Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lo Sciuto, Forzese,
Dipasquale e Vullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commemorazione dell'onorevole Santi Nicita
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire unicamente per dare all'Aula una comunicazione non
piacevole. Ieri è venuto a mancare l'onorevole Santi Nicita che è
stato parlamentare di questo Parlamento per più legislature, nel
'71, nel '76, poi nell'82, poi assessore al bilancio, poi
Presidente della Regione e, ancora, parlamentare negli anni '90.
Un amico personale, un esponente adesso del Partito Democratico
che ha speso il suo impegno politico per tanti anni in quest'Aula;
peraltro, alcune leggi importanti che sono ancora in vigore,
attraverso le quali si è intervenuti nei centri storici di città
come Siracusa, come Ragusa, portano il suo nome. Devo confessare
anche un piccolo aspetto particolare, nell'attività di partito:
grazie all'attività di partito, recentemente, mi aveva pure aiutato
nello stilare un disegno di legge sul recupero del centro storico
della Borgata Santa Lucia.
Un uomo appassionato che, anche al di là poi della funzione di
parlamentare, ha mantenuto alto il suo impegno in politica. Per
questo mi permetto, signor Presidente, di proporle, se lo ritiene,
di osservare un minuto di silenzio per ricordarne l'impegno
politico e la sua presenza in quest'Aula.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Marziano, per avere voluto
ricordare la figura dell'onorevole Nicita. Un minuto di silenzio è
più che doveroso. Soprattutto la ringrazio per avere voluto
ricordare, anche se nella brevità del messaggio, alcuni passaggi
particolari dell'opera dell'onorevole Nicita, evidenziando anche il
suo impegno, pur non da deputato, nel collaborare nella stesura di
iniziative legislative.
Pertanto, onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta
dell'onorevole Marziano, invito i deputati a osservare un minuto di
silenzio.
(Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)
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Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, mi rivolgo a lei perché in sua
assenza avevo chiesto come presentare gli emendamenti al bilancio
interno dell'Assemblea e i miei collaboratori, in questi giorni di
attività, sono andati nei suoi uffici a chiedere delucidazioni su
come fare per presentare gli emendamenti. E' chiaro che è stata una
sorpresa nel sentire dire che mai in quest'Assemblea sono stati
presentati emendamenti al bilancio interno.
Io da lei, che da un pezzo cerco di collaborare sia per l'attività
interna dell'Assemblea sia per le altre attività, vorrei
delucidazioni su come fare per poter discutere il bilancio interno
dell'Assemblea con quella serenità che lei, all'atto del suo
insediamento, ci aveva fatto capire che si sarebbe attuata voltando
pagina. Veda, mi è dispiaciuto veramente stamattina sentire che un
funzionario del suo Gabinetto non mi poteva dare la relazione
perché quando voi avete approvato il bilancio interno
dell'Assemblea, che è stato credo l'ultimo giorno di seduta Ma
voi approvate un atto senza che ci sia la relazione generale? Io
credo che non potete approvare il bilancio interno dell'Assemblea
senza la relazione. Penso sia stata una svista o che sia stato un
malinteso.
Pertanto, le chiedo di dire ai suoi uffici di avere una maggiore
collaborazione con i deputati, perché fino a quando non si verrà a
determinare una nuova regola rispetto a quella antica, che in
democrazia c'è una maggioranza che amministra e una opposizione che
controlla, signor Presidente, lei non farà mai il suo dovere e noi
non faremo a pieno il nostro dovere.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, al momento opportuno le verrà data la
relazione, allorquando sarà iscritto all'ordine del giorno il
bilancio interno dell'Assemblea e le verranno dati tutti i termini
per poter intervenire in Aula, ovviamente attraverso un ordine del
giorno, così come è prassi.
Lei verrà messo nelle condizioni, come è giusto che sia, di
conoscere perfettamente i dati del bilancio interno dell'Assemblea.
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Per la verità, Presidente, io tedierò la sua persona,
quest'Aula e il Governo solo un secondo per chiedere una seduta
straordinaria ospitando qui in Aula un illustre siciliano, Luca
Parmitano, che rappresenta la Sicilia migliore, che è maggioranza
nell'isola, che rappresenta questa Sicilia fatta di grandi
professionisti, di grandi competenze, di eccellenze.
Pur apparendo fuori luogo questo mio intervento, chiedo a lei e al
Governo di tenere una seduta pubblica con questo siciliano per
rendere omaggio così alla Sicilia migliore.
Soltanto questo volevo chiedere, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, posso dirle che già in Ufficio di
Presidenza è stata affrontata questa piacevole questione e ci
articoleremo sulla base delle indicazioni che darà la Conferenza
dei capigruppo. Lei ha fatto bene, però, ad evidenziare che abbiamo
un siciliano eccellente che fa onore a tutta la Sicilia.
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Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana
per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
2014-2016» (669/A)
e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale» (670/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge e, segnatamente, alla discussione
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il
triennio 2014-2016» (669) e del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale» (670).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola ai relatori avverto la
esigenza di sottolineare la particolare complessità e delicatezza
del lavoro che ci accingiamo a svolgere sui documenti di bilancio
della Regione. Una manovra che si svolge entro un contesto
finanziario e sociale che sconta difficoltà e tensioni che non
sfuggono a nessuno di noi.
La decisione della Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari di completare l'esame dei documenti finanziari secondo
un calendario compatibile con l'obiettivo di non fare ricorso
all'esercizio provvisorio, impone una disciplina molto stretta sui
tempi e sulle modalità di svolgimento dei nostri lavori. Tempi
ristretti che, tuttavia, non devono impedire all'Aula un confronto
approfondito e completo sulle problematiche fondamentali che la
manovra finanziaria è chiamata ad affrontare.
Il primo dei problemi, che condiziona tutti gli altri, è
naturalmente quello delle risorse del bilancio, dico risorse del
bilancio. Richiamo al riguardo, come prioritaria ed essenziale, la
necessità di un esame rigoroso delle entrate iscritte in bilancio,
sulla base di una relazione tecnica che espliciti in maniera
analitica e puntuale i criteri di quantificazione e fondatezza
delle previsioni, integrando le indicazioni di massima contenute
nella relazione tecnica depositata dal Governo.
Solo partendo da questo elemento di certezza, potrà essere
articolata l'intera manovra con la dovuta attenzione ai limiti ed
alle regole di copertura finanziaria delle maggiori spese della
finanziaria, alle quantificazioni di quei capitoli strategici e di
quelle appostazioni obbligatorie che, per loro natura, sono
essenziali per garantire la salvaguardia degli equilibri di
bilancio.
Confido nel senso di responsabilità di tutti quanti, e mi
adopererò in tal senso nell'esercizio delle prerogative della
Presidenza, perché questo lavoro possa essere svolto nella maniera
più proficua e nel rispetto dei tempi che ci siamo dati.
Onorevoli colleghi, a tal fine noi oggi così ci regoliamo:
iniziamo la discussione generale con le due relazioni, quella di
maggioranza e quella di minoranza, dando la parola se lo ritengono
ai presidenti dei gruppi parlamentari. Gli uffici in maniera
attenta, sia quelli del Governo sia quelli dell'Assemblea, faranno
un esame ulteriore della complessa materia.
Martedì 7 gennaio, in mattinata, terremo una Conferenza dei
capigruppo richiesta anche dal Presidente della Regione per un
esame complessivo e per vedere di arrivare a una definizione che
tenga conto del rigore con il quale ci siamo determinati o ci
dovremmo determinare nell'esitare soprattutto il bilancio regionale
- e sottolineo soprattutto il bilancio della Regione - più che la
legge finanziaria.
Quindi do la parola all'onorevole Dina, per svolgere la relazione
di maggioranza.
Onorevole Greco, lei già ha parlato sull'ordine dei lavori, io non
voglio polemizzare con lei, le do la parola però soltanto per dire
che non voglio polemizzare con lei, perché sull'ordine dei lavori
si può intervenire una sola volta.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, con me non polemizzerà
sicuramente, siccome lei ha detto che darà la parola sulla
discussione generale solo ai capigruppo, una cosa la devo dire
PRESIDENTE. Ho detto iniziando dai capigruppo, peraltro già
iscritti a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dina, presidente della
Commissione e relatore di maggioranza.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la manovra di finanza
pubblica che si propone all'Aula si dispiega in una fase critica
per le finanze regionali, che risentono degli effetti della
difficile congiuntura economica, della perdurante crisi
dell'eurozona e delle correlate politiche di rigore e di equilibrio
di bilancio collegate all'esigenza di garantire una rigorosa azione
di contenimento della spesa pubblica, al fine di conseguire gli
obiettivi che il Paese si è impegnato a raggiungere in sede
europea.
La manovra si propone nel medio periodo due obiettivi:
a) la riqualificazione della spesa in termini di maggiore equità
sociale, attraverso anche una rigorosa rivisitazione dei meccanismi
interni e di lotta agli sprechi;
b) il rilancio della crescita e dello sviluppo con la Regione
chiamata ad agire in funzione di supporto alla domanda sociale e
nel contempo obbligata a ristrutturare l'offerta della propria
azione.
Rispetto alla manovra di bilancio occorre evidenziare alcuni
elementi di criticità che irrigidiscono le dinamiche di
flessibilità sia dal lato delle entrate che per le poste di spesa.
In ossequio alle disposizioni di cui all'articolo 3 della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26, è stata prevista la copertura della
compartecipazione regionale del fabbisogno sanitario in misura
corrispondente all'aliquota del 49,11 per cento (eccetto per le
spese afferenti il perseguimento di obiettivi di carattere
prioritario e di rilievo nazionale indicati dal piano sanitario
nazionale), che ha determinato una riduzione notevole di risorse
disponibili per i fabbisogni consolidati.
Inoltre, la costruzione dei documenti finanziari della Regione per
l'esercizio 2014 e per il triennio 2014-2016 risente, come già
rappresentato negli anni passati, di stringenti vincoli quali le
risorse effettivamente acquisibili all'erario regionale,
insufficienti rispetto all'attuale livello di spese consolidate.
Il progetto di legge di bilancio di previsione per il triennio
2014-2016 è stato improntato ad una ulteriore riduzione della spesa
rispetto a quella sostenuta nell'anno 2013.
Nel valutare gli stanziamenti, in conformità alle disposizioni di
cui alla circolare assessoriale, è stato operato un
ridimensionamento complessivo della spesa. In particolare, ove da
parte dei competenti dipartimenti regionali non sono pervenute
proposte in linea con le richiamate disposizioni, le previsioni di
spesa sono state elaborate prevedendo per i capitoli riferiti a
spese soggette al Patto di stabilità interno uno stanziamento non
superiore alla competenza 2013 ridotta di circa il 10 per cento per
l'anno 2014, fatta eccezione per le spese di natura obbligatoria.
Lo scenario delineato ha reso estremamente difficile elaborare un
documento contabile in equilibrio, che preveda la corretta
copertura di tutte le spese necessarie per l'adempimento degli
obblighi legislativi.
Si ritiene, inoltre, opportuno evidenziare che gli importi
riportati nel bilancio di previsione 2014 e per il triennio 2014-
2016 discendono dalla costruzione del documento secondo il criterio
della legislazione vigente e possono differire da quelli
tendenziali riportati nei documenti programmatori, in quanto
quest'ultimi tengono conto di fatti amministrativi e gestionali che
incidono sui risultati finali. Ci si riferisce, in particolar modo,
alla gestione dei fondi extraregionali, per i quali molto spesso
non coincide, nello stesso esercizio, la fase di accertamento e la
fase di impegno.
Premesso quanto sopra, si illustrano brevemente i principali dati
di rilievo del disegno di legge del bilancio a legislazione vigente
per l'esercizio finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016.
La proposta di bilancio per l'anno 2014 presenta un totale
generale delle entrate e delle spese pari a 23.087.737 migliaia di
euro e quella di bilancio per il triennio 2014-2016 un totale pari
a 53.594.730 migliaia di euro.
Tra le entrate si distinguono entrate correnti per 14.742.707
migliaia di euro, che registrano un decremento di 624.244 migliaia
di euro, pari al 4,1 per cento rispetto alle previsioni 2013, ed
entrate in conto capitale per 987.030 migliaia di euro, che
registrano un decremento di 1.178.204 migliaia di euro, pari al
54,4 per cento rispetto alle previsioni 2013.
L'avanzo finanziario presunto è pari a 7.358.000 migliaia di euro,
interamente riferito ai fondi di cui alle assegnazioni da parte
dello Stato e della Unione europea ed agli altri fondi a
destinazione vincolata.
Il totale generale delle spese pari, per l'anno 2014, a 23.087.737
migliaia di euro, è finanziato con le entrate finali (date dalla
somma delle entrate correnti e in conto capitale) per un ammontare
pari a 15.729.737 migliaia di euro e per 7.358.000 migliaia di euro
con l'avanzo finanziario presunto relativo ai fondi extraregionali.
I principali risultati differenziali scaturenti dal disegno di
legge del bilancio di previsione per l'anno 2014 assumono i
seguenti valori:
a) risparmio pubblico (entrate correnti meno spese correnti) pari
a 135.400 migliaia di euro. Tale valore evidenzia un livello di
entrate correnti adeguato alla copertura delle corrispondenti
spese;
b) saldo netto da impiegare (entrate finali più avanzo finanziario
presunto dell'esercizio precedente meno spese finali), pari a
286.035 migliaia di euro;
c) accreditamento netto (entrate finali più avanzo finanziario
presunto dell'esercizio precedente meno spese finali, al netto
delle operazioni finanziarie) pari a 344.002 migliaia di euro.
In ordine al disegno di legge Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale , sembra
opportuno illustrare le principali norme proposte e le relative
valutazioni, sia con riferimento al disegno di legge in argomento
sia alle connesse tabelle.
L'articolo 1 individua un saldo netto da impiegare per l'anno 2014
pari a 226.035 migliaia di euro in termini di competenza.
L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente ed in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2014,
in 330.000 migliaia di euro.
L'articolo 2 autorizza, per l'esercizio finanziario 2014, ad
effettuare operazioni finanziarie per un importo complessivo pari a
60.000 migliaia di euro, da destinare a spese di investimento dei
comuni.
L'articolo 4 individua in 148.004 migliaia di euro per l'anno 2014
le somme corrispondenti al contributo alla finanza pubblica posto a
carico della Regione.
L'articolo 6, che detta disposizioni in materia di assegnazione di
risorse ai comuni, introduce, in via sperimentale, un innovativo
meccanismo di determinazione dell'apporto a carico del bilancio
regionale che viene determinato sulla base di una compartecipazione
al gettito regionale dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
(IRPEF). Le risorse da assegnare ai comuni sono calcolate in
ciascun anno applicando un'aliquota di compartecipazione al gettito
dell'IRPEF effettivamente riscossa in Sicilia nell'ultimo anno
precedente l'esercizio di riferimento; l'aliquota di
compartecipazione per il triennio 2014-2016 è pari al rapporto tra
350.000 migliaia di euro e l'ammontare dell'IRPEF riscossa nel
2013.
Il successivo articolo 7 autorizza, per l'anno 2014, al fine di
garantire il funzionamento delle Province regionali, un contributo
di parte corrente pari a 10.000 migliaia di euro.
Con l'articolo 12 le competenze in materia di personale del Corpo
forestale e dell'antincendio, sino ad ora attribuite a due centri
di responsabilità, confluiscono unitariamente al dipartimento
Azienda regionale foreste demaniali, al fine di conseguire un più
efficace ed efficiente utilizzo del personale, con conseguente
contenimento della relativa spesa complessiva. Tale spesa è
valutata, per l'esercizio finanziario 2014, in 180.000 migliaia di
euro, con una contrazione rispetto all'anno precedente di 20.000
migliaia di euro.
Gli articoli 13, 14 e 15 disciplinano una serie di interventi in
materia di personale dei consorzi di bonifica, dell'Ente di
sviluppo agricolo e dell'Ente acquedotti siciliani, finalizzati a
garantire gli emolumenti al relativo personale.
L'articolo 18 autorizza il finanziamento degli interventi di cui
all'Allegato 1 del disegno di legge, determinandone l'importo
complessivo per ciascuno degli anni del triennio di riferimento.
L'articolo 19 ridetermina la spesa destinata a garantire i
collegamenti marittimi con le isole minori, quantificandola, per
ciascuno degli anni 2014 e 2015, in 76.200 migliaia di euro, con un
risparmio di circa 15.000 migliaia di euro rispetto all'anno 2013.
Il Capo VI detta misure per lo sviluppo e l'occupazione,
consentendo, tra l'altro, l'utilizzo di fondi dell'IRCAC non
utilizzati, interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
mutuo e di affitto nonché per favorire l'accesso all'abitazione di
nuclei familiari svantaggiati.
Gli articoli 30, 31, 32, 33 e 34, nel rispetto della normativa
nazionale in materia, introducono disposizioni in materia di
personale precario, volte alla proroga dei contratti a tempo
determinato ed alla stabilizzazione dei soggetti interessati.
Il successivo articolo 35 intende favorire l'occupazione stabile
dei soggetti di cui all'articolo 43, comma 1, della legge regionale
15 maggio 2013, n. 9, appartenenti al bacino dei PIP - Emergenza
Palermo nonché del personale SPO e dei soggetti impegnati in ASU
presso aziende ospedaliere.
Il Capo VII contiene una serie di misure per il welfare, tra le
quali si segnalano l'istituzione del fondo regionale per la
disabilità e del fondo siciliano per il sostegno all'inclusione
attiva.
Il Capo VIII detta disposizioni in favore del turismo, dei teatri
e dello sport. In particolare, l'articolo 42 istituisce il fondo
regionale per lo spettacolo (FORES), l'articolo 43 introduce il
fondo di rotazione per gli interventi straordinari (RIS) e
l'articolo 44 consente il potenziamento delle attività sportive
isolane, con un contributo complessivo, per l'esercizio finanziario
2014, pari a 4.600 migliaia di euro.
Vorrei, da ultimo, osservare che l'urgenza di concludere i lavori
in Commissione per consentire di incardinare i documenti contabili
in Aula entro la mattina del 30 dicembre 2013 ha comportato la
necessità di espungere dal testo taluni articoli che ritengo
meritino di essere riconsiderati, anche a seguito di un
approfondimento della materia da parte del Parlamento e del
Governo.
Mi riferisco, in primo luogo, all'articolo 19 del testo presentato
dal Governo, relativo al collocamento in quiescenza del personale
regionale in possesso di determinati requisiti.
Mi riferisco anche all'articolo 27, in materia di
razionalizzazione, messa in liquidazione e privatizzazione di
società pubbliche regionali, la riforma delle società partecipate
regionali rappresenta ormai, anche alla luce delle recenti
considerazioni della Corte dei Conti, un argomento ineludibile,
come la Commissione ha già segnalato al Governo nel corso
dell'esame dei documenti contabili per il 2013.
Concludendo, intendo ringraziare i componenti della Commissione,
gli Uffici della Commissione, tutti i parlamentari che hanno
partecipato in maniera attiva ai lavori della II Commissione
mostrando senso di responsabilità nel consentire di concludere nei
tempi previsti i lavori. Sono stati lavori abbastanza faticosi; un
tour de force che ci ha costretto a sedute continue dove
sicuramente qualche battuta in più ha cercato di allentare le
tensioni che si erano venute a determinare.
Pertanto, l'attenzione ai tempi è stata un'attenzione importante,
coniugata con l'attenzione ai contenuti del disegno di legge. E'
chiaro che gli approfondimenti d'Aula consentiranno anche di
riparare e di mettere in sicurezza alcune criticità, penso ai fondi
di riserva, ai fondi per le regolazioni contabili, agli
accantonamenti tributari, al fondo per gli equilibri di bilancio.
Sono tutti temi che nel dibattito d'Aula e con una attenzione da
parte del Governo possiamo insieme trattare e rimettere nell'ambito
e nell'alveo di una sicurezza di cui il bilancio ha bisogno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza,
onorevole Falcone.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, Governo, intervengo nella qualità di relatore di
minoranza sia di questo bilancio che di questa legge finanziaria
per l'anno 2014 con effetti finanziari e contabili sino al 2016.
Intervengo nella consapevolezza della difficoltà del momento
finanziario in cui ci veniamo a trovare all'interno di una
situazione congiunturale che non ha un livello regionale
sicuramente né nazionale, ma è di più largo respiro.
Fatta questa premessa, che è doverosa, mi aspettavo un disegno di
legge che fronteggiasse seriamente quello che era una emergenza,
quella che è attualmente una emergenza della Sicilia. E me lo
aspettavo sotto almeno due fronti: mettere in sicurezza il bilancio
della Regione e al contempo creare delle norme di sviluppo concreto
che potessero dare una spinta propulsiva ad una economia che
langue, ma soprattutto ad un progressivo impoverimento.
Dico questo sulla scorta della relazione del Presidente Dina,
della relazione di maggioranza, che vede quest'anno un progressivo
decremento delle spese correnti per circa 624 milioni di euro nel
bilancio regionale, ma soprattutto il decremento delle spese in
conto capitale che quest'anno hanno raggiunto limiti oltre soglia,
cioè noi quest'anno - e lo dissi nella mia relazione - al Documento
di programmazione economico e finanziario siamo al di sotto degli
anni '90 in termini di investimenti.
Fatta questa premessa d'obbligo, ritengo che il punto nodale di
questa manovra finanziaria sia l'articolo 4, non come partito che
ha messo già in mora il Presidente Crocetta ma come norma
finanziaria. Una norma finanziaria che dovrebbe essere il punto di
riferimento; una norma finanziaria che dovrebbe partire - il
condizionale è d'obbligo - dal decreto legge n. 95/2012, ma che
dovrebbe partire anche dall'ultima finanziaria nazionale che ha
previsto una minore devoluzione di somme nei confronti della
Regione siciliana.
Alla luce di questa necessità che è quella di contribuire alla
finanza pubblica, la Regione siciliana avrebbe necessità di far
fronte concretamente a questo dettato legislativo. Un dettato
legislativo che impegna la Regione siciliana per l'anno 2014 a
minori trasferimenti per 947 milioni di euro. Al contempo, un
concorso alla contabilità nazionale che impegna la Regione
siciliana ad ulteriori 106 milioni di euro sulla scorta dell'ultima
finanziaria nazionale.
Queste norme non sono norme di poco conto, sono norme che hanno
immediata applicazione nel bilancio e per la Regione siciliana.
Sulla scorta di questo, abbiamo avuto una riscrittura
dell'articolo 4, i cosiddetti accantonamenti tributari. Una
riscrittura che prevedeva un accantonamento prima di 400 milioni di
euro più altri 160. Successivamente, durante l'esame in
Commissione, questa norma è stata riscritta e si mette a fronte dei
947, ma sono un 1 miliardo e 53 milioni con la nuova finanziaria,
si mette un minore contributo di appena 148 milioni di euro.
Abbiamo, poi, altri 260 milioni di euro, somma con cui si può dire
allo Stato di trattenere, ma il resto vada ricontrattato entro il
30 aprile prossimo. Per cui, alla fine, chiudiamo una partita con
appena 438 milioni di euro a fronte, invece, di una necessità di 1
miliardo e 53 milioni di euro.
E' vero che le norme nazionali non sono, come è stato detto nella
relazione, che la potestà che la Regione siciliana può contestare
il fondamento giuridico della norma nazionale dinanzi alla Corte
costituzionale, abbiamo anche dei procedimenti in corso, ma è
altrettanto vero che con questa finanziaria, per la prima volta
nella storia, rischiamo di dare la certezza legislativa alla
Regione siciliana. Le spiego il motivo.
Mentre fino a ieri le norme che facevamo avevano un valore
concreto di immediata efficacia, quest'anno stiamo intervenendo sui
minori trasferimenti che dovrebbe applicarci lo Stato, per cui lo
Stato, siccome il prelievo erariale lo fa direttamente tramite
l'Agenzia delle Entrate, il rischio è che noi possiamo anche
prevedere zero da dare allo Stato, tanto lo Stato riterrà questa
finanziaria quest'anno carta straccia, per cui dice ugualmente il
prelievo io te lo applico alla fonte, tramite l'Agenzia delle
Entrate per cui una parte dell'Irpef o dell'Irap o dell'IVA non te
la trasferisco per cui la tua norma rimarrà carta straccia, per cui
la tua norma diventa una finanziaria a contabilità posticipata ,
cosa che ci imporrà domani di incorrere a una manovra che sarà di
lacrime e sangue. Salvo che questo Governo non abbia
l'autorevolezza per poter andare a Roma e contrattare nuovamente le
postazioni di riduzione di minore derivazione nei confronti della
Regione.
Ci saremmo aspettati, assessore Bianchi, una relazione aggiuntiva
- ha detto bene il Presidente Ardizzone oggi - che ci dimostri come
mai c'è stato in Commissione Bilancio, non voglio parlare di
sbracamento, ma c'è stato un alleggerimento degli accantonamenti,
perché se andiamo a leggere l'allegato 2, che è l'ultima pagina -
lo voglio dire ai colleghi di essere attenti su questo quest'anno -
nella colonna B ci ritroviamo accantonamenti negativi sugli
accantonamenti tributari che sono di appena 200 milioni di euro a
fronte dei 400 milioni.
Cosa è successo? E' successo che il Governo ha aumentato la spesa
corrente in Commissione e diremo i motivi. Dall'altro lato, ha
diminuito le garanzie contabili nel bilancio e lo aveva già fatto
quando, grazie ad un nostro emendamento, grazie anche a un nostro
stimolo in Commissione Bilancio, parlando della legge di bilancio,
la 669, il Governo è corso ai ripari per andare ad incrementare le
poste relativamente ai capitoli 219202 e 219205 che sono le
cosiddette regolarizzazioni contabili; salvo il fatto, assessore
Bianchi, che lei ha commesso un solo errore, errore che lei deve
correggere L'errore che da un lato ha coperto un buco, creandone
uno ancora superiore il cui buco è il capitolo 215727 che venne
richiamato con forza nel giugno scorso dalla Corte dei Conti in
sede di parifica, quando dicevo in maniera chiara: attenzione
Governo della Regione Siciliana, corra ai ripari Questo capitolo
me lo devi non soltanto istituire, ma rafforzare consolidandolo
perché rappresenta la salvaguardia degli equilibri di bilancio .
Io mi rendo conto che ci troviamo dinanzi ad una situazione di
precarietà, ma al contempo dobbiamo anche comprendere che i conti
devono tornare e dobbiamo anche dimostrare, atteso che un Governo
che chiede la rivoluzione e che si pone come l'antesignano dei
diritti dei siciliani e della determinazione sicilianista deve
andare a Roma e dovrebbe anche dire già prima di poter riuscire a
ricevere e a ottenere delle garanzie da parte del Governo
nazionale.
E allora, in assenza di queste, in assenza di una relazione
tecnica, noi ci rendiamo conto che tutto può diventare precario,
che per la prima volta noi possiamo mettere a repentaglio la legge
finanziaria, che per la prima volta possiamo addirittura creare la
perdita della certezza legislativa a questo Parlamento siciliano.
Non sto qui a dire delle discrasie che ci sono nell'allegato 2
rispetto all'allegato 1, rispetto al prospetto 1, rispetto
all'articolo 18 della finanziaria.
E ve lo dimostro leggendovi quattro voci. All'articolo 18 - che
riguarda il finanziamento di leggi di spesa - abbiamo 273 milioni
757; al prospetto allegato quei 273 diventano 203 milioni;
nell'allegato 2 diventano 273 milioni; nell'allegato 1, che è
l'articolo 18, diventano 278 milioni.
Assessore Bianchi, penso che sia stato un errore degli uffici, non
penso che sia stato un errore politico Ma è un errore talmente
evidente che crea uno squilibrio contabile di non poco conto. Va
immediatamente corretto E allora, dinanzi a queste prime carenze è
chiaro che noi siamo corsi ai ripari con una serie di emendamenti
che mettessero in garanzia, nel vero contenimento della spesa, la
Regione siciliana. E siamo intervenuti anche nel bilancio per
rafforzare, per implementare il capitolo della salvaguardia degli
equilibri di bilancio, con degli emendamenti che, siamo convinti,
non potranno non essere accolti da questa maggioranza e da questo
Parlamento.
Andando nel concreto e andando oltre a questa prima premessa,
parlando degli enti locali, la norma degli enti locali è una norma
che va totalmente riscritta.
E' una norma che parte dalla logica del federalismo fiscale, dalla
compartecipazione dell'8,47 rispetto all'ultimo consolidato di
entrate del 2011; poi, invece, ritorna nella compartecipazione
fissata a 350 milioni di euro, a fronte dei precedenti 550 milioni
di euro. Poi, però, per distribuire queste poche somme di 350
milioni di euro crea tutta una serie di criteri che sono veramente
paradossali. Ve ne cito solo uno per dire come questi criteri sono
assolutamente inapplicabili.
L'Assessorato delle autonomi locali, per capire come devono essere
distribuiti questi fondi ai vari enti locali, dovrebbe verificare
le risorse regionali umane, strumentali, finanziarie, a qualsiasi
titolo già assegnate o comunque riferibili ai singoli comuni. Ma
che significa? Una norma di oscura intelligibilità; una norma così
controversa; una norma che crea soltanto farraginosità.
Ecco perché riteniamo che agli enti locali dobbiamo garantire una
certezza.
Quest'anno agli enti locali abbiamo tolto, con questa norma, 100
milioni di euro.
Abbiamo tolto i primi 120 milioni sul fondo investimenti, ne
abbiamo tolto altri 100 sulle spese correnti, salvo il fatto che ne
abbiamo tolti altri 52 milioni di euro col decreto dell'assessore
Borsellino che mette, per quanto riguarda le riabilitazioni ex
articolo 26, per il 30 per cento in capo ai comuni. Quell'aggregato
che vale 156 milioni peserà a carico dei comuni per 52 milioni di
euro aggiuntivi. Per cui, abbiamo da un lato caricato di
competenze i comuni, dall'altro lato non abbiamo previsto il
trasferimento di somme. E' chiaro che sarà un massacro per i
comuni, per gli enti locali, se non mettiamo mani immediatamente in
maniera correttiva.
I risparmi della sanità. Anche qui assessore Bianchi, avanti-
indietro. Non è possibile
Abbiamo un articolo che dice che risparmieremo 100 milioni di
euro, salvo il fatto che quei 100 milioni di euro non sono
specificatamente individuati, non sono dettagliatamente descritti
e, infatti, non si trovano nemmeno per il 49,11 per cento, che è la
somma di compartecipazione della nostra Regione, nella tabella
delle entrate o delle minori uscite.
Avevamo presentato un emendamento che andava a incidere per il 3
per cento, ma poteva essere anche l'1,5 per cento, e significa che
su quattro miliardi e mezzo di euro l'1,5 per cento avrebbe
sicuramente dimostrato un risparmio di 60 milioni reali nella
nostra sanità.
Si era ipotizzato anche di intervenire in altri settori e, invece,
il Governo, a un certo punto, ha ritirato l'articolo, lo ha fatto
rivedere.
Stessa cosa sulle Partecipate.
Il Presidente Crocetta, che in questo momento si è allontanato
dall'Aula, mi fa piacere che abbia detto e abbia quasi, non dico
rimproverato l'assessore Luca Bianchi che non lo merita
sicuramente, ma abbia a un certo punto richiamato la maggioranza
affinché venisse riproposta la norma di riorganizzazione delle
Partecipate, la riduzione delle Partecipate, che non può ancora
mantenersi una pletora di enti che creano un appesantimento alla
spesa pubblica.
Ricordo ancora, ma lo ricordiamo tutti, quella trasmissione di
Giletti, quando si disse che, a distanza di pochi giorni
dall'insediamento del Presidente Crocetta, si era riusciti a
pervenire a un risparmio di un miliardo di euro sulle Partecipate.
Noi non abbiamo visto né un risparmio di un miliardo, né un
risparmio di cento euro. Anche qua dobbiamo mettere mano. Così come
l'altro approccio - ecco dov'è carente la Finanziaria - nei
confronti degli enti e delle aziende, Presidente Ardizzone.
Ora vi leggerò un articolo che crea l'imbarazzo del Governo, ma
soprattutto del relatore, per quanto mi riguarda, di minoranza.
L'imbarazzo è creato dal fatto che, stancamente, ci trasciniamo
questi enti e ce li trasciniamo pur pensando che ci sono degli Enti
in liquidazione da 25 anni, ci sono degli Enti come l'EAS in
liquidazione da 9 anni, ci sono degli Enti che pur essendo in
liquidazione prevediamo un limite di impegno decennale addirittura
pur essendo in liquidazione, delle due l'una: o gli Enti sono in
liquidazione e devono chiudere entro un anno, massimo due anni, o
gli enti non sono più in liquidazione, li rimettiamo in bonus come
l'EAS e gli possiamo dare un limite di impegno decennale, cioè una
prospettiva di trasferimenti per dieci anni, Presidente Ardizzone.
Poi io mi posso anche rendere conto che l'EAS ha un debito di
cento milioni di euro con Impregilo, di 45 milioni di euro con
Impregilo per la diga Blufi, di cento milioni di euro con
l'Ansaldo. Mi posso rendere conto che c'è un appesantimento e c'è
una situazione di debito, ma che non viene affrontata, assessore
Bianchi. È come quando per gli ATO da questi banchi si disse che
sugli ATO saremmo intervenuti e avremmo fronteggiato la situazione
di debito. È tutta là o è quasi tutta là. Siamo riusciti a incidere
in parte, ma gli ATO hanno una massa debitoria che o prima o dopo
la stiamo soltanto spostando.
Così come quest'anno, per la prima volta in sei anni, non mi era
mai capitato, mi sono accorto e ho potuto studiare la Finanziaria a
contabilità posticipata, che tutto sommato ci può anche stare, ma è
una forzatura, lo dobbiamo dire. Nei trasferimenti che noi stiamo
facendo, spostiamo in quattro tranche i vari trasferimenti e, al
contempo, leghiamo al trasferimento al limite del periodo massimo
anche gli impegni spesa.
Per i comuni, ad esempio, cito un dato: prevediamo 350 milioni di
euro poi salvo il fatto che diciamo, siccome una rata la possiamo
trasferire nell'anno successivo, allora una parte di queste somme
non vengono previste nel nostro bilancio ma le prevediamo nell'anno
successivo. Cioè, come quel soggetto che sa che ha un debito, lo
deve pagare ma tanto lo rinvia, l'importante che non incida
attualmente. Rinviamo Ai posteri l'ardua sentenza ; qua Ai
posteri l'arduo debito .
Ed allora, continuando, essendo più veloci. Le norme di sviluppo
sono inesistenti. Noi ci saremmo aspettati una finanziaria: entrate
certe, contenimento di spesa e al contempo norme di sviluppo. Sono
inesistenti Tutte norme che riguardano, come dire, norme
immagine .
Nel 2012 la finanziaria, la legge 26, si caratterizzò per far
diventare centrale, tant'è che si disse che diventava il
tredicesimo Assessorato l'IRCAC. Oggi, ci siamo inventati, invece,
un nuovo strumento di sviluppo locale, che si chiama IRFIS FIN
Sicilia. Questo nuovo strumento che può riuscire oggi a intervenire
su tutto, come se fosse un vaso di pandora. Interverrà dai
finanziamenti dei crediti ai commercianti, agli agricoltori, non lo
faceva mai, all'industria, lo faceva prima; interverrà per dare
anche contributi per garantire i prestiti alle giovani coppie
inserendo una norma, come dire, di grande spessore culturale che
anche alle coppie di fatto, anche alle coppie che sono inserite,
che sono iscritte da almeno un anno nei vari registri delle unioni
civili dei Comuni, salvo il fatto che non c'è un fondamento
giuridico per poggiare questa norma.
Lodevole da una parte il Presidente, attenzione, ma il fatto che
da un lato la cultura, l'impostazione ideologica, deve anche
poggiare su un presupposto giuridico.
Poi, ancora l'IRFIS, però, l'IRFIS può ancora intervenire e può
addirittura garantire e dare prestiti per la cultura, per i teatri.
Non si era mai visto che un Ente che è nato molti anni fa, qualche
decennio addietro, possa dare crediti per gli indebitamenti dei
teatri o delle Fondazioni culturali. E' giusto sotto un profilo di
principio, ma troviamo un altro sistema, facciamo una convenzione
con una banca in cui la Regione mette in campo 2, 3, 5 milioni di
euro a garanzia dei prestiti, di questi prestiti e, poi, via via,
nel momento in cui dobbiamo fare dei trasferimenti ai vari Enti
sottoposti alla vigilanza o partecipati da parte della Regione, noi
possiamo direttamente erogare pari importo, la somma presa a
prestito per quanto riguarda, limitatamente, alle rate. Non così,
non può essere fatto.
Addirittura l'IRFIS ha altre due cose che può fare: può finanziare
all'articolo 61, l'IRFIS può fare anche attività di funding.
Funding significa finanziamento, cioè l'IRFIS prende i soldi dalla
Comunità Europea, dalla BCE, mette in campo una cifra importante e
dice ai Comuni: finanziate come una Fondazione , dice ai Comuni:
finanziate, attivate dei procedimenti, dei processi di
investimento e io vi finanzio le rate . Innanzitutto, i Comuni non
hanno un euro per fare alcun tipo di investimenti perché poi le
rate le devono pagare ed inoltre dubito che l'IRFIS FIN possa fare
quest'attività. Quindi, anche qua una norma molto di immagine.
E poi, dobbiamo prendere soldi. E allora, dobbiamo prendere soldi
e vendiamo le azioni, le partecipazioni azionarie. Giusto sotto un
profilo di principio, o come comma 1, salvo il fatto che noi da un
lato vendiamo queste azioni, queste partecipazioni azionarie,
perché dobbiamo fare cassa, dall'altro lato al comma 2 si dice: ma
se non c'è un acquirente, chi se li compra? , se li compra l'IRFIS.
Cioè, noi facciamo il gioco delle tre carte: da un lato diciamo che
dobbiamo fare cassa, ci servono 60 milioni di euro e mettiamo in
vendita le partecipazioni azionarie, poi però se nessuno li compra,
chi li comprerà: li comprerà l'IRFIS. Per cui, quei 60 milioni di
euro, gira e rigira , sono sempre soldi che caccia fuori la Regione
siciliana.
Ma queste norme possono trovare mai l'apprezzamento politico, se
vogliamo, di chi guarderebbe, invece, ad uno sviluppo reale del
territorio? Non mi pare. Precari. Precari è il centro, il cuore di
questa finanziaria, precari perché quest'anno, a seguito anche
delle nostre sollecitazioni - è dal mese di ottobre che, io
personalmente ho invitato il Governo a fare la finanziaria entro il
31 dicembre - a poterla anche spostare dopo, a gennaio, come poi è
avvenuto, ma perché la questione precari'. Però, una norma molto
arzigogolata, direi, una norma che crea dei percorsi che a noi non
appartengono e a noi non appartengono perché il decreto legge 101,
successivamente convertito in norma, ha una sua cogenza contabile e
di contabilità pubblica per cui, nel momento in cui noi pensiamo di
poter operare diversamente rispetto alla norma nazionale, noi
stiamo andando contro una norma di coordinamento della finanza
pubblica, una norma che diventa impugnabile e diventa impugnabile
anche sulla scorta della recentissima sentenza della Corte
costituzionale, la n. 277 del 2013, con la quale la regione
Sardegna è stata pesantemente bacchettata proprio su questa
materia.
Sarebbe stato ancora più semplice, piuttosto che intervenire su
una materia contabile che ha anche refluenze civilistiche sotto un
profilo contrattuale, noi dovremmo fare una norma - questa è una
norma che va completamente riscritta - che attua le proroghe secche
mettendo, da un lato, il piano di revisione e razionalizzazione,
che abbiamo ottenuto soltanto oggi, cioè la cosiddetta tabella'
che dice dove abbiamo preso i soldi; dall'altro lato prevede un
automatismo perché è la stessa norma, la n. 101, convertita poi
dalla n. 125, che ci dice che le regioni attuano, non legiferano,
attuano significa anche in sede amministrativa possono applicare
direttamente queste norme.
Anziché creare tutti questi nuovi percorsi, dobbiamo procedere e
prevedere che le proroghe possono essere fatte per questa platea.
C'è una cosa che mi crea qualche dubbio: è il comma 11
dell'articolo 30. L'assessore Bianchi anche qua me lo dovrà poi
spiegare perché si prevede, per i commi di cui all'articolo 5, 7, 9
e 6, ma io dico anche 8, qua dovremmo modificarlo, 290 milioni di
euro. Non sono previsti 290 milioni di euro nelle varie tabelle. Mi
riferisco all'allegato 2 ma mi riferisco soprattutto al prospetto
allegato perché in quel prospetto allegato si prevede la cifra di
235 milioni di euro più 28 milioni di euro e un milione, quindi,
vorremmo anche qua capire se ci sono delle discordanze così come
all'articolo 18, discordanze di numeri che vorremmo comprendere.
Ecco perché, questa finanziaria è una finanziaria che deve essere
sostanzialmente ristretta. E' una finanziaria che non può essere
forte con i deboli e debole con i forti. Aumentiamo le tasse,
ammazziamo chi si trova in difficoltà e aiutiamo, invece, i
potentati multi nazionali che estraggono qua idrocarburi e gas. Non
h possibile che riusciamo noi a cambiare, perché c'è un incontro -
me lo lasci passare - tra il presidente della Regione siciliana e
il presidente di Confindustria siciliana che, a un certo punto, si
mettono si mettono d'accordo e dicono dobbiamo diminuire la
tariffa, la royalty a carico di queste aziende multi nazionali . E
lo si fa perché si dice attenzione, abbiamo avuto una minore
produzione, quindi un minore introito.
A un certo punto su questa vicenda personalmente non ero convinto
e chiedo le entrate, ci accorgiamo che nella previsione delle
entrate dal 2011, ininterrottamente, al capitolo preciso vengono
messi otto milioni cinquecento quaranta mila euro, e così viene
replicato nei vari anni, e poi ci accorgiamo che l'introito
accertato non è otto milioni e cinquecento mila euro circa ma è
dieci milioni e settecento mila euro, cioè di più di quanto avevamo
ipotizzato in entrata.
Allora delle due l'una: questa è una norma che deve essere cassata
o che, comunque, se vogliamo dare un contentino, giusto perché
abbiamo anche una rappresentanza confindustriale in Giunta e va
rispettata, perché no, cerchiamo di ammorbidirla, quel 13 per cento
va alzato almeno al 16 per cento.
Tralascio l'emendamento sulle cave. Forti con i deboli, deboli con
i forti. Qua è simpatico Presidente Ardizzone, perché è una chicca
che va fatta e le spiego il motivo.
Nella relazione, a pagina 5 - lo possono verificare i colleghi -
si dice che l'inserimento dell'articolo 46 e precisamente il comma
7 dell'articolo 46 porterà un maggiore introito, poi però
giustamente si fa vedere il maggiore introito, quindi lo andiamo a
cercare nelle entrate. Sfortunatamente, dico, ce lo troviamo nelle
maggiori spese e, quindi, queste sono delle piccole cose, ma sono
chiaramente cose irrilevanti io penso, perché nel prospetto
allegato ce lo troviamo poi, comma 7 articolo 46, minori
versamenti esercenti di attività di cave', delle due l'una, o è un
maggiore introito o è un minore introito, il Governo ci deve dare
una spiegazione logica, non è che in una parte è una spesa e in una
parte è una entrata.
Detto questo, noi riteniamo addirittura l'articolo 46 che è stato
l'ultimo assalto alla diligenza delle ore 7.30 di mattina,
Presidente Ardizzone, quando ad un certo punto, in maniera, come
dire, discrezionale (usiamo questo termine), la maggioranza della
Commissione Bilancio - non me ne voglia il mio amico Presidente
Dina - ha deciso di cestinare tutti gli emendamenti aggiuntivi, di
prenderne così, a sorteggio, alcuni sì e alcuni no, e quindi ci
ritroviamo delle norme che riguardano una rievocazione; non è
Pasqua, è Natale. A Pasqua, invece, c'è la resuscitazione' anche
di enti che vengono soppressi dal Commissario dello Stato perché in
tabella H, ce li ritroviamo invece oggi resuscitati, sebbene non
siamo a Pasqua ma siamo a Natale.
E così come altrettante norme- mancia che abbiamo fatto, di
duecentomila euro, di centomila e così via, su questo siamo
intervenuti, così come, e vado verso la conclusione, siamo
intervenuti e abbiamo contestato pesantemente delle norme messe là,
giusto quasi per accontentare l'opposizione ma senza passione.
Quando avevamo chiesto tre milioni di euro per l'abbattimento
dell'IRAP, nei confronti delle iniziative giovanili,
imprenditoriali e femminili, a stento hanno messo un milione di
euro e poi così quando si parla della scuola, della pubblica
istruzione, qualcuno non si rende conto che se chiude una scuola i
dipendenti docenti e amministrativi passano ad un'altra scuola,
Se chiudono, così come stanno, chiudendo, ed è in ginocchio oggi
la scuola privata i cosiddetti paritari, i dipendenti, docenti,
amministrativi e inservienti vanno a casa
Allora, anche qua c'era un impegno di intervenire con 5 milioni di
euro sul buono scuola a sostegno di questa categoria, di questo
segmento importante, anche là nulla di fatto, non parliamo poi
degli emendamenti che riguardavano la soppressione dell'ESA, la
soppressione degli IACP, questi enti che da molto tempo si dice li
dobbiamo sopprimere . Nulla è stato fatto.
Avevamo fatto un emendamento sul riallineamento del sistema
previdenziale siciliano a quello nazionale per quanto riguarda,
soprattutto, le pensioni indirette e di reversibilità, avrebbero
portato un risparmio di ben 23 milioni di euro Anche su questo il
Governo ha ritenuto, come se fosse un regalo all'opposizione, di
non accoglierlo, ebbene noi allora oggi ci ritroviamo due sistemi
previdenziali differenziati: da un lato lo Stato che pone dei
limiti e una graduazione nei tetti di reversibilità, di indennità
di reversibilità indiretta, dall'altro lato la Regione, invece, che
è sempre mamma generosa e possiamo dare di tutto e di più e così
non va bene.
Per questi motivi e per tanti altri su cui poi mi riserverò di
intervenire, la minoranza, se può essere chiamata minoranza o
opposizione che noi riteniamo costruttiva e non ostruzionistica, ha
presentato tutta una serie di emendamenti con i quali e sulla
scorta dei quali si vuole confrontare con questa maggioranza alla
luce del sole per contribuire a dare un bilancio più sicuro nei
conti, per dare una finanziaria che metta in sicurezza i conti e
che crei qualche occasione di sviluppo per questa Sicilia.
PRESIDENTE. Vorrei ribadire un concetto: ho avuto richieste,
giustamente legittime, da parte di diversi capigruppo e anche di
singoli parlamentari di avere trasmessi gli emendamenti.
Onorevole Di Mauro, sto dando proprio seguito alla sua richiesta.
Sapete bene che gli emendamenti sono stati presentati sia per via
telematica che per via cartacea, il termine è scaduto ieri
pomeriggio, gli uffici stanno lavorando e gli emendamenti verranno
inviati per posta elettronica a tutti i parlamentari entro questa
sera.
Una cosa vorrei precisare e chiarire: il fatto che vi vengano
trasmessi gli emendamenti non significa che gli emendamenti sono
già ammissibili, questo a scanso di equivoci, ho avuto
un'interlocuzione col Presidente della Regione; gli uffici, vista
la particolarità della situazione sia dell'Assemblea che del
Governo regionale, lavoreranno assieme per vedere di trovare una
soluzione e ci rivedremo, anche su richiesta del Presidente della
Regione, coi capigruppo martedì mattina prima di iniziare l'Aula
per trovare, come dice l'onorevole Falcone, alla luce del sole una
possibile intesa. Però mi premeva precisare dal punto di vista
procedurale che - vi renderete conto che siamo in una fase proprio
accelerata e non sono stati rispettati i tempi, per responsabilità
di nessuno - ci dobbiamo venire incontro reciprocamente.
DI MAURO. La discussione continua ora?
PRESIDENTE. Come decidete voi. Io ho già una richiesta
dell'onorevole Giovanni Greco di intervenire. Se c'è un'intesa di
rinviare a dopo per me va bene.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, guardate, quando si parla di una legge importante come la
finanziaria ci possono essere tanti e tanti approcci e ciascuno di
noi può dire pochissime parole oppure parlare per ore, parlare
anche contro per ore perché, ovviamente, nessuna legge ha i
requisiti della perfezione, se avessimo questa capacità di fare
leggi perfette penso che saremmo in una situazione anche disumana
persino.
Invece, noi operiamo nel concreto della realtà e l'attività spesso
sta anche nel mettere le mani in mezzo alla terra per potere
cominciare a togliere cose che non vanno e cominciare ad avviare
svolte importanti. E' chiaro che poi dentro una finanziaria non è
che si fanno soltanto conti ragionieristici perché se si facesse
questo, basterebbe sostituire il Parlamento ed il Governo con
l'esercito di funzionari e di dirigenti e avremmo risolto le
questioni.
Una finanziaria, invece, ha un'anima, ha delle corde che ci
muovono e che danno un senso alla iniziativa che noi intraprendiamo
e alle cose che dobbiamo fare, facendo i conti con realtà, con le
questioni che abbiamo di fronte, con le risorse che troviamo, con
le situazioni che ereditiamo, con quelle che dobbiamo cambiare, con
la necessità di restringere una coperta che già c'era stata
consegnata abbastanza corta a tutti quanti.
Guardate come erano diverse le altre finanziarie quando si
presentavano migliaia e migliaia di emendamenti che incrementavano
la spesa e avevano realisticamente possibilità di passare perché
potevano rientrare nelle mediazioni politiche.
Pensate alle finanziarie in cui si continuava ad assumere
indifferentemente precari che magari venivano persino dalle aziende
private, trasferiti come precari della Regione, prima erano
co.co.pro. poi diventavano a contratto a tempo determinato, poi
diventavano precari a tutti gli effetti e poi ce li troviamo nelle
leggi di stabilizzazione.
Questa proposta di legge mette fine a questa tradizione e non c'è
un solo emendamento del Governo che introduce criteri nuovi di
apertura a situazioni che oggi, in relazione alle leggi vigenti,
non hanno nessun criterio di legittimità; anzi su questo il Governo
è costretto a fare la parte del cattivo dando giudizio negativo su
alcuni emendamenti che intendono fare entrare nella spesa pubblica
nuovi soggetti che non sono incardinati nel sistema della regione e
che attraverso meccanismi, sostanzialmente, li si vuole fare
entrare nel criterio di assistenza della regione.
Per esempio, quando si dice: Beh, alla fine questo emendamento è
un milione di euro . Pensate a tutta la gente che si trova in
condizioni estreme di povertà e che non ha una casa in Sicilia, non
ha un lavoro, magari nessuno è in condizione di esercitare
un'attività lavorativa oppure si trova in una condizione
straordinaria di malattia. Quel milione di euro non potrebbe
consentire di risolvere in un Paese il singolo caso che ha un
sindaco di un cittadino a cui non può dare una risposta?
Cominciano, allora, ad entrare in questa finanziaria criteri
generali di giustizia. Mi si consenta anche qui quando si parla
delle coppie di fatto, non vorrei, prima di citare tutte le leggi e
le norme che disciplinano il settore anche perché non stiamo
cambiando l'istituto del matrimonio su cui non avremmo nessuna
competenza legislativa e che attiene allo Stato; qui stiamo
parlando delle misure sociali che spettano agli esseri umani in
quanto tali, alle persone in quanto tali, non stiamo parlando della
disciplina giuridica dell'istituto del matrimonio, stiamo parlando
di interventi alla famiglia in quanto tale, in quanto nucleo di
soggetti che vivono insieme e che sono disciplinati dall'amore,
dalla coabitazione e dalla reciproca solidarietà come, persino,
dice il codice civile.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali
davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua,
di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e
sociali .
Questa nostra finanziaria introduce l'idea che delle persone che
stanno insieme e che abitano insieme - e non lo fa
indiscriminatamente, lo fa perché hanno dichiarato il fatto di
stare insieme e lo disciplina anche giuridicamente per evitare gli
abusi a tutto questo - che si registrino. Questo apre alle coppie
gay?
Nei registri delle coppie di fatto l'80 per cento sono coppie
eterosessuali, cioè uomini e donne, che magari non possono
avvalersi momentaneamente dell'istituto del divorzio, perché magari
uno non ha completato la pratica, perché è nato un amore, perchè
due persone vogliono stare insieme e magari hanno tre, quattro
figli che si portano insieme. Perché noi a queste persone non
dovremmo dare il diritto all'alloggio, alla casa popolare quando ne
hanno diritto? Quando sono in una condizione di povertà?
Il pregiudizio ideologico ci può portare fino al punto dell'odio
sociale? E la lotta politica fra le coalizioni può portare ad una
posizione così radicale? In Francia è stato Sarkozy a proporre il
regolamento prima sui PACS (i Patti civili di solidarietà), in
Inghilterra addirittura i matrimoni gay li propone il premier
conservatore inglese.
Non c'è un Paese europeo, salvo la Lituania e qualche altro Paese,
che non abbia disciplinato questi argomenti. Ora non voglio entrare
nel merito perché questo non fa parte della finanziaria, della
finanziaria ci fanno parte misure sociali a sostegno della povertà
anche nel caso delle coppie di fatto e questo per un cristiano
dovrebbe essere persino fatto di orgoglio e di dovere perché è
l'amore che noi dobbiamo al prossimo e l'obbligo che abbiamo nei
confronti degli ultimi e dei poveri.
Anche qui non vorrei scomodare il Vangelo, basterebbe leggere
l'episodio della Maddalena o della Samaritana nel pozzo per
scoprire qual è l'atteggiamento evangelico o qual è l'atteggiamento
di questo Papa attorno a queste questioni. Chi sono io per
giudicare? Ma al di là di questo non stiamo entrando nel merito,
non stiamo istituendo il registro delle coppie di fatto che attiene
alle autonomie dei comuni, stiamo dicendo che le persone che vivono
insieme e che si sono registrate possono accedere alle stesse
misure sociali alle quali hanno diritto le coppie regolarmente
sposate.
Mi sembra un fatto di civiltà unica e mi sembra soprattutto un
grande fatto di amore e di solidarietà, questo senza altri termini
Allora la finanziaria ha un anima: ci sono le misure per i giovani,
per coloro che non hanno reddito, proviamo ad inserire le misure
come il reddito di solidarietà per i casi estremi di povertà che
non bastano, certo che non bastano Ma non basta nulla, perché io
vi ricordo che l'anno scorso abbiamo dovuto tagliare due miliardi e
quattrocento milioni di euro e quest'anno abbiamo dovuto tagliare
ancora per rendere possibile le stabilizzazioni del precariato, e
quindi dobbiamo fare delle scelte, non è tutto possibile, ma
all'interno di una politica di rigore - taglio delle partecipate
irrinunciabile per noi - entrano concetti come l'integrazione socio-
sanitaria che riproponiamo e pensiamo che sia persino
ingiustificato il taglio che sia fatto in Commissione del concetto
di integrazione sanitaria, un fatto innovativo per la Regione
siciliana ma che esiste in tutte le altre Regioni italiane.
La Regione siciliana attualmente riceve meno fondi, da parte dello
Stato italiano, per la questione che non ha attuato l'integrazione
socio-sanitaria e paga una multa che ci impedisce di avere le altre
risorse dal sistema sanitario. Non si tratta di penalizzare
l'Assessorato alla famiglia a favore della sanità, non sono questi
i concetti.
La famiglia molla una parte di competenze che non sono tipiche
della famiglia.
Noi pensiamo seriamente che tutta la gestione dei malati
psichiatrici, dei tossicodipendenti, possa essere affidata ancora a
questi concetti meritamente caritatevoli di assistenza o meriti
un'impalcatura scientifica di riferimento in cui esistono le
comunità alloggio, anche dei privati?
Si può allargare alle IPAB ma dentro queste strutture ci si deve
mettere il medico, l'esperto, lo psichiatra, l'analista, il
sociologo, l'assistente sociale perché queste persone non devono
essere buttate, secondo una logica che prima li vedeva nei
manicomi, in comunità indifferenziate in cui passare tutta la vita
e tali strutture spesso gravano sulla spesa dei comuni in modo
allucinante.
Per questi soggetti, quindi, devono essere pensati percorsi di
reinserimento sociale perché in questo consisteva la legge-
Basaglia' non era il tentativo di cristallizzare in nuove strutture
assistenziali fisse, a vita, le persone o peggio, quando i comuni
non hanno i soldi per potere pagare questo tipo di ricoveri, se ne
occupa l'ASP e magari un ragazzo, una ragazza, una donna, un uomo
che potrebbero avere il diritto di andare ad una comunità alloggio
dove trovare un ambiente più sereno vengono internati nelle
comunità terapeutiche perché i comuni non hanno i soldi.
In questa finanziaria, che a molti sembra una finanziaria che non
affronta niente, si introducono concetti nuovi, innovativi che
fanno la storia e che cambiano il volto e l'anima di questa Regione
per temi come la maternità, l'integrazione socio-sanitario, che fa
del risparmio una cosa vera nel momento in cui si cominciano a
tagliare una serie di sprechi.
Siamo stati criticati sull'IRFIS, sulla CRIAS - questi
ragionamenti fanno parte di tavoli di trattativa - prima ci dicono
di non discutere con le parti sociali ed invece quest'anno abbiamo
discusso con le parti sociali.
Queste norme non sono frutto dell'incontro del Presidente della
Regione con il Presidente di Confindustria, per essere chiari.
Con il Presidente di Confindustria mi sono già incontrato in
precedenza, esattamente a partire dal 2004 quando insieme abbiamo
condotto la battaglia per cacciare la mafia da Confindustria e fare
in modo che l'ingegnere Di Vincenzo venisse cacciato da
Confindustria e venissero denunciate queste cose.
Non abbiamo altri rapporti equivoci con questi settori.
Abbiamo una battaglia di legalità che condividiamo, ferme restando
le differenze profonde sulle questioni da gestire in quanto
Confindustria è un'organizzazione datoriale che rappresenta alcune
frange dell'economia mentre il Presidente della Regione rappresenta
i lavoratori - a volte sfruttati da Confindustria - e rappresenta
la stessa Confindustria e gli imprenditori che hanno bisogno di
lavorare e deve rappresentare, quindi, un punto di vista ed un
equilibrio.
Non ci trovo niente di strano, alla stessa maniera di come
incontro Pagliaro, segretario della CGIL, o Barone, della UIL, o
Bernava, della CISL, che io incontri i rappresentanti degli
industriali.
Questa è la logica di questo Governo che vuole incontrare le parti
sociali.
Abbiamo incontrato tutte le categorie: i commercianti, gli
artigiani, gli agricoltori, perfino con i Forconi abbiamo parlato.
Se oggi in Sicilia i Forconi hanno manifestato una responsabilità
diversa rispetto al passato, e rispetto a quanto avvenuto nel resto
d'Italia, è perché abbiamo dialogato, abbiamo derogato anche
insieme a Ministri del Governo nazionale che fanno parte di questa
Regione, compreso il sottosegretario all'Agricoltura e abbiamo
cercato insieme di stemperare le cose.
Abbiamo trovato un pacchetto di misure che c'è stato richiesto,
quello di aprire al piccolo credito, l'IRFIS apra al credito
dell'agricoltura, perché non dovrebbe farlo?
Il modello industriale produttivo dell'IRFIS, il modello
finanziario dell'IRFIS fermo agli anni '50 che individua solo
nell'industria il fattore di sviluppo, sostanzialmente e
prevalentemente l'industria, esclude l'agricoltura è un modello
valido negli anni, nel 2014 quando, proprio oggi, se leggete i
giornali, abbiamo l'avanzamento dell'agroalimentare e l'aumento
delle esportazioni dell'agroalimentare.
Ma qual è il problema oggi in Sicilia? Il problema del credito?
Allora, abbiamo detto apertura di credito anche agli agricoltori,
elevazione del credito senza garanzie per il micro e piccolo
credito da diecimila euro l'anno a ventimila euro l'anno. E' una
misura grandissima per il piccolo falegname che non riesce a pagare
il DURC, che gli permette di risolvere dei problemi e creiamo un
fondo di garanzia nella CRIAS - uno dei nostri emendamenti - di 30
milioni di euro come fondo di rotazione che deve servire al micro e
piccolo credito che era uno dei temi della finanziaria precedente e
che ci veniva persino trasversale da tutti i gruppi.
Nel momento in cui lo facciamo non viene riconosciuto che siamo
andati avanti. Siamo fermi perché c'è sempre un altro problema. Ma
anch'io potrei fare qui il mio intervento dicendo tutti i problemi
che abbiamo ereditato, quelli che abbiamo risolto e quelli che
ancora abbiamo da risolvere, dopodiché facciamo prevalere il
disfattismo come elemento generale della nostra conversazione e
andiamo avanti con la politica delle lamentele. Abbiamo queste
risorse; abbiamo questa situazione finanziaria che dobbiamo
risolvere; abbiamo i progetti in materia di residui attivi e
passivi su cui stiamo cominciando a lavorare, perché non è che si
può dire, all'infinito, che abbiamo cinque miliardi di residui
attivi mai verificati da dieci anni seriamente o abbiamo, non so,
quanti miliardi di euro - due, tre miliardi di euro - di residui
passivi che forse sono da cancellare anch'essi e molto
probabilmente potremmo fare un'azione: come abbiamo già chiesto,
c'è un gruppo di lavoro in tal senso, quindi, nel rendiconto
consuntivo potremmo cominciare realmente a modificare questa cosa
perché vi rendete conto che non è un'operazione da bilancio di
previsione quella della razionalizzazione dei residui attivi e
passivi.
Stiamo lavorando, però, su tutti questi fronti. La spesa europea
che finalmente si è spesa tutta quest'anno - e siamo andati oltre
i target che ci hanno dato in Europa e a livello nazionale senza
che ritorni un centesimo a Bruxelles o a Roma - vi sembra un
obiettivo da poco?
Certo, si potrebbe fare di più ma quante cose si potrebbero fare
di più?
Resta il fatto che questo di più non si faceva da diverso tempo,
che c'era una macchina bloccata. I risparmi che prefiguriamo nella
sanità veri, senza tagli al sistema sanitario, questi non contano?
Bene, l'Irfis va riformato. E avete fatto anche una legge in tal
senso. Le cose che prevediamo nella finanziaria sull'Irfis
attengono alle politiche nuove dell'Irfis. Abbiamo avuto un
incontro con la Banca europea degli investimenti che è disponibile
a finanziare i crediti dell'Irfis a favore delle imprese. Le banche
non danno credito in Sicilia. Oggi ho visto che c'è un'apertura,
probabilmente basata anche sul fatto che la Regione siciliana
intende fare prevalentemente sui fondi europei la politica dei
fondi di rotazione piuttosto che continuare, per finanziare credito
a tasso quasi zero alle imprese che hanno progetti e vogliono
investire, piuttosto che progetti di sovvenzioni, di resort e di
altre cose come è avvenuto nel passato, in cui si è avuto più di
quanto si spendeva e poi queste attività non hanno funzionato.
Questo ci chiedono le imprese. Ci chiedono un dinamismo nuovo sul
credito che faccia lavorare coloro che hanno idee e progetti
realmente produttivi e cambia tutta la filosofia. L'Irfis, però,
deve essere il nostro ente. Quale banca utilizziamo per fare questa
operazione? Abbiamo delle banche disponibili a questo. In ogni
caso, se lo dovessimo fare, dovremmo fare delle gare; invece, con
l'Irfis, riusciamo a risolvere rapidamente.
Allora, un fondo di rotazione di 100 milioni di euro. Con un fondo
di rotazione possiamo accedere a mutui della banca e moltiplicare
gli effetti di questo fondo, ma anche sui fondi europei opereremo
maggiormente nella misura del credito, perché 100 milioni che
diventano credito, che vengono restituiti in dieci anni, riformano
il capitale e rifinanziano altre imprese.
Se l'operazione avviene su un miliardo, capite bene che impatto ha
e la misura non ha effetto solo quell'anno ma ha effetto nel tempo.
La nostra finanziaria va vista, quindi, all'interno di tutto
questo sistema. Per cui questo modello dell'IRFIS si incardinerà
con il modello che abbiamo sui fondi europei e che da finalmente un
senso a questo ente in modo più vasto, che diventa anche elemento
di solidarietà nei confronti, per esempio, della Crias, a cui
presta un fondo di 30 milioni di euro di rotazione e immediatamente
accendiamo il credito per le piccole e medie imprese artigianali.
Si potrebbe fare di più e si può fare tanto e tanto di più. Ma
dove troviamo attualmente le risorse? Dobbiamo mettere in moto
questa economia.
Le tasse. Ma quali tasse abbiamo aumentato? Anzi, le abbiamo
diminuite in questa finanziaria. Se i petrolieri ci dicono: abbiamo
un piano di investimento, però, se mantenete questo sistema,
siccome per noi non è conveniente estrarre in Sicilia, ce ne
andiamo. Voi non raggiungete nessun risultato. Altro che incontro
con il presidente della Confindustria. Noi lo abbiamo fatto con
tutte le associazioni di petrolieri italiani, ufficialmente e
formalmente, con tanto di verbalizzazione dell'Assessorato delle
attività produttive. Dopo di che loro dicono abbiamo un piano di
investimenti che aumenta il lavoro e l'occupazione. Se non aprite
su questo noi non solo non investiamo ma non estraiamo perché non
ci conviene con il 20 per cento di tasse .
Allora, si rettifica questa misura; si rettifica perché è un
adeguamento della realtà, perché c'è un impegno di queste aziende
ad investire in Sicilia e perché la questione principale per cui
era nato l'anno scorso quel versamento della tassa era legato al
fatto che questi non investono. Ma, nel momento in cui questi ci
annunciano un piano di investimenti, è chiaro che dobbiamo anche
tenere conto del fatto che alla Lukoil, che interviene per un
miliardo di euro di investimenti per risanare l'ambiente, cosa
diciamo vattene a casa? , oppure, all'Eni, che investe 800 milioni
di euro a Gela per la riqualificazione di impianti e di riduzione
dell'inquinamento, che facciamo, diciamo vattene a casa ?
Allora, il tipo di approccio che vogliamo avere e, inoltre, ai
petrolieri che dicono di volere investire nel ragusano, nel
trapanese, diciamo andatevene a casa ?. Vorremmo capire che
modello abbiamo di economia e cosa mettiamo in campo. Abbiamo
delle situazioni, è chiaro che puntiamo prevalentemente
sull'agricoltura e sul turismo, però è anche vero che non possiamo
pensare che in Sicilia tutto ciò che è industria venga cancellato,
nel rispetto dell'ambiente, in modo ecosostenibile. Sicuramente,
però, dobbiamo pensare a un modello in cui è presente l'industria,
soprattutto dove ci sono dei lavoratori che perderebbero il posto
di lavoro.
Buono scuola. Così poco? Era dal 1998 che non c'era più una legge
sul buono scuola. Quest'anno mettiamo un milione e 300 mila euro.
E' poco? Mi pare che sia molto di più dell'anno scorso, per lo meno
1300 volte in più dell'anno scorso che era zero o degli altri anni.
Cominciamo ad introdurre delle misure. Il bilancio della Regione
comincerà ad acquistare una fisionomia negli anni quando
cominceremo a tagliare una serie di cose inutili, quando
cominceremo a diminuire il numero dei forestali che non può essere
all'infinito riperpetuato nel tempo.
Queste sono le operazioni che dobbiamo cominciare a fare, senza
macelleria sociale. Quindi, condivido la preoccupazione che hanno
espresso alcuni deputati su alcuni emendamenti che cercano di
proteggerli. Ma guai ad allargare ancora le fasce del precariato.
Ci dobbiamo chiedere quando spendiamo. Un milione di euro. Se
questo milione di euro, invece di darlo ad una categoria precisa,
lo possiamo dare a tutti i poveri della Sicilia, a quelli in
estrema povertà; lo possiamo dare a quella ragazza che ha avuto un
incidente a Catania e non riesce a scendere le scale di casa
propria, non riuscendo ad avere un minimo di vita sociale, perché
manca l'intervento per il sostegno delle barriere architettoniche.
Abbiamo il Fondo per la disabilità. Abbiamo creato tutta una serie
di strumenti che consentono sono poche risorse perché non ne
abbiamo tante, anzi, ci dovremmo porre persino il problema di un
rigore più spinto. Solo che la spugna non è che si può spremere
oltre la misura.
Sul piano dei giovani, o si guarda a tutte le idee sul Piano
giovani che abbiamo approvato oppure rischiamo di dire le stesse
cose dappertutto. Aiuto alle imprese giovanili, ma è nel Piano
giovani; inserimenti giovanili è nel Piano giovani; del lavoro e
sono investimenti che facciamo con le risorse europee oppure
dobbiamo investire sulle risorse europee e poi ripetere le stesse
cose nella spesa regionale.
I teatri: manteniamo la stessa spesa. Abbiamo presentato anche,
come Governo, in una situazione difficile, l'apertura ai teatri
privati, anche a quelli delle piccole città e sono emendamenti
presenti, per cercare di dare segnali nuovi sulla cultura.
Basta. Non basta guardare perché il passato ci insegue. E non è
soltanto il recente passato che ci insegue perché sarebbe una
polemica politica, da parte mia, persino di cattivo gusto. È un
passato storico che ci insegue. Di come è nata questa Regione, di
come è cresciuta negli anni, anche oggi di quale è il nostro
atteggiamento mentale.
C'è un problema: un ente comunale che fallisce, una partecipata
comunale che fallisce, provinciale che fallisce, una azienda
privata. Perché non li trasferiamo alla Regione? Guardate, amici,
ve lo dico di cuore, perché non è possibile, perché abbiamo una
responsabilità nei confronti del presente ma anche una
responsabilità nei confronti della storia.
Non possiamo condannare altre generazioni di giovani al non
lavoro, perché ci sono quelli che sempre hanno diritto a un
percorso privilegiato. Dobbiamo aprire in modo nuovo.
In questa Finanziaria, ci sono le prime rotture. Non c'è un
cambiamento epocale. Ma, sicuramente, si introducono criteri che
consentono la stabilizzazione del precariato, e qui chiudiamo, ma
la fine del precariato. Quindi, nessuno pensi di creare altro
precariato e cominciamo invece a creare le misure per il lavoro
agli imprenditori, ai giovani, agli agricoltori e soprattutto per
fare in modo che, a partire dalla programmazione europea e dalle
iniziative che dobbiamo portare nella prossima Finanziaria, abbiamo
messo in ordine le cose per cominciare a lanciare Piani di sviluppo
grandi, seri e veri.
Ma cominciamo a ragionare. Però, se ci mettiamo ogni volta con la
questione polemica oppure il Presidente non ha la maggioranza. Ma
io, quando sono stato eletto, avevo la maggioranza?
Se fossero stati eletti gli altri rappresentanti del centrodestra
o dei grillino, avrebbero avuto la maggioranza? In uno scenario del
genere, anche perché ritorna sempre il tema delle elezioni, pensate
che con questa legge elettorale e con un Presidente che viene
eletto col sistema maggioritario e con i parlamentari che vengono
eletti su base provinciale e col sistema proporzionale è possibile
avere una maggioranza nello scenario politico?
Invece di perdere tempo nei contrasti, cerchiamo di fare tutti un
po' di atti di umiltà, dicendo che qualche volta abbiamo ragione e
qualche volta abbiamo torto, e cercare un confronto vero. C'è un
partito che mi dice: noi apriamo al Governo perché vogliamo
sostenere il processo riformista . C'è il Presidente della Regione
che dice no , non lo vuole, perché sennò fa l'inciucio. Non c'è
nessun inciucio perché voglio che l'accordo sulle riforme si faccia
con i grillini, si discuta con i grillini, si discuta col
centrodestra. Le grandi riforme, infatti, si fanno insieme.
Non esiste la trasformazione politica della Regione che possa
essere il frutto di maggioranze casuali. Però su questo dobbiamo
prendere tutti la responsabilità. Poi ognuno di voi può prendere
tutte le distanze che vuole: Crocetta ci fa schifo .
Sinceramente non penso di essere il Presidente peggiore della
storia della Sicilia. Credo di essermi messo di fronte a voi con
animo sgombro, con lealtà, di aver rispettato sempre tutti, di aver
rispettato il Parlamento e di avere avuto un dialogo in cui non
sono stato sempre ricambiato. Possiamo provarlo in questa
Finanziaria e subito dopo sulla legge per le province e sulla legge
per la semplificazione amministrativa e poi tentiamo di tracciare
anche un percorso per una legge elettorale nuova e cambiamo la
Sicilia. Certo, non è la Sicilia che vorrebbe ogni Gruppo e ognuno
di noi ma le cose si fanno insieme. E, quando si fanno insieme, su
qualche cosa, si cede, si media e si va avanti perché nessuno di
noi ha la bacchetta magica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Ho avuto modo informalmente di sentire quasi tutti i presidenti
dei gruppi parlamentari, mi scuso con quelli con cui non ho potuto
avere un confronto, e abbiamo concordato di continuare la
discussione generale martedì pomeriggio.
Per ovvie ragioni, per tutto quello che ci siamo detti, sia per la
relazione di maggioranza sia per quella di minoranza, una espressa
richiesta, anche se c'è il resoconto provvisorio da cui si può
attingere, che venga trasmessa ufficialmente sia la relazione di
maggioranza sia di minoranza e, chiaramente, l'intervento del
Presidente della Regione che invita ad una collaborazione.
Allora, resta confermato che stasera - ma è una questione che
riguarda gli uffici - gli uffici lavoreranno, gli uffici della
Regione, del Governo con gli uffici dell'Assemblea, per un esame di
questi numerosissimi emendamenti che sono stati presentati e che vi
verranno trasmessi su posta elettronica. Ribadisco che ciò non
significa che siano stati già ritenuti ammissibili.
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari martedì mattina,
alle ore 12.00, e si continuerà no stop, fino all'approvazione
degli strumenti finanziari, legge di stabilità e Bilancio.
Quindi, non ci saranno interruzioni di nessuna sorta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VENTURINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Hanno chiesto, inoltre, di intervenire, nell'ordine, l'onorevole
Bandiera e l'onorevole Giovanni Greco.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, Assessori, questo intervento riguarda qualcosa che non
ha niente a che fare con la finanziaria.
In questo periodo, siamo stati così presi dalla finanziaria, dalla
legge sui consorzi, che probabilmente è sfuggita una notizia che
invece mi ha molto allarmato e che, approfittando della presenza
dei signori del Governo, vorrei comunicare anche ai colleghi qui
presenti oggi.
Si tratta della, come dire, comunicazione che ha fatto il nostro
ministro Bonino, giorno 16 dicembre, quando ha detto che l'Italia
era disponibile, soprattutto la Sicilia era disponibile, ad
accogliere le navi che sono state impiegate per disarmare
l'arsenale chimico siriano.
Pare che queste navi dovrebbero approdare in un porto siciliano -
non si è capito ancora quale porto siciliano - in attesa che arrivi
una nave americana per poter fare il passaggio di queste sostanze
altamente tossiche, pericolose, trasbordarle dalle navi norvegesi e
danesi a questa nave americana.
Da quello che risulta oggi da ultima notizia di stampa, pare che
la nave americana non sia ancora partita. Allora, ho già presentato
un'interrogazione al Governo per sapere esattamente se il nostro
Governo è stato contattato dal Governo, dal Ministro; qual è il
ruolo che il nostro Governo ha interpretato in questa operazione e,
soprattutto, sapere quali sono i tempi di questo ancoraggio perché,
se la nave americana non arriva in tempo, queste navi, ripeto, con
un carico altamente pericoloso per le nostre coste, saranno
ancorate, rimarranno lì chissà per quanto tempo.
Ribadisco, ho già presentato un'interrogazione al Governo e spero
che al più presto, ed è qui in Aula, il Governo ci venga a
rendicontare su questa situazione.
BANDIERA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il collega,
onorevole Venturino, non ci eravamo messi d'accordo, ma il mio
intervento mira proprio, signor Presidente, a chiederle
l'inserimento con improcrastinabile urgenza di una mozione che ho
presentato, nella qualità di primo firmatario, e che porta anche la
firma dei colleghi Anselmo, Firetto e Miccichè, che impegna il
Governo regionale ad intraprendere ogni iniziativa utile volta a
vietare quell'ipotesi, che sarebbe nefasta e pericolosa, di
stoccare armamenti chimici sequestrati in territorio siriano la
scorsa estate.
Signor Presidente, parliamo di un territorio a grosso rischio
industriale, parliamo di un territorio a grosso rischio sismico. Il
porto ipotizzato, da quanto appreso dalla stampa nazionale e
internazionale, sarebbe quello di Augusta, porto importante della
provincia di Siracusa. E' un porto che ricade proprio all'interno
dell'abitato, per cui, signor Presidente, il mio intervento mira ad
invitarla con cortese sollecitudine a volere calendarizzare
immediatamente queste mozioni per dare al Governo regionale questo
indirizzo, al fine di evitare questa ipotesi e, mi consenta
Presidente, al fine di evitare anche il transito nelle acque
territoriali attorno alla Sicilia.
Parliamo di un territorio che ha già pagato un enorme tributo in
termini di vittime di malattie oncologiche tipo malformazioni;
parliamo di un territorio che ha dato un enorme contributo allo
sviluppo energetico del territorio siciliano ma soprattutto del
Paese, proprio grazie agli impianti di raffinazione del petrolio.
E' un territorio che ha bisogno di tutto fuorché di questa ipotesi,
per cui grazie, signor Presidente, per la sua sensibilità che vorrà
porre in essere nel calendarizzare assieme ai presidenti dei Gruppi
parlamentari questa mozione.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, solo per replicare a quanto lei
ha detto sulla presentazione degli emendamenti al bilancio interno.
Lei ha detto che fino ad ora si presentano solo gli ordini del
giorno per prassi, ma la prassi non è legge. Lei deve dare
l'opportunità a tutti i parlamentari di quest'Assemblea di poter
presentare gli emendamenti. Considerato che martedì prossimo
dovremmo iniziare a lavorare, quando lei iscriverà all'ordine del
giorno il bilancio interno dell'Assemblea, le chiederò i tempi
necessari per potere presentare gli emendamenti, non vorrei, vista
la necessità e la premura di approvare il bilancio e la
finanziaria, che lei non mi mettesse in condizioni di poter
discutere il bilancio interno dell'Assemblea. Solo per questo.
Poi voglio ribadire che le relazioni dei rappresentanti di
maggioranza e di minoranza sul bilancio sarebbe stato giusto averle
prima. C'è qualche anomalia sulla sua gestione dell'Assemblea,
signor Presidente. Questi documenti non ce li deve mandare dopo che
sono avvenute le discussioni.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Sudano e Zafarana hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 7 gennaio
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
(n. 669/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale. (n. 670/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
3) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
4) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Cimino
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio Salvatore
8) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
La seduta è tolta alle ore 12.24
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli