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Resoconto d'Aula della Seduta n. 109 di mercoledì 18 dicembre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

    PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.
    Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
  personale di voto.
    Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
  legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
  onorevoli Turano, D'Agostino, Germanà, Panepinto.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

    PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione

    N. 575 - Interventi urgenti per assicurare il diritto allo
  studio dei soggetti dislessici.
    Firmatario: Clemente Roberto Saverio (Con nota prot. n. 28015
  del 5 giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato
  l'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale).

    - da parte dell'Assessore per le Risorse agricole e alimentari

    N. 701 - Notizie sulle vicende dell'azienda Ortogel S.P.A. e
  sulla qualificazione del 'pastazzo' quale alimento zootecnico.
    Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 34470 dell'11
  luglio 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
  per le risorse agricole).

    Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

    Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
  Commissioni

    PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
  Commissioni:

    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

    - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016.
  (n. 669)
    di iniziativa governativa, inviato il 17 dicembre 2013, parere
  I, III, IV, V, VI e UE.

    - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
  Legge di stabilità regionale. (n. 670)
    di iniziativa governativa, inviato il 17 dicembre 2013, parere
  I, III, IV, V, VI e UE.

    Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

    N. 1499 - Chiarimenti circa l'attribuzione delle funzioni
  direttive presso l'Ersu di Enna.
    - Presidente Regione
    - Assessore Istruzione e Formazione
    Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello

    Avverto che la interrogazioni testé annunziata sarà iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

    Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

    N. 1496 - Iniziative per il mantenimento dei livelli
  occupazionali e del contratto di categoria dei lavoratori
  ausiliari dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
    - Presidente Regione
    - Assessore Salute
    Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

    N. 1497 - Chiarimenti circa il mancato intervento del Comune di
  Castellammare  del  Golfo  sulle  limitazioni all'accesso alla
  spiaggia dei Faraglioni di Scopello (TP).
    - Presidente Regione
    - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
    - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
    Firmatari: Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Cancelleri
  Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
  Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
  Claudia; Zito Stefano

    N. 1498 - Iniziative per il ripristino dell'erogazione del buono
  scuola di cui alla l.r. n. 14 del 2002.
    - Presidente Regione
    - Assessore Istruzione e Formazione

    Firmatari: Anselmo Alice; Miccichè Gianluca Antonello; La Rocca
  Ruvolo Margherita; Firetto Calogero; D'Agostino Nicola; Dina
  Antonino; Ragusa Orazio; Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo

    N. 1500 - Misure urgenti relative alla presenza dei suidi nel
  territorio madonita.
    - Presidente Regione
    - Assessore Risorse agricole ed alimentari
    - Assessore Territorio e Ambiente
    Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri
  Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

    Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
  al Governo.

   contenimento della spesa, trasparenza sui costi della politica.

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Seguito della discussione del disegno di legge «Misure in
  materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa
  relativa ai costi della politica» (492-410-367-97-46-14-13/A)

    PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
    Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
   Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento della
  spesa relativa ai costi della politica  (nn. 492-410-367-97-46-14-
  13/A), posto al numero 1).
    Invito la competente Commissione a prendere posto nell'apposito
  banco.
    Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

        «Art. 14.
        Norma finale

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

    2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  117.1.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
    numero 141, dagli onorevoli Savona, Digiacomo e Sudano;
    numero 142, dagli onorevoli Savona, Digiacomo e Sudano;
    numero 143, dagli onorevoli Savona, Digiacomo e Sudano;
    numero 144, dagli onorevoli Savona, Digiacomo e Sudano;
    numero 145, dagli onorevoli Savona, Digiacomo e Sudano;
    numero 146, degli onorevoli Cirone, Gucciardi, Maggio, Milazzo
  A., Marziano, Raia, Alloro.

    Dichiaro propri gli ordini del giorno dal numero 142 al numero
  146, con l'avvertenza che saranno esaminati quando si affronterà
  il disegno di legge di bilancio.
    Si passa all'ordine del giorno numero 141.
    Il testo invita il Presidente ed il Consiglio di Presidenza ad
  assumere, entro il 31 dicembre 2013, provvedimenti diretti ad
  assicurare, con decorrenza dalla prossima legislatura, l'utilizzo
  e l'assegnazione in via prioritaria presso i Gruppi Parlamentari
  delle unità appartenenti al bacino del personale cosiddetto
   stabilizzato'.

    GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, chiedo che l'ordine del
  giorno n. 141 sia illustrato dal presentatore.

    PRESIDENTE. Onorevole Greco, siamo ancora alle battute iniziali;
  l'ordine del giorno è in fase di distribuzione. Gli altri ordini
  del giorno sono di carattere tecnico.
    L'ordine del giorno 141 è un impegno immediato che l'Ufficio di
  Presidenza dovrebbe adottare entro il 31 dicembre 2013.
    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, volevo ricordare che c'era l'impegno, assunto anche da
  lei, per quanto riguarda il personale stabilizzato da utilizzare
  per la prossima legislatura, tenendo conto di criteri quali
  l'anzianità, la professionalità e via via ad esaurimento.
    Ciò al fine di mantenerli all'interno dell'apparato assembleare
  stabilendo alcuni meccanismi per quanto riguarda la fuoriuscita
  del bacino, qualora ci siano dei soggetti che possono essere
  accompagnati fuori dall'amministrazione, attraverso incentivi come
  ad esempio accordi con l'INPS o utilizzarli con funzioni diversi,
  sempre all'interno dell'apparato.

    PRESIDENTE. Questo è proprio l'atto che ci impegna
  particolarmente perché già preannuncio che il Collegio dei
  Questori è a lavoro sul bilancio dell'Assemblea, che abbiamo
  convocato per il 30 dicembre 2013, e l'Ufficio di Presidenza
  predisporrà il bilancio interno di questo importante organo che è
  l'Assemblea regionale siciliana.

    GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRECO Giovanni. Signor Presidente, volevo più contezza
  sull'ordine del giorno n. 141, perché riguarda un personale che
  noi abbiamo ereditato dai nostri predecessori - mi riferisco al
  personale stabilizzato -  e, onestamente, sono venuto oggi in Aula
  poiché la notte in cui si è approvato il disegno di legge sulla
  spending review io, per protesta, me ne sono andato e non ho
  votato quel provvedimento. Come lei potrà vedere dagli atti.
  Dicevo, volevo più contezza per quanto riguarda il futuro di
  questo personale. Attendo di prendere visione dell'ordine del
  giorno che è in distribuzione e nel caso non sono d'accordo sulla
  parte motiva chiederò di intervenire nuovamente. Se avrò quella
  certezza di cui ha parlato l'onorevole Savona,  mi riterrò
  soddisfatto.

    PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei lo può leggere, basta un
  semplice cenno, una volta letto

    GRECO Giovanni. Signor Presidente, potrà sembrare che io l'abbia
  sempre con lei, ma lei mi fa fare

    PRESIDENTE. No, no, onorevole Greco, nessuno lo pensa.

    GRECO Giovanni. Si ricordi che quello che le dico glielo dirò
  sempre in faccia, quindi, da questo punto di vista lei può stare
  tranquillo. Le ripeto, lei dà troppa velocità alle cose che si
  discutono qui. Lei dice che dà spazio al dibattito, ma non è così.

    PRESIDENTE. Lo legga, onorevole Greco.

     GRECO Giovanni. Ci dia il tempo di leggerlo allora.

    PRESIDENTE. Lo legga attentamente, vede se la convince,
  eventualmente lo potrà pure sottoscrivere.

    D'ASERO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo che è importante su questo
  argomento sentire la valutazione di tutti e poi io, se mi
  consentite, dirò pure la mia.

    D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il principio
  secondo il quale noi vorremmo come Assemblea mettere un punto
  fermo su quella che è la problematica relativa al personale
  cosiddetto  stabilizzato  è, a mio avviso, un argomento che merita
  attenzione e quindi l'ordine del giorno, nella sostanza, intende
  salvaguardare questo principio secondo il quale sul personale che,
  evidentemente, ha una sua  storicità , quindi stabilizzato anche
  per questo, deve crearsi una condizione di  sopravvivenza
  rispetto a quella che è la relativa posizione, quindi con una
  evidente  proiezione verso il futuro.
    Dunque, il principio secondo il quale bisogna pensare comunque
  contestualmente ad una razionalizzazione del sistema che rende più
  facile la permanenza di questo personale e quindi avviare
  meccanismi di accompagnamento per la progressiva fuoriuscita del
  personale è sicuramente un elemento importante, così come è anche
  importante avviare un percorso dove si possa aprire anche la
  possibilità di un principio di  meritocrazia  che ritengo sia
  importante anche per quella che è la vita futura del personale e
  anche dell'Assemblea.
    Pertanto, alla luce di quanto detto, ritengo che si debba
  esprimersi una valutazione positiva in tale direzione.

    PRESIDENTE. Sì, onorevole D'Asero, abbastanza chiaro.

    GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  Non l'ha soddisfatta l'ordine del
  giorno?

    GRECO Giovanni. Signor Presidente, mi ha soddisfatto già la
  relazione che ha fatto l'onorevole Savona, però, colgo l'occasione
  per sottoporvi un problema che noi abbiamo nei gruppi. Da quello
  che si evince dai documenti il personale stabilizzato viene
  suddiviso dalla Presidenza uno a deputato. Giusto Signor
  Presidente? Uno stabilizzato per ogni deputato.
    Come lei sa noi nel gruppo, fino all'altro ieri, eravamo in
  sette, oggi siamo in sei ma non è questo il problema. Noi abbiamo
  avuto assegnato dalla Presidenza dieci soggetti stabilizzati.
  Intanto, io chiedo di fare un controllo e suddividere il personale
  stabilizzato in funzione del numero dei deputati di appartenenza a
  quel gruppo.
    Inoltre, volevo evidenziare una cosa che appurerò io stesso
  allorquando chiederò l'accesso agli atti su questo argomento: Lo
  sa che vedo fra il personale stabilizzato dell'assenteismo?
    Vorrei che si ponesse maggiore attenzione alla disciplina di
  questo personale ed appurare se effettivamente svolga il proprio
  servizio. Non sono qui a controllare tutto il personale
  stabilizzato, ma credo che da parte della Presidenza tale
  controllo dovrebbe essere fatto.
    Mi ritengo quindi soddisfatto dell'ordine del giorno perché dà
  una possibilità al personale stabilizzato che, ripeto, noi abbiamo
  avuto ereditato da altri colleghi deputati in precedenza.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi corre l'obbligo fare una
  precisione sulla base delle sue argomentazioni.
    Gradirei che l'Aula prestasse un po' di attenzione, così serve a
  ribadire un concetto: il rapporto del dipendente del gruppo è con
  il gruppo, il rapporto del dipendente del gruppo non è
  assolutamente con l'Assemblea regionale siciliana.
    Questo deve essere chiaro sotto ogni punto di vista, quindi non
  c'è alcun obbligo di controllo da parte di questa Assemblea; il
  dipendente è a disposizione del gruppo ed agirà sulla base delle
  indicazioni date dal gruppo;  e sulla base delle indicazioni date
  eventualmente dal capogruppo e dal tipo di contratto posto in
  essere.
     Devo aggiungere che per venire incontro alle esigenze dei
  Capigruppo  - mi rendo conto che lei non è probabilmente a
  conoscenza fino in fondo, onorevole Greco -, già fin dall'inizio
  hanno sviscerato proprio con l'esigenza dell'applicazione del
   decreto Monti , ci sono dei pareri dell'Avvocatura dello Stato,
  ci sono delle sentenze che danno contezza di un rapporto esclusivo
  fra il gruppo e il capogruppo e il dipendente stesso, dicevo,
  appunto, che per venire incontro a delle esigenze che si sono
  manifestate abbiamo fatto pervenire una nota tramite gli uffici
  dell'Assemblea di cui eventualmente gli stessi gruppi potevano
  avvalersi, al fine di poter controllare le presenze ove fosse
  necessario, con il relativo badge che può essere messo a
  disposizione.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  dovremmo evitare tutti di sparare sulla croce rossa perché in un
  momento in cui si è innescata una sorta di caccia alle streghe c'è
  sempre qualcuno che considera strega qualche altro.
    Nell'opinione pubblica è largamente diffusa l'idea che la
  politica sia una strega e quindi tutto ciò che ruota attorno alla
  politica, dai suoi costi alla sua organizzazione, sia considerato
  una strega. Non c'è peggio però quando la politica e i
  rappresentanti della politica adottano lo stesso metodo di
  valutazione nei confronti di altri pezzi che ruotano attorno al
  mondo della politica, o alle funzioni della politica. Mi riferisco
  - in questo caso - agli stabilizzati, ma si potrebbe parlare anche
  dei dipendenti dell'Assemblea o dei dipendenti della Regione, o
  dei dipendenti pubblici, cioè c'è sempre qualcuno che individua
  nell'altro il nemico da uccidere.
    Siccome non voglio considerare questa discussione fatta con
  questo approccio  nemicale , condivido l'ordine del giorno e
  capisco di essere l'unico o lo strumento che della situazione
  data, consente all'Ufficio di Presidenza, così come ha sempre
  operato nei sessant'anni che vige questo Parlamento, poiché ai
  sensi dell'articolo 4 dello Statuto, è l'organo che autogoverna
  questa  macchina', e che consente di attuare quanto regola la vita
  interna di questo Palazzo.
    Però, voglio darle un suggerimento, se posso consentire, alla
  Presidenza e al Consiglio di Presidenza:  di non vivere questa
  storia del personale stabilizzato, come una sorta di imbarazzo;
  come una cosa, quasi, di cui nasconderci o nascondere sotto il
  tappeto'.
    Penso che questo Parlamento nella sua organizzazione dei Gruppi
  debba anche prevedere, lo dico avendo contribuito per un certo
  periodo a un'elaborazione di un testo, che fosse sì funzionale
  alla riduzione dei costi della politica e innanzitutto dei
  politici, ma senza che questo diventi la ghigliottina nei
  confronti di chi lavora.
    Poi ognuno potrà giudicare che c'è chi lavora di più, c'è chi
  meno, ma quello è un altro capitolo che non può riguardare un
  giudizio sommario che viene fatto sulle categorie. Ognuno viene
  giudicato dai propri datori di lavoro, in questo caso i Gruppi.
    Ma perché voglio spezzare una lancia a favore di questo
  personale? Noi abbiamo previsto che quest'Assemblea debba
  garantire una serie di servizi ai Gruppi parlamentari, e io
  aggiungo anche di connessioni, fra i Gruppi parlamentari e gli
  organi istituzionali stessi dell'Assemblea, dalle Commissioni
  parlamentari, agli organi istituzionali della Presidenza. Deve
  cioè garantire una migliore funzionalità.
    Mi auguro che anche la modalità di organizzazione, che può
  arrivare anche attraverso un uso intelligente di una nuova
  organizzazione dei servizi di questo Palazzo, non esclusivamente,
  gestita dal personale dipendente dell'Assemblea regionale, possa
  dare dignità, anche a queste persone che fanno parte di una storia
  al pari di quelli che fanno parte di altre storie del Parlamento
  nazionale e aggiungo Presidente anche dei consigli regionali di
  tante parti del nostro Paese. Dove spesso, ci si indigna per
  quello che è la Sicilia, ma vorrei ricordare che in altri organi
  istituzionali e in altre regioni, il personale dei Gruppi, non è
  stato cosiddetto stabilizzato, è stato assunto nei ruoli delle
  amministrazioni regionali.
    Fermiamoci con un'ipocrisia generalizzata, che spesso fa danni a
  tutti, e fa perdere dignità e credibilità alle istituzioni.
    Pertanto, sosterrò quest'ordine del giorno e lo sostengo con la
  convinzione che l'Ufficio di Presidenza debba avere la forza e
  l'autorevolezza di non vivere il tutto, come una sorta di
  vergogna, ma un modo di rendere più funzionale la presenza di
  decine di persone che da circa vent'anni operano nell'ambito di
  questo Palazzo.

    LENTINI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LENTINI. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
  chiedo di apporre la mia firma a quest'ordine del giorno.
    Trovo che sia un ordine del giorno scritto bene e che dà
  finalmente la possibilità al personale stabilizzato e che dopo
  tantissimi anni, così come abbiamo fatto con tutte le categorie
  dei lavoratori siciliani, in qualsiasi campo, avendone dato la
  possibilità.
    Abbiamo visto il disegno di legge sul precariato, e abbiamo dato
  questo input, finalmente, di dare una garanzia anche a questo
  personale e considerato - come ha ben detto l'onorevole Cracolici
  - che nelle altre regioni questo personale è stato assunto e
  stabilizzato da tempo, noi non possiamo ancora perdere tempo e
  parlare e dare notizie all'esterno di questo palazzo che
  possibilmente, possono essere fraintesi. Vediamo di finirla con
  questa antipolitica e parlare di un personale che già da vent'anni
  offre la propria attività nei gruppi parlamentari in modo chiaro e
  perfetto.
     Volevo ricordare, poi, signor Presidente, se c'è la
  possibilità, volevo aggiungere, onorevole Savona, a questo ordine
  del giorno che dobbiamo tenere presente che ci sono alcuni
  dipendenti che hanno aperto dei contenziosi, ci sono dei ricorsi
  in itinere, di considerare anche questo. Siccome l'ordine del
  giorno non ne parla volevo, appunto, rassicurarmi che si dia la
  possibilità a coloro che hanno presentato ricorso - che saranno
  una o due persone - se vincono questo ricorso, di dare anche a
  loro la possibilità di essere integrati.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo anch'io
  apprezzamento per questo ordine del giorno, un ordine del giorno
  che, in effetti, come qualcuno ha detto prima pone l'accento sul
  clima che si è venuto a creare, un clima di antipolitica, un clima
  di  caccia alle streghe  rispetto al quale, tuttavia, non
  condivido alcune considerazioni.
    Prima un intervento del collega Greco richiamava l'attenzione su
  quanto possa essere utile disciplinare il funzionamento e le
  mansioni dei dipendenti dei gruppi parlamentari.
    Io non credo, onorevole Cracolici, che questo significhi fare
  Scaccia alle streghe . Questo significa, semplicemente, mettere
  ordine nelle cose e dare il giusto risalto a chi lavora
  all'interno di questi gruppi parlamentari.
    Devo dire che ho alcune rimostranze, ce le ho con riferimento al
  fatto che l'ordine del giorno debba essere preparato e debba
  approdare in Aula a così tarda data e soprattutto debba impegnare
  un provvedimento che debba essere approvato entro il 31 dicembre
  2013.
    Onestamente, mi sarei auspicato di trovare tracce di questo
  atteggiamento di tutela nei confronti di questo personale già
  nelle settimane passate, malgrado, magari, poteva essere
  opportuno, anche  una mozione che impegnasse davvero il Governo,
  anziché un semplice ordine del giorno che lo invita. Ma sono certo
  che, comunque, qui in Parlamento sapremo onorare gli impegni presi
  verso questo personale che mi sembra indecoroso, dopo vent'anni di
  lavoro, continuare a chiamare  personale stabilizzato .
    D'altra parte c'è un decreto del Presidente dell'Assemblea, che
  è il n. 152 del 5 novembre 1996 e il n. 46 del 20 maggio 2013, che
  identifica, per l'appunto, questo personale, questo personale che
  con impegno, con dedizione presta - laddove è presente,
  diversamente da quelli che invece presenti non lo sono e quelli
  vanno si, effettivamente, trattati con atteggiamento diverso
  rispetto a questo personale - che, ripeto, presta  questo lavoro
  con dedizione e con competenza.
    Sono dell'idea, peraltro, che sarebbe opportuno dare un
  mansionario e regolamentare le prestazioni professionali di questi
  operatori, di questi dipendenti, perché, probabilmente, negli anni
  alcuni di loro sono diventati dei bravi dipendenti con particolare
  riferimento, non so, ad atti legislativi, disegni di legge,
  mozioni. Altri, invece, si sono specializzati in attività che sono
  sempre a supporto del deputato.
    E allora, probabilmente, anche qui mettere un po' di ordine
  dando il giusto risalto e la giusta dignità al personale che
  svolge questo lavoro, anche questo credo possa essere
  assolutamente utile. Pertanto, spero che altri atti possano dare
  continuità a quest'ordine del giorno apprezzabile, ma chiaramente
  ancora dai contenuti generici. Auspico che questo provvedimento da
  farsi entro il 31 dicembre 2013 sancisca questi passaggi in
  maniera chiara in modo da poter prendere delle decisioni
  definitive. Io ad esempio farei saltare le parole:  l'utilizzo e
  l'assegnazione in via prioritaria  presso i Gruppi parlamentari,
  non capisco cosa si intenda per via prioritaria, come se ci fosse
  margine e spazio per altri soggetti. Toglierei la parola
   prioritaria' e nel provvedimento indicherei in maniera chiara che
  l'impegno è assunto con questo personale. Grazie Presidente.

    GRASSO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
  sottoscritto, insieme agli altri deputati, l'ordine del giorno, e
  sono qui per sostenerlo, ma vorrei anche, il mio intervento è
  rivolto anche a quest'Aula e forse anche ad alcuni parlamentari
  che hanno in questo con comunicati stampa e con atteggiamenti
  anche mediatici in qualche maniera hanno dato all'esterno
  l'impressione che qui ci siano dei parlamentari o anche mezzi di
  comunicazione che qui ci siano dei parlamentari o anche mezzi di
  comunicazione, quei mezzi di comunicazione che questo Governo
  sostiene ad ampie mani e a mani larghe, ci hanno dato
  l'impressione che qui c'è un Parlamento che, da qualche
  giornalista in un recente convegno, è stato definito  una casa di
  tolleranza .
    E' vergognoso che oggi proprio la stampa, quella stampa che quel
  Governo sostiene e a cui parecchi comuni sono costretti a
  rivolgersi nel pubblicare bandi, perché sono solo tre le testate
  giornalistiche che possono pubblicare bandi, abbiano un concetto
  così denigratorio di persone, di deputati che sono stati eletti e
  hanno ricevuto la fiducia da parte dei cittadini e che ogni giorno
  vengono qui a lavorare con tanta onestà, sottraendo tempo alla
  famiglia, al lavoro, che sicuramente la qualità della vita è
  diminuita.
    Oggi noi abbiamo dato, io ho presentato un anno fa una mozione,
  si è arrivati finalmente, oggi approviamo una legge che è
  importante, quella della spending review, e ci siamo adeguati.
    Io credo che nel corso dell'intero anno ciascuno di noi, pur
  percependo di più, non ha intascato solo quei soldi, altri hanno
  preso una parte, ma hanno tenuti i rimborsi di tutte le spese che
  hanno fatto, altri deputati hanno lasciato sui territori una parte
  della loro indennità e non necessariamente questa deve essere
  pubblicata su internet perché dobbiamo farci belli, credo che sia
  ora di tornare alla politica e di rivendicare un ruolo, quello che
  noi svolgiamo, rivendicare la nostra dignità.
    E vi invito, cari colleghi, a far sì, perché siamo tutti insieme
  a lavorare in Aula, a fare in modo che oggi per guadagnarci il
  consenso della gente, non buttiamo fango su chi giorno dopo giorno
  lavora, nelle Commissioni e in Aula.
    A questo si aggiunge che gli stabilizzati, io sono alla prima
  legislatura, ebbene, non avrei motivo di difendere persone che ho
  trovato qui, che non ho portato io, devo dire che mi hanno
  aiutato, che sono di ausilio, che lavorano giorno e notte, che li
  chiamo alle otto, alle nove, alle dieci di mattina, e sono persone
  che svolgono un lavoro dignitoso.
    Stiamo cercando di difendere tutto il precariato, persone che
  nessuno di noi ha trovato, perché risalgono agli anni ottanta,
  però stiamo cercando di dare dignità a categorie di lavoratori
  perché oggi si aggiungerebbero ad altri disoccupati, non solo, e
  invece l'unica cosa, e qui c'è un rappresentante del Governo,
  seria che bisogna fare, è smettere di continuare a mantenere enti
  che non servono, e destinare invece le risorse laddove servono,
  alle attività produttive e allo sviluppo di questa Sicilia, solo
  questo, solo queste sono le condizioni perché la sottoscritta
  possa votare una legge di stabilità.
    Gli stabilizzati sono lavoratori che hanno dignità e che
  prestano il loro servizio, poi se qualcuno non lavora non è un
  problema del Gruppo, né della Presidenza dell'Assemblea,
  licenziarlo così come è possibile licenziare tutti i lavoratori.
  Grazie.

    MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno n. 141.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  Su questo ordine del giorno si è
  aperta quasi una dichiarazione di voto sull'intera legge, quindi,
  possiamo unificare i ragionamenti.

    MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
  argomento della revisione della spesa è stato un argomento
  delicato e anche, direi, in un certo modo, sofferto perché con
  responsabilità ed intelligenza, devo dire, tutti i Gruppi
  parlamentari e tutte le forze politiche hanno aderito a quella che
  era una necessità inevitabile, quasi tutti i Gruppi politici,
  quasi tutti i Parlamentari e quella che era una necessità
  inevitabile per ridare anche un segno dei tempi nel contenimento
  della spesa. Segno dei tempi che necessariamente tutti quanti noi
  percepiamo nell'aria e che è oggetto di furiose contestazioni
  anche nelle piazze, forse poche persone, e strumentali ma presenti
  comunque anche oggi a Roma nel contestare la politica che, ahinoi,
  si è ridotta alla misera percentuale del due per cento di
  gradimento nella pubblica opinione e un motivo ci sarà pure. Ci
  sarà pure perché forse le campagne di stampa sono impietose,
  perché forse da troppi anni stiamo vivendo solo ed esclusivamente
  un clima avvelenato, un clima dove l'Italia vive in una sorta di
  palude piena di miasmi, dove si vedono solo ed esclusivamente le
  negatività o le presunte negatività, perché spesso e volentieri
  alcuni scoop giornalistici si sono dimostrati inesistenti nella
  aule di giustizia.
    Dobbiamo avere, chiaramente, la consapevolezza dei tempi, la
  necessità di ridurre la spesa e non è per  essere più realista del
  re  che io le rivolgo e rivolgo a tutto il Consiglio di Presidenza
  e ai colleghi di quest'Aula un appello. Abbiamo ridotto i costi
  della politica dei Gruppi parlamentari e dei Parlamentari,
  dovremmo ridurre anche un altro aspetto delle spese di questa
  Assemblea, aspetto delle spese che sono dei fondi che possono
  apparire discrezionali inseriti nel capitolo quinto del bilancio
  dell'Assemblea, e a questo proposito invito i colleghi Questori a
  fare un'attenta opera di revisione della spesa anche in quel
  settore e a ridurre i costi.
    Si è fatto molto, ma si può fare di più. Si possono ridurre non
  le solite auto blu di cui ormai tutti quanti abbiamo bocca e
  lingua strapiene, ma si possono ridurre sprechi e privilegi che
  oggi non sono più accettabili.
    Da un conto molto sommario questa Assemblea spende circa sei
  milioni di euro l'anno per delle spese che possono essere
  tranquillamente ridotte in misura consistente, direi anche pari al
  trenta, trentacinque, quaranta per cento. E a questo proposito,
  signor Presidente, io la vorrei invitare, e presento
  un'integrazione a questo ordine del giorno e so già quello che mi
  si dirà, che sarà difficile poterlo realizzare, per cui il
  personale cosiddetto  stabilizzato  da impiegarsi nei Gruppi sia
  altrettanto impiegato nei Consigli di Presidenza che godono di
  molte consulenze e di molte persone che collaborano con il
  Consiglio di Presidenza. Sarebbe anche opportuno che personale
  esperto e da anni presente in Assemblea che ha la capacità per
  gestire leggi, emendamenti e tutta l'attività legislativa, possa
  fornire un valido contributo anche al Consiglio di Presidenza. Per
  cui propongo di integrare questo ordine del giorno con questa
  ulteriore nota:  Punto d) : impiegare almeno il 20 per cento del
  detto personale presso il Consiglio di Presidenza .

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Malafarina, le posso dire che già
  in passato, personale e anche tutt'oggi - c'è il caso di qualche
  Questore - utilizza personale stabilizzato dei Gruppi presso il
  proprio Ufficio di Presidenza, quindi, penso che sia andato già
  avanti l'Ufficio di Presidenza, non questo, già in passato è stato
  utilizzato personale stabilizzato presso l'Ufficio di Presidenza.
  Ma già è in atto, io posso fare riferimento, io stesso ho
  utilizzato personale stabilizzato, l'onorevole Rinaldi,
  l'onorevole Ruggirello, il Presidente Cascio, ecco tutti l'hanno
  utilizzato.
    La ringrazio del suo invito, pur sapendo, però dobbiamo chiarire
  che noi siamo un Parlamento e facciamo leggi, dobbiamo fare leggi
  chiare, che una cosa è il Parlamento, un'altra sono i Gruppi
  parlamentari. Questo a scanso di equivoci per non creare
  fraintendimenti.

    MALAFARINA. Mi auguro che questo Consiglio di Presidenza abbia
  pari sensibilità.

    GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche
  battuta per trattare un tema che non va liquidato in maniera
  banale. Il Gruppo del Partito democratico ha aderito, con la
  sottoscrizione che ho posto io all'ordine del giorno che riguarda,
  appunto, i cosiddetti  stabilizzati , con grande consapevolezza
  perché, trattando di persone e di lavoratori, io credo che occorra
  sempre una riflessione in più e una riflessione che abbia anche un
  approccio di sensibilità particolare.
    Il Gruppo del Partito democratico, anche in questa legislatura,
  si avvale della collaborazione di 20 cosiddetti  stabilizzati . È
  un numero importante, 20 unità di lavoratori che hanno accettato
  con grande disponibilità e con grande senso del dovere le
  indicazioni che ha dato al Gruppo, anche seguendo indicazioni del
  passato e, da ormai diversi mesi, che i lavoratori stabilizzati
  del Gruppo del Partito democratico utilizzano l'apparecchio
  marcatempo come è giusto che nella dignità di un lavoratore ci sia
  innanzitutto il dovere oltre che i diritti, essendo consapevoli
  del fatto che mai ci può essere piena dignità di un lavoratore
  quando ai diritti che, giustamente, vengono vantati,  tutelati e
  difesi da ciascuno di noi, non si accompagnino anche i doveri.
    Quindi, io sento davvero l'esigenza di esprimere, da questa
  tribuna, la verità dei percorsi che, all'interno dei Gruppi
  parlamentari, rispetto a questi lavoratori, si vanno svolgendo e
  quindi di lavoratori che hanno accettato in pieno, con grande
  senso del dovere, quello che è innanzitutto l'obbligo dell'orario
  di lavoro, il certificare la presenza all'interno di una struttura
  come quella di un Gruppo parlamentare. Per non parlare, poi, della
  professionalità acquisita negli anni, grazie a questa struttura
  nel suo complesso che ha costruito diverse buone professionalità.
    È ovvio che ai diritti, dicevo, debbano corrispondere dei doveri
  e, nella misura in cui ciò ancora non si è compiutamente definito,
  è chiaro che ogni Gruppo, ogni Presidente di Gruppo ha il diritto
  e il dovere di fare il modo che questo percorso vada avanti fino a
  far sì che la dignità di questi lavoratori sia pienamente
  compiuta.
    Un piccolo dettaglio che è stato citato da qualche altro
  collega, Presidente: noi ci siamo occupati - intendo dire io e lei
  - di questo problema, come ricordava poc'anzi, sotto altra veste,
  nella scorsa legislatura ed è stato costruito un modello che, pur
  tendente a tutelare i lavoratori, tuttavia, ha determinato un
  appiattimento di quelli che sono i profili retributivi essendo
  legato al contributo che l'Assemblea regionale siciliana
  trasferisce ai gruppi sulla base dell'anzianità di servizio
  utilizzata come unico parametro per la definizione del contributo.
    Questo, che certamente è stato posto in essere da tutti noi -
  ripeto - nella scorsa legislatura, per tutelare questi lavoratori,
  rischia di diventare una prigione per il lavoratore stesso cioè
  nel senso di non poter estrinsecare quella che nel contratto di
  lavoro, di qualunque lavoratore, di qualunque comparto si parli,
  della differenziazione dei profili sulla base, appunto, delle
  mansioni, anche delle mansioni svolte.
    Io non ho la soluzione al problema in questo momento e non
  spetta certamente al Parlamento dare la soluzione ma, certamente,
  so, sono certo, che la sensibilità del Consiglio di Presidenza
  nelle prossime settimane voglia affrontare e portare a soluzione
  anche questo problema in maniera tale da avere una definizione
  anche dei profili di questi lavoratori sulla base delle loro
  competenze e delle loro mansioni.
    Pertanto, ribadisco la consapevole adesione da parte del Gruppo,
  dell'intero gruppo del Partito democratico, a questo ordine del
  giorno nell'auspicio e nella certezza che il Consiglio di
  Presidenza, entro la fine del 2013, riuscirà a risolvere in via
  definitiva il problema di questi lavoratori che danno il loro
  contributo, da tanti anni, ai Gruppi parlamentari e alla qualità
  del lavoro dei Gruppi parlamentari stessi.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gucciardi.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ribadisco che il suo intervento
  equivale anche ai fini della dichiarazione di voto sulla legge
  complessivamente.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, in
  merito a questo ordine del giorno, visto che si rimanda per la
  definizione all'Ufficio di Presidenza, dato che noi non facciamo
  parte dell'Ufficio di Presidenza, anche se le ricordiamo che
  dovremmo farne parte, non potendo dire nulla, ci asterremo dal
  voto, quindi, esprimiamo la volontà che si faccia lo scrutinio
  nominale, come recita l'articolo 127 del Regolamento, perché ci
  asteniamo.
    Però, per inciso

    PRESIDENTE. Mi scusi, vi astenete sull'ordine del giorno?

    FOTI. Sull'ordine del giorno, se è possibile, e poi, quando
  farete, se saremo ancora esclusi, come ha detto l'onorevole
  Gucciardi, è interessante valutare l'importante apporto che gli
  stabilizzati danno ai lavori dei Gruppi parlamentari perché ci
  sono davvero persone meritevoli, preparate che, a qualsiasi
  orario, sono disponibili a contribuire anche con l'esperienza
  acquisita in tanti anni e suddividere queste persone tra quelle
  che veramente meritano, se possibile, e quelle di cui non perviene
  notizia perché a mala pena li conosciamo.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti. Ribadisco che è un rapporto
  fra il Gruppo e il singolo dipendente.

    ASSENZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  per esprime la personale e totale adesione al contenuto
  dell'ordine del giorno che stiamo discutendo.
    Anch'io, come l'onorevole Bernardette Grasso, sono alla prima
  legislatura e debbo dire che non conoscevo, neppure di vista,
  nessuno dei dipendenti del gruppo ma, debbo dire, nessuno delle
  altre persone che lavorano nell'interesse degli altri Gruppi e ho
  avuto modo, durante questo primo anno di legislatura, perché
  abbiamo tagliato il traguardo del primo anno, lavorando gomito a
  gomito con gli stessi, di apprezzarne l'assoluta disponibilità,
  l'assoluto disinteresse, la grande preparazione in alcuni, magari
  non in tutti, ma ciascuno, per quanto di propria competenza, è
  stato sempre pronto a recepire qualsiasi istanza della deputazione
  e debbo dire, in molti casi, abbiamo avuto solo da apprendere dal
  loro prezioso contributo.
    Devo dire che per me è una meraviglia avere appreso che questi
  signori erano, in pratica, dei precari. Quando noi, ormai da anni,
  cerchiamo di togliere il precariato dappertutto, spesso non
  riuscendovi, invece su un argomento che riguarda la stessa vita
  dell'Assemblea regionale quasi avremmo dei dubbi e c'è qualcuno
  che pensa ancora, addirittura, di poter fare a meno di questo
  personale e di potersene disfare come una borsa non più di moda o
  come un vestito che ormai ci va stretto. Nel mio caso, ahimè,
  capita spesso questo
    Devo dire, ancora, che questo ordine del giorno cerca di
  risolvere una volta per tutte, sia pure per questa legislatura, ma
  avviando un percorso che troverà il suo naturale compimento nella
  prossima legislatura che avvierà a soluzione questo problema  e ci
  mette al riparo dall'assalto alla diligenza perché, poi, signor
  Presidente, io non vorrei che dietro le critiche da novelli
  Savonarola di alcuni ed in particolare di alcuni componenti di
  determinati gruppi politici non via sia il retropensiero, si fa
  male a pensare ma spesso ci si azzecca, che togliamo questi perché
  dobbiamo mettere i nostri. Allora, altro che voglia di
  rinnovamento, altro che voglia di aria nuova  Siamo nel solco
  della peggiore politica e quindi uno che non ha messo nessuno dei
  suoi vi dice:  Presidente, questa è la strada giusta . Si tratta,
  in gran parte, di persone preparate, di persone perbene, di
  persone che magari, ora, per questa finanziaria staranno insieme a
  noi fino alle cinque del mattino.
    Su questo, poi, interverrò, signor Presidente, ai sensi
  dell'articolo 83 perché vorrei dire la mia.

    GIANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Può spegnere il telefonino? Lei non è
  uno che prende suggerimenti, onorevole Gianni  Questo glielo
  riconosciamo tutti.

    GIANNI. Signor Presidente, per parlare con lei mi devo fare
  suggerire, quindi, il telefonino lo tengo con me

    PRESIDENTE. No, assolutamente.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due battute,
  come il mio solito, non le faccio perdere tempo. Una è che
  certamente il personale non è collegabile all'uomo, al deputato ma
  alla funzione ed al gruppo. Il gruppo non ha un nome e cognome,
  quindi, è inutile che ogni volta ci rincontriamo per parlare delle
  stesse cose. Sono qui, vanno salvaguardati perché, ormai, sono una
  risorsa enorme e quindi appongo la firma, con molto piacere, sul
  documento Savona e company.
    Vede come sono veloce? In 18 secondi, signor Presidente: la
  seconda cosa, per l'ennesima volta le chiedo formalmente di fare
  in modo che i Forconi e gli altri disoccupati possano avere almeno
  una speranza. Metta all'ordine del giorno la legge sull'amianto.

    PRESIDENTE. Onorevole Gianni, detto in questi toni è come se ci
  fosse una responsabilità mia. Le voglio dire che ieri abbiamo
  tenuto una Conferenza dei Capigruppo e abbiamo fatto un calendario
  dei lavori.
    Lei, che è uomo di esperienza e soprattutto deputato di più
  legislature, non solo regionali ma nazionali, comunque le
  procedure non cambiano, quando si incardina un disegno di legge di
  bilancio tutto il resto viene dopo. Però, la posso rassicurare che
  il disegno di legge sull'amianto che sta molto a cuore a lei come
  a tutti i deputati che l'anno esitato dalla VI Commissione e dalla
  III Commissione - c'è stata una compartecipazione delle due
  Commissioni - verrà messa all'ordine del giorno nel tempo e nel
  modo dovuto.

    MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, il mio intervento è da
  intendersi anche come dichiarazione di voto, starò pertanto nei
  tempi che la Presidenza mi ha messo a disposizione ma
  approfitterò, in modo del tutto straordinario - cosa che non
  faccio mai - per dire qualcosa sull'ordine del giorno in
  trattazione e per dire qualcosa che tenevo personalmente a dire.
    Certamente, solidarietà ai lavoratori, certamente l'Aula, mentre
  si distrae e parla d'altro, si deve interrogare o si dovrebbe
  interrogare come mai si è arrivati a questo punto.
    Questa è la legislatura che sta mettendo a posto molte cose,
  Presidente.
    I siciliani devono sapere che questa legislatura, questa
  Assemblea, sta cercando, con non pochi sforzi, di sanare tutti gli
  errori che la politica del passato ha commesso.
    Mentre le piazze protestano è necessario che questo messaggio
  arrivi forte e chiaro all'esterno: noi non stiamo assumendo o
  sanando alcunché, stiamo garantendo dei lavoratori.
    Tenevo a dire anche un'altra cosa: mentre noi ci apprestiamo a
  mettere un'altra pezza su un altro errore della politica, in
  questo momento, in tutte le televisioni, si assiste alla vergogna
  che si è verificata al Centro di accoglienza di Lampedusa con
  esseri umani trattati come bestie.
    Non ho nessuna paura a dire che chiamerei il responsabile di
  questa cooperativa, lo metterei nudo a Piazza del Parlamento e gli
  spruzzerei l'acqua con la pompa, come ha fatto a questi signori.
    Sono consapevole di essere fuori tema, credo però che questo sia
  l'argomento che si doveva trattare all'inizio.
    Avrebbe dovuto essere presente il Presidente della Regione, che
  avrebbe dovuto indignarsi, avremmo dovuto indignarci tutti prima
  dell'inizio della seduta.
    Non dobbiamo fare il minuto di raccoglimento quando le persone
  muoiono, di fatto, queste persone sono morte, è la stessa cosa.
    Ho chiesto scusa all'inizio del mio intervento, preannunciando
  che sarei andato fuori tema, ma se noi non ci indigniamo, la
  piazza continuerà a provare vergogna per noi.
    Oggi stiamo trattando un argomento, retaggio della vecchia
  politica, una delle tante  porcate' che oggi siamo chiamati a
  sanare.
    Non ci sarebbe stato nulla di male se all'inizio della seduta,
  avessimo preteso la presenza del Presidente della Regione perché
  questo crea un danno di immagine alla Sicilia, condiziona, di
  certo, i rapporti con gli Stati di provenienza di questi immigrati
  che, però, piangiamo quando annegano, morti là sotto.
    Questo interrogativo, seppur fuori luogo, fuori tema, ce lo
  dobbiamo porre.
    E' giusto che alla fine della seduta il Presidente della Regione
  venga in Aula e ci dica come intenda difendere l'immagine della
  Sicilia.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 141.

    FOTI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio palese
  nominale.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di appello
  nominale sull'ordine del giorno, formulata per conto del Movimento
  Cinque stelle, dall'onorevole Foti.
    Ricordo che deve essere accompagnata da sette richiedenti.

    Votazione per scrutinio palese nominale dell'ordine del giono n.
  141

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciaccio,
  Ciancio, Foti, Giovanni Greco, La Rocca, Mangiacavallo,
  Ruggirello, Tancredi e Zafarana, il Presidente indìco la votazione
  per scrutinio palese nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole all'ordine
  del giorno preme il pulsante verde, chi è contrario preme il
  pulsante rosso, chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
    Presenti e votanti     61
    Maggioranza          31
    Favorevoli               52
    Astenuti                      9

    (L'Assemblea approva)

    Avverto che gli onorevoli Ioppolo e Formica hanno votato
  favorevolmente ma, per un malfunzionamento del sistema elettronico
  di voto, il loro voto non risulta registrato.
    Onorevoli colleghi siccome ognuno di noi ha espresso la propria
  opinione io, ai fini di un chiarimento esterno - parlo più volte
  di comunicazione esterna che sembra che sia diventata più
  importante - noi, nel pieno rispetto della legge sul contenimento
  dei costi della politica conosciuta come Spending review o come
  Decreto Monti, abbiamo apprezzato positivamente questo ordine del
  giorno. Che significa? Che noi non stiamo stabilizzando in questo
  momento personale, altrimenti domani uscirà all'esterno che noi
  abbiamo stabilizzato, la solita casta ha stabilizzato personale,
  non è così.
    Noi stiamo dicendo una cosa diversa. Noi da parlamentari
  coscienziosi, in linea con l'opinione pubblica che c'è nel Paese,
  stiamo rinunciando, dalla prossima legislatura, al personale che è
  previsto fino alla posizione economica D6 negli altri consigli
  regionali. Qualche parlamentare che mi ha preceduto ha avuto modo
  di evidenziare come in altri consigli regionali si è proceduto
  alla vera stabilizzazione, noi ci stiamo, con questo ordine del
  giorno, autodeterminando nel senso che stiamo dicendo che sono
  fatti salvi, con la norma già approvata, i contratti in essere,
  così come prevede il Decreto Monti, dalla prossima legislatura,
  l'Aula e quindi il Consiglio di Presidenza si impegnano a prendere
  in via prioritaria questo personale.
    E' chiaro che la spesa non può superare quello che prevede il
  Decreto Monti che è una riforma di carattere economico-sociale che
  è data dalla moltiplicazione di settanta deputati per la posizione
  economica D6.
    Questo perché sia chiaro all'esterno di questa bistrattata
  Assemblea.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    CANCELLERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
  legge è arrivato finalmente alla votazione finale. Chiaramente noi
  non abbiamo gradito molte delle cose che sono avvenute in
  quest'Aula, in primis tutto quell'emendamento di riscrittura a
  nome di una Commissione che non si è mai riunita, però, dico,
  potevamo probabilmente e onestamente fare di più a partire
  innanzitutto da quella che è l'idea già citata all'articolo 2,
  undicimilacento euro onnicomprensivi, sarà il Consiglio di
  Presidenza a decidere quali saranno le modalità di scelta fra
  l'indennità di carica lorda e la diaria, ufficio di Presidenza che
  le ricordo nel quale, Presidente Ardizzone, noi non siamo
  presenti, per cui non avremo possibilità.
    Ma le faremo pervenire per tempo debito una nostra proposta di
  deliberazione che, quanto meno, vi darete il compito di stracciare
  e buttare, ma almeno comunque avremo portato la nostra voce non
  potendo portare il nostro voto.
    Ritorno di nuovo sul problema del comma 2, dell'articolo 2. E'
  stato scritto su questa legge che si adeguano i nostri compensi da
  parlamentari alle  variazioni dell'indice ISTAT: disoccupati,
  casalinghe, precari, lavoratori della Regione che non vedono
  assolutamente la  variazione del proprio stipendio sulla base
  dell'indice ISTAT, chiaramente, ringraziano per questa che, ancora
  una volta, è il privilegio che si palesa in quest'Aula.
    Mi lasci dire anche che ieri c'è stato un autorevole collega che
  ha detto che così facendo si distrugge un'Istituzione, siamo
  entrati qui dentro e abbiamo trovato le macerie, non stiamo
  distruggendo niente, anzi vorremmo dare, col nostro apporto, un
  minimo di dignità in più alle discussioni che avvengono qui dentro
  per far vedere fuori che c'è una classe politica che ci prova ad
  essere  il buon padre di famiglia dei siciliani  in questa
  Regione, così facendo invece questo non avviene.
    Per quanto riguarda l'indennità di funzione, avevamo proposto di
  cancellarla e di lasciarla semplicemente per le figure apicali di
  questa Regione: al Presidente della Regione, al Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana.
    Potevamo fare uno slancio in più per recuperare ancora più
  soldi, che non saranno tanti - come qualcuno che interverrà dopo
  sicuramente dirà - ma che comunque erano un segnale in questo
  momento di crisi e che potevano essere destinati a fare qualcosa
  in più per piccole e medie imprese, per artigiani e per
  commercianti.
    La cosa che più di tutto mi ha amareggiato è stato il fatto che
  non siamo riusciti ad inserire, all'interno di questa legge,
  l'esclusione dall'assegno di solidarietà e dal trattamento
  pensionistico di tutti quei soggetti che si macchiano di reati
  contro la Pubblica Amministrazione o reati gravi come associazione
  a delinquere, anche di stampo mafioso, contemplati negli articoli
  del codice penale n. 416, 416 bis e 416 ter.
    Vorrei capire perché non c'è stata questa possibilità di voto  A
  me sembra assurdo, in una Regione come la nostra che più di tutte
  viene sempre chiamata dalle altre Regioni, dagli altri cittadini
  come qualcosa che ha a che fare sempre e solo con la mafia,
  potevamo dare un segnale, era un segnale molto forte e non è stato
  accolto.
    Ora incontro molti deputati che, chiaramente, si rammaricano del
  fatto che non avevano capito, che si poteva fare di più, che si
  doveva inserire; ma lo inseriremo, faremo un disegno di legge, lo
  emenderemo e tutto il resto. Però stasera uscirà così e mi
  dispiace e volevo farlo notare.
    Non voglio rovinare ulteriormente la festa di questa Assemblea
  regionale che stasera finalmente potrà dire ai microfoni di tutte
  le televisioni, di tutti i giornali, che abbiamo tagliato i costi
  della politica e ci siamo allineati a tutte le altre Regioni.
    C'è una differenza nel modo di fare politica fra il Movimento
  Cinque Stelle e gli altri partiti: noi non ci accontentiamo di
  essere uguali agli altri, noi vogliamo essere meglio degli altri e
  volevamo portare questo concetto anche qui dentro perché speravamo
  che anche le altre forze politiche potessero condividerlo.

    PRESIDENTE. Potrebbe bastarle essere diverso dagli altri, per il
  meglio sono gli altri che devono deciderlo.

    (Applausi)

    CANCELLERI. Ci dobbiamo provare ad essere meglio degli altri

    PRESIDENTE. Per rispetto dei colleghi lei, fin quando dice che è
  diverso dagli altri va bene, d'altronde ognuno aspira ad essere
  diverso dagli altri; ma meglio facciamolo decidere agli altri.

    (Applausi)

    GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
  in pieno la sua replica al collega Cancelleri. Prendo la parola
  per comunicare che il mio voto è contrario a questo disegno di
  legge perché, non avendolo condiviso,  non avendo partecipato ai
  lavori, lei sa che io non volevo recepire il decreto Monti così
  solo per i deputati  e non fare un disegno di legge dove la
  spending review veniva applicata a tutte le componenti di
  quest'Assemblea, però mi riservo, caro Presidente,  nelle prossime
  sedute, ai componenti del Consiglio di Presidenza, uno per uno,
  elencherò tutti gli incarichi, tutte le persone che hanno assunto
  e i privilegi che ancora avete.
    Chiedo con questo mio intervento, nei prossimi Consigli di
  Presidenza che farete, di ricredervi, di fare un nuovo
  provvedimento che affronti questi privilegi e, quindi, che si
  faccia una legge più completa, proprio per quella comunicazione
  che lei dice di dare all'esterno, perché lei sta dando una
  comunicazione di recepimento del decreto Monti che riguarda noi.
    Lei lo sa che non sono ipocrita e che sono contrario a questo
  tipo di provvedimenti parziali.
    Per quanto riguarda il mio collega, onorevole Cracolici, lui mi
  conosce da tanto tempo, non sono il tipo di fare la caccia alle
  streghe, se si riferiva a me. Le posso dire che sono per la
  meritocrazia e se a un dipendente paghiamo lo stipendio, caro
  onorevole Cracolici, deve meritarselo, come se lo meritano tutti
  gli impiegati di quest'Assemblea.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Greco, lei ha avuto difficoltà a
  consultare, mi ha detto in passato, il sito internet.

    GRECO Giovanni. Non mi parli  di sito internet perché sulla
  Federico II non c'è niente

    PRESIDENTE. C'è un giornale, anche cartaceo, che ha fatto
  l'elenco di tutti i consulenti e degli assunti presso l'Ufficio di
  Presidenza.

    GRECO Giovanni. Ma l'elenco è come quello che ha fatto lei,
  senza la data di nascita e la provincia  Lo renda completo

    PRESIDENTE. Va bene le faremo avere pure la carta d'identità. Le
  posso dire, onorevole Greco, che abbiamo fatto molto di più,
  avendo previsto anche una norma che, sembrerà strana,  prevede che
  non possano essere assunti, presso l'Ufficio di Presidenza,
  parenti fino al secondo grado di componenti l'Ufficio di
  Presidenza e dei deputati, questo lo abbiamo fatto. Lo stiamo
  formalizzando.

    D'ASERO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
  intervento, brevissimo, vuole evidenziare come questa legge che
  approviamo con il voto finale sulla diversa terminologia,
  riduzione dei costi  della politica, spending review e
  applicazione del decreto Monti, vuole essere un segnale di
  sensibilità verso quella che è l'azione che in questo momento un
  po' tutti dobbiamo dimostrare con i fatti, con  una partecipazione
  all'impegno, in questo caso politico-istituzionale, con un
  sacrificio che sicuramente comporterà, da parte di tutti noi, una
  rideterminazione dei costi e, quindi, come comportarci
  quotidianamente da domani in avanti.
    Voglio dire che è importante, altresì, evidenziare che dobbiamo
  sicuramente dimostrare ai cittadini come non c'è solo un problema
  legato al reale compenso che il parlamentare deve poter percepire,
  ma c'è un problema legato sicuramente all'impegno, al senso del
  servizio, al momento di grande partecipazione in una democrazia in
  cui gli eletti rappresentano il popolo e devono pure avere la
  capacità di poter servirlo, però questo non vuole portar al più
  basso livello o svilire questo ruolo perché tutto si commisura a
  quello che è il senso dell'impegno.
    Noi dobbiamo distinguere, come abbiamo detto in più occasioni,
  i costi della politica, con tutto ciò che si genera anche di costi
  impropri, dai costi della democrazia che è il senso del rispetto
  del ruolo che ognuno di noi deve esercitare.
    In un momento di grande emergenza, di grandi bisogni, di grande
  difficoltà per la crisi che tutti attraversiamo, come contesto
  socio-economico, non dobbiamo, sicuramente, lasciarci andare a
  momenti di facile strumentalizzazione o a clamori che danno grande
  spazio in quello che è il senso della visibilità e dell'immagine,
  a volte, populistica. Dobbiamo, anche, avere il senso di difendere
  una dignità di ruolo istituzionale.
    Quindi, voglio evidenziare col voto favorevole a  questo disegno
  di legge, col voto finale, che c'è la necessità di coniugare i due
  momenti: riduzione di costi sì, ma difesa del ruolo e del senso
  del servizio di quello che è il parlamentare, perché possa essere
  un motivo di orgoglio per la capacità che deve sempre dimostrare
  di poter rendere un servizio attraverso la applicazione
  dell'impegno quotidiano nella propria attività, in questo caso,
  come Parlamento, per la produzione di giuste leggi che servono
  alla collettività e non di momenti che, a volte, con arroganza
  istituzionale e colpi di maggioranza, vogliono fare determinare,
  ma rivolgo un appello affinché assieme si riprenda un percorso che
  porti alla difesa anche della democrazia in un piano di
  contenimento di costi.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Spero che parli per conto di tutto il Gruppo. Ne ha
  facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi non ho chiesto
  al Gruppo di poter parlare a nome del Gruppo, quindi, non posso
  chiedere la parola a nome del Gruppo.
    Ho chiesto la parola perché  vista la vicissitudine che ha
  determinato questa legge che è arrivata in Aula, merita, credo per
  rispetto di noi tutti, anche il fatto che su questa legge si sono
  consumati alcuni strappi e voglio provare a dire poche cose in
  pochi minuti.
    Nel 1965  - io avevo tre anni, come credo la gran parte dei
  presenti, forse qualcuno, addirittura, non era neanche nato, ma
  qualche altro aveva pochi anni di vita - i legislatori di
  quell'epoca decisero di fare una legge che, in qualche modo,
  equiparò lo status del deputato di questa regione -   lo chiamo
  deputato al di là del fatto che si continua a fare sorrisini
  quando si dice  I deputati della Regione siciliana , ricordando il
  fatto che noi siamo una Regione-Parlamento e non siamo un
  Consiglio, su materie delegate con legge ordinaria dallo Stato, ma
  i compiti assegnati a questo Parlamento sono fissati dallo Statuto
  e dalla Costituzione - dicevo nel 1965 i legislatori dell'epoca
  decisero che lo status dei deputati siciliani fosse equiparato a
  quello dei parlamentari nazionali.
    Nel 1965 non c'erano le Regioni in Italia, eravamo una delle
  poche regioni italiane e non ci confrontavamo con nessun altro
  organo di pari livello o pochissimi organi di pari livello. Fu
  fatta quella scelta, giusta o sbagliata che fosse, quella scelta è
  durata quasi cinquant'anni.
    Credo che quella scelta, penso che si possa dire, fu fatta non
  per dare un privilegio al deputato di questa Regione, ma per
  riconoscergli un'autorevolezza, dare autorità a questo Palazzo e
  alla sua rappresentanza democratica.
    Dopo cinquanta anni sta succedendo tanto in questo Paese, sono
  nate le Regioni, molte di queste, nel corso di questi anni, si
  sono autoregolamentate, addirittura alcune utilizzando strumenti
  anche più fantasiosi, alcune hanno generato fenomeni che hanno
  contribuito a far degenerare la vicenda istituzionale, la vicenda
  Lazio prima di tutto, poi altre regioni che hanno dato il segno di
  una degenerazione del meccanismo dei regolamenti che hanno
  governato quei consigli. I
    Ho accettato quando lei mi ha chiesto di presiedere una
  Commissione speciale che aveva il compito di fare una riforma,
  l'ho accettato partendo da un assunto e l'assunto è che la
  politica, in un momento come questo, deve saper dare l'esempio
  anche rinunciando e anche forzando, se necessario, ma  l'esempio
  lo deve dare con un messaggio chiaro da dare all'opinione
  pubblica.
    Così come cinquanta anni fa i deputati della Sicilia di allora
  decisero che lo status di deputato siciliano fosse equiparato a
  quello del Parlamento nazionale, noi non dovevamo rinunciare a
  quell'obiettivo che fu fatto cinquant'anni fa, ma dovevamo dire
  con nettezza che oggi, dopo cinquant'anni, il deputato siciliano
  non può guadagnare né un euro in più né un euro in meno di quanto
  guadagnano i consiglieri delle altre Regioni italiane. Un
  messaggio chiaro, semplice, molto semplificato.
    E dopo tutte le varie vicissitudini, devo dire che questa legge
  raggiunge quest'obiettivo. Ripeto, è un obiettivo raggiungibile in
  tanti modi, ma il senso era questo: in Sicilia, l'emolumento
  spettante al deputato deve essere uguale a quello spettante al
  consigliere calabrese, a quello lombardo, a quello laziale o a
  quello di qualunque altra Regione italiana.
    Questo non vuol dire che il Parlamento deve rinunciare a una
  capacità e ad una organizzazione autonoma, che però faccia i conti
  con la consapevolezza di un opinione pubblica che chiede alla
  politica di dare il buon esempio.
    Certo, la politica oggi è imputata, è additata come la causa di
  tutti i problemi e di tutti i mali, ma noi non riqualifichiamo il
  valore della politica girandoci la faccia o facendo finta di non
  ascoltare, ecco perché io credo che il lavoro che si è fatto, a un
  certo punto, quando ho avuto il dubbio che anche tra i miei
  colleghi potesse prevalere un idea, pur nell'assoluta buona fede e
  in nome dell'autonomia, di arzigogolare su questo obiettivo
  chiaro, netto, che in Sicilia si facesse come nel resto d'Italia,
  non ho esitato un attimo a rinunciare all'incarico che mi era
  stato poi dato dai colleghi votandomi in Commissione.
    Credo che oggi stiamo facendo una buona legge, una legge che
  spero potrà durare per i prossimi cinquant'anni, nel senso che da
  oggi in poi il deputato, chi verrà dopo di noi, saprà che quando
  si entra in questo palazzo non c'è un palazzo più privilegiato di
  altri palazzi, ma si svolge  una funzione di rappresentanza
  democratica e per tale funzione l'indennità, cioè la
  corresponsione di questa funzione, è equiparata a quella del resto
  del Paese. Credo che questo sia un messaggio netto che possa in
  qualche modo migliorare il rapporto tra la politica, i politici e
  l'opinione pubblica.

    FORMICA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Se proprio non può

    FORMICA. La Lista Musumeci può intervenire o no?

    PRESIDENTE. Tutti e novanta i parlamentari possono intervenire
  per dichiarazione di voto, mi sto riferendo soprattutto al
  Movimento 5 Stelle che hanno chiesto di intervenire, non vorrei
  strozzare io il dibattito considerato che già sull'ordine del
  giorno. Chiunque chiede di parlare lo può fare.

    FORMICA. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto
  della Lista Musumeci, nessun altro è intervenuto a nome della
  Lista Musumeci.
    A  proposito di questa norma, signor Presidente, voglio
  ricordare, a scanso di equivoci, che la Lista Musumeci, sin dai
  primi di dicembre di quest'anno, aveva presentato un disegno di
  legge che prevedeva la riduzione del trenta per cento degli
  emolumenti per quanto riguarda il funzionamento, il personale e i
  Deputati, quindi, da questo punto di vista noi eravamo favorevoli
  e siamo favorevoli.
    Però, signor Presidente, alcune considerazioni bisogna farle. Da
  alcuni anni da parte della stampa c'è un attacco portato alla
  politica per delegittimarla, facendo credere all'opinione
  pubblica, che è sofferente per la crisi e ha tutte le ragioni per
  essere sofferente e per lamentarsi, ma facendo quasi credere che,
  riducendo i cosiddetti costi della politica, che vengono
  ricondotti da questa campagna stampa, che ormai dura da molti
  anni, allo stipendio dei Deputati, facendo quasi credere che
  facendo questo si risolvono i problemi del Paese.
    Purtroppo non è così, magari fosse così, perché se così fosse i
  primi che avrebbero interessere a risolvere i problemi del Paese
  sono i Deputati regionali che non siamo nominati, ma siamo eletti
  con il consenso delle persone attraverso il voto di preferenza,
  saremmo i primi noi a rinunciare allo stipendio per risolvere i
  problemi della gente.
    Purtroppo non è così, perché voglio ricordare agli smemorati o a
  chi fa demagogia e soprattutto a quella stampa che ha soffiato
  troppo, a mio parere, sul fuoco su questo argomento, ingenerando
  falsi convincimenti e false illusioni, che gli stipendi dei
  Deputati regionali, su un bilancio della Regione, di ventisette
  miliardi di euro incidono per venti milioni di euro. Questo che
  sia chiaro, su ventisette miliardi di euro gli stipendi dei
  Deputati incidono per venti milioni di euro, lo zero virgola
  qualcosa.
    Si può obiettare e si potrebbe obiettare di eliminarli  ed io
  sono d'accordo, ma si elimina  pure il Parlamento che costa
  centosessanta milioni, centocinquanta attraverso questa riduzione,
  nominiamo un bel Commissario reggente per la Sicilia come la
  buonanima, del resto io che sono un ex missino, uno che proviene
  da quel mondo sarei pure d'accordo.
    Eliminiamolo, eliminiamo il Governo regionale. Quanto è il
  costo, signor Presidente, del Governo regionale, dell'apparato
  burocratico? Magari sarà diverse centinaia di milioni di euro e
  sarebbero altri soldi risparmiati.
    Eliminiamo il Parlamento nazionale, miliardi di costi di euro.
  Eliminiamo le Province,  è l'esempio classico che bisogna fare,
  che si risparmiava dieci miliardi, poi sono scesi a un miliardo,
  l'altra sera Renzi, a  Porta a Porta  ha dovuto ammettere che
  eliminando le Province, in tutta Italia, si risparmiano sessanta
  milioni.
    La dobbiamo finire con la demagogia  La dobbiamo smettere con la
  demagogia
    Bisogna dire la verità ai cittadini. La democrazia ha un costo e
  non possiamo pretendere come vorrebbero forse i ricchi in questo
  Paese, come vorrebbe l'alta finanza in questo Paese, avere degli
  straccioni come Parlamentari che possono essere comprati da chi i
  soldi ce li ha e possono essere, quindi, al servizio di chi i
  soldi ce li ha. Avere straccioni come Parlamentari, avere degli
   yes man  che per soldi sono disponibili a dire sì a chicchessia.
    Il Parlamentare deve avere una remunerazione giusta e adeguata e
  questa legge è giusta perché bisogna dare l'esempio in un momento
  di crisi, ma finiamola con l'ipocrisia perché a furia di andare
  avanti con le bugie ci sarà qualcuno che dirà di eliminare i
  parlamenti regionali, i consigli regionali, i governi regionali e
  persino il Parlamento nazionale, facciamo un bel colpo di Stato e
  risparmieremo decine di miliardi di euro.
    E' questo che si vuole? E' questo che si vuole  Chi fa demagogia
  deve anche dire questo. La si smetta di fare demagogia. Il
  parlamentare ha una funzione nobile e difende interessi diffusi,
  ma deve avere un livello dignitoso di vita.
    A Parma, il Movimento Cinque Stelle ha eletto un sindaco che,
  partendo da quei presupposti, ha diminuito i compensi a livello,
  forse, troppo basso dei suoi assessori. L'unico assessore
  professionista serio che aveva nominato, che era quello al
  Bilancio, ha detto:  Caro signor sindaco, io sono d'accordo con te
  ad abbassare lo stipendio a 1.500 euro - non so quant'era - ma
  considerato che ho una professione, lascio a un altro il mio posto
  di assessore .
    Si arriva a questo, poi, con la demagogia si arriva a questo.
  Vogliamo persone capaci, persone competenti, persone che si
  impegnano e, soprattutto, libere da condizionamenti? Dobbiamo
  prevedere un trattamento dignitoso. È il costo della democrazia.

    SUDANO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUDANO. Signor Presidente, intervengo brevemente perché,
  finalmente, oggi riusciamo ad arrivare alla votazione finale di
  questo disegno di legge spending review.
    Come tutti sappiamo, c'è stata una Commissione che si è
  istituita e ha lavorato confrontandosi, anche in modo animato, su
  questo tema, non  perché c'era chi rappresentava la casta e chi
  invece rappresentava l'innovamento e la fase che stiamo vivendo.
    Io ci tengo a sottolineare che questa legge è di questo
  Parlamento, questa legge appartiene a tutti i 90 parlamentari che
  si sono seduti in quest'Aula e che sono pronti a votarla e non può
  essere intestata né all'onorevole Savona, con tutto il rispetto
  però per quanto lei ha lavorato, né all'onorevole Cracolici né al
  Presidente Ardizzone, ma questa è la legge di tutti.
    Il confronto è stato animato proprio perché c'era chi voleva
  rimanere ancorato al Senato e chi invece voleva applicare tout
  court il Decreto Monti e credo che l'equilibrio che abbiamo
  trovato sia il più giusto proprio perché rimaniamo ancorati al
  contenimento della spesa voluta a livello nazionale, ma rimaniamo
  con la nostra autonomia a Statuto speciale, ancorati al Senato.
    Signor Presidente, ritengo che questo contenimento della spesa
  sia il più giusto di tutti e si è avuto un ottimo compromesso,
  però credo anche che non si possa - mi scusi però lei mi ha
  stuzzicato col suo intervento precedente - dire che l'Ufficio di
  Presidenza ha fatto un Regolamento dove si prevede che non si
  possano prendere consulenti fino al secondo grado, perché io posso
  anche non meravigliarmi se si utilizza come proprio collaboratore
  o consulente un proprio familiare perché sono rapporti di fiducia
  e, quindi, posso anche condividere e non capisco perché non si
  possa utilizzare un parente. Però credo che, a questo punto, sia
  bene che anche dei Ministri della Repubblica non utilizzino
  prossimi congiunti in questa Assemblea o in fondazioni vicine a
  questa Assemblea.
    Penso che questo valga per la politica in generale, non soltanto
  per i deputati dell'Assemblea regionale, ma per tutti coloro che
  hanno incarichi politici di prestigio.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri signor
  Presidente, non c'era, quando è intervenuto l'onorevole Foti, ex
  articolo 83, semplicemente per ribadire all'Assemblea una delle
  condizioni poste sul trattamento pensionistico; ci sono state due
  reazioni scomposte e, a mio avviso, assolutamente esagerate, una
  da parte dell'onorevole Cordaro - che mi dispiace si sia
  allontanato - ed una da parte dell'onorevole Cracolici, ai quali
  io vorrei, stasera, non perché l'onorevole Foti ne abbia bisogno,
  dare una risposta.
    Onorevole Cracolici, lei è una persona seria, io sono stato
  vicepresidente quando lei, in Commissione, era Presidente, perché
  vede il problema è che noi abbiamo due punti di vista totalmente
  differenti ed i cittadini non ce l'hanno con la politica, ce
  l'hanno con i politici e di come i politici hanno ridotto questo
  Stato e questa Regione fino a questo momento.
    Volevo dire all'onorevole Cordaro, che ha accusato la collega di
  dire fandonie, che la collega non ha detto nessuna fandonia e noi
  non mettiamo in dubbio il fatto che lui giri senza scorta ed in
  macchina, ma lo invitiamo ad aprire i finestrini quando gira in
  macchina e ad ascoltare quello che, dalla gente, proviene e noi
  sappiamo benissimo che quello che proviene non è quello che viene
  descritto in questo Parlamento. C'è un detto siciliano che dice
   non è tanto il fatto ma è come si racconta .
    Ebbene, voi potete dire all'opinione pubblica tutto quello che
  volete ma questo disegno di legge, senza il fatto che non avvenga,
  secondo la filosofia del Presidente Savona, l'aggancio con il
  Senato, che è rimasto, non sposta di un millimetro i privilegi di
  questo Palazzo perché è lì tutto il nodo della legge.
    E' inutile che - perché questa è una sconfitta - il Presidente
  del Partito democratico dica che questa è una vittoria, visto che
  l'aggancio con il Senato rimane tale e quale. L'aggancio con il
  Senato non consente, infatti, di toccare un solo stipendio di
  tutta la burocrazia regionale e questo non è possibile e non
  possiamo essere complici di questa manovra e di questo disegno di
  legge.
    Avete giustificato questa legge dicendo che noi siamo speciali e
  in virtù di questa specialità dovevamo applicare il decreto Monti
  alla Sicilia.
    Allora, vi dico: ma se fossimo stati veramente speciali, se voi
  foste stati davvero speciali, perché non avete operato una
  riduzione dei Parlamentari, nella scorsa legislatura, così come
  diceva la legge italiana?

    (Applausi)

    Ma era a 50, non a 70. Monti l'aveva stabilito a 50 e voi ve lo
  siete mantenuti a 70; andatevi a guardare le carte invece di
  applaudire. A che cosa state applaudendo? A che cosa?
    Noi studiamo; abbiamo avvocati, ingegneri. Io non c'ero ma le
  carte me le sono andate a vedere.
    Se foste stati veramente speciali, perché non avete preteso
  l'applicazione dell'articolo 37 sulle imposte, invece di
  continuare a fare legali all'Eni, così come è scritto nell'ultima
  finanziaria?
    Se noi fossimo davvero speciali perché non pretendiamo che il
  Presidente della Regione sieda nel Consiglio dei Ministri per le
  questioni che riguardano, praticamente, la Regione siciliana?
    E allora, visto che ieri avete scomodato persino la Rivoluzione
  francese, dicendo che finiremo ghigliottinati anche noi, scomoderò
  la Bibbia e vi dico questo, per chi vorrà votare questo disegno di
  legge:  Prendetevi questi 30 denari, che sono il frutto del vostro
  tradimento verso i Siciliani e verso i vostri elettori, perché il
  mio Gruppo non è complice vostro ed uscirà da quest'Aula .

    PRESIDENTE. Onorevole Cappello, solo per una precisazione di
  carattere giuridico e costituzionale: quest'Aula non ha competenza
  a determinare il numero dei parlamentari perché è una legge
  costituzionale.
    Vedo che l'onorevole Ioppolo annuisce e questo mi gratifica.
    Questo Parlamento ha fatto una legge voto e quel Parlamento, il
  Parlamento nazionale, ha aderito alla legge voto che portava a 70
  i Parlamentari in questa Assemblea regionale siciliana, primo in
  Italia. Bene, no, no, scusate, ogni volta che si parla, ognuno
  sollecita l'altro parlamentare.
    Ho una sfilza di iscritti a parlare. E' iscritto a parlare
  l'onorevole Firetto. Ne ha facoltà.
    Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare entro i minuti a
  disposizione dell'onorevole Firetto. Se ci sono altri iscritti a
  parlare, mi si faccia un segno. Ripeto, sono iscritti a parlare
  gli onorevoli: Firetto Gucciardi, Fazio, Leanza e Cordaro. Alla
  fine, chiaramente, parlerà il presidente della Commissione.

    FIRETTO. Signor Presidente, sono tra quelli convinti che,
  archiviando questa discussione che ci ha, probabilmente, impegnato
  per un tempo che deborda da quello che, obiettivamente, poteva
  essere dovuto ad un tema come questo, cioè realizzare l'elemento
  di segnale e di comunicazione anche esterna, che non è solo
  formale ma sostanziale, rispetto ad un tema ad esempio che
  dovremmo dare alla nostra comunità in una fase così delicata e di
  crisi che il Paese attraversa, la Sicilia attraversa.
    Diceva, ieri, una deputata del Movimento Cinque Stelle che fuori
  c'è il lazzaretto. Fuori c'è il lazzaretto ma noi dovremmo
  evitare, lo dico ai colleghi, di utilizzare il dito puntato ed il
  grido  al rogo  Al rogo  che non ci porta da nessuna parte. Non
  porta da nessuna parte e non serve ad elevare, come diceva un
  momento fa anche l'onorevole Cancelleri, che abbiamo ereditato
  macerie, ma così facendo le macerie non le ereditate, amici del
  Movimento Cinque Stelle; così facendo, le macerie le creiamo
  perché al grido  al rogo   al rogo   si va al rialzo e sempre più
  al rialzo e giocare a lascia o raddoppia inevitabilmente crea le
  macerie istituzionali.
    Ho apprezzato moltissimo l'intervento che ha sviluppato
  l'onorevole Cracolici, il quale pone con parole semplici una
  questione fondamentale, cioè qual era il senso di questo
  adeguamento: obiettivo raggiunto e del quale oggi dovremmo essere
  tutti quanti, non dico rallegrati, ma dovremmo archiviare una
  discussione che per troppo tempo ci ha impegnato, dovendo dire
   anche noi abbiamo fatto il nostro dovere, ci siamo adeguati .
     Quell'intervento pone, però, una questione che non è
  semplicemente un modo per spolverare storia e raccontare qual è la
  radice di questo Parlamento, ma serve ad esprimere qual è il
  rapporto e la storia che questa Sicilia doveva avere e l'uso che
  di questa prerogativa statutaria dovevamo fare. Questo, allora, è
  un tema alto, onorevole Cappello, sul quale, obiettivamente, è
  utile confrontarsi, ma non guardando al passato, guardando alla
  prospettiva, perché liquidare un tema come questo, unicamente con
  la riduzione dei deputati e dire:   perché non l'avete fatto la
  legislatura scorsa?   posto che è stata fatta con una legge voto
  e, dalla prossima, mi pare che saremo a 70 deputati, è un modo
  liquidatorio che non ci aiuta.
    Signor Presidente, penso che il lavoro che si è fatto su questo
  tema e al quale hanno concorso in tanti, è stato detto
  opportunamente, non è la legge di tizio, non è la legge del
  Presidente dell'Assemblea, non è la legge di questo Gruppo o di
  quel Gruppo; è la legge di una classe dirigente di questa Regione
  che tiene conto di un fatto rispetto al quale noi non potevamo
  decampare, cioè non potevamo assolutamente far fare spallucce e
  ragionare, ancora una volta, alla siciliana.
    Ancora su questo tema allunghiamo, tentiamo di dare un
  allungamento al dibattito e fare in modo che un tema che è stato
  caro ad una certa parte politica e ne ha fatto grande cassa di
  amplificazione e oggi ho il fondato timore che questo tema viene
  tirato fuori grazie ad una legge che ci mette in sintonia, non
  solo con il resto del Paese, ma che va sicuramente oltre, avendo
  tolto questo argomento di discussione, si voglia ancora giocare al
  rialzo.
    Questo non serve, non ci porta da nessuna parte. Penso che
  dovremmo da subito, archiviando questa discussione, ragionare sul
  tema di una finanziaria che abbiamo davanti - non intendo uscire
  fuori tema, signor Presidente - il tema di questa legge di
  stabilità che sarà complesso, che sarà, ancora una volta, di
  emergenza che deve ridisegnare una voglia di Sicilia che vogliamo.
    Il voto del Gruppo parlamentare dell'UDC è assolutamente
  favorevole.
    Reputiamo che questo sia un traguardo.
    Riteniamo che andare, ancora una volta, avanti con una sorta di
  ostruzionismo, come ci stessero legando l'argomento del giorno,
  l'argomento che ci ha dato sussistenza, non serva a nessuno.
    Il nostro voto, pertanto, è favorevole.

    PRESIDENTE. Si sono iscritti a parlare anche gli onorevoli
  Assenza e Picciolo. Le iscrizioni a parlare sono chiuse.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo
  momento, il sentimento che prevale in me non è quello della vis
  polemica ma di profonda tristezza perché ho ascoltato - mi
  riferisco agli interventi dei deputati del Movimento Cinque Stelle
  - l'intervento del Presidente del Gruppo parlamentare, onorevole
  Cancelleri, che, pur non condividendo, in larga parte del suo
  ragionamento, tuttavia, esprime un giudizio di merito diverso o
  parzialmente diverso rispetto a quello che può avere un altro
  parlamentare, che sia io o altri poco importa.
    Sono stato educato al rispetto ed al culto della sacralità delle
  istituzioni parlamentari perché la mia generazione ha vissuto la
  costruzione della democrazia a distanza.
    Siamo, infatti, una generazione che ha avuto la fortuna di non
  conoscere i disastri della fase precedente alla costruzione del
  sistema democratico; essendo, quindi, stato educato al culto della
  sacralità delle istituzioni, rimango profondamente rattristato
  quando - in una sede sacra, dal punto di vista istituzionale, come
  questa - il livello della polemica politica, legittima, giusta,
  corretta, assolutamente vitale per la salute della democrazia, si
  trasformi, magari involontariamente, di certo in buona fede,
  perché ho considerazione e stima dei colleghi del Movimento Cinque
  Stelle, in mortali colpi di maglio alla credibilità delle
  istituzioni democratiche.
    Credo che mai si debba oltrepassare una certa soglia nella
  polemica politica.
    Mai, per rendere più forti le proprie opinioni, si può
  contrabbandare l'opinione altrui per far sì che si possa rendere
  più forte ciò che ognuno pensa legittimamente che sia la strada da
  seguire per la propria azione politica.
    Credo che questa azione costante, incessante, di demolizione
  della credibilità delle istituzioni democratiche non stia facendo
  un cattivo servizio a quella che ormai in tanti chiamano  la
  casta .
    Questo modo giornalistico e sintetico di liquidare personalità
  originali, impegni politici importanti, non importa.
    Non importa il destino personale di ognuno dei protagonisti di
  questa scena politica.
    In questo momento, credo, debba stare più a cuore a ciascuno di
  noi, lo affermo da cittadino ancor prima che da parlamentare, la
  sede e la tutela della legittimità e della legittimazione della
  sede della sovranità popolare, della sede della sovranità del
  popolo siciliano.
    Io, signor Presidente, non ci sto. Non ci sto a questo gioco al
  massacro. Ognuno, legittimamente, ha espresso  le proprie
  opinioni, onorevole Cappello.
    Io stesso non ho avuto un vincolo di maggioranza nella
  Commissione speciale ed insieme a lei ho votato contro alcune
  norme che ritenevo non giuste ma, oggi, qui, abbiamo il dovere,
  nella sacralità - e non mi stancherò mai di ripetere - di questa
  sede, abbiamo il dovere di dire che abbiamo fatto un passo avanti
  importante, siamo stati i primi in Italia e non è giusto vedere il
  bicchiere mezzo pieno, addirittura vuoto, semplicemente per
  sostenere una propria tesi che, in questo momento, ha ricevuto una
  grande legittimazione. Se siamo andati avanti sul punto dei tagli
  dei costi della politica, certamente, il merito è dell'intero
  Parlamento, come correttamente ha rivendicato il Presidente di
  questo Parlamento, l'onorevole Ardizzone.
    Allora, credo che i populismi debbano avere un limite:
  quell'asticella non può essere messa ad un'altezza superiore ad un
  certo limite perché ne va della credibilità delle istituzioni. E'
  necessario recuperare una sobrietà anche negli interventi che da
  questi microfoni si dirigono al popolo siciliano e all'opinione
  pubblica generale, occorre recuperare il senso del limite,
  all'interno di questa dignitosa, sacra istituzione parlamentare,
  altrimenti, non ne va - ripeto - della nostra legittimazione
  personale ma ne va della legittimazione di un'istituzione che
  siamo stati chiamati, tutti insieme, al di là della legittima
  diversità di opinioni nel merito delle scelte, siamo stati
  chiamati qui a difendere, ad interpretare in un brevissimo momento
  storico, che è legato al nostro mandato parlamentare.
    Non ci sto, quindi, e credo che bisogna recuperare il senso
  della dimensione di questa istituzione parlamentare, signor
  Presidente, bisogna recuperarla, perché i populismi portano ad una
  deriva pericolosissima, insidiosa, di cui ciascuno di noi magari -
  ripeto - in buona fede e, sottolineo, in buona fede, non si
  accorge e, siccome, credo che ognuno debba avere nel suo percorso
  il senso della storia che sta alle proprie spalle,  voglio stasera
  qui citare un ragionamento, che è un mio riferimento di tanti
  anni, della mia azione politica, che è un martire di questa
  democrazia. Mi riferisco ad Aldo Moro, che ha detto, in momenti
  che sembrano ieri, in momenti che sembrano, come dire,
  attualissimi, riferiti al giorno d'oggi, quando si riferiva e
  diceva, con il senso della profezia  nessuna società avanza,
  nessuna società raggiunge i suoi traguardi di giustizia se la voce
  rigorosa della coscienza e un senso autentico della comunità
  sociale non collochino le persone nel giusto rapporto di
  solidarietà, questo paese - concludeva Aldo Moro - non si salverà
  se non nascerà in Italia un nuovo senso del dovere .
    Signor Presidente, il primo dovere che, da parlamentare eletto
  di questa Regione, sento oggi di esprimere è, innanzitutto, il
  dovere di tutelare queste istituzioni democratiche, per questo
  credo che con questa legge per la quale esprimo il voto a favore
  del Gruppo del Partito Democratico, l'Assemblea regione siciliana
  ha dimostrato al popolo siciliano e all'intera opinione pubblica
  italiana che sa adempiere al proprio dovere, che la svolta
  virtuosa in questa Regione c'è stata e che ognuno di noi ha il
  dovere di difendere e tutelare.

    FAZIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo a nome del
  Gruppo Misto e, molto brevemente, vorrei, in qualche modo,
  esternare il mio pensiero al riguardo, senza volere entrare in
  polemica - la polemica la lascio fare agli altri - però credo che
  il contenuto di questo disegno di legge sia il giusto equilibrio
  tra diverse posizioni che, francamente, sono evidenziate in
  Commissione e in Aula e, soprattutto, perché ripristina quella
  parità che, almeno dal punto di vista prettamente economico, trova
  precisa giustificazione, pur conservando, come ha detto il collega
  Cracolici, quella specificità che i nostri padri costituenti hanno
  voluto in qualche modo attribuire al Parlamento siciliano.
    Credo che con questo disegno di legge, forse, si inizia quel
  percorso di credibilità che la politica e i politici hanno perso
  nei confronti della collettività amministrata, soprattutto in
  dipendenza per i pessimi esempi che la politica e i politici hanno
  dato segnatamente nell'ultimo periodo.
    Signor Presidente, come poter dar torno a quella collettività
  che ha visto utilizzare i soldi pubblici per fini del tutto
  personali da parte dei politici? Come contestare a tantissime
  persone le difficoltà che incontrano nel vivere quotidiano e
  vedere che i loro rappresentanti, invece di dare gli esempi
  corretti, guardando all'interesse della collettività,
  all'interesse pubblico, guardavano altro tipo di interesse?
    Credo che, oggi, forse, si inizia quel percorso di recupero che,
  a mio avviso, deve essere accompagnato con esempi concreti
  completamente diversi dal passato e facendo sì anche che si possa
  raggiungere quell'efficienza tanto auspicata.
    Sono convinto, come credo siano convinti la molteplicità delle
  persone, che alla gente non gliene frega niente di quanto guadagna
  il politico purché questo, però, svolga le sue funzioni in maniera
  corretta e faccia funzionare la macchina amministrativa. Se lo
  guardiamo, in questo momento, sicuramente così non è. Non abbiamo
  assicurato quell'efficienza all'amministrazione affinché possa,
  poi, in termini virtuosi, determinare occupazione e, soprattutto,
  progresso. Abbiamo tanto da recuperare. Dobbiamo forse recuperare
  anche quella moralità messa in dubbio da tantissimi esempi
  estremamente negativi. Mi auguro che questo percorso di
  credibilità che viene inaugurato oggi prosegua nel prossimo futuro
  con l'approvazione di leggi che riguardino la collettività e che
  determinino soprattutto occupazione, progresso e benessere, dando
  esempi tangibili di buona e corretta amministrazione.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
  facoltà.

    LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
  innanzitutto annunciare il voto assolutamente favorevole del
  Gruppo Articolo quattro e per ribadire che questo disegno di legge
  è stato voluto, senza se e senza ma, da gran parte di questo
  Parlamento, sapendo che era un atto voluto e dovuto. E' un atto
  voluto e assolutamente dovuto. Non abbiamo fatto cose
  straordinarie, bensì un atto voluto e dovuto soprattutto alla
  gente che ci ha guardato, a un momento di difficoltà che vive la
  nostra terra e soprattutto, se mi consentite, ha fatto della
  delegittimazione che qualcuno vuole a qualunque costo buttare sul
  Parlamento. Non capisco a chi giova alimentare l'odio. Non capisco
  a chi giova costantemente portare qualunque argomento, anche
  serio, sulla polemica. Non capisco per quale motivo, visto che ci
  sono difficoltà nella nostra terra, nella nostra economia, tra la
  nostra gente, quando dobbiamo concentrare tutto sempre ed
  esclusivamente con la polemica, con l'incitazione all'odio, con il
  livore, con la scarsa voglia di cooperare e di solidarizzare.
    Penso che questa comunità, questa nostra terra abbia bisogno
  della condivisione più ampia possibile di progetto per lo sviluppo
  di questa terra, non ha bisogno né di populismi, né di demagogia,
  ha bisogno di fatti concreti.
    Ha bisogno che ognuno di noi faccia quello che in qualche modo è
  stato chiamato a fare nel momento in cui è stato eletto.
    Lo capisco, sono assolutamente convinto, ci sono persone che
  sono state elette e ci sono persone, come gli amici  grillini  che
  sono state nominate, poiché è stato eletto Grillo, non sono stati
  eletti tanti, tanti di loro.
    Sono persone bravissime, sono persone competenti, persone che
  stanno facendo un lavoro straordinario e che, certamente, stanno
  facendo la loro parte; mi sta benissimo confrontarci, in
  Commissione, in questo Parlamento, di cose concrete.
    Non mi sta bene né il livore né l'ipocrisia, se mi consente,
  neanche certe dosi di cattiveria che francamente non appartengono
  ad un Parlamento.
    Volevo semplicemente ribadire, lei lo ha detto in diverse
  occasioni, che questo Parlamento - qua c'è il Presidente Cascio,
  poco fa ho visto il Presidente Cascio - in un altro momento,
  quando forse non c'era questa antipolitica dirompente, in un altro
  momento, ha fatto delle scelte importantissime rispetto ad alcune
  iniziative, a partire dal fatto che saremo 70 deputati; noi siamo
  stati la prima Regione d'Italia ad adeguarci, con una legge voto
  all'unanimità.
    E lei sa, signor Presidente, come, in quell'occasione, si trovò
  l'unanimità, poiché eravamo tutti convinti di andare a fare una
  cosa giusta, una cosa seria.
    Lo ha detto ieri l'onorevole Cordaro, ha ricordato alcune
  iniziative già fatte nella precedente legislatura: oggi con questo
  atto, di cui bisogna dare atto anche a questa Presidenza, di aver
  dato un'impronta importante, devo dire che questo Parlamento ha
  fatto un atto dovuto e voluto e adesso mi sembra opportuno, mi
  auguro, che, a partire da domani mattina o, meglio, mi auguro che
  tra mezz'ora cominciamo a parlare dei problemi della gente che
  sono: la legge sui confidi, la legge sull'Irfis e le altre leggi
  che aspettano di essere votate.
    Mi auguro che il confronto possa avvenire su un piano di
  assoluta dialettica di libertà di confronto concreto, anche
  esasperato, ma sui fatti concreti; mi auguro che non parleremo
  più, per quanto riguarda noi, di costi della politica, che
  ribadisco, sono atto dovuto e voluto, sacrosanto.
    Adesso, pensiamo a lavorare. La gente ci ha eletti, oltre a dare
  l'esempio per quanto riguarda i costi della politica, ci ha eletto
  soprattutto, per far si che, una volta tanto, cominciamo a pensare
  seriamente, rimboccandoci le maniche, a risolvere i problemi di
  questa terra che sono tantissimi e  serve l'intelligenza di tutti,
  maggioranza e opposizione, di destra, di centro o di sinistra,
  l'importante è che risolviamo i problemi della gente.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
  facoltà.

    CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  fare la dichiarazione di voto del Gruppo parlamentare Grande Sud-
  Pid  Cantiere popolare e preannuncio fin da subito il nostro voto
  favorevole al disegno di legge.
    Il nostro è un voto favorevole per una serie di ragioni, perché
  abbiamo dato un contributo fattivo, di idee, di confronto,
  all'interno della Commissione, prima mirabilmente presieduta
  dall'onorevole Cracolici e, poi, altrettanto ben presieduta
  dall'onorevole Savona.
    In quella Commissione, si è parlato di politica, si è parlato di
  temi reali; si è parlato di problemi veri; li abbiamo affrontati.
  Io non ne facevo parte formalmente, ma ho cercato di dare
  modestamente il contributo di chi cerca di studiare le carte ogni
  volta che interviene e prima di aprire la bocca.
    Ebbene, in quella Commissione, credo che il lavoro che è stato
  fatto, sia venuto fuori come meglio non si poteva, perché non ci
  siamo lasciati condizionare dalla piazza.

    Presidenza del Vicepresidente Venturino

    Abbiamo cercato di creare presupposti oggettivi che mettessero
  la Sicilia in una condizione di primazìa nella scelta legislativa
  e che la ponesse, così come la pone questo disegno di legge,
  all'avanguardia nella legislazione italiana in tema di
  contenimento dei costi della politica.
    E siccome questo è un dato oggettivo rispetto al quale nessuno
  ci può spiegare niente, tanto più se non ce lo sanno spiegare ma
  sanno soltanto gridare, io mi voglio attardare qualche minuto per
  rilevare come, signor Presidente, io credo in questa Aula, però,
  debba essere ripristinata, in qualche modo, la verità.
    Io, ieri, sono intervenuto sul tema posto da una collega, e l'ho
  fatto come solitamente faccio, cioè con la forza dei miei
  argomenti, non in maniera scomposta.  Non conosco la scompostezza,
  soprattutto quando parlo da questo scranno che rispetto, perché
  rispetto un Parlamento che, forse a qualche collega del Movimento
  Cinque Stelle non è noto, data 1130 ed è il Parlamento più antico
  del mondo. Io non intervengo in maniera scomposta perché ho la
  forza degli argomenti, ho la forza di chi legge le carte e di chi
  sa quello che dice e di chi si pone nelle condizioni di ascoltare,
  se del caso anche con curiosità, le argomentazioni degli altri,
  quando le argomentazioni ci sono.
    Oggi ho assistito, da parte di un collega che mi ha preceduto,
  ad un intervento violento che non è in linea con il prestigio e
  con la storia di questo Parlamento, ad un intervento, soprattutto
  - e mi rivolgo ovviamente ai siciliani che ci ascoltano -, che ha
  usato una terminologia che noi dobbiamo fare in modo, di non
  permettere il termine  complici ,  lo usino per i loro accoliti,
  non lo usino per chi, come me e come tanti di noi, fa
  dell'attività parlamentare una attività di sacrificio, di studio,
  un'attività che ha come primo punto di riferimento la dignità del
  ruolo ed il prestigio della istituzione.
    Vede, signor Presidente, a questo intervento inadeguato,
  improprio, sterile perché senza argomentazioni, uno spot, io non
  voglio rispondere se non per dire a questo collega che io sono
  sempre pronto a confrontarmi, a dare i consigli che, spesso, anche
  alcuni colleghi del Movimento Cinque Stelle mi hanno chiesto
  perché, evidentemente, alcuni di loro mi riconoscono nessun ruolo
  particolare soltanto il ruolo di chi studia le carte, di chi,
  magari, può dire una parola competente, sono sempre pronto a
  confrontarmi sulle cose, non sarò mai pronto a scappare come ha
  fatto il Movimento Cinque Stelle a Roma. Avete avuto la
  possibilità di governare

    CANCELLERI. Si parla di una legge, non si parla di noi. Abbi il
  coraggio di parlare della legge

    PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, per favore, lasci finire
  l'onorevole Cordaro.

    CORDARO  Ma non c'è dubbio che finisco, Presidente, non me lo
  può impedire nessuno. Forse nelle piazze, non qui.
    Dicevo, a Roma vi hanno chiesto di governare: siete scappati,
  perché non sapevate come fare. Noi siamo in condizione di farlo, e
  ci affidiamo democraticamente alla gente in maniera ossequiosa
  della decisione degli elettori.
    Io non solo cammino con la mia macchina, caro collega, ma tengo
  aperti i finestrini e li tengo tanto aperti che, appena ieri,
  abbiamo incontrato trenta sindaci che ci hanno spiegato il dramma
  dei precari in Sicilia e, insieme agli altri capigruppo, abbiamo
  fatto voti con i parlamentari nazionali eletti in Sicilia perché
  venisse votato un emendamento che approva la deroga della proroga
  dei precari.
    Noi abbiamo ricevuto, appena qualche giorno fa, centinaia di
  forestali che stavano per essere licenziati e lo abbiamo evitato.
  Noi ci occupiamo del disagio sociale e lo facciamo in maniera
  convinta.

    PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego di concludere.

    CORDARO. Ho finito Presidente, d'altronde è la dichiarazione di
  voto, non siamo mai intervenuti, lo stiamo facendo ora. E lo
  facciamo in maniera convinta perché non  buttiamo l'acqua sporca
  con tutto il bambino', come è stato fatto nel caso della Tabella H
  nella scorsa finanziaria, da parte del Movimento Cinque Stelle.
    Noi ci occupiamo dei problemi reali, lo facciamo con
  convinzione, la spending review era un problema reale. Nel 1965,
  quando questa legge che ci portavamo appresso è stata votata in
  questo Parlamento, io non ero nato, cari colleghi del Movimento 5
  Stelle. Io sono arrivato nel 2008. Ci siamo messi a lavorare,
  abbiamo fatto del nostro meglio e continueremo a farlo, con
  competenza e senza scompostezza né violenza. Io sono certo che al
  di là dei tifosi, la gente che  ci ascolta saprà comprendere e
  saprà decidere, lo farà nelle urne e lo farà in maniera
  democratica fino a quando ci siamo noi. Vi assicuro continueremo
  ad esserci noi perché noi vogliamo dare un contributo e vogliamo
  darlo per il bene della gente, non contro a tutti i costi.

    ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  perché su questo argomento credo che la demagogia e il populismo
  l'abbiano fatta da padrone. Questi sono sentimenti che
  costituiscono un vero e proprio piano inclinato. Noi potevamo
  anche azzerare le indennità, ma qualcuno avrebbe avuto l'ardire di
  dire che comunque siccome respiravamo l'aria di questo Palazzo
  Normanno - Cancelleri non ce l'ho con te, mi sto complimentando
  tra poco, e tu hai subito la fretta di togliermi la parola - già
  questo costituirebbe di per sé un privilegio.
    Aggiungo un episodio personale, perché mi piace, quello che dirò
  appresso credo di poterlo dire perché il sottoscritto, caro
  Presidente, nel 1996, ebbe la ventura di candidarsi a questa
  Assemblea regionale, e ad essere il primo o il secondo dei non
  eletti, quando l'eletto e il secondo erano deputati e senatori in
  carica che non si erano dimessi nei termini. Mi riferisco
  all'onorevole La Grua  e alla senatrice Moltisanti. La legge
  prevedeva l'assoluta ineleggibilità in questo caso. Ebbene vi
  erano cinque deputati nella stessa condizione, quattro fecero il
  ricorso, ne ricordo uno per tutti, l'onorevole Sottosanti, che
  prese subito dopo il posto dell'onorevole Grippaldi che era
  arrivato il primo, l'onorevole Cordaro, credo abbia memoria
  storica, io sono stato l'unico fesso a non aver voluto fare
  ricorso e ne sono orgoglioso. Pertanto, a me non mi si può dire
  che appartengo alla casta, che ho fatto della politica la ragione
  della mia vita, perché credo di aver dimostrato in prima persona
  che esistono nella vita valori che vengono ben al di là e molto
  prima dell'occupare uno scranno parlamentare. E mi riferisco al
  rispetto della volontà popolare, perché anche se era ineleggibile,
  il popolo aveva deciso di dare un voto in più a quello che è
  arrivato prima di me, al rispetto dell'amicizia, perché erano
  persone che avevano militato assieme a me in un movimento che
  certo non era favorito dall'opinione pubblica - mi riferisco al
  vecchio Movimento Sociale Italiano.
    Detto questo, Presidente

    MUSUMECI. Lei è un nostalgico

    ASSENZA  Sarò nostalgico, ma ho la nostalgia dei valori che oggi
  sono completamente scomparsi e vengono trafugati e trasformati
  sotto questo velo di anticonformismo che è il più conformista
  della realtà attuale.
    Siccome a me piace essere schietto, io non mi sono sottratto,
  come molti colleghi, alle domande insidiose dei giornalisti che ti
  dicevano:  Ma alla fine quanto venite a prendere?  Prendere, che
  bel termine, perché noi siamo ormai ridotti a questo, ad essere
  appunto merce di scambio, così un banco sull'ortofrutta, il
  deputato è arrivato a questo  Ma non perché io privilegio il
  Deputato, perché il Deputato è rappresentante del popolo e quando
  siamo denigrati noi, non come singole persone, non come Giorgio
  Assenza, ma come rappresentante di quelle migliaia di persone che
  hanno voluto che sedessimo in quest'Aula, e allora, lo sfregio lo
  si fa agli elettori, non lo si fa ai singoli, lo si fa alla
  democrazia.
    Poi, cari amici, dobbiamo intenderci: ma vogliamo che la
  politica sia fatta solo da coloro che con la politica devono
  viverci? Con quelli che non hanno nulla da fare e occupano il loro
  tempo solo per essere eletti?

    (Applausi)

    ASSENZA  O dobbiamo riservarla solo ai signori Berlusconi? E ve
  lo dice uno che appartiene a quella famiglia politica, ma nel
  senso di dire cioè di persone che possono anche fare a meno di
  qualsiasi indennità. Ma questo è un rischio ed è un rischio per
  tutti.
    Allora, amici del Movimento Cinque Stelle, io vi invito a
  riflettere perché i vostri argomenti oggi è facile portarli
  avanti. In molte cose io sono assieme a voi, voi lo avete visto.
  Però su questo state sbagliando, ma state sbagliando di grosso.
    E quando io mi ritrovo il mio, stavo per dire  bel faccione',
  dico solo faccione perché bello forse è inappropriato, in un sito
  del Movimento in cui mi si paragona ad un altro deputato, guarda
  caso del Movimento Cinque Stelle, che dice, bontà sua, di
  percepire duemilacinquecento euro mensili e mi si mette accanto
   undicimila' con la frase, che io dico e ribadisco da questo
  microfono, che non ritengo affatto spropositata per un deputato
  percepire un'indennità di undicimila e cento euro lordi... Lo dico
  e lo riaffermo

    Presidenza del Presidente Ardizzone

    ASSENZA  Perché, signor Presidente, ognuno ha la sua dignità e
  non mi si può dire che devo venire qui con l'autobus, perché non
  ho il tempo neanche di prenderlo l'autobus. Poi con l'AST
  siciliana abbiamo voglia di venire da Ragusa con l'autobus o con
  la littorina  O non mi si può dire che io mi devo mangiare il
  panino, me lo mangio quando è il caso, ma se non il caso io vado
  al ristorante e lo pago con i miei soldi, così come faccio quando
  vado in trasferta per il Consiglio dell'Ordine degli avvocati.
    Però, signor Presidente, tutto questo comporta che la funzione
  abbia una sua dignità. E allora la sua dignità merita un minimo; e
  quando io dico che non è spropositato io parlo perché è la realtà,
  perché queste somme, cari amici, vengono sommate poi al tuo
  reddito individuale che già è all'aliquota massima, quindi
  quell'indennità netta in busta poi dovremmo vedere a quanto
  ammonta.
    Ed è questa la rovina dell'Italia? No, la rovina dell'Italia
  sono quei conduttori, quelli sì che percepiscono milioni, milioni
  di euro l'anno, sfruttando la demagogia di questo, parlando contro
  la classe politica e approfittando loro, soprattutto i conduttori
  delle tv nazionali, approfittando loro dei lauti compensi tratti
  da soldi pubblici; o i giornalisti che sono diventati milionari
  vendendo libri in cui puntano il dito su questo malcostume stesso
  travisando i fatti o narrandoli solo parzialmente. Io magari sarò
  oggi messo alla gogna, ma, signor Presidente, lo faccio perché
  queste cose le sento e quando uno le sente deve avere il coraggio
  di dirle, costi quel che costi, costi anche l'impopolarità
    E quando in quel sito sono stato posto con quell'immagine poco
  decorosa, non c'è stato uno dei miei amici o dei miei concittadini
  che si è vergognato di avermi come suo amico, anzi, mi hanno
  detto:  magari tutti avessero il coraggio di dire sempre quello
  che si pensa .
    Cari colleghi, cerchiamo di riacquistare la dignità del nostro
  ruolo  Ne va non di ciascuno di noi personalmente, ma ne va di
  quello che noi rappresentiamo, ossia il popolo siciliano.

    (Applausi)

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, per il suo appassionato
  intervento. E anche perché lei dedica del tempo prezioso,
  sottraendolo alla sua onorabile professione, non solo di avvocato,
  ma di Presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di
  Ragusa, per fare delle buone leggi. Per questo mi sento di
  ringraziarla e sa quanto io e lei ci siamo confrontati, anche con
  altri colleghi indipendentemente dall'Aula, perché cerchiamo, in
  qualche modo, di fare il nostro dovere.

    PICCIOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PICCIOLO. Grazie, signor Presidente, è difficile parlare dopo
  l'onorevole Assenza, perché ha parlato con il cuore e,
  probabilmente, ha parlato con quel cuore che molto spesso manca a
  quest'Aula e che forse è anche la causa che ha portato gli uni
  contro gli altri armati: i cittadini contro la politica, i
  cittadini contro la casta, i cittadini-deputati contro i deputati-
  cittadini.
    Noi non vogliamo la divisione, vogliamo rispetto e sobrietà.
  Questa legge che verrà votata tra non molto, cui il Gruppo dei
  democratici riformisti, mio tramite, dà tutto il suo pieno
  appoggio, si basa solo su questi due valori: rispetto e sobrietà.
  Rispetto per la gente che lavora, per i deputati, per le
  Istituzioni che troppo spesso vengono calpestate con troppa
  superficialità; sobrietà nei costumi.
    È vero, onorevole Assenza, noi professionisti prestati alla
  politica, noi gente che lascia famiglia, casa, lavoro, amicizie,
  hobby, per dedicarsi alla politica, non ci possiamo sentire
  accomunati alla casta, però altri, come noi, in passato, si sono
  macchiati di comportamenti inqualificabili che oggi trascinano nel
  fango anche noi; hanno gettato ombre sull'attività parlamentare di
  tutti i consigli regionali, ivi compreso quello della Sicilia, che
  non si è macchiato minimamente di alcuna responsabilità, almeno
  agli atti e che, invece, viene accomunato nel giudizio collettivo
  al Consiglio regionale del Lazio o del Piemonte o della Lombardia,
  di cui le cronache nazionali sono piene.
    Ebbene, questo lo dobbiamo rivendicare con dignità e con forza.
  Noi oggi siamo un'altra cosa, al di là dei costi del Parlamento
  che il Presidente Ardizzone, il Consiglio di Presidenza,
  quest'Aula sicuramente vorranno rivedere ancora al ribasso, in
  segno di rispetto per una norma nazionale che vede, oggi, le
  Istituzioni segnare il passo e guardare all'economia generale di
  gestione. Ma il rispetto per le Istituzioni, quello siamo noi che
  dobbiamo offrirlo ai cittadini per avere da loro lo stesso
  rispetto. Queste Istituzioni ci sono state affidate integre dai
  nostri padri e noi abbiamo il dovere morale di trasmetterle
  altrettanto integre ai nostri figli.
    Ecco perché questa norma, che si allinea pienamente al Decreto
  Monti sul piano dei costi dei parlamentari, non può vederci che
  favorevoli perché, comunque, rappresenta un ulteriore sforzo da
  parte di una classe politica regionale che ha dimostrato, già con
  la riduzione del numero dei parlamentari a 70, la volontà di
  allinearsi ad una scelta politica nazionale e di rigore dei
  costumi.
    Oggi, i nostri colleghi parlamentari nazionali dovranno
  adeguarsi all'esempio che dalla Sicilia viene con forza e con
  dignità, e anche questa volta per primi e con serietà.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Picciolo. Non ci sono altri
  interventi.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, presidente della
  Commissione e relatore del disegno di legge.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io come è mio costume, faccio
  alcuni flash sulle cose che ricordo a memoria, ma volevo ricordare
  a tutti che, comunque, abbiamo fatto alla fine una buona legge.
  Credo che essa serva al percorso di contenimento alla spesa già
  iniziato nella passata legislatura e che stiamo completando
  adesso.
    Sono in linea sul ragionamento che ha fatto l'onorevole
  Cracolici, che sposo interamente perché noi, forse, abbiamo scelto
  due strade diverse che portano tutte e due allo stesso risultato:
  abbiamo fissato il tetto massimo, ma abbiamo condiviso alcune
  scelte, abbiamo trovato la soluzione per quanto riguarda il
  personale, quindi, si è trovato una scalettatura di cose da fare
  che portavano tutte al contenimento della spesa.
    Per questo io ringrazio tutti i componenti la Commissione che
  hanno condiviso tutto il percorso, l'onorevole Cracolici, che
  all'inizio ha portato avanti tutta una serie di articoli condivisi
  da tutti noi, forse per una non comprensione al momento ma
  comunque l'obiettivo era comune, era uguale.
    Io volevo ringraziare tutti perché la legge che uscirà fuori è
  la legge di tutti.
    Volevo ringraziare gli Uffici che ci hanno dato l'opportunità,
  ci hanno seguito per questi mesi, in queste diatribe che
  all'interno si sono create per cercare di trovare una legge che è
  stata sposata, poi, alla fine, da tutti. Ringrazio ancora gli
  uffici, i colleghi, e credo che questa legge possa contenere quali
  erano i bisogni che servivano all'esterno.

   492 e altri/A sul contenimento della spesa e costi della politica.

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  « Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento della
  spesa relativa ai costi della politica» (492-410-367-97-46-14-
  13/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Misure in materia di controllo,
  trasparenza e contenimento della spesa relativa ai costi della
  politica» (492-410-367-97-46-14-13/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema
  il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti e votanti     58
    Maggioranza  30
    Favorevoli   57
    Contrari       1
    Astenuti      0

    (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per 5
  minuti al fine di stabilire il prosieguo dei nostri lavori.
  Dobbiamo continuare la discussione di vari disegni di legge, tra i
  quali quello sui  Confidi, la questione Irfis, quello sui casinò e
  preparare l'ordine del giorno per la seduta del 23 dicembre.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.23, è ripresa alle ore  19.30)

    La seduta è ripresa.
    Onorevoli colleghi, ho sentito informalmente i vari Gruppi,
  qualcuno non ho avuto possibilità di consultarlo.
    Si è arrivati ad una determinazione che è quella di dare la
  possibilità alla Commissione Bilancio di esprimere il proprio
  parere sugli emendamenti collegati al disegno di legge   Norme in
  materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a. Modifiche alla legge
  regionale 21 dicembre 1973, n. 50  (n. 566/A Stralcio I) (Seguito)
  e procedere stasera alla votazione di questo disegno di legge, del
  disegno di legge   Norme in materia di consorzi fidi  (n. 566/A) e
  del  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
  'Norme per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina
  e Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito).

    FONTANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FONTANA. Signor Presidente, volevo far presente che nell'ultima
  votazione, per problemi tecnici, non sono riuscito a votare ma ho
  espresso voto favorevole.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Per consentire alla Commissione Bilancio di esprimere il parere
  di competenza sugli emendamenti presentati al disegno di legge
  numero 566/A-Stralcio I, sospendo la seduta avvertendo che
  riprenderà alle ore 19.45

    (La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 20.25)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Sull'ordine dei lavori

    GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere,
  se l'Aula non ha nulla in contrario, di valutare la possibilità,
  di mettere all'ordine del giorno della seduta successiva, il
  disegno di legge che ha avuto l'unanime consenso in VI, IV e II
  Commissione, sull'amianto. E questo non soltanto perché la legge
  diventa una possibilità immensa, uno dei più grandi cantieri di
  lavoro mai immaginato, ma anche perché salveremmo migliaia e
  migliaia di persone che, purtroppo, vanno incontro ogni giorno a
  morte certa con il problema dell'amianto.
    Se i colleghi vorranno essere d'accordo, sarò grato se lo
  metterà all'ordine del giorno per poterla votare in Aula,
  considerato che il testo è già pronto.

    CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  volevo rappresentare l'assoluto favore da parte mia e del Gruppo
  Parlamentare che rappresento a che il disegno di legge richiesto
  dall'onorevole Gianni venga messo all'ordine del giorno con
  immediatezza, se possibile, anche nella prossima seduta utile.

    LEANZA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
  assolutamente favorevoli, è giusto che questo disegno di legge
  possa essere inserito lunedì all'ordine del giorno, per poi essere
  trattato nei momenti in cui ci sono le opportunità col bilancio.

    PRESIDENTE. Prendiamo atto che anche l'onorevole Gucciardi è
  favorevole.

    VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  ricordo che già tre settimane fa - e anche l'onorevole Gucciardi
  l'aveva fatto - avevamo chiesto a questa Presidenza di mettere
  all'ordine del giorno questo disegno di legge. La Commissione
  Bilancio ha dato il parere favorevole, ha anche trovato le risorse
  necessarie e disponibili in maniera tale che questa Assemblea si
  possa velocemente esprimere, non capisco i ritardi della
  Presidenza. Per questo motivo la invito a farsi portavoce di
  questa che è la volontà unanime di questo Parlamento. Tra le altre
  cose intervengo anche a nome del Gruppo Parlamentare di cui faccio
  parte.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se tutta l'Aula è d'accordo ad
  accettare la proposta dell'onorevole Gianni, non essendoci
  ostacoli da parte della Presidenza, comunico che lunedì prossimo,
  23 dicembre 2013, la legge sull'amianto verrà messa all'ordine del
  giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
  di IRFIS - FinSicilia s.p.a. Modifiche alla legge regionale 21
  dicembre 1973, n. 50» (n. 566/A Stralcio I)

    RINALDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
  per sollecitare l'assessore, perché avevamo presentato un
  emendamento che riguarda i pensionati dell'Irfis, che è stato
  esaminato poc'anzi in Commissione Bilancio, e si è determinato di
  trattarlo in finanziaria domani. Vorrei, se gentilmente
  l'assessore potesse rincuorare e confermare l'impegno del Governo,
  circa la possibilità che sia inserito in finanziaria l'emendamento
  che riguarda i pensionati dell'Irfis.

    BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
  deputati, confermo quanto già detto in Commissione Bilancio: c'è
  un impegno del Governo ad affrontare la questione nella
  finanziaria.

    IOPPOLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  chiedere se l'emendamento al quale faceva riferimento l'onorevole
  Rinaldi è l'A.4, e chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Comunico che gli onorevoli Musumeci e Raia dichiarano di voler
  apporre la loro firma..
    L'Assemblea ne prende atto.
    Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame era stato sospeso
  all'articolo 5 ed ai relativi emendamenti.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, è stato presentato ieri agli uffici ed è stato
  distribuito l'emendamento 5.2.1, che è una riscrittura.
  L'emendamento formula diversamente l'emendamento 5.2, lo scrive in
  un italiano più corretto e più comprensibile.

    PRESIDENTE. Gli uffici mi dicono di proseguire con ordine.
  Cominciamo dall'emendamento 5.1, degli onorevoli Pogliese ed
  altri. Il parere della Commissione?

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

  PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

  (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 5.2, degli onorevoli Marziano ed altri.
    Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Marziano ed
  altri, il subemendamento 5.2.1,  interamente sostitutivo
  dell'emendamento 5.2.  Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

    BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

  PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

  (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 5.3, della Commissione. Lo pongo in
  votazione. Il parere del Governo?

    BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

  PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

  (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
  (E' approvato)

    Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
    Si passa all'emendamento A3, del Governo, che è stato inviato in
  Commissione, la quale ha espresso parere favorevole sopprimendo
  una frase.

  MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Sopprimendo la
  frase  gestione separata, società sottoposta a direzione e
  controllo della Regione  Quindi ci fermiamo a  S.p.A. .

    CORDARO. Signor Presidente, la Commissione può illustrare
  l'emendamento?

    PRESIDENTE. Onorevole Marziano, può illustrarci il perché di
  questa modifica?

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, con l'emendamento si costituisce presso l'IRFIS  il
  Fondo unico per l'agricoltura, che verrà alimentato non solo dalla
  dotazione finanziaria dell'IRFIS, ma in questo momento anche
  utilizzando il fondo inutilizzato di circa 6 milioni di euro in
  capo all'ESAP, che non ha gli strumenti per poterlo erogare. In
  questo modo si recupera. E' chiaro che poi, verificate che non ci
  sono pendenze e quant'altro, quel fondo verrà eliminato.

    PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, si ritiene soddisfatto della
  spiegazione del Presidente Marziano?

  CORDARO. Sì.

    PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
  subemendamento A3.1. Ne do lettura:  All'emendamento A3, al comma
  1, l'ultimo periodo sono soppresse le parole da   gestione
  separata  e  della Regione .
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

  PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

  (E' approvato)
    Pongo in votazione l'emendamento A.3, come modificato. Il parere
  della Commissione?

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

       «Art. 6.
       Norma finale

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

    2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo, ai
  sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento
  117.1.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in pratica l'emendamento di
  riscrittura dell'articolo 1.2, diventa l'articolo 2, e questo è
  l'emendamento di riscrittura dell'articolo 1.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marziano, per avere chiarito.
    Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 152
   Iniziative in ordine alla propaganda dei prodotti finanziari
  dell'I.R.F.I.S. , a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
    Il parere del Governo?

    BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

    GIANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, volevo chiedere ai colleghi del
  Movimento 5 Stelle che hanno sottoscritto questo ordine del giorno
  se possiamo aggiungere che oltre alle sedi provinciale delle
  Camere di commercio possiamo mettere anche le ex  sedi ASI .
  Dichiaro, inoltre,  di voler sottoscrivere l'ordine del giorno.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
  brevemente illustrare anche il perché dell'ordine del giorno ci
  aveva mosso, non solo come Gruppo parlamentare ma anche il
  Presidente della III Commissione, e ringrazio l'onorevole Gianni
  per sottoscriverlo anche lui.
    L'ordine del giorno vuole impegnare il Governo ad intraprendere
  una linea nei confronti dell'IRFIS per dare la possibilità, non
  solo che vengano aperti gli sportelli nelle sedi IRFIS, ma anche
  nelle apposite Camere di Commercio o, comunque, stipulare anche
  convenzioni con altri soggetti che sono associazioni di categoria.
    Ci suonava strano che l'IRFIS avesse, semplicemente, stipulato
  la convenzione con Confindustria e, chiaramente, è possibile, però
  la sola associazione di categoria non può essere rappresentativa
  di tutte le attività produttive siciliane.
    Siamo anche favorevoli alla possibilità di aprirlo presso i
  centri dell'I.R.S.A.F., distaccati nelle varie zone industriali
  siciliane, per cui anche l'indicazione dell'onorevole Gianni per
  noi è ottima, va nella direzione che vogliamo dare a questo ordine
  del giorno.

    LEANZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido in
  parte l'ordine del giorno presentato dall'onorevole Cancelleri
  primo firmatario, però mi sembra riduttivo. Sono assolutamente
  d'accordo che siano le Camere di Commercio, quasi
  istituzionalmente, quali sedi dell'IRFIS. Sono assolutamente
  d'accordo che le ASI facciano la propria parte in questa
  questione, ma non vedo nulla di scandaloso che Assindustria, motu
  proprio, Confcommercio, la CNA, Confagricoltura, eccetera possono
  fare. Mi sembra un ordine del giorno contro. Non mi sembra un
  ordine del giorno volto a favorire l'informazione diffusa in tutto
  il territorio.
    Tutto questo nasce dal fatto che IRFIS abbia firmato una
  convenzione di promozione senza nessun impegno con Assindustria.
  So che Confcommercio ha chiesto di fare stipulare la stessa cosa.
  Io sono convinto che un'operazione di questo genere, più
  conoscenze ci sono, più territorio ci sia e meglio è. Cerchiamo di
  capire cosa vogliamo fare. Allora, che tutte le associazioni di
  categoria che vogliono fare questo tipo di attività lo possono
  fare, quindi non soltanto le Camere di commercio dove sono tutti
  rappresentati. Facciamolo in positivo, se è possibile.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi l'ordine del giorno cosa dice? Che,
  fermo restando che si possono fare le convenzioni, quindi lo
  sportello in tutte le sedi, l'IRFIS, in quanto istituto della
  Regione, deve cercare di privilegiare il suo rapporto
  istituzionale con le Camere di commercio, che sono pezzi dello
  Stato ma anche del mondo produttivo nel territorio. Poi, se in un
  territorio c'è anche la convenzione  e lo sportello con
  Confindustria, con Confcommercio, con CNA, questo va a beneficio
  degli imprenditori.
    L'ordine del giorno dice che l'interlocutore istituzionale è la
  Camera di commercio; poi siccome i beneficiari sono il mondo delle
  imprese, non solo non è sgradita la convenzione con le
  associazioni datoriali, ma è aggiuntiva e allarga la platea.

    PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Bianchi,
  ricordo all'onorevole Gianni che gli ordini del giorno non sono
  emendabili; però, sicuramente, il Governo potrà accettare come
  indicazione quanto detto dall'onorevole Gianni.

    BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, volevo
  motivare il nostro parere favorevole, nonché accettiamo
  l'indicazione dell'onorevole Gianni proprio nello spirito
  segnalato dall'onorevole Leanza, cioè di ampliare quanto più
  possibile la possibilità, la vicinanza dell'Istituto IRFIS con le
  realtà territoriali. E devo dire che già adesso, su nostro input,
  si sta lavorando non solo con le Camere di commercio, con la
  Confcommercio, con la CNA, cioè si sta procedendo a stipulare
  accordi con tutte le realtà imprenditoriali territoriali. Quindi,
  lo accettiamo nello spirito sottolineato.

    GIANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allarghiamo la
  platea, l'importante che non ci siano costi, visto che abbiamo
  tutte queste sedi gratuite.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione con il parere favorevole del
  Governo, l'ordine del  giorno n. 152. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lupo, Laccoto, Digiacomo,
  Arancio e Vullo hanno chiesto congedo per oggi.

    IOPPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
  avrei alcuna difficoltà ad annunciare il mio voto favorevole al
  testo così come è stato emendato e approvato articolo per
  articolo, in ragione del fatto che la legge interviene in un
  settore assai delicato e importante della vita sociale ed
  economica della Regione, soprattutto da quando la Regione
  siciliana non ha più sostanzialmente un proprio polo bancario, un
  tempo rappresentato dall'istituto di diritto pubblico quale il
  Banco di Sicilia e dalla Cassa di risparmio istituto di credito
  ordinario. Quindi, una rivisitazione dell'IRFIS in chiave più
  prettamente bancaria è certamente uno sforzo che quest'Assemblea
  ha voluto compiere e ha fatto bene a compierlo, però non a caso ho
  usato il condizionale.
    Non avrei alcuna difficoltà se il testo non presentasse alcune
  contraddizioni, soprattutto all'articolo 2, mi rivolgo in
  particolare al Presidente della Commissione, che al secondo comma
  contiene quella che tecnicamente si chiama una aporia, cioè una
  petizione di principio che in una legge non si può scrivere,
  Presidente della Commissione.
    Cito testualmente:  L'IRFIS Finsicilia spa può inoltre, su
  affidamento diretto della Regione, svolgere le attività di seguito
  elencate a solo titolo esemplificativo e non esaustivo .

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2
  è stato riscritto.

    IOPPOLO. Ma non ci è stato distribuito. A me è stato distribuito
  questo testo.

    PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, mi dicono gli Uffici, non c'ero
  nemmeno io, ma la scorsa seduta è stato abrogato, quindi stiamo
  parlando di un problema che è già stato superato.

    IOPPOLO. Prenderei atto favorevolmente e quindi la riscrittura,
  siccome ci è stato distribuito questo testo, io su questo testo
  intervengo.

    PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, probabilmente lei ha il testo
  precedente alla riscrittura.

    IOPPOLO. E' un testo che mi è stato distribuito questa sera.

    MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. A seguito di
  quel travagliato iter che ci ha portato ad elaborare il testo,
  ieri, credo sia stata la seduta di ieri, abbiamo approvato un
  emendamento di totale riscrittura dell'articolo 1 e 2 che elimina
  proprio questa formula a titolo esemplificativo. Oggi, con
  l'emendamento ai sensi del 117, il Governo ha presentato la
  precisazione sull'articolo 1.

    PRESIDENTE. Ha fatto bene l'onorevole Ioppolo a porre il
  problema.

    IOPPOLO. Ne prendo atto e annuncio il voto favorevole del Gruppo
   Lista Musumeci .

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo, ha fatto bene a chiarire
  il suo dubbio così sappiamo qual è il suo orientamento.

    VINCIULLO. Chiedo di parlare su dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  intervengo per annunciare il voto favorevole del PDL.

   n. 566/A Stralcio I

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
  legge «Norme in materia di IRFIS - FinSicilia s.p.a. Modifiche
  alla legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50» (566/A Stralcio I)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
  nominale del disegno di legge « Norme in materia di IRFIS -
  FinSicilia s.p.a. Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1973,
  n. 50.» (566/A Stralcio I).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema
  il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     53
    Votanti        ..  52
    Maggioranza  27
    Favorevoli   52

    (L'Assemblea approva)

   n. 566/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Norme
    in materia di consorzi fidi» (n. 566/A)

    PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno
  Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
  consorzi fidi» (n. 566/A).
    Indìco la votazione finale per scrutinio palese nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema
  il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti e votanti     52
    Maggioranza  27
    Favorevoli   52

    (L'Assemblea approva)

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
  abbandonare il tema delle due leggi che abbiamo appena approvato,
  volevo fare i miei personali ringraziamenti alla terza Commissione
  perché ha un modo di lavorare - non so se è mai accaduto, questa
  per me è la prima legislatura - e di affrontare i problemi in
  maniera congiunta e con serenità che permette alla Commissione di
  portare avanti dei disegni di legge che poi diventano reali
  soluzioni a problemi che affrontiamo in audizioni in Commissione.
    Questo deve servire da stimolo a tutti gli altri perché, secondo
  me, è proprio tecnicamente quello che deve avvenire all'interno di
  una commissione, al di là delle appartenenze politiche e significa
  veramente ascoltare i problemi che ci sono sul territorio.
    Quindi, grazie a tutti gli altri componenti della Commissione da
  parte mia e del Movimento Cinque Stelle e grazie soprattutto al
  presidente Marziano che incarna questo spirito di collaborazione
  che ci siamo voluti dare fin dall'inizio di questa legislatura e
  della terza Commissione.

    PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, chiaramente questa Presidenza
  non può che associarsi a quello che lei ha detto, soprattutto alla
  luce di quello che avevo vista un po' prima.
    Questo riporta moltissima dignità all'interno di questa
  Assemblea come è giusto che sia. Per cui, io mi associo alle
  parole che lei ha appena detto in favore della Commissione.

    GIANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
  completare l'intervento del collega Cancelleri ringraziare il
  direttore dei uffici della III Commissione e i dipendenti che sono
  stati sempre efficienti, efficaci e puntuali.

    PRESIDENTE. Prendo atto a nome di tutta l'Assemblea che sappiamo
  anche lavorare benissimo.
  Seguito della discussione del disegno di legge «Disegno di legge
  voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Norme per l'apertura di
  una casa da gioco nei Comuni di Taormina e Palermo» (n. 180/A)
    PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
  180/A   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
  'Norme per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina
  e Palermo' , posto al numero 4) . del II punto dell'ordine del
  giorno.
    Invito i componenti della I Commissione a prendere posto
  nell'apposito banco.
    Ricordo che nella seduta di ieri era stato approvato il
  passaggio all'esame degli articoli.
  CORDARO. Chiedo di parlare.
  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ho
  avuto modo di leggere il fascicolo con gli emendamenti che si
  accompagnano al disegno di legge che stiamo trattando.
    Io vorrei invitare tutti i colleghi che hanno presentato
  emendamenti a ritirarli. Spiego perché. Siamo in presenza di una
  legge voto, approvata la quale, domani non si aprono i casinò -
  come ho avuto modo di dire ieri - , ma noi facciamo voti affinché
  il Parlamento nazionale dia alla Sicilia una deroga che determini
  la possibilità di essere autorizzati come Regione autonoma ad
  aprire dei casinò.
    Siccome ho letto - e mi ci metto io per primo -  che c'è chi lo
  vuole a Cefalù giustamente, chi lo vuole a Palermo, chi lo vuole a
  Trapani, chi a Ragusa, finiamo per rendere, o quanto meno
  rischiamo di rendere ridicola, una attività parlamentare che
  invece può essere anche questa volta prestigiosa. Siccome io credo
  che il tema sia il principio e quindi la deroga e quindi
  l'autorizzazione ad aprire casa da gioco in Sicilia, io invito ad
  un atto di buona volontà tutti i colleghi, consapevole come sono
  che Palermo non ha più titolo di Catania e Catania non ne ha più
  di Ragusa, perché questo è relativo a una fase successiva e cioè,
  una volta ottenuta dal Parlamento nazionale l'autorizzazione ad
  aprire case da gioco, a quel punto si aprirà la possibilità, a
  chiunque ne avrà modo, a chiunque ne avrà forza, a chiunque ne
  avrà titolo, di aprire la casa da gioco. Per cui se vogliamo fare
  un buon lavoro e se non vogliamo finire, ripeto, per attivare uno
  scontro campanilistico che non avrebbe senso certamente in questa
  fase, invito tutti i colleghi a ritirare tutti gli emendamenti
  anche per snellire l'attività di un Parlamento che oggi ha già
  esitato tre leggi importanti e che potrebbe chiudere in maniera
  altrettanto importante questa seduta.

    DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
  trovo in linea con quanto detto dall'onorevole Cordaro e
  preannuncio, a nome mio, del Gruppo il Megafono e del Gruppo del
  PD, un subemendamento che, praticamente, toglie tutte le province.
  Mi spiego meglio, nel disegno di legno già ci sono le province, ci
  sono Taormina e Palermo, noi chiediamo la deroga, dopo di ché il
  Presidente della Regione emette un proprio decreto e mette a bando
  quelli che sono autorizzati. Non capisco perché dobbiamo
  privilegiare Catania, Palermo, Messina, o Trapani, quando possiamo
  chiedere soltanto la deroga a livello nazionale. Questa è la
  nostra posizione è questo è quello che chiediamo all'Aula di
  votare.

    MUSUMECI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MUSUMECI. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
  colleghi, credo che quest'Aula non debba perdere l'occasione per
  non offrire al Parlamento nazionale posizioni di fragilità, di
  debolezza, di vulnerabilità affinché il Parlamento stesso, quello
  nazionale, continui a respingere una richiesta, la nostra, che non
  è nuova, ma che viene reiterata puntualmente in ogni legislatura.
    Io mi permetto di dare un modestissimo e brevissimo contributo
  alle considerazioni fatte dai colleghi Cordaro e Di Giacinto,
  anche alla luce di una sentenza della Corte di Giustizia che ho
  richiesto quando, da deputato europeo, mi sono posto il problema
  di capire se l'autorizzazione all'apertura di una casa da gioco in
  Sicilia diventasse materia ostativa da parte degli organismi
  comunitari.
    Dice la Corte di Giustizia che  lo Stato membro ha tutto il
  diritto di autorizzare l'apertura di case da gioco , quindi non
  c'è nessuna interferenza da parte degli organismi comunitari. Ma
  nel momento in cui concede l'autorizzazione, il Governo italiano
  pretende che siano comprovate efficacia turistica e solidità del
  candidato.
    Appare chiaro, quindi, che se questa Assemblea propone un
  disegno di legge voto con due, tre località candidate ad ospitare
  una casa da gioco, noi la battaglia l'abbiamo persa prima ancora
  di cominciarla.
    Quindi alla luce anche di questi contributi, di questa
  giurisprudenza, che viene da fonti comunitarie, io proporrei di
  non fare cenno ad alcuna città, neppure a Taormina, e Dio sa
  quanto io mi sia battuto perché Taormina, che era l'unica città
  del Sud ad ospitare una casa da gioco negli anni 60, potesse avere
  diritto a questa continuità.
    Ma in questo momento non serve la battaglia fra i territori,
  serve conquistare per la Sicilia il diritto ad avere una casa da
  gioco, quindi ritirare gli emendamenti che fanno riferimento a
  località, e anche nel testo originario io chiedo che venga cassato
  il riferimento a Taormina, perché potrebbe suscitare
  comprensibili, anche se ingiustificabili, gelosie e candidare
  invece la Regione siciliana ad ospitare una casa da gioco,
  precisando che con Decreto del Presidente della Regione o con
  successiva legge dell'Assemblea Regionale Siciliana, attraverso
  una convenzione con il Governo nazionale che dovrà valutare la
  solidità del candidato e l'efficacia turistica, dice testualmente
  la sentenza della Corte di Giustizia, sarà valutata quale parte
  del territorio ospitare questo stabilimento, questa impresa di
  servizi che - sia chiaro - non sarà utile soltanto al territorio
  che la ospiterà ma a tutto il territorio regionale. Questa è la
  proposta che a nome del mio Gruppo mi permetto di avanzare,
  integrando quella dei colleghi che mi hanno preceduto.

    PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente
  condivido quanto appena detto dall'onorevole Musumeci, perché in
  effetti, nel leggere gli emendamenti, ognuno deputato presenta un
  emendamento per inserire la propria città, ma è la Sicilia che
  deve avere diritto al casinò.

    ASSENZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
  intervenire perché ho presentato l'emendamento per inserire
  Ragusa, così come Agrigento e Cefalù, ma tutto è nato dal fatto
  che la Commissione ha voluto per prima effettuare un fuor d'opera,
  introducendo oltre Taormina anche Palermo.
    Quella di Taormina era una battaglia storica risalente agli anni
  60, e doveva restare così.
    Io sono pronto a ritirare il mio emendamento, a condizione che
  vengano ritirati tutti gli altri, perché altrimenti si innesca una
  gara stupida fra territori e non capisco perché a Cefalù si, e nel
  castello di Donna Fugata a Ragusa no. E' una battaglia di
  principio che la Sicilia deve rivendicare per se.
    E' chiaro che per me Taormina resta la sede ideale dell'unico
  casinò che può essere aperto in Sicilia, anche se poi sarebbe ora
  - Presidente Musumeci, mi rivolgo anche a lei - che l'Europa
  finisse di fare una volta e per tutti la distinzione tra figli e
  figliastri, perché in Francia vi è in ogni località che si
  rispetti un casinò così come in Spagna e noi continuiamo a
  sballottarci su questo feticcio dell'infiltrazione o della
  ludopatia per poi consentire, ipocritamente, le bische,
  soprattutto in questo periodo, in tutti i circoli privati della
  Sicilia o dell'Italia.
    E' inutile nasconderci dietro un dito. Questa è una norma che ha
  la sua valenza. Io sono disponibile a ritirare fin d'ora tutti gli
  emendamenti purché passi il principio che la Sicilia ha diritto di
  aprire una casa da gioco regolare, legale dall'interno del suo
  territorio.

    PRESIDENTE. Grazie onorevole Assenza per avere condiviso in
  linea di massima il pensiero dell'onorevole Musumeci.

    ODDO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo nella
  veste di primo firmatario dell'emendamento 1.1, firmato da 35
  parlamentari che ringrazio, perché vuol dire che apprezzano molto
  la provincia di Trapani. Ora, al di la della battuta, la
  motivazione che adducevo a presentazione di questo emendamento era
  addirittura meramente statistica.
    L'onorevole Musumeci, con la sua abituale pertinenza, ha
  chiarito quali erano i termini che dovrebbero guidarci nella
  scelta della sede. Allora, siccome nella provincia di Trapani,
  l'aeroporto di Birgi è quello  che ha avuto il maggiore aumento in
  percentuale di turisti negli ultimi 24 mesi, è evidente che questo
  autorizzerebbe ad avanzare una candidatura di questo tipo.
    Io sono stato molto pesante ieri quando ho parlato, in sede di
  discussione generale, perché non mi è piaciuta l'operazione
  effettuata in Commissione e condivido ciò che ha detto l'onorevole
  Assenza, un'operazione che definisco di  pirateria parlamentare ,
  perché non sono stati ammessi al voto una serie di emendamenti ed
  è stato avallato - mi dispiace che l'onorevole Cracolici non sia
  presente, ma queste cose le ho dette ieri al suo cospetto -
  l'inserimento di Palermo, ed in ragione di questo ho presentato il
  mio emendamento.
    Condivido le considerazioni fatte dall'onorevole Di Giacinto e
  dall'onorevole Musumeci e sono pronto a ritirare l'emendamento, e
  credo di parlare anche a nome degli altri 35 firmatari, a
  condizione però che venga approvato il subemendamento nei termini
  in cui è stato preannunciato, e cioè di una legge voto che chiede
  la possibilità di dialogare per la Sicilia e successivamente, con
  un bando pubblico di cui si vedranno poi i termini, possono
  partecipare varie località potenzialmente interessate.
    Qualora i presentatori del disegno di legge intendano insistere
  legittimamente sulla loro richiesta, io chiederò che il mio
  emendamento, anche per rispetto dei 35 firmatari, venga messo ai
  voti. Quindi il mio è un ritiro condizionato all'approvazione del
  subemendamento.

    PRESIDENTE. Mi sembra che si stia cominciando a delineare una
  convergenza di opinioni che probabilmente ci porterà alla
  votazione di questa legge in brevissimo tempo.

    LEANZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
  questa opportunità, più che prevalere il senso comune, il bene
  comune, molto spesso sta prevalendo un'operazione assolutamente
  campanilistica.
    Quando io ho presentato il disegno di legge voto, così come
  anche in un precedente testo di qualche anno fa, era stato
  previsto il comune di Taormina e c'è un motivo, perché Taormina ha
  avuto una sua casa da gioco, fortemente legittimata dal fatto che
  nel 63, non ricordo la data precisa, è stata un punto di
  riferimento fondamentale.
    Così come ha detto il Presidente Musumeci e così come c'è
  scritto nel disegno di legge  alta vocazione turistica , cioè,
  quello che noi, in qualche modo, volevamo con questo disegno di
  legge voto. Fare voti affinché, una volta per tutte, si togliesse
  una discriminazione nei confronti della Sicilia, vergognosa e
  assolutamente incomprensibile, perché in tutte le parti d'Italia,
  e certamente in Europa, i casinò ci sono. Ed allora in questo
  senso avevamo individuato Taormina, che serviva come grimaldello -
  non me ne voglia l'onorevole Oddo per Trapani -perché c'è una
  storia precedente.
    In questo senso volevamo mettere il Parlamento nazionale di
  fronte ad un fatto importante, ad una legge votata, mi auguro,
  all'unanimità da parte di questa Assemblea in cui poi, ovviamente,
  compatibilmente con gli equilibri di bilancio, con la fattività e
  con la fattibilità, si potrebbero aprire una, due, tre case da
  gioco, ma oggi era un problema di principio. Ed il principio era
  che è inammissibile che a Venezia, a Campione, a Saint Vincent ci
  siano i casinò ed in Sicilia no, anche considerato che la Sicilia
  l'ha avuto un casinò, ha avuto un casinò, che ha dato lustro a
  quell'economia, e lo ha dimostrato. Al di là delle cose che si
  sono dette ieri sera, non è che non funziona il turismo e quindi
  non possiamo fare questo, non possiamo fare quest'altro perché non
  c'è un sistema turistico efficientissimo, efficacissimo,
  l'opportunità di Taormina era anche per aprire eventualmente su
  altri, ma io non voglio andare a Roma con un disegno di legge in
  cui ci sono cinque o sei candidate, perché sarebbe non solo
  scandaloso, ma patetico.
    Se c'è la volontà da parte del Parlamento di restare al disegno
  di legge originario, in cui c'era solo ed esclusivamente Taormina,
  per le motivazioni che vi dicevo, allora in questo senso ha una
  logica. La Sicilia si può identificare assolutamente con Taormina.
  Se, invece, dobbiamo fare la corsa a chi ci mette il casinò,
  perché poi il casinò ha bisogno di una fattibilità, ha bisogno di
  alta vocazione turistica, ha bisogno di milioni di visitatori, io
  non sono d'accordo.
    Capisco che prevale un altro criterio, ma se così deve essere -
  non me ne voglia l'onorevole Di Giacinto - ritengo che il sub
  emendamento, che non condivido assolutamente, sia fuori luogo.
    I nostri parlamentari hanno fatto battaglie a Roma per difendere
  il casinò di Taormina, e non hanno parlato, con tutto il rispetto,
  del casinò di Trapani o di Ragusa. I parlamentari della provincia
  di Trapani, piuttosto che quelli della provincia di Agrigento e
  della provincia di Siracusa hanno sostenuto il casinò di Taormina.
    Allora, se l'Aula è d'accordo su questa ipotesi, propongo di
  lasciare soltanto il casinò di Taormina. Se dovessimo andare alla
  conta degli emendamenti, dei sub emendamenti, allora a quel punto
  puntiamo sulla casa da gioco in Sicilia. Ma è una cosa che ci
  accontenta, magari qualcuno si toglierà lo sfizio di dire che non
  l'ha fatto fare lì, ma in realtà siamo tutti alla pari. Vi
  immaginate cosa succederebbe se ci dessero la possibilità di
  aprire i casinò, con tantissime candidature?
    Quindi, se c'è la possibilità di restare su Taormina, bene,
  altrimenti, come primo firmatario del disegno di legge, che non ha
  nessuna forza vincolante in questo senso, precisiamo la casa da
  gioco  in Sicilia , ma l'importante è che saniamo questa
  ingiustizia, perché si tratta di una vera e propria ingiustizia.
    Concludo dicendo che, se qualcuno di voi, durante queste feste
  natalizie, si reca a Malta, si renderà conto di quante risorse
  nostre vanno ad arricchire quell'Isola.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole
  Lombardo, in riferimento alle due precedenti votazioni di disegni
  di legge, ha votato favorevolmente.

    D'ASERO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito che
  riguarda questa importante iniziativa che l'Assemblea regionale
  siciliana vuole portare avanti entra nel merito di un disegno di
  legge che vede già degli emendamenti ma che, mi pare di capire,
  intraprende un discorso serio e razionale per realizzare una
  chiara azione che porti ad un obiettivo, che è quello di un
  impegno massimo e comune affinché  la Sicilia abbia finalmente la
  possibilità dell'istituzione di un casinò.
    Ma il problema oggi - a me pare di capire - ha una valenza
  diversa, una valenza più significativa rispetto alle iniziative
  che anche in precedenza altri parlamentari hanno portato avanti,
  dacché non ha avuto la precedente iniziativa successo, perché
  ritengo l'azione di coordinamento, di sintonia con le altre
  istituzioni - prima fra tutti con il Governo centrale -è stata, a
  mio avviso, un'attività, un atteggiamento portato avanti in
  maniera scoordinata.
    Oggi, la disponibilità che dà anche il Governo nazionale - che
  per bocca del Ministro degli Interni, quindi del nostro vice
  Premier, Angelino Alfano - e che c'è una apertura, un percorso
  condiviso che possa finalmente portare alla realizzazione del
  tanto ambito obiettivo che tutti vorremmo si realizzasse. E'
  chiaro che il risultato è condizionato - a mio avviso - anche alla
  strategia che noi metteremo in campo, alla azione che questo
  Parlamento porterà avanti.
    Ogni parlamentare, legittimamente, giustamente, è portato a
  difendere il proprio territorio e quindi, davanti a questa
  iniziativa, vorrebbe che ci fosse una possibilità, anche di più di
  una istituzione di casinò a livello regionale. Però questo
  significherebbe compromettere il risultato dell'obiettivo finale.
    E allora, così come è stato evidenziato nel dibattito
  dall'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto,
  dall'onorevole Musumeci, a me pare seria la proposta di poter far
  sì che il disegno di legge ritorni nel suo spirito di originaria
  impostazione, cioè vale a dire l'azione che porti ad aprire in
  Sicilia un casinò, e che poi, pertanto, possa essere probabilmente
  a Taormina. Non tanto perché è, come dire, un interesse
  localistico da difendere, ma perché è stata fino ad oggi una
  ipotesi che poteva anche riscontrare un gradimento per la
  riconosciuta visibilità mondiale che Taormina ha.
    Però, oggi, il problema è che il disegno di legge ha una serie
  di emendamenti con una diverse possibilità, che giustamente ogni
  parlamentare pensa di poter far valere, ma sicuramente questo
  potrebbe compromettere il risultato finale.
    Allora io dico che, anche a nome del Gruppo che io rappresento,
  c'è la disponibilità ed anzi l'invito a che gli emendamenti dei
  colleghi vengano ritirati, e che si possa procedere secondo quella
  indicazione che ha dato l'onorevole Musumeci e così facendo,
  probabilmente, l'obiettivo, che vuole essere di qualità, e che sta
  a cuore a tutti i siciliani, ed anche a questo punto al Parlamento
  regionale siciliano, possa realizzarsi.
    Pertanto un invito a procedere ritirando gli emendamenti.

    GIANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  io stesso avevo preparato un emendamento perché Siracusa potesse
  avere una sede di casinò, così come le altre province.
    Onorevole Leanza, vuole sapere che cosa mi ha indotto a non
  presentare l'emendamento? Il fatto che, mentre per Taormina è una
  riapertura di un casinò già esistente, per tutte le altre
  province, si tratta di una nuova apertura. E allora mi sono posto
  il problema, e non ho presentato l'emendamento.
    Capisco bene le ragioni degli onorevoli Di Giacinto e Oddo, ma
  se noi non abbiamo la possibilità di riaprire un casinò che già
  c'era, ed è quello di Taormina che è in provincia di Messina, e
  non di Catania o di Siracusa, ma che è riconosciuto a livello
  internazionale come momento di aggregazione, considerato che vi si
  organizza la Serata del cinema, il Donatello, ci sono mille cose
  che inducono a pensare che Taormina può essere il luogo ideale. Ma
  una fra tutte, la prima, è che Taormina il casinò ce l'aveva. Non
  è una nuova istituzione
    Stiamo chiedendo, con la legge voto, che il Parlamento nazionale
  prenda atto di una discriminazione forte che è avvenuta, perché
  hanno privilegiato Campione, Venezia, etc. con la scusa della
  mafia o di altri, non hanno aperto, come se la mafia a Taormina
  potesse esserci e non c'è a Campione, a Venezia, a Parigi o in
  Russia.
    La sceneggiata del tentativo di minimizzare, di emarginare, di
  eliminare ogni possibilità a questa Regione è stata inscenata. Al
  collega Di Giacinto, al collega Oddo cosa chiedo? Di fare come ho
  fatto io. Non l'ho nemmeno presentato l'emendamento per Siracusa
  che ha una sede bellissima che è la Camera di Commercio, sul porto
  turistico di Siracusa, che può diventare sede di uno dei più beni
  casinò del mondo, ma non è il caso.
    Onorevoli colleghi, è inutile che continuiamo a martellarci che
  vogliamo tutto per tutte le province, per ora non c'è. Ma se
  abbiamo l'opportunità, attraverso la riapertura di quello che già
  era il casinò di Taormina, allora forse avremmo dato un'occasione
  a Taormina per ritornare ad essere quella splendida città del
  Mediterraneo, una città internazionale, ma avremmo dato
  l'opportunità alla Sicilia di essere una Regione all'altezza del
  suo compito, sede di turismo, ed è questo il motivo per il quale
  non approvo quello che ha detto l'onorevole Musumeci, che pure era
  perfetto, perché mi convince il fatto che Taormina aveva già il
  casinò e lo deve solo riaprire. Su questo invito i colleghi Di
  Giacinto, Oddo e gli altri, a fare una riflessione comune, perché
  vogliamo tutto per non ottenere nulla.  Napoleone fu sconfitto a
  Waterloo .

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero stato un
  po' stimolato ieri sera ad intervenire sulla questione dei casinò
  si, casinò no, se è immorale aprirli, se è etico, se non è etico,
  se c'è la mafia o no. Non l'ho fatto ieri sera, e non lo faccio
  neanche questa sera, perché mi sembra davvero banale. Mi ha
  stimolato, invece, ad intervenire, l'onorevole Lenza, collega che
  stimo moltissimo e che guardo sempre con grande attenzione, lo
  ritengo un uomo che, per la sua esperienza politica, va guardato
  da uno giovane come me che può crescere e apprendere. Ma penso che
  questa sera si sia lasciato travolgere e coinvolgere dal suo
  grande amore e affetto per il territorio, per il suo territorio.
    Perché, veda onorevole Leanza, argomentazioni per difendere il
  casinò di Taormina non ne mancano, argomentazioni per dire che
  anche nuovi territori possono essere punti di riferimento per
  scelte importanti come il casinò, non ne mancano, ce ne è
  tantissime e non mi va di farne. Ma oggi c'è un riflessione che va
  fatta, che è la più importante di tutte, la Sicilia deve dare un
  messaggio chiaro, che il tempo delle favole è passato, e che siamo
  pronti ad affrontare anche questa scommessa.
    E allora oggi, onorevole Leanza, parlare di Catania, di Palermo,
  di Trapani, di Ragusa, forse è vero, non serve a nulla, oggi
  questo Parlamento deve dire:  vogliamo una deroga  perché siamo
  all'altezza di sostenerla, come classe politica, come autorità,
  come società. Quindi, soffermarci su queste riflessioni è davvero,
  secondo me, inutile. Questo non vuol dire che siamo contro
  Taormina o che siamo contro Palermo.
    Sicuramente poi le scelte ricadranno possibilmente su Taormina
  o, possono ricadere su Palermo. Ma oggi sono elementi che non
  aiutano questo Parlamento. E un uomo lungimirante come l'onorevole
  Leanza, che capisce che oggi serve raggiungere un risultato, non
  può che aderire alla proposta fatta dal mio capogruppo,
  dall'onorevole Di Giacinto e dall'onorevole Gucciardi del PD,
  perché va verso questa direzione che è la direzione di ottenere la
  deroga affinché la Sicilia possa davvero dimostrare di non avere
  niente in meno di tantissime altre parti d'Italia, della nostra
  Nazione o della vicinissima Malta che si trova proprio di fronte
  le coste ragusane.
    Quindi, oggi otteniamo questo risultato, ritiriamo tutti gli
  emendamenti, così come hanno detto bene, prima, i miei colleghi,
  dopo di che cancelliamo quelle che sono le indicazioni che mettono
  in difficoltà di comprensione, ma è una cosa in più, onorevole
  Leanza.
    Oggi noi dobbiamo dire:  Vogliamo la deroga , dopo di che, una
  classe dirigente, matura e seria che, per fortuna, esiste e c'è
  nella nostra Regione, andrà ad individuare quelle che sono le
  realtà - che è la realtà o che sono le realtà - dove generalmente
  potranno nascere queste forme di crescita del territorio. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.

    RINALDI, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RINALDI, relatore. Grazie, signor Presidente. Io capisco che
  probabilmente sono l'ultimo a dover, come dire, perorare la causa
  di Taormina. Però, presentare un disegno di legge senza
  individuare dove fisicamente istituire una casa da gioco, credo
  che sia un disegno di legge monco, perché, chiaramente, noi
  diciamo al Governo nazionale:  Dateci l'autorizzazione di
  istituire una casa da gioco  e non diciamo dove.
    Anche da questo poi dipende la risposta. Perché se noi diciamo:
   Presentiamo un disegno di legge con Taormina  che già aveva una
  casa da gioco, che esisteva, quindi diventa una proposta forte nei
  confronti dell'autorizzazione in tal senso, cosa diversa, è dire:
   Va beh, intanto dateci l'autorizzazione e poi vediamo qui fra il
  Presidente della Regione, Assessori o Aula, dove poterla aprire
  rispetto ad una convenienza diversa .
    Io non credo che ci sia un candidato più forte del Comune di
  Taormina che possa accogliere la casa da gioco per i motivi che
  diceva anche l'onorevole Gianni, che mi ha letto nel pensiero -
  abbiamo questa telepatia da lungo tempo - che ha giustamente detto
  quali sono i motivi per cui Taormina è l'unico Comune che può
  accogliere una casa da gioco.
    Quindi, invito i colleghi a fare questa proposta forte di legge
  voto nei confronti del Governo nazionale. Non possiamo presentare
  una richiesta di una casa da gioco in Sicilia in maniera generica;
  dobbiamo individuare il sito e l'unico sito attualmente che già ha
  avuto una casa da gioco in Sicilia è il Comune di Taormina.
  Quindi, prego i miei colleghi ad addivenire a questa decisione e
  votare la legge voto su Taormina. Grazie

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rinaldi.

    MALAFARINA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
  il dibattito è appassionato, l'argomento è molto interessante.
  Siamo intervenuti in tanti su questo argomento e non mi pare che
  si sia raggiunta una chiarezza nelle idee. La mia proposta è
  quella di approfondire l'argomento anche da un punto di vista
  tecnico.
    Personalmente - è il mio pensiero è squisitamente personale, non
  parlo a nome di nessun altro - ritengo che una rivendicazione
  storica come quella di Taormina non possa essere trascurata e
  ritengo, anche, che avrebbe una legittimazione non solo storica ma
  anche dell'intero Parlamento e su questo penso che dobbiamo
  trovare unanimità di intenti, perché non si può presentare una
  legge voto al Parlamento nazionale votata semplicemente a
  maggioranza e con situazioni che, al momento, credo, non si
  possono definire.
    La mia proposta è quella di rinviare la discussione a lunedì in
  modo tale che si possa approfondire l'argomento con la serenità
  necessaria.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Malafarina. Prendo atto di quello
  che suggerisce l'onorevole Malafarina, del resto era anche un'idea
  che mi era balenata e l'avevo comunicata all'onorevole Leanza
  perché su questa legge sarebbe opportuno che l'Assemblea uscisse
  in maniera unanime se vogliamo dare quell'idea di forza di un
  Parlamento su questa legge, per cui, se gli onorevoli colleghi
  sono d'accordo,  io accetterei la raccomandazione.

    SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
  disquisendo da più di un'ora su quella che deve essere una scelta
  della nostra terra  che questo Parlamento deve assumersi  cioè
  quello, rispetto ad altre Regioni, di potere anche noi avere una
  casa di gioco in Sicilia.
    Io con molto piacere accetto l'indirizzo dell'onorevole
  Malafarina di rinviare, però, non sempre,  dobbiamo rendercene
  conto colleghi, cioè le riforme per la Sicilia si devono fare e
  soprattutto dobbiamo chiedere ai nostri parlamentari nazionali
  cosa ne pensano di questo, non possiamo arenarci sui
  provincialismi o sulle volontà che ogni parlamentare giustamente
  esprime sulla vocazione turistica dei propri territori, però, qui
  si chiede e si chiederà lunedì, nel rinvio, semplicemente di
  esprimere al Parlamento nazionale quella che deve essere una
  scelta per la Sicilia.
    Non areniamoci ogni qualvolta si devono fare delle scelte
  importanti per la nostra terra. L'invito è di trovare in maniera
  unanime e quanto più presto possibile una condivisione per potere
  fare sì che comunque anche la Sicilia abbia rispettato quello che
  le altre Regioni hanno.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sammartino. Visto che c'è anche la
  condivisione da parte della Commissione, rinviamo il prosieguo
  della discussione a lunedì, 23 dicembre 2013.

    Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

    POGLIESE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in maniera
  telegrafica, soltanto per esternare all'interno di quest'Aula
  quello che ho già avuto modo di dire durante la Conferenza dei
  capigruppo, ieri alla presenza del Presidente della Regione
  Crocetta, dell'assessore Bianchi e dell'assessore Valenti inerente
  ad una tragicomica vicenda che riguarda oltre 40  ex dipendenti,
  ad oggi, della Regione siciliana, e mi riferisco a coloro i quali,
  fino a qualche mese fa, hanno espletato il proprio lavoro
  all'interno dell'Assessorato al Territorio ed Ambiente.
    Ricordo a me stesso e ricordo all'Aula che stiamo parlando di 40
  unità di personale tecnico laureato che ha sostenuto delle prove
  selettive per far parte dell'organico della Regione siciliana e
  negli ultimo dieci anni ha svolto questa funzione con grande
  professionalità e che ha visto il proprio rapporto di lavoro
  interrompersi nel gennaio dell'anno scorso dopo l'impugnativa del
  Commissario dello Stato in base alla legge Monti n. 228 del 2012.
    Da allora si è avviata, in base all'articolo 410, la procedura
  di riconciliazione presso l'Ufficio provinciale del lavoro di
  Palermo, si è conclusa questa procedura dopodiché nel mese scorso
  questa Assemblea ha, da un lato, dato la copertura durante
  l'assestamento di bilancio, successivamente ha anche provveduto a
  votare un disegno di legge in tal senso, ma da allora in poi non
  sono stati contrattualizzati questi dipendenti con un rischio
  serio di un contenzioso che può arrecare enormi danni alla Regione
  siciliana.
    Mi auguro, quindi, che nel più breve tempo possibile si ponga
  fine a questa vicenda tragicomica, credo che sia un problema di
  equità, di giustizia e mi auguro che il Governo sia assolutamente
  consequenziale, ma il silenzio ad oggi è assordante, i giorni
  stanno per scadere, quindi invito anche la Presidenza ad attivarsi
  affinché il Governo sia assolutamente consequenziale.
    Grazie, signor Presidente.

    PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Pogliese.
    Onorevoli colleghi,  la seduta è rinviata a lunedì 23 dicembre
  alle ore 12,00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    I  -  Comunicazioni

    II -  Discussione del Documento di Programmazione Economico-
  Finanziaria (DPEF) per gli anni   2014-2017

    III -  Discussione dei disegni di legge:
  1)  -    Promozione della ricerca scientifica in ambito
  sanitario.  (n. 494/A) (Seguito)
  Relatore: on. Turano
  2)  -   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
  'Norme per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina
  e Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)
  Relatore: on. Rinaldi
  3)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
  2, dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
  della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)
  Relatore: on. Tamajo
  4)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
  127-30/A)
  Relatore: on. Cappello
  5)  -   Norme per la tutela della salute e del territorio dai
  rischi derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)
  Relatore: on. Cascio Salvatore

    La seduta è tolta alle ore 21.40

  DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

  Il Direttore
  dott. Mario Di Piazza

  Il  Responsabile
  Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
  dott.ssa  Iolanda Caroselli

  ALLEGATO 1

    Risposte scritte ad interrogazioni
    Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»

    CLEMENTE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
  l'istruzione e la formazione professionale e all'Assessore per la
  salute, premesso che:

    la legge 8 ottobre 2010, n. 170, ha riconosciuto la dislessia,
  la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi
  specifici dell'apprendimento (DSA), che si manifestano
  separatamente o insieme in presenza di capacità cognitive
  adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit
  sensoriale. Tali disturbi comportano la difficoltà di leggere e
  scrivere correttamente e di compiere automaticamente semplici
  operazioni aritmetiche;

    per i soggetti con DSA, le lettere, le parole ed i numeri sulla
  carta si confondono, si ripetono, a volte scompaiono;
  l'associazione tra il suono o fonema ed il segno grafico
  corrispondente è da scoprire ogni volta come se fosse la prima,
  non diventa automatica; risulta agevole seguire il ragionamento
  logico, ma non sono per nulla facili né le semplici addizioni e
  sottrazioni, né le elementari determinazioni spazio-temporali, né
  alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i
  giorni della settimana, i mesi e le stagioni; si rivelano processi
  complicati lo studio delle tabelline, il riconoscimento della
  propria data di nascita e delle altre ricorrenze particolari,
  l'espressione adeguata del pensiero, l'arricchimento del lessico e
  l'apprendimento delle regole grammaticali. Tutte queste
  difficoltà, causate da una particolare organizzazione delle aree
  cerebrali coinvolte nei processi di letto-scrittura quasi sempre
  fanno sì che la scuola, per i bambini con DSA non identificati
  come tali, diventi il luogo del dolore e della tristezza, ove
  quotidianamente si consumano e si sperimentano fallimenti,
  mortificazioni, sensi di colpa, frustrazioni ed emarginazione;

    la legge 170, con le sue disposizioni tese a favorire una
  diagnosi precoce dei DSA e puntuali percorsi riabilitativi, nonché
  a garantire alle persone con DSA il diritto all'istruzione ed al
  successo scolastico, assicurando loro eguali opportunità di
  sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale, ha non
  solo colmato un vuoto normativo, ma ha anche reso l'Italia un
  Paese più democratico, più civile e più giusto;

    purtroppo, in Italia, la dislessia è poco conosciuta, benché si
  calcoli che riguardi il 3-4 per cento della popolazione scolastica
  (fascia della scuola primaria e secondaria di primo grado). In
  Sicilia il trend nazionale è confermato;

    la legge 170 stabilisce un preciso protocollo nazionale per la
  formulazione della diagnosi di dislessia che è di competenza del
  Servizio sanitario nazionale e, in caso di mancanza sul territorio
  di strutture idonee del Servizio sanitario nazionale, di strutture
  private accreditate, e prevede, inoltre, per le famiglie la
  possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili;

    la Regione ha già dichiarato che darà concreta applicazione alla
  legge nazionale sulla dislessia. Ma, tale ampia disponibilità non
  è ancora supportata da una reale normativa che mette nero su
  bianco tutti gli interventi di sostegno indirizzati ai bambini
  dislessici ed alle loro famiglie. Il problema, inoltre, è anche,
  se non soprattutto, culturale. I DSA non sono conosciuti come
  tali, quanto piuttosto guardati con ignoranza e diffidenza, temuti
  come una malattia. Così, sono ancora tantissimi i ragazzi con DSA,
  anche per responsabilità e ignoranza di genitori e insegnanti, cui
  restano preclusi le possibilità di diagnosi e di trattamenti
  riabilitativi e che perciò quasi sempre sono destinati ad una vita
  intessuta di esperienze fallimentari, di sofferenza e di
  emarginazione;

    considerato che:

    il problema è di garantire ai dislessici, non assimilabili ai
  diversamente abili di cui alla legge n. 104/92, pari opportunità
  di apprendimento e di successo formativo, rendendo effettivo il
  loro diritto allo studio e non pregiudicando il loro futuro
  inserimento sociale e professionale;

    è altresì previsto che la Regione adotti ogni misura necessaria
  per adeguare i propri servizi sanitari alle problematiche relative
  alle difficoltà specifiche di apprendimento, fornendo le strutture
  di neuropsichiatria infantile di appropriati strumenti
  riabilitativi e di personale qualificato e, in particolare, di
  neuropsichiatri infantili, psicologi con formazione specifica in
  valutazione neuropsicologica delle difficoltà di apprendimento,
  logopedisti, educatori professionali;

    l'individuazione delle strutture sanitarie pubbliche e private
  specializzate accreditate, preposte ad effettuare la diagnosi dei
  disturbi specifici dell'apprendimento e le ulteriori iniziative
  volte ad assicurare l'identificazione precoce dei soggetti che ne
  sono affetti, deve avvenire applicando il piano socio sanitario
  regionale. Tale piano, altresì, deve assicurare anche la
  necessaria attenzione alla formazione specifica del personale
  sanitario e scolastico e delle famiglie interessate;

    il fenomeno dell'abbandono scolastico e delle difficoltà
  riscontrate dai soggetti affetti da dislessia e dunque dalle loro
  famiglie è sempre più diffuso a causa di atteggiamenti non sempre
  esattamente civili da parte delle istituzioni scolastiche;

    per abbandono scolastico o 'dispersione scolastica' intendiamo
  l'anomalia dei processi di formazione che è determinata
  dall'effetto dei soggetti che abbandonano il percorso scolastico e
  dall'insufficiente capacità del sistema scolastico di rispondere
  con un'adeguata offerta ai bisogni della popolazione in
  formazione. La dispersione non si identifica unicamente con
  l'abbandono, ma riunisce in sé un insieme di fenomeni quali:

    irregolarità nelle frequenze, continui ritardi, mancate
  ammissioni agli anni successivi, ripetizioni ed interruzioni che
  possono sfociare nell'uscita anticipata dei ragazzi dal sistema
  scolastico. Il fenomeno dell'abbandono scolastico precoce (drop
  out) coinvolge inoltre ampie fasce della popolazione e comporta
  una grave carenza delle competenze di base e delle qualifiche
  essenziali per una piena partecipazione nella società. Non
  stupisce, quindi, quanto il fenomeno della dispersione scolastica
  sia da diversi anni al centro dell'attenzione sia della ricerca
  scolastica, che degli operatori impegnati sul campo. Nonostante
  questo costante impegno, la mortalità scolastica in Italia ha
  dimensioni rilevanti se paragonata ai Paesi membri della Comunità
  Europea e dell'area OCSE2;

    l'abbandono scolastico ha dunque un alto costo sociale in
  termini di risorse umane che non vengono utilmente impiegate e
  valorizzate. Negli ultimi anni, l'abbandono scolastico è sempre
  più legato al mancato rispetto delle direttive ministeriali
  relative ai BES (bisogni educativi speciali) tra le quali un posto
  importante numericamente è rappresentato dai DSA (disturbi
  specifici dell'apprendimento). Dal 2010, anno in cui è stata
  emanata la legge 8 ottobre, n. 170 che tutela coloro che si
  caratterizzano per questa particolare difformità
  dell'apprendimento, tutti gli organismi che afferiscono al sistema
  di istruzione sono stati chiamati a riorganizzare il loro lavoro
  in base a ciò che il legislatore ha emanato ai fini della completa
  realizzazione dei soggetti DSA. Nonostante ciò, gli abbandoni e
  gli spostamenti di allievi tra istituti o sezioni di istituti ed i
  ritardi nell'acquisizione di titoli di studio non sono ridotti,
  soprattutto nella fascia adolescenziale;

    il percorso scolastico degli adolescenti con DSA risulta molto
  difficoltoso in quanto si aggiungono le normali intemperanze
  dell'adolescenza a quelle della difficoltà di apprendimento. La
  mancanza di riconoscimento da parte degli adulti ed i conflitti
  tra un'immagine di sé positiva e i sentimenti di inferiorità,
  provocati dalle difficoltà nell'apprendimento, provocano  negli
  alunni dislessici insuccessi e frustrazioni, si fanno l'idea di
  essere inferiori agli altri e che i loro sforzi facciano poca
  differenza; spesso si sentono inadeguati ed incompetenti;

    i ragazzi dislessici sono ad alto rischio di depressione e si
  trovano a provare intensi sentimenti di dolore e sofferenza. Forse
  a causa della loro bassa autostima, temono di sfogare la loro
  rabbia verso l'esterno e quindi la rivolgono verso se stessi e la
  frustrazione determinata dall'incapacità di tali alunni (che hanno
  un'intelligenza in molti casi superiore alla norma) di soddisfare
  le aspettative provoca ansia. Spesso la costante frustrazione e
  confusione a scuola rende questi alunni ansiosi. L'ansia è
  esacerbata dalla disomogeneità che caratterizza il quadro della
  dislessia e fa sì che essi evitino tutto ciò che li spaventa.
  Spesso insegnanti e genitori interpretano questo comportamento
  come pigrizia;

    per sapere:

    se non reputino opportuno avviare un monitoraggio sullo stato
  d'attuazione delle direttive della legge 8 ottobre 2010, n. 170 e
  disposizioni normative successive nei licei di Palermo e conoscere
  ove siano presenti i nominativi dei referenti per i DSA incaricati
  per ogni liceo della città e la data di nomina degli stessi e i
  corsi di riqualificazione effettuati. Monitoraggio che deve,
  altresì, riportare i movimenti di abbandono o spostamento tra
  scuole dei ragazzi con certificazione DSA nei licei palermitani e
  il ruolo di controllo ispettivo degli Uffici Scolastici Regionali
  sui licei e quali provvedimenti siano previsti     in  caso
  d'inottemperanza alla norma;

    quali siano le ragioni per cui si verificano sempre più
  frequentemente abbandoni scolastici in corso d'anno da parte dei
  soggetti dislessici e quali siano i piani didattici adottati a
  sostegno degli stessi e se in linea con le prescrizioni normative
  ministeriali;

    se non reputino opportuno prevedere linee d'intervento
  specifiche per i DSA all'interno della programmazione sanitaria
  regionale;

    quale sia il ruolo sin qui svolto in materia di disturbi
  dell'apprendimento e da parte delle strutture pubbliche e,
  soprattutto, da quelle private convenzionate con il SSR;

    se non ritengano infine necessario avviare, d'intesa con
  l'Ufficio scolastico regionale, una collaborazione tesa rimuovere
  tutti gli ostacoli sin qui riscontrati per consentire agli
  studenti dislessici di conseguire il loro diritto allo studio».
  (575)

    (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

    Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
  questo Assessore la interrogazione n. 00575 a firma dell'
  onorevole Clemente con la quale si chiede all'Assessore per la
  salute ed allo scrivente Assessorato di conoscere se non ritengano
  opportuno: avviare un monitoraggio sullo stato di attuazione della
  L. n. 170/2010 nei licei di Palermo e conoscere, ove siano
  presenti, i nominativi dei referenti per i DSA incaricati per ogni
  liceo della città, la data di nomina degli stessi ed i corsi di
  riqualificazione effettuati: monitoraggio che dovrà riportare i
  movimenti di abbandono o spostamento tra scuole dei ragazzi con
  certificazione DSA nei licei palermitani ed il ruolo di controllo
  ispettivo degli UU.SS.RR. sui licei e quali provvedimenti siano
  previsti in caso di inottemperanza alla norma; quali siano le
  ragioni per cui si verificano sempre più frequentemente abbandoni
  scolastici in corso d'anno da parte di soggetti dislessici e quali
  siano i piani didattici adottati a sostegno degli stessi e se in
  linea con le prescrizioni normative ministeriali; se non si reputi
  opportuno prevedere linee di intervento specifiche per i DSA
  all'interno della programmazione sanitaria regionale; quale sia il
  ruolo sin qui svolto in materia di disturbi dell'apprendimento e
  da parte delle strutture pubbliche e, soprattutto da parte delle
  strutture private convenzionate con il SSR; infine, se non si
  ritenga necessario avviare d'intesa con l'USR, una collaborazione
  tesa a rimuovere tutti gli ostacoli sin qui riscontrati per
  consentire agli studenti dislessici di conseguire il loro diritto
  allo studio.
    Preliminarmente, occorre evidenziare che l'Assessore per la
  Salute, condividendo pienamente la necessità di coadiuvare le
  istituzioni scolastiche nel realizzare un percorso diagnostico e
  terapeutico dei soggetti dislessici, ha fornito con nota n. 76904
  del 9.10.2013 per quanto di propria competenza, la relazione prot.
  52352 del 21.06.2013.
    L'Assessorato ha rilevato che con l'accordo integrativo
  regionale di pediatria, nell'anno 2011 ha condiviso con i Pediatri
  di libera scelta l'inserimento dei DSA tra le condizioni target
  per programmi di gestione integrata a livello territoriale in
  ambito pediatrico; nei 2013 ha presentato uno specifico progetto,
  in fase di avvio, all'interno dei progetti obiettivo di piano
  sanitario nazionale che prevede la sperimentazione di strumenti e
  modelli per l'assistenza a soggetti con DSA.
    Tale progetto prevede di realizzare come obiettivi:
  l'elaborazione di linee di indirizzo regionali interistituzionali
  sull'assistenza ai soggetti con DSA; il miglioramento
  dell'appropriatezza nella formulazione delle diagnosi;
  l'adeguamento e potenziamento dei servizi di assistenza delle
  strutture pubbliche selezionate ad uno standard definito; la presa
  in carico con rispetto dei percorsi diagnostico-terapeutico e
  riabilitativi da parte del sistema sanitario regionale per i
  soggetti affetti da DSA; la formazione degli insegnanti.
    L'impegno assunto dall'Assessorato della Salute sul tema in
  oggetto è stato, infine, ribadito anche nel "Piano di
  consolidamento e sviluppo 2013-2015" nel capitolo relativo allo
  "Sviluppo dei percorsi assistenziali per pazienti in età
  evolutiva".
    Per quanto di competenza di questo Assessorato, la problematica
  prospettata è stata oggetto di attenzione: la proposta di legge
  per la riforma del diritto allo studio in Sicilia, al Titolo III -
  disabilità e disagio sociale - all'art. 6, comma 5 ha previsto,
  infatti, che: "La Regione recepisce i contenuti ed attua le
  previsioni della L. n. 170/2010, sostenendo gli interventi volti
  al successo scolastico degli alunni e degli studenti certificati
  con disturbi specifici d'apprendimento, intervenendo per garantire
  loro gli ausili e gli strumenti necessari".
    Nell'esercizio delle sue funzioni la Regione promuoverà, così,
  forme di collaborazione, con l'Ufficio Scolastico Regionale, gli
  Istituti Scolastici Autonomi, gli Enti locali e i soggetti
  pubblici e privati del Terzo Settore con competenza in materia di
  educazione, formazione e assistenza, mediante la stipula di
  specifiche convenzioni e accordi anche per il pieno e razionale
  utilizzo delle risorse umane, delle strutture e dei servizi,
  direttamente o mediante l'attribuzione delle necessarie risorse
  agli enti locali territorialmente competenti.
    Al fine, però, di correttamente incanalare la questione oggi
  proposta, occorre fare talune premesse.
    Invero, la L. n. 170/2010 riconosce la dislessia, la
  disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi
  Specifici di Apprendimento (DSA) ed assegna al sistema
  d'istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme
  didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché gli
  alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo
  formativo: in tal senso, quindi, la suddetta legge apre, in via
  generale, un ulteriore canale di tutela del diritto allo studio,
  rivolto specificatamente agli alunni con DSA e diverso da quello
  previsto dalla L. 104/1992.
    Il tipo di intervento previsto dalla L. n. 170/2010 non prevede
  infatti, l'assegnazione, per i discenti certificati con DSA, del
  docente specializzato per le attività di sostegno, bensì
  l'adozione di una didattica individualizzata e personalizzata
  mediante l'ausilio di strumenti compensativi, di misure
  dispensative, nonché di adeguate forme di verifica e di
  valutazione.
    La normativa citata si accompagna alla Direttiva Ministeriale 27
  dicembre 2012 "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni
  educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione
  scolastica" ed alle indicazioni operative contenute nella
  Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013: tali disposizioni
  delineano e precisano la strategia inclusiva della scuola italiana
  al fine di realizzare appieno il diritto all'apprendimento per
  tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà. Viene
  esteso così, il campo di intervento e di responsabilità di tutta
  la comunità educante, all'intera area dei Bisogni Educativi
  Speciali (BES) comprendendo: "svantaggio sociale e culturale,
  disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi
  specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura
  e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse".
    La Direttiva estende, pertanto, a tutti gli studenti in
  difficoltà il diritto alla personalizzazione dell'apprendimento,
  richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge n.
  53/2003.
    A questo notevole ampliamento dei discenti, destinatari di
  interventi educativi specifici, non corrisponde, però, un adeguato
  incremento da parte dell'autorità statale delle risorse economiche
  ed umane da utilizzare per questo fine.
    Si pensi, per esempio, alla circostanza per cui è prevista
  l'assegnazione di un docente specializzato per le attività di
  sostegno soltanto per gli alunni con disabilità, certificati ai
  sensi dell'art. 3, comma 1. della L. 104/1992 (ed anche tale
  organico risulta insufficiente).
    Per le problematiche relative agli alunni con certificazione DSA
  e, più in generale, per tutta la platea di studenti rientrante
  nell'intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), vengono
  demandati alle singole istituzioni scolastiche interventi
  specifici finalizzati alla "politica per l'inclusione", quali la
  costituzione di un Gruppo di lavoro per l'inclusione (GLI) tra i
  cui svariati compiti vi è anche quello della rilevazione dei BES
  presenti nella scuola e l'elaborazione di una proposta di Piano
  Annuale per "l'inclusività" ad essi destinata.
    Tale lunga premessa trova la sua ragion d'essere non solo nel
  delineare il quadro normativo di riferimento, ma soprattutto
  nell'evidenziare la circostanza per cui, nonostante precise
  disposizioni, sussistano concrete difficoltà, già a livello
  statale, al reperimento di risorse economiche ed umane
  sufficienti.
    Ciò premesso, è proprio nel difficoltoso ambito or ora delineato
  che questo Assessore si è attivato, attraverso la convocazione di
  un Tavolo Tecnico su disabilità e disagio sociale coordinato con
  l'Assessorato della Salute.
    In tale sede sono state individuate possibili linee di
  intervento finalizzate a:
    1. Garantire, entro i limiti di bilancio, il pieno diritto
  all'istruzione e allo studio degli alunni disabili monitorando la
  corretta attribuzione del monte ore assegnato (docente di
  sostegno) anche tramite la creazione di un Osservatorio permanente
  regionale sull'integrazione e l'inclusione scolastica.
    2. Portare a sistema le iniziative di sostegno ai discenti
  disabili affidate per le diverse competenze ai diversi soggetti
  (Comune, Provincia, Asp etc...) e ricondurli ad un'unica regia
  (organizzazione servizi in rete);
    3. Prevedere una linea di finanziamento finalizzata alla stipula
  di convenzioni con soggetti specializzati che sostengano il
  successo formativo dell'allievo disabile, anche in concorrenza con
  altri assessorati (famiglia, pari opportunità etc...);
    4. Individuare un corpo docente (regionale) specializzato nelle
  attività di sostegno, che funga da supporto all'insufficiente
  organico assegnato annualmente dal MIUR, da individuare tramite il
  ricorso agli elenchi provinciali esistenti, strutturando, in tal
  modo, previo accordo Stato - Regione, linee di intervento
  specifiche di sostegno per i discenti disabili, con DSA e cori
  BES, anche nell'ottica di un aumento del tempo scuola e della
  possibilità di attivare posti di sostegno in deroga;
    5. Allargare il "Tempo Scuola" a tutti ( doposcuola, recupero
  debiti, lotta alla dispersione scolastica, sostegno didattico,
  attività pomeridiane, scuole aperte al territorio);
    6. Realizzare un piano di formazione specifico strutturato dei
  docenti (di sostegno e curriculari) nonché di tutto il personale
  impegnato a vario titolo nell'integrazione degli alunni disabili;
    7. Realizzare iniziative di formazione e di supporto per le
  famiglie degli alunni disabili;
    8. Creare albi professionali per tutte le figure specifiche che
  operano in attività inerenti l'integrazione ed il sostegno agli
  alunni disabili (assistente alla comunicazione, assistente
  all'autonomia ed alla comunicazione, assistente igienico-
  personale, assistente all'integrazione etc...);
    9. Attivare particolari impegni, anche tramite specifici accordi
  Stato - Regione, per rendere il più possibile "stabile" il
  personale impegnato in attività di sostegno, al fine di favorire
  una necessaria continuità educativo - didattica per tutti i
  discenti disabili;
    10. Creare condizioni favorevoli per un inserimento "precoce" di
  tutti i minori disabili nelle scuole;
    11. Attivare percorsi formativi specifici ed iniziative
  integrate ed interistituzionali per la realizzazione di progetti
  di vita per gli alunni disabili;
    12. Realizzare accordi interassessoriali specifici per una
  corretta, equa e distribuita assunzione di responsabilità in
  chiave economica, progettuale ed operativa, al fine di rispondere
  tempestivamente, secondo le proprie competenze (risorse, mezzi,
  etc..) ai bisogni degli studenti disabili.
    Tali azioni, coordinate con gli Assessorati competenti e l'USR,
  sono necessarie ad assicurare la redazione di un protocollo
  operativo per le scuole finalizzato a monitorare lo stato di
  attuazione delle previsioni contenute nella 1.n. 170/2010 oltre
  che alla predisposizione di interventi personalizzati a favore dei
  soggetti con DSA».

  L'Assessore

  N. Scilabra

    Rubrica «Risorse agricole e Alimentari»

    FALCONE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
  attività produttive, all'Assessore per le risorse agricole e
  alimentari, premesso che lo stabilimento Ortogel s.p.a., sito
  presso la zona industriale di Caltagirone, è stato posto sotto
  sequestro dalla Magistratura per ipotesi di reato ambientale,
  relativa allo smaltimento del sottoprodotto industriale della
  lavorazione degli agrumi, 'il pastazzo', tanto voluto e ricercato
  dagli allevatori di tutta la Sicilia, alimento a basso costo che
  integra perfettamente la dieta consigliata da agronomi/veterinari
  per ovini e bovini. Diversi sono gli studi effettuati sul
  sottoprodotto della trasformazione agrumaria, e diversi sono i
  risultati, ma il punto comune è quello che il 'pastazzo' è,
  appunto, una risorsa, non uno scarto, non un rifiuto se utilizzato
  correttamente;

    considerato che l'azienda, che opera in un settore produttivo
  strategico nell'area del calatino, quello agrumario, tra addetti
  diretti, stagionali e non, interessa centinaia di lavoratori,
  oltre l'indotto;

    appreso che l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed
  alimentari, in una circolare (numero di protocollo 14. 843 del
  01/03/2012), indirizzata a tutte le più importanti aziende
  agrumarie della Sicilia, nonché Confindustria, Coldiretti, ed
  infine al dirigente dell'Assessorato del territorio e
  dell'ambiente ha preso atto del quadro normativo italiano ed
  europeo, ove si indica chiaramente il 'pastazzo' di agrumi come
  alimento zootecnico, ovviamente sotto certe condizioni di evidenza
  e tracciabilità;

    accertato che quanto detto non è frutto di illusione di
  lavoratori annebbiati dalla rabbia di perdere il lavoro, ma è
  frutto di studi approfonditi di Enti, Università, ed infine della
  stessa Regione;

    ritenute gravissime le eventuali ripercussioni sulla già fragile
  economia calatina e sulle famiglie dei lavoratori, parti deboli
  della vicenda, e valutato che i dipendenti della stessa azienda,
  per quanto accaduto, temono gravi ripercussioni occupazionali e
  annunziano un'imminente mobilitazione a difesa dei loro diritti di
  lavoratori, messi in crisi da una interpretazione normativa;

    per sapere se non ritengano opportuno:

    attivare con urgenza una task force lavoro, al fine di
  verificare quanto accaduto, valutare e prevenire eventuali crisi
  occupazionali, nell'esclusivo interesse di tutti lavoratori
  coinvolti, indotto compreso, operando nel massimo rispetto degli
  organi inquirenti e della Magistratura, affinché ci sia la massima
  garanzia sia per la tutela dell'ambiente che del diritto al
  lavoro;

    avviare una immediata interlocuzione con il Governo nazionale,
  ed in particolare con il Ministro per l'ambiente, affinché venga
  emesso un decreto che chiarisca quanto affermato da università,
  studi scientifici nonché dello stesso Assessorato delle risorse
  agricole e tantissimi altri enti scientifici, che il 'pastazzo',
  sottoprodotto industriale della lavorazione degli agrumi, non sia
  da considerare un rifiuto». (701)

    (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

    Risposta. - «In riscontro all'atto ispettivo in oggetto e in
  riferimento a quanto relazionatomi dal Dirigente Generale del
  Dipartimento Regionale degli Interventi Strutturali per
  l'Agricoltura e alla nota del Comitato regionale per il "Lavoro
  l'Occupazione e le Politiche Sociali", si rappresenta che in
  merito alla richiesta di attivazione di una task force lavoro,
  finalizzata alla salvaguardia dei posti di lavoro di tutti i
  dipendenti dell'Azienda Ortogel SpA e di tutti i lavoratori
  dell'indotto, in data 10 maggio 2013 il Tribunale di Catania ha
  disposto il dissequestro degli impianti di lavorazione della
  Ortogel e la condizione occupazionale è rientrata nei limiti della
  situazione aziendale precedente il sequestro.
    In merito al 2  punto dell'atto ispettivo in questione, relativo
  alla qualificazione del 'pastazzo' quale alimento zootecnico, si
  rappresenta che la problematica sollevata dall'onorevole
  interrogante è disciplinata dal D. Lgs. n.152/2006 modificato dal
  D.Lgs. n.4/2008 che ha apportato maggiore chiarezza operando una
  esplicita distinzione normativa fra "rifiuti" e "sottoprodotti".
    Il decreto prevede infatti che rientri nella definizione di
  "rifiuto" "qualsiasi sostanza ... di cui il detentore si disfi o
  abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi" (art.183 comma 1
  lettera a), mentre siano ascrivibili alla nozione di
  "sottoprodotto" (art.183 comma 1 lettera n) "i prodotti
  dell'attività delle imprese che, pur non costituendo l'oggetto
  dell'attività principale, (...) sono destinati ad un ulteriore
  impiego o al consumo. (...)
    L'utilizzazione del sottoprodotto deve essere certa e non
  eventuale.  ( ) Al fine di garantire un impiego certo del
  sottoprodotto, deve essere verificata la rispondenza agli standard
  merceologici, nonchè alle norme tecniche, di sicurezza e di
  settore e deve essere attestata la destinazione del sottoprodotto
  ad effettivo utilizzo in base a tali standard e norme tramite una
  dichiarazione del produttore o detentore, controfirmata dal
  titolare dell'impianto dove avviene l'effettivo utilizzo.
    L'utilizzo del sottoprodotto non deve comportare per l'ambiente
  o la salute condizioni peggiorative rispetto a quelle delle
  normali attività produttive.
    Ne conviene che, per quanto concerne l'impiego in zootecnia del
  pastazzo, l'attuale quadro normativo ha sicuramente fatto
  chiarezza sia sul concetto di rifiuto e di sottoprodotto, sia
  sulla commercializzazione, la denominazione e la descrizione delle
  materie prime per mangimi zootecnici.
    Pertanto, al fine di definire chiaramente la natura di alimento
  zootecnico del pastazzo è necessario rendere il più possibile
  evidenti e tracciabili:
    le caratteristiche tecniche del sottoprodotto, che permettono di
  includerlo tra le materie prime per mangimi zootecnici;
    l'origine (l'azienda di trasformazione);
    la destinazione finale (l'azienda zootecnica);
    l'effettivo utilizzo (mangime zootecnico).
    Le suddette indicazioni permettono di classificare il pastazzo
  come materia prima per mangimi zootecnici (D. Lgs. n.360/1999) e
  come sottoprodotto dell'industria di lavorazione degli agrumi
  (lettera n) dell'art.l83 del D. Lgs. n.152/2006 modificato dal D.
  Lgs. n.4/2008).
    Nel rispetto del quadro normativo sopra riportato il
  sottoprodotto deve essere accompagnato da un documento di
  trasporto con allegata una dichiarazione nella quale viene
  caratterizzato il sottoprodotto e il suo effettivo utilizzo
  zootecnico, con indicata l'origine e la destinazione finale.
    Devono inoltre essere indicate la consistenza zootecnica
  dell'azienda dove avviene l'utilizzo e la conseguente quantità di
  pastazzo annua complessiva utilizzabile in azienda elaborata
  secondo i quantitativi riportati nella tabella di cui alle "Note
  tecniche" riportate nella nota assessoriale prot. n.14843/2012. La
  dichiarazione deve essere sottoscritta sia dal produttore o
  detentore sia dal titolare dell'azienda zootecnica dove avviene
  l'utilizzo».

  L'Assessore

  Dott. Dario Cartabellotta

  ALLEGATO 2 - EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

    DISEGNO DI LEGGE NN. 492-410-367-97-46-14-13/A -  MISURE IN
  MATERIA DI CONTROLLO, TRASPARENZA E CONTENIMENTO DELLA SPESA
  RELATIVA AI COSTI DELLA POLITICA.

  * Emendamento presentato ai sensi dell'art. 117 del Regolamento
  interno:
  Emendamento 117.1:
  - All'art. 1 sostituire le parole  Statuto regionale di autonomia
  con  Statuto speciale della Regione siciliana .
  - All'art. 3  sopprimere la lettera  e  tra le parole  di
  assessore regionale e di deputato regionale .
  - Emendamento ai sensi dell'art. 117 di riscrittura dell'art. 10.
   1. L'Assemblea regionale siciliana, secondo le norme del proprio
  Regolamento interno, adotta, con effetto dall'1 gennaio 2014,
  apposita disciplina per il trattamento di fine mandato dei
  deputati regionali nel rispetto del modello di virtuosità
  individuato dalla delibera della Conferenza permanente per i
  rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
  e Bolzano del 6 dicembre del 2012.
  2. La disciplina di cui  al comma 1 dovrà prevedere in
  particolare:
  a) che l'assegno di fine mandato non possa eccedere l'importo di
  una mensilità lorda per anno di mandato;
  b) che l'assegno di fine mandato non possa essere erogato per più
  di dieci anni di mandato anche non consecutivi, computati a
  decorrere dall'1 gennaio 2014;
  c) l'importo percentuale della corrispondente trattenuta da
  operare a carico dell'indennità mensile lorda dei deputati nella
  misura dell'1%.
  3. Con le modalità di cui al comma 1 è disposta, a decorrere dal
  31 dicembre 2013, l'abrogazione dell'assegno di solidarietà
  erogato ai deputati regionali e della relativa trattenuta e sono
  disciplinate le modalità e i termini per la liquidazione degli
  importi maturati .
  - All'art. 11 le parole  per i reati commessi dopo la entrata in
  vigore della presente legge e  sono soppresse.

    DISEGNO DI LEGGE N.  566/A STRALCIO I -   NORME IN MATERIA DI
  IRFIS - FINSICILIA S.P.A. MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 21
  DICEMBRE 1973, N. 50.

  * All'articolo 5
  Emendamento 5.2.1 (interamente sostitutivo dell'emendamento 5.2):
  <<All'articolo 5, dopo il comma 2, inserire il seguente comma:
   All'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50,
  dopo il comma 2 inserire il seguente comma:
  Sono escluse dalla garanzie di cui al presente articolo le imprese
  elettriche ad eccezione di quelle che producono energia
  rinnovabile. Sono escluse altresì le imprese petrolchimiche, le
  raffinerie ed i cementifici >>

  Emendamento 5.3:
  Il comma 1 dell'art. 5 è sostituito dal seguente:
  1. Il comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
  1973, n. 50, è sostituito dal seguente:  2. Il fondo è destinato
  alla copertura dei rischi derivanti dai finanziamenti a medio
  termine concessi alle imprese operanti nel territorio regionale
  nonché alla concessione di garanzie, cogaranzie e controgaranzie
  rilasciate da confidi o altre istituzioni creditizie riconosciuti
  dalla Regione e convenzionati con l'IRFIS-FinSicilia S.p.A.

  * Emendamento articolo aggiuntivo:
  Emendamento A.3.2:
  All'emendamento A.3, al comma 1, ultimo periodo, sono soppresse le
  parole da  Gestione separata  a  della Regione .

  Emendamento A.3:
  Aggiungere il seguente articolo:
   Art  -  1. Al fine di agevolare e garantire l'accesso al credito
  delle imprese agricole operanti nel territorio regionale è
  costituito un fondo unico regionale per gli aiuti all'agricoltura,
  destinato prioritariamente alla concessione di anticipazioni o a
  prestare garanzie a prima richiesta, anche in deroga a quanto
  previsto dal comma 2 dell'articolo 73 della legge regionale 26
  marzo 2002, n. 2, per il finanziamento di progetti di innovazione
  tecnologica in agricoltura nonché per il finanziamento di crediti
  di conduzione, la cui gestione separata è assegnata all'IRFIS -
  FINSICILIA S.p.a. Gestione separata, società sottoposta a
  direzione controllo della Regione.
  2. Le disponibilità del fondo di rotazione dell'Ente di sviluppo
  agricolo (ESA), istituito con l'articolo 14 della legge regionale
  12 maggio 1959, n. 21, sono versate, entro venti giorni dalla data
  di entrata in vigore della presente legge, direttamente all'IRFIS
  - FINSICILIA S.p.a. per essere destinate al Fondo di cui al comma
  1.

  * Emendamento presentato ai sensi dell'art. 117 del Regolamento
  interno:
  Emendamento 117.1:
  L'articolo 1, comma 1, è sostituito dal seguente:
  1.  IRFIS - Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A. , in
  breve denominata anche  IRFIS - FinSicilia S.p.A. , è
  assoggettata, in quanto iscritta all'elenco generale ed all'elenco
  speciale degli intermediari finanziari, e sino al mantenimento di
  tale iscrizione, alle disposizioni del Titolo V del Testo unico
  delle leggi in materia bancaria e creditizia ed esercita la
  propria attività economica in conformità alla disciplina vigente
  per gli Intermediari Finanziari.

  Assemblea Regionale Siciliana

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  XVI LEGISLATURA
  109a  SEDUTA                                        18
  dicembre 2013