Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
2014-2016» (669/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2014 e bilancio
pluriennale per il triennio 2014-2016» (669/A) Invito i componenti
la II Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
Regione per l'anno finanziario 2014, in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B).
2. Nello stato di previsione della spesa è iscritto un apposito
fondo da destinare ad interventi autorizzati con legge di stabilità
regionale».
Comunico che all'articolo 2, è stato presentato, a firma del
Governo, l'emendamento modificativo 2.1: Il comma 2, dell'articolo
2 è soppresso.
Assessore Bianchi lo vuole illustrare brevemente?
BIANCHI, assessore per l'economia. Anche questo è un emendamento
di carattere tecnico. Era rimasto, rispetto alla stesura dell'anno
scorso, l'ultimo comma che è, assolutamente, ultroneo e non
importante.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla tabella B. Presidenza.
E' stato presentato l'emendamento a firma degli onorevoli Cascio,
Alongi, D'Asero, Fontana, Germanà, Milazzo e Vinciullo.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, Presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
commissione, pongo in votazione l'emendamento a firma degli
onorevoli Cascio ed altri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
TabB5. E' stato presentato un emendamento a firma degli onorevoli
Lupo, Gucciardi.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Qui c'è un problema di
copertura, perché è una copertura sui fondi globali, non avendo
risorse liberali potremmo verificare magari un altro tipo di
copertura, però questa non è adeguata. Di fatto è tema che possiamo
rivedere in finanziaria come previsto nell'allegato 1. Eventuali
integrazioni possono essere discusse in finanziaria.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento TAB27.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Lo illustro brevemente. E'
semplicemente un'integrazione 2014 di 40.000 euro per missioni
della scorta del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Amministrazione Presidenza, con gli
emendamenti approvati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Attività produttive.
Pongo in votazione la Amministrazione Attività produttive.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Beni culturali e identità siciliane.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.9, TAB B.
6, TAB B.13, TAB B.11. che sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Giacinto e
Coltraro, l'emendamento TAB B.2
DI GIACINTO. Lo ritiro.
L'emendamento TAB B.2 è ritirato.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Marziano, Cirone e
Gucciardi l'emendamento TAB B.10 che viene rinviato in finanziaria.
Pongo in votazione l'Amministrazione Beni culturali.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Energia e Servizi di pubblica
utilità.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e lavoro.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.12, TAB
B. 14 e TAB B.15 che sono inammissibili.
Pongo in votazione l'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e
lavoro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Autonomie locali e funzione pubblica.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.20, TAB
B. 18, TAB B.17, TAB B.21, che sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Assenza, Figuccia
e Grasso l'emendamento TAB B.25 che viene trasferito in
finanziaria.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento TAB
B.29.
PRESIDENTE. Il Governo lo vuole illustrare?
BIANCHI, assessore per l'economia. Brevemente, non riguarda nessun
cambiamento di spesa soltanto trasferimento di capitoli
dall'assessorato al bilancio, relativo all'informatica e alla
funzione pubblica, in conseguenza del trasferimento dell'Ufficio.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Con il parere favorevole della Commissione pongo in
votazione l'emendamento governativo.
BIANCHI, assessore per l'economia. dell'Ufficio.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento governativo TAB.B.29.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intera Amministrazione autonomie locali e
funzione pubblica.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Amministrazione Infrastrutture e mobilità. E' stato
presentato un emendamento dagli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto per spiegare che prendiamo 10
milioni di euro - da dove noi riteniamo che non siano estremamente
necessari a meno che poi il Governo voglia ritornarci in
finanziaria ma noi riteniamo che nel capitolo 212514, questi 10
milioni, devono essere spostati - e rafforzare il fondo di
salvaguardia degli equilibri finanziari. E' un impegno che ha
chiesto la Corte dei conti; è una indicazione che viene data anche
dal Commissario dello Stato. Non è un emendamento di spesa. E' un
emendamento di rafforzamento dei conti pubblici della Regione
siciliana. L'invito è a volerlo apprezzare favorevolmente.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, le posso fare una domanda? E' un
argomento che possiamo affrontare in finanziaria?
BIANCHI, assessore per l'economia. Nella finanziaria, anche alla
luce delle ultime interlocuzioni, abbiamo intenzione di fare un
intervento per incrementare il capitolo relativo al fondo residui.
Prendiamo atto della indicazione, dato che saranno più interventi.
Eventualmente verifichiamo la disponibilità finanziaria. In
finanziaria quindi ci sarà un intervento più congruo che riguarda
l'incremento del fondo. Non possiamo adesso, perché non risolveremo
il problema soltanto con questo intervento. E' un parere negativo
solo perché non esaurisce il problema e sarebbe un intervento, in
questo caso, non pertinente.
PRESIDENTE. Allora spostiamo la questione in finanziaria.
FALCONE. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'Amministrazione Infrastrutture e
mobilità. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Amministrazione Istruzione e formazione. Non ci sono
emendamenti.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Amministrazione Risorse agricole. Sono stati
presentati i seguenti emendamenti: TAB.B.30 a firma degli onorevoli
Gucciardi e Milazzo. La sua trattazione viene rinviata in
finanziaria. Si passa all'emendamento TAB.B.25 del Governo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, anche questo
è un emendamento di carattere tecnico. Si spostano delle risorse
relative al comparto forestali da un capitolo a un altro capitolo
che ha una dizione più completa e più ampia che ci è stato
segnalato dal Dipartimento stesso.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.25.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento TAB.B.1 è rinviato alla finanziaria.
Pongo in votazione l'intera Amministrazione Risorse agricole e
alimentari.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Amministrazione Salute.
Si procede con l'emendamento del Governo TAB.B.28.
BIANCHI, assessore per l'economia. Questo è il finanziamento di
quanto previsto dalla norma già approvata da questa Assemblea
relativo al finanziamento per i primi mesi della SAS, la legge, ora
non ricordo esattamente il numero della legge, è una variazione di
bilancio conseguente all'approvazione della norma relativa alla
copertura degli oneri per la SAS per i primi mesi dell'anno.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che su questo emendamento il
Governo deve essere un attimino, dovrebbe rifletterci un attimo per
un motivo molto semplice. Questo emendamento di fatto cozza sia con
la legge che abbiamo fatto che era una anticipazione di risorse
alla sas e cozza anche con l'articolo 11 poi della finanziaria.
Sostanzialmente perché c'è questa discrasia. Perché da un lato si
dice che dovremmo fissare il limite in 38 milioni di euro annuale,
.il fatto che successivamente poi negli anni è una cifra destinata
a crescere questa. Qua invece riconoscendo per 3 mensilità, 14
milioni di euro, arriviamo a circa 44 milioni di euro. Quindi io
dico, se è possibile, accantoniamo un attimino questo emendamento,
andiamo oltre e poi ci ritorniamo. L'Assessore Bianchi verificherà
con gli Uffici se è compatibile e congrua questa somma o può essere
ridimensionata così come noi auspichiamo, nel contenimento della
spesa, e poi può essere anche apprezzato.
BIANCHI, assessore per l'economia. Adesso vado anche qua,
l'approfondimento lo possiamo sempre fare, onorevole Falcone. Però
questi sono i 4/12 con il taglio previsto dalla norma. Non è che
abbiamo margini. La legge 23 del 2013 prevede esattamente per 4/12
lo stanziamento che noi copriamo con questa variazione di bilancio,
come facciamo a modificare. Ovviamente abbiamo gli altri 8/12 che
saranno finanziati nella finanziaria. Però i 4/12 già autorizzati
con la norma precedente vanno inevitabilmente coperti.
Lei, onorevole deve vedere però quanto è autorizzato dalla legge
23 del 2013, dalla legge in cui abbiamo autorizzato i primi 4 mesi.
Se vogliamo approfondirlo un attimo possiamo anche accantonarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento TAB B 16, primo firmatario
l'onorevole Panepinto. E' ammissibile questo?
PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente per l'assessore, visto
che l'assessore alla salute ha manifestato informalmente
disponibilità che il passaggio in finanziaria, considerato che i
fondi globali, il bilancio ne è privo, poi in finanziaria diventa
oggetto. Se lo puoi esprimere verbalmente, assessore, anziché con
la gestualità è meglio.
In Sicilia ci sono consultori laici e religiosi solo in territori
dove la presenza, diciamo pubblica, è ridotta a situazione
marginale e continua ad essere una parte con finanziamento
pubblico, ma chiaramente è più attività di volontariato perché la
richiesta è 270 mila euro per una decina di consultori sparsi in
tutta la Sicilia per continuare a svolgere quella missione che
avevano avuto al momento, assistere soprattutto il mondo femminile
che le sue debolezze.
PRESIDENTE. Scusate, l'emendamento ha detto poc'anzi l'onorevole
Panepinto che se c'è un impegno del Governo a trattarlo in
finanziaria, si tratterà in finanziaria.
No, siccome c'era una rincorsa ad apporre la firma
all'emendamento.
TURANO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
BIANCHI, Assessore per l'economia. Confermo l'impegno ad
affrontarlo in finanziaria. Dato che abbiamo finito l'articolo,
approfitto pure per chiarire ulteriore all'onorevole Falcone
riguardo l'emendamento precedente.
Mi confermano gli uffici che per i 4/12 la spesa è esattamente
19.177 milioni autorizzata dalla precedente legge quindi qualunque
eventuale riduzione si può smaltire, spalmare, sui restanti 8/12
non ancora autorizzati con norma.
Su questo, lo stanziamento è già previsto da una legge approvata
da questa Assemblea, quindi siamo vincolati a questo tipo di
variazione di bilancio.
Il tema trova risposte, inevitabilmente, in finanziaria dove
invece si finanziano gli altri 8/12 con lo stanziamento di cui lei
diceva.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, quindi insiste sull'approvazione di
questo emendamento?
BIANCHI, assessore per l'economia. Si, assolutamente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab B 28. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intera Amministrazione Salute, così come
risulta nel testo emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Amministrazione Territorio e ambiente.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, sulla Amministrazione Territorio
c'era un mio emendamento che riguardava l'integrazione delle somme
per la gestione delle riserve, dei parchi.
PRESIDENTE. E' inserito tra quelli alla finanziaria.
Pongo in votazione la Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Amministrazione Economia.
Sono stati presentati degli emendamenti.
L'emendamento TAB B 3 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento TAB B 26, a firma del Governo. E' stato
presentato un emendamento di uguale contenuto dall'onorevole
Falcone.
Si ricorda che, qualora venisse approvato l'emendamento del
Governo, il 19 risulterà assorbito, se respinto si verrà precluso
l'esame dell'emendamento 19.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Si tratta di un trasferimento
di quaranta milioni dai fondi di riserva ai fondi destinati a
fronteggiare gli effetti finanziari, sui saldi di bilancio,
dell'eliminazione dei residui attivi.
E' un primo passo di quel processo che completeremo in
finanziaria.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, ritengo che
l'emendamento a firma del Governo, cambi poco.
Mi sembra più superfluo che di sostanza, più di apparenza che di
sostanza.
Abbiamo quattro capitoli che non dovremmo toccare, si tratta dei
capitoli 215727, il 215701, il 219202, il 219205.
Se noi da un capitolo li spostiamo ad un altro, copriamo un buco
ma ne creiamo un altro.
E' come una coperta Questa coperta - se l'Assessore ne ha la
capacità - o viene allungata in modo tale da coprire tutto il letto
oppure non si è concluso niente
Meglio lasciarla così com'è Collocata laddove è, perché questi
emendamenti che danno la sensazione o l'impressione di aggiustare
qualcosa, ne aggiustano una ma ne sfasciano un'altra.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB B.26, a firma
del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Risulta, altresì, precluso l'emendamento TAB B.19. Pongo in
votazione la Amministrazione Economia. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intera tabella B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2 Stato di previsione della spesa ,
fatte salve le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Elenchi
1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
descritte nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione della
spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
regionale per l'economia la facoltà di cui all'articolo 28, comma
2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 sono descritte nell'elenco
n. 2 annesso allo stato di previsione della spesa».
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Totale generale del bilancio annuale
1. E' approvato in 23.087.737 migliaia di euro in termini di
competenza ed in 18.181.490 migliaia di euro in termini di cassa,
il totale generale dell'entrata ed il totale generale della spesa
del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2014».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.1.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE., relatore di minoranza. Assessore, alla luce degli
emendamenti che abbiamo approvato alla tabella A, questo
emendamento è sempre attuale? Vorrei evidenziare che la tabella
A, A1, A2 e, soprattutto, la tabella A4, ha modificato sia le
entrate che le spese. Questo emendamento è stato predisposto
antecedentemente a queste modifiche. Vorrei capire se dobbiamo
regolarizzare o meno.
PRESISENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI., assessore per l'economia. Favorevole. In relazione a
quanto diceva l'onorevole Falcone, preciso che manca solo
l'ultimo emendamento aggiuntivo; però mi dicevano che è prassi
che poi si può fare un aggiustamento tecnico conseguente
all'approvazione degli altri articoli.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Allegati
l. Per l'anno finanziario 2014 le unità previsionali di base e le
funzioni obiettivo sono individuate, rispettivamente, negli
allegati n. 1 e 2 alla presente legge».
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura e si pone in votazione l'articolo 6, bilancio
pluriennale del disegno di legge la cui discussione si sospende per
passare all'esame della tabella C e della tabella D del bilancio
pluriennale.
Non sono stati presentati emendamenti.
Si esamina lo Stato di previsione delle entrate per il triennio
2014-2016, tabella C dell'Unità previsionale di base, pagina 249,
per chi sta seguendo sul faldone, Avanzo finanziario, economie,
entrate di pertinenza di tutte le altre amministrazioni.
Pongo in votazione la tabella C. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si esamina lo Stato di previsione della spesa per il triennio 2014-
2016, tabella D, Disavanzo finanziario presunto, Presidenza della
Regione, Attività produttive, Beni culturali, economie, energie e
servizi di pubblica utilità, famiglie, politiche sociali e lavoro,
autonomie locali e funzioni pubbliche, infrastrutture e mobilità,
istruzione e formazione professionale, risorse agricole e
alimentari, salute, territorio e ambiente, turismo, sport e
spettacolo.
Pongo in votazione la tabella D, così come è stata letta. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pongono separatamente in votazione le tabelle C e D del
bilancio pluriennale e quindi l'articolo 6 cui è annesso l'elenco
numero 5, fondi occorrenti a carico del triennio 2014-2016 per far
fronte agli oneri dipendenti da nuovi provvedimenti legislativi. Si
precisa che sono fatte salve le modifiche conseguenti
all'approvazione della legge Finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'articolo 7, Quadri, e lo si pone in votazione,
precisando che i quadri riassuntivi sono quelli risultanti dalle
modifiche approvate dall'Aula nel corso dell'esame del bilancio a
legislazione vigente, sono pertanto fatte salve le ulteriori
modifiche conseguenti all'approvazione della legge Finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'articolo 8 conclusivo dell'articolato del
disegno di legge e lo si pone in votazione.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo concluso l'esame del bilancio, si sospende quindi l'esame
stesso a legislazione vigente prima del voto finale per passare
all'esame del disegno di legge Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale (n.
670/A) (Seguito)
Quindi, abbiamo concluso in questo momento proprio l'approvazione
del bilancio.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, dicevo nelle more che si iniziasse a trattare la legge di
stabilità, per la quale, secondo me, servirebbe un momento di
riflessione e, quindi, per la cui trattazione chiediamo un rinvio,
sarebbe utile, forse, ipotizzare di esaminare gli ordini del giorno
che ci sono nel frattempo, o no? O lo facciamo alla fine?
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno li tratteremo alla conclusione
di tutto.
Onorevoli colleghi, sospendiamo per cinque minuti, magari sentirò
informalmente i Capigruppo, per riprendere eventualmente, se siamo
d'accordo, con l'esame del bilancio dell'Assemblea e, a seguire,
con la Finanziaria. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.04, è ripresa alle ore 17.20)
La seduta è ripresa. Ho sentito informalmente alcuni gruppi
parlamentari. Andiamo avanti con il Rendiconto delle entrate e
delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2012 , a seguire Progetto del bilancio interno
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2014 e
continueremo con la discussione sulla Finanziaria.
Dei tre questori, due hanno già preso posto. L'onorevole Oddo non
è in Aula.
dell'ARS, per l'anno finanziario 2012.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2012 (Doc. numero 144)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2012 (Doc. numero 144).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi per svolgere la
relazione
RINALDI, Deputato Questore. Signor Presidente, signori Assessori,
onorevoli colleghi, si presenta per l'approvazione, ai sensi
dell'articolo 77 del Regolamento interno, il Rendiconto delle
entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per
l'esercizio finanziario 2012 approvato dal Consiglio di Presidenza.
La spesa complessiva nell'anno è stata pari a 165.404.756,53 euro;
rispetto al dato consuntivo dell'esercizio 2011 di 165.887.657,24
euro si è registrata una modesta ma significativa diminuzione dello
0,29 per cento. Considerato il tasso d'inflazione rilevato nel 2012
(l'indice armonizzato dei prezzi al consumo medio nel 2012 risulta
del 3,3 per cento), la diminuzione in termini reali è stata di
circa il 3,6 per cento.
Il dato conferma un punto di svolta rispetto all'andamento della
spesa registrato negli ultimi anni; a maggior ragione se si
considera che il 2012 rappresenta un anno anomalo di
stabilizzazione della spesa rispetto ai precedenti perché ha avuto
termine la Legislatura e si sono quindi verificati i flussi di
spesa aggiuntivi che tipicamente contraddistinguono gli anni di
fine e inizio legislatura.
La determinazione del Consiglio di Presidenza di adottare misure
per il contenimento della spesa attraverso l'adozione di
provvedimenti, in parte di recepimento di analoghe delibere
adottate dal Senato della Repubblica, sta cominciando a dare i
primi risultati.
Le risorse liberate dai risparmi conseguiti hanno contribuito a
finanziare il fabbisogno derivante dalla naturale crescita di
alcune spese obbligatorie e, soprattutto, a far fronte all'aumento
delle spese in conto capitale necessarie a conservare e ad adeguare
alla normativa sulla sicurezza il pregevole patrimonio immobiliare
dell'Assemblea.
La diminuzione della spesa sarà più consistente nel prossimo
triennio 2013-2015, nel quale si concretizzeranno effettive e
progressivamente crescenti diminuzioni del totale della spesa sulla
base della reale operatività del piano di risparmi avviato con
l'inizio della legislatura, le cui basi sono state elaborate con il
bilancio di previsione del 2013 approvato dall'Aula e che ha
sancito una diminuzione della dotazione finanziaria a carico della
Regione di 10 milioni di euro.
Il risultato conseguito è stato coerente con gli indirizzi di
contenimento della spesa previsti nelle "Linee guida dell'azione
amministrativa per l'anno 2012", conseguendo l'obiettivo della
diminuzione totale della spesa attraverso il contenimento della
spesa corrente a favore dei necessari interventi in conto capitale,
invertendo il trend di crescita degli anni precedenti.
Per quanto concerne le entrate a consuntivo sono risultate pari,
nel complesso, ad euro 173.376.235,55, in aumento dello 0,74 per
cento rispetto al dato del 2011.
La struttura del Rendiconto pone a confronto per ogni singolo
articolo le previsioni iniziali di entrata e di spesa, le
previsioni assestate, cioè comprensive delle variazioni intervenute
durante l'esercizio, e le effettive entrate e uscite registrate
nell'anno.
Gli andamenti delle entrate e delle spese si riflettono
sull'entità dell'avanzo di esercizio che nell'anno 2012 ammonta ad
euro 7.971.479,02.
Quest'ultimo scaturisce dalla differenza, rispetto alle previsioni
iniziali, fra le minori entrate conseguite di 1.836.984,52 euro e
le minori spese sostenute pari a 9.808.463,54 euro. In termini
assoluti l'avanzo è il risultato dalla differenza tra le entrate
effettive totali di 173.376.235,55 euro e le spese complessivamente
registrate pari a 165.404.756,53 euro. Nell'allegato A è riportata
la rappresentazione sintetica del risultato finanziario. Tale
avanzo, in ottemperanza all'art. 27, comma 5, del RAC sarà iscritto
tra le entrate degli esercizi finanziari successivi.
Di seguito Presidente sono riportate tutte le entrate e nello
specifico i risultati che emergono dall'esame dei risultati
registrati durante l'esercizio finanziario 2012, che, prego i
colleghi, se vogliono dare un'occhiata per evitare di leggere tutta
la rendicontazione sia dell'entrate e dell'uscita e delle spese
correnti e quindi chiedo ai colleghi di passare alla votazione
direttamente.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. Signor
Presidente, questo è il bilancio che nelle sue intenzioni doveva
essere cristallino. Già in partenza vi è un anomalia perché avete
approvato il bilancio con una postazione di bilancio diversa da
quella che il Governo aveva posto.
RINALDI, Deputato Questore. Stiamo parlando del rendiconto 2012.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggendo il
rendiconto delle entrare e delle spese del 2012, vorrei capire,
perché solamente leggendo la prima parte non lo posso votare perché
quando si dice che vi è stata una diminuzione dello 0,29 per cento
e, invece, scorrendo si legge che considerato il tasso di
inflazione rilevato nel 2012 l'indice armonizzato dei prezzi al
consumo medio del 2012, risulta del 3,3 per cento. La diminuzione
in termini ideali è stata di circa il 3,6 per cento.
Volete spiegare che significa tutto questo all'Assemblea? Grazie.
RINALDI, Deputato Questore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI, Deputato Questore. Onorevole Vullo, se legge interamente
il secondo periodo si sostiene che la spesa complessiva nell'anno,
è stata pari, a 165 milioni, rispetto al dato consuntivo 2011, come
spesa abbiamo 165, quindi per la nostra spesa c'è uno 0,29 per
cento, però se lei considera rispetto al tasso, l'indice di
armonizzazione dei prezzi di consumo che risulta 3,3 per cento, la
diminuzione riportata a questi parametri è di circa il 3,6 per
cento, cioè è un dato maggiore rispetto a quello effettivo che
abbiamo avuto; ma se lo compariamo all'indice armonizzato dei
prezzi di consumo risulta più alto.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del Documento contabile numero 144.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che quello
che sto per dire rappresenta un po' una particolare delicatezza, ma
mi sono sempre assunto le mie responsabilità in tutto quello che ho
detto e che ho fatto.
Ritengo che il Presidente dei Deputati Questori, per ciò che mi
rappresenta, non può delucidare o quanto meno rappresentare i
Deputati Questori visto che la nota vicenda - che non voglio
entrare nel merito, ma che comunque noi tutti conosciamo - ritengo
che ho letto che in più occasioni si sarebbe dimesso da Deputato
Questore e non l'ha mai fatto.
Per tale ragione, per non entrare in polemica, io abbandono l'Aula
e vado via perché non mi sento, ancora una volta ribadisco,
rappresentato da chi non ha le caratteristiche per poter
rappresentare l'Organo più importante di quest' Aula.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
sul bilancio, però poi ho pensato che tanto questa Assemblea quello
che vuole fare, questa Presidenza, quello che vuole fare fa.
Quindi, interverrò sulla discussione generale.
Intanto, la prego e la invito, le prossime volte che finisco il
mio intervento, a moderare i toni perché sta parlando con una sua
collega e con una parlamentare eletta. Quindi, io non faccio show,
nessuno in questa Aula del mio Gruppo parlamentare fa show e non
le permetto di dirmi che facciamo passerelle . E, forse, nasce da
questo il disguido. Noi quando veniamo qua a parlare di tagli, a
parlare di trasferire delle somme da chi ha troppo a chi non ha
niente, non facciamo passerelle. Noi queste cose le crediamo
davvero. Noi le pensiamo veramente. Ed è questa la grande
differenza tra il Movimento 5 Stelle e chi c'è dentro quest'Aula.
(Brusio in Aula)
Forse, voi non vi rendete conto perché credete che noi agiamo
come avete sempre fatto
PRESIDENTE. Un po' di rispetto per il Parlamento siciliano
Onorevole Ciancio, usi rispetto al Parlamento siciliano
CIANCIO come avete sempre fatto in quest'Aula, che qui sul
pulpito si dice una cosa e poi se ne fa un'altra Noi veniamo qua e
parliamo
PRESIDENTE. E, infatti, lei sta sul pulpito
CIANCIO. Noi parliamo esattamente come è nel nostro stile e come
pensiamo. La prego di non interrompermi
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, adesso sta esagerando
CIANCIO. Siccome vedo che si sono accesi i toni .
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, so che lei vuole lo scontro
istituzionale perché lei pensa che io faccia il suo gioco.
CIANCIO. Io non voglio nessuno scontro Ma lei ha dimostrato
PRESIDENTE. Guardi che non è così Perché sui numeri non ci siamo
perché lei intervenendo in precedenza ha commesso un errore di
lettura e contabile. Perché siccome siete attenti, dovevate sapere
che il bilancio dell'Assemblea lo fa l'Assemblea, non lo fa il
Governo. La dotazione la stabilisce l'Assemblea, non il Governo.
Lei, intervenendo precedentemente, siccome voleva mandare un
messaggio all'esterno - essendo autolesionisti, a modo suo questo
Parlamento - avrebbe dovuto dire che rispetto alla previsione di
bilancio c'era addirittura un aumento di due milioni. E non è
assolutamente così Perché abbiamo ridotto il bilancio, rispetto
all'anno precedente, di tre milioni.
Per cui, siccome i numeri sono incontrovertibili non consento a
nessuno, di nessun partito, di nessun Gruppo politico, di venire
qui e buttare ancora fango su questo Parlamento Perché le
ribadisco che, rispetto agli altri Consigli regionali, siamo in
media su quello che riguarda il costo della politica.
E poi guardi, onorevole Ciancio, glielo dico con la massima
franchezza, se si voleva effettivamente contribuire alla riduzione
della spesa bastava votare il decreto Monti.
CIANCIO. Allora, signor Presidente, continuo. Nello stanziamento
del Governo c'erano 47 milioni. E' evidente che, per come ci siamo
sempre posti, qualsiasi riduzione per noi va bene, anzi più
tagliamo meglio è. E, le ripeto, perché l'avevo già accennato poco
fa, che lei mi avrebbe risposto che i tagli c'erano già stati.
Però, io le ribadisco che questi tagli non sono sufficienti e se la
Presidenza e tutto il Consiglio di Presidenza avesse fatto un
minimo sforzo e avesse tagliato ancora lì dove si può tagliare,
Presidente, anche perché mi deve spiegare a cosa servono i
comandati, a cosa servono le migliaia di euro per il vestiario, a
cosa servono le spese di rappresentanza, a cosa servono le migliaia
e migliaia di euro per voci che si ripetono in continuazione. Noi
chiediamo sacrifici agli altri, ma non ci facciamo mancare niente;
è questa la verità
In una situazione economica in cui avremmo potuto dire che la
Sicilia stava bene e che tutti avevano qualcosa, io posso capire
questo ragionamento, il decoro del Palazzo, il rispetto per le
istituzioni e così via, ma in un momento di crisi come questo
tagliare 2 milioni in questo Palazzo da un bilancio di 149, 147,
152 quelli che sono, sarebbe stato veramente un messaggio nobile.
Io preannuncio la presentazione di un emendamento perché
possibilmente dai fondi, dagli avanzi di amministrazione è
possibile recuperare qualcosa da dare, per esempio, al capitolo o
alla legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche che non
ha nulla, che sono 200 mila euro in questo momento.
Visto che vogliamo fare qualcosa di concreto prendiamo quei 2
milioni di prima o prendiamo qualsiasi somma che deciderà il
Consiglio di Presidenza, di cui ovviamente non facciamo parte, e
diamoli invece alla legge per l'abbattimento delle barriere
architettoniche.
Qua, quando si vuole fare qualcosa si riescono a trovare tutti i
cavilli possibili ed immaginabili per farla, quando non si vuole
fare si reputa semplicemente inammissibile qualcosa o semplicemente
si dice che un trasferimento di questo tipo non si può fare chissà
per quale motivo.
Un po' di coerenza chiedo, Presidente.
PRESIDENTE. Come è a sua conoscenza, onorevole Ciancio, lei sa che
il bilancio dell'Assemblea non è emendabile.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche meno di 5
minuti per un paio di considerazioni perché nel seguire gli
interventi dei colleghi, cittadini del Movimento 5 Stelle, non si
può non riflettere su un fatto. Ogni volta che si arriva qui in
Aula e si accende la telecamera vengono fatti degli annunci che
hanno, come ho già detto nel mio precedente intervento tempo fa,
molto di populismo e di demagogia.
Una domanda semplicissima che mi pongo è la seguente: quando si è
parlato de decreto Monti, io ricordo perfettamente l'intervento
dell'onorevole Cancelleri, il quale attacca, smonta, dice che
questa Assemblea non fa altro che girare attorno, che non si farà
nessun taglio, parla di tutto, però, probabilmente, per
dimenticanza omette di parlare dell'unico punto che forse vale la
pena di trattare in quella legge che noi abbiamo approvato e cioè
di quel cavillo che dice fatti salvi i contratti in essere al 31
dicembre , omette di parlare di questo.
Come mai una persona così attenta, come l'onorevole Cancelleri,
omette di parlare di questo punto? Poi, scopro che questi soldi,
questi contratti erano già stati addirittura attivati dal Movimento
5 Stelle.
Allora, la domanda che mi faccio è da quale bilancio di Assemblea
loro ricevono i 3.180 euro per l'esercizio del mandato
parlamentare? Sarà un altro fondo. Cioè, io non capisco come è che
da un lato si attacca a spron battuto davanti alle telecamere, però
poi, di fatto, magari si omette di parlare delle cose più
importanti, perché se l'onorevole Cancelleri fosse stato coerente
doveva dire che quella legge, quella della spending review,da noi
approvata, doveva andare ad attaccare quel punto, quello che diceva
alla fine: fatti salvi i contratti posti in essere'. Non lo fa,
perché poi si scopre che anche il Movimento 5 Stelle evidentemente
da un'altra Assemblea, da un altro bilancio riesce ad avere i 3.180
euro che servono a pagare i contratti che scadevano il 31 dicembre.
Allora, delle due l'una: se si parla di coerenza o si parla di
coerenza in maniera chiara o si sceglie una linea oppure non si può
qui dentro fare i santi, i verginelli della politica e poi operare
in maniera diversa. Era soltanto una considerazione che volevo
condividere con l'Assemblea.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, certamente ci sono stati due
interventi fuori luogo. Non voglio dire chi li ha fatti, voglio
solo dire che potevano risparmiarseli. Sta ai deputati che sono al
di fuori dell'Ufficio di Presidenza esprimere disappunto o
approvazione.
Non mi stancherò, signor Presidente, di ricordare all'Assemblea
che questo è un gioco pericoloso che mortifica l'Assemblea, che
attiva un meccanismo contro l'Assemblea, contro il buon
funzionamento dell'Assemblea, contro i dipendenti dell'Assemblea
perché tagliare in modo indiscriminato, senza conoscere, senza aver
mai fatto parte dell'Ufficio di Presidenza - cosa che personalmente
non conosco - ma guardo il trend.
Il Presidente dell'Assemblea, nell'esposizione della questione, ha
con numeri evidenziato che c'è un trend che riduce la spesa. Un
conto, quindi, è ridurre la spesa in modo ponderato e programmato,
un conto è tagliare tout court - e meno male che l'Assemblea non lo
fa - perché questo scatenerebbe il panico, con soluzioni che poi
sarebbero emergenziali a danno, innanzitutto, dei lavoratori. Molti
deputati, non ho remore a dirlo, si stanno organizzando per
chiudere le segreterie nel territorio. Cosa facciamo, allora?
Riduciamo, tagliamo ancora
I siciliani si aspettano norme per il loro benessere, non si
aspettano queste norme-farsa che non risolvono i problemi Avete
fretta nel momento in cui si tratta di bilancio e finanziaria Se
si pongono delle domande, c'è fretta Ora, in questa sede, vi deve
venire fretta Ora, su un bilancio che non è emendabile, su un
bilancio che è rappresentato da tutti i Gruppi parlamentari
all'interno dell'Ufficio di Presidenza
CANCELLERI. Quasi tutti
MILAZZO GIUSEPPE Voi avete selezionato l'onorevole Venturino, con
il vostro metodo democratico, e voi ve lo piangete Questa è la
verità
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, come ben sa, intervengo raramente in
quest'Aula, ma credo che ormai siamo arrivati a limite di quello
che è il significato delle Istituzioni. Credo, infatti, che un
collega parlamentare, qualche minuto fa, non solo è stato fuori
luogo ma anche di cattivo gusto.
Mi spiace anche che lei, Presidente, non l'abbia ripreso perché
non dovevo venire in questo podio per dire queste cose.
Sappiamo che, al di là di quello che moralmente o non moralmente
sia corretto fare, l'etica appartiene alla coscienza di ogni
persona e nessuno può salire su questo podio dando lezioni di
morale ai colleghi deputati.
Per quanto riguarda quello che dal punto di vista legislativo è
corretto, sappiamo che c'è il disegno di legge anticorruzione' e
quindi l'onorevole Rinaldi non rientra in quella fattispecie.
Qui si parla solo di fatti morali. Allora, questi discorsi li
posso accettare solo da chi proviene da culture giustizialiste, ma
non da chi ha una cultura democristiana. Tutto questo è
inaccettabile.
Mi auguro che se dovesse ripetersi lei interverrà, signor
Presidente, e mi auguro anche che i colleghi del Movimento Cinque
Stelle la smettano con questo atteggiamento di antipolitica che non
aiuta nessuno, perché anche da loro non abbiamo niente da imparare
in quanto ognuno di noi fa il suo lavoro in silenzio. Io non sono
abituata ad andare sui giornali, mi rendo conto, di non essere al
passo coi tempi, ma lavoro con responsabilità e sacrificio tutti i
giorni e non accetto lezioni neanche da loro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi inviterei su questo argomento,
che appartiene alla sfera personale di ognuno di noi, se possibile,
di evitare di intervenire.
Il silenzio, onorevole Sudano, spesso è molto più eloquente,
perché ci sono delle cose che non si possono commentare. E' inutile
andare a parlare di Costituzione o altro. Non credo che bisogna
soffermarsi ancora su certi argomenti.
ODDO, Deputato Questore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO, Deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
condivido il senso delle sue parole, però credo che per il ruolo
che rivesto - e credo di parlare anche a nome dell'onorevole Paolo
Ruggirello - sentiamo l'esigenza di esternare la solidarietà al
Questore anziano, al collega, onorevole Rinaldi.
Ho l'onore da un anno di lavorare al suo fianco e posso dire che è
uno dei parlamentari con cui ho creato un rapporto umano, oltre che
politico, ma ho saputo apprezzare l'incredibile correttezza,
serietà e lealtà del suo comportamento. Un anno, che è stato
difficile, perché è stato un anno caratterizzato da un
restringimento della spesa, anche in queste ultime giornate questo
bilancio - voi l'avete visto dalla stampa - è stato oggetto da
parte dei dipendenti, di coloro che evidentemente attorno a questo
bilancio vivono di un clima di tensione. Lui con grande
correttezza, con grande lealtà l'ha sostenuto.
Sentivo il dovere, a nome del Collegio dei Questori, di esternare
all'onorevole Rinaldi questa nostra solidarietà.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Anch'io avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, prima le avevo dato la parola e mi
ha detto che non avrebbe parlato sul rendiconto. E ha rinunciato
difatti. Lei prima rinuncia e poi
GRECO GIOVANNI. Stanno parlando tutti sul bilancio, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Sul rendiconto e lei mi ha detto che rinunciava.
Allora, stiamo unificando la discussione. La discussione quindi è
unificata. Allora, poi, le darò la parola.
Onorevole Cancelleri, ha facoltà di parlare.
CANCELLERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la
discussione chiaramente è unificata per cui vado a prendere la
parola su tutti gli argomenti, soprattutto quello del bilancio
dell'Assemblea regionale.
Non lo voglio commentare, il che non significa che non lo commento
in maniera negativa, nel senso proprio che voglio rimanere neutrale
perché, non essendo all'interno del Consiglio di Presidenza,
dell'Ufficio di Presidenza, con nessuno dei nostri componenti,
visto che il nostro Gruppo parlamentare conta 14 deputati, non
abbiamo la possibilità di intervenire se non qui, in questa sede,
in Aula, attraverso degli ordini del giorno.
Questo chiaramente limita di parecchio quella che vorrebbe essere
la funzione di ogni Gruppo parlamentare, cioè, quella di apportare
delle migliorie, delle modifiche o comunque di fare sentire la
propria voce in disaccordo, in dissonanza rispetto a determinate
scelte.
Per cui, non mi va adesso di fare facili attacchi, qui dallo
scranno e dire che potevate tagliare, potevate fare Non mi
interessa. Però, le dico con forza e glielo ripeto: porti il
Movimento 5 Stelle all'interno del Consiglio di Presidenza perché
non è normale che lei taglia fuori una voce che è la seconda voce
politicamente rappresentata all'interno di questo Parlamento
regionale e che è il primo soggetto politico dell'Isola, almeno per
quello che attiene le elezioni regionali dell'ottobre 2012.
Mi perdoni, mi sembra una richiesta più che normale, più che
ovvia, vista che più volte ci siamo interfacciati, sentiti e mi
sembrava che questa potesse essere una strada percorribile.
Le ripresenteremo, come Gruppo parlamentare, due ordini del
giorno. Perché dico le ripresenteremo? Perché sono gli stessi
ordini del giorno presentati l'anno scorso, che sono stati
approvati da quest'Aula, che sono stati raccolti come indicazione
dalla sua Presidenza e che riguardano la riduzione delle auto blu
ad una unità, cioè per lei, per il Presidente dell'Assemblea
regionale, perché è giusto che le Istituzioni ne possano usufruire
e l'eliminazione (non fisica chiaramente) della figura dei
comandati. Quindi, l'azzeramento dei comandati dal Palazzo.
Tutte e due le indicazioni sono state prese in parte, perché è
vero che avete diminuito sia il numero delle auto blu che il numero
dei comandati all'interno di questo Palazzo, ci fa piacere, ma non
era quella l'indicazione. Ci riproviamo perché repetita iuvant e,
magari, l'anno prossimo riusciamo ad avvicinarci ancora di più ai
numeri che esprimiamo.
Lei diceva poc'anzi, in risposta alla mia collega, che se volevamo
fare la spending review dovevamo votare il decreto Monti.
Lei sa benissimo che noi non ci siamo accordati a quel disegno di
legge, non abbiamo voluto votare quel disegno legge perché noi
facciamo meglio, ma questo non glielo dico, perché lei vede ogni
mese la restituzione attraverso i bonifici che facciamo al conto
generale dell'Assemblea e che già è arrivato quasi ad un milione di
euro in un anno da parte di 14 persone, quindi credo che anche
questa, per la onestà intellettuale che le riconosco, forse se la
poteva anche risparmiare, con il rispetto che ho. E' giusto che ci
confrontiamo politicamente, però dobbiamo anche essere
oggettivamente veri, anche in questo caso.
E concludo il mio intervento dicendo semplicemente quello che non
avrei voluto dire, perché non mi piace in questo momento, però,
vede, gli attacchi poi personali di chi è stato eletto dicendo dai
palchi che avrebbe restituito, e mi riferisco al Vicepresidente
vicario di questa Assemblea, onorevole Venturino, che ci addita
sempre allo stesso modo.
Bene, io raccolgo i rimproveri da tutti i parlamentari che ci sono
qua dentro l'Assemblea regionale, tranne che da lui, perché mentre
gli altri non hanno mai detto che avrebbero restituito un solo
centesimo di euro, da lui, fino a quando non avrà il coraggio di
mantenere le proprie posizioni promesse agli elettori, non prendo
alcuna indicazione e non mi faccio dire come mi devo comportare
all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. Intanto, onorevole Cancelleri, la ringrazio per il
tono che ha usato e glielo dico veramente. Lei sa la stima che ho
nei suoi confronti, perché possiamo avere anche pareri discordi, ma
abbiamo sempre parlato con onestà tutti e due; quindi, la ringrazio
innanzitutto per il tono.
Mi dà l'opportunità di ribadire un concetto. Io ho messo
all'ordine del giorno dell'Ufficio di Presidenza la questione che
riguarda l'allargamento dell'Ufficio di Presidenza al Movimento
Cinque Stelle, perché io sono ben più contento di lei nel dare la
possibilità a tutti di esaminare non solo i bilanci ma tutti gli
atti amministrativi.
C'era qualcuno prima che richiamava il disegno di legge
anticorruzione. Devo dire che siamo stati i primi, non ci siamo
creati problemi nell'attuazione, nel senso che deve essere tutto
pubblicato sui siti. Chiaramente, abbiamo fatto un decreto a
decorrere dall'1 gennaio 2014; quindi, c'è già una legislazione
nazionale che ci indica questo percorso.
E' chiaro che la questione che riguarda l'allargamento
dell'Ufficio di Presidenza è molto più generale, perché è pur vero
che il Movimento Cinque Stelle ha avuto la possibilità di esprimere
un proprio componente. Quindi, non c'è stata mancanza di volontà
politica, tutt'altro, ma io stesso ho avuto modo di ribadire più
volte, in tutti i contesti, anche in Ufficio di Presidenza, che la
questione è di estrema attualità, ma mi si è posto il problema che
riguarderebbe l'allargamento a tutti i Gruppi che a quel momento,
al momento dell'insediamento, avevamo rappresentanza parlamentare e
non a caso io le cito la questione della Lista Musumeci.
Quindi, il problema lo dobbiamo vedere nella sua generalità.
Devo dire con la massima franchezza che la Lista Musumeci non mi
ha posto mai un problema nei termini così garbati ma perentori come
me lo pone il Movimento 5 Stelle.
Riprometto che, siccome è interesse di questa Presidenza dare atto
di tutto, possiamo trovare una soluzione perché si partecipi
all'Ufficio di Presidenza proprio perché per la massima lealtà
perché obiettivamente non c'è nulla da nascondere e, forse, mi
rendo conto con la partecipazione all'Ufficio di Presidenza molti
disguidi anche sulle cifre probabilmente si eviterebbero, quindi
sarebbe pure da conforto.
Per il resto, onorevoli colleghi, io vi invito nel rapportarvi nei
confronti dei colleghi di quest'Aula senza usare toni particolari
perché siamo un Parlamento, ci onoriamo di essere parlamentari,
esercitiamo una certa sovranità su questo territorio e diventa
obiettivamente sconveniente per tutti fare attacchi personali a
questa o quella persona. Quindi, nell'intervento che ognuno di noi
fa evitiamo di fare riferimenti specifici a persone.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TANCREDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, era
solo per darle un suggerimento, non tanto a lei come Presidenza, ma
soprattutto al nostro ex collega del Movimento 5 Stelle, per un
motivo molto semplice perché lui ci attacca sul fatto della
coerenza.
Quando noi parliamo di coerenza, quando uno viene scelto per la
seconda carica dell'Assemblea regionale siciliana e poi decide di
cambiare idea, deve avere la coerenza di dimettersi da
quell'incarico, perché quell'incarico non gli è stato dato per il
suo spessore politico, ma gli è stato dato in quanto faceva parte
del Gruppo politico più grosso del Parlamento siciliano. Tra
l'altro, le risolverebbe un grosso problema, che è quello
dell'Ufficio di Presidenza.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, al solito dovevamo parlare del
conto consuntivo e lei ha fatto parlare a tutti sul bilancio e mi
ha messo in difficoltà quando ho chiesto la parola.
Veda, Presidente, questo bilancio doveva essere l'inizio di una
riduzione della spesa. Come i colleghi sanno sulla spending review
ho votato contro, ma ho votato contro perché intendevo votare un
documento, una spending review, dove affrontavamo tutte le spese,
comprese le spese del Consiglio di Presidenza.
Veda, io ho lavorato un poco su questo Consiglio di Presidenza, Le
dico subito, e faccio una proposta a lei, che ho incontrato tre
problematiche sul personale. Il personale di ruolo. Lei è stato
capace, con la sua gestione, a mettersi pure contro il personale di
ruolo, bloccando la trattativa sulla indennità di funzione. Però,
non è questo che a me interessa riguardo al personale; lei sa che
oltre al personale di ruolo c'è il personale stabilizzato e il
personale esterno.
Proprio per rispetto all'Istituzione dove noi siamo, le faccio una
proposta, perché se questa proposta lei non la accetta, sono
obbligato a parlare del personale stabilizzato e del personale
esterno, che secondo me, proprio per quegli interventi dei miei
colleghi, che non dobbiamo buttare fango su questa Istituzione,
possiamo parlarne in un tavolo tecnico, senza che io proferisca
nessuna parola sul personale. Oggi, noi, come Istituzione, se non
diamo un segnale forte, mediatico, a cui lei è molto attaccato, su
una riduzione vera delle spese e dei privilegi che noi abbiamo, non
è un intervento con cui io voglio buttare fango su di noi. No
Facciamolo in un tavolo tecnico, lo potete fare con i capigruppo,
dove riguardo il personale possiamo fare una riflessione e dire se
stiamo operando bene o meno. Su questo aspetto una sua risposta.
Poi, lei diventa un pazzo quando parliamo della Federico II.
Nessuno vuole denigrare la Federico II, ma chiedere la
documentazione sull'attività che fa la Federico II è lesa maestà?
Penso che non è lesa maestà Penso che se si richiede la
documentazione, l'accesso agli atti della Federico II, che sta
interamente in piedi su trasferimenti dell'Assemblea. E' una
società in house o non è una società in house la Federico II?
All'onorevole Venturino: non è una cosa personale, glielo avevo
detto, è stato il più onesto di tutti.
Lei lo sa, Presidente, che esistono le erogazioni liberali? E'
possibile da parte sua farci avere tutte le erogazioni liberali che
ha fatto lei Presidente? E' possibile avere da tutto il Consiglio
di Presidenza le erogazioni liberali? E' una cosa che si può avere
o non si può avere?
MUSUMECI. Ma perché solo liberali? Anche di sinistra.
GRECO Giovanni. Vuole che le leggo questo elenco? Io non glielo
voglio leggere, sempre per rispetto di questa prestigiosa
istituzione. Ecco perché io con lei ho avuto degli scontri. Perché
lei pensa che uno che fa opposizione e che richiede l'accesso agli
atti sia una persona di cui bisogna guardarsi. No, ognuno di noi ha
un ruolo. E allora, è possibile fare questo tavolo tecnico e
parlare seriamente del personale?
Io penso che non sto chiedendo una cosa che non si possa fare con
la collaborazione di tutti i colleghi. Io penso sia una cosa -
diciamo - di buon senso e proprio per evitare di buttare fuori
tutte quelle discussioni che non ci sono in questa Assemblea ma che
appaiono poi fuori.
Io le preannuncio che presenterò un ordine del giorno proprio
perché dei suoi funzionari mi hanno convinto - perché ci sono
funzionari che aiutano questa Assemblea, questi deputati a fare la
loro attività interna - e quindi io mi sono convinto perchè
qualunque emendamento io avessi presentato noi ci saremmo scontrati
in quanto lei li avrebbe ritenuti inammissibili.
Pertanto, le preannuncio un ordine del giorno che hanno firmato
venti deputati assieme a me e di cui chiedo preliminarmente - già
glielo preannuncio - la votazione segreta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Greco. Non ci sono altri iscritti a
parlare. Dichiaro chiusa la discussione generale, stiamo parlando
del Rendiconto delle entrate e spese dell'Assemblea . E' chiaro
che il discorso è stato unificato per cui è chiusa anche la
discussione generale sul Bilancio dell'Assemblea.
Pongo in votazione il passaggio all'esame del documento contabile
VULLO. Signor Presidente, ho fatto semplicemente una domanda, ma
l'onorevole Rinaldi con il suo intervento non mi ha dato la
possibilità di intervenire. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Vullo, cortesemente se può
però intervenire pure sulla questione del bilancio dell'Assemblea.
Ci stiamo dilungando un po' troppo.
VULLO. La ringrazio, Presidente. Io vorrei cominciare con un fatto
quasi spiacevole perché magari l'onorevole Marco Forzese per
qualcuno avrà sbagliato, però qualcuno dimentica che dal 1947 da
quando cioè esiste questa Assemblea, per la prima volta un
presidente di una Commissione viene sfiduciato. Che poi neanche è
stato sfiduciato
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, io ho rivolto una preghiera a tutti
VULLO Non facciamo mistificazioni. E' successo un fatto
sgradevole. Io non mi sento di lapidare solo ed esclusivamente
colui il quale magari in un verso forse dispiaciuto Io credo che
se questo fosse successo a qualsiasi altro deputato qualcuno si
sarebbe arrabbiato, che gli scudi si sarebbero levati, non so
Allora l'onorevole Oddo può difendere chi vuole
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, si attenga all'ordine del giorno.
Parli del rendiconto.
VULLO. Allora, mi scusi, signor Presidente, dato che io mi devo
attenere all'ordine del giorno, all'onorevole Oddo e all'onorevole
Sudano ed ad altri come mai lei a loro non ha tolto la parola?
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Vullo, ma io non sapevo il tipo di
intervento che avrebbe fatto l'onorevole Sudano la quale
addirittura ha accusato questa Presidenza che avrei dovuto stoppare
prima
VULLO Perfetto e allora il fatto che è successo all'onorevole
Forzose? E' la prima volta che succede, è un fatto eclatante per
questa Assemblea o è un fatto che ci stiamo inventando, Presidente?
Me lo sto inventando? E' successo per la prima volta? Che lui ha
difeso una maggioranza ed è stato eletto e magari in maniera,
forse, anche sbagliata, se l'è presa con qualche deputato? Chiusa
questa parentesi, la voglio chiudere.
Sul bilancio dell'Assemblea. Mi sembra che l'onorevole Gianina
Ciancio che da questo pulpito è stata, in un certo senso, quasi
dilapidata abbia detto delle cose che sono, secondo me.
PRESIDENTE Onorevole Vullo, io le ho dato la parola questo
andare e venire.
VULLO Ma non mi fanno parlare
PRESIDENTE Ma che vuol dire non mi fanno parlare? Non sto
comprendendo io Scusate, facciamo concludere velocemente
l'onorevole Vullo e poi andiamo avanti con i lavori d'Aula che
abbiamo la finanziaria che ci aspetta.
VULLO. Io volevo dire solamente questo qua. Lei dice il bilancio
dell'Assemblea non è emendabile, giusto Però le sembra con questi
momenti che ci sono oggi in Sicilia, in Italia, che questa
Assemblea e l'Ufficio di Presidenza Perché se io le leggessi che
l'Ufficio di Presidenza incide rispetto alle indennità dei
deputati, le indennità dei deputati sono 16.258.000,00 euro,
l'ufficio di Presidenza sono 3.453.000,00 euro. Non era il caso da
buon padre di famiglia che l'Ufficio di Presidenza riducesse tali
spese?
Le consulenze. Siccome non avete scienziati ma avete persone
normali, se per l'anno 2014 magari si riducevano al 50 per cento,
sarebbe stato uno scandalo o no? Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del documento contabile numero
144.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa e del Titolo I - Entrate
effettive: capitoli I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal III
all' VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal I al
XVII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Spese in conto capitale: capitoli
dal XVIII al XXI.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXII
al XXVII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura degli allegati A, B, C, D, E, F, G, H, I ed L.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'intero Documento numero
144.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
dell'ARS, per l'anno finanziario 2012.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del Progetto di bilancio interno dell'ARS
per l'anno finanziario 2014 (Doc. n. 145)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto terzo
dell'ordine del giorno: «Progetto di bilancio interno
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2014»
(Doc. n. 145)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi, deputato Questore, per
svolgere la relazione.
RINALDI, relatore. Signor Presidente, mi dispiace che il mio amico
onorevole Forzese abbia fatto questa dichiarazione, che io sia
stato oggetto di attenzione da parte sua. E' probabilmente una
conseguenza e uno sfogo per qualche votazione subìta in prima
commissione, piuttosto che una questione che mi riguarda
personalmente. Io non ho mai replicato ad alcun articolo della
stampa, né ad alcune dichiarazioni fatte da colleghi, né a
sciocchezze dichiarate da alcuni esponenti politici di spicco e non
intendo farlo oggi in Aula, per evitare, chiaramente, eventuali
speculazioni.
Ho fatto una dichiarazione all'inizio dell'indagine, dichiarando
che sono fiducioso nell'operato della Magistratura. Ribadisco,
oggi, tale affermazione e con questo spero di chiudere qualsiasi
polemica. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto
di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del Documento contabile numero
145. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal III
all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal I al
XVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Spese in conto capitale: capitoli
dal XIX al XXII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal
XXIII al XXVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Si passa al preventivo per il triennio 2014-2016. Ne
do lettura insieme agli annessi ed allegati.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno: nn.
142,143,144,145,146,149,150,151,166,167,168,169.
Avverto che gli ordini del giorno hanno quasi tutti come oggetto
il contenimento della spesa, tra i quali c'è anche quello
presentato dall'onorevole Savona, che è stato Presidente della
commissione spending review'.
Ribadisco che l'ufficio di Presidenza, nell'ambito delle proprie
disponibilità, ha cercato, giustamente, di ridurre, quanto più
possibile, la spesa relativa a questo Parlamento.
Vorrei aggiungere soltanto una breve considerazione, perché poi
rimanga agli atti parlamentari. Poiché si è parlato della
Fondazione Federico II, preciso al riguardo che nell'ultimo anno la
Fondazione non ha più visto trasferimenti da parte della Regione
siciliana e della stessa Assemblea regionale siciliana, se non per
il contributo in ordine alla pubblicazione di Cronache
parlamentari .
A questo contributo va aggiunta la somma di soli 30 mila euro,
assegnata dalla tabella H del 2013, per i progetti realizzati in
soli quattro mesi, dal mese di ottobre a dicembre dell'anno
trascorso. Gli eventi a cui mi riferisco sono:
- Sulle orme di Federico . Un viaggio lungo gli itinerari
federiciani che ha attraversato la Sicilia (Palermo, Salemi,
Castelvetrano, Enna, Messina, Catania, Augusta e Siracusa). Vi
hanno partecipato studiosi, docenti e circa 10 mila ragazzi delle
scuole;
- Guida per un giorno . Progetto in corso realizzato con le
scuole dei quartieri Zen e Cep di Palermo, aree a rischio e disagio
sociale della città. Centocinquanta ragazzi delle scuole elementari
e medie verranno formati come piccole guide, con il contributo
formativo del personale della Fondazione e delle associazione delle
Guide turistiche. Alla fine produrranno una guida per ragazzi,
interamente illustrata dagli studenti coinvolti nel progetto.
- 1943 - Lo Sbarco in Sicilia e il nuovo mondo . Convegno
internazionale realizzato con i Dipartimenti di storia delle
Università di Palermo, Messina e Catania, sullo sbarco degli
americani che ha segnato per due giorni un'affollata presenza di
studiosi, studenti e pubblico nella Sala gialla dell'ARS.
- C'era una volta in Sicilia . I cinquant'anni del Gattopardo .
La mostra - che invito tutti voi a visitare - riguarda i
cinquant'anni del Gattopardo. Ne ha parlato anche la stampa
nazionale. La mostra realizzata dalla Fondazione con il Centro
sperimentale del cinema di Roma, la Fondazione Visconti,
l'Assessorato del Turismo della Regione siciliana e la Casa
cinematografica Titanus, continua ad essere visitata da migliaia di
persone, ed ha incassato dal 6 dicembre ad oggi, oltre 15.000 euro.
Onorevoli colleghi, posso dare anche un altro dato. Nell'anno
2013, i visitatori sono stati 350.000, per un incasso complessivo
di un milione 964.889,00 euro. Per fare un confronto: il resto dei
siti della provincia di Palermo ha registrato la metà delle
presenze e degli incassi del Palazzo Reale.
E' utile ricordare che il sito museale gestito dalla Fondazione è
l'unico in Sicilia - non per merito di questa Presidenza, ma per le
presidenze che mi hanno preceduto - munito di biglietto elettronico
e di sistema di controllo attraverso i tornelli in entrata e in
uscita. Cosa questa che assicura il controllo assoluto, giorno per
giorno, dei flussi finanziari. Ciò ho voluto ricordare per dovere,
poiché si è fatto cenno proprio alla Fondazione, che è uno di quei
risultati dei quali bisognerebbe andare orgogliosi. E' l'unico sito
museale - ripeto - con la peculiarità di cui ho detto e quindi non
possiamo fare al contrario di come fece re Mida, che tutto ciò che
si tocca diventa nero
Ribadisco che sono stati presentati numerosi ordini del giorno,
tra i quali due dell'onorevole Cancelleri che riguardano sia le
auto di rappresentanza che la questione del cosiddetto personale
esterno'. Ancora una volta, li faccio miei come raccomandazione.
Tranne uno che invito il primo presentatore, l'onorevole Germanà, a
ritirare, e che riguarda questioni regolamentari previdenziali. Si
tratta di materia molto delicata che chiaramente il Consiglio di
Presidenza ha già affrontato e che continuerà ad affrontare.
Convinto come sono che lo spirito di ciascuno di noi è quello di
creare quella necessaria empatia con il popolo siciliano, empatia
della quale, tutti noi abbiamo bisogno.
GERMANA'. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 169 a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ribadisco che faccio miei questi ordini del giorno, nel limite del
possibile, si cercherà ulteriormente di ridurre la spesa.
A questo proposito, vorrei dire che quest'Aula ha votato la legge
sulla spending review, con la quale ha imposto all'Ufficio di
Presidenza di ridurre nell'arco di tre anni del 10 per cento le
spese per il personale e per il funzionamento. Correttamente,
l'Ufficio di Presidenza ha deciso, così come è giusto che sia, di
bloccare le indennità aggiuntive, per quello che riguarda il
personale, nelle more di avviare la contrattazione sindacale, cosa
che, nel rispetto delle regole e delle norme e consentitemi del
buon senso, abbiamo fatto. Dunque, faccio miei gli ordini del
giorno avendo già approvato il Rendiconto ed il bilancio
dell'Assemblea per il 2014.
Preciso ancora che il numero del documento concernente il
Progetto di bilancio interno dell'ARS per l'anno finanziario
2013', approvato nella seduta dell'Assemblea n. 39 del 29 aprile
2013, è il n. 143 e non il n. 141, come ivi riportato.
Pongo in votazione l'intero Documento numero 145 con gli annessi
ed allegati. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge n. 670/A
PRESIDENTE. Si passa alla discussione della finanziaria. Non
essendo presente l'assessore Bianchi, la seduta è sospesa per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 18.20, è ripresa alle ore 18.45)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende il quarto punto
all'ordine del giorno: Esame del disegno di legge n. 670/A
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di
stabilità regionale .
Ricordo che la discussione generale si è già svolta.
Si passa all'articolo1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
saldo netto da impiegare per l'anno 2014 è determinato in termini
di competenza in 226.035 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, è determinato per l'anno 2015
un saldo netto da impiegare pari a 272.366 migliaia di euro e per
l'anno 2016 un saldo netto da impiegare pari a 253.848 migliaia
di euro.
3. L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente e in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2014,
in 330.000 migliaia di euro».
Dichiaro inammissibile l'emendamento 1.1 degli onorevoli D'Asero,
Aloni ed altri.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie
1. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento dei
comuni di cui all'articolo 6, comma 6, per un ammontare complessivo
pari a 60.000 migliaia di euro».
L'articolo 2 è accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni in materia di residui attivi,
passivi e perenti e di equilibrio di bilancio
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2012 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2013, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 1, che vengono iscritte
in apposito elenco con decreto del Ragioniere generale della
Regione. Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2013. Qualora, a fronte
delle somme eliminate a norma del presente articolo, sussistano
crediti, si provvede al loro accertamento all'atto della
riscossione con imputazione al conto della competenza dei
pertinenti capitoli di entrata.
3. Le somme eliminate nei precedenti esercizi per perenzione
amministrativa agli effetti amministrativi relative ad impegni
assunti fino all'esercizio finanziario 2006, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2013, sono
eliminate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
medesimo. Con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai
sensi del presente comma. Copia di detti decreti è allegata al
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2013.
4. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2012 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2011, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2013 non corrispondano obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le modalità di
appalto.
6. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 4, che vengono iscritte
in apposito elenco con decreto del Ragioniere generale della
Regione. Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2013.
7. Entro il 31 marzo 2014, con decreto del Ragioniere generale
della Regione vengono individuati e iscritti in apposito elenco gli
impegni di parte corrente e di parte capitale assunti nel corso del
2013 per i quali siano venuti meno le ragioni dell'obbligazione,
ferme restando le disposizioni previste dal comma 3 dell'articolo
11 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, e che hanno concorso alla formazione dei
residui per il suddetto anno.
8. Entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto di cui al
comma 7, le amministrazioni interessate devono dimostrare
l'effettiva esigenza della conservazione dei residui di cui al
comma 7 e formulare una proposta di conservazione degli stessi con
un limite, comunque, non superiore al 40 per cento. I residui non
conservati vengono cancellati e iscritti in apposito elenco con
decreto del Ragioniere generale della Regione. Copia di detto
decreto è allegata al rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2013.
9. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, da emanare
entro il 31 maggio 2014, sono individuati e cancellati dal
bilancio, per una misura non superiore a quella delle somme
eliminate ai sensi del comma 8, i residui attivi aventi anzianità
superiore a 5 anni, per i quali i responsabili dei servizi
competenti abbiano analiticamente certificato il venir meno della
sussistenza delle ragioni del credito e il basso tasso di
riscuotibilità.
10. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del presente
articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni».
L'articolo 3 è accantonato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Accantonamenti tributari
1. Al fine di garantire il concorso alla finanza pubblica
nazionale, posto a carico della Regione per gli esercizi finanziari
2014, 2015 e 2016 dalle vigenti disposizioni nazionali, gli
accantonamenti tributari previsti nell'apposito fondo per il
concorso regionale agli equilibri di finanza pubblica sono
rideterminati, al netto delle somme di cui al comma 2, in 148.004
migliaia di euro per l'anno 2014, in 579.004 migliaia di euro per
l'anno 2015 e 679.004 migliaia di euro per l'anno 2016.
2. La quota delle risorse assegnate per interventi da realizzare
nell'ambito della programmazione regionale del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, destinata per l'esercizio 2014 alla
parziale copertura del concorso alla finanza pubblica, posto a
carico della Regione per il medesimo esercizio finanziario, in
attuazione del comma 8 dell'articolo 11 del decreto legge 8 aprile
2013, n. 35 e dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2013,
n. 9, è incrementata dell'importo di 260.000 migliaia di euro.
3. All'articolo 6, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 la cifra 679.784' è rideterminata in 148.004' e la cifra
819.314' è rideterminata in 579.004'.
4. Nelle more della definizione, in sede di intesa tra Stato e
Regione, del contributo regionale al concorso alla finanza pubblica
nazionale, le autorizzazioni di spesa riepilogate nella colonna A
dell'Allegato 2 sono ridotte degli importi indicati nella colonna B
del medesimo allegato.
5. Qualora in sede di intesa fosse determinato un concorso alla
finanza pubblica superiore a quello stabilito al comma 1, il
ripristino dell'autorizzazione di spesa ridotta ai sensi del comma
4 è operato mediante apposito disegno di legge di variazioni di
bilancio da presentare entro il 31 maggio 2014.
6. In caso di minore concorso alla finanza pubblica stabilito in
sede di intesa rispetto a quello stabilito al comma 1, la riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 è rimossa ed i
minori oneri a carico del bilancio regionale sono destinati ad
incrementare il fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).
7. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
del comma 6».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.R di
riscrittura dell'articolo. Questo è un articolo impegnativo. Per un
fatto regolamentare, noi abbiamo due emendamenti di identico
contenuto, sono emendamenti soppressivi, si discutono una volta
sola, a firma degli onorevoli Formica, Ioppolo, Musumeci, D'Asero,
Alongi, Cascio e, a seguire, il secondo, riguarda la soppressione
dell'articolo.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1
LOMBARDO. Signor Presidente, le chiedo di sospendere.
PRESIDENTE. Dove ci sono problemi, onorevole Lombardo, lei li
evidenzi, anche con un cenno ed accantoniamo. Io eviterei di
sospendere perché abbiamo sospeso, finalmente abbiamo incardinato;
se ci sono problemi nello specifico sugli articoli basta un cenno o
un breve intervento dal podio e possiamo accantonare e riprendere
nel momento più opportuno la questione. Non facciamo una
sospensione di carattere generale. Questo voglio dire.
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Bianchi,
sulla problematica relativa alle entrate tributarie, quindi, sulla
questione delle certezze delle previsioni del documento che ieri è
stato motivo di rassicurazione per quest'Aula, ebbi a dire ieri, e
lo ribadisco oggi, che sul problema delle entrate, quindi
tributarie, quindi le previsioni, gli accantonamenti, resta aperta
una partita che potrebbe portare un momento di incremento di
entrate anche allocabili o accostabili alla partita tributaria,
anche se extra tributaria relativa alla trattativa in corso che lo
Stato ha con la Regione siciliana di cui l'assessore Bianchi si era
impegnato a riferire a quest'Aula circa l'articolo 37 del nostro
Statuto.
Perché questa è l'occasione per ribadire questo principio? Perché
ritengo che, atteso che abbiamo un equilibrio di bilancio
difficile, con una spesa piuttosto pesante ormai incomprimibile e
strutturata e dall'altro non troviamo momenti di incremento delle
entrate, evidentemente ci candidiamo ad una crisi ineluttabile a
cui andiamo incontro.
Allora vogliamo capire quali devono essere le nuove opportunità
che consentono di realizzare nella direzione degli investimenti
produttivi momenti di sviluppo.
Diversamente di che cosa ci occupiamo, caro Presidente Ardizzone e
caro assessore? Solo di prendere atto di quelle che sono le spese
che abbiamo in maniera ormai fissa e strutturata e, quindi, nella
sostanza, non poter pensare a nessuna forma di iniziative
innovative per lo sviluppo, per il futuro di questa Sicilia?
Ritengo che su questo una risposta l'assessore Bianchi la dovrebbe
dare. Così come dovrebbe darci anche una risposta perché è
necessario, perché le entrate non solo tributarie ma generali, in
maniera indiretta possano, per questa Regione, diventare una
speranza; vanno definite anche alcune opere infrastrutturali di cui
anche l'assessore alle Infrastrutture può intervenire, che
prevedono - come ad esempio abbiamo detto ieri - il piano dei porti
turistici, un momento di sicura attrattiva per un piano
straordinario, che sul turismo in Sicilia si dovrebbe sviluppare.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho avuto modo
di sottolineare in Commissione Bilancio, per quanto riguarda il
tema dell'articolo 4, secondo me va corretta la dizione di cui al
primo comma, perché si apre una vicenda alquanto delicata e che
spero anche gli uffici di questa Assemblea possano approfondire.
La dizione di partecipazione al concorso per il risanamento della
finanza pubblica a carico della Regione , secondo me, pone una
discussione che, di fatto, negli anni, rispetto alle battaglie
portate avanti con lo Statuto della Regione siciliana, quasi
vogliamo totalmente abbandonare o chiudere.
Perché dico questo?
Giorni fa si è parlato dell'importanza dell'articolo 37 dello
Statuto della Regione Siciliana. Secondo questo articolo le imprese
che operano in Sicilia, sebbene hanno sede legale fuori dalla
Sicilia, dovrebbero pagare le tasse nel nostro territorio, cosa che
è diventata molto attuale anche a livello nazionale sul tema della
Web tax.
Ma questo tema, vuoi o non vuoi, ricorre e sicuramente è da
attenzionare, con la legge voto, che già all'ordine del giorno di
questa Assemblea all'articolo 36 dello Statuto, al secondo comma,
dove vi è scritto che le imposte di produzione sono riservate al
Bilancio dello Stato ed è già dal 1947 che con quella dizione la
Regione Siciliana partecipa al concorso del risanamento della
finanza pubblica nazionale versando - secondo l'articolo 36 dello
Statuto al secondo comma - le imposte di produzione al Bilancio
dello Stato. Ma vi è da chiarire il tema ad esempio dell'articolo
38 dello Statuto sul Fondo di Solidarietà Nazionale, che lo Stato
dovrebbe versare alla Regione siciliana, un quantum, secondo un
piano quinquennale di lavori pubblici, per riequilibrare i redditi
dei lavoratori siciliani con i redditi dei lavoratori del resto del
Paese.
Così come anche esiste ed è in atto una Commissione paritetica che
da tempo deve trasferire dei beni dello Stato che sono da inserire
nel bilancio della Regione. Ricordo come l'articolo dello Statuto
prevede che le caserme, tutti quei beni militari che sono in
disuso, dovrebbero essere di fatto beni della Regione e che ancora
oggi sono invece bloccate nella Commissione paritetica per la
verifica Stato-Regione, per fare in modo che questi beni potessero
essere di proprietà della Regione siciliana anziché ancora in
carico al bilancio della Regione.
Allora, condividendo la riscrittura dell'articolo 4, non apprezzo
favorevolmente il termine concorso di risanamento di finanza
pubblica perché la nostra Regione, a mio parere, da tempo e da
tanti anni concorre al finanziamento per il risanamento del
Bilancio dello Stato con gli articoli dello Statuto mai attuati e
mai resi prettamente operativi. Talché ritengo che questo articolo
così com'è può andare bene, ma riterrei che l'inciso di poter
definire questo articolo perché noi dobbiamo concorrere al
risanamento della finanza pubblica rispetto a ciò che il nostro
Statuto invece sancisce con forza e con norma costituzionale, mi
pare cosa veramente strana, quasi un modo di arrendersi rispetto
invece alle priorità che gli articoli 36, 37 e 38 e anche la stessa
attività della Commissione paritetica in questi anni sta portando
avanti e sta cercando anche di sollecitare. Grazie.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi, intervengo
solo per sottolineare la mia completa adesione all'intervento
dell'onorevole Cimino e nello stesso tempo per ricordare
all'Assessore, che bene ha operato in questo periodo in cui ha
fatto l'Assessore, che sarebbe opportuno tornare al Governo
nazionale per chiedere perché da almeno dodici anni quella
compensazione dell'articolo 38 non si è fatta; da almeno dodici
anni non riceviamo nessun contributo che è una compensazione, un
atto dovuto del Governo.
Quindi lì sarebbe opportuno fare un approfondimento e un
chiarimento perché qualche risorsa ci può essere utile.
Così come credo che sarebbe opportuno che il Governo, è notizia di
stamattina, cercasse di capire perché il Governo nazionale ha
deciso di far approdare questa nave dei veleni, delle armi
chimiche, qui vicino le nostre coste e non sappiamo che cosa
faranno e dove andranno a finire.
E come diceva il collega Venturino qualche giorno fa, gli articoli
36, 37 e 38 non sono un'espressione di volontà odierna, signor
Assessore; è un'antica motivazione che ha indotto il Governo
nazionale ad utilizzare il nostro territorio, le nostre coste e il
nostro ambiente deturpandolo e mortificandolo, prendendo tutte le
compensazioni possibili.
Lei deve sapere, sono certo che lo saprà, Assessore, che paghiamo
una quota della nostra bolletta dell'energia elettrica che da
cinquant'anni a questa parte viene utilizzata per rinnovare tutte
le linee elettriche del nord Italia e per farne di nuove.
Siamo felici di partecipare, siamo stati felici di partecipare al
rilancio dell'economia del Nord del Paese; siamo felici di
continuare a dare al Paese le risorse per sanare il bilancio; siamo
felici di aver dato al Paese la possibilità di mettere qui nella
nostra Regione tutti gli impianti e di petrolchimico pesante che
sono stati rifiutati dal resto del Paese.
Saremmo ancora più felici, Assessore, se un po' delle risorse che
abbiamo contribuito ad accantonare e ad accatastare nelle casse
dello Stato, potessero ritornare come da accordo dell'articolo 38.
Questo era giusto per sottolineare quanto sia importante.
Il prodotto esterno lordo, come ieri ho ricordato, può produrre,
per questa Regione, un introito di almeno 6 miliardi, extra
bilancio, che possono servire a rilanciare l'economia, a sanare i
debiti e, finalmente, a far partire l'attività produttiva che può
produrre un bel po' di posti di lavoro per questa disgraziata
Terra.
PRESIDENTE. Se non ho compreso male, all'articolo 4 c'è qualche
problema. Lo possiamo accantonare, onorevole Falcone. Stiamo
andando avanti, laddove non ci sono difficoltà. C'era una
riscrittura da parte del Governo. Ci sono stati una serie di
interventi in linea, tecnicamente auspicabili, nel senso che
vengono incontro all'esigenza di fare chiarezza sulla norma.
Onorevole Falcone, vuole intervenire?
Accantoniamo l'articolo 4.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche e integrazioni di norme in materia di entrate
1. Al fine di incentivare la partecipazione dei comuni
all'attività di accertamento tributario, per gli anni 2014, 2015 e
2016, la quota di cui all'articolo 8, comma 13, della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26, è elevata al 100 per cento.
2. All'articolo 13, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 sostituire le parole 20 per cento con 13 per cento .
3. Le tasse sulle concessioni regionali cui sono assoggettate le
autorizzazioni, licenze, abilitazioni o altro atto di consenso per
le attività comprese nelle tabelle di cui al D.P.R. 26 ottobre
1972, n. 641 e al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230, si
intendono estese alle Segnalazioni certificate di inizio attività -
SCIA, di cui alle vigenti disposizioni statali e regionali in
materia.
4. All'articolo 6, comma 6, della legge regionale 24 agosto 1993,
n. 24 è aggiunto il seguente periodo: ovvero mediante versamento
diretto, anche attraverso modalità telematiche, agli Uffici
dell'Istituto cassiere della Regione siciliana.'.
5. Alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, all'articolo 10 i
commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
4. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma 2,
lo svolgimento delle attività di liquidazione, accertamento e
riscossione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
può proseguire nelle forme e nei modi previsti dalla legislazione
vigente attraverso la stipula di apposita convenzione non onerosa
con l'Agenzia delle entrate.
5. Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2013 e non
oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
regolamento regionale previsto dal comma 2, la Regione per le
attività di controllo e rettifica delle dichiarazioni di cui
all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale IRAP, nonché
per il relativo contenzioso, si avvale dei competenti organi
statali nelle more della stipula della convenzione di cui al comma
precedente».
All'articolo 5 sono stati presentati tutta una serie di
emendamenti soppressivi. Assessore Bianchi, se magari vuole
spiegare il senso dell'articolo 5. Lo possiamo votare così, abbiamo
bisogno di un ulteriore aggiornamento?
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, l'articolo 5 prevede diverse norme in materia di entrate,
una particolarmente rilevante è proprio il primo comma che, in
un'ottica di responsabilizzazione degli enti locali, prevede il
trasferimento ai comuni del 100% degli introiti alla lotta
all'evasione fiscale.
Credo che questo sia un segnale importante di condivisione
dell'obiettivo della lotta all'evasione fiscale e di motivazione.
Ci sono, peraltro, altri interventi di vario tipo che riguardano
singole voci di entrata su cui abbiamo ampiamente dibattuto in
commissione bilancio. Essendo, pertanto, soltanto emendamenti
soppressivi non mi dilungherei oltre.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, volevo intervenire in merito al comma
2 di questo articolo 5. Com'è noto, quest'anno, il Governo voleva
riportare le royalty petrolifere dal 20 al 10% con franchigia.
Durante un ampio di battito avvenuto in commissione bilancio,
fortunatamente, si è riusciti, quanto meno, ad attenuare, tra
virgolette, il danno, approvando il 13% senza franchigia.
Nonostante ciò, l'intenzione del nostro Gruppo parlamentare è
votare, comunque sia, in maniera contraria a questo articolo.
Rimaniamo, quindi, coerenti a quella che è la nostra posizione
politica in materia di tutela ambientale poiché, soltanto qualche
mese fa, durante la scorsa finanziaria, c'eravamo battuti ed
eravamo riusciti a raddoppiare le royalty a queste multinazionali.
Un segno questo per la Sicilia e, soprattutto, un segnale per
l'Italia intera che, diciamocelo pure, è il paese dei balocchi
per i petrolieri rispetto agli altri Paesi nel mondo.
Non si è, inoltre, avuto modo di verificare quali siano gli
effetti finanziari dell'emendamento approvato durante la scorsa
Finanziaria, perché di fatto non è mai stato applicato e di circa
150 pozzi funzionanti in Sicilia, soltanto uno ci risulta essere
stato chiuso.
In merito a quello che ha detto ieri, inoltre, il Presidente
Crocetta, noi ci chiediamo e vorremmo sapere quali siano questi
grandiosi investimenti e, soprattutto, utili per la Sicilia che
vorrebbero fare queste grosse multinazionali, perché, finora, se
mettiamo sui piatti di una bilancia i benefici dell'avere ed
agevolare questo tipo di industria in Sicilia, tenendo conto
dell'inquinamento dell'aria, del suolo, del mare, dell'impatto
sulla salute, insomma la palese distruzione per il territorio e la
salute dei cittadini, che questo tipo di industria porta in
Sicilia, scusateci, ma noi crediamo che il gioco non valga la
candela .
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, l'articolo 5 è, sicuramente, un
articolo chiave di questa legge finanziaria perché, come diceva,
giustamente, l'assessore Bianchi, interpreta una serie di
importanti innovazioni in materia di entrate tributarie e di
imposte.
C'è un rapporto diverso che guarda ai Comuni, per esempio, con la
definizione di un'aliquota che i Comuni tratterranno al cento per
cento, una volta riscontrata l'evasione fiscale, quindi, anche dal
punto di vista etico, è una norma importante.
Vi sono altrettanti riferimenti, per esempio, ad un'imposta
fondamentale che è l'IRAP, su cui l'assessorato e il Governo
propongono una rivisitazione per una nuova governance di questa
importante imposta.
Riferendomi al comma 2, quello che abbatte l'aliquota, dal 20 al
13 per cento, per quanto riguarda i titolari di concessioni di
coltivazioni e, quindi, i produttori di idrocarburi, gassosi e
liquidi nel nostro territorio, mi sento di intervenire perché credo
che, se è accettabile la proposta di abbassare l'aliquota, per
favorire il mantenimento di importanti insediamenti produttivi che
nel nostro territorio ci sono, è pure vero che questo abbattimento
dovrebbe essere collegato ad una sorta di nuove regole o, per lo
meno, ad una sorta di richiesta di presentazione di un piano,
attraverso il quale importanti insediamenti produttivi del
petrolchimico, del chimico, che insistono in particolare nelle aree
a rischio, si adeguino alle nuove normative e si muovano in
condizione di tutela della salute delle popolazioni e di difesa del
territorio.
Mi sembrerebbe, cioè, non eticamente corretto e devo dire anche
iniquo, dal punto di vista della tutela degli interessi della
nostra popolazione, se l'abbattimento non fosse accompagnato da una
richiesta precisa di azioni positive che questi insediamenti
dovrebbero, a seguito di un riconoscimento del loro importante
ruolo nel territorio, avere nei confronti della tutela e della
salvaguardia della salute.
Credo che sarebbe un modo per incardinare dentro questo articolo
5, che è estremamente importante, al quale personalmente
attribuisco il mio favore, addirittura, per quanto riguarda
l'approvazione dell'intera legge Finanziaria e, invece, su altri
articoli ho qualche perplessità ma questo articolo 5 lo considero
estremamente significativo, soprattutto se agli impegni che qui
vengono sottoscritti. seguiranno fatti.
Pertanto, volevo chiedere all'assessore per l'economia Bianchi se
poteva in qualche modo riflettere sul comma 2, dando un segnale
reinterpretativo di questa proposta di abbattimento della quota.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda
l'abbattimento della tassa per l'estrazione di idrocarburi è stato
oggetto di una lunga discussione in commissione.
Oggettivamente non c'era la volontà da parte di nessuno, né del
Governo, né tanto meno dei componenti della Commissione di fare
regalie alle multinazionali. Semplicemente si è trattato di fare un
ragionamento, atteso che ci si è resi conto che l'innalzamento
della tassa, che è avvenuto l'anno scorso, ha prodotto da parte
delle multinazionali che estraggono gli idrocarburi un dimezzamento
delle estrazioni.
A fronte di un dimezzamento delle estrazioni c'è stata anche la
mancata coltivazione dei giacimenti, quindi, con minori
investimenti perché, ovviamente, le multinazionali preferiscono
andare a pompare laddove, per esempio in Calabria, dove la tassa è
del 10 per cento, come in tutto il territorio nazionale, anziché in
Sicilia. E questa cosa io la dico perché abbiamo fatto una verifica
con il sindaco di Gagliano Castelferrato, dove c'è un importante
giacimento, e abbiamo verificato che, rispetto all'anno precedente,
quest'anno le royalty che sono state versate al comune sono
esattamente della metà. Cioè, nonostante il raddoppio della tassa,
le royalty sono state dimezzate da un milione e mezzo di euro a 750
mila euro.
Penso che, così come è uscito dalla Commissione, come proposto dal
Governo, il 13 per cento senza franchigia, lasci un ottimo margine
sia alla Sicilia che ai comuni che percepiscono le royalty e, nello
stesso tempo, diamo un segnale anche ai fini del mantenimento dei
posti di lavoro.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volevo intervenire sull'articolo 5 perché è un articolo
che ha del pregio. Però, al contempo, è un articolo che va
migliorato e ne spiego anche i motivi: da un lato l'articolo 5, al
primo comma, consente e incentiva la partecipazione dei comuni
all'accertamento tributario, così come dice il decreto-legge n. 78
del 2010. Dall'altro lato, al secondo comma, consente la fissazione
della royalty per le aziende che fanno la coltivazioni di
idrocarburi e produzioni gassose al 13 per cento. E poi impone una
tassa sulla SCIA cioè sulla tassa che, di fatto, snellisce le
procedure nel settore urbanistico. Sono questi tre,
sostanzialmente, i commi importanti sui cui noi dovremo stasera
soffermarci.
Andiamo al primo comma. Al primo comma ci sono vari emendamenti
soppressivi e non sono stati fatti a caso ma vengono fatti perché
si ritiene che, parlando di meri accertamenti tributari',
l'articolo rischia di diventare quasi superfluo per un motivo molto
semplice: è normale che il comune che interviene sull'accertamento
tributario, nel momento in cui aumenta l'accertamento tributario,
sono tributi di carattere locale, quindi di competenza dello stesso
comune. Il d.l. n. 78, invece, proprio al comma 5, prevede anche
contributivi. Non a caso il Movimento 5 Stelle ha presentato un
emendamento dove dice eventualmente l'accertamento anche
contributivo e fiscale.
Chiaramente ci dovremmo qua scontrare con una competenza che forse
non sarà nostra, c'è qualche perplessità. Però, l'accrescimento in
percentuale nell'accertamento a favore dei comuni, è quando i
comuni possono accertare qualcosa che non è proprio. Perché se è
proprio è normale, prenderanno gli stessi propri proventi
tributari. Ecco perché, su questo primo comma, secondo me, dovremmo
articolare questa riflessione.
Secondo comma. Il Presidente Crocetta ha parlato di grossi
investimenti di queste grosse multinazionali. Ha detto che in
Sicilia ci sarebbero circa un miliardo di investimenti di queste
grosse multinazionali. Noi abbiamo fatto dei calcoli. Nel 2012
avevamo previsto un'entrata, con la vecchia percentuale del 10 per
cento, di circa 8 milioni e mezzo. Nel 2013, invece, è stata
aumentata e comunque abbiamo già avuto, non come ha detto il
Governo una riduzione delle entrate ma abbiamo avuto un
rafforzamento delle royalty tant'è che il Governo, nel primo
emendamento al bilancio, nel tab A1, ha inserito un nuovo
accertamento in entrata di ben 6 milioni e 400 mila euro,
ricollegandolo a 10 punti e non a 20 punti di royalty.
Per cui, a mio avviso, io direi che su questo c'è anche un mio
personale emendamento, insieme ai colleghi D'Asero ed altri, che
trova in un punto di equilibrio eventualmente fissare le royalty al
15%. Cioè, cosa voglio dire?
Quest'anno a queste grandi aziende vogliamo ridurre qualcosa? Ma
la dobbiamo ridurre senza esagerare perché la Sicilia non può
essere nemmeno preda e territorio di, se vogliamo, investimenti non
sempre utili per gli stessi siciliani.
Io direi soltanto, ad esempio, a Gela c'è una desertificazione, e
questo lo dovrebbe dire il Presidente Crocetta. L'Eni sta mettendo
in ginocchio quel grande polmone occupazionale che rappresentava
quello stabilimento.
Allora, delle due l'una. O queste aziende multinazionali vengono
qua ed investono un miliardo così come ci ha detto il Presidente
Crocetta. Allora, 3 milioni di euro, perché gira tra i 3 e i 5
milioni di euro, equivalgono 5 o 7 punti è cosa di poco conto per
chi vuole investire un miliardo di euro. Oppure non è vero che
queste aziende multinazionali vogliono investire veramente un
miliardo di euro. Cioè noi rischiamo di diventare deboli con i
forti e forti con i deboli. In questo senso qua noi dobbiamo capire
che su questo occorre trovare un punto di equilibrio.
Andiamo al terzo comma. Nel terzo comma, quando parliamo della
SCIA, abbiamo snellito le procedure concessorie, al contempo, però,
la mens legis nazionale cosa dice: ti vogliamo snellire le
procedure perché a te, piccolo imprenditore...'. Oggi un articolo
del Corriere della Sera, lo dice chiaramente: i piccoli
imprenditori pagano ben circa 45 giorni di un anno, come tempo, per
sostenere la burocrazia.
Quindi, è una spesa di burocrazia. Noi non possiamo ammazzare le
imprese se la burocrazia costa 5 miliardi l'anno, il titolare di
una piccola azienda lavora in media 45 giorni l'anno per tutti gli
adempimenti di legge. Allora, il legislatore cosa ha voluto fare
con l'introduzione della SCIA?
Da un lato ti introduco la SCIA e, al contempo, ti riduco anche le
spese che devi sostenere per gli oneri concessori, per le
autorizzazioni in tema urbanistico.
Anche qua, noi non abbiamo fatto un emendamento che andasse ad
eliminare totalmente i proventi, la tassa in questo settore ma,
diciamo, noi reintroduciamo la tassazione previgente riducendola
del 50%.
Diciamo, cioè, all'imprenditore, da un lato abbiamo lo snellimento
e, al contempo, ti riduciamo anche il costo nelle procedure
burocratiche in termini di giornate, di tempo ma anche in termini
di peso finanziario di cui ti abbiamo fino ad oggi onerato.
Per cui, signor Presidente, io concludo volendo chiedere al
Governo che il comma 5.18, come dire, mi pare un punto di
equilibrio nelle royalty, il comma 5.16, che è quello del 50% sulla
SCIA, anche in questo caso sui proventi, mi sembra di buon senso e,
in più, c'è l'emendamento 5.12, a firma Ciaccio (primo firmatario)
che sarebbe - a mio avviso - da accogliere perché dobbiamo aiutare
i comuni a rafforzare l'accertamento su introiti di altra
competenza in modo tale che gli stessi possano intervenire per
avere un introito reale da questo accertamento.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Governo, faccio mio il ragionamento che poco fa
ha espresso l'onorevole Claudia La Rocca e appongo la mia firma
all'emendamento 5.7, a sua firma.
Questo argomento, come ha ricordato l'onorevole La Rocca, è stato
ampiamente discusso in Commissione perché da una originale proposta
del Governo del 10 per cento, grazie alla mediazione dell'Assessore
Bianchi, siamo arrivati ad avere il 13 per cento.
Ciò, però, non ci soddisfa perché poi, come ha ricordato
successivamente l'onorevole Falcone, siamo andati ad incrementare
le riscossioni nel momento in cui si tratta di certificati di
inizio attività.
Nel momento in cui il Governo regionale ha chiesto un aumento
anche del 600 per cento per quanto riguarda i lidi e le concessioni
demaniali, per quanto riguarda le spiagge, le piccole attività
imprenditoriali della Sicilia - e spesso si tratta di attività con
un solo rappresentante o, comunque, attività familiari - ci è
sembrato sorprendente la proposta del Governo di ridurre,
addirittura, del 50 per cento questa tassa, se la vogliamo così
chiamare, che è un ristoro nei confronti della Sicilia, per quello
che in questi anni ha rappresentato per i grandi petrolieri che non
solo hanno investito in essa ma spesso hanno distrutto il nostro
territorio e, dopo averlo devastato, tornano, lasciando nel più
assoluto abbandono la nostra Terra.
Nel firmare l'emendamento dell'onorevole La Rocca, nel concordare
con l'analisi che la stessa ha fatto poco prima, vorrei ricordare
al Governo che in fase di approvazione della Finanziaria - in
Commissione «Bilancio» - si era posto il problema dello stoccaggio
dei prodotti petroliferi nei depositi e nei serbatoi che abbiamo
nelle province di Siracusa, Caltanissetta e Messina.
In particolare, avevamo ricordato che spesso queste grandi
multinazionali petrolifere comprano il petrolio quando costa
trenta/quaranta euro al barile per poi rivenderlo quando arriva a
cento euro al barile. Cosa fanno durante questo periodo?
Prendono i prodotti petroliferi che vengono stoccati all'interno
di questi grandi serbatoi.
Basta percorrere la vecchia strada statale Catania-Siracusa o
andare nei pressi di Gela o Milazzo per vedere come il paesaggio è
stato reso nefasto dalla presenza di questi grandi serbatoi.
Questi grandi serbatoi non solo hanno reso nefasto il nostro
paesaggio ma spesso i grandi incendi verificatisi in questi
territori, durati anche più giorni - l'ultimo presso la Erg Nord
ora ISAB durò oltre sette giorni - sono dovuti alla presenza di
questi grandi serbatoi che contengono petrolio, comprato a poco
prezzo e poi rivenduto con notevole rincaro.
Avevamo detto, Assessore, che siamo l'unica Regione che su questo
non pratica una tassazione come è giusto che sia, per un provento
che deriva dall'utilizzo del territorio siciliano.
Per questo motivo, torno a ribadire la richiesta, che le era stata
fatta in Commissione «Bilancio», Assessore, che lei aveva trovato
congrua e cioè che oltre all'estrazione sia giusto andare per
tonnellate.
E' chiaro che debba essere pagata una tassa da parte di chi
utilizza il nostro territorio.
Del resto - vedete - quando poco fa qualcuno ha giustamente
ritenuto, intervenendo, che l'aliquota del 13 per cento sia
eccessiva, perché mette a rischio la presenza di queste società
petrolifere sul nostro territorio, ricordo che fu una delle grandi
battaglie che Mattei, prima di morire, condusse in Sicilia. Però,
da Mattei ad oggi non mi pare che ci sia stata una sola società che
abbia abbandonato la nostra terra e non abbia continuato a
sfruttare le viscere della nostra terra.
Allora, per questo motivo credo che una compensazione, anche da
questo punto di vista, anche di fronte alle difficoltà che il
Commissario dello Stato sta facendo circa la necessità di rendere
quanto più equilibrato il nostro bilancio fra l'ingresso di nuove
risorse e le uscite, cioè, fra le entrate e le spese, credo che
questo nuovo introito debba essere preso in considerazione da parte
dell'Assemblea regionale siciliana.
Ripeto che siamo l'unica regione che non pratica una tassazione
equa sull'argomento; ricordo che, per quanto riguarda poi il 13 per
cento, vero è che forse siamo la Regione con la più alta aliquota
in Italia, ma è anche vero che vi sono degli Stati, sicuramente
meno inquinati dei nostri e dove gli effetti di questi giacimenti
sono stati sicuramente meno drammatici, che praticano anche
aliquote superiori al 50 per cento.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei essere
su questa vicenda una voce fuori dal coro, però sento il dovere di
ricordare che con questa norma, con il comma 2 di questo articolo,
noi non stiamo riducendo del 7 per cento l'aliquota già fissata in
regione, la stiamo mantenendo del 3 per cento in più rispetto al
resto d'Italia, nel senso che nel resto d'Italia, per questa stessa
attività, la royalty è del 10 per cento.
La Sicilia aveva fatto una norma che raddoppiava questa royalty,
adesso sta ponendo parzialmente riparo ad una norma che non
riguarda Perché - vedete - si fa confusione.
Non faccio l'avvocato difensore della grande industria perché sono
il presidente della Commissione che dovrebbe salvaguardare le
attività produttive. Lo dico perché, un conto sono le attività
estrattive e un conto è l'industria petrolifera.
In questo caso stiamo parlando delle attività estrattive, cioè, di
quella serie di aziende che sono anche piccole e medie, che non
sono le grandi multinazionali, che sono solo siciliane, che
estraggono petrolio in Sicilia e migliorano la bilancia dei
pagamenti del nostro Paese nei confronti dell'estero.
Noi dobbiamo avere un minino di politica industriale, che serve a
non apparire troppo nemici delle attività produttive. E ne facciamo
di tutti i colori. D'altronde le attività estrattive in Sicilia
sono quasi tutte nelle mani di imprese piccole e medie, le quali
spesso, signor Presidente, per potere ottimizzare i costi, per
evitare problemi ambientali, realizzano accanto all'impianto
petrolifero degli impianti di cogenerazione.
Ora, un piccolo impianto di cogenerazione, che prende uno spazio
pari a questa Aula, produce la stessa energia elettrica di decine e
decine di campi sportivi se si dovesse produrre con il fotovoltaico
o un impianto di cogenerazione, che spesso nasce accanto
all'estrazione petrolifera, delle dimensioni di questa stanza,
produce la stessa energia elettrica che producono centinaia di pale
eoliche.
Dobbiamo avere un' idea di quello che vogliamo fare di questa
Sicilia.
Penso che una regione di cinque milioni di abitanti non può
guardare a Malta, che ha quattrocentomila abitanti e ha fatto il
suo unico modello di sviluppo monoculturale sul turismo Noi siamo
una grande regione, in un grande paese, non c'è nessun grande paese
al mondo che non abbia la siderurgia, che non abbia la chimica, che
non abbia l'industria petrolifera, perché sono paesi che non hanno
autonomia politica se non hanno questi grandi settori.
Il Governo oggi sta mantenendo ugualmente, con questa proposta, un
poco più alto che nelle altre Regioni d'Italia, questa tassa,
sapendo che noi dobbiamo sostenere, incentivare gli investimenti
nel campo petrolifero, petrolchimico perché c'è uno spostamento di
fatto: le grandi aziende petrolifere oggi stanno diventando grandi
aziende energetiche, cioè hanno un minore impatto ambientale e
aiutano a superare la crisi energetica del Paese.
Infine, parto da una considerazione, non c'è un caso nel pianeta
in cui si bonifica e si risana se non ci sono investimenti. La
condizione per bonificare e risanare è che ci siano gli
investimenti e, a fronte dell'investimento, l'imposizione di misure
di bonifica e di risanamento, altrimenti noi avremo grandi aree di
ferraglia, avremo tante situazioni come quella che c'è a Napoli
dove non si è mai investito e non si è risanato.
Bisogna avere questo equilibrio, certo, chiedere il rispetto
rigoroso delle norme ambientali, chiedere il rispetto rigoroso del
risanamento e del processo di bonifica, ma non apparire la Regione
nemica delle attività produttive, nemica di un grande apparato
produttivo che la fa una grande Regione.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il tema
che stasera stiamo affrontando è abbastanza delicato perché, diceva
l'onorevole Marziano, se la Sicilia necessita di investimenti
bisogna trovare il giusto equilibrio.
Il problema è che questa Sicilia, nel corso di tutti gli anni, è
stata non solo bistrattata, ma anche distrutta e ha subito dei
danni ambientali notevoli e irreparabili.
Se noi pensiamo alle multinazionali che estraggono petrolio e che
le loro ricerche si estendono anche al mare - è così, in una fascia
di mare vediamo Sciacca - vediamo quale danno ambientale ha la
Sicilia.
Bisognerebbe trovare il giusto equilibrio, comunque, è una tassa
che necessariamente devono pagare, ricordando che la Sicilia
rispetto alle altre Regioni ha una peculiarità in più perché
rappresenta la più alta piattaforma energetica; in Sicilia si
produce petrolio più di tante altre Regione ed è vero quello che
affermava l'onorevole Vinciullo cioè fra l'estrazione e lo
stoccaggio e la vendita.
Quindi, un maggiore controllo nei rapporti e maggiore chiarezza
nella regolamentazione dei rapporti fra le multinazionali che
investono, soprattutto sulle quantità e sulle tonnellate e,
soprattutto, ridurre, in un momento di grave difficoltà per la
Sicilia, questa tassa, per tutto quello che noi abbiamo visto e
come è stato devastato il territorio, in questo momento lo ritengo
francamente non giusto proprio per la salvaguardia dell'ambiente.
Poi non capisco per quale motivo è stato messo nel capitolo delle
entrate, perché doveva essere tra le uscite e rientrare
nell'articolo quattro perché noi incasseremmo, con la diminuzione,
una somma in meno, mentre è stata inserita tra le entrate
tributarie perché c'è una riduzione dal venti al tredici, del sette
per cento. Questo è un dettaglio tecnico.
Comunque, chiedo una riflessione al Governo e mi trova d'accordo
l'emendamento dell'onorevole Falcone che dal tredici lo sposta al
quindici, abbiamo una minore entrata e, invece, è calcolato nelle
entrate e non nelle uscite.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli
colleghi, intervengo sull'articolo cinque, in particolare sul primo
e sul secondo comma, perché al di là di ciò che può apparire
estremamente tecnico - e si tratta di due norme tecniche, come
giustamente diceva lei, Presidente, qualche momento fa - finalmente
l'Assemblea comincia ad occuparsi di problemi concreti, ed io credo
- e vado qui di contrario avviso rispetto a quello che è stato
sostenuto dagli interventi di alcuni colleghi che mi hanno
preceduto - che si tratta di due norme anche di principio e che
affondano le loro radici in questioni che sono anche
comportamentali, intanto per quanto riguarda i comuni.
Non credo che i comuni debbano essere incentivati all'accertamento
dell'evasione tributaria, affidando loro il 100 per cento di quello
che si ricava a seguito dell'accertamento, perché i comuni nella
loro attività di accertamento tributario non raggiungono i
risultati che, invece, dovrebbero raggiungere per alcuni
comportamenti che sono o di morbidezza complice di talune
amministrazioni nei confronti delle comunità amministrate o perché
non hanno l'organizzazione sufficiente per poter davvero svolgere
il tipo di attività necessaria per accertare l'evasione tributaria.
Ed allora, credo che sia compito e dovere del legislatore
regionale incrementare, incentivare, dettare norme per la migliore
organizzazione in quel tipo di attività e non, invece, autorizzare
i comuni ad essere più attenti nell'attività di accertamento,
soltanto perché il 100 per cento di quello che viene accertato
rimane poi nelle competenze dell'amministrazione locale. E' questo
un pessimo segnale E non vorrei che l'Assemblea sottovalutasse
questo tipo di ragionamento che, certamente, non va nella
direzione giusta, nella direzione della legalità e del rispetto
delle norme.
Il comma secondo. Ha perfettamente ragione la collega, onorevole
La Rocca, solo che io sarei meno morbido rispetto alla sua
posizione, che è una posizione di principio, perché veda, assessore
Bianchi, quando in Sicilia si parla di attività, di coltivazione,
di ricerca e poi di estrazione, poi di raffinazione e poi di
stoccaggio degli idrocarburi, si mette il dito in una grande piaga
della Sicilia e noi non possiamo assolutamente misconoscere quale
sia la storia dell'attività industriale pesante della petrolchimica
in Sicilia.
Ha ragione l'onorevole Marziano quando dice: una grande Regione,
una grande Terra, abitata da 5 milioni di cittadini non può non
avere una politica industriale, una politica di sviluppo . Sì, è
vero, ha ragione, ma in quale settore? In quale direzione? E noi
continuiamo a ripercorrere gli errori del passato ed anziché
chiedere o impostare politiche di seria compensazione, continuiamo
invece a svendere la Sicilia, a svendere il territorio della
Sicilia, l'ambiente della Sicilia, perché nel momento in cui questa
norma, così com'è congegnata, abbassa dal 20 per cento ed era stato
pensato qualche tempo fa a soltanto il 13 per cento e sembra già
un regalo che stiamo facendo agli altri, noi stiamo dando un
messaggio che qui in Sicilia si può venire a massacrare il nostro
territorio pagando poco e noi questo non lo possiamo consentire,
non lo possiamo permettere, colleghi dell'Assemblea Regionale
Siciliana.
Ed allora, basterebbe invece sopprimerlo questo comma e lasciare
la norma intatta al 20 per cento. Anche perché tanto, colleghi
dell'Assemblea, è la regola del mercato che conterà, se le altre
Regioni faranno pagare royalty al 10 per cento, ma non hanno il
petrolio, da quelle parti le ricerche non le faranno Le faranno
qui, chiederanno di farle qui o al 13 o al 15 o al 20, perché qui
sanno di trovare i giacimenti che hanno trovato nel passato.
Ed allora, in assenza - mi duole dirlo, ma è la verità - di una
politica industriale e produttiva che allarghi le maglie, che ci
faccia uscire da questa morsa per cui lo sviluppo in Sicilia o è
legato al petrolio o non esiste, è legato alla estrazione o non
esiste, alla raffinazione o non esiste. In assenza di una politica
industriale da parte del Governo della Regione siciliana, almeno
non svendiamoci e manteniamo quel 20 per cento che in atto è
vigente senza offrire questo ulteriore segnale di debolezza e di
svendita.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, io sono insieme all'onorevole Marziano
l'altro che, purtroppo, non è d'accordo con quello che ha detto sia
il presentatore dell'emendamento che l'onorevole Vinciullo.
Ed io posso anche dirlo in maniera molto chiara e franca,
Presidente, perché sono l'autore del piano di risanamento
ambientale, inventato ben 30 anni fa, quindi già allora, quando
ancora nessuno parlava di ambiente, mi occupavo di ambiente e di
sanità. Però, non posso non dire con estrema chiarezza che la
vocazione industriale oggi non può essere messa da parte. Bisogna
portare degli interventi sul danno ambientale, cerchiamoli. Abbiamo
avuto anche 140 miliari di vecchie lire, 100 per Priolo e 40 per
Gela, con quel mio piano di risanamento ambientale. Risorse che non
sono state ancora utilizzate o in parte abbastanza piccola.
All'Assessore bisogna chiedere che si faccia carico, insieme
all'Assessore per l'Ambiente e all'Assessore per la Sanità, di
riorganizzare il piano di risanamento ambientale. Noi non possiamo
continuare a pensare di intimidire chi vuole venire a investire.
La Lukoil deve investire un miliardo e 700 milioni di dollari a
Priolo. Io non so se questo avverrà, specialmente dopo che la
Lukoil ha comprato anche la Erg Energia a quattro soldi, poiché non
so come il Governo nazionale ha dato 500 milioni di euro per il
CIP 6, anticipando quelli che avrebbe dovuto dare nei prossimi 7
anni.
Allora, c'è qualcosa di strano, Assessore, che sarebbe opportuno
chiarire.
Quindi, non mi preoccupo del 20 per cento, del 13 per cento. Oggi,
all'Assessore chiedo una cosa diversa. Assessore, le chiedo un
incontro con tutti quelli che hanno le raffinerie in Sicilia per
fare diminuire il prezzo della benzina. Senza demagogia. Noi siamo
la Regione che ha un bel po' di centrali di raffinazione e paghiamo
la benzina al prezzo più alto di qualunque regione d'Italia.
Quindi, un incontro con i petrolieri sarebbe un atto significativo
importante. Il 13? No. Il 10 per cento; ma a fronte di questo una
rivisitazione del prezzo della benzina che sarebbe un'operazione
diffusa a tutti i siciliani. Se facciamo questo, lasciando al 10
per cento, come il Governo ha immaginato, invitando la Lukoil ad
intervenire per investire un miliardo e 700 milioni di dollari,
facendo in modo che la Lukoil non sia venuta qui per comprare e
chiudere la raffineria e fare soltanto un centro deposito di
benzina o di petrolio, anzi di petrolio o di benzina.
Allora, se abbiamo fatto questo forse un indirizzo alla
raffinazione in Sicilia lo abbiamo dato e non è il problema di
avere svenduto o venduto il territorio. Questo è accaduto ben 50
anni fa quando c'è stata la distribuzione territoriale del grande
petrolchimico senza che nessuno pensasse a come salvaguardare la
salute della gente.
Oggi dobbiamo avere una rivisitazione complessiva dell'accordo con
i grandi gruppi industriali, con il Governo del Paese, con la
Regione siciliana perché insieme dobbiamo rilanciare l'industria,
ma nello stesso tempo dobbiamo salvaguardare la salute, quindi un
recupero, un risanamento ambientale così come descritto nel piano
di trenta anni fa, che è sempre attuale, forse è la migliore delle
ipotesi possibili, così come rivedere il prezzo della benzina in
Sicilia forse è un impegno gravoso, ma può essere un grande segnale
per la Sicilia e i siciliani.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, intervengo sul comma 2 e sul comma 3
dell'articolo 5.
Sul comma 2, premesso che ci convincono le argomentazioni che il
Presidente della Commissione attività produttive, l'onorevole
Marziano, ha portato in questa Aula pochi minuti fa e che
evidentemente sono argomentazioni di cui far tesoro non soltanto il
Parlamento, ma soprattutto il Governo, noi riteniamo, tuttavia, che
è assolutamente inutile far la guerra delle percentuali.
Il problema semmai è un altro. L'onorevole Cirone, sempre su
questo comma due, ha posto un tema altrettanto delicato ed
importante. La Sicilia e il popolo siciliano e le popolazioni di
quel territorio hanno pagato e pagano un prezzo altissimo in
termini di qualità della vita, e se mi consentite, anche di salute.
Al di là del fatto che un'aliquota può essere abbassata o può
essere ridotta perché i livelli occupazionali sono importanti, sono
assolutamente indispensabili in un contesto economico come quello
che viviamo, ma certamente la qualità della vita e il diritto alla
salute dei cittadini di quell'aria è altrettanto io dico ancora di
più importante.
La mia proposta, mi riferisco all'Assessore, al Governo, è di
utilizzare il metodo del in medio stat virus , andiamo ad una
proposta che può essere una tariffa, un'aliquota del quindici per
cento, ma con l'impegno che il Governo e l'Amministrazione
regionale assumano, in questa sede, di fare in modo che le aziende,
che su quel territorio sono situate e operano, intervengano con i
metodi e con gli strumenti che la legge concede ed impone,
intervengano con piani di risanamento dell'ambiente, di tutela
della qualità dell'aria, di tutela della salute dei cittadini che
credo sia assolutamente prioritario rispetto a qualunque
ragionamento di tipo economico.
La mia proposta, se motivata in questo modo e condizionata alla
proposta che ho formulato, ha un senso, per cui io chiedo che la
mia proposta possa essere votata favorevolmente solo se c'è
l'impegno del Governo per la tutela delle popolazioni, della
salute, della qualità dell'aria e dell'ambiente in quei territori.
Quanto al comma 3 dell'articolo 5, Assessore, l'ho già espresso in
Commissione e lo ribadisco adesso. Noi non possiamo immaginare, con
un comma di una legge regionale, di cancellare le tasse di
concessione governativa imposte con legge dello Stato.
Credo che sia davvero singolare che si possa arrivare ad elaborare
una proposta di questo tipo, oltretutto è illogica anche dal punto
di vista tecnico, giuridico, la SCIA nasce, ripeto e ribadisco,
come meccanismo ultimo dei processi di semplificazione che, nella
riforma del procedimento amministrativo, che lo Stato ha attuato a
partire dagli anni 90 in poi, ha determinato un alleggerimento
degli oneri burocratici a carico dell'imprenditore, a carico di
coloro che chiedono alla Pubblica Amministrazione
un'autorizzazione, una licenza, un'abilitazione o altro.
Siccome, le tabelle previste dalla legge dello Stato prevedono
materie delicate, per cui è prevista, obbligatoriamente, la
concessione governativa, cioè l'igiene e sanità pubblica, il
turismo, l'industria alberghiera, le acque minerali e termali, i
trasporti e la navigazione, altrimenti, rischiamo di fare davvero
ragionamenti inutili e vuoti in quest'Assemblea.
Noi non possiamo immaginare che uno strumento nato per
semplificare, cioè, per sostituire l'autorizzazione che a valle del
procedimento amministrativo andava a concretizzare un percorso che
nasceva e nasce dall'istanza del cittadino che vuole fare impresa o
vuole fare altra attività disciplinata dalle leggi dello Stato, con
la SCIA si trasferisce a monte, cioè si toglie al cittadino l'onere
di attendere per iniziare un'attività di qualunque natura
imprenditoriale o di altro tipo; si toglie l'onere di intervenire e
di aspettare le lungaggini burocratiche, a volte, asfissianti e
penalizzanti della Pubblica Amministrazione.
Interveniamo soltanto nel meccanismo e nella qualità del
provvedimento amministrativo, non si interviene in alcun modo su
quella che è la tassa di concessione governativa prevista,
peraltro, dalle leggi dello Stato che riguardano l'esercizio di
quell'attività che venga fatta per autorizzazione o, semplicemente,
per questo meccanismo di semplificazione della SCIA poco importa.
Ritengo, quindi, che il comma 3, dell'articolo 5, vada mantenuto
perché quest'Assemblea non può intervenire nel cassare le tasse di
concessione governativa imposte dalla legge dello Stato, come,
peraltro, è precisato nel comma stesso.
Per quanto riguarda il comma 2, la mia proposta è quella che ho
fatto poc'anzi, con le condizioni che ho espresso nell'intervento.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, sull'articolo 5, caro onorevole La
Rocca, non sono d'accordo con il suo emendamento, sono, invece,
d'accordo con l'emendamento base, quello presentato dai colleghi
Musumeci, Ioppolo. Ritengo che questo articolo 5 vada soppresso
tout court. Questo articolo 5 contiene in sé tutti i difetti di
questa finanziaria che io, già, mi sono permesso di enunciare
nell'intervento introduttivo di ieri sera. Abbiamo qui la summa
dell'intervento governativo in questa finanziaria. Il solito spot:
la lotta all'evasione, il 100% di recupero lo diamo ai comuni, su
cosa non si sa bene, tant'è vero che poi non viene quantificato,
giustamente, in alcun modo.
Secondo elemento: Forte con i deboli , introducendo delle cose
assurde tipo quello di sottoporre a tassazione quella che è una
norma di semplice semplificazione amministrativa.
Su questo, l'intervento dell'onorevole Gucciardi va sottoscritto
dalla prima all'ultima parola perché è, veramente, una previsione
che ha del lunare, cioè introdurre a tassazione cosa? Una
dichiarazione di inizio di attività? Ma stiamo scherzando
Equiparare la dichiarazione di inizio di attività ad una
concessione che comporta, comunque, un'attività della Pubblica
Amministrazione, cosa che non comporta, assolutamente, la SCIA.
Poi, fior da fiore , ci inginocchiamo d'innanzi ai potentati.
L'onorevole Marziano, poi, mi presenterà queste industrie siciliane
che si occupano di estrazione dei prodotti, ma lei sa che quelle
sono delle attività che vengono in subappalto da parte dei
concessionari che sono le multinazionali. Quindi, non giochiamo su
queste cose, onorevole Presidente della Commissione Attività
produttive .
Caro onorevole Alloro, la contrazione dei ricavi non deriva da
questa tassazione alta, ma deriva dalla crisi che attanaglia
l'economia mondiale, in particolare quella italiana, in questo
momento, perché sono drasticamente diminuiti i consumi di prodotti
petroliferi, perché sono diminuite le industrie del settore delle
attività produttive e industriale e anche l'attività dei trasporti;
tant'è vero che i dati sono comuni alle industrie siciliane, ma
sono comuni anche a tutte le altre attività in tutte le altre
regioni d'Italia. Quindi, non mi si venga a dire che questo tetto
del 20 per cento ha spaventato chissà cosa; non ha spaventato un
bel nulla E' il frutto di una diminuzione purtroppo generalizzata
dei consumi. Quindi, noi andiamo a inginocchiarci, ho detto ieri,
di fronte alla multinazionale e invece facciamo la parte feroce nei
confronti finanche dei singoli cittadini che fanno una
dichiarazione di inizio di attività.
Infine, le norme inutili: comma 5, articoli 4 e 5. Questa è la
ripetizione pedissequa di una norma che ci trasciniamo dal 2007.
Questo benedetto regolamento di trasformazione non siamo mai
riusciti a farlo e, nelle more di questo regolamento, continuiamo
ad applicare la legge nazionale, per cui gli accertamenti vengono
fatti, come dappertutto, dall' Agenzie dell'Entrate.
Quindi, norma feroce con i deboli e pavida nei confronti delle
multinazionali e norma pleonastica perché non prevede altro che una
ripetizione anno per anno di una liturgia inutile. E' l'emblema
della finanziaria Crocetta-Bianchi.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, Signor Presidente, volevo chiarire un aspetto. Si è
parlato di bonifiche ma anche di politiche energetiche, in realtà
si tratta di due cose completamente differenti. Non è che perché
esiste una politica energetica ed allora le bonifiche vengono meno
o la politica delle bonifiche deve essere messa da parte. Esiste
una normativa nazionale che prevede degli stanziamenti a favore dei
siti inquinati, ne parlavamo ieri durante la relazione al testo di
legge. Queste disposizioni devono essere rispettate ed è compito
degli organi di controllo - ieri parlavamo dell'ARPA - far sì che
questi controlli avvengano.
Il discorso della politica energetica è ben diverso. Sostenere che
non esiste una politica energetica in Sicilia o che si deve
costruire la politica energetica oggi, è una falsità; in realtà, la
politica energetica esiste sia a livello europeo che nazionale che
siciliano.
Nel 2008 abbiamo siglato il piano energetico ambientale regionale,
dieci anni di gestazione per un piano che prevede la progressiva
dismissione degli impianti industriali che sono alimentati da fonti
fossili; il che significa che la politica energetica nuova e
moderna porta alla progressiva dismissione delle centrali che
estraggono petrolio.
Nel momento in cui noi andiamo a prevedere una norma di questo
tipo, per quanto piccola possa essere, è chiaro che si deve
indirizzare verso questo orientamento, cioè la progressiva
dismissione degli impianti che estraggono e raffinano petrolio.
Se uno va a leggere questo documento programmatico che è stato
siglato dal presente Governo legge - è questi sono dati tecnici -
che il 40 per cento della produzione della raffinazione nazionale è
proprio in Sicilia; quindi, di cosa stiamo parlando? Stiamo
parlando di un sistema che è estremamente rigido.
Nel documento noi troviamo delle parole molto chiare: si parla di
rigidità sistemica che impedisce il progressivo ammodernamento del
sistema energetico. Noi in questo modo cosa facciamo? Facciamo
esattamente il contrario: anziché dismettere progressivamente i
vecchi impianti diamo la possibilità, diamo piccoli contributi
affinché continuino a sopravvivere. Qua non stiamo parlando di
chiusura sic et simpliciter, ma di progressiva dismissione per un
inserimento di tecnologie moderne. Questo è l'intento e il senso
che deve essere dato a questo emendamento che è stato presentato
dal Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
5 il dibattito è stato notevolmente interessante, soprattutto nella
parte riguardante il comma 2. Condividendo l'intervento fatto
dall'onorevole Gucciardi, ritengo che questo articolo vada
rimodulato creando le condizioni per dare maggiore garanzie al
territorio dove, di fatto, si vengono a verificare i danni
ambientali e anche i danni alla salute per la collettività. E in
tal senso l'onorevole Gianni ha predisposto un emendamento che,
spero, possa avere l'apprezzamento favorevole dell'Aula.
Ma nello stesso tempo voglio ribadire che la nostra Regione ha la
necessità di semplificare e accelerare i rapporti con il cittadino
e la Pubblica Amministrazione, e ci sono invece dei commi che
creano notevole difficoltà, soprattutto per chi vuole ottenere
nuove autorizzazioni, attivare nuove attività commerciali, nuovi
insediamenti, e vengono ad essere caricati con ulteriori insidie e
ulteriori canoni da pagare.
In questo senso io avrei apprezzato, ad esempio, un interessante
disegno di legge che è stato presentato in I Commissione da parte
dell'Assessore Valenti che, nello specifico, in parte riprende e
richiama il Testo Unico dei lavori pubblici nazionale. E pare
strano che noi oggi vediamo un decreto del fare del Governo Letta
che da dei contributi e dei finanziamenti alle nuove iniziative,
cosa che noi non possiamo attivare perché abbiamo una legislazione
in materia di lavori pubblici, nello specifico, esclusiva, che di
fatto toglie e taglia la Sicilia rispetto ad interventi di questo
genere. Il testo che io ho avuto modo di leggere in I Commissione
darebbe alle amministrazioni locali un maggiore potere per
accelerare e recepire la stessa legislazione nazionale.
L'Assessore Valenti dovrebbe riuscire a creare un subemendamento
di recepimento di quella normativa tale che, anche questa nostra
Regione, possa approfittare di quei finanziamenti nazionali, e non
rendere la competenza legislativa esclusiva di questa nostra
Assemblea una palla al piede rispetto agli interventi favorevoli
del decreto del fare .
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
ripetermi. Molte delle cose che volevo dire sono state già dette
dai miei colleghi negli interventi precedenti, ma una cosa vorrei
ribadirla. Tutto questo parlare dell'obbligatorietà di questa
attività petrolifera sul nostro territorio mi fa intuire una cosa:
molti non hanno consapevolezza e coscienza di questi studi
pluriennali che sono stati fatti, che sono stati portati avanti,
che hanno dimostrato che non c'è compatibilità fra tutte le
attività turistiche, ambientali, enogastronomiche nel nostro
territorio e queste attività petrolifere.
Questo mi fa pensare che vengono sottovalutate tutte le altre
attività che poi, fra l'altro, portano i maggiori guadagni al
nostro territorio. Per non parlare poi di salute, di ambiente, di
qualità della vita. Quanti lavoratori e quante persone hanno perso
la vita. Basta pensare a Gela e a Priolo dove non esiste un
monitoraggio severo di quelli che sono i rischi per la salute, i
danni ambientali. Dobbiamo scegliere, senza equivoci, fra l'una o
l'altra strada: fra la salute, l'ambiente, l'enogastronomia, la
cultura, il turismo e le attività petrolifere, che fra l'altro
sembrerebbe che non hanno un vero e proprio vantaggio economico né
per loro né per noi. Alla fine non è che ce l'ha prescritto il
dottore l'obbligatorietà di questa attività sul territorio, che
provoca enormi danni.
Però, ci vogliamo tenere questa attività su questo territorio?
Allora permettiamo un monitoraggio, ed i costi, i royalty, le tasse
che devono pagare questi concessionari devono permettere quanto
meno il monitoraggio ambientale. Questo è il minimo Lo dobbiamo ai
nostri concittadini, lo dobbiamo alla nostra Terra che, fra
l'altro, non dimentichiamoci che è a Statuto speciale ma di
speciale sembrerebbe che ha ben poco.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte l'attività
dei Governi è incomprensibile rispetto alle dichiarazioni di
principio e spesso anche ai programmi con cui si presentano agli
elettori. Si assiste spesso ad una metamorfosi completa, anche non
giustificabile, non prevista, non pensabile ed è quello che sta
accadendo con l'articolo 5.
La nostra Terra è stata devastata e svenduta per neanche un piatto
di lenticchie per degli insediamenti industriali che nulla avevano
a che vedere con l'erogazione del nostro territorio, siano essi di
natura agro-alimentare, che di natura turistica, che piattaforme
anche commerciali di cui tanto si parla all'interno del
Mediterraneo. Ma come si può pensare, a distanza degli errori
compiuti negli anni 60, dove poteva anche esserci la buona fede di
chi ha immaginato allora, o immaginava allora,
l'industrializzazione del mezzogiorno attraverso la previsione di
insediamenti produttivi a macchia d'olio, perché era questa la
teoria che è stata propinata, di giustificare questo tipo di
investimenti, guarda caso inseriti nei territori più belli e più
suscettibili della nostra regione, di avere poi negli anni
successivi una esplosione attraverso il turismo? E mi riferisco al
territorio di Siracusa, di Milazzo, uno dei più bei territori della
nostra Regione, che sono stati distrutti a jamais', per sempre,
senza più nessuna possibilità di potersi riprendere. Mi riferisco a
Gela che è il territorio da dove proviene il nostro Presidente.
Cosa abbiamo ottenuto da questi investimenti: tumori, aumento
delle malattie, aumento delle malformazioni genetiche,
impossibilità di agganciarci a quello sviluppo che invece ha
interessato tutte le altre Regioni europee. Mi riferisco, per
esempio, a ciò che è accaduto in Spagna dove negli anni 60 neppure
si pensava né al turismo né allo sviluppo delle Regioni costiere e
che nel corso degli ultimi 20 anni invece è diventata il motore di
sviluppo, quello turistico, forse l'unico motore di crescita e di
sviluppo dell'economia spagnola.
Tutto ciò alla Sicilia è stato negato ed è stato negato neanche
per un piatto di lenticchie, ricevendo solo danni. Ebbene, come si
può pensare oggi, da parte di un Presidente che si dice
rivoluzionario, da parte di un Presidente e di una maggioranza che
si schierano a difesa dell'ambiente venire qui a proporre, come un
Robin Hood alla rovescia, di togliere ai poveri, a chi ha bisogno,
per dare ai ricchi, per dare ai petrolieri, per dare agli
speculatori, per dare ai massacratori del nostro territorio. Ma
siamo impazziti? Un sussulto di dignità da questo Parlamento
Non si può dire ai precari non ci sono soldi, andate a casa' e,
contestualmente, prevedere un regalo ai petrolieri, alla vergogna
dell'industria più inquinante del mondo, a quella industria che non
è più voluta neanche dai Paesi africani del Terzo mondo. E invece
si vogliono ancora sovvenzionare e si vuole ancora permettere che
arrivino qui, ci inquinino, ci tolgano lo sviluppo possibile e gli
facciamo pure il regalo Di fronte a quali minacce e a quali
promesse, ci vengono a dire che sarebbero a rischio investimenti?
Signor Presidente, è trent'anni - e lei lo sa meglio di me - che
minacciano di non fare investimenti o che promettono di fare
investimenti. In questi trent'anni, non solo hanno fatto
investimenti, non solo non si sono adoperati per impiegare una
minima parte dei guadagni che afferiscono nelle loro casse sulla
pelle dei siciliani, almeno per tentare di bonificare una parte
dell'ambiente o per impedire di creare altro danno e, addirittura,
vogliamo fargli pure il regalo di diminuire le tasse che devono
pagare, dietro la minaccia che altrimenti se ne vanno via.
Ma per andare dove? Ditemi una Regione italiana o europea che
vorrebbe la costruzione, sul proprio territorio o sulla propria
costa, di una raffineria, di una centrale ENEL. Chiediamolo alla
gente di Siracusa se sono contenti che i petrolieri paghino meno e
guadagnino di più. Chiediamolo agli abitanti di Milazzo, a quelli
di Gela. Vediamo come è finita a Termini Imerese. Un atto di
resipiscenza
Non possiamo continuare su questa strada e prendere in giro i
siciliani.
Il Governo ritiri l'articolo 5, con un sussulto di dignità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, durante la discussione sono
pervenuti una serie di emendamenti, sotto forma di subemendamenti.
Giusto per fare un po' di chiarezza, ribadisco che la presentazione
degli emendamenti è bloccata. Possono essere presentanti
emendamenti sotto forma di riscrittura solo a firma della
Commissione e del Governo. Bisogna dare la possibilità, su materie
molto delicate, come il contenuto dell'articolo 5, di far condurre
una attenta valutazione agli Uffici.
Si tratta, infatti, di una materia è molto complessa, e il
dibattito di questa sera lo sta dimostrando. E' da oltre un'ora e
venti minuti che si discute sull'articolo 5.
Propongo, pertanto, di chiudere gli interventi con l'onorevole
Lombardo, che ha chiesto di parlare, e l'Assessore Vancheri,
considerato che il suo Assessorato è stato più volte chiamato in
causa.
Sono stati presentati degli emendamenti, sottoscritti
dall'Assessore Bianchi, quindi ritengo che sia opportuna una pausa
di riflessione su questo argomento e cominciare a votare domani
l'articolo 5 per poi andare avanti.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve anche
perché la tematica di cui volevo parlare è quella inerente al comma
2 di questo articolo 5.
Se ne è parlato ampiamente già nel corso della discussione, ma il
mio non vuole essere un intervento né distruttivo né demagogico, ma
vuole anche qui cercare di dare un aiuto al Governo, vuole incitare
il Governo verso una forma di coraggio e di partecipazione maggiore
da parte della sua attività.
Naturalmente il problema non sarà né di diminuire l'aliquota al
20, al 13 percento o altro, ma penso che sia quello di ridefinire
un po' la politica energetica in questa Regione. Quindi, il
suggerimento che volevo dare è quello di ridiscutere, in un secondo
momento, questa vicenda. Anche perché - vedete - sulla vicenda
idrocarburi il Governo già sarà bene a conoscenza del fatto che la
Regione siciliana, così come l'ambito degli idrocarburi a livello
internazionale, affronta un momento di grande modifica nel settore.
Sappiamo che gli Stati Uniti, il Canada, ma anche altri Paesi,
sviluppando nuove tecnologie di estrazione di fonti energetiche,
hanno scoperto e approfondito la produzione da scisti bituminosi,
sia di gas che di petrolio, e sembrerebbe, da notizie non errate,
che il più grande giacimento europeo di scisti bituminosi, guarda
caso, come sempre, si trovi in Sicilia. Non si capisce anche se
siamo sfortunati, un po' sbadati, un po' forse ci siamo confusi
negli anni sessanta con i giacimenti di petrolio che ci siamo
ritrovati, ma sembrerebbe che questa ennesima fortuna si stia
catapultando sulla nostra Regione, ovvero la Regione siciliana si
troverebbe sicuramente al centro dello sviluppo degli idrocarburi
nei prossimi cento anni.
Allora, l'invito che faccio al Governo è quello di ritirare questo
comma, o comunque di rivederlo, e di poter subito dopo aprire un
tavolo, coinvolgere il Parlamento, non sulla vicenda del 13, 14 o
15 percento, il piccolo concessionario, i grandi produttori di
petrolio e l'internazionale che non so cosa c'entrino con questa
norma, ma di ridefinire in modo serio e concreto con il Parlamento
e con gli attori del territorio portatori di interessi diffusi
quella che è la più grande opportunità economica che la Sicilia
avrà, non per star bene o per chiudere il bilancio o per trovare
due milioni o tre milioni sulla vicenda dei forestali, ma per far
diventare definitivamente ricca questa Terra. Si chiama scisti
bituminosi, energia ricavata dai fossili e dalle argille. Quindi,
questo è l'invito che faccio in modo spero utile.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, devo dire che il dibattito di questa sera mi ha fatto
comprendere una cosa che è sotto gli occhi di tutti. Io non credo
che in Sicilia si possano avallare aliquote o percentuali diverse
rispetto al resto del Paese, infatti nel resto dell'Italia il
Governo nazionale ha imposto aliquote diverse. Però non c'è bisogno
di fare appello alla specialità della Sicilia, dovremmo soltanto
fare riferimento alla ricchezza della Sicilia, ed è innegabile che
nel territorio siciliano ci sono bacini diversi rispetto a tutto il
resto del territorio.
Ora - lo dico con franchezza - non so chi del Governo - spero
l'assessore per le attività produttive - abbia imbastito un
ragionamento con i petrolieri, ai quali faremmo questa sera, se
votassimo l'emendamento del Presidente Marziano, un regalo di 3
milioni di euro. Sono noccioline per chi gestisce il mercato del
petrolio nel mondo, né del resto con questi 3 milioni di euro
risolveremmo il problema dei forestali. Allora non scomodiamo né i
petrolieri né i forestali né i precari, benché meno la salute dei
cittadini.
Mettiamo nome e cognome alle cose che questa sera si sono
verificate su questo emendamento. Si è verificato che abbiamo una
valutazione politica diversa, e chi ha un po' di memoria e ricorda
quello che è successo l'anno scorso su questo argomento, sa bene
che il Movimento Cinque Stelle, che io considero una risorsa
importante per la politica in Sicilia, non in Italia ma in Sicilia,
perché in questo anno questo Gruppo parlamentare si è distinto per
le battaglie che ha portato avanti e per la serietà e la competenza
che ha dimostrato, ha alzato le barricate dicendo che era una tassa
indispensabile nei confronti dei petrolieri e la chiedeva con
vigore ed il Governo c'è andato dietro.
Allora diciamo la verità, oggi si è cambiato indirizzo, punto e
basta, senza bisogno di fare filippiche, senza bisogno di scomodare
chissà quali poteri e senza bisogno di parlare della salute dei
cittadini.
Oggi c'è una situazione politica diversa. Il Governo ha deciso che
quella iniziativa del Movimento Cinque Stelle era sbagliata e non
intende, come dire, sostenerla più. Tutto qua
Noi facciamo politica ed il Governo ha deciso che quelle richieste
del Movimento Cinque Stelle non erano da prendere in considerazione
ed ha rivisto la proprio tesi, perché se non fosse così sarebbe
ancora più grave la valutazione politica: o abbiamo sbagliato
l'anno scorso o stiamo sbagliando quest'anno.
Io credo che non abbiamo sbagliato l'anno scorso e non stiamo
sbagliando quest'anno. C'è semplicemente una valutazione politica
diversa. Il Movimento Cinque Stelle, con assoluta linearità,
continua nella propria battaglia, e il Governo considera non
accoglibile questa battaglia.
Per quel che mi riguarda mercanteggiare sul due, sul tre per cento
è, come dire, inopportuno. Io credo, atteso che l'impalcatura della
manovra non cambia e atteso che questi tre milioni di euro li
pagherebbero le grandi multinazionali, se non ho capito male, forse
utilizzare queste risorse a favore delle categorie più svantaggiate
e più bisognose non sarebbe sbagliato. Ma siccome sono leale con il
Governo, mi rimetto alla valutazione dello stesso, sapendo che la
valutazione politica che ho appena finito di illustrare è diversa
rispetto a quella che l'anno scorso il Governo mi ha chiesto di
votare.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, ho voluto prendere la parola su questo articolo
perché ritengo che sia, come giustamente è stato detto già da
alcuni deputati, un articolo di fondamentale importanza. Ovviamente
la parte che volevo sottolineare ed evidenziare riguarda il comma
due, e quindi per esattezza il discorso sulle royalty.
E' giusto che l'Aula sia così attenta e matura anche sui temi che
cominciano a diventare sempre più importanti per la Sicilia, perché
stiamo parlando dello sviluppo e direi anche del futuro, quindi
sviluppo collegato con questa dimensione futuro.
Dobbiamo comunque tenere sempre in mente, quando ragioniamo sul
parlare del singolo emendamento - royalty sì, royalty no - che il
tredici o quindici per cento sono la cornice generale di questo
emendamento che si incardina comunque all'interno di un tema che è
fondamentale, che è collegato con la strategia dell'energia che ha
approvato il Governo nazionale a marzo e, come sono sicura che
molti di voi sapranno, nella strategia nazionale sullo sviluppo
energetico è stata posta molta attenzione sulla produzione di
idrocarburi per soddisfare quelli che sono anche i deficit
energetici. E vi ricordo che l'Italia e la Sicilia sono ricche di
risorse energetiche dal gas agli idrocarburi. Quindi questo che
significa? Che noi abbiamo tutte le possibilità per cominciare a
programmare seriamente il futuro economico, strettamente collegato
anche con il futuro del rispetto ambientale, storico e
paesaggistico della Sicilia, utilizzando questa forma, questo
settore industriale. Quindi, l'idea di ragionare semplicemente sul
15 per cento delle royalty sarebbe troppo diminutivo, ma è giusto
sapere in cosa consiste? Consiste nel fatto di aumentare questa
aliquota perché noi crediamo che questo corrisponderà all'aumento
proporzionale delle entrate, ma non è così, perché vi ricordo che
in questo caso le royalty si riferiscono ad una attività specifica,
come aveva appunto già accennato l'onorevole Marziano, che nello
specifico è la coltivazione degli idrocarburi nei pozzi vecchi.
Questo significa che già le aziende spendono ogni anno un costo
fisso che va dai 3 ai 4 milioni di euro per la coltivazione degli
idrocarburi nei pozzi vecchi, l'aumento della royalty risulterebbe
semplicemente un motivo in più per disincentivare l'impresa a
continuare a fare la ricerca e a fare la coltivazione degli
idrocarburi. E questo invece significa, non l'aumento delle
entrate, perché non c'è un reale aumento delle entrate, c'è
semplicemente il far diventare ancora più difficile per queste
imprese fare la ricerca.
Io penso ai quattro pozzi di Gela, penso a quelli di Ragusa, penso
a quelli di Gagliano, che sono già comunque in una situazione
semicritica, che sicuramente avranno problemi di mantenimento anche
di tutto il livello occupazionale, perché, attenzione, noi stiamo
parlando delle royalty, e vi ricordo che in Germania, Inghilterra,
Norvegia, non esistono più da tempo, perché l'idea della royalty
significa pagare una cosa che ancora non si ha certezza se verrà
venduta.
Piuttosto vi propongo un'altra cosa: abbiamo questa mission del
futuro? Vogliamo costruire dei piani industriali con queste aziende
multinazionali? Vogliamo creare un piano industriale in cui la
Sicilia diventi il capofila anche per l'Italia e si classifichi al
primo posto per la produzione degli idrocarburi? Benissimo
Chiediamo alle aziende, come per esempio penso all'ENIMED,
un'azienda che contribuisce in modo più sostanziale a quelle che
sono le entrate della Regione Sicilia, eliminiamo le royalty,
aumentiamo le tasse ed incentiviamo più investimenti. Quindi questo
- a mio avviso - dovrebbe essere il ragionamento logico, invece di
perdere tempo sul 13 o 15 per cento delle royalty che, visto così,
in un non progetto industriale, dà semplicemente un messaggio
sbagliato.
Questo è il mio parere, ovviamente però era giusto che si
evidenziasse questa parte, perché rischiamo di perderci
semplicemente nel problema della royalty. Allora io faccio una
proposta: accantonarlo, ne discutiamo, approfondiamo, facciamo una
sorta di proiezione anche del futuro, perché l'emendamento di per
sé potrebbe essere un rivolo, ma è il simbolo comunque di una
potenzialità futura che possiamo sviluppare sicuramente in modo più
efficace.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il dibattito sull'articolo 5 è
stato abbastanza complesso ma ricco di contenuti, ed ha dato luogo
a tanti spunti di riflessione. Penso che l'assessore Bianchi avrà
tanti motivi questa notte per non dormire, almeno di approfondire
la questione relativamente all'articolo 5, per riprendere poi la
seduta domani mattina.
L'articolo 5 viene quindi accantonato, ma abbiamo compreso che è
uno dei più importanti di questa finanziaria.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 9
gennaio, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
(n. 669/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale. (n. 670/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
3) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
4) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Cimino
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio Salvatore
8) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
La seduta è tolta alle ore 20.29
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 669/A BILANCIO DI PREVISIONE DELLA
REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2014 E BILANCIO
PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2014-2016.
All'articolo 2:
Emendamento 2.1: (v. pag. 7 del fascicolo emendamenti in .pdf)
Emendamento TAB.B. 27 (v. pag. 11 del fascicolo emendamenti in
.pdf)
Emendamento TAB.B. 29 (v. pag. 31 del fascicolo emendamenti in
.pdf)
Emendamento TAB.B. 25 (v. pag. 37 del fascicolo emendamenti in
.pdf)
Emendamento TAB.B. 28 (v. pag. 40 del fascicolo emendamenti in
.pdf)
Emendamento TAB.B. 26 (v. pag. 46 del fascicolo emendamenti in
.pdf)
All'articolo 4:
Emendamento 4.1: (v. pag. 49 e seguenti del fascicolo emendamenti
in .pdf)