoverano - cosa che non c'è scritta nei
  curriculum  ma  che  la  stampa riporta  -  parecchi  strafalcioni,
  inciampi, ombre, scheletri sulle loro passate gestioni, quindi,  il
  fatto  che abbiano un curriculum con numerose cariche ricoperte  ci
  sembra non garantisca la qualità del loro operato.
   Noi  non  siamo stati chiamati né coinvolti nell'indicare  persone
  per le commissioni giudicatrici, non stiamo cercando di intercedere
  in alcuna maniera, ma stiamo osservando e ciò che vediamo ci lascia
  alquanto perplessi.
   Questa  selezione durissima, questi curriculum, oggi,  vedono  che
  c'è  una graduatoria di 120 nomi, entrati per curriculum, ma  altri
  che stanno facendo test attitudinali, quiz, insomma stanno provando
  qualsiasi  cosa  ed  i  tempi si allungano,  quindi,  i  commissari
  straordinari stanno permanendo ancora di più.
   Vorremmo,  pertanto, che si velocizzassero le  operazioni  e  dire
  qualcosa sui criteri, vorremmo aiutare l'Assessore ed il Presidente
  in  questa scelta. La stampa dice che forse ci si potrebbe avvalere
  di  nomi  che  sono al di fuori sia dalla lista dei curriculum  sia
  dalla lista dei selezionati, quindi, potrebbe arrivare qualcuno che
  bypassa  tutto  questo  ambaradan di esami  e,  in  zona  Cesarini,
  scavalcare  tutti  gli altri; ebbene, vorremmo  scongiurare  questa
  eventualità  e  che  la  selezione meritocratica  sul  valore,  sul
  merito, sia rispettata, quindi che non arrivi qualcuno last  minute
  a   ricoprire   quelle   cariche  e,  poi,   vorremmo   consigliare
  all'Assessore, visto che ci sono tantissimi nomi, di effettuare una
  selezione anche sulla base di cose ovvie, ossia che in questi  nomi
  non  ci siano persone che abbiano in corso procedimenti penali, che
  abbiano addirittura a che vedere con le loro passate gestioni,  che
  non  ci  siano  nomi  di persone che magari abbiano  il  curriculum
  esteso  con  varie  cariche  ma  che durante  l'esercizio  di  quei
  mandati, di quegli incarichi abbiano creato buchi notevolissimi nei
  bilanci delle ASP perché, da fonti giornalistiche, in quella  lista
  risultano  nomi di persone che, di certo, non hanno fatto  il  bene
  della sanità regionale, che ci hanno fatto perdere parecchi milioni
  di euro.
   Quindi, curriculum puliti, gestioni che abbiano funzionato  perché
  non  basta  essere stati direttori di un'ASP bisogna vedere  se  in
  quel  periodo  ne sono successe di cotte e di crude. Un  casellario
  giudiziario pulito, ci sembra il minimo, visto che questi direttori
  dovranno  gestire  ed  avere un potere straordinario,  un'autonomia
  nella  gestione di questo importante servizio sanitario e  poi  che
  non  abbiano tra i loro parenti diretti deputati, senatori, insomma
  che  siano  un  po'  più liberi dalla politica perché,  sempre  per
  sentito  dire,  pare che i politici, in passato,  abbiano  indicato
  qualche  nome, abbiano fatto qualche pressione e noi vogliamo  che,
  se  ci  deve  essere la rivoluzione deve partire da questo,  queste
  persone devono essere libere.
   Un'altra cosa, molto importante, che vorremmo è che quando  queste
  persone verranno scelte, se già sono in pensione non ricevano doppi
  emolumenti,  ossia  si  faccia un calcolo per  cui  o  prendono  la
  pensione o prendono lo stipendio da direttore generale perché non è
  possibile che si accumulino emolumenti su emolumenti; visto che ciò
  h successo in passato speriamo che non succeda nuovamente.
   E  poi, ultima cosa, che questi criteri, ossia di trasparenza,  di
  una fedina penale pulita, di una libertà e di una  indipendenza dai
  politici avvenga anche per i direttori sanitari amministrativi  che
  a  cascata  dovrebbero essere scelti dai direttori generali  e,  in
  questo  caso,  sempre  in  questo caso,  non  essere  indicati  dai
  partiti.
   Quindi, presenteremo una mozione, ma questi sono i criteri minimi,
  il  minimo sindacale che chiediamo ed inoltre chiediamo che ci  sia
  anche un'armoniosa rotazione, ossia se è vero, come dice la stampa,
  che  fare  il direttore generale può costituire anche il  fatto  di
  crearsi un piccolo feudo viste le grandi somme che vengono gestite,
  il  potere  immenso,  che  ci sia almeno  una  rotazione,  che  non
  permangano le stesse persone su un territorio.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                          Per fatto personale

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo  ad  una
  dichiarazione  dell'onorevole  Panepinto  per  precisare  quanto  è
  accaduto relativamente ad un comunicato che è stato trasmesso ieri.
   Lungi   da   noi  e  da  me,  chiaramente,  attaccare  il   lavoro
  dell'onorevole  Panepinto relativamente ad  un  disegno  di  legge,
  quello su scienze motorie.
   La questione che è stata sollevata, in realtà, pone un problema di
  comunicazione.  Nel  nostro comunicato che  è  stato  diramato  non
  abbiamo mai parlato di testo copiato, più che altro di duplicato di
  un  testo  che,  in  realtà,  è  già  stato  incardinato  ed  è  in
  discussione nella IV Commissione.
   Si  tratta  di un testo che tratta il medesimo oggetto  di  quello
  dell'onorevole  Panepinto, che è stato incardinato,  credo,  il  31
  luglio  nella  IV  Commissione, data in cui, in quella  seduta  era
  presente,   almeno  da  quello  che  emerge  dal  registro,   anche
  l'onorevole Panepinto.
   Quindi,  non  si  tratta  né  di testo copiato  né  di  screditare
  l'attività  del  PD e dell'onorevole Panepinto. Ciò che  chiedevamo
  era quanto meno che in Sala gialla, durante la conferenza che si  è
  tenuta  alla presenza degli universitari, si desse conto del  fatto
  che  l'Assemblea regionale si sta già determinando su un testo  che
  contiene le medesime prescrizioni ed il medesimo oggetto di  quello
  che  è  già in trattazione in quella Commissione, ma ripeto, nessun
  attacco è stato portato avanti dal nostro Gruppo che possa avere ad
  oggetto,  anche  lontanamente, l'idea che si  tratti  di  un  testo
  copiato  e  questo  emerge chiaramente ed in  modo  evidente  dalla
  lettura  del  nostro  comunicato; se poi la stampa  ha  modificato,
  travisato,  le  parole  del nostro comunicato  stampa  ufficiale  e
  questo  può avere leso l'onorevole Panepinto, chiediamo  scusa  per
  questa cosa.
   E'  chiaro che da parte nostra c'è la massima disponibilità  nello
  svolgere un'attività legislativa e nella specie quella legata  alle
  scienze motorie, che può avere il più ampio respiro, preso atto del
  fatto che questa Commissione già si sta determinando in una materia
  che, ripeto, è stata oggetto della discussione in Sala gialla ieri.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono di paese
  e quindi non amo tenere aperte questioni e sorridevo all'intervento
  un   po'   difficoltoso,   imbarazzato  del  presidente   Trizzino.
  Ovviamente,  l'articolo  pubblicato  e  virgolettato  riporta  cose
  diverse  da  ciò che dice il presidente Trizzino. Dice  esattamente
  che  noi  abbiamo copiato un testo, dice esattamente  che  possiamo
  fare carta straccia di questo testo.
   Il  Presidente  Trizzino  dice  -  ed  è  costretto  a  farlo  per
  difendersi  - un'altra bugia, infatti,  il testo non  è  stato  mai
  incardinato,   l'ho  verificato  stamattina  in   IV   Commissione,
  nonostante ciò, siccome la Sicilia ha tanti problemi, ognuno di noi
  ne  ha  talmente  tanti,  prendo  con  affetto  la  parola   scusa
  dell'onorevole  Trizzino, gli consiglio  di  non  diventare  subito
  quello  che  è un politico ma considerare la politica  con  la   P
  maiuscola.  La politica è un'arte meravigliosa, la collega  parlava
  dei  politici,  anche  voi  siete  politici,  siete  dentro  l'arte
  meravigliosa della politica.
   Siccome  comunque  l'onorevole Trizzino,  sarà  che  è  figlio  di
  bivonesi  di  cui  nutro  grande  simpatia,  ha  sbagliato   tutto,
  nonostante ciò ritiro la richiesta fatta ai sensi dell'articolo 106
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, la Presidenza  apprezza  il  suo
  senso di responsabilità ed il suo equilibrio.

                              (Applausi)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  3  dicembre
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:

         -  Norme  per  la promozione ed il sostegno delle  imprese
             dell'informazione locale.  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

   III -  Discussione della mozione:
       N. 153  -   Iniziative  per mantenere l'IVA  al  4%  per  le
             prestazioni  di  servizi socio-sanitari  ed  educativi
             resi dalle cooperative sociali.
        (18 luglio 2013)
                            LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
                                            MAURO-FEDERICO-FIORENZA

   IV  - Discussione della mozione:
       N. 186    -    Iniziative  per  il  rilascio   di   garanzie
             fideiussorie  da parte dell'IRFIS - FinSicilia  S.p.a.
             in  favore  delle  imprese  siciliane  presenti  nelle
             graduatorie  di ammissione sui benefici di  contributi
             assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
             FES e P.O.-FERS.
       (30 settembre 2013)
                              LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
                               CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
                                PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
                                                      ZAFARANA-ZITO

   V  -  Discussione della mozione:
       N. 177  -   Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
             la  Regione  siciliana  ed  istituti  di  credito  per
             l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB.
        (19 settembre 2013)
                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                           FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
                          SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
                                                           FIORENZA

                   La seduta è tolta alle ore 13.29

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli