Presidenza del Presidente Ardizzone
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione: l'onorevole Pogliese
dall'11 al 12 dicembre 2013, l'onorevole Cascio Francesco dal 10
all'11 dicembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana, con ricorso notificato l'11 dicembre 2013, ha
impugnato la deliberazione legislativa Norme per la promozione ed
il sostegno delle imprese dell'informazione locale , (ddl. nn.
304-28-280/A), approvata dall'Assemblea nella seduta n. 103 del 3
dicembre 2013, e precisamente:
- articolo 6, comma 6, per violazione dell'articolo 81, quarto
comma, della Costituzione;
- articolo 11, per violazione dell'articolo 117, primo e secondo
comma lettera e) della Costituzione e dell'articolo 14, lettera g)
dello Statuto speciale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1460 - Notizie in merito al diniego alla società Girgenti
Acque S.p.A, soggetto gestore del servizio idrico di Agrigento,
dell'autorizzazione allo scarico del refluo depurato.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 1461 - Notizie in merito al mancato espletamento del concorso
pubblico per la copertura del posto di direttore generale della
Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 1462 - Notizie in ordine all'applicazione presso il Presidio
ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta degli standard di qualità
previsti per la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Firetto Calogero; La
Rocca Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa
Orazio; Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo
N. 1463 - Notizie circa la nomina dei sovrintendenti ai beni
culturali e ambientali della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita;
D'Agostino Nicola; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca Antonello;
Sorbello Giuseppe; Ragusa Orazio; Turano Girolamo; Dina Antonino;
Vinciullo Vincenzo
N. 1464 - Notizie in merito al mancato reintegro dei lavoratori
del CEFOP.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Greco Giovanni
N. 1465 - Notizie sullo stato dei lavori del porto di
Sferracavallo (PA), nonché sugli interventi relativi alla messa in
sicurezza del capannone presente in loco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con email pervenuta il 9 dicembre 2013,
recante bollo d'ingresso 10 dicembre 2013 e protocollata al n.
13213/Aulapg dell'11 dicembre successivo, gli onorevoli La Rocca e
Ciaccio hanno apposto la firma alla mozione n. 182.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto agli studenti dell'università Lumsa di
Palermo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto agli
studenti dell'università Lumsa di Palermo che seguono un corso di
diritto regionale, che assistono ai lavori dell'odierna seduta.
di controllo, trasparenza e contenimento della spesa relativa ai
costi della politica (nn. 492-410-367-97-46-14-13/A)'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge 'Misure in materia
di controllo, trasparenza e contenimento della spesa relativa ai
costi della politica (nn. 492-410-367-97-46-14-13/A)'
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento della
spesa relativa ai costi della politica (nn. 492-410-367-97-46-14-
13/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione parlamentare speciale per
l'esame di disegni di legge relativi alla materia statutaria, ai
rapporti tra l'Assemblea regionale siciliana ed il Governo
regionale e per l'applicazione in Sicilia del decreto legge n. 174
del 2012 (c.d. decreto Monti) a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il presente disegno di legge è il frutto di un intenso e
impegnativo lavoro svolto dalla Commissione parlamentare istituita
presso il nostro Parlamento con il compito di procedere ad attuare
anche nella nostra Regione la c.d. spending review , ossia il
contenimento dei costi della politica ed in particolare delle
istituzioni politiche rappresentative istituite a livello
regionale.
La nostra Regione ha oggi scelto di dare un significativo segnale
in una direzione ormai ineludibile, in considerazione della sempre
crescente sensibilità manifestata dall'opinione pubblica e da
tutti noi condivisa, in questi difficili tempi di crisi economica
e sociale, nei confronti dei temi della trasparenza e del rigore
nella gestione delle risorse destinate al funzionamento delle
istituzioni politiche e rappresentative.
Su questa linea, indicata dal legislatore statale con diverse
misure (D.L. 138/2011, D.L. 95/2012, D.L. 174/2012), l'Assemblea
regionale siciliana è già intervenuta, in alcuni casi prima ancora
dell'adozione dei citati provvedimenti statali, con misure di
riduzione e contenimento della spesa, introdotte secondo le
procedure previste dal Regolamento interno, in adeguamento ad
analoghe disposizioni adottate dal Senato della Repubblica.
Ricordiamo le principali misure già previste per i deputati
regionali: riduzione di indennità e diaria a decorrere dal 1
febbraio 2012; incremento delle sanzioni pecuniarie per assenza
dai lavori d'aula ed introduzione della medesima sanzione per
assenza dai lavori delle commissioni; riduzione delle spese di
segreteria degli organi interni dell'Assemblea regionale
siciliana; riduzione del contributo ai gruppi parlamentari;
eliminazione dell'indennità di aggiornamento politico culturale;
eliminazione del buono pasto; divieto di cumulo tra assegno
vitalizio ed indennità di carica; introduzione del sistema
pensionistico contributivo; innalzamento dei requisiti per
l'accesso alla pensione.
Allo stesso modo sono state adottate misure di contenimento della
spesa relativa al personale che in breve si riportano: riduzione
del 25 per cento delle indennità di funzione e mansione; riduzione
del 20 per cento del trattamento economico per i neoassunti;
abolizione degli incentivi di produttività del personale;
riduzione della pianta organica, aumento delle trattenute per
assenza per malattia. A questi provvedimenti si aggiunga la
riduzione, da novanta a settanta, del numero dei deputati
regionali, operata con la legge costituzionale n. 2/2013, su
iniziativa della stessa Assemblea regionale siciliana, ai sensi
dell'art. 41 ter dello Statuto.
Questi provvedimenti testimoniano la volontà dell'Assemblea
regionale siciliana di partecipare in modo attivo e consapevole al
processo di contenimento e riduzione dei costi della politica,
nell'esercizio della potestà di autoregolamentazione derivantele
dall'articolo 4 dello Statuto speciale di autonomia che, si
ricorda, è legge costituzionale.
Potestà, quest'ultima, riconosciuta con costante orientamento
della giurisprudenza costituzionale, già risalente agli anni 60
(sentenza n. 66 del 1964) e recentemente confermata dal massimo
organo di giustizia amministrativa della Regione siciliana (Cgars
85/2011 e 86/2011). Esiste, dunque, in materia di organizzazione
interna dell'Assemblea regionale siciliana una riserva di
regolamento, riconosciuta da una legge costituzionale, che si
esplica tramite un atto, il Regolamento interno, che si pone
rispetto alla legge ordinaria in un rapporto non di gerarchia ma
di separazione di competenze. Con la conseguenza che tale materia
è sottratta al legislatore ordinario, cioè alle maggioranze
parlamentari contingenti, allo scopo di garantire l'autonomia e
l'indipendenza dell'organo legislativo da quello esecutivo.
Nell'esercizio di tale potestà l'Assemblea regionale siciliana ha
deciso di conformare la propria struttura organizzativa interna a
quella vigente presso il Senato della Repubblica. Bene, questo
parametro che da più parti è additato come la causa di tutti i
mali, trascurando il fatto che per effetto di tale scelta
l'Assemblea si adegua ai provvedimenti vigenti presso la prima
Camera del Parlamento della Repubblica, ha comunque consentito
certezza e trasparenza dei costi della politica. Non altrettanto
poteva invece dirsi nelle regioni ordinarie, tanto che
nell'articolo 14 del d.l. n. 138 del 2011 (il primo decreto sui
costi della politica), alla lett. c), del comma 1 si stabiliva che
i consiglieri regionali non dovevano guadagnare di più dei
deputati e senatori. In quell'occasione si scoprì che nelle
regioni ordinarie venivano corrisposti ai consiglieri regionali
oltre ai trattamenti riconosciuti per legge, anche altri importi
per voci di varia natura che contribuivano a far lievitare gli
stessi ben oltre il trattamento previsto per deputati e senatori.
Questo è un dato che deve far riflettere.
Certo, noi non vogliamo nascondere né sottacere il fatto che una
prerogativa non deve trasformarsi in un privilegio, ma siamo qui
con questo disegno di legge a voler dimostrare che l'Assemblea
regionale siciliana, nell'esercizio delle proprie attribuzioni
costituzionali, può e deve adottare misure virtuose di
contenimento e riduzione dei costi.
Il disegno di legge che oggi portiamo al vostro esame rappresenta
un ulteriore passo in avanti nella strada già intrapresa, come
sopra ricordato, di riduzione dei costi della politica. Nel fare
ciò ci siamo preoccupati di garantire, da un lato, il rispetto dei
principi di contenimento della spesa indicati dal legislatore
statale nei, prima richiamati, decreti legge del 2011 e 2012, e
dall'altro il rispetto di quella potestà di auto-organizzazione
riconosciuta all'Ars dalle citate disposizioni statutarie.
Nel fare ciò l'Assemblea si muove nel solco delle clausole di
salvaguardia riguardanti le regioni a statuto speciale previste
nei citati decreti che prevedono che le regioni speciali si
adeguino alle disposizioni di contenimento e riduzione dei costi
della politica compatibilmente con i propri statuti di autonomia
(art. 2, comma 4, e art. 11 bis del decreto legge n. 174 del 2012;
art. 24 bis del decreto legge n. 95 del 2012). Al riguardo, si
ricorda che la Corte costituzionale è recentemente intervenuta in
più di un'occasione ribadendo che il rispetto della clausola di
salvaguardia è condizione di legittimità dell'intervento statale
(sentenze n. 241/2012, n. 236/2013). Ci piace ricordare le parole
usate dalla Corte nella sentenza n. 236/2013, laddove si dice che
la clausola di salvaguardia non costituisce una mera formula di
stile, priva di significato normativo, ma ha la precisa funzione
di rendere applicabile il decreto agli enti ad autonomia
differenziata solo a condizione che siano rispettati gli statuti
speciali , e che le norme dell'art. 9 del d.l. n. 95 del 2012,
dunque, non sono immediatamente applicabili alle Regioni ad
autonomia speciale, ma richiedono il recepimento tramite le
apposite procedure prescritte dalla normativa statutaria e di
attuazione statutaria .
Ricordiamo inoltre che il giudice delle leggi, muovendosi nel
solco dell'indirizzo giurisprudenziale sopra ricordato, con la
sentenza n. 198/2012, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
dell'art. 14, comma 2 del decreto legge n. 138 del 2011, che
prevedeva sanzioni nei confronti delle regioni speciali che non si
fossero adeguate alle disposizioni del comma 1 riguardanti il
numero di assessori, di deputati, i limiti quantitativi al
trattamento dei deputati. In tale sentenza la Corte ha affermato
che la disciplina relativa agli organi delle Regioni a statuto
speciale e ai loro componenti è contenuta nei rispettivi statuti.
Questi, adottati con legge costituzionale, ne garantiscono le
particolari condizioni di autonomia, secondo quanto disposto
dall'art. 116 Cost. L'adeguamento da parte delle Regioni a statuto
speciale e delle Province autonome ai parametri di cui
all'art.'14, comma 1, del decreto-legge n. 138 del 2011 richiede,
quindi, la modifica di fonti di rango costituzionale. A tali fonti
una legge ordinaria non può imporre limiti e condizioni. .
Alla luce delle predette considerazioni, si è scelto di adottare
un disegno di legge che, pur operando nella imprescindibile
direzione di rigore e riduzione della spesa indicata dalla
normativa statale, tiene adeguato conto, nella disciplina di
aspetti strettamente attinenti all'organizzazione ed al
funzionamento della nostra Assemblea legislativa, delle speciali
prerogative e delle peculiari caratteristiche dell'Assemblea
regionale siciliana. Un disegno di legge che, attraverso un taglio
del venti per cento sulle spese relative al funzionamento
dell'Assemblea regionale siciliana e del Governo regionale (dal
trattamento economico dei deputati, alle indennità degli assessori
regionali, ai trasferimenti ai gruppi parlamentari, alle spese del
personale dipendente dell'Assemblea regionale siciliana e di
consulenze e collaborazione per l'Assemblea regionale siciliana o
per i suoi organi) comporta una riduzione complessiva della spesa
relativa al triennio 2014-2016 di circa 26 milioni di euro, come
meglio si dirà nel commento dei singoli articoli.
Ciò a testimonianza del fatto che il legislatore siciliano
intende dare piena applicazione anche all'interno della nostra
Regione ai principi di spending review e alle esigenze di
contenimento e di trasparenza dei costi della politica, rispetto
alle quali, come prima avvertito, siamo sensibili anzitutto per
considerazioni di carattere etico, ancor prima che in forza di un
obbligo impostoci dallo Stato.
Veniamo adesso allo specifico contenuto del disegno di legge, che
consta di dodici articoli.
L'articolo 1 enuncia le finalità del disegno di legge, il quale
si propone di introdurre nell'ordinamento regionale misure di
controllo, razionalizzazione e contenimento della spesa relativa
ai costi della politica e dell'amministrazione regionale ,
precisando peraltro che ciò debba avvenire nel rispetto alle
modalità previste dallo Statuto di autonomia e dalle relative
norme di attuazione.
L'articolo 2 riguarda il dibattuto tema del trattamento economico
dei deputati regionali, relativamente al quale si prevede, nel
comma 1, una significativa riduzione rispetto a quanto attualmente
stabilito dalla legge regionale n. 44 del 1965, la quale equipara
tale trattamento a quello previsto per i parlamentari nazionali.
Viene infatti disposto che tale trattamento scenda all'ottanta per
cento di quest'ultimo, così fissando in maniera ancora più
rigorosa e contenuta un parametro che comunque costituisce ed ha
costituito una garanzia di trasparenza e di certezza nella
determinazione dei compensi dei parlamentari regionali. Da tale
riduzione si stima di realizzare un risparmio pari a circa tre
milioni di euro annui.
Lo stesso articolo 2, al comma 2, contiene altresì un rinvio al
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana per
l'individuazione delle cariche interne cui attribuire un'indennità
di funzione e per la determinazione dei relativi importi. Si
introducono specifiche disposizioni concernenti il trattamento
economico del Presidente della Regione e degli assessori
regionali. Per il Presidente della Regione, oltre al trattamento
spettante in qualità di deputato, è prevista un'indennità pari a
quella spettante al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana;
per gli assessori che siano anche deputati regionali è prevista
un'indennità aggiuntiva di funzione pari a quella spettante ai
presidenti delle Commissioni legislative dell'Assemblea, al posto
di quella attualmente corrisposta, pari a quella del
Vicepresidente dell'Ars. Qualora gli assessori non siano anche
deputati regionali, gli stessi percepiranno, inoltre, un
trattamento pari all'ottanta per cento dell'indennità prevista per
i deputati regionali.
L'articolo 3, anch'esso in un'ottica di contenimento dei costi,
prevede la totale gratuità della partecipazione del Presidente
della Regione, del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
degli assessori e dei deputati regionali in commissioni, comitati,
organi di enti di qualsiasi tipo quando tale partecipazione sia
connessa alla rispettiva carica.
L'articolo 4 pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale
dei deputati e assessori amplia e integra l'ambito applicativo e
le forme di attuazione delle norme contenute nella legge regionale
n. 128 del 1982, disponendo che tale pubblicità sia assicurata
secondo le modalità introdotte dal recente decreto legislativo 14
marzo 2013, n. 33, ed estendendo tale pubblicità anche ai
componenti del Governo regionale.
L'articolo 5 Sanzioni a carico dei deputati e degli assessori
per la mancata partecipazione ai lavori parlamentari intende
improntare a maggior rigore il trattamento dei deputati regionali
e degli assessori, prevedendo l'applicazione di sanzioni,
consistenti in una decurtazione dell'indennità spettante e a
questa commisurata, nel caso di ingiustificata assenza alle sedute
dell'Aula o delle Commissioni parlamentari, cui essi siano tenuti
a partecipare.
Gli articoli 6, 7, 8 e 9 fissano per la prima volta in via
legislativa i più salienti aspetti della disciplina dei Gruppi
parlamentari, tenendo peraltro in considerazione l'esigenza che un
opportuno ruolo in tale delicata materia, strettamente inerente al
funzionamento interno dell'Assemblea, venga deferito al
Regolamento interno della stessa. E' infatti secondo modalità
stabilite da quest'ultimo che ai sensi dell'articolo 6 va
assicurato da parte dell'ARS il Contributo in favore dei Gruppi
parlamentari per le spese di funzionamento , consistente in un
contributo annuale e in una dotazione strumentale, logistica e di
servizi di assistenza e supporto, mentre ai sensi dell'articolo 7
va garantito annualmente, sempre a carico dell'ARS il Contributo
in favore dei gruppi parlamentari per le spese del personale .
L'articolo 8 peraltro tiene conto delle esigenze di contenimento
dei costi stabilendo che comunque l'importo dei contributi di cui
agli articoli 6 e 7 non possa superare l'importo massimo
complessivo della spesa attualmente erogata, decurtata del venti
per cento. Da tali disposizioni si stima un risparmio annuo
quantificabile in circa un milione e cinquecento mila euro.
L'articolo 9 prevede l'adeguamento alla normativa statale, e
precisamente alle previsioni di cui ai commi 9,10,11 e 12
dell'articolo 1 del decreto Monti in relazione alle modalità di
adozione e redazione dei rendiconti delle spese dei gruppi
parlamentari, e al controllo della Corte dei conti, in tal modo
mostrando l'adesione del disegno di legge ai criteri di rigore e
trasparenza ivi contenuti, anche con riferimento ai relativi
meccanismi sanzionatori. Anche qui, peraltro, si deferisce al
Regolamento interno ARS la determinazione delle modalità di
applicazione delle nuove regole, che dovrà essere garantita già a
decorrere dai rendiconti riferiti all'esercizio finanziario 2013.
Gli articoli 10 e 11 riguardano il trattamento da corrispondere
ai deputati regionali alla cessazione del loro mandato. L'articolo
10 prevede la Soppressione dell'assegno di solidarietà a
decorrere dal primo gennaio 2014, e di conseguenza l'abolizione
della relativa trattenuta. L'articolo 11 conferma il passaggio del
Sistema previdenziale dei deputati regionale da retributivo a
contributivo - già disposto autonomamente dall' Assemblea con
propria normativa interna a decorrere dall'1 gennaio 2012 -
conformemente alle previsioni contenute nella lett. m) del comma 1
dell'articolo 2 del decreto Monti e deferisce al Regolamento
interno la disciplina dei casi di esclusione o sospensione
dell'erogazione dei vitalizi, nel rispetto dei principi contenuti
nella lett. n) del comma 1 dell'articolo 2 dello stesso decreto n.
174 del 2012 per il periodo corrispondente alla durata
dell'interdizione dai pubblici uffici e fatti salvi gli effetti
della riabilitazione. Alle norme del Regolamento interno sono
d'altra parte deferite le modalità applicative dell'intera
disciplina stabilita negli articoli 10 e 11.
L'articolo 12 Contenimento della spesa di funzionamento e per il
personale dell'Assemblea , sul presupposto che i sacrifici debbano
investire non solo i costi della politica, ma anche quelli
dell'Amministrazione dell'ARS, prevede una riduzione del 20 per
cento della spesa complessiva attualmente destinata al
funzionamento della stessa e al suo personale, compresi i soggetti
esterni a vario titolo utilizzati, nonché l'introduzione di misure
volte alla razionalizzazione e all'efficienza dell'organizzazione
interna e il rafforzamento delle attuali procedure di controllo
interno della spesa. Da tali disposizioni si stima un risparmio,
nel triennio, di circa 13 milioni di euro.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente, si meraviglia che in Aula c'è un po' di baraonda. E'
vero, ma lo sa perché succede questa baraonda? Perché lei, ha
convocato la Conferenza dei capigruppo su un argomento così
importante come è quello della spending review, ovvero il
recepimento del Decreto Monti, ma al termine della riunione
avrebbe dovuto dare la possibilità ai Gruppi parlamentari di
riunirsi per sapere quello che è stato deciso, ed è proprio quello
che le chiedo con il mio intervento.
Signor Presidente, io ho le idee chiare, e lei sa che sono
contrario ad una spending review fatta in questa maniera, e sono
contrario perché sono per una spending review che riguardi non
solo i deputati, io sono per un contenimento delle spese per la
politica, di tutto il Palazzo. Quel Palazzo che lei ha recriminato
che deve diventare di cristallo , e quindi dobbiamo eliminare
tutti i privilegi a partire da voi, a partire da tutti i privilegi
che avete voi come componenti del Consiglio di Presidenza. E
guardi che dalle notizie che ho avuto io, sa quanti soldi
risparmiamo e sa quanto è bello che lei Presidente va in
televisione e dice oltre a levare i soldi dal nostro stipendio,
leviamo tutti i privilegi che abbiamo noi come componenti del
Consiglio di Presidenza.
Lo faccia questo E' questo che le darà tanto prestigio, non
quello di recepire il decreto Monti così com'è
Veda, può sembrare che io stia attuando una guerra contro la sua
Presidenza. Quasi, quasi; ma lo sa perché? Perché il fatto che
lei all'atto dell'insediamento ha detto questa bella frase, che
deve rendere questo palazzo di cristallo, mi ha fatto un po'
riflettere e ho detto: Come mai il Presidente Ardizzone dice una
frase così bella, così importante, così impegnativa? Ma lui nella
XV legislatura non era il presidente del Collegio dei Deputati
Questori? . Mi sono un po' incuriosito. Come presidente del
Collegio dei Deputati Questori cosa ha visto che non era di
cristallo?
Ed allora, ho cercato di darmi delle risposte e ho visto un
deputato segretario del Consiglio di Presidenza quali cose ha, lei
che cosa ha, ho visto il suo sito, non quello della Fondazione
Federico II che parla di sito di trasparenza e ad oggi non c'è
niente nel sito, quello suo che riguarda le sue assunzioni, gli
incarichi che ha dato, questi li ho trovati, ma lo sa che cosa c'è
di strano? Che in quei nominativi non c'è né la provincia, né la
data di nascita. Ma mi vuole dire questo elenco che lei pubblica
per la trasparenza a modo suo, mi vuole dire che tipo di
trasparenza è?
Ribadisco la richiesta se ci consente 5 minuti di sospensione per
vedere con il mio capogruppo che cosa avete deciso e dopo se a
questa spending review riguardante noi deputati possiamo fare un
emendamento per fare una spending review sui vostri privilegi.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione perché l'onorevole
Greco non ha avuto la possibilità di interloquire con il suo
Gruppo. Se non ci sono osservazioni, sospendo la seduta per cinque
minuti. Ci sono osservazioni in contrario? Onorevole Grasso, non
siamo d'accordo? Allora, andiamo avanti; la sua proposta non è
accolta.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. La ringrazio, signor Presidente, ma se lei è d'accordo
per sospendere non ci sono problemi, io posso rinunciare
tranquillamente.
PRESIDENTE. C'era una richiesta, ai sensi di Regolamento,
formulata dall'onorevole Giovanni Greco il quale mi ha chiesto
cinque minuti di sospensione. Io ho chiesto all'Aula se non
c'erano diversità di vedute, l'Aula praticamente ho compreso che
mi ha detto di andare avanti perché hanno fretta di approvare il
decreto Monti.
VULLO. Possiamo sospendere, signor Presidente.
PRESIDENTE. Siamo per la sospensione. C'è qualcuno contrario alla
sospensione? Se c'è qualcuno contrario vada al podio per cortesia
invece di fare segnali di fumo.
Pertanto, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 18.04, è ripresa alle ore 18.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, il presidente della Commissione nella sua
relazione, che è sotto gli occhi di tutti ma probabilmente c'era
molta confusione e non si è compreso, ha evidenziato da un lato
che noi siamo in una situazione in cui siamo obbligati, ma
conoscete qual è il mio punto di vista eticamente sul recepimento
del Decreto Monti .
Abbiamo, probabilmente, creato in questi mesi un po' di
confusione, si è creata un po' di confusione e non era tanto il
raggiungimento dell'obiettivo finale, perché il raggiungimento
dell'obiettivo finale, in tutti gli emendamenti, debbo dare atto,
io lo vedo che quello di avere un tetto massimo alle indennità, ai
rimborsi dei parlamentari così come è avvenuto nelle altre
Regioni, e su questo - ripeto - penso che non ci sia divergenza
alcuna. Probabilmente, ci siamo divisi inutilmente sul modo come
arrivare che era quello se mantenersi nell'ambito dell'autonomia
statutaria o procedere a un recepimento acritico, di questo si
trattava.
Ho avuto modo di leggere tutti gli emendamenti. Addirittura, ci
sono emendamenti che parlano di cifre ben definite, rispetto alle
quali, quindi, non ci può essere alcune discrezionalità. Io mi
auguro che sulla base di queste indicazioni, magari entro stasera
si possa uscire definitivamente da questa problematica perché,
probabilmente, siamo stati sotto i riflettori più del dovuto,
inutilmente, sapendo fin dal primo momento quale era l'obiettivo
da raggiungere rispetto al quale, ripeto, non mi sembra che ci
siano grosse divergenze.
Quindi, quello che io mi auguro nel dibattito a seguire è che ci
siano, pur nella divergenza di vedute, dei toni contenuti.
Raccomando a tutti cautela nell'espressione delle proprie
opinioni, questo mi sembra fin troppo evidente. Ripeto, ci può
essere divergenza su una impostazione, ma l'obiettivo finale è
quello che ci deve unire e ritengo che su questo non c'è, almeno
sulle basi delle dichiarazioni pubbliche, ma debbo dire anche
sulla base dei contatti con i singoli che si sono avuti con le
numerose conferenze dei Capigruppo, perché noi siamo
obbiettivamente in una fase di passaggio per la nostra Regione,
Regione che più delle altre dà dimostrazione e deve dare
dimostrazione, indipendentemente dal come si arriva, che siamo in
linea con il contenimento dei costi della politica.
FALCONE: Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per
capire come si vuole procedere, alla luce anche del fatto di ciò
che è stato detto.
Io ho un testo che è il frutto degli emendamenti presentati. Il
mio intervento è teso a sapere se coltre a questo testo c'è
qualche altra norma di riscrittura, perché so che ne sono state
fatte. Se c'è, che ci venga fornito, diversamente se si procederà
votando per singolo articolo e per singolo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi sembra abbastanza opportuno, ma
anche la sospensione così come era stata richiesta, mi sembrava
opportuna perché abbiamo convenuto in una Conferenza, per carità,
informale dei Capigruppo, dove non si può strozzare assolutamente
il dibattito. E' chiaro che ci sono emendamenti di riscrittura e
come lei mi insegna, onorevole Falcone, hanno precedenza quelli
della Commissione, di questo si tratta. Per cui, il suo Capogruppo
già ha avuto distribuito un'ipotesi di riscrittura.
E' chiaro che gli emendamenti vengono mantenuti e, così come
prevede il Regolamento, si inizia a discutere dell'emendamento di
riscrittura presentato dalla Commissione, perché dovrebbe,
comunque, rappresentare una sintesi, rispetto alla quale si può
essere d'accordo o contrario, si è contrario si vota no, se si è
a favore si vota sì. Quindi, non cambia nulla rispetto alla
precedente procedura, però il suo Capogruppo è già in possesso
della riscrittura. Peraltro, la riscrittura, ove non diverge
rispetto agli articolo, è contenuta nel fascicolo del testo con i
relativi emendamenti. Laddove lei legge Savona, nella qualità
chiaramente non di singolo parlamentare ma di presidente di
Commissione, significa che c'è una riscrittura.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità
1. Le disposizioni della presente legge sono finalizzate ad
introdurre nell'ordinamento regionale, secondo le modalità
stabilite dallo Statuto regionale di autonomia e dalle relative
norme di attuazione, misure in materia di controllo,
razionalizzazione e contenimento della spesa relativa ai costi
della politica e dell'amministrazione regionale».
All'articolo 1 sono stai presentati i seguenti emendamenti:
- emendamento 1.1, degli onorevoli Cancelleri ed altri;
- emendamento 1.2,degli onorevoli Falcone ed altri.
Sostanzialmente, i due emendamenti sono identici. A scanso di
equivoci questi due emendamenti fanno riferimento espressamente al
174. Nell'articolo 1 si fa riferimento generale allo Statuto e
all'ordinamento giuridico. Quindi, potremmo dire che il 174 è
contenuto in questo.
Sono quelle questioni di lana caprina che poi, magari, non ci
fanno andare in sintonia pur essendo identico l'obiettivo, di
questo si tratta.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, nell'ordine dovrebbero parlare
prima i componenti del Movimento 5 Stelle. Pur tuttavia, ne ha
facoltà.
FALCONE. Grazie, signor Presidente, non è una questione di lana
caprina quella che abbiamo presentato con i colleghi Pogliese,
Vinciullo e Assenza, ma significa voler specificare all'articolo 1
nelle finalità e, quindi, nell'impostazione che vogliamo dare alla
norma di attenerci comunque al decreto Monti. Questo è un fatto
assolutamente - secondo me - essenziale, perché se noi non
inseriamo questa ulteriore parte nella norma, noi stiamo
consentendo di fare una norma di contenimento di spesa sì, ma che
va oltre e va a lato del decreto Monti. Quindi, noi riteniamo che
sia assolutamente opportuno.
Mi fa piacere che anche i colleghi del Movimento 5 Stelle
concordino su questa norma. Quindi, noi chiediamo che venga votato
favorevolmente l'emendamento da noi presentato.
PRESIDENTE. Mi spiego meglio, onorevole Falcone, ha fatto bene ad
intervenire.
A seguire, lei sa quanto io sia convinto di inserire il decreto
Monti, dal titolo all'ultimo rigo, ci sono alcuni articoli che
contengono espressamente il riferimento al decreto Monti.
Nell'articolo 2 la Commissione, nel testo rielaborato
dall'onorevole Savona, prevede espressamente gli importi 11.100.
Quindi, rispetto a questo siamo ampiamente dentro il decreto
Monti, quando io dicevo non vorrei che ci dividessimo su questioni
di principio, per cui dico nel più c'è il meno. Però, su questo
chiaramente mi rimetto all'Aula dopo anche aver sentito la
Commissione.
Debbo dire che pure la Commissione, nella relazione, più volte ha
citato il decreto Monti. Se poi voi mi dite perché noi ci dobbiamo
dividere su una questione del genere, francamente non si
comprende, in considerazione di quello che è inserito
nell'articolo 2, perché nell'articolo 2 si recepisce, per quello
che riguarda le indennità, in maniera chiara e specifica quello
che è contenuto nel decreto Monti, la prego di seguirmi onorevole
Savona, sulla base di questi emendamenti si dice di fare espresso
riferimento, che è una disposizione di carattere generale al
decreto Monti.
Per me non è ostativo, tant'è che gli emendamenti sono ammessi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, andare
espressamente a scrivere che recepiamo il decreto legislativo 174
e, quindi, dare un nome a quello che è l'articolo 1, che sono le
finalità, quindi la porta di ingresso di questo disegno di legge,
mi sembra più giusto, più esatto, più corretto rispetto che andare
a denunciare i principi che sono contenuti all'interno.
E' vero, probabilmente è una questione di lana caprina, però già
diamo una presentazione diversa di quello che è l'intento
legislativo di questa Assemblea regionale.
Per cui, noi siamo perfettamente in linea con i colleghi Falcone
ed altri che hanno presentato questo emendamento ed invitiamo
tutta l'Aula a dare un senso logico sia al lavoro della
Commissione, che per 4-5 mesi ha lavorato su questo disegno di
legge, che anche all'istituzione stessa della Commissione, che
voleva proprio andare a recepire il decreto Monti.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione è
contraria. Si è già espressa in Commissione, sia nella versione
Cracolici che nella versione Savona, a mantenere fuori dal testo
il 174. Quindi, per questo è contraria all'emendamento.
CANCELLERI. La Commissione è contraria a maggioranza, visto che
noi l'abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Sì, la Commissione è contraria a maggioranza. Però,
scusate vorrei precisare un ragionamento, perché poi la
comunicazione esterna diventa quasi più importante del disegno di
legge. Noi approveremo con questo disegno di legge i principi
contenuti nel decreto Monti, per cui questa discussione non doveva
neanche sorgere con un po' di buona volontà, perché nell'articolo
2 c'è scritto 11.100 e massimo 13.800, lo sto dicendo per la
massima chiarezza. Quindi, l'approvazione o meno di questo
articolo non significa che noi ci stiamo discostando.
Peraltro, onorevole Savona, lei stesso ha richiamato nella
relazione più volte il Decreto Monti e negli emendamenti da lei
depositati più volte si fa riferimento al Decreto Monti. Quindi, è
diventata quasi una battaglia di principio; ma la battaglia di
principio la dovremmo mettere da parte.
Detto questo e detto quello che pensavo, pongo in votazione
l'emendamento 1.1 che è identico sostanzialmente all'emendamento
1.2 Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.2 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Trattamento economico dei deputati regionali
e dei componenti della Giunta regionale
1. All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 30 dicembre
1965, n. 44, le parole nella misura pari a sono sostituite dalle
parole nella misura pari all'80 per cento .
2. Con apposita disciplina adottata dai competenti organi
dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme del proprio
Regolamento interno, sono individuate le cariche interne alle
quali attribuire una indennità di funzione e sono determinati i
relativi importi.
3. L'articolo 1 della legge regionale 30 gennaio 1956, n. 8, è
sostituito dal seguente: Art. 1. - Indennità mensile spettante
al Presidente della Regione ed agli Assessori regionali. 1. Al
Presidente della Regione è attribuita una indennità mensile lorda
pari al trattamento economico mensile spettante al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana.
2. Ai deputati regionali che siano nominati assessori regionali è
attribuita una indennità aggiuntiva per la carica di assessore
pari all'indennità di funzione spettante al Presidente di
Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale
siciliana.
3. Agli Assessori regionali che non siano deputati regionali è
corrisposto un trattamento economico mensile lordo composto da una
quota pari all'80 per cento dell'indennità prevista per i deputati
regionali dall'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre 1965,
n. 44, e successive modifiche e integrazioni nonché da una quota
pari all'indennità di funzione spettante al Presidente di
Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale
siciliana.'.»
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
di riscrittura 2.9.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LEANZA. Signor Presidente, per uniformarci alle decisioni che
prenderà la Commissione e visto tutto quello che avete fatto nelle
ore passate, noi ritiriamo tutti gli emendamenti a nostra firma.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo
dell'articolo 2 se nella sostanza ricalca esattamente il contenuto
del Decreto legge 174 del 2012 cioè del Decreto Monti, tuttavia il
mancato riferimento che fa della legge dello Stato, che lei bene
ha fatto a ricordare che è norma di coordinamento della finanza
pubblica e, quindi, che abbiamo l'obbligo di applicare anche nella
nostra regione, noi riteniamo che non sia del tutto corretto. In
questo senso spiego anche il motivo per cui abbiamo evitato che
sull'articolo 1 possa essere citato il Decreto legge 174/2012.
Quel testo che è stato approvato in Commissione anche con il
nostro voto stabilisce le finalità della norma. In quel senso bene
hanno fatto la Commissione e l'Aula adesso a rivendicare le
proprie prerogative che derivano dalla specialità dello Statuto,
dall'Autonomia speciale della Regione siciliana che non può essere
assolutamente messa in discussione da una legge ordinaria dello
Stato.
Dal nostro punto di vista, quindi, è corretta la dizione
dell'articolo 1 che è stato approvato con il voto favorevole di
qualche minuto fa dell'Aula, proprio per le ragioni sopra citate.
L'articolo 2, invece, tratta temi diversi. Esso recepisce quelli
che sono i tetti delle somme che ciascun deputato deve percepire.
Non parliamo più, quindi, delle prerogative e della specialità
dello Statuto derivanti dall'Autonomia che è stata posta in essere
dai nostri padri costituenti e dai padri dello Statuto perché i
problemi della nostra regione erano speciali, particolari e
diversi rispetto a quelli del resto del Paese.
La specialità dello Statuto, quindi, che è richiamata
correttamente nell'articolo 1 di questa legge che stiamo per
approvare, quella specialità deve essere utilizzata dal Parlamento
regionale, dalla Regione siciliana per risolvere i problemi
speciali della Sicilia non, certamente, per porre in essere norme
che attribuiscono al deputato, al consigliere regionale della
Sicilia una prerogativa diversa da quella dei colleghi regionali
del resto del Paese.
E' questa la ragione per cui il mio Gruppo, io stesso ho
presentato un emendamento a questo articolo 2, nel quale chiedo il
richiamo espresso del decreto legge numero 174 del 2012, perché in
questo caso non stiamo trattando più della specialità della nostra
Regione ma dello status ed in particolare delle somme che ogni
deputato regionale siciliano deve percepire. E, siccome la nostra
posizione è stata chiara sin dall'inizio, cioè quella di
uniformarci ad una norma di coordinamento di finanza pubblica e,
di più, è quella di fare in modo che il mio trattamento non possa
essere diverso dal trattamento di qualunque altro consigliere
regionale di qualunque altra regione del nostro Paese, questa è la
ragione per cui noi, Gruppo parlamentare del PD, abbiamo
presentato un emendamento a questo testo che, ribadisco, signor
Presidente, correttamente lei lo ha sottolineato, pone esattamente
ed indica le cifre che sono contenute nella legge dello Stato, nel
decreto Monti ma, siccome la forma in questi casi è sostanza,
faremo in modo di convincere l'Aula a recepire, nel testo
dell'articolo 2, anche il richiamo espresso dal decreto legge 174,
perché, ribadisco, il consigliere regionale della Sicilia non può
avere uno status, dal punto di vista economico, se non uguale a
quello di tutti i consiglieri regionali del resto d'Italia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se leggiamo i due emendamenti,
cioè quello di riscrittura, presentato dalla Commissione e quello
presentato dall'onorevole Gucciardi, l'obiettivo è identico.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che quella
che stiamo approvando stasera sia una norma che non rientra e non
riguarda lo status del parlamentare, del deputato regionale e in
questo concordo perfettamente con il collega Gucciardi.
Siamo su questa linea, però, è chiaro che un emendamento di
riscrittura deve anche comprendere fino in fondo quello che si
vuole fare e qua vogliamo contenere i costi, vogliamo contenere la
spesa.
E in maniera molto sintetica, non voglio dire, non voglio
entrare, non voglio fare premesse, lo abbiamo detto in queste
settimane, si è parlato tanto; la stampa ha parlato più di quanto
avessimo fatto noi; è entrata nel merito approfonditamente su
tutto quello e su tutti quelli che erano i vari testi che si sono
susseguiti, quindi, non mi attarderò in questo ma, ad esempio,
devo dirvi che sulla riscrittura a firma dell'onorevole Savona non
sono assolutamente convinto dell'ultimo comma che prevede per gli
assessori, che sono tecnici, la stessa indennità dei deputati, per
mille vicende. E qua lo voglio dire, in maniera molto chiara,
quest'Aula ha tentato, l'anno scorso e più volte, di ridurre e di
sottoporre gli assessori alla stessa spending review a cui siamo
sottoposti noi deputati.
Allora, se così è, oggi dobbiamo essere coerenti. C'è un mio
emendamento che guarda e dice che agli assessori che non sono
deputati viene corrisposto il 50% del trattamento economico degli
stessi deputati e non per togliere qualcosa a qualcuno ma perché
gli assessori, in termini di logistica, di supporto tecnico, di
apparato amministrativo, hanno molto di più rispetto ai singoli
deputati.
In questo senso, chiedo che sia data la possibilità a chi sta
parlando di proporre un subemendamento all'emendamento
dell'onorevole Savona e specificatamente all'ultimo comma, il
punto 3), di potere subemendare questo emendamento con la
sostituzione degli 11.100 euro nel limite del 50%, a cui
aggiungiamo, attenzione, una indennità di funzione che è data
dall'equiparazione di Assessore alla carica di Presidente di
Commissione.
Dico questo, signor Presidente, e concludo, per andare
nell'ordine dei lavori.
Allora, a questo punto, è chiaro che lei, dinanzi ad emendamenti
di riscrittura che fanno decadere tutto, deve dare il tempo ed il
termine per poter presentare il subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta
dell'onorevole Falcone, sospendo la seduta per cinque minuti
perché superando questo scoglio e con qualche chiarimento in più,
probabilmente, supereremo gli ostacoli.
(La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.43)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo approvando
un disegno di legge per dare un messaggio, perché è giusto che sia
così, perché siamo assolutamente convinti che in questo momento
dobbiamo dare non dico l'esempio, ma di più, se possibile.
Vorrei, quindi, invitare l'onorevole Falcone a ritirare
l'emendamento 2.4 per discuterlo, anche in un altro momento,
quando tratteremo il disegno di legge sulle province, sulle città
metropolitane; in un altro momento.
Non penso che sia giusto farlo in questo momento, anche perché
non è assolutamente condivisibile, considerato il fatto che a
tutti va garantita la possibilità di fare un buon lavoro e di
avere lo stesso trattamento che abbiamo come deputati.
FALCONE. C'è un emendamento a mia firma, se possiamo, non
facciamo incursioni, calmiamoci.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Movimento
Cinque Stelle ha presentato quattro subemendamenti a questo
emendamento 2.9. Ora, vorrei capire una cosa. E' vero, gli Uffici
ci dicono che, in questi termini, non si può subemendare questa
riscrittura della Commissione. Vorrei, prima di continuare i
lavori, che mi venisse dato, visto che sono presidente della
Commissione Spending Review , il verbale della riunione dove è
stato riscritto questo disegno di legge e, quindi, dove è avvenuta
la riscrittura, perché né io né l'onorevole Cappello, del
Movimento Cinque Stelle, eravamo presenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, questo per chiarezza. Così
come, giustamente, mi dicono gli Uffici, non c'è nessuna
prevenzione nei confronti della presentazione di questi
subemendamenti. I subemendamenti ripropongono, però, gli
emendamenti che avete presentato per cui, proceduralmente, se
viene bocciato l'emendamento Savona, a seguire, si trattano pure
i vostri, perché questo sarebbe un espediente per inserirsi in
questo emendamento di riscrittura.
Lei poi ha posto un altro problema. Le ricordo che, comunque, il
Presidente di Commissione è di per sé un organo che ha una sua
autonomia. Ora, se i deputati del Movimento Cinque Stelle si
siedono e prendono posto insieme all'onorevole Di Giacinto e
all'onorevole Savona si possono anche raccordare e dire che,
magari, questa riscrittura è stata espressa a maggioranza. Non vi
era, però, non c'era nessun tentativo di sopprimere il dibattito.
Dico ciò per chiarezza.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, la ringrazio. Volevo intervenire
qualche minuto fa ma, purtroppo, qualcuno ha chiesto di
interrompere ed io sono stato d'accordo. Volevo fare, però, un
ragionamento che riguarda anche questo emendamento.
Il ragionamento che volevo fare è questo, signor Presidente e
onorevoli colleghi: in sostanza, potevamo approfittare, o possiamo
ancora approfittare, di questo benedetto Decreto Monti. In che
senso possiamo approfittare?
Comprendo che molti dei colleghi presenti, magari, non abbiano
una cultura aziendale; magari ci sono molti avvocati, ci sono
ingegneri, c'è qualche deputato che ha fatto un po' di politica o,
forse, troppa politica, ma se, in questo momento, potessimo
ragionare da aziendalisti, direi prendiamo questa legge e
partiamo da questa legge per fare alcuni tagli .
Se noi - e chiedo scusa all'onorevole Sammartino - potessimo
capire, finalmente, l'entità del bilancio di questo grande
casermone, che è un casermone bellissimo, che risponde al nome di
Palazzo d'Orleans, per vedere tutto quello che costa questa
azienda e, se questa azienda costa 100 e noi riusciamo non
solo a ridurre le indennità dei parlamentari - e qua siamo tutti
d'accordo a ridurre queste indennità - ma anche ad eliminare o a
tentare di eliminare alcuni sprechi che vanno dalla luce all'acqua
che consumiamo tutti i giorni o ai condizionatori...
E, allora, se questa azienda o questa Assemblea o questo
Parlamento o questo Palazzo d'Orleans, con tutta la struttura,
costa cento milioni di euro e noi riusciamo a farla costare
novanta milioni di euro, non solo riducendo le indennità dei
singoli deputati ma sicuramente con gli sprechi che ci sono...
perché non li vede?
Molte volte, ragiono in maniera aziendalista. Le racconto quello
che è successo nell'azienda in cui mio figlio fa il manager. Hanno
riunito duecento dipendenti, duecento dipendenti che hanno dieci
ristoranti e sono riusciti, in un anno, a risparmiare il dieci per
cento senza licenziare nessuno. Ora, se riusciamo, riducendo ad
ognuno di noi non solo le indennità, gli stipendi degli assessori,
le macchine blu e quanto altro. Questo è quello che dobbiamo fare.
Allora, questa Commissione sicuramente ha fatto un lavoro egregio
e noi, assieme a questa Commissione, possiamo in due, tre giorni,
dare delle risposte alla gente in merito a dove possiamo ridurre
le spese di quest'Assemblea, credo che abbiamo fatto non solo un
favore a noi stessi ma abbiamo dato come immagine della nostra
Assemblea un'immagine un po' diversa, che non riduce solo le
cosiddette indennità ma, sicuramente, credo, lo vediamo qua
tutti i giorni, che ci sono una serie di sprechi che possiamo
evitare.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, se lei avesse avuto la pazienza di
aspettare fino all'articolo 12, avrebbe visto come la stessa
Commissione si è posta il problema e impone un tetto a questo
Palazzo, che è il Palazzo Reale, Palazzo dei Normanni, di
contenimento ulteriore della spesa, indipendentemente dalle
indennità.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 2.9.1, a firma
degli onorevoli Falcone, Greco Giovanni, Sammartino ed altri.
Questo subemendamento prevede la riduzione da 11.100 a 9.100
euro. Stiamo parlando degli assessori cosiddetti esterni .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 2.9.2, a firma
dell'onorevole Cancelleri ed altri.
L'onorevole Cancelleri propone - articolo 2, comma 1 - di ridurre
l'indennità dei parlamentari, da 8.500, di cui 5.000 euro lordi
per indennità di carica, da 11.100 a 8.500.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole
Cancelleri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevole Cancelleri, lei propone un altro subemendamento
sull'indennità di funzione che stabilirebbe che deve essere
lasciata integra solo per il Presidente dell'Assemblea, che
ringrazia, e per il Presidente della Regione, che ringrazierà,
togliendola a tutti gli altri.
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 2.9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Vorrei leggere questo articolo, ai fini della comunicazione
esterna, che è diventata più importante degli obiettivi che si
raggiungono, perché stasera è stato raggiunto, con l'apporto di
tutti, un importante obiettivo. Probabilmente, nessuno ci credeva,
onorevoli colleghi, ed io mi sento di leggerlo testualmente, passo
per passo, compreso le virgole:
«Sostituire l'articolo 2 con il seguente:
Art. 2 - Trattamento economico dei deputati regionali e dei
componenti della Giunta regionale -1. Le disposizioni di cui al
comma 1 dell'art. 1 della legge regionale 30 dicembre 1965, n. 44,
si applicano nei limiti dell'importo di 11.100 euro lordi mensili.
2. Si procede all'adeguamento dell'importo di indennità e diaria
spettante ai deputati regionali secondo la variazione dell'indice
ISTAT del costo della vita.
3. Con apposita disciplina adottata dai competenti organi
dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme del proprio
Regolamento interno, sono individuate le cariche interne alle
quali attribuire una indennità di funzione e sono determinati i
relativi importi nel limite massimo di 2.700 euro mensili lordi.
4. L'articolo 1 della legge regionale 30 gennaio 1956, n. 8, è
sostituito dal seguente: Art. 1. Indennità mensile spettante al
Presidente della Regione ed agli Assessori regionali. - 1. Al
Presidente della Regione è attribuita una indennità mensile lorda
pari al trattamento economico mensile spettante al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana.
2. Ai deputati regionali che siano nominati assessori regionali è
attribuita una indennità aggiuntiva per la carica di assessore
pari all'indennità di funzione spettante al Presidente di
Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale
siciliana.
3. Agli Assessori regionali che non siano deputati regionali è
corrisposto un trattamento economico onnicomprensivo pari a 11.100
euro lordi mensili».
Così sapremo, finalmente, quanto prende il Presidente della
Regione.
Ho il dovere di evidenziare che, avendo approvato questo
emendamento, tutti gli altri decadono e che l'emendamento, a firma
degli onorevoli Gucciardi e Cracolici, nella sostanza, riproponeva
la stessa identica questione e, per questo, mi riferivo alle
questioni sulle quali non c'era motivo di separazione.
Debbo dire che l'Assemblea ha sottratto l'Ufficio di Presidenza
dall'ingrato compito di stabilire eventuali ulteriori riduzioni e
aumenti; maggiore discrezionalità, quindi, e di questo debbo
ringraziare, avendo stabilito precisamente che non si discostano
assolutamente dal decreto Monti e da quello che è stato adottato
dalla gran parte delle altre Regioni.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 2,
comma 2, così recita: Si procede all'adeguamento dell'importo di
indennità e diaria spettante i deputati regionali secondo le
variazioni dell'indice ISTAT del costo della vita
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, non la seguo nemmeno io,
perché rideva mentre parlava, era forse ironico?
CANCELLERI. Ripeto, l'art. 2, quello appena approvato, comma 2,
recita: Si procede all'adeguamento dell'importo di indennità e
diaria spettante i deputati regionali secondo le variazioni
dell'indice ISTAT del costo della vita .
PRESIDENTE. Cosa c'è da ridere, onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. Fantastico. Adeguiamo al costo stipendi di 11.100
euro, cioè li adeguiamo ..
PRESIDENTE. Cosa significa, onorevole Cancelleri? Questo
significa stabilizzare nel corso degli anni uno stipendio e non
dare la possibilità di venire in quest'Aula e modificarlo,
CORDARO. Non c'è nulla di strano.
PRESIDENTE. Il ragionamento è completamente diverso, come tutte
le regioni d'Italia, non ci vedo nulla di strano, così come si
adeguano per le altre categorie, si adeguano anche per i
parlamentari, che sono lavoratori professionisti che hanno
sottratto tempo alle loro professioni. Ciò si potrà condividere o
meno, ma questa norma è stata inserita conformemente a quanto
stabilito dalle altre Regioni, così come è normale farlo. Non
credo che ci sia niente da dire, anzi serve a prevenire eventuali
altri adeguamenti che potrebbe fare l'Aula in un futuro Il senso
dell'emendamento era proprio in tale direzione.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
«Art. 3.
Gratuità partecipazione deputati regionali
e componenti del Governo in organismi
1. La partecipazione in commissioni, comitati, organi di enti di
qualsiasi tipo, che sia connessa alle cariche di Presidente della
Regione, di Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, di
assessore regionale e di deputato regionale, non può prevedere, in
favore dei medesimi soggetti, la corresponsione di indennità,
gettoni di presenza, rimborsi o compensi comunque denominati».
Comunico che allo stesso è stato presentato il sub-emendamento
3.3.1, che riguarda la gratuità delle partecipazioni alle
commissioni, ai comitati, agli organi, agli enti di qualsiasi
tipo. A tal proposito, vorrei precisare, perché la Conferenza dei
Presidenti delle Assemblee ha ritenuto opportuno inserire questo
articolo. In effetti, a differenza delle altre Regioni, noi
avevamo un'indennità onnicomprensiva; ma a differenza delle altre
Regioni che passavano per essere più virtuose dell'Assemblea
regionale siciliana, mentre in realtà le stesse Commissioni
avevano un gettone di presenza in più. L'abbiamo voluto riproporre
a scanso di equivoci ove fosse stato necessario. C'è un sub-
emendamento a firma Sudano, che invito al ritiro.
SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 3.3 . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
«Art. 4.
Pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale
dei deputati e degli assessori regionali
1. Alla legge regionale 15 novembre 1982, n. 128, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) al punto 1 del primo comma dell'articolo 1, dopo le parole
le quote di partecipazione a società', sono inserite le seguenti:
la consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari,
titoli di Stato o in altre utilità finanziarie detenute anche
tramite fondi di investimento, SICAV o intestazioni fiduciarie';
b) all'articolo 1 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: 2
bis. Le dichiarazioni di cui al presente articolo, quelle di cui
agli articoli 2 e 3 nonchè gli ulteriori dati di cui all'articolo
14 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e successive
modifiche ed integrazioni, vengono altresì resi pubblici secondo
le modalità di cui al predetto decreto legislativo';
c) all'articolo 8, comma 1, dopo il punto 5 è aggiunto il
seguente: 5 bis). Ai componenti dei consigli di amministrazione
e degli organi di sorveglianza degli enti di cui ai punti da 1 a
5';
d) all'articolo 8, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: 1
bis. Le disposizioni di cui all'art. 15 del decreto legislativo
14 marzo 2013, n. 33 e successive modifiche ed integrazioni si
applicano nel territorio della Regione, anche con riferimento ai
soggetti di cui al presente articolo'.
e) dopo l'articolo 8 è inserito il seguente: Art. 8 bis. Le
disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 3 si applicano ai
componenti del Governo regionale. La documentazione relativa agli
adempimenti discendenti dai citati articoli nonchè gli ulteriori
dati di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 14 marzo 2013,
n. 33, e successive modifiche ed integrazioni, vengono altresì
resi pubblici secondo le modalità di cui al predetto decreto
legislativo».
Si passa all'emendamento 4.1 dell'onorevole Falcone.
Onorevole Falcone, lo mantiene?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5.
Sanzioni a carico dei deputati e degli assessori
per la mancata partecipazione ai lavori
parlamentari
1. In caso di assenza ingiustificata dei deputati alle sedute
dell'Aula o delle Commissioni parlamentari, agli stessi è
applicata una sanzione commisurata all'importo dell'indennità
spettante. La misura della sanzione, le cause di assenza
giustificata e le modalità di rilevazione delle presenze sono
disciplinate dai competenti organi dell' Assemblea regionale
siciliana secondo le norme del proprio Regolamento interno.
2. In caso di assenza ingiustificata da parte degli Assessori
regionali alle sedute dell'Assemblea regionale siciliana o delle
Commissioni parlamentari, alle quali debbano partecipare in
rappresentanza del Governo, in ragione della specifica delega
della quale sono titolari, si applica nei loro confronti la
disciplina di cui al comma 1».
Si passa all'emendamento 5.1, degli onorevoli Ruggirello ed
altri, come preannunciato dall'onorevole Leanza per conto del
gruppo. Inoltre, è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 5.2, il quale emendamento mi sembra più che
opportuno e che anticipa un altro disegno di legge che mi risulta
già essere stato esitato dalla Commissione, e che riguarda i
rapporti tra Parlamento e Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Credo che dopo l'approvazione di questo emendamento
avremo una presenza più assidua degli Assessori, almeno in
quest'Aula.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Art. 6.
Contributo in favore dei Gruppi parlamentari per le
spese di funzionamento
1. Al fine di consentire lo svolgimento delle attività dei
Gruppi parlamentari l'Assemblea regionale siciliana, secondo le
modalità stabilite dalle disposizioni del proprio Regolamento
interno, assicura agli stessi:
a) un contributo annuale, al netto delle spese per il personale,
da destinare alle spese organizzative, di funzionamento, di
rappresentanza, di aggiornamento e documentazione, alle funzioni
di studio, editoria e comunicazione, riconducibili agli scopi
istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana;
b) una dotazione strumentale, logistica e di servizi di
assistenza e supporto che sia adeguata e funzionale a consentire
lo svolgimento delle iniziative e dell'attività istituzionale dei
Gruppi.
2. È esclusa in ogni caso la contribuzione per partiti o
movimenti politici».
Si passa all'emendamento 6.5 della Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.4, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ricordo che stiamo discutendo sull'emendamento 6.5,
e un emendamento dell'onorevole Cancelleri che ripropone la stessa
questione, che è in fase di distribuzione.
Informo che l'emendamento 6.5 ripropone pedissequamente quanto
previsto dal decreto Monti, l'emendamento, presentato dal
Movimento 5 Stelle fa un riferimento generico al decreto Monti,
quindi ricalca nella sostanza un po' quello che è avvenuto per gli
articoli precedenti. La sostanza non cambia, però debbo dire che
alcune Regioni hanno stabilito nel senso dichiarato
dall'emendamento. Devo dire per maggiore chiarezza, che la
sostanza non cambia. L'emendamento di riscrittura quindi
ripropone quanto previsto dal decreto Monti passo, passo, evita
dubbi interpretativi allo stesso Ufficio di Presidenza, mentre c'è
un rinvio al decreto Monti per quello che riguarda i costi dei
Gruppi.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, il subemendamento presentato dai
colleghi del Movimento 5 Stelle è sostanzialmente analogo
all'emendamento 6.3 presentato dal Partito Democratico, di cui
sono firmatario, quindi, io credo che prima del subemendamento
6.5.1 sia trattato l'emendamento 6.5, dopodiché essendo materia
analoga ed essendo sostanzialmente scritto nella stessa identica
maniera, io credo che debba essere trattato prima l'emendamento
rispetto al sub emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, il suo ragionamento è
obiettivamente corretto da un punto di vista regolamentare. Il
discorso è che se lo avesse presentato lei il sub emendamento io
glielo avrei dovuto dichiarare inammissibile perché praticamente
aveva già presentato un emendamento, lo ha presentato un altro
gruppo.
Invito, pertanto, il Movimento Cinque Stelle di venirmi incontro
e ritirare questo sub emendamento, perché nel caso in cui dovesse
essere bocciato il 6.5 si arriverà a discutere il 6.3, a firma
dell'onorevole Gucciardi, che è uguale al sub emendamento
presentato dal Movimento Cinque Stelle.
Onorevole Cancelleri, la invito al ritiro, perché proceduralmente
mi semplifica il percorso, non voglio creare precedenti.
Proceduralmente debbo porre ai voti il 6.5, nel caso in cui
dovesse essere bocciato, quando arriviamo al 6.3, a firma
dell'onorevole Gucciardi passa questo, che poi è di identico
contenuto con il 6.5. Però vedete che il contenuto è identico.
CANCELLERI. Non lo ritiro.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto sul sub
emendamento 6.5.1
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, siccome per un inghippo
parlamentare non intendo derogare alla sostanza delle cose e
l'emendamento a firma Gucciardi e Cracolici è un emendamento che,
per quanto ci riguarda, ha un'importanza politica enorme, e
prendendo atto che i colleghi del gruppo parlamentare Cinque
Stelle non intendono ritirare il sub emendamento di contenuto
identico all'emendamento presentato dal gruppo parlamentare del
Partito Democratico venerdì della scorsa settimana, appongo la
firma al sub emendamento presentato dal Movimento Cinque stelle,
considerato che questo è il testo dell'emendamento da noi
presentato e rispetto al quale noi siamo assolutamente favorevoli.
Non posso infatti assolutamente immaginare di fare in modo che
l'Aula voti in maniera difforme rispetto a quella che è stata la
volontà del gruppo, per cui noi voteremo a favore del sub
emendamento presentato all'articolo 6.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, mi vuole venire almeno lei incontro
a questa esigenza? Guardi che non cambia la sostanza.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, cambierebbe la filosofia che finora abbiamo adottato,
quindi non ritengo opportuno cambiare in corso d'opera quello che
noi abbiamo già evidenziato via via nei precedenti articoli.
Pertanto, il mio parere è contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 6.5.1, a firma
Cancelleri, tutto il Movimento Cinque Stelle e dell'onorevole
Gucciardi. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.5. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
I Restanti emendamenti presentati all'articolo 6 sono dichiarati
decaduti.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
«Art. 7.
Contributo in favore dei Gruppi parlamentari per le
spese del personale
1. Fermo restando il contributo per le spese di funzionamento,
l'Assemblea regionale siciliana, secondo le modalità stabilite
dalle disposizioni del proprio Regolamento interno, assegna
annualmente a ciascun Gruppo un contributo per le spese del
personale».
Si passa all'emendamento 7.10, dell'onorevole Cordaro.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.7, degli onorevole Greco ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo solo adesso per una
questione di tattica, chiamiamola in questo modo. Volevo dire
all'onorevole Gucciardi, intanto lo ringrazio per avere apposto la
firma, ma immediatamente sopra, dal 6.3, guardi in alto, il 6.1
l'avevamo presentato anche noi e anche prima di venerdì. Gli
Uffici non se n'erano accorti, abbiamo fatto buon viso a cattivo
gioco.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un sub emendamento
all'emendamento 7.11 sempre con la stessa formula, a firma
dell'onorevole Cancelleri, in cui c'è un rinvio esplicito al
Decreto n. 174.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.11/8.7.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, volevo chiedere un chiarimento.
PRESIDENTE. Lo deve chiedere alla Commissione il chiarimento.
CORDARO. Sì, onorevole Savona, quando si fa riferimento al
personale utilizzato potrebbe essere specificato a cosa ci stiamo
riferendo? Lo chiedo per maggiore intelligibilità della legge.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci riferiamo al
personale che è in essere e si trova all'interno dei gruppi.
Questo è l'obiettivo che vogliamo raggiungere e con questo
emendamento riusciamo ad inserire e a fotografare quello che c'è
in essere. Quindi lo stato attuale delle cose.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Lo dichiaro superato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Rendiconto delle spese dei Gruppi parlamentari
1. L'ordinamento regionale si adegua alle previsioni di cui
all'articolo 1, commi 9, 10, 11 e 12 del decreto legge 10 ottobre
2012, n. 174, convertito con modificazioni nella legge 7 dicembre
2012, n. 213, in materia di modalità di adozione e redazione dei
rendiconti delle spese dei Gruppi parlamentari, controllo della
Corte dei conti, applicando il relativo sistema sanzionatorio.
2. A tal fine, nel rispetto dei principi recati dalla citata
disciplina, l'Assemblea regionale siciliana, secondo le modalità
stabilite dal proprio Regolamento interno, adotta le disposizioni
necessarie per consentirne l'applicazione a decorrere dai
rendiconti riferiti all'esercizio finanziario 2013».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 9.1 della
Commissione, che così recita: L'Ordinamento regionale si adegua
sono sostituite dalle parole La regione adegua il proprio
Ordinamento .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, vorrei precisare - ai fini della
comunicazione esterna, perché ormai ci dobbiamo abituare così si
fa chiarezza - che sia l'articolo che l'emendamento 9.1 esitato
dalla Commissione, non c'era in realtà motivo di divisione, in
quanto si fa espresso riferimento, per quello che riguarda il
rendiconto delle spese dei gruppi, al Decreto n. 174, il
cosiddetto Decreto Monti', a riprova che non ci siamo
assolutamente discostati da esso. E' un principio di filosofia -
come diceva l'onorevole Savona -, ma era mio dovere evidenziarlo
proprio per dare contezza degli emendamenti altrettanto legittimi
presentati dagli onorevoli Cancelleri e Gucciardi.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Soppressione dell'assegno di solidarietà
1. L'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme del proprio
Regolamento interno, dispone, a decorrere dall'1 gennaio 2014, la
soppressione dell'assegno di solidarietà erogato ai deputati
regionali e della relativa trattenuta e disciplina le modalità e i
termini della liquidazione degli importi maturati al 31 dicembre
2013».
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 10 è stato
presentato un emendamento di riscrittura 10.2R., a firma
dell'onorevole Savona.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
10.2R.1, a firma dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
tende ad introdurre la possibilità di eliminare l'erogazione
dell'assegno di fine mandato a coloro che si macchiano di reati
passati in giudicato nei confronti della Pubblica amministrazione
e di reati, come il 416, il 416 bis e il 416 ter, che si occupano
di associazione a delinquere anche di stampo mafioso.
Visto che si tratta di un tema abbastanza importante, sarebbe
auspicabile che l'Aula appoggiasse tale emendamento e si
esprimesse quindi per un voto favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
(Proteste dei rappresentanti del Movimento 5 stelle)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, vi prego di non
insistere. Ho dichiarato ammissibile un emendamento che non lo
era da un punto di vista giuridico; vi ho permesso di esplicitare
le vostre posizioni, non posso però consentire assolutamente, che
ancora una volta, in Aula si faccia il processo a non so a che
cosa
(Reiterate proteste dei rappresentanti dell Movimento 5 Stelle)
Per un richiamo al Regolamento
CIANCIO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 127,
comma 4, così recita: Se la domanda è fatta verbalmente, il
Presidente per accertare il numero richiesto dal II comma, del
presente articolo, invita i Deputati che l'appoggiano ad alzarsi .
Presidente, lei ha il dovere di rispettare il Regolamento interno
dell'ARS: è la seconda volta in questa seduta che noi chiediamo il
voto elettronico e lei ce lo ha vietato entrambe le volte...
Allora, se per lei esistono Deputati di serie A e Deputati di
serie B, se esistono forze politiche di serie A e forze politiche
di serie B, ce lo dica subito così ci comporteremo di conseguenza.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, la votazione per appello nominale
viene richiesta in un momento di grande calma, per fare chiarezza
nel caso in cui ci siano dubbi interpretativi sull'espressione del
voto. Comunque, il suo Capogruppo, intervenendo, non ha chiesto
l'appello nominale.
Onorevole Dipasquale nella votazione per alzata e seduta non c'è
chi vota si e chi vota no, si fa un conteggio per la celerità del
procedimento, così ognuno di noi si fa il proprio spot fuori. Sa
perché questo articolo è uno spot? E' uno spot perché l'assegno di
fine mandato viene corrisposto al momento della cessazione del
mandato, una sentenza passa in giudicato, bene che vada, dopo
sette, otto anni, per cui io, proceduralmente, non lo dovevo
ammettere.
DIPASQUALE. Ha fatto male ad ammetterlo
PRESIDENTE. Su questo le do ragione, perché qua c'è un gioco al
rilancio su chi è più bravo a massacrare.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 19.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Sistema previdenziale dei deputati regionali
1. Ai deputati regionali continua ad applicarsi il trattamento
previdenziale vigente basato sul sistema contributivo, adottato
dall'Assemblea regionale siciliana secondo le disposizioni del
Regolamento interno.
2. L'Assemblea regionale siciliana, secondo le disposizioni del
Regolamento interno, disciplina i casi di esclusione o sospensione
dalla erogazione dei vitalizi, nel rispetto dei principi contenuti
nell'articolo 2, comma 1, lett. n), del decreto legge 10 ottobre
2012, n. 174, convertito con modificazioni nella legge 7 dicembre
2012, n. 213, per il periodo corrispondente alla durata
dell'interdizione dai pubblici uffici e fatti salvi gli effetti
della riabilitazione».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
11.R.
Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli
Cancelleri ed altri il subemendamento 11.R.1 all'emendamento 11.R.
Pongo in votazione il subemendamento 11.R.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
certi argomenti, forse corriamo un po' troppo. Mi riferisco
all'articolo11, relativo al sistema previdenziale dei deputati
regionali, testè approvato, sul quale desidero esprimere la mia
opinione, visto che non sono stato messo in grado di farlo,
ricordando quello che aveva detto l'onorevole Dipasquale per
quanto riguardava l'articolo 10.
Vorrei ribadire che il Gruppo Megafono', per quanto riguarda gli
emendamenti presentati che riguardano i trattamenti previdenziali,
i trattamenti di fine rapporto, l'assegno di solidarietà, per i
gravi reati previsti in questi emendamenti, sarebbe opportuno che
l'Assemblea procedesse ad una votazione più attenta, con una
discussione più approfondita.
PRESIDENTE. Lei è un deputato molto attento, onorevole
Malafarina, uno dei più attenti di quest'Assemblea: ha avuto la
possibilità di intervenire.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Contenimento della spesa di funzionamento e per il
personale dell'Assemblea
1. Nel rispetto del principio statutario di autonomia,
l'Assemblea regionale siciliana concorre al contenimento della
spesa adottando, secondo le norme del proprio Regolamento, i
provvedimenti idonei a:
a) realizzare una riduzione, rispetto ai corrispondenti importi
del proprio bilancio di previsione per l'anno 2013, della spesa
complessiva destinata al funzionamento dell'Assemblea regionale
siciliana, al personale ed all'utilizzazione di soggetti esterni
che a vario titolo prestino servizio per l'Assemblea regionale
siciliana o per i suoi organi, nella misura complessiva del 20 per
cento nel triennio 2014, 2015 e 2016;
b) introdurre misure di razionalizzazione ed efficienza
dell'organizzazione interna, anche mediante la riduzione della
pianta organica del personale dipendente, che consentano di
realizzare un ulteriore contenimento strutturale del proprio
fabbisogno finanziario, anche in considerazione della riduzione
del numero dei deputati prevista dalla legge costituzionale 7
febbraio 2013, n. 3;
c) prevedere adeguati strumenti di controllo interno della spesa
attraverso il potenziamento delle procedure in atto vigenti».
Onorevoli colleghi, in ordine agli emendamenti presenti
all'articolo 12, ci dobbiamo intendere perché questo riguarda
l'incidenza sul bilancio dell'Assemblea regionale siciliana. Il
bilancio dell'ARS è formato, così come ogni bilancio, di una spesa
cosiddetta rigida ed una spesa più discrezionale . E sulla
spesa discrezionale siamo già intervenuti in passato.
Il nostro è un bilancio di 150 milioni di euro, ed in valore
assoluto sembrerebbe che costiamo più delle altre Regioni, ma in
realtà se togliamo gli oltre 40 milioni di euro che paghiamo per
pensioni al personale di quest'Assemblea che ha superato i 60
anni, se togliamo il costo del personale che negli altri Consigli
regionali è a carico delle Regioni e non del Parlamento - perché
noi siamo un Parlamento - ci rendiamo perfettamente conto di come
siamo al di sotto dei costi dei Consigli regionali.
Ora, vedo che sono stati presentati all'articolo 12 una serie di
emendamenti che sono una sorta di rilancio, il 50%, il 40%, il
30%. Ma ci sono spese che non si possono tagliare, pur volendo,
che rappresentano la spesa rigida.
Ricordo a noi tutti che siamo all'interno del Palazzo Reale, che
è un monumento, un bene storico, con tutto ciò che significa. Non
so come si dovrebbe andare avanti con una riduzione del 50% delle
spese, che a mio avviso sono solo spot, perché non hanno
significato.
Dovrei chiedere ad ogni presentatore, sulla base di cosa si
propongono questi emendamenti, se già tagliando del 50%, significa
che non si possono pagare le spese cosiddette ordinarie .
Pertanto, raccomando a tutti un po' di buon senso.
Debbo dire che in Commissione spending review , già erano
partiti da una riduzione del 30%, ma si è convenuto, chiaramente
sulla base di un dialogo che è necessario che ci sia su queste
cose, perché verrà presentato il bilancio dell'Assemblea, su una
riduzione del 10%, che mi sembra sia più che equa.
Pertanto, invito i presentatori a ritirare questi emendamenti
perché alla fine usciamo al largo come quelli che non vogliono
ridurre inutilmente le spese del palazzo, e non è assolutamente
così.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritiro gli
emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3, a firma mia e di tutti i componenti
del Movimento Cinque Stelle, ma rimane in atto l'emendamento
aggiuntivo all'emendamento di riscrittura di Savona che introduce
il comma d), che parametra il costo del personale al massimo del
doppio dell'indennità di carica del Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio intervento
di qualche minuto fa lei mi ha detto che all'articolo 12 si
sarebbe parlato della riduzione di quelle spese. Però, noi
dobbiamo essere quanto più chiari possibili, e quando parliamo di
una riduzione del 10 per cento, come se fosse un taglio lineare,
in un certo senso stiamo dicendo qualche piccola bugia, perché poi
alla fine questo 10 per cento ho qualche dubbio che si ottenga.
Signor Presidente, io propongo che si faccia una Commissione non
di 70 deputati ma di 3 deputati, che esamini il bilancio e
naturalmente non gli stipendi o le pensioni, ma quella parte,
saranno 70 o 80 milioni di euro, che questa commissione decide. Si
è fatto l'esempio della luce o dell'aria condizionata, e lì noi
possiamo intervenire, dove possiamo risparmiare, se vogliamo
risparmiare. Se, invece, noi dobbiamo fare spot, ed io non voglio
fare nessuno spot, non sono qui a prendere la parola per fare
passerella ma credo di fare una proposta che si possa sicuramente
applicare. Così vediamo se questi 80 o 70 milioni di euro li
possiamo ridurre del 10 o del 15 per cento. E non parlo di tempi
lunghi, ma di tempi brevissimi, in quattro o cinque giorni questa
Commissione lo può fare, naturalmente lo può fare l'Ufficio di
Presidenza.
Qualcuno mi additerà che voglio fare solo propaganda, ma io e
l'onorevole Panepinto, se non sbaglio sei mesi fa, abbiamo
presentato un ordine del giorno nel quale si dicevano alcune cose,
parlavamo dei badget dei Deputati Segretari, dei badget dei
Deputati Questori e quant'altro, ma poi ho visto che non abbiamo
fatto niente.
Io credo che sia opportuno ad ognuno di noi di ridurre le spese,
che non sono quelle solo del badget dei vari Deputati segretari o
questori. Le porto un esempio banale: a Catania, per risparmiare,
hanno deciso che il consiglio comunale si convoca alle ore 16.30,
perché non vogliono può pagare gli straordinari ai dipendenti. Non
so se qua paghiamo straordinari ai dipendenti, però potremmo
intervenire a 360 gradi per ridurre le spese; lei se lo immagina
se questa Assemblea costa 150 o 160 milioni di euro, e il prossimo
anno potrebbe costare 135 o 140 milioni di euro.
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, lei più volte è ritornato,
giustamente, su questi temi, sui quali siamo tutti sensibili,
debbo dare atto al Collegio dei Questori che già nel bilancio di
previsione - ora porteremo pure a consuntivo con un ulteriore
riduzione - sto parlando chiaramente del bilancio dell'Assemblea,
nel 2012 c'è stata una notevole riduzione. Avevamo un bilancio
superiore a 170 milioni di euro ed è stato portato, senza decreto
Monti, a 156 milioni di euro, quindi non avevamo bisogno di essere
stimolati, e di questo volevo dare atto all'Ufficio di Presidenza
nella sua interezza e in particolare al Collegio dei Deputati
Questori.
Però è chiaro che tutto quello che dice lei è in sintonia con lo
spirito che governa, non solo l'Ufficio di Presidenza, ma ritengo
ognuno di quest'Aula, però mi darà atto - lei che sempre richiama
i principi aziendali - che ci sono delle spese che si possono
tagliare e altre spese che non si possono tagliare.
Allora quest'Aula, a mio avviso, farà bene a dare un ulteriore
input all'Ufficio di Presidenza per ridurre delle spese, lì dove
si può fare, perché quando noi parliamo di un taglio del 10 per
cento da spalmare nel corso degli anni è un taglio più che
consistente, se facciamo una semplice verifica aritmetica.
Quindi, onorevole Vullo, sarà presentato prima in Ufficio di
Presidenza, già ci sta lavorando il Collegio dei Deputati
Questori, il bilancio dell'Assemblea, secondo lo spirito di questa
Assemblea stessa e poi mi consenta di dirle che lei una volta, lo
ricordo bene, fece un intervento sulle questioni delle auto blu,
le posso dire che proprio in aderenza, non so se quella volta lei
presentò un ordine del giorno, ma le auto blu sono state ridotte
da 12 a 7..
VULLO. Da 7 li dobbiamo portare ad 1. Solo lei la deve avere
PRESIDENTE. Possiamo non averla nessuno, tutto quello che vuole,
però non si può dire che l'Ufficio di Presidenza non rispetta le
indicazioni di questa Assemblea, questo mi sentivo di
sottolinearlo, però condivido pienamente lo spirito del suo
intervento, perché è in linea perfettamente con questo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, non ho preso parola, però
non condivido niente di tutto quanto è stato detto sia da lei che
dal deputato che mi ha preceduto e glielo dico in assoluta
franchezza, le porterò degli esempi molto concreti.
TURANO. Su che cosa ha chiesto di parlare?
PRESIDENTE. Sull'articolo 2.
MILAZZO Giuseppe. Sì, visto che poco fa ci sono stati deputati
che prima votano e poi fanno interventi su articoli già votati.
Signor Presidente, l'indennità dei parlamentari è una spesa
comprimibile perché il parlamentare si regola di conseguenza, le
somme destinate al funzionamento del Palazzo - se non ci vogliamo
prendere in giro - vi dico che dovremmo aumentarle del 10 per
cento e non vanno a casa Milazzo, ma sarebbero destinate al buon
funzionamento del Palazzo, le porto degli esempi molto concreti.
La lampadina: di giorno in giorno il costo della lampadina
aumenterà, significherà che noi per fare una norma spot ridurremo
e pregiudicheremo la qualità dei servizi, se ridurre i costi
significa togliere il centraline dell'Assemblea regionale, è
successo, Presidente Ardizzone, per tre giorni la batteria della
Regione è stata in tilt e i deputati sono stati fuori dal mondo,
quindi, aumentatelo del 10 per cento, vivaddio, ma facciamo
funzionare l'Assemblea, i cittadini vi ringrazieranno, perché
quando ridurrete i costi del Palazzo ma taglieremo nei servizi,
non vi diranno grazie, Presidente, vi diranno che cosa avete
combinato? . I parlamentari per tre giorni siamo stati isolati
nella nostra attività
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, ho piacevolmente assistito
all'enfasi legittima con la quale lei annunciava l'approvazione
della norma che porta i compensi, le indennità di questo
Parlamento dentro quei parametri sanciti dal cosiddetto Decreto
Monti .
Siccome, in questi ultimi mesi, grazie alla sua Presidenza, ma
devo dire anche nello scorcio della presidenza Cascio, man mano si
sono ridotti i costi, lei per esempio ricordava che senza il
decreto Monti già c'è stata una riduzione di 14 o 24 milioni di
euro sul bilancio di questo Parlamento. Il lavoro di questa sera,
è chiaro che apro una parentesi, che nell'attuale situazione,
anche per il dibattito, per gli emendamenti, legittimi anche
quelli dei colleghi del Movimento 5 Stelle, la rappresentazione
esterna nessuno ci dirà bravi nemmeno se dovessimo portare
l'indennità a poco meno di 1.000 euro, perché è chiaro che qui la
complessiva è di disperazione, di sofferenza e chiaramente
continuo a dire che i costi della politica sono una cosa, i costi
della democrazia sono un'altra.
Oggi, si è provato a difendere anche i costi della democrazia in
questo luogo, però credo che sia necessario, e non mancherà a lei
attuarlo, Presidente, che ci sia un'attività sul costo del
funzionamento di questo Palazzo, la più non trasparente perché
nell'azione vera lo è, ma che sia di facile lettura da parte non
degli addetti ai lavori, ma da parte dei cittadini di quei 4
milioni 999 mila siciliani.
Faccio un esempio: gli acquisti sono fatti con la Consip o sono
fatti in gestione diretta? Gli affidamenti, che certamente sono
atti di trasparenza assoluta, le manutenzioni avvengono per gara
pubblica o per affidamenti diretti? Noi abbiamo il dovere, lei
peraltro ha avuto anche la ventura e la fortuna di essere
Presidente del Collegio dei Questori, di sapere quanto importante
diventa perché è chiaro che una semplice diceria può rendere vano
lo sforzo che questa sera, questi mesi, anche in maniera dura, su
questi due vocaboli inglesi spending review che hanno, per così
dire, se non fermato comunque portato l'attenzione di questo
Parlamento su questo tema.
Oggi, in I Commissione c'è stata la discussione su un testo della
Federico II, un testo importante, ma sarebbe interessante
conoscere esattamente tutto quello che accade. Sul nome e cognome
del personale, su come è stato assunto, sui curriculum, su chi ci
fornisce le porte, le finestre, le lampade, la carta igienica. Una
rivoluzione, quindi, che sia profonda nella trasmissione
all'esterno dei dati. E conoscendo la sua onestà personale,
intellettuale e politica lei farà seguire, assieme all'Ufficio di
Presidenza, tutto ciò perché non possiamo fermarci, dobbiamo
andare oltre perché la moglie di Cesare deve essere comunque a
prescindere onesta. E questo Palazzo che diventa punto di
imputazione di responsabilità che non ha, deve potersi difendere,
ma non difendere i singoli parlamentari ma l'Istituzione in questo
modo. Sono sicuro che riporremo in lei la certezza che ciò accadrà
PRESIDENTE. Io sottoscrivo interamente il suo intervento. Le dico
di più: dall'1 gennaio 2014, in ottemperanza al decreto
anticorruzione quindi, ci viene incontro a questa esigenza di
trasparenza sul principio dell'accesso civico. Ricordo che abbiamo
fatto all'interno di questo Palazzo, organizzato dal Consiglio di
Giustizia Amministrativa, un approfondimento sul disegno di legge
anticorruzione; tutte le spese superiori a 1000 euro dovranno
essere pubblicate in un sito e noi, prima di altri enti, abbiamo
già disposto telematicamente che ciò avvenga. Dall'1 gennaio,
quindi, tutte le spese superiori a 1000 euro saranno pubblicate
perché l'accesso civico, anche se può dare luogo, mi rendo conto,
a qualche forma di speculazione e altro, comunque è un controllo
dovuto.
Condivido, quindi, perfettamente quello che lei ha detto e lo
sottoscrivo. Debbo dire che una delle gare più grosse che ha fatto
questa Assemblea, che riguarda la pulizia, l'ha fatta rivolgendosi
proprio a Consip. Questo per ovvie ragioni.
Onorevole Panepinto, aggiungo che spero che questo Parlamento per
la gestione possa essere di esempio a tutti gli enti regionali e
non regionali. E se abbiamo avuto la possibilità di presentarci al
Convegno sull'anticorruzione è perché abbiamo fatto vedere come
già ci siamo adeguati al disegno di legge 33.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, con riferimento all'articolo 12,
Contenimento della spesa di funzionamento per il personale
dell'Assemblea, mi sembra che sia assolutamente evidente che c'è
una parte di spesa sostanzialmente incomprimibile. Incomprimibile
perché è costituita dagli emolumenti che sono dovuti per legge al
personale dipendente.
Dato per scontato che non possiamo licenziare nessuno perché non
sarebbe nè equo, nè giusto, e considerata questa spesa come
necessaria e incomprimibile resta un quantum di spesa su cui si
può incidere.
Inviterei l'onorevole Savona a riconsiderare l'emendamento che ha
presentato e anziché prevedere un taglio lineare del 10 per cento
su una spesa totale della Regione e, come tale, difficilmente
attuabile, a rivederlo distinguendo i due grossi, chiamiamoli
impropriamente capitoli di spesa: quelli relativi al personale per
il quale possiamo solo ed esclusivamente prevedere la mancanza del
turnover, così come è previsto in altre situazioni, e la riduzione
delle indennità laddove sia fattibile e il resto delle spese. Il
resto delle spese che, chiaramente, possono avere anche natura
discrezionale, così come qualche spesa credo è attribuibile al
Consiglio di Presidenza nel suo complesso possa essere ridotta -
e qua faccio appello alla sua nota sensibilità, signor Presidente,
perché non ho motivo per dubitarne - delle spese, tra virgolette,
discrezionali, penso che possano subire un taglio maggiore del 10
per cento ed essere ricondotte a norma.
Noi stiamo affrontando un capitolo molto delicato delle spese
della politica in questo caso e, in questo caso, delle spese di
un Parlamento che ha lunghe tradizioni. In questo coacervo di
spese sicuramente ci sono delle spese che nel passato non sono
state del tutto ampiamente giustificabili e che non lo potrebbero
essere soprattutto per il futuro.
Quindi, tutta quella parte discrezionale di spese di
rappresentanza, di spese per convegni e quanto altro credo che sia
necessario riesaminarle e quantomeno dare una indicazione già in
questa sede per ridurle in modo consistente.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Malafarina, mi consenta, noi abbiamo già predisposto un ordine del
giorno che va in questa direzione e cioè che le spese che non sono
fisse è possibile rivederle, quello che è possibile ritoccare e
che non siano spese obbligatorie, quindi stipendi, pensioni,
questo lasciamo tutto all'interno della norma che abbiamo
prestabilito e nell'ordine del giorno ci mettiamo che le spese che
non sono obbligatorie di rivederle nei limiti che il Consiglio di
Presidenza riterrà opportuno poter eliminare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, lei ha presentato diversi
emendamenti che io eviterei di doverli dichiarare inammissibili,
così come in effetti sono. Se lei mi viene incontro, perché
riguardano spese di personale, sistema pensionistico che sono
tutti disciplinati da regolamenti, da leggi, se lei li ritira mi
viene incontro.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente li dichiari pure inammissibili però
registri anche questa lamentela. Questo disegno di legge passerà
alla storia come disegno di legge Savona-Ardizzone, perché voi ve
la siete cotta, voi ve la state servendo e voi ve la state
mangiando. Noi non siamo stati invitati a nessun tavolo di
concertazione, non abbiamo possibilità di discutere niente.
Gli emendamenti o sono inammissibili o decadono per fantomatici
emendamenti di una Commissione che non si è mai riunita.
Registriamo questa cosa, continuiamo a rimanere in Aula da
spettatori, perché questo, purtroppo, ci avete dato come ruolo e
continuiamo a farlo.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, se lei mi dà questo merito che
questa legge deve passare come legge Ardizzone, Savona io aggiungo
Gucciardi, Di Mauro, Leanza, Firetto, Dipasquale, Vinciullo,
Falcone, D'Asero, mi piacerebbe pure dire Cancelleri, perché per
la prima volta si interviene sostanzialmente - non ci credeva
nessuno - sui costi della politica e si pensava quasi ad una sorta
di melina.
Noi abbiamo voluto mettere nella legge quello che è previsto
espressamente nel decreto Monti e quando abbiamo parlato
all'inizio, già nel momento del mio insediamento, di recepimento
del decreto Monti so le sofferenze e l'isolamento che ho dovuto
vedere. Il fatto che ci sia un'Aula coesa, mi sembra senza il
Movimento 5 Stelle, quando viene data l'opportunità, invece, di
far fare un passo in avanti alla Sicilia, seriamente non con spot,
ma con disegni di legge, questo mi sia consentito di dire, mi
sento di prendermelo il merito, senza alcuna falsa modestia,
perché c'ho lottato, c'ho creduto e, quindi, la ringrazio anche
per quanto ha detto.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti presentati dal Movimento 5
Stelle.
Si passa all'emendamento di riscrittura, presentata
dall'onorevole Savona, 12.11. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Decorrenza
1. Le disposizioni contenute nella presente legge si applicano a
decorrere dall'1 gennaio 2014».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione della norma
finale, l'articolo 14, considerato che si tratta di una materia
molto complessa, vi renderete conto, che c'è la necessità di
rinviare la votazione finale. Per cui, domani continuiamo l'Aula
con i due disegni di legge che sono stati incardinati - se c'è
qualche intervento, una cortesia chiedo a tutti i Deputati, quando
si parla, poi vedo centomila mani, diventa difficile seguire il
ragionamento, perché così diventa ingovernabile, un secondo -
allora, la prossima settimana, quindi, esprimeremo il voto finale
su questi disegni di legge e sugli eventuali altri disegni di
legge che, spero, si possano esitare domani, nella speranza che
pervenga a questa Assemblea, il bilancio e la legge di stabilità.
Quindi, nella prossima seduta, prima di esprimere il voto finale,
chiaramente esamineremo pure gli ordini del giorno che ha
preannunciato l'onorevole Savona perché l'ordine del giorno, per
me Ufficio di Presidenza, è un impegno morale, etico, che prendo
dinnanzi a questa Assemblea autorevole e, dopo questa sera, è
maggiormente autorevole.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire, mi
rendo conto della stanchezza dei deputati che sono impegnati in
questa interminabile fatica dopo aver approvato il disegno di
legge sulle Province e sul bilancio, abbiamo fatto pure la
spending review, vorrei capire, Presidente, se gentilmente, come
ha anticipato ieri, si possono continuare i lavori incardinando il
disegno di legge sulla ricerca scientifica in ambito sanitario per
permettere, domani, all'Assemblea, ove i colleghi dovessero
ritenere di presentare emendamenti, di votare anche quella legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho una richiesta espressa. In
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari avevamo
convenuto di portare, all'esame di quest'Aula, quei disegni di
legge che avevano un immediato impatto sul bilancio e nell'ordine
avevamo messo altri disegni di legge.
Considerato che il bilancio ancora non è arrivato agli Uffici di
questa Assemblea c'è un disegno di legge, posto al numero 4),
Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario ,
relatore proprio l'onorevole Turano, mi si sta chiedendo se lo si
può incardinare.
Se non c'è nulla in contrario lo incardiniamo questa sera e poi
lo rinviamo a domani, dando la possibilità di presentare gli
emendamenti.
Resta così stabilito.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
debbano essere incardinati anche gli altri disegni di legge che
sono pronti e che abbiamo individuato in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. No, vorrei essere chiaro. Abbiamo iscritto all'ordine
del giorno i disegni di legge che erano già pronti per l'Aula;
oggi è uscito un altro disegno di legge sull'amianto che non era
pronto per l'Aula, c'era quello sui beni confiscati. E' chiaro che
domani faremo una sintesi; se debbo fare una Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari per vedere quali sono pronti
per l'Aula in assenza - ripeto - degli atti di bilancio, li
possiamo certamente incardinare.
GUCCIARDI. Sono testi importanti.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, come lei sicuramente sa, ancora il
Governo, nonostante abbia annunciato che il bilancio è pronto, non
l'ha depositato in Aula e pertanto le Commissioni si trovano ad
operare con difficoltà. Le chiediamo se anziché tenere la seduta
domani pomeriggio, la potessimo tenere domani mattina in maniera
tale che poi ognuno è nelle condizioni di poter meglio
organizzarsi la giornata. Ad esempio, la Commissione Bilancio , è
bene che si sappia, da giorni è inoperosa e non riesce a produrre
nulla, se non a rinviare ogni giorno la propria seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non posso accogliere la sua
proposta perché ci sono altre Commissioni che stanno lavorando e
c'è un programma in itinere.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla legge
discussa stasera io sento il bisogno di esprimere un momento di
sincera soddisfazione per l'andamento dei lavori, per la sua
tenacia e per come l'Aula ed il Presidente Savona ha condotto e
portato avanti questo ragionamento, che in un momento delicato,
economico e finanziario, che sta vivendo l'Italia, io penso, per
comunicazioni all'esterno, che l'aver ridotto ai deputati le somme
percepite ogni mese sia un atto quasi dovuto. Per cui io mi sento
quasi liberato, nel senso che finalmente la finiremo con queste
critiche che attaccano profondamente la politica e a volte portano
a non individuare i fini importanti che sono gli obiettivi della
politica. Io esprimerò il mio voto, delegherò il mio capogruppo
che ne ha facoltà, ma penso che oggi abbiamo fatto un ottimo
lavoro, per cui sento il bisogno di ringraziare i miei colleghi e
la Presidenza tutta.
scientifica in ambito sanitario'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Promozione della
ricerca scientifica in ambito sanitario» (n. 494/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
494/A «Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario ,
posto al numero 4).
Invito i componenti della VI Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Turano, per svolgere
la relazione.
TURANO. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a domani, giovedì 12 dicembre 2013, alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, è inutile che io vi esprima la mia massima
soddisfazione. Si è compreso anche dal tono, mi scuso se nel corso
di quest'anno con qualcuno sono stato poco elegante o scortese, ma
la mia partecipazione all'interno della Conferenza dei Presidenti
dei Consigli regionali mi portava ad insistere su questo
ragionamento.
Ribadisco un concetto: da questa sera l'Aula, la Sicilia intera,
la classe dirigente, si presenta in maniera molto più autorevole
all'esterno, perché prima di chiedere sacrifici agli altri abbiamo
fatto dei sacrifici che poi, magari, non saranno comprensibili
all'esterno, ma era giusto, giuridicamente, eticamente ed anche
doveroso farlo ribadendo un concetto, che come Assemblea regionale
già in passato non costavamo più di altri e certamente, a maggior
ragione oggi, non costiamo più degli altri che sono semplici
consigli regionali.
Ringrazio il Presidente della Commissione spending review per
la capacità che ha messo nell'esito di questa legge, tutti i
componenti della Commissione sia per quanto riguarda la prima
stesura che la seconda stesura.
Ringrazio l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Gucciardi che più
degli altri hanno insistito non solo per un fatto di principio sul
mantenimento dell'aggancio al decreto legge 174, che comunque c'è
tutto nella legge. Abbiamo voluto essere più espliciti possibili e
vi ringrazio doppiamente perché mi avete sottratto ad una
interlocuzione sicuramente serrata che ci sarebbe stata
all'interno dell'Ufficio di Presidenza. Grazie e buon lavoro a
tutti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 12
dicembre 2013, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
1) Comunicazioni
2) Discussione di disegni di legge
3) Votazione finale di disegni di legge