Presidenza del Presidente Ardizzone
SUDANO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lupo, Fazio, Sorbello e
Cimino sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Firetto sarà in missione il 5
dicembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
di Bilancio
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea sul mancato deposito
da parte del Governo regionale dei disegni di legge relativi al
Bilancio di previsione per l'anno 2014 e della Finanziaria
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gradirei un attimo di attenzione
per una comunicazione che ho il dovere di fare.
Come ben sapete, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, tenutasi ieri, ha dovuto prendere atto che, ad oggi,
i disegni di legge di bilancio e finanziaria regionale non sono
stati ancora depositati in Assemblea.
Tutto ciò sta determinando, da oltre due mesi dai termini previsti
dalla legge per tale adempimento, una condizione che non ha
precedenti nella nostra esperienza istituzionale e che non esito a
definire estremamente delicata. Siamo fuori dal corretto ed
ordinato svolgersi dei rapporti tra le istituzioni e delle
reciproche responsabilità.
Un vulnus, per di più nella procedura di bilancio, che
rappresenta l'ambito che più di ogni altro segna, sotto il profilo
istituzionale, la natura dei rapporti tra Governo e Parlamento.
Una situazione che, di fatto, preclude all'Assemblea la stessa
possibilità di programmare uno svolgimento della sessione di
bilancio che sia rispettosa dei tempi previsti dal Regolamento - 45
giorni - e dei termini fissati per la sua conclusione entro il 31
dicembre.
Giudico tutto questo molto grave e, dopo averlo già fatto in
occasione delle precedenti Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e in Aula, giunti a dicembre inoltrato senza che i
documenti di bilancio siano stati deliberati, per quello che è dato
sapere dalla Giunta, e posti nella disponibilità del Parlamento
regionale, avverto la necessità di tornare sull'argomento in questa
seduta per richiamare il Governo alle sue responsabilità
istituzionali, quale organo che, a norma dell'articolo 19 dello
Statuto, deve predisporre e presentare il bilancio, ponendo il
Parlamento nelle condizioni di svolgerne l'esame nel rispetto dei
tempi previsti e disciplinati dalle leggi e dai regolamenti.
L'ho detto più volte in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, onorevole Cascio, e l'ho detto pure in Aula. Siccome
a tutt'oggi non risultano presentati bilancio e finanziaria,
nonostante le rassicurazioni, era mio dovere farlo presente in
Aula.
della politica
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Misure in materia di controllo,
trasparenza e contenimento della spesa relativa ai costi della
politica» (nn. 492-410-367-97-46-14-13/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Misure in
materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa
relativa ai costi della politica» (492-410-367-97-46-14-13/A),
posto al numero 1).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che, su richiesta della
Commissione, la discussione generale è rinviata all'articolo 1 del
disegno di legge e fisso il termine per la presentazione degli
emendamenti a venerdì 6 dicembre 2013, alle ore 13.00.
di consorzi di fidi
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di consorzi
fidi» (n. 566/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge «Norme
in materia di consorzi fidi» (566/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un disegno di legge
molto semplice che ha un unico obiettivo, quello di rendere
possibile la spesa di oltre 34 milioni di euro che, nel corso degli
anni 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013, si sono accumulati a favore dei
confidi, cioè a favore di quelle aziende che hanno attivato
prestiti garantiti dai confidi.
Con il nostro disegno di legge, si sposta all'1 gennaio 2014 il
termine per l'entrata in vigore del sistema sportello, quel sistema
che garantisce l'erogazione del contributo a chi arriva prima nella
presentazione della domanda e viene mantenuto, fino al 31 dicembre
2013, il sistema a richiesta, fino all'esaurimento dei fondi.
Attraverso questa decisione, si rispetta lo spirito della legge
del 2005 e si consente l'erogazione di questi oltre 34 milioni di
euro, che non cambieranno la situazione delle piccole e medie
imprese siciliane ma che sono una boccata di ossigeno.
Con un altro articolo, si sposta all'1 gennaio 2015 il termine per
l'adeguamento, da parte dei confidi, del punteggio previsto dalla
medesima legge. Si parte dal presupposto che la situazione di crisi
ha impedito nei fatti che i confidi raggiungessero quelle
caratteristiche per ottenere i 24 punti previsti dalla legge. Con
questa norma, manteniamo a 20 il punteggio necessario alla loro
permanenza in vita e stabiliamo ancora un anno di tempo per
raggiungere quell'obiettivo.
Un disegno di legge, quindi, molto semplice e snello nella sua
struttura ma che raggiunge un obiettivo preciso: sbloccare le
somme, salvaguardare la permanenza, l'esistenza in vita di una
serie di consorzi fidi che hanno avuto difficoltà, a causa della
crisi, a raggiungere l'obiettivo del punteggio previsto dalla legge
del 2005.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Fisso il termine per la presentazione degli
emendamenti a venerdì 6 dicembre 2013, alle ore 13.00.
FinSicilia s.p.a.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di IRFIS -
FinSicilia s.p.a.. Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973,
n. 50» (n. 566/A Stralcio I)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge «Norme
in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a.. Modifiche alla legge
regionale 21 dicembre 1973, n. 50» (566/A Stralcio I), posto al
numero 3.
La III Commissione è già insediata.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, anche questo faceva parte - non a
caso è chiamato numero 566/A Stralcio I - di un unico disegno di
legge che aveva come obiettivo quello di sbloccare le somme per i
confidi e anche di riformare, in buona sostanza, l'Istituto
Finanziario della Sicilia, l'IRFIS, che attraverso queste norme di
riforma amplia le sue possibilità di movimento e gli viene
consentita la cosiddetta gestione separata.
Con questo disegno di legge, si stabilisce un nuovo regime
normativo in ordine alla qualificazione e alla disciplina delle
attività dell'IRFIS, individuandone natura e compiti.
All'IRFIS si applicheranno, dunque, le disposizioni previste dal
Titolo V del Testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, ma vengono fatte salve le peculiarità dell'IRFIS in una
speciale disciplina separata; in questo modo il nostro Istituto
finanziario può, attraverso la gestione separata, continuare ad
essere organo strumentale della Regione e, al tempo stesso,
organismo bancario intermediario.
In particolare, per lo svolgimento delle attività creditizie
affidate direttamente alla Regione, l'IRFIS costituirà, appunto, un
sistema separato ai fini contabili ed organizzativi.
A questo sistema si applicheranno le norme regionali stabilite per
le società partecipate in via totalitaria o maggioritaria dalla
Regione, la quale continuerà ad esercitare il potere di indirizzo e
di controllo analoga sulla gestione societaria.
Con l'articolo 3, poi, si autorizzano i cosiddetti prestiti
partecipativi.
Con l'articolo 4 si modifica l'articolo 16 della legge regionale
23 dicembre, n. 32, che è la legge che ha consentito l'utilizzo dei
Fondi europei in tutti questi anni, si modifica in materia di
contributi in conto interessi e operazioni di credito a tasso
agevolato. In particolar modo, si modificano i criteri di
determinazione del tasso di interesse. Cerco di illustrare in un
linguaggio comprensibile a quelli come me che non sono esperti in
materia creditizia: in qualche modo il tasso viene calcolato sulla
base delle norme stabilite dall'Unione europea con l'incremento del
2 per cento, che poi è la quota a carico della Regione. In questo
modo si evita una ritrosia delle banche ad accedere alle operazioni
di credito quando il tasso viene, invece, imposto al di là del
tasso di interesse corrente.
Ci sono una serie di norme, compresa l'ultima che riguarda invece
il sistema delle garanzie, che possono mettere l'IRFIS riformato in
condizioni di operare a tutto campo nel sistema del credito alle
imprese siciliane sostenendo, anche in questo modo, una ripresa
dello sviluppo produttivo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti, anche per
questo disegno di legge, è venerdì 6 dicembre, alle ore 13.00.
Onorevoli colleghi, ci auguriamo che, nelle more, il Governo
possa presentare i disegni di legge di bilancio e finanziaria per
le ragioni che ho esposto ad inizio di seduta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi permettevo di
fare perdere un minuto a lei e agli onorevoli colleghi per due
cose.
La prima è che oggi abbiamo esitato il disegno di legge
sull'amianto che consentirà a questa Assemblea di presentarsi in
maniera più appropriata rispetto non solo all'opinione pubblica, ma
anche ai lavori che facciamo, perché quel disegno di legge forse
sarà uno dei più grossi cantieri di lavoro che sapremo quando
comincia ma non sapremo quando finirà e servirà senz'altro a dare
una mano sia alla sanità e sia al lavoro.
In questi giorni ho più volte interessato l'assessore per il
territorio e l'ambiente perché sono venuto a conoscenza che è stata
formulata una gara di appalto che è stata affidata al 50 per cento
di sconto ad una ditta di Napoli. Senza nulla togliere alla ditta
di Napoli e alle altre ditte, mi è sembrato abbastanza strano che
si procedesse ad assegnare una gara di appalto col 50 per cento di
sconto. Perché se così è, o hanno fatto male i conti negli anni
precedenti per quello che c'era o è anomalo che si continui su
questa strada per non avere nessun servizio.
Non c'è il Governo, e mi dispiace, ma sono convinto che il
Governo verrà a riferire in Aula su questa cosa che mi sembra molta
strana e da attenzionare.
PRESIDENTE. Ha elementi su questa gara? Che cosa riguarda? E' per
lasciarla agli atti di questa Assemblea.
GIANNI. Ho qui con me una copia, e riguarda il servizio
informatizzato di elaborazione paga, le paghe degli operai
forestali e i conseguenti adempimenti contabili, fiscali e
contributivi.
Sostanzialmente, col 50 per cento di sconto credo che al massimo
si potranno prendere le risorse per loro senza fare nessun lavoro.
La seconda cosa che vorrei fare rilevare, signor Presidente, è che
é passato un anno da quando è stato fatto un intervento su
Novamusa, intervento che prevedeva che Novamusa dovesse restituire
alla nostra Regione più di 40 milioni di euro che si è presa quando
gestiva il Teatro greco di Siracusa ed altre cose.
All'improvviso, questa gara di appalto è stata revocata e anziché
procedere all'assegnazione dopo che era stata fatta la gara, si è
proceduto a fermare tutto fintanto che siamo arrivati che il TAR,
o il CGA, ha deciso di demandare tutto alla Corte costituzionale su
questa gara di appalto.
Intanto, abbiamo perso 40 milioni di euro e non sappiamo che fine
hanno fatto.
Tutte le persone che lavoravano in questi siti archeologici,
professionisti, laureati e quant'altro, non hanno lavoro da un
anno.
Mi chiedo e le chiedo e chiedo al Parlamento: è mai possibile che
un Governo, un Assessorato, un direttore generale che viene pagato
in maniera abbastanza congrua, non riesca a capacitarsi di quello
che bisogna fare per far lavorare la gente ed evitare quello che
sta succedendo? E' possibile che abbiamo perso cospicue risorse
perché non c'era chi stava nei siti archeologici a dare assistenza
ai turisti? Signor Presidente, sono preoccupato perché il Governo
continua ad essere assente fisicamente e anche dal punto di vista
organizzativo.
Quaranta milioni di euro, in un tempo come quello che viviamo in
cui, purtroppo, abbiamo l'euro, vengono a mancare e non succede
niente.
Spero che intervenga il Presidente della Regione o, comunque,
almeno la Corte dei Conti o la Procura della Repubblica.
MARZIANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, intervengo per suggerire
un'inversione dell'ordine dei lavori di martedì. Siccome immagino
che il disegno di legge sulla spending review ci prenderà un poco
più di tempo, mentre gli altri due disegni di legge su confidi e
IRFIS sono di più facile approvazione, se è possibile invertire
l'ordine dei lavori, approveremmo i due disegni di legge che
potrebbero così avere attuazione, mentre sull'altro avremmo tutto
il tempo di fare concentrare l'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, valuteremo al momento. Non credo
che ci sia più molto da discutere sul disegno di legge in materia
di spending review. Può darsi che sarà molto più celere degli altri
due. Io sono fiducioso.
ASSENZA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola.
Volevo sottoporre alla sua attenzione, e per suo tramite - ma lei
è la massima autorità nel campo - alla Conferenza dei capigruppo,
l'urgenza di calendarizzare immediatamente una mozione, credo sia
la numero 228, che sin d'ora ritengo di sottoscrivere, in materia
di cure per i malati utilizzando il trattamento terapeutico a base
di cellule staminali.
E' un problema delicatissimo. Lei sa meglio di me che il TAR Lazio
ha sospeso il provvedimento ministeriale che inibiva la
continuazione di questa sperimentazione. In Sicilia vi sono diversi
malati che auspicano di potersi sottoporre a queste cure e mi
risulta che l'Ospedale Cannizzaro di Catania aveva dato la
disponibilità ad applicare in Sicilia il cosiddetto metodo
Vannoni .
L'assessore Borsellino avrebbe dovuto incontrare, in più
occasioni, una rappresentanza di questi malati, ma questo incontro
è stato rinviato fino a quando non è stato emanato quel
provvedimento ministeriale, che oggi è sospeso.
Le chiedo di poter calendarizzare al più presto la discussione di
questa mozione, il cui primo firmatario é l'onorevole Ragusa. E' un
problema che veramente interessa decine, e forse centinaia, di
malati disperati che, in assenza di prospettive di cure diverse,
perché purtroppo la medicina ufficiale non ha trovato cure
alternative, vedono nel metodo Vannoni l'unica speranza quanto meno
per poter continuare a sperare.
E' evidentemente materia per la quale io non ho alcuna conoscenza
scientifica. Lungi da me voler esprimere pareri di carattere
tecnico o ancor più di carattere medico.
Penso che inibire a tanti malati almeno il diritto di poter
continuare a sperare, di potersi salvare attraverso una cura
alternativa, che comunque non è dannosa, perché questo è stato più
volte accertato, anche sulla base di numerosi provvedimenti dei
tribunali ordinari che, in via d'urgenza, hanno autorizzato la
possibilità di sottoporsi a queste cure, credo che sia
indispensabile.
Le chiedo, pertanto, di adoperarsi per porre all'attenzione
dell'intero Parlamento questa problematica.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, desideravo intervenire ai sensi
dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno, riconoscendo la
validità del richiamo che poco fa lei ha fatto al Governo.
Siccome, poco fa, quando lei ha fatto il richiamo, il Governo era
assente ed ora invece è presente con un suo rappresentante, sarebbe
opportuno e inviterei l'assessore, che so essere particolarmente
diligente, ad informarsi con la Presidenza dell'Assemblea per
prendere atto del richiamo che il Governo poco fa ha avuto da parte
della Presidenza dell'Assemblea perché, nonostante siamo ormai a
dicembre inoltrato, nonostante il fatto che bilancio e finanziaria
dovrebbero essere approvati entro il 31 dicembre, il Governo - a
differenza di quanto è accaduto negli anni precedenti - non ha
ancora presentato, come era giusto che fosse, gli strumenti
finanziari per sottoporli all'approvazione prima delle Commissioni
di competenza e di merito e poi di questa Assemblea.
Signor Presidente, dal momento che lei ha fatto questo opportuno
richiamo al Governo, vorrei porre la sua attenzione su un disegno
di legge che il Governo ha già depositato e che riguarda la
stabilizzazione o, comunque, la proroga dei cosiddetti lavoratori
socialmente utili, oggi precari degli enti locali, perché il
Governo pensa di poter fare approvare questo disegno di legge prima
che venga approvato in Aula lo strumento finanziario e il bilancio;
cosa che non è possibile, perché come lei sa meglio di me, i
presupposti legislativi su cui si porrà questo nuovo disegno di
legge sono quelli secondo cui bisogna ridurre di 300 milioni l'anno
le somme da impegnare, in maniera tale che in questo circuito
virtuoso che si viene a creare ci sia la possibilità per dare la
giusta occupazione a chi, da oltre vent'anni, lavora alle
dipendenze degli enti locali ed ha accumulato in questi anni dei
diritti che nessuno può mettere in discussione.
Ora, portare in Aula questo disegno di legge, ancor prima che
vengano portato lo strumento finanziario e il bilancio mi sembra
veramente eccessivo, mi sembra una mortificazione per le
Commissioni che lo dovrebbero discutere, una mortificazione per
quest'Aula perché sappiamo sin da ora che verrebbe meno, fin
dall'inizio, il presupposto giuridico e legislativo
dell'approvazione di questo disegno di legge. Noi dobbiamo
certificare che nel prossimo triennio avremo la possibilità di
ridurre le spese della Regione per 900 milioni di euro, cioè 300
milioni di euro per anno. Ma come lo certifichiamo se lo strumento
finanziario, il bilancio pluriennale, non viene approvato da
quest'Aula?
Per questo motivo, signor Presidente, mi appello alla sua
autorevolezza, al suo essere al di sopra delle parti, sia
dell'opposizione che della maggioranza, e di richiamare il Governo
in maniera tale che il Governo si renda conto che, ancor prima
dell'approvazione di questo provvedimento, occorre necessariamente
portare in Aula la finanziaria e bilancio ed approvarli.
Se ciò non dovesse accadere, noi corriamo il rischio concreto e
certo che, anziché fare una legge che vada a favore dei diritti dei
lavoratori precari, faremo invece un provvedimento manifesto, nel
senso che andiamo nelle piazze, andiamo ovunque a dire abbiamo
dato la giusta soluzione al problema , sapendo sin d'ora che
mancano le ragioni attraverso le quali possiamo dare giusta
soluzione a questo problema.
Signor Presidente, mi appello alla sua saggezza, alla sua
autorevolezza, affinché richiami il Governo al rispetto delle
regole.
Così come oggi abbiamo affrontato in Commissione Bilancio il
problema degli oltre 600 precari della pubblica Amministrazione -
in questo caso della Regione - i quali attendono da anni di avere
anche loro la giusta soluzione ai loro problemi, compresi coloro i
quali in questi anni hanno vinto dei concorsi pubblici a cui la
Regione, invece, non ha dato alcuna risposta, nonostante queste
persone siano state costrette a recarsi presso il giudice del
lavoro o i giudici amministrativi, avendo ottenuto sentenze
favorevoli. Qui, però, questo Governo, legibus solutus, pensa di
poter non applicare le norme di legge, di poter non applicare le
sentenze emesse dalla Magistratura in questi anni.
Per questo, signor Presidente, vorrei invitarla a ricordare al
Governo, cosa che ho fatto oggi in Commissione Bilancio, che
insieme alla soluzione per i precari degli enti locali - e mi
accingo a chiudere, chiedo scusa se sto sforando i tempi consentiti
- dobbiamo andare a risolvere immediatamente i problemi di coloro i
quali sono precari e hanno lavorato in questi anni con risultati
sicuramente notevoli per l'Amministrazione regionale e di coloro i
quali in questi anni hanno partecipato a concorsi vincendoli ma,
inspiegabilmente, l'Amministrazione regionale tarda ad immetterli
in ruolo, nonostante in I Commissione fossero state trovate non
solo le soluzioni giuridiche, ma anche quelle economiche per
giungere alla soluzione dei loro problemi.
RAGUSA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83 , comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, io sono il primo firmatario della
mozione numero 228, che riguarda le cure con il metodo stamina. La
pregherei, nel prossimo incontro in Conferenza dei capigruppo,
anche se il Regolamento prevede che dovremmo sollecitare i nostri
capigruppo, ma visto che nasce questa esigenza importante, anche
alla luce dell'ultima risposta data dal TAR Lazio, ritengo che il
nostro assessore, l'assessore Borsellino, debba prendere posizione,
perché mi pare che il Governo, sotto questo punto di vista e
riguardo a questo argomento, stia tergiversando troppo non
facendosi carico delle esigenze e delle speranze che moltissime
famiglie siciliane vivono in questo momento.
Non dimentichiamo che a Brescia il metodo stamina viene applicato
ad alcuni pazienti - purtroppo non a tutti - perché tantissimi
malati si rivolgono alla Magistratura per avere la possibilità di
essere curati in quell'ospedale.
In Sicilia sono stati identificati otto ospedali, di cui penso che
almeno due si potrebbero valorizzare per consentire l'applicazione
del metodo stamina anche qui, nella nostra regione, evitando che
tantissime famiglie siciliane debbano recarsi al nord per le cure,
non avendone la disponibilità economica. In questo caso faremmo una
cosa molto importante.
Considero il mio intervento di stasera quasi un ultimatum e prego
l'assessore per le infrastrutture di farsi carico di riferire
all'assessore Borsellino che, qualora non venisse in quest'Aula a
riferire sulle deduzioni e sull'accorgimento che vuole produrre
rispetto al metodo stamina, sarebbe un fatto grave e se non sarò
soddisfatto indurrò il mio Gruppo politico a chiederne le
dimissioni, perché riteniamo che questo argomento, che riguarda
moltissime famiglie siciliane, sia importante e indispensabile.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, a parte le considerazioni di
carattere politico, abbiamo presente in Aula il presidente della VI
Commissione, l'onorevole Digiacomo.
Ci eravamo determinati in Conferenza dei capigruppo, in
considerazione che abbiamo la scadenza del bilancio, a tutt'oggi
non depositato, come da più parti rilevato, a votare eventualmente
una risoluzione dopo un approfondito dibattito in Commissione.
Hanno fatto bene, quindi, gli onorevoli Assenza e Ragusa a porre
il problema.
Possiamo procedere celermente con una risoluzione in Commissione,
alla presenza dell'assessore per la salute Borsellino.
MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto un
auspicio: che l'Assemblea regionale possa recepire questo benedetto
Decreto Monti sulla spending review, quanto meno per l'aspetto
economico, rinviando ad altre determinazioni per l'aspetto
normativo.
Io volevo un attimo catturare, se possibile, l'attenzione
dell'Assemblea perché voglio evidenziare un fatto che in Sicilia
sta passando molto sotto silenzio e che, invece, rappresenta una
forte drammaticità di cui prego i colleghi di voler prendere
notizia e attenzione.
E' notizia di ieri che per la seconda volta in Sicilia, nell'arco
di un mese, si è riunito il Comitato per l'ordine e la sicurezza
pubblica a livello nazionale. E' un fatto di grande e rilevante
gravità, che dimostra come oggi in Sicilia si stia correndo un
rischio - consentitemi l'espressione - mortale, perché stanno
venendo dalle organizzazioni criminali, e in particolare dalla
mafia, grandi e preoccupanti segnali di una possibile recrudescenza
contro magistrati impegnati in delicatissime indagini. In questo
momento non ho chiaramente alcun elemento per poter rilevare la
fondatezza e la pesantezza di queste notizie, ma il solo fatto che
nel giro di un mese ben due comitati nazionali dell'ordine e la
sicurezza pubblica si siano svolti in Sicilia, da solo dimostra la
pericolosità e la gravità della situazione.
Signor Presidente, vorrei che lei si facesse portavoce - e prego i
colleghi di sostenere questa richiesta - della solidarietà e
dell'attenzione dell'Assemblea regionale siciliana nei confronti
dei magistrati oggetto di simili attenzioni criminali e che da
questa Assemblea, poi, venisse una presa di posizione contro tutte
le minacce rivolte a organi dello Stato che vengono rigettate con
forza e con determinazione, perché credo che siano fatti che
appartengono a tutta la Sicilia, e a questa Assemblea in modo
particolare, per cui è giusto fare sentire forte e alta la voce di
questa Assemblea a difesa dei rappresentanti dello Stato che
lottano quotidianamente contro la mafia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, più volte, interpretando anche il
sentimento dell'intera Assemblea, ho espresso solidarietà nei
confronti dei magistrati, in particolare nei confronti del
Procuratore Di Matteo, ma chiaramente la solidarietà non basta per
una Istituzione e per un organo politico. Mi rendo conto che
dobbiamo fare di più, altrimenti ci uniamo alla retorica
complessiva che ci può essere in certe occasioni. Quindi, è chiaro
che insieme ai capigruppo e insieme alla Commissione Antimafia
dobbiamo trovare un rimedio perché si possa, come diceva
l'onorevole Malafarina, far sentire forte la nostra voce ed essere
consequenziali con atti legislativi perché fenomeni criminali
possano non attecchire, come fino ad ora hanno fatto, nella nostra
bella Isola.
TURANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, poiché
faccio questo intervento soltanto perché in Aula vedo l'assessore
Bartolotta, avrei la necessità di essere ascoltato quanto meno da
lui. A me piace ricordare tutte le cose. In sede di approvazione
della legge finanziaria, il Governo fece un'operazione per certi
versi ardita con la quale appostò 657 milioni di euro che erano
previsti per spese di investimento trasformandoli in utilizzo per
altri obiettivi.
All'epoca io feci un intervento per chiedere assicurazioni da
parte dell'assessore Bartolotta e dell'assessore per l'economia che
le somme appostate con quella variazione, che discendevano dal
cofinanziamento dalla delibera CIPE del 7 agosto 2011 che prevedeva
una serie di investimenti in materia di infrastrutturazione viaria,
non riguardassero un'opera che per il territorio della provincia di
Trapani io definivo strategica, ovvero il finanziamento della
bretella autostradale che collega Mazara del Vallo con Trapani per
un importo di 150 milioni di euro.
Devo essere sincero. L'assessore Bartolotta allora prese la parola
e mi rassicurò ed io mi fidai dell'impegno solenne del Governo
votando la legge finanziaria.
L'assessore allora disse che entro il 31 dicembre avrebbe
sottoscritto il CIS, il Contratto Interministeriale di Sviluppo,
col quale si definivano tempi e modalità e si calendarizzavano le
opere che avrebbero visto la luce, non in termini di realizzazione
ma di impegno certo della spesa entro il 31 dicembre 2013. Ho
seguito gli atti parlamentari del Senato della Repubblica perché il
Direttore della Programmazione mi aveva riferito, che all'articolo
5 della legge di stabilità nazionale, veniva inserito da parte del
Governo nazionale un emendamento che prorogava il termine del 31
dicembre 2013 al 31 dicembre 2014. Ahimè, questo emendamento in
Commissione Bilancio non è stato più approvato, e oggi ho la
necessità di sapere - considerato che è presente in Aula
l'assessore Bartolotta, vorrei sentire se è possibile oggi stesso
dalla sua viva voce - se il Governo della Regione sottoscrive col
Ministero, col Mise e col Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti il famoso CIS, se all'interno del CIS è prevista
interamente l'opera di cui ho parlato in precedenza e se la stessa,
una volta sottoscritto il contratto entro il 31 dicembre 2013, sarà
apprezzata positivamente da parte del Governo per essere pubblicata
in Gazzetta, atteso che la copertura finanziaria è garantita dalla
delibera CIPE dell'agosto del 2013, in tempi ragionevolmente brevi.
Se così non dovesse essere, assessore, noi non avremmo soltanto
tradito la prospettiva di un territorio, ma saremmo venuti meno
all'impegno d'onore che lei ha assunto in questa Aula.
Ma io, siccome sono positivo per natura, sono certo che lei sarà
in condizione non di rassicurare l'Aula o l'onorevole Turano, ma di
prendere impegni solenni per la realizzazione dell'opera.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, anche lei ha posto un argomento
importantissimo, peraltro richiamando, giustamente, un impegno che
il Governo aveva assunto in finanziaria.
Secondo me, su questo argomento sarebbe utile un approfondimento
in IV Commissione per comprendere il perché non si è dato corso,
anche se lei auspica che il corso si sia dato, e votare una
risoluzione anche in tal senso in Commissione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, volevo solo aggiungere che queste
notizie così puntuali le ho avute perché le ho chiesto di recarmi
all'ANAS a Roma, e lei ha autorizzato, e lì ho saputo con estrema
precisione come stavano le cose.
MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
la denuncia opportunamente e giustamente allarmata del collega
Malafarina, mi suggerisce la opportunità di informare questa
Presidenza e l'Aula che stamattina la Commissione antimafia, su
relazione del componente Segretario onorevole Ciaccio, ha deciso
alla unanimità di esprimere con un apposito documento piena ed
incondizionata solidarietà al dottore Nino di Matteo, oggetto di
reiterate e gravissime minacce ed intimidazioni nelle ultime
settimane.
La Commissione antimafia, quindi il Parlamento siciliano, ha
espresso solidarietà, ha espresso apprezzamento per il lavoro
svolto e vicinanza a tutti i magistrati impegnati su questo fronte.
Signor Presidente, se lei è d'accordo penserei di contattare gli
uffici del dottore Di Matteo per concordare l'incontro con una
delegazione non soltanto della Commissione Antimafia, ma
dell'Ufficio di Presidenza, alla sua presenza, per testimoniare in
maniera formale e sostanziale la vicinanza del Parlamento siciliano
a tutti i magistrati che, su vari fronti, sono impegnati nella
lotta quotidiana per rintuzzare le velleità di una mafia sempre più
agguerrita e sempre più decisa a far sentire il proprio peso e il
proprio condizionamento.
Per quanto riguarda il lavoro della Commissione Antimafia, voglio
cogliere l'occasione per informare la Presidenza - lo farò
formalmente e nei modi previsti dai nostri Regolamenti - che la
Commissione Antimafia ha deciso di ascoltare nei prossimi giorni
l'assessore per l'energia, dottore Marino, perché intende accendere
i propri riflettori anche sulla vicenda legata alle discariche
nell'isola, sia pubbliche che private.
Al tempo stesso la Commissione Antimafia ha invitato e ottenuto la
pronta disponibilità ed adesione dell'assessore Valenti perché
riferisca in Commissione sul lavoro che negli ultimi anni avrebbe
condotto. E dico avrebbe perché non ci facciamo molte illusioni
sul risultato. Gli Uffici preposti ai servizi ispettivi negli enti
locali dell'ente che riteniamo noi, se sufficientemente efficienti
e potenziati, possono costituire un utile strumento, un utile
deterrente per evitare casi di degenerazione anche morale.
In questo senso, signor Presidente, ritengo che la solidarietà
invocata dall'onorevole Malafarina sia stata oggi, almeno per
quanto riguarda la mia Commissione, sufficientemente formalizzata,
espressa anche con sentita partecipazione e, ove lei fosse
d'accordo, ma vorrà riferire se lo ritiene anche subito dopo, noi
potremmo adoperarci presso gli uffici e le segreterie competenti
perché si possa concordare una visita ufficiale da parte di una
delegazione del Parlamento.
PRESIDENTE. La sua richiesta sarà prontamente valutata da questa
Presidenza.
Do atto del lavoro che lei sta svolgendo egregiamente. Ripeto, noi
dobbiamo andare al di là degli atti di solidarietà che sono giusti
e dovuti. Dobbiamo colmare quel vuoto che spesso c'è tra il
Parlamento e i cittadini, però la sua proposta più che legittima ed
auspicabile la valuteremo insieme perché vengono coinvolti soggetti
terzi.
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se dovesse essere
utile supportare l'azione della Commissione Antimafia con un ordine
del giorno dell'Assemblea, sarebbe anche una cosa buona.
Voglio approfittare della presenza dell'assessore Bartolotta per
chiedergli se sa che in Sicilia esiste un casello Crocetta .
Il casello Crocetta si trova a Siracusa e lì, ogni giorno, ci
sono incidenti stradali.
L'assessore più volte è stato attento a questo ed è venuto a
Siracusa; io pensavo andasse al casello, invece non è venuto a
vederlo.
Sarebbe opportuno, assessore, che lei intervenisse per evitare che
in quel casello, oltre al caso occorso al Presidente Crocetta e
agli uomini della sua scorta, si verifichino incidenti - e ve ne
sono a decine - e ci possa essere qualche morto, e poi intervenire
dopo sarebbe molto grave.
La prego di intervenire eliminando quel casello, chiamando qualche
ingegnere che abbia l'intelligenza e la capacità per fare cose
diverse.
FORMICA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sono
stato stimolato dall'intervento dell'onorevole Musumeci, Presidente
della Commissione Antimafia, che mi pare opportuno e puntuale, e a
tal proposito vorrei suggerire alla Presidenza di accogliere ed
estendere al Parlamento l'iniziativa che è stata proposta
dall'onorevole Musumeci, anche per dimostrare una vicinanza reale a
chi è veramente in prima linea nella lotta contro la mafia, contro
il malaffare, contro tutte le delinquenze e quindi di organizzare
un incontro, anche a nome del Parlamento, abbinando l'iniziativa a
quella sacrosanta del Presidente della Commissione Antimafia, per
significare a questi magistrati che c'è un'aria nuova, c'è un
Parlamento che vuole stare vicino, che vuole stare accanto, e che
non è insensibile alle battaglie, alle lotte, all'impegno
quotidiano che viene portato avanti.
Le chiedo, quindi, in questo senso, che la solidarietà sia
espressa da tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Assessore Bartolotta, lei non è tenuto a rispondere in
questa sede perché gli interventi sono stati ai sensi dell'articolo
83 del Regolamento interno.
Però, se lo ritiene, siamo ben felici di ascoltarla.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, ritengo corretto e anche opportuno
rispondere a quanto detto dall'onorevole Turano per
tranquillizzare, intanto, l'onorevole che da tempo sollecita la
massima attenzione su questo tipo di interventi, ma anche l'Aula.
Il Governo regionale ha già sottoposto all'attenzione del
Ministero delle Infrastrutture la bozza di CIS (Contratti
Istituzionali di Sviluppo) nel settore stradale e autostradale. La
settimana scorsa c'è già stata una prima conferenza di servizi alla
presenza del dottor Donato, responsabile del Ministero per
l'attuazione del CIS, alla presenza del Dirigente generale del
Ministero delle Infrastrutture.
In quella fase si è già esitato, anche se informalmente, la bozza
di piano CIS.
E' un piano che vale 2 miliardi 136 milioni di euro. Ci sono tutti
gli interventi della delibera CIPE n. 62 secondo l'importanza
dell'attuazione. Cosa voglio dire? Voglio dire che ci saranno tutte
le opere che sono cantierabili con la copertura e, quindi, con le
risorse proprio per andare in gare di appalto. Laddove ci sono
delle opere che, allo stato attuale, non prevedono e non hanno
progettazione nel CIS, ci sono inserite le risorse per avviare lo
stato di progettazione.
Il principio che è stato avallato da tutti gli attori inseriti nel
procedimento è quello di dare priorità, ovviamente, ai progetti
esecutivi e cantierabili, a quelli che sono in criticità
finanziaria e implementare lo stesso CIS con i fondi FSC degli anni
successivi.
Nella fattispecie, per quanto riguarda la Mazara - Trapani,
l'opera è presente a tutti gli effetti, ha la copertura finanziaria
e quindi non ha nessun tipo di difficoltà, é in fase di progetto e
potrebbe andare in gara d'appalto, anche come appalto integrato -
però questi sono dei passaggi tecnici -, comunque non c'è nessun
tipo di difficoltà. Noi contiamo di chiudere e di approvare il CIS
entro fine anno.
Non dimentichiamo, però, che è un documento importante che va
anche firmato, siglato, stipulato alla presenza del Ministro della
coesione territoriale e del Ministro delle infrastrutture; quindi,
ci vuole la triplice firma. Però, mi sento in grado di dire che
tutto il lavoro propedeutico è stato già esitato, ivi compresa la
rimodulazione dei fondi FSC a valere sulla delibera CIPE.
Per quanto riguarda il lavoro che questo Governo regionale, che la
Regione nel suo complesso, doveva porre in essere, è stato fatto in
maniera puntuale.
Per quanto riguarda, invece, la problematica sollevata
dall'onorevole Gianni, che ha sollecitato un sopralluogo su questo
casello e sulla criticità che presenta su questo tratto
autostradale, ne ho parlato già con il Presidente del CAS e nei
prossimi giorni faremo un sopralluogo al quale, così come
concordato per le vie brevi, l'onorevole Gianni sarà invitato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,
10 dicembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
della spesa relativa ai costi della politica. (nn. 492-410-367-9
46-14-13/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) - Norme in materia di consorzi fidi. (n. 566/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
3) - Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a.. Modifiche
alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50. (n. 566/A Stralcio
I) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
4) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A)
Relatore: on. Turano
5) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nel Comune di Taormina'. (n.
180/A)
Relatore: on. Rinaldi
6) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'.
(n. 162/A)
Relatore: on. Tamajo
7) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
La seduta è tolta alle ore 17.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli