Presidenza del vicepresidente Pogliese
FONTANA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Arancio, Dipasquale, Federico e Siragusa per oggi; Ferrandelli per
oggi e per domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della facoltà di
giurisprudenza del polo universitario della città di Agrigento
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti e ai
docenti della facoltà di giurisprudenza del polo universitario
della città di Agrigento che assistono ai lavori della presente
seduta.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente risposta scritta
ad interrogazione:
- da parte dell'Assessore Risorse per le agricole e alimentari
N. 666 - Interventi finalizzati all'adozione e
all'incentivazione della cotonicoltura in Sicilia.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 28287 del 6 giugno 2013,
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le risorse
agricole e alimentari).
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Definizione agevolata dei giudizi pendenti per prestazioni rese
in favore della Regione. (n. 650)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
Ragusa, Turano, Miccichè, Sorbello, D'Agostino, Anselmo, La Rocca
Ruvolo e Dina in data 28 novembre 2013.
- Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
raggiungimento degli scopi sociali delle cooperative edilizie,
l'accesso al credito delle cooperative e delle imprese ed il
recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
dei centri storici nella Regione Sicilia. (n. 651)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
Anselmo, D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Miccichè, Ragusa,
Sorbello e Turano in data 28 novembre 2013.
- Promozione della solidarietà, del recupero e della distribuzione
dei prodotti alimentari. (n. 652)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ragusa, La
Rocca Ruvolo, Dina, Anselmo, D'Agostino, Sorbello, Miccichè,
Firetto e Turano in data 28 novembre 2013.
- Semplificazioni in materia edilizia. Procedure per il rilascio
delle certificazioni di abitabilità e agibilità. (n. 653)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
28 novembre 2013.
- Norme per il recepimento e l'attuazione della normativa
nazionale in materia di revisori dei conti negli Enti Locali. (n.
654)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Vinciullo, Falcone, Assenza, Milazzo G. e Alongi in data 29
novembre 2013.
- Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza. (n. 655)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
Anselmo, D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Miccichè, Ragusa,
Sorbello e Turano in data 2 dicembre 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
economico. Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni. (n. 612 - Stralcio I)
d iniziativa governativa, inviato il 28 novembre 2013.
- Attività di promozione turistica e culturale della Fondazione
Federico II. (n. 649)
d iniziativa parlamentare, inviato il 28 novembre 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
economico. Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni . (n. 612 - Stralcio II)
d iniziativa governativa, inviato il 28 novembre 2013, parere I,
III e V.
- Nuove norme in materia di interventi di ristrutturazione
edilizia. (n. 631)
d iniziativa parlamentare, inviato il 28 novembre 2013.
- Valorizzazione dei beni post-consumo. (n. 640)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 dicembre 2013.
- Disposizioni relative alle aree protette e ai siti della Rete
natura 2000 in Sicilia. (n. 647)
di iniziativa parlamentare, inviato il 29 novembre 2013, parere I
e III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Nuove norme sui corsi di formazione professionale e fiscalità
premiale per le imprese aderenti. (n. 639)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 dicembre 2013, parere
III.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi a sostegno delle famiglie numerose. (n. 635)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 dicembre 2013, parere I,
III, IV e V.
Comunicazione di ritiro di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Firetto, con note del 28
novembre 2013, ha ritirato i sotto elencati disegni di legge:
- n. 550 Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività
edilizia, il raggiungimento degli scopi sociali delle cooperative
edilizie, l'accesso al credito delle cooperative e delle imprese ed
il recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare
riguardo dei centri storici nella Regione Sicilia , presentato il
17 settembre 2013;
- n. 629 Definizione agevolata dei giudizi pendenti per
prestazioni rese in favore della Regione , presentato il 14
novembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vincenzo Figuccia, con nota
prot. n. 12750/SG.LEG.PG. del 27 novembre 2013 e l'onorevole
Giuseppe Milazzo, con nota prot. n. 12751/SG.LEG.PG. del 27
novembre 2013, hanno chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 638: Abrogazione della legge regionale n. 7 del 27 marzo
2013 .
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla competente Commissione
legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui alla
legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3. Norme per il contrasto e la
prevenzione della violenza di genere . (n. 24/VI).
pervenuto in data 27 novembre 2012, inviato in data 28 novembre
2012 e reso in data 28 novembre 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1442 - Iniziative urgenti per scongiurare la chiusura del
Centro Telespazio di Scanzano (PA).
- Presidente Regione
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni;
Di Mauro Giovanni
N. 1443 - Notizie sul mancato avviamento al lavoro dei vincitori
del concorso per operatore tecnico presso l'Assessorato
regionale Beni culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Milazzo Giuseppe; Lentini
Salvatore; Di Giacinto Giovanni; Clemente Roberto Saverio; Figuccia
Vincenzo
N. 1444 - Notizie in ordine alla messa in liquidazione della
società 'Sicilia e-Servizi S.p.A' e sul programma di
informatizzazione della Regione siciliana.
- Presidente Regione
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Dino; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1441 - Notizie in merito all'Istituto per l'incremento ippico
per la Sicilia.
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Economia
Firmatario: Lombardo Salvatore Federico
N. 1445 - Riduzione delle liste d'attesa per esami di angiografia
diagnostica presso l'ospedale Cannizzaro di Catania.
- Assessore Salute
Firmatario: Raia Concetta
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 135 - Istituzione della figura professionale del community
manager.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciaccio Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
La Rocca Claudia
N. 136 - Notizie in merito agli incentivi al personale
dell'Amministrazione del Comune di Bagheria (PA), incaricato di
redigere il piano regolatore generale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 137 - Notizie in ordine al protocollo d'intesa siglato tra
IRFIS-FINSICILIA s.p.a e Confindustria Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Grasso Bernadette Felice; Lantieri Annunziata Luisa;
Greco Giovanni; Greco Marcello; Cancelleri Giovanni Carlo; Falcone
Marco; Alloro Mario; Rinaldi Francesco
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 232 Modifica del decreto in materia di compartecipazione
ai costi delle prestazioni riabilitative psico-fisiche-sensoriali
in regime semiresidenziale e residenziale , degli onorevoli
Falcone Marco; Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Assenza Giorgio, presentata il 25 novembre 2013;
- numero 233 Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31 , degli onorevoli
Milazzo Giuseppe; D'Asero Antonino; Cascio Francesco; Vinciullo
Vincenzo, presentata il 25 novembre 2013;
- numero 234 Verifica sulle pensioni di invalidità civile erogate
in Sicilia , degli onorevoli Foti Angela; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 25 novembre 2013;
- numero 236 Interventi urgenti per scongiurare la chiusura della
tratta ferroviaria Palermo - Trapani , degli onorevoli Palmeri
Valentina; Fazio Girolamo; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano, presentata il 28 novembre 2013;
- numero 237 Pagamento delle istanze per le misure
agroambientali 214A, 214 1B e 214 1D , degli onorevoli Lupo
Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Barbagallo Anthony Emanuele; Cirone
Maria in Di Marco, presentata il 29 novembre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazione e di ritiro
di mozione
PRESIDENTE. Comunico che:
- con note pervenute il 26 novembre 2013 e protocollate
rispettivamente ai nn. 12814/AULAPG e 12815/AULAPG del 28 novembre
successivo, gli on.li Clemente e Lo Giudice hanno chiesto di
apporre la firma all'interrogazione n. 1264;
- con nota pervenuta il 26 novembre 2013 e protocollata al n.
12867/AULAPG del 29 novembre successivo, l'on. Foti ha ritirato la
mozione n. 235.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FIGUCCIA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò un
intervento veloce dando lettura di una nota che è pervenuta,
proprio alla Presidenza, con riferimento a delle indicazioni date
dalla principale organizzazione sindacale presente in questa
Assemblea e di cui do, per l'appunto, lettura: il sottoscritto -
dice la nota - dottor Collica Salvatore, in qualità di Segretario
generale della CISL, sindacato dipendenti ARS, con la presente
intende sensibilizzare, una volta e per tutte, l'intera istituzione
parlamentare sulle gravissime conseguenze, in termini di immagine e
di sicurezza personale di quanti vi lavorano, circa i reiterati ed
immeritati richiami dell'onorevole Presidente della Regione,
Crocetta, in vari talk show televisivi sugli eccessivi costi di
questo Parlamento regionale e - dico subito - che gli eccessivi
costi fanno riferimento al personale di questa Assemblea, personale
professionalizzato, personale che, ormai da tanti anni, da venti
probabilmente in alcuni casi, ma anche da trenta in altri, svolge
con alta professionalità questo ruolo, che è quello dell'Assistente
parlamentare.
La nota dice che, al riguardo, vale la pena far presente - e si
riferisce a delle dichiarazioni evidentemente false date dal
Presidente della Regione in un talk show che è quello di Matrix,
riportate dalla stampa, dal Giornale di Sicilia del 2 dicembre 2013
- che gli assistenti parlamentari sono stati assunti tramite
concorso pubblico, mentre gli Uscieri, a cui in maniera ingrata ed
ingiusta il Presidente fa riferimento, sono stati assunti in base
alla legislazione vigente per chiamata diretta tramite Uffici di
collocamento.
Inoltre, - si dice nella nota - il confronto non regge perché,
mentre i primi farebbero un orario di lavoro legato a 36 ore
settimanali, gli assistenti parlamentari, invece, lavorano per un
minimo di 40 ore con attività che, da quest'anno, finalmente, si
svolgono in ore accettabili ma che, negli anni passati, hanno visto
impegnato questo profilo professionale spesso fino a tarda notte,
in maniera da poter rendere congrua l'attività di questo Parlamento
e di poter rappresentare, all'esterno, con dignità, i lavori svolti
in seno allo stesso Parlamento.
A confronto di quanto sopra evidenziato si fa riferimento - dice
la nota - alle retribuzioni degli assistenti parlamentari che, per
altro, sono pubblicate, per ragioni di trasparenza, nell'home page
dell'Assemblea regionale da cui si evince, tra l'altro, che lo
stipendio iniziale di un assistente parlamentare appena assunto è
di 1.304,11 centesimi di euro e che, nemmeno dopo venti anni di
servizio, quando si arriva ad uno stipendio di 2.897,77 centesimi
di euro, si raggiungono le cifre, evidentemente esagerate, che sono
state veicolate a mezzo stampa, che parlerebbero di 7.000,00 euro
che vedrebbe equiparato il profilo dell'assistente parlamentare a
quello del Presidente della Regione perché sembrerebbe, da quelle
dichiarazioni, che il Presidente della Regione guadagni molto meno
dell'assistente parlamentare. Io sono qui, signor Presidente, per
dire che questo genere di comunicazioni che, peraltro, aizzano le
masse in un momento così difficile di crisi economica, sono delle
argomentazioni che certamente andrebbero evitate.
Incontrerò nelle prossime ore le delegazioni sindacali - non solo
quella della CISL, ma anche le altre organizzazioni sindacali -
incontrerò una rappresentanza del profilo professionale degli
assistenti parlamentari che svolgono all'interno di questo Palazzo,
in maniera eccellente, il loro servizio, e capiremo insieme, signor
Presidente, quali azioni dovranno essere poste in essere al fine di
tutelare questa alta professionalità formatasi negli anni con
grande competenza, con l'auspicio soprattutto che esternazioni
fuori luogo, come quelle che il Presidente Crocetta ha fornito in
talk show televisivi, vadano evitate.
Infine, signor Presidente, più volte ho assistito a manifestazioni
sotto questo Palazzo, ed ho visto gli assistenti parlamentari in un
profilo che è anche di supporto alle attività di tutela
dell'ordine, al fine soprattutto di evitare che l'opinione pubblica
si scagli ingiustamente verso personale che svolge, ripeto, con
qualità e professionalità questo servizio, ed al fine di evitare
che queste menzogne e falsità possano continuare ad essere
rappresentate in maniera teatrale e decisamente fuori luogo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia, credo che il suo
intervento sia stato assolutamente opportuno e fa chiarezza in
merito ad una problematica all'interno della quale si registra
demagogia.
MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, anch'io desidero richiamare l'attenzione di questa
Presidenza sulle recenti esternazioni del Presidente della Regione
Crocetta, esternazioni affidate ad organi di stampa anche di
carattere nazionale.
Si tratta di apprezzamenti nella furia devastante della
rivoluzione verbale, apprezzamenti nei confronti del personale
dipendente - è stato già detto dal collega Figuccia - nei confronti
degli assistenti parlamentari che il Presidente, con un tono non
certo improntato ad apprezzamento, definisce commessi o
uscieri .
Io sono convinto, signor Presidente, che il Governatore di una
Regione in generale, e di una importante Regione come la Sicilia,
anche nei momenti di promozione della propria immagine, debba
mantenere uno stile, debba mantenere un linguaggio appropriato,
sobrio e mai di disprezzo nei confronti del personale dipendente e,
se non proprio di disprezzo, non può mai fare accostamenti
demagogici che finiscono per creare equivoci nella pubblica
opinione, costringendo il personale stesso oggetto delle attenzioni
ad assumere una posizione imbarazzante, non facile, sconveniente.
In questo senso io, signor Presidente, ove mai lei dovesse
condividere le espressioni di rammarico che qui sto pubblicamente
rassegnando, sicuro di interpretare il pensiero di una parte
dell'Assemblea, la invito a volere formalmente notificare al
Presidente della Regione questo nostro disagio, questo nostro
imbarazzo e l'invito garbato, ma fermo e determinato, a dovere,
d'ora in avanti, mantenere nella comunicazione pubblica un
linguaggio che sia adeguato al ruolo che il Presidente è stato
chiamato a ricoprire. Nello stesso tempo desidero, a nome personale
del mio Gruppo, esprimere solidarietà e apprezzamento agli
assistenti parlamentari e a tutto il personale dipendente, da
Palazzo d'Orleans all'Assemblea regionale, per la capacità, la
professionalità e la carica di umanità con cui svolge il proprio
lavoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Musumeci, il suo invito verrà
certamente accolto.
MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io apprezzo
sicuramente la profonda sensibilità dell'onorevole Figuccia e anche
dell'onorevole Musumeci, nel difendere la professionalità degli
operatori di questa Assemblea. Professionalità che io ho già avuto
modo di apprezzare in tante occasioni e che fornisce un contributo
sicuramente prezioso all'attività legislativa con competenza e
serietà.
Ma qua non è in discussione né la competenza né la serietà e
neanche la capacità degli assistenti parlamentari e del personale
dell'Assemblea. Quello che è in discussione è semplicemente un
contenimento delle spese dell'Assemblea regionale. E non credo che
non si possa sottacere, neanche con la più spietata demagogia e
populismo, dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti quanti.
Non credo che sia decente, per nessun cittadino italiano, mandare
in pensione una persona che, per quanto capace, meritevole e
quant'altro, goda di una pensione fra tredicesime, quattordicesime
e sedicesime, di ben sedici mila euro netti al mese.
E' uno scandalo - onorevole Musumeci, le ricordo che nessun
deputato ha ritenuto di prendere posizione - mandare in pensione,
con una liquidazione di un milione e mezzo di euro una persona, in
uno Stato che non riesce neanche a garantire ai cittadini un
reddito minimo di sopravvivenza.
Quindi, non è in discussione il personale dell'Assemblea. In
discussione è un sistema che, purtroppo, garantisce dei privilegi
che oggi la società non si può più permettere, e che è opportuno
rivedere per il futuro. Non è in discussione lo stipendio di
duemila, tremila euro del personale, che forse sono anche pochi, ma
sono in discussione le punte esasperate di privilegio che non ci
possiamo più permettere.
VULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su un
altro argomento che è diametralmente opposto a quello che ho
ascoltato in questi minuti dagli onorevoli Malafarina, Musumeci e
Figuccia.
Lei sa benissimo - lo sa tutta l'Italia, forse tutta l'Europa -
essendo un deputato catanese, che in questo momento l'Etna, con la
sua eruzione e con la cenere vulcanica, sta creando dei problemi,
non solo all'aeroporto, ma alle comunità e ai paesi dove questa
benedetta cenere vulcanica va a cadere.
Nell'aprile di quest'anno abbiamo votato in questa Assemblea un
ordine del giorno, di cui io sono stato il primo firmatario, e
firmato da circa 80 deputati, quasi tutta l'Assemblea, cioè quasi
nel plenum, con il quale invitavamo l'Assessore regionale
all'energia ed ai servizi di pubblica utilità ad inviare al
Ministero dell'ambiente una comunicazione nella quale si chiedeva,
come è avvenuto per altri tipi di rifiuti, tipo le alghe piaggiate,
di togliere dall'elenco dei rifiuti europei, dal CER (Catalogo
europeo dei rifiuti), questa sabbia vulcanica perché, oltre a
creare un danno nei paesi e nelle città per via della loro
raccolta, noi creiamo un doppio danno. Infatti, considerata come un
rifiuto, questa sabbia vulcanica va messa, purtroppo, in discarica,
pertanto, abbiamo una doppia beffa: la prima è quella di
raccogliere questa sabbia vulcanica, la seconda è quella di
portarla in discarica. Quindi, se i nostri Uffici, l'Assessorato,
non si attivano questo resta un problema seria.
Si può tentare, e ci si può riuscire tranquillamente spiegando che
questa sabbia vulcanica può essere certamente un prodotto da
utilizzare, sia in agricoltura che negli agglomerati cementizi,
così potremmo risolvere il problema e faremmo risparmiare ai Comuni
decine di migliaia di euro.
E' presente, in rappresentanza del Governo, l'Assessore Cancheri,
però dico, signor Presidente, vogliamo far si che l'Assessore
Marino, il suo dirigente generale, dott. Lupo, ci diano una
risposta per quello che hanno fatto in questi mesi per questa
benedetta sabbia vulcanica, visto che questa Assemblea già
nell'aprile scorso, come dicevo, ha votato questo ordine del
giorno.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, allargata ai Presidenti delle
Commissioni legislative permanenti e della Commissione UE,
riunitasi il 3 dicembre 2013, sotto la presidenza del Presidente
dell'ARS, on. Ardizzone, presente il Vicepresidente dell'Assemblea,
on. Pogliese, e con la partecipazione dell'Assessore per
l'economia, ha deliberato all'unanimità il seguente programma-
calendario dei lavori parlamentari per la corrente sessione:
AULA
L'Aula terrà seduta:
- oggi, martedì 3 dicembre 2013, per il seguito della discussione
del ddl n. 304-8-280/A Norme per la promozione ed il sostegno
delle imprese dell'informazione locale ;
- domani, mercoledì 4 dicembre 2013, per incardinare i disegni di
legge nn. 492-410-367-97-46-14-13/A in materia di spending
review ; n. 566/A in materia di consorzi fidi; n. 566/A Stralcio I
in materia di Irfis-FinSicilia S.p.A.
All'ordine del giorno della seduta di domani, saranno, altresì,
iscritti i disegni di legge n. 494/A in materia di ricerca
sanitaria; n. 180/A in materia di apertura di case da gioco; n.
162/A in materia di modifica dell'art. 36 dello Statuto speciale;
n. 127/A in materia di pareri su nomine da parte del Governo
regionale.
- da martedì 10 dicembre 2013, per il seguito della discussione
dei disegni di legge nn. 492-410-367-97-46-14-13/A, 566/A e 566/A
Stralcio I, fino a conclusione dei lavori e, quindi, per avviare la
discussione degli altri disegni di legge iscritti all'ordine del
giorno dell'Assemblea.
COMMISSIONI
Le Commissioni daranno poi priorità all'esame dei seguenti disegni
di legge:
ddl in materia di precari, di imminente presentazione da parte del
Governo;
ddl di Bilancio e Finanziaria, di imminente presentazione da parte
del Governo;
ddl n. 500 in materia di pagamenti della Pubblica amministrazione;
ddl n. 381 in materia di prevenzione dei rischi derivanti
dall'amianto;
ddl n. 475 in materia di prevenzione delle patologie del cavo
orale.
La Conferenza, infine, ha dato mandato all'unanimità alla V
Commissione legislativa permanente di occuparsi delle recenti
problematiche concernenti gli sportelli multifunzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese della
informazione locale.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
promozione
ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale» (nn. 304-8-
280/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al II punto all'ordine del
giorno: Discussione del disegno di legge «Norme per la promozione
ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale» (nn. 304-8-
280/A).
Invito i componenti della III Commissione Attività produttive a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta erano stati approvati gli
articoli 1, 2, 3, 5, 6, 9, 10, 12 e 14.
Restano da esaminare gli articoli 4, 7, 8, 11, 13 e 15.
Si riprende l'esame dall'articolo 4, sul quale però vi è un
emendamento di riscrittura, il 4.Comm, presentato dalla III
Commissione, che è in via di distribuzione.
L'eventuale approvazione di questo emendamento di riscrittura
farebbe decadere tutti gli emendamenti presentati all'articolo 4.
Ne do lettura:
«Art. 4.
Requisiti per l'accesso ai benefici
1. Per l'accesso ai benefici della presente legge le imprese
devono dimostrare:
a) di essere in regola con i pagamenti delle spettanze al
personale e dei relativi oneri previdenziali ed assistenziali,
attestati mediante certificazione di regolarità contributiva
rilasciata dall'INPGI o, per il personale non giornalistico
dall'INPS. Le imprese ammesse ai sensi della vigente disciplina
alla rateazione dei debiti contributivi. possono accedere ai
benefici pregio effettivo versamento della prima rata, salvo revoca
d'ufficio, con obbligo di restituzione integrale. nel caso di
mancato adempimento ai successivi pagamenti;
b) di avvalersi di giornalisti inquadrati esclusivamente secondo
le regole e le modalità previste dalla contrattazione collettiva
(CCNL FIEG-FNSI) o, limitatamente ai rapporti di collaborazione,
comunque retribuiti ai sensi della legge 31 dicembre 2012, n. 233 e
successive modifiche e integrazioni recante norme sull'equo
compenso nel settore giornalistico, salvo le ipotesi di cui alla
lettera e);
c) di possedere per le emittenti a carattere commerciale,
informativo e comunitario una testata giornalistica regolarmente
registrata presso il Tribunale competente e un direttore
responsabile iscritto all'Ordine dei Giornalisti;
d) di non ridurre il numero dei lavoratori nei ventiquattro mesi
successivi alla data di accesso ai benefici;
e) per le emittenti radiofoniche e radiotelevisive a carattere
comunitario: di perseguire gli obiettivi dello statuto sociale
regolarmente registrato.
2. Fermi restando i requisiti di cui al comma 1, per ogni
specifico ambito di cui all'articolo 2, comma 1, le imprese devono
essere in possesso dei seguenti ulteriori requisiti per beneficiare
degli interventi di sostegno:
a) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a): una
copertura di segnale non inferiore al 5 per cento del territorio
regionale ovvero al 10 per cento della popolazione residente o
comunque garantire la piena copertura del territorio comunale in
cui ha sede l'emittente; avvalersi per l'attività giornalistica
esclusivamente di personale iscritto all'albo con una redazione
composta, oltre che dal direttore responsabile, da almeno un
giornalista dipendente a tempo pieno ovvero con rapporto a tempo
parziale non inferiore al 25 per cento dell'orario contrattualmente
previsto per il tempo pieno, con la possibilità di avvalersi di un
numero di praticanti in organico non superiore alla metà dei
giornalisti a tempo pieno; dedicare all'informazione locale
autoprodotta non meno del 10 per cento del palinsesto diurno e
comunque non meno di due ore per ogni giorno e per non meno di 300
giorni all'anno;
b) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b): una
copertura di segnale non inferiore al 5 per cento del territorio
regionale ovvero al 10 per cento della popolazione residente o
comunque garantire la piena copertura del territorio comunale in
cui ha sede l'emittente: avvalersi per l'attività giornalistica
esclusivamente di personale iscritto all'albo con una redazione
composta. oltre che dal direttore responsabile, da almeno un
giornalista dipendente a tempo pieno ovvero con rapporto a tempo
parziale non inferiore al 25 per cento dell'orario contrattualmente
previsto per il tempo pieno, con la possibilità di avvalersi di un
numero di praticanti in organico non superiore alla metà dei
giornalisti a tempo pieno: dedicare all'informazione locale
autoprodotta non meno del 15 per cento del palinsesto diurno e
comunque non meno di tre ore per ogni giorno e per non meno di 300
giorni all'anno;
c) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera e):
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta, oltre che dal
direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente a tempo
pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non interiore al 25 per
cento dell'orario contrattualmente previsto per il tempo pieno, con
la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico
non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno; dedicare
all'informazione locale autoprodotta non meno del 20 per cento dei
contenuti web e comunque non meno di tre ore per ogni giorno tra
streaming e contenuti audio video con accesso gratuito e per non
meno di 300 giorni all'anno;
d) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d): un
prodotto editoriale diffuso a pagamento in almeno il 25 per cento
dei comuni della Regione e per non meno di 240 giorni all'anno;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione composta, oltre che dal
direttore responsabile, da almeno cinque giornalisti dipendenti a
tempo pieno, ovvero numero equivalente in caso di tempo parziale,
con la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in
organico non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno;
dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno del 50 per
cento della propria foliazione complessiva;
e) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera e):
aggiornare quotidianamente i contenuti della testata almeno due
volte al giorno per non meno di 300 giorni all'anno e contenere
articoli d'informazione, originali e firmati, su pagine web
distintamente indicizzate e riscontrabili sui principali motori di
ricerca; avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di
personale iscritto all'albo con una redazione che si avvalga, oltre
che del direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente
a tempo pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non inferiore al
25 per cento dell'orario contrattualmente previsto per il tempo
pieno, con la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti
in organico non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno;
dedicare all'informazione locale autoprodotta non meno del 70 per
cento degli articoli pubblicati: avvalersi di un sistema
informatico che assicuri, per i post ed i commenti inviati dai
lettori e pubblicati sulle pagine web, la possibilità di
identificare l'identità degli autori, nel rispetto della garanzie
stabilite dalla vigente disciplina statale e comunitaria in materia
di riservatezza dei dati personali (privacy) e consentendo
l'utilizzo di eventuali pseudonimi, mediante acquisizione in copia
un documento d'identità o altri strumenti tecnicamente idonei
all'accertamento dell'identità;
f) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f):
aggiornare quotidianamente i contenuti della testata almeno due
volte al giorno per non meno di 300 giorni all'anno; avvalersi per
l'attività giornalistica esclusivamente di personale iscritto
all'albo con una redazione composta oltre che dal direttore
responsabile, da almeno un giornalista dipendente a tempo pieno
ovvero con rapporto a tempo parziale non inferiore al 25per cento
dell'orario contrattualmente previsto per il tempo pieno, con la
possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico non
superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno; dedicare
all'informazione locale autoprodotta non meno del 60 per cento
delle notizie pubblicate;
g) per le imprese di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g): un
periodico pubblicato con regolarità almeno nell'anno precedente
alla data di entrata in vigore della presente legge e che non
figuri come supplemento di quotidiani; aggiornare periodicamente i
contenuti della testata per non meno di 42 uscite all'anno per i
settimanali, 21 uscite per i quindicinali, 10 uscite per i mensili;
avvalersi per l'attività giornalistica esclusivamente di personale
iscritto all'albo con una redazione che si avvalga. oltre che del
direttore responsabile, da almeno un giornalista dipendente a tempo
pieno ovvero con rapporto a tempo parziale non inferiore al 25 per
cento dell'orario contrattualmente previsto per il tempo pieno, con
la possibilità di avvalersi di un numero di praticanti in organico
non superiore alla metà dei giornalisti a tempo pieno; produrre
periodici di frequenza non quotidiana prevalentemente finalizzati
alla valorizzazione di temi riguardanti la realtà sociale,
economica e culturale della Sicilia e delle istituzioni operanti
nella Regione; destinare almeno il 50 per cento degli spazi
all'informazione regionale e locale; diffondere il prodotto
editoriale mediante abbonamento o distribuzione nei punti vendita
esclusivi o non esclusivi in almeno il 5 per cento dei Comuni. con
una tiratura non inferiore a 2.000 copie per ogni uscita in
vendita;
3. Sono in ogni caso escluse le imprese il cui prodotto editoriale
sia diffuso prevalentemente o esclusivamente in forma congiunta a
prodotti a diffusione nazionale e le imprese riconducibili a
partiti e movimenti politici, confessioni religiose, organizzazioni
sindacali, professionali e di categoria. Sono altresì escluse le
imprese nelle quali operino soggetti condannati con sentenza
passata in giudicato per reati contro l'esercizio del diritto di
libera manifestazione del pensiero di cui all'articolo 21 della
Costituzione.
4. II Comitato regionale per le comunicazioni Sicilia (CORECOM
Sicilia), previo accertamento dell'effettiva sussistenza dei
requisiti richiesti, predispone gli elenchi delle imprese
ammissibili ai benefici e le comunica, entro 30 giorni dalla loro
approvazione, alla Presidenza della Regione ed all'Assessorato
delle attività produttive, rendendole contestualmente pubblici. Gli
elenchi indicano il personale dipendente e i punteggi attribuiti».
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il faticoso lavoro di riscrittura ha portato a
definire una platea con regole che riguardano tutte le aziende
operanti nel settore.
In generale sono finanziabili quelle che hanno la testata
giornalistica con almeno un direttore responsabile ed un
giornalista che abbia contratto a tempo indeterminato o, nel caso
di contratto a tempo parziale, con un numero di ore non inferiore
al venticinque per cento del totale.
Cioè, la definizione di una tipologia di azienda che è quella più
diffusa nel territorio, quindi una platea ampia, ma non ampissima,
nel senso che per essere finanziabile deve avere un minimo di
struttura giornalistica.
Altra cosa riguarda invece la stampa di un certo tipo, che è
quella per la quale si prevede che ci siano almeno cinque
giornalisti, nel caso di quotidiano a diffusione regionale, che ha
il diritto di avere la pubblicazione dei bandi di gara.
Però, penso di potere dire che questo lavoro tiene conto della
gran parte degli emendamenti che erano stati presentati, che
andavano in dissonanza fra di loro; c'è un equilibrio, così come
per quanto riguarda le pubblicazioni periodiche, abbiamo previsto
che per quanto riguarda i settimanali non meno di quarantadue
uscite all'anno, ventuno per i quindicinali, dieci per i mensili,
cioè bisogna finanziare la attività editoriale vera, reale,
ancorché con una diffusione locale.
Potremmo dire, in questo caso una sorta di glocal, testate
editoriali vere, anche se la loro diffusione poi è a livello
locale, a seconda del tipo di testata giornalistica, è un lavoro
di sintesi fra le varie esigenze, così come - lo dico perché i
colleghi non debbono votare qualcosa che magari gli può sfuggire -
anche per quanto riguarda l'emittenza, soprattutto televisiva,
quella in cui c'è l' interattività per quanto riguarda i commenti e
i POST si prevede un metodo di identificazione che sia, però,
rispettoso della privacy, in qualche modo si rispetta la privacy,
ma si può risalire a coloro i quali intervengono interattivamente
con la testata giornalistica televisiva.
Ecco per questo, signor Presidente, penso che si possa procedere
all'approvazione dell'emendamento che, peraltro, rispetto al testo
da me firmato, originariamente, si innova con un emendamento con
cui si sopprime l'ultimo periodo cioè quello che riguarda le
testate in cui operino soggetti in condizioni particolari, ed
esattamente l'ultimo capoverso del comma 3.
Quindi anticipiamo che abbiamo presentato un subemendamento che
riguarda l'emendamento di riscrittura che sopprime l'ultimo
capoverso del comma 3.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano il subemendamento è stato
formalizzato?
MARZIANO, presidente della Commissione. Sì
GRECO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Signor Presidente, mi rivolgo al presidente Marziano perché
nella sua relazione non ho sentito nessun argomento relativo al
mio emendamento con cui avevo chiesto che i contributi o i
provvedimenti a favore dell'editoria vengano dati - se dalla
Regione non vengono dati - a quelli che li prendono già dallo
Stato, di questo lei non ne ha parlato.
Volevo chiedere se è stata una dimenticanza o se è compreso
nell'emendamento che ha presentato la Commissione. Volevo
aggiungere, presidente Marziano, se a questi provvedimenti possono
accedere le testate con cinque dipendenti, io penso che se questo
già diminuisce da dieci a cinque, secondo me, può dare più spazio
alle piccole e medie imprese.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. La questione del numero
dei giornalisti riguarda la grande remittenza, non la piccola;
per l'editoria minore è previsto solo un direttore responsabile e
un giornalista.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Il subemendamento 4.Comm.1 è stato
distribuito.
Ne do lettura: «All'emendamento 4.Comm, comma 3, è soppresso
l'ultimo periodo».
Lo pongo in votazione.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Il problema posto dal
collega è chiarito, perché siccome si tratterebbe di fondi europei
non può che riguardare l'erogazione di fondi che spettano alla
Sicilia, questo è già previsto che o si assumono dei fondi
nazionali o si assumono dei fondi regionali.
PRESIDENTE . Pongo in votazione il subemendamento 4.Ccomm.1.
Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.Comm, come
modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Così decadono gli emendamenti presentati.
Si passa all'articolo 7, in precedenza accantonato. Ne do
nuovamente lettura:
«Art. 7.
Contributi per il consolidamento delle passività onerose
1. Alle imprese dell'informazione sono concessi contributi in
conto interessi sui finanziamenti per il consolidamento delle
passività onerose in essere alla data del 31 dicembre 2012 previa
accensione di mutui o prestiti di durata almeno quinquennale.
2. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
di Giunta su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive ed acquisito il parere delle competenti Commissioni
legislative permanenti dell'Assemblea regionale siciliana, sono
disciplinate le modalità applicative del presente articolo.
3. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato in conformità al
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti
d'importanza minore (de minimis).
4. Per l'esercizio finanziario 2013 è autorizzata per le finalità
del presente articolo, la spesa di 100 migliaia di euro cui si
provvede mediante la riduzione delle disponibilità di competenza e
di cassa della spesa per consumi intermedi della Rubrica
Gabinetto, uffici dei diretta collaborazione all'opera e alle
dirette dipendenze del Presidente (U.P.B. 1.1.1.1.2 - cap.
100317) autorizzata dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale
15 maggio. 2013, n. 10».
In merito all'articolo 7 era stato già votato il testo con gli
emendamenti presentati, tranne il 7.3 a firma degli onorevoli
Marziano, Lentini, Nicotra e Gianni col subemendamento 7.3.1, a
firma dell'onorevole Marziano, di cui do lettura:
«All'emendamento 7.3 sostituire le parole di cui all'articolo 2
con le altre di cui alla presente legge ».
Pongo in votazione il subemendamento 7.3.1. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
MARZIANO. presidente della Commissione. E' un emendamento tecnico
perché essendo cambiata la platea delle aziende di cui
all'articolo 2, bisogna correggere con: di cui alla presente
legge'.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.3, come modificato.
Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do nuovamente lettura:
«Art. 8.
Revoca dei benefici
1. Il venir meno dei requisiti di cui all'articolo 4 e la mancata
realizzazione totale o parziale degli impegni assunti da parte del
beneficiario costituiscono causa di revoca dei benefici, dei
contributi e delle agevolazioni previsti dalla presente legge».
PRESIDENTE. Non essendoci emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do nuovamente lettura:
«Art. 11.
Modifiche all'articolo 4, comma 6 della legge regionale 12 luglio
2011, n. 12
1. L'articolo 4, comma 6 della legge regionale 12 luglio 2011, n.
12 è così sostituito:
6. I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati
di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 5, mediante
pubblicazione per estratto, a scelta della stazione appaltante, su
due quotidiani a diffusione nazionale, su due quotidiani a maggiore
diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su un
periodico a diffusione regionale'.
2. Le testate di cui all'articolo 4, comma 6 della legge regionale
12 luglio 2011, n 12, così come sostituito dal comma 1 del presente
articolo, alla data di entrata in vigore della presente legge
devono possedere i seguenti requisiti:
a) avvalersi di non meno di tre giornalisti iscritti al relativo
albo professionale assunti con contratto a tempo indeterminato;
b) attestazione di regolarità contributiva e previdenziale ai fini
Inpgi e Casagit;
c) non meno di tre anni di ininterrotta pubblicazione con
diffusione regionale, con vendita in edicola;
d) attestazione di copie vendute a norma di legge».
Ricordo che era stato presentato un emendamento soppressivo,
l'11.12, presentato dagli onorevoli Marziano, Lentini, Nicotra e
Gianni.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, era stato presentato come emendamento tecnico
perché si pensava che la formula potesse determinare problemi di
bocciatura, dopo di che è stato ritirato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, durante la precedente seduta vi
era stato un invito a ritirare gli emendamenti successivi, per
evitare ipotesi di bocciatura.
CANCELLIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLIERI. Signor Presidente, evidentemente ci sarà stato un
problema, perché proprio l'emendamento 11.12 era stato ritirato
dalla Commissione ed era stato fatto nostro, proprio dal Movimento
Cinque Stelle, si era poi provveduto a votare con scrutinio
segreto, quindi credo che addirittura tutto l'articolo sia stato
votato.
PRESIDENTE. Onorevoli Cancelleri, è stato bocciato
quell'emendamento soppressivo, ma rimangono ovviamente in vita gli
altri emendamenti.
Quindi siamo in presenza dell'emendamento 11.2 a firma degli
onorevoli Ruggirello e Sammartino.
Onorevole Ruggirello, lei intende mantenere la presentazione
dell'emendamento o lo ritira?
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.7 a firma degli onorevoli Vinciullo,
D'Asaro, Assenza, Fontana, Alongi, Pogliese e Falcone. Onorevole
Vinciullo lo ritira?
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.8 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.6, a firma degli onorevoli Musumeci,
Formica, Alloro, Figuccia Ioppolo.
MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli Vinciullo,
D'Asero, Assenza, Fontana, Alongi, Pogliese e Falcone.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.3 a firma dell'onorevole Ruggirello e
Sammartino.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.4 a firma degli onorevoli Ruggirello e
Sammartino.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.10 a firma dell'onorevole Vinciullo
ed altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.1 a firma dell' onorevole Musumeci.
MUSUMECI. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.11 a firma degli onorevoli Vinciullo
ed altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.5 a firma degli onorevoli Ruggirello e
Sammartino.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do nuovamente lettura:
«Art. 13.
Norme attuative
1. Per le finalità di cui agli articoli 6, 7 e 12 è autorizzata la
stipula di convenzioni con istituti finanziari e di credito in
possesso dei requisiti prescritti dalla vigente disciplina statale.
2. La titolarità degli interventi di cui al comma 1 è affidata
alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione che può
avvalersi, per l'attuazione degli interventi, dell'IRCAC per le
società cooperative e dell'IRFIS-FinSicilia S.p.A. per le società
di capitali.
3. Gli interventi di cui alla presente legge sono cumulabili con
quelli previsti dagli articoli 30 bis e 47 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, come introdotti e modificati dalla legge
regionale 6 agosto 2009, n. 9».
E' rimasto da votare l'emendamento 13.1, a firma degli onorevoli
Francesco Cascio, Assenza, Milazzo, Vinciullo e Pogliese.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, io insisto soltanto perché è
necessario approvare questo emendamento, alla luce della
riscrittura dell'approvazione dell'articolo 4, questo emendamento è
necessario perché si collega all'articolo 4, per la vigilanza sui
POST. Se non ricordo male è previsto dall'art. 4, comma 2,
lettera e).
MARZIANO, presidente della commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della commissione. Non solo è previsto nella
riscrittura ma è previsto con una formula che non vìola la privacy,
consente la identificazione dell'autore del POST della
comunicazione, ma nel rispetto della normativa sulla privacy.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente non è
ritirato?
PRESIDENTE. Non è ritirato, viene mantenuto. Coerente con
l'emendamento di riscrittura presentato dalla Commissione, art.
4 .
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente penso
che alla luce della chiarezza con cui è stato inserito il comma
nella riscrittura dell'articolo questo sia inutile o aggiuntivo. Se
così non è l'onorevole Cascio lo spieghi meglio.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, avevo cercato di spiegarlo,
non è aggiuntivo è complementare perché qui parliamo degli organi a
cui la Regione affida servizi esterni, Segreteria Generale della
Presidenza della Regione, IRCAC, IRFIS in Sicilia e CORECOM per
quanto riguarda la vigilanza sui POST.
Diventa un organismo della Regione che mette in pratica l'opera di
vigilanza sui POST. E' un organismo esterno che affianca la Regione
in quest'opera così come, essendo l'art. 13 un articolo che si
occupa di organismi esterni alla Regione che si occupano di varie
materie tra cui IRCAC, Segreteria Generale e IRFIS in Sicilia, il
CORECOM si occuperebbe, alla luce delle modifiche all'art. 4, della
vigilanza sui POST.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARZIANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.1, firma degli
onorevoli Cascio Francesco ed altri. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'art. 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione finale, si procederà
ad alcune correzioni con la votazione degli emendamenti presentati
ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno.
Vengono i distribuiti gli emendamenti 117.1, 117.2, 117.3, 117.4,
117.5, 117.6, 117.7, ed è in via di distribuzione anche
l'emendamento 117.8, presentati dalla Commissione.
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.27, è ripresa alle ore 18.32)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3, dopo radiofonici si intende
operanti nella Regione siciliana e, quindi, si sopprime la frase
aventi sede legale .
Con questa parziale variazione, lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo a nome
del mio gruppo parlamentare esprimere soddisfazione per questo
provvedimento di legge che, seppure in maniera molto travagliata,
arriva al suo epilogo, mi auguro felice, anche se non posso
nascondere come avremmo sperato tutti e, soprattutto, il mondo
della imprenditoria legata alla informazione locale, che questo
provvedimento fosse arrivato qualche anno fa.
Siamo, forse, l'ultima regione d'Italia ad avvertire la
sensibilità di sostenere, incoraggiare le testate giornalistiche
sul territorio e, soprattutto, quelle audiovisive dopo l'impegno
che hanno dovuto affrontare in termini finanziari, in termini
organizzativi, impegno particolarmente oneroso per adeguarsi alla
normativa nazionale.
La regione Puglia, per fare un esempio, già nel giugno dello
scorso anno, ha impegnato 10 milioni di euro per favorire il
passaggio al digitale terrestre.
Lo stesso ha fatto la regione Lombardia, persino la regione
Calabria, voglio dire anche nel Sud, il tema è stato fortemente
avvertito.
Noi arriviamo tardi, arriviamo senza potere più sostenere lo
sforzo del passaggio al digitale che ha costretto molte imprese a
ricorrere al prestito bancario con uno sforzo finanziario non
facilmente sostenibile. Eppure, il mio gruppo, nell'aprile dello
scorso anno, aveva già presentato una interrogazione al Governo
Crocetta per sollecitare una iniziativa che fosse organica e che
fosse di sostanziale e concreto supporto.
Noi riteniamo che il disegno di legge originario, anzi il testo
col quale la Commissione ha lavorato in questi mesi, sia stato
suscettibile di modifiche quasi naturali, voglio dire, soprattutto
per consentire alle piccole emittenti di poter entrare nel novero
delle imprese destinatarie del sostegno regionale.
Faccio solo un esempio, signor Presidente, onorevoli colleghi,
consiglieri, Assessore per le attività produttive, nel giugno del
2012, quindi lo scorso anno, in Sicilia risultavano regolarmente
iscritte 111 TV locali, anzi emittenti radiotelevisive, il più alto
numero di emittenti radiotelevisive in Italia, come dice il
Ministero dello sviluppo economico, i canali disponibili messi a
bando erano soltanto diciotto, per cui metà delle emittenti è
rimasta fuori da questa possibilità.
Abbiamo dato uno sguardo alla graduatoria dei beneficiari della
legge numero 448, per esempio, e ci siamo accorti come soltanto
cinque aziende operanti nel settore radiotelevisivo in Sicilia
superino un fatturato medio di un milione l'anno; oltre cento mila
euro di fatturato medio l'anno denunciano quarantasette a aziende
e, al di sotto di cento mila euro di fatturato medio l'anno,
denunciano ventisei aziende.
Segno evidente che noi avremmo dovuto predisporre un progetto di
legge capace di parlare e di accendere una speranza soprattutto
alle piccole emittenti, senza tenere conto, ma va sottolineato,
come le piccole, le medie e le grandi emittenti in Sicilia, da
qualche anno, stiano soffrendo una crisi assolutamente
insopportabile.
Gli stessi contributi della legge 448 sono stati pressoché
decurtati, la raccolta della pubblicità locale e nazionale appare
ormai assolutamente insignificante, c'è una drastica riduzione di
contributi da parte degli enti pubblici per pubblicità
istituzionale ed è drammatico il calo della raccolta di pubblicità
legata alle imprese che fanno commercio.
E questa crisi coinvolge la carta stampata, le testate che operano
via web e, mi lasci dire anche il collega proponente, coinvolgono
anche le agenzie di stampa, onorevole Lenza, abbiamo avuto modo di
parlarne in questi giorni, perché ormai sono rare le testate che
sottoscrivono abbonamenti con le agenzie di stampa, non hanno la
possibilità di farlo e le agenzie sono costrette ad affrontare con
grande difficoltà l'aridità del pane quotidiano, il che mette in
ginocchio anche questo comparto dell'informazione assolutamente
essenziale.
Ecco perché immagino, onorevole Assessore, che nel futuro, quando
il Governo, se vorrà, e quest'Aula e certamente il mio gruppo
vorrà occuparsi dell'altra editoria, la editoria libraria - per
capirci, in Sicilia abbiamo una decina di piccole e medie case
editrici che con grande dignità affrontano il proprio lavoro
quotidiano - mi auguro possa essere tenuta in considerazione anche
l'esistenza delle agenzie di stampa per le quali bisognerà
immaginare anche un incentivo, un sostegno, un incoraggiamento
attraverso abbonamenti a testate giornalistiche che riservino una
parte del loro menabò all'informazione legata alla Regione
siciliana. Mi sembrava giusto doverlo sottolineare perché rimanga,
mi auguro, nella evidenza delle attenzioni del Governo.
Per concludere, signor Presidente, signor assessore e colleghi
deputati, non sappiamo quanto servirà questa legge a potere
difendere e mantenere l'attuale patrimonio di testate
giornalistiche di cui dispone la terra di Sicilia, questa Isola,
che non è soltanto un patrimonio legato al pluralismo e al
confronto dell'informazione, è anche un sistema, se volete fragile,
se volete debole, ma assolutamente efficace che consente il
mantenimento di decine di centinaia di posti di lavoro, non
soltanto per i colleghi giornalisti - lo dico senza civetteria, ma
ho l'onore di essere iscritto da 37 anni all'Ordine nazionale dei
giornalisti - ma diventa anche una straordinaria occasione di
occupazione per gli operatori, i tecnici, per il personale
amministrativo, per l'indotto, per chi lavora nella pubblicità.
È un patrimonio che va tutelato e sostenuto e noi, in questo
senso, ci siamo battuti nella emendabilità del progetto di legge
originario. Abbiamo preteso attenzione anche alle piccole
emittenti, alle piccole testate, ai piccoli periodici, ma a patto
che venisse salvaguardata la professionalità, la imparzialità nel
fornire informazione e, soprattutto, il rispetto delle norme
contrattuali che disciplinano i rapporti di lavoro. Il giornalista
non può essere carne da macello, ma deve essere apprezzato e
valorizzato per ciò che rappresenta, lo stesso vale per tutte le
altre figure professionali.
Quindi, rispetto delle norme previdenziali e assicurative, ma
anche capacità di poter allargare le maglie perché le emittenti che
hanno un minimo di dignità imprenditoriale possano restare sul
campo e possano continuare a lavorare per rappresentare, per
ciascuno di noi, un punto di riferimento nel fornire informazione e
nel consentire che ogni parte politica possa avere accesso.
Per queste ragioni, per garantire il diritto al pluralismo della
informazione, per garantire la tutela del valore pluralistico che
rimane un valore insostituibile, il mio Gruppo parlamentare ha
voluto proporre una serie di emendamenti che, ne prendo atto con
piacere, sono stati recepiti dalla Commissione prima e dall'Aula
dopo.
Non ultimi, gli emendamenti legati alla possibilità per le
emittenti piccole di potersi organizzare in consorzi per
razionalizzare i servizi ed economizzare le spese e, per ultimo,
quello legato alle emittenti cosiddette confessionali', alle
emittenti vicine agli ambienti che promuovono fedi religiose, tutte
le fedi religiose e non soltanto quella cattolica, alla quale
appartengo io e presumo molti di quanti siamo in quest'Aula, ma
quindi grande rispetto anche per la Chiesa evangelica, per la
Chiesa ebraica, per la Chiesa musulmana, per la Chiesa protestante
e per tutte le altre Chiese minori che hanno comunque il diritto ad
essere tenute nella grande considerazione.
È una legge, lo dico a denti stretti, che subisce la spinta
emotiva della fretta, collega Leanza, collega Marziano e credo che
la produzione legislativa di quest'Aula dovrebbe sottrarsi,
finalmente, alla tentazione di dovere procedere di corsa e senza la
necessaria meditazione e riflessione che, a volte, alcune norme
particolarmente articolate come questa presupporrebbero ed
esigerebbero, ma è comunque un grande passo avanti, tardivo
certamente, ma significativo, per l'attenzione che questa
Istituzione e quest'Aula soprattutto vuole dedicare a chi con la
carta stampata, con la radio o con la televisione ancora garantisce
il diritto alla informazione libera e democratica in questa terra
di Sicilia.
Per queste ragioni il mio Gruppo esprimerà parere favorevole al
disegno di legge.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
l'articolo 4, così come è stato approvato, al comma 1, in un
periodo riporta che per essere in regola per accedere ai
finanziamenti le imprese devono essere in regola con i pagamenti e,
quindi, devono essere attestati mediante la certificazione di
regolarità contributiva - non sarebbe altro che il DURC (Documento
Unico di Regolarità Contributiva) - poi dice anche che le imprese
ammesse, ai sensi della vigente disciplina, alla rateazione dei
debiti contributivi, possono accedere ai benefici previo effettivo
versamento anche della prima rata.
Ebbene la legge nazionale del 9 agosto del 2013 n. 98
Disposizioni in materia di DURC nella concessione di sovvenzioni
pubbliche al comma 8 quater cita testualmente pone a carico delle
Pubbliche amministrazioni precedenti, anche per il tramite di
eventuali gestori pubblici o privati dell'intervento interessato,
l'obbligo di acquisizione del DURC, anche ai fini dell'ammissione
delle imprese di tutti i settori ad agevolazioni oggetto di
cofinanziamento europeo, finalizzate alla realizzazione di
investimenti produttivi.
Per questa rateazione o la presentazione del pagamento della prima
rata non è possibile, è qualcosa che chiaramente la legge nazionale
ci vieta e non ci permette di fare.
Si potrebbe continuare con tutta una serie di situazioni, sono
stati abbassati i criteri, alcuni probabilmente condivisibili per
far rientrare piccole e medie imprese, veramente stavolta e non
come nella prima scrittura, rimane sempre molto singolare il comma
D), che è quello che riguarda i giornali di carta stampata che in
calce viene scritto diffusi a pagamento significa che tutti i
free Press che campeggiano nelle nostre città non vengono
chiaramente considerati e non possono essere in qualche modo
agevolati da questa legge, soltanto quindi quotidiani a pagamento
che sappiamo a chi appartengono e sappiamo quanti sono, come sono e
come si chiamano.
Un'ultima cosa - e credo sia la più bella - riguarda quella che
viene apportata grazie all'emendamento 4.1, viene eliminata, al
comma 3 dell'articolo 4, la frase che dice sono altresì escluse le
imprese nelle quale operino soggetti condannati con sentenza
passata ingiudicata o per reati contro l'esercizio del diritto di
libera manifestazione del pensiero di cui all'articolo 21 della
Costituzione . Cioè noi diamo soldi a qualcuno che censura la
libera espressione dei cittadini ovvero un giornalista che censura
noi lo premiamo, lo accogliamo al finanziamento della Regione
siciliana.
Questa è veramente singolare ed io prego questa Presidenza di far
risaltare che il Movimento 5 Stelle ha votato contro
quell'emendamento, perché nella votazione: Chi vuole approvare
resti seduto, chi è contrario si alzi chiaramente non avviene e
non si può dare questa cosa.
Noi siamo contrari, per cui a fronte di tutti questi ragionamenti,
a fronte dei ragionamenti fatti anche nelle passate sedute,
rispetto a questo disegno di legge, il Movimento 5 Stelle voterà
contro, non perché siamo contro la libera espressione democratica
delle idee, perché la libera espressione è garantita soprattutto
quando la stampa è libera da finanziamenti pubblici perché così non
ha padroni ed è questa la vera informazione libera, quella che
avviene nei paesi cosiddetti normali, cosiddetti civili, non in
Italia dove ogni anno fior di milioni di bilanci statali, e a
questo punto ora possiamo dire anche di bilanci regionali, vanno a
finire ad ingrossare la stampa che in qualche modo poi deve essere
riverente.
Noi votiamo contro e chiediamo anche il voto segreto e quando sarà
il momento lo appoggeremo in maniera elettronica.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei informare il collega
Cancelleri, che forse era disattento quando abbiamo votato il
subemendamento all'articolo 4, comma 3, l'ultimo periodo è stato
stralciato.
Questa è una delle leggi più importanti che abbiamo fatto in
quest'Aula, dove finalmente in questo settore abbiamo detto basta,
i giornalisti e gli addetti ai lavori finalmente avranno un
contratto dignitoso, avranno il giusto riconoscimento del lavoro
che svolgono e, quindi, non è stato tralasciato nulla.
Tutte le emittenti, tutte le piccole e medie imprese, con questa
legge avranno la possibilità di dotarsi di strumenti tecnologici e
avranno la possibilità di raggiungere fino all'ultimo uomo che si
trova nella nostra Sicilia.
Questa è una legge bipartisan oserei dire, perché è una legge che
interessa tutti, tutti gli interventi sono stati fondamentali e
importanti perché hanno raggiunto lo stesso risultato, perché tutti
volevamo che si mettesse fine a questo annoso problema che riguarda
la categoria dell'editoria.
Voglio ringraziare e voterò senz'altro per questa legge,
finalmente stiamo partendo col piede giusto, è una delle leggi più
importanti e abbiamo fatto bene a farla.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Brevemente perché mi sono
più volte pronunciato nel corso dell'approvazione dell'elaborato,
alcune delle preoccupazioni che sono state espresse sul disegno di
legge sono state via via superate dalla modifica della platea che
interessa il disegno di legge che era nato certamente a partire da
un'esigenza, il passaggio dall'analogico al digitale aveva
determinato una situazione di crisi anche nella grande editoria
siciliana con percorsi di licenziamento, di ricorso agli strumenti
di ammortizzazione sociale, ma il lavoro fatto in Commissione,
anche alla luce delle numerose audizioni che si sono fatte, ha
cambiato radicalmente la platea.
Quando tutte le tipologie di beneficiari prevedono che l'organo di
stampa o l'emittente debba avere almeno un direttore responsabile e
un giornalista la platea è così ampia da diventare veramente una
norma di sostegno alla piccola e media editoria.
Siamo in presenza cioè di una norma che tiene conto del fatto che
la piccola e media editoria siciliana era stata messa in crisi
dalla esigenza di investire nel passaggio dall'analogico al
digitale, poi si è posta una esigenza, ma c'è una nuova modalità
di fare informazione, di produrre informazione ed è l'editoria in
internet, la televisione in streaming.
Il disegno di legge ha previsto anche queste forme di informazione
locale e più che di contributo pubblico si deve parlare di un
sostegno al superamento di una fase delicata della vita di questo
tipo di editoria.
Per cui penso di potere dire che lo sforzo che si è fatto è stato
quello di fare in modo che anche le nuove forme di informazione
possano avere spazio, poi si è ridotto talmente l'ambito di
diffusione per cui non è stata esclusa neanche la televisione che
ha un ambito locale che produce assolutamente informazione locale,
ecco una platea così vasta è tale da escludere qualunque sospetto
di azione su misura.
L'ultima considerazione finisco Presidente, se tutto questo sforzo
si fosse dovuto fare per le somme messe in bilancio con la legge,
non ne sarebbe valso la pena, la vera novità e la vera
caratteristica della legge è che diventa una norma che consente
nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 di
prevedere le poste di bilancio che, stante la legge di riferimento,
si possono inserire, quindi è la possibilità di utilizzare
positivamente in modo virtuoso una quota di risorse del futuro FESR
per fare crescere e consolidare il sistema informativo regionale,
questa è la verità, altrimenti non si sarebbe giustificata tanta e
tale fatica collega Musumeci, si giustifica perché ti mette in
condizione di potere utilizzare in modo virtuoso risorse europee
che diversamente non si sarebbero potute utilizzare, quindi una
sorta di cornice dentro la quale nell'elaborazione del FESR
bisognerà mettere le rispettive misure, che ormai non si chiamano
misure, gli obiettivi, ecco uno degli obiettivi potrebbe essere
quello di crescita, rafforzamento, consolidamento delle nuove forme
di editorie e di informazione regionale.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
come ho già avuto modo di dire nei precedenti interventi questo
disegno di legge che inizialmente era partito come un recepimento
della legge nazionale anche in maniera più restrittiva oggi è
invece risultato un disegno di legge che può diventare e che
diventerà legge se e comunque il Governo darà seguito a quello che
è anche l'obiettivo finale, cioè intanto il recepimento di alcuni
emendamenti presentati dall'Aula.
Inizialmente erano stati previsti che le testate giornalistiche
avessero dieci dipendenti e ora sono ridotti a cinque e questo
significa allargare la platea e non favorire solo le tre o quattro
testate giornalistiche che potevano avere un potenziale e un
potenziamento economico sicché escludere dalla platea le piccole
testate giornalistiche le piccole emittenti televisive che sono
espressione del territorio.
La forza di questo disegno di legge, la forza di questa legge
quando ora l'approveremo, la darà il Governo se quel sostegno
diventerà reale e quel sostegno per diventare reale significa
consentire a quella emittente locale, a quella emittente televisive
così come voleva essere l'impegno del Governo nella mozione che è
stata presentata dalla sottoscritta di far sì che tutte le
emittenti televisive e le testate giornalistiche possono
beneficiare di quei Fondi europei messi a disposizione proprio
perché possono consentire di supplire a quegli investimenti che le
televisioni soprattutto sono state costrette a fare quando sono
passate dall'analogico al digitale terrestre.
Quindi, quello è l'auspicio e quello che oggi si chiede è che non
resti solo una legge di riordino che comunque è una legge
importante per tutta l'informazione, ma che possa anche consentire
all'informazione, all'editoria, alle televisioni private di
usufruire di quelle che saranno nella programmazione europea tutte
le opportunità che la Comunità Europea acconsente con l'accesso ai
Fondi comunitari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente
questo è un provvedimento importante.
Ora va detto che bisogna ben definire se trattasi di una legge, di
un ordine del giorno, di una mozione perché di solito le leggi
hanno un capitolo con una copertura finanziaria dato dal bilancio
della Regione.
Questo disegno di legge invece ha, direi, un compito più arduo,
cioè quello di creare le condizioni di una regolamentazione del
settore per attingere ai finanziamenti europei, cosa che già in
passato il sottoscritto aveva evidenziato con una mozione, si
poteva anche realizzare con una misura ad hoc dei fondi comunitari
nella programmazione e europea.
L'Assemblea, l'Aula ha preferito questo percorso legislativo
ritenendo di realizzare una buona legge. Riterrei che un
provvedimento importante che poteva e può sicuramente, in
Commissione europea, fare in modo che questo possa essere
evidenziato, dare maggiore spazio, per esempio alle Università
siciliane, per i giovani laureati in scienze della comunicazioni o
per valorizzare l'istituto del giornalismo che ricordo faceva parte
della famigerata tabella H o addirittura creare le condizioni
affinché si possa rappresentare e dare luce ad una Sicilia
patrimonio culturale, patrimonio letterale, rispetto ad una Sicilia
che viene molto spesso rappresentata falsamente, dalla
comunicazione nazionali, con delle fiction che fanno danno alla
comunicazione e al turismo in Sicilia.
Questo provvedimento può dare vita ad un percorso che ritengo sia
un percorso interessante anche per gli altri provvedimenti che si
possono esitare da qui a breve, perché dai fondi comunitari
l'Assemblea può attingere e dare un indirizzo nuovo che non deve
essere quello della parcellizzazione, dei finanziamenti, che poi
non si riescono mai a spendere, ma creare quelle macro aree di
intervento che di fatto danno la possibilità in modo diretto ed
efficace di evitare i disimpegni comunitari.
Penso che il lavoro che ha fatto la Commissione sia stato un
ottimo lavoro. Bisogna creare le condizioni perché quest'attività
di comunicazione venga resa più accessibile nel nostro territorio.
Questo comportamento oggi viene esitato favorevolmente, dando anche
la possibilità a chi opera con strumenti minoritari rispetto alle
grande testate.
Io voterò favorevolmente perché la possibilità che quest'Aula
possa attenzionare anche le misure comunitari, i finanziamenti
comunitari, è cosa sicuramente importante, buona e giusta.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
ribadire la soddisfazione di aver contribuito a fare questa legge,
insieme a tutti i colleghi della Commissione e del Parlamento.
Diceva bene poco fa il presidente Musumeci, quando diceva che in
qualche modo arriviamo un po' in ritardo rispetto al passaggio al
digitale.
Abbiamo fatto tante battaglie; alcuni di noi non ci sono riusciti,
finalmente comunque alla fine siamo arrivati a fare partire questo
treno, che non vuole essere un treno esaustivo, una legga
esaustiva, ma una legge che però introduce alcuni elementi di
novità, innanzitutto la massima trasparenza nella erogazione non di
contributi a pioggia ma di garanzia. Per la prima volta entriamo
con questa legge a garantire il credito, le tante banche che
soffocano i nostri imprenditori, e per la prima volta entriamo a
dare garanzia in questo settore. Garantiamo la libera informazione,
quella piccola piccolissima, l'informazione locale, l'informazione
che quando arriva è segno di democrazia, è segno di partecipazione,
è segno di miglioramento della qualità della vita.
Con questa norma, si riferisce soprattutto alle piccole e medie
imprese, piccole e medie imprese che solo in Sicilia, circa 110
imprese, signor Presidente, per quanto riguarda il mondo
dell'informazione televisiva, cosa che non c'è quasi in nessuna
parte d'Italia, è una ricchezza, ma una ricchezza vera, di gente
che lavora, di persone appassionate, di giornalisti che fanno il
loro dovere, che controllano e che danno notizie, che certamente
nei media nazionali possono essere in qualunque momento ignorate.
E' una norma che introduce alcuni argomenti nuovi: la rete
d'impresa, il contratto di programma, consente, ecco, in qualche
modo, di fare della Sicilia, anche in questo se mi consentite, un
punto di riferimento.
Non c'era una legge. L'ultima legge era una disposizione del
Corecom. Il Corecom assume un ruolo importantissimo perché i
criteri che verranno utilizzati per tutto ciò che riguarda la
possibilità di accedere alla legge saranno i criteri del Corecom,
per quanto riguarda ovviamente le televisioni e, come si diceva
poco fa, abbiamo ampliato a tutta la parte relativamente
all'informazione, quindi alla nuove tecnologie, ai quotidiani, a
tutti coloro che comunque con libertà, con spirito di sacrificio,
fanno e garantiscono la proprietà di informazione in questa terra.
Forse sono anche su questo d'accordo, Presidente Musumeci,
abbiamo tralasciato, non abbiamo toccato, non abbiamo perfezionato
la parte per quanto riguardava le agenzie di stampa.
Siccome l'Assessore, nei prossimi giorni, porterà in Parlamento
una legge importante rispetto allo sviluppo dell'impresa,
dell'imprenditoria c'è una buona parte, ecco può essere quella
l'occasione per cercare di salvaguardare questa fonte di
informazione ricchissima, preziosissima, fondamentale.
Quindi, in questa direzione vogliamo muoverci. Per quanto ci
riguarda esprimiamo un parere favorevole all'approvazione di questo
disegno di legge. Sono convinto che sia una legge, una buona legge
che può essere migliorata, se da parte dell'Assessore per le
attività produttive, che è stata protagonista per far si che questa
legge si realizzasse, ci si metta l'obiettivo di farla diventare un
punto di riferimento per lo sviluppo della Sicilia.
Noi parliamo di innovazione tecnologica, parliamo di ricerca,
parliamo di investimenti. Ecco, attraverso i fondi dell'Unione
Europea, ma anche attraverso di fondi del bilancio, non
dimentichiamo che abbiamo fatto uno sforzo per reperire i soldi del
bilancio, prendendoli dalla comunicazione del Presidente della
Regione, quindi la volontà di fare, di utilizzare i due canali.
Abbiamo questa legge. A questo punto non ci sono alibi. Sarà
compito nostro se saremo bravi a fare immediatamente decreti
attuativi, caro Assessore, e se saremo in condizione anche di fare,
di capire se la libertà, la libera informazione, la qualità
dell'informazione, la democrazia sono essenziali anche per lo
sviluppo.
Attraverso questo si educa, si migliora, si informa e si creano
condizioni di sviluppo, perché con la cultura si fa occupazione,
si fa sviluppo e certamente si allontana il malaffare e la mafia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Per richiamo al Regolamento
MILAZZO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito un
deputato fare richiesta di voto segreto. Ho sentito anche che
questo deputato ha preannunciato il proprio voto contrario a questo
disegno di legge.
A norma di Regolamento, nello specifico, l'articolo 131, comma 2,
se c'è voto segreto il deputato può chiedere la parola solo per
motivare la propria astensione. Per cui il voto segreto, per questo
disegno di legge, non si potrà svolgere più.
- 8-280/A 'norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale» (nn. 304-8-280/A)
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
il dibattito che ha visto quest'Aula impegnata in un intervento
legislativo, a mio avviso importate perché vuole dare un segnale,
vuole essere un primo passo verso un percorso che cerca di
sostenere, da un punto di vista della razionalità ma anche della
professionalità, una realtà sociale che una categoria professionale
che, secondo me, lo è attraverso un impegno, un sostegno, una
iniziativa che anche da parte nostra vuole contribuire in questa
direzione, perché in un sistema democratico, in un momento in cui
il dibattito deve essere portato avanti sempre perché dal confronto
possa nascere una qualità della vita sociale e politica, la
comunicazione e quindi le categorie professionali, i giornalisti,
la carta stampata, ma anche questo momento mediatico che di fatto
riesce a raggiungere tutti, diventi uno strumento che contribuisca
a far si che la realtà in cui noi viviamo possa essere conosciuta
attraverso fatti obiettivi, professionalmente qualificati, che
siano non nella direzione di chi avendo bisogno di un sostegno a
volte abusa della propria posizione.
Vogliamo evidenziare e sottolineare che questo deve essere un
motivo di grande azione. Se questo è il senso, ci siamo impegnati,
come Gruppo politico, come nostra deputazione, ed infatti diversi
emendamenti, in particolare all'articolo 4, sono stati recepiti e
di questo abbiamo motivo di soddisfazione.
Probabilmente, l'aspetto dei costi di gestione è un aspetto che
interessa questa realtà però c'è un problema anche di grande spinta
perché ci sia una innovazione, perché ci sia una
infrastrutturazione di una realtà che deve cogliere queste
opportunità.
In questa direzione, però, l'utilizzo per noi delle risorse di
bilancio in maniera chiara e obiettiva ed una fase in cui questo
utilizzo è sempre più ridotto perché sono sempre più limitate le
risorse finanziarie, c'è un problema di utilizzo di risorse
comunitarie e quindi si deve intervenire nel processo di
innovazione, di ricerca e di capacità, di orientarsi verso una
realtà che farà crescere anche dal punto di vista della
infrastrutturazione e quindi della innovazione e ricerca.
Il senso di questo nostro impegno, di questa nostra iniziativa
parlamentare va in questa direzione. E' sicuramente un primo
passo. Mi auguro che anche in questa direzione abbiamo contribuito
a creare uno strumento legislativo che rappresenti un primo momento
che introduca alla realtà dell'informazione una opportunità di
crescita ed anche di possibilità di far si che l'informazione sia
sempre più obiettiva ed affrancata da un bisogno e quindi nella
capacità di essere più liberi e più determinati nel capire che il
mondo politico e la classe dirigente politica non deve essere solo
la classe da mettere sul banco degli imputati perché fa comodo alla
posizione mediatica che a volte il giornalista vuole cogliere ma mi
auguro che da questo momento e anche in questa direzione possa
crescere una classe professionale che sappia evidenziare ed essere
determinata e visibile per i contenuti e non per i clamori.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
che qualche collega prenda il Regolamento dall'Aula, intanto le
dico che chiedo il voto segreto su questo disegno di legge. E'
chiaro che prendo questa decisione perché avevo chiesto al
Presidente Marziano, nella descrizione dell'emendamento che ha
eliminato tutti gli emendamenti presentati all'articolo 4, io ne
avevo presentato uno che mi sembrava essere un emendamento che
poteva portare una giustizia sui provvedimenti a favore di queste
emittenti, di questi giornali. E' stato dichiarato decaduto. Io
inconsapevolmente, poiché questa decadenza è avvenuta in
Commissione, ma non sapevo che stamattina hanno lavorato su questo,
ho chiesto se era possibile apportare mediante un articolo 117
questa correzione.
Non è stato possibile. Ringrazio comunque per il lavoro fatto dal
Presidente perché penso sia una legge che farà tanto bene
all'editoria siciliana.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, arriviamo alla
fine dell'iter di questa norma che ha visto un iter piuttosto
complesso e che è stato in maniera piuttosto impeccabile trattata
non solo dall'Aula ma anche dalle Commissioni di merito, un lavoro
anche incrociato dai presentatori dei vari disegni di legge e che
ha visto in queste ultime settimane un lavoro di controllo e di
ritocco anche da parte dell'Aula, che ha certamente migliorato
questo disegno di legge.
Non possiamo, quindi, che essere soddisfatti del lavoro che si è
fatto. Certamente si pone rimedio, si cerca di porre rimedio
comunque ad un problema che si è creato in questi ultimi anni. E'
innegabile. Lo abbiamo detto più volte e penso che la politica
siciliana abbia fatto bene il proprio ruolo cercando di affrontare
in modo serio e concreto le difficoltà dei passaggi tecnologici che
stanno investendo il mondo dell'informazione, cercando ovviamente
di tutelare quanto più possibile tutte le varie dimensioni del
mondo dell'informazione, dell'editoria, che oggi attraversano la
nostra società. Non dobbiamo dimenticare che il fenomeno delle
piccole testate giornalistiche, televisive e informatiche per
l'appunto vede un fenomeno di micro realtà che vanno tutelate
proprio perché ampliano quello step e quella capacità di pluralità
che deve essere al centro del sistema informativo.
E' certo, però, penso che una riflessione su questo vada fatta in
modo sereno, che la politica debba, senza nascondersi, avere un
ruolo importante che è quello di guidare la società, come ho
detto, ed è quello di guidare dei processi.
Non credo, onestamente, signor Presidente - questa è l'unica nota
che sottolineo, un po' infelice di questo iter legislativo - non
penso che la politica debba subire le scelte di poteri esterni ad
essa perché credo fortemente nel primato della politica; credo che
la politica debba guidare i processi e non credo che debba farseli
indicare da gruppi editoriali né tanto meno da gruppi industriali,
né tanto meno da gruppi di pressione che a vario titolo cercano di
condizionarla.
Ed è il motivo per il quale obiettivamente credo e sono fortemente
convinto che chi in queste settimane ha lavorato a questo disegno
di legge lo abbia fatto innanzitutto avendo ben chiaro questa
funzione di guida che la politica deve avere; se qualcun altro -
vedete - ha voluto scrivere non con le proprie mani ma a più mani
questo disegno di legge in questi mesi, in queste settimane, forse
anche sotto dettatura di qualcuno di questi gruppi di pressione
editoriali, certamente ha trovato nel lavoro attento e capace di
quest'Aula un argine forte ed è il motivo per il quale - vi dicevo
- sono convinto di questa norma.
Poi, infine, l'ultima nota va semplicemente addebitata su alcune
norme che, forse, abbiamo riproposto e che, di fatto, toccherà di
nuovo al Commissario dello Stato - figura che, come sapete bene, il
mio partito non ama particolarmente anche perché la ritiene una
figura anacronistica ormai col nuovo sistema costituzionale di
controllo delle norme da parte di tutte le Regioni a Statuto
ordinario e non solo, un sistema anacronistico - purtroppo, mi sa
che toccherà di nuovo al Commissario dello Stato toccare alcuni
articoli di questa norma.
Il Presidente Ardizzone ci ha spiegato, però, che è facoltà
dell'Aula insistere ed eventualmente portare avanti, in sede di
Corte Costituzionale, questo articolo.
Spero che quest'Aula parlamentare nella sua dignità non esca,
nuovamente, colpita e recidiva su norme che già, ampliamente, sono
state bocciate in altre situazioni.
Quindi, constatato questo, apprezzo il lavoro dell'Aula e mi
rimetto alla votazione.
PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di interventi.
In merito al richiamo al Regolamento dell'onorevole Milazzo,
vorrei sottolineare che l'onorevole Cancelleri aveva, nel suo
intervento, preannunziato la richiesta di voto segreto ma non
l'aveva ancora formalizzata. Ecco perché chiedo e ritengo che, la
richiesta dell'onorevole Milazzo non debba essere accolta.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta formalizzata.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò veramente
molto breve. Era solo per puntualizzare, all'onorevole Lentini, che
avevamo capito esattamente quello che era accaduto.
L'emendamento ha, di fatto, ammesso i soggetti condannati con
sentenza passata in giudicato ad accedere ai finanziamenti; abbiamo
capito che è accaduto questo e, per noi, questo è grave.
Poi, volevo dire un'altra cosa: al comma 4, dell'articolo 4,
invece leggiamo che il Corecom Sicilia indicherà l'elenco delle
aziende che potranno accedere ai finanziamenti indicando il
personale dipendente ed i punteggi attribuiti.
Quindi, significa che è vero che c'è stato un lavoro minuzioso di
ricerca, di allargamento delle maglie che è stato fatto ad
appannaggio delle piccolissime e piccole, medie imprese editoriali
ma, di fatto, se poi nell'elenco viene attribuito il numero dei
dipendenti ed il punteggio significa che solo i grandi arriveranno
a spartirsi la torta ed ai piccoli non rimarrà nulla.
Vogliamo continuare a prenderci in giro?
Per me questa è una legge che non comprendo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri, lei già, però, era
intervenuto nel dibattito, nella dichiarazione di voto.
Si pone in votazione il disegno di legge n. 304-8-280/A Norme per
la promozione ed il sostegno dell'imprese e dell'informazione
locale .
Vi è una richiesta di voto segreto. Ricordo ai proponenti che
bisogna che sia formalizzata da 12 deputati, in base all'articolo
122 del Regolamento interno, poiché siamo nella votazione finale.
Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
'norme per la promozione ed il sostegno delle imprese della
informazione locale'
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese e
dell'informazione locale» (304-8-280/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio segreto
del disegno di legge «Norme per la promozione ed il sostegno delle
imprese e dell'informazione locale» (304-8-280/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto
CORDARO. L'onorevole Grasso non ha potuto votare.
PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze si ripete la votazione.
Bisogna ripetere la verifica, quindi prego i richiedenti di
formalizzare la richiesta.
La precedente votazione si ritiene annullata.
Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.
Dichiaro chiusa la verifica.
(La richiesta risulta appoggiata a
termini di Regolamento.
Indìco la votazione finale per scrutinio segreto del disegno di
legge nn. 304-8-280/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Alloro, Alongi, Anselmo, Assenza, Cancelleri, Cascio F.,
Cascio S., Ciaccio, Cimino, Cirone, Clemente, Coltraro, Cordaro,
D'Asero, Di giacinto, Digiacomo, Falcone, Fazio, Ferreri, Figuccia,
Firetto, Fontana, Formica, Grasso, Greco G., Gucciardi, Ioppolo,
Laccoto, Lantieri, La Rocca, Leanza, Lentini, Lo Giudice, Lombardo,
Lupo, Maggio, Malafarina, Mangiacavallo, Marziano, Milazzo A.,
Milazzo G., Musumeci, Nicotra, Palmeri, Panarello, Panepinto,
Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Sammartino, Sorbello, Sudano,
Tamajo, Tancredi, Vinciullo, Vullo, Zafarana, Zito.
Sono in congedo: Arancio, Dipasquale, Federico, Ferrandelli,
Siragusa.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 24
(L'Assemblea approva)
Rinvio della discussione dei punti III, IV e V dell'ordine del
giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dell'assessore al ramo
dispongo il rinvio dei punti terzo dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 153 Iniziative per mantenere
l'IVA al 4% per le prestazioni di servizi socio-sanitari ed
educativi resi dalle cooperative sociali , degli onorevoli Lupo, Lo
Sciuto, Greco G., Figuccia, Lombardo, Di Mauro, Federico e
Fiorenza; quarto dell'ordine del giorno: Discussione della mozione
numero 186 Iniziative per il rilascio di garanzie fideiussorie da
parte dell'IRFIS - FinSicilia s.p.a. in favore delle imprese
siciliane presenti nelle graduatorie di ammissione sui benefici di
contributi assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS , degli onorevoli La Rocca, Cancelleri, Cappello,
Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito e quinto dell'ordine del
giorno: Discussione della mozione numero 177 Stipula di
convenzione o protocollo d'intesa tra la Regione siciliana ed
istituti di credito per l'erogazione di anticipazioni di tesoreria
alle IPAB , degli onorevoli Foti, Cancelleri, Cappello, Ciaccio,
Ciancio, Ferreri, La Rocca, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito e Fiorenza.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 4 dicembre
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
della spesa relativa ai costi della politica . (nn. 492-410-367-9
46-14-13/A)
Relatore: on. Savona
2) - Norme in materia di consorzi fidi. (n. 566/A)
Relatore: on. Marziano
3) - Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a.. Modifiche
alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50. (n. 566/A Stralcio
I)
Relatore: on. Marziano
4) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A)
Relatore: on. Turano
5) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nel Comune di Taormina'. (n.
180/A)
Relatore: on. Rinaldi
6) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie' .
(n. 162/A)
Relatore: on. Tamajo
7) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
La seduta è tolta alle ore 19.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni «Risorse agricole e alimentari»
LA ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-
ZITO-. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che nel mese di gennaio le notizie
di stampa hanno ampiamente riportato il caso relativo al progetto
'Cottonet', nonché alla reintroduzione della coltivazione del
cotone in Sicilia, che ha visto coinvolte le Facoltà di Agraria
delle Università di Reggio Calabria e Catania;
considerato che:
il progetto sopra menzionato avrebbe creato, nei prossimi anni,
circa duemila posti di lavoro ed un'estensione di diecimila ettari
di terreno coltivato;
a quanto pare, le richieste dei finanziatori privati erano
indirizzate all'inserimento della parola 'cotonicoltura'
nell'ordinamento agrario siciliano;
in assenza delle predetta indicazione, il progetto della
costituenda Cottonet' non potrebbe vedere la luce in quanto, allo
stato attuale, l'impresa non può acquistare i semi e i prodotti
necessari per la coltivazione;
al di là della vicenda de qua - in ragione della quale sarebbe
saltato un investimento da parte di privati di circa 5 milioni di
euro - è innegabile la necessità di rimettere in moto l'economia
dell'isola, anche mediante l'incentivo di investimenti di soggetti
privati in favore dell'economia dell'intera regione;
per sapere se:
siano in programma delle linee politiche dell'Assessorato di
competenza finalizzate all'introduzione ed all'incentivazione in
Sicilia della cotonicoltura come, ad esempio, il relativo
inserimento nei programmi di sviluppo rurale ed ulteriori misure;
vi sia l'intenzione, da parte del medesimo assessorato, di
sensibilizzare l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, nonché
le Istituzioni comunitarie affinché anche la Sicilia possa essere
inserita nel Piano di aiuti comunitari (Pac) per la coltura del
cotone». (666)
Risposta. -«In riferimento all'atto ispettivo in oggetto
richiamato, si chiedevano notizie in merito agli interventi
finalizzati all'adozione e all'incentivazione della cotonicoltura
in Sicilia.
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione, in premessa,
ritengo opportuno, mettere in evidenza che, attualmente il cotone
viene prodotto solo in tre Stati membri su circa 300mila ettari.
La Grecia è il principale coltivatore di cotone, con l'80% circa
della superficie europea coltivata a cotone, seguita dalla Spagna
con una quota del 20% circa. La Bulgaria produce cotone con meno di
1000 ettari. La produzione di cotone è cessata in Italia nel 1991 e
in Portogallo nel 1996.
Il cotone rappresenta meno dello 0,2% del valore della produzione
agricola europea e dopo l'ultima riforma del settore, la produzione
di cotone sgranato dell'UE è scesa a livelli simili al periodo
della metà degli anni ottanta, con le importazioni europee del
prodotto, che sono diminuite drasticamente nel corso degli ultimi
10 anni, passando da 870.000 t. nel 2002 a 132.000 t. nel 2012
contro una esportazione dello stesso, che è rimasta sostanzialmente
stabile, intorno alle 250.000 tonnellate l'anno.
Nel merito dei quesiti posti dagli interroganti, come
rappresentatomi dal Dirigente Generale del Dipartimento Interventi
Strutturali, si evidenzia come la coltura del cotone non è stata
inserita nel PSR Sicilia 2007/2013 in quanto non compresa tra le
colture elencate nell'allegato 1 del programma, infatti il cotone
risulta catalogato tra le colture industriali e non tra quelle
agrarie, pertanto, non è stato possibile prevedere investimenti
beneficiando degli aiuti comunitari, come invece è avvenuto per le
altre colture.
Nel nuovo regolamento, relativo alla nuova programmazione
2014/2020, invece la coltura del cotone risulta inserita all'art.
17 - paragrafo 1 - del programma di sviluppo rurale, come sostegno
agli agricoltori che aderiscono per la prima volta ai seguenti
regimi:
a) regime di qualità dei prodotti agricoli, del cotone e dei
prodotti alimentari istituiti dalla legislazione dell'Unione;
b) regime di qualità dei prodotti agricoli, del cotone e dei
prodotti alimentari riconosciuti dagli Stati membri in quanto
conformi ecc. ecc..
Al paragrafo 2, con la seguente previsione:
- il sostegno è concesso a titolo di incentivo, sotto forma di
pagamento annuale il cui importo è determinato in funzione
dell'ammontare dei costi fissi occasionati dalla partecipazione ai
regimi di qualità sovvenzionati, per un periodo massimo di cinque
anni .
In attesa di definire il nuovo programma, si sta valutando questa
nuova opportunità offerta dalla cotonicoltura.
I dati sperimentali degli ultimi anni, relativi alla produttività
e all'ambientamento della coltura, sono molto confortanti, rimane
da superare lo scoglio della massa critica, in quanto per ottenere
i risultati economici sperati è necessario che la coltura, nel giro
di qualche anno, raggiunga una superficie di almeno 80-100.000
ettari, al fine di potere creare le infrastrutture necessarie ed il
relativo indotto.
Si fa presente, inoltre, che la coltura del cotone, oltre a dare
da 40 a 60 quintali/ettaro di fibra, produce dei semi da cui si
estrae un olio alimentare; il relativo panello residuale della
spremitura, viene utilizzato per l'alimentazione zootecnica, e
considerato lo stato di crisi che attraversano le colture erbacee,
si ritiene che il cotone potrebbe valorizzare quelle aree di
pianura ove, in atto, non si hanno grandi disponibilità idriche.
Relativamente alla proposta degli Onorevoli interroganti
sull'eventuale inserimento della coltura nei piani degli aiuti
comunitari, si ritiene che per poterlo fare sia necessario che la
coltura venga introdotta nel territorio; al momento non risulta che
vi siano altre superfici investite, oltre quelle del Progetto
Cottonet'.
L'Assessore
(Dott. Dario
Cartabellotta)