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Resoconto d'Aula della Seduta n. 12 di giovedì 10 gennaio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


     PRESIDENTE.  Avverto  che  del processo  verbale  della  seduta
  precedente verrà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
  Presidente  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle
  eventuali   votazioni   mediante  procedimento   elettronico   che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

        Discussione del disegno di legge «Proroghe di contratti
          di lavoro subordinato a tempo determinato» (110/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al punto dell'ordine del giorno: Discussione
  del disegno di legge «Proroghe di contratti di lavoro subordinato a
  tempo determinato» (110/A).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere  posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  sono  in distribuzione  gli  emendamenti  di
  carattere tecnico che riguardano il coordinamento fra la legge  che
  viene  promulgata senza la parte impugnata, e la legge che  dovremo
  andare ad approvare.
   Ha  facoltà di parlare il relatore, onorevole Maggio, per  svolgere
  la relazione.

   MAGGIO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il  disegno  di  legge  in  esame
  recupera  le  obiezioni che sono state poste dal Commissario  dello
  Stato,  il quale ha ritenuto che l'espressione contenuta  al  primo
  comma  dell'articolo 1 della delibera legislativa 58/A,  estendesse
  la proroga  dei contratti non solo ai contratti a tempo determinato
  ma anche ai rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato.
   Per questo motivo il disegno di legge che viene presentato stasera
  prevede  una  rimodulazione  dell'articolo  1  che  sopprime,  anzi
  sostituisce  la  dicitura di tutti i contratti a tempo  subordinato
  con  la  proroga  senza soluzione di continuità  dei  contratti  di
  lavoro subordinato a tempo determinato, sempre in essere alla  data
  del 30 novembre 2012.
   La    necessità   di   presentare   un'interpretazione   autentica
  dell'articolo1   che   facesse  riferimento  alle   obiezioni   del
  Commissario  dello  Stato, è quella di permettere,  finalmente,  di
  promulgare  la  legge per dare risposta a quanti, in condizione  di
  precarietà, si aspettano una risoluzione del problema e  di  quella
  continuità dei servizi di cui abbiamo parlato proponendo il disegno
  di legge n. 58.
   Naturalmente, con la dicitura della proroga dei contratti a  tempo
  determinato restano esclusi coloro che sono titolari di un rapporto
  di lavoro di collaborazione. La Commissione, al fine di trovare una
  soluzione  per  coloro  che  si trovano in  queste  condizioni,  ha
  proposto  al  Governo una risoluzione, che per altro fa riferimento
  al  comma 147, dell'articolo 1, della legge di stabilità, e che già
  l'Amministrazione potrebbe adottare motu proprio. Tale  risoluzione
  dice  espressamente  che,  per  quanto  riguarda  i  contratti   di
  collaborazione, essi possono essere prorogati se non si è  definito
  il  percorso  del  progetto stesso e se non c'è responsabilità  che
  appartiene ai lavoratori, naturalmente senza alcun onere aggiuntivo
  dal punto di vista economico.
   Questa  risoluzione vuole raccomandare al Governo, che  ne  ha  la
  possibilità   e  piena  facoltà,  di  trovare  immediatamente   una
  soluzione  per  questi  lavoratori,  considerata  l'importanza  dei
  progetti che vengono svolti da questo personale che ne è titolare.
   Pertanto, la risoluzione ha trovato parere favorevole ed  è  stata
  accolta  dal  Governo,  che  dovrebbe  procedere  nell'immediato  a
  cercare un percorso di soluzione per questi lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  in
  aggiunta  al  disegno  di legge n. 110/A, oggi,  nella  Commissione
  competente,  ho presentato un emendamento che testualmente  recita:
   Nelle    more    dei   processi   di   riorganizzazione    interna
  dell'Amministrazione regionale e della definizione dei processi  di
  stabilizzazione previsti dall'articolo 35, del decreto  legislativo
  30  marzo  2001, n. 165, e successive modifiche ed integrazioni,  è
  autorizzata, ai sensi del comma 147, dell'articolo 1,  della  legge
  228, la proroga dei contratti del personale di cui alla lettera  D,
  comma  1,  dell'articolo 5, della legge regionale 26.  La  predetta
  proroga non comporta ulteriore onere finanziario .
   Coma  appare evidente questo emendamento, in buona sostanza, serve
  a  porre fine, almeno in questa fase, al tormento che assilla i  45
  professionisti legati alla pubblica Amministrazione da un  rapporto
  co.co.co..
   Non  mi  soffermo  sulle  caratteristiche di  questo  rapporto  di
  lavoro,  che - mi sia consentito - si perde ormai nella  notte  dei
  tempi,  tenuto conto che si parla degli anni  80, e non mi soffermo
  neppure  sulla palese ed evidente ingiustizia legata alla diversità
  di   trattamento  di  questi  professionisti.  Resto   nel   merito
  dell'emendamento  per  dire  che questa proposta  voleva,  intanto,
  assicurare  la  proroga - senza alcun onere per  la  Regione  -  ai
  contrattisti  che,  come  è  noto,  lavorano  presso  l'assessorato
  regionale  per  il territorio e l'ambiente. Questo  emendamento  ha
  trovato  il favore di diversi colleghi, quindi, con un'approvazione
  trasversale poteva essere risolutivo, almeno in questa fase.
   Il  Presidente  della  V Commissione, oggi, ha  dichiarato  questo
  emendamento  non  ammissibile perché la seduta  di  oggi  prevedeva
  soltanto  la  presa  d'atto  delle  valutazioni  della  Commissione
  Bilancio  sul disegno di legge in esame, che era già stato  esitato
  dalla V Commissione nella giornata di ieri.
   Signor   Presidente,  non  intendo  sollevare  una  questione   di
  carattere  procedurale, ma ritenevo e ritengo  che  la  particolare
  contingenza, l'urgenza, il pathos che sta animando i 45 lavoratori,
  le  sollecitazioni  che  ogni gruppo politico,  legittimamente,  ha
  ricevuto,   potessero   giustificare   una   deroga   alle    norme
  regolamentari ed affrontare, stasera, il tema dell'emendamento che,
  peraltro, tradurrebbe in concreto una volontà del Governo  espressa
  proprio ieri in Commissione dall'assessore Bianchi. Ripeto,  poiché
  non possiamo continuare con un braccio di ferro che finisce con  il
  rivelarsi estenuante, chiedo alla Presidenza, con il consenso della
  Commissione,  del Governo e dei colleghi deputati, di  trovare  una
  soluzione  che  possa  salvare  capre  e  cavoli ,  considerata  la
  particolare  emergenza  e  l'aspetto assolutamente  convincente  ed
  urgente,  per i risvolti anche sociali che il problema riveste.  Se
  ritirassimo   l'emendamento,  peraltro  non   formalizzato   perché
  ritenuto  non  ammissibile in Commissione, anche se consegnato  già
  alla  Segreteria generale, e lo trasformassimo in disegno di legge,
  potremmo  avere dalla Presidenza l'assicurazione che sia  riservata
  una  trattazione  d'urgenza, proprio perché  in  tempi  ragionevoli
  questo   triste  capitolo  possa  essere,  almeno  temporaneamente,
  chiuso.
   Resto in attesa di conoscere le determinazioni della Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il suo intervento più  che  saggio
  mi  porta  a  dare seguito alla sua richiesta, con il consenso  del
  Governo  e della Commissione, che ha chiesto di intervenire  e  che
  credo  darà  la  disponibilità ad una trattazione d'urgenza.  Devo,
  peraltro,  precisare,  così  come  ha  avuto  modo  di  relazionare
  l'onorevole  Maggio,  che era già stata votata  una  risoluzione  e
  quindi  questo disegno di legge serve ulteriormente da  sprone  nei
  confronti del Governo a dare alla materia una decisione definitiva.
   La  ringrazio,  quindi, e per quanto riguarda  questa  Presidenza,
  l'emendamento  può  ritenersi  trasformato,  chiaramente   con   il
  consenso  dell'Aula, in disegno di legge, per essere  trattato  con
  urgenza dalla V Commissione.

   GRECO Marcello, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello, presidente della Commissione. Signor  Presidente,
  assessori, onorevoli colleghi, questa è, in effetti, una  questione
  di   lana  caprina . Abbiamo cercato in tutti i modi di  salvare  i
   figli  poveri   di  questo disegno di legge. Il commissario  dello
  Stato,  impugnando il primo comma dell'articolo 1, ha, chiaramente,
  voluto  tagliare un comma, quello che riguardava appunto i co.co.co
  e, onorevoli colleghi, noi abbiamo cercato come Commissione, e devo
  dire  anche  il  Governo, a trovare quella risoluzione  che  poteva
  dare, secondo noi appunto, può dare la speranza a questi 45 precari
  co.co.co di potere continuare, di poter sperare in una prosecuzione
  del rapporto lavorativo.
   E'  chiaro che quello che io ho detto nella seduta del 30 dicembre
  -   e  mi  riferivo  proprio,  parlando  col  Presidente  Crocetta,
  interpellato  il  Presidente Crocetta -, qui  c'è  un  problema  di
  fondo.  Il  problema di fondo è che l'Assemblea regionale siciliana
  deve  legiferare,  e  chiaramente si trova di fronte  la  spada  di
  Damocle,  rappresentata dal Commissario dello Stato. Noi  rischiamo
  finché  questa  questione non verrà chiarita in  maniera  lampante,
  rischiamo di  bloccare l'Assemblea regionale siciliana su qualsiasi
  fatto, su qualsiasi norma che noi andremo a proporre.
   E'  necessario,  lo  ripeto, che una volta  per  tutte  si  faccia
  chiarezza  su questo punto, che si possa arrivare veramente  ad  un
  giudizio di costituzionalità dinanzi alla Corte costituzionale e si
  possa  chiarire in maniera lampante se effettivamente il potere  di
  legiferare da parte dell'Assemblea regionale siciliana possa essere
  un  potere  vero, effettivo, oppure se questo potere,  in  effetti,
  così  come previsto dallo Statuto della Regione siciliana non possa
  essere   limitato   dall'applicazione   dell'interpretazione    del
  Commissario dello Stato.
   Io  chiaramente,  signor  Presidente,  sono,  così  come  l'intera
  Commissione,  favorevole a che sia fatta  chiarezza,  a  che  venga
  fatto anche un disegno di legge del genere. Fra l'altro noi, con la
  Commissione  tutta,  con  quella  risoluzione  e  con   il   parere
  favorevole da parte del Governo abbiamo risolto il problema.
   Ben  venga un emendamento, ben venga un disegno di legge  in  più,
  possiamo  dire.  Alla  risoluzione noi ci teniamo  affinché  questo
  problema  sia risolto una volta per tutte; dovrebbe essere  risolto
  con la stabilizzazione, continuiamo diciamo ad andare avanti, ma io
  mi  auguro - e questo è anche l'impegno posto in essere dal Governo
  -  che  nel  prossimo bilancio preventivo della Regione si  possano
  trovare  le somme, le risorse economiche per stabilizzare veramente
  questi soggetti al fine di evitare ogni volta di trovarsi in questa
  situazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che,  come
  già  detto  in Commissione, come ha riferito la collega Maggio,  in
  relazione  al  disegno di legge è necessario votare il  disegno  di
  legge  tenendo conto dell'impugnativa del Commissario dello  Stato.
  Non  è  nelle nostre disponibilità, tenuto conto che il disegno  di
  legge  riguarda tanti altri soggetti, numerosi altri  soggetti  che
  costituiscono il precariato siciliano, è del tutto evidente che non
  si può fare diversamente.
   Naturalmente,  concordo con chi ha sottolineato l'ingiustizia  che
  attraverso l'impugnativa si consuma nei confronti di 45 persone che
  operano all'interno dell'Amministrazione regionale da oltre 7 anni,
  che  sono stati reclutati attraverso una selezione pubblica che non
  è,   diciamo   così,  un   elemento  secondario,  perché   talvolta
  dall'esterno  anche altre istituzioni possono pure  immaginare  che
  nella  Regione,  come dire, si entra, che i precari  non   svolgono
  selezioni pubbliche.
   In   questo  caso,  hanno  tutti  quanti  superato  una  selezione
  pubblica;   ed   essendo   stati  utilizzati   dall'Amministrazione
  regionale  non  solo per fare il progetto iniziale,  ma  anche  per
  svolgere  altre funzioni importanti e avendo mantenuto il  rapporto
  di  lavoro  iniziale  co.co.pro  è  del  tutto  evidente  che  sono
  ingiustamente penalizzati da questa decisione del Commissario dello
  Stato  che,  se non avesse questo corollario di cui parlavo  prima,
  cioè  di coinvolgere altre migliaia di soggetti interessati,  avrei
  proposto  al  Governo e all'Assemblea di impugnare questa  delibera
  del Commissario innanzi alla Corte costituzionale.
   Detto  questo,  io  credo  che  come  è  stato  già  illustrato  e
  soprattutto affermato nella risoluzione che ha votato all'unanimità
  la  V  Commissione, il Governo della Regione si deve  attivare  per
  esperire  tutte le modalità necessarie per continuare ad  avvalersi
  dell'attività di queste persone, o utilizzando l'articolo  147,   e
  lo  voglio dire al collega Musumeci condividendo lo spirito del suo
  intervento,   anche   in   relazione  all'emendamento   che   aveva
  presentato,  a  mio  sommesso  parere,  e  chiederei   anche   alla
  Presidenza e agli uffici di valutare questo aspetto. L'articolo 147
  che  già,  essendo  legge  dello  Stato,  è  attuabile,  quindi  se
  ricorrono  le  condizioni  per  prorogare  i  progetti   ai   sensi
  dell'articolo  147, secondo me, non c'è bisogno  di  votare  alcuna
  legge,  perché  già  il Governo lo può fare, e  in  ogni  caso,  il
  Governo deve operare affinché queste persone, che svolgono funzioni
  non   facilmente   sostituibili  all'interno   dell'amministrazione
  regionale,  possano  continuare  ad  operare  nell'interesse  della
  Istituzione  e,  nel  contempo, non  passino  dalla  condizione  di
  lavoratori  che aspiravano legittimamente a potere concorrere,  nel
  rispetto delle norme vigenti, a diventare dipendenti della  Regione
  alla condizione di licenziati ovvero di persone che non possono più
  lavorare.
   Pertanto, dichiarando il mio voto favorevole  al disegno di legge,
  per  le  ragioni che ho detto, alla risoluzione con le  motivazioni
  che  ho  cercato di spiegare, chiedo alla Presidenza dell'Assemblea
  ma  soprattutto all'assessore Bianchi, che si occupi della  materia
  per  conto del Governo, chiedo di operare celermente per affrontare
  il problema, e come gli abbiamo chiesto già nella V Commissione, di
  riferire  rapidamente già nella prossima settimana sulle  decisioni
  che  il  Governo  ha  in animo di affrontare per  risolvere  questo
  problema.

  PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, signori assessori, mi dispiace che  non
  sia presente l'Assessore per il territorio. Continuare a parlare di
  queste 45 persone che, oltre ad essere persone che hanno una grande
  professionalità,  assessore  Bianchi,  e  che  non  sarebbe  facile
  trovare  persone  come loro che in questi anni hanno  dato  vita  e
  hanno  svolto  un  lavoro che per chi si occupa di  ecologia  e  di
  ambiente lo sa benissimo, sono persone insostituibili. Ma purtroppo
  a  causa del Commissario dello Stato, l'Amministrazione deve andare
  avanti. E allora io l'altro giorno avevo suggerito all'assessore Lo
  Bello  di intervenire su questo settore. In sostanza, oltre  ai  45
  dipendenti che io in questo momento ritengo, purtroppo, sfortunati,
  perché hanno a che fare con la nostra burocrazia e con tutto quello
  che  avviene, ci sono in questo momento circa 400-500 pratiche  che
  sono  nei tavoli di questi signori nostri dipendenti, che aspettano
  delle risposte.
   Se  voi vi rendete conto che 400 pratiche, e non sono pratiche  di
  assistenza,  non  sono  pratiche di importanza  relativa,  ma  sono
  pratiche  di importanza, io dico, decisiva nel mondo dell'ecologia,
  nel mondo dell'ambiente. Io penso che ogni pratica che questi hanno
  nelle  mani, questi nostri dipendenti e gli imprenditori che  hanno
  chiesto naturalmente il via e quant'altro, possiamo dare almeno  3,
  4  posti  di  lavoro ad ogni pratica che loro esitano. Ci  sono  45
  dipendenti  della Regione siciliana che sono in  stand  by,  ma  io
  credo che ci sono più di mille persone che potrebbero lavorare  già
  da domani mattina se queste 400 pratiche potessero andare in porto.
     E  allora,  assessore  Bianchi, signori Assessori  del  Governo,
  dobbiamo  dare  una  risposta  loro, ma  dobbiamo  dare  anche  una
  risposta  a quegli imprenditori che hanno fatto domanda e aspettano
  da  più di un anno che la Regione dia delle risposte. Io credo, che
  l'assessore Lo Bello, sin da domani mattina, si debba attivare  per
  almeno  sostituire  queste persone per queste  benedette  pratiche,
  perché altrimenti oltre al danno facciamo la beffa.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  presentato  un  ordine  del  giorno  che  riprende  in   pieno   la
  risoluzione che è stata posta all'interno della V Commissione.
   Questo  per cercare di avere la disponibilità da parte del Governo
  di  intraprendere  qualunque tipo di soluzione che  ponga  fine  al
  malessere  di  questi  lavoratori  co.co.co.,  che  chiaramente  si
  aspettano  una continuità lavorativa, quanto meno, ed una  serenità
  nella propria vita.
   Chiediamo  anche  alla  V  commissione di accelerare  l'esame  del
  disegno  di  legge che l'onorevole Musumeci aveva  presentato  come
  emendamento   aggiuntivo,  facendo  leva,   appunto   come   gruppo
  parlamentare  del  Movimento  Cinque  Stelle,  affinché  si   diano
  risposte  a cittadini che chiaramente aspettano di poter avere  una
  qualche risposta in merito alle loro problematiche. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cancelleri, anche  per  la  brevità
  dell'intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole  Lo Sciuto. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  io
  ritengo che l'azione del Commissario dello Stato, impugnando l'art.
  1  del  comma  1,  di  fatto, si sostituisce  alla  volontà  di  un
  Parlamento che, di fatto, aveva legiferato al contrario.
   Io  ritengo  che quando si tratta di lavoratori, si  debba  tenere
  conto  anche delle situazioni che riguardano le famiglie di  questi
  lavoratori.  Pertanto, è opportuno, secondo me, che il  Governo  si
  faccia  carico di una risposta concreta, intanto nei confronti  del
  Commissario dello Stato, perché mi sembra che in questo caso ci sia
  così  una  volontà da parte del Commissario dello Stato di ignorare
  quello  che  il Parlamento invece ha voluto, votando questa  legge.
  Ritengo sia opportuno che nei confronti di questi lavoratori si dia
  subito una risposta concreta.
   Penso  che  bisogna  subito  approvare  di  nuovo  i  progetti   o
  eventualmente attraverso dei bandi avere una graduatoria  riservata
  per  questi lavoratori perché sono lavoratori molto importanti  per
  la  vita  di  questo  Governo dato i delicati  compiti  che  stanno
  svolgendo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  ancora  una volta sbigottiti rispetto all'atteggiamento
  del  Governo,  ancora  una volta, l'Aula si  ritrova  costretta  ad
  intervenire a sostegno di provvedimenti inesistenti.
   Questa  mattina  in  Commissione Bilancio  è  stata  approvata  la
  riscrittura  di un disegno di legge che prevede per 46 contrattisti
  nessuna certezza. Di fronte al quesito posto al Governo rispetto ai
  tempi  che  avrebbero  visti coinvolti i 46  contrattisti,  nessuna
  risposta è stata data. Questo va detto.
   A  me è stato detto che sui tempi non possiamo dare certezze. A me
  è  stato  detto che i 46 contrattisti, probabilmente,  avranno  una
  generica  proroga  senza  alcuna  variazione  di  risorse,  il  che
  significa  che  noi  abbiamo una copertura giuridica,  ma  non  una
  copertura finanziaria. Il che significa che noi chiediamo a  questi
  lavoratori di rispondere a un contratto fittizio, un contratto  che
  non prevede copertura finanziaria.
   Questa è la premessa peggiore con la quale affrontiamo il tema dei
  precari.  E'  la stessa premessa con la quale, onorevoli  colleghi,
  stiamo  affrontando  la  questione degli  stabilizzati  nei  gruppi
  parlamentari, rispetto ai quali ancora nessuna linea  di  indirizzo
  chiara  è  stata data, da parte di questa Presidenza,  rispetto  ai
  quali  nessuna linea di indirizzo chiara è stata data da  parte  di
  questo Governo.
   E  allora  noi ci chiediamo se questo è l'approccio con  il  quale
  continueremo ad andare avanti nelle prossime settimane. Non  voglio
  fare  passaggi ulteriori rispetto ad altri provvedimenti  che  sono
  stati  toccati ma, ad esempio, in I Commissione abbiamo  registrato
  la presenza di due disegni di legge sulla questione delle province,
  quando  nulla,  non  una  parola, fu detta  in  sede  di  relazione
  programmatica da parte di questo Governo sulle province. Ancora una
  volta,  mi  trovo costretto a fare appello alla responsabilità  dei
  colleghi deputati, dei colleghi onorevoli, perché sappiatelo,  sarà
  l'Assemblea a doversi assumere delle responsabilità e delle  scelte
  anche rispetto alla questione delle province.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  risultano  ancora  iscritti   a
  parlare gli onorevoli Lentini, Caputo, Formica, Cracolici e Fazio.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini.

   LENTINI. Signor Presidente, devo dire una cosa. Ormai tutta l'Aula
  condivide in pieno questa scelta. Quella di aiutare queste  persone
  che  hanno  lavorato e hanno contribuito dando  il  meglio  di   se
  stesse per un'attività lavorativa che ormai dura da vent'anni.
     Ricordo  gli articolisti del 1988, ecco, i ragazzi che lavorano,
  queste   persone,  questi  ragazzi  che  lavorano  in  ARTA  presso
  l'Assessorato del territorio e dell'ambiente e che fanno un  lavoro
  particolare  che  si chiama Viavai - e sapete tutti  benissimo  che
  tipo  di  lavoro è -, oggi venga chicchessia, non è  pensabile  che
  dopo  tantissimi  anni  le difficoltà che pone  questo  Governo  al
  Governo  nazionale,  lo Stato nazionale, la  Comunità  europea  nel
  rientrare nelle spese.
   Vede,  caro Presidente, noi già qui abbiamo una difficoltà  enorme
  in  Sicilia, abbiamo già la responsabilità di sentire dalla mattina
  alla  sera  di  quanto aumentano i disoccupati  in  Sicilia,  siamo
  arrivati al 35 per cento, non parliamo dei giovani che oramai siamo
  già oltre il 40 per cento.
   Dico, se noi veramente non mettiamo fine a iniziare da questi  qui
  che  oltre  al  lavoro  che offrono danno  pure  la  possibilità  e
  producono  per la Regione siciliana, e in u n certo senso veramente
  si  autofinanziano. Quindi, se noi partiamo da questo - è veramente
  siamo  ormai  alla  deriva - non possiamo  permetterci  di  perdere
  queste persone.
   Pertanto,  immediatamente,  caro Presidente  e  signori,  amici  e
  colleghi, vi dico che è importante, e quando il 24 e il 25 febbraio
  finirà  la  campagna  elettorale e vedremo chi  avrà  vinto  questa
  benedetta  campagna elettorale alle nazionali, il Governo regionale
  della  Sicilia  deve  porre  fine  a  questa  cosa  attraverso  una
  Conferenza  Stato-Regioni,  attraverso  chicchessia  impegnando  il
  nostro Governo affinché questa diatriba possa veramente finire.
   Possiamo  pagare,  abbiamo  pagato tutti,  dobbiamo  continuare  a
  pagare,  abbiamo  iniziato  con la deputazione  regionale,  abbiamo
  iniziato  anche  col  personale  dell'Assemblea  regionale,  ed   è
  vergognoso.  Dobbiamo continuare a risparmiare entrando  in  quelle
  nicchie  nelle quali ancora nessuno ci ha messo mano. E allora,  se
  sposiamo  in  pieno,  perché ormai è questa la  volontà  di  tutti,
  questi  ordini  del  giorno, dopo il 24  e  il  25  febbraio,  cari
  colleghi, tutti insieme dobbiamo mettere fine a questa cosa. Questi
  lavoratori,  dopo  tanti anni non possono essere  mortificati;  già
  sono  stati  mortificati per tanto tempo poiché  vivono  ancora  la
  condizione di precari.

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono iscritti  a  parlare  inoltre  gli
  onorevoli Scoma, Cordaro  e Rinaldi.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  questa
  seduta poteva benissimo essere evitata. Sarebbe bastato, così  come
  è   consuetudine   del   Parlamento,  ma  anche   come   è   prassi
  regolamentare, l'approvazione di un ordine del giorno nella  scorsa
  seduta per la pubblicazione della legge senza le parti impugnate.
   E'  chiaro che il Governo, al quale indubbiamente riconosciamo, da
  un  lato, la buona fede e, dall'altro, la totale inesperienza  -  e
  questa  è  certamente  la  buona fede  che  è  un  fatto  positivo,
  l'inesperienza invece è un fatto negativo - onorevoli assessori del
  Governo, anzi assessori del Governo senza onorevoli perché quello è
  un   titolo   che   può  rivendicare  soltanto  chi   passa   dalla
  legittimazione  popolare. E allora, la buona fede  ha  previsto  il
  tentativo  di  cercare di risolvere un problema  che  certamente  è
  stato  affrontato  nel modo sbagliato. Innanzitutto,  perché  avete
  scaricato  sul  Parlamento  e  sulle Commissioni  errori  che  sono
  soltanto del Governo, in quanto il disegno di legge è di iniziativa
  governativa e non parlamentare. Dall'altro lato, credo che oggi non
  stiamo facendo un buon servizio ai lavoratori.
   Mi voglio augurare che per il futuro, passata la fase del rodaggio
  governativo e parlamentare, vi sia una maggiore attenzione da parte
  degli assessori del Governo.
   A  proposito,  signor Presidente, le anticipo la presentazione  di
  un'interrogazione  per  sapere  se  gli  altri  due  assessori,  il
  professore  Zichichi e l'artista Battiato, si recano nei rispettivi
  assessorati di competenza. So che ci sono provvedimenti  importanti
  che  ancora oggi non vengono evasi perché mancano i titolari di due
  assessorati importanti di questa Regione.
   Signor  Presidente, volevo dire, se mi consente, che noi ci stiamo
  occupando di stabilizzare o salvaguardare alcuni precari, però,  mi
  consenta  di  spezzare, per un minuto, una  lancia  in  favore  dei
  dipendenti e dei lavoratori dei Gruppi parlamentari che oggi, al di
  là  del  chiaro e dello scuro, di quello che si dice a  torto  o  a
  ragione,  noi stiamo trasformando persone che fino ad ieri  avevano
  una posizione consolidata in nuovi precari di questo Parlamento.
   Probabilmente, nei mesi a venire dovremo approvare un  disegno  di
  legge   che  salvaguardi  i  precari  dei  dipendenti  dei   Gruppi
  parlamentari, perché se i colleghi hanno letto la nota che  lei  ha
  inviato   a  tutti  i  deputati  per  quanto  riguarda   i   Gruppi
  parlamentari, signor Presidente, le debbo dire che siamo fortemente
  preoccupati in quanto stiamo ledendo gravemente i diritti di questi
  lavoratori.
   In  nome  della  spending review o in nome della  riduzione  della
  spesa  di  questo Parlamento, vorrei ricordare che  ci  sono  delle
  persone  che  hanno maturato dei diritti che noi stiamo calpestando
  in  nome  di  un non meglio precisato, né giustificato,  motivo  di
  riduzione della spesa.
   La   invito,   e  ciò  sarà  oggetto  di  una  mia  interrogazione
  parlamentare,  signor  Presidente, a rivedere  il  contenuto  della
  lettera che ha inviato ai Presidenti dei Gruppi parlamentari perché
  stiamo mortificando taluni lavoratori di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

      CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  assessori, ho chiesto di parlare non per associare la mia voce alla
  retorica  della solidarietà verso chi rischia di perdere il  lavoro
  perché  spesso in questa Aula si assiste più ad una recita  che  ad
  una  valutazione  dei  fatti  e  dell'attività  che  spetta  ad  un
  parlamentare  nel  tentativo attraverso le  leggi  di  risolvere  o
  provare a risolvere i problemi.
   Ho  chiesto  di parlare perché voglio ribadire quanto ho  espresso
  nel  mio intervento nella seduta in cui è stato approvato il  testo
  che  poi  è  stato  oggetto  di impugnativa,  e  voglio  porre  una
  questione  al  Governo perchè sono sinceramente  preoccupato  della
  eccessiva  attività  da  parte dell'ufficio del  Commissario  dello
  Stato  di  entrare  nel  merito e sulla  opportunità  dell'attività
  legislativa  di questo Parlamento.
   Lo  dico con franchezza, e sono tra quelli, credo di poterlo dire,
  di  non  essere  sospettabile di avere  avuto  sempre  un  rispetto
  istituzionale sacro nei confronti del Commissario dello Stato  come
  ufficio,  al di là delle persone che lo compongono, e avere  sempre
  difeso  le  prerogative  e  la ragione  stessa  dell'esistenza  del
  Commissario  dello  Stato malgrado la modifica intervenuta  con  la
  riforma  del Titolo II della Costituzione, quando altri  ed  alcuni
  Governi  precedenti  a  questo addirittura  ipotizzarono  anche  la
  dichiarazione   unilaterale   della   cessazione    del    rapporto
  istituzionale con il Commissario dello Stato.
   Faccio  questa premessa perché credo di non avere mai avuto  dubbi
  sulla   necessità  e  sull'utilizzo  positivo  che  in   fondo   il
  Commissario  dello  Stato svolge nei confronti  della  legislazione
  siciliana.  Però, credo che in questo caso ci sia stato un  eccesso
  di  zelo  perché l'intervento travalica i confini delle prerogative
  che sono connesse allo Statuto ed alla Costituzione italiana. Ed io
  ricordo,  l'ho detto prima e lo ripeto, in materia di  mercato  del
  lavoro  la competenza della Regione è di natura concorrente, quindi
  agiamo  in  una  condizione nella quale possiamo legiferare  non  a
  modifica   o  negando  la  legislazione  vigente  dello  Stato   ma
  integrandola con elementi specifici.
   E,  nel caso specifico, siccome lo voglio ribadire, poiché non  mi
  sono  mai vergognato di dire le cose che faccio e quello che penso,
  credo  di  essere stato uno di quelli che ha materialmente  scritto
  l'art. 1, così come il comma 1, così come è stato esitato dall'Aula
  e  l'ho scritto consapevole che applicavamo le leggi dello Stato  e
  le  leggi  dello Stato, lo dico perché il Commissario  dello  Stato
  nell'impugnativa  fa una artificiosa differenza tra  il  comma  147
  dell'articolo 1 della legge 228 del dicembre 2012 - oggi  scriviamo
  228,  quando  abbiamo fatto la legge non sapevamo  neanche  che  ci
  fosse una numerazione a quella legge, com'è noto è stata pubblicata
  l'indomani della approvazione da parte nostra della legge regionale
  .
   Quindi ,dicevo che fa una artificiosa differenza tra il comma  147
  dell'articolo 1 e il comma 400, come se fossero due leggi  diverse;
  come  se  fossero  contenute in due discipline giuridiche  diverse.
  Eppure,  la legge è una  E che cosa avevamo detto noi nella  nostra
  legge?  Avevamo  detto che in applicazione del  combinato  disposto
  delle  leggi vigenti, comprese quelle che stavano per essere varate
  dal  Parlamento  nazionale,  cioè la legge  228  che  conteneva,  e
  sapevamo che già conteneva, sia il comma 400 che il comma 147.
   L'attuazione  del comma 147, perché so anch'io che  il  comma  147
  pone  delle  limitazioni  al rinnovo dei contratti  cosidetti   non
  subordinati , ma la valutazione se è possibile applicare il 147 nei
  confronti  di persone specifiche, non è una valutazione  che  è  in
  capo al Commissario dello Stato
   E'  una valutazione che è in capo ai dirigenti che si assumono  la
  responsabilità di applicare una norma e di applicarla nel  rispetto
  dei criteri per cui la norma è stata fatta
   Ecco  perché  io considero inaccettabile questo eccesso  di  zelo,
  inaccettabile  questa  invasione di  campo,  inaccettabile  che  il
  Governo possa farlo passare nel silenzio
   Io  credo  che  si ponga un problema istituzionale da  aprire  nei
  confronti delle Istituzioni democratiche di questo nostro Paese. Io
  difendo  il  Commissario dello Stato e il suo Ufficio, ma  dobbiamo
  stabilire  i confini nei quali ognuno di noi deve agire, altrimenti
  siamo  un  Parlamento di nome ma rischiamo di non  esserlo  più  di
  fatto,  perché siamo subordinati ad un controllo che non è  più  di
  legittimità  ma  diventa un controllo di  opportunità  e  se  è  un
  controllo di opportunità i  Parlamenti non si fanno, si sciolgono
   Ecco  perché credo che il Governo ha il dovere, adesso abbiamo  la
  pistola alla tempia, diciamolo pure, c'è il rischio che migliaia di
  contratti,  come  dire  la gente si ritrova in  una  condizione  di
  incertezza e, quindi, facciamo buon viso a cattivo gioco approvando
  una  norma  che  poi  era  il testo che era stato  predisposto  dal
  Governo  e che era stato modificato proprio in virtù  della ragione
  di applicazione per intero del 228, sia del comma 400 che del comma
  147.
   Ho voluto fare questo intervento, mi dispiace che non sia presente
  il  Presidente della Regione,  ma credo che questa vicenda apra  un
  problema  di  rapporto  istituzionale  che  va  posto  agli  Organi
  istituzionali di questo Paese, perché così rischiamo di  essere  un
  Parlamento che non ha più capacità di intendere e di volere, perché
  se  una  legge che scriviamo nel testo si dice che si può applicare
  un  comma e non un altro, è veramente singolare una interpretazione
  giuridica di tale fattispecie  che io credo sia ispirata più ad una
  ragione  di  opportunità  che  ad una  ragione  di  valutazione  di
  legittimità  Quello è inaccettabile
   Se  qualcuno  vuole valutare l'opportunità, si candidi,  prenda  i
  voti, si faccia eleggere in Parlamento e rappresenti gli elettori e
  non  si  nasconda dietro le ragioni di opportunità per  cercare  di
  mutare  l'indirizzo politico di chi legittimamente si è  sottoposto
  al vaglio dell'unico sovrano che c'è in democrazia, che è il popolo
  con il suo voto.
   Mi  fermo  qui.  Ho voluto fare questo intervento consapevole  che
  questo mio intervento apre un conflitto istituzionale che credo sia
  giusto  che debba trovare una sede di definizione per definire  una
  volta  per tutte ciò che spetta al Commissario e ciò che spetta  al
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   intendo
  ovviamente  fare retorica,  né essere ripetitivo con gli interventi
  che  mi  hanno  preceduto.  Però,  a  me  sembra  che  l'attenzione
  dell'Aula  sui rivolga esclusivamente nell'ambito della  situazione
  in cui si sono venuti a trovare questi 45 - 46 lavoratori dopo aver
  superato il problema sicuramente del vaglio dell'esame da parte del
  Commissario dello Stato per quanto riguarda la proroga di tutti gli
  altri precari.
   Condivido  in pieno l'attenzione che viene rivolta nei  confronti,
  ovviamente, di questi lavoratori e la sposo. Debbo essere  sincero,
  nutro però alcune perplessità sulla base delle iniziative che  sono
  state  promosse per attenzionare la loro posizione sotto  l'aspetto
  prettamente giuridico.
   La  mia  perplessità nasce, ovviamente, dal fatto che, mi pare  di
  avere  capito,  laddove l'oggetto del contratto di  cui  ovviamente
  sono titolari questi dipendenti non dovesse essere stato portato ad
  esecuzione può essere oggetto di proroga.
   A  me  preme  ricordare un aspetto che secondo me  è  estremamente
  importante.   Così  come  è  stato  ribadito  in  quest'Aula   sono
  lavoratori  che  sono, nell'ambito di questa situazione,  forse  da
  tantissimo  tempo e si è andati avanti di proroga  in  proroga,  da
  contratto a contratto.
   Mi  pare  di  capire  che  questo è un  modus  operandi  veramente
  illegittimo,   illegittimo,  se  mi  consentite,   si   prende   in
  considerazione   la   legge   241   del   1990   sul   procedimento
  amministrativo  laddove  impone che  l'azione  amministrativa  deve
  essere  proiettata  verso  i criteri di  efficienza,  efficacia  ed
  economicità.   Allora,   come   è   possibile   che   la   pubblica
  amministrazione  giustifichi  alla  collettività  questo  modo   di
  operare  con  i  criteri che comunque deve  assicurare   in  ordine
  all'efficienza
   Negli  interventi che mi hanno preceduto è stato evidenziato  come
  questi  lavoratori per avere acquisito sicuramente  una  esperienza
  non  indifferente, non li definirei insostituibili, ma  sicuramente
  di difficile sostituzione; li definirei preziosi per l'azione e per
  l'attività amministrativa. Sono estremamente preoccupato, così come
  è  stato  evidenziato,  come  tantissime  istanze  che  sono  state
  presentate   giacciono in Assessorato perché non  istruite,  perché
  non esitate. E non dobbiamo dimenticarci che dietro ogni istanza  è
  una  iniziativa,  che  ha  sicuramente dei  riflessi  di  carattere
  economico, e consentitemi, anche di carattere occupazionale.
   E  poi, noi, come pubblica amministrazione, invece di procedere  a
  perseguire  e ad attuare l'interesse pubblico operiamo nei  termini
  così  precari  come d'altronde è stato fatto precedentemente  ed  è
  stato così evidenziato.
   Io  comprendo  il Governo, comprendo benissimo che sicuramente  ha
  ereditato  una situazione non facile e non semplice. Sarebbe  stato
  forse opportuno attenzionare questa problematica un poco prima..  E
  sono  estremamente  preoccupato laddove  la  situazione  non  venga
  definita nei termini, così come è stata anticipata, con un  disegno
  di  legge ancorché urgente e accelerato, perché mi preoccupa  quale
  potrebbero essere le conseguenze in capo all'Assessorato ed in capo
  all'efficienza che l'Assessorato deve assicurare.
   Mi   preme  evidenziare  un'altra  cosa.  Forse,  qualcuno  si   è
  dimenticato  che la giurisprudenza amministrativa e  poi  la  legge
  riconosce  un  risarcimento del danno per i ritardi della  pubblica
  Amministrazione.
   Credo che questi sono argomenti che dovrebbero essere maggiormente
  attenzionati, tenendo conto della situazione personale e  familiare
  dei  dipendenti,  dei  precari  e  quant'altro,  ma  avendo  sempre
  l'obiettivo  dinnanzi  l'interesse  pubblico  e  l'interesse  della
  collettività.
   Comprendo  che  tante  volte, forse, si fa prevalere  l'uno  verso
  l'altro; non mi pare obiettivamente che questo sia un modo corretto
  di  svolgere  il  ruolo che ognuno di noi svolge sulla  base  delle
  proprie funzioni e dei propri ruoli.
   Mi  auguro, ma mi auguro di cuore, che il Governo affronti il tema
  dei  precari che si trascina da tantissimo tempo e che risulta  del
  tutto ingiustificabile, inammissibile.
   Non   è   possibile   che  questa  situazione  abbia   poi   delle
  ripercussioni      per      quanto     riguarda      l'inefficienza
  dell'Amministrazione,  pur utilizzando delle  risorse  che,  a  mio
  avviso,  potrebbero essere meglio utilizzate, dando, possibilmente,
  una sicurezza per quanto riguarda il futuro.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    abbiamo
  sottolineato  più  volte  che  quest'Aula  si  è  trovata  a  dover
  legiferare  sotto  l'impulso  dell'urgenza  e  licenziare,  quindi,
  provvedimenti  di carattere generale e che interessano  migliaia  e
  migliaia  e  migliaia  di persone, pur in presenza  di  un  Governo
  nuovo,  ma  con la consapevolezza che tutti abbiamo e che  dobbiamo
  tener  presente  che  si trattava e si tratta di  un  problema  non
  nuovo,  di  un  problema che non è assunto oggi tra le  urgenze  da
  affrontare  per  qualsiasi  agenda di  qualsiasi  Governo,  ma  del
  problema  più  antico  con  cui quest'Aula  si  è  confrontata  nei
  decenni,  e si è confrontata nei decenni non solo durante i  lavori
  della  finanziaria e del bilancio, ma si è confrontata nei  decenni
  durante  quasi  tutti  i  lavori e i  disegni  di  legge  che  sono
  approdati in Aula via via negli anni.
   Allora,  la  prima  cosa  che il Governo  nuovo  doveva  fare  era
  cercare,  intanto, di dare sicurezza e certezza ad un problema  che
  era atavico, era conosciuto e la cui scadenza era imprescindibile.
   La tagliola era al 31dicembre 2012 senza possibilità di aggiustare
  questa  data,  senza  possibilità  di  oltrepassarla,  tant'è   che
  quest'Aula  è  stata disponibilissima ed è stata qui presente,  sia
  alla  vigilia  di Natale, ma avevamo manifestato la possibilità  di
  stare  qui  anche il giorno di Natale ed ininterrottamente  sino  a
  Capodanno,  senza accampare alcuna pretesa né di  festività  né  di
  altro.
   Noi,  invece, ci siamo ritrovati con un Governo che ha  presentato
  gli strumenti finanziari che, come ben si sa, erano propedeutici  a
  qualsiasi   disegno  di  legge  di  proroga  dei  precari   stessi,
  all'ultimo minuto, costringendo quest'Aula e questo Parlamento,  ad
  una  forzatura  nei  tempi  di  esame  dei  disegni  di  legge,  di
  approfondimento  e  di  maggiore conoscenza, quindi,  privando,  di
  fatto,  la  possibilità  per i deputati,  per  i  componenti  delle
  Commissioni,  di  potere dare l'apporto necessario  al  disegno  di
  legge  in  questione  e, pertanto, con i tempi compressi  che  sono
  stati  imposti  dalle circostanze, non volute  e  non  dovute,  per
  quanto riguarda la tempistica stessa per ciò che ho detto prima, ed
  alla  fine  si  è  arrivati   a  quella  impugnativa  operata   dal
  Commissario dello Stato.
   Bene,  anche qui il Governo, anziché percorrere la strada  maestra
  che  era  quella dello stralcio, come si era sempre fatto da  tempo
  immemore, credo dal 1965 in poi, se non vado errato, se la  memoria
  non mi tradisce,  che era una strada priva di rischi.
   Al  Governo  dico  che  possiamo pure tentare strade  alternative.
  Possiamo  pure  vedere di modificare la prassi  consolidata  ed  il
  cammino  certo e sicuro dell'incedere legislativo. Per carità,  ben
  vengano le novità, ma quando queste non mettano a repentaglio ed in
  pericolo  l'esistenza  stessa  della  possibilità  per  migliaia  e
  migliaia  di  famiglie di poter continuare a vivere; quando  queste
  innovazioni  non  comportano pericoli reali per la sussistenza  dei
  lavoratori,  ma  non,  come in questo caso, quando  si  sceglie  di
  percorrere   una   strada   alternativa,  mettendo   seriamente   a
  repentaglio  il rinnovo di 28 mila precari di questa  Regione,  che
  non voglio più chiamare precari perché mi vergogno, da legislatore,
  continuare a chiamare precari persone che prestano la loro opera da
  oltre 20 anni  E' un insulto alla dignità delle persone
   Ed  allora, avevamo suggerito questa strada, anche per cercare  di
  evitare,  di impedire che questo Parlamento - e continuo  e  voglio
  continuarlo  a  chiamare Parlamento perché tale è  -  possa  essere
  stato messo nella possibilità di andare a sbattere contro un muro e
  fare  una  figuraccia nei confronti delle autorità che ci guardano,
  che  ci  osservano  e, soprattutto, nel mettere  a  repentaglio  il
  rinnovo stesso.
   Quella  interpretazione  che il Governo aveva  qui  portato,  quel
  disegno  di  legge  -  dobbiamo sottolineare questo  fatto,  perché
  altrimenti  se non sottolineiamo le cose negative che accadono,  ci
  rendiamo  complici ed andiamo in una situazione che  è  foriera  di
  ulteriori   errori  -  quella  proposta  del  Governo  strampalata,
  assurda,  era una proposta che avrebbe portato questo Parlamento  a
  prendere il più grande abbaglio della sua storia.
   E'  solo grazie al lavoro prezioso degli uffici di quest'Assemblea
  che,  alla  fine, quel provvedimento è stato ritirato  dal  Governo
  perché   era  talmente  assurdo,  talmente  farraginoso,   talmente
  improponibile,  talmente ridicolo nei contenuti, laddove  prevedeva
  che  si  potesse correggere con una interpretazione  autentica  una
  legge   che  non  è  legge,  perché  non  è  stata  neppure  ancora
  pubblicata,  e che, nelle more di questa interpretazione  autentica
  di  una  legge non legge, appunto perché non ancora pubblicata,  il
  Commissario  dello Stato doveva a sua volta ritirare  l'impugnativa
  su una legge non pubblicata. Al ridicolo
   Merito,  quindi,  agli Uffici di quest'Assemblea che,  ancora  una
  volta,  hanno  dimostrato  la grande professionalità  di  cui  sono
  dotati  e  che  hanno impedito che si compiesse un vero  e  proprio
  scempio istituzionale.
   Io  voterò  a  favore,  a nome anche del mio Gruppo,  della  nuova
  impostazione che è stata data, corretta questa volta da  parte  del
  Governo con il ritiro di quella proposta e con la presentazione  di
  una  nuova  proposta, che è quella della strada consolidata  e  che
  tutti   conosciamo:  lo  stralcio  e  l'intervento  legislativo   a
  correzione di ciò che il Commissario dello Stato aveva ritenuto  di
  impugnare.
   E  a  proposito del Commissario dello Stato, visto che  in  questa
  sede  sono  state  avanzate  delle critiche  anche  feroci  al  suo
  operato,  voglio ricordare che queste critiche feroci  furono  già,
  credo  nella XIII legislatura, avanzate pesantemente dall'onorevole
  Fleres  allora,  il quale chiedeva l'abrogazione  dell'Ufficio  del
  Commissario  dello Stato, bene, non è che noi possiamo  concordarci
  con  il  Commissario  dello Stato a corrente alternata:  quando  ci
  conviene che ci sia e che dia un'interpretazione di legittimità, ne
  vantiamo  la imprescindibilità e, contestualmente, un minuto  dopo,
  quando  non  ci  convince qualcosa del suo operato, il  Commissario
  dello Stato travalica
   Io  ritengo che il Commissario dello Stato, ci convenga o  non  ci
  convenga,  ci  piaccia  o non ci piaccia, fa il  proprio  mestiere.
  Certo,   la  situazione  è  mutata  rispetto  alle  decisioni   del
  Commissario  dello Stato di una decina di anni fa, ma è  mutato  il
  mondo,  è  mutata  la situazione politica e soprattutto  economico-
  finanziaria   dell'Italia,   è   mutata   la   consapevolezza   del
  funzionamento della macchina dello Stato, sono mutate le condizioni
  di  base che sorreggevano il finanziamento delle leggi dieci  anni,
  quindici  anni  fa,  rispetto a ciò che  oggi  è  in  atto.  Forse,
  dimentichiamo che c'è un vincolo che ci lega a Bruxelles,  che  c'è
  un  patto  di  Maastricht, forse dimentichiamo che i bilanci  dello
  Stato  e  della Regione si facevano a piè di lista e a  fine  anno,
  andando  a sommare quelle che erano le esigenze nuove, si aumentava
  il deficit dello Stato.
   Non  è  più  così   Piaccia o non piaccia   E,  quindi,  anche  il
  Commissario dello Stato espleta la sua funzione avendo riguardo  di
  quella  che è la mutata situazione economica, sociale e finanziaria
  oltre che istituzionale dello Stato.
   Quindi, non sono per nulla d'accordo sulle critiche che sono state
  avanzate  perché  non  si  può essere a corrente  alternata  e  non
  ritengo  affatto  che il Commissario dello Stato  abbia  piacere  a
  bocciare   questo  o  quell'altro  provvedimento  per  mettere   in
  difficoltà questa o quell'altra categoria di lavoratori.
   Piuttosto  il  Governo  per  parte  sua,  fondamentalmente,   deve
  approfondire   molto  ma  molto  di  più  alla   luce   di   queste
  considerazioni  i  provvedimenti di legge che presenta  in  Aula  e
  l'Aula stessa, anche sulla scorta degli ottimi uffici legislativi e
  finanziari  che  ha  e di bilancio che ha, vedere  di  approfondire
  ulteriormente i provvedimenti che vengono esitati.
   Quindi, per queste ragioni, io invito il Governo a non comportarsi
  più come ha fatto finora, come ha fatto in questa situazione con un
  precedente  assai  grave e comunque votiamo favorevolmente,  perché
  questa  è la procedura esatta da seguire, lo stralcio e la modifica
  di  quell'articolo  1, tenendo presente di evitare  per  il  futuro
  avvenimenti simili.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  mi  dispiace non sia presente il Presidente della Regione e chiedo,
  Presidente  Ardizzone,  di  sapere se è  presente  l'assessore  per
  l'economia.  Un  tema  come  questo  vorrebbe  o  la  presenza  del
  Presidente  della Regione o quanto meno la presenza  dell'assessore
  per l'economia, al quale io più volte mi dovrò rivolgere. Io so che
  il  Governo  ha  il personale delegato, però vorrei capire,  quando
  finiscono di parlare

     PRESIDENTE.  C'è  l'Assessore per il lavoro, che  è  l'Assessore
  competente.

   CORDARO.  Lo  so,  però quello che ha proposto  la  soluzione  era
  proprio l'assessore per l'economia e, quindi, con lui volevo  avere
  un'interlocuzione e comunque speriamo che nel frattempo rientri.
     Io voglio pubblicamente ringraziare l'onorevole Cracolici, anche
  se non è in Aula, perché, onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici
  ha  riportato un tema di tale delicatezza, quale quello che  stiamo
  trattando, a quelli che devono essere i toni, i modi e i concetti.
   Mi  dispiace - lo dico a tutti i colleghi - avere dovuto ascoltare
  interventi  da stadio .
   Non  credo che rispetto a 46 persone che rappresentano 46 famiglie
  perbene  -  e questo non vorrei che oggi in Sicilia diventasse  una
  discriminante negativa - ci siano stati dei toni che  non  aiutano,
  demagogici,  da campagna elettorale, quando invece il tema  vero  è
  quello di comprendere, signor Presidente dell'Assemblea, adesso  mi
  rivolgo  a lei, se noi dobbiamo continuare a ritenere di essere  un
  Parlamento con le prerogative di un Parlamento oppure no.
   Questo  io  lo  dico, signor Presidente, perché noi  nella  scorsa
  legislatura  abbiamo  assistito a delle  pantomime  vergognose  che
  prevedevano, onorevoli colleghi, dei rapporti di interlocuzione tra
  assessori  prestigiosi del Governo Lombardo e il Commissario  dello
  Stato  su norme da approvare, su beneplaciti assolutamente   sereni
  da   parte   di  Assessori  prestigiosi  dopo  interlocuzioni   col
  Commissario   dello   Stato,  salvo  scoprire   dopo   che   queste
  interlocuzioni  non  c'erano  neanche  state  e  che  quelle  norme
  venivano  regolarmente  impugnate  Come si dice  dalle  mie  parti,
  signor Presidente,  noi veniamo dal morto  .
   Io credo che il prestigio di una Istituzione, qual è il Parlamento
  siciliano,  si  misuri  anche nel fatto  che  non  è  assolutamente
  concepibile una previa interlocuzione col Commissario dello  Stato
  Dobbiamo avere il prestigio, la competenza di fare buone leggi   Il
  prestigio  di un governo regionale si misura sul fatto che  non  ci
  debba essere, non ci possa essere, una previa interlocuzione con il
  Commissario dello Stato  Significa che ci stiamo commissariando  da
  soli   Ed  è  ancora  più  grave quando scopriamo  che,  nonostante
  l'interlocuzione, poi la norma viene impugnata
   Ed  allora, amici miei, colleghi, onorevole Parlamento, ma di cosa
  stiamo parlando?
     Ed allora, io ringrazio l'onorevole Cracolici, perché il collega
  ha  messo  il  dito  nella piaga, ha toccato il  punto  dolente.  E
  Presidente  Ardizzone, noi abbiamo, suo tramite,  la  necessità  di
  misurare   quali  sono  i  rapporti  di  forza  sotto  il   profilo
  costituzionale  tra  un  Parlamento qual  è  il  nostro  a  Statuto
  Speciale e il Commissario dello Stato.
   Perché  se  la  lettura  di  qualche collega  esperto  che  mi  ha
  preceduto  è quello che dovesse farci davvero scoprire  che  è  una
  scelta   non  legata  al  vizio  della  legge  ma  all'opportunità,
  onorevoli  colleghi, noi siamo con un prestigio che  non  è  al  di
  sotto  dei  minimi storici rispetto alla gente che ci  ascolta,  ma
  rispetto a un interlocutore istituzionale come il Commissario dello
  Stato  che, invece, deve comprendere che qui ci sono uomini e donne
  che   lavorano,  preparate,  che  studiano,  ci  sono   funzionari,
  dirigenti,  fior fiore di dirigenti, non tanto e non solo  per  gli
  stipendi, ma anche per la loro preparazione, che ci devono  mettere
  al riparo da determinate impugnative.
   Allora, il problema, signor Presidente, è complessivo e ho sentito
  troppa demagogia rispetto al fatto che è facile gridare  io non  lo
  farò ,  dobbiamo salvare, dobbiamo salvare .
   Signori del Governo, l'incidente è capitato su 46 persone.  E,  se
  fosse  capitato  su una platea di 8.000 persone, che  cosa  sarebbe
  successo in Sicilia, Presidente Ardizzone?
   E, allora, basta; basta dilettanti allo sbaraglio.
   La  proposta dell'assessore Bianchi, di una interpretazione di una
  norma,  non  pubblicata, non esistente, perché  impugnata,  avrebbe
  potuto  avere l'unica ratio di un accordo previo con il Commissario
  dello  Stato,  attraverso una fictio iuris, una finzione  giuridica
  che  serviva a salvare 46 persone. Ma non è il ghigno  che  ci  può
  aiutare, quando scopriamo che non c'è nessuna interlocuzione e  che
  non è una finzione giuridica, ma che è un tentativo.
   E,   allora,  ecco  perché  volevo  l'assessore  Bianchi,   signor
  Presidente. Oggi, l'assessore Bianchi, sul  Giornale di Sicilia , a
  pagina  6, dice:  precari, salveremo pure i 46 co.co.co. . E'  qua.
  E, allora, se così stanno le cose, i deputati del Cantiere Popolare
  sono  con  l'assessore Bianchi. Non mi interessa come; mi interessa
  soltanto  che  gli  impegni pubblici, solenni,  di  un  uomo  delle
  istituzioni,   vengano   mantenuti  e,  soprattutto,   che   errori
  clamorosi,  perché voglio tuttavia, per questa  volta  e  solo  per
  questa  volta, concedere al Governo il beneficio della buona  fede,
  non abbiano più a ripetersi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro.
   Hanno  chiesto di parlare l'onorevole Scoma, che non vedo in Aula,
  e l'onorevole Rinaldi, che non vedo in Aula.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sento il  bisogno
  di  intervenire su questa questione perché conosco un po' di questi
  lavoratori;   perché,   nei  miei  viaggi   che,   attraverso   gli
  assessorati,  svolgo di settimana in settimana, ho  avuto  modo  di
  appurare  quanto è importante e quanto è vitale la  loro  presenza.
  Molti  uffici  regionali senza di loro, forse non  sarebbero  nelle
  condizioni  di  portare  avanti  la  normale  amministrazione.   Le
  critiche, fin qui mosse dai miei colleghi, ci stanno tutte ma penso
  che, adesso, bisogna stringere e andare al sodo, votando con un  sì
  questa  norma  e  mi preme ribadire un sì  mio  e del  mio  partito
  perché,  per tanti anni, per 20 anni e forse anche per 25 anni,  il
  bilancio regionale ha impegnato somme per formare questi lavoratori
  che,  oggi,  sono  in ottime condizioni culturali e  professionali,
  anche grazie al sacrificio del bilancio regionale.
   L'impegno  nostro, quindi, l'impegno della nuova  politica,  se  è
  vero  che  c'è  un  cambiamento, un cambiamento per  questa  nostra
  Sicilia,  ritengo  che  questo  Governo,  che  appoggiamo   e   che
  condividiamo  nelle  sue  azioni,  in  questi  cinque  anni,  possa
  chiudere  la  porta del precariato siciliano e far  sì  che  queste
  famiglie,  non  solo  queste 46, ma tutte le famiglie  dei  precari
  siciliani possano trovare un valido sostegno nelle Istituzioni,  in
  questo Governo, integrandoli, facendoli sentire parte attiva e  non
  precari. Perché già psicologicamente questa parola crea disagio per
  chi la esprime e per chi la subisce. Per cui, signor Presidente, la
  ringrazio per avermi dato la parola e rappresento a lei  e  a  nome
  del mio partito un sì per questo documento.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
    Proroghe di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato

   1.  E'  autorizzata  sino  al  30 aprile  2013  la  proroga  senza
  soluzione di continuità dei contratti di lavoro subordinato a tempo
  determinato  in  essere  alla data del 30 novembre  2012,  eccezion
  fatta  per  quelli  relativi al personale già alle  dipendenze  dei
  dipartimenti regionali soppressi, ai sensi dell'articolo  5,  comma
  1,  della  legge  regionale 9 maggio 2012, n.  26,  previo  accordo
  decentrato  con  le  organizzazioni sindacali  rappresentative  del
  settore   interessato  e  previa  verifica  della   imprescindibile
  esigenza  del  fabbisogno di risorse umane da parte  dei  dirigenti
  generali, nel rispetto del combinato disposto delle disposizioni di
  cui all'articolo 1, comma 400, della legge 20 dicembre 2012, n. 228
  e  all'articolo  14,  commi 24-bis e 24-ter del  decreto  legge  31
  maggio  2010,  n. 78, convertito con modificazioni dalla  legge  30
  luglio  2010,  n.  122 e successive modifiche ed integrazioni,  con
  riserva di utilizzazione delle stesse risorse umane anche da  parte
  dei soggetti attuatori delle ordinanze nei settori della protezione
  civile,   dei  rifiuti  e  dell'ambiente,  con  priorità   rispetto
  all'utilizzazione di personale non dipendente dalla Regione.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, fino  al  30
  aprile  2013,  la  spesa complessiva nel limite  massimo  di  9.143
  migliaia  di  euro.  Il  relativo onere  è  imputato  all'esercizio
  provvisorio  relativo al bilancio di previsione della  Regione  per
  l'anno  2013  - U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento
  1001    -,   autorizzato   con   delibera   legislativa   approvata
  dall'Assemblea regionale siciliana il 30 dicembre 2012.

   3.  Nelle  ipotesi  in cui il personale di  cui  al  comma  1  sia
  utilizzato  per le finalità delle ordinanze richiamate al  medesimo
  comma,  le  relative risorse sono versate in entrata  nel  bilancio
  della Regione».

   Comunico  che sono stati presentati, dal Governo, gli  emendamenti
  tecnici A1, 1.1 e 1.2, che riguardano la coordinazione tra la legge
  che  verrà promulgata senza la parte impugnata e quella che  stiamo
  per approvare.
   Si  passa  all'emendamento A1. Lo pongo in  votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   GRECO MARCELLO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                          Effetti finanziari

   1.  L'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio  della
  Regione   per  l'anno  finanziario  2013,  di  cui  alla   delibera
  legislativa  approvata  dall'Assemblea regionale  siciliana  il  30
  dicembre   2012,  è  estesa  agli  effetti  finanziari  discendenti
  dall'applicazione della presente legge, per i quali non si  applica
  la  limitazione  per  dodicesimi nell'assunzione  degli  impegni  e
  nell'effettuazione dei pagamenti.'».

   All'articolo 2, non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi..

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  Le  disposizioni  della  presente legge  producono  effetti  a
  decorrere dall'1 gennaio 2013.

   3.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

     All'articolo 3, non sono stati presentati emendamenti. Lo  pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Ardizzone


      Annunzio degli ordini del giorno numeri 4, 5, 6 e votazione

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n.  4 , degli onorevoli Leanza, Lentini, Dina, Turano, Nicotra,
  Miccichè ed altri;
   - n. 5 , degli onorevoli Dina e Cancelleri;
   - n. 6, degli onorevoli Caputo e Fontana.

   Il Governo è chiamato ad esprimere il parere che, chiaramente, può
  essere   favorevole,   contrario   o   li   può   accettare    come
  raccomandazione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito  di
  questi  due  ordini del giorno che riguardano la questione  dei  46
  lavoratori,  che  condividiamo e apprezziamo in pieno,  vorrei  far
  presente  che,  avendo preso la decisione, anche la Presidenza,  su
  proposta  dell'onorevole  Musumeci - che  è  intervenuto  ed  aveva
  presentato  l'emendamento - di trasformarlo in  disegno  di  legge,
  ritengo  che  sarebbe molto ma molto riduttivo  approvare  ora  gli
  ordini del giorno.
   Pregherei, quindi, la Presidenza, in virtù del fatto che si è data
  una  corsia  preferenziale con l'esame  del  disegno  di  legge  in
  Commissione, e anche con tempi accelerati per il disegno  di  legge
  stesso,   approvare  gli  ordini  del  giorno  mi  pare  abbastanza
  superfluo e anche molto diminutivo, perché il  disegno di  legge  è
  bipartisan,  nel  senso  che  tutti  i  Gruppi  parlamentari   sono
  d'accordo  e,  quindi, si sentono impegnati alla corsia  veloce  in
  maniera bipartisan.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ritengo   che   il   richiamo
  dell'onorevole Formica sia più che pertinente, perché abbiamo avuto
  una  risoluzione della Commissione, poi un emendamento  trasformato
  in  disegno di legge, a cui abbiamo dato la procedura d'urgenza,  e
  due  ordini  del  giorno di identico contenuto. Il  Governo,  anche
  sulla base della risoluzione, potrebbe agire in via amministrativa.
  C'è  la  volontà  unanime  di dare soluzione  definitiva  a  questa
  problematica.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, i firmatari potrebbero  apporre  la
  loro  firma  al disegno di legge e potremmo fare, quindi,  un'unica
  cosa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se i firmatari  sono  d'accordo,
  ritiriamo  gli  ordini  del giorno che si intendono  assorbiti  dal
  disegno di legge.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ferme  restando
  le  decisioni che prenderà la Presidenza - nessuno intende metterle
  in  discussione - ritengo però che le risoluzioni e gli ordini  del
  giorno - intanto una è la risoluzione approvata in V Commissione  e
  poi   approvata  anche  in  Commissione  Bilancio  -  che   vengono
  prospettati  tendano a segnalare, nel momento in  cui,  votando  il
  disegno  di  legge, escludiamo queste persone, che  sostanzialmente
  subiamo  l'allontanamento  dall'attività  di  queste  persone.   Le
  risoluzioni  tendono  ad  impegnare  immediatamente  il  Governo  a
  trovare soluzioni al problema.
   Il  disegno di legge sarà approvato in tempi successivi e, quindi,
  penso che l'urgenza della situazione e l'unanime convincimento  del
  Parlamento  di  dare  una risposta a queste  persone,  consigli  di
  approvare  gli  ordini  del giorno e le risoluzioni  che  vanno  in
  questa direzione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo che la soluzione  migliore
  sia  quella  che  il Governo  accetti gli ordini  del  giorno  come
  raccomandazione,  in  considerazione della  risoluzione  votata  in
  Commissione,  ripeto, e del fatto che l'emendamento trasformato  in
  disegno  di legge con procedura d'urgenza ha il precipuo  scopo  di
  incalzare il Governo ad adottare gli atti definitivi. Quindi, se il
  Governo ritiene di accettare come raccomandazione i due disegni  di
  legge

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo li accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non più su questo argomento spero.

   TURANO. No assolutamente no.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare  sull'argomento  vero che oggi l'Assemblea  ha  affrontato.
  Argomento,  devo  dire, che è stato trattato  in  maniera  puntuale
  dall'onorevole Cordaro e dall'onorevole Cracolici.
   Dobbiamo  essere  pur conseguenti alle cose che facciamo.  Ricordo
  quale  era  la vecchia prassi che il Governo utilizzava allorquando
  riteneva  che l'impugnativa del Commissario dello Stato  sconfinava
  in ambiti e competenze che a quell'ufficio non appartenevano.
   E  c'è  soltanto  una  via  maestra  per  ristabilire  le  regole.
  Diversamente, quella di oggi rimane una amabile discussione che non
  produce effetti giuridici.
   Allora, ho abbozzato - chiedo alla Presidenza di essere tollerante
  -  un ordine del giorno che vorrei fosse valutato positivamente dai
  colleghi.
   Il  Governo  deve impegnarsi, se è convinto della correttezza  del
  suo  operato   e l'Assemblea deve essere conseguente, ad  approvare
  tempestivamente un disegno di legge che contenga un  solo  articolo
  identico  alla  parte  impugnata dal Commissario  dello  Stato  per
  permettere  di salvare, come diceva l'onorevole Cordaro,   capra  e
  cavoli ,  per  permettere di pubblicare oggi  la  legge  così  come
  impugnata  e per permettere al Commissario dello Stato di impugnare
  di  nuovo  la nuova legge, consentendo così al Governo di sollevare
  conflitto di attribuzione dinanzi la Corte Costituzionale.
   Diversamente,  la  discussione di oggi  diventa  una  appassionata
  discussione per mandare i messaggi anche al Commissario dello Stato
  che,  come diceva l'onorevole Cracolici, tantissime volte ha svolto
  ruoli egregi in relazione alle cose che quest'Aula ha approvato.
   Penso  sia un atto di giustizia nei confronti dell'Assemblea,  nei
  confronti di questo Parlamento e nei confronti del Governo.
   E'   un  atto  di  correttezza  istituzionale  nei  confronti  del
  Commissario dello Stato. Dobbiamo essere conseguenti alle cose  che
  diciamo e che facciamo.
   Credo che approvare un ordine del giorno che impegna il Governo  a
  ripresentare immediatamente, con la procedura d'urgenza, lo  stesso
  disegno  di legge permetta all'Assemblea, alla prossima seduta,  di
  rivotare  la  legge. Il Commissario dello Stato  la  impugnerà,  il
  Governo  presenterà conflitto di attribuzione e, fra sei  mesi,  la
  Corte Costituzionale dirà che aveva ragione e, una volta per tutte,
  stabiliamo le regole sulla legittimità del ruolo e sull'opportunità
  dell'impugnativa.
   Diversamente,  oggi, non abbiamo fatto un buon servizio  né  siamo
  stati  generosi  nelle valutazioni fatte con il  Commissario  dello
  Stato.
   Mi  dia  il  tempo, signor Presidente, io ho scritto   l'Assemblea
  regionale siciliana considerato il dibattito sul disegno di legge -
  devo completarlo perché non so il numero - impegna il Governo della
  Regione  ad  approvare  un  nuovo disegno  di  legge  identico  nel
  contenuto  alla parte impugnata della legge e a sollevare conflitto
  di  attribuzione davanti la Corte costituzionale nel caso di  nuova
  impugnativa .

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, per il futuro la invito a presentare
  prima   l'ordine   del   giorno.  Gli  uffici   ne   verificheranno
  l'ammissibilità  insieme  a  questa  Presidenza  e  poi  lei  potrà
  illustrarlo.

   TURANO. Io l'ho presentato.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, non è ammissibile.
   Noi  abbiamo il compito di risolvere i problemi dei siciliani, non
  di  creare tensioni a destra e a manca, non  possiamo impegnare per
  il futuro senza sapere cosa e come.
   Più   correttamente,  l'onorevole  Musumeci   ha   presentato   un
  emendamento,  trasformato  in  disegno  di  legge;  mandandolo   in
  Commissione,  ci sarà un momento di riflessione. Ma il  momento  di
  riflessione non deve necessariamente portare all'impugnativa; non è
  questo il senso del legiferare.
   Questo  argomento è chiuso, onorevole Turano. L'ordine del  giorno
  che  lei  intende presentare non è ammissibile e,  ripeto,  per  il
  futuro prima lo presenta e poi si dibatte.
   Si   passa  all'ordine  del  giorno  numero  6,  presentato  dagli
  onorevoli Caputo e Fontana.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Lo  accetto come raccomandazione. Il Governo sa  benissimo
  quanto è importante il CIAPI.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Riprende la discussione del disegno di legge «Proroghe di
     contratti di lavoro subordinato a tempo determinato» (110/A)


   Presidenza del presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  «Proroghe  di  contratti di lavoro subordinato a tempo determinato»
  (110/A).


   Presidenza del presidente Ardizzone


   SCOMA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
  per  esprimere la insoddisfazione sul disegno di legge perché credo
  che la materia vada trattata e trattata in maniera organica.
   Ovviamente,  esprimo il voto favorevole poiché la   condizione  ci
  impone  di sanare questi lavoratori. Siamo convinti che la  materia
  andrà trattata in maniera complessiva e ci auguriamo che, nel corso
  di  questa legislatura, si potranno sistemare tanti altri  problemi
  collegati  ai  precari e al loro ruolo che, in questi  anni,  hanno
  svolto,   in   maniera   determinante   e   che,   oggi,   appaiono
  indispensabili  per  lo  svolgimento e  l'attività  della  pubblica
  amministrazione.
   Mi  pregio,  però, signor Presidente, di pregarla  di  tornare  ad
  occuparsi di un problema che, oggi, le ho sollecitato in Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che riguarda, purtroppo  lo
  devo  dire, trattandosi quasi di precari, del personale dei  Gruppi
  parlamentari.
   Torno  a dirglielo perché, in queste ore, abbiamo creato, con  una
  circolare che ormai gira per tutti gli Uffici, una certa ansia  nel
  personale  che,  invece, deve essere riportato alla  calma  e  alla
  tranquillità.   Ci   sono   dipendenti   che   non    sono    stati
  contrattualizzati e ci sono dipendenti che, ancora oggi, per questo
  motivo, non riescono a percepire lo stipendio.   ..
   La  pregherei, signor Presidente, di assumere tutte le  iniziative
  atte  a  salvaguardare certamente la prosecuzione dei  rapporti  di
  lavoro   e  a  un chiarimento necessario  perché la materia  ce  lo
  impone.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
                                 legge

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno di legge «Proroghe di  contratti  di  lavoro
  subordinato a tempo determinato» (110/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          56

   Gli  onorevoli  Marcello Greco, Vullo, Oddo,  Clemente,  La  Rocca
  Ruvolo, Venturino e Rinaldi dichiarano che avrebbero voluto  votare
  favorevolmente,  ma  che il loro voto non risulta  registrato,  non
  avendo mantenuto pigiato il tasto di votazione.

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  15  gennaio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


       I  -Comunicazioni
  II  - Discussione della mozione:

         N. 8   -  Dismissione dell'ARSEA (Agenzia regionale per le
              erogazioni in agricoltura)

         CAPUTO - ASSENZA - FONTANA - GERMANA'

                   La seduta è tolta alle ore 18.57

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  110/A  PROROGHE  DI  CONTRATTI  DI  LAVORO
  SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO .

     Emendamento articolo aggiuntivo:

   Emendamento A 1

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art... Abrogazioni e modifiche di norme. 1. Sono abrogati i commi
  2 e 3 dell'articolo 1 della delibera legislativa recante  Norme in
  materia di personale. Disposizioni contabili  (ddl.n.58) approvata
  dall'Assemblea Regionale Siciliana il 30 dicembre 2012.

  2.  Al  comma 2 dell'articolo 2 della delibera legislativa recante
   Norme in materia di personale. Disposizioni contabili  (ddl.n.58)
  approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 30 dicembre  2012,
  le  parole   di  cui  agli articoli 1 e 3  sono  sostituite  dalle
  seguenti:  di cui all'articolo 3 .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.2

   Al comma 1, sopprimere le parole  senza soluzione di continuità

   Emendamento 1.1

   All'articolo 1 aggiungere il seguente comma:

    4.  Ai  soggetti utilizzatori di cui al comma 1 si  applicano  le
  disposizioni   di  cui  all'articolo  2  comma  2  della   delibera
  legislativa  recante   Norme in materia di personale.  Disposizioni
  contabili  (ddl.n.58) approvata dall'Assemblea Regionale  Siciliana
  il 30 dicembre 2012.