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Resoconto d'Aula della Seduta n. 103 di martedì 03 dicembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   FONTANA,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Arancio, Dipasquale, Federico e Siragusa per oggi; Ferrandelli  per
  oggi e per domani.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della facoltà di
    giurisprudenza del polo universitario della città di Agrigento

   PRESIDENTE.  Rivolgo un indirizzo di saluto  agli  studenti  e  ai
  docenti  della  facoltà  di giurisprudenza del  polo  universitario
  della  città  di  Agrigento che assistono ai lavori della  presente
  seduta.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente risposta  scritta
  ad interrogazione:

   - da parte dell'Assessore Risorse per le agricole e alimentari

   N.     666     -    Interventi    finalizzati    all'adozione    e
  all'incentivazione della cotonicoltura in Sicilia.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 28287 del 6 giugno 2013,
  il  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le risorse
  agricole e alimentari).

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Definizione agevolata dei giudizi pendenti per prestazioni rese
  in favore della Regione. (n. 650)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli   Firetto,
  Ragusa,  Turano, Miccichè, Sorbello, D'Agostino, Anselmo, La  Rocca
  Ruvolo e Dina in data 28 novembre 2013.
   - Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
  raggiungimento  degli  scopi  sociali delle  cooperative  edilizie,
  l'accesso  al  credito  delle cooperative e  delle  imprese  ed  il
  recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
  dei centri storici nella Regione Sicilia. (n. 651)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli   Firetto,
  Anselmo,  D'Agostino,  Dina,  La Rocca  Ruvolo,  Miccichè,  Ragusa,
  Sorbello e Turano in data 28 novembre 2013.

   - Promozione della solidarietà, del recupero e della distribuzione
  dei prodotti alimentari. (n. 652)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Ragusa, La
  Rocca   Ruvolo,  Dina,  Anselmo,  D'Agostino,  Sorbello,  Miccichè,
  Firetto e Turano in data 28 novembre 2013.

   -  Semplificazioni in materia edilizia. Procedure per il  rilascio
  delle certificazioni di abitabilità e agibilità. (n. 653)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
  28 novembre 2013.

   -   Norme  per  il  recepimento  e  l'attuazione  della  normativa
  nazionale  in materia di revisori dei conti negli Enti Locali.  (n.
  654)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli   Pogliese,
  Vinciullo,  Falcone,  Assenza, Milazzo  G.  e  Alongi  in  data  29
  novembre 2013.

   -   Riordino   delle  istituzioni  pubbliche   di   assistenza   e
  beneficenza. (n. 655)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli   Firetto,
  Anselmo,  D'Agostino,  Dina,  La Rocca  Ruvolo,  Miccichè,  Ragusa,
  Sorbello e Turano in data 2 dicembre 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
  procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
  economico. Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni. (n. 612 - Stralcio I)
   d iniziativa governativa, inviato il 28 novembre 2013.

   -  Attività  di promozione turistica e culturale della  Fondazione
  Federico II. (n. 649)
   d iniziativa parlamentare, inviato il 28 novembre 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
  procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
  economico.  Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10  e
  successive modifiche ed integrazioni . (n. 612 - Stralcio II)
   d  iniziativa governativa, inviato il 28 novembre 2013, parere  I,
  III e V.

   -  Nuove  norme  in  materia  di  interventi  di  ristrutturazione
  edilizia. (n. 631)
   d iniziativa parlamentare, inviato il 28 novembre 2013.

   - Valorizzazione dei beni post-consumo. (n. 640)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 dicembre 2013.

   -  Disposizioni relative alle aree protette e ai siti  della  Rete
  natura 2000 in Sicilia. (n. 647)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 29 novembre 2013, parere  I
  e III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Nuove  norme sui corsi di formazione professionale e  fiscalità
  premiale per le imprese aderenti. (n. 639)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 2 dicembre  2013,  parere
  III.

                   SERVIZI SOCIALI  E SANITARI (VI)

   - Interventi a sostegno delle famiglie numerose. (n. 635)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 2 dicembre 2013, parere I,
  III, IV e V.

              Comunicazione di ritiro di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Firetto,  con  note  del  28
  novembre 2013, ha ritirato i sotto elencati disegni di legge:

   -  n.  550   Provvedimenti per favorire la  ripresa  dell'attività
  edilizia,  il raggiungimento degli scopi sociali delle  cooperative
  edilizie, l'accesso al credito delle cooperative e delle imprese ed
  il  recupero  del  patrimonio edilizio  esistente  con  particolare
  riguardo  dei centri storici nella Regione Sicilia , presentato  il
  17 settembre 2013;

   -   n.  629   Definizione  agevolata  dei  giudizi  pendenti   per
  prestazioni  rese  in  favore  della  Regione ,  presentato  il  14
  novembre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vincenzo Figuccia,  con  nota
  prot.  n.  12750/SG.LEG.PG.  del 27  novembre  2013  e  l'onorevole
  Giuseppe  Milazzo,  con  nota  prot.  n.  12751/SG.LEG.PG.  del  27
  novembre  2013,  hanno chiesto di apporre la firma  al  disegno  di
  legge  n. 638:  Abrogazione della legge regionale n. 7 del 27 marzo
  2013 .

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico il parere reso dalla competente  Commissione
  legislativa:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui alla
  legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3.  Norme per il contrasto e  la
  prevenzione della violenza di genere . (n. 24/VI).
   pervenuto  in data 27 novembre 2012, inviato in data  28  novembre
  2012 e reso in data 28 novembre 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1442  -  Iniziative urgenti per scongiurare  la  chiusura  del
  Centro Telespazio di Scanzano (PA).
   - Presidente Regione
   Firmatari: Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Lo Sciuto  Giovanni;
  Di Mauro Giovanni

   N.  1443  - Notizie sul mancato avviamento al lavoro dei vincitori
  del    concorso   per   operatore   tecnico   presso  l'Assessorato
  regionale Beni culturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Vinciullo   Vincenzo;   Milazzo   Giuseppe;   Lentini
  Salvatore; Di Giacinto Giovanni; Clemente Roberto Saverio; Figuccia
  Vincenzo

   N.  1444  -  Notizie  in ordine alla messa in  liquidazione  della
  società   'Sicilia   e-Servizi   S.p.A'   e   sul   programma    di
  informatizzazione della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza  Dino;  Lo  Sciuto  Giovanni;   Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1441 - Notizie in merito all'Istituto per l'incremento  ippico
  per la Sicilia.
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Lombardo Salvatore Federico

   N.  1445 - Riduzione delle liste d'attesa per esami di angiografia
  diagnostica presso l'ospedale Cannizzaro di Catania.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Raia Concetta

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  135  -  Istituzione della figura professionale  del  community
  manager.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:   Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;   Tancredi
  Sergio;  Ciaccio  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  Zafarana
  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  La Rocca Claudia

   N.   136   -   Notizie  in  merito  agli  incentivi  al  personale
  dell'Amministrazione  del Comune di Bagheria  (PA),  incaricato  di
  redigere il piano regolatore generale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  137  -  Notizie in ordine al protocollo d'intesa  siglato  tra
  IRFIS-FINSICILIA s.p.a e Confindustria Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Grasso  Bernadette Felice; Lantieri Annunziata  Luisa;
  Greco  Giovanni; Greco Marcello; Cancelleri Giovanni Carlo; Falcone
  Marco; Alloro Mario; Rinaldi Francesco

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   - numero 232  Modifica del decreto in materia di compartecipazione
  ai  costi  delle prestazioni riabilitative psico-fisiche-sensoriali
  in   regime  semiresidenziale   e  residenziale ,  degli  onorevoli
  Falcone  Marco;  Pogliese Salvatore Domenico;  Vinciullo  Vincenzo;
  Assenza Giorgio, presentata il 25 novembre 2013;

   -  numero  233   Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
  immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31 , degli  onorevoli
  Milazzo  Giuseppe;  D'Asero Antonino; Cascio  Francesco;  Vinciullo
  Vincenzo, presentata il 25 novembre 2013;

   - numero 234  Verifica sulle pensioni di invalidità civile erogate
  in  Sicilia ,  degli  onorevoli Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 25 novembre 2013;

   - numero 236  Interventi urgenti per scongiurare la chiusura della
  tratta  ferroviaria  Palermo - Trapani ,  degli  onorevoli  Palmeri
  Valentina;  Fazio  Girolamo; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
  Stefano, presentata il 28 novembre 2013;

   -   numero   237    Pagamento  delle  istanze   per   le    misure
  agroambientali  214A,  214  1B  e 214  1D ,  degli  onorevoli  Lupo
  Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Barbagallo Anthony Emanuele; Cirone
  Maria in Di Marco, presentata il 29 novembre 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

  Comunicazione di apposizione di firma a interrogazione e di ritiro
                              di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -   con   note  pervenute  il  26  novembre  2013  e  protocollate
  rispettivamente ai nn. 12814/AULAPG e 12815/AULAPG del 28  novembre
  successivo,  gli  on.li   Clemente e Lo Giudice  hanno  chiesto  di
  apporre la firma all'interrogazione n. 1264;

   -  con  nota  pervenuta il 26 novembre 2013 e protocollata  al  n.
  12867/AULAPG del 29 novembre successivo, l'on. Foti ha ritirato  la
  mozione n. 235.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   farò   un
  intervento  veloce  dando  lettura di una  nota  che  è  pervenuta,
  proprio  alla Presidenza, con riferimento a delle indicazioni  date
  dalla   principale  organizzazione  sindacale  presente  in  questa
  Assemblea  e  di cui do, per l'appunto, lettura: il sottoscritto  -
  dice  la  nota - dottor Collica Salvatore, in qualità di Segretario
  generale  della  CISL, sindacato dipendenti ARS,  con  la  presente
  intende sensibilizzare, una volta e per tutte, l'intera istituzione
  parlamentare sulle gravissime conseguenze, in termini di immagine e
  di  sicurezza personale di quanti vi lavorano, circa i reiterati ed
  immeritati   richiami  dell'onorevole  Presidente  della   Regione,
  Crocetta,  in  vari talk show televisivi sugli eccessivi  costi  di
  questo  Parlamento  regionale e - dico subito - che  gli  eccessivi
  costi fanno riferimento al personale di questa Assemblea, personale
  professionalizzato, personale che, ormai da tanti  anni,  da  venti
  probabilmente  in alcuni casi, ma anche da trenta in altri,  svolge
  con alta professionalità questo ruolo, che è quello dell'Assistente
  parlamentare.
   La  nota dice che, al riguardo, vale la pena far presente -  e  si
  riferisce  a  delle  dichiarazioni  evidentemente  false  date  dal
  Presidente  della Regione in un talk show che è quello  di  Matrix,
  riportate dalla stampa, dal Giornale di Sicilia del 2 dicembre 2013
  -  che  gli  assistenti  parlamentari sono  stati  assunti  tramite
  concorso pubblico, mentre gli Uscieri, a cui in maniera ingrata  ed
  ingiusta il Presidente fa riferimento, sono stati assunti  in  base
  alla  legislazione vigente per chiamata diretta tramite  Uffici  di
  collocamento.
   Inoltre,  -  si  dice nella nota - il confronto non regge  perché,
  mentre  i  primi  farebbero un orario di lavoro  legato  a  36  ore
  settimanali, gli assistenti parlamentari, invece, lavorano  per  un
  minimo  di  40 ore con attività che, da quest'anno, finalmente,  si
  svolgono in ore accettabili ma che, negli anni passati, hanno visto
  impegnato  questo profilo professionale spesso fino a tarda  notte,
  in maniera da poter rendere congrua l'attività di questo Parlamento
  e di poter rappresentare, all'esterno, con dignità, i lavori svolti
  in seno allo stesso Parlamento.
   A  confronto di quanto sopra evidenziato si fa riferimento -  dice
  la  nota - alle retribuzioni degli assistenti parlamentari che, per
  altro, sono pubblicate, per ragioni di trasparenza, nell'home  page
  dell'Assemblea  regionale da cui si evince,  tra  l'altro,  che  lo
  stipendio  iniziale di un assistente parlamentare appena assunto  è
  di  1.304,11  centesimi di euro e che, nemmeno dopo venti  anni  di
  servizio,  quando si arriva ad uno stipendio di 2.897,77  centesimi
  di euro, si raggiungono le cifre, evidentemente esagerate, che sono
  state  veicolate a mezzo stampa, che parlerebbero di 7.000,00  euro
  che  vedrebbe equiparato il profilo dell'assistente parlamentare  a
  quello  del Presidente della Regione perché sembrerebbe, da  quelle
  dichiarazioni, che il Presidente della Regione guadagni molto  meno
  dell'assistente  parlamentare. Io sono qui, signor Presidente,  per
  dire  che questo genere di comunicazioni che, peraltro, aizzano  le
  masse  in un momento così difficile di crisi economica, sono  delle
  argomentazioni che certamente andrebbero evitate.
   Incontrerò nelle prossime ore le delegazioni sindacali - non  solo
  quella  della  CISL, ma anche le altre organizzazioni  sindacali  -
  incontrerò  una  rappresentanza  del  profilo  professionale  degli
  assistenti parlamentari che svolgono all'interno di questo Palazzo,
  in maniera eccellente, il loro servizio, e capiremo insieme, signor
  Presidente, quali azioni dovranno essere poste in essere al fine di
  tutelare  questa  alta  professionalità formatasi  negli  anni  con
  grande  competenza,  con  l'auspicio soprattutto  che  esternazioni
  fuori  luogo, come quelle che il Presidente Crocetta ha fornito  in
  talk show televisivi, vadano evitate.
   Infine, signor Presidente, più volte ho assistito a manifestazioni
  sotto questo Palazzo, ed ho visto gli assistenti parlamentari in un
  profilo   che  è  anche  di  supporto  alle  attività   di   tutela
  dell'ordine, al fine soprattutto di evitare che l'opinione pubblica
  si  scagli  ingiustamente verso personale che svolge,  ripeto,  con
  qualità  e  professionalità questo servizio, ed al fine di  evitare
  che   queste  menzogne  e  falsità  possano  continuare  ad  essere
  rappresentate in maniera teatrale e decisamente fuori luogo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Figuccia,  credo   che   il   suo
  intervento  sia  stato assolutamente opportuno e  fa  chiarezza  in
  merito  ad  una  problematica all'interno della quale  si  registra
  demagogia.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  anch'io  desidero  richiamare  l'attenzione  di  questa
  Presidenza sulle recenti esternazioni del Presidente della  Regione
  Crocetta,  esternazioni  affidate ad  organi  di  stampa  anche  di
  carattere nazionale.
   Si   tratta   di   apprezzamenti  nella  furia  devastante   della
  rivoluzione  verbale,  apprezzamenti nei  confronti  del  personale
  dipendente - è stato già detto dal collega Figuccia - nei confronti
  degli  assistenti parlamentari che il Presidente, con un  tono  non
  certo   improntato   ad  apprezzamento,  definisce    commessi    o
   uscieri .
   Io  sono  convinto, signor Presidente, che il Governatore  di  una
  Regione  in generale, e di una importante Regione come la  Sicilia,
  anche  nei  momenti  di  promozione della propria  immagine,  debba
  mantenere  uno  stile,  debba mantenere un linguaggio  appropriato,
  sobrio e mai di disprezzo nei confronti del personale dipendente e,
  se  non  proprio  di  disprezzo,  non  può  mai  fare  accostamenti
  demagogici  che  finiscono  per  creare  equivoci  nella   pubblica
  opinione, costringendo il personale stesso oggetto delle attenzioni
  ad assumere una posizione imbarazzante, non facile, sconveniente.
   In  questo  senso  io,  signor Presidente,  ove  mai  lei  dovesse
  condividere  le espressioni di rammarico che qui sto  pubblicamente
  rassegnando,  sicuro  di  interpretare il  pensiero  di  una  parte
  dell'Assemblea,  la  invito  a  volere  formalmente  notificare  al
  Presidente  della  Regione  questo nostro  disagio,  questo  nostro
  imbarazzo  e  l'invito garbato, ma fermo e determinato,  a  dovere,
  d'ora   in  avanti,  mantenere  nella  comunicazione  pubblica   un
  linguaggio  che  sia  adeguato al ruolo che il Presidente  è  stato
  chiamato a ricoprire. Nello stesso tempo desidero, a nome personale
  del   mio  Gruppo,  esprimere  solidarietà  e  apprezzamento   agli
  assistenti  parlamentari  e  a tutto il  personale  dipendente,  da
  Palazzo  d'Orleans  all'Assemblea regionale, per  la  capacità,  la
  professionalità  e la carica di umanità con cui svolge  il  proprio
  lavoro.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Musumeci,  il  suo  invito   verrà
  certamente accolto.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  apprezzo
  sicuramente la profonda sensibilità dell'onorevole Figuccia e anche
  dell'onorevole  Musumeci,  nel difendere la  professionalità  degli
  operatori di questa Assemblea. Professionalità che io ho già  avuto
  modo  di apprezzare in tante occasioni e che fornisce un contributo
  sicuramente  prezioso  all'attività legislativa  con  competenza  e
  serietà.
   Ma  qua  non  è  in discussione né la competenza né la  serietà  e
  neanche  la capacità degli assistenti parlamentari e del  personale
  dell'Assemblea.  Quello  che è in discussione  è  semplicemente  un
  contenimento delle spese dell'Assemblea regionale. E non credo  che
  non  si  possa sottacere, neanche con la più spietata  demagogia  e
  populismo, dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti quanti.
   Non  credo che sia decente, per nessun cittadino italiano, mandare
  in  pensione  una  persona  che, per quanto  capace,  meritevole  e
  quant'altro,  goda di una pensione fra tredicesime, quattordicesime
  e sedicesime, di ben sedici mila euro netti al mese.
   E'  uno  scandalo  -  onorevole Musumeci, le  ricordo  che  nessun
  deputato  ha ritenuto di prendere posizione - mandare in  pensione,
  con una liquidazione di un milione e mezzo di euro una persona,  in
  uno  Stato  che  non  riesce neanche a garantire  ai  cittadini  un
  reddito minimo di sopravvivenza.
   Quindi,  non  è  in  discussione il personale  dell'Assemblea.  In
  discussione  è un sistema che, purtroppo, garantisce dei  privilegi
  che  oggi  la società non si può più permettere, e che è  opportuno
  rivedere  per  il  futuro.  Non è in discussione  lo  stipendio  di
  duemila, tremila euro del personale, che forse sono anche pochi, ma
  sono  in discussione le punte esasperate di privilegio che  non  ci
  possiamo più permettere.

   VULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  su  un
  altro  argomento  che  è diametralmente opposto  a  quello  che  ho
  ascoltato  in questi minuti dagli onorevoli Malafarina, Musumeci  e
  Figuccia.
   Lei  sa  benissimo - lo sa tutta l'Italia, forse tutta l'Europa  -
  essendo un deputato catanese, che in questo momento l'Etna, con  la
  sua  eruzione e con la cenere vulcanica, sta creando dei  problemi,
  non  solo  all'aeroporto, ma alle comunità e ai paesi  dove  questa
   benedetta  cenere vulcanica va a cadere.
   Nell'aprile  di quest'anno abbiamo votato in questa  Assemblea  un
  ordine  del  giorno,  di cui io sono stato il primo  firmatario,  e
  firmato  da circa 80 deputati, quasi tutta l'Assemblea, cioè  quasi
  nel   plenum,   con  il  quale  invitavamo  l'Assessore   regionale
  all'energia  ed  ai  servizi  di pubblica  utilità  ad  inviare  al
  Ministero  dell'ambiente una comunicazione nella quale si chiedeva,
  come è avvenuto per altri tipi di rifiuti, tipo le alghe piaggiate,
  di  togliere  dall'elenco dei rifiuti europei,  dal  CER  (Catalogo
  europeo  dei  rifiuti),  questa sabbia vulcanica  perché,  oltre  a
  creare  un  danno  nei  paesi e nelle  città  per  via  della  loro
  raccolta, noi creiamo un doppio danno. Infatti, considerata come un
  rifiuto, questa sabbia vulcanica va messa, purtroppo, in discarica,
  pertanto,   abbiamo  una  doppia  beffa:  la  prima  è  quella   di
  raccogliere  questa  sabbia  vulcanica,  la  seconda  è  quella  di
  portarla  in  discarica. Quindi, se i nostri Uffici, l'Assessorato,
  non si attivano questo resta un problema seria.
   Si può tentare, e ci si può riuscire tranquillamente spiegando che
  questa  sabbia  vulcanica  può essere  certamente  un  prodotto  da
  utilizzare,  sia  in  agricoltura che negli agglomerati  cementizi,
  così potremmo risolvere il problema e faremmo risparmiare ai Comuni
  decine di migliaia di euro.
   E'  presente, in rappresentanza del Governo, l'Assessore Cancheri,
  però  dico,  signor  Presidente, vogliamo far  si  che  l'Assessore
  Marino,  il  suo  dirigente  generale, dott.  Lupo,  ci  diano  una
  risposta  per  quello  che hanno fatto in questi  mesi  per  questa
   benedetta   sabbia  vulcanica,  visto  che  questa  Assemblea  già
  nell'aprile  scorso,  come  dicevo, ha  votato  questo  ordine  del
  giorno.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, allargata ai Presidenti  delle
  Commissioni   legislative  permanenti  e  della   Commissione   UE,
  riunitasi  il  3 dicembre 2013, sotto la presidenza del  Presidente
  dell'ARS, on. Ardizzone, presente il Vicepresidente dell'Assemblea,
  on.   Pogliese,   e   con  la  partecipazione  dell'Assessore   per
  l'economia,  ha  deliberato all'unanimità  il  seguente  programma-
  calendario dei lavori parlamentari per la corrente sessione:

   AULA
   L'Aula terrà seduta:
   -  oggi, martedì 3 dicembre 2013, per il seguito della discussione
  del  ddl  n.  304-8-280/A  Norme per la promozione ed  il  sostegno
  delle imprese dell'informazione locale ;
   -  domani, mercoledì 4 dicembre 2013, per incardinare i disegni di
  legge   nn.   492-410-367-97-46-14-13/A  in  materia  di   spending
  review ; n. 566/A in materia di consorzi fidi; n. 566/A Stralcio  I
  in materia di Irfis-FinSicilia S.p.A.
   All'ordine  del  giorno della seduta di domani, saranno,  altresì,
  iscritti  i  disegni  di  legge  n. 494/A  in  materia  di  ricerca
  sanitaria;  n. 180/A in materia di apertura di case  da  gioco;  n.
  162/A  in  materia di modifica dell'art. 36 dello Statuto speciale;
  n.  127/A  in  materia  di pareri su nomine da  parte  del  Governo
  regionale.
   -  da  martedì 10 dicembre 2013, per il seguito della  discussione
  dei  disegni di legge nn. 492-410-367-97-46-14-13/A, 566/A e  566/A
  Stralcio I, fino a conclusione dei lavori e, quindi, per avviare la
  discussione  degli altri disegni di legge iscritti  all'ordine  del
  giorno dell'Assemblea.

   COMMISSIONI
   Le Commissioni daranno poi priorità all'esame dei seguenti disegni
  di legge:
   ddl in materia di precari, di imminente presentazione da parte del
  Governo;
   ddl di Bilancio e Finanziaria, di imminente presentazione da parte
  del Governo;
   ddl n. 500 in materia di pagamenti della Pubblica amministrazione;
   ddl  n.  381  in  materia  di  prevenzione  dei  rischi  derivanti
  dall'amianto;
   ddl  n.  475  in materia di prevenzione delle patologie  del  cavo
  orale.
   La  Conferenza,  infine,  ha  dato mandato  all'unanimità  alla  V
  Commissione  legislativa  permanente  di  occuparsi  delle  recenti
  problematiche concernenti gli sportelli multifunzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese della
   informazione locale.

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
                              promozione
  ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale» (nn. 304-8-
                                280/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al II punto all'ordine del
  giorno:  Discussione del disegno di legge «Norme per la  promozione
  ed  il sostegno delle imprese dell'informazione locale» (nn. 304-8-
  280/A).
   Invito i componenti della III Commissione  Attività produttive   a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  precedente seduta erano stati  approvati  gli
  articoli 1, 2, 3, 5, 6, 9, 10, 12 e 14.
   Restano da esaminare  gli articoli 4, 7, 8, 11, 13 e 15.
   Si  riprende  l'esame dall'articolo 4, sul  quale  però  vi  è  un
  emendamento  di  riscrittura,  il  4.Comm,   presentato  dalla  III
  Commissione, che è in via di distribuzione.
   L'eventuale  approvazione  di questo  emendamento  di  riscrittura
  farebbe  decadere tutti gli emendamenti presentati all'articolo  4.
  Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                  Requisiti per l'accesso ai benefici

   1.  Per  l'accesso  ai benefici della presente  legge  le  imprese
  devono dimostrare:

   a)  di  essere  in  regola  con  i pagamenti  delle  spettanze  al
  personale  e  dei  relativi oneri previdenziali  ed  assistenziali,
  attestati   mediante  certificazione  di  regolarità   contributiva
  rilasciata  dall'INPGI  o,   per  il  personale  non  giornalistico
  dall'INPS.  Le  imprese ammesse ai sensi della  vigente  disciplina
  alla  rateazione  dei  debiti  contributivi.  possono  accedere  ai
  benefici pregio effettivo versamento della prima rata, salvo revoca
  d'ufficio,  con  obbligo  di restituzione integrale.  nel  caso  di
  mancato adempimento ai successivi pagamenti;

   b)  di  avvalersi di giornalisti inquadrati esclusivamente secondo
  le  regole  e le modalità previste dalla contrattazione  collettiva
  (CCNL  FIEG-FNSI)  o, limitatamente ai rapporti di  collaborazione,
  comunque retribuiti ai sensi della legge 31 dicembre 2012, n. 233 e
  successive   modifiche  e  integrazioni  recante  norme   sull'equo
  compenso  nel settore giornalistico, salvo le ipotesi di  cui  alla
  lettera e);

   c)   di  possedere  per  le  emittenti  a  carattere  commerciale,
  informativo  e  comunitario una testata giornalistica  regolarmente
  registrata   presso  il  Tribunale  competente   e   un   direttore
  responsabile iscritto all'Ordine dei Giornalisti;

   d)  di non ridurre il numero dei lavoratori nei ventiquattro  mesi
  successivi alla data di accesso ai benefici;

   e)  per  le  emittenti radiofoniche e radiotelevisive a  carattere
  comunitario:  di  perseguire gli obiettivi  dello  statuto  sociale
  regolarmente registrato.

   2.  Fermi  restando  i  requisiti di cui  al  comma  1,  per  ogni
  specifico ambito di cui all'articolo 2, comma 1, le imprese  devono
  essere in possesso dei seguenti ulteriori requisiti per beneficiare
  degli interventi di sostegno:

   a) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera a): una
  copertura  di  segnale non inferiore al 5 per cento del  territorio
  regionale  ovvero  al  10 per cento della popolazione  residente  o
  comunque  garantire la piena copertura del territorio  comunale  in
  cui  ha  sede  l'emittente; avvalersi per l'attività  giornalistica
  esclusivamente  di  personale iscritto all'albo con  una  redazione
  composta,  oltre  che  dal  direttore responsabile,  da  almeno  un
  giornalista  dipendente a tempo pieno ovvero con rapporto  a  tempo
  parziale non inferiore al 25 per cento dell'orario contrattualmente
  previsto per il tempo pieno, con la possibilità di avvalersi di  un
  numero  di  praticanti  in  organico non superiore  alla  metà  dei
  giornalisti   a  tempo  pieno;  dedicare  all'informazione   locale
  autoprodotta  non  meno del 10 per cento del  palinsesto  diurno  e
  comunque non meno di due ore per ogni giorno e per non meno di  300
  giorni all'anno;

   b) per le imprese di cui all'articolo 2,  comma 1, lettera b): una
  copertura  di  segnale non inferiore al 5 per cento del  territorio
  regionale  ovvero  al  10 per cento della popolazione  residente  o
  comunque  garantire la piena copertura del territorio  comunale  in
  cui  ha  sede  l'emittente: avvalersi per l'attività  giornalistica
  esclusivamente  di  personale iscritto all'albo con  una  redazione
  composta.  oltre  che  dal  direttore responsabile,  da  almeno  un
  giornalista  dipendente a tempo pieno ovvero con rapporto  a  tempo
  parziale non inferiore al 25 per cento dell'orario contrattualmente
  previsto per il tempo pieno, con la possibilità di avvalersi di  un
  numero  di  praticanti  in  organico non superiore  alla  metà  dei
  giornalisti   a  tempo  pieno:  dedicare  all'informazione   locale
  autoprodotta  non  meno del 15 per cento del  palinsesto  diurno  e
  comunque non meno di tre ore per ogni giorno e per non meno di  300
  giorni all'anno;

   c)  per  le  imprese di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera  e):
  avvalersi per l'attività  giornalistica esclusivamente di personale
  iscritto  all'albo  con  una  redazione  composta,  oltre  che  dal
  direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente a tempo
  pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non interiore al 25  per
  cento dell'orario contrattualmente previsto per il tempo pieno, con
  la  possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico
  non  superiore  alla metà dei giornalisti a tempo  pieno;  dedicare
  all'informazione locale autoprodotta non meno del 20 per cento  dei
  contenuti  web e comunque non meno di tre ore per ogni  giorno  tra
  streaming  e contenuti audio video con accesso gratuito e  per  non
  meno di 300 giorni all'anno;

   d)  per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d):  un
  prodotto  editoriale diffuso a pagamento in almeno il 25 per  cento
  dei  comuni  della  Regione e per non meno di 240 giorni  all'anno;
  avvalersi  per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
  iscritto  all'albo  con  una  redazione  composta,  oltre  che  dal
  direttore responsabile, da almeno cinque giornalisti  dipendenti  a
  tempo  pieno, ovvero numero equivalente in caso di tempo  parziale,
  con  la  possibilità  di avvalersi di un numero  di  praticanti  in
  organico  non  superiore alla metà dei giornalisti a  tempo  pieno;
  dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno del  50  per
  cento della propria foliazione complessiva;

   e)  per  le  imprese di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera  e):
  aggiornare  quotidianamente i contenuti della  testata  almeno  due
  volte  al  giorno per non meno di 300 giorni all'anno  e  contenere
  articoli  d'informazione,  originali  e  firmati,  su  pagine   web
  distintamente indicizzate e riscontrabili sui principali motori  di
  ricerca;  avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente  di
  personale iscritto all'albo con una redazione che si avvalga, oltre
  che del direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente
  a tempo pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non inferiore al
  25  per  cento dell'orario contrattualmente previsto per  il  tempo
  pieno,  con  la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti
  in  organico non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno;
  dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno del  70  per
  cento   degli   articoli  pubblicati:  avvalersi  di   un   sistema
  informatico  che assicuri, per i  post  ed i commenti  inviati  dai
  lettori   e   pubblicati  sulle  pagine  web,  la  possibilità   di
  identificare  l'identità degli autori, nel rispetto della  garanzie
  stabilite dalla vigente disciplina statale e comunitaria in materia
  di   riservatezza  dei  dati  personali  (privacy)  e   consentendo
  l'utilizzo di eventuali pseudonimi, mediante acquisizione in  copia
  un  documento  d'identità  o  altri strumenti  tecnicamente  idonei
  all'accertamento dell'identità;

   f)  per  le  imprese di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera  f):
  aggiornare  quotidianamente i contenuti della  testata  almeno  due
  volte al giorno per non meno di 300 giorni all'anno; avvalersi  per
  l'attività  giornalistica  esclusivamente  di  personale   iscritto
  all'albo  con  una  redazione  composta  oltre  che  dal  direttore
  responsabile,  da almeno un giornalista dipendente  a  tempo  pieno
  ovvero  con rapporto a tempo parziale non inferiore al 25per  cento
  dell'orario  contrattualmente previsto per il tempo pieno,  con  la
  possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico non
  superiore  alla  metà  dei  giornalisti  a  tempo  pieno;  dedicare
  all'informazione  locale autoprodotta non meno  del  60  per  cento
  delle notizie pubblicate;

   g)  per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g):  un
  periodico  pubblicato  con regolarità almeno  nell'anno  precedente
  alla  data  di  entrata in vigore della presente legge  e  che  non
  figuri come supplemento di quotidiani; aggiornare periodicamente  i
  contenuti  della testata per non meno di 42 uscite all'anno  per  i
  settimanali, 21 uscite per i quindicinali, 10 uscite per i mensili;
  avvalersi  per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
  iscritto all'albo con una redazione che si avvalga. oltre  che  del
  direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente a tempo
  pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non inferiore al 25  per
  cento dell'orario contrattualmente previsto per il tempo pieno, con
  la  possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico
  non  superiore  alla metà dei giornalisti a tempo  pieno;  produrre
  periodici  di frequenza non quotidiana prevalentemente  finalizzati
  alla   valorizzazione  di  temi  riguardanti  la  realtà   sociale,
  economica  e  culturale della Sicilia e delle istituzioni  operanti
  nella  Regione;  destinare  almeno il  50  per  cento  degli  spazi
  all'informazione  regionale  e  locale;  diffondere   il   prodotto
  editoriale  mediante abbonamento o distribuzione nei punti  vendita
  esclusivi o non esclusivi in almeno il 5 per cento dei Comuni.  con
  una  tiratura  non  inferiore a 2.000  copie  per  ogni  uscita  in
  vendita;

   3. Sono in ogni caso escluse le imprese il cui prodotto editoriale
  sia  diffuso prevalentemente o esclusivamente in forma congiunta  a
  prodotti  a  diffusione  nazionale e  le  imprese  riconducibili  a
  partiti e movimenti politici, confessioni religiose, organizzazioni
  sindacali,  professionali e di categoria. Sono altresì  escluse  le
  imprese  nelle  quali  operino  soggetti  condannati  con  sentenza
  passata  in  giudicato per reati contro l'esercizio del diritto  di
  libera  manifestazione  del pensiero di cui all'articolo  21  della
  Costituzione.

   4.  II  Comitato  regionale per le comunicazioni Sicilia  (CORECOM
  Sicilia),   previo  accertamento  dell'effettiva  sussistenza   dei
  requisiti   richiesti,   predispone  gli  elenchi   delle   imprese
  ammissibili ai benefici e le comunica, entro 30 giorni  dalla  loro
  approvazione,  alla  Presidenza della  Regione  ed  all'Assessorato
  delle attività produttive, rendendole contestualmente pubblici. Gli
  elenchi indicano il personale dipendente e i punteggi attribuiti».

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, il faticoso lavoro di riscrittura ha portato  a
  definire  una  platea con regole che riguardano  tutte  le  aziende
  operanti nel settore.
   In   generale  sono  finanziabili  quelle  che  hanno  la  testata
  giornalistica   con   almeno  un  direttore  responsabile   ed   un
  giornalista che abbia contratto a tempo indeterminato o,  nel  caso
  di  contratto a tempo parziale, con un numero di ore non  inferiore
  al venticinque per cento del totale.
   Cioè, la definizione di una tipologia di azienda che è quella  più
  diffusa nel territorio, quindi una platea ampia,  ma non ampissima,
  nel  senso  che  per essere finanziabile deve avere  un  minimo  di
  struttura giornalistica.
   Altra  cosa  riguarda invece la stampa di un  certo  tipo,  che  è
  quella  per  la  quale  si  prevede  che  ci  siano  almeno  cinque
  giornalisti, nel caso di quotidiano a diffusione regionale, che  ha
  il diritto di avere la pubblicazione dei bandi di gara.
   Però,  penso  di potere dire che questo lavoro tiene  conto  della
  gran  parte  degli  emendamenti che  erano  stati  presentati,  che
  andavano in dissonanza fra di loro;  c'è un equilibrio,  così  come
  per  quanto riguarda le pubblicazioni periodiche, abbiamo  previsto
  che  per  quanto  riguarda i settimanali non  meno  di  quarantadue
  uscite  all'anno, ventuno per i quindicinali, dieci per i  mensili,
  cioè   bisogna  finanziare  la  attività  editoriale  vera,  reale,
  ancorché con una diffusione locale.
   Potremmo  dire,  in  questo  caso una  sorta  di  glocal,  testate
  editoriali  vere,  anche  se la loro diffusione  poi  è  a  livello
  locale,  a seconda  del tipo di testata giornalistica, è un  lavoro
  di  sintesi  fra le varie esigenze, così come -  lo dico  perché  i
  colleghi non debbono votare qualcosa che magari gli può sfuggire  -
  anche  per  quanto  riguarda l'emittenza,  soprattutto  televisiva,
  quella in cui c'è l' interattività per quanto riguarda i commenti e
  i  POST  si  prevede un metodo di identificazione  che  sia,  però,
  rispettoso  della privacy, in qualche modo si rispetta la  privacy,
  ma  si  può risalire a coloro i quali intervengono interattivamente
  con la testata giornalistica televisiva.
   Ecco  per  questo, signor Presidente, penso che si possa procedere
  all'approvazione dell'emendamento che, peraltro, rispetto al  testo
  da  me firmato, originariamente, si innova con un  emendamento  con
  cui  si  sopprime  l'ultimo periodo cioè  quello  che  riguarda  le
  testate  in  cui  operino  soggetti in condizioni  particolari,  ed
  esattamente l'ultimo capoverso del comma 3.
   Quindi  anticipiamo  che abbiamo presentato un subemendamento  che
  riguarda   l'emendamento  di  riscrittura  che  sopprime   l'ultimo
  capoverso del comma 3.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marziano   il  subemendamento    è   stato
  formalizzato?

   MARZIANO, presidente della Commissione. Sì

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO. Signor Presidente, mi rivolgo al presidente Marziano perché
  nella  sua  relazione non  ho sentito nessun argomento relativo  al
  mio  emendamento  con  cui  avevo chiesto  che  i  contributi  o  i
  provvedimenti  a  favore dell'editoria vengano  dati  -   se  dalla
  Regione  non  vengono dati -  a quelli che li  prendono  già  dallo
  Stato, di questo lei non ne ha parlato.
   Volevo  chiedere  se  è stata una dimenticanza  o  se  è  compreso
  nell'emendamento   che  ha  presentato  la   Commissione.    Volevo
  aggiungere, presidente Marziano, se a questi provvedimenti  possono
  accedere  le testate con cinque dipendenti, io penso che se  questo
  già  diminuisce da dieci a cinque, secondo me, può  dare più spazio
  alle piccole e medie imprese.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,  presidente della Commissione. La questione  del  numero
  dei   giornalisti  riguarda la grande remittenza, non  la  piccola;
  per  l'editoria minore è previsto solo un direttore responsabile  e
  un giornalista.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Il subemendamento 4.Comm.1 è stato
  distribuito.
   Ne  do  lettura:  «All'emendamento 4.Comm, comma  3,  è  soppresso
  l'ultimo periodo».
   Lo pongo in votazione.

   MARZIANO,  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente della Commissione. Il  problema  posto  dal
  collega  è chiarito, perché siccome si tratterebbe di fondi europei
  non  può  che  riguardare l'erogazione di fondi che  spettano  alla
  Sicilia,  questo  è  già  previsto che  o  si  assumono  dei  fondi
  nazionali o si assumono dei fondi regionali.

   PRESIDENTE .  Pongo in votazione  il subemendamento 4.Ccomm.1.
   Il parere del Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   4.Comm,   come
  modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Così decadono gli emendamenti presentati.
   Si   passa  all'articolo  7,  in  precedenza  accantonato.  Ne  do
  nuovamente lettura:

                               «Art. 7.
       Contributi per il consolidamento delle passività onerose

   1.  Alle  imprese  dell'informazione sono concessi  contributi  in
  conto  interessi  sui  finanziamenti per  il  consolidamento  delle
  passività  onerose in essere alla data del 31 dicembre 2012  previa
  accensione di mutui o prestiti di durata almeno quinquennale.

   2.  Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
  di  Giunta  su  proposta dell'Assessore regionale per  le  attività
  produttive  ed  acquisito  il parere delle  competenti  Commissioni
  legislative  permanenti  dell'Assemblea regionale  siciliana,  sono
  disciplinate le modalità applicative del presente articolo.

   3. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato in conformità al
  regolamento   (CE)   n.   1998/2006  della   Commissione   relativo
  all'applicazione  degli articoli 87 e 88 del  Trattato  agli  aiuti
  d'importanza minore (de minimis).

   4.  Per l'esercizio finanziario 2013 è autorizzata per le finalità
  del  presente  articolo, la spesa di 100 migliaia di  euro  cui  si
  provvede mediante la riduzione delle disponibilità di competenza  e
  di   cassa   della  spesa  per  consumi  intermedi  della   Rubrica
   Gabinetto,  uffici  dei diretta collaborazione  all'opera  e  alle
  dirette  dipendenze  del  Presidente   (U.P.B.   1.1.1.1.2  -  cap.
  100317) autorizzata dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale
  15 maggio. 2013, n. 10».

   In  merito  all'articolo 7 era stato già votato il testo  con  gli
  emendamenti  presentati,  tranne il 7.3  a  firma  degli  onorevoli
  Marziano,  Lentini,  Nicotra e Gianni col subemendamento  7.3.1,  a
  firma dell'onorevole Marziano, di cui do lettura:
   «All'emendamento 7.3 sostituire le parole  di cui all'articolo  2
  con le altre  di cui alla presente legge ».
   Pongo in votazione il subemendamento 7.3.1. Il parere del Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   MARZIANO. presidente della Commissione. E' un emendamento  tecnico
  perché   essendo   cambiata  la  platea  delle  aziende   di    cui
  all'articolo  2,  bisogna correggere con:   di  cui  alla  presente
  legge'.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.3, come modificato.
  Il parere del Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do nuovamente lettura:

                               «Art. 8.
                          Revoca dei benefici

   1.  Il venir meno dei requisiti di cui all'articolo 4 e la mancata
  realizzazione totale o parziale degli impegni assunti da parte  del
  beneficiario  costituiscono  causa  di  revoca  dei  benefici,  dei
  contributi e delle agevolazioni previsti dalla presente  legge».

   PRESIDENTE. Non essendoci emendamenti, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa  all'articolo 11. Ne do nuovamente lettura:

                               «Art. 11.
   Modifiche all'articolo 4, comma 6 della legge regionale 12 luglio
                              2011, n. 12

   1.  L'articolo 4, comma 6 della legge regionale 12 luglio 2011, n.
  12 è così sostituito:

    6. I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati
  di  cui  alle  lettere  a)  e  b) del medesimo  comma  5,  mediante
  pubblicazione per estratto, a scelta della stazione appaltante,  su
  due quotidiani a diffusione nazionale, su due quotidiani a maggiore
  diffusione  locale  del luogo ove si eseguono  i  lavori  e  su  un
  periodico a diffusione regionale'.

   2. Le testate di cui all'articolo 4, comma 6 della legge regionale
  12 luglio 2011, n 12, così come sostituito dal comma 1 del presente
  articolo,  alla  data  di entrata in vigore  della  presente  legge
  devono possedere i seguenti requisiti:
   a)  avvalersi di non meno di tre giornalisti iscritti al  relativo
  albo professionale assunti con contratto a tempo indeterminato;
   b) attestazione di regolarità contributiva e previdenziale ai fini
  Inpgi e Casagit;
   c)  non  meno  di  tre  anni  di  ininterrotta  pubblicazione  con
  diffusione regionale, con vendita  in edicola;
   d) attestazione di copie vendute a norma di legge».

   Ricordo  che  era  stato  presentato un  emendamento  soppressivo,
  l'11.12,  presentato dagli onorevoli Marziano, Lentini,  Nicotra  e
  Gianni.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, era stato presentato come emendamento  tecnico
  perché  si  pensava che la formula potesse determinare problemi  di
  bocciatura, dopo di che è stato ritirato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, durante la precedente  seduta  vi
  era  stato  un  invito a ritirare gli emendamenti  successivi,  per
  evitare ipotesi di bocciatura.

   CANCELLIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLIERI.  Signor Presidente, evidentemente ci  sarà  stato  un
  problema,  perché  proprio l'emendamento 11.12 era  stato  ritirato
  dalla  Commissione ed era stato fatto nostro, proprio dal Movimento
  Cinque  Stelle,  si  era  poi provveduto  a  votare  con  scrutinio
  segreto,  quindi credo che addirittura tutto l'articolo  sia  stato
  votato.

   PRESIDENTE.    Onorevoli    Cancelleri,    è    stato     bocciato
  quell'emendamento soppressivo, ma rimangono ovviamente in vita  gli
  altri emendamenti.
   Quindi  siamo  in  presenza dell'emendamento 11.2  a  firma  degli
  onorevoli Ruggirello e Sammartino.
   Onorevole  Ruggirello,  lei  intende  mantenere  la  presentazione
  dell'emendamento o lo ritira?

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.7 a firma degli onorevoli Vinciullo,
  D'Asaro,  Assenza,  Fontana, Alongi, Pogliese e Falcone.  Onorevole
  Vinciullo lo ritira?

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 11.8 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
  altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.6, a firma degli onorevoli Musumeci,
  Formica, Alloro, Figuccia Ioppolo.

   MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli Vinciullo,
  D'Asero, Assenza, Fontana, Alongi, Pogliese e Falcone.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.3 a firma dell'onorevole Ruggirello  e
  Sammartino.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 11.4 a firma degli onorevoli Ruggirello e
  Sammartino.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     Si  passa all'emendamento 11.10 a firma dell'onorevole Vinciullo
  ed altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.1 a firma dell' onorevole Musumeci.

   MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.11 a firma degli onorevoli Vinciullo
  ed altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.5 a firma degli onorevoli Ruggirello e
  Sammartino.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione  l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa  all'articolo 13. Ne do nuovamente lettura:

                               «Art. 13.
                            Norme attuative

   1. Per le finalità di cui agli articoli 6, 7 e 12 è autorizzata la
  stipula  di  convenzioni con istituti finanziari e  di  credito  in
  possesso dei requisiti prescritti dalla vigente disciplina statale.

   2.  La  titolarità degli interventi di cui al comma 1  è  affidata
  alla  Segreteria  Generale della Presidenza della Regione  che  può
  avvalersi,  per  l'attuazione degli interventi, dell'IRCAC  per  le
  società  cooperative e dell'IRFIS-FinSicilia S.p.A. per le  società
  di capitali.

   3.  Gli interventi di cui alla presente legge sono cumulabili  con
  quelli previsti dagli articoli 30 bis e 47 della legge regionale 23
  dicembre  2000,  n.  32, come introdotti e modificati  dalla  legge
  regionale 6 agosto 2009, n. 9».

   E' rimasto da votare  l'emendamento 13.1,  a firma degli onorevoli
  Francesco Cascio, Assenza, Milazzo, Vinciullo e Pogliese.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente,  io insisto soltanto perché è
  necessario   approvare   questo  emendamento,   alla   luce   della
  riscrittura dell'approvazione dell'articolo 4, questo emendamento è
  necessario  perché si collega all'articolo 4, per la vigilanza  sui
  POST.   Se  non  ricordo  male è previsto dall'art.  4,   comma  2,
  lettera e).

   MARZIANO, presidente della commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO, presidente della commissione. Non solo è previsto  nella
  riscrittura ma è previsto con una formula che non vìola la privacy,
  consente   la   identificazione   dell'autore   del   POST    della
  comunicazione, ma nel rispetto della normativa sulla privacy.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MARZIANO,  presidente della Commissione. Signor Presidente  non  è
  ritirato?

   PRESIDENTE.   Non  è  ritirato,  viene  mantenuto.  Coerente   con
  l'emendamento di riscrittura  presentato dalla Commissione,    art.
  4 .

   MARZIANO,  presidente della Commissione. Signor Presidente   penso
  che  alla  luce della chiarezza con cui è stato inserito  il  comma
  nella riscrittura dell'articolo questo sia inutile o aggiuntivo. Se
  così non è l'onorevole Cascio lo spieghi meglio.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO. Signor Presidente, avevo cercato di  spiegarlo,
  non è aggiuntivo è complementare perché qui parliamo degli organi a
  cui  la  Regione affida servizi esterni, Segreteria Generale  della
  Presidenza  della Regione, IRCAC, IRFIS in Sicilia  e  CORECOM  per
  quanto riguarda la vigilanza sui POST.
   Diventa un organismo della Regione che mette in pratica l'opera di
  vigilanza sui POST. E' un organismo esterno che affianca la Regione
  in  quest'opera  così come, essendo l'art. 13 un  articolo  che  si
  occupa  di organismi esterni alla Regione che si occupano di  varie
  materie  tra cui IRCAC, Segreteria Generale e IRFIS in Sicilia,  il
  CORECOM si occuperebbe, alla luce delle modifiche all'art. 4, della
  vigilanza sui POST.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MARZIANO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 13.1,  firma  degli
  onorevoli Cascio Francesco ed altri. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 13, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'art. 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
   2.  E  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Prima di passare alla votazione finale, si  procederà
  ad  alcune correzioni con la votazione degli emendamenti presentati
  ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno.
   Vengono i distribuiti gli emendamenti 117.1, 117.2, 117.3,  117.4,
  117.5,   117.6,  117.7,   ed  è  in  via  di  distribuzione   anche
  l'emendamento 117.8,  presentati dalla Commissione.
   Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.27, è ripresa alle ore 18.32)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.3, dopo  radiofonici    si  intende
   operanti nella Regione siciliana  e, quindi, si sopprime la  frase
   aventi sede legale .
   Con  questa  parziale  variazione, lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo a nome
  del  mio  gruppo  parlamentare esprimere soddisfazione  per  questo
  provvedimento  di legge che, seppure in maniera molto  travagliata,
  arriva  al  suo  epilogo,  mi auguro felice,  anche  se  non  posso
  nascondere  come  avremmo sperato tutti e,  soprattutto,  il  mondo
  della  imprenditoria legata alla informazione  locale,  che  questo
  provvedimento fosse arrivato qualche anno fa.
   Siamo,   forse,   l'ultima  regione  d'Italia  ad   avvertire   la
  sensibilità  di  sostenere, incoraggiare le testate  giornalistiche
  sul  territorio  e, soprattutto, quelle audiovisive dopo  l'impegno
  che  hanno  dovuto  affrontare in termini  finanziari,  in  termini
  organizzativi,  impegno particolarmente oneroso per adeguarsi  alla
  normativa nazionale.
   La  regione  Puglia,  per fare un esempio, già  nel  giugno  dello
  scorso  anno,  ha  impegnato 10 milioni di  euro  per  favorire  il
  passaggio al digitale terrestre.
   Lo  stesso  ha  fatto  la regione Lombardia,  persino  la  regione
  Calabria,  voglio  dire anche nel Sud, il tema è  stato  fortemente
  avvertito.
   Noi  arriviamo  tardi,  arriviamo senza potere  più  sostenere  lo
  sforzo  del passaggio al digitale che ha costretto molte imprese  a
  ricorrere  al  prestito  bancario con uno  sforzo  finanziario  non
  facilmente  sostenibile. Eppure, il mio gruppo,  nell'aprile  dello
  scorso  anno,  aveva già presentato una interrogazione  al  Governo
  Crocetta  per sollecitare una iniziativa che fosse organica  e  che
  fosse di sostanziale e concreto supporto.
   Noi  riteniamo che il disegno di legge originario, anzi  il  testo
  col  quale  la  Commissione ha lavorato in questi mesi,  sia  stato
  suscettibile di modifiche quasi naturali, voglio dire,  soprattutto
  per  consentire alle piccole emittenti di poter entrare nel  novero
  delle imprese destinatarie del sostegno regionale.
   Faccio  solo  un  esempio, signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  consiglieri, Assessore per le attività produttive, nel  giugno  del
  2012,  quindi  lo scorso anno, in Sicilia risultavano  regolarmente
  iscritte 111 TV locali, anzi emittenti radiotelevisive, il più alto
  numero  di  emittenti  radiotelevisive  in  Italia,  come  dice  il
  Ministero  dello sviluppo economico, i canali disponibili  messi  a
  bando  erano  soltanto  diciotto, per cui metà  delle  emittenti  è
  rimasta fuori da questa possibilità.
   Abbiamo  dato  uno sguardo alla graduatoria dei beneficiari  della
  legge  numero  448, per esempio, e ci siamo accorti  come  soltanto
  cinque  aziende  operanti  nel settore radiotelevisivo  in  Sicilia
  superino un fatturato medio di un milione l'anno; oltre cento  mila
  euro  di  fatturato medio l'anno denunciano quarantasette a aziende
  e,  al  di  sotto  di  cento mila euro di fatturato  medio  l'anno,
  denunciano ventisei aziende.
   Segno  evidente che noi avremmo dovuto predisporre un progetto  di
  legge  capace  di  parlare e di accendere una speranza  soprattutto
  alle  piccole  emittenti, senza tenere conto, ma  va  sottolineato,
  come  le  piccole, le medie e le grandi emittenti  in  Sicilia,  da
  qualche    anno,   stiano   soffrendo   una   crisi   assolutamente
  insopportabile.
   Gli  stessi  contributi  della  legge  448  sono  stati  pressoché
  decurtati,  la raccolta della pubblicità locale e nazionale  appare
  ormai  assolutamente insignificante, c'è una drastica riduzione  di
  contributi   da   parte   degli  enti   pubblici   per   pubblicità
  istituzionale ed è drammatico il calo della raccolta di  pubblicità
  legata alle imprese che fanno commercio.
   E questa crisi coinvolge la carta stampata, le testate che operano
  via  web  e, mi lasci dire anche il collega proponente, coinvolgono
  anche le agenzie di stampa, onorevole Lenza, abbiamo avuto modo  di
  parlarne  in  questi giorni, perché ormai sono rare le testate  che
  sottoscrivono abbonamenti con le agenzie di stampa,  non  hanno  la
  possibilità di farlo e le agenzie sono costrette ad affrontare  con
  grande  difficoltà l'aridità del pane quotidiano, il che  mette  in
  ginocchio  anche  questo  comparto dell'informazione  assolutamente
  essenziale.
   Ecco  perché immagino, onorevole Assessore, che nel futuro, quando
  il  Governo,   se vorrà,  e quest'Aula e certamente il  mio  gruppo
  vorrà  occuparsi dell'altra editoria, la editoria  libraria  -  per
  capirci,  in  Sicilia abbiamo una decina di piccole  e  medie  case
  editrici  che  con  grande  dignità affrontano  il  proprio  lavoro
  quotidiano -  mi auguro possa essere tenuta in considerazione anche
  l'esistenza  delle  agenzie  di  stampa  per  le  quali   bisognerà
  immaginare  anche  un  incentivo, un sostegno,  un  incoraggiamento
  attraverso  abbonamenti a testate giornalistiche che riservino  una
  parte   del  loro  menabò  all'informazione  legata  alla   Regione
  siciliana. Mi sembrava giusto doverlo sottolineare perché  rimanga,
  mi auguro, nella evidenza delle attenzioni del Governo.
   Per  concludere,  signor Presidente, signor assessore  e  colleghi
  deputati,  non  sappiamo  quanto  servirà  questa  legge  a  potere
  difendere    e   mantenere   l'attuale   patrimonio   di    testate
  giornalistiche  di cui dispone la terra di Sicilia,  questa  Isola,
  che  non  è  soltanto  un  patrimonio legato  al  pluralismo  e  al
  confronto dell'informazione, è anche un sistema, se volete fragile,
  se  volete  debole,  ma  assolutamente  efficace  che  consente  il
  mantenimento  di  decine  di centinaia  di  posti  di  lavoro,  non
  soltanto per i colleghi giornalisti - lo dico senza civetteria,  ma
  ho  l'onore di essere iscritto da 37 anni all'Ordine nazionale  dei
  giornalisti  -  ma  diventa  anche una straordinaria  occasione  di
  occupazione  per  gli  operatori,  i  tecnici,  per  il   personale
  amministrativo, per l'indotto, per chi lavora nella pubblicità.
   È  un  patrimonio  che va tutelato e sostenuto e  noi,  in  questo
  senso,  ci siamo battuti nella emendabilità del progetto  di  legge
  originario.   Abbiamo  preteso  attenzione   anche   alle   piccole
  emittenti, alle piccole testate, ai piccoli periodici, ma  a  patto
  che  venisse salvaguardata la professionalità, la imparzialità  nel
  fornire  informazione  e,  soprattutto,  il  rispetto  delle  norme
  contrattuali che disciplinano i rapporti di lavoro. Il  giornalista
  non  può  essere  carne  da macello, ma deve  essere  apprezzato  e
  valorizzato  per ciò che rappresenta, lo stesso vale per  tutte  le
  altre figure professionali.
   Quindi,  rispetto  delle norme previdenziali  e  assicurative,  ma
  anche capacità di poter allargare le maglie perché le emittenti che
  hanno  un  minimo  di dignità imprenditoriale possano  restare  sul
  campo  e  possano  continuare  a lavorare  per  rappresentare,  per
  ciascuno di noi, un punto di riferimento nel fornire informazione e
  nel consentire che ogni parte politica possa avere accesso.
   Per  queste ragioni, per garantire il diritto al pluralismo  della
  informazione,  per garantire la tutela del valore pluralistico  che
  rimane  un  valore  insostituibile, il mio Gruppo  parlamentare  ha
  voluto  proporre una serie di emendamenti che, ne prendo  atto  con
  piacere,  sono stati recepiti dalla Commissione prima  e  dall'Aula
  dopo.
   Non  ultimi,  gli  emendamenti  legati  alla  possibilità  per  le
  emittenti   piccole  di  potersi  organizzare   in   consorzi   per
  razionalizzare  i servizi ed economizzare le spese e,  per  ultimo,
  quello  legato  alle  emittenti  cosiddette   confessionali',  alle
  emittenti vicine agli ambienti che promuovono fedi religiose, tutte
  le  fedi  religiose  e  non soltanto quella cattolica,  alla  quale
  appartengo  io  e presumo molti di quanti siamo in  quest'Aula,  ma
  quindi  grande  rispetto  anche per la Chiesa  evangelica,  per  la
  Chiesa  ebraica, per la Chiesa musulmana, per la Chiesa protestante
  e per tutte le altre Chiese minori che hanno comunque il diritto ad
  essere tenute nella grande considerazione.
   È  una  legge,  lo  dico a denti stretti, che  subisce  la  spinta
  emotiva della fretta, collega Leanza, collega Marziano e credo  che
  la   produzione  legislativa  di  quest'Aula  dovrebbe   sottrarsi,
  finalmente, alla tentazione di dovere procedere di corsa e senza la
  necessaria  meditazione e riflessione che, a  volte,  alcune  norme
  particolarmente   articolate   come  questa   presupporrebbero   ed
  esigerebbero,  ma   è  comunque  un grande  passo  avanti,  tardivo
  certamente,   ma   significativo,  per  l'attenzione   che   questa
  Istituzione e quest'Aula soprattutto vuole dedicare a  chi  con  la
  carta stampata, con la radio o con la televisione ancora garantisce
  il  diritto alla informazione libera e democratica in questa  terra
  di Sicilia.
   Per  queste  ragioni il mio Gruppo esprimerà parere favorevole  al
  disegno di legge.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  l'articolo  4,  così come è stato  approvato, al  comma  1,  in  un
  periodo   riporta  che  per  essere  in  regola  per  accedere   ai
  finanziamenti le imprese devono essere in regola con i pagamenti e,
  quindi,  devono  essere  attestati mediante  la  certificazione  di
  regolarità  contributiva - non sarebbe altro che il DURC (Documento
  Unico  di Regolarità Contributiva) - poi dice anche che le  imprese
  ammesse,  ai  sensi della vigente disciplina, alla  rateazione  dei
  debiti  contributivi, possono accedere ai benefici previo effettivo
  versamento anche della prima rata.
   Ebbene   la  legge  nazionale  del  9  agosto  del  2013   n.   98
   Disposizioni  in materia di DURC nella concessione di  sovvenzioni
  pubbliche  al comma 8 quater cita testualmente  pone a carico delle
  Pubbliche  amministrazioni precedenti,  anche  per  il  tramite  di
  eventuali  gestori pubblici o privati dell'intervento  interessato,
  l'obbligo  di  acquisizione del DURC, anche ai fini dell'ammissione
  delle  imprese  di  tutti  i  settori ad  agevolazioni  oggetto  di
  cofinanziamento   europeo,  finalizzate   alla   realizzazione   di
  investimenti produttivi.
   Per questa rateazione o la presentazione del pagamento della prima
  rata non è possibile, è qualcosa che chiaramente la legge nazionale
  ci vieta e non ci permette di fare.
   Si  potrebbe  continuare con tutta una serie di  situazioni,  sono
  stati  abbassati i criteri, alcuni probabilmente condivisibili  per
  far  rientrare  piccole e medie imprese, veramente stavolta  e  non
  come  nella prima scrittura, rimane sempre molto singolare il comma
  D),  che è quello che riguarda i giornali di carta stampata che  in
  calce  viene  scritto  diffusi a pagamento  significa che  tutti  i
  free   Press  che  campeggiano  nelle  nostre  città  non   vengono
  chiaramente  considerati  e  non possono  essere  in  qualche  modo
  agevolati  da questa legge, soltanto quindi quotidiani a  pagamento
  che sappiamo a chi appartengono e sappiamo quanti sono, come sono e
  come si chiamano.
   Un'ultima  cosa - e credo sia la più bella - riguarda  quella  che
  viene  apportata grazie all'emendamento 4.1,  viene  eliminata,  al
  comma 3 dell'articolo 4, la frase che dice  sono altresì escluse le
  imprese  nelle  quale  operino  soggetti  condannati  con  sentenza
  passata  ingiudicata o per reati contro l'esercizio del diritto  di
  libera  manifestazione del pensiero di cui all'articolo   21  della
  Costituzione .  Cioè  noi  diamo soldi a qualcuno  che  censura  la
  libera  espressione dei cittadini ovvero un giornalista che censura
  noi  lo  premiamo,  lo  accogliamo al finanziamento  della  Regione
  siciliana.
   Questa è veramente singolare ed io prego questa Presidenza di  far
  risaltare   che   il   Movimento  5   Stelle   ha   votato   contro
  quell'emendamento,  perché nella votazione:   Chi  vuole  approvare
  resti  seduto, chi è contrario si alzi  chiaramente non  avviene  e
  non si può dare questa cosa.
   Noi siamo contrari, per cui a fronte di tutti questi ragionamenti,
  a  fronte  dei  ragionamenti  fatti  anche  nelle  passate  sedute,
  rispetto  a  questo disegno di legge, il Movimento 5 Stelle  voterà
  contro,  non  perché siamo contro la libera espressione democratica
  delle  idee,  perché la libera espressione è garantita  soprattutto
  quando la stampa è libera da finanziamenti pubblici perché così non
  ha  padroni  ed  è questa la vera informazione libera,  quella  che
  avviene  nei  paesi cosiddetti normali, cosiddetti civili,  non  in
  Italia  dove  ogni  anno fior di milioni di bilanci  statali,  e  a
  questo punto ora possiamo dire anche di bilanci regionali, vanno  a
  finire  ad ingrossare la stampa che in qualche modo poi deve essere
  riverente.
   Noi votiamo contro e chiediamo anche il voto segreto e quando sarà
  il momento lo appoggeremo in maniera elettronica.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  informare   il   collega
  Cancelleri,  che  forse  era disattento quando  abbiamo  votato  il
  subemendamento  all'articolo 4, comma 3, l'ultimo periodo  è  stato
  stralciato.
   Questa  è  una  delle leggi più importanti che  abbiamo  fatto  in
  quest'Aula, dove finalmente in questo settore abbiamo detto  basta,
  i  giornalisti  e  gli  addetti  ai lavori  finalmente  avranno  un
  contratto  dignitoso, avranno il giusto riconoscimento  del  lavoro
  che svolgono e, quindi, non è stato tralasciato nulla.
   Tutte  le emittenti, tutte le piccole e medie imprese, con  questa
  legge avranno la possibilità di dotarsi di strumenti tecnologici  e
  avranno la possibilità di raggiungere fino all'ultimo uomo  che  si
  trova nella nostra Sicilia.
   Questa è una legge bipartisan oserei dire, perché è una legge  che
  interessa  tutti,  tutti gli interventi sono stati  fondamentali  e
  importanti perché hanno raggiunto lo stesso risultato, perché tutti
  volevamo che si mettesse fine a questo annoso problema che riguarda
  la categoria dell'editoria.
   Voglio   ringraziare  e   voterò  senz'altro  per  questa   legge,
  finalmente stiamo partendo col piede giusto, è una delle leggi  più
  importanti e abbiamo fatto bene a farla.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Brevemente perché mi  sono
  più  volte  pronunciato nel corso dell'approvazione dell'elaborato,
  alcune delle preoccupazioni che sono state espresse sul disegno  di
  legge  sono state via via superate dalla modifica della platea  che
  interessa il disegno di legge che era nato certamente a partire  da
  un'esigenza,   il  passaggio  dall'analogico  al   digitale   aveva
  determinato  una  situazione di crisi anche nella  grande  editoria
  siciliana  con percorsi di licenziamento, di ricorso agli strumenti
  di  ammortizzazione  sociale, ma il lavoro  fatto  in  Commissione,
  anche  alla  luce delle numerose audizioni che si  sono  fatte,  ha
  cambiato radicalmente la platea.
   Quando tutte le tipologie di beneficiari prevedono che l'organo di
  stampa o l'emittente debba avere almeno un direttore responsabile e
  un  giornalista la platea è così ampia da diventare  veramente  una
  norma di sostegno alla piccola e media editoria.
   Siamo in presenza cioè di una norma che tiene conto del fatto  che
  la  piccola  e  media editoria siciliana era stata messa  in  crisi
  dalla  esigenza  di  investire  nel  passaggio  dall'analogico   al
  digitale,  poi  si è posta una esigenza, ma c'è una nuova  modalità
  di  fare informazione, di produrre informazione ed è l'editoria  in
  internet, la televisione in streaming.
   Il disegno di legge ha previsto anche queste forme di informazione
  locale  e  più  che di contributo pubblico si deve  parlare  di  un
  sostegno  al superamento di una fase delicata della vita di  questo
  tipo di editoria.
   Per  cui penso di potere dire che lo sforzo che si è fatto è stato
  quello  di  fare  in modo che anche le nuove forme di  informazione
  possano  avere  spazio,  poi  si  è ridotto  talmente  l'ambito  di
  diffusione  per cui non è stata esclusa neanche la televisione  che
  ha  un ambito locale che produce assolutamente informazione locale,
  ecco  una  platea così vasta è tale da escludere qualunque sospetto
  di azione su misura.
   L'ultima considerazione finisco Presidente, se tutto questo sforzo
  si  fosse dovuto fare per le somme messe in bilancio con la  legge,
  non   ne  sarebbe  valso  la  pena,  la  vera  novità  e  la   vera
  caratteristica  della legge è che diventa una  norma  che  consente
  nell'ambito  del Fondo europeo di sviluppo regionale  2014-2020  di
  prevedere le poste di bilancio che, stante la legge di riferimento,
  si   possono  inserire,  quindi  è  la  possibilità  di  utilizzare
  positivamente in modo virtuoso una quota di risorse del futuro FESR
  per  fare crescere  e consolidare il sistema informativo regionale,
  questa è la verità, altrimenti non si sarebbe giustificata tanta  e
  tale  fatica  collega Musumeci, si giustifica  perché ti  mette  in
  condizione  di  potere utilizzare in modo virtuoso risorse  europee
  che  diversamente  non si sarebbero potute utilizzare,  quindi  una
  sorta  di  cornice   dentro  la  quale nell'elaborazione  del  FESR
  bisognerà  mettere le rispettive misure, che ormai non si  chiamano
  misure,  gli  obiettivi, ecco uno degli obiettivi  potrebbe  essere
  quello di crescita, rafforzamento, consolidamento delle nuove forme
  di editorie e di informazione regionale.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Assessore,
  come  ho  già  avuto modo di dire nei precedenti interventi  questo
  disegno  di  legge che inizialmente era partito come un recepimento
  della  legge  nazionale  anche in maniera più  restrittiva  oggi  è
  invece  risultato  un  disegno di legge che  può  diventare  e  che
  diventerà legge se  e comunque il Governo darà seguito a quello che
  è  anche l'obiettivo finale, cioè intanto il recepimento di  alcuni
  emendamenti presentati dall'Aula.
   Inizialmente  erano  stati previsti che le testate  giornalistiche
  avessero  dieci  dipendenti e ora sono ridotti a  cinque  e  questo
  significa allargare la platea e non favorire solo le tre o  quattro
  testate  giornalistiche  che potevano  avere  un  potenziale  e  un
  potenziamento  economico sicché escludere dalla platea  le  piccole
  testate    giornalistiche le piccole emittenti televisive che  sono
  espressione del territorio.
   La  forza  di  questo disegno di legge, la forza di  questa  legge
  quando  ora  l'approveremo, la darà il  Governo  se  quel  sostegno
  diventerà  reale  e  quel  sostegno per diventare  reale  significa
  consentire a quella emittente locale, a quella emittente televisive
  così  come voleva essere l'impegno del Governo nella mozione che  è
  stata  presentata  dalla  sottoscritta  di  far  sì  che  tutte  le
  emittenti   televisive   e   le  testate   giornalistiche   possono
  beneficiare  di  quei  Fondi europei messi a  disposizione  proprio
  perché possono consentire  di supplire a quegli investimenti che le
  televisioni  soprattutto sono state costrette a  fare  quando  sono
  passate dall'analogico al digitale terrestre.
   Quindi, quello è l'auspicio e quello che oggi si chiede è che  non
  resti  solo  una  legge  di  riordino  che  comunque  è  una  legge
  importante  per tutta l'informazione, ma che possa anche consentire
  all'informazione,   all'editoria,  alle  televisioni   private   di
  usufruire di quelle che saranno nella programmazione europea  tutte
  le opportunità che la Comunità Europea  acconsente con l'accesso ai
  Fondi comunitari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

       CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sicuramente
  questo è un provvedimento importante.
   Ora va detto che bisogna ben definire se trattasi di una legge, di
  un  ordine  del  giorno, di una mozione perché di solito  le  leggi
  hanno  un  capitolo con una copertura finanziaria dato dal bilancio
  della Regione.
   Questo  disegno di legge invece ha, direi, un compito  più  arduo,
  cioè  quello  di  creare le condizioni di una regolamentazione  del
  settore  per attingere ai finanziamenti europei, cosa  che  già  in
  passato  il  sottoscritto aveva evidenziato  con  una  mozione,  si
  poteva  anche realizzare con una misura ad hoc dei fondi comunitari
  nella programmazione e europea.
   L'Assemblea,  l'Aula  ha  preferito  questo  percorso  legislativo
  ritenendo   di  realizzare  una  buona  legge.  Riterrei   che   un
  provvedimento   importante  che  poteva  e  può   sicuramente,   in
  Commissione   europea,  fare  in  modo  che  questo  possa   essere
  evidenziato,  dare  maggiore spazio, per  esempio  alle  Università
  siciliane, per i giovani laureati in scienze della comunicazioni  o
  per valorizzare l'istituto del giornalismo che ricordo faceva parte
  della  famigerata  tabella  H o addirittura  creare  le  condizioni
  affinché  si  possa  rappresentare  e  dare  luce  ad  una  Sicilia
  patrimonio culturale, patrimonio letterale, rispetto ad una Sicilia
  che    viene   molto   spesso   rappresentata   falsamente,   dalla
  comunicazione  nazionali, con delle fiction che  fanno  danno  alla
  comunicazione e al turismo in Sicilia.
   Questo provvedimento può dare vita ad un percorso che ritengo  sia
  un  percorso interessante anche per gli altri provvedimenti che  si
  possono  esitare  da  qui  a  breve, perché  dai  fondi  comunitari
  l'Assemblea  può attingere e dare un indirizzo nuovo che  non  deve
  essere  quello della parcellizzazione, dei finanziamenti,  che  poi
  non  si  riescono mai a spendere, ma creare quelle  macro  aree  di
  intervento  che  di fatto danno la possibilità in modo  diretto  ed
  efficace di evitare i disimpegni comunitari.
   Penso  che  il  lavoro che ha fatto la Commissione  sia  stato  un
  ottimo  lavoro.  Bisogna creare le condizioni perché quest'attività
  di  comunicazione venga resa più accessibile nel nostro territorio.
  Questo comportamento oggi viene esitato favorevolmente, dando anche
  la  possibilità a chi opera con strumenti minoritari rispetto  alle
  grande testate.
   Io  voterò  favorevolmente  perché la possibilità  che  quest'Aula
  possa  attenzionare  anche  le misure comunitari,  i  finanziamenti
  comunitari, è cosa sicuramente importante, buona e giusta.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto   per
  ribadire la soddisfazione di aver contribuito a fare questa  legge,
  insieme a tutti i colleghi della Commissione e del Parlamento.
   Diceva  bene poco fa il presidente Musumeci, quando diceva che  in
  qualche  modo arriviamo un po' in ritardo rispetto al passaggio  al
  digitale.
   Abbiamo fatto tante battaglie; alcuni di noi non ci sono riusciti,
  finalmente comunque alla fine siamo arrivati a fare partire  questo
  treno,  che  non  vuole  essere  un  treno  esaustivo,  una   legga
  esaustiva,  ma  una  legge che però introduce  alcuni  elementi  di
  novità, innanzitutto la massima trasparenza nella erogazione non di
  contributi  a  pioggia ma di garanzia. Per la prima volta  entriamo
  con  questa  legge  a  garantire il credito, le  tante  banche  che
  soffocano  i nostri imprenditori, e per la prima volta  entriamo  a
  dare garanzia in questo settore. Garantiamo la libera informazione,
  quella  piccola piccolissima, l'informazione locale, l'informazione
  che quando arriva è segno di democrazia, è segno di partecipazione,
  è segno di miglioramento della qualità della vita.
   Con  questa norma, si riferisce soprattutto alle piccole  e  medie
  imprese,  piccole  e medie imprese che solo in Sicilia,  circa  110
  imprese,   signor   Presidente,  per  quanto  riguarda   il   mondo
  dell'informazione  televisiva, cosa che non c'è  quasi  in  nessuna
  parte  d'Italia, è una ricchezza, ma una ricchezza  vera, di  gente
  che  lavora, di persone appassionate, di giornalisti che  fanno  il
  loro  dovere,  che controllano e che danno notizie, che  certamente
  nei media nazionali possono essere in qualunque momento ignorate.
   E'  una  norma  che  introduce alcuni  argomenti  nuovi:  la  rete
  d'impresa,  il contratto di programma, consente, ecco,  in  qualche
  modo,  di fare della Sicilia, anche in questo se mi consentite,  un
  punto di riferimento.
   Non  c'era  una  legge.  L'ultima legge era una  disposizione  del
  Corecom.  Il  Corecom  assume  un ruolo  importantissimo  perché  i
  criteri  che  verranno utilizzati per tutto  ciò  che  riguarda  la
  possibilità  di accedere alla legge saranno i criteri del  Corecom,
  per  quanto  riguarda ovviamente le televisioni e, come  si  diceva
  poco   fa,   abbiamo  ampliato  a  tutta  la  parte   relativamente
  all'informazione, quindi alla nuove tecnologie,  ai  quotidiani,  a
  tutti  coloro che comunque con libertà, con spirito di  sacrificio,
  fanno e garantiscono la proprietà di informazione in questa terra.
   Forse  sono   anche  su  questo  d'accordo,  Presidente  Musumeci,
  abbiamo  tralasciato, non abbiamo toccato, non abbiamo perfezionato
  la parte per quanto riguardava le agenzie di stampa.
   Siccome  l'Assessore, nei prossimi giorni, porterà  in  Parlamento
  una   legge   importante   rispetto  allo  sviluppo   dell'impresa,
  dell'imprenditoria  c'è  una buona parte, ecco  può  essere  quella
  l'occasione   per   cercare  di  salvaguardare  questa   fonte   di
  informazione ricchissima, preziosissima, fondamentale.
   Quindi,  in  questa  direzione vogliamo muoverci.  Per  quanto  ci
  riguarda esprimiamo un parere favorevole all'approvazione di questo
  disegno di legge. Sono convinto che sia una legge, una buona  legge
  che  può  essere  migliorata,  se da parte  dell'Assessore  per  le
  attività produttive, che è stata protagonista per far si che questa
  legge si realizzasse, ci si metta l'obiettivo di farla diventare un
  punto di riferimento per lo sviluppo della Sicilia.
   Noi  parliamo  di innovazione tecnologica,  parliamo  di  ricerca,
  parliamo  di  investimenti. Ecco, attraverso  i  fondi  dell'Unione
  Europea,   ma   anche  attraverso  di  fondi  del   bilancio,   non
  dimentichiamo che abbiamo fatto uno sforzo per reperire i soldi del
  bilancio,  prendendoli  dalla comunicazione  del  Presidente  della
  Regione, quindi la volontà di fare, di utilizzare i due canali.
   Abbiamo  questa  legge. A questo punto non  ci  sono  alibi.  Sarà
  compito  nostro  se  saremo  bravi a  fare  immediatamente  decreti
  attuativi, caro Assessore, e se saremo in condizione anche di fare,
  di  capire  se  la  libertà,  la libera  informazione,  la  qualità
  dell'informazione,  la  democrazia sono  essenziali  anche  per  lo
  sviluppo.
   Attraverso  questo si educa, si migliora, si informa e  si  creano
  condizioni  di sviluppo, perché  con la cultura si fa  occupazione,
  si fa sviluppo e certamente si allontana il malaffare e la mafia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                      Per richiamo al Regolamento

   MILAZZO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  sentito  un
  deputato  fare  richiesta di voto segreto.  Ho  sentito  anche  che
  questo deputato ha preannunciato il proprio voto contrario a questo
  disegno di legge.
   A  norma di Regolamento, nello specifico, l'articolo 131, comma 2,
  se  c'è  voto segreto il deputato può chiedere la parola  solo  per
  motivare la propria astensione. Per cui il voto segreto, per questo
  disegno di legge, non si potrà svolgere più.

   - 8-280/A 'norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
   dell'informazione locale

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
         «Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
              dell'informazione locale» (nn. 304-8-280/A)

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  il  dibattito  che ha visto quest'Aula impegnata in  un  intervento
  legislativo, a mio avviso importate perché vuole dare  un  segnale,
  vuole   essere  un  primo  passo verso un  percorso  che  cerca  di
  sostenere,  da un punto di vista della razionalità ma  anche  della
  professionalità, una realtà sociale che una categoria professionale
  che,  secondo  me,  lo è attraverso un impegno,  un  sostegno,  una
  iniziativa  che anche da parte nostra vuole contribuire  in  questa
  direzione, perché in un sistema democratico, in un momento  in  cui
  il dibattito deve essere portato avanti sempre perché dal confronto
  possa  nascere  una  qualità della vita  sociale  e  politica,   la
  comunicazione  e quindi le categorie professionali, i  giornalisti,
  la  carta stampata,  ma anche questo momento mediatico che di fatto
  riesce  a raggiungere tutti, diventi uno strumento che contribuisca
  a  far  si che la realtà in cui noi viviamo possa essere conosciuta
  attraverso  fatti  obiettivi,  professionalmente  qualificati,  che
  siano  non  nella direzione di chi avendo bisogno di un sostegno  a
  volte abusa della propria posizione.
   Vogliamo  evidenziare e sottolineare che questo  deve  essere   un
  motivo di grande azione. Se questo è il senso,  ci siamo impegnati,
  come  Gruppo politico, come nostra deputazione,  ed infatti diversi
  emendamenti, in particolare all'articolo 4, sono stati  recepiti  e
  di questo abbiamo motivo di soddisfazione.
   Probabilmente,  l'aspetto dei costi di gestione è un  aspetto  che
  interessa questa realtà però c'è un problema anche di grande spinta
  perché    ci   sia   una   innovazione,   perché   ci    sia    una
  infrastrutturazione  di  una  realtà  che  deve   cogliere   queste
  opportunità.
   In  questa  direzione, però, l'utilizzo per noi delle  risorse  di
  bilancio  in maniera chiara e obiettiva ed una fase in cui   questo
  utilizzo  è  sempre più ridotto perché sono sempre più limitate  le
  risorse  finanziarie,  c'è  un  problema  di  utilizzo  di  risorse
  comunitarie   e  quindi  si  deve  intervenire  nel   processo   di
  innovazione,  di  ricerca e di capacità,  di orientarsi  verso  una
  realtà   che   farà  crescere  anche  dal  punto  di  vista   della
  infrastrutturazione e quindi della innovazione e ricerca.
   Il  senso  di  questo nostro impegno, di questa nostra  iniziativa
  parlamentare   va  in  questa direzione. E'  sicuramente  un  primo
  passo.  Mi auguro che anche in questa direzione abbiamo contribuito
  a creare uno strumento legislativo che rappresenti un primo momento
  che  introduca  alla  realtà dell'informazione una  opportunità  di
  crescita  ed anche di possibilità di far si che l'informazione  sia
  sempre  più  obiettiva ed affrancata da un bisogno e  quindi  nella
  capacità di essere più liberi e più determinati nel capire  che  il
  mondo politico e la classe dirigente politica non deve essere  solo
  la classe da mettere sul banco degli imputati perché fa comodo alla
  posizione mediatica che a volte il giornalista vuole cogliere ma mi
  auguro  che  da  questo momento e anche in questa  direzione  possa
  crescere una classe professionale che sappia evidenziare ed  essere
  determinata e visibile per i contenuti e non per i clamori.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
  che  qualche  collega prenda il Regolamento dall'Aula,  intanto  le
  dico  che  chiedo il voto segreto su questo disegno  di  legge.  E'
  chiaro  che  prendo  questa  decisione  perché  avevo  chiesto   al
  Presidente  Marziano,  nella descrizione  dell'emendamento  che  ha
  eliminato tutti gli emendamenti presentati all'articolo  4,  io  ne
  avevo  presentato  uno che mi sembrava essere  un  emendamento  che
  poteva  portare una giustizia sui provvedimenti a favore di  queste
  emittenti,  di  questi giornali. E' stato dichiarato  decaduto.  Io
  inconsapevolmente,   poiché  questa   decadenza   è   avvenuta   in
  Commissione, ma non sapevo che stamattina hanno lavorato su questo,
  ho  chiesto  se  era possibile apportare mediante un  articolo  117
  questa correzione.
   Non  è stato possibile. Ringrazio comunque per il lavoro fatto dal
  Presidente  perché  penso  sia  una  legge  che  farà  tanto   bene
  all'editoria siciliana.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  arriviamo  alla
  fine  dell'iter  di  questa norma che ha visto  un  iter  piuttosto
  complesso  e che è stato in maniera piuttosto impeccabile  trattata
  non  solo dall'Aula ma anche dalle Commissioni di merito, un lavoro
  anche  incrociato dai presentatori dei vari disegni di legge e  che
  ha  visto  in queste ultime settimane un lavoro di controllo  e  di
  ritocco  anche  da  parte dell'Aula, che ha  certamente  migliorato
  questo disegno di legge.
   Non  possiamo, quindi, che essere soddisfatti del lavoro che si  è
  fatto.  Certamente  si  pone rimedio, si  cerca  di  porre  rimedio
  comunque  ad un problema che si è creato in questi ultimi anni.  E'
  innegabile.  Lo  abbiamo detto più volte e penso  che  la  politica
  siciliana  abbia fatto bene il proprio ruolo cercando di affrontare
  in modo serio e concreto le difficoltà dei passaggi tecnologici che
  stanno  investendo il mondo dell'informazione, cercando  ovviamente
  di  tutelare  quanto  più possibile tutte le varie  dimensioni  del
  mondo  dell'informazione, dell'editoria, che oggi  attraversano  la
  nostra  società.  Non dobbiamo dimenticare che  il  fenomeno  delle
  piccole  testate   giornalistiche, televisive  e  informatiche  per
  l'appunto  vede  un  fenomeno di micro realtà  che  vanno  tutelate
  proprio  perché ampliano quello step e quella capacità di pluralità
  che deve essere al centro del sistema informativo.
   E'  certo, però, penso che una riflessione su questo vada fatta in
  modo  sereno,  che la politica debba, senza nascondersi,  avere  un
  ruolo  importante  che è quello di guidare  la  società,   come  ho
  detto,  ed è quello di guidare dei processi.
   Non  credo, onestamente, signor Presidente - questa è l'unica nota
  che  sottolineo, un po' infelice di questo iter legislativo  -  non
  penso  che la politica debba subire le scelte di poteri esterni  ad
  essa perché credo fortemente nel primato della politica; credo  che
  la  politica debba guidare i processi e non credo che debba farseli
  indicare  da gruppi editoriali né tanto meno da gruppi industriali,
  né  tanto meno da gruppi di pressione che a vario titolo cercano di
  condizionarla.
   Ed è il motivo per il quale obiettivamente credo e sono fortemente
  convinto  che chi in queste settimane ha lavorato a questo  disegno
  di  legge  lo  abbia  fatto innanzitutto avendo ben  chiaro  questa
  funzione  di guida che la politica deve avere; se qualcun  altro  -
  vedete  - ha voluto scrivere non con le proprie mani ma a più  mani
  questo disegno di legge in questi mesi, in queste settimane,  forse
  anche  sotto  dettatura di qualcuno di questi gruppi  di  pressione
  editoriali,  certamente ha trovato nel lavoro attento e  capace  di
  quest'Aula un argine forte ed è il motivo per il quale - vi  dicevo
  - sono convinto di questa norma.
   Poi,  infine, l'ultima nota va semplicemente addebitata su  alcune
  norme  che, forse, abbiamo riproposto e che, di fatto, toccherà  di
  nuovo al Commissario dello Stato - figura che, come sapete bene, il
  mio  partito  non ama particolarmente anche perché la  ritiene  una
  figura  anacronistica  ormai col nuovo  sistema  costituzionale  di
  controllo  delle  norme  da parte di tutte  le  Regioni  a  Statuto
  ordinario e non solo, un sistema anacronistico - purtroppo,  mi  sa
  che  toccherà  di nuovo al Commissario dello Stato  toccare  alcuni
  articoli di questa norma.
   Il  Presidente  Ardizzone  ci ha spiegato,  però,  che  è  facoltà
  dell'Aula  insistere ed eventualmente portare avanti,  in  sede  di
  Corte Costituzionale, questo articolo.
   Spero  che  quest'Aula parlamentare nella sua  dignità  non  esca,
  nuovamente, colpita e recidiva su norme che già, ampliamente,  sono
  state bocciate in altre situazioni.
   Quindi,  constatato  questo, apprezzo il  lavoro  dell'Aula  e  mi
  rimetto alla votazione.

   PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di interventi.
   In  merito  al  richiamo  al Regolamento  dell'onorevole  Milazzo,
  vorrei  sottolineare  che  l'onorevole Cancelleri  aveva,  nel  suo
  intervento,  preannunziato la richiesta  di  voto  segreto  ma  non
  l'aveva  ancora formalizzata. Ecco perché chiedo e ritengo che,  la
  richiesta dell'onorevole Milazzo non debba essere accolta.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Vi è una richiesta formalizzata.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  veramente
  molto breve. Era solo per puntualizzare, all'onorevole Lentini, che
  avevamo capito esattamente quello che era accaduto.
   L'emendamento  ha,  di  fatto, ammesso i soggetti  condannati  con
  sentenza passata in giudicato ad accedere ai finanziamenti; abbiamo
  capito che è accaduto questo e, per noi, questo è grave.
   Poi,  volevo  dire  un'altra cosa: al comma  4,  dell'articolo  4,
  invece  leggiamo  che il Corecom Sicilia indicherà  l'elenco  delle
  aziende  che  potranno  accedere  ai  finanziamenti  indicando   il
  personale dipendente ed i punteggi attribuiti.
   Quindi, significa che è vero che c'è stato un lavoro minuzioso  di
  ricerca,  di  allargamento  delle  maglie  che  è  stato  fatto  ad
  appannaggio delle piccolissime e piccole, medie imprese  editoriali
  ma,  di  fatto, se poi nell'elenco viene attribuito il  numero  dei
  dipendenti  ed il punteggio significa che solo i grandi arriveranno
  a spartirsi la torta ed ai piccoli non rimarrà nulla.
   Vogliamo continuare a prenderci in giro?
   Per me questa è una legge che  non comprendo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cancelleri,  lei  già,  però,  era
  intervenuto nel dibattito, nella dichiarazione di voto.
   Si pone in votazione il disegno di legge n. 304-8-280/A  Norme per
  la  promozione  ed  il  sostegno dell'imprese  e  dell'informazione
  locale .
   Vi  è  una  richiesta di voto segreto. Ricordo ai  proponenti  che
  bisogna  che  sia formalizzata da 12 deputati, in base all'articolo
  122 del Regolamento interno, poiché siamo nella votazione finale.
   Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   'norme per la promozione ed il sostegno delle imprese della
   informazione locale'

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Votazione finale  per scrutinio segreto del disegno di legge
        «Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese e
                dell'informazione locale» (304-8-280/A)

    PRESIDENTE   Si passa alla votazione finale per scrutinio  segreto
  del  disegno di legge «Norme per la promozione ed il sostegno  delle
  imprese e dell'informazione locale» (304-8-280/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione   per   scrutinio
  segreto

   CORDARO. L'onorevole Grasso non ha potuto votare.

   PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze si ripete la votazione.
   Bisogna  ripetere  la  verifica,  quindi  prego  i  richiedenti  di
  formalizzare la richiesta.
   La precedente votazione si ritiene annullata.
   Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.
   Dichiaro chiusa la verifica.

                                   (La richiesta risulta appoggiata a
  termini di Regolamento.

   Indìco  la  votazione finale per scrutinio segreto del  disegno  di
  legge nn. 304-8-280/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Alloro, Alongi, Anselmo, Assenza, Cancelleri, Cascio  F.,
  Cascio  S.,  Ciaccio, Cimino, Cirone, Clemente, Coltraro,  Cordaro,
  D'Asero, Di giacinto, Digiacomo, Falcone, Fazio, Ferreri, Figuccia,
  Firetto,  Fontana,  Formica, Grasso, Greco G., Gucciardi,  Ioppolo,
  Laccoto, Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lombardo,
  Lupo,  Maggio,  Malafarina, Mangiacavallo,  Marziano,  Milazzo  A.,
  Milazzo  G.,  Musumeci,  Nicotra,  Palmeri,  Panarello,  Panepinto,
  Ragusa,  Raia,  Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Sorbello,  Sudano,
  Tamajo, Tancredi, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.

   Sono  in  congedo:  Arancio,  Dipasquale,  Federico,  Ferrandelli,
  Siragusa.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti               60
   Votanti                59
   Maggioranza            30
   Favorevoli             35
   Contrari               24
                         (L'Assemblea approva)

    Rinvio della discussione dei punti III, IV e V dell'ordine del
                                giorno

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dell'assessore al ramo
  dispongo  il  rinvio  dei  punti  terzo  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione  numero 153  Iniziative  per  mantenere
  l'IVA  al  4%  per  le  prestazioni di  servizi  socio-sanitari  ed
  educativi resi dalle cooperative sociali , degli onorevoli Lupo, Lo
  Sciuto,  Greco  G.,  Figuccia,  Lombardo,  Di  Mauro,  Federico   e
  Fiorenza; quarto dell'ordine del giorno: Discussione della  mozione
  numero 186  Iniziative per il rilascio di garanzie fideiussorie  da
  parte  dell'IRFIS  -  FinSicilia s.p.a.  in  favore  delle  imprese
  siciliane presenti nelle graduatorie di ammissione sui benefici  di
  contributi  assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi  P.O.-
  FES  e  P.O.-FERS , degli onorevoli La Rocca, Cancelleri, Cappello,
  Ciaccio,  Ciancio, Ferreri, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
  Tancredi,  Trizzino,  Zafarana  e Zito  e  quinto  dell'ordine  del
  giorno:   Discussione  della  mozione  numero   177    Stipula   di
  convenzione  o  protocollo d'intesa tra  la  Regione  siciliana  ed
  istituti  di credito per l'erogazione di anticipazioni di tesoreria
  alle  IPAB ,  degli onorevoli Foti, Cancelleri, Cappello,  Ciaccio,
  Ciancio,  Ferreri,  La  Rocca,  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa,
  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito e Fiorenza.
   Pertanto,  la  seduta è rinviata a domani, mercoledì  4  dicembre
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
               della spesa relativa ai costi della politica . (nn. 492-410-367-9
               46-14-13/A)

               Relatore: on. Savona

            2)  -  Norme in materia di consorzi fidi.  (n. 566/A)

               Relatore: on. Marziano

            3)  -  Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a.. Modifiche
               alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50.  (n. 566/A Stralcio
               I)

               Relatore: on. Marziano

            4)  -  Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nel Comune di Taormina'.  (n.
               180/A)

               Relatore: on. Rinaldi

            6)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
               dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie' .
               (n. 162/A)

               Relatore: on. Tamajo

            7)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

                   La seduta è tolta alle ore 19.28

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

  Risposte scritte ad interrogazioni «Risorse agricole e alimentari»

   LA  ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-
  ZITO-.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
  agricole e alimentari, premesso che nel mese di gennaio le  notizie
  di  stampa hanno ampiamente riportato il caso relativo al  progetto
  'Cottonet',  nonché  alla  reintroduzione  della  coltivazione  del
  cotone  in  Sicilia, che ha visto coinvolte le Facoltà  di  Agraria
  delle Università di Reggio Calabria e Catania;

   considerato che:

   il  progetto  sopra menzionato avrebbe creato, nei prossimi  anni,
  circa  duemila posti di lavoro ed un'estensione di diecimila ettari
  di terreno coltivato;

   a  quanto  pare,  le  richieste  dei  finanziatori  privati  erano
  indirizzate    all'inserimento   della    parola    'cotonicoltura'
  nell'ordinamento agrario siciliano;

   in   assenza   delle  predetta  indicazione,  il  progetto   della
  costituenda  Cottonet' non potrebbe vedere la luce in quanto,  allo
  stato  attuale, l'impresa non può acquistare i semi  e  i  prodotti
  necessari per la coltivazione;

   al  di  là  della vicenda de qua - in ragione della quale  sarebbe
  saltato  un investimento da parte di privati di circa 5 milioni  di
  euro  -  è  innegabile la necessità di rimettere in moto l'economia
  dell'isola, anche mediante l'incentivo di investimenti di  soggetti
  privati in favore dell'economia dell'intera regione;

   per sapere se:

   siano  in  programma  delle  linee politiche  dell'Assessorato  di
  competenza  finalizzate all'introduzione ed  all'incentivazione  in
  Sicilia   della  cotonicoltura  come,  ad  esempio,   il   relativo
  inserimento nei programmi di sviluppo rurale ed ulteriori misure;

   vi  sia  l'intenzione,  da  parte  del  medesimo  assessorato,  di
  sensibilizzare  l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura,  nonché
  le  Istituzioni comunitarie affinché anche la Sicilia possa  essere
  inserita  nel  Piano di aiuti comunitari (Pac) per la  coltura  del
  cotone». (666)

   Risposta.   -«In   riferimento  all'atto  ispettivo   in   oggetto
  richiamato,  si  chiedevano  notizie  in  merito  agli   interventi
  finalizzati  all'adozione e all'incentivazione della  cotonicoltura
  in Sicilia.
   In  ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione, in premessa,
  ritengo  opportuno, mettere in evidenza che, attualmente il  cotone
  viene prodotto solo in tre Stati membri su circa 300mila ettari.
   La  Grecia è il principale coltivatore di cotone, con l'80%  circa
  della  superficie europea coltivata a cotone, seguita dalla  Spagna
  con una quota del 20% circa. La Bulgaria produce cotone con meno di
  1000 ettari. La produzione di cotone è cessata in Italia nel 1991 e
  in Portogallo nel 1996.
   Il  cotone rappresenta meno dello 0,2% del valore della produzione
  agricola europea e dopo l'ultima riforma del settore, la produzione
  di  cotone  sgranato dell'UE è scesa a livelli  simili  al  periodo
  della  metà  degli  anni ottanta, con le importazioni  europee  del
  prodotto,  che sono diminuite drasticamente nel corso degli  ultimi
  10  anni,  passando da 870.000 t. nel 2002 a 132.000  t.  nel  2012
  contro una esportazione dello stesso, che è rimasta sostanzialmente
  stabile, intorno alle 250.000 tonnellate l'anno.
   Nel   merito   dei   quesiti   posti  dagli   interroganti,   come
  rappresentatomi dal Dirigente Generale del Dipartimento  Interventi
  Strutturali, si evidenzia come la coltura del cotone  non  è  stata
  inserita  nel PSR Sicilia 2007/2013 in quanto non compresa  tra  le
  colture  elencate nell'allegato 1 del programma, infatti il  cotone
  risulta  catalogato tra le colture industriali  e  non  tra  quelle
  agrarie,  pertanto,  non  è stato possibile prevedere  investimenti
  beneficiando degli aiuti comunitari, come invece è avvenuto per  le
  altre colture.
   Nel   nuovo   regolamento,  relativo  alla  nuova   programmazione
  2014/2020,  invece la coltura del cotone risulta inserita  all'art.
  17  - paragrafo 1 - del programma di sviluppo rurale, come sostegno
  agli  agricoltori  che aderiscono per la prima  volta  ai  seguenti
  regimi:
   a) regime  di  qualità  dei prodotti agricoli, del  cotone  e  dei
       prodotti alimentari istituiti dalla legislazione dell'Unione;
  b) regime di qualità dei prodotti agricoli, del cotone e dei
  prodotti alimentari riconosciuti dagli Stati membri in quanto
  conformi ecc. ecc..

   Al paragrafo 2, con la seguente previsione:
   -   il  sostegno è concesso a titolo di incentivo, sotto forma  di
  pagamento  annuale  il  cui  importo  è  determinato  in   funzione
  dell'ammontare dei costi fissi occasionati dalla partecipazione  ai
  regimi  di qualità sovvenzionati, per un periodo massimo di  cinque
  anni .

   In  attesa di definire il nuovo programma, si sta valutando questa
  nuova opportunità offerta dalla cotonicoltura.
   I  dati sperimentali degli ultimi anni, relativi alla produttività
  e  all'ambientamento della coltura, sono molto confortanti,  rimane
  da  superare lo scoglio della massa critica, in quanto per ottenere
  i risultati economici sperati è necessario che la coltura, nel giro
  di  qualche  anno,  raggiunga una superficie di  almeno  80-100.000
  ettari, al fine di potere creare le infrastrutture necessarie ed il
  relativo indotto.
   Si  fa presente, inoltre, che la coltura del cotone, oltre a  dare
  da  40  a 60 quintali/ettaro di fibra, produce dei semi da  cui  si
  estrae  un  olio  alimentare; il relativo panello  residuale  della
  spremitura,  viene  utilizzato  per l'alimentazione  zootecnica,  e
  considerato lo stato di crisi che attraversano le colture  erbacee,
  si  ritiene  che  il  cotone potrebbe valorizzare  quelle  aree  di
  pianura ove, in atto, non si hanno grandi disponibilità idriche.
   Relativamente   alla   proposta   degli   Onorevoli   interroganti
  sull'eventuale  inserimento della coltura  nei  piani  degli  aiuti
  comunitari, si ritiene che per poterlo fare sia necessario  che  la
  coltura venga introdotta nel territorio; al momento non risulta che
  vi  siano  altre  superfici investite, oltre  quelle  del  Progetto
   Cottonet'.

                                                   L'Assessore
                                                         (Dott. Dario
                                         Cartabellotta)