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Resoconto d'Aula della Seduta n. 119 di mercoledì 08 gennaio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
                  previsione della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
                          2014-2016» (669/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge «Bilancio  di  previsione
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario  2014  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2014-2016» (669/A) Invito i  componenti
  la II Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                                «Art. 2.
                    Stato di previsione della spesa

   1.  Sono  autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese  della
  Regione  per l'anno finanziario 2014, in conformità dello stato  di
  previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B).

   2.  Nello  stato di previsione della spesa è iscritto un  apposito
  fondo da destinare ad interventi autorizzati con legge di stabilità
  regionale».

   Comunico  che  all'articolo 2, è stato  presentato,  a  firma  del
  Governo, l'emendamento modificativo 2.1:  Il comma 2, dell'articolo
  2 è soppresso.
   Assessore Bianchi lo vuole illustrare brevemente?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Anche questo è un  emendamento
  di  carattere tecnico. Era rimasto, rispetto alla stesura dell'anno
  scorso,  l'ultimo  comma  che  è,  assolutamente,  ultroneo  e  non
  importante.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla tabella B. Presidenza.
   E'  stato presentato l'emendamento a firma degli onorevoli Cascio,
  Alongi, D'Asero, Fontana, Germanà, Milazzo e Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA, Presidente della commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  a  firma   degli
  onorevoli Cascio ed altri.
    Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   TabB5.  E' stato presentato un emendamento a firma degli onorevoli
  Lupo, Gucciardi.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia.  Qui  c'è  un  problema   di
  copertura,  perché  è una copertura sui fondi globali,  non  avendo
  risorse  liberali  potremmo verificare  magari  un  altro  tipo  di
  copertura, però questa non è adeguata. Di fatto è tema che possiamo
  rivedere  in  finanziaria come previsto nell'allegato 1.  Eventuali
  integrazioni possono essere discusse in finanziaria.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento TAB27.

   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia. Lo illustro  brevemente.  E'
  semplicemente  un'integrazione 2014 di  40.000  euro  per  missioni
  della scorta del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  la  Amministrazione  Presidenza,  con   gli
  emendamenti approvati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Amministrazione Attività produttive.
   Pongo in votazione la Amministrazione Attività produttive.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Amministrazione Beni culturali e identità siciliane.

   Comunico che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.9, TAB B.
  6, TAB B.13, TAB B.11. che sono inammissibili.

   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli  Di  Giacinto  e
  Coltraro,  l'emendamento TAB B.2

   DI GIACINTO. Lo ritiro.

   L'emendamento TAB B.2 è ritirato.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Marziano, Cirone e
  Gucciardi l'emendamento TAB B.10 che viene rinviato in finanziaria.

   Pongo in votazione l'Amministrazione Beni culturali.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si   passa  all'Amministrazione  Energia  e  Servizi  di  pubblica
  utilità.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e lavoro.

   Comunico  che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.12,  TAB
  B. 14 e TAB B.15 che sono inammissibili.

   Pongo in votazione l'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e
  lavoro.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Amministrazione Autonomie locali e funzione pubblica.
   Comunico  che sono stati presentati gli emendamenti TAB B.20,  TAB
  B. 18,  TAB B.17, TAB B.21,  che sono inammissibili.

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Assenza, Figuccia
  e   Grasso   l'emendamento  TAB  B.25  che  viene   trasferito   in
  finanziaria.

   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  l'emendamento  TAB
  B.29.

   PRESIDENTE. Il Governo lo vuole illustrare?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Brevemente, non riguarda nessun
  cambiamento   di   spesa   soltanto   trasferimento   di   capitoli
  dall'assessorato  al  bilancio,  relativo  all'informatica  e  alla
  funzione pubblica, in conseguenza del trasferimento dell'Ufficio.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Con il parere favorevole della Commissione  pongo  in
  votazione l'emendamento governativo.

   BIANCHI, assessore per l'economia.  dell'Ufficio.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento governativo TAB.B.29.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'intera Amministrazione autonomie  locali  e
  funzione pubblica.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'Amministrazione Infrastrutture e mobilità. E'  stato
  presentato un emendamento dagli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, soltanto per spiegare che prendiamo 10
  milioni  di euro - da dove noi riteniamo che non siano estremamente
  necessari   a  meno  che  poi  il  Governo  voglia  ritornarci   in
  finanziaria  ma  noi riteniamo che nel capitolo 212514,  questi  10
  milioni,  devono  essere  spostati  -  e  rafforzare  il  fondo  di
  salvaguardia  degli  equilibri finanziari. E'  un  impegno  che  ha
  chiesto la Corte dei conti; è una indicazione che viene data  anche
  dal  Commissario dello Stato. Non è un emendamento di spesa. E'  un
  emendamento  di  rafforzamento  dei conti  pubblici  della  Regione
  siciliana. L'invito è a volerlo apprezzare favorevolmente.

   PRESIDENTE.  Assessore Bianchi, le posso fare una domanda?  E'  un
  argomento che possiamo affrontare in finanziaria?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Nella finanziaria, anche  alla
  luce  delle  ultime interlocuzioni, abbiamo intenzione di  fare  un
  intervento per incrementare il capitolo relativo al fondo  residui.
  Prendiamo  atto della indicazione, dato che saranno più interventi.
  Eventualmente   verifichiamo  la  disponibilità   finanziaria.   In
  finanziaria  quindi ci sarà un intervento più congruo che  riguarda
  l'incremento del fondo. Non possiamo adesso, perché non risolveremo
  il  problema soltanto con questo intervento. E' un parere  negativo
  solo  perché non esaurisce il problema e sarebbe un intervento,  in
  questo caso, non pertinente.

   PRESIDENTE. Allora spostiamo la questione in finanziaria.

   FALCONE. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'Amministrazione Infrastrutture  e
  mobilità. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'Amministrazione Istruzione e formazione. Non ci sono
  emendamenti.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'Amministrazione  Risorse  agricole.  Sono   stati
  presentati i seguenti emendamenti: TAB.B.30 a firma degli onorevoli
  Gucciardi   e  Milazzo.  La  sua  trattazione  viene  rinviata   in
  finanziaria. Si passa all'emendamento TAB.B.25 del Governo.

   BIANCHI,   assessore  per  l'economia.  Chiedo  di   parlare   per
  illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, anche questo
  è  un  emendamento di carattere tecnico. Si spostano delle  risorse
  relative  al comparto forestali da un capitolo a un altro  capitolo
  che  ha  una  dizione  più completa e più  ampia  che  ci  è  stato
  segnalato dal Dipartimento stesso.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.25.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento TAB.B.1 è rinviato alla finanziaria.

   Pongo  in  votazione l'intera Amministrazione Risorse  agricole  e
  alimentari.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Amministrazione Salute.

   Si procede con l'emendamento del Governo TAB.B.28.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Questo è il  finanziamento  di
  quanto  previsto  dalla  norma già approvata  da  questa  Assemblea
  relativo al finanziamento per i primi mesi della SAS, la legge, ora
  non ricordo esattamente il numero della legge, è una variazione  di
  bilancio  conseguente all'approvazione della  norma  relativa  alla
  copertura degli oneri per la SAS per i primi mesi dell'anno.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, io credo che su questo emendamento  il
  Governo deve essere un attimino, dovrebbe rifletterci un attimo per
  un motivo molto semplice. Questo emendamento di fatto cozza sia con
  la  legge  che abbiamo fatto che era una anticipazione  di  risorse
  alla  sas  e  cozza anche con l'articolo 11 poi della  finanziaria.
  Sostanzialmente perché c'è questa discrasia. Perché da un  lato  si
  dice  che dovremmo fissare il limite in 38 milioni di euro annuale,
   .il fatto che successivamente poi negli anni è una cifra destinata
  a  crescere  questa. Qua invece riconoscendo per  3  mensilità,  14
  milioni  di euro, arriviamo a circa 44 milioni di euro.  Quindi  io
  dico,  se è possibile, accantoniamo un attimino questo emendamento,
  andiamo  oltre e poi ci ritorniamo. L'Assessore Bianchi verificherà
  con gli Uffici se è compatibile e congrua questa somma o può essere
  ridimensionata  così come noi auspichiamo, nel  contenimento  della
  spesa, e poi può essere anche apprezzato.

   BIANCHI,   assessore  per  l'economia.  Adesso  vado  anche   qua,
  l'approfondimento lo possiamo sempre fare, onorevole Falcone.  Però
  questi  sono i 4/12 con il taglio previsto dalla norma. Non  è  che
  abbiamo margini. La legge 23 del 2013 prevede esattamente per  4/12
  lo stanziamento che noi copriamo con questa variazione di bilancio,
  come  facciamo a modificare. Ovviamente abbiamo gli altri 8/12  che
  saranno  finanziati nella finanziaria. Però i 4/12 già  autorizzati
  con la norma precedente vanno inevitabilmente coperti.
   Lei,  onorevole deve vedere però quanto è autorizzato dalla  legge
  23 del 2013, dalla legge in cui abbiamo autorizzato i primi 4 mesi.
  Se vogliamo approfondirlo un attimo possiamo anche accantonarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento TAB B 16, primo  firmatario
  l'onorevole Panepinto. E' ammissibile questo?

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente per l'assessore, visto
  che   l'assessore   alla   salute  ha   manifestato   informalmente
  disponibilità  che il passaggio in finanziaria, considerato  che  i
  fondi  globali, il bilancio ne è privo, poi in finanziaria  diventa
  oggetto.  Se lo puoi esprimere verbalmente, assessore, anziché  con
  la gestualità è meglio.
   In  Sicilia ci sono consultori laici e religiosi solo in territori
  dove  la  presenza,  diciamo  pubblica,   è  ridotta  a  situazione
  marginale   e  continua  ad  essere  una  parte  con  finanziamento
  pubblico,  ma chiaramente è più attività di volontariato perché  la
  richiesta  è 270 mila euro per una decina di consultori  sparsi  in
  tutta  la  Sicilia  per continuare a svolgere quella  missione  che
  avevano  avuto al momento, assistere soprattutto il mondo femminile
  che le sue debolezze.

   PRESIDENTE.  Scusate, l'emendamento ha detto poc'anzi  l'onorevole
  Panepinto  che  se  c'è  un  impegno del  Governo  a  trattarlo  in
  finanziaria, si tratterà in finanziaria.
   No,   siccome   c'era   una   rincorsa   ad   apporre   la   firma
  all'emendamento.

    TURANO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

   BIANCHI,   Assessore   per  l'economia.  Confermo   l'impegno   ad
  affrontarlo  in  finanziaria. Dato che abbiamo  finito  l'articolo,
  approfitto  pure  per  chiarire  ulteriore  all'onorevole   Falcone
  riguardo l'emendamento precedente.
   Mi  confermano  gli uffici che per i 4/12 la spesa  è  esattamente
  19.177  milioni autorizzata dalla precedente legge quindi qualunque
  eventuale  riduzione si può smaltire, spalmare, sui  restanti  8/12
  non ancora autorizzati con norma.
   Su  questo, lo stanziamento è già previsto da una legge  approvata
  da  questa  Assemblea,  quindi siamo vincolati  a  questo  tipo  di
  variazione di bilancio.
   Il  tema  trova  risposte, inevitabilmente,  in  finanziaria  dove
  invece si finanziano gli altri 8/12 con lo stanziamento di cui  lei
  diceva.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, quindi insiste sull'approvazione di
  questo emendamento?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Si, assolutamente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Tab B  28.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'intera Amministrazione  Salute,  così  come
  risulta nel testo emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Amministrazione Territorio e ambiente.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, sulla  Amministrazione  Territorio
  c'era  un mio emendamento che riguardava l'integrazione delle somme
  per la gestione delle riserve, dei parchi.

   PRESIDENTE. E' inserito tra quelli alla finanziaria.
   Pongo in votazione la Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Amministrazione Economia.
   Sono stati presentati degli emendamenti.
   L'emendamento TAB B 3 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento TAB B 26, a firma del Governo. E'  stato
  presentato   un  emendamento  di  uguale  contenuto  dall'onorevole
  Falcone.
   Si  ricorda  che,  qualora  venisse  approvato  l'emendamento  del
  Governo,  il 19 risulterà assorbito, se respinto si verrà  precluso
  l'esame dell'emendamento 19.

   BIANCHI,   assessore  per  l'economia.  Chiedo  di   parlare   per
  illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Si tratta di un  trasferimento
  di  quaranta  milioni  dai fondi di riserva ai  fondi  destinati  a
  fronteggiare  gli  effetti  finanziari,  sui  saldi  di   bilancio,
  dell'eliminazione dei residui attivi.
   E'   un   primo  passo  di  quel  processo  che  completeremo   in
  finanziaria.

   FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  relatore  di minoranza. Signor Presidente,  ritengo  che
  l'emendamento a firma del Governo, cambi poco.
   Mi  sembra più superfluo che di sostanza, più di apparenza che  di
  sostanza.
   Abbiamo  quattro capitoli che non dovremmo toccare, si tratta  dei
  capitoli 215727, il 215701, il 219202, il 219205.
   Se  noi da un capitolo li spostiamo ad un altro, copriamo un  buco
  ma ne creiamo un altro.
   E'  come  una coperta  Questa coperta - se l'Assessore  ne  ha  la
  capacità - o viene allungata in modo tale da coprire tutto il letto
  oppure non si è concluso niente
   Meglio  lasciarla così com'è  Collocata laddove è,  perché  questi
  emendamenti  che danno la sensazione o l'impressione di  aggiustare
  qualcosa, ne aggiustano una ma ne sfasciano un'altra.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB B.26,  a  firma
  del  Governo.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Risulta,  altresì,  precluso  l'emendamento  TAB  B.19.  Pongo  in
  votazione  la  Amministrazione Economia.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'intera tabella B. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione l'articolo 2  Stato di previsione della spesa ,
  fatte  salve le modifiche conseguenti all'approvazione della  legge
  finanziaria  .  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
                                Elenchi

   1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
  di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
  descritte  nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione  della
  spesa.

   2.  Le  spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
  regionale  per l'economia la facoltà di cui all'articolo 28,  comma
  2,  della legge 31 dicembre 2009, n. 196 sono descritte nell'elenco
  n. 2 annesso allo stato di previsione della spesa».

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Totale generale del bilancio annuale

   1.  E'  approvato  in 23.087.737 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza ed in 18.181.490 migliaia di euro in termini  di  cassa,
  il  totale generale dell'entrata ed il totale generale della  spesa
  del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2014».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.1.

   FALCONE, relatore di  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.,  relatore di  minoranza. Assessore, alla luce  degli
  emendamenti  che  abbiamo  approvato  alla  tabella  A,  questo
  emendamento è sempre attuale? Vorrei evidenziare che la tabella
  A,  A1, A2 e, soprattutto, la tabella  A4, ha modificato sia le
  entrate  che  le spese. Questo emendamento è stato  predisposto
  antecedentemente a queste modifiche. Vorrei capire se  dobbiamo
  regolarizzare o meno.

   PRESISENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI., assessore per l'economia. Favorevole. In relazione a
  quanto  diceva  l'onorevole Falcone,  preciso  che  manca  solo
  l'ultimo emendamento aggiuntivo; però  mi dicevano che è prassi
  che  poi  si  può  fare  un aggiustamento  tecnico  conseguente
  all'approvazione degli altri articoli.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione  e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  4.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                               Allegati

   l.  Per l'anno finanziario 2014 le unità previsionali di base e le
  funzioni   obiettivo   sono  individuate,  rispettivamente,   negli
  allegati n. 1 e 2 alla presente legge».

   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  e  si  pone in votazione l'articolo  6,  bilancio
  pluriennale del disegno di legge la cui discussione si sospende per
  passare  all'esame della tabella C e della tabella D  del  bilancio
  pluriennale.
   Non sono stati presentati emendamenti.
   Si  esamina  lo Stato di previsione delle entrate per il  triennio
  2014-2016,  tabella C dell'Unità previsionale di base, pagina  249,
  per  chi  sta  seguendo sul faldone, Avanzo finanziario,  economie,
  entrate di pertinenza di tutte le altre amministrazioni.
   Pongo  in  votazione la tabella C. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si esamina lo Stato di previsione della spesa per il triennio 2014-
  2016,  tabella D, Disavanzo finanziario presunto, Presidenza  della
  Regione,  Attività produttive, Beni culturali, economie, energie  e
  servizi  di pubblica utilità, famiglie, politiche sociali e lavoro,
  autonomie  locali e funzioni pubbliche, infrastrutture e  mobilità,
  istruzione   e   formazione  professionale,  risorse   agricole   e
  alimentari,  salute,  territorio  e  ambiente,  turismo,  sport   e
  spettacolo.
     Pongo in votazione la tabella D, così come è stata letta. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  pongono  separatamente in votazione  le  tabelle  C  e  D  del
  bilancio  pluriennale e quindi l'articolo 6 cui è annesso  l'elenco
  numero 5, fondi occorrenti a carico del triennio 2014-2016 per  far
  fronte agli oneri dipendenti da nuovi provvedimenti legislativi. Si
  precisa   che   sono   fatte   salve   le   modifiche   conseguenti
  all'approvazione della legge Finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'articolo 7, Quadri, e lo si pone in votazione,
  precisando  che  i quadri riassuntivi sono quelli risultanti  dalle
  modifiche  approvate dall'Aula nel corso dell'esame del bilancio  a
  legislazione  vigente,  sono  pertanto  fatte  salve  le  ulteriori
  modifiche conseguenti all'approvazione della legge Finanziaria.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  dell'articolo  8 conclusivo  dell'articolato  del
  disegno di legge e lo si pone in votazione.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  concluso l'esame del bilancio, si sospende quindi l'esame
  stesso  a  legislazione vigente prima del voto finale  per  passare
  all'esame  del  disegno  di  legge  Disposizioni  programmatiche  e
  correttive  per  l'anno  2014. Legge di  stabilità  regionale   (n.
  670/A) (Seguito)
   Quindi,  abbiamo concluso in questo momento proprio l'approvazione
  del bilancio.

   FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, dicevo nelle more che si iniziasse a trattare la legge di
  stabilità,  per  la  quale, secondo me, servirebbe  un  momento  di
  riflessione e, quindi, per la cui trattazione chiediamo un  rinvio,
  sarebbe utile, forse, ipotizzare di esaminare gli ordini del giorno
  che ci sono nel frattempo, o no? O lo facciamo alla fine?

   PRESIDENTE.  Gli ordini del giorno li tratteremo alla  conclusione
  di tutto.
   Onorevoli colleghi, sospendiamo per cinque minuti, magari  sentirò
  informalmente i Capigruppo, per riprendere eventualmente, se  siamo
  d'accordo,  con l'esame del bilancio dell'Assemblea e,  a  seguire,
  con la Finanziaria. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.04, è ripresa alle ore 17.20)

   La  seduta  è  ripresa.  Ho  sentito informalmente  alcuni  gruppi
  parlamentari.  Andiamo avanti con il  Rendiconto  delle  entrate  e
  delle   spese   dell'Assemblea  regionale  siciliana   per   l'anno
  finanziario  2012 ,  a  seguire   Progetto  del  bilancio   interno
  dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario  2014   e
  continueremo con la discussione sulla Finanziaria.
   Dei  tre questori, due hanno già preso posto. L'onorevole Oddo non
  è in Aula.

   dell'ARS, per l'anno finanziario 2012.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
        siciliana per l'anno finanziario 2012 (Doc. numero 144)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Rendiconto  delle  entrate  e delle spese dell'Assemblea  regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2012 (Doc. numero 144).
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Rinaldi  per  svolgere  la
  relazione

   RINALDI,  Deputato Questore. Signor Presidente, signori Assessori,
  onorevoli  colleghi,  si  presenta  per  l'approvazione,  ai  sensi
  dell'articolo  77  del  Regolamento interno,  il  Rendiconto  delle
  entrate  e  delle  spese  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per
  l'esercizio finanziario 2012 approvato dal Consiglio di Presidenza.
   La spesa complessiva nell'anno è stata pari a 165.404.756,53 euro;
  rispetto  al  dato consuntivo dell'esercizio 2011 di 165.887.657,24
  euro si è registrata una modesta ma significativa diminuzione dello
  0,29 per cento. Considerato il tasso d'inflazione rilevato nel 2012
  (l'indice armonizzato dei prezzi al consumo medio nel 2012  risulta
  del  3,3  per cento), la diminuzione in termini reali  è  stata  di
  circa il 3,6 per cento.
   Il  dato conferma un punto di svolta rispetto all'andamento  della
  spesa  registrato  negli  ultimi anni;  a  maggior  ragione  se  si
  considera   che   il   2012  rappresenta   un   anno   anomalo   di
  stabilizzazione della spesa rispetto ai precedenti perché  ha avuto
  termine  la  Legislatura e si sono quindi verificati  i  flussi  di
  spesa  aggiuntivi che tipicamente contraddistinguono  gli  anni  di
  fine e inizio legislatura.
   La  determinazione del Consiglio di Presidenza di adottare  misure
  per   il   contenimento  della  spesa  attraverso   l'adozione   di
  provvedimenti,  in  parte  di  recepimento  di  analoghe   delibere
  adottate  dal  Senato della Repubblica, sta cominciando  a  dare  i
  primi risultati.
   Le  risorse  liberate dai risparmi conseguiti hanno contribuito  a
  finanziare  il  fabbisogno  derivante dalla  naturale  crescita  di
  alcune  spese obbligatorie e, soprattutto, a far fronte all'aumento
  delle spese in conto capitale necessarie a conservare e ad adeguare
  alla  normativa sulla sicurezza il pregevole patrimonio immobiliare
  dell'Assemblea.
   La  diminuzione  della  spesa sarà più  consistente  nel  prossimo
  triennio  2013-2015,  nel  quale si  concretizzeranno  effettive  e
  progressivamente crescenti diminuzioni del totale della spesa sulla
  base  della  reale  operatività del piano di risparmi  avviato  con
  l'inizio della legislatura, le cui basi sono state elaborate con il
  bilancio  di  previsione  del 2013 approvato  dall'Aula  e  che  ha
  sancito una diminuzione della dotazione finanziaria a carico  della
  Regione di 10 milioni di euro.
   Il  risultato  conseguito è stato coerente con  gli  indirizzi  di
  contenimento  della spesa previsti nelle "Linee  guida  dell'azione
  amministrativa  per  l'anno  2012", conseguendo  l'obiettivo  della
  diminuzione  totale  della spesa attraverso il  contenimento  della
  spesa corrente a favore dei necessari interventi in conto capitale,
  invertendo il trend di crescita degli anni precedenti.
   Per  quanto concerne le entrate a consuntivo sono risultate  pari,
  nel  complesso, ad euro 173.376.235,55, in aumento dello  0,74  per
  cento rispetto al dato del 2011.
   La  struttura  del Rendiconto pone a confronto  per  ogni  singolo
  articolo  le  previsioni  iniziali  di  entrata  e  di  spesa,   le
  previsioni assestate, cioè comprensive delle variazioni intervenute
  durante  l'esercizio, e le effettive entrate  e  uscite  registrate
  nell'anno.
   Gli   andamenti   delle  entrate  e  delle  spese  si   riflettono
  sull'entità dell'avanzo di esercizio che nell'anno 2012 ammonta  ad
  euro 7.971.479,02.
   Quest'ultimo scaturisce dalla differenza, rispetto alle previsioni
  iniziali, fra le minori entrate conseguite di 1.836.984,52  euro  e
  le  minori  spese sostenute pari a  9.808.463,54 euro.  In  termini
  assoluti  l'avanzo è il risultato dalla differenza tra  le  entrate
  effettive totali di 173.376.235,55 euro e le spese complessivamente
  registrate pari a 165.404.756,53 euro. Nell'allegato A è  riportata
  la  rappresentazione  sintetica  del  risultato  finanziario.  Tale
  avanzo, in ottemperanza all'art. 27, comma 5, del RAC sarà iscritto
  tra le entrate degli esercizi finanziari successivi.
   Di  seguito  Presidente sono riportate tutte le  entrate  e  nello
  specifico   i  risultati  che  emergono  dall'esame  dei  risultati
  registrati  durante  l'esercizio finanziario  2012,  che,  prego  i
  colleghi, se vogliono dare un'occhiata per evitare di leggere tutta
  la  rendicontazione sia dell'entrate e dell'uscita  e  delle  spese
  correnti  e  quindi  chiedo ai colleghi di passare  alla  votazione
  direttamente.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Grazie, Presidente, onorevoli  colleghi.  Signor
  Presidente,  questo è il bilancio che nelle sue  intenzioni  doveva
  essere  cristallino. Già in partenza vi è un anomalia perché  avete
  approvato  il  bilancio con una postazione di bilancio  diversa  da
  quella che il Governo aveva posto.

   RINALDI, Deputato Questore.  Stiamo parlando del rendiconto 2012.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   leggendo   il
  rendiconto  delle  entrare e delle spese del 2012,  vorrei  capire,
  perché solamente leggendo la prima parte non lo posso votare perché
  quando si dice che vi è stata una diminuzione dello 0,29 per  cento
  e,   invece,  scorrendo  si  legge  che  considerato  il  tasso  di
  inflazione  rilevato nel 2012 l'indice armonizzato  dei  prezzi  al
  consumo  medio del 2012, risulta del 3,3 per cento. La  diminuzione
  in termini ideali è stata di circa il 3,6 per cento.
   Volete spiegare che significa tutto questo all'Assemblea? Grazie.

   RINALDI, Deputato Questore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI, Deputato Questore.  Onorevole Vullo, se legge interamente
  il  secondo periodo si sostiene che la spesa complessiva nell'anno,
  è stata pari, a 165 milioni, rispetto al dato consuntivo 2011, come
  spesa  abbiamo  165, quindi per la nostra spesa c'è  uno  0,29  per
  cento,  però  se  lei  considera rispetto  al  tasso,  l'indice  di
  armonizzazione dei prezzi di consumo che risulta 3,3 per cento,  la
  diminuzione  riportata a questi parametri è di  circa  il  3,6  per
  cento,  cioè  è  un dato maggiore rispetto a quello  effettivo  che
  abbiamo  avuto;  ma  se  lo compariamo all'indice  armonizzato  dei
  prezzi di consumo  risulta più alto.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame del Documento contabile numero 144.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che quello
  che sto per dire rappresenta un po' una particolare delicatezza, ma
  mi sono sempre assunto le mie responsabilità in tutto quello che ho
  detto e che ho fatto.
   Ritengo  che il Presidente dei Deputati Questori, per ciò  che  mi
  rappresenta,  non  può  delucidare o quanto  meno  rappresentare  i
  Deputati  Questori  visto  che la nota vicenda  -  che  non  voglio
  entrare  nel merito, ma che comunque noi tutti conosciamo - ritengo
  che  ho  letto che in più occasioni si sarebbe dimesso da  Deputato
  Questore e non l'ha mai fatto.
   Per tale ragione, per non entrare in polemica, io abbandono l'Aula
  e  vado  via  perché  non  mi sento, ancora  una  volta  ribadisco,
  rappresentato   da  chi  non  ha  le  caratteristiche   per   poter
  rappresentare l'Organo più importante di quest' Aula.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  sul bilancio, però poi ho pensato che tanto questa Assemblea quello
  che  vuole  fare,  questa Presidenza, quello  che  vuole  fare  fa.
  Quindi, interverrò sulla discussione generale.
   Intanto,  la prego e la invito, le prossime volte che  finisco  il
  mio  intervento, a moderare i toni perché sta parlando con una  sua
  collega e con una parlamentare eletta. Quindi, io non faccio  show,
  nessuno in  questa Aula del mio Gruppo parlamentare fa show  e  non
  le  permetto di dirmi che  facciamo passerelle . E, forse, nasce da
  questo  il disguido. Noi quando veniamo qua a parlare di  tagli,  a
  parlare  di  trasferire delle somme da chi ha troppo a chi  non  ha
  niente,  non  facciamo  passerelle. Noi  queste  cose  le  crediamo
  davvero.  Noi  le  pensiamo  veramente.  Ed  è  questa  la   grande
  differenza tra il Movimento 5 Stelle e chi c'è dentro quest'Aula.

                           (Brusio in Aula)

     Forse,  voi non vi rendete conto  perché credete che noi  agiamo
  come avete sempre fatto

   PRESIDENTE.  Un  po'  di  rispetto per  il  Parlamento  siciliano
  Onorevole Ciancio, usi rispetto al Parlamento siciliano

   CIANCIO   come  avete  sempre fatto in  quest'Aula,  che  qui  sul
  pulpito si dice una cosa e poi se ne fa un'altra  Noi veniamo qua e
  parliamo

   PRESIDENTE. E, infatti, lei sta sul pulpito

   CIANCIO. Noi parliamo esattamente come è nel nostro stile e   come
  pensiamo. La prego di non interrompermi

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, adesso sta esagerando

   CIANCIO. Siccome vedo che si sono accesi i toni .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio,  so  che  lei  vuole  lo  scontro
  istituzionale perché lei pensa che io faccia il suo gioco.

   CIANCIO. Io non voglio nessuno scontro  Ma lei ha dimostrato

   PRESIDENTE. Guardi che non è così  Perché sui numeri non ci  siamo
  perché  lei  intervenendo in precedenza ha commesso  un  errore  di
  lettura e contabile. Perché siccome siete attenti, dovevate  sapere
  che  il  bilancio dell'Assemblea lo fa l'Assemblea, non  lo  fa  il
  Governo. La dotazione la stabilisce l'Assemblea, non il Governo.
   Lei,  intervenendo  precedentemente,  siccome  voleva  mandare  un
  messaggio  all'esterno - essendo autolesionisti, a modo suo  questo
  Parlamento  -  avrebbe dovuto dire che rispetto alla previsione  di
  bilancio  c'era  addirittura un aumento di due  milioni.  E  non  è
  assolutamente  così  Perché abbiamo ridotto il  bilancio,  rispetto
  all'anno precedente, di tre milioni.
   Per  cui,  siccome i numeri sono incontrovertibili non consento  a
  nessuno,  di nessun partito, di nessun Gruppo politico,  di  venire
  qui  e  buttare  ancora  fango  su  questo  Parlamento   Perché  le
  ribadisco  che,  rispetto agli altri Consigli regionali,  siamo  in
  media su quello che riguarda il costo della politica.
   E  poi  guardi,  onorevole Ciancio, glielo  dico  con  la  massima
  franchezza, se si voleva effettivamente contribuire alla  riduzione
  della spesa bastava votare il decreto Monti.

   CIANCIO.  Allora, signor Presidente, continuo. Nello  stanziamento
  del  Governo c'erano 47 milioni. E' evidente che, per come ci siamo
  sempre  posti,  qualsiasi  riduzione per  noi  va  bene,  anzi  più
  tagliamo meglio è. E, le ripeto, perché l'avevo già accennato  poco
  fa,  che  lei  mi avrebbe risposto che i tagli c'erano  già  stati.
  Però, io le ribadisco che questi tagli non sono sufficienti e se la
  Presidenza  e  tutto  il Consiglio di Presidenza  avesse  fatto  un
  minimo  sforzo  e avesse tagliato ancora lì dove si  può  tagliare,
  Presidente,  anche  perché  mi  deve  spiegare  a  cosa  servono  i
  comandati,  a cosa servono le migliaia di euro per il vestiario,  a
  cosa servono le spese di rappresentanza, a cosa servono le migliaia
  e  migliaia di euro per voci che si ripetono in continuazione.  Noi
  chiediamo sacrifici agli altri, ma non ci facciamo mancare  niente;
  è questa la verità
   In  una  situazione economica in cui avremmo potuto  dire  che  la
  Sicilia  stava bene e che tutti avevano qualcosa, io  posso  capire
  questo  ragionamento, il decoro del Palazzo,  il  rispetto  per  le
  istituzioni  e  così  via, ma in un momento di  crisi  come  questo
  tagliare  2 milioni in questo Palazzo da un bilancio di  149,  147,
  152 quelli che sono, sarebbe stato veramente un messaggio nobile.
   Io   preannuncio   la  presentazione  di  un  emendamento   perché
  possibilmente   dai  fondi,  dagli  avanzi  di  amministrazione   è
  possibile  recuperare qualcosa da dare, per esempio, al capitolo  o
  alla legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche che non
  ha nulla, che sono 200 mila euro in questo momento.
   Visto  che  vogliamo fare qualcosa di concreto  prendiamo  quei  2
  milioni  di  prima  o  prendiamo qualsiasi somma  che  deciderà  il
  Consiglio  di Presidenza, di cui ovviamente non facciamo  parte,  e
  diamoli   invece  alla  legge  per  l'abbattimento  delle  barriere
  architettoniche.
   Qua,  quando si vuole fare qualcosa si riescono a trovare tutti  i
  cavilli  possibili ed immaginabili per farla, quando non  si  vuole
  fare si reputa semplicemente inammissibile qualcosa o semplicemente
  si  dice che un trasferimento di questo tipo non si può fare chissà
  per quale motivo.
   Un po' di coerenza chiedo, Presidente.

   PRESIDENTE. Come è a sua conoscenza, onorevole Ciancio, lei sa che
  il bilancio dell'Assemblea non è emendabile.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche meno di  5
  minuti  per  un  paio  di  considerazioni perché  nel  seguire  gli
  interventi dei colleghi, cittadini del Movimento 5 Stelle,  non  si
  può  non  riflettere su un fatto. Ogni volta che si arriva  qui  in
  Aula  e  si  accende la telecamera vengono fatti degli annunci  che
  hanno,  come ho già detto nel mio precedente intervento  tempo  fa,
  molto di populismo e di demagogia.
   Una domanda semplicissima che mi pongo è la seguente: quando si  è
  parlato  de  decreto  Monti, io ricordo perfettamente  l'intervento
  dell'onorevole  Cancelleri,  il quale  attacca,  smonta,  dice  che
  questa  Assemblea non fa altro che girare attorno, che non si  farà
  nessun   taglio,   parla   di  tutto,  però,   probabilmente,   per
  dimenticanza omette di parlare dell'unico punto che forse  vale  la
  pena  di trattare in quella legge che noi abbiamo approvato e  cioè
  di  quel cavillo che dice  fatti salvi i contratti in essere al  31
  dicembre , omette di parlare di questo.
   Come  mai  una persona così attenta, come l'onorevole  Cancelleri,
  omette  di  parlare di questo punto? Poi, scopro che questi  soldi,
  questi contratti erano già stati addirittura attivati dal Movimento
  5 Stelle.
   Allora,  la domanda che mi faccio è da quale bilancio di Assemblea
  loro   ricevono   i   3.180  euro  per  l'esercizio   del   mandato
  parlamentare? Sarà un altro fondo. Cioè, io non capisco come è  che
  da un lato si attacca a spron battuto davanti alle telecamere, però
  poi,  di  fatto,  magari  si  omette  di  parlare  delle  cose  più
  importanti,  perché se l'onorevole Cancelleri fosse stato  coerente
  doveva  dire che quella legge, quella della spending review,da  noi
  approvata, doveva andare ad attaccare quel punto, quello che diceva
  alla  fine:  fatti salvi i contratti posti in essere'. Non  lo  fa,
  perché  poi si scopre che anche il Movimento 5 Stelle evidentemente
  da un'altra Assemblea, da un altro bilancio riesce ad avere i 3.180
  euro che servono a pagare i contratti che scadevano il 31 dicembre.
   Allora,  delle due l'una: se si parla di coerenza o  si  parla  di
  coerenza in maniera chiara o si sceglie una linea oppure non si può
  qui  dentro fare i santi, i verginelli della politica e poi operare
  in  maniera  diversa.  Era soltanto una considerazione  che  volevo
  condividere con l'Assemblea.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, certamente ci sono stati  due
  interventi  fuori  luogo. Non voglio dire chi li ha  fatti,  voglio
  solo dire che potevano risparmiarseli. Sta ai deputati che sono  al
  di   fuori  dell'Ufficio  di  Presidenza  esprimere  disappunto   o
  approvazione.
   Non  mi  stancherò, signor Presidente, di ricordare  all'Assemblea
  che  questo  è  un gioco pericoloso che mortifica l'Assemblea,  che
  attiva   un   meccanismo  contro  l'Assemblea,   contro   il   buon
  funzionamento  dell'Assemblea, contro i  dipendenti  dell'Assemblea
  perché tagliare in modo indiscriminato, senza conoscere, senza aver
  mai fatto parte dell'Ufficio di Presidenza - cosa che personalmente
  non conosco -  ma guardo il trend.
   Il Presidente dell'Assemblea, nell'esposizione della questione, ha
  con  numeri  evidenziato che c'è un trend che riduce la  spesa.  Un
  conto,  quindi, è ridurre la spesa in modo ponderato e programmato,
  un conto è tagliare tout court - e meno male che l'Assemblea non lo
  fa  -  perché questo scatenerebbe il panico, con soluzioni che  poi
  sarebbero emergenziali a danno, innanzitutto, dei lavoratori. Molti
  deputati,  non  ho  remore  a  dirlo, si  stanno  organizzando  per
  chiudere  le  segreterie  nel territorio.  Cosa  facciamo,  allora?
  Riduciamo, tagliamo ancora
   I  siciliani  si  aspettano norme per il loro  benessere,  non  si
  aspettano  queste norme-farsa che non risolvono i  problemi   Avete
  fretta  nel momento in cui si tratta di bilancio e finanziaria   Se
  si  pongono delle domande, c'è fretta  Ora, in questa sede, vi deve
  venire  fretta   Ora, su un bilancio che non è  emendabile,  su  un
  bilancio  che  è  rappresentato  da  tutti  i  Gruppi  parlamentari
  all'interno dell'Ufficio di Presidenza

   CANCELLERI. Quasi tutti

   MILAZZO GIUSEPPE Voi avete selezionato l'onorevole Venturino,  con
  il  vostro  metodo democratico, e voi ve lo piangete  Questa  è  la
  verità

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, come ben sa, intervengo  raramente  in
  quest'Aula,  ma credo che ormai siamo arrivati a limite  di  quello
  che  è  il  significato delle Istituzioni. Credo, infatti,  che  un
  collega  parlamentare, qualche minuto fa, non solo  è  stato  fuori
  luogo ma anche di cattivo gusto.
   Mi  spiace  anche che lei, Presidente, non l'abbia ripreso  perché
  non dovevo venire in questo podio per dire queste cose.
   Sappiamo  che, al di là di quello che moralmente o non  moralmente
  sia  corretto  fare,  l'etica appartiene  alla  coscienza  di  ogni
  persona  e  nessuno  può salire su questo podio  dando  lezioni  di
  morale ai colleghi deputati.
   Per  quanto  riguarda quello che dal punto di vista legislativo  è
  corretto,  sappiamo che c'è il disegno di legge  anticorruzione'  e
  quindi l'onorevole Rinaldi non rientra in quella fattispecie.
   Qui  si  parla  solo di fatti morali. Allora, questi  discorsi  li
  posso accettare solo da chi proviene da culture giustizialiste,  ma
  non   da   chi  ha  una  cultura  democristiana.  Tutto  questo   è
  inaccettabile.
   Mi   auguro  che  se  dovesse  ripetersi  lei  interverrà,  signor
  Presidente,  e mi auguro anche che i colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle la smettano con questo atteggiamento di antipolitica che non
  aiuta  nessuno, perché anche da loro non abbiamo niente da imparare
  in  quanto ognuno di noi fa il suo lavoro in silenzio. Io non  sono
  abituata  ad andare sui giornali, mi rendo conto, di non essere  al
  passo coi tempi, ma lavoro con responsabilità e sacrificio tutti  i
  giorni e non accetto lezioni neanche da loro.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi inviterei su questo  argomento,
  che appartiene alla sfera personale di ognuno di noi, se possibile,
  di evitare di intervenire.
   Il  silenzio,  onorevole  Sudano, spesso è  molto  più  eloquente,
  perché ci sono delle cose che non si possono commentare. E' inutile
  andare  a  parlare di Costituzione o altro. Non credo  che  bisogna
  soffermarsi ancora su certi argomenti.

   ODDO, Deputato Questore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      ODDO, Deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  condivido  il senso delle sue parole, però credo che per  il  ruolo
  che  rivesto - e credo di parlare anche a nome dell'onorevole Paolo
  Ruggirello  -  sentiamo l'esigenza di esternare la  solidarietà  al
  Questore anziano, al collega, onorevole Rinaldi.
   Ho l'onore da un anno di lavorare al suo fianco e posso dire che è
  uno dei parlamentari con cui ho creato un rapporto umano, oltre che
  politico,   ma  ho  saputo  apprezzare  l'incredibile  correttezza,
  serietà  e  lealtà  del suo comportamento. Un  anno,  che  è  stato
  difficile,   perché   è   stato  un  anno  caratterizzato   da   un
  restringimento della spesa, anche in queste ultime giornate  questo
  bilancio  -  voi  l'avete visto dalla stampa - è stato  oggetto  da
  parte  dei dipendenti, di coloro che evidentemente attorno a questo
  bilancio   vivono  di  un  clima  di  tensione.  Lui   con   grande
  correttezza, con grande lealtà l'ha sostenuto.
   Sentivo  il dovere, a nome del Collegio dei Questori, di esternare
  all'onorevole  Rinaldi questa nostra solidarietà.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Anch'io avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, prima le avevo dato la parola  e   mi
  ha  detto  che non avrebbe parlato sul rendiconto. E ha  rinunciato
  difatti.  Lei prima rinuncia e poi

   GRECO   GIOVANNI.  Stanno  parlando  tutti  sul  bilancio,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Sul  rendiconto e lei mi  ha  detto  che  rinunciava.
  Allora,  stiamo unificando la discussione. La discussione quindi  è
  unificata. Allora, poi, le darò la parola.
   Onorevole Cancelleri, ha facoltà di parlare.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  la
  discussione  chiaramente è unificata per cui  vado  a  prendere  la
  parola  su  tutti  gli argomenti, soprattutto quello  del  bilancio
  dell'Assemblea regionale.
   Non lo voglio commentare, il che non significa che non lo commento
  in maniera negativa, nel senso proprio che voglio rimanere neutrale
  perché,  non  essendo  all'interno  del  Consiglio  di  Presidenza,
  dell'Ufficio  di  Presidenza, con nessuno  dei  nostri  componenti,
  visto  che  il  nostro Gruppo parlamentare conta 14  deputati,  non
  abbiamo  la possibilità di intervenire se non qui, in questa  sede,
  in Aula, attraverso degli ordini del giorno.
   Questo  chiaramente limita di parecchio quella che vorrebbe essere
  la  funzione di ogni Gruppo parlamentare, cioè, quella di apportare
  delle   migliorie, delle modifiche o comunque di  fare  sentire  la
  propria  voce  in disaccordo, in dissonanza rispetto a  determinate
  scelte.
   Per  cui,  non  mi  va adesso di fare facili attacchi,  qui  dallo
  scranno  e  dire  che  potevate tagliare, potevate  fare   Non   mi
  interessa.  Però,  le  dico con forza e  glielo  ripeto:  porti  il
  Movimento  5 Stelle all'interno del Consiglio di Presidenza  perché
  non  è normale che lei taglia fuori una voce che è la seconda  voce
  politicamente   rappresentata  all'interno  di  questo   Parlamento
  regionale e che è il primo soggetto politico dell'Isola, almeno per
  quello che attiene le elezioni regionali dell'ottobre 2012.
   Mi  perdoni,  mi  sembra una richiesta più che  normale,  più  che
  ovvia,  vista  che più volte ci siamo interfacciati, sentiti  e  mi
  sembrava che questa potesse essere una strada percorribile.
   Le  ripresenteremo,  come  Gruppo  parlamentare,  due  ordini  del
  giorno.  Perché  dico  le ripresenteremo? Perché  sono  gli  stessi
  ordini  del  giorno  presentati  l'anno  scorso,  che  sono   stati
  approvati  da quest'Aula, che sono stati raccolti come  indicazione
  dalla  sua Presidenza e che riguardano la riduzione delle auto  blu
  ad  una  unità,  cioè  per  lei,  per il Presidente  dell'Assemblea
  regionale, perché è giusto che le Istituzioni ne possano  usufruire
  e   l'eliminazione  (non  fisica  chiaramente)  della  figura   dei
  comandati. Quindi, l'azzeramento dei comandati dal Palazzo.
   Tutte  e  due le indicazioni sono state prese in parte,  perché  è
  vero che avete diminuito sia il numero delle auto blu che il numero
  dei  comandati all'interno di questo Palazzo, ci fa piacere, ma non
  era  quella l'indicazione. Ci riproviamo perché repetita iuvant  e,
  magari, l'anno prossimo riusciamo ad avvicinarci ancora di  più  ai
  numeri che esprimiamo.
   Lei diceva poc'anzi, in risposta alla mia collega, che se volevamo
  fare la spending review dovevamo votare il decreto Monti.
   Lei sa benissimo che noi non ci siamo accordati a quel disegno  di
  legge,  non  abbiamo voluto votare quel disegno  legge  perché  noi
  facciamo  meglio, ma questo non glielo dico, perché lei  vede  ogni
  mese  la  restituzione attraverso i bonifici che facciamo al  conto
  generale dell'Assemblea e che già è arrivato quasi ad un milione di
  euro  in  un  anno da parte di 14 persone, quindi credo  che  anche
  questa, per la onestà intellettuale che le riconosco, forse  se  la
  poteva anche risparmiare, con il rispetto che ho. E' giusto che  ci
  confrontiamo    politicamente,   però   dobbiamo    anche    essere
  oggettivamente veri, anche in questo caso.
   E  concludo il mio intervento dicendo semplicemente quello che non
  avrei  voluto  dire, perché non mi piace in questo  momento,  però,
  vede, gli attacchi poi personali di chi è stato eletto dicendo  dai
  palchi  che  avrebbe restituito, e mi riferisco  al  Vicepresidente
  vicario  di  questa Assemblea, onorevole Venturino, che  ci  addita
  sempre allo stesso modo.
   Bene, io raccolgo i rimproveri da tutti i parlamentari che ci sono
  qua  dentro l'Assemblea regionale, tranne che da lui, perché mentre
  gli  altri  non  hanno mai detto che avrebbero restituito  un  solo
  centesimo  di euro, da lui, fino a quando non avrà il  coraggio  di
  mantenere  le proprie posizioni promesse agli elettori, non  prendo
  alcuna  indicazione  e non mi faccio dire come mi  devo  comportare
  all'interno di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Intanto, onorevole Cancelleri,  la ringrazio  per  il
  tono  che ha usato e glielo dico veramente. Lei sa la stima che  ho
  nei suoi confronti, perché possiamo avere anche pareri discordi, ma
  abbiamo sempre parlato con onestà tutti e due; quindi, la ringrazio
  innanzitutto per il tono.
   Mi   dà  l'opportunità  di  ribadire  un  concetto.  Io  ho  messo
  all'ordine  del giorno dell'Ufficio di Presidenza la questione  che
  riguarda  l'allargamento  dell'Ufficio di Presidenza  al  Movimento
  Cinque  Stelle, perché io sono ben più contento di lei nel dare  la
  possibilità  a tutti di esaminare non solo i bilanci ma  tutti  gli
  atti amministrativi.
   C'era   qualcuno  prima  che  richiamava  il  disegno   di   legge
  anticorruzione.  Devo dire che siamo stati i primi,  non  ci  siamo
  creati  problemi nell'attuazione, nel senso che deve  essere  tutto
  pubblicato  sui  siti.  Chiaramente, abbiamo  fatto  un  decreto  a
  decorrere  dall'1   gennaio 2014; quindi, c'è già una  legislazione
  nazionale che ci indica questo percorso.
   E'   chiaro   che   la   questione  che  riguarda   l'allargamento
  dell'Ufficio di Presidenza è molto più generale, perché è pur  vero
  che il Movimento Cinque Stelle ha avuto la possibilità di esprimere
  un  proprio  componente. Quindi, non c'è stata mancanza di  volontà
  politica,  tutt'altro, ma io stesso ho avuto modo di  ribadire  più
  volte, in tutti i contesti, anche in Ufficio di Presidenza, che  la
  questione è di estrema attualità, ma mi si è posto il problema  che
  riguarderebbe  l'allargamento a tutti i Gruppi che a quel  momento,
  al momento dell'insediamento, avevamo rappresentanza parlamentare e
  non a caso io le cito la questione della Lista Musumeci.
   Quindi, il problema lo dobbiamo vedere nella sua generalità.
   Devo  dire con la massima franchezza che la Lista Musumeci non  mi
  ha posto mai un problema nei termini così garbati ma perentori come
  me lo pone il Movimento 5 Stelle.
   Riprometto che, siccome è interesse di questa Presidenza dare atto
  di  tutto,  possiamo  trovare  una soluzione  perché  si  partecipi
  all'Ufficio  di  Presidenza proprio perché per  la  massima  lealtà
  perché  obiettivamente  non c'è nulla da nascondere  e,  forse,  mi
  rendo  conto con la partecipazione all'Ufficio di Presidenza  molti
  disguidi  anche  sulle cifre probabilmente si eviterebbero,  quindi
  sarebbe pure da conforto.
   Per il resto, onorevoli colleghi, io vi invito nel rapportarvi nei
  confronti  dei colleghi di quest'Aula senza usare toni  particolari
  perché  siamo  un  Parlamento, ci onoriamo di essere  parlamentari,
  esercitiamo  una  certa sovranità su questo  territorio  e  diventa
  obiettivamente  sconveniente per tutti fare  attacchi  personali  a
  questa o quella persona. Quindi, nell'intervento che ognuno di  noi
  fa evitiamo di fare riferimenti specifici a persone.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   TANCREDI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  era
  solo per darle un suggerimento, non tanto a lei come Presidenza, ma
  soprattutto  al  nostro ex collega del Movimento 5 Stelle,  per  un
  motivo  molto  semplice  perché lui  ci  attacca  sul  fatto  della
  coerenza.
   Quando  noi parliamo di coerenza, quando uno viene scelto  per  la
  seconda  carica dell'Assemblea regionale siciliana e poi decide  di
  cambiare   idea,   deve  avere  la  coerenza   di   dimettersi   da
  quell'incarico, perché quell'incarico non gli è stato dato  per  il
  suo  spessore politico, ma gli è stato dato in quanto faceva  parte
  del  Gruppo  politico  più  grosso del  Parlamento  siciliano.  Tra
  l'altro,   le  risolverebbe  un  grosso  problema,  che  è   quello
  dell'Ufficio di Presidenza.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, al solito dovevamo parlare  del
  conto consuntivo e lei ha fatto parlare a tutti sul bilancio  e  mi
  ha messo in difficoltà quando ho chiesto la parola.
   Veda,  Presidente, questo bilancio doveva essere l'inizio  di  una
  riduzione della spesa. Come i colleghi sanno sulla spending  review
  ho  votato  contro, ma ho votato contro perché intendevo votare  un
  documento, una spending review, dove affrontavamo tutte  le  spese,
  comprese le spese del Consiglio di Presidenza.
   Veda, io ho lavorato un poco su questo Consiglio di Presidenza, Le
  dico  subito,  e  faccio una proposta a lei, che ho incontrato  tre
  problematiche  sul personale. Il personale di ruolo.  Lei  è  stato
  capace, con la sua gestione, a mettersi pure contro il personale di
  ruolo,  bloccando la trattativa sulla indennità di funzione.  Però,
  non  è questo che a me interessa riguardo al personale; lei sa  che
  oltre  al  personale di ruolo c'è  il personale stabilizzato  e  il
  personale esterno.
   Proprio per rispetto all'Istituzione dove noi siamo, le faccio una
  proposta,  perché  se  questa proposta lei  non  la  accetta,  sono
  obbligato  a  parlare del personale stabilizzato  e  del  personale
  esterno,  che  secondo me, proprio per quegli interventi  dei  miei
  colleghi,  che  non  dobbiamo buttare fango su questa  Istituzione,
  possiamo  parlarne  in un tavolo tecnico, senza che  io  proferisca
  nessuna parola sul personale. Oggi, noi, come Istituzione,  se  non
  diamo un segnale forte, mediatico, a cui lei è molto attaccato,  su
  una riduzione vera delle spese e dei privilegi che noi abbiamo, non
  è  un  intervento con cui io voglio buttare fango su  di  noi.  No
  Facciamolo  in un tavolo tecnico, lo potete fare con i  capigruppo,
  dove riguardo il personale possiamo fare una riflessione e dire  se
  stiamo operando bene o meno. Su questo aspetto una sua risposta.
   Poi,  lei  diventa  un pazzo quando parliamo  della  Federico  II.
  Nessuno   vuole   denigrare  la  Federico  II,   ma   chiedere   la
  documentazione sull'attività che fa la Federico II è  lesa  maestà?
  Penso  che  non  è  lesa  maestà   Penso  che  se  si  richiede  la
  documentazione,  l'accesso agli atti della  Federico  II,  che  sta
  interamente  in  piedi  su  trasferimenti  dell'Assemblea.  E'  una
  società in house o non è una società in house la Federico II?
   All'onorevole  Venturino: non è una cosa personale,  glielo  avevo
  detto, è stato il più onesto di tutti.
   Lei  lo  sa,  Presidente, che esistono le erogazioni liberali?  E'
  possibile da parte sua farci avere tutte le erogazioni liberali che
  ha  fatto  lei Presidente? E' possibile avere da tutto il Consiglio
  di  Presidenza le erogazioni liberali? E' una cosa che si può avere
  o non si può avere?

   MUSUMECI. Ma perché solo liberali? Anche di sinistra.

   GRECO  Giovanni. Vuole che le leggo questo elenco? Io  non  glielo
  voglio   leggere,   sempre  per  rispetto  di  questa   prestigiosa
  istituzione. Ecco perché io con lei ho avuto degli scontri.  Perché
  lei  pensa che uno che fa opposizione e che richiede l'accesso agli
  atti sia una persona di cui bisogna guardarsi. No, ognuno di noi ha
  un  ruolo.   E  allora, è possibile fare questo  tavolo  tecnico  e
  parlare seriamente del personale?
   Io  penso che non sto chiedendo una cosa che non si possa fare con
  la  collaborazione di tutti i colleghi. Io penso  sia  una  cosa  -
  diciamo  -  di  buon senso e proprio per evitare di  buttare  fuori
  tutte quelle discussioni che non ci sono in questa Assemblea ma che
  appaiono poi fuori.
   Io  le  preannuncio  che presenterò un ordine del  giorno  proprio
  perché  dei  suoi  funzionari mi hanno convinto -  perché  ci  sono
  funzionari che aiutano questa Assemblea, questi deputati a fare  la
  loro  attività  interna  -  e quindi io  mi  sono  convinto  perchè
  qualunque emendamento io avessi presentato noi ci saremmo scontrati
  in quanto lei li avrebbe ritenuti inammissibili.
   Pertanto,   le preannuncio un ordine del giorno che hanno  firmato
  venti  deputati assieme a me e di cui chiedo preliminarmente -  già
  glielo preannuncio - la votazione segreta. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Greco. Non ci sono altri  iscritti  a
  parlare.  Dichiaro chiusa la discussione generale, stiamo  parlando
  del   Rendiconto delle entrate e spese dell'Assemblea .  E'  chiaro
  che  il  discorso  è  stato unificato per cui  è  chiusa  anche  la
  discussione generale sul Bilancio dell'Assemblea.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame del documento contabile

   VULLO.  Signor Presidente, ho fatto semplicemente una domanda,  ma
  l'onorevole  Rinaldi  con  il suo intervento  non  mi  ha  dato  la
  possibilità di intervenire. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Vullo, cortesemente  se  può
  però  intervenire pure sulla questione del bilancio dell'Assemblea.
  Ci stiamo dilungando un po' troppo.

   VULLO. La ringrazio, Presidente. Io vorrei cominciare con un fatto
  quasi  spiacevole  perché  magari  l'onorevole  Marco  Forzese  per
  qualcuno  avrà sbagliato, però qualcuno dimentica che dal  1947  da
  quando  cioè  esiste  questa  Assemblea,  per  la  prima  volta  un
  presidente di una Commissione viene sfiduciato. Che poi  neanche  è
  stato sfiduciato

   PRESIDENTE. Onorevole Vullo, io ho rivolto una preghiera a tutti

   VULLO    Non  facciamo  mistificazioni.  E'  successo   un   fatto
  sgradevole.  Io  non  mi sento di lapidare solo  ed  esclusivamente
  colui  il quale magari in un verso forse dispiaciuto  Io credo  che
  se  questo  fosse successo a qualsiasi altro deputato  qualcuno  si
  sarebbe  arrabbiato, che gli scudi si sarebbero levati,  non  so
  Allora l'onorevole Oddo può difendere chi vuole

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vullo, si attenga all'ordine  del  giorno.
  Parli del rendiconto.

   VULLO.  Allora, mi scusi, signor Presidente, dato che io  mi  devo
  attenere  all'ordine del giorno, all'onorevole Oddo e all'onorevole
  Sudano ed ad altri come mai lei a loro non ha tolto la parola?

   PRESIDENTE  Mi scusi, onorevole Vullo, ma io non sapevo il tipo di
  intervento   che   avrebbe  fatto  l'onorevole  Sudano   la   quale
  addirittura ha accusato questa Presidenza che avrei dovuto stoppare
  prima

   VULLO   Perfetto  e  allora il fatto che è successo  all'onorevole
  Forzose?  E'  la prima volta che succede, è un fatto eclatante  per
  questa Assemblea o è un fatto che ci stiamo inventando, Presidente?
  Me  lo  sto inventando? E' successo per la prima volta? Che lui  ha
  difeso  una  maggioranza ed è stato eletto  e  magari  in  maniera,
  forse,  anche sbagliata, se l'è presa con qualche deputato?  Chiusa
  questa parentesi, la voglio chiudere.
   Sul  bilancio  dell'Assemblea. Mi sembra che  l'onorevole  Gianina
  Ciancio  che  da questo pulpito è stata, in un certo  senso,  quasi
  dilapidata abbia detto delle cose che sono, secondo me.

   PRESIDENTE   Onorevole  Vullo, io le ho  dato  la  parola   questo
  andare e venire.

   VULLO  Ma non mi fanno parlare

   PRESIDENTE   Ma  che  vuol  dire non mi  fanno  parlare?  Non  sto
  comprendendo   io     Scusate,  facciamo   concludere   velocemente
  l'onorevole  Vullo  e poi andiamo avanti con i  lavori  d'Aula  che
  abbiamo la finanziaria che ci aspetta.

   VULLO.  Io volevo dire solamente questo qua.  Lei dice il bilancio
  dell'Assemblea non è emendabile, giusto  Però le sembra con  questi
  momenti  che  ci  sono  oggi  in Sicilia,  in  Italia,  che  questa
  Assemblea  e l'Ufficio di Presidenza  Perché se io le leggessi  che
  l'Ufficio   di  Presidenza  incide  rispetto  alle  indennità   dei
  deputati,  le  indennità  dei  deputati  sono  16.258.000,00  euro,
  l'ufficio di Presidenza sono 3.453.000,00 euro. Non era il caso  da
  buon  padre di famiglia che l'Ufficio di Presidenza riducesse  tali
  spese?
     Le  consulenze.  Siccome non avete scienziati ma  avete  persone
  normali,  se per l'anno 2014 magari si riducevano al 50 per  cento,
  sarebbe stato uno scandalo o no? Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il  passaggio all'esame del documento  contabile  numero
  144.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa e del Titolo I - Entrate
  effettive: capitoli I e II.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono  approvati)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal  III
  all' VIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà  lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal  I  al
  XVII.
   Li  pongo  congiuntamente  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Spese in conto capitale:  capitoli
  dal XVIII al XXI.
   Li  pongo  congiuntamente  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXII
  al XXVII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si dà lettura degli allegati A, B, C, D, E, F, G, H, I  ed L.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'intero Documento  numero
  144.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   dell'ARS, per l'anno finanziario 2012.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Discussione del Progetto di bilancio interno dell'ARS
               per l'anno finanziario 2014 (Doc. n. 145)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   punto   terzo
  dell'ordine    del   giorno:   «Progetto   di   bilancio    interno
  dell'Assemblea  regionale  siciliana per l'anno  finanziario  2014»
  (Doc. n. 145)
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Rinaldi, deputato Questore, per
  svolgere la relazione.

   RINALDI, relatore. Signor Presidente, mi dispiace che il mio amico
  onorevole  Forzese  abbia fatto questa dichiarazione,  che  io  sia
  stato  oggetto  di  attenzione da parte sua. E'  probabilmente  una
  conseguenza  e  uno  sfogo per qualche votazione  subìta  in  prima
  commissione,   piuttosto  che  una  questione   che   mi   riguarda
  personalmente.  Io  non ho mai replicato ad  alcun  articolo  della
  stampa,  né  ad  alcune  dichiarazioni  fatte  da  colleghi,  né  a
  sciocchezze dichiarate da alcuni esponenti politici di spicco e non
  intendo  farlo  oggi  in Aula, per evitare, chiaramente,  eventuali
  speculazioni.
   Ho  fatto  una dichiarazione all'inizio dell'indagine, dichiarando
  che  sono  fiducioso  nell'operato della  Magistratura.  Ribadisco,
  oggi,  tale  affermazione e con questo spero di chiudere  qualsiasi
  polemica. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato  chiesto
  di  parlare,  dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il  passaggio all'esame del Documento  contabile  numero
  145.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal  III
  all'VIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà  lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal  I  al
  XVIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura del Titolo II -  Spese in conto capitale: capitoli
  dal XIX al XXII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura  del Titolo III -  Partite di giro:  capitoli  dal
  XXIII al XXVIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   PRESIDENTE.  Si passa al preventivo per il triennio 2014-2016.  Ne
  do lettura insieme agli annessi ed allegati.
    Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
  ordini                del                giorno:                nn.
  142,143,144,145,146,149,150,151,166,167,168,169.
   Avverto  che gli ordini del giorno hanno quasi tutti come  oggetto
  il   contenimento  della  spesa,  tra  i  quali  c'è  anche  quello
  presentato  dall'onorevole Savona, che  è  stato  Presidente  della
  commissione  spending review'.
   Ribadisco  che l'ufficio di Presidenza, nell'ambito delle  proprie
  disponibilità,  ha  cercato, giustamente, di  ridurre,  quanto  più
  possibile, la spesa relativa a questo Parlamento.
     Vorrei aggiungere soltanto una breve considerazione, perché  poi
  rimanga   agli  atti  parlamentari.  Poiché  si  è  parlato   della
  Fondazione Federico II, preciso al riguardo che nell'ultimo anno la
  Fondazione  non ha più visto trasferimenti da parte  della  Regione
  siciliana e della stessa Assemblea regionale siciliana, se non  per
  il   contributo   in   ordine  alla  pubblicazione   di    Cronache
  parlamentari .
   A  questo  contributo va aggiunta la somma di soli 30  mila  euro,
  assegnata  dalla tabella H del 2013, per i progetti  realizzati  in
  soli  quattro  mesi,  dal  mese  di ottobre  a  dicembre  dell'anno
  trascorso. Gli eventi a cui mi riferisco sono:
   -    Sulle  orme  di  Federico . Un viaggio  lungo  gli  itinerari
  federiciani   che  ha  attraversato la  Sicilia  (Palermo,  Salemi,
  Castelvetrano,  Enna,  Messina, Catania, Augusta  e  Siracusa).  Vi
  hanno  partecipato studiosi, docenti e circa 10 mila ragazzi  delle
  scuole;
   -   Guida  per  un  giorno . Progetto in corso realizzato  con  le
  scuole dei quartieri Zen e Cep di Palermo, aree a rischio e disagio
  sociale della città. Centocinquanta ragazzi delle scuole elementari
  e  medie  verranno  formati come piccole guide, con  il  contributo
  formativo del personale della Fondazione e delle associazione delle
  Guide  turistiche.  Alla fine produrranno una  guida  per  ragazzi,
  interamente illustrata  dagli studenti coinvolti nel progetto.
   -   1943  -  Lo  Sbarco  in  Sicilia e il nuovo  mondo .  Convegno
  internazionale  realizzato  con  i  Dipartimenti  di  storia  delle
  Università  di  Palermo,  Messina e  Catania,  sullo  sbarco  degli
  americani  che ha segnato per due giorni un'affollata  presenza  di
  studiosi, studenti e pubblico nella Sala gialla dell'ARS.
   -   C'era una volta in Sicilia . I cinquant'anni del  Gattopardo .
  La  mostra   -  che  invito  tutti voi a  visitare  -   riguarda  i
  cinquant'anni   del  Gattopardo. Ne  ha  parlato  anche  la  stampa
  nazionale.  La  mostra realizzata dalla Fondazione  con  il  Centro
  sperimentale   del   cinema  di  Roma,  la   Fondazione   Visconti,
  l'Assessorato  del  Turismo  della  Regione  siciliana  e  la  Casa
  cinematografica Titanus, continua ad essere visitata da migliaia di
  persone, ed ha incassato dal 6 dicembre ad oggi, oltre 15.000 euro.
   Onorevoli  colleghi,  posso dare anche un  altro  dato.  Nell'anno
  2013,  i  visitatori sono stati 350.000, per un incasso complessivo
  di  un milione 964.889,00 euro. Per fare un confronto: il resto dei
  siti  della  provincia  di  Palermo ha  registrato  la  metà  delle
  presenze e degli incassi del Palazzo Reale.
   E' utile ricordare che il sito museale gestito dalla Fondazione  è
  l'unico in Sicilia - non per merito di questa Presidenza, ma per le
  presidenze che mi hanno preceduto - munito di biglietto elettronico
  e  di  sistema di controllo attraverso i tornelli in entrata  e  in
  uscita. Cosa questa che assicura il controllo assoluto, giorno  per
  giorno,  dei flussi finanziari. Ciò ho voluto ricordare per dovere,
  poiché si è fatto cenno proprio alla Fondazione, che è uno di  quei
  risultati dei quali bisognerebbe andare orgogliosi. E' l'unico sito
  museale - ripeto - con la peculiarità di cui ho detto e quindi  non
  possiamo fare al contrario di come fece re Mida, che tutto ciò  che
  si tocca diventa nero
   Ribadisco  che sono stati presentati numerosi ordini  del  giorno,
  tra  i  quali due dell'onorevole Cancelleri che riguardano  sia  le
  auto  di  rappresentanza che la questione del cosiddetto  personale
  esterno'.  Ancora  una volta, li faccio miei come  raccomandazione.
  Tranne uno che invito il primo presentatore, l'onorevole Germanà, a
  ritirare, e che riguarda questioni regolamentari previdenziali.  Si
  tratta  di  materia molto delicata che chiaramente il Consiglio  di
  Presidenza  ha  già  affrontato  e che  continuerà  ad  affrontare.
  Convinto  come sono che lo spirito di ciascuno di noi è  quello  di
  creare  quella necessaria empatia con il popolo siciliano,  empatia
  della quale, tutti noi abbiamo bisogno.

   GERMANA'.  Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 169  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ribadisco che faccio miei questi ordini del giorno, nel limite del
  possibile, si cercherà ulteriormente di ridurre la spesa.
    A questo proposito, vorrei dire che quest'Aula ha votato la legge
  sulla  spending  review,  con la quale ha  imposto  all'Ufficio  di
  Presidenza  di ridurre nell'arco di tre anni del 10  per  cento  le
  spese  per  il  personale  e  per il funzionamento.  Correttamente,
  l'Ufficio di Presidenza ha deciso, così come è giusto che  sia,  di
  bloccare  le  indennità  aggiuntive, per  quello  che  riguarda  il
  personale, nelle more di avviare la contrattazione sindacale,  cosa
  che,  nel  rispetto delle regole e delle norme e  consentitemi  del
  buon  senso,  abbiamo  fatto. Dunque, faccio miei  gli  ordini  del
  giorno   avendo  già  approvato  il  Rendiconto  ed   il   bilancio
  dell'Assemblea per il 2014.
   Preciso  ancora  che  il  numero  del  documento  concernente   il
   Progetto  di  bilancio  interno dell'ARS  per  l'anno  finanziario
  2013',  approvato nella seduta dell'Assemblea n. 39 del  29  aprile
  2013, è il  n. 143 e non il n. 141, come ivi riportato.
   Pongo  in votazione l'intero Documento numero 145 con gli  annessi
  ed  allegati.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 670/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione  della  finanziaria.  Non
  essendo  presente  l'assessore Bianchi, la  seduta  è  sospesa  per
  cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle 18.20, è ripresa alle ore 18.45)

    PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  riprende  il  quarto  punto
  all'ordine  del  giorno:  Esame  del  disegno  di  legge  n.  670/A
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di
  stabilità regionale .
    Ricordo che la discussione generale si è già svolta.
    Si passa all'articolo1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
       Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva

    1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera b)  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  e considerati gli effetti della presente  legge,  il
  saldo  netto da impiegare per l'anno 2014 è determinato in  termini
  di competenza in 226.035  migliaia di euro.

    2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a legislazione vigente, è determinato per l'anno  2015
  un  saldo netto da impiegare pari a 272.366 migliaia di euro e  per
  l'anno  2016 un saldo netto da impiegare pari a  253.848   migliaia
  di euro.

    3.  L'ammontare  complessivo dei fondi di riserva  per  le  spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente e in conto  capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2014,
  in 330.000 migliaia di euro».

    Dichiaro inammissibile l'emendamento 1.1 degli onorevoli D'Asero,
  Aloni ed altri.
    Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
          Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie

    1.  Il  Ragioniere  generale  della Regione  è  autorizzato,  per
  l'esercizio  finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
  per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento dei
  comuni di cui all'articolo 6, comma 6, per un ammontare complessivo
  pari a 60.000 migliaia di euro».

        L'articolo 2 è accantonato.
        Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
              Disposizioni in materia di residui attivi,
             passivi e perenti e di equilibrio di bilancio

    1.  Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2012  a
  fronte   delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2013,   non
  corrispondono  crediti  da  riscuotere nei  confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate  dalle scritture  contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

    2. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
  delle somme da eliminare ai sensi del comma 1, che vengono iscritte
  in  apposito  elenco  con  decreto del  Ragioniere  generale  della
  Regione.  Copia di detto decreto è allegata al rendiconto  generale
  della  Regione per l'esercizio finanziario 2013. Qualora, a  fronte
  delle  somme  eliminate a norma del presente  articolo,  sussistano
  crediti,   si   provvede  al  loro  accertamento   all'atto   della
  riscossione   con  imputazione  al  conto  della   competenza   dei
  pertinenti capitoli di entrata.

    3.  Le  somme  eliminate nei precedenti esercizi  per  perenzione
  amministrativa  agli  effetti amministrativi  relative  ad  impegni
  assunti  fino  all'esercizio finanziario 2006,  non  reiscritte  in
  bilancio  entro la chiusura dell'esercizio finanziario  2013,  sono
  eliminate  dalle  scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  medesimo.  Con  successivi  decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  si procede all'individuazione delle somme da eliminare  ai
  sensi  del  presente comma. Copia di detti decreti  è  allegata  al
  rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2013.

    4.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico del  bilancio
  della  Regione  fino all'esercizio 2012 e quelli di conto  capitale
  assunti   fino  all'esercizio  2011,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio  2013 non corrispondano obbligazioni  giuridicamente
  vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

    5.  Le  disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le  modalità  di
  appalto.

    6. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  le competenti amministrazioni provvedono all'individuazione
  delle somme da eliminare ai sensi del comma 4, che vengono iscritte
  in  apposito  elenco  con  decreto del  Ragioniere  generale  della
  Regione.  Copia di detto decreto è allegata al rendiconto  generale
  della Regione per l'esercizio finanziario 2013.

    7.  Entro  il 31 marzo 2014, con decreto del Ragioniere  generale
  della Regione vengono individuati e iscritti in apposito elenco gli
  impegni di parte corrente e di parte capitale assunti nel corso del
  2013  per  i  quali siano venuti meno le ragioni dell'obbligazione,
  ferme  restando le disposizioni previste dal comma 3  dell'articolo
  11  della  legge  regionale  8 luglio 1977,   n.  47  e  successive
  modifiche ed integrazioni, e che hanno concorso alla formazione dei
  residui per il suddetto anno.

    8.  Entro  30 giorni dalla pubblicazione del decreto  di  cui  al
  comma   7,   le   amministrazioni  interessate  devono   dimostrare
  l'effettiva  esigenza della conservazione dei  residui  di  cui  al
  comma 7 e formulare una proposta di conservazione degli stessi  con
  un  limite, comunque, non superiore al 40 per cento. I residui  non
  conservati  vengono  cancellati e iscritti in apposito  elenco  con
  decreto  del  Ragioniere  generale della Regione.  Copia  di  detto
  decreto  è  allegata  al  rendiconto  generale  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2013.

    9.  Con decreto del Ragioniere generale della Regione, da emanare
  entro  il  31  maggio  2014,  sono  individuati  e  cancellati  dal
  bilancio,  per  una  misura  non superiore  a  quella  delle  somme
  eliminate  ai sensi del comma 8, i residui attivi aventi  anzianità
  superiore  a  5  anni,  per i quali i  responsabili   dei   servizi
  competenti  abbiano analiticamente certificato il venir meno  della
  sussistenza  delle  ragioni  del  credito  e  il  basso  tasso   di
  riscuotibilità.

    10. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del presente
  articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
  l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
  pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme,  da
  effettuarsi  con successivi decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  ai  sensi degli articoli 26 e 27 della legge  31  dicembre
  2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
  47  della  legge  regionale  7 agosto  1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni».

          L'articolo 3 è accantonato.
          Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                       Accantonamenti tributari

    1.  Al  fine  di  garantire  il concorso  alla  finanza  pubblica
  nazionale, posto a carico della Regione per gli esercizi finanziari
  2014,  2015  e  2016  dalle  vigenti  disposizioni  nazionali,  gli
  accantonamenti  tributari  previsti  nell'apposito  fondo  per   il
  concorso   regionale  agli  equilibri  di  finanza  pubblica   sono
  rideterminati, al netto delle somme di cui al comma 2,  in  148.004
  migliaia  di euro per l'anno 2014, in 579.004 migliaia di euro  per
  l'anno 2015 e 679.004 migliaia di euro per l'anno 2016.

    2.  La quota delle risorse assegnate per interventi da realizzare
  nell'ambito  della  programmazione  regionale  del  Fondo  per   lo
  sviluppo  e  la  coesione,  destinata  per  l'esercizio  2014  alla
  parziale  copertura  del concorso alla finanza  pubblica,  posto  a
  carico  della  Regione  per il medesimo esercizio  finanziario,  in
  attuazione del comma 8 dell'articolo 11 del decreto legge 8  aprile
  2013,  n. 35 e dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2013,
  n. 9, è incrementata dell'importo di 260.000 migliaia di euro.

    3. All'articolo 6, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9  la  cifra  679.784' è rideterminata in  148.004' e la  cifra
   819.314' è rideterminata in  579.004'.

    4.  Nelle more della definizione, in sede di intesa tra  Stato  e
  Regione, del contributo regionale al concorso alla finanza pubblica
  nazionale, le autorizzazioni di spesa riepilogate nella  colonna  A
  dell'Allegato 2 sono ridotte degli importi indicati nella colonna B
  del medesimo allegato.

    5.  Qualora in sede di intesa fosse determinato un concorso  alla
  finanza  pubblica  superiore a quello  stabilito  al  comma  1,  il
  ripristino dell'autorizzazione di spesa ridotta ai sensi del  comma
  4  è  operato  mediante apposito disegno di legge di variazioni  di
  bilancio da presentare entro il 31 maggio 2014.

    6.  In caso di minore concorso alla finanza pubblica stabilito in
  sede di intesa rispetto a quello stabilito al comma 1, la riduzione
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  4  è  rimossa  ed  i
  minori  oneri  a  carico del bilancio regionale sono  destinati  ad
  incrementare  il fondo di cui all'articolo 5 della legge  regionale
  12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).

    7.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato  ad
  effettuare  le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
  del comma 6».

    Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.R  di
  riscrittura dell'articolo. Questo è un articolo impegnativo. Per un
  fatto  regolamentare,  noi  abbiamo  due  emendamenti  di  identico
  contenuto,  sono  emendamenti soppressivi, si discutono  una  volta
  sola,  a firma degli onorevoli Formica, Ioppolo, Musumeci, D'Asero,
  Alongi,  Cascio e, a seguire, il secondo, riguarda la  soppressione
  dell'articolo.
    Pongo in votazione l'emendamento 4.1

    LOMBARDO. Signor Presidente, le chiedo di sospendere.

    PRESIDENTE.  Dove  ci sono problemi, onorevole Lombardo,  lei  li
  evidenzi,  anche  con  un  cenno ed accantoniamo.  Io  eviterei  di
  sospendere  perché abbiamo sospeso, finalmente abbiamo incardinato;
  se ci sono problemi nello specifico sugli articoli basta un cenno o
  un  breve  intervento dal podio e possiamo accantonare e riprendere
  nel   momento   più  opportuno  la  questione.  Non  facciamo   una
  sospensione di carattere generale. Questo voglio dire.

    D'ASERO. Chiedo di parlare sull'articolo 4.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Bianchi,
  sulla  problematica relativa alle entrate tributarie, quindi, sulla
  questione delle certezze delle previsioni del documento che ieri  è
  stato motivo di rassicurazione per quest'Aula, ebbi a dire ieri,  e
  lo   ribadisco  oggi,  che  sul  problema  delle  entrate,   quindi
  tributarie, quindi le previsioni, gli accantonamenti, resta  aperta
  una  partita  che  potrebbe  portare un momento  di  incremento  di
  entrate  anche  allocabili o accostabili alla  partita  tributaria,
  anche se extra tributaria relativa alla trattativa in corso che  lo
  Stato ha con la Regione siciliana di cui l'assessore Bianchi si era
  impegnato  a riferire a quest'Aula circa l'articolo 37  del  nostro
  Statuto.
   Perché  questa è l'occasione per ribadire questo principio? Perché
  ritengo   che,  atteso  che   abbiamo  un  equilibrio  di  bilancio
  difficile,  con una spesa piuttosto pesante ormai incomprimibile  e
  strutturata  e dall'altro non troviamo momenti di incremento  delle
  entrate,  evidentemente ci candidiamo ad una crisi  ineluttabile  a
  cui andiamo incontro.
   Allora  vogliamo  capire quali devono essere le nuove  opportunità
  che  consentono  di  realizzare nella direzione degli  investimenti
  produttivi momenti di sviluppo.
   Diversamente di che cosa ci occupiamo, caro Presidente Ardizzone e
  caro  assessore? Solo di prendere atto di quelle che sono le  spese
  che  abbiamo in maniera ormai fissa e strutturata e, quindi,  nella
  sostanza,   non  poter  pensare  a  nessuna  forma  di   iniziative
  innovative per lo sviluppo, per il futuro di questa Sicilia?
   Ritengo che su questo una risposta l'assessore Bianchi la dovrebbe
  dare.  Così  come  dovrebbe  darci  anche  una  risposta  perché  è
  necessario,  perché le entrate non solo tributarie ma generali,  in
  maniera  indiretta  possano,  per  questa  Regione,  diventare  una
  speranza; vanno definite anche alcune opere infrastrutturali di cui
  anche   l'assessore  alle  Infrastrutture  può   intervenire,   che
  prevedono - come ad esempio abbiamo detto ieri - il piano dei porti
  turistici,   un  momento  di  sicura  attrattiva   per   un   piano
  straordinario, che sul turismo in Sicilia si dovrebbe sviluppare.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho avuto  modo
  di  sottolineare  in Commissione Bilancio, per quanto  riguarda  il
  tema  dell'articolo 4, secondo me va corretta la dizione di cui  al
  primo  comma,  perché si apre una vicenda alquanto delicata  e  che
  spero anche gli uffici di questa Assemblea possano approfondire.
   La dizione  di partecipazione al concorso per il risanamento della
  finanza  pubblica  a carico della Regione , secondo  me,  pone  una
  discussione  che,  di  fatto, negli anni, rispetto  alle  battaglie
  portate  avanti  con  lo  Statuto della  Regione  siciliana,  quasi
  vogliamo totalmente abbandonare o chiudere.
   Perché dico questo?
   Giorni  fa  si  è parlato dell'importanza dell'articolo  37  dello
  Statuto della Regione Siciliana. Secondo questo articolo le imprese
  che  operano  in  Sicilia, sebbene hanno sede  legale  fuori  dalla
  Sicilia, dovrebbero pagare le tasse nel nostro territorio, cosa che
  è  diventata molto attuale anche a livello nazionale sul tema della
  Web tax.
   Ma  questo  tema,  vuoi o non vuoi, ricorre  e  sicuramente  è  da
  attenzionare, con la legge voto, che già all'ordine del  giorno  di
  questa  Assemblea all'articolo 36 dello Statuto, al secondo  comma,
  dove  vi è scritto che  le imposte di produzione sono riservate  al
  Bilancio  dello Stato  ed è già dal 1947 che con quella dizione  la
  Regione  Siciliana  partecipa  al concorso  del  risanamento  della
  finanza  pubblica nazionale versando - secondo l'articolo 36  dello
  Statuto  al  secondo comma - le imposte di produzione  al  Bilancio
  dello  Stato.  Ma vi è da chiarire il tema ad esempio dell'articolo
  38  dello Statuto sul Fondo di Solidarietà Nazionale, che lo  Stato
  dovrebbe  versare  alla Regione siciliana, un quantum,  secondo  un
  piano  quinquennale di lavori pubblici, per riequilibrare i redditi
  dei lavoratori siciliani con i redditi dei lavoratori del resto del
  Paese.
   Così come anche esiste ed è in atto una Commissione paritetica che
  da  tempo deve trasferire dei beni dello Stato che sono da inserire
  nel  bilancio della Regione. Ricordo come l'articolo dello  Statuto
  prevede  che  le  caserme, tutti quei beni  militari  che  sono  in
  disuso, dovrebbero essere di fatto beni della Regione e che  ancora
  oggi  sono  invece  bloccate nella Commissione  paritetica  per  la
  verifica  Stato-Regione, per fare in modo che questi beni potessero
  essere  di  proprietà  della Regione siciliana  anziché  ancora  in
  carico al bilancio della Regione.
   Allora,  condividendo la riscrittura dell'articolo 4, non apprezzo
  favorevolmente  il  termine   concorso di  risanamento  di  finanza
  pubblica   perché la nostra Regione, a mio parere, da  tempo  e  da
  tanti  anni  concorre  al  finanziamento  per  il  risanamento  del
  Bilancio  dello Stato con gli articoli dello Statuto mai attuati  e
  mai  resi prettamente operativi. Talché ritengo che questo articolo
  così  com'è  può  andare bene, ma riterrei che  l'inciso  di  poter
  definire   questo  articolo  perché  noi  dobbiamo  concorrere   al
  risanamento  della finanza pubblica rispetto a ciò  che  il  nostro
  Statuto  invece  sancisce con forza e con norma costituzionale,  mi
  pare  cosa  veramente strana, quasi un modo di arrendersi  rispetto
  invece alle priorità che gli articoli 36, 37 e 38 e anche la stessa
  attività  della Commissione paritetica in questi anni sta  portando
  avanti e sta cercando anche di sollecitare. Grazie.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi, intervengo
  solo  per  sottolineare  la  mia completa  adesione  all'intervento
  dell'onorevole   Cimino  e  nello  stesso   tempo   per   ricordare
  all'Assessore,  che bene ha operato in questo  periodo  in  cui  ha
  fatto   l'Assessore,  che  sarebbe  opportuno  tornare  al  Governo
  nazionale  per  chiedere  perché  da  almeno  dodici  anni   quella
  compensazione  dell'articolo 38 non si è fatta;  da  almeno  dodici
  anni  non  riceviamo nessun contributo che è una compensazione,  un
  atto dovuto del Governo.
   Quindi  lì  sarebbe  opportuno  fare  un  approfondimento   e   un
  chiarimento perché qualche risorsa ci può essere utile.
   Così come credo che sarebbe opportuno che il Governo, è notizia di
  stamattina,  cercasse  di  capire perché il  Governo  nazionale  ha
  deciso  di  far  approdare  questa  nave  dei  veleni,  delle  armi
  chimiche,  qui  vicino  le nostre coste e  non  sappiamo  che  cosa
  faranno e dove andranno a finire.
   E come diceva il collega Venturino qualche giorno fa, gli articoli
  36,  37  e  38  non sono un'espressione di volontà odierna,  signor
  Assessore;  è  un'antica  motivazione che  ha  indotto  il  Governo
  nazionale ad utilizzare il nostro territorio, le nostre coste e  il
  nostro  ambiente deturpandolo e mortificandolo, prendendo tutte  le
  compensazioni possibili.
   Lei  deve sapere, sono certo che lo saprà, Assessore, che paghiamo
  una  quota  della  nostra bolletta dell'energia  elettrica  che  da
  cinquant'anni  a questa parte viene utilizzata per rinnovare  tutte
  le linee elettriche del nord Italia e per farne di nuove.
   Siamo felici di partecipare, siamo stati felici di partecipare  al
  rilancio  dell'economia  del  Nord  del  Paese;  siamo  felici   di
  continuare a dare al Paese le risorse per sanare il bilancio; siamo
  felici  di  aver dato al Paese la possibilità di mettere qui  nella
  nostra  Regione tutti gli impianti e di petrolchimico  pesante  che
  sono stati rifiutati dal resto del Paese.
   Saremmo ancora più felici, Assessore, se un po' delle risorse  che
  abbiamo  contribuito  ad accantonare e ad accatastare  nelle  casse
  dello Stato, potessero ritornare come da accordo dell'articolo  38.
  Questo era giusto per sottolineare quanto sia importante.
   Il  prodotto esterno lordo, come ieri ho ricordato, può  produrre,
  per  questa  Regione,  un  introito di  almeno  6  miliardi,  extra
  bilancio, che possono servire a rilanciare l'economia, a  sanare  i
  debiti  e, finalmente, a far partire l'attività produttiva che  può
  produrre  un  bel  po'  di posti di lavoro per  questa  disgraziata
  Terra.

   PRESIDENTE.  Se non ho compreso male, all'articolo 4  c'è  qualche
  problema.  Lo  possiamo  accantonare,  onorevole  Falcone.   Stiamo
  andando   avanti,  laddove  non  ci  sono  difficoltà.  C'era   una
  riscrittura  da  parte  del Governo. Ci sono  stati  una  serie  di
  interventi  in  linea,  tecnicamente  auspicabili,  nel  senso  che
  vengono incontro all'esigenza di fare chiarezza sulla norma.
   Onorevole Falcone, vuole intervenire?
   Accantoniamo l'articolo 4.
   Si passa all'articolo 5.  Ne do lettura:
                               «Art. 5.
        Modifiche e integrazioni di norme in materia di entrate

   1.   Al   fine   di  incentivare  la  partecipazione  dei   comuni
  all'attività di accertamento tributario, per gli anni 2014, 2015  e
  2016,  la  quota  di  cui  all'articolo 8, comma  13,  della  legge
  regionale  9 maggio 2012, n. 26, è elevata al 100 per cento.

   2. All'articolo 13, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n. 9 sostituire le parole  20 per cento  con  13 per cento .

   3.  Le tasse sulle concessioni regionali cui sono assoggettate  le
  autorizzazioni, licenze, abilitazioni o altro atto di consenso  per
  le  attività  comprese nelle tabelle di cui al  D.P.R.  26  ottobre
  1972,  n. 641 e al decreto legislativo 22 giugno 1991, n.  230,  si
  intendono estese alle Segnalazioni certificate di inizio attività -
  SCIA,  di  cui  alle vigenti disposizioni statali  e  regionali  in
  materia.

   4.  All'articolo 6, comma 6, della legge regionale 24 agosto 1993,
  n.  24 è aggiunto il  seguente periodo:  ovvero mediante versamento
  diretto,  anche  attraverso  modalità   telematiche,  agli   Uffici
  dell'Istituto cassiere della Regione siciliana.'.

   5.  Alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, all'articolo 10  i
  commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:

    4. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma  2,
  lo  svolgimento  delle  attività di  liquidazione,  accertamento  e
  riscossione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
  può  proseguire nelle forme e nei modi previsti dalla  legislazione
  vigente  attraverso la stipula di apposita convenzione  non onerosa
  con l'Agenzia delle entrate.

     5. Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2013 e non
  oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
  regolamento  regionale previsto dal comma  2,  la  Regione  per  le
  attività  di  controllo  e  rettifica delle  dichiarazioni  di  cui
  all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
  l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale IRAP, nonché
  per  il  relativo  contenzioso,  si avvale  dei  competenti  organi
  statali nelle more della stipula della convenzione di cui al  comma
  precedente».

   All'articolo   5  sono  stati  presentati  tutta  una   serie   di
  emendamenti   soppressivi.  Assessore  Bianchi,  se  magari   vuole
  spiegare il senso dell'articolo 5. Lo possiamo votare così, abbiamo
  bisogno di un ulteriore aggiornamento?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  deputati, l'articolo 5 prevede diverse norme in materia di entrate,
  una  particolarmente  rilevante è proprio il primo  comma  che,  in
  un'ottica  di  responsabilizzazione degli enti locali,  prevede  il
  trasferimento  ai  comuni  del  100%  degli  introiti  alla   lotta
  all'evasione fiscale.
   Credo  che  questo  sia  un  segnale  importante  di  condivisione
  dell'obiettivo  della lotta all'evasione fiscale e di  motivazione.
  Ci  sono,  peraltro, altri interventi di vario tipo che  riguardano
  singole  voci  di  entrata su cui abbiamo ampiamente  dibattuto  in
  commissione   bilancio.  Essendo,  pertanto,  soltanto  emendamenti
  soppressivi non mi dilungherei oltre.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA. Signor Presidente, volevo intervenire in merito al comma
  2  di  questo articolo 5. Com'è noto, quest'anno, il Governo voleva
  riportare  le  royalty petrolifere dal 20 al 10%   con  franchigia.
  Durante  un  ampio  di  battito avvenuto in  commissione  bilancio,
  fortunatamente,  si  è  riusciti, quanto meno,  ad  attenuare,  tra
  virgolette, il danno, approvando il 13% senza franchigia.
   Nonostante  ciò,  l'intenzione del nostro  Gruppo  parlamentare  è
  votare,  comunque  sia,  in maniera contraria  a  questo  articolo.
  Rimaniamo,  quindi,  coerenti a quella che è  la  nostra  posizione
  politica  in materia di tutela ambientale poiché, soltanto  qualche
  mese  fa,  durante  la  scorsa finanziaria,  c'eravamo  battuti  ed
  eravamo  riusciti a raddoppiare le royalty a queste multinazionali.
  Un  segno  questo  per la Sicilia e, soprattutto,  un  segnale  per
  l'Italia  intera che, diciamocelo pure, è il  paese  dei  balocchi
  per i petrolieri rispetto agli altri Paesi nel mondo.
   Non  si  è,  inoltre,  avuto modo di verificare  quali  siano  gli
  effetti  finanziari dell'emendamento approvato  durante  la  scorsa
  Finanziaria, perché di fatto non è mai stato applicato e  di  circa
  150  pozzi  funzionanti in Sicilia, soltanto uno ci risulta  essere
  stato chiuso.
   In  merito  a  quello  che ha detto ieri, inoltre,  il  Presidente
  Crocetta,  noi  ci chiediamo e vorremmo sapere quali  siano  questi
  grandiosi  investimenti e, soprattutto, utili per  la  Sicilia  che
  vorrebbero  fare queste grosse multinazionali, perché,  finora,  se
  mettiamo  sui  piatti  di  una bilancia i  benefici  dell'avere  ed
  agevolare  questo  tipo  di  industria in  Sicilia,  tenendo  conto
  dell'inquinamento  dell'aria,  del suolo,  del  mare,  dell'impatto
  sulla salute, insomma la palese distruzione per il territorio e  la
  salute  dei  cittadini,  che  questo tipo  di  industria  porta  in
  Sicilia,  scusateci, ma noi crediamo che  il  gioco  non  valga  la
  candela .

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  l'articolo  5  è,  sicuramente,   un
  articolo  chiave di questa legge finanziaria perché,  come  diceva,
  giustamente,   l'assessore  Bianchi,  interpreta   una   serie   di
  importanti  innovazioni  in  materia di  entrate  tributarie  e  di
  imposte.
   C'è un rapporto diverso che guarda ai Comuni, per esempio, con  la
  definizione di un'aliquota che i Comuni tratterranno al  cento  per
  cento, una volta riscontrata l'evasione fiscale, quindi, anche  dal
  punto di vista etico, è una norma importante.
   Vi  sono  altrettanti  riferimenti,  per  esempio,  ad  un'imposta
  fondamentale  che  è  l'IRAP,  su cui l'assessorato  e  il  Governo
  propongono  una  rivisitazione per una nuova governance  di  questa
  importante imposta.
   Riferendomi al comma 2, quello che abbatte l'aliquota, dal  20  al
  13  per  cento,  per quanto riguarda i titolari di  concessioni  di
  coltivazioni  e,  quindi, i produttori di  idrocarburi,  gassosi  e
  liquidi nel nostro territorio, mi sento di intervenire perché credo
  che,  se  è  accettabile la proposta di abbassare  l'aliquota,  per
  favorire il mantenimento di importanti insediamenti produttivi  che
  nel  nostro territorio ci sono, è pure vero che questo abbattimento
  dovrebbe  essere collegato ad una sorta di nuove regole o,  per  lo
  meno,  ad  una  sorta di richiesta di presentazione  di  un  piano,
  attraverso   il   quale  importanti  insediamenti  produttivi   del
  petrolchimico, del chimico, che insistono in particolare nelle aree
  a  rischio,  si  adeguino  alle nuove normative  e  si  muovano  in
  condizione di tutela della salute delle popolazioni e di difesa del
  territorio.
   Mi  sembrerebbe, cioè, non eticamente corretto e devo  dire  anche
  iniquo,  dal  punto  di  vista della tutela degli  interessi  della
  nostra popolazione, se l'abbattimento non fosse accompagnato da una
  richiesta  precisa  di  azioni  positive  che  questi  insediamenti
  dovrebbero,  a  seguito di un riconoscimento  del  loro  importante
  ruolo  nel  territorio, avere nei confronti della  tutela  e  della
  salvaguardia della salute.
   Credo  che sarebbe un modo per incardinare dentro questo  articolo
  5,   che   è   estremamente  importante,  al  quale   personalmente
  attribuisco  il  mio  favore,  addirittura,  per  quanto   riguarda
  l'approvazione  dell'intera legge Finanziaria e, invece,  su  altri
  articoli  ho qualche perplessità ma questo articolo 5 lo  considero
  estremamente  significativo, soprattutto se agli  impegni  che  qui
  vengono sottoscritti. seguiranno fatti.
   Pertanto, volevo chiedere all'assessore per l'economia Bianchi  se
  poteva  in  qualche modo riflettere sul comma 2, dando  un  segnale
  reinterpretativo di questa proposta di abbattimento della quota.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda
  l'abbattimento della tassa per l'estrazione di idrocarburi è  stato
  oggetto di una lunga discussione in commissione.
   Oggettivamente  non c'era la volontà da parte di nessuno,  né  del
  Governo,  né  tanto meno dei componenti della Commissione  di  fare
  regalie alle multinazionali. Semplicemente si è trattato di fare un
  ragionamento,  atteso  che  ci si è resi conto  che  l'innalzamento
  della  tassa,  che è avvenuto l'anno scorso, ha prodotto  da  parte
  delle multinazionali che estraggono gli idrocarburi un dimezzamento
  delle estrazioni.
   A  fronte  di un dimezzamento delle estrazioni c'è stata anche  la
  mancata   coltivazione   dei   giacimenti,   quindi,   con   minori
  investimenti  perché,  ovviamente, le  multinazionali  preferiscono
  andare a pompare laddove, per esempio in Calabria, dove la tassa  è
  del 10 per cento, come in tutto il territorio nazionale, anziché in
  Sicilia. E questa cosa io la dico perché abbiamo fatto una verifica
  con  il  sindaco di Gagliano Castelferrato, dove c'è un  importante
  giacimento, e abbiamo verificato che, rispetto all'anno precedente,
  quest'anno  le  royalty  che  sono state  versate  al  comune  sono
  esattamente della metà. Cioè, nonostante il raddoppio della  tassa,
  le royalty sono state dimezzate da un milione e mezzo di euro a 750
  mila euro.
   Penso che, così come è uscito dalla Commissione, come proposto dal
  Governo, il 13 per cento senza franchigia, lasci un ottimo  margine
  sia alla Sicilia che ai comuni che percepiscono le royalty e, nello
  stesso  tempo, diamo un segnale anche ai fini del mantenimento  dei
  posti di lavoro.

   FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  volevo intervenire sull'articolo 5 perché è un  articolo
  che  ha  del  pregio.  Però, al contempo,  è  un  articolo  che  va
  migliorato e ne spiego anche i motivi: da un lato l'articolo 5,  al
  primo  comma,  consente  e incentiva la partecipazione  dei  comuni
  all'accertamento tributario, così come dice il decreto-legge n.  78
  del 2010. Dall'altro lato, al secondo comma, consente la fissazione
  della  royalty  per  le  aziende  che  fanno  la  coltivazioni   di
  idrocarburi e produzioni gassose al 13 per cento. E poi impone  una
  tassa  sulla  SCIA  cioè sulla tassa che, di  fatto,  snellisce  le
  procedure    nel    settore   urbanistico.   Sono    questi    tre,
  sostanzialmente,  i  commi importanti sui cui noi  dovremo  stasera
  soffermarci.
   Andiamo  al  primo comma. Al primo comma ci sono vari  emendamenti
  soppressivi  e non sono stati fatti a caso ma vengono fatti  perché
  si   ritiene   che,  parlando  di   meri  accertamenti  tributari',
  l'articolo rischia di diventare quasi superfluo per un motivo molto
  semplice:  è normale che il comune che interviene sull'accertamento
  tributario,  nel momento in cui aumenta l'accertamento  tributario,
  sono tributi di carattere locale, quindi di competenza dello stesso
  comune.  Il  d.l. n. 78, invece, proprio al comma 5, prevede  anche
  contributivi.  Non a caso il Movimento 5 Stelle  ha  presentato  un
  emendamento   dove   dice   eventualmente   l'accertamento    anche
  contributivo e fiscale.
   Chiaramente ci dovremmo qua scontrare con una competenza che forse
  non sarà nostra, c'è qualche perplessità. Però, l'accrescimento  in
  percentuale  nell'accertamento a favore  dei  comuni,  è  quando  i
  comuni  possono accertare qualcosa che non è proprio. Perché  se  è
  proprio   è   normale,  prenderanno  gli  stessi  propri   proventi
  tributari. Ecco perché, su questo primo comma, secondo me, dovremmo
  articolare questa riflessione.
   Secondo  comma.  Il  Presidente  Crocetta  ha  parlato  di  grossi
  investimenti  di  queste grosse multinazionali.  Ha  detto  che  in
  Sicilia  ci sarebbero circa un miliardo di investimenti  di  queste
  grosse  multinazionali. Noi abbiamo fatto  dei  calcoli.  Nel  2012
  avevamo previsto un'entrata, con la vecchia percentuale del 10  per
  cento,  di  circa  8  milioni e mezzo. Nel 2013,  invece,  è  stata
  aumentata  e  comunque abbiamo già avuto,  non  come  ha  detto  il
  Governo   una   riduzione  delle  entrate  ma  abbiamo   avuto   un
  rafforzamento  delle  royalty tant'è  che  il  Governo,  nel  primo
  emendamento  al  bilancio,  nel  tab  A1,  ha  inserito  un   nuovo
  accertamento  in  entrata  di  ben  6  milioni  e  400  mila  euro,
  ricollegandolo a 10 punti e non a 20 punti di royalty.
   Per  cui,  a mio avviso, io direi che su questo c'è anche  un  mio
  personale  emendamento, insieme ai colleghi D'Asero ed  altri,  che
  trova in un punto di equilibrio eventualmente fissare le royalty al
  15%. Cioè, cosa voglio dire?
   Quest'anno  a queste grandi aziende vogliamo ridurre qualcosa?  Ma
  la  dobbiamo  ridurre senza esagerare perché  la  Sicilia  non  può
  essere nemmeno preda e territorio di, se vogliamo, investimenti non
  sempre utili per gli stessi siciliani.
   Io direi soltanto, ad esempio, a Gela c'è una desertificazione,  e
  questo  lo dovrebbe dire il Presidente Crocetta. L'Eni sta mettendo
  in  ginocchio  quel grande polmone occupazionale che  rappresentava
  quello stabilimento.
   Allora,  delle due l'una. O queste aziende multinazionali  vengono
  qua  ed  investono un miliardo così come ci ha detto il  Presidente
  Crocetta.  Allora, 3 milioni di euro, perché gira tra i  3  e  i  5
  milioni  di euro, equivalgono 5 o 7 punti è cosa di poco conto  per
  chi  vuole  investire un miliardo di euro. Oppure non  è  vero  che
  queste  aziende  multinazionali  vogliono  investire  veramente  un
  miliardo  di  euro. Cioè noi rischiamo di diventare  deboli  con  i
  forti e forti con i deboli. In questo senso qua noi dobbiamo capire
  che su questo occorre trovare un punto di equilibrio.
   Andiamo  al  terzo comma. Nel terzo comma, quando  parliamo  della
  SCIA, abbiamo snellito le procedure concessorie, al contempo, però,
  la  mens  legis  nazionale  cosa dice:  ti  vogliamo  snellire   le
  procedure perché a te, piccolo imprenditore...'. Oggi  un  articolo
  del   Corriere   della  Sera,  lo  dice  chiaramente:   i   piccoli
  imprenditori pagano ben circa 45 giorni di un anno, come tempo, per
  sostenere la burocrazia.
   Quindi,  è una spesa di burocrazia. Noi non possiamo ammazzare  le
  imprese  se  la burocrazia costa 5 miliardi l'anno, il titolare  di
  una  piccola azienda lavora in media 45 giorni l'anno per tutti gli
  adempimenti  di legge. Allora, il legislatore cosa ha  voluto  fare
  con l'introduzione della SCIA?
   Da un lato ti introduco la SCIA e, al contempo, ti riduco anche le
  spese  che  devi  sostenere  per  gli  oneri  concessori,  per   le
  autorizzazioni in tema urbanistico.
   Anche  qua,  noi non abbiamo fatto un emendamento che  andasse  ad
  eliminare  totalmente i proventi, la tassa in  questo  settore  ma,
  diciamo,  noi  reintroduciamo la tassazione previgente  riducendola
  del 50%.
   Diciamo, cioè, all'imprenditore, da un lato abbiamo lo snellimento
  e,  al  contempo,  ti  riduciamo anche  il  costo  nelle  procedure
  burocratiche in termini di giornate, di tempo ma anche  in  termini
  di peso finanziario di cui ti abbiamo fino ad oggi onerato.
   Per  cui,  signor  Presidente,  io concludo  volendo  chiedere  al
  Governo  che  il  comma  5.18, come  dire,  mi  pare  un  punto  di
  equilibrio nelle royalty, il comma 5.16, che è quello del 50% sulla
  SCIA, anche in questo caso sui proventi, mi sembra di buon senso e,
  in  più, c'è l'emendamento 5.12, a firma Ciaccio (primo firmatario)
  che  sarebbe - a mio avviso - da accogliere perché dobbiamo aiutare
  i   comuni  a  rafforzare  l'accertamento  su  introiti  di   altra
  competenza  in  modo  tale che gli stessi possano  intervenire  per
  avere un introito reale da questo accertamento.

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, Governo, faccio mio il ragionamento che poco fa
  ha  espresso  l'onorevole Claudia La Rocca e appongo la  mia  firma
  all'emendamento 5.7, a sua firma.
   Questo argomento, come ha ricordato l'onorevole La Rocca, è  stato
  ampiamente discusso in Commissione perché da una originale proposta
  del Governo del 10 per cento, grazie alla mediazione dell'Assessore
  Bianchi, siamo arrivati ad avere il 13 per cento.
   Ciò,   però,  non  ci  soddisfa  perché  poi,  come  ha  ricordato
  successivamente  l'onorevole Falcone, siamo andati ad  incrementare
  le  riscossioni  nel  momento in cui si tratta  di  certificati  di
  inizio attività.
   Nel  momento  in  cui il Governo regionale ha chiesto  un  aumento
  anche del 600 per cento per quanto riguarda i lidi e le concessioni
  demaniali,  per  quanto riguarda le spiagge,  le  piccole  attività
  imprenditoriali della Sicilia - e spesso si tratta di attività  con
  un  solo  rappresentante o, comunque, attività  familiari  -  ci  è
  sembrato   sorprendente  la  proposta  del  Governo   di   ridurre,
  addirittura,  del  50 per cento questa tassa, se la  vogliamo  così
  chiamare, che è un ristoro nei confronti della Sicilia, per  quello
  che in questi anni ha rappresentato per i grandi petrolieri che non
  solo  hanno investito in essa ma spesso hanno distrutto  il  nostro
  territorio  e,  dopo averlo devastato, tornano, lasciando  nel  più
  assoluto abbandono la nostra Terra.
   Nel  firmare l'emendamento dell'onorevole La Rocca, nel concordare
  con  l'analisi che la stessa ha fatto poco prima, vorrei  ricordare
  al  Governo  che  in fase di approvazione della  Finanziaria  -  in
  Commissione «Bilancio» - si era posto il problema dello  stoccaggio
  dei  prodotti petroliferi nei depositi e nei serbatoi  che  abbiamo
  nelle province di Siracusa, Caltanissetta e Messina.
   In   particolare,  avevamo  ricordato  che  spesso  queste  grandi
  multinazionali  petrolifere  comprano  il  petrolio  quando   costa
  trenta/quaranta euro al barile per poi rivenderlo quando  arriva  a
  cento euro al barile. Cosa fanno durante questo periodo?
   Prendono  i  prodotti petroliferi che vengono stoccati all'interno
  di questi grandi serbatoi.
   Basta  percorrere  la  vecchia strada statale  Catania-Siracusa  o
  andare nei pressi di Gela o Milazzo per vedere come il paesaggio  è
  stato reso nefasto dalla presenza di questi grandi serbatoi.
   Questi  grandi  serbatoi  non solo hanno reso  nefasto  il  nostro
  paesaggio  ma  spesso  i  grandi  incendi  verificatisi  in  questi
  territori,  durati anche più giorni - l'ultimo presso la  Erg  Nord
  ora  ISAB  durò oltre sette giorni -  sono dovuti alla presenza  di
  questi  grandi serbatoi che contengono  petrolio, comprato  a  poco
  prezzo e poi rivenduto con notevole rincaro.
   Avevamo detto, Assessore, che siamo l'unica Regione che su  questo
  non  pratica una tassazione come è giusto che sia, per un  provento
  che deriva dall'utilizzo del territorio siciliano.
   Per questo motivo, torno a ribadire la richiesta, che le era stata
  fatta  in Commissione «Bilancio», Assessore, che lei aveva  trovato
  congrua  e  cioè  che oltre all'estrazione sia  giusto  andare  per
  tonnellate.
   E'  chiaro  che  debba essere pagata una tassa  da  parte  di  chi
  utilizza il nostro territorio.
   Del  resto  -  vedete  -  quando poco fa qualcuno  ha  giustamente
  ritenuto,  intervenendo,  che  l'aliquota  del  13  per  cento  sia
  eccessiva,  perché  mette a rischio la presenza di  queste  società
  petrolifere sul nostro territorio, ricordo che fu una delle  grandi
  battaglie  che Mattei, prima di morire, condusse in Sicilia.  Però,
  da Mattei ad oggi non mi pare che ci sia stata una sola società che
  abbia  abbandonato  la  nostra  terra  e  non  abbia  continuato  a
  sfruttare le viscere della nostra terra.
   Allora,  per questo motivo credo che una compensazione,  anche  da
  questo  punto  di  vista, anche di fronte alle  difficoltà  che  il
  Commissario dello Stato sta facendo circa la necessità  di  rendere
  quanto più equilibrato il nostro bilancio fra l'ingresso di   nuove
  risorse  e  le uscite, cioè, fra  le entrate e le spese, credo  che
  questo nuovo introito debba essere preso in considerazione da parte
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Ripeto  che  siamo l'unica regione che non pratica una  tassazione
  equa sull'argomento; ricordo che, per quanto riguarda poi il 13 per
  cento,  vero è che forse siamo la Regione con la più alta  aliquota
  in  Italia,  ma  è anche vero che vi sono degli Stati,  sicuramente
  meno  inquinati dei nostri e dove gli effetti di questi  giacimenti
  sono   stati  sicuramente  meno  drammatici,  che  praticano  anche
  aliquote superiori al 50 per cento.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei essere
  su  questa vicenda una voce fuori dal coro, però sento il dovere di
  ricordare che con questa  norma, con il comma 2 di questo articolo,
  noi  non stiamo riducendo del 7 per cento l'aliquota già fissata in
  regione,  la  stiamo mantenendo del 3 per cento in più rispetto  al
  resto d'Italia, nel senso che nel resto d'Italia, per questa stessa
  attività, la royalty è del 10 per cento.
   La  Sicilia aveva fatto una norma che raddoppiava questa  royalty,
  adesso  sta  ponendo  parzialmente riparo  ad  una  norma  che  non
  riguarda   Perché - vedete - si fa confusione.
   Non faccio l'avvocato difensore della grande industria perché sono
  il  presidente  della  Commissione che  dovrebbe  salvaguardare  le
  attività  produttive.  Lo dico perché, un conto  sono  le  attività
  estrattive e un conto è l'industria petrolifera.
   In questo caso stiamo parlando delle attività estrattive, cioè, di
  quella  serie  di aziende che sono anche piccole e medie,  che  non
  sono  le  grandi  multinazionali,  che  sono  solo  siciliane,  che
  estraggono  petrolio  in  Sicilia  e  migliorano  la  bilancia  dei
  pagamenti del nostro Paese nei confronti dell'estero.
   Noi dobbiamo avere un minino di politica industriale, che serve  a
  non apparire troppo nemici delle attività produttive. E ne facciamo
  di  tutti  i  colori. D'altronde le attività estrattive in  Sicilia
  sono  quasi tutte nelle mani di imprese piccole e medie,  le  quali
  spesso,  signor  Presidente, per potere ottimizzare  i  costi,  per
  evitare   problemi  ambientali,  realizzano  accanto   all'impianto
  petrolifero degli impianti di cogenerazione.
   Ora,  un piccolo impianto di cogenerazione, che prende uno  spazio
  pari a questa Aula, produce la stessa energia elettrica di decine e
  decine di campi sportivi se si dovesse produrre con il fotovoltaico
  o   un   impianto  di  cogenerazione,  che  spesso  nasce   accanto
  all'estrazione  petrolifera,  delle dimensioni  di  questa  stanza,
  produce la stessa energia elettrica che producono centinaia di pale
  eoliche.
   Dobbiamo  avere  un' idea di quello che vogliamo  fare  di  questa
  Sicilia.
   Penso  che  una  regione di cinque milioni  di  abitanti  non  può
  guardare  a Malta, che ha quattrocentomila abitanti e ha  fatto  il
  suo  unico modello di sviluppo monoculturale sul turismo  Noi siamo
  una grande regione, in un grande paese, non c'è nessun grande paese
  al mondo che non abbia la siderurgia, che non abbia la chimica, che
  non  abbia l'industria petrolifera, perché sono paesi che non hanno
  autonomia politica se non hanno questi grandi settori.
   Il Governo oggi sta mantenendo ugualmente, con questa proposta, un
  poco  più  alto  che  nelle altre Regioni d'Italia,  questa  tassa,
  sapendo  che  noi dobbiamo sostenere, incentivare gli  investimenti
  nel campo petrolifero, petrolchimico perché c'è uno spostamento  di
  fatto:  le grandi aziende petrolifere oggi stanno diventando grandi
  aziende  energetiche,  cioè hanno un minore  impatto  ambientale  e
  aiutano a superare la crisi energetica del Paese.
   Infine,  parto da una considerazione, non c'è un caso nel  pianeta
  in  cui  si  bonifica e si risana se non ci sono  investimenti.  La
  condizione   per  bonificare  e  risanare  è  che  ci   siano   gli
  investimenti e, a fronte dell'investimento, l'imposizione di misure
  di  bonifica e di risanamento, altrimenti noi avremo grandi aree di
  ferraglia,  avremo tante situazioni come quella che  c'è  a  Napoli
  dove non si è mai investito e non si è risanato.
   Bisogna  avere  questo  equilibrio, certo,  chiedere  il  rispetto
  rigoroso delle norme ambientali, chiedere il rispetto rigoroso  del
  risanamento e del processo di bonifica, ma non apparire la  Regione
  nemica  delle  attività produttive, nemica di  un  grande  apparato
  produttivo che la fa una grande Regione.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il  tema
  che stasera stiamo affrontando è abbastanza delicato perché, diceva
  l'onorevole  Marziano,  se  la Sicilia  necessita  di  investimenti
  bisogna trovare il giusto equilibrio.
   Il  problema è che questa Sicilia, nel corso di tutti gli anni,  è
  stata  non  solo bistrattata, ma anche distrutta e  ha  subito  dei
  danni ambientali notevoli e irreparabili.
   Se  noi pensiamo alle multinazionali che estraggono petrolio e che
  le loro ricerche si estendono anche al mare - è così, in una fascia
  di  mare  vediamo  Sciacca - vediamo quale danno ambientale  ha  la
  Sicilia.
   Bisognerebbe trovare il giusto equilibrio, comunque, è  una  tassa
  che  necessariamente  devono  pagare,  ricordando  che  la  Sicilia
  rispetto  alle  altre  Regioni ha una  peculiarità  in  più  perché
  rappresenta  la  più  alta piattaforma energetica;  in  Sicilia  si
  produce  petrolio più di tante altre Regione ed è vero  quello  che
  affermava  l'onorevole  Vinciullo  cioè  fra  l'estrazione   e   lo
  stoccaggio e la vendita.
   Quindi,  un  maggiore controllo nei rapporti e maggiore  chiarezza
  nella  regolamentazione  dei rapporti  fra  le  multinazionali  che
  investono,  soprattutto  sulle  quantità  e  sulle  tonnellate   e,
  soprattutto,  ridurre,  in un momento di grave  difficoltà  per  la
  Sicilia,  questa  tassa, per tutto quello che noi abbiamo  visto  e
  come  è stato devastato il territorio, in questo momento lo ritengo
  francamente non giusto proprio per la salvaguardia dell'ambiente.
   Poi  non capisco per quale motivo è stato messo nel capitolo delle
  entrate,   perché  doveva   essere  tra  le  uscite   e   rientrare
  nell'articolo quattro perché noi incasseremmo, con la  diminuzione,
  una  somma  in  meno,  mentre  è  stata  inserita  tra  le  entrate
  tributarie perché c'è una riduzione dal venti al tredici, del sette
  per cento. Questo è un dettaglio tecnico.
   Comunque,  chiedo una riflessione al Governo e mi trova  d'accordo
  l'emendamento dell'onorevole Falcone che dal tredici lo  sposta  al
  quindici,  abbiamo una minore entrata e, invece, è calcolato  nelle
  entrate e non nelle uscite.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli
  colleghi, intervengo sull'articolo cinque, in particolare sul primo
  e  sul  secondo  comma,  perché al di là di ciò  che  può  apparire
  estremamente  tecnico  - e si tratta di due  norme  tecniche,  come
  giustamente diceva lei, Presidente, qualche momento fa - finalmente
  l'Assemblea comincia ad occuparsi di problemi concreti, ed io credo
  -  e  vado  qui di contrario avviso rispetto a quello che  è  stato
  sostenuto  dagli  interventi  di  alcuni  colleghi  che  mi   hanno
  preceduto  -  che si tratta di due norme anche di principio  e  che
  affondano   le   loro   radici   in  questioni   che   sono   anche
  comportamentali, intanto per quanto riguarda i comuni.
   Non credo che i comuni debbano essere incentivati all'accertamento
  dell'evasione tributaria, affidando loro il 100 per cento di quello
  che  si  ricava a seguito dell'accertamento, perché i comuni  nella
  loro   attività  di  accertamento  tributario  non  raggiungono   i
  risultati   che,   invece,   dovrebbero  raggiungere   per   alcuni
  comportamenti  che  sono  o  di  morbidezza  complice   di   talune
  amministrazioni nei confronti delle comunità amministrate o  perché
  non  hanno l'organizzazione sufficiente per poter davvero  svolgere
  il tipo di attività necessaria per accertare l'evasione tributaria.
   Ed  allora,  credo  che  sia  compito  e  dovere  del  legislatore
  regionale incrementare, incentivare, dettare norme per la  migliore
  organizzazione in quel tipo di attività e non, invece,  autorizzare
  i  comuni  ad  essere  più attenti nell'attività  di  accertamento,
  soltanto  perché  il  100 per cento di quello che  viene  accertato
  rimane  poi nelle competenze dell'amministrazione locale. E' questo
  un  pessimo  segnale   E non vorrei che l'Assemblea  sottovalutasse
  questo  tipo  di  ragionamento  che,   certamente,  non  va   nella
  direzione  giusta, nella direzione della legalità  e  del  rispetto
  delle norme.
   Il  comma  secondo. Ha perfettamente ragione la collega, onorevole
  La  Rocca,  solo  che  io  sarei meno  morbido  rispetto  alla  sua
  posizione, che è una posizione di principio, perché veda, assessore
  Bianchi,  quando in Sicilia si parla di attività, di  coltivazione,
  di  ricerca  e  poi di estrazione,  poi di raffinazione  e  poi  di
  stoccaggio degli idrocarburi, si mette il dito in una grande  piaga
  della  Sicilia e noi non possiamo assolutamente misconoscere  quale
  sia la storia dell'attività industriale pesante della petrolchimica
  in Sicilia.
   Ha  ragione l'onorevole Marziano quando dice:  una grande Regione,
  una  grande  Terra, abitata da 5 milioni di cittadini non  può  non
  avere  una politica industriale, una politica di sviluppo .  Sì,  è
  vero,  ha ragione, ma in quale settore? In quale direzione?  E  noi
  continuiamo  a  ripercorrere  gli errori  del  passato  ed  anziché
  chiedere  o impostare politiche di seria compensazione, continuiamo
  invece  a  svendere  la  Sicilia, a svendere  il  territorio  della
  Sicilia, l'ambiente della Sicilia, perché nel momento in cui questa
  norma, così com'è congegnata, abbassa dal 20 per cento ed era stato
  pensato  qualche tempo fa a soltanto il 13 per  cento e sembra  già
  un  regalo  che  stiamo facendo agli altri,  noi  stiamo  dando  un
  messaggio  che qui in Sicilia si può venire a massacrare il  nostro
  territorio  pagando  poco e noi questo non lo possiamo  consentire,
  non  lo  possiamo  permettere,  colleghi  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana.
   Ed  allora, basterebbe invece sopprimerlo questo comma e  lasciare
  la  norma  intatta  al 20 per cento. Anche perché  tanto,  colleghi
  dell'Assemblea, è la regola del mercato che conterà,  se  le  altre
  Regioni  faranno pagare royalty al 10 per cento, ma  non  hanno  il
  petrolio,  da quelle parti le ricerche non le faranno   Le  faranno
  qui,  chiederanno di farle qui o al 13 o al 15 o al 20, perché  qui
  sanno di trovare i giacimenti che hanno trovato nel passato.
   Ed  allora, in assenza - mi duole dirlo, ma è la verità -  di  una
  politica  industriale e produttiva che allarghi le maglie,  che  ci
  faccia  uscire da questa morsa per cui lo sviluppo in Sicilia  o  è
  legato  al  petrolio o non esiste, è legato alla estrazione  o  non
  esiste,  alla raffinazione o non esiste. In assenza di una politica
  industriale  da  parte del Governo della Regione siciliana,  almeno
  non  svendiamoci  e  manteniamo quel 20 per cento  che  in  atto  è
  vigente  senza offrire questo ulteriore segnale di debolezza  e  di
  svendita.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, io sono insieme all'onorevole  Marziano
  l'altro che, purtroppo, non è d'accordo con quello che ha detto sia
  il presentatore dell'emendamento che l'onorevole Vinciullo.
   Ed  io  posso  anche  dirlo  in maniera  molto  chiara  e  franca,
  Presidente,   perché  sono  l'autore  del  piano   di   risanamento
  ambientale,  inventato ben 30 anni fa, quindi  già  allora,  quando
  ancora  nessuno parlava di ambiente, mi occupavo di ambiente  e  di
  sanità.  Però,  non  posso non dire con estrema  chiarezza  che  la
  vocazione  industriale oggi non può essere messa da parte.  Bisogna
  portare degli interventi sul danno ambientale, cerchiamoli. Abbiamo
  avuto  anche 140 miliari di vecchie lire, 100 per Priolo e  40  per
  Gela, con quel mio piano di risanamento ambientale. Risorse che non
  sono state ancora utilizzate o in parte abbastanza piccola.
   All'Assessore  bisogna  chiedere che  si  faccia  carico,  insieme
  all'Assessore  per  l'Ambiente e all'Assessore per  la  Sanità,  di
  riorganizzare il piano di risanamento ambientale. Noi non  possiamo
  continuare a pensare di intimidire chi vuole venire a investire.
   La  Lukoil  deve investire un miliardo e 700 milioni di dollari  a
  Priolo.  Io  non  so se questo avverrà, specialmente  dopo  che  la
  Lukoil ha comprato anche la Erg Energia a quattro soldi, poiché non
  so   come il Governo nazionale ha dato 500 milioni di euro  per  il
  CIP  6,  anticipando quelli che avrebbe dovuto dare nei prossimi  7
  anni.
   Allora,  c'è qualcosa di strano, Assessore, che sarebbe  opportuno
  chiarire.
   Quindi, non mi preoccupo del 20 per cento, del 13 per cento. Oggi,
  all'Assessore  chiedo  una cosa diversa. Assessore,  le  chiedo  un
  incontro  con tutti quelli che hanno le raffinerie in  Sicilia  per
  fare  diminuire il prezzo della benzina. Senza demagogia. Noi siamo
  la Regione che ha un bel po' di centrali di raffinazione e paghiamo
  la benzina al prezzo più alto di qualunque regione d'Italia.
   Quindi, un incontro con i petrolieri sarebbe un atto significativo
  importante. Il 13? No. Il 10 per cento; ma a fronte di  questo  una
  rivisitazione  del  prezzo della benzina che sarebbe  un'operazione
  diffusa  a tutti i siciliani. Se facciamo questo, lasciando  al  10
  per  cento, come il Governo ha immaginato, invitando la  Lukoil  ad
  intervenire  per  investire un miliardo e 700 milioni  di  dollari,
  facendo  in  modo che la Lukoil non sia venuta qui per  comprare  e
  chiudere  la  raffineria  e fare soltanto  un  centro  deposito  di
  benzina o di petrolio, anzi di petrolio o di benzina.
   Allora,   se   abbiamo  fatto  questo  forse  un  indirizzo   alla
  raffinazione  in  Sicilia lo abbiamo dato e non è  il  problema  di
  avere  svenduto o venduto il territorio. Questo è accaduto  ben  50
  anni  fa quando c'è stata la distribuzione territoriale del  grande
  petrolchimico  senza che nessuno pensasse a come  salvaguardare  la
  salute della gente.
   Oggi dobbiamo avere una rivisitazione complessiva dell'accordo con
  i  grandi  gruppi  industriali, con il Governo del  Paese,  con  la
  Regione  siciliana perché insieme dobbiamo rilanciare  l'industria,
  ma  nello stesso tempo dobbiamo salvaguardare la salute, quindi  un
  recupero,  un risanamento ambientale così come descritto nel  piano
  di  trenta anni fa, che è sempre attuale, forse è la migliore delle
  ipotesi  possibili, così come rivedere il prezzo della  benzina  in
  Sicilia forse è un impegno gravoso, ma può essere un grande segnale
  per la Sicilia e i siciliani.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, intervengo sul comma 2 e sul comma 3
  dell'articolo 5.
   Sul  comma 2, premesso che ci convincono le argomentazioni che  il
  Presidente   della  Commissione  attività  produttive,  l'onorevole
  Marziano,  ha  portato  in  questa  Aula  pochi  minuti  fa  e  che
  evidentemente sono argomentazioni di cui far tesoro non soltanto il
  Parlamento, ma soprattutto il Governo, noi riteniamo, tuttavia, che
  è assolutamente inutile far la guerra delle percentuali.
     Il  problema  semmai è un altro. L'onorevole Cirone,  sempre  su
  questo  comma  due,  ha  posto  un  tema  altrettanto  delicato  ed
  importante.  La  Sicilia e il popolo siciliano e le popolazioni  di
  quel  territorio  hanno  pagato e pagano  un  prezzo  altissimo  in
  termini di qualità della vita, e se mi consentite, anche di salute.
   Al  di  là  del fatto che un'aliquota può essere abbassata  o  può
  essere ridotta perché i livelli occupazionali sono importanti, sono
  assolutamente indispensabili in un contesto economico  come  quello
  che  viviamo, ma certamente la qualità della vita e il diritto alla
  salute dei cittadini di quell'aria è altrettanto io dico ancora  di
  più importante.
     La  mia proposta, mi riferisco all'Assessore, al Governo,  è  di
  utilizzare  il  metodo del  in medio stat virus  , andiamo  ad  una
  proposta  che può essere una tariffa, un'aliquota del quindici  per
  cento,   ma  con  l'impegno  che  il  Governo  e  l'Amministrazione
  regionale assumano, in questa sede, di fare in modo che le aziende,
  che  su quel territorio sono situate e operano, intervengano con  i
  metodi  e  con  gli  strumenti  che la  legge  concede  ed  impone,
  intervengano  con  piani  di risanamento dell'ambiente,  di  tutela
  della  qualità dell'aria, di tutela della salute dei cittadini  che
  credo   sia   assolutamente  prioritario   rispetto   a   qualunque
  ragionamento di tipo economico.
   La  mia  proposta, se motivata in questo modo e condizionata  alla
  proposta  che ho formulato, ha un senso, per cui io chiedo  che  la
  mia  proposta  possa  essere  votata  favorevolmente  solo  se  c'è
  l'impegno  del  Governo  per  la tutela  delle  popolazioni,  della
  salute, della qualità dell'aria e dell'ambiente in quei territori.
   Quanto al comma 3 dell'articolo 5, Assessore, l'ho già espresso in
  Commissione e lo ribadisco adesso. Noi non possiamo immaginare, con
  un  comma  di  una  legge  regionale, di  cancellare  le  tasse  di
  concessione governativa imposte con legge dello Stato.
   Credo che sia davvero singolare che si possa arrivare ad elaborare
  una  proposta di questo tipo, oltretutto è illogica anche dal punto
  di  vista  tecnico, giuridico, la SCIA nasce, ripeto  e  ribadisco,
  come  meccanismo ultimo dei processi di semplificazione che,  nella
  riforma del procedimento amministrativo, che lo Stato ha attuato  a
  partire  dagli  anni  90 in poi, ha determinato  un  alleggerimento
  degli  oneri  burocratici a carico dell'imprenditore, a  carico  di
  coloro     che     chiedono    alla    Pubblica     Amministrazione
  un'autorizzazione, una licenza, un'abilitazione o altro.
   Siccome,  le  tabelle previste dalla legge dello  Stato  prevedono
  materie  delicate,  per  cui  è  prevista,  obbligatoriamente,   la
  concessione  governativa,  cioè  l'igiene  e  sanità  pubblica,  il
  turismo,  l'industria alberghiera, le acque minerali e  termali,  i
  trasporti  e la navigazione, altrimenti, rischiamo di fare  davvero
  ragionamenti inutili e vuoti in quest'Assemblea.
   Noi    non   possiamo  immaginare  che  uno  strumento  nato   per
  semplificare, cioè, per sostituire l'autorizzazione che a valle del
  procedimento amministrativo andava a concretizzare un percorso  che
  nasceva e nasce dall'istanza del cittadino che vuole fare impresa o
  vuole fare altra attività disciplinata dalle leggi dello Stato, con
  la SCIA si trasferisce a monte, cioè si toglie al cittadino l'onere
  di   attendere   per  iniziare  un'attività  di  qualunque   natura
  imprenditoriale o di altro tipo; si toglie l'onere di intervenire e
  di  aspettare  le lungaggini burocratiche, a volte,  asfissianti  e
  penalizzanti della Pubblica Amministrazione.
   Interveniamo   soltanto  nel  meccanismo  e  nella   qualità   del
  provvedimento  amministrativo, non si interviene in alcun  modo  su
  quella   che  è  la  tassa  di  concessione  governativa  prevista,
  peraltro,  dalle  leggi dello Stato che riguardano  l'esercizio  di
  quell'attività che venga fatta per autorizzazione o, semplicemente,
  per questo meccanismo di semplificazione della SCIA poco importa.
   Ritengo,  quindi, che il comma 3, dell'articolo 5, vada  mantenuto
  perché quest'Assemblea non può intervenire nel cassare le tasse  di
  concessione  governativa  imposte dalla legge  dello  Stato,  come,
  peraltro, è precisato nel comma stesso.
   Per  quanto riguarda il comma 2, la mia proposta è quella  che  ho
  fatto poc'anzi, con le condizioni che ho espresso nell'intervento.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, sull'articolo 5, caro  onorevole  La
  Rocca,  non  sono d'accordo con il suo emendamento,  sono,  invece,
  d'accordo  con l'emendamento base, quello presentato  dai  colleghi
  Musumeci,  Ioppolo. Ritengo che questo articolo  5  vada  soppresso
  tout  court.  Questo articolo 5 contiene in sé tutti i  difetti  di
  questa  finanziaria  che  io, già, mi sono  permesso  di  enunciare
  nell'intervento  introduttivo di ieri sera. Abbiamo  qui  la  summa
  dell'intervento governativo in questa finanziaria. Il solito  spot:
  la  lotta all'evasione,  il 100% di recupero lo diamo ai comuni, su
  cosa  non  si  sa bene, tant'è vero che poi non viene quantificato,
  giustamente, in alcun modo.
   Secondo  elemento:  Forte con i deboli , introducendo  delle  cose
  assurde  tipo quello di sottoporre a tassazione quella  che  è  una
  norma di semplice semplificazione amministrativa.
   Su  questo,  l'intervento dell'onorevole Gucciardi va sottoscritto
  dalla  prima all'ultima parola perché è, veramente, una  previsione
  che   ha  del  lunare,  cioè  introdurre  a  tassazione  cosa?  Una
  dichiarazione   di  inizio  di  attività?  Ma  stiamo   scherzando
  Equiparare   la  dichiarazione  di  inizio  di  attività   ad   una
  concessione  che  comporta,  comunque, un'attività  della  Pubblica
  Amministrazione, cosa che non comporta, assolutamente, la SCIA.
   Poi,   fior  da  fiore , ci inginocchiamo d'innanzi ai  potentati.
  L'onorevole Marziano, poi, mi presenterà queste industrie siciliane
  che  si  occupano di estrazione dei prodotti, ma lei sa che  quelle
  sono  delle  attività  che  vengono  in  subappalto  da  parte  dei
  concessionari che sono le multinazionali. Quindi, non giochiamo  su
  queste  cose,   onorevole  Presidente della  Commissione   Attività
  produttive .
   Caro  onorevole Alloro, la contrazione dei ricavi  non  deriva  da
  questa  tassazione  alta,  ma  deriva dalla  crisi  che  attanaglia
  l'economia  mondiale,  in particolare quella  italiana,  in  questo
  momento,  perché sono drasticamente diminuiti i consumi di prodotti
  petroliferi,  perché sono diminuite le industrie del settore  delle
  attività produttive e industriale e anche l'attività dei trasporti;
  tant'è  vero  che i dati sono comuni alle industrie  siciliane,  ma
  sono  comuni  anche  a tutte le altre attività in  tutte  le  altre
  regioni  d'Italia. Quindi, non mi si venga a dire che questo  tetto
  del  20  per cento ha spaventato chissà cosa; non ha spaventato  un
  bel  nulla  E' il frutto di una diminuzione purtroppo generalizzata
  dei  consumi. Quindi, noi andiamo a inginocchiarci, ho detto  ieri,
  di fronte alla multinazionale e invece facciamo la parte feroce nei
  confronti   finanche   dei   singoli  cittadini   che   fanno   una
  dichiarazione di inizio di attività.
   Infine,  le  norme inutili: comma 5, articoli 4 e 5. Questa  è  la
  ripetizione  pedissequa di una norma che ci trasciniamo  dal  2007.
  Questo  benedetto  regolamento  di  trasformazione  non  siamo  mai
  riusciti  a  farlo e, nelle more di questo regolamento, continuiamo
  ad  applicare la legge nazionale, per cui gli accertamenti  vengono
  fatti, come dappertutto, dall' Agenzie dell'Entrate.
   Quindi,  norma  feroce con i deboli e pavida nei  confronti  delle
  multinazionali e norma pleonastica perché non prevede altro che una
  ripetizione  anno  per anno di una liturgia inutile.  E'  l'emblema
  della finanziaria Crocetta-Bianchi.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,  Signor  Presidente, volevo chiarire un  aspetto.  Si  è
  parlato  di bonifiche ma anche di politiche energetiche, in  realtà
  si  tratta  di due cose completamente differenti. Non è che  perché
  esiste una politica energetica ed allora le bonifiche vengono  meno
  o  la  politica delle bonifiche deve essere messa da parte.  Esiste
  una normativa nazionale che prevede degli stanziamenti a favore dei
  siti inquinati, ne parlavamo ieri durante la relazione al testo  di
  legge.  Queste disposizioni devono essere rispettate ed  è  compito
  degli  organi di controllo - ieri parlavamo dell'ARPA - far sì  che
  questi controlli avvengano.
   Il discorso della politica energetica è ben diverso. Sostenere che
  non  esiste  una  politica energetica in  Sicilia  o  che  si  deve
  costruire la politica energetica oggi, è una falsità; in realtà, la
  politica energetica esiste sia a livello europeo che nazionale  che
  siciliano.
   Nel 2008 abbiamo siglato il piano energetico ambientale regionale,
  dieci  anni  di gestazione per un piano che prevede la  progressiva
  dismissione degli impianti industriali che sono alimentati da fonti
  fossili;  il  che  significa  che la politica  energetica  nuova  e
  moderna  porta  alla  progressiva dismissione  delle  centrali  che
  estraggono petrolio.
   Nel  momento  in cui noi andiamo a prevedere una norma  di  questo
  tipo,  per  quanto  piccola possa essere,  è  chiaro  che  si  deve
  indirizzare   verso  questo  orientamento,  cioè   la   progressiva
  dismissione degli impianti che estraggono e raffinano petrolio.
   Se  uno  va a leggere questo documento programmatico che  è  stato
  siglato  dal presente Governo legge - è questi sono dati tecnici  -
  che il 40 per cento della produzione della raffinazione nazionale è
  proprio  in  Sicilia;  quindi,  di  cosa  stiamo  parlando?  Stiamo
  parlando di un sistema che è estremamente rigido.
   Nel documento noi troviamo delle parole molto chiare: si parla  di
  rigidità sistemica che impedisce il progressivo ammodernamento  del
  sistema  energetico.  Noi  in questo modo cosa  facciamo?  Facciamo
  esattamente  il  contrario: anziché dismettere  progressivamente  i
  vecchi  impianti  diamo  la possibilità, diamo  piccoli  contributi
  affinché  continuino  a sopravvivere. Qua non  stiamo  parlando  di
  chiusura sic et simpliciter, ma di progressiva dismissione  per  un
  inserimento di tecnologie moderne. Questo è l'intento  e  il  senso
  che  deve  essere dato a questo emendamento che è  stato presentato
  dal Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
  5 il dibattito è stato notevolmente interessante, soprattutto nella
  parte  riguardante  il  comma  2. Condividendo  l'intervento  fatto
  dall'onorevole   Gucciardi,  ritengo  che  questo   articolo   vada
  rimodulato  creando  le condizioni per dare  maggiore  garanzie  al
  territorio  dove,  di  fatto,  si  vengono  a  verificare  i  danni
  ambientali  e anche i danni alla salute per la collettività.  E  in
  tal  senso  l'onorevole Gianni ha predisposto un  emendamento  che,
  spero, possa avere l'apprezzamento favorevole dell'Aula.
   Ma  nello stesso tempo voglio ribadire che la nostra Regione ha la
  necessità  di semplificare e accelerare i rapporti con il cittadino
  e  la  Pubblica  Amministrazione, e ci sono invece  dei  commi  che
  creano  notevole  difficoltà, soprattutto per  chi  vuole  ottenere
  nuove  autorizzazioni, attivare nuove attività  commerciali,  nuovi
  insediamenti, e vengono ad essere caricati con ulteriori insidie  e
  ulteriori canoni da pagare.
   In  questo  senso io avrei apprezzato, ad esempio, un interessante
  disegno  di legge che è stato presentato in I Commissione da  parte
  dell'Assessore  Valenti che, nello specifico, in parte  riprende  e
  richiama  il  Testo  Unico dei lavori pubblici  nazionale.  E  pare
  strano che noi oggi vediamo un  decreto del fare  del Governo Letta
  che  da  dei  contributi e dei finanziamenti alle nuove iniziative,
  cosa  che noi non possiamo attivare perché abbiamo una legislazione
  in  materia di lavori pubblici, nello specifico, esclusiva, che  di
  fatto  toglie e taglia la Sicilia rispetto ad interventi di  questo
  genere.  Il  testo che io ho avuto modo di leggere in I Commissione
  darebbe   alle  amministrazioni  locali  un  maggiore  potere   per
  accelerare e recepire la stessa legislazione nazionale.
   L'Assessore  Valenti dovrebbe riuscire a creare un  subemendamento
  di  recepimento di quella normativa tale che, anche  questa  nostra
  Regione, possa approfittare di quei finanziamenti nazionali, e  non
  rendere  la  competenza  legislativa  esclusiva  di  questa  nostra
  Assemblea  una  palla al piede rispetto agli interventi  favorevoli
  del  decreto del fare .

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   vorrei
  ripetermi.  Molte delle cose che volevo dire sono state  già  dette
  dai  miei colleghi negli interventi precedenti, ma una cosa  vorrei
  ribadirla.  Tutto  questo  parlare  dell'obbligatorietà  di  questa
  attività petrolifera sul nostro territorio mi fa intuire una  cosa:
  molti   non  hanno  consapevolezza  e  coscienza  di  questi  studi
  pluriennali  che  sono stati fatti, che sono stati portati  avanti,
  che  hanno  dimostrato  che  non c'è  compatibilità  fra  tutte  le
  attività   turistiche,  ambientali,  enogastronomiche  nel   nostro
  territorio e queste attività petrolifere.
   Questo  mi  fa  pensare che vengono sottovalutate tutte  le  altre
  attività  che  poi,  fra l'altro, portano i  maggiori  guadagni  al
  nostro  territorio. Per non parlare poi di salute, di ambiente,  di
  qualità della vita. Quanti lavoratori e quante persone hanno  perso
  la  vita.  Basta  pensare  a Gela e a Priolo  dove  non  esiste  un
  monitoraggio  severo di quelli che sono i rischi per la  salute,  i
  danni  ambientali. Dobbiamo scegliere, senza equivoci, fra l'una  o
  l'altra  strada:  fra  la salute, l'ambiente, l'enogastronomia,  la
  cultura,  il  turismo e le attività petrolifere,  che  fra  l'altro
  sembrerebbe che non hanno un vero e proprio vantaggio economico  né
  per  loro  né  per noi. Alla fine non è che ce l'ha  prescritto  il
  dottore  l'obbligatorietà di questa attività  sul  territorio,  che
  provoca enormi danni.
   Però,  ci  vogliamo  tenere questa attività su questo  territorio?
  Allora permettiamo un monitoraggio, ed i costi, i royalty, le tasse
  che  devono  pagare  questi concessionari devono permettere  quanto
  meno il monitoraggio ambientale. Questo è il minimo  Lo dobbiamo ai
  nostri  concittadini,  lo  dobbiamo  alla  nostra  Terra  che,  fra
  l'altro,  non  dimentichiamoci che  è  a  Statuto  speciale  ma  di
  speciale sembrerebbe che ha ben poco.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte l'attività
  dei  Governi  è  incomprensibile  rispetto  alle  dichiarazioni  di
  principio  e  spesso anche ai programmi con cui si presentano  agli
  elettori. Si assiste spesso ad una metamorfosi completa, anche  non
  giustificabile,  non prevista, non pensabile ed è  quello  che  sta
  accadendo con l'articolo 5.
   La nostra Terra è stata devastata e svenduta per neanche un piatto
  di  lenticchie per degli insediamenti industriali che nulla avevano
  a  che vedere con l'erogazione del nostro territorio, siano essi di
  natura  agro-alimentare, che di natura turistica,  che  piattaforme
  anche   commerciali   di  cui  tanto  si  parla   all'interno   del
  Mediterraneo.  Ma  come  si può pensare, a  distanza  degli  errori
  compiuti negli anni 60, dove poteva anche esserci la buona fede  di
  chi     ha     immaginato    allora,    o    immaginava     allora,
  l'industrializzazione del mezzogiorno attraverso la  previsione  di
  insediamenti  produttivi a macchia d'olio,  perché  era  questa  la
  teoria  che  è  stata  propinata, di giustificare  questo  tipo  di
  investimenti, guarda caso inseriti nei territori più  belli  e  più
  suscettibili  della  nostra  regione,  di  avere  poi  negli   anni
  successivi una esplosione attraverso il turismo? E mi riferisco  al
  territorio di Siracusa, di Milazzo, uno dei più bei territori della
  nostra  Regione, che sono stati distrutti a  jamais',  per  sempre,
  senza più nessuna possibilità di potersi riprendere. Mi riferisco a
  Gela che è il territorio da dove proviene il nostro Presidente.
   Cosa  abbiamo  ottenuto  da questi investimenti:  tumori,  aumento
  delle    malattie,    aumento   delle   malformazioni    genetiche,
  impossibilità  di  agganciarci  a quello  sviluppo  che  invece  ha
  interessato  tutte  le  altre Regioni europee.  Mi  riferisco,  per
  esempio, a ciò che è accaduto in Spagna dove negli anni 60  neppure
  si pensava né al turismo né allo sviluppo delle Regioni costiere  e
  che nel corso degli ultimi 20 anni invece è diventata il motore  di
  sviluppo, quello turistico, forse l'unico motore di crescita  e  di
  sviluppo dell'economia spagnola.
   Tutto  ciò  alla Sicilia è stato negato ed è stato negato  neanche
  per un piatto di lenticchie, ricevendo solo danni. Ebbene, come  si
  può   pensare  oggi,  da  parte  di  un  Presidente  che  si   dice
  rivoluzionario, da parte di un Presidente e di una maggioranza  che
  si  schierano a difesa dell'ambiente venire qui a proporre, come un
  Robin  Hood alla rovescia, di togliere ai poveri, a chi ha bisogno,
  per  dare  ai  ricchi,  per  dare  ai  petrolieri,  per  dare  agli
  speculatori,  per  dare ai massacratori del nostro  territorio.  Ma
  siamo impazziti? Un sussulto di dignità da questo Parlamento
   Non  si può dire ai precari  non ci sono soldi, andate a casa'  e,
  contestualmente, prevedere un regalo ai petrolieri,  alla  vergogna
  dell'industria più inquinante del mondo, a quella industria che non
  è  più  voluta neanche dai Paesi africani del Terzo mondo. E invece
  si  vogliono ancora sovvenzionare e si vuole ancora permettere  che
  arrivino qui, ci inquinino, ci tolgano lo sviluppo possibile e  gli
  facciamo  pure  il  regalo  Di fronte a quali  minacce  e  a  quali
  promesse, ci vengono a dire che sarebbero a rischio investimenti?
   Signor Presidente, è trent'anni - e lei lo sa meglio di me  -  che
  minacciano  di  non  fare  investimenti o che  promettono  di  fare
  investimenti.   In   questi  trent'anni,  non  solo   hanno   fatto
  investimenti,  non  solo non si sono adoperati  per  impiegare  una
  minima  parte dei guadagni che afferiscono nelle loro  casse  sulla
  pelle  dei  siciliani, almeno per tentare di bonificare  una  parte
  dell'ambiente o per impedire di creare altro danno e,  addirittura,
  vogliamo  fargli  pure il regalo di diminuire le tasse  che  devono
  pagare, dietro la minaccia che altrimenti se ne vanno via.
   Ma  per  andare  dove? Ditemi una Regione italiana o  europea  che
  vorrebbe  la  costruzione, sul proprio territorio o  sulla  propria
  costa,  di  una raffineria, di una centrale ENEL. Chiediamolo  alla
  gente di Siracusa se sono contenti che i petrolieri paghino meno  e
  guadagnino di più. Chiediamolo agli abitanti di Milazzo,  a  quelli
  di  Gela.  Vediamo  come è finita a Termini  Imerese.  Un  atto  di
  resipiscenza
   Non  possiamo  continuare su questa strada e prendere  in  giro  i
  siciliani.
   Il Governo ritiri l'articolo 5, con un sussulto di dignità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  durante  la  discussione   sono
  pervenuti  una serie di emendamenti, sotto forma di subemendamenti.
  Giusto per fare un po' di chiarezza, ribadisco che la presentazione
  degli   emendamenti   è   bloccata.  Possono   essere   presentanti
  emendamenti   sotto  forma  di  riscrittura  solo  a  firma   della
  Commissione e del Governo. Bisogna dare la possibilità, su  materie
  molto  delicate, come il contenuto dell'articolo 5, di far condurre
  una attenta valutazione agli Uffici.
   Si  tratta,  infatti,  di  una materia è  molto  complessa,  e  il
  dibattito di questa sera lo sta dimostrando. E' da oltre  un'ora  e
  venti minuti che si discute sull'articolo 5.
   Propongo,  pertanto,  di chiudere gli interventi  con  l'onorevole
  Lombardo,  che  ha  chiesto  di parlare,  e  l'Assessore  Vancheri,
  considerato  che il suo Assessorato è stato più volte  chiamato  in
  causa.
   Sono    stati    presentati   degli   emendamenti,    sottoscritti
  dall'Assessore Bianchi, quindi ritengo che sia opportuna una  pausa
  di  riflessione  su questo argomento e cominciare a  votare  domani
  l'articolo 5 per poi andare avanti.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve  anche
  perché la tematica di cui volevo parlare è quella inerente al comma
  2 di questo articolo 5.
   Se  ne è parlato ampiamente già nel corso della discussione, ma il
  mio non vuole essere un intervento né distruttivo né demagogico, ma
  vuole anche qui cercare di dare un aiuto al Governo, vuole incitare
  il Governo verso una forma di coraggio e di partecipazione maggiore
  da parte della sua attività.
   Naturalmente  il problema non sarà né di diminuire  l'aliquota  al
  20,  al  13 percento o altro, ma penso che sia quello di ridefinire
  un  po'  la  politica  energetica in  questa  Regione.  Quindi,  il
  suggerimento che volevo dare è quello di ridiscutere, in un secondo
  momento,  questa  vicenda. Anche perché - vedete  -  sulla  vicenda
  idrocarburi il Governo già sarà bene a conoscenza del fatto che  la
  Regione  siciliana, così come l'ambito degli idrocarburi a  livello
  internazionale, affronta un momento di grande modifica nel settore.
   Sappiamo  che  gli Stati Uniti, il Canada, ma anche  altri  Paesi,
  sviluppando  nuove  tecnologie di estrazione di fonti  energetiche,
  hanno  scoperto e approfondito la produzione da scisti  bituminosi,
  sia  di  gas che di petrolio, e sembrerebbe, da notizie non errate,
  che  il  più grande giacimento europeo di scisti bituminosi, guarda
  caso,  come  sempre, si trovi in Sicilia. Non si capisce  anche  se
  siamo  sfortunati, un po' sbadati, un po' forse  ci  siamo  confusi
  negli  anni  sessanta  con i giacimenti di petrolio  che  ci  siamo
  ritrovati,  ma  sembrerebbe che questa  ennesima  fortuna  si  stia
  catapultando  sulla nostra Regione, ovvero la Regione siciliana  si
  troverebbe  sicuramente al centro dello sviluppo degli  idrocarburi
  nei prossimi cento anni.
   Allora, l'invito che faccio al Governo è quello di ritirare questo
  comma,  o  comunque di rivederlo, e di poter subito dopo aprire  un
  tavolo, coinvolgere il Parlamento, non sulla vicenda del 13,  14  o
  15  percento,  il  piccolo concessionario, i grandi  produttori  di
  petrolio  e  l'internazionale che non so cosa c'entrino con  questa
  norma,  ma di ridefinire in modo serio e concreto con il Parlamento
  e  con  gli  attori  del territorio portatori di interessi  diffusi
  quella  che  è la più grande opportunità economica che  la  Sicilia
  avrà,  non  per star bene o per chiudere il bilancio o per  trovare
  due  milioni o tre milioni sulla vicenda dei forestali, ma per  far
  diventare  definitivamente ricca questa  Terra.  Si  chiama  scisti
  bituminosi,  energia ricavata dai fossili e dalle argille.  Quindi,
  questo è l'invito che faccio in  modo spero utile.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  componenti  del
  Governo,  devo  dire che il dibattito di questa sera  mi  ha  fatto
  comprendere una cosa che è sotto gli occhi di tutti. Io  non  credo
  che  in  Sicilia si possano avallare aliquote o percentuali diverse
  rispetto  al  resto  del Paese, infatti nel  resto  dell'Italia  il
  Governo nazionale ha imposto aliquote diverse. Però non c'è bisogno
  di  fare  appello alla specialità della Sicilia, dovremmo  soltanto
  fare riferimento alla ricchezza della Sicilia, ed è innegabile  che
  nel territorio siciliano ci sono bacini diversi rispetto a tutto il
  resto del territorio.
   Ora  -  lo  dico con franchezza - non so chi del Governo  -  spero
  l'assessore  per  le  attività  produttive  -  abbia  imbastito  un
  ragionamento  con i petrolieri, ai quali faremmo  questa  sera,  se
  votassimo  l'emendamento del Presidente Marziano, un  regalo  di  3
  milioni  di  euro. Sono noccioline per chi gestisce il mercato  del
  petrolio  nel  mondo, né del resto con questi  3  milioni  di  euro
  risolveremmo il problema dei forestali. Allora non scomodiamo né  i
  petrolieri  né i forestali né i precari, benché meno la salute  dei
  cittadini.
   Mettiamo  nome  e  cognome  alle cose  che  questa  sera  si  sono
  verificate  su questo emendamento. Si è verificato che abbiamo  una
  valutazione politica diversa, e chi ha un po' di memoria e  ricorda
  quello  che è successo l'anno scorso su questo argomento,  sa  bene
  che  il  Movimento  Cinque  Stelle, che io  considero  una  risorsa
  importante per la politica in Sicilia, non in Italia ma in Sicilia,
  perché in questo anno questo Gruppo parlamentare si è distinto  per
  le battaglie che ha portato avanti e per la serietà e la competenza
  che ha dimostrato, ha alzato le barricate dicendo che era una tassa
  indispensabile  nei  confronti dei petrolieri  e  la  chiedeva  con
  vigore ed il Governo c'è andato dietro.
   Allora  diciamo la verità, oggi si è cambiato indirizzo,  punto  e
  basta, senza bisogno di fare filippiche, senza bisogno di scomodare
  chissà  quali  poteri e senza bisogno di parlare della  salute  dei
  cittadini.
   Oggi c'è una situazione politica diversa. Il Governo ha deciso che
  quella iniziativa del Movimento Cinque Stelle era sbagliata  e  non
  intende, come dire, sostenerla più. Tutto qua
   Noi facciamo politica ed il Governo ha deciso che quelle richieste
  del Movimento Cinque Stelle non erano da prendere in considerazione
  ed  ha  rivisto la proprio tesi, perché se non fosse  così  sarebbe
  ancora  più  grave  la  valutazione politica: o  abbiamo  sbagliato
  l'anno scorso o stiamo sbagliando quest'anno.
   Io  credo  che  non abbiamo sbagliato l'anno scorso e  non  stiamo
  sbagliando  quest'anno. C'è semplicemente una valutazione  politica
  diversa.  Il  Movimento  Cinque  Stelle,  con  assoluta  linearità,
  continua  nella  propria  battaglia, e  il  Governo  considera  non
  accoglibile questa battaglia.
   Per quel che mi riguarda mercanteggiare sul due, sul tre per cento
  è, come dire, inopportuno. Io credo, atteso che l'impalcatura della
  manovra  non  cambia  e atteso che questi tre milioni  di  euro  li
  pagherebbero le grandi multinazionali, se non ho capito male, forse
  utilizzare queste risorse a favore delle categorie più svantaggiate
  e più bisognose non sarebbe sbagliato. Ma siccome sono leale con il
  Governo, mi rimetto alla valutazione dello stesso, sapendo  che  la
  valutazione politica che ho appena finito di illustrare  è  diversa
  rispetto  a  quella che l'anno scorso il Governo mi ha  chiesto  di
  votare.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli deputati, ho voluto prendere la parola su questo articolo
  perché  ritengo  che  sia, come giustamente è stato  detto  già  da
  alcuni deputati, un articolo di fondamentale importanza. Ovviamente
  la  parte che volevo sottolineare ed evidenziare riguarda il  comma
  due, e quindi per esattezza il discorso sulle royalty.
   E'  giusto che l'Aula sia così attenta e matura anche sui temi che
  cominciano a diventare sempre più importanti per la Sicilia, perché
  stiamo  parlando  dello sviluppo e direi anche del  futuro,  quindi
  sviluppo collegato con questa dimensione futuro.
   Dobbiamo  comunque tenere sempre in mente, quando  ragioniamo  sul
  parlare del singolo emendamento - royalty sì, royalty no -  che  il
  tredici  o  quindici per cento sono la cornice generale  di  questo
  emendamento che si incardina comunque all'interno di un tema che  è
  fondamentale, che è collegato con la strategia dell'energia che  ha
  approvato  il  Governo nazionale a marzo e, come  sono  sicura  che
  molti  di  voi  sapranno, nella strategia nazionale sullo  sviluppo
  energetico  è  stata  posta molta attenzione  sulla  produzione  di
  idrocarburi  per  soddisfare  quelli  che  sono  anche  i   deficit
  energetici. E vi ricordo che l'Italia e la Sicilia sono  ricche  di
  risorse  energetiche dal gas agli idrocarburi.  Quindi  questo  che
  significa?  Che noi abbiamo tutte le possibilità per  cominciare  a
  programmare seriamente il futuro economico, strettamente  collegato
  anche   con   il   futuro  del  rispetto  ambientale,   storico   e
  paesaggistico  della  Sicilia,  utilizzando  questa  forma,  questo
  settore industriale. Quindi, l'idea di ragionare semplicemente  sul
  15  per  cento delle royalty sarebbe troppo diminutivo, ma è giusto
  sapere  in  cosa  consiste? Consiste nel fatto di aumentare  questa
  aliquota  perché noi crediamo che questo corrisponderà  all'aumento
  proporzionale delle entrate, ma non è così, perché vi  ricordo  che
  in questo caso le royalty si riferiscono ad una attività specifica,
  come  aveva appunto già accennato l'onorevole Marziano,  che  nello
  specifico è la coltivazione degli idrocarburi nei pozzi vecchi.
   Questo  significa che già le aziende spendono ogni anno  un  costo
  fisso  che va dai 3 ai 4 milioni di euro per la coltivazione  degli
  idrocarburi  nei pozzi vecchi, l'aumento della royalty risulterebbe
  semplicemente  un  motivo  in  più per disincentivare  l'impresa  a
  continuare  a  fare  la  ricerca e a  fare  la  coltivazione  degli
  idrocarburi.  E  questo  invece  significa,  non  l'aumento   delle
  entrate,  perché  non  c'è  un  reale aumento  delle  entrate,  c'è
  semplicemente  il  far  diventare ancora più difficile  per  queste
  imprese fare la ricerca.
  Io  penso ai quattro pozzi di Gela, penso a quelli di Ragusa, penso
  a  quelli  di  Gagliano, che sono già comunque  in  una  situazione
  semicritica, che sicuramente avranno problemi di mantenimento anche
  di  tutto il livello occupazionale, perché, attenzione, noi  stiamo
  parlando  delle royalty, e vi ricordo che in Germania, Inghilterra,
  Norvegia,  non  esistono più da tempo, perché l'idea della  royalty
  significa  pagare una cosa che ancora non si ha certezza  se  verrà
  venduta.
   Piuttosto  vi propongo un'altra cosa: abbiamo questa  mission  del
  futuro? Vogliamo costruire dei piani industriali con queste aziende
  multinazionali?  Vogliamo creare un piano  industriale  in  cui  la
  Sicilia diventi il capofila anche per l'Italia e si classifichi  al
  primo   posto  per  la  produzione  degli  idrocarburi?  Benissimo
  Chiediamo   alle  aziende,  come  per  esempio  penso   all'ENIMED,
  un'azienda  che contribuisce in modo più sostanziale a  quelle  che
  sono  le  entrate  della  Regione Sicilia, eliminiamo  le  royalty,
  aumentiamo le tasse ed incentiviamo più investimenti. Quindi questo
  -  a mio avviso - dovrebbe essere il ragionamento logico, invece di
  perdere tempo sul 13 o 15 per cento delle royalty che, visto  così,
  in  un  non  progetto  industriale, dà semplicemente  un  messaggio
  sbagliato.
   Questo  è  il  mio  parere, ovviamente  però  era  giusto  che  si
  evidenziasse   questa   parte,   perché   rischiamo   di   perderci
  semplicemente  nel  problema della royalty. Allora  io  faccio  una
  proposta: accantonarlo, ne discutiamo, approfondiamo, facciamo  una
  sorta  di proiezione anche del futuro, perché l'emendamento di  per
  sé  potrebbe  essere  un rivolo, ma è il simbolo  comunque  di  una
  potenzialità futura che possiamo sviluppare sicuramente in modo più
  efficace.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il dibattito  sull'articolo  5  è
  stato  abbastanza complesso ma ricco di contenuti, ed ha dato luogo
  a  tanti spunti di riflessione. Penso che l'assessore Bianchi  avrà
  tanti  motivi  questa notte per non dormire, almeno di approfondire
  la  questione relativamente all'articolo 5, per riprendere  poi  la
  seduta domani mattina.
   L'articolo 5 viene quindi accantonato, ma abbiamo compreso  che  è
  uno dei più importanti di questa finanziaria.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  a  domani,  giovedì  9
  gennaio, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
               finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
               (n. 669/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
               Legge di stabilità regionale.  (n. 670/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            3)  -   Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            4)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Cimino

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio Salvatore

            8)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

                   La seduta è tolta alle ore 20.29

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

    DISEGNO  DI  LEGGE  N.  669/A  BILANCIO  DI  PREVISIONE  DELLA
    REGIONE  SICILIANA  PER  L'ANNO FINANZIARIO  2014  E  BILANCIO
    PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2014-2016.

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.1: (v. pag. 7 del fascicolo emendamenti in .pdf)

   Emendamento TAB.B. 27 (v. pag. 11 del fascicolo emendamenti in
   .pdf)

   Emendamento TAB.B. 29 (v. pag. 31 del fascicolo emendamenti in
   .pdf)

   Emendamento TAB.B. 25 (v. pag. 37 del fascicolo emendamenti in
   .pdf)

   Emendamento TAB.B. 28 (v. pag. 40 del fascicolo emendamenti in
   .pdf)

   Emendamento TAB.B. 26 (v. pag. 46 del fascicolo emendamenti in
   .pdf)

     All'articolo 4:

   Emendamento 4.1: (v. pag. 49 e seguenti del fascicolo emendamenti
   in .pdf)