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Resoconto d'Aula della Seduta n. 111 di lunedì 23 dicembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIGUCCIA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

      PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciancio e Coltraro  sono
  in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria
                                (DPEF)
                        per gli anni 2014-2017

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  del  Documento di programmazione economico-finanziaria
  (DPEF) per gli anni 2014-2017.
   Invito  i  componenti la II Commissione Bilancio a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Giacinto,  relatore  di
  maggioranza per svolgere la relazione.

   DI GIACINTO, relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  il  Documento  di  programmazione  economico-finanziaria
  (DPEF)  costituisce l'atto che segna l'avvio del ciclo  annuale  di
  bilancio.
   Attraverso   il  Documento  in  questione,  infatti,  il   Governo
  regionale  individua le grandezze macroeconomiche e finanziarie  di
  riferimento che, una volta fatte proprie dall'Assemblea, fissano  i
  limiti  quantitativi nel rispetto dei quali l'Esecutivo è  chiamato
  ad  elaborare i successivi documenti contabili, ossia il disegno di
  legge di bilancio ed il disegno di legge finanziaria.
   La  legge  regionale n. 10/1999, in coerenza con  la  funzione  di
  primo   e   principale  strumento  di  programmazione   finanziaria
  regionale riconosciuta al DPEF, ne fissa i termini di presentazione
  ed approvazione e ne determina il contenuto.
   In  particolare,  l'articolo 2 della  citata  legge  regionale  n.
  10/1999 stabilisce che nel DPEF siano indicati:
   -  i  parametri  economici  essenziali per  l'identificazione  dei
  flussi del settore pubblico regionale;
   - gli obiettivi macroeconomici;
   - gli obiettivi finanziari;
   - gli obiettivi di riduzione del fabbisogno complessivo;
   -  gli indirizzi per le variazioni delle entrate e delle spese del
  bilancio;
   - gli indirizzi per la legislazione di spesa regionale;
   -  i  criteri  e le regole per la predisposizione del  disegno  di
  legge finanziaria.

   Passando ad analizzare i contenuti del Documento, in base ai  dati
  forniti  dal  Servizio statistica della Regione, i valori  del  pil
  siciliano  previsti  nel  quinquennio 2013-2017  sono  sintetizzati
  nella tabella seguente:

   Tab.  1   -  Previsioni di variazione del Pil in  Sicilia  per  il
  periodo 2012-2017

                                 201   201    201   201    201
                          2012    3     4      5     6      7
   Pil  Sicilia a  prezzi     -     -    0,3   0,9    1,2   0,9
  costanti (tendenziale)    3,0   2,1
   Pil  Sicilia a  prezzi     -     -    0,9   1,3    1,0   1,0
  costanti                  3,0   1,4
  (programmatico)
   Deflatore del Pil  (da    1,   1,8    1,9   1,8    1,8   1,8
  DEF statale)                6
   Pil  Sicilia a  prezzi     -     -    2,8   3,1    2,8   2,8
  correnti                  1,4   0,4
  (programmatico)
   Fonte: Servizio statistica della Regione

   Si  evidenzia  che,  nell'elaborare i dati di variazione  del  pil
  regionale,  il  DPEF  in esame ha assunto come riferimento  i  dati
  macroeconomici presenti nel Documento di economia e  finanza  (DEF)
  deliberato  dal  Consiglio  dei  ministri  il  10  aprile  2013  ed
  approvato dalle Camere il 7 maggio 2013.
   Pertanto  il  DPEF regionale, depositato in Assemblea l'1  ottobre
  2013,   non  è  ragguagliato  alla  formulazione  della   Nota   di
  aggiornamento al DEF nazionale approvata dal Consiglio dei ministri
  il  20 settembre 2013, la quale stima il prodotto interno lordo per
  l'anno  2013  in calo dell'1,7% rispetto al 2012, in  peggioramento
  quindi rispetto alla stima precedente (-1,3%).

   Mentre  si rinvia per i dati di dettaglio alla tabella 2,  occorre
  brevemente  soffermarsi su alcuni profili messi  in  rilievo  dallo
  stesso  Governo  a  commento della medesima tabella,  che  illustra
  l'andamento  tendenziale  della  finanza  pubblica  a  legislazione
  vigente ed a politiche invariate.

   Tabella  2   -  Andamento tendenziale della finanza  pubblica  nel
  periodo 2013-2017
   (in milioni di euro)
                           CONSUNTIVO                   VALORI
                                                   TENDENZIALI DPEF
                      200  2010   201   2012   201   201   201   201   201
                        9           1            3     4     5     6     7

   ENTRATE            15.  15.0   14.   14.3   16.   16.   16.   16.   17.
  CORRENTI            640    46   508     47   679   563   528   911   031
   in % del pil       18,  17,3   16,   16,7   19,   18,   18,   18,   17,
                       18     2    82      2    43    78    22    13    97
   Imposte  dirette   8.8  8.53   8.4   7.61   8.2   8.3   8.4   8.5   8.5
  e indirette          68     2    48      5    58    61    41    14    82
   Altri    tributi   2.4  2.46   2.4   2.51   3.0   3.0   3.0   3.1   3.2
  propri               05     2    86      5    37    38    41    29    20
   Trasferimenti      3.0  3.12   2.7   2.65   2.4   2.4   2.4   2.5   2.5
  correnti             22     4    80      8    17    72    93    30    68
   Altre    entrate   1.3   928   794   1.55   2.9   2.6   2.5   2.7   2.6
  correnti             45                  8    67    92    53    37    61
   SPESE CORRENTI     15.  14.8   15.   15.4   17.   17.   17.   17.   17.
                      518    93   584     47   660   549   249   110   237
   in % del pil       18,  17,1   18,   18,0   20,   19,   19,   18,   18,
                       04     4    07      1    57    90    01    35    18
   Redditi       di   1.6  1.67   1.7   1.63   1.6   1.6   1.6   1.6   1.6
  lavoro dipendente    98     7    24      9    31    37    48    73    98
   Consumi            1.0  1.05   971    847   860   851   843   856   856
  intermedi            72     9
   Trasferimenti      10.  10.6   11.   10.4   10.   10.   10.   10.   10.
  correnti            715    86   140     57   076   115   119   222   325
   Interessi          300   257   267    305   355   353   341   325   316
  passivi e redditi
  da capitale
   Altre      spese   1.7  1.21   1.4   2.19   4.7   4.5   4.2   4.0   4.0
  correnti             33     4    82      9    38    93    98    35    43
   RISPARMIO          122   153     -      -     -     -     -     -     -
  PUBBLICO (A)                   1.07  1.100   981   986   721   199   206
                                    6
   in % del pil       0,1  0,18     -      -     -     -     -     -     -
                        4        1,25   1,28  1,14  1,12  0,79  0,21  0,22
   ENTRATE       IN   4.1  2.78   1.0   1.01   1.5   1.7   1.5   1.3   1.3
  CONTO    CAPITALE    04     9    55      9    11    47    91    49    88
  (B) (al netto  di
  rimborso       di
  crediti)
   in % del pil       4,7  3,21   1,2   1,19   1,7   1,9   1,7   1,4   1,4
                        7           2            6     8     5     5     6
   Vendita     beni    47   895    23     33    95     5     5     5     5
  immobili       ed
  affrancazione  di
  canoni
   Trasferimenti      4.0  1.89   1.0    986   1.4   1.7   1.5   1.3   1.3
  di capitali          57     4    32           16    42    86    44    83
   SPESE  IN  CONTO   2.6  3.37   3.6   2.75   2.6   2.8   2.4   1.5   1.6
  CAPITALE (C)   al    80     0    45      9    21    29    22    89    50
  netto          di
  acquisizioni   di
  attività
  finanziarie)
   in % del pil       3,1  3,88   4,2   3,22   3,0   3,2   2,6   1,7   1,7
                        2           3            5     1     7     0     4
   Investimenti       921  1.20   1.2    972   924   997   854   560   581
  fissi e lordi  ed           9    84
  acquisti di terre
   Contributi  agli   1.1  1.44   1.4    978   929   1.0   858   563   585
  investimenti         64     0    91                 03
   Atri               595   721   870    809   768   829   710   466   484
  trasferimenti  in
  c/capitale
   INDEBITAMENTO/     1.5  -428     -      -     -     -     -     -     -
   ACCREDITAMENTO      46        3.66  2.839  2.09 2.068 1.552   439   468
  NETTO (D=A+B-C)                   6            1
   in % del pil       1,8     -     -      -     -     -     -     -     -
                        0  0,49  4,25   3,31  2,44  2,35  1,71  0,47  0,49
   Rimborso      di    32    95    23     15    43    62    42    49    51
  crediti   e    di
  anticipazioni (E)
   Acquisizioni  di   212   161   135    120   128   120   121    69    49
  attività
  finanziarie (F)
   RISULTATO  DELLA   1.2  -647     -      -     -     -     -     -     -
  GESTIONE IN CONTO    44        2.70  1.845  1.19 1.140   910   260   260
  CAPITALE  (G=B+E-                 2            5
  C-F)
   SALDO  NETTO  DA   1.3  -494     -      -     -     -     -     -     -
  FINANZIARE  O  DA    66        3.77  2.944  2.17 2.126 1.631   459   467
  IMPIEGARE (H=A+G)                 8            6
   in % del pil       1,5     -     -      -     -     -     -     -     -
                        9  0,57  4,38   3,43  2,54  2,41  1,80  0,49  0,49
   Spese        per   211   835   193    211   259   286   272   262   253
  rimborso       di
  prestiti
   FABBISOGNO         1.1     -     -      -     -     -     -     -     -
  (L=I-H)              55 1.329  3.97  3.155  2.43 2.412 1.903   721   720
                                    1            6
   in % del pil       1,3     -     -      -     -     -     -     -     -
                        4  1,53  4,60   3,68  2,84  2,74  2,10  0,77  0,76
   ENTRATE      PER     0   862   955      0   373     0     0     0     0
  ACCENSIONE     DI
  PRESTITI (M)
   COMPETENZA              -467     -      -     -     -     -     -     -
  (N=M+L)           1.155        3.01  3.155  2.06 2.412 1.903   721   720
                                    6            3
   in % del pil       1,3     -     -      -     -     -     -     -     -
                        4  0,54  3,50   3,68  2,40  2,74  2,10  0,77  0,76
   Pil     nominale   86.  86.8   86.   85.7   85.   88.   90.   93.   94.
  della Sicilia       016    72   257     85   843   186   718   251   792

   Ponendo,  per l'appunto, in esame i dati tendenziali, il Documento
  varato  dalla  Giunta regionale sottolinea la lieve  flessione  del
  gettito  delle  entrate  correnti al netto degli  accantonamenti  a
  valere  sulle quote di compartecipazione regionale al  gettito  dei
  tributi erariali.
   Evidenzia, altresì, l'incremento delle spese correnti per  effetto
  della  contabilizzazione delle anticipazioni  del  Fondo  sanitario
  nazionale trasferite dalla Regione allo Stato.
   Tale  andamento,  insieme alla riduzione di altre  voci  (compresa
  quella   del  salario  accessorio  dei  dipendenti),  comporta   un
  sostanziale  mantenimento dei livelli di spesa raggiunti  nell'anno
  precedente, a causa della difficile comprimibilità delle uscite  di
  parte corrente.
   Sul  fronte  delle entrate in conto capitale, emerge  l'incremento
  delle  stesse,  rispetto all'anno 2012, a causa degli  accertamenti
  delle   somme  residuali  riferite  alla  chiusura  dei   programmi
  operativi   della   programmazione  comunitaria  2007-2013,   delle
  rimanenti  risorse previste dal PAR-FAS Sicilia 2007-2013  e  delle
  assegnazioni relative al Piano di azione e coesione.
   Da  ultimo,  il Governo pone in rilievo un lieve incremento  delle
  spese    in   conto   capitale   nel   2014,   che   tiene    conto
  dell'accelerazione della spesa comunitaria per il pieno adempimento
  dei  relativi  obiettivi riguardo alla programmazione in  chiusura,
  mentre  nella  stima si tiene conto, per gli anni successivi  2015-
  2017, dell'avvio del nuovo ciclo comunitario di programmazione.
   Da  tale  quadro  tendenziale si deduce che i  saldi  di  bilancio
  risultano,  nel  periodo considerato, tutti  negativi  per  effetto
  della   dinamica   del   gettito   delle   entrate   ed   a   causa
  dell'incomprimibilità della spesa corrente.
   Muovendo  da  un siffatta cornice di riferimento il  Governo,  nel
  Documento in esame, prevede uno scenario nel quale, nell'ambito del
  costante   impegno   volto   alla   razionalizzazione    ed    alla
  qualificazione della spesa regionale, risultano cruciali una  serie
  di  misure  legislative settoriali che dovrebbero,  secondo  quanto
  affermato  nel  Documento medesimo, contribuire significativamente,
  nello  spazio  temporale del prossimo triennio,  a  raggiungere  il
  ripristino strutturale dell'equilibrio di bilancio, in coerenza con
  le  Intese  raggiunte  dalla Regione con  lo  Stato  e  con  quanto
  disposto  dalla norma programmatica dettata dall'articolo 2,  comma
  1, della legge finanziaria regionale 2013.
   Occorre, nondimeno, evidenziare che il Documento interviene  nella
  fase  più  acuta degli effetti del ciclo recessivo che ha investito
  l'economia  nazionale e regionale. Come è noto, il cedimento  della
  domanda aggregata, che rappresenta una componente fondamentale  del
  pil,  risulta  marcatamente pronunciato, in Sicilia, rispetto  alla
  media   nazionale,  sia  con  riferimento  ai  consumi   che   agli
  investimenti.
   Secondo  il   Rapporto SVIMEZ 2013 sull'economia del Mezzogiorno ,
  pubblicato  il 17 ottobre 2013, la flessione del pil nel  2012  nel
  Meridione  d'Italia è stata pari al 3,2%, rispetto ad un decremento
  nel  Centro-nord  pari  al  2,1%.  Tra  le  Regioni  del  Sud,   la
  contrazione più evidente si è registrata in Sicilia (-4,3%).
   Quanto  al  pil  pro-capite,  inoltre,  la  Sicilia  si  situa  al
  terz'ultimo posto, all'interno di un'area, quella meridionale,  che
  già  produce  il 57,4% in meno di quello raggiunto nelle  aree  più
  ricche del paese (17.647 euro  rispetto a 30.000 euro).
   Tuttavia, così come è previsto sia dal DEF statale 2013 che  dallo
  stesso  DPEF  regionale, un'inversione di tendenza,  sia  pure  non
  decisiva, è attesa per l'inizio del 2014.
   In  tale direzione va sottolineato che l'ammontare delle spese  in
  conto   capitale  del  bilancio  della  Regione  2013  (che  incide
  fortemente  sulla  spesa  orientata  allo  sviluppo)  è  fortemente
  condizionato dal permanere di un risparmio pubblico negativo.
   Tale  valore  testimonia la difficoltà di intervenire  in  maniera
  strutturale  sulle  dinamiche  di crescita  della  spesa  corrente,
  circostanza  che  rende dunque assai problematico,  senza  incisivi
  interventi  correttivi disporre nel bilancio regionale di  adeguate
  risorse proprie da allocare per interventi in conto capitale.
   Infatti il rapporto tra la spesa regionale in conto capitale ed il
  pil  siciliano  si assesta, nell'ultimo triennio,  intorno  ad  una
  media   di   circa  il  3%,  non  sufficiente  a  fornire  adeguata
  propulsione  all'economia  isolana,  in  assenza  di  complementari
  flussi  finanziari  di  provenienza  extraregionale  (nazionale   e
  comunitaria) e di investimenti privati.
   Lo  stesso  DPEF evidenzia la consapevolezza del Governo regionale
  di considerare imprescindibile il pieno impiego dei fondi europei e
  del  cofinaziamento  nazionale, in una fase di sovrapposizione  tra
  l'esaurirsi del settennato di programmazione comunitaria  2007-2013
  e  l'avvio della nuova programmazione 2014-2020, per la quale  sono
  ancora in sede di predisposizione i nuovi regolamenti.
   Nella  prospettiva sopra delineata il Governo, nella parte IV  del
  DPEF, ribadisce come la ricomposizione del bilancio regionale verso
  la  spesa  in  conto capitale costituisca un obiettivo prioritario.
  Delinea,  quindi, un quadro di interventi di natura legislativa  in
  grado di perseguire il riequilibrio virtuoso della finanza pubblica
  regionale  funzionale  al ripristino strutturale dell'equilibro  di
  bilancio ed all'azzeramento del ricorso al mercato .
   Si  osserva  che ciò non può prescindere da una rimodulazione  del
  contributo  della  Regione  al  riequilibrio  dei  conti   pubblici
  nazionali, attraverso una maggiore correlazione tra il pil prodotto
  e ammontare del contributo finanziario regionale.

   Tali interventi si concentrano:
    1) sul riordino del sistema delle partecipazioni regionali, anche
       alla luce dell'articolo 4 del D.L. n. 95/2012;
  2) sull'elaborazione di un piano per l'utilizzo più efficace del
  personale a tempo determinato, ovvero destinatario di garanzie
  occupazionali, impiegato nel settore pubblico allargato;
  3) sulla riforma strutturale del sistema dei trasporti, sia sul
  versante di quelli marittimi verso le isole minori, sia in quello
  del trasporto pubblico locale su gomma;
  4) sulla riforma del settore forestale, con un impiego più
  efficiente del personale stagionale.

   La  tabella  3  riporta  i  risultati  finanziari  prevedibili  in
  relazione al contesto programmatico di moderata crescita del pil  e
  per effetto delle azioni sopra delineate.

   Tab. 3 - Indicatori di finanza pubblica programmatici

        Valori        2012   2013   2014    2015   2016   2017
     programmati
    (in milioni di
        euro)
   Entrate correnti    14.3   16.6    16.7   17.0   17.5   17.8
                         47     79      75     17     74     80
   Spese correnti      15.4   17.6    17.4   17.1   16.9   17.0
                         47     61      20     12     71     96
   Risparmio              -   -982    -645    -95    603    784
  pubblico            1.100
   Indebitamento          -      -       -   -543    102    372
  netto               2.839  2.092   1.124
   Saldo          da      -      -       -   -622     82    374
  finanziare  o   da  2.944  2.177   1.182
  impiegare
   Fabbisogno             -      -       -   -894   -180    121
                      3.155  2.437   1.468

   Valori programmati    2012   201    201   201    201   201
     (in % del pil)              3      4     5      6     7
   Entrate correnti       16,7    19,   19,    18,   18,    18,
                             2     43    02     76    85     86
   Spese correnti         18,0    20,   19,    18,   18,    18,
                             1     57    75     86    20     04
   Risparmio pubblico        -      -     -      -   0,6    0,8
                          1,26   1,14  0,73   0,10     5      3
   Indebitamento netto       -      -     -      -   0,1    0,3
                          3,31   2,44  1,27   0,60     1      9
   Saldo  da finanziare      -      -     -      -   0,0    0,3
  o da impiegare          3,43   2,54  1,34   0,69     9      9
   Fabbisogno                -      -     -      -     -    0,1
                          3,68   2,84  1,66   0,99  0,19      3

   In   tale  quadro,  occorre  porre  la  dovuta  attenzione   sulle
  previsioni relative alle entrate, in un contesto macroeconomico che
  si conferma sfavorevole, soprattutto tenuto conto della contrazione
  del reddito di famiglie ed imprese.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cappello è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende la discussione del Documento di programmazione economico-
                              finanziaria
                     (DPEF) per gli anni 2014-2017

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  riprende  la  discussione   del
  Documento  di programmazione economico-finanziaria (DPEF)  per  gli
  anni 2014-2017.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Falcone, relatore di minoranza,
  per svolgere la relazione.

   FALCONE,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intervengo per relazionare in merito a questo  documento
  di programmazione economico-finanziaria manifestando chiaramente la
  mia  personale,  ma  non solo, anche quella di  larga  parte  della
  commissione  bilancio,  insoddisfazione rispetto  ad  un  documento
  finanziario  che, sebbene si prefigga alcuni obiettivi cioè  quello
  di   tracciare  le  linee  strategiche  della  politica  economico-
  finanziaria  della  Regione, poi di fatto si è rivelato  abbastanza
  generico,  approssimativo e, rispetto all'anno scorso, più  corposo
  in  termini  di  dati, in termini di obiettivi, ma sostanzialmente,
  quando  si entra nelle tabelle e si vede l'andamento del fabbisogno
  finanziario  e  si  vedono  i parametri  economici  essenziali  per
  l'identificazione  dei  flussi del settore pubblico,  ci  si  rende
  conto come lo stesso sia molto carente.
   Spiegherò  i  motivi perché, nonostante l'abbia detto  il  collega
  relatore  di maggioranza, onorevole Di Giacinto, quando ha  parlato
  dell'effetto deflattivo in cui oggi si trova la Sicilia, il  PIL  è
  in  continua  e  costante  diminuzione e,  malgrado  l'anno  scorso
  l'assessore all'economia che ho incontrato in separata sede - ma  è
  come  se  fosse presente, ne sono convinto - avesse detto e  avesse
  preannunciato  che già nel 2013 vi sarebbe stata una inversione  di
  tendenza, in effetti ci siamo resi conto che nel 2013 non c'è stata
  alcun  tipo  di inversione di tendenza per la Sicilia,  anzi  vi  è
  stata  una  inversione di tendenza in negativo rispetto alle  altre
  regioni   d'Italia  perché  la  disoccupazione  è  aumentata,   gli
  investimenti pubblici in conto capitale sono diminuiti.
   Un  esempio  per  tutti: nel 2012 sono stati appaltati  lavori  in
  conto capitale per un miliardo e seicento milioni, al 31 agosto del
  2013   gli  uffici  della  Regione  hanno  certificato  che  appena
  centotrenta  milioni  di  euro sono stati  appaltati  in  opere  e,
  quindi, in investimenti, in spese in conto capitale. E' chiaro  che
  nel  momento  in cui la Regione non utilizza la spesa  comunitaria,
  cioè  quei  fondi  in conto capitale, da un lato  riduce  la  spesa
  corrente,  dall'altro lato non alimenta, non rafforza la  spesa  in
  conto  capitale  col rischio concreto, reale di rimandare  indietro
  risorse comunitarie, ci rendiamo conto che il fenomeno recessivo  è
  destinato ad aumentare e non a caso, allora, l'economia siciliana è
  in  crisi,  il  contesto  economico in cui opera  la  Sicilia,  gli
  operatori  delle  categorie produttive siciliane è  drammaticamente
  più difficile rispetto ad altri contesti del resto d'Italia.
   Non sto qua a dire e a ripercorre le percentuali di disoccupazione
  che  sono vicine quasi al 50 per cento per i giovani  dai 14 ai  29
  anni, non stiamo qua a dire oltre al 48 per cento per le donne, non
  sto  qua  a  dire  per  quella fascia  under  50  che  hanno  perso
  un'occupazione e che non riescono più a rientrare nel  mercato  del
  lavoro  perché  non  ci sono delle politiche  non  di  sostegno  al
  reddito, ma di sostegno alla produzione. Fin quando in Sicilia  non
  si  creano  delle politiche di sostegno a chi produce, a  chi  crea
  ricchezza  reale  e  non  solo servizi,  abbiamo  perso  l'approdo,
  abbiamo nascosto l'obiettivo verso cui tendere.
   Ecco  che  oggi ci troviamo in una grande emergenza, che è  quella
  che  abbiamo un grande capitale umano, ma è un capitale  umano  che
  rimane parcheggiato e addirittura si agevola un fenomeno migratorio
  verso altri contesti del nord Italia o addirittura del nord Europa.
  Dinanzi  a  questo  dramma,  a questa  tragedia,  che  è  ormai  da
  bollettino  di  guerra, qua ci sono migliaia di aziende  che  hanno
  chiuso  nel 2013 e le previsioni non sono sicuramente migliori  per
  il 2014.
   Non  sono migliori perché, malgrado la finanziaria del 2013  fosse
  stata rappresentata dal Governo regionale come una prima idea,  una
  prima  manovra  che mettesse in sicurezza i conti  e  fermasse  una
  situazione degenerativa del passato, di fatto, il vulnus è  rimasto
  tutto.
   Oggi  ci  accorgiamo che nelle previsioni che  vengono  fatte  nel
  Documento  di  Programmazione economico-finanziaria  del  2014-2017
  abbiamo  tutta un'elencazione di attività che potremo  svolgere  in
  conto capitale.
   Mi   riferisco,   ad   esempio,  a  quelle  che   sono   le   reti
  infrastrutturali, a quelle che sono le diverse azioni del PAC,  del
  Piano   di  Azione  e  Coesione,  che  vanno  verso  il  piano   di
  salvaguardia degli interventi significativi, PO FESR 2007-2013,  il
  PAC  che riguarda le altre azioni a gestione regionale e il PAC che
  riguarda gli strumenti diretti  per imprese e lavoro.
   Bene,  malgrado siano state declinate queste azioni,  questi  sono
  dei fondi che ancora la Regione siciliana stenta ad utilizzare,  ha
  difficoltà  ad  utilizzare e questo, di conseguenza,  comporta  una
  ricaduta  negativa  sull'economia siciliana; e  la  comporta  anche
  perché  il  contratto, ad esempio, istituzionale  di  sviluppo,  il
  cosiddetto   CIS   non  è  ancora  stato  attuato.  Ci  sono  varie
  iniziative e vari accordi di programma-quadro che dovrebbero essere
  realizzati per quanto riguarda le infrastrutture sulla mobilità. Mi
  riferisco  a quella stradale, ma mi riferisco a quella ferroviaria,
  mi riferisco al trasporto merci e logistica anche via mare.
   Anche  qua,  malgrado  ci siano stati degli accordi  sottoscritti,
  sono  rimasti  ancora soltanto sulla carta e sono  rimasti  lettera
  morta.
   C'è  un problema. La nostra è un'economia che vive, comunque,  nel
  momento  in cui sottraiamo all'economia una immissione nel  mercato
  economico  dei  fondi  comunitari.  Quando  nel  2013  che  si  sta
  concludendo meno di 200 milioni di euro sono stati investiti, bene,
  significa  che  stiamo  veramente  rischiando  di  essere  in   una
  situazione di allarme sociale perché quando il Presidente  Crocetta
  a  luglio  convocò una giunta impegnando tutti gli  assessori  e  i
  direttori  generali per potere accelerare la spesa e ci  accorgiamo
  ancora  che  una  misura che era già pronta,  che  è  quella  delle
  strutture  ricettivo-turistiche,  è ancora rimasta al palo  di  110
  milioni  di  euro e oltre, bene, sono stati soltanto finanziati  16
  progetti,  ci rendiamo conto come veramente siamo in una situazione
  di   stallo   assoluto.  Ecco  allora  perché  le   categorie,   da
  Confindustria,  dall'Ance, da Confagricoltura  o  da  Confcommercio
  hanno  alzato, hanno fatto una levata di scudi corale e hanno detto
  a  chiare lettere che oggi non va più bene la finanziaria  che,  da
  qui  a  qualche momento, a qualche ora, sarà portata in Aula ma  su
  cui   avremo  molto  da  dire,  ma  nemmeno  su  un  documento   di
  programmazione  economico-finanziaria  che  qualcuno  ha   ritenuto
  soltanto un pezzo di  carta.
   No,  noi  respingiamo  questa affermazione  nei  confronti  di  un
  documento che deve essere la strategia di sviluppo di una  regione.
  Il   documento   di   programmazione   economico-finanziaria   deve
  rappresentare le linee guida per le successive finanziarie e  leggi
  di  stabilità  perché, attenzione, quando noi da, un lato,  abbiamo
  detto  non utilizziamo gli accordi di programma con lo Stato',  non
  utilizziamo  i  fondi comunitari', al contempo abbiamo  ancora  una
  spesa    corrente   eccessivamente   pesante,   quasi   addirittura
  incomprimibile, ci rendiamo conto che difficilmente per i  prossimi
  cinque  anni,  per  il prossimo quinquennio noi riusciremo  a  dare
  delle  risposte adeguate a questa Sicilia in termini di sviluppo  e
  in termini di sostegno.
   Io ho anche fatto alcune considerazioni nel frattempo, che sono le
  tabelle  che  il  collega Di Giacinto ha letto e sono  tabelle  che
  veramente  fanno accapponare la pelle, al di là di quello  che  può
  essere detto. Abbiamo la tabella 1.3, l'andamento tendenziale della
  finanza  pubblica  nel  periodo  2013-2017.  Sintetizzo:  nel  2014
  saranno, sono, si immagina di avere entrate per 16 miliardi  e  563
  milioni di euro e al contempo abbiamo uscite per 17 miliardi e  549
  milioni di euro.
   Nel  2015, a fronte di 16 miliardi e 528 milioni di euro,  avremmo
  uscite per 17 miliardi e 249 milioni di euro. E così anche, sebbene
  parliamo di una forbice che, addirittura, si comprime tra uscite ed
  entrate,  ma  si  allarga nella spesa, nel  2016  la  spesa  arriva
  addirittura quasi a 17 miliardi di euro. Allora, è chiaro  che  noi
  dobbiamo  mettere mano a questa spesa. Dobbiamo cercare  di  capire
  dove  bisogna  fare  una revisione razionale  di  questa  spesa.  E
  quando, allora, ancora, nel riordino della sanità, ancora la sanità
  a  cui  viene dedicato un capitolo a parte, noi abbiamo ancora  una
  spesa  assolutamente  pesante dove ci  troviamo  che,  malgrado  le
  prestazioni  sanitarie  non  sono  riconosciute  all'altezza  della
  richiesta  per  cui  la  mobilità passiva è  ancora  alta,  poi  ci
  rendiamo conto che la spesa sanitaria, comunque, non riesce  ancora
  a diminuire.
   Non  riesce  a  diminuire perché più del 50% del nostro  bilancio,
  oggi,  è  rappresentato dalla spesa sanitaria.  E  se,  domani,  si
  attuerà  il  cosiddetto  federalismo fiscale , quando lo  Stato  ci
  dirà:   a  te  Regione Siciliana non darò più i 2  miliardi  e  200
  milioni  di  euro che ti sto riconoscendo quest'anno, perché  o  ti
  prendi  le  competenze oppure io ti riduco anche i  trasferimenti ,
  bene,  noi  ci  renderemo conto che non potremo  più  sostenere  un
  bilancio  e  non potremo formulare un bilancio che ci porterà,  che
  sarà  sempre  più  asfittico.  In questo  senso,  il  documento  di
  programmazione   economico-finanziaria,   me   la   lasci   passare
  l'assessore, non poteva arrivare adesso.
   Assessore,  noi lo dovevamo discutere ad ottobre questo documento
  E'  un  documento che va soppesato, su cui bisogna aprire un  largo
  dibattito, non un dibattito fatto tra l'indifferenza, tra l'incuria
  e  quasi come un fatto, come potrei dire, un passaggio protocollare
  necessario, dovuto, ma privo di ogni tipo di passione. Non  c'è  il
  cuore,   caro  assessore  Bianchi, in questo  documento.  Ed  è  un
  errore   E'  un  errore, perché chi non guarda con  grande,  anche,
  passione al futuro, non sogna per una propria Terra e noi,  invece,
  abbiamo il dovere di sognare, di dare una speranza a questa  nostra
  terra di Sicilia. E lo voglio dire in maniera molto chiara e netta,
  nel momento, ad esempio, in cui si parla di formazione al lavoro.
   Si parla di formazione professionale. Ho sentito e ho letto, molto
  poco  ho letto, e dove, come si fa fronte ai 10.000 operatori della
  formazione professionale a cui oggi non si dà una prospettiva nella
  riqualificazione  delle  attività  formative  in  Sicilia,  ma   al
  contempo,   non  si  dà  ancora  una  prospettiva  a   quei   1.800
   parcheggiati' al CIAPI, che non sanno cosa fare fra  meno  di  tre
  mesi.
   Qua,  il Governo si era impegnato ed avrebbe dovuto dire l'agenzia
  regionale,  una  o  più agenzie, in cui ci sia  il  concorso  e  la
  compartecipazione degli enti sani, degli enti che oggi danno  buona
  e  producono  buona  formazione professionale, perché  ce  ne  sono
  tanti, perché non possiamo  fare di tutta l'erba un fascio .
   A  noi,  però,  non serve tutelare gli enti, anche, quelli  buoni,
  serve   tutelare   l'offerta  formativa  in   Sicilia,   serve   la
  specializzazione dei nostri giovani che devono rivolgersi e  devono
  affacciarsi al futuro ed essere inseriti in un mercato  del  lavoro
  con  adeguatezza, con professionalità e con le specializzazioni che
  il mercato oggi richiede.
   Anche   qui,  non  si  sta  parlando  di  un'agenzia  unica  della
  formazione  professionale, né si parla, tanto meno,  di  un'agenzia
  che  dovrebbe guardare all'offerta formativa, all'incrocio tra  ciò
  che è offerta e ciò che, invece, è proposta e  richiesta.
     Il  mercato  del lavoro lo dobbiamo fare incontrare ed,  invece,
  ancora questo non è avvenuto.
   Anche  questo è un altro limite, assolutamente è un altro  limite,
  perché,  attenzione, noi abbiamo avuto un'impugnativa in una  norma
  che   questo  Parlamento,  questo  Governo  riteneva  assolutamente
  importante, cioè la norma sull'IRFIS. Ed, invece, è stata impugnata
  perché  abbiamo utilizzato un fondo che era destinato, che era  già
  dedicato ed il commissario dello Stato, giustamente, a mio  avviso,
  ha  voluto, anche, censurare l'assoluta premura, l'assoluta fretta,
  perché,  purtroppo  la  fretta e la  premura  non  sono  mai  buone
  consigliere. Questo lo dobbiamo dire in maniera molto netta.
   Ecco  perchè questo è un documento che non ci soddisfa  e  non  ci
  soddisfa  perché gli stessi obiettivi macroeconomici, gli obiettivi
  finanziari,  gli obiettivi di riduzione del fabbisogno complessivo,
  gli  indirizzi  per le variazioni delle entrate e delle  spese  del
  bilancio,  così  come  -  la cosa che mi sta  più  a  cuore  -  gli
  indirizzi  per  la legislazione di spesa regionale, questo  Governo
  non è capace di stimolare il Parlamento per  delle norme di spesa o
  delle  norme di sostegno alla produzione, di sostengo alle imprese,
  alle  categorie  e, se vogliamo, di elettrochoc  nei  confronti  di
  un'economia che sempre più langue.
   In   questo  senso,  il  documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria dovrebbe riscrivere appieno i criteri, le regole per la
  predisposizione di un disegno di legge finanziaria.
   Qui  non  è scritto nulla  Abbiamo due documenti che non dialogano
  tra  di loro. Da un lato c'è un documento di stabilità, cosiddetto,
  ma  che porterà instabilità, un documento ritenuto vuoto, che è  la
  finanziaria, e lo diremo, nei prossimi giorni, a partire dagli enti
  locali,   a  partire  dall'assenza  per  l'agricoltura,  a  partire
  dall'assenza  di  norme a sostegno del commercio  o  dell'industria
  piccola o media che sia.
   E'   un   documento   che  viene  fornito  come  quasi   necessità
  burocratica. E' questa la cosa che noi non possiamo condividere  né
  possiamo accettare.
   Avremmo  voluto,  invece,  un  dibattito  sulla  spesa  dei  fondi
  comunitari  quando ci venne garantito dal Presidente  Crocetta  che
  saremmo venuti qui per dire: quali sono i residui? Qual è la  spesa
  che  non  è  stata attivata del settennato 2007-2013? E  con  quali
  principi,  cioè  come  ci  arriviamo?. Con quale  attrezzatura,  se
  vogliamo  anche normativa e amministrativa, arriviamo al settennato
  2014-2020?
   Non l'abbiamo detto, non abbiamo detto nulla, non abbiamo ritenuto
  opportuno fare uno straccio di dibattito su 6 miliardi di euro  che
  rimangono  inattuati.  Ognuno è là, ogni misura  viene  là  con  la
  diligenza,  lo  zelo di qualche direttore generale che,  a  seconda
  della  propria  disponibilità,  a seconda  della  propria  capacità
  riesce più o meno ad attivare la spesa.
   Ci  sono  invece,  quegli  assessorati  la  cui  spesa  dei  fondi
  comunitari, lo dobbiamo dire, è ferma al 7 per cento, non a caso il
  Presidente  Crocetta richiamò assessori e richiamò anche  direttori
  generali,  non a caso c'è stato un attacco feroce - vado  verso  la
  conclusione  - del partito democratico, sino a qualche  giorno  fa,
  oggi sopito.
   Noi  esprimiamo un parere, sicuramente, negativo, lo abbiamo fatto
  già  in  Commissione quando ci siamo astenuti.  Lo  voglio  dire  a
  questa  Presidenza  dell'Assemblea regionale  siciliana.  Ci  siamo
  astenuti dal voto, perché se qualche giorno fa andavamo al voto, la
  Commissione  bilancio avrebbe dato un voto negativo; primo,  perché
  erano  assenti i componenti di maggioranza; secondo, perché vi  era
  un'assoluta  convinzione  e consapevolezza  che  questo  documento,
  malgrado  le  179  pagine,  compresa  l'ultima  bianca  180,  è  un
  documento che traccia in maniera generica linee strategiche che non
  esistono,  per  cui, su questo, l'invito è quello di  rivedere,  di
  ritornarci  e  che  il  Governo utilizzi questa  defaiance,  questa
  carenza,  per rafforzare con il nostro contributo - e  noi  non  lo
  faremo  mancare  -  nella legge di stabilità e  finanziaria  e  nel
  bilancio  che  possa essere una legge di sviluppo, di contenimento,
  di  riduzione della spesa inutile e inefficace ma, al contempo,  di
  pungolo ad una economia che sicuramente oggi è in ginocchio.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  sicuramente il dibattito, che ha visto già protagonisti il relatore
  di  maggioranza  e di minoranza, ha tracciato una  linea  circa  le
  incongruenze, oltre che le manchevolezze, che questo  documento  di
  fatto rappresenta.
   Al  di  là delle posizioni critiche come nel mio stile, in maniera
  preconcetta  non  c'è mai un muro contro muro, mai  una  negatività
  annunciata.  C'è  però  l'obiettività dei fatti:  un  documento  di
  programmazione  economico e finanziaria,  caro  Assessore,  come  è
  stato   in  occasione  della  precedente  votazione  del  documento
  all'inizio  di  legislatura,  abbiamo detto  che  questo  documento
  sicuramente  è  una  grande  opportunità  per  potere  avviare   un
  dibattito, per confrontarsi su alcuni temi, capire qual è il  senso
  reale ed il modo di definire ipotesi di strategie finalizzate  alla
  realizzazione degli obiettivi, come intervenire su una realtà che è
  fortemente critica.
   In  quella  occasione l'Assessore ebbe a dire che si era insediato
  da  poco  tempo,  e pur in presenza di un bagaglio di  novità  che,
  ahimè,  aspettavamo,  di fatto è risultato un  documento  limitato,
  vuoto, e tra l'altro all'inizio della legislatura c'erano anche  le
  condizioni per definire una strategia innovativa.
   Ma,  rivedere  oggi  lo  stesso problema  in  questo  documento  -
  onorevoli   relatori  di  maggioranza  e  di  opposizione,   signor
  Assessore -, che al di là delle problematiche legate al bilancio ed
  alla  finanziaria, e quindi alla tempistica, alle  competenze,  che
  sono   sicuramente  legate  anche  agli  aspetti  della   dotazione
  finanziaria. Un documento di programmazione economico e finanziaria
  può   essere   a   mio   avviso,  anzi  doveva   essere,   trattato
  precedentemente, perché andava a stabilire le linee prioritarie  di
  quello che poi sarebbe stato il percorso che bilancio e finanziaria
  potevano portare avanti, o dovevano avere anche come linea guida.
   Questo non è successo, ed è un fatto negativo, grave, vuole essere
  anche una sollecitazione ad un impegno non mantenuto, in assenza di
  programmazione noi siamo convinti che possiamo continuare ancora  a
  gestire le emergenze? Cosa è di fatto il bilancio e la finanziaria,
  tranne  qualche  considerazione di poco conto: è  una  gestione  di
  costi  fissi, di costi incomprimibili, che riguardano il personale,
  che  riguardano le spese che sono già standardizzate.  E  no,  cari
  colleghi,   quest'Aula  deve  assumere  un   ruolo   importante   e
  determinato,  perché comprenda fino in fondo quali  possano  essere
  gli  strumenti  che  determineranno, con  un  nostro  impegno,  una
  inversione  di  tendenza, diversamente ogni nostra  azione  risulta
  vana.
   Siamo  arrivati  a  dicembre, in una fase  conclusiva,  e  andiamo
  ancora  oggi  a  parlare di documento di programmazione,  che  deve
  essere fatta in fase preventiva. Quindi il ragionamento è veramente
  delicato.  Probabilmente è stata sottovalutata - caro  Assessore  -
  un'altra opportunità, perché noi abbiamo oggi un momento di  svolta
  in  alcune  realtà,  abbiamo strumenti  nuovi,  l'anno  scorso  non
  avevamo un intervento consistente e concreto quale poteva essere la
  cosiddetta PAC, questo programma con il Governo centrale, che viene
  coordinato con il cosiddetto strumento di coesione, se questo è uno
  strumento nuovo, dobbiamo capire come utilizzarlo e come è riuscito
  questo  strumento ad incidere nell'attività della nostra previsione
  di  bilancio  e della nostra azione della finanziaria.  Sicuramente
  poteva  essere uno strumento che guardava in maniera più attenta  a
  quelli  che noi dobbiamo capire come approntare, perché la gestione
  della  spesa  fissa  è  sicuramente  legata  all'entrate  erariali,
  sicuramente  l'entrate a previsione, che sono di  fatto  un  limite
  reale.
   Noi  dobbiamo pensare, invece, come attivare strumenti che possono
  determinare   investimenti,  che  possono   determinare   refluenze
  positive per le imprese e, quindi, per quella occupazione reale  ci
  vuole  qualcuno  che  sostenga  e che  la  paghi,  non  può  essere
  un'occupazione  solo  a  carico  della  spesa  pubblica,  come   un
  argomento  quasi scontato di routine. Poteva esserci uno  strumento
  nuovo  che, in questo senso, definisse quali potevano essere alcuni
  momenti  per  superare i vincoli della burocrazia, che sono  sempre
  più  consistenti.  Serve  una  cultura  dell'accoglienza,  di  come
  svilupparla,   che  possa  diventa  lo  strumento  principale   per
  riprendere  il  percorso interrotto sull'attività del  turismo,  un
  intervento sul credito, che possa esserci al di la delle iniziativa
  sui  consorzifici, anche qua un'articolata opportunità da  fornire,
  non  solo  alle nuove imprese che vogliono investire,  ma  anche  a
  quelle  imprese  che  oggi  operano in  condizioni  di  difficoltà.
  Servono strumenti anche sul costo del lavoro che devono, in  questo
  momento  di  grande tensione sociale, potere garantire alla  libera
  impresa,  che ancora ha la capacità di resistere in questo mercato,
  di potere andare avanti. Ma nulla di tutto questo
   Un  altro  argomento, signor assessore e onorevoli  colleghi,  sul
  quale  dobbiamo  aprire  gli  occhi,  è  il  problema  della   gare
  centralizzate, non solo la sanità, ma su tutto ciò che rientra oggi
  nella  spesa  pubblica. Il principio della gara centralizzata,  che
  vuole  essere  agli occhi dei più come un momento di risparmio,  di
  economia,  è  un fatto realmente fuorviante, perché oggi  marchiamo
  verso  un  principio  che  è il principio dei  costi  standard,  un
  principio  secondo il quale noi possiamo sapere qual è  la  forbice
  che  riguarda  l'acquisto dei beni e dei servizi,  questo  concetto
  secondo  il quale noi dobbiamo sostenere interventi che  poi  vanno
  nelle mani di multinazionali, per poi strozzare il territorio,  per
  poi  ammazzare l'imprenditoria locale, per poi creare le condizioni
  di  asfissia  che  di  fatto  lucrano,  per  poi  non  dare  nessun
  contributo alla realtà. Anche qua va studiato e approfondito questo
  ragionamento.
   Andiamo  ai  temi da trattare. C'era questa nuova  possibilità  di
  chiudere una fase dell'utilizzo delle risorse comunitarie. E'  noto
  a  tutti  il  problema  che viene fuori, la  capacità  di  limitare
  d'utilizzo  delle risorse, e purtroppo il rischio di disimpegno  di
  alcune   risorse   della  comunità.  C'è  la   fase   della   nuova
  programmazione 2014-2020, quindi c'è uno scenario da dipingere,  ma
  qual  è il quadro macro che in questa direzione noi rappresentiamo?
  Qual è l'iniziativa che il Governo ci offre?
   Non  c'è  un'iniziativa,  la prepariamo  noi  come  Assemblea,  la
  prepariamo noi come Gruppo di lavoro spontaneo che vuole  dedicarsi
  a  questo ragionamento, probabilmente è arrivato il momento di fare
  questo,  allora c'è anche un ragionamento importante  che,  secondo
  me,  deve  riportarci al principio della speranza. Io sono convinto
  che  nonostante  questi  problemi  che  hanno  determinato  che  si
  perdesse  questa opportunità, noi dobbiamo invece  pensare  che  ci
  sono le condizioni per potere guardare avanti attraverso interventi
  mirati  in maniera articolata. Non c'è solo il problema degli  enti
  locali, non c'è solo il problema dei precari, della formazione,  ma
  c'è  il problema delle attività produttive nella sua articolazione,
  c'è  il  problema  che  può  riguardare una  attenzione  verso  una
  missione importante che è quello di un turismo di qualità,  che  di
  fatto  oggi  noi abbiamo perso, di un'agricoltura con l'eccellenze,
  di  un artigianato che può ancora essere venduto nel mondo, che noi
  dobbiamo  fornire un prodotto in cui a prevalere sia la  qualità  e
  non  il  prezzo, ma perché ciò avvenga è necessario che ci sia  una
  presa  di coscienza da parte di tutti, ma ancora di più che ci  sia
  una  ritrovata capacità di utilizzare al meglio le opportunità  che
  noi abbiamo. E sicuramente questa opportunità, che il DPEF poteva o
  doveva fornire, noi l'abbiamo perduta.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come prima  cosa
  sposiamo,  e  ci  accodiamo totalmente, la relazione  di  minoranza
  dell'onorevole  Falcone, e con questo comunichiamo  che  il  nostro
  Gruppo  parlamentare Movimento Cinque Stelle darà voto contrario  a
  questo  Documento  di  programmazione economico-finanziaria,  anche
  perché  vogliamo  sottolineare - cosa già  espressa  dall'onorevole
  Falcone  -  che questo documento è stato svuotato della  sua  reale
  utilità.
   Ovvero, ci stiamo ritrovando ad approvare il documento oggi, il 23
  dicembre, quando il DPEF dovrebbe servire ad indicare la  strada  e
  fare  da  cornice al bilancio ed alla finanziaria ed in  più,  come
  espresso anche dalla relazione di maggioranza, letta dall'onorevole
  Di  Giacinto,  i  dati presenti nel DPEF non sono dati  aggiornati,
  poiché  si rifanno al DPEF nazionale di aprile, e non alla nota  di
  aggiornamento nazionale di settembre. Diciamo, quindi, che i numeri
  ed  i  conti  del nostro documento di programmazione regionale  non
  tornano.
   Passando,  quindi,  alla fase propositiva,  il  nostro  appunto  è
  quello  che questo Governo e quest'Aula porti avanti, quanto prima,
  una  riforma sulla legge di contabilità, così da poterci  allineare
  ai  tempi  nazionali,  e dare un senso a ciò che  facciamo  perché,
  fondamentalmente, oggi in quest'Aula si sta approvando un documento
  tanto  per  farlo.  Dico, quindi, se questo  Governo  vuole  essere
  realmente  rivoluzionario, potrebbe semplicemente iniziare  con  il
  rispetto  dei  tempi  e  il  dare un  senso  ai  documenti  che  si
  approvano, che sia il DPEF, che sia la finanziaria e il bilancio.
   Nel   contesto   del   documento  di   programmazione   economica-
  finanziaria,  ci  auguriamo che si possa,  in  questa  legislatura,
  ridare una centralità ed un senso a questo strumento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo quello che ha
  detto  l'onorevole  Falcone, il relatore di  minoranza,  è  perfino
  superfluo intervenire per elencare o sottolineare tutte le  carenze
  di questo DPEF, che dovrebbero essere un po' lo specchio di ciò che
  un'amministrazione, soprattutto un'amministrazione  dopo  il  primo
  anno  di  lavoro,  e  avendo davanti a se altri  quattro  anni  per
  amministrare, dovrebbe tenere come il libro maestro, la via maestra
  per cercare di fare capire, quanto meno, al Parlamento tutto, oltre
  che agli elettori, ai siciliani, quale sarà la strada da seguire.
   Noi, in questo documento di politica economica e finanziaria,  non
  solo non scorgiamo nessuna intenzione, nessuna prospettiva, neppure
  nessuna  volontà  di  incamminarsi verso una seria  programmazione,
  circa  le intenzioni di Governo dell'economia, circa la volontà  di
  cambiare  la  rotta rispetto agli ultimi anni per  quanto  riguarda
  l'utilizzo  dei  fondi ma, addirittura, si è  vista,  almeno  nella
  tempistica, l'assenza, la rinuncia alla programmazione stessa.
   Come  si  fa  ad  arrivare sotto Natale a discutere  del  DPEF,  a
  discutere  del documento di programmazione economica e finanziaria,
  che  avremmo  dovuto  discutere qui ad ottobre,  se  non  prima,  a
  settembre   Ma  siamo  ancora in presenza di  un  Governo  che  può
  definirsi tale? Siamo ancora in presenza di un Governatore e di  un
  Governo che stanno governando questa Regione? O si è in presenza di
  una  finta,  di una burla? Di qualcosa che nulla ha a  che  vedere,
  così  neanche lontanamente, a un modello che assomigli a un ipotesi
  di Governo.
   Parliamoci  chiaro,  ancora siamo qui a Natale  con  dei  problemi
  immani da risolvere, che non sono problemi che sono accaduti  oggi,
  ieri,  un mese fa, o sei mesi fa, sono problemi gravissimi  che  ci
  trasciniamo  da  alcuni  anni, che sono ben  presenti  nell'agenda,
  nella  memoria e nell'agire quotidiano di ciascuno di  noi,  eppure
  con   nonchalance  arriviamo qui sotto Natale e non sappiamo  se  i
  precari, 30 mila persone, saranno prorogati oppure no, non sappiamo
  se  perderemo  due,  oppure tre, oppure quattro miliardi  di  Fondi
  europei, non sappiamo come dare un ordine con la nomina dei manager
  alle  Aziende sanitarie, e non sappiamo se assumere o meno un mutuo
  per ripianare i debiti.
   Siamo  qui a riempire le nostre giornate per discutere di ciò  che
  dovrebbe essere fatto con un Governo normale, che abbia la  volontà
  di  governare, e invece ci trastulliamo con una raccolta  -  quante
  pagine  sono?  Ripeto  non l'ho neppure letto,  non  c'era  bisogno
  neppure  di leggerlo -, con un opuscoletto distribuito scialbamente
  e  sciattamente che riporta alcune cifre messe lì in ordine, ma non
  dà  nessuna  indicazione su come risolvere  i  problemi  di  questa
  Regione.
   Ma  allora  perché  governare? Ma allora perché  assumersi  questo
  compito?  Perché  portare avanti questo compito  di  Governo  della
  Sicilia,  se  non si è in grado neppure di avanzare delle  proposte
  che  tentino  di risolvere i problemi, che diano l'impressione  che
  c'è  un'idea  di come si vuole andare avanti per cercare  di  porre
  rimedio  alla  gravissima  situazione economico-finanziaria,  ma  a
  questo  punto  anche gestionale, della nostra Terra. Abbiamo  fuori
  controllo ogni Istituzione, e mi riferisco anche e soprattutto alla
  questione  delle ASP, della Sanità, che assorbe metà  del  bilancio
  regionale, e nelle quali ASP ci sono ancora insediati da  oltre  un
  anno,  o  quasi un anno e mezzo, dei Commissari che invece dovevano
  restare   là  solo  sessanta  giorni  dopo  l'elezione  del   nuovo
  Presidente.  Questa  è una vicenda assurda, paradossale,  fuori  da
  ogni  regola, fuori da ogni legge, e si continua imperterriti  come
  se nulla fosse.
   Certo  poi  si  arriva qui e si porta il DPEF, che  non  programma
  nulla,  non  prevede nulla, non governa nessun  processo,  e  viene
  portato  qui  sono per assorbire qualche ora di tempo di  dibattito
  del  Parlamento siciliano, che potrebbe essere impiegato meglio per
  risolvere i tanti, tantissimi e gravissimi problemi della gente  in
  Sicilia.   Pertanto,   annunciamo  il  nostro  voto   assolutamente
  contrario  per tutte le ragioni che abbiamo esposto su  questo  non
  documento che è il PDEF.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lo Sciuto è in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Riprende la discussione del Documento di programmazione economico-
                              finanziaria
                     (DPEF) per gli anni 2014-2017

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli  colleghi,
  oggi è arrivato in Aula il Documento di programmazione economica  e
  finanziaria,  io  non  voglio tediare  nessuno,  però  pensavo,  mi
  aspettavo, che dopo un anno dall'insediamento di questo Governo  il
  documento,  il DPEF, oggi fosse esaustivo, contenesse  norme  sulla
  programmazione e sullo sviluppo.
   Invece  abbiamo  visto  che è un documento  scarno,  un  documento
  insufficiente,  un  documento dove c'è la solita elencazione  delle
  spese  e dei costi fissi, ma senza contenere norme di sviluppo  per
  le imprese, per gli artigiani, per i disabili, per tutta una fascia
  di  categorie  che  aspettano  risposte.  E  soprattutto  mi  sarei
  aspettata  perché - parliamoci con chiarezza - l'unica  possibilità
  di risorsa e di sviluppo che aveva e che ha questa Terra era legata
  alla spesa dei Fondi comunitari.
   In  questo  documento non c'è traccia del rendiconto  della  spesa
  comunitaria  dell'anno  2007-2013, cioè dei residui  dell'eventuale
  utilizzo dei ribassi d'asta.
   Vi ricordo, e ricordo a me stessa, che il Governo precedente aveva
  incentrato la programmazione 2007-2013 su Asse 6, Sviluppo  locale.
  Ebbene,  abbiamo  iniziato il 2014 e dell'Asse  6,  dello  Sviluppo
  locale, non vi è traccia. Eppure l'anno scorso, nel momento in  cui
  questo  Governo si è insediato c'erano ancora tutte le  possibilità
  perché  si  potessero recuperare parte di quelle  somme  e  invece,
  piuttosto  che fare una politica di razionalizzazione della  spesa,
  considerato  che  quelle  somme  non  sono  state  utilizzate   per
  finanziare le opere previste in quel piano di sviluppo,  perché  la
  Regione  non  aveva i fondi per i co-finanziamento e i Dipartimenti
  hanno  cercato  tutte le scuse additando gli Enti  locali  che  non
  avevano saputo progettare. La verità è che si è preferito impegnare
  le  somme in grandi infrastrutture che saranno realizzate nel 2020,
  e intanto il territorio e la Sicilia stanno morendo.
   Non  si  è  riusciti a mettere a sistema territori  che  potessero
  garantire lo sviluppo locale. E allora chiedo qui con forza,  e  lo
  chiedo all'assessore Bianchi, che ancora c'è il tempo di recuperare
  parte  di  quella programmazione agendo su quei progetti presentati
  dai  PIST, che giacciono al Dipartimento programmazione, che riveda
  quel  documento  e,  soprattutto, che ci dica quel  documento  cosa
  intende prevedere e come intenda utilizzare la programmazione 2014.
  Siamo a gennaio, e ancora non c'è traccia. Onestamente è una grande
  amarezza, l'anno scorso ho votato la finanziaria dicendo:   bisogna
  dare  fiducia a questo Governo , ma da un anno si sta  navigando  a
  vista,  ancora dal Dipartimento salute sentiamo dire  che  si  sono
  risparmiati  milioni  di  euro,  ma  abbiamo  servizi  sanitari  da
  Marocco, da terzo mondo, da vergognarci.
   E'  offensivo portare in Parlamento un Documento di programmazione
  finanziaria  come quello che abbiamo letto, non si potrà  approvare
  mai  una  finanziaria, una legge di stabilità in queste condizioni.
  Ancora   cerchiamo  di  prorogare  i  commissari   delle   province
  regionali;  vi  è una spesa ingessata, il 50% della  spesa,  legata
  solo   alle   spese  correnti.  Finisco  qui,  perché  non   voglio
  ulteriormente  continuare  però,  onestamente,  dico   che   questo
  documento  è non solo lacunoso, ma non ha alcuna caratteristica  di
  Documento  di programmazione finanziaria perché non ha  previsto  e
  non ha programmato nulla, ma non ha neanche dato il conto di quello
  che ha speso per quanto riguarda i fondi comunitari.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine del giorno numero 153  Approvazione del DPEF per gli  anni
  2014-2017 ,  a firma degli onorevoli Dina, Gucciardi, Di  Giacinto,
  Firetto e Leanza, tutti i capigruppo di maggioranza, che è in  fase
  di distribuzione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   è   vero,   la   relazione   dell'opposizione    fatta
  dall'onorevole  Falcone, probabilmente, tracciava  alcuni  elementi
  distintivi delle forti criticità di questo documento. E questo  può
  apparire  scontato  rispetto  a chi, chiaramente,  fa  lettura  del
  documento  e  fa  un'analisi  che  è  legata  anche  al  ruolo  che
  l'opposizione legittimamente assume rispetto ad un testo.
   Tuttavia,  lasciatemi dire che la relazione della maggioranza  non
  presentava lumi a proposito. Mi sembrava di leggere quasi la stessa
  pagina,  pensavo potesse esserci l'altra faccia della  medaglia  e,
  invece,  in qualche modo erano quasi l'una la fotocopia dell'altra.
  Forse  perché in effetti al di là dei toni, i contenuti  di  quelle
  relazioni  non potevano far altro che raccontare quello  che  è  il
  disastro,  il  disastro annunciato rispetto  alla  questione  dello
  sviluppo  locale  rispetto  al  quale  alcun  provvedimento   viene
  indicato.
   Un  disastro  annunciato, un flop annunciato, rispetto  ad  alcune
  riforme che sembravano dovessero arrivare attraverso le Commissioni
  in Aula, e mi riferisco, ad esempio, alla riforma delle province  -
  mi sembra quasi di potere andare indietro nel tempo di un anno - ma
  non  c'è  alcun riferimento all'interno di questo testo.  Mi  rendo
  conto che lo scorso anno, probabilmente, eravamo ancora in una fase
  di  avvio,  e quindi potesse essere quasi normale dovere  attendere
  una  fase con cui il dibattito potesse essere più maturo sul  tema,
  ma  a distanza di un anno nessun lume è stato dato su quel tema, se
  non un generico rinvio, un commissariamento allora realizzato senza
  alcuna garanzia rispetto ai servizi da avviare nei territori, senza
  alcun   riferimento  alla  programmazione  2014-2020,  senza  alcun
  riferimento  alla  programmazione dei piani integrati  di  sviluppo
  urbano  o  ancora  dei PIST. Soltanto generiche  considerazioni,  e
  ancora generici impegni di spesa legati ad alcuni capitoli,  e  tra
  questi uno brilla più degli altri, il capitolo 100-306. Mi si dice,
  e  apprendo dalla stampa, che il Presidente Crocetta è riuscito  ad
  intervenire facendo dei tagli sulle spese legate, ad esempio,  alla
  scorta,  per  cui insieme alla scorta sarebbero diminuiti  i  costi
  legati ai viaggi all'estero. E allora, se i viaggi all'estero  sono
  diminuiti ed è diminuita la spesa legata ai viaggi all'estero  come
  si  spiegano i 686 mila euro impegnati dal Presidente della Regione
  per  fare le missioni della scorta all'estero? Ma come, gli  uomini
  della  scorta  sono  diminuiti e i soldi per i  viaggi  e  missioni
  all'estero  sono  aumentati fino a 686 mila euro?  Quindi,  io  non
  capisco qual è il criterio che è stato seguito in questa manovra.
   La  scorsa  settimana  in prima Commissione abbiamo  ascoltato  le
  relazioni  di diversi assessori, e tra questi alcuni che dovrebbero
  rappresentare  il  cuore  pulsante  dell'attività  in  termini   di
  solidarietà   al   territorio.  Tra  questi,  ad  esempio,   quello
  dell'assessorato    per   la   famiglia,   un   assessorato    dove
  complessivamente  sono  stati  stanziati  150  mila  euro  e  dove,
  addirittura,  qualcosa  come  due o  quattro  mila  euro,  ora  non
  ricordo, venivano dati alle vittime della mafia.
   Questo è il prezzo che viene dato da questo Governo ad uomini  che
  sono  disposti  a morire, e questo ci preoccupa. Ma l'importante  è
  che rispetto ad uomini che sono morti per atti eroici, in compenso,
  ci  siano questi 686 mila euro che vengono destinati ai viaggi  per
  la scorta del Presidente.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  do  la  parola   all'assessore
  Bianchi.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, ho ascoltato con interesse il dibattito, le osservazioni,
  ma   ritengo   che  alcune  osservazioni  dell'onorevole   Falcone,
  dell'onorevole Formica in realtà vanno nella direzione nella  quale
  ci  siamo  orientati col documento che peraltro, ricordo,  è  stato
  depositato a inizio settembre. Quindi, c'è stato un ampio tempo per
  leggerlo, avete avuto tre mesi per leggerlo con attenzione.
   Peraltro,  qualche stupore lo devo manifestare. Se   vi  ricordate
  l'anno  scorso,  noi, onestamente, presentammo un  documento  molto
  asciutto,   che  si  concentrava  sull'operazione  di   risanamento
  finanziario  che abbiamo portato avanti nel corso del 2013,  che  -
  ricordo  -  è  stato  un  anno in cui non solo  abbiamo  conseguito
  un'operazione   di  risanamento  finanziario,  abbiamo   conseguito
  l'approvazione  del  rendiconto  2012,  grazie  all'intervento  che
  abbiamo  messo  in  atto, a giugno scorso,  rimpinguando  il  fondo
  residui attivi; abbiamo, nel corso dell'anno, rinegoziato il  Patto
  di   stabilità,  riuscendo  a  garantire  nel  corso  dell'anno   i
  trasferimenti e riuscendo a passare pure il risanamento finanziario
  senza  grandi  tensioni.  Abbiamo  condotto,  cioè,  nel  corso  di
  quest'anno  un  lavoro molto attento sul bilancio, di  pulizia  del
  bilancio,  di  trasparenza,  che è riuscito  a  tenere  insieme  il
  risanamento  e anche senza - appunto - creare, nel vasto  mondo  di
  coloro   che  ricevono  sussidi  da  parte  della  Regione,  grandi
  tensioni.
   Questo   Documento  di  programmazione  economico-finanziaria   è,
  invece,  molto  più  ambizioso.  Contiene  un'ampia  operazione  di
  programmazione, che riguarda tutte le varie componenti della  spesa
  regionale,  si  concentra molto sul tema dei fondi strutturali,  su
  cui  anche  qua  ricordo che siamo arrivati in  una  situazione  di
  assoluta  emergenza  in termini di spesa dei  fondi  strutturali  e
  riusciremo a chiudere il 2013 senza avere un disimpegno dei  fondi.
  Un primo obiettivo, sia pure insufficiente, senz'altro un obiettivo
  importante e non scontato ad inizio d'anno.
   Siamo passati da una spesa media mensile di 10 milioni a circa  70
  milioni  nel  corso  dell'anno. Quindi, anche lì sull'accelerazione
  della   spesa   è   stato  fatto  un  primo  passo  importante   di
  discontinuità.
   E, poi, c'è tutta la definizione del 2014-2020, di quello che sarà
  la  programmazione  nei  prossimi anni,  la  principale   arma  che
  avremo, non solo per uscire dalla recessione, ma per modificare  in
  termini strutturali l'economia regionale. E lì troverà, chi avrà la
  pazienza   di   leggerlo   nei  prossimi   giorni,   molti   spunti
  interessanti, molte cose che andranno nella direzione.
   Poi  anche  qui dobbiamo capirci, perché, da un lato,  l'onorevole
  Falcone ci rimprovera di non fare un'azione più forte in termini di
  risanamento, di riduzione della spesa corrente e, dall'altro,  vedo
  che, invece ci si dice che non possiamo togliere un euro ai comuni,
  non possiamo togliere un euro a nessuno. Capiamoci: o dobbiamo fare
  il  risanamento  e  la  riduzione della spesa  corrente  o  non  la
  dobbiamo  fare.  Quando  si fa programmazione  si  chiedono  grandi
  tagli,  poi quando si fanno i documenti di bilancio non si può  mai
  dire di sì a nulla, a nessun passo indietro dello stato.
   Invece, l'operazione che abbiamo cercato di fare è proprio  quella
  di  ridurre la spesa, senza incidere sulla componente di spesa  più
  direttamente legata a stipendi, perché abbiamo un impegno  rispetto
  ai  cittadini  siciliani che per troppi anni abbiamo  costretto  al
  precariato,  e senza mancare le risorse per lo sviluppo  e  per  la
  crescita.  Ed è quello che è ampiamente contenuto nel Documento  di
  programmazione economico e finanziaria, che interviene in una  fase
  economica  difficilissima  -  lo  sapete,  è  inutile  che  ce   lo
  ricordiamo,  i dati parlano di una riduzione del PIL  di  oltre  il
  dieci per cento nella crisi, però anche le informazioni sulla  fine
  del  2013  e inizio 2014 devo dire che qualche speranza  più  ampia
  sulla possibilità di arrestare questa fase recessiva le abbiamo.
   Mi  sono  scorso gli ultimi dati, devo dire che anche i  dati  del
  terzo trimestre dell'Italia, intanto per la prima volta segnano  un
  dato  non negativo. Sicuramente la Sicilia avrà una fuoruscita  più
  difficile  dalla recessione,  come sempre  avviene per  le  regioni
  più deboli. Ma, per esempio, se già vediamo i dati sull'export,  al
  netto  dei  prodotti  petroliferi, abbiamo di  nuovo  una  crescita
  dell'export   perché  tutti  i  principali  settori   dell'economia
  regionale,  dall'agroalimentare  al farmaceutico,  all'elettronica,
  finalmente segnano qualche valore positivo.
   Quindi,  questo  è  un  DPEF che delinea le politiche  economiche,
  largamente   finanziate   sui  fondi   extra   regionali,   quindi,
  senz'altro,  onorevole  Grasso, bisogna aumentare  l'attenzione  su
  quello che sarà il periodo 2014-2020. E c'è molto nel DPEF,  ma  io
  auspico  che  il Parlamento regionale tornerà a gennaio  anche  con
  delle  sessioni specifiche sul tema della programmazione  2014-2020
  perché parliamo di tre, quattro miliardi di euro l'anno che saranno
  lo strumento principale che avremmo per fare ripartire la Regione.
   Concludo dicendo che noi crediamo che il DPEF dia un ampio spettro
  di  tutte  le azioni che metteremo in atto. Ha come asse  portante,
  come  architrave  fondamentale  l'operazione  di  risanamento   che
  abbiamo  fatto. Siamo partiti da una Regione di cui si  parlava  di
  default  finanziario,  abbiamo portato  avanti  una  operazione  di
  risanamento che senza creare tensioni sociali comincia a portare la
  Regione  in  una  situazione di normalità  finanziaria.  Dall'altra
  parte stiamo da un lato accelerando per il periodo 2007-2013 perché
  nei paletti già presenti non potevamo fare altro che accelerare  su
  una programmazione già definita, e stiamo insieme definendo il 2014-
  2020.  E'  una grande sfida su cui mi auguro ci sarà il  contributo
  non  solo  del Governo ma anche dell'intero Parlamento e su  questo
  che dovremmo discutere sempre più ampiamente da gennaio in poi.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  dimenticato
  semplicemente un passaggio. Assessore Bianchi, due chiarimenti, non
  la  convinceva l'intervento dell'onorevole Falcone laddove,  da  un
  lato,   chiedeva la  riduzione della spesa, ma poi quando si tratta
  di fare la finanziaria ai comuni.
   La  critica che la sottoscritta rivolge a questo Governo è  perché
  non è riuscito a recuperare risorse laddove in tutto questo anno, a
  cominciare soprattutto dalla sanità. Siamo al 23 dicembre e  ancora
  in Giunta non è arrivata la rimodulazione del servizio di emergenza-
  urgenza  del 118,  che  questo consentirebbe di risparmiare milioni
  di  euro che possono essere destinati in quel settore, e se  ancora
  noi  pensiamo  a tante altre storture che vi sono e a  tanti  altri
  enti  inutili  e  non siete riusciti a fare un programma,  e  tutto
  questo  potrebbe  essere destinato agli investimenti.  Quindi,  non
  diciamo  che  dobbiamo  sempre  tagliare,  tagliare.  Noi  dobbiamo
  tagliare laddove c'è spreco.
   Ancora, per quanto riguarda i fondi comunitari, ed è quello che mi
  sta a cuore, c'è da recuperare parte della spesa comunitaria con  i
  ribassi  della programmazione 2013 e le ricordo che c'è un  accordo
  APQ con il CIPE che avrebbe dato respiro alla Regione siciliana: 40
  milioni  di  euro, e l'Italia rischia l'infrazione da  parte  della
  Comunità europea per quanto riguarda depurazione, acque, acquedotti
  e quant'altro.
   Non si capisce bene perché questi bandi non siano partiti.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altri iscritti  a  parlare.  Pongo  in
  votazione  l'ordine del giorno n. 153  Approvazione del DPEF  2013-
  2017'. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
   Chiedo  al deputato segretario, onorevole Lantieri, di avvicinarsi
  al banco della Presidenza per ripetere la votazione.

   MUSUMECI. Perché non si procede con la votazione elettronica?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la richiesta di voto  elettronico
  deve essere appoggiata da almeno sette richiedenti.
   Onorevoli colleghi, voi amate mettere la Presidenza in difficoltà;
  gli Uffici mi dicono che possiamo procedere con la contro prova.
   La  votazione,  onorevole Musumeci, avviene in  questo  caso   per
  alzata e seduta.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Onorevole  Falcone, la invito a stare al suo posto per  facilitare
  la verifica, perché vi muovete, e rendete difficile
   Dalla  verifica  risultano  27 onorevoli  seduti  e  26  onorevoli
  alzati.

   GUCCIARDI. L'onorevole Pogliese è entrato dopo, non può votare.

                  (Proteste dai banchi dei deputati)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, visto che  vi  andate  muovendo,
  possiamo procedere per separazione,  è un modo molto semplice.

   CRACOLICI.  Quando  si vota si chiudono le  porte,  a  chiave.  Si
  devono chiudere le porte

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevoli colleghi, vi  invito  a
  dare dignità a questo Parlamento. Onorevole Cracolici, lei così non
  mi viene incontro.
   Gli  assistenti sono invitati a sorvegliare gli accessi e  di  non
  fare  entrare  deputati.  Nessuno  entra  più,  va  bene  onorevole
  Cracolici?
   Se  voi  non andate in giro camminando, mi rivolgo agli  onorevoli
  che  vanno camminando, noi forse riusciremo a contare anche con una
  certa precisione.
   Se voi continuate a spostarvi, ci confondete e noi non riusciamo a
  contare.

   MUSUMECI. Signor Presidente, procede con la votazione elettronica.

   FIGUCCIA. Era già stato bocciato, lei non ha contato

                      (Vibrate proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole Musumeci, il  Regolamento  interno  non  lo
  prevede   Per rendere chiaro, mi dicono che il Regolamento  interno
  prevede  la  votazione  per  divisione. Allora,  chi  è  favorevole
  all'ordine  del  giorno   n. 153, vada alla  mia  sinistra,  chi  è
  contrario rimanga alla mia destra.
   Lo ripeto, i favorevoli alla mia sinistra, tutti seduti.

   VINCIULLO. Signor Presidente, cosa sta facendo?

   RINALDI. E' stato già votato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, ma come che  faccio?  Onorevole
  Rinaldi, se lei si va ad accomodare facciamo in fretta. Sospendo  i
  lavori per un minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.45).

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Invito  gli  onorevoli  colleghi  a  prendere  posto.  Chiamate  i
  deputati Questori, per favore.

               (Reiterate proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE Invito gli  onorevoli colleghi a prendere posto, vi sto
  invitando  a  prendere  posto,  per  favore  chiamate  di  deputati
  Questori.
   Invito  i  signori  componenti  di questo  Parlamento  a  prendere
  immediatamente posto.
   Onorevole Figuccia non urli e si accomodi.
   Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Fra un attimo le darò la parola.

   DI MAURO. Così complica le cose.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro,  io sto cercando di  attenermi  a
  delle  disposizioni  che fanno parte del  Regolamento  interno.  Se
  qualcuno  non si attiene alle regole non è colpa mia, anche  perché
  le regole, vi ricordo, le fate voi.
   Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto, questo è il  sesto
  invito, forse anche l'ottavo. Onorevole Firetto, cortesemente,  può
  prendere posto?
   Onorevoli  colleghi,  vi  pregherei di accomodarvi  tutti  quanti,
  onorevoli  Gucciardi, onorevole Cimino, così anche  al  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle, grazie onorevole Trizzino.

   FONTANA. Consenta l'accesso anche all'onorevole D'Asero.

   PRESIDENTE. Ho disposto  di chiudere gli accessi all'Aula.

   MUSUMECI. Noi abbandoniamo l'Aula.

   FORMICA. Abbandoniamo l'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, onorevole Falcone, cortesemente,
  prendete posto.
   Vorrei  spiegare, per chiarezza verso l'esterno, nei confronti  di
  chi  sta  guardando,  non  è certamente  un  episodio  decoroso  di
  quest'Aula.   Vorrei  precisare  ai  signori   onorevoli   che   il
  Regolamento  interno   prevede, per quanto  riguarda  la  votazione
  degli ordini del giorno, la votazione  per alzata e seduta.

   MUSUMECI. Non è tollerabile che si facciano entrare i deputati del
  centro-sinistra  e  si lascino fuori quelli del centro-destra.  Noi
  abbandoniamo l'Aula.

       (I deputati dei gruppi parlamentari PDL, Lista Musumeci e
              Movimento Cinque Stelle abbandonano l'Aula)

   PRESIDENTE. Anche se gli onorevoli stanno abbandonando l'Aula,  io
  vado  avanti  con  la  votazione. Mi  dispiace  che  gli  onorevoli
  colleghi non prendano atto del Regolamento.
   Si  torna  alla  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                   (Applausi dai banchi di sinistra)

   Prima  di  procedere  con i lavori d'Aula, vorrei  ricordare  agli
  onorevoli  che  esiste  un Regolamento e che i  Regolamenti  devono
  essere rispettati, tutto qui.
   Visto il clima, sospendo i lavori  per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.51 è ripresa alle ore 16.58)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si  passa  al  III  punto all'ordine del giorno:  Discussione  dei
  disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge  posto  Norme
  transitorie  in  materia  di proroga delle  gestioni  commissariali
  provinciali (n. 678/A), posto al numero 1).
   Invito  la  prima  Commissione  a prendere  posto  al  banco  alla
  medesima assegnato.

                                Congedo

   Sull'ordine dei lavori

   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  fare
  presente  che questo provvedimento non è passato dalla  Commissione
  Bilancio  ed  è un provvedimento che prevede la proroga,  vi  è  un
  esborso  di  somme   e,  quindi,  deve  passare  dalla  Commissione
  Bilancio.
   Pertanto, chiedo che venga immediatamente inviato alla Commissione
  Bilancio,  non è possibile immaginare che un disegno  di  legge  di
  questa importanza e di questa rilevanza non passi dalla Commissione
   Bilancio', anche perché qualcuno dovrebbe spiegarmi come  verranno
  pagati  i commissari nel mese di gennaio, febbraio e marzo.  Questo
  provvedimento non poteva essere portato in Aula senza il  visto  e,
  quindi, l'esame e la discussione in Commissione Bilancio.

   MUSUMECI. E' una scorciatoia.

   VINCIULLO. Onorevole Musumeci, dal punto di vista legislativo  non
  sono consentite a nessuno.

   PRESIDENTE.   Mi  è  stato presentato un  parere  da  parte  della
  Ragioneria generale. In base alla legge n. 47 del 1977 e successive
  modifiche  -  non  riesco a leggere la grafia - è stata  fatta  una
  verifica  ed ha ricevuto un parere positivo. Ecco perché  l'abbiamo
  portato oggi in Aula.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  commissario
  non   viene  nominato  dalla  Provincia,  ma  viene  nominato   dal
  Presidente della Regione e in quanto tale è evidente che la Regione
  ha  delle responsabilità, dal punto di vista contabile, per  quanto
  riguarda  le  nomine di nove Commissari. Di conseguenza,  ribadisco
  che,  anche  se  le  somme destinate ai Commissari  sono  a  carico
  dell'ente Provincia è anche vero che la nomina viene fatta da parte
  della Regione. E, di conseguenza, la Regione assume responsabilità,
  non  solo dal punto di vista giuridico, ma anche dal punto di vista
  economico e finanziario, su questa vicenda. Pertanto, la  invito  a
  rispedire  immediatamente  il  disegno  di  legge  del  Governo  in
  Commissione Bilancio, come è giusto che sia.
   Come  ha  anche dimostrato il Commissario dello Stato,  in  questi
  giorni,  impugnando  alcuni provvedimenti  su  cui  la  Commissione
  Bilancio  aveva espresso perplessità, a meno che voi  non  vogliate
  tornare  a  votare,  cosa  che a noi fa  anche  piacere  e  veniamo
  incontro  a  quella  che è una aspettativa che il  centrodestra  ha
  dato,  cioè quello di ridare la democrazia alle province siciliane,
  le  dico  che  il  programma, così come è stato  organizzato  dalla
  Presidenza,   credo,  senza  l'autorizzazione   e   l'avallo    dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, a meno che anche i  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari abbiano preso questa sbandata,  non  penso
  che  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari presenti  oggi  in  Aula
  abbiano autorizzato a portare questo disegno di legge in Aula.
   Ciò  non  è  possibile. Glielo dico ufficialmente, in  qualità  di
  vicario  e,  in  questo momento, mancando il Presidente,  anche  di
  facente  funzioni  della Commissione Bilancio,  ritengo  che  state
  cercando  di  fare un'inutile forzatura, un'inutile forzatura,  che
  state  cercando di mettere in discussione la prosecuzione di questo
  disegno di legge.
   Pertanto, ufficialmente, le chiedo di spedire subito il disegno di
  legge in Commissione Bilancio, anche perché, signor Presidente,  ad
  oggi,  non  sappiamo  nemmeno quali sono le somme  che  la  Regione
  destina alle province regionali.
   Pertanto,  siamo esattamente nella stessa situazione  giuridica  e
  legislativa del disegno di legge dei precari. Anziché perdere tempo
  e  anziché  provocare l'Aula, portando questi disegni di  legge  in
  Aula,  sarebbe  stato più opportuno che la Presidenza  portasse  in
  Aula  il  disegno di legge salva imprese, cioè quello  per  cui  da
  giorni la Commissione si è espressa e che vede centinaia di imprese
  siciliane che stanno per morire e vede numerosi esponenti di queste
  imprese che si sono pure suicidati.
   Inoltre,  le ricordo che in quel disegno di legge vi  è  anche  il
  provvedimento  per salvare  Riscossione Sicilia , a  meno  che  non
  vogliamo  provocare  il  licenziamento  di  tutti  coloro  i  quali
  lavorano in questa società.
   Se  abbiamo,  quindi,  la voglia e la volontà  di  andare  avanti,
  signor  Presidente,  porti in Aula disegni  di  legge  che  possano
  essere approvati e presi in considerazione.
   Dopodiché,  se  il  Governo ritiene che  è  urgente  e  necessario
  approvare questo disegno di legge, la Commissione Bilancio è pronta
  ad  esaminarlo il 27 dicembre mattina, così come stiamo facendo con
  tutti gli altri disegni di legge.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo,  prima  di  dare   la   parola
  all'assessore Valenti, che è presente  in Aula - onorevole Falcone,
  lasciatemi  spiegare,  francamente non  è  possibile  procedere  in
  questo modo - per quanto riguarda il disegno di legge salva imprese
  è  già  inserito  all'ordine del giorno del 27 dicembre.  Onorevole
  Falcone, mi faccia parlare, altrimenti, se parlate sempre voi,  non
  riusciamo  più  a portare avanti un discorso che sia ragionevole  e
  comprensibile per chi ci guarda e ci ascolta al di fuori.
   Per  quanto  riguarda il suggerimento dell'onorevole Vinciullo,  è
  già stato anticipato perché il 27 dicembre sarà presente in Aula il
  disegno di legge salva imprese.
   Qui, però, prima di dare la parola all'assessore Valenti, leggo la
  relazione  illustrativa. Lei ha parlato più volte di  spese,  nella
  parte finale, ma adesso sarà più esaustiva l'assessore.
   Leggo  testualmente:   si rappresenta che il presente  disegno  di
  legge  non comporta nuove o maggiori spese per la finanza regionale
  e locale, né minori entrate .
   Detto  questo visto che abbiamo la presenza   onorevole Vinciullo,
  le  ho  concesso  di  parlare  senza interruzione  e  ho  ascoltato
  attentamente; gradirei la stessa attenzione, grazie.
   Allora,   dicevo,  visto  che  abbiamo  qui  presente  l'assessore
  Valenti.,   se   vuole  intervenire  e,  poi,    darò   la   parola
  all'onorevole Falcone.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie,  signor  Presidente. Volevo chiarire un attimo  qual  è  la
  ratio  di  questa  norma. Come sapete, abbiamo  portato  avanti  il
  lavoro  per arrivare al disegno di legge che istituisce di fatto  i
  liberi consorzi e le città metropolitane.
   Questo disegno di legge è stato un disegno di legge che ha visto

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, ma qui
  stiamo sovvertendo tutti i disegni di legge. E' della Commissione.

   PRESIDENTE.  Un attimo solo, onorevole Cracolici, sto leggendo  la
  relazione. Guardate, sta diventando un po' antipatico, non  capisco
  per quale motivo state creando
   Sto dicendo semplicemente che c'è una relazione che porta la firma
  dell'assessore Valenti, che ho qui, che dice che quella legge che è
  della   Commissione   è   a  invarianza  di   spese,   quindi,   su
  quell'intervento dell'onorevole Vinciullo
   Lei  si vada a sedere, onorevole Milazzo, perché adesso voi  state
  trasformando  quest'Aula  in qualcosa  di  diverso  da  un'Aula  di
  parlamentari che dovrebbero dare più decoro alla stessa.
   Allora,  per chiarirci, poiché - vediamo se riusciamo a capirci  -
  l'onorevole Vinciullo ha fatto riferimento più volte a  impegni  di
  spesa  ed  altro  e io ho qui una relazione a firma  dell'assessore
  Valenti,  credo  sia giusto, per sgomberare il campo  da  qualsiasi
  interpretazione,  dare  la  parola  a  chi  questa  relazione  l'ha
  firmata,  l'ha  portata ed ha avuto un parere favorevole  da  parte
  della  Ragioneria.  Non  credo che ci  sia  niente  di  sovversivo,
  onorevole  Cracolici. C'è soltanto il tentativo di fare un  po'  di
  chiarezza,  ripeto, soprattutto a chi guarda in questo  momento  la
  diretta  streaming e vuole sapere perché in Aula ci si  agita  così
  tanto. Tutto qui.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Allora, volevo

   MILAZZO   Giuseppe.  Signor  Presidente,  ma  è  scandaloso.   Sta
  scherzando?

   PRESIDENTE. Sta parlando l'Assessore, poi, le darò la parola,  fra
  un  attimo.  Onorevole Milazzo, non so perché ma i suoi  interventi
  sono sempre urlati.

   MILAZZO    Giuseppe.    Lei    ha   legittimato    l'atteggiamento
  dell'onorevole  Cracolici.  Ha  richiamato  me  e   ha   consentito
  all'onorevole    Cracolici    di    interrompere    la    relazione
  dell'assessore. Si deve vergognare

   PRESIDENTE. Io non mi vergogno e la pregherei di non rivolgersi  a
  questa  Presidenza in questo modo, onorevole Milazzo. La  prego  di
  prendere  posto; quando sarà il  suo turno, lei potrà  parlare.  La
  prego di accomodarsi.
   Prego, Assessore, continui il suo intervento.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie, signor Presidente. Volevo fare un attimo la sintesi su dove
  siamo  con  il  disegno di legge  che istituisce i consorzi  liberi
  comuni  e  perché il Governo ha ritenuto di presentare  quello  che
  oggi è all'esame di questa Aula.
   Il  dibattito  che si è acceso in tutto il territorio,  a  seguito
  della  legge  numero 7, di abolizione delle province,  è  stato  un
  dibattito  molto  acceso.  Si  sono  susseguiti  gli  incontri  sul
  territorio; nel mio assessorato abbiamo istituito dei tavoli con le
  province, con le associazioni dei comuni, delle province,  eccetera
  e,  anche  in  Commissione  Affari istituzionali , si è  aperto  un
  acceso  dibattito che, proprio su iniziativa della Commissione,  ha
  visto una presentazione di un nuovo disegno di legge sul quale sono
  stati fatti, poi, tutta una serie di emendamenti e sono state fatte
  le   audizioni  secondo  il  percorso  normale  del  lavoro   della
  Commissione.
   Oggi  siamo al punto in cui questo dibattito che non si  è  ancora
  esaurito,  anche  perché  ci sono degli evidenti  collegamenti  con
  quanto  sta   succedendo a livello nazionale, dove  il  disegno  di
  legge  è  andato in votazione e approvazione soltanto nelle  scorse
  ore,  come sappiamo, quindi, anche per la necessità di allineare  i
  due  processi, nonché di approfondire alcune tematiche  soprattutto
  relative al trasferimento di funzioni, ci siamo resi conto che,  in
  effetti,  nonostante siano già incardinati in I  Commissione  tutti
  gli  emendamenti  presentati al disegno di legge,  non  ci  sarebbe
  stata  ora la serenità per poter trattare un tema così complesso  e
  così  importante  per  il  nostro  ordinamento,  attesa  anche   la
  concomitanza del dibattito su bilancio e finanziaria.
   Per cui la necessità di approfondire ulteriormente, soprattutto la
  parte  relativa  al trasferimento delle funzioni  -  per  le  quali
  vorrei comunicare a tutti che sto lavorando con il Ministro De Rio,
  proprio  per  trovare dei sistemi che ci permettano  di  trasferire
  queste funzioni nella maniera più opportuna possibile - per esempio
  mi riferisco al discorso dei mutui, per i quali stiamo cercando una
  soluzione   unitaria  per  i  mutui  di  tutte  le  province,   che
  evidentemente  sono cospicui - alcuni temi, cosa  che  non  sarebbe
  stata  possibile in questo limitato lasso di tempo,  anche  perché,
  ripeto,  la  discussione in Aula merita un approfondimento  ed  una
  serenità  che la concomitante discussione di bilancio e finanziaria
  e legge sui precari certamente non avrebbe permesso.
   Quindi,  la proposta che abbiamo portato avanti è stata quella  di
  una  proroga limitata a qualche mese, del regime commissariale,  in
  maniera tale da permettere un adeguato dibattito in Aula nei  primi
  mesi  dell'anno  prossimo  e,  nello  stesso  tempo,  una  maggiore
  definizione  soprattutto delle parti relativa al  trasferimento  di
  funzioni.
   Resta  inteso che è una proroga finalizzata a pochi mesi e non  ci
  sono  oneri  aggiuntivi  - perché appunto, come  si  ricordava,  il
  Commissario viene pagato dalla provincia e la provincia non  spende
  certamente  soldi maggiori, considerando che non  ci  sono  giunte,
  consigli  e presidente, quindi, la spesa è comunque inferiore,  non
  c'è dubbio - ed è un'operazione limitata soltanto a due mesi.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la ringrazio  ma
  dico che dobbiamo cercare di fare le cose in maniera ordinata e  mi
  sembra,  invece, che il disordine sia il principio che sta muovendo
  stasera i lavori d'Aula, che sta stimolando i lavori d'Aula.
   Vorrei  tornare  a  qualche  giorno addietro,  signor  Presidente,
  quando, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si  è
  dibattuto  e  si è stilato il calendario dei lavori di  fine  anno,
  nella  consapevolezza che siamo in sessione  di  bilancio  ed  ogni
  nuova legge, ogni disegno di legge che non è finanziaria o bilancio
  dive   essere   trattato,    necessita   di   una   finestra,    di
  un'autorizzazione per essere chiari.
   Dobbiamo  dire che il Presidente Crocetta, in quella  sede,  quasi
  imbarazzando  il  Presidente  Cracolici,  gli  impose  in   maniera
  perentoria di portare entro quel venerdì il testo pronto, un  testo
  da   licenziare   in  I  Commissione,  l'intera   norma,   l'intera
  architettura   normativa  completa  per   passare   alla   riforma,
  all'attuazione della riforma.
   Lo  dico,  imbarazzando il Presidente Cracolici che  ad  un  certo
  punto  disse  Presidente, c'è qualche difficoltà , in un  clima  di
  complessiva   condivisione  che  proveniva   non   soltanto   dalla
  maggioranza  ma  anche  dalla minoranza. Ciò  nonostante  si  disse
   tenteremo .
   A questo punto, signor Presidente, si è aperta una finestra per la
  riforma,  non  per la proroga. Attenzione, per la  proroga  bisogna
  ritornare  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  bisogna autorizzarla specificatamente.

   PRESIDENTE.  Siccome sto molto attento a quello che lei  dice,  la
  lascio  finire  e poi le dico perché mi sono distratto  un  attimo,
  perché  mi  sono procurato il documento relativo a quanto  lei  sta
  dicendo.

   FALCONE. Così come per la legge  salva imprese  non si disse nulla
  tant'è   che  all'assessore  Bianchi  dissi   Caro  Luca,  ti   sei
  dimenticato o hanno volutamente tralasciato il disegno di legge 500
  salva imprese? . Mi confessò che c'era stata una dimenticanza.
   Quindi, anche il  salva imprese  non è entrato nell'autorizzazione
  della  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in  merito
  alla  discussione  di  fine anno. Allora, si  disse   eventualmente
  inseriremo, se si arriverà alla proroga la si potrà inserire  anche
  in finanziaria , così come dissi che per la legge salva imprese, se
  c'è  la  volontà, il Governo presenti un emendamento e sullo stesso
  discuteremo in finanziaria.
   Oggi,  allora, fare un forzatura al di là di quanto  ha  detto  il
  Presidente  Vinciullo,  legittimo,  sulla  necessità  di  copertura
  finanziaria, se, poi, invece, dobbiamo andare spingendo  e  creando
  ansia, preoccupazione, premura in ogni momento sapete qual è poi il
  risultato?
   Sono  le impugnative, costanti ormai, del Commissario dello  Stato
  che  censura, di fatto, l'attività di questo Governo che è incapace
  di   portare,   di   proporre  disegni   di   legge   ordinati   e,
  normativamente,  regolari e legittimi. Questo lo  dobbiamo  dire  a
  chiare lettere.
   Perché,  se  ogni  volta,  ad ogni piè  sospinto,  una  minoranza-
  opposizione, che è molto costruttiva, che lavora per portare avanti
  i  disegni  di  legge nell'interesse di questa Regione,  dall'altro
  lato, invece, troviamo il muro dell'arroganza e della protervia  di
  una  maggioranza che non esiste, che riesce a diventare maggioranza
  a seguito di un abbandono di protesta nei confronti di un documento
  di  programmazione  economico-finanziaria, che  sarebbe  stato  già
  bocciato,  tre giorni fa, in Commissione Bilancio se la  minoranza-
  opposizione  avesse chiesto il voto - e non lo  abbiamo  fatto  per
  responsabilità -  e sarebbe stato bocciato anche stasera se  questa
  Presidenza non fosse trincerata in un comportamento di  attendismo
  -  me  lo lasci passare, signor Presidente, ho qualche anno più  di
  lei  di  lavori  d'Aula   e capiamo. Ciononostante,  abbiamo  detto
   andiamo avanti .
   Però,  non è possibile che, ad ogni disegno di legge, ci  sia  una
  forzatura.  Non  è  possibile che l'arroganza  possa  diventare  il
  sistema.
   Concludo  e chiedo scusa dei toni eccessivi, dicendo  troviamo  un
  momento di confronto, di armonia. C'è questa proroga, la valuteremo
  nei modi, nei tempi .
   Il  Presidente sta arrivando da qui a qualche momento, non ci sono
  problemi.  Per  cui, signor Presidente, la invito ad  attenerci  in
  maniera, non dico scrupolosa, ma con molta equidistanza.

   PRESIDENTE.   Per  quanto  riguarda  l'episodio  precedente,   non
  accetto,  mi scusi, l'atteggiamento  attendista . No,  è  stato  un
  atteggiamento  conseguente  ad  un atteggiamento,  invece,  che  ho
  registrato da parte di quest'Aula, certo non coerente, per lo  meno
  in quella circostanza, al ruolo che siamo chiamati ad interpretare;
  da questa parte si è assisteva a qualcosa di ben diverso.
   Per  quanto riguarda, invece, il suo intervento sui Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari,  quando lei mi ha richiamato  all'attenzione,
  onorevole  Falcone, ho provveduto a farmi portare questo  documento
  relativo   proprio  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, cui lei faceva riferimento, del 17 dicembre e  leggo:
   La  Conferenza  dei  Capigruppo  ha,  altresì,  autorizzato  la  I
  Commissione  a  concludere l'esame della norma  sulla  proroga  dei
  Commissari straordinari delle province regionale, che sarà iscritta
  all'ordine del giorno dell'Aula lunedì 23 dicembre 2013.
   E'  questo quello che leggo io, non certamente quello che  lei  ha
  detto.  Continuo: La Conferenza ha, inoltre, stabilito che  l'Aula,
  subito dopo l'approvazione dei documenti finanziari, esaminerà  con
  priorità  il disegno di legge organico  riforma degli enti locali ,
  per  il  quale la conclusione dell'iter istruttorio in  Commissione
  legislativa è prevista per il prossimo 20 dicembre 2013.  Questo  è
  ciò che è uscito fuori dalla Conferenza.
   Per quanto riguarda il discorso sul disegno di legge numero 500, è
  vero probabilmente che era stato già individuato in precedenza, che
  probabilmente  ci sia stata qualche dimenticanza,  però  visto  che
  anche  dagli interventi che sono venuti man mano, non più tardi  di
  tre mesi fa, quello dell'onorevole Vinciullo, che mostrava un certo
  interesse  e  ha  parlato in maniera accalorata sull'importanza  di
  portare  in  Aula  immediatamente il disegno di  legge  numero  500
   Salva  imprese , si è pensato di poterlo portare  già  giorno  27,
  però,  qualora  questo  dovesse  suscitare  delle  perplessità,  ci
  riserveremo di parlare di nuovo con il Presidente. Vediamo se  sarà
  o meno il caso di portarlo giorno 27, visto che questo ha suscitato
  una sua reazione in merito.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  vorrei pregare l'Aula di non tener conto,  di  non  tener
  molto  conto  di  quello  che  è  stato  dichiarato  dall'Assessore
  nell'ambito  del  suo  intervento,  perché  in  verità  non  si   è
  assolutamente  trattato  e non si tratta  della  necessità  che  il
  dibattito   sulla  soppressione  dell'ente  intermedio,   dell'ente
  provincia,  si  debba ancora sviluppare - è stato  sufficientemente
  sviluppato  -, che c'è stato un fervore di posizioni  politiche  in
  questi mesi; non è così, assessore Valenti.
   Credo  che maggiore franchezza e  maggiore lealtà, soprattutto  in
  una sede parlamentare, sia doverosa da parte dei rappresentanti del
  Governo. Il Governo non si è accorto di non potercela fare entro il
  31  di  dicembre  a far sì che questa Assemblea regionale,  che  il
  Parlamento  siciliano  fosse  in grado  di  approvare  un  organico
  disegno  di legge di riforma dell'ordinamento degli enti locali  in
  Sicilia  o  di  soppressione,  se  si  vuole,  delle  province   di
  istituzione delle città metropolitane.
   Questo  era ben chiaro fin dall'inizio e noi lo abbiamo detto  con
  estremo vigore e con grande senso di responsabilità, tanto  è  vero
  che  il  disegno  di legge di cui oggi si chiede  l'approvazione  o
  l'incardinamento  è  stato  presentato  soltanto  il  18   dicembre
  dall'assessore Valenti e dal Presidente Crocetta, cioè soltanto  13
  giorni  prima rispetto  alla data di scadenza fissata  nella  legge
  numero 7 del marzo di quest'anno; quindi, un po' di lealtà.
   Il  vero  è  che,  così  come era stato assolutamente  previsto  e
  prevedibile, un disegno di legge di tal fatta non è né semplice  né
  facile e  non lo è certamente per il Governo Crocetta, tant'è  vero
  che soltanto poche settimane fa il Presidente della I Commissione -
  onorevole Cracolici, se mi presta un attimo di attenzione  -  si  è
  accorto  della difficoltà in cui versa il Governo e ha proposto  in
  Commissione  un  suo testo, un suo disegno di legge,  che  è  stato
  ritenuto   dalla   stessa  Commissione   testo   base   sul   quale
  quest'Assemblea lavorerà da qui a quando sarà possibile.
   Signor Presidente, sono assolutamente convinto che quanto asserito
  dall'onorevole  Vinciullo, circa la necessità  che  il  disegno  di
  legge transiti dalla II Commissione, sia assolutamente fondato, dal
  punto di vista regolamentare, per almeno due ordini di ragioni.  La
  prima,  seppur nella relazione al disegno di legge numero 678/A,  a
  firma dell'assessore Valenti, è scritto che il disegno di legge non
  comporta maggiori spese né per la Regione né per la finanza locale,
  la  norma non è ripresa nel testo normativo, né all'articolo  1  né
  all'articolo 2, e già questo sarebbe sufficiente per fare  ritenere
  il  contrario,  ma  il  disegno di legge  comporta  maggiori  oneri
  finanziari, e se anche comporta maggiori oneri finanziari a  carico
  dell'ente Provincia, esse, norme, devono certamente soggiacere alla
  presa d'atto e al parere della Commissione bilancio.
   Ma  c'è  una  questione  ancora più dirimente,  per  la  quale  la
  discussione di stasera mi sembra davvero mal posta. Io  sono  stato
  autore,  e insieme con me l'onorevole Formica, l'onorevole Musumeci
  e  diversi  altri  parlamentari,  di  emendamenti  che  sono  stati
  presentati   legittimamente  e  tempestivamente   in   Commissione.
  Desidero  sapere  qual  è  il termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti  al disegno di legge di cui stiamo parlando,  prima  di
  potere passare al suo esame.
   Chiedo  pertanto il rispetto del Regolamento e la  fissazione  del
  termine per la presentazione degli emendamenti.

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei. Se arriviamo  al
  punto  e  facciamo parlare anche il relatore di questo  disegno  di
  legge  possiamo  procedere, perché questo  è  l'intento  di  questa
  Presidenza.  Ci  mancherebbe,  mai stato  più  d'accordo  con  lei,
  onorevole Ioppolo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  quindi,  siamo  al  punto
  riguardante le proroghe, giusto?
   E  lei, nella tempistica della gestione dei lavori, quando ritiene
  opportuno fare insediare la I Commissione?

   PRESIDENTE. L'ho chiamata poco fa, onorevole Milazzo.
   Se  gli  onorevoli  colleghi non prendono posto  certo  non  posso
  andare io a prenderli di peso;  posso fare un invito cortese; anche
  perché, se lei vede l'onorevole Cracolici, avrei difficoltà estreme
  a portarlo in Commissione.
   Quindi  onorevole Milazzo si risparmi questo sarcasmo che,  creda,
  non  è  fondato. Faccia il suo intervento e non si preoccupi  della
  Commissione.

   MILAZZO  Giuseppe.  Mi preoccupo perché sono  componente  della  I
  Commissione e non sono stato chiamato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, lei parla  così  perché  è  troppo
  preoccupato   di  urlare  in  Aula,  piuttosto  che   ascoltare   e
  comportarsi  in  maniera  dignitosa.  Urlando,  evidentemente,  non
  riesce a sentire.

   MILAZZO  Giuseppe. Sono abituato ad urlare perché lei consente  ad
  un  deputato  di  sbraitare dall'Aula fino a  sotto  il  banco  del
  Governo,  e  lei glielo legittima dandogli dei chiarimenti,  mentre
  altri deputati vengono da lei richiamati all'ordine.

   PRESIDENTE. Questa è una sua interpretazione.

   MILAZZO  Giuseppe.  Lei,  signor  Presidente,  mi  deve  usare  la
  cortesia di avere un atteggiamento al di sopra delle parti.
   Volevo  dire,  signor Presidente, che la proposta sull'ordine  dei
  lavori è questa.
   Noi  in  Commissione  abbiamo affrontato questo  argomento;  nelle
  more,  però, ne è venuta fuori una sentenza del TAR della Sardegna,
  che come ben sapete è una Regione a statuto speciale.
   La  mia  proposta  è  quella di rimandare il  testo  non  solo  in
  Commissione  Bilancio, ma anche in Commissione Affari istituzionali
  alla luce della sentenza che ho qua.
   Leggerò  solo una piccola parte della sentenza, l'ordinanza  è  la
  numero 881 del 13 dicembre 2013.
   Inequivocabili     i    principi    costituzionali     evidenziati
  nell'ordinanza:  in giudizio dei ricorrenti lamentano  non  già  la
  propria cessazione dal mandato - queste sono le motivazioni del TAR
  - ma il fatto che la stessa sia avvenuta al di fuori del meccanismo
  previsto dalla Costituzione e cioè la modifica all'articolo 3  e  5
  del 118 della Costituzione.
   Invero,  il  TAR,  Presidente, sostiene che  il  commissariamento,
  comunque, è propedeutico allo svolgimento delle elezioni,  non  può
  creare   un   vuoto   e  privare  i  cittadini  della   prerogativa
  costituzionale di esprimersi eleggendo un organismo che è  previsto
  dalla carta costituzionale.
   Se   questa   sera   l'Assemblea   prorogasse   ulteriormente    i
  commissariamenti,  negherebbe  un diritto  fondamentale  che  è  lo
  svolgimento delle elezioni per questi tipi di organismi.
   Allora io dico, Presidente, siccome io non sono costituzionalisti,
  però   questi  signori  ne  capiscono  qualche  cosa  in  più   del
  sottoscritto,  io  ritengo che un bagno di umiltà  di  48  ore  per
  ritornare   in  commissione  e  fare  gli   approfondimenti   anche
  nell'auspicio di un clima più distensivo, Presidente, perché appena
  arriveremo sul punto la sentenza gliela leggerò tutta.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Milazzo per i toni  pacati  che  ha
  usato nei confronti della Presidenza.
   Io le rispondo, così come poco fa - mi riferisco a quell'incidente
  -  io  mi  rifaccio  sempre al Regolamento.  La  sua  richiesta  di
  rimandare  in commissione il disegno di legge, se viene  appoggiata
  e   formalizzata  dal  capogruppo,  dalla  commissione,  le   leggo
  esattamente  l'articolo che è il 121 quater del nostro  Regolamento
  interno:   la  Commissione  o  il  Governo  possono  chiedere,  con
  proposta  motivata,  il rinvio dello stesso in commissione  per  un
  ulteriore  approfondimento. La richiesta può essere anche  avanzata
  da  un  Presidente di Gruppo parlamentare. L'Assemblea  decide  per
  alzata  e  seduta.  Trascorsi 15 giorni il disegno  di  legge  sarà
  iscritto di nuovo all'ordine del giorno dell'Assemblea .

   MILAZZO  Giuseppe.  In  assenza  dell'onorevole  D'Asero  mi   ero
  immolato.

   PRESIDENTE.  C'è  il  capogruppo, mi sto rivolgendo  all'onorevole
  Milazzo che immediatamente entra in un'agone...

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, formalizzo la richiesta di rinvio  in
  Commissione  del  disegno di legge. Non voglio fare  perdere  tempo
  all'Aula.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Diamo la parola a due contro e  due  a
  favore  della  proposta  di rinvio in Commissione  del  disegno  di
  legge.  Tra  l'altro,  ricordo  che  l'onorevole  Malafarina  è  il
  relatore del disegno di legge.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'andamento  di
  questa  seduta mi sembra molto irrituale perché questo  disegno  di
  legge che doveva essere esaminato nei modi, nei tempi normali di un
  disegno di legge, quindi con una commissione seduta sui banchi, che
  obiettivamente nessuno di noi ha sentito, con l'esposizione  di  un
  relatore  che  illustrasse  i  contenuti  del  disegno  di   legge,
  spiegandone   le   motivazioni  profonde   non   solo   di   natura
  amministrativa  ma anche politica, tutto questo  mi  sembra   molto
  irrituale.
   E  di  solito  le irritualità nascondono intenti politici  diversi
  perché qua forse non si ha il coraggio di dire che le province  non
  si vogliono abolire.

   MILAZZO Giuseppe. Non è vero , noi le vogliamo abolire

   MUSUMECI. Noi lo abbiamo detto

   MALAFARINA. Non ditelo a me ma alla pubblica opinione  che  si  fa
   melina' e si cercano di rinviare i disegni di legge dicendo che ci
  sono delle irregolarità, che devono andare in commissione bilancio,
  che  non sono state approvate dai capigruppo e quant'altro, quando,
  invece,  risulta chiaramente che questo disegno di  legge  è  stato
  approvato  nella  Conferenza dei capigruppo, come presentazione,  è
  stato  regolarmente  esaminato  in prima  commissione  ed  è  stato
  portato in Aula con il consenso di tutti quanti, con il consenso di
  tutti  perché  ci  si  rende conto che è un argomento  estremamente
  delicato,  che  coinvolge  la  vita dei  cittadini,  che  coinvolge
  soprattutto la politica, perché abolendo le province, cari signori,
  andremo  a  perdere dei posti e delle poltrone nelle province  cosa
  che a molti non è gradita.
   Non  si tratta di uno strumento di rappresentanza democratica  per
  decidere su una manutenzione a una scuola o meno. Qua si tratta  di
  decidere del risparmio delle spese della politica nella gestione di
  situazioni  di cui si può benissimo delegare il tutto ai  comuni  e
  quant'altro.
   E'  chiaro  che, quindi,  io esprimo parere nettamente sfavorevole
  al  rinvio  del disegno di legge in Commissione per le  motivazioni
  esposte  e  invito  questa Aula a riflettere su  quella  che  è  la
  necessità di una discussione serena su un argomento che coinvolgerà
  il  futuro  assetto dei territori perché si tratta di uno strumento
  di programmazione, non di gestione.
   Si   tratta   di  uno  strumento  indispensabile   ad   una   vita
  amministrativa diversa dalle regioni e, soprattutto,  vi  invito  a
  riflettere perché è notizia di ieri e di stamattina che il  Governo
  nazionale    sta    modificando    profondamente    la    struttura
  dell'amministrazione  degli enti intermedi  il  cui  ruolo  oggi  è
  superato,  non è più rispondente ai tempi, è fonte di  sperperi,  è
  fonte di costi inutili, è fonte di tasse a danno dei cittadini e  i
  cittadini sono stanchi di pagare gli sperperi delle politica con le
  proprie tasche.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, soltanto  una  precisazione.  Mi
  permetta  di  dire che, al di là di quelle che sono le  valutazioni
  politiche,  non  c'è stato nulla di irrituale nella  conduzione  di
  questa  seduta  perché  sull'ordine  dei  lavori  viene  fatta  una
  richiesta  che  è  formalizzata.  Io  non  posso  fare  altro   che
  applicare, ripeto ancora una volta, il Regolamento che nei  momenti
  di confusione è l'unica guida certa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Dovete  mettervi d'accordo.  Lei  ha  parlato  prima.
  L'onorevole  Alongi vorrebbe parlare contro, quindi  a  favore  del
  rinvio.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Alongi che  mi
  dà  la  possibilità  di intervenire su questo  argomento.  Intanto,
  consiglierei  al  Governo di contare quanti sono i  deputati  della
  maggioranza e quanti sono i deputati dell'opposizione e di pensarci
  prima di continuare ad insistere sull'idea di volere portare questo
  disegno  di legge a casa perché a casa non porteranno nulla  questa
  sera  perché  il DPEF è stato possibile approvarlo solo  grazie  al
  fatto  che  abbiamo  avuto compassione della  maggioranza  e  siamo
  usciti dall'Aula, altrimenti il provvedimento non sarebbe passato.
   Credo  che  la stessa cosa può succedere nel caso in  cui  voi  vi
  ostiniate  a  continuare a discutere su questo  disegno  di  legge.
  Prima cosa.
   Concordo  con la proposta che ha fatto l'onorevole Formica  quando
  dice  rinviamo in Commissione questo disegno di legge  perché, vede
  onorevole Malafarina, questo disegno di legge l'avete portato il 18
  dicembre,  cioè tre giorni fa, se toglie il sabato  e  la  domenica
  forse l'avete portato tre giorni fa, dicasi tre giorni fa. E voi ve
  lo  immaginate un provvedimento legislativo così importante che  ha
  delle ricadute, come ha brillantemente esposto l'onorevole Giuseppe
  Milazzo,  dal  punto di vista costituzionale, dal  punto  di  vista
  legislativo, lo possiamo discutere così in fretta e furia.
   In   più   questo  disegno  di  legge  ha  una  pecca  che   verrà
  immediatamente notata dal Commissario dello Stato:  non  è  passato
  dalla  Commissione Bilancio. Ad oggi lei ancora non  è  riuscito  a
  darmi  una  spiegazione plausibile che ci ha messo tutti  d'accordo
  sul  fatto  che questo provvedimento poteva arrivare in Aula  senza
  essere mai passato dalla Commissione.
   Dopodiché,  poco fa il Capogruppo del Megafono, a cui  va  la  mia
  stima e il mio affetto umano, è venuto qui raccontando una serie di
  cose  non esatte. Non è assolutamente vero che abolendo le province
  si  risparmia,  perché i sei mesi che abbiamo visto  non  solo  non
  hanno  visto le province risparmiare, anzi è stata incrementata  la
  spesa,  anzi  sono stati dati ai cittadini una serie di  disservizi
  vergognosi,  a  cominciare  dalla  provincia  di  Siracusa,  questo
  straordinario  commissario che volete riconfermare ha  iniziato  il
  servizio  di  assistenza  ai ragazzi ed alle  ragazze  diversamente
  abili il 28 novembre, quindi i ragazzi che dovevano andare a scuola
  non   ci  sono  andati  per  due  mesi  e  non  parlo  dei  ragazzi
  normodotati, ma dei ragazzi diversamente abili, quelli che  avevano
  più  bisogno  dell'assistenza e della presenza di qualcuno  che  li
  aiutasse  nella  loro  attività scolastica, quindi  lei,  onorevole
  Malafarina, è scomparso, dov'è? Si è convinto? E' andato via
   Assessore  Valenti, credo che non sosterrà la sua  proposta.  Dire
  che questi commissariamenti, e l'assenza della politica ha avuto un
  ruolo  importante,  non  è assolutamente vero,  invece  l'onorevole
  Malafarina  ci  avrebbe dovuto dire che bisognava sopprimere  altre
  cose, ad esempio l'Istituto Autonomo delle Case Popolari, che costa
  molto di più delle province. Ad esempio i consorzi universitari,  e
  ce  ne sono a decine in tutte le province, ad esempio gli Ato,  che
  continuano  ad  esistere,  ad esempio i Gal,  che  sono  in  numero
  pressoché  infinito, di questo bisogna parlare, bisogna parlare  di
  una  serie di sottogoverni che alimentano la peggiore politica, che
  alimentano  la politica dei  trombati , la politica di  coloro  che
  non sono stati eletti, per cui io, Assessore Valenti, le chiedo  di
  dare  il parere favorevole affinché il disegno di legge ritorni  in
  Commissione,  ripassi o passi per la prima volta dalla  Commissione
  Bilancio, andiamo a ristabilire il percorso normale.
   Sul  disegno  di  legge  invece cosiddetto   salvaimprese ,  a  me
  preoccupa  il  fatto che sia l'Assemblea a dover  dettare  i  tempi
  delle  leggi  che  devono essere discusse, può essere  che  non  vi
  rendiate  conto  che,  ad  esempio, questo  decreto   salvaimprese
  contiene  un  provvedimento  che  destina  a  Riscossione   Sicilia
  quaranta  milioni  di euro e, nel caso in cui questo  provvedimento
  non  lo  approviamo  entro  il 30 o il  31  dicembre,  andranno  in
  perenzione  i  quaranta  milioni di euro  destinati  a  Riscossione
  Sicilia?   Bene,  allora  Presidente,  io  la  vorrei  invitare   a
  riconvocare  la  Conferenza  dei  Capigruppo,  a  stabilire  con  i
  Capigruppo  cosa fare, a ridare legittimità a questo  provvedimento
  riportandolo nelle commissioni di merito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo  contro
  il  rinvio,  ma  sono  per il rinvio, nel senso  che  considero  le
  motivazioni  del  rinvio  in Commissione errate  per  due  ragioni:
  innanzitutto  perché  la legge 7 stabilisce che  le  province  sono
  commissariate ai sensi di legge sino al 31 dicembre 2013. Dal primo
  gennaio  2014  ci saranno i quarantacinque giorni di rito,  ma  una
  decisione questa Assemblea la dovrà assumere, perché certamente  un
  organo amministrativo non si può lasciare in una sospensione ed  in
  una  incertezza della sua rappresentanza legale, per tutto ciò  che
  ne  consegue  nei  rapporti con i terzi,  i  dipendenti,  eccetera.
  Quindi  mi pare ovvio che se non ci sarà una nuova legge da  qui  a
  quella data, una procedura di rinvio dovrà essere obbligatoriamente
  determinata. Il Governo aveva presentato un testo che prevedeva  un
  rinvio  sino al 30 giugno della disposizione normativa che regolava
  la legge 7.
   La  Commissione,  credo all'unanimità, con  il  parere  favorevole
  anche  del  Governo, credo, perché quel giorno in cui si  è  votata
  questa  norma io non ero presente ma sono stato informato di  tutta
  la  procedura,  la  Commissione ha deciso  di  approvare  un  testo
  limitando  il rinvio della efficacia del Commissario  ai  sensi  di
  legge fino al massimo del 28 febbraio.
   Questa  decisione  non ha una natura politica, ha  una  natura  di
  garanzia  amministrativa  e  il 28 febbraio  nasce.  Nasce  perchè?
  Perché l'Aula ritiene, o la Commissione ritiene che, comunque,  una
  decisione  vada  assunta. Non si può lasciare nel limbo  un  organo
  amministrativo e, quindi, o si ripristinano le vecchie province,  o
  si  fanno i liberi consorzi, o si fanno altre cose, una data  entro
  la   quale   bisogna  prendere  una  decisione  questo  Parlamento,
  attraverso la Commissione, ritiene che debba essere assunta.
   Ecco  perché  io sono contro il rinvio in Commissione,  perché  il
  rinvio  in Commissione presuppone, come dire, un gioco tecnico  che
  non affronta il nodo sostanziale.
   Una  norma  che determini il rinvio noi siamo obbligati  a  farla.
  Sono  contro  il  rinvio anche per l'altro argomento,  che  capisco
  politicamente da parte del collega Vinciullo, viene utilizzato  per
  supportare le ragioni del rinvio però la Commissione Bilancio,  mai
  come  in  questo  caso, non c'entra nulla, nel  senso  che,  vorrei
  ricordare al collega Vinciullo, che la legge 7, che ispira  poi  la
  norma  sul  rinvio, è stata approvata da quest'Aula  non  senza  la
  Commissione Bilancio, non c'entra nulla la Commissione bilancio.
     Poi  vorrei ricordare che la decisione sulle assegnazioni  delle
  leggi  in  Commissione spetta all'Ufficio di Presidenza  di  questa
  Assemblea  e  una  volta  che  entra  in  Aula,  si  può   chiedere
  legittimamente il rinvio nella Commissione di merito, ma non si può
  chiedere   il   rinvio   in  altra  Commissione   perché,   ripeto,
  l'assegnazione della norma la fa l'Ufficio di Presidenza secondo la
  competenza che il Regolamento disciplina alle singole Commissioni.
   Quindi,  sono  contro  al  rinvio in  Commissione,  ai  sensi  del
  Regolamento,  ma solo per rinviare questo testo alla  ripresa  dopo
  Natale, cioè il 27 dicembre e, quindi, di consentire anche di  fare
  sbollire  questa agitazione che in questa seduta c'è stata  proprio
  perché penso che la decisione, non se rinviare o meno, ma sul tempo
  del rinvio, ma sulla durata, deve essere una decisione che le forze
  politiche, le forze politiche e le forze parlamentari assumono  nel
  pieno  della consapevolezza che quella decisione dovrà determinare.
  Ecco  perché io chiedo alla Presidenza di trattare la materia nella
  seduta del 27 dicembre in maniera tale che ci sia anche una fase di
  eventuale raccordo.
   Io  avevo  capito che sul rinvio fino al 28 febbraio ci  fosse  un
  raccordo  unitario  di  tutte le forze parlamentari.  Se  così  non
  fosse, non possiamo litigare se dobbiamo arrivare al 31 marzo o  al
  30  aprile o al 28 giugno. Mi pare surreale che la discussione  tra
  di noi sia su quanto è il rinvio.
   Ma dobbiamo semmai decidere se il rinvio deve essere finalizzato a
  fare  la legge o al non fare la legge perché questa è la questione.
  Ecco  perché credo che sia saggio in questa fase che la  Presidenza
  si  determini  vista  la  condizione in cui stiamo  affrontando  il
  dibattito  perché questo tema venga trattato nella  seduta  del  27
  dicembre.

   PRESIDENTE.  Visto questo intervento pacato e di buon senso,  come
  sempre, dell'onorevole Cracolici, chiedo all'onorevole Formica, che
  è  stato  il Capogruppo, se è d'accordo. Lei formalmente ritira  la
  richiesta  di votare per andare in Commissione, quindi la  portiamo
  al  giorno  27? Stavo cercando di capire, onorevole Formica,  visto
  l'invito  da  parte dell'onorevole Cracolici ad una  più  serena  e
  pacata  discussione  giorno  27,  dopo  le  deduzioni  fatte,   lei
  formalmente ritira la richiesta o dobbiamo procedere.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, lei sa meglio di me che, a  norma  di
  Regolamento, né io, né lei possiamo spostare dall'ordine del giorno
  un  disegno di legge. Ci vorrebbe comunque un voto d'Aula. Dato che
  comunque ci vuole un voto d'Aula per posticipare la trattazione  al
  27, faccia votare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, mi  sorprende  che  un  onorevole
  navigato   come   lei,  si  stia  confondendo.  Sto   semplicemente
  chiedendo,  alla luce di quanto detto dall'onorevole Cracolici,  se
  lei  ritira la richiesta formale di votare, altrimenti proseguiamo.
  Non si sta parlando della legge. Si sta parlando di ritirare o meno
  la  sua richiesta formale di rinviare in Commissione il disegno  di
  legge.

   FORMICA. Come la sposta al 27?

   PRESIDENTE. Non è che si sposta al 27. Si soprassiede  oggi  e  si
  continua  la  discussione  il giorno  27,  quello  che  ha  chiesto
  l'onorevole Cracolici.

   FORMICA. Non si può soprassedere, tanto vale votare.

   PRESIDENTE.  Se vogliamo parlare di cose di buon senso,  onorevole
  Formica, lei sa che si può fare, se però il suo intento, legittimo,
  rimane quello di votare, noi procederemo così come da Regolamento.
   Abbiamo   ascoltato  due  interventi  contrari  al   rinvio,   uno
  favorevole.

   CRACOLICI. L'ha ritirata l'onorevole Formica.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici non l'ha ritirata, io prendo  atto
  di quello che dice  l'onorevole Formica non di quello che dice lei.
   Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Alongi  per  il  rinvio  in
  Commissione.
   Onorevole  Musumeci,  per una questione di  par  condicio:  due  a
  favore e due contro.

   CRACOLICI. Possiamo votare.

   PRESIDENTE. Si procede alla votazione.
   Ricordo che a termini di Regolamento la votazione si svolgerà  per
  alzata e seduta.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo,  abbiamo  parlato  abbastanza,
  abbiamo capito le motivazioni.
   Pongo  in  votazione  la  proposta di rinvio  in  commissione  del
  disegno di legge n. 678/A. Chiarisco il significato del voto: chi è
  favorevole  alla proposta di rinvio in Commissione rimanga  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

                        Sull'ordine del lavori

   ALONGI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Le ricordo che ha a disposizione due minuti sull'ordine dei lavori

   ALONGI. Sulla legge

   PRESIDENTE.  No sulla legge no. Allora, rinuncia a parlare, ancora
  una volta.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Non è ammissibile.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa meglio di me queste  cose,
  non mi metta in difficoltà.

   VINCIULLO.    Signor   Presidente   io   volevo   tornare    sulla
  pregiudiziale, anche perché...

   CRACOLICI. Non è ammissibile perché abbiamo già votato.

   VINCIULLO. Ancora lei non è Presidente dell'Assemblea. Quando  lei
  farà  il Presidente dell'Assemblea dirà ciò che è possibile  e  ciò
  che non è possibile.
   Allora,  dicevo  ancora  non è stata data una  risposta  chiara  a
  quella  che è stata la mia pregiudiziale relativa al fatto  che  il
  bilancio  delle  province si conclude ad  31  dicembre  2013  e  di
  conseguenza  al 31 dicembre 2013 non occorreva dare copertura  alla
  legge n. 7.
     Dall'1   gennaio  2014 occorre dare copertura alla  proroga  dei
  commissari  nelle  province. E' un fatto certo  questo  che  nessun
  ragionamento può assolutamente mettere in discussione.  In  più  le
  vorrei   ricordare   che   su   questa  vicenda   le   magistrature
  amministrative  si  sono  già espresse  e  sono  state,  Presidente
  Venturino, chiarissime.
   Con  legge ordinaria non si possono sopprimere le province  e  non
  potendo  sopprimere le province con legge ordinaria lei mi insegna,
  dall'alto  dello  scranno  che in questo momento  occupa,  che  non
  possono   essere  nominati  commissari  con  legge  ordinaria,   di
  conseguenza   la   nomina  che  scaturisce  da   un   provvedimento
  legislativo illegittimo è di conseguenza illegittimo.
   Non  occorre  andare  così  a mettere  a  ricordare  i  sillogismi
  medievali ma questo è un fatto già acquisito da oltre un millennio.
  Ciò  che  scaturisce da un provvedimento legislativo illegittimo  è
  esso  stesso illegittimo e su questo le ricordo abbiamo avuto delle
  sentenze  ben chiare e chiedo quindi a questa Presidenza  di  farsi
  interprete e garante di tutte le sentenze che fino ad oggi vi  sono
  state sull'argomento.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Vinciullo.  Ancora  una  volta  un
  richiamo   al   Regolamento:  se  se  lei  propone   la   questione
  pregiudiziale   le   ricordo  che  l'articolo   101   lo   prevede,
  chiaramente:  Prima  che  abbia inizio la discussione  generale  un
  deputato   può  proporre  la  questione  pregiudiziale   cioè   che
  l'argomento non debba discutersi e la questione sospensiva cioè che
  la  discussione  o deliberazione debba rinviarsi.  Al  solito  deve
  essere formalizzata.
   Scusate,  onorevoli colleghi mi dovete fare un sacrosanto piacere:
  io  sto  cercando  di portare avanti una seduta  d'Aula  attraverso
  l'applicazione  di  un  Regolamento.  Qui  il  Regolamento  non  lo
  facciamo noi a seconda dei tempi o tornarcene a casa o delle nostre
  necessità.  Il  Regolamento è scritto, l'ho trovato, l'avete  fatto
  voi, onorevole Leanza
   Se  l'onorevole Vinciullo mi chiede una sospensione, una questione
  pregiudiziale io non posso ignorarla per cui se me la formalizza io
  in  base  al  Regolamento devo procedere in un certo modo,  capisco
  benissimo  l'esigenza di tutti ma non posso ignorare un Regolamento
  altrimenti  non  farei gli interessi di questa  Assemblea.  E  lei,
  onorevole  Cracolici,  che presiede degnamente  la  Commissione  sa
  meglio di me queste cose, quindi la pregherei di venirmi incontro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi mi sa che rischiamo
   .

   PRESIDENTE. Sta parlando a favore della pregiudiziale?

   FALCONE. No  Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Scusate, un attimo: è stata posta la questione  della
  pregiudiziale. Veramente non aiutate questa Presidenza a  procedere
  con  calma.  E'  stata fatta una richiesta, se mi  formalizzate  la
  richiesta sulla questione pregiudiziale io vi lascio parlare due  a
  favore e due contrari.
   Onorevole  Falcone,  prima dobbiamo risolvere la  questione  della
  pregiudiziale, poi potrà parlare sull'ordine dei lavori.
   FALCONE. Chiedo di parlare sulla pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  sulla pregiudiziale ma per spiegare quali sono i motivi per cui  io
  vorrei invitare quest'Aula a evitare di fare delle contrapposizioni
  sterili. Il mio vuole essere anche un invito al collega Vinciullo .

   PRESIDENTE. Stiamo scherzando? Sollevate il problema e poi  venite
  qua  a  dire che lo volete evitare. Cerchiamo di essere un po'  più
  coerenti

   FALCONE  Siccome  proprio il rischio è che  stasera  ci  sia  muro
  contro muro, evitiamo. Il mio è un invito all'onorevole Vinciullo a
  ritirare la richiesta di pregiudiziale, per una questione  di  buon
  senso.  Noi  stasera stiamo perdendo ore ed ore per non  concludere
  proprio nulla.
   C'era   una   proposta  dell'onorevole  Cracolici  -  alla   quale
  personalmente   volevo   anche  accedere,   ma   c'era   anche   la
  disponibilità  del Presidente Formica e di altri - di  soprassedere
  su    eventuali   sospensive,   su   eventuali   pregiudiziali   ed
  eventualmente, invece, prenderci qualche giorno di tempo  rinviando
  la discussione.

   PRESIDENTE  Onorevole  Falcone,  praticamente  lei  è  contro   la
  pregiudiziale.  Va bene, prendiamo atto che l'onorevole  Falcone  è
  contro  la  pregiudiziale  proposta  dal  suo  collega  di  partito
  onorevole Vinciullo.

   FALCONE.  Signor Presidente, io non sono contro la  pregiudiziale,
  ho invitato il mio collega proprio  pro pacis .
   E  comunque,  visto che stiamo lavorando in questa maniera  e  c'è
  anche,  una  grande  disponibilità a trascendere  in  atteggiamenti
  arroganti, insistiamo sulla pregiudiziale e votiamo. Poi  chiediamo
  gli  emendamenti, così come per Regolamento, ma li vogliamo  tutti,
  anche  con  le ore libere. Sa cosa significa ore libere in  termini
  giuridici?

   IOPPOLO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io davvero rimango
  un  po'  perplesso dall'andamento dei lavori d'Aula, ma non solo  e
  non tanto dalla gestione e dal fervore che stasera anima tutti,  ma
  anche dal contenuto di taluni interventi.
   Sono   state  poste  delle  questioni,  e  sono  tutte   questioni
  estremamente serie, a cominciare dalla necessità, dall'esigenza che
  mi  sembra  lei  ha  superato  del  ritorno  del  provvedimento  in
  Commissione   Bilancio,   e  da  quella  altrettanto   seria,   che
  sostanzialmente  rappresenta una pregiudiziale di costituzionalità,
  che  è  stata appena sollevata dall'onorevole Vinciullo,  il  quale
  ricorda  pronunciamenti  istituzionali,  amministrativi.   Ma   non
  bisogna  nemmeno ricorrere ai precedenti giurisdizionali per  poter
  affermare come - e non c'è nessuna speciosità in quello che sto per
  dire ed in quello che è stato sostenuto dal collega Vinciullo - già
  il  disegno di legge n. 7 presentava e presentò serissimi dubbi  di
  legittimità costituzionale, tanto è vero che vi furono ordinari  di
  questa  materia delle tre Università siciliane, che misero nero  su
  bianco un'opinione, un parere, una presa di posizione per sostenere
  come un ente che è previsto dal Titolo V della Costituzione, che ha
  dignità   di   previsione  costituzionale,  non   potesse   essere,
  sostanzialmente,  modificato fino alla sua  abrogazione  attraverso
  provvedimenti  normativi sub-costituzionali, di rango  inferiore  a
  quella fonte normativa primaria.
   Il sostenere, quindi, da parte dell'onorevole Vinciullo, che anche
  la proroga dei commissari, oltre che significare dal punto di vista
  politico, la incompetenza e la incapacità che è durata un  anno,  a
  potere,  davvero,  dare corpo alla annunciata  riforma  -  e  tutti
  ricordiamo come e quando fu annunciata la riforma, in quale sede fu
  annunciata  la riforma -, sostenere, quindi, ripeto, che  anche  la
  proroga  presenta  serissimi dubbi di  costituzionalità   -  e  per
  quanto mi riguarda, e per quanto riguarda una parte dell'Aula,  non
  dubbi  e  non perplessità, ma certezze - è assolutamente legittimo,
  ed  è assolutamente congruo, ed è assolutamente opportuno sul piano
  politico e sul piano parlamentare.
   Allora  noi dobbiamo, colleghi dell'Assemblea regionale siciliana,
  votare e votare secondo coscienza, non secondo la moda del momento,
  non  secondo  una  suggestione che sembra  pervadere  e  percorrere
  tutti: aboliamo un ente perché è un centro di spesa. E'stato detto,
  autorevolmente,  dall'onorevole  Malafarina  pochi  minuti  fa,  il
  centro  di  spesa  non verrà abolito perché non  verrà  abolita  la
  spesa.   Perché,  le  necessità  e  gli  adempimenti  di  carattere
  istituzionale,  cui la provincia fa oggi fronte, dovranno  rimanere
  in  capo ad altri enti che continueranno a dovervi fare fronte.  E,
  allora, votiamo secondo la nostra scienza e la nostra coscienza,  e
  io  credo  che  il  voto  non  possa  che  essere  a  favore  della
  pregiudiziale avanzata e formalizzata dall'onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale.  Spiego
  il  significato del voto: chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvata)

   Discussione del disegno di legge n. 678/A 'proroga gestioni province'

   L'Assemblea ne prende atto.

   Discussione del disegno di legge «Norme transitorie in materia di
                                proroga
         delle gestioni commissariali provinciali» (n. 678/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa pertanto, alla discussione del  disegno  di
  legge  n.  678/A  «Norme transitorie in materia  di  proroga  delle
  gestioni commissariali provinciali».
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Malafarina  per  svolgere  la
  relazione.

   MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi  sarei
  tentato  di  prolungare questa inutile discussione per  i  prossimi
  quaranta minuti. Io ho le mie opinioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Malafarina,  le  ricordo  che  in   questo
  Parlamento  non  si  fanno discussioni inutili,  in  un  Parlamento
  bisogna  parlare, sull'inutilità di questo dibattito è un  giudizio
  che  lasceremo ai posteri. Qui si parla e si discute per convergere
  a  una  opinione  comune  che  ci permetta  di  andare  avanti.  La
  pregherei, on. Malafarina, di attenersi alla relazione.

   MALAFARINA,  relatore.  Signor  Presidente,  avendo  sollevato  le
  giuste  rimostranze di persone che poi trovano nello sfogo oratorio
  la  massima  delle espressioni e quant'altro, non posso fare  altro
  che rimettermi al testo della relazione.

   Discussione del disegno di legge n. 678/A 'proroga gestioni province'

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che c'è un
  po'  di  agitazione, suggerirei di rinviare la discussione generale
  all'articolo  1 e dare i termini per gli emendamenti, rinviando  al
  27 dicembre anche la discussione su questo testo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi ha tolto le parole  di  bocca,
  ho  visto  che oggi la giornata è andata avanti con toni  piuttosto
  accesi.
   Prendiamo atto della sua proposta, che personalmente condivido.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme transitorie
                         in materia di proroga
         delle gestioni commissariali provinciali» (n. 678/A)

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Valenti,
  ho  tanta pazienza, quanto la pazienza che hanno i cittadini  delle
  province regionali siciliane, quanta la pazienza che hanno avuto  i
  cittadini  siciliani  dopo l'annuncio della  soppressione  virtuale
  delle province regionali.
   Mi  piace  definire  stasera il Governo  Crocetta  un  Governo   a
  pillole , e spiego perché  a pillole , perché con pochi articoli ha
  fatto  due  leggi,  la  prima  per la soppressione  delle  province
  siciliane con tre articoli, di cui il terzo per l'entrata in vigore
  della  legge,  il  secondo  di due articoli  per  rinviare  a  fine
  febbraio l'approvazione della legge sulle province.
   Mi dispiace per il collega Malafarina quando parla di  poltrone  e
  di  inutile discussione. Vorrei ricordare al collega Malafarina che
  credo  che  la  democrazia sia quella che il  Governatore  Crocetta
  venga in Aula, essendo stato lui a nominare i Commissari delle nove
  Province. Perché la democrazia consentiva questo in passato, quando
  c'era  un  organo letteralmente eletto dal popolo e dai  cittadini,
  con  un  suo Presidente e un suo Consiglio provinciale che svolgeva
  compito  di vigilanza e di controllo. Questo oggi è nelle mani  del
  Governatore Crocetta.
   Questo oggi bisogna ricordarlo in Aula  Il Governatore Crocetta ha
  nominato  nove  Commissari nelle Province; questi  nove  Commissari
  hanno svolto in questi otto mesi un'azione politica nel territorio.
  Credo che oggi, parlando di una proroga a febbraio della legge, sia
  importante e corretto venire a relazionare in quest'Aula, per  ogni
  singola Provincia, sull'azione di Governo dei nove Commissari delle
  Province regionali.
   Mi  pare  di  percepire  -  da quello che  tocco  con  mano  nella
  Provincia  di Palermo, ma anche da quello che vedo con  i  colleghi
  delle  altre  Province - che il ruolo dei Commissari,  ad  oggi,  è
  stato un ruolo da direttore d'orchestra, che dirige le fila, che dà
  indicazioni,  che  sviluppa  politica  in  quegli  enti;  e   parte
  probabilmente da questo Governo regionale. E lo dico assumendomi la
  responsabilità di quello che sto dicendo, perché ne ho contezza, ne
  ho consapevolezza e certezza.
   Aggiungo   a  questo  che  non  vorrei  che  questa  proroga   sia
  l'anticipazione di un'altra proroga. E magari arriviamo  a  maggio,
  alla  vigilia  delle elezioni europee, perché potrebbe  essere  uno
  strumento  utile a qualcuno per presentarsi alle prossime  elezioni
  europee per ragionare su  poltrone , su ruoli e anche sul potere di
  distribuzione di prebende.
   Quindi,  io  mi auguro e auspico che si rifletta sul  ruolo  delle
  Province. E - checché se ne possa dire - credo sia importante  fare
  un'auto  riflessione  e  ragionare,  come  già  proposto  da  altri
  deputati  molto  più autorevoli di me, con profonda  conoscenza  di
  territorio e di politica come l'onorevole Nello Musumeci, che dice:
  riduciamo  compensi, riduciamo le giunte, riduciamo  i  Consigli  e
  andiamo a votare e ridiamo, in quella idea di democrazia, parola ai
  cittadini e parola di ruolo alla politica.
   Io  auspico  che  quest'Aula abbia la capacità di comprendere  che
  continuare  per mesi e mesi con una proroga fittizia di  democrazia
  significhi, sicuramente, cancellare il diritto di parola ai milioni
  di Siciliani che credono ancora nella democrazia e nella politica.
   Quindi,  assessore  Valenti,  la  prego  di  farsi  portavoce  nei
  confronti  del Governatore Crocetta. E che abbia il buon gusto,  la
  forza  e  il  coraggio di venire in quest'Aula, per  raccontare  le
  Province da lui commissariate quale ruolo hanno svolto e cosa hanno
  fatto  in  questi otto mesi, perché quanto meno partiamo da  questo
  per  capire se le Province sono utili o non sono utili; se  bisogna
  annullarle  o  meno. Perché credo che il Presidente  Crocetta  dopo
  questi  otto mesi abbia avuto la capacità di comprendere sulla  sua
  pelle  il  valore delle Province, quanto valgono, a cosa servono  e
  quali servizi forniscono al territorio. Grazie.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati, volevo  fare  solo  alcune
  precisazioni per quanto riguarda le risorse per le Province.  Nella
  finanziaria  sono  stati previsti dieci milioni  di  euro,  proprio
  perché  ci rendiamo conto che la realizzazione dei liberi consorzi,
  di  questi  enti  di  area  vasta in sostituzione  delle  Province,
  certamente è un processo che deve avvenire gradualmente.
   La proroga è una proroga limitata, di due mesi.
   Vorrei  ricordare che a livello nazionale addirittura  la  proroga
  dei  Commissari  è  stata  fatta  per  sei  mesi  proprio  per   la
  consapevolezza che il processo ha una sua difficoltà  e  quindi  ci
  vuole un attimo di tempo affinché tutto vada a regime.
   Abbiamo limitato la proroga, di concerto con la Commissione, anche
  noi  avevamo  proposto  sei mesi, ma alla luce  delle  osservazioni
  fatte  in  Commissione  il Governo ha concordato  con  i  due  mesi
  proprio perché vogliamo dare la certezza che entro quella data  sia
  discussa  in   Aula la legge di istituzione reale, sia delle  città
  metropolitane, sia dei consorzi dei liberi comuni.
   Quindi  non  c'è  nessuna volontà di prorogare il commissariamento
  oltre questo termine, se non quello stortamente necessario appunto,
  come ho detto all'inizio, per dare all'Aula il tempo necessario per
  un  dibattito  sereno  che, come avete dimostrato  voi  stessi  nei
  numerosi interventi molto accalorati, sarà sicuramente un dibattito
  molto intenso e molto ricco di riflessioni e di spunti.
   Il nostro Statuto - che ricordo a me stessa prima, che a voi - che
  ha  valore  di  legge  costituzionale, già non parla  di  province,
  quindi noi abbiamo una situazione diversa dal resto d'Italia perché
  il nostro Statuto prevedeva già l'istituzione dei liberi consorzi e
  quindi, per coloro i quali hanno fatto riferimento ad una eventuale
  incostituzionalità   della  norma,  vorrei  rassicurarli   che   il
  procedimento nostro è assolutamente in linea con quello che prevede
  lo   Statuto,   fermo  restando  che  oggi  non  è  in  discussione
  l'istituzione, ma semplicemente questo spostamento del termine  del
  commissariamento per permettere all'Aula un corretto esame.  Voglio
  ricordare,  tra  l'altro  -  e  il Presidente  Cracolici  mi  potrà
  confermare  - che già in I Commissione è presente un bel  pacchetto
  di emendamenti  e di proposte pronte per essere discusse non appena
  si uscirà dalla sessione di bilancio.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  per  un  attimo
  vorrei   ritornare   su  quella  che  era  la  richiesta   avanzata
  dall'onorevole  Vinciullo  e le sue considerazioni  in  Commissione
  Bilancio.  Ma  non  lo faccio strumentalmente,  e  ne  spiegherò  i
  motivi,  perché sono convinto che questa norma dovrebbe  andare  in
  Commissione Bilancio e dovrebbe andare in Commissione Bilancio  per
  quello che lei ha detto, assessore.
   La  legge  7 conclude i suoi effetti al 31 dicembre 013,  in  quel
  momento quella legge esaurisce i suoi effetti. Nel momento  in  cui
  noi  facciamo  una  nuova norma, quella nuova  norma  necessità  di
  copertura finanziaria.
   Quindi,  è  chiaro  quando  noi stasera stiamo  facendo,  intanto,
  questa  proroga,  e  prendiamo atto che è il fallimento  di  questo
  Governo  perché  in  un primo momento il Governo  aveva  detto  che
  avrebbe  fatto  la  legge di riforma entro il 30 giugno  del  2013.
  Siamo stati noi a dire che il Governo non avrebbe avuto la forza  e
  la  capacità di concludere l'iter parlamentare entro il  30  giugno
  scorso, e quindi a portarla a fine anno.
   In  quel momento però noi chiedevamo anche che i costi, quei costi
  vituperati   dal   Presidente  Crocetta  in  qualche   trasmissione
  televisiva,  purtroppo  sono immanenti e  reali,  sono  concreti  e
  stasera,  assessore, lo sta dicendo lei, parlando di una previsione
  in finanziaria 10 milioni di euro, perché di fatto o questo Governo
  ha  il coraggio di dire che non esistono più enti di area vasta,  o
  intermedi,  o  si  chiamino  consorzi,  liberi  consorzi  o   città
  metropolitane,  ma  noi nel momento in cui  aboliamo  le   province
  trasferiamo comunque, non solo competenze, ma anche costi  e   quei
  costi  graveranno sugli enti intermedi che, ahimé, saranno  di  più
  rispetto  a  quelli che stiamo volendo superare e  che  volete  voi
  superare.
   Ecco perché noi siamo contrari, e lo siamo non così a caso, perché
  avremmo  voluto  che  il  Governo anziché  si  presentasse  stasera
  anziché  a  contingentare  i tempi, a dare  spiegazione,  e  questa
  Presidenza  non li può contingentare i tempi, perché deve  dare  il
  termine  per la presentazione degli emendamenti che non può  essere
  prima  del  giorno  28,  quarantotto ore,  due  giorni  lavorativi,
  significa il 24 e il 27 dicembre.  L'indomani scade il termine  per
  la presentazione degli emendamenti.
   Su  questo  noi possiamo confrontarci perché il testo  che  sembra
  così  semplice  non lo è, perché ai colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle io posso proporre:  io sono per il superamento della norma ,
  ma  posso proporre eventualmente un confronto sull'articolo 145, se
  dobbiamo  attuarlo o no, sulla gratuità o meno dei  commissari,  su
  come  vogliamo prorogare in questi due mesi questo ente intermedio.
  Su tutte queste cose noi ci possiamo confrontare.
   Allora,  quando si vuole correre molte volte poi ci si  ferma.  E'
  come quando si è voluto fare con altre leggi.
   Sul  testo  in  Commissione si fece una vera e  propria  forzatura
  salvo il fatto che il Governo ha dimenticato di inserirlo poi nella
  Conferenza dei Capigruppo e di aprire una finestra. Quello che dice
  l'onorevole  Vinciullo sulla riscossione Sicilia  eventualmente,  è
  vero  è  giusto, ci potrà essere un dibattito, ci sono i  pro  e  i
  contro, ma si potrà mettere in finanziaria eventualmente.
   Su  questo,  signor Presidente, noi ci riserviamo di  parlare  poi
  sull'articolo  1,  perché i tempi sono stretti,  non  si  può  fare
  alcunché  di dibattito. Il fatto che stiamo dicendo che ci vogliono
  dieci milioni di euro - e credetemi ce ne vorranno di più - i dieci
  milioni forse serviranno per alcuni mesi, un trimestre, ma non  per
  l'intero  anno,  perché anche quando andremo  a  formare  gli  enti
  intermedi  a  questi  liberi  consorzi  dobbiamo  dare  competenze.
  Competenze di pianificazione, eventualmente, competenze  degli  ATO
  rifiuti,  e  quindi necessiteranno anche di risorse  finanziarie  e
  quindi  di copertura. Per cui su questo chiediamo che la Presidenza
  rispetti l'ordine ma soprattutto rispetti il Regolamento e porti al
  28  dicembre  il  termine ultimo per  presentare  gli  emendamenti,
  anche  per  evitare  un ingorgo con altri termini  utili  che  sono
  quello   del   bilancio  e  quello  del  disegno  di  legge   sulla
  finanziaria.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Ricordo  che  la  votazione  si fa per  alzata  e  seduta.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  termine  per gli emendamenti è fissato a venerdì  27  dicembre
  2013, alle ore 10.00.

   MUSUMECI. Non può essere, ci vogliono 48 ore

   PRESIDENTE.  Ricordo  onorevole Musumeci,  che  noi  siamo  in  un
  Parlamento, stiamo lavorando in maniera molto solerte.  A  fare  un
  calcolo  dei  giorni festivi. Stiamo lavorando per cui  il  termine
  rimane fissato

   FALCONE. E' sbagliato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, il  termine  rimane  fissato  per
  giorno 27.
   Tra  l'altro,  trovo nelle sue parole qualcosa che ci  contraddice
  perché  da  un  lato  lei  stesso  sostiene  la  necessità  di  non
  ingolfarci  e  dall'altro  poi propone  il  28  quando  sa  che  in
  Commissione Bilancio ci sono altri tempi in questo momento, per cui
  la ringrazio per il suo intervento.
   Così rimane stabilito.

          Rinvio del seguito della discussione del disegno di
             legge numero 494/A «Promozione della ricerca
                   scientifica in ambito sanitario»

   PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Turano, relatore, non è presente in
  Aula,  il  seguito della discussione del disegno  di  legge  numero
  494/A  «Promozione della ricerca scientifica in ambito  sanitario»,
  posto al numero 3) è rinviato.

          Rinvio del seguito della discussione del disegno di
         legge n. 108/A  «Disegno di legge voto da sottoporre
         al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo
         18 dello Statuto recante  Norme per l'apertura di una
           casa da gioco nei comuni di Taormina e Palermo »

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  n. 180/A  «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
  della  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
  'Norme per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
  Palermo'», posto al numero 4).
   Invito   i  componenti  della  I  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  chiedo che l'esame del disegno  di  legge  si
  svolga dopo le festività natalizie.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a venerdì,  27  dicembre
  2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (n. 678/A) (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

            2)  -  Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            3)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            4)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Tamajo

            5)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            6)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio Salvatore

            7)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

                   La seduta è tolta alle ore 18.32

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli