Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto
congedo dal 7 al 10 gennaio 2014.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 1076 - Notizie sull'espropriazione del casolare di contrada
Feudo, a Cinisi (PA).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
(Con nota prot. n. 74389 del 30 settembre 2013, l'Assessore per la
salute ha eccepito la propria incompetenza. Con nota prot. n. 1818
del 23 ottobre 2013 l'Assessore per le infrastrutture ha eccepito
la propria incompetenza).
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 1145 - Messa in sicurezza e ripristino del ponte di Piano
Carbone lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela.
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 143 - Chiarimenti in ordine al pubblico concorso indetto
dall'A.S.P. n. 9 di Trapani nonostante la presenza di graduatoria
interna di personale ausiliario.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Tancredi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 144 - Sottoscrizione del contratto istituzionale di sviluppo
(CIS) relativo agli interventi sull'itinerario Gela-Agrigento-
Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Turano Girolamo.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 253 Impinguamento del capitolo di bilancio per spese per
missioni del personale in servizio al Dipartimento Autonomie locali
ed ampliamento dell'organico ispettivo presso lo stesso
Dipartimento , degli onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano, presentata il 18 dicembre 2013;
numero 254 Attribuzione di competenze all'Assessorato Risorse
agricole e alimentari in materia di distretti produttivi del
comparto agroalimentare , degli onorevoli Ragusa Orazio; Gianni
Giuseppe; Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Miccichè
Gianluca Antonello; Venturino Antonio, presentata il 18 dicembre
2013;
numero 255 Iniziative per inserire Villa Santa Teresa di Bagheria
(PA) tra le strutture sanitarie pubbliche del Servizio sanitario
regionale , degli onorevoli Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano, presentata il 19 dicembre 2013;
numero 256 Modifica del capitolo 24 del prezziario unico
regionale dei lavori pubblici , degli onorevoli Palmeri Valentina;
Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 23 dicembre
2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale il 30 dicembre 2013 e protocollata al n. 6/Aulapg del 2
gennaio 2014, l'onorevole Clemente ha dichiarato di aderire al
Gruppo parlamentare Misto.
Pertanto, a decorrere dal 30 dicembre 2013, lo stesso deputato
cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare Grande
Sud - PID Cantiere Popolare'.
Conseguentemente, il Gruppo Grande Sud - PID Cantiere Popolare',
sceso al di sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma
2 dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire un
Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente in vita, secondo la
prassi di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla
Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza avrà
deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa che l'assessore per l'economia e il
presidente della Commissione Bilancio giungano in Aula, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.19, è ripresa alle ore 16.30).
disegno di legge 'finanziaria' nn. 669/A e 670/A.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
2014-2016» (669/A)
e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale» (670/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2014 e bilancio
pluriennale per il triennio 2014-2016» (669/A) e del disegno di
legge «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale» (670/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che nella seduta precedente erano state svolte le
relazioni di maggioranza e di minoranza ed era intervenuto il
Presidente della Regione.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessori, onorevole colleghi, nella scorsa seduta in cui
il Presidente Dina e l'onorevole Falcone hanno svolto le rispettive
relazioni, ho attenzionato l'intervento del Presidente della
Regione, onorevole Crocetta, ed ho preso degli appunti e voglio
rivolgere delle domande su alcuni passaggi che ritengo importanti.
Chiedo scusa all'Aula se le domande che pongo sono a saltare
perché ho preso appunti nei vari interventi.
All'articolo 20, signor Presidente, riguardo la 328 dove è
previsto un taglio del 50 per cento in favore dell'Assessorato alla
Sanità, questo è uno degli interventi riguardo al quale penso che,
con una buona dose di volontà, si può superare. Se lei porta avanti
ancora questo meccanismo noi facciamo un gravissimo danno ai Comuni
perché il Comune, oggi, per fare questi servizi essenziali, parlo
dell'assistenza agli anziani, dell'assistenza integrata agli
anziani, parlo di tanti altri servizi nel terzo settore che noi ai
Comuni facciamo tramite la 328.
CROCETTA, presidente della Regione. E' risolto questo. Se il
Presidente dell'Assemblea mi darà la parola lo chiarirò.
GRECO Giovanni. Nella riunione che abbiamo fatto come Gruppo avevo
posto un problema che dovevo porre all'Assessorato all'Economia
sulle società partecipate.
Assessore Bianchi, in altri tempi, quando la politica veniva
additata come responsabile della gestione delle partecipate, così
come l'ha apportata nella comunicazione la Corte dei Conti,
l'indomani, l'assessore per l'economia si sarebbe dimesso. Cioè
quando vi era la serietà. Le ricordo che la vigilanza sulle
partecipate, assessore Bianchi, ce l'ha lei e, avendola interrogata
sul fatto che ai dipendenti della Multiservizi, a tutt'ggi, non è
stato pagato il Tfr, lei non sapeva nemmeno cosa le stessi
chiedendo. Si è informato telefonicamente, poi mi ha promesso che
nella riunione successiva dell'Assemblea mi avrebbe dato delle
notizie. Io sono convinto che lei neanche oggi mi darà notizie su
questo argomento. Perché, secondo me, la vigilanza su queste
partecipate, Presidente Crocetta, non viene fatta, secondo me non
viene messa neanche negli obiettivi che devono raggiungere i
dirigenti che hanno il compito di fare questo tipo di servizio e
noi, magari, paghiamo pure gli obiettivi a questi dirigenti, cioè
usciamo soldi che non meritano
L'altro argomento: i forestali, che a lei sta tanto a cuore, come
sta a cuore a noi. Provenendo da un collocamento, seguo i forestali
da una vita. Io posso capire che lei, per quanto riguarda i
forestali, con quello che ha presentato, avrà un decremento della
spesa, ma è giusto sapere che noi andiamo a ledere dei diritti di
cui altri lavoratori hanno già usufruito. In corso d'opera una
legge non si può cambiare Questo turnover che lei vuole eliminare,
Presidente Crocetta, non fa giustizia fra i lavoratori stessi Lo
sa che cosa significa per i settantottisti che aspettano che uno
dei centunisti passi a 151 giornate per prendere il posto che si è
liberato?
Allora, io sono convinto che se lei affida questo problema
all'assessore Caltabellotta io sono convinto, convintissimo, magari
tagliando dai fondi dell'Assemblea un altro milioncino, invece di
toglierne due, ne tolga quattro, cinque Sicuramente troverà
collaborazione nella Presidenza e in tutta l'Assemblea nel
togliere alcuni privilegi.
Ed allora, con una collaborazione fra Assemblea e Governo,
istituendo un tavolo tecnico, noi possiamo trovare una soluzione
per trovare delle risorse e evitare che questi lavoratori subiscano
un'ingiustizia così profonda
Sulla Tabella H, la prima grande prova di gestione dell'Aula fatta
dal Presidente Ardizzone. Lo sa cosa ha fatto lei, Presidente? Lei
che dice che non farà più Bilanci notturni o Finanziarie notturne.
Le farà lo stesso, perché è costretto, perché lei sa che in questo
tipo di gestione si trovare una sintesi per approvare sia il
Bilancio che la Finanziaria. Dovrebbe essere un Bilancio ed una
Finanziaria che dobbiamo fare tutti assieme, perché dal discorso
che ha fatto il Presidente e che giustamente ha detto che è stato
eletto senza una maggioranza e che per me è una grave anomalia,
Presidente Crocetta. In una Assemblea c'è una maggioranza e c'è
un'opposizione e se queste due unità non vengono create, chi vuole
rimanere in maggioranza resta in maggioranza e non vedere che parte
della maggioranza fa di tutto per fargli lo sgambetto e noi,
nell'occasione del DPEF, abbiamo fatto di tutto per farlo approvare
ma andandocene dall'Aula
Questa è collaborazione costruttiva, sempre nel dibattito che c'è
in Aula.
Quindi, Presidente Crocetta, faccia chiarezza con questi alleati
Megghiu una malafigura oggi che centu voti fari malafigura , mi
creda
Presidente, chiedo scusa se rubo del tempo agli altri ma penso che
qualcosa di buono la sto dicendo, si ricordi la votazione in
occasione del disegno di legge sulle Province. Nella votazione ci
sono stati sei miei colleghi che subito dopo la votazione volevano
l'annullamento. Va bene, il Presidente Ardizzone in quell'occasione
ha fatto valere la democrazia.
Ed allora, qual è il messaggio che le voglio dare, Presidente? A
parte che sul Bilancio e sulla Finanziaria, rispetto agli
emendamenti che abbiamo presentato, sono tutti emendamenti che noi
del Partito dei Siciliani -MPA riteniamo propositivi. Non sono
emendamenti che fanno aumentare la spesa, sono degli emendamenti di
buon senso e sono sicuro che nel dibattito che ci sarà sugli
emendamenti noi come Partito dei Siciliani - MPA saremo aperti alla
collaborazione per quegli emendamenti che portano soluzioni
positive per il popolo siciliano.
PRESIDENTE. Invito gli assistenti parlamentari a distribuire la
relazione tecnica integrativa che abbiamo chiesto al Governo, che
ha predisposto, e che è quindi a disposizione di tutti i
parlamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Marcello. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, io intervengo a nome dei
Democratici Riformisti per la delega, appunto, sul bilancio e la
finanziaria.
Finalmente, il bilancio della Regione è salvo. E' salvo ed è salvo
in anticipo con una problematica diversa: quella del mancato
ricorso all'esercizio provvisorio. Finalmente, l'abbiamo approvato,
una delle rarissime volte se non la prima, in tempi non sospetti
entro il 31 dicembre 2013. Ce l'abbiamo fatta Certo, è un
bilancio, mio caro Presidente, magro. E' un bilancio con dei tagli,
con dei grossi tagli. E' un bilancio sul quale pesa certamente il
bilancio dello Stato, un riferimento a quelle che sono le entrate
e, quindi, il ricorso alle entrate finanziarie dello Stato e,
quindi, un contributo da parte del Governo regionale, della Regione
Sicilia abbastanza notevole.
Qui su questa questione sono perfettamente d'accordo con
l'opposizione che chiede una volta per tutte che venga posto in
essere l'applicazione di quello che è lo Statuto della Regione, lo
Statuto autonomista. Ed una volta per tutte, signor Presidente,
bisogna decidere se effettivamente questo Statuto va applicato o
meno e, soprattutto, va applicato in regime delle entrate.
Ma quello che emerge con tranquillità è certamente che,
finalmente, il Governo cambia rotta, cambia strada e la cambia in
maniera costruttiva in tutti i punti del nostro bilancio a
cominciare nel campo dei comuni, i comuni ampiamente in stato di
disagio economico. Il Governo per la prima volta mette in atto
quello che è un provvedimento di tutela che è quello del
federalismo fiscale, applicando appunto il federalismo fiscale con
le conseguenze che ci sono e con il recupero dell'IRPEF.
Poi, per quanto riguarda le Province, le Province che sono state
oggetto, nelle ultime sedute, di imboscate da parte dell'Aula. Il
Governo aveva già previsto esattamente una spesa di dieci milioni
di euro per quanto riguarda il diritto allo studio, per quanto
riguarda i disabili.
Ma anche nel campo della sanità, dove vi sono appunto interessi
verso le politiche sociali, dove si parla di convenzioni fra le ASP
e le IPAB proprio per il settore socio-sanitario. Il mondo
dell'agricoltura con la creazione della banca Terra di Sicilia con
fondi, per quanto riguarda la biodiversità, e altri ancora settori
per quanto concerne la pesca e l'agricoltura.
Nel mondo sociale un accesso alle abitazioni da parte delle
giovani coppie anche di fatto e misure per il sostegno di soggetti
con delle difficoltà economiche per pagare appunto i mutui e gli
affitti. E poi il reddito minimo per le famiglie bisognose, la
riqualificazione urbana e quant'altro necessita, appunto, in questi
settori.
Laddove, però, principalmente il Governo Crocetta e anche con
l'aiuto in parte con il Governo nazionale, lo si ha proprio nel
mondo del precariato. Finalmente, viene risolto un problema annoso,
un problema che risale ad anni e anni di difficoltà che è quello
del precariato. I precari della pubblica amministrazione ottengono
una proroga fino al 2016, ottengono nell'inserimento della legge la
possibilità di essere stabilizzati dalle pubbliche amministrazione.
Chiaramente, un passo in avanti ed è un passo che certamente è
merito di questo Governo, perché se vi ricordate bene, onorevoli
colleghi, nella finanziaria nazionale non si parlava dei precari
regionali, ma si parlava di altri precari, vedi i precari della
Calabria che sono entrati dalla porta principale. Noi abbiamo
dovuto soffrire ma ce l'abbiamo fatta grazie all'impegno di questo
Governo e anche della Commissione parlamentare che ha dato il suo
contributo affinché il Ministro, di cui parlerò dopo, è riuscito,
in ultima analisi, a fare entrare il personale dei precari della
Sicilia con un emendamento.
Lo stesso vale anche per altre categorie, i famosi PIP di Palermo,
altri dell'emergenza sempre di Palermo e le categorie degli ATO e
degli LSU.
Lo stesso si può dire per quanto riguarda il mondo della
Formazione, dove sicuramente l'Assessore ha operato bene e ha
operato bene perché ha mirato a salvaguardare quelli che sono le
occupazioni di giovani e di persone che erano all'interno della
Formazione salvaguardandoli prima, insieme all'Assessore per il
lavoro, con gli sportelli multifunzionali tutti soggetti salvati e
inseriti nel mondo del lavoro e lo stesso hanno fatto, per quanto
concerne i lavoratori della Formazione usciti dagli enti che hanno
perso per vari motivi l'accreditamento.
Tutto questo è chiaramente il merito di un Governo che finalmente
ha cambiato passo, che finalmente ha operato la politica del fare e
questo è chiaramente una innovazione. Finalmente, malgrado i tagli,
malgrado le difficoltà economiche, questo Governo va avanti e va
avanti nell'interesse del popolo siciliano.
Lo stesso vale per i teatri e per il turismo che con l'apertura
del fondo regionale ha mirato a salvaguardare quei teatri che
mirano ad un'attività lavorativa diversa rispetto al passato.
Tutto questo, cari colleghi, è chiaramente un segnale di
cambiamento, un segnale che porta la Regione Sicilia alla rinascita
dell'economia e anche alla rinascita dei posti di lavoro. Vedasi il
progetto giovani che sta andando avanti ed è un progetto che
sicuramente troverà delle possibilità per molti giovani siciliani
finalmente di trovare una collocazione. Non più precariato quindi,
ma nuovo modo di fare politica.
Devo dire, Signor Presidente, che questo nuovo modo di fare
politica è quello che interessa i democratici riformisti. Noi le
staremo accanto come lo siamo stati finora, Presidente, e daremo la
piena fiducia. Lasciamo perdere le chiacchiere che da buona parte
del Ministero della Repubblica italiana vengono posti in essere,
noi non siamo interessati ne a rimpasti ne a rimpastini, rimandiamo
indietro quelle accuse; noi siamo per la fedeltà, lo abbiamo
dimostrato e lo continueremo a dimostrare, nell'interesse - ripeto
- del popolo siciliano. Approveremo questo bilancio e questa
finanziaria con il pieno rispetto e la credibilità che, finalmente,
si possa cambiare strada. E' questo quello che sta facendo questo
Governo e lo continueremo a dimostrare nell'interesse della Sicilia
e dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, colleghi, cittadini, gli ultimi giorni del 2013 sono
stati caratterizzati da una forte amarezza ed un'immensa delusione
per quanto accaduto in Commissione Bilancio . Una Commissione che
ci ha visti impegnati insieme intere giornate, un'intera notte,
teoricamente, per il bene dei cittadini. Una Commissione dalla
quale usciamo tutti sconfitti, a partire da questa Presidenza che
conferma l'incoerenza tra le parole dell'insediamento e la modalità
di lavoro notturno per il secondo anno di fila. Spero non si abbia
l'intenzione di condurre, allo stesso modo, anche i lavori d'Aula.
Una Commissione che, chiamata ad utilizzare in maniera virtuosa le
poche risorse a disposizione, si è ridotta, solamente, ad un
bancone di mercato dove ognuno urla l'offerta migliore. Il tutto,
ovviamente, sulle spalle dei Siciliani. Un esempio per tutti è la
contrattazione al ribasso delle royalty per i petrolieri che è
stata giustificata dall'assessore in diversi modi: Le Regioni
limitrofe hanno aliquote del 10 per cento, che quest'anno c'è stato
un effetto spiazzamento, il gettito è rimasto invariato perché le
imprese hanno estratto meno, che in questa condizione di fiscalità
i petrolieri non possono investire . Questa è stata l'ultima
dichiarazione del Presidente.
Veda, Assessore, la fiscalità serve ad orientare lo sviluppo
economico di un territorio con misure per incentivare e
disincentivare le diverse attività economiche. Se, quindi, è stato
estratto meno petrolio o si è introitato meno, cosa del tutto non
vera, in assenza di dati, il Movimento 5 Stelle rivendica con
orgoglio la propria vittoria dell'anno passato. Abbiamo diminuito
il rischio di disastri ambientali nel territorio siciliano, la
nostra più importante risorsa da tutelare. Magari, qualche
azionista di queste multinazionali avrà minori dividendi e storcerà
il naso, ma i giacimenti di certo non si spostano ed i posti di
lavoro non verranno toccati.
Dobbiamo, inoltre, smetterla di piegarci davanti a finti ricatti,
allarmi inutili e false promesse di investimento.
Il nostro petrolio dovrebbe essere il turismo, la cultura,
l'agroalimentare e l'artigianato. Eppure, non una sola parola è
stata spesa in questa finanziaria per avviare il vero motore della
nostra economia. E quando il Movimento 5 Stelle ha fatto le sue
proposte, queste non sono state prese in considerazione, perché
l'accordo politico che porterà all'approvazione della finanziaria
non si basa sull'interesse di tutti i cittadini, ma sugli interessi
particolari di alcuni cittadini, quelli che alimentano bacini
elettorali e clientele.
La Commissione Bilancio è diventata una stanza di compensazione
paraclientelare per illudere i cittadini e dare sfogo ai sindacati
che, ormai, hanno dimenticato che cosa significa battersi per i
lavoratori.
Non serve più difendere un settore a discapito di un altro. Non
esistono più lavoratori di serie A o di serie B. O si danno 50
milioni a stampo, per fare un esempio, ai regionali, in maniera
indiscriminata e senza regole, o la stessa cifra si investe nel
territorio salvando i lavoratori, i giovani ed il futuro di questa
Terra. Bisogna scegliere Anche loro devono scegliere
Dopo più di un anno di esperienza, potrei andare oltre, molto
oltre, ma mi fermo qui, sulla Commissione.
Tutto ciò è intollerabile Non è ammissibile né per me, né per il
mio Gruppo parlamentare, né, tanto meno, dovrebbe esserlo per tutti
coloro che rappresentano gli interessi dei cittadini siciliani.
Alla rabbia di quella notte, tuttavia, è subentrata la voglia di
lottare e di comunicare all'esterno quello che succede nelle stanze
di questo Palazzo. La spartizione che avveniva in quest'Aula negli
anni precedenti si è spostata in Commissione Bilancio . Ora,
grazie alla diretta streaming siamo passati dalla Commissione
Bilancio alla stanza del Presidente della Regione. Assessori,
volete smentirmi?
Questo, anche a dimostrare l'ultimo maxi emendamento che il
Governo ha presentato, che, al contrario di quello che ha
dichiarato il Presidente nell'ultima seduta, dà spazio ad altri
precari, faccio un esempio: i pomex.
Sapete bene che la trasparenza uccide la cattiva politica, per
questo si continua a scappare, sempre al riparo dalla luce del sole
delle Aule parlamentari, laddove i cittadini vi possono giudicare
per quel che fate e per gli interessi che curate.
Siamo stati presi in giro tante volte, forse perché siamo
considerati giovani, politicamente immaturi, privi di esperienza,
forse considerati fuori posto dai non politici o forse perché il
nostro mestiere non è la politica, ma intendiamo la politica come
vocazione per il bene di tutti, come qualcuno mi ha insegnato.
Tutto ciò è normale, quando un animale è morente mostra i denti
per fare vedere che è temerario, che è coraggioso, ma la verità è
che è agonizzante e molti di voi questo lo hanno già capito.
Il disgusto non nasce solo dalla pessima gestione della
Commissione Bilancio ma anche e soprattutto da cosa ha partorito.
Un manifesto elettorale dove i più porteranno qualcosa a casa, le
cosiddette bandierine per non essere offensivo.
Speravamo in misure concrete per lo sviluppo delle piccole
imprese, per l'agricoltura, per il turismo, per i beni culturali,
che non so quale finanziaria ha letto il Presidente l'ultima volta,
ma noi ne abbiamo viste Ed invece, torniamo un passo indietro
sulle entrate degli idrocarburi, delle cave minerarie, come
giustamente la relazione di minoranza dell'onorevole Falcone ha
mostrato.
Insomma, per alcuni la missione si può dire compiuta; per i
cittadini aspettiamo il prossimo giro, sempre che ci sarà.
Un territorio per essere rilanciato ha bisogno di investimenti e
di forme strutturali entrambe completamente assenti in questa
finanziaria. Anzi, devo fare una correzione, una cosa pessima a
favore delle imprese c'è: la digitalizzazione in favore delle
imprese che gli stessi assessori non mi hanno saputo dimostrare in
Commissione Ma, di certo, non si rilancia così lo sviluppo della
Sicilia.
Se si voleva fare qualcosa di serio si potevano predisporre misure
di sgravio fiscale per le imprese, aumentare il fondo per il
credito d'imposta oppure finanziarie il fondo al microcredito che
solo noi contribuiamo ad alimentare con la restituzione del 70 per
cento delle nostre indennità, ed anche la parte dell'Irfis o della
Crias cui l'ultima volta il Governo ha accennato. Se non si riesce
a fare un regolamento elementare, figuriamoci tutto il resto
Per il Governo è stato più facile accontentare tutti in cambio di
qualcosa piuttosto che fare propri gli emendamenti di buon senso
che abbiamo regalato. Come ad esempio il fondo per tutelare i
lavoratori delle microimprese che rischiano il licenziamento, ma
che anche questo non è stato preso in considerazione. Meglio
aiutare pochi precari amici di qualche politico che sostiene la
maggioranza piuttosto che dare la possibilità di farcela alle
imprese ed ai lavoratori che rappresentano il tessuto produttivo di
questa Regione.
Purtroppo, pur essendo ottimista, vedo l'accaduto in Commissione e
non confido che, durante questa discussione, questa sessione possa
migliorare questa legge.
Onorevole Presidente della Regione, invece di aspettarsi i nostri
voti o di aprire a finte condivisioni di intenti, inizi a fare
l'unica cosa vera e rivoluzionaria per questa Terra. Inizi a
rispettare ed a fare rispettare le regole e le leggi, perché ai
cittadini la sua rivoluzione appare sempre più cercare un mettere
insieme i cocci di un vaso rotto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
certamente una riflessione generale su questo bilancio con spirito
costruttivo con l'auspicio che, poi, la trattazione della
finanziaria e nello specifico la trattazione dei suoi singoli
articoli veda il Governo protagonista nell'avere raccolto quelli
che sono i suggerimenti, le critiche costruttive da parte dei
deputati.
Penso che lo spirito di una discussione generale serva a questo,
perché se certamente una discussione generale deve servire a
strumentalizzare da entrambe le parti, alla fine sono convinto che
non miglioreremo le condizioni di questa finanziaria che certamente
va migliorata.
E' una finanziaria che, spero, componenti del Governo e
dell'Assemblea, non si nasconda dietro i problemi di tanti
lavoratori che, a vario titolo, sono precari e che dietro questo
muro - lo dico tra virgolette - tanto la devono votare perché
altrimenti questi vanno a mare, quindi infiliamoci anche altre
cose .
Spero che questo spirito non passi
E vorrei, altresì, rassegnare a questa autorevole Assemblea le mie
preoccupazioni. Manifesto al Governo le mie preoccupazioni per la
norma sui precari e spero che attentamente il Governo valuti
l'efficacia della norma che ha inserito in questa Finanziaria. Mi
riferisco anche ai lavoratori Pip, non ne ho visto protestare
nemmeno uno qui davanti il Palazzo, segno che il Governo ha aperto
una riflessione, avrà assunto qualche impegno, avrà dato qualche
garanzia.
Per quanto mi riguarda, io non ho incontrato nessuno di questi
lavoratori, ma vedendo la piazza vuota significa che è stata
soddisfatta in tutte le richieste, ovvero che il Governo di questa
Regione possa mantenere le garanzie che sono state date ai
lavoratori Pip, e cioè la garanzia di un reddito di 830 euro
mensili. Questo è stato più volte promesso ed auspico che questo
venga mantenuto. È il cuore della discussione su questi lavoratori.
Il Presidente dell'Assemblea avrà visto, certamente, tra le
migliaia di emendamenti presentati, che il sottoscritto ne ha
presentato uno che, qualora fosse approvato, garantirebbe a questi
lavoratori, che saranno dislocati nei vari reparti e nei vari
settori, di partecipare anch'essi ai corsi di formazione.
In passato, infatti, Assessore, è avvenuto questo: questa forza
lavoro ha svolto, con egregio ruolo, delle opere nel settore
ospedaliero. Cosa è avvenuto? Mentre il personale di ruolo è andato
a farsi i corsi di aggiornamento, perché è così giustamente che
deve essere, per questi signori non è stato previsto nulla. Siccome
questa norma dovrebbe mettere a posto, sotto il profilo giuridico e
lavorativo, finalmente gli operai dei Pip, spero che questa norma
sia fatta propria dal Parlamento; norma che ribadisco consiste nel
mettere nelle condizioni di aggiornarsi, quindi valorizzare i
lavoratori, evitando di farli rimanere indietro.
Certamente il nostro pensiero non può che andare anche ai
lavoratori forestali in generale. E non entrerò nel merito finché
non si arriverà al famoso articolo 12, ma voglio invitare il
Governo, so che questi lavoratori e le sigle sindacali hanno
chiesto un incontro, siccome questo Governo è famoso per avviare
trattative di concertazione, di disponibilità, io vi vorrei
invitare, visto che so che si lamentano in tanti ma perché il
Governo ha incontrato tutti, la piazza è stata vuota e con noi non
ci vuole parlare? - questo è quello che dicono i lavoratori. So
pure che è una branca che è scorporata tra l'assessore Lo Bello e
l'assessore Cartabellotta che sul loro impegno non metto,
certamente, dubbi, però rasserenare la piazza aiuta l'Assemblea a
valutare le norme e le proposte serenamente, ma anche il Governo a
muoversi con più facilità.
Lancio pertanto un appello, signor Presidente: che il Governo
nelle prossime ore possa incontrare una rappresentanza di questi
lavoratori. Mi sembra anche un segnale di buon senso, visto che
siamo ancora nella discussione generale.
Non entro nel merito della norma, perché appena ci entreremo sono
convinto che il Governo ci spiegherà la bontà e la necessità di
proporre una norma così com'è.
Vorrei, in ultimo, concludere segnalando all'Assemblea che nella
scorsa Finanziaria l'Assemblea fece una battaglia per evitare
l'aumento sproporzionato del materiale che si ricava dalle cave. Il
Governo l'ha riproposta. Mi ricordo che il Governo aveva garantito
che si sarebbe svolta una fase sperimentale e che, successivamente,
avrebbe relazionato all'Assemblea sull'impatto reale che l'aumento
sulle cave avrebbe determinato.
Io, devo dire la verità, Presidente, mi ritrovo questo aumento,
non so cosa sia accaduto dall'aumento della scorsa finanziaria. Ma
il Governo ripropone una norma senza spiegarci quella passata cosa
ha determinato nel comparto dell'edilizia. Pertanto, ritengo di
fare un intervento abbastanza costruttivo. E chiedo nuovamente al
Governo: che nel corso di questo dibattito sulla discussione
generale, il Governo raccolga gli appelli, le indicazioni dei
deputati e in una fase successiva - cioè nel coso della finanziaria
- preveda qualche riscrittura, al fine di rettificare qualche
piccola disattenzione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlare oggi di
bilancio e finanziaria certamente non è cosa facile. E non è cosa
facile perché ci troviamo dinanzi ad una situazione economica che
ha una origine non recente in termini di precarietà, di difficoltà,
ma risale a tempi passati, al momento in cui questa Regione
assumeva con molta facilità i mutui, ad una spesa nel tempo
incontrollata, una spesa spesso improduttiva, e ad alcuni atti e
comportamenti che nel tempo hanno lasciato il segno: mi riferisco
soprattutto come atto legislativo per esempio alla liquidazione del
fondo pensioni, che determinò per la Regione siciliana liquidità,
ma determinò anche un buco che negli anni ha avuto forti
ripercussioni, fino alla costituzione ulteriore di un fondo per le
pensioni che si è realizzato soltanto nella scorsa legislatura.
A questo aggravio di debiti, che già la Regione siciliana - come
dicevo per una serie di ragioni si porta dietro da tanto tempo e
che vede questo Governo come quello precedente dover far fronte con
una serie di difficoltà legati anche alla riduzione di quelle che
sono le entrate -, si è verificato anche un'imposizione dello
Stato, per circa due miliardi di euro come concorso a quello che è
il sistema della finanza pubblica nazionale, e che vede quest'anno
concorrere con gran parte dell'assegnazione di queste risorse. In
più, abbiamo anche una situazione molto grave, che riguarda il
sistema delle società della Regione siciliana che nel tempo hanno
determinato, attraverso una spesa incontrollata, un buco di
bilancio non indifferente. Ed aggiungo anche, in tema di quelli
che sono le questioni del personale, un numero di assunzioni così
elevato, come ci segnala la Corte dei Conti, pari al 25 per cento
del personale in servizio presso la Regione siciliana.
Devo dire che, nonostante l'attività legislativa posta in essere
la scorsa legislatura, come, per esempio, quello dell'accorpamento
di diverse società o con l'individuazione dell'obbligo del patto di
stabilità, nonostante questo, ancora esistono parecchie società,
per cui apprendo con piacere che il Governo si appresta a
presentare un emendamento per la riduzione di queste società.
Aggiungo altresì la responsabilità che deve avere questo Governo e
questo Parlamento nel tenere conto che a breve non parleremo più di
bilancio della singola Regione siciliana, ma dovremo mettere in
linea anche i bilanci delle società, per cui la Regione siciliana
certamente deve mettersi in condizione di avere le carte a posto e
soprattutto individuare sistemi di controllo che servono a porre
rimedio in costanza di spesa, non dopo, perché dopo, quando ormai
si è verificato il danno certamente è difficile.
Pertanto, in questo quadro così difficile abbiamo assistito ad un
balletto di cifre, di numeri, perché ovviamente da un lato è
difficile comporre il bilancio, dall'altro lato, le spese
continuano ad essere enormi.
Ci saremmo attesi durante questa finanziaria un comportamento
progressivo da parte del Governo. Perché il Governo, è vero che
aveva la scadenza immediata di dare corso ad un sistema legislativo
che potesse porre rimedio alla condizione difficile dei precari, ma
dall'altro lato, doveva, però, mettere in campo, a nostro parere,
un'attività di riordino del sistema della spesa in Sicilia,
soprattutto attraverso una eliminazione totale degli enti inutili
ed una rivisitazione completa - e mi auguro che il Governo lo
faccia questo emendamento - delle società.
Perché non è più possibile continuare a tirare a campare , anche
perché mi riprometto, nel corso degli interventi che si faranno
durante la finanziaria, di rappresentare al Governo che non basta
spendere, non basta limitarsi ad esaminare le singole voci di
bilancio, ma bisogna cominciare ad avere la capacità di fare una
valutazione qualitativa della spesa.
Certamente, ripeto, questo non è un deficit di questo Governo ma è
un deficit che risale, ormai, a tempi atavici, la qualità della
spesa ha lasciato, nel tempo, a desiderare.
Non credo sia più il caso di tirare a campare , e non credo che
le scelte di non rimuovere le difficoltà che esistono, in ordine a
questa spesa, possano essere ancora mantenute: perché vero è che
siamo a ridosso di elezioni, caro Presidente, ma è anche vero che
di elezioni si parlerà quest'anno, si parlerà l'anno prossimo e,
probabilmente, si parlerà ogni anno di elezioni importanti che si
svolgeranno nella nostra regione
Allora, Presidente, io credo sia arrivato il momento di dare corso
a quella che è - lei stesso l'ha definita - la rivoluzione in
Sicilia: perché se è vero che le difficoltà ci sono, noi possiamo
attivarci soltanto attraverso atti che possano mettere in
discussione interessi consolidati e che possono attivare un serie
di meccanismi tali da rendere da un lato produttiva la spesa e,
soprattutto, essere capaci di eliminare tutto ciò che è inutile in
questa Regione siciliana.
Volendo parlare di cose utili, non posso non segnalare la
difficoltà che dovranno affrontare i comuni. Perché i comuni,
quest'anno, avranno con certezza una riduzione della spesa intorno
ai 99 milioni, ma ci sono anche una serie di accantonamenti che
riguardano, a proposito del rifinanziamento della legge di spesa
all'articolo 18, che vedranno continuare ad essere in pregiudizio
una serie di risorse che spesso riguardano stipendi.
E non credo, assessore Bianchi, che da sola l'idea del patto
verticale incentivato possa bastare, perché credo che questa sia
un'opportunità che noi dobbiamo avere la possibilità di cogliere,
tenendo conto che possono anche queste speranze sortire un effetto
negativo e non raggiungere gli obiettivi.
Credo sia necessario, pertanto, costruire, aprire un tavolo
romano : questo Governo, non credo, in questo momento, sia aiutato
da quello che succede - mi riferisco alle dimissioni del ministro
per l'economia, Fassina, e al malessere di qualcun altro. Ma credo
che il Presidente della Regione debba attivarsi, certamente - mi
riferivo a Bersani, che sta poco bene - direttamente col Presidente
Letta, perché non è possibile che ci siano condizioni per le quali
alla città di Roma sono riconosciuti interventi straordinari per
mezzo miliardo di euro per risanare il bilancio, e alla Regione
siciliana, che ha difficoltà - chiamiamole così - finanziarie, lo
stesso Presidente dell'ARS ha avuto modo di sottolinearle,
finanziarie rischiare di essere messa in crisi per l'ammanco di
risorse che sono importanti per la definizione dell'assetto del
bilancio regionale.
Noi abbiamo la necessità, se vogliamo evitare il default, o, come
meglio lo possiamo definire, il fallimento di questa Regione,
abbiamo la necessità, imprescindibile, di mettere in sicurezza il
bilancio
Mi si dice che esiste una norma, presentata dal Governo durante la
discussione della finanziaria, la accolgo con piacere, ma questo è
ad ulteriore dimostrazione che forse il Governo avrebbe fatto bene
a presentare una norma secca , per quanto riguarda la finanziaria:
mettere in sicurezza i precari, approvare un esercizio provvisorio
e rinviare il tutto non solo al tavolo romano , ma anche al
verificarsi delle condizioni tecniche che saranno stabilite
attraverso il patto verticale incentivato.
L'accantonamento, prima di 400 milioni, poi di 200 milioni di
euro, poi ritorna, nuovamente, a 400 milioni di euro, a mio parere,
mette a rischio la sopravvivenza di diversi enti.
Signor Presidente, io vorrei concludere il mio intervento con una
esortazione: pur apprezzando alcuni articoli che sono quelli della
riduzione dell'1 per cento, del prestito alle giovani coppie, il
fondo per l'agricoltura, per la pesca e altri segnali di attività
produttive come, per esempio, il recepimento dell'allegato 1c del
DCPM del 2001, a proposito dei servizi sociali che finalmente
vedranno le comunità alloggio e le comunità per i disabili accedere
a parte del fondo sanitario nazionale, credo sia opportuno che il
Presidente della Regione, se non vuole che questa terra abbia a
subire l'onta del fallimento, debba attivarsi con serietà, con
impegno, attraverso i suoi tecnici perché possa con Roma essere
istituito un tavolo permanente ed accompagnarci in questa fase che
è quella di consegnare le risorse per ben 2 miliardi a Roma tenendo
conto che alla fine di questo triennio non so quale sarà
l'atteggiamento del Governo nazionale.
E allora qui bisogna impostare un percorso con Roma, con il
Presidente del Consiglio, onorevole Letta, perché la Regione possa
salvarsi e continuare la sua attività.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, il mio
vuole essere un intervento di parte del documento che ci accingiamo
ad approvare, però non di parte politica, ma di colui che ha
presieduto la Commissione Ambiente ed ha vissuto a contatto diretto
con le criticità di questo settore, studiandole, denunciandole e
con i colleghi commissari avanzando ipotesi risolutorie.
Si vede nei molteplici atti che la Commissione ha approvato,
spesso anche con voto unanime, che purtroppo ancora oggi restano
depositate nel nostro archivio.
E' chiaro e giustificato il rigore dei numeri in una situazione
critica come quella che stiamo attraversando. E' chiaro e
giustificata la necessità di contenere le risorse, però -
concedetemelo - non è chiaro e non sono giustificati i tagli e in
molti casi gli azzeramenti di interi capitoli in materia di tutela
e valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio.
Ancora oggi leggiamo, o meglio leggete, questo binomio come fine a
se stesso quando in realtà dietro ambiente e paesaggio si
nascondono quanto meno la salute, la vivibilità e il rilancio
dell'economia e del turismo.
Mi limito a citare soltanto pochi dati: tra le pieghe del bilancio
troviamo alcuni interventi in favore dei Comuni, ma poco o forse
niente - almeno da quello che vedo e spero di sbagliarmi - per la
riqualificazione territoriale il ripristino dello status quo anche
nei casi di abuso edilizio.
Siamo i primi a sostenere che potremmo vivere di turismo tutto
l'anno, però restiamo sempre i primi a sparire quando veniamo
accusati di non essere capaci di rispettare il nostro territorio.
Nessuna delle numerose disposizioni della manovra poi si pone un
obiettivo in concreto di mantenere un elevato standard qualitativo
dei servizi resi per la sicurezza del territorio. In particolare,
non vi è menzione di un possibile utilizzo in melius delle risorse
finanziarie per migliorare i servizi di controllo e di
monitoraggio, dei livelli di sicurezza degli impianti industriali e
dei nostri SIN (i nostri siti di interesse nazionale).
Eppure la Commissione Ambiente in più occasioni si è recata a
Niscemi per il MUOS, a Gela per il Petrolchimico, a Siracusa per il
gigantesco Polo industriale registrando sempre lo stesso risultato:
occorrono più controlli.
Gli stessi componenti della Giunta, anch'essi presenti durante le
audizioni tecniche, hanno sollevato la necessità di implementare le
dotazioni degli organi di controllo.
Attenzione, però, qui non si parla di tutela e salute del
territorio sic e simpliciter, ma dell'unico diritto per il quale la
Costituzione spende l'accezione fondamentale: la nostra salute.
Alcuni di questi servizi sono svolti dall'ARPA che, alla luce
delle odierne scelte di Governo, non riceverà nessun surplus di
finanziamento per lo svolgimento della propria attività, con la non
trascurabile conseguenza che i siciliani continueranno ad assistere
impotenti allo sversamento di sostanze tossiche nelle acque, come
già è avvenuto più volte quest'anno, all'inquinamento dell'aria.
Mi limito a ricordare una risoluzione a firma degli onorevoli
Cirone e Zito sul comprensorio di Siracusa e al depauperamento dei
suoli per non parlare di quello dei nostri polmoni.
Ma è chiaro che anche per quest'anno ci sarà la Commissione
Ambiente pronta ad ascoltare e ricevere informazioni e tradurle in
atti di impegno del Governo, il quale però continuerà a sostenere
che non ci sono i soldi per fare i controlli Ed è il cane che si
morde la coda.
Ed ancora, nonostante la legge stabilisca che le Regioni debbano
adoperarsi per garantire la tutela e la salvaguardia della flora e
della fauna il testo che oggi discutiamo non prevede nulla in
favore dei Centri per il recupero della fauna selvatica, cioè in
dispregio sia di una previsione di stanziamento già prevista da una
legge che da una risoluzione votata all'unanimità dalla stessa
Commissione Ambiente e da tutta una serie di rassicurazioni che
sono pervenute nella stessa Giunta.
Insomma, ci saremmo aspettati molto di più da questa finanziaria.
Mi sarei aspettato soprattutto più coerenza in una legge di
stabilità, che non è il contenitore di proposte flash, non è una
cosa che metti quando si verifica un problema, è un documento
economico che non deve trasformarsi nella solita legge omnibus. In
questa finanziaria, invece, abbiamo trovato soluzione lampo anche
sull'urbanistica.
E' noto a tutti che la chiave di volta per risolvere il problema
urbanistico del territorio Sicilia è una nuova riforma del
territorio, che paga il prezzo di 35 anni di anzianità. Un chiaro
esempio, in tal senso, è dato dal tentativo di introdurre la norma
che permette ai Comuni di acquisire al patrimonio pubblico immobili
costruiti da imprese in difformità della legge, i quali, poi,
verrebbero concessi come alloggi popolari. La norma è dall'intento
nobilissimo, assolutamente, però ometteva di prevedere le
necessarie limitazioni per quelle opere sulle quali insistono
vincoli sia assoluti che relativi.
Attenzione però, la norma in realtà già esiste. L'articolo 7 della
legge 47/85 ed il 4 della legge 17/94 si muovono nella stessa
prospettiva, però con una piccola differenza, che in esse è
chiarita la necessità che gli immobili non ricadono all'interno di
zone sottoposte a vincoli imposti da leggi statali e regionali, ma
da strumenti urbanistici posti a tutela di interesse storico,
artistici, architettonici, archeologici, paesaggistici, ambientali
ed idrogeologici.
Giusto domani la Commissione Ambiente sarà convocata proprio sul
dissesto idrogeologico per sottolineare l'importanza di questo
tema. Tutti questi elementi, però, venivano trascurati nella
stesura della norma in parola che, addirittura, rubricava case
abusive dimenticando che sia case che abusive sono nozioni mai
esistite nell'ordinamento giuridico dalla legge Bottai del '39 ad
oggi. Non dovrebbero, chiaramente, trovare luogo in un documento
così importante che speriamo venga, quanto meno, riscritto.
Eppure, e concludo, la scelta è di introdurre norme in materia di
urbanistica recepita nell'ultimo correttivo nazionale del 2011.
Anche in questo caso vale il discorso di cui sopra. La legge di
stabilità non è un contenitore capace di gestire qualunque cosa.
Noi non abbiamo nemmeno recepito il testo unico del 2001
sull'urbanistica, sarebbe più opportuno prendere con mano tutta la
materia urbanistica e riscriverla per intero e non attraverso
singoli atti.
Insomma questa non è la nostra finanziaria; da parte nostra c'è,
però, la volontà di renderla coerente con i nostri principi.
La nostra non è opposizione secca ma costruttiva. I numerosi
emendamenti depositati si muovono in questo senso e vogliono essere
un contributo attivo a renderla quanto meno accettabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io
partirei da un auspicio e da un invito che faccio al Presidente
Crocetta. Questa è una finanziaria, un bilancio che approviamo,
ragioniamo in questi giorni sulla pelle dei siciliani e sui bisogni
dei siciliani, ad ogni livello. Quindi io mi auguro, questo vale
per l'Aula, ma vale per il Governo: che questo sia un bilancio, una
finanziaria, che vengano discussi, ragionati e votati non guardando
alla pancia del nostro sistema Sicilia, ma ai reali bisogni.
Mi spiego meglio Presidente Crocetta.
Mi auguro e spero che dentro questa Aula non vinca chi urla di
più. Perché troppo spesso in questa Regione, in questa terra, chi
urla di più e chi ha la forza di urlare in alcune piazze ed in
alcuni posti ha una linea di priorità su tante persone che sono in
grande difficoltà e che non hanno lo scenario che ad alcuni
appartiene. E mi riferisco, in modo particolare, e con grande
preoccupazione, al fatto che in questo bilancio ed in questa
finanziaria, ci sono alcuni capitoli che mi lasciano allarmati,
presidente Crocetta. E mi rivolgo a lei in modo particolare perché
ho ascoltato il suo intervento dell'altro giorno, quando parlava di
disabili.
Vorrei ricordare che nella pluriennalità di questa finanziaria per
il capitolo dei ricoveri ai minori e per il capitolo dei ricoveri
agli alloggi per i disabili psichici è previsto nel capitolo 2015-
2016 zero euro e zero euro.
Io spero e mi auguro che il Governo prima dell'approvazione del
bilancio e della finanziaria si possa raccontare e spiegare e
rasserenare le famiglie, che sicuramente non sono in questa piazza
in questo momento a protestare - che sono i disabili ed i minori
non accompagnati, che in questo minuto probabilmente non vedono una
prospettiva per il futuro adeguata alle loro emergenze ed alle loro
esigenze.
Presidente, aggiungo a questo, e mi auguro che i giovani di questa
terra, e mi rivolgo ad un segmento importante che è quello dello
sport e parlo dello sport, non quello che vediamo in televisione
nella serie A o nella serie B, parliamo dello sport di territorio
che è quello che diventa anche momento di aggregazione e momento
educativo in questo Paese.
E sempre spero e mi auguro che questo Governo - prima
dell'approvazione del bilancio e della finanziaria - mi possa e ci
possa rassicurare sul fatto che nei capitoli per la previsione 2015
e 2016 scompaia capitolo zero euro e zero euro per quanto
riguarda l'articolo 44, comma 1, del potenziamento delle attività
sportive isolane.
Caro Presidente, io mi auguro e spero che il buon senso abbia il
sopravvento e ci si fermi un secondo a ragionare e riflettere su
quelli che sono i bisogni di questo Paese.
Presidente Crocetta, questa è una regione dove troppo spesso ci
lamentiamo che i nostri cervelli migliori vadano all'estero a
dimostrare quanto valgono.
Questa Finanziaria e questo Bilancio prevedevano la soppressione
delle borse di studio per la scuola di specializzazione per i
laureati alla facoltà di medicina e dell'università per gli
studenti laureati in questa Regione, per il 2014, 2015 e 2016.
Con un nostro emendamento abbiamo emendato l'azzeramento che era
stato operato in Commissione bilancio - fortunatamente si è fatto
un passo indietro. Io mi auguro e spero quindi che una politica
sana ed una politica saggia in questa terra, sicuramente non pensi
mai di potere togliere un solo centesimo a quella che è la
formazione dei migliori cervelli della nostra terra.
Se noi non sosteniamo un ragazzo appena laureato alla scuola di
specializzazione nella sua terra, credo che abbiamo commesso due
gravi errori: non abbiamo permesso a questo ragazzo di formarsi e
non abbiamo permesso agli ospedali di specializzare i migliori
giovani di questa terra.
Sui consorzi di bonifica mancano risorse, caro Presidente, mancano
mi pare se non vado errato, da sette ad otto milioni, undici
milioni di euro, sui consorzi di bonifica. E questo mi preoccupa
enormemente, ma aggiungo a questo, sulle isole minori - mi rivolgo
all'assessore trasporti - se non vado errato sulle isole minori
mancano ad oggi all'appello quasi 15 milioni di euro da quelli che
sono gli importi del bilancio dell'anno precedente.
Sono soltanto alcuni degli elementi che volevo portare in evidenza
oggi per dirle, caro Presidente Crocetta, la prego all'attenzione
in questo minuto.
Io faccio parte dell'opposizione di quest'Aula, mi sento
opposizione responsabile e credo che sulla pelle della gente la
battaglia vada fatta tutti quanti insieme, su alcune battaglie, io
credo che bisogna assumersi grande responsabilità.
Pertanto, io spero ed auspico che venga approvata una finanziaria
senza fretta, senza questo tour de force, senza la fretta della
pressione esterna, e che si possa avere la capacità nei prossimi
giorni di analizzarla ancora meglio e se ci sono da fare una serie
di rettifiche - guardando in particolar modo al mondo della
disabilità, al mondo dei più deboli, al mondo dei giovani,
all'imprenditoria, all'agricoltura - si possano fare realmente nel
tentativo di dare risposte e dare futuro alla nostra gente.
Questo è il coraggio di una politica del fare . Quando la
politica decide di non decidere distribuendo prebende a tutti è una
politica che non ha fatto un buon servizio alla sua terra.
Io spero che questa sia una politica che abbia la capacità di
decidere, di assumersi delle responsabilità, di sapere dire dei no
e sapere dire dei sì a chi in questo momento sicuramente vive una
situazione di grande difficoltà economica.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, assessori, colleghi cittadini, come
ampiamente annunciato e in discontinuità con quanto sovente
accaduto, il Governo regionale in questa sessione di bilancio si è
impegnato per scongiurare l'esercizio provvisorio. Che meraviglia
Come non riconoscere il merito a questo Governo di avere
rispettato i tempi necessari per un'accurata discussione, per
un'approvazione di quelle norme da cui dipenderà, appunto, il
futuro di tutti i cittadini siciliani.
Ci avete finalmente insegnato che è assurdo discutere un
provvedimento così importante in sedute che si protraggono per una
notte intera e si concludono per sfinimento dei partecipanti e
senza una reale possibilità di confrontarci democraticamente.
Come del resto il Presidente Ardizzone aveva detto, al momento
dell'insediamento, che avrebbe fatto di tutto per evitare questo
modo di lavorare, questo modo che non permette, appunto, una
discussione democratica, una discussione partecipata per evitare di
fare errori madornali, che poi graveranno sulla testa e sulle
spalle di tutti i cittadini siciliani.
Il risultato di questo meraviglioso cambio di tendenza è dato da
una legge di stabilità, che non è più come in passato il risultato
di un ampio compromesso di esigenze elettorali, il risultato di
esigenze di singole forze partitiche, ma è visibilmente una legge
protratta al bene di tutti i cittadini siciliani, senza alcun
interesse di sorta e per questo voglio ringraziare sentitamente
l'assessore Bianchi, il Governo, tutti, l'uomo che è stato chiamato
a risollevare le sorti di tutti noi cittadini siciliani e della
nostra amata Isola. Grazie, assessore Bianchi, anche per
l'attenzione
Ringrazio il Governo che, comprendendo che la crisi viene da
lontano e attanaglia soprattutto le piccole e medie imprese,
l'artigianato, l'agricoltura, finisca per favorire Confindustria.
Da buoni uomini di sinistra, quali voi siete, non avete cercato di
prevedere degli strumenti che permettono di valorizzare chi ha
lavorato per una vita intera, chi ha cercato di tirare su la
piccola e media impresa, dando lavoro e dignità alla sua realtà
com'è nella più ampia tradizione siciliana e, quindi, al posto di
finanziare il fondo per il microcredito, che noi da tredici mesi
continuiamo a finanziare, avete ben pensato di non metterci un
soldo. Giammai, Assessore e Presidente
Questi soldi lasciamoli lì, così tanto, se poi chiudono e
continuano a chiudere migliaia di imprese, chi se ne frega
Continuiamo a finanziare e a portare avanti i cantieri di servizio
per altri tre mesi, che è questa la cosa che importa per la Sicilia
ed evitiamo di fare ritornare tutti quei giovani e meno giovani che
sono emigrati. Cerchiamo di farli ritornare in Sicilia piuttosto
Vi ringrazio, fra l'altro, Governo, per la vostra grandissima
sensibilità ambientale. Veramente, molti, molti complimenti per la
ferrea volontà con cui vi siete opposti ad uno scriteriato
sfruttamento del nostro territorio.
Ad esempio, da parte delle fortissime lobbies del petrolio.
Avevamo portato le royalties da 10 al 20 per cento, sempre poco
rispetto ai profitti che loro traggono dalle attività estrattive in
Sicilia. Certo, questo lo sanno tutti, lo sanno tutti che è niente
commisurato ai danni che loro protraggono alla nostra Terra, ma è
già qualcosa Certo, per loro, per i petrolieri era troppo poco e,
quindi - puff - spazzato via da quest'ultima finanziaria alla
velocità della luce.
A riprova della vostra grandissima sensibilità ambientale,
inoltre, abbiamo notato che gli stanziamenti per le bonifiche
ambientali sono stati pari allo zero, così come tutti gli
interventi a tutela del territorio.
La verità è, purtroppo - e mi corre l'obbligo sottolinearlo -
Presidente, Assessori e Governo, che da un'analisi di questo
territorio, purtroppo, sembra che questo Governo si sia incartato.
Dov'è in realtà, che cos'è la visionaria rivoluzione crocettiana?
Dove sono tutti quegli interventi in grado di porre rimedio al
carrozzone, qual è la regione Sicilia? Analizzandoli nel dettaglio,
purtroppo, si coglie ben poco.
Il Governo e tutta la maggioranza - mi corre l'obbligo - sta
portando a casa una finanziaria e un bilancio che purtroppo
contiene dei conti che non tornano con delle entrate sovra stimate
come ha affermato lei stesso, Presidente Ardizzone.
Ci sono, appunto, delle entrate sovra stimate come hanno espresso
diversi organi di stampa, non si evince fra l'altro neanche il
debito reale da parte della Regione per le piccole e medie imprese,
per le quali i crediti vengono pagati con estremo ritardo e queste
continuano a chiudere imperterrite.
Quindi, è difficile anche quantificare questo danno economico che
sta subendo il settore commerciale e produttivo delle piccole e
medie imprese in Sicilia proprio perché non è quantificato questo
debito verso questo settore.
In compenso tutte le altre poste clientelari in uscita e le
regalie ai vari enti di cui è farcito questo bilancio si colgono
bene, così come tutte le varie voci di spesa per stipendio e
personale.
Non c'è traccia di qualificazione di politica per la
riqualificazione professionale, di reinserimento nel mondo del
lavoro né di politica e di sostegno al reddito che potrebbe aiutare
tantissimi cittadini in difficoltà piuttosto che lasciarla in mano
ai soliti partiti.
Ovviamente vorrei sbagliarmi, non vorrei essere critica o polemica
a tutti i costi, ma purtroppo abbiamo rilevato, con enorme
tristezza, che in questa finanziaria non c'è speranza per il futuro
dei giovani e meno giovani, non c'è una visione di insieme, non si
guarda a tutto il territorio e ai processi tra loro correlati né a
tutti i siciliani secondo la visione organica e programmatica, ma
la visione segue logiche molto territoriali e partitiche e questo è
un grave errore per tutti i siciliani.
Si coglie la linea dell'emergenza utile a giustificare sempre il
tutto all'ultimo minuto e c'�� la corsa alla spartizione della magra
torta per fini chiaramente elettorali.
Manca con un'azione forte di risanamento, di riduzione della spesa
corrente non possono sfuggire i tagli che si stanno perpretando a
danno dei comuni, imprese e cittadini.
Il Fondo regionale delle autonomie è stato azzerato e a farne le
spese saranno quest'anno i soggetti più deboli.
Alla luce di tutti questi elementi non possiamo che cogliere che
il fenomeno recessivo rischia di aumentare inesorabile.
Purtroppo, non possiamo che concludere che questa finanziaria è
l'ennesima vergogna istituzionale durante la quale vi state
rendendo complici di tutti i disastri sociali che subiranno i
siciliani. Grazie per l'attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi limiterò a
fare alcune brevi considerazioni, ma mi sembra assolutamente
doveroso fare un intervento in tal senso nel momento in cui questo
Parlamento è chiamato a confrontarsi sui documenti economici-
finanziari più importanti che annualmente vengono posti
all'attenzione di questo Parlamento, quali certamente sono il
bilancio e la legge finanziaria all'interno dei quali si evince
quella che è l'idea, quelle che sono le linee guida che
caratterizzano qualsiasi azione governativa.
Mi limiterò a fare un breve intervento anche perché sottoscrivo in
pieno quella che è stata la relazione di minoranza esternata sabato
mattina dal collega Marco Falcone e voglio collocarmi anche
all'interno del percorso di responsabilità che questo Parlamento ha
tracciato e individuato analizzando i documenti contabili in
pochissimi giorni con un tour de force estenuante e credo, che in
tal senso, al Presidente Dina della II Commissione, al Vice
Presidente Vinciullo e tutti i componenti della II Commissione vada
il plauso di questo Parlamento e tutto questo per evitare che
qualche decina di migliaia di siciliani si trovassero ad
interrompere un percorso lavorativo, seppure precario, aumentando
il dramma occupazionale che la nostra Regione sta vivendo, se è
vero come è vero, caro Assessore Bianchi, come puntualmente
certificato dalla Banca d'Italia qualche mese fa che la Sicilia ha
registrato nel 2013 un tasso di disoccupazione superiore al 20%, il
20,7%, un tasso di disoccupazione giovanile, dato ancora più
drammatico ed allarmante superiore al 55%, 55,5% per l'esattezza.
Veniamo al tema di oggi e non posso non iniziare esternando anche
io alcune serie preoccupazioni in merito al tema delle coperture
finanziarie, all'articolo 4 per intenderci, quando si parla degli
accantonamenti tributari.
Vorrei aggiungere un altro elemento di riflessione che credo non
sia stato adeguatamente affrontato, caro assessore, e mi riferisco
al tema dell'IVA e delle imposte indirette, laddove, si immagina di
registrare nel 2014, cito testualmente, un introito per la Regione
siciliana, pari a euro 3.123.297.000,00, a fronte dell'incasso del
2013 per tutte le imposte indirette, di euro 3.039.272.000,00,
ovvero con un incremento rispetto all'anno precedente di
84.025.000,00 .
Bene tutto ciò in assoluta controtendenza rispetto a quanto accade
nella nostra Nazione ed in assoluta controtendenza rispetto a
quanto è accaduto nel 2013, a fronte di un aumento dell'IVA e
delle relative aliquote, laddove l'aumento dell'IVA ha abbattuto i
consumi di circa il 10%, ha determinato, altresì, che le entrate
tributarie andassero a picco, con le imposte indirette diminuite
del 3,5% e con una marcata flessione del gettito IVA del 6,8%
soltanto nei primi cinque mesi del 2013 e questo non lo dice
l'onorevole Pogliese o qualche altro esponente dell'opposizione, ma
lo dice il Ministero dell'economia all'interno di un comunicato
stampa che è stato divulgato qualche mese fa.
Ovviamente, da siciliano, orgoglioso di esserlo e visceralmente
legato a questa Terra, mi auguro di essere puntualmente smentito,
ma credo, invece, di potermi, da qui a breve, rivelare un facile
profeta e tutto ciò testimonia, quindi, l'assoluta aleatorietà del
bilancio e, soprattutto, delle relative coperture.
Un altro aspetto importante sul quale, mi auguro, si possa
registrare un'inversione di tendenza rispetto a quello che è
accaduto, per esempio, all'interno della Seconda Commissione,
riguarda il tema delle partecipate su cui il Governo, inizialmente,
aveva imboccato una strada, poi è stato ritirato quell'articolo, un
tema su cui credo ci sia l'assoluta necessità di un coraggio
aggiuntivo da parte del Governo, se è vero come è vero, come ha
certificato il presidente Graffeo della Corte dei Conti, che le 34
società partecipate siano costate ai contribuenti siciliani
1.176.000.000,00, in quattro anni, dei quali 73.000.000,00 per le
consulenze e 13.700.000,00 per i CDA.
L'aspetto più negativo, però, l'ha detto anche chi mi ha
preceduto, credo sia rappresentato dall'assoluta mancanza di norme
per lo sviluppo. Sono consapevole della fase di crisi congiunturale
che stiamo attraversando all'interno della quale è, assolutamente,
necessario tagliare le spese, gli sperperi, ma è, altresì,
assolutamente, necessario immaginare delle norme che possano
contribuire al rilancio dell'economia.
A tal riguardo, il sottoscritto insieme agli onorevoli Falcone,
Vinciullo, Assenza e tutto il gruppo parlamentare di Forza
Italia', ha presentato un emendamento, che è stato recepito durante
i lavori della Seconda Commissione, mirante a prorogare, per un
altro anno, la legge regionale n. 11/2011, grazie anche alla
sensibilità dell'assessore Bianchi che voglio ringraziare
pubblicamente, la legge, per intenderci, che sancisce l'esenzione
IRAP, per cinque anni, per le imprese giovanili e femminili. Mi
auguro, però, che la copertura, inizialmente, individuata di un
milione di euro, possa essere anche aumentata per la valenza di
questa legge che necessita di un altro step ministeriale sul quale
l'assessore si sta già attivando.
Un tema sul quale si è registrata, invece, un'inversione di
tendenza, che abbiamo accolto con grande soddisfazione, è quello
inerente lo sport.
Dopo il disastro del 2013, laddove, lo ricordo a me stesso ed a
tutta l'Assemblea, inizialmente, questo Parlamento aveva
individuato una somma, poi con l'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato, l'ex tabella H, è stata di fatto azzerata,
aveva presentato un ordine del giorno, approvato da tutto il
Parlamento, che vincolava oltre 2.100.000,00 euro, per le leggi
nn. 8, 18 e 31, in realtà, lo stanziamento che è stato individuato
alla fine è di 700 mila euro a fronte di stanziamenti per il
comparto sportivo, in senso lato, che fino a qualche anno fa erano
di 12 milioni e 600 mila euro.
Ebbene noi abbiamo accolto, con grande soddisfazione, assessore
Stancheris, l'inversione di rotta che il Governo ha individuato,
inserendo all'interno della legge finanziaria lo stesso
stanziamento del 2012. Non abbiamo sinceramente capito quello che è
accaduto in quella famosa notte tra domenica e lunedì, tra il 29 ed
il 30 dicembre, quando è stato presentato un emendamento
soppressivo di 1 milione e 200 mila euro sulla legge n. 8,
assolutamente incoerente rispetto al percorso che noi abbiamo
accolto con grande soddisfazione. Quell'emendamento, grazie al
senso di responsabilità di tutto il Parlamento, della maggioranza,
dell'opposizione è stato bocciato e, quindi, lo stanziamento rimane
nella stessa misura individuata nel 2012. Abbiamo, altresì,
permesso l'incremento fino ad 800 mila euro della legge n. 31 per
lo sport di vertice.
Ebbene, mi auguro, che lo stesso segnale si possa registrare
anche per alcune associazioni che hanno svolto una funzione di
fondamentale importanza dal punto di vista sociale, penso
all'Unione italiana ciechi, penso all'Ente nazionale sordomuti che,
in questo momento, all'interno della finanziaria non vedono alcun
tipo di stanziamento.
Sono assolutamente convinto e capisco l'oggettiva difficoltà che
il Governo deve affrontare, dato le esigue risorse, ma credo che su
queste tematiche ci sia l'assoluta necessità di invertire la rotta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi
questo Parlamento è chiamato a discutere i documenti economici più
importanti: bilancio e finanziaria.
Quest'anno mi ero immaginata una legge finanziaria di sviluppo,
una legge rispondente a quelle che erano le esigenze di una terra
ridotta alla miseria, una finanziaria che interessasse tutte le
categorie sociali, tutte le categorie produttive; una finanziaria
che tenesse conto di tutti, della salvaguardia dei più importanti
monumenti storici della Sicilia, di tutte le peculiarità della
Sicilia e non solo di alcuni e non solo di alcuni monumenti storici
e non solo di alcune peculiarità come, invece, avviene da qualche
anno.
Iinvece, quest'anno, nonostante i soliti proclami, nonostante gli
annunciati tagli degli enti, contrariamente a tali legittime
aspettative, ci siamo ritrovati con la stessa finanziaria dell'anno
scorso, quasi una copia, anzi peggio Poiché è trascorso un anno
importante, durante il quale si sarebbe potuta snellire la macchina
amministrativa, un anno in cui si sarebbe dovuto avere contezza dei
reali bisogni di questa Sicilia, di questa Sicilia che attende
delle risposte dalla politica, risposte che ancora oggi on
arrivano.
Che cosa avrebbe dovuto e potuto fare questo Governo? Che cosa si
sarebbe dovuto coscienziosamente prevedere in una manovra di
finanziaria? In primo luogo, credo, una seria, precisa
razionalizzazione della spesa accompagnata da rigide misure
strutturali, cominciando veramente a sgravare il bilancio della
Regione.
Penso, ad esempio, alla dismissione di tanta parte di patrimonio
immobiliare della Regione; penso alla vendita di quote delle
partecipate, sul tema il Governo è stato a lungo latitante, ricordo
all'Aula che, a fronte del lungo silenzio del Governo in materia,
durato oltre sette mesi, ho presentato un ordine del giorno per
sollecitare l'adozione dei quelle misure ormai indifferibili, se si
vuole salvare l'asfittico bilancio della Regione, di riduzione
della spesa che avessero al centro il riordino delle partecipate.
A ciò aggiungiamo che da un anno chiedo a questo Governo di
presentare un piano di chiusura di taluni enti, cominciando così ad
eliminare i costi di gestione assai gravosi, pur nella salvaguardia
dei livelli occupazionali.
Eppure, ancora, il Governo del non clientelismo continua a
mantenere ed a foraggiare un sottobosco della politica che, in fin
dei conti, costa il triplo dei cosiddetti costi della politica.
Ci ritroviamo dinanzi ad una legge di stabilità che altro non è se
non un anomalo libello demagogico e populistico, emblema
prevalentemente di assistenzialismo che se fosse risolutivo sarebbe
cosa buona, ma poiché si tratta solo di appannaggio, di misura
palliativa, lascia il tempo che trova.
Un esempio per tutti: i quindici milioni di euro previsti per il
reddito minimo oltre a non essere sufficienti, non incoraggiano né
incentivano l'occupazione e io credo che i siciliani non vogliano
più essere assistiti, piuttosto penso che vogliano riacquistare la
dignità di potere lavorare regolarmente e con onestà. Voi pensate
che l'istituzione di un Fondo siciliano per il sostegno
all'inclusione attiva (SIA), con una dotazione di soli quindici
milioni di euro, sia davvero sufficiente a colmare definitivamente
il disagio economico siciliano? Produrranno lo stesso effetto dei
così tanti sbandierati cantieri di servizio? Di questi ne parleremo
al consuntivo.
Continuando con gli esempi, salta agli occhi di tutti la
permanenza dei soliti carrozzoni, quegli stessi carrozzoni che
sulle testate giornalistiche si dice di voler abolire e che vengono
poi puntualmente reintrodotti nei documenti finanziari della
Regione: il CAS che gestisce il servizio delle autostrade, da dove
si potrebbero ricavare degli utili, mentre invece è solo un
carrozzone che non è neppure in grado di garantire la sicurezza
stradale, anche qui si potrebbe ipotizzare la cessione di quote che
la Regione intanto detiene. Insomma, mancano misure di vero
rilancio a vantaggio di uno sviluppo economico sempre più
necessario, che consenta la ripresa immediata dei consumi e che
permetta alle imprese di assumere e le attività commerciali di non
fallire; i Consorzi di Bonifica, i Consorzi di ripopolamento
ittico, sarebbe stato più proficuo intervenire sulle marinerie o,
comunque, prevedere risorse per ricerche scientifiche anziché
mantenerle.
Vale lo stesso per lo IACP e anche per quegli enti che si dicono
importanti perché previsti dalla legge, per esempio il COPPEM ha
avuto già un finanziamento dalla Unione Europea, però prevedere
ancora un milione di euro per quest'anno, in bilancio, e 800 mila
euro per l'anno prossimo e 800 mila euro per l'anno prossimo
ancora, quando ancora in bilancio mancano, per il 2014 e per 2015,
somme per minori e disabili, io credo che una riflessione questo
Governo la debba fare.
Le finanze della Regione, come se non bastasse, continuano a
rimanere vittime di quell'assistenzialismo, frutto della mala
politica degli anni passati, ma che interessa soprattutto il Comune
di Palermo, che la Regione annualmente sovvenziona, quando forse
sarebbe il caso che cominciasse a farsene carica il Comune di
Palermo e non la Regione stessa.
Lasciate che io riprenda quanto ben detto dal collega Falcone, che
ha definito la cosiddetta controproposta' dell'opposizione, una
misura che si pone come obiettivo quello di garantire le entrate
rafforzandole.
Inoltre, saremmo in grado se ci deste ascolto, di risolvere il
problema degli enti locali e dei precari in forza agli stessi.
Trecento milioni di euro si potrebbero recuperare dal taglio del 3
per cento alle spese di amministrazione, compresi gli enti e le
ASP. Avete consapevolezza dell'ammontare del contenzioso delle ASP?
Di quanto le stesse spendano in servizi secondari? Di quanti
sprechi si annidano nei meandri della sanità?
Continuando, venti milioni si potrebbero recuperare dal divieto di
stipula dei nuovi contratti, con la previsione di rinnovare
solamente quelli posti in essere.
Continuando con gli esempi, il riordino del 118, già pronto,
avrebbe consentito ulteriori risparmi, perché si tentenna? Quale
mistero si nasconde?
Purtroppo la mancata sburocratizzazione dell'apparato regionale,
il mancato snellimento delle pratiche amministrative non ci sta
ponendo nelle condizioni di rimettere in circuito l'economia. Basti
pensare a tutti quei lavori che non partono perché le attività
imprenditoriali, le industrie ancora aspettano il rilascio del
parere VIA - VAS, che se pronunciato permetterebbe, per esempio, ai
comuni di rilasciare concessioni edilizie, di ricavare con il
pagamento degli oneri concessori entrate necessarie per il
funzionamento degli enti, e alle imprese di riprendere a lavorare
favorendo, per altro, occupazione e sviluppo.
Gli enti locali: i comuni stanno morendo. Per gli enti locali è
indispensabile ripristinare il fondo, perché in un contesto
terribile come quello attuale, dove lo Stato ha cambiato le regole
del riparto del fondo statale con il fondo di solidarietà comunale
che è agganciato all'IMU, a mio avviso, la Regione, senza dei dati
certi, non può e non deve eliminare il fondo, sostituendolo con il
fondo perequativo che in questo caso è agganciato all'IRPEF, che
può determinare insicuri e minori trasferimenti ai Comuni, che
ingenera, fra l'altro, confusione nella gestione del bilancio
comunale.
Infatti, oltre ad avere uno Stato che ogni anno fa tagli netti, ad
esempio quello della spending review, uno Stato che cambia la
tassazione ogni anno, dall'ICI all'IMU, dalla TIA alla TARES, dalla
TARES alla TRISE, non è concepibile che la Regione stravolga le
poche certezze che finora i comuni hanno avuto. Sarebbe più
opportuno mantenere il fondo ed aggiornare i criteri di riparto che
risalgono al 1999 e che non tengono conto di nuovi parametri:
incremento turistico, incremento demografico.
Tutto questo peraltro senza avere fatto a monte uno studio: è
stata per caso fatta una proiezione utile da verificare le
assegnazioni che verosimilmente spetteranno agli enti locali
rispetto agli anni precedenti.
A mo' di esempio, non è stato quantificato l'importo relativo al
trasporto interurbano per quanto riguarda gli alunni delle scuole
superiori, oggetto tra l'altro di un nostro emendamento insieme a
tanti altri, rafforzando in me l'idea di un documento finanziario
troppo evanescente, aleatorio, approssimativo.
Vogliamo ancora parlare dell'abbattimento delle barriere
architettoniche, quello del rimborso ai comuni, di questo credo che
la stampa nei giorni scorsi se ne è occupata ampiamente: una
disabile di Catania chiede a tutti i cittadini un contributo perché
il comune di Catania non è nelle condizioni di acquistare una sedia
mobile che le consenta di scendere le scale.
Da un anno faccio una battaglia per questo, perché ci sono
disabili che sono relegati dentro e non possono uscire ed allora
piuttosto che tenere e mantenere enti, se uno sforzo ed un
sacrificio si deve fare, facciamolo nei confronti di queste
categorie, e quindi quando si da un contributo si mantiene una
riserva, non si garantisce il comune, l'ente, ma si garantisce un
servizio nei confronti di cittadini e, soprattutto, nei confronti
dei più deboli.
Si è tenuto conto delle realtà locali e, quindi, delle differenze
di incasso tra un comune piccolo ed un comune più grande, una
città, quando appunto si abolisce il fondo delle autonomie locali.
Sarà inevitabile per i comuni aumentare l'aliquota IRPEF per
riuscire a garantire i servizi, con il risultato che a doverne
pagare le conseguenze saranno come sempre i cittadini.
Noi non abbiamo contezza di calcoli, di proiezioni di studio che
il Dipartimento delle autonomie locali ha condotto.
Anche qui mi meraviglio che l'ANCI, l'associazione dei comuni,
anche questa volta rimanga inerte, che non alza i toni, che non
chiede garanzie per evitare il default della Sicilia.
Ed andiamo ancora ai precari: l'articolo 30, relativo al personale
precario, presenta a mio avviso alcune criticità, che non
rassicurano i lavoratori interessati, sia dal punto di vista della
stabilizzazione a tempo indeterminato che della continuità delle
attività in essere.
Uniformare chi di fatto è impiegato in attività socialmente utili
con chi di fatto ha beneficiato di una misura di fuoriuscita, che
poi è rappresentata dal contratto a tempo determinato e non tenere
conto delle professionalità e delle competenze maturate alle
dirette dipendenze di pubbliche amministrazioni per i quali si
ricoprono specifiche responsabilità, è lesivo dei diritti
soggettivi.
Quindi, il mio auspicio è che gli emendamenti presentati dalle
opposizioni, dalla sottoscritta, possono essere accolti in questa
Aula senza pregiudizi di ideologia e di provenienza, affinché si
possa quantomeno correggere in parte la manovra.
E solo un'ultima considerazione lasciatemela fare sul bilancio:
cioè la manovra finanziaria paga uno scotto, che è quello di una
politica oltranzista che lo Stato ha condotto nei confronti di
questa terra, infatti la Regione ha dovuto supplire ed anzi farsi
carico di competenze che nelle altre regioni supplisce lo Stato e
che la Regione paga per Statuto interamente e poi viene invece
declinata come la Regione degli sprechi.
Il Governo, anche qui, nel bilancio, avrebbe dovuto presentare un
bilancio che avrebbe dovuto coprire il costo dei precari e mettere
nelle condizioni l'Aula di approvare, anche con un solo articolo,
la proroga dei precari, invece si è costretti ad aspettare
l'approvazione della finanziaria perché i 300 milioni di euro sono
collegati ai risparmi ottenuti con la manovra finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, credo che quello passato, sul piano della
programmazione, sul piano della politica, sul piano dell'attività
del Governo, sia un anno da dimenticare.
Non sarà facile dimenticarlo perché, probabilmente, è scorso con
le peggiori delle vicende e, soprattutto, perché quello che sta per
presentarsi non nasce con le stesse premesse, in funzione del fatto
che, già nel 2013, i dati sono disastrosi rispetto al Prodotto
interno lordo - crollato del 6,5 per cento - con una Sicilia che
non solo è riuscita a fare peggio rispetto alla media nazionale,
con un
-4,4 per cento, ma che ha superato anche la media del Mezzogiorno
con un -5,6 per cento.
Nei primi nove mesi dell'anno, sono stati persi circa 13 mila
posti di lavoro e 50 mila nei servizi, di cui 38 mila solo nel
commercio, e non faccio riferimento, ancora, ad alcuni settori
particolari che potevano ricevere un impulso decisivo - mi
riferisco, ad esempio, al settore delle costruzioni, in cui vi è
stato un calo degli occupati del 7 per cento - con un tasso di
disoccupazione giovanile, che prima di me qualcuno citava già, che
supera il 55 per cento.
In questo clima, il Governo presenta un bilancio 2014 e un disegno
di legge di stabilità della Regione siciliana che è, a dir poco,
carente perché è senza prospettiva, oltre che privo di maggioranza,
come troppo spesso è accaduto nelle Commissioni di merito e, tra
queste, ad esempio, mi riferisco a quell'emendamento, a quel testo
che avrebbe dovuto prevedere la riduzione delle società partecipate
e che, persino nella stessa Commissione di merito - la Commissione
Bilancio -, è stato approvato.
E, in quel caso, ha trovato l'elemento di discordia e, in quel
caso, il Governo, ancora una volta, si è ritrovato senza
maggioranza.
Noi, come opposizione, ci siamo limitati a dar vita ad una serie
di emendamenti dei quali nessuno aveva, assolutamente, carattere
strumentale. Qui, chi ha più esperienza di me può ricordare come il
numero non sia stato eccessivo: quindi, alcun carattere
ostruzionistico ma, semplicemente, il desiderio di dare spunto su
aspetti che erano, evidentemente, lacunosi a partire, ad esempio,
dal contenimento della spesa, continuando per il sostegno agli enti
locali, alle categorie in difficoltà, alle fasce deboli, alle
disabilità, alle società partecipate, allo sport, al turismo,
all'affermazione di principi di forma e di sostanza, a partire da
quelli contenuti nello Statuto speciale.
Ricordo come, un anno fa, si parlò tanto dell'articolo 37 e su
questo si fece tanta demagogia, fino ad arrivare al punto che,
oggi, di quei buoni propositi nulla troviamo.
Sostegno all'agricoltura, avremmo voluto vedere, ai consorzi di
ricerca, fino ad arrivare alla soppressione degli enti inutili,
come più volte sono stati dichiarati e annunciati senza seguito,
andando avanti per il sistema previdenziale.
Presidente della Regione Crocetta, ci saremmo, in una parola
soltanto, aspettati dalla sua maggioranza, dal suo Governo, delle
scelte più coraggiose, magari, anche, non condivise sul piano della
politica ma, almeno, più forti, di strappo , come lei più volte
ebbe a dire, di carattere rivoluzionario di cui non si vede alcuna
traccia.
E, invece, un bilancio, onorevoli colleghi, che contiene solo voci
di spesa obbligatorie: stipendi, pensioni, rate di mutui, sanità,
mentre tutti i settori dell'Amministrazione regionale, settori su
cui avremmo dovuto investire: agricoltura, attività produttive,
ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, spese per i Comuni,
riforme delle Province...
Fino a stamattina, in prima Commissione, con un Governo che
deserta i lavori di Commissione, assistiamo ad una riscrittura del
testo che crea una situazione imbarazzante, perché se quella
Commissione avesse dovuto funzionare, senza alcuna colpa né del
Presidente né dei componenti, probabilmente, quel testo - perché
era un nuovo testo non era soltanto un emendamento - andava
dichiarato inammissibile e avremmo dovuto ridare i tempi per
dettare e ripresentare gli emendamenti. E, nel frattempo, la
clessidra di quei 45 giorni scorre e con questo scorrono le
speranze di dare vita ad una riforma che non troverà, ormai è
chiaro, Presidente Crocetta, alcuna luce. Con la variabile che,
trattandosi di un bilancio con un buco di cinquecento milioni di
euro rispetto al 2013 - e questo dobbiamo dircelo con chiarezza -
interi settori dell'Amministrazione regionale subiranno,
irrimediabilmente, in finanziaria, tagli che oscillano tra il 40 e
il 60 per cento.
Questo perché prevediamo delle entrate sulle quali non abbiamo
alcuna certezza. E questo è barare, è nascondere le carte, è dare
menzogne, false speranze ai cittadini che, tuttavia, ormai, hanno
compreso con chiarezza qual è l'atteggiamento.
Senza copertura finanziaria, Presidente della Regione, su alcune
voci di spesa, questo bilancio non potrebbe neanche essere
approvato e la colpa non è sicuramente di una opposizione
irresponsabile.
La colpa va cercata nei meandri di questi articoli mal scritti, di
questi articoli mal pensati, senza, probabilmente, fare riferimento
ai giusti pareri, a partire da quell'articolo 4, con gli
accantonamenti tributari.
S'imponeva, glielo chiedemmo, maggiore autorevolezza rispetto ai
rapporti con Roma, autorevolezza che non c'è stata, perché non c'è
voglia di dar vita a strumenti veri di sviluppo.
E, di fronte - e questa è una cosa che mi fa particolarmente male
e rispetto alla quale provo profondo dolore - ad un atteggiamento,
talvolta costruttivo, ricordo la relazione dell'opposizione fatta
dall'onorevole Falcone ma anche di altri colleghi, dell'onorevole
Di Mauro e di altri; di fronte a quelle relazioni, a quelle
considerazioni, anziché andare a snocciolare i dati e scendere nel
merito delle scelte fatte con quel bilancio e quella finanziaria,
il Presidente Crocetta, la scorsa settimana, ci ha tenuto mezz'ora
su un vacuo e liquido discorso sulle coppie di fatto, come se,
ancora una volta, dover mandare fumo negli occhi ai siciliani prima
e all'Aula dopo fosse la soluzione, la panacea di tutti i mali.
Rispetto a quelle affermazioni, Presidente Crocetta, mi consenta
di dirle che non è questa la scelta che le famiglie siciliane
vogliono; le famiglie siciliane non vogliono una precarizzazione
delle famiglie. Avrebbero voluto, per carità, probabilmente,
insieme ad un sostegno alle coppie di fatto, prima di tutto, un
sostegno ai nuclei familiari, in modo da agevolare le nuove
nascite. In un Paese con un tasso di natalità bassissimo e che va
verso l'invecchiamento, anziché investire sulla famiglia,
continuiamo a gettare fumo negli occhi e investiamo sulle coppie di
fatto.
Una finanziaria, quindi - e questo lasciatemelo dire, queste cose
bisogna anche sottolinearle - che va in soccorso, anche rispetto
alla questione delle coppie di fatto, alle lobby, alle
multinazionali; che va in soccorso dei più forti e, invece,
abbandona i deboli.
Una finanziaria che, quindi, rispetto a questo tema non tiene
conto che il welfare può essere sostenuto solo da una società
fondata sulla famiglia, primo ammortizzatore sociale in tempo di
crisi da incoraggiare e sostenere opportunamente, unica garanzia, a
mio avviso, per il futuro. Non si può investire soltanto pensando
ai diritti senza porre in essere i doveri.
Su questo le dirò cose forti, di cui sono estremamente convinto,
opinabili come le sue scelte, d'altra parte, dicendole che la
coppia di fatto nasce in condizioni di provvisorietà, senza
prospettive a lungo termine e già gode di privilegi rispetto alle
coppie coniugali.
E, su questo, ma ci ritorneremo quando entreremo nel merito
dell'articolo, le chiedo se, davvero, vogliamo investire sul futuro
o fare beneficenza al presente; se vogliamo togliere alle famiglie
per dare alle coppie di fatto; se vogliamo evitare il precariato
sociale ed incoraggiare il precariato familiare e se, invece, non
sarebbe il caso di porre la famiglia al centro del nostro welfare.
Continuando così, invece, finiamo col disincentivarla, sostenendo
vie brevi e disimpegnate alla vita di coppia, con tanti diritti e
nessun dovere; ma di questo ne parleremo quando affronteremo
l'articolato nella prossima puntata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo facendo una discussione un po' déjà vu, un po' come se ci
trovassimo in una situazione in parte già vista, per cui celebriamo
un rito e, dentro questo rito, ognuno, giustamente, si colloca
sulla base dello schieramento di appartenenza.
Credo, invece, che non stiamo celebrando un rito e, se posso fare
una obiezione, credo che, in questa discussione, non stiamo facendo
emergere la drammaticità in cui ci troviamo. E, dentro questa
drammaticità, paradossalmente, quello che alla fine sarà il fatto
positivo, ovvero che noi, dopo quasi un decennio, approveremo il
bilancio e la finanziaria per l'anno in corso ad inizio anno, cosa
che non è avvenuta quasi nell'ultimo decennio.
FORMICA. Un quinquennio, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Quasi, onorevole Formica. L'ultimo è stato nel 2006 o
2005, addirittura, a mia memoria. Non ci dividiamo, in ogni caso,
sul datario. Lo dico perché anche questo evento positivo di dare
certezza allo strumento finanziario, paradossalmente, è figlio
della situazione drammatica in cui siamo. Abbiamo la necessità di
accelerare il bilancio proprio per evitare ulteriori sorprese e
questo va detto con estrema verità, non solo al Parlamento, ma ai
siciliani, perché, nei prossimi mesi, non è che, siccome sarà un
tempo diverso, ci risolveranno i problemi.
Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi,
è possibile pure che la situazione finanziaria renderà
particolarmente complesso il fatto di traslare il bilancio ad
aprile come abbiamo fatto in altri momenti.
Non mi dilungo sui dettagli; chi sa le cose di cui parliamo
capisce di cosa stiamo parlando.
E quindi è paradossale che affrontiamo quella che appare
un'opportunità ma dentro una crisi che per noi è doppia. Stiamo
pagando la crisi del Paese e la stiamo pagando, paradossalmente,
essendo area a sviluppo ritardato , la avvertiamo più in ritardo
di quanto l'abbiano avvertita nell'altra parte più ricca del Paese
e ne vediamo i tratti sociali di una disperazione e di una
difficoltà crescente della nostra gente.
Ed è dentro una crisi generale. A questa crisi generale sta
corrispondendo una politica - da parte dello Stato - che è iniziata
con i governi drammaticamente segnati da una fobia verso il Sud e
verso la Sicilia, in particolare, i governi guidati anche da
esponenti e ministri leghisti che hanno visto nella specialità il
luogo dell'aggressione per rendere, diciamo, questo Paese
apparentemente federalista ma tentando di colpire le Regioni ad
autonomia speciale.
Cosa voglio dire?
Quest'anno - diciamo ai siciliani, assessore, diciamolo con la
nettezza e con la crudeltà perché, se diciamo la verità, la gente
ci capisce e, se, invece, facciamo credere che facciamo
un'operazione rituale, è legittimo che ognuno aspiri ad avere un
pezzo della torta, pensando che ancora ci sia una torta da dividere
-, a fronte dei dieci miliardi circa di entrate proprie della
Regione, che servono per alimentare la spesa corrente - che assieme
al Fondo Sanitario arriva a circa 15 miliardi di euro - cancelliamo
dal nostro bilancio, di quei dieci miliardi che sono le entrate che
pagano i siciliani, un miliardo e mezzo circa di minori spese.
Credo che per qualunque amministrazione pubblica, costretta a fare
un taglio del 15 percento sulle entrate proprie, sia un'operazione
di grandissima difficoltà finanziaria, difficoltà sociale.
Abbiamo un miliardo e cinquanta milioni di accantonamenti, come è
stato ricordato - e lì c'è la storia dell'articolo 4 - per cui una
parte di quegli accantonamenti li cederemo col patto e, dall'altro
lato, c'è la novità che da quest'anno la proroga o l'avvio del
percorso di stabilizzazione dei precari siciliani non avviene
soltanto garantendo il Fondo per l'occupazione, anche se lo
chiamiamo in maniera diversa - quindi i famosi trecento milioni -
ma a quei trecento milioni si aggiunge un taglio di eguale entità
al bilancio ordinario della Regione.
Se, quindi, fate i conti, 300 più 150 e, poi, dirò quale
riduzione, porta ad un miliardo e mezzo il sistema Regione di
minori entrate.
Dirò pure quali altre riduzioni si stanno consumando per una
situazione paradossale che necessita la consapevolezza politica di
tutta la Sicilia per riaprire una questione nazionale, ovvero
viviamo in una situazione paradossale: da un lato, si riduce la
base imponibile IRPEF che pagano i siciliani in Sicilia e,
dall'altro lato, aumenta l'addizionale IRPEF, cioè aumenta la
platea dei siciliani che pagano l'IRPEF, in quanto persone fisiche.
Si riduce la platea dei sostituti d'imposta che pagano in Sicilia.
Cosa sta succedendo quindi? Che sta cambiando anche la natura
giuridica della forma con cui si presenta l'impresa, tra
virgolette, in Sicilia.
Ciò che prima era produttore di ricchezza nel nostro territorio,
ora, si trasferisce fuori dal territorio siciliano, con la
conseguenza che le persone sono sempre lì, sono le stesse, nomi e
cognomi e codici fiscali uguali, anzi, quei codici fiscali
contribuiscono di più attraverso l'addizionale Irpef della nostra
Regione. Però, quando si va a vedere chi versa per quei codici
fiscali, residenti in Sicilia, sono meno dell'anno precedente.
Si sta determinando, quindi, un corto circuito sulla dimensione
delle entrate che o lo affrontiamo - e lo affrontiamo con la
necessaria drammaticità - non dentro l'atteggiamento
insopportabile, pregiudiziale e spesso stucchevole nei confronti
della Sicilia e dei siciliani. Non perché la Sicilia non abbia
molte cose da farsi perdonare e molti rimproveri da subire su una
modalità di gestione allegra non solo della finanza, ma della spesa
pubblica. Spesso, questo atteggiamento pregiudiziale e questo
pregiudizio finiscono per non far vedere anche i torti che sta
subendo la nostra Regione nel rapporto con uno Stato, non con lo
stato della politica, con lo stato dell'amministrazione, che,
spesso, per eccesso di burocratismo, per pigrizia, per pregiudizi,
si finisce per dare per scontato che le cose vadano come devono
andare.
La conseguenza è un miliardo e mezzo di minori entrate nel
bilancio di questa Regione e in parte sarà così il prossimo anno e
sarà così anche fra due anni, speriamo un po' meno, ma lì siamo.
Allora, dobbiamo, da un lato, dire ai siciliani che questa è la
situazione e non far finta che stiamo vivendo una situazione
ordinaria, che stiamo facendo un bilancio ordinario; stiamo facendo
un bilancio assicurando, in un contesto complicatissimo come quello
in cui stiamo operando, il tentativo di salvare quel modello di
welfare, a volte discutibile, che si è consolidato nel tempo e che,
comunque, garantisce ad un pezzo della Sicilia di poter continuare
a sopravvivere in una Regione dove, se si esclude un po' di
apparato produttivo nel settore petrolifero e nel settore chimico,
la grande impresa di questa nostra Sicilia rimane la Regione.
Allora, anche la retorica, le discussioni che spesso si fanno
sullo sviluppo dobbiamo far crescere un sistema di impresa,
dobbiamo aiutare le imprese, dobbiamo aiutare tutto quello che
vogliamo, ma innanzitutto le dobbiamo avere le imprese.
E il paradosso è che, negli ultimi anni, le imprese si cancellano,
non perché non le aiutiamo ma perché c'è un sistema di mercato che
sta - come dire - depauperizzando il sistema economico del nostro
tessuto sociale. E non possiamo, quindi, permetterci di spazzare
via quel modello di welfare che è costoso, che a volte rischia di
farci avvitare su noi stessi, ma che, se chiudiamo i rubinetti
d'emblée, precipitiamo in un collasso economico in cui a farne le
spese sarà la Sicilia, perché il rischio che la Sicilia diventi
una terra del tutti contro tutti è dietro l angolo.
Vedete, in questi giorni, ho assunto una posizione anche a
proposito della vicenda dei forestali. Ora, anche qui ci sono tomi
di letteratura sulla questione dei forestali. Sono troppi. Quanti
sono? Spesso non si dice tutta la verità perché quando si parla di
24 mila persone si dimentica di dire che non sono 24 mila persone
che lavorano dall'1 gennaio al 31 dicembre, ma, essendo operai
stagionali, alcuni a 78 giornate, alcuni a 101, altri a 151, se
facessimo la media di un lavoratore medio, i lavoratori sarebbero -
sì e no - 8-9 mila persone, come se lavorassero tutto l'anno a
tempo indeterminato nell'amministrazione pubblica.
E, però, mediaticamente, fa più notizia il 24 mila . E' inutile
che tu poi lo vai a spiegare che 24 mila non sono 24 mila, perché
non funziona, perché il modello comunicativo deve essere quello
ora, anche lì, non voglio sottacere sprechi, atteggiamenti di un
andazzo di eccessiva compiacenza. Penso, ad esempio, alle
forniture; penso a tutte quelle attività che ruotano attorno alla
forestazione, guanti e scarponi che si cambiano come pedalini; un
meccanismo di spesa; benzina verde che costa il triplo della
benzina normale; acquisizioni che in una economia di scala e in una
acquisizione centralizzata avrebbero dei costi ridotti. C'è tutto
questo ed è giusto che il Governo lo combatta senza guardare in
faccia nessuno. Ci sono anche gli abusi. L'assessore ha detto,
attraverso i giornali, che c'è il problema di forestali che abitano
a Pioppo e lavorano a Cefalù. E' una vergogna, però, scusi, mi
dispiace che non ci sia l'assessore Dario Cartabellotta. Lo dico
perchè era pure direttore all'Assessorato Agricoltura da cui
dipende l'Azienda forestale. Lui, da direttore, doveva verificarle
quelle cose.
Scusate perché qui se no va a finire che non si capisce mai di chi
parliamo; qui è un film, e ognuno recita a seconda della parte in
commedia che, in quel momento, è chiamato a svolgere. E no, ci
mancherebbe che non dobbiamo contrastare gli abusi, gli sprechi, ma
attenzione a non perdere di vista la modalità con la quale un
Governo riformista governa i processi e le riforme nel rapporto
con la società.
Non mi separo dal metodo della concertazione. Non perché sono
amico dei sindacati ma perché so che se isolo i sindacati, sempre
in una platea complessa e difficile come è quella dei forestali,
regalo migliaia e migliaia di persone alla vandea della
disperazione sociale e li metto come una bomba atomica contro le
istituzioni, contro la politica e contro la democrazia. Ecco perché
guai, in nome del risparmio e del riordino, mettiamo in discussione
modalità di tutela dei diritti negoziati con le organizzazioni
sindacali.
Non ci rinuncio a questi elementi di principio e tutto si può
fare, ma lo si deve fare sempre seguendo un metodo che è il metodo
della concertazione. Noi siamo il centrosinistra e siamo il
centrosinistra anche per queste ragioni. Infine, voglio qui
proporlo, lo farò quando saremo non so bene in quale parte degli
emendamenti, visto che tra aggiuntivi ed emendamenti al testo mi
sono perso un po di vista e spiegherò poi perché.
Io, ad esempio, penso che in questa finanziaria dobbiamo provare a
risolvere un problema. Ce ne sono tanti altri, alcuni non li
risolveremo, ci vorrà del tempo, ma uno lo dobbiamo risolvere. C'è
un bisogno sociale che, in Sicilia, si conosce da 40 anni e il
bisogno sociale si chiama ciechi e sordomuti: i libri di testo, i
cani guida, l'attività di assistenza per persone che hanno una
disabilità che non passa, purtroppo, cioè che non è a scadenza. Se
un soggetto è affetto da cecità se la porta dietro tutta la vita.
Signor Presidente, troviamo una soluzione nel bilancio per rendere
il rapporto tra la Regione e questo mondo di disabilità un rapporto
permanente. Liberiamo questo mondo dalla questua, da un
atteggiamento di dovere aspettare la domanda per potere offrire la
risposta.
Io non voglio i voti dei ciechi; voglio che i ciechi vivano in
Sicilia sentendosi cittadini al pari degli altri. Evitiamo che ogni
anno, aspettando i voti dei ciechi, ci giochiamo, ogni anno,
l'emendamento da proporre. Ed allora, io credo che tutto questo
liberiamolo da questa sceneggiata dell'avviso, in cui chiediamo:
Ci sono cittadini che si voglio occupare anche dei ciechi? e
rispondo: L'unione dei ciechi. Ed allora, ogni anno è una
sceneggiata, rischiamo di fare diventare anche questa una farsa.
Vedo che ci sono emendamenti trasversali. Possiamo trovare una
soluzione, così regolarizziamo una delle tante questioni aperte e
spero che, comunque, almeno il bilancio, insieme a tanti altri
problemi, non ho parlato dei precari.
Credo, però, che un bilancio, in una situazione così difficile,
non debba perdere di vista quel po' di welfare che questa Regione,
comunque, deve garantire alle fasce più deboli. Purtroppo, ci sono
ancora tanti esclusi, ma qua gli esclusi non possono diventare il
pretesto per levarlo a chi ce l'ha.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente, avevo
preparato un altro tipo di intervento, ma siccome non parlo da
tempo immemore, anzi, da sempre, mai ho parlato con documenti
scritti, sono un inventore al minuto, vedrò di modificare, in corso
d'opera, l'intervento.
Sto parlando dopo che ha parlato il vero capo dell'opposizione al
Governo Crocetta, quell'Antonello Cracolici che, con la sua solita
abilità oratoria, ha saputo illustrare, meglio di tutti gli altri,
le criticità, le inadempienze, l'inadeguatezza, l'incapacità, a
parer suo, di questo Governo e di questa Giunta ad affrontare e
risolvere i gravissimi problemi che si pongono all'attenzione del
Governo regionale per quanto riguarda la nostra Terra, e cioè la
Sicilia, in un contesto di grandissima difficoltà che tutti
conosciamo.
E, certamente, in una situazione del genere, è veramente difficile
non essere d'accordo con quanto sostiene l'onorevole Cracolici,
salvo aggiungere alcune cose.
Ed in via preliminare, vorrei dire che noi assistiamo da molti
mesi ormai, anche con ultimatum da parte del PD, alla richiesta di
essere coinvolto, direttamente, nel Governo. Il discorso di oggi è
una normale conseguenza di quanto nel corso del tempo, negli ultimi
sei mesi, abbiamo letto sui giornali, del pressing che esercitano,
costantemente, per essere presenti, richiedendo un rimpasto, nella
Giunta di Governo.
Ma perché il PD deve essere presente nella Giunta di un Presidente
che non ha la maggioranza? A che titolo si rivendica la presenza in
Giunta, e cioè mettere il proprio cappello pesante sull'azione
della Giunta senza che si sia usciti vincitori dalla competizione
elettorale? Qual è la ragione? E qual è la ragione per la quale
noi, oggi, dovremmo, da un lato, rispetto al rigore che viene
richiesto dalla situazione finanziaria veramente tremenda che
stiamo vivendo, operare nella direzione di salvaguardare una serie
di norme e di privilegi e, dall'altro lato, mettere in sicurezza il
bilancio?
E' forse l'opposizione che sta chiedendo al Governo di mantenere
le società partecipate? E' forse l'opposizione che sta chiedendo al
Governo di allargare i cordoni della borsa? E' forse l'opposizione
che chiede a questo Governo di continuare nel privilegiare alcuni
settori, oserei dire parassitari, dell'economia della nostra
Regione? E' forse l'opposizione che sta impedendo una rapida
approvazione del bilancio e della finanziaria? O non è, forse, il
contrario? Non è stata l'opposizione che, fin dall'inizio, conscia
e consapevole dei rischi enormi che stavamo correndo e che stiamo
tutt'ora correndo, rispetto in primis all'enorme massa del
precariato ha detto fin da subito: siamo disponibili . Anzi,
invitavamo questo Governo a presentare bilancio e finanziaria
rapidamente ed approvarli entro il 31 dicembre per scongiurare ogni
possibile rischio.
I problemi da questo Governo vengono da una maggioranza - così la
dobbiamo chiamare - dal gruppo di deputati che si aggregano, si
abbarbicano sarebbe meglio dire, ad un Governatore per cercare di
creare una finta maggioranza al fine di pretendere e di avere
qualche prebenda. Ma oggi non siamo più in grado di dare prebende,
caro Governatore. Ebbene io, se lei non si fosse fin da subito
manifestato e definito come Presidente della rivoluzione , non
avrei alcunché da rimproverarle; ma lei ha commesso un errore
grave, gravissimo: si è presentato, urbi et orbi, come il
Presidente della rivoluzione .
Ed allora, il Presidente della rivoluzione in Sicilia, non
dovrebbe mai e poi mai dire che non è vero che ha dei rapporti
privilegiati con Confindustria. Mi verrebbe da dire, Presidente:
excusatio non petita, accusatio manifesta , perché nessuno,
nessuno le ha rimproverato questo E, avere rapporti privilegiati
con quella Confindustria che in Sicilia rappresenta solo la
speculazione, la distruzione dell'ambiente senza apportare alcunché
al Pil ed alla produzione di ricchezza di questa Regione, salvo per
la presenza di quelle industrie spazzatura , quella vergogna che
nessuno vuole in nessuna parte del mondo e che ogni tanto
minacciano di andare via.
Veda, signor Presidente, non hanno neppure fantasia Perché
ricordo, nel lontano '97, ad una riunione del Presidente di allora
(siccome sono un cattivello, ero neo eletto deputato ed ero lì a
quella riunione) ad una riunione dei petrolieri con la Presidenza
della Regione minacciavano la stessa cosa: Se non ci date degli
incentivi fiscali, noi andremo via . E ricordo che io feci la
battuta: Sono convinto che andrete via Tant'è che è a tutti noto
che ci sono innumerevoli regioni d'Italia e del mondo che vi stanno
aspettando a braccia aperte per dirvi: prego, venite, fateci una
bella raffineria qui, accanto alle nostre case, così respiriamo
aria pulita . Una vergogna ed una impudenza senza fine Dove
devono andare a impiantare quelle industrie che neppure in Africa
vogliono più, perché anche lì hanno acquisito la consapevolezza che
non portano sviluppo, che non portano ricchezza, ma che portano
solo morte, distruzione e arricchimento per pochi
Quindi, non è accettabile il discorso da lei fatto in quest'Aula,
in cui si dice: A fronte del fatto che abbiamo delle situazioni ,
che vuol dire delle situazioni? Che situazioni avete? Abbiamo
delle situazioni rispetto a degli investimenti, che questi
propongono e che minacciano di non fare .
Sa, Presidente, io non voglio accusare lei di tutti i misfatti che
sono accaduti nel corso di questi 60 anni di autonomia. Però,
Presidente, lei dovrebbe capire, ha l'arguzia e l'intelligenza di
capire che dicono di fare investimenti in questa Regione da almeno
20 anni, e li pospongono però, di anno in anno, col continuo
ricatto rispetto a una minaccia che, come ho detto prima, non ha
senso di esistere, né di essere accolta è peggio di un'arma
spuntata, perché non hanno dove portarle quelle porcherie che
chiamano industrie.
Io da un Presidente della rivoluzione mi sarei aspettato che, per
esempio, per quanto riguarda il problema dei rifiuti, lei avesse
manifestato una maggiore vicinanza all'Assessore Marino che,
invece, da ciò che abbiamo ascoltato, abbiamo tutti percepito che
si tenta di lasciarlo solo. Ma lasciare solo Marino quando dice che
il sistema dei rifiuti è marcio e che procura guadagni per oltre un
miliardo, a fronte di un buco di un miliardo e mezzo che abbiamo
nei conti di questo bilancio, ma quale rivoluzione è questa?
Sarebbe stata rivoluzione essere accanto a Marino e dire:
voltiamo pagina, cambiamo, finiamola con le discariche aperte a
tutti e che procurano guadagni ingentissimi per pochi a fronte di
buchi certi per i bilanci dei comuni che, alla fine, pagheranno i
cittadini .
Io, Presidente della rivoluzione, mi sarei aspettato che sulla
questione dei manager della sanità che gestiscono un bilancio di
nove miliardi e oltre delle nostre magrissime risorse finanziarie,
lei avesse mostrato determinazione che non ha mostrato.
Io voglio ricordarle che la cosiddetta legge blocca nomine , che
mi fregio di aver contribuito a fare approvare contro l'opposizione
a quella norma del Governo precedente, della maggioranza
precedente, anche arrampicandomi sugli specchi del Regolamento
parlamentare, quella legge che è una legge di grande civiltà che
stabilisce che nei sei mesi antecedenti le elezioni o in caso di
elezioni anticipate, il Governo, tutti i governi, qualsiasi governo
non può procedere più a nomine e se ci sono norme o nomine in
scadenza può procedere con i commissariamenti. Quella legge è
chiarissima, a proposito proprio dei manager della sanità. A
proposito dei quali recita che il nuovo Governo, entro 60 giorni
nomina i manager della sanità.
Di quei 60 giorni, caro Presidente, ne sono passati dei multipli.
Siamo a oltre un anno dall'insediamento del nuovo Governo e ancora
si lasciano al loro posto dei manager che hanno dimostrato in molti
casi la loro incapacità gestionale, se è vero com'è vero, che di
fronte ai disastri continui a cui assistiamo e che certamente
indignano lei come rappresentante della Regione e dei siciliani,
oltre che tutti i cittadini, oltre che l'Assessore per la sanità, e
nonostante i disagi immensi si ripresentano poi con dei buchi
disastrosi sui bilanci che si chiede a tutti i cittadini poi di
ripianare, dei soggetti che illegalmente occupano dei posti,
illegalmente sono lì a gestire risorse possibilmente in seguito
all'aver appreso che non fanno più parte dei nominabili e, quindi,
non hanno più neanche l'interesse spicciolo a fare della buona
amministrazione il loro obiettivo principale, sono tenuti lì.
Io mi sarei aspettato che lei, prima di annunciare che non avrebbe
mai fatto macelleria sociale, si fosse dedicato a prevedere dei
meccanismi nuovi, per esempio di gestione del Fondo sociale
europeo, che da quattro anni è stato smantellato chissà perché.
Qualcuno, qualche voce maligna dice che sempre per quelle
situazioni, per quei rapporti privilegiati, qualcuno dice che,
forse, c'è Confindustria che vuole mettere le mani sul Fondo
sociale europeo. Che ne dite, per esempio, che si smantella la
formazione professionale, non togliendo quegli enti farabutti,
delinquenti e ladri che hanno rubato, ma smantellando il sistema
senza costruirne uno nuovo e chissà se poi dovrà comparire, chissà
se compare qualche convenzione con Confindustria o con le aziende
per fare la Formazione attraverso l'apprendistato. Potrebbe essere,
possono essere solo le malelingue, ma sarebbe più giusto
CROCETTA, Presidente della Regione. Sarebbe un crimine, questo
FORMICA Ma sarebbe più giusto dirlo, Presidente, non lasciare gli
operatori nell'incertezza più assoluta.
La verità è che la finanziaria è una finanziaria meramente
ragioneristica. E quando si dice, come ha detto il Presidente:
prevediamo delle misure per le coppie di fatto , è veramente
assurdo privilegiare da un lato, attraverso dei provvedimenti che
vengono presentati come giustizia sociale per i più deboli, in
questo caso per quelli non coperti e contestualmente, per esempio,
si impedisce ai disabili di poter frequentare le scuole, tagliando
il fondo per la frequenza dei disabili nelle scuole con la
eliminazione del fondo, con il decurtamento totale del fondo per le
province, sapendo perfettamente che con quei soli 10 milioni che
sono previsti nel bilancio della provincia certamente non ci potrà
essere la frequenza dei disabili alle scuole.
E' veramente paradossale Perché da un lato si invocano e si
acclamano diritti per chi ne ha di meno e dall'altro lato con
certezza si tagliano, invece, i diritti veri di quei disabili che
non un Governo di centrosinistra, non un Governo della rivoluzione,
non un Governo orientato verso il sociale, ma qualsiasi Governo
dovrebbe avere a cuore.
Sul resto, i miei colleghi hanno detto abbastanza rispetto alla
mancanza totale, completa, assoluta di qualsiasi previsione di
fondi che possano consentire a questa Regione il rilancio.
L'onorevole Cracolici diceva bene: qui il problema non è di
qualche spicciolo, qui il problema è se questa Terra, se questa
Regione esisterà ancora da qui a qualche anno non come Istituzione,
che alla fine sarebbe grave, ma non quanto la scomparsa di ogni
attività e di qualsiasi tipo di produzione da parte di questa Terra
in tutti i settori, perché tale è la portata dell'accanimento
terapeutico da parte dei Governi centrali che si sono succeduti nel
tempo nei confronti di una Regione che è assente dai tavoli romani.
Il Governatore dovrebbe passare le sue giornate a Roma, e non per
andare in questa o in quella trasmissione televisiva, ma per
incatenarsi davanti al Governo che, attraverso i provvedimenti che
ha preso negli ultimi anni, ha, di fatto, strangolato questa
Regione Ha, di fatto, impedito a questa Regione non di potersi
avviare verso un cammino di sviluppo, ma di potervi, persino,
pensare, di poter persino immaginare che, in un domani, vicino o
lontano che sia, ci possa essere sviluppo Per questa Regione c'è
in previsione l'addio lento, più o meno lento, verso il cimitero
Ed allora, il problema è di capire perché si fa una battaglia, per
esempio, contro il ponte sullo stretto di Messina, dicendo che con
quel miliardo che si recuperava, quel miliardo si spendeva qui in
Sicilia e in Calabria e neppure un centesimo di quel miliardo è
stato speso né in Sicilia né in Calabria, ma sono stati sottratti
alla Sicilia e alla Calabria per essere dirottati per fare opere
pubbliche al nord, e a pagare la cassa integrazione al nord. E
questo avviene, sistematicamente, in tutti i settori.
Allora, o si capisce che si deve ingaggiare un braccio di ferro
vero con il Governo nazionale, un braccio di ferro che porti anche
alle estreme conseguenze, oppure si deve ammettere che da qui a
poco, noi da questa Terra dovremo scappare tutti. Questa terra,
bellissima, sarà un incubo oberato di debiti, oberato da una massa
infinita di persone che non possono, in nessun modo, trovare una
occasione di lavoro, senza nessuna possibilità che ciò possa essere
modificato.
Noi ci saremmo aspettati che questo bilancio, ancorché difficile,
fosse stato più rigoroso verso le scelte veramente essenziali, alla
luce della drammaticità che stiamo vivendo, e che questa
finanziaria, tagliando tutto ciò che si può tagliare, intervenisse
veramente negli unici settori che possono portare sollievo.
Che la si finisse con gli annunci o con i provvedimenti spot o con
i provvedimenti tesi solo a raccattare qualche voto di qualche
nicchia di mercato del voto, quando, invece, qua c'è il rischio di
perdere il 90 per cento del voto che è l'espressione, invece, della
massa completa dei cinque milioni di siciliani che vedono solo, da
questo Governo, non la speranza ma la certezza che porterà questa
Terra alla tomba.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto mi corre l'obbligo di ringraziare tutti i componenti della
Commissione Bilancio . Lo faccio, nella mia qualità di Vice
presidente vicario, per il lavoro importante, significativo che
tutti i componenti hanno svolto nei lavori in cui sono stati
chiamati, anche di notte, per poter fare in modo che sia il
bilancio quanto la finanziaria potessero arrivare in Aula nei tempi
che avevamo programmati e nei tempi che erano previsti.
Perché lo abbiamo fatto? Lo abbiamo fatto per il senso di
responsabilità, per l'impegno che ogni deputato deve avere nei
confronti della propria Terra, per l'impegno che ogni deputato deve
avere nei confronti della gente che lo ha eletto, che lo ha votato
o che pure continua a fargli opposizione nei propri territori.
Lo abbiamo fatto con la convinzione che, per la prima volta dopo
quasi dieci anni, si approvasse un bilancio entro il 31 dicembre,
cosa che non accadeva, come dicevo poco fa, da tempo.
E, lo abbiamo fatto per tanti motivi. Lo abbiamo fatto,
innanzitutto, per un problema che riguardava i precari.
E' stato qui ricordato un po' da tutti la sinergia importante che
si è venuta a creare tra il Governo nazionale ed il Governo
regionale.
All'Assessore Valenti, ma anche al ministro Alfano ed a tutti i
componenti dei due Governi regionale e nazionale va, sicuramente,
il riconoscimento di questa Assemblea per il lavoro intelligente e
significativo che hanno svolto, soprattutto in un'ottica di
contrapposizione con forze che erano presenti dentro il Parlamento
nazionale e che pensavano che la vicenda legata al precariato
siciliano fosse una vicenda solo ed esclusivamente della nostra
Terra e non era, invece, una vicenda che riguarda l'intera Nazione.
Perché non dobbiamo mai dimenticarlo, poc'anzi il Presidente
Formica lo ha ricordato, una parte importante di tasse che vengono
pagate nel resto d'Italia vengono prodotte in Sicilia, sulla pelle,
sulla salute e sulla vita dei siciliani e per cui il problema dei
precari siciliani non poteva essere un problema solo di questa
Terra, ma un problema dell'intera Nazione.
Abbiamo iniziato - e uso il noi perché lo abbiamo fatto insieme
maggioranza ed opposizione - un percorso che entro tre anni deve
portare alla stabilizzazione dei precari, ma non solo ai precari
degli enti locali.
Assessore Valenti, mi piace ricordare che in questo progetto di
stabilizzazione devono entrare anche i precari della Regione.
Stiamo parlando di 608 unità che sono coloro i quali lavorano da
anni nella Protezione civile, nell'Italtel Sirap, di gente che in
questi anni ha garantito livelli di risposta sicuramente importante
che hanno consentito alla nostra Regione si raggiungere,
soprattutto nei settori della Protezione civile, risultati
importantissimi.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Ma accanto ai 608 della Protezione civile e dell'Italtel Sirap e
così via, vi sono, non dobbiamo dimenticarlo, coloro i quali hanno
vinto dei concorsi che sono stati indetti nel 2000, dei concorsi
che sono stati riconosciuti validi da tutti, dalla Giustizia
Amministrativa che sono state invocate da parte dei lavoratori e
che, pertanto, devono entrare dentro questo paniere in cui si vede
al 50 per cento il riconoscimento dei diritti dei lavoratori,
ripeto, precari della Regione e dall'altra parte il diritto
sacrosanto di chi ha vinto il ricorso. Altrimenti il rischio,
Assessore, è che noi dovremmo comunque assumere queste persone
dietro le baionette di qualche commissario nominato dal Consiglio
di Giustizia Amministrativa che aspetta ancora che in Sicilia dopo
13 anni venga fatta giustizia.
Credo che il problema dei precari è un problema che deve stare a
cuore a tutti, ma non è l'unico motivo per cui abbiamo deciso di
accelerare e di fare la finanziaria. L'altro motivo, l'ha ricordato
nella sua relazione il presidente Dina, riguarda il fatto che nel
2014-2020 abbiamo la nuova programmazione europea. Solo dai fondi
della Comunità europea arriveranno alla nostra Terra quasi 7
miliardi di euro, 6,9 miliardi; altrettanto sarà la
copartecipazione che lo Stato nella misura del 70 per cento e la
Regione nella misura del 30 per cento dovranno impegnare.
E' chiaro che non ci potevamo fare trovare dalla Programmazione
europea ancora in fase di approvazione del bilancio. Era un
imperativo categorico a cui tutti dovevamo rispondere, maggioranza
ed opposizione, per far sì che il bilancio e la finanziaria della
nostra Regione fossero pronte entro il 31 dicembre, proprio perché
con la nuova programmazione 2014-2020 la nostra Terra, la nostra
Regione, il Governo che i cittadini hanno eletto potesse essere
nelle condizioni di contrattare, a livello nazionale, i fondi e le
risorse che devono essere destinate a questa Terra.
Vedete, a cavallo di questa vicenda, legata all'approvazione del
bilancio e della finanziaria, si è consumata anche la separazione
consensuale all'interno del Popolo della Libertà.
Poc'anzi, quando l'onorevole Pogliese ricordava che avevamo
firmato insieme alcuni emendamenti e ricordava che lui fa parte del
Gruppo di Forza Italia, qualcuno ha sorriso.
Io credo che non ci fosse nulla da sorridere, perché fra me e
l'onorevole Pogliese, l'onorevole D'Asero, Assenza e tutti gli
altri c'è una militanza che dura da decenni e che è evidente che
una separazione politica consensuale non poteva assolutamente
interrompere. Una collaborazione antica, storica, che ha portato
risultati importanti per la nostra Terra e che non poteva
assolutamente essere interrotta all'interno di un dibattito
politico che ha, in qualche modo, cambiato le sorti del centro-
destra. Questa vicenda legata, appunto, alla separazione che
avviene in fase di approvazione della finanziaria, il Popolo della
Libertà l'ha gestita in maniera responsabile, in maniera seria, in
maniera concreta, continuando a lavorare per la nostra terra e per
la Sicilia.
Ed allora, accanto alla vicenda legata ai precari, a cui questo
Parlamento darà una risposta sicuramente positiva, importante e
definitiva, vi sono tutta una serie di risposte che il Governo, su
nostra sollecitazione, ha dato in Aula e, presidente Crocetta, mi
piace ricordare gli emendamenti che sono stati approvati a favore
della legge da me, a suo tempo, voluta che combatte la violenza
contro le donne; l'incremento delle somme finalmente dato per gli
oratori; l'incremento di risorse, di cui l'assessore Valenti è
testimone, destinato ai minori, sottoposto all'autorità giudiziaria
oppure ai malati psichiatrici; i consultori; la legge speciale per
Ibla, per Ortigia, su cui rivendichiamo con orgoglio la paternità
senza avere alcuna vergogna e senza pensare assolutamente che
attraverso la difesa di queste leggi, che non sono leggi personali,
ma sono leggi che vanno nell'interesse della collettività, abbiamo
operato per il bene della Sicilia e abbiamo operato nell'interesse
di tutti. Perché le leggi, come piace ricordare al mio amico
onorevole Gucciardi, sono generali ed universali e non riguardano
mai i singoli soggetti.
Noi mai ci siamo legati o fatti coinvolgere in procedimenti
legislativi che avessero come protagonista un solo soggetto. E per
questo motivo, abbiamo sostenuto alcuni emendamenti degli amici
grillini a cui va, anche stasera il mio apprezzamento per il lavoro
importante e serio che hanno fatto in Commissione bilancio,
soprattutto a riguardo di quel provvedimento, di quell'emendamento,
che ha, finalmente, snellito le procedure amministrative per quanto
riguarda l'assessorato dela Sanità e che hanno visto l'assessore
Lucia Borsellino, anche lei, condividere una scelta che va verso il
risparmio e che va verso l'utilizzo di quelle somme che, fino ad
ora, erano state sperperate anziché essere utilizzate a favore dei
ragazzi affetti da autismo.
Abbiamo dunque lavorato, abbiamo finalmente rimesso i fondi per
quanto riguarda la difesa della vita nascente, abbiamo cercato di
dare risposte certe e sicure per quanto riguarda i talassemici.
Ricordo che nel momento in cui era stato presentato in Aula il
provvedimento per questa categoria importante, difficile, di
soggetti, era stata prevista soltanto la somma di un milione e 300
mila euro, adesso siamo arrivati a 8 milioni e 400 mila, per
coprire interamente i bisogni destinando le risorse a coloro i
quali sono soggetti a questa malattia.
Mi vorrei associare anche io a quanto detto poc'anzi dal
presidente Pogliese, ma che poi ha ribadito il presidente Cracolici
a proposito dei ciechi, dei non vedenti.
E' un problema che non riguarda le associazioni, ma riguarda la
Sicilia, a loro, insieme ai cosiddetti non udenti, va applicata
interamente la legge regionale, così come abbiamo fatto con i
talassemici, per liberarli definitivamente dal ricatto politico cui
sono sottoposti ogni qualvolta viene qui approvata la finanziaria
ed il bilancio.
Vede, presidente Cracolici, anche noi, da sempre, sosteniamo
l'idea di liberare queste categorie dalla schiavitù prima legata
dalla Tabella H, e dopo da una serie di richieste che devono essere
inoltrate ai vari assessorati. Per vedere riconosciuto che cosa? Il
diritto dei ragazzi non vedenti di avere libri di testo, il diritto
dei ragazzi non vedenti di avere l'insegnante di sostegno anche nel
pomeriggio, il diritto dei ragazzi non vedenti di avere un cane
guida che li possa accompagnare in quelle che sono gli atti
fondamentali della loro vita.
Stasera dobbiamo tutti qui uscire insieme da questo dibattito
portando avanti un progetto che è il progetto di liberare,
finalmente, dalla schiavitù politica cui sono stati sottoposti per
anni i non vedenti, i non udenti, i talassemici. E accanto a questo
problema, dobbiamo ritornare ad affrontare il tema dei lavoratori
della forestale.
Mi piaceva poco fa quando qualcuno ha usato il termine
concertazione. E' lo stesso termine che ho usato io in Commissione
bilancio, quando ho chiesto all'assessore ed al Governo che tutte
le riforme che riguardavano il Contratto Collettivo Nazionale di
Lavoro dei lavoratori della Forestale fosse sottoposto alla
concertazione .
Vedete, non lo possiamo lasciare alla vandea di chi grida di più
tra questi 24 mila lavoratori, ma nello stesso tempo, dobbiamo
regolare in maniera definitiva il rapporto che ci deve essere tra
Regione Sicilia e questi lavoratori, rivendicando soprattutto un
fatto, che non è assolutamente vero che in Sicilia vi sono più
lavoratori della Forestale che in Lombardia o nel Piemonte o in
Calabria, perché lì i lavoratori della Forestale sono impegnati 360
giorni all'anno, qui invece lo sono solo per 50 giorni, per 70
giorni, per 101, o 158 giornate l'anno.
Questa inferiorità culturale, su questa vicenda, nei confronti del
resto d'Italia, deve finire, perché noi abbiamo sì un numero di
lavoratori così alto, ma abbiamo anche un numero di giornate
sicuramente simili o inferiori a quello delle altre Regioni.
Ma sia chiaro: la razionalizzazione di questo comparto ha portato
alla riduzione del 40 per cento delle spese, ripeto al 40 per
cento. Eppure quest'anno hanno lavorato, hanno fatto le giornate
consentite dalle leggi, abbiamo visto i primi risultati importanti.
E' chiaro quindi che è cambiato qualcosa. Ma per continuare a
razionalizzare il settore è chiaro che dobbiamo puntare sulla
concertazione con i lavoratori.
E allora, mi sembra barbara ed insopportabile l'idea che arrivati
a 55 anni quelli dell'antincendio non devono più continuare a fare
l'antincendio. Allora a che li sottoponiamo a fare alla visita per
accertare qual è il loro stato di salute? Devono poter continuare,
coloro i quali sono nelle condizioni di lavorare anche a 60 anni,
devono continuare a fare l'antincendio, coloro i quali a 49 anni
non sono in grado di fare l'antincendio devono passare alla
manutenzione.
Non so il motivo per il quale il fatto anagrafico e non quello di
salute deve essere un'esclusione dalla possibilità per i lavoratori
di continuare a lavorare.
Così come mi sembra assurdo che non si possa parlare di turnover.
E allora cosa facciamo? Andiamo ad esaurimento di alcune fasce, di
alcune categorie che sono assolutamente indispensabili?
Bene, su questo dobbiamo confrontarci. Questa sera dobbiamo
licenziare un testo, ma è chiaro che la concertazione - e mi
dispiace che manca l'assessore Caltabellotta - con tutti i
sindacati.
E' insopportabile che alla concertazione siano invitati solo ed
esclusivamente alcuni sindacati. La concertazione si fa con tutti,
si discute con tutti i rappresentanti dei lavoratori perché il
rischio che poi si corre è che quei sindacati che non sono
rappresentati al tavolo delle trattative, vadano oggettivamente a
guidare la rivolta sociale da parte dei lavoratori con il risultato
che non riusciremo mai a raggiungere l'obiettivo sperato.
E poi l'altra cosa importante che ricordava il presidente Pogliese
- a cui noi siamo particolarmente legati - è il fatto che siamo
riusciti a difendere in Commissione le somme che erano state
stanziate per lo sport. C'era stato questo emendamento che riduceva
le somme e il Governo lo ha ritirato. Il Governo insultato, sia
dalla maggioranza che dall'opposizione, alla fine ha ritirato il
provvedimento ma ricordo che quel provvedimento è stato ritirato ad
una condizione, presidente Cracolici, che bisognava mettere una
tassa sullo stoccaggio del greggio che viene depositato in tutte le
raffinerie siciliane.
Questa tassa non la vedo e questa la pretendo perché è stato un
impegno che il Governo ha assunto in Commissione, è stato un
impegno che su mia proposta il Governo aveva detto che oggi avrebbe
reso sicuramente operativo.
Vedete, abbiamo circa otto miliardi di entrate. Qualcuno poco fa
diceva che le entrate non sono sufficienti a coprire le spese.
Ma ve lo immaginate voi cosa significa oggi assicurare un'entrata
così significativa e importante per la Regione Sicilia? Basta
sbagliare dell'1 per cento e siamo fuori di circa 200 mila euro.
Allora, proprio per evitare di sbagliare, chiedo stasera al
Governo di rispettare quell'impegno e di presentare un emendamento
che dia la possibilità alla Regione di avere altri introiti sul
greggio che, acquistato a poco prezzo e poi posto in stoccaggio
nelle raffinerie siciliane, venga successivamente rivenduto a caro
prezzo. Non si capisce per quale motivo la Sicilia debba assistere
impotente a questo guadagno importante da parte delle grandi
industrie della raffineria che operano in Sicilia e nello stesso
tempo dobbiamo subire i danni derivati dagli incendi che, di tanto
in tanto, vengono scatenati nelle nostre raffinerie a causa della
presenza così massiccia e così pesante da parte di greggio che è
stato raffinato ed è stato messo in stoccaggio proprio per essere
poi venduto quando il prezzo salirà.
Accanto a questo - mi dispiace che non ci sia stasera l'assessore
Cartabellotta - abbiamo ancora alcuni problemi importanti. Con un
articolo si vuole, ad ogni costo, riportare in luce e modificare la
legge agraria, la 104 del 1950, una sorta di lex agraria su cui la
Regione in questi 63 anni di autonomia non è mai riuscita a dare
una risposta concreta, una risposta certa non solo ai bisogni dei
siciliani, ma soprattutto alla voglia di terra da parte di coloro i
quali vogliono ritornare nei campi e vogliono lavorarla.
Io stasera chiedo al Governo di stralciare questo articolo. Non
possiamo oggi velocemente affrontare questo tema che, ricordo, è un
tema che già i fratelli Gracchi, perdendo la vita, ebbero ad
affrontare nell'antica Roma. Non penso che è un argomento che
possiamo affrontare stasera in maniera veloce, in maniera così
semplice. Occorre ritirare l'emendamento, presentare un disegno di
legge ad hoc perché su questo argomento va fatta - è chiaro - una
riflessione prima in Commissione di merito, consultando un po'
tutti gli operatori, poi in seno alla Commissione bilancio, ed
infine in Aula perché è una legge che ha bisogni di impegnare nella
discussione questo Parlamento per parecchi giorni. E' una legge che
deve essere discussa in parecchi giorni, non può essere inserita
nella finanziaria.
E poi, ricordo che particolare attenzione deve continuare ad
essere posta nell'edilizia sanitaria proprio perché, attraverso
l'edilizia sanitaria, su cui bene si sta muovendo l'assessore Lucia
Borsellino, c'è il futuro della sanità siciliana e, in modo
particolare, mi sia consentito ricordare quello della mia provincia
perché l'unico ospedale di grande respiro provinciale, che non è
antisismico è quello della mia terra ed è inserito - appunto - in
questo ex art. 20 sulla possibilità che la Regione Sicilia, insieme
allo Stato, possono finalmente costruire il nosocomio di Siracusa.
In seguito, è chiaro che interverrò non ultimo ad affrontare il
problema delle province, le cui risorse destinate - solo 10 milioni
di euro - credo siano del tutto insufficienti proprio perché con
questi 10 milioni di euro dobbiamo, almeno per due mesi,
provvedere:
primo, al sistema scolastico; secondo, al cosiddetto sistema dei
ragazzi diversamente abili ; terzo, almeno al pagamento del
personale; quarto, almeno al pagamento di Enel e luce.
Non possiamo continuare così, dobbiamo necessariamente
incrementare questa somma, altrimenti corriamo il rischio che, da
qui a qualche settimana, anzichè esserci i lavoratori della
forestale a protestare vengano i lavoratori della provincia, che
rimarranno ancora una volta, com'è avvenuto qualche mese fa, senza
stipendio.
Particolare attenzione credo meriti il settore della scuola.
E mi fa piacere e di questo sono grato all'Assessore e al
presidente Crocetta per avere predisposto un emendamento con un
incremento di spesa per un ulteriore milione e mezzo di euro a
favore del buono scuola, cioè a favore di un diritto che
soprattutto le famiglie povere hanno da scegliere le scuole dove
mandare i propri figli che, sommate alle altre quote che è già
stata inserita da parte dell'Assessore fa una somma importante che
non è esaustiva di quella che è la vera realtà e la necessità della
scuola, ma che abbiamo detto da quest'anno non deve più essere
distribuita così a tutti ma deve essere distribuita solo alle fasce
sociali, ai meno fortunati, alle famiglie più disagiate, a quei
ragazzi che vogliono e a quelle famiglie che vogliono scegliere
loro il diverso percorso per i loro figli. I
Infine, l'ultimo argomento: coppie di fatto. Qualcuno poco fa - e
l'ha fatto con grande veemenza - ha accusato il Governo di avere
preparato e presentato questo emendamento.
Vedete, il Governo può pensare di fare tutto ciò che vuole, ma è
questa Assemblea che è chiamata a dare una risposta ed è questa
Assemblea che è chiamata a votare sul fatto del riconoscimento o
meno delle coppie di fatto. Non facciamo come abbiamo fatto altre
volte che nascondiamo la testa sotto la sabbia e affidiamo al
Governo responsabilità che sono solo di quest'Aula.
Vedete, se passerà l'emendamento delle coppie di fatto la
responsabilità non è assolutamente del Governo che le ha proposte
perché ci sono altri deputati, come me, che hanno proposto di
sopprimere questo emendamento. La responsabilità è soltanto di
quest'Aula che ha avuto paura della propria coscienza, che ha avuto
paura di esternare esplicitamente le proprie idee e ha chinato il
capo di fronte ad una idea proposta dal Governo. Grazie.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Coltraro ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
disegno di legge 'finanziaria' nn. 669/A e 670/A.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione dei disegni di legge n. 669/A e n. 700/A
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, vi invito a rispettare i tempi assegnati a
ciascun oratore.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche minuto per
confermare il lavoro che questo Governo, con questa finanziaria sta
portando avanti.
Volevo ringraziare questo Governo per l'attenzione che ha posto in
questa finanziaria; per il lavoro che ha profuso nella sua
maggioranza affinchè questi due documenti venissero approvati al
fine di dare finalmente un documento finanziario alla società
siciliana, che ha permesso di rispettare la cosiddetta spending
review nella quale sono contenuti tanti argomenti che hanno
condizionato sì una parte del popolo ma nello stesso tempo siamo
riusciti a portare avanti, con molta sollecitudine, e a votare i
numerosi articoli che riguardano i deboli e quindi le categorie
svantaggiate.
Ho letto i 49 articoli in questi giorni di vacanza. Finalmente una
finanziaria rivoluzionaria e trasparente. Oggi approveremo questa
finanziaria di questo secondo anno di Governo Crocetta finalmente
entro i termini previsti - e non accadeva dall'anno 2005, come
diceva bene il collega Cracolici.
Oggi, abbiamo evitato la cosiddetta macelleria sociale'; sono
stati garantiti tutti i precari della pubblica amministrazione; ci
sono aiuti concreti per quanto riguarda la disabilità, vedi i
ciechi, le banche alimentari che finalmente avranno un capitolo ad
hoc per svolgere bene questo servizio.
Ricordando i problemi della formazione professionale, in
quest'anno che è stato un anno faticoso, molto responsabile è stato
l'operato del Governo (che in alcuni casi ha messo a repentaglio
anche la vita, la vita umana) che ha iniziato un percorso virtuoso,
finalmente sta cercando di offrire a questi enti di formazione una
vera formazione al fine di dare la possibilità ai ragazzi di
inserirsi nel mondo del lavoro, così come Dio comanda.
L'auspicio del nostro Movimento è quello dunque di migliorare i
provvedimenti in discussione, di rivoluzionare. Abbiamo presentato
numerosi emendamenti, qualche ordine del giorno affinché il
bilancio possa avere concretezza, più valenza, possa essere più
vicino a recuperare quel distacco che in questo momento c'è con i
tanti cittadini che non vedono più la vera politica nel Parlamento
regionale.
Noi ci siamo impegnati affinché questo possa accadere. Tutto
questo lo dobbiamo, anche, ai nostri concittadini disoccupati e
non, per recuperare i servizi, per trovare sviluppo e per trovare
quella consistenza che possa essere utile ad una società che vive
momenti, anni di crisi e che, finalmente, questo Parlamento possa
dare, da quest'anno, possa dare un segnale diverso rispetto a
quelli trascorsi.
Lo dobbiamo alla Sicilia che ha bisogno di trovare autorevolezza,
credibilità anche nei confronti dell'intero Paese, una Sicilia di
cui invece si parla, solo ed esclusivamente, di corrotti e di
corruzione.
Abbiamo, finalmente, fatto delle scelte, possibilmente a volte
nemmeno condivise. Abbiamo quell'ente strumentale che si chiama
Irfis, al quale, finalmente, stiamo dando riconoscimento. Un ente
che può portare beneficio, appunto, per l'attuazione della spending
review, per risparmiare dei soldini, per allontanare le banche
dalla gestione che rendono, veramente, difficoltoso il percorso
delle società, delle imprese che devono pagare il danaro al 13,9%
di interesse. E quindi, la Sicilia che si impegna, veramente, in
questo percorso di aiuto reale alle imprese, dove qualcuno pensa
che finalmente c'è qualcuno, un ente strumentale che si chiama
Regione siciliana, Irfis, che dà la possibilità con l'1-2 per cento
di impegnarsi in progetti seri e mettere in discussione quello che
sanno fare.
La rivoluzione delle partecipate. Finalmente, una holding, una
grande holding che possa raggruppare quelle poche partecipate
regionali che possono offrire un vero servizio.
Queste sono tante di quelle cose che il Governo ha attenzionato e
non sono cose sicuramente da lasciare indietro. Rendere produttivi
i settori, il personale della forestale Ma voi pensate che il
precariato non possa portare sviluppo alla società? Certo, se
gestito bene, perché non può portare sviluppo? Certo che può
portare sviluppo
La forestale se non funziona, non funziona perché non è stata
gestita bene.
Se lasciamo i PIP senza lavorare e li dobbiamo condizionare a
starsene a casa è un altro argomento Ma se noi li attenzioniamo e
li mettiamo a lavorare, così come è giusto che sia, portano
sicuramente sviluppo alla società. Possono essere inseriti in quei
settori dove c'è scopertura, pensate sia nelle partecipate che nei
PIP, c'è gente laureata, c'è gente che si può spendere a qualsiasi
livello.
Gli investimenti, poi, in agricoltura. Ricordo la Banca della
terra di Sicilia.
Il nostro assessore per l'agricoltura ha presentato un disegno di
legge che parla di agricoltura sociale, dove il mondo delle imprese
e il mondo delle cooperative possono interagire, possono,
veramente, creare sviluppo. Anche nelle terre abbandonate.
Ecco, signor Presidente, e ho concluso, tutto ciò sarà possibile
solamente se questo Parlamento lavorerà con vero senso del dovere.
Questo è l'auspicio che, personalmente, ho letto nel pensiero dei
nostri concittadini, dove ci sono tante difficoltà e dove si
aspettano che la politica oggi, a partire da ora, dia il giusto
riconoscimento per le cose giuste.
E' giusto che, noi qui, attenzioniamo un popolo che ci ha votato,
ma è giusto che attenzioniamo quel popolo che, in questo momento,
vive grosse difficoltà e sicuramente non possiamo abbandonarlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi e assessori, il
dibattito che stasera portiamo avanti e che rappresenta un tema
importante del bilancio parte da questa considerazione che il
Presidente dell'Assemblea ed il Presidente della Regione hanno
sull'aspetto tecnico relativo alla reale situazione dei nostri
conti della Regione siciliana che vedevano un momento di allarme -
segue a questo momento una relazione integrativa - perché dal
punto di vista tecnico afferma il principio contabile secondo il
quale le previsioni di entrate, sostanzialmente, sia quelle
tributarie, sia quelle derivanti da altri introiti, hanno una
rispondenza rispetto a quella che era la stima già definita in sede
di bilancio. E quindi diventa sostanzialmente in riferimento anche
al patto verticale incentivato dagli accantonamenti tributari, una
ipotesi che dovrebbe creare le condizioni rassicuranti per potere
parlare di bilancio.
E allora, se questa è la prima considerazione, dico che,
evidentemente, c'è un aspetto che riguarda una considerazione
importante: le entrate relative al nostro bilancio. Ma se questo è
il tema essenziale che poi deve da questo momento essere fondante,
importante, deve determinarsi anche la possibilità di realizzare le
spese, quindi, interventi nei vari comparti verso quella spesa
ormai incomprimibile che è rappresentata da quei costi fissi, dalla
spesa per il personale.
Un altro tema importante che tutti conosciamo, secondo me, è la
priorità da dare al sociale. Ma perché ciò avvenga è necessario che
ci sia una possibilità di potere dire che le entrate sono
l'elemento caratterizzante su cui deve puntare un Governo. E
quindi, su cui deve puntare anche la realizzazione di entrate;
soldi quindi che devono venire da partite nuove; soldi che devono
essere, secondo quello che è l'auspicio importante, non più da un
punto di vista di equilibrio, limitati alle spese, ma devono
essere, ci deve essere un incremento di questi interventi perché
possa esserci una possibilità, poi, concreta di spesa.
E allora, dico, rispetto la relazione, ma qualche elemento di
dubbio è giusto che ci sia perché se i dati ufficiali relativi a
quelle che sono le fonti certe del Ministero dell'Economia, come ha
evidenziato un momento fa nel dibattito anche l'onorevole Pogliese,
sono rappresentate da una tendenza di quelle che sono le imposte
dirette ed indirette, se c'è un trend nazionale che vede una
riduzione del 10 per cento, è realistico, è vero, è possibile che,
invece, si conferma in Sicilia il trend di entrate sia dirette che
indirette nella misura dell'anno precedente?
Bene, se questo è un dato reale, sono fortemente incoraggiato e
fortemente convinto che allora possiamo pensare a vedere come
spendere questi soldi che, nella sostanza, hanno una base di
certezza. Ma, invece, mi permetto di aggiungere che le entrate e le
imposte, indirette come voi sapete, sono legate all'attività dei
trasferimenti dei beni e servizi e, quindi, hanno una refluenza con
l'IVA, mentre le imposte dirette sono legate al reddito, ma il
reddito chi lo produce, reddito da persone fisiche o reddito da
imprese, da società? Ma se verso le imprese non abbiamo attivato
misure di garanzia, di incentivo, di sostegno, come possiamo
pensare che ci sia una possibilità di incremento delle entrate
tributarie e, quindi, finanziarie se questo principio non lo
troviamo riscontrato da fatti concreti
Perché non si è pensato, ad esempio, a momenti innovativi, non ho
sentito parlare di un progetto Turismo per la Sicilia; non ho
sentito parlare di una definizione di un Piano porti turistici
della Sicilia, di una possibilità di intervenire per far crescere e
sviluppare una cultura dell'accoglienza, di far sì che ci sia un
sostegno al costo del lavoro con abbattimento di costi, con un
intervento specifico sull'utilizzo di risorse mirate a questa
misura, con utilizzo alle risorse anche del fondo sociale europeo;
così come non ho sentito parlare di una rete di servizi per tutto
ciò che è collegato col turismo beni culturali e ambiente; così
come non ho sentito parlare di un sistema di qualità che tenta di
accreditare il sistema turismo in Sicilia, visto nella sua
articolazione con alberghi, ristoranti, agenzie di viaggi, società
di servizi, tutto ciò che deve essere portato avanti con un senso
di qualità per riportare il turista in Sicilia.
Ci siamo chiesti perché non c'è più nella Regione, che era la
perla del mondo, una presenza di turismo articolata,
destagionalizzata e significativa Qualche problema sicuramente
c'è, ma allora noi davanti a questo aspetto, che non è solo
politico, non è solo organizzativo, ma è di reale futuro, perché il
vero momento di futuro e di speranza, che ci porta la possibilità
di sopravvivenza dipende da tutto ciò che può portare risorse
fresche, risorse finanziarie che provengono da fuori e, quindi, il
turismo è sicuramente uno di questi elementi, però, ahimè, non c'è
nessuna traccia di questo tipo di iniziativa che noi vorremmo
vedere. Questo è un aspetto.
Così come io dico, neanche in quello che sono gli altri comparti:
l'agricoltura, che ha una sua serie di difficoltà, ma che anche lì
vogliamo vedere una serie di novità, una serie di novità che
possono essere quelle rappresentate da una politica dei distretti
agro-alimentari che trovano ad esempio otto distretti in Sicilia
già in fase di definizione e di completamento che, forse,
l'Assessore per le attività produttive ci darà una spiegazione,
visto che ho presentato un'interrogazione parlamentare che ad oggi
sono bloccati, invece dovevano essere forse dei settori
incentivati.
Così come, ad esempio, sull'allarme delle invasioni infestanti,
voi avete chiaro il fenomeno e il problema della tristezza, il
problema di un'altra malattia che è in arrivo così come alcuni
osservatori ci evidenziano. Quindi, c'è un problema delle
cosiddette barriere fito-sanitarie che devono essere ripristinate,
che sono previste dall'articolo 92 del Trattato di Roma e che noi
abbiamo, sostanzialmente, con tanta superficialità anche
abbandonato.
Utilizzare il momento su questa difficoltà, su questo disastro,
tra virgolette, anche ambientale che si sta consumando, utilizzarlo
come momento di rilancio del comparto agricolo, con un programma di
grande portata straordinaria che debba pensare come, da un canto,
consentire il reimpianto e, dall'altro, rilanciare un'ipotesi di
attività attraverso l'utilizzo dei fondi del PFR.
Così come non ho sentito interventi specifici su artigianato di
qualità, su esperienze pregresse che hanno prodotto spese, ma che,
probabilmente, potrebbero essere presi ad esempio; esisteva una
volta un progetto quarti' e vorrei capire che risultati ha
prodotto, probabilmente potrebbero essere un motivo di esempio e di
riflessione per un programma futuro.
Così come non ho sentito parlare di un piano straordinario per il
credito e per le opportunità che alle aziende dovrebbero essere
fornite.
Se questo è il tema dello sviluppo, se queste sono le norme sullo
sviluppo che dovrebbero essere a mio avviso attenzionate,
dovrebbero essere elemento di grande impulso, chiedo che ci sia in
questa direzione anche da parte dell'Assemblea, facendocene anche
carico con delle iniziative di carattere parlamentare, una ipotesi
atteso che il Governo in questa direzione latita, dico che bisogna
pensare a come formulare un piano straordinario in questa
direzione.
Così come anche chi mi ha preceduto ha parlato di misure di
welfare, ha parlato di interventi che sul sociale devono essere
sicuramente importanti, sono d'accordo anch'io perché è chiaro che
c'è il tema sociale che rappresenta anche una possibilità di
sopravvivenza di fasce sociali che hanno bisogno di questi
interventi, ma rappresentano anche un momento sul mercato che
determina ricadute per il mercato stesso attraverso l'utilizzo di
quelli che sono i beni che alimentano i consumi, però io dico che
questo è il problema relativo a tutto ciò che manca.
Così come manca un programma e chiedo all'assessore Bianchi dove è
andata a finire la disponibilità dimostrata da questa Aula da parte
del gruppo che rappresento, ed anche da parte del gruppo Movimento
Cinque Stelle, quando trattando la problematica sulla mozione
dell'articolo 37 - una mozione che è ancora aperta in attesa di
risposta da parte dell'assessore - che vuole essere un elemento
caratterizzante delle risorse che lo Stato deve dare a noi, non
secondo il principio della domanda con il cappello in mano, ma
secondo il principio di quelle che sono le prerogative di quello
Statuto che tanti cialtroni con una sufficienza e supponenza
culturale ci accusano di non meritare.
Io invece ritengo che l'autonomia è una grande prerogativa, va
difesa, va eventualmente modificata, ma va sostenuta con azioni
concrete e quindi, caro assessore Bianchi, questa è una delle
azioni concrete su cui noi ancora aspettiamo risposte.
Dico che questa è la linea dello sviluppo, c'è bisogno anche della
linea del rigore, di quel rigore che vede la possibilità di
intervenire e siamo d'accordo sulle partecipate, di intervenire
dove una voragine di debiti non è più possibile che diventi sempre
più ampia, dove c'è questo sistema, questo modello partecipato,
oggi ho detto in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
anche per i debiti fuori bilancio, per i debiti di interessi
passivi, questi modelli ormai devastanti che portano a costi perché
senza pagamenti effettuati, quindi, ad un aumento di costi che
diventa anche un danno erariale, debbano essere fermati, deve
interrompersi questo circuito di negatività.
Così come anche c'è, caro assessore agli Enti locali, la legge
regionale n. 5 del 2011, la famosa legge sulla burocrazia che dopo
appena tre anni - certo dovremmo aspettare forse che il bambino
cammini a sette anni, assessore - ripeto dopo appena tre anni
ancora non entra in vigore e doveva essere questo un grande segnale
per la burocrazia, perché diventi un'azione di sostegno verso le
iniziative e verso coloro i quali hanno bisogno di una burocrazia
che deve essere di aiuto e di sostegno e che sempre ogni giorno è
invece di impedimento.
Allora anche su questi dati vogliamo una risposta. Ad oggi,
quindi, non è applicata, per non parlare anche dei costi sulla
sanità.
Il collega Vinciullo ha elogiato il comportamento della sanità, io
dico che su questo comparto, dove c'è anche un direttore che ha una
competenza che gli riconosco, probabilmente ha avuto un momento di
distrazione nel non vedere come ad esempio in alcune ASP unità
complesse eccessive determinino costi eccessivi; come ad esempio
c'è una eccessiva tendenza a costi per consulenze e contratti di
lavoro che i direttori generali ancora portano avanti; dove
probabilmente non si è visto come sprechi per spese di
rappresentanza; dove la finanziaria del 2011 per i direttori
generali definivano in un tetto massimo di ventimila euro; dove,
probabilmente, questo elenco potremmo ampliare.
Io dico queste cose perché attraverso questo equilibrio fra il
rigore, da una parte, e lo sviluppo, dall'altra, probabilmente, si
può determinare quel circuito positivo che può portarci a ben
sperare. Che vede, ad esempio, la possibilità di intervenire,
anche, verso il sociale, verso quella parte che oggi soffre.
Noi abbiamo chiesto e facciamo una battaglia politica perché ci
sia un buono scuola che venga determinato in maniera consistente
e che rappresenta per la società civile e che deve rappresentare
per la Sicilia un momento di pari dignità attraverso la possibilità
di fruizione.
Così come noi chiediamo che ci sia anche sull'AIF una ripresa di
equilibrio di quello che deve essere il costo reale di questi corsi
che vanno tenuti con grande senso di equilibrio, dove dobbiamo
distinguere chi ha operato bene, assessore, da chi non ha operato
bene, ma i fatti devono parlare attraverso le risposte e non
attraverso gli articoli di giornali in cui si dice che alcune
realtà non riprenderanno le attività. Noi abbiamo le responsabilità
che sul territorio riportiamo questi problemi e, su questi
problemi, deve esserci una risposta chiara.
Così come è anche giusto che ci sia un intervento per tutto ciò
che riguarda il disagio sociale. Banco alimentare, perché no? Si è
parlato tanto di Unione Italiana Ciechi e di sordomuti; ma, al di
là di questa categoria, quasi che ci sia una prerogativa di difesa,
facciamo bene a difendere tutte queste iniziative perché
rappresentano delle strutture che operano in nome e per conto della
Regione, della istituzione, quindi, meritano, anche queste, una
attenzione.
Concludo dicendo che ci potrà essere, sicuramente, una possibilità
di guardare al futuro, ma ci deve essere, caro Presidente della
Regione che come dice l'amico Formica è il Presidente che si è
presentato per la rivoluzione, che non ha realizzato, che almeno
proviamo a fare la ricostruzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limito,
solamente, a fare qualche breve considerazione. Vedete, non è il
bilancio che tutti ci aspettavamo, non è la finanziaria che tutti
sognavamo, ma siamo in uno stato di necessità.
La situazione è grave e, forse, di questo dovremmo renderci conto,
non voglio qui né rivendicare per alcuni né buttare lacrime, ma
solamente fare brevi considerazioni partendo dall'intervento
dell'onorevole Cracolici, il quale ha fatto una considerazione:
oggi ci sono meno soggetti che, in Sicilia, pagano l'IRPEF.
Io mi limito a fare una considerazione: oggi, in questa regione,
vi è l'addizionale IRPEF più cara d'Italia, se voi ricordate,
l'addizionale IRPEF fu, praticamente, attuata quando la Sicilia
doveva fare il piano di rientro della sanità. Bene, è stato
approvato il piano di rientro, è stato superato il piano di rientro
della sanità, ma l'IRPEF è rimasta la più cara d'Italia e questo
per due ragioni, io credo.
Voglio sottolineare questo perché è chiaro che le imprese, in
Sicilia, non hanno motivo di investire, dovendo confrontarsi con
altre regioni in cui potrebbero, a minor costo, fare investimenti,
ecco perché dalla Sicilia cercano di scappare e di andare in altre
regioni.
Ora, il problema sta a monte, noi abbiamo fatto alcune battaglie e
io credo che tutto il Parlamento, in un momento di grave crisi,
dovrebbe unirsi al Governo per fare una battaglia col Governo
nazionale per avere alcuni sacrosanti diritti.
Noi abbiamo un contributo dello Stato per la sanità al 49 per
cento, la Regione ha il 50,5 a fronte di una norma che doveva
prevedere un contributo del 42 per cento, immaginate i sette punti
quanto sarebbero già a favore delle casse regionali.
Poi vi è una considerazione: la Sicilia rappresenta il 10 per
cento nella popolazione italiana, noi abbiamo un problema sociale
ed è un problema che ci ha visti costretti, in un certo senso, ma
questo è stato bene, ad approvare il bilancio entro quest'anno
senza esercizio provvisorio, immaginate quale è la situazione.
Noi per potere prorogare i precari dobbiamo non solo pagare le
somme per i precari come Regione, ma fare un taglio del bilancio di
300 milioni di euro.
Bene, io penso che così come i precari, così come i forestali, noi
stiamo cercando di difendere uno stato sociale di categorie che nel
tempo sono state tirate a lungo per 25 - 30 anni e sono retaggi del
passato, ma che oggi non possiamo buttare certamente sulla strada.
A fronte di questo noi non abbiamo come Regione che ha il 10 per
cento della popolazione aiuti dallo Stato per la cassa
integrazione, siamo la Regione che ha meno cassa integrazione di
tutte le altre regioni.
Ci sono alcune considerazioni: la cassa integrazione a livello
nazionale viene pagata interamente dallo Stato, noi per potere e
dare una proroga sia ai precari e per risolvere il problema dei
forestali siamo costretti a tagliare nel bilancio altri 300
milioni di euro, dall'altra parte non abbiamo da parte dello Stato
quegli aiuti che dovevamo avere.
Ricordate i fondi FAS? Bene i fondi FAS che per legge dovevano
andare alle regioni meridionali e, in particolar modo, alla Sicilia
per il 95 per cento sono state dirottate altrove: vedi Lombardia ed
altre regioni, calpestando quello che era un diritto della Sicilia.
Dobbiamo fare altre considerazioni.
In questo bilancio c'è un problema che si chiama enti locali; se
noi non abbiamo imprese che possono investire in Sicilia, se noi
non abbiamo la possibilità di sollevare l'economia con le imprese,
avevamo i comuni che erano motore dell'economia, perché in fondo
dobbiamo ricordarcelo, coloro che davano lavoro ai piccoli
artigiani, alle piccole imprese erano gli enti locali.
Noi l'anno scorso abbiamo tagliato 120 milioni di euro agli enti
locali, quest'anno non abbiamo la certezza di quante siano le
entrate per gli enti locali, si dice che siano da 60 a 100 milioni
di euro in meno.
Capisco la situazione, ma in questa fase noi uccideremo
sicuramente l'economia siciliana che non ha la possibilità di
risollevarsi e che non avrà negli enti locali la possibilità di
dare un minimo di investimenti a questa Sicilia che ha bisogno di
questi investimenti.
E, a proposito degli enti locali, noi abbiamo dimenticato
completamente, assessore, il trasporto alunni perché, se ci
ricordiamo, noi siamo indietro di due anni con il pagamento del
trasporto alunni. Dico questo perché dobbiamo renderci conto che
molti comuni in Sicilia stanno andando al dissesto. Quando noi
tagliamo il trasporto alunni che i Comuni aspettano, e le famiglie
aspettano da due anni, noi sicuramente non agevoleremo il percorso
di quelle famiglie povere che non possono pagarsi questo trasporto
alunni.
Questo è un tema che è stato trattato nella finanziaria dell'anno
scorso e che quest'anno, praticamente, deve essere affrontato in
qualche maniera. Sono temi che interessano tutti i cittadini della
Regione Sicilia, perché ci sono gli enti locali dove non vi sono
gli istituti superiori, che non possono assolutamente pagare il
trasporto alunni di due anni fa o dell'anno scorso ed è questo un
tema che deve essere affrontato. E questo è un altro problema.
C'è un problema riguardante le partecipate. Il Partito
democratico, sfido chiunque a dire una cosa diversa, non ha mai
chiesto di tenere in vita le partecipate. Ricordiamoci, andiamo a
prendere i verbali della finanziaria della volta scorsa, che il
sottoscritto chiese assolutamente l'abolizione di queste
partecipate. Quindi, nessuno può addebitare, onorevole Formica, al
Partito Democratico che si vuole tenere in vita il problema delle
partecipate, non è un ciò che noi abbiamo chiesto assolutamente
come Partito democratico.
Vi è un altro problema, assessore Bianchi: l'articolo 8 della
finanziaria che così come è scritto, assessore, rischia non solo
di essere bocciato, ma di creare un problema perché noi togliamo
100 milioni alle spese della sanità e li diamo a spese socio-
sanitarie, ma anche sociali, che non possiamo mettere perché hanno
bisogno di sistemi che vadano nello stesso assessorato alla sanità,
perché altrimenti rischiamo grosso su questo taglio di 100 milioni.
E' chiaro che questo articolo 8 va riscritto correttamente
tecnicamente per evitare problemi; noi non possiamo finanziare con
i fondi della sanità fondi extrasanitari e questo è un problema che
bisogna attenzionare.
Un merito a questo Governo dobbiamo darlo: sta tentando in tutti
modi di arrivare ad un bilancio ed una finanziaria senza esercizio
provvisorio.
Se noi ricordiamo, l'anno scorso, i Comuni hanno approvato
l'esercizio di previsione dell'anno 2013 addirittura a dicembre
2013. In queste situazioni è chiaro che non si può fare una vera
programmazione, ma la programmazione vera avviene attraverso la
spesa dei fondi europei; se noi non abbiamo la possibilità di spesa
dei fondi europei questa Regione è destinata sicuramente al
fallimento, sono quelle le somme di cui noi disponiamo, dobbiamo
dircelo chiaro, non abbiamo altre somme, dobbiamo spendere bene
quelle somme.
Noi non possiamo dare colpe di governi passati a questo Governo,
noi non possiamo dare le colpe a questo Governo per quanto riguarda
tutto quello che ci trasciniamo nel tempo, sia per quanto riguarda
i precari, sia per quanto riguarda i forestali, sia per quanto
riguarda altre somme, ma dobbiamo tutti insieme cercare di fare un
atto di programmazione seria per fare uscire questa Regione dallo
stato di povertà in cui si troverà se non arriveremo a trovare
soluzioni idonee ed in questo, vedete, qui bisogna avere il
coraggio di metterci insieme per dare soluzioni e rivendicare al
Governo nazionale quelli che sono i nostri diritti rispetto a
quelli che loro continuano a tergiversare.
Mi riferisco anche - non c'è l'assessore Borsellino - alle somme
dell'articolo 20 che potevano sicuramente sbloccare tanta edilizia
sanitaria e fare l'ammodernamento tecnologico; per quanto riguarda
gli strumenti della sanità, devono essere ancora decisi dal Governo
nazionale.
Ecco quali sono le rivendicazioni importanti che noi dobbiamo
avere con il Governo nazionale.
In questo io spero che vi sia la responsabilità di tutto il
Parlamento, ma soprattutto che il Governo vada a Roma con la forza
che gli deve derivare da un Governo e da un Parlamento regionale
cosciente del grave momento di crisi che stiamo attraversando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che gli
interventi che sono susseguiti non fanno altro che confermare
obiettivamente che ognuno di noi esprime il proprio pensiero, per
quanto riguarda ovviamente l'attività posta in essere dal Governo
relativamente al Bilancio e poi, successivamente, alla Finanziaria.
E' vero, sicuramente, non è un Bilancio che sia il massimo, ma è
anche altrettanto vero - e sfido chiunque a meno da non essere un
ipocrita - ad immaginare quante risorse sarebbero state necessarie
per soddisfare i bisogni della collettività siciliana.
Dagli interventi che mi hanno preceduto sembra che ognuno evidenzi
esigenze particolari di settori specifici o anche nell'ambito del
sociale che necessitano come conseguenza sicuramente
l'individuazione di risorse.
Io non so se Bianchi si stia attrezzando o meno a fare dei corsi
particolari, tali da potere in qualche modo moltiplicare le
entrate, per potere appunto riscontrare e individuare le uscite.
Può darsi che, prima di andare via, sicuramente acquisirà una
maggiore esperienza, avrà questa enorme capacità, bontà sua. E'
vero sicuramente che si poteva fare di più e meglio, ma la domanda
che mi faccio, almeno da non essere appunto ipocrita e,
soprattutto, non fare ostruzionismo del tutto illogico, è se si
potevano risolvere tutti i problemi Problemi che sicuramente
questo Governo si trova ad affrontare e che non poteva superarli
tutti. Eppure dei tentativi ci sono.
Mi riferisco in maniera particolare all'iniziativa finalmente
concreta sui precari. Eppure quanti Governi sono passati senza che
mai hanno affrontato in maniera seria un percorso che veda
finalmente l'eliminazione di questo problema atavico e non mi pare
che il problema dei precari possa essere riferibile o attribuibile
a questo Governo.
Anzi, credo che abbia iniziato questo percorso che, vedremo
successivamente se sarà proficuo o meno, ma che vede risolvere
questo problema, anche se subito dopo se ne presenterà un altro,
assessore Valenti, perché immagino che questa stabilizzazione
precluderà per - non so per quanti anni - l'accesso a tanti giovani
e questo mi duole il cuore.
Mi duole il cuore perché credo che, se è vero che si è fatto un
atto di giustizia, nel senso che si andranno a stabilizzare
tantissime persone dando loro una maggiore sicurezza, dall'altro,
non abbiamo fatto una cosa positiva, perché significa che abbiamo
precluso a tantissime persone di buona volontà, a tantissimi
giovani che studiano, la possibilità di poter accedere alla
pubblica amministrazione.
Capisco che è stato un dilemma, mi ci sono trovato anch'io in
questa situazione. E non so forse quale poteva essere la scelta
migliore, forse in questo caso è prevalsa la scelta umana o quella
più immediata. Forse. Ma sta di fatto che sicuramente, se abbiamo
risolto o andremo a risolvere un problema atavico, dall'altro lato,
se ne apre un altro, a mio avviso, ancora più grave. Ma cosa fare?
Le risorse sono queste e quello che è più bello è che si
assottigliano sempre di più e, dall'altro lato, le esigenze della
collettività aumentano, invece. E come fai a riscontrarle? Chi mi
ha preceduto sembra effettivamente che avesse la bacchetta magica,
ma io non credo. Non credo, soprattutto, in quella apparente
verginità che, in qualche modo, si vorrebbe far credere laddove,
invece, si è stati fautori di questa situazione che - continuo a
ripetere - non è attuale, ma risale nel tempo e si trascina
ingrossando sempre di più.
E' vero, signor Presidente, eliminare gli sprechi, togliere i
privilegi determina calpestare i calli a qualcuno e reagisce sempre
questo qualcuno. Reagisce in maniera maldestra o reagisce nei
confronti di colui il quale vuole rimettere in discussione
posizioni consolidate nel tempo che sono attualmente
ingiustificate.
Non sto qui a dirle, signor Presidente, cosa si poteva fare di più
e meglio, forse non spetta a me. Ma mi auguro una cosa, che lei può
fare benissimo, e sa qual è? Se non riesce in qualche modo ad
aumentare le entrate per soddisfare le esigenze, sempre in aumento,
però può fare quelle riforme che si è impegnato a fare per rendere
più efficiente l'Amministrazione.
La Sicilia gliene sarebbe grata.
Mi riferisco, in maniera particolare, a quelle riforme che rendano
più semplice la vita ai nostri concittadini. Mi riferisco al fatto
che le imprese non debbono sobbarcarsi oneri e tempi biblici per
potere in qualche modo iniziare un'attività, perché è inutile che
noi ci prendiamo in giro, quello che è stato fatto fino a questo
momento sono gli spot, perché non è vero che le imprese l'indomani
mattina che decidono di aprire un'attività di impresa sono in grado
di poterlo fare. Non è vero, perché non abbiano dato alcuna
garanzia a loro. Questo lo possiamo fare, possiamo migliorare
l'amministrazione, l'efficienza della nostra amministrazione.
Signor Presidente, mi riferisco in maniera particolare a tante
istituzioni che non funzionano e che sono un peso. Mi riferisco
agli IACP, dove l'Assessore si era impegnato in qualche modo a
presentare una riforma immediatamente. E' passato un anno e mezzo,
hanno dei costi, non funzionano. Viene nominato un commissario ogni
sei mesi, come fanno a funzionare? Mi riferisco al Genio civile, mi
riferisco alla Motorizzazione, mi riferisco a tante società
partecipate.
Com'è possibile che la politica possa essere credibile quando
ancora ci sono governi che finanziano l'EAS messo in liquidazione
dieci anni fa? Com'è possibile? Com'è possibile che ancora
partecipate costano, ma costano semplicemente per gli stipendi,
senza che producano nulla. Quando lei propone iniziative che
eliminano sprechi, mi troverà sempre dalla sua parte perché credo
che l'obiettivo è quello di restituire efficienza e credibilità e
non lo possiamo fare a parole perché tutti siamo bravi a venire qui
su questo podio ma credo che poi lavorare sul campo, tradurre le
parole in fatti è la parte più difficile in assoluto.
I siciliani la stanno a guardare, in questo momento la stanno
monitorando, ci sono alcune cose che hanno condiviso e altre cose
che sicuramente non condividono. Spetta a lei non deluderli, io non
credo che lei li deluderà, ha la possibilità di potere realizzare
non tutto, sarebbe stupido pensare e immaginare che con una
bacchetta magica si possa sistemare tutto ma molte cose si possono
sistemare se noi, forse, fossimo un pop più coerenti rispetto a
quello che diciamo. La situazione dei forestali era nota a tutti ma
nessuno era intervenuto mai. Faceva comodo. Ma perché faceva
comodo? Ci sono tanti perché. Sarebbe veramente un po' complicato
in questo podio spiegarlo. Mi fa piacere comunque che la situazione
venga monitorata e soprattutto venga ripristinata un po' di
giustizia anche perché la gente, la gente per bene non ne può più
di vedersi sopraffatta nei propri diritti da tantissimi soggetti
che utilizzano privilegi grazie a tanti politici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, intervengo su entrambi gli strumenti finanziari
in termini molto generali e prometto di cercare di contenere, non
dico nei cinque minuti, ma cercherò di sforare di poco il mio
intervento dicendo subito che questi strumenti mi hanno deluso
molto e non sono fra quelli che dicono che è vero, e questo è vero,
che non si possono fare miracoli o che la bacchetta magica non è in
possesso di nessuno ma piuttosto sono fra gli altri che sostengono
che quando la coperta è corta è giusto coprire la testa e lasciare
scoperti i piedi, perché si fa meno male all'individuo e, in questo
caso, alla Sicilia.
Noi siamo riusciti a lasciare scoperti sia i piedi che la testa in
questo caso facendo un vero e proprio miracolo all'incontrario.
Cercherò complessivamente di spiegare perché partendo da una
osservazione sul metodo.
Noi abbiamo voglia di sostenere che devono finire le nottate, i
colpi di mano fatti all'alba per stanchezza, in Commissione e poi
in Aula quando siamo caduti dopo appena un anno pari pari nello
stesso difetto e mi si viene a dire, quasi come un miracolo, che
noi riusciremo, entro i tempi di legge previsti, ad approvare
bilancio e Finanziaria.
Io non ne sono tanto sicuro, per la verità, ma in ogni caso avremo
stravolto e fatto strame del nostro Regolamento se è vero come è
vero che l'articolo 73 del Regolamento di questa Assemblea che
continuiamo a considerare carta straccia e mi appello a lei,
Presidente dell'Aula in questo momento ma all'Ufficio di Presidenza
nel suo complesso, se è vero come è vero che l'articolo 73 prevede
che questi strumenti devono essere trasmessi alle commissioni di
merito per l'esame che deve durare 10 giorni, dopo di che deve
approdare alla commissione bilancio. Non me ne vorrà presidente
Dina, io le sono grato per le nottate che avete fatto ma le
nottate sono dovute al mancato rispetto di questo Regolamento
perché voi avete 20 giorni dopo i 10 giorni concessi alle
commissioni di merito per approfondire con la dovuta accortezza
questi strumenti così importanti per la Sicilia.
Questo non è stato possibile, ci si contrabbanda con la scusa di
lasciare a casa i precari; i precari non li abbiamo lasciati a casa
ma - non me ne vorrà l'onorevole Fazio - non li abbiamo neanche
avviati a soluzione, abbiamo solo fatto l'ennesima proroga perché
non abbiamo risolto per nulla il problema del precariato e chi dice
il contrario mente sapendo di mentire.
Quindi, con questa scusa, abbiamo fatto l'ennesimo strumento
raffazzonato, dove ci sono delle mance più o meno vistose, dove si
sono verificate delle vere e proprie ingiustizie, dove si
contrabbanda come chissà quale elemento di novità l'articolo 3 di
questa Finanziaria.
L'articolo 3 è l'«abc» di qualsiasi bilancio che sia redatto in
maniera corretta ed è stato contrabbandato come la chiave di volta
dello sviluppo della Sicilia, se non si è fatto prima di eliminare
le entrate fittizie, perché di questo si tratta, e le spese
fittizie, si è commesso un crimine. E chi lo prescrive per legge,
avalla questo crimine, dicendo abbiamo sbagliato finora, da adesso
facciamo una norma , come se non fosse nella norma di contabilità
generale prevedere questo.
Andiamo per ordine. Io mi sono stupito perché all'articolo 2 della
Finanziaria sia previsto un prestito di 60 milioni, però,
continuando a leggere gli articoli, ho trovato la spiegazione
all'articolo 24 che è quello che prevede la cessione di quote delle
società partecipate, che dice che da questa cessione non si può
ricavare una cifra inferiore a 60 milioni, siccome l'assessore per
il bilancio, sa per primo che questa è una cifra del tutto
ipotetica, lui ha coperto questo buco, già annunciato, già
esistente, con l'articolo 2 con la previsione del prestito.
I trasferimenti agli enti locali: sappiamo tutti, benissimo, che
quelle somme stanziate in bilancio per gli enti locali sono
assolutamente insufficienti per sopperire alle esigenze di questi
enti.
Vogliamo continuare a scaricare sui comuni che sono tutti già in
condizione di dissesto o di pre-dissesto le insufficienze della
Regione? Facciamo pure, ma, alla fine, sbatteremo di fronte al muro
come abbiamo sbattuto, poche decine di giorni fa, quando abbiamo
dovuto rimpinguare il capitolo per i comuni e per le province. Per
le province. Voi siete così sicuri che queste province verranno
abolite? Ma quand'anche venissero abolite o, meglio, quand'anche
riusciste a cambiare il nome, questo evento rivoluzionario, a
questo si riduce, cambiare il nome da provincia in chissà quale
altro ente, le funzioni svolte dalla provincia qualcuno dovrà
svolgerle. O si chiama consorzio di comuni o si chiamano città
metropolitane, quelle funzioni dovranno essere svolte E, quindi,
10 milioni sono assolutamente insufficienti, basteranno sì e no per
coprire 45 giorni, entro i quali voi non riuscirete a fare, come al
solito, alcuna norma seria che non sia la solita propaganda
attraverso gli spot televisivi che, fortunatamente, ho notato
cominciano a diminuire, quanto meno, di intensità.
Risparmi sulla sanità: in tutto 100 milioni di euro attraverso
questa razionalizzazione o questo centro unico della spesa. Oppure
l'articolo 9, perché poi ci sono dei tempi su cui questo Governo si
accanisce particolarmente. Uno è quello dei coordinatori sanitari
ed amministrativi che l'articolo 9 prevede di abolire come aveva
previsto l'anno scorso, poi, fortunatamente, è stato sventato in
Aula questo argomento. Ed anche su questo si contrabbanda chissà
quale risparmio di spesa. Ma questi sono dirigenti sanitari a tutti
gli effetti che continueranno a percepire esattamente lo stesso
stipendio che percepiscono oggi. Ed allora dobbiamo umiliare, non
so perché, o per volontà di chi, delle persone che svolgono
dignitosamente, nella stragrande maggioranza dei casi, un ruolo
importante nell'organizzazione della sanità che, non so perché sono
invisi a qualcuno, perché ad ogni Finanziaria entra di nuovo questo
leit motiv dell'abolizione di queste figure.
Abbiamo presentato un emendamento abrogativo di questo famigerato
articolo 9 che mi auguro l'Aula voglia assolutamente recepire e
fare proprio.
Altri argomenti che ritornano: le concessioni demaniali. Non è
bastata la rivolta di tutti i titolari di stabilimenti balneari
siciliani: quell'assurdo aumento dal 600 per cento ce lo troviamo
pari, pari di nuovo inserito in questa benedetta Finanziaria. O sui
titolari delle cave. E le multinazionali?
Davanti alle multinazionali ci mettiamo in ginocchio, davanti ai
nostri piccoli imprenditori, che sono per lo più degli artigiani,
invece, facciamo la faccia feroce e puniamo perchè si tratta di un
atteggiamento punitivo nei confronti di coloro che ancora,
nonostante tutto, hanno il coraggio di investire e lavorare in
questa terra. E, allora, va bene che non si possa avere la
bacchetta magica, ma non si può avere nemmeno la scimitarra
spiegata contro le attività produttive della Sicilia.
Non parlo delle coppie di fatto, già ne hanno parlato molto, però
parlo per esempio della mia provincia che sicuramente non ha
trovato un atteggiamento benevolo in questa Finanziaria.
Ringrazio la Commissione Bilancio per avere accettato un
emendamento che ha riportato ad una quota quantomeno non misera il
finanziamento per Ibla sia pure inferiore a quello dell'anno scorso
ma, per esempio, a quell'istituto del Corfilac nell'organizzazione
del quale, tra l'altro, vi è stato un colpo di mano ma su questo mi
soffermerò più dettagliatamente in un intervento futuro.
Sono stati ridotti all'osso i finanziamenti, non tenendo conto che
già con il finanziamento dell'anno scorso, i dipendenti sono in
cassa integrazione. Non parlerò dei tempi di recupero di fauna
selvatica, sono rimasti senza una lira con buona pace degli amici
della Commissione territorio e ambiente che, all'unanimità, si sono
sforzati di far passare un deliberato ed una mozione per cercare di
ripristinare i necessari finanziamenti, parlerò solo, assessore
Bartolotta, la prego di ascoltarmi, delle somme necessarie per
continuare a tenere in vita l'aeroporto di Comiso che nei primi sei
mesi di attività ha dimostrato di essere una delle poche note
positive in questo territorio di Sicilia, se è vero com'è vero che
ha avuto più di 60 mila utenti che hanno utilizzato questa
struttura nei primi sei mesi di attività.
Questo aeroporto può continuare a vivere solo in due modi: o
riusciamo a farlo inserire, una volta per tutte, fra gli aeroporti
di interesse nazionale e, quindi, con le spese per i servizi a
terra, uomini radar e quant'altro, vigili del fuoco, dogana,
polizia a carico dello Stato, come avviene per il 99 per cento
degli aeroporti italiani, oppure la Regione deve farsi carico
nuovamente nel bilancio pluriennale di appostare le cifre
necessarie per garantire almeno questo periodo di start-up.
Il Governo Lombardo, che quanto deprecato esso sia stato, almeno
dal mio punto di vista, aveva stanziato 4 milioni per ogni stagione
fino al 2015, e questo aeroporto sta funzionando grazie a questi 4
milioni
Non vorrei che il Governo Crocetta, così come ha fatto l'anno
scorso, anche quest'anno si dimenticasse di inserire questa cifra,
significherebbe contribuire ad uccidere un aeroporto neonato nella
culla. Di questo si sarebbe accorta lei che è così sensibile,
assessore Stancheris, che più volte è venuta a Comiso, ed ha avuto
modo di percepire de visu la realtà che si sta creando attorno a
quell'aeroporto. Vi invito caldamente ad adoperarvi per evitare che
ciò accada.
Finisco, dicendo che non ho assistito de visu - per motivi
particolari, familiari abbastanza seri di salute, non mia ma di un
mio carissimo congiunto - in diretta all'intervento del governatore
Crocetta. L'ho ascoltato però in diretta streaming, come si suol
dire, almeno, e il governatore diceva la Finanziaria non può
essere un conto solo ragionieristico. La Finanziaria deve avere
un'anima . Io quest'anima l'ho cercata nella legge Finanziaria e
nel Bilancio, onestamente sarà un mio difetto di vista, ma non sono
riuscito ad individuarla. Ma quello che è più grave, non ho
intravisto nemmeno un filo conduttore, unico, un'idea di sviluppo,
un sogno da dare alla Sicilia in momenti così difficili. Ho visto
solo delle idee disordinate, delle manovre a strappo, togli qua per
coprire là, degli input demagogici, uno fra i tanti quello delle
coppie di fatto.
Io non vorrei che la Finanziaria, da strumento di speranza o di
sogno per la Sicilia si trasformi, come purtroppo sta avvenendo, in
un incubo per i siciliani.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mentre l'onorevole Malafarina si
avvicina, volevo chiedere agli onorevoli colleghi, se per voi va
bene, visto che non sono pervenute altre richieste ad iscriversi a
parlare, oltre all'onorevole Gianni, chiudiamo le iscrizioni..
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di
mantenere i tempi previsti dai minuti a disposizione. Dalla
discussione che c'è stata fino adesso in Aula io vedo che si sta
dimenticando da quale situazione è partita questa Regione sul
finire dello scorso anno, del 2013, quando, poco prima
dell'insediamento del Governo Crocetta, si parlava di un
commissariamento per la Sicilia perché la Sicilia era in default,
aveva un buco di bilancio di oltre due miliardi di euro che stava
portando al fallimento di questa Regione. E si dimentica ancora che
in questa Finanziaria, quest'anno, il Governo è stato costretto
ancora, per l'ennesima volta, non solo a ridurre le spese, ma a
mettere anche ben novecento - dico novecento - milioni per
accantonamenti.
Si dimentica, ancora, che la spesa regionale è una spesa rigida,
una spesa assolutamente condizionata da un enorme e gigantesco
mostro che è la spesa sanitaria, che assorbe quasi il 50 per cento
del bilancio regionale, che assomma a sé circa nove miliardi di
euro e che già si sono realizzati dei consistenti risparmi in
questi settori senza tagliare posti letto, senza licenziare
personale, senza fare macelleria sanitaria, in questo caso.
Si dimentica, soprattutto - e questo lo dico ai colleghi
dell'opposizione - che, dopo tanti anni, è la prima volta che la
Regione siciliana approva un Bilancio e una Finanziaria senza
ricorrere all'esercizio provvisorio il che significa, non solo che
si è lavorato e si è lavorato bene ma che si è lavorato anche per
tempo e con la visione chiara di ciò che bisognava andare a fare e
come andarlo a fare.
Si dimentica, ancora, che in questa Finanziaria i comuni
partecipano per la prima volta al gettito IRPEF essendo pure
garantiti nelle risorse a loro disposizione, risorse che, ricordo,
sono pari a 350 milioni di euro ed è un fatto, credo, assolutamente
innovativo rispetto al passato, laddove i comuni non avevano una
compartecipazione alle entrate che oggi, invece, si realizza.
Si dimentica, nelle critiche a volte anche sterili e un po'
retoriche, che questa Finanziaria sta aprendo a un welfare ben
diverso rispetto al passato, che si sta aprendo a un welfare
inserendo il concetto del reddito minimo garantito, dove
all'articolo 41 si stanziano 15 milioni di euro, si potrebbe dire
che non siano sufficienti, che sono ben poca cosa rispetto alle
necessità della povertà in Sicilia, però con un bilancio costretto
ad essere contenuto nei limiti in cui è contenuto e con le
difficoltà finanziarie che si sono dovute affrontare, già è un
segnale estremamente positivo.
Si dimentica ancora che l'articolo 27 introduce interventi a
sostegno per le rate di mutuo per gli inquilini morosi che
incolpevolmente per la situazione di crisi si trovano in condizioni
di difficoltà e che oggi, invece, vengono sostenuti da una Regione
che è più attenta che mai alle esigenze della società ed alle
esigenze sociali.
Si dimentica ancora che si sta introducendo il concetto
dell'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, rendendo le
coppie di fatto e per coppie di fatto non si intendono solo ed
esclusivamente le coppie omosessuali, ma tutta quella grande
pletora di cittadini che, incolpevolmente, è in attesa che una
macchina della giustizia inizi a funzionare, sono da anni ed anni
in attesa di una sentenza di divorzio e che, magari, convivono con
i figli di entrambe le coppie in una casa che spesso non è
all'altezza della situazione per le situazioni finanziarie che
devono affrontare, ma che nel contempo si trovano svincolate e
fuori da ogni garanzia sociale.
Si dimentica, soprattutto, che finalmente, dopo occasioni perse
nel corso degli anni, ci si sta avviando rapidamente ad una
stabilizzazione del precariato siciliano, 24.187 lavoratori che
oggi vivono in una situazione di assoluta incertezza e che non
hanno avuto delle garanzie, hanno vissuto e continuavano a vivere
all'ordine del giorno, non sapendo il domani che cosa riservasse
loro e questo significa anche incertezza dei rapporti economici,
incertezze nel futuro, significa anche non poter contare su un
qualsiasi intervento bancario di sostegno.
Sono delle realtà che oggi stanno maturando e che non avevano mai
trovato ascolto, ma quello che soprattutto si sta cercando di
realizzare - e qua prendo anch'io spunto da questo benedetto
articolo 12 sui forestali - è cominciare a capire che forse la
Sicilia aveva bisogno di un modello diverso di sviluppo. Modello
diverso di sviluppo - mi dispiace che non ci sia in Aula
l'onorevole Cracolici, da cui mi sarei aspettato forse qualcosa di
più di sinistra - si dimentica che noi abbiamo avuto sino ad oggi
in Sicilia una economia assistita, una economia dove la politica ha
fatto da intermediazione clientelare per la spesa pubblica e questo
ha comportato delle disfunzioni, ha comportato degli abusi nella
certezza dell'impunità ma, soprattutto, nell'assenza di controlli
da parte di chi era preposto e doveva esercitare il controllo,
perché tanto sono soldi pubblici, si possono spendere come si
vogliono, sappiamo che sono per l'assistenza sociale e questo
sillogismo ha creato delle enormi storture.
Vorrei anche ricordare in questa Aula che non ho sentito delle
voci che abbiano condannato dei comportamenti che non esito a
definire criminali, 7 miliardi, 6 miliardi e mezzo di fondi europei
non spesi nel 2006-2013, fondi europei che erano essenziali per
creare occupazione e sviluppo e dotare la Sicilia di quelle
infrastrutture di cui è paurosamente povera. Vi ricordo che per
andare da Palermo a Catania ci vogliono tre ore e mezzo di treno,
ammesso che, ancora oggi, ci siano i treni e non ci siano le
diligenze come nel Far West.
Noi, forse, dovremmo aver ben presente che è tramontata un'epoca.
E' tramontata l'epoca della spesa pubblica e dell'intermediazione
politica tout court. E' tramontata l'epoca di quella spesa pubblica
che è vissuta grazie all'intermediazione politica, dove la politica
ha assunto, solo ed esclusivamente, un ruolo di anello di
collegamento tra quelle che erano le risorse dello Stato da
impiegare sul territorio, i lavoratori, le partecipate, i
consulenti, le nomine e quant'altro.
Ed è un modello che, oggi, non è più proponibile per il semplice
motivo che l'Italia ha raschiato il fondo del barile e non ha più
soldi per mantenere una struttura improduttiva.
Non ha più soldi, perché le imprese sono gravate da ben il 65 per
cento di tasse sul proprio fatturato. I cittadini italiani, oggi,
sono fra i più tartassati non solo in Europa ma, addirittura, ai
primi livelli del mondo.
Dobbiamo realizzare, forse, modelli di sviluppo diversi, modelli
di sviluppo dove all'impiego pubblico venga sostituito un lavoro
onesto e produttivo, con l'impiego delle risorse per creare
occasioni di lavoro ed occasioni di sviluppo, per mettere i
cittadini in condizione di avere una vita dignitosa, dove si possa
fruire anche di una mobilità sul lavoro ma purché ci sia lavoro.
Non, oggi, l'alternativa o forestale o immigrato. Non credo che i
siciliani vogliano essere né tutti forestali né, tanto meno, essere
tutti immigrati. Vorrebbero avere una società ed una Regione che
risponda alle loro esigenze e che dia loro delle risposte in
termini rapidi, concreti.
Poi, non credo, assolutamente, che questa finanziaria abbia
spartito alcunché. Non c'era nulla da spartire. E non c'era, credo,
alcun partito, alcuna forza politica che abbia potuto rivendicare
per sé un qualcosa da spartire; forse, magari, qualcuno ci ha
tentato - mi riferisco ai fondi per Ragusa Ibla - e, forse, c'è
anche riuscito
Ma, rispetto alle discussioni dell'anno scorso, sulla famosa
Tabella H , credo che oggi si sia realizzata una finanziaria di
rigore che sta cominciando a dare, per ciò che è possibile dare,
delle risposte ai siciliani.
Avremo nel futuro, spero, delle certezze che saranno date
dall'impiego dei fondi europei per l'infrastrutturazione e lo
sviluppo della Sicilia.
E' questa la grande scommessa su cui dobbiamo, necessariamente,
dare delle risposte ai siciliani: lavoro e sviluppo.
E, per questo, vorremmo che questo Parlamento, anziché presentare
leggi di spesa, presentasse leggi di risparmio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Firetto. Ne ha
facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è al culmine di
questo dibattito lungo, nel quale a me pare di poter scorgere,
ciascuno per la parte che gli appartiene, come è stato mirabilmente
detto da qualche altro che mi ha preceduto, la foga di indugiare
sugli aspetti di un documento finanziario che non rappresenta ciò
che ciascuno vorrebbe che fosse.
Guai a pensare cose obiettivamente diverse, specie quando si sta
dall'altra parte della barricata e, però, a me pare e, quindi, mi
riferisco evidentemente all'opposizione - sebbene qui c'è il
tentativo spesso, un tentativo soverchiante di individuare un
limite assolutamente labile di questo concetto, come se il confine
non esistesse - che rappresenta per certi aspetti un aspetto di
debolezza ed anche un aspetto di forza di questo Governo perché in
molti interventi di onorevoli colleghi che si iscrivono formalmente
tra le file di questa opposizione, ho trovato elementi, invece, che
manifestano un forte senso di responsabilità rispetto alla
condizione economica e finanziaria che si stata vivendo e di cui
questa bozza di legge finanziaria è evidentemente figlia.
Non si può non considerare il contesto economico, finanziario che
attraversiamo, non si può non considerare il livello di
compressione delle entrate tributarie, figlio anche di una
condizione di crescita economica che ha i numeri che tutti quanti
conosciamo.
E questa non è, però, così come è accaduto l'anno passato, in
occasione della prima legge finanziaria votata con il governo
Crocetta, una finanziaria che si disse essere una finanziaria
unicamente di emergenza; questa è, invece, una finanziaria che è
figlia del contesto.
Sbaglia chi immagina di trovarci il libro dei sogni, ne rimarrà
evidentemente deluso e l'ho colto in qualche intervento.
In un testo di questo tipo non troveremo il libro dei sogni,
troveremo il testo che è figlio del contesto, che è figlio di
quella che è la condizione del bilancio dello Stato che, a cascata,
condiziona, inevitabilmente, quello della Regione e di quello di
questa Regione che è figlio, oltre che del bilancio della Stato, di
una storia lunga, di una storia vissuta oltre le proprie
possibilità e, saremmo oggi ingenerosi se non cogliessimo lo sforzo
di questo testo, che è uno sforzo che continua nel segno del
rigore, che è un testo che si interroga ancora su tante sacche di
spesa pubblica che, obiettivamente, possono essere limitate e
possono essere razionalizzate.
Questa è una finanziaria che pone certamente una sfida al
Parlamento, la pone nella misura in cui individua, per esempio, il
largo settore delle partecipate, un settore nel quale bisogna
ragionare e interrogarsi fino in fondo, che pone su tante sacche di
ammortizzatori sociali le esigenze di ridisegnare un destino
diverso e nuovo; eppure, qui mi pare che lo sforzo di resistenza
anziché essere innovativo, mentre taluni contestano al presidente
Crocetta di non essere rivoluzionario fino in fondo, si attardano,
invece, in manovre di resistenza purché tutto rimanga com'è
immutato e nulla, invece, possa cambiare.
Ci vuole anche qui, da parte nostra, da parte dell'Assemblea, di
quest'Aula, uno sforzo rigenerativo per cui si incalzi, invece, il
Governo a procedere oltre, anziché porsi - e mi riferisco al
alcune aree di questo Parlamento - baluardo di vecchie
incrostazioni che, invece, sono dure a morire e che dobbiamo,
invece, lasciar morire per ridisegnare una Regione diversa e con
uno stile obiettivamente nuovo.
Tutte le volte che c'è una finanziaria è inevitabile che ci sia la
corsa a caricarla di valori politici ed anche di gestualità, spesso
di quella che è stata la vecchia politica di questo nostro Paese in
generale, anche di questa nostra Regione siciliana, per cui il tema
che quasi si vorrebbe qui introdurre, non in maniera perniciosa, ma
lo si intende introdurre, è il tema degli equilibri di governo, di
manovre di rimpasto.
Io penso che senso di responsabilità di tutti quanti, anche di
coloro che stanno fuori da questo Palazzo e che si occupano della
politica dovrebbe essere quello di lasciare che, in questo momento,
dentro questo Palazzo, ci si occupi della finanziaria e del
bilancio, ci si occupi delle reali questioni della Sicilia e so di
certo che bilancio e finanziaria, che ne rappresenta la filosofia
contestuale, oggi sono molto limitativi, rispetto a quello che è il
valore che dobbiamo dare ai documenti finanziari perché,
storicamente, ci hanno insegnato che la finanziaria è la filosofia
del bilancio; oggi non è solo questo.
La finanziaria è un po' il manifesto economico-sociale che un
Governo pone alla comunità che amministra e che governa. Quindi -
mi piacerebbe avere l'assessore Bianchi in Aula -, dovremmo trovare
forme anche di collegamento rispetto a quella che è, nei limiti
della ristrettezza di bilancio, che ormai sono sempre più
crescenti, l'elemento di leva keynesiana su cui possiamo fare
riferimento, cioè, dalle nostre parti i fondi comunitari.
Allora, dovremmo trovare un elemento di congiunzione tra quella
che è la legge finanziaria e quella che è la programmazione
comunitaria perché le ridotte risorse sulla leva di investimento
che sono del bilancio si fanno accapigliare anche dentro le
commissioni bilancio a far mattina come hanno detto gli amici del
Movimento Cinque Stelle. Però, rispetto a quella che è la più
imponente programmazione comunitaria e che può disegnare lo
sviluppo di un territorio, quel sogno, quell'anima di Sicilia di
cui qualcuno stasera ha parlato, rappresentano sempre una
programmazione che rimane nelle stanze piccole e, certamente, di
scarso consenso politico di qualche dirigente generale e di qualche
esponente di Governo.
Allora, penso che dovremmo utilizzare questo strumento, che è la
finanziaria, in questa occasione, per agganciare virtuosamente uno
strumento contabile ad uno strumento di programma importante che fa
leva finanziaria e che fa investimento. E si riempie anche questa
condizione finale che siamo chiamati a vivere di significati su
temi che, probabilmente, non sono strettamente coniugabili con un
documento di programmazione economica e finanziaria. Qualcuno ha
parlato, fin qui, del tema delle nomine dei manager.
Ebbene, vorrei che sottolineassimo un dato fondamentale in questa
esperienza di governo ed anche, qui, mi pare di poter dire che
questo è uno dei traguardi più significativi, più importanti, più
utili, assieme a quelli dell'azione purificatrice svolta in diversi
ambiti della nostra Amministrazione regionale, vedo l'assessore
alla formazione qui davanti che, certamente rappresenta uno degli
aspetti utili di questa esperienza di Governo; ma anche quello
della sanità, con questi nuovi traguardi raggiunti sui piani di
rientro, le scelte coraggiose del governo Crocetta su alcune
condizioni dirigenziali.
Però, mi auguro che si proceda fino in fondo e lo si faccia con
coraggio e con un atteggiamento assolutamente uniforme perché è di
queste ore, per esempio, nella mia provincia di Agrigento che si
rompe una tac e sta chiusa per 13 giorni in un ospedale provinciale
dove non c'è neanche la risonanza magnetica. E, mentre facciamo
bene a dire che la gara che per i pannoloni non va bene, rimuoviamo
i manager, dobbiamo essere così bravi a rimuovere immediatamente
manager che danno questo scarso livello di efficienza e che fanno
perdere di vista i grandi traguardi che un governo raggiunge con
delle operazioni di questo tipo che, nel giro di poco tempo, ti
creano sfiducia in grandi masse di elettori e in grandi aree di
cittadini.
E, allora, penso che, al di là del necessario livello di fiducia
rispetto al testo così come è stato presentato, penso anche che
abbiamo due esigenze e mi avvio a concludere. Abbiamo l'esigenza di
fare in fretta - non come qualcuno dice fare le nottate che poi
passano gli emendamenti senza magari averli visti nella maniera
adeguata -, però, è necessario che si vada a tappe forzate perché,
pur nelle ristrettezze di bilancio, pur nella difficoltà
finanziaria che la condizione economico-sociale ci impone, abbiamo
l'esigenza di dare risposta immediata con un bilancio che parta a
gennaio e che parta con un segnale certo per tutti; si saprà, poi,
pur nella limitazione delle risorse, che ciascuno si deve
programmare nell'ambito di quelle che sono le proprie condizioni di
agibilità finanziaria ma questo dato di certezza lo si esige.
Dopodiché, penso che - ed ha fatto bene qui il presidente della
Regione a dirlo in tutte le lingue, a dirlo anche in diverse
occasioni di incontro, non solo nelle Conferenze di Capigruppo ma
anche con dichiarazioni pubbliche - uno strumento finanziario non è
figlio dei dogmi, uno strumento finanziario è figlio anche della
politica, ed è figlio, pertanto, della necessità di un dialogo e di
un confronto che ci deve essere con tutte le espressioni di questo
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi, solo
qualche breve riflessione perché bilancio e finanziaria sono due
termini imponenti rispetto ad un flop annunciato e non parlo di
questo Governo, ovviamente, ma parlo di decenni di una gestione che
ha visto uno sperpero di denaro ma che ha anche visto un'incapacità
di una classe politica di essere in grado, di essere brava a
confrontarsi con un Governo nazionale che ha fatto finta di non
sapere che c'era un articolo 36, 37, 38, che c'era una convenzione,
un accordo per il quale il Governo nazionale avrebbe dovuto dare a
quello regionale una sorta di compensazione per tutto ciò che aveva
preso.
Tutto ciò rientra in un quadro che ci pone, oggi, nelle condizioni
di guardare con grande preoccupazione al momento che viviamo.
Preoccupazione per i ciechi, i sordi, i disabili, i forestali, i
precari, quelli che hanno vinto i concorsi e che non possono essere
assunti, come i 97 che hanno vinto il concorso nel 2005 e sono già
oggetto di graduatoria, come la Tabella H che è uscita dalla
finestra per entrare dalla porta, o viceversa. Tutta una serie di
problemi e di interrogativi che ci devono fare riflettere.
Ma l'intervento che stasera intendo fare, signor Presidente, è
finalizzato semplicemente ad attirare l'attenzione su due punti:
uno è quello dell'industria.
Ho letto di qualche emendamento che riguarda l'aumento delle
royalties'.
Io mi preoccuperei di più Presidente di convocare la Lukoil, per
sapere che cosa intende fare dopo che ha acquistato anche la Erg
oltre la Isab.
Io convocherei la Lukoil per farmi dire, insieme alla Isab, se i
cinquecento milioni del CIP 6 che sono stati anticipati all'Isab
fanno parte di una strategia o fanno parte di accordi particolari
inconfessabili, che potrebbero portare alla chiusura della Isab e
della Erg, come ho detto qualche anno fa alla Camera.
Io mi preoccuperei, Presidente di capire, di trovare le soluzioni,
perché ci potrebbe essere la necessità di un'interlocuzione col
Governo nazionale, per sapere perché ha anticipato cinquecento
milioni di CIP 6 alla Erg con la Lukoil che ha forzato perché ciò
avvenisse.
Certo, in questi anni, abbiamo perso la capacità politica
dell'interlocuzione. Non ci siamo fermati a capire ed a pensare
come fare perché le risorse, sempre più insufficienti, potessero
essere prese da altri posti.
L'articolo 37 solo l'altro ieri è stato finalmente approvato in
maniera definitiva. Ci consentirà di avere una libertà di introito.
Ma, Presidente, la invito a verificare la possibilità che questo
articolo 37, che può portare una bella quantità di risorse, possa
essere, fin da ora, applicato alle banche, alle assicurazioni, alla
grande distribuzione, alla piccole e medie imprese che arrivano
qui, lavorano, guadagnano e vanno via senza pagare il cosiddetto
PEL , è un acronimo che il mio consulente finanziario si è
inventato, il Prodotto Esterno Lordo .
Guardando, signor Presidente, all'annuario statistico della
Regione siciliana, incrociando la qualità dell'Unioncamere, se un
gruppo come quello dell'assessore Luca Bianchi si pone nell'idea di
osservare bene questi dati, potrà vedere com'è possibile che il
valore totale di beni e servizi prodotti in un territorio, nel
territorio siciliano da queste aziende esterne, possa portare ad un
introito di circa 6 miliardi come extra gettito regionale.
Ora, io sono un'ignorante dal punto di vista numerico e
matematico, però, leggendo le carte ho potuto notare, insieme a
questo mio consulente, che un'attenzione particolare a quanti
vengono qui a prendere e ad andare via potrebbe darci la
possibilità di avere qualche risorsa in più da destinare a quanti,
purtroppo, non hanno la nostra stessa fortuna. Mi riferisco a tutti
i disabili, i ciechi, i sordi, i forestali, i precari, tutto quel
grande gruppo di persone che, nel tempo, abbiamo alimentato con
qualche prebenda, anziché pensare a fare qualcosa di diverso.
Ho dato qualche suggerimento tra bilancio e finanziaria, più
finanziaria che bilancio, per esempio, quello di spostare di
qualche anno i debiti che hanno le micro, piccole e medie imprese
con l'IRCAC, la CRIAS e l'IRFIS, per salvare migliaia di aziende,
per evitare che ci sia un bel numero di persone che continua a
suicidarsi, perché d'altronde sarebbe inutile visto che non possono
pagare, se spostiamo di tre, quattro anni, questo recupero di
crediti da parte della Monte Paschi Serit della Regione, forse
avremmo salvato un po' di aziende.
Ho fatto un altro ragionamento col quale chiedo alla Serit che è
venuta in audizione alla Commissione Bilancio, che ha 220 milioni
di crediti inesigibili praticamente, 60 milioni di debiti che dovrà
pagare comunque, se non è il caso di togliere tutti gli interessi e
potere fare un'operazione che consenta a chi vuol pagare di poter
pagare, distribuendo in 72 rate bimestrali il debito che hanno
verso la Serit.
Ho fatto qualche altro esempio, ho presentato emendamenti e
suggerimento all'assessore per l'energia: di spostare un po' di
risorse per trasformare i tetti di amianto - e qui lo faccio per i
miei colleghi del Movimento Cinque Stelle che mi chiedono di
parlare sempre dell'amianto - e mettere dei tetti di fotovoltaico.
Avevo fatto un accordo con l'Assessore per l'industria e, quindi,
in questo caso, per l'energia, con la Beghelli, un contratto
firmato con cui davo 10 mila tetti pubblici, case popolari, scuole,
ospedali e la Beghelli si impegnava a mettere il fotovoltaico senza
spendere un euro da parte dell'Amministrazione pubblica.
I manager o il Governo. Capisco le preoccupazioni del collega
Firetto che, qualche volta, sembra il Gattopardo di Tomasi di
Lampedusa, non muovete nulla, togliete tutto, muovete tutto, ma che
tutto rimanga com'è, senza nulla togliere ad alcuno.
Credo che un assestamento possa essere utile, qualche energia
nuova può essere ancora più utile. Ma non è un mio problema. Il
mio problema è fare gli attrattori per gli investitori. Il mio
problema è eliminare i manager della sanità che lasciano debiti o
che sono incapaci. Se questi sono gli obiettivi del bilancio e
della finanziaria, se questo è l'obiettivo del Presidente della
Regione, se questo è l'obiettivo di questo Parlamento, allora,
forse, riusciremo ad uscire dal pantano, che è molto brutto,
pesante e, che ci coinvolge in uno sforzo, in una sfida, insieme a
questo Governo, perché questa Regione possa cominciare a parlare
una lingua diversa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
riflettevo durante questo lungo dibattito che, si può anche trovare
appassionante, parlando tra di noi è appassionante parlare di
accantonamenti tributari, di regolazioni contabili, di residui
attivi, passivi e perenti, ma mi chiedevo quanto tutto ciò, in un
momento straordinario di crisi, che sta vivendo il nostro Paese, la
nostra Regione in particolare, possa interessare all'esterno, nelle
mura di questo Palazzo, a volte ho detto, più volte, da questa
tribuna, probabilmente troppo spesse per percepire, non soltanto
ascoltare ciò che viene detto fuori, ma percepire la sensibilità
che dal popolo promana.
Parlando con tanta gente, in questi giorni di semi festività,
fuori da questo Palazzo, ho avuto la netta sensazione che la
stragrande maggioranza dei cittadini non riesca proprio a
comprendere il senso dei nostri dibattiti e delle nostre polemiche,
non riesca a comprendere come si sviluppi questa benedetta legge
di stabilità, la legge di bilancio, non comprendono queste
polemiche senza fine che, comunque, non aiutano a risolvere uno
solo dei loro problemi. Non le comprendono e, soprattutto, le
sentono distanti dalla loro vita, dai loro problemi, dalle
prospettive delle loro famiglie e dei loro figli.
Questo è qualcosa che non riguarda la maggioranza, il Governo,
riguarda tutta una classe dirigente, un Parlamento che, oggi più
che mai, deve tornare a sintonizzarsi con ciò che c'è fuori da
questo Palazzo, pertanto, ad ascoltare il dibattito che si è
svolto, e lo dico con grande rispetto, su questa legge di stabilità
con interventi intelligenti, appassionati, sentiti, certamente
tutti in buona fede
Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone
può accadere da parte di chi vi parla, invece di essere stimolati
da serie analisi critiche che pur ho avuto modo di ascoltare, che
possano giustamente contribuire a migliorare una manovra
estremamente difficile e complessa, frutto non dimentichiamolo di
gravissime insufficienze di almeno un paio di decenni passati
perché, se dimentichiamo questo facciamo un torto a quella che è la
verità nella storia, dicevo ad ascoltare tutto ciò, invece, di
essere stimolati si rischia di rimanere intrappolati in una sterile
liturgia polemica e risposta alla polemica per una legge di
stabilità che nelle sue difficoltà è certamente frutto dei disastri
finanziari che, purtroppo, sono stati ereditati in questo nostro
tempo.
Il vero fallimento, che dobbiamo evitare, credo diventerebbe
proprio l'approccio di posizioni parlamentari di maniera dalla
quale mi aspetterei e mi aspetto ancora per la considerazione che
ho di questo Parlamento, per la stima che ho dei parlamentari di
questo Parlamento, mi aspetto un cambio di passo netto, strategico,
culturale, che prenda atto di un disastro con cui dobbiamo
confrontarci e prendendo atto di tutto questo, questo Parlamento
assuma un atteggiamento positivo, propositivo, non vano, non di
maniera, non di rito, che aiuti, in questo percorso che
faticosamente in questo anno abbiamo fatto insieme, insieme ripeto
di messa in sicurezza dei conti dal quale da questo percorso di
messa in sicurezza dei conti di questa Regione o ne usciamo tutti
insieme oppure temo che non ne usciremo affatto.
Questo non è il tempo delle demolizioni pregiudiziali, non è il
tempo di critiche senza proposta, non è il tempo di slogan o di
derive populiste. Tutto ciò darebbe la misura, temo, dell'assenza
disarmante di qualsivoglia strategia sarebbe, da parte di questo
Parlamento, la misura della resa.
Oggi, invece, occorre avere giudizio, nel senso più autentico del
termine, altrimenti rischiamo una recita stanca ed inutile, un
copione mediocre dal quale abbiamo, ora più che mai, il dovere di
affrancarci, consapevoli che stiamo continuando a ballare - come
qualcuno prima di me ha ricordato da questa tribuna - sull'orlo del
precipizio.
Ma questa Assemblea ha forse dimenticato, pian piano, di questi
tempi che oltre ai temi che solitamente occupano il dibattito
politico e parlamentare, c'è anche un'altra Sicilia a cui vorremmo
rivolgerci, a cui il Presidente della Regione prova ogni giorno a
rivolgersi. E mentre ci si confronta polemicamente, arroccati su
barricate di parte, si vuole negare forse quanto tra mille e mille
difficoltà è comunque contenuto in questa finanziaria? Quell'anima
di cui parlava il Presidente della Regione sabato scorso in
quest'Aula? E ci si è forse dimenticati - lo dico ai tanti colleghi
che sono stati presi totalmente da spirito critico verso questa
legge di stabilità - che comunque, in questa legge finanziaria, c'è
attenzione verso chi produce vera ricchezza e quindi lavoro? Mi
riferisco agli artigiani, alla piccola e media impresa, mi
riferisco a chi vive sotto la soglia della povertà, mi riferisco a
chi vuole tutelata e rispettata la propria diversità, a chi ha
perso il proprio lavoro, chi ha chiuso la sua impresa, chi un
lavoro non l'ha avuto mai e, a forza di costruire polemiche, ci si
dimentica che stiamo facendo, insieme al Governo, ogni sforzo per
non dimenticare i nostri figli, e lo dico con grande sofferenza e -
se volete - con una punta di dolore. Ci si è dimenticati dei
giovani, di chi ha conseguito una laurea ed è costretto a fuggire
da questa nostra Regione, ci si è dimenticati del giovane
ingegnere, dello psicologo, del fisico che dopo anni di umiliante
disoccupazione fugge da questa terra oppure è costretto a
continuare ad umiliarsi con un lavoro sottopagato, sprecando così
ricchezza e conoscenza.
A forza di rimanere dentro questi schemi di contrapposizione, pur
legittimi ma ormai logori, non ci si è accorti che nel frattempo i
nostri giovani - Assessore Scilabra mi riferisco in particolare a
Lei che è una di questi giovani - sono diventati quasi invisibili e
non ci si è accorti che essi, in questi ultimi anni,
drammaticamente sono andati verso una rappresentazione triste della
nuova marginalità sociale. Io non ci sto
Onorevoli colleghi, fuori da quest'Aula ormai troppi cittadini non
ci comprendono più, per questo dico che non serve e non basta
duellare sulla tecnica contabile, non serve più immaginare la
polemica politica, magari per catturare il consenso di categorie
sociali su populismo e demagogia. Occorre invece avere la forza e
la capacità di liberare la nostra gente, i siciliani, dal disagio e
dal senso di impotenza che questo triste dialogo, questa triste
liturgia, trasmette dalla triste consapevolezza che nulla in questa
nostra Sicilia cambia - qualcuno citava prima la celebre frase di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa Bisogna cambiare tutto per non
cambiare niente" - e perché ciò accada occorre tornare al
linguaggio della verità, senza tatticismi né populismi. Perché ciò
accada occorre fuggire da tatticismi e immaginare questo futuro
nuovo della Sicilia, ridisegnando insieme un percorso, un modello
di Sicilia che sia credibile fuori da questo Palazzo, e non sia
ancora il modello stanco di un mondo che probabilmente non c'è più,
un modello di Sicilia che io mi auguro, con il Presidente della
Regione Crocetta, continui questo percorso di cambiamento e di
verità.
Occorre dunque una fase straordinaria, come quella da lei
auspicata Presidente, nella quale il primo prioritario obiettivo di
ognuno di noi non sia quello di sconfiggere l'avversario, quanto
quello di disegnare un nuovo e credibile modello di avanzamento
civile, sociale, economico, culturale per la nostra Sicilia.
Occorre scoprire la nuova consapevolezza che gli unici veri
avversari da battere, in questo momento storico, sono la
delegittimazione della politica, la rassegnazione, il senso di
impotenza, le inutili ed ormai insopportabili polemiche senza fine.
Occorre la nuova consapevolezza della necessità di realizzare
insieme una dimensione del Parlamento e del Governo della Regione
autenticamente rappresentativi di un'idea davvero alta della
politica, delle istituzioni, della democrazia e della libertà.
Occorre davvero che questa idea sappia coniugare con rigore diritti
e doveri, di cui anche questa sera si è parlato in quest'Aula, che
tenga insieme la responsabilità e la capacità di governare con
l'orgoglio di rappresentare una Terra come la nostra, Terra di
frontiera e di accoglienza.
Vorrei che questa legge di stabilità e questo bilancio,
Presidente, che andremo ad approvare fra qualche giorno, nella
estrema difficoltà e fragilità dei conti, tuttavia segnino un nuovo
inizio dopo anni di esercizi provvisori e di incertezze contabili e
finanziarie.
Noi del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, abbiamo
fortemente voluto e creduto nell'approvazione di bilancio e legge
di stabilità senza andare verso un ennesimo esercizio provvisorio,
purtroppo fra lo scetticismo diffuso. E questo nuovo inizio, nella
severa ristrettezza delle risorse, nella fragilità dei conti, serva
a ridare alla politica il dovere dell'ascolto, serva a ridare a
questo Parlamento il dovere di dar voce ai tanti cittadini senza
rappresentanza che si ostinano a coltivare la fede civile del senso
del dovere, del rispetto delle istituzioni e dell'onestà.
Un nuovo inizio, dunque, che veda questo Parlamento lavorare
insieme tenendo sempre ben ferma che esiste una maggioranza, ed
esiste una minoranza, che c'è il Governo e che c'è l'opposizione al
Governo, ma sapendo anche che quando sono in pericolo le fondamenta
del vivere civile, che insieme abbiamo il dovere di tutelare, prima
si difende l'interesse generale, la serenità e il futuro del nostro
popolo, e poi, solo dopo, ci si può dividere con la fisiologia
necessaria delle democrazie sane e mature.
Questa legge di stabilità, ogni legge - lo ha ricordato il
Presidente Crocetta sabato scorso in quest'Aula - può e deve essere
migliorata. Proveremo insieme a farlo anche questa volta, ma la
dialettica su questa sofferta legge di stabilità non può e non deve
essere trasformata in rissa populista.
La severità dei conti non può indurci al pessimismo, non può
togliere al nostro popolo la visione del futuro che con tanta
difficoltà lei ha provato a calare in questa legge di stabilità, ed
il popolo non ha più visione del futuro non quando si prospettano
difficoltà e sacrifici, ma quando più nessuno offre un progetto
alto al popolo, quando le passioni civili che sempre dovrebbero
caratterizzare un popolo sono soffocati invece da populismi senza
progetto, dalla polemica senza progetto e dalla tentazione che
tanti hanno dell'abbandono di questa terra.
Se questo Parlamento, sede nobile e sacra, dico io, della
sovranità del popolo siciliano, avrà anche la consapevolezza, come
credo, che faremo insieme lo sforzo di rappresentare la percezione
del sentimento diffuso di sofferenza che c'è nel popolo siciliano,
se tutto questo sapremo trasformare in un progetto per il futuro
del popolo siciliano, credo che ognuno, ogni deputato di questo
Parlamento avrà assolto al mandato cui è stato preposto dal popolo
siciliano.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire, a
conclusione del dibattito, il Presidente della Regione, onorevole
Crocetta. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intanto vorrei fare un ringraziamento sincero a tutti
quanti per l'attenzione che si sta dedicando alle questioni del
bilancio e della Finanziaria, ma anche per le numerose presenze in
tutti i Gruppi parlamentari delle varie realtà. Io credo che questo
sia un segno importante dell'attenzione che si dà a questi temi.
Sinceramente, però, debbo dire che quando ho sentito qualche
intervento, ho detto: ma di quale finanziaria stanno parlando?
Vorrei sapere perché si parla di finanziaria clientelare. Ditemi
quale emendamento del Governo, quale articolo del Governo, prova a
fare clientele.
Veramente è esattamente il contrario: riproponiamo il taglio delle
partecipate, netto, duro; misure contro i palazzinari speculatori
e gli abusivi; si è discusso sul tecnicismo della norma che attiene
sicuramente non alla politica, ma alle strutture amministrative che
predispongono gli atti. Ma non credo che queste siano clientele,
anzi, credo che creano parecchia irritazione in alcuni ambienti,
causano un contrasto: pensate al contrasto che si crea anche con le
aree di privilegio che ci sono dentro le partecipate. Se avessimo
voluto fare clientelismo penso che avremmo detto che non toccavamo
nulla, avremmo fatto un po' di Consigli di Amministrazione, magari
ce li dividevamo, e chiudevamo il discorso. Invece questo taglia
ogni riferimento clientelare.
Vogliamo parlare dei contributi agli Enti. Mi pare che, per la
prima volta in quest'anno da dimenticare abbiamo fatto una legge
sulla Tabella H.
Ma chi è che lo deve dimenticare quest'anno? Certo, Giacchetto ed
il suo sistema lo devono dimenticare, i padroni della formazione lo
devono dimenticare, tante gente lo deve dimenticare, però noi
pretendiamo di essere giudicati sull'anno passato, non sicuramente
sulla Finanziaria ma sul bilancio consuntivo: quando scoprirete che
il nostro bilancio consuntivo tende, dopo anni e anni, al disavanzo
zero, dopo avere tagliato due miliardi e quattrocentomilioni di
euro, come avete sostenuto voi, dopo i tagli del governo nazionale,
di quale clientelismo dovrebbe essere accusato questo Governo?
Quello di avere risanato il bilancio della Regione e di avere
mantenuto, comunque, un'impalcatura di solidarietà sociale viva?
Certo, poi magari ognuno poi si lamenta perché vorrebbe di più,
perché chiunque vorrebbe di più, e chiunque pensa che la
Finanziaria sia l'unico strumento per ottenere; ma la Finanziaria
serve innanzitutto a mettere in ordine i conti della Regione,
assicurando questo con le risorse che si hanno e non si può pensare
più alle finanziarie del passato, quando tutto questo veniva
consentito, perché si paga dopo e noi non vorremmo lasciare alle
generazioni future, ma non vorrei lasciarla neanche al prossimo
Presidente della Regione, un'eredità così pesante. Abbiamo un atto
di onestà che ci deriva rispetto al presente, ma rispetto anche al
futuro, e non ci siamo messi a fare i giudici del passato, anche se
sappiamo che le storie vengono da molto lontano.
Quando parliamo di 24.000 forestali, l'onorevole Cracolici
concorda che poi sono 8.000, se uno fa i conti veri e propri,
perché sono part-time, sono precari, sono dentro un sistema non
precario vero e proprio ma sono lavoratori part-time che coprono un
certo numero di ore, e quindi sicuramente anche questo è frustante.
Però, con altrettanta chiarezza, voglio dire che se uno abita ad
Enna non può andare a lavorare a Palermo. Siamo disponibili a
discutere sul fatto se ci deve essere l'avanzamento verticale per
effetto dei posti che si liberano, perché poi alla fine questo
incide poco in termini economici, sicuramente può sembrare quasi
negare i diritti contrattuali acquisiti, e questo non si può fare,
è discutibile, ci può essere il confronto. Perché mai chiudere al
confronto anche con i lavoratori, perché a quel punto la piazza
diventa ingestibile, però a quella piazza dobbiamo dire con
coraggio che noi non possiamo spendere 40 milioni di euro l'anno
come compenso per le spese di viaggio per andare a lavorare, perché
nessun lavoratore in Europa viene pagato per andare a lavorare.
Il giusto salario, il giusto riconoscimento, non un solo posto di
lavoro si deve toccare, e lo dobbiamo dire con coraggio, ma non
vogliamo assolutamente concedere uno spreco. Perché se noi togliamo
questa misura salta la finanziaria, salta il bilancio, e creiamo
un'altra ingiustizia ed iniquità, quella nei confronti dei
lavoratori precari che non potrebbero essere stabilizzati.
Pensate, 40 milioni ce li toglie l'Europa, più questo effetto di
circa 35 milioni di euro, quindi mancano sulla finanziaria 75
milioni di euro. Abbiamo discusso in queste ore con i lavoratori
forestali, i quali hanno capito che la nostra richiesta è giusta,
perché se qualcuno deve lavorare nella città, nel territorio dove
ha residenza mi pare normale.
Guardate che con i lavoratori della SEUS abbiamo un problema
opposto, che non vogliono essere spostati a 20 chilometri e questo
perché lì non vengono ad essere compensati. Ma noi dobbiamo essere
in mano all'anarchia generale, in cui ognuno può fare quello che
vuole? I custodi possono decidere di chiudere i musei? No, non può
andare così.
Riconoscimento giusto, i lavoratori, l'attenzione sociale del
lavoro, ma il Governo della cosa pubblica basa le sue direttive sui
diritti ed i doveri, e questo non è né di destra e né di sinistra,
scusate se ve lo dico, è soltanto un principio di legalità che
tutti quanti dobbiamo affermare, perché se non affermiamo oggi
questi principi, e pensiamo di cavalcarli in modo corporativo,
sappiamo che domani, anche quando altri saranno al Governo, non
gestiranno più queste situazioni.
Quindi per queste opere di bonifica che stabiliscono diritti e
doveri certi, dobbiamo essere impegnati. Non chiudere le
partecipate, dopo le dichiarazioni della Corte di Conti, sarebbe
una responsabilità gravissima di fronte ai conti della Sicilia,
dopo le questioni che sono state affermate, e quindi il Governo
ripresenta queste situazioni, e lo fa volentieri perché sa che è
necessario intraprendere quell'azione, anche per salvaguardare i
lavoratori, perché quest'anno siamo riusciti ad ottenere dal
Governo nazionale una proroga sugli spostamenti del personale da
una partecipata ad un'altra, e tale proroga è efficace nel 2014. E
non possiamo superare questa data, decidendo di affrontare il
problema successivamente, come abbiamo già fatto l'anno scorso, che
avevamo deciso di affrontarlo con una legge specifica, che poi
sapete bene che ci vuole tempo ad incardinarla. L'onorevole Fazio
si poneva il problema della semplificazione e delle certezze alle
imprese, ma guardate che uno dei provvedimenti che abbiamo
licenziato, è un disegno di legge sulla semplificazione
amministrativa che risolve questi problemi, e sei noi ci diamo un
percorso serio, finanziaria, partecipate, province e
semplificazione amministrativa, la Sicilia la cambiamo. E lì
interveniamo nello sviluppo delle imprese.
Io sono orgoglioso del fatto che il ministro Trigilia ha detto
l'altro giorno sui giornali che noi abbiamo superato, per la prima
volta dopo diversi anni, il target di spesa europea. Questo i
sembra poco? Anche questo è da dimenticare? Lo dico al parlamentare
che ha usato questa affermazione.
E' un anno da dimenticare quello in cui abbiamo superato il target
nazionale sulla spesa europea, il target europeo che ci viene dato
dalla Commissione europea sulla spesa? Ma se non ci voleva nulla,
perché non lo abbiamo fatto negli anni precedenti? Ed io vi
assicuro che c'è voluto.
C'è voluto un sacrificio costante; c'è voluto persino un'azione al
limite dello stalking, che io ho fatto nei confronti degli
Assessori che, a loro volta, facevano nei confronti dei dirigenti e
dirigenti nei confronti di altri dirigenti. Un sistema che era
disabituato a ragionare sugli obiettivi e che abbiamo portato a
ragionare su altre cose.
Certo, ce ne sono tanti altri problemi, ma guardate che noi in un
anno abbiamo tagliato 2 miliardi e 400 milioni e quest'anno
raggiungeremo un disavanzo quasi zero; non sappiamo ancora i dati
di dicembre, sia delle entrate che delle uscite, perché sono dati
che vanno registrati, però, vi assicuro che, quando faremo il
bilancio consuntivo, scopriremo che il disavanzo non si potrà
scostare da 0 a 100 milioni a fronte di miliardi degli anni
passati.
E di questo ci dovremmo vergognare? Ci dovremmo vergognare di
avere cominciato a recuperare i terreni della Regione, che erano
stati rubati per usucapione quando non si può fare? Ci dovremmo
vergognare di avere scoperto le truffe? Ci dovremmo vergognare di
avere recuperato, sulla sanità, 130 milioni di euro senza tagliare
ospedali e senza fare tagli? O di avere un piano di recupero che va
da almeno 500 milioni in su sulla sanità, senza fare i tagli di
posti letto, ma incominciando ad intervenire sul controllo della
spesa? O di avere ridotto le spese sui corsi di formazione,
mantenendo lo stesso numero di posti di lavoro?
In questa sede discutiamo della finanziaria e discutiamo anche di
un risultato, perché quando diciamo di vergognarci io non considero
gli obiettivi raggiunti un merito solo del Governo, ma lo considero
anche di tutto il Parlamento, perché è questo Parlamento che ha
autorizzato determinate cose ed io non lo dimentico. Onorevole
Figuccia, prima non la vedevo e quindi non volevo fare il suo nome,
mi sembrava inopportuno, però, sinceramente di che cosa ci dovremmo
vergognare?
Di avere fatto il nostro dovere? Di avere lavorato
ininterrottamente? Di avere messo a posto, in ordine, i conti della
Regione? Di avere avviato la valorizzazione dell'Ente? Di avere
ridotto di 8 milioni di euro l'indennità accessoria dei dirigenti,
senza aver avuto nessuna rivolta sociale, visto che quei dirigenti
l'hanno accettato con tranquillità?
L'anno scorso, nella finanziaria, proponemmo un emendamento che
andrebbe persino riproposto, ed io mi vergogno di non averlo
ripresentato. E' possibile che un ex direttore generale, quando
viene rimosso, deve mantenere l'indennità di direttore generale e
questo Parlamento, l'anno scorso, ha bocciato un emendamento solo
perché qualche direttore generale telefona ad uno ad uno per avere
mantenuti i suoi privilegi?
Guardate che su questo noi rispondiamo di fronte alle nostre
coscienze, alla storia, e non possiamo fare più sconti a nessuno, e
qui mi può dare ragione anche l'onorevole Assenza, che ha posto
alcune questioni. Discutiamo sempre di quanto guadagna un
Parlamentare, ormai è una questione risolta, però, discutiamo anche
delle cose che continuiamo a mantenere, che ci sembrano dei
privilegi. Perché un Direttore generale deve continuare ad avere,
in questa Regione, dopo che non fa più il Direttore generale, la
stessa indennità di Direttore generale?
E' arrivato l'assessore Marino, per cui voglio rispondere
all'onorevole Formica, rappresentando che il Commissario per
l'emergenza rifiuti, delle discariche, è il sottoscritto ed il
direttore Lupo, quando fa le discariche pubbliche, lo fa perché
sono io a firmare.
Le discariche pubbliche sono nel programma presentato da me ai
cittadini, fermo restando che noi dobbiamo superare il sistema
delle discariche, però nell'emergenza non possiamo mantenere
l'equivoco che noi diciamo che siamo contro le discariche pubbliche
ed imitiamo il modello campano, perché tanto poi si fanno quelle
private dove accade di tutto. No, non possiamo dipendere dal
sistema privato
E' stato un errore, in qualche modo di questi anni, e spesso è
anche un errore che viene suffragato dalla logica ambientalista.
Siamo contrari alle nuove discariche, perché dobbiamo fare
giustamente obiettivi rifiuti zero , la differenziata, obiettivi
nobili, ma nell'immediato, siccome questi obiettivi si raggiungono
negli anni, è successo che le discariche sono solo private e noi
non possiamo dipendere dal sistema privato delle discariche. E su
questo non si scherza.
Poi la polemica con Catanzaro, vi assicuro, visto che la possiamo
chiarire pubblicamente, nacque quando chiesi al Governo nazionale
il commissariamento per le discariche pubbliche e Catanzaro insieme
a Lega Ambiente Siciliana scrisse alla Commissione rifiuti per
bloccare questa cosa. Io intervenni nei confronti della Commissione
e debbo dire che Confindustria nel suo complesso ha sostenuto la
posizione, e quindi la posizione di un componente di Confindustria
non giustifica un'opposizione all'organizzazione in quanto tale,
per essere chiari. Perché se c'è un iscritto del sindacato della
Cgil o della Cisl che sbaglia, o un dirigente, noi non possiamo
pensare che tutto il sindacato sia su quelle posizioni, e debbo
dire con molta onestà che Confindustria in quella circostanza
sostenne la posizione del Governo e non quella di Catanzaro. Giusto
per fare chiarezza.
FORMICA. Me lo auguro.
CROCETTA, presidente della Regione. Lei se lo augura, onorevole
Formica, ma io le posso portare anche i documenti.
Poi le questioni che denuncia l'assessore Marino, che riguardano
la discarica, ovviamente l'assessore ha le carte, i documenti, ha
detto su questo anche noi stiamo facendo altre questioni, però non
sempre le questioni possono essere presentate prima di averle
fatte. Siamo convinti che nel campo dei rifiuti ci siano delle
situazioni da chiarire, tante situazioni da chiarire. Per esempio
manca un prezziario dei rifiuti, un compattatore in un posto può
essere noleggiato ad una certa cifra, in un altro posto per esempio
il pergolato si può smaltire a sessantacinque euro al metro cubo
oppure a centocinquanta, poi stranamente va a Crotone. Se volete,
specificamente, nel campo dei rifiuti posso illustrare qual è la
politica che intende portare avanti il Governo per cominciare a
cambiare. E vi assicuro che su questo terreno non avremo e non
abbiamo alcun contrasto con l'assessore Marino.
Le valutazioni politiche attorno a Confindustria, non capisco cosa
c'entrano nella finanziaria. Questo Parlamento ritiene con
sincerità che noi dovremmo pensare di non dialogare col mondo
imprenditoriale perché riteniamo che questa sia la posizione
corretta? Non credo affatto
Sicuramente questo lo può fare il Governo, discute con i sindacati
dei lavoratori, con i sindacati degli industriali, con i sindacati
degli artigiani. Per esempio io sono un lavoratore che è venuto dal
petrolchimico, quella che a voi sembra un'esperienza vista
dall'esterno per me ha significato lotte ambientali fatte nel vivo
di battaglie che ho vissuto, che ho vissuto insieme a colleghi di
lavoro che sono morti e che hanno vissuto questo dramma, e vi
assicuro che una serie di cose, in questi anni, sono andate avanti.
Però la questione di fondo che si pone è se l'industria va
demonizzata tout court oppure all'industria va imposto il rispetto
delle regole dell'ambiente?
Io non vorrei che noi, rispetto alle questioni, rappresentassimo
una Sicilia vecchia, fatta sostanzialmente di un equilibrio in cui
nei paesi c'erano il farmacista, il parroco e il maestro
elementare.
Oggi ci sono gli ingegneri, ci sono le biotecnologie, c'è tutto un
mondo, io sono persino uno che, per esempio, è contrario alle
manipolazioni genetiche, però oggi il rapporto con la scienza qual
è, il rapporto con l'industria qual è, ma interroghiamoci, ma non
lo liquidiamo in tre secondi dentro una Finanziaria, possiamo anche
organizzare dei dibattiti tematici, un confronto tematico se noi
dobbiamo cancellare in una sola giornata ventimila posti di lavoro
oppure dire a quell'industria che deve mettere le precauzioni per
rispettare l'ambiente e fare in modo che ci sia una condizione di
salute e maggiore rispetto.
Abbiamo deliberato, per esempio, e sbloccata quella famosa legge
sul controllo della salute nei territori inquinati; abbiamo i soldi
per le bonifiche ambientali? Ci sono e qui mi rivolgo all'onorevole
Trizzino che ha posto la questione. Ci sono, solo che non vengono
utilizzati da anni e li abbiamo individuati e dovranno essere spesi
e non possiamo pensare di risolvere tutta questa partita nella
Finanziaria, si risolve anche dentro i Fondi europei utilizzando
già le risorse che sono state inutilmente accantonati in questi
anni e che non sono state spese.
L'ultima gara che questo Governo ha bloccato, era una gara di
quanto 12 o 18 milioni assessore Lo Bello?
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Erano dieci.
CORCETTA, Presidente della Regione. Erano dieci milioni di euro
perché si era costituita una Commissione che doveva fare la lotta
per l'amianto e dopo un anno di lavoro questa Commissione che aveva
fatto? Una gara in cui impegnava i dieci milioni di euro non per
rimuovere l'amianto, ma per studiare come rimuovere l'amianto.
Giustamente abbiamo bloccato questa gara, annullata, perché era
veramente una truffa e un insulto nei confronti dell'umanità intera
e di quei lavoratori che vogliono essere protetti dall'amianto.
Quindi, stiamo ridefinendo un nuovo piano, però quei soldi vanno
utilizzati, sono da anni che sono bloccati.
Perché a questo punto, invece, di tenere una Regione che se li
tiene, non si danno ai Comuni di Siracusa, di Priolo, di Milazzo,
di Gela e li spendono loro per il risanamento ambientale, invece,
di avere una Regione inefficiente e si trasferiscono queste risorse
a chi li può utilizzare e sa utilizzarli, ma anche qui facciamo
moralizzazione del sistema.
Non abbiamo niente di cui vergognarci, onorevole Figuccia, salvo
quello di avere la coscienza a posto, sicuramente non è un problema
di vergogna.
Ci sono una serie di questioni che mi sono sembrati interessanti,
per esempio, le questioni di borse di studio. Voi giustamente avete
fatto un emendamento, l'onorevole Alongi poneva questa questione
sulle borse di studio perché erano tagliati. Semplice noi abbiamo
previste queste risorse nell'ambito del Piano Giovani, quindi
utilizzeremo altri fondi, dopo di che ad abundantiam, li abbiamo
previsti anche nella legge finanziaria, ma in quel Piano Giovani
non è che finanziamo solo le borse di studio per i giovani che
devono completare la professione medica, finanziamo anche il corso
di formazione professionale, il tirocinio di ingegnere, architetti,
geometri, biologi, tutti quanti i lavoratori, gli avvocati e voi
sapete benissimo che per fare praticantato e per accedere agli
ordini quali problemi devono vivere. E questo vi sembra poco?
Altro che dimenticanza sui giovani. Se voi leggete la Finanziaria e
non leggete le parti allegate, noi non ci capiamo e rischiamo di
emendare.
Per questo mi aspetto una collaborazione tra Governo e Parlamento
sulle questioni, perché a volte si pensa che non ci siano le cose.
Il microcredito alle imprese, per esempio, ma se abbiamo elevato
la possibilità di avere accesso al credito, senza garanzia, fino a
ventimila euro Non è una misura concreta di sostegno al
microcredito e le risorse Ma non stiamo dando trenta milioni di
euro alla CRIAS come Fondo di rotazione per potere fare questa
misura per il microcredito, perché si dice che non c'è nessuna
misura sulla finanziaria. E i cento milioni di euro del fondo di
rotazione dell'IRFIS che servono a sviluppare la politica del
credito e la possibilità che anche qui accedano gli agricoltori, è
una misura che esisteva prima o è nuova? E il fatto che noi diciamo
che di tutta la programmazione europea utilizzeremo la parte delle
risorse come Fondi di rotazione; che cambiamo il sistema di
finanziamento delle imprese che, invece, di dare contributi a
pioggia per interventi che, a volte, non vengono garantiti, agiamo
proprio sul credito. Perché continuiamo a dire che non abbiamo
fatto misure per il credito?
Anche Confindustria, Confartigianato e le associazioni di
categoria, quando le abbiamo incontrate hanno dovuto ricredersi su
questo, perché lo abbiamo dimostrato con le carte.
Questa è una finanziaria, quindi, che pone questioni di sviluppo
delle imprese, comincia a tracciare un modello di risanamento serio
del bilancio e lo consolida, fa solidarietà sociale.
Coppie di fatto. Scusate io non so come funziona in ARS, se c'è o
meno anche qua la norma per i parlamentari, però al Senato o alla
Camera i deputati italiani hanno la possibilità di dare la pensione
di riversibilità alla propria convivente o al proprio convivente.
Lo sapete questo? Solo che quel Parlamento, ipocritamente, non
legifera su queste cose. Io voglio essere chiaro anche qui, perché
poi ci saranno le trappole dei voti segreti e così via.
Qui non stiamo discutendo di introdurre una legge, non stiamo
normando le coppie di fatto. Noi stiamo dicendo che due poveri
cristi' che vivono insieme e che, magari, non hanno ottenuto il
divorzio e che hanno cinque figli possono avere la casa popolare
come due che sono sposati. Cosa c'entra col dibattito ideologico
sulle coppie di fatto? Cosa c'entra?
(applausi)
CROCETTA, presidente della Regione. E' un fatto di giustizia
sociale. Noi interveniamo su un aspetto che è tipico della
solidarietà sociale e poi questa misura è normale, normale, che è
quella di trattare tutti i cittadini in modo uguale di fronte la
legge.
Ho visto che anche Schifani dice che queste misure sociali sono
giuste, ma facciamo riferimento anche al linguaggio di questo
Pontefice attorno alla solidarietà umana, poi non c'entrano niente
le questioni etiche.
La Comunione ai separati non è lo stesso tema, dal punto di vista
morale? Quante parrocchie la praticano? Io voglio dire che qui non
stiamo introducendo temi etici, volutamente.
Oggi ho affrontato questa questione anche con il presidente
Ardizzone. Volutamente, io non ho proposto una definizione: chi
sono le coppie di fatto, chi non lo sono? Volutamente, proprio per
non introdurre nella Finanziaria la questione di un tema etico che
richiede altri approfondimenti.
Ho detto che laddove i Comuni abbiano provveduto a fare i registri
delle unioni civili, queste persone, che sono scritte in questi
registri e sono state, quindi, riconosciute a livello comunale,
possono accedere nelle stesse misure sociali che hanno le altre
coppie. Questo abbiamo detto. Come sono fatti, poi, questi registri
attiene alle autonomie comunali.
Non siamo entrati dando un'etica o un indirizzo, che sarebbe anche
un atto di dovere che avrebbe questo Parlamento. Non abbiamo
scomodato la coscienza di nessuno e non abbiamo creato conflitti di
coscienza a nessuno.
Siamo dicendo che se volete esprimere la solidarietà a chi ha
bisogno di una casa popolare, questi può accedere ad una misura di
sostegno al reddito perché povero, in quanto tale e in quanto
cittadino, essere umano che esiste Questo stiamo dicendo. Io
capisco che ci sono le tentazioni qui di fare ideologie.
Rivoluzionario Sono rivoluzionario proprio per questo, onorevole
Formica, perché sono al di fuori dei riti borbonici della politica.
Sono al di fuori. Io le dico che sono d'accordo con lei su una
serie di questioni, non ho il problema di doppiezza, in questo.
Così come quando glielo dico quando non sono d'accordo, glielo
dico anche quando lo sono e non ho mai visto in questo un
pregiudizio ideologico.
Ve lo dico con estrema sincerità, mi trovo in difficoltà a
ragionare con una politica che pone il pregiudizio ideologico e la
questione dell'appartenenza al di sopra di tutto. C'è
un'appartenenza che ci interessa tutti e sono gli interessi del
popolo siciliano.
Sappiamo di trovarci in una situazione difficile, abbiamo avuto
anche momenti di scontro duro, quando abbiamo fatto la legge sulle
incompatibilità, capisco che abbiamo avuto momenti di scontro, ma
anche lì abbiamo tentato delle mediazioni, alla fine non tutti
siamo soddisfatti di quella legge perché ognuno ha dovuto cedere
qualcosa, così come accade, ma lo stesso avviene sul bilancio,
avviene sulla finanziaria. E' possibile tracciare un percorso nuovo
in cui la politica scopre il senso del sentire comune
Il problema dei ciechi, dei non vedenti. Risolviamolo perché
nessuno, onorevole Cracolici e anche gli altri che lo hanno posto,
pensa che dobbiamo mettere l'istituto Braille all'interno del bando
sui contributi alle associazioni, perché è un assurdo, perché non
c'è un altro istituto Braille che può concorrere. E' l'unico. Hanno
una certa strumentalità, l'abbiamo riconosciuto persino dentro
quella legge sul bando, quindi, un tentativo lo farei, con uno
specifico articolo, di mettere dentro la finanziaria un
riconoscimento per queste associazioni sociale.
Mi pare che corrisponda persino ad un indirizzo generale del
Parlamento che ci viene dal centro-destra, che ci viene dal centro-
sinistra, viene da tutti quanti e diamo una prospettiva diversa a
queste cose e le incardiniamo.
D'altra parte quest'anno si è fatta la verifica dei bilanci degli
ultimi tre anni, si è vista quanto è la spesa, quindi, siamo in
condizioni persino di dare un giudizio congruo su quanto serve a
questi enti.
Chiaramente nel momenti in cui li riconosciamo come enti, in
qualche modo strumentali, è chiaro che qualche controllo in quella
legge lo dobbiamo mettere, cioè il controllo preventivo e
consuntivo sul bilancio.
Credo che abbiamo il dovere di chiederlo perché ad un ente a cui
diamo delle risorse regionali che si presenta come strumentale
rispetto alla Regione, che non rientra nei contributi previsti così
come tutti gli altri, credo che qualche controllo bisogna farlo.
Credo che anche questo soddisferà le loro esigenze perché gestiamo
risorse pubbliche e dobbiamo accertare che queste risorse pubbliche
vengano destinate a soggetti con particolare problemi che vanno
gestite nel rispetto delle leggi.
Interlocuzione col Governo nazionale. Voglio rappresentarvi che
questo nostro Governo e questa nostra esperienza parlamentare ha
visto due Governi - e il secondo si è formato con grandi difficoltà
- e già sapete benissimo quello che è accaduto; era sostenuto da
alcune forze politiche, c'è stata la rottura, non pensate che
questo non incida nei rapporti con tutti o che questo non ci
penalizzi.
Non è che non ci penalizza il fatto che potrebbero esserci le
elezioni anche con la scadenza europea, in coincidenza con le
elezioni nazionali, lo sappiamo tutti che si presenta un possibile
scenario di quel tipo.
La questione della velocità del bilancio, io non vorrei
rispondere, anche l'onorevole Musumeci è stato parlamentare
europeo, ma guardate che chi è stato in Parlamento europeo la
discussione a cui si assiste in quest'Aula sembra infinita, perché
lì tutto il lavoro si fa nelle Conferenze dei Presidenti dei gruppi
parlamentari e nelle Commissioni, quando si va in Aula si ratifica,
perché già c'è l'accordo politico fra tutti e passano tutti gli
atti. Non ce ne è uno che viene respinto perché la mediazione e il
confronto è avvenuto prima, democratico, vero e ognuno ha avuto la
possibilità di intervenire e ogni gruppo ha avuto il suo
riconoscimento e dopo il dibattito si fa dopo l'approvazione.
Per cui io capisco bene che noi abbiamo altri strumenti, però è
bene darci delle nuove regole che rendano più efficace il nostro
confronto, io credo che sia importante il lavoro delle commissioni.
Ora questa finanziaria deve andare per forza veloce perché se noi
avessimo approvato l'esercizio provvisorio, voi pensate che in
piena campagna elettorale europea in quest'Aula si sarebbe
registrato questo clima?
Quindi, noi tutti abbiamo interesse di chiudere questa finanziaria
in modo veloce per evitare anche che poi il gioco della
finanziaria abbia riflessi sull'elezione europea e ognuno cerchi
di averne vantaggi o svantaggi per gli altri.
Quindi, chiuderla velocemente è un buon senso politico e se la
chiudiamo veloce quest'anno le variazioni non le faremo a ottobre,
le faremo a giugno, a luglio in modo tale da potere presentare la
prossima finanziaria in tempo per la discussione e interrompiamo un
ciclo storico che ha visto sempre finanziarie presentate dopo, ma
il sacrificio si fa una volta perché si stabilisce un percorso
nuovo per il futuro. Non è che c'è una limitazione della
democrazia, c'è lo sforzo collettivo a capire, non può andare che
le finanziarie si approvano ad aprile, a maggio, a giugno e poi le
variazioni a ottobre.
Introduciamo un metodo nuovo, è chiaro che abbiamo la possibilità
di cominciare a lavorare in modo diverso tutti quanti, in modo più
programmato, ma ci vogliono delle tappe.
C'è la disponibilità a discutere con tutti, se qualcuno lo
ritiene, guardate in questo mi sento molto offeso, dire che ci
sono emendamenti clientelari del Governo, articoli clientelari del
Governo in questa finanziaria, li citi che noi li tagliamo, con
chiarezza, però non possiamo andare sulle accuse ideologiche perché
qua parliamo di conti e di verità, non si può dire che ci
vogliono tutti questi soldi da mettere li, dite da dove prenderli e
li mettiamo, diteci come coprire l'esigenza di dare un futuro a
questi ragazzi, è lo stop finalmente che mettiamo al precariato.
Anche lì sulla questione della SPO, non è che io ce l'ho con
questi 80 lavoratori o il Governo ce l'ha con questi 80 lavoratori,
ma perché mai la Regione siciliana deve mettere sul proprio
bilancio le questioni accadute cinque anni fa dentro una
partecipata del comune di Palermo. E poi che facciamo con Messina?
Li mettiamo pure dentro questo bilancio. A Messina ci sono le
partecipate comunali che sono un disastro, l'azienda dei trasporti
di Messina ha 20 autobus e 600 lavoratori, ritenete che quella
partecipata potrà mai avere un futuro, ci sono più lavoratori che
passeggeri negli autobus.
Che vogliamo fare, li assumiamo tutti nella Regione e poi i
lavoratori dei dissalatori di Gela e di Porto Empedocle, li
assumiamo pure alla Regione? Ci sono questi della Lear di Termini
Imerese oppure quelli di Carini che erano una volta, negli anni
'50, dipendenti della Regione, poi sono diventati a partecipazione
statali, allora nella vertenza sindacale che ho fatto c'è stato un
lavoratore che mi ha detto di essere regionale e che suo padre era
regionale, perché negli anni '50 questa azienda era regionale,
poi è stata venduta sul mercato e gli ho detto che quindi i suoi
colleghi di lavoro, che non sono passati attraverso i regionali, li
dovremmo lasciare a mare?
Allora dobbiamo renderci conto che le finanze pubbliche non sono
nostre risorse. Ieri ho incontrato questi lavoratori davanti alla
lapide di Piersanti Mattarella e mi dicevano cosa potevano fare ed
io ho risposto che sarà doloroso, ma qualche no bisogna avere il
coraggio di dirlo, perché altrimenti in Sicilia ci saranno ragazzi
che saranno sempre costretti a scappare perché noi non apriremo mai
un concorso pubblico, perché continueremo ad incrementare questo
sistema clientelare di scelte e di assunzioni che sono totalmente
discrezionali, anticostituzionali e illegali, oltre che
illegittimi.
Allora dobbiamo fare chiarezza sulla questione del ritorno dei
nostri ragazzi, nel piano giovani ci sono tutte queste cose.
Facciamo un confronto: c'è il ritorno dei giovani, c'è il
finanziamento alle borse di studio, c'è l'inserimento lavorativo,
c'è nel piano giovani, la possibilità di fare tirocinio che non
c'entra niente con la formazione, l'apprendistato e così via e che
sicuramente non taglia fondi alla formazione, ma sono nuove risorse
che destiniamo al fine di inserire i ragazzi nel mercato del
lavoro.
Ce la faremo? Si poteva fare di più? Si, si poteva fare di più se
avessimo avuto le risorse. Si poteva fare tanto e di più, ma
queste risorse non le abbiamo trovate, abbiamo trovato solo debiti
che stiamo onorando senza accusare nessuno e che vengono da un
lungo passato. Però abbiamo tutti quanti il dovere perché nella
Pubblica Amministrazione c'è il principio della continuità
amministrativa. I debiti assunti dagli altri Governi sono debiti
del mio Governo e i debiti assunti dagli altri Governi sono i
debiti anche di questo Parlamento. E' con questa logica che
dobbiamo operare, altrimenti non possiamo più continuare.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
parlare sull'ordine dei lavori intervenendo per chiedere se è
possibile avere un quarto d'ora di sospensione dei lavori
spiegandone il motivo.
Alla luce delle dichiarazioni del Presidente della Regione, che mi
sembrano assolutamente pertinenti, in un clima di costruzione è
giusto che si abbia da parte di tutti. Ho letto anche i primi
quattro emendamenti che riguardano l'entrata che da una prima
lettura, ma non voglio soffermarmi ed eventualmente mi riservo di
ritornare sull'argomento, cozzerebbero' con altri emendamenti che
il Governo poi presenta in finanziaria. Mi riferisco agli
accantonamenti tributari. Per cui chiedo che sarebbe opportuno che
le minoranze si riunissero per fare un minimo di riflessione su
questi emendamenti e su altri, con l'opposizione, come suggerisce
l'onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Intanto votiamo il passaggio agli articoli.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
avevamo concordato un percorso e cioè di approvare il bilancio
questa sera. Più volte sono stato richiamato sul fatto del mio
primo intervento in cui dicevo che le finanziarie non si fanno di
notte, a maggior ragione i bilanci. Mi rendo conto che sono le ore
22.00, c'è una richiesta da parte dell'onorevole Falcone che penso
sia costruttiva, quindi, sospendo per un quarto d'ora e l'Aula
riprenderà alle 22.15, nella speranza di poter concludere il
bilancio entro le ore 24:00 di questa sera.
(La seduta, sospesa alle ore 21.54, è ripresa alle ore 22.30)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce della
riunione che c'è in corso, da parte della minoranza,
dell'opposizione, di vari Gruppi parlamentari, per capire come
procedere per giungere al più presto all'approvazione del bilancio
e della finanziaria, le chiedo di rinviare a domani i lavori
d'Aula, al fine di arrivare ad una proposta condivisa, partecipata
e, quindi, poter procedere, con celerità, allo snellimento dei
lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
La seduta è rinviata a domani, 8 gennaio 2014, alle ore 11.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
(n. 669/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale. (n. 670/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
3) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
4) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Cimino
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio Salvatore
8) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
La seduta è tolta alle ore 22.31
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, all'Assessore per l'economia, all'Assessore
per l'energia e i servizi di pubblica utilità, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, all'Assessore per le risorse agricole e
alimentari, all'Assessore per la salute, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, premesso che il 9 maggio 1978, a Cinisi (PA), veniva
assassinato Peppino Impastato, provando a farlo credere un
attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia, ma, grazie
alla caparbietà di onesti cittadini che ne condividevano l'azione e
che trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo sangue,
venne a galla la verità: un giornalista era stato ucciso dalla
mafia per le sue denunce radiofoniche delle attività mafiose;
considerato che il casolare dove è stato compiuto l'efferato
delitto 35 anni fa, si trova oggi in una incredibile condizione:
trasformato in una discarica, con il terreno circostante coperto da
letame e in uno stato di conservazione così precario tanto da
rischiare il crollo;
ritenuto che:
i luoghi simbolo come l'albero Falcone, i totem dell'autostrada
Palermo - Punta Raisi, curati e tutelati stanno lì, immobili, a
testimoniare un fatto: comunicano, cioè, che lo Stato è presente e
che non indietreggia; viceversa, l'abbandono, in cui versa questo
altro simbolo che è il casolare nei pressi del quale venne ucciso
Peppino Impastato, è invece alleato della mafia il cui unico
obiettivo è quello di mettere tutto a tacere, di agire in silenzio,
comunicando, al contrario, che lo Stato non cura gli interessi dei
cittadini e che abbandona posizioni;
considerato altresì che:
Rete Cento Passi ha avviato una petizione che ormai ha superato
quota 30.000 firme tendente a che questo casolare diventi
effettivamente un altrettanto simbolo di lotta vera alla mafia e
che occorre che le istituzioni facciano un coraggioso passo in
avanti per gridare la legalità con mezzi e gesti come quello
dell'acquisizione del casolare stesso e del suo immediato utilizzo
a servizio della educazione alla legalità;
condividendo con Giovanni Impastato che occorre agire nel rispetto
dell'impegno antimafia di Peppino Impastato e di tutti coloro che
sono morti per non aver abbassato la testa;
per sapere se non ritengano opportuno avviare e con urgenza l'iter
finalizzato alla espropriazione del casolare di contrada Feudo, a
Cinisi (PA), dove fu assassinato Peppino Impastato, affinché venga
consegnato alla collettività come simbolo di una vera antimafia,
così come viene richiesto dalla petizione firmata da migliaia di
cittadini e non solo siciliani». (1076)
Risposta. -«In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che, pur condividendo l'importanza del sito in oggetto,
luogo dove Peppino Impastato, giornalista e sindacalista, venne
barbaramente ucciso il 9 maggio 1978, la Soprintendenza di Palermo
non ritiene che siano presenti i requisiti necessari per
l'apposizione del vincolo.
Tale posizione è motivata dal fatto che i simboli della lotta di
Peppino Impastato, le sue denunce, le sue poesie e i suoi scritti
sono raccolti nella casa dove ha vissuto e dove la sua lotta alla
mafia ha preso forma in tutte le sue espressioni. A tal proposito,
si fa presente all'On.le interrogante che si è proceduto a
dichiarare di interesse culturale antropologico e storico la casa
di Peppino Impastato, con DDS n. 2010 del 27 agosto 2012 ai sensi
dell'art. 10, comma 3, lett. d) e dell'art. 13 del Decreto
legislativo n. 42/2004, proprio perché essa rappresenta un
prezioso simbolo della lotta alla mafia e di un'intera vita spesa
con coraggio e determinazione in nome di un profondo desiderio di
cambiamento e di giustizia e perché contiene in sé una forte
valenza simbolica di testimonianza di civiltà e di lotta alla
criminalità mafiosa . Inoltre, si considera parte sostanziale del
valore simbolico riconosciuto alla casa di Peppino Impastato la
raccolta di foto, libri, poesie, scritti di suo pugno e quant'altro
appartenutogli ivi conservato.
Nonostante l'immobile oggetto della presente interrogazione non
rivesta la stessa forte valenza simbolica della casa nella quale
Peppino Impastato ha vissuto, la scrivente si impegna a dare
impulso alla Soprintendenza di Palermo affinché valuti, con
maggiori e più approfonditi elementi che dovessero emergere, la
sussistenza del notevole interesse pubblico ai sensi del comma 1
art. 138 del Dlgs n. 42/2004, con riferimento ai valori storici e
culturali espressi dal casolare di contrada Feudo a Cinisi, al fine
di dare avvio al conseguente procedimento finalizzato alla tutela e
al decoro che si addice al sito. In un secondo tempo potrà
eventualmente considerarsi l'ipotesi dell'espropriazione, posto che
vengano destinate al corrispondente capitolo del bilancio regionale
le somme necessarie per fare fronte al pagamento delle relative
indennità».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
Rubrica «Infrastrutture e mobilità»
CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA -
MANGIACAVALLO-PALMERI-TANCREDI-SIRAGUSA-TRIZZINO-ZAFARANA - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, premesso che:
lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela, in data 8
maggio 2011, si è verificato il crollo al km 326+600 della nona e
decima arcata e di un pilone del ponte di Piano Carbone;
in maniera fortuita, il crollo non ha determinato alcuna
conseguenza a persone o veicoli in transito sulla Strada
Provinciale 39 che è stata successivamente chiusa, comportando lo
spostamento della viabilità stradale sulla Strada Provinciale 62,
Caltagirone-Santo Pietro e sulla Strada Statale 417 Catania - Gela
comportando un disagio non indifferente per i cittadini di Niscemi
che devono percorrerla frequentemente per raggiungere l'ospedale e
il Tribunale allocati a Caltagirone;
il ponte, a tutt'oggi, è rimasto nella situazione di precario
sostegno, infatti la mancanza di due piloni mantiene in equilibrio
precario l'intera struttura dal quale pende, come per miracolo,
solo la parte dei binari e delle relative travi;
il ponte non è stato mai più oggetto di attenzione di RFI in un
quadro di progressive dismissioni e col pretesto dell'alta
velocità, le attuali Ferrovie stanno investendo tutte le risorse
sui Frecciarossa e stanno lasciando in abbandono tutto il resto,
senza porre la necessaria attenzione sulle esigenze di mobilità di
milioni di Italiani;
il ripristino del ponte oggetto della presente interrogazione é di
motivo di sviluppo del territorio;
la linea ferroviaria Caltagirone-Catania lambisce l'area
dell'aeroporto di Catania, infatti sarebbe sufficiente aprire una
stazione per trasformare una linea obsoleta in una metropolitana di
superficie;
se si tiene conto che sul fronte sud é possibile collegare la
linea ferrata con l'aeroporto di Comiso, si ha un quadro più chiaro
delle potenzialità di sviluppo del territorio;
per sapere quali progetti e iniziative s'intendano portare avanti,
relativamente al ripristino del ponte, ad oggi rimasto nella
situazione di precario sostegno». (1145)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione n. 1145 a firma
dell'On.le Cappello Francesco, cui si risponde sulla base di
notizie assunte direttamente da RFI S.p.A. dal Dipartimento
Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta quanto segue.
Com'è noto, l'interruzione della circolazione ferroviaria tra
Caltagirone e Gela è conseguente al parziale crollo, avvenuto
l'08.05.2011, di un ponte a tredici campate ad arco, ubicato al km
326+645 della predetta linea ferroviaria; crollo che ha, altresì,
determinato la chiusura al traffico della sottostante SP n. 39
Caltagirone-Niscemi. Da allora i servizi ferroviari lungo la tratta
in argomento sono assicurati da autobus sostitutivi.
A seguito del crollo, l'intera area interessata veniva sottoposta
a sequestro per ordine della Procura della Repubblica di
Caltagirone. Contestualmente, venivano costituite tre Commissioni
d'inchiesta: una a cura della medesima Procura, una a cura del
Ministero delle Infrastrutture e la terza a cura di RFI S.p.A.. Gli
esiti di ordine tecnico di queste ultime contribuiranno ad
orientare le conseguenti linee di intervento.
Dai primi risultati degli approfondimenti peritali, al momento, si
calcola come prioritaria la necessità di indagare l'affidabilità
statica dei manufatti di medesima conformazione strutturale
presenti nella tratta, che ammontano ad ulteriori dieci. Pertanto,
per essi è stato commissionato un apposito studio ricognitivo i cui
tempi di attuazione non sono al momento prevedibili, in quanto
correlati alle stesse risultanze che l'indagine via via fornirà.
Pertanto, solo recentemente l'Autorità Giudiziaria ha disposto il
dissequestro del sito interessato dal crollo, dando così modo di
svolgere appieno le attività concretamente necessarie per la
riattivazione della circolazione ferroviaria.
Più in dettaglio tali attività, in parte da tempo intraprese, pur
nei limiti imposti dalle circostanze prima indicate, essenzialmente
comportano:
-Lo studio di modalità di demolizione da adottare, da definirsi
previ contatti preliminari con ditte specializzate; la redazione
delle specifiche voci da porre a base di gara; l'ottenimento delle
necessarie autorizzazioni; gli accordi preventivi con gli enti
locali;
-La totale demolizione dell'opera o l'attuazione di particolari
interventi di diversa natura che gli approfondimenti in corso
dovessero suggerire, tutto ciò, naturalmente, a seguito
dell'emissione del relativo bando di gara e della conseguente
aggiudicazione, ed il successivo smaltimento delle macerie,
indispensabile per il ripristino della circolazione lungo la SP n.
39;
-L'eventuale demolizione, con le medesime procedure, o la
realizzazione di interventi di consolidamento di altri manufatti
analoghi che dovessero manifestare instabilità, a seguito delle
verifiche prima descritte;
-La ricostruzione delle opere demolite.
Nell'ambito di quanto precede, saranno valutate anche le modalità
ed i tempi per la ripresa della circolazione stradale lungo la SP
n. 39, mentre al momento non si possono fare previsioni attendibili
sui costi, comunque estremamente rilevanti, e sui tempi, certamente
non brevi, occorrenti per il ripristino della circolazione
ferroviaria.
Non appena RFI quantificherà il costo dell'intervento, sarà cura
di questo Assessorato porre in essere ogni utile iniziativa per il
reperimento delle risorse necessarie a valere sulle future
programmazioni dei fondi comunitari o dei fondi FSC.
Tanto si comunica e si resta a disposizione per fornire ulteriori
informazioni che si renderanno utili sull'argomento».
L'Assessore
Dott.
Antonino Bartolotta