Presidenza del vicepresidente Venturino
FIGUCCIA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciancio e Coltraro sono
in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF)
per gli anni 2014-2017
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) per gli anni 2014-2017.
Invito i componenti la II Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto, relatore di
maggioranza per svolgere la relazione.
DI GIACINTO, relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) costituisce l'atto che segna l'avvio del ciclo annuale di
bilancio.
Attraverso il Documento in questione, infatti, il Governo
regionale individua le grandezze macroeconomiche e finanziarie di
riferimento che, una volta fatte proprie dall'Assemblea, fissano i
limiti quantitativi nel rispetto dei quali l'Esecutivo è chiamato
ad elaborare i successivi documenti contabili, ossia il disegno di
legge di bilancio ed il disegno di legge finanziaria.
La legge regionale n. 10/1999, in coerenza con la funzione di
primo e principale strumento di programmazione finanziaria
regionale riconosciuta al DPEF, ne fissa i termini di presentazione
ed approvazione e ne determina il contenuto.
In particolare, l'articolo 2 della citata legge regionale n.
10/1999 stabilisce che nel DPEF siano indicati:
- i parametri economici essenziali per l'identificazione dei
flussi del settore pubblico regionale;
- gli obiettivi macroeconomici;
- gli obiettivi finanziari;
- gli obiettivi di riduzione del fabbisogno complessivo;
- gli indirizzi per le variazioni delle entrate e delle spese del
bilancio;
- gli indirizzi per la legislazione di spesa regionale;
- i criteri e le regole per la predisposizione del disegno di
legge finanziaria.
Passando ad analizzare i contenuti del Documento, in base ai dati
forniti dal Servizio statistica della Regione, i valori del pil
siciliano previsti nel quinquennio 2013-2017 sono sintetizzati
nella tabella seguente:
Tab. 1 - Previsioni di variazione del Pil in Sicilia per il
periodo 2012-2017
201 201 201 201 201
2012 3 4 5 6 7
Pil Sicilia a prezzi - - 0,3 0,9 1,2 0,9
costanti (tendenziale) 3,0 2,1
Pil Sicilia a prezzi - - 0,9 1,3 1,0 1,0
costanti 3,0 1,4
(programmatico)
Deflatore del Pil (da 1, 1,8 1,9 1,8 1,8 1,8
DEF statale) 6
Pil Sicilia a prezzi - - 2,8 3,1 2,8 2,8
correnti 1,4 0,4
(programmatico)
Fonte: Servizio statistica della Regione
Si evidenzia che, nell'elaborare i dati di variazione del pil
regionale, il DPEF in esame ha assunto come riferimento i dati
macroeconomici presenti nel Documento di economia e finanza (DEF)
deliberato dal Consiglio dei ministri il 10 aprile 2013 ed
approvato dalle Camere il 7 maggio 2013.
Pertanto il DPEF regionale, depositato in Assemblea l'1 ottobre
2013, non è ragguagliato alla formulazione della Nota di
aggiornamento al DEF nazionale approvata dal Consiglio dei ministri
il 20 settembre 2013, la quale stima il prodotto interno lordo per
l'anno 2013 in calo dell'1,7% rispetto al 2012, in peggioramento
quindi rispetto alla stima precedente (-1,3%).
Mentre si rinvia per i dati di dettaglio alla tabella 2, occorre
brevemente soffermarsi su alcuni profili messi in rilievo dallo
stesso Governo a commento della medesima tabella, che illustra
l'andamento tendenziale della finanza pubblica a legislazione
vigente ed a politiche invariate.
Tabella 2 - Andamento tendenziale della finanza pubblica nel
periodo 2013-2017
(in milioni di euro)
CONSUNTIVO VALORI
TENDENZIALI DPEF
200 2010 201 2012 201 201 201 201 201
9 1 3 4 5 6 7
ENTRATE 15. 15.0 14. 14.3 16. 16. 16. 16. 17.
CORRENTI 640 46 508 47 679 563 528 911 031
in % del pil 18, 17,3 16, 16,7 19, 18, 18, 18, 17,
18 2 82 2 43 78 22 13 97
Imposte dirette 8.8 8.53 8.4 7.61 8.2 8.3 8.4 8.5 8.5
e indirette 68 2 48 5 58 61 41 14 82
Altri tributi 2.4 2.46 2.4 2.51 3.0 3.0 3.0 3.1 3.2
propri 05 2 86 5 37 38 41 29 20
Trasferimenti 3.0 3.12 2.7 2.65 2.4 2.4 2.4 2.5 2.5
correnti 22 4 80 8 17 72 93 30 68
Altre entrate 1.3 928 794 1.55 2.9 2.6 2.5 2.7 2.6
correnti 45 8 67 92 53 37 61
SPESE CORRENTI 15. 14.8 15. 15.4 17. 17. 17. 17. 17.
518 93 584 47 660 549 249 110 237
in % del pil 18, 17,1 18, 18,0 20, 19, 19, 18, 18,
04 4 07 1 57 90 01 35 18
Redditi di 1.6 1.67 1.7 1.63 1.6 1.6 1.6 1.6 1.6
lavoro dipendente 98 7 24 9 31 37 48 73 98
Consumi 1.0 1.05 971 847 860 851 843 856 856
intermedi 72 9
Trasferimenti 10. 10.6 11. 10.4 10. 10. 10. 10. 10.
correnti 715 86 140 57 076 115 119 222 325
Interessi 300 257 267 305 355 353 341 325 316
passivi e redditi
da capitale
Altre spese 1.7 1.21 1.4 2.19 4.7 4.5 4.2 4.0 4.0
correnti 33 4 82 9 38 93 98 35 43
RISPARMIO 122 153 - - - - - - -
PUBBLICO (A) 1.07 1.100 981 986 721 199 206
6
in % del pil 0,1 0,18 - - - - - - -
4 1,25 1,28 1,14 1,12 0,79 0,21 0,22
ENTRATE IN 4.1 2.78 1.0 1.01 1.5 1.7 1.5 1.3 1.3
CONTO CAPITALE 04 9 55 9 11 47 91 49 88
(B) (al netto di
rimborso di
crediti)
in % del pil 4,7 3,21 1,2 1,19 1,7 1,9 1,7 1,4 1,4
7 2 6 8 5 5 6
Vendita beni 47 895 23 33 95 5 5 5 5
immobili ed
affrancazione di
canoni
Trasferimenti 4.0 1.89 1.0 986 1.4 1.7 1.5 1.3 1.3
di capitali 57 4 32 16 42 86 44 83
SPESE IN CONTO 2.6 3.37 3.6 2.75 2.6 2.8 2.4 1.5 1.6
CAPITALE (C) al 80 0 45 9 21 29 22 89 50
netto di
acquisizioni di
attività
finanziarie)
in % del pil 3,1 3,88 4,2 3,22 3,0 3,2 2,6 1,7 1,7
2 3 5 1 7 0 4
Investimenti 921 1.20 1.2 972 924 997 854 560 581
fissi e lordi ed 9 84
acquisti di terre
Contributi agli 1.1 1.44 1.4 978 929 1.0 858 563 585
investimenti 64 0 91 03
Atri 595 721 870 809 768 829 710 466 484
trasferimenti in
c/capitale
INDEBITAMENTO/ 1.5 -428 - - - - - - -
ACCREDITAMENTO 46 3.66 2.839 2.09 2.068 1.552 439 468
NETTO (D=A+B-C) 6 1
in % del pil 1,8 - - - - - - - -
0 0,49 4,25 3,31 2,44 2,35 1,71 0,47 0,49
Rimborso di 32 95 23 15 43 62 42 49 51
crediti e di
anticipazioni (E)
Acquisizioni di 212 161 135 120 128 120 121 69 49
attività
finanziarie (F)
RISULTATO DELLA 1.2 -647 - - - - - - -
GESTIONE IN CONTO 44 2.70 1.845 1.19 1.140 910 260 260
CAPITALE (G=B+E- 2 5
C-F)
SALDO NETTO DA 1.3 -494 - - - - - - -
FINANZIARE O DA 66 3.77 2.944 2.17 2.126 1.631 459 467
IMPIEGARE (H=A+G) 8 6
in % del pil 1,5 - - - - - - - -
9 0,57 4,38 3,43 2,54 2,41 1,80 0,49 0,49
Spese per 211 835 193 211 259 286 272 262 253
rimborso di
prestiti
FABBISOGNO 1.1 - - - - - - - -
(L=I-H) 55 1.329 3.97 3.155 2.43 2.412 1.903 721 720
1 6
in % del pil 1,3 - - - - - - - -
4 1,53 4,60 3,68 2,84 2,74 2,10 0,77 0,76
ENTRATE PER 0 862 955 0 373 0 0 0 0
ACCENSIONE DI
PRESTITI (M)
COMPETENZA -467 - - - - - - -
(N=M+L) 1.155 3.01 3.155 2.06 2.412 1.903 721 720
6 3
in % del pil 1,3 - - - - - - - -
4 0,54 3,50 3,68 2,40 2,74 2,10 0,77 0,76
Pil nominale 86. 86.8 86. 85.7 85. 88. 90. 93. 94.
della Sicilia 016 72 257 85 843 186 718 251 792
Ponendo, per l'appunto, in esame i dati tendenziali, il Documento
varato dalla Giunta regionale sottolinea la lieve flessione del
gettito delle entrate correnti al netto degli accantonamenti a
valere sulle quote di compartecipazione regionale al gettito dei
tributi erariali.
Evidenzia, altresì, l'incremento delle spese correnti per effetto
della contabilizzazione delle anticipazioni del Fondo sanitario
nazionale trasferite dalla Regione allo Stato.
Tale andamento, insieme alla riduzione di altre voci (compresa
quella del salario accessorio dei dipendenti), comporta un
sostanziale mantenimento dei livelli di spesa raggiunti nell'anno
precedente, a causa della difficile comprimibilità delle uscite di
parte corrente.
Sul fronte delle entrate in conto capitale, emerge l'incremento
delle stesse, rispetto all'anno 2012, a causa degli accertamenti
delle somme residuali riferite alla chiusura dei programmi
operativi della programmazione comunitaria 2007-2013, delle
rimanenti risorse previste dal PAR-FAS Sicilia 2007-2013 e delle
assegnazioni relative al Piano di azione e coesione.
Da ultimo, il Governo pone in rilievo un lieve incremento delle
spese in conto capitale nel 2014, che tiene conto
dell'accelerazione della spesa comunitaria per il pieno adempimento
dei relativi obiettivi riguardo alla programmazione in chiusura,
mentre nella stima si tiene conto, per gli anni successivi 2015-
2017, dell'avvio del nuovo ciclo comunitario di programmazione.
Da tale quadro tendenziale si deduce che i saldi di bilancio
risultano, nel periodo considerato, tutti negativi per effetto
della dinamica del gettito delle entrate ed a causa
dell'incomprimibilità della spesa corrente.
Muovendo da un siffatta cornice di riferimento il Governo, nel
Documento in esame, prevede uno scenario nel quale, nell'ambito del
costante impegno volto alla razionalizzazione ed alla
qualificazione della spesa regionale, risultano cruciali una serie
di misure legislative settoriali che dovrebbero, secondo quanto
affermato nel Documento medesimo, contribuire significativamente,
nello spazio temporale del prossimo triennio, a raggiungere il
ripristino strutturale dell'equilibrio di bilancio, in coerenza con
le Intese raggiunte dalla Regione con lo Stato e con quanto
disposto dalla norma programmatica dettata dall'articolo 2, comma
1, della legge finanziaria regionale 2013.
Occorre, nondimeno, evidenziare che il Documento interviene nella
fase più acuta degli effetti del ciclo recessivo che ha investito
l'economia nazionale e regionale. Come è noto, il cedimento della
domanda aggregata, che rappresenta una componente fondamentale del
pil, risulta marcatamente pronunciato, in Sicilia, rispetto alla
media nazionale, sia con riferimento ai consumi che agli
investimenti.
Secondo il Rapporto SVIMEZ 2013 sull'economia del Mezzogiorno ,
pubblicato il 17 ottobre 2013, la flessione del pil nel 2012 nel
Meridione d'Italia è stata pari al 3,2%, rispetto ad un decremento
nel Centro-nord pari al 2,1%. Tra le Regioni del Sud, la
contrazione più evidente si è registrata in Sicilia (-4,3%).
Quanto al pil pro-capite, inoltre, la Sicilia si situa al
terz'ultimo posto, all'interno di un'area, quella meridionale, che
già produce il 57,4% in meno di quello raggiunto nelle aree più
ricche del paese (17.647 euro rispetto a 30.000 euro).
Tuttavia, così come è previsto sia dal DEF statale 2013 che dallo
stesso DPEF regionale, un'inversione di tendenza, sia pure non
decisiva, è attesa per l'inizio del 2014.
In tale direzione va sottolineato che l'ammontare delle spese in
conto capitale del bilancio della Regione 2013 (che incide
fortemente sulla spesa orientata allo sviluppo) è fortemente
condizionato dal permanere di un risparmio pubblico negativo.
Tale valore testimonia la difficoltà di intervenire in maniera
strutturale sulle dinamiche di crescita della spesa corrente,
circostanza che rende dunque assai problematico, senza incisivi
interventi correttivi disporre nel bilancio regionale di adeguate
risorse proprie da allocare per interventi in conto capitale.
Infatti il rapporto tra la spesa regionale in conto capitale ed il
pil siciliano si assesta, nell'ultimo triennio, intorno ad una
media di circa il 3%, non sufficiente a fornire adeguata
propulsione all'economia isolana, in assenza di complementari
flussi finanziari di provenienza extraregionale (nazionale e
comunitaria) e di investimenti privati.
Lo stesso DPEF evidenzia la consapevolezza del Governo regionale
di considerare imprescindibile il pieno impiego dei fondi europei e
del cofinaziamento nazionale, in una fase di sovrapposizione tra
l'esaurirsi del settennato di programmazione comunitaria 2007-2013
e l'avvio della nuova programmazione 2014-2020, per la quale sono
ancora in sede di predisposizione i nuovi regolamenti.
Nella prospettiva sopra delineata il Governo, nella parte IV del
DPEF, ribadisce come la ricomposizione del bilancio regionale verso
la spesa in conto capitale costituisca un obiettivo prioritario.
Delinea, quindi, un quadro di interventi di natura legislativa in
grado di perseguire il riequilibrio virtuoso della finanza pubblica
regionale funzionale al ripristino strutturale dell'equilibro di
bilancio ed all'azzeramento del ricorso al mercato .
Si osserva che ciò non può prescindere da una rimodulazione del
contributo della Regione al riequilibrio dei conti pubblici
nazionali, attraverso una maggiore correlazione tra il pil prodotto
e ammontare del contributo finanziario regionale.
Tali interventi si concentrano:
1) sul riordino del sistema delle partecipazioni regionali, anche
alla luce dell'articolo 4 del D.L. n. 95/2012;
2) sull'elaborazione di un piano per l'utilizzo più efficace del
personale a tempo determinato, ovvero destinatario di garanzie
occupazionali, impiegato nel settore pubblico allargato;
3) sulla riforma strutturale del sistema dei trasporti, sia sul
versante di quelli marittimi verso le isole minori, sia in quello
del trasporto pubblico locale su gomma;
4) sulla riforma del settore forestale, con un impiego più
efficiente del personale stagionale.
La tabella 3 riporta i risultati finanziari prevedibili in
relazione al contesto programmatico di moderata crescita del pil e
per effetto delle azioni sopra delineate.
Tab. 3 - Indicatori di finanza pubblica programmatici
Valori 2012 2013 2014 2015 2016 2017
programmati
(in milioni di
euro)
Entrate correnti 14.3 16.6 16.7 17.0 17.5 17.8
47 79 75 17 74 80
Spese correnti 15.4 17.6 17.4 17.1 16.9 17.0
47 61 20 12 71 96
Risparmio - -982 -645 -95 603 784
pubblico 1.100
Indebitamento - - - -543 102 372
netto 2.839 2.092 1.124
Saldo da - - - -622 82 374
finanziare o da 2.944 2.177 1.182
impiegare
Fabbisogno - - - -894 -180 121
3.155 2.437 1.468
Valori programmati 2012 201 201 201 201 201
(in % del pil) 3 4 5 6 7
Entrate correnti 16,7 19, 19, 18, 18, 18,
2 43 02 76 85 86
Spese correnti 18,0 20, 19, 18, 18, 18,
1 57 75 86 20 04
Risparmio pubblico - - - - 0,6 0,8
1,26 1,14 0,73 0,10 5 3
Indebitamento netto - - - - 0,1 0,3
3,31 2,44 1,27 0,60 1 9
Saldo da finanziare - - - - 0,0 0,3
o da impiegare 3,43 2,54 1,34 0,69 9 9
Fabbisogno - - - - - 0,1
3,68 2,84 1,66 0,99 0,19 3
In tale quadro, occorre porre la dovuta attenzione sulle
previsioni relative alle entrate, in un contesto macroeconomico che
si conferma sfavorevole, soprattutto tenuto conto della contrazione
del reddito di famiglie ed imprese.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cappello è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria
(DPEF) per gli anni 2014-2017
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende la discussione del
Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) per gli
anni 2014-2017.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone, relatore di minoranza,
per svolgere la relazione.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per relazionare in merito a questo documento
di programmazione economico-finanziaria manifestando chiaramente la
mia personale, ma non solo, anche quella di larga parte della
commissione bilancio, insoddisfazione rispetto ad un documento
finanziario che, sebbene si prefigga alcuni obiettivi cioè quello
di tracciare le linee strategiche della politica economico-
finanziaria della Regione, poi di fatto si è rivelato abbastanza
generico, approssimativo e, rispetto all'anno scorso, più corposo
in termini di dati, in termini di obiettivi, ma sostanzialmente,
quando si entra nelle tabelle e si vede l'andamento del fabbisogno
finanziario e si vedono i parametri economici essenziali per
l'identificazione dei flussi del settore pubblico, ci si rende
conto come lo stesso sia molto carente.
Spiegherò i motivi perché, nonostante l'abbia detto il collega
relatore di maggioranza, onorevole Di Giacinto, quando ha parlato
dell'effetto deflattivo in cui oggi si trova la Sicilia, il PIL è
in continua e costante diminuzione e, malgrado l'anno scorso
l'assessore all'economia che ho incontrato in separata sede - ma è
come se fosse presente, ne sono convinto - avesse detto e avesse
preannunciato che già nel 2013 vi sarebbe stata una inversione di
tendenza, in effetti ci siamo resi conto che nel 2013 non c'è stata
alcun tipo di inversione di tendenza per la Sicilia, anzi vi è
stata una inversione di tendenza in negativo rispetto alle altre
regioni d'Italia perché la disoccupazione è aumentata, gli
investimenti pubblici in conto capitale sono diminuiti.
Un esempio per tutti: nel 2012 sono stati appaltati lavori in
conto capitale per un miliardo e seicento milioni, al 31 agosto del
2013 gli uffici della Regione hanno certificato che appena
centotrenta milioni di euro sono stati appaltati in opere e,
quindi, in investimenti, in spese in conto capitale. E' chiaro che
nel momento in cui la Regione non utilizza la spesa comunitaria,
cioè quei fondi in conto capitale, da un lato riduce la spesa
corrente, dall'altro lato non alimenta, non rafforza la spesa in
conto capitale col rischio concreto, reale di rimandare indietro
risorse comunitarie, ci rendiamo conto che il fenomeno recessivo è
destinato ad aumentare e non a caso, allora, l'economia siciliana è
in crisi, il contesto economico in cui opera la Sicilia, gli
operatori delle categorie produttive siciliane è drammaticamente
più difficile rispetto ad altri contesti del resto d'Italia.
Non sto qua a dire e a ripercorre le percentuali di disoccupazione
che sono vicine quasi al 50 per cento per i giovani dai 14 ai 29
anni, non stiamo qua a dire oltre al 48 per cento per le donne, non
sto qua a dire per quella fascia under 50 che hanno perso
un'occupazione e che non riescono più a rientrare nel mercato del
lavoro perché non ci sono delle politiche non di sostegno al
reddito, ma di sostegno alla produzione. Fin quando in Sicilia non
si creano delle politiche di sostegno a chi produce, a chi crea
ricchezza reale e non solo servizi, abbiamo perso l'approdo,
abbiamo nascosto l'obiettivo verso cui tendere.
Ecco che oggi ci troviamo in una grande emergenza, che è quella
che abbiamo un grande capitale umano, ma è un capitale umano che
rimane parcheggiato e addirittura si agevola un fenomeno migratorio
verso altri contesti del nord Italia o addirittura del nord Europa.
Dinanzi a questo dramma, a questa tragedia, che è ormai da
bollettino di guerra, qua ci sono migliaia di aziende che hanno
chiuso nel 2013 e le previsioni non sono sicuramente migliori per
il 2014.
Non sono migliori perché, malgrado la finanziaria del 2013 fosse
stata rappresentata dal Governo regionale come una prima idea, una
prima manovra che mettesse in sicurezza i conti e fermasse una
situazione degenerativa del passato, di fatto, il vulnus è rimasto
tutto.
Oggi ci accorgiamo che nelle previsioni che vengono fatte nel
Documento di Programmazione economico-finanziaria del 2014-2017
abbiamo tutta un'elencazione di attività che potremo svolgere in
conto capitale.
Mi riferisco, ad esempio, a quelle che sono le reti
infrastrutturali, a quelle che sono le diverse azioni del PAC, del
Piano di Azione e Coesione, che vanno verso il piano di
salvaguardia degli interventi significativi, PO FESR 2007-2013, il
PAC che riguarda le altre azioni a gestione regionale e il PAC che
riguarda gli strumenti diretti per imprese e lavoro.
Bene, malgrado siano state declinate queste azioni, questi sono
dei fondi che ancora la Regione siciliana stenta ad utilizzare, ha
difficoltà ad utilizzare e questo, di conseguenza, comporta una
ricaduta negativa sull'economia siciliana; e la comporta anche
perché il contratto, ad esempio, istituzionale di sviluppo, il
cosiddetto CIS non è ancora stato attuato. Ci sono varie
iniziative e vari accordi di programma-quadro che dovrebbero essere
realizzati per quanto riguarda le infrastrutture sulla mobilità. Mi
riferisco a quella stradale, ma mi riferisco a quella ferroviaria,
mi riferisco al trasporto merci e logistica anche via mare.
Anche qua, malgrado ci siano stati degli accordi sottoscritti,
sono rimasti ancora soltanto sulla carta e sono rimasti lettera
morta.
C'è un problema. La nostra è un'economia che vive, comunque, nel
momento in cui sottraiamo all'economia una immissione nel mercato
economico dei fondi comunitari. Quando nel 2013 che si sta
concludendo meno di 200 milioni di euro sono stati investiti, bene,
significa che stiamo veramente rischiando di essere in una
situazione di allarme sociale perché quando il Presidente Crocetta
a luglio convocò una giunta impegnando tutti gli assessori e i
direttori generali per potere accelerare la spesa e ci accorgiamo
ancora che una misura che era già pronta, che è quella delle
strutture ricettivo-turistiche, è ancora rimasta al palo di 110
milioni di euro e oltre, bene, sono stati soltanto finanziati 16
progetti, ci rendiamo conto come veramente siamo in una situazione
di stallo assoluto. Ecco allora perché le categorie, da
Confindustria, dall'Ance, da Confagricoltura o da Confcommercio
hanno alzato, hanno fatto una levata di scudi corale e hanno detto
a chiare lettere che oggi non va più bene la finanziaria che, da
qui a qualche momento, a qualche ora, sarà portata in Aula ma su
cui avremo molto da dire, ma nemmeno su un documento di
programmazione economico-finanziaria che qualcuno ha ritenuto
soltanto un pezzo di carta.
No, noi respingiamo questa affermazione nei confronti di un
documento che deve essere la strategia di sviluppo di una regione.
Il documento di programmazione economico-finanziaria deve
rappresentare le linee guida per le successive finanziarie e leggi
di stabilità perché, attenzione, quando noi da, un lato, abbiamo
detto non utilizziamo gli accordi di programma con lo Stato', non
utilizziamo i fondi comunitari', al contempo abbiamo ancora una
spesa corrente eccessivamente pesante, quasi addirittura
incomprimibile, ci rendiamo conto che difficilmente per i prossimi
cinque anni, per il prossimo quinquennio noi riusciremo a dare
delle risposte adeguate a questa Sicilia in termini di sviluppo e
in termini di sostegno.
Io ho anche fatto alcune considerazioni nel frattempo, che sono le
tabelle che il collega Di Giacinto ha letto e sono tabelle che
veramente fanno accapponare la pelle, al di là di quello che può
essere detto. Abbiamo la tabella 1.3, l'andamento tendenziale della
finanza pubblica nel periodo 2013-2017. Sintetizzo: nel 2014
saranno, sono, si immagina di avere entrate per 16 miliardi e 563
milioni di euro e al contempo abbiamo uscite per 17 miliardi e 549
milioni di euro.
Nel 2015, a fronte di 16 miliardi e 528 milioni di euro, avremmo
uscite per 17 miliardi e 249 milioni di euro. E così anche, sebbene
parliamo di una forbice che, addirittura, si comprime tra uscite ed
entrate, ma si allarga nella spesa, nel 2016 la spesa arriva
addirittura quasi a 17 miliardi di euro. Allora, è chiaro che noi
dobbiamo mettere mano a questa spesa. Dobbiamo cercare di capire
dove bisogna fare una revisione razionale di questa spesa. E
quando, allora, ancora, nel riordino della sanità, ancora la sanità
a cui viene dedicato un capitolo a parte, noi abbiamo ancora una
spesa assolutamente pesante dove ci troviamo che, malgrado le
prestazioni sanitarie non sono riconosciute all'altezza della
richiesta per cui la mobilità passiva è ancora alta, poi ci
rendiamo conto che la spesa sanitaria, comunque, non riesce ancora
a diminuire.
Non riesce a diminuire perché più del 50% del nostro bilancio,
oggi, è rappresentato dalla spesa sanitaria. E se, domani, si
attuerà il cosiddetto federalismo fiscale , quando lo Stato ci
dirà: a te Regione Siciliana non darò più i 2 miliardi e 200
milioni di euro che ti sto riconoscendo quest'anno, perché o ti
prendi le competenze oppure io ti riduco anche i trasferimenti ,
bene, noi ci renderemo conto che non potremo più sostenere un
bilancio e non potremo formulare un bilancio che ci porterà, che
sarà sempre più asfittico. In questo senso, il documento di
programmazione economico-finanziaria, me la lasci passare
l'assessore, non poteva arrivare adesso.
Assessore, noi lo dovevamo discutere ad ottobre questo documento
E' un documento che va soppesato, su cui bisogna aprire un largo
dibattito, non un dibattito fatto tra l'indifferenza, tra l'incuria
e quasi come un fatto, come potrei dire, un passaggio protocollare
necessario, dovuto, ma privo di ogni tipo di passione. Non c'è il
cuore, caro assessore Bianchi, in questo documento. Ed è un
errore E' un errore, perché chi non guarda con grande, anche,
passione al futuro, non sogna per una propria Terra e noi, invece,
abbiamo il dovere di sognare, di dare una speranza a questa nostra
terra di Sicilia. E lo voglio dire in maniera molto chiara e netta,
nel momento, ad esempio, in cui si parla di formazione al lavoro.
Si parla di formazione professionale. Ho sentito e ho letto, molto
poco ho letto, e dove, come si fa fronte ai 10.000 operatori della
formazione professionale a cui oggi non si dà una prospettiva nella
riqualificazione delle attività formative in Sicilia, ma al
contempo, non si dà ancora una prospettiva a quei 1.800
parcheggiati' al CIAPI, che non sanno cosa fare fra meno di tre
mesi.
Qua, il Governo si era impegnato ed avrebbe dovuto dire l'agenzia
regionale, una o più agenzie, in cui ci sia il concorso e la
compartecipazione degli enti sani, degli enti che oggi danno buona
e producono buona formazione professionale, perché ce ne sono
tanti, perché non possiamo fare di tutta l'erba un fascio .
A noi, però, non serve tutelare gli enti, anche, quelli buoni,
serve tutelare l'offerta formativa in Sicilia, serve la
specializzazione dei nostri giovani che devono rivolgersi e devono
affacciarsi al futuro ed essere inseriti in un mercato del lavoro
con adeguatezza, con professionalità e con le specializzazioni che
il mercato oggi richiede.
Anche qui, non si sta parlando di un'agenzia unica della
formazione professionale, né si parla, tanto meno, di un'agenzia
che dovrebbe guardare all'offerta formativa, all'incrocio tra ciò
che è offerta e ciò che, invece, è proposta e richiesta.
Il mercato del lavoro lo dobbiamo fare incontrare ed, invece,
ancora questo non è avvenuto.
Anche questo è un altro limite, assolutamente è un altro limite,
perché, attenzione, noi abbiamo avuto un'impugnativa in una norma
che questo Parlamento, questo Governo riteneva assolutamente
importante, cioè la norma sull'IRFIS. Ed, invece, è stata impugnata
perché abbiamo utilizzato un fondo che era destinato, che era già
dedicato ed il commissario dello Stato, giustamente, a mio avviso,
ha voluto, anche, censurare l'assoluta premura, l'assoluta fretta,
perché, purtroppo la fretta e la premura non sono mai buone
consigliere. Questo lo dobbiamo dire in maniera molto netta.
Ecco perchè questo è un documento che non ci soddisfa e non ci
soddisfa perché gli stessi obiettivi macroeconomici, gli obiettivi
finanziari, gli obiettivi di riduzione del fabbisogno complessivo,
gli indirizzi per le variazioni delle entrate e delle spese del
bilancio, così come - la cosa che mi sta più a cuore - gli
indirizzi per la legislazione di spesa regionale, questo Governo
non è capace di stimolare il Parlamento per delle norme di spesa o
delle norme di sostegno alla produzione, di sostengo alle imprese,
alle categorie e, se vogliamo, di elettrochoc nei confronti di
un'economia che sempre più langue.
In questo senso, il documento di programmazione economico-
finanziaria dovrebbe riscrivere appieno i criteri, le regole per la
predisposizione di un disegno di legge finanziaria.
Qui non è scritto nulla Abbiamo due documenti che non dialogano
tra di loro. Da un lato c'è un documento di stabilità, cosiddetto,
ma che porterà instabilità, un documento ritenuto vuoto, che è la
finanziaria, e lo diremo, nei prossimi giorni, a partire dagli enti
locali, a partire dall'assenza per l'agricoltura, a partire
dall'assenza di norme a sostegno del commercio o dell'industria
piccola o media che sia.
E' un documento che viene fornito come quasi necessità
burocratica. E' questa la cosa che noi non possiamo condividere né
possiamo accettare.
Avremmo voluto, invece, un dibattito sulla spesa dei fondi
comunitari quando ci venne garantito dal Presidente Crocetta che
saremmo venuti qui per dire: quali sono i residui? Qual è la spesa
che non è stata attivata del settennato 2007-2013? E con quali
principi, cioè come ci arriviamo?. Con quale attrezzatura, se
vogliamo anche normativa e amministrativa, arriviamo al settennato
2014-2020?
Non l'abbiamo detto, non abbiamo detto nulla, non abbiamo ritenuto
opportuno fare uno straccio di dibattito su 6 miliardi di euro che
rimangono inattuati. Ognuno è là, ogni misura viene là con la
diligenza, lo zelo di qualche direttore generale che, a seconda
della propria disponibilità, a seconda della propria capacità
riesce più o meno ad attivare la spesa.
Ci sono invece, quegli assessorati la cui spesa dei fondi
comunitari, lo dobbiamo dire, è ferma al 7 per cento, non a caso il
Presidente Crocetta richiamò assessori e richiamò anche direttori
generali, non a caso c'è stato un attacco feroce - vado verso la
conclusione - del partito democratico, sino a qualche giorno fa,
oggi sopito.
Noi esprimiamo un parere, sicuramente, negativo, lo abbiamo fatto
già in Commissione quando ci siamo astenuti. Lo voglio dire a
questa Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana. Ci siamo
astenuti dal voto, perché se qualche giorno fa andavamo al voto, la
Commissione bilancio avrebbe dato un voto negativo; primo, perché
erano assenti i componenti di maggioranza; secondo, perché vi era
un'assoluta convinzione e consapevolezza che questo documento,
malgrado le 179 pagine, compresa l'ultima bianca 180, è un
documento che traccia in maniera generica linee strategiche che non
esistono, per cui, su questo, l'invito è quello di rivedere, di
ritornarci e che il Governo utilizzi questa defaiance, questa
carenza, per rafforzare con il nostro contributo - e noi non lo
faremo mancare - nella legge di stabilità e finanziaria e nel
bilancio che possa essere una legge di sviluppo, di contenimento,
di riduzione della spesa inutile e inefficace ma, al contempo, di
pungolo ad una economia che sicuramente oggi è in ginocchio.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
sicuramente il dibattito, che ha visto già protagonisti il relatore
di maggioranza e di minoranza, ha tracciato una linea circa le
incongruenze, oltre che le manchevolezze, che questo documento di
fatto rappresenta.
Al di là delle posizioni critiche come nel mio stile, in maniera
preconcetta non c'è mai un muro contro muro, mai una negatività
annunciata. C'è però l'obiettività dei fatti: un documento di
programmazione economico e finanziaria, caro Assessore, come è
stato in occasione della precedente votazione del documento
all'inizio di legislatura, abbiamo detto che questo documento
sicuramente è una grande opportunità per potere avviare un
dibattito, per confrontarsi su alcuni temi, capire qual è il senso
reale ed il modo di definire ipotesi di strategie finalizzate alla
realizzazione degli obiettivi, come intervenire su una realtà che è
fortemente critica.
In quella occasione l'Assessore ebbe a dire che si era insediato
da poco tempo, e pur in presenza di un bagaglio di novità che,
ahimè, aspettavamo, di fatto è risultato un documento limitato,
vuoto, e tra l'altro all'inizio della legislatura c'erano anche le
condizioni per definire una strategia innovativa.
Ma, rivedere oggi lo stesso problema in questo documento -
onorevoli relatori di maggioranza e di opposizione, signor
Assessore -, che al di là delle problematiche legate al bilancio ed
alla finanziaria, e quindi alla tempistica, alle competenze, che
sono sicuramente legate anche agli aspetti della dotazione
finanziaria. Un documento di programmazione economico e finanziaria
può essere a mio avviso, anzi doveva essere, trattato
precedentemente, perché andava a stabilire le linee prioritarie di
quello che poi sarebbe stato il percorso che bilancio e finanziaria
potevano portare avanti, o dovevano avere anche come linea guida.
Questo non è successo, ed è un fatto negativo, grave, vuole essere
anche una sollecitazione ad un impegno non mantenuto, in assenza di
programmazione noi siamo convinti che possiamo continuare ancora a
gestire le emergenze? Cosa è di fatto il bilancio e la finanziaria,
tranne qualche considerazione di poco conto: è una gestione di
costi fissi, di costi incomprimibili, che riguardano il personale,
che riguardano le spese che sono già standardizzate. E no, cari
colleghi, quest'Aula deve assumere un ruolo importante e
determinato, perché comprenda fino in fondo quali possano essere
gli strumenti che determineranno, con un nostro impegno, una
inversione di tendenza, diversamente ogni nostra azione risulta
vana.
Siamo arrivati a dicembre, in una fase conclusiva, e andiamo
ancora oggi a parlare di documento di programmazione, che deve
essere fatta in fase preventiva. Quindi il ragionamento è veramente
delicato. Probabilmente è stata sottovalutata - caro Assessore -
un'altra opportunità, perché noi abbiamo oggi un momento di svolta
in alcune realtà, abbiamo strumenti nuovi, l'anno scorso non
avevamo un intervento consistente e concreto quale poteva essere la
cosiddetta PAC, questo programma con il Governo centrale, che viene
coordinato con il cosiddetto strumento di coesione, se questo è uno
strumento nuovo, dobbiamo capire come utilizzarlo e come è riuscito
questo strumento ad incidere nell'attività della nostra previsione
di bilancio e della nostra azione della finanziaria. Sicuramente
poteva essere uno strumento che guardava in maniera più attenta a
quelli che noi dobbiamo capire come approntare, perché la gestione
della spesa fissa è sicuramente legata all'entrate erariali,
sicuramente l'entrate a previsione, che sono di fatto un limite
reale.
Noi dobbiamo pensare, invece, come attivare strumenti che possono
determinare investimenti, che possono determinare refluenze
positive per le imprese e, quindi, per quella occupazione reale ci
vuole qualcuno che sostenga e che la paghi, non può essere
un'occupazione solo a carico della spesa pubblica, come un
argomento quasi scontato di routine. Poteva esserci uno strumento
nuovo che, in questo senso, definisse quali potevano essere alcuni
momenti per superare i vincoli della burocrazia, che sono sempre
più consistenti. Serve una cultura dell'accoglienza, di come
svilupparla, che possa diventa lo strumento principale per
riprendere il percorso interrotto sull'attività del turismo, un
intervento sul credito, che possa esserci al di la delle iniziativa
sui consorzifici, anche qua un'articolata opportunità da fornire,
non solo alle nuove imprese che vogliono investire, ma anche a
quelle imprese che oggi operano in condizioni di difficoltà.
Servono strumenti anche sul costo del lavoro che devono, in questo
momento di grande tensione sociale, potere garantire alla libera
impresa, che ancora ha la capacità di resistere in questo mercato,
di potere andare avanti. Ma nulla di tutto questo
Un altro argomento, signor assessore e onorevoli colleghi, sul
quale dobbiamo aprire gli occhi, è il problema della gare
centralizzate, non solo la sanità, ma su tutto ciò che rientra oggi
nella spesa pubblica. Il principio della gara centralizzata, che
vuole essere agli occhi dei più come un momento di risparmio, di
economia, è un fatto realmente fuorviante, perché oggi marchiamo
verso un principio che è il principio dei costi standard, un
principio secondo il quale noi possiamo sapere qual è la forbice
che riguarda l'acquisto dei beni e dei servizi, questo concetto
secondo il quale noi dobbiamo sostenere interventi che poi vanno
nelle mani di multinazionali, per poi strozzare il territorio, per
poi ammazzare l'imprenditoria locale, per poi creare le condizioni
di asfissia che di fatto lucrano, per poi non dare nessun
contributo alla realtà. Anche qua va studiato e approfondito questo
ragionamento.
Andiamo ai temi da trattare. C'era questa nuova possibilità di
chiudere una fase dell'utilizzo delle risorse comunitarie. E' noto
a tutti il problema che viene fuori, la capacità di limitare
d'utilizzo delle risorse, e purtroppo il rischio di disimpegno di
alcune risorse della comunità. C'è la fase della nuova
programmazione 2014-2020, quindi c'è uno scenario da dipingere, ma
qual è il quadro macro che in questa direzione noi rappresentiamo?
Qual è l'iniziativa che il Governo ci offre?
Non c'è un'iniziativa, la prepariamo noi come Assemblea, la
prepariamo noi come Gruppo di lavoro spontaneo che vuole dedicarsi
a questo ragionamento, probabilmente è arrivato il momento di fare
questo, allora c'è anche un ragionamento importante che, secondo
me, deve riportarci al principio della speranza. Io sono convinto
che nonostante questi problemi che hanno determinato che si
perdesse questa opportunità, noi dobbiamo invece pensare che ci
sono le condizioni per potere guardare avanti attraverso interventi
mirati in maniera articolata. Non c'è solo il problema degli enti
locali, non c'è solo il problema dei precari, della formazione, ma
c'è il problema delle attività produttive nella sua articolazione,
c'è il problema che può riguardare una attenzione verso una
missione importante che è quello di un turismo di qualità, che di
fatto oggi noi abbiamo perso, di un'agricoltura con l'eccellenze,
di un artigianato che può ancora essere venduto nel mondo, che noi
dobbiamo fornire un prodotto in cui a prevalere sia la qualità e
non il prezzo, ma perché ciò avvenga è necessario che ci sia una
presa di coscienza da parte di tutti, ma ancora di più che ci sia
una ritrovata capacità di utilizzare al meglio le opportunità che
noi abbiamo. E sicuramente questa opportunità, che il DPEF poteva o
doveva fornire, noi l'abbiamo perduta.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come prima cosa
sposiamo, e ci accodiamo totalmente, la relazione di minoranza
dell'onorevole Falcone, e con questo comunichiamo che il nostro
Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle darà voto contrario a
questo Documento di programmazione economico-finanziaria, anche
perché vogliamo sottolineare - cosa già espressa dall'onorevole
Falcone - che questo documento è stato svuotato della sua reale
utilità.
Ovvero, ci stiamo ritrovando ad approvare il documento oggi, il 23
dicembre, quando il DPEF dovrebbe servire ad indicare la strada e
fare da cornice al bilancio ed alla finanziaria ed in più, come
espresso anche dalla relazione di maggioranza, letta dall'onorevole
Di Giacinto, i dati presenti nel DPEF non sono dati aggiornati,
poiché si rifanno al DPEF nazionale di aprile, e non alla nota di
aggiornamento nazionale di settembre. Diciamo, quindi, che i numeri
ed i conti del nostro documento di programmazione regionale non
tornano.
Passando, quindi, alla fase propositiva, il nostro appunto è
quello che questo Governo e quest'Aula porti avanti, quanto prima,
una riforma sulla legge di contabilità, così da poterci allineare
ai tempi nazionali, e dare un senso a ciò che facciamo perché,
fondamentalmente, oggi in quest'Aula si sta approvando un documento
tanto per farlo. Dico, quindi, se questo Governo vuole essere
realmente rivoluzionario, potrebbe semplicemente iniziare con il
rispetto dei tempi e il dare un senso ai documenti che si
approvano, che sia il DPEF, che sia la finanziaria e il bilancio.
Nel contesto del documento di programmazione economica-
finanziaria, ci auguriamo che si possa, in questa legislatura,
ridare una centralità ed un senso a questo strumento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo quello che ha
detto l'onorevole Falcone, il relatore di minoranza, è perfino
superfluo intervenire per elencare o sottolineare tutte le carenze
di questo DPEF, che dovrebbero essere un po' lo specchio di ciò che
un'amministrazione, soprattutto un'amministrazione dopo il primo
anno di lavoro, e avendo davanti a se altri quattro anni per
amministrare, dovrebbe tenere come il libro maestro, la via maestra
per cercare di fare capire, quanto meno, al Parlamento tutto, oltre
che agli elettori, ai siciliani, quale sarà la strada da seguire.
Noi, in questo documento di politica economica e finanziaria, non
solo non scorgiamo nessuna intenzione, nessuna prospettiva, neppure
nessuna volontà di incamminarsi verso una seria programmazione,
circa le intenzioni di Governo dell'economia, circa la volontà di
cambiare la rotta rispetto agli ultimi anni per quanto riguarda
l'utilizzo dei fondi ma, addirittura, si è vista, almeno nella
tempistica, l'assenza, la rinuncia alla programmazione stessa.
Come si fa ad arrivare sotto Natale a discutere del DPEF, a
discutere del documento di programmazione economica e finanziaria,
che avremmo dovuto discutere qui ad ottobre, se non prima, a
settembre Ma siamo ancora in presenza di un Governo che può
definirsi tale? Siamo ancora in presenza di un Governatore e di un
Governo che stanno governando questa Regione? O si è in presenza di
una finta, di una burla? Di qualcosa che nulla ha a che vedere,
così neanche lontanamente, a un modello che assomigli a un ipotesi
di Governo.
Parliamoci chiaro, ancora siamo qui a Natale con dei problemi
immani da risolvere, che non sono problemi che sono accaduti oggi,
ieri, un mese fa, o sei mesi fa, sono problemi gravissimi che ci
trasciniamo da alcuni anni, che sono ben presenti nell'agenda,
nella memoria e nell'agire quotidiano di ciascuno di noi, eppure
con nonchalance arriviamo qui sotto Natale e non sappiamo se i
precari, 30 mila persone, saranno prorogati oppure no, non sappiamo
se perderemo due, oppure tre, oppure quattro miliardi di Fondi
europei, non sappiamo come dare un ordine con la nomina dei manager
alle Aziende sanitarie, e non sappiamo se assumere o meno un mutuo
per ripianare i debiti.
Siamo qui a riempire le nostre giornate per discutere di ciò che
dovrebbe essere fatto con un Governo normale, che abbia la volontà
di governare, e invece ci trastulliamo con una raccolta - quante
pagine sono? Ripeto non l'ho neppure letto, non c'era bisogno
neppure di leggerlo -, con un opuscoletto distribuito scialbamente
e sciattamente che riporta alcune cifre messe lì in ordine, ma non
dà nessuna indicazione su come risolvere i problemi di questa
Regione.
Ma allora perché governare? Ma allora perché assumersi questo
compito? Perché portare avanti questo compito di Governo della
Sicilia, se non si è in grado neppure di avanzare delle proposte
che tentino di risolvere i problemi, che diano l'impressione che
c'è un'idea di come si vuole andare avanti per cercare di porre
rimedio alla gravissima situazione economico-finanziaria, ma a
questo punto anche gestionale, della nostra Terra. Abbiamo fuori
controllo ogni Istituzione, e mi riferisco anche e soprattutto alla
questione delle ASP, della Sanità, che assorbe metà del bilancio
regionale, e nelle quali ASP ci sono ancora insediati da oltre un
anno, o quasi un anno e mezzo, dei Commissari che invece dovevano
restare là solo sessanta giorni dopo l'elezione del nuovo
Presidente. Questa è una vicenda assurda, paradossale, fuori da
ogni regola, fuori da ogni legge, e si continua imperterriti come
se nulla fosse.
Certo poi si arriva qui e si porta il DPEF, che non programma
nulla, non prevede nulla, non governa nessun processo, e viene
portato qui sono per assorbire qualche ora di tempo di dibattito
del Parlamento siciliano, che potrebbe essere impiegato meglio per
risolvere i tanti, tantissimi e gravissimi problemi della gente in
Sicilia. Pertanto, annunciamo il nostro voto assolutamente
contrario per tutte le ragioni che abbiamo esposto su questo non
documento che è il PDEF.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Sciuto è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria
(DPEF) per gli anni 2014-2017
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
oggi è arrivato in Aula il Documento di programmazione economica e
finanziaria, io non voglio tediare nessuno, però pensavo, mi
aspettavo, che dopo un anno dall'insediamento di questo Governo il
documento, il DPEF, oggi fosse esaustivo, contenesse norme sulla
programmazione e sullo sviluppo.
Invece abbiamo visto che è un documento scarno, un documento
insufficiente, un documento dove c'è la solita elencazione delle
spese e dei costi fissi, ma senza contenere norme di sviluppo per
le imprese, per gli artigiani, per i disabili, per tutta una fascia
di categorie che aspettano risposte. E soprattutto mi sarei
aspettata perché - parliamoci con chiarezza - l'unica possibilità
di risorsa e di sviluppo che aveva e che ha questa Terra era legata
alla spesa dei Fondi comunitari.
In questo documento non c'è traccia del rendiconto della spesa
comunitaria dell'anno 2007-2013, cioè dei residui dell'eventuale
utilizzo dei ribassi d'asta.
Vi ricordo, e ricordo a me stessa, che il Governo precedente aveva
incentrato la programmazione 2007-2013 su Asse 6, Sviluppo locale.
Ebbene, abbiamo iniziato il 2014 e dell'Asse 6, dello Sviluppo
locale, non vi è traccia. Eppure l'anno scorso, nel momento in cui
questo Governo si è insediato c'erano ancora tutte le possibilità
perché si potessero recuperare parte di quelle somme e invece,
piuttosto che fare una politica di razionalizzazione della spesa,
considerato che quelle somme non sono state utilizzate per
finanziare le opere previste in quel piano di sviluppo, perché la
Regione non aveva i fondi per i co-finanziamento e i Dipartimenti
hanno cercato tutte le scuse additando gli Enti locali che non
avevano saputo progettare. La verità è che si è preferito impegnare
le somme in grandi infrastrutture che saranno realizzate nel 2020,
e intanto il territorio e la Sicilia stanno morendo.
Non si è riusciti a mettere a sistema territori che potessero
garantire lo sviluppo locale. E allora chiedo qui con forza, e lo
chiedo all'assessore Bianchi, che ancora c'è il tempo di recuperare
parte di quella programmazione agendo su quei progetti presentati
dai PIST, che giacciono al Dipartimento programmazione, che riveda
quel documento e, soprattutto, che ci dica quel documento cosa
intende prevedere e come intenda utilizzare la programmazione 2014.
Siamo a gennaio, e ancora non c'è traccia. Onestamente è una grande
amarezza, l'anno scorso ho votato la finanziaria dicendo: bisogna
dare fiducia a questo Governo , ma da un anno si sta navigando a
vista, ancora dal Dipartimento salute sentiamo dire che si sono
risparmiati milioni di euro, ma abbiamo servizi sanitari da
Marocco, da terzo mondo, da vergognarci.
E' offensivo portare in Parlamento un Documento di programmazione
finanziaria come quello che abbiamo letto, non si potrà approvare
mai una finanziaria, una legge di stabilità in queste condizioni.
Ancora cerchiamo di prorogare i commissari delle province
regionali; vi è una spesa ingessata, il 50% della spesa, legata
solo alle spese correnti. Finisco qui, perché non voglio
ulteriormente continuare però, onestamente, dico che questo
documento è non solo lacunoso, ma non ha alcuna caratteristica di
Documento di programmazione finanziaria perché non ha previsto e
non ha programmato nulla, ma non ha neanche dato il conto di quello
che ha speso per quanto riguarda i fondi comunitari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno numero 153 Approvazione del DPEF per gli anni
2014-2017 , a firma degli onorevoli Dina, Gucciardi, Di Giacinto,
Firetto e Leanza, tutti i capigruppo di maggioranza, che è in fase
di distribuzione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, è vero, la relazione dell'opposizione fatta
dall'onorevole Falcone, probabilmente, tracciava alcuni elementi
distintivi delle forti criticità di questo documento. E questo può
apparire scontato rispetto a chi, chiaramente, fa lettura del
documento e fa un'analisi che è legata anche al ruolo che
l'opposizione legittimamente assume rispetto ad un testo.
Tuttavia, lasciatemi dire che la relazione della maggioranza non
presentava lumi a proposito. Mi sembrava di leggere quasi la stessa
pagina, pensavo potesse esserci l'altra faccia della medaglia e,
invece, in qualche modo erano quasi l'una la fotocopia dell'altra.
Forse perché in effetti al di là dei toni, i contenuti di quelle
relazioni non potevano far altro che raccontare quello che è il
disastro, il disastro annunciato rispetto alla questione dello
sviluppo locale rispetto al quale alcun provvedimento viene
indicato.
Un disastro annunciato, un flop annunciato, rispetto ad alcune
riforme che sembravano dovessero arrivare attraverso le Commissioni
in Aula, e mi riferisco, ad esempio, alla riforma delle province -
mi sembra quasi di potere andare indietro nel tempo di un anno - ma
non c'è alcun riferimento all'interno di questo testo. Mi rendo
conto che lo scorso anno, probabilmente, eravamo ancora in una fase
di avvio, e quindi potesse essere quasi normale dovere attendere
una fase con cui il dibattito potesse essere più maturo sul tema,
ma a distanza di un anno nessun lume è stato dato su quel tema, se
non un generico rinvio, un commissariamento allora realizzato senza
alcuna garanzia rispetto ai servizi da avviare nei territori, senza
alcun riferimento alla programmazione 2014-2020, senza alcun
riferimento alla programmazione dei piani integrati di sviluppo
urbano o ancora dei PIST. Soltanto generiche considerazioni, e
ancora generici impegni di spesa legati ad alcuni capitoli, e tra
questi uno brilla più degli altri, il capitolo 100-306. Mi si dice,
e apprendo dalla stampa, che il Presidente Crocetta è riuscito ad
intervenire facendo dei tagli sulle spese legate, ad esempio, alla
scorta, per cui insieme alla scorta sarebbero diminuiti i costi
legati ai viaggi all'estero. E allora, se i viaggi all'estero sono
diminuiti ed è diminuita la spesa legata ai viaggi all'estero come
si spiegano i 686 mila euro impegnati dal Presidente della Regione
per fare le missioni della scorta all'estero? Ma come, gli uomini
della scorta sono diminuiti e i soldi per i viaggi e missioni
all'estero sono aumentati fino a 686 mila euro? Quindi, io non
capisco qual è il criterio che è stato seguito in questa manovra.
La scorsa settimana in prima Commissione abbiamo ascoltato le
relazioni di diversi assessori, e tra questi alcuni che dovrebbero
rappresentare il cuore pulsante dell'attività in termini di
solidarietà al territorio. Tra questi, ad esempio, quello
dell'assessorato per la famiglia, un assessorato dove
complessivamente sono stati stanziati 150 mila euro e dove,
addirittura, qualcosa come due o quattro mila euro, ora non
ricordo, venivano dati alle vittime della mafia.
Questo è il prezzo che viene dato da questo Governo ad uomini che
sono disposti a morire, e questo ci preoccupa. Ma l'importante è
che rispetto ad uomini che sono morti per atti eroici, in compenso,
ci siano questi 686 mila euro che vengono destinati ai viaggi per
la scorta del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do la parola all'assessore
Bianchi.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho ascoltato con interesse il dibattito, le osservazioni,
ma ritengo che alcune osservazioni dell'onorevole Falcone,
dell'onorevole Formica in realtà vanno nella direzione nella quale
ci siamo orientati col documento che peraltro, ricordo, è stato
depositato a inizio settembre. Quindi, c'è stato un ampio tempo per
leggerlo, avete avuto tre mesi per leggerlo con attenzione.
Peraltro, qualche stupore lo devo manifestare. Se vi ricordate
l'anno scorso, noi, onestamente, presentammo un documento molto
asciutto, che si concentrava sull'operazione di risanamento
finanziario che abbiamo portato avanti nel corso del 2013, che -
ricordo - è stato un anno in cui non solo abbiamo conseguito
un'operazione di risanamento finanziario, abbiamo conseguito
l'approvazione del rendiconto 2012, grazie all'intervento che
abbiamo messo in atto, a giugno scorso, rimpinguando il fondo
residui attivi; abbiamo, nel corso dell'anno, rinegoziato il Patto
di stabilità, riuscendo a garantire nel corso dell'anno i
trasferimenti e riuscendo a passare pure il risanamento finanziario
senza grandi tensioni. Abbiamo condotto, cioè, nel corso di
quest'anno un lavoro molto attento sul bilancio, di pulizia del
bilancio, di trasparenza, che è riuscito a tenere insieme il
risanamento e anche senza - appunto - creare, nel vasto mondo di
coloro che ricevono sussidi da parte della Regione, grandi
tensioni.
Questo Documento di programmazione economico-finanziaria è,
invece, molto più ambizioso. Contiene un'ampia operazione di
programmazione, che riguarda tutte le varie componenti della spesa
regionale, si concentra molto sul tema dei fondi strutturali, su
cui anche qua ricordo che siamo arrivati in una situazione di
assoluta emergenza in termini di spesa dei fondi strutturali e
riusciremo a chiudere il 2013 senza avere un disimpegno dei fondi.
Un primo obiettivo, sia pure insufficiente, senz'altro un obiettivo
importante e non scontato ad inizio d'anno.
Siamo passati da una spesa media mensile di 10 milioni a circa 70
milioni nel corso dell'anno. Quindi, anche lì sull'accelerazione
della spesa è stato fatto un primo passo importante di
discontinuità.
E, poi, c'è tutta la definizione del 2014-2020, di quello che sarà
la programmazione nei prossimi anni, la principale arma che
avremo, non solo per uscire dalla recessione, ma per modificare in
termini strutturali l'economia regionale. E lì troverà, chi avrà la
pazienza di leggerlo nei prossimi giorni, molti spunti
interessanti, molte cose che andranno nella direzione.
Poi anche qui dobbiamo capirci, perché, da un lato, l'onorevole
Falcone ci rimprovera di non fare un'azione più forte in termini di
risanamento, di riduzione della spesa corrente e, dall'altro, vedo
che, invece ci si dice che non possiamo togliere un euro ai comuni,
non possiamo togliere un euro a nessuno. Capiamoci: o dobbiamo fare
il risanamento e la riduzione della spesa corrente o non la
dobbiamo fare. Quando si fa programmazione si chiedono grandi
tagli, poi quando si fanno i documenti di bilancio non si può mai
dire di sì a nulla, a nessun passo indietro dello stato.
Invece, l'operazione che abbiamo cercato di fare è proprio quella
di ridurre la spesa, senza incidere sulla componente di spesa più
direttamente legata a stipendi, perché abbiamo un impegno rispetto
ai cittadini siciliani che per troppi anni abbiamo costretto al
precariato, e senza mancare le risorse per lo sviluppo e per la
crescita. Ed è quello che è ampiamente contenuto nel Documento di
programmazione economico e finanziaria, che interviene in una fase
economica difficilissima - lo sapete, è inutile che ce lo
ricordiamo, i dati parlano di una riduzione del PIL di oltre il
dieci per cento nella crisi, però anche le informazioni sulla fine
del 2013 e inizio 2014 devo dire che qualche speranza più ampia
sulla possibilità di arrestare questa fase recessiva le abbiamo.
Mi sono scorso gli ultimi dati, devo dire che anche i dati del
terzo trimestre dell'Italia, intanto per la prima volta segnano un
dato non negativo. Sicuramente la Sicilia avrà una fuoruscita più
difficile dalla recessione, come sempre avviene per le regioni
più deboli. Ma, per esempio, se già vediamo i dati sull'export, al
netto dei prodotti petroliferi, abbiamo di nuovo una crescita
dell'export perché tutti i principali settori dell'economia
regionale, dall'agroalimentare al farmaceutico, all'elettronica,
finalmente segnano qualche valore positivo.
Quindi, questo è un DPEF che delinea le politiche economiche,
largamente finanziate sui fondi extra regionali, quindi,
senz'altro, onorevole Grasso, bisogna aumentare l'attenzione su
quello che sarà il periodo 2014-2020. E c'è molto nel DPEF, ma io
auspico che il Parlamento regionale tornerà a gennaio anche con
delle sessioni specifiche sul tema della programmazione 2014-2020
perché parliamo di tre, quattro miliardi di euro l'anno che saranno
lo strumento principale che avremmo per fare ripartire la Regione.
Concludo dicendo che noi crediamo che il DPEF dia un ampio spettro
di tutte le azioni che metteremo in atto. Ha come asse portante,
come architrave fondamentale l'operazione di risanamento che
abbiamo fatto. Siamo partiti da una Regione di cui si parlava di
default finanziario, abbiamo portato avanti una operazione di
risanamento che senza creare tensioni sociali comincia a portare la
Regione in una situazione di normalità finanziaria. Dall'altra
parte stiamo da un lato accelerando per il periodo 2007-2013 perché
nei paletti già presenti non potevamo fare altro che accelerare su
una programmazione già definita, e stiamo insieme definendo il 2014-
2020. E' una grande sfida su cui mi auguro ci sarà il contributo
non solo del Governo ma anche dell'intero Parlamento e su questo
che dovremmo discutere sempre più ampiamente da gennaio in poi.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho dimenticato
semplicemente un passaggio. Assessore Bianchi, due chiarimenti, non
la convinceva l'intervento dell'onorevole Falcone laddove, da un
lato, chiedeva la riduzione della spesa, ma poi quando si tratta
di fare la finanziaria ai comuni.
La critica che la sottoscritta rivolge a questo Governo è perché
non è riuscito a recuperare risorse laddove in tutto questo anno, a
cominciare soprattutto dalla sanità. Siamo al 23 dicembre e ancora
in Giunta non è arrivata la rimodulazione del servizio di emergenza-
urgenza del 118, che questo consentirebbe di risparmiare milioni
di euro che possono essere destinati in quel settore, e se ancora
noi pensiamo a tante altre storture che vi sono e a tanti altri
enti inutili e non siete riusciti a fare un programma, e tutto
questo potrebbe essere destinato agli investimenti. Quindi, non
diciamo che dobbiamo sempre tagliare, tagliare. Noi dobbiamo
tagliare laddove c'è spreco.
Ancora, per quanto riguarda i fondi comunitari, ed è quello che mi
sta a cuore, c'è da recuperare parte della spesa comunitaria con i
ribassi della programmazione 2013 e le ricordo che c'è un accordo
APQ con il CIPE che avrebbe dato respiro alla Regione siciliana: 40
milioni di euro, e l'Italia rischia l'infrazione da parte della
Comunità europea per quanto riguarda depurazione, acque, acquedotti
e quant'altro.
Non si capisce bene perché questi bandi non siano partiti.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 153 Approvazione del DPEF 2013-
2017'. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
Chiedo al deputato segretario, onorevole Lantieri, di avvicinarsi
al banco della Presidenza per ripetere la votazione.
MUSUMECI. Perché non si procede con la votazione elettronica?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la richiesta di voto elettronico
deve essere appoggiata da almeno sette richiedenti.
Onorevoli colleghi, voi amate mettere la Presidenza in difficoltà;
gli Uffici mi dicono che possiamo procedere con la contro prova.
La votazione, onorevole Musumeci, avviene in questo caso per
alzata e seduta.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Onorevole Falcone, la invito a stare al suo posto per facilitare
la verifica, perché vi muovete, e rendete difficile
Dalla verifica risultano 27 onorevoli seduti e 26 onorevoli
alzati.
GUCCIARDI. L'onorevole Pogliese è entrato dopo, non può votare.
(Proteste dai banchi dei deputati)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che vi andate muovendo,
possiamo procedere per separazione, è un modo molto semplice.
CRACOLICI. Quando si vota si chiudono le porte, a chiave. Si
devono chiudere le porte
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevoli colleghi, vi invito a
dare dignità a questo Parlamento. Onorevole Cracolici, lei così non
mi viene incontro.
Gli assistenti sono invitati a sorvegliare gli accessi e di non
fare entrare deputati. Nessuno entra più, va bene onorevole
Cracolici?
Se voi non andate in giro camminando, mi rivolgo agli onorevoli
che vanno camminando, noi forse riusciremo a contare anche con una
certa precisione.
Se voi continuate a spostarvi, ci confondete e noi non riusciamo a
contare.
MUSUMECI. Signor Presidente, procede con la votazione elettronica.
FIGUCCIA. Era già stato bocciato, lei non ha contato
(Vibrate proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il Regolamento interno non lo
prevede Per rendere chiaro, mi dicono che il Regolamento interno
prevede la votazione per divisione. Allora, chi è favorevole
all'ordine del giorno n. 153, vada alla mia sinistra, chi è
contrario rimanga alla mia destra.
Lo ripeto, i favorevoli alla mia sinistra, tutti seduti.
VINCIULLO. Signor Presidente, cosa sta facendo?
RINALDI. E' stato già votato.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, ma come che faccio? Onorevole
Rinaldi, se lei si va ad accomodare facciamo in fretta. Sospendo i
lavori per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.45).
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto. Chiamate i
deputati Questori, per favore.
(Reiterate proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto, vi sto
invitando a prendere posto, per favore chiamate di deputati
Questori.
Invito i signori componenti di questo Parlamento a prendere
immediatamente posto.
Onorevole Figuccia non urli e si accomodi.
Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Fra un attimo le darò la parola.
DI MAURO. Così complica le cose.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, io sto cercando di attenermi a
delle disposizioni che fanno parte del Regolamento interno. Se
qualcuno non si attiene alle regole non è colpa mia, anche perché
le regole, vi ricordo, le fate voi.
Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto, questo è il sesto
invito, forse anche l'ottavo. Onorevole Firetto, cortesemente, può
prendere posto?
Onorevoli colleghi, vi pregherei di accomodarvi tutti quanti,
onorevoli Gucciardi, onorevole Cimino, così anche al Gruppo del
Movimento Cinque Stelle, grazie onorevole Trizzino.
FONTANA. Consenta l'accesso anche all'onorevole D'Asero.
PRESIDENTE. Ho disposto di chiudere gli accessi all'Aula.
MUSUMECI. Noi abbandoniamo l'Aula.
FORMICA. Abbandoniamo l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, onorevole Falcone, cortesemente,
prendete posto.
Vorrei spiegare, per chiarezza verso l'esterno, nei confronti di
chi sta guardando, non è certamente un episodio decoroso di
quest'Aula. Vorrei precisare ai signori onorevoli che il
Regolamento interno prevede, per quanto riguarda la votazione
degli ordini del giorno, la votazione per alzata e seduta.
MUSUMECI. Non è tollerabile che si facciano entrare i deputati del
centro-sinistra e si lascino fuori quelli del centro-destra. Noi
abbandoniamo l'Aula.
(I deputati dei gruppi parlamentari PDL, Lista Musumeci e
Movimento Cinque Stelle abbandonano l'Aula)
PRESIDENTE. Anche se gli onorevoli stanno abbandonando l'Aula, io
vado avanti con la votazione. Mi dispiace che gli onorevoli
colleghi non prendano atto del Regolamento.
Si torna alla votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(Applausi dai banchi di sinistra)
Prima di procedere con i lavori d'Aula, vorrei ricordare agli
onorevoli che esiste un Regolamento e che i Regolamenti devono
essere rispettati, tutto qui.
Visto il clima, sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.51 è ripresa alle ore 16.58)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa al III punto all'ordine del giorno: Discussione dei
disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge posto Norme
transitorie in materia di proroga delle gestioni commissariali
provinciali (n. 678/A), posto al numero 1).
Invito la prima Commissione a prendere posto al banco alla
medesima assegnato.
Congedo
Sull'ordine dei lavori
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
presente che questo provvedimento non è passato dalla Commissione
Bilancio ed è un provvedimento che prevede la proroga, vi è un
esborso di somme e, quindi, deve passare dalla Commissione
Bilancio.
Pertanto, chiedo che venga immediatamente inviato alla Commissione
Bilancio, non è possibile immaginare che un disegno di legge di
questa importanza e di questa rilevanza non passi dalla Commissione
Bilancio', anche perché qualcuno dovrebbe spiegarmi come verranno
pagati i commissari nel mese di gennaio, febbraio e marzo. Questo
provvedimento non poteva essere portato in Aula senza il visto e,
quindi, l'esame e la discussione in Commissione Bilancio.
MUSUMECI. E' una scorciatoia.
VINCIULLO. Onorevole Musumeci, dal punto di vista legislativo non
sono consentite a nessuno.
PRESIDENTE. Mi è stato presentato un parere da parte della
Ragioneria generale. In base alla legge n. 47 del 1977 e successive
modifiche - non riesco a leggere la grafia - è stata fatta una
verifica ed ha ricevuto un parere positivo. Ecco perché l'abbiamo
portato oggi in Aula.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il commissario
non viene nominato dalla Provincia, ma viene nominato dal
Presidente della Regione e in quanto tale è evidente che la Regione
ha delle responsabilità, dal punto di vista contabile, per quanto
riguarda le nomine di nove Commissari. Di conseguenza, ribadisco
che, anche se le somme destinate ai Commissari sono a carico
dell'ente Provincia è anche vero che la nomina viene fatta da parte
della Regione. E, di conseguenza, la Regione assume responsabilità,
non solo dal punto di vista giuridico, ma anche dal punto di vista
economico e finanziario, su questa vicenda. Pertanto, la invito a
rispedire immediatamente il disegno di legge del Governo in
Commissione Bilancio, come è giusto che sia.
Come ha anche dimostrato il Commissario dello Stato, in questi
giorni, impugnando alcuni provvedimenti su cui la Commissione
Bilancio aveva espresso perplessità, a meno che voi non vogliate
tornare a votare, cosa che a noi fa anche piacere e veniamo
incontro a quella che è una aspettativa che il centrodestra ha
dato, cioè quello di ridare la democrazia alle province siciliane,
le dico che il programma, così come è stato organizzato dalla
Presidenza, credo, senza l'autorizzazione e l'avallo dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che anche i Presidenti
dei Gruppi parlamentari abbiano preso questa sbandata, non penso
che i Presidenti dei Gruppi parlamentari presenti oggi in Aula
abbiano autorizzato a portare questo disegno di legge in Aula.
Ciò non è possibile. Glielo dico ufficialmente, in qualità di
vicario e, in questo momento, mancando il Presidente, anche di
facente funzioni della Commissione Bilancio, ritengo che state
cercando di fare un'inutile forzatura, un'inutile forzatura, che
state cercando di mettere in discussione la prosecuzione di questo
disegno di legge.
Pertanto, ufficialmente, le chiedo di spedire subito il disegno di
legge in Commissione Bilancio, anche perché, signor Presidente, ad
oggi, non sappiamo nemmeno quali sono le somme che la Regione
destina alle province regionali.
Pertanto, siamo esattamente nella stessa situazione giuridica e
legislativa del disegno di legge dei precari. Anziché perdere tempo
e anziché provocare l'Aula, portando questi disegni di legge in
Aula, sarebbe stato più opportuno che la Presidenza portasse in
Aula il disegno di legge salva imprese, cioè quello per cui da
giorni la Commissione si è espressa e che vede centinaia di imprese
siciliane che stanno per morire e vede numerosi esponenti di queste
imprese che si sono pure suicidati.
Inoltre, le ricordo che in quel disegno di legge vi è anche il
provvedimento per salvare Riscossione Sicilia , a meno che non
vogliamo provocare il licenziamento di tutti coloro i quali
lavorano in questa società.
Se abbiamo, quindi, la voglia e la volontà di andare avanti,
signor Presidente, porti in Aula disegni di legge che possano
essere approvati e presi in considerazione.
Dopodiché, se il Governo ritiene che è urgente e necessario
approvare questo disegno di legge, la Commissione Bilancio è pronta
ad esaminarlo il 27 dicembre mattina, così come stiamo facendo con
tutti gli altri disegni di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, prima di dare la parola
all'assessore Valenti, che è presente in Aula - onorevole Falcone,
lasciatemi spiegare, francamente non è possibile procedere in
questo modo - per quanto riguarda il disegno di legge salva imprese
è già inserito all'ordine del giorno del 27 dicembre. Onorevole
Falcone, mi faccia parlare, altrimenti, se parlate sempre voi, non
riusciamo più a portare avanti un discorso che sia ragionevole e
comprensibile per chi ci guarda e ci ascolta al di fuori.
Per quanto riguarda il suggerimento dell'onorevole Vinciullo, è
già stato anticipato perché il 27 dicembre sarà presente in Aula il
disegno di legge salva imprese.
Qui, però, prima di dare la parola all'assessore Valenti, leggo la
relazione illustrativa. Lei ha parlato più volte di spese, nella
parte finale, ma adesso sarà più esaustiva l'assessore.
Leggo testualmente: si rappresenta che il presente disegno di
legge non comporta nuove o maggiori spese per la finanza regionale
e locale, né minori entrate .
Detto questo visto che abbiamo la presenza onorevole Vinciullo,
le ho concesso di parlare senza interruzione e ho ascoltato
attentamente; gradirei la stessa attenzione, grazie.
Allora, dicevo, visto che abbiamo qui presente l'assessore
Valenti., se vuole intervenire e, poi, darò la parola
all'onorevole Falcone.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, signor Presidente. Volevo chiarire un attimo qual è la
ratio di questa norma. Come sapete, abbiamo portato avanti il
lavoro per arrivare al disegno di legge che istituisce di fatto i
liberi consorzi e le città metropolitane.
Questo disegno di legge è stato un disegno di legge che ha visto
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, ma qui
stiamo sovvertendo tutti i disegni di legge. E' della Commissione.
PRESIDENTE. Un attimo solo, onorevole Cracolici, sto leggendo la
relazione. Guardate, sta diventando un po' antipatico, non capisco
per quale motivo state creando
Sto dicendo semplicemente che c'è una relazione che porta la firma
dell'assessore Valenti, che ho qui, che dice che quella legge che è
della Commissione è a invarianza di spese, quindi, su
quell'intervento dell'onorevole Vinciullo
Lei si vada a sedere, onorevole Milazzo, perché adesso voi state
trasformando quest'Aula in qualcosa di diverso da un'Aula di
parlamentari che dovrebbero dare più decoro alla stessa.
Allora, per chiarirci, poiché - vediamo se riusciamo a capirci -
l'onorevole Vinciullo ha fatto riferimento più volte a impegni di
spesa ed altro e io ho qui una relazione a firma dell'assessore
Valenti, credo sia giusto, per sgomberare il campo da qualsiasi
interpretazione, dare la parola a chi questa relazione l'ha
firmata, l'ha portata ed ha avuto un parere favorevole da parte
della Ragioneria. Non credo che ci sia niente di sovversivo,
onorevole Cracolici. C'è soltanto il tentativo di fare un po' di
chiarezza, ripeto, soprattutto a chi guarda in questo momento la
diretta streaming e vuole sapere perché in Aula ci si agita così
tanto. Tutto qui.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Allora, volevo
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, ma è scandaloso. Sta
scherzando?
PRESIDENTE. Sta parlando l'Assessore, poi, le darò la parola, fra
un attimo. Onorevole Milazzo, non so perché ma i suoi interventi
sono sempre urlati.
MILAZZO Giuseppe. Lei ha legittimato l'atteggiamento
dell'onorevole Cracolici. Ha richiamato me e ha consentito
all'onorevole Cracolici di interrompere la relazione
dell'assessore. Si deve vergognare
PRESIDENTE. Io non mi vergogno e la pregherei di non rivolgersi a
questa Presidenza in questo modo, onorevole Milazzo. La prego di
prendere posto; quando sarà il suo turno, lei potrà parlare. La
prego di accomodarsi.
Prego, Assessore, continui il suo intervento.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, signor Presidente. Volevo fare un attimo la sintesi su dove
siamo con il disegno di legge che istituisce i consorzi liberi
comuni e perché il Governo ha ritenuto di presentare quello che
oggi è all'esame di questa Aula.
Il dibattito che si è acceso in tutto il territorio, a seguito
della legge numero 7, di abolizione delle province, è stato un
dibattito molto acceso. Si sono susseguiti gli incontri sul
territorio; nel mio assessorato abbiamo istituito dei tavoli con le
province, con le associazioni dei comuni, delle province, eccetera
e, anche in Commissione Affari istituzionali , si è aperto un
acceso dibattito che, proprio su iniziativa della Commissione, ha
visto una presentazione di un nuovo disegno di legge sul quale sono
stati fatti, poi, tutta una serie di emendamenti e sono state fatte
le audizioni secondo il percorso normale del lavoro della
Commissione.
Oggi siamo al punto in cui questo dibattito che non si è ancora
esaurito, anche perché ci sono degli evidenti collegamenti con
quanto sta succedendo a livello nazionale, dove il disegno di
legge è andato in votazione e approvazione soltanto nelle scorse
ore, come sappiamo, quindi, anche per la necessità di allineare i
due processi, nonché di approfondire alcune tematiche soprattutto
relative al trasferimento di funzioni, ci siamo resi conto che, in
effetti, nonostante siano già incardinati in I Commissione tutti
gli emendamenti presentati al disegno di legge, non ci sarebbe
stata ora la serenità per poter trattare un tema così complesso e
così importante per il nostro ordinamento, attesa anche la
concomitanza del dibattito su bilancio e finanziaria.
Per cui la necessità di approfondire ulteriormente, soprattutto la
parte relativa al trasferimento delle funzioni - per le quali
vorrei comunicare a tutti che sto lavorando con il Ministro De Rio,
proprio per trovare dei sistemi che ci permettano di trasferire
queste funzioni nella maniera più opportuna possibile - per esempio
mi riferisco al discorso dei mutui, per i quali stiamo cercando una
soluzione unitaria per i mutui di tutte le province, che
evidentemente sono cospicui - alcuni temi, cosa che non sarebbe
stata possibile in questo limitato lasso di tempo, anche perché,
ripeto, la discussione in Aula merita un approfondimento ed una
serenità che la concomitante discussione di bilancio e finanziaria
e legge sui precari certamente non avrebbe permesso.
Quindi, la proposta che abbiamo portato avanti è stata quella di
una proroga limitata a qualche mese, del regime commissariale, in
maniera tale da permettere un adeguato dibattito in Aula nei primi
mesi dell'anno prossimo e, nello stesso tempo, una maggiore
definizione soprattutto delle parti relativa al trasferimento di
funzioni.
Resta inteso che è una proroga finalizzata a pochi mesi e non ci
sono oneri aggiuntivi - perché appunto, come si ricordava, il
Commissario viene pagato dalla provincia e la provincia non spende
certamente soldi maggiori, considerando che non ci sono giunte,
consigli e presidente, quindi, la spesa è comunque inferiore, non
c'è dubbio - ed è un'operazione limitata soltanto a due mesi.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio ma
dico che dobbiamo cercare di fare le cose in maniera ordinata e mi
sembra, invece, che il disordine sia il principio che sta muovendo
stasera i lavori d'Aula, che sta stimolando i lavori d'Aula.
Vorrei tornare a qualche giorno addietro, signor Presidente,
quando, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è
dibattuto e si è stilato il calendario dei lavori di fine anno,
nella consapevolezza che siamo in sessione di bilancio ed ogni
nuova legge, ogni disegno di legge che non è finanziaria o bilancio
dive essere trattato, necessita di una finestra, di
un'autorizzazione per essere chiari.
Dobbiamo dire che il Presidente Crocetta, in quella sede, quasi
imbarazzando il Presidente Cracolici, gli impose in maniera
perentoria di portare entro quel venerdì il testo pronto, un testo
da licenziare in I Commissione, l'intera norma, l'intera
architettura normativa completa per passare alla riforma,
all'attuazione della riforma.
Lo dico, imbarazzando il Presidente Cracolici che ad un certo
punto disse Presidente, c'è qualche difficoltà , in un clima di
complessiva condivisione che proveniva non soltanto dalla
maggioranza ma anche dalla minoranza. Ciò nonostante si disse
tenteremo .
A questo punto, signor Presidente, si è aperta una finestra per la
riforma, non per la proroga. Attenzione, per la proroga bisogna
ritornare in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
bisogna autorizzarla specificatamente.
PRESIDENTE. Siccome sto molto attento a quello che lei dice, la
lascio finire e poi le dico perché mi sono distratto un attimo,
perché mi sono procurato il documento relativo a quanto lei sta
dicendo.
FALCONE. Così come per la legge salva imprese non si disse nulla
tant'è che all'assessore Bianchi dissi Caro Luca, ti sei
dimenticato o hanno volutamente tralasciato il disegno di legge 500
salva imprese? . Mi confessò che c'era stata una dimenticanza.
Quindi, anche il salva imprese non è entrato nell'autorizzazione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in merito
alla discussione di fine anno. Allora, si disse eventualmente
inseriremo, se si arriverà alla proroga la si potrà inserire anche
in finanziaria , così come dissi che per la legge salva imprese, se
c'è la volontà, il Governo presenti un emendamento e sullo stesso
discuteremo in finanziaria.
Oggi, allora, fare un forzatura al di là di quanto ha detto il
Presidente Vinciullo, legittimo, sulla necessità di copertura
finanziaria, se, poi, invece, dobbiamo andare spingendo e creando
ansia, preoccupazione, premura in ogni momento sapete qual è poi il
risultato?
Sono le impugnative, costanti ormai, del Commissario dello Stato
che censura, di fatto, l'attività di questo Governo che è incapace
di portare, di proporre disegni di legge ordinati e,
normativamente, regolari e legittimi. Questo lo dobbiamo dire a
chiare lettere.
Perché, se ogni volta, ad ogni piè sospinto, una minoranza-
opposizione, che è molto costruttiva, che lavora per portare avanti
i disegni di legge nell'interesse di questa Regione, dall'altro
lato, invece, troviamo il muro dell'arroganza e della protervia di
una maggioranza che non esiste, che riesce a diventare maggioranza
a seguito di un abbandono di protesta nei confronti di un documento
di programmazione economico-finanziaria, che sarebbe stato già
bocciato, tre giorni fa, in Commissione Bilancio se la minoranza-
opposizione avesse chiesto il voto - e non lo abbiamo fatto per
responsabilità - e sarebbe stato bocciato anche stasera se questa
Presidenza non fosse trincerata in un comportamento di attendismo
- me lo lasci passare, signor Presidente, ho qualche anno più di
lei di lavori d'Aula e capiamo. Ciononostante, abbiamo detto
andiamo avanti .
Però, non è possibile che, ad ogni disegno di legge, ci sia una
forzatura. Non è possibile che l'arroganza possa diventare il
sistema.
Concludo e chiedo scusa dei toni eccessivi, dicendo troviamo un
momento di confronto, di armonia. C'è questa proroga, la valuteremo
nei modi, nei tempi .
Il Presidente sta arrivando da qui a qualche momento, non ci sono
problemi. Per cui, signor Presidente, la invito ad attenerci in
maniera, non dico scrupolosa, ma con molta equidistanza.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'episodio precedente, non
accetto, mi scusi, l'atteggiamento attendista . No, è stato un
atteggiamento conseguente ad un atteggiamento, invece, che ho
registrato da parte di quest'Aula, certo non coerente, per lo meno
in quella circostanza, al ruolo che siamo chiamati ad interpretare;
da questa parte si è assisteva a qualcosa di ben diverso.
Per quanto riguarda, invece, il suo intervento sui Presidenti dei
Gruppi parlamentari, quando lei mi ha richiamato all'attenzione,
onorevole Falcone, ho provveduto a farmi portare questo documento
relativo proprio alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, cui lei faceva riferimento, del 17 dicembre e leggo:
La Conferenza dei Capigruppo ha, altresì, autorizzato la I
Commissione a concludere l'esame della norma sulla proroga dei
Commissari straordinari delle province regionale, che sarà iscritta
all'ordine del giorno dell'Aula lunedì 23 dicembre 2013.
E' questo quello che leggo io, non certamente quello che lei ha
detto. Continuo: La Conferenza ha, inoltre, stabilito che l'Aula,
subito dopo l'approvazione dei documenti finanziari, esaminerà con
priorità il disegno di legge organico riforma degli enti locali ,
per il quale la conclusione dell'iter istruttorio in Commissione
legislativa è prevista per il prossimo 20 dicembre 2013. Questo è
ciò che è uscito fuori dalla Conferenza.
Per quanto riguarda il discorso sul disegno di legge numero 500, è
vero probabilmente che era stato già individuato in precedenza, che
probabilmente ci sia stata qualche dimenticanza, però visto che
anche dagli interventi che sono venuti man mano, non più tardi di
tre mesi fa, quello dell'onorevole Vinciullo, che mostrava un certo
interesse e ha parlato in maniera accalorata sull'importanza di
portare in Aula immediatamente il disegno di legge numero 500
Salva imprese , si è pensato di poterlo portare già giorno 27,
però, qualora questo dovesse suscitare delle perplessità, ci
riserveremo di parlare di nuovo con il Presidente. Vediamo se sarà
o meno il caso di portarlo giorno 27, visto che questo ha suscitato
una sua reazione in merito.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, vorrei pregare l'Aula di non tener conto, di non tener
molto conto di quello che è stato dichiarato dall'Assessore
nell'ambito del suo intervento, perché in verità non si è
assolutamente trattato e non si tratta della necessità che il
dibattito sulla soppressione dell'ente intermedio, dell'ente
provincia, si debba ancora sviluppare - è stato sufficientemente
sviluppato -, che c'è stato un fervore di posizioni politiche in
questi mesi; non è così, assessore Valenti.
Credo che maggiore franchezza e maggiore lealtà, soprattutto in
una sede parlamentare, sia doverosa da parte dei rappresentanti del
Governo. Il Governo non si è accorto di non potercela fare entro il
31 di dicembre a far sì che questa Assemblea regionale, che il
Parlamento siciliano fosse in grado di approvare un organico
disegno di legge di riforma dell'ordinamento degli enti locali in
Sicilia o di soppressione, se si vuole, delle province di
istituzione delle città metropolitane.
Questo era ben chiaro fin dall'inizio e noi lo abbiamo detto con
estremo vigore e con grande senso di responsabilità, tanto è vero
che il disegno di legge di cui oggi si chiede l'approvazione o
l'incardinamento è stato presentato soltanto il 18 dicembre
dall'assessore Valenti e dal Presidente Crocetta, cioè soltanto 13
giorni prima rispetto alla data di scadenza fissata nella legge
numero 7 del marzo di quest'anno; quindi, un po' di lealtà.
Il vero è che, così come era stato assolutamente previsto e
prevedibile, un disegno di legge di tal fatta non è né semplice né
facile e non lo è certamente per il Governo Crocetta, tant'è vero
che soltanto poche settimane fa il Presidente della I Commissione -
onorevole Cracolici, se mi presta un attimo di attenzione - si è
accorto della difficoltà in cui versa il Governo e ha proposto in
Commissione un suo testo, un suo disegno di legge, che è stato
ritenuto dalla stessa Commissione testo base sul quale
quest'Assemblea lavorerà da qui a quando sarà possibile.
Signor Presidente, sono assolutamente convinto che quanto asserito
dall'onorevole Vinciullo, circa la necessità che il disegno di
legge transiti dalla II Commissione, sia assolutamente fondato, dal
punto di vista regolamentare, per almeno due ordini di ragioni. La
prima, seppur nella relazione al disegno di legge numero 678/A, a
firma dell'assessore Valenti, è scritto che il disegno di legge non
comporta maggiori spese né per la Regione né per la finanza locale,
la norma non è ripresa nel testo normativo, né all'articolo 1 né
all'articolo 2, e già questo sarebbe sufficiente per fare ritenere
il contrario, ma il disegno di legge comporta maggiori oneri
finanziari, e se anche comporta maggiori oneri finanziari a carico
dell'ente Provincia, esse, norme, devono certamente soggiacere alla
presa d'atto e al parere della Commissione bilancio.
Ma c'è una questione ancora più dirimente, per la quale la
discussione di stasera mi sembra davvero mal posta. Io sono stato
autore, e insieme con me l'onorevole Formica, l'onorevole Musumeci
e diversi altri parlamentari, di emendamenti che sono stati
presentati legittimamente e tempestivamente in Commissione.
Desidero sapere qual è il termine per la presentazione degli
emendamenti al disegno di legge di cui stiamo parlando, prima di
potere passare al suo esame.
Chiedo pertanto il rispetto del Regolamento e la fissazione del
termine per la presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei. Se arriviamo al
punto e facciamo parlare anche il relatore di questo disegno di
legge possiamo procedere, perché questo è l'intento di questa
Presidenza. Ci mancherebbe, mai stato più d'accordo con lei,
onorevole Ioppolo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, quindi, siamo al punto
riguardante le proroghe, giusto?
E lei, nella tempistica della gestione dei lavori, quando ritiene
opportuno fare insediare la I Commissione?
PRESIDENTE. L'ho chiamata poco fa, onorevole Milazzo.
Se gli onorevoli colleghi non prendono posto certo non posso
andare io a prenderli di peso; posso fare un invito cortese; anche
perché, se lei vede l'onorevole Cracolici, avrei difficoltà estreme
a portarlo in Commissione.
Quindi onorevole Milazzo si risparmi questo sarcasmo che, creda,
non è fondato. Faccia il suo intervento e non si preoccupi della
Commissione.
MILAZZO Giuseppe. Mi preoccupo perché sono componente della I
Commissione e non sono stato chiamato.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei parla così perché è troppo
preoccupato di urlare in Aula, piuttosto che ascoltare e
comportarsi in maniera dignitosa. Urlando, evidentemente, non
riesce a sentire.
MILAZZO Giuseppe. Sono abituato ad urlare perché lei consente ad
un deputato di sbraitare dall'Aula fino a sotto il banco del
Governo, e lei glielo legittima dandogli dei chiarimenti, mentre
altri deputati vengono da lei richiamati all'ordine.
PRESIDENTE. Questa è una sua interpretazione.
MILAZZO Giuseppe. Lei, signor Presidente, mi deve usare la
cortesia di avere un atteggiamento al di sopra delle parti.
Volevo dire, signor Presidente, che la proposta sull'ordine dei
lavori è questa.
Noi in Commissione abbiamo affrontato questo argomento; nelle
more, però, ne è venuta fuori una sentenza del TAR della Sardegna,
che come ben sapete è una Regione a statuto speciale.
La mia proposta è quella di rimandare il testo non solo in
Commissione Bilancio, ma anche in Commissione Affari istituzionali
alla luce della sentenza che ho qua.
Leggerò solo una piccola parte della sentenza, l'ordinanza è la
numero 881 del 13 dicembre 2013.
Inequivocabili i principi costituzionali evidenziati
nell'ordinanza: in giudizio dei ricorrenti lamentano non già la
propria cessazione dal mandato - queste sono le motivazioni del TAR
- ma il fatto che la stessa sia avvenuta al di fuori del meccanismo
previsto dalla Costituzione e cioè la modifica all'articolo 3 e 5
del 118 della Costituzione.
Invero, il TAR, Presidente, sostiene che il commissariamento,
comunque, è propedeutico allo svolgimento delle elezioni, non può
creare un vuoto e privare i cittadini della prerogativa
costituzionale di esprimersi eleggendo un organismo che è previsto
dalla carta costituzionale.
Se questa sera l'Assemblea prorogasse ulteriormente i
commissariamenti, negherebbe un diritto fondamentale che è lo
svolgimento delle elezioni per questi tipi di organismi.
Allora io dico, Presidente, siccome io non sono costituzionalisti,
però questi signori ne capiscono qualche cosa in più del
sottoscritto, io ritengo che un bagno di umiltà di 48 ore per
ritornare in commissione e fare gli approfondimenti anche
nell'auspicio di un clima più distensivo, Presidente, perché appena
arriveremo sul punto la sentenza gliela leggerò tutta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo per i toni pacati che ha
usato nei confronti della Presidenza.
Io le rispondo, così come poco fa - mi riferisco a quell'incidente
- io mi rifaccio sempre al Regolamento. La sua richiesta di
rimandare in commissione il disegno di legge, se viene appoggiata
e formalizzata dal capogruppo, dalla commissione, le leggo
esattamente l'articolo che è il 121 quater del nostro Regolamento
interno: la Commissione o il Governo possono chiedere, con
proposta motivata, il rinvio dello stesso in commissione per un
ulteriore approfondimento. La richiesta può essere anche avanzata
da un Presidente di Gruppo parlamentare. L'Assemblea decide per
alzata e seduta. Trascorsi 15 giorni il disegno di legge sarà
iscritto di nuovo all'ordine del giorno dell'Assemblea .
MILAZZO Giuseppe. In assenza dell'onorevole D'Asero mi ero
immolato.
PRESIDENTE. C'è il capogruppo, mi sto rivolgendo all'onorevole
Milazzo che immediatamente entra in un'agone...
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, formalizzo la richiesta di rinvio in
Commissione del disegno di legge. Non voglio fare perdere tempo
all'Aula.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Diamo la parola a due contro e due a
favore della proposta di rinvio in Commissione del disegno di
legge. Tra l'altro, ricordo che l'onorevole Malafarina è il
relatore del disegno di legge.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'andamento di
questa seduta mi sembra molto irrituale perché questo disegno di
legge che doveva essere esaminato nei modi, nei tempi normali di un
disegno di legge, quindi con una commissione seduta sui banchi, che
obiettivamente nessuno di noi ha sentito, con l'esposizione di un
relatore che illustrasse i contenuti del disegno di legge,
spiegandone le motivazioni profonde non solo di natura
amministrativa ma anche politica, tutto questo mi sembra molto
irrituale.
E di solito le irritualità nascondono intenti politici diversi
perché qua forse non si ha il coraggio di dire che le province non
si vogliono abolire.
MILAZZO Giuseppe. Non è vero , noi le vogliamo abolire
MUSUMECI. Noi lo abbiamo detto
MALAFARINA. Non ditelo a me ma alla pubblica opinione che si fa
melina' e si cercano di rinviare i disegni di legge dicendo che ci
sono delle irregolarità, che devono andare in commissione bilancio,
che non sono state approvate dai capigruppo e quant'altro, quando,
invece, risulta chiaramente che questo disegno di legge è stato
approvato nella Conferenza dei capigruppo, come presentazione, è
stato regolarmente esaminato in prima commissione ed è stato
portato in Aula con il consenso di tutti quanti, con il consenso di
tutti perché ci si rende conto che è un argomento estremamente
delicato, che coinvolge la vita dei cittadini, che coinvolge
soprattutto la politica, perché abolendo le province, cari signori,
andremo a perdere dei posti e delle poltrone nelle province cosa
che a molti non è gradita.
Non si tratta di uno strumento di rappresentanza democratica per
decidere su una manutenzione a una scuola o meno. Qua si tratta di
decidere del risparmio delle spese della politica nella gestione di
situazioni di cui si può benissimo delegare il tutto ai comuni e
quant'altro.
E' chiaro che, quindi, io esprimo parere nettamente sfavorevole
al rinvio del disegno di legge in Commissione per le motivazioni
esposte e invito questa Aula a riflettere su quella che è la
necessità di una discussione serena su un argomento che coinvolgerà
il futuro assetto dei territori perché si tratta di uno strumento
di programmazione, non di gestione.
Si tratta di uno strumento indispensabile ad una vita
amministrativa diversa dalle regioni e, soprattutto, vi invito a
riflettere perché è notizia di ieri e di stamattina che il Governo
nazionale sta modificando profondamente la struttura
dell'amministrazione degli enti intermedi il cui ruolo oggi è
superato, non è più rispondente ai tempi, è fonte di sperperi, è
fonte di costi inutili, è fonte di tasse a danno dei cittadini e i
cittadini sono stanchi di pagare gli sperperi delle politica con le
proprie tasche.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, soltanto una precisazione. Mi
permetta di dire che, al di là di quelle che sono le valutazioni
politiche, non c'è stato nulla di irrituale nella conduzione di
questa seduta perché sull'ordine dei lavori viene fatta una
richiesta che è formalizzata. Io non posso fare altro che
applicare, ripeto ancora una volta, il Regolamento che nei momenti
di confusione è l'unica guida certa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Dovete mettervi d'accordo. Lei ha parlato prima.
L'onorevole Alongi vorrebbe parlare contro, quindi a favore del
rinvio.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Alongi che mi
dà la possibilità di intervenire su questo argomento. Intanto,
consiglierei al Governo di contare quanti sono i deputati della
maggioranza e quanti sono i deputati dell'opposizione e di pensarci
prima di continuare ad insistere sull'idea di volere portare questo
disegno di legge a casa perché a casa non porteranno nulla questa
sera perché il DPEF è stato possibile approvarlo solo grazie al
fatto che abbiamo avuto compassione della maggioranza e siamo
usciti dall'Aula, altrimenti il provvedimento non sarebbe passato.
Credo che la stessa cosa può succedere nel caso in cui voi vi
ostiniate a continuare a discutere su questo disegno di legge.
Prima cosa.
Concordo con la proposta che ha fatto l'onorevole Formica quando
dice rinviamo in Commissione questo disegno di legge perché, vede
onorevole Malafarina, questo disegno di legge l'avete portato il 18
dicembre, cioè tre giorni fa, se toglie il sabato e la domenica
forse l'avete portato tre giorni fa, dicasi tre giorni fa. E voi ve
lo immaginate un provvedimento legislativo così importante che ha
delle ricadute, come ha brillantemente esposto l'onorevole Giuseppe
Milazzo, dal punto di vista costituzionale, dal punto di vista
legislativo, lo possiamo discutere così in fretta e furia.
In più questo disegno di legge ha una pecca che verrà
immediatamente notata dal Commissario dello Stato: non è passato
dalla Commissione Bilancio. Ad oggi lei ancora non è riuscito a
darmi una spiegazione plausibile che ci ha messo tutti d'accordo
sul fatto che questo provvedimento poteva arrivare in Aula senza
essere mai passato dalla Commissione.
Dopodiché, poco fa il Capogruppo del Megafono, a cui va la mia
stima e il mio affetto umano, è venuto qui raccontando una serie di
cose non esatte. Non è assolutamente vero che abolendo le province
si risparmia, perché i sei mesi che abbiamo visto non solo non
hanno visto le province risparmiare, anzi è stata incrementata la
spesa, anzi sono stati dati ai cittadini una serie di disservizi
vergognosi, a cominciare dalla provincia di Siracusa, questo
straordinario commissario che volete riconfermare ha iniziato il
servizio di assistenza ai ragazzi ed alle ragazze diversamente
abili il 28 novembre, quindi i ragazzi che dovevano andare a scuola
non ci sono andati per due mesi e non parlo dei ragazzi
normodotati, ma dei ragazzi diversamente abili, quelli che avevano
più bisogno dell'assistenza e della presenza di qualcuno che li
aiutasse nella loro attività scolastica, quindi lei, onorevole
Malafarina, è scomparso, dov'è? Si è convinto? E' andato via
Assessore Valenti, credo che non sosterrà la sua proposta. Dire
che questi commissariamenti, e l'assenza della politica ha avuto un
ruolo importante, non è assolutamente vero, invece l'onorevole
Malafarina ci avrebbe dovuto dire che bisognava sopprimere altre
cose, ad esempio l'Istituto Autonomo delle Case Popolari, che costa
molto di più delle province. Ad esempio i consorzi universitari, e
ce ne sono a decine in tutte le province, ad esempio gli Ato, che
continuano ad esistere, ad esempio i Gal, che sono in numero
pressoché infinito, di questo bisogna parlare, bisogna parlare di
una serie di sottogoverni che alimentano la peggiore politica, che
alimentano la politica dei trombati , la politica di coloro che
non sono stati eletti, per cui io, Assessore Valenti, le chiedo di
dare il parere favorevole affinché il disegno di legge ritorni in
Commissione, ripassi o passi per la prima volta dalla Commissione
Bilancio, andiamo a ristabilire il percorso normale.
Sul disegno di legge invece cosiddetto salvaimprese , a me
preoccupa il fatto che sia l'Assemblea a dover dettare i tempi
delle leggi che devono essere discusse, può essere che non vi
rendiate conto che, ad esempio, questo decreto salvaimprese
contiene un provvedimento che destina a Riscossione Sicilia
quaranta milioni di euro e, nel caso in cui questo provvedimento
non lo approviamo entro il 30 o il 31 dicembre, andranno in
perenzione i quaranta milioni di euro destinati a Riscossione
Sicilia? Bene, allora Presidente, io la vorrei invitare a
riconvocare la Conferenza dei Capigruppo, a stabilire con i
Capigruppo cosa fare, a ridare legittimità a questo provvedimento
riportandolo nelle commissioni di merito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo contro
il rinvio, ma sono per il rinvio, nel senso che considero le
motivazioni del rinvio in Commissione errate per due ragioni:
innanzitutto perché la legge 7 stabilisce che le province sono
commissariate ai sensi di legge sino al 31 dicembre 2013. Dal primo
gennaio 2014 ci saranno i quarantacinque giorni di rito, ma una
decisione questa Assemblea la dovrà assumere, perché certamente un
organo amministrativo non si può lasciare in una sospensione ed in
una incertezza della sua rappresentanza legale, per tutto ciò che
ne consegue nei rapporti con i terzi, i dipendenti, eccetera.
Quindi mi pare ovvio che se non ci sarà una nuova legge da qui a
quella data, una procedura di rinvio dovrà essere obbligatoriamente
determinata. Il Governo aveva presentato un testo che prevedeva un
rinvio sino al 30 giugno della disposizione normativa che regolava
la legge 7.
La Commissione, credo all'unanimità, con il parere favorevole
anche del Governo, credo, perché quel giorno in cui si è votata
questa norma io non ero presente ma sono stato informato di tutta
la procedura, la Commissione ha deciso di approvare un testo
limitando il rinvio della efficacia del Commissario ai sensi di
legge fino al massimo del 28 febbraio.
Questa decisione non ha una natura politica, ha una natura di
garanzia amministrativa e il 28 febbraio nasce. Nasce perchè?
Perché l'Aula ritiene, o la Commissione ritiene che, comunque, una
decisione vada assunta. Non si può lasciare nel limbo un organo
amministrativo e, quindi, o si ripristinano le vecchie province, o
si fanno i liberi consorzi, o si fanno altre cose, una data entro
la quale bisogna prendere una decisione questo Parlamento,
attraverso la Commissione, ritiene che debba essere assunta.
Ecco perché io sono contro il rinvio in Commissione, perché il
rinvio in Commissione presuppone, come dire, un gioco tecnico che
non affronta il nodo sostanziale.
Una norma che determini il rinvio noi siamo obbligati a farla.
Sono contro il rinvio anche per l'altro argomento, che capisco
politicamente da parte del collega Vinciullo, viene utilizzato per
supportare le ragioni del rinvio però la Commissione Bilancio, mai
come in questo caso, non c'entra nulla, nel senso che, vorrei
ricordare al collega Vinciullo, che la legge 7, che ispira poi la
norma sul rinvio, è stata approvata da quest'Aula non senza la
Commissione Bilancio, non c'entra nulla la Commissione bilancio.
Poi vorrei ricordare che la decisione sulle assegnazioni delle
leggi in Commissione spetta all'Ufficio di Presidenza di questa
Assemblea e una volta che entra in Aula, si può chiedere
legittimamente il rinvio nella Commissione di merito, ma non si può
chiedere il rinvio in altra Commissione perché, ripeto,
l'assegnazione della norma la fa l'Ufficio di Presidenza secondo la
competenza che il Regolamento disciplina alle singole Commissioni.
Quindi, sono contro al rinvio in Commissione, ai sensi del
Regolamento, ma solo per rinviare questo testo alla ripresa dopo
Natale, cioè il 27 dicembre e, quindi, di consentire anche di fare
sbollire questa agitazione che in questa seduta c'è stata proprio
perché penso che la decisione, non se rinviare o meno, ma sul tempo
del rinvio, ma sulla durata, deve essere una decisione che le forze
politiche, le forze politiche e le forze parlamentari assumono nel
pieno della consapevolezza che quella decisione dovrà determinare.
Ecco perché io chiedo alla Presidenza di trattare la materia nella
seduta del 27 dicembre in maniera tale che ci sia anche una fase di
eventuale raccordo.
Io avevo capito che sul rinvio fino al 28 febbraio ci fosse un
raccordo unitario di tutte le forze parlamentari. Se così non
fosse, non possiamo litigare se dobbiamo arrivare al 31 marzo o al
30 aprile o al 28 giugno. Mi pare surreale che la discussione tra
di noi sia su quanto è il rinvio.
Ma dobbiamo semmai decidere se il rinvio deve essere finalizzato a
fare la legge o al non fare la legge perché questa è la questione.
Ecco perché credo che sia saggio in questa fase che la Presidenza
si determini vista la condizione in cui stiamo affrontando il
dibattito perché questo tema venga trattato nella seduta del 27
dicembre.
PRESIDENTE. Visto questo intervento pacato e di buon senso, come
sempre, dell'onorevole Cracolici, chiedo all'onorevole Formica, che
è stato il Capogruppo, se è d'accordo. Lei formalmente ritira la
richiesta di votare per andare in Commissione, quindi la portiamo
al giorno 27? Stavo cercando di capire, onorevole Formica, visto
l'invito da parte dell'onorevole Cracolici ad una più serena e
pacata discussione giorno 27, dopo le deduzioni fatte, lei
formalmente ritira la richiesta o dobbiamo procedere.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, lei sa meglio di me che, a norma di
Regolamento, né io, né lei possiamo spostare dall'ordine del giorno
un disegno di legge. Ci vorrebbe comunque un voto d'Aula. Dato che
comunque ci vuole un voto d'Aula per posticipare la trattazione al
27, faccia votare
PRESIDENTE. Onorevole Formica, mi sorprende che un onorevole
navigato come lei, si stia confondendo. Sto semplicemente
chiedendo, alla luce di quanto detto dall'onorevole Cracolici, se
lei ritira la richiesta formale di votare, altrimenti proseguiamo.
Non si sta parlando della legge. Si sta parlando di ritirare o meno
la sua richiesta formale di rinviare in Commissione il disegno di
legge.
FORMICA. Come la sposta al 27?
PRESIDENTE. Non è che si sposta al 27. Si soprassiede oggi e si
continua la discussione il giorno 27, quello che ha chiesto
l'onorevole Cracolici.
FORMICA. Non si può soprassedere, tanto vale votare.
PRESIDENTE. Se vogliamo parlare di cose di buon senso, onorevole
Formica, lei sa che si può fare, se però il suo intento, legittimo,
rimane quello di votare, noi procederemo così come da Regolamento.
Abbiamo ascoltato due interventi contrari al rinvio, uno
favorevole.
CRACOLICI. L'ha ritirata l'onorevole Formica.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici non l'ha ritirata, io prendo atto
di quello che dice l'onorevole Formica non di quello che dice lei.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Alongi per il rinvio in
Commissione.
Onorevole Musumeci, per una questione di par condicio: due a
favore e due contro.
CRACOLICI. Possiamo votare.
PRESIDENTE. Si procede alla votazione.
Ricordo che a termini di Regolamento la votazione si svolgerà per
alzata e seduta.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, abbiamo parlato abbastanza,
abbiamo capito le motivazioni.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in commissione del
disegno di legge n. 678/A. Chiarisco il significato del voto: chi è
favorevole alla proposta di rinvio in Commissione rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Sull'ordine del lavori
ALONGI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Le ricordo che ha a disposizione due minuti sull'ordine dei lavori
ALONGI. Sulla legge
PRESIDENTE. No sulla legge no. Allora, rinuncia a parlare, ancora
una volta.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Non è ammissibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa meglio di me queste cose,
non mi metta in difficoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente io volevo tornare sulla
pregiudiziale, anche perché...
CRACOLICI. Non è ammissibile perché abbiamo già votato.
VINCIULLO. Ancora lei non è Presidente dell'Assemblea. Quando lei
farà il Presidente dell'Assemblea dirà ciò che è possibile e ciò
che non è possibile.
Allora, dicevo ancora non è stata data una risposta chiara a
quella che è stata la mia pregiudiziale relativa al fatto che il
bilancio delle province si conclude ad 31 dicembre 2013 e di
conseguenza al 31 dicembre 2013 non occorreva dare copertura alla
legge n. 7.
Dall'1 gennaio 2014 occorre dare copertura alla proroga dei
commissari nelle province. E' un fatto certo questo che nessun
ragionamento può assolutamente mettere in discussione. In più le
vorrei ricordare che su questa vicenda le magistrature
amministrative si sono già espresse e sono state, Presidente
Venturino, chiarissime.
Con legge ordinaria non si possono sopprimere le province e non
potendo sopprimere le province con legge ordinaria lei mi insegna,
dall'alto dello scranno che in questo momento occupa, che non
possono essere nominati commissari con legge ordinaria, di
conseguenza la nomina che scaturisce da un provvedimento
legislativo illegittimo è di conseguenza illegittimo.
Non occorre andare così a mettere a ricordare i sillogismi
medievali ma questo è un fatto già acquisito da oltre un millennio.
Ciò che scaturisce da un provvedimento legislativo illegittimo è
esso stesso illegittimo e su questo le ricordo abbiamo avuto delle
sentenze ben chiare e chiedo quindi a questa Presidenza di farsi
interprete e garante di tutte le sentenze che fino ad oggi vi sono
state sull'argomento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. Ancora una volta un
richiamo al Regolamento: se se lei propone la questione
pregiudiziale le ricordo che l'articolo 101 lo prevede,
chiaramente: Prima che abbia inizio la discussione generale un
deputato può proporre la questione pregiudiziale cioè che
l'argomento non debba discutersi e la questione sospensiva cioè che
la discussione o deliberazione debba rinviarsi. Al solito deve
essere formalizzata.
Scusate, onorevoli colleghi mi dovete fare un sacrosanto piacere:
io sto cercando di portare avanti una seduta d'Aula attraverso
l'applicazione di un Regolamento. Qui il Regolamento non lo
facciamo noi a seconda dei tempi o tornarcene a casa o delle nostre
necessità. Il Regolamento è scritto, l'ho trovato, l'avete fatto
voi, onorevole Leanza
Se l'onorevole Vinciullo mi chiede una sospensione, una questione
pregiudiziale io non posso ignorarla per cui se me la formalizza io
in base al Regolamento devo procedere in un certo modo, capisco
benissimo l'esigenza di tutti ma non posso ignorare un Regolamento
altrimenti non farei gli interessi di questa Assemblea. E lei,
onorevole Cracolici, che presiede degnamente la Commissione sa
meglio di me queste cose, quindi la pregherei di venirmi incontro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi mi sa che rischiamo
.
PRESIDENTE. Sta parlando a favore della pregiudiziale?
FALCONE. No Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Scusate, un attimo: è stata posta la questione della
pregiudiziale. Veramente non aiutate questa Presidenza a procedere
con calma. E' stata fatta una richiesta, se mi formalizzate la
richiesta sulla questione pregiudiziale io vi lascio parlare due a
favore e due contrari.
Onorevole Falcone, prima dobbiamo risolvere la questione della
pregiudiziale, poi potrà parlare sull'ordine dei lavori.
FALCONE. Chiedo di parlare sulla pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sulla pregiudiziale ma per spiegare quali sono i motivi per cui io
vorrei invitare quest'Aula a evitare di fare delle contrapposizioni
sterili. Il mio vuole essere anche un invito al collega Vinciullo .
PRESIDENTE. Stiamo scherzando? Sollevate il problema e poi venite
qua a dire che lo volete evitare. Cerchiamo di essere un po' più
coerenti
FALCONE Siccome proprio il rischio è che stasera ci sia muro
contro muro, evitiamo. Il mio è un invito all'onorevole Vinciullo a
ritirare la richiesta di pregiudiziale, per una questione di buon
senso. Noi stasera stiamo perdendo ore ed ore per non concludere
proprio nulla.
C'era una proposta dell'onorevole Cracolici - alla quale
personalmente volevo anche accedere, ma c'era anche la
disponibilità del Presidente Formica e di altri - di soprassedere
su eventuali sospensive, su eventuali pregiudiziali ed
eventualmente, invece, prenderci qualche giorno di tempo rinviando
la discussione.
PRESIDENTE Onorevole Falcone, praticamente lei è contro la
pregiudiziale. Va bene, prendiamo atto che l'onorevole Falcone è
contro la pregiudiziale proposta dal suo collega di partito
onorevole Vinciullo.
FALCONE. Signor Presidente, io non sono contro la pregiudiziale,
ho invitato il mio collega proprio pro pacis .
E comunque, visto che stiamo lavorando in questa maniera e c'è
anche, una grande disponibilità a trascendere in atteggiamenti
arroganti, insistiamo sulla pregiudiziale e votiamo. Poi chiediamo
gli emendamenti, così come per Regolamento, ma li vogliamo tutti,
anche con le ore libere. Sa cosa significa ore libere in termini
giuridici?
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io davvero rimango
un po' perplesso dall'andamento dei lavori d'Aula, ma non solo e
non tanto dalla gestione e dal fervore che stasera anima tutti, ma
anche dal contenuto di taluni interventi.
Sono state poste delle questioni, e sono tutte questioni
estremamente serie, a cominciare dalla necessità, dall'esigenza che
mi sembra lei ha superato del ritorno del provvedimento in
Commissione Bilancio, e da quella altrettanto seria, che
sostanzialmente rappresenta una pregiudiziale di costituzionalità,
che è stata appena sollevata dall'onorevole Vinciullo, il quale
ricorda pronunciamenti istituzionali, amministrativi. Ma non
bisogna nemmeno ricorrere ai precedenti giurisdizionali per poter
affermare come - e non c'è nessuna speciosità in quello che sto per
dire ed in quello che è stato sostenuto dal collega Vinciullo - già
il disegno di legge n. 7 presentava e presentò serissimi dubbi di
legittimità costituzionale, tanto è vero che vi furono ordinari di
questa materia delle tre Università siciliane, che misero nero su
bianco un'opinione, un parere, una presa di posizione per sostenere
come un ente che è previsto dal Titolo V della Costituzione, che ha
dignità di previsione costituzionale, non potesse essere,
sostanzialmente, modificato fino alla sua abrogazione attraverso
provvedimenti normativi sub-costituzionali, di rango inferiore a
quella fonte normativa primaria.
Il sostenere, quindi, da parte dell'onorevole Vinciullo, che anche
la proroga dei commissari, oltre che significare dal punto di vista
politico, la incompetenza e la incapacità che è durata un anno, a
potere, davvero, dare corpo alla annunciata riforma - e tutti
ricordiamo come e quando fu annunciata la riforma, in quale sede fu
annunciata la riforma -, sostenere, quindi, ripeto, che anche la
proroga presenta serissimi dubbi di costituzionalità - e per
quanto mi riguarda, e per quanto riguarda una parte dell'Aula, non
dubbi e non perplessità, ma certezze - è assolutamente legittimo,
ed è assolutamente congruo, ed è assolutamente opportuno sul piano
politico e sul piano parlamentare.
Allora noi dobbiamo, colleghi dell'Assemblea regionale siciliana,
votare e votare secondo coscienza, non secondo la moda del momento,
non secondo una suggestione che sembra pervadere e percorrere
tutti: aboliamo un ente perché è un centro di spesa. E'stato detto,
autorevolmente, dall'onorevole Malafarina pochi minuti fa, il
centro di spesa non verrà abolito perché non verrà abolita la
spesa. Perché, le necessità e gli adempimenti di carattere
istituzionale, cui la provincia fa oggi fronte, dovranno rimanere
in capo ad altri enti che continueranno a dovervi fare fronte. E,
allora, votiamo secondo la nostra scienza e la nostra coscienza, e
io credo che il voto non possa che essere a favore della
pregiudiziale avanzata e formalizzata dall'onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale. Spiego
il significato del voto: chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvata)
Discussione del disegno di legge n. 678/A 'proroga gestioni province'
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge «Norme transitorie in materia di
proroga
delle gestioni commissariali provinciali» (n. 678/A)
PRESIDENTE. Si passa pertanto, alla discussione del disegno di
legge n. 678/A «Norme transitorie in materia di proroga delle
gestioni commissariali provinciali».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Malafarina per svolgere la
relazione.
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarei
tentato di prolungare questa inutile discussione per i prossimi
quaranta minuti. Io ho le mie opinioni.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, le ricordo che in questo
Parlamento non si fanno discussioni inutili, in un Parlamento
bisogna parlare, sull'inutilità di questo dibattito è un giudizio
che lasceremo ai posteri. Qui si parla e si discute per convergere
a una opinione comune che ci permetta di andare avanti. La
pregherei, on. Malafarina, di attenersi alla relazione.
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, avendo sollevato le
giuste rimostranze di persone che poi trovano nello sfogo oratorio
la massima delle espressioni e quant'altro, non posso fare altro
che rimettermi al testo della relazione.
Discussione del disegno di legge n. 678/A 'proroga gestioni province'
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che c'è un
po' di agitazione, suggerirei di rinviare la discussione generale
all'articolo 1 e dare i termini per gli emendamenti, rinviando al
27 dicembre anche la discussione su questo testo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi ha tolto le parole di bocca,
ho visto che oggi la giornata è andata avanti con toni piuttosto
accesi.
Prendiamo atto della sua proposta, che personalmente condivido.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme transitorie
in materia di proroga
delle gestioni commissariali provinciali» (n. 678/A)
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Valenti,
ho tanta pazienza, quanto la pazienza che hanno i cittadini delle
province regionali siciliane, quanta la pazienza che hanno avuto i
cittadini siciliani dopo l'annuncio della soppressione virtuale
delle province regionali.
Mi piace definire stasera il Governo Crocetta un Governo a
pillole , e spiego perché a pillole , perché con pochi articoli ha
fatto due leggi, la prima per la soppressione delle province
siciliane con tre articoli, di cui il terzo per l'entrata in vigore
della legge, il secondo di due articoli per rinviare a fine
febbraio l'approvazione della legge sulle province.
Mi dispiace per il collega Malafarina quando parla di poltrone e
di inutile discussione. Vorrei ricordare al collega Malafarina che
credo che la democrazia sia quella che il Governatore Crocetta
venga in Aula, essendo stato lui a nominare i Commissari delle nove
Province. Perché la democrazia consentiva questo in passato, quando
c'era un organo letteralmente eletto dal popolo e dai cittadini,
con un suo Presidente e un suo Consiglio provinciale che svolgeva
compito di vigilanza e di controllo. Questo oggi è nelle mani del
Governatore Crocetta.
Questo oggi bisogna ricordarlo in Aula Il Governatore Crocetta ha
nominato nove Commissari nelle Province; questi nove Commissari
hanno svolto in questi otto mesi un'azione politica nel territorio.
Credo che oggi, parlando di una proroga a febbraio della legge, sia
importante e corretto venire a relazionare in quest'Aula, per ogni
singola Provincia, sull'azione di Governo dei nove Commissari delle
Province regionali.
Mi pare di percepire - da quello che tocco con mano nella
Provincia di Palermo, ma anche da quello che vedo con i colleghi
delle altre Province - che il ruolo dei Commissari, ad oggi, è
stato un ruolo da direttore d'orchestra, che dirige le fila, che dà
indicazioni, che sviluppa politica in quegli enti; e parte
probabilmente da questo Governo regionale. E lo dico assumendomi la
responsabilità di quello che sto dicendo, perché ne ho contezza, ne
ho consapevolezza e certezza.
Aggiungo a questo che non vorrei che questa proroga sia
l'anticipazione di un'altra proroga. E magari arriviamo a maggio,
alla vigilia delle elezioni europee, perché potrebbe essere uno
strumento utile a qualcuno per presentarsi alle prossime elezioni
europee per ragionare su poltrone , su ruoli e anche sul potere di
distribuzione di prebende.
Quindi, io mi auguro e auspico che si rifletta sul ruolo delle
Province. E - checché se ne possa dire - credo sia importante fare
un'auto riflessione e ragionare, come già proposto da altri
deputati molto più autorevoli di me, con profonda conoscenza di
territorio e di politica come l'onorevole Nello Musumeci, che dice:
riduciamo compensi, riduciamo le giunte, riduciamo i Consigli e
andiamo a votare e ridiamo, in quella idea di democrazia, parola ai
cittadini e parola di ruolo alla politica.
Io auspico che quest'Aula abbia la capacità di comprendere che
continuare per mesi e mesi con una proroga fittizia di democrazia
significhi, sicuramente, cancellare il diritto di parola ai milioni
di Siciliani che credono ancora nella democrazia e nella politica.
Quindi, assessore Valenti, la prego di farsi portavoce nei
confronti del Governatore Crocetta. E che abbia il buon gusto, la
forza e il coraggio di venire in quest'Aula, per raccontare le
Province da lui commissariate quale ruolo hanno svolto e cosa hanno
fatto in questi otto mesi, perché quanto meno partiamo da questo
per capire se le Province sono utili o non sono utili; se bisogna
annullarle o meno. Perché credo che il Presidente Crocetta dopo
questi otto mesi abbia avuto la capacità di comprendere sulla sua
pelle il valore delle Province, quanto valgono, a cosa servono e
quali servizi forniscono al territorio. Grazie.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo fare solo alcune
precisazioni per quanto riguarda le risorse per le Province. Nella
finanziaria sono stati previsti dieci milioni di euro, proprio
perché ci rendiamo conto che la realizzazione dei liberi consorzi,
di questi enti di area vasta in sostituzione delle Province,
certamente è un processo che deve avvenire gradualmente.
La proroga è una proroga limitata, di due mesi.
Vorrei ricordare che a livello nazionale addirittura la proroga
dei Commissari è stata fatta per sei mesi proprio per la
consapevolezza che il processo ha una sua difficoltà e quindi ci
vuole un attimo di tempo affinché tutto vada a regime.
Abbiamo limitato la proroga, di concerto con la Commissione, anche
noi avevamo proposto sei mesi, ma alla luce delle osservazioni
fatte in Commissione il Governo ha concordato con i due mesi
proprio perché vogliamo dare la certezza che entro quella data sia
discussa in Aula la legge di istituzione reale, sia delle città
metropolitane, sia dei consorzi dei liberi comuni.
Quindi non c'è nessuna volontà di prorogare il commissariamento
oltre questo termine, se non quello stortamente necessario appunto,
come ho detto all'inizio, per dare all'Aula il tempo necessario per
un dibattito sereno che, come avete dimostrato voi stessi nei
numerosi interventi molto accalorati, sarà sicuramente un dibattito
molto intenso e molto ricco di riflessioni e di spunti.
Il nostro Statuto - che ricordo a me stessa prima, che a voi - che
ha valore di legge costituzionale, già non parla di province,
quindi noi abbiamo una situazione diversa dal resto d'Italia perché
il nostro Statuto prevedeva già l'istituzione dei liberi consorzi e
quindi, per coloro i quali hanno fatto riferimento ad una eventuale
incostituzionalità della norma, vorrei rassicurarli che il
procedimento nostro è assolutamente in linea con quello che prevede
lo Statuto, fermo restando che oggi non è in discussione
l'istituzione, ma semplicemente questo spostamento del termine del
commissariamento per permettere all'Aula un corretto esame. Voglio
ricordare, tra l'altro - e il Presidente Cracolici mi potrà
confermare - che già in I Commissione è presente un bel pacchetto
di emendamenti e di proposte pronte per essere discusse non appena
si uscirà dalla sessione di bilancio.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un attimo
vorrei ritornare su quella che era la richiesta avanzata
dall'onorevole Vinciullo e le sue considerazioni in Commissione
Bilancio. Ma non lo faccio strumentalmente, e ne spiegherò i
motivi, perché sono convinto che questa norma dovrebbe andare in
Commissione Bilancio e dovrebbe andare in Commissione Bilancio per
quello che lei ha detto, assessore.
La legge 7 conclude i suoi effetti al 31 dicembre 013, in quel
momento quella legge esaurisce i suoi effetti. Nel momento in cui
noi facciamo una nuova norma, quella nuova norma necessità di
copertura finanziaria.
Quindi, è chiaro quando noi stasera stiamo facendo, intanto,
questa proroga, e prendiamo atto che è il fallimento di questo
Governo perché in un primo momento il Governo aveva detto che
avrebbe fatto la legge di riforma entro il 30 giugno del 2013.
Siamo stati noi a dire che il Governo non avrebbe avuto la forza e
la capacità di concludere l'iter parlamentare entro il 30 giugno
scorso, e quindi a portarla a fine anno.
In quel momento però noi chiedevamo anche che i costi, quei costi
vituperati dal Presidente Crocetta in qualche trasmissione
televisiva, purtroppo sono immanenti e reali, sono concreti e
stasera, assessore, lo sta dicendo lei, parlando di una previsione
in finanziaria 10 milioni di euro, perché di fatto o questo Governo
ha il coraggio di dire che non esistono più enti di area vasta, o
intermedi, o si chiamino consorzi, liberi consorzi o città
metropolitane, ma noi nel momento in cui aboliamo le province
trasferiamo comunque, non solo competenze, ma anche costi e quei
costi graveranno sugli enti intermedi che, ahimé, saranno di più
rispetto a quelli che stiamo volendo superare e che volete voi
superare.
Ecco perché noi siamo contrari, e lo siamo non così a caso, perché
avremmo voluto che il Governo anziché si presentasse stasera
anziché a contingentare i tempi, a dare spiegazione, e questa
Presidenza non li può contingentare i tempi, perché deve dare il
termine per la presentazione degli emendamenti che non può essere
prima del giorno 28, quarantotto ore, due giorni lavorativi,
significa il 24 e il 27 dicembre. L'indomani scade il termine per
la presentazione degli emendamenti.
Su questo noi possiamo confrontarci perché il testo che sembra
così semplice non lo è, perché ai colleghi del Movimento Cinque
Stelle io posso proporre: io sono per il superamento della norma ,
ma posso proporre eventualmente un confronto sull'articolo 145, se
dobbiamo attuarlo o no, sulla gratuità o meno dei commissari, su
come vogliamo prorogare in questi due mesi questo ente intermedio.
Su tutte queste cose noi ci possiamo confrontare.
Allora, quando si vuole correre molte volte poi ci si ferma. E'
come quando si è voluto fare con altre leggi.
Sul testo in Commissione si fece una vera e propria forzatura
salvo il fatto che il Governo ha dimenticato di inserirlo poi nella
Conferenza dei Capigruppo e di aprire una finestra. Quello che dice
l'onorevole Vinciullo sulla riscossione Sicilia eventualmente, è
vero è giusto, ci potrà essere un dibattito, ci sono i pro e i
contro, ma si potrà mettere in finanziaria eventualmente.
Su questo, signor Presidente, noi ci riserviamo di parlare poi
sull'articolo 1, perché i tempi sono stretti, non si può fare
alcunché di dibattito. Il fatto che stiamo dicendo che ci vogliono
dieci milioni di euro - e credetemi ce ne vorranno di più - i dieci
milioni forse serviranno per alcuni mesi, un trimestre, ma non per
l'intero anno, perché anche quando andremo a formare gli enti
intermedi a questi liberi consorzi dobbiamo dare competenze.
Competenze di pianificazione, eventualmente, competenze degli ATO
rifiuti, e quindi necessiteranno anche di risorse finanziarie e
quindi di copertura. Per cui su questo chiediamo che la Presidenza
rispetti l'ordine ma soprattutto rispetti il Regolamento e porti al
28 dicembre il termine ultimo per presentare gli emendamenti,
anche per evitare un ingorgo con altri termini utili che sono
quello del bilancio e quello del disegno di legge sulla
finanziaria.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Ricordo che la votazione si fa per alzata e seduta. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per gli emendamenti è fissato a venerdì 27 dicembre
2013, alle ore 10.00.
MUSUMECI. Non può essere, ci vogliono 48 ore
PRESIDENTE. Ricordo onorevole Musumeci, che noi siamo in un
Parlamento, stiamo lavorando in maniera molto solerte. A fare un
calcolo dei giorni festivi. Stiamo lavorando per cui il termine
rimane fissato
FALCONE. E' sbagliato.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il termine rimane fissato per
giorno 27.
Tra l'altro, trovo nelle sue parole qualcosa che ci contraddice
perché da un lato lei stesso sostiene la necessità di non
ingolfarci e dall'altro poi propone il 28 quando sa che in
Commissione Bilancio ci sono altri tempi in questo momento, per cui
la ringrazio per il suo intervento.
Così rimane stabilito.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di
legge numero 494/A «Promozione della ricerca
scientifica in ambito sanitario»
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Turano, relatore, non è presente in
Aula, il seguito della discussione del disegno di legge numero
494/A «Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario»,
posto al numero 3) è rinviato.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di
legge n. 108/A «Disegno di legge voto da sottoporre
al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto recante Norme per l'apertura di una
casa da gioco nei comuni di Taormina e Palermo »
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge n. 180/A «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Norme per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'», posto al numero 4).
Invito i componenti della I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, chiedo che l'esame del disegno di legge si
svolga dopo le festività natalizie.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì, 27 dicembre
2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (n. 678/A) (Seguito)
Relatore: on. Malafarina
2) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
3) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Tamajo
5) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
6) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio Salvatore
7) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
La seduta è tolta alle ore 18.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli