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Resoconto d'Aula della Seduta n. 116 di sabato 04 gennaio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

     PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Lo  Sciuto,  Forzese,
   Dipasquale e Vullo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


              Commemorazione dell'onorevole Santi Nicita

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  unicamente  per dare all'Aula  una  comunicazione  non
  piacevole. Ieri è venuto a mancare l'onorevole Santi Nicita  che  è
  stato  parlamentare di questo Parlamento per più  legislature,  nel
  '71,  nel  '76,  poi  nell'82,  poi  assessore  al  bilancio,   poi
  Presidente della Regione e, ancora, parlamentare negli anni '90.
   Un  amico  personale, un esponente adesso del Partito  Democratico
  che  ha speso il suo impegno politico per tanti anni in quest'Aula;
  peraltro,  alcune  leggi  importanti che  sono  ancora  in  vigore,
  attraverso  le quali si è intervenuti nei centri storici  di  città
  come  Siracusa,  come Ragusa, portano il suo nome. Devo  confessare
  anche  un  piccolo aspetto particolare, nell'attività  di  partito:
  grazie all'attività di partito, recentemente, mi aveva pure aiutato
  nello  stilare un disegno di legge sul recupero del centro  storico
  della Borgata Santa Lucia.
   Un  uomo  appassionato che, anche al di là poi della  funzione  di
  parlamentare,  ha  mantenuto alto il suo impegno in  politica.  Per
  questo  mi permetto, signor Presidente, di proporle, se lo ritiene,
  di  osservare  un  minuto  di  silenzio  per  ricordarne  l'impegno
  politico e la sua presenza in quest'Aula.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio, onorevole Marziano, per  avere  voluto
  ricordare la figura dell'onorevole Nicita. Un minuto di silenzio  è
  più  che  doveroso.  Soprattutto  la  ringrazio  per  avere  voluto
  ricordare,  anche se nella brevità del messaggio,  alcuni  passaggi
  particolari dell'opera dell'onorevole Nicita, evidenziando anche il
  suo impegno, pur non da deputato, nel collaborare nella stesura  di
  iniziative legislative.
   Pertanto,    onorevoli   colleghi,   accogliendo   la    richiesta
  dell'onorevole Marziano, invito i deputati a osservare un minuto di
  silenzio.

      (Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)

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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, mi rivolgo a lei perché in  sua
  assenza  avevo chiesto come presentare gli emendamenti al  bilancio
  interno dell'Assemblea e i miei collaboratori, in questi giorni  di
  attività,  sono andati nei suoi uffici a chiedere delucidazioni  su
  come fare per presentare gli emendamenti. E' chiaro che è stata una
  sorpresa  nel  sentire dire che mai in quest'Assemblea  sono  stati
  presentati emendamenti al bilancio interno.
   Io da lei, che da un pezzo cerco di collaborare sia per l'attività
  interna   dell'Assemblea   sia  per  le  altre   attività,   vorrei
  delucidazioni su come fare per poter discutere il bilancio  interno
  dell'Assemblea  con  quella  serenità che  lei,  all'atto  del  suo
  insediamento, ci aveva fatto capire che si sarebbe attuata voltando
  pagina. Veda, mi è dispiaciuto veramente stamattina sentire che  un
  funzionario  del suo Gabinetto non mi poteva dare  la  relazione
  perché   quando   voi   avete   approvato   il   bilancio   interno
  dell'Assemblea, che è stato credo l'ultimo giorno di  seduta     Ma
  voi  approvate un atto senza che ci sia la relazione generale?   Io
  credo  che  non potete approvare il bilancio interno dell'Assemblea
  senza  la relazione. Penso sia stata una svista o che sia stato  un
  malinteso.
   Pertanto,  le chiedo di dire ai suoi uffici di avere una  maggiore
  collaborazione con i deputati, perché fino a quando non si verrà  a
  determinare  una  nuova  regola rispetto a quella  antica,  che  in
  democrazia c'è una maggioranza che amministra e una opposizione che
  controlla, signor Presidente, lei non farà mai il suo dovere e  noi
  non faremo a pieno il nostro dovere.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, al momento opportuno le verrà data la
  relazione,  allorquando  sarà iscritto  all'ordine  del  giorno  il
  bilancio interno dell'Assemblea e le verranno dati tutti i  termini
  per  poter intervenire in Aula, ovviamente attraverso un ordine del
  giorno, così come è prassi.
   Lei  verrà  messo  nelle condizioni, come è  giusto  che  sia,  di
  conoscere perfettamente i dati del bilancio interno dell'Assemblea.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Per la verità, Presidente, io tedierò la sua  persona,
  quest'Aula  e  il Governo solo un secondo per chiedere  una  seduta
  straordinaria  ospitando  qui in Aula un illustre  siciliano,  Luca
  Parmitano,  che rappresenta la Sicilia migliore, che è  maggioranza
  nell'isola,  che  rappresenta  questa  Sicilia  fatta   di   grandi
  professionisti, di grandi competenze, di eccellenze.
   Pur apparendo fuori luogo questo mio intervento, chiedo a lei e al
  Governo  di  tenere  una seduta pubblica con questo  siciliano  per
  rendere omaggio così alla Sicilia migliore.
   Soltanto  questo volevo  chiedere, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, posso dirle che già in Ufficio di
  Presidenza  è  stata  affrontata questa piacevole  questione  e  ci
  articoleremo  sulla base delle indicazioni che darà  la  Conferenza
  dei capigruppo. Lei ha fatto bene, però, ad evidenziare che abbiamo
  un siciliano eccellente che fa onore a tutta la Sicilia.

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   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione della
                           Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
                          2014-2016» (669/A)
   e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
                           per l'anno 2014.
                 Legge di stabilità regionale» (670/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  di disegni di legge e, segnatamente, alla  discussione
  del   disegno  di  legge  «Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il
  triennio  2014-2016»  (669) e del disegno  di  legge  «Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2014. Legge  di  stabilità
  regionale» (670).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli colleghi, prima di dare la parola ai relatori avverto la
  esigenza  di  sottolineare la particolare complessità e delicatezza
  del  lavoro che ci accingiamo a svolgere sui documenti di  bilancio
  della  Regione.  Una  manovra  che  si  svolge  entro  un  contesto
  finanziario  e  sociale che sconta difficoltà e  tensioni  che  non
  sfuggono a nessuno di noi.
   La   decisione   della  Conferenza  dei  presidenti   dei   gruppi
  parlamentari di completare l'esame dei documenti finanziari secondo
  un  calendario  compatibile con l'obiettivo  di  non  fare  ricorso
  all'esercizio provvisorio, impone una disciplina molto stretta  sui
  tempi  e  sulle  modalità di svolgimento dei nostri  lavori.  Tempi
  ristretti  che, tuttavia, non devono impedire all'Aula un confronto
  approfondito  e  completo sulle problematiche fondamentali  che  la
  manovra finanziaria è chiamata ad affrontare.
   Il  primo  dei  problemi,  che  condiziona  tutti  gli  altri,   è
  naturalmente  quello delle risorse del bilancio, dico  risorse  del
  bilancio. Richiamo al riguardo, come prioritaria ed essenziale,  la
  necessità  di un esame rigoroso delle entrate iscritte in bilancio,
  sulla  base  di  una  relazione tecnica che  espliciti  in  maniera
  analitica  e  puntuale  i criteri di quantificazione  e  fondatezza
  delle  previsioni,  integrando le indicazioni di massima  contenute
  nella relazione tecnica depositata dal Governo.
   Solo  partendo  da  questo  elemento  di  certezza,  potrà  essere
  articolata l'intera manovra con la dovuta attenzione ai  limiti  ed
  alle  regole  di copertura finanziaria delle maggiori  spese  della
  finanziaria, alle quantificazioni di quei capitoli strategici e  di
  quelle  appostazioni  obbligatorie  che,  per  loro  natura,   sono
  essenziali  per  garantire  la  salvaguardia  degli  equilibri   di
  bilancio.
   Confido  nel  senso  di  responsabilità  di  tutti  quanti,  e  mi
  adopererò  in  tal  senso  nell'esercizio delle  prerogative  della
  Presidenza, perché questo lavoro possa essere svolto nella  maniera
  più proficua e nel rispetto dei tempi che ci siamo dati.
   Onorevoli  colleghi,  a  tal  fine noi  oggi  così  ci  regoliamo:
  iniziamo  la discussione generale con le due relazioni,  quella  di
  maggioranza e quella di minoranza, dando la parola se lo  ritengono
  ai  presidenti  dei  gruppi parlamentari.  Gli  uffici  in  maniera
  attenta, sia quelli del Governo sia quelli dell'Assemblea,  faranno
  un esame ulteriore della complessa materia.
     Martedì  7  gennaio, in mattinata,  terremo una  Conferenza  dei
  capigruppo  richiesta  anche dal Presidente della  Regione  per  un
  esame  complessivo e per vedere di arrivare a una  definizione  che
  tenga  conto  del  rigore con il quale ci siamo  determinati  o  ci
  dovremmo determinare nell'esitare soprattutto il bilancio regionale
  -  e sottolineo soprattutto il bilancio della Regione - più che  la
  legge finanziaria.
   Quindi  do la parola all'onorevole Dina, per svolgere la relazione
  di maggioranza.
   Onorevole Greco, lei già ha parlato sull'ordine dei lavori, io non
  voglio polemizzare con lei, le do la parola però soltanto per  dire
  che  non voglio polemizzare con lei, perché sull'ordine dei  lavori
  si può intervenire una sola volta.

   GRECO   Giovanni.  Signor  Presidente,  con  me  non   polemizzerà
  sicuramente,  siccome  lei  ha  detto  che  darà  la  parola  sulla
  discussione generale solo ai capigruppo, una cosa la devo dire

   PRESIDENTE.   Ho  detto  iniziando dai  capigruppo,  peraltro  già
  iscritti a parlare.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Dina,  presidente   della
  Commissione e relatore di maggioranza.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  manovra  di  finanza
  pubblica  che  si propone all'Aula si dispiega in una fase  critica
  per  le  finanze  regionali,  che  risentono  degli  effetti  della
  difficile    congiuntura   economica,   della   perdurante    crisi
  dell'eurozona e delle correlate politiche di rigore e di equilibrio
  di bilancio collegate all'esigenza di garantire una rigorosa azione
  di  contenimento  della spesa pubblica, al fine di  conseguire  gli
  obiettivi  che  il  Paese  si è impegnato  a  raggiungere  in  sede
  europea.
   La manovra si propone nel medio periodo due obiettivi:
   a)  la  riqualificazione della spesa in termini di maggiore equità
  sociale, attraverso anche una rigorosa rivisitazione dei meccanismi
  interni e di lotta agli sprechi;
   b)  il  rilancio  della crescita e dello sviluppo con  la  Regione
  chiamata  ad agire in funzione di supporto alla domanda  sociale  e
  nel  contempo  obbligata  a ristrutturare l'offerta  della  propria
  azione.
   Rispetto  alla  manovra  di  bilancio occorre  evidenziare  alcuni
  elementi   di   criticità  che  irrigidiscono   le   dinamiche   di
  flessibilità sia dal lato delle entrate che per le poste di spesa.
   In  ossequio  alle disposizioni di cui all'articolo 3 della  legge
  regionale 9 maggio 2012, n. 26, è stata prevista la copertura della
  compartecipazione  regionale  del fabbisogno  sanitario  in  misura
  corrispondente  all'aliquota del 49,11 per cento  (eccetto  per  le
  spese   afferenti  il  perseguimento  di  obiettivi  di   carattere
  prioritario  e  di rilievo nazionale indicati dal  piano  sanitario
  nazionale),  che ha determinato una riduzione notevole  di  risorse
  disponibili per i fabbisogni consolidati.
   Inoltre, la costruzione dei documenti finanziari della Regione per
  l'esercizio  2014  e per il triennio 2014-2016  risente,  come  già
  rappresentato  negli anni passati, di stringenti vincoli  quali  le
  risorse    effettivamente   acquisibili    all'erario    regionale,
  insufficienti rispetto all'attuale livello di spese consolidate.
   Il  progetto  di legge di bilancio di previsione per  il  triennio
  2014-2016 è stato improntato ad una ulteriore riduzione della spesa
  rispetto a quella sostenuta nell'anno 2013.
   Nel valutare gli stanziamenti, in conformità alle disposizioni  di
  cui    alla   circolare   assessoriale,   è   stato   operato    un
  ridimensionamento complessivo della spesa. In particolare,  ove  da
  parte  dei  competenti dipartimenti regionali  non  sono  pervenute
  proposte in linea con le richiamate disposizioni, le previsioni  di
  spesa  sono  state elaborate prevedendo per i capitoli  riferiti  a
  spese  soggette al Patto di stabilità interno uno stanziamento  non
  superiore alla competenza 2013 ridotta di circa il 10 per cento per
  l'anno 2014, fatta eccezione per le spese di natura obbligatoria.
   Lo  scenario delineato ha reso estremamente difficile elaborare un
  documento   contabile  in  equilibrio,  che  preveda  la   corretta
  copertura  di  tutte  le spese necessarie per  l'adempimento  degli
  obblighi legislativi.
   Si   ritiene,  inoltre,  opportuno  evidenziare  che  gli  importi
  riportati  nel bilancio di previsione 2014 e per il triennio  2014-
  2016 discendono dalla costruzione del documento secondo il criterio
  della   legislazione   vigente  e  possono  differire   da   quelli
  tendenziali  riportati  nei  documenti  programmatori,  in   quanto
  quest'ultimi tengono conto di fatti amministrativi e gestionali che
  incidono sui risultati finali. Ci si riferisce, in particolar modo,
  alla  gestione dei fondi extraregionali, per i quali  molto  spesso
  non coincide, nello stesso esercizio, la fase di accertamento e  la
  fase di impegno.
   Premesso quanto sopra, si illustrano brevemente i principali  dati
  di rilievo del disegno di legge del bilancio a legislazione vigente
  per l'esercizio finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016.
   La  proposta  di  bilancio  per l'anno  2014  presenta  un  totale
  generale delle entrate e delle spese pari a 23.087.737 migliaia  di
  euro  e quella di bilancio per il triennio 2014-2016 un totale pari
  a 53.594.730 migliaia di euro.
   Tra  le  entrate  si distinguono entrate correnti  per  14.742.707
  migliaia  di euro, che registrano un decremento di 624.244 migliaia
  di  euro,  pari al 4,1 per cento rispetto alle previsioni 2013,  ed
  entrate  in  conto  capitale  per 987.030  migliaia  di  euro,  che
  registrano  un  decremento di 1.178.204 migliaia di euro,  pari  al
  54,4 per cento rispetto alle previsioni 2013.
   L'avanzo finanziario presunto è pari a 7.358.000 migliaia di euro,
  interamente  riferito  ai fondi di cui alle assegnazioni  da  parte
  dello  Stato  e  della  Unione  europea  ed  agli  altri  fondi   a
  destinazione vincolata.
   Il totale generale delle spese pari, per l'anno 2014, a 23.087.737
  migliaia  di  euro, è finanziato con le entrate finali (date  dalla
  somma  delle entrate correnti e in conto capitale) per un ammontare
  pari a 15.729.737 migliaia di euro e per 7.358.000 migliaia di euro
  con l'avanzo finanziario presunto relativo ai fondi extraregionali.
   I  principali  risultati differenziali scaturenti dal  disegno  di
  legge  del  bilancio  di  previsione per  l'anno  2014  assumono  i
  seguenti valori:
   a)  risparmio pubblico (entrate correnti meno spese correnti) pari
  a  135.400  migliaia di euro. Tale valore evidenzia un  livello  di
  entrate  correnti  adeguato  alla  copertura  delle  corrispondenti
  spese;
   b) saldo netto da impiegare (entrate finali più avanzo finanziario
  presunto  dell'esercizio  precedente meno  spese  finali),  pari  a
  286.035 migliaia di euro;
   c)  accreditamento  netto (entrate finali più  avanzo  finanziario
  presunto  dell'esercizio precedente meno  spese  finali,  al  netto
  delle operazioni finanziarie) pari a 344.002 migliaia di euro.
   In  ordine  al  disegno  di legge  Disposizioni  programmatiche  e
  correttive  per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale ,  sembra
  opportuno  illustrare le principali norme proposte  e  le  relative
  valutazioni,  sia con riferimento al disegno di legge in  argomento
  sia alle connesse tabelle.
   L'articolo 1 individua un saldo netto da impiegare per l'anno 2014
  pari   a  226.035  migliaia  di  euro  in  termini  di  competenza.
  L'ammontare  complessivo  dei  fondi  di  riserva  per   le   spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente ed in conto capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2014,
  in 330.000 migliaia di euro.
   L'articolo  2  autorizza,  per l'esercizio  finanziario  2014,  ad
  effettuare operazioni finanziarie per un importo complessivo pari a
  60.000  migliaia di euro, da destinare a spese di investimento  dei
  comuni.
   L'articolo 4 individua in 148.004 migliaia di euro per l'anno 2014
  le somme corrispondenti al contributo alla finanza pubblica posto a
  carico della Regione.
   L'articolo 6, che detta disposizioni in materia di assegnazione di
  risorse  ai  comuni, introduce, in via sperimentale, un  innovativo
  meccanismo  di  determinazione dell'apporto a carico  del  bilancio
  regionale che viene determinato sulla base di una compartecipazione
  al gettito regionale dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
  (IRPEF).  Le  risorse  da  assegnare ai comuni  sono  calcolate  in
  ciascun anno applicando un'aliquota di compartecipazione al gettito
  dell'IRPEF  effettivamente  riscossa in  Sicilia  nell'ultimo  anno
  precedente    l'esercizio    di    riferimento;    l'aliquota    di
  compartecipazione per il triennio 2014-2016 è pari al rapporto  tra
  350.000  migliaia  di  euro e l'ammontare dell'IRPEF  riscossa  nel
  2013.
   Il  successivo articolo 7 autorizza, per l'anno 2014, al  fine  di
  garantire  il funzionamento delle Province regionali, un contributo
  di parte corrente pari a 10.000 migliaia di euro.
   Con  l'articolo 12 le competenze in materia di personale del Corpo
  forestale  e dell'antincendio, sino ad ora attribuite a due  centri
  di   responsabilità,  confluiscono  unitariamente  al  dipartimento
  Azienda regionale foreste demaniali, al fine di conseguire  un  più
  efficace  ed  efficiente  utilizzo del personale,  con  conseguente
  contenimento  della  relativa  spesa  complessiva.  Tale  spesa   è
  valutata, per l'esercizio finanziario 2014, in 180.000 migliaia  di
  euro,  con  una contrazione rispetto all'anno precedente di  20.000
  migliaia di euro.
   Gli  articoli 13, 14 e 15 disciplinano una serie di interventi  in
  materia  di  personale  dei  consorzi  di  bonifica,  dell'Ente  di
  sviluppo  agricolo e dell'Ente acquedotti siciliani, finalizzati  a
  garantire gli emolumenti al relativo personale.
   L'articolo 18 autorizza il finanziamento degli interventi  di  cui
  all'Allegato  1  del  disegno  di legge,  determinandone  l'importo
  complessivo per ciascuno degli anni del triennio di riferimento.
   L'articolo  19  ridetermina  la  spesa  destinata  a  garantire  i
  collegamenti  marittimi con le isole minori,  quantificandola,  per
  ciascuno degli anni 2014 e 2015, in 76.200 migliaia di euro, con un
  risparmio di circa 15.000 migliaia di euro rispetto all'anno 2013.
   Il   Capo  VI  detta  misure  per  lo  sviluppo  e  l'occupazione,
  consentendo,  tra  l'altro,  l'utilizzo  di  fondi  dell'IRCAC  non
  utilizzati, interventi per il sostegno al pagamento delle  rate  di
  mutuo e di affitto nonché per favorire l'accesso all'abitazione  di
  nuclei familiari svantaggiati.
   Gli  articoli  30, 31, 32, 33 e 34, nel rispetto  della  normativa
  nazionale  in  materia,  introducono  disposizioni  in  materia  di
  personale  precario,  volte  alla proroga  dei  contratti  a  tempo
  determinato ed alla stabilizzazione dei soggetti interessati.
   Il  successivo articolo 35 intende favorire l'occupazione  stabile
  dei soggetti di cui all'articolo 43, comma 1, della legge regionale
  15  maggio  2013, n. 9, appartenenti al bacino dei  PIP - Emergenza
  Palermo  nonché del personale SPO e dei soggetti impegnati  in  ASU
  presso aziende ospedaliere.
   Il  Capo VII contiene una serie di misure per il welfare,  tra  le
  quali  si  segnalano  l'istituzione  del  fondo  regionale  per  la
  disabilità  e  del  fondo siciliano per il sostegno  all'inclusione
  attiva.
   Il  Capo VIII detta disposizioni in favore del turismo, dei teatri
  e  dello  sport. In particolare, l'articolo 42 istituisce il  fondo
  regionale  per  lo spettacolo (FORES), l'articolo 43  introduce  il
  fondo  di  rotazione  per  gli  interventi  straordinari  (RIS)   e
  l'articolo  44  consente il potenziamento delle  attività  sportive
  isolane, con un contributo complessivo, per l'esercizio finanziario
  2014, pari a 4.600 migliaia di euro.
   Vorrei, da ultimo, osservare che l'urgenza di concludere i  lavori
  in  Commissione per consentire di incardinare i documenti contabili
  in  Aula  entro  la mattina del 30 dicembre 2013 ha  comportato  la
  necessità  di  espungere  dal  testo taluni  articoli  che  ritengo
  meritino   di   essere  riconsiderati,  anche  a  seguito   di   un
  approfondimento  della  materia  da  parte  del  Parlamento  e  del
  Governo.
   Mi riferisco, in primo luogo, all'articolo 19 del testo presentato
  dal  Governo, relativo al collocamento in quiescenza del  personale
  regionale in possesso di determinati requisiti.
   Mi    riferisco   anche   all'articolo   27,   in    materia    di
  razionalizzazione,  messa  in  liquidazione  e  privatizzazione  di
  società  pubbliche regionali, la riforma delle società  partecipate
  regionali   rappresenta  ormai,  anche  alla  luce  delle   recenti
  considerazioni  della  Corte dei Conti, un  argomento  ineludibile,
  come   la  Commissione  ha  già  segnalato  al  Governo  nel  corso
  dell'esame dei documenti contabili per il 2013.
   Concludendo,  intendo ringraziare i componenti della  Commissione,
  gli  Uffici  della  Commissione, tutti  i  parlamentari  che  hanno
  partecipato  in  maniera  attiva ai  lavori  della  II  Commissione
  mostrando senso di responsabilità nel consentire di concludere  nei
  tempi previsti i lavori. Sono stati lavori abbastanza faticosi;  un
  tour   de  force  che  ci  ha  costretto  a  sedute  continue  dove
  sicuramente  qualche  battuta in più ha  cercato  di  allentare  le
  tensioni che si erano venute a determinare.
   Pertanto,  l'attenzione ai tempi è stata un'attenzione importante,
  coniugata  con l'attenzione ai contenuti del disegno di  legge.  E'
  chiaro  che   gli  approfondimenti d'Aula  consentiranno  anche  di
  riparare e di mettere in sicurezza alcune criticità, penso ai fondi
  di   riserva,   ai   fondi  per  le  regolazioni  contabili,   agli
  accantonamenti tributari, al fondo per gli equilibri di bilancio.
   Sono  tutti temi che nel dibattito d'Aula e con una attenzione  da
  parte del Governo possiamo insieme trattare e rimettere nell'ambito
  e nell'alveo di una sicurezza di cui il bilancio ha bisogno.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare il  relatore  di  minoranza,
  onorevole Falcone.

   FALCONE,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,   Governo,  intervengo  nella  qualità  di  relatore   di
  minoranza  sia  di questo bilancio che di questa legge  finanziaria
  per l'anno 2014 con effetti finanziari e contabili sino al 2016.
   Intervengo  nella  consapevolezza  della  difficoltà  del  momento
  finanziario  in  cui  ci  veniamo  a  trovare  all'interno  di  una
  situazione   congiunturale  che  non  ha   un   livello   regionale
  sicuramente né nazionale, ma è di più largo respiro.
   Fatta questa premessa, che è doverosa, mi aspettavo un disegno  di
  legge  che  fronteggiasse seriamente quello che era una  emergenza,
  quella  che  è  attualmente una emergenza della Sicilia.  E  me  lo
  aspettavo sotto almeno due fronti: mettere in sicurezza il bilancio
  della Regione e al contempo creare delle norme di sviluppo concreto
  che  potessero  dare  una spinta propulsiva  ad  una  economia  che
  langue, ma soprattutto ad un progressivo impoverimento.
   Dico  questo  sulla  scorta della relazione del  Presidente  Dina,
  della  relazione di maggioranza, che vede quest'anno un progressivo
  decremento delle spese correnti per circa 624 milioni di  euro  nel
  bilancio  regionale, ma soprattutto il decremento  delle  spese  in
  conto  capitale che quest'anno hanno raggiunto limiti oltre soglia,
  cioè noi quest'anno - e lo dissi nella mia relazione - al Documento
  di  programmazione economico e finanziario siamo al di sotto  degli
  anni '90 in termini di investimenti.
   Fatta  questa premessa d'obbligo, ritengo che il punto  nodale  di
  questa  manovra finanziaria sia l'articolo 4, non come partito  che
  ha  messo  già  in  mora  il  Presidente  Crocetta  ma  come  norma
  finanziaria. Una norma finanziaria che dovrebbe essere il punto  di
  riferimento;  una  norma  finanziaria che  dovrebbe  partire  -  il
  condizionale  è  d'obbligo - dal decreto legge n. 95/2012,  ma  che
  dovrebbe  partire  anche dall'ultima finanziaria nazionale  che  ha
  previsto  una  minore  devoluzione di  somme  nei  confronti  della
  Regione siciliana.
   Alla  luce  di  questa necessità che è quella di contribuire  alla
  finanza  pubblica, la Regione siciliana avrebbe  necessità  di  far
  fronte  concretamente  a  questo dettato  legislativo.  Un  dettato
  legislativo  che  impegna la Regione siciliana per  l'anno  2014  a
  minori  trasferimenti  per 947 milioni di  euro.  Al  contempo,  un
  concorso   alla  contabilità  nazionale  che  impegna  la   Regione
  siciliana ad ulteriori 106 milioni di euro sulla scorta dell'ultima
  finanziaria nazionale.
   Queste  norme non sono norme di poco conto, sono norme  che  hanno
  immediata applicazione nel bilancio e per la Regione siciliana.
   Sulla   scorta   di   questo,  abbiamo   avuto   una   riscrittura
  dell'articolo   4,  i  cosiddetti  accantonamenti  tributari.   Una
  riscrittura che prevedeva un accantonamento prima di 400 milioni di
  euro   più   altri  160.   Successivamente,  durante   l'esame   in
  Commissione, questa norma è stata riscritta e si mette a fronte dei
  947,  ma  sono un 1 miliardo e 53 milioni con la nuova finanziaria,
  si mette un minore contributo di appena 148 milioni di euro.
   Abbiamo, poi, altri 260 milioni di euro, somma con cui si può dire
  allo  Stato di trattenere, ma il resto vada ricontrattato entro  il
  30  aprile prossimo. Per cui, alla fine, chiudiamo una partita  con
  appena 438 milioni di euro a fronte, invece, di una necessità di  1
  miliardo e 53 milioni di euro.
   E'  vero che le norme nazionali non sono, come è stato detto nella
  relazione,  che la potestà che la Regione siciliana può  contestare
  il  fondamento giuridico della norma nazionale dinanzi  alla  Corte
  costituzionale,  abbiamo  anche dei procedimenti  in  corso,  ma  è
  altrettanto  vero che con questa finanziaria, per  la  prima  volta
  nella  storia,  rischiamo  di  dare la  certezza  legislativa  alla
  Regione siciliana. Le spiego il motivo.
   Mentre  fino  a  ieri  le  norme che facevamo  avevano  un  valore
  concreto di immediata efficacia, quest'anno stiamo intervenendo sui
  minori  trasferimenti che dovrebbe applicarci lo Stato, per cui  lo
  Stato,  siccome  il  prelievo erariale lo fa  direttamente  tramite
  l'Agenzia  delle  Entrate,  il rischio è  che  noi  possiamo  anche
  prevedere  zero  da dare allo Stato, tanto lo Stato riterrà  questa
  finanziaria quest'anno carta straccia, per cui dice  ugualmente  il
  prelievo  io  te  lo  applico alla fonte, tramite  l'Agenzia  delle
  Entrate per cui una parte dell'Irpef o dell'Irap o dell'IVA non  te
  la trasferisco per cui la tua norma rimarrà carta straccia, per cui
  la  tua  norma  diventa una finanziaria a contabilità posticipata ,
  cosa  che ci imporrà domani di incorrere a una manovra che sarà  di
  lacrime   e   sangue.   Salvo   che  questo   Governo   non   abbia
  l'autorevolezza per poter andare a Roma e contrattare nuovamente le
  postazioni  di riduzione di minore derivazione nei confronti  della
  Regione.
   Ci  saremmo aspettati, assessore Bianchi, una relazione aggiuntiva
  - ha detto bene il Presidente Ardizzone oggi - che ci dimostri come
  mai  c'è  stato  in  Commissione Bilancio, non  voglio  parlare  di
  sbracamento,  ma  c'è stato un alleggerimento degli accantonamenti,
  perché  se andiamo a leggere l'allegato 2, che è l'ultima pagina  -
  lo voglio dire ai colleghi di essere attenti su questo quest'anno -
  nella   colonna  B  ci  ritroviamo  accantonamenti  negativi  sugli
  accantonamenti tributari che sono di appena 200 milioni di  euro  a
  fronte dei 400 milioni.
   Cosa  è successo? E' successo che il Governo ha aumentato la spesa
  corrente  in  Commissione e diremo i motivi.  Dall'altro  lato,  ha
  diminuito  le garanzie contabili nel bilancio e lo aveva già  fatto
  quando,  grazie ad un nostro emendamento, grazie anche a un  nostro
  stimolo  in Commissione Bilancio, parlando della legge di bilancio,
  la  669, il Governo è corso ai ripari per andare ad incrementare le
  poste  relativamente  ai  capitoli 219202  e  219205  che  sono  le
  cosiddette  regolarizzazioni contabili; salvo il  fatto,  assessore
  Bianchi,  che lei ha commesso un solo errore, errore che  lei  deve
  correggere   L'errore che da un lato ha coperto un buco,  creandone
  uno  ancora  superiore il cui buco è il capitolo 215727  che  venne
  richiamato  con forza nel giugno scorso dalla Corte  dei  Conti  in
  sede  di  parifica,  quando dicevo in maniera  chiara:   attenzione
  Governo  della Regione Siciliana, corra ai ripari  Questo  capitolo
  me  lo  devi  non  soltanto istituire, ma rafforzare consolidandolo
  perché rappresenta la salvaguardia degli equilibri di bilancio .
   Io  mi  rendo  conto che ci troviamo dinanzi ad una situazione  di
  precarietà, ma al contempo dobbiamo anche comprendere che  i  conti
  devono  tornare e dobbiamo anche dimostrare, atteso che un  Governo
  che  chiede  la  rivoluzione e che si pone come  l'antesignano  dei
  diritti  dei  siciliani  e della determinazione  sicilianista  deve
  andare  a Roma e dovrebbe anche dire già prima di poter riuscire  a
  ricevere  e  a  ottenere  delle  garanzie  da  parte  del   Governo
  nazionale.
   E  allora,  in  assenza  di queste, in assenza  di  una  relazione
  tecnica,  noi  ci rendiamo conto che tutto può diventare  precario,
  che  per la prima volta noi possiamo mettere a repentaglio la legge
  finanziaria, che per la prima volta possiamo addirittura creare  la
  perdita della certezza legislativa a questo Parlamento siciliano.
   Non  sto  qui  a dire delle discrasie che ci sono nell'allegato  2
  rispetto   all'allegato  1,  rispetto  al  prospetto  1,   rispetto
  all'articolo 18 della finanziaria.
   E  ve  lo dimostro leggendovi quattro voci. All'articolo 18 -  che
  riguarda  il finanziamento di leggi di spesa - abbiamo 273  milioni
  757;   al  prospetto  allegato  quei  273  diventano  203  milioni;
  nell'allegato  2  diventano 273 milioni;  nell'allegato  1,  che  è
  l'articolo 18, diventano 278 milioni.
   Assessore Bianchi, penso che sia stato un errore degli uffici, non
  penso  che  sia  stato un errore politico  Ma è un errore  talmente
  evidente  che crea uno squilibrio contabile di non poco  conto.  Va
  immediatamente corretto  E allora, dinanzi a queste prime carenze è
  chiaro  che  noi siamo corsi ai ripari con una serie di emendamenti
  che  mettessero in garanzia, nel vero contenimento della spesa,  la
  Regione  siciliana.  E  siamo intervenuti anche  nel  bilancio  per
  rafforzare,  per implementare il capitolo della salvaguardia  degli
  equilibri  di bilancio, con degli emendamenti  che, siamo convinti,
  non  potranno non essere accolti da questa maggioranza e da  questo
  Parlamento.
   Andando  nel  concreto  e andando oltre a questa  prima  premessa,
  parlando degli enti locali, la norma degli enti locali è una  norma
  che va totalmente riscritta.
   E' una norma che parte dalla logica del federalismo fiscale, dalla
  compartecipazione  dell'8,47  rispetto  all'ultimo  consolidato  di
  entrate  del  2011;  poi,  invece, ritorna nella  compartecipazione
  fissata  a 350 milioni di euro, a fronte dei precedenti 550 milioni
  di  euro.  Poi,  però, per distribuire queste poche  somme  di  350
  milioni  di euro crea tutta una serie di criteri che sono veramente
  paradossali. Ve ne cito solo uno per dire come questi criteri  sono
  assolutamente inapplicabili.
   L'Assessorato delle autonomi locali, per capire come devono essere
  distribuiti  questi fondi ai vari enti locali, dovrebbe  verificare
  le  risorse regionali umane, strumentali, finanziarie, a  qualsiasi
  titolo  già  assegnate o comunque riferibili ai singoli comuni.  Ma
  che  significa? Una norma di oscura intelligibilità; una norma così
  controversa; una norma che crea soltanto farraginosità.
   Ecco perché riteniamo che agli enti locali dobbiamo garantire  una
  certezza.
   Quest'anno  agli enti locali abbiamo tolto, con questa norma,  100
  milioni di euro.
   Abbiamo  tolto  i  primi  120 milioni sul fondo  investimenti,  ne
  abbiamo tolto altri 100 sulle spese correnti, salvo il fatto che ne
  abbiamo  tolti  altri 52 milioni di euro col decreto dell'assessore
  Borsellino  che  mette, per quanto riguarda  le  riabilitazioni  ex
  articolo 26, per il 30 per cento in capo ai comuni. Quell'aggregato
  che  vale 156 milioni peserà a carico dei comuni per 52 milioni  di
  euro  aggiuntivi.  Per  cui,  abbiamo  da  un   lato  caricato   di
  competenze  i  comuni,  dall'altro lato  non  abbiamo  previsto  il
  trasferimento  di  somme. E' chiaro che  sarà  un  massacro  per  i
  comuni, per gli enti locali, se non mettiamo mani immediatamente in
  maniera correttiva.
   I  risparmi  della  sanità. Anche qui assessore  Bianchi,  avanti-
  indietro. Non è possibile
   Abbiamo  un  articolo che dice che risparmieremo  100  milioni  di
  euro,  salvo  il  fatto  che  quei 100 milioni  di  euro  non  sono
  specificatamente  individuati, non sono dettagliatamente  descritti
  e, infatti, non si trovano nemmeno per il 49,11 per cento, che è la
  somma  di  compartecipazione della nostra  Regione,  nella  tabella
  delle entrate o delle minori uscite.
   Avevamo presentato un emendamento che andava a incidere per  il  3
  per  cento, ma poteva essere anche l'1,5 per cento, e significa che
  su  quattro  miliardi  e  mezzo di euro l'1,5  per  cento   avrebbe
  sicuramente  dimostrato  un risparmio di  60  milioni  reali  nella
  nostra sanità.
   Si era ipotizzato anche di intervenire in altri settori e, invece,
  il  Governo, a un certo punto, ha ritirato l'articolo, lo ha  fatto
  rivedere.
   Stessa cosa sulle Partecipate.
   Il  Presidente  Crocetta, che in questo momento si  è  allontanato
  dall'Aula,  mi fa piacere che abbia detto e abbia quasi,  non  dico
  rimproverato   l'assessore  Luca  Bianchi   che   non   lo   merita
  sicuramente,  ma abbia a un certo punto richiamato  la  maggioranza
  affinché  venisse  riproposta la norma  di  riorganizzazione  delle
  Partecipate,  la riduzione delle Partecipate, che  non  può  ancora
  mantenersi  una  pletora di enti che creano un appesantimento  alla
  spesa pubblica.
   Ricordo  ancora,  ma lo ricordiamo tutti, quella  trasmissione  di
  Giletti,   quando  si  disse  che,  a  distanza  di  pochi   giorni
  dall'insediamento  del  Presidente  Crocetta,  si  era  riusciti  a
  pervenire a un risparmio di un miliardo di euro sulle Partecipate.
   Noi  non  abbiamo  visto né un risparmio di  un  miliardo,  né  un
  risparmio di cento euro. Anche qua dobbiamo mettere mano. Così come
  l'altro  approccio  -  ecco  dov'è carente  la  Finanziaria  -  nei
  confronti degli enti e delle aziende, Presidente Ardizzone.
   Ora  vi  leggerò un articolo che crea l'imbarazzo del Governo,  ma
  soprattutto del relatore, per quanto mi riguarda, di minoranza.
   L'imbarazzo  è  creato dal fatto che, stancamente, ci  trasciniamo
  questi enti e ce li trasciniamo pur pensando che ci sono degli Enti
  in  liquidazione  da  25 anni, ci sono degli  Enti  come  l'EAS  in
  liquidazione  da  9  anni, ci sono degli Enti che  pur  essendo  in
  liquidazione prevediamo un limite di impegno decennale  addirittura
  pur  essendo in liquidazione, delle due l'una: o gli Enti  sono  in
  liquidazione e devono chiudere entro un anno, massimo due  anni,  o
  gli  enti non sono più in liquidazione, li rimettiamo in bonus come
  l'EAS  e gli possiamo dare un limite di impegno decennale, cioè una
  prospettiva di trasferimenti per dieci anni, Presidente Ardizzone.
   Poi  io  mi  posso anche rendere conto che l'EAS ha un  debito  di
  cento  milioni di euro con Impregilo,  di 45 milioni  di  euro  con
  Impregilo  per  la  diga  Blufi,  di  cento  milioni  di  euro  con
  l'Ansaldo. Mi posso rendere conto che c'è un appesantimento  e  c'è
  una  situazione  di debito, ma che non viene affrontata,  assessore
  Bianchi.  È come quando per gli ATO da questi banchi si  disse  che
  sugli  ATO saremmo intervenuti e avremmo fronteggiato la situazione
  di debito. È tutta là o è quasi tutta là. Siamo riusciti a incidere
  in  parte, ma gli ATO hanno una massa debitoria che o prima o  dopo
  la stiamo soltanto spostando.
   Così  come quest'anno, per la prima volta in sei anni, non mi  era
  mai capitato, mi sono accorto e ho potuto studiare la Finanziaria a
  contabilità posticipata, che tutto sommato ci può anche stare, ma è
  una  forzatura, lo dobbiamo dire. Nei trasferimenti che noi  stiamo
  facendo,  spostiamo in quattro tranche i vari trasferimenti  e,  al
  contempo,  leghiamo al trasferimento al limite del periodo  massimo
  anche gli impegni spesa.
   Per i comuni, ad esempio, cito un dato: prevediamo 350 milioni  di
  euro  poi  salvo il fatto che diciamo, siccome una rata la possiamo
  trasferire  nell'anno successivo, allora una parte di queste  somme
  non vengono previste nel nostro bilancio ma le prevediamo nell'anno
  successivo.  Cioè, come quel soggetto che sa che ha un  debito,  lo
  deve  pagare  ma  tanto  lo  rinvia, l'importante  che  non  incida
  attualmente.  Rinviamo   Ai  posteri  l'ardua  sentenza ;  qua   Ai
  posteri l'arduo debito .
   Ed  allora, continuando, essendo più veloci. Le norme di  sviluppo
  sono inesistenti. Noi ci saremmo aspettati una finanziaria: entrate
  certe, contenimento di spesa e al contempo norme di sviluppo.  Sono
  inesistenti    Tutte  norme  che  riguardano,  come  dire,    norme
  immagine .
   Nel  2012  la  finanziaria, la legge 26, si caratterizzò  per  far
  diventare   centrale,  tant'è  che  si  disse  che   diventava   il
  tredicesimo Assessorato l'IRCAC. Oggi, ci siamo inventati,  invece,
  un  nuovo  strumento di sviluppo locale, che si  chiama  IRFIS  FIN
  Sicilia. Questo nuovo strumento che può riuscire oggi a intervenire
  su  tutto,  come  se  fosse  un  vaso di  pandora.  Interverrà  dai
  finanziamenti dei crediti ai commercianti, agli agricoltori, non lo
  faceva  mai,  all'industria, lo faceva prima; interverrà  per  dare
  anche  contributi  per  garantire i prestiti  alle  giovani  coppie
  inserendo  una  norma, come dire, di grande spessore culturale  che
  anche  alle  coppie di fatto, anche alle coppie che sono  inserite,
  che  sono iscritte da almeno un anno nei vari registri delle unioni
  civili  dei  Comuni,  salvo  il fatto che  non  c'è  un  fondamento
  giuridico per poggiare questa norma.
   Lodevole  da una parte il Presidente, attenzione, ma il fatto  che
  da  un  lato  la  cultura,  l'impostazione ideologica,  deve  anche
  poggiare su un presupposto giuridico.
   Poi,  ancora l'IRFIS, però, l'IRFIS può ancora intervenire  e  può
  addirittura garantire e dare prestiti per la cultura, per i teatri.
  Non  si era mai visto che un Ente che è nato molti anni fa, qualche
  decennio  addietro,  possa dare crediti per gli  indebitamenti  dei
  teatri o delle Fondazioni culturali. E' giusto sotto un profilo  di
  principio,  ma troviamo un altro sistema, facciamo una  convenzione
  con  una banca in cui la Regione mette in campo 2, 3, 5 milioni  di
  euro  a garanzia dei prestiti, di questi prestiti e, poi, via  via,
  nel  momento  in cui dobbiamo fare dei trasferimenti ai  vari  Enti
  sottoposti alla vigilanza o partecipati da parte della Regione, noi
  possiamo  direttamente  erogare pari  importo,  la  somma  presa  a
  prestito  per quanto riguarda, limitatamente, alle rate. Non  così,
  non può essere fatto.
   Addirittura l'IRFIS ha altre due cose che può fare: può finanziare
  all'articolo  61,  l'IRFIS  può fare  anche  attività  di  funding.
  Funding significa finanziamento, cioè l'IRFIS prende i soldi  dalla
  Comunità Europea, dalla BCE, mette in campo una cifra importante  e
  dice  ai  Comuni:  finanziate come una Fondazione , dice ai Comuni:
   finanziate,   attivate   dei   procedimenti,   dei   processi   di
  investimento e io vi finanzio le rate . Innanzitutto, i Comuni  non
  hanno  un  euro per fare alcun tipo di investimenti perché  poi  le
  rate  le devono pagare ed inoltre dubito che l'IRFIS FIN possa fare
  quest'attività. Quindi, anche qua una norma molto di immagine.
   E  poi, dobbiamo prendere soldi. E allora, dobbiamo prendere soldi
  e  vendiamo le azioni, le partecipazioni azionarie. Giusto sotto un
  profilo di principio, o come comma 1, salvo il fatto che noi da  un
  lato  vendiamo  queste  azioni,  queste  partecipazioni  azionarie,
  perché dobbiamo fare cassa, dall'altro lato al comma 2 si dice:  ma
  se non c'è un acquirente, chi se li compra? , se li compra l'IRFIS.
  Cioè, noi facciamo il gioco delle tre carte: da un lato diciamo che
  dobbiamo  fare cassa, ci servono 60 milioni di euro e  mettiamo  in
  vendita le partecipazioni azionarie, poi però se nessuno li compra,
  chi  li comprerà: li comprerà l'IRFIS. Per cui, quei 60 milioni  di
  euro, gira e rigira , sono sempre soldi che caccia fuori la Regione
  siciliana.
   Ma  queste norme possono trovare mai l'apprezzamento politico,  se
  vogliamo,  di  chi guarderebbe, invece, ad uno sviluppo  reale  del
  territorio? Non mi pare. Precari. Precari è il centro, il cuore  di
  questa  finanziaria,  precari perché quest'anno,  a  seguito  anche
  delle  nostre  sollecitazioni  - è dal  mese  di  ottobre  che,  io
  personalmente ho invitato il Governo a fare la finanziaria entro il
  31 dicembre - a poterla anche spostare dopo, a gennaio, come poi  è
  avvenuto,  ma perché la questione  precari'. Però, una norma  molto
  arzigogolata, direi, una norma che crea dei percorsi che a noi  non
  appartengono e a noi non appartengono perché il decreto legge  101,
  successivamente convertito in norma, ha una sua cogenza contabile e
  di contabilità pubblica per cui, nel momento in cui noi pensiamo di
  poter  operare  diversamente rispetto  alla  norma  nazionale,  noi
  stiamo  andando  contro  una norma di coordinamento  della  finanza
  pubblica,  una norma che diventa impugnabile e diventa  impugnabile
  anche   sulla  scorta  della  recentissima  sentenza  della   Corte
  costituzionale,  la  n.  277 del 2013,  con  la  quale  la  regione
  Sardegna  è  stata  pesantemente  bacchettata  proprio  su   questa
  materia.
   Sarebbe  stato  ancora più semplice, piuttosto che intervenire  su
  una materia contabile che ha anche refluenze civilistiche sotto  un
  profilo  contrattuale, noi dovremmo fare una norma - questa  è  una
  norma che va completamente riscritta - che attua le proroghe secche
  mettendo,  da  un lato, il piano di revisione e  razionalizzazione,
  che  abbiamo  ottenuto soltanto oggi, cioè la cosiddetta   tabella'
  che  dice  dove abbiamo preso i soldi; dall'altro lato  prevede  un
  automatismo  perché  è la stessa norma, la n. 101,  convertita  poi
  dalla  n.  125, che ci dice che le regioni attuano, non legiferano,
  attuano  significa  anche in sede amministrativa possono  applicare
  direttamente queste norme.
   Anziché  creare tutti questi nuovi percorsi, dobbiamo procedere  e
  prevedere  che le proroghe possono essere fatte per questa  platea.
  C'è   una  cosa  che  mi  crea  qualche  dubbio:  è  il  comma   11
  dell'articolo  30. L'assessore Bianchi anche qua me  lo  dovrà  poi
  spiegare perché si prevede, per i commi di cui all'articolo 5, 7, 9
  e  6, ma io dico anche 8, qua dovremmo modificarlo, 290 milioni  di
  euro. Non sono previsti 290 milioni di euro nelle varie tabelle. Mi
  riferisco  all'allegato 2 ma mi riferisco soprattutto al  prospetto
  allegato  perché in quel prospetto allegato si prevede la cifra  di
  235  milioni  di euro più 28 milioni di euro e un milione,  quindi,
  vorremmo  anche qua capire se ci sono delle discordanze  così  come
  all'articolo 18, discordanze di numeri che vorremmo comprendere.
   Ecco  perché, questa finanziaria è una finanziaria che deve essere
  sostanzialmente ristretta. E' una finanziaria che  non  può  essere
  forte  con  i  deboli  e debole con i forti. Aumentiamo  le  tasse,
  ammazziamo  chi  si  trova  in difficoltà  e  aiutiamo,  invece,  i
  potentati multi nazionali che estraggono qua idrocarburi e gas. Non
  h  possibile che riusciamo noi a cambiare, perché c'è un incontro -
  me  lo lasci passare - tra il presidente della Regione siciliana  e
  il  presidente di Confindustria siciliana che, a un certo punto, si
  mettono  si  mettono  d'accordo  e dicono   dobbiamo  diminuire  la
  tariffa, la royalty a carico di queste aziende multi nazionali .  E
  lo  si  fa  perché  si dice  attenzione, abbiamo avuto  una  minore
  produzione, quindi un minore introito.
   A  un certo punto su questa vicenda personalmente non ero convinto
  e  chiedo  le  entrate,  ci accorgiamo che nella  previsione  delle
  entrate  dal  2011, ininterrottamente, al capitolo preciso  vengono
  messi  otto  milioni  cinquecento quaranta mila euro, e così  viene
  replicato  nei  vari  anni,  e  poi ci  accorgiamo  che  l'introito
  accertato  non è otto milioni e cinquecento mila euro  circa  ma  è
  dieci milioni e settecento mila euro, cioè di più di quanto avevamo
  ipotizzato in entrata.
   Allora delle due l'una: questa è una norma che deve essere cassata
  o  che,  comunque,  se vogliamo dare un contentino,  giusto  perché
  abbiamo  anche una rappresentanza confindustriale in  Giunta  e  va
  rispettata, perché no, cerchiamo di ammorbidirla, quel 13 per cento
  va alzato almeno al 16 per cento.
   Tralascio l'emendamento sulle cave. Forti con i deboli, deboli con
  i  forti. Qua è simpatico Presidente Ardizzone, perché è una chicca
  che va fatta e le spiego il motivo.
   Nella  relazione, a pagina 5 - lo possono verificare i colleghi  -
  si  dice che l'inserimento dell'articolo 46 e precisamente il comma
  7   dell'articolo  46  porterà  un  maggiore  introito,  poi   però
  giustamente si fa vedere il maggiore introito, quindi lo andiamo  a
  cercare nelle entrate. Sfortunatamente, dico, ce lo troviamo  nelle
  maggiori spese e, quindi, queste sono delle piccole cose,  ma  sono
  chiaramente  cose  irrilevanti  io  penso,  perché  nel   prospetto
  allegato  ce  lo  troviamo  poi,  comma  7  articolo  46,    minori
  versamenti esercenti di attività di cave', delle due l'una, o è  un
  maggiore  introito o è un minore introito, il Governo ci deve  dare
  una spiegazione logica, non è che in una parte è una spesa e in una
  parte è una entrata.
   Detto  questo, noi riteniamo addirittura l'articolo 46 che è stato
  l'ultimo   assalto  alla  diligenza  delle  ore  7.30  di  mattina,
  Presidente  Ardizzone, quando ad un certo punto, in  maniera,  come
  dire,  discrezionale (usiamo questo termine), la maggioranza  della
  Commissione  Bilancio  - non me ne voglia il mio  amico  Presidente
  Dina - ha deciso di cestinare tutti gli emendamenti aggiuntivi,  di
  prenderne  così, a sorteggio, alcuni sì e alcuni no,  e  quindi  ci
  ritroviamo  delle  norme  che riguardano una  rievocazione;  non  è
  Pasqua,  è Natale. A Pasqua, invece, c'è la  resuscitazione'  anche
  di enti che vengono soppressi dal Commissario dello Stato perché in
  tabella  H,  ce li ritroviamo invece oggi resuscitati, sebbene  non
  siamo a Pasqua ma siamo a Natale.
   E  così  come  altrettante  norme- mancia  che abbiamo  fatto,  di
  duecentomila  euro,  di  centomila e  così  via,  su  questo  siamo
  intervenuti,  così  come,  e  vado  verso  la  conclusione,   siamo
  intervenuti e abbiamo contestato pesantemente delle norme messe là,
  giusto quasi per accontentare l'opposizione ma senza passione.
   Quando  avevamo  chiesto  tre milioni di euro  per  l'abbattimento
  dell'IRAP,    nei    confronti    delle    iniziative    giovanili,
  imprenditoriali  e femminili, a stento hanno messo  un  milione  di
  euro  e  poi  così  quando  si parla della scuola,  della  pubblica
  istruzione, qualcuno non si rende conto che se chiude una scuola  i
  dipendenti docenti e amministrativi passano ad un'altra scuola,
   Se  chiudono, così come stanno, chiudendo, ed è in ginocchio  oggi
  la  scuola  privata  i cosiddetti paritari, i dipendenti,  docenti,
  amministrativi e inservienti vanno a casa
   Allora, anche qua c'era un impegno di intervenire con 5 milioni di
  euro  sul  buono scuola a sostegno di questa categoria,  di  questo
  segmento  importante,  anche là nulla di fatto,  non  parliamo  poi
  degli  emendamenti  che riguardavano la soppressione  dell'ESA,  la
  soppressione degli IACP, questi enti che da molto tempo si dice  li
  dobbiamo sopprimere . Nulla è stato fatto.
   Avevamo  fatto  un  emendamento  sul  riallineamento  del  sistema
  previdenziale  siciliano a quello nazionale  per  quanto  riguarda,
  soprattutto,  le  pensioni indirette e di reversibilità,  avrebbero
  portato un risparmio di ben 23 milioni di euro  Anche su questo  il
  Governo  ha  ritenuto, come se fosse un regalo all'opposizione,  di
  non  accoglierlo, ebbene noi allora oggi ci ritroviamo due  sistemi
  previdenziali  differenziati: da un lato  lo  Stato  che  pone  dei
  limiti  e  una graduazione nei tetti di reversibilità, di indennità
  di reversibilità indiretta, dall'altro lato la Regione, invece, che
  è  sempre mamma generosa e possiamo dare di tutto e di più  e  così
  non va bene.
   Per  questi  motivi e per tanti altri su cui poi mi  riserverò  di
  intervenire,  la  minoranza,  se può essere  chiamata  minoranza  o
  opposizione che noi riteniamo costruttiva e non ostruzionistica, ha
  presentato  tutta  una serie di emendamenti con  i  quali  e  sulla
  scorta  dei quali si vuole confrontare con questa maggioranza  alla
  luce  del  sole per contribuire a dare un bilancio più  sicuro  nei
  conti,  per dare una finanziaria che metta in sicurezza i  conti  e
  che crei qualche occasione di sviluppo per questa Sicilia.

   PRESIDENTE.  Vorrei  ribadire  un concetto:  ho  avuto  richieste,
  giustamente legittime, da parte di diversi capigruppo  e  anche  di
  singoli parlamentari di avere trasmessi gli emendamenti.
   Onorevole Di Mauro, sto dando proprio seguito  alla sua richiesta.
  Sapete  bene che gli emendamenti sono stati presentati sia per  via
  telematica  che  per  via  cartacea,  il  termine  è  scaduto  ieri
  pomeriggio, gli uffici stanno lavorando e gli emendamenti  verranno
  inviati  per posta elettronica a tutti i parlamentari entro  questa
  sera.
   Una  cosa  vorrei precisare e chiarire: il fatto  che  vi  vengano
  trasmessi  gli  emendamenti non significa che gli emendamenti  sono
  già   ammissibili,   questo  a  scanso  di   equivoci,   ho   avuto
  un'interlocuzione col Presidente della Regione; gli  uffici,  vista
  la  particolarità  della  situazione  sia  dell'Assemblea  che  del
  Governo  regionale, lavoreranno assieme per vedere di  trovare  una
  soluzione  e ci rivedremo, anche su richiesta del Presidente  della
  Regione,  coi  capigruppo martedì mattina prima di iniziare  l'Aula
  per trovare, come dice l'onorevole Falcone, alla luce  del sole una
  possibile  intesa.  Però mi premeva precisare dal  punto  di  vista
  procedurale che - vi renderete conto che siamo in una fase  proprio
  accelerata  e non sono stati rispettati i tempi, per responsabilità
  di nessuno - ci dobbiamo venire incontro reciprocamente.

   DI MAURO. La discussione continua ora?

   PRESIDENTE.   Come   decidete  voi.  Io  ho  già   una   richiesta
  dell'onorevole Giovanni Greco di intervenire. Se c'è  un'intesa  di
  rinviare a dopo per me va bene.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, guardate, quando si parla di una legge importante come la
  finanziaria ci possono essere tanti e tanti approcci e ciascuno  di
  noi  può  dire  pochissime parole oppure parlare per  ore,  parlare
  anche  contro  per  ore  perché, ovviamente,  nessuna  legge  ha  i
  requisiti  della  perfezione, se avessimo questa capacità  di  fare
  leggi  perfette penso che saremmo in una situazione anche  disumana
  persino.
   Invece, noi operiamo nel concreto della realtà e l'attività spesso
  sta  anche  nel  mettere  le mani in mezzo alla  terra  per  potere
  cominciare  a togliere cose che non vanno e cominciare  ad  avviare
  svolte importanti. E' chiaro che poi dentro una finanziaria  non  è
  che  si  fanno soltanto conti ragionieristici perché se si  facesse
  questo,  basterebbe  sostituire il Parlamento  ed  il  Governo  con
  l'esercito  di  funzionari  e di dirigenti  e  avremmo  risolto  le
  questioni.
   Una  finanziaria,  invece, ha un'anima,  ha  delle  corde  che  ci
  muovono e che danno un senso alla iniziativa che noi intraprendiamo
  e  alle cose che dobbiamo fare, facendo i conti con realtà, con  le
  questioni  che abbiamo di fronte, con le risorse che troviamo,  con
  le situazioni che ereditiamo, con quelle che dobbiamo cambiare, con
  la  necessità  di  restringere  una coperta  che  già  c'era  stata
  consegnata abbastanza corta a tutti quanti.
   Guardate  come  erano  diverse  le  altre  finanziarie  quando  si
  presentavano  migliaia e migliaia di emendamenti che incrementavano
  la  spesa  e avevano realisticamente possibilità di passare  perché
  potevano rientrare nelle mediazioni politiche.
   Pensate   alle  finanziarie  in  cui  si  continuava  ad  assumere
  indifferentemente precari che magari venivano persino dalle aziende
  private,  trasferiti  come  precari  della  Regione,  prima   erano
  co.co.pro.  poi  diventavano a contratto a tempo  determinato,  poi
  diventavano precari a tutti gli effetti e poi ce li troviamo  nelle
  leggi di stabilizzazione.
   Questa proposta di legge mette fine a questa tradizione e non  c'è
  un  solo  emendamento del Governo che introduce  criteri  nuovi  di
  apertura  a  situazioni che oggi, in relazione alle leggi  vigenti,
  non hanno nessun criterio di legittimità; anzi su questo il Governo
  è  costretto a fare la parte del cattivo dando giudizio negativo su
  alcuni  emendamenti che intendono fare entrare nella spesa pubblica
  nuovi soggetti che non sono incardinati nel sistema della regione e
  che  attraverso  meccanismi,  sostanzialmente,  li  si  vuole  fare
  entrare nel criterio di assistenza della regione.
   Per esempio, quando si dice:   Beh, alla fine questo emendamento è
  un  milione  di euro  . Pensate a tutta la gente che  si  trova  in
  condizioni estreme di povertà e che non ha una casa in Sicilia, non
  ha  un  lavoro,  magari  nessuno  è  in  condizione  di  esercitare
  un'attività   lavorativa  oppure  si  trova   in   una   condizione
  straordinaria  di  malattia.  Quel milione  di  euro  non  potrebbe
  consentire  di  risolvere in un Paese il singolo  caso  che  ha  un
  sindaco di un cittadino a cui non può dare una risposta?
   Cominciano,  allora,  ad  entrare in  questa  finanziaria  criteri
  generali  di  giustizia. Mi si consenta anche qui quando  si  parla
  delle coppie di fatto, non vorrei, prima di citare tutte le leggi e
  le  norme  che  disciplinano il settore  anche  perché  non  stiamo
  cambiando  l'istituto  del matrimonio su cui  non  avremmo  nessuna
  competenza  legislativa  e  che  attiene  allo  Stato;  qui  stiamo
  parlando  delle  misure sociali che spettano agli esseri  umani  in
  quanto tali, alle persone in quanto tali, non stiamo parlando della
  disciplina giuridica dell'istituto del matrimonio, stiamo  parlando
  di  interventi  alla famiglia in quanto tale, in quanto  nucleo  di
  soggetti  che  vivono  insieme e che sono disciplinati  dall'amore,
  dalla  coabitazione  e dalla reciproca solidarietà  come,  persino,
  dice il codice civile.
    Tutti  i  cittadini  hanno pari dignità  sociale  e  sono  uguali
  davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua,
  di  religione,  di opinioni politiche e di condizioni  personali  e
  sociali .
   Questa  nostra finanziaria introduce l'idea che delle persone  che
  stanno   insieme   e  che  abitano  insieme   -   e   non   lo   fa
  indiscriminatamente,  lo fa perché hanno  dichiarato  il  fatto  di
  stare insieme e lo disciplina anche giuridicamente per evitare  gli
  abusi  a tutto questo - che si registrino. Questo apre alle  coppie
  gay?
   Nei  registri  delle coppie di fatto l'80 per  cento  sono  coppie
  eterosessuali,  cioè  uomini  e  donne,  che  magari  non   possono
  avvalersi momentaneamente dell'istituto del divorzio, perché magari
  uno  non  ha completato la pratica, perché è nato un amore,  perchè
  due  persone  vogliono stare insieme e magari  hanno  tre,  quattro
  figli  che  si  portano insieme. Perché noi a  queste  persone  non
  dovremmo dare il diritto all'alloggio, alla casa popolare quando ne
  hanno diritto? Quando sono in una condizione di povertà?
   Il  pregiudizio ideologico ci può portare fino al punto  dell'odio
  sociale? E la lotta politica fra le coalizioni può portare  ad  una
  posizione  così radicale? In Francia è stato Sarkozy a proporre  il
  regolamento  prima  sui PACS (i Patti civili  di  solidarietà),  in
  Inghilterra  addirittura  i matrimoni gay  li  propone  il  premier
  conservatore inglese.
   Non c'è un Paese europeo, salvo la Lituania e qualche altro Paese,
  che non abbia disciplinato questi argomenti. Ora non voglio entrare
  nel  merito  perché  questo non fa parte della  finanziaria,  della
  finanziaria ci fanno parte misure sociali a sostegno della  povertà
  anche  nel  caso  delle coppie di fatto e questo per  un  cristiano
  dovrebbe  essere  persino fatto di orgoglio e di  dovere  perché  è
  l'amore  che  noi dobbiamo al prossimo e l'obbligo che abbiamo  nei
  confronti degli ultimi e dei poveri.
   Anche  qui  non  vorrei scomodare il Vangelo,  basterebbe  leggere
  l'episodio  della  Maddalena  o  della  Samaritana  nel  pozzo  per
  scoprire qual è l'atteggiamento evangelico o qual è l'atteggiamento
  di  questo  Papa  attorno  a  queste questioni.  Chi  sono  io  per
  giudicare?  Ma al di là di questo non stiamo entrando  nel  merito,
  non stiamo istituendo il registro delle coppie di fatto che attiene
  alle autonomie dei comuni, stiamo dicendo che le persone che vivono
  insieme  e  che  si  sono registrate possono accedere  alle  stesse
  misure  sociali  alle  quali hanno diritto le  coppie  regolarmente
  sposate.
   Mi  sembra  un  fatto di civiltà unica e mi sembra soprattutto  un
  grande fatto di amore e di solidarietà, questo senza altri termini
  Allora la finanziaria ha un anima: ci sono le misure per i giovani,
  per  coloro che non hanno reddito, proviamo ad inserire  le  misure
  come  il  reddito di solidarietà per i casi estremi di povertà  che
  non  bastano, certo che non bastano  Ma non basta nulla, perché  io
  vi ricordo che l'anno scorso abbiamo dovuto tagliare due miliardi e
  quattrocento  milioni di euro e quest'anno abbiamo dovuto  tagliare
  ancora  per rendere possibile le stabilizzazioni del precariato,  e
  quindi  dobbiamo  fare  delle scelte, non  è  tutto  possibile,  ma
  all'interno  di  una politica di rigore - taglio delle  partecipate
  irrinunciabile per noi - entrano concetti come l'integrazione socio-
  sanitaria   che   riproponiamo   e   pensiamo   che   sia   persino
  ingiustificato il taglio che sia fatto in Commissione del  concetto
  di  integrazione  sanitaria, un fatto  innovativo  per  la  Regione
  siciliana ma che esiste in tutte le altre Regioni italiane.
   La Regione siciliana attualmente riceve meno fondi, da parte dello
  Stato  italiano, per la questione che non ha attuato l'integrazione
  socio-sanitaria e paga una multa che ci impedisce di avere le altre
  risorse  dal  sistema  sanitario.  Non  si  tratta  di  penalizzare
  l'Assessorato alla famiglia a favore della sanità, non sono  questi
  i concetti.
   La  famiglia  molla una parte di competenze che non  sono  tipiche
  della famiglia.
   Noi   pensiamo  seriamente  che  tutta  la  gestione  dei   malati
  psichiatrici, dei tossicodipendenti, possa essere affidata ancora a
  questi  concetti  meritamente caritatevoli di assistenza  o  meriti
  un'impalcatura  scientifica  di  riferimento  in  cui  esistono  le
  comunità alloggio,  anche dei privati?
   Si  può allargare alle IPAB ma dentro queste strutture ci si  deve
  mettere  il  medico,  l'esperto,  lo  psichiatra,  l'analista,   il
  sociologo,  l'assistente sociale perché queste persone  non  devono
  essere  buttate,  secondo  una  logica  che  prima  li  vedeva  nei
  manicomi, in comunità indifferenziate in cui passare tutta la  vita
  e  tali  strutture spesso gravano sulla spesa dei  comuni  in  modo
  allucinante.
   Per  questi  soggetti, quindi, devono essere pensati  percorsi  di
  reinserimento  sociale  perché  in  questo  consisteva  la   legge-
  Basaglia' non era il tentativo di cristallizzare in nuove strutture
  assistenziali fisse, a vita, le persone  o peggio, quando i  comuni
  non hanno i soldi per potere pagare questo tipo di ricoveri, se  ne
  occupa  l'ASP e magari un ragazzo, una ragazza, una donna, un  uomo
  che  potrebbero avere il diritto di andare ad una comunità alloggio
  dove  trovare  un  ambiente  più  sereno  vengono  internati  nelle
  comunità terapeutiche  perché i comuni non hanno i soldi.
   In  questa finanziaria, che a molti sembra una finanziaria che non
  affronta  niente,  si  introducono concetti nuovi,  innovativi  che
  fanno la storia e che cambiano il volto e l'anima di questa Regione
  per temi come la maternità, l'integrazione socio-sanitario, che  fa
  del  risparmio  una cosa vera nel momento in cui  si  cominciano  a
  tagliare una serie di sprechi.
   Siamo   stati   criticati  sull'IRFIS,  sulla   CRIAS   -   questi
  ragionamenti fanno parte di tavoli di trattativa - prima ci  dicono
  di  non discutere con le parti sociali ed invece quest'anno abbiamo
  discusso con le parti sociali.
   Queste  norme  non sono frutto dell'incontro del Presidente  della
  Regione con il Presidente di Confindustria, per essere chiari.
   Con  il  Presidente  di Confindustria  mi sono già  incontrato  in
  precedenza,  esattamente a partire dal 2004 quando insieme  abbiamo
  condotto la battaglia per cacciare la mafia da Confindustria e fare
  in   modo   che   l'ingegnere  Di  Vincenzo  venisse  cacciato   da
  Confindustria e venissero denunciate queste cose.
   Non abbiamo altri rapporti equivoci con questi settori.
   Abbiamo una battaglia di legalità che condividiamo, ferme restando
  le  differenze  profonde  sulle  questioni  da  gestire  in  quanto
  Confindustria è un'organizzazione datoriale che rappresenta  alcune
  frange dell'economia mentre il Presidente della Regione rappresenta
  i  lavoratori - a volte sfruttati da Confindustria - e  rappresenta
  la  stessa  Confindustria e gli imprenditori che hanno  bisogno  di
  lavorare  e  deve rappresentare, quindi, un punto di  vista  ed  un
  equilibrio.
   Non  ci  trovo  niente  di  strano, alla stessa  maniera  di  come
  incontro  Pagliaro, segretario della CGIL, o Barone, della  UIL,  o
  Bernava,  della  CISL,  che  io  incontri  i  rappresentanti  degli
  industriali.
   Questa è la logica di questo Governo che vuole incontrare le parti
  sociali.
   Abbiamo  incontrato  tutte  le  categorie:  i  commercianti,   gli
  artigiani, gli agricoltori, perfino con i Forconi abbiamo parlato.
   Se  oggi in Sicilia i Forconi hanno manifestato una responsabilità
  diversa rispetto al passato, e rispetto a quanto avvenuto nel resto
  d'Italia,  è  perché  abbiamo  dialogato,  abbiamo  derogato  anche
  insieme a Ministri del Governo nazionale che fanno parte di  questa
  Regione,  compreso  il  sottosegretario all'Agricoltura  e  abbiamo
  cercato insieme di stemperare le cose.
   Abbiamo  trovato  un pacchetto di misure che c'è stato  richiesto,
  quello  di  aprire  al  piccolo credito, l'IRFIS  apra  al  credito
  dell'agricoltura, perché non dovrebbe farlo?
   Il   modello   industriale  produttivo  dell'IRFIS,   il   modello
  finanziario  dell'IRFIS  fermo agli anni  '50  che  individua  solo
  nell'industria   il   fattore   di  sviluppo,   sostanzialmente   e
  prevalentemente  l'industria, esclude l'agricoltura  è  un  modello
  valido  negli  anni, nel 2014 quando, proprio oggi,  se  leggete  i
  giornali,  abbiamo  l'avanzamento dell'agroalimentare  e  l'aumento
  delle esportazioni dell'agroalimentare.
   Ma qual è il problema oggi in Sicilia? Il problema del credito?
   Allora,  abbiamo detto apertura di credito anche agli agricoltori,
  elevazione  del  credito  senza garanzie per  il  micro  e  piccolo
  credito  da diecimila euro l'anno a ventimila euro l'anno.  E'  una
  misura grandissima per il piccolo falegname che non riesce a pagare
  il  DURC,  che gli permette di risolvere dei problemi e creiamo  un
  fondo di garanzia nella CRIAS - uno dei nostri emendamenti - di  30
  milioni di euro come fondo di rotazione che deve servire al micro e
  piccolo credito che era uno dei temi della finanziaria precedente e
  che ci veniva persino trasversale da tutti i gruppi.
   Nel  momento in cui  lo facciamo non viene riconosciuto che  siamo
  andati avanti. Siamo fermi perché c'è sempre un altro problema.  Ma
  anch'io  potrei fare qui il mio intervento dicendo tutti i problemi
  che  abbiamo  ereditato, quelli che abbiamo risolto  e  quelli  che
  ancora  abbiamo  da  risolvere,  dopodiché  facciamo  prevalere  il
  disfattismo  come  elemento generale della nostra  conversazione  e
  andiamo  avanti  con  la politica delle lamentele.  Abbiamo  queste
  risorse;   abbiamo  questa  situazione  finanziaria  che   dobbiamo
  risolvere;  abbiamo  i  progetti in materia  di  residui  attivi  e
  passivi su cui stiamo cominciando a lavorare, perché non è  che  si
  può  dire,  all'infinito, che abbiamo cinque  miliardi  di  residui
  attivi  mai verificati da dieci anni seriamente o abbiamo, non  so,
  quanti  miliardi di euro - due, tre miliardi di euro -  di  residui
  passivi   che   forse   sono  da  cancellare  anch'essi   e   molto
  probabilmente  potremmo fare un'azione: come abbiamo  già  chiesto,
  c'è  un  gruppo  di  lavoro in tal senso,  quindi,  nel  rendiconto
  consuntivo  potremmo cominciare realmente a modificare questa  cosa
  perché  vi  rendete conto che non è un'operazione  da  bilancio  di
  previsione  quella  della razionalizzazione dei  residui  attivi  e
  passivi.
   Stiamo  lavorando, però, su tutti questi fronti. La spesa  europea
  che finalmente si è  spesa  tutta quest'anno - e siamo andati oltre
  i  target  che ci hanno dato in Europa e a livello nazionale  senza
  che  ritorni  un  centesimo a Bruxelles o a Roma  -  vi  sembra  un
  obiettivo da poco?
   Certo,  si potrebbe fare di più ma quante cose si potrebbero  fare
  di più?
   Resta  il fatto che questo di più non si faceva da diverso  tempo,
  che  c'era una macchina bloccata. I risparmi che prefiguriamo nella
  sanità  veri, senza tagli al sistema sanitario, questi non contano?
  Bene,  l'Irfis va riformato. E avete fatto anche una legge  in  tal
  senso.   Le   cose  che  prevediamo  nella  finanziaria  sull'Irfis
  attengono  alle  politiche  nuove  dell'Irfis.  Abbiamo  avuto   un
  incontro  con la Banca europea degli investimenti che è disponibile
  a finanziare i crediti dell'Irfis a favore delle imprese. Le banche
  non  danno  credito in Sicilia. Oggi ho visto che c'è  un'apertura,
  probabilmente  basata  anche sul fatto  che  la  Regione  siciliana
  intende  fare  prevalentemente sui fondi europei  la  politica  dei
  fondi di rotazione piuttosto che continuare, per finanziare credito
  a  tasso  quasi  zero  alle imprese che hanno progetti  e  vogliono
  investire,  piuttosto che progetti di sovvenzioni, di resort  e  di
  altre  cose come è avvenuto nel passato, in cui si è avuto  più  di
  quanto si spendeva e poi queste attività non hanno funzionato.
   Questo ci chiedono le imprese. Ci chiedono un dinamismo nuovo  sul
  credito  che  faccia  lavorare coloro che  hanno  idee  e  progetti
  realmente  produttivi e cambia tutta la filosofia.  L'Irfis,  però,
  deve essere il nostro ente. Quale banca utilizziamo per fare questa
  operazione?  Abbiamo delle banche disponibili  a  questo.  In  ogni
  caso,  se lo dovessimo fare, dovremmo fare delle gare; invece,  con
  l'Irfis, riusciamo a risolvere rapidamente.
   Allora, un fondo di rotazione di 100 milioni di euro. Con un fondo
  di  rotazione  possiamo accedere a mutui della banca e moltiplicare
  gli  effetti di questo fondo, ma anche sui fondi europei  opereremo
  maggiormente  nella  misura del credito,  perché  100  milioni  che
  diventano  credito, che vengono restituiti in dieci anni, riformano
  il capitale e rifinanziano altre imprese.
   Se l'operazione avviene su un miliardo, capite bene che impatto ha
  e la misura non ha effetto solo quell'anno ma ha effetto nel tempo.
   La  nostra  finanziaria  va vista, quindi,  all'interno  di  tutto
  questo  sistema. Per cui questo modello dell'IRFIS  si  incardinerà
  con il modello che abbiamo sui fondi europei e che da finalmente un
  senso  a  questo ente in modo più vasto, che diventa anche elemento
  di  solidarietà  nei  confronti, per esempio, della  Crias,  a  cui
  presta un fondo di 30 milioni di euro di rotazione e immediatamente
  accendiamo il credito per le piccole  e medie imprese artigianali.
   Si  potrebbe fare di più e si può fare tanto e tanto  di  più.  Ma
  dove  troviamo  attualmente le risorse? Dobbiamo  mettere  in  moto
  questa economia.
   Le  tasse.  Ma  quali tasse abbiamo aumentato?  Anzi,  le  abbiamo
  diminuite in questa finanziaria. Se i petrolieri ci dicono: abbiamo
  un  piano  di  investimento,  però, se  mantenete  questo  sistema,
  siccome  per  noi  non è conveniente estrarre  in  Sicilia,  ce  ne
  andiamo.  Voi non raggiungete nessun risultato. Altro che  incontro
  con  il  presidente della Confindustria. Noi lo abbiamo  fatto  con
  tutte  le  associazioni  di  petrolieri italiani,  ufficialmente  e
  formalmente,  con  tanto di verbalizzazione dell'Assessorato  delle
  attività  produttive. Dopo di che loro dicono  abbiamo un piano  di
  investimenti che aumenta il lavoro e l'occupazione. Se  non  aprite
  su  questo noi non solo non investiamo ma non estraiamo perché  non
  ci conviene con il 20 per cento di tasse .
   Allora,  si  rettifica  questa misura; si rettifica  perché  è  un
  adeguamento  della realtà, perché c'è un impegno di queste  aziende
  ad  investire in Sicilia e perché la questione principale  per  cui
  era  nato  l'anno scorso quel versamento della tassa era legato  al
  fatto  che  questi non investono. Ma, nel momento in cui questi  ci
  annunciano  un  piano di investimenti, è chiaro che dobbiamo  anche
  tenere  conto  del  fatto che alla Lukoil, che  interviene  per  un
  miliardo  di  euro  di investimenti per risanare  l'ambiente,  cosa
  diciamo  vattene a casa? , oppure, all'Eni, che investe 800 milioni
  di  euro  a Gela per la riqualificazione di impianti e di riduzione
  dell'inquinamento, che facciamo, diciamo  vattene a casa ?
   Allora,  il  tipo di approccio che vogliamo avere e,  inoltre,  ai
  petrolieri  che  dicono  di  volere  investire  nel  ragusano,  nel
  trapanese,  diciamo   andatevene  a  casa ?.  Vorremmo  capire  che
  modello  abbiamo   di economia e cosa mettiamo  in  campo.  Abbiamo
  delle   situazioni,   è   chiaro   che   puntiamo   prevalentemente
  sull'agricoltura e sul turismo, però è anche vero che non  possiamo
  pensare  che in Sicilia tutto ciò che è industria venga cancellato,
  nel  rispetto  dell'ambiente, in modo ecosostenibile.  Sicuramente,
  però,  dobbiamo pensare a un modello in cui è presente l'industria,
  soprattutto dove ci sono dei lavoratori che perderebbero  il  posto
  di lavoro.
   Buono  scuola. Così poco? Era dal 1998 che non c'era più una legge
  sul  buono scuola. Quest'anno mettiamo un milione e 300 mila  euro.
  E' poco? Mi pare che sia molto di più dell'anno scorso, per lo meno
  1300 volte in più dell'anno scorso che era zero o degli altri anni.
   Cominciamo  ad introdurre delle misure. Il bilancio della  Regione
  comincerà   ad   acquistare  una  fisionomia  negli   anni   quando
  cominceremo   a   tagliare  una  serie  di  cose  inutili,   quando
  cominceremo a diminuire il numero dei forestali che non può  essere
  all'infinito riperpetuato nel tempo.
   Queste  sono  le operazioni che dobbiamo cominciare a fare,  senza
  macelleria sociale. Quindi, condivido la preoccupazione  che  hanno
  espresso  alcuni  deputati  su alcuni emendamenti  che  cercano  di
  proteggerli.  Ma guai ad allargare ancora le fasce del  precariato.
  Ci  dobbiamo  chiedere quando spendiamo. Un  milione  di  euro.  Se
  questo  milione di euro, invece di darlo ad una categoria  precisa,
  lo  possiamo  dare  a  tutti i poveri della Sicilia,  a  quelli  in
  estrema povertà; lo possiamo dare a quella ragazza che ha avuto  un
  incidente  a  Catania  e non riesce a scendere  le  scale  di  casa
  propria,  non riuscendo ad avere un minimo di vita sociale,  perché
  manca l'intervento per il sostegno delle barriere architettoniche.
   Abbiamo il Fondo per la disabilità. Abbiamo creato tutta una serie
  di  strumenti  che consentono   sono poche risorse  perché  non  ne
  abbiamo tante, anzi, ci dovremmo porre persino il problema   di  un
  rigore  più  spinto. Solo che la spugna non è che si  può  spremere
  oltre la misura.
   Sul  piano  dei  giovani, o si guarda a tutte le  idee  sul  Piano
  giovani  che abbiamo approvato oppure rischiamo di dire  le  stesse
  cose  dappertutto. Aiuto alle imprese giovanili,  ma  è  nel  Piano
  giovani;  inserimenti giovanili è nel Piano giovani; del  lavoro  e
  sono  investimenti  che  facciamo con  le  risorse  europee  oppure
  dobbiamo  investire sulle risorse europee e poi ripetere le  stesse
  cose nella spesa regionale.
   I  teatri:  manteniamo la stessa spesa. Abbiamo presentato  anche,
  come  Governo,  in una situazione difficile, l'apertura  ai  teatri
  privati,  anche  a  quelli delle piccole città e  sono  emendamenti
  presenti, per cercare di dare segnali nuovi sulla cultura.
   Basta.  Non basta guardare perché il passato ci insegue. E  non  è
  soltanto  il  recente  passato che ci insegue  perché  sarebbe  una
  polemica  politica, da parte mia, persino di cattivo  gusto.  È  un
  passato  storico che ci insegue. Di come è nata questa Regione,  di
  come  è  cresciuta  negli anni, anche oggi di  quale  è  il  nostro
  atteggiamento mentale.
   C'è  un  problema: un ente comunale che fallisce, una  partecipata
  comunale  che  fallisce,  provinciale  che  fallisce,  una  azienda
  privata.  Perché non li trasferiamo alla Regione? Guardate,  amici,
  ve  lo  dico di cuore, perché non è possibile, perché  abbiamo  una
  responsabilità   nei   confronti  del   presente   ma   anche   una
  responsabilità nei confronti della storia.
   Non  possiamo  condannare  altre generazioni  di  giovani  al  non
  lavoro,  perché  ci  sono  quelli che sempre  hanno  diritto  a  un
  percorso privilegiato. Dobbiamo aprire in modo nuovo.
   In  questa  Finanziaria,  ci sono le prime  rotture.  Non  c'è  un
  cambiamento  epocale. Ma, sicuramente, si introducono  criteri  che
  consentono  la stabilizzazione del precariato, e qui chiudiamo,  ma
  la  fine  del  precariato. Quindi, nessuno pensi  di  creare  altro
  precariato  e  cominciamo invece a creare le misure per  il  lavoro
  agli  imprenditori, ai giovani, agli agricoltori e soprattutto  per
  fare  in  modo che, a partire dalla programmazione europea e  dalle
  iniziative che dobbiamo portare nella prossima Finanziaria, abbiamo
  messo in ordine le cose per cominciare a lanciare Piani di sviluppo
  grandi, seri e veri.
   Ma  cominciamo a ragionare. Però, se ci mettiamo ogni volta con la
  questione  polemica oppure il Presidente non ha la maggioranza.  Ma
  io, quando sono stato eletto, avevo la maggioranza?
   Se  fossero stati eletti gli altri rappresentanti del centrodestra
  o dei grillino, avrebbero avuto la maggioranza? In uno scenario del
  genere, anche perché ritorna sempre il tema delle elezioni, pensate
  che  con  questa  legge  elettorale e con un Presidente  che  viene
  eletto  col sistema maggioritario e con i parlamentari che  vengono
  eletti  su base provinciale e col sistema proporzionale è possibile
  avere una maggioranza nello scenario politico?
   Invece di perdere tempo nei contrasti, cerchiamo di fare tutti  un
  po' di atti di umiltà, dicendo che qualche volta abbiamo ragione  e
  qualche  volta abbiamo torto, e cercare un confronto vero.  C'è  un
  partito  che  mi  dice:   noi apriamo al  Governo  perché  vogliamo
  sostenere il processo riformista . C'è il Presidente della  Regione
  che  dice  no , non lo vuole, perché sennò fa l'inciucio.  Non  c'è
  nessun inciucio perché voglio che l'accordo sulle riforme si faccia
  con  i  grillini,  si  discuta  con  i  grillini,  si  discuta  col
  centrodestra. Le grandi riforme, infatti, si fanno insieme.
   Non  esiste  la  trasformazione politica della Regione  che  possa
  essere  il  frutto di maggioranze casuali. Però su questo  dobbiamo
  prendere  tutti la responsabilità. Poi ognuno di voi  può  prendere
  tutte le distanze che vuole:  Crocetta ci fa schifo .
   Sinceramente  non  penso  di essere il Presidente  peggiore  della
  storia  della Sicilia. Credo di essermi messo di fronte a  voi  con
  animo sgombro, con lealtà, di aver rispettato sempre tutti, di aver
  rispettato  il Parlamento e di avere avuto un dialogo  in  cui  non
  sono   stato  sempre  ricambiato.  Possiamo  provarlo   in   questa
  Finanziaria e subito dopo sulla legge per le province e sulla legge
  per  la  semplificazione amministrativa e poi tentiamo di tracciare
  anche  un  percorso per una legge elettorale nuova  e  cambiamo  la
  Sicilia. Certo, non è la Sicilia che vorrebbe ogni Gruppo e  ognuno
  di  noi ma le cose si fanno insieme. E, quando si fanno insieme, su
  qualche  cosa, si cede, si media e si va avanti perché  nessuno  di
  noi ha la bacchetta magica.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Ho  avuto  modo informalmente di sentire quasi tutti i  presidenti
  dei  gruppi parlamentari, mi scuso con quelli con cui non ho potuto
  avere   un  confronto,  e  abbiamo  concordato  di  continuare   la
  discussione generale martedì pomeriggio.
   Per ovvie ragioni, per tutto quello che ci siamo detti, sia per la
  relazione di maggioranza sia per quella di minoranza, una  espressa
  richiesta,  anche se c'è il resoconto provvisorio  da  cui  si  può
  attingere,  che venga trasmessa ufficialmente sia la  relazione  di
  maggioranza  sia  di  minoranza  e, chiaramente,  l'intervento  del
  Presidente della Regione che invita ad una collaborazione.
   Allora,  resta  confermato che stasera - ma è  una  questione  che
  riguarda  gli  uffici - gli uffici lavoreranno,  gli  uffici  della
  Regione, del Governo con gli uffici dell'Assemblea, per un esame di
  questi numerosissimi emendamenti che sono stati presentati e che vi
  verranno  trasmessi  su posta elettronica. Ribadisco  che  ciò  non
  significa che siano stati già ritenuti ammissibili.
   Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari martedì mattina,
  alle  ore  12.00,  e  si continuerà no stop, fino  all'approvazione
  degli strumenti finanziari, legge di stabilità e Bilancio.
   Quindi, non ci saranno interruzioni di nessuna sorta.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VENTURINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Hanno  chiesto, inoltre, di intervenire, nell'ordine,  l'onorevole
  Bandiera e l'onorevole Giovanni Greco.

   VENTURINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente, Assessori, questo intervento riguarda qualcosa che  non
  ha niente a che fare con la finanziaria.
   In questo periodo, siamo stati così presi dalla finanziaria, dalla
  legge  sui  consorzi, che probabilmente è sfuggita una notizia  che
  invece  mi  ha molto allarmato e che, approfittando della  presenza
  dei  signori  del Governo, vorrei comunicare anche ai colleghi  qui
  presenti oggi.
   Si  tratta della, come dire, comunicazione che ha fatto il  nostro
  ministro  Bonino, giorno 16 dicembre, quando ha detto che  l'Italia
  era  disponibile,  soprattutto  la  Sicilia  era  disponibile,   ad
  accogliere   le  navi  che  sono  state  impiegate  per   disarmare
  l'arsenale chimico siriano.
   Pare che queste navi dovrebbero approdare in un porto siciliano  -
  non si è capito ancora quale porto siciliano - in attesa che arrivi
  una  nave  americana per poter fare il passaggio di queste sostanze
  altamente tossiche, pericolose, trasbordarle dalle navi norvegesi e
  danesi a questa nave americana.
   Da  quello che risulta oggi da ultima notizia di stampa, pare  che
  la nave americana non sia ancora partita. Allora, ho già presentato
  un'interrogazione al Governo per sapere esattamente  se  il  nostro
  Governo  è  stato contattato dal Governo, dal Ministro; qual  è  il
  ruolo che il nostro Governo ha interpretato in questa operazione e,
  soprattutto, sapere quali sono i tempi di questo ancoraggio perché,
  se  la nave americana non arriva in tempo, queste navi, ripeto, con
  un  carico  altamente  pericoloso  per  le  nostre  coste,  saranno
  ancorate, rimarranno lì chissà per quanto tempo.
   Ribadisco, ho già presentato un'interrogazione al Governo e  spero
  che  al  più  presto,  ed  è qui in Aula, il  Governo  ci  venga  a
  rendicontare su questa situazione.

   BANDIERA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il  collega,
  onorevole  Venturino,  non ci eravamo messi d'accordo,  ma  il  mio
  intervento   mira   proprio,   signor   Presidente,   a   chiederle
  l'inserimento con improcrastinabile urgenza di una mozione  che  ho
  presentato, nella qualità di primo firmatario, e che porta anche la
  firma  dei  colleghi Anselmo, Firetto e Miccichè,  che  impegna  il
  Governo  regionale ad intraprendere ogni iniziativa utile  volta  a
  vietare  quell'ipotesi,  che  sarebbe  nefasta  e  pericolosa,   di
  stoccare  armamenti  chimici sequestrati in territorio  siriano  la
  scorsa estate.
   Signor  Presidente,  parliamo di un territorio  a  grosso  rischio
  industriale, parliamo di un territorio a grosso rischio sismico. Il
  porto  ipotizzato,  da  quanto appreso  dalla  stampa  nazionale  e
  internazionale,  sarebbe quello di Augusta, porto importante  della
  provincia  di Siracusa. E' un porto che ricade proprio  all'interno
  dell'abitato, per cui, signor Presidente, il mio intervento mira ad
  invitarla   con   cortese  sollecitudine  a  volere  calendarizzare
  immediatamente queste mozioni per dare al Governo regionale  questo
  indirizzo,  al  fine  di  evitare questa ipotesi   e,  mi  consenta
  Presidente,  al  fine  di  evitare anche il  transito  nelle  acque
  territoriali attorno alla Sicilia.
   Parliamo  di un territorio che ha già pagato un enorme tributo  in
  termini  di  vittime  di malattie oncologiche  tipo  malformazioni;
  parliamo  di  un  territorio che ha dato un enorme contributo  allo
  sviluppo  energetico del territorio siciliano  ma  soprattutto  del
  Paese,  proprio grazie agli impianti di raffinazione del  petrolio.
  E' un territorio che ha bisogno di tutto fuorché di questa ipotesi,
  per cui grazie, signor Presidente, per la sua sensibilità che vorrà
  porre in essere nel calendarizzare assieme ai presidenti dei Gruppi
  parlamentari questa mozione.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo  di parlare, ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, solo per replicare a quanto lei
  ha detto sulla presentazione degli emendamenti al bilancio interno.
   Lei  ha  detto che fino ad ora si presentano solo gli  ordini  del
  giorno  per  prassi,  ma  la prassi non  è  legge.  Lei  deve  dare
  l'opportunità  a tutti i parlamentari di quest'Assemblea  di  poter
  presentare  gli  emendamenti.  Considerato  che  martedì   prossimo
  dovremmo  iniziare a lavorare, quando lei iscriverà all'ordine  del
  giorno  il  bilancio interno dell'Assemblea, le  chiederò  i  tempi
  necessari per potere presentare gli emendamenti, non vorrei,  vista
  la   necessità  e  la  premura  di  approvare  il  bilancio  e   la
  finanziaria,  che  lei  non  mi mettesse  in  condizioni  di  poter
  discutere il bilancio interno dell'Assemblea. Solo per questo.
   Poi  voglio  ribadire  che  le  relazioni  dei  rappresentanti  di
  maggioranza e di minoranza sul bilancio sarebbe stato giusto averle
  prima.  C'è  qualche  anomalia sulla sua  gestione  dell'Assemblea,
  signor Presidente. Questi documenti non ce li deve mandare dopo che
  sono avvenute le discussioni.

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Sudano  e  Zafarana  hanno
  chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  7  gennaio
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I   -    Comunicazioni
   II  -    Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
               finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
               (n. 669/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
               Legge di stabilità regionale.  (n. 670/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            3)  -   Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            4)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Cimino

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio Salvatore

            8)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

                   La seduta è tolta alle ore 12.24

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli