Presidenza del presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente verrà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
Presidente do il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Discussione del disegno di legge «Proroghe di contratti
di lavoro subordinato a tempo determinato» (110/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto dell'ordine del giorno: Discussione
del disegno di legge «Proroghe di contratti di lavoro subordinato a
tempo determinato» (110/A).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, sono in distribuzione gli emendamenti di
carattere tecnico che riguardano il coordinamento fra la legge che
viene promulgata senza la parte impugnata, e la legge che dovremo
andare ad approvare.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Maggio, per svolgere
la relazione.
MAGGIO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge in esame
recupera le obiezioni che sono state poste dal Commissario dello
Stato, il quale ha ritenuto che l'espressione contenuta al primo
comma dell'articolo 1 della delibera legislativa 58/A, estendesse
la proroga dei contratti non solo ai contratti a tempo determinato
ma anche ai rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato.
Per questo motivo il disegno di legge che viene presentato stasera
prevede una rimodulazione dell'articolo 1 che sopprime, anzi
sostituisce la dicitura di tutti i contratti a tempo subordinato
con la proroga senza soluzione di continuità dei contratti di
lavoro subordinato a tempo determinato, sempre in essere alla data
del 30 novembre 2012.
La necessità di presentare un'interpretazione autentica
dell'articolo1 che facesse riferimento alle obiezioni del
Commissario dello Stato, è quella di permettere, finalmente, di
promulgare la legge per dare risposta a quanti, in condizione di
precarietà, si aspettano una risoluzione del problema e di quella
continuità dei servizi di cui abbiamo parlato proponendo il disegno
di legge n. 58.
Naturalmente, con la dicitura della proroga dei contratti a tempo
determinato restano esclusi coloro che sono titolari di un rapporto
di lavoro di collaborazione. La Commissione, al fine di trovare una
soluzione per coloro che si trovano in queste condizioni, ha
proposto al Governo una risoluzione, che per altro fa riferimento
al comma 147, dell'articolo 1, della legge di stabilità, e che già
l'Amministrazione potrebbe adottare motu proprio. Tale risoluzione
dice espressamente che, per quanto riguarda i contratti di
collaborazione, essi possono essere prorogati se non si è definito
il percorso del progetto stesso e se non c'è responsabilità che
appartiene ai lavoratori, naturalmente senza alcun onere aggiuntivo
dal punto di vista economico.
Questa risoluzione vuole raccomandare al Governo, che ne ha la
possibilità e piena facoltà, di trovare immediatamente una
soluzione per questi lavoratori, considerata l'importanza dei
progetti che vengono svolti da questo personale che ne è titolare.
Pertanto, la risoluzione ha trovato parere favorevole ed è stata
accolta dal Governo, che dovrebbe procedere nell'immediato a
cercare un percorso di soluzione per questi lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
aggiunta al disegno di legge n. 110/A, oggi, nella Commissione
competente, ho presentato un emendamento che testualmente recita:
Nelle more dei processi di riorganizzazione interna
dell'Amministrazione regionale e della definizione dei processi di
stabilizzazione previsti dall'articolo 35, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, ai sensi del comma 147, dell'articolo 1, della legge
228, la proroga dei contratti del personale di cui alla lettera D,
comma 1, dell'articolo 5, della legge regionale 26. La predetta
proroga non comporta ulteriore onere finanziario .
Coma appare evidente questo emendamento, in buona sostanza, serve
a porre fine, almeno in questa fase, al tormento che assilla i 45
professionisti legati alla pubblica Amministrazione da un rapporto
co.co.co..
Non mi soffermo sulle caratteristiche di questo rapporto di
lavoro, che - mi sia consentito - si perde ormai nella notte dei
tempi, tenuto conto che si parla degli anni 80, e non mi soffermo
neppure sulla palese ed evidente ingiustizia legata alla diversità
di trattamento di questi professionisti. Resto nel merito
dell'emendamento per dire che questa proposta voleva, intanto,
assicurare la proroga - senza alcun onere per la Regione - ai
contrattisti che, come è noto, lavorano presso l'assessorato
regionale per il territorio e l'ambiente. Questo emendamento ha
trovato il favore di diversi colleghi, quindi, con un'approvazione
trasversale poteva essere risolutivo, almeno in questa fase.
Il Presidente della V Commissione, oggi, ha dichiarato questo
emendamento non ammissibile perché la seduta di oggi prevedeva
soltanto la presa d'atto delle valutazioni della Commissione
Bilancio sul disegno di legge in esame, che era già stato esitato
dalla V Commissione nella giornata di ieri.
Signor Presidente, non intendo sollevare una questione di
carattere procedurale, ma ritenevo e ritengo che la particolare
contingenza, l'urgenza, il pathos che sta animando i 45 lavoratori,
le sollecitazioni che ogni gruppo politico, legittimamente, ha
ricevuto, potessero giustificare una deroga alle norme
regolamentari ed affrontare, stasera, il tema dell'emendamento che,
peraltro, tradurrebbe in concreto una volontà del Governo espressa
proprio ieri in Commissione dall'assessore Bianchi. Ripeto, poiché
non possiamo continuare con un braccio di ferro che finisce con il
rivelarsi estenuante, chiedo alla Presidenza, con il consenso della
Commissione, del Governo e dei colleghi deputati, di trovare una
soluzione che possa salvare capre e cavoli , considerata la
particolare emergenza e l'aspetto assolutamente convincente ed
urgente, per i risvolti anche sociali che il problema riveste. Se
ritirassimo l'emendamento, peraltro non formalizzato perché
ritenuto non ammissibile in Commissione, anche se consegnato già
alla Segreteria generale, e lo trasformassimo in disegno di legge,
potremmo avere dalla Presidenza l'assicurazione che sia riservata
una trattazione d'urgenza, proprio perché in tempi ragionevoli
questo triste capitolo possa essere, almeno temporaneamente,
chiuso.
Resto in attesa di conoscere le determinazioni della Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il suo intervento più che saggio
mi porta a dare seguito alla sua richiesta, con il consenso del
Governo e della Commissione, che ha chiesto di intervenire e che
credo darà la disponibilità ad una trattazione d'urgenza. Devo,
peraltro, precisare, così come ha avuto modo di relazionare
l'onorevole Maggio, che era già stata votata una risoluzione e
quindi questo disegno di legge serve ulteriormente da sprone nei
confronti del Governo a dare alla materia una decisione definitiva.
La ringrazio, quindi, e per quanto riguarda questa Presidenza,
l'emendamento può ritenersi trasformato, chiaramente con il
consenso dell'Aula, in disegno di legge, per essere trattato con
urgenza dalla V Commissione.
GRECO Marcello, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello, presidente della Commissione. Signor Presidente,
assessori, onorevoli colleghi, questa è, in effetti, una questione
di lana caprina . Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare i
figli poveri di questo disegno di legge. Il commissario dello
Stato, impugnando il primo comma dell'articolo 1, ha, chiaramente,
voluto tagliare un comma, quello che riguardava appunto i co.co.co
e, onorevoli colleghi, noi abbiamo cercato come Commissione, e devo
dire anche il Governo, a trovare quella risoluzione che poteva
dare, secondo noi appunto, può dare la speranza a questi 45 precari
co.co.co di potere continuare, di poter sperare in una prosecuzione
del rapporto lavorativo.
E' chiaro che quello che io ho detto nella seduta del 30 dicembre
- e mi riferivo proprio, parlando col Presidente Crocetta,
interpellato il Presidente Crocetta -, qui c'è un problema di
fondo. Il problema di fondo è che l'Assemblea regionale siciliana
deve legiferare, e chiaramente si trova di fronte la spada di
Damocle, rappresentata dal Commissario dello Stato. Noi rischiamo
finché questa questione non verrà chiarita in maniera lampante,
rischiamo di bloccare l'Assemblea regionale siciliana su qualsiasi
fatto, su qualsiasi norma che noi andremo a proporre.
E' necessario, lo ripeto, che una volta per tutte si faccia
chiarezza su questo punto, che si possa arrivare veramente ad un
giudizio di costituzionalità dinanzi alla Corte costituzionale e si
possa chiarire in maniera lampante se effettivamente il potere di
legiferare da parte dell'Assemblea regionale siciliana possa essere
un potere vero, effettivo, oppure se questo potere, in effetti,
così come previsto dallo Statuto della Regione siciliana non possa
essere limitato dall'applicazione dell'interpretazione del
Commissario dello Stato.
Io chiaramente, signor Presidente, sono, così come l'intera
Commissione, favorevole a che sia fatta chiarezza, a che venga
fatto anche un disegno di legge del genere. Fra l'altro noi, con la
Commissione tutta, con quella risoluzione e con il parere
favorevole da parte del Governo abbiamo risolto il problema.
Ben venga un emendamento, ben venga un disegno di legge in più,
possiamo dire. Alla risoluzione noi ci teniamo affinché questo
problema sia risolto una volta per tutte; dovrebbe essere risolto
con la stabilizzazione, continuiamo diciamo ad andare avanti, ma io
mi auguro - e questo è anche l'impegno posto in essere dal Governo
- che nel prossimo bilancio preventivo della Regione si possano
trovare le somme, le risorse economiche per stabilizzare veramente
questi soggetti al fine di evitare ogni volta di trovarsi in questa
situazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che, come
già detto in Commissione, come ha riferito la collega Maggio, in
relazione al disegno di legge è necessario votare il disegno di
legge tenendo conto dell'impugnativa del Commissario dello Stato.
Non è nelle nostre disponibilità, tenuto conto che il disegno di
legge riguarda tanti altri soggetti, numerosi altri soggetti che
costituiscono il precariato siciliano, è del tutto evidente che non
si può fare diversamente.
Naturalmente, concordo con chi ha sottolineato l'ingiustizia che
attraverso l'impugnativa si consuma nei confronti di 45 persone che
operano all'interno dell'Amministrazione regionale da oltre 7 anni,
che sono stati reclutati attraverso una selezione pubblica che non
è, diciamo così, un elemento secondario, perché talvolta
dall'esterno anche altre istituzioni possono pure immaginare che
nella Regione, come dire, si entra, che i precari non svolgono
selezioni pubbliche.
In questo caso, hanno tutti quanti superato una selezione
pubblica; ed essendo stati utilizzati dall'Amministrazione
regionale non solo per fare il progetto iniziale, ma anche per
svolgere altre funzioni importanti e avendo mantenuto il rapporto
di lavoro iniziale co.co.pro è del tutto evidente che sono
ingiustamente penalizzati da questa decisione del Commissario dello
Stato che, se non avesse questo corollario di cui parlavo prima,
cioè di coinvolgere altre migliaia di soggetti interessati, avrei
proposto al Governo e all'Assemblea di impugnare questa delibera
del Commissario innanzi alla Corte costituzionale.
Detto questo, io credo che come è stato già illustrato e
soprattutto affermato nella risoluzione che ha votato all'unanimità
la V Commissione, il Governo della Regione si deve attivare per
esperire tutte le modalità necessarie per continuare ad avvalersi
dell'attività di queste persone, o utilizzando l'articolo 147, e
lo voglio dire al collega Musumeci condividendo lo spirito del suo
intervento, anche in relazione all'emendamento che aveva
presentato, a mio sommesso parere, e chiederei anche alla
Presidenza e agli uffici di valutare questo aspetto. L'articolo 147
che già, essendo legge dello Stato, è attuabile, quindi se
ricorrono le condizioni per prorogare i progetti ai sensi
dell'articolo 147, secondo me, non c'è bisogno di votare alcuna
legge, perché già il Governo lo può fare, e in ogni caso, il
Governo deve operare affinché queste persone, che svolgono funzioni
non facilmente sostituibili all'interno dell'amministrazione
regionale, possano continuare ad operare nell'interesse della
Istituzione e, nel contempo, non passino dalla condizione di
lavoratori che aspiravano legittimamente a potere concorrere, nel
rispetto delle norme vigenti, a diventare dipendenti della Regione
alla condizione di licenziati ovvero di persone che non possono più
lavorare.
Pertanto, dichiarando il mio voto favorevole al disegno di legge,
per le ragioni che ho detto, alla risoluzione con le motivazioni
che ho cercato di spiegare, chiedo alla Presidenza dell'Assemblea
ma soprattutto all'assessore Bianchi, che si occupi della materia
per conto del Governo, chiedo di operare celermente per affrontare
il problema, e come gli abbiamo chiesto già nella V Commissione, di
riferire rapidamente già nella prossima settimana sulle decisioni
che il Governo ha in animo di affrontare per risolvere questo
problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, signori assessori, mi dispiace che non
sia presente l'Assessore per il territorio. Continuare a parlare di
queste 45 persone che, oltre ad essere persone che hanno una grande
professionalità, assessore Bianchi, e che non sarebbe facile
trovare persone come loro che in questi anni hanno dato vita e
hanno svolto un lavoro che per chi si occupa di ecologia e di
ambiente lo sa benissimo, sono persone insostituibili. Ma purtroppo
a causa del Commissario dello Stato, l'Amministrazione deve andare
avanti. E allora io l'altro giorno avevo suggerito all'assessore Lo
Bello di intervenire su questo settore. In sostanza, oltre ai 45
dipendenti che io in questo momento ritengo, purtroppo, sfortunati,
perché hanno a che fare con la nostra burocrazia e con tutto quello
che avviene, ci sono in questo momento circa 400-500 pratiche che
sono nei tavoli di questi signori nostri dipendenti, che aspettano
delle risposte.
Se voi vi rendete conto che 400 pratiche, e non sono pratiche di
assistenza, non sono pratiche di importanza relativa, ma sono
pratiche di importanza, io dico, decisiva nel mondo dell'ecologia,
nel mondo dell'ambiente. Io penso che ogni pratica che questi hanno
nelle mani, questi nostri dipendenti e gli imprenditori che hanno
chiesto naturalmente il via e quant'altro, possiamo dare almeno 3,
4 posti di lavoro ad ogni pratica che loro esitano. Ci sono 45
dipendenti della Regione siciliana che sono in stand by, ma io
credo che ci sono più di mille persone che potrebbero lavorare già
da domani mattina se queste 400 pratiche potessero andare in porto.
E allora, assessore Bianchi, signori Assessori del Governo,
dobbiamo dare una risposta loro, ma dobbiamo dare anche una
risposta a quegli imprenditori che hanno fatto domanda e aspettano
da più di un anno che la Regione dia delle risposte. Io credo, che
l'assessore Lo Bello, sin da domani mattina, si debba attivare per
almeno sostituire queste persone per queste benedette pratiche,
perché altrimenti oltre al danno facciamo la beffa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato un ordine del giorno che riprende in pieno la
risoluzione che è stata posta all'interno della V Commissione.
Questo per cercare di avere la disponibilità da parte del Governo
di intraprendere qualunque tipo di soluzione che ponga fine al
malessere di questi lavoratori co.co.co., che chiaramente si
aspettano una continuità lavorativa, quanto meno, ed una serenità
nella propria vita.
Chiediamo anche alla V commissione di accelerare l'esame del
disegno di legge che l'onorevole Musumeci aveva presentato come
emendamento aggiuntivo, facendo leva, appunto come gruppo
parlamentare del Movimento Cinque Stelle, affinché si diano
risposte a cittadini che chiaramente aspettano di poter avere una
qualche risposta in merito alle loro problematiche. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri, anche per la brevità
dell'intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
ritengo che l'azione del Commissario dello Stato, impugnando l'art.
1 del comma 1, di fatto, si sostituisce alla volontà di un
Parlamento che, di fatto, aveva legiferato al contrario.
Io ritengo che quando si tratta di lavoratori, si debba tenere
conto anche delle situazioni che riguardano le famiglie di questi
lavoratori. Pertanto, è opportuno, secondo me, che il Governo si
faccia carico di una risposta concreta, intanto nei confronti del
Commissario dello Stato, perché mi sembra che in questo caso ci sia
così una volontà da parte del Commissario dello Stato di ignorare
quello che il Parlamento invece ha voluto, votando questa legge.
Ritengo sia opportuno che nei confronti di questi lavoratori si dia
subito una risposta concreta.
Penso che bisogna subito approvare di nuovo i progetti o
eventualmente attraverso dei bandi avere una graduatoria riservata
per questi lavoratori perché sono lavoratori molto importanti per
la vita di questo Governo dato i delicati compiti che stanno
svolgendo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, ancora una volta sbigottiti rispetto all'atteggiamento
del Governo, ancora una volta, l'Aula si ritrova costretta ad
intervenire a sostegno di provvedimenti inesistenti.
Questa mattina in Commissione Bilancio è stata approvata la
riscrittura di un disegno di legge che prevede per 46 contrattisti
nessuna certezza. Di fronte al quesito posto al Governo rispetto ai
tempi che avrebbero visti coinvolti i 46 contrattisti, nessuna
risposta è stata data. Questo va detto.
A me è stato detto che sui tempi non possiamo dare certezze. A me
è stato detto che i 46 contrattisti, probabilmente, avranno una
generica proroga senza alcuna variazione di risorse, il che
significa che noi abbiamo una copertura giuridica, ma non una
copertura finanziaria. Il che significa che noi chiediamo a questi
lavoratori di rispondere a un contratto fittizio, un contratto che
non prevede copertura finanziaria.
Questa è la premessa peggiore con la quale affrontiamo il tema dei
precari. E' la stessa premessa con la quale, onorevoli colleghi,
stiamo affrontando la questione degli stabilizzati nei gruppi
parlamentari, rispetto ai quali ancora nessuna linea di indirizzo
chiara è stata data, da parte di questa Presidenza, rispetto ai
quali nessuna linea di indirizzo chiara è stata data da parte di
questo Governo.
E allora noi ci chiediamo se questo è l'approccio con il quale
continueremo ad andare avanti nelle prossime settimane. Non voglio
fare passaggi ulteriori rispetto ad altri provvedimenti che sono
stati toccati ma, ad esempio, in I Commissione abbiamo registrato
la presenza di due disegni di legge sulla questione delle province,
quando nulla, non una parola, fu detta in sede di relazione
programmatica da parte di questo Governo sulle province. Ancora una
volta, mi trovo costretto a fare appello alla responsabilità dei
colleghi deputati, dei colleghi onorevoli, perché sappiatelo, sarà
l'Assemblea a doversi assumere delle responsabilità e delle scelte
anche rispetto alla questione delle province.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, risultano ancora iscritti a
parlare gli onorevoli Lentini, Caputo, Formica, Cracolici e Fazio.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini.
LENTINI. Signor Presidente, devo dire una cosa. Ormai tutta l'Aula
condivide in pieno questa scelta. Quella di aiutare queste persone
che hanno lavorato e hanno contribuito dando il meglio di se
stesse per un'attività lavorativa che ormai dura da vent'anni.
Ricordo gli articolisti del 1988, ecco, i ragazzi che lavorano,
queste persone, questi ragazzi che lavorano in ARTA presso
l'Assessorato del territorio e dell'ambiente e che fanno un lavoro
particolare che si chiama Viavai - e sapete tutti benissimo che
tipo di lavoro è -, oggi venga chicchessia, non è pensabile che
dopo tantissimi anni le difficoltà che pone questo Governo al
Governo nazionale, lo Stato nazionale, la Comunità europea nel
rientrare nelle spese.
Vede, caro Presidente, noi già qui abbiamo una difficoltà enorme
in Sicilia, abbiamo già la responsabilità di sentire dalla mattina
alla sera di quanto aumentano i disoccupati in Sicilia, siamo
arrivati al 35 per cento, non parliamo dei giovani che oramai siamo
già oltre il 40 per cento.
Dico, se noi veramente non mettiamo fine a iniziare da questi qui
che oltre al lavoro che offrono danno pure la possibilità e
producono per la Regione siciliana, e in u n certo senso veramente
si autofinanziano. Quindi, se noi partiamo da questo - è veramente
siamo ormai alla deriva - non possiamo permetterci di perdere
queste persone.
Pertanto, immediatamente, caro Presidente e signori, amici e
colleghi, vi dico che è importante, e quando il 24 e il 25 febbraio
finirà la campagna elettorale e vedremo chi avrà vinto questa
benedetta campagna elettorale alle nazionali, il Governo regionale
della Sicilia deve porre fine a questa cosa attraverso una
Conferenza Stato-Regioni, attraverso chicchessia impegnando il
nostro Governo affinché questa diatriba possa veramente finire.
Possiamo pagare, abbiamo pagato tutti, dobbiamo continuare a
pagare, abbiamo iniziato con la deputazione regionale, abbiamo
iniziato anche col personale dell'Assemblea regionale, ed è
vergognoso. Dobbiamo continuare a risparmiare entrando in quelle
nicchie nelle quali ancora nessuno ci ha messo mano. E allora, se
sposiamo in pieno, perché ormai è questa la volontà di tutti,
questi ordini del giorno, dopo il 24 e il 25 febbraio, cari
colleghi, tutti insieme dobbiamo mettere fine a questa cosa. Questi
lavoratori, dopo tanti anni non possono essere mortificati; già
sono stati mortificati per tanto tempo poiché vivono ancora la
condizione di precari.
PRESIDENTE. Comunico che sono iscritti a parlare inoltre gli
onorevoli Scoma, Cordaro e Rinaldi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
seduta poteva benissimo essere evitata. Sarebbe bastato, così come
è consuetudine del Parlamento, ma anche come è prassi
regolamentare, l'approvazione di un ordine del giorno nella scorsa
seduta per la pubblicazione della legge senza le parti impugnate.
E' chiaro che il Governo, al quale indubbiamente riconosciamo, da
un lato, la buona fede e, dall'altro, la totale inesperienza - e
questa è certamente la buona fede che è un fatto positivo,
l'inesperienza invece è un fatto negativo - onorevoli assessori del
Governo, anzi assessori del Governo senza onorevoli perché quello è
un titolo che può rivendicare soltanto chi passa dalla
legittimazione popolare. E allora, la buona fede ha previsto il
tentativo di cercare di risolvere un problema che certamente è
stato affrontato nel modo sbagliato. Innanzitutto, perché avete
scaricato sul Parlamento e sulle Commissioni errori che sono
soltanto del Governo, in quanto il disegno di legge è di iniziativa
governativa e non parlamentare. Dall'altro lato, credo che oggi non
stiamo facendo un buon servizio ai lavoratori.
Mi voglio augurare che per il futuro, passata la fase del rodaggio
governativo e parlamentare, vi sia una maggiore attenzione da parte
degli assessori del Governo.
A proposito, signor Presidente, le anticipo la presentazione di
un'interrogazione per sapere se gli altri due assessori, il
professore Zichichi e l'artista Battiato, si recano nei rispettivi
assessorati di competenza. So che ci sono provvedimenti importanti
che ancora oggi non vengono evasi perché mancano i titolari di due
assessorati importanti di questa Regione.
Signor Presidente, volevo dire, se mi consente, che noi ci stiamo
occupando di stabilizzare o salvaguardare alcuni precari, però, mi
consenta di spezzare, per un minuto, una lancia in favore dei
dipendenti e dei lavoratori dei Gruppi parlamentari che oggi, al di
là del chiaro e dello scuro, di quello che si dice a torto o a
ragione, noi stiamo trasformando persone che fino ad ieri avevano
una posizione consolidata in nuovi precari di questo Parlamento.
Probabilmente, nei mesi a venire dovremo approvare un disegno di
legge che salvaguardi i precari dei dipendenti dei Gruppi
parlamentari, perché se i colleghi hanno letto la nota che lei ha
inviato a tutti i deputati per quanto riguarda i Gruppi
parlamentari, signor Presidente, le debbo dire che siamo fortemente
preoccupati in quanto stiamo ledendo gravemente i diritti di questi
lavoratori.
In nome della spending review o in nome della riduzione della
spesa di questo Parlamento, vorrei ricordare che ci sono delle
persone che hanno maturato dei diritti che noi stiamo calpestando
in nome di un non meglio precisato, né giustificato, motivo di
riduzione della spesa.
La invito, e ciò sarà oggetto di una mia interrogazione
parlamentare, signor Presidente, a rivedere il contenuto della
lettera che ha inviato ai Presidenti dei Gruppi parlamentari perché
stiamo mortificando taluni lavoratori di questo Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, ho chiesto di parlare non per associare la mia voce alla
retorica della solidarietà verso chi rischia di perdere il lavoro
perché spesso in questa Aula si assiste più ad una recita che ad
una valutazione dei fatti e dell'attività che spetta ad un
parlamentare nel tentativo attraverso le leggi di risolvere o
provare a risolvere i problemi.
Ho chiesto di parlare perché voglio ribadire quanto ho espresso
nel mio intervento nella seduta in cui è stato approvato il testo
che poi è stato oggetto di impugnativa, e voglio porre una
questione al Governo perchè sono sinceramente preoccupato della
eccessiva attività da parte dell'ufficio del Commissario dello
Stato di entrare nel merito e sulla opportunità dell'attività
legislativa di questo Parlamento.
Lo dico con franchezza, e sono tra quelli, credo di poterlo dire,
di non essere sospettabile di avere avuto sempre un rispetto
istituzionale sacro nei confronti del Commissario dello Stato come
ufficio, al di là delle persone che lo compongono, e avere sempre
difeso le prerogative e la ragione stessa dell'esistenza del
Commissario dello Stato malgrado la modifica intervenuta con la
riforma del Titolo II della Costituzione, quando altri ed alcuni
Governi precedenti a questo addirittura ipotizzarono anche la
dichiarazione unilaterale della cessazione del rapporto
istituzionale con il Commissario dello Stato.
Faccio questa premessa perché credo di non avere mai avuto dubbi
sulla necessità e sull'utilizzo positivo che in fondo il
Commissario dello Stato svolge nei confronti della legislazione
siciliana. Però, credo che in questo caso ci sia stato un eccesso
di zelo perché l'intervento travalica i confini delle prerogative
che sono connesse allo Statuto ed alla Costituzione italiana. Ed io
ricordo, l'ho detto prima e lo ripeto, in materia di mercato del
lavoro la competenza della Regione è di natura concorrente, quindi
agiamo in una condizione nella quale possiamo legiferare non a
modifica o negando la legislazione vigente dello Stato ma
integrandola con elementi specifici.
E, nel caso specifico, siccome lo voglio ribadire, poiché non mi
sono mai vergognato di dire le cose che faccio e quello che penso,
credo di essere stato uno di quelli che ha materialmente scritto
l'art. 1, così come il comma 1, così come è stato esitato dall'Aula
e l'ho scritto consapevole che applicavamo le leggi dello Stato e
le leggi dello Stato, lo dico perché il Commissario dello Stato
nell'impugnativa fa una artificiosa differenza tra il comma 147
dell'articolo 1 della legge 228 del dicembre 2012 - oggi scriviamo
228, quando abbiamo fatto la legge non sapevamo neanche che ci
fosse una numerazione a quella legge, com'è noto è stata pubblicata
l'indomani della approvazione da parte nostra della legge regionale
.
Quindi ,dicevo che fa una artificiosa differenza tra il comma 147
dell'articolo 1 e il comma 400, come se fossero due leggi diverse;
come se fossero contenute in due discipline giuridiche diverse.
Eppure, la legge è una E che cosa avevamo detto noi nella nostra
legge? Avevamo detto che in applicazione del combinato disposto
delle leggi vigenti, comprese quelle che stavano per essere varate
dal Parlamento nazionale, cioè la legge 228 che conteneva, e
sapevamo che già conteneva, sia il comma 400 che il comma 147.
L'attuazione del comma 147, perché so anch'io che il comma 147
pone delle limitazioni al rinnovo dei contratti cosidetti non
subordinati , ma la valutazione se è possibile applicare il 147 nei
confronti di persone specifiche, non è una valutazione che è in
capo al Commissario dello Stato
E' una valutazione che è in capo ai dirigenti che si assumono la
responsabilità di applicare una norma e di applicarla nel rispetto
dei criteri per cui la norma è stata fatta
Ecco perché io considero inaccettabile questo eccesso di zelo,
inaccettabile questa invasione di campo, inaccettabile che il
Governo possa farlo passare nel silenzio
Io credo che si ponga un problema istituzionale da aprire nei
confronti delle Istituzioni democratiche di questo nostro Paese. Io
difendo il Commissario dello Stato e il suo Ufficio, ma dobbiamo
stabilire i confini nei quali ognuno di noi deve agire, altrimenti
siamo un Parlamento di nome ma rischiamo di non esserlo più di
fatto, perché siamo subordinati ad un controllo che non è più di
legittimità ma diventa un controllo di opportunità e se è un
controllo di opportunità i Parlamenti non si fanno, si sciolgono
Ecco perché credo che il Governo ha il dovere, adesso abbiamo la
pistola alla tempia, diciamolo pure, c'è il rischio che migliaia di
contratti, come dire la gente si ritrova in una condizione di
incertezza e, quindi, facciamo buon viso a cattivo gioco approvando
una norma che poi era il testo che era stato predisposto dal
Governo e che era stato modificato proprio in virtù della ragione
di applicazione per intero del 228, sia del comma 400 che del comma
147.
Ho voluto fare questo intervento, mi dispiace che non sia presente
il Presidente della Regione, ma credo che questa vicenda apra un
problema di rapporto istituzionale che va posto agli Organi
istituzionali di questo Paese, perché così rischiamo di essere un
Parlamento che non ha più capacità di intendere e di volere, perché
se una legge che scriviamo nel testo si dice che si può applicare
un comma e non un altro, è veramente singolare una interpretazione
giuridica di tale fattispecie che io credo sia ispirata più ad una
ragione di opportunità che ad una ragione di valutazione di
legittimità Quello è inaccettabile
Se qualcuno vuole valutare l'opportunità, si candidi, prenda i
voti, si faccia eleggere in Parlamento e rappresenti gli elettori e
non si nasconda dietro le ragioni di opportunità per cercare di
mutare l'indirizzo politico di chi legittimamente si è sottoposto
al vaglio dell'unico sovrano che c'è in democrazia, che è il popolo
con il suo voto.
Mi fermo qui. Ho voluto fare questo intervento consapevole che
questo mio intervento apre un conflitto istituzionale che credo sia
giusto che debba trovare una sede di definizione per definire una
volta per tutte ciò che spetta al Commissario e ciò che spetta al
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
ovviamente fare retorica, né essere ripetitivo con gli interventi
che mi hanno preceduto. Però, a me sembra che l'attenzione
dell'Aula sui rivolga esclusivamente nell'ambito della situazione
in cui si sono venuti a trovare questi 45 - 46 lavoratori dopo aver
superato il problema sicuramente del vaglio dell'esame da parte del
Commissario dello Stato per quanto riguarda la proroga di tutti gli
altri precari.
Condivido in pieno l'attenzione che viene rivolta nei confronti,
ovviamente, di questi lavoratori e la sposo. Debbo essere sincero,
nutro però alcune perplessità sulla base delle iniziative che sono
state promosse per attenzionare la loro posizione sotto l'aspetto
prettamente giuridico.
La mia perplessità nasce, ovviamente, dal fatto che, mi pare di
avere capito, laddove l'oggetto del contratto di cui ovviamente
sono titolari questi dipendenti non dovesse essere stato portato ad
esecuzione può essere oggetto di proroga.
A me preme ricordare un aspetto che secondo me è estremamente
importante. Così come è stato ribadito in quest'Aula sono
lavoratori che sono, nell'ambito di questa situazione, forse da
tantissimo tempo e si è andati avanti di proroga in proroga, da
contratto a contratto.
Mi pare di capire che questo è un modus operandi veramente
illegittimo, illegittimo, se mi consentite, si prende in
considerazione la legge 241 del 1990 sul procedimento
amministrativo laddove impone che l'azione amministrativa deve
essere proiettata verso i criteri di efficienza, efficacia ed
economicità. Allora, come è possibile che la pubblica
amministrazione giustifichi alla collettività questo modo di
operare con i criteri che comunque deve assicurare in ordine
all'efficienza
Negli interventi che mi hanno preceduto è stato evidenziato come
questi lavoratori per avere acquisito sicuramente una esperienza
non indifferente, non li definirei insostituibili, ma sicuramente
di difficile sostituzione; li definirei preziosi per l'azione e per
l'attività amministrativa. Sono estremamente preoccupato, così come
è stato evidenziato, come tantissime istanze che sono state
presentate giacciono in Assessorato perché non istruite, perché
non esitate. E non dobbiamo dimenticarci che dietro ogni istanza è
una iniziativa, che ha sicuramente dei riflessi di carattere
economico, e consentitemi, anche di carattere occupazionale.
E poi, noi, come pubblica amministrazione, invece di procedere a
perseguire e ad attuare l'interesse pubblico operiamo nei termini
così precari come d'altronde è stato fatto precedentemente ed è
stato così evidenziato.
Io comprendo il Governo, comprendo benissimo che sicuramente ha
ereditato una situazione non facile e non semplice. Sarebbe stato
forse opportuno attenzionare questa problematica un poco prima.. E
sono estremamente preoccupato laddove la situazione non venga
definita nei termini, così come è stata anticipata, con un disegno
di legge ancorché urgente e accelerato, perché mi preoccupa quale
potrebbero essere le conseguenze in capo all'Assessorato ed in capo
all'efficienza che l'Assessorato deve assicurare.
Mi preme evidenziare un'altra cosa. Forse, qualcuno si è
dimenticato che la giurisprudenza amministrativa e poi la legge
riconosce un risarcimento del danno per i ritardi della pubblica
Amministrazione.
Credo che questi sono argomenti che dovrebbero essere maggiormente
attenzionati, tenendo conto della situazione personale e familiare
dei dipendenti, dei precari e quant'altro, ma avendo sempre
l'obiettivo dinnanzi l'interesse pubblico e l'interesse della
collettività.
Comprendo che tante volte, forse, si fa prevalere l'uno verso
l'altro; non mi pare obiettivamente che questo sia un modo corretto
di svolgere il ruolo che ognuno di noi svolge sulla base delle
proprie funzioni e dei propri ruoli.
Mi auguro, ma mi auguro di cuore, che il Governo affronti il tema
dei precari che si trascina da tantissimo tempo e che risulta del
tutto ingiustificabile, inammissibile.
Non è possibile che questa situazione abbia poi delle
ripercussioni per quanto riguarda l'inefficienza
dell'Amministrazione, pur utilizzando delle risorse che, a mio
avviso, potrebbero essere meglio utilizzate, dando, possibilmente,
una sicurezza per quanto riguarda il futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
sottolineato più volte che quest'Aula si è trovata a dover
legiferare sotto l'impulso dell'urgenza e licenziare, quindi,
provvedimenti di carattere generale e che interessano migliaia e
migliaia e migliaia di persone, pur in presenza di un Governo
nuovo, ma con la consapevolezza che tutti abbiamo e che dobbiamo
tener presente che si trattava e si tratta di un problema non
nuovo, di un problema che non è assunto oggi tra le urgenze da
affrontare per qualsiasi agenda di qualsiasi Governo, ma del
problema più antico con cui quest'Aula si è confrontata nei
decenni, e si è confrontata nei decenni non solo durante i lavori
della finanziaria e del bilancio, ma si è confrontata nei decenni
durante quasi tutti i lavori e i disegni di legge che sono
approdati in Aula via via negli anni.
Allora, la prima cosa che il Governo nuovo doveva fare era
cercare, intanto, di dare sicurezza e certezza ad un problema che
era atavico, era conosciuto e la cui scadenza era imprescindibile.
La tagliola era al 31dicembre 2012 senza possibilità di aggiustare
questa data, senza possibilità di oltrepassarla, tant'è che
quest'Aula è stata disponibilissima ed è stata qui presente, sia
alla vigilia di Natale, ma avevamo manifestato la possibilità di
stare qui anche il giorno di Natale ed ininterrottamente sino a
Capodanno, senza accampare alcuna pretesa né di festività né di
altro.
Noi, invece, ci siamo ritrovati con un Governo che ha presentato
gli strumenti finanziari che, come ben si sa, erano propedeutici a
qualsiasi disegno di legge di proroga dei precari stessi,
all'ultimo minuto, costringendo quest'Aula e questo Parlamento, ad
una forzatura nei tempi di esame dei disegni di legge, di
approfondimento e di maggiore conoscenza, quindi, privando, di
fatto, la possibilità per i deputati, per i componenti delle
Commissioni, di potere dare l'apporto necessario al disegno di
legge in questione e, pertanto, con i tempi compressi che sono
stati imposti dalle circostanze, non volute e non dovute, per
quanto riguarda la tempistica stessa per ciò che ho detto prima, ed
alla fine si è arrivati a quella impugnativa operata dal
Commissario dello Stato.
Bene, anche qui il Governo, anziché percorrere la strada maestra
che era quella dello stralcio, come si era sempre fatto da tempo
immemore, credo dal 1965 in poi, se non vado errato, se la memoria
non mi tradisce, che era una strada priva di rischi.
Al Governo dico che possiamo pure tentare strade alternative.
Possiamo pure vedere di modificare la prassi consolidata ed il
cammino certo e sicuro dell'incedere legislativo. Per carità, ben
vengano le novità, ma quando queste non mettano a repentaglio ed in
pericolo l'esistenza stessa della possibilità per migliaia e
migliaia di famiglie di poter continuare a vivere; quando queste
innovazioni non comportano pericoli reali per la sussistenza dei
lavoratori, ma non, come in questo caso, quando si sceglie di
percorrere una strada alternativa, mettendo seriamente a
repentaglio il rinnovo di 28 mila precari di questa Regione, che
non voglio più chiamare precari perché mi vergogno, da legislatore,
continuare a chiamare precari persone che prestano la loro opera da
oltre 20 anni E' un insulto alla dignità delle persone
Ed allora, avevamo suggerito questa strada, anche per cercare di
evitare, di impedire che questo Parlamento - e continuo e voglio
continuarlo a chiamare Parlamento perché tale è - possa essere
stato messo nella possibilità di andare a sbattere contro un muro e
fare una figuraccia nei confronti delle autorità che ci guardano,
che ci osservano e, soprattutto, nel mettere a repentaglio il
rinnovo stesso.
Quella interpretazione che il Governo aveva qui portato, quel
disegno di legge - dobbiamo sottolineare questo fatto, perché
altrimenti se non sottolineiamo le cose negative che accadono, ci
rendiamo complici ed andiamo in una situazione che è foriera di
ulteriori errori - quella proposta del Governo strampalata,
assurda, era una proposta che avrebbe portato questo Parlamento a
prendere il più grande abbaglio della sua storia.
E' solo grazie al lavoro prezioso degli uffici di quest'Assemblea
che, alla fine, quel provvedimento è stato ritirato dal Governo
perché era talmente assurdo, talmente farraginoso, talmente
improponibile, talmente ridicolo nei contenuti, laddove prevedeva
che si potesse correggere con una interpretazione autentica una
legge che non è legge, perché non è stata neppure ancora
pubblicata, e che, nelle more di questa interpretazione autentica
di una legge non legge, appunto perché non ancora pubblicata, il
Commissario dello Stato doveva a sua volta ritirare l'impugnativa
su una legge non pubblicata. Al ridicolo
Merito, quindi, agli Uffici di quest'Assemblea che, ancora una
volta, hanno dimostrato la grande professionalità di cui sono
dotati e che hanno impedito che si compiesse un vero e proprio
scempio istituzionale.
Io voterò a favore, a nome anche del mio Gruppo, della nuova
impostazione che è stata data, corretta questa volta da parte del
Governo con il ritiro di quella proposta e con la presentazione di
una nuova proposta, che è quella della strada consolidata e che
tutti conosciamo: lo stralcio e l'intervento legislativo a
correzione di ciò che il Commissario dello Stato aveva ritenuto di
impugnare.
E a proposito del Commissario dello Stato, visto che in questa
sede sono state avanzate delle critiche anche feroci al suo
operato, voglio ricordare che queste critiche feroci furono già,
credo nella XIII legislatura, avanzate pesantemente dall'onorevole
Fleres allora, il quale chiedeva l'abrogazione dell'Ufficio del
Commissario dello Stato, bene, non è che noi possiamo concordarci
con il Commissario dello Stato a corrente alternata: quando ci
conviene che ci sia e che dia un'interpretazione di legittimità, ne
vantiamo la imprescindibilità e, contestualmente, un minuto dopo,
quando non ci convince qualcosa del suo operato, il Commissario
dello Stato travalica
Io ritengo che il Commissario dello Stato, ci convenga o non ci
convenga, ci piaccia o non ci piaccia, fa il proprio mestiere.
Certo, la situazione è mutata rispetto alle decisioni del
Commissario dello Stato di una decina di anni fa, ma è mutato il
mondo, è mutata la situazione politica e soprattutto economico-
finanziaria dell'Italia, è mutata la consapevolezza del
funzionamento della macchina dello Stato, sono mutate le condizioni
di base che sorreggevano il finanziamento delle leggi dieci anni,
quindici anni fa, rispetto a ciò che oggi è in atto. Forse,
dimentichiamo che c'è un vincolo che ci lega a Bruxelles, che c'è
un patto di Maastricht, forse dimentichiamo che i bilanci dello
Stato e della Regione si facevano a piè di lista e a fine anno,
andando a sommare quelle che erano le esigenze nuove, si aumentava
il deficit dello Stato.
Non è più così Piaccia o non piaccia E, quindi, anche il
Commissario dello Stato espleta la sua funzione avendo riguardo di
quella che è la mutata situazione economica, sociale e finanziaria
oltre che istituzionale dello Stato.
Quindi, non sono per nulla d'accordo sulle critiche che sono state
avanzate perché non si può essere a corrente alternata e non
ritengo affatto che il Commissario dello Stato abbia piacere a
bocciare questo o quell'altro provvedimento per mettere in
difficoltà questa o quell'altra categoria di lavoratori.
Piuttosto il Governo per parte sua, fondamentalmente, deve
approfondire molto ma molto di più alla luce di queste
considerazioni i provvedimenti di legge che presenta in Aula e
l'Aula stessa, anche sulla scorta degli ottimi uffici legislativi e
finanziari che ha e di bilancio che ha, vedere di approfondire
ulteriormente i provvedimenti che vengono esitati.
Quindi, per queste ragioni, io invito il Governo a non comportarsi
più come ha fatto finora, come ha fatto in questa situazione con un
precedente assai grave e comunque votiamo favorevolmente, perché
questa è la procedura esatta da seguire, lo stralcio e la modifica
di quell'articolo 1, tenendo presente di evitare per il futuro
avvenimenti simili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
mi dispiace non sia presente il Presidente della Regione e chiedo,
Presidente Ardizzone, di sapere se è presente l'assessore per
l'economia. Un tema come questo vorrebbe o la presenza del
Presidente della Regione o quanto meno la presenza dell'assessore
per l'economia, al quale io più volte mi dovrò rivolgere. Io so che
il Governo ha il personale delegato, però vorrei capire, quando
finiscono di parlare
PRESIDENTE. C'è l'Assessore per il lavoro, che è l'Assessore
competente.
CORDARO. Lo so, però quello che ha proposto la soluzione era
proprio l'assessore per l'economia e, quindi, con lui volevo avere
un'interlocuzione e comunque speriamo che nel frattempo rientri.
Io voglio pubblicamente ringraziare l'onorevole Cracolici, anche
se non è in Aula, perché, onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici
ha riportato un tema di tale delicatezza, quale quello che stiamo
trattando, a quelli che devono essere i toni, i modi e i concetti.
Mi dispiace - lo dico a tutti i colleghi - avere dovuto ascoltare
interventi da stadio .
Non credo che rispetto a 46 persone che rappresentano 46 famiglie
perbene - e questo non vorrei che oggi in Sicilia diventasse una
discriminante negativa - ci siano stati dei toni che non aiutano,
demagogici, da campagna elettorale, quando invece il tema vero è
quello di comprendere, signor Presidente dell'Assemblea, adesso mi
rivolgo a lei, se noi dobbiamo continuare a ritenere di essere un
Parlamento con le prerogative di un Parlamento oppure no.
Questo io lo dico, signor Presidente, perché noi nella scorsa
legislatura abbiamo assistito a delle pantomime vergognose che
prevedevano, onorevoli colleghi, dei rapporti di interlocuzione tra
assessori prestigiosi del Governo Lombardo e il Commissario dello
Stato su norme da approvare, su beneplaciti assolutamente sereni
da parte di Assessori prestigiosi dopo interlocuzioni col
Commissario dello Stato, salvo scoprire dopo che queste
interlocuzioni non c'erano neanche state e che quelle norme
venivano regolarmente impugnate Come si dice dalle mie parti,
signor Presidente, noi veniamo dal morto .
Io credo che il prestigio di una Istituzione, qual è il Parlamento
siciliano, si misuri anche nel fatto che non è assolutamente
concepibile una previa interlocuzione col Commissario dello Stato
Dobbiamo avere il prestigio, la competenza di fare buone leggi Il
prestigio di un governo regionale si misura sul fatto che non ci
debba essere, non ci possa essere, una previa interlocuzione con il
Commissario dello Stato Significa che ci stiamo commissariando da
soli Ed è ancora più grave quando scopriamo che, nonostante
l'interlocuzione, poi la norma viene impugnata
Ed allora, amici miei, colleghi, onorevole Parlamento, ma di cosa
stiamo parlando?
Ed allora, io ringrazio l'onorevole Cracolici, perché il collega
ha messo il dito nella piaga, ha toccato il punto dolente. E
Presidente Ardizzone, noi abbiamo, suo tramite, la necessità di
misurare quali sono i rapporti di forza sotto il profilo
costituzionale tra un Parlamento qual è il nostro a Statuto
Speciale e il Commissario dello Stato.
Perché se la lettura di qualche collega esperto che mi ha
preceduto è quello che dovesse farci davvero scoprire che è una
scelta non legata al vizio della legge ma all'opportunità,
onorevoli colleghi, noi siamo con un prestigio che non è al di
sotto dei minimi storici rispetto alla gente che ci ascolta, ma
rispetto a un interlocutore istituzionale come il Commissario dello
Stato che, invece, deve comprendere che qui ci sono uomini e donne
che lavorano, preparate, che studiano, ci sono funzionari,
dirigenti, fior fiore di dirigenti, non tanto e non solo per gli
stipendi, ma anche per la loro preparazione, che ci devono mettere
al riparo da determinate impugnative.
Allora, il problema, signor Presidente, è complessivo e ho sentito
troppa demagogia rispetto al fatto che è facile gridare io non lo
farò , dobbiamo salvare, dobbiamo salvare .
Signori del Governo, l'incidente è capitato su 46 persone. E, se
fosse capitato su una platea di 8.000 persone, che cosa sarebbe
successo in Sicilia, Presidente Ardizzone?
E, allora, basta; basta dilettanti allo sbaraglio.
La proposta dell'assessore Bianchi, di una interpretazione di una
norma, non pubblicata, non esistente, perché impugnata, avrebbe
potuto avere l'unica ratio di un accordo previo con il Commissario
dello Stato, attraverso una fictio iuris, una finzione giuridica
che serviva a salvare 46 persone. Ma non è il ghigno che ci può
aiutare, quando scopriamo che non c'è nessuna interlocuzione e che
non è una finzione giuridica, ma che è un tentativo.
E, allora, ecco perché volevo l'assessore Bianchi, signor
Presidente. Oggi, l'assessore Bianchi, sul Giornale di Sicilia , a
pagina 6, dice: precari, salveremo pure i 46 co.co.co. . E' qua.
E, allora, se così stanno le cose, i deputati del Cantiere Popolare
sono con l'assessore Bianchi. Non mi interessa come; mi interessa
soltanto che gli impegni pubblici, solenni, di un uomo delle
istituzioni, vengano mantenuti e, soprattutto, che errori
clamorosi, perché voglio tuttavia, per questa volta e solo per
questa volta, concedere al Governo il beneficio della buona fede,
non abbiano più a ripetersi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Scoma, che non vedo in Aula,
e l'onorevole Rinaldi, che non vedo in Aula.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il bisogno
di intervenire su questa questione perché conosco un po' di questi
lavoratori; perché, nei miei viaggi che, attraverso gli
assessorati, svolgo di settimana in settimana, ho avuto modo di
appurare quanto è importante e quanto è vitale la loro presenza.
Molti uffici regionali senza di loro, forse non sarebbero nelle
condizioni di portare avanti la normale amministrazione. Le
critiche, fin qui mosse dai miei colleghi, ci stanno tutte ma penso
che, adesso, bisogna stringere e andare al sodo, votando con un sì
questa norma e mi preme ribadire un sì mio e del mio partito
perché, per tanti anni, per 20 anni e forse anche per 25 anni, il
bilancio regionale ha impegnato somme per formare questi lavoratori
che, oggi, sono in ottime condizioni culturali e professionali,
anche grazie al sacrificio del bilancio regionale.
L'impegno nostro, quindi, l'impegno della nuova politica, se è
vero che c'è un cambiamento, un cambiamento per questa nostra
Sicilia, ritengo che questo Governo, che appoggiamo e che
condividiamo nelle sue azioni, in questi cinque anni, possa
chiudere la porta del precariato siciliano e far sì che queste
famiglie, non solo queste 46, ma tutte le famiglie dei precari
siciliani possano trovare un valido sostegno nelle Istituzioni, in
questo Governo, integrandoli, facendoli sentire parte attiva e non
precari. Perché già psicologicamente questa parola crea disagio per
chi la esprime e per chi la subisce. Per cui, signor Presidente, la
ringrazio per avermi dato la parola e rappresento a lei e a nome
del mio partito un sì per questo documento.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Proroghe di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato
1. E' autorizzata sino al 30 aprile 2013 la proroga senza
soluzione di continuità dei contratti di lavoro subordinato a tempo
determinato in essere alla data del 30 novembre 2012, eccezion
fatta per quelli relativi al personale già alle dipendenze dei
dipartimenti regionali soppressi, ai sensi dell'articolo 5, comma
1, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, previo accordo
decentrato con le organizzazioni sindacali rappresentative del
settore interessato e previa verifica della imprescindibile
esigenza del fabbisogno di risorse umane da parte dei dirigenti
generali, nel rispetto del combinato disposto delle disposizioni di
cui all'articolo 1, comma 400, della legge 20 dicembre 2012, n. 228
e all'articolo 14, commi 24-bis e 24-ter del decreto legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni, con
riserva di utilizzazione delle stesse risorse umane anche da parte
dei soggetti attuatori delle ordinanze nei settori della protezione
civile, dei rifiuti e dell'ambiente, con priorità rispetto
all'utilizzazione di personale non dipendente dalla Regione.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, fino al 30
aprile 2013, la spesa complessiva nel limite massimo di 9.143
migliaia di euro. Il relativo onere è imputato all'esercizio
provvisorio relativo al bilancio di previsione della Regione per
l'anno 2013 - U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento
1001 -, autorizzato con delibera legislativa approvata
dall'Assemblea regionale siciliana il 30 dicembre 2012.
3. Nelle ipotesi in cui il personale di cui al comma 1 sia
utilizzato per le finalità delle ordinanze richiamate al medesimo
comma, le relative risorse sono versate in entrata nel bilancio
della Regione».
Comunico che sono stati presentati, dal Governo, gli emendamenti
tecnici A1, 1.1 e 1.2, che riguardano la coordinazione tra la legge
che verrà promulgata senza la parte impugnata e quella che stiamo
per approvare.
Si passa all'emendamento A1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Effetti finanziari
1. L'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2013, di cui alla delibera
legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana il 30
dicembre 2012, è estesa agli effetti finanziari discendenti
dall'applicazione della presente legge, per i quali non si applica
la limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti.'».
All'articolo 2, non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi..
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. Le disposizioni della presente legge producono effetti a
decorrere dall'1 gennaio 2013.
3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
All'articolo 3, non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Ardizzone
Annunzio degli ordini del giorno numeri 4, 5, 6 e votazione
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 4 , degli onorevoli Leanza, Lentini, Dina, Turano, Nicotra,
Miccichè ed altri;
- n. 5 , degli onorevoli Dina e Cancelleri;
- n. 6, degli onorevoli Caputo e Fontana.
Il Governo è chiamato ad esprimere il parere che, chiaramente, può
essere favorevole, contrario o li può accettare come
raccomandazione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questi due ordini del giorno che riguardano la questione dei 46
lavoratori, che condividiamo e apprezziamo in pieno, vorrei far
presente che, avendo preso la decisione, anche la Presidenza, su
proposta dell'onorevole Musumeci - che è intervenuto ed aveva
presentato l'emendamento - di trasformarlo in disegno di legge,
ritengo che sarebbe molto ma molto riduttivo approvare ora gli
ordini del giorno.
Pregherei, quindi, la Presidenza, in virtù del fatto che si è data
una corsia preferenziale con l'esame del disegno di legge in
Commissione, e anche con tempi accelerati per il disegno di legge
stesso, approvare gli ordini del giorno mi pare abbastanza
superfluo e anche molto diminutivo, perché il disegno di legge è
bipartisan, nel senso che tutti i Gruppi parlamentari sono
d'accordo e, quindi, si sentono impegnati alla corsia veloce in
maniera bipartisan.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo che il richiamo
dell'onorevole Formica sia più che pertinente, perché abbiamo avuto
una risoluzione della Commissione, poi un emendamento trasformato
in disegno di legge, a cui abbiamo dato la procedura d'urgenza, e
due ordini del giorno di identico contenuto. Il Governo, anche
sulla base della risoluzione, potrebbe agire in via amministrativa.
C'è la volontà unanime di dare soluzione definitiva a questa
problematica.
MUSUMECI. Signor Presidente, i firmatari potrebbero apporre la
loro firma al disegno di legge e potremmo fare, quindi, un'unica
cosa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se i firmatari sono d'accordo,
ritiriamo gli ordini del giorno che si intendono assorbiti dal
disegno di legge.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ferme restando
le decisioni che prenderà la Presidenza - nessuno intende metterle
in discussione - ritengo però che le risoluzioni e gli ordini del
giorno - intanto una è la risoluzione approvata in V Commissione e
poi approvata anche in Commissione Bilancio - che vengono
prospettati tendano a segnalare, nel momento in cui, votando il
disegno di legge, escludiamo queste persone, che sostanzialmente
subiamo l'allontanamento dall'attività di queste persone. Le
risoluzioni tendono ad impegnare immediatamente il Governo a
trovare soluzioni al problema.
Il disegno di legge sarà approvato in tempi successivi e, quindi,
penso che l'urgenza della situazione e l'unanime convincimento del
Parlamento di dare una risposta a queste persone, consigli di
approvare gli ordini del giorno e le risoluzioni che vanno in
questa direzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo che la soluzione migliore
sia quella che il Governo accetti gli ordini del giorno come
raccomandazione, in considerazione della risoluzione votata in
Commissione, ripeto, e del fatto che l'emendamento trasformato in
disegno di legge con procedura d'urgenza ha il precipuo scopo di
incalzare il Governo ad adottare gli atti definitivi. Quindi, se il
Governo ritiene di accettare come raccomandazione i due disegni di
legge
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo li accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non più su questo argomento spero.
TURANO. No assolutamente no.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'argomento vero che oggi l'Assemblea ha affrontato.
Argomento, devo dire, che è stato trattato in maniera puntuale
dall'onorevole Cordaro e dall'onorevole Cracolici.
Dobbiamo essere pur conseguenti alle cose che facciamo. Ricordo
quale era la vecchia prassi che il Governo utilizzava allorquando
riteneva che l'impugnativa del Commissario dello Stato sconfinava
in ambiti e competenze che a quell'ufficio non appartenevano.
E c'è soltanto una via maestra per ristabilire le regole.
Diversamente, quella di oggi rimane una amabile discussione che non
produce effetti giuridici.
Allora, ho abbozzato - chiedo alla Presidenza di essere tollerante
- un ordine del giorno che vorrei fosse valutato positivamente dai
colleghi.
Il Governo deve impegnarsi, se è convinto della correttezza del
suo operato e l'Assemblea deve essere conseguente, ad approvare
tempestivamente un disegno di legge che contenga un solo articolo
identico alla parte impugnata dal Commissario dello Stato per
permettere di salvare, come diceva l'onorevole Cordaro, capra e
cavoli , per permettere di pubblicare oggi la legge così come
impugnata e per permettere al Commissario dello Stato di impugnare
di nuovo la nuova legge, consentendo così al Governo di sollevare
conflitto di attribuzione dinanzi la Corte Costituzionale.
Diversamente, la discussione di oggi diventa una appassionata
discussione per mandare i messaggi anche al Commissario dello Stato
che, come diceva l'onorevole Cracolici, tantissime volte ha svolto
ruoli egregi in relazione alle cose che quest'Aula ha approvato.
Penso sia un atto di giustizia nei confronti dell'Assemblea, nei
confronti di questo Parlamento e nei confronti del Governo.
E' un atto di correttezza istituzionale nei confronti del
Commissario dello Stato. Dobbiamo essere conseguenti alle cose che
diciamo e che facciamo.
Credo che approvare un ordine del giorno che impegna il Governo a
ripresentare immediatamente, con la procedura d'urgenza, lo stesso
disegno di legge permetta all'Assemblea, alla prossima seduta, di
rivotare la legge. Il Commissario dello Stato la impugnerà, il
Governo presenterà conflitto di attribuzione e, fra sei mesi, la
Corte Costituzionale dirà che aveva ragione e, una volta per tutte,
stabiliamo le regole sulla legittimità del ruolo e sull'opportunità
dell'impugnativa.
Diversamente, oggi, non abbiamo fatto un buon servizio né siamo
stati generosi nelle valutazioni fatte con il Commissario dello
Stato.
Mi dia il tempo, signor Presidente, io ho scritto l'Assemblea
regionale siciliana considerato il dibattito sul disegno di legge -
devo completarlo perché non so il numero - impegna il Governo della
Regione ad approvare un nuovo disegno di legge identico nel
contenuto alla parte impugnata della legge e a sollevare conflitto
di attribuzione davanti la Corte costituzionale nel caso di nuova
impugnativa .
PRESIDENTE. Onorevole Turano, per il futuro la invito a presentare
prima l'ordine del giorno. Gli uffici ne verificheranno
l'ammissibilità insieme a questa Presidenza e poi lei potrà
illustrarlo.
TURANO. Io l'ho presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, non è ammissibile.
Noi abbiamo il compito di risolvere i problemi dei siciliani, non
di creare tensioni a destra e a manca, non possiamo impegnare per
il futuro senza sapere cosa e come.
Più correttamente, l'onorevole Musumeci ha presentato un
emendamento, trasformato in disegno di legge; mandandolo in
Commissione, ci sarà un momento di riflessione. Ma il momento di
riflessione non deve necessariamente portare all'impugnativa; non è
questo il senso del legiferare.
Questo argomento è chiuso, onorevole Turano. L'ordine del giorno
che lei intende presentare non è ammissibile e, ripeto, per il
futuro prima lo presenta e poi si dibatte.
Si passa all'ordine del giorno numero 6, presentato dagli
onorevoli Caputo e Fontana.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Lo accetto come raccomandazione. Il Governo sa benissimo
quanto è importante il CIAPI.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge «Proroghe di
contratti di lavoro subordinato a tempo determinato» (110/A)
Presidenza del presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
«Proroghe di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato»
(110/A).
Presidenza del presidente Ardizzone
SCOMA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
per esprimere la insoddisfazione sul disegno di legge perché credo
che la materia vada trattata e trattata in maniera organica.
Ovviamente, esprimo il voto favorevole poiché la condizione ci
impone di sanare questi lavoratori. Siamo convinti che la materia
andrà trattata in maniera complessiva e ci auguriamo che, nel corso
di questa legislatura, si potranno sistemare tanti altri problemi
collegati ai precari e al loro ruolo che, in questi anni, hanno
svolto, in maniera determinante e che, oggi, appaiono
indispensabili per lo svolgimento e l'attività della pubblica
amministrazione.
Mi pregio, però, signor Presidente, di pregarla di tornare ad
occuparsi di un problema che, oggi, le ho sollecitato in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che riguarda, purtroppo lo
devo dire, trattandosi quasi di precari, del personale dei Gruppi
parlamentari.
Torno a dirglielo perché, in queste ore, abbiamo creato, con una
circolare che ormai gira per tutti gli Uffici, una certa ansia nel
personale che, invece, deve essere riportato alla calma e alla
tranquillità. Ci sono dipendenti che non sono stati
contrattualizzati e ci sono dipendenti che, ancora oggi, per questo
motivo, non riescono a percepire lo stipendio. ..
La pregherei, signor Presidente, di assumere tutte le iniziative
atte a salvaguardare certamente la prosecuzione dei rapporti di
lavoro e a un chiarimento necessario perché la materia ce lo
impone.
Presidenza del presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Proroghe di contratti di lavoro
subordinato a tempo determinato» (110/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 56
Gli onorevoli Marcello Greco, Vullo, Oddo, Clemente, La Rocca
Ruvolo, Venturino e Rinaldi dichiarano che avrebbero voluto votare
favorevolmente, ma che il loro voto non risulta registrato, non
avendo mantenuto pigiato il tasto di votazione.
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 15 gennaio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 8 - Dismissione dell'ARSEA (Agenzia regionale per le
erogazioni in agricoltura)
CAPUTO - ASSENZA - FONTANA - GERMANA'
La seduta è tolta alle ore 18.57
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 110/A PROROGHE DI CONTRATTI DI LAVORO
SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO .
Emendamento articolo aggiuntivo:
Emendamento A 1
Aggiungere il seguente articolo:
Art... Abrogazioni e modifiche di norme. 1. Sono abrogati i commi
2 e 3 dell'articolo 1 della delibera legislativa recante Norme in
materia di personale. Disposizioni contabili (ddl.n.58) approvata
dall'Assemblea Regionale Siciliana il 30 dicembre 2012.
2. Al comma 2 dell'articolo 2 della delibera legislativa recante
Norme in materia di personale. Disposizioni contabili (ddl.n.58)
approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 30 dicembre 2012,
le parole di cui agli articoli 1 e 3 sono sostituite dalle
seguenti: di cui all'articolo 3 .
All'articolo 1:
Emendamento 1.2
Al comma 1, sopprimere le parole senza soluzione di continuità
Emendamento 1.1
All'articolo 1 aggiungere il seguente comma:
4. Ai soggetti utilizzatori di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 2 comma 2 della delibera
legislativa recante Norme in materia di personale. Disposizioni
contabili (ddl.n.58) approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana
il 30 dicembre 2012.