Presidenza del vicepresidente Pogliese
ALONGI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Turano, Musumeci, Ferreri e Alloro.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 1092 - Chiarimenti urgenti circa il trasferimento della sede
del Museo regionale della ceramica presso l'ex convento di
Sant'Agostino di Caltagirone (CT).
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1242 - Misure urgenti per la tutela delle opere lignee esposte
all'interno del Museo regionale 'Palazzo Abatellis' di Palermo.
Firmatari: La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio
Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
N. 633 - Notizie in ordine al licenziamento, da parte del CEFOP,
di oltre 300 lavoratori della formazione professionale.
Firmatari: Lantieri Annunziata Luisa; Grasso Bernadette Felice
(Con nota prot. n. 28079 del 5 giugno 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale).
N. 1124 - Chiarimenti circa il mancato intervento sostitutivo
della stazione appaltante in caso di inadempienze contributive
dell'esecutore e del subappaltatore.
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1241 - Notizie in ordine agli adempimenti degli operatori della
formazione professionale in ossequio a quanto previsto dalla
circolare dell'Assessorato dell'istruzione e della formazione
professionale n. 1 del 15 maggio 2013.
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Foti Angela; Ferreri Vanessa;
Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco; Zafarana
Valentina
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1204 - Notizie sulla gravissima inefficienza del servizio 118 e
sulle cause di decesso di una partoriente.
Firmatari: Fontana Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Prevenzione del GAP Gioco d'Azzardo Patologico. (n. 664)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo, Tamajo, Greco Marcello e Forzese in data 11 dicembre
2013.
- Revisione della legge regionale del 23 dicembre 2000, n. 30 sui
gettoni di presenza di consiglieri di enti locali. (n. 665)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cappello,
Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo Palmeri, Tancredi, Siragusa, Trizzino Zafarana e Zito
in data 11 dicembre 2013.
- Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo
patologico. (n. 666)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 12
dicembre 2013.
- Interventi a favore delle Cooperative Edilizie Siciliane in
sofferenza con i pagamenti delle rate scadute di mutui agevolati
dell'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) e
norme finanziarie di copertura. (n. 667)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli
Mangiacavallo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ciaccio, La Rocca,
Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi, Foti, Ferreri, Zito e
Zafarana in data 12 dicembre 2013.
- Istituzione della figura professionale del laureato in scienze
motorie per la promozione dell'attività fisica e tutela della
salute. (n. 668)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Anselmo,
Alloro, Marziano, Ragusa, La Rocca Ruvolo, Dina, D'Agostino,
Sorbello, Miccichè, Firetto, Turano e Vinciullo in data 12 dicembre
2013.
- Norme per lo scambio consensuale, senza oneri, tra le province
siciliane, degli operai forestali e dell'antincendio. (n. 671)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Falcone e Assenza in data 13 dicembre 2013.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
competente Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del reddito minimo garantito al nucleo di convivenza
e riordino dei contributi economici e servizi per i meno abbienti.
(n. 408)
di iniziativa parlamentare, presentato il 16 maggio 2013, inviato
il 13 dicembre 2013.
parere I e V.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disciplina della nomina dei revisori dei conti nelle società
controllate dalla Regione siciliana e dagli enti locali e nelle
aziende speciali. (n. 645)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.
- Norme in materia di pubblicazione tramite la rete Internet e di
riutilizzo dei documenti e dei dati della Pubblica amministrazione
regionale e locale. (n. 646)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.
- Definizione agevolata dei giudizi pendenti per prestazioni rese
in favore della Regione. (n. 650)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifica della legge regionale 23 marzo 2010 n. 6. Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio. (n. 644)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del comportamento
alimentare. (n. 648).
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.
- Promozione della solidarietà, del recupero e della distribuzione
dei prodotti alimentari. (n. 652)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre 2013, parere
III.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Siragusa, con nota
prot. n. 13128/SG.LEG.PG. del 9 dicembre 2013, ha chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 632 Istituzione di
borse di studio per favorire gli studi comparatistici della
giustizia dell'Unione Europea .
Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 5 dicembre
2013, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione alla data del 30 settembre 2013, in
attuazione dell'art. 52, comma 5, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1477 - Chiarimenti circa la mancata approvazione del Piano di
utilizzo del demanio marittimo del Comune di Balestrate (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1478 - Chiarimenti circa la soppressione dell'ufficio 'Area 3 -
Gestione del contenzioso' del Dipartimento regionale Azienda
foreste demaniali.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Cirone Maria in Di Marco
N. 1483 - Chiarimenti circa la richiesta rimozione del divieto di
progressione di carriera presso l'Azienda siciliana trasporti
(AST).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Falcone Marco
N. 1484 - Notizie in merito al presunto trasferimento a Palermo
degli uffici direzionali del SEUS di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 1485 - Notizie sulla rete di distribuzione del metano per
autotrazione e interventi per una capillarizzazione degli impianti
sul territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1476 - Chiarimenti urgenti in merito al contratto di servizio
con Rete Ferroviaria Italiana e al mancato rispetto dei servizi
minimi di cui al D.lgs. n. 422 del 1997.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro
N. 1479 - Chiarimenti sui ritardi circa la definizione del
contratto di comodato d'uso dei locali del Centro 'M. Abbate' da
destinare alla sede nissena del Parco scientifico e tecnologico
della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Firetto Calogero; La Rocca
Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa Orazio;
Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo; Dina Antonino
N. 1480 - Chiarimenti circa la riorganizzazione dell'Unità
operativa di Endoscopia presso gli ospedali di Milazzo e Barcellona
Pozzo di Gotto (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Lo Giudice Salvatore; Greco
Marcello; Tamajo Edmondo
N. 1481 - Notizie sui lavori di messa in sicurezza del porto di
Pozzallo (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni
N. 1482 - Provvedimenti urgenti per gli operatori socio-sanitari
dell'Ospedale Cannizzaro di Catania.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1486 - Notizie in ordine al mancato pagamento di mensilità
arretrate ai lavoratori dell'En.A.I.P. As.A. Form. Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1487 - Notizie sugli aiuti alle imprese per
l'interruzione temporanea obbligatoria della pesca.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1488 - Interventi per la riapertura nei giorni festivi del
Parco archeologico di Selinunte (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1489 - Chiarimenti in merito allo stato di attuazione del Piano
regionale di efficientamento energetico nonché sulla certificazione
energetica degli edifici dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe
N. 1490 - Chiarimenti riguardo l'incarico di Direttore generale
del Consorzio di bonifica 9 di Catania.
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Forzese Marco Lucio
N. 1491 - Misure urgenti per garantire la continuità della
gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Palermo e
la salvaguardia occupazionale dei lavoratori di Acque potabili
siciliane s.p.a.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1493 - Notizie in merito al bando pubblico regionale di
concorso straordinario per titoli per l'assegnazione delle sedi
farmaceutiche in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1494 - Misure urgenti da adottare contro il paventato contagio
e la diffusione del batterio killer 'XYLELLA FASTIDIOSA' nelle
piante siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1495 - Notizie sul mancato recupero della Chiesa di Maria SS.
del Carmelo di Santa Venerina (CT) danneggiata nel corso del
terremoto del 2002.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 138 - Applicazione del decreto dell'Assessore regionale per la
sanità del 9 luglio 2004 concernente l'attività di pediatria in
forma associata.
- Assessore Salute
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 139 - Notizie sulle società partecipate in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Musumeci Nello
N. 140 - Iniziative per garantire la continuità dei servizi
erogati dall'Assessorato Risorse agricole nel territorio di Scordia
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Leanza Nicola
N. 141 - Notizie sulla mancata campagna pubblicitaria turistica.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Ioppolo Giovanni
N. 142 - Chiarimenti sui motivi ostativi al pagamento degli
stipendi del personale della CIEM s.p.a. (società a totale
partecipazione regionale in liquidazione).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Rinaldi Francesco.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 242 Iniziative per rendere effettivo il diritto di accesso
agli atti ai deputati regionali nelle aziende sanitarie regionali ,
degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina, presentata il 3 dicembre 2013;
numero 243 Applicazione dei criteri di meritocrazia e trasparenza
nella nomina dei nuovi direttori generali delle ASP , degli
onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina, presentata il 3 dicembre 2013;
numero 244 Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione di un fondo unico per
tutte le attività socio-sanitarie , degli onorevoli Lombardo
Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Figuccia Vincenzo; Greco
Giovanni; Federico Giuseppe; Fiorenza Dino; Lo Sciuto Giovanni;
Lantieri Annunziata Luisa; Grasso Bernadette Felice; Currenti
Carmelo; Cimino Michele; Sorbello Giuseppe; La Rocca Ruvolo
Margherita; Falcone Marco; Musumeci Nello; Vinciullo Vincenzo;
Vullo Gianfranco; Milazzo Giuseppe; Marziano Bruno; Pogliese
Salvatore Domenico; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca Antonello;
Tamajo Edmondo; Sudano Valeria; Formica Santi; Ferrandelli
Fabrizio; Arancio Giuseppe Concetto, presentata il 4 dicembre 2013;
numero 245 Chiarimenti urgenti in merito alla mancata erogazione
dell'indennità di trattamento di fine rapporto ai dipendenti della
ex Multiservizi s.p.a. , degli onorevoli Greco Giovanni; Di Mauro
Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Lo Sciuto Giovanni,
presentata il 5 dicembre 2013;
numero 246 Promozione della microelettronica in Sicilia , degli
onorevoli Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano, presentata il 10 dicembre 2013;
numero 247 Pagamento delle retribuzioni pregresse agli operatori
della formazione professionale , degli onorevoli Anselmo Alice;
D'Agostino Nicola; Firetto Calogero; Miccichè Gianluca Antonello,
presentata il 10 dicembre 2013;
numero 248 Iniziative per fronteggiare la crisi che vivono le
comunità alloggio per disabili psichici , degli onorevoli Di Mauro
Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Federico Giuseppe; Fiorenza
Dino; Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo,
presentata il 10 dicembre 2013;
numero 249 Iniziative presso il Governo nazionale per far
inserire i residui della combustione dei prodotti da fumo tra i
rifiuti pericolosi di cui all'allegato D del d.lgs n. 152 del
2006 , degli onorevoli Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni;
Federico Giuseppe; Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni, presentata
il 10 dicembre 2013;
numero 250 Iniziative urgenti in favore della ST
Microelectronics di Catania , degli onorevoli Pogliese Salvatore
Domenico; Assenza Giorgio; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo;
Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe, presentata il 10 dicembre 2013;
numero 251 Iniziative urgenti a sostegno dell'aeroporto
internazionale Fontanarossa di Catania , degli onorevoli Pogliese
Salvatore Domenico; Leanza Nicola; Raia Concetta; D'Asero Antonino;
Ioppolo Giovanni; Foti Angela; Falcone Marco; Sudano Valeria;
Lombardo Salvatore Federico; Sammartino Luca; Cancelleri Giovanni
Carlo; Lantieri Annunziata Luisa; Federico Giuseppe; Vinciullo
Vincenzo; Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Zafarana Valentina;
Palmeri Valentina; Alloro Mario; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Gianni Giuseppe; Siragusa
Salvatore; La Rocca Ruvolo Margherita; Fontana Vincenzo;
Mangiacavallo Matteo; Alongi Pietro; Anselmo Alice; Barbagallo
Anthony Emanuele; Cascio Francesco; Cascio Salvatore; Clemente
Roberto Saverio; Cordaro Salvatore; Currenti Carmelo; D'Agostino
Nicola; Di Mauro Giovanni; Dina Antonino; Dipasquale Emanuele;
Figuccia Vincenzo; Fiorenza Dino; Firetto Calogero; Formica Santi;
Forzese Marco Lucio; Germanà Antonino Salvatore; Grasso Bernadette
Felice; Malafarina Antonio, presentata l'11 dicembre 2013;
numero 252 Urgente approvazione e pubblicazione dell'albo degli
operatori della formazione professionale , degli onorevoli Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 12 dicembre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea, il 16 dicembre 2013 e protocollata al n.
13405/Aulapg del 17 dicembre successivo, l'on. Figuccia ha
dichiarato di aderire al gruppo parlamentare Misto.
Pertanto, a decorrere dal 16 dicembre 2013, lo stesso deputato
cessa contestualmente di far parte del gruppo parlamentare Partito
dei Siciliani-MPA .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 17 dicembre 2013, sotto la Presidenza
dell'onorevole Ardizzone, alla presenza dei vicepresidenti
onorevole Pogliese ed onorevole Venturino, nonché del Presidente
della Regione, onorevole Crocetta e dell'Assessore regionale per
l'economia, dott. Bianchi, ha definito il seguente calendario dei
lavori sino al 31 dicembre 2013.
Oggi e domani l'Aula terrà seduta per il seguito dell'esame dei
disegni di legge già incardinati e per le relative votazioni
finali.
Lunedì 23 dicembre 2013 sarà iscritto all'ordine del giorno
dell'Aula il DPEF, la cui discussione si concluderà con il voto
finale nella medesima giornata; a tal fine la Commissione Bilancio
esprimerà il parere entro sabato 21 dicembre.
Con l'assegnazione, in data di oggi alla Commissione Bilancio ed
alle Commissioni di merito per le parti di competenza dei disegni
di legge bilancio e finanziaria, viene avviato l'esame dei
documenti di bilancio che si svolgerà secondo il seguente
calendario:
- le Commissioni di merito esprimeranno i pareri di competenza
entro il 21 dicembre 2013.
- la Commissione Bilancio concluderà i suoi lavori entro il 26
dicembre 2013.
- l'Aula avvierà l'esame dei disegni di legge finanziaria e
bilancio il 27 dicembre, per concluderli entro il 31 dicembre 2013.
La Conferenza dei capigruppo ha altresì autorizzato la I
Commissione a concludere l'esame della norma sulla proroga dei
Commissari straordinari delle province regionali, che sarà iscritta
all'ordine del giorno dell'Aula lunedì 23 dicembre 2013.
La Conferenza ha inoltre stabilito che l'Aula, subito dopo
l'approvazione dei documenti finanziari, esaminerà con priorità il
disegno di legge organico di riforma degli enti locali, per il
quale la conclusione dell'iter istruttorio in I Commissione
legislativa è prevista per il prossimo 20 dicembre 2013.
scientifica'
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario (494/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge Promozione della ricerca scientifica in ambito
sanitario (494/A), posto al n. 3).
Invito, pertanto, i componenti della VI Commissione a prendere
posto al banco alla medesima assegnato.
Prendiamo atto che non sono presenti il Presidente della VI
Commissione, onorevole Digiacomo ed il relatore, onorevole Turano.
Informo che è pervenuta comunicazione da parte del Capo di
Gabinetto dell'assessorato alla salute, che l'assessore per la
salute, per impegni istituzionali, non potrà essere presente ai
lavori parlamentari della seduta odierna.
Preso atto di tale comunicazione, dispongo il rinvio del seguito
della discussione del disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Annunzio e votazione dell'ordine del giorno numero 148
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare al disegno di
legge Norme in materia di Irfis - FinSicilia s.p.a.. Modifiche
alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50 (n. 566/A Stralcio
1), posto al numero 2, in attesa dell'assessore Bianchi, comunico
che è stato presentato l'ordine del giorno numero 148
Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate, della
delibera legislativa recante Norme per la promozione ed il
sostegno dell'informazione locale (304-8-280/A), a firma degli
onorevoli Marziano, Gucciardi, Sammartino, Malafarina, Lenza,
Sudano, Firetto, Cordaro e Musumeci. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 103 del 3
dicembre 2013, ha approvato il disegno di legge recante Norme per
la promulgazione ed il sostegno delle imprese dell'informazione
locale. (nn. 304-8-280/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 11 dicembre 2013;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente
della Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di
consentire alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la
deliberazione legislativa approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 103 del 3 dicembre 2013, recante Norme
per la promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione
locale. (ddl nn. 304-8-280/A)».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione del disegno di legge Norme in materia di IRFIS -
FinSicilia s.p.a.. Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973,
n. 50 (566/A-Stralcio I)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Norme
in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a.. Modifiche alla legge
regionale 21 dicembre 1973, n. 50 (566/A-Stralcio I), posto al
numero 2).
Ricordo che era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli nella seduta n. 104 del 4 dicembre 2013.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, temo che abbiamo bisogno di qualche
secondo perché, anche a seguito di quelle criticità del testo di
cui avevamo parlato quando si è posto all'ordine del giorno, ho
presentato assieme alla Commissione due emendamenti di riscrittura
dell'articolo 1 e dell'articolo 2.
Se lei mi consente, approfitto per illustrare, per grandi linee,
il senso del disegno di legge e così, nel frattempo, arrivano gli
emendamenti di riscrittura.
Con questo disegno di legge consentiamo all'Irfis di diventare
veramente uno strumento di aiuto e sostegno per l'accesso al
credito della piccola, media e grande impresa siciliana. Quando
dico grande impresa , c'è la possibilità di accesso al credito
tramite Irfis, ma sempre con il regime previsto per la piccola e
media impresa.
E lei saprà, signor Presidente, voi saprete, onorevoli colleghi,
che il problema dell'accesso al credito è oggi uno dei problemi
fondamentali, principali della situazione di crisi in cui vivono le
nostre imprese. Le banche erogano con difficoltà i prestiti; c'è il
cosiddetto credit crunch . In questo modo vogliamo riuscire a far
sì che lo strumento, il braccio operativo della Regione siciliana,
che è l'Irfis, possa avere la possibilità di operare con più
ampiezza di comportamenti e con maggiore possibilità di intervento.
E' uno di quei disegni di legge che ci vengono sollecitati dal
sistema delle imprese. In questi mesi abbiamo ascoltato le
associazioni di categoria, abbiamo ascoltato anche rappresentanti
delle singole imprese e, piuttosto che un percorso accidentato e
dalla difficile conclusione di accorpamento, ci è stato chiesto dal
sistema delle imprese un percorso di specializzazione degli
strumenti che ha la Regione: la CRIAS, per quanto riguarda il mondo
dell'artigianato e, anche in questo caso, ci sarà bisogno di alcuni
accorgimenti alle capacità di intervento della CRIAS consentendogli
di accedere e di diventare lo strumento di accesso al credito per
una serie di misure, ad esempio, nel PSR che non riguardano
l'agricoltura, ma riguarderanno l'artigianato. La stessa cosa vale
per alcune norme che dovremmo fare per quanto riguarda l'Istituto
di credito delle cooperative.
Un percorso che potremmo chiamare di specializzare per non
accorpare , di migliorare la capacità di intervento di ognuno dei
soggetti per specializzarlo nel loro campo di intervento. Questo è
il percorso che si è data la Commissione e, devo dire, signor
Presidente, la possibilità di portare all'attenzione dell'Aula
questi disegni di legge è anche il frutto di un rapporto sinergico
con gli assessorati di riferimento con i quali si è stabilita
questa sinergia operativa ma è anche il frutto di un clima di
lavoro nella Commissione - ne approfitto per parlare perché ancora
non sono pronte le fotocopie degli emendamenti di riscrittura - che
ci ha portato ad approvare provvedimenti importanti assolutamente
all'unanimità e la dialettica interna ci ha portato a fare delle
ulteriori migliorie e a prevedere - così concludo, visto che gli
emendamenti sono in fase di distribuzione - un pacchetto di
interventi sul sistema delle agevolazioni al credito della piccola
e media impresa nel mondo dell'artigianato, dell'industria e
dell'agricoltura che si completerà con un disegno di legge che
abbiamo già esitato unitariamente, assieme alla II Commissione, che
riguarderà più specificatamente l'agricoltura, l'istituzione del
Fondo unico per l'agricoltura.
I tre disegni di legge: quello approvato la scorsa settimana nel
suo articolato e al quale oggi daremo il voto finale, quello di
oggi e quello, che presenteremo nelle prossime sedute, che
riguarderà il Fondo unico, sono un'idea, un percorso che si è fatto
di ascolto del territorio e di elaborazione di proposta che ci
porta a chiedere adesso, al di là dell'articolato, a chiedere
all'Aula l'approvazione di questo provvedimento che può dare una
mano significativa al sistema delle imprese siciliane che soffrono
di tanti problemi e che si aspettano da noi alcuni segnali di buona
politica, come, penso di potere dire, quello che diamo oggi, con
l'approvazione di questo disegno di legge, è un segnale di buona
politica.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 1.1, di riscrittura degli articoli 1 e 2. Pertanto,
in caso di approvazione, decadono i precedenti presentati.
Do lettura dell'articolo 1:
«Art. 1.
Disciplina dell'IRFIS Finanziaria per lo Sviluppo
della Sicilia S.p.A.
1. All'IRFIS - FinSicilia s.p.a. si applicano le disposizioni del
Titolo V del Testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia (decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e
successive modifiche e integrazioni) previste per gli intermediari
iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del medesimo
Testo unico, fatte salve le caratteristiche del soggetto vigilato e
la speciale disciplina della gestione separata di cui all'articolo
2 della presente legge».
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Sull'emendamento 1.1, esprimo
parere favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, che è proponente, pongo in votazione l'emendamento
1.1, di riscrittura degli articoli 1 e 2 del disegno di legge n.
566/A - Stralcio I.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
3.1, che è già stato distribuito.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento prevede l'estensione
della possibilità di intervento anche alle grandi imprese ma con le
modalità che dicevo prima, con le modalità del de minimis, cioè non
c'è il pericolo che la grande impresa assorba tutte le risorse
finanziarie. Le modalità di erogazione sono le stesse della piccola
e media impresa. Si amplia la possibilità di accesso, a quelle
condizioni, anche alla grande impresa.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella precedente
seduta della scorsa settimana, ho presentato un emendamento a
questo disegno di legge. La moratoria dei debiti verso gli istituti
finanziari CRIAS, IRCAC ed IRFIS che non trovo tra gli emendamenti
e porta la mia firma e quella degli onorevoli Venturino ed altri.
Signor Presidente, il tema è molto semplice. Lei sa che, in questo
momento, in tutta Italia, c'è una forte presa di coscienza e di
rabbia da parte dei cosiddetti forconi . Molti imprenditori si
trovano in mezzo a questi forconi perché si trovano in difficoltà
economiche. Difficoltà economiche che diventano sempre più gravi e
verso le quali non c'è stata nessuna presa di posizione né del
Governo nazionale né di quello regionale. Queste società, queste
aziende, non sono in condizioni di pagare nessun debito.
Già nella precedente legislatura, ho fatto una legge, la numero
23, che, all'articolo 8, prevedeva la possibilità di spalmare i
debiti delle aziende da uno a sei anni con l'intervento dell'IRFIS
che poteva intervenire per dare un contributo sui debiti che questi
avevano con le banche.
Che cosa intendo fare con questo emendamento?
Lo chiedo al presidente Marziano che fa capannello con l'Assessore
e con l'onorevole Cancellieri e non può sapere di che parliamo.
Presidente Marziano, sto parlando dell'emendamento che è stato
approvato all'unanimità in Commissione, che ho presentato in Aula
e che, al momento, non trovo tra gli emendamenti. La moratoria dei
debiti verso gli istituti finanziari IRCAC, CRIAS ed IRFIS.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, le comunico che l'emendamento è
stato inviato in II Commissione per il parere che verrà espresso
domani. Quindi lei giustamente ha posto il problema e lo sta
illustrando ma domani, prima di dare il voto finale, analizzeremo
il suo emendamento con il parere della II Commissione e l'articolo
5.
GIANNI. Signor Presidente, se permette, concludo il mio
intervento. Vi sono migliaia di aziende in difficoltà. E' inutile
che continuiamo a piangere le persone che si suicidano. Facciamo
interventi preventivi Io sono convinto che la II Commissione e lo
stesso Commissario dello Stato non potrà che intervenire in maniera
negativa su un tema così delicato che sta coinvolgendo migliaia di
cittadini, migliaia di persone che non sanno come uscire dal
pantano in cui si trovano. L'approvazione di questo emendamento
consentirà, con questa moratoria, con quello che abbiamo
immaginato, di poter dare una mano a tutte le aziende che hanno
debiti con l'IRCAC, la CRIAS e l'IRFIS.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il parere del
Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia.. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Modifiche all'articolo 16 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32
in materia di contributi in conto interesse e operazioni di
credito a tasso agevolato
1. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 16 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 le parole non può superare
quello di riferimento determinato per il settore interessato sulla
base dei criteri fissati dalla Commissione europea, maggiorato di
due punti' sono sostituite dalle seguenti: , nel rispetto della
libera valutazione del merito creditizio e dei principi di
governance che regolano l'attività di concessione del credito, deve
essere coerente con i valori di mercato per operazioni analoghe'.
2. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 16 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, le parole del tasso applicato
alle operazioni di credito, comunque non superiore al limite
massimo stabilito lettera a)' sono sostituite dalle seguenti: del
tasso di riferimento determinato per il settore interessato sulla
base dei criteri fissati dalla Commissione europea, maggiorato di
due punti'.
3. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 16 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è così sostituita: c) per le
operazioni di credito poste in essere da enti pubblici, istituti
bancari o intermediari finanziari a carico di fondi costituiti con
risorse regionali, il tasso di interesse da porre a carico dei
beneficiari, comprensivo di ogni onere accessorio, è pari al 40 per
cento del tasso di riferimento determinato per il settore
interessato sulla base dei criteri fissati dalla Commissione
europea. Tale tasso è ridotto al 30 per cento di quello di
riferimento se i richiedenti sono società cooperative, associazioni
di produttori ovvero giovani imprenditori».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Fondo per la copertura dei rischi derivanti da
finanziamenti alle imprese
Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973, n.
50
1. Il comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
1973, n. 50, è sostituito dal seguente: 2. Il fondo è destinato
alla copertura dei rischi derivanti dai finanziamenti a medio
termine concessi alle imprese operanti nel territorio regionale'.
2. Al comma 3 dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
1973, n. 50, dopo le parole istituti di credito' sono aggiunte le
parole e intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del Testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche e
integrazioni)'.
3. L'articolo 46 della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50, è
sostituito dal seguente:
Art. 46.
1. La garanzia a prima richiesta prevista dall'articolo 43 è
concessa, anche in deroga a quanto previsto dal comma 2
dell'articolo 73 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, a
valere sulle disponibilità del fondo unico di cui all'articolo 61
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. Ai fini dell'applicazione del comma 1 possono essere
utilizzate, con separata evidenza contabile, anche risorse di
provenienza extra regionale.
3. Le modalità di concessione della garanzia sono disciplinate con
decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per l'economia'.
4. Gli articoli 44 e 45 della legge regionale 21 dicembre 1973, n.
50 sono abrogati».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Assenza e Vinciullo: 5.1;
- dagli onorevoli Marziano, Cancelleri, Mangiacavallo e La Rocca:
5.2.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento 5.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, solo al fine di migliorare la
comprensione del testo, abbiamo preparato un emendamento a firma
degli onorevoli Marziano, Cancelleri, Mangiacavallo e La Rocca per
chiarire quali sono le aziende che vengono escluse.
Lo leggo perché non so se è stato distribuito; in pratica
miglioriamo il testo dicendo sono escluse dalla garanzia di cui al
presente articolo le imprese elettriche, ad eccezione di quelle che
producono energia rinnovabile. Sono escluse, altresì, le imprese
petrolchimiche, le raffinerie e i cementifici .
E' una riscrittura di un emendamento che poteva dare adito a
interpretazioni malevoli.
Quindi se si può approvare in questo testo è più chiaro rispetto
PRESIDENTE. Chiarisco e ricordo all'Aula che l'articolo 5 oggi non
conoscerà il voto finale perché ovviamente vi sono degli
emendamenti che sono stati inviati alla II Commissione.
In riferimento, invece, ad altri emendamenti, si può continuare il
lavoro e poi rinviare a domani la discussione sugli emendamenti
posti all'ordine del giorno della II Commissione insieme a quelli
aggiuntivi di cui ha parlato anche l'onorevole Gianni.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi scusi se non ho fatto cenno prima, ma
non mi aspettavo una seduta lampo da 20 minuti, da mezz'oretta
visto quello che c'è in giro.
Volevo comunicare ufficialmente all'Ufficio di Presidenza che
tutto il mio Gruppo parlamentare non desidera ricevere biglietti di
questo tipo, in formato cartaceo, dall'Ufficio di Presidenza, con
inviti eccetera; ci bastano gli inviti via e-mail visto che questi
li pagano i contribuenti: cartoncino raffinato, cartoncino costoso,
insomma, ho fatto l'Accademia, quindi, ne ho maneggiato carte
pregiate; costi assurdi che fanno parte di quel corredo di spese
dell'Ufficio di Presidenza.
Vi ringraziamo, quindi, per tutti i biglietti che non ci manderete
e per gli inviti che ci manderete via e-mail, in modo da
risparmiare.
Per quanto riguarda il disegno di legge della spending review ,
ho visto che il Presidente Ardizzone era raggiante all'indomani
della discussione; contento e soddisfatto.
Noi non abbiamo nascosto parecchie delle nostre perplessità.
Io che non mi sono occupato di guardare il disegno di legge nel
dettaglio, ora lo sto guardando ancora meglio; in particolare,
all'articolo 11, sul sistema previdenziale dei deputati regionali,
ho capito che noi deputati siamo stati, quelli che c'erano prima e
noi, quelli nuovi, continueremo a vivere in questo Olimpo della
casta . Perché?
In base a questo Regolamento interno, dato che noi non siamo
nell'Ufficio di Presidenza, già da aprile e non capisco com'è
possibile che un Gruppo parlamentare di quattordici deputati su
novanta non sia rappresentato - questa è un'altra delle
interpretazioni fantasiose che l'Ufficio di Presidenza vuole
mantenere - noi non siamo in questo Ufficio, però, ho avuto il
Regolamento che è determinato dall'Ufficio di Presidenza e, quindi,
avremo la pensione di 1.023 euro dopo solo cinque anni.
Da una parte, ne sono onorato ma, dall'altra, mi chiedo dove sono
questi altri lavoratori che con cinque anni di contributi si
beccano mille euro di pensione?
Quindi, grazie per i privilegi che ci state mantenendo. Direte
questa è pazza . Sì, perché sinceramente su questo vantaggio noi
dovremmo dire un attimino basta, freniamo .
Quindi vi invitiamo a includerci in questo benedetto Ufficio di
Presidenza, visto che non siamo degli appestati e siamo qui con i
voti degli elettori siciliani perché, come li avete presi voi, li
abbiamo presi noi e dobbiamo essere rappresentati, in modo da
modificare questo Regolamento che è una barzelletta, una vergogna,
in modo da renderlo più umano.
Sinceramente, la figlia di un bracciante agricolo, i figli di
muratori che hanno lavorato trenta o quaranta anni, per avere 700 o
800 euro questo è un insulto.
Basta inviti. Vogliamo modificare questo Regolamento e poi
vorremmo, sempre quando ci saremo in questo Ufficio di Presidenza,
e si deciderà su questi 11 mila euro del nostro stipendio, cosa
deve essere indennità e cosa deve essere diaria. La diaria è netta
e l'indennità invece viene tassata.
Non vorremmo che, in nostra assenza - speriamo duri poco questa
nostra assenza - si faccia come hanno fatto altre Regioni, che
dovremmo imitare per tante cose, ma spero che non imiteremo né il
Veneto né la Lombardia, che hanno avuto la bella idea di alzarsi la
diaria che non è tassata e abbassarsi l'indennità che è tassata.
Una ulteriore furberia per prendere ancora più soldi.
Allora, mi chiedo: con il lazzaretto che c'è fuori, con quale
faccia dobbiamo tornare in paese, davanti alle persone e dirgli
abbiamo fatto la presa per i fondelli review' ?
Stiamo, infatti, rinnovando la presa in giro nei riguardi dei
cittadini.
Proprio in questi giorni di protesta, se noi ce li cerchiamo,
diciamolo noi vogliamo che la gente sfondi le porte tipo Bastiglia
e ci venga a sculacciare qua dentro . Diciamo sculacciare. Queste
sono delle provocazioni, sono delle provocazioni inaccettabili.
Ieri sono stata in ispezione in un ospedale: manca il monitor per
inquadrare i bambini prematuri, perché non c'è la telecamera, non
c'è quello e quell'altro e noi ci becchiamo tutti questi soldi.
Mancano le strumentazioni, manca la carta igienica nella scuola,
gli invalidi hanno la pensione da 970 euro, in giro c'è la fame e
noi ancora stiamo qui - non mi fate dire parolacce - a fare queste
porcherie.
Grazie, signor Presidente. Mi dispiace se mi sono infervorata,
però, veramente è troppo.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rispondere
non tanto alla collega che mi ha preceduto, che ha esplicitato una
serie tale di fandonie che non saprei da dove cominciare.
La collega che mi ha preceduto, purtroppo, e dopo un anno di
permanenza in Parlamento questo non è accettabile, non sa di cosa
parla, perché non ha partecipato, pur non facendone parte
formalmente, come me, che invece ho partecipato attivamente alla
Commissione che ha portato avanti i lavori sulla spending review;
non sa di cosa parla perché non sa che la nostra legge di
recepimento del decreto Monti è la legge più rigorosa tra le tutte
le regioni d'Italia; non sa di cosa parla perché non conosce i
provvedimenti che già nella precedente legislatura e dal precedente
Ufficio di Presidenza - senza decreto Monti e senza spending review
- questa Assemblea regionale aveva adottato per ridurre i costi
della politica; non sa di cosa parla - e questo mi preoccupa
davvero -, quando sostiene che dopo 5 anni qui c'è qualcuno che può
prendere la pensione.
Allora, nell'ultimo caso non si tratta più di ignoranza, io mi
preoccupo perché temo, ma spero non sia così, che si tratti di
malafede perché proprio per il lazzaretto' che c'è fuori, cara
collega, lei dovrebbe avere il buon senso prima di documentarsi e
poi, siccome noi camminiamo a piedi per le strade, tutti noi, come
lei, incontrando le persone senza avere nulla da temere o da
nascondere, sappia che se qualcuno verrà a sculacciarci', come ha
detto lei, lei sarà la prima responsabile ed è giusto che questo
lei lo sappia
Perché se il modo di fomentare il lazzaretto', con la
disperazione che c'è fuori, che ha portato oggi la Conferenza dei
Capigruppo a stabilire che staremo qui anche a Natale e a
Capodanno, se necessario, per garantire i precari e i bisogni dei
siciliani, deve avere come risposta quella che ha dato lei, siamo
alla vergogna E io lo dico anche con un certo rammarico e con una
grande preoccupazione perché se qui continua il gioco del rialzo
della posta, cara collega che mi ha preceduto, sappia che ai tempi
della rivoluzione francese alla ghigliottina' non andò soltanto
Maria Antonietta, ma per primo andò Robespierre con tutto quello
che questo comportò
E allora rispetto a queste cose, siccome la storia è maestra, o
qui tutti ci diamo una calmata e cerchiamo di valutare quali sono
le cose giuste, quelle sbagliate, quelle sulle quali si può
intervenire e quelle sulle quali no, quelle che vanno migliorate,
quelle che vanno abolite.
E allora una cosa ineccepibile e inappellabile è che il deputato
regionale ad oggi ha un solo vantaggio: se ha fatto più legislature
invece di prendere come tutti i cittadini italiani e siciliani, ma
chi fa una sola legislatura piena ha diritto alla pensione per quel
pezzo della sua vita a 65 anni; se fai più di 2 legislature ha
diritto oggi ad averla a 60 anni; non dopo 5 anni, e neanche quei
1.023 euro
E allora siccome la registrazione è chiara, caro onorevole
Cancelleri, siamo bravi tutti a fare i grillino Io cammino senza
scorta e con la mia macchina non ho paura di confrontarmi con
nessuno e in nessuna sede. Abbiate il buon senso e il coraggio di
quello che dite, dopo di che, signor Presidente, non li invitate
più i colleghi Cinque Stelle', non glieli mandati più gli inviti,
non glieli mandati più gli auguri di Natale, evitiamole queste
finzioni, visto che rispetto ad un augurio di Natale la risposta è
quella di fare riferimento al lazzaretto' che c'è fuori E
purtroppo fuori c'è, ma non per fare come facciamo noi e cioè
cercare risposte al lazzaretto', ma per fare in modo che il
lazzaretto' venga fomentato e si rivolti contro la classe
dirigente.
Su questa china non si salva nessuno. La preoccupazione non è per
me, può essere al massimo per i miei figli. Però, chi usa questi
toni e usa queste parole sappia che queste responsabilità verranno
certamente prima o poi a galla.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vorrei ricordare a tutti i
parlamentari che la votazione finale del disegno di legge sulla
spending review con la eventuale facoltà di intervenire per le
relative dichiarazioni di voto è prevista per domani.
Pertanto, invito tutti coloro i quali intendono intervenire
sull'argomento di rinviarlo a domani.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto come stiamo
vivendo questi momenti, mi sarei aspettato che il Presidente
dell'Assemblea con l'Ufficio di Presidenza nel corso della riunione
dei Capigruppo, così come concordato la scorsa settimana, avesse
immaginato di mettere all'ordine del giorno una serie di leggi, a
partire dalla legge sull'amianto che può diventare davvero il più
grande cantiere di lavoro per l'intera Regione siciliana. E' stato
approvato all'unanimità dalla sesta, dalla quarta e dalla seconda
Commissione.
Io mi chiedo, signor Presidente, e non voglio scendere qui nel
particolare per stabilire chi ha torto o ragione - certo ci sono
toni che potrebbero essere o contenuti o messi da parte Ma mi
chiedo come sia possibile che si parli da mesi di creare lavoro e
anziché parlare di lavoro, parliamo di tagliarci cinquecento euro'
dei quali non si accorgerà nessuno, dei quali non frega niente a
nessuno. La gente vuole andare a lavorare signor Presidente
La legge sull'amianto consente di far lavorare almeno
cinquantamila persone in tutta la Sicilia.
Io mi preoccupo dell'assenza del Governo. Io mi preoccupo perché
alcuni direttori generali, per esempio, fanno peculato per
distrazione. Perché solo per il motivo per cui una persona non è
politicamente vicina alle idee dell'assessore di turno vengono
presi e spostati e da tecnici diventano amministrativi - con un
grave danno erariale.
Queste sono le cose di cui mi preoccupo. Persone che sono state
invitate a mettersi da parte dopo anni di grande esperienza, di
grande capacità, di grandi risposte ai cittadini.
Io, signor Presidente, le chiedo gentilmente di farmi sapere se la
legge sull'amianto che è stata approvata all'unanimità in tutte le
commissioni possa vedere la luce oppure no. Per il resto, signor
Presidente, è Natale, cerchiamo di essere più bravi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gianni.
Il tema che lei ha posto è certamente importante, ricordo però a
lei, a me stesso e a tutta l'Aula, che quest'ultima è chiamata a
votare entro il 31 dicembre disegni di legge di fondamentale
importanza, con impegni in scadenza, mi riferisco ai precari, mi
riferisco alle province e ovviamente al bilancio e alla
finanziaria.
Subito dopo l'approvazione di questi importanti disegni di legge
certamente verrà anche calendarizzato il disegno di legge
sull'amianto.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sulla stessa
lunghezza d'onda dell'onorevole Gianni, considerato che ancora
abbiamo tempo e che domani avremo tre votazioni finali di legge,
sarebbe dunque opportuno, corretto, importante che magari il
disegno di legge sulla legge-voto per il casinò di Taormina possa
essere discusso stasera, stabilire il termine per la presentazione
dei relativi emendamenti e domani passare alla votazione finale.
Facciamo i fatti in modo da poter dare delle risposte concrete ai
cittadini.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, se l'Aula concorda con questa sua
ragionevole proposta, noi faremo quello che è stato formalmente
chiesto.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io volevo
rispondere semplicemente perché l'onorevole Cordaro aveva citato il
mio nome. Volevo dirgli una cosa, cioè che i dati che abbiamo
citato, non ce li siamo inventati, ma c'è un apposito file che si
trova sul sito dell'Assemblea regionale siciliana, che ha proprio
il titolo emblematico Trattamento economico dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e rileva che, dopo cinque anni
ininterrotti e quindi un'unica legislatura, a 65 anni, si
percepiscono 1.023,07 euro. Non diciamo che si percepiscono subito.
E' stato lei che, semanticamente, ha travisato il ragionamento. Non
abbiamo mai detto quello. Noi abbiamo detto che con cinque anni di
contribuzione si va in pensione. Si va in pensione a sessantacinque
anni, ma è anomalo in un mondo in cui si va in pensione con
trentacinque anni di lavoro. Qui si va in pensione con cinque anni
di marche versate.
Rispetto alle sue posizioni politiche diverse dalle mie, quelle
non le posso avallare, le posso contestare, ma le rispetto perché
sono espresse in una maniera garbata, ma mi premeva dirle che non
ci inventiamo nulla. Parliamo con dati alla mano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che
di questo argomento di cui sto per parlare, sinceramente, non avrei
voluto parlare. Credo che far passare in silenzio alcuni argomenti,
però, finisce per dare l'idea che ciò che si dice assume carattere
di verità perché nessuno lo contesta.
Io ho sentito l'onorevole Cordaro che ha fatto un onesto
ragionamento ed ho sentito anche gli argomenti della collega Foti e
poi dell'onorevole Cancelleri.
Una cosa è la propaganda politica, uno ci può mettere di tutto,
usa gli argomenti che vuole, però non mi sembra il caso di
continuare a mistificare alcuni temi che sono delicati.
Intanto, vorrei rivolgermi all'onorevole Cancelleri: non esiste
più il vitalizio in questa Regione, dal primo gennaio 2012. Siamo
stati la prima regione in Italia a cancellare il vitalizio come
strumento di trattamento in capo ai parlamentari in carica.
Dal primo gennaio 2012, onorevole Cancelleri, a lei viene
trattenuta una quota che trattasi di fondo che costituisce il
sistema contributivo con il quale sarà calcolata la sua cosiddetta
pensione che se lei, paradossalmente, non la versa - ed io avevo
fatto una proposta nel testo della legge sulla spending review di
farlo diventare un atto di mera facoltà -, nel senso che se uno
vuole versa il contributo e se lo ritrova quando va in pensione
dopo i sessantacinque anni, se non lo vuole se lo ritrova in busta
paga E' una quota che paga dal suo trattamento. Non è una quota
che paga l'Assemblea regionale. Vorrei anche questo ricordarlo
perché, vedete, c'è troppa, troppa mistificazione sulle cose. Il
problema non è quanto guadagniamo o i benefici, i benefit
Il problema è la credibilità di una Istituzione e l'autorevolezza
che una Istituzione deve avere nel rapporto con i cittadini. Non
esiste nessun sovrano se il sovrano non è accettato dai propri
cittadini. Altrimenti si chiama tirannia.
Nella democrazia il sovrano si chiama Parlamento. Se il sovrano
Parlamento viene deriso, viene ridotto a barzelletta, viene
insultato, in una fase dove è troppo facile, proprio per la
condizione di difficoltà che vive il Paese, per la rabbia che c'è
in giro, noi rischiamo di uccidere non un privilegio, viva tutti i
privilegi che si cancellano, rischiamo di uccidere il sistema
democratico. Dobbiamo dunque ridare autorevolezza alla politica e
ai politici perchè non si può continuare ad assecondare l'idea che
in Paese dove c'è una larga corruzione, in un Paese dove
l'illegalità costituisce spesso il modello diffuso di vita per
migliaia e migliaia di cittadini, si rappresenti la politica non
solo i singoli, ma la politica in quanto tale fonte del privilegio.
Questo è insopportabile e pericoloso.
Io non voglio aggiungere altro, non voglio giudicare nessuno, però
credo che dobbiamo smetterla con questa finta visione di un
battaglia politica
Mi piacerebbe sentire i colleghi che si dividono su cosa deve
essere l'IRFIS in Sicilia; mi piacerebbe che i colleghi si
dividessero se dobbiamo sciogliere le province o se dobbiamo fare
altre cose, insomma mi piacerebbe che ognuno di noi mettesse la
propria competenza e il proprio sapere a disposizione delle riforme
di questa Regione non quello di continuare a demolire la
credibilità di questa Istituzione perché quando questa Istituzione
crolla guardate dietro l'angolo non ci sono istituzioni più
trasparenti, più democratiche, più efficienti. Ci saranno
istituzioni, o pseudo tali, in cui a tutelare gli interessi dei
cittadini sarebbero quelli che hanno più poteri e più mezzi e la
povera gente, coloro che non hanno a quale santo rivolgersi,
saranno senza diritti e senza nessuno che li tuteli.
Ecco perché lo dico e chiudo, anche a coloro che pensano di fare
molte battaglie in nome dell'equità di questo tipo sappiano che
finiscono proprio per fare una battaglia e introdurre una serie di
disuguaglianze soprattutto nei confronti dei più deboli.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sottoscrivo in pieno quello che
lei ha detto e la ringrazio per la consueta chiarezza e la consueta
saggezza. Credo di interpretare il pensiero dell'Aula e quindi
ritengo che la proposta dell'onorevole Leanza sia stata accolta.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
della Repubblica,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Norme per
l'apertura di una
casa da gioco nei Comuni di Taorimina e Palermo' (n. 180/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge voto da sottoporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
recante: Norme per l'apertura di una casa da gioco nei comuni di
Taormina e Palermo (n. 180/A), posto al numero 4).
Invito la I Commissione Affari istituzionali a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi per illustrare la
relazione.
RINALDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello
che ci accingiamo a discutere è un disegno di legge che istituisce
due case di gioco, una a Taormina ed una a Palermo. Chiaramente ha
l'obiettivo di considerare a pieno titolo questi strumenti di
promozione e di richiamo turistico.
Ci sono state anche delle critiche sull'apertura di queste case da
gioco. Per noi è soltanto una legge voto, quindi,chiediamo al
Parlamento nazionale l'approvazione, in un contesto in cui ormai le
scommesse, ma anche il gioco è diventato di carattere
internazionale tramite i processi Internet o anche altri mezzi.
Istituire dunque due case da gioco - una a Taormina e una a Palermo
- può rappresentare sicuramente un'opportunità per il richiamo
turistico e quindi anche un indotto nei confronti dei territori che
ospiteranno queste due case da gioco.
Pertanto, proponiamo questo disegno di legge all'Aula per la sua
approvazione.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'eccessiva solerzia
e precisione istituzionale del Presidente Cracolici non mi ha
consentito in Commissione di potere, per una frazione di secondo,
fare esaminare un mio emendamento volto
CRACOLICI. Non so di cosa parli
ODDO... Lo sapevi perché è agli atti. Con una operazione di alta
marineria politica ha consentito il voto, in sede di I Commissione,
soltanto per l'emendamento di cui lui era interessato e che
riguardava la creazione di una seconda casa da gioco in provincia
di Palermo.
Sull'argomento io ho presentato un disegno di legge ben due
legislature fa. Sto predisponendo in questi minuti un emendamento
che già reca la firma fino a questo momento di venti parlamentari,
fra cui anche quella del relatore del disegno di legge, ma credo
che arriverò - prima di presentarlo, e cioè domani mattina - ad un
numero più ampio perché anche la Sicilia occidentale possa
usufruire di questa possibilità. Intendo per Sicilia occidentale
la provincia di Trapani che credo possa avere assolutamente diritto
ad avere anch'essa la stessa opportunità.
Preannuncio, quindi, un emendamento aggiuntivo che, a mio parere,
recherà la firma di non meno del 50 per cento dell'Aula, compreso
il relatore che mi ha onorato del suo consenso e di molti altri
parlamentari.
L'emendamento non è in questo momento agli atti perché
l'accelerazione che è stata data all'esame di questo provvedimento,
che io condivido - non condivido l'azione del Presidente Cracolici
in I Commissione che ritengo sia stata poco corretta - ripeto,
l'accelerazione di oggi la ritengo assolutamente opportuna, invece,
tenuto conto dei tempi che abbiamo rispetto alla fase del bilancio.
Pertanto, in maniera poco procedurale, assolutamente giustificata
dai tempi, espongo l'emendamento prima ancora di averlo presentato
perché evidentemente lei ha aperto la possibilità di presentare
emendamenti pochi minuti fa e, quindi, non ho avuto la possibilità
tecnica di poterlo presentare.
Illustro l'emendamento prima della sua presentazione, ma i
colleghi mi scuseranno, è assolutamente motivato dalle condizioni
temporali che si sono determinate.
Condivido l'iniziativa legislativa dell'onorevole Leanza perché è
una iniziativa che io ho, peraltro, presentato in passato, in
precedenti legislature, e lo strumento della legge voto mi pare
assolutamente opportuno per dare una accelerazione a questo iter.
Condivido l'iniziativa dell'onorevole Leanza, però credo sia
assolutamente opportuno estendere questa opportunità alla Sicilia
occidentale tenuto conto che la provincia di Trapani ha in questo
momento l'aeroporto che ha avuto percentualmente il maggiore
aumento di passeggeri in Italia negli ultimi 18 mesi
statisticamente.
Credo che dotare la provincia di Trapani di una struttura di
questo tipo sarebbe in assoluta sinergia con la presenza di turisti
che la Ryanair ha portato nella nostra provincia. E' una provincia
che risente di gravi problemi economici, e che certamente la casa
da gioco non potrà risolvere in misura integrale, questo è molto
chiaro, ma sono convinto che è una operazione che vada nella giusta
direzione.
Preannuncio, quindi, l'emendamento presentato da un numero
cospicuo di parlamentari. Verrà formalizzato nei prossimi minuti, o
nelle prossime ore e, comunque, in tempo utile, ma volevo
innanzitutto esporlo in questa sede.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
sicuramente fare un dibattito ideologico sul valore o sulla
opportunità delle case da gioco ma, in un momento in cui ci sono
tanti sindaci impegnati nella lotta alla ludopatia, nel momento in
cui ci sono decine di amministratori che modificano i regolamenti
comunali per evitare che ci siano le slot machine vicine alle
scuole, pensare che la risposta ai bisogni della Sicilia si dia con
i casinò mi sembra - come si dice - il momento sbagliato nel posto
sbagliato.
In Sicilia ci sono decine e decine di famiglie che si stanno
rovinando perché uno dei componenti della famiglia soffre della
ludopatia.
Allora, capisco che non siamo noi a decidere se si aprirà o meno
la casa da gioco, perché la nostra è una legge-voto, ma voglio
dirlo - così per tutelare la mia coscienza e per sentirmi a posto:
io, quando si tratterà di presenziare per la votazione finale al
disegno di legge, non voterò a favore del disegno di legge, voterò
contro perché lo considero una ricetta sbagliata ai mali della
nostra Regione.
Penso che dovremmo riflettere su questo, perché aprire la strada
ad uno dei casinò, poi si può aprire ad uno, a due, a tre, avere il
casinò sotto casa non è sicuramente il modo migliore per rilanciare
l'economia. Noi dobbiamo far nascere fabbriche, aziende artigiane,
aziende agricole, valorizzare l'eccellenza dei nostri prodotti.
Non mi pare che il rilancio dell'economia lo possiamo fare
attraverso le case da gioco. Attirano soldi, ma attirano anche
soldi non sempre frutto della fatica, del lavoro e del sudore
delle persone che li conquistano. Così la penso e volevo esternare
il mio pensiero. Non sono uno che interviene molto nei dibattiti,
soprattutto quando teme che più che Parlamento diventi un
parlatoio, ma in un caso come questo, sentivo il dovere di dire
come la penso, perchè sono convinto che non stiamo portando avanti
una buona legge per la Sicilia, ma qualcosa di cui tra qualche
tempo ci si potrà pentire.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei iniziare
rispondendo all'onorevole Cracolici. A Catania non c'è bisogno di
un altro casinò, anche perché non ce ne sono in Sicilia.
Ma credo che il momento delle bugie, delle mistificazioni, ogni
tanto, dovrebbe finire Perché quando si parla di casinò, si parla
di gioco, in assoluto, forse, oggi l'Italia è diventata uno dei
paesi più produttori di gioco. Se voi andate in qualsiasi
tabaccheria di Castelbuono o di Maniaci, vedrete che ci sono decine
di persone che aspettano (ora c'è quel gioco nuovo che si chiama il
Lotto più o una cosa del genere) ogni cinque minuti l'estrazione
elettronica di numeri.
E allora, mi sembra che questo disegno di legge di stasera sia una
cosa importante. E' importante per tanti motivi. Vedete,
stamattina, ascoltando una televisione, nella fattispecie Agorà, si
parlava che nel 1962-63, quando è morto Mao Tse tung, c'erano 600
milioni di operai o di contadini cinesi che piangevano; oggi ci
sono in Cina 600 milioni di ricchi. E allora, noi abbiamo abdicato
al nostro ruolo perché non lo vede, onorevole Cracolici, il grande
Guarnaschelli, che fu colui il quale negli anni Sessanta iniziò
questa grande impresa su Taormina per fare il casinò.
Credo che in questo momento sia piacevolmente contento di quello
che stasera spero avverrà, prima per dare uno sviluppo e
l'assessore Stancheris, ritengo che sia l'assessore più importante
della Regione siciliana, perché non vorrei dissentire con quello
che ha detto l'onorevole Marziano, però assessore Stancheris, se
noi pensiamo ancora che possiamo aprire delle fabbriche o delle
industrie che poi nel giro di due o tre anni chiuderanno perché non
siamo in grado di sostenere una manodopera mondiale, quella che
c'è, noi non siamo competitivi con i nuovi paesi come l'India e il
Brasile; non parliamo poi della Cina che possibilmente da qui a
qualche anno si adeguerà ai canoni normali dei paesi occidentali.
Assessore Stancheris, spero che lei faccia l'assessore per i
prossimi quattro anni, deve fare in modo che dobbiamo portare in
Sicilia il turismo perché è questo che dobbiamo vendere e i casinò
sono quella punta di diamante che può portare in Sicilia perché noi
abbiamo abdicato verso Malta dove arrivano decine, decine di
milioni di turisti che potrebbero sicuramente venire in Sicilia.
Allora, se noi dobbiamo aprirne uno, due o tre non sta a noi
aprire i casinò perché è un discorso nazionale, ma noi ci dobbiamo
battere non solo per i casinò, ma sicuramente per i porti
turistici, sicuramente per le grandi eccellenze che la Sicilia può
dare perché se pensiamo ancora oggi che noi possiamo fabbricare
delle cose per le quali ci possiamo mettere in concorrenza con i
paesi del nuovo mondo, credo che la politica qui sbagli.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
l'intervento dell'onorevole Marziano, presidente della Commissione
Attività produttive, però non ne condivido lo spirito.
Questo disegno di legge testimonia come l'Assemblea regionale
vuole chiedere al Parlamento, attraverso una legge-voto, di
esprimersi su quello che deve essere un'attività che deve anche
potersi svolgere all'interno della nostra Sicilia.
E' molto facile parlare di ludopatia, parlare della carenza
infrastrutturale siciliana e del perché oggi il turismo arranca in
questa Terra. Io sono ben curioso di sapere come si esprimeranno i
nostri parlamentari nazionali in favore di una possibilità per la
nostra Terra.
Oggi, aprire le case da gioco in Sicilia vuol dire portare
sicuramente un incremento del turismo e migliorare quelli che sono
i servizi che si offrono al turista nel visitare la nostra Terra
che già vive, grazie ai beni architettonici e allo splendido clima,
una grande opportunità per lo sviluppo. Però, le case da gioco,
come tante altre attività, devono poter essere derogate anche alla
Sicilia.
E' diventato ormai da troppo tempo simbolo di battaglie che poi
alla fine non hanno portato a nulla. Hanno portato soltanto a
volerci vedere emarginati rispetto al contesto del Mediterraneo, a
vederci emarginati rispetto ad un contesto anche nazionale dove
queste deroghe sono state date in tempi passati.
Quindi, con questo disegno di legge esprimiamo soltanto il nostro
indirizzo al Parlamento nazionale per chiedere la possibilità di
fare queste attività. Non sta a noi decidere se farne uno o più di
uno e dove. Sarà compito più avanti, ottenuta la deroga, capire
quali esigenze e quale opportunità turistica vogliamo dare alla
nostra Terra.
Molto spesso, io sono della provincia di Catania, ma anche altri
cittadini delle altre province si recano a pochi chilometri dalla
nostra beneamata Sicilia, per andare a Malta, in Croazia o nei
vicinissimi confini tra l'Italia e la Svizzera per giocare, ma
soprattutto per andare a passare le proprie vacanze. Non capisco
perché altri cittadini del nostro Paese o turisti non lo possono
fare in Sicilia.
E' veramente ridicolo trovare differenze e, soprattutto,
inopportuno limitare questa Terra nell'opportunità che altre
regioni hanno avuto.
Esprimo, quindi, il mio parere favorevole al disegno di legge e mi
auguro che i nostri parlamentari nazionali facciano la stessa cosa.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho molto
apprezzato l'intervento dell'onorevole Marziano perché ha, con
coraggio, espresso una posizione che non è mediana tra posizioni ma
è certa, netta.
Dobbiamo prenderci una responsabilità, dobbiamo sapere se vogliamo
andare in una direzione piuttosto che in un'altra. In questa
Assemblea moltissimi deputati hanno presentato almeno già tre
disegni di legge per mettere a segno delle norme a contrasto della
ludopatia; quindi, attività socio-sanitarie, attività di controllo
sulle addizionali regionali IRAP per quanto riguarda la
possibilità di agevolare chi dismette le macchinette e le slot
machine negli esercizi commerciali.
Sono proprio delle norme a contrasto dell'esistenza di queste
realtà, proprio perché ci rendiamo conto che questo sta diventando
una malattia, ha anche un suo nome, gap (gioco d'azzardo
patologico), per cui molte regioni hanno già messo in essere
moltissime operazioni per il Servizio sanitario regionale.
Presentare un disegno di legge del genere, seppure legge-voto, per
andare ad aprire un casinò, chiaramente si scontra con quella che è
la volontà, la capacità di andare a legiferare in quel modo.
Quindi, ci dobbiamo rendere conto che siamo per andare in una
direzione, quindi proibire, quindi combattere, quindi far diminuire
la presenza delle slot machine, di tutti i giochi d'azzardo che
possono creare patologie nell'utente in Sicilia oppure li vogliamo
alimentare. Questa domanda la faccio a tutte le persone che hanno
firmato e presentato quei disegni di legge. Allo stato attuale mi
risulta che sono molti e sono tanti. Questa cosa secondo me è già
un punto di partenza per il ragionamento.
Se mi devo esprimere sulla legge non mi pare che possiamo andare a
parlare di sviluppo economico della nostra Terra andando ad
avanzare la pretesa di poter aprire uno, due, tre, quattro,
cinque, dieci casinò perché nel momento in cui è a Taormina perché
non farlo a Cefalù, perché non farlo ad Erice, perché non farlo a
Sciacca, perché non farlo a Gela, perché non farlo in tutte le
altre città in cui ognuno di noi risiede Siamo 90, ne potremmo
aprire una novantina così almeno siamo tutti d'accordo e siamo ben
contenti.
Non è questa la strada La strada dello sviluppo economico è ben
altra e passa attraverso logiche che devono tutelare anche il
benessere delle famiglie in un momento in cui, invece, rispetto a
questo problema vediamo tantissime famiglie sul lastrico e
tantissime persone che, prese ormai da questa patologia, perchè
tale è ed è riconosciuta in questo modo, dilapidano le proprie
pensioni, i propri stipendi, anche quando sono piccoli e non
riescono a portare a casa nulla. E succedono anche le tragedie
familiari. Quindi, come legislatori siamo chiamati a risolvere
questo problema e non quello dell'apertura di casinò.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spesso e
volentieri quando in Sicilia si sente la parola casinò viene la
suggestione, ci si immagina di diventare Las Vegas, Montecarlo; in
realtà, siamo la Sicilia ed abbiamo ben altre cose con cui portare
avanti la nostra competizione turistica con località come Malta.
Noi ci dobbiamo creare il problema di essere in competizione con
un'isola bellissima, per carità, che ha però ha ben cinque casinò e
ci dimentichiamo quello che c'è sul nostro di territorio, ci
dimentichiamo Taormina, come città non come casinò, ci
dimentichiamo della Valle dei Templi, ci dimentichiamo della Villa
del Casale o ci dimentichiamo anche delle realtà naturalistiche che
abbiamo, l'Oasi di Vendicari, Scopello, la Riserva dello Zingaro.
Noi dobbiamo pensare di fare venire i turisti sfruttando in
maniera adeguata queste risorse che sono nel nostro patrimonio
naturale e non dimenticarci di quello che è il nostro patrimonio
culturale e storico, l'enogastronomia ad esempio, sono questi i
motivi di sviluppo economico che dobbiamo cercare. In un'isola,
peraltro, che è ai primi posti per criminalità organizzata, per
pizzo, per richieste di pizzo, con imprenditori piccoli,
negozianti, che sono costretti a chiudere le loro attività quando
non vengono picchiati, quando non vengo ammazzati dalle richieste
di pizzo. E noi portiamo un casinò che è fonte di traffico e di
circolazione di milioni di euro Ma siamo sicuri in mano a chi
andranno questi soldi?
Concludo col discorso etico che già è stato portato avanti
dall'onorevole Cancelleri e dall'onorevole Marziano. Io sono un
fumatore e spesso mi capita di entrare nelle tabaccherie. Io non so
se a qualcun altro di voi è capitato di vedere cittadini in
adorazione davanti al monitor del lotto istantaneo, cittadini
spendere 50, 100 euro, anche di più, per comprare i gratta e vinci.
Se noi mettiamo un'ulteriore fonte di sperpero
VULLO. Ma questi non potranno entrare nei casinò
SIRAGUSA. Lo so, fanno entrare le slot machine, il baccarà, lo
chemin de fer, il poker, la roulette, lo so benissimo come funziona
un casinò e immaginatevi i cittadini che in un momento come questo,
soprattutto di crisi, in cui molti vedono la speranza di una
vincita a un gioco come risolutivo dei loro problemi, immaginiamoci
quanti cittadini siciliani rischieranno di andare a sperperare
tutto il loro denaro dentro un casinò Il rischio reale che noi
corriamo è quello di avere sì molti clienti dentro i casinò, ma non
cittadini stranieri che verranno a dare i loro soldi, ma famiglie
siciliane che si andranno a rovinare dentro questi casinò.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, bisogna che ci congeliamo, bisogna che
tutto rimanga immobile, bisogna che in questa Sicilia non bisogna
fare nulla, bisogna sempre avere paura del nuovo, bisogna fare sì
che tutto si fermi in modo tale che questa Terra lentamente
scivoli sempre più giù
Io condivido il disegno legislativo presentato sulla nascita di un
casinò a Taormina, ritengo che sia un'opportunità per questa Terra
e ritengo anche che possa diventare un'opportunità per altre città,
perché se è bene che vi sono beni culturali, se è bene che ci sono
beni paesaggisti e naturali da vivere e da visitare è anche bene da
offrire uno spettro completo per coloro che vogliono venire a fare
turismo e in modo specifico a fare quello che si fa in un casinò.
Certamente, la democrazia è una cosa molto bella, ognuno la può
pensare come vuole e può dire ed esprimere ed esporre il proprio
pensiero. Tuttavia, io ritengo che in questa Isola, in questa
nostra Sicilia ci sia un grande bisogno, ci sia il bisogno di
liberarsi del passato e andare con passo sicuro e certo, così come
sta facendo il Governo Crocetta per raggiungere obiettivi quasi
insperati.
(Brusio in Aula)
I miei colleghi sono irritati non dalle mie parole, ma dagli
ultimi sondaggi che li vedono molto interessati. Per cui, io dico a
voi amici miei cari colleghi, andate avanti sempre con certezza di
idee e di progetti e, alla fine, ce la farete anche voi.
Quindi, Signor Presidente, io rinnovo la mia attività propositiva
rispetto a questo disegno di legge.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi convinco
sempre di più che questa Terra è la Terra degli utili idioti, la
Terra dei provinciali puri, la Terra di coloro a cui si può
imporre tutto, la Terra di tanta gente che costantemente deve
vedere calpestati i propri diritti, la Terra che deve apparire più
realista del re. La Terra che, pur con tutte le ricchezze che ha, è
costretta, per questo provincialismo puro, a vivere nelle
ristrettezze.
Signor Presidente, con le motivazioni più varie nel corso degli
anni è stato impedito in questa Terra che tutti dicono essere
bellissima, che tutti dicono essere unica, che tutti dicono essere
la grande piattaforma logistica del mediterraneo, che tutti dicono
essere la patria forse del più imponente patrimonio di storia,
cultura e di bellezze naturalistiche esistente nell'intero pianeta,
però questa Terra non deve avere nessuna possibilità di sviluppo
Prima si sono inventati il fatto che non si potevano aprire i
casinò -chi vi parla è uno che non è mai andato a giocare in un
casinò e che mai ci andrà, ma è uno che non può rinunciare a fare
le proprie constatazioni - non si potevano, dicevo, aprire i casinò
perché c'era la mafia, salvo dimenticare poi che nel corso del
tempo quelle stesse persone che da sempre hanno detto che qui c'era
la mafia, hanno certificato che la mafia è diventata ndrangheta,
camorra, sacra corona unita. che nel frattempo si è spostata a
Milano, che nel frattempo ha pervaso tutti i paesi sviluppati e non
del mondo, però qui continuava e continua a esistere il veto a che
si possa aprire questa fonte di ricchezza. Perché di questo si
tratta Perché non c'è paese al mondo, anche quelli più avanzati,
anche quelli dove la giustizia funziona veramente, anche e
soprattutto quelli che fanno una serrata lotta alla mafia, ci sono
una infinità di casinò, perché appunto lì si vede per quelli che
sono, cioè una grande fonte di sviluppo e di ricchezza per i
territori dove sono allocati.
Ma la cosa più paradossale, la cosa più incredibile che ancora
oggi si continui a sostenere quella tesi è un'altra, signor
Presidente e onorevoli colleghi, e cioè che in presenza di uno
Stato biscazziere, in presenza di uno Stato che fa dei giochi, dei
videogiochi che sono fonti di dipendenza, una fonte di introito- e
che fonte di introito - a fronte di questo Stato biscazziere che
ha fatto diventare tutti i bar, tutti i locali di questa Isola e
non solo ma di tutta Italia, dei veri e proprio mini casinò senza
nessun tipo di controllo, si debba ancora impedire di aprire invece
una casa da gioco, quella sì con tutti i controlli possibili e
immaginabili Qui siamo arrivati all'assurdo, signor Presidente
Lo Stato biscazziere che vuole impedire a questa Terra di avere
invece un luogo, il casinò, che rappresenta questa sì fonte di
sviluppo per tutti, e che questa sì è controllata da parte dello
Stato e continuare invece ancora con la vecchia favola. Ma se a
ogni passo c'è il videogioco, la macchinetta mangiasoldi che porta
soldi per lo Stato, quindi soldi per lo Stato rubati agli ignari
cittadini che diventano dipendenti, quelli possiamo continuare,
dobbiamo continuare a tollerarli anzi ben venga che se ne facciano
altri, e si deve continuare invece con il divieto, con la favola
rispetto al casinò, a Taormina, a Palermo piuttosto che se
dovessero nascerne anche altri in altre parti dell'isola che sono
un punto di richiamo turistico
E' veramente incredibile Ed è ancor più incredibile che
quest'Aula possa ancora una volta continuare a soggiacere a questa
vergogna
Io posso capirlo un discorso del genere trent'anni fa, ma oggi
con la mafia che insegue i denari dappertutto - e penso soprattutto
fuori dalla Sicilia perché è lì che si trovano - oggi, con la mafia
che scopriamo ogni giorno che è attiva più al Nord che al Sud si
vuole ancora una volta accampare questo tipo di scusa e,
soprattutto, dopo che la preoccupazione più importante che ha il
Governo centrale è quella di pensare a nuove fonti di finanziamento
con nuovi giochi, nuove autorizzazioni di giochi online - che
quelli sì sono fuori controllo e producono dipendenza - ancora si
accampa questa scusa.
Invito, quindi, i membri di questo Parlamento a non soggiacere mai
più a questo ricatto e a diventare veramente siciliani e difensori
di questa Terra.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
ascoltato con molto interesse gli interventi che si sono succeduti
sul disegno di legge in discussione e devo dire che utilizzerò un
tono che si collega al rispetto che porto per le diverse opinioni,
tutte a mio parere condivisibili dal loro punto di vista, anche se
la mia idea e lo preannuncio sin da subito così come il mio voto -
e preciso anche perché il mio voto e non quello del Gruppo - il mio
voto sarà favorevole a questo disegno di legge. Dico il mio voto e
non quello del mio Gruppo perché ritengo che su un tema del genere
ciascuno si possa e si debba determinare come ritiene più
opportuno. Sono convinto che i miei colleghi voteranno come me;
però, non è certamente un voto politico, è un voto legato alle
esperienze di vita, al proprio modo di intendere anche la vita, ma
è un voto che io spiegherò perché sono convinto di poter dare un
contributo affinché questo disegno di legge venga approvato e venga
approvato con una larga maggioranza.
Intanto, voglio dire, e questo lo dobbiamo chiarire a chi ci
ascolta, che questo è un disegno di legge-voto, altrimenti diamo
all'esterno il messaggio che noi approviamo questa legge e domani
apriamo i casinò in Sicilia. Casinò in Sicilia non se ne aprono.
Questo è un disegno di legge-voto, la competenza è del Parlamento
nazionale, questo disegno di legge invita, chiede - e io auspico
con una larga maggioranza - al Parlamento nazionale di fare in modo
che si aprano anche in Sicilia i casinò.
Ho ascoltato con attenzione anche gli interventi contrari e voglio
dire sommessamente che non li condivo non tanto perché non sono
consapevole - e lo sono appieno - dei disastri che provoca nel
nostro tempo la ludopatia, che distrugge i sistemi nervosi,
distrugge strutture di personalità, distrugge famiglie, annienta
imprese, però io sono convinto che un casinò, con tutte le
strutture di sicurezza che si occupano del suo funzionamento, è
certamente di gran lunga intanto più sicuro di un bugigattolo nel
quale si gioca di nascosto con una slot machine il più delle volte
taroccata.
Voglio dire che oggi, purtroppo, se si vuole giocare con i soldi
basta collegarsi con un mini computer portatile, con un tablet ad
un sito che ti permette da casa tua, dalla più comoda o più scomoda
delle poltrone, di giocarti anche un patrimonio da casa, senza
bisogno di uscire.
Voglio dire che abbiamo le sale bingo, che tante volte abbiamo
scoperto nelle nostre città essere controllate e soggiacere a
sistemi non sempre specchio di legalità; voglio dire soprattutto
che abbiamo un sistema TV e di pubblicità che tutto fa tranne che
scongiurare la ludopatia, ma al contrario si occupa di spiegare che
il gioco è una cosa bella e va fatta in tutte le sedi.
Ed allora, siccome voglio ricordare a quest'Aula, ma soprattutto
fuori da qua che in un comprensorio come quello di Malta che ha una
grandezza pari circa alla città di Trapani ci sono, mi dicono
cinque casinò, con un volume d'affari di cento milioni di euro
all'anno.
Caro collega che mi ha preceduto, io credo che con un volume
d'affari del genere noi non solo riusciamo a dare un contributo
sostanziale alla nostra economia, non solo riusciamo ad avviare al
lavoro producendo reddito vero e, quindi, facendo partire un volano
positivo, vero che crei lavoro vero, tanti giovani siciliani, ma io
credo soprattutto che per tornare alla Villa del Casale, con gli
introiti che riuscirebbe ad ottenere la Regione siciliana, noi
riusciremo anche ad occuparci di tutti quei siti archeologici e di
tutti quei beni monumentali che oggi non abbiamo una lira, non
soltanto per ristrutturare ma manco, forse, per tenere in piedi.
Ed allora, rispetto a tutte queste cose, noi abbiamo la necessità
e lo possiamo fare in Sicilia anche attraverso l'iniziativa dei
casinò, abbiamo la possibilità di destagionalizzare il turismo. La
Sicilia può avere turismo dodici mesi all'anno, così come ce l'ha
Malta, così come ce l'hanno quei casinò che stanno al confine
d'Italia, non si capisce perché non devono stare anche in Sicilia.
Abbiamo la possibilità di attrarre investimenti, abbiamo la
possibilità di creare occupazione. Abbiamo - e concludo - una
grande seria necessità, che è quella di scongiurare le
infiltrazioni mafiose nella gestione dei casinò.
Io sono convinto che questo si può fare perché ci sono certamente
persone al di sopra di ogni sospetto che possono essere poste al
comando di queste strutture, ci sono immagino ad esempio ex
prefetti in pensione piuttosto che ex generali dei Carabinieri o
della Finanza piuttosto che ex alti magistrati che possono essere
con competenza messi a capo di una struttura del genere,
scongiurando ogni possibilità di infiltrazione mafiosa.
Faccio questi esempi, ne potrei fare altri, però certamente, con
tutto il rispetto, ribadisco, per chi ha mostrato argomentazioni
contrarie, con tutta la considerazione che in questo momento
storico dobbiamo avere per un problema serio come quello della
ludopatia, credo che l'apertura anche di tre casinò, perché no - mi
rendo conto che a Taormina e Palermo potrebbe aggiungersi Erice,
così come chiede l'onorevole Oddo - sono convinto che questo
potrebbe essere importante per dare un contributo alla ripartenza
economica della Sicilia e, quindi, il nostro voto sarà favorevole.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io annuncio il
mio voto favorevole a questo disegno di legge e sinceramente, per
quanto rispetto le opinioni di tutti, ritengo che sia assurdo
venire su questo podio a dichiarare un voto contrario a questo
disegno di legge, perché credo che in questa Terra se non riusciamo
mai a fare qualcosa è perché sembriamo i signor no', una volta per
vincoli paesaggistici, un'altra volta per motivi ambientali, altre
volte perché la mafia può entrare nei casinò.
Io credo, però, che se i casinò esistono a Sanremo, a Saint
Vincent, a Venezia, quindi esistono al Nord d'Italia, non possiamo
accettare come Regione siciliana questa discriminazione di non
essere autorizzati ad alzare il livello del turismo della nostra
terra.
E' troppo comodo dire che c'è la mafia, quindi, non possiamo fare
i casinò perché forse la vera domanda che quest'Aula si dovrebbe
porre è capire perché lo Stato italiano, ad un certo punto, non ha
più autorizzato nuovi casinò.
Forse perché è dietro altre cose che c'è la mafia. Lo leggiamo
anche da diversi articoli di giornale, forse, le slot machines in
Italia hanno portato qualcosa che di buono non c'è.
Tutte le patologie di cui parlano alcuni colleghi, condivido che è
un problema, però queste patologie, come ha detto bene l'onorevole
Cordaro, si può giocare a poker anche con Internet e, quindi, è
inutile che ci nascondiamo dietro la nascita dei casinò.
Io credo che il casinò è anche quello un indotto per portare
ricchezza nella nostra terra, per creare strutture ricettive
all'altezza e, quindi, mi auguro che quest'Aula dia il suo voto
favorevole.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor presidente, onorevoli colleghi, comincio col dire
una cosa, io sono, con tutto il mio Gruppo parlamentare, stanca di
sentire dire che la Sicilia può vivere di turismo dodici mesi
l'anno. Nei fatti questo è il miglior slogan di tutti i programmi
elettorali, però nella concretezza e nei fatti la Sicilia non è in
grado di far partire l'economia proprio dal turismo che è quello
che si dovrebbe fare.
Ho sentito qualcuno parlare della Croazia perché in Croazia ci
sono casinò, però è anche vero che chi è stato in Croazia può dire
che là il turismo funziona, che là il turismo culturale è
valorizzato, che là il turismo naturalistico è valorizzato, che là
il turismo sportivo è valorizzato, che là tutti i servizi turistici
funzionano al massimo.
Cosa che non avviene in Sicilia. Sembra come che quasi nella
nostra isola cerchiamo la strada più corta, non sappiamo e non
siamo in grado di far funzionare il turismo, di portare i turisti
in Sicilia, però vogliamo aprire dei casinò.
E' un po' come quello che si voleva fare col ponte sullo Stretto.
Noi non abbiamo le infrastrutture, né ferroviarie, né stradali però
volevamo costruire questa grande opera.
Il ragionamento è lo stesso. Credo che, innanzitutto, noi dovremmo
fare funzionare il turismo per la nostra reale vocazione, come è
stato detto, turismo enogastronomico, culturale, sportivo e
naturalistico, dopodiché, paventare altre soluzioni.
Per quanto riguarda i giocatori, il problema della patologia,
visto che mi piace parlare con numeri, volevo riportare alcuni
dati, in particolare, legati a quello che sta facendo lo Stato
italiano, perché noi vediamo gli ultimi governi aumentare in
maniera esponenziale l'offerta del gioco.
Si sono aggiunti tantissimi giochi, giochi on-line, super
enalotto, win for life.
Questa tendenza non ha fatto altro che far ammalare i cittadini.
In Italia contiamo ben un milione di giocatori patologici più due
milioni di soggetti a rischio.
In Italia i cittadini sprecano 88,5 miliardi di euro in gioco,
però, stranamente, si spendono tre miliardi per curarli. Noi
abbiamo da un lato uno Stato che fa ammalare i propri cittadini
perché è lo Stato che lo permette, dall'altro lato spreca soldi per
curarli.
E appunto sempre perché di numeri vogliamo parlare, di questo
milione di giocatori patologici soltanto, soltanto tra virgolette,
200 mila sono siciliani perché la realtà dei fatti sta che nei
paesi più poveri, nei paesi dove si sente più la crisi la gente si
rifugia nel gioco, nel gioco d'azzardo, perché si dà sempre
l'illusione di poter vincere facilmente, che è quello che sembra
che l'Italia voglia portare avanti.
Quindi, per concludere il mio discorso, che cos'è il gioco
d'azzardo? Il gioco d'azzardo è quando la componente aleatoria
supera la componente di abilità e in questo senso volevo dire che
non è che i Gratta e Vinci le slot machine sono gioco d'azzardo
buono e il casinò è gioco d'azzardo cattivo Il gioco d'azzardo è
gioco d'azzardo e per questo noi voteremo no a questo disegno di
legge.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
francamente sentire parlare di GAP come acronimo che indica, per
l'appunto, il gioco d'azzardo patologico e sentire parlare di
ludopatia con riferimento ad un'opportunità che viene offerta
attraverso l'istituzione, attraverso questo provvedimento, di
casinò nell'area di Taormina e nella città d'arte di Palermo, mi fa
un po' sorridere.
Mi sembra che si voglia rinviare il problema che è di natura
civica, che è di natura pedagogica, che è persino di natura
sanitaria e curativa, ad una questione che nulla c'entra con questi
temi, mi sembra assolutamente demagogico, mi sembra assolutamente
strumentale assumere posizioni di questo tipo, ed è lo stesso
atteggiamento che talvolta, parlando con riferimento all'approccio
istituzionale, ha persino tenuto - mi scuserete per i toni poco
istituzionali - il nostro stesso Stato, quando noi ci troviamo di
fronte alla scelta del monopolio, che ha inserito la scritta sui
pacchetti di sigarette: Nuoce gravemente alla salute .
Bene, da una parte si fa una campagna finta, falsata, legata ad un
messaggio, che si vuole dare, di prevenzione, ma dall'altra non si
pone in essere alcuna attività reale che questa finalità
effettivamente si propone.
Bene a me sembra di cogliere, pur rispettando l'atteggiamento e
l'argomentare dei colleghi sulla questione, di cogliere lo stesso
atteggiamento da struzzo, di chi si mette la testa sotto la
sabbia.
Io preannuncio che il mio voto sarà favorevole a questo disegno di
legge rispetto al quale in questa sede rivendico persino la
paternità nella misura in cui sono firmatario insieme all'onorevole
Leanza che presentò questo disegno di legge con riferimento
all'area di Taormina, io immaginai a quella data che tale esigenza
potesse essere posta in essere anche con riferimento a Palermo
città d'arte, città di cultura, città con una costa meravigliosa,
che guarda alla sua provincia con un entroterra generoso, con un
sole che splende tutto l'anno, che avrebbe tutte le
caratteristiche, come dicono tutti, per poter vivere di solo
turismo, ma che di fatto in questo momento scivola lentamente tra i
drammi della disoccupazione, della marginalità sociale e dei
giovani che non trovano lavoro, senza provare a cercare delle
soluzioni. Delle soluzioni che devono andare per forza nella
direzione dello sviluppo di questa terra, delle soluzioni che
vanno rintracciate per forza in occasioni che consentano di porre
in essere quello che può diventare volano di parte dell'economia
produttiva nel nostro Paese.
Sono d'accordo con tanti deputati che hanno espresso un voto
favorevole rispetto a questo disegno di legge, non ultimo mi sembra
l'onorevole Ragusa di cui condivido il suo approccio tranne quella
piccola parte dove mostrava apprezzamento in toto per il lavoro di
questo Governo che ahimé, invece, purtroppo, rimane silente,
nascosto e addormentato, lasciando all'iniziativa parlamentare
quella poca attività che, invece, azioni di sviluppo vuole
realizzare.
Miliardi di euro spesi, sentivo prima, per il gioco e miliardi di
euro spesi per curare chi dalle patologie legate al gioco d'azzardo
è risucchiato dentro questo vortice.
Io credo che i miliardi siano stati spesi in modo maledettamente
sbagliato ma, soprattutto, credo che si sia annidato lì, nel
malaffare, nella microcriminalità, nella clandestinità del gioco
stesso, dentro quei magazzini, dentro quei sotterranei e spesso
nella modernità del gioco on-line che non ha bisogno di essere
celato in magazzini nascosti perché è alla portata di tutti.
E lì di fronte a quel dramma, invece, nessun provvedimento arriva
in aiuto, né da parte del Governo nazionale, né da parte del
Governo regionale in aiuto di tanta gente - lì sì - che non solo si
è impoverita, che non solo ha dato vita a veri e propri drammi
famigliari spogliandosi spesso di tutto e rimanendo isolata in
quegli angoli bui dove il soggetto si ritrova da solo con se stesso
senza alcun sistema di regole, senza alcun sistema di
istituzionalizzazione come invece accadrebbe, per l'appunto, in una
casa da gioco.
Una casa da gioco, quindi, finalmente speriamo a Palermo. Una casa
da gioco, un casinò finalmente speriamo a Taormina e, perché no
come qualcun altro ha anche proposto, in altri luoghi che diventino
simbolo dello sviluppo all'interno di questa terra dove tanto si
parla di turismo e di promozione del territorio ma poco si fa
perché questo davvero avvenga.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, volevo
sfatare, con questo mio intervento, un mito.
Non è che se noi votiamo questa legge voto, e poi avremo la
possibilità di avere i casinò nella nostra Sicilia, abbiamo
determinato l'aumento del disturbo patologico del gioco d'azzardo,
perché non è la costituzione dei casinò che fa incrementare o
impennare l'aumento di malattia perché sono due cose completamente
differenti.
Lo dicevano quelli che mi hanno preceduto, lo diceva l'onorevole
Cordaro, oggi si può giocare tranquillamente in qualsiasi parte
della nostra casa, in qualsiasi angolo, basta un computer per
potersi collegare al gioco on-line.
Quindi, questo binomio che casa da gioco uguale ad aumento della
malattia sicuramente va sfatato e lo dico con ragion di causa
perché la mia attività è quella di psichiatra. E', quindi, indubbio
che questo lo dobbiamo mettere da parte.
Abbiamo una opportunità. L'opportunità di creare un'altra
possibilità di sviluppo nella nostra terra, quindi - perché no -
queste case da gioco dove esistono tutti i controlli possibili ed
immaginabili. Penso che la Sicilia ormai è matura, si è costituita
una coscienza elevata per combattere e contrastare la mafia,
quindi, non mi convince l'idea che la motivazione è che in Sicilia
non si possono avere i casinò perché c'è il rischio di
infiltrazione mafiosa, perché la nostra coscienza, ormai, ci
consente di contrastare questo fenomeno.
Annuncio, quindi, il mio voto, il mio voto personale, a favore di
questa legge-voto perché questa consente di mettere in moto
un'altra economia perché è indubbio che la Sicilia oltre al sole e
al mare, al patrimonio culturale immenso, ha nell'enogastronomia
un altro patrimonio, ma perché non aggiungere a questo anche la
possibilità di mettere in moto tutto il movimento di turisti che,
attualmente, saltano la nostra Isola e vanno - come diceva qualcuno
- a Malta o in altre regioni d'Italia?
Penso che chi ha un disturbo di personalità e, quindi, può mettere
in evidenza una patologia lo fa a prescindere dalla presenza dei
casinò, perché anche il Gratta e Vinci', anche la sala Bingo
possono determinare un fenomeno che può sforare nella patologia.
Quindi, sicuramente, non andremo a turbare l'equilibrio psicologico
di nessuno se dovessimo votare questa legge, anzi penso che la
dovremmo votare tutti positivamente perché alcuni voti contrari
potrebbe determinare, poi, a cascata, in coloro i quali la devono
votare nel parlamento italiano, la convinzione che, forse, nemmeno
noi siamo convinti di volere i casinò.
Quindi, sarebbe opportuno che su questo ci fosse una riflessione
da parte di tutto il Parlamento per far sì che l'espressione del
voto sia unanime, partendo dal presupposto che ci dà la possibilità
di creare una economia in più, rispetto a quello che abbiamo e
sicuramente non nuociamo alla salute.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, intanto vorrei chiederle:
siamo in discussione generale?
PRESIDENTE. Sì, siamo in discussione generale. Il termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato per domani, 18 dicembre
alle ore 10.00.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, spero che non vengano
presentati emendamenti, sinceramente, anche se ne ho visto uno
dell'onorevole Oddo che auspico non presenterà perché sarebbe un
pessimo biglietto da visita per la Sicilia, perché presentarsi con
la richiesta di tre casinò a primo acchito, dopo avere per
cinquant'anni reclamato la possibilità di aprire un casinò, sarebbe
un pessimo biglietto da visita.
Sarò sintetico, signor Presidente, vorrei semplicemente ribadire
alcune sintetiche valutazioni sul perché voterò a favore di questa
legge.
Sono stato assessore per il turismo in un'altra epoca, una decina
di anni fa - assessore, lei forse era minorenne o era da poco
maggiorenne - dal 2001 al 2004.
Mi ricordo che, insediatomi al Turismo, le prime criticità che il
comparto a quei tempi denunciava erano la mancanza di posti letto,
il dovere di riqualificare le strutture ricettive e l'obbligo,
quindi, per il Governo regionale di destagionalizzare, cioè di
allungare quanto più possibile il periodo di permanenza dei turisti
in Sicilia - e la stagione turistica in Sicilia che classicamente
è stata da luglio a settembre, oggi è da maggio ad ottobre -
quindi, passi in avanti se ne sono fatti e, poi, la possibilità
di creare i famosi attrattori turistici', cioè la possibilità di
aggiungere, oltre all'enogastronomia, il turismo nautico, il
turismo culturale, il turismo legato agli eventi spettacolari, il
turismo naturalistico, anche alcuni attrattori che potessero
catturare turisti, possibilmente fuori stagione. E in questa
fantomatica classifica di attrattori turistici utili a
destagionalizzare si individuarono i porti turistici, i campi da
golf e i casinò.
Ora, siccome la Sicilia è terra di mafia, in una terra di mafia
casinò non se ne sono potuti aprire per settant'anni di storia
repubblicana e, quindi, abbiano dovuto sentirci dire per
settant'anni che in Sicilia, per motivi di sicurezza e per motivi
legati al riciclaggio del denaro sporco, non si potevano aprire i
casinò. A me non ha mai convinto l'idea che in Sicilia non si
potessero aprire i casinò perché ci poteva essere un interesse
della mafia, perché la mafia può tranquillamente andare a Malta -
come fa - o andare a Campione d'Italia - come fa - o a Venezia -
come fa - e riciclare i soldi, qualora ci fosse l'esigenza di
riciclare i soldi in questi casinò, dove è possibile farlo.
Evidentemente c'era una lobby, che proteggeva i quattro casinò
italiani quello di Venezia, di Campione, di Saint Vincent e
Sanremo, che evidentemente hanno da temere dall'apertura di uno o
due casinò in Sicilia perché la Sicilia è una terra dove
sinceramente non manca nulla, c'è il sole dieci mesi l'anno, e se
ci fossero anche i casinò possibilmente qualche turista in più, nel
mondo, potrebbe decidere di venire in Sicilia piuttosto che a
Campione d'Italia, dove oltre al casinò non c'è nient'altro.
Allora la possibilità di creare casinò in Sicilia probabilmente ha
fatto in modo che le lobby del Nord a protezione dei casinò
impedissero questo disegno. Oggi potrebbero esserci le condizioni
politiche.
Tenete presente che questa è la prima volta, se non ricordo male,
che l'Assemblea regionale siciliana si trovi a discutere e a votare
una legge voto al Parlamento, perché sappiamo tutti che la legge
voto è poco più di una delibera, esprime la volontà di questa
Assemblea e che quindi, comunque, la decisione politica spetta al
Parlamento nazionale.
Credo che una legge voto ben supportata dall'Assemblea regionale
siciliana, possibilmente assunta all'unanimità, ma mi rendo conto
che, vista anche la discussione basata più sui pregiudizi
ideologici che su altro, probabilmente non la determinerà.
Ma sicuramente una deliberazione di questa Assemblea volta a
superare questa barriera che ha impedito alla Sicilia di poter
aprire dei casinò in questi ultimi sessant'anni probabilmente
servirà a convincere un Governo che, in questi ultimi anni,
peraltro, ha puntato sul gioco d'azzardo per fare cassa, e magari
in Sicilia un casinò o due casinò possano servire non soltanto a
fare cassa, ma anche ad agevolare il turismo e quindi agevolare
l'economia, quindi le attività economiche.
Dopo cinquant'anni in cui l'apertura dei casinò in Sicilia è stata
impedita dalla mafia sentiamo che c'è un'altra patologia che
impedisce l'apertura dei casinò in Sicilia: la ludopatia.
Mi sembra che stiamo rasentando il ridicolo con tutto il rispetto
delle motivazioni legate a questo problema che è sociologico,
sanitario di cui tutti noi conosciamo le ricadute soprattutto sui
giovani, ma credo che sia molto più pericolosa la ricaduta di
questa malattia nell'attualità odierna, indipendentemente
dall'apertura dei casinò, piuttosto che invece collegarla
all'apertura di uno o due casinò in Sicilia.
Chi ha la malattia del gioco ce l'ha indipendentemente
dall'apertura dei casinò. Anzi attualmente chi è malato di gioco
d'azzardo va a giocare nell'anonimato, i casinò, come tutti voi
sapete, prevedono la presentazione obbligatoria di un documento di
identità. Il malato di gioco d'azzardo, certamente, non andrà mai
al casinò perché sa che deve consegnare un documento di
riconoscimento per entrare. Quindi, da questo punto di vista
prendere spunto dalla ludopatia per parlare contro l'apertura di
casinò in Sicilia è un argomento che mi sembra più da approccio
ideologico che non invece da approccio di chi guarda ai reali
interessi della Sicilia.
Credo che questa legge vada approvata presto, possibilmente
all'unanimità.
Faccio un appello all'onorevole Oddo che ha fatto circolare un
emendamento per la possibilità di aprire un terzo casinò in
Sicilia. Collega Oddo, da cinquant'anni parliamo e alziamo la voce
contro il Governo nazionale per aprire uno, ne stiamo chiedendo due
con una legge voto. Addirittura adesso ne vogliamo un terzo. Ma mi
chiedo perché l'onorevole Assenza che è di Ragusa non dovrebbe
chiederne l'apertura di un quarto a Marina di Ragusa, l'onorevole
Cascio Salvatore che è di Agrigento, non ne dovrebbe chiederne un
quinto a Porto Empedocle, l'onorevole Cancelleri ad Enna.
Non facciamoci riconoscere in Italia sempre come i soliti
siciliani che neanche su una cosa che da cinquant'anni,
teoricamente, ci mette tutti d'accordo, ma arriviamo con una
proposta che ci divide ancora una volta.
Arriviamo con una deliberazione supportata da un minimo di
razionalità: uno in Sicilia orientale e uno in Sicilia
occidentale. Vivaddio, se andrà bene questa volta, potremmo gioire
abbondantemente.
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Il
mio intervento vuole semplicemente supportare quella che è
l'iniziativa dell'Assemblea a proposito della legge sui casinò.
Anche a nome del Presidente della Regione esprimo il parere
favorevole della Giunta regionale sul tema dei casinò.
Abbiamo iniziato già una attivazione a livello nazionale per la
deroga che dovrebbe essere concessa alla Regione. Su questo è
giusto precisare che è un tema diretto al Ministero dell'Interno
che è quello che si dovrà occupare della richiesta di deroga del
casinò.
L'indicazione di Taormina, come sede del turismo del lusso, e di
Palermo come capoluogo della Regione, penso che sia più che
sufficiente come indicazione nel progetto di legge.
Il concetto importante è quello di poter ottenere la deroga come
tutte le atre regioni transfrontaliere, e la Sicilia è sicuramente,
più di altre regioni, transfrontaliera rispetto anche ad altri
paesi vicini del Mediterraneo.
Per fare un esempio su cento turisti israeliani che vengono in
Sicilia novantacinque vogliono andare a Malta per poter giocare,
solo cinque si fermano in Sicilia. Questo è il rapporto del turismo
di lusso, del turismo a cui interessa, comunque, avere la
possibilità di frequentare la casa da gioco. Per non parlare di
quello che è il turismo crocieristico e altri tipi di turismo che
richiedono sempre la frequentazione della casa da gioco.
Dal punto di vista dello sviluppo turistico penso che sia una
possibilità interessante, un attrattore turistico insieme a tutti
gli altri aspetti.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, il termine per gli emendamenti è fissato per
domani mattina alle ore 10.00. Ricordo che per la presentazione
degli emendamenti occorrono le firme di quattro deputati o la firma
di un Capogruppo.
Missione
PRESIDENTE Comunico che per ragioni del suo ufficio l'onorevole
Lupo è in missione dal 17 al 18 dicembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
CIANCIO. Facciamo la controprova.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, abbiamo già votato e l'esito della
votazione è assolutamente evidente.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 18
dicembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
della spesa relativa ai costi della politica. (nn. 492-410-367-9
46-14-13/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) - Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a. Modifiche
alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50. (n. 566/A Stralcio
I) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
3) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
4) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A)
Relatore: on. Rinaldi
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Tamajo
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
III - Votazione finale del disegno di legge:
- Norme in materia di consorzi fidi. (n. 566/A)
La seduta è tolta alle ore 19.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI. - «Al Presidente della Regione
e all'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
l'ex convento di Sant'Agostino a Caltagirone è un edificio di
pregio storico, le cui origini risalgono al XII secolo nonché di
assoluto valore architettonico, artistico e culturale; nel 1990, il
Comune di Caltagirone, che ne aveva acquisito la proprietà in
applicazione della legge regionale 9 maggio 1986 n. 22, donò l'ex
convento all'Assessorato regionale dei Beni Culturali e Ambientali
per destinarlo a nuova e più idonea sede del Museo Regionale della
Ceramica, istituzione, quest'ultima, particolarmente rilevante
nella città simbolo per la tradizione e la lavorazione della
terracotta;
con D.A. del 13 febbraio 1995, l'ex convento di Sant'Agostino
venne assunto in carico dal demanio culturale indisponibile della
Regione siciliana;
l'edificio, interessato da opere di ristrutturazione tra la fine
dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, subì nel corso
dell'ultimo secolo, un progressivo e inesorabile deterioramento che
ne determinò, più avanti nel tempo, la chiusura generando serio
disappunto nella cittadinanza che aveva, da sempre, considerato
quell'edificio il più importante centro di aggregazione giovanile,
e non solo, per le molteplici ed encomiabili attività sociali,
culturali e sportive ivi esercitate e sviluppate;
in seguito alla avvenuta donazione dell'edificio, a favore
dell'Assessorato regionale dei beni culturali, di cui si è prima
detto nonché alla decretata sua destinazione funzionale a sede del
Museo Regionale della Ceramica, sullo stesso sono stati realizzati,
negli anni più recenti, una serie di interventi relativi al
consolidamento statico, al recupero e restauro strutturale,
all'adeguamento degli impianti e, infine alla riqualificazione
funzionale, secondo la prevista e programmata destinazione quale
sede nuova del museo regionale della ceramica. Tali ultimi
interventi, per quanto è a conoscenza dei sottoscritti
interroganti, possono essere richiamati come di seguito:
1) Lavori di somma urgenza per restauro (D.A. n. 5015 del
21/10/1991): importo Lire 800 milioni - ultimazione lavori il
22/04/1994;
2) Lavori di restauro e recupero (Decreto del Capo Dipartimento
della Protezione Civile del 10/05/2001): importo Lire 4,316
miliardi;
3) Allestimento museale della sede del Museo Regionale della
Ceramica (POR Sicilia 2000-2006 - Misura 2.01 - Azione A2):
stralcio funzionale dell'importo di 1,810 milioni - ultimazione dei
lavori il 14/05/2009;
4) Valorizzazione per la pubblica fruizione della cripta e
restauro del brano di pavimentazione della Chiesa di Sant'Agostino
(finanziato con fondi PO FESR Sicilia 2007- 2013): importo del
progetto 641.614,20 - in corso di pubblicazione il bando di gara;
5) Museo Regionale della Ceramica (finanziamento richiesto su
fondi PO in - progetto incluso fra quelli cantierabili di cui alla
nota del DG n. 154/A del 24/07/2012): importo progetto 8,6 milioni;
considerato quanto sopra tutto premesso, nella obiettiva e piana
considerazione in forza della quale in attesa della definizione ed
esecuzione che i lavori conseguenti agli interventi previsti dagli
ultimi progetti approvati vengano appaltati e ultimati, sarebbe
necessario ed urgente, anche al fine di sottrarre l'edificio in
questione alla ingiuria del tempo e ai, purtroppo ricorrenti,
danneggiamenti dovuti a mani vandaliche, trasferire la struttura
museale regionale della Ceramica presso l'ex Convento di
Sant'Agostino da quella attualmente occupata, del tutto inadeguata
e inidonea, per come risaputo dai competenti Uffici regionali e
comunali, al fine di renderla fruibile a un pubblico
auspicabilmente sempre più vasto e interessato; valutato che tale
decisione, peraltro, assumerebbe il valore di speciale attenzione
nei confronti di una città, negli anni sempre più depauperata, in
uno dei settori economici, quello della produzione della ceramica
d'arte, di maggiore influenza negli equilibri relativi alle
attività artigianali produttive;
per sapere se non si ritenga necessario ed urgente disporre, con
immediatezza, il trasferimento della sede del Museo Regionale della
Ceramica presso l'ex Convento di Sant'Agostino di Caltagirone, al
fine di renderlo fruibile al pubblico in un edificio di grande
valore artistico e culturale, oggetto di recenti e cospicui
interventi finanziari che ne hanno consentito il
consolidamento, la ristrutturazione e la riqualificazione, evitando
così che l'edificio possa ricadere in uno stato di abbandono tale
da provocarne un nuovo progressivo deterioramento, ancora una volta
causato dall'incuria e dalla disattenzione». (1092)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che il "Progetto di allestimento museale del Museo della
Ceramica di Caltagirone sito nell'ex Convento di Sant'Agostino)",
di cui al punto 3 dell'interrogazione, è stato ultimato e che i
lavori sono stati regolarmente collaudati nel maggio 2009.
Per quanto riguarda il "Progetto di valorizzazione per la pubblica
fruizione della cripta e restauro del brano della pavimentazione
tardo settecentesca della Chiesa di Sant'Agostino nella nuova sede
del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone" a carico del PO
FESR 2007-2013 - linea di intervento a titolarità regionale
3.1.1.6, con DDS n. 2233 del 01/10/2012 registrato alla C.C. il
15/1l/2012 reg. I fgl. 187 è stato approvato l'intervento per .
641.614,20. Infine, con nota prot. 37307 del 5/08/2013 è stata
prenotata la suddetta somma sul cap. 776072 e allo stato attuale è
stata avviata la procedura per l'affidamento delle indagini
geognostiche propedeutiche alla predisposizione del bando di gara.
Infine, si comunica all'interrogante che il progetto di
"Completamento funzionale per l'allestimento museale della sede del
Museo della Ceramica di Caltagirone sito nell'ex Convento di
Sant'Agostino" di cui al DDG n. 1337 del 1.08.2011, a carico del
POIn (Programma operativo Interregionale "Attrattori culturali,
naturali e turismo") del costo di C. 8.600.000,00, in sede di
verifica da parte del Servizio competente con i RUP dei progetti, è
risultato incompleto dunque non ammissibile.
Tuttavia, il trasferimento del Museo della Ceramica di Caltagirone
resterà una priorità di questo Assessorato. La Scrivente avrà cura
di porre gli interventi di allestimento museale dell'ex Convento di
S. Agostino tra i progetti da inserire nella nuova programmazione
europea, considerandone il grande interesse strategico nell'ambito
dell'attività di valorizzazione dei Poli Museali regionali».
L'Assessore
Mariarita Sgarlata
LA ROCCA - SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO -
CIACCIO - FERRERI - FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI -
TRIZZINO -ZAFARANA - ZITO. - «All'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, premesso che Palazzo Abatellis (Palermo),
Galleria d'Arte Medievale e Moderna, nonché Galleria
interdisciplinare Regionale della Sicilia, è un esempio di
architettura gotico-catalana edificato del XV, che ospita al suo
interno anche pregiatissime opere lignee, fra cui il famoso dipinto
Annunziata di Antonello Da Messina, olio su tavola, risalente al
1476 circa;
rilevato che:
i locali in cui risiedono le suddette opere non presentano alcun
tipo di impianto idoneo alla conservazione delle stesse alla
temperatura ed umidità ottimale, lasciando quindi le sopra citate
opere esposte ad ogni tipo di sbalzo climatico, nonché dal freddo
invernale, ma soprattutto all'afoso caldo estivo;
le altissime temperature estive rendono inoltre l'aria dei locali
a tratti irrespirabile, sia per i turisti, sia per i dipendenti;
considerato che:
vi sono degli specifici parametri di umidità relativa e
temperatura per la conservazione di opere lignee policrome, com'è
possibile visionare anche dal Vademecum per la manutenzione
ordinaria dei beni preziosi presenti nelle nostre comunità della
Diocesi di Brescia - Ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici, che
recita:
'il legno è un materiale fortemente igroscopico e risente in modo
sensibile degli sbalzi di umidità dell'ambiente in cui è
conservato, a cui risponde cedendo o acquistando umidità, con
relative contrazioni o dilatazioni del proprio volume che portano
quasi sempre a sollevamenti e distacchi delle stratificazioni
pittoriche sovrammesse che non riescono a comportarsi in modo
altrettanto elastico [...]
per la conservazione delle opere con supporto in legno, così come
per gli altri materiali organici utilizzati nelle produzioni
artistiche, si è individuata una situazione ottimale di condizioni
termo-igrometriche che prevede umidità ambientale intorno ai 60% -
65% di u.r(umidità relativa) e una temperatura di circa 20 gradi
centigradi [ ] (condizioni ideali, però difficili da ottenere);
per quanto riguarda i danneggiamenti del supporto, si possono
creare fessurazioni, fenditure e spaccature dei masselli lignei,
normalmente a seguito di riduzioni volumetriche causate da
eccessiva secchezza dell'aria [...] ;
un eccesso di umidità ambientale può sicuramente favorire altri
tipi di degrado: gli attacchi biodeteriogeni. Si tratta di attacchi
fungini, muffe, che trovano terreno fertile in legni
particolarmente umidi e mantenuti in zone con poca luce,
normalmente poco areate.';
visto che:
gli impianti idonei alla tutela delle opere lignee in oggetto,
erano, a quanto pare, previsti a seguito degli ultimi lavori
avvenuti circa tre anni fa e che fonti ancora non ufficiali dicono
che presto verrà indetto un apposito bando, al fine di risolvere il
problema entro la prossima estate;
è essenziale per la Sicilia tutelare i propri beni culturali, non
solo come dovere civico di ogni cittadino facente parte di una
comunità, soprattutto se ricca di storia come la nostra, ma anche,
e non meno importante, per valorizzare e rilanciare quello che è
definito 'turismo culturale';
per sapere se non ritenga opportuno, ove non fosse già stato
realmente previsto, mettere in atto, nel più breve tempo possibile,
i dovuti ed adeguati interventi, al fine primario di evitare
rischiosi danneggiamenti alle opere, verificando, quindi, con la
dovuta attenzione, se già non ve ne siano. Si richiede, inoltre, un
intervento urgente da parte dell'Assessore affinché si possano
conoscere tempi e risorse da destinare per la tutela e la
salvaguardia di un patrimonio artistico primario per la Sicilia e
per i siciliani, attualmente a rischio danneggiamento». (1242)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
informa che i valori climatici e microclimatici delle sale
espositive della Galleria di Palazzo Abatellis sono oggetto di
monitoraggio continuo attraverso appositi strumenti per il
rilevamento della temperatura ambientale e dell'umidità relativa.
Alla verifica e al controllo dei valori sono addetti i tecnici del
Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) che
d'intesa con la Galleria e il suo personale specializzato
garantiscono la salvaguardia e la tutela del patrimonio
musealizzato. L'esame dei dati rilevati è oggetto di analisi
periodica volta a verificare il mantenimento dei valori costanti di
"microclima storico", con ciò intendendo la temperatura e l'umidità
relativa cui le opere sono da tempo acclimatate.
In particolare, sui dipinti di Antonello da Messina è stato
condotto tra il 2002 e il 2006 un progetto specifico di rilevamento
dati ed esame diagnostico, propedeutici allo spostamento delle
opere in occasione delle mostre del Metropolitan di New York e
delle Scuderie del Quirinale.
La corposa documentazione prodotta (disponibile presso la Galleria
Abatellis) è stata realizzata dal CRPR e secondo le direttive
nazionali dell'Istituto Centrale per il Restauro (ICR) che ne ha
validato i risultati nelle relazioni dei professori Caterina Bon
Valsassina e Giuseppe Basile. Riguardo allo specifico settore di
indagine sul microclima, tutte le analisi, le conclusioni e le
relative prescrizioni sono state oggetto di una specifica
pubblicazione finanziata dall'Amministrazione regionale ed estesa a
tutta l'opera di Antonello custodita nei musei siciliani (CRPR
Informa ottobre 2002 - il Monitoraggio Microclimatico in Quaderni
di Palazzo Montalbo n. 6 anno 2006).
La documentazione fin qui elencata attesta un equilibrio delle
condizioni termo igrometriche in tutte le sale dell'ala
quattrocentesca che ha evitato alterazioni ai dipinti su tavola e
alla statuaria lignea esposta.
Va rammentato, altresì, che l'edificio monumentale di Palazzo
Abatellis sede della Galleria è stato già oggetto di interventi di
restauro e nuova funzionalità finanziati a valere sul POR
2000/2006, che hanno riguardato anche il restauro conservativo
dell'ala quattrocentesca e dei suoi prospetti esterni.
Infine, si informa l'interrogante che Palazzo Abatellis è oggetto
di un nuovo progetto di valorizzazione, di cui allo stato attuale
sono in corso le procedure di gara, a valere sul Programma
Operativo Interregionale (POIn) Attrattori culturali, naturali e
turismo (FFSR 2007-2013). Il progetto prevede interventi sia edili
che impiantistici, comprendendo anche la messa in sicurezza delle
superfici vetrate dell'ala quattrocentesca, una nuova centrale
termo-frigorifera e il condizionamento delle sale espositive della
stessa ala.
La climatizzazione degli ambienti ala '400, e l'inserimento di
pellicole anti UV negli infissi storici delle sale espositive, già
prevista nell'ambito dei finanziamenti europei dovrà comunque
tenere conto del "microclima storico" di Palazzo Abatellis».
L'Assessore
Mariarita Sgarlata
Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»
LANTIERI - GRASSO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
in Sicilia, il legislatore, in applicazione delle previsioni di
cui all'art. 17 lettera f) dello Statuto che attribuisce alla
Regione la competenza in materia di rapporti di lavoro, ha adottato
la legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, Addestramento
professionale dei lavoratori';
con il D.P.R. 16 febbraio 1979, n. 143, che ha stabilito le norme
di attuazione dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
istruzione artigiana e professionale, di fatto, sono stati
trasferiti i compiti e le competenze degli organi dello Stato in
materia di istruzione artigiana e professionale all'Amministrazione
regionale;
nel tempo, anche se parziali, tanti sono stati gli interventi del
legislatore regionale in materia di formazione, tra questi: la l.
r. 21 settembre 1990, n. 36, la l. r. 26 novembre 2000, n. 24, la
l. r. 23 dicembre 2002, n. 23, la l. r. 16 aprile 2003, n. 4, la l.
r. 16 dicembre 2008, n. 19 e in ultimo la l. r. 7 giugno 2011, n.
10;
atteso che attraverso la l.r. 24/76 è stato conferito
all'Assessorato regionale del lavoro, il ruolo di promuovere,
coordinare e dirigere le attività di formazione professionale nei
vari settori economici e sociali ad eccezione del settore
sanitario, ed in particolare, con l'art. 2, lettera f), viene
espressamente attribuita al suddetto assessorato, tra l'altro, la
vigilanza tecnico-didattica ed amministrativo-contabile sulle
attività di formazione professionale;
atteso altresì che:
nell'ambito del sistema formativo regionale, opera, tra gli altri
Enti cosiddetti 'storici', il CEFOP, (Centro di Formazione
Professionale), Ente senza scopo di lucro, fondato nel 1978, il
quale nel tempo ha raggiunto un organico di circa 1.000 dipendenti
e finanziamenti per oltre 20 milioni di euro l'anno;
malgrado i numeri da grande azienda, a seguito di una situazione
economica difficile, in applicazione delle previsione del Decreto
Legislativo 8 luglio 1999, n. 270, per il CEFOP si è pervenuti alla
dichiarazione dello stato di insolvenza; in atto, l'Ente è posto in
stato di Amministrazione Straordinaria e la sua gestione è affidata
ai Commissari Straordinari nominati con decreto del Ministero dello
Sviluppo Economico;
considerato che:
da notizie informalmente assunte, diverse centinaia di dipendenti
del CEFOP, in particolare quelli del settore degli interventi,
vantano crediti nei confronti dell'Ente per circa 13 mensilità
pregresse, relative al periodo 2009 - 2011, mentre resta da
verificare l'effettivo versamento, da parte dell'Ente, delle quote
di TFR;
nonostante la dichiarazione di insolvenza, la nomina dei
commissari nonché il perdurare di una situazione debitoria nei
confronti dei dipendenti, l'Ente è stato ammesso a finanziamento
per un monte ore, maggiore di quello ottenuto in passato, ciò
malgrado, il CEFOP in amministrazione straordinaria ha licenziato
300 unità lavorative, tra questi, personale docente già assunto a
tempo indeterminato con oltre 20 anni di anzianità;
tra i motivi addotti a sostegno del licenziamento, pare che alcuni
dei dipendenti non fossero in possesso dei requisiti in linea con i
criteri del sistema FAROS relativo all'Avviso 20, circostanza
questa parzialmente smentita da altri Enti operanti, sempre nella
formazione professionale, che hanno contrattualizzato a tempo
determinato, sempre, per l'Avviso 20, parte del personale
licenziato dal CEFOP in amministrazione straordinaria;
ritenuto che:
appare perlomeno strano il modo duale di operare' del CEFOP in
amministrazione straordinaria, il quale opera da Ente morale quale
è nella sua natura giuridica, quando non offre le giuste garanzie
di corresponsione delle mensilità maturate dal personale e non
pagate dall'Ente, malgrado parte delle stesse, sembrerebbe, siano
state pagate dalla Regione, mentre opera come impresa
nell'applicare le previsioni della legge 233/91 per licenziare il
personale;
da più parti, notizie ufficiose, insistono nel dare come concreta
la possibile cessione del CEFOP, il quale, alleggerito
dell'eccessivo carico di dipendenti e della parte debitoria,
oggetto di decisioni della magistratura, potrebbe diventare molto
appetibile, in quanto Ente accreditato con un monte ore rilevante;
considerato infine che:
il personale licenziato dal CEFOP in amministrazione
straordinaria, in atto vive un doppio dramma, da una parte la
perdita del posto di lavoro e l'incertezza per il futuro,
dall'altra, la confusione riguardo la possibile applicazione di
ammortizzatori sociali sui quali nessuno degli organi preposti
riesce a dare risposte certe;
a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento
nazionale, il Governo annunciava una possibile e imminente chiusura
della vicenda, senza che ad oggi la stessa abbia trovato soluzione
alcuna;
per sapere:
se sia possibile applicare le previsione della legge 223/91 al
personale degli enti di formazione assunto ai sensi della legge
24/76;
se l'individuazione del personale da licenziare sia stata fatta
attraverso criteri definiti in sede di contrattazione sindacale ed
in applicazione dei criteri indicati dall'art. 5 della legge
223/91;
quali siano stati gli indicatori di punteggio attribuiti a ogni
singolo criterio utilizzato per selezionare il personale da
licenziare e come siano stati individuati i suddetti indicatori di
punteggio;
se il CEFOP in amministrazione straordinaria poteva procedere al
licenziamento di personale eventualmente posto in cassa
integrazione;
se si disponga di copia dell'elenco relativo alla valutazione di
tutto il personale, in quanto pare che sia stato reso pubblico solo
l'elenco dei licenziati che riportava dati relativi al livello, ai
carichi familiari, all'anzianità di servizio, escludendo qualsiasi
riferimento al criterio tecnico-produttivo;
se i criteri di valutazione del 'FAROS' siano uguali per tutti gli
Enti di formazione professionale operanti nell'ambito del
cosiddetto Avviso 20;
quali siano gli ammortizzatori sociali applicabili o applicati in
atto ai lavoratori licenziati dal CEFOP in ammortizzatori
straordinaria;
quali siano i percorsi di riqualificazione che il Governo
regionale intenda porre in essere per il reinserimento lavorativo
dei dipendenti licenziati;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per garantire la
corresponsione delle mensilità arretrate dovute ai dipendenti
licenziati dal CEFOP in amministrazione straordinaria e non ancora
corrisposte». (633)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 633 a firma
dell'onorevole Lantieri Annunziata Luisa, la quale chiede notizie
in ordine al licenziamento, da parte del CEFOP, di oltre 300
lavoratori della Formazione Professionale.
Dai quesiti declinati nell'interrogazione (attinenti a
problematiche quali i margini di applicabilità della L. 223/91,
l'individuazione del personale da licenziare, i percorsi di
riqualificazione, gli ammortizzatori sociali) emerge la competenza
dell'Assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, al quale pertanto si trasmette, in uno alla presente,
copia della interrogazione.
Tra i quesiti sollevati dall'interrogante vi è anche la richiesta
di chiarimenti in ordine ai criteri di valutazione del "FAROS"; in
particolare, si chiede se tali criteri siano uguali per tutti gli
enti di formazione professionale operanti nell'ambito dell'Avviso
20.
Sul punto, si precisa che in realtà i criteri cui si fa
riferimento non sono quelli del "FAROS", il quale è soltanto un
sistema a supporto delle attività demandate all'Amministrazione per
la gestione delle attività riconducibili all'Avviso 20/2011. I
criteri di valutazione sono, più precisamente, quelli che sono
previsti dall'articolo 8 dello stesso Avviso 20, i quali sono i
medesimi per tutti gli enti di formazione concorrenti, fermo
restando che, ovviamente, i criteri conducono ad una valutazione
differenziata a seconda delle diverse qualità professionali e
morali possedute da ciascun ente gestore. Ad esempio, l'esperienza
continuativa nel territorio da 0 ad 1 anno conferisce 3 punti; da 1
a 3 anni 8 punti, e così via.
Per quanto riguarda infine le mensilità arretrate,
l'Amministrazione regionale ha erogato all'ente trasferimenti di
quote a valere sull'Avviso 20 pari a quasi tutto 1'80% dovuto;
tuttavia, l'esatta corrispondenza dei trasferimenti effettuati alle
spese del personale può essere fornita esclusivamente dal CEFOP,
trattandosi di un affare attinente esclusivamente al rapporto di
lavoro individuale intercorrente tra ente datoriale ed i dipendenti
medesimi.
Con le seconda annualità dell'Avviso 20, in ogni caso, sarà molto
più agevole il monitoraggio delle spese destinate al personale,
poiché la possibilità di partecipare alla riedizione delle attività
corsuali è obbligatoriamente subordinata all'accensione di un conto
corrente dedicato esclusivamente alle spese per il personale
medesimo.
Tanto si rappresenta agli organi in indirizzo e si resta a
disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N. Scilabra
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
la gravissima situazione nella quale si trovano tanti enti di
formazione che hanno lavorato correttamente è in gran parte da
addebitare alla altalenante politica del Governo, fatta di
altisonanti annunci ai quali non seguono conseguenti provvedimenti:
si sono create solo aspettative rivoluzionarie, dimenticando che è
altrettanto importante mantenere la certezza della continuità anche
nella erogazione di quanto dovuto agli stessi; questo stato di cose
ha obbligato tantissimi enti di formazione a non presentare il Durc
o a presentarlo in maniera irregolare;
il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, 'Regolamento di esecuzione ed
attuazione del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante Codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE' (pubblicato
nella G.U. n. 288 del 10 dicembre 2010), entrato in vigore l'8
giugno 2011, nella parte I, Disposizioni comuni , tra le novità di
più rilevante interesse ai fini della disciplina in tema di Durc,
all'art. 4 che ha introdotto il potere sostitutivo della stazione
appaltante in caso di inadempienza contributiva dell'esecutore e
del subappaltatore. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali, a conclusione degli approfondimenti svolti in condivisione
con Inps, Inail e Casse edili, con il coinvolgimento dell'Autorità
di Vigilanza sui Contratti Pubblici, con la circolare n. 3 del 16
febbraio 2012, le cui disposizioni si intendono integralmente
richiamate, ha provveduto a fornire alcuni chiarimenti in ordine ai
contenuti e alle modalità di attivazione dell'intervento
sostitutivo;
considerato che l'intervento sostitutivo opera nell'ambito dei
contratti pubblici ed è attivabile, secondo quanto disposto
dall'art. 4, comma 2, del D.P.R. 207/2010, in presenza di Durc
irregolare relativo ad uno o più soggetti impiegati nell'esecuzione
del contratto: la norma dispone che, ricorrendo tale fattispecie,
il responsabile del procedimento trattiene dal certificato di
pagamento l'importo corrispondente alle inadempienze accertate nel
Durc che, pertanto, potranno essere riferite sia alla posizione
dell'esecutore che a quella del subappaltatore e che tale importo è
versato direttamente dalla stazione appaltante a Inps, Inail e, in
caso di imprese edili, anche alle Casse edili;
accertato che al riguardo, il legislatore ha precisato che il
pagamento di quanto dovuto per le inadempienze segnalate con il
Durc è disposto a cura dei soggetti di cui all'art. 3, comma 1,
lett. b) del citato D.P.R. e quindi dalle amministrazioni
aggiudicatrici, dagli organismi di diritto pubblico, dagli enti
aggiudicatori e dai soggetti aggiudicatori individuando pertanto
anche dagli enti pubblici, comprese le Regioni;
visto che il Governo della Regione siciliana, ha più volte
dichiarato (sin dal 7/6/2013) che vi è la volontà di applicazione
di tale norma, che fra l'altro risulta essere condivisa anche dalla
Dirigenza dell'INPS, ma a tutt'oggi, non ha formalizzato atti
concreti, tipo la Delibera di Giunta più volte annunciata e mai
inviata agli Uffici competenti per la esecutività della procedura;
ritenuto che tale ritardo è assolutamente immotivato e continua a
creare ulteriori difficoltà ai lavoratori degli Enti formativi, che
sono ad oggi in arretrato di stipendi che vanno da un minimo di 9
mesi ad oltre 18 mesi;
osservato che secondo le nuove disposizioni nazionali, il DURC in
Italia ha la durata di 180 giorni, ad eccezione della Sicilia, dove
il Governo regionale limita a 30 giorni la durata del documento;
per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni utile azione
finalizzata a:
attuare il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 nella parte in cui ha
introdotto il potere sostitutivo della stazione appaltante in caso
di inadempienza contributiva dell'esecutore e del subappaltatore,
in particolare per le inadempienze DURC;
ampliare la durata dello stesso DURC a 180 giorni, come già fatto
nel resto d'Italia». (1124)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 1124 a firma
dell'onorevole Antonio D'Asero, il quale chiede chiarimenti circa
il mancato intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso
di inadempienze contributive dell'esecutore e del subappaltatore.
In merito a tale problematica si rappresenta che, questo
Assessore, condividendo pienamente le preoccupazioni ed i
suggerimenti dell'interrogante, ha proposto all'Esecutivo regionale
di recepire quanto statuito dalla circolare INPS n. 54 del 30
aprile 2012, la quale disciplina le modalità operative per
l'esercizio del potere sostitutivo previsto dall'articolo 4 del DPR
207/2010.
Le proposte di questo Assessore sono state recepite dal Governo
regionale, che le ha approvate unitamente alle altre linee di
indirizzo previste nella deliberazione di Giunta n. 200 del 2013,
con la quale si è pertanto estesa la portata applicativa della
citata circolare diramata dall'INPS al settore della Formazione
professionale.
Proprio in esecuzione di tale deliberazione è stato più volte
attivato, dai competenti Uffici dell'Amministrazione, il potere
sostitutivo in tutti i casi in cui sono emerse omissioni
contributive dal Documento unico di regolarità contributiva degli
enti gestori di attività formative.
In merito alla durata del DURC, si fa presente che la relativa
disciplina è di competenza del legislatore statale, il quale, di
recente, all'articolo 31 del d.l. 69/2013 (c.d. Decreto del fare)
ha disposto che il documento unico di regolarità contributiva
(DURC) rilasciato per i contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture ha validità di centoventi giorni dalla data del rilascio.
La norma si applica anche alla Regione siciliana, in forza del
rinvio dinamico operato dal legislatore regionale con la 1.r.
12/2011, che all'articolo 1 recepisce, con la tecnica del rinvio
dinamico (cioè esteso alle successive modifiche ed integrazioni),
sia il d.lgs 163/2006, sia il DPR attuativo n. 207/2010,
all'interno dei quali è contenuta la disciplina del DURC.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N. Scilabra
CIANCIO - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO - SIRAGUSA
- TANCREDI - CIACCIO - FOTI - FERRERI - PALMERI - LA ROCCA -
CAPPELLO -ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale,
VISTO:
il Decreto assessoriale 16 ottobre 1997 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione Sicilia n. 61 dell'8 novembre 1997;
la circolare n. 1 del 15 maggio 2013 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 26 del 3 giugno 2013;
premesso che:
con il predetto decreto del 1997 è stato istituito l'albo del
personale in servizio a tempo indeterminato docente e non docente
dei corsi di formazione;
nel predetto decreto sono specificati i relativi criteri per
l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta dello stesso;
la circolare n.1 suindicata prevede, fra l'altro, che gli
operatori assunti a tempo indeterminato presso gli enti di
formazione avrebbero dovuto provvedere, entro 20 giorni dalla data
di pubblicazione della stessa, a comunicare, mediante
autocertificazione redatta ai sensi del DPR n. 445/2000, al
dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione - per il
tramite dell'ente gestore di appartenenza - i propri dati
anagrafici e lavorativi;
rilevato che:
da notizie di stampa, è emerso che un dipendente del CEFOP,
nonostante sia stato condannato in via definitiva all'interdizione
dai pubblici uffici per una durata di cinque anni, continua a
lavorare presso l'ente di formazione suindicato;
detta circostanza, qualora confermata, da un lato appare in aperto
contrasto con la disciplina dell'interdizione dai pubblici uffici e
dell'altro genera margini di dubbio sulla effettiva verifica degli
adempimenti previsti.
per sapere:
se codesto Assessorato abbia provveduto alla verifica delle
comunicazioni che gli operatori della formazione professionale,
assunti a tempo indeterminato, erano tenuti ad effettuare (entro 20
giorni dalla data di pubblicazione) in ossequio al dettato della
circolare n. 1 del 15 maggio 2013, pubblicata nella GURS del 3
giugno 2013, ed alla loro precipua regolarità;
se da detta verifica siano emersi elementi tali da comportare le
procedure sanzionatorie nei confronti dei soggetti destinatari
dell'atto di indirizzo in questione». (1241)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 1241 a firma
dell'onorevole Gianina Ciancio, il quale chiede chiarimenti circa
gli adempimenti della formazione professionale in ossequio a quanto
previsto dalla circolare diramata da questo Assessore n. 1 del 15
maggio 2013.
In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
L'interrogante chiede, nello specifico, se l'Assessorato abbia
provveduto alla verifica delle comunicazioni ordinate
all'inserimento nell'Albo del personale docente e non docente dei
corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31
dicembre 2008, e se da detta verifica siano emersi elementi tali da
comportare procedure sanzionatorie nei confronti dei soggetti
destinatari della circolare medesima.
Sul punto, si precisa che, dalla data di adozione della circolare
n. 1 del 15 maggio 2013 ad oggi, i competenti Uffici hanno caricato
8339 nominativi, corrispondenti ad altrettante unità di personale
docente e non docente assunto a tempo indeterminato entro il 31
dicembre 2008, ovvero, di personale assunto a tempo indeterminato
anche dopo tale data, appartenente alla categorie protette di cui
alla legge 68 del 1999.
Con D.A. 40/Gab dell'ottobre 2013 è stato approvato l'Albo con
l'allegato elenco di nominativi e dei corrispondenti dati
professionali (titoli di studio e qualifiche contrattuali
posseduti) ed è stato pubblicato sul sito web dell'Assessorato.
Tuttavia, la definitiva pubblicazione in GURS dell'Albo medesimo è
subordinata all'espletamento dei controlli incrociati sui dati
autodichiarati dai soggetti interessati, che sono ancora in corso
di svolgimento.
Una volta ultimati i controlli, sarà cura del Dipartimento
regionale dell'Istruzione e della Formazione professionale
provvedere alla pubblicazione in GURS dell'Albo emendato di tutti
gli eventuali inserimenti irregolari riscontrati, ed all'adozione
di tutti i provvedimenti consequenziali per assicurare la regolare
tenuta ed il regolare aggiornamento dell'Albo medesimo.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N. Scilabra
Rubrica «Salute»
FONTANA - FALCONE - ASSENZA. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che:
nella notte del 5 agosto 2013 è giunta, in condizioni critiche,
all'ospedale 'Giovanni Paolo II' di Sciacca la signora Antonella
Seminara, di 40 anni; la donna, già ricoverata all'ospedale
'Basilotta' di Nicosia, che non dispone di un reparto di
rianimazione, era stata sottoposta in quella struttura ospedaliera
ad un intervento chirurgico per un parto cesareo d'urgenza, a causa
del distacco della placenta;
il bimbo è purtroppo nato morto a seguito delle gravi
complicazioni sopravvenute e si è reso necessario il trasporto in
elicottero, presso una struttura ospedaliera che disponesse di
posti liberi nel reparto di rianimazione, della signora Seminara;
considerato che il trasporto non era immediatamente disponibile a
causa di un guasto all'elicottero, che non vi erano posti in
rianimazione negli ospedali delle province di Enna, Caltanissetta e
Catania e che infine, trasportata la signora, mediante elisoccorso,
all'ospedale di Sciacca, non è stato possibile salvarle la vita;
per sapere:
quali iniziative si intendano urgentemente avviare al fine di
accertare le eventuali responsabilità che hanno determinato il
tragico accadimento;
se non si ritenga opportuno verificare se le modalità di
erogazione del servizio sanitario in Sicilia avvengano nel rispetto
dei livelli essenziali di assistenza che devono essere assicurati
alla collettività sull'intero territorio nazionale, anche con
riferimento all'espletamento del servizio di soccorso ed emergenza
del 118 tramite elicottero;
se non si ritenga che tali incidenti non siano ascrivibili allo
stato di difficoltà e confusione in cui operano le strutture
ospedaliere siciliane, a seguito della riforma del Servizio
sanitario regionale che ha comportato la soppressione delle aziende
ospedaliere, accorpando le strutture con la sanità territoriale e
creando le aziende sanitarie provinciali». (1204)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In relazione alla morte materna avvenuta a Nicosia ed
a seguito dell'ispezione congiunta Ministero-Regione, occorre
precisare preliminarmente che i fatti occorsi sono configurabili
come evento sentinella, a seguito del quale è stato trasmesso
all'ASP di Enna il provvedimento che dispone, con urgenza, le
misure correttive da porre in essere per ridurre i livelli di
rischio e per garantire condizioni di qualità e sicurezza per le
donne partorienti assistite presso l'Ospedale Basilotta di Nicosia,
a seguito degli esiti dell'ispezione congiunta del ministero della
Salute e della Regione Siciliana.
La relazione congiunta Ministero - Regione ha messo in luce
molteplici criticità, sin dalla inidonea valutazione clinica,
influenzata anche da carenze clinico organizzative che hanno
evidenziato nei fatti l'assenza di un lavoro di rete tra il
presidio di Nicosia e il Dipartimento Materno-Infantile
dell'ospedale di Enna. Ciò ha determinato una condizione di rischio
per la sicurezza delle donne e dei neonati che ricevono assistenza
presso il punto nascita P.O. Basilotta che, a prescindere dai
risultati dell'autopsia, hanno certamente contribuito al
verificarsi della morte materna e che per questo richiedono un
necessario, immediato e incisivo intervento per consentire alle
donne di Nicosia di partorire in condizioni di sicurezza e qualità.
Dalla relazione emerge, infatti, una sostanziale inadeguatezza e
la mancata applicazione di politiche aziendali, anche da parte
della direzione strategica aziendale, che risultano presenti sulla
carta ma non attuate. Particolare riferimento viene posto al
mancato funzionamento del modello di lavoro in rete tra i diversi
punti dell'ASP di Enna, con riferimento alla mancata connessione
funzionale tra il centro di Enna e il punto nascita di Nicosia.
In altri termini, hanno evidenziato gli ispettori, il P.O.
Basilotta operava come se non rientrasse nella stessa ASP di Enna e
l'U.O. di ginecologia e Ostetricia del P.O. Basilotta, sembrando di
fatto esclusa dallo stesso Dipartimento materno infantile
aziendale.
Sulla base dei risultati della verifica congiunta questo
Assessorato ha disposto, sotto la responsabilità della Direzione
Strategica Aziendale dell'ASP di Enna, l'immediata e inderogabile
attivazione di importanti contromisure.
Allo stato attuale è stato trasmesso dalla Direzione dell'ASP di
Enna un cronoprogramma per la realizzazione delle misure
correttive.
La Commissione Congiunta Ministero Regione realizzerà giorno 11
dicembre 2013 la visita di verifica al fine di accertare lo stato
di avanzamento dei lavori per l'assolvimento delle prescrizioni
impartite».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 566 STRALCIO I/A - NORME IN MATERIA DI IRFIS
- FINSICILIA S.P.A.. MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 21 DICEMBRE
1973, N. 50.
All'articolo 1
Emendamento 1.1: (di riscrittura degli articoli 1 e 2)
Art. 1
Qualificazione e disciplina dell'Irfis Finsicilia S.p.A.
1. "IRFIS - Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A.", in
breve denominata anche "IRFIS -FinSicilia S.p.A.", società
finanziaria pubblica che svolge attività economica ed iscritta agli
elenchi degli articoli 106 e 107 del Testo Unico Bancario, cui si
applicano le disposizioni del Titolo V del testo unico delle leggi
in materia bancaria e creditizia, esercita tutte le attività
consentite agli Intermediari Finanziari, ai sensi ed in conformità
alle disposizioni normative vigenti in materia.
2. Nell'esercizio delle sue funzioni, "IRFIS - FinSicilia S.p.A."
contribuisce alla realizzazione di misure di sviluppo del settore
produttivo e creditizio della Sicilia. A tal fine, IRFIS può
svolgere compiti affidati dalla Regione, con le modalità previste
dalla normativa vigente e coerentemente con quanto previsto dallo
statuto della società in oggetto.
3. Per garantire la massima trasparenza dell'attività di cui al
comma 2, "IRFIS - FinSicilia S.p.A.", anche mediante apposita
modifica statutaria, costituisce un sistema separato ai soli fini
contabili ed organizzativi, la cui gestione è uniformata a criteri
di trasparenza e di salvaguardia dell'equilibrio economico.
All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
All'articolo 3 sono apportate le seguenti modifiche:
-il comma 2 è soppresso
-al comma 3, dopo le parole tra i vari settori, linee di
intervento e prodotti individuati sono soppresse le parole anche
a favore delle imprese di grandi dimensioni'