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Resoconto d'Aula della Seduta n. 117 di martedì 07 gennaio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

      PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Dipasquale   ha  chiesto
  congedo dal 7 al 10 gennaio 2014.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N.  1076  -  Notizie sull'espropriazione del casolare di  contrada
  Feudo, a Cinisi (PA).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   (Con nota prot. n. 74389 del 30 settembre 2013, l'Assessore per la
  salute ha eccepito la propria incompetenza. Con nota prot. n.  1818
  del  23  ottobre 2013 l'Assessore per le infrastrutture ha eccepito
  la propria incompetenza).

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  1145  -  Messa in sicurezza e ripristino del  ponte  di  Piano
  Carbone lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela.
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  143  -  Chiarimenti  in  ordine al pubblico  concorso  indetto
  dall'A.S.P.  n. 9 di Trapani nonostante la presenza di  graduatoria
  interna di personale ausiliario.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Tancredi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  144  -  Sottoscrizione del contratto istituzionale di sviluppo
  (CIS)  relativo  agli  interventi  sull'itinerario  Gela-Agrigento-
  Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Turano Girolamo.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  253  Impinguamento del capitolo di bilancio per spese  per
  missioni del personale in servizio al Dipartimento Autonomie locali
  ed   ampliamento   dell'organico   ispettivo   presso   lo   stesso
  Dipartimento , degli onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano, presentata il 18 dicembre 2013;

   numero  254   Attribuzione di competenze  all'Assessorato  Risorse
  agricole  e  alimentari  in  materia di  distretti  produttivi  del
  comparto  agroalimentare , degli onorevoli  Ragusa  Orazio;  Gianni
  Giuseppe;  Firetto  Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita;  Miccichè
  Gianluca  Antonello; Venturino Antonio, presentata il  18  dicembre
  2013;

   numero 255  Iniziative per inserire Villa Santa Teresa di Bagheria
  (PA)  tra  le strutture sanitarie pubbliche del Servizio  sanitario
  regionale , degli onorevoli Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;  Foti
  Angela;  Ferreri  Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano, presentata il 19 dicembre 2013;

   numero  256   Modifica  del  capitolo  24  del  prezziario   unico
  regionale  dei lavori pubblici , degli onorevoli Palmeri Valentina;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
  Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
  Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 23  dicembre
  2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Segreteria
  generale  il 30 dicembre 2013 e protocollata al n. 6/Aulapg  del  2
  gennaio  2014,  l'onorevole Clemente ha dichiarato  di  aderire  al
  Gruppo parlamentare Misto.
   Pertanto,  a  decorrere dal 30 dicembre 2013, lo  stesso  deputato
  cessa  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare  Grande
  Sud - PID Cantiere Popolare'.
   Conseguentemente, il Gruppo  Grande Sud - PID Cantiere  Popolare',
  sceso  al di sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma
  2  dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire  un
  Gruppo  parlamentare, rimane temporaneamente in  vita,  secondo  la
  prassi  di  questa  Assemblea regionale e di  quella  vigente  alla
  Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza  avrà
  deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, in attesa che l'assessore per l'economia e  il
  presidente  della Commissione Bilancio giungano in  Aula,  sospendo
  brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.19,  è ripresa alle ore 16.30).

   disegno di legge 'finanziaria' nn. 669/A e 670/A.

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
                  previsione della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
                          2014-2016» (669/A)
   e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
                           per l'anno 2014.
                 Legge di stabilità regionale» (670/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge «Bilancio  di  previsione
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario  2014  e  bilancio
  pluriennale  per il triennio 2014-2016» (669/A) e  del  disegno  di
  legge  «Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
  Legge di stabilità regionale» (670/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  nella  seduta  precedente  erano  state  svolte   le
  relazioni  di  maggioranza e di minoranza  ed  era  intervenuto  il
  Presidente della Regione.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione, assessori, onorevole colleghi, nella scorsa seduta in  cui
  il Presidente Dina e l'onorevole Falcone hanno svolto le rispettive
  relazioni,  ho  attenzionato  l'intervento  del  Presidente   della
  Regione,  onorevole Crocetta, ed ho preso degli  appunti  e  voglio
  rivolgere delle domande su alcuni passaggi che ritengo importanti.
   Chiedo  scusa  all'Aula se le domande che pongo sono   a  saltare
  perché ho preso appunti nei vari interventi.
   All'articolo  20,  signor  Presidente,  riguardo  la  328  dove  è
  previsto un taglio del 50 per cento in favore dell'Assessorato alla
  Sanità, questo è uno degli interventi riguardo al quale penso  che,
  con una buona dose di volontà, si può superare. Se lei porta avanti
  ancora questo meccanismo noi facciamo un gravissimo danno ai Comuni
  perché  il Comune, oggi, per fare questi servizi essenziali,  parlo
  dell'assistenza  agli  anziani,  dell'assistenza   integrata   agli
  anziani, parlo di tanti altri servizi nel terzo settore che noi  ai
  Comuni facciamo tramite la 328.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. E'  risolto  questo.  Se  il
  Presidente dell'Assemblea mi darà la parola lo chiarirò.

   GRECO Giovanni. Nella riunione che abbiamo fatto come Gruppo avevo
  posto  un  problema  che dovevo porre all'Assessorato  all'Economia
  sulle società partecipate.
   Assessore  Bianchi,  in  altri tempi, quando  la  politica  veniva
  additata  come responsabile della gestione delle partecipate,  così
  come  l'ha  apportata  nella  comunicazione  la  Corte  dei  Conti,
  l'indomani,  l'assessore per l'economia si  sarebbe  dimesso.  Cioè
  quando  vi  era  la  serietà. Le ricordo  che  la  vigilanza  sulle
  partecipate, assessore Bianchi, ce l'ha lei e, avendola interrogata
  sul  fatto che ai dipendenti della Multiservizi, a tutt'ggi, non  è
  stato  pagato  il  Tfr,  lei  non sapeva  nemmeno  cosa  le  stessi
  chiedendo.  Si è informato telefonicamente, poi mi ha promesso  che
  nella  riunione  successiva dell'Assemblea mi  avrebbe  dato  delle
  notizie.  Io sono convinto che lei neanche oggi mi darà notizie  su
  questo  argomento.  Perché,  secondo me,  la  vigilanza  su  queste
  partecipate, Presidente Crocetta, non viene fatta, secondo  me  non
  viene  messa  neanche  negli obiettivi  che  devono  raggiungere  i
  dirigenti  che hanno il compito di fare questo tipo di  servizio  e
  noi,  magari, paghiamo pure gli obiettivi a questi dirigenti,  cioè
  usciamo soldi che non meritano
   L'altro argomento: i forestali, che a lei sta tanto a cuore,  come
  sta a cuore a noi. Provenendo da un collocamento, seguo i forestali
  da  una  vita.   Io  posso capire che lei, per  quanto  riguarda  i
  forestali,  con quello che ha presentato, avrà un decremento  della
  spesa,  ma è giusto sapere che noi andiamo a ledere dei diritti  di
  cui  altri  lavoratori hanno già usufruito. In  corso  d'opera  una
  legge non si può cambiare  Questo turnover che lei vuole eliminare,
  Presidente Crocetta, non fa giustizia fra i lavoratori stessi    Lo
  sa  che  cosa significa per i settantottisti che aspettano che  uno
  dei centunisti passi a 151 giornate per prendere il posto che si  è
  liberato?
   Allora,  io  sono  convinto  che se  lei  affida  questo  problema
  all'assessore Caltabellotta io sono convinto, convintissimo, magari
  tagliando  dai fondi dell'Assemblea un altro milioncino, invece  di
  toglierne  due,  ne  tolga  quattro,  cinque   Sicuramente  troverà
  collaborazione   nella  Presidenza  e  in  tutta  l'Assemblea   nel
  togliere alcuni privilegi.
   Ed  allora,  con  una  collaborazione  fra  Assemblea  e  Governo,
  istituendo  un  tavolo tecnico, noi possiamo trovare una  soluzione
  per trovare delle risorse e evitare che questi lavoratori subiscano
  un'ingiustizia così profonda
   Sulla Tabella H, la prima grande prova di gestione dell'Aula fatta
  dal  Presidente Ardizzone. Lo sa cosa ha fatto lei, Presidente? Lei
  che  dice che non farà più Bilanci notturni o Finanziarie notturne.
  Le  farà lo stesso, perché è costretto, perché lei sa che in questo
  tipo  di  gestione  si  trovare una sintesi per  approvare  sia  il
  Bilancio  che  la Finanziaria. Dovrebbe essere un Bilancio  ed  una
  Finanziaria  che dobbiamo fare tutti assieme, perché  dal  discorso
  che  ha fatto il Presidente e che giustamente ha detto che è  stato
  eletto  senza  una maggioranza e che per me è una  grave  anomalia,
  Presidente  Crocetta. In una Assemblea c'è una  maggioranza  e  c'è
  un'opposizione e se queste due unità non vengono create, chi  vuole
  rimanere in maggioranza resta in maggioranza e non vedere che parte
  della  maggioranza  fa  di tutto per fargli  lo  sgambetto  e  noi,
  nell'occasione del DPEF, abbiamo fatto di tutto per farlo approvare
  ma andandocene dall'Aula
   Questa è collaborazione costruttiva, sempre nel dibattito che  c'è
  in Aula.
   Quindi,  Presidente Crocetta, faccia chiarezza con questi alleati
   Megghiu  una malafigura oggi che centu voti fari malafigura  ,  mi
  creda
   Presidente, chiedo scusa se rubo del tempo agli altri ma penso che
  qualcosa  di  buono  la  sto dicendo, si ricordi  la  votazione  in
  occasione  del disegno di legge sulle Province. Nella votazione  ci
  sono  stati sei miei colleghi che subito dopo la votazione volevano
  l'annullamento. Va bene, il Presidente Ardizzone in quell'occasione
  ha fatto valere la democrazia.
   Ed  allora, qual è il messaggio che le voglio dare, Presidente?  A
  parte  che  sul  Bilancio  e  sulla  Finanziaria,   rispetto   agli
  emendamenti che abbiamo presentato, sono tutti emendamenti che  noi
  del  Partito  dei  Siciliani -MPA riteniamo propositivi.  Non  sono
  emendamenti che fanno aumentare la spesa, sono degli emendamenti di
  buon  senso  e  sono  sicuro che nel dibattito che  ci  sarà  sugli
  emendamenti noi come Partito dei Siciliani - MPA saremo aperti alla
  collaborazione   per  quegli  emendamenti  che  portano   soluzioni
  positive per il popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  Invito gli assistenti parlamentari a  distribuire  la
  relazione  tecnica integrativa che abbiamo chiesto al Governo,  che
  ha  predisposto,  e  che  è  quindi  a  disposizione  di  tutti   i
  parlamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Marcello. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello. Signor presidente, onorevoli colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione, assessori, io  intervengo  a  nome  dei
  Democratici  Riformisti per la delega, appunto, sul bilancio  e  la
  finanziaria.
   Finalmente, il bilancio della Regione è salvo. E' salvo ed è salvo
  in  anticipo  con  una  problematica diversa:  quella  del  mancato
  ricorso all'esercizio provvisorio. Finalmente, l'abbiamo approvato,
  una  delle  rarissime volte se non la prima, in tempi non  sospetti
  entro  il  31  dicembre  2013.  Ce l'abbiamo  fatta   Certo,  è  un
  bilancio, mio caro Presidente, magro. E' un bilancio con dei tagli,
  con  dei grossi tagli. E' un bilancio sul quale pesa certamente  il
  bilancio  dello Stato, un riferimento a quelle che sono le  entrate
  e,  quindi,  il  ricorso alle entrate finanziarie  dello  Stato  e,
  quindi, un contributo da parte del Governo regionale, della Regione
  Sicilia abbastanza notevole.
   Qui   su   questa  questione  sono  perfettamente  d'accordo   con
  l'opposizione  che chiede una volta per tutte che  venga  posto  in
  essere l'applicazione di quello che è lo Statuto della Regione,  lo
  Statuto  autonomista.  Ed una volta per tutte,  signor  Presidente,
  bisogna  decidere se effettivamente questo Statuto va  applicato  o
  meno e, soprattutto, va applicato in regime delle entrate.
   Ma   quello   che  emerge  con  tranquillità  è  certamente   che,
  finalmente, il Governo cambia rotta, cambia strada e la  cambia  in
  maniera  costruttiva  in  tutti  i  punti  del  nostro  bilancio  a
  cominciare  nel campo dei comuni, i comuni ampiamente in  stato  di
  disagio  economico.  Il Governo per la prima volta  mette  in  atto
  quello  che  è  un  provvedimento  di  tutela  che  è  quello   del
  federalismo fiscale, applicando appunto il federalismo fiscale  con
  le conseguenze che ci sono e con il recupero dell'IRPEF.
   Poi,  per quanto riguarda le Province, le Province che sono  state
  oggetto,  nelle ultime sedute, di imboscate da parte dell'Aula.  Il
  Governo  aveva già previsto esattamente una spesa di dieci  milioni
  di  euro  per  quanto riguarda il diritto allo studio,  per  quanto
  riguarda i disabili.
   Ma  anche  nel campo della sanità, dove vi sono appunto  interessi
  verso le politiche sociali, dove si parla di convenzioni fra le ASP
  e  le  IPAB  proprio  per  il  settore  socio-sanitario.  Il  mondo
  dell'agricoltura con la creazione della banca Terra di Sicilia  con
  fondi,  per quanto riguarda la biodiversità, e altri ancora settori
  per quanto concerne la pesca e l'agricoltura.
   Nel  mondo  sociale  un  accesso alle abitazioni  da  parte  delle
  giovani  coppie anche di fatto e misure per il sostegno di soggetti
  con  delle difficoltà economiche per pagare appunto i mutui  e  gli
  affitti.  E  poi  il reddito minimo per le famiglie  bisognose,  la
  riqualificazione urbana e quant'altro necessita, appunto, in questi
  settori.
   Laddove,  però,  principalmente il Governo Crocetta  e  anche  con
  l'aiuto  in  parte con il Governo nazionale, lo si ha  proprio  nel
  mondo del precariato. Finalmente, viene risolto un problema annoso,
  un  problema che risale ad anni e anni di difficoltà che  è  quello
  del  precariato. I precari della pubblica amministrazione ottengono
  una proroga fino al 2016, ottengono nell'inserimento della legge la
  possibilità di essere stabilizzati dalle pubbliche amministrazione.
   Chiaramente,  un  passo in avanti ed è un passo che  certamente  è
  merito  di  questo Governo, perché se vi ricordate bene,  onorevoli
  colleghi,  nella finanziaria nazionale non si parlava  dei  precari
  regionali,  ma  si parlava di altri precari, vedi i  precari  della
  Calabria  che  sono  entrati dalla porta  principale.  Noi  abbiamo
  dovuto  soffrire ma ce l'abbiamo fatta grazie all'impegno di questo
  Governo e anche della Commissione parlamentare che ha dato  il  suo
  contributo  affinché il Ministro, di cui parlerò dopo, è  riuscito,
  in  ultima  analisi, a fare entrare il personale dei precari  della
  Sicilia con un emendamento.
   Lo stesso vale anche per altre categorie, i famosi PIP di Palermo,
  altri  dell'emergenza sempre di Palermo e le categorie degli ATO  e
  degli LSU.
   Lo  stesso  si  può  dire  per  quanto  riguarda  il  mondo  della
  Formazione,  dove  sicuramente l'Assessore ha  operato  bene  e  ha
  operato  bene perché ha mirato a salvaguardare quelli che  sono  le
  occupazioni  di  giovani e di persone che erano  all'interno  della
  Formazione  salvaguardandoli prima, insieme  all'Assessore  per  il
  lavoro, con gli sportelli multifunzionali tutti soggetti salvati  e
  inseriti  nel mondo del lavoro e lo stesso hanno fatto, per  quanto
  concerne i lavoratori della Formazione usciti dagli enti che  hanno
  perso per vari motivi l'accreditamento.
   Tutto  questo è chiaramente il merito di un Governo che finalmente
  ha cambiato passo, che finalmente ha operato la politica del fare e
  questo è chiaramente una innovazione. Finalmente, malgrado i tagli,
  malgrado  le difficoltà economiche, questo Governo va avanti  e  va
  avanti nell'interesse del popolo siciliano.
   Lo  stesso  vale per i teatri e per il turismo che con  l'apertura
  del  fondo  regionale  ha mirato a salvaguardare  quei  teatri  che
  mirano ad un'attività lavorativa diversa rispetto al passato.
   Tutto   questo,  cari  colleghi,  è  chiaramente  un  segnale   di
  cambiamento, un segnale che porta la Regione Sicilia alla rinascita
  dell'economia e anche alla rinascita dei posti di lavoro. Vedasi il
  progetto  giovani  che  sta andando avanti ed  è  un  progetto  che
  sicuramente  troverà delle possibilità per molti giovani  siciliani
  finalmente di trovare una collocazione. Non più precariato  quindi,
  ma nuovo modo di fare politica.
   Devo  dire,  Signor  Presidente, che questo  nuovo  modo  di  fare
  politica  è quello che interessa i democratici riformisti.  Noi  le
  staremo accanto come lo siamo stati finora, Presidente, e daremo la
  piena  fiducia. Lasciamo perdere le chiacchiere che da buona  parte
  del  Ministero della Repubblica italiana vengono posti  in  essere,
  noi non siamo interessati ne a rimpasti ne a rimpastini, rimandiamo
  indietro  quelle  accuse;  noi siamo per  la  fedeltà,  lo  abbiamo
  dimostrato e lo continueremo a dimostrare, nell'interesse -  ripeto
  -  del  popolo  siciliano.  Approveremo questo  bilancio  e  questa
  finanziaria con il pieno rispetto e la credibilità che, finalmente,
  si  possa cambiare strada. E' questo quello che sta facendo  questo
  Governo e lo continueremo a dimostrare nell'interesse della Sicilia
  e dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  colleghi, cittadini, gli ultimi giorni  del  2013  sono
  stati  caratterizzati da una forte amarezza ed un'immensa delusione
  per  quanto accaduto in Commissione  Bilancio . Una Commissione che
  ci  ha  visti  impegnati insieme intere giornate, un'intera  notte,
  teoricamente,  per  il  bene dei cittadini. Una  Commissione  dalla
  quale usciamo tutti sconfitti,  a partire da questa Presidenza  che
  conferma l'incoerenza tra le parole dell'insediamento e la modalità
  di  lavoro notturno per il secondo anno di fila. Spero non si abbia
  l'intenzione di condurre, allo stesso modo,  anche i lavori d'Aula.
   Una Commissione che, chiamata ad utilizzare in maniera virtuosa le
  poche  risorse  a  disposizione, si è  ridotta,  solamente,  ad  un
  bancone  di mercato dove ognuno urla l'offerta migliore. Il  tutto,
  ovviamente, sulle spalle dei Siciliani. Un esempio per tutti  è  la
  contrattazione  al  ribasso delle royalty per i  petrolieri  che  è
  stata  giustificata dall'assessore in  diversi  modi:   Le  Regioni
  limitrofe hanno aliquote del 10 per cento, che quest'anno c'è stato
  un  effetto spiazzamento, il gettito è rimasto invariato perché  le
  imprese  hanno estratto meno, che in questa condizione di fiscalità
  i  petrolieri  non  possono investire .  Questa  è  stata  l'ultima
  dichiarazione del Presidente.
   Veda,  Assessore,  la  fiscalità serve ad  orientare  lo  sviluppo
  economico   di   un  territorio  con   misure  per  incentivare   e
  disincentivare le diverse attività economiche. Se, quindi, è  stato
  estratto  meno petrolio o si è introitato meno, cosa del tutto  non
  vera,  in  assenza  di  dati, il Movimento 5 Stelle  rivendica  con
  orgoglio  la propria vittoria dell'anno passato. Abbiamo  diminuito
  il  rischio  di  disastri ambientali nel territorio  siciliano,  la
  nostra   più  importante  risorsa  da  tutelare.  Magari,   qualche
  azionista di queste multinazionali avrà minori dividendi e storcerà
  il  naso,  ma i giacimenti di certo non si spostano ed i  posti  di
  lavoro non verranno toccati.
   Dobbiamo, inoltre, smetterla di piegarci davanti a finti  ricatti,
  allarmi inutili e false promesse di investimento.
   Il  nostro  petrolio  dovrebbe  essere  il  turismo,  la  cultura,
  l'agroalimentare  e l'artigianato. Eppure, non una  sola  parola  è
  stata  spesa in questa finanziaria per avviare il vero motore della
  nostra  economia. E quando il Movimento  5 Stelle ha fatto  le  sue
  proposte,  queste  non  sono state prese in considerazione,  perché
  l'accordo  politico che porterà all'approvazione della  finanziaria
  non si basa sull'interesse di tutti i cittadini, ma sugli interessi
  particolari  di  alcuni  cittadini, quelli  che  alimentano  bacini
  elettorali e clientele.
   La  Commissione  Bilancio  è diventata una stanza di compensazione
  paraclientelare per illudere i cittadini e dare sfogo ai  sindacati
  che,  ormai,  hanno dimenticato che cosa significa battersi  per  i
  lavoratori.
   Non  serve  più difendere un settore a discapito di un altro.  Non
  esistono  più  lavoratori di serie A o di serie B. O  si  danno  50
  milioni  a  stampo, per fare un esempio, ai regionali,  in  maniera
  indiscriminata   e senza regole, o la stessa cifra si  investe  nel
  territorio salvando i lavoratori, i giovani ed il futuro di  questa
  Terra. Bisogna scegliere  Anche loro devono scegliere
   Dopo  più  di  un anno di esperienza, potrei andare  oltre,  molto
  oltre, ma mi fermo qui, sulla Commissione.
   Tutto ciò è intollerabile  Non è ammissibile né per me, né per  il
  mio Gruppo parlamentare, né, tanto meno, dovrebbe esserlo per tutti
  coloro che rappresentano gli interessi dei cittadini siciliani.
     Alla rabbia di quella notte, tuttavia, è subentrata la voglia di
  lottare e di comunicare all'esterno quello che succede nelle stanze
  di  questo Palazzo. La spartizione che avveniva in quest'Aula negli
  anni  precedenti   si  è spostata in Commissione   Bilancio .  Ora,
  grazie  alla  diretta  streaming siamo  passati  dalla  Commissione
   Bilancio   alla  stanza del Presidente della  Regione.  Assessori,
  volete smentirmi?
   Questo,  anche  a  dimostrare l'ultimo  maxi  emendamento  che  il
  Governo  ha  presentato,  che,  al  contrario  di  quello  che   ha
  dichiarato  il  Presidente nell'ultima seduta, dà spazio  ad  altri
  precari, faccio un esempio: i pomex.
   Sapete  bene  che la trasparenza uccide la cattiva  politica,  per
  questo si continua a scappare, sempre al riparo dalla luce del sole
  delle  Aule parlamentari, laddove i cittadini vi possono  giudicare
  per quel che fate e per gli interessi che curate.
   Siamo  stati  presi  in  giro  tante  volte,  forse  perché  siamo
  considerati  giovani, politicamente immaturi, privi di  esperienza,
  forse  considerati fuori posto dai non politici o forse  perché  il
  nostro  mestiere non è la politica, ma intendiamo la politica  come
  vocazione per il bene di tutti, come qualcuno mi ha insegnato.
   Tutto  ciò è normale, quando un animale è morente mostra  i  denti
  per  fare vedere che è temerario, che è coraggioso, ma la verità  è
  che è agonizzante  e molti di voi questo lo hanno già capito.
   Il   disgusto   non  nasce  solo  dalla  pessima  gestione   della
  Commissione  Bilancio  ma anche e soprattutto da cosa ha partorito.
  Un  manifesto elettorale dove i più porteranno qualcosa a casa,  le
  cosiddette  bandierine  per non essere offensivo.
   Speravamo  in  misure  concrete  per  lo  sviluppo  delle  piccole
  imprese,  per l'agricoltura, per il turismo, per i beni  culturali,
  che non so quale finanziaria ha letto il Presidente l'ultima volta,
  ma  noi  ne  abbiamo viste  Ed invece, torniamo un  passo  indietro
  sulle  entrate  degli  idrocarburi,  delle  cave  minerarie,   come
  giustamente  la  relazione di minoranza dell'onorevole  Falcone  ha
  mostrato.
   Insomma,  per  alcuni  la missione si può  dire  compiuta;  per  i
  cittadini aspettiamo il prossimo giro, sempre che ci sarà.
     Un territorio per essere rilanciato ha bisogno di investimenti e
  di  forme  strutturali  entrambe completamente  assenti  in  questa
  finanziaria.  Anzi, devo fare una correzione, una  cosa  pessima  a
  favore  delle  imprese  c'è: la digitalizzazione  in  favore  delle
  imprese che gli stessi assessori non mi hanno saputo dimostrare  in
  Commissione   Ma, di certo, non si rilancia così lo sviluppo  della
  Sicilia.
   Se si voleva fare qualcosa di serio si potevano predisporre misure
  di  sgravio  fiscale per le imprese,  aumentare  il  fondo  per  il
  credito  d'imposta oppure finanziarie il fondo al microcredito  che
  solo noi contribuiamo ad alimentare con la restituzione del 70  per
  cento  delle nostre indennità, ed anche la parte dell'Irfis o della
  Crias  cui l'ultima volta il Governo ha accennato. Se non si riesce
  a fare un regolamento elementare, figuriamoci tutto il resto
   Per il Governo è stato più facile accontentare tutti in cambio  di
  qualcosa  piuttosto che fare propri gli emendamenti di  buon  senso
  che  abbiamo  regalato. Come ad esempio il  fondo  per  tutelare  i
  lavoratori  delle  microimprese che rischiano il licenziamento,  ma
  che  anche  questo  non  è  stato preso in  considerazione.  Meglio
  aiutare  pochi  precari amici di qualche politico che  sostiene  la
  maggioranza  piuttosto  che  dare la possibilità  di  farcela  alle
  imprese ed ai lavoratori che rappresentano il tessuto produttivo di
  questa Regione.
   Purtroppo, pur essendo ottimista, vedo l'accaduto in Commissione e
  non  confido che, durante questa discussione, questa sessione possa
  migliorare questa legge.
   Onorevole Presidente della Regione, invece di aspettarsi i  nostri
  voti  o  di  aprire a finte condivisioni di intenti, inizi  a  fare
  l'unica  cosa  vera  e  rivoluzionaria per questa  Terra.  Inizi  a
  rispettare  ed  a fare rispettare le regole e le leggi,  perché  ai
  cittadini  la sua rivoluzione appare sempre più cercare un  mettere
  insieme i cocci di un vaso rotto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  certamente una riflessione generale su questo bilancio con  spirito
  costruttivo   con   l'auspicio  che,  poi,  la  trattazione   della
  finanziaria  e  nello  specifico la trattazione  dei  suoi  singoli
  articoli  veda  il Governo protagonista nell'avere raccolto  quelli
  che  sono  i  suggerimenti, le critiche costruttive  da  parte  dei
  deputati.
   Penso  che lo spirito di una discussione generale serva a  questo,
  perché  se  certamente  una discussione  generale  deve  servire  a
  strumentalizzare da entrambe le parti, alla fine sono convinto  che
  non miglioreremo le condizioni di questa finanziaria che certamente
  va migliorata.
   E'   una   finanziaria  che,  spero,  componenti  del  Governo   e
  dell'Assemblea,  non  si  nasconda  dietro  i  problemi  di   tanti
  lavoratori  che, a vario titolo, sono precari e che  dietro  questo
  muro  -  lo  dico tra virgolette -  tanto la devono  votare  perché
  altrimenti  questi  vanno  a mare, quindi infiliamoci  anche  altre
  cose  .
   Spero che questo spirito non passi
   E vorrei, altresì, rassegnare a questa autorevole Assemblea le mie
  preoccupazioni. Manifesto al Governo le mie preoccupazioni  per  la
  norma  sui  precari  e  spero che attentamente  il  Governo  valuti
  l'efficacia  della norma che ha inserito in questa Finanziaria.  Mi
  riferisco  anche  ai  lavoratori Pip, non ne  ho  visto  protestare
  nemmeno uno qui davanti il Palazzo, segno che il Governo ha  aperto
  una  riflessione, avrà assunto qualche impegno, avrà  dato  qualche
  garanzia.
   Per  quanto  mi riguarda, io non ho incontrato nessuno  di  questi
  lavoratori,  ma  vedendo  la piazza vuota  significa  che  è  stata
  soddisfatta in tutte le richieste, ovvero che il Governo di  questa
  Regione  possa  mantenere  le  garanzie  che  sono  state  date  ai
  lavoratori  Pip,  e  cioè la garanzia di un  reddito  di  830  euro
  mensili.  Questo è stato più volte promesso ed auspico  che  questo
  venga mantenuto. È il cuore della discussione su questi lavoratori.
   Il  Presidente  dell'Assemblea  avrà  visto,  certamente,  tra  le
  migliaia  di  emendamenti presentati, che  il  sottoscritto  ne  ha
  presentato uno che, qualora fosse approvato, garantirebbe a  questi
  lavoratori,  che  saranno dislocati nei vari  reparti  e  nei  vari
  settori, di partecipare anch'essi ai corsi di formazione.
   In  passato,  infatti, Assessore, è avvenuto questo: questa  forza
  lavoro  ha  svolto,  con  egregio ruolo, delle  opere  nel  settore
  ospedaliero. Cosa è avvenuto? Mentre il personale di ruolo è andato
  a  farsi  i  corsi di aggiornamento, perché è così giustamente  che
  deve essere, per questi signori non è stato previsto nulla. Siccome
  questa norma dovrebbe mettere a posto, sotto il profilo giuridico e
  lavorativo,  finalmente gli operai dei Pip, spero che questa  norma
  sia  fatta propria dal Parlamento; norma che ribadisco consiste nel
  mettere  nelle  condizioni  di aggiornarsi,  quindi  valorizzare  i
  lavoratori, evitando di farli rimanere indietro.
   Certamente  il  nostro  pensiero  non  può  che  andare  anche  ai
  lavoratori forestali in generale. E  non entrerò nel merito  finché
  non  si  arriverà  al  famoso articolo 12, ma  voglio  invitare  il
  Governo,  so  che  questi  lavoratori e le  sigle  sindacali  hanno
  chiesto  un  incontro, siccome questo Governo è famoso per  avviare
  trattative  di  concertazione,  di  disponibilità,  io  vi   vorrei
  invitare,  visto  che so che si lamentano in tanti   ma  perché  il
  Governo ha incontrato tutti, la piazza è stata vuota e con noi  non
  ci  vuole  parlare?  - questo è quello che dicono i lavoratori.  So
  pure  che è una branca che è scorporata tra l'assessore Lo Bello  e
  l'assessore   Cartabellotta  che  sul  loro  impegno   non   metto,
  certamente,  dubbi, però rasserenare la piazza aiuta l'Assemblea  a
  valutare le norme e le proposte serenamente, ma anche il Governo  a
  muoversi con più facilità.
   Lancio  pertanto  un appello, signor Presidente:  che  il  Governo
  nelle  prossime ore  possa incontrare una rappresentanza di  questi
  lavoratori.  Mi  sembra anche un segnale di buon senso,  visto  che
  siamo ancora nella discussione generale.
   Non  entro nel merito della norma, perché appena ci entreremo sono
  convinto  che  il Governo ci spiegherà la bontà e la  necessità  di
  proporre una norma così com'è.
   Vorrei,  in ultimo, concludere segnalando all'Assemblea che  nella
  scorsa  Finanziaria  l'Assemblea fece  una  battaglia  per  evitare
  l'aumento sproporzionato del materiale che si ricava dalle cave. Il
  Governo  l'ha riproposta. Mi ricordo che il Governo aveva garantito
  che si sarebbe svolta una fase sperimentale e che, successivamente,
  avrebbe  relazionato all'Assemblea sull'impatto reale che l'aumento
  sulle cave avrebbe determinato.
     Io,  devo dire la verità, Presidente, mi ritrovo questo aumento,
  non so cosa sia accaduto dall'aumento della scorsa finanziaria.  Ma
  il  Governo ripropone una norma senza spiegarci quella passata cosa
  ha  determinato  nel comparto dell'edilizia. Pertanto,  ritengo  di
  fare  un intervento abbastanza costruttivo. E chiedo nuovamente  al
  Governo:  che  nel  corso  di  questo dibattito  sulla  discussione
  generale,  il  Governo  raccolga gli appelli,  le  indicazioni  dei
  deputati e in una fase successiva - cioè nel coso della finanziaria
  -   preveda  qualche  riscrittura, al fine di  rettificare  qualche
  piccola disattenzione. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlare oggi  di
  bilancio e finanziaria certamente non è cosa facile. E non  è  cosa
  facile  perché ci troviamo dinanzi ad una situazione economica  che
  ha una origine non recente in termini di precarietà, di difficoltà,
  ma  risale  a  tempi  passati, al momento  in  cui  questa  Regione
  assumeva  con  molta  facilità i mutui,  ad  una  spesa  nel  tempo
  incontrollata, una spesa spesso improduttiva, e ad  alcuni  atti  e
  comportamenti che nel tempo hanno lasciato il segno:  mi  riferisco
  soprattutto come atto legislativo per esempio alla liquidazione del
  fondo  pensioni, che determinò per la Regione siciliana  liquidità,
  ma   determinò  anche  un  buco  che  negli  anni  ha  avuto  forti
  ripercussioni, fino alla costituzione ulteriore di un fondo per  le
  pensioni che si è realizzato soltanto nella scorsa legislatura.
   A  questo aggravio di debiti, che già la Regione siciliana -  come
  dicevo  per una serie di ragioni si porta dietro da tanto  tempo  e
  che vede questo Governo come quello precedente dover far fronte con
  una  serie di difficoltà legati anche alla riduzione di quelle  che
  sono  le  entrate  -,  si è verificato anche  un'imposizione  dello
  Stato, per circa due miliardi di euro come concorso a quello che  è
  il  sistema della finanza pubblica nazionale, e che vede quest'anno
  concorrere  con gran parte dell'assegnazione di queste risorse.  In
  più,  abbiamo  anche una situazione molto grave,  che  riguarda  il
  sistema  delle società della Regione siciliana che nel tempo  hanno
  determinato,  attraverso  una  spesa  incontrollata,  un  buco   di
  bilancio  non indifferente. Ed aggiungo anche,  in tema  di  quelli
  che  sono le questioni del personale, un numero di assunzioni  così
  elevato,  come ci segnala la Corte dei Conti, pari al 25 per  cento
  del personale in servizio presso la Regione siciliana.
   Devo  dire che, nonostante l'attività legislativa posta in  essere
  la  scorsa legislatura, come, per esempio, quello dell'accorpamento
  di diverse società o con l'individuazione dell'obbligo del patto di
  stabilità,  nonostante questo, ancora esistono  parecchie  società,
  per  cui  apprendo  con  piacere  che  il  Governo  si  appresta  a
  presentare  un  emendamento  per la riduzione  di  queste  società.
  Aggiungo altresì la responsabilità che deve avere questo Governo  e
  questo Parlamento nel tenere conto che a breve non parleremo più di
  bilancio  della singola Regione siciliana, ma  dovremo  mettere  in
  linea  anche i bilanci delle società, per cui la Regione  siciliana
  certamente deve mettersi in condizione di avere le carte a posto  e
  soprattutto  individuare sistemi di controllo che servono  a  porre
  rimedio  in costanza di spesa, non dopo, perché dopo, quando  ormai
  si è verificato il danno certamente è difficile.
   Pertanto, in questo quadro così difficile abbiamo assistito ad  un
  balletto  di  cifre,  di numeri, perché ovviamente  da  un  lato  è
  difficile   comporre  il  bilancio,  dall'altro  lato,   le   spese
  continuano ad essere enormi.
   Ci  saremmo  attesi  durante questa finanziaria  un  comportamento
  progressivo  da parte del Governo. Perché il Governo,  è  vero  che
  aveva la scadenza immediata di dare corso ad un sistema legislativo
  che potesse porre rimedio alla condizione difficile dei precari, ma
  dall'altro  lato, doveva, però, mettere in campo, a nostro  parere,
  un'attività  di  riordino  del  sistema  della  spesa  in  Sicilia,
  soprattutto  attraverso una eliminazione totale degli enti  inutili
  ed  una  rivisitazione completa  - e mi auguro che  il  Governo  lo
  faccia questo emendamento - delle società.
    Perché non è più possibile continuare a  tirare a campare , anche
  perché  mi  riprometto, nel corso degli interventi che  si  faranno
  durante  la finanziaria, di rappresentare al Governo che non  basta
  spendere,  non  basta limitarsi ad esaminare  le  singole  voci  di
  bilancio,  ma bisogna cominciare ad avere la capacità di  fare  una
  valutazione qualitativa della spesa.
   Certamente, ripeto, questo non è un deficit di questo Governo ma è
  un  deficit  che risale, ormai, a tempi atavici, la  qualità  della
  spesa ha lasciato, nel tempo, a desiderare.
   Non  credo sia più il caso di  tirare a campare , e non credo  che
  le scelte di non rimuovere le difficoltà che esistono, in ordine  a
  questa  spesa, possano essere ancora mantenute: perché vero  è  che
  siamo  a ridosso di elezioni, caro Presidente, ma è anche vero  che
  di  elezioni  si parlerà quest'anno, si parlerà l'anno prossimo  e,
  probabilmente, si parlerà ogni anno di elezioni importanti  che  si
  svolgeranno nella nostra regione
   Allora, Presidente, io credo sia arrivato il momento di dare corso
  a  quella  che  è  - lei stesso l'ha definita - la  rivoluzione  in
  Sicilia:  perché se è vero che le difficoltà ci sono, noi  possiamo
  attivarci   soltanto  attraverso  atti  che  possano   mettere   in
  discussione interessi consolidati e che possono attivare  un  serie
  di  meccanismi tali da rendere da un lato produttiva  la  spesa  e,
  soprattutto, essere capaci di eliminare tutto ciò che è inutile  in
  questa Regione siciliana.
   Volendo  parlare  di  cose  utili,  non  posso  non  segnalare  la
  difficoltà  che  dovranno  affrontare i comuni.  Perché  i  comuni,
  quest'anno, avranno con certezza una riduzione della spesa  intorno
  ai  99  milioni,  ma ci sono anche una serie di accantonamenti  che
  riguardano,  a proposito del rifinanziamento della legge  di  spesa
  all'articolo  18, che vedranno continuare ad essere in  pregiudizio
  una serie di risorse che spesso riguardano stipendi.
   E  non  credo,  assessore Bianchi, che da sola  l'idea  del  patto
  verticale  incentivato possa bastare, perché credo che  questa  sia
  un'opportunità che noi dobbiamo avere la possibilità  di  cogliere,
  tenendo  conto che possono anche queste speranze sortire un effetto
  negativo e non raggiungere gli obiettivi.
   Credo  sia  necessario,  pertanto, costruire,  aprire  un   tavolo
  romano : questo Governo, non credo, in questo momento, sia  aiutato
  da  quello che succede -  mi riferisco alle dimissioni del ministro
  per  l'economia, Fassina, e al malessere di qualcun altro. Ma credo
  che  il Presidente della Regione debba attivarsi, certamente  -  mi
  riferivo a Bersani, che sta poco bene - direttamente col Presidente
  Letta, perché non è possibile che ci siano condizioni per le  quali
  alla  città  di Roma sono riconosciuti interventi straordinari  per
  mezzo  miliardo  di euro per risanare il bilancio, e  alla  Regione
  siciliana, che ha difficoltà  -  chiamiamole così - finanziarie, lo
  stesso   Presidente  dell'ARS  ha  avuto  modo  di   sottolinearle,
  finanziarie  rischiare di essere messa in crisi  per  l'ammanco  di
  risorse  che  sono  importanti per la definizione dell'assetto  del
  bilancio regionale.
   Noi  abbiamo la necessità, se vogliamo evitare il default, o, come
  meglio  lo  possiamo  definire, il fallimento  di  questa  Regione,
  abbiamo  la necessità, imprescindibile, di mettere in sicurezza  il
  bilancio
   Mi si dice che esiste una norma, presentata dal Governo durante la
  discussione della finanziaria, la accolgo con piacere, ma questo  è
  ad  ulteriore dimostrazione che forse il Governo avrebbe fatto bene
  a presentare una norma  secca , per quanto riguarda la finanziaria:
  mettere  in sicurezza i precari, approvare un esercizio provvisorio
  e  rinviare  il  tutto  non solo al  tavolo romano ,  ma  anche  al
  verificarsi   delle  condizioni  tecniche  che  saranno   stabilite
  attraverso il patto verticale incentivato.
   L'accantonamento,  prima di 400 milioni, poi  di  200  milioni  di
  euro, poi ritorna, nuovamente, a 400 milioni di euro, a mio parere,
  mette a rischio la sopravvivenza di diversi enti.
   Signor Presidente, io vorrei concludere il mio intervento con  una
  esortazione: pur apprezzando alcuni articoli che sono quelli  della
  riduzione  dell'1 per cento, del prestito alle giovani  coppie,  il
  fondo  per l'agricoltura, per la pesca e altri segnali di  attività
  produttive come, per esempio, il recepimento dell'allegato  1c  del
  DCPM  del  2001,  a  proposito dei servizi sociali  che  finalmente
  vedranno le comunità alloggio e le comunità per i disabili accedere
  a  parte del fondo sanitario nazionale, credo sia opportuno che  il
  Presidente  della Regione, se non vuole che questa  terra  abbia  a
  subire  l'onta  del fallimento, debba attivarsi  con  serietà,  con
  impegno,  attraverso i suoi tecnici perché possa  con  Roma  essere
  istituito un tavolo permanente ed accompagnarci in questa fase  che
  è quella di consegnare le risorse per ben 2 miliardi a Roma tenendo
  conto  che  alla  fine  di  questo  triennio  non  so  quale   sarà
  l'atteggiamento del Governo nazionale.
   E  allora  qui  bisogna impostare un percorso  con  Roma,  con  il
  Presidente del Consiglio, onorevole Letta, perché la Regione  possa
  salvarsi e continuare la sua attività.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, il mio
  vuole essere un intervento di parte del documento che ci accingiamo
  ad  approvare,  però  non di parte politica, ma  di  colui  che  ha
  presieduto la Commissione Ambiente ed ha vissuto a contatto diretto
  con  le  criticità di questo settore, studiandole, denunciandole  e
  con i colleghi commissari avanzando ipotesi risolutorie.
   Si  vede  nei  molteplici  atti che la Commissione  ha  approvato,
  spesso  anche  con voto unanime, che purtroppo ancora oggi  restano
  depositate nel nostro archivio.
   E'  chiaro  e giustificato il rigore dei numeri in una  situazione
  critica   come  quella  che  stiamo  attraversando.  E'  chiaro   e
  giustificata  la  necessità  di  contenere  le  risorse,   però   -
  concedetemelo - non è chiaro e non sono giustificati i tagli  e  in
  molti  casi gli azzeramenti di interi capitoli in materia di tutela
  e valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio.
   Ancora oggi leggiamo, o meglio leggete, questo binomio come fine a
  se   stesso  quando  in  realtà  dietro  ambiente  e  paesaggio  si
  nascondono  quanto  meno  la salute, la vivibilità  e  il  rilancio
  dell'economia e del turismo.
   Mi limito a citare soltanto pochi dati: tra le pieghe del bilancio
  troviamo  alcuni interventi in favore dei Comuni, ma poco  o  forse
  niente  - almeno da quello che vedo e spero di sbagliarmi - per  la
  riqualificazione territoriale il ripristino dello status quo  anche
  nei casi di abuso edilizio.
   Siamo  i  primi  a sostenere che potremmo vivere di turismo  tutto
  l'anno,  però  restiamo  sempre i primi a  sparire  quando  veniamo
  accusati di non essere capaci di rispettare il nostro territorio.
     Nessuna delle numerose disposizioni della manovra poi si pone un
  obiettivo  in concreto di mantenere un elevato standard qualitativo
  dei  servizi  resi per la sicurezza del territorio. In particolare,
  non  vi è menzione di un possibile utilizzo in melius delle risorse
  finanziarie   per   migliorare  i  servizi  di   controllo   e   di
  monitoraggio, dei livelli di sicurezza degli impianti industriali e
  dei nostri SIN (i nostri siti di interesse nazionale).
   Eppure  la  Commissione Ambiente in più occasioni si  è  recata  a
  Niscemi per il MUOS, a Gela per il Petrolchimico, a Siracusa per il
  gigantesco Polo industriale registrando sempre lo stesso risultato:
  occorrono più controlli.
   Gli stessi componenti della Giunta, anch'essi presenti durante  le
  audizioni tecniche, hanno sollevato la necessità di implementare le
  dotazioni degli organi di controllo.
   Attenzione,  però,  qui  non  si parla  di  tutela  e  salute  del
  territorio sic e simpliciter, ma dell'unico diritto per il quale la
  Costituzione spende l'accezione fondamentale: la nostra salute.
   Alcuni  di  questi servizi sono svolti dall'ARPA  che,  alla  luce
  delle  odierne  scelte di Governo, non riceverà nessun  surplus  di
  finanziamento per lo svolgimento della propria attività, con la non
  trascurabile conseguenza che i siciliani continueranno ad assistere
  impotenti  allo sversamento di sostanze tossiche nelle acque,  come
  già è avvenuto più volte quest'anno, all'inquinamento dell'aria.
   Mi  limito  a  ricordare una risoluzione a firma  degli  onorevoli
  Cirone e Zito sul comprensorio di Siracusa e al depauperamento  dei
  suoli per non parlare di quello dei nostri polmoni.
   Ma  è  chiaro  che  anche per quest'anno ci  sarà  la  Commissione
  Ambiente pronta ad ascoltare e ricevere informazioni e tradurle  in
  atti  di  impegno del Governo, il quale però continuerà a sostenere
  che  non ci sono i soldi per fare i controlli  Ed è il cane che  si
  morde la coda.
   Ed  ancora, nonostante la legge stabilisca che le Regioni  debbano
  adoperarsi per garantire la tutela e la salvaguardia della flora  e
  della  fauna  il  testo che oggi discutiamo non  prevede  nulla  in
  favore  dei Centri per il recupero della fauna selvatica,  cioè  in
  dispregio sia di una previsione di stanziamento già prevista da una
  legge  che  da  una risoluzione votata all'unanimità  dalla  stessa
  Commissione  Ambiente  e da tutta una serie di  rassicurazioni  che
  sono pervenute nella stessa Giunta.
   Insomma,  ci saremmo aspettati molto di più da questa finanziaria.
  Mi  sarei  aspettato  soprattutto più  coerenza  in  una  legge  di
  stabilità, che non è il contenitore di proposte flash,  non  è  una
  cosa  che  metti  quando si verifica un problema,  è  un  documento
  economico che non deve trasformarsi nella solita legge omnibus.  In
  questa  finanziaria, invece, abbiamo trovato soluzione lampo  anche
  sull'urbanistica.
   E'  noto  a tutti che la chiave di volta per risolvere il problema
  urbanistico  del  territorio  Sicilia  è  una  nuova  riforma   del
  territorio, che paga il prezzo di 35 anni di anzianità.  Un  chiaro
  esempio, in tal senso, è dato dal tentativo di introdurre la  norma
  che permette ai Comuni di acquisire al patrimonio pubblico immobili
  costruiti  da  imprese  in difformità della legge,  i  quali,  poi,
  verrebbero  concessi come alloggi popolari. La norma è dall'intento
  nobilissimo,   assolutamente,  però  ometteva   di   prevedere   le
  necessarie  limitazioni  per  quelle opere  sulle  quali  insistono
  vincoli sia assoluti che relativi.
   Attenzione però, la norma in realtà già esiste. L'articolo 7 della
  legge  47/85  ed  il  4 della legge 17/94 si muovono  nella  stessa
  prospettiva,  però  con  una  piccola differenza,  che  in  esse  è
  chiarita la necessità che gli immobili non ricadono all'interno  di
  zone sottoposte a vincoli imposti da leggi statali e regionali,  ma
  da  strumenti  urbanistici  posti a tutela  di  interesse  storico,
  artistici,  architettonici, archeologici, paesaggistici, ambientali
  ed idrogeologici.
   Giusto  domani la Commissione Ambiente sarà convocata proprio  sul
  dissesto  idrogeologico  per sottolineare  l'importanza  di  questo
  tema.  Tutti  questi  elementi,  però,  venivano  trascurati  nella
  stesura  della  norma  in parola che, addirittura,  rubricava  case
  abusive  dimenticando  che sia case che abusive  sono  nozioni  mai
  esistite nell'ordinamento giuridico dalla legge Bottai del  '39  ad
  oggi.  Non  dovrebbero, chiaramente, trovare luogo in un  documento
  così importante che speriamo venga, quanto meno, riscritto.
   Eppure, e concludo, la scelta è di introdurre norme in materia  di
  urbanistica  recepita nell'ultimo correttivo  nazionale  del  2011.
  Anche  in  questo caso vale il discorso di cui sopra. La  legge  di
  stabilità  non  è un contenitore capace di gestire qualunque  cosa.
  Noi   non  abbiamo  nemmeno  recepito  il  testo  unico  del   2001
  sull'urbanistica, sarebbe più opportuno prendere con mano tutta  la
  materia  urbanistica  e  riscriverla per intero  e  non  attraverso
  singoli atti.
   Insomma  questa non è la nostra finanziaria; da parte nostra  c'è,
  però, la volontà di renderla coerente con i nostri principi.
   La  nostra  non  è  opposizione secca ma costruttiva.  I  numerosi
  emendamenti depositati si muovono in questo senso e vogliono essere
  un contributo attivo a renderla quanto meno accettabile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  io
  partirei  da  un auspicio e da un invito che faccio  al  Presidente
  Crocetta.  Questa  è una finanziaria, un bilancio  che  approviamo,
  ragioniamo in questi giorni sulla pelle dei siciliani e sui bisogni
  dei  siciliani, ad ogni livello. Quindi io mi auguro,  questo  vale
  per l'Aula, ma vale per il Governo: che questo sia un bilancio, una
  finanziaria, che vengano discussi, ragionati e votati non guardando
  alla pancia del nostro sistema Sicilia, ma ai reali bisogni.
    Mi spiego meglio Presidente Crocetta.
   Mi  auguro  e spero che dentro questa Aula non vinca chi  urla  di
  più.  Perché troppo spesso in questa Regione, in questa terra,  chi
  urla  di  più  e chi ha la forza di urlare in alcune piazze  ed  in
  alcuni posti ha una linea di priorità su tante persone che sono  in
  grande  difficoltà  e  che  non hanno lo  scenario  che  ad  alcuni
  appartiene.  E  mi  riferisco, in modo particolare,  e  con  grande
  preoccupazione,  al  fatto  che in questo  bilancio  ed  in  questa
  finanziaria,  ci  sono alcuni capitoli che mi  lasciano  allarmati,
  presidente Crocetta. E mi rivolgo a lei in modo particolare  perché
  ho ascoltato il suo intervento dell'altro giorno, quando parlava di
  disabili.
   Vorrei ricordare che nella pluriennalità di questa finanziaria per
  il  capitolo dei ricoveri ai minori e per il capitolo dei  ricoveri
  agli  alloggi per i disabili psichici è previsto nel capitolo 2015-
  2016 zero euro e zero euro.
     Io  spero e mi auguro che il Governo prima dell'approvazione del
  bilancio  e  della  finanziaria si possa raccontare  e  spiegare  e
  rasserenare le famiglie, che sicuramente non sono in questa  piazza
  in  questo momento a protestare - che sono i disabili ed  i  minori
  non accompagnati, che in questo minuto probabilmente non vedono una
  prospettiva per il futuro adeguata alle loro emergenze ed alle loro
  esigenze.
   Presidente, aggiungo a questo, e mi auguro che i giovani di questa
  terra,  e  mi rivolgo ad un segmento importante che è quello  dello
  sport  e  parlo dello sport, non quello che vediamo in  televisione
  nella  serie A o nella serie B, parliamo dello sport di  territorio
  che  è  quello che diventa anche momento di aggregazione e  momento
  educativo in questo Paese.
   E   sempre  spero  e  mi  auguro  che  questo  Governo   -   prima
  dell'approvazione del bilancio e della finanziaria - mi possa e  ci
  possa rassicurare sul fatto che nei capitoli per la previsione 2015
  e  2016  scompaia   capitolo zero euro  e  zero  euro   per  quanto
  riguarda  l'articolo 44, comma 1, del potenziamento delle  attività
  sportive isolane.
   Caro  Presidente, io mi auguro e spero che il buon senso abbia  il
  sopravvento  e  ci si fermi un secondo a ragionare e riflettere  su
  quelli che sono i bisogni di questo Paese.
   Presidente  Crocetta, questa è una regione dove troppo  spesso  ci
  lamentiamo  che  i  nostri cervelli migliori  vadano  all'estero  a
  dimostrare quanto valgono.
   Questa  Finanziaria e questo Bilancio prevedevano la  soppressione
  delle  borse  di  studio  per la scuola di specializzazione  per  i
  laureati  alla  facoltà  di  medicina  e  dell'università  per  gli
  studenti laureati in questa Regione, per il 2014, 2015 e 2016.
   Con  un nostro emendamento abbiamo emendato l'azzeramento che  era
  stato  operato in Commissione bilancio - fortunatamente si è  fatto
  un  passo  indietro. Io mi auguro e spero quindi che  una  politica
  sana  ed una politica saggia in questa terra, sicuramente non pensi
  mai  di  potere  togliere  un solo centesimo  a  quella  che  è  la
  formazione dei migliori cervelli della nostra terra.
   Se  noi  non sosteniamo un ragazzo appena laureato alla scuola  di
  specializzazione  nella sua terra, credo che abbiamo  commesso  due
  gravi  errori: non abbiamo permesso a questo ragazzo di formarsi  e
  non  abbiamo  permesso  agli ospedali di specializzare  i  migliori
  giovani di questa terra.
   Sui consorzi di bonifica mancano risorse, caro Presidente, mancano
  mi  pare  se  non  vado  errato, da sette ad otto  milioni,  undici
  milioni  di  euro, sui consorzi di bonifica. E questo mi  preoccupa
  enormemente, ma aggiungo a questo, sulle isole minori - mi  rivolgo
  all'assessore  trasporti - se non vado errato  sulle  isole  minori
  mancano ad oggi all'appello quasi 15 milioni di euro da quelli  che
  sono gli importi del bilancio dell'anno precedente.
   Sono soltanto alcuni degli elementi che volevo portare in evidenza
  oggi  per  dirle, caro Presidente Crocetta, la prego all'attenzione
  in questo minuto.
   Io   faccio  parte  dell'opposizione  di  quest'Aula,   mi   sento
  opposizione  responsabile e credo che sulla pelle  della  gente  la
  battaglia vada fatta tutti quanti insieme, su alcune battaglie,  io
  credo che bisogna assumersi grande responsabilità.
   Pertanto,  io spero ed auspico che venga approvata una finanziaria
  senza  fretta,  senza questo tour de force, senza la  fretta  della
  pressione  esterna, e che si possa avere la capacità  nei  prossimi
  giorni di analizzarla ancora meglio e se ci sono da fare una  serie
  di  rettifiche  -  guardando  in particolar  modo  al  mondo  della
  disabilità,  al  mondo  dei  più  deboli,  al  mondo  dei  giovani,
  all'imprenditoria, all'agricoltura - si possano fare realmente  nel
  tentativo di dare risposte e dare futuro alla nostra gente.
   Questo  è  il  coraggio  di una politica  del   fare .  Quando  la
  politica decide di non decidere distribuendo prebende a tutti è una
  politica che non ha fatto un buon servizio alla sua terra.
   Io  spero  che  questa sia una politica che abbia la  capacità  di
  decidere, di assumersi delle responsabilità, di sapere dire dei  no
  e  sapere dire dei sì a chi in questo momento sicuramente vive  una
  situazione di grande difficoltà economica.
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente,  assessori, colleghi cittadini,  come
  ampiamente  annunciato  e  in  discontinuità  con  quanto   sovente
  accaduto, il Governo regionale in questa sessione di bilancio si  è
  impegnato per scongiurare l'esercizio provvisorio. Che meraviglia
   Come   non  riconoscere  il  merito  a  questo  Governo  di  avere
  rispettato  i  tempi  necessari  per un'accurata  discussione,  per
  un'approvazione  di  quelle  norme da cui  dipenderà,  appunto,  il
  futuro di tutti i cittadini siciliani.
   Ci   avete  finalmente  insegnato  che  è  assurdo  discutere   un
  provvedimento così importante in sedute che si protraggono per  una
  notte  intera  e  si concludono per sfinimento dei  partecipanti  e
  senza una reale possibilità di confrontarci democraticamente.
   Come  del  resto il Presidente Ardizzone aveva detto,  al  momento
  dell'insediamento,  che avrebbe fatto di tutto per  evitare  questo
  modo  di  lavorare,  questo  modo che non  permette,  appunto,  una
  discussione democratica, una discussione partecipata per evitare di
  fare  errori  madornali, che poi graveranno  sulla  testa  e  sulle
  spalle di tutti i cittadini siciliani.
   Il  risultato di questo meraviglioso cambio di tendenza è dato  da
  una  legge di stabilità, che non è più come in passato il risultato
  di  un  ampio  compromesso di esigenze elettorali, il risultato  di
  esigenze  di singole forze partitiche, ma è visibilmente una  legge
  protratta  al  bene  di  tutti i cittadini siciliani,  senza  alcun
  interesse  di  sorta  e per questo voglio ringraziare  sentitamente
  l'assessore Bianchi, il Governo, tutti, l'uomo che è stato chiamato
  a  risollevare  le sorti di tutti noi cittadini siciliani  e  della
  nostra   amata   Isola.  Grazie,  assessore  Bianchi,   anche   per
  l'attenzione
   Ringrazio  il  Governo che, comprendendo che  la  crisi  viene  da
  lontano  e  attanaglia  soprattutto le  piccole  e  medie  imprese,
  l'artigianato,  l'agricoltura, finisca per favorire  Confindustria.
  Da  buoni uomini di sinistra, quali voi siete, non avete cercato di
  prevedere  degli  strumenti che permettono di  valorizzare  chi  ha
  lavorato  per  una  vita intera, chi ha cercato  di  tirare  su  la
  piccola  e   media impresa, dando lavoro e dignità alla sua  realtà
  com'è  nella più ampia tradizione siciliana e, quindi, al posto  di
  finanziare  il fondo per il microcredito, che  noi da tredici  mesi
  continuiamo  a  finanziare, avete ben pensato di non   metterci  un
  soldo. Giammai, Assessore e Presidente
   Questi  soldi  lasciamoli  lì,  così  tanto,  se  poi  chiudono  e
  continuano  a  chiudere  migliaia di  imprese,  chi  se  ne  frega
  Continuiamo a finanziare e a portare avanti i cantieri di  servizio
  per altri tre mesi, che è questa la cosa che importa per la Sicilia
  ed evitiamo di fare ritornare tutti quei giovani e meno giovani che
  sono emigrati. Cerchiamo di farli ritornare in Sicilia piuttosto
   Vi  ringrazio,  fra  l'altro, Governo, per la  vostra  grandissima
  sensibilità ambientale. Veramente, molti, molti complimenti per  la
  ferrea  volontà  con  cui  vi  siete  opposti  ad  uno  scriteriato
  sfruttamento del nostro territorio.
   Ad  esempio,  da  parte  delle fortissime  lobbies  del  petrolio.
  Avevamo  portato  le royalties da 10 al 20 per cento,  sempre  poco
  rispetto ai profitti che loro traggono dalle attività estrattive in
  Sicilia. Certo, questo lo sanno tutti, lo sanno tutti che è  niente
  commisurato ai danni che loro protraggono alla nostra Terra, ma   è
  già qualcosa  Certo, per loro, per i petrolieri era troppo poco  e,
  quindi  -  puff   -  spazzato via da quest'ultima finanziaria  alla
  velocità della luce.
   A   riprova   della  vostra  grandissima  sensibilità  ambientale,
  inoltre,  abbiamo  notato  che gli stanziamenti  per  le  bonifiche
  ambientali  sono  stati  pari  allo  zero,  così  come  tutti   gli
  interventi a tutela del territorio.
   La  verità  è,  purtroppo - e mi corre l'obbligo  sottolinearlo  -
  Presidente,  Assessori  e  Governo, che  da  un'analisi  di  questo
  territorio, purtroppo, sembra che questo Governo si  sia incartato.
   Dov'è  in realtà, che cos'è la visionaria rivoluzione crocettiana?
  Dove  sono  tutti  quegli interventi in grado di porre  rimedio  al
  carrozzone, qual è la regione Sicilia? Analizzandoli nel dettaglio,
  purtroppo, si coglie ben poco.
   Il  Governo  e  tutta la maggioranza -  mi corre l'obbligo  -  sta
  portando  a  casa  una  finanziaria e  un  bilancio  che  purtroppo
  contiene dei conti che non tornano con delle entrate sovra  stimate
  come ha affermato lei stesso, Presidente Ardizzone.
   Ci  sono, appunto, delle entrate sovra stimate come hanno espresso
  diversi  organi  di  stampa, non si evince fra l'altro  neanche  il
  debito reale da parte della Regione per le piccole e medie imprese,
  per  le quali i crediti vengono pagati con estremo ritardo e queste
  continuano a chiudere imperterrite.
   Quindi, è difficile anche quantificare questo danno economico  che
  sta  subendo  il settore commerciale e produttivo delle  piccole  e
  medie  imprese in Sicilia proprio perché non è quantificato  questo
  debito verso questo settore.
   In  compenso  tutte  le altre poste clientelari  in  uscita  e  le
  regalie  ai  vari enti di cui è farcito questo bilancio si  colgono
  bene,  così  come  tutte  le varie voci di spesa  per  stipendio  e
  personale.
   Non   c'è   traccia   di  qualificazione  di   politica   per   la
  riqualificazione  professionale, di  reinserimento  nel  mondo  del
  lavoro né di politica e di sostegno al reddito che potrebbe aiutare
  tantissimi cittadini in difficoltà piuttosto che lasciarla in  mano
  ai soliti partiti.
   Ovviamente vorrei sbagliarmi, non vorrei essere critica o polemica
  a  tutti  i  costi,  ma  purtroppo  abbiamo  rilevato,  con  enorme
  tristezza, che in questa finanziaria non c'è speranza per il futuro
  dei giovani e meno giovani, non c'è una visione di insieme, non  si
  guarda a tutto il territorio e ai processi tra loro correlati né  a
  tutti  i siciliani secondo la visione organica e programmatica,  ma
  la visione segue logiche molto territoriali e partitiche e questo è
  un grave errore per tutti i siciliani.
   Si  coglie la linea dell'emergenza utile a giustificare sempre  il
  tutto all'ultimo minuto e c'�� la corsa alla spartizione della magra
  torta per fini chiaramente elettorali.
   Manca con un'azione forte di risanamento, di riduzione della spesa
  corrente  non possono sfuggire i tagli che si stanno perpretando  a
  danno dei comuni, imprese e cittadini.
   Il  Fondo regionale delle autonomie è stato azzerato e a farne  le
  spese saranno quest'anno i soggetti più deboli.
   Alla  luce di tutti questi elementi non possiamo che cogliere  che
  il fenomeno recessivo rischia di aumentare inesorabile.
   Purtroppo,  non possiamo che concludere che questa  finanziaria  è
  l'ennesima  vergogna  istituzionale  durante  la  quale  vi   state
  rendendo  complici  di  tutti i disastri sociali  che  subiranno  i
  siciliani. Grazie per l'attenzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi limiterò  a
  fare  alcune  brevi  considerazioni,  ma  mi  sembra  assolutamente
  doveroso fare un intervento in tal senso nel momento in cui  questo
  Parlamento  è  chiamato  a  confrontarsi sui  documenti  economici-
  finanziari   più   importanti   che   annualmente   vengono   posti
  all'attenzione  di  questo  Parlamento, quali  certamente  sono  il
  bilancio  e  la legge finanziaria all'interno dei quali  si  evince
  quella   che  è  l'idea,  quelle  che  sono  le  linee  guida   che
  caratterizzano qualsiasi azione governativa.
   Mi limiterò a fare un breve intervento anche perché sottoscrivo in
  pieno quella che è stata la relazione di minoranza esternata sabato
  mattina  dal  collega  Marco  Falcone  e  voglio  collocarmi  anche
  all'interno del percorso di responsabilità che questo Parlamento ha
  tracciato  e  individuato  analizzando  i  documenti  contabili  in
  pochissimi giorni con un tour de force estenuante e credo,  che  in
  tal  senso,  al  Presidente  Dina della  II  Commissione,  al  Vice
  Presidente Vinciullo e tutti i componenti della II Commissione vada
  il  plauso  di  questo Parlamento e tutto questo  per  evitare  che
  qualche   decina  di  migliaia  di  siciliani  si   trovassero   ad
  interrompere  un percorso lavorativo, seppure precario,  aumentando
  il  dramma  occupazionale che la nostra Regione sta vivendo,  se  è
  vero  come  è  vero,  caro  Assessore  Bianchi,  come  puntualmente
  certificato dalla Banca d'Italia qualche mese fa che la Sicilia  ha
  registrato nel 2013 un tasso di disoccupazione superiore al 20%, il
  20,7%,  un  tasso  di  disoccupazione giovanile,  dato  ancora  più
  drammatico ed allarmante superiore al 55%, 55,5% per l'esattezza.
   Veniamo al tema di oggi e non posso non iniziare esternando  anche
  io  alcune  serie preoccupazioni in merito al tema delle  coperture
  finanziarie, all'articolo 4 per intenderci,  quando si parla  degli
  accantonamenti tributari.
   Vorrei  aggiungere un altro elemento di riflessione che credo  non
  sia stato adeguatamente affrontato, caro assessore, e  mi riferisco
  al tema dell'IVA e delle imposte indirette, laddove, si immagina di
  registrare nel 2014, cito testualmente,  un introito per la Regione
  siciliana, pari a euro 3.123.297.000,00, a fronte dell'incasso  del
  2013  per  tutte  le  imposte indirette, di euro  3.039.272.000,00,
  ovvero   con   un   incremento  rispetto  all'anno  precedente   di
  84.025.000,00 .
   Bene tutto ciò in assoluta controtendenza rispetto a quanto accade
  nella  nostra  Nazione  ed  in assoluta controtendenza  rispetto  a
  quanto   è  accaduto  nel 2013, a fronte di un aumento  dell'IVA  e
  delle relative aliquote, laddove l'aumento dell'IVA ha abbattuto  i
  consumi  di  circa il 10%, ha determinato, altresì, che le  entrate
  tributarie  andassero a picco, con le imposte  indirette  diminuite
  del  3,5%  e  con una marcata flessione del gettito  IVA  del  6,8%
  soltanto  nei  primi  cinque mesi del 2013 e  questo  non  lo  dice
  l'onorevole Pogliese o qualche altro esponente dell'opposizione, ma
  lo  dice  il  Ministero dell'economia all'interno di un  comunicato
  stampa che è stato divulgato qualche mese fa.
   Ovviamente,  da  siciliano, orgoglioso di esserlo e  visceralmente
  legato  a  questa Terra, mi auguro di essere puntualmente smentito,
  ma  credo,  invece, di potermi, da qui a breve, rivelare un  facile
  profeta e  tutto ciò testimonia, quindi, l'assoluta aleatorietà del
  bilancio e, soprattutto, delle relative coperture.
   Un  altro  aspetto  importante sul  quale,  mi  auguro,  si  possa
  registrare  un'inversione  di tendenza  rispetto  a  quello  che  è
  accaduto,  per  esempio,  all'interno  della  Seconda  Commissione,
  riguarda il tema delle partecipate su cui il Governo, inizialmente,
  aveva imboccato una strada, poi è stato ritirato quell'articolo, un
  tema  su  cui  credo  ci sia l'assoluta necessità  di  un  coraggio
  aggiuntivo  da  parte del Governo, se è vero come è vero,  come  ha
  certificato il presidente Graffeo della Corte dei Conti, che le  34
  società   partecipate  siano  costate  ai  contribuenti   siciliani
  1.176.000.000,00, in quattro anni, dei quali 73.000.000,00  per  le
  consulenze e 13.700.000,00 per i CDA.
   L'aspetto  più  negativo,  però,  l'ha  detto  anche  chi  mi   ha
  preceduto, credo sia rappresentato dall'assoluta mancanza di  norme
  per lo sviluppo. Sono consapevole della fase di crisi congiunturale
  che  stiamo attraversando all'interno della quale è, assolutamente,
  necessario  tagliare  le  spese,  gli  sperperi,  ma  è,   altresì,
  assolutamente,  necessario  immaginare  delle  norme  che   possano
  contribuire al rilancio dell'economia.
   A  tal  riguardo, il sottoscritto insieme agli onorevoli  Falcone,
  Vinciullo,  Assenza  e  tutto  il  gruppo  parlamentare  di   Forza
  Italia', ha presentato un emendamento, che è stato recepito durante
  i  lavori della Seconda Commissione, mirante  a prorogare,  per  un
  altro  anno,  la  legge  regionale n. 11/2011,  grazie  anche  alla
  sensibilità   dell'assessore   Bianchi   che   voglio   ringraziare
  pubblicamente,  la legge, per intenderci, che sancisce  l'esenzione
  IRAP,  per  cinque anni, per le imprese giovanili e  femminili.  Mi
  auguro,  però,  che la copertura, inizialmente, individuata  di  un
  milione  di  euro, possa essere anche aumentata per la  valenza  di
  questa legge che necessita di un altro step ministeriale sul  quale
  l'assessore si sta già attivando.
   Un  tema  sul  quale  si  è registrata, invece,  un'inversione  di
  tendenza,  che abbiamo accolto con grande soddisfazione,  è  quello
  inerente lo sport.
   Dopo  il disastro del 2013, laddove, lo ricordo a me stesso  ed  a
  tutta   l'Assemblea,   inizialmente,    questo   Parlamento   aveva
  individuato  una  somma,  poi  con  l'impugnativa  da   parte   del
  Commissario dello Stato, l'ex tabella H, è stata di fatto azzerata,
  aveva  presentato  un  ordine del giorno,  approvato  da  tutto  il
  Parlamento,  che vincolava oltre 2.100.000,00 euro, per  le   leggi
  nn. 8, 18 e 31, in realtà,  lo stanziamento che è stato individuato
  alla  fine  è  di  700  mila euro a fronte di stanziamenti  per  il
  comparto sportivo, in senso lato, che fino a qualche anno fa  erano
  di 12 milioni e 600 mila euro.
   Ebbene  noi  abbiamo accolto, con grande soddisfazione,  assessore
  Stancheris,  l'inversione di rotta che il Governo  ha  individuato,
  inserendo   all'interno   della   legge   finanziaria   lo   stesso
  stanziamento del 2012. Non abbiamo sinceramente capito quello che è
  accaduto in quella famosa notte tra domenica e lunedì, tra il 29 ed
  il   30   dicembre,  quando  è  stato  presentato  un   emendamento
  soppressivo  di  1  milione  e 200 mila  euro  sulla  legge  n.  8,
  assolutamente  incoerente  rispetto al  percorso  che  noi  abbiamo
  accolto  con  grande  soddisfazione. Quell'emendamento,  grazie  al
  senso  di responsabilità di tutto il Parlamento, della maggioranza,
  dell'opposizione è stato bocciato e, quindi, lo stanziamento rimane
  nella   stessa  misura  individuata  nel  2012.  Abbiamo,  altresì,
  permesso l'incremento fino ad 800  mila euro della legge n. 31  per
  lo sport di vertice.
     Ebbene,  mi  auguro, che lo stesso segnale si  possa  registrare
  anche  per  alcune associazioni che hanno svolto  una  funzione  di
  fondamentale   importanza  dal  punto  di  vista   sociale,   penso
  all'Unione italiana ciechi, penso all'Ente nazionale sordomuti che,
  in  questo momento, all'interno della finanziaria non vedono  alcun
  tipo di stanziamento.
   Sono  assolutamente convinto e capisco l'oggettiva difficoltà  che
  il Governo deve affrontare, dato le esigue risorse, ma credo che su
  queste tematiche ci sia l'assoluta necessità di invertire la rotta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  oggi
  questo Parlamento è chiamato a discutere i documenti economici  più
  importanti: bilancio e finanziaria.
   Quest'anno  mi ero immaginata una legge finanziaria  di  sviluppo,
  una  legge rispondente a quelle che erano le esigenze di una  terra
  ridotta  alla  miseria, una finanziaria che interessasse  tutte  le
  categorie  sociali, tutte le categorie produttive; una  finanziaria
  che  tenesse conto di tutti, della salvaguardia dei più  importanti
  monumenti  storici  della Sicilia, di tutte  le  peculiarità  della
  Sicilia e non solo di alcuni e non solo di alcuni monumenti storici
  e  non  solo di alcune peculiarità come, invece, avviene da qualche
  anno.
   Iinvece, quest'anno, nonostante i soliti proclami, nonostante  gli
  annunciati  tagli  degli  enti,  contrariamente  a  tali  legittime
  aspettative, ci siamo ritrovati con la stessa finanziaria dell'anno
  scorso,  quasi una copia, anzi peggio  Poiché è trascorso  un  anno
  importante, durante il quale si sarebbe potuta snellire la macchina
  amministrativa, un anno in cui si sarebbe dovuto avere contezza dei
  reali  bisogni  di  questa Sicilia, di questa Sicilia  che  attende
  delle  risposte  dalla  politica,  risposte  che  ancora  oggi   on
  arrivano.
   Che cosa avrebbe dovuto e potuto fare questo Governo? Che cosa  si
  sarebbe  dovuto  coscienziosamente  prevedere  in  una  manovra  di
  finanziaria?   In   primo   luogo,  credo,   una   seria,   precisa
  razionalizzazione  della  spesa  accompagnata  da   rigide   misure
  strutturali,  cominciando veramente a sgravare  il  bilancio  della
  Regione.
   Penso,  ad  esempio, alla dismissione di tanta parte di patrimonio
  immobiliare  della  Regione;  penso alla  vendita  di  quote  delle
  partecipate, sul tema il Governo è stato a lungo latitante, ricordo
  all'Aula  che, a fronte del lungo silenzio del Governo in  materia,
  durato  oltre  sette mesi, ho presentato un ordine del  giorno  per
  sollecitare l'adozione dei quelle misure ormai indifferibili, se si
  vuole  salvare  l'asfittico bilancio della  Regione,  di  riduzione
  della spesa che avessero al centro il riordino delle partecipate.
   A  ciò  aggiungiamo  che da un anno chiedo  a  questo  Governo  di
  presentare un piano di chiusura di taluni enti, cominciando così ad
  eliminare i costi di gestione assai gravosi, pur nella salvaguardia
  dei livelli occupazionali.
   Eppure,  ancora,  il  Governo  del  non  clientelismo  continua  a
  mantenere ed a foraggiare un sottobosco della politica che, in  fin
  dei conti, costa il triplo dei cosiddetti costi della politica.
   Ci ritroviamo dinanzi ad una legge di stabilità che altro non è se
  non   un   anomalo   libello  demagogico  e  populistico,   emblema
  prevalentemente di assistenzialismo che se fosse risolutivo sarebbe
  cosa  buona,  ma  poiché si tratta solo di appannaggio,  di  misura
  palliativa, lascia il tempo che trova.
   Un  esempio per tutti: i quindici milioni di euro previsti per  il
  reddito minimo oltre a non essere sufficienti, non incoraggiano  né
  incentivano  l'occupazione e io credo che i siciliani non  vogliano
  più essere assistiti, piuttosto penso che vogliano riacquistare  la
  dignità  di potere lavorare regolarmente e con onestà. Voi  pensate
  che   l'istituzione  di  un  Fondo  siciliano   per   il   sostegno
  all'inclusione  attiva (SIA), con una dotazione  di  soli  quindici
  milioni  di euro, sia davvero sufficiente a colmare definitivamente
  il  disagio economico siciliano? Produrranno lo stesso effetto  dei
  così tanti sbandierati cantieri di servizio? Di questi ne parleremo
  al consuntivo.
   Continuando  con  gli  esempi,  salta  agli  occhi  di  tutti   la
  permanenza  dei  soliti  carrozzoni, quegli stessi  carrozzoni  che
  sulle testate giornalistiche si dice di voler abolire e che vengono
  poi   puntualmente  reintrodotti  nei  documenti  finanziari  della
  Regione: il  CAS che gestisce il servizio delle autostrade, da dove
  si  potrebbero  ricavare  degli utili,  mentre  invece  è  solo  un
  carrozzone  che  non è neppure in grado di garantire  la  sicurezza
  stradale, anche qui si potrebbe ipotizzare la cessione di quote che
  la  Regione  intanto  detiene. Insomma,  mancano  misure  di   vero
  rilancio   a  vantaggio  di  uno  sviluppo  economico  sempre   più
  necessario,  che consenta la ripresa immediata dei  consumi  e  che
  permetta alle imprese di assumere e le attività commerciali di  non
  fallire;  i  Consorzi  di  Bonifica, i  Consorzi  di  ripopolamento
  ittico,  sarebbe stato più proficuo intervenire sulle marinerie  o,
  comunque,  prevedere  risorse  per  ricerche  scientifiche  anziché
  mantenerle.
   Vale  lo stesso per lo IACP e anche per quegli enti che si  dicono
  importanti  perché previsti dalla legge, per esempio il  COPPEM  ha
  avuto  già  un  finanziamento dalla Unione Europea, però  prevedere
  ancora  un milione di euro per quest'anno, in bilancio, e 800  mila
  euro  per  l'anno  prossimo  e 800 mila euro  per  l'anno  prossimo
  ancora, quando ancora in bilancio mancano, per il 2014 e per  2015,
  somme  per  minori e disabili, io credo che una riflessione  questo
  Governo la debba fare.
   Le  finanze  della  Regione, come se non  bastasse,  continuano  a
  rimanere  vittime  di  quell'assistenzialismo,  frutto  della  mala
  politica degli anni passati, ma che interessa soprattutto il Comune
  di  Palermo,  che la Regione annualmente sovvenziona, quando  forse
  sarebbe  il  caso  che cominciasse a farsene carica  il  Comune  di
  Palermo e non la Regione stessa.
   Lasciate che io riprenda quanto ben detto dal collega Falcone, che
  ha  definito  la cosiddetta  controproposta' dell'opposizione,  una
  misura  che  si pone come obiettivo quello di garantire le  entrate
  rafforzandole.
   Inoltre,  saremmo in grado se ci deste ascolto,  di  risolvere  il
  problema  degli  enti locali e dei precari in  forza  agli  stessi.
  Trecento milioni di euro si potrebbero recuperare dal taglio del  3
  per  cento  alle spese di amministrazione, compresi gli enti  e  le
  ASP. Avete consapevolezza dell'ammontare del contenzioso delle ASP?
  Di  quanto  le  stesse  spendano in servizi  secondari?  Di  quanti
  sprechi si annidano nei meandri della sanità?
   Continuando, venti milioni si potrebbero recuperare dal divieto di
  stipula  dei  nuovi  contratti,  con  la  previsione  di  rinnovare
  solamente quelli posti in essere.
   Continuando  con  gli  esempi, il riordino del  118,  già  pronto,
  avrebbe  consentito ulteriori risparmi, perché si  tentenna?  Quale
  mistero si nasconde?
   Purtroppo  la mancata sburocratizzazione dell'apparato  regionale,
  il  mancato  snellimento delle pratiche amministrative non  ci  sta
  ponendo nelle condizioni di rimettere in circuito l'economia. Basti
  pensare  a  tutti  quei lavori che non partono perché  le  attività
  imprenditoriali,  le  industrie ancora aspettano  il  rilascio  del
  parere VIA - VAS, che se pronunciato permetterebbe, per esempio, ai
  comuni  di  rilasciare concessioni edilizie,  di  ricavare  con  il
  pagamento  degli  oneri  concessori  entrate  necessarie   per   il
  funzionamento degli enti, e alle imprese di riprendere  a  lavorare
  favorendo, per altro, occupazione e sviluppo.
   Gli  enti  locali: i comuni stanno morendo. Per gli enti locali  è
  indispensabile  ripristinare  il  fondo,  perché  in  un   contesto
  terribile come quello attuale, dove lo Stato ha cambiato le  regole
  del  riparto del fondo statale con il fondo di solidarietà comunale
  che  è agganciato all'IMU, a mio avviso, la Regione, senza dei dati
  certi, non può e non deve eliminare il fondo, sostituendolo con  il
  fondo  perequativo che in questo caso è agganciato  all'IRPEF,  che
  può  determinare  insicuri e minori trasferimenti  ai  Comuni,  che
  ingenera,  fra  l'altro,  confusione nella  gestione  del  bilancio
  comunale.
   Infatti, oltre ad avere uno Stato che ogni anno fa tagli netti, ad
  esempio  quello  della spending review, uno  Stato  che  cambia  la
  tassazione ogni anno, dall'ICI all'IMU, dalla TIA alla TARES, dalla
  TARES  alla  TRISE, non è concepibile che la Regione  stravolga  le
  poche  certezze  che  finora  i comuni  hanno  avuto.  Sarebbe  più
  opportuno mantenere il fondo ed aggiornare i criteri di riparto che
  risalgono  al  1999  e  che non tengono conto di  nuovi  parametri:
  incremento turistico, incremento  demografico.
   Tutto  questo  peraltro senza avere fatto a monte  uno  studio:  è
  stata  per   caso  fatta  una proiezione  utile  da  verificare  le
  assegnazioni  che  verosimilmente  spetteranno  agli  enti   locali
  rispetto agli anni precedenti.
   A  mo' di esempio, non è stato quantificato l'importo relativo  al
  trasporto  interurbano per quanto riguarda gli alunni delle  scuole
  superiori, oggetto tra l'altro di un nostro emendamento  insieme  a
  tanti  altri, rafforzando in me l'idea di un documento  finanziario
  troppo evanescente, aleatorio, approssimativo.
   Vogliamo   ancora   parlare   dell'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche, quello del rimborso ai comuni, di questo credo che
  la  stampa  nei  giorni  scorsi se ne è  occupata  ampiamente:  una
  disabile di Catania chiede a tutti i cittadini un contributo perché
  il comune di Catania non è nelle condizioni di acquistare una sedia
  mobile che le consenta di scendere le scale.
   Da  un  anno  faccio  una  battaglia per questo,  perché  ci  sono
  disabili  che sono relegati dentro e non possono uscire  ed  allora
  piuttosto  che  tenere  e  mantenere enti,  se  uno  sforzo  ed  un
  sacrificio  si  deve  fare,  facciamolo  nei  confronti  di  queste
  categorie,  e  quindi quando si da un contributo  si  mantiene  una
  riserva,  non si garantisce il comune, l'ente, ma si garantisce  un
  servizio  nei confronti di cittadini e, soprattutto, nei  confronti
  dei più deboli.
   Si  è tenuto conto delle realtà locali e, quindi, delle differenze
  di  incasso  tra  un comune piccolo ed un comune  più  grande,  una
  città,  quando appunto si abolisce il fondo delle autonomie locali.
  Sarà  inevitabile  per  i  comuni aumentare  l'aliquota  IRPEF  per
  riuscire  a  garantire i servizi, con il risultato  che  a  doverne
  pagare le conseguenze saranno come sempre i cittadini.
   Noi  non abbiamo contezza di calcoli, di proiezioni di studio  che
  il Dipartimento delle autonomie locali ha condotto.
   Anche  qui  mi meraviglio che l'ANCI, l'associazione  dei  comuni,
  anche  questa  volta rimanga inerte, che non alza i toni,  che  non
  chiede garanzie per evitare il default della Sicilia.
   Ed andiamo ancora ai precari: l'articolo 30, relativo al personale
  precario,  presenta  a  mio  avviso  alcune  criticità,   che   non
  rassicurano i lavoratori interessati, sia dal punto di vista  della
  stabilizzazione  a tempo indeterminato che della  continuità  delle
  attività in essere.
   Uniformare chi di fatto è impiegato in attività socialmente  utili
  con  chi di fatto ha beneficiato di una misura di fuoriuscita,  che
  poi  è rappresentata dal contratto a tempo determinato e non tenere
  conto  delle  professionalità  e  delle  competenze  maturate  alle
  dirette  dipendenze di pubbliche amministrazioni  per  i  quali  si
  ricoprono   specifiche  responsabilità,  è   lesivo   dei   diritti
  soggettivi.
   Quindi,  il  mio  auspicio è che gli emendamenti presentati  dalle
  opposizioni, dalla sottoscritta, possono essere accolti  in  questa
  Aula  senza  pregiudizi di ideologia e di provenienza, affinché  si
  possa quantomeno correggere in parte la manovra.
   E  solo  un'ultima considerazione lasciatemela fare sul  bilancio:
  cioè  la manovra finanziaria paga uno scotto, che è quello  di  una
  politica  oltranzista  che lo Stato ha condotto  nei  confronti  di
  questa  terra, infatti la Regione ha dovuto supplire ed anzi  farsi
  carico  di competenze che nelle altre regioni supplisce lo Stato  e
  che  la  Regione  paga per Statuto interamente e poi  viene  invece
  declinata come la Regione degli sprechi.
   Il  Governo, anche qui, nel bilancio, avrebbe dovuto presentare un
  bilancio che avrebbe dovuto coprire il costo dei precari e  mettere
  nelle  condizioni l'Aula di approvare, anche con un solo  articolo,
  la  proroga  dei  precari,  invece  si  è  costretti  ad  aspettare
  l'approvazione della finanziaria perché i 300 milioni di euro  sono
  collegati ai risparmi ottenuti con la manovra finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
  onorevoli  colleghi,  credo che quello  passato,  sul  piano  della
  programmazione,  sul piano della politica, sul piano  dell'attività
  del Governo, sia un anno da dimenticare.
   Non  sarà facile dimenticarlo perché, probabilmente, è scorso  con
  le peggiori delle vicende e, soprattutto, perché quello che sta per
  presentarsi non nasce con le stesse premesse, in funzione del fatto
  che,  già  nel  2013, i dati sono disastrosi rispetto  al  Prodotto
  interno  lordo - crollato del 6,5 per cento - con una  Sicilia  che
  non  solo è riuscita a fare  peggio rispetto alla media  nazionale,
  con un
  -4,4  per  cento, ma che ha superato anche la media del Mezzogiorno
  con un -5,6 per cento.
   Nei  primi  nove mesi dell'anno, sono stati persi  circa  13  mila
  posti  di  lavoro e 50 mila nei servizi, di cui 38  mila  solo  nel
  commercio,  e  non  faccio riferimento, ancora, ad  alcuni  settori
  particolari  che  potevano  ricevere  un  impulso  decisivo   -  mi
  riferisco, ad esempio, al settore delle costruzioni, in  cui  vi  è
  stato  un  calo degli occupati del 7 per cento -  con un  tasso  di
  disoccupazione giovanile, che prima di me qualcuno citava già,  che
  supera il 55 per cento.
   In questo clima, il Governo presenta un bilancio 2014 e un disegno
  di  legge  di stabilità della Regione siciliana che è, a dir  poco,
  carente perché è senza prospettiva, oltre che privo di maggioranza,
  come  troppo spesso è accaduto nelle Commissioni di merito  e,  tra
  queste, ad esempio, mi riferisco a quell'emendamento, a quel  testo
  che avrebbe dovuto prevedere la riduzione delle società partecipate
  e  che, persino nella stessa Commissione di merito - la Commissione
  Bilancio -, è stato approvato.
     E,  in quel caso, ha trovato l'elemento di discordia e, in  quel
  caso,   il  Governo,  ancora  una  volta,  si  è  ritrovato   senza
  maggioranza.
   Noi,  come opposizione, ci siamo limitati a dar vita ad una  serie
  di  emendamenti  dei quali nessuno aveva, assolutamente,  carattere
  strumentale. Qui, chi ha più esperienza di me può ricordare come il
  numero   non   sia   stato  eccessivo:  quindi,   alcun   carattere
  ostruzionistico ma, semplicemente,  il desiderio di dare spunto  su
  aspetti  che erano, evidentemente, lacunosi a partire, ad  esempio,
  dal contenimento della spesa, continuando per il sostegno agli enti
  locali,  alle  categorie  in difficoltà, alle  fasce  deboli,  alle
  disabilità,  alle  società partecipate,  allo  sport,  al  turismo,
  all'affermazione di principi di forma e di sostanza, a  partire  da
  quelli contenuti nello Statuto speciale.
   Ricordo  come, un anno fa, si parlò tanto dell'articolo  37  e  su
  questo  si  fece tanta demagogia, fino ad arrivare  al  punto  che,
  oggi, di quei buoni propositi nulla troviamo.
   Sostegno  all'agricoltura, avremmo voluto vedere, ai  consorzi  di
  ricerca,  fino  ad arrivare alla soppressione degli  enti  inutili,
  come  più  volte sono stati dichiarati e annunciati senza  seguito,
  andando avanti per il sistema previdenziale.
   Presidente  della  Regione Crocetta, ci  saremmo,  in  una  parola
  soltanto,  aspettati dalla sua maggioranza, dal suo Governo,  delle
  scelte più coraggiose, magari, anche, non condivise sul piano della
  politica  ma, almeno, più forti, di  strappo , come lei  più  volte
  ebbe  a dire, di carattere rivoluzionario di cui non si vede alcuna
  traccia.
   E, invece, un bilancio, onorevoli colleghi, che contiene solo voci
  di  spesa obbligatorie: stipendi, pensioni, rate di mutui,  sanità,
  mentre  tutti i settori dell'Amministrazione regionale, settori  su
  cui  avremmo  dovuto  investire: agricoltura, attività  produttive,
  ambiente,  lavori  pubblici, infrastrutture, spese  per  i  Comuni,
  riforme delle Province...
   Fino  a  stamattina,  in prima Commissione,  con  un  Governo  che
  deserta i lavori di Commissione, assistiamo ad una riscrittura  del
  testo  che  crea  una  situazione imbarazzante,  perché  se  quella
  Commissione  avesse dovuto funzionare, senza alcuna  colpa  né  del
  Presidente  né dei componenti, probabilmente, quel testo  -  perché
  era  un  nuovo  testo  non  era soltanto un  emendamento  -  andava
  dichiarato  inammissibile  e avremmo  dovuto  ridare  i  tempi  per
  dettare  e  ripresentare  gli emendamenti.  E,  nel  frattempo,  la
  clessidra  di  quei  45  giorni scorre e  con  questo  scorrono  le
  speranze  di  dare  vita ad una riforma che non  troverà,  ormai  è
  chiaro,  Presidente Crocetta, alcuna luce. Con  la  variabile  che,
  trattandosi  di un bilancio con un buco di cinquecento  milioni  di
  euro  rispetto al 2013 - e questo dobbiamo dircelo con chiarezza  -
  interi    settori    dell'Amministrazione   regionale    subiranno,
  irrimediabilmente, in finanziaria, tagli che oscillano tra il 40  e
  il 60 per cento.
   Questo  perché  prevediamo delle entrate sulle quali  non  abbiamo
  alcuna  certezza. E questo è barare, è nascondere le carte, è  dare
  menzogne,  false speranze ai cittadini che, tuttavia, ormai,  hanno
  compreso con chiarezza qual è l'atteggiamento.
   Senza  copertura finanziaria, Presidente della Regione, su  alcune
  voci   di  spesa,  questo  bilancio  non  potrebbe  neanche  essere
  approvato   e  la  colpa  non  è  sicuramente  di  una  opposizione
  irresponsabile.
   La colpa va cercata nei meandri di questi articoli mal scritti, di
  questi articoli mal pensati, senza, probabilmente, fare riferimento
  ai   giusti  pareri,  a  partire  da  quell'articolo  4,  con   gli
  accantonamenti tributari.
   S'imponeva,  glielo chiedemmo, maggiore autorevolezza rispetto  ai
  rapporti con Roma, autorevolezza che non c'è stata, perché non  c'è
  voglia di dar vita a strumenti veri di sviluppo.
   E,  di fronte - e questa è una cosa che mi fa particolarmente male
  e  rispetto alla quale provo profondo dolore - ad un atteggiamento,
  talvolta  costruttivo, ricordo la relazione dell'opposizione  fatta
  dall'onorevole  Falcone ma anche di altri colleghi,  dell'onorevole
  Di  Mauro  e  di  altri;  di fronte a quelle  relazioni,  a  quelle
  considerazioni, anziché andare a snocciolare i dati e scendere  nel
  merito  delle  scelte fatte con quel bilancio e quella finanziaria,
  il  Presidente Crocetta, la scorsa settimana, ci ha tenuto mezz'ora
  su  un  vacuo  e liquido discorso sulle coppie di fatto,  come  se,
  ancora una volta, dover mandare fumo negli occhi ai siciliani prima
  e all'Aula dopo fosse la soluzione, la panacea di tutti i mali.
   Rispetto  a quelle affermazioni, Presidente Crocetta, mi  consenta
  di  dirle  che  non  è  questa la scelta che le famiglie  siciliane
  vogliono;  le  famiglie siciliane non vogliono una  precarizzazione
  delle   famiglie.  Avrebbero  voluto,  per  carità,  probabilmente,
  insieme  ad  un sostegno alle coppie di fatto, prima di  tutto,  un
  sostegno  ai  nuclei  familiari, in  modo  da  agevolare  le  nuove
  nascite. In un Paese con un tasso di natalità bassissimo e  che  va
  verso   l'invecchiamento,   anziché   investire   sulla   famiglia,
  continuiamo a gettare fumo negli occhi e investiamo sulle coppie di
  fatto.
   Una  finanziaria, quindi - e questo lasciatemelo dire, queste cose
  bisogna  anche  sottolinearle - che va in soccorso, anche  rispetto
  alla   questione   delle  coppie  di  fatto,   alle   lobby,   alle
  multinazionali;  che  va  in soccorso  dei  più  forti  e,  invece,
  abbandona i deboli.
   Una  finanziaria  che, quindi, rispetto a questo  tema  non  tiene
  conto  che  il  welfare può essere sostenuto solo  da  una  società
  fondata  sulla famiglia, primo ammortizzatore sociale in  tempo  di
  crisi da incoraggiare e sostenere opportunamente, unica garanzia, a
  mio  avviso, per il futuro. Non si può investire soltanto  pensando
  ai diritti senza porre in essere i doveri.
   Su  questo  le dirò cose forti, di cui sono estremamente convinto,
  opinabili  come  le  sue scelte, d'altra parte,  dicendole  che  la
  coppia  di  fatto  nasce  in  condizioni  di  provvisorietà,  senza
  prospettive  a lungo termine e già gode di privilegi rispetto  alle
  coppie coniugali.
   E,  su  questo,  ma  ci  ritorneremo quando entreremo  nel  merito
  dell'articolo, le chiedo se, davvero, vogliamo investire sul futuro
  o  fare beneficenza al presente; se vogliamo togliere alle famiglie
  per  dare  alle coppie di fatto; se vogliamo evitare il  precariato
  sociale  ed incoraggiare il precariato familiare e se, invece,  non
  sarebbe il caso di porre la famiglia al centro del nostro welfare.
   Continuando così, invece, finiamo col disincentivarla,  sostenendo
  vie  brevi e disimpegnate alla vita di coppia, con tanti diritti  e
  nessun  dovere;  ma  di  questo  ne parleremo  quando  affronteremo
  l'articolato nella prossima puntata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo  che
  stiamo  facendo una discussione un po' déjà vu, un po' come  se  ci
  trovassimo in una situazione in parte già vista, per cui celebriamo
  un  rito  e,  dentro questo rito, ognuno, giustamente,  si  colloca
  sulla base dello schieramento di appartenenza.
   Credo, invece, che non stiamo celebrando un rito e, se posso  fare
  una obiezione, credo che, in questa discussione, non stiamo facendo
  emergere  la  drammaticità  in cui ci troviamo.  E,  dentro  questa
  drammaticità, paradossalmente, quello che alla fine sarà  il  fatto
  positivo,  ovvero che noi, dopo quasi un decennio,  approveremo  il
  bilancio e la finanziaria per l'anno in corso ad inizio anno,  cosa
  che non è avvenuta quasi nell'ultimo decennio.

   FORMICA. Un quinquennio, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Quasi, onorevole Formica. L'ultimo è stato nel  2006  o
  2005,  addirittura, a mia memoria. Non ci dividiamo, in ogni  caso,
  sul  datario. Lo dico perché anche questo evento positivo  di  dare
  certezza  allo  strumento  finanziario, paradossalmente,  è  figlio
  della  situazione drammatica in cui siamo. Abbiamo la necessità  di
  accelerare  il  bilancio proprio per evitare ulteriori  sorprese  e
  questo va detto con estrema verità, non solo al Parlamento,  ma  ai
  siciliani,  perché, nei prossimi mesi, non è che, siccome  sarà  un
  tempo diverso, ci risolveranno i problemi.
   Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi,
  è   possibile   pure   che   la  situazione   finanziaria   renderà
  particolarmente  complesso  il fatto di  traslare  il  bilancio  ad
  aprile come abbiamo fatto in altri momenti.
   Non  mi  dilungo  sui  dettagli; chi sa le cose  di  cui  parliamo
  capisce di cosa stiamo parlando.
   E   quindi  è  paradossale  che  affrontiamo  quella  che   appare
  un'opportunità  ma dentro una crisi che per noi  è  doppia.  Stiamo
  pagando  la  crisi  del Paese e la stiamo pagando, paradossalmente,
  essendo   area a sviluppo ritardato , la avvertiamo più in  ritardo
  di  quanto l'abbiano avvertita nell'altra parte più ricca del Paese
  e  ne  vediamo  i  tratti  sociali di una  disperazione  e  di  una
  difficoltà crescente della nostra gente.
   Ed  è  dentro  una  crisi generale. A questa  crisi  generale  sta
  corrispondendo una politica - da parte dello Stato - che è iniziata
  con  i governi drammaticamente segnati da una fobia verso il Sud  e
  verso  la  Sicilia,  in  particolare, i governi  guidati  anche  da
  esponenti  e ministri leghisti che hanno visto nella specialità  il
  luogo   dell'aggressione  per  rendere,   diciamo,   questo   Paese
  apparentemente  federalista ma tentando di colpire  le  Regioni  ad
  autonomia speciale.
   Cosa voglio dire?
   Quest'anno  -  diciamo ai siciliani, assessore, diciamolo  con  la
  nettezza  e con la crudeltà perché, se diciamo la verità, la  gente
  ci   capisce   e,  se,  invece,  facciamo  credere   che   facciamo
  un'operazione rituale, è legittimo che ognuno aspiri  ad  avere  un
  pezzo della torta, pensando che ancora ci sia una torta da dividere
  -,  a  fronte  dei  dieci miliardi circa di entrate  proprie  della
  Regione, che servono per alimentare la spesa corrente - che assieme
  al Fondo Sanitario arriva a circa 15 miliardi di euro - cancelliamo
  dal nostro bilancio, di quei dieci miliardi che sono le entrate che
  pagano i siciliani, un miliardo e mezzo circa di minori spese.
   Credo che per qualunque amministrazione pubblica, costretta a fare
  un  taglio del 15 percento sulle entrate proprie, sia un'operazione
  di grandissima difficoltà finanziaria, difficoltà sociale.
   Abbiamo un miliardo e cinquanta milioni di accantonamenti, come  è
  stato ricordato - e lì c'è la storia dell'articolo 4 - per cui  una
  parte  di quegli accantonamenti li cederemo col patto e, dall'altro
  lato,  c'è  la  novità che da quest'anno la proroga o  l'avvio  del
  percorso  di  stabilizzazione  dei precari  siciliani  non  avviene
  soltanto  garantendo  il  Fondo  per  l'occupazione,  anche  se  lo
  chiamiamo  in maniera diversa - quindi i famosi trecento milioni  -
  ma  a  quei trecento milioni si aggiunge un taglio di eguale entità
  al bilancio ordinario della Regione.
   Se,  quindi,  fate  i  conti,  300 più  150  e,  poi,  dirò  quale
  riduzione,  porta  ad  un miliardo e mezzo il  sistema  Regione  di
  minori entrate.
   Dirò  pure  quali  altre riduzioni si stanno  consumando  per  una
  situazione paradossale che necessita la consapevolezza politica  di
  tutta  la  Sicilia  per  riaprire una questione  nazionale,  ovvero
  viviamo  in  una situazione paradossale: da un lato, si  riduce  la
  base  imponibile  IRPEF  che  pagano  i  siciliani  in  Sicilia  e,
  dall'altro  lato,  aumenta l'addizionale  IRPEF,  cioè  aumenta  la
  platea dei siciliani che pagano l'IRPEF, in quanto persone fisiche.
   Si riduce la platea dei sostituti d'imposta che pagano in Sicilia.
   Cosa  sta  succedendo quindi? Che sta cambiando  anche  la  natura
  giuridica   della  forma  con  cui  si  presenta   l'impresa,   tra
  virgolette, in Sicilia.
   Ciò  che  prima era produttore di ricchezza nel nostro territorio,
  ora,  si  trasferisce  fuori  dal  territorio  siciliano,  con   la
  conseguenza che le persone sono sempre lì, sono le stesse,  nomi  e
  cognomi   e  codici  fiscali  uguali,  anzi,  quei  codici  fiscali
  contribuiscono di più attraverso l'addizionale Irpef  della  nostra
  Regione.  Però,  quando si va a vedere chi versa  per  quei  codici
  fiscali, residenti in Sicilia, sono meno dell'anno precedente.
   Si  sta  determinando, quindi, un corto circuito sulla  dimensione
  delle  entrate  che  o  lo affrontiamo - e lo  affrontiamo  con  la
  necessaria    drammaticità    -    non    dentro    l'atteggiamento
  insopportabile,  pregiudiziale e spesso stucchevole  nei  confronti
  della  Sicilia  e  dei siciliani. Non perché la Sicilia  non  abbia
  molte  cose da farsi perdonare e molti rimproveri da subire su  una
  modalità di gestione allegra non solo della finanza, ma della spesa
  pubblica.  Spesso,  questo  atteggiamento  pregiudiziale  e  questo
  pregiudizio  finiscono per non far vedere anche  i  torti  che  sta
  subendo  la nostra Regione nel rapporto con uno Stato, non  con  lo
  stato  della  politica,  con  lo stato  dell'amministrazione,  che,
  spesso,  per eccesso di burocratismo, per pigrizia, per pregiudizi,
  si  finisce  per dare per scontato che le cose vadano  come  devono
  andare.
   La  conseguenza  è  un  miliardo e mezzo di   minori  entrate  nel
  bilancio di questa Regione e in parte sarà così il prossimo anno  e
  sarà così anche fra due anni, speriamo un po'  meno, ma lì siamo.
   Allora,  dobbiamo, da un lato, dire ai siciliani che questa  è  la
  situazione  e  non  far  finta che stiamo  vivendo  una  situazione
  ordinaria, che stiamo facendo un bilancio ordinario; stiamo facendo
  un bilancio assicurando, in un contesto complicatissimo come quello
  in  cui  stiamo operando, il tentativo di salvare quel  modello  di
  welfare, a volte discutibile, che si è consolidato nel tempo e che,
  comunque,  garantisce ad un pezzo della Sicilia di poter continuare
  a  sopravvivere  in  una Regione dove, se  si  esclude  un  po'  di
  apparato  produttivo nel settore petrolifero e nel settore chimico,
  la grande impresa di questa nostra Sicilia rimane la Regione.
   Allora,  anche  la retorica, le discussioni che  spesso  si  fanno
  sullo  sviluppo   dobbiamo  far crescere  un  sistema  di  impresa,
  dobbiamo  aiutare  le imprese, dobbiamo aiutare  tutto  quello  che
  vogliamo, ma innanzitutto le dobbiamo avere le imprese.
   E il paradosso è che, negli ultimi anni, le imprese si cancellano,
  non  perché non le aiutiamo ma perché c'è un sistema di mercato che
  sta  -  come dire - depauperizzando il sistema economico del nostro
  tessuto  sociale. E non possiamo, quindi, permetterci  di  spazzare
  via  quel modello di welfare che è costoso, che a volte rischia  di
  farci  avvitare  su  noi stessi, ma che, se chiudiamo  i  rubinetti
  d'emblée, precipitiamo in un collasso economico in cui a  farne  le
  spese  sarà  la Sicilia,  perché il rischio che la Sicilia  diventi
  una terra del tutti contro tutti è dietro l  angolo.
   Vedete,   in  questi  giorni, ho assunto  una  posizione  anche  a
  proposito della vicenda dei forestali. Ora, anche qui ci sono  tomi
  di  letteratura sulla questione dei forestali.  Sono troppi. Quanti
  sono? Spesso non si dice tutta la verità perché quando si parla  di
  24  mila  persone si dimentica di dire che non sono 24 mila persone
  che  lavorano  dall'1  gennaio al 31 dicembre, ma,  essendo  operai
  stagionali,  alcuni a 78 giornate, alcuni a 101, altri  a  151,  se
  facessimo la media di un lavoratore medio, i lavoratori sarebbero -
  sì  e  no  - 8-9 mila persone, come se lavorassero tutto  l'anno  a
  tempo indeterminato nell'amministrazione pubblica.
   E,  però, mediaticamente, fa più notizia il  24 mila . E'  inutile
  che  tu poi lo vai a spiegare che 24 mila non sono 24 mila,  perché
  non  funziona, perché il modello comunicativo deve essere quello
  ora,  anche lì, non voglio sottacere sprechi, atteggiamenti  di  un
  andazzo   di   eccessiva  compiacenza.  Penso,  ad  esempio,   alle
  forniture;  penso a tutte quelle attività che ruotano attorno  alla
  forestazione, guanti e scarponi che si cambiano come  pedalini;  un
  meccanismo  di  spesa;  benzina verde che  costa  il  triplo  della
  benzina normale; acquisizioni che in una economia di scala e in una
  acquisizione centralizzata avrebbero dei costi ridotti.  C'è  tutto
  questo  ed  è  giusto che il Governo lo combatta senza guardare  in
  faccia  nessuno.  Ci  sono anche gli abusi. L'assessore  ha  detto,
  attraverso i giornali, che c'è il problema di forestali che abitano
  a  Pioppo  e  lavorano a Cefalù. E' una vergogna, però,  scusi,  mi
  dispiace  che non ci sia l'assessore Dario Cartabellotta.  Lo  dico
  perchè  era  pure  direttore  all'Assessorato  Agricoltura  da  cui
  dipende  l'Azienda forestale. Lui, da direttore, doveva verificarle
  quelle cose.
   Scusate perché qui se no va a finire che non si capisce mai di chi
  parliamo; qui è un film, e ognuno recita a seconda della  parte  in
  commedia  che,  in quel momento, è chiamato a svolgere.  E  no,  ci
  mancherebbe che non dobbiamo contrastare gli abusi, gli sprechi, ma
  attenzione  a  non perdere di vista la modalità  con  la  quale  un
  Governo  riformista  governa  i processi e le riforme nel  rapporto
  con la società.
   Non  mi  separo  dal metodo della concertazione. Non  perché  sono
  amico  dei sindacati ma perché so che se isolo i sindacati,  sempre
  in  una  platea complessa e difficile come è quella dei  forestali,
  regalo   migliaia   e  migliaia  di  persone  alla   vandea   della
  disperazione  sociale e li metto come una bomba atomica  contro  le
  istituzioni, contro la politica e contro la democrazia. Ecco perché
  guai, in nome del risparmio e del riordino, mettiamo in discussione
  modalità  di  tutela  dei diritti negoziati con  le  organizzazioni
  sindacali.
   Non  ci  rinuncio a questi elementi di principio e  tutto  si  può
  fare, ma lo si deve fare sempre seguendo  un metodo che è il metodo
  della  concertazione.  Noi  siamo  il  centrosinistra  e  siamo  il
  centrosinistra  anche  per  queste  ragioni.  Infine,  voglio   qui
  proporlo,  lo farò quando saremo non so bene in quale  parte  degli
  emendamenti, visto che tra aggiuntivi ed emendamenti  al  testo  mi
  sono perso un po di vista e spiegherò poi perché.
   Io, ad esempio, penso che in questa finanziaria dobbiamo provare a
  risolvere  un  problema.  Ce ne sono tanti  altri,  alcuni  non  li
  risolveremo, ci vorrà del tempo, ma uno lo dobbiamo risolvere.  C'è
  un  bisogno  sociale che, in Sicilia, si conosce da 40  anni  e  il
  bisogno  sociale si chiama ciechi e sordomuti: i libri di testo,  i
  cani  guida,  l'attività di assistenza per persone  che  hanno  una
  disabilità che non passa, purtroppo, cioè che non è a scadenza.  Se
  un  soggetto è affetto da cecità se la porta dietro tutta la  vita.
  Signor  Presidente, troviamo una soluzione nel bilancio per rendere
  il rapporto tra la Regione e questo mondo di disabilità un rapporto
  permanente.   Liberiamo  questo  mondo   dalla   questua,   da   un
  atteggiamento di dovere aspettare la domanda per potere offrire  la
  risposta.
   Io  non  voglio i voti dei ciechi; voglio che i ciechi  vivano  in
  Sicilia sentendosi cittadini al pari degli altri. Evitiamo che ogni
  anno,  aspettando  i  voti  dei ciechi, ci  giochiamo,  ogni  anno,
  l'emendamento  da  proporre. Ed allora, io credo che  tutto  questo
  liberiamolo  da  questa sceneggiata dell'avviso, in cui  chiediamo:
   Ci  sono  cittadini che si voglio occupare anche  dei  ciechi?   e
  rispondo:   L'unione  dei  ciechi.  Ed  allora,  ogni  anno  è  una
  sceneggiata, rischiamo di fare diventare anche questa una farsa.
   Vedo  che  ci  sono emendamenti trasversali. Possiamo trovare  una
  soluzione, così  regolarizziamo una delle tante questioni aperte  e
  spero  che,  comunque, almeno il bilancio, insieme  a  tanti  altri
  problemi, non ho parlato dei precari.
   Credo,  però,  che un bilancio, in una situazione così  difficile,
  non  debba perdere di vista quel po' di welfare che questa Regione,
  comunque, deve garantire alle fasce più deboli. Purtroppo, ci  sono
  ancora  tanti esclusi, ma qua gli esclusi non possono diventare  il
  pretesto per levarlo a chi ce l'ha.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente,  avevo
  preparato  un  altro tipo di intervento, ma siccome  non  parlo  da
  tempo  immemore,  anzi,  da sempre, mai ho  parlato  con  documenti
  scritti, sono un inventore al minuto, vedrò di modificare, in corso
  d'opera, l'intervento.
   Sto parlando dopo che ha parlato il vero capo dell'opposizione  al
  Governo Crocetta, quell'Antonello Cracolici che, con la sua  solita
  abilità oratoria, ha saputo illustrare, meglio di tutti gli  altri,
  le  criticità,  le inadempienze, l'inadeguatezza,  l'incapacità,  a
  parer  suo,  di questo Governo e di questa Giunta ad  affrontare  e
  risolvere  i gravissimi problemi che si pongono all'attenzione  del
  Governo  regionale per quanto riguarda la nostra Terra, e  cioè  la
  Sicilia,  in  un  contesto  di  grandissima  difficoltà  che  tutti
  conosciamo.
   E, certamente, in una situazione del genere, è veramente difficile
  non  essere  d'accordo  con quanto sostiene l'onorevole  Cracolici,
  salvo aggiungere alcune cose.
   Ed  in  via preliminare, vorrei dire che noi assistiamo  da  molti
  mesi ormai, anche con ultimatum da parte del PD, alla richiesta  di
  essere coinvolto, direttamente, nel Governo. Il discorso di oggi  è
  una normale conseguenza di quanto nel corso del tempo, negli ultimi
  sei  mesi, abbiamo letto sui giornali, del pressing che esercitano,
  costantemente, per essere presenti, richiedendo un rimpasto,  nella
  Giunta di Governo.
   Ma perché il PD deve essere presente nella Giunta di un Presidente
  che non ha la maggioranza? A che titolo si rivendica la presenza in
  Giunta,  e  cioè  mettere il proprio cappello  pesante  sull'azione
  della  Giunta  senza che si sia usciti vincitori dalla competizione
  elettorale?  Qual è la ragione?  E qual è la ragione per  la  quale
  noi,  oggi,  dovremmo, da un lato, rispetto  al  rigore  che  viene
  richiesto  dalla  situazione  finanziaria  veramente  tremenda  che
  stiamo vivendo, operare nella direzione di salvaguardare una  serie
  di norme e di privilegi e, dall'altro lato, mettere in sicurezza il
  bilancio?
   E'  forse  l'opposizione che sta chiedendo al Governo di mantenere
  le società partecipate? E' forse l'opposizione che sta chiedendo al
  Governo  di allargare i cordoni della borsa? E' forse l'opposizione
  che  chiede a questo Governo di continuare nel privilegiare  alcuni
  settori,  oserei  dire  parassitari,  dell'economia  della   nostra
  Regione?  E'  forse  l'opposizione che  sta  impedendo  una  rapida
  approvazione del bilancio e della finanziaria? O non è,  forse,  il
  contrario? Non è stata l'opposizione che, fin dall'inizio,  conscia
  e  consapevole dei rischi enormi che stavamo correndo e che  stiamo
  tutt'ora   correndo,  rispetto  in  primis  all'enorme  massa   del
  precariato  ha  detto  fin  da subito:  siamo  disponibili .  Anzi,
  invitavamo  questo  Governo  a presentare  bilancio  e  finanziaria
  rapidamente ed approvarli entro il 31 dicembre per scongiurare ogni
  possibile rischio.
   I  problemi da questo Governo vengono da una maggioranza - così la
  dobbiamo  chiamare - dal gruppo di deputati che  si  aggregano,  si
  abbarbicano sarebbe meglio dire, ad un Governatore per  cercare  di
  creare  una  finta  maggioranza al fine di pretendere  e  di  avere
  qualche  prebenda. Ma oggi non siamo più in grado di dare prebende,
  caro  Governatore.  Ebbene io, se lei non si fosse  fin  da  subito
  manifestato  e  definito come  Presidente della  rivoluzione ,  non
  avrei  alcunché  da  rimproverarle; ma lei ha  commesso  un  errore
  grave,  gravissimo:  si  è  presentato,  urbi  et  orbi,  come   il
   Presidente della rivoluzione .
   Ed  allora,  il  Presidente  della  rivoluzione  in  Sicilia,  non
  dovrebbe  mai  e  poi mai dire che non è vero che ha  dei  rapporti
  privilegiati  con  Confindustria. Mi verrebbe da dire,  Presidente:
   excusatio  non  petita,  accusatio  manifesta ,  perché   nessuno,
  nessuno  le  ha rimproverato questo  E, avere rapporti privilegiati
  con  quella  Confindustria  che  in  Sicilia  rappresenta  solo  la
  speculazione, la distruzione dell'ambiente senza apportare alcunché
  al Pil ed alla produzione di ricchezza di questa Regione, salvo per
  la  presenza di quelle industrie spazzatura , quella  vergogna  che
  nessuno  vuole  in  nessuna  parte  del  mondo  e  che  ogni  tanto
  minacciano di andare via.
   Veda,  signor  Presidente,  non  hanno  neppure  fantasia   Perché
  ricordo, nel lontano '97, ad una riunione del Presidente di  allora
  (siccome  sono un cattivello, ero neo eletto deputato ed ero  lì  a
  quella  riunione) ad una riunione dei petrolieri con la  Presidenza
  della  Regione minacciavano la stessa cosa:  Se non ci  date  degli
  incentivi  fiscali, noi andremo via  . E ricordo  che  io  feci  la
  battuta:  Sono convinto che andrete via  Tant'è che è a tutti  noto
  che ci sono innumerevoli regioni d'Italia e del mondo che vi stanno
  aspettando  a braccia aperte per dirvi: prego, venite,  fateci  una
  bella  raffineria  qui, accanto alle nostre case,  così  respiriamo
  aria  pulita  .  Una  vergogna ed una impudenza  senza  fine   Dove
  devono  andare a impiantare quelle industrie che neppure in  Africa
  vogliono più, perché anche lì hanno acquisito la consapevolezza che
  non  portano  sviluppo, che non portano ricchezza, ma  che  portano
  solo morte, distruzione e arricchimento per pochi
   Quindi,  non è accettabile il discorso da lei fatto in quest'Aula,
  in  cui si dice:  A fronte del fatto che abbiamo delle situazioni ,
  che  vuol  dire  delle situazioni? Che situazioni  avete?   Abbiamo
  delle   situazioni  rispetto  a  degli  investimenti,  che   questi
  propongono e che minacciano di non fare .
   Sa, Presidente, io non voglio accusare lei di tutti i misfatti che
  sono  accaduti  nel  corso di questi 60 anni  di  autonomia.  Però,
  Presidente,  lei dovrebbe capire, ha l'arguzia e l'intelligenza  di
  capire  che dicono di fare investimenti in questa Regione da almeno
  20  anni,  e  li  pospongono però, di anno in  anno,  col  continuo
  ricatto  rispetto a una minaccia che, come ho detto prima,  non  ha
  senso  di  esistere,  né  di essere accolta  è  peggio  di  un'arma
  spuntata,  perché  non  hanno dove portarle  quelle  porcherie  che
  chiamano industrie.
   Io  da un Presidente della rivoluzione mi sarei aspettato che, per
  esempio,  per quanto riguarda il problema dei rifiuti,  lei  avesse
  manifestato  una  maggiore  vicinanza  all'Assessore  Marino   che,
  invece,  da ciò che abbiamo ascoltato, abbiamo tutti percepito  che
  si tenta di lasciarlo solo. Ma lasciare solo Marino quando dice che
  il sistema dei rifiuti è marcio e che procura guadagni per oltre un
  miliardo,  a  fronte di un buco di un miliardo e mezzo che  abbiamo
  nei conti di questo bilancio, ma quale rivoluzione è questa?
   Sarebbe  stata  rivoluzione  essere  accanto  a  Marino  e   dire:
   voltiamo  pagina, cambiamo, finiamola con le discariche  aperte  a
  tutti  e che procurano guadagni ingentissimi per pochi a fronte  di
  buchi  certi per i bilanci dei comuni che, alla fine, pagheranno  i
  cittadini .
   Io,  Presidente  della rivoluzione, mi sarei aspettato  che  sulla
  questione  dei manager della sanità che gestiscono un  bilancio  di
  nove  miliardi e oltre delle nostre magrissime risorse finanziarie,
  lei avesse mostrato determinazione che non ha mostrato.
   Io  voglio ricordarle che la cosiddetta legge  blocca nomine , che
  mi fregio di aver contribuito a fare approvare contro l'opposizione
  a   quella   norma   del  Governo  precedente,  della   maggioranza
  precedente,  anche  arrampicandomi sugli  specchi  del  Regolamento
  parlamentare,  quella legge che è una legge di grande  civiltà  che
  stabilisce  che nei sei mesi antecedenti le elezioni o in  caso  di
  elezioni anticipate, il Governo, tutti i governi, qualsiasi governo
  non  può  procedere  più a nomine e se ci sono norme  o  nomine  in
  scadenza  può  procedere  con i commissariamenti.  Quella  legge  è
  chiarissima,  a  proposito  proprio dei  manager  della  sanità.  A
  proposito  dei quali recita che il nuovo Governo, entro  60  giorni
  nomina i manager della sanità.
   Di  quei 60 giorni, caro Presidente, ne sono passati dei multipli.
  Siamo  a oltre un anno dall'insediamento del nuovo Governo e ancora
  si lasciano al loro posto dei manager che hanno dimostrato in molti
  casi  la loro incapacità gestionale, se è vero com'è vero,  che  di
  fronte  ai  disastri  continui a cui assistiamo  e  che  certamente
  indignano  lei  come rappresentante della Regione e dei  siciliani,
  oltre che tutti i cittadini, oltre che l'Assessore per la sanità, e
  nonostante  i  disagi immensi si ripresentano  poi  con  dei  buchi
  disastrosi  sui  bilanci che si chiede a tutti i cittadini  poi  di
  ripianare,  dei  soggetti  che  illegalmente  occupano  dei  posti,
  illegalmente  sono  lì a gestire risorse possibilmente  in  seguito
  all'aver appreso che non fanno più parte dei nominabili e,  quindi,
  non  hanno  più  neanche l'interesse spicciolo a fare  della  buona
  amministrazione il loro obiettivo principale, sono tenuti lì.
   Io mi sarei aspettato che lei, prima di annunciare che non avrebbe
  mai  fatto  macelleria sociale, si fosse dedicato a  prevedere  dei
  meccanismi  nuovi,  per  esempio  di  gestione  del  Fondo  sociale
  europeo, che da quattro anni è stato smantellato chissà perché.
   Qualcuno,  qualche  voce  maligna  dice  che  sempre  per   quelle
  situazioni,  per  quei rapporti privilegiati,  qualcuno  dice  che,
  forse,  c'è  Confindustria  che vuole mettere  le  mani  sul  Fondo
  sociale  europeo.  Che ne dite, per esempio, che  si  smantella  la
  formazione  professionale,  non togliendo  quegli  enti  farabutti,
  delinquenti  e ladri che hanno rubato, ma smantellando  il  sistema
  senza  costruirne uno nuovo e chissà se poi dovrà comparire, chissà
  se  compare qualche convenzione con Confindustria o con le  aziende
  per fare la Formazione attraverso l'apprendistato. Potrebbe essere,
  possono essere solo le malelingue,  ma sarebbe più giusto

   CROCETTA, Presidente della Regione. Sarebbe un crimine, questo

   FORMICA  Ma sarebbe più giusto dirlo, Presidente, non lasciare gli
  operatori nell'incertezza più assoluta.
   La  verità  è  che  la  finanziaria è  una  finanziaria  meramente
  ragioneristica.  E  quando si dice, come ha  detto  il  Presidente:
   prevediamo  delle  misure per le coppie  di  fatto ,  è  veramente
  assurdo  privilegiare da un lato, attraverso dei provvedimenti  che
  vengono  presentati come giustizia sociale per  i  più  deboli,  in
  questo  caso per quelli non coperti e contestualmente, per esempio,
  si  impedisce ai disabili di poter frequentare le scuole, tagliando
  il  fondo  per  la  frequenza  dei disabili  nelle  scuole  con  la
  eliminazione del fondo, con il decurtamento totale del fondo per le
  province,  sapendo perfettamente che con quei soli 10  milioni  che
  sono  previsti nel bilancio della provincia certamente non ci potrà
  essere la frequenza dei disabili alle scuole.
   E'  veramente  paradossale  Perché da un lato  si  invocano  e  si
  acclamano  diritti  per  chi ne ha di meno e  dall'altro  lato  con
  certezza  si tagliano, invece, i diritti veri di quei disabili  che
  non un Governo di centrosinistra, non un Governo della rivoluzione,
  non  un  Governo  orientato verso il sociale, ma qualsiasi  Governo
  dovrebbe avere a cuore.
   Sul  resto,  i miei colleghi hanno detto abbastanza rispetto  alla
  mancanza  totale,  completa, assoluta di  qualsiasi  previsione  di
  fondi che possano consentire a questa Regione il rilancio.
   L'onorevole  Cracolici  diceva bene: qui  il  problema  non  è  di
  qualche  spicciolo, qui il problema è se questa  Terra,  se  questa
  Regione esisterà ancora da qui a qualche anno non come Istituzione,
  che  alla  fine sarebbe grave, ma non quanto la scomparsa  di  ogni
  attività e di qualsiasi tipo di produzione da parte di questa Terra
  in  tutti  i  settori,  perché tale è la  portata  dell'accanimento
  terapeutico da parte dei Governi centrali che si sono succeduti nel
  tempo nei confronti di una Regione che è assente dai tavoli romani.
   Il  Governatore dovrebbe passare le sue giornate a Roma, e non per
  andare  in  questa  o  in quella trasmissione  televisiva,  ma  per
  incatenarsi davanti al Governo che, attraverso i provvedimenti  che
  ha  preso  negli  ultimi  anni, ha, di  fatto,  strangolato  questa
  Regione   Ha,  di fatto, impedito a questa Regione non  di  potersi
  avviare  verso  un  cammino di sviluppo, ma  di  potervi,  persino,
  pensare,  di poter persino immaginare che, in un domani,  vicino  o
  lontano  che sia, ci possa essere sviluppo  Per questa Regione  c'è
  in previsione l'addio lento, più o meno lento, verso il cimitero
   Ed allora, il problema è di capire perché si fa una battaglia, per
  esempio, contro il ponte sullo stretto di Messina, dicendo che  con
  quel  miliardo che si recuperava, quel miliardo si spendeva qui  in
  Sicilia  e  in Calabria e neppure un centesimo di quel  miliardo  è
  stato  speso né in Sicilia né in Calabria, ma sono stati  sottratti
  alla  Sicilia e alla Calabria per essere dirottati per  fare  opere
  pubbliche  al  nord, e a pagare la cassa integrazione  al  nord.  E
  questo avviene, sistematicamente, in tutti i settori.
   Allora,  o si capisce che si deve ingaggiare un braccio  di  ferro
  vero  con il Governo nazionale, un braccio di ferro che porti anche
  alle  estreme conseguenze, oppure si deve ammettere che  da  qui  a
  poco,  noi  da  questa Terra dovremo scappare tutti. Questa  terra,
  bellissima, sarà un incubo oberato di debiti, oberato da una  massa
  infinita  di  persone che non possono, in nessun modo, trovare  una
  occasione di lavoro, senza nessuna possibilità che ciò possa essere
  modificato.
   Noi  ci saremmo aspettati che questo bilancio, ancorché difficile,
  fosse stato più rigoroso verso le scelte veramente essenziali, alla
  luce   della   drammaticità  che  stiamo  vivendo,  e  che   questa
  finanziaria,  tagliando tutto ciò che si può tagliare, intervenisse
  veramente negli unici settori che possono portare sollievo.
   Che la si finisse con gli annunci o con i provvedimenti spot o con
  i  provvedimenti  tesi solo a raccattare qualche  voto  di  qualche
  nicchia di mercato del voto, quando, invece, qua c'è il rischio  di
  perdere il 90 per cento del voto che è l'espressione, invece, della
  massa completa dei cinque milioni di siciliani che vedono solo,  da
  questo  Governo, non la speranza ma la certezza che porterà  questa
  Terra alla tomba.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intanto mi corre l'obbligo di ringraziare tutti i componenti  della
  Commissione   Bilancio .   Lo faccio, nella  mia  qualità  di  Vice
  presidente  vicario,  per il lavoro importante,  significativo  che
  tutti  i  componenti  hanno svolto nei lavori  in  cui  sono  stati
  chiamati,  anche  di  notte, per poter fare  in  modo  che  sia  il
  bilancio quanto la finanziaria potessero arrivare in Aula nei tempi
  che avevamo programmati e nei tempi che erano previsti.
   Perché  lo  abbiamo  fatto?  Lo abbiamo  fatto  per  il  senso  di
  responsabilità,  per  l'impegno che ogni deputato  deve  avere  nei
  confronti della propria Terra, per l'impegno che ogni deputato deve
  avere  nei confronti della gente che lo ha eletto, che lo ha votato
  o che pure continua a fargli opposizione nei propri territori.
   Lo  abbiamo fatto con la convinzione che, per la prima volta  dopo
  quasi  dieci anni, si approvasse un bilancio entro il 31  dicembre,
  cosa che non accadeva, come dicevo poco fa, da tempo.
   E,   lo   abbiamo  fatto  per  tanti  motivi.  Lo  abbiamo  fatto,
  innanzitutto, per un problema che riguardava i precari.
   E'  stato qui ricordato un po' da tutti la sinergia importante che
  si  è  venuta  a  creare  tra il Governo nazionale  ed  il  Governo
  regionale.
   All'Assessore Valenti, ma anche al ministro Alfano ed  a  tutti  i
  componenti  dei due Governi regionale e nazionale va,  sicuramente,
  il riconoscimento di questa Assemblea per il lavoro intelligente  e
  significativo  che  hanno  svolto,  soprattutto  in  un'ottica   di
  contrapposizione con forze che erano presenti dentro il  Parlamento
  nazionale  e  che  pensavano che la vicenda  legata  al  precariato
  siciliano  fosse  una vicenda solo ed esclusivamente  della  nostra
  Terra e non era, invece, una vicenda che riguarda l'intera Nazione.
   Perché  non  dobbiamo  mai dimenticarlo,  poc'anzi  il  Presidente
  Formica  lo ha ricordato, una parte importante di tasse che vengono
  pagate nel resto d'Italia vengono prodotte in Sicilia, sulla pelle,
  sulla  salute e sulla vita dei siciliani e per cui il problema  dei
  precari  siciliani  non poteva essere un problema  solo  di  questa
  Terra, ma un problema dell'intera Nazione.
   Abbiamo  iniziato - e uso il noi perché lo abbiamo  fatto  insieme
  maggioranza  ed opposizione - un percorso che entro tre  anni  deve
  portare  alla stabilizzazione dei precari, ma non solo  ai  precari
  degli enti locali.
   Assessore  Valenti, mi piace ricordare che in questo  progetto  di
  stabilizzazione  devono  entrare anche  i  precari  della  Regione.
  Stiamo  parlando di 608 unità che sono coloro i quali  lavorano  da
  anni  nella Protezione civile, nell'Italtel Sirap, di gente che  in
  questi anni ha garantito livelli di risposta sicuramente importante
  che   hanno   consentito  alla  nostra  Regione   si   raggiungere,
  soprattutto   nei   settori  della  Protezione  civile,   risultati
  importantissimi.

                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   Ma  accanto ai 608 della Protezione civile e dell'Italtel Sirap  e
  così  via, vi sono, non dobbiamo dimenticarlo, coloro i quali hanno
  vinto  dei  concorsi che sono stati indetti nel 2000, dei  concorsi
  che  sono  stati  riconosciuti validi da  tutti,   dalla  Giustizia
  Amministrativa  che sono state invocate da parte dei  lavoratori  e
  che,  pertanto, devono entrare dentro questo paniere in cui si vede
  al  50  per  cento  il riconoscimento dei diritti  dei  lavoratori,
  ripeto,  precari  della  Regione  e  dall'altra  parte  il  diritto
  sacrosanto  di  chi  ha  vinto il ricorso. Altrimenti  il  rischio,
  Assessore,  è  che  noi dovremmo comunque assumere  queste  persone
  dietro  le  baionette di qualche commissario nominato dal Consiglio
  di  Giustizia Amministrativa che aspetta ancora che in Sicilia dopo
  13 anni venga fatta giustizia.
   Credo  che il problema dei precari è un problema che deve stare  a
  cuore  a  tutti, ma non è l'unico motivo per cui abbiamo deciso  di
  accelerare e di fare la finanziaria. L'altro motivo, l'ha ricordato
  nella  sua relazione il presidente Dina, riguarda il fatto che  nel
  2014-2020  abbiamo la nuova programmazione europea. Solo dai  fondi
  della  Comunità  europea  arriveranno alla  nostra  Terra  quasi  7
  miliardi   di   euro,   6,9   miliardi;   altrettanto    sarà    la
  copartecipazione che lo Stato nella misura del 70 per  cento  e  la
  Regione nella misura del 30 per cento dovranno impegnare.
   E'  chiaro  che  non ci potevamo fare trovare dalla Programmazione
  europea  ancora  in  fase  di approvazione  del  bilancio.  Era  un
  imperativo  categorico a cui tutti dovevamo rispondere, maggioranza
  ed  opposizione, per far sì che il bilancio e la finanziaria  della
  nostra  Regione fossero pronte entro il 31 dicembre, proprio perché
  con  la  nuova programmazione 2014-2020 la nostra Terra, la  nostra
  Regione,  il  Governo che i cittadini hanno eletto  potesse  essere
  nelle condizioni di contrattare, a livello nazionale, i fondi e  le
  risorse che devono essere destinate a questa Terra.
   Vedete,  a cavallo di questa vicenda, legata all'approvazione  del
  bilancio  e  della finanziaria, si è consumata anche la separazione
  consensuale all'interno del Popolo della Libertà.
   Poc'anzi,  quando  l'onorevole  Pogliese  ricordava  che   avevamo
  firmato insieme alcuni emendamenti e ricordava che lui fa parte del
  Gruppo di Forza Italia, qualcuno ha sorriso.
   Io  credo  che non ci fosse nulla da sorridere, perché  fra  me  e
  l'onorevole  Pogliese, l'onorevole D'Asero,  Assenza  e  tutti  gli
  altri  c'è  una militanza che dura da decenni e che è evidente  che
  una  separazione  politica  consensuale  non  poteva  assolutamente
  interrompere.  Una collaborazione antica, storica, che  ha  portato
  risultati  importanti  per  la  nostra  Terra  e  che  non   poteva
  assolutamente  essere  interrotta  all'interno  di   un   dibattito
  politico  che  ha, in qualche modo, cambiato le sorti  del  centro-
  destra.  Questa  vicenda  legata,  appunto,  alla  separazione  che
  avviene in fase di approvazione della finanziaria, il Popolo  della
  Libertà l'ha gestita in maniera responsabile, in maniera seria,  in
  maniera concreta, continuando a lavorare per la nostra terra e  per
  la Sicilia.
   Ed  allora,  accanto alla vicenda legata ai precari, a cui  questo
  Parlamento  darà  una risposta sicuramente positiva,  importante  e
  definitiva, vi sono tutta una serie di risposte che il Governo,  su
  nostra  sollecitazione, ha dato in Aula e, presidente Crocetta,  mi
  piace  ricordare gli emendamenti che sono stati approvati a  favore
  della  legge  da me, a suo tempo, voluta che combatte  la  violenza
  contro  le donne; l'incremento delle somme finalmente dato per  gli
  oratori;  l'incremento  di risorse, di cui  l'assessore  Valenti  è
  testimone, destinato ai minori, sottoposto all'autorità giudiziaria
  oppure ai malati psichiatrici; i consultori; la legge speciale  per
  Ibla,  per  Ortigia, su cui rivendichiamo con orgoglio la paternità
  senza  avere  alcuna  vergogna e senza  pensare  assolutamente  che
  attraverso la difesa di queste leggi, che non sono leggi personali,
  ma  sono leggi che vanno nell'interesse della collettività, abbiamo
  operato  per il bene della Sicilia e abbiamo operato nell'interesse
  di  tutti.  Perché  le  leggi, come piace ricordare  al  mio  amico
  onorevole  Gucciardi, sono generali ed universali e non  riguardano
  mai i singoli soggetti.
   Noi  mai  ci  siamo  legati  o fatti coinvolgere  in  procedimenti
  legislativi che avessero come protagonista un solo soggetto. E  per
  questo  motivo,  abbiamo sostenuto alcuni emendamenti  degli  amici
  grillini a cui va, anche stasera il mio apprezzamento per il lavoro
  importante  e  serio  che  hanno  fatto  in  Commissione  bilancio,
  soprattutto a riguardo di quel provvedimento, di quell'emendamento,
  che ha, finalmente, snellito le procedure amministrative per quanto
  riguarda  l'assessorato dela Sanità e che hanno  visto  l'assessore
  Lucia Borsellino, anche lei, condividere una scelta che va verso il
  risparmio  e che va verso l'utilizzo di quelle somme che,  fino  ad
  ora, erano state sperperate anziché essere utilizzate  a favore dei
  ragazzi affetti da autismo.
   Abbiamo  dunque lavorato, abbiamo finalmente rimesso i  fondi  per
  quanto  riguarda la difesa della vita nascente, abbiamo cercato  di
  dare risposte certe e sicure per quanto riguarda i talassemici.
   Ricordo  che nel momento in cui era stato presentato  in  Aula  il
  provvedimento  per  questa  categoria  importante,  difficile,   di
  soggetti, era stata prevista soltanto la somma di un milione e  300
  mila  euro,  adesso  siamo arrivati a 8 milioni  e  400  mila,  per
  coprire  interamente i bisogni destinando le  risorse  a  coloro  i
  quali sono soggetti a questa malattia.
     Mi  vorrei  associare  anche  io a  quanto  detto  poc'anzi  dal
  presidente Pogliese, ma che poi ha ribadito il presidente Cracolici
  a proposito dei ciechi, dei non vedenti.
   E'  un  problema che non riguarda le associazioni, ma riguarda  la
  Sicilia,  a  loro, insieme ai cosiddetti non udenti,  va  applicata
  interamente  la  legge regionale, così come  abbiamo  fatto  con  i
  talassemici, per liberarli definitivamente dal ricatto politico cui
  sono  sottoposti ogni qualvolta viene qui approvata la  finanziaria
  ed il bilancio.
   Vede,  presidente  Cracolici, anche  noi,  da  sempre,  sosteniamo
  l'idea  di  liberare queste categorie dalla schiavitù prima  legata
  dalla Tabella H, e dopo da una serie di richieste che devono essere
  inoltrate ai vari assessorati. Per vedere riconosciuto che cosa? Il
  diritto dei ragazzi non vedenti di avere libri di testo, il diritto
  dei ragazzi non vedenti di avere l'insegnante di sostegno anche nel
  pomeriggio,  il diritto dei ragazzi non vedenti di  avere  un  cane
  guida  che  li  possa  accompagnare in quelle  che  sono  gli  atti
  fondamentali della loro vita.
   Stasera  dobbiamo  tutti qui uscire insieme  da  questo  dibattito
  portando  avanti  un  progetto  che  è  il  progetto  di  liberare,
  finalmente, dalla schiavitù politica cui sono stati sottoposti  per
  anni i non vedenti, i non udenti, i talassemici. E accanto a questo
  problema,  dobbiamo ritornare ad affrontare il tema dei  lavoratori
  della forestale.
   Mi   piaceva   poco  fa  quando  qualcuno  ha  usato  il   termine
  concertazione. E' lo stesso termine che ho usato io in  Commissione
  bilancio,  quando ho chiesto all'assessore ed al Governo che  tutte
  le  riforme  che riguardavano il Contratto Collettivo Nazionale  di
  Lavoro  dei  lavoratori  della  Forestale  fosse  sottoposto   alla
   concertazione .
   Vedete, non lo possiamo lasciare alla vandea di chi grida  di  più
  tra  questi  24  mila lavoratori, ma nello stesso  tempo,  dobbiamo
  regolare  in maniera definitiva il rapporto che ci deve essere  tra
  Regione  Sicilia e questi lavoratori, rivendicando  soprattutto  un
  fatto,  che  non è assolutamente vero che in Sicilia  vi  sono  più
  lavoratori  della Forestale che in Lombardia o nel  Piemonte  o  in
  Calabria, perché lì i lavoratori della Forestale sono impegnati 360
  giorni  all'anno,  qui invece lo sono solo per 50  giorni,  per  70
  giorni, per 101, o 158 giornate l'anno.
   Questa inferiorità culturale, su questa vicenda, nei confronti del
  resto  d'Italia, deve finire, perché noi abbiamo sì  un  numero  di
  lavoratori  così  alto,  ma abbiamo anche  un  numero  di  giornate
  sicuramente simili o inferiori a quello delle altre Regioni.
   Ma  sia chiaro: la razionalizzazione di questo comparto ha portato
  alla  riduzione  del 40 per cento delle spese,  ripeto  al  40  per
  cento.  Eppure quest'anno hanno lavorato, hanno fatto  le  giornate
  consentite dalle leggi, abbiamo visto i primi risultati importanti.
  E'  chiaro  quindi  che è cambiato qualcosa. Ma  per  continuare  a
  razionalizzare  il  settore  è chiaro che  dobbiamo  puntare  sulla
  concertazione con i lavoratori.
   E  allora, mi sembra barbara ed insopportabile l'idea che arrivati
  a  55 anni quelli dell'antincendio non devono più continuare a fare
  l'antincendio. Allora a che li sottoponiamo a fare alla visita  per
  accertare  qual è il loro stato di salute? Devono poter continuare,
  coloro  i quali sono nelle condizioni di lavorare anche a 60  anni,
  devono  continuare a fare l'antincendio, coloro i quali a  49  anni
  non  sono  in  grado  di  fare l'antincendio  devono  passare  alla
  manutenzione.
   Non so il motivo per il quale il fatto anagrafico e non quello  di
  salute deve essere un'esclusione dalla possibilità per i lavoratori
  di continuare a lavorare.
   Così come mi sembra assurdo che non si possa parlare di turnover.
   E allora cosa facciamo? Andiamo ad esaurimento di alcune fasce, di
  alcune categorie che sono assolutamente indispensabili?
   Bene,  su  questo  dobbiamo  confrontarci.  Questa  sera  dobbiamo
  licenziare  un  testo,  ma è chiaro che la  concertazione  -  e  mi
  dispiace  che  manca  l'assessore  Caltabellotta  -  con  tutti   i
  sindacati.
   E'  insopportabile che alla concertazione siano invitati  solo  ed
  esclusivamente alcuni sindacati. La concertazione si fa con  tutti,
  si  discute  con  tutti i rappresentanti dei lavoratori  perché  il
  rischio  che  poi  si  corre  è che quei  sindacati  che  non  sono
  rappresentati  al tavolo delle trattative, vadano oggettivamente  a
  guidare la rivolta sociale da parte dei lavoratori con il risultato
  che non riusciremo mai a raggiungere l'obiettivo sperato.
   E poi l'altra cosa importante che ricordava il presidente Pogliese
  -  a  cui  noi siamo particolarmente legati - è il fatto che  siamo
  riusciti  a  difendere  in Commissione le  somme  che  erano  state
  stanziate per lo sport. C'era stato questo emendamento che riduceva
  le  somme  e  il Governo lo ha ritirato. Il Governo insultato,  sia
  dalla  maggioranza che dall'opposizione, alla fine ha  ritirato  il
  provvedimento ma ricordo che quel provvedimento è stato ritirato ad
  una  condizione,  presidente Cracolici, che bisognava  mettere  una
  tassa sullo stoccaggio del greggio che viene depositato in tutte le
  raffinerie siciliane.
   Questa  tassa non la vedo e questa la pretendo perché è  stato  un
  impegno  che  il  Governo  ha assunto in Commissione,  è  stato  un
  impegno che su mia proposta il Governo aveva detto che oggi avrebbe
  reso sicuramente operativo.
   Vedete, abbiamo circa  otto miliardi di entrate. Qualcuno poco  fa
  diceva che le entrate non sono sufficienti a coprire le spese.
   Ma  ve lo immaginate voi cosa significa oggi assicurare un'entrata
  così  significativa  e  importante per la  Regione  Sicilia?  Basta
  sbagliare dell'1 per cento e siamo fuori di circa 200 mila euro.
   Allora,  proprio  per  evitare  di sbagliare,  chiedo  stasera  al
  Governo  di rispettare quell'impegno e di presentare un emendamento
  che  dia  la  possibilità alla Regione di avere altri introiti  sul
  greggio  che,  acquistato a poco prezzo e poi posto  in  stoccaggio
  nelle raffinerie siciliane, venga successivamente  rivenduto a caro
  prezzo.  Non si capisce per quale motivo la Sicilia debba assistere
  impotente  a  questo  guadagno  importante da  parte  delle  grandi
  industrie  della raffineria che operano in Sicilia e  nello  stesso
  tempo  dobbiamo subire i danni derivati dagli incendi che, di tanto
  in  tanto, vengono scatenati nelle nostre raffinerie a causa  della
  presenza  così massiccia e così pesante da parte di greggio  che  è
  stato  raffinato ed è stato messo in stoccaggio proprio per  essere
  poi venduto quando il prezzo salirà.
   Accanto  a questo - mi dispiace che non ci sia stasera l'assessore
  Cartabellotta - abbiamo ancora alcuni problemi importanti.  Con  un
  articolo si vuole, ad ogni costo, riportare in luce e modificare la
  legge agraria, la 104 del 1950, una sorta di lex agraria su cui  la
  Regione  in questi 63 anni di autonomia non è mai riuscita  a  dare
  una  risposta concreta, una risposta certa non solo ai bisogni  dei
  siciliani, ma soprattutto alla voglia di terra da parte di coloro i
  quali vogliono ritornare nei campi e vogliono lavorarla.
   Io  stasera  chiedo al Governo di stralciare questo articolo.  Non
  possiamo oggi velocemente affrontare questo tema che, ricordo, è un
  tema  che  già  i  fratelli Gracchi, perdendo la  vita,  ebbero  ad
  affrontare  nell'antica  Roma. Non penso che  è  un  argomento  che
  possiamo  affrontare  stasera in maniera veloce,  in  maniera  così
  semplice. Occorre ritirare l'emendamento, presentare un disegno  di
  legge  ad hoc perché su questo argomento va fatta - è chiaro -  una
  riflessione  prima  in Commissione di merito,  consultando  un  po'
  tutti  gli  operatori,  poi in seno alla Commissione  bilancio,  ed
  infine in Aula perché è una legge che ha bisogni di impegnare nella
  discussione questo Parlamento per parecchi giorni. E' una legge che
  deve  essere  discussa in parecchi giorni, non può essere  inserita
  nella finanziaria.
   E  poi,  ricordo  che  particolare attenzione deve  continuare  ad
  essere  posta  nell'edilizia sanitaria proprio  perché,  attraverso
  l'edilizia sanitaria, su cui bene si sta muovendo l'assessore Lucia
  Borsellino,  c'è  il  futuro  della sanità  siciliana  e,  in  modo
  particolare, mi sia consentito ricordare quello della mia provincia
  perché  l'unico ospedale di grande respiro provinciale, che  non  è
  antisismico è quello della mia terra ed è inserito - appunto  -  in
  questo ex art. 20 sulla possibilità che la Regione Sicilia, insieme
  allo Stato, possono finalmente costruire il nosocomio di Siracusa.
   In  seguito,  è chiaro che interverrò non ultimo ad affrontare  il
  problema delle province, le cui risorse destinate - solo 10 milioni
  di  euro  - credo siano del tutto insufficienti proprio perché  con
  questi   10  milioni  di  euro  dobbiamo,  almeno  per  due   mesi,
  provvedere:
   primo, al sistema scolastico; secondo, al cosiddetto  sistema  dei
  ragazzi  diversamente  abili ;  terzo,  almeno  al  pagamento   del
  personale; quarto, almeno al pagamento di Enel e luce.
   Non    possiamo    continuare   così,   dobbiamo   necessariamente
  incrementare questa somma, altrimenti corriamo il rischio  che,  da
  qui  a  qualche  settimana,  anzichè  esserci  i  lavoratori  della
  forestale  a protestare vengano  i lavoratori della provincia,  che
  rimarranno ancora una volta, com'è avvenuto qualche mese fa,  senza
  stipendio.
   Particolare attenzione credo meriti il settore della scuola.
   E  mi  fa  piacere  e  di  questo sono grato  all'Assessore  e  al
  presidente  Crocetta per avere predisposto  un emendamento  con  un
  incremento  di  spesa per un ulteriore milione e mezzo  di  euro  a
  favore  del  buono  scuola,  cioè  a  favore  di  un  diritto   che
  soprattutto  le famiglie povere hanno da scegliere le  scuole  dove
  mandare  i  propri figli che, sommate alle altre quote  che  è  già
  stata inserita da parte dell'Assessore fa una somma importante  che
  non è esaustiva di quella che è la vera realtà e la necessità della
  scuola,  ma  che  abbiamo detto da quest'anno non deve  più  essere
  distribuita così a tutti ma deve essere distribuita solo alle fasce
  sociali,  ai  meno fortunati, alle famiglie più disagiate,  a  quei
  ragazzi  che  vogliono e a quelle famiglie che  vogliono  scegliere
  loro il diverso percorso per i loro figli. I
   Infine, l'ultimo argomento: coppie di fatto. Qualcuno poco fa  - e
  l'ha  fatto con grande veemenza - ha accusato il Governo  di  avere
  preparato e presentato questo emendamento.
     Vedete, il Governo può pensare di fare tutto ciò che vuole, ma è
  questa  Assemblea che è chiamata a dare una risposta  ed  è  questa
  Assemblea  che  è chiamata a votare sul fatto del riconoscimento  o
  meno  delle coppie di fatto. Non facciamo come abbiamo fatto  altre
  volte  che  nascondiamo  la testa sotto la sabbia  e  affidiamo  al
  Governo responsabilità che sono solo di quest'Aula.
     Vedete,  se  passerà  l'emendamento delle  coppie  di  fatto  la
  responsabilità non è assolutamente del Governo che le  ha  proposte
  perché  ci  sono altri deputati, come me,  che hanno   proposto  di
  sopprimere  questo  emendamento. La responsabilità  è  soltanto  di
  quest'Aula che ha avuto paura della propria coscienza, che ha avuto
  paura  di esternare esplicitamente le proprie idee e ha chinato  il
  capo di fronte ad una idea proposta dal Governo. Grazie.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Coltraro ha chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   disegno di legge 'finanziaria' nn. 669/A e 670/A.

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Seguito della discussione dei disegni di legge n. 669/A e n. 700/A

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, vi invito a rispettare i  tempi  assegnati  a
  ciascun oratore.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche minuto per
  confermare il lavoro che questo Governo, con questa finanziaria sta
  portando avanti.
   Volevo ringraziare questo Governo per l'attenzione che ha posto in
  questa  finanziaria;  per  il  lavoro  che  ha  profuso  nella  sua
  maggioranza  affinchè questi due documenti venissero  approvati  al
  fine  di  dare  finalmente  un documento finanziario  alla  società
  siciliana,  che  ha  permesso di rispettare la cosiddetta  spending
  review  nella  quale  sono  contenuti  tanti  argomenti  che  hanno
  condizionato  sì una parte del popolo ma nello stesso  tempo  siamo
  riusciti  a portare avanti, con molta sollecitudine, e a  votare  i
  numerosi  articoli  che riguardano i deboli e quindi  le  categorie
  svantaggiate.
   Ho letto i 49 articoli in questi giorni di vacanza. Finalmente una
  finanziaria  rivoluzionaria e trasparente. Oggi approveremo  questa
  finanziaria  di questo secondo anno di Governo Crocetta  finalmente
  entro   i  termini previsti - e non accadeva dall'anno  2005,  come
  diceva bene il collega Cracolici.
   Oggi,  abbiamo  evitato la cosiddetta  macelleria  sociale';  sono
  stati garantiti tutti i precari della pubblica amministrazione;  ci
  sono  aiuti  concreti  per quanto riguarda la  disabilità,  vedi  i
  ciechi, le banche alimentari che finalmente avranno un capitolo  ad
  hoc per svolgere bene questo servizio.
      Ricordando  i  problemi  della  formazione  professionale,   in
  quest'anno che è stato un anno faticoso, molto responsabile è stato
  l'operato  del  Governo (che in alcuni casi ha messo a  repentaglio
  anche la vita, la vita umana) che ha iniziato un percorso virtuoso,
  finalmente sta cercando di offrire a questi enti di formazione  una
  vera  formazione  al  fine  di dare la possibilità  ai  ragazzi  di
  inserirsi nel mondo del lavoro, così come Dio comanda.
   L'auspicio  del nostro Movimento è quello dunque di  migliorare  i
  provvedimenti  in discussione, di rivoluzionare. Abbiamo presentato
  numerosi  emendamenti,  qualche  ordine  del  giorno  affinché   il
  bilancio  possa  avere concretezza, più valenza, possa  essere  più
  vicino a recuperare quel distacco che in questo momento c'è  con  i
  tanti  cittadini che non vedono più la vera politica nel Parlamento
  regionale.
   Noi  ci  siamo  impegnati affinché questo  possa  accadere.  Tutto
  questo  lo  dobbiamo, anche, ai nostri concittadini  disoccupati  e
  non,  per recuperare i servizi, per trovare sviluppo e per  trovare
  quella  consistenza che possa essere utile ad una società che  vive
  momenti,  anni di crisi e che, finalmente, questo Parlamento  possa
  dare,  da  quest'anno,  possa dare un segnale  diverso  rispetto  a
  quelli trascorsi.
   Lo  dobbiamo alla Sicilia che ha bisogno di trovare autorevolezza,
  credibilità anche nei confronti dell'intero Paese, una  Sicilia  di
  cui  invece  si  parla, solo ed esclusivamente, di  corrotti  e  di
  corruzione.
   Abbiamo,  finalmente,  fatto delle scelte, possibilmente  a  volte
  nemmeno  condivise. Abbiamo quell'ente strumentale  che  si  chiama
  Irfis,  al quale, finalmente, stiamo dando riconoscimento. Un  ente
  che può portare beneficio, appunto, per l'attuazione della spending
  review,  per  risparmiare dei soldini, per  allontanare  le  banche
  dalla  gestione  che rendono, veramente, difficoltoso  il  percorso
  delle  società, delle imprese che devono pagare il danaro al  13,9%
  di  interesse. E quindi,  la Sicilia che si impegna, veramente,  in
  questo  percorso di aiuto reale alle imprese, dove  qualcuno  pensa
  che  finalmente  c'è qualcuno, un ente strumentale  che  si  chiama
  Regione siciliana, Irfis, che dà la possibilità con l'1-2 per cento
  di  impegnarsi in progetti seri e mettere in discussione quello che
  sanno fare.
   La  rivoluzione  delle partecipate. Finalmente, una  holding,  una
  grande  holding  che  possa  raggruppare quelle  poche  partecipate
  regionali che possono offrire un vero servizio.
   Queste sono tante di quelle cose che il Governo ha attenzionato  e
  non  sono cose sicuramente da lasciare indietro. Rendere produttivi
  i  settori,  il  personale della forestale  Ma voi pensate  che  il
  precariato  non  possa  portare sviluppo alla  società?  Certo,  se
  gestito  bene,  perché  non può portare  sviluppo?  Certo  che  può
  portare sviluppo
   La  forestale  se non funziona, non funziona perché  non  è  stata
  gestita bene.
   Se  lasciamo  i  PIP senza lavorare e li dobbiamo  condizionare  a
  starsene a casa è un altro argomento  Ma se noi li attenzioniamo  e
  li   mettiamo  a  lavorare,  così come è giusto  che  sia,  portano
  sicuramente sviluppo alla società. Possono essere inseriti in  quei
  settori dove c'è scopertura, pensate sia nelle partecipate che  nei
  PIP,  c'è gente laureata, c'è gente che si può spendere a qualsiasi
  livello.
   Gli  investimenti, poi,  in agricoltura. Ricordo la   Banca  della
  terra  di Sicilia.
    Il nostro assessore per l'agricoltura ha presentato un disegno di
  legge che parla di agricoltura sociale, dove il mondo delle imprese
  e   il   mondo  delle  cooperative  possono  interagire,   possono,
  veramente, creare sviluppo. Anche nelle terre abbandonate.
   Ecco,  signor Presidente, e ho concluso, tutto ciò sarà  possibile
  solamente se questo Parlamento lavorerà con vero senso del dovere.
   Questo è l'auspicio che, personalmente, ho letto nel pensiero  dei
  nostri  concittadini,  dove  ci sono tante  difficoltà  e  dove  si
  aspettano  che  la politica oggi, a partire da ora, dia  il  giusto
  riconoscimento per le cose giuste.
   E'  giusto che, noi qui, attenzioniamo un popolo che ci ha votato,
  ma  è  giusto che attenzioniamo quel popolo che, in questo momento,
  vive grosse difficoltà e sicuramente non possiamo abbandonarlo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi e  assessori,  il
  dibattito  che  stasera portiamo avanti e che rappresenta  un  tema
  importante  del  bilancio  parte da questa  considerazione  che  il
  Presidente  dell'Assemblea  ed il Presidente  della  Regione  hanno
  sull'aspetto  tecnico  relativo alla reale  situazione  dei  nostri
  conti della Regione siciliana che vedevano un momento di allarme  -
  segue  a  questo momento una relazione integrativa  -   perché  dal
  punto  di  vista tecnico afferma il principio contabile secondo  il
  quale   le  previsioni  di  entrate,  sostanzialmente,  sia  quelle
  tributarie,  sia  quelle  derivanti da altri  introiti,  hanno  una
  rispondenza rispetto a quella che era la stima già definita in sede
  di  bilancio. E quindi diventa sostanzialmente in riferimento anche
  al  patto verticale incentivato dagli accantonamenti tributari, una
  ipotesi  che dovrebbe creare le condizioni rassicuranti per  potere
  parlare di bilancio.
     E  allora,  se  questa  è  la  prima considerazione,  dico  che,
  evidentemente,  c'è  un  aspetto che  riguarda  una  considerazione
  importante: le entrate relative al nostro bilancio. Ma se questo  è
  il  tema essenziale che poi deve da questo momento essere fondante,
  importante, deve determinarsi anche la possibilità di realizzare le
  spese,  quindi,  interventi nei vari comparti  verso  quella  spesa
  ormai incomprimibile che è rappresentata da quei costi fissi, dalla
  spesa per il personale.
   Un  altro tema importante che tutti conosciamo, secondo me,  è  la
  priorità da dare al sociale. Ma perché ciò avvenga è necessario che
  ci  sia  una  possibilità  di  potere  dire  che  le  entrate  sono
  l'elemento  caratterizzante  su cui  deve  puntare  un  Governo.  E
  quindi,  su  cui  deve puntare anche la realizzazione  di  entrate;
  soldi  quindi che devono venire da partite nuove; soldi che  devono
  essere, secondo quello che è l'auspicio importante, non più  da  un
  punto  di  vista  di  equilibrio, limitati alle  spese,  ma  devono
  essere,  ci  deve essere un incremento di questi interventi  perché
  possa esserci una possibilità, poi, concreta di spesa.
     E  allora,  dico, rispetto la relazione, ma qualche elemento  di
  dubbio  è  giusto che ci sia perché se i dati ufficiali relativi  a
  quelle che sono le fonti certe del Ministero dell'Economia, come ha
  evidenziato un momento fa nel dibattito anche l'onorevole Pogliese,
  sono  rappresentate da una tendenza di quelle che sono  le  imposte
  dirette  ed  indirette,  se c'è un trend  nazionale  che  vede  una
  riduzione del 10 per cento, è realistico, è vero, è possibile  che,
  invece, si conferma in Sicilia il trend di entrate sia dirette  che
  indirette nella misura dell'anno precedente?
   Bene,  se  questo è un dato reale, sono fortemente incoraggiato  e
  fortemente  convinto  che allora possiamo  pensare  a  vedere  come
  spendere  questi  soldi  che, nella sostanza,  hanno  una  base  di
  certezza. Ma, invece, mi permetto di aggiungere che le entrate e le
  imposte,  indirette come voi sapete, sono legate  all'attività  dei
  trasferimenti dei beni e servizi e, quindi, hanno una refluenza con
  l'IVA,  mentre  le imposte dirette sono legate al  reddito,  ma  il
  reddito  chi  lo produce, reddito da persone fisiche o  reddito  da
  imprese,  da  società? Ma se verso le imprese non abbiamo  attivato
  misure  di  garanzia,  di  incentivo, di  sostegno,  come  possiamo
  pensare  che  ci  sia una possibilità di incremento  delle  entrate
  tributarie  e,  quindi,  finanziarie se  questo  principio  non  lo
  troviamo riscontrato da fatti concreti
   Perché non si è pensato, ad esempio, a momenti innovativi, non  ho
  sentito  parlare  di  un progetto Turismo per la  Sicilia;  non  ho
  sentito  parlare  di  una definizione di un Piano  porti  turistici
  della Sicilia, di una possibilità di intervenire per far crescere e
  sviluppare una cultura dell'accoglienza, di far sì che  ci  sia  un
  sostegno  al  costo del lavoro con abbattimento di  costi,  con  un
  intervento  specifico  sull'utilizzo di  risorse  mirate  a  questa
  misura,  con utilizzo alle risorse anche del fondo sociale europeo;
  così  come non ho sentito parlare di una rete di servizi per  tutto
  ciò  che  è  collegato col turismo beni culturali e ambiente;  così
  come  non ho sentito parlare di un sistema di qualità che tenta  di
  accreditare  il  sistema  turismo  in  Sicilia,  visto  nella   sua
  articolazione con alberghi, ristoranti, agenzie di viaggi,  società
  di  servizi, tutto ciò che deve essere portato avanti con un  senso
  di qualità per riportare il turista in Sicilia.
   Ci  siamo  chiesti perché non c'è più nella Regione,  che  era  la
  perla    del   mondo,   una   presenza   di   turismo   articolata,
  destagionalizzata  e  significativa  Qualche  problema  sicuramente
  c'è,  ma  allora  noi  davanti a questo aspetto,  che  non  è  solo
  politico, non è solo organizzativo, ma è di reale futuro, perché il
  vero  momento di futuro e di speranza, che ci porta la  possibilità
  di  sopravvivenza  dipende da tutto ciò  che  può  portare  risorse
  fresche, risorse finanziarie che provengono da fuori e, quindi,  il
  turismo è sicuramente uno di questi elementi, però, ahimè, non  c'è
  nessuna  traccia  di  questo tipo di iniziativa  che  noi  vorremmo
  vedere. Questo è un aspetto.
   Così  come io dico, neanche in quello che sono gli altri comparti:
  l'agricoltura,  che ha una sua serie di difficoltà, ma che anche lì
  vogliamo  vedere  una  serie di novità, una  serie  di  novità  che
  possono  essere quelle rappresentate da una politica dei  distretti
  agro-alimentari  che trovano ad esempio otto distretti  in  Sicilia
  già   in  fase  di  definizione  e  di  completamento  che,  forse,
  l'Assessore  per  le attività produttive ci darà  una  spiegazione,
  visto che ho presentato un'interrogazione parlamentare che ad  oggi
  sono   bloccati,   invece  dovevano  essere   forse   dei   settori
  incentivati.
   Così  come,  ad esempio, sull'allarme delle invasioni  infestanti,
  voi  avete  chiaro  il fenomeno e il problema della  tristezza,  il
  problema  di  un'altra malattia che è in arrivo  così  come  alcuni
  osservatori   ci   evidenziano.  Quindi,  c'è  un  problema   delle
  cosiddette  barriere fito-sanitarie che devono essere ripristinate,
  che  sono previste dall'articolo 92 del Trattato di Roma e che  noi
  abbiamo,   sostanzialmente,   con   tanta   superficialità    anche
  abbandonato.
   Utilizzare  il  momento su questa difficoltà, su questo  disastro,
  tra virgolette, anche ambientale che si sta consumando, utilizzarlo
  come momento di rilancio del comparto agricolo, con un programma di
  grande  portata straordinaria che debba pensare come, da un  canto,
  consentire  il  reimpianto e, dall'altro, rilanciare un'ipotesi  di
  attività attraverso l'utilizzo dei fondi del PFR.
   Così  come  non ho sentito interventi specifici su artigianato  di
  qualità, su esperienze pregresse che hanno prodotto spese, ma  che,
  probabilmente,  potrebbero essere presi ad  esempio;  esisteva  una
  volta  un  progetto   quarti'  e vorrei  capire  che  risultati  ha
  prodotto, probabilmente potrebbero essere un motivo di esempio e di
  riflessione per un programma futuro.
   Così come non ho sentito parlare di un piano straordinario per  il
  credito  e  per  le opportunità che alle aziende dovrebbero  essere
  fornite.
   Se  questo è il tema dello sviluppo, se queste sono le norme sullo
  sviluppo   che   dovrebbero  essere  a  mio  avviso   attenzionate,
  dovrebbero essere elemento di grande impulso, chiedo che ci sia  in
  questa  direzione anche da parte dell'Assemblea, facendocene  anche
  carico  con delle iniziative di carattere parlamentare, una ipotesi
  atteso  che il Governo in questa direzione latita, dico che bisogna
  pensare   a  come  formulare  un  piano  straordinario  in   questa
  direzione.
   Così  come  anche  chi  mi ha preceduto ha parlato  di  misure  di
  welfare,  ha  parlato di interventi che sul sociale  devono  essere
  sicuramente importanti, sono d'accordo anch'io perché è chiaro  che
  c'è  il  tema  sociale  che rappresenta anche  una  possibilità  di
  sopravvivenza  di  fasce  sociali  che  hanno  bisogno  di   questi
  interventi,  ma  rappresentano anche un  momento  sul  mercato  che
  determina  ricadute per il mercato stesso attraverso l'utilizzo  di
  quelli  che sono i beni che alimentano i consumi, però io dico  che
  questo è il problema relativo a tutto ciò che manca.
   Così come manca un programma e chiedo all'assessore Bianchi dove è
  andata a finire la disponibilità dimostrata da questa Aula da parte
  del  gruppo che rappresento, ed anche da parte del gruppo Movimento
  Cinque  Stelle,  quando  trattando la  problematica  sulla  mozione
  dell'articolo  37 - una mozione che è ancora aperta  in  attesa  di
  risposta  da  parte dell'assessore - che vuole essere  un  elemento
  caratterizzante  delle risorse che lo Stato deve dare  a  noi,  non
  secondo  il  principio della domanda con il cappello  in  mano,  ma
  secondo  il principio di quelle che sono le prerogative  di  quello
  Statuto  che  tanti  cialtroni  con una  sufficienza  e  supponenza
  culturale ci accusano di non meritare.
   Io  invece  ritengo che l'autonomia è una grande  prerogativa,  va
  difesa,  va  eventualmente modificata, ma va sostenuta  con  azioni
  concrete  e  quindi,  caro assessore Bianchi, questa  è  una  delle
  azioni concrete su cui noi ancora aspettiamo risposte.
   Dico che questa è la linea dello sviluppo, c'è bisogno anche della
  linea  del  rigore,  di  quel rigore che  vede  la  possibilità  di
  intervenire  e  siamo d'accordo sulle partecipate,  di  intervenire
  dove  una voragine di debiti non è più possibile che diventi sempre
  più  ampia,  dove  c'è questo sistema, questo modello  partecipato,
  oggi  ho detto in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
  anche  per  i  debiti  fuori bilancio, per i  debiti  di  interessi
  passivi, questi modelli ormai devastanti che portano a costi perché
  senza  pagamenti  effettuati, quindi, ad un aumento  di  costi  che
  diventa  anche  un  danno erariale, debbano  essere  fermati,  deve
  interrompersi questo circuito di negatività.
   Così  come  anche c'è, caro assessore agli Enti locali,  la  legge
  regionale n. 5 del 2011, la famosa legge sulla burocrazia che  dopo
  appena  tre  anni - certo dovremmo aspettare forse che  il  bambino
  cammini  a  sette  anni, assessore - ripeto dopo  appena  tre  anni
  ancora non entra in vigore e doveva essere questo un grande segnale
  per  la  burocrazia, perché diventi un'azione di sostegno verso  le
  iniziative  e verso coloro i quali hanno bisogno di una  burocrazia
  che  deve essere di aiuto e di sostegno e che sempre ogni giorno  è
  invece di impedimento.
   Allora  anche  su  questi  dati vogliamo una  risposta.  Ad  oggi,
  quindi,   non  è applicata, per non parlare anche dei  costi  sulla
  sanità.
   Il collega Vinciullo ha elogiato il comportamento della sanità, io
  dico che su questo comparto, dove c'è anche un direttore che ha una
  competenza che gli riconosco, probabilmente ha avuto un momento  di
  distrazione  nel  non vedere come ad esempio in  alcune  ASP  unità
  complesse  eccessive determinino costi eccessivi; come  ad  esempio
  c'è  una  eccessiva tendenza a costi per consulenze e contratti  di
  lavoro  che  i  direttori  generali  ancora  portano  avanti;  dove
  probabilmente   non  si  è  visto  come  sprechi   per   spese   di
  rappresentanza;  dove  la  finanziaria del  2011  per  i  direttori
  generali  definivano in un tetto massimo  di ventimila euro;  dove,
  probabilmente, questo elenco potremmo ampliare.
   Io  dico  queste cose perché attraverso questo equilibrio  fra  il
  rigore, da una parte, e lo sviluppo, dall'altra, probabilmente,  si
  può  determinare  quel circuito positivo che  può  portarci  a  ben
  sperare.  Che  vede,  ad  esempio, la possibilità  di  intervenire,
  anche, verso il sociale, verso quella parte che oggi soffre.
   Noi  abbiamo chiesto e facciamo una battaglia politica  perché  ci
  sia  un  buono scuola  che venga determinato in maniera consistente
  e  che  rappresenta  per la società civile e che deve rappresentare
  per la Sicilia un momento di pari dignità attraverso la possibilità
  di fruizione.
   Così  come noi chiediamo che ci sia anche sull'AIF una ripresa  di
  equilibrio di quello che deve essere il costo reale di questi corsi
  che  vanno  tenuti  con grande senso di equilibrio,  dove  dobbiamo
  distinguere chi ha operato bene, assessore, da chi non  ha  operato
  bene,  ma  i  fatti  devono parlare attraverso le  risposte  e  non
  attraverso  gli  articoli di giornali in cui  si  dice  che  alcune
  realtà non riprenderanno le attività. Noi abbiamo le responsabilità
  che   sul  territorio  riportiamo  questi  problemi  e,  su  questi
  problemi, deve esserci una risposta chiara.
   Così  come  è anche giusto che ci sia un intervento per tutto  ciò
  che riguarda il disagio sociale. Banco alimentare, perché no? Si  è
  parlato tanto di Unione Italiana Ciechi e di sordomuti; ma,  al  di
  là di questa categoria, quasi che ci sia una prerogativa di difesa,
  facciamo   bene   a   difendere  tutte  queste  iniziative   perché
  rappresentano delle strutture che operano in nome e per conto della
  Regione,  della  istituzione, quindi, meritano, anche  queste,  una
  attenzione.
   Concludo dicendo che ci potrà essere, sicuramente, una possibilità
  di  guardare  al  futuro, ma ci deve essere, caro Presidente  della
  Regione  che  come dice l'amico Formica  è il Presidente che  si  è
  presentato  per la rivoluzione, che non ha realizzato,  che  almeno
  proviamo a fare la ricostruzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   limito,
  solamente, a fare qualche breve considerazione. Vedete,  non  è  il
  bilancio  che tutti ci aspettavamo, non è la finanziaria che  tutti
  sognavamo, ma siamo in uno stato di necessità.
   La situazione è grave e, forse, di questo dovremmo renderci conto,
  non  voglio  qui né rivendicare per alcuni né buttare  lacrime,  ma
  solamente   fare   brevi  considerazioni  partendo  dall'intervento
  dell'onorevole  Cracolici,  il quale ha fatto  una  considerazione:
  oggi ci sono meno soggetti che, in Sicilia, pagano l'IRPEF.
   Io  mi  limito a fare una considerazione: oggi, in questa regione,
  vi  è  l'addizionale  IRPEF più cara d'Italia,  se  voi  ricordate,
  l'addizionale  IRPEF fu, praticamente, attuata  quando  la  Sicilia
  doveva  fare  il  piano  di rientro della  sanità.  Bene,  è  stato
  approvato il piano di rientro, è stato superato il piano di rientro
  della  sanità, ma l'IRPEF è rimasta la più cara d'Italia  e  questo
  per due ragioni, io credo.
   Voglio  sottolineare questo perché è chiaro  che  le  imprese,  in
  Sicilia,  non  hanno motivo di investire, dovendo confrontarsi  con
  altre  regioni in cui potrebbero, a minor costo, fare investimenti,
  ecco  perché dalla Sicilia cercano di scappare e di andare in altre
  regioni.
   Ora, il problema sta a monte, noi abbiamo fatto alcune battaglie e
  io  credo  che  tutto il Parlamento, in un momento di grave  crisi,
  dovrebbe  unirsi  al  Governo per fare una  battaglia  col  Governo
  nazionale per avere alcuni sacrosanti diritti.
   Noi  abbiamo  un contributo dello Stato per la sanità  al  49  per
  cento,  la  Regione  ha il 50,5 a fronte di una  norma  che  doveva
  prevedere un contributo del 42 per cento, immaginate i sette  punti
  quanto sarebbero già a favore delle casse regionali.
   Poi  vi  è  una considerazione: la Sicilia rappresenta il  10  per
  cento  nella popolazione italiana, noi abbiamo un problema  sociale
  ed  è un problema che ci ha visti costretti, in un certo senso,  ma
  questo  è  stato  bene, ad approvare il bilancio  entro  quest'anno
  senza esercizio provvisorio, immaginate quale è la situazione.
   Noi  per  potere prorogare i precari dobbiamo non solo  pagare  le
  somme per i precari come Regione, ma fare un taglio del bilancio di
  300 milioni di euro.
   Bene, io penso che così come i precari, così come i forestali, noi
  stiamo cercando di difendere uno stato sociale di categorie che nel
  tempo sono state tirate a lungo per 25 - 30 anni e sono retaggi del
  passato, ma che oggi  non possiamo buttare certamente sulla strada.
   A  fronte di questo noi non abbiamo come Regione che ha il 10  per
  cento   della   popolazione  aiuti  dallo  Stato   per   la   cassa
  integrazione,  siamo la Regione che ha meno cassa  integrazione  di
  tutte le altre regioni.
   Ci  sono  alcune considerazioni: la cassa integrazione  a  livello
  nazionale  viene pagata interamente dallo Stato, noi per  potere  e
  dare  una  proroga sia ai precari e per risolvere il  problema  dei
  forestali  siamo  costretti  a  tagliare  nel  bilancio  altri  300
  milioni di euro, dall'altra parte non abbiamo da parte dello  Stato
  quegli aiuti che dovevamo avere.
   Ricordate  i  fondi FAS? Bene i fondi FAS che per  legge  dovevano
  andare alle regioni meridionali e, in particolar modo, alla Sicilia
  per il 95 per cento sono state dirottate altrove: vedi Lombardia ed
  altre regioni, calpestando quello che era un diritto della Sicilia.
  Dobbiamo fare altre considerazioni.
   In  questo bilancio c'è un problema che si chiama enti locali;  se
  noi  non abbiamo imprese che possono investire in Sicilia,  se  noi
  non  abbiamo la possibilità di sollevare l'economia con le imprese,
  avevamo  i comuni che erano motore dell'economia, perché  in  fondo
  dobbiamo   ricordarcelo,  coloro  che  davano  lavoro  ai   piccoli
  artigiani, alle piccole imprese erano gli enti locali.
   Noi  l'anno scorso abbiamo tagliato 120 milioni di euro agli  enti
  locali,  quest'anno  non abbiamo la certezza  di  quante  siano  le
  entrate  per gli enti locali, si dice che siano da 60 a 100 milioni
  di euro in meno.
   Capisco   la   situazione,  ma  in  questa  fase  noi   uccideremo
  sicuramente  l'economia  siciliana che non  ha  la  possibilità  di
  risollevarsi  e  che non avrà negli enti locali la  possibilità  di
  dare  un minimo di investimenti a questa Sicilia che ha bisogno  di
  questi investimenti.
   E,   a  proposito  degli  enti  locali,  noi  abbiamo  dimenticato
  completamente,  assessore,  il  trasporto  alunni   perché,  se  ci
  ricordiamo,  noi  siamo indietro di due anni con il  pagamento  del
  trasporto  alunni. Dico questo perché dobbiamo renderci  conto  che
  molti  comuni  in  Sicilia stanno andando al dissesto.  Quando  noi
  tagliamo  il trasporto alunni che i Comuni aspettano, e le famiglie
  aspettano da due anni, noi sicuramente non agevoleremo il  percorso
  di  quelle famiglie povere che non possono pagarsi questo trasporto
  alunni.
   Questo  è un tema che è stato trattato nella finanziaria dell'anno
  scorso  e  che quest'anno, praticamente, deve essere affrontato  in
  qualche maniera. Sono temi che interessano tutti i cittadini  della
  Regione  Sicilia, perché ci sono gli enti locali dove non  vi  sono
  gli  istituti  superiori, che non possono assolutamente  pagare  il
  trasporto  alunni di due anni fa o dell'anno scorso ed è questo  un
  tema che deve essere affrontato. E questo è un altro problema.
   C'è   un   problema   riguardante  le  partecipate.   Il   Partito
  democratico,  sfido chiunque a dire una cosa diversa,  non  ha  mai
  chiesto  di tenere in vita le partecipate. Ricordiamoci, andiamo  a
  prendere  i  verbali della finanziaria della volta scorsa,  che  il
  sottoscritto   chiese   assolutamente   l'abolizione   di    queste
  partecipate. Quindi, nessuno può addebitare, onorevole Formica,  al
  Partito  Democratico che si vuole tenere in vita il problema  delle
  partecipate,  non  è  un ciò che noi abbiamo chiesto  assolutamente
  come Partito democratico.
   Vi  è  un  altro problema, assessore Bianchi: l'articolo  8  della
  finanziaria che  così come è scritto, assessore, rischia  non  solo
  di  essere  bocciato, ma di creare un problema perché noi  togliamo
  100  milioni  alle  spese della sanità e li diamo  a  spese  socio-
  sanitarie, ma anche sociali, che non possiamo mettere perché  hanno
  bisogno di sistemi che vadano nello stesso assessorato alla sanità,
  perché altrimenti rischiamo grosso su questo taglio di 100 milioni.
   E'  chiaro  che  questo  articolo  8  va  riscritto  correttamente
  tecnicamente per evitare problemi; noi non possiamo finanziare  con
  i fondi della sanità fondi extrasanitari e questo è un problema che
  bisogna attenzionare.
   Un  merito a questo Governo dobbiamo darlo: sta tentando in  tutti
  modi  di arrivare ad un bilancio ed una finanziaria senza esercizio
  provvisorio.
   Se  noi  ricordiamo,  l'anno  scorso,  i  Comuni  hanno  approvato
  l'esercizio  di  previsione dell'anno 2013 addirittura  a  dicembre
  2013.  In  queste situazioni è chiaro che non si può fare una  vera
  programmazione,  ma  la programmazione vera avviene  attraverso  la
  spesa dei fondi europei; se noi non abbiamo la possibilità di spesa
  dei  fondi  europei  questa  Regione  è  destinata  sicuramente  al
  fallimento,   sono quelle le somme di cui noi disponiamo,  dobbiamo
  dircelo  chiaro,  non  abbiamo altre somme, dobbiamo spendere  bene
  quelle somme.
   Noi  non  possiamo dare colpe di governi passati a questo Governo,
  noi non possiamo dare le colpe a questo Governo per quanto riguarda
  tutto  quello che ci trasciniamo nel tempo, sia per quanto riguarda
  i  precari,  sia  per quanto riguarda i forestali, sia  per  quanto
  riguarda altre somme, ma dobbiamo tutti insieme cercare di fare  un
  atto  di programmazione seria per fare uscire questa Regione  dallo
  stato  di  povertà  in cui si troverà se non arriveremo  a  trovare
  soluzioni  idonee  ed  in  questo, vedete,  qui  bisogna  avere  il
  coraggio  di  metterci insieme per dare soluzioni e rivendicare  al
  Governo  nazionale  quelli  che sono i nostri  diritti  rispetto  a
  quelli che loro continuano a tergiversare.
   Mi  riferisco anche - non c'è l'assessore Borsellino - alle  somme
  dell'articolo 20 che potevano sicuramente sbloccare tanta  edilizia
  sanitaria e fare l'ammodernamento tecnologico; per quanto  riguarda
  gli strumenti della sanità, devono essere ancora decisi dal Governo
  nazionale.
   Ecco  quali  sono  le rivendicazioni importanti che  noi  dobbiamo
  avere con il Governo nazionale.
   In  questo  io  spero  che vi sia la responsabilità  di  tutto  il
  Parlamento, ma soprattutto che il Governo vada a Roma con la  forza
  che  gli  deve derivare da un Governo e da un Parlamento  regionale
  cosciente del grave momento di crisi che stiamo attraversando.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  gli
  interventi  che  sono  susseguiti non fanno  altro  che  confermare
  obiettivamente che ognuno di noi esprime il proprio  pensiero,  per
  quanto  riguarda ovviamente l'attività posta in essere dal  Governo
  relativamente al Bilancio e poi, successivamente, alla Finanziaria.
   E'  vero, sicuramente, non è un Bilancio che sia il massimo, ma  è
  anche  altrettanto vero - e sfido chiunque a meno da non essere  un
  ipocrita  - ad immaginare quante risorse sarebbero state necessarie
  per soddisfare i bisogni della collettività siciliana.
   Dagli interventi che mi hanno preceduto sembra che ognuno evidenzi
  esigenze  particolari di settori specifici o anche nell'ambito  del
  sociale    che    necessitano    come    conseguenza    sicuramente
  l'individuazione di risorse.
   Io  non so se Bianchi si stia attrezzando o meno a fare dei  corsi
  particolari,  tali  da  potere  in  qualche  modo  moltiplicare  le
  entrate, per potere appunto riscontrare e individuare le uscite.
   Può  darsi  che,  prima di andare via, sicuramente  acquisirà  una
  maggiore  esperienza, avrà questa enorme capacità,  bontà  sua.  E'
  vero  sicuramente che si poteva fare di più e meglio, ma la domanda
  che   mi   faccio,  almeno  da  non  essere  appunto  ipocrita   e,
  soprattutto,  non fare ostruzionismo del tutto illogico,  è  se  si
  potevano  risolvere  tutti  i problemi   Problemi  che  sicuramente
  questo  Governo  si trova ad affrontare e che non poteva  superarli
  tutti. Eppure dei tentativi ci sono.
   Mi  riferisco  in  maniera  particolare all'iniziativa  finalmente
  concreta sui precari. Eppure quanti Governi sono passati senza  che
  mai  hanno  affrontato  in  maniera  seria  un  percorso  che  veda
  finalmente l'eliminazione di questo problema atavico e  non mi pare
  che  il problema dei precari possa essere riferibile o attribuibile
  a questo Governo.
   Anzi,  credo  che  abbia  iniziato questo  percorso  che,  vedremo
  successivamente  se  sarà proficuo o meno, ma  che  vede  risolvere
  questo  problema, anche se subito dopo se ne presenterà  un  altro,
  assessore  Valenti,  perché  immagino  che  questa  stabilizzazione
  precluderà per - non so per quanti anni - l'accesso a tanti giovani
  e questo mi duole il cuore.
   Mi  duole  il cuore perché credo che, se è vero che si è fatto  un
  atto  di  giustizia,  nel  senso che  si  andranno  a  stabilizzare
  tantissime  persone dando loro una  maggiore sicurezza, dall'altro,
  non  abbiamo fatto una cosa positiva, perché significa che  abbiamo
  precluso  a  tantissime  persone di  buona  volontà,  a  tantissimi
  giovani  che  studiano,  la  possibilità  di  poter  accedere  alla
  pubblica amministrazione.
   Capisco  che  è  stato un dilemma, mi ci sono trovato  anch'io  in
  questa  situazione. E non so forse quale poteva  essere  la  scelta
  migliore, forse in questo caso è prevalsa la scelta umana o  quella
  più  immediata. Forse. Ma sta di fatto che sicuramente, se  abbiamo
  risolto o andremo a risolvere un problema atavico, dall'altro lato,
  se ne apre un altro, a mio avviso, ancora più grave. Ma cosa fare?
   Le  risorse  sono  queste  e quello che  è  più  bello  è  che  si
  assottigliano sempre di più e, dall'altro  lato, le esigenze  della
  collettività aumentano, invece. E come fai a riscontrarle?  Chi  mi
  ha  preceduto sembra effettivamente che avesse la bacchetta magica,
  ma  io  non  credo.  Non credo, soprattutto,  in  quella  apparente
  verginità  che,  in qualche modo, si vorrebbe far credere  laddove,
  invece,  si  è stati fautori di questa situazione che - continuo  a
  ripetere  -  non  è  attuale, ma risale nel  tempo  e  si  trascina
  ingrossando sempre di più.
   E'  vero,  signor  Presidente, eliminare gli sprechi,  togliere  i
  privilegi determina calpestare i calli a qualcuno e reagisce sempre
  questo  qualcuno.  Reagisce in maniera  maldestra  o  reagisce  nei
  confronti   di  colui  il  quale  vuole  rimettere  in  discussione
  posizioni    consolidate   nel   tempo   che    sono    attualmente
  ingiustificate.
   Non sto qui a dirle, signor Presidente, cosa si poteva fare di più
  e meglio, forse non spetta a me. Ma mi auguro una cosa, che lei può
  fare  benissimo,  e sa qual è? Se  non riesce in  qualche  modo  ad
  aumentare le entrate per soddisfare le esigenze, sempre in aumento,
  però  può fare quelle riforme che si è impegnato a fare per rendere
  più efficiente l'Amministrazione.
   La Sicilia gliene sarebbe grata.
   Mi riferisco, in maniera particolare, a quelle riforme che rendano
  più semplice la vita ai  nostri concittadini. Mi riferisco al fatto
  che  le  imprese non debbono sobbarcarsi oneri e tempi biblici  per
  potere  in qualche modo iniziare un'attività, perché è inutile  che
  noi  ci  prendiamo in giro, quello che è stato fatto fino a  questo
  momento  sono gli spot, perché non è vero che le imprese l'indomani
  mattina che decidono di aprire un'attività di impresa sono in grado
  di  poterlo  fare.  Non  è  vero, perché non  abbiano  dato  alcuna
  garanzia  a  loro.  Questo  lo possiamo fare,  possiamo  migliorare
  l'amministrazione, l'efficienza della nostra amministrazione.
   Signor  Presidente,  mi riferisco in maniera particolare  a  tante
  istituzioni  che  non funzionano e che sono un peso.  Mi  riferisco
  agli  IACP,  dove l'Assessore si era impegnato in  qualche  modo  a
  presentare una riforma immediatamente. E' passato un anno e  mezzo,
  hanno dei costi, non funzionano. Viene nominato un commissario ogni
  sei mesi, come fanno a funzionare? Mi riferisco al Genio civile, mi
  riferisco  alla  Motorizzazione,  mi  riferisco  a  tante   società
  partecipate.
   Com'è  possibile  che  la politica possa essere  credibile  quando
  ancora  ci  sono governi che finanziano l'EAS messo in liquidazione
  dieci   anni  fa?  Com'è  possibile?  Com'è  possibile  che  ancora
  partecipate  costano, ma costano semplicemente  per  gli  stipendi,
  senza  che  producano  nulla.  Quando lei  propone  iniziative  che
  eliminano  sprechi, mi troverà sempre dalla sua parte perché  credo
  che  l'obiettivo è quello di restituire efficienza e credibilità  e
  non lo possiamo fare a parole perché tutti siamo bravi a venire qui
  su  questo  podio ma credo che poi lavorare sul campo, tradurre  le
  parole in fatti è la parte più difficile in assoluto.
   I  siciliani  la  stanno a guardare, in questo momento  la  stanno
  monitorando, ci sono alcune cose che hanno condiviso e  altre  cose
  che sicuramente non condividono. Spetta a lei non deluderli, io non
  credo  che  lei li deluderà, ha la possibilità di potere realizzare
  non  tutto,  sarebbe  stupido pensare  e  immaginare  che  con  una
  bacchetta magica si possa sistemare tutto ma molte cose si  possono
  sistemare  se  noi, forse, fossimo un pop più coerenti  rispetto  a
  quello che diciamo. La situazione dei forestali era nota a tutti ma
  nessuno  era  intervenuto  mai. Faceva  comodo.  Ma  perché  faceva
  comodo?  Ci  sono tanti perché. Sarebbe veramente un po' complicato
  in questo podio spiegarlo. Mi fa piacere comunque che la situazione
  venga  monitorata  e  soprattutto  venga  ripristinata  un  po'  di
  giustizia anche perché la gente, la gente per bene non ne  può  più
  di  vedersi  sopraffatta nei propri diritti da tantissimi  soggetti
  che utilizzano privilegi grazie a tanti politici.

   PRESIDENTE.  Ha   chiesto di parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, intervengo su entrambi gli strumenti finanziari
  in  termini molto generali e prometto di cercare di contenere,  non
  dico  nei  cinque minuti, ma cercherò di sforare  di  poco  il  mio
  intervento  dicendo  subito che questi strumenti  mi  hanno  deluso
  molto e non sono fra quelli che dicono che è vero, e questo è vero,
  che non si possono fare miracoli o che la bacchetta magica non è in
  possesso  di nessuno ma piuttosto sono fra gli altri che sostengono
  che  quando la coperta è corta è giusto coprire la testa e lasciare
  scoperti i piedi, perché si fa meno male all'individuo e, in questo
  caso, alla Sicilia.
   Noi siamo riusciti a lasciare scoperti sia i piedi che la testa in
  questo  caso  facendo  un vero e proprio miracolo  all'incontrario.
  Cercherò  complessivamente  di  spiegare  perché  partendo  da  una
  osservazione sul metodo.
   Noi  abbiamo voglia di sostenere che devono finire le  nottate,  i
  colpi  di mano fatti all'alba per stanchezza, in Commissione e  poi
  in  Aula  quando siamo caduti dopo appena un anno pari  pari  nello
  stesso  difetto e mi si viene a dire, quasi come un  miracolo,  che
  noi  riusciremo,  entro  i tempi di legge  previsti,  ad  approvare
  bilancio e Finanziaria.
   Io non ne sono tanto sicuro, per la verità, ma in ogni caso avremo
  stravolto  e fatto strame del nostro Regolamento se è vero  come  è
  vero  che  l'articolo  73 del Regolamento di questa  Assemblea  che
  continuiamo  a  considerare carta straccia  e  mi  appello  a  lei,
  Presidente dell'Aula in questo momento ma all'Ufficio di Presidenza
  nel  suo complesso, se è vero come è vero che l'articolo 73 prevede
  che  questi  strumenti devono essere trasmessi alle commissioni  di
  merito  per  l'esame che deve durare 10 giorni, dopo  di  che  deve
  approdare  alla  commissione bilancio. Non me ne  vorrà  presidente
  Dina,   io  le  sono  grato per le nottate che avete  fatto  ma  le
  nottate  sono  dovute  al mancato rispetto  di  questo  Regolamento
  perché  voi  avete  20  giorni  dopo  i  10  giorni  concessi  alle
  commissioni  di  merito per approfondire con la  dovuta  accortezza
  questi strumenti così importanti per la Sicilia.
   Questo  non è stato possibile, ci si contrabbanda con la scusa  di
  lasciare a casa i precari; i precari non li abbiamo lasciati a casa
  ma  -  non  me ne vorrà l'onorevole Fazio - non li abbiamo  neanche
  avviati  a soluzione, abbiamo solo fatto l'ennesima proroga  perché
  non abbiamo risolto per nulla il problema del precariato e chi dice
  il contrario mente sapendo di mentire.
   Quindi,  con  questa  scusa,  abbiamo fatto  l'ennesimo  strumento
  raffazzonato, dove ci sono delle mance più o meno vistose, dove  si
  sono   verificate  delle  vere  e  proprie  ingiustizie,  dove   si
  contrabbanda come chissà quale elemento di novità l'articolo  3  di
  questa Finanziaria.
   L'articolo  3 è l'«abc» di qualsiasi bilancio che sia  redatto  in
  maniera corretta ed è stato contrabbandato come la chiave di  volta
  dello  sviluppo della Sicilia, se non si è fatto prima di eliminare
  le  entrate  fittizie,  perché di questo  si  tratta,  e  le  spese
  fittizie,  si è commesso un crimine. E chi lo prescrive per  legge,
  avalla questo crimine, dicendo  abbiamo sbagliato finora, da adesso
  facciamo  una norma , come se non fosse nella norma di  contabilità
  generale prevedere questo.
   Andiamo per ordine. Io mi sono stupito perché all'articolo 2 della
  Finanziaria   sia  previsto  un  prestito  di  60  milioni,   però,
  continuando  a  leggere  gli articoli, ho  trovato  la  spiegazione
  all'articolo 24 che è quello che prevede la cessione di quote delle
  società  partecipate, che dice che da questa cessione  non  si  può
  ricavare una cifra inferiore a 60 milioni, siccome l'assessore  per
  il  bilancio,  sa  per  primo che questa  è  una  cifra  del  tutto
  ipotetica,  lui  ha  coperto  questo  buco,  già  annunciato,   già
  esistente, con l'articolo 2 con la previsione del prestito.
   I  trasferimenti agli enti locali: sappiamo tutti, benissimo,  che
  quelle  somme  stanziate  in bilancio  per  gli  enti  locali  sono
  assolutamente insufficienti per sopperire alle esigenze  di  questi
  enti.
   Vogliamo continuare a scaricare sui comuni che sono tutti  già  in
  condizione  di  dissesto o di pre-dissesto le  insufficienze  della
  Regione? Facciamo pure, ma, alla fine, sbatteremo di fronte al muro
  come  abbiamo  sbattuto, poche decine di giorni fa, quando  abbiamo
  dovuto rimpinguare il capitolo per i comuni e per le province.  Per
  le  province.  Voi  siete così sicuri che queste province  verranno
  abolite?  Ma  quand'anche venissero abolite o, meglio,  quand'anche
  riusciste  a  cambiare  il  nome, questo evento  rivoluzionario,  a
  questo  si  riduce, cambiare il nome da provincia in  chissà  quale
  altro  ente,  le  funzioni  svolte dalla provincia  qualcuno  dovrà
  svolgerle.  O  si  chiama consorzio di comuni o si  chiamano  città
  metropolitane, quelle funzioni dovranno essere svolte   E,  quindi,
  10 milioni sono assolutamente insufficienti, basteranno sì e no per
  coprire 45 giorni, entro i quali voi non riuscirete a fare, come al
  solito,  alcuna  norma  seria  che non  sia  la  solita  propaganda
  attraverso  gli  spot  televisivi che,  fortunatamente,  ho  notato
  cominciano a diminuire, quanto meno,  di intensità.
   Risparmi  sulla  sanità: in tutto 100 milioni di  euro  attraverso
  questa  razionalizzazione o questo centro unico della spesa. Oppure
  l'articolo 9, perché poi ci sono dei tempi su cui questo Governo si
  accanisce  particolarmente. Uno è quello dei coordinatori  sanitari
  ed  amministrativi che l'articolo 9 prevede di abolire  come  aveva
  previsto  l'anno scorso, poi, fortunatamente, è stato  sventato  in
  Aula  questo  argomento. Ed anche su questo si contrabbanda  chissà
  quale risparmio di spesa. Ma questi sono dirigenti sanitari a tutti
  gli  effetti  che continueranno a percepire esattamente  lo  stesso
  stipendio  che percepiscono oggi. Ed allora dobbiamo umiliare,  non
  so  perché,  o  per  volontà  di chi, delle  persone  che  svolgono
  dignitosamente,  nella stragrande maggioranza dei  casi,  un  ruolo
  importante nell'organizzazione della sanità che, non so perché sono
  invisi a qualcuno, perché ad ogni Finanziaria entra di nuovo questo
  leit motiv dell'abolizione di queste figure.
   Abbiamo  presentato un emendamento abrogativo di questo famigerato
  articolo  9  che mi auguro l'Aula voglia assolutamente  recepire  e
  fare proprio.
   Altri  argomenti  che ritornano: le concessioni demaniali.  Non  è
  bastata  la  rivolta  di tutti i titolari di stabilimenti  balneari
  siciliani:  quell'assurdo aumento dal 600 per cento ce lo  troviamo
  pari, pari di nuovo inserito in questa benedetta Finanziaria. O sui
  titolari delle cave. E le multinazionali?
   Davanti  alle multinazionali ci mettiamo in ginocchio, davanti  ai
  nostri  piccoli imprenditori, che sono per lo più degli  artigiani,
  invece, facciamo la faccia feroce e puniamo perchè si tratta di  un
  atteggiamento  punitivo  nei  confronti  di  coloro   che   ancora,
  nonostante  tutto,  hanno il coraggio di investire  e  lavorare  in
  questa  terra.  E,  allora,  va bene che  non  si  possa  avere  la
  bacchetta  magica,  ma  non  si  può avere  nemmeno  la  scimitarra
  spiegata contro le attività produttive della Sicilia.
   Non  parlo delle coppie di fatto, già ne hanno parlato molto, però
  parlo  per  esempio  della mia provincia  che  sicuramente  non  ha
  trovato un atteggiamento benevolo in questa Finanziaria.
   Ringrazio   la   Commissione  Bilancio  per  avere  accettato   un
  emendamento che ha riportato ad una quota quantomeno non misera  il
  finanziamento per Ibla sia pure inferiore a quello dell'anno scorso
  ma,  per esempio, a quell'istituto del Corfilac nell'organizzazione
  del quale, tra l'altro, vi è stato un colpo di mano ma su questo mi
  soffermerò più dettagliatamente in un intervento futuro.
   Sono stati ridotti all'osso i finanziamenti, non tenendo conto che
  già  con  il finanziamento dell'anno scorso, i dipendenti  sono  in
  cassa  integrazione.  Non parlerò dei tempi di  recupero  di  fauna
  selvatica,  sono rimasti senza una lira con buona pace degli  amici
  della Commissione territorio e ambiente che, all'unanimità, si sono
  sforzati di far passare un deliberato ed una mozione per cercare di
  ripristinare  i  necessari finanziamenti, parlerò  solo,  assessore
  Bartolotta,  la  prego  di ascoltarmi, delle somme  necessarie  per
  continuare a tenere in vita l'aeroporto di Comiso che nei primi sei
  mesi  di  attività  ha dimostrato di essere una  delle  poche  note
  positive in questo territorio di Sicilia, se è vero com'è vero  che
  ha  avuto  più  di  60  mila  utenti che  hanno  utilizzato  questa
  struttura nei primi sei mesi di attività.
   Questo  aeroporto  può continuare a vivere solo  in  due  modi:  o
  riusciamo  a farlo inserire, una volta per tutte, fra gli aeroporti
  di  interesse  nazionale e, quindi, con le spese per  i  servizi  a
  terra,  uomini  radar  e  quant'altro, vigili  del  fuoco,  dogana,
  polizia  a  carico dello Stato, come avviene per il  99  per  cento
  degli  aeroporti  italiani,  oppure la Regione  deve  farsi  carico
  nuovamente   nel  bilancio  pluriennale  di  appostare   le   cifre
  necessarie per garantire almeno questo periodo di start-up.
   Il  Governo Lombardo, che quanto deprecato esso sia stato,  almeno
  dal mio punto di vista, aveva stanziato 4 milioni per ogni stagione
  fino al 2015, e questo aeroporto sta funzionando grazie a questi  4
  milioni
   Non  vorrei  che  il Governo Crocetta, così come ha  fatto  l'anno
  scorso, anche quest'anno si dimenticasse di inserire questa  cifra,
  significherebbe contribuire ad uccidere un aeroporto neonato  nella
  culla.  Di  questo  si sarebbe accorta lei che  è  così  sensibile,
  assessore Stancheris, che più volte è venuta a Comiso, ed ha  avuto
  modo  di  percepire de visu la realtà che si sta creando attorno  a
  quell'aeroporto. Vi invito caldamente ad adoperarvi per evitare che
  ciò accada.
   Finisco,  dicendo  che  non ho assistito  de  visu  -  per  motivi
  particolari, familiari abbastanza seri di salute, non mia ma di  un
  mio carissimo congiunto - in diretta all'intervento del governatore
  Crocetta.  L'ho ascoltato però in diretta streaming, come  si  suol
  dire,  almeno,  e  il  governatore diceva  la Finanziaria  non  può
  essere  un  conto solo ragionieristico. La Finanziaria  deve  avere
  un'anima .  Io  quest'anima l'ho cercata nella legge Finanziaria  e
  nel Bilancio, onestamente sarà un mio difetto di vista, ma non sono
  riuscito  ad  individuarla. Ma quello  che  è  più  grave,  non  ho
  intravisto nemmeno un filo conduttore, unico, un'idea di  sviluppo,
  un  sogno da dare alla Sicilia in momenti così difficili. Ho  visto
  solo delle idee disordinate, delle manovre a strappo, togli qua per
  coprire  là,  degli input demagogici, uno fra i tanti quello  delle
  coppie di fatto.
   Io  non vorrei che la Finanziaria, da strumento di speranza  o  di
  sogno per la Sicilia si trasformi, come purtroppo sta avvenendo, in
  un incubo per i siciliani.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Mentre  l'onorevole  Malafarina  si
  avvicina,  volevo chiedere agli onorevoli colleghi, se per  voi  va
  bene, visto che non sono pervenute altre richieste ad iscriversi  a
  parlare, oltre all'onorevole Gianni, chiudiamo le iscrizioni..

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  spero   di
  mantenere  i  tempi  previsti  dai  minuti  a  disposizione.  Dalla
  discussione che c'è stata fino adesso in Aula io vedo  che  si  sta
  dimenticando  da  quale  situazione è partita  questa  Regione  sul
  finire   dello   scorso  anno,  del  2013,   quando,   poco   prima
  dell'insediamento  del  Governo  Crocetta,   si   parlava   di   un
  commissariamento per la Sicilia perché la Sicilia era  in  default,
  aveva  un buco di bilancio di oltre due miliardi di euro che  stava
  portando al fallimento di questa Regione. E si dimentica ancora che
  in  questa  Finanziaria, quest'anno, il Governo è  stato  costretto
  ancora,  per  l'ennesima volta, non solo a ridurre le spese,  ma  a
  mettere  anche  ben  novecento  - dico  novecento  -   milioni  per
  accantonamenti.
   Si  dimentica, ancora, che la spesa regionale è una spesa  rigida,
  una  spesa  assolutamente condizionata da un  enorme  e  gigantesco
  mostro che è la spesa sanitaria, che assorbe quasi il 50 per  cento
  del  bilancio  regionale, che assomma a sé circa nove  miliardi  di
  euro  e  che  già  si sono realizzati dei consistenti  risparmi  in
  questi   settori  senza  tagliare  posti  letto,  senza  licenziare
  personale, senza fare macelleria sanitaria, in questo caso.
   Si   dimentica,  soprattutto  -  e  questo  lo  dico  ai  colleghi
  dell'opposizione - che, dopo tanti anni, è la prima  volta  che  la
  Regione  siciliana  approva un Bilancio  e  una  Finanziaria  senza
  ricorrere all'esercizio provvisorio il che significa, non solo  che
  si  è lavorato e si è lavorato bene ma che si è lavorato anche  per
  tempo e con la visione chiara di ciò che bisognava andare a fare  e
  come andarlo a fare.
   Si   dimentica,  ancora,  che  in  questa  Finanziaria  i   comuni
  partecipano  per  la  prima  volta al gettito  IRPEF  essendo  pure
  garantiti nelle risorse a loro disposizione, risorse che,  ricordo,
  sono pari a 350 milioni di euro ed è un fatto, credo, assolutamente
  innovativo  rispetto al passato, laddove i comuni non  avevano  una
  compartecipazione alle entrate che oggi, invece, si realizza.
   Si  dimentica,  nelle  critiche a volte anche  sterili  e  un  po'
  retoriche,  che  questa Finanziaria sta aprendo a  un  welfare  ben
  diverso  rispetto  al  passato, che si sta  aprendo  a  un  welfare
  inserendo   il   concetto  del  reddito  minimo   garantito,   dove
  all'articolo  41 si stanziano 15 milioni di euro, si potrebbe  dire
  che  non  siano sufficienti, che sono  ben poca cosa rispetto  alle
  necessità  della povertà in Sicilia, però con un bilancio costretto
  ad  essere  contenuto  nei  limiti in cui  è  contenuto  e  con  le
  difficoltà  finanziarie che si sono dovute  affrontare,  già  è  un
  segnale estremamente positivo.
   Si  dimentica  ancora  che l'articolo 27  introduce  interventi  a
  sostegno  per  le  rate  di  mutuo per  gli  inquilini  morosi  che
  incolpevolmente per la situazione di crisi si trovano in condizioni
  di  difficoltà e che oggi, invece, vengono sostenuti da una Regione
  che  è  più  attenta che mai alle esigenze della  società  ed  alle
  esigenze sociali.
   Si   dimentica  ancora  che  si  sta  introducendo   il   concetto
  dell'eguaglianza  dei  cittadini davanti alla  legge,  rendendo  le
  coppie  di  fatto  e per coppie di fatto non si intendono  solo  ed
  esclusivamente  le  coppie  omosessuali,  ma  tutta  quella  grande
  pletora  di  cittadini che, incolpevolmente, è in  attesa  che  una
  macchina della giustizia inizi a funzionare, sono da anni  ed  anni
  in  attesa di una sentenza di divorzio e che, magari, convivono con
  i  figli  di  entrambe  le coppie in una  casa  che  spesso  non  è
  all'altezza  della  situazione per le  situazioni  finanziarie  che
  devono  affrontare,  ma che nel contempo si  trovano  svincolate  e
  fuori da ogni garanzia sociale.
   Si  dimentica,  soprattutto, che finalmente, dopo occasioni  perse
  nel  corso  degli  anni,  ci  si sta avviando  rapidamente  ad  una
  stabilizzazione  del  precariato siciliano, 24.187  lavoratori  che
  oggi  vivono  in una situazione di assoluta incertezza  e  che  non
  hanno  avuto delle garanzie, hanno vissuto e continuavano a  vivere
  all'ordine  del  giorno, non sapendo il domani che cosa  riservasse
  loro  e  questo significa anche incertezza dei rapporti  economici,
  incertezze  nel  futuro, significa anche non poter  contare  su  un
  qualsiasi intervento bancario di sostegno.
   Sono delle realtà che oggi stanno maturando e che non avevano  mai
  trovato  ascolto,  ma quello che soprattutto  si  sta  cercando  di
  realizzare  -  e  qua  prendo anch'io spunto  da  questo  benedetto
  articolo  12  sui forestali - è cominciare a capire  che  forse  la
  Sicilia  aveva  bisogno di un modello diverso di sviluppo.  Modello
  diverso  di  sviluppo  -  mi  dispiace  che  non  ci  sia  in  Aula
  l'onorevole Cracolici, da cui mi sarei aspettato forse qualcosa  di
  più  di sinistra - si dimentica che noi abbiamo avuto sino ad  oggi
  in Sicilia una economia assistita, una economia dove la politica ha
  fatto da intermediazione clientelare per la spesa pubblica e questo
  ha  comportato delle disfunzioni, ha comportato degli  abusi  nella
  certezza  dell'impunità ma, soprattutto, nell'assenza di  controlli
  da  parte  di  chi era preposto e doveva esercitare  il  controllo,
  perché  tanto  sono  soldi pubblici, si possono  spendere  come  si
  vogliono,  sappiamo  che  sono per l'assistenza  sociale  e  questo
  sillogismo ha creato delle  enormi storture.
   Vorrei  anche  ricordare in questa Aula che non ho  sentito  delle
  voci  che  abbiano condannato dei comportamenti  che  non  esito  a
  definire criminali, 7 miliardi, 6 miliardi e mezzo di fondi europei
  non  spesi  nel  2006-2013, fondi europei che erano essenziali  per
  creare  occupazione  e  sviluppo e  dotare  la  Sicilia  di  quelle
  infrastrutture  di cui è paurosamente povera. Vi  ricordo  che  per
  andare  da Palermo a Catania ci vogliono tre ore e mezzo di  treno,
  ammesso  che,  ancora oggi, ci siano i treni  e  non  ci  siano  le
  diligenze come nel Far West.
   Noi,  forse, dovremmo aver ben presente che è tramontata un'epoca.
  E'  tramontata  l'epoca della spesa pubblica e dell'intermediazione
  politica tout court. E' tramontata l'epoca di quella spesa pubblica
  che è vissuta grazie all'intermediazione politica, dove la politica
  ha   assunto,  solo  ed  esclusivamente,  un  ruolo  di  anello  di
  collegamento  tra  quelle  che erano  le  risorse  dello  Stato  da
  impiegare   sul   territorio,  i  lavoratori,  le  partecipate,   i
  consulenti, le nomine e quant'altro.
     Ed è un modello che, oggi, non è più proponibile per il semplice
  motivo che l'Italia ha  raschiato il fondo del barile  e non ha più
  soldi per mantenere una struttura improduttiva.
   Non  ha più soldi, perché le imprese sono gravate da ben il 65 per
  cento  di tasse sul proprio fatturato. I cittadini italiani,  oggi,
  sono  fra  i più tartassati non solo in Europa ma, addirittura,  ai
  primi livelli del mondo.
   Dobbiamo  realizzare, forse, modelli di sviluppo diversi,  modelli
  di  sviluppo dove all'impiego pubblico venga sostituito  un  lavoro
  onesto  e  produttivo,  con  l'impiego  delle  risorse  per  creare
  occasioni  di  lavoro  ed  occasioni di  sviluppo,  per  mettere  i
  cittadini in condizione di avere una vita dignitosa, dove si  possa
  fruire anche di una mobilità sul lavoro ma purché ci sia lavoro.
   Non, oggi, l'alternativa o forestale o immigrato. Non credo che  i
  siciliani vogliano essere né tutti forestali né, tanto meno, essere
  tutti  immigrati. Vorrebbero avere una società ed una  Regione  che
  risponda  alle  loro  esigenze e che dia  loro  delle  risposte  in
  termini rapidi, concreti.
   Poi,  non  credo,  assolutamente,  che  questa  finanziaria  abbia
  spartito alcunché. Non c'era nulla da spartire. E non c'era, credo,
  alcun  partito, alcuna forza politica che abbia potuto  rivendicare
  per  sé  un  qualcosa da spartire; forse, magari,  qualcuno  ci  ha
  tentato  -  mi riferisco ai fondi per Ragusa Ibla - e,  forse,  c'è
  anche riuscito
   Ma,  rispetto  alle  discussioni dell'anno  scorso,  sulla  famosa
   Tabella  H ,  credo che oggi si sia realizzata una finanziaria  di
  rigore  che  sta cominciando a dare, per ciò che è possibile  dare,
  delle risposte ai siciliani.
     Avremo  nel  futuro,  spero, delle  certezze  che  saranno  date
  dall'impiego  dei  fondi  europei per  l'infrastrutturazione  e  lo
  sviluppo della Sicilia.
   E'  questa  la  grande scommessa su cui dobbiamo, necessariamente,
  dare delle risposte ai siciliani: lavoro e sviluppo.
   E,  per questo, vorremmo che questo Parlamento, anziché presentare
  leggi di spesa, presentasse leggi di risparmio.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Firetto.  Ne  ha
  facoltà.

   FIRETTO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, è al culmine  di
  questo  dibattito  lungo, nel quale a me pare  di  poter  scorgere,
  ciascuno per la parte che gli appartiene, come è stato mirabilmente
  detto  da  qualche altro che mi ha preceduto, la foga di  indugiare
  sugli  aspetti di un documento finanziario che non rappresenta  ciò
  che ciascuno vorrebbe che fosse.
   Guai  a pensare cose obiettivamente diverse, specie quando si  sta
  dall'altra  parte della barricata e, però, a me pare e, quindi,  mi
  riferisco  evidentemente  all'opposizione  -  sebbene  qui  c'è  il
  tentativo  spesso,  un  tentativo soverchiante  di  individuare  un
  limite  assolutamente labile di questo concetto, come se il confine
  non  esistesse  - che rappresenta per certi aspetti un  aspetto  di
  debolezza ed anche un aspetto di forza di questo Governo perché  in
  molti interventi di onorevoli colleghi che si iscrivono formalmente
  tra le file di questa opposizione, ho trovato elementi, invece, che
  manifestano   un  forte  senso  di  responsabilità  rispetto   alla
  condizione economica e finanziaria che si stata vivendo  e  di  cui
  questa bozza di legge finanziaria è evidentemente figlia.
   Non  si può non considerare il contesto economico, finanziario che
  attraversiamo,   non  si  può  non  considerare   il   livello   di
  compressione  delle  entrate  tributarie,  figlio  anche   di   una
  condizione  di crescita economica che ha i numeri che tutti  quanti
  conosciamo.
   E  questa  non  è, però, così come è accaduto l'anno  passato,  in
  occasione  della  prima  legge finanziaria votata  con  il  governo
  Crocetta,  una  finanziaria  che si disse  essere  una  finanziaria
  unicamente  di emergenza; questa è, invece, una finanziaria  che  è
  figlia del contesto.
   Sbaglia  chi immagina di trovarci il libro dei sogni,  ne  rimarrà
  evidentemente deluso e l'ho colto in qualche intervento.
   In  un  testo  di  questo tipo non troveremo il libro  dei  sogni,
  troveremo  il  testo che è figlio del contesto,  che  è  figlio  di
  quella che è la condizione del bilancio dello Stato che, a cascata,
  condiziona,  inevitabilmente, quello della Regione e di  quello  di
  questa Regione che è figlio, oltre che del bilancio della Stato, di
  una   storia  lunga,  di  una  storia  vissuta  oltre  le   proprie
  possibilità e, saremmo oggi ingenerosi se non cogliessimo lo sforzo
  di  questo  testo,  che  è uno sforzo che continua  nel  segno  del
  rigore,  che è un testo che si interroga ancora su tante sacche  di
  spesa  pubblica  che,  obiettivamente, possono  essere  limitate  e
  possono essere razionalizzate.
   Questa  è  una  finanziaria  che  pone  certamente  una  sfida  al
  Parlamento, la pone nella misura in cui individua, per esempio,  il
  largo  settore  delle  partecipate, un settore  nel  quale  bisogna
  ragionare e interrogarsi fino in fondo, che pone su tante sacche di
  ammortizzatori  sociali  le  esigenze  di  ridisegnare  un  destino
  diverso  e  nuovo; eppure, qui mi pare che lo sforzo di  resistenza
  anziché  essere innovativo, mentre taluni contestano al  presidente
  Crocetta  di non essere rivoluzionario fino in fondo, si attardano,
  invece,  in  manovre  di  resistenza  purché  tutto  rimanga  com'è
  immutato e nulla, invece, possa cambiare.
   Ci  vuole anche qui, da parte nostra, da parte dell'Assemblea,  di
  quest'Aula, uno sforzo rigenerativo per cui si incalzi, invece,  il
  Governo  a  procedere oltre, anziché  porsi   - e mi  riferisco  al
  alcune   aree   di   questo  Parlamento  -  baluardo   di   vecchie
  incrostazioni  che,  invece, sono dure a  morire  e  che  dobbiamo,
  invece,  lasciar morire per ridisegnare una Regione diversa  e  con
  uno stile obiettivamente nuovo.
   Tutte le volte che c'è una finanziaria è inevitabile che ci sia la
  corsa a caricarla di valori politici ed anche di gestualità, spesso
  di quella che è stata la vecchia politica di questo nostro Paese in
  generale, anche di questa nostra Regione siciliana, per cui il tema
  che quasi si vorrebbe qui introdurre, non in maniera perniciosa, ma
  lo  si intende introdurre, è il tema degli equilibri di governo, di
  manovre di rimpasto.
   Io  penso  che senso di responsabilità di tutti quanti,  anche  di
  coloro  che stanno fuori da questo Palazzo e che si occupano  della
  politica dovrebbe essere quello di lasciare che, in questo momento,
  dentro  questo  Palazzo,  ci  si occupi  della  finanziaria  e  del
  bilancio, ci si occupi delle reali questioni della Sicilia e so  di
  certo  che  bilancio e finanziaria, che ne rappresenta la filosofia
  contestuale, oggi sono molto limitativi, rispetto a quello che è il
  valore   che   dobbiamo  dare  ai  documenti   finanziari   perché,
  storicamente, ci hanno insegnato che la finanziaria è la  filosofia
  del bilancio; oggi non è solo questo.
   La  finanziaria  è  un po' il manifesto economico-sociale  che  un
  Governo  pone alla comunità che amministra e che governa. Quindi  -
  mi piacerebbe avere l'assessore Bianchi in Aula -, dovremmo trovare
  forme  anche  di collegamento rispetto a quella che è,  nei  limiti
  della   ristrettezza  di  bilancio,  che  ormai  sono  sempre   più
  crescenti,  l'elemento  di leva keynesiana  su  cui  possiamo  fare
  riferimento, cioè, dalle nostre parti i fondi comunitari.
   Allora,  dovremmo trovare un elemento di congiunzione  tra  quella
  che  è  la  legge  finanziaria e quella  che  è  la  programmazione
  comunitaria  perché le ridotte risorse sulla leva  di  investimento
  che  sono  del  bilancio  si  fanno accapigliare  anche  dentro  le
  commissioni bilancio a far mattina come hanno detto gli  amici  del
  Movimento  Cinque  Stelle. Però, rispetto a quella  che  è  la  più
  imponente  programmazione  comunitaria  e  che  può  disegnare   lo
  sviluppo  di un territorio, quel sogno, quell'anima di  Sicilia  di
  cui   qualcuno  stasera  ha  parlato,  rappresentano   sempre   una
  programmazione  che rimane nelle stanze piccole e,  certamente,  di
  scarso consenso politico di qualche dirigente generale e di qualche
  esponente di Governo.
   Allora, penso che dovremmo utilizzare questo strumento, che  è  la
  finanziaria, in questa occasione, per agganciare virtuosamente  uno
  strumento contabile ad uno strumento di programma importante che fa
  leva  finanziaria e che fa investimento. E si riempie anche  questa
  condizione  finale che siamo chiamati a vivere di  significati   su
  temi  che, probabilmente, non sono strettamente coniugabili con  un
  documento  di programmazione economica e finanziaria.  Qualcuno  ha
  parlato, fin qui, del tema delle nomine dei manager.
   Ebbene, vorrei che sottolineassimo un dato fondamentale in  questa
  esperienza  di  governo ed anche, qui, mi pare di  poter  dire  che
  questo  è uno dei traguardi più significativi, più importanti,  più
  utili, assieme a quelli dell'azione purificatrice svolta in diversi
  ambiti  della  nostra Amministrazione regionale,  vedo  l'assessore
  alla  formazione qui davanti che, certamente rappresenta uno  degli
  aspetti  utili  di questa esperienza di Governo;  ma  anche  quello
  della  sanità, con questi nuovi traguardi raggiunti  sui  piani  di
  rientro,  le  scelte  coraggiose del  governo  Crocetta  su  alcune
  condizioni dirigenziali.
   Però,  mi  auguro che si proceda fino in fondo e lo si faccia  con
  coraggio e con un atteggiamento assolutamente uniforme perché è  di
  queste  ore, per esempio, nella mia provincia di Agrigento  che  si
  rompe una tac e sta chiusa per 13 giorni in un ospedale provinciale
  dove  non  c'è  neanche la risonanza magnetica. E, mentre  facciamo
  bene a dire che la gara che per i pannoloni non va bene, rimuoviamo
  i  manager,  dobbiamo essere così bravi a rimuovere  immediatamente
  manager  che danno questo scarso livello di efficienza e che  fanno
  perdere  di  vista i grandi traguardi che un governo raggiunge  con
  delle  operazioni di questo tipo che, nel giro di  poco  tempo,  ti
  creano  sfiducia in grandi masse di elettori e in  grandi  aree  di
  cittadini.
   E,  allora, penso che, al di là del necessario livello di  fiducia
  rispetto  al  testo così come è stato presentato, penso  anche  che
  abbiamo due esigenze e mi avvio a concludere. Abbiamo l'esigenza di
  fare  in  fretta - non come qualcuno dice fare le nottate  che  poi
  passano  gli  emendamenti senza magari averli visti  nella  maniera
  adeguata -, però, è necessario che si vada a tappe forzate  perché,
  pur   nelle   ristrettezze  di  bilancio,  pur   nella   difficoltà
  finanziaria che la condizione economico-sociale ci impone,  abbiamo
  l'esigenza di dare risposta immediata con un bilancio che  parta  a
  gennaio e che parta con un segnale certo per tutti; si saprà,  poi,
  pur   nella  limitazione  delle  risorse,  che  ciascuno  si   deve
  programmare nell'ambito di quelle che sono le proprie condizioni di
  agibilità finanziaria ma questo dato di certezza lo si esige.
   Dopodiché,  penso che  - ed ha fatto bene qui il presidente  della
  Regione  a  dirlo  in  tutte le lingue, a dirlo  anche  in  diverse
  occasioni  di incontro, non solo nelle Conferenze di Capigruppo  ma
  anche con dichiarazioni pubbliche - uno strumento finanziario non è
  figlio  dei  dogmi, uno strumento finanziario è figlio anche  della
  politica, ed è figlio, pertanto, della necessità di un dialogo e di
  un  confronto che ci deve essere con tutte le espressioni di questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevole  colleghi,  solo
  qualche  breve riflessione perché bilancio e finanziaria  sono  due
  termini  imponenti rispetto ad un flop annunciato e  non  parlo  di
  questo Governo, ovviamente, ma parlo di decenni di una gestione che
  ha visto uno sperpero di denaro ma che ha anche visto un'incapacità
  di  una  classe  politica di essere in grado,  di  essere  brava  a
  confrontarsi  con un Governo nazionale che ha fatto  finta  di  non
  sapere che c'era un articolo 36, 37, 38, che c'era una convenzione,
  un accordo per il quale il Governo nazionale avrebbe dovuto dare  a
  quello regionale una sorta di compensazione per tutto ciò che aveva
  preso.
   Tutto ciò rientra in un quadro che ci pone, oggi, nelle condizioni
  di  guardare  con  grande preoccupazione al  momento  che  viviamo.
  Preoccupazione  per i ciechi, i sordi, i disabili, i  forestali,  i
  precari, quelli che hanno vinto i concorsi e che non possono essere
  assunti, come i 97 che hanno vinto il concorso nel 2005 e sono  già
  oggetto  di  graduatoria, come la Tabella  H  che  è  uscita  dalla
  finestra  per entrare dalla porta, o viceversa. Tutta una serie  di
  problemi e di interrogativi che ci devono fare riflettere.
   Ma  l'intervento  che stasera intendo fare, signor  Presidente,  è
  finalizzato  semplicemente ad attirare l'attenzione su  due  punti:
  uno è quello dell'industria.
   Ho  letto  di  qualche  emendamento che riguarda  l'aumento  delle
   royalties'.
   Io  mi preoccuperei di più Presidente di convocare la Lukoil,  per
  sapere  che cosa intende fare dopo che ha acquistato anche  la  Erg
  oltre la Isab.
   Io  convocherei la Lukoil per farmi dire, insieme alla Isab, se  i
  cinquecento  milioni  del CIP 6 che sono stati anticipati  all'Isab
  fanno  parte  di una strategia o fanno parte di accordi particolari
  inconfessabili, che potrebbero portare alla chiusura della  Isab  e
  della Erg, come ho detto qualche anno fa alla Camera.
   Io mi preoccuperei, Presidente di capire, di trovare le soluzioni,
  perché  ci  potrebbe  essere la necessità di un'interlocuzione  col
  Governo  nazionale,  per  sapere perché ha  anticipato  cinquecento
  milioni  di CIP 6 alla Erg con la Lukoil che ha forzato perché  ciò
  avvenisse.
   Certo,   in  questi  anni,  abbiamo  perso  la  capacità  politica
  dell'interlocuzione. Non ci siamo fermati a  capire  ed  a  pensare
  come  fare  perché le risorse, sempre più insufficienti,  potessero
  essere prese da altri posti.
   L'articolo  37 solo l'altro ieri è stato finalmente  approvato  in
  maniera definitiva. Ci consentirà di avere una libertà di introito.
   Ma,  Presidente, la invito a verificare la possibilità che  questo
  articolo  37, che può portare una bella quantità di risorse,  possa
  essere, fin da ora, applicato alle banche, alle assicurazioni, alla
  grande  distribuzione, alla piccole e medie  imprese  che  arrivano
  qui,  lavorano, guadagnano e vanno via senza pagare  il  cosiddetto
   PEL ,  è  un  acronimo  che il  mio consulente  finanziario  si  è
  inventato, il  Prodotto Esterno Lordo .
   Guardando,   signor  Presidente,  all'annuario  statistico   della
  Regione siciliana, incrociando la qualità dell'Unioncamere,  se  un
  gruppo come quello dell'assessore Luca Bianchi si pone nell'idea di
  osservare  bene  questi dati, potrà vedere com'è possibile  che  il
  valore  totale  di  beni e servizi prodotti in un  territorio,  nel
  territorio siciliano da queste aziende esterne, possa portare ad un
  introito di circa 6 miliardi come extra gettito regionale.
   Ora,   io  sono  un'ignorante  dal  punto  di  vista  numerico   e
  matematico,  però,  leggendo le carte ho potuto notare,  insieme  a
  questo  mio  consulente,  che un'attenzione  particolare  a  quanti
  vengono  qui  a  prendere  e  ad  andare  via  potrebbe  darci   la
  possibilità di avere qualche risorsa in più da destinare a  quanti,
  purtroppo, non hanno la nostra stessa fortuna. Mi riferisco a tutti
  i  disabili, i ciechi, i sordi, i forestali, i precari, tutto  quel
  grande  gruppo  di persone che, nel tempo, abbiamo  alimentato  con
  qualche prebenda, anziché pensare a fare qualcosa di diverso.
   Ho  dato  qualche  suggerimento tra bilancio  e  finanziaria,  più
  finanziaria  che  bilancio,  per esempio,  quello  di  spostare  di
  qualche  anno i debiti che hanno le micro, piccole e medie  imprese
  con  l'IRCAC, la CRIAS e l'IRFIS, per salvare migliaia di  aziende,
  per  evitare  che ci sia un bel numero di persone  che  continua  a
  suicidarsi, perché d'altronde sarebbe inutile visto che non possono
  pagare,  se  spostiamo  di tre, quattro anni,  questo  recupero  di
  crediti  da  parte  della Monte Paschi Serit della  Regione,  forse
  avremmo salvato un po' di aziende.
   Ho  fatto un altro ragionamento col quale chiedo alla Serit che  è
  venuta  in audizione alla Commissione Bilancio, che ha 220  milioni
  di crediti inesigibili praticamente, 60 milioni di debiti che dovrà
  pagare comunque, se non è il caso di togliere tutti gli interessi e
  potere  fare un'operazione che consenta a chi vuol pagare di  poter
  pagare,  distribuendo in 72 rate bimestrali  il  debito  che  hanno
  verso la Serit.
   Ho  fatto  qualche  altro  esempio, ho  presentato  emendamenti  e
  suggerimento  all'assessore per l'energia: di spostare  un  po'  di
  risorse per trasformare i tetti di amianto - e qui lo faccio per  i
  miei  colleghi  del  Movimento Cinque Stelle  che  mi  chiedono  di
  parlare sempre dell'amianto  - e mettere dei tetti di fotovoltaico.
   Avevo  fatto un accordo con l'Assessore per l'industria e, quindi,
  in  questo  caso,  per  l'energia, con la  Beghelli,  un  contratto
  firmato con cui davo 10 mila tetti pubblici, case popolari, scuole,
  ospedali e la Beghelli si impegnava a mettere il fotovoltaico senza
  spendere un euro da parte dell'Amministrazione pubblica.
   I   manager  o  il Governo. Capisco le preoccupazioni del  collega
  Firetto  che,  qualche  volta, sembra il Gattopardo  di  Tomasi  di
  Lampedusa, non muovete nulla, togliete tutto, muovete tutto, ma che
  tutto rimanga com'è, senza nulla togliere ad  alcuno.
   Credo  che  un  assestamento possa essere utile,  qualche  energia
  nuova  può  essere ancora più utile. Ma non è un  mio problema.  Il
  mio  problema  è  fare gli attrattori per gli investitori.  Il  mio
  problema  è eliminare i manager della sanità che lasciano debiti  o
  che  sono  incapaci. Se questi sono gli obiettivi del   bilancio  e
  della  finanziaria,  se questo è l'obiettivo del  Presidente  della
  Regione,  se  questo  è l'obiettivo di questo  Parlamento,  allora,
  forse,  riusciremo  ad uscire dal pantano,  che  è   molto  brutto,
  pesante e, che ci coinvolge in uno sforzo, in una sfida, insieme  a
  questo  Governo, perché questa Regione possa cominciare  a  parlare
  una lingua diversa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  riflettevo durante questo lungo dibattito che, si può anche trovare
  appassionante,  parlando  tra di noi  è  appassionante  parlare  di
  accantonamenti  tributari,  di regolazioni  contabili,  di  residui
  attivi, passivi e perenti, ma mi chiedevo quanto tutto ciò,  in  un
  momento straordinario di crisi, che sta vivendo il nostro Paese, la
  nostra Regione in particolare, possa interessare all'esterno, nelle
  mura  di  questo  Palazzo, a volte ho detto, più volte,  da  questa
  tribuna,  probabilmente troppo spesse per percepire,  non  soltanto
  ascoltare  ciò  che viene detto fuori, ma percepire la  sensibilità
  che dal popolo promana.
   Parlando  con  tanta  gente, in questi giorni di  semi  festività,
  fuori  da  questo  Palazzo, ho avuto la  netta  sensazione  che  la
  stragrande  maggioranza   dei  cittadini  non  riesca   proprio   a
  comprendere il senso dei nostri dibattiti e delle nostre polemiche,
  non  riesca a comprendere come si sviluppi questa  benedetta  legge
  di   stabilità,  la  legge  di  bilancio,  non  comprendono  queste
  polemiche  senza  fine che, comunque, non aiutano a  risolvere  uno
  solo  dei  loro  problemi. Non le comprendono  e,  soprattutto,  le
  sentono  distanti  dalla  loro  vita,  dai  loro  problemi,   dalle
  prospettive delle loro famiglie e dei loro figli.
   Questo  è  qualcosa che non riguarda la maggioranza,  il  Governo,
  riguarda  tutta una classe dirigente, un Parlamento che,  oggi  più
  che  mai,  deve tornare a sintonizzarsi con ciò che  c'è  fuori  da
  questo  Palazzo,  pertanto, ad ascoltare  il  dibattito  che  si  è
  svolto, e lo dico con grande rispetto, su questa legge di stabilità
  con  interventi  intelligenti,  appassionati,  sentiti,  certamente
  tutti in buona fede

            Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   può  accadere da parte di chi vi parla, invece di essere stimolati
  da  serie analisi critiche che pur ho avuto modo di ascoltare,  che
  possano   giustamente   contribuire  a  migliorare    una   manovra
  estremamente  difficile e complessa, frutto non dimentichiamolo  di
  gravissime  insufficienze  di almeno un  paio  di  decenni  passati
  perché, se dimentichiamo questo facciamo un torto a quella che è la
  verità  nella  storia, dicevo ad ascoltare tutto  ciò,  invece,  di
  essere stimolati si rischia di rimanere intrappolati in una sterile
  liturgia  polemica  e  risposta alla  polemica  per  una  legge  di
  stabilità che nelle sue difficoltà è certamente frutto dei disastri
  finanziari  che, purtroppo, sono stati ereditati in  questo  nostro
  tempo.
   Il  vero  fallimento,  che  dobbiamo evitare,  credo  diventerebbe
  proprio  l'approccio  di posizioni parlamentari  di  maniera  dalla
  quale  mi aspetterei e mi aspetto ancora per la considerazione  che
  ho  di  questo Parlamento, per la stima che ho dei parlamentari  di
  questo Parlamento, mi aspetto un cambio di passo netto, strategico,
  culturale,  che  prenda  atto  di  un  disastro  con  cui  dobbiamo
  confrontarci  e  prendendo atto di tutto questo, questo  Parlamento
  assuma  un  atteggiamento positivo, propositivo, non vano,  non  di
  maniera,   non   di  rito,  che  aiuti,  in  questo  percorso   che
  faticosamente in questo anno abbiamo fatto insieme, insieme  ripeto
  di  messa  in  sicurezza dei conti dal quale da questo percorso  di
  messa  in sicurezza dei conti di questa Regione o ne usciamo  tutti
  insieme oppure temo che non ne usciremo affatto.
   Questo  non è il tempo delle demolizioni pregiudiziali, non  è  il
  tempo  di  critiche senza proposta, non è il tempo di slogan  o  di
  derive  populiste. Tutto ciò darebbe la misura, temo,  dell'assenza
  disarmante  di qualsivoglia strategia sarebbe, da parte  di  questo
  Parlamento, la misura della resa.
   Oggi, invece, occorre avere giudizio, nel senso più autentico  del
  termine,  altrimenti  rischiamo una recita stanca  ed  inutile,  un
  copione  mediocre dal quale abbiamo, ora più che mai, il dovere  di
  affrancarci,  consapevoli che stiamo continuando a ballare  -  come
  qualcuno prima di me ha ricordato da questa tribuna - sull'orlo del
  precipizio.
   Ma  questa  Assemblea ha forse dimenticato, pian piano, di  questi
  tempi  che  oltre  ai  temi che solitamente occupano  il  dibattito
  politico  e parlamentare, c'è anche un'altra Sicilia a cui vorremmo
  rivolgerci, a cui il Presidente della Regione prova ogni  giorno  a
  rivolgersi.  E mentre ci si confronta polemicamente,  arroccati  su
  barricate di parte, si vuole negare forse quanto tra mille e  mille
  difficoltà  è comunque contenuto in questa finanziaria? Quell'anima
  di  cui  parlava  il  Presidente della  Regione  sabato  scorso  in
  quest'Aula? E ci si è forse dimenticati - lo dico ai tanti colleghi
  che  sono  stati presi totalmente da spirito critico  verso  questa
  legge di stabilità - che comunque, in questa legge finanziaria, c'è
  attenzione  verso  chi produce vera ricchezza e quindi  lavoro?  Mi
  riferisco  agli  artigiani,  alla  piccola  e  media  impresa,   mi
  riferisco a chi vive sotto la soglia della povertà, mi riferisco  a
  chi  vuole  tutelata e rispettata la propria diversità,  a  chi  ha
  perso  il  proprio  lavoro, chi ha chiuso la sua  impresa,  chi  un
  lavoro non l'ha avuto mai e, a forza di costruire polemiche, ci  si
  dimentica  che stiamo facendo, insieme al Governo, ogni sforzo  per
  non dimenticare i nostri figli, e lo dico con grande sofferenza e -
  se  volete  -  con  una punta di dolore. Ci si  è  dimenticati  dei
  giovani,  di chi ha conseguito una laurea ed è costretto a  fuggire
  da   questa  nostra  Regione,  ci  si  è  dimenticati  del  giovane
  ingegnere,  dello psicologo, del fisico che dopo anni di  umiliante
  disoccupazione  fugge  da  questa  terra  oppure  è   costretto   a
  continuare  ad umiliarsi con un lavoro sottopagato, sprecando  così
  ricchezza e conoscenza.
   A  forza di rimanere dentro questi schemi di contrapposizione, pur
  legittimi ma ormai logori, non ci si è accorti che nel frattempo  i
  nostri  giovani - Assessore Scilabra mi riferisco in particolare  a
  Lei che è una di questi giovani - sono diventati quasi invisibili e
  non   ci   si   è   accorti  che  essi,  in  questi  ultimi   anni,
  drammaticamente sono andati verso una rappresentazione triste della
  nuova marginalità sociale. Io non ci sto
   Onorevoli colleghi, fuori da quest'Aula ormai troppi cittadini non
  ci  comprendono  più, per questo dico che non  serve  e  non  basta
  duellare  sulla  tecnica  contabile, non serve  più  immaginare  la
  polemica  politica, magari per catturare il consenso  di  categorie
  sociali  su populismo e demagogia. Occorre invece avere la forza  e
  la capacità di liberare la nostra gente, i siciliani, dal disagio e
  dal  senso  di  impotenza che questo triste dialogo, questa  triste
  liturgia, trasmette dalla triste consapevolezza che nulla in questa
  nostra  Sicilia cambia - qualcuno citava prima la celebre frase  di
  Giuseppe  Tomasi  di  Lampedusa  Bisogna  cambiare  tutto  per  non
  cambiare  niente"  -  e  perché  ciò  accada  occorre  tornare   al
  linguaggio della verità, senza tatticismi né populismi. Perché  ciò
  accada  occorre  fuggire da tatticismi e immaginare  questo  futuro
  nuovo  della Sicilia, ridisegnando insieme un percorso, un  modello
  di  Sicilia che sia credibile fuori da questo Palazzo,  e  non  sia
  ancora il modello stanco di un mondo che probabilmente non c'è più,
  un  modello  di  Sicilia che io mi auguro, con il Presidente  della
  Regione  Crocetta,  continui questo percorso di  cambiamento  e  di
  verità.
   Occorre  dunque  una  fase  straordinaria,  come  quella  da   lei
  auspicata Presidente, nella quale il primo prioritario obiettivo di
  ognuno  di  noi non sia quello di sconfiggere l'avversario,  quanto
  quello  di  disegnare un nuovo e credibile modello  di  avanzamento
  civile,  sociale,  economico,  culturale  per  la  nostra  Sicilia.
  Occorre  scoprire  la  nuova  consapevolezza  che  gli  unici  veri
  avversari   da  battere,  in  questo  momento  storico,   sono   la
  delegittimazione  della  politica, la rassegnazione,  il  senso  di
  impotenza, le inutili ed ormai insopportabili polemiche senza fine.
  Occorre  la  nuova  consapevolezza della  necessità  di  realizzare
  insieme  una dimensione del Parlamento e del Governo della  Regione
  autenticamente  rappresentativi  di  un'idea  davvero  alta   della
  politica,  delle  istituzioni, della democrazia  e  della  libertà.
  Occorre davvero che questa idea sappia coniugare con rigore diritti
  e  doveri, di cui anche questa sera si è parlato in quest'Aula, che
  tenga  insieme  la  responsabilità e la capacità di  governare  con
  l'orgoglio  di  rappresentare una Terra come la  nostra,  Terra  di
  frontiera e di accoglienza.
   Vorrei   che   questa  legge  di  stabilità  e  questo   bilancio,
  Presidente,  che  andremo ad approvare fra  qualche  giorno,  nella
  estrema difficoltà e fragilità dei conti, tuttavia segnino un nuovo
  inizio dopo anni di esercizi provvisori e di incertezze contabili e
  finanziarie.
   Noi  del  Gruppo  parlamentare  del Partito  Democratico,  abbiamo
  fortemente voluto e creduto nell'approvazione di bilancio  e  legge
  di  stabilità senza andare verso un ennesimo esercizio provvisorio,
  purtroppo fra lo scetticismo diffuso. E questo nuovo inizio,  nella
  severa ristrettezza delle risorse, nella fragilità dei conti, serva
  a  ridare  alla politica il dovere dell'ascolto, serva a  ridare  a
  questo  Parlamento il dovere di dar voce ai tanti  cittadini  senza
  rappresentanza che si ostinano a coltivare la fede civile del senso
  del dovere, del rispetto delle istituzioni e dell'onestà.
   Un  nuovo  inizio,  dunque,  che veda questo  Parlamento  lavorare
  insieme  tenendo  sempre ben ferma che esiste una  maggioranza,  ed
  esiste una minoranza, che c'è il Governo e che c'è l'opposizione al
  Governo, ma sapendo anche che quando sono in pericolo le fondamenta
  del vivere civile, che insieme abbiamo il dovere di tutelare, prima
  si difende l'interesse generale, la serenità e il futuro del nostro
  popolo,  e  poi,  solo dopo, ci si può dividere con  la  fisiologia
  necessaria delle democrazie sane e mature.
   Questa  legge  di  stabilità, ogni legge  -  lo  ha  ricordato  il
  Presidente Crocetta sabato scorso in quest'Aula - può e deve essere
  migliorata.  Proveremo insieme a farlo anche questa  volta,  ma  la
  dialettica su questa sofferta legge di stabilità non può e non deve
  essere trasformata in rissa populista.
   La  severità  dei  conti non può indurci al  pessimismo,  non  può
  togliere  al  nostro  popolo la visione del futuro  che  con  tanta
  difficoltà lei ha provato a calare in questa legge di stabilità, ed
  il  popolo  non ha più visione del futuro non quando si prospettano
  difficoltà  e  sacrifici, ma quando più nessuno offre  un  progetto
  alto  al  popolo,  quando le passioni civili che sempre  dovrebbero
  caratterizzare  un popolo sono soffocati invece da populismi  senza
  progetto,  dalla  polemica senza progetto e  dalla  tentazione  che
  tanti hanno dell'abbandono di questa terra.
   Se  questo  Parlamento,  sede  nobile  e  sacra,  dico  io,  della
  sovranità del popolo siciliano, avrà anche la consapevolezza,  come
  credo,  che faremo insieme lo sforzo di rappresentare la percezione
  del  sentimento diffuso di sofferenza che c'è nel popolo siciliano,
  se  tutto  questo sapremo trasformare in un progetto per il  futuro
  del  popolo  siciliano, credo che ognuno, ogni deputato  di  questo
  Parlamento avrà assolto al mandato cui è stato preposto dal  popolo
  siciliano.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ha  chiesto  di  intervenire,  a
  conclusione  del dibattito, il Presidente della Regione,  onorevole
  Crocetta. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intanto vorrei fare un ringraziamento  sincero  a  tutti
  quanti  per  l'attenzione che si sta dedicando alle  questioni  del
  bilancio e della Finanziaria, ma anche per le numerose presenze  in
  tutti i Gruppi parlamentari delle varie realtà. Io credo che questo
  sia un segno importante dell'attenzione che si dà a questi temi.
   Sinceramente,  però,  debbo  dire che quando  ho  sentito  qualche
  intervento,  ho  detto:  ma di quale finanziaria  stanno  parlando?
  Vorrei  sapere  perché si parla di finanziaria clientelare.  Ditemi
  quale emendamento del Governo, quale articolo del Governo, prova  a
  fare clientele.
   Veramente è esattamente il contrario: riproponiamo il taglio delle
  partecipate, netto, duro; misure contro i  palazzinari  speculatori
  e gli abusivi; si è discusso sul tecnicismo della norma che attiene
  sicuramente non alla politica, ma alle strutture amministrative che
  predispongono  gli atti. Ma non credo che queste  siano  clientele,
  anzi,  credo  che creano parecchia irritazione in alcuni  ambienti,
  causano un contrasto: pensate al contrasto che si crea anche con le
  aree  di  privilegio che ci sono dentro le partecipate. Se avessimo
  voluto  fare clientelismo penso che avremmo detto che non toccavamo
  nulla,  avremmo fatto un po' di Consigli di Amministrazione, magari
  ce  li  dividevamo, e chiudevamo il discorso. Invece questo  taglia
  ogni riferimento clientelare.
   Vogliamo  parlare dei contributi agli Enti. Mi pare  che,  per  la
  prima  volta in quest'anno  da dimenticare  abbiamo fatto una legge
  sulla Tabella H.
   Ma  chi è che lo deve dimenticare quest'anno? Certo, Giacchetto ed
  il suo sistema lo devono dimenticare, i padroni della formazione lo
  devono  dimenticare,  tante  gente lo deve  dimenticare,  però  noi
  pretendiamo  di essere giudicati sull'anno passato, non sicuramente
  sulla Finanziaria ma sul bilancio consuntivo: quando scoprirete che
  il nostro bilancio consuntivo tende, dopo anni e anni, al disavanzo
  zero,  dopo  avere  tagliato due miliardi e quattrocentomilioni  di
  euro, come avete sostenuto voi, dopo i tagli del governo nazionale,
  di  quale  clientelismo  dovrebbe essere accusato  questo  Governo?
  Quello  di  avere  risanato il bilancio della Regione  e  di  avere
  mantenuto,  comunque, un'impalcatura di solidarietà  sociale  viva?
  Certo,  poi  magari ognuno poi si lamenta perché vorrebbe  di  più,
  perché   chiunque  vorrebbe  di  più,  e  chiunque  pensa  che   la
  Finanziaria  sia l'unico strumento per ottenere; ma la  Finanziaria
  serve  innanzitutto  a  mettere in ordine i  conti  della  Regione,
  assicurando questo con le risorse che si hanno e non si può pensare
  più  alle  finanziarie  del  passato, quando  tutto  questo  veniva
  consentito,  perché si paga dopo e noi non vorremmo  lasciare  alle
  generazioni  future,  ma non vorrei lasciarla neanche  al  prossimo
  Presidente della Regione, un'eredità così pesante. Abbiamo un  atto
  di  onestà che ci deriva rispetto al presente, ma rispetto anche al
  futuro, e non ci siamo messi a fare i giudici del passato, anche se
  sappiamo che le storie vengono da molto lontano.
   Quando   parliamo  di  24.000  forestali,  l'onorevole   Cracolici
  concorda  che  poi  sono 8.000, se uno fa i conti  veri  e  propri,
  perché  sono  part-time, sono precari, sono dentro un  sistema  non
  precario vero e proprio ma sono lavoratori part-time che coprono un
  certo numero di ore, e quindi sicuramente anche questo è frustante.
  Però,  con altrettanta chiarezza, voglio dire che se uno  abita  ad
  Enna  non  può  andare  a lavorare a Palermo. Siamo  disponibili  a
  discutere  sul fatto se ci deve essere l'avanzamento verticale  per
  effetto  dei  posti che si liberano, perché poi  alla  fine  questo
  incide  poco  in termini economici, sicuramente può sembrare  quasi
  negare i diritti contrattuali acquisiti, e questo non si può  fare,
  è  discutibile, ci può essere il confronto. Perché mai chiudere  al
  confronto  anche  con i lavoratori, perché a quel punto  la  piazza
  diventa  ingestibile,  però  a  quella  piazza  dobbiamo  dire  con
  coraggio  che noi non possiamo spendere 40 milioni di  euro  l'anno
  come compenso per le spese di viaggio per andare a lavorare, perché
  nessun lavoratore in Europa viene pagato per andare a lavorare.
   Il  giusto salario, il giusto riconoscimento, non un solo posto di
  lavoro  si  deve toccare, e lo dobbiamo dire con coraggio,  ma  non
  vogliamo assolutamente concedere uno spreco. Perché se noi togliamo
  questa  misura salta la finanziaria, salta il bilancio,  e  creiamo
  un'altra   ingiustizia  ed  iniquità,  quella  nei  confronti   dei
  lavoratori precari che non potrebbero essere stabilizzati.
   Pensate,  40 milioni ce li toglie l'Europa, più questo effetto  di
  circa  35  milioni  di  euro, quindi mancano sulla  finanziaria  75
  milioni  di  euro. Abbiamo discusso in queste ore con i  lavoratori
  forestali, i quali hanno capito che la nostra richiesta  è  giusta,
  perché  se qualcuno deve lavorare nella città, nel territorio  dove
  ha residenza mi pare normale.
   Guardate  che  con  i  lavoratori della SEUS abbiamo  un  problema
  opposto, che non vogliono essere spostati a 20 chilometri e  questo
  perché  lì non vengono ad essere compensati. Ma noi dobbiamo essere
  in  mano  all'anarchia generale, in cui ognuno può fare quello  che
  vuole? I custodi possono decidere di chiudere i musei? No, non  può
  andare così.
   Riconoscimento  giusto,  i  lavoratori, l'attenzione  sociale  del
  lavoro, ma il Governo della cosa pubblica basa le sue direttive sui
  diritti  ed i doveri, e questo non è né di destra e né di sinistra,
  scusate  se  ve  lo dico, è soltanto un principio di  legalità  che
  tutti  quanti  dobbiamo affermare, perché se  non  affermiamo  oggi
  questi  principi,  e  pensiamo di cavalcarli in  modo  corporativo,
  sappiamo  che  domani, anche quando altri saranno al  Governo,  non
  gestiranno più queste situazioni.
   Quindi  per  queste opere di bonifica che stabiliscono  diritti  e
  doveri   certi,   dobbiamo  essere  impegnati.  Non   chiudere   le
  partecipate,  dopo le dichiarazioni della Corte di  Conti,  sarebbe
  una  responsabilità  gravissima di fronte ai conti  della  Sicilia,
  dopo  le  questioni che sono state affermate, e quindi  il  Governo
  ripresenta queste situazioni, e lo fa volentieri perché  sa  che  è
  necessario  intraprendere quell'azione, anche per  salvaguardare  i
  lavoratori,  perché  quest'anno  siamo  riusciti  ad  ottenere  dal
  Governo  nazionale una proroga sugli spostamenti del  personale  da
  una partecipata ad un'altra, e tale proroga è efficace nel 2014.  E
  non  possiamo  superare  questa data, decidendo  di  affrontare  il
  problema successivamente, come abbiamo già fatto l'anno scorso, che
  avevamo  deciso  di  affrontarlo con una legge specifica,  che  poi
  sapete  bene che ci vuole tempo ad incardinarla. L'onorevole  Fazio
  si  poneva il problema della semplificazione e delle certezze  alle
  imprese,  ma  guardate  che  uno  dei  provvedimenti  che   abbiamo
  licenziato,   è   un   disegno  di  legge   sulla   semplificazione
  amministrativa che risolve questi problemi, e sei noi ci  diamo  un
  percorso    serio,    finanziaria,    partecipate,    province    e
  semplificazione  amministrativa,  la  Sicilia  la  cambiamo.  E  lì
  interveniamo nello sviluppo delle imprese.
   Io  sono  orgoglioso del fatto che il ministro Trigilia  ha  detto
  l'altro giorno sui giornali che noi abbiamo superato, per la  prima
  volta  dopo  diversi  anni, il target di spesa  europea.  Questo  i
  sembra poco? Anche questo è da dimenticare? Lo dico al parlamentare
  che ha usato questa affermazione.
   E' un anno da dimenticare quello in cui abbiamo superato il target
  nazionale sulla spesa europea, il target europeo che ci viene  dato
  dalla  Commissione europea sulla spesa? Ma se non ci voleva  nulla,
  perché  non  lo  abbiamo  fatto negli anni  precedenti?  Ed  io  vi
  assicuro che c'è voluto.
   C'è voluto un sacrificio costante; c'è voluto persino un'azione al
  limite  dello  stalking,  che  io  ho  fatto  nei  confronti  degli
  Assessori che, a loro volta, facevano nei confronti dei dirigenti e
  dirigenti  nei  confronti di altri dirigenti. Un  sistema  che  era
  disabituato  a  ragionare sugli obiettivi e che abbiamo  portato  a
  ragionare su altre cose.
   Certo, ce ne sono tanti altri problemi, ma guardate che noi in  un
  anno  abbiamo  tagliato  2  miliardi e  400  milioni  e  quest'anno
  raggiungeremo un disavanzo quasi zero; non sappiamo ancora  i  dati
  di  dicembre, sia delle entrate che delle uscite, perché sono  dati
  che  vanno  registrati,  però, vi assicuro che,  quando  faremo  il
  bilancio  consuntivo,  scopriremo che il  disavanzo  non  si  potrà
  scostare  da  0  a  100  milioni a fronte di  miliardi  degli  anni
  passati.
   E  di  questo  ci dovremmo vergognare? Ci dovremmo  vergognare  di
  avere  cominciato a recuperare i terreni della Regione,  che  erano
  stati  rubati  per usucapione quando non si può fare?  Ci  dovremmo
  vergognare  di avere scoperto le truffe? Ci dovremmo vergognare  di
  avere  recuperato, sulla sanità, 130 milioni di euro senza tagliare
  ospedali e senza fare tagli? O di avere un piano di recupero che va
  da  almeno  500 milioni in su sulla sanità, senza fare i  tagli  di
  posti  letto,  ma incominciando ad intervenire sul controllo  della
  spesa?  O  di  avere  ridotto le spese  sui  corsi  di  formazione,
  mantenendo lo stesso numero di posti di lavoro?
   In  questa sede discutiamo della finanziaria e discutiamo anche di
  un risultato, perché quando diciamo di vergognarci io non considero
  gli obiettivi raggiunti un merito solo del Governo, ma lo considero
  anche  di  tutto il Parlamento, perché è questo Parlamento  che  ha
  autorizzato  determinate  cose ed io non  lo  dimentico.  Onorevole
  Figuccia, prima non la vedevo e quindi non volevo fare il suo nome,
  mi sembrava inopportuno, però, sinceramente di che cosa ci dovremmo
  vergognare?
   Di   avere   fatto   il   nostro   dovere?   Di   avere   lavorato
  ininterrottamente? Di avere messo a posto, in ordine, i conti della
  Regione?  Di  avere avviato la valorizzazione dell'Ente?  Di  avere
  ridotto  di 8 milioni di euro l'indennità accessoria dei dirigenti,
  senza  aver avuto nessuna rivolta sociale, visto che quei dirigenti
  l'hanno accettato con tranquillità?
   L'anno  scorso,  nella finanziaria, proponemmo un emendamento  che
  andrebbe  persino  riproposto, ed io  mi  vergogno  di  non  averlo
  ripresentato.  E'  possibile che un ex direttore  generale,  quando
  viene  rimosso, deve mantenere l'indennità di direttore generale  e
  questo  Parlamento, l'anno scorso, ha bocciato un emendamento  solo
  perché qualche direttore generale telefona ad uno ad uno per  avere
  mantenuti i suoi privilegi?
   Guardate  che  su  questo noi rispondiamo di  fronte  alle  nostre
  coscienze, alla storia, e non possiamo fare più sconti a nessuno, e
  qui  mi  può dare ragione anche l'onorevole Assenza, che  ha  posto
  alcune   questioni.  Discutiamo  sempre  di  quanto   guadagna   un
  Parlamentare, ormai è una questione risolta, però, discutiamo anche
  delle  cose  che  continuiamo  a mantenere,  che  ci  sembrano  dei
  privilegi. Perché un Direttore generale deve continuare  ad  avere,
  in  questa  Regione, dopo che non fa più il Direttore generale,  la
  stessa indennità di Direttore generale?
   E'   arrivato  l'assessore  Marino,  per  cui  voglio   rispondere
  all'onorevole  Formica,  rappresentando  che  il  Commissario   per
  l'emergenza  rifiuti,  delle discariche, è il  sottoscritto  ed  il
  direttore  Lupo, quando fa le discariche pubbliche,  lo  fa  perché
  sono io a firmare.
   Le  discariche pubbliche sono nel programma presentato  da  me  ai
  cittadini,  fermo  restando che noi dobbiamo  superare  il  sistema
  delle   discariche,  però  nell'emergenza  non  possiamo  mantenere
  l'equivoco che noi diciamo che siamo contro le discariche pubbliche
  ed  imitiamo  il modello campano, perché tanto poi si fanno  quelle
  private  dove  accade  di  tutto. No, non  possiamo  dipendere  dal
  sistema privato
   E'  stato  un errore, in qualche modo di questi anni, e  spesso  è
  anche  un  errore che viene suffragato dalla logica  ambientalista.
  Siamo   contrari  alle  nuove  discariche,  perché  dobbiamo   fare
  giustamente  obiettivi  rifiuti zero , la differenziata,  obiettivi
  nobili,  ma nell'immediato, siccome questi obiettivi si raggiungono
  negli  anni, è successo che le discariche sono solo private  e  noi
  non  possiamo dipendere dal sistema privato delle discariche. E  su
  questo non si scherza.
   Poi  la polemica con Catanzaro, vi assicuro, visto che la possiamo
  chiarire  pubblicamente, nacque quando chiesi al Governo  nazionale
  il commissariamento per le discariche pubbliche e Catanzaro insieme
  a  Lega  Ambiente  Siciliana scrisse alla Commissione  rifiuti  per
  bloccare questa cosa. Io intervenni nei confronti della Commissione
  e  debbo  dire che Confindustria nel suo complesso ha sostenuto  la
  posizione,  e quindi la posizione di un componente di Confindustria
  non  giustifica un'opposizione all'organizzazione in  quanto  tale,
  per  essere  chiari. Perché se c'è un iscritto del sindacato  della
  Cgil  o  della  Cisl che sbaglia, o un dirigente, noi non  possiamo
  pensare  che  tutto il sindacato sia su quelle posizioni,  e  debbo
  dire  con  molta  onestà  che Confindustria in  quella  circostanza
  sostenne la posizione del Governo e non quella di Catanzaro. Giusto
  per fare chiarezza.

   FORMICA. Me lo auguro.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Lei se lo  augura,  onorevole
  Formica, ma io le posso portare anche i documenti.
   Poi  le  questioni che denuncia l'assessore Marino, che riguardano
  la  discarica, ovviamente l'assessore ha le carte, i documenti,  ha
  detto su questo anche noi stiamo facendo altre questioni, però  non
  sempre  le  questioni  possono essere presentate  prima  di  averle
  fatte.  Siamo  convinti che nel campo dei rifiuti  ci  siano  delle
  situazioni  da chiarire, tante situazioni da chiarire. Per  esempio
  manca  un  prezziario dei rifiuti, un compattatore in un posto  può
  essere noleggiato ad una certa cifra, in un altro posto per esempio
  il  pergolato si può smaltire a sessantacinque euro al  metro  cubo
  oppure  a centocinquanta, poi stranamente va a Crotone. Se  volete,
  specificamente, nel campo dei rifiuti posso illustrare  qual  è  la
  politica  che  intende portare avanti il Governo per  cominciare  a
  cambiare.  E  vi assicuro che su questo terreno non  avremo  e  non
  abbiamo alcun contrasto con l'assessore Marino.
   Le valutazioni politiche attorno a Confindustria, non capisco cosa
  c'entrano   nella  finanziaria.  Questo  Parlamento   ritiene   con
  sincerità  che  noi  dovremmo pensare di non  dialogare  col  mondo
  imprenditoriale  perché  riteniamo  che  questa  sia  la  posizione
  corretta? Non credo affatto
   Sicuramente questo lo può fare il Governo, discute con i sindacati
  dei  lavoratori, con i sindacati degli industriali, con i sindacati
  degli artigiani. Per esempio io sono un lavoratore che è venuto dal
  petrolchimico,   quella  che  a  voi  sembra  un'esperienza   vista
  dall'esterno per me ha significato lotte ambientali fatte nel  vivo
  di  battaglie che ho vissuto, che ho vissuto insieme a colleghi  di
  lavoro  che  sono  morti e che hanno vissuto questo  dramma,  e  vi
  assicuro che una serie di cose, in questi anni, sono andate avanti.
  Però  la  questione  di  fondo che si  pone  è  se  l'industria  va
  demonizzata tout court oppure all'industria va imposto il  rispetto
  delle regole dell'ambiente?
   Io  non  vorrei che noi, rispetto alle questioni, rappresentassimo
  una  Sicilia vecchia, fatta sostanzialmente di un equilibrio in cui
  nei   paesi  c'erano  il  farmacista,  il  parroco  e  il   maestro
  elementare.
   Oggi ci sono gli ingegneri, ci sono le biotecnologie, c'è tutto un
  mondo,  io  sono  persino uno che, per esempio,  è  contrario  alle
  manipolazioni genetiche, però oggi il rapporto con la scienza  qual
  è,  il rapporto con l'industria qual è, ma interroghiamoci, ma  non
  lo liquidiamo in tre secondi dentro una Finanziaria, possiamo anche
  organizzare  dei dibattiti tematici, un confronto tematico  se  noi
  dobbiamo cancellare in una sola giornata ventimila posti di  lavoro
  oppure  dire a quell'industria che deve mettere le precauzioni  per
  rispettare  l'ambiente e fare in modo che ci sia una condizione  di
  salute e maggiore rispetto.
   Abbiamo  deliberato, per esempio, e sbloccata quella famosa  legge
  sul controllo della salute nei territori inquinati; abbiamo i soldi
  per le bonifiche ambientali? Ci sono e qui mi rivolgo all'onorevole
  Trizzino  che ha posto la questione. Ci sono, solo che non  vengono
  utilizzati da anni e li abbiamo individuati e dovranno essere spesi
  e  non  possiamo  pensare di risolvere tutta questa  partita  nella
  Finanziaria,  si  risolve anche dentro i Fondi europei  utilizzando
  già  le  risorse che sono state inutilmente accantonati  in  questi
  anni e che non sono state spese.
   L'ultima  gara  che questo Governo ha bloccato, era  una  gara  di
  quanto 12 o 18 milioni assessore Lo Bello?

   LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Erano dieci.

   CORCETTA,  Presidente della Regione. Erano dieci milioni  di  euro
  perché  si era costituita una Commissione che doveva fare la  lotta
  per l'amianto e dopo un anno di lavoro questa Commissione che aveva
  fatto?  Una gara in cui impegnava i dieci milioni di euro  non  per
  rimuovere l'amianto, ma per studiare come rimuovere l'amianto.
   Giustamente  abbiamo bloccato questa gara, annullata,  perché  era
  veramente una truffa e un insulto nei confronti dell'umanità intera
  e  di  quei  lavoratori che vogliono essere protetti  dall'amianto.
  Quindi,  stiamo ridefinendo un nuovo piano, però quei  soldi  vanno
  utilizzati, sono da anni che sono bloccati.
   Perché  a  questo punto, invece, di tenere una Regione che  se  li
  tiene,  non si danno ai Comuni di Siracusa, di Priolo, di  Milazzo,
  di  Gela  e li spendono loro per il risanamento ambientale, invece,
  di avere una Regione inefficiente e si trasferiscono queste risorse
  a  chi  li  può utilizzare e sa utilizzarli, ma anche qui  facciamo
  moralizzazione del sistema.
   Non  abbiamo niente di cui vergognarci, onorevole Figuccia,  salvo
  quello di avere la coscienza a posto, sicuramente non è un problema
  di vergogna.
   Ci  sono una serie di questioni che mi sono sembrati interessanti,
  per esempio, le questioni di borse di studio. Voi giustamente avete
  fatto  un  emendamento, l'onorevole Alongi poneva questa  questione
  sulle  borse di studio perché erano tagliati. Semplice noi  abbiamo
  previste  queste  risorse  nell'ambito del  Piano  Giovani,  quindi
  utilizzeremo altri fondi, dopo di che ad abundantiam,   li  abbiamo
  previsti  anche nella legge finanziaria, ma in quel  Piano  Giovani
  non  è  che  finanziamo solo le borse di studio per i  giovani  che
  devono completare la professione medica, finanziamo anche il  corso
  di formazione professionale, il tirocinio di ingegnere, architetti,
  geometri,  biologi, tutti quanti i lavoratori, gli avvocati  e  voi
  sapete  benissimo  che per fare praticantato e  per  accedere  agli
  ordini  quali  problemi devono  vivere. E questo  vi  sembra  poco?
  Altro che dimenticanza sui giovani. Se voi leggete la Finanziaria e
  non  leggete  le parti allegate, noi non ci capiamo e rischiamo  di
  emendare.
   Per  questo mi aspetto una collaborazione tra Governo e Parlamento
  sulle questioni, perché a volte si pensa che non ci siano le cose.
   Il  microcredito alle imprese, per esempio, ma se abbiamo  elevato
  la possibilità di avere accesso al credito, senza garanzia, fino  a
  ventimila   euro   Non  è  una  misura  concreta  di  sostegno   al
  microcredito  e le risorse  Ma non stiamo dando trenta  milioni  di
  euro  alla  CRIAS  come Fondo di rotazione per potere  fare  questa
  misura  per  il  microcredito, perché si dice che non  c'è  nessuna
  misura  sulla finanziaria. E i cento milioni di euro del  fondo  di
  rotazione  dell'IRFIS  che  servono a sviluppare  la  politica  del
  credito e la possibilità che anche qui accedano gli agricoltori,  è
  una misura che esisteva prima o è nuova? E il fatto che noi diciamo
  che  di tutta la programmazione europea utilizzeremo la parte delle
  risorse  come  Fondi  di  rotazione; che  cambiamo  il  sistema  di
  finanziamento  delle  imprese che, invece,  di  dare  contributi  a
  pioggia per interventi che, a volte, non vengono garantiti,  agiamo
  proprio  sul  credito. Perché continuiamo a dire  che  non  abbiamo
  fatto misure per il credito?
   Anche   Confindustria,  Confartigianato  e  le   associazioni   di
  categoria, quando le abbiamo incontrate hanno dovuto ricredersi  su
  questo, perché lo abbiamo dimostrato con le carte.
   Questa  è  una finanziaria, quindi, che pone questioni di sviluppo
  delle imprese, comincia a tracciare un modello di risanamento serio
  del bilancio e lo consolida, fa solidarietà sociale.
   Coppie di fatto. Scusate io non so come funziona in ARS, se c'è  o
  meno   anche qua la norma per i parlamentari, però al Senato o alla
  Camera i deputati italiani hanno la possibilità di dare la pensione
  di  riversibilità alla propria convivente o al proprio  convivente.
  Lo  sapete  questo?  Solo che quel Parlamento,  ipocritamente,  non
  legifera su queste cose. Io voglio essere chiaro anche qui,  perché
  poi ci saranno le trappole dei voti segreti e così via.
   Qui  non  stiamo discutendo di introdurre una legge,  non   stiamo
  normando  le   coppie di fatto. Noi stiamo dicendo che  due  poveri
   cristi'  che vivono insieme e che, magari, non hanno  ottenuto  il
  divorzio  e  che hanno cinque figli possono avere la casa  popolare
  come  due  che sono sposati. Cosa c'entra col dibattito  ideologico
  sulle coppie di fatto? Cosa c'entra?

                              (applausi)

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  E' un  fatto  di  giustizia
  sociale.  Noi  interveniamo  su  un  aspetto  che  è  tipico  della
  solidarietà sociale e poi questa misura è normale, normale,  che  è
  quella  di  trattare tutti i cittadini in modo uguale di fronte  la
  legge.
   Ho  visto  che anche Schifani dice che queste misure sociali  sono
  giuste,  ma  facciamo  riferimento anche al  linguaggio  di  questo
  Pontefice attorno alla solidarietà umana, poi non c'entrano  niente
  le questioni etiche.
   La  Comunione ai separati non è lo stesso tema, dal punto di vista
  morale? Quante parrocchie la praticano? Io voglio dire che qui  non
  stiamo introducendo temi etici, volutamente.
   Oggi  ho  affrontato  questa questione  anche  con  il  presidente
  Ardizzone.  Volutamente, io non ho proposto  una  definizione:  chi
  sono le coppie di fatto, chi non lo sono? Volutamente, proprio  per
  non  introdurre nella Finanziaria la questione di un tema etico che
  richiede altri approfondimenti.
   Ho detto che laddove i Comuni abbiano provveduto a fare i registri
  delle  unioni  civili, queste persone, che sono scritte  in  questi
  registri  e  sono  state, quindi, riconosciute a livello  comunale,
  possono  accedere nelle stesse misure sociali che  hanno  le  altre
  coppie. Questo abbiamo detto. Come sono fatti, poi, questi registri
  attiene alle autonomie comunali.
   Non siamo entrati dando un'etica o un indirizzo, che sarebbe anche
  un  atto  di  dovere  che  avrebbe questo Parlamento.  Non  abbiamo
  scomodato la coscienza di nessuno e non abbiamo creato conflitti di
  coscienza a nessuno.
   Siamo  dicendo  che se volete esprimere la solidarietà  a  chi  ha
  bisogno di una casa popolare, questi può accedere ad una misura  di
  sostegno  al  reddito perché povero, in quanto  tale  e  in  quanto
  cittadino,  essere  umano  che esiste  Questo  stiamo  dicendo.  Io
  capisco che ci sono le tentazioni qui di fare ideologie.
   Rivoluzionario  Sono rivoluzionario proprio per questo,  onorevole
  Formica, perché sono al di fuori dei riti borbonici della politica.
  Sono  al  di  fuori. Io le dico che sono d'accordo con lei  su  una
  serie di questioni, non  ho il problema di doppiezza, in questo.
   Così  come  quando  glielo dico quando non sono d'accordo,  glielo
  dico  anche  quando  lo  sono  e non ho  mai  visto  in  questo  un
  pregiudizio ideologico.
   Ve  lo  dico  con  estrema sincerità, mi  trovo  in  difficoltà  a
  ragionare con una politica che pone il pregiudizio ideologico e  la
  questione   dell'appartenenza   al   di   sopra   di   tutto.   C'è
  un'appartenenza che ci interessa tutti  e  sono gli  interessi  del
  popolo siciliano.
   Sappiamo  di  trovarci in una situazione difficile, abbiamo  avuto
  anche  momenti di scontro duro, quando abbiamo fatto la legge sulle
  incompatibilità, capisco che abbiamo avuto momenti di  scontro,  ma
  anche  lì  abbiamo tentato delle mediazioni, alla  fine  non  tutti
  siamo  soddisfatti di quella legge perché ognuno ha  dovuto  cedere
  qualcosa,  così  come  accade, ma lo stesso avviene  sul  bilancio,
  avviene sulla finanziaria. E' possibile tracciare un percorso nuovo
  in cui la politica scopre il senso del sentire comune
   Il  problema  dei  ciechi,  dei non vedenti.  Risolviamolo  perché
  nessuno, onorevole Cracolici e anche gli altri che lo hanno  posto,
  pensa che dobbiamo mettere l'istituto Braille all'interno del bando
  sui  contributi alle associazioni, perché è un assurdo, perché  non
  c'è un altro istituto Braille che può concorrere. E' l'unico. Hanno
  una  certa  strumentalità,  l'abbiamo riconosciuto  persino  dentro
  quella  legge  sul bando, quindi, un tentativo lo  farei,  con  uno
  specifico   articolo,   di  mettere  dentro   la   finanziaria   un
  riconoscimento per queste associazioni sociale.
   Mi  pare  che  corrisponda persino ad un  indirizzo  generale  del
  Parlamento che ci viene dal centro-destra, che ci viene dal centro-
  sinistra,  viene da tutti quanti e diamo una prospettiva diversa  a
  queste cose e le incardiniamo.
   D'altra parte quest'anno si è fatta la verifica dei bilanci  degli
  ultimi  tre  anni, si è vista quanto è la spesa, quindi,  siamo  in
  condizioni  persino di dare un giudizio congruo su quanto  serve  a
  questi enti.
   Chiaramente  nel  momenti  in cui li riconosciamo  come  enti,  in
  qualche modo strumentali, è chiaro che qualche controllo in  quella
  legge   lo  dobbiamo  mettere,  cioè  il  controllo  preventivo   e
  consuntivo sul bilancio.
   Credo  che abbiamo il dovere di chiederlo perché ad un ente a  cui
  diamo  delle  risorse  regionali che si presenta  come  strumentale
  rispetto alla Regione, che non rientra nei contributi previsti così
  come tutti gli altri, credo che qualche controllo bisogna farlo.
   Credo che anche questo soddisferà le loro esigenze perché gestiamo
  risorse pubbliche e dobbiamo accertare che queste risorse pubbliche
  vengano  destinate  a soggetti con particolare problemi  che  vanno
  gestite nel rispetto delle leggi.
   Interlocuzione  col  Governo nazionale. Voglio rappresentarvi  che
  questo  nostro  Governo e questa nostra esperienza parlamentare  ha
  visto due Governi - e il secondo si è formato con grandi difficoltà
  -  e  già sapete benissimo quello che è accaduto; era sostenuto  da
  alcune  forze  politiche,  c'è stata la rottura,  non  pensate  che
  questo  non  incida  nei rapporti con tutti o  che  questo  non  ci
  penalizzi.
   Non  è  che  non ci penalizza il fatto che potrebbero  esserci  le
  elezioni  anche  con  la scadenza europea, in  coincidenza  con  le
  elezioni  nazionali, lo sappiamo tutti che si presenta un possibile
  scenario di quel tipo.
   La   questione  della  velocità  del  bilancio,  io  non    vorrei
  rispondere,   anche  l'onorevole  Musumeci  è  stato   parlamentare
  europeo,  ma   guardate  che chi è stato in Parlamento  europeo  la
  discussione a cui si assiste in quest'Aula sembra infinita,  perché
  lì tutto il lavoro si fa nelle Conferenze dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari e nelle Commissioni, quando si va in Aula si ratifica,
  perché  già  c'è l'accordo politico fra tutti e passano  tutti  gli
  atti. Non ce ne è uno che viene respinto perché la mediazione e  il
  confronto è avvenuto prima, democratico, vero e ognuno ha avuto  la
  possibilità  di  intervenire  e  ogni  gruppo  ha  avuto   il   suo
  riconoscimento e dopo il dibattito si fa dopo l'approvazione.
   Per  cui io capisco bene che noi abbiamo altri strumenti,  però  è
  bene   darci delle nuove regole che rendano più efficace il  nostro
  confronto, io credo che sia importante il lavoro delle commissioni.
   Ora  questa finanziaria deve andare per forza veloce perché se noi
  avessimo  approvato  l'esercizio provvisorio, voi  pensate  che  in
  piena   campagna  elettorale  europea  in  quest'Aula  si   sarebbe
  registrato questo clima?
   Quindi, noi tutti abbiamo interesse di chiudere questa finanziaria
  in   modo  veloce  per  evitare  anche  che  poi   il  gioco  della
  finanziaria   abbia riflessi sull'elezione europea e ognuno  cerchi
  di averne vantaggi o svantaggi  per gli altri.
   Quindi,  chiuderla velocemente è un buon senso politico  e  se  la
  chiudiamo veloce quest'anno le variazioni non le faremo a  ottobre,
  le  faremo a giugno,  a luglio in modo tale da potere presentare la
  prossima finanziaria in tempo per la discussione e interrompiamo un
  ciclo  storico che ha visto sempre finanziarie presentate dopo,  ma
  il  sacrificio  si  fa una volta perché si stabilisce  un  percorso
  nuovo   per  il  futuro.  Non  è  che  c'è  una  limitazione  della
  democrazia, c'è lo sforzo collettivo a capire, non può  andare  che
  le finanziarie si approvano ad aprile, a maggio, a  giugno e poi le
  variazioni a ottobre.
   Introduciamo un metodo nuovo, è chiaro che abbiamo la  possibilità
  di  cominciare a lavorare in modo diverso tutti quanti, in modo più
  programmato, ma ci vogliono delle tappe.
   C'è  la  disponibilità  a discutere  con  tutti,  se  qualcuno  lo
  ritiene,  guardate in questo mi sento molto offeso,  dire   che  ci
  sono emendamenti clientelari del Governo, articoli clientelari  del
  Governo  in  questa finanziaria,  li citi che noi li tagliamo,  con
  chiarezza, però non possiamo andare sulle accuse ideologiche perché
  qua  parliamo  di  conti  e di verità, non  si  può  dire  che   ci
  vogliono tutti questi soldi da mettere li, dite da dove prenderli e
  li  mettiamo, diteci come coprire  l'esigenza di dare un  futuro  a
  questi ragazzi, è lo stop finalmente che mettiamo al precariato.
   Anche  lì  sulla  questione della SPO, non è che io  ce  l'ho  con
  questi 80 lavoratori o il Governo ce l'ha con questi 80 lavoratori,
  ma  perché  mai  la  Regione  siciliana deve  mettere  sul  proprio
  bilancio   le  questioni  accadute  cinque  anni  fa   dentro   una
  partecipata del comune di Palermo. E poi che facciamo con  Messina?
  Li  mettiamo  pure dentro questo bilancio. A  Messina  ci  sono  le
  partecipate comunali che sono un disastro, l'azienda dei  trasporti
  di  Messina  ha  20 autobus e 600 lavoratori, ritenete  che  quella
  partecipata  potrà mai avere un futuro, ci sono più lavoratori  che
  passeggeri negli autobus.
   Che  vogliamo  fare,  li assumiamo tutti nella  Regione  e  poi  i
  lavoratori  dei  dissalatori  di Gela  e  di  Porto  Empedocle,  li
  assumiamo  pure alla Regione? Ci sono questi della Lear di  Termini
  Imerese  oppure  quelli di Carini che erano una volta,  negli  anni
  '50,  dipendenti della Regione, poi sono diventati a partecipazione
  statali, allora nella vertenza sindacale che ho fatto c'è stato  un
  lavoratore che mi ha detto di essere regionale e che suo padre  era
  regionale,   perché negli anni '50 questa azienda  era   regionale,
  poi  è stata venduta sul mercato e gli  ho detto che quindi  i suoi
  colleghi di lavoro, che non sono passati attraverso i regionali, li
  dovremmo lasciare a mare?
   Allora  dobbiamo renderci conto che le finanze pubbliche non  sono
  nostre  risorse. Ieri ho incontrato questi lavoratori davanti  alla
  lapide di Piersanti Mattarella e mi dicevano cosa potevano fare  ed
  io  ho risposto che sarà doloroso, ma  qualche no bisogna avere  il
  coraggio di dirlo, perché altrimenti in Sicilia ci saranno  ragazzi
  che saranno sempre costretti a scappare perché noi non apriremo mai
  un  concorso  pubblico, perché continueremo ad incrementare  questo
  sistema  clientelare di scelte e di assunzioni che sono  totalmente
  discrezionali,   anticostituzionali   e   illegali,    oltre    che
  illegittimi.
   Allora  dobbiamo  fare chiarezza sulla questione del  ritorno  dei
  nostri  ragazzi,  nel  piano giovani ci  sono  tutte  queste  cose.
  Facciamo  un  confronto:  c'è  il  ritorno  dei  giovani,  c'è   il
  finanziamento  alle borse di studio, c'è l'inserimento  lavorativo,
  c'è  nel  piano giovani, la possibilità di fare tirocinio  che  non
  c'entra niente con la formazione, l'apprendistato e così via  e che
  sicuramente non taglia fondi alla formazione, ma sono nuove risorse
  che  destiniamo  al  fine  di inserire i ragazzi  nel  mercato  del
  lavoro.
   Ce  la faremo? Si poteva fare di più? Si, si poteva fare di più se
  avessimo  avuto  le  risorse. Si poteva fare tanto  e  di  più,  ma
  queste  risorse non le abbiamo trovate, abbiamo trovato solo debiti
  che  stiamo  onorando senza accusare nessuno e che  vengono  da  un
  lungo  passato.  Però abbiamo tutti quanti il dovere  perché  nella
  Pubblica   Amministrazione  c'è  il  principio   della   continuità
  amministrativa.  I debiti assunti dagli altri Governi  sono  debiti
  del  mio  Governo  e i debiti assunti dagli altri  Governi  sono  i
  debiti  anche  di  questo  Parlamento. E'  con  questa  logica  che
  dobbiamo operare, altrimenti  non possiamo più continuare.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vorrei
  parlare  sull'ordine  dei lavori intervenendo  per  chiedere  se  è
  possibile   avere  un  quarto  d'ora  di  sospensione  dei   lavori
  spiegandone il motivo.
   Alla luce delle dichiarazioni del Presidente della Regione, che mi
  sembrano  assolutamente pertinenti, in un clima  di  costruzione  è
  giusto  che  si  abbia da parte di tutti. Ho letto  anche  i  primi
  quattro  emendamenti  che riguardano l'entrata  che  da  una  prima
  lettura,  ma non voglio soffermarmi ed eventualmente mi riservo  di
  ritornare sull'argomento,  cozzerebbero' con altri emendamenti  che
  il   Governo  poi  presenta  in  finanziaria.  Mi  riferisco   agli
  accantonamenti tributari. Per cui chiedo che sarebbe opportuno  che
  le  minoranze  si riunissero per fare un minimo di  riflessione  su
  questi  emendamenti e su altri, con l'opposizione, come  suggerisce
  l'onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE. Intanto votiamo il passaggio agli articoli.
   Pongo  in  votazione il passaggio agli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  avevamo  concordato  un  percorso e cioè di approvare  il  bilancio
  questa  sera.  Più volte sono stato richiamato sul  fatto  del  mio
  primo  intervento in cui dicevo che le finanziarie non si fanno  di
  notte, a maggior ragione i bilanci. Mi rendo conto che sono le  ore
  22.00, c'è una richiesta da parte dell'onorevole Falcone che  penso
  sia  costruttiva,  quindi, sospendo per un quarto  d'ora  e  l'Aula
  riprenderà  alle  22.15,  nella speranza  di  poter  concludere  il
  bilancio entro le ore 24:00 di questa sera.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.54, è ripresa alle ore 22.30)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla  luce  della
  riunione   che   c'è   in   corso,  da   parte   della   minoranza,
  dell'opposizione,  di  vari Gruppi parlamentari,  per  capire  come
  procedere per giungere al più presto all'approvazione del  bilancio
  e  della  finanziaria,  le chiedo di rinviare  a  domani  i  lavori
  d'Aula,  al fine di arrivare ad una proposta condivisa, partecipata
  e,  quindi,  poter  procedere, con celerità, allo  snellimento  dei
  lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   La seduta è rinviata a domani, 8 gennaio 2014, alle ore 11.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
               finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
               (n. 669/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
               Legge di stabilità regionale.  (n. 670/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            3)  -   Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            4)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Cimino

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio Salvatore

            8)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

                   La seduta è tolta alle ore 22.31

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
             Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività   produttive,  all'Assessore  per  i  beni   culturali   e
  l'identità  siciliana, all'Assessore per l'economia,  all'Assessore
  per l'energia e i servizi di pubblica utilità, all'Assessore per la
  famiglia,  le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore  per  le
  autonomie  locali  e  la funzione pubblica,  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale, all'Assessore per le risorse agricole  e
  alimentari,  all'Assessore  per la  salute,  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport  e
  lo spettacolo, premesso che il 9 maggio 1978, a Cinisi (PA), veniva
  assassinato  Peppino  Impastato,  provando  a  farlo   credere   un
  attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia, ma, grazie
  alla caparbietà di onesti cittadini che ne condividevano l'azione e
  che  trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo  sangue,
  venne  a  galla  la verità: un giornalista era stato  ucciso  dalla
  mafia per le sue denunce radiofoniche delle attività mafiose;

   considerato  che  il  casolare dove è  stato  compiuto  l'efferato
  delitto  35  anni fa, si trova oggi in una incredibile  condizione:
  trasformato in una discarica, con il terreno circostante coperto da
  letame  e  in  uno  stato di conservazione così precario  tanto  da
  rischiare il crollo;

   ritenuto che:

   i  luoghi  simbolo come l'albero Falcone, i totem  dell'autostrada
  Palermo  -  Punta Raisi, curati e tutelati stanno lì,  immobili,  a
  testimoniare un fatto: comunicano, cioè, che lo Stato è presente  e
  che  non indietreggia; viceversa, l'abbandono, in cui versa  questo
  altro  simbolo che è il casolare nei pressi del quale venne  ucciso
  Peppino  Impastato,  è  invece alleato della  mafia  il  cui  unico
  obiettivo è quello di mettere tutto a tacere, di agire in silenzio,
  comunicando, al contrario, che lo Stato non cura gli interessi  dei
  cittadini e che abbandona posizioni;

   considerato altresì che:

   Rete  Cento  Passi ha avviato una petizione che ormai ha  superato
  quota   30.000  firme  tendente  a  che  questo  casolare   diventi
  effettivamente un altrettanto simbolo di lotta vera  alla  mafia  e
  che  occorre  che  le istituzioni facciano un coraggioso  passo  in
  avanti  per  gridare  la legalità con mezzi  e  gesti  come  quello
  dell'acquisizione del casolare stesso e del suo immediato  utilizzo
  a servizio della educazione alla legalità;

   condividendo con Giovanni Impastato che occorre agire nel rispetto
  dell'impegno antimafia di Peppino Impastato e di tutti  coloro  che
  sono morti per non aver abbassato la testa;

   per sapere se non ritengano opportuno avviare e con urgenza l'iter
  finalizzato alla espropriazione del casolare di contrada  Feudo,  a
  Cinisi (PA), dove fu assassinato Peppino Impastato, affinché  venga
  consegnato  alla  collettività come simbolo di una vera  antimafia,
  così  come  viene richiesto dalla petizione firmata da migliaia  di
  cittadini e non solo siciliani». (1076)

   Risposta.  -«In  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che, pur condividendo l'importanza del sito  in  oggetto,
  luogo  dove  Peppino  Impastato, giornalista e sindacalista,  venne
  barbaramente ucciso il 9 maggio 1978, la Soprintendenza di  Palermo
  non   ritiene   che  siano  presenti  i  requisiti  necessari   per
  l'apposizione del vincolo.
   Tale  posizione è motivata dal fatto che i simboli della lotta  di
  Peppino  Impastato, le sue denunce, le sue poesie e i suoi  scritti
  sono  raccolti nella casa dove ha vissuto e dove la sua lotta  alla
  mafia  ha preso forma in tutte le sue espressioni. A tal proposito,
  si  fa  presente  all'On.le  interrogante  che  si  è  proceduto  a
  dichiarare di interesse culturale antropologico e storico  la  casa
  di  Peppino Impastato, con DDS n. 2010 del 27 agosto 2012 ai  sensi
  dell'art.  10,  comma  3,  lett. d)  e  dell'art.  13  del  Decreto
  legislativo  n.  42/2004,  proprio  perché  essa   rappresenta   un
  prezioso  simbolo della lotta alla mafia e di un'intera vita  spesa
  con  coraggio e determinazione in nome di un profondo desiderio  di
  cambiamento  e  di  giustizia e perché contiene  in  sé  una  forte
  valenza  simbolica  di testimonianza di civiltà  e  di  lotta  alla
  criminalità  mafiosa . Inoltre, si considera parte sostanziale  del
  valore  simbolico  riconosciuto alla casa di Peppino  Impastato  la
  raccolta di foto, libri, poesie, scritti di suo pugno e quant'altro
  appartenutogli ivi conservato.
   Nonostante  l'immobile oggetto della presente  interrogazione  non
  rivesta  la  stessa forte valenza simbolica della casa nella  quale
  Peppino  Impastato  ha  vissuto, la scrivente  si  impegna  a  dare
  impulso  alla  Soprintendenza  di  Palermo  affinché  valuti,   con
  maggiori  e  più approfonditi elementi che dovessero  emergere,  la
  sussistenza  del notevole interesse pubblico ai sensi del  comma  1
  art.  138 del Dlgs n. 42/2004, con riferimento ai valori storici  e
  culturali espressi dal casolare di contrada Feudo a Cinisi, al fine
  di dare avvio al conseguente procedimento finalizzato alla tutela e
  al  decoro  che  si  addice  al sito. In  un  secondo  tempo  potrà
  eventualmente considerarsi l'ipotesi dell'espropriazione, posto che
  vengano destinate al corrispondente capitolo del bilancio regionale
  le  somme  necessarie per fare fronte al pagamento  delle  relative
  indennità».

                                                        L'Assessore
                                                        Mariarita
                                                   Sgarlata

                  Rubrica «Infrastrutture e mobilità»

   CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA    ROCCA     -
  MANGIACAVALLO-PALMERI-TANCREDI-SIRAGUSA-TRIZZINO-ZAFARANA   -   «Al
  Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture e la
  mobilità, premesso che:

   lungo  la  linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela, in  data  8
  maggio  2011, si è verificato il crollo al km 326+600 della nona  e
  decima arcata e di un pilone del ponte di Piano Carbone;

   in   maniera  fortuita,  il  crollo  non  ha  determinato   alcuna
  conseguenza   a  persone  o  veicoli  in  transito   sulla   Strada
  Provinciale  39 che è stata successivamente chiusa, comportando  lo
  spostamento  della viabilità stradale sulla Strada Provinciale  62,
  Caltagirone-Santo Pietro e sulla Strada Statale 417 Catania -  Gela
  comportando un disagio non indifferente per i cittadini di  Niscemi
  che devono percorrerla frequentemente per raggiungere l'ospedale  e
  il Tribunale allocati a Caltagirone;

   il  ponte,  a  tutt'oggi, è rimasto nella situazione  di  precario
  sostegno,  infatti la mancanza di due piloni mantiene in equilibrio
  precario  l'intera  struttura dal quale pende, come  per  miracolo,
  solo la parte dei binari e delle relative travi;

   il  ponte non è stato mai più oggetto di attenzione di RFI  in  un
  quadro   di   progressive  dismissioni  e  col  pretesto  dell'alta
  velocità,  le attuali Ferrovie stanno investendo tutte  le  risorse
  sui  Frecciarossa e stanno lasciando in abbandono tutto  il  resto,
  senza porre la necessaria attenzione sulle esigenze di mobilità  di
  milioni di Italiani;

   il ripristino del ponte oggetto della presente interrogazione é di
  motivo di sviluppo del territorio;

   la   linea   ferroviaria   Caltagirone-Catania   lambisce   l'area
  dell'aeroporto di Catania, infatti sarebbe sufficiente  aprire  una
  stazione per trasformare una linea obsoleta in una metropolitana di
  superficie;

   se  si  tiene  conto che sul fronte sud é possibile  collegare  la
  linea ferrata con l'aeroporto di Comiso, si ha un quadro più chiaro
  delle potenzialità di sviluppo del territorio;

   per sapere quali progetti e iniziative s'intendano portare avanti,
  relativamente  al  ripristino  del ponte,  ad  oggi  rimasto  nella
  situazione di precario sostegno». (1145)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con riferimento all'interrogazione n.  1145  a  firma
  dell'On.le  Cappello  Francesco, cui  si  risponde  sulla  base  di
  notizie   assunte  direttamente  da  RFI  S.p.A.  dal  Dipartimento
  Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto,  l'interruzione  della circolazione  ferroviaria  tra
  Caltagirone  e  Gela  è  conseguente al parziale  crollo,  avvenuto
  l'08.05.2011, di un ponte a tredici campate ad arco, ubicato al  km
  326+645  della predetta linea ferroviaria; crollo che ha,  altresì,
  determinato  la  chiusura al traffico della sottostante  SP  n.  39
  Caltagirone-Niscemi. Da allora i servizi ferroviari lungo la tratta
  in argomento sono assicurati da autobus sostitutivi.
   A  seguito del crollo, l'intera area interessata veniva sottoposta
  a   sequestro   per  ordine  della  Procura  della  Repubblica   di
  Caltagirone.  Contestualmente, venivano costituite tre  Commissioni
  d'inchiesta:  una a cura della medesima Procura,  una  a  cura  del
  Ministero delle Infrastrutture e la terza a cura di RFI S.p.A.. Gli
  esiti  di  ordine  tecnico  di  queste  ultime  contribuiranno   ad
  orientare le conseguenti linee di intervento.
   Dai primi risultati degli approfondimenti peritali, al momento, si
  calcola  come  prioritaria la necessità di indagare  l'affidabilità
  statica   dei   manufatti  di  medesima  conformazione  strutturale
  presenti  nella tratta, che ammontano ad ulteriori dieci. Pertanto,
  per essi è stato commissionato un apposito studio ricognitivo i cui
  tempi  di  attuazione  non sono al momento prevedibili,  in  quanto
  correlati alle stesse risultanze che l'indagine via via fornirà.
   Pertanto, solo recentemente l'Autorità Giudiziaria ha disposto  il
  dissequestro  del sito interessato dal crollo, dando così  modo  di
  svolgere  appieno  le  attività  concretamente  necessarie  per  la
  riattivazione della circolazione ferroviaria.
   Più  in dettaglio tali attività, in parte da tempo intraprese, pur
  nei limiti imposti dalle circostanze prima indicate, essenzialmente
  comportano:
   -Lo  studio  di modalità di demolizione da adottare, da  definirsi
      previ contatti preliminari con ditte specializzate; la redazione
      delle specifiche voci da porre a base di gara; l'ottenimento delle
      necessarie autorizzazioni; gli accordi preventivi con gli  enti
      locali;
  -La totale demolizione dell'opera o l'attuazione di particolari
  interventi di diversa natura che gli approfondimenti in corso
  dovessero suggerire, tutto ciò, naturalmente, a seguito
  dell'emissione del relativo bando di gara e della conseguente
  aggiudicazione, ed il successivo smaltimento delle macerie,
  indispensabile per il ripristino della circolazione lungo la SP n.
  39;
  -L'eventuale demolizione, con le medesime procedure, o la
  realizzazione di interventi di consolidamento di altri manufatti
  analoghi che dovessero manifestare instabilità, a seguito delle
  verifiche prima descritte;
  -La ricostruzione delle opere demolite.
   Nell'ambito di quanto precede, saranno valutate anche le  modalità
  ed  i tempi per la ripresa della circolazione stradale lungo la  SP
  n. 39, mentre al momento non si possono fare previsioni attendibili
  sui costi, comunque estremamente rilevanti, e sui tempi, certamente
  non   brevi,   occorrenti  per  il  ripristino  della  circolazione
  ferroviaria.
   Non  appena RFI quantificherà il costo dell'intervento, sarà  cura
  di  questo Assessorato porre in essere ogni utile iniziativa per il
  reperimento   delle  risorse  necessarie  a  valere  sulle   future
  programmazioni dei fondi comunitari o dei fondi FSC.
   Tanto  si comunica e si resta a disposizione per fornire ulteriori
  informazioni che si renderanno utili sull'argomento».

                                                   L'Assessore
                                                                Dott.
                                         Antonino Bartolotta