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Resoconto d'Aula della Seduta n. 108 di martedì 17 dicembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   ALONGI,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

      PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Turano,  Musumeci, Ferreri e Alloro.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana

   N.  1092  - Chiarimenti urgenti circa il trasferimento della  sede
  del  Museo  regionale  della  ceramica  presso  l'ex  convento   di
  Sant'Agostino di Caltagirone (CT).
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  1242 - Misure urgenti per la tutela delle opere lignee esposte
  all'interno del Museo regionale 'Palazzo Abatellis' di Palermo.
   Firmatari:   La  Rocca  Claudia;  Siragusa  Salvatore;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Ciaccio
  Giorgio;  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo   Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   - da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione

   N.  633  - Notizie in ordine al licenziamento, da parte del CEFOP,
  di oltre 300 lavoratori della formazione professionale.
   Firmatari:  Lantieri  Annunziata Luisa; Grasso  Bernadette  Felice
  (Con  nota  prot.  n. 28079 del 5 giugno 2013, il Presidente  della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per l'istruzione e la  formazione
  professionale).

   N.  1124  -  Chiarimenti  circa il mancato intervento  sostitutivo
  della  stazione  appaltante  in  caso di inadempienze  contributive
  dell'esecutore e del subappaltatore.
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N. 1241 - Notizie in ordine agli adempimenti degli operatori della
  formazione  professionale  in ossequio  a  quanto  previsto   dalla
  circolare   dell'Assessorato  dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale n. 1 del 15 maggio 2013.
   Firmatari:  Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Trizzino
  Giampiero;  Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Ciaccio Giorgio; Foti Angela;  Ferreri  Vanessa;
  Palmeri  Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco;  Zafarana
  Valentina

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N. 1204 - Notizie sulla gravissima inefficienza del servizio 118 e
  sulle cause di decesso di una partoriente.
   Firmatari: Fontana Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Prevenzione del GAP Gioco d'Azzardo Patologico. (n. 664)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo,  Tamajo, Greco Marcello e  Forzese in  data  11  dicembre
  2013.

   -  Revisione della legge regionale del 23 dicembre 2000, n. 30 sui
  gettoni di presenza di consiglieri di enti locali. (n. 665)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Cappello,
  Cancelleri,   Ciaccio,   Ciancio,   Ferreri,   Foti,   La    Rocca,
  Mangiacavallo Palmeri, Tancredi, Siragusa, Trizzino Zafarana e Zito
  in data 11 dicembre  2013.

   -  Norme  per la prevenzione e il trattamento del gioco  d'azzardo
  patologico. (n. 666)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in  data  12
  dicembre  2013.

   -  Interventi  a  favore delle Cooperative Edilizie  Siciliane  in
  sofferenza  con i pagamenti delle rate scadute di  mutui  agevolati
  dell'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC)  e
  norme finanziarie di copertura. (n. 667)
   di    iniziativa    parlamentare   presentato   dagli    onorevoli
  Mangiacavallo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ciaccio,  La  Rocca,
  Palmeri,  Siragusa,  Trizzino,  Tancredi,  Foti,  Ferreri,  Zito  e
  Zafarana in data 12 dicembre  2013.

   -  Istituzione della figura professionale del laureato in  scienze
  motorie  per  la  promozione dell'attività fisica  e  tutela  della
  salute. (n. 668)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Anselmo,
  Alloro,  Marziano,  Ragusa,  La  Rocca  Ruvolo,  Dina,  D'Agostino,
  Sorbello, Miccichè, Firetto, Turano e Vinciullo in data 12 dicembre
  2013.

   -  Norme per lo scambio consensuale, senza oneri,  tra le province
  siciliane, degli operai forestali e dell'antincendio. (n. 671)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese, Falcone e Assenza in data 13 dicembre  2013.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                                 legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  competente Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Istituzione del reddito minimo garantito al nucleo di convivenza
  e  riordino dei contributi economici e servizi per i meno abbienti.
  (n. 408)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 16 maggio 2013, inviato
  il 13 dicembre 2013.
   parere I e V.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disciplina  della nomina dei revisori dei conti  nelle  società
  controllate  dalla Regione siciliana e dagli enti  locali  e  nelle
  aziende speciali. (n. 645)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.

   -  Norme in materia di pubblicazione tramite la rete Internet e di
  riutilizzo  dei documenti e dei dati della Pubblica amministrazione
  regionale e locale. (n. 646)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.

   -  Definizione agevolata dei giudizi pendenti per prestazioni rese
  in favore della Regione. (n. 650)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifica della legge regionale 23 marzo 2010 n. 6. Norme per il
  sostegno   dell'attività   edilizia  e  la   riqualificazione   del
  patrimonio edilizio. (n. 644)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre 2013.

                   SERVIZI SOCIALI  E SANITARI (VI)

   -  Prevenzione,  diagnosi  e cura dei disturbi  del  comportamento
  alimentare. (n. 648).
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 dicembre 2013.

   - Promozione della solidarietà, del recupero e della distribuzione
  dei prodotti alimentari. (n. 652)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 10 dicembre  2013,  parere
  III.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Siragusa, con  nota
  prot.  n.  13128/SG.LEG.PG.  del 9 dicembre  2013,  ha  chiesto  di
  apporre la propria firma al disegno di legge n. 632  Istituzione di
  borse  di  studio  per  favorire  gli  studi  comparatistici  della
  giustizia dell'Unione Europea .

   Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
                              trimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data  5  dicembre
  2013,  la  previsione e la situazione trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria  della  Regione  alla data  del  30  settembre  2013,  in
  attuazione  dell'art. 52, comma 5, della legge regionale  3  maggio
  2001, n. 6.
   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1477 - Chiarimenti circa la mancata approvazione del Piano  di
  utilizzo del demanio marittimo del Comune di Balestrate (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1478 - Chiarimenti circa la soppressione dell'ufficio 'Area 3 -
  Gestione  del  contenzioso'  del  Dipartimento  regionale   Azienda
  foreste demaniali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Cirone Maria in Di Marco

   N.  1483 - Chiarimenti circa la richiesta rimozione del divieto di
  progressione  di  carriera  presso  l'Azienda  siciliana  trasporti
  (AST).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Falcone Marco
   N.  1484  - Notizie in merito al presunto trasferimento a  Palermo
  degli uffici direzionali del SEUS di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1485  -  Notizie sulla rete di distribuzione  del  metano  per
  autotrazione e interventi per una capillarizzazione degli  impianti
  sul territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1476  - Chiarimenti urgenti in merito al contratto di servizio
  con  Rete  Ferroviaria Italiana e al mancato rispetto  dei  servizi
  minimi di cui al D.lgs. n. 422 del 1997.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro

   N.  1479  -  Chiarimenti  sui ritardi  circa  la  definizione  del
  contratto  di comodato d'uso dei locali del Centro 'M.  Abbate'  da
  destinare  alla  sede nissena del Parco scientifico  e  tecnologico
  della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Firetto Calogero; La Rocca
  Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa Orazio;
  Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo; Dina Antonino

   N.   1480  -  Chiarimenti  circa  la  riorganizzazione  dell'Unità
  operativa di Endoscopia presso gli ospedali di Milazzo e Barcellona
  Pozzo di Gotto (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Picciolo  Giuseppe;  Lo  Giudice   Salvatore;   Greco
  Marcello; Tamajo Edmondo

   N.  1481  - Notizie sui lavori di messa in sicurezza del porto  di
  Pozzallo (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni

   N.  1482  - Provvedimenti urgenti per gli operatori socio-sanitari
  dell'Ospedale Cannizzaro di Catania.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1486  -  Notizie in ordine al mancato pagamento  di  mensilità
  arretrate ai lavoratori dell'En.A.I.P. As.A. Form. Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.   1487    -    Notizie   sugli   aiuti   alle    imprese    per
  l'interruzione temporanea obbligatoria della pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1488  -  Interventi per la riapertura nei giorni  festivi  del
  Parco archeologico di Selinunte (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 1489 - Chiarimenti in merito allo stato di attuazione del Piano
  regionale di efficientamento energetico nonché sulla certificazione
  energetica degli edifici dell'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone Marco; Assenza Giorgio; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe

   N.  1490  - Chiarimenti riguardo l'incarico di Direttore  generale
  del Consorzio di bonifica 9 di Catania.
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Forzese Marco Lucio

   N.  1491  -  Misure  urgenti  per garantire  la  continuità  della
  gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Palermo e
  la  salvaguardia  occupazionale dei lavoratori  di  Acque  potabili
  siciliane s.p.a.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi   Sergio;   Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1493  -  Notizie  in  merito al bando  pubblico  regionale  di
  concorso  straordinario  per titoli per l'assegnazione  delle  sedi
  farmaceutiche in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio   Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1494 - Misure urgenti da adottare contro il paventato contagio
  e  la  diffusione  del batterio killer 'XYLELLA  FASTIDIOSA'  nelle
  piante siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1495 - Notizie sul mancato recupero della Chiesa di Maria  SS.
  del  Carmelo  di  Santa  Venerina (CT) danneggiata  nel  corso  del
  terremoto del 2002.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  138 - Applicazione del decreto dell'Assessore regionale per la
  sanità  del  9  luglio 2004 concernente l'attività di pediatria  in
  forma associata.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 139 - Notizie sulle società partecipate in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Musumeci Nello

   N.  140  -  Iniziative  per garantire la  continuità  dei  servizi
  erogati dall'Assessorato Risorse agricole nel territorio di Scordia
  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Leanza Nicola

   N. 141 - Notizie sulla mancata campagna pubblicitaria turistica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Ioppolo Giovanni

   N.  142  -  Chiarimenti  sui motivi ostativi  al  pagamento  degli
  stipendi  del  personale  della  CIEM  s.p.a.  (società  a   totale
  partecipazione regionale in liquidazione).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Rinaldi Francesco.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.
                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:
   numero 242  Iniziative per rendere effettivo il diritto di accesso
  agli atti ai deputati regionali nelle aziende sanitarie regionali ,
  degli  onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina, presentata il 3 dicembre 2013;

   numero 243  Applicazione dei criteri di meritocrazia e trasparenza
  nella  nomina  dei  nuovi  direttori  generali  delle  ASP ,  degli
  onorevoli  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;    Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina, presentata il 3 dicembre 2013;

   numero  244   Attuazione  del protocollo  d'intesa  approvato  con
  D.P.Reg.  del 23 dicembre 2011 e istituzione di un fondo unico  per
  tutte   le  attività  socio-sanitarie ,  degli  onorevoli  Lombardo
  Salvatore  Federico;  Di Mauro Giovanni; Figuccia  Vincenzo;  Greco
  Giovanni;  Federico  Giuseppe; Fiorenza Dino; Lo  Sciuto  Giovanni;
  Lantieri  Annunziata  Luisa;  Grasso Bernadette  Felice;   Currenti
  Carmelo;   Cimino   Michele;  Sorbello Giuseppe;  La  Rocca  Ruvolo
  Margherita;  Falcone  Marco;  Musumeci Nello;  Vinciullo  Vincenzo;
  Vullo   Gianfranco;  Milazzo  Giuseppe;  Marziano  Bruno;  Pogliese
  Salvatore  Domenico;  Anselmo Alice; Miccichè  Gianluca  Antonello;
  Tamajo   Edmondo;   Sudano  Valeria;  Formica  Santi;   Ferrandelli
  Fabrizio; Arancio Giuseppe Concetto, presentata il 4 dicembre 2013;

   numero  245  Chiarimenti urgenti in merito alla mancata erogazione
  dell'indennità di trattamento di fine rapporto ai dipendenti  della
  ex  Multiservizi s.p.a. , degli onorevoli Greco Giovanni; Di  Mauro
  Giovanni;   Lombardo  Salvatore  Federico;  Lo   Sciuto   Giovanni,
  presentata il 5 dicembre 2013;

   numero  246  Promozione della microelettronica in Sicilia ,  degli
  onorevoli  Foti  Angela;  Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano, presentata il 10 dicembre 2013;

   numero  247  Pagamento delle retribuzioni pregresse agli operatori
  della  formazione  professionale , degli onorevoli  Anselmo  Alice;
  D'Agostino  Nicola; Firetto Calogero; Miccichè Gianluca  Antonello,
  presentata il 10 dicembre 2013;

   numero  248   Iniziative per fronteggiare la crisi che  vivono  le
  comunità alloggio per disabili psichici , degli onorevoli Di  Mauro
  Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Federico Giuseppe;  Fiorenza
  Dino;  Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco  Giovanni;  Figuccia  Vincenzo,
  presentata il 10 dicembre 2013;

   numero  249   Iniziative  presso  il  Governo  nazionale  per  far
  inserire  i  residui della combustione dei prodotti da fumo  tra  i
  rifiuti  pericolosi  di cui all'allegato D del  d.lgs  n.  152  del
  2006 ,  degli  onorevoli  Figuccia  Vincenzo;  Di  Mauro  Giovanni;
  Federico  Giuseppe; Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni,  presentata
  il 10 dicembre 2013;
   numero   250        Iniziative  urgenti  in   favore   della    ST
  Microelectronics  di Catania , degli onorevoli  Pogliese  Salvatore
  Domenico;  Assenza  Giorgio;  Falcone  Marco;  Vinciullo  Vincenzo;
  Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe, presentata il 10 dicembre 2013;

   numero   251    Iniziative   urgenti  a  sostegno   dell'aeroporto
  internazionale  Fontanarossa di Catania , degli onorevoli  Pogliese
  Salvatore Domenico; Leanza Nicola; Raia Concetta; D'Asero Antonino;
  Ioppolo  Giovanni;  Foti  Angela; Falcone  Marco;  Sudano  Valeria;
  Lombardo  Salvatore Federico; Sammartino Luca; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Lantieri  Annunziata  Luisa; Federico  Giuseppe;  Vinciullo
  Vincenzo;  Assenza  Giorgio; Milazzo Giuseppe; Zafarana  Valentina;
  Palmeri  Valentina; Alloro Mario; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
  Ciancio  Gianina;  Cappello  Francesco; Gianni  Giuseppe;  Siragusa
  Salvatore;   La   Rocca   Ruvolo  Margherita;   Fontana   Vincenzo;
  Mangiacavallo  Matteo;  Alongi Pietro;  Anselmo  Alice;  Barbagallo
  Anthony  Emanuele;  Cascio  Francesco; Cascio  Salvatore;  Clemente
  Roberto  Saverio;  Cordaro Salvatore; Currenti Carmelo;  D'Agostino
  Nicola;  Di  Mauro  Giovanni; Dina Antonino;  Dipasquale  Emanuele;
  Figuccia Vincenzo; Fiorenza Dino; Firetto Calogero; Formica  Santi;
  Forzese  Marco Lucio; Germanà Antonino Salvatore; Grasso Bernadette
  Felice; Malafarina Antonio, presentata l'11 dicembre 2013;

   numero  252  Urgente approvazione e pubblicazione dell'albo  degli
  operatori della formazione professionale , degli onorevoli  Ciancio
  Gianina;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;   Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 12 dicembre 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea,   il  16  dicembre  2013  e  protocollata   al   n.
  13405/Aulapg   del  17  dicembre  successivo,  l'on.  Figuccia   ha
  dichiarato di aderire al gruppo parlamentare Misto.
   Pertanto,  a  decorrere dal 16 dicembre 2013, lo  stesso  deputato
  cessa contestualmente di far parte del gruppo parlamentare  Partito
  dei Siciliani-MPA .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi 17 dicembre 2013, sotto la Presidenza
  dell'onorevole   Ardizzone,   alla  presenza   dei   vicepresidenti
  onorevole  Pogliese ed onorevole Venturino, nonché  del  Presidente
  della  Regione, onorevole Crocetta e dell'Assessore  regionale  per
  l'economia,  dott. Bianchi, ha definito il seguente calendario  dei
  lavori sino al 31 dicembre 2013.
   Oggi  e  domani l'Aula terrà seduta per il seguito dell'esame  dei
  disegni  di  legge  già  incardinati e per  le  relative  votazioni
  finali.
   Lunedì  23  dicembre  2013  sarà iscritto  all'ordine  del  giorno
  dell'Aula  il DPEF, la cui discussione si concluderà  con  il  voto
  finale  nella medesima giornata; a tal fine la Commissione Bilancio
  esprimerà il parere entro sabato 21 dicembre.
   Con  l'assegnazione, in data di oggi alla Commissione Bilancio  ed
  alle  Commissioni di merito per le parti di competenza dei  disegni
  di   legge  bilancio  e  finanziaria,  viene  avviato  l'esame  dei
  documenti   di  bilancio  che  si  svolgerà  secondo  il   seguente
  calendario:

   -  le  Commissioni di merito esprimeranno i pareri  di  competenza
  entro il 21 dicembre 2013.
   -  la  Commissione Bilancio concluderà i suoi lavori entro  il  26
  dicembre 2013.
   -  l'Aula  avvierà  l'esame dei disegni  di  legge  finanziaria  e
  bilancio il 27 dicembre, per concluderli entro il 31 dicembre 2013.

   La   Conferenza  dei  capigruppo  ha  altresì  autorizzato  la   I
  Commissione  a  concludere l'esame della norma  sulla  proroga  dei
  Commissari straordinari delle province regionali, che sarà iscritta
  all'ordine del giorno dell'Aula lunedì 23 dicembre 2013.
   La  Conferenza  ha  inoltre  stabilito  che  l'Aula,  subito  dopo
  l'approvazione dei documenti finanziari, esaminerà con priorità  il
  disegno  di  legge organico di riforma degli enti  locali,  per  il
  quale   la  conclusione  dell'iter  istruttorio  in  I  Commissione
  legislativa è prevista per il prossimo 20 dicembre 2013.

   scientifica'

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
   Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario  (494/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge  Promozione della ricerca scientifica  in  ambito
  sanitario  (494/A), posto al n. 3).
   Invito,  pertanto,  i componenti della VI Commissione  a  prendere
  posto al banco alla medesima assegnato.
   Prendiamo  atto  che  non  sono presenti il  Presidente  della  VI
  Commissione, onorevole Digiacomo ed il relatore, onorevole Turano.
   Informo  che  è  pervenuta comunicazione  da  parte  del  Capo  di
  Gabinetto  dell'assessorato alla salute,  che  l'assessore  per  la
  salute,  per  impegni istituzionali, non potrà essere  presente  ai
  lavori parlamentari della seduta odierna.
   Preso  atto di tale comunicazione, dispongo il rinvio del  seguito
  della discussione del disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


        Annunzio e votazione dell'ordine del giorno numero 148

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare  al  disegno  di
  legge   Norme  in  materia di Irfis - FinSicilia s.p.a..  Modifiche
  alla  legge  regionale 21 dicembre 1973, n. 50  (n. 566/A  Stralcio
  1),  posto al numero 2, in attesa dell'assessore Bianchi,  comunico
  che   è   stato   presentato  l'ordine  del   giorno   numero   148
   Promulgazione   con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   della
  delibera  legislativa  recante   Norme  per  la  promozione  ed  il
  sostegno  dell'informazione locale  (304-8-280/A),  a  firma  degli
  onorevoli  Marziano,  Gucciardi,  Sammartino,  Malafarina,   Lenza,
  Sudano, Firetto, Cordaro e Musumeci.  Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea  regionale  siciliana,  nella  seduta  n.  103  del  3
  dicembre 2013, ha approvato il disegno di legge recante  Norme  per
  la  promulgazione  ed  il sostegno delle imprese  dell'informazione
  locale.  (nn. 304-8-280/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 11 dicembre 2013;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pure parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità   di
  consentire  alla Corte costituzionale di pronunciarsi  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a   promulgare,   con  l'omissione  delle  parti   impugnate,   la
  deliberazione   legislativa  approvata   dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella seduta n. 103 del 3 dicembre 2013, recante   Norme
  per  la  promozione  ed il sostegno delle imprese dell'informazione
  locale.  (ddl nn. 304-8-280/A)».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Discussione del disegno di legge  Norme in materia di IRFIS -
  FinSicilia s.p.a.. Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973,
                       n. 50  (566/A-Stralcio I)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge   Norme
  in  materia  di  IRFIS  - FinSicilia s.p.a.. Modifiche  alla  legge
  regionale  21  dicembre 1973, n. 50  (566/A-Stralcio I),  posto  al
  numero 2).
   Ricordo  che  era  stato  approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli nella seduta n. 104 del 4 dicembre 2013.
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.

   MARZIANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, temo che abbiamo bisogno di qualche
  secondo  perché, anche a seguito di quelle criticità del  testo  di
  cui  avevamo  parlato quando si è posto all'ordine del  giorno,  ho
  presentato  assieme alla Commissione due emendamenti di riscrittura
  dell'articolo 1 e dell'articolo 2.
   Se   lei mi consente, approfitto per illustrare, per grandi linee,
  il  senso del disegno di legge e così, nel frattempo, arrivano  gli
  emendamenti di riscrittura.
   Con  questo  disegno di legge consentiamo all'Irfis  di  diventare
  veramente  uno  strumento  di aiuto e  sostegno  per  l'accesso  al
  credito  della  piccola, media e grande impresa  siciliana.  Quando
  dico   grande  impresa , c'è la possibilità di accesso  al  credito
  tramite  Irfis, ma sempre con il regime previsto per la  piccola  e
  media impresa.
   E  lei  saprà, signor Presidente, voi saprete, onorevoli colleghi,
  che  il  problema dell'accesso al credito è oggi uno  dei  problemi
  fondamentali, principali della situazione di crisi in cui vivono le
  nostre imprese. Le banche erogano con difficoltà i prestiti; c'è il
  cosiddetto  credit crunch . In questo modo vogliamo riuscire a  far
  sì  che lo strumento, il braccio operativo della Regione siciliana,
  che  è  l'Irfis,  possa avere la possibilità  di  operare  con  più
  ampiezza di comportamenti e con maggiore possibilità di intervento.
     E'  uno di quei disegni di legge che ci vengono sollecitati  dal
  sistema  delle  imprese.  In  questi   mesi  abbiamo  ascoltato  le
  associazioni  di categoria, abbiamo ascoltato anche  rappresentanti
  delle  singole  imprese e, piuttosto che un percorso accidentato  e
  dalla difficile conclusione di accorpamento, ci è stato chiesto dal
  sistema  delle  imprese  un  percorso  di  specializzazione   degli
  strumenti che ha la Regione: la CRIAS, per quanto riguarda il mondo
  dell'artigianato e, anche in questo caso, ci sarà bisogno di alcuni
  accorgimenti alle capacità di intervento della CRIAS consentendogli
  di  accedere e di diventare lo strumento di accesso al credito  per
  una  serie  di  misure,  ad esempio, nel  PSR  che  non  riguardano
  l'agricoltura, ma riguarderanno l'artigianato. La stessa cosa  vale
  per  alcune  norme che dovremmo fare per quanto riguarda l'Istituto
  di credito delle cooperative.
   Un  percorso  che  potremmo  chiamare  di  specializzare  per  non
  accorpare , di migliorare la capacità di intervento di  ognuno  dei
  soggetti per specializzarlo nel loro campo di intervento. Questo  è
  il  percorso  che  si è data la Commissione e,  devo  dire,  signor
  Presidente,  la  possibilità  di portare  all'attenzione  dell'Aula
  questi  disegni di legge è anche il frutto di un rapporto sinergico
  con  gli  assessorati  di riferimento con i quali  si  è  stabilita
  questa  sinergia  operativa ma è anche il frutto  di  un  clima  di
  lavoro  nella Commissione - ne approfitto per parlare perché ancora
  non sono pronte le fotocopie degli emendamenti di riscrittura - che
  ci  ha  portato ad approvare provvedimenti importanti assolutamente
  all'unanimità e la dialettica interna ci ha portato  a  fare  delle
  ulteriori  migliorie e a prevedere - così concludo, visto  che  gli
  emendamenti  sono  in  fase  di distribuzione  -  un  pacchetto  di
  interventi sul sistema delle agevolazioni al credito della  piccola
  e  media  impresa  nel  mondo  dell'artigianato,  dell'industria  e
  dell'agricoltura  che  si completerà con un disegno  di  legge  che
  abbiamo già esitato unitariamente, assieme alla II Commissione, che
  riguarderà  più  specificatamente l'agricoltura, l'istituzione  del
  Fondo unico per l'agricoltura.
   I  tre disegni di legge: quello approvato la scorsa settimana  nel
  suo  articolato  e al quale oggi daremo il voto finale,  quello  di
  oggi  e  quello,  che  presenteremo  nelle  prossime  sedute,   che
  riguarderà il Fondo unico, sono un'idea, un percorso che si è fatto
  di  ascolto  del  territorio e di elaborazione di proposta  che  ci
  porta  a  chiedere  adesso,  al di là dell'articolato,  a  chiedere
  all'Aula  l'approvazione di questo provvedimento che può  dare  una
  mano  significativa al sistema delle imprese siciliane che soffrono
  di tanti problemi e che si aspettano da noi alcuni segnali di buona
  politica,  come, penso di potere dire, quello che diamo  oggi,  con
  l'approvazione  di questo disegno di legge, è un segnale  di  buona
  politica.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 1.1, di riscrittura degli articoli 1 e  2.  Pertanto,
  in caso di approvazione, decadono i precedenti presentati.
   Do lettura dell'articolo 1:

                               «Art. 1.
           Disciplina dell'IRFIS Finanziaria per lo Sviluppo
                         della Sicilia S.p.A.

   1.  All'IRFIS - FinSicilia s.p.a. si applicano le disposizioni del
  Titolo  V  del  Testo  unico  delle leggi  in  materia  bancaria  e
  creditizia  (decreto  legislativo  1  settembre  1993,  n.  385   e
  successive  modifiche e integrazioni) previste per gli intermediari
  iscritti  nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del medesimo
  Testo unico, fatte salve le caratteristiche del soggetto vigilato e
  la  speciale disciplina della gestione separata di cui all'articolo
  2 della presente legge».

   Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Sull'emendamento 1.1,  esprimo
  parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,  che  è  proponente, pongo in votazione  l'emendamento
  1.1,  di  riscrittura degli articoli 1 e 2 del disegno di legge  n.
  566/A - Stralcio I.
   Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico  che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
  3.1, che è già stato distribuito.

   MARZIANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'emendamento prevede l'estensione
  della possibilità di intervento anche alle grandi imprese ma con le
  modalità che dicevo prima, con le modalità del de minimis, cioè non
  c'è  il  pericolo  che la grande impresa assorba tutte  le  risorse
  finanziarie. Le modalità di erogazione sono le stesse della piccola
  e  media  impresa. Si amplia la possibilità  di accesso,  a  quelle
  condizioni, anche alla grande impresa.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nella  precedente
  seduta  della  scorsa  settimana, ho presentato  un  emendamento  a
  questo disegno di legge. La moratoria dei debiti verso gli istituti
  finanziari  CRIAS, IRCAC ed IRFIS che non trovo tra gli emendamenti
  e porta la mia firma e quella degli onorevoli Venturino ed altri.
   Signor Presidente, il tema è molto semplice. Lei sa che, in questo
  momento,  in  tutta Italia, c'è una forte presa di coscienza  e  di
  rabbia  da  parte  dei cosiddetti  forconi . Molti imprenditori  si
  trovano in mezzo a questi  forconi  perché si trovano in difficoltà
  economiche. Difficoltà economiche che diventano sempre più gravi  e
  verso  le  quali  non c'è stata nessuna presa di posizione  né  del
  Governo  nazionale né di quello regionale. Queste  società,  queste
  aziende, non sono in condizioni di pagare  nessun debito.
   Già  nella  precedente legislatura, ho fatto una legge, la  numero
  23,  che,  all'articolo 8,  prevedeva la possibilità di spalmare  i
  debiti  delle aziende da uno a sei anni con l'intervento dell'IRFIS
  che poteva intervenire per dare un contributo sui debiti che questi
  avevano con le banche.
   Che cosa intendo fare con questo emendamento?
   Lo chiedo al presidente Marziano che fa capannello con l'Assessore
  e  con  l'onorevole Cancellieri e non può sapere di  che  parliamo.
  Presidente  Marziano,  sto parlando dell'emendamento  che  è  stato
  approvato all'unanimità in Commissione, che  ho presentato in  Aula
  e  che, al momento, non trovo tra gli emendamenti. La moratoria dei
  debiti verso gli istituti finanziari IRCAC, CRIAS ed IRFIS.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni, le comunico  che  l'emendamento  è
  stato  inviato  in II Commissione per il parere che verrà  espresso
  domani.  Quindi   lei giustamente ha posto il  problema  e  lo  sta
  illustrando  ma domani, prima di dare il voto finale,  analizzeremo
  il  suo emendamento con il parere della II Commissione e l'articolo
  5.

   GIANNI.   Signor   Presidente,  se  permette,  concludo   il   mio
  intervento. Vi sono migliaia di aziende in difficoltà.  E'  inutile
  che  continuiamo  a piangere le persone che si suicidano.  Facciamo
  interventi preventivi  Io sono convinto che la II Commissione e  lo
  stesso Commissario dello Stato non potrà che intervenire in maniera
  negativa su un tema così delicato che sta coinvolgendo migliaia  di
  cittadini,  migliaia  di  persone che non  sanno  come  uscire  dal
  pantano  in  cui  si trovano. L'approvazione di questo  emendamento
  consentirà,   con   questa  moratoria,  con  quello   che   abbiamo
  immaginato,  di  poter dare una mano a tutte le aziende  che  hanno
  debiti con l'IRCAC, la CRIAS e l'IRFIS.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento  3.1. Il  parere  del
  Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia.. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
   Modifiche all'articolo 16 della legge regionale 23 dicembre 2000,
                                 n. 32
      in materia di contributi in conto interesse e operazioni di
                       credito a tasso agevolato

   1.  Alla  lettera  a)  del comma 1 dell'articolo  16  della  legge
  regionale  23  dicembre  2000, n. 32 le parole   non  può  superare
  quello di riferimento determinato per il settore interessato  sulla
  base  dei criteri fissati dalla Commissione europea, maggiorato  di
  due  punti'  sono sostituite dalle seguenti:  , nel rispetto  della
  libera  valutazione  del  merito  creditizio  e  dei  principi   di
  governance che regolano l'attività di concessione del credito, deve
  essere coerente con i valori di mercato per operazioni analoghe'.

   2.  Alla  lettera  b)  del comma 1 dell'articolo  16  della  legge
  regionale  23 dicembre 2000, n. 32, le parole  del tasso  applicato
  alle  operazioni  di  credito, comunque  non  superiore  al  limite
  massimo stabilito lettera a)' sono sostituite dalle seguenti:   del
  tasso  di riferimento determinato per il settore interessato  sulla
  base  dei criteri fissati dalla Commissione europea, maggiorato  di
  due punti'.

   3.  La  lettera  c)  del  comma  1 dell'articolo  16  della  legge
  regionale  23 dicembre 2000, n. 32 è così sostituita:   c)  per  le
  operazioni  di  credito poste in essere da enti pubblici,  istituti
  bancari o intermediari finanziari a carico di fondi costituiti  con
  risorse  regionali,  il tasso di interesse da porre  a  carico  dei
  beneficiari, comprensivo di ogni onere accessorio, è pari al 40 per
  cento   del  tasso  di  riferimento  determinato  per  il   settore
  interessato  sulla  base  dei  criteri  fissati  dalla  Commissione
  europea.  Tale  tasso  è  ridotto al 30  per  cento  di  quello  di
  riferimento se i richiedenti sono società cooperative, associazioni
  di produttori ovvero giovani imprenditori».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
            Fondo per la copertura dei rischi derivanti da
                      finanziamenti alle imprese
          Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973, n.
                                  50

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
  1973,  n.  50, è sostituito dal seguente:  2. Il fondo è  destinato
  alla  copertura  dei  rischi derivanti dai  finanziamenti  a  medio
  termine concessi alle imprese operanti nel territorio regionale'.

   2.  Al  comma 3 dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
  1973, n. 50, dopo le parole  istituti di credito' sono aggiunte  le
  parole  e intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del Testo
  unico  delle  leggi  in  materia  bancaria  e  creditizia  (decreto
  legislativo  1  settembre  1993, n. 385 e  successive  modifiche  e
  integrazioni)'.

   3. L'articolo 46 della legge  regionale 21 dicembre 1973, n. 50, è
  sostituito dal seguente:

    Art. 46.

   1.  La  garanzia  a  prima richiesta prevista dall'articolo  43  è
  concessa,   anche  in  deroga  a  quanto  previsto  dal   comma   2
  dell'articolo  73  della legge regionale 26 marzo  2002,  n.  2,  a
  valere  sulle disponibilità del fondo unico di cui all'articolo  61
  della  legge   regionale  28  dicembre 2004,  n.  17  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.   Ai   fini  dell'applicazione  del  comma  1  possono   essere
  utilizzate,  con  separata  evidenza contabile,  anche  risorse  di
  provenienza extra regionale.

   3. Le modalità di concessione della garanzia sono disciplinate con
  decreto  del  Presidente della Regione, su proposta  dell'Assessore
  regionale per l'economia'.

   4. Gli articoli 44 e 45 della legge regionale 21 dicembre 1973, n.
  50 sono abrogati».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Assenza e Vinciullo: 5.1;
   -  dagli onorevoli Marziano, Cancelleri, Mangiacavallo e La Rocca:
  5.2.

   MARZIANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento 5.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, solo al  fine  di  migliorare  la
  comprensione  del testo, abbiamo preparato un emendamento  a  firma
  degli onorevoli Marziano, Cancelleri, Mangiacavallo e La Rocca  per
  chiarire quali sono le aziende che vengono escluse.
   Lo  leggo  perché  non  so  se  è stato  distribuito;  in  pratica
  miglioriamo il testo dicendo  sono escluse dalla garanzia di cui al
  presente articolo le imprese elettriche, ad eccezione di quelle che
  producono  energia rinnovabile. Sono escluse, altresì,  le  imprese
  petrolchimiche, le raffinerie e i cementifici .
   E'  una  riscrittura  di un emendamento che poteva  dare  adito  a
  interpretazioni malevoli.
   Quindi se si può approvare in questo testo è più chiaro rispetto

   PRESIDENTE. Chiarisco e ricordo all'Aula che l'articolo 5 oggi non
  conoscerà   il  voto  finale  perché  ovviamente  vi   sono   degli
  emendamenti che sono stati inviati alla II Commissione.
   In riferimento, invece, ad altri emendamenti, si può continuare il
  lavoro  e  poi  rinviare a domani la discussione sugli  emendamenti
  posti  all'ordine del giorno della II Commissione insieme a  quelli
  aggiuntivi di cui ha parlato anche l'onorevole Gianni.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, mi scusi se non ho fatto cenno prima,  ma
  non  mi  aspettavo  una seduta lampo da 20 minuti,  da  mezz'oretta
  visto quello che c'è in giro.
   Volevo  comunicare  ufficialmente all'Ufficio  di  Presidenza  che
  tutto il mio Gruppo parlamentare non desidera ricevere biglietti di
  questo  tipo, in formato cartaceo, dall'Ufficio di Presidenza,  con
  inviti  eccetera; ci bastano gli inviti via e-mail visto che questi
  li pagano i contribuenti: cartoncino raffinato, cartoncino costoso,
  insomma,  ho  fatto  l'Accademia, quindi, ne  ho  maneggiato  carte
  pregiate;  costi assurdi che fanno parte di quel corredo  di  spese
  dell'Ufficio di Presidenza.
   Vi ringraziamo, quindi, per tutti i biglietti che non ci manderete
  e  per  gli  inviti  che  ci  manderete  via  e-mail,  in  modo  da
  risparmiare.
   Per  quanto riguarda il disegno di legge della  spending  review ,
  ho  visto  che  il Presidente Ardizzone era raggiante  all'indomani
  della discussione; contento e soddisfatto.
   Noi non abbiamo nascosto parecchie delle nostre perplessità.
   Io  che  non mi sono occupato di guardare il disegno di legge  nel
  dettaglio,  ora  lo  sto guardando ancora meglio;  in  particolare,
  all'articolo 11, sul sistema previdenziale dei deputati  regionali,
  ho capito che noi deputati siamo stati, quelli che c'erano prima  e
  noi,  quelli  nuovi, continueremo a vivere in questo  Olimpo  della
  casta . Perché?
   In  base  a  questo Regolamento interno, dato che  noi  non  siamo
  nell'Ufficio  di  Presidenza, già da aprile  e  non  capisco  com'è
  possibile  che  un Gruppo parlamentare di quattordici  deputati  su
  novanta   non   sia  rappresentato  -  questa  è   un'altra   delle
  interpretazioni  fantasiose  che  l'Ufficio  di  Presidenza   vuole
  mantenere  -  noi non siamo in questo Ufficio, però,  ho  avuto  il
  Regolamento che è determinato dall'Ufficio di Presidenza e, quindi,
  avremo la pensione di 1.023 euro dopo solo cinque anni.
   Da  una parte, ne sono onorato ma, dall'altra, mi chiedo dove sono
  questi  altri  lavoratori  che con cinque  anni  di  contributi  si
  beccano mille euro di pensione?
   Quindi,  grazie  per  i privilegi che ci state mantenendo.  Direte
   questa è pazza . Sì, perché sinceramente  su questo vantaggio  noi
  dovremmo dire un attimino  basta, freniamo .
   Quindi  vi  invitiamo a includerci in questo benedetto Ufficio  di
  Presidenza, visto che non siamo degli appestati e siamo qui  con  i
  voti  degli elettori siciliani perché, come li avete presi voi,  li
  abbiamo  presi  noi  e dobbiamo essere rappresentati,  in  modo  da
  modificare questo Regolamento che è una barzelletta, una  vergogna,
  in modo da renderlo più umano.
   Sinceramente,  la  figlia di un bracciante agricolo,  i  figli  di
  muratori che hanno lavorato trenta o quaranta anni, per avere 700 o
  800 euro  questo è un insulto.
   Basta  inviti.  Vogliamo  modificare  questo  Regolamento  e   poi
  vorremmo,  sempre quando ci saremo in questo Ufficio di Presidenza,
  e  si  deciderà  su questi 11 mila euro del nostro stipendio,  cosa
  deve  essere indennità e cosa deve essere diaria. La diaria è netta
  e l'indennità invece viene tassata.
   Non  vorremmo che, in nostra assenza - speriamo duri  poco  questa
  nostra  assenza  -  si faccia come hanno fatto altre  Regioni,  che
  dovremmo imitare per tante cose, ma spero che non imiteremo  né  il
  Veneto né la Lombardia, che hanno avuto la bella idea di alzarsi la
  diaria  che  non è tassata e abbassarsi l'indennità che è  tassata.
  Una ulteriore furberia per prendere ancora più soldi.
   Allora,  mi  chiedo: con il lazzaretto che c'è  fuori,  con  quale
  faccia  dobbiamo  tornare in paese, davanti alle persone  e  dirgli
   abbiamo fatto la  presa per i fondelli review' ?
   Stiamo,  infatti,  rinnovando la presa in giro  nei  riguardi  dei
  cittadini.
   Proprio  in  questi giorni di protesta, se noi  ce  li  cerchiamo,
  diciamolo  noi vogliamo che la gente sfondi le porte tipo Bastiglia
  e  ci  venga a sculacciare qua dentro . Diciamo sculacciare. Queste
  sono delle provocazioni, sono delle provocazioni inaccettabili.
   Ieri sono stata in ispezione in un ospedale: manca il monitor  per
  inquadrare  i bambini prematuri, perché non c'è la telecamera,  non
  c'è  quello  e  quell'altro e noi ci becchiamo tutti questi  soldi.
  Mancano  le  strumentazioni, manca la carta igienica nella  scuola,
  gli  invalidi hanno la pensione da 970 euro, in giro c'è la fame  e
  noi  ancora stiamo qui - non mi fate dire parolacce - a fare queste
  porcherie.
   Grazie,  signor  Presidente. Mi dispiace se mi  sono  infervorata,
  però, veramente è troppo.

     (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei rispondere
  non  tanto alla collega che mi ha preceduto, che ha esplicitato una
  serie tale di fandonie che non saprei da dove cominciare.
   La  collega  che  mi ha preceduto, purtroppo, e dopo  un  anno  di
  permanenza in Parlamento questo non è accettabile, non sa  di  cosa
  parla,   perché  non  ha  partecipato,  pur  non  facendone   parte
  formalmente,  come me, che invece ho partecipato  attivamente  alla
  Commissione  che ha portato avanti i lavori sulla spending  review;
  non  sa  di  cosa  parla  perché non sa  che  la  nostra  legge  di
  recepimento del decreto Monti è la legge più rigorosa tra le  tutte
  le  regioni  d'Italia; non sa di cosa parla perché  non  conosce  i
  provvedimenti che già nella precedente legislatura e dal precedente
  Ufficio di Presidenza - senza decreto Monti e senza spending review
  -  questa  Assemblea regionale aveva adottato per ridurre  i  costi
  della  politica;  non  sa di cosa parla -  e  questo  mi  preoccupa
  davvero -, quando sostiene che dopo 5 anni qui c'è qualcuno che può
  prendere la pensione.
   Allora,  nell'ultimo caso non si tratta più di  ignoranza,  io  mi
  preoccupo  perché  temo, ma spero non sia così, che  si  tratti  di
  malafede  perché  proprio per il  lazzaretto' che c'è  fuori,  cara
  collega,  lei dovrebbe avere il buon senso prima di documentarsi  e
  poi,  siccome noi camminiamo a piedi per le strade, tutti noi, come
  lei,  incontrando  le  persone senza avere nulla  da  temere  o  da
  nascondere, sappia che se qualcuno verrà a  sculacciarci', come  ha
  detto  lei,  lei sarà la prima responsabile ed è giusto che  questo
  lei lo sappia
   Perché   se  il  modo  di  fomentare  il   lazzaretto',   con   la
  disperazione  che c'è fuori, che ha portato oggi la Conferenza  dei
  Capigruppo  a  stabilire  che  staremo  qui  anche  a  Natale  e  a
  Capodanno,  se necessario, per garantire i precari e i bisogni  dei
  siciliani,  deve avere come risposta quella che ha dato lei,  siamo
  alla vergogna  E io lo dico anche con un certo rammarico e con  una
  grande  preoccupazione perché se qui continua il gioco  del  rialzo
  della  posta, cara collega che mi ha preceduto, sappia che ai tempi
  della  rivoluzione francese alla  ghigliottina' non  andò  soltanto
  Maria  Antonietta, ma per primo andò Robespierre con  tutto  quello
  che questo comportò
   E  allora  rispetto a queste cose, siccome la storia è maestra,  o
  qui  tutti ci diamo una calmata e cerchiamo di valutare quali  sono
  le  cose  giuste,  quelle  sbagliate, quelle  sulle  quali  si  può
  intervenire  e quelle sulle quali no, quelle che vanno  migliorate,
  quelle che vanno abolite.
   E  allora  una cosa ineccepibile e inappellabile è che il deputato
  regionale ad oggi ha un solo vantaggio: se ha fatto più legislature
  invece di prendere come tutti i cittadini italiani e siciliani,  ma
  chi fa una sola legislatura piena ha diritto alla pensione per quel
  pezzo  della  sua  vita a 65 anni; se fai più di 2  legislature  ha
  diritto  oggi ad averla a 60 anni; non dopo 5 anni, e neanche  quei
  1.023 euro
   E  allora  siccome  la  registrazione  è  chiara,  caro  onorevole
  Cancelleri,  siamo bravi tutti a fare i grillino  Io cammino  senza
  scorta  e  con  la  mia macchina non ho paura di  confrontarmi  con
  nessuno  e in nessuna sede. Abbiate il buon senso e il coraggio  di
  quello  che  dite, dopo di che, signor Presidente, non li  invitate
  più  i colleghi  Cinque Stelle', non glieli mandati più gli inviti,
  non  glieli  mandati più  gli auguri di Natale,  evitiamole  queste
  finzioni, visto che rispetto ad un augurio di Natale la risposta  è
  quella  di  fare  riferimento  al  lazzaretto'  che  c'è  fuori   E
  purtroppo  fuori  c'è, ma non per fare come  facciamo  noi  e  cioè
  cercare  risposte  al   lazzaretto', ma per fare  in  modo  che  il
   lazzaretto'  venga  fomentato  e  si  rivolti  contro  la   classe
  dirigente.
   Su  questa china non si salva nessuno. La preoccupazione non è per
  me,  può  essere al massimo per i miei figli. Però, chi usa  questi
  toni  e usa queste parole sappia che queste responsabilità verranno
  certamente prima o poi a galla.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io vorrei  ricordare  a  tutti  i
  parlamentari  che la votazione finale del disegno  di  legge  sulla
  spending  review  con la eventuale facoltà di  intervenire  per  le
  relative dichiarazioni di voto è prevista per domani.
   Pertanto,  invito  tutti  coloro  i  quali  intendono  intervenire
  sull'argomento di rinviarlo a domani.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto come  stiamo
  vivendo  questi  momenti,  mi  sarei aspettato  che  il  Presidente
  dell'Assemblea con l'Ufficio di Presidenza nel corso della riunione
  dei  Capigruppo,  così come concordato la scorsa settimana,  avesse
  immaginato di mettere all'ordine del giorno una serie di  leggi,  a
  partire dalla legge sull'amianto che può diventare davvero  il  più
  grande cantiere di lavoro per l'intera Regione siciliana. E'  stato
  approvato  all'unanimità dalla sesta, dalla quarta e dalla  seconda
  Commissione.
   Io  mi  chiedo, signor Presidente, e non voglio scendere  qui  nel
  particolare  per stabilire chi ha torto o ragione - certo  ci  sono
  toni  che  potrebbero essere o contenuti o messi da  parte   Ma  mi
  chiedo  come sia possibile che si parli da mesi di creare lavoro  e
  anziché parlare di lavoro, parliamo di tagliarci  cinquecento euro'
  dei  quali non si accorgerà nessuno, dei quali non  frega niente  a
  nessuno. La gente vuole andare a lavorare signor Presidente
      La   legge   sull'amianto  consente  di  far  lavorare   almeno
  cinquantamila persone in tutta la Sicilia.
   Io  mi  preoccupo dell'assenza del Governo. Io mi preoccupo perché
  alcuni   direttori  generali,  per  esempio,  fanno  peculato   per
  distrazione.  Perché solo per il motivo per cui una persona  non  è
  politicamente  vicina  alle idee dell'assessore  di  turno  vengono
  presi  e  spostati e da tecnici diventano amministrativi -  con  un
  grave danno erariale.
   Queste  sono le cose di cui mi preoccupo. Persone che  sono  state
  invitate  a  mettersi da parte dopo anni di grande  esperienza,  di
  grande capacità, di grandi risposte ai cittadini.
   Io, signor Presidente, le chiedo gentilmente di farmi sapere se la
  legge sull'amianto che è stata approvata all'unanimità in tutte  le
  commissioni  possa vedere la luce oppure no. Per il  resto,  signor
  Presidente, è Natale, cerchiamo di essere più bravi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gianni.
   Il  tema che lei ha posto è certamente importante, ricordo però  a
  lei,  a  me stesso e a tutta l'Aula, che quest'ultima è chiamata  a
  votare  entro  il  31  dicembre disegni di  legge  di  fondamentale
  importanza,  con impegni in scadenza, mi riferisco ai  precari,  mi
  riferisco   alle   province  e  ovviamente  al  bilancio   e   alla
  finanziaria.
   Subito  dopo l'approvazione di questi importanti disegni di  legge
  certamente   verrà  anche  calendarizzato  il  disegno   di   legge
  sull'amianto.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sulla  stessa
  lunghezza  d'onda  dell'onorevole Gianni,  considerato  che  ancora
  abbiamo  tempo e che domani avremo tre votazioni finali  di  legge,
  sarebbe  dunque  opportuno,  corretto,  importante  che  magari  il
  disegno  di legge sulla legge-voto per il casinò di Taormina  possa
  essere discusso stasera,  stabilire il termine per la presentazione
  dei  relativi  emendamenti e domani passare alla votazione  finale.
  Facciamo  i fatti in modo da poter dare delle risposte concrete  ai
  cittadini.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leanza, se l'Aula concorda con  questa  sua
  ragionevole  proposta, noi faremo quello che  è  stato  formalmente
  chiesto.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo
  rispondere semplicemente perché l'onorevole Cordaro aveva citato il
  mio  nome.  Volevo  dirgli una cosa, cioè che i  dati  che  abbiamo
  citato, non ce li siamo inventati, ma c'è un apposito file  che  si
  trova  sul sito dell'Assemblea regionale siciliana, che ha  proprio
  il   titolo   emblematico   Trattamento  economico   dei   deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana  e rileva che, dopo cinque  anni
  ininterrotti  e  quindi  un'unica  legislatura,  a  65   anni,   si
  percepiscono 1.023,07 euro. Non diciamo che si percepiscono subito.
  E' stato lei che, semanticamente, ha travisato il ragionamento. Non
  abbiamo mai detto quello. Noi abbiamo detto che con cinque anni  di
  contribuzione si va in pensione. Si va in pensione a sessantacinque
  anni,  ma  è  anomalo  in un mondo in cui si  va  in  pensione  con
  trentacinque anni di lavoro. Qui si va in pensione con cinque  anni
  di marche versate.
   Rispetto  alle sue posizioni politiche diverse dalle  mie,  quelle
  non  le  posso avallare, le posso contestare, ma le rispetto perché
  sono  espresse in una maniera garbata, ma mi premeva dirle che  non
  ci inventiamo nulla. Parliamo con dati alla mano.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco  che
  di questo argomento di cui sto per parlare, sinceramente, non avrei
  voluto parlare. Credo che far passare in silenzio alcuni argomenti,
  però,  finisce per dare l'idea che ciò che si dice assume carattere
  di verità perché nessuno lo contesta.
   Io   ho  sentito  l'onorevole  Cordaro  che  ha  fatto  un  onesto
  ragionamento ed ho sentito anche gli argomenti della collega Foti e
  poi dell'onorevole Cancelleri.
   Una  cosa  è la propaganda politica, uno ci può mettere di  tutto,
  usa  gli  argomenti  che  vuole, però non  mi  sembra  il  caso  di
  continuare a mistificare alcuni temi che sono delicati.
   Intanto,  vorrei rivolgermi  all'onorevole Cancelleri: non  esiste
  più  il vitalizio in questa Regione, dal primo gennaio 2012.  Siamo
  stati  la  prima  regione in Italia a cancellare il vitalizio  come
  strumento di trattamento in capo ai parlamentari in carica.
   Dal   primo  gennaio  2012,  onorevole  Cancelleri,  a  lei  viene
  trattenuta  una  quota  che trattasi di fondo  che  costituisce  il
  sistema  contributivo con il quale sarà calcolata la sua cosiddetta
  pensione  che se lei, paradossalmente, non la versa - ed  io  avevo
  fatto  una proposta nel testo della legge sulla spending review  di
  farlo  diventare un atto di mera facoltà -, nel senso  che  se  uno
  vuole  versa  il contributo e se lo ritrova quando va  in  pensione
  dopo  i sessantacinque anni, se non lo vuole se lo ritrova in busta
  paga   E'  una quota che paga dal suo trattamento. Non è una  quota
  che  paga  l'Assemblea  regionale. Vorrei anche  questo  ricordarlo
  perché,  vedete, c'è troppa, troppa mistificazione sulle  cose.  Il
  problema non è quanto guadagniamo o i benefici, i benefit
   Il  problema è la credibilità di una Istituzione e l'autorevolezza
  che  una  Istituzione deve avere nel rapporto con i cittadini.  Non
  esiste  nessun  sovrano se il sovrano non è  accettato  dai  propri
  cittadini. Altrimenti si chiama tirannia.
   Nella  democrazia il sovrano si chiama Parlamento. Se  il  sovrano
  Parlamento  viene  deriso,  viene  ridotto  a  barzelletta,   viene
  insultato,  in  una  fase  dove è troppo  facile,  proprio  per  la
  condizione di difficoltà che vive il Paese, per la rabbia  che  c'è
  in giro, noi rischiamo di uccidere non un privilegio, viva tutti  i
  privilegi  che  si  cancellano, rischiamo di  uccidere  il  sistema
  democratico. Dobbiamo dunque ridare autorevolezza alla  politica  e
  ai  politici perchè non si può continuare ad assecondare l'idea che
  in   Paese  dove  c'è  una  larga  corruzione,  in  un  Paese  dove
  l'illegalità  costituisce spesso il modello  diffuso  di  vita  per
  migliaia  e  migliaia di cittadini, si rappresenti la politica  non
  solo i singoli, ma la politica in quanto tale fonte del privilegio.
  Questo è insopportabile e pericoloso.
   Io non voglio aggiungere altro, non voglio giudicare nessuno, però
  credo  che  dobbiamo  smetterla con  questa  finta  visione  di  un
  battaglia politica
   Mi  piacerebbe  sentire i colleghi che si dividono  su  cosa  deve
  essere  l'IRFIS  in  Sicilia;  mi  piacerebbe  che  i  colleghi  si
  dividessero  se dobbiamo sciogliere le province o se dobbiamo  fare
  altre  cose,  insomma mi piacerebbe che ognuno di noi  mettesse  la
  propria competenza e il proprio sapere a disposizione delle riforme
  di   questa  Regione  non  quello  di  continuare  a  demolire   la
  credibilità  di questa Istituzione perché quando questa Istituzione
  crolla guardate  dietro  l'angolo  non  ci  sono  istituzioni   più
  trasparenti,   più   democratiche,  più  efficienti.   Ci   saranno
  istituzioni,  o  pseudo tali, in cui a tutelare gli  interessi  dei
  cittadini  sarebbero quelli che hanno più poteri e più mezzi  e  la
  povera  gente,  coloro  che  non hanno a  quale  santo  rivolgersi,
  saranno senza diritti e senza nessuno che li tuteli.
   Ecco  perché lo dico e chiudo, anche a coloro che pensano di  fare
  molte  battaglie  in nome dell'equità di questo tipo  sappiano  che
  finiscono proprio per fare una battaglia e introdurre una serie  di
  disuguaglianze soprattutto nei confronti dei più deboli.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sottoscrivo in pieno  quello  che
  lei ha detto e la ringrazio per la consueta chiarezza e la consueta
  saggezza.  Credo  di  interpretare il pensiero dell'Aula  e  quindi
  ritengo che la proposta dell'onorevole Leanza sia stata accolta.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
                           della Repubblica,
      ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante  Norme per
                           l'apertura di una
      casa da gioco nei Comuni di Taorimina e Palermo' (n. 180/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge voto da  sottoporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  recante:   Norme per l'apertura di una casa da gioco nei comuni  di
  Taormina e Palermo  (n. 180/A),  posto al numero 4).
   Invito  la I Commissione  Affari istituzionali   a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Rinaldi  per  illustrare  la
  relazione.

   RINALDI,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quello
  che  ci accingiamo a discutere è un disegno di legge che istituisce
  due case di gioco, una a Taormina ed una a Palermo. Chiaramente  ha
  l'obiettivo  di  considerare  a pieno titolo  questi  strumenti  di
  promozione e di richiamo turistico.
   Ci sono state anche delle critiche sull'apertura di queste case da
  gioco.  Per  noi  è  soltanto una legge voto,  quindi,chiediamo  al
  Parlamento nazionale l'approvazione, in un contesto in cui ormai le
  scommesse,   ma   anche   il   gioco  è  diventato   di   carattere
  internazionale  tramite i processi Internet o anche  altri   mezzi.
  Istituire dunque due case da gioco - una a Taormina e una a Palermo
  -  può  rappresentare sicuramente un'opportunità  per  il  richiamo
  turistico e quindi anche un indotto nei confronti dei territori che
  ospiteranno queste due case da gioco.
   Pertanto, proponiamo questo disegno di legge all'Aula per  la  sua
  approvazione.

   PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'eccessiva solerzia
  e  precisione  istituzionale del Presidente  Cracolici  non  mi  ha
  consentito  in Commissione di potere, per una frazione di  secondo,
  fare esaminare un mio emendamento volto

   CRACOLICI. Non so di cosa parli

   ODDO...  Lo sapevi perché è agli atti. Con una operazione di  alta
  marineria politica ha consentito il voto, in sede di I Commissione,
  soltanto  per  l'emendamento  di cui  lui  era  interessato  e  che
  riguardava  la creazione di una seconda casa da gioco in  provincia
  di Palermo.
   Sull'argomento  io  ho  presentato un disegno  di  legge  ben  due
  legislature  fa. Sto predisponendo in questi minuti un  emendamento
  che  già reca la firma fino a questo momento di venti parlamentari,
  fra  cui  anche quella del relatore del disegno di legge, ma  credo
  che arriverò - prima di presentarlo, e cioè domani mattina - ad  un
  numero  più  ampio  perché  anche  la  Sicilia  occidentale   possa
  usufruire  di questa possibilità. Intendo per  Sicilia  occidentale
  la provincia di Trapani che credo possa avere assolutamente diritto
  ad avere  anch'essa la stessa opportunità.
   Preannuncio, quindi, un emendamento aggiuntivo che, a mio  parere,
  recherà  la firma di non meno del 50 per cento dell'Aula,  compreso
  il  relatore  che mi ha onorato del suo consenso e di  molti  altri
  parlamentari.
   L'emendamento   non  è  in  questo  momento   agli   atti   perché
  l'accelerazione che è stata data all'esame di questo provvedimento,
  che  io condivido - non condivido l'azione del Presidente Cracolici
  in  I  Commissione  che ritengo sia stata poco corretta  -  ripeto,
  l'accelerazione di oggi la ritengo assolutamente opportuna, invece,
  tenuto conto dei tempi che abbiamo rispetto alla fase del bilancio.
  Pertanto,  in  maniera poco procedurale, assolutamente giustificata
  dai  tempi, espongo l'emendamento prima ancora di averlo presentato
  perché  evidentemente  lei ha aperto la possibilità  di  presentare
  emendamenti  pochi minuti fa e, quindi, non ho avuto la possibilità
  tecnica di poterlo presentare.
   Illustro  l'emendamento  prima  della  sua  presentazione,  ma   i
  colleghi  mi scuseranno, è assolutamente motivato dalle  condizioni
  temporali che si sono determinate.
   Condivido l'iniziativa legislativa dell'onorevole Leanza perché  è
  una  iniziativa  che  io ho, peraltro, presentato  in  passato,  in
  precedenti  legislature, e lo strumento della legge  voto  mi  pare
  assolutamente opportuno per dare una accelerazione a  questo  iter.
  Condivido  l'iniziativa  dell'onorevole  Leanza,  però  credo   sia
  assolutamente opportuno estendere questa opportunità  alla  Sicilia
  occidentale tenuto conto che la provincia di Trapani ha  in  questo
  momento  l'aeroporto  che  ha  avuto  percentualmente  il  maggiore
  aumento   di   passeggeri   in  Italia   negli   ultimi   18   mesi
  statisticamente.
   Credo  che  dotare  la provincia di Trapani di  una  struttura  di
  questo tipo sarebbe in assoluta sinergia con la presenza di turisti
  che  la Ryanair ha portato nella nostra provincia. E' una provincia
  che  risente di gravi problemi economici, e che certamente la  casa
  da  gioco non potrà risolvere in misura integrale, questo  è  molto
  chiaro, ma sono convinto che è una operazione che vada nella giusta
  direzione.
   Preannuncio,  quindi,  l'emendamento  presentato  da   un   numero
  cospicuo di parlamentari. Verrà formalizzato nei prossimi minuti, o
  nelle   prossime  ore  e,  comunque,  in  tempo  utile,  ma  volevo
  innanzitutto esporlo in questa sede.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  voglio
  sicuramente  fare  un  dibattito  ideologico  sul  valore  o  sulla
  opportunità  delle case da gioco ma, in un momento in cui  ci  sono
  tanti sindaci impegnati nella lotta alla ludopatia, nel momento  in
  cui  ci  sono decine di amministratori che modificano i regolamenti
  comunali  per  evitare  che ci siano le slot  machine  vicine  alle
  scuole, pensare che la risposta ai bisogni della Sicilia si dia con
  i  casinò mi sembra - come si dice - il momento sbagliato nel posto
  sbagliato.
   In  Sicilia  ci  sono decine e decine di famiglie  che  si  stanno
  rovinando  perché  uno dei componenti della famiglia  soffre  della
  ludopatia.
   Allora, capisco che non siamo noi a decidere se si aprirà  o  meno
  la  casa  da  gioco, perché la nostra è una legge-voto,  ma  voglio
  dirlo  - così per tutelare la mia coscienza e per sentirmi a posto:
  io,  quando si tratterà di presenziare per la votazione  finale  al
  disegno di legge, non voterò a favore del disegno di legge,  voterò
  contro  perché  lo considero una ricetta sbagliata  ai  mali  della
  nostra Regione.
     Penso che dovremmo riflettere su questo, perché aprire la strada
  ad uno dei casinò, poi si può aprire ad uno, a due, a tre, avere il
  casinò sotto casa non è sicuramente il modo migliore per rilanciare
  l'economia.  Noi dobbiamo far nascere fabbriche, aziende artigiane,
  aziende agricole, valorizzare l'eccellenza dei nostri prodotti.
   Non  mi  pare  che  il  rilancio dell'economia  lo  possiamo  fare
  attraverso  le  case da gioco. Attirano soldi,  ma  attirano  anche
  soldi  non  sempre frutto della fatica, del  lavoro  e  del  sudore
  delle  persone che li conquistano. Così la penso e volevo esternare
  il  mio pensiero.  Non sono uno che interviene molto nei dibattiti,
  soprattutto  quando  teme  che  più  che  Parlamento   diventi   un
  parlatoio,  ma  in un caso come questo, sentivo il dovere  di  dire
  come  la penso, perchè sono convinto che non stiamo portando avanti
  una  buona  legge  per la Sicilia, ma qualcosa di cui  tra  qualche
  tempo ci si potrà pentire.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  vorrei  iniziare
  rispondendo all'onorevole Cracolici. A Catania non c'è  bisogno  di
  un altro casinò, anche perché non ce ne sono in Sicilia.
   Ma  credo  che il momento delle bugie, delle mistificazioni,  ogni
  tanto, dovrebbe finire  Perché quando si parla di casinò, si  parla
  di  gioco,  in assoluto, forse, oggi l'Italia è diventata  uno  dei
  paesi   più  produttori  di  gioco.  Se  voi  andate  in  qualsiasi
  tabaccheria di Castelbuono o di Maniaci, vedrete che ci sono decine
  di persone che aspettano (ora c'è quel gioco nuovo che si chiama il
  Lotto  più  o  una cosa del genere) ogni cinque minuti l'estrazione
  elettronica di numeri.
   E allora, mi sembra che questo disegno di legge di stasera sia una
  cosa   importante.   E'  importante  per  tanti   motivi.   Vedete,
  stamattina, ascoltando una televisione, nella fattispecie Agorà, si
  parlava che nel 1962-63, quando è  morto Mao Tse tung, c'erano  600
  milioni  di  operai o di contadini cinesi che piangevano;  oggi  ci
  sono  in Cina 600 milioni di ricchi. E allora, noi abbiamo abdicato
  al  nostro ruolo perché non lo vede, onorevole Cracolici, il grande
  Guarnaschelli,  che  fu colui il quale negli anni  Sessanta  iniziò
  questa grande impresa su Taormina per fare il casinò.
   Credo  che in questo momento sia piacevolmente contento di  quello
  che   stasera  spero  avverrà,  prima  per  dare  uno  sviluppo   e
  l'assessore Stancheris, ritengo che sia l'assessore più  importante
  della  Regione siciliana,  perché non vorrei dissentire con  quello
  che  ha  detto l'onorevole Marziano, però assessore Stancheris,  se
  noi  pensiamo  ancora che possiamo aprire delle fabbriche  o  delle
  industrie che poi nel giro di due o tre anni chiuderanno perché non
  siamo  in  grado di sostenere una manodopera mondiale,  quella  che
  c'è, noi non siamo competitivi con i nuovi paesi come l'India e  il
  Brasile;  non parliamo poi della Cina che possibilmente  da  qui  a
  qualche anno si adeguerà ai canoni normali dei paesi occidentali.
   Assessore  Stancheris,  spero che lei  faccia  l'assessore  per  i
  prossimi  quattro anni, deve fare in modo che dobbiamo  portare  in
  Sicilia il turismo perché è questo che dobbiamo vendere e i  casinò
  sono quella punta di diamante che può portare in Sicilia perché noi
  abbiamo  abdicato  verso  Malta dove  arrivano  decine,  decine  di
  milioni di turisti che potrebbero sicuramente venire in Sicilia.
   Allora,  se  noi dobbiamo aprirne uno, due o tre  non  sta  a  noi
  aprire  i casinò perché è un discorso nazionale, ma noi ci dobbiamo
  battere  non  solo  per  i  casinò,  ma  sicuramente  per  i  porti
  turistici, sicuramente per le grandi eccellenze che la Sicilia  può
  dare  perché  se  pensiamo ancora oggi che noi possiamo  fabbricare
  delle  cose per le quali ci possiamo mettere in concorrenza  con  i
  paesi del nuovo mondo, credo che la politica qui sbagli.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  apprezzato
  l'intervento dell'onorevole Marziano, presidente della  Commissione
  Attività produttive, però non ne condivido lo spirito.
   Questo  disegno  di  legge testimonia come  l'Assemblea  regionale
  vuole  chiedere  al  Parlamento,  attraverso  una  legge-voto,   di
  esprimersi  su  quello che deve essere un'attività che  deve  anche
  potersi  svolgere all'interno della nostra Sicilia.
   E'  molto  facile  parlare  di ludopatia,  parlare  della  carenza
  infrastrutturale siciliana e del perché oggi il turismo arranca  in
  questa Terra.  Io sono ben curioso di sapere come si esprimeranno i
  nostri  parlamentari nazionali in favore di una possibilità per  la
  nostra Terra.
   Oggi,  aprire  le  case  da  gioco in Sicilia  vuol  dire  portare
  sicuramente un incremento del turismo e migliorare quelli che  sono
  i  servizi  che si offrono al turista nel visitare la nostra  Terra
  che già vive, grazie ai beni architettonici e allo splendido clima,
  una  grande  opportunità per lo sviluppo. Però, le case  da  gioco,
  come  tante altre attività, devono poter essere derogate anche alla
  Sicilia.
   E'  diventato ormai da troppo tempo simbolo di battaglie  che  poi
  alla  fine  non  hanno portato a nulla. Hanno  portato  soltanto  a
  volerci vedere emarginati rispetto al contesto del Mediterraneo,  a
  vederci  emarginati  rispetto ad un contesto anche  nazionale  dove
  queste deroghe sono state date in tempi passati.
   Quindi, con questo disegno di legge esprimiamo soltanto il  nostro
  indirizzo  al  Parlamento nazionale per chiedere la possibilità  di
  fare queste attività. Non sta a noi decidere se farne uno o più  di
  uno  e  dove.  Sarà compito più avanti, ottenuta la deroga,  capire
  quali  esigenze  e quale opportunità turistica vogliamo  dare  alla
  nostra Terra.
   Molto  spesso, io sono della provincia di Catania, ma anche  altri
  cittadini  delle altre province si recano a pochi chilometri  dalla
  nostra  beneamata  Sicilia, per andare a Malta, in  Croazia  o  nei
  vicinissimi  confini  tra l'Italia e la Svizzera  per  giocare,  ma
  soprattutto  per andare a passare le proprie vacanze.  Non  capisco
  perché  altri cittadini del nostro Paese o turisti non  lo  possono
  fare in Sicilia.
   E'   veramente   ridicolo  trovare  differenze   e,   soprattutto,
  inopportuno  limitare  questa  Terra  nell'opportunità  che   altre
  regioni hanno avuto.
   Esprimo, quindi, il mio parere favorevole al disegno di legge e mi
  auguro che i nostri parlamentari nazionali facciano la stessa cosa.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho   molto
  apprezzato  l'intervento  dell'onorevole Marziano  perché  ha,  con
  coraggio, espresso una posizione che non è mediana tra posizioni ma
  è certa, netta.
   Dobbiamo prenderci una responsabilità, dobbiamo sapere se vogliamo
  andare  in  una  direzione piuttosto che  in  un'altra.  In  questa
  Assemblea  moltissimi  deputati hanno  presentato  almeno  già  tre
  disegni di legge per mettere a segno delle norme a contrasto  della
  ludopatia; quindi, attività socio-sanitarie, attività di  controllo
  sulle   addizionali   regionali  IRAP  per  quanto   riguarda    la
  possibilità  di  agevolare chi dismette le macchinette  e  le  slot
  machine negli esercizi commerciali.
   Sono  proprio  delle  norme a contrasto dell'esistenza  di  queste
  realtà,  proprio perché ci rendiamo conto che questo sta diventando
  una  malattia,  ha  anche  un  suo  nome,   gap   (gioco  d'azzardo
  patologico),  per  cui  molte regioni hanno  già  messo  in  essere
  moltissime operazioni per il Servizio sanitario regionale.
   Presentare un disegno di legge del genere, seppure legge-voto, per
  andare ad aprire un casinò, chiaramente si scontra con quella che è
  la  volontà,  la  capacità  di andare a legiferare  in  quel  modo.
  Quindi,  ci  dobbiamo rendere conto che siamo  per  andare  in  una
  direzione, quindi proibire, quindi combattere, quindi far diminuire
  la  presenza  delle slot machine,  di tutti i giochi d'azzardo  che
  possono  creare patologie nell'utente in Sicilia oppure li vogliamo
  alimentare. Questa domanda la faccio a tutte le persone  che  hanno
  firmato  e presentato quei disegni di legge. Allo stato attuale  mi
  risulta che sono molti e sono tanti. Questa cosa secondo me  è  già
  un punto di partenza per il ragionamento.
   Se mi devo esprimere sulla legge non mi pare che possiamo andare a
  parlare  di  sviluppo  economico  della  nostra  Terra  andando  ad
  avanzare  la  pretesa  di  poter aprire  uno,  due,  tre,  quattro,
  cinque, dieci casinò  perché nel momento in cui è a Taormina perché
  non  farlo a Cefalù, perché non farlo ad Erice, perché non farlo  a
  Sciacca,  perché  non farlo a Gela, perché non farlo  in  tutte  le
  altre  città  in cui ognuno di noi risiede  Siamo 90,  ne  potremmo
  aprire una novantina così almeno siamo tutti d'accordo e siamo  ben
  contenti.
   Non  è questa la strada  La strada dello sviluppo economico è  ben
  altra  e  passa  attraverso logiche che devono  tutelare  anche  il
  benessere  delle famiglie in un momento in cui, invece, rispetto  a
  questo   problema  vediamo  tantissime  famiglie  sul  lastrico   e
  tantissime  persone  che, prese ormai da questa  patologia,  perchè
  tale  è  ed  è riconosciuta in questo modo, dilapidano  le  proprie
  pensioni,  i  propri  stipendi, anche quando  sono  piccoli  e  non
  riescono  a  portare a casa nulla. E succedono  anche  le  tragedie
  familiari.  Quindi,  come legislatori siamo  chiamati  a  risolvere
  questo problema e non quello dell'apertura di casinò.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   spesso   e
  volentieri quando in Sicilia si sente la parola  casinò   viene  la
  suggestione, ci si immagina di diventare Las Vegas, Montecarlo;  in
  realtà,  siamo la Sicilia ed abbiamo ben altre cose con cui portare
  avanti la nostra competizione turistica con località come Malta.
   Noi  ci dobbiamo creare il problema di essere in competizione  con
  un'isola bellissima, per carità, che ha però ha ben cinque casinò e
  ci  dimentichiamo  quello  che c'è sul  nostro  di  territorio,  ci
  dimentichiamo   Taormina,   come  città   non   come   casinò,   ci
  dimentichiamo della Valle dei Templi, ci dimentichiamo della  Villa
  del Casale o ci dimentichiamo anche delle realtà naturalistiche che
  abbiamo, l'Oasi di Vendicari, Scopello, la Riserva dello Zingaro.
   Noi  dobbiamo  pensare  di  fare venire i  turisti  sfruttando  in
  maniera  adeguata  queste risorse che sono  nel  nostro  patrimonio
  naturale  e  non dimenticarci di quello che è il nostro  patrimonio
  culturale  e  storico, l'enogastronomia ad esempio, sono  questi  i
  motivi  di  sviluppo economico  che dobbiamo cercare. In  un'isola,
  peraltro,  che  è  ai primi posti per criminalità organizzata,  per
  pizzo,   per   richieste   di  pizzo,  con  imprenditori   piccoli,
  negozianti,  che sono costretti a chiudere le loro attività  quando
  non  vengono picchiati, quando non vengo ammazzati dalle  richieste
  di  pizzo.  E noi portiamo un casinò che è fonte di traffico  e  di
  circolazione  di milioni di euro  Ma siamo sicuri  in  mano  a  chi
  andranno questi soldi?
   Concludo  col  discorso  etico che  già  è  stato  portato  avanti
  dall'onorevole  Cancelleri e dall'onorevole Marziano.  Io  sono  un
  fumatore e spesso mi capita di entrare nelle tabaccherie. Io non so
  se  a  qualcun  altro  di  voi è capitato di  vedere  cittadini  in
  adorazione  davanti  al  monitor del  lotto  istantaneo,  cittadini
  spendere 50, 100 euro, anche di più, per comprare i gratta e vinci.
   Se noi mettiamo un'ulteriore fonte di sperpero

   VULLO. Ma questi non potranno entrare nei casinò

   SIRAGUSA.  Lo  so, fanno entrare le slot machine, il  baccarà,  lo
  chemin de fer, il poker, la roulette, lo so benissimo come funziona
  un casinò e immaginatevi i cittadini che in un momento come questo,
  soprattutto  di  crisi,  in cui molti vedono  la  speranza  di  una
  vincita a un gioco come risolutivo dei loro problemi, immaginiamoci
  quanti  cittadini  siciliani rischieranno di  andare  a  sperperare
  tutto  il  loro denaro dentro un casinò  Il rischio reale  che  noi
  corriamo è quello di avere sì molti clienti dentro i casinò, ma non
  cittadini  stranieri che verranno a dare i loro soldi, ma  famiglie
  siciliane che si andranno a rovinare dentro questi casinò.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, bisogna che ci congeliamo, bisogna  che
  tutto  rimanga immobile, bisogna che in questa Sicilia non  bisogna
  fare  nulla, bisogna sempre avere paura del nuovo, bisogna fare  sì
  che  tutto  si  fermi  in  modo tale che  questa  Terra  lentamente
  scivoli sempre più giù
   Io condivido il disegno legislativo presentato sulla nascita di un
  casinò a Taormina, ritengo che sia un'opportunità per questa  Terra
  e ritengo anche che possa diventare un'opportunità per altre città,
  perché se è bene che vi sono beni culturali, se è bene che ci  sono
  beni paesaggisti e naturali da vivere e da visitare è anche bene da
  offrire uno spettro completo per coloro che vogliono venire a  fare
  turismo e in modo specifico a fare quello che si fa in un casinò.
   Certamente,  la democrazia è una cosa molto bella, ognuno  la  può
  pensare  come vuole e può dire ed esprimere ed esporre  il  proprio
  pensiero.  Tuttavia,  io  ritengo che in questa  Isola,  in  questa
  nostra  Sicilia  ci  sia un grande bisogno, ci sia  il  bisogno  di
  liberarsi del passato e andare con passo sicuro e certo, così  come
  sta  facendo  il  Governo Crocetta per raggiungere obiettivi  quasi
  insperati.

                           (Brusio in Aula)

   I  miei  colleghi  sono irritati non dalle mie  parole,  ma  dagli
  ultimi sondaggi che li vedono molto interessati. Per cui, io dico a
  voi amici miei cari colleghi, andate avanti sempre con certezza  di
  idee e di progetti e, alla fine, ce la farete anche voi.
   Quindi,  Signor Presidente, io rinnovo la mia attività propositiva
  rispetto a questo disegno di legge.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  mi  convinco
  sempre  di  più che questa Terra è la Terra degli utili idioti,  la
  Terra  dei  provinciali puri, la Terra di  coloro  a  cui  si   può
  imporre  tutto,  la  Terra di tanta gente  che  costantemente  deve
  vedere calpestati i propri diritti, la Terra che deve apparire  più
  realista del re. La Terra che, pur con tutte le ricchezze che ha, è
  costretta,   per  questo  provincialismo  puro,  a   vivere   nelle
  ristrettezze.
   Signor  Presidente, con le motivazioni più varie nel  corso  degli
  anni  è  stato  impedito in questa Terra che  tutti  dicono  essere
  bellissima, che tutti dicono essere unica, che tutti dicono  essere
  la  grande piattaforma logistica del mediterraneo, che tutti dicono
  essere  la  patria  forse del più imponente patrimonio  di  storia,
  cultura e di bellezze naturalistiche esistente nell'intero pianeta,
  però questa Terra non deve avere nessuna possibilità di sviluppo
   Prima  si  sono  inventati il fatto che non si potevano  aprire  i
  casinò  -chi vi parla è uno che non  è mai andato a giocare  in  un
  casinò  e che mai ci andrà, ma è uno che non può rinunciare a  fare
  le proprie constatazioni - non si potevano, dicevo, aprire i casinò
  perché  c'era  la mafia, salvo dimenticare poi che  nel  corso  del
  tempo quelle stesse persone che da sempre hanno detto che qui c'era
  la  mafia,  hanno certificato che la mafia è diventata  ndrangheta,
  camorra,  sacra  corona unita. che nel frattempo si  è  spostata  a
  Milano, che nel frattempo ha pervaso tutti i paesi sviluppati e non
  del  mondo, però qui continuava e continua a esistere il veto a che
  si  possa  aprire questa fonte di ricchezza. Perché  di  questo  si
  tratta   Perché non c'è paese al mondo, anche quelli più  avanzati,
  anche  quelli  dove  la  giustizia  funziona  veramente,  anche   e
  soprattutto quelli che fanno una serrata lotta alla mafia, ci  sono
  una  infinità di casinò, perché appunto lì si vede per  quelli  che
  sono,  cioè  una  grande fonte di sviluppo e  di  ricchezza  per  i
  territori dove sono allocati.
   Ma  la  cosa  più paradossale, la cosa più incredibile che  ancora
  oggi  si  continui  a  sostenere quella  tesi  è  un'altra,  signor
  Presidente  e  onorevoli colleghi, e cioè che in  presenza  di  uno
  Stato biscazziere, in presenza di uno Stato che fa dei giochi,  dei
  videogiochi che sono fonti di dipendenza, una fonte di introito-  e
  che  fonte di introito  - a fronte di questo Stato biscazziere  che
  ha  fatto diventare tutti i bar, tutti i locali di questa  Isola  e
  non  solo ma di tutta Italia, dei veri e proprio mini casinò  senza
  nessun tipo di controllo, si debba ancora impedire di aprire invece
  una  casa  da  gioco, quella  sì con tutti i controlli possibili  e
  immaginabili  Qui siamo arrivati all'assurdo, signor Presidente
     Lo  Stato biscazziere che vuole impedire a questa Terra di avere
  invece  un  luogo, il casinò, che rappresenta questa  sì  fonte  di
  sviluppo  per tutti, e che questa sì è controllata da  parte  dello
  Stato  e  continuare invece ancora con la vecchia favola. Ma  se  a
  ogni  passo c'è il videogioco, la macchinetta mangiasoldi che porta
  soldi  per  lo Stato, quindi soldi per lo Stato rubati agli  ignari
  cittadini  che  diventano dipendenti, quelli  possiamo  continuare,
  dobbiamo  continuare a tollerarli anzi ben venga che se ne facciano
  altri,  e  si deve continuare invece con il divieto, con la  favola
  rispetto  al  casinò,  a  Taormina,  a  Palermo  piuttosto  che  se
  dovessero nascerne anche altri in altre parti dell'isola  che  sono
  un punto di richiamo turistico
   E'   veramente  incredibile   Ed  è  ancor  più  incredibile   che
  quest'Aula possa ancora una volta continuare a soggiacere a  questa
  vergogna
   Io  posso capirlo un discorso del genere trent'anni  fa,  ma  oggi
  con la mafia che insegue i denari dappertutto - e penso soprattutto
  fuori dalla Sicilia perché è lì che si trovano - oggi, con la mafia
  che  scopriamo ogni giorno che è attiva più al Nord che al  Sud  si
  vuole   ancora  una  volta  accampare  questo  tipo  di  scusa   e,
  soprattutto, dopo che la preoccupazione più importante  che  ha  il
  Governo centrale è quella di pensare a nuove fonti di finanziamento
  con  nuovi  giochi,  nuove autorizzazioni di giochi  online  -  che
  quelli  sì sono fuori controllo e producono dipendenza - ancora  si
  accampa questa scusa.
   Invito, quindi, i membri di questo Parlamento a non soggiacere mai
  più  a questo ricatto e a diventare veramente siciliani e difensori
  di questa Terra.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  ho
  ascoltato  con molto interesse gli interventi che si sono succeduti
  sul  disegno di legge in discussione e devo dire che utilizzerò  un
  tono  che si collega al rispetto che porto per le diverse opinioni,
  tutte a mio parere condivisibili dal loro punto di vista, anche  se
  la mia idea e lo preannuncio sin da subito così come il mio voto  -
  e preciso anche perché il mio voto e non quello del Gruppo - il mio
  voto sarà favorevole a questo disegno di legge. Dico il mio voto  e
  non  quello del mio Gruppo perché ritengo che su un tema del genere
  ciascuno  si  possa  e  si  debba  determinare  come  ritiene   più
  opportuno.  Sono  convinto che i miei colleghi voteranno  come  me;
  però,  non  è  certamente un voto politico, è un voto  legato  alle
  esperienze di vita, al proprio modo di intendere anche la vita,  ma
  è  un  voto che io spiegherò perché sono convinto di poter dare  un
  contributo affinché questo disegno di legge venga approvato e venga
  approvato con una larga maggioranza.
   Intanto,  voglio  dire, e questo lo dobbiamo  chiarire  a  chi  ci
  ascolta,  che  questo è un disegno di legge-voto, altrimenti  diamo
  all'esterno il messaggio che noi approviamo questa legge  e  domani
  apriamo  i  casinò in Sicilia. Casinò in Sicilia non se ne  aprono.
  Questo  è  un disegno di legge-voto, la competenza è del Parlamento
  nazionale,  questo disegno di legge invita, chiede  - e io  auspico
  con una larga maggioranza - al Parlamento nazionale di fare in modo
  che si aprano anche in Sicilia i casinò.
   Ho ascoltato con attenzione anche gli interventi contrari e voglio
  dire  sommessamente che non li condivo non tanto  perché  non  sono
  consapevole   -  e lo sono appieno - dei disastri che  provoca  nel
  nostro  tempo  la  ludopatia,  che  distrugge  i  sistemi  nervosi,
  distrugge  strutture di personalità, distrugge  famiglie,  annienta
  imprese,  però  io  sono  convinto che  un  casinò,  con  tutte  le
  strutture  di  sicurezza che si occupano del suo  funzionamento,  è
  certamente  di gran lunga intanto più sicuro di un bugigattolo  nel
  quale  si gioca di nascosto con una slot machine il più delle volte
  taroccata.
   Voglio  dire che oggi, purtroppo, se si vuole giocare con i  soldi
  basta  collegarsi con un mini computer portatile, con un tablet  ad
  un sito che ti permette da casa tua, dalla più comoda o più scomoda
  delle  poltrone,  di giocarti anche un patrimonio  da  casa,  senza
  bisogno di uscire.
   Voglio  dire  che abbiamo le sale bingo, che tante  volte  abbiamo
  scoperto  nelle  nostre  città essere controllate  e  soggiacere  a
  sistemi  non  sempre specchio di legalità; voglio dire  soprattutto
  che  abbiamo un sistema TV e di pubblicità che tutto fa tranne  che
  scongiurare la ludopatia, ma al contrario si occupa di spiegare che
  il gioco è una cosa bella  e va fatta in tutte le sedi.
   Ed  allora,  siccome voglio ricordare a quest'Aula, ma soprattutto
  fuori da qua che in un comprensorio come quello di Malta che ha una
  grandezza  pari  circa alla città di Trapani  ci  sono,  mi  dicono
  cinque  casinò,  con un volume d'affari di cento  milioni  di  euro
  all'anno.
   Caro  collega  che  mi ha preceduto, io credo che  con  un  volume
  d'affari  del  genere noi non solo riusciamo a dare  un  contributo
  sostanziale alla nostra economia, non solo riusciamo ad avviare  al
  lavoro producendo reddito vero e, quindi, facendo partire un volano
  positivo, vero che crei lavoro vero, tanti giovani siciliani, ma io
  credo  soprattutto che per tornare alla Villa del Casale,  con  gli
  introiti  che  riuscirebbe ad ottenere la  Regione  siciliana,  noi
  riusciremo anche ad occuparci di tutti quei siti archeologici e  di
  tutti  quei  beni monumentali che oggi non abbiamo  una  lira,  non
  soltanto per ristrutturare ma manco, forse, per tenere in piedi.
   Ed  allora, rispetto a tutte queste cose, noi abbiamo la necessità
  e  lo  possiamo  fare in Sicilia anche attraverso l'iniziativa  dei
  casinò, abbiamo la possibilità di destagionalizzare il turismo.  La
  Sicilia  può avere turismo dodici mesi all'anno, così come ce  l'ha
  Malta,  così  come  ce l'hanno quei casinò che  stanno  al  confine
  d'Italia, non si capisce perché non devono stare anche in  Sicilia.
  Abbiamo  la  possibilità  di  attrarre  investimenti,  abbiamo   la
  possibilità  di  creare occupazione.  Abbiamo - e  concludo  -  una
  grande   seria   necessità,  che  è  quella   di   scongiurare   le
  infiltrazioni mafiose nella gestione dei casinò.
   Io  sono convinto che questo si può fare perché ci sono certamente
  persone  al di sopra di ogni sospetto che possono essere  poste  al
  comando  di  queste  strutture, ci  sono  immagino  ad  esempio  ex
  prefetti  in  pensione piuttosto che ex generali dei Carabinieri  o
  della  Finanza piuttosto che ex alti magistrati che possono  essere
  con   competenza  messi  a  capo  di  una  struttura  del   genere,
  scongiurando ogni possibilità di infiltrazione mafiosa.
   Faccio  questi esempi, ne potrei fare altri, però certamente,  con
  tutto  il  rispetto, ribadisco, per chi ha mostrato  argomentazioni
  contrarie,  con  tutta  la considerazione  che  in  questo  momento
  storico  dobbiamo  avere per un problema serio  come  quello  della
  ludopatia, credo che l'apertura anche di tre casinò, perché no - mi
  rendo  conto  che a Taormina e Palermo potrebbe aggiungersi  Erice,
  così  come  chiede  l'onorevole Oddo -  sono  convinto  che  questo
  potrebbe  essere importante per dare un contributo alla  ripartenza
  economica della Sicilia e, quindi, il nostro voto sarà favorevole.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io annuncio il
  mio  voto favorevole a questo disegno di legge e sinceramente,  per
  quanto  rispetto  le  opinioni di tutti, ritengo  che  sia  assurdo
  venire  su  questo  podio a dichiarare un voto contrario  a  questo
  disegno di legge, perché credo che in questa Terra se non riusciamo
  mai a fare qualcosa è perché sembriamo i  signor no', una volta per
  vincoli paesaggistici, un'altra volta per motivi ambientali,  altre
  volte perché la mafia può entrare nei casinò.
   Io  credo,  però,  che se i casinò esistono  a  Sanremo,  a  Saint
  Vincent,  a Venezia, quindi esistono al Nord d'Italia, non possiamo
  accettare  come  Regione  siciliana questa discriminazione  di  non
  essere  autorizzati ad alzare il livello del turismo  della  nostra
  terra.
   E' troppo comodo dire che  c'è la mafia, quindi, non possiamo fare
  i  casinò  perché forse la vera domanda che quest'Aula si  dovrebbe
  porre è capire perché lo Stato italiano, ad un certo punto, non  ha
  più autorizzato nuovi casinò.
   Forse  perché  è dietro altre cose che c'è la mafia.  Lo  leggiamo
  anche da diversi articoli di giornale, forse, le slot machines   in
  Italia hanno portato qualcosa che di buono non c'è.
   Tutte le patologie di cui parlano alcuni colleghi, condivido che è
  un  problema, però queste patologie, come ha detto bene l'onorevole
  Cordaro,  si  può giocare a poker anche con Internet e,  quindi,  è
  inutile che ci nascondiamo dietro la nascita dei  casinò.
   Io  credo  che  il  casinò è anche quello un indotto  per  portare
  ricchezza  nella  nostra  terra,  per  creare  strutture  ricettive
  all'altezza  e, quindi, mi auguro che quest'Aula dia  il  suo  voto
  favorevole.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA. Signor presidente, onorevoli colleghi, comincio col dire
  una cosa, io sono, con tutto il mio  Gruppo parlamentare, stanca di
  sentire  dire  che  la  Sicilia può vivere di turismo  dodici  mesi
  l'anno.  Nei fatti questo è il miglior slogan di tutti i  programmi
  elettorali, però nella concretezza e nei fatti la Sicilia non è  in
  grado  di  far partire l'economia proprio dal turismo che è  quello
  che si dovrebbe fare.
   Ho  sentito  qualcuno parlare della Croazia perché in  Croazia  ci
  sono  casinò, però è anche vero che chi è stato in Croazia può dire
  che  là  il  turismo  funziona,  che  là  il  turismo  culturale  è
  valorizzato, che là il turismo naturalistico è valorizzato, che  là
  il turismo sportivo è valorizzato, che là tutti i servizi turistici
  funzionano al massimo.
   Cosa  che  non  avviene in Sicilia. Sembra come  che  quasi  nella
  nostra  isola  cerchiamo la strada più corta, non  sappiamo  e  non
  siamo  in grado di far funzionare il turismo, di portare i  turisti
  in Sicilia, però vogliamo aprire dei casinò.
   E'  un po' come quello che si voleva fare col ponte sullo Stretto.
  Noi non abbiamo le infrastrutture, né ferroviarie, né stradali però
  volevamo costruire questa grande opera.
   Il ragionamento è lo stesso. Credo che, innanzitutto, noi dovremmo
  fare  funzionare il turismo per la nostra reale vocazione,  come  è
  stato   detto,  turismo  enogastronomico,  culturale,  sportivo   e
  naturalistico, dopodiché, paventare altre soluzioni.
   Per  quanto  riguarda  i giocatori, il problema  della  patologia,
  visto  che  mi  piace parlare con numeri, volevo  riportare  alcuni
  dati,  in  particolare, legati a quello che sta  facendo  lo  Stato
  italiano,  perché  noi  vediamo gli  ultimi  governi  aumentare  in
  maniera esponenziale l'offerta del gioco.
   Si   sono  aggiunti  tantissimi  giochi,  giochi  on-line,   super
  enalotto, win for life.
   Questa  tendenza non ha fatto altro che far ammalare i  cittadini.
  In  Italia contiamo ben un milione di giocatori patologici più  due
  milioni di soggetti a rischio.
   In  Italia  i cittadini sprecano 88,5 miliardi di euro  in  gioco,
  però,  stranamente,  si  spendono tre  miliardi  per  curarli.  Noi
  abbiamo  da  un  lato uno Stato che fa ammalare i propri  cittadini
  perché è lo Stato che lo permette, dall'altro lato spreca soldi per
  curarli.
   E  appunto  sempre  perché di numeri vogliamo parlare,  di  questo
  milione  di giocatori patologici soltanto, soltanto tra virgolette,
  200  mila  sono siciliani perché la realtà dei fatti  sta  che  nei
  paesi più poveri, nei paesi dove si sente più la crisi la gente  si
  rifugia  nel  gioco,  nel  gioco d'azzardo,  perché  si  dà  sempre
  l'illusione  di poter vincere facilmente, che è quello  che  sembra
  che l'Italia voglia portare avanti.
   Quindi,  per  concludere  il  mio discorso,  che  cos'è  il  gioco
  d'azzardo?  Il  gioco  d'azzardo è quando la  componente  aleatoria
  supera  la componente di abilità e in questo senso volevo dire  che
  non  è che  i  Gratta e Vinci  le slot machine sono gioco d'azzardo
  buono  e il casinò è gioco d'azzardo cattivo  Il gioco d'azzardo  è
  gioco  d'azzardo e per questo noi voteremo no a questo  disegno  di
  legge.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  francamente  sentire parlare di GAP come acronimo che  indica,  per
  l'appunto,  il  gioco  d'azzardo patologico e  sentire  parlare  di
  ludopatia  con  riferimento  ad un'opportunità  che  viene  offerta
  attraverso  l'istituzione,  attraverso  questo  provvedimento,   di
  casinò nell'area di Taormina e nella città d'arte di Palermo, mi fa
  un po' sorridere.
   Mi  sembra  che  si voglia rinviare il problema che  è  di  natura
  civica,  che  è  di  natura pedagogica, che  è  persino  di  natura
  sanitaria e curativa, ad una questione che nulla c'entra con questi
  temi,  mi  sembra assolutamente demagogico, mi sembra assolutamente
  strumentale  assumere  posizioni di questo tipo,  ed  è  lo  stesso
  atteggiamento  che talvolta, parlando con riferimento all'approccio
  istituzionale, ha persino tenuto -  mi scuserete per  i  toni  poco
  istituzionali -  il nostro stesso Stato, quando noi ci troviamo  di
  fronte alla scelta del monopolio,  che ha inserito la  scritta  sui
  pacchetti di sigarette:  Nuoce gravemente alla salute .
   Bene, da una parte si fa una campagna finta, falsata, legata ad un
  messaggio, che si vuole dare, di prevenzione, ma dall'altra non  si
  pone   in   essere  alcuna  attività  reale  che  questa   finalità
  effettivamente si propone.
   Bene  a  me sembra di cogliere, pur rispettando l'atteggiamento  e
  l'argomentare dei colleghi sulla questione, di cogliere  lo  stesso
  atteggiamento  da  struzzo, di chi si  mette   la  testa  sotto  la
  sabbia.
   Io preannuncio che il mio voto sarà favorevole a questo disegno di
  legge  rispetto  al  quale  in questa  sede  rivendico  persino  la
  paternità nella misura in cui sono firmatario insieme all'onorevole
  Leanza  che  presentò   questo disegno  di  legge  con  riferimento
  all'area di Taormina, io immaginai  a quella data che tale esigenza
  potesse  essere  posta  in essere anche con riferimento  a  Palermo
  città  d'arte,  città di cultura, città con una costa meravigliosa,
  che  guarda alla sua provincia con un entroterra generoso,  con  un
  sole   che   splende   tutto   l'anno,   che   avrebbe   tutte   le
  caratteristiche,  come  dicono tutti,  per  poter  vivere  di  solo
  turismo, ma che di fatto in questo momento scivola lentamente tra i
  drammi  della  disoccupazione,  della  marginalità  sociale  e  dei
  giovani  che  non  trovano lavoro, senza provare  a  cercare  delle
  soluzioni.   Delle  soluzioni che devono  andare  per  forza  nella
  direzione  dello  sviluppo di  questa terra,  delle  soluzioni  che
  vanno  rintracciate per forza in occasioni che consentano di  porre
  in  essere  quello che può diventare volano di parte  dell'economia
  produttiva nel nostro Paese.
   Sono  d'accordo  con  tanti deputati che hanno  espresso  un  voto
  favorevole rispetto a questo disegno di legge, non ultimo mi sembra
  l'onorevole Ragusa di cui condivido il suo approccio tranne  quella
  piccola parte dove mostrava apprezzamento in toto per il lavoro  di
  questo  Governo  che  ahimé,  invece,  purtroppo,  rimane  silente,
  nascosto  e  addormentato,  lasciando  all'iniziativa  parlamentare
  quella  poca  attività  che,  invece,  azioni  di  sviluppo   vuole
  realizzare.
   Miliardi di euro spesi, sentivo prima, per il gioco e miliardi  di
  euro spesi per curare chi dalle patologie legate al gioco d'azzardo
  è risucchiato  dentro questo vortice.
   Io  credo  che i miliardi siano stati spesi in modo maledettamente
  sbagliato  ma,  soprattutto, credo che  si  sia  annidato  lì,  nel
  malaffare,  nella microcriminalità, nella clandestinità  del  gioco
  stesso,  dentro  quei magazzini, dentro quei sotterranei  e  spesso
  nella  modernità  del  gioco on-line che non ha bisogno  di  essere
  celato  in magazzini nascosti perché è alla portata di tutti.
   E  lì di fronte a quel dramma, invece, nessun provvedimento arriva
  in  aiuto,  né  da  parte del Governo nazionale, né  da  parte  del
  Governo regionale in aiuto di tanta gente - lì sì - che non solo si
  è  impoverita,  che non solo ha dato vita a veri  e  propri  drammi
  famigliari  spogliandosi spesso di tutto  e  rimanendo  isolata  in
  quegli angoli bui dove il soggetto si ritrova da solo con se stesso
  senza   alcun   sistema   di  regole,  senza   alcun   sistema   di
  istituzionalizzazione come invece accadrebbe, per l'appunto, in una
  casa da gioco.
   Una casa da gioco, quindi, finalmente speriamo a Palermo. Una casa
  da  gioco,  un casinò finalmente speriamo a Taormina e,  perché  no
  come qualcun altro ha anche proposto, in altri luoghi che diventino
  simbolo  dello sviluppo all'interno di questa terra dove  tanto  si
  parla  di  turismo e di promozione del territorio  ma  poco  si  fa
  perché questo davvero avvenga.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  volevo
  sfatare, con questo mio intervento, un mito.
   Non  è  che  se  noi votiamo questa legge voto, e  poi  avremo  la
  possibilità  di  avere  i  casinò  nella  nostra  Sicilia,  abbiamo
  determinato l'aumento del disturbo patologico del gioco  d'azzardo,
  perché  non  è  la  costituzione dei casinò che fa  incrementare  o
  impennare  l'aumento di malattia perché sono due cose completamente
  differenti.
   Lo  dicevano  quelli che mi hanno preceduto, lo diceva l'onorevole
  Cordaro,  oggi  si può giocare tranquillamente in  qualsiasi  parte
  della  nostra  casa, in qualsiasi angolo, basta  un   computer  per
  potersi collegare al gioco on-line.
   Quindi,  questo binomio che casa da gioco uguale ad aumento  della
  malattia  sicuramente  va sfatato e lo dico  con  ragion  di  causa
  perché la mia attività è quella di psichiatra. E', quindi, indubbio
  che questo lo dobbiamo mettere da parte.
   Abbiamo   una   opportunità.  L'opportunità  di  creare   un'altra
  possibilità  di sviluppo nella nostra terra, quindi - perché  no  -
  queste  case da gioco dove esistono tutti i controlli possibili  ed
  immaginabili. Penso che la Sicilia ormai è matura, si è  costituita
  una  coscienza  elevata  per combattere  e  contrastare  la  mafia,
  quindi,  non mi convince l'idea che la motivazione è che in Sicilia
  non   si   possono  avere  i  casinò  perché  c'è  il  rischio   di
  infiltrazione  mafiosa,  perché  la  nostra  coscienza,  ormai,  ci
  consente di contrastare questo fenomeno.
   Annuncio, quindi, il mio voto, il mio voto personale, a favore  di
  questa  legge-voto  perché  questa  consente  di  mettere  in  moto
  un'altra economia perché è indubbio che la Sicilia oltre al sole  e
  al  mare,  al  patrimonio culturale immenso, ha nell'enogastronomia
  un  altro  patrimonio, ma perché non  aggiungere a questo anche  la
  possibilità  di mettere in moto tutto il movimento di turisti  che,
  attualmente, saltano la nostra Isola e vanno - come diceva qualcuno
  - a Malta o in altre regioni d'Italia?
   Penso che chi ha un disturbo di personalità e, quindi, può mettere
  in  evidenza  una patologia lo fa a prescindere dalla presenza  dei
  casinò,  perché  anche il  Gratta e Vinci',  anche  la  sala  Bingo
  possono  determinare un fenomeno che può sforare  nella  patologia.
  Quindi, sicuramente, non andremo a turbare l'equilibrio psicologico
  di  nessuno  se dovessimo votare questa legge, anzi  penso  che  la
  dovremmo  votare  tutti positivamente perché alcuni  voti  contrari
  potrebbe  determinare, poi, a cascata, in coloro i quali la  devono
  votare  nel parlamento italiano, la convinzione che, forse, nemmeno
  noi siamo convinti di volere i casinò.
   Quindi,  sarebbe opportuno che su questo ci fosse una  riflessione
  da  parte di tutto il Parlamento per  far sì che l'espressione  del
  voto sia unanime, partendo dal presupposto che ci dà la possibilità
  di  creare  una  economia in più, rispetto a quello che  abbiamo  e
  sicuramente non nuociamo alla salute.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO.  Signor Presidente, intanto  vorrei  chiederle:
  siamo in discussione generale?

   PRESIDENTE. Sì, siamo in discussione generale. Il termine  per  la
  presentazione degli emendamenti è fissato per domani,  18  dicembre
  alle ore 10.00.

   CASCIO   FRANCESCO.  Signor  Presidente,  spero  che  non  vengano
  presentati  emendamenti,  sinceramente, anche se ne  ho  visto  uno
  dell'onorevole Oddo che auspico  non presenterà perché  sarebbe  un
  pessimo biglietto da visita per la Sicilia, perché presentarsi  con
  la  richiesta  di  tre  casinò  a primo  acchito,  dopo  avere  per
  cinquant'anni reclamato la possibilità di aprire un casinò, sarebbe
  un pessimo biglietto da visita.
   Sarò  sintetico, signor Presidente, vorrei semplicemente  ribadire
  alcune  sintetiche valutazioni sul perché voterò a favore di questa
  legge.
   Sono  stato assessore per il turismo in un'altra epoca, una decina
  di  anni  fa  - assessore, lei forse era minorenne o  era  da  poco
  maggiorenne -  dal 2001 al 2004.
   Mi  ricordo che, insediatomi al Turismo, le prime criticità che il
  comparto a quei tempi denunciava erano la mancanza di posti  letto,
  il  dovere  di  riqualificare le strutture ricettive  e  l'obbligo,
  quindi,  per  il  Governo regionale di destagionalizzare,  cioè  di
  allungare quanto più possibile il periodo di permanenza dei turisti
  in  Sicilia -  e la stagione turistica in Sicilia che classicamente
  è  stata  da  luglio a settembre,  oggi è da maggio  ad  ottobre  -
  quindi,   passi in  avanti se ne sono fatti  e, poi, la possibilità
  di  creare i famosi  attrattori turistici', cioè la possibilità  di
  aggiungere,  oltre  all'enogastronomia,  il  turismo  nautico,   il
  turismo  culturale, il turismo legato agli eventi spettacolari,  il
  turismo   naturalistico,  anche  alcuni  attrattori  che  potessero
   catturare   turisti,  possibilmente fuori stagione.  E  in  questa
  fantomatica   classifica   di   attrattori   turistici   utili    a
  destagionalizzare si individuarono i porti turistici,  i  campi  da
  golf e i casinò.
   Ora,  siccome la Sicilia è terra di mafia, in una terra  di  mafia
  casinò  non  se  ne sono potuti aprire per settant'anni  di  storia
  repubblicana   e,   quindi,  abbiano  dovuto  sentirci   dire   per
  settant'anni che in Sicilia, per motivi di sicurezza e  per  motivi
  legati  al riciclaggio del denaro sporco, non si potevano aprire  i
  casinò.  A  me  non ha mai convinto l'idea che in  Sicilia  non  si
  potessero  aprire  i  casinò perché ci poteva essere  un  interesse
  della  mafia, perché la mafia può tranquillamente andare a Malta  -
  come  fa  - o andare a Campione d'Italia - come fa - o a Venezia  -
  come  fa  -  e  riciclare i soldi, qualora ci fosse  l'esigenza  di
  riciclare i soldi in questi casinò,  dove è possibile farlo.
   Evidentemente  c'era una lobby, che proteggeva  i  quattro  casinò
  italiani  quello  di  Venezia,  di Campione,  di  Saint  Vincent  e
  Sanremo, che evidentemente hanno da temere dall'apertura di  uno  o
  due   casinò  in  Sicilia  perché  la  Sicilia  è  una  terra  dove
  sinceramente non manca nulla, c'è il sole dieci mesi l'anno,  e  se
  ci fossero anche i casinò possibilmente qualche turista in più, nel
  mondo,  potrebbe  decidere di venire in  Sicilia  piuttosto  che  a
  Campione d'Italia, dove oltre al casinò non c'è nient'altro.
   Allora la possibilità di creare casinò in Sicilia probabilmente ha
  fatto  in  modo  che  le  lobby del Nord a  protezione  dei  casinò
  impedissero  questo disegno. Oggi potrebbero esserci le  condizioni
  politiche.
   Tenete presente che questa è la prima volta, se non ricordo  male,
  che l'Assemblea regionale siciliana si trovi a discutere e a votare
  una  legge voto al Parlamento,  perché sappiamo tutti che la  legge
  voto  è  poco  più  di una delibera, esprime la volontà  di  questa
  Assemblea  e che quindi, comunque, la decisione politica spetta  al
  Parlamento nazionale.
   Credo  che  una legge voto ben supportata dall'Assemblea regionale
  siciliana,  possibilmente assunta all'unanimità, ma mi rendo  conto
  che,   vista   anche  la  discussione  basata  più  sui  pregiudizi
  ideologici che su altro, probabilmente non la determinerà.
   Ma  sicuramente  una  deliberazione di questa  Assemblea  volta  a
  superare  questa  barriera che ha impedito alla  Sicilia  di  poter
  aprire  dei  casinò  in  questi ultimi  sessant'anni  probabilmente
  servirà  a  convincere  un  Governo che,  in  questi  ultimi  anni,
  peraltro, ha puntato sul gioco d'azzardo per fare cassa,  e  magari
  in  Sicilia  un casinò o due casinò possano servire non soltanto  a
  fare  cassa,  ma  anche ad agevolare il turismo e quindi  agevolare
  l'economia, quindi le attività economiche.
   Dopo cinquant'anni in cui l'apertura dei casinò in Sicilia è stata
  impedita  dalla  mafia  sentiamo che  c'è  un'altra  patologia  che
  impedisce l'apertura dei casinò in Sicilia: la ludopatia.
   Mi  sembra che stiamo rasentando il ridicolo con tutto il rispetto
  delle  motivazioni  legate  a questo problema  che  è  sociologico,
  sanitario  di cui tutti noi conosciamo le ricadute soprattutto  sui
  giovani,  ma  credo  che sia molto più pericolosa  la  ricaduta  di
  questa    malattia    nell'attualità   odierna,   indipendentemente
  dall'apertura   dei   casinò,  piuttosto  che   invece   collegarla
  all'apertura di uno o due casinò in Sicilia.
   Chi   ha   la   malattia  del  gioco  ce  l'ha   indipendentemente
  dall'apertura  dei casinò. Anzi attualmente chi è malato  di  gioco
  d'azzardo  va  a giocare nell'anonimato, i casinò, come  tutti  voi
  sapete, prevedono la presentazione obbligatoria di un documento  di
  identità.  Il malato di gioco d'azzardo, certamente, non andrà  mai
  al   casinò   perché  sa  che  deve  consegnare  un  documento   di
  riconoscimento  per  entrare. Quindi,  da  questo  punto  di  vista
  prendere  spunto dalla ludopatia per parlare contro  l'apertura  di
  casinò  in  Sicilia è un argomento che mi sembra più  da  approccio
  ideologico  che  non  invece da approccio di chi  guarda  ai  reali
  interessi della Sicilia.
   Credo  che  questa  legge  vada  approvata  presto,  possibilmente
  all'unanimità.
   Faccio  un  appello all'onorevole Oddo che ha fatto  circolare  un
  emendamento  per  la  possibilità di  aprire  un  terzo  casinò  in
  Sicilia. Collega Oddo, da cinquant'anni parliamo e alziamo la  voce
  contro il Governo nazionale per aprire uno, ne stiamo chiedendo due
  con una legge voto. Addirittura adesso ne vogliamo un terzo. Ma  mi
  chiedo  perché  l'onorevole Assenza che è di  Ragusa  non  dovrebbe
  chiederne  l'apertura di un quarto a Marina di Ragusa,  l'onorevole
  Cascio  Salvatore che è di Agrigento, non ne dovrebbe chiederne  un
  quinto a Porto Empedocle, l'onorevole Cancelleri ad Enna.
   Non   facciamoci  riconoscere  in  Italia  sempre  come  i  soliti
  siciliani   che   neanche  su  una  cosa  che   da   cinquant'anni,
  teoricamente,  ci  mette  tutti d'accordo,  ma  arriviamo  con  una
  proposta che ci divide ancora una volta.
   Arriviamo  con  una  deliberazione  supportata  da  un  minimo  di
  razionalità:    uno  in  Sicilia  orientale  e   uno   in   Sicilia
  occidentale. Vivaddio, se andrà bene questa volta, potremmo  gioire
  abbondantemente.

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Il
  mio   intervento  vuole  semplicemente  supportare  quella  che   è
  l'iniziativa dell'Assemblea a proposito della legge sui casinò.
   Anche  a  nome  del  Presidente della Regione  esprimo  il  parere
  favorevole della Giunta regionale sul tema dei casinò.
   Abbiamo  iniziato già una attivazione a livello nazionale  per  la
  deroga  che  dovrebbe  essere concessa alla Regione.  Su  questo  è
  giusto  precisare  che è un tema diretto al Ministero  dell'Interno
  che  è  quello che si dovrà occupare della richiesta di deroga  del
  casinò.
   L'indicazione di Taormina, come sede del turismo del lusso,  e  di
  Palermo  come  capoluogo  della Regione,  penso  che  sia  più  che
  sufficiente come indicazione nel progetto di legge.
     Il concetto importante è quello di poter ottenere la deroga come
  tutte le atre regioni transfrontaliere, e la Sicilia è sicuramente,
  più  di  altre  regioni, transfrontaliera rispetto anche  ad  altri
  paesi vicini del Mediterraneo.
   Per  fare  un esempio su cento turisti israeliani che  vengono  in
  Sicilia  novantacinque vogliono andare a Malta per  poter  giocare,
  solo cinque si fermano in Sicilia. Questo è il rapporto del turismo
  di   lusso,  del  turismo  a  cui  interessa,  comunque,  avere  la
  possibilità  di  frequentare la casa da gioco. Per non  parlare  di
  quello  che è il turismo crocieristico e altri tipi di turismo  che
  richiedono sempre la frequentazione della casa da gioco.
   Dal  punto  di vista dello sviluppo turistico penso che  sia   una
  possibilità interessante, un attrattore turistico insieme  a  tutti
  gli altri aspetti.

    PRESIDENTE  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)
   Onorevoli  colleghi, il termine per gli emendamenti è fissato  per
  domani  mattina  alle ore 10.00. Ricordo che per  la  presentazione
  degli emendamenti occorrono le firme di quattro deputati o la firma
  di un Capogruppo.

                               Missione

    PRESIDENTE  Comunico che per ragioni del suo ufficio  l'onorevole
  Lupo è in missione dal 17 al 18 dicembre 2013.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CIANCIO. Facciamo la controprova.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, abbiamo già votato e l'esito  della
  votazione è assolutamente evidente.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  18
  dicembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
               della spesa relativa ai costi della politica.  (nn. 492-410-367-9
               46-14-13/A) (Seguito)

               Relatore: on. Savona

            2)  -   Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a. Modifiche
               alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50.  (n. 566/A Stralcio
               I) (Seguito)

               Relatore: on. Marziano

            3)  -  Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            4)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A)

               Relatore: on. Rinaldi

            5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Tamajo

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

   III - Votazione finale del disegno di legge:

         - Norme in materia di consorzi fidi.  (n. 566/A)

                   La seduta è tolta alle ore 19.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
             Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»

   IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI. - «Al Presidente della  Regione
  e  all'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   l'ex  convento  di Sant'Agostino a Caltagirone è  un  edificio  di
  pregio  storico, le cui origini risalgono al XII secolo  nonché  di
  assoluto valore architettonico, artistico e culturale; nel 1990, il
  Comune  di  Caltagirone,  che ne aveva acquisito  la  proprietà  in
  applicazione della legge regionale 9 maggio 1986 n. 22,  donò  l'ex
  convento  all'Assessorato regionale dei Beni Culturali e Ambientali
  per  destinarlo a nuova e più idonea sede del Museo Regionale della
  Ceramica,   istituzione,  quest'ultima,  particolarmente  rilevante
  nella  città  simbolo  per la tradizione  e  la  lavorazione  della
  terracotta;

   con  D.A.  del  13  febbraio 1995, l'ex convento di  Sant'Agostino
  venne  assunto in carico dal demanio culturale indisponibile  della
  Regione siciliana;

   l'edificio, interessato da opere di ristrutturazione tra  la  fine
  dell'Ottocento   e  gli  inizi  del  Novecento,  subì   nel   corso
  dell'ultimo secolo, un progressivo e inesorabile deterioramento che
  ne  determinò,  più avanti nel tempo, la chiusura  generando  serio
  disappunto  nella  cittadinanza che aveva, da  sempre,  considerato
  quell'edificio il più importante centro di aggregazione  giovanile,
  e  non  solo,  per  le molteplici ed encomiabili attività  sociali,
  culturali e sportive ivi esercitate e sviluppate;

   in   seguito  alla  avvenuta  donazione  dell'edificio,  a  favore
  dell'Assessorato regionale dei beni culturali, di cui  si  è  prima
  detto nonché alla decretata sua destinazione funzionale a sede  del
  Museo Regionale della Ceramica, sullo stesso sono stati realizzati,
  negli  anni  più  recenti,  una serie  di  interventi  relativi  al
  consolidamento   statico,  al  recupero  e  restauro   strutturale,
  all'adeguamento  degli  impianti e,  infine  alla  riqualificazione
  funzionale,  secondo la prevista e programmata  destinazione  quale
  sede   nuova  del  museo  regionale  della  ceramica.  Tali  ultimi
  interventi,   per   quanto   è   a  conoscenza   dei   sottoscritti
  interroganti, possono essere richiamati come di seguito:

   1)  Lavori  di  somma  urgenza  per restauro  (D.A.  n.  5015  del
  21/10/1991):  importo  Lire 800 milioni  -  ultimazione  lavori  il
  22/04/1994;

   2)  Lavori  di  restauro e recupero (Decreto del Capo Dipartimento
  della   Protezione  Civile  del  10/05/2001):  importo  Lire  4,316
  miliardi;

   3)  Allestimento  museale  della sede del  Museo  Regionale  della
  Ceramica  (POR  Sicilia  2000-2006 -  Misura  2.01  -  Azione  A2):
  stralcio funzionale dell'importo di 1,810 milioni - ultimazione dei
  lavori il 14/05/2009;

   4)  Valorizzazione  per  la  pubblica  fruizione  della  cripta  e
  restauro  del brano di pavimentazione della Chiesa di Sant'Agostino
  (finanziato  con  fondi PO FESR Sicilia 2007-  2013):  importo  del
  progetto 641.614,20 - in corso di pubblicazione il bando di gara;

   5)  Museo  Regionale  della Ceramica (finanziamento  richiesto  su
  fondi PO in - progetto incluso fra quelli cantierabili di cui  alla
  nota del DG n. 154/A del 24/07/2012): importo progetto 8,6 milioni;

   considerato quanto sopra tutto premesso, nella obiettiva  e  piana
  considerazione in forza della quale in attesa della definizione  ed
  esecuzione che i lavori conseguenti agli interventi previsti  dagli
  ultimi  progetti  approvati vengano appaltati e  ultimati,  sarebbe
  necessario  ed  urgente, anche al fine di sottrarre  l'edificio  in
  questione  alla  ingiuria  del tempo e  ai,  purtroppo  ricorrenti,
  danneggiamenti  dovuti a mani vandaliche, trasferire  la  struttura
  museale   regionale  della  Ceramica  presso   l'ex   Convento   di
  Sant'Agostino da quella attualmente occupata, del tutto  inadeguata
  e  inidonea,  per come risaputo dai competenti Uffici  regionali  e
  comunali,   al   fine   di   renderla  fruibile   a   un   pubblico
  auspicabilmente sempre più vasto e interessato; valutato  che  tale
  decisione,  peraltro, assumerebbe il valore di speciale  attenzione
  nei  confronti di una città, negli anni sempre più depauperata,  in
  uno  dei  settori economici, quello della produzione della ceramica
  d'arte,  di  maggiore  influenza  negli  equilibri  relativi   alle
  attività artigianali produttive;

   per  sapere se non si ritenga necessario ed urgente disporre,  con
  immediatezza, il trasferimento della sede del Museo Regionale della
  Ceramica  presso l'ex Convento di Sant'Agostino di Caltagirone,  al
  fine  di  renderlo  fruibile al pubblico in un edificio  di  grande
  valore  artistico  e  culturale,  oggetto  di  recenti  e  cospicui
  interventi    finanziari    che    ne    hanno    consentito     il
  consolidamento, la ristrutturazione e la riqualificazione, evitando
  così  che l'edificio possa ricadere in uno stato di abbandono  tale
  da provocarne un nuovo progressivo deterioramento, ancora una volta
  causato dall'incuria e dalla disattenzione». (1092)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che il "Progetto di allestimento museale del Museo  della
  Ceramica  di  Caltagirone sito nell'ex Convento di Sant'Agostino)",
  di  cui  al punto 3 dell'interrogazione, è stato ultimato e  che  i
  lavori sono stati regolarmente collaudati nel maggio 2009.
   Per quanto riguarda il "Progetto di valorizzazione per la pubblica
  fruizione  della  cripta e restauro del brano della  pavimentazione
  tardo settecentesca della Chiesa di Sant'Agostino nella nuova  sede
  del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone" a carico del  PO
  FESR  2007-2013  -  linea  di  intervento  a  titolarità  regionale
  3.1.1.6,  con  DDS n. 2233 del 01/10/2012 registrato alla  C.C.  il
  15/1l/2012  reg. I fgl. 187 è stato approvato l'intervento  per   .
  641.614,20.  Infine,  con nota prot. 37307 del  5/08/2013  è  stata
  prenotata la suddetta somma sul cap. 776072 e allo stato attuale  è
  stata   avviata  la  procedura  per  l'affidamento  delle  indagini
  geognostiche propedeutiche alla predisposizione del bando di gara.
   Infine,   si   comunica  all'interrogante  che  il   progetto   di
  "Completamento funzionale per l'allestimento museale della sede del
  Museo  della  Ceramica  di  Caltagirone sito  nell'ex  Convento  di
  Sant'Agostino" di cui al DDG n. 1337 del 1.08.2011,  a  carico  del
  POIn  (Programma  operativo Interregionale  "Attrattori  culturali,
  naturali  e  turismo")  del costo di C. 8.600.000,00,  in  sede  di
  verifica da parte del Servizio competente con i RUP dei progetti, è
  risultato incompleto dunque non ammissibile.
   Tuttavia, il trasferimento del Museo della Ceramica di Caltagirone
  resterà una priorità di questo Assessorato. La Scrivente avrà  cura
  di porre gli interventi di allestimento museale dell'ex Convento di
  S.  Agostino  tra i progetti da inserire nella nuova programmazione
  europea,  considerandone il grande interesse strategico nell'ambito
  dell'attività di valorizzazione dei Poli Museali regionali».

   L'Assessore

  Mariarita Sgarlata

   LA  ROCCA   -  SIRAGUSA  -  CANCELLERI - CAPPELLO -   CIANCIO    -
  CIACCIO  -  FERRERI - FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI -  TANCREDI  -
  TRIZZINO -ZAFARANA - ZITO. - «All'Assessore per i beni culturali  e
  l'identità  siciliana,  premesso che Palazzo  Abatellis  (Palermo),
  Galleria    d'Arte    Medievale   e   Moderna,   nonché    Galleria
  interdisciplinare  Regionale  della  Sicilia,  è  un   esempio   di
  architettura  gotico-catalana edificato del XV, che ospita  al  suo
  interno anche pregiatissime opere lignee, fra cui il famoso dipinto
  Annunziata  di Antonello Da Messina, olio su tavola,  risalente  al
  1476 circa;

   rilevato che:

   i  locali in cui risiedono le suddette opere non presentano  alcun
  tipo  di  impianto  idoneo  alla conservazione  delle  stesse  alla
  temperatura  ed umidità ottimale, lasciando quindi le sopra  citate
  opere  esposte ad ogni tipo di sbalzo climatico, nonché dal  freddo
  invernale, ma soprattutto all'afoso caldo estivo;

   le  altissime temperature estive rendono inoltre l'aria dei locali
  a tratti irrespirabile, sia per i turisti, sia per i dipendenti;

   considerato che:

   vi   sono   degli  specifici  parametri  di  umidità  relativa   e
  temperatura  per la conservazione di opere lignee policrome,  com'è
  possibile   visionare  anche  dal  Vademecum  per  la  manutenzione
  ordinaria  dei  beni preziosi presenti nelle nostre comunità  della
  Diocesi di Brescia - Ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici,  che
  recita:

   'il  legno è un materiale fortemente igroscopico e risente in modo
  sensibile  degli  sbalzi  di  umidità  dell'ambiente   in   cui   è
  conservato,  a  cui  risponde cedendo o  acquistando  umidità,  con
  relative  contrazioni o dilatazioni del proprio volume che  portano
  quasi  sempre  a  sollevamenti  e distacchi  delle  stratificazioni
  pittoriche  sovrammesse  che non riescono  a  comportarsi  in  modo
  altrettanto elastico [...]

   per  la conservazione delle opere con supporto in legno, così come
  per  gli  altri  materiali  organici  utilizzati  nelle  produzioni
  artistiche, si è individuata una situazione ottimale di  condizioni
  termo-igrometriche che prevede umidità ambientale intorno ai 60%  -
  65%  di  u.r(umidità relativa) e una temperatura di circa 20  gradi
  centigradi [ ] (condizioni ideali, però difficili da ottenere);

   per  quanto  riguarda  i danneggiamenti del supporto,  si  possono
  creare  fessurazioni, fenditure e spaccature dei  masselli  lignei,
  normalmente  a  seguito  di  riduzioni  volumetriche   causate   da
  eccessiva secchezza dell'aria [...] ;

   un  eccesso  di umidità ambientale può sicuramente favorire  altri
  tipi di degrado: gli attacchi biodeteriogeni. Si tratta di attacchi
  fungini,   muffe,   che   trovano   terreno   fertile   in    legni
  particolarmente  umidi  e  mantenuti  in  zone   con   poca   luce,
  normalmente poco areate.';

   visto che:

   gli  impianti  idonei alla tutela delle opere lignee  in  oggetto,
  erano,  a  quanto  pare,  previsti a seguito  degli  ultimi  lavori
  avvenuti circa tre anni fa e che fonti ancora non ufficiali  dicono
  che presto verrà indetto un apposito bando, al fine di risolvere il
  problema entro la prossima estate;

   è  essenziale per la Sicilia tutelare i propri beni culturali, non
  solo  come  dovere civico di ogni cittadino facente  parte  di  una
  comunità, soprattutto se ricca di storia come la nostra, ma  anche,
  e  non  meno importante, per valorizzare e rilanciare quello che  è
  definito 'turismo culturale';

   per  sapere  se  non ritenga opportuno, ove non  fosse  già  stato
  realmente previsto, mettere in atto, nel più breve tempo possibile,
  i  dovuti  ed  adeguati  interventi, al fine  primario  di  evitare
  rischiosi  danneggiamenti alle opere, verificando, quindi,  con  la
  dovuta attenzione, se già non ve ne siano. Si richiede, inoltre, un
  intervento  urgente  da parte dell'Assessore  affinché  si  possano
  conoscere  tempi  e  risorse  da  destinare  per  la  tutela  e  la
  salvaguardia di un patrimonio artistico primario per la  Sicilia  e
  per i siciliani, attualmente a rischio danneggiamento». (1242)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  informa  che  i  valori  climatici  e  microclimatici  delle   sale
  espositive  della  Galleria di Palazzo Abatellis  sono  oggetto  di
  monitoraggio   continuo  attraverso  appositi  strumenti   per   il
  rilevamento  della temperatura ambientale e dell'umidità  relativa.
  Alla verifica e al controllo dei valori sono addetti i tecnici  del
  Centro  Regionale  per la Progettazione e il  Restauro  (CRPR)  che
  d'intesa   con   la  Galleria  e  il  suo  personale  specializzato
  garantiscono   la   salvaguardia  e  la   tutela   del   patrimonio
  musealizzato.  L'esame  dei  dati rilevati  è  oggetto  di  analisi
  periodica volta a verificare il mantenimento dei valori costanti di
  "microclima storico", con ciò intendendo la temperatura e l'umidità
  relativa cui le opere sono da tempo acclimatate.
   In  particolare,  sui  dipinti di Antonello  da  Messina  è  stato
  condotto tra il 2002 e il 2006 un progetto specifico di rilevamento
  dati  ed  esame  diagnostico, propedeutici allo  spostamento  delle
  opere  in  occasione delle mostre del Metropolitan di  New  York  e
  delle Scuderie del Quirinale.
   La corposa documentazione prodotta (disponibile presso la Galleria
  Abatellis)  è  stata  realizzata dal CRPR e  secondo  le  direttive
  nazionali  dell'Istituto Centrale per il Restauro (ICR) che  ne  ha
  validato  i  risultati nelle relazioni dei professori Caterina  Bon
  Valsassina  e Giuseppe Basile. Riguardo allo specifico  settore  di
  indagine  sul  microclima, tutte le analisi, le  conclusioni  e  le
  relative   prescrizioni  sono  state  oggetto  di   una   specifica
  pubblicazione finanziata dall'Amministrazione regionale ed estesa a
  tutta  l'opera  di  Antonello custodita nei musei  siciliani  (CRPR
  Informa  ottobre 2002 - il Monitoraggio Microclimatico in  Quaderni
  di Palazzo Montalbo n. 6 anno 2006).
   La  documentazione  fin qui elencata attesta un  equilibrio  delle
  condizioni   termo   igrometriche  in  tutte   le   sale   dell'ala
  quattrocentesca che ha evitato alterazioni ai dipinti su  tavola  e
  alla statuaria lignea esposta.
   Va  rammentato,  altresì, che l'edificio  monumentale  di  Palazzo
  Abatellis sede della Galleria è stato già oggetto di interventi  di
  restauro  e  nuova  funzionalità  finanziati  a  valere   sul   POR
  2000/2006,  che  hanno  riguardato anche il  restauro  conservativo
  dell'ala quattrocentesca e dei suoi prospetti esterni.
   Infine,  si informa l'interrogante che Palazzo Abatellis è oggetto
  di  un  nuovo progetto di valorizzazione, di cui allo stato attuale
  sono  in  corso  le  procedure  di gara,  a  valere  sul  Programma
  Operativo  Interregionale (POIn)  Attrattori culturali, naturali  e
  turismo  (FFSR 2007-2013). Il progetto prevede interventi sia edili
  che  impiantistici, comprendendo anche la messa in sicurezza  delle
  superfici  vetrate  dell'ala quattrocentesca,  una  nuova  centrale
  termo-frigorifera e il condizionamento delle sale espositive  della
  stessa ala.
   La  climatizzazione  degli ambienti ala '400, e  l'inserimento  di
  pellicole anti UV negli infissi storici delle sale espositive,  già
  prevista  nell'ambito  dei  finanziamenti  europei  dovrà  comunque
  tenere conto del "microclima storico" di Palazzo Abatellis».

   L'Assessore
                                                   Mariarita Sgarlata
            Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»

   LANTIERI  - GRASSO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   in  Sicilia,  il legislatore, in applicazione delle previsioni  di
  cui  all'art.  17  lettera f) dello Statuto  che  attribuisce  alla
  Regione la competenza in materia di rapporti di lavoro, ha adottato
  la   legge   regionale   6  marzo  1976,  n.   24,    Addestramento
  professionale dei lavoratori';

   con  il D.P.R. 16 febbraio 1979, n. 143, che ha stabilito le norme
  di  attuazione dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
  istruzione   artigiana  e  professionale,  di  fatto,  sono   stati
  trasferiti  i compiti e le competenze degli organi dello  Stato  in
  materia di istruzione artigiana e professionale all'Amministrazione
  regionale;

   nel  tempo, anche se parziali, tanti sono stati gli interventi del
  legislatore regionale in materia di formazione, tra questi:  la  l.
  r.  21 settembre 1990, n. 36, la l. r. 26 novembre 2000, n. 24,  la
  l. r. 23 dicembre 2002, n. 23, la l. r. 16 aprile 2003, n. 4, la l.
  r.  16 dicembre 2008, n. 19 e in ultimo la l. r. 7 giugno 2011,  n.
  10;

   atteso   che   attraverso  la  l.r.  24/76   è   stato   conferito
  all'Assessorato  regionale  del lavoro,  il  ruolo  di  promuovere,
  coordinare  e dirigere le attività di formazione professionale  nei
  vari   settori  economici  e  sociali  ad  eccezione  del   settore
  sanitario,  ed  in  particolare, con l'art. 2,  lettera  f),  viene
  espressamente attribuita al suddetto assessorato, tra  l'altro,  la
  vigilanza   tecnico-didattica  ed  amministrativo-contabile   sulle
  attività  di formazione professionale;

   atteso altresì che:

   nell'ambito del sistema formativo regionale, opera, tra gli  altri
  Enti   cosiddetti  'storici',  il  CEFOP,  (Centro  di   Formazione
  Professionale),  Ente senza scopo di lucro, fondato  nel  1978,  il
  quale  nel tempo ha raggiunto un organico di circa 1.000 dipendenti
  e finanziamenti per oltre 20 milioni di euro l'anno;

   malgrado  i  numeri da grande azienda, a seguito di una situazione
  economica  difficile, in applicazione delle previsione del  Decreto
  Legislativo 8 luglio 1999, n. 270, per il CEFOP si è pervenuti alla
  dichiarazione dello stato di insolvenza; in atto, l'Ente è posto in
  stato di Amministrazione Straordinaria e la sua gestione è affidata
  ai Commissari Straordinari nominati con decreto del Ministero dello
  Sviluppo Economico;

   considerato che:

   da  notizie informalmente assunte, diverse centinaia di dipendenti
  del  CEFOP,  in  particolare quelli del settore  degli  interventi,
  vantano  crediti  nei confronti dell'Ente per  circa  13  mensilità
  pregresse,  relative  al  periodo 2009  -  2011,  mentre  resta  da
  verificare l'effettivo versamento, da parte dell'Ente, delle  quote
  di TFR;

   nonostante   la  dichiarazione  di  insolvenza,  la   nomina   dei
  commissari  nonché  il  perdurare di una situazione  debitoria  nei
  confronti  dei  dipendenti, l'Ente è stato ammesso a  finanziamento
  per  un  monte  ore, maggiore di quello ottenuto  in  passato,  ciò
  malgrado,  il CEFOP in amministrazione straordinaria ha  licenziato
  300  unità lavorative, tra questi, personale docente già assunto  a
  tempo indeterminato con oltre 20 anni di anzianità;

   tra i motivi addotti a sostegno del licenziamento, pare che alcuni
  dei dipendenti non fossero in possesso dei requisiti in linea con i
  criteri  del  sistema  FAROS  relativo all'Avviso  20,  circostanza
  questa parzialmente smentita da altri Enti  operanti, sempre  nella
  formazione  professionale,  che  hanno  contrattualizzato  a  tempo
  determinato,   sempre,  per  l'Avviso  20,  parte   del   personale
  licenziato dal CEFOP in amministrazione straordinaria;

   ritenuto che:

   appare  perlomeno strano il modo duale di operare'  del  CEFOP  in
  amministrazione straordinaria, il quale opera da Ente morale  quale
  è  nella  sua natura giuridica, quando non offre le giuste garanzie
  di  corresponsione  delle mensilità maturate dal  personale  e  non
  pagate  dall'Ente, malgrado parte delle stesse, sembrerebbe,  siano
  state   pagate   dalla   Regione,   mentre   opera   come   impresa
  nell'applicare le previsioni della legge 233/91 per  licenziare  il
  personale;

   da  più parti, notizie ufficiose, insistono nel dare come concreta
  la   possibile   cessione   del  CEFOP,   il   quale,   alleggerito
  dell'eccessivo  carico  di  dipendenti  e  della  parte  debitoria,
  oggetto  di decisioni della magistratura, potrebbe diventare  molto
  appetibile, in quanto Ente accreditato con un monte ore rilevante;

   considerato infine che:

   il    personale    licenziato   dal   CEFOP   in   amministrazione
  straordinaria,  in  atto vive un doppio dramma,  da  una  parte  la
  perdita   del  posto  di  lavoro  e  l'incertezza  per  il  futuro,
  dall'altra,  la  confusione riguardo la possibile  applicazione  di
  ammortizzatori  sociali  sui quali nessuno  degli  organi  preposti
  riesce a dare risposte certe;

   a  pochi  giorni  dalle  elezioni per il  rinnovo  del  Parlamento
  nazionale, il Governo annunciava una possibile e imminente chiusura
  della  vicenda, senza che ad oggi la stessa abbia trovato soluzione
  alcuna;

   per sapere:

   se  sia  possibile applicare le previsione della legge  223/91  al
  personale  degli  enti di formazione assunto ai sensi  della  legge
  24/76;

   se  l'individuazione del personale da licenziare sia  stata  fatta
  attraverso criteri definiti in sede di contrattazione sindacale  ed
  in  applicazione  dei  criteri indicati  dall'art.  5  della  legge
  223/91;

   quali  siano stati gli indicatori di punteggio attribuiti  a  ogni
  singolo  criterio  utilizzato  per  selezionare  il  personale   da
  licenziare e come siano stati individuati i suddetti indicatori  di
  punteggio;

   se  il CEFOP in amministrazione straordinaria poteva procedere  al
  licenziamento   di   personale   eventualmente   posto   in   cassa
  integrazione;

   se  si disponga di copia dell'elenco relativo alla valutazione  di
  tutto il personale, in quanto pare che sia stato reso pubblico solo
  l'elenco dei licenziati che riportava dati relativi al livello,  ai
  carichi  familiari, all'anzianità di servizio, escludendo qualsiasi
  riferimento al criterio tecnico-produttivo;

   se i criteri di valutazione del 'FAROS' siano uguali per tutti gli
  Enti   di   formazione  professionale  operanti   nell'ambito   del
  cosiddetto Avviso 20;

   quali siano gli ammortizzatori sociali applicabili o applicati  in
  atto   ai   lavoratori  licenziati  dal  CEFOP   in  ammortizzatori
  straordinaria;

   quali   siano  i  percorsi  di  riqualificazione  che  il  Governo
  regionale  intenda porre in essere per il reinserimento  lavorativo
  dei dipendenti licenziati;

   quali provvedimenti si intendano porre in essere per garantire  la
  corresponsione  delle  mensilità  arretrate  dovute  ai  dipendenti
  licenziati dal CEFOP in amministrazione straordinaria e non  ancora
  corrisposte». (633)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Perviene  agli  Uffici di  diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  l'interrogazione parlamentare  n.  633  a  firma
  dell'onorevole  Lantieri Annunziata Luisa, la quale chiede  notizie
  in  ordine  al  licenziamento, da parte del  CEFOP,  di  oltre  300
  lavoratori della Formazione Professionale.
   Dai    quesiti   declinati   nell'interrogazione   (attinenti    a
  problematiche  quali i margini di applicabilità  della  L.  223/91,
  l'individuazione  del  personale  da  licenziare,  i  percorsi   di
  riqualificazione, gli ammortizzatori sociali) emerge la  competenza
  dell'Assessorato regionale della  Famiglia, delle politiche sociali
  e del lavoro, al quale pertanto si trasmette, in uno alla presente,
  copia della interrogazione.
   Tra  i quesiti sollevati dall'interrogante vi è anche la richiesta
  di  chiarimenti in ordine ai criteri di valutazione del "FAROS"; in
  particolare, si chiede se tali criteri siano uguali per  tutti  gli
  enti  di  formazione professionale operanti nell'ambito dell'Avviso
  20.
   Sul  punto,  si  precisa  che  in  realtà  i  criteri  cui  si  fa
  riferimento  non sono quelli del "FAROS", il quale  è  soltanto  un
  sistema a supporto delle attività demandate all'Amministrazione per
  la  gestione  delle  attività riconducibili all'Avviso  20/2011.  I
  criteri  di  valutazione sono, più precisamente,  quelli  che  sono
  previsti  dall'articolo 8 dello stesso Avviso 20, i  quali  sono  i
  medesimi  per  tutti  gli  enti  di formazione  concorrenti,  fermo
  restando  che,  ovviamente, i criteri conducono ad una  valutazione
  differenziata  a  seconda  delle diverse  qualità  professionali  e
  morali  possedute da ciascun ente gestore. Ad esempio, l'esperienza
  continuativa nel territorio da 0 ad 1 anno conferisce 3 punti; da 1
  a 3 anni 8 punti, e così via.
   Per    quanto    riguarda    infine   le   mensilità    arretrate,
  l'Amministrazione  regionale ha erogato all'ente  trasferimenti  di
  quote  a  valere  sull'Avviso 20 pari a quasi tutto  1'80%  dovuto;
  tuttavia, l'esatta corrispondenza dei trasferimenti effettuati alle
  spese  del  personale può essere fornita esclusivamente dal  CEFOP,
  trattandosi  di un affare attinente esclusivamente al  rapporto  di
  lavoro individuale intercorrente tra ente datoriale ed i dipendenti
  medesimi.
   Con  le seconda annualità dell'Avviso 20, in ogni caso, sarà molto
  più  agevole  il monitoraggio delle spese destinate  al  personale,
  poiché la possibilità di partecipare alla riedizione delle attività
  corsuali è obbligatoriamente subordinata all'accensione di un conto
  corrente  dedicato  esclusivamente  alle  spese  per  il  personale
  medesimo.
   Tanto  si  rappresenta  agli organi in  indirizzo  e  si  resta  a
  disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

                                                          L'Assessore
                                                          N. Scilabra

   D'ASERO.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali e il  lavoro,  all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   la  gravissima  situazione nella quale si trovano  tanti  enti  di
  formazione  che  hanno lavorato correttamente è in  gran  parte  da
  addebitare  alla  altalenante  politica  del  Governo,   fatta   di
  altisonanti annunci ai quali non seguono conseguenti provvedimenti:
  si sono create solo aspettative rivoluzionarie, dimenticando che  è
  altrettanto importante mantenere la certezza della continuità anche
  nella erogazione di quanto dovuto agli stessi; questo stato di cose
  ha obbligato tantissimi enti di formazione a non presentare il Durc
  o a presentarlo in maniera irregolare;

   il  D.P.R.  5 ottobre 2010, n. 207, 'Regolamento di esecuzione  ed
  attuazione  del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante  Codice  dei
  contratti  pubblici  relativi  a lavori,  servizi  e  forniture  in
  attuazione  delle  direttive 2004/17/CE e  2004/18/CE'  (pubblicato
  nella  G.U.  n.  288 del 10 dicembre 2010), entrato in  vigore  l'8
  giugno 2011, nella parte I, Disposizioni comuni , tra le novità  di
  più  rilevante interesse ai fini della disciplina in tema di  Durc,
  all'art.  4 che ha introdotto il potere sostitutivo della  stazione
  appaltante  in  caso di inadempienza contributiva dell'esecutore  e
  del  subappaltatore.  Il  Ministero del Lavoro  e  delle  Politiche
  Sociali, a conclusione degli approfondimenti svolti in condivisione
  con  Inps, Inail e Casse edili, con il coinvolgimento dell'Autorità
  di  Vigilanza sui Contratti Pubblici, con la circolare n. 3 del  16
  febbraio  2012,  le  cui  disposizioni si  intendono  integralmente
  richiamate, ha provveduto a fornire alcuni chiarimenti in ordine ai
  contenuti   e   alle   modalità   di  attivazione   dell'intervento
  sostitutivo;

   considerato  che  l'intervento sostitutivo opera  nell'ambito  dei
  contratti  pubblici  ed  è  attivabile,  secondo  quanto   disposto
  dall'art.  4,  comma 2, del D.P.R. 207/2010, in  presenza  di  Durc
  irregolare relativo ad uno o più soggetti impiegati nell'esecuzione
  del  contratto: la norma dispone che, ricorrendo tale  fattispecie,
  il  responsabile  del  procedimento trattiene  dal  certificato  di
  pagamento l'importo corrispondente alle inadempienze accertate  nel
  Durc  che,  pertanto, potranno essere riferite sia  alla  posizione
  dell'esecutore che a quella del subappaltatore e che tale importo è
  versato direttamente dalla stazione appaltante a Inps, Inail e,  in
  caso di imprese edili, anche alle Casse edili;

   accertato  che  al  riguardo, il legislatore ha precisato  che  il
  pagamento  di  quanto dovuto per le inadempienze segnalate  con  il
  Durc  è  disposto a cura dei soggetti di cui all'art. 3,  comma  1,
  lett.   b)   del  citato  D.P.R.  e  quindi  dalle  amministrazioni
  aggiudicatrici,  dagli organismi di diritto  pubblico,  dagli  enti
  aggiudicatori  e  dai soggetti aggiudicatori individuando  pertanto
  anche dagli enti pubblici, comprese le Regioni;

   visto  che  il  Governo  della Regione  siciliana,  ha  più  volte
  dichiarato  (sin dal 7/6/2013) che vi è la volontà di  applicazione
  di tale norma, che fra l'altro risulta essere condivisa anche dalla
  Dirigenza  dell'INPS,  ma  a tutt'oggi, non  ha  formalizzato  atti
  concreti,  tipo  la Delibera di Giunta più volte annunciata  e  mai
  inviata agli Uffici competenti per la esecutività della procedura;

   ritenuto che tale ritardo è assolutamente immotivato e continua  a
  creare ulteriori difficoltà ai lavoratori degli Enti formativi, che
  sono  ad oggi in arretrato di stipendi che vanno da un minimo di  9
  mesi ad oltre 18 mesi;

   osservato che secondo le nuove disposizioni nazionali, il DURC  in
  Italia ha la durata di 180 giorni, ad eccezione della Sicilia, dove
  il Governo regionale limita a 30 giorni la durata del documento;

   per  sapere  se non ritengano opportuno avviare ogni utile  azione
  finalizzata a:

   attuare  il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 nella parte  in  cui  ha
  introdotto il potere sostitutivo della stazione appaltante in  caso
  di  inadempienza  contributiva dell'esecutore e del subappaltatore,
  in particolare per le inadempienze DURC;

   ampliare la durata dello stesso DURC a 180 giorni, come già  fatto
  nel resto d'Italia». (1124)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore l'interrogazione parlamentare  n.  1124  a  firma
  dell'onorevole  Antonio D'Asero, il quale chiede chiarimenti  circa
  il mancato intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso
  di inadempienze contributive dell'esecutore e del subappaltatore.
   In   merito  a  tale  problematica  si  rappresenta  che,   questo
  Assessore,   condividendo  pienamente  le   preoccupazioni   ed   i
  suggerimenti dell'interrogante, ha proposto all'Esecutivo regionale
  di  recepire  quanto statuito dalla circolare INPS  n.  54  del  30
  aprile  2012,  la  quale  disciplina  le  modalità  operative   per
  l'esercizio del potere sostitutivo previsto dall'articolo 4 del DPR
  207/2010.
   Le  proposte  di questo Assessore sono state recepite dal  Governo
  regionale,  che  le  ha approvate unitamente alle  altre  linee  di
  indirizzo  previste nella deliberazione di Giunta n. 200 del  2013,
  con  la  quale  si  è pertanto estesa la portata applicativa  della
  citata  circolare  diramata dall'INPS al settore  della  Formazione
  professionale.
   Proprio  in  esecuzione di tale deliberazione è  stato  più  volte
  attivato,  dai  competenti Uffici dell'Amministrazione,  il  potere
  sostitutivo   in  tutti  i  casi  in  cui  sono  emerse   omissioni
  contributive  dal Documento unico di regolarità contributiva  degli
  enti gestori di attività formative.
   In  merito  alla durata del DURC, si fa presente che  la  relativa
  disciplina  è di competenza del legislatore statale, il  quale,  di
  recente,  all'articolo 31 del d.l. 69/2013 (c.d. Decreto del  fare)
  ha  disposto  che  il  documento unico di  regolarità  contributiva
  (DURC)  rilasciato  per i contratti pubblici di lavori,  servizi  e
  forniture ha validità di centoventi giorni dalla data del rilascio.
  La  norma  si  applica anche alla Regione siciliana, in  forza  del
  rinvio  dinamico  operato dal legislatore  regionale  con  la  1.r.
  12/2011,  che all'articolo 1 recepisce, con la tecnica  del  rinvio
  dinamico  (cioè  esteso alle successive modifiche ed integrazioni),
  sia   il   d.lgs  163/2006,  sia  il  DPR  attuativo  n.  207/2010,
  all'interno dei quali è contenuta la disciplina del DURC.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

                                                          L'Assessore
                                                          N. Scilabra

   CIANCIO - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO -  SIRAGUSA
  -  TANCREDI  -  CIACCIO - FOTI - FERRERI - PALMERI  -  LA  ROCCA  -
  CAPPELLO  -ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale,

   VISTO:
   il  Decreto assessoriale 16 ottobre 1997 pubblicato nella Gazzetta
  Ufficiale della Regione Sicilia n. 61 dell'8 novembre 1997;

   la  circolare  n. 1 del 15 maggio 2013 pubblicata  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana n. 26 del 3 giugno 2013;

   premesso che:

   con  il  predetto  decreto del 1997 è stato istituito  l'albo  del
  personale  in servizio a tempo indeterminato docente e non  docente
  dei corsi di formazione;

   nel  predetto  decreto  sono specificati i  relativi  criteri  per
  l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta dello stesso;

   la   circolare  n.1  suindicata  prevede,  fra  l'altro,  che  gli
  operatori  assunti  a  tempo  indeterminato  presso  gli  enti   di
  formazione avrebbero dovuto provvedere, entro 20 giorni dalla  data
  di    pubblicazione   della   stessa,   a   comunicare,    mediante
  autocertificazione  redatta  ai  sensi  del  DPR  n.  445/2000,  al
  dipartimento  regionale dell'istruzione e della formazione - per il
  tramite   dell'ente  gestore  di  appartenenza  -  i  propri   dati
  anagrafici e lavorativi;

   rilevato che:

   da  notizie  di  stampa,  è emerso che un  dipendente  del  CEFOP,
  nonostante  sia stato condannato in via definitiva all'interdizione
  dai  pubblici  uffici  per una durata di cinque  anni,  continua  a
  lavorare presso l'ente di formazione suindicato;

   detta circostanza, qualora confermata, da un lato appare in aperto
  contrasto con la disciplina dell'interdizione dai pubblici uffici e
  dell'altro genera margini di dubbio sulla effettiva verifica  degli
  adempimenti previsti.

   per sapere:

   se  codesto  Assessorato  abbia  provveduto  alla  verifica  delle
  comunicazioni  che  gli  operatori della formazione  professionale,
  assunti a tempo indeterminato, erano tenuti ad effettuare (entro 20
  giorni  dalla  data di pubblicazione) in ossequio al dettato  della
  circolare  n.  1 del 15 maggio 2013, pubblicata nella  GURS  del  3
  giugno 2013, ed alla loro precipua regolarità;

   se  da detta verifica siano emersi elementi tali da comportare  le
  procedure  sanzionatorie  nei confronti  dei  soggetti  destinatari
  dell'atto di indirizzo in questione». (1241)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore l'interrogazione parlamentare  n.  1241  a  firma
  dell'onorevole  Gianina Ciancio, il quale chiede chiarimenti  circa
  gli adempimenti della formazione professionale in ossequio a quanto
  previsto dalla circolare diramata da questo Assessore n. 1  del  15
  maggio 2013.
   In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
   L'interrogante  chiede,  nello specifico, se  l'Assessorato  abbia
  provveduto    alla    verifica   delle    comunicazioni    ordinate
  all'inserimento nell'Albo del personale docente e non  docente  dei
  corsi  di  formazione  assunto a tempo indeterminato  entro  il  31
  dicembre 2008, e se da detta verifica siano emersi elementi tali da
  comportare  procedure  sanzionatorie  nei  confronti  dei  soggetti
  destinatari della circolare medesima.
   Sul  punto, si precisa che, dalla data di adozione della circolare
  n. 1 del 15 maggio 2013 ad oggi, i competenti Uffici hanno caricato
  8339  nominativi, corrispondenti ad altrettante unità di  personale
  docente  e  non docente assunto a tempo indeterminato entro  il  31
  dicembre  2008, ovvero, di personale assunto a tempo  indeterminato
  anche  dopo tale data, appartenente alla categorie protette di  cui
  alla legge 68 del 1999.
   Con  D.A.  40/Gab dell'ottobre 2013 è stato approvato  l'Albo  con
  l'allegato   elenco   di  nominativi  e  dei  corrispondenti   dati
  professionali   (titoli   di  studio  e   qualifiche   contrattuali
  posseduti)  ed  è  stato pubblicato sul sito web  dell'Assessorato.
  Tuttavia, la definitiva pubblicazione in GURS dell'Albo medesimo  è
  subordinata  all'espletamento  dei controlli  incrociati  sui  dati
  autodichiarati dai soggetti interessati, che sono ancora  in  corso
  di svolgimento.
   Una  volta  ultimati  i  controlli,  sarà  cura  del  Dipartimento
  regionale   dell'Istruzione   e  della   Formazione   professionale
  provvedere alla pubblicazione in GURS dell'Albo emendato  di  tutti
  gli   eventuali inserimenti irregolari riscontrati, ed all'adozione
  di  tutti i provvedimenti consequenziali per assicurare la regolare
  tenuta ed il regolare aggiornamento dell'Albo medesimo.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

                                                          L'Assessore
                                                          N. Scilabra

                           Rubrica «Salute»

   FONTANA  -  FALCONE - ASSENZA. - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   nella  notte  del 5 agosto 2013 è giunta, in condizioni  critiche,
  all'ospedale  'Giovanni Paolo II' di Sciacca la  signora  Antonella
  Seminara,  di  40  anni;  la  donna,  già  ricoverata  all'ospedale
  'Basilotta'  di  Nicosia,  che  non  dispone  di  un   reparto   di
  rianimazione, era stata sottoposta in quella struttura  ospedaliera
  ad un intervento chirurgico per un parto cesareo d'urgenza, a causa
  del distacco della placenta;

   il   bimbo   è   purtroppo  nato  morto  a  seguito  delle   gravi
  complicazioni sopravvenute e si è reso necessario il  trasporto  in
  elicottero,  presso  una struttura ospedaliera  che  disponesse  di
  posti liberi nel reparto di rianimazione, della signora Seminara;

   considerato che il trasporto non era immediatamente disponibile  a
  causa  di  un  guasto all'elicottero, che non  vi  erano  posti  in
  rianimazione negli ospedali delle province di Enna, Caltanissetta e
  Catania e che infine, trasportata la signora, mediante elisoccorso,
  all'ospedale di Sciacca, non è stato possibile salvarle la vita;

   per sapere:

   quali  iniziative  si intendano urgentemente avviare  al  fine  di
  accertare  le  eventuali responsabilità che  hanno  determinato  il
  tragico accadimento;

   se   non  si  ritenga  opportuno  verificare  se  le  modalità  di
  erogazione del servizio sanitario in Sicilia avvengano nel rispetto
  dei  livelli essenziali di assistenza che devono essere  assicurati
  alla  collettività  sull'intero  territorio  nazionale,  anche  con
  riferimento all'espletamento del servizio di soccorso ed  emergenza
  del 118 tramite elicottero;

   se  non  si ritenga che tali incidenti non siano ascrivibili  allo
  stato  di  difficoltà  e  confusione in cui  operano  le  strutture
  ospedaliere  siciliane,  a  seguito  della  riforma  del   Servizio
  sanitario regionale che ha comportato la soppressione delle aziende
  ospedaliere,  accorpando le strutture con la sanità territoriale  e
  creando le aziende sanitarie provinciali». (1204)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«In relazione alla morte materna avvenuta a Nicosia  ed
  a   seguito  dell'ispezione  congiunta  Ministero-Regione,  occorre
  precisare  preliminarmente che i fatti occorsi  sono  configurabili
  come  evento  sentinella,  a seguito del quale  è  stato  trasmesso
  all'ASP  di  Enna  il provvedimento che dispone,  con  urgenza,  le
  misure  correttive  da  porre in essere per ridurre  i  livelli  di
  rischio  e per garantire condizioni di qualità e sicurezza  per  le
  donne partorienti assistite presso l'Ospedale Basilotta di Nicosia,
  a  seguito degli esiti dell'ispezione congiunta del ministero della
  Salute e della Regione Siciliana.
   La  relazione  congiunta  Ministero - Regione  ha  messo  in  luce
  molteplici  criticità,  sin  dalla  inidonea  valutazione  clinica,
  influenzata  anche  da  carenze  clinico  organizzative  che  hanno
  evidenziato  nei  fatti  l'assenza di un  lavoro  di  rete  tra  il
  presidio   di   Nicosia   e   il   Dipartimento   Materno-Infantile
  dell'ospedale di Enna. Ciò ha determinato una condizione di rischio
  per  la sicurezza delle donne e dei neonati che ricevono assistenza
  presso  il  punto  nascita P.O. Basilotta che,  a  prescindere  dai
  risultati   dell'autopsia,   hanno   certamente   contribuito    al
  verificarsi  della  morte materna e che per  questo  richiedono  un
  necessario,  immediato e incisivo intervento  per  consentire  alle
  donne di Nicosia di partorire in condizioni di sicurezza e qualità.
   Dalla  relazione emerge, infatti, una sostanziale inadeguatezza  e
  la  mancata  applicazione di politiche aziendali,  anche  da  parte
  della  direzione strategica aziendale, che risultano presenti sulla
  carta  ma  non  attuate.  Particolare riferimento  viene  posto  al
  mancato funzionamento del modello di  lavoro in rete  tra i diversi
  punti  dell'ASP  di Enna, con riferimento alla mancata  connessione
  funzionale tra il centro di Enna e il punto nascita di Nicosia.
   In  altri  termini,  hanno  evidenziato  gli  ispettori,  il  P.O.
  Basilotta operava come se non rientrasse nella stessa ASP di Enna e
  l'U.O. di ginecologia e Ostetricia del P.O. Basilotta, sembrando di
  fatto   esclusa   dallo  stesso  Dipartimento   materno   infantile
  aziendale.
   Sulla   base   dei  risultati  della  verifica  congiunta   questo
  Assessorato  ha  disposto, sotto la responsabilità della  Direzione
  Strategica  Aziendale dell'ASP di Enna, l'immediata e  inderogabile
  attivazione di importanti contromisure.
   Allo  stato attuale è stato trasmesso dalla Direzione dell'ASP  di
  Enna   un   cronoprogramma  per  la  realizzazione   delle   misure
  correttive.
   La  Commissione Congiunta Ministero Regione realizzerà  giorno  11
  dicembre  2013 la visita di verifica al fine di accertare lo  stato
  di  avanzamento  dei  lavori per l'assolvimento delle  prescrizioni
  impartite».

                                                         L'Assessore
                                                        Dr.ssa  Lucia
                                         Borsellino

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO DI LEGGE N. 566 STRALCIO I/A -  NORME IN MATERIA DI  IRFIS
  -  FINSICILIA  S.P.A.. MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE  21  DICEMBRE
  1973, N. 50.

     All'articolo 1

   Emendamento 1.1: (di riscrittura degli articoli 1 e 2)
                                 Art. 1

       Qualificazione e disciplina dell'Irfis Finsicilia S.p.A.

  1.  "IRFIS - Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A.",  in
    breve   denominata  anche  "IRFIS  -FinSicilia  S.p.A.",  società
    finanziaria pubblica che svolge attività economica ed iscritta agli
    elenchi degli articoli 106 e 107 del Testo Unico Bancario, cui si
    applicano le disposizioni del Titolo V del testo unico delle leggi
    in  materia  bancaria e creditizia, esercita  tutte  le  attività
    consentite agli Intermediari Finanziari, ai sensi ed in conformità
    alle disposizioni normative vigenti in materia.

  2.  Nell'esercizio delle sue funzioni, "IRFIS - FinSicilia  S.p.A."
    contribuisce alla realizzazione di misure di sviluppo del settore
    produttivo  e  creditizio della Sicilia. A tal  fine,  IRFIS  può
    svolgere compiti affidati dalla Regione, con le modalità previste
    dalla normativa vigente e coerentemente con quanto previsto dallo
    statuto della società in oggetto.

  3.  Per  garantire la massima trasparenza dell'attività di  cui  al
    comma  2,  "IRFIS  - FinSicilia S.p.A.", anche mediante  apposita
    modifica statutaria, costituisce un sistema separato ai soli fini
    contabili ed organizzativi, la cui gestione è uniformata a criteri
    di trasparenza e di salvaguardia dell'equilibrio economico.

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.1:

    All'articolo 3 sono apportate le seguenti modifiche:
    -il comma 2 è soppresso
  -al comma 3, dopo le parole  tra i vari settori, linee di
  intervento e prodotti individuati  sono soppresse le parole  anche
  a favore delle imprese di grandi dimensioni'