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Resoconto d'Aula della Seduta n. 106 di mercoledì 11 dicembre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto, i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione: l'onorevole  Pogliese
  dall'11 al 12 dicembre 2013, l'onorevole Cascio Francesco  dal  10
  all'11 dicembre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana, con ricorso notificato l'11  dicembre 2013,  ha
  impugnato la deliberazione legislativa  Norme per la promozione ed
  il  sostegno  delle imprese dell'informazione locale ,  (ddl.  nn.
  304-28-280/A), approvata dall'Assemblea nella seduta n. 103 del  3
  dicembre 2013, e precisamente:

   -  articolo  6, comma 6, per violazione dell'articolo 81,  quarto
  comma, della Costituzione;

   -  articolo 11, per violazione dell'articolo 117, primo e secondo
  comma lettera e) della Costituzione e dell'articolo 14, lettera g)
  dello Statuto speciale.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  1460  -  Notizie in merito al diniego alla  società  Girgenti
  Acque  S.p.A,  soggetto gestore del servizio idrico di  Agrigento,
  dell'autorizzazione allo scarico del refluo depurato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello   Francesco;      Ciaccio   Giorgio;   Ciancio   Gianina;
  Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  1461 - Notizie in merito al mancato espletamento del concorso
  pubblico  per  la copertura del posto di direttore generale  della
  Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello   Francesco;      Ciaccio   Giorgio;   Ciancio   Gianina;
  Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  1462  - Notizie in ordine all'applicazione presso il Presidio
  ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta degli standard  di  qualità
  previsti per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Miccichè  Gianluca Antonello;  Firetto  Calogero;  La
  Rocca  Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa
  Orazio; Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo

   N.  1463  -  Notizie circa la nomina dei sovrintendenti  ai  beni
  culturali e ambientali della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:   Firetto   Calogero;  La  Rocca  Ruvolo   Margherita;
  D'Agostino  Nicola;  Anselmo Alice; Miccichè  Gianluca  Antonello;
  Sorbello  Giuseppe; Ragusa Orazio; Turano Girolamo; Dina Antonino;
  Vinciullo Vincenzo

   N.  1464  - Notizie in merito al mancato reintegro dei lavoratori
  del CEFOP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.   1465  -  Notizie  sullo  stato  dei  lavori  del  porto   di
  Sferracavallo (PA), nonché sugli interventi relativi alla messa in
  sicurezza del capannone presente in loco.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
   Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE. Comunico che, con email pervenuta il 9 dicembre 2013,
  recante  bollo  d'ingresso 10 dicembre 2013 e protocollata  al  n.
  13213/Aulapg dell'11 dicembre successivo, gli onorevoli La Rocca e
  Ciaccio hanno apposto la firma alla mozione n. 182.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Indirizzo di saluto agli studenti dell'università Lumsa di
                                Palermo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto agli
  studenti dell'università Lumsa di Palermo che seguono un corso  di
  diritto regionale, che assistono ai lavori dell'odierna seduta.

   di controllo, trasparenza e contenimento della spesa relativa ai
   costi della politica (nn. 492-410-367-97-46-14-13/A)'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge 'Misure in materia
   di controllo, trasparenza e contenimento della spesa relativa ai
   costi della politica (nn. 492-410-367-97-46-14-13/A)'

   PRESIDENTE.  Si  passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di legge
   Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento  della
  spesa relativa ai costi della politica  (nn. 492-410-367-97-46-14-
  13/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti  la Commissione parlamentare  speciale  per
  l'esame  di disegni di legge relativi alla materia statutaria,  ai
  rapporti  tra  l'Assemblea  regionale  siciliana  ed  il   Governo
  regionale e per l'applicazione in Sicilia del decreto legge n. 174
  del  2012  (c.d.  decreto Monti) a prendere posto al  banco  delle
  Commissioni.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi, il presente disegno di legge è il frutto di un intenso e
  impegnativo lavoro svolto dalla Commissione parlamentare istituita
  presso il nostro Parlamento con il compito di procedere ad attuare
  anche  nella  nostra Regione la c.d.  spending review ,  ossia  il
  contenimento  dei  costi della politica ed  in  particolare  delle
  istituzioni   politiche  rappresentative   istituite   a   livello
  regionale.
   La nostra Regione ha oggi scelto di dare un significativo segnale
  in una direzione ormai ineludibile, in considerazione della sempre
  crescente  sensibilità  manifestata dall'opinione  pubblica  e  da
  tutti  noi condivisa, in questi difficili tempi di crisi economica
  e  sociale, nei confronti dei temi della trasparenza e del  rigore
  nella  gestione  delle  risorse destinate al  funzionamento  delle
  istituzioni politiche e rappresentative.
   Su  questa  linea, indicata dal legislatore statale  con  diverse
  misure  (D.L. 138/2011, D.L. 95/2012, D.L. 174/2012),  l'Assemblea
  regionale siciliana è già intervenuta, in alcuni casi prima ancora
  dell'adozione  dei  citati provvedimenti statali,  con  misure  di
  riduzione  e  contenimento  della spesa,   introdotte  secondo  le
  procedure  previste  dal Regolamento interno,  in  adeguamento  ad
  analoghe   disposizioni  adottate  dal  Senato  della  Repubblica.
  Ricordiamo  le  principali  misure già  previste  per  i  deputati
  regionali:  riduzione  di indennità e diaria  a  decorrere  dal  1
  febbraio  2012; incremento delle sanzioni pecuniarie  per  assenza
  dai  lavori  d'aula  ed introduzione della medesima  sanzione  per
  assenza  dai  lavori delle commissioni; riduzione delle  spese  di
  segreteria   degli   organi   interni   dell'Assemblea   regionale
  siciliana;   riduzione  del  contributo  ai  gruppi  parlamentari;
  eliminazione  dell'indennità di aggiornamento politico  culturale;
  eliminazione  del  buono  pasto; divieto  di  cumulo  tra  assegno
  vitalizio  ed  indennità  di  carica;  introduzione  del   sistema
  pensionistico   contributivo;  innalzamento  dei   requisiti   per
  l'accesso alla pensione.
   Allo stesso modo sono state adottate misure di contenimento della
  spesa  relativa al personale che in breve si riportano:  riduzione
  del 25 per cento delle indennità di funzione e mansione; riduzione
  del  20  per  cento  del trattamento economico per  i  neoassunti;
  abolizione   degli  incentivi  di  produttività   del   personale;
  riduzione  della  pianta organica, aumento  delle  trattenute  per
  assenza  per  malattia.  A  questi provvedimenti  si  aggiunga  la
  riduzione,  da  novanta  a  settanta,  del  numero  dei   deputati
  regionali,  operata  con  la legge costituzionale  n.  2/2013,  su
  iniziativa  della stessa Assemblea regionale siciliana,  ai  sensi
  dell'art. 41 ter dello Statuto.
   Questi   provvedimenti  testimoniano  la  volontà  dell'Assemblea
  regionale siciliana di partecipare in modo attivo e consapevole al
  processo  di  contenimento e riduzione dei costi  della  politica,
  nell'esercizio  della potestà di autoregolamentazione  derivantele
  dall'articolo  4  dello  Statuto speciale  di  autonomia  che,  si
  ricorda, è legge costituzionale.
   Potestà,  quest'ultima,  riconosciuta con  costante  orientamento
  della  giurisprudenza costituzionale, già risalente agli anni   60
  (sentenza  n. 66 del 1964) e recentemente confermata  dal  massimo
  organo  di giustizia amministrativa della Regione siciliana (Cgars
  85/2011  e  86/2011). Esiste, dunque, in materia di organizzazione
  interna   dell'Assemblea  regionale  siciliana  una   riserva   di
  regolamento,  riconosciuta  da una legge  costituzionale,  che  si
  esplica  tramite  un  atto, il Regolamento interno,  che  si  pone
  rispetto  alla legge ordinaria in un rapporto non di gerarchia  ma
  di  separazione di competenze. Con la conseguenza che tale materia
  è  sottratta  al  legislatore  ordinario,  cioè  alle  maggioranze
  parlamentari  contingenti, allo scopo di garantire  l'autonomia  e
  l'indipendenza dell'organo legislativo da quello esecutivo.
   Nell'esercizio di tale potestà l'Assemblea regionale siciliana ha
  deciso di conformare la propria struttura organizzativa interna  a
  quella  vigente  presso il Senato della Repubblica.  Bene,  questo
   parametro  che da più parti è additato come la causa di  tutti  i
  mali,  trascurando  il  fatto  che  per  effetto  di  tale  scelta
  l'Assemblea  si  adegua ai provvedimenti vigenti presso  la  prima
  Camera  del  Parlamento della Repubblica, ha  comunque  consentito
  certezza  e  trasparenza dei costi della politica. Non altrettanto
  poteva   invece   dirsi   nelle  regioni  ordinarie,   tanto   che
  nell'articolo  14 del d.l. n. 138 del 2011 (il primo  decreto  sui
  costi della politica), alla lett. c), del comma 1 si stabiliva che
  i  consiglieri  regionali  non  dovevano  guadagnare  di  più  dei
  deputati  e  senatori.  In quell'occasione  si  scoprì  che  nelle
  regioni  ordinarie  venivano corrisposti ai consiglieri  regionali
  oltre  ai trattamenti riconosciuti per legge, anche altri  importi
  per  voci  di  varia natura che contribuivano a far lievitare  gli
  stessi  ben oltre il trattamento previsto per deputati e senatori.
  Questo è un dato che deve far riflettere.
   Certo, noi non vogliamo nascondere né sottacere il fatto che  una
  prerogativa non deve trasformarsi in un privilegio, ma  siamo  qui
  con  questo  disegno di legge a voler dimostrare  che  l'Assemblea
  regionale  siciliana,  nell'esercizio delle  proprie  attribuzioni
  costituzionali,   può   e  deve  adottare   misure   virtuose   di
  contenimento e riduzione dei costi.
   Il disegno di legge che oggi portiamo al vostro esame rappresenta
  un  ulteriore  passo in avanti nella strada già  intrapresa,  come
  sopra  ricordato, di riduzione dei costi della politica. Nel  fare
  ciò ci siamo preoccupati di garantire, da un lato, il rispetto dei
  principi  di  contenimento  della spesa indicati  dal  legislatore
  statale  nei, prima richiamati, decreti legge del 2011 e  2012,  e
  dall'altro  il  rispetto di quella potestà di  auto-organizzazione
  riconosciuta all'Ars dalle citate disposizioni statutarie.
   Nel  fare  ciò l'Assemblea si muove nel solco delle  clausole  di
  salvaguardia  riguardanti le regioni a statuto  speciale  previste
  nei  citati  decreti  che  prevedono che le  regioni  speciali  si
  adeguino  alle disposizioni di contenimento e riduzione dei  costi
  della politica  compatibilmente con i propri statuti di autonomia
  (art. 2, comma 4, e art. 11 bis del decreto legge n. 174 del 2012;
  art.  24  bis  del decreto legge n. 95 del 2012). Al riguardo,  si
  ricorda che la Corte costituzionale è recentemente intervenuta  in
  più  di  un'occasione ribadendo che il rispetto della clausola  di
  salvaguardia  è condizione di legittimità dell'intervento  statale
  (sentenze n. 241/2012, n. 236/2013). Ci piace ricordare le  parole
  usate dalla Corte nella sentenza n. 236/2013, laddove si dice  che
  la  clausola di salvaguardia  non costituisce una mera formula  di
  stile,  priva di significato normativo, ma ha la precisa  funzione
  di   rendere  applicabile  il  decreto  agli  enti  ad   autonomia
  differenziata solo a condizione che siano  rispettati  gli statuti
  speciali ,  e che  le norme dell'art. 9 del d.l. n. 95  del  2012,
  dunque,  non  sono  immediatamente  applicabili  alle  Regioni  ad
  autonomia  speciale,  ma  richiedono  il  recepimento  tramite  le
  apposite  procedure  prescritte dalla normativa  statutaria  e  di
  attuazione statutaria .
   Ricordiamo  inoltre  che il giudice delle leggi,  muovendosi  nel
  solco  dell'indirizzo giurisprudenziale sopra  ricordato,  con  la
  sentenza n. 198/2012, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
  dell'art.  14,  comma 2 del decreto legge n.  138  del  2011,  che
  prevedeva sanzioni nei confronti delle regioni speciali che non si
  fossero  adeguate  alle disposizioni del comma  1  riguardanti  il
  numero  di  assessori,  di  deputati,  i  limiti  quantitativi  al
  trattamento  dei deputati. In tale sentenza la Corte ha  affermato
  che   la  disciplina relativa agli organi delle Regioni a  statuto
  speciale  e ai loro componenti è contenuta nei rispettivi statuti.
  Questi,  adottati  con legge costituzionale,  ne  garantiscono  le
  particolari  condizioni  di  autonomia,  secondo  quanto  disposto
  dall'art. 116 Cost. L'adeguamento da parte delle Regioni a statuto
  speciale   e   delle  Province  autonome  ai  parametri   di   cui
  all'art.'14, comma 1, del decreto-legge n. 138 del 2011  richiede,
  quindi, la modifica di fonti di rango costituzionale. A tali fonti
  una legge ordinaria non può imporre limiti e condizioni. .
   Alla  luce delle predette considerazioni, si è scelto di adottare
  un  disegno  di  legge  che,  pur operando  nella  imprescindibile
  direzione  di  rigore  e  riduzione  della  spesa  indicata  dalla
  normativa  statale,  tiene  adeguato conto,  nella  disciplina  di
  aspetti   strettamente   attinenti   all'organizzazione   ed    al
  funzionamento  della nostra Assemblea legislativa, delle  speciali
  prerogative   e  delle  peculiari  caratteristiche  dell'Assemblea
  regionale siciliana. Un disegno di legge che, attraverso un taglio
  del   venti  per  cento  sulle  spese  relative  al  funzionamento
  dell'Assemblea  regionale siciliana e del Governo  regionale  (dal
  trattamento economico dei deputati, alle indennità degli assessori
  regionali, ai trasferimenti ai gruppi parlamentari, alle spese del
  personale  dipendente  dell'Assemblea  regionale  siciliana  e  di
  consulenze e collaborazione per l'Assemblea regionale siciliana  o
  per  i suoi organi) comporta una riduzione complessiva della spesa
  relativa  al triennio 2014-2016 di circa 26 milioni di euro,  come
  meglio si dirà nel commento dei singoli articoli.
   Ciò  a  testimonianza  del  fatto che  il  legislatore  siciliano
  intende  dare  piena applicazione anche all'interno  della  nostra
  Regione  ai  principi  di  spending review   e  alle  esigenze  di
  contenimento  e di trasparenza dei costi della politica,  rispetto
  alle  quali,  come prima avvertito, siamo sensibili anzitutto  per
  considerazioni di carattere etico, ancor prima che in forza di  un
  obbligo impostoci dallo Stato.
   Veniamo adesso allo specifico contenuto del disegno di legge, che
  consta di dodici articoli.
   L'articolo 1 enuncia le finalità del disegno di legge,  il  quale
  si  propone  di introdurre nell'ordinamento regionale   misure  di
  controllo,  razionalizzazione e contenimento della spesa  relativa
  ai   costi   della  politica  e  dell'amministrazione  regionale ,
  precisando  peraltro  che  ciò debba avvenire  nel  rispetto  alle
  modalità  previste  dallo Statuto di autonomia  e  dalle  relative
  norme di attuazione.
   L'articolo 2 riguarda il dibattuto tema del trattamento economico
  dei  deputati  regionali, relativamente al quale si  prevede,  nel
  comma 1, una significativa riduzione rispetto a quanto attualmente
  stabilito dalla legge regionale n. 44 del 1965, la quale  equipara
  tale  trattamento a quello previsto per i parlamentari  nazionali.
  Viene infatti disposto che tale trattamento scenda all'ottanta per
  cento  di  quest'ultimo,  così  fissando  in  maniera  ancora  più
  rigorosa e contenuta un parametro che comunque costituisce  ed  ha
  costituito  una  garanzia  di  trasparenza  e  di  certezza  nella
  determinazione  dei compensi dei parlamentari regionali.  Da  tale
  riduzione  si stima di realizzare un risparmio pari  a  circa  tre
  milioni di euro annui.
   Lo  stesso articolo 2, al comma 2, contiene altresì un rinvio  al
  Regolamento   interno  dell'Assemblea  regionale   siciliana   per
  l'individuazione delle cariche interne cui attribuire un'indennità
  di  funzione  e  per  la determinazione dei relativi  importi.  Si
  introducono  specifiche  disposizioni concernenti  il  trattamento
  economico   del   Presidente  della  Regione  e  degli   assessori
  regionali.  Per il Presidente della Regione, oltre al  trattamento
  spettante in qualità di deputato, è prevista un'indennità  pari  a
  quella spettante al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana;
  per  gli  assessori che siano anche deputati regionali è  prevista
  un'indennità  aggiuntiva di funzione pari a  quella  spettante  ai
  presidenti delle Commissioni legislative dell'Assemblea, al  posto
  di   quella   attualmente   corrisposta,   pari   a   quella   del
  Vicepresidente  dell'Ars. Qualora gli assessori  non  siano  anche
  deputati   regionali,   gli  stessi  percepiranno,   inoltre,   un
  trattamento pari all'ottanta per cento dell'indennità prevista per
  i deputati regionali.
   L'articolo  3, anch'esso in un'ottica di contenimento dei  costi,
  prevede  la  totale gratuità della partecipazione  del  Presidente
  della  Regione, del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
  degli assessori e dei deputati regionali in commissioni, comitati,
  organi  di  enti di qualsiasi tipo quando tale partecipazione  sia
  connessa alla rispettiva carica.
   L'articolo  4   pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale
  dei deputati e assessori  amplia e integra l'ambito applicativo  e
  le forme di attuazione delle norme contenute nella legge regionale
  n.  128  del  1982, disponendo che tale pubblicità sia  assicurata
  secondo le modalità introdotte dal recente decreto legislativo  14
  marzo  2013,  n.  33,  ed  estendendo  tale  pubblicità  anche  ai
  componenti del Governo regionale.
   L'articolo  5   Sanzioni a carico dei deputati e degli  assessori
  per  la  mancata  partecipazione ai lavori  parlamentari   intende
  improntare a maggior rigore il trattamento dei deputati  regionali
  e   degli   assessori,  prevedendo  l'applicazione  di   sanzioni,
  consistenti  in  una  decurtazione dell'indennità  spettante  e  a
  questa commisurata, nel caso di ingiustificata assenza alle sedute
  dell'Aula o delle Commissioni parlamentari, cui essi siano  tenuti
  a partecipare.
   Gli  articoli  6,  7,  8 e 9 fissano per la prima  volta  in  via
  legislativa  i  più salienti aspetti della disciplina  dei  Gruppi
  parlamentari, tenendo peraltro in considerazione l'esigenza che un
  opportuno ruolo in tale delicata materia, strettamente inerente al
  funzionamento   interno   dell'Assemblea,   venga   deferito    al
  Regolamento  interno  della stessa. E'  infatti  secondo  modalità
  stabilite  da  quest'ultimo  che  ai  sensi  dell'articolo  6   va
  assicurato  da parte dell'ARS il  Contributo in favore dei  Gruppi
  parlamentari  per  le spese di funzionamento , consistente  in  un
  contributo annuale e in una dotazione strumentale, logistica e  di
  servizi di assistenza e supporto,  mentre ai sensi dell'articolo 7
  va  garantito annualmente, sempre a carico dell'ARS il  Contributo
  in  favore  dei  gruppi parlamentari per le spese del  personale .
  L'articolo  8  peraltro tiene conto delle esigenze di contenimento
  dei  costi stabilendo che comunque l'importo dei contributi di cui
  agli   articoli  6  e  7  non  possa  superare  l'importo  massimo
  complessivo della spesa attualmente erogata, decurtata  del  venti
  per  cento.  Da  tali  disposizioni si stima  un  risparmio  annuo
  quantificabile in circa un milione e cinquecento mila euro.
   L'articolo  9  prevede  l'adeguamento alla normativa  statale,  e
  precisamente  alle  previsioni  di  cui  ai  commi  9,10,11  e  12
  dell'articolo 1 del  decreto Monti  in relazione alle modalità  di
  adozione  e  redazione  dei  rendiconti  delle  spese  dei  gruppi
  parlamentari, e al controllo della Corte dei conti,  in  tal  modo
  mostrando l'adesione del disegno di legge ai criteri di  rigore  e
  trasparenza  ivi  contenuti,  anche con  riferimento  ai  relativi
  meccanismi  sanzionatori.  Anche qui, peraltro,  si  deferisce  al
  Regolamento  interno  ARS  la  determinazione  delle  modalità  di
  applicazione delle nuove regole, che dovrà essere garantita già  a
  decorrere dai rendiconti riferiti all'esercizio finanziario 2013.
   Gli  articoli  10 e 11 riguardano il trattamento da corrispondere
  ai deputati regionali alla cessazione del loro mandato. L'articolo
  10  prevede  la   Soppressione  dell'assegno  di  solidarietà    a
  decorrere  dal  primo gennaio 2014, e di conseguenza  l'abolizione
  della relativa trattenuta. L'articolo 11 conferma il passaggio del
   Sistema  previdenziale dei deputati regionale  da  retributivo  a
  contributivo  -  già  disposto autonomamente dall'  Assemblea  con
  propria  normativa  interna a decorrere  dall'1   gennaio  2012  -
  conformemente alle previsioni contenute nella lett. m) del comma 1
  dell'articolo  2  del  decreto Monti e  deferisce  al  Regolamento
  interno  la  disciplina  dei  casi  di  esclusione  o  sospensione
  dell'erogazione dei vitalizi, nel rispetto dei principi  contenuti
  nella lett. n) del comma 1 dell'articolo 2 dello stesso decreto n.
  174   del   2012  per  il  periodo  corrispondente   alla   durata
  dell'interdizione  dai pubblici uffici e fatti salvi  gli  effetti
  della  riabilitazione.  Alle norme del  Regolamento  interno  sono
  d'altra   parte  deferite  le  modalità  applicative   dell'intera
  disciplina stabilita negli articoli 10 e 11.
   L'articolo 12  Contenimento della spesa di funzionamento e per il
  personale dell'Assemblea , sul presupposto che i sacrifici debbano
  investire  non  solo  i  costi della  politica,  ma  anche  quelli
  dell'Amministrazione dell'ARS, prevede una riduzione  del  20  per
  cento   della   spesa   complessiva   attualmente   destinata   al
  funzionamento della stessa e al suo personale, compresi i soggetti
  esterni a vario titolo utilizzati, nonché l'introduzione di misure
  volte  alla razionalizzazione e all'efficienza dell'organizzazione
  interna  e  il rafforzamento delle attuali procedure di  controllo
  interno  della spesa. Da tali disposizioni si stima un  risparmio,
  nel triennio, di circa 13 milioni di euro.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   Giovanni.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
  Presidente,  si meraviglia che in Aula c'è un po' di baraonda.  E'
  vero,  ma  lo  sa perché succede questa baraonda? Perché  lei,  ha
  convocato  la  Conferenza  dei capigruppo  su  un  argomento  così
  importante  come  è  quello  della  spending  review,  ovvero   il
  recepimento  del  Decreto  Monti, ma  al  termine  della  riunione
  avrebbe  dovuto  dare  la  possibilità ai Gruppi  parlamentari  di
  riunirsi per sapere quello che è stato deciso, ed è proprio quello
  che le chiedo con il mio intervento.
   Signor  Presidente,  io ho le idee chiare,  e  lei  sa  che  sono
  contrario ad una spending review fatta in questa maniera,  e  sono
  contrario  perché  sono per una spending review che  riguardi  non
  solo  i  deputati, io sono per un contenimento delle spese per  la
  politica, di tutto il Palazzo. Quel Palazzo che lei ha recriminato
  che  deve  diventare  di  cristallo , e quindi dobbiamo  eliminare
  tutti i privilegi a partire da voi, a partire da tutti i privilegi
  che  avete  voi  come componenti del Consiglio  di  Presidenza.  E
  guardi  che  dalle  notizie  che ho  avuto  io,  sa  quanti  soldi
  risparmiamo  e  sa  quanto  è  bello  che  lei  Presidente  va  in
  televisione  e dice  oltre a levare i soldi dal nostro  stipendio,
  leviamo  tutti  i  privilegi che abbiamo noi come  componenti  del
  Consiglio di Presidenza.
   Lo  faccia  questo   E' questo che le darà tanto  prestigio,  non
  quello di recepire il decreto Monti così com'è
   Veda, può sembrare che io stia attuando una guerra contro la  sua
  Presidenza.  Quasi, quasi; ma  lo sa perché? Perché il  fatto  che
  lei  all'atto dell'insediamento ha detto questa bella  frase,  che
  deve  rendere  questo palazzo di cristallo, mi  ha  fatto  un  po'
  riflettere e ho detto:  Come mai il Presidente Ardizzone dice  una
  frase  così bella, così importante, così impegnativa? Ma lui nella
  XV  legislatura  non era il presidente del Collegio  dei  Deputati
  Questori? .  Mi  sono  un  po' incuriosito.  Come  presidente  del
  Collegio  dei  Deputati Questori cosa ha  visto  che  non  era  di
  cristallo?
   Ed  allora,  ho cercato di darmi delle risposte e   ho  visto  un
  deputato segretario del Consiglio di Presidenza quali cose ha, lei
  che  cosa  ha,  ho visto il suo sito, non quello della  Fondazione
  Federico  II  che parla di sito di trasparenza e ad oggi  non  c'è
  niente  nel  sito, quello suo che riguarda le sue assunzioni,  gli
  incarichi che ha dato, questi li ho trovati, ma lo sa che cosa c'è
  di  strano? Che in quei nominativi non c'è né la provincia, né  la
  data  di  nascita. Ma mi vuole dire questo elenco che lei pubblica
  per  la  trasparenza  a  modo suo, mi   vuole  dire  che  tipo  di
  trasparenza è?
   Ribadisco la richiesta se ci consente 5 minuti di sospensione per
  vedere  con il mio capogruppo che cosa avete deciso e  dopo  se  a
  questa  spending review riguardante noi deputati possiamo fare  un
  emendamento per fare una spending review sui vostri privilegi.

   PRESIDENTE.  C'è una richiesta di sospensione perché  l'onorevole
  Greco  non  ha  avuto la possibilità di interloquire  con  il  suo
  Gruppo. Se non ci sono osservazioni, sospendo la seduta per cinque
  minuti. Ci sono osservazioni in contrario?  Onorevole Grasso,  non
  siamo  d'accordo? Allora, andiamo avanti; la sua  proposta  non  è
  accolta.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  La  ringrazio, signor  Presidente, ma se lei è  d'accordo
  per   sospendere  non  ci  sono  problemi,  io  posso   rinunciare
  tranquillamente.

   PRESIDENTE.   C'era  una  richiesta,  ai  sensi  di  Regolamento,
  formulata  dall'onorevole Giovanni Greco il quale  mi  ha  chiesto
  cinque  minuti  di  sospensione. Io ho  chiesto  all'Aula  se  non
  c'erano  diversità di vedute, l'Aula praticamente ho compreso  che
  mi  ha detto di andare avanti perché hanno fretta di approvare  il
  decreto Monti.

   VULLO. Possiamo sospendere, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Siamo per la sospensione. C'è qualcuno contrario alla
  sospensione? Se c'è qualcuno contrario vada al podio per  cortesia
  invece di fare segnali di fumo.
   Pertanto, la seduta è sospesa per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle 18.04, è ripresa alle ore 18.13)

   PRESIDENTE. La seduta è  ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  il presidente della Commissione  nella  sua
  relazione, che è sotto gli occhi di tutti ma  probabilmente  c'era
  molta  confusione e non si è compreso, ha evidenziato da  un  lato
  che  noi  siamo  in  una  situazione in cui  siamo  obbligati,  ma
  conoscete qual è il mio punto di vista  eticamente sul recepimento
  del  Decreto Monti .
   Abbiamo,  probabilmente,  creato  in  questi  mesi  un   po'   di
  confusione,  si è creata un po' di confusione e non era  tanto  il
  raggiungimento  dell'obiettivo finale,  perché  il  raggiungimento
  dell'obiettivo finale, in tutti gli emendamenti, debbo dare  atto,
  io lo vedo che quello di avere un tetto massimo alle indennità, ai
  rimborsi  dei  parlamentari  così  come  è  avvenuto  nelle  altre
  Regioni,  e  su questo - ripeto - penso che non ci sia  divergenza
  alcuna.  Probabilmente, ci siamo divisi inutilmente sul modo  come
  arrivare  che  era quello se mantenersi nell'ambito dell'autonomia
  statutaria  o  procedere a un recepimento acritico, di  questo  si
  trattava.
   Ho  avuto modo di leggere tutti gli emendamenti. Addirittura,  ci
  sono  emendamenti che parlano di cifre ben definite, rispetto alle
  quali,  quindi,  non ci può essere alcune discrezionalità.  Io  mi
  auguro  che sulla base di queste indicazioni, magari entro stasera
  si  possa  uscire  definitivamente da questa problematica  perché,
  probabilmente,  siamo  stati sotto i riflettori  più  del  dovuto,
  inutilmente,  sapendo fin dal primo momento quale era  l'obiettivo
  da  raggiungere rispetto al quale, ripeto, non mi  sembra  che  ci
  siano grosse divergenze.
   Quindi, quello che io mi auguro nel dibattito a seguire è che  ci
  siano,  pur  nella  divergenza  di  vedute,  dei  toni  contenuti.
  Raccomando   a   tutti  cautela  nell'espressione  delle   proprie
  opinioni,  questo mi sembra fin troppo evidente.  Ripeto,  ci  può
  essere  divergenza  su una impostazione, ma l'obiettivo  finale  è
  quello  che ci deve unire e ritengo che su questo non c'è,  almeno
  sulle  basi  delle  dichiarazioni pubbliche, ma debbo  dire  anche
  sulla  base  dei contatti con i singoli che si sono avuti  con  le
  numerose    conferenze   dei   Capigruppo,   perché   noi    siamo
  obbiettivamente  in una fase di passaggio per la  nostra  Regione,
  Regione  che  più  delle  altre  dà  dimostrazione  e  deve   dare
  dimostrazione, indipendentemente dal come si arriva, che siamo  in
  linea con il contenimento dei costi della politica.

   FALCONE: Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per
  capire  come si vuole procedere, alla luce anche del fatto di  ciò
  che è stato detto.
   Io  ho un testo che è il frutto degli emendamenti presentati.  Il
  mio  intervento  è  teso a sapere se coltre  a  questo  testo  c'è
  qualche  altra norma di riscrittura, perché so che ne  sono  state
  fatte.  Se c'è, che ci venga fornito, diversamente se si procederà
  votando per singolo articolo e per singolo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi sembra abbastanza opportuno, ma
  anche  la  sospensione così come era stata richiesta, mi  sembrava
  opportuna perché abbiamo convenuto in una Conferenza, per  carità,
  informale  dei Capigruppo, dove non si può strozzare assolutamente
  il  dibattito. E' chiaro che ci sono emendamenti di riscrittura  e
  come  lei  mi insegna, onorevole Falcone, hanno precedenza  quelli
  della Commissione, di questo si tratta. Per cui, il suo Capogruppo
  già ha avuto distribuito un'ipotesi di riscrittura.
   E'  chiaro  che gli emendamenti vengono mantenuti  e,  così  come
  prevede il Regolamento, si inizia a discutere dell'emendamento  di
  riscrittura   presentato  dalla  Commissione,   perché   dovrebbe,
  comunque,  rappresentare una sintesi, rispetto alla quale  si  può
  essere d'accordo  o contrario, si è contrario si vota no, se si  è
  a  favore  si  vota  sì. Quindi, non cambia  nulla  rispetto  alla
  precedente  procedura, però il suo Capogruppo è  già  in  possesso
  della  riscrittura.  Peraltro,  la riscrittura,  ove  non  diverge
  rispetto agli articolo, è contenuta nel fascicolo del testo con  i
  relativi  emendamenti.  Laddove lei legge  Savona,  nella  qualità
  chiaramente  non  di  singolo parlamentare  ma  di  presidente  di
  Commissione, significa che c'è una riscrittura.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.  Le  disposizioni  della presente legge  sono  finalizzate  ad
  introdurre   nell'ordinamento  regionale,  secondo   le   modalità
  stabilite  dallo Statuto regionale di autonomia e  dalle  relative
  norme   di   attuazione,   misure   in   materia   di   controllo,
  razionalizzazione  e contenimento della spesa  relativa  ai  costi
  della politica e dell'amministrazione regionale».

   All'articolo 1 sono stai presentati i seguenti emendamenti:
   - emendamento 1.1, degli onorevoli Cancelleri ed altri;
   - emendamento 1.2,degli onorevoli Falcone ed altri.
   Sostanzialmente,  i due emendamenti sono identici.  A  scanso  di
  equivoci questi due emendamenti fanno riferimento espressamente al
  174.   Nell'articolo 1 si fa riferimento generale allo  Statuto  e
  all'ordinamento  giuridico. Quindi, potremmo dire  che  il  174  è
  contenuto in questo.
   Sono  quelle  questioni di lana caprina che poi, magari,  non  ci
  fanno  andare  in  sintonia pur essendo  identico l'obiettivo,  di
  questo si tratta.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, nell'ordine  dovrebbero  parlare
  prima  i  componenti del Movimento 5 Stelle. Pur tuttavia,  ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Grazie, signor Presidente, non è una questione  di  lana
  caprina  quella  che  abbiamo presentato con i colleghi  Pogliese,
  Vinciullo e Assenza, ma significa voler specificare all'articolo 1
  nelle finalità e, quindi, nell'impostazione che vogliamo dare alla
  norma  di  attenerci comunque al decreto Monti. Questo è un  fatto
  assolutamente  -  secondo  me  - essenziale,  perché  se  noi  non
  inseriamo   questa  ulteriore  parte  nella  norma,   noi   stiamo
  consentendo di fare una norma di contenimento di spesa sì, ma  che
  va  oltre e va a lato del decreto Monti. Quindi, noi riteniamo che
  sia assolutamente opportuno.
   Mi  fa  piacere  che  anche i colleghi  del  Movimento  5  Stelle
  concordino su questa norma. Quindi, noi chiediamo che venga votato
  favorevolmente l'emendamento da noi presentato.

   PRESIDENTE. Mi spiego meglio, onorevole Falcone, ha fatto bene ad
  intervenire.
   A  seguire, lei sa quanto io sia convinto di inserire il  decreto
  Monti,  dal  titolo all'ultimo rigo, ci sono alcuni  articoli  che
  contengono   espressamente  il  riferimento  al   decreto   Monti.
  Nell'articolo   2   la   Commissione,   nel   testo    rielaborato
  dall'onorevole  Savona, prevede espressamente gli importi  11.100.
  Quindi,  rispetto  a  questo siamo ampiamente  dentro  il  decreto
  Monti, quando io dicevo non vorrei che ci dividessimo su questioni
  di  principio, per cui dico nel più c'è il meno. Però,  su  questo
  chiaramente  mi  rimetto  all'Aula  dopo  anche  aver  sentito  la
  Commissione.
   Debbo dire che pure la Commissione, nella relazione, più volte ha
  citato il decreto Monti. Se poi voi mi dite perché noi ci dobbiamo
  dividere  su  una  questione  del  genere,  francamente   non   si
  comprende,   in   considerazione  di   quello   che   è   inserito
  nell'articolo 2, perché nell'articolo 2 si recepisce,  per  quello
  che  riguarda  le indennità, in maniera chiara e specifica  quello
  che  è contenuto nel decreto Monti, la prego di seguirmi onorevole
  Savona,  sulla base di questi emendamenti si dice di fare espresso
  riferimento,  che  è  una disposizione di  carattere  generale  al
  decreto Monti.
   Per me non è ostativo, tant'è che gli emendamenti sono ammessi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   andare
  espressamente a scrivere che recepiamo il decreto legislativo  174
  e,  quindi, dare un nome a quello che è l'articolo 1, che sono  le
  finalità, quindi la porta di ingresso di questo disegno di  legge,
  mi sembra più giusto, più esatto, più corretto rispetto che andare
  a denunciare i principi che sono contenuti all'interno.
   E'  vero, probabilmente è una questione di lana caprina, però già
  diamo   una  presentazione  diversa  di  quello  che  è  l'intento
  legislativo di questa Assemblea regionale.
   Per  cui, noi siamo perfettamente in linea con i colleghi Falcone
  ed  altri  che  hanno presentato questo emendamento  ed  invitiamo
  tutta   l'Aula  a  dare  un  senso  logico  sia  al  lavoro  della
  Commissione,  che  per 4-5 mesi ha lavorato su questo  disegno  di
  legge,  che  anche  all'istituzione stessa della Commissione,  che
  voleva proprio andare a recepire il decreto Monti.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione è
  contraria.  Si  è già espressa in Commissione, sia nella  versione
  Cracolici  che nella versione Savona, a mantenere fuori dal  testo
  il 174. Quindi, per questo è contraria all'emendamento.

   CANCELLERI. La Commissione è contraria a maggioranza,  visto  che
  noi l'abbiamo presentato.

   PRESIDENTE.  Sì, la Commissione è contraria a maggioranza.  Però,
  scusate   vorrei  precisare  un  ragionamento,   perché   poi   la
  comunicazione esterna diventa quasi più importante del disegno  di
  legge.  Noi  approveremo con questo disegno di  legge  i  principi
  contenuti nel decreto Monti, per cui questa discussione non doveva
  neanche  sorgere con un po' di buona volontà, perché nell'articolo
  2  c'è  scritto  11.100 e massimo 13.800, lo sto  dicendo  per  la
  massima  chiarezza.  Quindi,  l'approvazione  o  meno  di   questo
  articolo non significa che noi ci stiamo discostando.
   Peraltro,  onorevole  Savona,  lei  stesso  ha  richiamato  nella
  relazione  più volte il Decreto Monti e negli emendamenti  da  lei
  depositati più volte si fa riferimento al Decreto Monti. Quindi, è
  diventata  quasi  una battaglia di principio; ma la  battaglia  di
  principio la dovremmo mettere da parte.
   Detto  questo  e  detto quello che pensavo,  pongo  in  votazione
  l'emendamento  1.1 che è identico sostanzialmente  all'emendamento
  1.2 Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.2 è precluso.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
             Trattamento economico dei deputati regionali
                e dei componenti della Giunta regionale

   1.  All'articolo  1, comma 1, della legge regionale  30  dicembre
  1965, n. 44, le parole  nella misura pari a  sono sostituite dalle
  parole  nella misura pari all'80 per cento .

   2.   Con  apposita  disciplina  adottata  dai  competenti  organi
  dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme  del  proprio
  Regolamento  interno,  sono individuate le  cariche  interne  alle
  quali  attribuire una indennità di funzione e sono  determinati  i
  relativi importi.

   3.  L'articolo 1 della legge regionale 30 gennaio 1956, n.  8,  è
  sostituito  dal seguente:   Art. 1. - Indennità mensile  spettante
  al  Presidente  della Regione ed agli Assessori regionali.  1.  Al
  Presidente della Regione è attribuita una indennità mensile  lorda
  pari  al  trattamento  economico mensile spettante  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   2. Ai deputati regionali che siano nominati assessori regionali è
  attribuita  una  indennità aggiuntiva per la carica  di  assessore
  pari   all'indennità  di  funzione  spettante  al  Presidente   di
  Commissione   legislativa   permanente  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.

   3.  Agli  Assessori regionali che non siano deputati regionali  è
  corrisposto un trattamento economico mensile lordo composto da una
  quota pari all'80 per cento dell'indennità prevista per i deputati
  regionali dall'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre  1965,
  n.  44, e successive modifiche e integrazioni nonché da una  quota
  pari   all'indennità  di  funzione  spettante  al  Presidente   di
  Commissione   legislativa   permanente  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.'.»

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  di riscrittura 2.9.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LEANZA.  Signor  Presidente, per uniformarci alle  decisioni  che
  prenderà la Commissione e visto tutto quello che avete fatto nelle
  ore passate, noi ritiriamo tutti gli emendamenti a nostra firma.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il   testo
  dell'articolo 2 se nella sostanza ricalca esattamente il contenuto
  del Decreto legge 174 del 2012 cioè del Decreto Monti, tuttavia il
  mancato  riferimento che fa della legge dello Stato, che lei  bene
  ha  fatto  a ricordare che è norma di coordinamento della  finanza
  pubblica e, quindi, che abbiamo l'obbligo di applicare anche nella
  nostra  regione, noi riteniamo che non sia del tutto corretto.  In
  questo  senso spiego anche il motivo per cui abbiamo  evitato  che
  sull'articolo 1 possa essere citato il Decreto legge 174/2012.
   Quel  testo  che è stato approvato in Commissione  anche  con  il
  nostro voto stabilisce le finalità della norma. In quel senso bene
  hanno  fatto  la  Commissione e l'Aula  adesso  a  rivendicare  le
  proprie  prerogative che derivano dalla specialità dello  Statuto,
  dall'Autonomia speciale della Regione siciliana che non può essere
  assolutamente  messa in discussione da una legge  ordinaria  dello
  Stato.
   Dal  nostro  punto  di  vista,  quindi,  è  corretta  la  dizione
  dell'articolo  1 che è stato approvato con il voto  favorevole  di
  qualche minuto fa dell'Aula, proprio per le ragioni sopra citate.
   L'articolo 2, invece, tratta temi diversi. Esso recepisce  quelli
  che  sono i tetti delle somme che ciascun deputato deve percepire.
  Non  parliamo  più, quindi, delle prerogative e  della  specialità
  dello Statuto derivanti dall'Autonomia che è stata posta in essere
  dai  nostri padri costituenti e dai padri dello Statuto  perché  i
  problemi  della  nostra  regione  erano  speciali,  particolari  e
  diversi rispetto a quelli del resto del Paese.
   La   specialità   dello  Statuto,  quindi,   che   è   richiamata
  correttamente  nell'articolo  1 di questa  legge  che  stiamo  per
  approvare, quella specialità deve essere utilizzata dal Parlamento
  regionale,  dalla  Regione  siciliana  per  risolvere  i  problemi
  speciali della Sicilia non, certamente, per porre in essere  norme
  che  attribuiscono  al  deputato, al consigliere  regionale  della
  Sicilia  una prerogativa diversa da quella dei colleghi  regionali
  del resto del Paese.
   E'  questa  la  ragione  per  cui il mio  Gruppo,  io  stesso  ho
  presentato un emendamento a questo articolo 2, nel quale chiedo il
  richiamo espresso del decreto legge numero 174 del 2012, perché in
  questo caso non stiamo trattando più della specialità della nostra
  Regione  ma  dello status ed in particolare delle somme  che  ogni
  deputato regionale siciliano deve percepire. E, siccome la  nostra
  posizione   è  stata  chiara  sin  dall'inizio,  cioè  quella   di
  uniformarci  ad una norma di coordinamento di finanza pubblica  e,
  di  più, è quella di fare in modo che il mio trattamento non possa
  essere  diverso  dal  trattamento di qualunque  altro  consigliere
  regionale di qualunque altra regione del nostro Paese, questa è la
  ragione   per  cui  noi,  Gruppo  parlamentare   del  PD,  abbiamo
  presentato  un  emendamento a questo testo che, ribadisco,  signor
  Presidente, correttamente lei lo ha sottolineato, pone esattamente
  ed indica le cifre che sono contenute nella legge dello Stato, nel
  decreto  Monti  ma, siccome la forma in questi  casi  è  sostanza,
  faremo  in  modo  di  convincere  l'Aula  a  recepire,  nel  testo
  dell'articolo 2, anche il richiamo espresso dal decreto legge 174,
  perché, ribadisco, il consigliere regionale della Sicilia non  può
  avere  uno status, dal punto di vista economico, se non  uguale  a
  quello di tutti i consiglieri regionali del resto d'Italia.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se leggiamo i  due  emendamenti,
  cioè  quello di riscrittura, presentato dalla Commissione e quello
  presentato dall'onorevole Gucciardi, l'obiettivo è identico.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  quella
  che  stiamo approvando stasera sia una norma che non rientra e non
  riguarda lo status del parlamentare, del deputato regionale  e  in
  questo concordo perfettamente con il collega Gucciardi.
   Siamo  su  questa  linea, però, è chiaro che  un  emendamento  di
  riscrittura  deve anche comprendere fino in fondo  quello  che  si
  vuole fare e qua vogliamo contenere i costi, vogliamo contenere la
  spesa.
   E  in  maniera  molto  sintetica, non  voglio  dire,  non  voglio
  entrare,  non  voglio fare premesse, lo abbiamo  detto  in  queste
  settimane, si è parlato tanto; la stampa ha parlato più di  quanto
  avessimo  fatto  noi;  è entrata nel merito  approfonditamente  su
  tutto quello e su tutti quelli che erano i vari testi che si  sono
  susseguiti,  quindi, non mi attarderò in questo  ma,  ad  esempio,
  devo dirvi che sulla riscrittura a firma dell'onorevole Savona non
  sono assolutamente convinto dell'ultimo comma che prevede per  gli
  assessori, che sono tecnici, la stessa indennità dei deputati, per
  mille  vicende.  E  qua lo voglio dire, in maniera  molto  chiara,
  quest'Aula ha tentato, l'anno scorso e più volte, di ridurre e  di
  sottoporre gli assessori alla stessa spending review a  cui  siamo
  sottoposti noi deputati.
   Allora,  se  così è, oggi dobbiamo essere coerenti.  C'è  un  mio
  emendamento  che  guarda e dice che agli assessori  che  non  sono
  deputati viene corrisposto il 50% del trattamento economico  degli
  stessi  deputati e non per togliere qualcosa a qualcuno ma  perché
  gli  assessori, in termini di logistica, di supporto  tecnico,  di
  apparato  amministrativo, hanno molto di più rispetto  ai  singoli
  deputati.
   In  questo  senso, chiedo che sia data la possibilità a  chi  sta
  parlando    di    proporre   un   subemendamento   all'emendamento
  dell'onorevole  Savona  e specificatamente  all'ultimo  comma,  il
  punto  3),  di  potere  subemendare   questo  emendamento  con  la
  sostituzione  degli  11.100  euro  nel  limite  del  50%,  a   cui
  aggiungiamo,  attenzione, una indennità di  funzione  che  è  data
  dall'equiparazione  di  Assessore alla  carica  di  Presidente  di
  Commissione.
   Dico   questo,   signor  Presidente,  e  concludo,   per   andare
  nell'ordine dei lavori.
   Allora,  a questo punto, è chiaro che lei, dinanzi ad emendamenti
  di  riscrittura che fanno decadere tutto, deve dare il tempo ed il
  termine per poter presentare il subemendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  accogliendo   la   richiesta
  dell'onorevole  Falcone,  sospendo la  seduta  per  cinque  minuti
  perché superando questo scoglio e con qualche chiarimento in  più,
  probabilmente, supereremo gli ostacoli.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 18.43)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo approvando
  un disegno di legge per dare un messaggio, perché è giusto che sia
  così,  perché  siamo assolutamente convinti che in questo  momento
  dobbiamo dare non dico l'esempio, ma di più, se possibile.
   Vorrei,   quindi,   invitare  l'onorevole  Falcone   a   ritirare
  l'emendamento  2.4  per discuterlo, anche  in  un  altro  momento,
  quando tratteremo il disegno di legge sulle province, sulle  città
  metropolitane; in un altro momento.
   Non  penso  che sia giusto farlo in questo momento, anche  perché
  non  è  assolutamente condivisibile, considerato il  fatto  che  a
  tutti  va  garantita la possibilità di fare un buon  lavoro  e  di
  avere lo stesso trattamento che abbiamo come deputati.

   FALCONE.  C'è  un  emendamento  a mia  firma,  se  possiamo,  non
  facciamo incursioni, calmiamoci.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Movimento
  Cinque  Stelle  ha  presentato  quattro  subemendamenti  a  questo
  emendamento 2.9. Ora, vorrei capire una cosa. E' vero, gli  Uffici
  ci  dicono  che, in questi termini, non si può subemendare  questa
  riscrittura  della  Commissione. Vorrei,  prima  di  continuare  i
  lavori,  che  mi  venisse dato, visto che  sono  presidente  della
  Commissione   Spending Review , il verbale della riunione  dove  è
  stato riscritto questo disegno di legge e, quindi, dove è avvenuta
  la   riscrittura,  perché  né  io  né  l'onorevole  Cappello,  del
  Movimento Cinque Stelle, eravamo presenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, questo  per  chiarezza.  Così
  come,   giustamente,  mi  dicono  gli  Uffici,  non  c'è   nessuna
  prevenzione   nei   confronti  della   presentazione   di   questi
  subemendamenti.   I   subemendamenti   ripropongono,   però,   gli
  emendamenti  che  avete  presentato per cui,  proceduralmente,  se
  viene  bocciato l'emendamento Savona, a seguire, si trattano  pure
  i  vostri,  perché questo sarebbe un espediente per  inserirsi  in
  questo emendamento di riscrittura.
   Lei poi ha posto un altro problema. Le ricordo che, comunque,  il
  Presidente  di Commissione è di per sé un organo che  ha  una  sua
  autonomia.  Ora,  se  i deputati del Movimento  Cinque  Stelle  si
  siedono  e  prendono  posto insieme all'onorevole  Di  Giacinto  e
  all'onorevole  Savona  si possono anche  raccordare  e  dire  che,
  magari, questa riscrittura è stata espressa a maggioranza. Non  vi
  era,  però, non c'era nessun tentativo di sopprimere il dibattito.
  Dico ciò per chiarezza.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.   Signor  Presidente,  la  ringrazio.  Volevo  intervenire
  qualche   minuto  fa  ma,  purtroppo,  qualcuno  ha   chiesto   di
  interrompere  ed io sono stato d'accordo. Volevo  fare,  però,  un
  ragionamento che riguarda anche questo emendamento.
   Il  ragionamento  che volevo fare è questo, signor  Presidente  e
  onorevoli colleghi: in sostanza, potevamo approfittare, o possiamo
  ancora  approfittare, di questo benedetto Decreto  Monti.  In  che
  senso possiamo approfittare?
   Comprendo  che molti dei colleghi presenti, magari,  non  abbiano
  una  cultura  aziendale; magari ci sono molti  avvocati,  ci  sono
  ingegneri, c'è qualche deputato che ha fatto un po' di politica o,
  forse,  troppa  politica,  ma  se, in  questo  momento,  potessimo
  ragionare  da  aziendalisti,  direi   prendiamo  questa  legge   e
  partiamo da questa legge per fare alcuni tagli .
   Se  noi  -  e  chiedo scusa all'onorevole Sammartino -  potessimo
  capire,  finalmente,  l'entità  del   bilancio  di  questo  grande
  casermone, che è un casermone bellissimo, che risponde al nome  di
  Palazzo  d'Orleans,  per  vedere tutto  quello  che  costa  questa
   azienda   e,  se questa  azienda  costa 100 e noi  riusciamo  non
  solo  a ridurre le indennità dei parlamentari - e qua siamo  tutti
  d'accordo a ridurre queste indennità - ma anche ad eliminare  o  a
  tentare di eliminare alcuni sprechi che vanno dalla luce all'acqua
  che consumiamo tutti i giorni o ai condizionatori...
   E,  allora,  se  questa  azienda  o  questa  Assemblea  o  questo
  Parlamento  o  questo Palazzo d'Orleans, con tutta  la  struttura,
  costa  cento  milioni  di  euro e noi riusciamo  a  farla  costare
  novanta  milioni  di  euro, non solo riducendo  le  indennità  dei
  singoli  deputati ma sicuramente con gli sprechi  che  ci  sono...
  perché non li vede?
   Molte  volte, ragiono in maniera aziendalista. Le racconto quello
  che è successo nell'azienda in cui mio figlio fa il manager. Hanno
  riunito  duecento dipendenti, duecento dipendenti che hanno  dieci
  ristoranti e sono riusciti, in un anno, a risparmiare il dieci per
  cento  senza  licenziare nessuno. Ora, se riusciamo, riducendo  ad
  ognuno di noi non solo le indennità, gli stipendi degli assessori,
  le macchine blu e quanto altro. Questo è quello che dobbiamo fare.
   Allora, questa Commissione sicuramente ha fatto un lavoro egregio
  e  noi, assieme a questa Commissione, possiamo in due, tre giorni,
  dare  delle risposte alla gente in merito a dove possiamo  ridurre
  le  spese di quest'Assemblea, credo che abbiamo fatto non solo  un
  favore  a  noi  stessi ma abbiamo dato come immagine della  nostra
  Assemblea  un'immagine  un po' diversa, che  non  riduce  solo  le
  cosiddette   indennità  ma, sicuramente,  credo,  lo  vediamo  qua
  tutti  i  giorni,  che ci sono una serie di sprechi  che  possiamo
  evitare.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vullo, se lei avesse avuto la pazienza  di
  aspettare  fino  all'articolo 12, avrebbe  visto  come  la  stessa
  Commissione  si  è posta il problema e impone un  tetto  a  questo
  Palazzo,  che  è  il  Palazzo  Reale,  Palazzo  dei  Normanni,  di
  contenimento   ulteriore  della  spesa,  indipendentemente   dalle
  indennità.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento 2.9.1, a  firma
  degli onorevoli Falcone, Greco Giovanni, Sammartino ed altri.
   Questo  subemendamento prevede la riduzione  da  11.100  a  9.100
  euro. Stiamo parlando degli assessori cosiddetti  esterni .
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. La  Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato il subemendamento 2.9.2, a  firma
  dell'onorevole Cancelleri ed altri.
   L'onorevole Cancelleri propone - articolo 2, comma 1 - di ridurre
  l'indennità  dei parlamentari, da 8.500, di cui 5.000  euro  lordi
  per indennità di carica, da 11.100 a 8.500.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  dell'onorevole
  Cancelleri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)
   Onorevole   Cancelleri,  lei  propone  un  altro   subemendamento
  sull'indennità  di  funzione  che  stabilirebbe  che  deve  essere
  lasciata  integra  solo  per  il  Presidente  dell'Assemblea,  che
  ringrazia,  e  per  il Presidente della Regione, che  ringrazierà,
  togliendola a tutti gli altri.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento di  riscrittura  2.9.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Vorrei  leggere  questo  articolo, ai  fini  della  comunicazione
  esterna,  che  è diventata più importante degli obiettivi  che  si
  raggiungono,  perché stasera è stato raggiunto, con  l'apporto  di
  tutti, un importante obiettivo. Probabilmente, nessuno ci credeva,
  onorevoli colleghi, ed io mi sento di leggerlo testualmente, passo
  per passo, compreso le virgole:

   «Sostituire l'articolo 2 con il seguente:

   Art.  2  -  Trattamento economico dei deputati  regionali  e  dei
  componenti della Giunta regionale -1. Le disposizioni  di  cui  al
  comma 1 dell'art. 1 della legge regionale 30 dicembre 1965, n. 44,
  si applicano nei limiti dell'importo di 11.100 euro lordi mensili.

   2.  Si procede all'adeguamento dell'importo di indennità e diaria
  spettante  ai deputati regionali secondo la variazione dell'indice
  ISTAT del costo della vita.

   3.   Con  apposita  disciplina  adottata  dai  competenti  organi
  dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme  del  proprio
  Regolamento  interno,  sono individuate le  cariche  interne  alle
  quali  attribuire una indennità di funzione e sono  determinati  i
  relativi importi nel limite massimo di 2.700 euro mensili lordi.

   4.  L'articolo 1 della legge regionale 30 gennaio 1956, n.  8,  è
  sostituito  dal seguente:  Art. 1. Indennità mensile spettante  al
  Presidente  della  Regione ed agli Assessori regionali.  -  1.  Al
  Presidente della Regione è attribuita una indennità mensile  lorda
  pari  al  trattamento  economico mensile spettante  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   2. Ai deputati regionali che siano nominati assessori regionali è
  attribuita  una  indennità aggiuntiva per la carica  di  assessore
  pari   all'indennità  di  funzione  spettante  al  Presidente   di
  Commissione   legislativa   permanente  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.

   3.  Agli  Assessori regionali che non siano deputati regionali  è
  corrisposto un trattamento economico onnicomprensivo pari a 11.100
  euro lordi mensili».

   Così  sapremo,  finalmente,  quanto prende  il  Presidente  della
  Regione.
   Ho   il  dovere  di  evidenziare  che,  avendo  approvato  questo
  emendamento, tutti gli altri decadono e che l'emendamento, a firma
  degli onorevoli Gucciardi e Cracolici, nella sostanza, riproponeva
  la  stessa  identica  questione e, per questo,  mi  riferivo  alle
  questioni sulle quali non c'era motivo di separazione.
   Debbo  dire  che l'Assemblea ha sottratto l'Ufficio di Presidenza
  dall'ingrato compito di stabilire eventuali ulteriori riduzioni  e
  aumenti;  maggiore  discrezionalità, quindi,  e  di  questo  debbo
  ringraziare,  avendo stabilito precisamente che non si  discostano
  assolutamente  dal decreto Monti e da quello che è stato  adottato
  dalla gran parte delle altre Regioni.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 2,
  comma 2, così recita:  Si procede all'adeguamento dell'importo  di
  indennità  e  diaria  spettante i deputati  regionali  secondo  le
  variazioni dell'indice ISTAT del costo della vita

    PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, non  la  seguo  nemmeno  io,
  perché rideva mentre parlava, era  forse ironico?

    CANCELLERI. Ripeto, l'art. 2, quello appena approvato, comma  2,
  recita:   Si  procede all'adeguamento dell'importo di indennità  e
  diaria  spettante  i  deputati  regionali  secondo  le  variazioni
  dell'indice ISTAT del costo della vita .

    PRESIDENTE. Cosa c'è da ridere, onorevole Cancelleri?

    CANCELLERI.  Fantastico. Adeguiamo al costo stipendi  di  11.100
  euro, cioè li adeguiamo ..

    PRESIDENTE.   Cosa   significa,  onorevole  Cancelleri?   Questo
  significa  stabilizzare nel corso degli anni uno stipendio  e  non
  dare la possibilità di venire in quest'Aula e modificarlo,

    CORDARO. Non c'è nulla di strano.

    PRESIDENTE. Il ragionamento è completamente diverso, come  tutte
  le  regioni  d'Italia, non ci vedo nulla di strano, così  come  si
  adeguano  per  le  altre  categorie,  si  adeguano  anche  per   i
  parlamentari,  che  sono  lavoratori  professionisti   che   hanno
  sottratto tempo alle loro professioni. Ciò si potrà condividere  o
  meno,  ma  questa  norma è stata inserita conformemente  a  quanto
  stabilito  dalle  altre Regioni, così come è  normale  farlo.  Non
  credo  che ci sia niente da dire, anzi serve a prevenire eventuali
  altri  adeguamenti che potrebbe fare l'Aula in un futuro  Il senso
  dell'emendamento era proprio in tale direzione.

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                               «Art. 3.
              Gratuità partecipazione deputati regionali
                 e componenti del Governo in organismi

    1. La partecipazione in commissioni, comitati, organi di enti di
  qualsiasi tipo, che sia connessa alle cariche di Presidente  della
  Regione,  di  Presidente  dell'Assemblea regionale  siciliana,  di
  assessore regionale e di deputato regionale, non può prevedere, in
  favore  dei  medesimi  soggetti, la corresponsione  di  indennità,
  gettoni di presenza, rimborsi o compensi comunque denominati».

    Comunico  che  allo stesso è stato presentato il sub-emendamento
  3.3.1,   che  riguarda  la  gratuità  delle  partecipazioni   alle
  commissioni,  ai  comitati, agli organi, agli  enti  di  qualsiasi
  tipo. A tal  proposito, vorrei precisare, perché la Conferenza dei
  Presidenti  delle Assemblee ha ritenuto opportuno inserire  questo
  articolo.  In  effetti,  a  differenza delle  altre  Regioni,  noi
  avevamo un'indennità onnicomprensiva; ma a differenza delle  altre
  Regioni  che  passavano  per  essere più  virtuose  dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  mentre  in  realtà  le  stesse  Commissioni
  avevano un gettone di presenza in più. L'abbiamo voluto riproporre
  a  scanso  di  equivoci ove fosse stato necessario.  C'è  un  sub-
  emendamento a firma Sudano, che invito al ritiro.

    SUDANO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'assemblea  ne prende atto.

    Pongo  in  votazione l'emendamento 3.3 . Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.

                               «Art. 4.
           Pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale
               dei deputati e degli assessori regionali

    1. Alla legge regionale 15 novembre 1982, n. 128, sono apportate
  le seguenti modifiche:

     a)  al  punto 1 del primo comma dell'articolo 1, dopo le parole
   le quote di partecipazione a società', sono inserite le seguenti:
   la  consistenza  degli  investimenti  in  titoli  obbligazionari,
  titoli  di  Stato  o in altre utilità finanziarie  detenute  anche
  tramite fondi di investimento, SICAV o intestazioni fiduciarie';

    b)  all'articolo  1 dopo il comma 2 è aggiunto il  seguente:   2
  bis.  Le dichiarazioni di cui al presente articolo, quelle di  cui
  agli  articoli 2 e 3 nonchè gli ulteriori dati di cui all'articolo
  14  del  decreto  legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, vengono altresì resi pubblici  secondo
  le modalità di cui al predetto decreto legislativo';

    c)  all'articolo  8, comma 1, dopo il punto  5  è   aggiunto  il
  seguente:   5  bis). Ai componenti dei consigli di amministrazione
  e  degli organi di sorveglianza degli enti di cui ai punti da 1  a
  5';

    d)  all'articolo 8, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:   1
  bis.  Le  disposizioni di cui all'art. 15 del  decreto legislativo
  14  marzo  2013,  n. 33 e successive modifiche ed integrazioni  si
  applicano  nel territorio della Regione, anche con riferimento  ai
  soggetti di cui al presente articolo'.

    e)  dopo  l'articolo 8 è inserito il seguente:  Art. 8  bis.  Le
  disposizioni  di  cui  agli articoli 1, 2  e  3  si  applicano  ai
  componenti del Governo regionale. La documentazione relativa  agli
  adempimenti  discendenti dai citati articoli nonchè gli  ulteriori
  dati di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 14 marzo 2013,
  n.  33,  e  successive modifiche ed integrazioni, vengono  altresì
  resi  pubblici  secondo  le modalità di cui  al  predetto  decreto
  legislativo».

    Si passa all'emendamento 4.1 dell'onorevole Falcone.
    Onorevole Falcone, lo mantiene?

    FALCONE. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in  votazione l'articolo 4.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                               «Art. 5.
           Sanzioni a carico dei deputati e degli assessori
                per la mancata partecipazione ai lavori
                             parlamentari

    1.  In  caso di assenza ingiustificata dei deputati alle  sedute
  dell'Aula  o  delle  Commissioni  parlamentari,  agli   stessi   è
  applicata  una  sanzione  commisurata  all'importo  dell'indennità
  spettante.   La  misura  della  sanzione,  le  cause  di   assenza
  giustificata  e  le  modalità di rilevazione delle  presenze  sono
  disciplinate  dai  competenti  organi  dell'  Assemblea  regionale
  siciliana secondo le norme del proprio Regolamento interno.

    2.  In  caso di assenza ingiustificata da parte degli  Assessori
  regionali alle sedute dell'Assemblea regionale siciliana  o  delle
  Commissioni  parlamentari,  alle  quali  debbano  partecipare   in
  rappresentanza  del  Governo, in ragione  della  specifica  delega
  della  quale  sono  titolari, si applica  nei  loro  confronti  la
  disciplina di cui al comma 1».

    Si  passa  all'emendamento 5.1, degli  onorevoli  Ruggirello  ed
  altri,  come  preannunciato dall'onorevole Leanza  per  conto  del
  gruppo.    Inoltre,   è   stato   presentato   dalla   Commissione
  l'emendamento  5.2,  il  quale  emendamento  mi  sembra  più   che
  opportuno e che anticipa un altro disegno di legge che mi  risulta
  già  essere  stato  esitato dalla Commissione, e  che  riguarda  i
  rapporti tra Parlamento e Governo.

    Pongo  in  votazione l'emendamento 5.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Credo che dopo l'approvazione di questo  emendamento
  avremo  una  presenza  più  assidua  degli  Assessori,  almeno  in
  quest'Aula.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                               «Art. 6.
          Contributo in favore dei Gruppi parlamentari per le
                        spese di funzionamento

    1.  Al  fine  di  consentire lo svolgimento delle  attività  dei
  Gruppi  parlamentari l'Assemblea regionale siciliana,  secondo  le
  modalità  stabilite  dalle disposizioni  del  proprio  Regolamento
  interno, assicura agli stessi:

    a) un contributo annuale, al netto delle spese per il personale,
  da  destinare  alle  spese  organizzative,  di  funzionamento,  di
  rappresentanza, di aggiornamento e documentazione,  alle  funzioni
  di  studio,  editoria  e comunicazione, riconducibili  agli  scopi
  istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana;

    b)   una  dotazione  strumentale,  logistica  e  di  servizi  di
  assistenza  e supporto che sia adeguata e funzionale a  consentire
  lo  svolgimento delle iniziative e dell'attività istituzionale dei
  Gruppi.
    2.  È  esclusa  in  ogni  caso la contribuzione  per  partiti  o
  movimenti politici».

    Si  passa  all'emendamento 6.5 della Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4,  a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ricordo che stiamo discutendo sull'emendamento   6.5,
  e un emendamento dell'onorevole Cancelleri che ripropone la stessa
  questione,  che è in fase di distribuzione.
   Informo  che  l'emendamento 6.5 ripropone pedissequamente  quanto
  previsto   dal   decreto  Monti,  l'emendamento,  presentato   dal
  Movimento  5  Stelle fa un riferimento generico al decreto  Monti,
  quindi ricalca nella sostanza un po' quello che è avvenuto per gli
  articoli  precedenti. La sostanza non cambia, però debbo dire  che
  alcune    Regioni    hanno   stabilito   nel   senso    dichiarato
  dall'emendamento.  Devo  dire  per  maggiore  chiarezza,  che   la
  sostanza   non   cambia.  L'emendamento  di   riscrittura   quindi
  ripropone  quanto previsto dal decreto Monti passo,  passo,  evita
  dubbi interpretativi allo stesso Ufficio di Presidenza, mentre c'è
  un  rinvio  al decreto Monti per quello che riguarda i  costi  dei
  Gruppi.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente,  il subemendamento presentato  dai
  colleghi   del  Movimento  5  Stelle  è  sostanzialmente   analogo
  all'emendamento  6.3  presentato dal Partito Democratico,  di  cui
  sono  firmatario,  quindi, io credo che prima del   subemendamento
  6.5.1  sia  trattato l'emendamento 6.5, dopodiché essendo  materia
  analoga  ed essendo sostanzialmente scritto nella stessa  identica
  maniera,  io  credo che debba essere trattato prima  l'emendamento
  rispetto al sub emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Gucciardi,  il   suo   ragionamento    è
  obiettivamente  corretto  da un punto di vista  regolamentare.  Il
  discorso  è che se lo avesse presentato lei il sub emendamento  io
  glielo  avrei  dovuto dichiarare inammissibile perché praticamente
  aveva  già  presentato un emendamento, lo ha presentato  un  altro
  gruppo.
   Invito,  pertanto, il Movimento Cinque Stelle di venirmi incontro
  e  ritirare questo sub emendamento, perché nel caso in cui dovesse
  essere  bocciato il 6.5 si arriverà a discutere il  6.3,  a  firma
  dell'onorevole   Gucciardi,  che  è  uguale  al  sub   emendamento
  presentato dal Movimento Cinque Stelle.
   Onorevole Cancelleri, la invito al ritiro, perché proceduralmente
  mi   semplifica   il  percorso,  non  voglio  creare   precedenti.
  Proceduralmente  debbo  porre ai voti il  6.5,  nel  caso  in  cui
  dovesse  essere  bocciato,  quando  arriviamo  al  6.3,  a   firma
  dell'onorevole  Gucciardi passa questo,  che  poi  è  di  identico
  contenuto con il 6.5. Però vedete che il contenuto è identico.

   CANCELLERI. Non lo ritiro.

   GUCCIARDI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto  sul  sub
  emendamento 6.5.1

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,   siccome   per   un   inghippo
  parlamentare  non  intendo derogare alla  sostanza  delle  cose  e
  l'emendamento a firma Gucciardi e Cracolici è un emendamento  che,
  per  quanto  ci  riguarda,  ha un'importanza  politica  enorme,  e
  prendendo  atto  che  i  colleghi del gruppo  parlamentare  Cinque
  Stelle  non  intendono  ritirare il sub emendamento  di  contenuto
  identico  all'emendamento presentato dal gruppo  parlamentare  del
  Partito  Democratico  venerdì della scorsa settimana,  appongo  la
  firma  al sub emendamento presentato dal Movimento Cinque  stelle,
  considerato  che  questo  è  il  testo  dell'emendamento  da   noi
  presentato e rispetto al quale noi siamo assolutamente favorevoli.
  Non  posso  infatti assolutamente immaginare di fare in  modo  che
  l'Aula  voti in maniera difforme rispetto a quella che è stata  la
  volontà  del  gruppo,  per  cui noi  voteremo  a  favore  del  sub
  emendamento presentato all'articolo 6.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, mi vuole venire almeno lei incontro
  a questa esigenza? Guardi che non cambia la sostanza.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, cambierebbe la filosofia che finora abbiamo  adottato,
  quindi non ritengo opportuno cambiare in corso d'opera quello  che
  noi  abbiamo  già  evidenziato via via  nei  precedenti  articoli.
  Pertanto, il mio parere è contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 6.5.1,  a  firma
  Cancelleri,  tutto  il Movimento Cinque Stelle   e  dell'onorevole
  Gucciardi. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 6.5. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   I  Restanti emendamenti presentati all'articolo 6 sono dichiarati
  decaduti.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                               «Art. 7.
          Contributo in favore dei Gruppi parlamentari per le
                          spese del personale

   1.  Fermo  restando il contributo per le spese di  funzionamento,
  l'Assemblea  regionale  siciliana, secondo le  modalità  stabilite
  dalle   disposizioni  del  proprio  Regolamento  interno,  assegna
  annualmente  a  ciascun  Gruppo un contributo  per  le  spese  del
  personale».

   Si passa all'emendamento 7.10, dell'onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 7.7, degli onorevole Greco ed altri.

   CANCELLERI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, intervengo solo  adesso  per  una
  questione  di  tattica, chiamiamola in questo  modo.  Volevo  dire
  all'onorevole Gucciardi, intanto lo ringrazio per avere apposto la
  firma,  ma immediatamente sopra, dal 6.3, guardi in alto,  il  6.1
  l'avevamo  presentato  anche noi e anche  prima  di  venerdì.  Gli
  Uffici  non se n'erano accorti, abbiamo fatto buon viso a  cattivo
  gioco.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato un  sub  emendamento
  all'emendamento  7.11  sempre  con  la  stessa  formula,  a  firma
  dell'onorevole  Cancelleri,  in cui c'è  un  rinvio  esplicito  al
  Decreto n. 174.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 7.11/8.7.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, volevo chiedere un chiarimento.

   PRESIDENTE. Lo deve chiedere alla Commissione il chiarimento.

   CORDARO.  Sì,  onorevole  Savona, quando  si  fa  riferimento  al
  personale utilizzato potrebbe essere specificato a cosa ci  stiamo
  riferendo? Lo chiedo per maggiore intelligibilità della legge.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci riferiamo  al
  personale  che  è  in  essere e si trova all'interno  dei  gruppi.
  Questo  è  l'obiettivo  che  vogliamo  raggiungere  e  con  questo
  emendamento riusciamo ad inserire e a fotografare quello  che  c'è
  in essere. Quindi lo stato attuale delle cose.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 8. Lo dichiaro superato.

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
                               «Art. 9.
            Rendiconto delle spese dei Gruppi parlamentari

   1.  L'ordinamento  regionale si adegua  alle  previsioni  di  cui
  all'articolo 1, commi 9, 10, 11 e 12 del decreto legge 10  ottobre
  2012,  n. 174, convertito con modificazioni nella legge 7 dicembre
  2012,  n. 213, in materia di modalità di adozione e redazione  dei
  rendiconti  delle spese dei Gruppi parlamentari,  controllo  della
  Corte dei conti, applicando il relativo sistema sanzionatorio.
   2.  A  tal  fine, nel rispetto dei principi recati  dalla  citata
  disciplina,  l'Assemblea regionale siciliana, secondo le  modalità
  stabilite  dal proprio Regolamento interno, adotta le disposizioni
  necessarie   per  consentirne  l'applicazione  a   decorrere   dai
  rendiconti riferiti all'esercizio finanziario 2013».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento   9.1   della
  Commissione, che così recita:  L'Ordinamento regionale si  adegua
  sono  sostituite   dalle  parole  La  regione  adegua  il  proprio
  Ordinamento .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, vorrei precisare - ai fini  della
  comunicazione esterna, perché ormai ci dobbiamo abituare  così  si
  fa  chiarezza - che sia l'articolo che l'emendamento  9.1  esitato
  dalla  Commissione, non c'era in realtà motivo  di  divisione,  in
  quanto  si  fa  espresso riferimento, per quello che  riguarda  il
  rendiconto  delle  spese  dei  gruppi,  al  Decreto  n.  174,   il
  cosiddetto    Decreto  Monti',  a  riprova  che   non   ci   siamo
  assolutamente discostati da esso. E' un principio di  filosofia  -
  come  diceva  l'onorevole Savona -, ma era mio dovere evidenziarlo
  proprio  per dare contezza degli emendamenti altrettanto legittimi
  presentati dagli onorevoli Cancelleri e Gucciardi.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
               Soppressione dell'assegno di solidarietà

   1.  L'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme del proprio
  Regolamento interno, dispone, a decorrere dall'1 gennaio 2014,  la
  soppressione  dell'assegno  di  solidarietà  erogato  ai  deputati
  regionali e della relativa trattenuta e disciplina le modalità e i
  termini  della liquidazione degli importi maturati al 31  dicembre
  2013».

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  all'articolo  10   è   stato
  presentato   un  emendamento  di  riscrittura  10.2R.,   a   firma
  dell'onorevole Savona.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico che è  stato presentato  il  subemendamento
  10.2R.1, a firma dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  tende  ad  introdurre  la  possibilità di  eliminare  l'erogazione
  dell'assegno  di fine mandato a coloro che si macchiano  di  reati
  passati  in giudicato nei confronti della Pubblica amministrazione
  e  di reati, come il 416, il 416 bis e il 416 ter, che si occupano
  di associazione a delinquere anche di stampo mafioso.
   Visto  che  si  tratta di un tema abbastanza importante,  sarebbe
  auspicabile   che  l'Aula  appoggiasse  tale  emendamento   e   si
  esprimesse quindi per un voto favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

         (Proteste dei rappresentanti del Movimento 5 stelle)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   scusate,  vi  prego  di   non
  insistere.  Ho dichiarato ammissibile  un emendamento che  non  lo
  era  da un punto di vista giuridico; vi ho permesso di esplicitare
  le  vostre posizioni, non posso però consentire assolutamente, che
  ancora  una volta, in Aula si faccia il processo a non  so  a  che
  cosa

   (Reiterate  proteste dei rappresentanti dell Movimento 5 Stelle)

                    Per un richiamo al Regolamento

   CIANCIO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  127,
  comma  4,  così  recita:   Se la domanda è fatta  verbalmente,  il
  Presidente  per accertare il numero richiesto dal  II  comma,  del
  presente articolo, invita i Deputati che l'appoggiano ad alzarsi .
   Presidente, lei ha il dovere di rispettare il Regolamento interno
  dell'ARS: è la seconda volta in questa seduta che noi chiediamo il
  voto  elettronico  e  lei ce lo ha vietato  entrambe  le  volte...
  Allora,  se  per lei esistono Deputati di serie A  e  Deputati  di
  serie  B, se esistono forze politiche di serie A e forze politiche
  di serie B, ce lo dica subito così ci comporteremo di conseguenza.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, la votazione per appello  nominale
  viene  richiesta in un momento di grande calma, per fare chiarezza
  nel caso in cui ci siano dubbi interpretativi sull'espressione del
  voto.  Comunque, il suo Capogruppo, intervenendo, non  ha  chiesto
  l'appello nominale.
   Onorevole Dipasquale nella votazione per alzata e seduta non  c'è
  chi  vota si e chi vota no, si fa un conteggio per la celerità del
  procedimento, così ognuno di noi si fa il proprio spot  fuori.  Sa
  perché questo articolo è uno spot? E' uno spot perché l'assegno di
  fine  mandato  viene corrisposto al momento della  cessazione  del
  mandato,  una  sentenza passa in giudicato, bene  che  vada,  dopo
  sette,  otto  anni,  per cui io, proceduralmente,  non  lo  dovevo
  ammettere.

   DIPASQUALE. Ha fatto male ad ammetterlo

   PRESIDENTE. Su questo le do ragione, perché qua c'è un  gioco  al
  rilancio su chi è più bravo a massacrare.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 19.46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
             Sistema previdenziale dei deputati regionali

   1.  Ai  deputati regionali continua ad applicarsi il  trattamento
  previdenziale  vigente  basato sul sistema contributivo,  adottato
  dall'Assemblea  regionale siciliana secondo  le  disposizioni  del
  Regolamento interno.

   2.  L'Assemblea regionale siciliana, secondo le disposizioni  del
  Regolamento interno, disciplina i casi di esclusione o sospensione
  dalla erogazione dei vitalizi, nel rispetto dei principi contenuti
  nell'articolo 2, comma 1, lett. n), del decreto legge  10  ottobre
  2012,  n. 174, convertito con modificazioni nella legge 7 dicembre
  2012,   n.   213,  per  il  periodo  corrispondente  alla   durata
  dell'interdizione  dai pubblici uffici e fatti salvi  gli  effetti
  della riabilitazione».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  11.R.
   Comunico,   altresì,  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Cancelleri ed altri il subemendamento 11.R.1 all'emendamento 11.R.
   Pongo in votazione il subemendamento 11.R.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 11.R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  su
  certi  argomenti,  forse  corriamo un  po'  troppo.  Mi  riferisco
  all'articolo11,  relativo  al sistema previdenziale  dei  deputati
  regionali,  testè approvato, sul quale desidero esprimere  la  mia
  opinione,  visto  che  non sono stato messo  in  grado  di  farlo,
  ricordando  quello  che  aveva detto  l'onorevole  Dipasquale  per
  quanto riguardava l'articolo 10.
   Vorrei ribadire che il Gruppo  Megafono', per quanto riguarda gli
  emendamenti presentati che riguardano i trattamenti previdenziali,
  i  trattamenti di fine rapporto, l'assegno di solidarietà,  per  i
  gravi reati previsti in questi emendamenti, sarebbe opportuno  che
  l'Assemblea  procedesse  ad una votazione  più  attenta,  con  una
  discussione più approfondita.

   PRESIDENTE.   Lei   è   un  deputato  molto  attento,   onorevole
  Malafarina,  uno dei più attenti di quest'Assemblea: ha  avuto  la
  possibilità di intervenire.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
          Contenimento della spesa di funzionamento e per il
                       personale dell'Assemblea

   1.   Nel   rispetto  del  principio  statutario   di   autonomia,
  l'Assemblea  regionale  siciliana concorre al  contenimento  della
  spesa  adottando,  secondo  le norme del  proprio  Regolamento,  i
  provvedimenti idonei a:

   a)  realizzare  una riduzione, rispetto ai corrispondenti importi
  del  proprio  bilancio di previsione per l'anno 2013, della  spesa
  complessiva  destinata al  funzionamento dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  al personale ed all'utilizzazione di soggetti  esterni
  che  a  vario titolo prestino  servizio per l'Assemblea  regionale
  siciliana o per i suoi organi, nella misura complessiva del 20 per
  cento  nel triennio 2014, 2015 e 2016;

   b)   introdurre   misure  di  razionalizzazione   ed   efficienza
  dell'organizzazione  interna, anche mediante  la  riduzione  della
  pianta  organica  del  personale  dipendente,  che  consentano  di
  realizzare  un  ulteriore  contenimento  strutturale  del  proprio
  fabbisogno  finanziario, anche in considerazione  della  riduzione
  del  numero  dei  deputati prevista dalla legge  costituzionale  7
  febbraio 2013, n. 3;

   c)  prevedere adeguati strumenti di controllo interno della spesa
  attraverso il potenziamento delle procedure in atto vigenti».

   Onorevoli   colleghi,   in  ordine  agli   emendamenti   presenti
  all'articolo  12,  ci  dobbiamo intendere perché  questo  riguarda
  l'incidenza  sul bilancio dell'Assemblea regionale  siciliana.  Il
  bilancio dell'ARS è formato, così come ogni bilancio, di una spesa
  cosiddetta   rigida   ed  una spesa più  discrezionale .  E  sulla
  spesa discrezionale siamo già intervenuti in passato.
   Il  nostro  è  un bilancio di 150 milioni di euro, ed  in  valore
  assoluto sembrerebbe che costiamo più delle altre Regioni,  ma  in
  realtà  se togliamo gli oltre 40 milioni di euro che paghiamo  per
  pensioni  al  personale di quest'Assemblea che ha  superato  i  60
  anni,  se togliamo il costo del personale che negli altri Consigli
  regionali è a carico delle Regioni e non del Parlamento  -  perché
  noi  siamo un Parlamento - ci rendiamo perfettamente conto di come
  siamo al di sotto dei costi dei Consigli regionali.
   Ora, vedo che sono stati presentati all'articolo 12 una serie  di
  emendamenti  che sono una sorta di rilancio, il 50%,  il  40%,  il
  30%.  Ma  ci sono spese che non si possono tagliare, pur  volendo,
  che rappresentano la spesa rigida.
   Ricordo a noi tutti che siamo all'interno del Palazzo Reale,  che
  è  un monumento, un bene storico, con tutto ciò che significa. Non
  so  come si dovrebbe andare avanti con una riduzione del 50% delle
  spese,  che  a  mio  avviso  sono  solo  spot,  perché  non  hanno
  significato.
   Dovrei  chiedere  ad ogni presentatore, sulla  base  di  cosa  si
  propongono questi emendamenti, se già tagliando del 50%, significa
  che  non  si  possono  pagare  le  spese  cosiddette   ordinarie .
  Pertanto, raccomando a tutti un po' di buon senso.
   Debbo  dire  che  in  Commissione  spending  review ,  già  erano
  partiti  da  una riduzione del 30%, ma si è convenuto, chiaramente
  sulla  base  di un dialogo che è necessario che ci sia  su  queste
  cose,  perché verrà presentato il bilancio dell'Assemblea, su  una
  riduzione del 10%, che mi sembra sia più che equa.
   Pertanto,  invito  i  presentatori a ritirare questi  emendamenti
  perché  alla  fine usciamo al largo come quelli che  non  vogliono
  ridurre  inutilmente le spese del palazzo, e non  è  assolutamente
  così.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritiro  gli
  emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3, a firma mia e di tutti i componenti
  del  Movimento  Cinque  Stelle, ma rimane  in  atto  l'emendamento
  aggiuntivo all'emendamento di riscrittura di Savona che  introduce
  il  comma d), che parametra il costo del personale al massimo  del
  doppio  dell'indennità  di  carica del  Presidente  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio intervento
  di  qualche  minuto  fa  lei mi ha detto che  all'articolo  12  si
  sarebbe  parlato  della  riduzione  di  quelle  spese.  Però,  noi
  dobbiamo essere quanto più chiari possibili, e quando parliamo  di
  una  riduzione del 10 per cento, come se fosse un taglio  lineare,
  in un certo senso stiamo dicendo qualche piccola bugia, perché poi
  alla fine questo 10 per cento ho qualche dubbio che si ottenga.
   Signor Presidente, io propongo che si faccia una Commissione  non
  di  70  deputati  ma  di  3 deputati, che esamini  il  bilancio  e
  naturalmente  non  gli stipendi o le pensioni,  ma  quella  parte,
  saranno 70 o 80 milioni di euro, che questa commissione decide. Si
  è  fatto l'esempio della luce o dell'aria condizionata, e  lì  noi
  possiamo  intervenire,  dove  possiamo  risparmiare,  se  vogliamo
  risparmiare. Se, invece, noi dobbiamo fare spot, ed io non  voglio
  fare  nessuno  spot, non sono qui a prendere la  parola  per  fare
  passerella  ma credo di fare una proposta che si possa sicuramente
  applicare.  Così  vediamo se questi 80 o 70  milioni  di  euro  li
  possiamo  ridurre del 10 o del 15 per cento. E non parlo di  tempi
  lunghi, ma di tempi brevissimi, in quattro o cinque giorni  questa
  Commissione  lo  può fare, naturalmente lo può fare  l'Ufficio  di
  Presidenza.
   Qualcuno  mi additerà che voglio fare solo propaganda,  ma  io  e
  l'onorevole  Panepinto,  se  non  sbaglio  sei  mesi  fa,  abbiamo
  presentato un ordine del giorno nel quale si dicevano alcune cose,
  parlavamo  dei  badget  dei  Deputati Segretari,  dei  badget  dei
  Deputati  Questori e quant'altro, ma poi ho visto che non  abbiamo
  fatto niente.
   Io  credo che sia opportuno ad ognuno di noi di ridurre le spese,
  che non sono quelle solo del badget dei vari Deputati segretari  o
  questori.  Le porto un esempio banale: a Catania, per risparmiare,
  hanno  deciso che il consiglio comunale si convoca alle ore 16.30,
  perché non vogliono può pagare gli straordinari ai dipendenti. Non
  so  se  qua  paghiamo  straordinari ai dipendenti,  però  potremmo
  intervenire  a 360 gradi per ridurre le spese; lei se lo  immagina
  se questa Assemblea costa 150 o 160 milioni di euro, e il prossimo
  anno potrebbe costare 135 o 140 milioni di euro.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vullo,  lei  più  volte   è   ritornato,
  giustamente,  su  questi  temi, sui quali siamo  tutti  sensibili,
  debbo  dare atto al Collegio dei Questori che già nel bilancio  di
  previsione  -  ora  porteremo pure a consuntivo con  un  ulteriore
  riduzione  - sto parlando chiaramente del bilancio dell'Assemblea,
  nel  2012  c'è stata una notevole riduzione. Avevamo  un  bilancio
  superiore a 170 milioni di euro ed è stato portato, senza  decreto
  Monti, a 156 milioni di euro, quindi non avevamo bisogno di essere
  stimolati,  e di questo volevo dare atto all'Ufficio di Presidenza
  nella  sua  interezza  e in particolare al Collegio  dei  Deputati
  Questori.
   Però è chiaro che tutto quello che dice lei è in sintonia con  lo
  spirito  che governa, non solo l'Ufficio di Presidenza, ma ritengo
  ognuno  di quest'Aula, però mi darà atto - lei che sempre richiama
  i  principi  aziendali - che ci sono delle spese  che  si  possono
  tagliare e altre spese che non si possono tagliare.
   Allora  quest'Aula, a mio avviso, farà bene a dare  un  ulteriore
  input  all'Ufficio di Presidenza per ridurre delle spese, lì  dove
  si  può  fare, perché quando noi parliamo di un taglio del 10  per
  cento  da  spalmare  nel corso degli anni  è  un  taglio  più  che
  consistente, se facciamo una semplice verifica aritmetica.
   Quindi,  onorevole  Vullo, sarà presentato prima  in  Ufficio  di
  Presidenza,  già  ci  sta  lavorando  il  Collegio  dei   Deputati
  Questori, il bilancio dell'Assemblea, secondo lo spirito di questa
  Assemblea stessa e poi mi consenta di dirle che lei una volta,  lo
  ricordo  bene, fece un intervento sulle questioni delle auto  blu,
  le  posso dire che proprio in aderenza, non so se quella volta lei
  presentò  un ordine del giorno, ma le auto blu sono state  ridotte
  da 12 a 7..

   VULLO. Da 7 li dobbiamo portare ad 1. Solo lei la deve avere

   PRESIDENTE. Possiamo non averla nessuno, tutto quello che  vuole,
  però  non si può dire che l'Ufficio di Presidenza non rispetta  le
  indicazioni   di   questa  Assemblea,   questo   mi   sentivo   di
  sottolinearlo,  però  condivido  pienamente  lo  spirito  del  suo
  intervento, perché è in linea perfettamente con questo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, non ho preso  parola,  però
  non condivido niente di tutto quanto  è stato detto sia da lei che
  dal  deputato  che  mi  ha  preceduto e glielo  dico  in  assoluta
  franchezza, le porterò degli esempi molto concreti.

   TURANO. Su che cosa ha chiesto di parlare?

   PRESIDENTE. Sull'articolo 2.

   MILAZZO  Giuseppe. Sì, visto che poco fa  ci sono stati  deputati
  che prima votano e poi fanno interventi su articoli già votati.
   Signor  Presidente,  l'indennità dei  parlamentari  è  una  spesa
  comprimibile  perché il parlamentare si regola di conseguenza,  le
  somme  destinate al funzionamento del Palazzo - se non ci vogliamo
  prendere  in  giro - vi dico che dovremmo aumentarle  del  10  per
  cento  e non vanno a casa Milazzo, ma sarebbero destinate al  buon
  funzionamento del Palazzo, le porto degli esempi molto concreti.
   La  lampadina:  di  giorno  in giorno il  costo  della  lampadina
  aumenterà, significherà che noi per fare una norma spot  ridurremo
  e  pregiudicheremo  la qualità dei servizi,  se  ridurre  i  costi
  significa  togliere  il  centraline  dell'Assemblea  regionale,  è
  successo,  Presidente Ardizzone, per tre giorni la batteria  della
  Regione  è stata in tilt e i deputati sono stati fuori dal  mondo,
  quindi,  aumentatelo  del  10  per cento,  vivaddio,  ma  facciamo
  funzionare  l'Assemblea,  i  cittadini vi  ringrazieranno,  perché
  quando  ridurrete i costi del Palazzo ma taglieremo  nei  servizi,
  non  vi  diranno  grazie, Presidente, vi diranno  che  cosa  avete
  combinato?   .  I parlamentari per tre giorni siamo stati  isolati
  nella nostra attività

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,   ho  piacevolmente   assistito
  all'enfasi  legittima  con la quale lei annunciava  l'approvazione
  della   norma  che  porta  i  compensi,  le  indennità  di  questo
  Parlamento  dentro quei parametri sanciti dal cosiddetto   Decreto
  Monti .
   Siccome,  in  questi ultimi mesi, grazie alla sua Presidenza,  ma
  devo dire anche nello scorcio della presidenza Cascio, man mano si
  sono  ridotti  i  costi, lei per esempio ricordava  che  senza  il
  decreto  Monti già c'è stata una riduzione di 14 o 24  milioni  di
  euro  sul bilancio di questo Parlamento. Il lavoro di questa sera,
  è  chiaro  che  apro  una parentesi, che nell'attuale  situazione,
  anche  per  il  dibattito,  per gli emendamenti,  legittimi  anche
  quelli  dei  colleghi del Movimento 5 Stelle, la  rappresentazione
  esterna  nessuno  ci  dirà  bravi  nemmeno  se  dovessimo  portare
  l'indennità a poco meno di 1.000 euro, perché è chiaro che qui  la
  complessiva   è  di  disperazione,  di  sofferenza  e  chiaramente
  continuo a dire che i costi della politica sono una cosa, i  costi
  della democrazia sono un'altra.
   Oggi, si è provato a difendere anche i costi della democrazia  in
  questo luogo, però credo che sia necessario, e non mancherà a  lei
  attuarlo,  Presidente,  che  ci  sia  un'attività  sul  costo  del
  funzionamento  di  questo Palazzo, la più non  trasparente  perché
  nell'azione vera lo è, ma che sia di facile lettura da  parte  non
  degli  addetti  ai  lavori, ma da parte dei cittadini  di  quei  4
  milioni 999 mila siciliani.
   Faccio  un esempio: gli acquisti sono fatti con la Consip o  sono
  fatti  in  gestione diretta? Gli affidamenti, che certamente  sono
  atti  di trasparenza assoluta, le manutenzioni avvengono per  gara
  pubblica  o  per affidamenti diretti? Noi abbiamo il  dovere,  lei
  peraltro  ha  avuto  anche  la ventura  e  la  fortuna  di  essere
  Presidente  del Collegio dei Questori, di sapere quanto importante
  diventa perché è chiaro che una semplice diceria può rendere  vano
  lo  sforzo che questa sera, questi mesi, anche in maniera dura, su
  questi due vocaboli inglesi  spending review  che hanno, per  così
  dire,  se  non  fermato  comunque portato l'attenzione  di  questo
  Parlamento su questo tema.
   Oggi, in I Commissione c'è stata la discussione su un testo della
  Federico   II,   un  testo  importante,  ma  sarebbe  interessante
  conoscere esattamente tutto quello che accade. Sul nome e  cognome
  del personale, su come è stato assunto, sui curriculum, su chi  ci
  fornisce le porte, le finestre, le lampade, la carta igienica. Una
  rivoluzione,   quindi,   che  sia  profonda   nella   trasmissione
  all'esterno  dei  dati.  E  conoscendo la  sua  onestà  personale,
  intellettuale e politica lei farà seguire, assieme all'Ufficio  di
  Presidenza,  tutto  ciò  perché non  possiamo  fermarci,  dobbiamo
  andare  oltre  perché la moglie di Cesare deve essere  comunque  a
  prescindere  onesta.  E  questo  Palazzo  che  diventa  punto   di
  imputazione di responsabilità che non ha, deve potersi  difendere,
  ma non difendere i singoli parlamentari ma l'Istituzione in questo
  modo. Sono sicuro che riporremo in lei la certezza che ciò accadrà

   PRESIDENTE. Io sottoscrivo interamente il suo intervento. Le dico
  di   più:   dall'1   gennaio  2014,  in  ottemperanza  al  decreto
  anticorruzione  quindi, ci viene incontro  a  questa  esigenza  di
  trasparenza sul principio dell'accesso civico. Ricordo che abbiamo
  fatto all'interno di questo Palazzo, organizzato dal Consiglio  di
  Giustizia Amministrativa, un approfondimento sul disegno di  legge
  anticorruzione;  tutte le spese superiori  a  1000  euro  dovranno
  essere  pubblicate in un sito e noi, prima di altri enti,  abbiamo
  già  disposto  telematicamente che ciò avvenga.  Dall'1   gennaio,
  quindi,  tutte  le spese superiori a 1000 euro saranno  pubblicate
  perché  l'accesso civico, anche se può dare luogo, mi rendo conto,
  a  qualche  forma di speculazione e altro, comunque è un controllo
  dovuto.
   Condivido,  quindi, perfettamente quello che lei ha  detto  e  lo
  sottoscrivo. Debbo dire che una delle gare più grosse che ha fatto
  questa Assemblea, che riguarda la pulizia, l'ha fatta rivolgendosi
  proprio a Consip. Questo per ovvie ragioni.
   Onorevole Panepinto, aggiungo che spero che questo Parlamento per
  la  gestione possa essere di esempio a tutti gli enti regionali  e
  non regionali. E se abbiamo avuto la possibilità di presentarci al
  Convegno  sull'anticorruzione è perché abbiamo fatto  vedere  come
  già ci siamo adeguati al disegno di legge  33.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, con riferimento all'articolo  12,
  Contenimento  della  spesa  di  funzionamento  per  il   personale
  dell'Assemblea, mi sembra che sia assolutamente evidente  che  c'è
  una  parte di spesa sostanzialmente incomprimibile. Incomprimibile
  perché è costituita dagli emolumenti che sono dovuti per legge  al
  personale dipendente.
   Dato per scontato che non possiamo licenziare nessuno perché  non
  sarebbe  nè  equo,  nè  giusto, e considerata  questa  spesa  come
  necessaria e incomprimibile resta un quantum di spesa  su  cui  si
  può incidere.
   Inviterei l'onorevole Savona a riconsiderare l'emendamento che ha
  presentato e anziché prevedere un taglio lineare del 10 per  cento
  su  una  spesa  totale  della Regione e, come tale,  difficilmente
  attuabile,  a  rivederlo  distinguendo i due  grossi,  chiamiamoli
  impropriamente capitoli di spesa: quelli relativi al personale per
  il quale possiamo solo ed esclusivamente prevedere la mancanza del
  turnover, così come è previsto in altre situazioni, e la riduzione
  delle  indennità laddove sia fattibile e il resto delle spese.  Il
  resto  delle  spese che, chiaramente, possono avere  anche  natura
  discrezionale,  così come qualche spesa credo  è  attribuibile  al
  Consiglio di Presidenza nel suo complesso possa essere ridotta   -
  e qua faccio appello alla sua nota sensibilità, signor Presidente,
  perché non ho motivo per dubitarne -  delle spese, tra virgolette,
  discrezionali, penso che possano subire un taglio maggiore del  10
  per cento ed essere ricondotte a norma.
   Noi  stiamo  affrontando un capitolo molto delicato  delle  spese
  della  politica in questo caso e, in questo caso,  delle spese  di
  un  Parlamento  che  ha lunghe tradizioni. In questo  coacervo  di
  spese  sicuramente ci sono delle spese che nel  passato  non  sono
  state  del tutto ampiamente giustificabili e che non lo potrebbero
  essere soprattutto per il futuro.
   Quindi,   tutta   quella   parte  discrezionale   di   spese   di
  rappresentanza, di spese per convegni e quanto altro credo che sia
  necessario riesaminarle e quantomeno dare una indicazione  già  in
  questa sede per ridurle in modo consistente.

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  l'intervento   dell'onorevole
  Malafarina, mi consenta, noi abbiamo già predisposto un ordine del
  giorno che va in questa direzione e cioè che le spese che non sono
  fisse  è  possibile rivederle, quello che è possibile ritoccare  e
  che  non  siano  spese  obbligatorie, quindi  stipendi,  pensioni,
  questo   lasciamo  tutto  all'interno  della  norma  che   abbiamo
  prestabilito e nell'ordine del giorno ci mettiamo che le spese che
  non sono obbligatorie di rivederle nei limiti che il Consiglio  di
  Presidenza riterrà opportuno poter eliminare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri,  lei  ha  presentato  diversi
  emendamenti  che io eviterei di doverli dichiarare  inammissibili,
  così  come  in  effetti  sono. Se lei mi  viene  incontro,  perché
  riguardano  spese  di  personale, sistema pensionistico  che  sono
  tutti disciplinati  da regolamenti, da leggi, se lei li ritira  mi
  viene incontro.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente li dichiari pure inammissibili però
  registri  anche questa lamentela. Questo disegno di legge  passerà
  alla storia come disegno di legge Savona-Ardizzone, perché voi  ve
  la  siete  cotta,  voi ve la state servendo  e  voi  ve  la  state
  mangiando.  Noi  non  siamo  stati invitati  a  nessun  tavolo  di
  concertazione, non abbiamo possibilità di discutere niente.
   Gli  emendamenti o sono inammissibili o decadono per  fantomatici
  emendamenti di una Commissione che non si è mai riunita.
   Registriamo  questa  cosa, continuiamo  a  rimanere  in  Aula  da
  spettatori, perché questo, purtroppo, ci avete dato come  ruolo  e
  continuiamo a farlo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, se lei mi dà questo merito  che
  questa legge deve passare come legge Ardizzone, Savona io aggiungo
  Gucciardi,  Di  Mauro,  Leanza,  Firetto,  Dipasquale,  Vinciullo,
  Falcone, D'Asero,  mi piacerebbe pure dire Cancelleri, perché  per
  la  prima  volta  si interviene sostanzialmente - non  ci  credeva
  nessuno - sui costi della politica e si pensava quasi ad una sorta
  di melina.
   Noi  abbiamo  voluto mettere nella legge quello  che  è  previsto
  espressamente   nel  decreto  Monti  e  quando   abbiamo   parlato
  all'inizio,  già nel momento del mio insediamento, di  recepimento
  del  decreto Monti so le sofferenze e l'isolamento che  ho  dovuto
  vedere.  Il  fatto che ci sia un'Aula coesa, mi  sembra  senza  il
  Movimento  5 Stelle, quando viene data l'opportunità,  invece,  di
  far fare un passo in avanti alla Sicilia, seriamente non con spot,
  ma  con  disegni di legge, questo mi sia consentito  di  dire,  mi
  sento  di  prendermelo  il merito, senza  alcuna  falsa  modestia,
  perché  c'ho  lottato, c'ho creduto e, quindi, la ringrazio  anche
  per quanto  ha detto.
   Dichiaro inammissibili gli emendamenti presentati dal Movimento 5
  Stelle.
   Si    passa    all'emendamento   di    riscrittura,    presentata
  dall'onorevole  Savona,  12.11.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                              Decorrenza

   1. Le disposizioni contenute nella presente legge si applicano  a
  decorrere dall'1 gennaio 2014».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, prima di passare alla votazione della  norma
  finale,  l'articolo 14, considerato che si tratta di  una  materia
  molto  complessa,  vi  renderete conto, che c'è  la  necessità  di
  rinviare  la votazione finale. Per cui, domani continuiamo  l'Aula
  con  i  due disegni di legge che sono stati incardinati -  se  c'è
  qualche intervento, una cortesia chiedo a tutti i Deputati, quando
  si  parla,  poi vedo centomila mani, diventa difficile seguire  il
  ragionamento,  perché  così diventa ingovernabile,  un  secondo  -
  allora, la prossima settimana, quindi, esprimeremo il voto  finale
  su  questi  disegni di legge e sugli eventuali  altri  disegni  di
  legge  che,  spero, si possano esitare domani, nella speranza  che
  pervenga a questa Assemblea, il bilancio e la legge di stabilità.
   Quindi, nella prossima seduta, prima di esprimere il voto finale,
  chiaramente  esamineremo  pure  gli  ordini  del  giorno  che   ha
  preannunciato l'onorevole Savona perché l'ordine del  giorno,  per
  me  Ufficio di Presidenza, è un impegno morale, etico, che  prendo
  dinnanzi  a  questa Assemblea autorevole e, dopo  questa  sera,  è
  maggiormente autorevole.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire,  mi
  rendo  conto  della stanchezza dei deputati che sono impegnati  in
  questa  interminabile  fatica dopo aver approvato  il  disegno  di
  legge  sulle  Province  e  sul bilancio,  abbiamo  fatto  pure  la
  spending  review, vorrei capire, Presidente, se gentilmente,  come
  ha anticipato ieri, si possono continuare i lavori incardinando il
  disegno di legge sulla ricerca scientifica in ambito sanitario per
  permettere,  domani,  all'Assemblea,  ove  i  colleghi   dovessero
  ritenere di presentare emendamenti, di votare anche quella legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ho una richiesta  espressa.  In
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   avevamo
  convenuto  di  portare, all'esame di quest'Aula, quei  disegni  di
  legge  che avevano un immediato impatto sul bilancio e nell'ordine
  avevamo messo altri disegni di legge.
   Considerato che il bilancio ancora non è arrivato agli Uffici  di
  questa  Assemblea  c'è un disegno di legge, posto  al  numero  4),
   Promozione   della  ricerca  scientifica  in  ambito  sanitario ,
  relatore proprio l'onorevole Turano, mi si sta chiedendo se lo  si
  può incardinare.
   Se  non c'è nulla in contrario lo incardiniamo questa sera e  poi
  lo  rinviamo  a  domani, dando la possibilità  di  presentare  gli
  emendamenti.
   Resta così stabilito.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  debbano  essere incardinati anche gli altri disegni di  legge  che
  sono pronti e che abbiamo individuato in Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE. No, vorrei essere chiaro. Abbiamo iscritto all'ordine
  del  giorno  i disegni di legge che erano già pronti  per  l'Aula;
  oggi  è uscito un altro disegno di legge sull'amianto che non  era
  pronto per l'Aula, c'era quello sui beni confiscati. E' chiaro che
  domani  faremo  una  sintesi; se debbo  fare  una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari per vedere quali  sono  pronti
  per  l'Aula  in  assenza - ripeto - degli  atti  di  bilancio,  li
  possiamo certamente incardinare.

   GUCCIARDI. Sono testi importanti.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, come lei sicuramente sa, ancora  il
  Governo, nonostante abbia annunciato che il bilancio è pronto, non
  l'ha  depositato in Aula e pertanto le Commissioni si  trovano  ad
  operare  con difficoltà. Le chiediamo se anziché tenere la  seduta
  domani  pomeriggio, la potessimo tenere domani mattina in  maniera
  tale   che   poi  ognuno  è  nelle  condizioni  di  poter   meglio
  organizzarsi la giornata. Ad esempio, la Commissione  Bilancio , è
  bene  che si sappia, da giorni è inoperosa e non riesce a produrre
  nulla, se non a rinviare ogni giorno la propria seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, non posso  accogliere  la  sua
  proposta  perché ci sono altre Commissioni che stanno lavorando  e
  c'è un programma in itinere.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sulla   legge
  discussa  stasera io sento il bisogno di esprimere un  momento  di
  sincera  soddisfazione  per l'andamento dei  lavori,  per  la  sua
  tenacia  e  per come l'Aula ed il Presidente Savona ha condotto  e
  portato  avanti  questo ragionamento, che in un momento  delicato,
  economico  e finanziario, che sta vivendo l'Italia, io penso,  per
  comunicazioni all'esterno, che l'aver ridotto ai deputati le somme
  percepite ogni mese sia un atto quasi dovuto. Per cui io mi  sento
  quasi  liberato, nel senso che finalmente la finiremo  con  queste
  critiche che attaccano profondamente la politica e a volte portano
  a  non  individuare i fini importanti che sono gli obiettivi della
  politica.  Io  esprimerò il mio voto, delegherò il mio  capogruppo
  che  ne  ha  facoltà, ma penso che oggi abbiamo  fatto  un  ottimo
  lavoro, per cui sento il bisogno di ringraziare i miei colleghi  e
  la Presidenza tutta.

   scientifica in ambito sanitario'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


          Discussione del disegno di legge «Promozione della
          ricerca scientifica in ambito sanitario» (n. 494/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla discussione del disegno  di  legge  n.
  494/A  «Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario ,
  posto al numero 4).
   Invito  i  componenti  della  VI  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Turano, per svolgere
  la relazione.

   TURANO. Mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Avverto  che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato a domani, giovedì 12 dicembre 2013, alle ore 12.00.
   Onorevoli  colleghi, è inutile che io vi esprima la  mia  massima
  soddisfazione. Si è compreso anche dal tono, mi scuso se nel corso
  di quest'anno con qualcuno sono stato poco elegante o scortese, ma
  la  mia partecipazione all'interno della Conferenza dei Presidenti
  dei   Consigli  regionali  mi  portava  ad  insistere  su   questo
  ragionamento.
   Ribadisco un concetto: da questa sera l'Aula, la Sicilia  intera,
  la  classe  dirigente, si presenta in maniera molto più autorevole
  all'esterno, perché prima di chiedere sacrifici agli altri abbiamo
  fatto  dei  sacrifici  che poi, magari, non saranno  comprensibili
  all'esterno,  ma era giusto, giuridicamente, eticamente  ed  anche
  doveroso farlo ribadendo un concetto, che come Assemblea regionale
  già  in passato non costavamo più di altri e certamente, a maggior
  ragione  oggi,  non  costiamo più degli altri  che  sono  semplici
  consigli regionali.
   Ringrazio  il Presidente della Commissione  spending review   per
  la  capacità  che  ha messo nell'esito di questa  legge,  tutti  i
  componenti  della  Commissione sia per quanto  riguarda  la  prima
  stesura che la seconda stesura.
   Ringrazio l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Gucciardi che  più
  degli altri hanno insistito non solo per un fatto di principio sul
  mantenimento dell'aggancio al decreto legge 174, che comunque  c'è
  tutto nella legge. Abbiamo voluto essere più espliciti possibili e
  vi   ringrazio  doppiamente  perché  mi  avete  sottratto  ad  una
  interlocuzione   sicuramente  serrata   che   ci   sarebbe   stata
  all'interno  dell'Ufficio di Presidenza. Grazie e buon   lavoro  a
  tutti.
    Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 12
   dicembre 2013, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    1) Comunicazioni
    2) Discussione di disegni di legge
    3) Votazione finale di disegni di legge